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VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
RIUNIONE DEL GIORNO 20 DICEMBRE 2005
N. 11
In data 20.12.2005 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del
Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica.
All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori:
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MOLINARI Claudio - Sindaco
ZUCCHELLI Mario - Presidente
SANTONI Giovanni
ZAMBOTTI Pier Giorgio
GALAS Morena
CALZA' Luigi
DAVES Carlo
MIRANTE MARINI Girolamo
ZANONI Alessio
LORENZI Patrick
CALZA' Mario
VALANDRO Salvador
GRASSO Valeria
DALPONTE Andrea
GATTI Franco
GRAZIOLI Mauro
GRAZIOLI Luca
ACCORSI Massimo
FRIZZI Rocco
PEDERZOLLI Mauro
TRINCHIERI BENATTI Cristian
MORANDI Giorgio
LORENZI Emanuela
SERAFINI Mirella
BOMBARDELLI Ivo
MODENA Carlo
BENAGLIO Umberto
Risultano assenti i Consiglieri signori:
– BRUNELLI Maria Flavia
– MATTEOTTI Pietro
– DETONI Maurizio
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Partecipa il Vice Segretario del Comune – dott.ssa Anna Cattoi.
Partecipano alla riunione gli Assessori Pierluigi Bagozzi, Rosanna Giordani, Luigi Marino, Paolo
Mattoetti, Adalberto Mosaner, Giancarlo Tonelli.
Ai sensi dell’art. 1 - 3° comma del Regolamento Interno per le adunanze del Consiglio comunale
sono stati chiamati ad assistere all’adunanza, per i relativi punti di competenza, il dipendente
Responsabile dell’Area della Programmazione, Bilancio e Contabilità – Rag. Capo dott. Paolo
Franzinelli.
Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 27 Consiglieri comunali, il
signor Mario Zucchelli, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la
riunione per la trattazione dei seguenti argomenti rimasti da trattare nella seduta del 19 dicembre
2005, indicati negli ordini del giorno emanato con avviso dd. 13.12.2005, regolarmente notificato
ed allegato sub lettera A), e con avviso dd. 16.12.2005, regolarmente notificato ed allegato sub
lettera B), come segue:
7. APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA DEL
GARDA PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2006 DELLA RELAZIONE PREVISIONALE
E PROGRMMATICA E DEL BILANCIO PLURIENNALE 2006-2008 E ALTRI
ALLEGATI (relatore Assessore Bagozzi)
ODG Suppl. n. 1:
1. REGOLAMENTO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI E GIUDIZIARI IN
APPLICAZIONE DELL'ART. 20 - COMMI 2 E 3 DEL D.LGS. 30.06.2003 N. 196 (relatore
il Sindaco)
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 7
dell’ordine del giorno, di cui all’allegato C) al presente verbale.
PUNTO N. 7: APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA
DEL GARDA PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2006 DELLA RELAZIONE
PREVISIONALE E PROGRMMATICA E DEL BILANCIO PLURIENNALE
2006-2008 E ALTRI ALLEGATI
Presidente:
La Parola al signor Sindaco.
Sindaco:
Volevo solo comunicare che il testo del dispositivo della delibera va integrato con il
punto relativo all’approvazione della Relazione letta dal Sindaco, quale atto di indirizzo dello
stesso nell’azione amministrativa, nella seduta di ieri.
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Presidente:
Grazie signor Sindaco; è aperta la discussione sul Bilancio di previsione 2006, su quello
pluriennale 2006 – 2008, sulla Relazione del Sindaco e degli Assessori. Passiamo al secondo
intervento. Ha chiesto la parola il Consigliere Frizzi.
^^^ Entra il Consigliere Matteotti: il numero dei presenti sale a 28. ^^^
Consigliere Frizzi:
Volevo dire che siccome c’è stato un certo disguido con il computer, c’erano dei
Consiglieri che volevano informazioni su alcune delibere, però purtroppo non ho il tempo per
cercarle. Farò un secondo intervento su questo. Da che parte si inizia a commentare il Bilancio?
È molto difficile. Inizialmente posso dire che non avevo alcuna intenzione di fare un intervento
sul Bilancio, anche perché volevo fare uno scherzetto, nel senso di prendere i giornali dell’ultimo
periodo, con i commenti degli uomini politici, da Rutelli a Prodi, a Fassino, nei confronti della
Finanziaria del Governo Berlusconi e trasportarli, cambiando nomi e cognomi, fatti e luoghi, al
commento del Bilancio di Riva del Garda.
Lo dico semplicemente perché, quando si è all’opposizione, bene o male le critiche sono
sempre le stesse, quando invece i politici stanno al Governo, stranamente, le azioni sono
pressoché uguali, tanto è vero che si dice sempre, ormai è diventato un luogo comune, che in
politica non esistono più destra e sinistra; le operazioni dei governanti sono più o meno simili.
Ad esempio, simile è stata l’azione di governo della maggioranza di centro sinistra, D’Alema,
Prodi ecc.; con questa maggioranza non cambia molto, tutto sommato, a parte alcune Leggi ad
personam fatte da Berlusconi, però nel contesto generale la politica, la gestione,
l’amministrazione sono abbastanza similari.
Questo succede anche nella politica locale, in quella provinciale, in quella dei nostri
Comuni. Qui in Trentino abbiamo un governo di centro sinistra, però noi, che siamo
all’opposizione, che siamo di sinistra, lo critichiamo fortemente, tanto quanto il Governo
nazionale di centro destra. Tra Dellai e Berlusconi la differenza, per quello che riguarda la
politica del sociale e della cultura, è minimale. L’unica differenza forte e marcata, ovviamente, è
che ci sono, all’interno delle componenti di governo, delle compagini che secondo il nostro
parere diventano un pericolo per la collettività, per le idee che le caratterizzano.
Tralasciando la politica nazionale, possiamo entrare subito a commentare il Bilancio di
Riva del Garda; da dove partire? Partiamo dalla Relazione del Sindaco a questo Bilancio; ci sono
alcuni punti condivisibilissimi, ma ci sono altrettanti punti che io, ad un certo punto, dopo anni
passati a governare questo piccolo Comune, ho trovato assai ripetitivi. Entrerò successivamente
nel dettaglio di queste specifiche tematiche. All’inizio della Relazione c’è una cosa che mi sta
particolarmente a cuore, così come vedo che sta a cuore anche al Sindaco, anche se, tutto
sommato, non mi sembra che rispetti quello che il Sindaco stesso dice. Ovvero a pagina 3,
parlando delle società, dice che: “Motivo, questo, di ulteriore doglianza: in effetti, la politica,
nazionale, provinciale, locale dovrebbe mantenersi su un piano diverso dall’economia e dalla
finanza, non per negarne il ruolo, ma per esercitare nei loro confronti la necessaria regia, il
necessario indirizzo.”
Ecco, allora noi oggi, qui, parliamo ovviamente delle nostre società; quelle stesse che noi,
come forza politica, abbiamo sempre criticato, ovvero la privatizzazione, oppure la distinzione
netta tra quello che dovrebbe rappresentare una società privata e il ruolo del Comune in quanto
amministratore pubblico. Dico questo perché, a parere nostro, da quando sono state trasformate
le Municipalizzate nelle società, ovvero quando si è dato il via a queste privatizzazioni, si è
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creato un conflitto di interessi tra politica ed economia tale che è difficile ormai sbrogliare la
matassa; un conflitto che è difficile anche da amministrare.
Vediamo attualmente, nella nostra realtà rivana, società a partecipazione pubblica che
secondo noi non dovrebbero essere assolutamente tali. Questo perché è sempre difficile poi
quantificare i finanziamenti nei confronti di queste società, che si confrontano anche in un settore
commerciale che è solo ed esclusivamente privato. Prendiamo ad esempio il Centro Fieristico:
attualmente si vuole finanziare, all’interno della Baltera, del Centro Fieristico, una società privata
con dei contributi, per creare, all’interno di questa stessa società, il teatro, il palazzetto dello
sport; oltre a quello che dovrebbe essere il suo sviluppo naturale, ovvero il settore fieristico.
Noi riteniamo che questo, purtroppo, sia stato il degrado, il declino, avutosi negli ultimi
anni, di tutto quello che riguarda un comparto che dovrebbe essere esclusivamente pubblico: mi
riferisco al palazzetto dello sport e al teatro. Io ricordo che, negli anni in cui si è avviato tutto il
progetto fieristico alla Baltera, noi, fin da allora, abbiamo sempre contestato l’operazione;
ritenevamo, infatti, che dedicare gran parte delle risorse economiche e lavorative ad un settore
specifico quale quello delle fiere, oltre ad essere non efficace dal punto di vista economico,
potesse portarsi via tutte quelle risorse che avrebbero dovuto essere applicate ad altri settori.
Infatti, oggi noi possiamo tranquillamente notare come, a Riva del Garda, non ci sia un
palazzetto dello sport e non ci sia nemmeno un teatro.
Nel Bilancio si ripropongono i finanziamenti per il rifacimento del parquet di quella
costruzione sostitutiva che noi oggi chiamiamo palazzetto: il Palarigotti. Questo finanziamento
mi ricorda un altro finanziamento, erogato per lo stesso motivo, per un importo di 120.000
milioni. Allora si parlava del palazzetto dello sport da situare nel Padiglione C, quel
finanziamento per il parquet erogato nel 1998 riguardava un tipo di pavimentazione semi
rimovibile, così da poter portare, in futuro, tutto il parquet all’interno del padiglione C. Oggi, a
distanza di anni, si ripropone esattamente la stessa identica cosa, ovvero: il finanziamento della
Provincia ricade non su un palazzetto dello sport, ma su un palazzo cosiddetto polivalente, al cui
interno sarà ospitato anche il basket; lo stesso finanziamento viene riproposto per l’acquisto di un
parquet non fisso, che in futuro potrà essere utilizzato anche nel nuovo padiglione che verrà
allestito alla Baltera. Noi denunciamo fortemente questo fatto, da un punto di vista politico,
perché non è possibile, abbiamo già fatto un errore nel lontano 1992-93, quando abbiamo
pensato di fare lì un palazzo polivalente dove possa essere ospitato tutto questo. La cosa non è
andata in porto, semplicemente perché la società che gestiva quel locale ha fatto sapere che non
le garbava ospitare il basket e che avrebbe continuato con la sua attività fieristica.
Oggi che cosa succede? Accade che, nonostante due Consigli comunali abbiano votato
all’unanimità un progetto che prevedeva una vera Cittadella dello sport in zona Rigotti, tra il
resto votando e cambiando la destinazione urbanistica di quell’area, potendo usufruire anche di
un finanziamento - grazie al Protocollo 13 della Provincia – per la realizzazione dell’opera, che
sarebbe stata la prima vera opera pubblica intercomunale, gestita da tutti i Comuni del
Comprensorio questo progetto è stato sacrificato. Ricordo che il Protocollo 13 prevedeva proprio
il finanziamento di opere intercomunali; finalmente si era trovato un accordo tra i Comuni per
poter gestire questa opera però, purtroppo, non si è fatto nulla. Io ribadisco che in una realtà
come il nostro Comprensorio, che ha un’utenza di 40.000 abitanti, non sarebbe neanche così
scandaloso poter pensare oggi, nel 2006, di poter perlomeno aspirare ad avere un complesso
simile, per portare avanti la cultura sportiva di un intero Comprensorio. Di fronte a tutto questo,
per portare un ulteriore beneficio a queste stramaledette società partecipate, è stata accantonata
questa nostra possibilità, per poter convogliare tutti i soldi che mamma Provincia regala al
Comune di Riva per auto finanziare una società di proprietà: la Garda Fiere. Tale società poi,
guarda caso, è di proprietà per metà della Provincia e per metà del Comune. Io spero che prima o
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poi Bruxelles si decida veramente ad intervenire, anche per via di tutte le normative esistenti
sulla concorrenza, perché trovo proprio sleale, dal punto di vista delle regole sulla concorrenza
autofinanziare le proprie società.
Come si procede allora? Si opta per il padiglione D. Tutti noi speravamo che con il
padiglione C tutto quest’impianto allegro fosse terminato, ma no! Oggi si ripropone e il caso
vuole che questa proposta venga avanzata dallo stesso Sindaco che in quegli anni aveva elaborato
il progetto Baltera. Lo stesso Sindaco che aveva dato le autorizzazioni per realizzare quel famoso
edificio polivalente, che avrebbe dovuto ospitare anche attività sportive; cosa che non è mai stata
fatta e che non verrà mai realizzata in quel padiglione. Oggi come oggi quest’Amministrazione
ripropone nuovamente un edificio di quella portata. È chiaro: si tratta di un edificio che rimarrà
di una società privata e la cui gestione sarà sempre ed esclusivamente di competenza della
società privata. Vedremo se da qui ad altri 10 anni ci ritroveremo a riproporre il padiglione E per
poter permettere di ospitare all’interno attività sportive. Per non parlare poi di quale sarà il
futuro di altri comparti che ormai sono stati affidati a queste società, ovvero che cosa sarà in
futuro della Miralago, che cosa in futuro dell’Hotel Lido – che a dire il vero è una struttura
alberghiera, per cui non c’è problema – che cosa sarà in futuro della Fraglia, che cosa sarà in
futuro dell’ex stazione; insomma: che cosa sarà in futuro di tutte queste realtà che oggi vengono
controllate di più dai Consigli di Amministrazione delle varie società, che non dal Consiglio
comunale.
Questi conflitti d’interesse riguardano anche il Natale rivano; a me piacerebbe che i
cittadini di Riva venissero informati sulla reale situazione, perché si parla tanto del Sindaco che
impone, anzi, vuole, preferisce un Natale austero, eliminando lo spreco natalizio, ovvero le
lunarie sulla città. Mi piacerebbe far sapere ai cittadini di Riva che, tutto sommato, questo gran
risparmio non c’è stato, perché il Comune ha elargito, ha finanziato la società Ingarda con 20.000
euro per allestire il Natale. Vedete dove siamo arrivati; oggi si parla che dovremmo mantenerci,
come Amministrazione pubblica, su un piano diverso dall’economia e dalla finanza, per
esercitare, nei loro confronti, la necessaria regia, il necessario indirizzo.
Poi c’è questo passaggio – io sono molto convinto di questo – premetto che l’ho letto
malamente, non ho avuto il tempo materiale per farmi una traccia dell’intervento, scusate.
Ebbene qui si dice che “quest’Amministrazione non emette delibere a beneficio di amici o altri”.
Io adesso non ricordo più dove sia il passaggio; io penso che questa Giunta non distribuisca
incarichi in base alla simpatia o alla conoscenza personale, però, purtroppo, all’interno di queste
società si è instaurato un ruolo ambiguo e di conflitto. Tornando al Natale, prendiamo la società
Ingorda: oggi noi abbiamo una realtà in cui il nostro Sindaco siede all’interno del Consiglio di
Amministrazione della società Ingarda, che è una società per azioni; non si tratta dunque di una
società a gestione in house, ci sono dei privati al suo interno. È una società che svolge attività
commerciale, perché crea sviluppa anche pacchetti turistici, tutto sommato; quindi potrebbe
essere tranquillamente in concorrenza con una qualsiasi agenzia turistica presente in Trentino. È
ben vero che va a beneficio del territorio, però è pur sempre concorrenza.
Dicevo dunque che il nostro Sindaco finanzia Ingarda, società in cui siede all’interno del
Consiglio di Amministrazione; eroga dunque 20.000 euro alla società Ingarda, per gestire il
Natale rivano. Con che logica? Qual è la scelta di fondo? Io credo nell’onestà del nostro Sindaco,
però siamo arrivati ad una situazione tale per cui, quando dice che “dobbiamo mantenerci su un
piano diverso”, dobbiamo riconoscere che, purtroppo ormai, oggi, con la formazione di queste
società, quel famoso piano diverso, a cui io credo – e lo ribadisco con forza - non può esistere. Io
credo che noi politici dovremmo starne fuori, io sono contrario addirittura a che i Consiglieri
comunali presiedano le associazioni. Io penso che un uomo politico debba stare completamente
al di fuori di altre funzioni, proprio per mantenere il maggior distacco possibile tra la pubblica
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amministrazione e quella privata; si parla di associazioni o di qualsiasi altra organizzazione.
Infatti, poi, quando siamo nelle vesti di dover finanziare il progetto, l’associazione o la singola
società, capirete che stare con un piede da una parte e uno dall’altra non va bene. Insomma: la
cosa diventa molto complicata.
Se voi andate a vedere la società Ingarda, ma non solo ora per rifare la solita tiritera, per
chiamare in ballo le persone (perché molti mi dicono che io chiamo in causa sempre le stesse
persone) ma sia chiaro che io non ho nulla contro queste persone, io vado contro questa
situazione che purtroppo crea conflitto di interessi. Ebbene, la società Ingarda ha un Presidente
che è all’interno delle società che gestiscono delle cose dentro la società stessa. Capirete che io
non voglio certo dire che ci sia malafede, però siamo arrivati ad una situazione tale per cui se noi
vediamo bene come stanno le cose, ci rendiamo conto che il cerchio è sempre lo stesso, le
persone sono sempre le stesse ed hanno un duplice ruolo: controllori e controllati. Ad un certo
punto allora io dico che questo non è possibile, noi dobbiamo fermarlo. Per questo motivo io
avevo anche presentato una mozione, anni fa, dove dicevo che bisognava sciogliere tutte le
società del Comune; chiedevo che il Comune uscisse da tutte le società, proprio da tutte,
occupandosi solamente di quello che un Comune dovrebbe fare, di quello di cui una
amministrazione pubblica dovrebbe occuparsi. Il Comune non deve fare l’imprenditore: con che
logica il Comune si mette all’interno di una società che gestisce un albergo? Capite che non c’è
una logica su questo.
Io spero e chiedo che, prima o poi, le competenze siano veramente distaccate, purtroppo a
Riva del Garda, non c’è nulla da fare, la concentrazione dell’Amministrazione, mirata a
sviluppare queste società, ha lasciato in disparte tutte quelle cose a cui una Amministrazione
doveva veramente pensare. Parlo dello sviluppo degli edifici scolastici, dello sviluppo della
cultura, della creazione di un teatro, della creazione di un palazzetto; tutte strutture che siano
completamente distaccate. Qui a Riva si continua a dire che è bellissimo il connubio tra turismo
e fiere, tra sport e fiere, tra cultura e fiere: ma quando mai? Che nesso ha una fiera delle scarpe
con uno spettacolo teatrale? Che nesso ha il turismo con le fiere? Sono cose completamente
distinte, che dovrebbero avere una programmazione completamente diversa.
Visto che si parla di sport, una cosa che mi sta veramente a cuore, posso dire che mi sono
veramente sentito un po’ preso in giro, perché io avevo colto, nel primo intervento pubblico fatto
dal nostro Sindaco, rivolto ad una associazione sportiva, la Benacense, che lui avesse auspicato
fortemente che la stessa tornasse ad essere quella società polivalente che era una volta; ovvero
che tra le sue attività sportive rivolgesse un’attenzione particolare all’atletica, al ciclismo, così
come era in origine e non solo di calcio (dunque si parlava all’interno della Benacense). Io ho
colto al volo l’invito del Sindaco, parlando con lo stesso Sindaco e con l’Assessore Tonelli,
parlando con gli amici, perché io penso che l’attività sportiva sia uno di quegli aspetti prioritari
che dovrebbero essere favoriti dall’operato di una Amministrazione: la musica, la cultura, lo
sport, devono essere le prime attività che vengono date ai nostri figli.
Io ricordo quell’intervento; lo avevo accolto con un entusiasmo tale che abbiamo subito
iniziato a discutere della questione; io ho discusso con il Presidente della Benacense, dicendogli
che avrei dato volentieri una mano a riportare l’atletica a Riva del Garda, così come era una
volta. Io ho parecchie amicizie e conoscenze all’interno del mondo sportivo e molte persone
dunque hanno accolto quell’invito. Io ho detto: lasciamo passare le feste, dopo di che io avrei
dato all’Amministrazione un pacchetto preconfezionato di proposte. A me piacerebbe, in futuro,
poter portare mio figlio al campo sportivo della Benacense per fargli fare atletica; semplicemente
questo: a me basta questo. Era partito tutto il progetto mentre poi ho visto che in altri interventi
pubblici questa cosa era stata rimarcata dal nostro Sindaco; domenica c’è stata la presentazione
di questo bel libro, di questo regalo che oggi l’Amministrazione fa a noi Consiglieri; di cui
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ringrazio, perché è veramente un bel lavoro.
Ho letto sul giornale l’intervento del Sindaco e vedo che ha rimarcato quel pensiero;
posso dire però che io, una settimana prima, avevo preso in mano il Bilancio inerente le opere
pubbliche e mi sono arrabbiato tantissimo, al punto tale che volevo andare domenica – ma non
sono andato – alla presentazione del libro, semplicemente perché avrei preso in mano il
microfono e avrei detto che, se veramente crediamo in quel che diciamo, bisogna fare le cose.
Allora, non bisogna, all’interno delle opere pubbliche, stralciare quella scheda che era stata
inserita lo scorso anno, che c’era da anni, ma di cui nessuno si è mai occupato. Quella scheda che
parla di: “Rifacimento piste e pedane”. Io non so se gli amministratori appartenenti a questa
Giunta siano mai stati al campo sportivo della Benacense, di cui oltretutto il Piano Cecchetto
prevede lo spostamento, cioè la destinazione. Secondo me è un errore; è vero che non è più
logico che il campo sportivo rimanga lì dove si trova, però provate a pensare la pista dell’atletica,
o il campo sportivo, in un altro luogo, ad esempio, al centro della Busa, dove l’estate c’è un
caldo infernale, mentre in inverno il freddo è di una rigidità incredibile. Io ad esempio pratico
molto la corsa (abito a S. Tommaso); ebbene, quando vado a correre, vado sul lungo lago, perché
è la parte più bella della città. Non mi sembra dunque così fuori luogo riportare, ricreare, rifare il
campo sportivo della Benacense, non tanto per il calcio, ma per l’atletica almeno.
Quindi dicevo che se veramente vogliamo credere in un ritorno di quella società così
come era una volta, la Benacense con tutte le sue specificità, che vanno dall’atletica al ciclismo
ecc., io mi chiedo come mai sia stata tolta l’unica tabella che poteva permettere veramente di
concretizzare tutto questo. Ovvero: “Rifacimento piste e pedane campo sportivo, 500.000 euro”.
Nel novero delle opere pubbliche previste da quest’Amministrazione, non c’è questo ed allora mi
dica, signor Sindaco, che intenzioni ha; è vero che tutti considerano Riva una città dello sport a
cielo aperto, però, sinceramente, noi siamo anche stufi di continuare a correre per le strade.
Sarebbe bello poter correre su una pista attrezzata. Mi è dispiaciuto non aver potuto presentare
un emendamento su questo, perché purtroppo mi è stato consegnato tardi il Piano delle opere
pubbliche. Quando ho ritirato tutto il pacchetto del Bilancio non mi è stato consegnato il Piano
delle opere pubbliche; mi è stato detto che mi sarebbe stato consegnato dopo e mi è arrivato
insieme alla convocazione del Consiglio comunale. Quindi non ho potuto verificare se questa
scheda fosse presente o meno all’interno delle opere pubbliche. Questo mi dispiace, io spero che
sia stata una svista, voglio ancora credere che sia stata una svista; spero che, al termine della
seduta, mi venga data la conferma di questo. Spero di sentirmi dire da quest’Amministrazione
che crede in questo progetto e che accantona l’idea del Piano Cecchetto, cioè quella di spostare il
campo sportivo Benacense dal posto in cui si trova. Anche perché non riesco ad intravedere altro
posto idoneo per sviluppare un progetto di questa portata.
Poi ci sono tante piccole cose che, all’interno di questo Bilancio, non mi trovano
d’accordo. Un’altra cosa che ho constatato: in un passaggio si ribadisce quello che noi
pensavamo - e la prova ci viene offerta dal Sindaco proprio in questa Relazione - ovvero che,
secondo noi, la Cittadella del sociale, ovvero il progetto Rossi, che dovrà essere realizzata all’ex
ospedale, è servita soprattutto per togliere quel vincolo, quella Legge che non avrebbe concesso,
che non avrebbe permesso di privatizzare la Miralago e di cambiarne la destinazione d’uso. Noi
ne siamo più che convinti, tanto è vero che qui vediamo i finanziamenti, vediamo il passaggio di
quello che sarà il futuro di quell’area; il giusto futuro di quell’area, ovvero l’ampliamento per la
nuova destinazione, per gli anziani.
Dunque si parla dello sviluppo della Casa di Riposo; lo spazio è già di proprietà della
Casa di Riposo. Era una conseguenza logica dedicare tutta quell’area allo sviluppo della Casa di
Riposo, viste tutte le necessità che comporta. Un finanziamento vero, serio, dunque, non
collocare all’interno di quella struttura anche l’ampliamento di un Liceo. Avremo, per almeno 15
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anni, sicuramente 10, il Liceo in quella zona. La famosa Cittadella del sociale, che in pompa
magna era stata presentata da questa Amministrazione, attraverso il Progetto Rossi, decade
totalmente; in compenso però avremo la Miralago senza più vincolo, senza la Legge che
destinava l’utilizzo al sociale per tutta quell’area.
Oggi la Miralago appartiene all’Immobiliare della Provincia, quest’Amministrazione
sostiene fortemente la realizzazione della Rivacqua; io mi auguro e spero che questo non venga
mai fatto. Spero di essere così longevo da poter rinfacciare, nell’eventualità che si realizzasse
quest’opera, a chi ne voterà la realizzazione, la colpa di un’opera che alla città non serve, che
diventerà una problematica – spero che non succeda – dal punto di vista della gestione
economica. Io spero di rimanere qui lungamente, per poter continuare ad elencare nomi e
cognomi, per addossare la responsabilità reale alle singole persone che porteranno avanti questo
progetto. Molte volte si dice: non facciamo nomi e cognomi, io invece ho sempre avuto la
particolarità che, di tutte le operazioni svolte, ho sempre dato nomi e cognomi. Il politico, infatti,
secondo me, si deve prendere la responsabilità delle proprie azioni; io penso che le singole azioni
sono sempre sostenute dalle singole persone, che hanno nome e cognome. Quindi la paternità
delle cose c’è, si può tranquillamente verificare, si può effettivamente additare la responsabilità
al nome e cognome della persona. Io, in questi anni, raccoglierò ciò che si farà, poi racconterò, in
futuro, chi avrà la responsabilità di queste cose; chi ha voluto questo, chi ha permesso questo, chi
ha concesso questo. A me sembra giusto poterlo rimarcare.
Io continuo a dire che, negli ultimi 30 anni a Riva del Garda, se noi andiamo a vedere, la
responsabilità c’è, non è generica: ci sono nomi e cognomi. La responsabilità di questo Sindaco
in particolare, del nostro Sindaco, c’è, visto che è stato Sindaco nel 1993, nel 1996, lo ribadisco:
è stato Sindaco quando è stato fatto il PRG, quando è nata il Centro fieristico della Baltera. È
stato l’uomo politico di riferimento negli ultimi 12 anni, dal 1993 al 2005; prima era un
Assessore, quindi nell’arco di 15 anni si può tranquillamente ridisegnare una città. Tutto
sommato, dunque, questa città, Riva del Garda, è stata disegnata da quest’Amministrazione,
perché oltre al Sindaco, all’interno di questa Giunta, sono passati uomini politici ed Assessori
che, in questi ultimi anni, hanno contribuito allo sviluppo di questa città. Quindi la responsabilità
c’è ed è di quest’Amministrazione.
Io mi lamento, signor Sindaco, anche se, come dice Lei, la maggior parte dei rivani è
dalla sua parte, vede Riva come la vede Lei; è chiaro, è stato votato, quindi i rivani devono
smettere di lamentarsi, L’hanno votata, quindi La conoscono, perché Lei ha lasciato il segno su
questa città. Noi abbiamo un dossier sul Sindaco Claudio Molinari; noi del nostro gruppo
politico, abbiamo conosciuto per la prima volta il Sindaco Claudio Molinari con Resistenza
Umana, conosciamo tutti i trascorsi della vita politica di questo nostro Sindaco.
Io, sinceramente, per la città, Le auguro e auspico che Lei vada a Roma, signor Sindaco; è
un auspicio, perché secondo me Lei è un personaggio politico adatto a Roma. Come
amministratore, invece, purtroppo io La critico, perché sono state fatte delle scelte sbagliate, per
me poteva fare delle scelte con maggiore forza. Poi Lei, magari, nelle società vede il giusto
sviluppo e migliore per Riva del Garda; nello sviluppo fieristico vede la strada giusta per questa
città. Per carità, Lei ha responsabilità in queste cose, quindi potrei sbagliarmi io e potrebbe avere
ragione Lei. È chiaro, io non condivido queste cose. Se io in futuro diventassi Sindaco queste
cose le annienterei: via, zero, le farei sparire. Cancellerei le società, toglierei il Comune da queste
società, andrei in Provincia a chiedere se fossero interessati al reparto fieristico, direi loro che nel
caso lo fossero lo potrebbero trasferire pure nel territorio di Arco, che sarebbe meglio. Riva,
secondo me, si deve sviluppare in un altro modo, non in questo.
Purtroppo Riva ha una particolarità: ha rincorso sempre i progetti quando venivano
accantonati in tutto il resto del mondo. Abbiamo iniziato ad occuparci del settore fieristico
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quando in tutto il mondo andava in crisi; noi lo abbiamo sviluppato quando ormai faceva acqua
da tutte le parti. Del resto noi abbiamo realmente un territorio che, se fosse mantenuto integro,
così come è ora, non ci sarebbero Cina o Emilia Romagna che tengano. Non possono imitare
quel che non è possibile imitare, quello che la natura ci ha regalato, non è possibile; lo abbiamo
solo ed esclusivamente noi a Riva del Garda. Noi siamo così fessi da volerlo deturpare, con
interventi che non rispettano assolutamente queste cose. Guardate: della Ponale non si parla mai,
a me piace, ogni volta, continuare a rimarcare la Ponale; ma perché non si vuole parlare della
Ponale? Perché con niente è stata fatta la più bella opera di recupero a Riva del Garda. E’ costata
pochissimo ed è stata la cosa più efficace, dal punto di vista turistico, che sia stata fatta negli
ultimi 20 anni, a Riva del Garda.
Questa e ovviamente, negli anni scorsi, il rifacimento del nostro lungo lago, che prima
non c’era; di questo bisogna dare atto, ma non è stato fatto da questa Amministrazione, è stata
iniziata da amministratori che ormai, purtroppo, in molti non ci sono più.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Ve li elenco tutti, se volete. Io spero solamente una cosa: che veramente si cominci ad
amministrare Riva – è banale dirlo – con il cuore, più che con l’aspetto pratico. Quindi io boccio
completamente questo Bilancio, in toto, esprimendo voto contrario. Non intravedo, infatti, lo
sviluppo che deve avere questa città.
(CAMBIO LATO)
Se ho dimenticato qualche cosa la esprimerò nel secondo intervento; per il momento termino qui,
ma sicuramente qualche cosa ho lasciato indietro. Comunque, ci fosse stata data un po’ prima
anche la Relazione sarebbe stato meglio: è chiaro che non può essere di dominio pubblico la
Relazione di Bilancio del Sindaco, però penso che sarebbe bello, ogni tanto, poter avere almeno
tutti i documenti due giorni prima. Tutto qui.
Presidente:
Grazie Consigliere Frizzi, ha chiesto la parola il Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Ringrazio ancora, anche perché ho appena scoperto – la memoria ormai è quella che è –
che facevo l’allenatore e non lo ricordavo, in coppia con Roberto Pellegrini. Vi pare possibile?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Io a mia figlia voglio molto bene, mia figlia ha 21 anni ed è come il Consigliere Frizzi. Io dico
sempre a mia figlia: “Tu dici tantissime buone cose, poi hai la capacità di rovinare tutto quello
che hai detto”. Il Consigliere Frizzi dice alcune cose con sentimento, con cuore e con cervello;
poi ogni tanto è come il Po, negli anni in cui sono nato io, straripa e a quel punto non lo si può
più seguire. Io l’ho sempre seguito con simpatia, per questo; volevo solo ricordarti il lungo lago,
che è stato fatto dalla Giunta il cui Sindaco era Santi, vivente; l’Assessore ai lavori Pubblici era
Ferrari, vivente; il Segretario comunale, F.F., perché non ce l’avevamo, era Degara, vivente.
(VOCE FUORI MICROFONO)
No, era di un’altra parrocchia, precedente. La Lido lo era due turni prima, tanto tempo prima.
Una cosa è la Lido, una cosa è il lungo lago; è una storia complicata che ti racconteremo a
puntate. Per esempio, una delle cose su cui mi trovo d’accordo con il Consigliere Frizzi, una
delle ultime, forse la meno importante, è che se questi poveri Consiglieri avessero avuto modo di
avere in mano la Relazione del Sindaco in precedenza, sarebbe stato meglio. Tra parentesi quella
stessa Relazione cui abbiamo potuto dare un’occhiata, mentre quella degli Assessori ci è volata
via man mano che gli stessi parlavano. Va bene lo stesso, qualche cosa ci ricordiamo, qualche
cosa abbiamo letto, tanto alcuni concetti li conosciamo.
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Io seguo proprio la traccia della Relazione del Sindaco, è anche più comodo seguire
quanto da lui espresso, piuttosto che andare a cercare altre cose. Anche perché quello che ha
detto il Sindaco è un po’ la Relazione politica, quindi la polpa della questione. Condivido
appieno, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, l’incipit di questa Relazione,
allorquando il Sindaco spiega l’iter che è stato seguito per questa presentazione del Bilancio,
così come quello che lui intende fare anche per altre occasioni, citando il momento in cui ci
siamo trovati tutti d’accordo: sulla costituzione della nuova società che ci sarà da Alto Garda
Servizi in poi.
Spesso ho ripetuto che io ritengo questo Sindaco persona proba, autorevole, capace di
reggere le sorti della nostra città. Egli sta dimostrando, dopo l’esperienza trentina, che gli è
servita come bagaglio di conoscenza, di essere, in questo momento, nell’incarico della giusta
dimensione; qui io non mi trovo d’accordo con il Consigliere Frizzi, lo vedremo dopo. Ho
appena avuto modo di esprimere - ancora non lo avevo fatto prima – l’apprezzamento per quanto
ha detto sulla partecipazione, o comunque, io dico, se proprio vogliamo, sull’intelligenza di far
credere a tutti noi di partecipare alle decisioni. E’ bravo, infatti, a presentarcele, quindi tutti noi
ci sentiamo protagonisti. Può essere che lui abbia già deciso prima, però ci fa credere che noi
decidiamo, quindi noi siamo contenti di decidere. Perché sorride, Consigliere? Se così fosse
sarebbe abilità anche quella.
Mi sorprende e non mi piace invece, lo sottolineo ed evidenzio, il duro riferimento che in
un discorso di questo tipo viene fatta alla politica nazionale. Io ho sempre espresso il mio
pensiero e il mio desiderio che in questa sede sia necessario tenere assolutamente divisa la sana
amministrazione civica dal mondo della politica; che, devo dire la verità, frequento, con scarso
piacere e scarso godimento, tant’è che mi sono sempre messo - e mi metterò sempre - a
disposizione della mia città. Lo sarei allorquando mi si richiedesse di rendermi disponibile o di
rendere disponibili le mie competenze, la mia esperienza – che purtroppo mi deriva dall’età – il
mio entusiasmo, che a volte c’è ancora. Però, pur non sentendomi toccato direttamente dai
riferimenti politici nazionali, ovviamente, ma visto il luogo dove mi trovo – da quando avete
deciso chi sta da una parte chi dall’altra – potrei anche rispondere, o addentrarmi in discussioni
che riguardano la politica nazionale e su quello che ognuno di noi pensa.
Io penso però che attiverei una perversa ruota che poi innescherebbe tutta una serie di
repliche probabili da parte degli altri Consiglieri; andremmo, in questo modo, a distogliere
l’attenzione dal Bilancio comunale di Riva del Garda. Se volete comunque vi parlo del
presidente Prodi, vi parlo di quello che io penso rispetto all’euro, vi parlo dell’atteggiamento
rispetto alla TAV: vi parlo del famoso “Contratto con gli italiani”, di quello che è stato fatto o
non è stato fatto. Ma io vi chiederei di dispensarmi da questo, lo potrei fare nella replica, nel caso
ci addentrassimo in queste cose, cosa che però, continuo a dirlo, io vorrei evitare, perché siamo a
Riva del Garda e non a Roma, noi. Il Sindaco sta per andarci; probabilmente, nel preparare il
beauty case, le valigie e il necessaire ha lanciato questo primo messaggio, che voleva dire :
“Signori, parlo di questo perché entro in campagna elettorale”.
Sindaco, contrariamente a quello che dice il Consigliere Frizzi, nel momento in cui Lei si
mette in campagna elettorale, mi dispiace per la stima che ho da poco ribadito, il mio voto non ci
sarà. Tutto questo per due motivi: per prima cosa perché Lei, per me, sta bene qui; in secondo
luogo perché non sono buone frequentazioni, Sindaco; Le sconsiglio quelle frequentazioni. La
mia mamma mi diceva sempre: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. La prego, dunque, di
frequentare altri amici.
Dispensandomi da tutta la parte che mi ero preparato, peraltro, visto che altrimenti
faremmo l’alba, continuo nel commento di quello che il Sindaco dice della nostra città e del
nostro Bilancio. Continuo: qui parla, ovviamente, ancora della primavera, perché dopo la
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Primavera di Praga questa sarà un’altra primavera famosa; Madre Provincia, mi piace moltissimo
il passaggio che dice che non serve, che non è detto e non è sufficiente sentirsi dire da Mamma
Provincia che i Comuni sono liberi ed autonomi, se questo non è poi seguito da tutta una serie di
cose che lo permettano; parlo di provvedimenti, di possibilità di operare a livello di Bilancio.
Molto mi piace anche, spero non sia sfuggito, io l’ho molto sottolineato, il passo in cui Lei parla
del rischio di creare una casta dirigenziale. Io toglierei il quasi.
Lei sa che condivido questo pensiero, sono particolarmente interessato poi al discorso che
lei fa riguardo al lago di Garda; anche se, per la verità, mi pare che gli obiettivi che Lei si poneva
non siano stati completamente seguiti ieri, in assemblea. Se mi consente, Sindaco, posso dirlo,
tanto non è un segreto: il Sindaco di Riva, a conferma di quello che egli dice qui, a quel punto
occorreva porre un punto fermo, fare una specie di commissariamento all’interno della Comunità
del Garda, dare ics mesi di tempo per fare pulizia, della quale c’è tanto bisogno. Intendiamoci,
per pulizia non s’intendono cose strane, ma ripartire da zero, esattamente come è scritto qui. Ieri
invece, purtroppo, l’Assemblea ha nominato un nuovo Presidente, un nuovo Consiglio. Adesso
vi dico una cattiveria, a conferma che la mia posizione qui è strana: il nuovo Presidente
rappresenterebbe, secondo la logica e l’opinione corrente, la forza politica che io rappresento qui.
Io temo che quel tipo di votazione significhi un congelamento e una volontà di andare avanti
così. Andare a votare, come Presidente della Comunità del Garda, un senatore che sicuramente
non si ricandiderà, che quindi disporrà di tempo, con esperienza. Ricordiamo che a suo tempo era
stato uno dei fondatori della Comunità stessa. Io temo che questo non voglia significare
transizione, ma voglia significare continuità. Spero di sbagliare, perché io non mi sento custode
della verità, comunque so che il nostro Sindaco fa parte del Direttivo, non so se accetterà o
meno.
Io voglio comunque ribadire che su questo passaggio, magari non nei dettagli, ma nella
sostanza, siamo d’accordo; anche perché, collegandosi ai discorsi successivi, inerenti alla
cerniera – qui mi rifaccio alla Relazione programmatica del Sindaco – Trentino – Lago di Garda,
è evidente che devono esserci degli strumenti per operare in tal senso. Non sono d’accordo sul
discorso turistico, perché io credo che se nasce un organismo debba gestire tutto e non solo parte;
ma questi sono dettagli che verranno sviluppati nel momento in cui ci sarà un percorso. Prima
che il percorso cominci è inutile che stiamo qui a discuterne.
Sul fatto che Palazzo Pretorio debba assumere un ruolo di regia di dinamiche interne non
ci dovrebbe piovere; infatti, probabilmente – come dirò dopo – è una delle cose che a Riva del
Garda mancano. Mi piace moltissimo la frase successiva, laddove dice che “nella nostra città è
facile a presentarsi come una sommatoria di nicchie, dove ciascuno si atteggia a capace
protagonista”. Si atteggia a capace protagonista, leggo. Non “è”, ma “si atteggia”…., “ma frana
nella relazione. Dove riescono, il risultato è straordinario”. Accenno, perché poi vi dirò una cosa
che io penso sui rapporti con Arco, che poi qui vengono anche evidenziati, perché gli stessi in
questo momento, diventano importanti, nella logica del polo urbano e di altre cose.
Mi spiace, sinceramente, dire che siamo d’accordo su tutto, però a parte l’incipit, è vero.
Siamo d’accordo sull’identità: secondo me Riva del Garda – e qui parlo anche a livello turistico
– ha il grande problema dell’identità. Mi spiego: Riva del Garda non ha più identità da “x” anni,
non c’è mai stato il coraggio di dargliene una; si vuole accontentare tutti, perché tutti devono
avere il loro piccolo giardinetto, perché ognuno dice la sua e per non dire “no” a quello che dice
ognuno si va avanti per quel pezzetto di strada insieme. Così facendo però si fa del male a tutti,
perché, purtroppo, le decisioni devono essere prese una volta, si fa del male a qualcuno, ma dopo
un po’, quando questo comincia a guarire, o comincia a capire che probabilmente, spostando il
proprio orientamento può fare il bene collettivo, poi si dovrebbe procedere.
Entro poi in quella che il Sindaco chiama “la sua parte da Assessore”, per quelle che sono
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le sue competenze, seguendo sempre lo schema della Relazione. “Per quanto riguarda il turismo,
il Comune intende valorizzare la propria presenza in Ingarda”, lo rimando ad un passaggio
successivo, mentre sottolineo il passaggio, importantissimo, del silenzio che c’è stato fino ad ora,
relativamente a quello che lui ha chiamato “il collegamento con il grande svincolo di Arco e
l’imbocco di Tenno”¸ che sarebbe la famosa bretella, bene o male detta in termini molinariani.
Non dimenticando che c’è anche il collegamento con Torbole in quella vicenda molto
importante.
Tornando al discorso della Lido di Riva - visto che su AGS ci siamo già espressi l’ultima
volta – è imminente la costituzione della società che gestirà l’albergo. Qui aspettiamo per vedere
come va a finire con questa società, che ci mette un anno e mezzo a partire. Lo dicevo in sede di
conferenza dei capi gruppo: io mi auguro che sia per una certa discrezione organizzativa, perché
chi deve fare la regia di tutto lo sa già da dicembre dello scorso anno; dunque adesso è passato un
anno. Passeranno altri due o tre mesi, se va bene, poi si dovrebbe partire. Io penso che, a questo
punto, ci dovrebbe essere già la carne sul fuoco. Mi auguro, perché se aspettiamo che sia finito
l’iter per poi cominciare a ragionare, l’anno che è trascorso è solo un antipasto rispetto a quelli
che trascorreranno dopo. Anche perché io mi auguro che – e qui ho chiesto al Sindaco il suo
autorevole intervento –quando questa società partirà, lo farà con una chiarezza intelligibile anche
per le persone normali, non solo per gli addetti ai lavori e per i grandi luminari della Legge. Mi
auguro inoltre, su questo aspetto, che sia confermato e seguito quanto deliberato dal Consiglio
comunale, cioè che l’Albergo Lido abbia:
1. Una qualità diversa dal resto dell’offerta presente sul territorio comunale;
2. Che possa essere una iniziativa complementare all’esistete;
3. Che sia un’iniziativa che eleva la qualità dell’esistente, che funga da pilota; quindi che si
tratti di un traino promozionale, ma non solo per l’aspetto alberghiero in sé, ma per l’aspetto
turistico – ricettivo intero della città.
Spero inoltre che entrino in queste cordate, così come è stato previsto e così come ha
ripetuto qui il Sindaco ieri, di aver modificato la s.r.l. appositamente perché potessero entrare i
privati veri; ma soprattutto che questi ultimi portino professionalità. Il terrore che io ho è che poi
succeda quello che teme il Consigliere Frizzi – e altri con lui - lì ci deve essere qualcuno che ci
sa fare e che gestisca l’albergo; indipendentemente dai finanziatori. Se così sarà – idee chiare e
personaggi chiari – il progetto decollerà, se invece vivremo sempre a guardarci l’un l’altro in
cagnesco e ci saranno le mezze misure, a quel punto sarà opportuno che la società appena
costituita venga portata alla Maza, in discarica, come si diceva ieri.
Torno al discorso di Ingarda, di cui il Sindaco è Consigliere e dunque sarà protagonista;
diceva il Consigliere Frizzi prima che vorrebbe essere longevo per vedere alcune cose in futuro:
io, purtroppo, alcune cose temo di doverle vedere subito. Sono stato smentito, lo sarò anche
adesso, sto aspettando il primo Bilancio di questa società - perché quello che abbiamo in mano
evidentemente è servito solo per farla partire – per capire dove andremo a finire, per capire che
cosa i soci vorranno fare; per capire se, rispetto a questo, ci sono le idee chiare. Io sono sempre
dell’idea, lo avevo detto a suo tempo ma lo ribadisco ancora – e mi viene quasi da piangere
quando leggo il giornale – quando vedo che l’assemblea di omologa della Valle di Fassa ha 1063
soci; mentre noi ne abbiamo 98 – 99. Io dico, oggi come allora: la forza di una società di quel
tipo è la partecipazione. O tutti si sentono protagonisti, o nasce il solito discorso di sempre: tutti
quelli che non lo sono, che non fanno parte dei 99 o 100, vedono, in quella società, i soliti che
mescolano la minestra. Questo è dannoso per la società stessa, dopo di che, ripeto: vedremo e
approfondiremo mano mano che le cose vanno avanti. Temo – e ho buoni motivi per farlo – che
il Bilancio che sarà presentato non ci darà grandissime soddisfazioni.
Per quanto riguarda poi – qui mi collego al discorso di prima – la partecipazione alla
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Garda Trentino Sviluppo, c’è un altro esame di coscienza da fare. La GTS è una bellissima
società, nel momento in cui mette in campo il motivo per cui è nata; cioè un gruppo misto che
attiva tutta una serie di cose, si fa carico di svegliare quelli che dormono, per spingere avanti le
cose che mancano. Devo dire che fino ad ora non ci sono stati grandi risvegli, ma comunque si
può sempre arrivare al momento in cui questo accade. Infatti, adesso vi preannuncio che il
Coordinamento degli imprenditori offrirà a GTS la possibilità di ragionare su altre due cose, che
sono la Pavese e il Golf. Due progetti che stanno venendo avanti, ma non per gestirli, ma per
dire: “Li portiamo avanti o no questi due progetti?”. Questo, infatti, deve fare GTS: portare
avanti le idee, trovare il finanziatore, trovare il gestore e via. Altrimenti ci si incancrena a fare
una cosa e a quel punto la società non serve assolutamente a nulla. Questo era lo spirito per cui è
stata costituita tale società e questo deve essere il modo con cui si va avanti.
Per APM aspettiamo, leggo e collego due passaggi interessanti, uno in cui il Sindaco
dice: “Nei prossimi mesi, se necessario, provvederò – sentita la Giunta - ad un adeguamento
delle ordinanze”, penso che stia parlando anche dei provvedimenti relativi al Cimitero; a tutti
quei provvedimenti che dovranno dare una sistemata alla situazione attuale, che non è bellissima.
Io continuo a dire quanto avevo già detto ai precedenti amministratori e al precedente Sindaco:
cerchiamo, per tutto quel che facciamo, di farlo sapere il più possibile alla gente, perché
altrimenti la stessa si confonde, non sa. Io parlo ancora con gente che non sa la differenza che
corre tra un Regolamento o l’altro, se deve pagare, quando deve pagare, se c’è il disco orario, se
non c’è. Sono tutte sciocchezze che però alcuni non sanno; è bello che si sappiano. Così come è
bello che si sappiano le cose attraverso il sito; sul giornale c’è scritto: “Guardate il sito”, ma non
sono moltissimi quelli che possono guardare sul sito; la gente normale che non lo fa è ancora
molta. Per esempio ci sono anche quelli distratti, come me: ieri sera mi sono ricordato,
sentendovi parlare, che l’ICI per i familiari non si paga come seconda casa. Ma non so quanti
cittadini lo sappiano, se non vanno direttamente a chiedere agli Uffici.
Riguardo ad APM, dicevo, aspettiamo, vediamo, stanno venendo avanti gli altri
parcheggi, mi fa piacere che venga avanti anche quello dell’Oratorio; il Consigliere Valandro
sorriderà, ma quando noi abbiamo detto che sarebbe stato interessante esaminare la possibilità di
fare un parcheggio all’Oratorio, qualcuno qui dentro ha sorriso, diciamo così.
Vorrei addentrarmi adesso nel Bilancio, nei numeri su cui si può disquisire. A parte molte
curiosità che ci sono, soprattutto sulle opere pubbliche, che, immagino, verranno trattate
dall’ingegnere Matteotti, che è avvezzo a questo, oltre ad essere preparato; poi gli piace pure,
quindi io mi dispenso dal commento sulle opere pubbliche, salvo alcune curiosità che potrei
chiedere. Una cosa mi piace, Consigliere Valandro: Lei ha visto il Bilancio? Sì? Mi fa piacere,
perché ho visto che giustamente, sulle opere pubbliche, lo ha detto anche ieri sera il Consigliere
Tonelli, ad certo punto si trova: “Polo spiaggia dei Pini -rifacimento servizi”. Quindi il Comune
sa come si chiama quella spiaggia, visto che l’ha inserita a Bilancio, si vede che ogni tanto c’è
qualche difetto di trasmissione.
Allora, dicevo che sul Bilancio si può disquisire sui numeri, ma eviterò di farlo; infatti
non abbiamo nemmeno presentato emendamenti; il Bilancio delle opere, in fondo - qui torno al
discorso di prima, poi farò qualcosa come minoranza, altrimenti si sta facendo veramente una
relazione di maggioranza – è una elencazione di necessità che io credo che, di là o di qua, di
centro, tutti quanti noi condividiamo. Evidentemente la scelta politica, qual è? È quella di dire:
faccio prima questo rispetto a quell’altro. Però mi pare che, a parte alcune cose, nel Bilancio ci
sia dentro quello che ognuno di noi avrebbe cercato di mettere. C’è da dire anche un’altra cosa:
che le maggiori opere e il maggior cambiamento - se vogliamo chiamarlo così – che Riva avrà,
nel Bilancio non c’è. Le maggiori iniziative, infatti, sono quelle che passano attraverso la
Provincia, o attraverso le società. E’ inutile che ve le elenchi, ma si può partire dalla Fiera, che è
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stata citata prima, per arrivare alla Cittadella del sociale, al Palazzo dei Congressi, al teatro e
ammennicoli vari; senza dimenticarci l’Agraria, che io ritengo già una cosa più vicina. Tutto
quanto, insomma, passa al di fuori del Comune, quindi non è presente nel Bilancio
dell’Amministrazione. Il Bilancio del Comune è un po’ quello di una famiglia di giovani sposi a
cui mamma e papà hanno già pensato a fare gli investimenti grandi. L’importante è che tutto
proceda, che nel Bilancio ci siano alcune scelte, alcune nuove decisioni che possono essere
condivisibili.
Non abbiamo parlato di tutta una serie di cose: ad esempio del Piano Cecchetto. Voi
direte che se ne è parlato anche troppo, ma ne parleremo ancora. Il Piano Cecchetto è rimasto lì.
Io so, voglio infierire su questo, perché, parzialmente, non dipende dalle scelte
dell’Amministrazione; però alcune cose sì, perché il Piano Cecchetto, nella vecchia
Amministrazione, era pronto, licenziato dalla Commissione per andare in Consiglio comunale.
Nel corso dell’ultima riunione della Commissione Urbanistica si era detto: “Per noi può andare
in Consiglio”. Allora, siccome l’Amministrazione lo presentava e noi che allora eravamo
opposizione – adesso siamo minoranza, ma allora eravamo opposizione – abbiamo dato il nostro
consenso, non vedo perché non sia arrivato qui e, soprattutto, non vedo perché quello che era
pronto allora non sia pronto maggiormente dopo. Tutto questo anche perché, all’interno del
Piano Cecchetto, ci sono delle cose che hanno bisogno di essere risolte. Se la maggioranza non
ha avuto la possibilità di portare il Piano in Consiglio nella scorsa legislatura, perché aveva, al
proprio interno, qualcosa da risolvere, veda ora di decidere qualche cosa, perché altrimenti tutto
si ferma. Collegati a questo discorso, infatti, lo sapete meglio di me, ci sono i ragionamenti di cui
sopra: il Palazzo, il Teatro, una certa pulizia alla Cattoi; noi non vogliamo costruire alla Cattoi,
ma almeno pulirla un pochino sì.
Io dico anche che il Piano Cecchetto, come ho già detto spesso, sentendomi rispondere
sempre “no” - come sarà anche stavolta, porto pazienza perché lo so già - dovrebbe essere esteso
un pochino più in là; così parleremmo anche, finalmente, di questa Spiaggia degli Ulivi. Potrebbe
così nascere un collegamento, perché la Spiaggia degli Ulivi è una cosa, mentre temo che per il
Museo, signor Sindaco, non se ne faccia nulla; è vero che adesso Lei va a Roma e forse potrebbe
dare una spinta al progetto, ma penso che se non arriva Lei in tempo non arriveranno palanche
per quel progetto; quindi dovremo riparlare della questione. Dicevo che quello della Miralago è
un discorso che io lego un pochino a quello della Spiaggia degli Ulivi; anche perché io non ho
ritenuto assolutamente folle la considerazione espressa da un Consigliere comunale di Arco, nel
dire: “Perché non fate fare a noi il Rivacqua, visto che voi avete già altre cose?”. Io non mi
scandalizzerei, sinceramente; bisogna sempre capirsi, però, prima di tutto, ad esempio,
bisognerebbe sapere bene che cosa sia questo Rivacqua, non lo sa nessuno, è come l’Araba
Fenice. Certo che poi nascerebbe il problema di che cosa farne della Miralago. Bisognerebbe
capire se si può procedere per gradi, se si possono fare le cose un po’ alla volta, se si possono
fare passaggi intermedi; facendo il Rivacqua al Linfano tutta la viabilità sarebbe tutelata. È
chiaro che alla Miralago c’è una posizione stupenda, sarebbe un peccato non utilizzarla per una
cosa di questo tipo.
Questo che cosa significa? Che non ci sono posizioni preconcette, precostituite, come
dice il Consigliere Frizzi. Ci sono dei temi che devono essere trattati, perché in Commissione
Urbanistica, quando abbiamo licenziato il Piano Cecchetto, abbiamo parlato anche di questo,
c’erano alcune idee, che sono rimaste lì sul tavolo, da trattare. Il problema del Piano Cecchetto
s’incrocia anche con il discorso della Baltera. Bene o male si incrocia anche con quello, perché
Operazione Palazzo, Operazione Baltera, sono operazioni che, mi pare di capire, debbono andare
ormai di pari passo. Io continuo a dire - su questo sono d’accordo con il Consigliere Frizzi – che
il Centro Fieristico Baltera mi causa diecimila – non una – perplessità; il mercato, infatti, dà quel
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che può. Si tratta di vedere, anche in questo caso, che cosa significa il Centro Fieristico Baltera e,
rispetto all’attuale, quali modificazioni, quali ampliamenti sono giudicati necessari.
Il Palasport: io l’ho raccomandato al Sindaco, continuo a dirlo, ma mi pare che su questo
le sue idee collimino con le mie. Non facciamoci travolgere dall’entusiasmo, dalla nostalgia e da
tanti altri sentimenti: noi non vogliamo fare il Palazzetto dello sport per il G.S. Riva. Non perché
io sia contro il basket, ci mancherebbe, ci sguazzo nel basket! Però noi dobbiamo far passare un
messaggio che dice che la nostra terra, cioè i 40.000 abitanti del Garda Trentino e delle periferie,
hanno la dignità di avere un vero palazzo dello sport. Voi girate il Trentino e l’Alto Adige e
vedete che ce ne sono ovunque! Andate in Alto Adige a vedere, forse lì ci sarà anche gente che
ragiona in modo diverso; non so se avete visto la presentazione del nuovo Acquarena che hanno
fatto a Brunico. Noi parliamo di bacini di utenza: mi viene da ridere! Bressanone ha l’Acquarena
e adesso lo hanno fatto a Brunico.
“Signor Sindaco - hanno detto, all’inaugurazione - avvenuta 15 giorni fa – qui il Piano
dice che voi dovete avere 100.000 ingressi, per far quadrare i conti”; è vero che siamo in Alto
Adige, è vero che il signor Durnwalder avrà fatto scuola, ma lui ha risposto: “Signori miei, non
c’è problema, il Comune ha deciso che questa struttura serviva, quindi 100.000 o altro non ci
interessano, noi pagheremo la differenza”. Tu credi che il nostro Sindaco non sarebbe in grado di
dirlo quando vuole? La dice, eccome, una cosa del genere, quando vuole. Se il Comune è
d’accordo, infatti – e qui arrivo al discorso della condivisione – se tutti noi – non parlo solo di
Acquarena, ma in generale – condividiamo una scelta e questa viene operata, deve essere
sostenuta, anche a scapito di qualcos’altro.
Dicevo di questa Miralago e della Fiera alla Baltera: io continuo a dire che bisogna fare
attenzione, però mi pare che ormai la storia sia stata scritta. Io penso che il Palazzetto ci debba
essere, indipendentemente e comunque. Non fermiamoci al Padiglione C, B, K, D, L, ma deve
essere fatto un ragionamento contrario. Non una struttura della Fiera che serva anche per fare
dello sport, ma una struttura dello sport che una volta l’anno - di questo stiamo parlando, infatti,
visto che è una struttura che serve 3 giorni l’anno per le scarpe – viene prestata alle fiere.
Dicevo poi della legittima aspirazione di Arco di avere qualche cosa: ci mancherebbe
altro. Potrei usare termini che poi però rimangono a verbale e non sarebbe bello che ci fossero,
ma è legittimo che anche loro possano avere delle aspirazioni; anche perché io credo che Arco
sia – come ho sempre detto – complementare a Riva. Non deve essere antagonista, ma
complementare. È diverso, siamo molto diversi, guardate il Natale: non ci sono luminarie
neanche ad Arco, vero? A parte quello che c’è scritto sul giornale oggi, non ci sono stati grandi
investimenti, ma è gradevolissimo frequentare Arco in questi giorni, è gradevolissimo. A Riva,
da che mi ricordo io, tutti hanno tante idee, tanto cervello, ma poi mettere in pratica, mettersi
insieme attorno ad un tavolo e decidere, non succede mai. Noi abbiamo avuto sempre questo
difetto, siamo sempre sopra la brocca! Magari in qualche cosa è vero che abbiamo idee in più,
ma qualche volta dovremmo metterci lì seduti, con un po’ più di umiltà. Ad Arco è il contrario:
hanno anche loro qualche momento in cui, naturalmente, si scontrano, però riescono a realizzare
cose simpatiche; quando non si vuole strafare si può andare anche d’accordo. Io mi sono sposato
una donna di Arc;casualmente, per anni ho collaborato con una associazione di Arco, devo dire
la verità: mi sono sempre sentito stimato ed apprezzato, pur essendo di Riva, pur negli scherzi,
visto che erano gli anni in cui - il Sindaco lo ricorda – c’era il muro a S. Tommaso! Io ho avuto
parecchie soddisfazioni.
Quando è nata l’APT, che adesso non c’è più, che è stata sostituita da Ingarda, io ricordo
che ho faticato, proprio con quelli di Arco, che avrebbero voluto che io – che venivo
dall’Azienda di Riva - andassi avanti. Ho faticato a dire loro di no, perché riconoscevano che in
quel momento – così come adesso – a loro andava bene una persona di Riva. Poi c’è stato un
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Sindaco di Arco che, forse scherzando, non lo so, o forse incautamente, un giorno mi ha
chiamato e voleva farmi fare l’Assessore tecnico ad Arco. Figuriamoci! Non mi butto in prima
persona a Riva, non vado a farlo ad Arco! Ho detto no, chiaramente, perché non ho avuto il
coraggio, ma non avevo nemmeno il tempo, oltre al coraggio. Sarei stato forse il primo, anzi
Zambarda ci è andato vicino! Io non ho avuto il coraggio, come altre volte, in verità; un’altra
volta in cui non ho avuto coraggio è stato quando sarei potuto diventare miliardario ai tempi in
cui l’Expo Schuh stava per andare via da Riva; sarebbe bastato dare una spinta e portarla – lo sa
il Presidente - dove la prendevano e dove, tra parentesi, sto lavorando adesso.
Non ebbi quel coraggio - ne ebbi uno diverso - anche perché mi incontrai con quella
persona eccezionale che è Karl Fredrich Heicholz, che è il fondatore della Fiera, al quale mi lega
una grande stima ed amicizia al punto che non entra a Riva senza passare a salutarmi. Ci
mettemmo lì una sera, in quelle condizioni – non lo dico per vantarmi, non ero una personalità
pubblica, ero un signor nessuno allora – e cercammo di trovare una soluzione. Nessuno lo sa, lo
dico questa sera, la soluzione provvisoria si chiamava Baltera. Quando chiamammo – io ed
Heicholz - un certo personaggio che aveva una certa struttura, gli chiedemmo se ce la avesse data
per due volte. Doveva essere una “soluzione – tampone”; poi tutto è cambiato. Non fa niente: la
storia, come ho detto prima, va avanti.
Tornando al discorso di prima, quello vero, tra rivani e gli arcensi: quei rivani che sono
pettegoli ed invidiosi, che in qualche piccola circostanza – come dice il Sindaco, quando dice che
ne escono cose meravigliose – si tirano su le maniche, ma sono molto più propensi a demolire
qualunque costruzione, se chi la guida non è sufficientemente simpatico, o se in quel momento
forse, emerge troppo. Perfino le Tagesmutter - lo ha detto ieri l’Assessore Marino – ad Arco
funzionano meglio che da noi, perché c’è più disponibilità da parte di tutti a mettersi a
disposizione; delle mamme, in questo caso.
(CAMBIO CASSETTA)
Io ero d’accordo con il Sindaco, quando diceva che lui non avrebbe pagato le luminarie; infatti
quello doveva essere uno stimolo per far sì che qualcuno tirasse fuori la fantasia, che qualcuno si
mettesse a fare il regista. Hanno le loro colpe il Sindaco e l’Amministrazione: è vero, ad estrema
ratio, in primis in largo Posta poteva esserci, anche a spese dell’Amministrazione: un tocco
natalizio, ma non è il Sindaco, non è il Comune che deve fare il Natale, sono altri che devono
avere la regia del Natale. Ripeto: in ultima spiaggia si sarebbe anche potuto rimediare, fa niente.
Ci voleva la fantasia, però, nel dire: faccio una cosa nuova e diversa, che non sia andare a
Mantova piuttosto che a Cremona o chissà dove a noleggiare le stesse luci che hanno dovunque.
Noi dobbiamo, vogliamo essere diversi; io, come il Sindaco, sono legato alla mia città,
noi vogliamo e dobbiamo essere unici! Dobbiamo essere diversi dagli altri, non andare a
scopiazzare altre idee. Allora, nel momento in cui andiamo a proporre cose che potrebbero anche
essere innovative, io credo che nessuno ci dica di no; perché dobbiamo, nel senso e nel segno di
quanto si diceva prima, quando si parlava di identità, non fare i pappagalli. Voi siete tutti rivani
come me e dovreste esserne fieri ed orgogliosi, come lo sono io; abbiamo, purtroppo, il male
delle alghe, come dicono ad Arco, cioè di sentirci sopra la brocca, come ho detto prima. Ma
proprio perché ci sentiamo sopra la brocca dobbiamo anche fare qualche cosa per continuare a
sentirci tali; non possiamo andare a scopiazzare quello che fanno gli altri. Mi candido,
comunque, Sindaco: se vuole il prossimo anno io, se c’è bisogno, se qualcuno mi segue, per
questo tipo di ragionamenti.
Dicevo prima che queste cose vengono fuori perché nessuno vuole che ci sia qualcuno
che gli dica che cosa fare; piuttosto che avere una regia tutti quanti sono disposti a sottoporsi al
famoso intervento chirurgico, che fa molto dispiacere alle rispettive mogli, o amiche o amanti!
Chi arriva ad avere il potere nel suo orticello lo recinta, alza le barricate, ci mette un bazooka
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perché non entri nessuno. Io conto molto, per tutte queste cose, sul nostro Sindaco attuale, fin
che c’è; perché poi, dopo il freddo dell’inverno arriva la primavera, il disgelo e chissà che
succede. La primavera romana poi è particolarmente frizzante! Ci conto e dobbiamo essergli, per
quanto possibile e per quanto lui accetta, al fianco, perché lui ha bisogno, oltre che di voti per la
primavera romana – spero che ne prenda pochi in quel caso – di aiuti, di persone che possano
accompagnare le scelte; che magari possono dare anche qualche idea.
A proposito di uomini, non c’entra niente, non andate – vi prego – a guardare dietro le
mie parole, cercando un nome o un cognome in quel che dico, perché non mi rivolgo a nessuno
in particolare. Il giorno che ho espresso sui giornali la mia opinione sulle società magari qualche
nome e cognome si poteva intuire, ma tanto la cosa è caduta, nel frattempo, così non interessa
più nulla a nessuno. Adesso non andate a cercare di trovare nomi, ripeto. Io vorrei ricordare
come, in generale, gli uomini possono essere particolarmente dannosi, non solo quando si
comportano in modo scorretto; per scorrettezza intendo cose che abbiamo visto e vissuto, come
tangentopoli o altre cose simili. Mi riferisco ad un’epoca, ad un modo di comportarsi che peraltro
non era di un solo colore, o di pochi colori, come si è cercato di dipingerla; a parte che fatti
attuali, che ancora non conosciamo bene, ma di cui si parla, ci dimostrano che cambiano le
epoche ma le pecore nere o grigie ci sono sempre nel gregge. Non sta a me, evidentemente, dare
giudizi sui comportamenti altrui, ma si può fare un ragionamento, dicendo se uno è onesto o
meno, sia in un Partito, che in un Movimento, che in un’epoca o in un‘altra.
Quello che mi preoccupa sono gli onesti: mi preoccupano di più gli onesti, in un certo
senso, perché possono fare danni peggiori. Non sono condannabili da un punto di vista
giudiziario, non sono condannabili da un punto di vista etico, ma per amministrazioni, società,
enti, e chi più ne ha ne metta - quindi non andate a cercare dietro a quello che dico – sapete
quanti danni possono essere provocati da quei personaggi saccenti, arroganti, presuntuosi, che
spesso abbiamo incontrato in questa seconda Repubblica. Nella prima, bene o male, un filtro
c’era, perché prima di arrivare ad occupare un certo ruolo ognuno subiva una certa prova! Poi
molti sono arrivati e i danni fatti per ignoranza, incuria, imperizia, negligenza, faciloneria,
trascuratezza, pressapochismo, sono enormi; non hanno un colore, non hanno – in questo
momento – un nome.
Bisogna che io mi avvii alla conclusione, perché adesso ho cercato di pareggiare il tempo
impiegato dal Consigliere Frizzi; io vorrei parlare di quanto hanno detto gli Assessori, però devo
dire la verità: io, ieri sera, ero un po’ arrabbiato per quello che mi avete sentito esprimere ieri
sera e un po’ speravo che ci fosse qualche nota. Mi è sfuggito molto di quanto gli Assessori
hanno detto. Gli Assessori purtroppo, io dico, hanno avuto la loro ribalta ieri sera; se succede
come a me la ribalta che hanno avuto però è stata temporanea, perché non è rimasto molto di
quello che hanno detto; magari molti di loro hanno detto anche cose interessanti.
Il Vice Sindaco Mosaner ha parlato delle 700 unità di edilizia abitativa popolare
agevolata; è interessante il discorso degli artigiani, di costruire direttamente senza passare
attraverso intermediari e cose del genere. Io invece volevo collegarmi al discorso dell’ICI, di cui
si è parlato ieri, perché è una delle cose che c’è in Bilancio. Secondo me, ICI e seconda casa
possono essere quegli strumenti che non so fino a quando e quanto possono permettere di dare
una regolata a quello che è il tipo – ne abbiamo già parlato un paio di volte in Commissione
Urbanistica – di edilizia che nasce. Perché allorquando Lei ha detto che di 700 appartamenti circa
che sono stati costruiti, una percentuale che non conosco è tra i 35 e gli 80 mq, temo – Lei non ce
l’ha detto – che molti siano tra i 35 e i 60 mq. Tradotto: temo che tra questi molti siano seconde
case, o comunque che sia il tipo di edilizia che poi viene venduta a scopo turistico, che quindi lo
sforzo che d’altra parte l’Amministrazione fa con l’ICI – qui mi rivolgo all’altro Assessore –
l’innovazione che avete inserito nel Bilancio per la casa, va poi a gambe all’aria.
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Ho segnato gli interventi degli altri Assessori, ma a questo punto della vicenda magari ne
parlo nel corso del secondo intervento, salvo due cose dell’ex Sindaco ed attuale Assessore
Matteotti; ambedue sembrano ridicole. Una: Lei ha accennato all’avi fauna e, magari non si
dovrebbe parlarne in questa sede, ma io sono sinceramente stupito e preoccupatissimo dalla
presenza dei colombi. Io non ho mai visto tanti colombi a Riva, non so se sia una mia sensazione
io se sia una realtà. Zone mai colpite dal fenomeno colombi le vedo piene; per dire: anche la mia,
dove sono io, mai visto un colombo. Lo stesso vale per diversi punti della città; io non so se si
tratti di qualche cosa di particolare.
La seconda cosa, di tutt’altro genere (anche questa fa sorridere) ne abbiamo parlato alcune
sere fa, uscendo dal Municipio: quando mi parlate di trasporti pubblici e trasporti integrati, io e
l’ex Sindaco, signor Sindaco, abbiamo elaborato un discorso, che era quello di dire…che io
continuo a sostenere. Ho avuto una discussione con l’ex Assessore, che adesso si occupa del
nostro patrimonio immobiliare turistico, che per i trasporti, ci vuole, come per tante altre cose, un
po’ di coraggio e un po’ di fantasia. Io avevo proposto all’allora Sindaco Matteotti di studiare
l’ipotesi di usare, invece che un pullman per i collegamenti urbani, un trenino; non un trenino
inteso come quello che c’è ai giardini, perché è superato, serve ai bambini, ma ci sono dei
modelli bellissimi, nuovi, fatti per gli adulti, che vengono attratti da questo tipo di trasporto. C’è
anche l’aspetto esotico, ludico, è facile salire, è facile scendere, gira per le strade del centro,
pensateci.
^^^ Entra la Consigliera Brunelli: il numero dei presenti sale a 29. ^^^
Presidente:
Grazie Consigliere Modena. Consigliere Zambotti.
Consigliere Zambotti:
Vorrei entrare nello spirito del primo intervento in modo abbastanza veloce, evidenziando
ciò che è stato detto dal Sindaco e dagli Assessori; il primo intervento dovrebbe, effettivamente,
mettere in risalto alcuni aspetti. Però alcune premesse generali bisogna farle, è importante,
secondo me.
Prima di tutto mi preme dire che, per quanto mi riguarda, io mi preoccupo,
sostanzialmente, dei disonesti e non degli onesti; per capirci molto chiaramente: quelli che
confondono la politica con gli interessi personali e chiedono tangenti per indirizzare atti
amministrativi. Queste sono le persone che mi preoccupano, in passato come in futuro; questo
per togliere ogni dubbio.
In termini generali, solo due parole. Il cambio della Legge elettorale è sotto gli occhi di
tutti a livello nazionale, sicuramente questo sarà foriero di mutamenti; io penso che innescherà
un forte mutamento nel quadro politico generale, che si è messo in moto dopo Tangentopoli. A
mio avviso non è finito, sicuramente questa Legge elettorale, a meno che non venga cambiata,
questo ritorno al proporzionale, modificherà molto di più di quello che ci si aspetta. Già molti
hanno intuito le cose, anche qui abbiamo sentito, tra le righe, qualche cosa, comunque vedremo
nel tempo che cosa succederà.
Detto questo, l’altro punto che mi interessa dire è che è importante continuare a difendere
in modo forte l’autonomia della nostra Provincia, della nostra Regione; gli attacchi del vicino
Galan sono ormai continui. L’autonomia è un patrimonio irrinunciabile, che va difeso con tutti i
mezzi. Altrettanto importante è, in quest’ottica, accentuare il concetto della maggiore libertà dei
Comuni, soprattutto - qui sono d’accordo con il Sindaco, è sempre stato un mio pallino – una
maggiore libertà operativa dei Comuni rispetto alla Provincia. Questo però la dice lunga sulla
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strada che bisogna percorrere ancora, anche a livello normativo, con la Provincia.
L’altro punto importante, che io ho sempre ribadito, verte sulla speranza che a livello
provinciale si arrivi a modificare il ruolo del Consiglio comunale. Effettivamente, così com’è
infatti, mi pare che sia chiaro a tutti, c’è qualche cosa che non va nel modo in cui è organizzato il
Consiglio comunale, rispetto all’operatività della Giunta; rispetto anche – lo abbiamo visto bene
nell’intervento precedente – alla miriade di società, siano essere per azioni o a responsabilità
limitata – di cui l’Amministrazione, partecipando, si serve, di fatto, per la gestione delle varie
attività del territorio. E’ chiaro che al Consiglio comunale sfuggono molte cose; il Consigliere
Modena, quando aveva fatto quel discorso, dicendo che il grosso è già stato fatto e che qui si
parlava solo del piccolo, non aveva del tutto ragione, la situazione non è proprio questa, però c’è
un elemento su cui riflettere molto. Quindi anche capire e ridefinire il ruolo del Consiglio
comunale, il ruolo dei Consiglieri comunali, in questo contesto, secondo me è una cosa da fare;
soprattutto, per quanto ci riguarda, è una cosa da sollecitare all’organo competente, il Consiglio
Provinciale; o meglio, il Consiglio Regionale, mi pare di ricordare.
Queste sono le premesse generali che io volevo fare; poi vorrei spostarmi non sui grandi
temi di chi mi ha preceduto, di cui effettivamente, ha ragione lui, non troviamo traccia, o ne
troviamo minimamente, nel Bilancio; ma sui cosiddetti problemi della povera gente, che
effettivamente sono il succo di questo Bilancio, che va a tutta quella Riva che, effettivamente a
mio parere, ha bisogno del Polo fieristico, ha bisogno, giustamente, dell’ampliamento del
Palafiere, ecc., ma che ha bisogno di molto di più. Ecco, la prima novità che io ho visto con
molto favore: dopo anni e anni finalmente ho assistito ad una Relazione non esaustiva, però che
parla del sociale; sono molto contento di questo. Stranamente ci voleva una persona che non
abita a Riva per parlare del sociale, evidenziando con una certa chiarezza il tema. Nelle
precedenti legislature tante volte è stato chiesto, non solo da me, ricordo anche che il Consigliere,
poi Assessore, Lotti, che diceva: “Dobbiamo fare una mappatura del sociale, perché manca”. Si
rispondeva che per questo c’era il Comprensorio, che noi, di fatto, avevamo e abbiamo poche
competenze.
Più volte era stato proposto di verificare la possibilità di avere le stesse competenze di
Trento e Rovereto, secondo cui i Comuni che hanno più di 10.000 abitanti si occupano
direttamente del sociale. Questo non è stato possibile, però finalmente ho avuto il piacere di
assistere ad una Relazione, minima, che parla del sociale vero.
Per carità: anche gli Assessori precedenti si erano effettivamente espressi, però mancava
questa evidenziazione. È una cosa importante, perché il turismo ha avuto ed ha molta attenzione,
molte lobby, molti finanziamenti, ecc.; è importante ridefinire l’aspetto sociale, non per il sociale
di per sé, ma perché il sociale ci appartiene nel quotidiano; ci appartengono le grandi opere, ma
ci appartiene il sociale nel quotidiano. Nel sociale noi abbiamo visto delle Relazioni fatte un po’
come una TAC, abbiamo visto i vari settori sezionati per aree di competenza ecc. Bisognerebbe
adesso riuscire a rimettere insieme la cosa, rivedere l’individuo e rivedere la famiglia; quindi
cominciare a vedere tutte le cose che sono state dette da più Assessori e metterle insieme.
L’utente principale, infatti, è l’individuo, è la famiglia. Questo è il dato importante, quindi vorrei
spostare un po’ l’accento, dalle grandi opere alle persone e alla famiglia; che è poi la cosa che più
ci chiedono, perché la gente ci chiede di erogare dei servizi che possano aiutare tutti nella vita
quotidiana. I servizi hanno a che fare, prima di tutto, con la sfera personale, va bene che in essa
rientra anche la parte economica, ma sicuramente il taglio che si dà alla sfera personale è
importante.
Si diceva della casa e del lavoro, come emergenze - così sono state descritte - sociali. È
un peccato che ancora si debba parlare della casa e del lavoro come di emergenze, ma se sono
state descritte come tali vuol dire che lo sono. Per la casa bisogna insistere, relativamente
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all’edilizia abitativa agevolata, secondo me; certo, la riforma di ITEA andava fatta, nessuno
poteva pensare che potesse andare avanti così, piaccia o meno. Vi sono delle sperequazioni
all’interno delle abitazioni che sono enormi; bisogna regolamentare alcune cose, senza scardinare
l’impianto e la filosofia di fondo dell’intervento sull’edilizia abitativa agevolata.
Mi vorrei addentrare un po’ di più nel campo del lavoro all’interno del sociale, quindi
Azione 10. Ecco, va potenziata, mi pare che in questo senso siamo d’accordo, ma va potenziata
soprattutto su due aspetti, secondo me: il primo è l’aspetto inerente la persona e la famiglia. Mi
spiego, perché voglio che mi capiate molto bene, visto che io vedo come lavorano gli operatori:
bisogna aumentare i tipi di progetto, con un progetto che vada in due direzioni, seguendo le due
finalità principali.
Vogliamo che i nostri anziani rimangano in casa o no? Questa è la prima decisione da
prendere; il Consigliere Modena diceva che bisogna prendere alcune decisioni: questa è una
decisione su cui si può vedere se siamo tutti d’accordo o meno, però, una volta presa questa
decisione dobbiamo anche creare i presupposti perché vada avanti, perché abbia delle gambe per
camminare. Dobbiamo decidere se la politica che intendiamo portare avanti è quella di fare il
possibile affinché l’anziano – e parliamo di qualche cosa che per il momento è un po’ lontano da
noi, ma che in futuro ci vedrà coinvolti – possa rimanere in casa; se noi potremo rimanere in casa
oppure no. Al di là delle condizioni economiche, perché poi le condizioni fisiche, a causa delle
malattie, si mettono male, io ho visto anche gente con fior di miliardi, con molta difficoltà ad
avere attorno a sé una rete valida di persone e di aiuto; la rete c’è, non dico che non ci sia, ma
deve esser valida ed efficiente. Queste persone non sono morte nel loro letto, pur avendo
patrimoni consistenti; questo è un dato di fatto.
Azione 10, dunque, deve svilupparsi in gran parte in questa direzione, poi ci sono gli altri
lavori, va bene, ma anche qui io dico che ho avuto a che fare con persone che mi hanno detto: “Io
mi vergogno a fare Azione 10, perché faccio finta di lavorare”. Non sono stati tanti, per carità,
ma dobbiamo dare loro la possibilità di lavorare, controllando anche che lo facciano sul serio;
che non sia una cosa campata in aria, tanto per prendere il sussidio di disoccupazione così da
essere a posto per un paio di anni. È un lavoro socialmente utile, ma deve diventare un lavoro in
tutti i sensi. Sicuramente sulla cura alla persona può diventare un lavoro vero, perché in questo
caso abbiamo una persona che ha necessità reali, quindi bisogna lavorare per forza; anzi, non per
forza ma perché è giusto.
L’altro problema, per quanto riguarda l’Azione 10: se si può, io direi di individuare dei
progetti a sostegno della famiglia, soprattutto per quanto riguarda le famiglie che hanno molti
figli, o magari con situazioni di handicap in casa. Abbiamo l’handicap, l’anziano e anche le
situazioni in cui ci sono uno o più figli, che hanno bisogno di aiuto, anche perché abbiamo visto,
dalla relazione dell’Assessore Marino, che ci sono queste liste di attesa negli asili nido.
Purtroppo ci sono ancora queste liste di attesa. Io stimolo e invito l’Assessore Marino a fare i
salti mortali, veramente, naturalmente si dovrà andare verso un terzo asilo nido, mi pare che con
le cifre che abbiamo in mano oramai questa terza struttura sia necessaria. Se da una parte,
dunque, noi vogliamo tenere gli anziani in casa, dall’altra vogliamo stimolare le famiglie ad
avere più figli, dobbiamo offrire loro però anche i servizi che le possano aiutare; anche su questo
poi farò un appunto. Io stimolo l’Assessore Marino a fare i salti mortali; è vero, c’è il discorso
delle Tagesmutter, ma ci sono molte altre iniziative, dentro e fuori il Trentino - vedi le case
famiglia, le case alloggio e molte altre - che si potrebbero almeno vagliare. Io chiedo l’abolizione
delle liste di attesa; mi rendo conto che in un anno è impossibile fare questo, però chiedo almeno
che il prossimo anno si arrivi qui e si dica che c’è poca gente in lista di attesa. Veramente è
brutto vedere della gente che ti dice che ha presentato la domanda per il proprio figlio, ma che
non può portarlo all’asilo nido.
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Effettivamente si rimane perplessi di fronte a cose simili, molto perplessi. Da una parte
c’è chi è in situazione disagiata, perché magari in famiglia lavora una sola persona; dunque è
giusto, perché i soldi sono pochi, o perché c’è una cosiddetta situazione di emergenza sociale,
che abbia una priorità. Va bene, però io dico che dobbiamo stare attenti, dobbiamo trovare un
equilibrio, perché c’è anche un ceto medio, in cui lavorano entrambi i genitori, che possono così
pagare il servizio. Noi sappiamo che c’è chi, giustamente, per un reddito basso paga meno,
sappiamo anche che c’è una fascia di persone che pagano il servizio, lo pagherebbe anche di più;
questi spesso, di fatto, vengono messi in lista di attesa. Allora io mi dico: io posso pagare, mi va
anche bene che chi è in una situazione di reddito non sufficiente abbia il diritto di entrare e di
pagare poco; va benissimo. Però c’è anche una fascia di persone che dice: “Io lavoro, lavora
anche mia moglie, però non possiamo mandare il bambino all’asilo”, per cui, addirittura, ci sono
stati dei casi in cui uno dei due genitori ha dovuto astenersi dal lavoro.
Il discorso è questo: chi si astiene dal lavoro? Di solito è la donna, allora facciamo tutta
questa politica per le donne, poi però la donna che ha un bambino deve stare a casa, pur avendo i
soldi per pagare l’asilo, perché non c’è posto. Queste cose devono essere risolte, dobbiamo
trovare delle soluzioni. Dobbiamo assolutamente impegnarci molto di più, fare il possibile,
utilizzare la fantasia, non solo per le luminarie di Natale; in questo caso sicuramente serve
moltissima fantasia per trovare risposte a 360°, ad ognuno di questi problemi. La possibilità che
l’anziano, padre, madre o ambedue i genitori, lo zio, la persona cara insomma, rimanga a casa
propria e finisca i suoi giorni bene, tra le sue cose. Pensate ad una persona che viene sradicata e
messa in un stanza asettica, pensate a voi stessi, a ritrovarvi così. E’ una cosa allucinante, solo a
pensarci: lasciare lì tutte le cose di una vita. Lasciamo perdere.
La stessa cosa vale anche per quanto riguarda l’asilo nido, si parte dall’inizio e si va fino
alla fine. Riva è una città ricca, per certi aspetti, c’è una fascia sociale che può pagare questi
servizi; non dobbiamo nascondercelo, può pagare il servizio, che però deve essere disponibile.
Non sto chiedendo che ci siano solo servizi gratuiti; è giusto che alcuni di questi vengano pagati,
chi lo può fare paghi. Io sono convinto, vedo e ho percezione di questo, che se il servizio è dato,
se è efficiente, non c’è problema nel pagamento, per chi è nella condizione di poterlo fare. A
Riva, per fortuna, c’è una buona fetta di popolazione che è in queste condizioni. Volevo
evidenziare soprattutto questo aspetto sociale, che va potenziato. Mi fermo solo a questi due
aspetti, che sono poi i due più importanti; ci sono anche tutti gli aspetti intermedi, i giovani, la
fascia di mezza età, ecc., che pure ambiscono ad avere spazi e iniziative.
Un altro punto da inserire qui, che mi sembra non sia stato evidenziato è quello dei parco
giochi; ce ne sono di bellissimi a Riva, altri sono carini, ma alcuni hanno bisogno di una forte
ristrutturazione. I parco giochi rappresentano dei momenti collettivi in cui le persone si possono
ritrovare a parlare, con i loro bambini ecc., però questi devono essere parco giochi a norma, in
cui ci sia protezione, in cui ci siano giochi fatti in un certo modo ecc. Alcuni parco-giochi
fondamentali di Riva secondo me devono essere un po’ rivisti, ridisegnati, potenziati, valorizzati.
Non per ultimo: io ho visto in alcune città che esistono strutture coperte, che possono anche
essere utilizzate d’inverno. Non è una cosa peregrina, visto che in certe città i parco giochi
vengono in parte coperti e minimamente riscaldati, così da poter essere utilizzati anche
d’inverno. Questo, sempre parafrasando Lotti, che voleva, a suo tempo, una città a dimensione di
bambino, non so se vi ricordate.
Certamente questa è una dimensione importante, legata anche alla valenza turistica; non
dimentichiamo, infatti, che se noi andiamo in giro per situazioni turistiche, ci accorgiamo di
quanto viene fatto per la famiglia, che poi può avere un supporto in loco per quanto riguarda i
figli e gli anziani. Ci sono famiglie che si portano dietro anche gli anziani, la maggior parte delle
famiglie si portano dietro i bimbi e, al di là delle strutture di accoglienza, – in cui a volte si
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trovano situazioni apposite – a me a volte dei turisti hanno chiesto se ci sono strutture ricreative
collettive, minimamente gestite, anche per i bambini. Questo forse è un po’ troppo, però è
un’idea che butto lì in questo contesto.
Un plauso sicuramente al nuovo Assessore alle attività sociali, perché con chiarezza ha
espresso i tre punti chiave. Io spero che lavorerà su questo, sicuramente lo farà più a fondo se
sarà affiancato da una Commissione Affari sociali; così avrà modo di confrontarsi sempre più
intensamente con i Consiglieri comunali che andranno ad occupare il posto all’interno della
Commissione Affari sociali.
Per quanto riguarda le cose dette dal Vice Sindaco Mosaner - adesso sarò velocissimo –
vorrei capire bene, una volta per tutte, questa storia che sta andando avanti da molto tempo, che
potrebbe anche essere interessante, per carità: quella del commercio, del centro commerciale a
cielo aperto. Ecco, se lui poi avrà modo di intervenire vorrei che ci spiegasse, che ci facesse
capire molto meglio questa cosa, di cui si parla molto, mi pare che ci sia anche uno studio
finanziato. C’è molta attesa, però sta di fatto che io ho visto che ci sono nuove attività
commerciali nuove, dunque non è vero che il centro viene abbandonato dalle attività
commerciali. Ce ne sono di nuove, appena aperte e ce ne sono alcune che stanno facendo fior di
soldi, perché vendono il prodotto giusto, al prezzo giusto; seguono le logiche di mercato, perché
è chiaro che se non lo fai non puoi pretendere nulla. Devi stare sul mercato, devi vendere il
prodotto giusto, devi capire, fiutare quale sia il prodotto che va in quel momento; ci sono attività
nuove che stanno lavorando in questo senso, che stanno lavorando bene in centro storico, pur
essendoci i problemi di parcheggio e tutte le solite storie. Non è vero, dunque, che il centro viene
abbandonato. Certo, c’è il rischio di impresa, forse qui a Riva ci si è un po’ dimenticati che cosa
è il rischio di impresa; però io ho visto che chi, magari venendo da fuori, si accolla il rischio di
impresa, a volte riesce molto bene. Due parole su questo.
L’altra cosa è molto importante: la valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici. Si
parla molto di tipicità e quindi l’Agraria ecc. Bisogna avere il coraggio di fare questo con molta
forza, perché ovunque, in qualsiasi posto dove ci si reca, giustamente, non si fa altro che vedere
una forte valorizzazione del territorio, della tipicità del territorio, del prodotto tipico. Noi
sappiamo e vediamo quanto sia importante l’aspetto alimentare, anche legato al turismo. Noi
abbiamo alcuni prodotti che hanno una loro tipicità, che devono essere maggiormente valorizzati.
Non ho sentito dire una cosa invece: che qui a Riva mancano i pescatori. È una cosa paradossale:
il pesce. So che a Riva ci sono dei grandi intenditori, Meneghelli è un grande scrittore di ricette
con il pesce di lago, ma stranamente qui a Riva se qualcuno volesse prendersi del pesce di lago ad esempio a me piace moltissimo - deve andare a Gargnano, dove in piazza c’è un giovane
pescatore con il suo banchetto; la mattina bisogna andare molto presto, naturalmente, come è
giusto. Chi vende il pesce che ha appena pescato lo vende presto, altrimenti si va in cooperativa o
in altri posti. A Riva però non c’è più il culto della pesca: è strana questa cosa; non c’è più un
pescatore che vende il pesce di lago. Questa è una cosa che, a mio avviso, è marginale, se volete,
però è importante, perché c’è una tipicità; è importante la valorizzazione del pesce di lago, in
tutte le sue fattezze e nei vari modi di cucinarlo. Qui mancano i pescatori, almeno, che io sappia;
lo stesso vale per Torbole. C’è il pesce, so che il famoso Ristorante di Torbole è sempre fornito
di pesce di lago, ma non sempre esso proviene dal lago di Garda; sempre pesce di lago è,
comunque.
Una cosa sui commercianti: sono d’accordo con il Consigliere Modena su questo. Sono
rimasto molto deluso da questa situazione. Io non ho attaccato i commercianti, come a qualcuno
piace fare; assolutamente, non mi interessa. Io ho fatto solo questo ragionamento: a mio avviso,
per tanti motivi, la politica del turismo natalizio qui a Riva non ha mai attecchito. Secondo me, ci
sono delle ragioni, ma non ho voglia, non ho tempo, stasera, per parlarne. Ci hanno provato, ma
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non con convinzione, si è preferito imboccare altre strade, però il turismo natalizio è ricchissimo.
Se voi vedete in altri comparti va benissimo: Arco si è avvicinata, ad esempi. Non si è voluto, a
suo tempo, credere nel turismo natalizio. Su quanto è successo quest’anno ci sono delle
responsabilità, è inutile negarlo. La fantasia? Sono d’accordo con il Consigliere Modena sulla
fantasia, ma chi avrebbe dovuto averla? La fantasia sarebbe dovuta arrivare dall’organizzazione,
chi è a capo dell’organizzazione? Cari commercianti, siete mal rappresentati! Che cosa volete
che vi dica? Ve lo siete scelti e ve lo tenete, siete mal rappresentati. D’accordo?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Va bene, vedremo. È bastato, infatti, che non ci fosse un minimo contributo del Comune per far
uscire il panico. Questo che cosa vuol dire? Che dietro non c’era un progetto; questa è la realtà, è
inutile nasconderlo. Non c’era un progetto, perché se ci fosse stato questo sarebbe venuto avanti.
Allora: Ingarda con il suo Ufficio eventi qualche cosa ha fatto; aiutata dalle associazioni, perché
non è vero che la Bacionella non c’era. Bastava andare domenica in piazza e si vedeva che c’era;
quindi le associazioni si sono mosse, non solo quella, anche altre; si sono mosse. Manca una
regia: ma chi la doveva fare? Non ho ben capito se il Consigliere Modena si candidi a Sindaco di
Arco, o ad altro. Mi dispiace che sia andato via; volevo chiedergli se voleva candidarsi a Sindaco
di Arco, visto che a Riva gli è andata male, però a qualche cosa mi pare si sia candidato, mi
sembra come organizzatore del prossimo evento. Va benissimo: come organizzatore va bene,
mentre come Sindaco mi pare che qui a Riva abbia poche chanche, come ad Arco, del resto.
Come organizzatore sicuramente sono d’accordo con lui: se vorrà attivarsi io sicuramente mi
aggregherò e gli darò una mano in questo senso. Soprattutto se lui, non quello che chiede al
Sindaco, taglierà con certe amicizie; non la richiesta che ha fatto questa sera: che sia una parte di
questa maggioranza a tagliare con certe amicizie. È lui che deve tagliare con certe amicizie, a
mio avviso, comunque lasciamo perdere.
Detto questo non vorrei dilungarmi troppo, sicuramente ho apprezzato anche l’intervento
dell’Assessore Matteotti, quando dice dell’aumento della qualità della vita. È fondamentale che
un’Amministrazione si ponga questo problema, deve essere stimolata in questo senso:
nell’aumento della qualità della vita. Lui parlava di inquinamento acustico: io dico quello che mi
viene detto, che mi riportano: sono contento che abbia aumentato l’organico con due Vigili in
più, però io dico una cosa, che è sotto gli occhi di tutti. Se c’è un Regolamento, giustamente, per
quanto riguarda il rumore, secondo me dobbiamo farlo osservare. Le deroghe vanno benissimo,
però non diamone tante, perché la gente, i lavoratori, hanno il sacrosanto diritto al riposo, un’ora
o due, non si chiede poi tanto.
Qui siamo pieni di cantieri, va bene, questo vuol dire che le cose vanno bene ecc., però è
importante che ci sia un po’ di controllo sull’attività cantieristica, perché si ha l’impressione, a
volte, che facciano quello che vogliono, nella mobilizzazione dei mezzi pesanti, nel mancato
rispetto di tutta una serie di cose, ecc.; è importante questo, la gente me ne parla, la gente vede
tutte queste cose, sono sotto gli occhi di tutti. Non mi addentro nella Legge antinfortunistica,
perché è meglio se lasciamo perdere.
Il depuratore: c’è da chiedersi se il depuratore di Maso Belli sia sufficiente, o se invece
ormai sia un depuratore superato, rispetto all’utenza estiva, soprattutto. La mia è una domanda.
Per quanto riguarda le antenne, l’elettrosmog: va benissimo il trasferimento dell’antenna al
CRM, però rimangono altre antenne che debbono essere monitorate ed, eventualmente, spostate.
L’ultima battuta, non vorrei dilungarmi troppo, per quanto riguarda i cassonetti; Riva è
una città turistica, ci sono dei cassonetti che buttati lì così come sono è veramente un peccato.
Bisognerebbe radunarli, non dico nasconderli, non dico renderli belli, però cerchiamo di
migliorare la situazione. In alcuni punti, in centro come in periferia, sono proprio buttati lì; è
giusto perché questo ti stimola ad andare, lo vedi ecc., ma forse, se venissero un po’ mimetizzati
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il bene estetico della città non ne subirebbe danno, secondo me. È importante facilitare il
discorso del riuso, secondo me, con la fiera del riuso ecc., è importante a tutti i costi, fare in
modo, laddove è possibile, che la gente si possa scambiare le cose, prima di gettarle via. Questo
per le cose più piccole come per quelle più importanti. Bisogna incrementare la possibilità del
riuso, perché ci sia il riuso bisogna che ci sia, una volta ogni tanto, un mercatino, un luogo dove
la gente possa andare, portare le proprie cose ed eventualmente scambiarle. Questa è una cosa
nuova, però secondo me è importante.
L’ultima cosa che volevo dire, che mi sta a cuore, è vedere di utilizzare il più possibile la
bioplastica, laddove è possibile, oppure materiali simili. Da quel che mi è stato detto dai ragazzi
di Riva che sono andati a Colonia, all’incontro con il Papa in Germania, a tutti – ed erano
tantissimi – è stato dato fin dall’inizio un kit, in cui c’era piatto, bicchiere, posate ecc., in
bioplastica. Questo è un segnale, è stato fatto su larga scala, non si trattava di 100 persone, ma di
migliaia di persone; non solo in Germania succede questo, anche in altri Comuni. Io condivido,
per carità, anche il percorso delle lavatrici ecc., va benissimo, però laddove si possono utilizzare
sostanze degradabili, a sostituzione di quelle plastificate, secondo me va bene. Bisogna
incentivare, noi sappiamo quante manifestazioni vengono fatte, l’estate ecc., dobbiamo dare dei
segnali forti. Io non concordo con Arco, ad esempio, dove il Vigile va a controllare, a dare multe
ecc., va bene, si arriverà a questo. E’ però vero che noi dobbiamo educare soprattutto, con
esempi pratici, i cittadini a differenziare, ad utilizzare prodotti biodegradabili, a riciclare il più
possibile. Secondo me bisogna approfondire il discorso della bioplastica o di materiali simili,
perché ci sono diversi tipi di materiali in questo senso, è una cosa che si deve fare. A me è
capitato di vederli perché c’è qualcuno che li vende a Riva; i costi non sono altissimi. Poi,
naturalmente, più si usano, più i costi di riducono. Sono prodotti che si degradano facilmente,
rapidamente, rispetto ai tempi della plastica o similari.
Direi che come primo intervento ho finito, non ho toccato tutte le cose che volevo dire,
ma non avevo l’intenzione di parlare troppo; sicuramente gli aspetti che mi interessavano li ho
espressi.
Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Zambotti, ha chiesto la parola il Consigliere Pederzolli.
Consigliere Pederzolli:
Grazie Presidente. Intanto inizio il mio intervento ringraziandoLa per l’omaggio che ci ha
fatto all’inizio di questa tornata consiliare; ringrazio naturalmente anche il Comune e il
Consigliere Grazioli che hanno permesso di consegnarci anche il testo che riguarda il centenario
della Benacense; ringrazio il Sindaco per gli auguri di Natale che ci ha fatto pervenire. Inizio
parlando proprio del Natale, che è un argomento ricorrente in questi giorni; mi permetto di fare
qualche battuta….
(CAMBIO LATO)
… se io ho sbagliato città, o forse il Sindaco vive in una zona diversa; perché io giro per Riva e
sento la gente lamentarsi. Leggo che il Sindaco dice che il numero di persone che si lamentano è
esiguo; allora, probabilmente, o io non abito a Riva, o magari a Rodi del Garda, non lo so. Mi
sembra un po’ in contrasto questa affermazione con quanto dice la gente.
Sindaco:
Basterebbe che Lei ci dicesse di che cosa si lamentano, perché di conseguenza ci potrebbe
dire che cosa deve fare l’Amministrazione comunale; perché potrebbe anche essere che qualcuno
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pensi che il nome del Comune di Riva del Garda sia Bengodi.
Consigliere Pederzolli:
Certo, si lamentano di una mancanza di aria natalizia, che in altri anni, purtroppo, c’era.
Sindaco:
Che cosa c’entra l’Amministrazione comunale con questo, chiedo, non siamo mica Babbo
Natale!
Consigliere Pederzolli:
Non vi è dubbio che l’Amministrazione comunale non è Babbo Natale, però penso che sia
anche dovere della stessa avere cura di un cittadino che, tradizionalmente, vede nel Natale una
manifestazione in cui probabilmente la luminosità, la luce sono importanti. Perché a casa
facciamo un albero di Natale? Perché rappresenta il Natale.
Un fiocco di neve appeso, che per le strade dà un’aria diversa da quella che è la
quotidianità, secondo me, può fare Natale. Questo dico, se poi tutto era collegato ai
commercianti, va benissimo. Loro si devono muovere, io l’ho esplicitato anche nei miei
interventi apparsi sulla stampa; dicevo che condivido il fatto che, se serve da stimolo, una simile
scelta può andare bene, ma bisogna tenere conto che non ci sono solo i commercianti. Ci sono
anche dei cittadini che hanno delle aspettative, per il Natale, visto che da 20 o 30 anni a questa
parte hanno vissuto un’aria di Natale dedicata alle luminarie. Benissimo: quest’anno non le
vogliamo fare? Va bene, però almeno mettiamo la cittadinanza nelle condizioni di vivere qualche
cosa di diverso. I commercianti non hanno risposto? Benissimo, si arrangino, però
l’Amministrazione un pizzico di luce natalizia poteva darla, penso. Un albero di Natale, due, tre,
quattro, per rendere possibile alla gente la percezione dell’aria natalizia.
Nell’articolo di oggi leggo due termini, in particolare: disfattisti e facinorosi.
Probabilmente sono frutto di Sue frasi…
Sindaco:
Consigliere: io parlo al Consiglio qui dentro, Lei può commentare liberamente, se vuole,
ma non pensi che poi io possa replicare a questo; quello che Lei legge sul giornale non dipende
dal sottoscritto, quindi io La pregherei, se deve commentare il pensiero del Sindaco, di riferirsi a
quello che io dico qui dentro, non a quello che Lei legge sul giornale. Perché sul giornale c’è
scritto quello che vogliono i giornalisti, che corrisponda o meno a quanto detto dal Sindaco.
Quindi la pregherei, commenti pure, ma sappia che non mi sento toccato da questi
commenti e non ho materiale per risponderLe. Lei deve, semmai, riflettere su quello che ho detto
qui, non su quello che scrivono gli altri di quello che io dovrei o non dovrei avere detto.
Consigliere Pederzolli:
Sicuramente, però penso che se un giornale riporta alcuni interventi li abbia sentiti; non
credo che un giornale distorca totalmente quello che viene dichiarato, in un intervento fatto in
qualsiasi manifestazione possibile. Sicuramente avrà dato risalto magari ad un termine che Lei
avrebbe potuto anche non usare per spiegare un concetto, però sicuramente avrà almeno un
piccolo riferimento a quanto detto. Non dico che questo sia Bibbia; prendo spunto dai termini
che sono stati utilizzati dai giornali, che possono fare riferimento ad un Suo intervento, per dare
un commento, una lettura. Non sto dicendo che Lei mi debba rispondere, io sto soltanto facendo
riferimento ad una situazione che vedo molto cara alla città; quindi esprimo il mio parere, la mia
impressione. Non Le chiedo di darmi una risposta, perché la risposta L’ha già data più volte, è
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chiara ed evidente in tutto quello che sta accadendo in questi giorni. È semplicemente questo.
Volevo anche dire, lo ribadisco, che Lei ha detto – lo ha appena ripetuto – che i giornali
non sono la fonte cui dobbiamo attenerci. È vero, perché il giornale fa notizia a modo suo, però
non credo neanche che di fronte ad un argomento ben preciso ci si debba attenere solamente a 4
righe che possono apparire sul sito internet; che descrivono in maniera marginale, magari, un
argomento. Quindi bisogna fare un mix tra l’uno e l’altro, per potersi creare un’opinione.
Fondamentalmente la pagina del giornale di oggi mi crea anche un pizzico di orgoglio, perché,
volendola mettere in chiave un poco satirica, vedere che una pagina grande è dedicata ad un
Sindaco, e poi vedere nel cuore, il mio viso, con un commento un po’ diverso, mi rende quasi
importante.
Voglio utilizzare questo primo intervento per parlare della Relazione che Lei, signor
Sindaco, ci ha esposto verbalmente ieri e che poi ci ha consegnato in questo formato e per quanto
riguarda la ricognizione delle risultanze dei Bilanci delle società cui partecipa il Comune. Devo
dire che la Relazione che Lei ci ha consegnato meriterebbe un 10 per la sua capacità e, diciamo
così, conoscenza politica; infatti esprime, secondo me, un Suo forte desiderio: probabilmente
quello di candidarsi – lo farà sicuramente – per Roma. Le auguro ogni bene possibile; se è un
Suo desiderio spero che lo raggiunga nel migliore dei modi. Lo si percepisce fin dai primi
passaggi, quando dice: “Esprimo preoccupazione per i rivolgimenti costituzionali”, in particolare
si riferisce alla “recente legge elettorale”. Lo si capisce anche da alcuni passaggi relativi alle
elezioni politiche, quando dice: “La politica, nazionale, provinciale, dovrebbe mantenersi su un
piano diverso dall’economia e dalla finanza”. Sono pienamente d’accordo, perché bisognerebbe,
secondo me, sganciare il discorso politico dal discorso dell’economia. Tocca poi alcuni punti che
riguardano direttamente la Provincia di Trento, quindi assolutamente un 10 per quanto riguarda il
piglio politico di questa Relazione; poi, però, ci sono poche integrazioni relative alla Relazione
di previsione che ci ha mandato, con tutta la documentazione relativa al programma 2006-2008.
Io, sinceramente, mi aspettavo qualche chiarimento in più, sbagliando, probabilmente; l’ho
ricevuto dopo, dagli Assessori.
Trovo alcuni punti che mi lasciano un po’ perplesso, quando Lei dice, parlando di Riva:
“Città sensibile e difficile, città articolata socialmente, ricca finanziariamente, multiforme
economicamente, impegnata culturalmente; città di contrasti interni, più che di confronto schietto
e aperto; città dalle notevoli personalità; città facile a presentarsi come sommatoria di nicchie,
dove ciascuno si atteggia a capace protagonista, ma frana nella relazione”. Sinceramente io mi
chiedo anche alcune cose, faccio auto critica su me stesso, dico che spesso magari sono rigido su
certi argomenti, magari nel non comprendere o avere difficoltà a comprendere argomenti di altri.
Posso anche dire che qualche volta ho trovato una certa rigidità, magari da parte Sua, da parte
dell’Amministrazione di fronte a determinati argomenti. Non ho visto un aperto confronto,
quindi mi chiedo se sia stato fatto tutto il possibile, perché questo dialogo rimanesse sempre
aperto; perché bisogna saper accettare opinioni diverse. Lei prima mi ha presentato la Sua
impressione, io l’accetto; per carità, signor Sindaco, abbiamo due modi di vedere le cose
diametralmente opposti. Ne prendo atto.
Arrivo ai punti della Relazione, dove inizia a parlare anche di quello che si trova nel
programma.
Il Personale: “Anticipo qui l’intenzione di provvedere, con decorrenza dal prossimo 1^
gennaio, alla costituzione di alcune nuove unità operative, nonché alla riformulazione di altre”,
nonché di accorparne altre. Poi dice: “Nel corso del 2006 porremo mano alla struttura della
Pianta organica, con l’intenzione di introdurvi alcune nuove figure dirigenziali e alcuni incarichi
speciali”. Da quanto ho visto nella Relazione mi sembra che non ci sia moltissimo Personale
negli Uffici comunali; credo che istituire nuovi Uffici, o addirittura creare nuove figure, voglia
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dire spogliare gli Uffici esistenti; infatti sappiamo che le assunzioni in questo periodo sono
bloccate, per motivi di legge. Quindi si può creare un disagio, magari, viste anche le Convenzioni
che ci sono, secondo cui forniamo servizi aggiuntivi ad altri Comuni.
Arrivo al discorso delle società, che tocca quando parla di turismo, dicendo: “Per quanto
riguarda il turismo, il Comune intende valorizzare la propria presenza in Ingarda spa (tra l’altro
prossima al trasferimento presso la nuova, prestigiosa sede nell’ex stazione ferroviaria),
delegando effettivamente a questa società, così specifica, le competenze in materia di
promozione, affiancandola ove occorresse”. Il verbo affiancare, vedendo la ricognizione, mi
lascia qualche perplessità, perché vedo che il Comune partecipa in società che non portano nulla
di ritorno. Ora: ho notato che Ingarda vede il Comune come maggiore azionista, con il 13% di
quote, contro lo 0,1%, salvo alcuni casi in cui c’è il 5 o l’8%; quindi il Comune è il maggiore
azionista di Ingarda.
Che cosa si vuole dire “Affiancandola ove occorresse”? Vuol dire magari che si
porteranno ancora contributi ad un’altra società; se sono necessari si portano, ma sarebbe anche
utile vedere un ritorno; altrimenti mi chiedo quale sia il motivo che spinge un Comune a
partecipare in società che sono s.p.a., società per azioni. A quanto ne so, parlando di s.p.a., si fa
riferimento a società che hanno l’obbligo, l’obiettivo di produrre utili; la ricognizione che ci è
stata esposta presenta società che non hanno utili, che non ne distribuiscono, o che addirittura
sono in perdita. Il che significa che noi forse investiamo male il denaro della collettività.
Vedo AGS: rispetto al 2003 sono aumentati i costi della produzione, segno probabilmente
che si stanno facendo degli investimenti, dal momento che è anche l’unica società cui il Comune
partecipa, che alla fine porta qualche utile; però vedere che ci sono sensibili aumenti nei costi è
sempre un sintomo di preoccupazione. APM: è nota la mia perplessità sulla partecipazione in
questa società, perché vedere una società che gestisce dei parcheggi, che fondamentalmente, al di
là dell’investimento del Pilati, non ha spese particolari, che produce 576.000 euro ma ne spende
514.000, mi preoccupa veramente. Significa che, molto probabilmente, il sistema parcheggi, è da
rivedere, anzi, non tutto il sistema, ma molto probabilmente la gestione della società. Il Comune
ha portato molto a questa società, sta dando molto e continuerà a farlo, ma riceverà pochissimo.
Qui veramente io ritengo che un’aperta discussione sia indispensabile, ma preferirei che non
fosse la Conferenza dei capi gruppo a farla, ma l’intero Consiglio comunale; perché qui ci sono
Consiglieri che non fanno parte della Conferenza dei capi gruppo, che dovrebbero essere firmati
dai relativi capi gruppo. Ma io vorrei che capissero apertamente come è la gestione di questa
società.
D’altro canto la stessa ricognizione ci presenta una società che non fa parte dell’ottica, o
della zona dell’Alto Garda, Primiero Energia s.p.a, che è una società che secondo me produce
qualche cosa; abbiamo un risultato di esercizio di 2.320.000 euro; eppure anche qui abbiamo
parecchie spese, a fronte di una entrata di 15.000.000 ci sono 10.000.000 in uscita. Questo ci fa
capire che le s.p.a. servono anche per lavorare in maniera diversa. Logicamente c’è poi la
partecipazione in Aeroporti Catullo, ma in questo caso si parla di grosse società, di imponente
portata economica; quindi sicuramente hanno costi notevoli, ma alla fine producono comunque
sempre un utile.
Ingarda: torno a parlare di questa società, perché in ordine cronologico, sfogliando la
ricognizione, si vede che è agli inizi, è appena partita. È logico dunque e fisiologico che non
presenti un Bilancio particolare. L’unica perplessità che ho riscontrato è il dato fondamentale che
il Comune è il maggiore azionista, che insieme ad altre due società, l’Unione Commercio e la
Palacongressi, forma un 25% circa di questa società. Ho notato che il Sindaco è anche
Consigliere di questa stessa società; questo mi fa nascere una domanda, che Le rivolgo, sperando
poi di rivolgere anche una risposta. Lei, Sindaco,è anche Assessore, in questo caso, per questo
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motivo rientra in questa società. Trovo particolare che, come Sindaco, approvi una delibera che
va a beneficiare una società in cui Lei è Consigliere. Deontologicamente non lo trovo corretto.
Avrei preferito che venissero fatte altre scelte.
Sindaco:
Ci sono tutti i Comuni dell’Alto Garda in quella società; il Consiglio di Amministrazione
è composto dai Sindaci o dagli Assessori dell’Alto Garda, perché è una società di scopo,
costituita per Legge Provinciale, esattamente con questo obiettivi. Quindi tutti i Comuni
dell’Alto Garda, per esempio, su Ingarda Natale, hanno erogato contributi a quella società, con
apposite delibere, fatte dalle rispettive Giunte.
Consigliere Pederzolli:
Perfetto. Sinceramente vedo che un Comune si crea una società di promozione turistica,
dove si vede una fila di alberghi con una partecipazione minima, mi piacerebbe capire che cosa
dove portano questi. In fin dei conti è una promozione turistica che va principalmente a loro
beneficio; quindi vorrei vedere un impegno principalmente da parte di questi soggetti.
Mi lascia un po’ perplesso da questa situazione della partecipazione alle società da parte
del Comune, mi piacerebbe vedere che queste società iniziassero a lavorare in maniera diversa; o
quanto meno a portare qualche cosa, perché non ritengo sia giusto che i soldi che vengono
investiti non producano nulla. Questo lo trovo un po’ particolare; rimarrò sempre dubbioso e
perplesso su questa situazione.
Volevo dare una risposta anche al Consigliere Zambotti, che prima ha citato il passaggio:
io non ho detto che Lei è contro i commercianti, ma che era critico, giustamente forse, nei
confronti dei commercianti. Per quanto riguarda le associazioni Lei mi ha fatto notare che la
Bacionella era presente in piazza, ma non per una manifestazione richiesta dal Comune. Si tratta
di un’iniziativa della stessa associazione, che viene organizzata annualmente nel periodo del
Natale: si presenta per le strade di Riva e distribuisce la cioccolata. C’è stata l’opportunità, dato
il vuoto momentaneo della piazza, di avvicinarla alla piazza, per far sì che completasse Piazza
delle Erbe; ecco perché la mia affermazione era specifica, proprio verso la Bacionella, perché nel
passato ha ricevuto forse un trattamento, da parte dell’Amministrazione - non dico poco corretto,
perché dire che una persona o un’Amministrazione sono scorrette è pesante – ma poco chiaro.
Sono state fatte promesse che poi non sono state mantenute. Ecco ancora perché questa
associazione si è un po’ allontanata dalla manifestazione organizzata dal Comune per il Natale. È
stata solo proprio una casualità, se si trovata in Piazza delle Erbe.
Aggiungere altro non voglio, mi riservo di farlo nel secondo intervento, dove analizzerò
meglio il Bilancio che c’è stato fornito e presentato. Non credo che ci siano altri punti particolari,
anche perché altrimenti, discutendo di alcuni passaggi sulla Relazione del Sindaco, dovrei
introdurre l’intervento sul Bilancio. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Pederzolli, ha chiesto la parola la Consigliera Lorenzi.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Ringrazio anche io il signor Sindaco e il Presidente per i regali di Natale, è stato un
piacevole pensiero. Mi permetto di fare alcune osservazioni al signor Sindaco, perché ritengo
importante avere un confronto su qualsiasi argomento che interessi la città. Volevo fargli notare
che i fatti successi al Palagarda non sono da imputare alla società del basket; Le comunico,
signor Sindaco, che i ragazzi sono stati richiamati sia dalla società che dalle famiglie, per quello
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che hanno scritto e che hanno gridato. Sono sicuramente fatti gravi, che non sono scusabili, però
io faccio questa osservazione: forse l’accenno durante la presentazione del libro sui 100 anni
della Benacense, era fuori luogo. Sicuramente il travaglio di questo nostro Palazzetto dello sport,
si è accentuato ultimamente, perché esistono dei problemi pratici, durante il gioco; sicuramente
se si fosse optato per un’altra scelta la città l’avrebbe già in dotazione.
Faccio una critica a questa Amministrazione, anche viste le Relazioni che sono pervenute
dai nostri Assessori: posso dire che spesso manca operatività. Il signor Sindaco oggi diceva che
non dobbiamo leggere i giornali, che dobbiamo leggere il sito internet del Comune; io lo leggo
tutti i giorni, però – mi permetta - ogni tanto vi fate belli su cose non proprio veritiere. Mi
riferisco, visto che ieri è stata nominata, a via Pasina: siete in fase avanzata per il ponte, però
quel ponte e quella progettazione sono così in ritardo perché erano state dimenticate. Quei 200 m
di strada - ahimè, poveri noi censiti – hanno visto di tutto: adesso è stato terminato il
marciapiede, ma quei benedetti pali della luce sono ancora in mezzo alla strada. Signor Sindaco,
ieri mi sembra che l’Assessore all’ambiente abbia parlato di via Pasina, però Le comunico che il
disagio per gli abitanti è notevole. Anche perché, nonostante i cartelli e i segnali, purtroppo
questi TIR – dico proprio TIR – vengono in senso contrario. Si immagini Lei il pericolo.
Anche riguardo al centro commerciale a cielo aperto, di cui parlava l’Assessore Mosaner,
posso dire che se ci fosse un po’ più di operatività sarebbe meglio. Mi ricordo, infatti, che
l’incontro è stato fatto più di un anno e mezzo fa. I nostri cittadini vorrebbero un po’ più di
operatività; è logico, io come i cittadini, vorrei vedere le cose fatte un po’ più velocemente.
Anche la circonvallazione ovest: opera della Provincia, d’accordo, però è l’Assessore competente
che dovrebbe provvedere ad una svegliatina, a qualche richiamo in più, perché vediamo sempre
questi cantieri con i cancelli e le reti chiuse. Qualche problema lo creano sicuramente.
Comincio dalla Relazione del Sindaco: accentuava l’importanza del confronto in
Consiglio comunale tra maggioranza e opposizione, il ruolo che hanno le due forze politiche;
ecco, ringrazio il Consigliere Zambotti che ogni tanto interviene, perché io penso che il confronto
sia indispensabile. Infatti, se ognuno porta i propri problemi, possiamo almeno parlarne, mentre
se dobbiamo sempre essere noi da questa parte ad assicurare il numero legale per l’inizio delle
sedute, a parlare sempre e via dicendo, non va bene; come diceva il Consigliere Zambotti,
purtroppo il nostro ruolo è stato un po’ messo in secondo piano.
Riguardo alla preoccupazione del Sindaco per il contenimento della spesa, per il calo dei
conferimenti, anche in questo caso guardo che cosa c’era scritto sul Bollettino di una
associazione: “I dipendenti pubblici superano abbondantemente i 43.000 addetti nella nostra
Provincia, con una percentuale sul totale degli occupati maggiore al 21%, che è un record rispetto
a tutti i territori sviluppati d’Europa. In particolare i dipendenti degli enti legati al territorio
provinciale – Provincia, Comuni, Comprensori, Azienda Sanitaria, Scuola, IPAV – sono
aumentati negli ultimi 10 anni di 4.700 unità”. Questo aumento dei dipendenti pubblici
logicamente significa un aumento della spesa pubblica e la preoccupazione è sia per l’ente
pubblico che per le varie associazioni, per le persone che aggregano personale che lavora, le ditte
che lavorano, le imprese. Ieri il mio intervento sull’ICI era un segnale, perché io ritengo che
effettivamente le attività produttive siano gravate particolarmente di tasse di ogni tipo. Per cui
volevo fare notare al signor Sindaco che la preoccupazione c’è anche da parte di chi opera nella
società.
Nella Relazione ho anche visto che – ne ha parlato l’Assessore Tonelli – si parla del
disciplinare sulle associazioni e questo progetto non può che trovarmi d’accordo. Sono
completamente d’accordo, perché sicuramente non si possono erogare più contributi a pioggia;
anche in questo caso deve essere fatta una verifica su come lavorano le varie associazioni. Come
diceva il signor Sindaco essere devono produrre un beneficio sociale e devono lavorare nella
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massima trasparenza, ecco, condivido perfettamente il lavoro che vuole fare l’Amministrazione
nei primi mesi del 2006.
L’intervento dell’Assessore Giordani: parlava della Cittadella del sociale, mi interessava
un attimo la Casa di Riposo. Anche in questo caso se ne parla da alcuni mesi, esiste ormai
un’emergenza Casa di Riposo, perché la richiesta delle persone per entrarvi è sempre rilevante.
Anche in questo caso ci sono liste di attesa, come per gli asili nido. Io Le volevo chiedere a che
punto è la pratica, perché so che è iniziata da parecchio tempo.
Penso anche che sia il momento, se il signor Sindaco condivide questa mia opinione, di
dare vita alla Commissione Attività sociali; adesso c’è stata l’integrazione, ha conosciuto un po’
la realtà rivana, penso che sarebbe utile che avesse un confronto anche con una Commissione. Mi
dispiace che non si riesca ad attivare in un modo migliore il servizio Tagesmutter; io ci speravo
molto, visto che le liste di attesa per gli asili nido sono così rilevanti. Negli altri Comuni si è
risolto il problema con questo servizio: una mamma in tutto il Comune di Riva è veramente poca
cosa. I servizi estivi ai minori ritengo che siano fondamentali per un Comune che ha un’attività
estiva turistica come il nostro; c’è già un asilo estivo organizzato a turno dagli asili esistenti, in
estate; questo è già un buon servizio. Se si fa anche qualche cosa di più per quello che è di
competenza del Comune questo non può che dare soddisfare il cittadino.
Non si è parlato di badanti. Ecco, anche in questo caso: fanno un buon servizio, perché
sono indispensabili in alcune case. Anche questa è un’attività che forse dovrebbe avere una
piccola regia, magari; a parte che anche le badanti hanno le loro esigenze, perché ogni tanto si
incontrano, si vedono spesso in giro per Riva questi gruppi di persone che parlano una lingua a
noi sconosciuta. Sono loro che organizzano in proprio questi momenti di aggregazione e, magari.
avrebbero bisogno anche loro di un punto di riferimento, di posti di aggregazione, di confronti
con l’Amministrazione per il lavoro che fanno. Chiederei anche, per quanto di competenza del
Comune, visto che c’è un’ attenzione particolare alla famiglia, che la stessa si rivolga anche alla
maternità. Ultimamente la stampa ha riportato tante idee, tante cose. Chiedo che anche questo
argomento venga preso in considerazione, sempre per quello che il Comune può fare.
Sulla Relazione: più volte ho chiesto notizie sul trasporto urbano. Io sono per le verifiche,
per me è indispensabile fare un controllo, per vedere se quello che è stato attuato dal Comune
serve o non serve alla città. Qualche giorno fa ho letto i Bilanci della Trentino trasporti e mi sono
spaventata; il Presidente Ceola diceva che a fine anno il buco nelle casse di Trentino Trasporti
oscillerà tra i 700.000 e i 1.200.000 euro. Naturalmente si incolpa un po’ la Provincia, che non ha
erogato contributi, però sono sempre soldi della comunità, penso che anche come servizio, che
dobbiamo sicuramente organizzare meglio, perché esistono problemi di inquinamento e di
trasporto, dover coprire buchi del genere non sia semplice.
Volevo far presente al signor Sindaco che in Comune del Trentino, Lavis, hanno provato
a dare vita ad un appalto per i bus con un’altra azienda ed è successo di tutto e di più. Non
commento più di tanto, però, visto che il discorso che Lei faceva sui rapporti con la Provincia, mi
dispiace, perché se il Comune è sempre obbligato a fare certe scelte non va bene. Non sono
remunerative, infatti, creano buchi, non so perché non si possano avere alternative.
Non è vero, Consigliere Modena, che non ho letto il Suo articolo, perché io l’ho
archiviato. Io Le ho già detto che è stato coraggioso a dire certe cose; non parlo di Bilanci di
società, questa sera, io, perché già con i numeri devo lavorare parecchio. Però mi dispiace, sono
rimasta un po’ delusa non dal Suo articolo, ma da quello che ha detto, perché da tanti anni ormai
lavoriamo su queste società; purtroppo abbiamo visto che certi personaggi fanno la politica di
mestiere. Diciamo che l’ente pubblico chiede sacrifici ai cittadini però anche io ritengo che
spesso i compensi dati agli amministratori di queste società non siano rapportati al lavoro
effettivo che svolgono all’interno delle stesse. Il Consigliere Modena rapportava il lavoro che
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fanno altri amministratori pubblici, poi - io sono una ragioniera, faccio i conti – la giornata è fatta
di 24 ore, per cui una persona al massimo lavora 15 o 16 ore. Alcuni amministratori delle nostre
società non lavorano così tanto al loro interno, magari avendone più di una in carico; per cui
questi grossi compensi fanno riflettere.
Volevo tornare sul discorso di ITEA. Qualche giorno fa il dottor Zambotti ha interpretato
male il discorso che faceva il Consigliere Pederzolli; non mi è piaciuto il suo discorso, i termini
che ha usato per i quartieri ITEA. Non era quello cui si voleva arrivare. Io parlavo di qualità della
vita, ne ha parlato anche Lei, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, diciamo così. il mio discorso è
un po’ diverso, a pagina 25 della Relazione previsionale, c’è la cessione delle aree ITEA al Rione
2 giugno; immagino che si tratti di via Pigarelli. Allora vorrei fare un discorso un po’ particolare:
avevo chiesto un elenco dettagliato di tutte le costruzioni che abbiamo approvato in questi mesi.
Però questi dati mi piacerebbe analizzarli insieme, in sede di Commissione Urbanistica, per
vedere effettivamente come stiamo lavorando nell’ambito della problematica della casa.
Il discorso ITEA: io ci tengo ad affrontare questo tema in una certa maniera. Sulla stampa
ultimamente sono apparsi degli articoli piuttosto negativi, però qualche tipo di problematica
esiste, perché se ITEA ha, per vari motivi, parecchi appartamenti chiusi, io vorrei saperlo. È vero
anche nel Comune di Riva del Garda? L’Assessore competente, infatti, anche se non è di sua
competenza, dovrebbe attivarsi un po’; se abbiamo la problematica della casa – non so di chi sia
la competenza – nel Comune di Riva del Garda e ITEA qui ha degli appartamenti chiusi, sarebbe
indispensabile saperlo. Se nelle case ITEA ci sono persone che non hanno diritto di risiedervi,
una verifica si rende necessaria, per correttezza. La signora Defant, Presidente di ITEA, è andata
su tutte le furie e, francamente, non mi sembrava proprio il caso: se esiste una problematica del
genere bisogna effettuare una verifica. Se dobbiamo andare nel Comune di Riva a costruire case
– che siano ITEA o meno, dobbiamo comunque costruirle – se dobbiamo portare via terreni
agricoli, almeno dobbiamo essere un attimino certi di quello che stiamo facendo. Adesso entrerà
in vigore anche la Legge Gilmozzi; a me sembra, per quel che ho letto sulla stampa, che anche in
questo caso ci daranno degli obblighi riguardo sia alle seconde case, sia sui terreni a disposizione
di ITEA. Io allora dico all’Assessore Gilmozzi, che prima di fare un Piano che ci dia dei dati
certi sul nostro Comune, chiedendoli all’Amministrazione; però prima di muoverci io vorrei
qualche cosa di certo.
A pagina 69 si parla di condomini sostenibili. Volevo dei chiarimenti, perché non ho
capito a che cosa ci si riferisca. Ieri l’Assessore all’ambiente vi ha fatto cenno, però non ho
capito bene di che cosa si tratti. Riguardo al programma delle Opere pubbliche, a pagina 7 si
parla del traliccio di telefonia mobile. Il Consigliere Frizzi ha già presentato una mozione al
Sindaco, relativamente ad un altro traliccio che sta sorgendo lì vicino. Devo dire che sono andata
personalmente a vedere questo nuovo traliccio e mi sono spaventata per le dimensioni. Non ho
ancora visto la risposta, però prima di tutto vorrei chiedere se ENEL ha chiesto
all’Amministrazione di costruire tale traliccio in quella maniera; se così fosse, visto tutto il
lavoro svolto dal Consigliere Bertoldi per far interrare i tralicci dell’alta tensione, nella zona
Pasina, Brione ecc. non so se per caso ENEL non poteva prendere in considerazione l’idea di
interrare anche di quella linea. Poi alcuni cittadini logicamente, mi hanno già telefonato per
questo traliccio, anche perché più lì vicino sorgerà il traliccio delle antenne. Anche quello è stato
spostato dal cimitero del Varone al Centro Raccolta Materiali, però è un traliccio di 35 m; per cui
i cittadini che abitano lì intorno avranno un meraviglioso panorama tra qualche mese. Io chiedo
all’Assessore all’ambiente che, visto che ieri ha detto che avrebbe razionalizzato le antenne sul
Brione, prima pensi a razionalizzare le antenne in quella zona, a questo punto, perché i cittadini
aprono le finestre e vedono antenne.
Riguardo a qualche opera pubblica, ho notato che alle Scuole Elementari Nino Pernici
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viene fatta una contro soffittatura nella sala mensa, con l’illuminazione; però mi sembra che a
pagina 43 poi sia prevista la costruzione completa della mensa. Ecco, volevo chiedere
informazioni, perché a pagina 43 c’è la sistemazione completa della mensa e della palestra. A
pagina 23 si parla del marciapiede di via Virgilio: avevo già fatto notare - anzi era stato il
Consigliere Zambotti a farlo notare - che, oltre al marciapiede, lì c’è da tenere presente l’uscita
sulla Statale. Si tratta di un punto molto pericoloso, per cui oltre al marciapiede bisognerà
pensare alla sicurezza delle autovetture.
A pagina 45 si parla del Polo scolastico del Rione; i tempi non li ho capiti, perché si parla
di una realizzazione nel 2008, però le case ITEA sono già in costruzione. Allora la prima tranche
di case sono in costruzione, per cui non so, se magari mi fornire i tempi giusti di fine costruzione
delle case; in modo che non ci sia il problema che ci sono le case ma la scuola è in ritardo;
perché andando nel 2008 non c’è conformità urbanistica, non c’è un incarico, non c’è nulla.
Volevo sapere se sono stati studiati i tempi. A pagina 72 si parla dell’area ex Cattoi nord: io non
ho capito a che cosa vi riferite, perché c’è già stato l’esproprio della zona sud; mi risulta che
l’area a nord sia privata. Volevo capire se viene acquisita dall’Amministrazione comunale.
Grazie. Ho finito.
Presidente:
Grazie Consigliera Lorenzi, ha chiesto la parola il Consigliere Matteotti Pietro.
Consigliere Matteotti:
Va bene, grazie Presidente. Parto dalla Relazione del Sindaco, così forse sarò un po’ più
rapido. Il Sindaco ieri parlava di maggioranza e minoranza, del Consiglio comunale, di compiti
diversi, della minoranza che collabora in modo intenso; poi, per la verità, ha fatto un accenno alle
recenti elezioni comunali e lì non mi trova d’accordo, perché, insomma, va bene che era una
battuta, ma parlare di stupidità dei rivani non mi sembra il caso. Poi a Roma combinino pure
quello che vogliono, d’accordo, che facciano anche tanti danni d’accordo, che qualche
Governatore dovrebbe andarsene d’accordo…
Sindaco:
Scusi, che cosa sta dicendo? Mi riferivo ad una battuta scritta sul giornale dal Presidente
del Consiglio nazionale, che ha definito stupidi gli elettori del centro sinistra. Era in questo
senso.
Consigliere Matteotti:
D’accordo, però siccome quella battuta lasciava il tempo che trovava, io non l’avrei
nemmeno recitata. Poi è una questione di punti di vista. Ho visto che parla di Comuni liberi e
autonomi, secondo la Provincia, ma deve essere un principio applicato. Per la verità quando lui
era Sindaco, nella precedente versione, era molto meno tenue nei confronti della Provincia, che
non adesso; quando parla di casta dirigenziale e ammennicoli vari, magari dando qualche colpo
anche agli attuali Assessori, o ad alcuni di loro, mi trova perfettamente d’accordo.
Sulla Comunità del Garda ha ragione il Consigliere Modena, ma mi pare di aver capito
che anche il Sindaco ne è al corrente; io non sono mai stato dell’idea che fosse un ente utile, ma
se è successo quello che dite è ancora peggio. Sulla Comunità di valle credo che …
(CAMBIO CASSETTA)
... dice che la logica del piccolo è bello è da dimenticare. Io sono assolutamente d’accordo, lo si è
visto anche nelle ultime decisioni prese su AGS, con il Comune di Arco; sperando che il
Comune di Arco ci creda un po’ di più - ma mi sembra sia avviato su questa strada – che non
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negli anni scorsi e che sia seguito anche da qualche altro Comune. Lo vedremo presto, quando si
parlerà della costituzione vera e propria di AGI, di cui si è detto in Consiglio comunale.
Sugli Stati generali ci ha spiegato che ha testato - se ricordo bene il termine che ha usato –
la cittadinanza, che ne ha già parlato in varie sedi; speriamo che sia la volta buona; io non ne ho
sentito parlare un granché, lui, di sicuro, ha dei dati più precisi.
Per quel che riguarda la Provincia, ad un certo punto, a pagina 5 della sua Relazione, ci
spiega che ci sono degli impegni, delle scelte, delle decisioni già prese; dei protocolli di intesa, in
sostanza, con la Provincia, per quanto riguarda il Polo fieristico, il finanziamento della sede
dell’Agraria, il famoso palazzetto e il Liceo. Poi fa un riferimento anche al completamento della
variante ovest, che, secondo noi, per ora è nel limbo dei desideri e dei desiderata dei rivani e
comunque non è una delle opere all’attenzione attuale dell’Assessore competente. In questo caso,
ovviamente, Grisenti, poi dovrà vedersela con quello che dice il suo collega, Assessore Gilmozzi.
Uno parla di opere che sono frutto di epoche e di Piani precedenti, superati e l’altro invece
continua ad inaugurare e a forare – giustamente, sia chiaro – montagne.
Ricordo che lo scorso anno, poco prima della scadenza della precedente Consigliatura,
c’era stata una visita in questo Consiglio, da parte dell’Assessore Grisenti e del Funzionario
capo, cioè l’ingegner De Col, se vi ricordate, per illustrare una delle proposte; si trattava di uno
schema, un’ipotesi – così l’aveva chiamata lui – quindi non era neanche un progetto di
prefattibilità, o un progetto preliminare, ma un’ipotesi, che si articolava in due fasi. Secondo me
erano state disegnate il giorno precedente, ovviamente, perché bastava guardare i disegni! Ma, a
parte questo e il fatto che proprio Grisenti aveva sostenuto che non si trattava di un progetto
preliminare, ma di qualcosa di molto meno impegnativo; lui parlava del 2015, se vi ricordate,
come tempo per l’esecuzione dell’opera. Di questo non si parla più, non si dice più nulla;
abbiamo letto nella Relazione che c’è un appunto dell’Amministrazione che parla di scelte,
finanziamenti e di una attenzione della Provincia per quest’opera; soprattutto, a pagina 7, una
cosa ancora più importante, secondo noi, il riferimento alla viabilità principale di collegamento
che è quella con la Valle dell’Adige, dallo svincolo di Arco all’imbocco della galleria di Tierno.
Anche di quest’opera, a parte le due righe inserite nella Relazione, ultimamente è caduto un po’
il velo e siamo ormai a livello di dimenticatoio.
Lo svincolo con Arco, da come è scritto questo testo, penso che sia quello di fronte
all’attuale palazzetto dello sport; quando l’Amministrazione era un’altra e quando il Sindaco era
in Provincia, aveva spedito a tutti i Sindaci del Comprensorio, soprattutto ai Sindaci della Busa,
una sua lettera da lui spedita al Presidente della Giunta provinciale, in cui ipotizzava una sorta di
suddivisione in due tempi, che aveva una sua logica. Il primo tempo riguardava la realizzazione
dal palazzetto fino al Linfano, compreso il ponte sul Sarca; il secondo troncone di questo iter
prevedeva invece il collegamento dal ponte a Nago. La logica di quest’intervento era stata
cassata dall’allora Presidente, che poi è rimasto tale, ma in realtà aveva un suo fondamento, in
quanto realizzare già il collegamento tra il palazzetto della Baltera e il Sarca avrebbe permesso,
prima di tutto, di dare il via agli appalti e ai progetti; arrivando nel punto di consegna di
quest’opera che era considerato da tutti – lo è tuttora – congruo. In tutti i Piani urbanistici della
Busa il punto di consegna delle tre circonvallazioni - compresa quella di Torbole che però deve
ancora essere realizzata – era esattamente la zona dell’ex Komarek.
Anche su questo tema non abbiamo trovato un granché, si dice solo che: “La
Amministrazione è impegnata a sollecitarle lo studio di fattibilità del prolungamento del tunnel
Monte Oro, ma soprattutto il progetto definitivo dell’ultimo, ma fondamentale residuo del
collegamento fra la Valle dell’Adige e l’Alto Garda”. Mi piacerebbe che l’anno prossimo, di
questi tempi, non si leggesse “E’ impegnata a sollecitare”, ma che si potesse dire che queste
sollecitazioni – sperando che non siano solo di facciata ma reali – siano convinte. Io sono
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d’accordo con il Consigliere Modena: un’opera può anche non essere redditizia, ma se ci si crede
si deve portarla a casa. Quindi mi auguro che la Provincia, da questo punto di vista, cambi un po’
quello che è stato, negli ultimi anni, il suo impegno sulla grande viabilità per Rovereto; anche
perché la solita frana sulla Riva – Torbole è avvenuta. Vi ricordate? Due mesi fa ce n’è stata una
sulla Nago, adesso addirittura sulla litoranea Riva – Torbole; anche in questo caso si parla di una
interruzione di due mesi, per realizzare il muro contenitivo. È ovvio che si potrebbe anche fare
un percorso alternativo; dipende un po’ dalle Amministrazioni interessate, se lo considerano o
meno valido; giustamente potrebbe rallentare qualche lavoro, ma insomma, a Natale sarà così,
ma all’Expo? Se sarà così saremo ancora più in difficoltà. Bisognerebbe che ci fosse una regia –
come si diceva prima - che andasse a chiedere in Provincia, se fosse il caso, un’apertura magari a
tempo limitato, con un semaforo, come si diceva. In sostanza: se non viene richiesta dalle
Amministrazioni la Provincia terrà chiusa la strada, perché per loro è molto più comodo.
Per quanto riguarda l’intervento del Sindaco, che però ha affrontato l’argomento in
maniera molto defilata, sia del Vice Sindaco, relativamente al Piano Cecchetto, io non nascondo
di non ritrovarmi, in sostanza, in questo Consiglio comunale. Non tanto per il ruolo, che è quello
che ci è stato affidato dai cittadini, ma perché spesso ho – abbiamo - l’impressione che,
nonostante a volte ci possano essere anche delle cose giuste che andiamo a sostenere, o degli
input che potrebbero essere colti, sia un po’ un ruolo defilato; noi vediamo passare queste carte,
ma è chiaro che intervenire per poi non avere, nella replica di chi dovrebbe rispondere almeno
alle richieste di precisazione, non ci sta bene. Poi si passa avanti, poi il Presidente accelera, poi
tutto il resto, insomma, come diceva anche il Consigliere Zambotti prima, quello del Consigliere
non è un gran ruolo. Non credo neanche, lo dico molto sinceramente, che la nuova Riforma – a
parte che ormai se ne parla da anni – possa riportare una maggiore dignità al ruolo dei Consiglieri
comunali, siano essi di maggioranza o di minoranza, sia chiaro. Vale per tutti. Non sarà colpa di
nessuno, io non ho ricette e non devo distribuire paternità, colpe o altro; però secondo me
qualche problema c’è.
Anche perché alcune tematiche vengono poi affrontate in Consiglio dopo passaggi molto
veloci nelle rispettive Commissioni; per la verità adesso le Commissioni sono molto limitate, per
cui alla fine il dibattito è molto limitato anch’esso. Ad esempio, guardiamo l’ultima
Commissione Urbanistica: c’era un punto che il Presidente ha dovuto inserire all’ultimo
momento, perché gli è stato chiesto, perché c’era un Regolamento, perché c’era un titolo che non
funzionava. Noi ieri non siamo intervenuti sui discorsi inerenti la raccolta dei rifiuti, non
abbiamo votato le due delibere di ieri, solo per un motivo; non tanto per il discorso di
quest’anno, perché, tutto sommato, mi sembra che l’Assessore abbia anche affrontato
l’argomento abbastanza bene, credendoci. Si vede subito, infatti, chi tra gli Assessori ci crede e
chi non ci crede; si vede, credetemi. Non è tanto l’aumento del 5% o dell’1% relativo alle varie
categorie, che non ci ha fatto votare quella delibera; quanto quello che è successo l’anno
precedente. Quella delibera partiva da alcuni dati che erano stati votati dal Consiglio precedente
– voto naturalmente democratico – che noi non avevamo condiviso. Quindi l’aumento che poi i
cittadini si ritroveranno a dover affrontare da febbraio a marzo, che non fa piacere a nessuno,
secondo noi aveva dei punti che potevano essere migliorati.
In questo caso io dico che il Consiglio dovrebbe lavorare, che il Consigliere dovrebbe
essere maggiormente tutelato. Noi, tra l’altro, lo scorso anno, se vi ricordate, avevamo chiesto
una modifica dell’imposizione per le famiglie numerose; è chiaro che se avessimo apportato una
modifica per le famiglie numerose le altre avrebbero dovuto, a parità di introito per le casse del
Comune, avere un piccolo ritocco, ma a noi sembrava più giusto così.
Visto che parliamo di Commissione Urbanistica, un appunto molto semplice è questo: noi
abbiamo sentito parlare ieri – credo che ne abbia parlato dai 3 ai 5 secondi – l’Assessore
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Mosaner, del Piano della fascia lago. Ci ha detto che a gennaio arriverà il Piano della fascia lago;
io non ho capito (forse a forza di scrivere mi sono distratto) se intendesse che a gennaio arriverà
in Commissione, o se a gennaio arriverà in Consiglio. Ma, indipendentemente da questo,
ammettendo che almeno a gennaio arrivi in Commissione, io ricordo un discorso - molto duro
per la verità – che secondo me il Sindaco ha fatto per dire – anche se ci credeva – di stare attenti
che qui gira così. Mi riferisco al discorso molto duro fatto al momento del suo insediamento, in
cui, in poche parole - non rivolgendosi al Presidente della Commissione, perché non era ancora
stato nominato - “volenti o nolenti, che vada in Commissione o che non ci vada, il Piano della
fascia lago a settembre sarà in Consiglio comunale”. Credo di aver addirittura detto,
contrariamente a quello che sostenevano i miei compagni di avventura, che io ero d’accordo.
Anche perché noi non abbiamo mai – lo dico tranquillamente, senza tema di smentita – né con
questa Commissione Urbanistica né con la precedente (presieduta dall’Assessore Tonelli) mai
avuto degli atteggiamenti – chi c’era lo può tranquillamente confermare – dilatori, sovversivi,
assolutamente.
E’ chiaro però che le carte devono arrivare; allora, quando il Presidente del Consiglio
continua a dirmi: “Arriva la fascia lago, arriva la fascia lago”, io posso dire che noi siamo pronti
per la fascia lago. Siamo anche pronti, noi almeno, a licenziare questo progetto in tempi rapidi.
Avevo suggerito al Presidente di fare una Commissione al giorno, io non ho nessun problema; al
contrario, il problema è un altro: all’atto dell’insediamento di questa Commissione urbanistica,
se vi ricordate è passato qualche mese, perché non andava bene il 3 + 3 + 1. Poi la maggioranza
non avrebbe avuto fisicamente la maggioranza, ma l’avrebbe avuta solo con i numeri. Il
problema alla fine è stato risolto, provocando anche qualche contestazione da questa parte,
creando Commissioni paritetiche, con un Presidente di maggioranza. Io non discuto sui motivi
per cui non si sia ancora arrivati a discutere il Piano, dico solo che dal nostro punto di vista…
comunque, sia ben chiaro, l’architetto può avere avuto i suoi problemi, ma è chiaro che ha uno
studio ed uno staff che avrebbero potuto superare anche una sua assenza momentanea, nel senso
che il suo studio non è formato da una sola persona. In questo senso ha ragione il Consigliere
Modena, quando, all’inizio, ha detto che nella precedente Amministrazione, nella precedente
Consigliatura, nel corso dell’ultimo mese - lo può confermare l’Assessore Tonelli – era stato
fatto un tour de force per licenziare il Piano fascia lago.
Noi avevamo qualche dubbio sull’opportunità di licenziarlo così come era, poi alla fine
era passato il concetto che valeva la pena licenziarlo, perché almeno in campagna elettorale, sulla
stampa e pubblicamente, si sarebbe potuto cominciare a discutere di quanto Cecchetto aveva
previsto sulla fascia lago.
Sia chiaro: secondo me in generale quel Piano è ben congegnato, va bene; non svelo alcun
segreto, perché io parlo sempre – pur avendo la seconda versione – della prima, cioè di quella
che era stata pubblicizzata, portata e consegnata a tutti i Consiglieri allora, e illustrata dal
Cecchetto di turno, in quella famosa Tavola rotonda; dove c’era addirittura un sociologo che ci
aveva raccontato, per la verità, una serie di amenità. A parte questo era stato illustrato in una
seduta pubblica, quindi non si è mai capito il motivo per cui …anzi, il motivo è stato espresso tra
le righe dal Consigliere Modena: la minoranza di allora era disposta a portarlo in aula, così come
era, in modo che fosse adottato in prima istanza e poi se ne potesse discutere. Al contrario adesso
è ancora secretato, per quel che vale, è stato adottato un criterio, che secondo noi era sbagliato fin
dall’inizio, ma ormai è tardi per correggerlo, che era il seguente, in due parole: siccome c’è una
nuova Commissione Urbanistica la logica avrebbe voluto, secondo noi, che questo Piano, con le
carte che c’erano, fosse stato portato in Commissione e discusso in quella sede, non tanto perché
fosse necessario ridiscuterlo, ma perché c’erano dei nuovi Commissari.
A me, al Consigliere Modena, non so se ci fosse anche il Consigliere Calzà, o
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all’Assessore Tonelli non serviva che venisse Cecchetto con il suo tecnico ad illustrare il Piano,
perché, bene o male, lo avevamo capito; bisognava però, per forza di cose, illustrarlo ai nuovi
Consiglieri comunali. La logica corretta era prendere quel Piano, convocare la Commissione, poi
Cecchetto, o chi per lui, veniva qui e lo illustrava; la Commissione terminava l’esame, rivedeva
quel che si doveva, visto che le teste nuove avrebbero potuto avere idee migliori delle nostre, lo
esaminava. Poi, se c’era da chiedere al professionista di apportare delle varianti, delle modifiche,
degli aggiornamenti, degli aggiustamenti, lo si faceva. Anche la nuova Giunta avrebbe potuto
rivederlo e dire se il campo sportivo doveva rimanere lì o se avrebbe dovuto essere spostato;
oppure se la destinazione della Miralago sarebbe stata nel sociale, o in altra direzione.
Ovviamente la nuova Giunta, se non altro al vertice della piramide, è un’altra rispetto a quella
precedente.
La logica dunque qual era? Secondo me così si sarebbe guadagnato anche del tempo:
chiudere questo discorso, spedire il tutto a Venezia, fare le eventuali modifiche, discuterne con il
progettista, vedere come le modifiche che noi o voi richiediamo possono essere ritenute dal
progettista, se pensa che siano delle vere fesserie non le inserirà, quindi ci può essere un
confronto, ma il Piano va avanti. Adesso invece, con i tempi che ci ritroviamo, che cosa succede?
È successo esattamente il contrario. È stato secretato, i nuovi Commissari – io credo di essere
uno dei pochi che è rimasto dalla precedente Commissione - non sanno neanche di che cosa si sta
parlando, perché non hanno le carte, visto che l’iter seguito ha previsto di spedire tutto a
Venezia, con qualche ritardo, con le osservazioni espresse dalla precedente Commissione.
Spedire anche le osservazioni dell’Ufficio urbanistica del Comune, o meglio, degli Uffici tecnici
del Comune che hanno esaminato tutto; l’architetto Cecchetto, con il suo staff, sta – se ho capito
bene, ma lo chiederò all’Assessore, per capire se è così come penso io – esaminando queste
richieste, sta valutando quali accettare e quali no. Insomma, lo sta rivedendo sulla base di questi
discorsi.
Poi, dovrebbe tornare, come mi ha confermato anche il Presidente, andare nella nuova
Commissione, per cui i nuovi Commissari dovrebbero ricevere il malloppo modificato, l’ultima
versione, quella datata gennaio 2006. Ovviamente, a quel punto, la riceverebbero anche gli altri
Consiglieri. Guardate che il vecchio Piano aveva 50 pagine di norme; è inutile: sono più
importanti le norme dei retini, perché sono quelle che poi ti dicono che cosa puoi fare e cosa non
puoi fare. Sul vecchio – lo ricordate – c’era una volumetria che tra Palazzo dei congressi,
Miralago, Acquarena, tennis ecc., era una importante. Sull’unica cosa - qui sono d’accordo con i
Consiglieri che mi hanno preceduto, il Consigliere Frizzi in sostanza – che fa da attrazione per
Riva. Non possiamo rovinarci la fascia lago, non possiamo fare sulla fascia lago quello che il
Comune di Arco ha fatto tra il confine comunale e Arco; laddove quando qualcuno va verso Arco
invece che vedere il Castello vede un capannone, che adesso è fermo perché hanno chiesto
l’aumento volumetrico. Ricordatevi che sull’ossatura adesso si stanno giocando l’aumento; sto
parlando del capannone sulla sinistra.
Il concetto è che se questo Piano – io sono sempre pronto a fare una riunione al giorno,
sia chiaro – va in Commissione – come è successo per i rifiuti – entra dalla porta, una rapida
benedizione ed esce dalla Commissione, noi non ci stiamo. Non perché vogliamo rallentarlo, ma
perché se sbagliamo quell’intervento possiamo chiudere bottega. A quel punto noi è chiaro che
usciremmo dalla Commissione, perché un po’ di dignità ci vuole. Non può essere un pacchetto
prendere e lasciare, però mi piacerebbe sentire, dal Sindaco o dall’Assessore, a che punto siamo
in realtà; quale sarà il gennaio in cui si discuterà di questo Piano?
Dell’altra Commissione - con il mio amico Presidente – è meglio non dire niente, perché
si è riunita una volta, dopo un parto difficile a livello di Presidenza, poi l’esito si è visto: è
arrivata in Consiglio comunale, si è fermato tutto, è sparita la Commissione. Un’altra
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Commissione di cui si era detto all’epoca dell’insediamento del Sindaco, cioè quella sulle
Problematiche sociali, così come quella sulla Cultura, ce ne dovevano essere altre due o tre,
compresa quella sulle Società; viste le prime due, però…va bene.
Sempre in riferimento all’intervento dell’Assessore Mosaner, mi sorgeva spontanea una
domanda, molto semplice: io sono convinto che, nonostante la stringatezza del primo intervento,
possa rispondere a questa domanda, puntualmente, come sa fare, se vuole. Le Norme tecniche
d’applicazione del PRG, che hanno ormai due anni, erano state considerate dagli Uffici, che
avevano partecipato alla loro stesura, ma ovviamente l’applicazione è un’altra cosa, su questo
sono assolutamente d’accordo, perché se le cose che devono essere modificate e migliorate
bisogna farlo. Su queste Norme tecniche di attuazione del PRG, soprattutto per quello che
riguarda l’edilizia consolidata e i lotti liberi, erano stata espressa la necessità, da parte degli
Uffici, di modificarle e migliorarle. Era stato dato l’incarico, con la vecchia Giunta, mi sembra di
ricordare, all’architetto Giacomolli, (o Giacomozzi, o Giacomelli, un nome del genere), di
Trento, che, si era detto – l’Assessore è lo stesso di allora – avesse fatto la stesa operazione in
quel di Arco, mi sembra di ricordare. Ad Arco era stato nominato questo Consulente, proveniente
da Trento, aveva modificato queste norme, per cui gli era stato dato questo incarico a Riva;
proprio perché si era occupato di analogo incarico in quel di Arco.
In ogni caso, si erano stabiliti 6 mesi, poi è passato un anno e poi ha portato una prima
stesura di queste norme, che io avevo richiesto più volte in Consiglio comunale; morale della
favola, tanto per chiudere il cerchio: la bozza di Norme che aveva predisposto questo
professionista; non so che norme avesse modificato e come le avesse modificate, so solo per
certo che questo professionista ha presentato la sua bozza, che è stata considerata peggiore della
versione originale che avrebbe dovuto essere migliorata. Giustamente, Allora, non se ne è fatto
più nulla, però quell’incarico è andato a gambe all’aria, come si dice; ci piacerebbe sapere prima
di tutto quanto è costato, ma non è una questione di soldi.
Il nuovo professionista, quest’ingegner Poli, che tra l’altro conosco, ha avuto carta
bianca? Dovrà predisporre queste nuove norme, come diceva ieri il Vice Sindaco? Che tempi gli
sono stati dati? Soprattutto: si deve riferire solo alle due normative esistenti? Non sono solo due,
però l’80% dell’edilizia a Riva rientra nell’edilizia consolidata, quello è dunque un articolo da
cambiare, da modificare, da migliorare. Per cui adesso si va avanti con le interpretazioni legittime, costanti, nel senso che si è presa una strada e si segue quella, giustamente – del
Commissario o dei tecnici del Comune, sulle concessioni o sulle BIA, però ci piacerebbe sapere
a che punto siamo. Non vorrei che non succeda come il caso precedente, anche perché nella
delibera di indirizzo, mi sembra di ricordare che ci fossero due nomi, ieri ne è stato citato uno
solo. A quanto ne sappiamo noi l’incarico è stato dato a questo ultimo e non al primo.
Sempre in campo urbanistico: sulla versione originaria del Piano Cecchetto, quindi quella
non secretata, il campo sportivo – se ne è parlato anche prima, mi pare ne abbia parlato ad inizio
seduta il Consigliere Frizzi – rimaneva in viale Rovereto. Queste sono le tavole, non temo
smentite dunque. A noi non è che sia andato molto bene il discorso di aver tolto quella scheda
che era stata inserita due anni fa, che poi lo scorso anno era stata confermata, per la verità,
dall’Amministrazione uscente, che parlava di rifare le piste e le pedane del campo sportivo. È
chiaro infatti, noi lo abbiamo detto in più di una occasione, che noi non riteniamo utile, in questa
fase, prevedere lo spostamento del campo sportivo. Anzi, vanno rifatte le pedane, così come le
rifarà il Comune di Arco, e va ripresa quella che, come è stato detto, dovrà essere una delle
possibilità per i giovani di Riva. Quindi noi riteniamo che il campo sportivo debba rimanere lì.
Siamo anche convinti che il discorso che è stato fatto dal Sindaco nella sua Relazione,
relativamente all’ubicazione del palazzetto alla Baltera, possa essere anche una soluzione valida.
Per la verità noi, nel 2002, mi sembra, avevamo contribuito, per la nostra parte, alla firma di quel
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Protocollo di intesa con Arco, che ha rappresentato il primo accordo tra i Comuni di Riva e di
Arco; l’accordo su AGS, o su AGI, è arrivato successivamente infatti. A quell’epoca, con
qualche difficoltà, si era riusciti a trovare un accordo per questo palazzetto polivalente, che
doveva servire per gli eventi sportivi e per quelli musicali, sull’area ex Rigotti. È chiaro che si
evince dalla Relazione del Sindaco che il palazzetto sarà situato alla Baltera; nella Relazione si
dice anche che ci sono i contributi per questo. Noi non ci scandalizziamo per il fatto che si sposti
il palazzetto da lì alla Baltera, è chiaro che dal punto di vista intercomunale la logica è ben
diversa; va all’interno del compendio fiere, ma, come è stato detto prima, bisogna fare
attenzione, perché se deve essere un palazzetto deve essere questo poi ad essere utilizzato anche
per le fiere, in quelle due o tre occasioni che ci sono a Riva e che probabilmente, per il trend che
hanno le fiere ora, non aumenteranno di gran numero. Non deve succedere il contrario. Il che
significa, in parole povere, che se è vero che il teatro di Riva verrà realizzato con i contributi
della Provincia, a lato del Palazzo dei Congressi – cosa su cui noi siamo assolutamente d’accordo
– è previsto anche nel Piano Cecchetto, potrà avere dimensioni più ridotte, perché mi sembra che
quelle siano andate alle stelle; ma il concetto di costruirlo lì, consolidando – termine già usato –
il Palameeting, ci trova assolutamente d’accordo.
Se è vero che c’è un contributo della Provincia anche per il teatro, deve essere anche
giusto quello che una volta, in Consiglio o in qualche incontro pubblico, il Sindaco disse; queste
non sono cose riferite dalla stampa, io ricordo di aver sentito il Sindaco parlare di una nuova
Convenzione con il Palazzo dei Congressi, o comunque con la struttura – cambierà nome ma il
concetto è quello – per l’utilizzo del teatro. In sostanza: la gestione del teatro sarebbe dovuta
rientrare sotto l’ottica comunale, quindi sotto la regia comunale. Bisognerebbe dunque evitare
che per usare il Palazzo dei Congressi una sera si debbano buttare 5 o 6 milioni di lire. Credo che
le tariffe adesso siano addirittura più alte, ai nostri tempi si ragionava in lire. A noi va bene
dunque che il nuovo palazzetto venga fatto alla Baltera, bisognerà trovare una soluzione sul
Piano Urbanistico, che prevede che sull’area ex Rigotti, il terreno agricolo di prima, che era stato
trasformato con una variante in Consiglio comunale, contemporanea per i due Comuni, che
destinava quell’area agricola primaria ad area sportiva, quindi area per opere pubbliche.
A parte questo, noi chiediamo che il nuovo Palazzetto alla Baltera abbia un tipo di
approccio per l’utilizzo sportivo e per eventi musicali; insomma può venire Vasco Rossi o chi
per lui, io sto parlando di un utilizzo simile a quello del Palaonda di Bolzano, o al Palaghiaie di
Trento. Li utilizzano, nelle grandi occasioni, in estate e in inverno, quindi deve essere un
impianto provvisto di condizionamento, che va bene anche per le fiere; deve esserci una regia
che determini i periodi di utilizzo. Quindi se c’è la Expo Schuh il 10 o il 15 gennaio è chiaro che
ogni anno bisognerà che il basket richieda, eventualmente, l’inversione del campo, cosa che ci
può ottenere per un paio di trasferte, invece che giocare in casa.
A parte questi intoppi, dunque, che sono risolvibili, il problema è dato dai costi della
struttura. In sostanza, se vi ricordate, il Consigliere Modena ha parlato del padiglione C, ho qui
una nota, secondo l’allora Direttore di Palacongressi, il dottor Righi, 700.000.000. Loro
chiedevano, per entrare nel padiglione C, a parte i costi di sistemazione della struttura, un affitto
di 700.000.000 annui. Questo per poter giocare una stagione che prevede 20 o 22 partite l’anno, a
seconda che si vada o meno ai play off; l’ordine di grandezza è questo. Come si era arrivati a
questa cifra? Avevano fatto il calcolo - chi c’era se lo ricorderà – sui metri quadrati di utilizzo
come se si trattasse di un evento fieristico, quindi il risultato dava 700.000.000.
Riepilogando: a noi va bene che sia stata scelta la Baltera, ma è chiaro che la regia
sull’utilizzo deve essere comunale; facendolo alla Baltera, con i soldi pubblici, perdendo il
contributo di Arco, non avendo i costi di gestione divisi sui 12 Comuni dell’Alto Garda,
(l’accordo c’era già, io ho la copia, ovviamente) via tutto questo, non venga fuori che per giocare
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15 partite di basket la società sportiva - o il Comune in sua vece - debba versare 700.000.000
all’anno. Questo è il succo. A parte che per poter giocare a basket, per non rovinare la struttura –
questo ve lo dico prima che si proceda in questa direzione – ci vuole un locale idoneo parallelo
per gli allenamenti; altrimenti buttiamo via i soldi.
Sempre all’Assessore all’Urbanistica, volevo chiedere due cose: la prima è relativa al
Piano Rossi. Non ne ha parlato il Sindaco, se ne è parlato poco, per la verità, sul giornale; poi
con la nuova Amministrazione il Piano Rossi è finito nel cassetto, secondo me è stato cestinato,
ma questo è un altro paio di maniche. A che punto siamo? Va avanti? Si fa ancora? C’è
l’incarico? Cosa si previsto? Nessuno ne ha parlato, neanche il cognome è stato citato nelle varie
Relazioni. La stessa cosa, anche in questo caso chiedo lumi al Sindaco o all’Assessore, per il
Piano urbanistico di riordino del Rione Degasperi; quel famoso Piano ITEA che non ci aveva
permesso di votare una delle ultime delibere ITEA perché riguardava quell’area. Però a questo
punto ci piacerebbe sapere se questo ingegnere della Provincia, o l’università, sta facendo
qualche cosa, se ha bisogno di altri 3 anni di tempo. Insomma, vorremmo capire qualche cosa.
Un punto su cui mi dispiace dire che avevo ragione, ma così è, è quello relativo al punto
9.21 del nuovo Regolamento edilizio, che era stato approvato nella precedente Commissione
Urbanistica, poi è arrivato in aula nel marzo di quest’anno: delibera 174 2.3.2005. In questo caso
erano state fatte 5 o 6 riunioni - il Presidente è qui e può confermarlo – alla fine, tra le varie
proposte di modifica degli articoli, si era approvato un testo nuovo, che superava, per fortuna,
che buttava via il vecchio Regolamento, che aveva 20 anni, che era stato fatto dall’architetto
Silingardi. In questo testo di 92 pagine ad un certo punto c’era l’articolo 9.21, che dice: “Il
Comune, al fine di favorire e promuovere la realizzazione di edifici a basso consumo energetico
– abbiamo sentito una cosa del genere sui condomini, come ipotesi – e a basso impatto
ambientale, provvederà entro il termine perentorio – quel perentorio è stato inserito in Consiglio
comunale, perché altrimenti il termine era generico, ma perentorio vuol dire perentorio – del 31
dicembre 2005”.
Dubito che il Presidente del Consiglio convochi lo stesso il 30 dicembre per questo
Regolamento, che non c’è, ovviamente. “Per fissare modalità e criteri di esecuzione e di
erogazione di eventuali agevolazioni”. La domanda è duplice: su quel perentorio – lo si era anche
detto se vi leggete i verbali – si era detto che qualora quel termine non fosse stato rispettato, si
sarebbe ripreso pari pari quel Regolamento che io avevo allegato alla discussione, anche in aula,
e che avevo ripreso – non l’avevo inventato io – dal Comune di Rovereto. Chiedo anche se nel
Bilancio si è tenuto conto, in una delle migliaia di cifre ivi comprese, di questi provvedimenti,
che naturalmente dovrebbero essere agevolativi per chi fa queste cose. Il Regolamento che vi
avevo consegnato dunque era quello di Rovereto, mi piacerebbe sapere qualche cosa in merito.
Così come mi piacerebbe sapere qualche cosa anche sull’Acquarena, perché non se ne è
parlato se non oggi, credo che ne abbia parlato il Consigliere Modena, citando Brunico. Anche
qui c’era stato l’impegno del Consiglio comunale, o del Presidente, non ricordo bene, o
dell’Assessore, di andare, finita la stagione – ricordo ancora il testo – estiva, quindi fuori dal
boom turistico della stagione estiva, a vedere questo impianto. A parte che a me non serve
andarlo a vedere, perché lo conosco perfettamente, comunque c’era l’impegno di andarlo a
vedere per decidere qualche cosa. Non se ne è parlato per nulla, anzi, ci ritroviamo qui; è chiaro
che ci direte qualche cosa, ma bisognerebbe anche mettere le carte in tavola, a volte. Forse in
risposta a questo ci direte che “bisogna vedere che cosa prevede il Piano Cecchetto,” quando
questo deve essere benedetto dalla Giunta, in qualche modo, oltre a trovare qualche Consigliere
che cambia un po’ la sua idea su alcuni punti del Piano. A parte questo non ci potete dire che
aspettate il Piano Cecchetto, altrimenti succede quanto predetto dal Consigliere Modena: passano
gli anni e noi rimaniamo sempre qui.
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Io non sono d’accordo con quanto diceva l’Assessore, secondo me ha dei dati che non gli
sono stati riportati esattamente, ma insomma: non è vero che il Comune di Riva – non c’è? È lo
stesso – ha un rapporto lunghezza piste ciclabili/cittadino più scadente di altri Comuni del
Trentino. Che poi le piste ciclabili non siano tutte collegate tra loro è il tema di una vecchia
discussione, avvenuta più volte in Consiglio comunale. Ricordo il Consigliere Zambotti che ogni
volta parlava di viale Roma; può anche darsi, ma ricordatevi che prima si fanno i tratti dove si
possono fare, poi si fanno i raccordi. Il famoso Piano Forrer – anche questo credo sia stato
congelato – che parlava dei nodi, non ha inventato niente. La ciclabile che va da Loppio a Mori
aveva il nodo del sottopasso sotto la Statale; è stata fatta la ciclabile e poi è stato fatto il
sottopasso, che da solo costava 1 miliardo, all’epoca, circa.
I nodi ci sono dunque, ci sono dei tratti che sono in sicurezza, i migliori sono quelli
separati dalle strade, su questo non c’è dubbio, ma anche sulle strade hanno la loro dignità e la
loro logica. È chiaro che se sulla strada Porto San Nicolò – Grez, Assessore Zucchelli, Sindaco
Matteotti Mario, 1984, una strada che poi ha avuto la sua logica, che collega i vari quartieri, che
permette di arrivare da S. Alessandro,protetti, in fascia lago; quella strada nel 1983 – preveggenti
- era stata dotata e provvista di pista ciclabile. E’ chiaro che fare una cosa simile nel 1983,
quando quella pista, per chi è di Riva, se vi ricordate, aveva 3,5 m, non credo sia stata grande, era
una corsia unica a senso unico; non si passava con due macchine, tranquillamente. È chiaro che
era già un’opera che aveva la sua logica, un’opera di livello, ma è altrettanto chiaro che se nel
2005, o nel 2006, l’unico tratto di strada che effettivamente ci serve in tempo reale…. peraltro
non ho capito perché c’è scritto lavori in corso, io non ho visto lavori, posso sbagliarmi ma mi
pare di aver capito che su alcune opere…
Eccola qui; vedete che ho tutto appuntato: pagina 5 del Programma azzurro, c’è scritto:
Opere in corso. Nell’elenco presente: realizzazione strada comunale di raccordo località Grez –
località San Nazzaro. Allora? Predisposta perizia di variante ecc. però non è vero che è un’opera
in corso. È in corso la progettazione. Ai miei tempi c’era un elenco che diceva: opere approvate e
opere in corso. Queste ultime riportavano le opere per cui era stato consegnato il cantiere. Che
poi, ai miei tempi, non sono passati da molto, il cantiere venisse assegnato all’indomani
dell’apertura delle buste, con una postilla sul bando di gara, è vero. Allora si faceva così: per
guadagnare tempo – quel tempo che poi non si sta guadagnando alla Pasina- c’è una clausola che
diceva che le opere potevano essere consegnate nelle more del perfezionamento del contratto,
all’indomani dell’assegnazione. A parte questo, però, non potete dirmi che è un’opera in corso,
perché non lo è; a meno che non sia stata cominciata ieri sera.
Il mio riferimento però era il fatto che in Consiglio comunale, emendamento dell’ex
Sindaco Bassetti, approvato dalla Giunta di cui facevo parte, perché aveva una logica – è chiaro
che non lo chiediamo noi, adesso, come emendamento – che era stato già approvato. Mi
piacerebbe sapere, nei vari Regolamenti, se quanto approvato nei precedenti Consigli è ancora
valido; ma lasciamo perdere. L’emendamento dell’allora Consigliere Bassetti diceva, in sostanza,
che i progetti al di sopra di un certo importo – mi sembra di ricordare mezzo miliardo –
dovevano passare in Consiglio comunale a livello di progetto preliminare. Era una questione di
trasparenza, tanto è vero che proposto da Bassetti, che era seduto al posto del mio amico
Assessore Grazioli – bel libro, tra l’altro - quell’emendamento noi l’avevamo recepito ed era
stato approvato. Tanto è vero che uno dei primi progetti, naturalmente si parlava di progetti
nuovi.
(CAMBIO LATO)
…località San Nazzaro. Il progetto della strada dell’Agraria, per dirla in gergo. Quel progetto era
stato presentato e poi era stato votato - come è giusto che sia e come secondo me, su certi
progetti dovrebbe essere - che aveva approvato questa stesura del progetto preliminare, che
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prevedeva – e arrivo al discorso delle piste ciclabili – la sede stradale, senza fare danni al Liberty
center né all’Agraria, ma era determinato non dalla voglia di portare via terreni, che comunque
poi bisognava pagare, ma dalla logica del tempo e del fatto che siamo nel 2005, o nel 2006.
Insomma, la logica era che a lato della pista ciclabile, che comunque, nonostante le pressioni
contrarie, era stata inserita in quel progetto, venisse prevista una ulteriore protezione di 1 metro
di aiuola. Questo perché sulla Porto San Nicolò – Grez, comunque realizzata 20 anni prima, la
delimitazione tra la pista ciclabile e la sede stradale è realizzata con quel cordolo che non è il
massimo della sicurezza e dell’estetica. Il tratto dal Liberty center al cimitero, in sostanza, era
dotato di questa pista, che poi addirittura era collegata sotto il torrente per arrivare in via Don
Bosco, se non sbaglio. Speriamo che quello ci sia ancora, tra l’altro, passando sotto il torrente
Varone, poi c’era questo percorso, separato tra le biciclette del bambino, o della mamma con il
passeggino, e la sede stradale con il trattore o con il camion che fanno manovra per entrare
all’Agraria.
La logica dunque c’era. Mi sembra di avere capito che, a forza di spinte, il buon successo
di questa progettazione sia andato un po’ scemando, perché, se ho capito bene, è sparita questa
aiuola; spero che non sia stata ridotta almeno la sede per il percorso delle biciclette. Che cosa
voglio dire con questo? Che anche dal Liberty center al cimitero queste piste devono attraversare
delle strade; la logica però è che almeno ci siano 500 m di nuovo percorso. Che poi i percorsi
siano da collegare sono d’accordo, ma il concetto è che se noi inseriamo tutti i percorsi che sono
stati dedicati alle biciclette, quindi compreso il lungo lago, nel 2003 – ho l’elenco ma l’ho messo
in qualche altro incartamento, ma per domani sera lo ritrovo – credo che i km fossero 18,5, che
non è poco per un territorio come il nostro.
Per quanto riguarda il vecchio cimitero, qui siamo a pagina 19: bonifica del terreno; poi
c’è una pagina successiva in cui si parla di un parcheggio provvisorio. Io volevo capire se il
parcheggio provvisorio riguarda tutti e tre i quadranti, solo i primi due, o solo gli ultimi due; qual
è la zona interessata? Chiedevo anche se si intende dare risposta, almeno provvisoria, alla
richiesta di spazi da parte della scuola.
Per piazzetta Craffonara: mi sembra di avere visto, in una delle opere, che sono stati
stanziati dei soldi per la sistemazione, a lato della cabina AGS; qui chiedo, siccome quella stessa
cabina era passata in Consiglio comunale, se poi è stato dato corso a quell’impegno formale in
Consiglio, che prevedeva di chiedere ad SGS di spostare definitivamente la cabina, ecc. San
Rocco, sì, scusa.
Per quanto riguarda Largo Marconi e Punta Lido, meno male che, dopo un anno e mezzo
in cui si voleva sostenere il contrario, viene rifatta la pavimentazione, non tanto – come dice a
pagina 32 – del viale lungo lago, perché non è un viale, ma da Largo Marconi a Punta Lido. Mi
piacerebbe sapere dai due Assessori, o da uno dei due, che pavimentazione è prevista. Speriamo
che non sia la solita ecologica della prima versione, che di ecologico aveva ben poco.
Circa un’opera che io trovo interessante, a pagina 36 del Libretto azzurro: immobile
Rocca, realizzazione copertura mobile cortile interno. Sono assolutamente d’accordo, ho visto
che è finanziata con mezzi propri, mi sembra di avere visto, sì, 400.000, anno 2007; qui ci
saranno sicuramente problema con la Sovrintendenza, ma so che il Sindaco ha buone possibilità
di intervento. Detto questo inviterei l’Amministrazione a valutare la possibilità non tanto di non
coprire il cortile, quanto di coprirlo con una struttura fissa. Ci sono degli esempi di cui io posso
fornire la documentazione al Sindaco; l’ultimo l’ho visto a Berlino, in Posdamerplatz: c’è una
copertura con un diametro di 40 m, fissa, che è considerata un capolavoro.
La scheda a pagina 51: si parla di Piazza Garibaldi, Piazza Battisti e vie limitrofe. In
questo caso sono convinto che si possa, siccome si parla di 300.000 euro, che sicuramente per le
due piazze, è vero che è un impegno per il 2007, che non ha il contributo; secondo me andrebbe
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valutata la possibilità di aprire, sulla base anche della Legge Toniolli, al privato, in modo da
realizzare delle strutture tipo quelle di Arco. Quindi con un bando pubblico, che dia l’eventuale
possibilità di realizzare dei parcheggi, in cambio della realizzazione della pavimentazione della
piazza. Ho trovato quella fotocopia di cui avevo parlato anche al Sindaco.
Ampliamento Caserma dei Vigili del Fuoco: mi sembra di avere capito, nella riunione dei
capi gruppo, che è stato inserito, ma bisogna vederlo in funzione del collegamento con Arco.
A pagina 61 c’è un’opera che ha la sua logica, ma che noi non avremmo inserito,
perlomeno in questa fase: il restauro di Palazzo San Francesco (opere strutturali), che è un’opera
che credo, complessivamente, porti via negli anni, una quantità di soldi paragonabile a quella di
Palazzo Salvatori Lutti. Noi avremo preferito che prima fosse finito definitivamente il restauro di
quest’ultimo Palazzo e che, solo in un secondo tempo, si fosse attivata questa nuova opera.
Anche perché poi i soldi, non so se ci saranno dei contributi - non qui non si parla di contributi
specifici della Provincia – potrebbe darsi che ci fossero.
Cabina piazza San Rocco. Ecco, non ho trovato, ma forse mi sono sbagliato, spero che sia
così, ma temo di no, sì, c’è. Pagina 71: c’è un elenco da voi definito aggiuntivo. Questo significa
che non è finanziato, che non è tra le opere di inseribilità, insomma, un elenco definito
aggiuntivo, pagina 71. Secondo me è una delle opere più importanti, una di quelle che
dovrebbero qualificare una Amministrazione, che, come dite voi, è attenta ai cittadini, ai bisogni
dei giovani, dei piccoli ecc. Tutte cose giustissime. Io mi riferisco, ovviamente, al sottopasso
pedo-ciclabile della SS 45 bis, per il collegamento tra il Rione 2 giugno e il Rione Degasperi.
Essendo un elenco aggiuntivo si trova solo un elenco e non si parla di valori in gioco o altro. Io
mi limito solo a dire che di quell’opera nel 2003 era stato presentato un progetto, era stato
approvato un progetto di massima; poi era stato elaborato un progetto definitivo, era stato
approvato ed erano stati accantonati i soldi per un progetto definitivo; per un’opera che secondo
noi è fondamentale. Infatti essa permetterebbe, o permetteva, avrebbe permesso, di collegare il
Rione 2 Giugno con il Rione Degasperi, in situazione assolutamente protetta; tutto questo dando
la possibilità di un collegamento importante, che serviva per collegare la scuola materna, la
scuola elementare, la chiesa, la canonica, l’area del parco destinato a campo sportivo, la futura
palestra; a maggior ragione l’insediamento nuovo delle scuole, i servizi che ci sono da quella
parte del quartiere; con la piscina, la palestra, il nido, l’area sportiva Rione 2 giugno, la scuola
media e così via.
Un’opera assolutamente necessaria, che avrebbe sbarrierato completamente il passaggio,
avrebbe garantito una assoluta protezione di quelle che erano le realtà anche più deboli, quindi i
bambini, le mamme, i giovani, i disabili. Quindi tutto a norma della Legge sullo sbarrieramento,
che peraltro era già stato – lo ripeto – progettato: era largo 3, 5 m e aveva la possibilità di questi
collegamenti tra una cosa e l’altra. Qui non vediamo quest’opera, neanche nel 2007, nel 2008; è
solo presente in elenco. Secondo noi era stato fatto un errore già lo scorso anno, avevamo
presentato un emendamento per inserirla, emendamento che era stato bocciato, nel toglierla di
mezzo. Ricordatevi però che c’era già un progetto approvato.
Per quanto riguarda alcune opere di cui non si è parlato nella Relazione, poi magari ci
direte: ci piacerebbe sapere qualche cosa del muro di via Lipella, che è ancora in piedi, dopo
quella piccola scrostatura prima delle elezioni; la vasca di piazzetta Craffonara, che è sempre lì
con il famoso taglio sulla struttura; del marciapiede della Pasina ha già parlato la Consigliera
Lorenzi. Il prolungamento della Bretella Comai: era stato detto, dopo una ripresa lentissima dei
lavori, che a Natale sarebbe stata pronta la rotatoria, ormai abbiamo capito che sarà pronta a
Pasqua. Sono quelle opere che secondo noi se non vengono spinte si fermano. Sulla Pasina – io
passo da lì ogni giorno – lavora un operaio e mezzo al giorno. Non è possibile! Basta guardare,
ma sicuramente di questo siete al corrente anche voi. Quella è un’opera gestita dal Comune,
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quindi è vero che ci saranno tante cose da seguire, tante cose da fare, ma è anche vero che alcune
cose devono essere realizzate.
Delle società parlerò nel corso del secondo intervento. Volevo finire con una richiesta: mi
piacerebbe sapere anche se si intende – non ho trovato un granché nella Relazione del Sindaco –
provvedere alle necessità di queste opere, come per gli altri interventi nei vari campi, anche
attivando quella che una volta si chiamava politica di dismissione dei beni pubblici. Quindi
chiedevo se c’è un elenco relativamente a questo e se si può ipotizzare anche una cifra di
Bilancio.
Per quanto riguarda – e ho finito sul serio – il Consigliere Modena: lui parlava per la
verità parlava di Tangentopoli all’inizio, mi pare. Poi diceva - qui non mi trova d’accordo – che
comunque ci sono danni più gravi, che sono quelli provocati dalla faciloneria, dal
pressappochismo e da altre cose simili. Io non credo che questa seconda categoria sia più grave,
in linea di principio, di quella provocata da ladri, banchieri o governatori, non ci credo; sono
convinto che dando per buona – e ovviamente dando per scontata, ci mancherebbe – l’onestà
delle persone, in questo caso di coloro che compongono la Giunta, a volte anche non decidere,
avere dei dubbi, avere paura, di non prendere decisioni, perché magari possono scontentare
qualcuno – questo non vale per tutti i componenti della Giunta, naturalmente – a volte anche
rallentare o non fare nulla, sperando che nessuno se ne accorga, è assolutamente deleterio. Quindi
io sono sempre del parere che fatta salva l’onestà, è meglio fare e pentirsi che non fare nulla e
pentirsi comunque.
Per quanto riguarda poi invece il senso di quest’intervento, anche io sono convinto che il
futuro non è nostro, ma è dei giovani; quindi il pensare e l’agire giovane, come diceva anche ieri
il Sindaco, io credo dia – nel rispetto della componente di maggiore età, quindi degli anziani – il
senso di una città e ne possa garantire il futuro. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Matteotti. Ci sono altri che chiedono la parola? Se nessuno chiede la
parola dichiaro chiuso il primo turno di interventi. Apro il secondo turno di interventi.
Sindaco:
Metodologicamente, chiedo alle colleghe e ai colleghi Consiglieri, facciamo la seconda
serie di interventi e poi le repliche e le dichiarazioni di voto?
Si tratta di capire come organizzare la serata di domani. Preferisce, il Consigliere
Benaglio, la seconda serie di interventi, poi le repliche e poi le dichiarazioni di voto?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Non ho capito che cosa è meglio fare.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Va bene, il tema però è questo: abbiamo 21 minuti. Io posso tentare di partire con le repliche,
cercando di provare a stare in 21 minuti.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Quindi, come schema di lavoro: repliche, secondo intervento? Mi riservo una replica dopo i
secondi interventi, evidentemente, perché sicuramente la prima serie non ha esaurito tutti i temi.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Che cosa vuol dire: “consumare gli Assessori”, Consigliere Modena? Abbia pazienza!
(VOCE FUORI MICROFONO)
Non so, vuole provare, signor Vice Sindaco, a rispondere Lei? Sono le ore 22.41, Lei dovrebbe
esaurire – non esaurirsi – entro le ore 23 il Suo intervento.
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Presidente:
La parola al Vice Sindaco Mosaner.
Vice Sindaco:
Sono stati sollevati alcuni problemi, ma parto da uno che ha interessato alcuni interventi:
la questione fascia lago e altre cose. Al di là dell’intervento o delle condizioni nelle quali si è
trovato il professor Cecchetto, che nella giornata odierna, durante la Giunta, ha colloquiato con il
Sindaco del suo rientro a Venezia; quindi concorderemo adesso una serie di questioni. È evidente
che il Piano era stato licenziato dalla passata Commissione Urbanistica, come ben sottolineato
dal Conigliere Matteotti, per vedere, in campagna elettorale, chi su quel Piano ci stava o meno.
Cercando dunque di misurare sul Piano la tenuta della passata Amministrazione, o
dell’Amministrazione che andava a presentarsi. Quindi può essere anche una questione che,
politicamente, è rilevante; il fatto è che forse non era opportuno, in una campagna elettorale,
misurarsi su una altezza o su una distanza, quanto invece sui contenuti generali, forse, di quel
Piano; cosa che le forze politiche bene hanno potuto fare comunque, indipendentemente
dall’avere il Piano cartaceo in mano o meno.
La scelta metodologica è stata delineata già dal suo intervento, può essere anche
parzialmente o totalmente non condivisa, ma ritengo io - unitamente alla Giunta - che il Piano
abbia una matrice politica, che evidentemente porta la responsabilità dell’Amministrazione
attuale, il governo di un principio. Ma è anche evidente che c’è un architetto che ha un nome e
cognome, un architetto importante, non è un parvenu dell’architettura italiana; merita anche lui il
rispetto e la presentazione del Piano alla Commissione, composta principalmente da nuovi
membri. Il pensiero era che il professionista illustrasse il Piano, non l’Assessore, il Presidente o
alcuni collaboratori, così come modificato e corretto in alcune impostazioni di principio
meramente tecnico, sui suggerimenti scaturiti dall’istruttoria tecnica.
Il Piano dovrebbe arrivare nel mese di gennaio e il Consigliere Matteotti lo sa benissimo;
le istruttorie in Commissione Urbanistica abbiamo sempre tentato di farle – magari qualche volta
non ci si riusciti – dando tutto il tempo possibile alla Commissione per istruirle. Ha ricordato la
precedente discussione sul Piano Cecchetto, come quella sul Regolamento edilizio; abbiamo
preso tutto il tempo necessario per l’istruttoria: nessuna corsa, nessuna necessità di tempi stretti o
brevi. Il tempo che è necessario per vedere, esaminare, portare tutte le osservazioni; certo, con la
suddivisione di compiti tra maggioranza e minoranza, per quanto riguarda le scelte che possono
avere connotazioni di natura politica. Questo sul Piano Cecchetto.
Lo studio Rossi: è già stato virgolettato. Lo studio Rossi è stato commissionato
dall’Amministrazione, è stato presentato anche alla Commissione Urbanistica, sul quale si
cercare di comprendere lo scenario di evoluzione di quel posto, di quelle scelte urbanistiche che
possono caratterizzare quell’area. Può avere un suo sviluppo, non è stato cestinato.
Si sta attendendo, anche con particolare interesse, la definizione della progettazione per i
tre lotti funzionali della Casa di Riposo nella loro evoluzione; è cambiato completamente il
sistema di realizzazione della Casa di Riposo, si pensava prima ad un blocco unitario, con tutte le
funzioni interne; non è stato così condiviso da parte dell’Amministrazione provinciale, che ha
preteso che il progetto venisse suddiviso in tre blocchi diversi: il reparto Alzheimer e i successivi
lotti da finanziare nel prossimo quinquennio. Casa di Riposo sta pensando a questa parte di
progettazione, che sarà inserita all’interno di questo studio, lo ricordo. È uno studio che può
essere anche prodromico ad alcune valutazioni di natura urbanistica legate alla variante.
Per quanto riguarda l’Università: già ho detto al precedente Consiglio comunale riguardo
all’aggiornamento che deve essere fatto; anche questo lo riconfino nell’ambito dello studio
finalizzato allo svolgimento di alcuni scenari. Non c’è nulla di particolare, nonché di travolgente
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rispetto ad una Amministrazione che valuta o che ha il tempo per valutare alcune fasi.
L’architetto si chiamava Giacomoni; il malloppo che aveva fornito è stato ritenuto – da
me per primo, poi gli Uffici – che purtroppo non interpretava appieno il Piano Regolatore, o la
volontà ispiratrice del Piano Regolatore del Comune di Riva, che ambiva ad una libertà
architettonica più che ad una costrizione. L’introduzione della SLP, d’altra parte, questo voleva
dire. È vero: ha riorganizzato bene le norme di Arco, per quanto riguarda le norme tecniche,
specialistiche; evidentemente però non ha trovato noi soddisfatti. Nella proposta che verrà
avanzata nel corso del 2006, legata alla variante di assestamento del Piano Regolatore, è
compreso anche l’art. 25 delle norme sul lotto libero. Sempre con un po’ di attenzione, peraltro,
perché ciò che all’inizio era considerato non più confacente; Lei stesso ha detto, Consigliere
Matteotti, che nel tempo le cose, le interpretazioni che si stanno dando, sono abbastanza
interessanti. Sul lotto libero c’è una bella questione aperta, dovremo definirla, perché è molto
importante da definire in termini di certezze. Io ho una mia opinione, la esprimerò in
Commissione, quando cominceremo ad affrontare il percorso di variante, che stiamo definendo,
per quanto riguarda i capitoli sui quali dovrà dipanarsi. Credo che il contributo dell’ingegner Poli
sia realmente importante, per capacità, esperienza, conoscenza storica, non solo dell’urbanistica,
ma anche dell’apparato normativo che andrà ad esplicarsi.
È vero: c’era un termine perentorio del 31 dicembre, non c’è nulla da nascondere, il
termine perentorio fu inserito all’ultimo secondo; mi spiace che non abbia ricordato che sotto la
gestione urbanistica ed edilizia che ho avuto la fortuna e il piacere di poter gestire, siamo arrivati,
con una condivisione molto ampia, a modificare un Regolamento cui per 25 anni nessuno aveva
messo mano. È stato dunque un atto molto importante, molto partecipato e condiviso; quella
parte relativa alle sovvenzioni legate agli edifici a basso consumo, oppure a case clima o ad altro,
non ce la siamo dimenticati. D’altra parte io posso avere il dono dell’ubiquità, ma non anche
quello di riuscire a stendere un Regolamento così particolare. Gli Uffici sono stati impegnati,
vedete che parecchi Consigli comunali portano provvedimenti di natura urbanistica, quindi tante
volte l’impegno è abbastanza importante da parte degli Uffici. Sanno benissimo che questo è un
argomento che deve essere assolutamente posto all’attenzione prima della Commissione, e poi
del Consiglio in tempi rapidi; io lo sollecito spesso e volentieri. Si riesce a lavorare nel tempo e
spero che anche questo arrivi al più presto all’attenzione del Consiglio, con le innovazioni che
nell’ultimo periodo ci sono state. Il Comune di Rovereto ha un buon Regolamento, superato però
in 3 o 4 punti dalla legislazione successivamente intervenuta.
Per quanto riguarda alcuni accenni che sono stati fatti poi, relativi alla questione
dell’edilizia economico popolare, io ci tengo a precisare che anche l’ultimo dibattito,
indipendentemente dall’eventuale scusante della mancanza dello studio dell’Università….
D’altra parte Lei, Consigliere Matteotti, ha detto di avere già visto quella parte, quindi ne
era anche a perfetta conoscenza, sapeva che prevedeva per quell’area quel tipo di intervento
specifico; perché il lavoro assegnato all’Università era successivo alla presentazione di quel
Piano attuativo. L’impegno è quello di combinare politiche che siano quelle della casa che quelle
di chi frequenta le case, degli utenti finali; quindi quelli che sono in condizioni meno agiate. Il
problema, cui ha accennato anche l’Assessore Giordani, è quello di combinare un giusto mix; si
sta cercando di produrre un lavoro, sarà lei poi a specificarne i contenuti. Evitiamo però di fare
polemiche o crociate con chi abita all’interno; ci sono casi limitati, ci sono problemi limitati,
ricordiamoci che nei primi due cosiddetti casoni ITEA - casoni perché brutti – che sono fatti di
tanta umanità, come ha ricordato il Consigliere Zambotti, metà degli alloggi sono di proprietà
privata; perché quei primi due casoni sono andati in vendita. Su quelli ci sono state delle opzioni:
metà di quei residenti sono proprietari del loro alloggio, non grazie al riscatto, hanno comperato
l’alloggio sul primo atto di vendita che ITEA fece.
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Parliamo anche di una proprietà mista, pubblica – privata, all’interno della quale ci sono
tantissimi e moltissimi cittadini rivani che si sono sentiti male nel momento in cui sono stati
apostrofati un po’ come abitanti del ghetto. Non è bello, non è piacevole, quindi affrontiamo
questi temi con la necessaria e doverosa precisione, con approfondimenti, con tutta la dovizia di
particolari che è necessaria, tenendo sempre presente che abbiamo un alto bisogno di dare
risposte ai meno fortunati. Anche questo poi: che laddove individuiamo i terreni per le case
popolari non si tratta di terreni più sporchi dei terreni che qualche imprenditore privato ha a
disposizione per erigere il proprio condominio. I terreni sono indicativamente identici, sono
uguali; uno è destinato ad un certo tipo di risposta, un altro ad altri tipi di risposta. Non sono belli
gli uni e non sono brutti gli altri, entrambi perseguono scopi che sono dignitosi per le persone
che poi lì andranno ad abitare.
Ultima annotazione, in risposta sul centro commerciale naturale, a cielo aperto. È vero: è
stato formato uno studio, è stato fatto insieme al CAT, al Centro Assistenza Tecnica dell’Unione,
abbiamo formulato un grosso lavoro, seguito un protocollo d’intesa con tutte le parti sociali;
protocollo che prevedeva alcuni percorsi, alcuni filoni. Uno dei principali filoni era quello –
uscito dalla pubblica Assemblea – relativo al Consorzio. Evidentemente il Comune aveva detto
che era anche disponibile a partecipare quale socio sovventore, non quale socio partecipatore
all’attività del Consorzio; non vuole, il Comune, entrare nel merito delle scelte fatte dai
consorziati per le politiche commerciali dei commercianti all’interno del centro storico. Sono
questioni loro, è la loro rete che deve formarsi, il nostro ruolo è di aiuto, di vicinanza, di
supporto, addirittura pagando una quota come socio sovventore. Ci abbiamo creduto, abbiamo
stoppato aree per centri commerciali fuori dal centro storico, abbiamo evitato che questi
nascessero, però abbiamo scontato un buon ritardo, da questo punto di vista; certo, cerchiamo di
riannodare i fili, per capire come mai a Rovereto un Consorzio, una politica portata avanti con gli
stessi attori sociali partita 6 mesi dopo, ha sortito, 6 mesi prima, la nascita del Consorzio. Io ho
fatto una battuta molto semplice che prima ho riferito anche al Consigliere Benaglio al volo:
ahimè, il Millenium ha fatto correre un po’ di più i commercianti del centro storico di Rovereto!
La paura è stata tanta. Forse a Riva questo non c’è stato, ma è certo che un’iniziativa comune,
fatta e perseguita anche con la presenza dell’Amministrazione, ma non in funzione surrogatoria,
ma in funzione sussidiaria, nel caso.
Da questo punto di vista l’ultimo tassello - una risposta anche in questo caso - uno dei
punti che era importante nella politica dei centri commerciali, della Legge specifica su alcuni
punti su cui Mellarini ha proposto alcune modifiche, è quella che il Comune si impegnerà,
all’avvio del prossimo anno, ad uno studio - per questo è stata fatta la Legge sui centri storici, la
modifica della disciplina urbanistica e commerciale – particolare sul centro storico, per quanto
riguarda gli affacci, le tinteggiature, le insegne, i plateatici, i materiali, gli arredi (nel senso di
panchine e pilastri), la tabellatura. Stiamo cercando di insinuarci in questo filone per dare, nel
corso del 2006, una risposta che sia il più possibile organica; perché è una parte fondamentale
per quanto riguarda le politiche di sostegno alle attività commerciali all’interno del centro
storico.
All’interno di quello studio c’era la grande problematica relativa ai parcheggi, ma alcuni
di questi stanno vedendo la reale partenza; quello dell’Oratorio è stato citato,quello di via Pilati,
quello del Monte Oro alcune risposte le possono dare. È anche evidente una cosa, qualche
Consigliere vi ha fatto cenno: il Comune non può sostituirsi alle attività del commercio; può fare
del sostegno, non tanto a livello economico verso quel settore, ma supportandolo. Credo che
qualsiasi iniziativa positiva, come quella lanciata dal Consigliere Modena, di essere gestore di un
trait d’union perché qualche cosa nasca, vada sempre bene; qualsiasi cittadino che si offre per
essere il giusto riferimento dell’Amministrazione per poter dare delle risposte positive, è la
verbale 20. 12. 05 /
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benvenuta.
Voglio aggiungere un’altra cosa, in risposta ad un accenno polemico del Consigliere
Pederzolli: l’Amministrazione non è in guerra con nessun tipo di associazione o di categoria.
Riteniamo che il commercio sia un’attività pulsante ed economica importante della nostra città;
molto importante, ci sono centinaia e centinaia di addetti. Quindi riteniamo che vada perseguita
una politica d’attenzione verso questo settore; è evidente che alcune scelte possono anche
qualche volta non essere condivise. Non è che non accendendo una luminaria si spenga un filo e
un accordo o una ipotesi di concertazione con una importante categoria economica della nostra
città; ipotesi che deve essere mantenuta e riportata su livelli di confronto e di costante sviluppo di
argomenti che non siano sterile polemica su alcuni piccoli e marginalissimi episodi.
Sono rimasto nel tempo, vi ringrazio.
Presidente:
Grazie Assessore. Ci ritroviamo domani sera alle ore 18; buonasera.
^^^^^^^^^^
Sono le ore 23.00. Essendo stata raggiunta l’ora indicata nel programma dei lavori, la seduta
viene sospesa dal Presidente e i lavori riprenderanno alle ore 18.00 di mercoledì 21.12.2005,
come da avviso di convocazione.
^^^^^^^^^^
IL PRESIDENTE
f.to Mario Zucchelli
IL VICE SEGRETARIO
f.to Anna Cattoi
sr.
Il Vice Segretario del Comune di Riva del Garda
certifica
che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 76 dd.
24.02.2006 senza rettifiche.
IL VICE SEGRETARIO
f.to dott.ssa Anna Cattoi
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