copia VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE RIUNIONE DEL GIORNO 20 DICEMBRE 2005 N. 11 In data 20.12.2005 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica. All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori: – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – MOLINARI Claudio - Sindaco ZUCCHELLI Mario - Presidente SANTONI Giovanni ZAMBOTTI Pier Giorgio GALAS Morena CALZA' Luigi DAVES Carlo MIRANTE MARINI Girolamo ZANONI Alessio LORENZI Patrick CALZA' Mario VALANDRO Salvador GRASSO Valeria DALPONTE Andrea GATTI Franco GRAZIOLI Mauro GRAZIOLI Luca ACCORSI Massimo FRIZZI Rocco PEDERZOLLI Mauro TRINCHIERI BENATTI Cristian MORANDI Giorgio LORENZI Emanuela SERAFINI Mirella BOMBARDELLI Ivo MODENA Carlo BENAGLIO Umberto Risultano assenti i Consiglieri signori: – BRUNELLI Maria Flavia – MATTEOTTI Pietro – DETONI Maurizio verbale 20. 12. 05 / 1 Partecipa il Vice Segretario del Comune – dott.ssa Anna Cattoi. Partecipano alla riunione gli Assessori Pierluigi Bagozzi, Rosanna Giordani, Luigi Marino, Paolo Mattoetti, Adalberto Mosaner, Giancarlo Tonelli. Ai sensi dell’art. 1 - 3° comma del Regolamento Interno per le adunanze del Consiglio comunale sono stati chiamati ad assistere all’adunanza, per i relativi punti di competenza, il dipendente Responsabile dell’Area della Programmazione, Bilancio e Contabilità – Rag. Capo dott. Paolo Franzinelli. Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 27 Consiglieri comunali, il signor Mario Zucchelli, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la riunione per la trattazione dei seguenti argomenti rimasti da trattare nella seduta del 19 dicembre 2005, indicati negli ordini del giorno emanato con avviso dd. 13.12.2005, regolarmente notificato ed allegato sub lettera A), e con avviso dd. 16.12.2005, regolarmente notificato ed allegato sub lettera B), come segue: 7. APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA DEL GARDA PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2006 DELLA RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRMMATICA E DEL BILANCIO PLURIENNALE 2006-2008 E ALTRI ALLEGATI (relatore Assessore Bagozzi) ODG Suppl. n. 1: 1. REGOLAMENTO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI SENSIBILI E GIUDIZIARI IN APPLICAZIONE DELL'ART. 20 - COMMI 2 E 3 DEL D.LGS. 30.06.2003 N. 196 (relatore il Sindaco) Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 7 dell’ordine del giorno, di cui all’allegato C) al presente verbale. PUNTO N. 7: APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA DEL GARDA PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2006 DELLA RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRMMATICA E DEL BILANCIO PLURIENNALE 2006-2008 E ALTRI ALLEGATI Presidente: La Parola al signor Sindaco. Sindaco: Volevo solo comunicare che il testo del dispositivo della delibera va integrato con il punto relativo all’approvazione della Relazione letta dal Sindaco, quale atto di indirizzo dello stesso nell’azione amministrativa, nella seduta di ieri. verbale 20. 12. 05 / 2 Presidente: Grazie signor Sindaco; è aperta la discussione sul Bilancio di previsione 2006, su quello pluriennale 2006 – 2008, sulla Relazione del Sindaco e degli Assessori. Passiamo al secondo intervento. Ha chiesto la parola il Consigliere Frizzi. ^^^ Entra il Consigliere Matteotti: il numero dei presenti sale a 28. ^^^ Consigliere Frizzi: Volevo dire che siccome c’è stato un certo disguido con il computer, c’erano dei Consiglieri che volevano informazioni su alcune delibere, però purtroppo non ho il tempo per cercarle. Farò un secondo intervento su questo. Da che parte si inizia a commentare il Bilancio? È molto difficile. Inizialmente posso dire che non avevo alcuna intenzione di fare un intervento sul Bilancio, anche perché volevo fare uno scherzetto, nel senso di prendere i giornali dell’ultimo periodo, con i commenti degli uomini politici, da Rutelli a Prodi, a Fassino, nei confronti della Finanziaria del Governo Berlusconi e trasportarli, cambiando nomi e cognomi, fatti e luoghi, al commento del Bilancio di Riva del Garda. Lo dico semplicemente perché, quando si è all’opposizione, bene o male le critiche sono sempre le stesse, quando invece i politici stanno al Governo, stranamente, le azioni sono pressoché uguali, tanto è vero che si dice sempre, ormai è diventato un luogo comune, che in politica non esistono più destra e sinistra; le operazioni dei governanti sono più o meno simili. Ad esempio, simile è stata l’azione di governo della maggioranza di centro sinistra, D’Alema, Prodi ecc.; con questa maggioranza non cambia molto, tutto sommato, a parte alcune Leggi ad personam fatte da Berlusconi, però nel contesto generale la politica, la gestione, l’amministrazione sono abbastanza similari. Questo succede anche nella politica locale, in quella provinciale, in quella dei nostri Comuni. Qui in Trentino abbiamo un governo di centro sinistra, però noi, che siamo all’opposizione, che siamo di sinistra, lo critichiamo fortemente, tanto quanto il Governo nazionale di centro destra. Tra Dellai e Berlusconi la differenza, per quello che riguarda la politica del sociale e della cultura, è minimale. L’unica differenza forte e marcata, ovviamente, è che ci sono, all’interno delle componenti di governo, delle compagini che secondo il nostro parere diventano un pericolo per la collettività, per le idee che le caratterizzano. Tralasciando la politica nazionale, possiamo entrare subito a commentare il Bilancio di Riva del Garda; da dove partire? Partiamo dalla Relazione del Sindaco a questo Bilancio; ci sono alcuni punti condivisibilissimi, ma ci sono altrettanti punti che io, ad un certo punto, dopo anni passati a governare questo piccolo Comune, ho trovato assai ripetitivi. Entrerò successivamente nel dettaglio di queste specifiche tematiche. All’inizio della Relazione c’è una cosa che mi sta particolarmente a cuore, così come vedo che sta a cuore anche al Sindaco, anche se, tutto sommato, non mi sembra che rispetti quello che il Sindaco stesso dice. Ovvero a pagina 3, parlando delle società, dice che: “Motivo, questo, di ulteriore doglianza: in effetti, la politica, nazionale, provinciale, locale dovrebbe mantenersi su un piano diverso dall’economia e dalla finanza, non per negarne il ruolo, ma per esercitare nei loro confronti la necessaria regia, il necessario indirizzo.” Ecco, allora noi oggi, qui, parliamo ovviamente delle nostre società; quelle stesse che noi, come forza politica, abbiamo sempre criticato, ovvero la privatizzazione, oppure la distinzione netta tra quello che dovrebbe rappresentare una società privata e il ruolo del Comune in quanto amministratore pubblico. Dico questo perché, a parere nostro, da quando sono state trasformate le Municipalizzate nelle società, ovvero quando si è dato il via a queste privatizzazioni, si è verbale 20. 12. 05 / 3 creato un conflitto di interessi tra politica ed economia tale che è difficile ormai sbrogliare la matassa; un conflitto che è difficile anche da amministrare. Vediamo attualmente, nella nostra realtà rivana, società a partecipazione pubblica che secondo noi non dovrebbero essere assolutamente tali. Questo perché è sempre difficile poi quantificare i finanziamenti nei confronti di queste società, che si confrontano anche in un settore commerciale che è solo ed esclusivamente privato. Prendiamo ad esempio il Centro Fieristico: attualmente si vuole finanziare, all’interno della Baltera, del Centro Fieristico, una società privata con dei contributi, per creare, all’interno di questa stessa società, il teatro, il palazzetto dello sport; oltre a quello che dovrebbe essere il suo sviluppo naturale, ovvero il settore fieristico. Noi riteniamo che questo, purtroppo, sia stato il degrado, il declino, avutosi negli ultimi anni, di tutto quello che riguarda un comparto che dovrebbe essere esclusivamente pubblico: mi riferisco al palazzetto dello sport e al teatro. Io ricordo che, negli anni in cui si è avviato tutto il progetto fieristico alla Baltera, noi, fin da allora, abbiamo sempre contestato l’operazione; ritenevamo, infatti, che dedicare gran parte delle risorse economiche e lavorative ad un settore specifico quale quello delle fiere, oltre ad essere non efficace dal punto di vista economico, potesse portarsi via tutte quelle risorse che avrebbero dovuto essere applicate ad altri settori. Infatti, oggi noi possiamo tranquillamente notare come, a Riva del Garda, non ci sia un palazzetto dello sport e non ci sia nemmeno un teatro. Nel Bilancio si ripropongono i finanziamenti per il rifacimento del parquet di quella costruzione sostitutiva che noi oggi chiamiamo palazzetto: il Palarigotti. Questo finanziamento mi ricorda un altro finanziamento, erogato per lo stesso motivo, per un importo di 120.000 milioni. Allora si parlava del palazzetto dello sport da situare nel Padiglione C, quel finanziamento per il parquet erogato nel 1998 riguardava un tipo di pavimentazione semi rimovibile, così da poter portare, in futuro, tutto il parquet all’interno del padiglione C. Oggi, a distanza di anni, si ripropone esattamente la stessa identica cosa, ovvero: il finanziamento della Provincia ricade non su un palazzetto dello sport, ma su un palazzo cosiddetto polivalente, al cui interno sarà ospitato anche il basket; lo stesso finanziamento viene riproposto per l’acquisto di un parquet non fisso, che in futuro potrà essere utilizzato anche nel nuovo padiglione che verrà allestito alla Baltera. Noi denunciamo fortemente questo fatto, da un punto di vista politico, perché non è possibile, abbiamo già fatto un errore nel lontano 1992-93, quando abbiamo pensato di fare lì un palazzo polivalente dove possa essere ospitato tutto questo. La cosa non è andata in porto, semplicemente perché la società che gestiva quel locale ha fatto sapere che non le garbava ospitare il basket e che avrebbe continuato con la sua attività fieristica. Oggi che cosa succede? Accade che, nonostante due Consigli comunali abbiano votato all’unanimità un progetto che prevedeva una vera Cittadella dello sport in zona Rigotti, tra il resto votando e cambiando la destinazione urbanistica di quell’area, potendo usufruire anche di un finanziamento - grazie al Protocollo 13 della Provincia – per la realizzazione dell’opera, che sarebbe stata la prima vera opera pubblica intercomunale, gestita da tutti i Comuni del Comprensorio questo progetto è stato sacrificato. Ricordo che il Protocollo 13 prevedeva proprio il finanziamento di opere intercomunali; finalmente si era trovato un accordo tra i Comuni per poter gestire questa opera però, purtroppo, non si è fatto nulla. Io ribadisco che in una realtà come il nostro Comprensorio, che ha un’utenza di 40.000 abitanti, non sarebbe neanche così scandaloso poter pensare oggi, nel 2006, di poter perlomeno aspirare ad avere un complesso simile, per portare avanti la cultura sportiva di un intero Comprensorio. Di fronte a tutto questo, per portare un ulteriore beneficio a queste stramaledette società partecipate, è stata accantonata questa nostra possibilità, per poter convogliare tutti i soldi che mamma Provincia regala al Comune di Riva per auto finanziare una società di proprietà: la Garda Fiere. Tale società poi, guarda caso, è di proprietà per metà della Provincia e per metà del Comune. Io spero che prima o verbale 20. 12. 05 / 4 poi Bruxelles si decida veramente ad intervenire, anche per via di tutte le normative esistenti sulla concorrenza, perché trovo proprio sleale, dal punto di vista delle regole sulla concorrenza autofinanziare le proprie società. Come si procede allora? Si opta per il padiglione D. Tutti noi speravamo che con il padiglione C tutto quest’impianto allegro fosse terminato, ma no! Oggi si ripropone e il caso vuole che questa proposta venga avanzata dallo stesso Sindaco che in quegli anni aveva elaborato il progetto Baltera. Lo stesso Sindaco che aveva dato le autorizzazioni per realizzare quel famoso edificio polivalente, che avrebbe dovuto ospitare anche attività sportive; cosa che non è mai stata fatta e che non verrà mai realizzata in quel padiglione. Oggi come oggi quest’Amministrazione ripropone nuovamente un edificio di quella portata. È chiaro: si tratta di un edificio che rimarrà di una società privata e la cui gestione sarà sempre ed esclusivamente di competenza della società privata. Vedremo se da qui ad altri 10 anni ci ritroveremo a riproporre il padiglione E per poter permettere di ospitare all’interno attività sportive. Per non parlare poi di quale sarà il futuro di altri comparti che ormai sono stati affidati a queste società, ovvero che cosa sarà in futuro della Miralago, che cosa in futuro dell’Hotel Lido – che a dire il vero è una struttura alberghiera, per cui non c’è problema – che cosa sarà in futuro della Fraglia, che cosa sarà in futuro dell’ex stazione; insomma: che cosa sarà in futuro di tutte queste realtà che oggi vengono controllate di più dai Consigli di Amministrazione delle varie società, che non dal Consiglio comunale. Questi conflitti d’interesse riguardano anche il Natale rivano; a me piacerebbe che i cittadini di Riva venissero informati sulla reale situazione, perché si parla tanto del Sindaco che impone, anzi, vuole, preferisce un Natale austero, eliminando lo spreco natalizio, ovvero le lunarie sulla città. Mi piacerebbe far sapere ai cittadini di Riva che, tutto sommato, questo gran risparmio non c’è stato, perché il Comune ha elargito, ha finanziato la società Ingarda con 20.000 euro per allestire il Natale. Vedete dove siamo arrivati; oggi si parla che dovremmo mantenerci, come Amministrazione pubblica, su un piano diverso dall’economia e dalla finanza, per esercitare, nei loro confronti, la necessaria regia, il necessario indirizzo. Poi c’è questo passaggio – io sono molto convinto di questo – premetto che l’ho letto malamente, non ho avuto il tempo materiale per farmi una traccia dell’intervento, scusate. Ebbene qui si dice che “quest’Amministrazione non emette delibere a beneficio di amici o altri”. Io adesso non ricordo più dove sia il passaggio; io penso che questa Giunta non distribuisca incarichi in base alla simpatia o alla conoscenza personale, però, purtroppo, all’interno di queste società si è instaurato un ruolo ambiguo e di conflitto. Tornando al Natale, prendiamo la società Ingorda: oggi noi abbiamo una realtà in cui il nostro Sindaco siede all’interno del Consiglio di Amministrazione della società Ingarda, che è una società per azioni; non si tratta dunque di una società a gestione in house, ci sono dei privati al suo interno. È una società che svolge attività commerciale, perché crea sviluppa anche pacchetti turistici, tutto sommato; quindi potrebbe essere tranquillamente in concorrenza con una qualsiasi agenzia turistica presente in Trentino. È ben vero che va a beneficio del territorio, però è pur sempre concorrenza. Dicevo dunque che il nostro Sindaco finanzia Ingarda, società in cui siede all’interno del Consiglio di Amministrazione; eroga dunque 20.000 euro alla società Ingarda, per gestire il Natale rivano. Con che logica? Qual è la scelta di fondo? Io credo nell’onestà del nostro Sindaco, però siamo arrivati ad una situazione tale per cui, quando dice che “dobbiamo mantenerci su un piano diverso”, dobbiamo riconoscere che, purtroppo ormai, oggi, con la formazione di queste società, quel famoso piano diverso, a cui io credo – e lo ribadisco con forza - non può esistere. Io credo che noi politici dovremmo starne fuori, io sono contrario addirittura a che i Consiglieri comunali presiedano le associazioni. Io penso che un uomo politico debba stare completamente al di fuori di altre funzioni, proprio per mantenere il maggior distacco possibile tra la pubblica verbale 20. 12. 05 / 5 amministrazione e quella privata; si parla di associazioni o di qualsiasi altra organizzazione. Infatti, poi, quando siamo nelle vesti di dover finanziare il progetto, l’associazione o la singola società, capirete che stare con un piede da una parte e uno dall’altra non va bene. Insomma: la cosa diventa molto complicata. Se voi andate a vedere la società Ingarda, ma non solo ora per rifare la solita tiritera, per chiamare in ballo le persone (perché molti mi dicono che io chiamo in causa sempre le stesse persone) ma sia chiaro che io non ho nulla contro queste persone, io vado contro questa situazione che purtroppo crea conflitto di interessi. Ebbene, la società Ingarda ha un Presidente che è all’interno delle società che gestiscono delle cose dentro la società stessa. Capirete che io non voglio certo dire che ci sia malafede, però siamo arrivati ad una situazione tale per cui se noi vediamo bene come stanno le cose, ci rendiamo conto che il cerchio è sempre lo stesso, le persone sono sempre le stesse ed hanno un duplice ruolo: controllori e controllati. Ad un certo punto allora io dico che questo non è possibile, noi dobbiamo fermarlo. Per questo motivo io avevo anche presentato una mozione, anni fa, dove dicevo che bisognava sciogliere tutte le società del Comune; chiedevo che il Comune uscisse da tutte le società, proprio da tutte, occupandosi solamente di quello che un Comune dovrebbe fare, di quello di cui una amministrazione pubblica dovrebbe occuparsi. Il Comune non deve fare l’imprenditore: con che logica il Comune si mette all’interno di una società che gestisce un albergo? Capite che non c’è una logica su questo. Io spero e chiedo che, prima o poi, le competenze siano veramente distaccate, purtroppo a Riva del Garda, non c’è nulla da fare, la concentrazione dell’Amministrazione, mirata a sviluppare queste società, ha lasciato in disparte tutte quelle cose a cui una Amministrazione doveva veramente pensare. Parlo dello sviluppo degli edifici scolastici, dello sviluppo della cultura, della creazione di un teatro, della creazione di un palazzetto; tutte strutture che siano completamente distaccate. Qui a Riva si continua a dire che è bellissimo il connubio tra turismo e fiere, tra sport e fiere, tra cultura e fiere: ma quando mai? Che nesso ha una fiera delle scarpe con uno spettacolo teatrale? Che nesso ha il turismo con le fiere? Sono cose completamente distinte, che dovrebbero avere una programmazione completamente diversa. Visto che si parla di sport, una cosa che mi sta veramente a cuore, posso dire che mi sono veramente sentito un po’ preso in giro, perché io avevo colto, nel primo intervento pubblico fatto dal nostro Sindaco, rivolto ad una associazione sportiva, la Benacense, che lui avesse auspicato fortemente che la stessa tornasse ad essere quella società polivalente che era una volta; ovvero che tra le sue attività sportive rivolgesse un’attenzione particolare all’atletica, al ciclismo, così come era in origine e non solo di calcio (dunque si parlava all’interno della Benacense). Io ho colto al volo l’invito del Sindaco, parlando con lo stesso Sindaco e con l’Assessore Tonelli, parlando con gli amici, perché io penso che l’attività sportiva sia uno di quegli aspetti prioritari che dovrebbero essere favoriti dall’operato di una Amministrazione: la musica, la cultura, lo sport, devono essere le prime attività che vengono date ai nostri figli. Io ricordo quell’intervento; lo avevo accolto con un entusiasmo tale che abbiamo subito iniziato a discutere della questione; io ho discusso con il Presidente della Benacense, dicendogli che avrei dato volentieri una mano a riportare l’atletica a Riva del Garda, così come era una volta. Io ho parecchie amicizie e conoscenze all’interno del mondo sportivo e molte persone dunque hanno accolto quell’invito. Io ho detto: lasciamo passare le feste, dopo di che io avrei dato all’Amministrazione un pacchetto preconfezionato di proposte. A me piacerebbe, in futuro, poter portare mio figlio al campo sportivo della Benacense per fargli fare atletica; semplicemente questo: a me basta questo. Era partito tutto il progetto mentre poi ho visto che in altri interventi pubblici questa cosa era stata rimarcata dal nostro Sindaco; domenica c’è stata la presentazione di questo bel libro, di questo regalo che oggi l’Amministrazione fa a noi Consiglieri; di cui verbale 20. 12. 05 / 6 ringrazio, perché è veramente un bel lavoro. Ho letto sul giornale l’intervento del Sindaco e vedo che ha rimarcato quel pensiero; posso dire però che io, una settimana prima, avevo preso in mano il Bilancio inerente le opere pubbliche e mi sono arrabbiato tantissimo, al punto tale che volevo andare domenica – ma non sono andato – alla presentazione del libro, semplicemente perché avrei preso in mano il microfono e avrei detto che, se veramente crediamo in quel che diciamo, bisogna fare le cose. Allora, non bisogna, all’interno delle opere pubbliche, stralciare quella scheda che era stata inserita lo scorso anno, che c’era da anni, ma di cui nessuno si è mai occupato. Quella scheda che parla di: “Rifacimento piste e pedane”. Io non so se gli amministratori appartenenti a questa Giunta siano mai stati al campo sportivo della Benacense, di cui oltretutto il Piano Cecchetto prevede lo spostamento, cioè la destinazione. Secondo me è un errore; è vero che non è più logico che il campo sportivo rimanga lì dove si trova, però provate a pensare la pista dell’atletica, o il campo sportivo, in un altro luogo, ad esempio, al centro della Busa, dove l’estate c’è un caldo infernale, mentre in inverno il freddo è di una rigidità incredibile. Io ad esempio pratico molto la corsa (abito a S. Tommaso); ebbene, quando vado a correre, vado sul lungo lago, perché è la parte più bella della città. Non mi sembra dunque così fuori luogo riportare, ricreare, rifare il campo sportivo della Benacense, non tanto per il calcio, ma per l’atletica almeno. Quindi dicevo che se veramente vogliamo credere in un ritorno di quella società così come era una volta, la Benacense con tutte le sue specificità, che vanno dall’atletica al ciclismo ecc., io mi chiedo come mai sia stata tolta l’unica tabella che poteva permettere veramente di concretizzare tutto questo. Ovvero: “Rifacimento piste e pedane campo sportivo, 500.000 euro”. Nel novero delle opere pubbliche previste da quest’Amministrazione, non c’è questo ed allora mi dica, signor Sindaco, che intenzioni ha; è vero che tutti considerano Riva una città dello sport a cielo aperto, però, sinceramente, noi siamo anche stufi di continuare a correre per le strade. Sarebbe bello poter correre su una pista attrezzata. Mi è dispiaciuto non aver potuto presentare un emendamento su questo, perché purtroppo mi è stato consegnato tardi il Piano delle opere pubbliche. Quando ho ritirato tutto il pacchetto del Bilancio non mi è stato consegnato il Piano delle opere pubbliche; mi è stato detto che mi sarebbe stato consegnato dopo e mi è arrivato insieme alla convocazione del Consiglio comunale. Quindi non ho potuto verificare se questa scheda fosse presente o meno all’interno delle opere pubbliche. Questo mi dispiace, io spero che sia stata una svista, voglio ancora credere che sia stata una svista; spero che, al termine della seduta, mi venga data la conferma di questo. Spero di sentirmi dire da quest’Amministrazione che crede in questo progetto e che accantona l’idea del Piano Cecchetto, cioè quella di spostare il campo sportivo Benacense dal posto in cui si trova. Anche perché non riesco ad intravedere altro posto idoneo per sviluppare un progetto di questa portata. Poi ci sono tante piccole cose che, all’interno di questo Bilancio, non mi trovano d’accordo. Un’altra cosa che ho constatato: in un passaggio si ribadisce quello che noi pensavamo - e la prova ci viene offerta dal Sindaco proprio in questa Relazione - ovvero che, secondo noi, la Cittadella del sociale, ovvero il progetto Rossi, che dovrà essere realizzata all’ex ospedale, è servita soprattutto per togliere quel vincolo, quella Legge che non avrebbe concesso, che non avrebbe permesso di privatizzare la Miralago e di cambiarne la destinazione d’uso. Noi ne siamo più che convinti, tanto è vero che qui vediamo i finanziamenti, vediamo il passaggio di quello che sarà il futuro di quell’area; il giusto futuro di quell’area, ovvero l’ampliamento per la nuova destinazione, per gli anziani. Dunque si parla dello sviluppo della Casa di Riposo; lo spazio è già di proprietà della Casa di Riposo. Era una conseguenza logica dedicare tutta quell’area allo sviluppo della Casa di Riposo, viste tutte le necessità che comporta. Un finanziamento vero, serio, dunque, non collocare all’interno di quella struttura anche l’ampliamento di un Liceo. Avremo, per almeno 15 verbale 20. 12. 05 / 7 anni, sicuramente 10, il Liceo in quella zona. La famosa Cittadella del sociale, che in pompa magna era stata presentata da questa Amministrazione, attraverso il Progetto Rossi, decade totalmente; in compenso però avremo la Miralago senza più vincolo, senza la Legge che destinava l’utilizzo al sociale per tutta quell’area. Oggi la Miralago appartiene all’Immobiliare della Provincia, quest’Amministrazione sostiene fortemente la realizzazione della Rivacqua; io mi auguro e spero che questo non venga mai fatto. Spero di essere così longevo da poter rinfacciare, nell’eventualità che si realizzasse quest’opera, a chi ne voterà la realizzazione, la colpa di un’opera che alla città non serve, che diventerà una problematica – spero che non succeda – dal punto di vista della gestione economica. Io spero di rimanere qui lungamente, per poter continuare ad elencare nomi e cognomi, per addossare la responsabilità reale alle singole persone che porteranno avanti questo progetto. Molte volte si dice: non facciamo nomi e cognomi, io invece ho sempre avuto la particolarità che, di tutte le operazioni svolte, ho sempre dato nomi e cognomi. Il politico, infatti, secondo me, si deve prendere la responsabilità delle proprie azioni; io penso che le singole azioni sono sempre sostenute dalle singole persone, che hanno nome e cognome. Quindi la paternità delle cose c’è, si può tranquillamente verificare, si può effettivamente additare la responsabilità al nome e cognome della persona. Io, in questi anni, raccoglierò ciò che si farà, poi racconterò, in futuro, chi avrà la responsabilità di queste cose; chi ha voluto questo, chi ha permesso questo, chi ha concesso questo. A me sembra giusto poterlo rimarcare. Io continuo a dire che, negli ultimi 30 anni a Riva del Garda, se noi andiamo a vedere, la responsabilità c’è, non è generica: ci sono nomi e cognomi. La responsabilità di questo Sindaco in particolare, del nostro Sindaco, c’è, visto che è stato Sindaco nel 1993, nel 1996, lo ribadisco: è stato Sindaco quando è stato fatto il PRG, quando è nata il Centro fieristico della Baltera. È stato l’uomo politico di riferimento negli ultimi 12 anni, dal 1993 al 2005; prima era un Assessore, quindi nell’arco di 15 anni si può tranquillamente ridisegnare una città. Tutto sommato, dunque, questa città, Riva del Garda, è stata disegnata da quest’Amministrazione, perché oltre al Sindaco, all’interno di questa Giunta, sono passati uomini politici ed Assessori che, in questi ultimi anni, hanno contribuito allo sviluppo di questa città. Quindi la responsabilità c’è ed è di quest’Amministrazione. Io mi lamento, signor Sindaco, anche se, come dice Lei, la maggior parte dei rivani è dalla sua parte, vede Riva come la vede Lei; è chiaro, è stato votato, quindi i rivani devono smettere di lamentarsi, L’hanno votata, quindi La conoscono, perché Lei ha lasciato il segno su questa città. Noi abbiamo un dossier sul Sindaco Claudio Molinari; noi del nostro gruppo politico, abbiamo conosciuto per la prima volta il Sindaco Claudio Molinari con Resistenza Umana, conosciamo tutti i trascorsi della vita politica di questo nostro Sindaco. Io, sinceramente, per la città, Le auguro e auspico che Lei vada a Roma, signor Sindaco; è un auspicio, perché secondo me Lei è un personaggio politico adatto a Roma. Come amministratore, invece, purtroppo io La critico, perché sono state fatte delle scelte sbagliate, per me poteva fare delle scelte con maggiore forza. Poi Lei, magari, nelle società vede il giusto sviluppo e migliore per Riva del Garda; nello sviluppo fieristico vede la strada giusta per questa città. Per carità, Lei ha responsabilità in queste cose, quindi potrei sbagliarmi io e potrebbe avere ragione Lei. È chiaro, io non condivido queste cose. Se io in futuro diventassi Sindaco queste cose le annienterei: via, zero, le farei sparire. Cancellerei le società, toglierei il Comune da queste società, andrei in Provincia a chiedere se fossero interessati al reparto fieristico, direi loro che nel caso lo fossero lo potrebbero trasferire pure nel territorio di Arco, che sarebbe meglio. Riva, secondo me, si deve sviluppare in un altro modo, non in questo. Purtroppo Riva ha una particolarità: ha rincorso sempre i progetti quando venivano accantonati in tutto il resto del mondo. Abbiamo iniziato ad occuparci del settore fieristico verbale 20. 12. 05 / 8 quando in tutto il mondo andava in crisi; noi lo abbiamo sviluppato quando ormai faceva acqua da tutte le parti. Del resto noi abbiamo realmente un territorio che, se fosse mantenuto integro, così come è ora, non ci sarebbero Cina o Emilia Romagna che tengano. Non possono imitare quel che non è possibile imitare, quello che la natura ci ha regalato, non è possibile; lo abbiamo solo ed esclusivamente noi a Riva del Garda. Noi siamo così fessi da volerlo deturpare, con interventi che non rispettano assolutamente queste cose. Guardate: della Ponale non si parla mai, a me piace, ogni volta, continuare a rimarcare la Ponale; ma perché non si vuole parlare della Ponale? Perché con niente è stata fatta la più bella opera di recupero a Riva del Garda. E’ costata pochissimo ed è stata la cosa più efficace, dal punto di vista turistico, che sia stata fatta negli ultimi 20 anni, a Riva del Garda. Questa e ovviamente, negli anni scorsi, il rifacimento del nostro lungo lago, che prima non c’era; di questo bisogna dare atto, ma non è stato fatto da questa Amministrazione, è stata iniziata da amministratori che ormai, purtroppo, in molti non ci sono più. (VOCE FUORI MICROFONO) Ve li elenco tutti, se volete. Io spero solamente una cosa: che veramente si cominci ad amministrare Riva – è banale dirlo – con il cuore, più che con l’aspetto pratico. Quindi io boccio completamente questo Bilancio, in toto, esprimendo voto contrario. Non intravedo, infatti, lo sviluppo che deve avere questa città. (CAMBIO LATO) Se ho dimenticato qualche cosa la esprimerò nel secondo intervento; per il momento termino qui, ma sicuramente qualche cosa ho lasciato indietro. Comunque, ci fosse stata data un po’ prima anche la Relazione sarebbe stato meglio: è chiaro che non può essere di dominio pubblico la Relazione di Bilancio del Sindaco, però penso che sarebbe bello, ogni tanto, poter avere almeno tutti i documenti due giorni prima. Tutto qui. Presidente: Grazie Consigliere Frizzi, ha chiesto la parola il Consigliere Modena. Consigliere Modena: Ringrazio ancora, anche perché ho appena scoperto – la memoria ormai è quella che è – che facevo l’allenatore e non lo ricordavo, in coppia con Roberto Pellegrini. Vi pare possibile? (VOCE FUORI MICROFONO) Io a mia figlia voglio molto bene, mia figlia ha 21 anni ed è come il Consigliere Frizzi. Io dico sempre a mia figlia: “Tu dici tantissime buone cose, poi hai la capacità di rovinare tutto quello che hai detto”. Il Consigliere Frizzi dice alcune cose con sentimento, con cuore e con cervello; poi ogni tanto è come il Po, negli anni in cui sono nato io, straripa e a quel punto non lo si può più seguire. Io l’ho sempre seguito con simpatia, per questo; volevo solo ricordarti il lungo lago, che è stato fatto dalla Giunta il cui Sindaco era Santi, vivente; l’Assessore ai lavori Pubblici era Ferrari, vivente; il Segretario comunale, F.F., perché non ce l’avevamo, era Degara, vivente. (VOCE FUORI MICROFONO) No, era di un’altra parrocchia, precedente. La Lido lo era due turni prima, tanto tempo prima. Una cosa è la Lido, una cosa è il lungo lago; è una storia complicata che ti racconteremo a puntate. Per esempio, una delle cose su cui mi trovo d’accordo con il Consigliere Frizzi, una delle ultime, forse la meno importante, è che se questi poveri Consiglieri avessero avuto modo di avere in mano la Relazione del Sindaco in precedenza, sarebbe stato meglio. Tra parentesi quella stessa Relazione cui abbiamo potuto dare un’occhiata, mentre quella degli Assessori ci è volata via man mano che gli stessi parlavano. Va bene lo stesso, qualche cosa ci ricordiamo, qualche cosa abbiamo letto, tanto alcuni concetti li conosciamo. verbale 20. 12. 05 / 9 Io seguo proprio la traccia della Relazione del Sindaco, è anche più comodo seguire quanto da lui espresso, piuttosto che andare a cercare altre cose. Anche perché quello che ha detto il Sindaco è un po’ la Relazione politica, quindi la polpa della questione. Condivido appieno, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, l’incipit di questa Relazione, allorquando il Sindaco spiega l’iter che è stato seguito per questa presentazione del Bilancio, così come quello che lui intende fare anche per altre occasioni, citando il momento in cui ci siamo trovati tutti d’accordo: sulla costituzione della nuova società che ci sarà da Alto Garda Servizi in poi. Spesso ho ripetuto che io ritengo questo Sindaco persona proba, autorevole, capace di reggere le sorti della nostra città. Egli sta dimostrando, dopo l’esperienza trentina, che gli è servita come bagaglio di conoscenza, di essere, in questo momento, nell’incarico della giusta dimensione; qui io non mi trovo d’accordo con il Consigliere Frizzi, lo vedremo dopo. Ho appena avuto modo di esprimere - ancora non lo avevo fatto prima – l’apprezzamento per quanto ha detto sulla partecipazione, o comunque, io dico, se proprio vogliamo, sull’intelligenza di far credere a tutti noi di partecipare alle decisioni. E’ bravo, infatti, a presentarcele, quindi tutti noi ci sentiamo protagonisti. Può essere che lui abbia già deciso prima, però ci fa credere che noi decidiamo, quindi noi siamo contenti di decidere. Perché sorride, Consigliere? Se così fosse sarebbe abilità anche quella. Mi sorprende e non mi piace invece, lo sottolineo ed evidenzio, il duro riferimento che in un discorso di questo tipo viene fatta alla politica nazionale. Io ho sempre espresso il mio pensiero e il mio desiderio che in questa sede sia necessario tenere assolutamente divisa la sana amministrazione civica dal mondo della politica; che, devo dire la verità, frequento, con scarso piacere e scarso godimento, tant’è che mi sono sempre messo - e mi metterò sempre - a disposizione della mia città. Lo sarei allorquando mi si richiedesse di rendermi disponibile o di rendere disponibili le mie competenze, la mia esperienza – che purtroppo mi deriva dall’età – il mio entusiasmo, che a volte c’è ancora. Però, pur non sentendomi toccato direttamente dai riferimenti politici nazionali, ovviamente, ma visto il luogo dove mi trovo – da quando avete deciso chi sta da una parte chi dall’altra – potrei anche rispondere, o addentrarmi in discussioni che riguardano la politica nazionale e su quello che ognuno di noi pensa. Io penso però che attiverei una perversa ruota che poi innescherebbe tutta una serie di repliche probabili da parte degli altri Consiglieri; andremmo, in questo modo, a distogliere l’attenzione dal Bilancio comunale di Riva del Garda. Se volete comunque vi parlo del presidente Prodi, vi parlo di quello che io penso rispetto all’euro, vi parlo dell’atteggiamento rispetto alla TAV: vi parlo del famoso “Contratto con gli italiani”, di quello che è stato fatto o non è stato fatto. Ma io vi chiederei di dispensarmi da questo, lo potrei fare nella replica, nel caso ci addentrassimo in queste cose, cosa che però, continuo a dirlo, io vorrei evitare, perché siamo a Riva del Garda e non a Roma, noi. Il Sindaco sta per andarci; probabilmente, nel preparare il beauty case, le valigie e il necessaire ha lanciato questo primo messaggio, che voleva dire : “Signori, parlo di questo perché entro in campagna elettorale”. Sindaco, contrariamente a quello che dice il Consigliere Frizzi, nel momento in cui Lei si mette in campagna elettorale, mi dispiace per la stima che ho da poco ribadito, il mio voto non ci sarà. Tutto questo per due motivi: per prima cosa perché Lei, per me, sta bene qui; in secondo luogo perché non sono buone frequentazioni, Sindaco; Le sconsiglio quelle frequentazioni. La mia mamma mi diceva sempre: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. La prego, dunque, di frequentare altri amici. Dispensandomi da tutta la parte che mi ero preparato, peraltro, visto che altrimenti faremmo l’alba, continuo nel commento di quello che il Sindaco dice della nostra città e del nostro Bilancio. Continuo: qui parla, ovviamente, ancora della primavera, perché dopo la verbale 20. 12. 05 / 10 Primavera di Praga questa sarà un’altra primavera famosa; Madre Provincia, mi piace moltissimo il passaggio che dice che non serve, che non è detto e non è sufficiente sentirsi dire da Mamma Provincia che i Comuni sono liberi ed autonomi, se questo non è poi seguito da tutta una serie di cose che lo permettano; parlo di provvedimenti, di possibilità di operare a livello di Bilancio. Molto mi piace anche, spero non sia sfuggito, io l’ho molto sottolineato, il passo in cui Lei parla del rischio di creare una casta dirigenziale. Io toglierei il quasi. Lei sa che condivido questo pensiero, sono particolarmente interessato poi al discorso che lei fa riguardo al lago di Garda; anche se, per la verità, mi pare che gli obiettivi che Lei si poneva non siano stati completamente seguiti ieri, in assemblea. Se mi consente, Sindaco, posso dirlo, tanto non è un segreto: il Sindaco di Riva, a conferma di quello che egli dice qui, a quel punto occorreva porre un punto fermo, fare una specie di commissariamento all’interno della Comunità del Garda, dare ics mesi di tempo per fare pulizia, della quale c’è tanto bisogno. Intendiamoci, per pulizia non s’intendono cose strane, ma ripartire da zero, esattamente come è scritto qui. Ieri invece, purtroppo, l’Assemblea ha nominato un nuovo Presidente, un nuovo Consiglio. Adesso vi dico una cattiveria, a conferma che la mia posizione qui è strana: il nuovo Presidente rappresenterebbe, secondo la logica e l’opinione corrente, la forza politica che io rappresento qui. Io temo che quel tipo di votazione significhi un congelamento e una volontà di andare avanti così. Andare a votare, come Presidente della Comunità del Garda, un senatore che sicuramente non si ricandiderà, che quindi disporrà di tempo, con esperienza. Ricordiamo che a suo tempo era stato uno dei fondatori della Comunità stessa. Io temo che questo non voglia significare transizione, ma voglia significare continuità. Spero di sbagliare, perché io non mi sento custode della verità, comunque so che il nostro Sindaco fa parte del Direttivo, non so se accetterà o meno. Io voglio comunque ribadire che su questo passaggio, magari non nei dettagli, ma nella sostanza, siamo d’accordo; anche perché, collegandosi ai discorsi successivi, inerenti alla cerniera – qui mi rifaccio alla Relazione programmatica del Sindaco – Trentino – Lago di Garda, è evidente che devono esserci degli strumenti per operare in tal senso. Non sono d’accordo sul discorso turistico, perché io credo che se nasce un organismo debba gestire tutto e non solo parte; ma questi sono dettagli che verranno sviluppati nel momento in cui ci sarà un percorso. Prima che il percorso cominci è inutile che stiamo qui a discuterne. Sul fatto che Palazzo Pretorio debba assumere un ruolo di regia di dinamiche interne non ci dovrebbe piovere; infatti, probabilmente – come dirò dopo – è una delle cose che a Riva del Garda mancano. Mi piace moltissimo la frase successiva, laddove dice che “nella nostra città è facile a presentarsi come una sommatoria di nicchie, dove ciascuno si atteggia a capace protagonista”. Si atteggia a capace protagonista, leggo. Non “è”, ma “si atteggia”…., “ma frana nella relazione. Dove riescono, il risultato è straordinario”. Accenno, perché poi vi dirò una cosa che io penso sui rapporti con Arco, che poi qui vengono anche evidenziati, perché gli stessi in questo momento, diventano importanti, nella logica del polo urbano e di altre cose. Mi spiace, sinceramente, dire che siamo d’accordo su tutto, però a parte l’incipit, è vero. Siamo d’accordo sull’identità: secondo me Riva del Garda – e qui parlo anche a livello turistico – ha il grande problema dell’identità. Mi spiego: Riva del Garda non ha più identità da “x” anni, non c’è mai stato il coraggio di dargliene una; si vuole accontentare tutti, perché tutti devono avere il loro piccolo giardinetto, perché ognuno dice la sua e per non dire “no” a quello che dice ognuno si va avanti per quel pezzetto di strada insieme. Così facendo però si fa del male a tutti, perché, purtroppo, le decisioni devono essere prese una volta, si fa del male a qualcuno, ma dopo un po’, quando questo comincia a guarire, o comincia a capire che probabilmente, spostando il proprio orientamento può fare il bene collettivo, poi si dovrebbe procedere. Entro poi in quella che il Sindaco chiama “la sua parte da Assessore”, per quelle che sono verbale 20. 12. 05 / 11 le sue competenze, seguendo sempre lo schema della Relazione. “Per quanto riguarda il turismo, il Comune intende valorizzare la propria presenza in Ingarda”, lo rimando ad un passaggio successivo, mentre sottolineo il passaggio, importantissimo, del silenzio che c’è stato fino ad ora, relativamente a quello che lui ha chiamato “il collegamento con il grande svincolo di Arco e l’imbocco di Tenno”¸ che sarebbe la famosa bretella, bene o male detta in termini molinariani. Non dimenticando che c’è anche il collegamento con Torbole in quella vicenda molto importante. Tornando al discorso della Lido di Riva - visto che su AGS ci siamo già espressi l’ultima volta – è imminente la costituzione della società che gestirà l’albergo. Qui aspettiamo per vedere come va a finire con questa società, che ci mette un anno e mezzo a partire. Lo dicevo in sede di conferenza dei capi gruppo: io mi auguro che sia per una certa discrezione organizzativa, perché chi deve fare la regia di tutto lo sa già da dicembre dello scorso anno; dunque adesso è passato un anno. Passeranno altri due o tre mesi, se va bene, poi si dovrebbe partire. Io penso che, a questo punto, ci dovrebbe essere già la carne sul fuoco. Mi auguro, perché se aspettiamo che sia finito l’iter per poi cominciare a ragionare, l’anno che è trascorso è solo un antipasto rispetto a quelli che trascorreranno dopo. Anche perché io mi auguro che – e qui ho chiesto al Sindaco il suo autorevole intervento –quando questa società partirà, lo farà con una chiarezza intelligibile anche per le persone normali, non solo per gli addetti ai lavori e per i grandi luminari della Legge. Mi auguro inoltre, su questo aspetto, che sia confermato e seguito quanto deliberato dal Consiglio comunale, cioè che l’Albergo Lido abbia: 1. Una qualità diversa dal resto dell’offerta presente sul territorio comunale; 2. Che possa essere una iniziativa complementare all’esistete; 3. Che sia un’iniziativa che eleva la qualità dell’esistente, che funga da pilota; quindi che si tratti di un traino promozionale, ma non solo per l’aspetto alberghiero in sé, ma per l’aspetto turistico – ricettivo intero della città. Spero inoltre che entrino in queste cordate, così come è stato previsto e così come ha ripetuto qui il Sindaco ieri, di aver modificato la s.r.l. appositamente perché potessero entrare i privati veri; ma soprattutto che questi ultimi portino professionalità. Il terrore che io ho è che poi succeda quello che teme il Consigliere Frizzi – e altri con lui - lì ci deve essere qualcuno che ci sa fare e che gestisca l’albergo; indipendentemente dai finanziatori. Se così sarà – idee chiare e personaggi chiari – il progetto decollerà, se invece vivremo sempre a guardarci l’un l’altro in cagnesco e ci saranno le mezze misure, a quel punto sarà opportuno che la società appena costituita venga portata alla Maza, in discarica, come si diceva ieri. Torno al discorso di Ingarda, di cui il Sindaco è Consigliere e dunque sarà protagonista; diceva il Consigliere Frizzi prima che vorrebbe essere longevo per vedere alcune cose in futuro: io, purtroppo, alcune cose temo di doverle vedere subito. Sono stato smentito, lo sarò anche adesso, sto aspettando il primo Bilancio di questa società - perché quello che abbiamo in mano evidentemente è servito solo per farla partire – per capire dove andremo a finire, per capire che cosa i soci vorranno fare; per capire se, rispetto a questo, ci sono le idee chiare. Io sono sempre dell’idea, lo avevo detto a suo tempo ma lo ribadisco ancora – e mi viene quasi da piangere quando leggo il giornale – quando vedo che l’assemblea di omologa della Valle di Fassa ha 1063 soci; mentre noi ne abbiamo 98 – 99. Io dico, oggi come allora: la forza di una società di quel tipo è la partecipazione. O tutti si sentono protagonisti, o nasce il solito discorso di sempre: tutti quelli che non lo sono, che non fanno parte dei 99 o 100, vedono, in quella società, i soliti che mescolano la minestra. Questo è dannoso per la società stessa, dopo di che, ripeto: vedremo e approfondiremo mano mano che le cose vanno avanti. Temo – e ho buoni motivi per farlo – che il Bilancio che sarà presentato non ci darà grandissime soddisfazioni. Per quanto riguarda poi – qui mi collego al discorso di prima – la partecipazione alla verbale 20. 12. 05 / 12 Garda Trentino Sviluppo, c’è un altro esame di coscienza da fare. La GTS è una bellissima società, nel momento in cui mette in campo il motivo per cui è nata; cioè un gruppo misto che attiva tutta una serie di cose, si fa carico di svegliare quelli che dormono, per spingere avanti le cose che mancano. Devo dire che fino ad ora non ci sono stati grandi risvegli, ma comunque si può sempre arrivare al momento in cui questo accade. Infatti, adesso vi preannuncio che il Coordinamento degli imprenditori offrirà a GTS la possibilità di ragionare su altre due cose, che sono la Pavese e il Golf. Due progetti che stanno venendo avanti, ma non per gestirli, ma per dire: “Li portiamo avanti o no questi due progetti?”. Questo, infatti, deve fare GTS: portare avanti le idee, trovare il finanziatore, trovare il gestore e via. Altrimenti ci si incancrena a fare una cosa e a quel punto la società non serve assolutamente a nulla. Questo era lo spirito per cui è stata costituita tale società e questo deve essere il modo con cui si va avanti. Per APM aspettiamo, leggo e collego due passaggi interessanti, uno in cui il Sindaco dice: “Nei prossimi mesi, se necessario, provvederò – sentita la Giunta - ad un adeguamento delle ordinanze”, penso che stia parlando anche dei provvedimenti relativi al Cimitero; a tutti quei provvedimenti che dovranno dare una sistemata alla situazione attuale, che non è bellissima. Io continuo a dire quanto avevo già detto ai precedenti amministratori e al precedente Sindaco: cerchiamo, per tutto quel che facciamo, di farlo sapere il più possibile alla gente, perché altrimenti la stessa si confonde, non sa. Io parlo ancora con gente che non sa la differenza che corre tra un Regolamento o l’altro, se deve pagare, quando deve pagare, se c’è il disco orario, se non c’è. Sono tutte sciocchezze che però alcuni non sanno; è bello che si sappiano. Così come è bello che si sappiano le cose attraverso il sito; sul giornale c’è scritto: “Guardate il sito”, ma non sono moltissimi quelli che possono guardare sul sito; la gente normale che non lo fa è ancora molta. Per esempio ci sono anche quelli distratti, come me: ieri sera mi sono ricordato, sentendovi parlare, che l’ICI per i familiari non si paga come seconda casa. Ma non so quanti cittadini lo sappiano, se non vanno direttamente a chiedere agli Uffici. Riguardo ad APM, dicevo, aspettiamo, vediamo, stanno venendo avanti gli altri parcheggi, mi fa piacere che venga avanti anche quello dell’Oratorio; il Consigliere Valandro sorriderà, ma quando noi abbiamo detto che sarebbe stato interessante esaminare la possibilità di fare un parcheggio all’Oratorio, qualcuno qui dentro ha sorriso, diciamo così. Vorrei addentrarmi adesso nel Bilancio, nei numeri su cui si può disquisire. A parte molte curiosità che ci sono, soprattutto sulle opere pubbliche, che, immagino, verranno trattate dall’ingegnere Matteotti, che è avvezzo a questo, oltre ad essere preparato; poi gli piace pure, quindi io mi dispenso dal commento sulle opere pubbliche, salvo alcune curiosità che potrei chiedere. Una cosa mi piace, Consigliere Valandro: Lei ha visto il Bilancio? Sì? Mi fa piacere, perché ho visto che giustamente, sulle opere pubbliche, lo ha detto anche ieri sera il Consigliere Tonelli, ad certo punto si trova: “Polo spiaggia dei Pini -rifacimento servizi”. Quindi il Comune sa come si chiama quella spiaggia, visto che l’ha inserita a Bilancio, si vede che ogni tanto c’è qualche difetto di trasmissione. Allora, dicevo che sul Bilancio si può disquisire sui numeri, ma eviterò di farlo; infatti non abbiamo nemmeno presentato emendamenti; il Bilancio delle opere, in fondo - qui torno al discorso di prima, poi farò qualcosa come minoranza, altrimenti si sta facendo veramente una relazione di maggioranza – è una elencazione di necessità che io credo che, di là o di qua, di centro, tutti quanti noi condividiamo. Evidentemente la scelta politica, qual è? È quella di dire: faccio prima questo rispetto a quell’altro. Però mi pare che, a parte alcune cose, nel Bilancio ci sia dentro quello che ognuno di noi avrebbe cercato di mettere. C’è da dire anche un’altra cosa: che le maggiori opere e il maggior cambiamento - se vogliamo chiamarlo così – che Riva avrà, nel Bilancio non c’è. Le maggiori iniziative, infatti, sono quelle che passano attraverso la Provincia, o attraverso le società. E’ inutile che ve le elenchi, ma si può partire dalla Fiera, che è verbale 20. 12. 05 / 13 stata citata prima, per arrivare alla Cittadella del sociale, al Palazzo dei Congressi, al teatro e ammennicoli vari; senza dimenticarci l’Agraria, che io ritengo già una cosa più vicina. Tutto quanto, insomma, passa al di fuori del Comune, quindi non è presente nel Bilancio dell’Amministrazione. Il Bilancio del Comune è un po’ quello di una famiglia di giovani sposi a cui mamma e papà hanno già pensato a fare gli investimenti grandi. L’importante è che tutto proceda, che nel Bilancio ci siano alcune scelte, alcune nuove decisioni che possono essere condivisibili. Non abbiamo parlato di tutta una serie di cose: ad esempio del Piano Cecchetto. Voi direte che se ne è parlato anche troppo, ma ne parleremo ancora. Il Piano Cecchetto è rimasto lì. Io so, voglio infierire su questo, perché, parzialmente, non dipende dalle scelte dell’Amministrazione; però alcune cose sì, perché il Piano Cecchetto, nella vecchia Amministrazione, era pronto, licenziato dalla Commissione per andare in Consiglio comunale. Nel corso dell’ultima riunione della Commissione Urbanistica si era detto: “Per noi può andare in Consiglio”. Allora, siccome l’Amministrazione lo presentava e noi che allora eravamo opposizione – adesso siamo minoranza, ma allora eravamo opposizione – abbiamo dato il nostro consenso, non vedo perché non sia arrivato qui e, soprattutto, non vedo perché quello che era pronto allora non sia pronto maggiormente dopo. Tutto questo anche perché, all’interno del Piano Cecchetto, ci sono delle cose che hanno bisogno di essere risolte. Se la maggioranza non ha avuto la possibilità di portare il Piano in Consiglio nella scorsa legislatura, perché aveva, al proprio interno, qualcosa da risolvere, veda ora di decidere qualche cosa, perché altrimenti tutto si ferma. Collegati a questo discorso, infatti, lo sapete meglio di me, ci sono i ragionamenti di cui sopra: il Palazzo, il Teatro, una certa pulizia alla Cattoi; noi non vogliamo costruire alla Cattoi, ma almeno pulirla un pochino sì. Io dico anche che il Piano Cecchetto, come ho già detto spesso, sentendomi rispondere sempre “no” - come sarà anche stavolta, porto pazienza perché lo so già - dovrebbe essere esteso un pochino più in là; così parleremmo anche, finalmente, di questa Spiaggia degli Ulivi. Potrebbe così nascere un collegamento, perché la Spiaggia degli Ulivi è una cosa, mentre temo che per il Museo, signor Sindaco, non se ne faccia nulla; è vero che adesso Lei va a Roma e forse potrebbe dare una spinta al progetto, ma penso che se non arriva Lei in tempo non arriveranno palanche per quel progetto; quindi dovremo riparlare della questione. Dicevo che quello della Miralago è un discorso che io lego un pochino a quello della Spiaggia degli Ulivi; anche perché io non ho ritenuto assolutamente folle la considerazione espressa da un Consigliere comunale di Arco, nel dire: “Perché non fate fare a noi il Rivacqua, visto che voi avete già altre cose?”. Io non mi scandalizzerei, sinceramente; bisogna sempre capirsi, però, prima di tutto, ad esempio, bisognerebbe sapere bene che cosa sia questo Rivacqua, non lo sa nessuno, è come l’Araba Fenice. Certo che poi nascerebbe il problema di che cosa farne della Miralago. Bisognerebbe capire se si può procedere per gradi, se si possono fare le cose un po’ alla volta, se si possono fare passaggi intermedi; facendo il Rivacqua al Linfano tutta la viabilità sarebbe tutelata. È chiaro che alla Miralago c’è una posizione stupenda, sarebbe un peccato non utilizzarla per una cosa di questo tipo. Questo che cosa significa? Che non ci sono posizioni preconcette, precostituite, come dice il Consigliere Frizzi. Ci sono dei temi che devono essere trattati, perché in Commissione Urbanistica, quando abbiamo licenziato il Piano Cecchetto, abbiamo parlato anche di questo, c’erano alcune idee, che sono rimaste lì sul tavolo, da trattare. Il problema del Piano Cecchetto s’incrocia anche con il discorso della Baltera. Bene o male si incrocia anche con quello, perché Operazione Palazzo, Operazione Baltera, sono operazioni che, mi pare di capire, debbono andare ormai di pari passo. Io continuo a dire - su questo sono d’accordo con il Consigliere Frizzi – che il Centro Fieristico Baltera mi causa diecimila – non una – perplessità; il mercato, infatti, dà quel verbale 20. 12. 05 / 14 che può. Si tratta di vedere, anche in questo caso, che cosa significa il Centro Fieristico Baltera e, rispetto all’attuale, quali modificazioni, quali ampliamenti sono giudicati necessari. Il Palasport: io l’ho raccomandato al Sindaco, continuo a dirlo, ma mi pare che su questo le sue idee collimino con le mie. Non facciamoci travolgere dall’entusiasmo, dalla nostalgia e da tanti altri sentimenti: noi non vogliamo fare il Palazzetto dello sport per il G.S. Riva. Non perché io sia contro il basket, ci mancherebbe, ci sguazzo nel basket! Però noi dobbiamo far passare un messaggio che dice che la nostra terra, cioè i 40.000 abitanti del Garda Trentino e delle periferie, hanno la dignità di avere un vero palazzo dello sport. Voi girate il Trentino e l’Alto Adige e vedete che ce ne sono ovunque! Andate in Alto Adige a vedere, forse lì ci sarà anche gente che ragiona in modo diverso; non so se avete visto la presentazione del nuovo Acquarena che hanno fatto a Brunico. Noi parliamo di bacini di utenza: mi viene da ridere! Bressanone ha l’Acquarena e adesso lo hanno fatto a Brunico. “Signor Sindaco - hanno detto, all’inaugurazione - avvenuta 15 giorni fa – qui il Piano dice che voi dovete avere 100.000 ingressi, per far quadrare i conti”; è vero che siamo in Alto Adige, è vero che il signor Durnwalder avrà fatto scuola, ma lui ha risposto: “Signori miei, non c’è problema, il Comune ha deciso che questa struttura serviva, quindi 100.000 o altro non ci interessano, noi pagheremo la differenza”. Tu credi che il nostro Sindaco non sarebbe in grado di dirlo quando vuole? La dice, eccome, una cosa del genere, quando vuole. Se il Comune è d’accordo, infatti – e qui arrivo al discorso della condivisione – se tutti noi – non parlo solo di Acquarena, ma in generale – condividiamo una scelta e questa viene operata, deve essere sostenuta, anche a scapito di qualcos’altro. Dicevo di questa Miralago e della Fiera alla Baltera: io continuo a dire che bisogna fare attenzione, però mi pare che ormai la storia sia stata scritta. Io penso che il Palazzetto ci debba essere, indipendentemente e comunque. Non fermiamoci al Padiglione C, B, K, D, L, ma deve essere fatto un ragionamento contrario. Non una struttura della Fiera che serva anche per fare dello sport, ma una struttura dello sport che una volta l’anno - di questo stiamo parlando, infatti, visto che è una struttura che serve 3 giorni l’anno per le scarpe – viene prestata alle fiere. Dicevo poi della legittima aspirazione di Arco di avere qualche cosa: ci mancherebbe altro. Potrei usare termini che poi però rimangono a verbale e non sarebbe bello che ci fossero, ma è legittimo che anche loro possano avere delle aspirazioni; anche perché io credo che Arco sia – come ho sempre detto – complementare a Riva. Non deve essere antagonista, ma complementare. È diverso, siamo molto diversi, guardate il Natale: non ci sono luminarie neanche ad Arco, vero? A parte quello che c’è scritto sul giornale oggi, non ci sono stati grandi investimenti, ma è gradevolissimo frequentare Arco in questi giorni, è gradevolissimo. A Riva, da che mi ricordo io, tutti hanno tante idee, tanto cervello, ma poi mettere in pratica, mettersi insieme attorno ad un tavolo e decidere, non succede mai. Noi abbiamo avuto sempre questo difetto, siamo sempre sopra la brocca! Magari in qualche cosa è vero che abbiamo idee in più, ma qualche volta dovremmo metterci lì seduti, con un po’ più di umiltà. Ad Arco è il contrario: hanno anche loro qualche momento in cui, naturalmente, si scontrano, però riescono a realizzare cose simpatiche; quando non si vuole strafare si può andare anche d’accordo. Io mi sono sposato una donna di Arc;casualmente, per anni ho collaborato con una associazione di Arco, devo dire la verità: mi sono sempre sentito stimato ed apprezzato, pur essendo di Riva, pur negli scherzi, visto che erano gli anni in cui - il Sindaco lo ricorda – c’era il muro a S. Tommaso! Io ho avuto parecchie soddisfazioni. Quando è nata l’APT, che adesso non c’è più, che è stata sostituita da Ingarda, io ricordo che ho faticato, proprio con quelli di Arco, che avrebbero voluto che io – che venivo dall’Azienda di Riva - andassi avanti. Ho faticato a dire loro di no, perché riconoscevano che in quel momento – così come adesso – a loro andava bene una persona di Riva. Poi c’è stato un verbale 20. 12. 05 / 15 Sindaco di Arco che, forse scherzando, non lo so, o forse incautamente, un giorno mi ha chiamato e voleva farmi fare l’Assessore tecnico ad Arco. Figuriamoci! Non mi butto in prima persona a Riva, non vado a farlo ad Arco! Ho detto no, chiaramente, perché non ho avuto il coraggio, ma non avevo nemmeno il tempo, oltre al coraggio. Sarei stato forse il primo, anzi Zambarda ci è andato vicino! Io non ho avuto il coraggio, come altre volte, in verità; un’altra volta in cui non ho avuto coraggio è stato quando sarei potuto diventare miliardario ai tempi in cui l’Expo Schuh stava per andare via da Riva; sarebbe bastato dare una spinta e portarla – lo sa il Presidente - dove la prendevano e dove, tra parentesi, sto lavorando adesso. Non ebbi quel coraggio - ne ebbi uno diverso - anche perché mi incontrai con quella persona eccezionale che è Karl Fredrich Heicholz, che è il fondatore della Fiera, al quale mi lega una grande stima ed amicizia al punto che non entra a Riva senza passare a salutarmi. Ci mettemmo lì una sera, in quelle condizioni – non lo dico per vantarmi, non ero una personalità pubblica, ero un signor nessuno allora – e cercammo di trovare una soluzione. Nessuno lo sa, lo dico questa sera, la soluzione provvisoria si chiamava Baltera. Quando chiamammo – io ed Heicholz - un certo personaggio che aveva una certa struttura, gli chiedemmo se ce la avesse data per due volte. Doveva essere una “soluzione – tampone”; poi tutto è cambiato. Non fa niente: la storia, come ho detto prima, va avanti. Tornando al discorso di prima, quello vero, tra rivani e gli arcensi: quei rivani che sono pettegoli ed invidiosi, che in qualche piccola circostanza – come dice il Sindaco, quando dice che ne escono cose meravigliose – si tirano su le maniche, ma sono molto più propensi a demolire qualunque costruzione, se chi la guida non è sufficientemente simpatico, o se in quel momento forse, emerge troppo. Perfino le Tagesmutter - lo ha detto ieri l’Assessore Marino – ad Arco funzionano meglio che da noi, perché c’è più disponibilità da parte di tutti a mettersi a disposizione; delle mamme, in questo caso. (CAMBIO CASSETTA) Io ero d’accordo con il Sindaco, quando diceva che lui non avrebbe pagato le luminarie; infatti quello doveva essere uno stimolo per far sì che qualcuno tirasse fuori la fantasia, che qualcuno si mettesse a fare il regista. Hanno le loro colpe il Sindaco e l’Amministrazione: è vero, ad estrema ratio, in primis in largo Posta poteva esserci, anche a spese dell’Amministrazione: un tocco natalizio, ma non è il Sindaco, non è il Comune che deve fare il Natale, sono altri che devono avere la regia del Natale. Ripeto: in ultima spiaggia si sarebbe anche potuto rimediare, fa niente. Ci voleva la fantasia, però, nel dire: faccio una cosa nuova e diversa, che non sia andare a Mantova piuttosto che a Cremona o chissà dove a noleggiare le stesse luci che hanno dovunque. Noi dobbiamo, vogliamo essere diversi; io, come il Sindaco, sono legato alla mia città, noi vogliamo e dobbiamo essere unici! Dobbiamo essere diversi dagli altri, non andare a scopiazzare altre idee. Allora, nel momento in cui andiamo a proporre cose che potrebbero anche essere innovative, io credo che nessuno ci dica di no; perché dobbiamo, nel senso e nel segno di quanto si diceva prima, quando si parlava di identità, non fare i pappagalli. Voi siete tutti rivani come me e dovreste esserne fieri ed orgogliosi, come lo sono io; abbiamo, purtroppo, il male delle alghe, come dicono ad Arco, cioè di sentirci sopra la brocca, come ho detto prima. Ma proprio perché ci sentiamo sopra la brocca dobbiamo anche fare qualche cosa per continuare a sentirci tali; non possiamo andare a scopiazzare quello che fanno gli altri. Mi candido, comunque, Sindaco: se vuole il prossimo anno io, se c’è bisogno, se qualcuno mi segue, per questo tipo di ragionamenti. Dicevo prima che queste cose vengono fuori perché nessuno vuole che ci sia qualcuno che gli dica che cosa fare; piuttosto che avere una regia tutti quanti sono disposti a sottoporsi al famoso intervento chirurgico, che fa molto dispiacere alle rispettive mogli, o amiche o amanti! Chi arriva ad avere il potere nel suo orticello lo recinta, alza le barricate, ci mette un bazooka verbale 20. 12. 05 / 16 perché non entri nessuno. Io conto molto, per tutte queste cose, sul nostro Sindaco attuale, fin che c’è; perché poi, dopo il freddo dell’inverno arriva la primavera, il disgelo e chissà che succede. La primavera romana poi è particolarmente frizzante! Ci conto e dobbiamo essergli, per quanto possibile e per quanto lui accetta, al fianco, perché lui ha bisogno, oltre che di voti per la primavera romana – spero che ne prenda pochi in quel caso – di aiuti, di persone che possano accompagnare le scelte; che magari possono dare anche qualche idea. A proposito di uomini, non c’entra niente, non andate – vi prego – a guardare dietro le mie parole, cercando un nome o un cognome in quel che dico, perché non mi rivolgo a nessuno in particolare. Il giorno che ho espresso sui giornali la mia opinione sulle società magari qualche nome e cognome si poteva intuire, ma tanto la cosa è caduta, nel frattempo, così non interessa più nulla a nessuno. Adesso non andate a cercare di trovare nomi, ripeto. Io vorrei ricordare come, in generale, gli uomini possono essere particolarmente dannosi, non solo quando si comportano in modo scorretto; per scorrettezza intendo cose che abbiamo visto e vissuto, come tangentopoli o altre cose simili. Mi riferisco ad un’epoca, ad un modo di comportarsi che peraltro non era di un solo colore, o di pochi colori, come si è cercato di dipingerla; a parte che fatti attuali, che ancora non conosciamo bene, ma di cui si parla, ci dimostrano che cambiano le epoche ma le pecore nere o grigie ci sono sempre nel gregge. Non sta a me, evidentemente, dare giudizi sui comportamenti altrui, ma si può fare un ragionamento, dicendo se uno è onesto o meno, sia in un Partito, che in un Movimento, che in un’epoca o in un‘altra. Quello che mi preoccupa sono gli onesti: mi preoccupano di più gli onesti, in un certo senso, perché possono fare danni peggiori. Non sono condannabili da un punto di vista giudiziario, non sono condannabili da un punto di vista etico, ma per amministrazioni, società, enti, e chi più ne ha ne metta - quindi non andate a cercare dietro a quello che dico – sapete quanti danni possono essere provocati da quei personaggi saccenti, arroganti, presuntuosi, che spesso abbiamo incontrato in questa seconda Repubblica. Nella prima, bene o male, un filtro c’era, perché prima di arrivare ad occupare un certo ruolo ognuno subiva una certa prova! Poi molti sono arrivati e i danni fatti per ignoranza, incuria, imperizia, negligenza, faciloneria, trascuratezza, pressapochismo, sono enormi; non hanno un colore, non hanno – in questo momento – un nome. Bisogna che io mi avvii alla conclusione, perché adesso ho cercato di pareggiare il tempo impiegato dal Consigliere Frizzi; io vorrei parlare di quanto hanno detto gli Assessori, però devo dire la verità: io, ieri sera, ero un po’ arrabbiato per quello che mi avete sentito esprimere ieri sera e un po’ speravo che ci fosse qualche nota. Mi è sfuggito molto di quanto gli Assessori hanno detto. Gli Assessori purtroppo, io dico, hanno avuto la loro ribalta ieri sera; se succede come a me la ribalta che hanno avuto però è stata temporanea, perché non è rimasto molto di quello che hanno detto; magari molti di loro hanno detto anche cose interessanti. Il Vice Sindaco Mosaner ha parlato delle 700 unità di edilizia abitativa popolare agevolata; è interessante il discorso degli artigiani, di costruire direttamente senza passare attraverso intermediari e cose del genere. Io invece volevo collegarmi al discorso dell’ICI, di cui si è parlato ieri, perché è una delle cose che c’è in Bilancio. Secondo me, ICI e seconda casa possono essere quegli strumenti che non so fino a quando e quanto possono permettere di dare una regolata a quello che è il tipo – ne abbiamo già parlato un paio di volte in Commissione Urbanistica – di edilizia che nasce. Perché allorquando Lei ha detto che di 700 appartamenti circa che sono stati costruiti, una percentuale che non conosco è tra i 35 e gli 80 mq, temo – Lei non ce l’ha detto – che molti siano tra i 35 e i 60 mq. Tradotto: temo che tra questi molti siano seconde case, o comunque che sia il tipo di edilizia che poi viene venduta a scopo turistico, che quindi lo sforzo che d’altra parte l’Amministrazione fa con l’ICI – qui mi rivolgo all’altro Assessore – l’innovazione che avete inserito nel Bilancio per la casa, va poi a gambe all’aria. verbale 20. 12. 05 / 17 Ho segnato gli interventi degli altri Assessori, ma a questo punto della vicenda magari ne parlo nel corso del secondo intervento, salvo due cose dell’ex Sindaco ed attuale Assessore Matteotti; ambedue sembrano ridicole. Una: Lei ha accennato all’avi fauna e, magari non si dovrebbe parlarne in questa sede, ma io sono sinceramente stupito e preoccupatissimo dalla presenza dei colombi. Io non ho mai visto tanti colombi a Riva, non so se sia una mia sensazione io se sia una realtà. Zone mai colpite dal fenomeno colombi le vedo piene; per dire: anche la mia, dove sono io, mai visto un colombo. Lo stesso vale per diversi punti della città; io non so se si tratti di qualche cosa di particolare. La seconda cosa, di tutt’altro genere (anche questa fa sorridere) ne abbiamo parlato alcune sere fa, uscendo dal Municipio: quando mi parlate di trasporti pubblici e trasporti integrati, io e l’ex Sindaco, signor Sindaco, abbiamo elaborato un discorso, che era quello di dire…che io continuo a sostenere. Ho avuto una discussione con l’ex Assessore, che adesso si occupa del nostro patrimonio immobiliare turistico, che per i trasporti, ci vuole, come per tante altre cose, un po’ di coraggio e un po’ di fantasia. Io avevo proposto all’allora Sindaco Matteotti di studiare l’ipotesi di usare, invece che un pullman per i collegamenti urbani, un trenino; non un trenino inteso come quello che c’è ai giardini, perché è superato, serve ai bambini, ma ci sono dei modelli bellissimi, nuovi, fatti per gli adulti, che vengono attratti da questo tipo di trasporto. C’è anche l’aspetto esotico, ludico, è facile salire, è facile scendere, gira per le strade del centro, pensateci. ^^^ Entra la Consigliera Brunelli: il numero dei presenti sale a 29. ^^^ Presidente: Grazie Consigliere Modena. Consigliere Zambotti. Consigliere Zambotti: Vorrei entrare nello spirito del primo intervento in modo abbastanza veloce, evidenziando ciò che è stato detto dal Sindaco e dagli Assessori; il primo intervento dovrebbe, effettivamente, mettere in risalto alcuni aspetti. Però alcune premesse generali bisogna farle, è importante, secondo me. Prima di tutto mi preme dire che, per quanto mi riguarda, io mi preoccupo, sostanzialmente, dei disonesti e non degli onesti; per capirci molto chiaramente: quelli che confondono la politica con gli interessi personali e chiedono tangenti per indirizzare atti amministrativi. Queste sono le persone che mi preoccupano, in passato come in futuro; questo per togliere ogni dubbio. In termini generali, solo due parole. Il cambio della Legge elettorale è sotto gli occhi di tutti a livello nazionale, sicuramente questo sarà foriero di mutamenti; io penso che innescherà un forte mutamento nel quadro politico generale, che si è messo in moto dopo Tangentopoli. A mio avviso non è finito, sicuramente questa Legge elettorale, a meno che non venga cambiata, questo ritorno al proporzionale, modificherà molto di più di quello che ci si aspetta. Già molti hanno intuito le cose, anche qui abbiamo sentito, tra le righe, qualche cosa, comunque vedremo nel tempo che cosa succederà. Detto questo, l’altro punto che mi interessa dire è che è importante continuare a difendere in modo forte l’autonomia della nostra Provincia, della nostra Regione; gli attacchi del vicino Galan sono ormai continui. L’autonomia è un patrimonio irrinunciabile, che va difeso con tutti i mezzi. Altrettanto importante è, in quest’ottica, accentuare il concetto della maggiore libertà dei Comuni, soprattutto - qui sono d’accordo con il Sindaco, è sempre stato un mio pallino – una maggiore libertà operativa dei Comuni rispetto alla Provincia. Questo però la dice lunga sulla verbale 20. 12. 05 / 18 strada che bisogna percorrere ancora, anche a livello normativo, con la Provincia. L’altro punto importante, che io ho sempre ribadito, verte sulla speranza che a livello provinciale si arrivi a modificare il ruolo del Consiglio comunale. Effettivamente, così com’è infatti, mi pare che sia chiaro a tutti, c’è qualche cosa che non va nel modo in cui è organizzato il Consiglio comunale, rispetto all’operatività della Giunta; rispetto anche – lo abbiamo visto bene nell’intervento precedente – alla miriade di società, siano essere per azioni o a responsabilità limitata – di cui l’Amministrazione, partecipando, si serve, di fatto, per la gestione delle varie attività del territorio. E’ chiaro che al Consiglio comunale sfuggono molte cose; il Consigliere Modena, quando aveva fatto quel discorso, dicendo che il grosso è già stato fatto e che qui si parlava solo del piccolo, non aveva del tutto ragione, la situazione non è proprio questa, però c’è un elemento su cui riflettere molto. Quindi anche capire e ridefinire il ruolo del Consiglio comunale, il ruolo dei Consiglieri comunali, in questo contesto, secondo me è una cosa da fare; soprattutto, per quanto ci riguarda, è una cosa da sollecitare all’organo competente, il Consiglio Provinciale; o meglio, il Consiglio Regionale, mi pare di ricordare. Queste sono le premesse generali che io volevo fare; poi vorrei spostarmi non sui grandi temi di chi mi ha preceduto, di cui effettivamente, ha ragione lui, non troviamo traccia, o ne troviamo minimamente, nel Bilancio; ma sui cosiddetti problemi della povera gente, che effettivamente sono il succo di questo Bilancio, che va a tutta quella Riva che, effettivamente a mio parere, ha bisogno del Polo fieristico, ha bisogno, giustamente, dell’ampliamento del Palafiere, ecc., ma che ha bisogno di molto di più. Ecco, la prima novità che io ho visto con molto favore: dopo anni e anni finalmente ho assistito ad una Relazione non esaustiva, però che parla del sociale; sono molto contento di questo. Stranamente ci voleva una persona che non abita a Riva per parlare del sociale, evidenziando con una certa chiarezza il tema. Nelle precedenti legislature tante volte è stato chiesto, non solo da me, ricordo anche che il Consigliere, poi Assessore, Lotti, che diceva: “Dobbiamo fare una mappatura del sociale, perché manca”. Si rispondeva che per questo c’era il Comprensorio, che noi, di fatto, avevamo e abbiamo poche competenze. Più volte era stato proposto di verificare la possibilità di avere le stesse competenze di Trento e Rovereto, secondo cui i Comuni che hanno più di 10.000 abitanti si occupano direttamente del sociale. Questo non è stato possibile, però finalmente ho avuto il piacere di assistere ad una Relazione, minima, che parla del sociale vero. Per carità: anche gli Assessori precedenti si erano effettivamente espressi, però mancava questa evidenziazione. È una cosa importante, perché il turismo ha avuto ed ha molta attenzione, molte lobby, molti finanziamenti, ecc.; è importante ridefinire l’aspetto sociale, non per il sociale di per sé, ma perché il sociale ci appartiene nel quotidiano; ci appartengono le grandi opere, ma ci appartiene il sociale nel quotidiano. Nel sociale noi abbiamo visto delle Relazioni fatte un po’ come una TAC, abbiamo visto i vari settori sezionati per aree di competenza ecc. Bisognerebbe adesso riuscire a rimettere insieme la cosa, rivedere l’individuo e rivedere la famiglia; quindi cominciare a vedere tutte le cose che sono state dette da più Assessori e metterle insieme. L’utente principale, infatti, è l’individuo, è la famiglia. Questo è il dato importante, quindi vorrei spostare un po’ l’accento, dalle grandi opere alle persone e alla famiglia; che è poi la cosa che più ci chiedono, perché la gente ci chiede di erogare dei servizi che possano aiutare tutti nella vita quotidiana. I servizi hanno a che fare, prima di tutto, con la sfera personale, va bene che in essa rientra anche la parte economica, ma sicuramente il taglio che si dà alla sfera personale è importante. Si diceva della casa e del lavoro, come emergenze - così sono state descritte - sociali. È un peccato che ancora si debba parlare della casa e del lavoro come di emergenze, ma se sono state descritte come tali vuol dire che lo sono. Per la casa bisogna insistere, relativamente verbale 20. 12. 05 / 19 all’edilizia abitativa agevolata, secondo me; certo, la riforma di ITEA andava fatta, nessuno poteva pensare che potesse andare avanti così, piaccia o meno. Vi sono delle sperequazioni all’interno delle abitazioni che sono enormi; bisogna regolamentare alcune cose, senza scardinare l’impianto e la filosofia di fondo dell’intervento sull’edilizia abitativa agevolata. Mi vorrei addentrare un po’ di più nel campo del lavoro all’interno del sociale, quindi Azione 10. Ecco, va potenziata, mi pare che in questo senso siamo d’accordo, ma va potenziata soprattutto su due aspetti, secondo me: il primo è l’aspetto inerente la persona e la famiglia. Mi spiego, perché voglio che mi capiate molto bene, visto che io vedo come lavorano gli operatori: bisogna aumentare i tipi di progetto, con un progetto che vada in due direzioni, seguendo le due finalità principali. Vogliamo che i nostri anziani rimangano in casa o no? Questa è la prima decisione da prendere; il Consigliere Modena diceva che bisogna prendere alcune decisioni: questa è una decisione su cui si può vedere se siamo tutti d’accordo o meno, però, una volta presa questa decisione dobbiamo anche creare i presupposti perché vada avanti, perché abbia delle gambe per camminare. Dobbiamo decidere se la politica che intendiamo portare avanti è quella di fare il possibile affinché l’anziano – e parliamo di qualche cosa che per il momento è un po’ lontano da noi, ma che in futuro ci vedrà coinvolti – possa rimanere in casa; se noi potremo rimanere in casa oppure no. Al di là delle condizioni economiche, perché poi le condizioni fisiche, a causa delle malattie, si mettono male, io ho visto anche gente con fior di miliardi, con molta difficoltà ad avere attorno a sé una rete valida di persone e di aiuto; la rete c’è, non dico che non ci sia, ma deve esser valida ed efficiente. Queste persone non sono morte nel loro letto, pur avendo patrimoni consistenti; questo è un dato di fatto. Azione 10, dunque, deve svilupparsi in gran parte in questa direzione, poi ci sono gli altri lavori, va bene, ma anche qui io dico che ho avuto a che fare con persone che mi hanno detto: “Io mi vergogno a fare Azione 10, perché faccio finta di lavorare”. Non sono stati tanti, per carità, ma dobbiamo dare loro la possibilità di lavorare, controllando anche che lo facciano sul serio; che non sia una cosa campata in aria, tanto per prendere il sussidio di disoccupazione così da essere a posto per un paio di anni. È un lavoro socialmente utile, ma deve diventare un lavoro in tutti i sensi. Sicuramente sulla cura alla persona può diventare un lavoro vero, perché in questo caso abbiamo una persona che ha necessità reali, quindi bisogna lavorare per forza; anzi, non per forza ma perché è giusto. L’altro problema, per quanto riguarda l’Azione 10: se si può, io direi di individuare dei progetti a sostegno della famiglia, soprattutto per quanto riguarda le famiglie che hanno molti figli, o magari con situazioni di handicap in casa. Abbiamo l’handicap, l’anziano e anche le situazioni in cui ci sono uno o più figli, che hanno bisogno di aiuto, anche perché abbiamo visto, dalla relazione dell’Assessore Marino, che ci sono queste liste di attesa negli asili nido. Purtroppo ci sono ancora queste liste di attesa. Io stimolo e invito l’Assessore Marino a fare i salti mortali, veramente, naturalmente si dovrà andare verso un terzo asilo nido, mi pare che con le cifre che abbiamo in mano oramai questa terza struttura sia necessaria. Se da una parte, dunque, noi vogliamo tenere gli anziani in casa, dall’altra vogliamo stimolare le famiglie ad avere più figli, dobbiamo offrire loro però anche i servizi che le possano aiutare; anche su questo poi farò un appunto. Io stimolo l’Assessore Marino a fare i salti mortali; è vero, c’è il discorso delle Tagesmutter, ma ci sono molte altre iniziative, dentro e fuori il Trentino - vedi le case famiglia, le case alloggio e molte altre - che si potrebbero almeno vagliare. Io chiedo l’abolizione delle liste di attesa; mi rendo conto che in un anno è impossibile fare questo, però chiedo almeno che il prossimo anno si arrivi qui e si dica che c’è poca gente in lista di attesa. Veramente è brutto vedere della gente che ti dice che ha presentato la domanda per il proprio figlio, ma che non può portarlo all’asilo nido. verbale 20. 12. 05 / 20 Effettivamente si rimane perplessi di fronte a cose simili, molto perplessi. Da una parte c’è chi è in situazione disagiata, perché magari in famiglia lavora una sola persona; dunque è giusto, perché i soldi sono pochi, o perché c’è una cosiddetta situazione di emergenza sociale, che abbia una priorità. Va bene, però io dico che dobbiamo stare attenti, dobbiamo trovare un equilibrio, perché c’è anche un ceto medio, in cui lavorano entrambi i genitori, che possono così pagare il servizio. Noi sappiamo che c’è chi, giustamente, per un reddito basso paga meno, sappiamo anche che c’è una fascia di persone che pagano il servizio, lo pagherebbe anche di più; questi spesso, di fatto, vengono messi in lista di attesa. Allora io mi dico: io posso pagare, mi va anche bene che chi è in una situazione di reddito non sufficiente abbia il diritto di entrare e di pagare poco; va benissimo. Però c’è anche una fascia di persone che dice: “Io lavoro, lavora anche mia moglie, però non possiamo mandare il bambino all’asilo”, per cui, addirittura, ci sono stati dei casi in cui uno dei due genitori ha dovuto astenersi dal lavoro. Il discorso è questo: chi si astiene dal lavoro? Di solito è la donna, allora facciamo tutta questa politica per le donne, poi però la donna che ha un bambino deve stare a casa, pur avendo i soldi per pagare l’asilo, perché non c’è posto. Queste cose devono essere risolte, dobbiamo trovare delle soluzioni. Dobbiamo assolutamente impegnarci molto di più, fare il possibile, utilizzare la fantasia, non solo per le luminarie di Natale; in questo caso sicuramente serve moltissima fantasia per trovare risposte a 360°, ad ognuno di questi problemi. La possibilità che l’anziano, padre, madre o ambedue i genitori, lo zio, la persona cara insomma, rimanga a casa propria e finisca i suoi giorni bene, tra le sue cose. Pensate ad una persona che viene sradicata e messa in un stanza asettica, pensate a voi stessi, a ritrovarvi così. E’ una cosa allucinante, solo a pensarci: lasciare lì tutte le cose di una vita. Lasciamo perdere. La stessa cosa vale anche per quanto riguarda l’asilo nido, si parte dall’inizio e si va fino alla fine. Riva è una città ricca, per certi aspetti, c’è una fascia sociale che può pagare questi servizi; non dobbiamo nascondercelo, può pagare il servizio, che però deve essere disponibile. Non sto chiedendo che ci siano solo servizi gratuiti; è giusto che alcuni di questi vengano pagati, chi lo può fare paghi. Io sono convinto, vedo e ho percezione di questo, che se il servizio è dato, se è efficiente, non c’è problema nel pagamento, per chi è nella condizione di poterlo fare. A Riva, per fortuna, c’è una buona fetta di popolazione che è in queste condizioni. Volevo evidenziare soprattutto questo aspetto sociale, che va potenziato. Mi fermo solo a questi due aspetti, che sono poi i due più importanti; ci sono anche tutti gli aspetti intermedi, i giovani, la fascia di mezza età, ecc., che pure ambiscono ad avere spazi e iniziative. Un altro punto da inserire qui, che mi sembra non sia stato evidenziato è quello dei parco giochi; ce ne sono di bellissimi a Riva, altri sono carini, ma alcuni hanno bisogno di una forte ristrutturazione. I parco giochi rappresentano dei momenti collettivi in cui le persone si possono ritrovare a parlare, con i loro bambini ecc., però questi devono essere parco giochi a norma, in cui ci sia protezione, in cui ci siano giochi fatti in un certo modo ecc. Alcuni parco-giochi fondamentali di Riva secondo me devono essere un po’ rivisti, ridisegnati, potenziati, valorizzati. Non per ultimo: io ho visto in alcune città che esistono strutture coperte, che possono anche essere utilizzate d’inverno. Non è una cosa peregrina, visto che in certe città i parco giochi vengono in parte coperti e minimamente riscaldati, così da poter essere utilizzati anche d’inverno. Questo, sempre parafrasando Lotti, che voleva, a suo tempo, una città a dimensione di bambino, non so se vi ricordate. Certamente questa è una dimensione importante, legata anche alla valenza turistica; non dimentichiamo, infatti, che se noi andiamo in giro per situazioni turistiche, ci accorgiamo di quanto viene fatto per la famiglia, che poi può avere un supporto in loco per quanto riguarda i figli e gli anziani. Ci sono famiglie che si portano dietro anche gli anziani, la maggior parte delle famiglie si portano dietro i bimbi e, al di là delle strutture di accoglienza, – in cui a volte si verbale 20. 12. 05 / 21 trovano situazioni apposite – a me a volte dei turisti hanno chiesto se ci sono strutture ricreative collettive, minimamente gestite, anche per i bambini. Questo forse è un po’ troppo, però è un’idea che butto lì in questo contesto. Un plauso sicuramente al nuovo Assessore alle attività sociali, perché con chiarezza ha espresso i tre punti chiave. Io spero che lavorerà su questo, sicuramente lo farà più a fondo se sarà affiancato da una Commissione Affari sociali; così avrà modo di confrontarsi sempre più intensamente con i Consiglieri comunali che andranno ad occupare il posto all’interno della Commissione Affari sociali. Per quanto riguarda le cose dette dal Vice Sindaco Mosaner - adesso sarò velocissimo – vorrei capire bene, una volta per tutte, questa storia che sta andando avanti da molto tempo, che potrebbe anche essere interessante, per carità: quella del commercio, del centro commerciale a cielo aperto. Ecco, se lui poi avrà modo di intervenire vorrei che ci spiegasse, che ci facesse capire molto meglio questa cosa, di cui si parla molto, mi pare che ci sia anche uno studio finanziato. C’è molta attesa, però sta di fatto che io ho visto che ci sono nuove attività commerciali nuove, dunque non è vero che il centro viene abbandonato dalle attività commerciali. Ce ne sono di nuove, appena aperte e ce ne sono alcune che stanno facendo fior di soldi, perché vendono il prodotto giusto, al prezzo giusto; seguono le logiche di mercato, perché è chiaro che se non lo fai non puoi pretendere nulla. Devi stare sul mercato, devi vendere il prodotto giusto, devi capire, fiutare quale sia il prodotto che va in quel momento; ci sono attività nuove che stanno lavorando in questo senso, che stanno lavorando bene in centro storico, pur essendoci i problemi di parcheggio e tutte le solite storie. Non è vero, dunque, che il centro viene abbandonato. Certo, c’è il rischio di impresa, forse qui a Riva ci si è un po’ dimenticati che cosa è il rischio di impresa; però io ho visto che chi, magari venendo da fuori, si accolla il rischio di impresa, a volte riesce molto bene. Due parole su questo. L’altra cosa è molto importante: la valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici. Si parla molto di tipicità e quindi l’Agraria ecc. Bisogna avere il coraggio di fare questo con molta forza, perché ovunque, in qualsiasi posto dove ci si reca, giustamente, non si fa altro che vedere una forte valorizzazione del territorio, della tipicità del territorio, del prodotto tipico. Noi sappiamo e vediamo quanto sia importante l’aspetto alimentare, anche legato al turismo. Noi abbiamo alcuni prodotti che hanno una loro tipicità, che devono essere maggiormente valorizzati. Non ho sentito dire una cosa invece: che qui a Riva mancano i pescatori. È una cosa paradossale: il pesce. So che a Riva ci sono dei grandi intenditori, Meneghelli è un grande scrittore di ricette con il pesce di lago, ma stranamente qui a Riva se qualcuno volesse prendersi del pesce di lago ad esempio a me piace moltissimo - deve andare a Gargnano, dove in piazza c’è un giovane pescatore con il suo banchetto; la mattina bisogna andare molto presto, naturalmente, come è giusto. Chi vende il pesce che ha appena pescato lo vende presto, altrimenti si va in cooperativa o in altri posti. A Riva però non c’è più il culto della pesca: è strana questa cosa; non c’è più un pescatore che vende il pesce di lago. Questa è una cosa che, a mio avviso, è marginale, se volete, però è importante, perché c’è una tipicità; è importante la valorizzazione del pesce di lago, in tutte le sue fattezze e nei vari modi di cucinarlo. Qui mancano i pescatori, almeno, che io sappia; lo stesso vale per Torbole. C’è il pesce, so che il famoso Ristorante di Torbole è sempre fornito di pesce di lago, ma non sempre esso proviene dal lago di Garda; sempre pesce di lago è, comunque. Una cosa sui commercianti: sono d’accordo con il Consigliere Modena su questo. Sono rimasto molto deluso da questa situazione. Io non ho attaccato i commercianti, come a qualcuno piace fare; assolutamente, non mi interessa. Io ho fatto solo questo ragionamento: a mio avviso, per tanti motivi, la politica del turismo natalizio qui a Riva non ha mai attecchito. Secondo me, ci sono delle ragioni, ma non ho voglia, non ho tempo, stasera, per parlarne. Ci hanno provato, ma verbale 20. 12. 05 / 22 non con convinzione, si è preferito imboccare altre strade, però il turismo natalizio è ricchissimo. Se voi vedete in altri comparti va benissimo: Arco si è avvicinata, ad esempi. Non si è voluto, a suo tempo, credere nel turismo natalizio. Su quanto è successo quest’anno ci sono delle responsabilità, è inutile negarlo. La fantasia? Sono d’accordo con il Consigliere Modena sulla fantasia, ma chi avrebbe dovuto averla? La fantasia sarebbe dovuta arrivare dall’organizzazione, chi è a capo dell’organizzazione? Cari commercianti, siete mal rappresentati! Che cosa volete che vi dica? Ve lo siete scelti e ve lo tenete, siete mal rappresentati. D’accordo? (VOCE FUORI MICROFONO) Va bene, vedremo. È bastato, infatti, che non ci fosse un minimo contributo del Comune per far uscire il panico. Questo che cosa vuol dire? Che dietro non c’era un progetto; questa è la realtà, è inutile nasconderlo. Non c’era un progetto, perché se ci fosse stato questo sarebbe venuto avanti. Allora: Ingarda con il suo Ufficio eventi qualche cosa ha fatto; aiutata dalle associazioni, perché non è vero che la Bacionella non c’era. Bastava andare domenica in piazza e si vedeva che c’era; quindi le associazioni si sono mosse, non solo quella, anche altre; si sono mosse. Manca una regia: ma chi la doveva fare? Non ho ben capito se il Consigliere Modena si candidi a Sindaco di Arco, o ad altro. Mi dispiace che sia andato via; volevo chiedergli se voleva candidarsi a Sindaco di Arco, visto che a Riva gli è andata male, però a qualche cosa mi pare si sia candidato, mi sembra come organizzatore del prossimo evento. Va benissimo: come organizzatore va bene, mentre come Sindaco mi pare che qui a Riva abbia poche chanche, come ad Arco, del resto. Come organizzatore sicuramente sono d’accordo con lui: se vorrà attivarsi io sicuramente mi aggregherò e gli darò una mano in questo senso. Soprattutto se lui, non quello che chiede al Sindaco, taglierà con certe amicizie; non la richiesta che ha fatto questa sera: che sia una parte di questa maggioranza a tagliare con certe amicizie. È lui che deve tagliare con certe amicizie, a mio avviso, comunque lasciamo perdere. Detto questo non vorrei dilungarmi troppo, sicuramente ho apprezzato anche l’intervento dell’Assessore Matteotti, quando dice dell’aumento della qualità della vita. È fondamentale che un’Amministrazione si ponga questo problema, deve essere stimolata in questo senso: nell’aumento della qualità della vita. Lui parlava di inquinamento acustico: io dico quello che mi viene detto, che mi riportano: sono contento che abbia aumentato l’organico con due Vigili in più, però io dico una cosa, che è sotto gli occhi di tutti. Se c’è un Regolamento, giustamente, per quanto riguarda il rumore, secondo me dobbiamo farlo osservare. Le deroghe vanno benissimo, però non diamone tante, perché la gente, i lavoratori, hanno il sacrosanto diritto al riposo, un’ora o due, non si chiede poi tanto. Qui siamo pieni di cantieri, va bene, questo vuol dire che le cose vanno bene ecc., però è importante che ci sia un po’ di controllo sull’attività cantieristica, perché si ha l’impressione, a volte, che facciano quello che vogliono, nella mobilizzazione dei mezzi pesanti, nel mancato rispetto di tutta una serie di cose, ecc.; è importante questo, la gente me ne parla, la gente vede tutte queste cose, sono sotto gli occhi di tutti. Non mi addentro nella Legge antinfortunistica, perché è meglio se lasciamo perdere. Il depuratore: c’è da chiedersi se il depuratore di Maso Belli sia sufficiente, o se invece ormai sia un depuratore superato, rispetto all’utenza estiva, soprattutto. La mia è una domanda. Per quanto riguarda le antenne, l’elettrosmog: va benissimo il trasferimento dell’antenna al CRM, però rimangono altre antenne che debbono essere monitorate ed, eventualmente, spostate. L’ultima battuta, non vorrei dilungarmi troppo, per quanto riguarda i cassonetti; Riva è una città turistica, ci sono dei cassonetti che buttati lì così come sono è veramente un peccato. Bisognerebbe radunarli, non dico nasconderli, non dico renderli belli, però cerchiamo di migliorare la situazione. In alcuni punti, in centro come in periferia, sono proprio buttati lì; è giusto perché questo ti stimola ad andare, lo vedi ecc., ma forse, se venissero un po’ mimetizzati verbale 20. 12. 05 / 23 il bene estetico della città non ne subirebbe danno, secondo me. È importante facilitare il discorso del riuso, secondo me, con la fiera del riuso ecc., è importante a tutti i costi, fare in modo, laddove è possibile, che la gente si possa scambiare le cose, prima di gettarle via. Questo per le cose più piccole come per quelle più importanti. Bisogna incrementare la possibilità del riuso, perché ci sia il riuso bisogna che ci sia, una volta ogni tanto, un mercatino, un luogo dove la gente possa andare, portare le proprie cose ed eventualmente scambiarle. Questa è una cosa nuova, però secondo me è importante. L’ultima cosa che volevo dire, che mi sta a cuore, è vedere di utilizzare il più possibile la bioplastica, laddove è possibile, oppure materiali simili. Da quel che mi è stato detto dai ragazzi di Riva che sono andati a Colonia, all’incontro con il Papa in Germania, a tutti – ed erano tantissimi – è stato dato fin dall’inizio un kit, in cui c’era piatto, bicchiere, posate ecc., in bioplastica. Questo è un segnale, è stato fatto su larga scala, non si trattava di 100 persone, ma di migliaia di persone; non solo in Germania succede questo, anche in altri Comuni. Io condivido, per carità, anche il percorso delle lavatrici ecc., va benissimo, però laddove si possono utilizzare sostanze degradabili, a sostituzione di quelle plastificate, secondo me va bene. Bisogna incentivare, noi sappiamo quante manifestazioni vengono fatte, l’estate ecc., dobbiamo dare dei segnali forti. Io non concordo con Arco, ad esempio, dove il Vigile va a controllare, a dare multe ecc., va bene, si arriverà a questo. E’ però vero che noi dobbiamo educare soprattutto, con esempi pratici, i cittadini a differenziare, ad utilizzare prodotti biodegradabili, a riciclare il più possibile. Secondo me bisogna approfondire il discorso della bioplastica o di materiali simili, perché ci sono diversi tipi di materiali in questo senso, è una cosa che si deve fare. A me è capitato di vederli perché c’è qualcuno che li vende a Riva; i costi non sono altissimi. Poi, naturalmente, più si usano, più i costi di riducono. Sono prodotti che si degradano facilmente, rapidamente, rispetto ai tempi della plastica o similari. Direi che come primo intervento ho finito, non ho toccato tutte le cose che volevo dire, ma non avevo l’intenzione di parlare troppo; sicuramente gli aspetti che mi interessavano li ho espressi. Grazie. Presidente: Grazie Consigliere Zambotti, ha chiesto la parola il Consigliere Pederzolli. Consigliere Pederzolli: Grazie Presidente. Intanto inizio il mio intervento ringraziandoLa per l’omaggio che ci ha fatto all’inizio di questa tornata consiliare; ringrazio naturalmente anche il Comune e il Consigliere Grazioli che hanno permesso di consegnarci anche il testo che riguarda il centenario della Benacense; ringrazio il Sindaco per gli auguri di Natale che ci ha fatto pervenire. Inizio parlando proprio del Natale, che è un argomento ricorrente in questi giorni; mi permetto di fare qualche battuta…. (CAMBIO LATO) … se io ho sbagliato città, o forse il Sindaco vive in una zona diversa; perché io giro per Riva e sento la gente lamentarsi. Leggo che il Sindaco dice che il numero di persone che si lamentano è esiguo; allora, probabilmente, o io non abito a Riva, o magari a Rodi del Garda, non lo so. Mi sembra un po’ in contrasto questa affermazione con quanto dice la gente. Sindaco: Basterebbe che Lei ci dicesse di che cosa si lamentano, perché di conseguenza ci potrebbe dire che cosa deve fare l’Amministrazione comunale; perché potrebbe anche essere che qualcuno verbale 20. 12. 05 / 24 pensi che il nome del Comune di Riva del Garda sia Bengodi. Consigliere Pederzolli: Certo, si lamentano di una mancanza di aria natalizia, che in altri anni, purtroppo, c’era. Sindaco: Che cosa c’entra l’Amministrazione comunale con questo, chiedo, non siamo mica Babbo Natale! Consigliere Pederzolli: Non vi è dubbio che l’Amministrazione comunale non è Babbo Natale, però penso che sia anche dovere della stessa avere cura di un cittadino che, tradizionalmente, vede nel Natale una manifestazione in cui probabilmente la luminosità, la luce sono importanti. Perché a casa facciamo un albero di Natale? Perché rappresenta il Natale. Un fiocco di neve appeso, che per le strade dà un’aria diversa da quella che è la quotidianità, secondo me, può fare Natale. Questo dico, se poi tutto era collegato ai commercianti, va benissimo. Loro si devono muovere, io l’ho esplicitato anche nei miei interventi apparsi sulla stampa; dicevo che condivido il fatto che, se serve da stimolo, una simile scelta può andare bene, ma bisogna tenere conto che non ci sono solo i commercianti. Ci sono anche dei cittadini che hanno delle aspettative, per il Natale, visto che da 20 o 30 anni a questa parte hanno vissuto un’aria di Natale dedicata alle luminarie. Benissimo: quest’anno non le vogliamo fare? Va bene, però almeno mettiamo la cittadinanza nelle condizioni di vivere qualche cosa di diverso. I commercianti non hanno risposto? Benissimo, si arrangino, però l’Amministrazione un pizzico di luce natalizia poteva darla, penso. Un albero di Natale, due, tre, quattro, per rendere possibile alla gente la percezione dell’aria natalizia. Nell’articolo di oggi leggo due termini, in particolare: disfattisti e facinorosi. Probabilmente sono frutto di Sue frasi… Sindaco: Consigliere: io parlo al Consiglio qui dentro, Lei può commentare liberamente, se vuole, ma non pensi che poi io possa replicare a questo; quello che Lei legge sul giornale non dipende dal sottoscritto, quindi io La pregherei, se deve commentare il pensiero del Sindaco, di riferirsi a quello che io dico qui dentro, non a quello che Lei legge sul giornale. Perché sul giornale c’è scritto quello che vogliono i giornalisti, che corrisponda o meno a quanto detto dal Sindaco. Quindi la pregherei, commenti pure, ma sappia che non mi sento toccato da questi commenti e non ho materiale per risponderLe. Lei deve, semmai, riflettere su quello che ho detto qui, non su quello che scrivono gli altri di quello che io dovrei o non dovrei avere detto. Consigliere Pederzolli: Sicuramente, però penso che se un giornale riporta alcuni interventi li abbia sentiti; non credo che un giornale distorca totalmente quello che viene dichiarato, in un intervento fatto in qualsiasi manifestazione possibile. Sicuramente avrà dato risalto magari ad un termine che Lei avrebbe potuto anche non usare per spiegare un concetto, però sicuramente avrà almeno un piccolo riferimento a quanto detto. Non dico che questo sia Bibbia; prendo spunto dai termini che sono stati utilizzati dai giornali, che possono fare riferimento ad un Suo intervento, per dare un commento, una lettura. Non sto dicendo che Lei mi debba rispondere, io sto soltanto facendo riferimento ad una situazione che vedo molto cara alla città; quindi esprimo il mio parere, la mia impressione. Non Le chiedo di darmi una risposta, perché la risposta L’ha già data più volte, è verbale 20. 12. 05 / 25 chiara ed evidente in tutto quello che sta accadendo in questi giorni. È semplicemente questo. Volevo anche dire, lo ribadisco, che Lei ha detto – lo ha appena ripetuto – che i giornali non sono la fonte cui dobbiamo attenerci. È vero, perché il giornale fa notizia a modo suo, però non credo neanche che di fronte ad un argomento ben preciso ci si debba attenere solamente a 4 righe che possono apparire sul sito internet; che descrivono in maniera marginale, magari, un argomento. Quindi bisogna fare un mix tra l’uno e l’altro, per potersi creare un’opinione. Fondamentalmente la pagina del giornale di oggi mi crea anche un pizzico di orgoglio, perché, volendola mettere in chiave un poco satirica, vedere che una pagina grande è dedicata ad un Sindaco, e poi vedere nel cuore, il mio viso, con un commento un po’ diverso, mi rende quasi importante. Voglio utilizzare questo primo intervento per parlare della Relazione che Lei, signor Sindaco, ci ha esposto verbalmente ieri e che poi ci ha consegnato in questo formato e per quanto riguarda la ricognizione delle risultanze dei Bilanci delle società cui partecipa il Comune. Devo dire che la Relazione che Lei ci ha consegnato meriterebbe un 10 per la sua capacità e, diciamo così, conoscenza politica; infatti esprime, secondo me, un Suo forte desiderio: probabilmente quello di candidarsi – lo farà sicuramente – per Roma. Le auguro ogni bene possibile; se è un Suo desiderio spero che lo raggiunga nel migliore dei modi. Lo si percepisce fin dai primi passaggi, quando dice: “Esprimo preoccupazione per i rivolgimenti costituzionali”, in particolare si riferisce alla “recente legge elettorale”. Lo si capisce anche da alcuni passaggi relativi alle elezioni politiche, quando dice: “La politica, nazionale, provinciale, dovrebbe mantenersi su un piano diverso dall’economia e dalla finanza”. Sono pienamente d’accordo, perché bisognerebbe, secondo me, sganciare il discorso politico dal discorso dell’economia. Tocca poi alcuni punti che riguardano direttamente la Provincia di Trento, quindi assolutamente un 10 per quanto riguarda il piglio politico di questa Relazione; poi, però, ci sono poche integrazioni relative alla Relazione di previsione che ci ha mandato, con tutta la documentazione relativa al programma 2006-2008. Io, sinceramente, mi aspettavo qualche chiarimento in più, sbagliando, probabilmente; l’ho ricevuto dopo, dagli Assessori. Trovo alcuni punti che mi lasciano un po’ perplesso, quando Lei dice, parlando di Riva: “Città sensibile e difficile, città articolata socialmente, ricca finanziariamente, multiforme economicamente, impegnata culturalmente; città di contrasti interni, più che di confronto schietto e aperto; città dalle notevoli personalità; città facile a presentarsi come sommatoria di nicchie, dove ciascuno si atteggia a capace protagonista, ma frana nella relazione”. Sinceramente io mi chiedo anche alcune cose, faccio auto critica su me stesso, dico che spesso magari sono rigido su certi argomenti, magari nel non comprendere o avere difficoltà a comprendere argomenti di altri. Posso anche dire che qualche volta ho trovato una certa rigidità, magari da parte Sua, da parte dell’Amministrazione di fronte a determinati argomenti. Non ho visto un aperto confronto, quindi mi chiedo se sia stato fatto tutto il possibile, perché questo dialogo rimanesse sempre aperto; perché bisogna saper accettare opinioni diverse. Lei prima mi ha presentato la Sua impressione, io l’accetto; per carità, signor Sindaco, abbiamo due modi di vedere le cose diametralmente opposti. Ne prendo atto. Arrivo ai punti della Relazione, dove inizia a parlare anche di quello che si trova nel programma. Il Personale: “Anticipo qui l’intenzione di provvedere, con decorrenza dal prossimo 1^ gennaio, alla costituzione di alcune nuove unità operative, nonché alla riformulazione di altre”, nonché di accorparne altre. Poi dice: “Nel corso del 2006 porremo mano alla struttura della Pianta organica, con l’intenzione di introdurvi alcune nuove figure dirigenziali e alcuni incarichi speciali”. Da quanto ho visto nella Relazione mi sembra che non ci sia moltissimo Personale negli Uffici comunali; credo che istituire nuovi Uffici, o addirittura creare nuove figure, voglia verbale 20. 12. 05 / 26 dire spogliare gli Uffici esistenti; infatti sappiamo che le assunzioni in questo periodo sono bloccate, per motivi di legge. Quindi si può creare un disagio, magari, viste anche le Convenzioni che ci sono, secondo cui forniamo servizi aggiuntivi ad altri Comuni. Arrivo al discorso delle società, che tocca quando parla di turismo, dicendo: “Per quanto riguarda il turismo, il Comune intende valorizzare la propria presenza in Ingarda spa (tra l’altro prossima al trasferimento presso la nuova, prestigiosa sede nell’ex stazione ferroviaria), delegando effettivamente a questa società, così specifica, le competenze in materia di promozione, affiancandola ove occorresse”. Il verbo affiancare, vedendo la ricognizione, mi lascia qualche perplessità, perché vedo che il Comune partecipa in società che non portano nulla di ritorno. Ora: ho notato che Ingarda vede il Comune come maggiore azionista, con il 13% di quote, contro lo 0,1%, salvo alcuni casi in cui c’è il 5 o l’8%; quindi il Comune è il maggiore azionista di Ingarda. Che cosa si vuole dire “Affiancandola ove occorresse”? Vuol dire magari che si porteranno ancora contributi ad un’altra società; se sono necessari si portano, ma sarebbe anche utile vedere un ritorno; altrimenti mi chiedo quale sia il motivo che spinge un Comune a partecipare in società che sono s.p.a., società per azioni. A quanto ne so, parlando di s.p.a., si fa riferimento a società che hanno l’obbligo, l’obiettivo di produrre utili; la ricognizione che ci è stata esposta presenta società che non hanno utili, che non ne distribuiscono, o che addirittura sono in perdita. Il che significa che noi forse investiamo male il denaro della collettività. Vedo AGS: rispetto al 2003 sono aumentati i costi della produzione, segno probabilmente che si stanno facendo degli investimenti, dal momento che è anche l’unica società cui il Comune partecipa, che alla fine porta qualche utile; però vedere che ci sono sensibili aumenti nei costi è sempre un sintomo di preoccupazione. APM: è nota la mia perplessità sulla partecipazione in questa società, perché vedere una società che gestisce dei parcheggi, che fondamentalmente, al di là dell’investimento del Pilati, non ha spese particolari, che produce 576.000 euro ma ne spende 514.000, mi preoccupa veramente. Significa che, molto probabilmente, il sistema parcheggi, è da rivedere, anzi, non tutto il sistema, ma molto probabilmente la gestione della società. Il Comune ha portato molto a questa società, sta dando molto e continuerà a farlo, ma riceverà pochissimo. Qui veramente io ritengo che un’aperta discussione sia indispensabile, ma preferirei che non fosse la Conferenza dei capi gruppo a farla, ma l’intero Consiglio comunale; perché qui ci sono Consiglieri che non fanno parte della Conferenza dei capi gruppo, che dovrebbero essere firmati dai relativi capi gruppo. Ma io vorrei che capissero apertamente come è la gestione di questa società. D’altro canto la stessa ricognizione ci presenta una società che non fa parte dell’ottica, o della zona dell’Alto Garda, Primiero Energia s.p.a, che è una società che secondo me produce qualche cosa; abbiamo un risultato di esercizio di 2.320.000 euro; eppure anche qui abbiamo parecchie spese, a fronte di una entrata di 15.000.000 ci sono 10.000.000 in uscita. Questo ci fa capire che le s.p.a. servono anche per lavorare in maniera diversa. Logicamente c’è poi la partecipazione in Aeroporti Catullo, ma in questo caso si parla di grosse società, di imponente portata economica; quindi sicuramente hanno costi notevoli, ma alla fine producono comunque sempre un utile. Ingarda: torno a parlare di questa società, perché in ordine cronologico, sfogliando la ricognizione, si vede che è agli inizi, è appena partita. È logico dunque e fisiologico che non presenti un Bilancio particolare. L’unica perplessità che ho riscontrato è il dato fondamentale che il Comune è il maggiore azionista, che insieme ad altre due società, l’Unione Commercio e la Palacongressi, forma un 25% circa di questa società. Ho notato che il Sindaco è anche Consigliere di questa stessa società; questo mi fa nascere una domanda, che Le rivolgo, sperando poi di rivolgere anche una risposta. Lei, Sindaco,è anche Assessore, in questo caso, per questo verbale 20. 12. 05 / 27 motivo rientra in questa società. Trovo particolare che, come Sindaco, approvi una delibera che va a beneficiare una società in cui Lei è Consigliere. Deontologicamente non lo trovo corretto. Avrei preferito che venissero fatte altre scelte. Sindaco: Ci sono tutti i Comuni dell’Alto Garda in quella società; il Consiglio di Amministrazione è composto dai Sindaci o dagli Assessori dell’Alto Garda, perché è una società di scopo, costituita per Legge Provinciale, esattamente con questo obiettivi. Quindi tutti i Comuni dell’Alto Garda, per esempio, su Ingarda Natale, hanno erogato contributi a quella società, con apposite delibere, fatte dalle rispettive Giunte. Consigliere Pederzolli: Perfetto. Sinceramente vedo che un Comune si crea una società di promozione turistica, dove si vede una fila di alberghi con una partecipazione minima, mi piacerebbe capire che cosa dove portano questi. In fin dei conti è una promozione turistica che va principalmente a loro beneficio; quindi vorrei vedere un impegno principalmente da parte di questi soggetti. Mi lascia un po’ perplesso da questa situazione della partecipazione alle società da parte del Comune, mi piacerebbe vedere che queste società iniziassero a lavorare in maniera diversa; o quanto meno a portare qualche cosa, perché non ritengo sia giusto che i soldi che vengono investiti non producano nulla. Questo lo trovo un po’ particolare; rimarrò sempre dubbioso e perplesso su questa situazione. Volevo dare una risposta anche al Consigliere Zambotti, che prima ha citato il passaggio: io non ho detto che Lei è contro i commercianti, ma che era critico, giustamente forse, nei confronti dei commercianti. Per quanto riguarda le associazioni Lei mi ha fatto notare che la Bacionella era presente in piazza, ma non per una manifestazione richiesta dal Comune. Si tratta di un’iniziativa della stessa associazione, che viene organizzata annualmente nel periodo del Natale: si presenta per le strade di Riva e distribuisce la cioccolata. C’è stata l’opportunità, dato il vuoto momentaneo della piazza, di avvicinarla alla piazza, per far sì che completasse Piazza delle Erbe; ecco perché la mia affermazione era specifica, proprio verso la Bacionella, perché nel passato ha ricevuto forse un trattamento, da parte dell’Amministrazione - non dico poco corretto, perché dire che una persona o un’Amministrazione sono scorrette è pesante – ma poco chiaro. Sono state fatte promesse che poi non sono state mantenute. Ecco ancora perché questa associazione si è un po’ allontanata dalla manifestazione organizzata dal Comune per il Natale. È stata solo proprio una casualità, se si trovata in Piazza delle Erbe. Aggiungere altro non voglio, mi riservo di farlo nel secondo intervento, dove analizzerò meglio il Bilancio che c’è stato fornito e presentato. Non credo che ci siano altri punti particolari, anche perché altrimenti, discutendo di alcuni passaggi sulla Relazione del Sindaco, dovrei introdurre l’intervento sul Bilancio. Grazie. Presidente: Grazie Consigliere Pederzolli, ha chiesto la parola la Consigliera Lorenzi. Consigliera Lorenzi Emanuela: Ringrazio anche io il signor Sindaco e il Presidente per i regali di Natale, è stato un piacevole pensiero. Mi permetto di fare alcune osservazioni al signor Sindaco, perché ritengo importante avere un confronto su qualsiasi argomento che interessi la città. Volevo fargli notare che i fatti successi al Palagarda non sono da imputare alla società del basket; Le comunico, signor Sindaco, che i ragazzi sono stati richiamati sia dalla società che dalle famiglie, per quello verbale 20. 12. 05 / 28 che hanno scritto e che hanno gridato. Sono sicuramente fatti gravi, che non sono scusabili, però io faccio questa osservazione: forse l’accenno durante la presentazione del libro sui 100 anni della Benacense, era fuori luogo. Sicuramente il travaglio di questo nostro Palazzetto dello sport, si è accentuato ultimamente, perché esistono dei problemi pratici, durante il gioco; sicuramente se si fosse optato per un’altra scelta la città l’avrebbe già in dotazione. Faccio una critica a questa Amministrazione, anche viste le Relazioni che sono pervenute dai nostri Assessori: posso dire che spesso manca operatività. Il signor Sindaco oggi diceva che non dobbiamo leggere i giornali, che dobbiamo leggere il sito internet del Comune; io lo leggo tutti i giorni, però – mi permetta - ogni tanto vi fate belli su cose non proprio veritiere. Mi riferisco, visto che ieri è stata nominata, a via Pasina: siete in fase avanzata per il ponte, però quel ponte e quella progettazione sono così in ritardo perché erano state dimenticate. Quei 200 m di strada - ahimè, poveri noi censiti – hanno visto di tutto: adesso è stato terminato il marciapiede, ma quei benedetti pali della luce sono ancora in mezzo alla strada. Signor Sindaco, ieri mi sembra che l’Assessore all’ambiente abbia parlato di via Pasina, però Le comunico che il disagio per gli abitanti è notevole. Anche perché, nonostante i cartelli e i segnali, purtroppo questi TIR – dico proprio TIR – vengono in senso contrario. Si immagini Lei il pericolo. Anche riguardo al centro commerciale a cielo aperto, di cui parlava l’Assessore Mosaner, posso dire che se ci fosse un po’ più di operatività sarebbe meglio. Mi ricordo, infatti, che l’incontro è stato fatto più di un anno e mezzo fa. I nostri cittadini vorrebbero un po’ più di operatività; è logico, io come i cittadini, vorrei vedere le cose fatte un po’ più velocemente. Anche la circonvallazione ovest: opera della Provincia, d’accordo, però è l’Assessore competente che dovrebbe provvedere ad una svegliatina, a qualche richiamo in più, perché vediamo sempre questi cantieri con i cancelli e le reti chiuse. Qualche problema lo creano sicuramente. Comincio dalla Relazione del Sindaco: accentuava l’importanza del confronto in Consiglio comunale tra maggioranza e opposizione, il ruolo che hanno le due forze politiche; ecco, ringrazio il Consigliere Zambotti che ogni tanto interviene, perché io penso che il confronto sia indispensabile. Infatti, se ognuno porta i propri problemi, possiamo almeno parlarne, mentre se dobbiamo sempre essere noi da questa parte ad assicurare il numero legale per l’inizio delle sedute, a parlare sempre e via dicendo, non va bene; come diceva il Consigliere Zambotti, purtroppo il nostro ruolo è stato un po’ messo in secondo piano. Riguardo alla preoccupazione del Sindaco per il contenimento della spesa, per il calo dei conferimenti, anche in questo caso guardo che cosa c’era scritto sul Bollettino di una associazione: “I dipendenti pubblici superano abbondantemente i 43.000 addetti nella nostra Provincia, con una percentuale sul totale degli occupati maggiore al 21%, che è un record rispetto a tutti i territori sviluppati d’Europa. In particolare i dipendenti degli enti legati al territorio provinciale – Provincia, Comuni, Comprensori, Azienda Sanitaria, Scuola, IPAV – sono aumentati negli ultimi 10 anni di 4.700 unità”. Questo aumento dei dipendenti pubblici logicamente significa un aumento della spesa pubblica e la preoccupazione è sia per l’ente pubblico che per le varie associazioni, per le persone che aggregano personale che lavora, le ditte che lavorano, le imprese. Ieri il mio intervento sull’ICI era un segnale, perché io ritengo che effettivamente le attività produttive siano gravate particolarmente di tasse di ogni tipo. Per cui volevo fare notare al signor Sindaco che la preoccupazione c’è anche da parte di chi opera nella società. Nella Relazione ho anche visto che – ne ha parlato l’Assessore Tonelli – si parla del disciplinare sulle associazioni e questo progetto non può che trovarmi d’accordo. Sono completamente d’accordo, perché sicuramente non si possono erogare più contributi a pioggia; anche in questo caso deve essere fatta una verifica su come lavorano le varie associazioni. Come diceva il signor Sindaco essere devono produrre un beneficio sociale e devono lavorare nella verbale 20. 12. 05 / 29 massima trasparenza, ecco, condivido perfettamente il lavoro che vuole fare l’Amministrazione nei primi mesi del 2006. L’intervento dell’Assessore Giordani: parlava della Cittadella del sociale, mi interessava un attimo la Casa di Riposo. Anche in questo caso se ne parla da alcuni mesi, esiste ormai un’emergenza Casa di Riposo, perché la richiesta delle persone per entrarvi è sempre rilevante. Anche in questo caso ci sono liste di attesa, come per gli asili nido. Io Le volevo chiedere a che punto è la pratica, perché so che è iniziata da parecchio tempo. Penso anche che sia il momento, se il signor Sindaco condivide questa mia opinione, di dare vita alla Commissione Attività sociali; adesso c’è stata l’integrazione, ha conosciuto un po’ la realtà rivana, penso che sarebbe utile che avesse un confronto anche con una Commissione. Mi dispiace che non si riesca ad attivare in un modo migliore il servizio Tagesmutter; io ci speravo molto, visto che le liste di attesa per gli asili nido sono così rilevanti. Negli altri Comuni si è risolto il problema con questo servizio: una mamma in tutto il Comune di Riva è veramente poca cosa. I servizi estivi ai minori ritengo che siano fondamentali per un Comune che ha un’attività estiva turistica come il nostro; c’è già un asilo estivo organizzato a turno dagli asili esistenti, in estate; questo è già un buon servizio. Se si fa anche qualche cosa di più per quello che è di competenza del Comune questo non può che dare soddisfare il cittadino. Non si è parlato di badanti. Ecco, anche in questo caso: fanno un buon servizio, perché sono indispensabili in alcune case. Anche questa è un’attività che forse dovrebbe avere una piccola regia, magari; a parte che anche le badanti hanno le loro esigenze, perché ogni tanto si incontrano, si vedono spesso in giro per Riva questi gruppi di persone che parlano una lingua a noi sconosciuta. Sono loro che organizzano in proprio questi momenti di aggregazione e, magari. avrebbero bisogno anche loro di un punto di riferimento, di posti di aggregazione, di confronti con l’Amministrazione per il lavoro che fanno. Chiederei anche, per quanto di competenza del Comune, visto che c’è un’ attenzione particolare alla famiglia, che la stessa si rivolga anche alla maternità. Ultimamente la stampa ha riportato tante idee, tante cose. Chiedo che anche questo argomento venga preso in considerazione, sempre per quello che il Comune può fare. Sulla Relazione: più volte ho chiesto notizie sul trasporto urbano. Io sono per le verifiche, per me è indispensabile fare un controllo, per vedere se quello che è stato attuato dal Comune serve o non serve alla città. Qualche giorno fa ho letto i Bilanci della Trentino trasporti e mi sono spaventata; il Presidente Ceola diceva che a fine anno il buco nelle casse di Trentino Trasporti oscillerà tra i 700.000 e i 1.200.000 euro. Naturalmente si incolpa un po’ la Provincia, che non ha erogato contributi, però sono sempre soldi della comunità, penso che anche come servizio, che dobbiamo sicuramente organizzare meglio, perché esistono problemi di inquinamento e di trasporto, dover coprire buchi del genere non sia semplice. Volevo far presente al signor Sindaco che in Comune del Trentino, Lavis, hanno provato a dare vita ad un appalto per i bus con un’altra azienda ed è successo di tutto e di più. Non commento più di tanto, però, visto che il discorso che Lei faceva sui rapporti con la Provincia, mi dispiace, perché se il Comune è sempre obbligato a fare certe scelte non va bene. Non sono remunerative, infatti, creano buchi, non so perché non si possano avere alternative. Non è vero, Consigliere Modena, che non ho letto il Suo articolo, perché io l’ho archiviato. Io Le ho già detto che è stato coraggioso a dire certe cose; non parlo di Bilanci di società, questa sera, io, perché già con i numeri devo lavorare parecchio. Però mi dispiace, sono rimasta un po’ delusa non dal Suo articolo, ma da quello che ha detto, perché da tanti anni ormai lavoriamo su queste società; purtroppo abbiamo visto che certi personaggi fanno la politica di mestiere. Diciamo che l’ente pubblico chiede sacrifici ai cittadini però anche io ritengo che spesso i compensi dati agli amministratori di queste società non siano rapportati al lavoro effettivo che svolgono all’interno delle stesse. Il Consigliere Modena rapportava il lavoro che verbale 20. 12. 05 / 30 fanno altri amministratori pubblici, poi - io sono una ragioniera, faccio i conti – la giornata è fatta di 24 ore, per cui una persona al massimo lavora 15 o 16 ore. Alcuni amministratori delle nostre società non lavorano così tanto al loro interno, magari avendone più di una in carico; per cui questi grossi compensi fanno riflettere. Volevo tornare sul discorso di ITEA. Qualche giorno fa il dottor Zambotti ha interpretato male il discorso che faceva il Consigliere Pederzolli; non mi è piaciuto il suo discorso, i termini che ha usato per i quartieri ITEA. Non era quello cui si voleva arrivare. Io parlavo di qualità della vita, ne ha parlato anche Lei, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, diciamo così. il mio discorso è un po’ diverso, a pagina 25 della Relazione previsionale, c’è la cessione delle aree ITEA al Rione 2 giugno; immagino che si tratti di via Pigarelli. Allora vorrei fare un discorso un po’ particolare: avevo chiesto un elenco dettagliato di tutte le costruzioni che abbiamo approvato in questi mesi. Però questi dati mi piacerebbe analizzarli insieme, in sede di Commissione Urbanistica, per vedere effettivamente come stiamo lavorando nell’ambito della problematica della casa. Il discorso ITEA: io ci tengo ad affrontare questo tema in una certa maniera. Sulla stampa ultimamente sono apparsi degli articoli piuttosto negativi, però qualche tipo di problematica esiste, perché se ITEA ha, per vari motivi, parecchi appartamenti chiusi, io vorrei saperlo. È vero anche nel Comune di Riva del Garda? L’Assessore competente, infatti, anche se non è di sua competenza, dovrebbe attivarsi un po’; se abbiamo la problematica della casa – non so di chi sia la competenza – nel Comune di Riva del Garda e ITEA qui ha degli appartamenti chiusi, sarebbe indispensabile saperlo. Se nelle case ITEA ci sono persone che non hanno diritto di risiedervi, una verifica si rende necessaria, per correttezza. La signora Defant, Presidente di ITEA, è andata su tutte le furie e, francamente, non mi sembrava proprio il caso: se esiste una problematica del genere bisogna effettuare una verifica. Se dobbiamo andare nel Comune di Riva a costruire case – che siano ITEA o meno, dobbiamo comunque costruirle – se dobbiamo portare via terreni agricoli, almeno dobbiamo essere un attimino certi di quello che stiamo facendo. Adesso entrerà in vigore anche la Legge Gilmozzi; a me sembra, per quel che ho letto sulla stampa, che anche in questo caso ci daranno degli obblighi riguardo sia alle seconde case, sia sui terreni a disposizione di ITEA. Io allora dico all’Assessore Gilmozzi, che prima di fare un Piano che ci dia dei dati certi sul nostro Comune, chiedendoli all’Amministrazione; però prima di muoverci io vorrei qualche cosa di certo. A pagina 69 si parla di condomini sostenibili. Volevo dei chiarimenti, perché non ho capito a che cosa ci si riferisca. Ieri l’Assessore all’ambiente vi ha fatto cenno, però non ho capito bene di che cosa si tratti. Riguardo al programma delle Opere pubbliche, a pagina 7 si parla del traliccio di telefonia mobile. Il Consigliere Frizzi ha già presentato una mozione al Sindaco, relativamente ad un altro traliccio che sta sorgendo lì vicino. Devo dire che sono andata personalmente a vedere questo nuovo traliccio e mi sono spaventata per le dimensioni. Non ho ancora visto la risposta, però prima di tutto vorrei chiedere se ENEL ha chiesto all’Amministrazione di costruire tale traliccio in quella maniera; se così fosse, visto tutto il lavoro svolto dal Consigliere Bertoldi per far interrare i tralicci dell’alta tensione, nella zona Pasina, Brione ecc. non so se per caso ENEL non poteva prendere in considerazione l’idea di interrare anche di quella linea. Poi alcuni cittadini logicamente, mi hanno già telefonato per questo traliccio, anche perché più lì vicino sorgerà il traliccio delle antenne. Anche quello è stato spostato dal cimitero del Varone al Centro Raccolta Materiali, però è un traliccio di 35 m; per cui i cittadini che abitano lì intorno avranno un meraviglioso panorama tra qualche mese. Io chiedo all’Assessore all’ambiente che, visto che ieri ha detto che avrebbe razionalizzato le antenne sul Brione, prima pensi a razionalizzare le antenne in quella zona, a questo punto, perché i cittadini aprono le finestre e vedono antenne. Riguardo a qualche opera pubblica, ho notato che alle Scuole Elementari Nino Pernici verbale 20. 12. 05 / 31 viene fatta una contro soffittatura nella sala mensa, con l’illuminazione; però mi sembra che a pagina 43 poi sia prevista la costruzione completa della mensa. Ecco, volevo chiedere informazioni, perché a pagina 43 c’è la sistemazione completa della mensa e della palestra. A pagina 23 si parla del marciapiede di via Virgilio: avevo già fatto notare - anzi era stato il Consigliere Zambotti a farlo notare - che, oltre al marciapiede, lì c’è da tenere presente l’uscita sulla Statale. Si tratta di un punto molto pericoloso, per cui oltre al marciapiede bisognerà pensare alla sicurezza delle autovetture. A pagina 45 si parla del Polo scolastico del Rione; i tempi non li ho capiti, perché si parla di una realizzazione nel 2008, però le case ITEA sono già in costruzione. Allora la prima tranche di case sono in costruzione, per cui non so, se magari mi fornire i tempi giusti di fine costruzione delle case; in modo che non ci sia il problema che ci sono le case ma la scuola è in ritardo; perché andando nel 2008 non c’è conformità urbanistica, non c’è un incarico, non c’è nulla. Volevo sapere se sono stati studiati i tempi. A pagina 72 si parla dell’area ex Cattoi nord: io non ho capito a che cosa vi riferite, perché c’è già stato l’esproprio della zona sud; mi risulta che l’area a nord sia privata. Volevo capire se viene acquisita dall’Amministrazione comunale. Grazie. Ho finito. Presidente: Grazie Consigliera Lorenzi, ha chiesto la parola il Consigliere Matteotti Pietro. Consigliere Matteotti: Va bene, grazie Presidente. Parto dalla Relazione del Sindaco, così forse sarò un po’ più rapido. Il Sindaco ieri parlava di maggioranza e minoranza, del Consiglio comunale, di compiti diversi, della minoranza che collabora in modo intenso; poi, per la verità, ha fatto un accenno alle recenti elezioni comunali e lì non mi trova d’accordo, perché, insomma, va bene che era una battuta, ma parlare di stupidità dei rivani non mi sembra il caso. Poi a Roma combinino pure quello che vogliono, d’accordo, che facciano anche tanti danni d’accordo, che qualche Governatore dovrebbe andarsene d’accordo… Sindaco: Scusi, che cosa sta dicendo? Mi riferivo ad una battuta scritta sul giornale dal Presidente del Consiglio nazionale, che ha definito stupidi gli elettori del centro sinistra. Era in questo senso. Consigliere Matteotti: D’accordo, però siccome quella battuta lasciava il tempo che trovava, io non l’avrei nemmeno recitata. Poi è una questione di punti di vista. Ho visto che parla di Comuni liberi e autonomi, secondo la Provincia, ma deve essere un principio applicato. Per la verità quando lui era Sindaco, nella precedente versione, era molto meno tenue nei confronti della Provincia, che non adesso; quando parla di casta dirigenziale e ammennicoli vari, magari dando qualche colpo anche agli attuali Assessori, o ad alcuni di loro, mi trova perfettamente d’accordo. Sulla Comunità del Garda ha ragione il Consigliere Modena, ma mi pare di aver capito che anche il Sindaco ne è al corrente; io non sono mai stato dell’idea che fosse un ente utile, ma se è successo quello che dite è ancora peggio. Sulla Comunità di valle credo che … (CAMBIO CASSETTA) ... dice che la logica del piccolo è bello è da dimenticare. Io sono assolutamente d’accordo, lo si è visto anche nelle ultime decisioni prese su AGS, con il Comune di Arco; sperando che il Comune di Arco ci creda un po’ di più - ma mi sembra sia avviato su questa strada – che non verbale 20. 12. 05 / 32 negli anni scorsi e che sia seguito anche da qualche altro Comune. Lo vedremo presto, quando si parlerà della costituzione vera e propria di AGI, di cui si è detto in Consiglio comunale. Sugli Stati generali ci ha spiegato che ha testato - se ricordo bene il termine che ha usato – la cittadinanza, che ne ha già parlato in varie sedi; speriamo che sia la volta buona; io non ne ho sentito parlare un granché, lui, di sicuro, ha dei dati più precisi. Per quel che riguarda la Provincia, ad un certo punto, a pagina 5 della sua Relazione, ci spiega che ci sono degli impegni, delle scelte, delle decisioni già prese; dei protocolli di intesa, in sostanza, con la Provincia, per quanto riguarda il Polo fieristico, il finanziamento della sede dell’Agraria, il famoso palazzetto e il Liceo. Poi fa un riferimento anche al completamento della variante ovest, che, secondo noi, per ora è nel limbo dei desideri e dei desiderata dei rivani e comunque non è una delle opere all’attenzione attuale dell’Assessore competente. In questo caso, ovviamente, Grisenti, poi dovrà vedersela con quello che dice il suo collega, Assessore Gilmozzi. Uno parla di opere che sono frutto di epoche e di Piani precedenti, superati e l’altro invece continua ad inaugurare e a forare – giustamente, sia chiaro – montagne. Ricordo che lo scorso anno, poco prima della scadenza della precedente Consigliatura, c’era stata una visita in questo Consiglio, da parte dell’Assessore Grisenti e del Funzionario capo, cioè l’ingegner De Col, se vi ricordate, per illustrare una delle proposte; si trattava di uno schema, un’ipotesi – così l’aveva chiamata lui – quindi non era neanche un progetto di prefattibilità, o un progetto preliminare, ma un’ipotesi, che si articolava in due fasi. Secondo me erano state disegnate il giorno precedente, ovviamente, perché bastava guardare i disegni! Ma, a parte questo e il fatto che proprio Grisenti aveva sostenuto che non si trattava di un progetto preliminare, ma di qualcosa di molto meno impegnativo; lui parlava del 2015, se vi ricordate, come tempo per l’esecuzione dell’opera. Di questo non si parla più, non si dice più nulla; abbiamo letto nella Relazione che c’è un appunto dell’Amministrazione che parla di scelte, finanziamenti e di una attenzione della Provincia per quest’opera; soprattutto, a pagina 7, una cosa ancora più importante, secondo noi, il riferimento alla viabilità principale di collegamento che è quella con la Valle dell’Adige, dallo svincolo di Arco all’imbocco della galleria di Tierno. Anche di quest’opera, a parte le due righe inserite nella Relazione, ultimamente è caduto un po’ il velo e siamo ormai a livello di dimenticatoio. Lo svincolo con Arco, da come è scritto questo testo, penso che sia quello di fronte all’attuale palazzetto dello sport; quando l’Amministrazione era un’altra e quando il Sindaco era in Provincia, aveva spedito a tutti i Sindaci del Comprensorio, soprattutto ai Sindaci della Busa, una sua lettera da lui spedita al Presidente della Giunta provinciale, in cui ipotizzava una sorta di suddivisione in due tempi, che aveva una sua logica. Il primo tempo riguardava la realizzazione dal palazzetto fino al Linfano, compreso il ponte sul Sarca; il secondo troncone di questo iter prevedeva invece il collegamento dal ponte a Nago. La logica di quest’intervento era stata cassata dall’allora Presidente, che poi è rimasto tale, ma in realtà aveva un suo fondamento, in quanto realizzare già il collegamento tra il palazzetto della Baltera e il Sarca avrebbe permesso, prima di tutto, di dare il via agli appalti e ai progetti; arrivando nel punto di consegna di quest’opera che era considerato da tutti – lo è tuttora – congruo. In tutti i Piani urbanistici della Busa il punto di consegna delle tre circonvallazioni - compresa quella di Torbole che però deve ancora essere realizzata – era esattamente la zona dell’ex Komarek. Anche su questo tema non abbiamo trovato un granché, si dice solo che: “La Amministrazione è impegnata a sollecitarle lo studio di fattibilità del prolungamento del tunnel Monte Oro, ma soprattutto il progetto definitivo dell’ultimo, ma fondamentale residuo del collegamento fra la Valle dell’Adige e l’Alto Garda”. Mi piacerebbe che l’anno prossimo, di questi tempi, non si leggesse “E’ impegnata a sollecitare”, ma che si potesse dire che queste sollecitazioni – sperando che non siano solo di facciata ma reali – siano convinte. Io sono verbale 20. 12. 05 / 33 d’accordo con il Consigliere Modena: un’opera può anche non essere redditizia, ma se ci si crede si deve portarla a casa. Quindi mi auguro che la Provincia, da questo punto di vista, cambi un po’ quello che è stato, negli ultimi anni, il suo impegno sulla grande viabilità per Rovereto; anche perché la solita frana sulla Riva – Torbole è avvenuta. Vi ricordate? Due mesi fa ce n’è stata una sulla Nago, adesso addirittura sulla litoranea Riva – Torbole; anche in questo caso si parla di una interruzione di due mesi, per realizzare il muro contenitivo. È ovvio che si potrebbe anche fare un percorso alternativo; dipende un po’ dalle Amministrazioni interessate, se lo considerano o meno valido; giustamente potrebbe rallentare qualche lavoro, ma insomma, a Natale sarà così, ma all’Expo? Se sarà così saremo ancora più in difficoltà. Bisognerebbe che ci fosse una regia – come si diceva prima - che andasse a chiedere in Provincia, se fosse il caso, un’apertura magari a tempo limitato, con un semaforo, come si diceva. In sostanza: se non viene richiesta dalle Amministrazioni la Provincia terrà chiusa la strada, perché per loro è molto più comodo. Per quanto riguarda l’intervento del Sindaco, che però ha affrontato l’argomento in maniera molto defilata, sia del Vice Sindaco, relativamente al Piano Cecchetto, io non nascondo di non ritrovarmi, in sostanza, in questo Consiglio comunale. Non tanto per il ruolo, che è quello che ci è stato affidato dai cittadini, ma perché spesso ho – abbiamo - l’impressione che, nonostante a volte ci possano essere anche delle cose giuste che andiamo a sostenere, o degli input che potrebbero essere colti, sia un po’ un ruolo defilato; noi vediamo passare queste carte, ma è chiaro che intervenire per poi non avere, nella replica di chi dovrebbe rispondere almeno alle richieste di precisazione, non ci sta bene. Poi si passa avanti, poi il Presidente accelera, poi tutto il resto, insomma, come diceva anche il Consigliere Zambotti prima, quello del Consigliere non è un gran ruolo. Non credo neanche, lo dico molto sinceramente, che la nuova Riforma – a parte che ormai se ne parla da anni – possa riportare una maggiore dignità al ruolo dei Consiglieri comunali, siano essi di maggioranza o di minoranza, sia chiaro. Vale per tutti. Non sarà colpa di nessuno, io non ho ricette e non devo distribuire paternità, colpe o altro; però secondo me qualche problema c’è. Anche perché alcune tematiche vengono poi affrontate in Consiglio dopo passaggi molto veloci nelle rispettive Commissioni; per la verità adesso le Commissioni sono molto limitate, per cui alla fine il dibattito è molto limitato anch’esso. Ad esempio, guardiamo l’ultima Commissione Urbanistica: c’era un punto che il Presidente ha dovuto inserire all’ultimo momento, perché gli è stato chiesto, perché c’era un Regolamento, perché c’era un titolo che non funzionava. Noi ieri non siamo intervenuti sui discorsi inerenti la raccolta dei rifiuti, non abbiamo votato le due delibere di ieri, solo per un motivo; non tanto per il discorso di quest’anno, perché, tutto sommato, mi sembra che l’Assessore abbia anche affrontato l’argomento abbastanza bene, credendoci. Si vede subito, infatti, chi tra gli Assessori ci crede e chi non ci crede; si vede, credetemi. Non è tanto l’aumento del 5% o dell’1% relativo alle varie categorie, che non ci ha fatto votare quella delibera; quanto quello che è successo l’anno precedente. Quella delibera partiva da alcuni dati che erano stati votati dal Consiglio precedente – voto naturalmente democratico – che noi non avevamo condiviso. Quindi l’aumento che poi i cittadini si ritroveranno a dover affrontare da febbraio a marzo, che non fa piacere a nessuno, secondo noi aveva dei punti che potevano essere migliorati. In questo caso io dico che il Consiglio dovrebbe lavorare, che il Consigliere dovrebbe essere maggiormente tutelato. Noi, tra l’altro, lo scorso anno, se vi ricordate, avevamo chiesto una modifica dell’imposizione per le famiglie numerose; è chiaro che se avessimo apportato una modifica per le famiglie numerose le altre avrebbero dovuto, a parità di introito per le casse del Comune, avere un piccolo ritocco, ma a noi sembrava più giusto così. Visto che parliamo di Commissione Urbanistica, un appunto molto semplice è questo: noi abbiamo sentito parlare ieri – credo che ne abbia parlato dai 3 ai 5 secondi – l’Assessore verbale 20. 12. 05 / 34 Mosaner, del Piano della fascia lago. Ci ha detto che a gennaio arriverà il Piano della fascia lago; io non ho capito (forse a forza di scrivere mi sono distratto) se intendesse che a gennaio arriverà in Commissione, o se a gennaio arriverà in Consiglio. Ma, indipendentemente da questo, ammettendo che almeno a gennaio arrivi in Commissione, io ricordo un discorso - molto duro per la verità – che secondo me il Sindaco ha fatto per dire – anche se ci credeva – di stare attenti che qui gira così. Mi riferisco al discorso molto duro fatto al momento del suo insediamento, in cui, in poche parole - non rivolgendosi al Presidente della Commissione, perché non era ancora stato nominato - “volenti o nolenti, che vada in Commissione o che non ci vada, il Piano della fascia lago a settembre sarà in Consiglio comunale”. Credo di aver addirittura detto, contrariamente a quello che sostenevano i miei compagni di avventura, che io ero d’accordo. Anche perché noi non abbiamo mai – lo dico tranquillamente, senza tema di smentita – né con questa Commissione Urbanistica né con la precedente (presieduta dall’Assessore Tonelli) mai avuto degli atteggiamenti – chi c’era lo può tranquillamente confermare – dilatori, sovversivi, assolutamente. E’ chiaro però che le carte devono arrivare; allora, quando il Presidente del Consiglio continua a dirmi: “Arriva la fascia lago, arriva la fascia lago”, io posso dire che noi siamo pronti per la fascia lago. Siamo anche pronti, noi almeno, a licenziare questo progetto in tempi rapidi. Avevo suggerito al Presidente di fare una Commissione al giorno, io non ho nessun problema; al contrario, il problema è un altro: all’atto dell’insediamento di questa Commissione urbanistica, se vi ricordate è passato qualche mese, perché non andava bene il 3 + 3 + 1. Poi la maggioranza non avrebbe avuto fisicamente la maggioranza, ma l’avrebbe avuta solo con i numeri. Il problema alla fine è stato risolto, provocando anche qualche contestazione da questa parte, creando Commissioni paritetiche, con un Presidente di maggioranza. Io non discuto sui motivi per cui non si sia ancora arrivati a discutere il Piano, dico solo che dal nostro punto di vista… comunque, sia ben chiaro, l’architetto può avere avuto i suoi problemi, ma è chiaro che ha uno studio ed uno staff che avrebbero potuto superare anche una sua assenza momentanea, nel senso che il suo studio non è formato da una sola persona. In questo senso ha ragione il Consigliere Modena, quando, all’inizio, ha detto che nella precedente Amministrazione, nella precedente Consigliatura, nel corso dell’ultimo mese - lo può confermare l’Assessore Tonelli – era stato fatto un tour de force per licenziare il Piano fascia lago. Noi avevamo qualche dubbio sull’opportunità di licenziarlo così come era, poi alla fine era passato il concetto che valeva la pena licenziarlo, perché almeno in campagna elettorale, sulla stampa e pubblicamente, si sarebbe potuto cominciare a discutere di quanto Cecchetto aveva previsto sulla fascia lago. Sia chiaro: secondo me in generale quel Piano è ben congegnato, va bene; non svelo alcun segreto, perché io parlo sempre – pur avendo la seconda versione – della prima, cioè di quella che era stata pubblicizzata, portata e consegnata a tutti i Consiglieri allora, e illustrata dal Cecchetto di turno, in quella famosa Tavola rotonda; dove c’era addirittura un sociologo che ci aveva raccontato, per la verità, una serie di amenità. A parte questo era stato illustrato in una seduta pubblica, quindi non si è mai capito il motivo per cui …anzi, il motivo è stato espresso tra le righe dal Consigliere Modena: la minoranza di allora era disposta a portarlo in aula, così come era, in modo che fosse adottato in prima istanza e poi se ne potesse discutere. Al contrario adesso è ancora secretato, per quel che vale, è stato adottato un criterio, che secondo noi era sbagliato fin dall’inizio, ma ormai è tardi per correggerlo, che era il seguente, in due parole: siccome c’è una nuova Commissione Urbanistica la logica avrebbe voluto, secondo noi, che questo Piano, con le carte che c’erano, fosse stato portato in Commissione e discusso in quella sede, non tanto perché fosse necessario ridiscuterlo, ma perché c’erano dei nuovi Commissari. A me, al Consigliere Modena, non so se ci fosse anche il Consigliere Calzà, o verbale 20. 12. 05 / 35 all’Assessore Tonelli non serviva che venisse Cecchetto con il suo tecnico ad illustrare il Piano, perché, bene o male, lo avevamo capito; bisognava però, per forza di cose, illustrarlo ai nuovi Consiglieri comunali. La logica corretta era prendere quel Piano, convocare la Commissione, poi Cecchetto, o chi per lui, veniva qui e lo illustrava; la Commissione terminava l’esame, rivedeva quel che si doveva, visto che le teste nuove avrebbero potuto avere idee migliori delle nostre, lo esaminava. Poi, se c’era da chiedere al professionista di apportare delle varianti, delle modifiche, degli aggiornamenti, degli aggiustamenti, lo si faceva. Anche la nuova Giunta avrebbe potuto rivederlo e dire se il campo sportivo doveva rimanere lì o se avrebbe dovuto essere spostato; oppure se la destinazione della Miralago sarebbe stata nel sociale, o in altra direzione. Ovviamente la nuova Giunta, se non altro al vertice della piramide, è un’altra rispetto a quella precedente. La logica dunque qual era? Secondo me così si sarebbe guadagnato anche del tempo: chiudere questo discorso, spedire il tutto a Venezia, fare le eventuali modifiche, discuterne con il progettista, vedere come le modifiche che noi o voi richiediamo possono essere ritenute dal progettista, se pensa che siano delle vere fesserie non le inserirà, quindi ci può essere un confronto, ma il Piano va avanti. Adesso invece, con i tempi che ci ritroviamo, che cosa succede? È successo esattamente il contrario. È stato secretato, i nuovi Commissari – io credo di essere uno dei pochi che è rimasto dalla precedente Commissione - non sanno neanche di che cosa si sta parlando, perché non hanno le carte, visto che l’iter seguito ha previsto di spedire tutto a Venezia, con qualche ritardo, con le osservazioni espresse dalla precedente Commissione. Spedire anche le osservazioni dell’Ufficio urbanistica del Comune, o meglio, degli Uffici tecnici del Comune che hanno esaminato tutto; l’architetto Cecchetto, con il suo staff, sta – se ho capito bene, ma lo chiederò all’Assessore, per capire se è così come penso io – esaminando queste richieste, sta valutando quali accettare e quali no. Insomma, lo sta rivedendo sulla base di questi discorsi. Poi, dovrebbe tornare, come mi ha confermato anche il Presidente, andare nella nuova Commissione, per cui i nuovi Commissari dovrebbero ricevere il malloppo modificato, l’ultima versione, quella datata gennaio 2006. Ovviamente, a quel punto, la riceverebbero anche gli altri Consiglieri. Guardate che il vecchio Piano aveva 50 pagine di norme; è inutile: sono più importanti le norme dei retini, perché sono quelle che poi ti dicono che cosa puoi fare e cosa non puoi fare. Sul vecchio – lo ricordate – c’era una volumetria che tra Palazzo dei congressi, Miralago, Acquarena, tennis ecc., era una importante. Sull’unica cosa - qui sono d’accordo con i Consiglieri che mi hanno preceduto, il Consigliere Frizzi in sostanza – che fa da attrazione per Riva. Non possiamo rovinarci la fascia lago, non possiamo fare sulla fascia lago quello che il Comune di Arco ha fatto tra il confine comunale e Arco; laddove quando qualcuno va verso Arco invece che vedere il Castello vede un capannone, che adesso è fermo perché hanno chiesto l’aumento volumetrico. Ricordatevi che sull’ossatura adesso si stanno giocando l’aumento; sto parlando del capannone sulla sinistra. Il concetto è che se questo Piano – io sono sempre pronto a fare una riunione al giorno, sia chiaro – va in Commissione – come è successo per i rifiuti – entra dalla porta, una rapida benedizione ed esce dalla Commissione, noi non ci stiamo. Non perché vogliamo rallentarlo, ma perché se sbagliamo quell’intervento possiamo chiudere bottega. A quel punto noi è chiaro che usciremmo dalla Commissione, perché un po’ di dignità ci vuole. Non può essere un pacchetto prendere e lasciare, però mi piacerebbe sentire, dal Sindaco o dall’Assessore, a che punto siamo in realtà; quale sarà il gennaio in cui si discuterà di questo Piano? Dell’altra Commissione - con il mio amico Presidente – è meglio non dire niente, perché si è riunita una volta, dopo un parto difficile a livello di Presidenza, poi l’esito si è visto: è arrivata in Consiglio comunale, si è fermato tutto, è sparita la Commissione. Un’altra verbale 20. 12. 05 / 36 Commissione di cui si era detto all’epoca dell’insediamento del Sindaco, cioè quella sulle Problematiche sociali, così come quella sulla Cultura, ce ne dovevano essere altre due o tre, compresa quella sulle Società; viste le prime due, però…va bene. Sempre in riferimento all’intervento dell’Assessore Mosaner, mi sorgeva spontanea una domanda, molto semplice: io sono convinto che, nonostante la stringatezza del primo intervento, possa rispondere a questa domanda, puntualmente, come sa fare, se vuole. Le Norme tecniche d’applicazione del PRG, che hanno ormai due anni, erano state considerate dagli Uffici, che avevano partecipato alla loro stesura, ma ovviamente l’applicazione è un’altra cosa, su questo sono assolutamente d’accordo, perché se le cose che devono essere modificate e migliorate bisogna farlo. Su queste Norme tecniche di attuazione del PRG, soprattutto per quello che riguarda l’edilizia consolidata e i lotti liberi, erano stata espressa la necessità, da parte degli Uffici, di modificarle e migliorarle. Era stato dato l’incarico, con la vecchia Giunta, mi sembra di ricordare, all’architetto Giacomolli, (o Giacomozzi, o Giacomelli, un nome del genere), di Trento, che, si era detto – l’Assessore è lo stesso di allora – avesse fatto la stesa operazione in quel di Arco, mi sembra di ricordare. Ad Arco era stato nominato questo Consulente, proveniente da Trento, aveva modificato queste norme, per cui gli era stato dato questo incarico a Riva; proprio perché si era occupato di analogo incarico in quel di Arco. In ogni caso, si erano stabiliti 6 mesi, poi è passato un anno e poi ha portato una prima stesura di queste norme, che io avevo richiesto più volte in Consiglio comunale; morale della favola, tanto per chiudere il cerchio: la bozza di Norme che aveva predisposto questo professionista; non so che norme avesse modificato e come le avesse modificate, so solo per certo che questo professionista ha presentato la sua bozza, che è stata considerata peggiore della versione originale che avrebbe dovuto essere migliorata. Giustamente, Allora, non se ne è fatto più nulla, però quell’incarico è andato a gambe all’aria, come si dice; ci piacerebbe sapere prima di tutto quanto è costato, ma non è una questione di soldi. Il nuovo professionista, quest’ingegner Poli, che tra l’altro conosco, ha avuto carta bianca? Dovrà predisporre queste nuove norme, come diceva ieri il Vice Sindaco? Che tempi gli sono stati dati? Soprattutto: si deve riferire solo alle due normative esistenti? Non sono solo due, però l’80% dell’edilizia a Riva rientra nell’edilizia consolidata, quello è dunque un articolo da cambiare, da modificare, da migliorare. Per cui adesso si va avanti con le interpretazioni legittime, costanti, nel senso che si è presa una strada e si segue quella, giustamente – del Commissario o dei tecnici del Comune, sulle concessioni o sulle BIA, però ci piacerebbe sapere a che punto siamo. Non vorrei che non succeda come il caso precedente, anche perché nella delibera di indirizzo, mi sembra di ricordare che ci fossero due nomi, ieri ne è stato citato uno solo. A quanto ne sappiamo noi l’incarico è stato dato a questo ultimo e non al primo. Sempre in campo urbanistico: sulla versione originaria del Piano Cecchetto, quindi quella non secretata, il campo sportivo – se ne è parlato anche prima, mi pare ne abbia parlato ad inizio seduta il Consigliere Frizzi – rimaneva in viale Rovereto. Queste sono le tavole, non temo smentite dunque. A noi non è che sia andato molto bene il discorso di aver tolto quella scheda che era stata inserita due anni fa, che poi lo scorso anno era stata confermata, per la verità, dall’Amministrazione uscente, che parlava di rifare le piste e le pedane del campo sportivo. È chiaro infatti, noi lo abbiamo detto in più di una occasione, che noi non riteniamo utile, in questa fase, prevedere lo spostamento del campo sportivo. Anzi, vanno rifatte le pedane, così come le rifarà il Comune di Arco, e va ripresa quella che, come è stato detto, dovrà essere una delle possibilità per i giovani di Riva. Quindi noi riteniamo che il campo sportivo debba rimanere lì. Siamo anche convinti che il discorso che è stato fatto dal Sindaco nella sua Relazione, relativamente all’ubicazione del palazzetto alla Baltera, possa essere anche una soluzione valida. Per la verità noi, nel 2002, mi sembra, avevamo contribuito, per la nostra parte, alla firma di quel verbale 20. 12. 05 / 37 Protocollo di intesa con Arco, che ha rappresentato il primo accordo tra i Comuni di Riva e di Arco; l’accordo su AGS, o su AGI, è arrivato successivamente infatti. A quell’epoca, con qualche difficoltà, si era riusciti a trovare un accordo per questo palazzetto polivalente, che doveva servire per gli eventi sportivi e per quelli musicali, sull’area ex Rigotti. È chiaro che si evince dalla Relazione del Sindaco che il palazzetto sarà situato alla Baltera; nella Relazione si dice anche che ci sono i contributi per questo. Noi non ci scandalizziamo per il fatto che si sposti il palazzetto da lì alla Baltera, è chiaro che dal punto di vista intercomunale la logica è ben diversa; va all’interno del compendio fiere, ma, come è stato detto prima, bisogna fare attenzione, perché se deve essere un palazzetto deve essere questo poi ad essere utilizzato anche per le fiere, in quelle due o tre occasioni che ci sono a Riva e che probabilmente, per il trend che hanno le fiere ora, non aumenteranno di gran numero. Non deve succedere il contrario. Il che significa, in parole povere, che se è vero che il teatro di Riva verrà realizzato con i contributi della Provincia, a lato del Palazzo dei Congressi – cosa su cui noi siamo assolutamente d’accordo – è previsto anche nel Piano Cecchetto, potrà avere dimensioni più ridotte, perché mi sembra che quelle siano andate alle stelle; ma il concetto di costruirlo lì, consolidando – termine già usato – il Palameeting, ci trova assolutamente d’accordo. Se è vero che c’è un contributo della Provincia anche per il teatro, deve essere anche giusto quello che una volta, in Consiglio o in qualche incontro pubblico, il Sindaco disse; queste non sono cose riferite dalla stampa, io ricordo di aver sentito il Sindaco parlare di una nuova Convenzione con il Palazzo dei Congressi, o comunque con la struttura – cambierà nome ma il concetto è quello – per l’utilizzo del teatro. In sostanza: la gestione del teatro sarebbe dovuta rientrare sotto l’ottica comunale, quindi sotto la regia comunale. Bisognerebbe dunque evitare che per usare il Palazzo dei Congressi una sera si debbano buttare 5 o 6 milioni di lire. Credo che le tariffe adesso siano addirittura più alte, ai nostri tempi si ragionava in lire. A noi va bene dunque che il nuovo palazzetto venga fatto alla Baltera, bisognerà trovare una soluzione sul Piano Urbanistico, che prevede che sull’area ex Rigotti, il terreno agricolo di prima, che era stato trasformato con una variante in Consiglio comunale, contemporanea per i due Comuni, che destinava quell’area agricola primaria ad area sportiva, quindi area per opere pubbliche. A parte questo, noi chiediamo che il nuovo Palazzetto alla Baltera abbia un tipo di approccio per l’utilizzo sportivo e per eventi musicali; insomma può venire Vasco Rossi o chi per lui, io sto parlando di un utilizzo simile a quello del Palaonda di Bolzano, o al Palaghiaie di Trento. Li utilizzano, nelle grandi occasioni, in estate e in inverno, quindi deve essere un impianto provvisto di condizionamento, che va bene anche per le fiere; deve esserci una regia che determini i periodi di utilizzo. Quindi se c’è la Expo Schuh il 10 o il 15 gennaio è chiaro che ogni anno bisognerà che il basket richieda, eventualmente, l’inversione del campo, cosa che ci può ottenere per un paio di trasferte, invece che giocare in casa. A parte questi intoppi, dunque, che sono risolvibili, il problema è dato dai costi della struttura. In sostanza, se vi ricordate, il Consigliere Modena ha parlato del padiglione C, ho qui una nota, secondo l’allora Direttore di Palacongressi, il dottor Righi, 700.000.000. Loro chiedevano, per entrare nel padiglione C, a parte i costi di sistemazione della struttura, un affitto di 700.000.000 annui. Questo per poter giocare una stagione che prevede 20 o 22 partite l’anno, a seconda che si vada o meno ai play off; l’ordine di grandezza è questo. Come si era arrivati a questa cifra? Avevano fatto il calcolo - chi c’era se lo ricorderà – sui metri quadrati di utilizzo come se si trattasse di un evento fieristico, quindi il risultato dava 700.000.000. Riepilogando: a noi va bene che sia stata scelta la Baltera, ma è chiaro che la regia sull’utilizzo deve essere comunale; facendolo alla Baltera, con i soldi pubblici, perdendo il contributo di Arco, non avendo i costi di gestione divisi sui 12 Comuni dell’Alto Garda, (l’accordo c’era già, io ho la copia, ovviamente) via tutto questo, non venga fuori che per giocare verbale 20. 12. 05 / 38 15 partite di basket la società sportiva - o il Comune in sua vece - debba versare 700.000.000 all’anno. Questo è il succo. A parte che per poter giocare a basket, per non rovinare la struttura – questo ve lo dico prima che si proceda in questa direzione – ci vuole un locale idoneo parallelo per gli allenamenti; altrimenti buttiamo via i soldi. Sempre all’Assessore all’Urbanistica, volevo chiedere due cose: la prima è relativa al Piano Rossi. Non ne ha parlato il Sindaco, se ne è parlato poco, per la verità, sul giornale; poi con la nuova Amministrazione il Piano Rossi è finito nel cassetto, secondo me è stato cestinato, ma questo è un altro paio di maniche. A che punto siamo? Va avanti? Si fa ancora? C’è l’incarico? Cosa si previsto? Nessuno ne ha parlato, neanche il cognome è stato citato nelle varie Relazioni. La stessa cosa, anche in questo caso chiedo lumi al Sindaco o all’Assessore, per il Piano urbanistico di riordino del Rione Degasperi; quel famoso Piano ITEA che non ci aveva permesso di votare una delle ultime delibere ITEA perché riguardava quell’area. Però a questo punto ci piacerebbe sapere se questo ingegnere della Provincia, o l’università, sta facendo qualche cosa, se ha bisogno di altri 3 anni di tempo. Insomma, vorremmo capire qualche cosa. Un punto su cui mi dispiace dire che avevo ragione, ma così è, è quello relativo al punto 9.21 del nuovo Regolamento edilizio, che era stato approvato nella precedente Commissione Urbanistica, poi è arrivato in aula nel marzo di quest’anno: delibera 174 2.3.2005. In questo caso erano state fatte 5 o 6 riunioni - il Presidente è qui e può confermarlo – alla fine, tra le varie proposte di modifica degli articoli, si era approvato un testo nuovo, che superava, per fortuna, che buttava via il vecchio Regolamento, che aveva 20 anni, che era stato fatto dall’architetto Silingardi. In questo testo di 92 pagine ad un certo punto c’era l’articolo 9.21, che dice: “Il Comune, al fine di favorire e promuovere la realizzazione di edifici a basso consumo energetico – abbiamo sentito una cosa del genere sui condomini, come ipotesi – e a basso impatto ambientale, provvederà entro il termine perentorio – quel perentorio è stato inserito in Consiglio comunale, perché altrimenti il termine era generico, ma perentorio vuol dire perentorio – del 31 dicembre 2005”. Dubito che il Presidente del Consiglio convochi lo stesso il 30 dicembre per questo Regolamento, che non c’è, ovviamente. “Per fissare modalità e criteri di esecuzione e di erogazione di eventuali agevolazioni”. La domanda è duplice: su quel perentorio – lo si era anche detto se vi leggete i verbali – si era detto che qualora quel termine non fosse stato rispettato, si sarebbe ripreso pari pari quel Regolamento che io avevo allegato alla discussione, anche in aula, e che avevo ripreso – non l’avevo inventato io – dal Comune di Rovereto. Chiedo anche se nel Bilancio si è tenuto conto, in una delle migliaia di cifre ivi comprese, di questi provvedimenti, che naturalmente dovrebbero essere agevolativi per chi fa queste cose. Il Regolamento che vi avevo consegnato dunque era quello di Rovereto, mi piacerebbe sapere qualche cosa in merito. Così come mi piacerebbe sapere qualche cosa anche sull’Acquarena, perché non se ne è parlato se non oggi, credo che ne abbia parlato il Consigliere Modena, citando Brunico. Anche qui c’era stato l’impegno del Consiglio comunale, o del Presidente, non ricordo bene, o dell’Assessore, di andare, finita la stagione – ricordo ancora il testo – estiva, quindi fuori dal boom turistico della stagione estiva, a vedere questo impianto. A parte che a me non serve andarlo a vedere, perché lo conosco perfettamente, comunque c’era l’impegno di andarlo a vedere per decidere qualche cosa. Non se ne è parlato per nulla, anzi, ci ritroviamo qui; è chiaro che ci direte qualche cosa, ma bisognerebbe anche mettere le carte in tavola, a volte. Forse in risposta a questo ci direte che “bisogna vedere che cosa prevede il Piano Cecchetto,” quando questo deve essere benedetto dalla Giunta, in qualche modo, oltre a trovare qualche Consigliere che cambia un po’ la sua idea su alcuni punti del Piano. A parte questo non ci potete dire che aspettate il Piano Cecchetto, altrimenti succede quanto predetto dal Consigliere Modena: passano gli anni e noi rimaniamo sempre qui. verbale 20. 12. 05 / 39 Io non sono d’accordo con quanto diceva l’Assessore, secondo me ha dei dati che non gli sono stati riportati esattamente, ma insomma: non è vero che il Comune di Riva – non c’è? È lo stesso – ha un rapporto lunghezza piste ciclabili/cittadino più scadente di altri Comuni del Trentino. Che poi le piste ciclabili non siano tutte collegate tra loro è il tema di una vecchia discussione, avvenuta più volte in Consiglio comunale. Ricordo il Consigliere Zambotti che ogni volta parlava di viale Roma; può anche darsi, ma ricordatevi che prima si fanno i tratti dove si possono fare, poi si fanno i raccordi. Il famoso Piano Forrer – anche questo credo sia stato congelato – che parlava dei nodi, non ha inventato niente. La ciclabile che va da Loppio a Mori aveva il nodo del sottopasso sotto la Statale; è stata fatta la ciclabile e poi è stato fatto il sottopasso, che da solo costava 1 miliardo, all’epoca, circa. I nodi ci sono dunque, ci sono dei tratti che sono in sicurezza, i migliori sono quelli separati dalle strade, su questo non c’è dubbio, ma anche sulle strade hanno la loro dignità e la loro logica. È chiaro che se sulla strada Porto San Nicolò – Grez, Assessore Zucchelli, Sindaco Matteotti Mario, 1984, una strada che poi ha avuto la sua logica, che collega i vari quartieri, che permette di arrivare da S. Alessandro,protetti, in fascia lago; quella strada nel 1983 – preveggenti - era stata dotata e provvista di pista ciclabile. E’ chiaro che fare una cosa simile nel 1983, quando quella pista, per chi è di Riva, se vi ricordate, aveva 3,5 m, non credo sia stata grande, era una corsia unica a senso unico; non si passava con due macchine, tranquillamente. È chiaro che era già un’opera che aveva la sua logica, un’opera di livello, ma è altrettanto chiaro che se nel 2005, o nel 2006, l’unico tratto di strada che effettivamente ci serve in tempo reale…. peraltro non ho capito perché c’è scritto lavori in corso, io non ho visto lavori, posso sbagliarmi ma mi pare di aver capito che su alcune opere… Eccola qui; vedete che ho tutto appuntato: pagina 5 del Programma azzurro, c’è scritto: Opere in corso. Nell’elenco presente: realizzazione strada comunale di raccordo località Grez – località San Nazzaro. Allora? Predisposta perizia di variante ecc. però non è vero che è un’opera in corso. È in corso la progettazione. Ai miei tempi c’era un elenco che diceva: opere approvate e opere in corso. Queste ultime riportavano le opere per cui era stato consegnato il cantiere. Che poi, ai miei tempi, non sono passati da molto, il cantiere venisse assegnato all’indomani dell’apertura delle buste, con una postilla sul bando di gara, è vero. Allora si faceva così: per guadagnare tempo – quel tempo che poi non si sta guadagnando alla Pasina- c’è una clausola che diceva che le opere potevano essere consegnate nelle more del perfezionamento del contratto, all’indomani dell’assegnazione. A parte questo, però, non potete dirmi che è un’opera in corso, perché non lo è; a meno che non sia stata cominciata ieri sera. Il mio riferimento però era il fatto che in Consiglio comunale, emendamento dell’ex Sindaco Bassetti, approvato dalla Giunta di cui facevo parte, perché aveva una logica – è chiaro che non lo chiediamo noi, adesso, come emendamento – che era stato già approvato. Mi piacerebbe sapere, nei vari Regolamenti, se quanto approvato nei precedenti Consigli è ancora valido; ma lasciamo perdere. L’emendamento dell’allora Consigliere Bassetti diceva, in sostanza, che i progetti al di sopra di un certo importo – mi sembra di ricordare mezzo miliardo – dovevano passare in Consiglio comunale a livello di progetto preliminare. Era una questione di trasparenza, tanto è vero che proposto da Bassetti, che era seduto al posto del mio amico Assessore Grazioli – bel libro, tra l’altro - quell’emendamento noi l’avevamo recepito ed era stato approvato. Tanto è vero che uno dei primi progetti, naturalmente si parlava di progetti nuovi. (CAMBIO LATO) …località San Nazzaro. Il progetto della strada dell’Agraria, per dirla in gergo. Quel progetto era stato presentato e poi era stato votato - come è giusto che sia e come secondo me, su certi progetti dovrebbe essere - che aveva approvato questa stesura del progetto preliminare, che verbale 20. 12. 05 / 40 prevedeva – e arrivo al discorso delle piste ciclabili – la sede stradale, senza fare danni al Liberty center né all’Agraria, ma era determinato non dalla voglia di portare via terreni, che comunque poi bisognava pagare, ma dalla logica del tempo e del fatto che siamo nel 2005, o nel 2006. Insomma, la logica era che a lato della pista ciclabile, che comunque, nonostante le pressioni contrarie, era stata inserita in quel progetto, venisse prevista una ulteriore protezione di 1 metro di aiuola. Questo perché sulla Porto San Nicolò – Grez, comunque realizzata 20 anni prima, la delimitazione tra la pista ciclabile e la sede stradale è realizzata con quel cordolo che non è il massimo della sicurezza e dell’estetica. Il tratto dal Liberty center al cimitero, in sostanza, era dotato di questa pista, che poi addirittura era collegata sotto il torrente per arrivare in via Don Bosco, se non sbaglio. Speriamo che quello ci sia ancora, tra l’altro, passando sotto il torrente Varone, poi c’era questo percorso, separato tra le biciclette del bambino, o della mamma con il passeggino, e la sede stradale con il trattore o con il camion che fanno manovra per entrare all’Agraria. La logica dunque c’era. Mi sembra di avere capito che, a forza di spinte, il buon successo di questa progettazione sia andato un po’ scemando, perché, se ho capito bene, è sparita questa aiuola; spero che non sia stata ridotta almeno la sede per il percorso delle biciclette. Che cosa voglio dire con questo? Che anche dal Liberty center al cimitero queste piste devono attraversare delle strade; la logica però è che almeno ci siano 500 m di nuovo percorso. Che poi i percorsi siano da collegare sono d’accordo, ma il concetto è che se noi inseriamo tutti i percorsi che sono stati dedicati alle biciclette, quindi compreso il lungo lago, nel 2003 – ho l’elenco ma l’ho messo in qualche altro incartamento, ma per domani sera lo ritrovo – credo che i km fossero 18,5, che non è poco per un territorio come il nostro. Per quanto riguarda il vecchio cimitero, qui siamo a pagina 19: bonifica del terreno; poi c’è una pagina successiva in cui si parla di un parcheggio provvisorio. Io volevo capire se il parcheggio provvisorio riguarda tutti e tre i quadranti, solo i primi due, o solo gli ultimi due; qual è la zona interessata? Chiedevo anche se si intende dare risposta, almeno provvisoria, alla richiesta di spazi da parte della scuola. Per piazzetta Craffonara: mi sembra di avere visto, in una delle opere, che sono stati stanziati dei soldi per la sistemazione, a lato della cabina AGS; qui chiedo, siccome quella stessa cabina era passata in Consiglio comunale, se poi è stato dato corso a quell’impegno formale in Consiglio, che prevedeva di chiedere ad SGS di spostare definitivamente la cabina, ecc. San Rocco, sì, scusa. Per quanto riguarda Largo Marconi e Punta Lido, meno male che, dopo un anno e mezzo in cui si voleva sostenere il contrario, viene rifatta la pavimentazione, non tanto – come dice a pagina 32 – del viale lungo lago, perché non è un viale, ma da Largo Marconi a Punta Lido. Mi piacerebbe sapere dai due Assessori, o da uno dei due, che pavimentazione è prevista. Speriamo che non sia la solita ecologica della prima versione, che di ecologico aveva ben poco. Circa un’opera che io trovo interessante, a pagina 36 del Libretto azzurro: immobile Rocca, realizzazione copertura mobile cortile interno. Sono assolutamente d’accordo, ho visto che è finanziata con mezzi propri, mi sembra di avere visto, sì, 400.000, anno 2007; qui ci saranno sicuramente problema con la Sovrintendenza, ma so che il Sindaco ha buone possibilità di intervento. Detto questo inviterei l’Amministrazione a valutare la possibilità non tanto di non coprire il cortile, quanto di coprirlo con una struttura fissa. Ci sono degli esempi di cui io posso fornire la documentazione al Sindaco; l’ultimo l’ho visto a Berlino, in Posdamerplatz: c’è una copertura con un diametro di 40 m, fissa, che è considerata un capolavoro. La scheda a pagina 51: si parla di Piazza Garibaldi, Piazza Battisti e vie limitrofe. In questo caso sono convinto che si possa, siccome si parla di 300.000 euro, che sicuramente per le due piazze, è vero che è un impegno per il 2007, che non ha il contributo; secondo me andrebbe verbale 20. 12. 05 / 41 valutata la possibilità di aprire, sulla base anche della Legge Toniolli, al privato, in modo da realizzare delle strutture tipo quelle di Arco. Quindi con un bando pubblico, che dia l’eventuale possibilità di realizzare dei parcheggi, in cambio della realizzazione della pavimentazione della piazza. Ho trovato quella fotocopia di cui avevo parlato anche al Sindaco. Ampliamento Caserma dei Vigili del Fuoco: mi sembra di avere capito, nella riunione dei capi gruppo, che è stato inserito, ma bisogna vederlo in funzione del collegamento con Arco. A pagina 61 c’è un’opera che ha la sua logica, ma che noi non avremmo inserito, perlomeno in questa fase: il restauro di Palazzo San Francesco (opere strutturali), che è un’opera che credo, complessivamente, porti via negli anni, una quantità di soldi paragonabile a quella di Palazzo Salvatori Lutti. Noi avremo preferito che prima fosse finito definitivamente il restauro di quest’ultimo Palazzo e che, solo in un secondo tempo, si fosse attivata questa nuova opera. Anche perché poi i soldi, non so se ci saranno dei contributi - non qui non si parla di contributi specifici della Provincia – potrebbe darsi che ci fossero. Cabina piazza San Rocco. Ecco, non ho trovato, ma forse mi sono sbagliato, spero che sia così, ma temo di no, sì, c’è. Pagina 71: c’è un elenco da voi definito aggiuntivo. Questo significa che non è finanziato, che non è tra le opere di inseribilità, insomma, un elenco definito aggiuntivo, pagina 71. Secondo me è una delle opere più importanti, una di quelle che dovrebbero qualificare una Amministrazione, che, come dite voi, è attenta ai cittadini, ai bisogni dei giovani, dei piccoli ecc. Tutte cose giustissime. Io mi riferisco, ovviamente, al sottopasso pedo-ciclabile della SS 45 bis, per il collegamento tra il Rione 2 giugno e il Rione Degasperi. Essendo un elenco aggiuntivo si trova solo un elenco e non si parla di valori in gioco o altro. Io mi limito solo a dire che di quell’opera nel 2003 era stato presentato un progetto, era stato approvato un progetto di massima; poi era stato elaborato un progetto definitivo, era stato approvato ed erano stati accantonati i soldi per un progetto definitivo; per un’opera che secondo noi è fondamentale. Infatti essa permetterebbe, o permetteva, avrebbe permesso, di collegare il Rione 2 Giugno con il Rione Degasperi, in situazione assolutamente protetta; tutto questo dando la possibilità di un collegamento importante, che serviva per collegare la scuola materna, la scuola elementare, la chiesa, la canonica, l’area del parco destinato a campo sportivo, la futura palestra; a maggior ragione l’insediamento nuovo delle scuole, i servizi che ci sono da quella parte del quartiere; con la piscina, la palestra, il nido, l’area sportiva Rione 2 giugno, la scuola media e così via. Un’opera assolutamente necessaria, che avrebbe sbarrierato completamente il passaggio, avrebbe garantito una assoluta protezione di quelle che erano le realtà anche più deboli, quindi i bambini, le mamme, i giovani, i disabili. Quindi tutto a norma della Legge sullo sbarrieramento, che peraltro era già stato – lo ripeto – progettato: era largo 3, 5 m e aveva la possibilità di questi collegamenti tra una cosa e l’altra. Qui non vediamo quest’opera, neanche nel 2007, nel 2008; è solo presente in elenco. Secondo noi era stato fatto un errore già lo scorso anno, avevamo presentato un emendamento per inserirla, emendamento che era stato bocciato, nel toglierla di mezzo. Ricordatevi però che c’era già un progetto approvato. Per quanto riguarda alcune opere di cui non si è parlato nella Relazione, poi magari ci direte: ci piacerebbe sapere qualche cosa del muro di via Lipella, che è ancora in piedi, dopo quella piccola scrostatura prima delle elezioni; la vasca di piazzetta Craffonara, che è sempre lì con il famoso taglio sulla struttura; del marciapiede della Pasina ha già parlato la Consigliera Lorenzi. Il prolungamento della Bretella Comai: era stato detto, dopo una ripresa lentissima dei lavori, che a Natale sarebbe stata pronta la rotatoria, ormai abbiamo capito che sarà pronta a Pasqua. Sono quelle opere che secondo noi se non vengono spinte si fermano. Sulla Pasina – io passo da lì ogni giorno – lavora un operaio e mezzo al giorno. Non è possibile! Basta guardare, ma sicuramente di questo siete al corrente anche voi. Quella è un’opera gestita dal Comune, verbale 20. 12. 05 / 42 quindi è vero che ci saranno tante cose da seguire, tante cose da fare, ma è anche vero che alcune cose devono essere realizzate. Delle società parlerò nel corso del secondo intervento. Volevo finire con una richiesta: mi piacerebbe sapere anche se si intende – non ho trovato un granché nella Relazione del Sindaco – provvedere alle necessità di queste opere, come per gli altri interventi nei vari campi, anche attivando quella che una volta si chiamava politica di dismissione dei beni pubblici. Quindi chiedevo se c’è un elenco relativamente a questo e se si può ipotizzare anche una cifra di Bilancio. Per quanto riguarda – e ho finito sul serio – il Consigliere Modena: lui parlava per la verità parlava di Tangentopoli all’inizio, mi pare. Poi diceva - qui non mi trova d’accordo – che comunque ci sono danni più gravi, che sono quelli provocati dalla faciloneria, dal pressappochismo e da altre cose simili. Io non credo che questa seconda categoria sia più grave, in linea di principio, di quella provocata da ladri, banchieri o governatori, non ci credo; sono convinto che dando per buona – e ovviamente dando per scontata, ci mancherebbe – l’onestà delle persone, in questo caso di coloro che compongono la Giunta, a volte anche non decidere, avere dei dubbi, avere paura, di non prendere decisioni, perché magari possono scontentare qualcuno – questo non vale per tutti i componenti della Giunta, naturalmente – a volte anche rallentare o non fare nulla, sperando che nessuno se ne accorga, è assolutamente deleterio. Quindi io sono sempre del parere che fatta salva l’onestà, è meglio fare e pentirsi che non fare nulla e pentirsi comunque. Per quanto riguarda poi invece il senso di quest’intervento, anche io sono convinto che il futuro non è nostro, ma è dei giovani; quindi il pensare e l’agire giovane, come diceva anche ieri il Sindaco, io credo dia – nel rispetto della componente di maggiore età, quindi degli anziani – il senso di una città e ne possa garantire il futuro. Grazie. Presidente: Grazie Consigliere Matteotti. Ci sono altri che chiedono la parola? Se nessuno chiede la parola dichiaro chiuso il primo turno di interventi. Apro il secondo turno di interventi. Sindaco: Metodologicamente, chiedo alle colleghe e ai colleghi Consiglieri, facciamo la seconda serie di interventi e poi le repliche e le dichiarazioni di voto? Si tratta di capire come organizzare la serata di domani. Preferisce, il Consigliere Benaglio, la seconda serie di interventi, poi le repliche e poi le dichiarazioni di voto? (VOCE FUORI MICROFONO) Non ho capito che cosa è meglio fare. (VOCE FUORI MICROFONO) Va bene, il tema però è questo: abbiamo 21 minuti. Io posso tentare di partire con le repliche, cercando di provare a stare in 21 minuti. (VOCE FUORI MICROFONO) Quindi, come schema di lavoro: repliche, secondo intervento? Mi riservo una replica dopo i secondi interventi, evidentemente, perché sicuramente la prima serie non ha esaurito tutti i temi. (VOCE FUORI MICROFONO) Che cosa vuol dire: “consumare gli Assessori”, Consigliere Modena? Abbia pazienza! (VOCE FUORI MICROFONO) Non so, vuole provare, signor Vice Sindaco, a rispondere Lei? Sono le ore 22.41, Lei dovrebbe esaurire – non esaurirsi – entro le ore 23 il Suo intervento. verbale 20. 12. 05 / 43 Presidente: La parola al Vice Sindaco Mosaner. Vice Sindaco: Sono stati sollevati alcuni problemi, ma parto da uno che ha interessato alcuni interventi: la questione fascia lago e altre cose. Al di là dell’intervento o delle condizioni nelle quali si è trovato il professor Cecchetto, che nella giornata odierna, durante la Giunta, ha colloquiato con il Sindaco del suo rientro a Venezia; quindi concorderemo adesso una serie di questioni. È evidente che il Piano era stato licenziato dalla passata Commissione Urbanistica, come ben sottolineato dal Conigliere Matteotti, per vedere, in campagna elettorale, chi su quel Piano ci stava o meno. Cercando dunque di misurare sul Piano la tenuta della passata Amministrazione, o dell’Amministrazione che andava a presentarsi. Quindi può essere anche una questione che, politicamente, è rilevante; il fatto è che forse non era opportuno, in una campagna elettorale, misurarsi su una altezza o su una distanza, quanto invece sui contenuti generali, forse, di quel Piano; cosa che le forze politiche bene hanno potuto fare comunque, indipendentemente dall’avere il Piano cartaceo in mano o meno. La scelta metodologica è stata delineata già dal suo intervento, può essere anche parzialmente o totalmente non condivisa, ma ritengo io - unitamente alla Giunta - che il Piano abbia una matrice politica, che evidentemente porta la responsabilità dell’Amministrazione attuale, il governo di un principio. Ma è anche evidente che c’è un architetto che ha un nome e cognome, un architetto importante, non è un parvenu dell’architettura italiana; merita anche lui il rispetto e la presentazione del Piano alla Commissione, composta principalmente da nuovi membri. Il pensiero era che il professionista illustrasse il Piano, non l’Assessore, il Presidente o alcuni collaboratori, così come modificato e corretto in alcune impostazioni di principio meramente tecnico, sui suggerimenti scaturiti dall’istruttoria tecnica. Il Piano dovrebbe arrivare nel mese di gennaio e il Consigliere Matteotti lo sa benissimo; le istruttorie in Commissione Urbanistica abbiamo sempre tentato di farle – magari qualche volta non ci si riusciti – dando tutto il tempo possibile alla Commissione per istruirle. Ha ricordato la precedente discussione sul Piano Cecchetto, come quella sul Regolamento edilizio; abbiamo preso tutto il tempo necessario per l’istruttoria: nessuna corsa, nessuna necessità di tempi stretti o brevi. Il tempo che è necessario per vedere, esaminare, portare tutte le osservazioni; certo, con la suddivisione di compiti tra maggioranza e minoranza, per quanto riguarda le scelte che possono avere connotazioni di natura politica. Questo sul Piano Cecchetto. Lo studio Rossi: è già stato virgolettato. Lo studio Rossi è stato commissionato dall’Amministrazione, è stato presentato anche alla Commissione Urbanistica, sul quale si cercare di comprendere lo scenario di evoluzione di quel posto, di quelle scelte urbanistiche che possono caratterizzare quell’area. Può avere un suo sviluppo, non è stato cestinato. Si sta attendendo, anche con particolare interesse, la definizione della progettazione per i tre lotti funzionali della Casa di Riposo nella loro evoluzione; è cambiato completamente il sistema di realizzazione della Casa di Riposo, si pensava prima ad un blocco unitario, con tutte le funzioni interne; non è stato così condiviso da parte dell’Amministrazione provinciale, che ha preteso che il progetto venisse suddiviso in tre blocchi diversi: il reparto Alzheimer e i successivi lotti da finanziare nel prossimo quinquennio. Casa di Riposo sta pensando a questa parte di progettazione, che sarà inserita all’interno di questo studio, lo ricordo. È uno studio che può essere anche prodromico ad alcune valutazioni di natura urbanistica legate alla variante. Per quanto riguarda l’Università: già ho detto al precedente Consiglio comunale riguardo all’aggiornamento che deve essere fatto; anche questo lo riconfino nell’ambito dello studio finalizzato allo svolgimento di alcuni scenari. Non c’è nulla di particolare, nonché di travolgente verbale 20. 12. 05 / 44 rispetto ad una Amministrazione che valuta o che ha il tempo per valutare alcune fasi. L’architetto si chiamava Giacomoni; il malloppo che aveva fornito è stato ritenuto – da me per primo, poi gli Uffici – che purtroppo non interpretava appieno il Piano Regolatore, o la volontà ispiratrice del Piano Regolatore del Comune di Riva, che ambiva ad una libertà architettonica più che ad una costrizione. L’introduzione della SLP, d’altra parte, questo voleva dire. È vero: ha riorganizzato bene le norme di Arco, per quanto riguarda le norme tecniche, specialistiche; evidentemente però non ha trovato noi soddisfatti. Nella proposta che verrà avanzata nel corso del 2006, legata alla variante di assestamento del Piano Regolatore, è compreso anche l’art. 25 delle norme sul lotto libero. Sempre con un po’ di attenzione, peraltro, perché ciò che all’inizio era considerato non più confacente; Lei stesso ha detto, Consigliere Matteotti, che nel tempo le cose, le interpretazioni che si stanno dando, sono abbastanza interessanti. Sul lotto libero c’è una bella questione aperta, dovremo definirla, perché è molto importante da definire in termini di certezze. Io ho una mia opinione, la esprimerò in Commissione, quando cominceremo ad affrontare il percorso di variante, che stiamo definendo, per quanto riguarda i capitoli sui quali dovrà dipanarsi. Credo che il contributo dell’ingegner Poli sia realmente importante, per capacità, esperienza, conoscenza storica, non solo dell’urbanistica, ma anche dell’apparato normativo che andrà ad esplicarsi. È vero: c’era un termine perentorio del 31 dicembre, non c’è nulla da nascondere, il termine perentorio fu inserito all’ultimo secondo; mi spiace che non abbia ricordato che sotto la gestione urbanistica ed edilizia che ho avuto la fortuna e il piacere di poter gestire, siamo arrivati, con una condivisione molto ampia, a modificare un Regolamento cui per 25 anni nessuno aveva messo mano. È stato dunque un atto molto importante, molto partecipato e condiviso; quella parte relativa alle sovvenzioni legate agli edifici a basso consumo, oppure a case clima o ad altro, non ce la siamo dimenticati. D’altra parte io posso avere il dono dell’ubiquità, ma non anche quello di riuscire a stendere un Regolamento così particolare. Gli Uffici sono stati impegnati, vedete che parecchi Consigli comunali portano provvedimenti di natura urbanistica, quindi tante volte l’impegno è abbastanza importante da parte degli Uffici. Sanno benissimo che questo è un argomento che deve essere assolutamente posto all’attenzione prima della Commissione, e poi del Consiglio in tempi rapidi; io lo sollecito spesso e volentieri. Si riesce a lavorare nel tempo e spero che anche questo arrivi al più presto all’attenzione del Consiglio, con le innovazioni che nell’ultimo periodo ci sono state. Il Comune di Rovereto ha un buon Regolamento, superato però in 3 o 4 punti dalla legislazione successivamente intervenuta. Per quanto riguarda alcuni accenni che sono stati fatti poi, relativi alla questione dell’edilizia economico popolare, io ci tengo a precisare che anche l’ultimo dibattito, indipendentemente dall’eventuale scusante della mancanza dello studio dell’Università…. D’altra parte Lei, Consigliere Matteotti, ha detto di avere già visto quella parte, quindi ne era anche a perfetta conoscenza, sapeva che prevedeva per quell’area quel tipo di intervento specifico; perché il lavoro assegnato all’Università era successivo alla presentazione di quel Piano attuativo. L’impegno è quello di combinare politiche che siano quelle della casa che quelle di chi frequenta le case, degli utenti finali; quindi quelli che sono in condizioni meno agiate. Il problema, cui ha accennato anche l’Assessore Giordani, è quello di combinare un giusto mix; si sta cercando di produrre un lavoro, sarà lei poi a specificarne i contenuti. Evitiamo però di fare polemiche o crociate con chi abita all’interno; ci sono casi limitati, ci sono problemi limitati, ricordiamoci che nei primi due cosiddetti casoni ITEA - casoni perché brutti – che sono fatti di tanta umanità, come ha ricordato il Consigliere Zambotti, metà degli alloggi sono di proprietà privata; perché quei primi due casoni sono andati in vendita. Su quelli ci sono state delle opzioni: metà di quei residenti sono proprietari del loro alloggio, non grazie al riscatto, hanno comperato l’alloggio sul primo atto di vendita che ITEA fece. verbale 20. 12. 05 / 45 Parliamo anche di una proprietà mista, pubblica – privata, all’interno della quale ci sono tantissimi e moltissimi cittadini rivani che si sono sentiti male nel momento in cui sono stati apostrofati un po’ come abitanti del ghetto. Non è bello, non è piacevole, quindi affrontiamo questi temi con la necessaria e doverosa precisione, con approfondimenti, con tutta la dovizia di particolari che è necessaria, tenendo sempre presente che abbiamo un alto bisogno di dare risposte ai meno fortunati. Anche questo poi: che laddove individuiamo i terreni per le case popolari non si tratta di terreni più sporchi dei terreni che qualche imprenditore privato ha a disposizione per erigere il proprio condominio. I terreni sono indicativamente identici, sono uguali; uno è destinato ad un certo tipo di risposta, un altro ad altri tipi di risposta. Non sono belli gli uni e non sono brutti gli altri, entrambi perseguono scopi che sono dignitosi per le persone che poi lì andranno ad abitare. Ultima annotazione, in risposta sul centro commerciale naturale, a cielo aperto. È vero: è stato formato uno studio, è stato fatto insieme al CAT, al Centro Assistenza Tecnica dell’Unione, abbiamo formulato un grosso lavoro, seguito un protocollo d’intesa con tutte le parti sociali; protocollo che prevedeva alcuni percorsi, alcuni filoni. Uno dei principali filoni era quello – uscito dalla pubblica Assemblea – relativo al Consorzio. Evidentemente il Comune aveva detto che era anche disponibile a partecipare quale socio sovventore, non quale socio partecipatore all’attività del Consorzio; non vuole, il Comune, entrare nel merito delle scelte fatte dai consorziati per le politiche commerciali dei commercianti all’interno del centro storico. Sono questioni loro, è la loro rete che deve formarsi, il nostro ruolo è di aiuto, di vicinanza, di supporto, addirittura pagando una quota come socio sovventore. Ci abbiamo creduto, abbiamo stoppato aree per centri commerciali fuori dal centro storico, abbiamo evitato che questi nascessero, però abbiamo scontato un buon ritardo, da questo punto di vista; certo, cerchiamo di riannodare i fili, per capire come mai a Rovereto un Consorzio, una politica portata avanti con gli stessi attori sociali partita 6 mesi dopo, ha sortito, 6 mesi prima, la nascita del Consorzio. Io ho fatto una battuta molto semplice che prima ho riferito anche al Consigliere Benaglio al volo: ahimè, il Millenium ha fatto correre un po’ di più i commercianti del centro storico di Rovereto! La paura è stata tanta. Forse a Riva questo non c’è stato, ma è certo che un’iniziativa comune, fatta e perseguita anche con la presenza dell’Amministrazione, ma non in funzione surrogatoria, ma in funzione sussidiaria, nel caso. Da questo punto di vista l’ultimo tassello - una risposta anche in questo caso - uno dei punti che era importante nella politica dei centri commerciali, della Legge specifica su alcuni punti su cui Mellarini ha proposto alcune modifiche, è quella che il Comune si impegnerà, all’avvio del prossimo anno, ad uno studio - per questo è stata fatta la Legge sui centri storici, la modifica della disciplina urbanistica e commerciale – particolare sul centro storico, per quanto riguarda gli affacci, le tinteggiature, le insegne, i plateatici, i materiali, gli arredi (nel senso di panchine e pilastri), la tabellatura. Stiamo cercando di insinuarci in questo filone per dare, nel corso del 2006, una risposta che sia il più possibile organica; perché è una parte fondamentale per quanto riguarda le politiche di sostegno alle attività commerciali all’interno del centro storico. All’interno di quello studio c’era la grande problematica relativa ai parcheggi, ma alcuni di questi stanno vedendo la reale partenza; quello dell’Oratorio è stato citato,quello di via Pilati, quello del Monte Oro alcune risposte le possono dare. È anche evidente una cosa, qualche Consigliere vi ha fatto cenno: il Comune non può sostituirsi alle attività del commercio; può fare del sostegno, non tanto a livello economico verso quel settore, ma supportandolo. Credo che qualsiasi iniziativa positiva, come quella lanciata dal Consigliere Modena, di essere gestore di un trait d’union perché qualche cosa nasca, vada sempre bene; qualsiasi cittadino che si offre per essere il giusto riferimento dell’Amministrazione per poter dare delle risposte positive, è la verbale 20. 12. 05 / 46 benvenuta. Voglio aggiungere un’altra cosa, in risposta ad un accenno polemico del Consigliere Pederzolli: l’Amministrazione non è in guerra con nessun tipo di associazione o di categoria. Riteniamo che il commercio sia un’attività pulsante ed economica importante della nostra città; molto importante, ci sono centinaia e centinaia di addetti. Quindi riteniamo che vada perseguita una politica d’attenzione verso questo settore; è evidente che alcune scelte possono anche qualche volta non essere condivise. Non è che non accendendo una luminaria si spenga un filo e un accordo o una ipotesi di concertazione con una importante categoria economica della nostra città; ipotesi che deve essere mantenuta e riportata su livelli di confronto e di costante sviluppo di argomenti che non siano sterile polemica su alcuni piccoli e marginalissimi episodi. Sono rimasto nel tempo, vi ringrazio. Presidente: Grazie Assessore. Ci ritroviamo domani sera alle ore 18; buonasera. ^^^^^^^^^^ Sono le ore 23.00. Essendo stata raggiunta l’ora indicata nel programma dei lavori, la seduta viene sospesa dal Presidente e i lavori riprenderanno alle ore 18.00 di mercoledì 21.12.2005, come da avviso di convocazione. ^^^^^^^^^^ IL PRESIDENTE f.to Mario Zucchelli IL VICE SEGRETARIO f.to Anna Cattoi sr. Il Vice Segretario del Comune di Riva del Garda certifica che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 76 dd. 24.02.2006 senza rettifiche. IL VICE SEGRETARIO f.to dott.ssa Anna Cattoi verbale 20. 12. 05 / 47