AGESCI Regione Lombardia EDUCARE ALLA FEDE IN REPARTO Rilettura degli strumenti del metodo E/G per un'educazione globale Cari IABZ e Capi Reparto, Siamo molto contenti di consegnarvi la rielaborazione del materiale emerso durante il WAM che si è svolto a novembre 2008 sul tema “fede e sentiero”. Questo WAM è nato in risposta al bisogno di molti capi di avere strumenti pratici e funzionali per riuscire ottimamente ad educare alla fede in Reparto. Spesso rappresenta uno scoglio più o meno difficile riuscire ad accompagnare i ragazzi in questo ambito di crescita: non sempre è presente l’Assistente e non sempre i Capi si ritengono sufficientemente all’altezza. Il WAM ha voluto essere l’occasione di ragionare semplicemente ribaltando la prospettiva, ovvero come utilizzare gli strumenti tipici della branca E/G per educare alla fede; come declinarla attraverso gli strumenti del metodo. Scopriamo così che molti strumenti che tipicamente utilizziamo con i nostri ragazzi, letti in un’ottica di fede, possono essere delle ottime risorse per accompagnare i ragazzi e soprattutto evitano la forzatura dell’inserire l’attività di fede in Reparto staccata e indipendente rispetto alle altre attività: in Reparto si educa alla fede con il metodo scout e non separatamente. Le attività che gli E/G vivono sono numerose occasioni educative che, con le attenzioni giuste, possiamo farle diventare anche autentiche occasioni di catechesi e momenti di crescita nella fede. Pensiamo che questo sforzo di integrazione tra strumenti del metodo e fede possa essere per i capi una risorsa utile: l’intento è di fornire uno schema concettuale che possa aiutare ad utilizzarli in maniera maggiormente consapevole. Spesso l’abitudine, le tradizioni, il già vissuto ci portano a non fermarci a riflettere su ciò che facciamo e proponiamo; spesso perdiamo di vista che quello che stiamo proponendo, ma ricordarci che gli strumenti metodologici devono essere calibrati, specifici, idonei e utili agli E/G del nostro reparto. Dobbiamo partire dai ragazzi, riflettere e confrontarci in staff su quali strumenti siano più efficaci perché la nostra intenzionalità educativa porti i suoi frutti. Per questo motivo abbiamo inserito gli schemi su cui iniziare a ragionare con l’aiuto delle classiche “triplette” (esperienza-simbolo-concetto) sussidiate da altre funzionali triplette che meglio esprimono le dimensioni profetica-sacerdotale-regale, umana-religiosa-cristiana e Cristo-Chiesa-Regno. Con il • • • presente lavoro ti è proposta una rilettura degli strumenti del metodo E/G per un’educazione globale; una memoria del cammino che l’Agesci ha già fatto in merito all’educazione alla fede; una concretizzazione di come utilizzare i diversi strumenti del metodo per un’educazione alla fede inserita in un contesto di educazione globale. • gli itinerari del PUC (tratto da “Educare alla fede in reparto”) • gli schemi che sono stati utilizzati al wam nei gruppi di lavoro Auspichiamo che questo materiale possa essere utile e costituire una risorsa per tutti i capi della Regione. Non possiamo fare a meno di ringraziare per l’importante contributo fornito la pattuglia regionale E/G Lombarda, gli Iabz e tutti coloro che hanno speso energia ed entusiasmo per la realizzazione dell’evento. Un ringraziamento particolare a Rosaria Facchinetti, Chiara e Lucia Prina ed Andrea Mantovani che hanno contribuito alla stesura di quanto elaborato in pattuglia. Buona lettura, Barbara Rossato, Simone Galli, Don Alessandro Camadini Incaricati Regionali ed Assistente di Branca E/G 2 IL PUNTO DI PARTENZA Le verifiche giunte dai reparti e dalle zona lombarde in merito all'applicazione del “nuovo sentiero” nell'anno 2008-2009 ci hanno rivelato alcuni aspetti interessanti. Molti sono elementi che si sono successivamente riscontrati anche in sede di verifica nazionale e che verranno sicuramente monitorati nei prossimi anni, in particolare Mete, B.A., quattro punti di B.P. ed altro. Per quanto riguarda invece la nostra regione, sono due gli ambiti che ci hanno particolarmente colpito: − “protagonismo, autonomia, concretezza, ruolo nella comunità”. Gli staff hanno valutato il nuovo sentiero come molto positivo e propositivo, ricco di occasioni da poter offrire agli E/G, in merito a questi aspetti, ma in molti casi hanno evidenziato grosse difficoltà nel ritrovare questi elementi nella proposta che realmente viene fatta agli EG dei nostri reparti. − “educare alla fede” Abbiamo notato che dalle verifiche e dal primo wam effettuato (dal quale è scaturito il libretto: “APPUNTI DI VIAGGIO”) tra le problematiche emerse non è mai comparsa alcuna difficoltà in questo ambito, solo da un gruppo di lavoro al wam si era accennato all'ambito fede. L'idea di affrontare questi due ambiti al wam 2008 ci è sembrata quindi un buon punto di partenza per iniziare a riflettere e rielaborare gli strumenti del metodo in base a questi due aspetti fondamentali dell'educazione scout. Riuscire ad avere le necessarie attenzioni per sfruttare al massimo le occasioni attraverso gli strumenti che abbiamo a disposizione è il nostro compito principale ed è da questa convinzione che è iniziata la nostra proposta. Il primo punto lo abbiamo affrontato come occasione per riflettere insieme, rileggere gli strumenti del metodo in quest'ottica e provare a evidenziare le attenzioni che noi capi dobbiamo avere per far si che gli strumenti siano vere occasioni per gli E/G per vivere “protagonismo, autonomia, concretezza, ruolo nella comunità” REALMENTE. Lo presentiamo in questo libretto perchè pensiamo possa essere uno strumento utile per un confronto in staff o in zona per “riscoprire” strumenti a volte poco utilizzati o “riscoprire” gli strumenti normalmente utilizzati in un'ottica diversa, molte volte siamo troppo concentrati sull'utilizzo del metodo e degli strumenti e rischiamo di far passare in secondo piano le attenzioni che ci permetterebbero di utilizzarlo con intenzionalità educativa. Il secondo punto ha subito colpito la nostra attenzione e ha creato le prime domanda di riflessione: “educare alla fede in Reparto” non è comparso nelle problematiche in merito al nuovo sentiero perchè è considerato ambito diverso dal sentiero? Oppure perchè non ci crea alcun problema? Oppure....Beh abbiamo pensato che questo fosse un quesito da affrontare insieme, soprattutto provando ad essere noi per primi propositivi! La proposta vissuta al wam è stata un riscoprire gli strumenti e le strutture del Reparto secondo “gli occhi della fede” e lo proponiamo a voi tramite questo libretto, perchè crediamo sia fondamentale questa chiave di lettura per riuscire davvero a proporre uno scoutismo che educhi a 360° ciascun Esploratore e Guida dei Reparti lombardi. 3 1. UNA RILETTURA DEGLI STRUMENTI DEL METODO E/G PER UN’EDUCAZIONE GLOBALE “La dignità dell’uomo richiede che egli agisca secondo scelte consapevoli e libere, mosso cioè e determinato da convinzioni personali” (Gaudium et Spes, 17) Nel mondo scout queste convinzioni hanno a che fare con l’”intenzionalità educativa o pedagogica”. L’educatore scout agisce perseguendo degli obiettivi, dei perché e chi ha un buon perché va a cercarsi anche dei buoni strumenti per raggiungere gli obiettivi che più gli stanno a cuore. Se ciò a cui tengo, se ciò che mi sta a cuore e che determina la mia vocazione di capo scout è il bene per i miei ragazzi, la loro crescita, la loro formazione, la loro educazione, allora sarò un capo in grado di fornire loro mezzi, occasioni di scelte, realizzazioni e verifiche in un clima di reciproca fiducia e di coinvolgimento di tutta la comunità. In poche parole sarò un capo in grado di utilizzare la varietà di strumenti che il metodo mette a disposizione perché ciascun e/g possa crescere nel proprio cammino verso la Partenza, vivendo con gioia esperienze vissute secondo lo stile scout. Proprio perché i ragazzi sono al centro della nostra riflessione, lo schema che abbiamo proposto al wam non è uno schema “spendibile” con loro. Deve piuttosto essere uno strumento utile alla staff per confrontarsi sul modo in cui dovremmo/potremmo utilizzare gli strumenti e su come effettivamente li utilizziamo. In prima istanza è utile esplicitare gli strumenti relativi alla tappa presa in considerazione (elencati nella prima colonna). strumenti della scoperta/ competenza/ responsabilità protagonismo concretezza del fare condivisione/comunità autonomia Ogni momento fondamentale della crescita del ragazzo (che noi visualizziamo simbolicamente con ciascuna tappa) ha i propri strumenti e ogni ragazzo, in ragione della fase in cui si trova, vive in modo diverso questi strumenti. Il capo squadriglia, ad esempio, vive lo strumento “consiglio di squadriglia” in modo ben diverso da come lo vive lo squadrigliere appena salito dal branco, così come lo squadrigliere appena salito dal branco vive diversamente il raggiungimento di una specialità da come la potrebbe vivere un ragazzo al secondo o al terzo anno di reparto. Concluso questo lavoro di esplicitazione degli strumenti (molto utile anche per dare una spolverata a quegli strumenti che usiamo meno), si passa all’analisi vera e propria degli strumenti, partendo dalla concretezza dell’esperienza per arrivare fino al concetto ad essa sotteso. Quali sono questi concetti? Li abbiamo espressi nella riga orizzontale: protagonismo, concretezza del fare, condivisione/comunità e autonomia. Queste quattro categorie possono essere lette in molti modi: sono 4 bisogni dei nostri ragazzi; sono 4 idee fondamentali che il metodo scout, proprio in risposta ai bisogni dei ragazzi, intende valorizzare; sono 4 stili a cui educhiamo; sono 4 punti fondamentali che l’associazione ha voluto sottolineare con l’adozione del nuovo sentiero e infine 4 chiavi di lettura per una verifica delle attività proposte. Allora le domande che nascono per favorire e stimolare l’analisi saranno: che valore ha lo strumento X nel favorire il protagonismo del ragazzo? Quanto incide lo strumento Y nel creare condivisione e comunità? Può l’E/G raggiungere la propria autonomia utilizzando lo strumento Z? Quanto incidono gli strumenti del nostro metodo sul raggiungimento dei nostri obiettivi educativi? Quanta importanza e quanta attenzione gli dedichiamo? E a queste domande se ne potrebbero aggiungere molte altre... Ma è all’interno della staff o della comunità capi che la riflessione deve continuare, che devono emergere ulteriori domande. E questo è il fine che ci siamo posti nello strutturare questa griglia: che essa sia uno strumento di riflessione e di analisi degli strumenti che quotidianamente usiamo nella vita di reparto, partendo dai ragazzi che educhiamo. Pensare a ciò che facciamo vivere loro, ragionare su quello che proponiamo per permettere loro di vivere uno scoutismo sempre più autentico. Inseriamo un esempio utile per capire il lavoro che occorre fare in staff (o zona): 4 5 2. PARTIAMO DALLE RADICI, FACCIAMO MEMORIA Scopo ultimo dello scoutismo è la formazione integrale della persona umana. Educare alla fede è parte integrante della nostra proposta educativa: “Se vuoi veramente intraprendere la strada verso il successo, cioè verso la felicità, devi dare una base religiosa alla tua vita”. Secondo Baden Powell, appartenere a una religione significa sapere che ci sono due punti fermi irrinunciabili. Primo: chi e che cosa è Dio. Secondo, utilizzare al meglio la vita che Egli ci ha dato per fare qualcosa per gli altri. Il ragionamento di Baden-Powell prosegue così: "Che cosa può essere utile per evitare che si diffonda l'ateismo e i due punti precedenti diventino realtà?". Ecco la sua risposta. Primo: "Leggere quell'antico e meraviglioso libro che è la Bibbia, nella quale scoprirai, oltre alla rivelazione divina, un compendio meravigliosamente interessante di storia, di poesia e di morale". Il secondo libro che Baden Powell suggerisce è quello della natura. "Leggere un altro vecchio libro meraviglioso come quello della natura, vedere e studiare tutto quanto puoi delle bellezze, dei misteri che in essa si offrono per la tua gioia". Così, ogni elemento dello scoutismo (dal gioco all’impresa, dalla strada al consiglio della legge...) deve concorrere alla formazione religiosa della persona. Il cammino dello scoutismo dalla promessa alla partenza diventa anche cammino di catechesi. Ma cos’è catechesi? Come si educa alla fede? • Cos’ è catechesi? Cammino di accompagnamento della Comunità cristiana in cui si propone l’integrazione tra la fede e la vita, annunciando il Vangelo – Gesù Cristo, figlio di Dio - come buona notizia per l’uomo, per tutto l’uomo e per tutti gli uomini, celebrando le meravigliose opere del Padre, compiutesi nel Figlio e rese a noi attuali nello Spirito, e testimoniando la vita nuova in Cristo quali figli del Padre nel Figlio Gesù Cristo, grazie all’azione dello Spirito santo. Possiamo dire in altre parole che catechesi è accompagnare e sostenere la crescita nella piena umanità di Cristo, nostro Signore. In Cristo, figlio di Dio, scopriamo la nostra vera identità di figli di Dio, immessi nella fraternità universale, e chiamati dal Padre a vivere la nostra vita conformi a Cristo e sostenuti dallo Spirito. • Cos’è catechesi in Agesci? Quanto si è detto per la catechesi viene proposto attraverso il metodo scout, sapendo che l’accompagnamento per l’integrazione tra fede e vita avviene dalla promessa alla partenza. Per ogni branca c’è la progressione della scoperta, competenza e responsabilità.. Il cammino dalla promessa alla partenza è sostenuta da una chiara antropologia cristiana, cioè dalla visione dell’uomo secondo l’ispirazione cristiana che proviene dalla Scrittura e dalla Tradizione. • Chi è il catechista? Il primo catechista è la comunità cristiana, dove si vive il mistero della Comunione e Missione. La fede annunciata, celebrata e testimoniata dagli adulti è la prima forma di catechesi per le giovani generazioni. La comunità parrocchiale, in comunione con il Vescovo diocesano, è il primo luogo di catechesi. I gruppi scout, inseriti in questa comunione ecclesiale, hanno nella Comunità capi il soggetto responsabile e garante delle scelte espresse nello patto, nello statuto e nel regolamento. Ogni capo scout inserito nelle unità è per i fanciulli, i ragazzi, gli adolescenti e i giovani, il primo testimone e perciò annunciatore della potenza del Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo. L’anno liturgico (dall’avvento al Natale, dalla Quaresima alla Pasqua e alla Pentecoste fino al tempo ordinario) è la proposta ciclica annuale dei misteri di Gesù Cristo (Incarnazione, Redenzione) per una crescita personale e comunitaria nella fede, maturando progressivamente o la dimensione profetica (ascolto e l’annuncio della Parola di Dio), o la dimensione sacerdotale (celebrazione dei Sacramenti e della vita secondo il Vangelo); o la dimensione regale (testimonianza di scelte libere e responsabili in coerenza con il Vangelo e la Tradizione cristiana). • Come fare catechesi? A questa domanda abbiamo voluto rispondere con il WAM. L’Agesci ha già risposto a tale domanda con il Progetto Unitario di Catechesi (1983 - PUC) e successivamente con il sentiero fede (1998) e con altre pubblicazioni specifiche anche per la branca E/G. Il segreto sta nel progetto! Si tratta, come in tutto quello che facciamo, di elaborare un progetto, un itinerario di iniziazione cristiana che coinvolga ed accompagni il ragazzo fino alla Partenza. Un progetto indubbiamente impegnativo, ma che con l’aiuto di alcuni strumenti e indicazioni diventa meno impossibile di quel che pensiamo. Per prima cosa, ricordiamoci che il cammino di educazione alla fede in branca E/G, la dimensione ecclesiale dell’esperienza cristiana è vissuta anzitutto nella vita comunitaria della squadriglia e del reparto. Non esiste una dicotomia tra vita di fede e metodo scout! Educare alla fede non è un di più, 6 non è un’attività che si aggiunge ad un’altra, è parte integrante della nostra proposta educativa. La nostra esperienza di educatori ci dice che la dimensione di fede è la “componente strutturale”, è quella realtà intorno alla quale si struttura la personalità. E’ quel dato di fondo, da cui poi maturano e crescono le scelte fondamentali della vita. Ma torniamo a uno degli strumenti che possono aiutarci a comprendere cosa significa educare alla fede. Si fa catechesi... 1 …con riferimento alla sua STRUTTURA fondamentale missione PROFETICA missione SACERDOTALE missione REGALE 2 attraverso il LINGUAGGIO ESPERIENZA SIMBOLO CONCETTO 3 utilizzando il METODO SCOUT 4 attraverso vari livelli di SIGNIFICATO gioco, avventura, strada racconto, vita nella natura, servizio parole maestre, felicità, aiutare il prossimo, amore livello UMANO livello RELIGIOSO livello CRISTIANO 5 per giungere ai CONTENUTI CRISTO CHIESA REGNO Nello scoutismo è stato elaborata una "tripletta" (2), che comprende i tre elementi esperienzasimbolo-concetto. Nella metodologia educativa dello scoutismo si portano i ragazzi a fare esperienze diverse (3), non tanto per l'esperienza in sé, quanto per elaborarle in seguito con termini simbolici. Si tenta di far percepire al ragazzo questo passaggio, che può consentirgli di dare un nome all'esperienza e di giudicare se sia utile o meno, se sia cioè da tenere nel proprio zaino, nel proprio bagaglio della vita, oppure da tralasciare o da dimenticare. Questo è il percorso che proponiamo ai ragazzi, noi capi educatori dobbiamo partire dal concetto, per poi costruire un’esperienza che porti gli e/g a comprendere il concetto da cui siamo partiti. Da qui, il percorso si avvia tenendo in considerazione i tre aspetti fondamentali della catechesi (1): la missione profetica, cioè la capacità di far risuonare la Parola del Vangelo nella vita; la missione sacerdotale, cioè la capacità di santificare al nostra vita attraverso la preghiera e la celebrazione e la missione regale, cioè la capacità di fare scelte coerenti, di adeguare la propria vita ai doni di Dio, in breve la costruzione del Regno. L’esperienza poi passerà attraverso i vari livello di significato (4): il livello umano (quello che vivo nel quotidiano, il rapporto con gli altri, con me stesso, le relazioni tra le persone) mi fa capire che esiste qualcosa sopra di me che permette tutto questo, qualcosa di grande, a cui ancora non so dare un nome (livello religioso), fino a che non arrivo all’incontro con Cristo (livello cristiano), inizio e fine di tutte le cose. L’esperienza educativa delle attività scout così strutturata è potenzialmente evangelizzatrice perché apre all’incontro con Cristo, nella Chiesa, per l’edificazione del Regno (5). Potremmo riassumere dicendo che: - lo scoutismo deve usare/essere un linguaggio particolare capace di comunicare le verità fondamentali della rivelazione cristiana; - lo scoutismo deve essere impregnato di spirito evangelico: “il movimento degli scout, sistema pedagogico unico e originale, fondandosi solidamente sul Vangelo, sviluppa felicemente la personalità del giovane e ne valorizza le più nobili inclinazioni” (Pio XII); - per essere testimone coerente e credibile, il capo-catechista deve essere al tempo stesso competente dal punto di vista metodologico e innamorato di Cristo. La nostra esperienza di fede deve essere personalizzata sulla base delle ESPERIENZE di ciascun educando (“Giocate nella squadra di Dio!”). Non è possibile pensare che un percorso vada bene per tutti, a prescindere dal tempo e dai luoghi, è qui che entra in gioco il progetto su ciascun ragazzo. 7 Al Wam abbiamo provato a giocare nella squadra di Dio divisi in gruppi per tipologia di strumento (alta squadriglia, mete e impegni, consiglio della legge, consiglio capi, consiglio della legge , specialità e brevetti) e abbiamo tentato di completare una griglia simile a quella esplicitata sopra: STRUMENTO ESPERIENZA SIMBOLO CONCETTO PROFETICO SACERDOTALE REGALE UMANO RELIGIOSO CRISTIANO CRISTO CHIESA REGNO scoperta competenza responsabilità Per ogni tappa abbiamo individuato gli elementi corrispondenti facendoci aiutare dalla nostra esperienza con i ragazzi, dalla nostra competenza di capi-catechisti e anche dalle pagine della Bibbia. “Quando i capi sanno applicare in maniera integrale e sapienziale il metodo scout, cogliendone tutta la profondità spirituale, il vasto mondo dei valori, la continuità della proposta al di là della singola branca... si apre un sentiero affascinante verso Dio” (Sentiero Fede, introduzione). SCHEDE STRUMENTI Riportiamo a titolo di esempio1 le tabelle relative a ciascuno strumento affrontato. Pensiamo possa essere un buon punto di partenza per chiunque si appresti a questa rilettura. Crediamo sia però importante calare lo strumento sulla propria realtà, quindi vi invitiamo a prendere questi schemi come stimoli per successive riflessioni, con la speranza che ciascuno staff possa creare altri percorsi ad hoc per gli E/G dei propri reparti. 1 Le schede sugli strumenti del metodo sono da leggere nello schema sopraesposto; per comodità di stampa talvolta la tabella è stata splittata su due pagine affiancate o successive. 8 Specialità Responsabilità Competenza Scoperta UMANO RELIGIOSO CRISTIANO Umano Osservare gli altri e prendere l’esempio per conquistare la stessa specialità equiparabile all’esperienza della vocazione/chiamata (Brano Vocazione Chiamata) Maestro di Specialità: esperienza di responsabilità e trapasso di nozioni Campetti di Specialità Religioso Cerimonia della consegna “distintivo” come parallelo delle cerimonie religiose Umano Verifica come esperienza umana di competenza rivolta al migliorare anche sbagliando. Campetti di Specialità con sottolineatura della competenza Religioso Verifica nel suo aspetto “etico” necessità di migliorarsi e verificarsi sulla base delle proprie competenze Maestro di Specialità Astrazione del concetto di Maestro (es. Maestro a scuola, Allenatore) come figura in grado di arricchire. Cristiano Cerimonia (questa volta a livello di competenza) consapevolezza di quanto sta accadendo (Brano Lavanda Piedi o Pentecoste) Verifica nell’aspetto più cristiano del termine (pagliuzza/trave) Maestro di Specialità richiamo in senso lato al Maestro capace di insegnare al discepolo Umano Prendersi un Impegno responsabilità nel mantenerne fede. Verifica Religioso Maestro di Specialità Momento di responsabilità nei confronti di chi si segue Verifica vd sopra con sottolineatura della responsabilità anche nei confronti della propria comunità Cristiano Maestro di Specialità con maggiore sottolineatura all’aspetto di responsabilità della testimonianza cristiana Verifica (Lettere di San Paolo / Conversione) stimolo al migliorarsi e quindi alla conversione di se stessi e di chi sta intorno CRISTO CHIESA REGNO Cristo Come Maestro di Specialità Umiltà di Apprendere dal Maestro Chiesa Cerimonia Scoperta della cerimonia vissuta all’interno della comunità (Ultima Cena, Lavanda Piedi, Giovanni Battista) Consiglio d’Impresa Scoperta del momento comunitario Campetti di Specialità Scoperta di una comunità riunita insieme attorno ad un “idea/messaggio” Regno Il Regno è vicino e richiede il proprio impegno personale. Scoperta dei propri talenti e attitudini. Cristo Realizzazioni concrete parallelismo con Dio che si fa uomo 1) incarnazione Chiesa Come corpo dove ciascun organo ha una funzione tesa al bene comune (simbologia del corpo) Regno L’avvento del Regno necessita la fedeltà e la costanza nel migliorare Cristo 2) mistero pasquale, Cristo si è donato totalmente:IO mi dono integralmente in quello che faccio Chiesa Capo sq. che è attento al come gli squadriglieri stanno vivendo le specialità Regno Vivere specialità nelle imprese Scopo ultimo e massima realizzazione del percorso delle specialità. Vivere le proprie specialità (in particolare come momento di responsabilità 9 PROFETICO SACERDOTALE REGALE Profetico Ascolto maestro Specialità inteso come umiltà dell’ascolto e dell’apprendimento da chi è più competente di te. L’altra faccia dell’aspetto Profetico Osservazione degli altri e progetto dei propri desideri Sacerdotale Carta di specialità condivisa in C.d.L. come momento sacerdotale comunitario Carta di specialità Regale Scelta di prendere la specialità come momento di scoperta morale e di impegno. ESPERIENZA SIMBOLO CONCETTO Esperienza Proporre attività di scoperta delle specialità Esperienza di “induzione” alla scoperta da parte dei capi o degli altri EG (Brano Seminatore, si seminano le specialità) Cerimonia Campetti di Specialità Verifica Simbolo Carta di specialità: simbolo principe del proprio cammino. Concetto Progettazione rappresenta il modus operandi all’interno dell’attività EG Profetico E’ possibile fare bene le cose: è bello! (profezia) Esperienza Esperienze concrete esperienze di competenza attraverso la realizzazione di imprese Campetti di specialità visti in un ottica di competenza come momento in cui imparo Sacerdotale Realizzazioni Concrete momento di celebrazione all’interno di una comunità attraverso la condivisione di una competenza. Regale Maestro di specialità impegno realizzato nella concretezza delle azioni. Maestro di specialità momento sacerdotale per eccellenza. Essere guida e punto di riferimento. Profetico “Se il chicco di grano cadendo nella terra non muore, non produce frutto” Sacerdotale Capo Sq. nei confronti degli squadriglieri responsabile nel seguire il percorso della sq. Testimone. Maestro di Specialità nello stesso momento sacerdote (in quanto “predica”) e re in quanto testimone vivo capace di suscitare competenza (Parabola Seminatore) che si ponga nella preghiera il compimento della specialità Regale Vivere specialità nelle imprese mettersi in gioco in prima persona. Essere re nel gioco dell’impresa sfruttando le proprie capacità (Talenti) Maestro di Specialità nello stesso momento sacerdote (in quanto “predica”) e re in quanto testimone vivo capace di suscitare competenza (Parabola Seminatore) Scelta di Prendere una Specialità Simbolo Distintivi come simbolo di responsabilità nei confronti degli altri EG. Responsabilità nel rendere pubblica una propria competenza. (Brano Mosè viso illuminato) Concetto Nelle specialità realizzo le mie potenzialità (degli EG) Realizzazioni Concrete come simbolo di una testimonianza attiva 10 Responsabilità Competenza Scoperta Impresa UMANO RELIGIOSO CRISTIANO Bisogni e desideri diversi: Ogni ragazzo del reparto e della squadriglia è diverso e perciò durante la decisione del “cosa fare” scopre i suoi bisogni e desideri Riscopro me stesso: Nell’impresa ogni ragazzo mette a disposizione le proprie potenzialità il suo essere, si mette alla prova e questo procura una maggiore conoscenza di se stesso Incontro l’altro: Nell’impresa ognuno per lavorare INSIEME deve conoscere e scoprire le persone con cui sto costruendo un qualcosa Discutiamo e troviamo un obiettivo all’incontro delle nostre differenze. (co-ordiniamoci) Nell’impresa dopo che ho scoperto i miei desideri e i miei obbiettivi, devo riuscire a far si che questi desideri possano essere portati anche agli altri. Condivisione: Nell’impresa so portare oltre ai miei desideri anche le mie capacità e le mie competenze Talenti Nell’impresa divento cosciente dei miei talenti, dei doni che mi sono stati dati Facciamo che ognuno sia partecipe: Nell’impresa ora che ho scoperto i miei desideri li ho potuti realizzare aiuto le persone della mia comunità a far emergere anche i lori desideri Bene comune: Nell’impresa ora posso mettere le mie competenze al servizio degli altri Mi prendo cura del prossimo: Nell’impresa ora il compito principale sarà di aiutare gli altri ed insegnare loro a far uscire i loro talenti CRISTO CHIESA REGNO Scopro me: Scopro me stesso in Cristo come persona creata da Dio e la creazione come impresa da portare a compimento Scopro la comunità Scopro me stesso come componente di una comunità e questo mi aiuta a capire la comunità cristiana Scopro il sogno della comunità Scopro che lavorando insieme e non da soli si costruisce qualcosa, come insieme si costruisce il regno in terra Capacità del singolo In questo scopro i miei talenti li faccio miei valorizzandoli Lavorare insieme Metto a disposizione della comunità i talenti che ho Lavorare per realizzare il bene comune I miei talenti servono agli altri per realizzare qualcosa di ancora più grande insieme ai talenti di tutti Aiuta l’altro a scoprirsi; fare passare in 1° piano il bisogno comune (rinuncia) Nell’impresa in questo momento si passa da protagonisti ad “aiuto” per far uscire le competenze e i talenti degli altri. Il successo dell’impresa nel servire gli altri. Mettersi a disposizione della comunità Quello che so fare non resta a me fine a se stesso ma lo metto a disposizione di chi ne ha bisogno Guidare gli altri verso il bene comune In questa fase c’è la scoperta che senza una guida o un obbiettivo comune non si va da nessuna parte, allora si diventa “guida ed accompagnatore” della squadriglia o del reparto 11 PROFETICO SACERDOTALE REGALE ESPERIENZA SIMBOLO CONCETTO Dire cosa si sa fare e cosa si vorrebbe realizzare Posti d’azione: come scoperta di essere membro di una comunità Prendersi un impegno Mappa delle opportunità Scoperta dei mie desideri e bisogni Mettere in comune, scegliersi una guida Specialità Scoperta dei talenti e delle capacità di ognuno Mettere a disposizione le proprie capacità Cosa può piacere a Dio Far diventare preghiera l’impresa Fare del mio meglio Sacerdotale Il c.sq aiuta gli altri a pregare Carta di specialità Inizio a pensare e a scoprire cosa mi piace fare Consiglio di impresa Metto a disposizione i miei talenti per qualcosa di più grande Progetto: bene comune, comunità Specialità Consolidamento della consapevolezza di avere dei talenti Carta di specialità Inizio ad avere un progetto che mi porta a qualcosa di più grande per gli altri Ascoltare l’esigenza della sq. (non solo basandosi sul “piacere” ma dando uno stile) Verifica Verifica se ognuno di noi ha fatto il proprio dovere per il bene comune Guida, esempio, testimone negli impegni dell’impresa verso gli altri Legge Ho rispettato la mia “guida” per creare qualcosa di più grande? Maestro di specialità Io al servizio degli altri 12 Scoperta Consiglio Capi UMANO RELIGIOSO CRISTIANO Scoperta dei messaggi cristiani che si possono vivere in esperienze quotidiane Competenza + il granello di senapa Imparo “come si fa” Scoprire Cristo come capo ed esempio Gestione della preghiera di sq + la creazione Fantasia nella gestione della preghiera di sq. PROFETICO SACERDOTALE REGALE Gestione preghiera di sq. + chiamata dei discepoli + la scelta di Davide ESPERIENZA SIMBOLO CONCETTO Scoprire il proprio ruolo nella comunità Scoprire un nuovo metodo per vivere le esperienze (E/S/C) Leggere il Vangelo alla luce di ciò che succede nella nostra vita + lavanda dei piedi Saper leggere i bisogni Imparare anche dai Saper condividere e fallimenti testimoniare Saper prendere decisioni Confronto e condivisione Messaggio di carità nell’aiutarsi a risolvere i problemi Responsabilità CRISTO CHIESA REGNO Dedicare del tempo mio per gli altri Confronto sui più piccoli Verifica degli impegni Accompagname nto nella realizzazione e nella scelta Decidere eventuali modifiche + quello che farete ai più piccoli.. + siate luce + dove due o tre sono riuniti nel mio nome + padre nostro Modello di riferimento: Cristo, capi rep, capi sq., Momento di confronto per camminare insieme verso il Regno Si mette al servizio degli altri scoprendo il suo ruolo Cogestione (costruire assieme il Regno) + il corpo e le membra + siate sale + i talenti Criticità: età in cui la fede è messa in discussione Esperienza di carità nel servizio al reparto Il capo sq. si trova ad ascoltare i suoi ragazzi Lo condivide con gli altri c.sq Prende decisioni di conseguenza (progetta attività) Riscoperta della Promessa e nuovo modo di esserne testimone + Tommaso + Siate lievito + missione dei discepoli (bisaccia) 13 Mete e impegni UMANO RELIGIOSO CRISTIANO Responsabilità Competenza Scoperta - Relazione - Protagonismo - Coinvolgimento - Sentirsi parte di … - Riconoscersi bisognosi di aiuto - Apertura all’Oltre - Vita di Gesù come risposta a una chiamata CRISTO CHIESA REGNO - Chiamata dei discepoli (Mc 1,16-20) - Il Getsemani (Mt 26,36-42) - I Sacramenti (battesimo di Cornelio At 10,1-43) - Il posto nella Chiesa (1 Cor 12,4-11) - La missione (Gio 13,1-17, Mt 28,16-20) - L’incontro con il giovane ricco (Lc 18,13-3) - Limiti e capacità - Progressiva costruzione di un ruolo - Esperienza del fare: - fare insieme come relazione - scoprirsi utili per gli altri - Apporto personale alla crescita spirituale degli uomini - Talenti - Ora et labora La costanza (umano) La fedeltà (religioso) - Preparazione alla missione (Lc 2,52) - Parabola dei talenti (Lc 19,12-26, Mt 25,14-30) - Il corpo e le membra (1 Cor 12,12-31) - Le prime comunità cristiane (At 2,42-47 At 4,32-37) Donarsi (cristo) Talenti (chiesa) Comunità (regno) 14 PROFETICO SACERDOTALE REGALE ESPERIENZA SIMBOLO CONCETTO - Conoscenza della Legge Scout, - Ascolto attento della parola del Vangelo - Ascolto dei più grandi (sia E/G che CR) Esperienze: - Promessa, cerimonia di consegna - Consiglio della Legge - La Legge - Modalità di comunicazione di mete/impegni - Specialità/Carta di Specialità - Hike - Cerimonie - Impresa Condivisione delle diversità comunicazione alla comunità delle mete e impegni presi, centralità della Legge (cerimonia Promessa) - BA, - Progetto della propria specialità (Carta di Specialità) - Impegno a mantenere la Promessa Esperienze: - Specialità/Carta di Specialità - Hike Profezia del servizio, preghiera Testimonianza dello stile nel fare le cose e nel perseguire la meta Hike / impresa Lasciamo ora a voi due strumenti in bianco. La squadriglia, strumento principe della branca EG, riteniamo sia molto ricco di spunti e di riflessioni. Pensiamo che sia anche la base di ciascuna attività; l'invito che vogliamo darvi è quello di riempire questa griglia durante una riunione di zona (o staff di reparto) perchè è proprio il punto di partenza della nostra proposta. L'Alta Squadriglia, strumento a volte poco conosciuto e poco utilizzato, a volte utilizzato in maniera non proprio corretta per raggiungere gli obiettivi educativi per il quale è stato “creato”. L'invio in questo caso è quello di provare a riflettere e cogliere l'occasione per riprenderlo in mano, comprenderlo al meglio e rielaborarlo anche come strumento per l'educazione alla fede in Reparto. ...e dopo averle completate, inviateci il vostro materiale! Potremo così arricchire questo libretto e condividere il vostro lavoro con altre zone e staff! 15 UMANO RELIGIOSO CRISTIANO CRISTO CHIESA REGNO PROFETICO SACERDOTALE REGALE ESPERIENZA SIMBOLO CONCETTO UMANO RELIGIOSO CRISTIANO CRISTO CHIESA REGNO PROFETICO SACERDOTALE REGALE ESPERIENZA SIMBOLO CONCETTO Responsabilità Competenza Scoperta Squadriglia Responsabilità Competenza Scoperta Alta Sq. 16 Gli itinerari del progetto unitario di catechesi (tratto da: Educare alla fede in reparto”) La catechesi che ci viene presentata dal P.U.C. risponde ad una duplice funzione: è trasmissione delle nozioni che riguardano la fede e al tempo stesso azione educativa, cioè un’azione progettuale che partendo dalla realtà di fede del singolo riesce a far sì che la sua vita abbia Cristo come punto di riferimento. Per riuscire in questo il Progetto Unitario di Catechesi propone l’utilizzo di cinque livelli comunemente detti triplette. Vediamoli in dettaglio. 1) Livello pedagogico-metodologico (L/C, E/G, R/S) È il livello che tiene conto delle fasce di età e dunque della differente maturità psichica della persona a cui viene rivolta la proposta. Per il livello psico-pedagogico della branca E/G si rimanda a quanto dice il P.U.C. a pag. 190. Ci soffermiamo invece sulla parte metodologica. Dando per scontato che avventura ed impresa sono i due pilastri su cui poggia la metodologia di branca, ricordiamo che esiste una serie di strumenti metodologici che hanno una forte valenza di educazione alla «spiritualità». Oltre a quanto già detto nel paragrafo «Educare alla fede con il metodo scout in Reparto», credo sia da dare particolare rilievo al concetto di avventura. Metodologicamente l’avventura è capacità di giocarsi, di appassionarsi, di scoprire ed esplorare il mondo, è inoltre volontà di partire e responsabilità e competenza per farlo. E in questo clima che si deve poi inserire la proposta di progressione di fede in branca E/G. Ogni cristiano deve infatti vivere la sua avventura che è: fidarsi di Dio, un Dio che si può presentare con imprevedibilità e che mi può chiedere di giocarmi nella costruzione del regno con una vocazione non prevista, ma che comunque mi rende libero. Si possono pensare due differenti, ma progressivi itinerari: per la prima e seconda tappa si parlerà della fede come avventura, dunque si valorizzeranno quei momenti che privilegiano le scelte e le capacità della scelta (fedeltà, legge, spirito critico ecc.) per le altre tappe e per l’Alta Squadriglia si parlerà di educazione alla libertà come avventura, come giocare il ruolo della propria vocazione per la costruzione del Regno. 2) Livello linguistico (Esperienza, Simbolo, Concetto) Il P.U.C. ne parla a pag. 111. È forse il livello più stimolante e creativo per chi fa catechesi con il metodo scout. Qui si dice che per riuscire a fare una incisiva proposta di catechesi si deve procedere secondo una triplice scaletta: partire da una forte situazione esperienziale, renderla presente (visibile alla mente) con un simbolo, e solo dopo passare all’esplicazione catechetica dell’esperienza vissuta. Tentando di fare un esempio si potrebbe immaginare questa situazione: il mio progetto di catechesi per il Reparto prevede (tra le altre cose) di dover parlare di Gesù come la sorgente che continuamente mi disseta lungo il cammino della vita (concetto). Quindi nella preparazione delle attività, ad esempio il campo di Pasqua, preventivo in programma una camminata di avvicinamento. La strada è sufficientemente lunga e non ci sono sorgenti d’acqua (l’acqua diventa ovviamente il simbolo), ed è dunque probabile che i ragazzi proveranno l’esperienza della sete (momento esperienziale). Ma attenzione, se questo è quanto ho pensato nella mia fase di progettazione, sono cioè partito dal concetto per arrivare all’esperienza attraverso il simbolo, nella fase di presentazione dell’attività ai ragazzi dovrò procedere in modo inverso. Si parte dunque per la camminata di avvicinamento, i ragazzi lungo la strada provano «fisicamente» un’esperienza di sete, un desiderio fisico di acqua da bere, arrivati al punto predisposto troveranno l’Assistente che li accoglierà offrendo loro da bere acqua in grande quantità, quindi, subito dopo che si sono riposati e dissetati, si farà una liturgia o una messa in cui si passerà il concetto di Gesù come colui che mi disseta non fisicamente, ma spiritualmente, che disseta l’anima. Si possono usare i tanti passi del Vangelo di S. Giovanni che parlano del tema (Gv. 4, 1-30; Gv. 7, 37-39) o altri passi del Nuovo Testamento. Provate pure a immaginare qualcosa che riguardi la luce (Cristo luce del Mondo), il fuoco (Cristo come colui che si consuma interamente per riscaldarci, per nutrirci, per illuminarci) e quanto altro potete. Ribadisco soltanto i due concetti fondamentali qui delineati: l’importanza del fattore esperienziale in quanto lo scautismo è un metodo esperienziale e l’uso dei tre passi della tripletta da fare in modo diverso per lo staff che lo pensa (dal concetto all’esperienza) e dei ragazzi che Io vivono realmente (dall’esperienza al concetto). 3) Livello dei significati (Umano, Religioso, Cristiano) Questi sono dei livelli progressivi, si parte dall’esperienza umana, che in certi casi si apre al valore religioso, per arrivare in ultimo all’esplicito annuncio del valore cristiano di ciò che abbiamo vissuto. Il livello umano: le parole, ma anche alcuni simboli che si usano in catechesi hanno un primo loro significato prevalentemente profano. Se parlo di amicizia la prima cosa che viene in mente è la figura dell’amico o amica di squadriglia, difficilmente viene subito alla mente del ragazzo/a l’amicizia di Gesù, e lo stesso vale per la paternità, per l’amore, ecc. E questo un dato di .fatto che deve essere tenuto ben presente, e nello svolgimento di una catechesi il significato «profano» deve essere presentato in modo esplicito, deve essere considerato come uno dei fattori essenziali (Cfr. P.U.C. pagg. 102 e 107). Il livello religioso: il significato di ogni parola o simbolo che uso nella proposta di catechesi deve poi aumentare gradualmente nella sua profondità di significato. Dopo aver tenuto presente il valore dell’amicizia in senso umano, la devo considerare anche nel suo significato religioso (morale). Senza questa espansione della parola o del simbolo all’infinito, quello che poi si racconterà esplicitamente in dimensione del Cristo, rimane solo una bella storia, simile a tante altre, cioè rimane solo un’esperienza umana e non diventa annuncio di Dio. In sostanza è necessario passare dal livello umano delle esperienze alla loro lettura cristiana passando attraverso la mediazione del livello religioso. E proprio in questa scia che si può leggere il Vecchio Testamento alla luce necessaria del Nuovo Testamento. Il livello cristiano: è l’ultimo passo della progressione contenuta in questo livello: esprimere i contenuti riferendoli esplicitamente al Cristo, in sostanza leggere il precedente attraverso il prisma della figura di Gesù. Tentando di ricapitolare si potrebbe dire che nella proposta di catechesi prima c’è l’esperienza quotidiana (l’amico di squadriglia), poi un concetto di amicizia più profonda (ad esempio l’amicizia di Dio con Israele, o con Abramo) e poi in conclusione risolutiva l’amicizia specificatamente cristiana (l’amicizia di Gesù Cristo). E bene ricordare a livello metodologico che per far comprendere il livello cristiano è necessario che il ragazzo/a abbia vissuto un’esperienza del valore proposto anche in forma umana e poi religiosa. Non posso pretendere di far comprendere la bontà della paternità di Dio (o meglio riesco solo a certe condizioni) ad una persona continuamente maltrattata dal padre naturale. 4) Livello ecclesiale (Profetico, Sacerdotale, Regale) È la tripletta dei «significati teologici». Possiamo paragonare la nostra proposta dei contenuti della fede ad una spirale, cioè noi nelle tre branche proponiamo sempre gli stessi misteri e la stessa figura del Cristo, ma lo facciamo con approfondimenti di contenuto diversi (non posso pensare di parlare di Gesù Cristo ad un R/S con lo stesso linguaggio usato per parlarne ad un L/C). Per la sua esplicazione rimandiamo a quanto detto in modo ampio e organico in altre parti del sussidio. 5) Livello contenutistico (Cristo, Chiesa, Regno) Stretta appare la connessione tra questo livello e quello dei significati. Non è difficile leggere il parallelismo tra la dimensione profetica e la presentazione della figura del Cristo, tra la dimensione sacerdotale e la presentazione della Chiesa chiamata a essere luogo della celebrazione del mistero di Dio, e infine tra la dimensione regale ed il Regno cioè il luogo dell’attuazione concreta dei precetti evangelici. E il livello dei contenuti della nostra scelta di fede, dove faccio conoscere il mistero del Dio fatto uomo, passando poi a mostrare la Chiesa come luogo della celebrazione e della possibilità di continuazione del messaggio affidatoci, ed infine spingendo a concretizzare la nostra vita come una risposta di amore alla chiamata del Cristo che mi chiede di vivere la mia libertà, cioè contribuire alla costruzione del regno. RESP COMP SCOP RESP COMP SCOP RESP E/G COMP SCOP L/C PROMESSA La fede: • • • • Dono incontro con il Signore risorto Cammino personale e comunitario Conversione: vertere insieme a Cristo, Missione: orientamento a Gerusalemme La vita di fede evidenzia tre dimensioni • Profetica............ Parola di Dio ........ ascolto ...........Cristo • Sacerdotale....... Celebrazione........ preghiera........Chiesa • Regale .............. Testimonianza .... risposta .........Regno PARTENZA R/S IC IST GU LIN O Esperienza Simbolo Concetto N CO PEDAGOGICO METODOLOGICO Cristo Chiesa Regno I UT N TE L/C E/G R/S SIGNIFICATI Profetico Sacerdotale Regale ECCLESIALE Umano Religioso Cristiano