Notiziario di S.A.M. 2001 Numero 53 Gennaio - Febbraio 2011 Ramacca (Gran Prix dell'Etna)preparativi in vista del lancio SAM 2001 L’AQUILONE Associazione Sportivo-Culturale CF: 97313550580 Sito internet: www.sam2001.it Quota sociale: € 30.00 Assicurazione: € 20.00 Pagabile tramite: Carta poste pay n.: 4023 6004 4446 3055 Bonifico su IBAN: IT46 X010 0560 1600 0000 0004 648 Intestati al segretario Giuseppe Carbini CONSIGLIO DIRETTIVO -Presidente: -V.Presidente: Giovanni Ridenti Via di S.Godenzo, 42 00189 Roma Tel. 06.331.16.89 Giancarlo Gosio Via Napoli, 74/6 16134 Genova Tel. 010.230.919 Cell. 339.31.05.413 E-mail: [email protected] -Segretario: Giuseppe Carbini Via Monte Cauriol, 22 36061 Bassano del Grappa Tel. 0424.350.58 -Tesoriere : Pier Angelo Quaglieri Via Locke, 15 scala F 00156 Roma Tel. 06.820.020.26 Cell. 338.96.36.660 SOMMARIO - La cena da Ninetto - Assemblea ordinaria - Dalla Redazione - La penna al Segretario - Tempo di consuntivi - Il pensiero di - E ancora quello di - New Clarion - Un veleggiatore fortunato - Un modello recuperato - Delusione e amarezza - Gran Prix dell'Etna - XXII Tavolettata d'inverno P. Carbini pag. P. Carbini “ M. Zunica “ P. Carbini “ C. Gazzola “ F. Bugada “ C. Gazzola “ M. Zunica “ D. Vescovi “ P. Carbini “ G. Gosio “ C. Minotti “ MarZu (a cura) “ 1 2 4 5 6 8 8 10 11 18 19 21 24 E-mail: [email protected] E-mail: [email protected] -Dir. Tecnico: Vincenzo Canestraro Via Cammello, 34 44121 Ferrara Tel. 0532.790410 Cell. 348.33.02.035 E-mail: [email protected] In redazione: Marcello Zunica Via Palermo, 7 35142 Padova PD Tel. 049.651.134 E-mail: [email protected] Giuseppe Carbini (Vedi sopra) Sezione Tecnica Giacomo Mauro Via G Venezian,10 98122 Messina ME Tel. 090.771.153 E-mail: [email protected] Giuseppe Tortora V.le dei Quattro Venti,120 00152 Roma RM Tel. 06.580.30.97 Attività sportiva: Vincenzo Canestraro (Vedi sopra) La documentazione grafica di questo numero è stata fornita da Lione, Minotti, Santoni, Zunica e tratta dagli archivi di Vescovi e Zunica. Nella prima di copertina «Un bel controluce di Salvo Spina e Carlo Minotti colti a Ramacca». Nella quarta «La magnifica riproduzione di Gazzea in atterraggio a Cantalice» Il contenuto degli articoli e degli inserti firmati è di responsabilità dell’Autore e non rispecchia, necessariamente, il pensiero della Redazione. Roma, 15 gennaio 2011 ... … LA «CENA» DA NINETTO La tradizionale serata a casa del presidente è sempre stato uno degli eventi più attesi dell’anno. Rappresenta un’occasione per incontrare i vecchi amici e per far riaffiorare alla mente ricordi di tante belle avventure legate alla nostra passionaccia che, accidenti, non ci vuole proprio abbandonare. Quest’anno c’era un motivo in più; si voleva venire a festeggiare il completo ristabilimento in salute del nostro inossidabile Ninetto, dopo i guai degli ultimi mesi. A fronte di alcune defezioni per motivi vari, ci sono state interessanti “new entries”. Per questi amici la possibilità di ammirare la collezione di motori, i numerosi modelli appesi alle pareti o al soffitto del salone e i numerosi trofei e documenti testimoni di unaattività sportiva di oltre 60 anni, ha rappresentato una vera sorpresa. Nel complesso la partecipazione è stata leggermente inferiore a quella degli ultimi anni. Ottimo il menu ed il “servizio”, assicurato, come al solito, dalle rappresentanti dell’altra metà del cielo, senza le quali, noi poveri maschietti non potremmo continuare a giocare con i nostri aeroplanini. Pino Carbini Volete sapere cosa sta facendo Ninetto? E’ semplice: sta leccando l’elica con la quale ha appena iniziato a tagliare la gigantesca torta del 24° raduno degli amici della SAM. [le foto di Lione] N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 1 ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA ROMA - 16 GENNAIO 2011 I lavori dell’assemblea iniziano alle ore 10.00 in seconda convocazione. Per il Consiglio Direttivo sono presenti: • Presidente: Giovanni Ridenti • Vicepresidente: Gian Carlo Gosio • Segretario: Giuseppe Carbini • Tesoriere: Pierangelo Quaglieri In totale sono presenti 25 soci cui si aggiungono 11 deleghe, per un totale di 36 presenze. La presidenza dell’assemblea viene assunta dal Presidente Giovanni Ridenti mentre segretario ocn incarico di redigere il verbale viene nominato il socio Giorgio Zenere. A lavori iniziati arriva anche il socio Ugo Merlo. Relazione del presidente: Dopo aver ringraziato i presenti invita tutti a pensare già da adesso al rinnovo delle cariche che avverrà con le elezioni che si terranno nel 2012. Lui è ancora alla ricerca di notizie e documenti relativi alla gara dei giornalisti del svoltasi il 14 giugno 1939 nell’ambito del Congresso mondiale della stampa aeronautica di Roma. Ricorda che nel 2011 ricorre il decennale della fondazione della nostra associazione. Relazione del Vicepresidente: l’intervento è tutto incentrato sulle varianti al Regolamento sportivo. Anche lui ha qualche difficoltà perché non può presentare le bozze del nuovo testo a causa dell’assenza per malattia del consigliere Vincenzo Canestraro. Vengono illustrate alcune proposte tendenti a migliorare la sicurezza dei voli. In particolare l’assemblea viene invitata ad esprimersi su alcune richieste pervenute: 1. Aumento della superficie del timone verticale del 10%. Proposta accettata. 2. L’apertura alare massima dei veleggiatori VL ed RA della classe “A” portata a 200 cm. Proposta approvata. 3. Viene richiesto che venga precisata la definizione dei modelli Dynoderivati. 4. Viene proposto che il tempo motore dei Dynoderivati sia di 25” con tempo massimo di volo di 5’ e che il carico alare sia compreso tra i 12 e i 50 gr/dm2. La proposta viene respinta. Il carico minimo deve essere 24,4 gr/dm2, il tempo motore 35” e il tempo massimo di volo 3’ 5. Per i modelli elettrici non ci deve essere obbligo di avere l’etichetta sui pacchi batterie. Approvata. 6. Viene approvata la proposta di istituire la categoria sport e Viintage (Veleggiatori e Motoveleggiatori). 7. E’ stata approvata una riduzione generale di circa il 30% nei quantitativi di miscela della categoria Texaco, con pieno a 12 (dodici) minuti. Segretario: Non essendo in possesso di documenti ricorda che il 2010 si è chiuso con 189 soci paganti, un po’ in calo rispetto al 2009. Gli assicurati sono stati 79. Fa riserva di compilare il bilancio e presentarlo dopo il suo rientro a Bassano del Grappa dove spera di poter utilizzare i dati presenti su computer casalingo. Ricorda però che il rendiconto chiude in attivo. Parla delle gare e dei raduni svolti, con particolare riguardo al Concorso Nazionale svoltosi ad Arezzo, disturbato notevolmente dal vento e delle dieci gare del torneo GIP-46 al quale hanno parN° 53 Gennaio — Febbraio 2011 2 tecipato ben 64 piloti. Nel 2010 si è anche svolta la prima gara del rinnovato Trofeo supertigre riservato a modelli da velocità VVC con motore G-20. Alcuni dei presenti propongono nuovi tipi di gare. Il segretario chiude ricordando che uno die nuovi soci, esperto di informatica, sta lavorando per rinnovare il sito di SAM 2001, con particolare attenzione alla gestione dell’archivio condiviso. Carlo team: 1. 2. 3. Gazzola illustra il progetto del Museo statico e dinamico. Suggerisce la creazione di 3 Informatico Direzionale Collaborativo L’assemblea viene chiusa alle ore 13.25. Firmato: il Segretario Giorgio Zenere Considerazioni finali: lo svolgimento dell’assemblea 2011 è stato alquanto informale a causa dell’impossibilità del vostro segretario di presentare dati certi sul bilancio e sulla situazione associativa. Il motivo di ciò sta nel fatto che, a causa del furto di due borse, subito il 22 dicembre 2010 a Benevento, contenenti un computer portatile e relativi accessori e tutti i documenti da presentare in assemblea, non ho potuto far altro che riferire alcuni dati a memoria. Rientrato a Bassano, ricorrendo ai dati contenuti nel computer casalingo e, soprattutto grazie al recupero di un hard disk bloccato da alcuni mesi e contenente l’unica copia rimasta di tutto l’archivio informatico, è stato possibile redigere il sottoriportato rendiconto economico. Dall’esame si deduce che il 2010 si è chiuso con un saldo positivo di 505.49 euro, grazie al contributo di ben 500 euro da parte di un socio molto generoso al quale deve andare tutto il nostro ringraziamento. Da un confronto col rendiconto 2009, si vede che sono diminuite le spese relative alla stampa e alla spedizione dell’Aquilone. Per contro la qualità della stampa è migliorata. Il sottoscritto resta a disposizione di chiunque desideri avere chiarimenti in merito al rendiconto. RENDICONTO ECONOMICO 2010 CAUSALE ENTRATE QUOTE SOCIALI ASSICURAZIONE CONTRIBUZIONI VOLONTARIE STAMPA AQUILONE SPEDIZIONE AQUILONE GARE E RADUNI STAMPE E FOTOCOPIE VARIE SPESE POSTALI SEGRETERIA VARIE MANTENIMENTO SITO ACQUISTI E VENDITE 5.760,00 1.560,00 948,00 TOTALI PARZIALI MOVIMENTI CASSA SALDO 2010 DISPONIBILITA’ AL 01-01-2010 TOTALI AL 31-12-2010 1.123,00 USCITE 1.560,00 2.186,07 1.984,46 593,00 474,24 71,90 306,33 29,59 1.713,44 9.391,00 8.919,03 1.165,16 15.639,68 13.969,03 5.083,52 5.050,00 TOTALE 5.760,00 0,00 948,00 -2.186,07 -1.984,46 -593,00 -474,24 -71,90 -306,33 -29,59 -590,44 471,97 33,52 505.49 1.165,16 1.670,65 Il segretario: Giuseppe Carbini N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 3 DALLA REDAZIONE Non so se anche a voi capita di mettere subito da parte, dopo averle rapidamente sfogliate, quelle 'belle' (!?) riviste che arrivano. Belle, sì, colorate, dai contenuti importanti, lucide, un invito per l'occhio ma sfuggenti perché, almeno a me, del loro contenuto resta poco o, paradossalmente, perché così patinate scivolano dal tavolo, dagli scaffali e se per caso vi si pone sopra qualcosa il loro equilibrio diventa instabile. E' ovvio, però, che non di carta patinata voglio parlare ma piuttosto dei contenuti perchè ormai si sono fatti troppo distanti dai miei (nostri?) 'modesti' interessi. E, allora, risparmio i soldi dell'abbonamento tanto … … tanto non mi interessa sapere come voli il tal modellone da cinque metri di apertura alare o l'inverosimile numero di giri di quel motore o come si lancia il modello con una piroetta o le caratteristiche di quel pacco di batterie o se è meglio la 'plastica', l'espanso, la fibra di carbonio. Non dico che tutto ciò non sia interessante, dico solamente che non rientra nel coinvolgimento di quel vecchio aeromodellista rimasto con il ricordo di quando racimolava poche lirette per i listelli di tiglio da assemblare in una fusoliera a traliccio e che si sentiva arretrato perchè non riusciva a sottrarre al babbo quei negativi gelosamente custoditi per farne del collante cellulosico all'avanguardia. Tutto al più tali articoli rimangono a livello di mera curiosità o se si vuole di nostalgia a fronte degli anni trascorsi da quei momenti giovanili. Accentua la delusione il non trovare nemmeno un accenno di storia così come si 'costuma' in riviste importanti: d'auto, di moto, di aerei, di barche o simili. Certamente però sono consapevole dei progressi fatti: non sono spinto quindi da animosità nei confronti del nuovo, non sono critico nei confronti di tanta tecnologia. Guai se fosse così! Ribadisco solo che non sento tutto ciò mio, non mi appartiene: ecco! Mi si fa notare che la pubblicità (tanta, troppa!? ma senza questa le riviste non potrebbero sopravvivere!) ci mette al corrente delle novità minute o importanti ma anche questo è un falso perché dietro la pubblicità non c'è solo il modellismo ma tanto sapore di profitto e poi si è vecchi fino ad un certo punto perchè con poco più di un clic al computer si trova tutto ciò che si vuole (per giunta con i prezzi!) e non solo quello che altri ci vogliono propinare. E questo rifarsi alla tecnologia può dare una risposta convincente a quanti, nel leggere queste righe, vogliono darmi del 'matusa'. Ho negli occhi quel bel controluce che animava la prima pagina di MODELLISMO, dove si leggeva ANNO I - VOLUME I - N.1 - RIVISTA QUINDICINALE e che al piede della terza di copertina riportava Stabilimento Grafico Capriotti - Roma - (MCMXLII), proprio cosi: 1942. Ma chi sa quanto sta a cavallo di quella «improbabile» data? Si capisce, allora, il perché del taglio che ho dato all'AQUILONE SAM 2001? Marcello Zunica N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 4 LA PENNA AL SEGRETARIO Il 22 dicembre, mentre scaricavo la macchina a Benevento, ho subito il furto di due borse contenenti un PC portatile, alcuni hard disk con tutto il mio archivio informatico e molti documenti di SAM 2001, tra cui tutti quelli che riguardavano la nostra assicurazione.Il tutto ha comportato molte difficoltà nella ricostruzione della situazione soci e di quella finanziaria di cui leggerete anche nel verbale dell’assemblea del 16 gennaio. Rientrato a casa, con alcuni file conservati nel computer casalingo e con l’aiuto di alcuni di voi che ringrazio di cuore, ho potuto ricostruire le due situazioni quasi completamente. Dico quasi perché ritengo che la situazione soci sia stata recuperata nella sua totalità, mentre per la situazione finanziaria, non escludo, che qualche dato sia andato perso definitivamente e che il margine di errore sia nell’ordine dell’1 o 2 percento. Tutto il resto dell’archivio informatico, costituito essenzialmente dalle raccolte di foto e disegni, è stato recuperato completamente. La situazione associativa al momento in cui scrivo è la seguente: • avevamo chiuso il 2010 con 191 soci paganti, circa 10 in meno rispetto al 2009 • ad oggi risultano 142 rinnovi e 23 nuovi associati per un totale di 165. A questa cifra devo aggiungere 5 versamenti sulla carta postepay per le quali non conosco i nominativi dei versanti e le mie richieste via e-mail non hanno avuto riscontro • i soci che non hanno provveduto al rinnovo dell’iscrizione sono pertanto 44. Soltanto un paio mi hanno preannunciato l’intenzione di provvedere entro pochi giorni. Ciò premesso, contrariamente a quanto fatto negli anni passati, non invierò a chi non risulti in regola questo numero de L’Aquilone e provvederò a depennare dalla mailing list quelli che vi sono inseriti. Ad essi sarà inviata una lettera con la richiesta di chiarire la loro posizione. Assieme a questo numero trovate la tessera sociale, finalmente realizzata. Il numero assegnato ad ognuno di noi rimarrà invariato salvo interruzioni dell’iscrizione. Il numero non verrà rassegnato. Pino Carbini N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 5 COME LA PENSANO Tempo di consuntivi Cari Amici Aeromodellisti, c’è già profumo di Natale (l'art. è del nov.2010 n.d.r.) e quindi è tempo di consuntivi. Questo anno ho fatto poco, come aeromodellista e come pensionato. La salute non mi ha aiutato, però un programma lo avevo e ci ho anche lavorato sopra. Si tratta della ricerca di un sito adatto ad accogliere un nascituro Archivio/Museo di S.A.M. 2001 – L’Aquilone. Ad oltre un anno dall’inizio dei lavori l’idea è ferma, anzi immobile, mentre -proprio i problemi di salute- mi convincono sempre più che un Archivio/Museo serio, che vada oltre la fragilità dei singoli aeromodellisti è assolutamente necessario. Il pensiero di vedere il mio lavoro disperso, la mia piccola raccolta di motori italiani (che però include alcuni pezzi molto pregiati del periodo eroico dell’aeromodellismo italiano), dimenticata in cantina o, dispersa verso compratori di tutto il mondo, mi dà i brividi. Ho trascorso molto tempo, negli ultimi anni, a sfogliare vecchie riviste, intervistare personaggi che hanno fatto la storia dell’aeromodellismo italiano, cercando di fare in fretta … perché il tempo passa e … troppe volte è già successo che il discorso si è interrotto per improvvisa assenza di interlocutore. Durante la mia ricerca ho imparato molte cose ed ho anche scoperto che non c’è nulla di scritto; la conoscenza di una storia incredibile, d’iniziativa, di genialità tutta italiana di realizzazioni impossibili e di risultati impensabili è destinata a dissolversi con la scomparsa dei protagonisti che l’hanno vissuta. Nel periodo anteguerra, durante tutta la guerra e nel dopoguerra, almeno fino al ’50, cioè quando il compianto “Sorino” ha introdotto il G. 20 a scarico quadro, per la maggioranza degli italiani era più semplice e meno costoso prodursi un motore, piuttosto che comprarlo. Magari usando un tornio residuato nella Prima Guerra Mondiale, con movimento a spinta di piede. E non è una storiella: sto parlando di Armando Perifano, Napoli (1923 – 2000) che con questa attrezzatura ha costruito il più bel motore del mondo: il Pierino che era un 2 cc di linee molto eleganti che incorporava soluzioni che sono all’avanguardia ancora adesso. Questo concetto, che ho impiegato anni a comprendere, è stato invece compreso all’istante da un poco noto aeromodellista americano Jim Noonan, spedito in Europa dall’Intelligence Americana. Da un suo interessantissimo articolo che ho tradotto e sto cercando di diffondere, riporto alcune delle frasi iniziali. Quando siamo arrivati in Europa, all’inizio del 1943, abbiamo scoperto che gli Americani non erano i soli a progettare e costruire modelli e motori. L’autore ha incontrato modellisti ovunque ed ha speso tutto il suo tempo libero ed una parte consistente di tempo A.W.O.L. in riunioni congiunte, costruendo e volando con aeromodellisti europei. (……) A Roma, proprio alla fine di un periodo di tre giorni di riposo, contattammo un esperto aeromodellista italiano, Uberto Travagli e, poiché egli parlava un eccellente inglese, abbiamo fatto rapidi progressi scambiandoci racconti sugli sviluppi Europei ed Americani, finché si giunse all’argomento motori. Quando estrassi un Atom usato, dalla tasca di un giubbotto da battaglia, egli fu eccitato dalla sua estrema leggerezza e dall’alto numero di giri, così a sua volta egli ha mostrato due diesel; un Dyno dalla Svizzera e un italiano Antares 4. Dopo qualche discussione, proposi il baratto e fui subito l’orgoglioso possessore di un Dyno, usato e consumato, ma un diesel che era la semplicità in se stessa e che avrebbe funzionato in base all’autoaccensione. Era il 1° novembre 1944. (……) N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 6 Ciascuno di questi esperti europei, sembra possedere un tornio ed un trapano a colonna o una fresa nascosti in qualche oscuro magazzino, infatti il materiale “surplus” ottenuto da macchinari rottamati lungo il percorso della guerra, era molto abbondante. Si aggiunga a questo l’impossibilità di viaggiare e di mantenere contatti e si potrà immaginare l’ampia varietà di motori Diesel prodotti. E’ proprio così, l’aeromodellismo era più diffuso di quanto non lo sia adesso e molti aeromodellisti costruivano da se i propri motori, senza che ci fosse comunicazione e scambio di esperienze. Sono rimasto incantato da tanta ricchezza e stupito dalla assoluta mancanza di testi e, conseguentemente, della mancanza di diffusione di queste informazioni. Così, la ricerca - che era iniziata per istruzione personale - è diventata per me un dovere di informazione. Le oltre 1.800 pagine fin qui raccolte sono ancora poca cosa. Ogni volta che parlo con Ninetto, scopro qualcosa di nuovo; ad ogni incontro di aeromodellismo storico conosco qualche nuovo personaggio che ha tutte le sue storie da raccontare. Ma ho incontrato anche tanti personaggi storici che non hanno più piacere di tornare con la memoria ai bei tempi passati, perché il confronto con la vita di oggi infonde loro tristezza. Sono ormai tanti, non li voglio nominare per rispetto alla loro tristezza, ma varrebbe la pena di avvicinarsi a loro con garbo, con pazienza e molto tempo a disposizione, non per rubare loro i più bei ricordi, ma per aiutarli a tornare indietro nel tempo in serenità, a riviverlo nella gioia ed a donare a noi un pezzetto di storia. Così, cazzeggiando di qua e di là siamo arrivati alla terza pagina, ma il problema è sempre lo stesso: identificare una sede adatta ad accogliere un nascituro Archivio/Museo di S.A.M. 2001 – L’Aquilone. Durante l’Assemblea Sociale in casa di Ninetto nel gennaio di quest’anno, ho presentato il progetto indicando anche, come possibile soluzione, il Parco (privato) Acquarossa di Gualdo Cattaneo. Alcuni soci hanno suggerito di estendere la ricerca presso enti pubblici, che darebbero migliori garanzie. Un esteso elenco è stato compilato e, alcuni di noi ci siamo interessati. Il risultato è stato deludente. Soldi non ce ne sono ed ora meno che mai. Al massimo si potrebbe ottenere un locale ”magazzino”, in cui depositare modelli, riviste, disegni ecc. ma: “quattro motori e due aeroplani scheletriti non sono un museo” afferma Cristiano, ed io sono d’accordo. La soluzione proposta dall’amico architetto Cristiano Giustozzi è attraente e convincente ancorché privata. Essa è descritta e perorata in una mail che Cristiano ha inviato al nostro Segretario che aveva sollecitato commenti sulla mia proposta. E’ risultato essere l’unico commento ricevuto! Pino ha circolato la mail il 15 maggio u.s. Abbiamo una possibile sede che oserei definire “super”, abbiamo una vittima designata a diventare il “curatore” del museo. E’ giovane, è entusiasta e sinceramente innamorato dell’aeromodellismo storico. Io mi sento in ottime mani, non riesco ad immaginare che i pochi pezzi pregiati della mia raccolta di motori possano sparire o gli storici modelli donati da Ninetto possano venir privati del motore ed abbandonati nella polvere come è successo ogni volta che la famiglia di un aeromodellista deceduto ha fatto dono del materiale ad un Club. E’ successo e succede ancora. Un Museo deve essere una cosa viva, deve essere un laboratorio di ricerca a cui molti contribuiscono e che tutti possono godere. Cristiano è un architetto di successo, molto bravo con il computer, certamente non gli manca la capacità e la possibilità di organizzare un Archivio, un Registro di tutte le donazioni , una scheda per ogni oggetto esposto e ... di continuare il mio lavoro di ricerca per testimoniare le realizzazioni dell’aeromodellismo storico italiano. Il mio Avvocato sta predisponendo una proposta di accordo legale per definire gli obiettivi, le responsabilità i mutui rapporti tra la Fondazione SAM. 2001 – L’Aquilone ed il Parco Acquarossa di Gualdo Cattaneo. Va da se che la proprietà deve essere di SAM. 2001 (o dei singoli eredi) e la struttura privata ne deve essere depositaria. Nella prossima Assemblea Sociale, che certamente si terrà, come di consueto in casa di Ninetto nel prossimo gennaio, desidero tornare sull’argomento con il documento legale preventivamente distribuito ai Soci. Credo che ci siano gli estremi per prendere una decisione e quindi procedere con speditezza. Vi prego di farmi conoscere le vostre impressioni. Un archeoaeromodellista - Carlo Gazzola N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 (Genova, 30.11.2010) 7 IL PENSIERO DI FRANCO BUGADA ... Espongo in poche righe il mio modesto parere come ho già fatto molto tempo fa. Carlo d’Agostino ed io abbiamo preso contatto con il 'Museo Volandia' esistente vicino all’Aeroporto della Malpensa nei vecchi capannoni della Caproni Vizzola. E questo nel ricordo che l’aeronautica, quella dei pionieri e poi quella delle prime industrie aeronautiche come la Macchi e la Savoia Marchetti, è nata in Lombardia e si è sviluppata qui, in Piemonte (FIAT) e nel Veneto (CANT). Solo per questo e non per puro campanilismo. Il museo Volandia è un ambiente pulito e moderno con oltre duemila modellini statici e una dozzina di aeroplani più alcuni elicotteri, un autogiro e un’ala Rogallo. Cito il Macchi 205, l’idro Gabardini, il Caproni del 1913, il convertiplano Agusta, un aliante Canguro, ecc.,ecc. Ci sono molte postazioni di volo simulato, un giardino con giochi per i bimbi e un ristorante. Vengono organizzate visite guidate. Ci vogliono più di due ore a visitare il museo e molta gente va per passarci la giornata, specie nella bella stagione. Se l’idea di propagandare almeno un po’ l’aeromodellismo fra i giovani sussiste ancora, ritengo che Volandia sia l’ambiente più adatto. Una riunione è programmata con il presidente e il direttore del museo per esaminare la possibilità di dedicare un ampio spazio espositivo al museo dell’aeromodellismo, costituito da almeno un aeromodello per ogni categoria. Ci siamo rivolti ad alcuni aeromodellisti e alla FIAM. In linea di principio tutti hanno risposto affermativamente. Nel prossimo mese di gennaio passeremo a dei contatti più serrati e terremo informati i presidenti dei gruppi aderenti alla FIAM , la SAM 2001 e altri amici. Nulla in contrario se si vogliono fondare vari musei dell’aeromodellismo. Avevo avuto dei contatti anche con il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano e lì ho trovato il problema degli spazi espositivi pieni al massimo. Esistono solo due modelli volanti, in VVC, fra cui il mio vecchio Schneider P.C.7 di cui ho fatto donazione. Personalmente e altri come me, diffidiamo sulla carta di un museo fondato e tenuto da privati per il rischio che, passato il primo momento d’entusiasmo, venga un po’ abbandonato e divenga polveroso come la maggior parte dei musei, a causa dei costi di manutenzione conseguenti. Ricordo che sia il Museo S & T di Milano che Volandia hanno un folto gruppo di collaboratori volontari, (in parte pensionati). Non so se andrà in porto l’iniziativa “Volandia”. Devo però ricordare a tutti che io ho tentato due volte in passato N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 di visitare il museo dell’Aeronautica di Vigna di Valle e non sono riuscito perché chiuso o causa lavori di restauro. Per altro un amico mi ha inviato delle foto di questo museo e ho trovato splendido il materiale esposto. Il problema è che Vigna di Valle è abbastanza scomodo come posizione. Volandia è più raggiungibile essendo a 5 minuti a piedi dall’aeroporto di Malpensa dove ci si va in auto, treno e pullman. Attualmente mi risulta siano visitabili oltre Volandia, il Museo del Piave, il Museo di Rimini, il museo di S.Pelagio e il museo Caproni di Trento. Un vero caccia SVA Ansaldo è parcheggiato in una campana di vetro davanti all’aeroporto di Genova. Dato che «l’aeromodellismo è nato prima dell’Aeronautica» avendo servito per la sperimentazione che portò alla costruzione degli aerei, vedo meglio l’inserimento di un museo dell’aeromodellismo in una sede «aeronautica». Questo è ovviamente solo il mio parere da vecchio ingegnere aeronautico e vecchio aeromodellista. Prego estendere questa mia a tutti gli amici interessati all’iniziativa museo. Vi terrò informati. Grazie e saluti a tutti. Franco Bugada Lo «Scricciolo » di Fea un graditissimo omaggio di Padovano per il nascituro Museo … E ANCORA QUELLO DI GAZZOLA Grazie Franco per la tua chiara esposizione. Preambolo 1 - Le persone valide che amano l'aeromodellismo storico non debbono litigare tra loro e, secondo me, non possono neanche farlo, semplicemente perché hanno gli stessi ideali, gli stessi fini, anche se le strade possono essere diverse. In particolare ho avuto contatto con entrambi voi, Franco Bugada e Carlo D'Agostino, ho apprezzato ed apprezzo il vostro impegnativo lavoro, ho offerto con entusiasmo e simpatia la mia collaborazione, 8 ed a voi l'ho richiesta per la mia Enciclopedia. Preambolo 2 - Quanto è difficile comunicare! O, almeno, quanto è difficile, per me, comunicare! Eppure pratico un decente italiano, tuttavia raramente riesco a comunicare il mio pensiero al primo colpo. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Tema - Cosa è un "Archivio/Museo dell'Aeromodellismo", per l'archeoaeromodellista Carlo? Svolgimento - Tutto anziché un Museo. Inizio con il dire che l'azione che tu stai portando avanti con il Museo Volandia mi sembra un'azione valida, importante, da proseguire e sostenere. Primo: Milan l'è un gran Milan Secondo: Volandia è una bellissima realizzazione Quindi un VERO Museo, con almeno un aeromodello per ogni categoria in un luogo così suggestivo per la storia dell'aeronautica, in una città dinamica come Milano è un magnifico strumento. Sì l’idea di propagandare l’aeromodellismo fra i giovani sussiste ancora, e Volandia è l’ambiente più adatto. Ma il mio attuale pensiero non è questo. Ho già espresso il concetto che il mio non è un "museo" e non lo deve essere. Mi rendo conto che l'espressione: "Un Museo deve essere una cosa viva, deve essere un laboratorio di ricerca a cui molti contribuiscono e che tutti possono godere." non è sufficiente a descrivere il mio pensiero. Lo scopo del mio lavoro, negli ultimi anni, è stato quello di tentare di fermare la scomparsa della memoria dell'aeromodellismo storico italiano, per lasciare qualcosa di completo per i nostri figli, nipoti e pronipoti. Uno strumento di studio e di lavoro. La cosa più bella sul mio lavoro l'ha detta l'amico Gianmauro Castagnetti, quando si è lamentato del fatto che il sito non fosse aggiornato. Infatti egli consulta il sito per ricordare i dettagli della sua stessa attività di costruttore di motori. Il "NON Museo" da me sospirato avrà, certo, una buona collezione di motori, catalogati, organizzati, descritti, magari con una scheda digitale, avrà anche molti modelli che hanno fatto la storia dell'aeromodellismo italiano e non, anch'essi catalogati, organizzati, descritti, con la loro brava scheda ... e questo è normale. Ma avrà anche una Enciclopedia digitale in continua espansione che, spero, avrà una corposa sezione su i Personaggi (1), curata principalmente da me, finché vivo, poi da qualche altro di buona volontà (pena la rinuncia alla mia piccola collezione), avrà un Archivio Condiviso, di disegni, riviste, libri, notiziari ecc., ecc. cui tutti contribuiscono e a cui tutti possono attingere. Quindi fonte inesauribile di materiali per chi è in attività e memoria storica per i posteri. Abbiamo davanti agli occhi come già funziona efficacemente l'azione del nostro Segretario Pino Carbini: le richieste arrivano da tutto il mondo e, gira-gira, i disegni o i N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 materiali storici si trovano, ma sono sempre cose "una tantum"; vogliamo che di tutto resti traccia, catalogata e disponibile per tutti noi e, soprattutto, per i nostri nipoti. Infine (anche se questo potrebbe essere inteso come polemica, ma non lo è), quello che penso non è un "Museo dell'Aeromodellismo" in generale (dei quali sarebbe bene ce ne fosse uno per città), ma l'Archivio/Museo di S.A.M. 2001 - L'Aquilone" e come tale ce ne può essere uno solo, ampio, completo, utile a tutti. Rimane una questione: perché non realizzare l'Archivio/ Museo di S.A.M. 2001 - L'Aquilone (così come da me concepito) proprio a Volandia? In linea di principio non vedo perché no. E non conosco a sufficienza Volandia per effettuare un confronto nei dettagli. E non so neppure se ci sia qualcuno, sufficientemente giovane e dinamico che si voglia far carico di diventarne il Curatore, nell'area di Milano. Ma conosco alcuni punti di forza del Parco Acquarossa di Gualdo Cattaneo: la disponibilità, anche di mezzi, del proprietario e della giovane figlia; l'ambiente, vasto accogliente, in espansione; la disponibilità del vulcanico Cristiano Giustozzi, ma di questo abbiamo già parlato. In un Museo classico, i donatori forniscono i materiali, il Museo ne diventa proprietario e li gestisce. Nella mia idea, la struttura fornisce i locali, l'organizzazione, i fondi necessari; la S.A.M 2001 rimane proprietaria di tutto il materiale e lo gestisce attraverso l'associazione, il suo Segretario, i suoi membri più attivi, ed identifica un Curatore che diventa l'anima ed il garante del tutto. Non so se questa volta sono riuscito a comunicare il mio pensiero, certamente non in modo completo. E' un'UTOPIA? Sì, Certo. Ma anche quando ho enunciato l'idea di iniziare una "Storia del Motorismo Italiano" vox populi disse: "è impossibile, non riuscirai mai". Ed è risultato vero, l'opera non sarà mai completa e soddisfacente, ma oltre 1.800 pagine sono lì e cresceranno. Qualcosa di più di niente. A questo punto le conclusioni: Ti prego di tenermi informato sui progressi dei contatti che avrai con Volandia il prossimo gennaio. Non ritengo di poter essere utile nella pratica, ma se ci sarà da approvare, lo farò di sicuro, per i motivi già espressi. Tra l'altro sono orgoglioso che la piccola Genova abbia in bella vista una replica di S.V.A. 5 Ansaldo, con motore, elica e radiatori originali, presso l'Aeroporto di Genova. Dall'altra parte spero di averti convinto che la mia (utopistica) idea non è concorrenziale con la tua proposta. Torno a dire che i "veri" Musei dell'Aeromodellismo, pur con i loro limiti di staticità, sono strumenti preziosi di propaganda del nostro magnifico hobby. Cordialissimi saluti, Carlo 10____________________ (1) Avete mai consultato la pagina "Biography" riguardante gli aeromodellisti americani? p. es. www.modelaircraft.org/museum/abc.aspx 9 LETTURE NEW CLARION Ho scaricato le quattro annate (abbondanti) di New Clarion, l'editoriale di SAM 1066 (dal primo numero 01-2007 all'ultimo 01-2011) per un confronto col nostro Aquilone e per farmi un'idea di quello che rappresenta l'aeromodellismo storico in Gran Bretagna. Tengo a precisare che raccolgo, proprio per questi motivi, anche altri Notiziari (tra i più frequentati: SAM 55 - Avanz News; SAM 21 - Clipper; SAM 78; SAM 270 - The Geezer; SAM 1788; SAM 35 - SPEAKS; AAAA - Ass. Amat. Aerom. Anciens; Antik Rundschau) e quando avrò un panoramica più completa e esaustiva forse vi tedierò ancora un poco su questo argomento. Intanto mi piace dire che su Clarion esistono rare tracce di radio e quindi di modelli radiocomandati. Già dai calendari delle gare programmate nei singoli anni si evince che queste sono dedicate quasi esclusivamente ai "Vintage and/or Classic models". In questo contesto prevalgono gli elastico e dalle foto si intuisce che l'età media di quanti sono interessati all'aeromodellismo storico è decisamente spostata in avanti. Un segnale da questo punto di vista invidiabile, se si pensa che per affrontare il volo libero (non solo all'aperto) non possono mancare spazi di adeguate proporzioni sia quelli verdi che quelli al chiuso. E a dimostrazione della veridicità di questa affermazione parlano chiaro le classifiche assai corpose sia per numero di concorrenti che per numero delle stesse. Nella statistica delle classi più rappresentate, anche se gli elastico (di tutte le fogge, di tutte le età, di tutte le proporzioni) - come si diceva - la fanno da padroni, i veleggiatori, i motomodelli (naturalmente privi di parti mobili e ben evidenziati autoscatti … bei tempi !?), i tuttala, le riproduzioni - naturalmente rigorosamente in volo libero - sono le più numerose e partecipate, seguite dal volo vincolato e dai modelli da sala. Se è vero che il Notiziario esprime la realtà inglese (o almeno una sua grossa fetta) si capisce perché possa essere un mondo a parte non scalfito dalla moda statunitense anche se nelle categorie appena ricordate non mancano modelli rappresentativi di tutta Europa (italiani compresi) e d'oltreoceano … ma almeno per quanti aderiscono a SAM 1066 sembra di capire come la mentalità sia così diversa da quella che anima il regolamento che governa l'est Europa, appunto, e (l'Italia!) e quindi quello che viene definito Campionato Europeo non possa far breccia in quel contesto. Tra l'altro non ho colto la presenza di regolamenti troppo rigidi e i modelli non mi sembrano scandire pressanti scadenze temporali, è il caso degli A2 ben rappresentati in quelle pagine. Mi sono soffermato su un aspetto dell'aeromodellismo storico inglese, non conosco altre realtà più tecnologizzate; gradirei un contributo magari esteso ai Paesi del nord, del centro, dell'ovest europeo. Grazie, e ancora buoni voli! Marcello Zunica N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 10 I MODELLI Un veleggiatore fortunato Quando nel febbraio 1935 Robert File pubblicò su Model Airplane News (Figg. 1-2) il trittico e la descrizione del suo piccolo veleggiatore avrebbe mai immaginato che si sarebbe parlato ancora del suo modello dopo 75 anni? Certo Bob doveva essere un tale molto sicuro di sé, presentando il modellino come il ‘world record glider’: l’anno prima aveva compiuto un volo fortunato di 23 minuti, cosa che qualunque modello ben centrato può fare, purchè entri nella termica giusta. Il ragazzo, con un po’ di sicumera, fornisce poi istruzioni per coloro che volessero stabilire un nuovo record mondiale: costruire il suo modello, scegliere una zona collinosa ed una giornata calda, cose – come si vede – accessibili a tutti. Il modello è piccolo, con 90 centimetri di apertura, è costruito tutto in balsa e le cose più evidenti sono l’altissima esile deriva ed i piani N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 11 Il trittico del veleggiatore di Robert File pubblicato sul n. 2 di «Model Airplane News» del 1935 e i particolari delle ordinate e delle centine. La didascalia riporta la data del volo record (28 giugno 1934) e il tempo del volo stesso (23' 13") N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 12 Due sbiadite, 'lontane' foto dello scheletro del modello N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 13 deportanti (un pianoconvesso montato alla rovescia), configurazione non infrequente in quegli anni nei veleggiatori. Bob dice che il peso del modello finito, compresa la zavorra, non deve superare un’oncia, meno cioè di 30 grammi: la cosa non è impossibile, ma certo non facile. Racconta poi cose un po’ incredibili, sostenendo di avere spesso trainato con 1000 piedi di cavo (300 metri); a parte il peso del cavo e Il trittico ribattezzato V.T.1 (▲-►) comparso sul n.7 de L'AQUILONE del 1938 (Fig. 3) N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 la necessità di due o tre aiutanti intermedi che lo reggano, a 300 metri un modellino di 90 centimetri lo si vede a stento. Tutto ciò considerato, la rivista arriva anche in Italia e, su l’Aquilone n.7 del 1938, Uberto Travagli presenta lo stesso modello, chiamato qui V.T.1, ma senza nasconderne l'origine, e ne dice un gran bene. Racconta che fin dal 1936 fu costruito da molti aeromodellisti romani, con ottimi risultati in numerose gare. In particolare, Carlo Tione (Fig. 3) vinse la gara provinciale romana del ’36 col tempo di 4’ 52”. Molto realisticamente, Travagli 14 consiglia di fare in modo che il modello finito non superi i 70 grammi in ordine di volo. Il disegno, che comprende anche tutte le ordinate, non si discosta in nulla dall’originale americano. Nel primo dopoguerra, scorrendo il catalogo dell’Aviominima del 1945, ci imbattiamo ancora nello stesso modello, stavolta denominato ‘Eoletto’, (già comunque offerto in un 'listino' dattiloscritto del marzo 1943) di cui è prevista la costruzione con l’impiego di materiali nazionali (tranciato di pioppo e listelli di tiglio). Tranne piccoli dettagli, anche qui è la stessa zuppa. Il trittico questa volta ribattezzato 'Eoletto' dell'Aviominima Del modellino di Bob File sembra si perdano finalmente le tracce ma, inopinatamente, su Modellistica del Maggio 1989, Giulio Dorio – sull'onda della riscoperta in ambito SAM dei vecchi disegni – ripresenta il V.T.1 ed una sua attuale ricostruzione (Figg 4-5), suggerendo un irrobustimento degli esilissimi piani di coda. Anche Giulio parla bene del modello e delle sue prestazioni. Le sette vite del modello si manifestano poi inaspettatamente sul numero di gennaio del 1997 di Modellismo. Mauro Capodaglio ridisegna il veleggiatore raddoppiandone le diN° 53 Gennaio — Febbraio 2011 15 mensioni e prevedendone la radioguida (Figg 6-7). A differenza di quanto riferito dai predecessori, stavolta vengono incontrate difficoltà (Fig. 4) di centraggio, forse dovute ad una disabitudine all’anomalia dei piani deportanti, soluzione non più in uso da decenni. Trovato un compromesso, arretrando il baricentro e dando incidenza ai (Fig. 5) (Fig. 6) piani sino a renderli neutri o leggermente portanti, anche se sempre capovolti, il modello si rivela ancora una volta molto performante, specie in pendio. (Fig. 7) N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 Un’ultima gradita sorpresa, che fa parte della stessa incredibile storia: abbiamo recentemente trovato la tavola del MOVO M 27, un veleggiatori16 Il modello di Bob in una ennesima riedizione - dalle linee più eleganti - tratto da una 'datata' e molto 'vissuta' ciano della MOVO no del 1945, che non è altro che una riedizione del modello di Bob File, ma molto più elegante e raffinata. Diventa la piccola semiriproduzione di un immaginario aliante: la fusoliera ha ora una cabina chiusa, le semiali si innestano alla fusoliera con baionette in posizione medio-alta; i piani – sempre deportanti – sono stavolta ellittici e posti a metà altezza della deriva. E’, in conclusione, il più bello di tutti, e viene davvero voglia di farlo. Sembrerebbe che la storia fosse finita qui, ma non ne siamo affatto sicuri. Daniele Vescovi (novembre 2010) La riproduzione del veleggiatore di Bob opera di Dorio all'inizio di un traino N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 17 UN MODELLO RECUPERATO Tempo fa l’amico Andrea Morbin mi dice di aver ritrovato in casa di un parente un vecchio aeromodello che, a sentire i ricordi, era stato costruito da uno zio parecchi anni prima. Mi dice che dovrebbe trattarsi della riproduzione di un Piper Tri Pacer 135 e di aver affidato il modello a Lino Dal Maso per un restauro. Tornato a casa, faccio una ricerca su internet con i dati fornitimi e mi convinco che si tratta di un modello realizzato da una scatola di montaggio della Sterling Models. Recupero un disegno che mostro a Lino. E’ lui. Lancio una richiesta del disegno, che mi arriva dal Sud America. Adesso il restauro può essere fatto al meglio. Chiedo ad Andrea di fornirmi quante più informazioni possibile e questo è il risultato. Il modello è stato sicuramente costruito da un suo zio, Bruno Manfredini, nato in Scozia nel 1917. Nel 1936, a 19 anni, era venuto a Firenze per iscriversi all’università. Due anni dopo aveva preso il brevetto di pilota civile. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, si arruola nella Regia Aeronautica. Diventa pilota da caccia e vola sui Reggiane 2001 e sui Macchi 205 schierati in Piemonte ed in Toscana, forse a Sarzana. Subisce un abbattimento, al quale sopravvive pur avendo subito un forte trauma cardiaco. Per questo motivo deve abbandonare il servizio attivo e, alcuni anni dopo la fine della guerra, viene assunto nella base statunitense di Vicenza come impiegato civile. E’ quasi certo che il modello sia stato costruito durante un suo soggiorno in Inghilterra. Muore all’età di 53 anni per un attacco cardiaco, durante un’escursione sul Monte Corno di Lusiana nel 1970. Alcuni anni prima, nel 1965, la figlia Wilma ed il genero Walter trovano il modello, tentano di metterlo in ordine di volo, ma con scarsi risultati. Il modello finisce in soffitta dove, nel 1983, viene notato da Andrea, allora bimbo di 5 anni. Gli sembra l’aereo più bello e più grande del mondo e chiede che gli venga regalato. Non viene ascoltato, per fortuna! Ma a 14 anni, nel 1992, visto il perdurante interesse suscitato dai racconti della nonna, cognata di Bruno e cresciuto con la costruzione di vari modelli statici e alcuni volanti, la zia Wilma decide di affidargli il modello. Che viene conservato come un cimelio prezioso fino al 2010, quando viene affidato a Lino dal Maso che si incarica di farlo restaurare da Sergio Rigato, esperto costruttore di modelli.. Così, dopo i necessari lavori e l’adattamento per essere radioguidato, il modello ritorna a volare mosso da un motore diesel PAW 29 che lo trascina in aria ad una velocità estremamente realistica. Vederlo evoluire in aria suscita un’intensa emozione. Si tratta pur sempre di una costruzione che ha almeno 45 anni. Pino Carbini Il «Piper Tri Pacer 135» rimesso a nuovo N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 18 DELUSIONE ED AMAREZZA L’ultima riunione a casa di Ninetto è stata, come sempre, densa di valori umani, ho trovato vecchi amici, abbiamo parlato di argomenti tecnici, abbiamo ricordato episodi del passato, abbiamo riso delle situazioni allegre in cui ci siamo trovati, abbiamo fatto un pensiero verso amici che ci hanno preceduto ed hanno già svoltato l’angolo, ed altro. Sono, però, rimasto deluso della riunione della domenica mattina, nel corso della quale abbiamo parlato delle modifiche da apportare al Regolamento Sportivo di SAM 2001, e qui voglio analizzare bene in dettaglio questo argomento, perché ritengo indispensabile definire chiaramente quali sono le finalità della nostra Associazione, in modo da sapere come comportarci in futuro. Senza voler offendere nessuno, perché ognuno è padrone delle proprie opinioni delle quali non deve rendere conto ad alcuno, io penso che SAM 2001 sia bene orientata verso la ricerca e la conservazione dei documenti storici dell’aeromodellismo italiano, anzi penso che sia l’unica Associazione Italiana che persegua veramente ed in modo continuativo questo fine, ed è inutile che faccia l’elenco delle attività svolte, perché sono sotto gli occhi di tutti. Queste sono le ragioni per cui mi sono convinto di dover dare a SAM 2001 tutto il contributo possibile, anche se le mie conoscenze tecniche sono modeste ed il mio passato di aeromodellista non è molto brillante: io nell’opera di SAM 2001 ci credo veramente. Sono il primo ad ammettere che una sana competizione sia il sale che rende più saporita la nostra attività: la semplice costruzione di un modello, con la successiva messa a punto e l’esibizione agli amici, rischia di essere un po’ insipida se fine a se stessa. Una leale competizione è quella che può consacrare il successo della nostra creatura. Quando, però, la competizione prende il sopravvento sul piacere di realizzare un modello poco conosciuto, oppure con soluzioni insolite, o comunque non comuni per la massa degli aeromodellisti, allora non si fa nulla per conservare la nostra storia ma ci si preoccupa soltanto di costruire un modello performante e che non dia problemi di centraggio e messa a punto. E siamo sempre lì a costruire Lanzo Bomber, Playboy, KL 61 e via dicendo, anche se un aeromodellista con oltre cinquant’anni di esperienza non dovrebbe avere nessun problema a far volare bene quasi qualunque modello decida di costruire. (Conosco un Signore che farebbe volare bene anche una scarpa da caccia, e vincerebbe le gare ...). Le ultime modifiche al Regolamento tendevano a riportare le gare di Motomodelli a quanto si faceva in Italia, dove i Motomodelli, dopo qualche tentativo con l’accensione elettrica, si sono sviluppati come Dynoderivati senza limiti di cilindrata motore o carico alare e con limitazione del tempo motore; dal 1951 si è proseguito con quelli che oggi sono i Nostalgia 2,5 con limitazione della cilindrata motore appunto a 2,5 cc. e peso del modello minimo 200 grammi per centimetro cubo di cilindrata. Per tutti è sempre stato obbligatorio il decollo da terra, senza eccezioni. Durante l’Assemblea si è voluto reintrodurre il carico alare minimo per i Dynoderivati di 24,4 gr/dmq, di schietta derivazione Americana, di cui non si conosce la ragione e che non ha riscontro con la nostra storia. Per i Nostalgia 2,5 cc. c’è una prescrizione di peso modello minimo 173 gr/cc. di cilindrata che per me sono del tutto nuovi. Io ricordo che il peso modello minimo era, in un N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 19 primo tempo, 200 gr/cc e, successivamente, 300 gr/cc. Se, però, ci penso bene, questi 173 gr/cc mi sembrano di schietta derivazione americana. Cosa c’entrano con la storia italiana? Si penserà che mi sto attaccando a delle inezie ma se si vuole recuperare la nostra storia, non si deve cedere ai regolamenti americani unicamente perché così fanno tutti, o perché c’è in Italia un altro Regolamento che ci pare più consono. Oggi ho tutta l’impressione che la storia d’Italia interessi finchè ci fa comodo, finchè non ci disturba nel fare le gare, anche se sarebbe facilmente dimostrabile che i modelli si possono rendere compatibili con tutti i regolamenti che vogliamo, basta aggiungere o togliere un po’ di piombo, variare la quantità di miscela, o modificare il tempo motore. La realtà attuale è questa: le gare si calendarizzano sotto l’egida di SAM 62, perché vengono svolte con un Regolamento che ci è più simpatico, che abbiamo sempre seguito, e chi se ne importa se prima del 1951 le gare in Italia erano tutt’altra roba ... Intendiamoci bene: l’aeromodellismo deve essere un’attività gradevole, rilassante e divertente; nessuno ci deve imporre di farlo diventare una cosa troppo seria. Se il nostro Hobby ci piace così, va benissimo; se ci piace fare le gare come ora, nulla da obbiettare: ci tengo soltanto a dire che una volta, in Italia, si faceva in un altro modo. Conclusione. Se le cose stanno in questi termini, vale la pena andare a caccia di fantasmi con due Regolamenti Sportivi? Vale la pena raccogliere le richieste di variazione, ragionarle, omogeneizzarle, proporle all’Assemblea dei Soci e quindi stampare il libretto e distribuirlo? E’ meglio ammettere che abbiamo peccato di presunzione, che abbiamo pensato di poter conservare la storia dell’aeromodellismo italiano così come si dovrebbe, ma la platea non è interessata all’argomento. Non è assolutamente il caso di riproporre l’unificazione dei Regolamenti: è un’esperienza che abbiamo già fatto ed è finita come sappiamo. Meglio andare a rimorchio adottando il Regolamento di SAM 62, senza preoccuparci di proporre variazioni, risparmiando quindi tempo e denaro. Un’ultima cosa: non sarebbe male se queste mie righe suscitassero qualche commento, cosi, tanto per sapere come la pensiamo. Scusate lo sfogo e arrivederci sui campi di gara con in mano un bel modello americano costruito secondo il Regolamento Statunitense. Giancarlo Gosio Condivido la delusione e l'amarezza del nostro Vicepresidente e mi sembra che il nostro giornale - L'AQUILONE: il cui storico titolo tramanda solo sapori italiani - abbia cercato di interpretare quello spirito che fa parte delle mie più profonde convinzioni. Mi pare giusto allora sollecitare qualche commento che Gosio auspica. Per quanto mi consta non manca un ricco elenco di modelli italianissimi … ma forse è più comodo rifarsi a disegni e componenti già confezionati. Quanto afferma Gosio, di andare a caccia di fantasmi - per un prodotto dignitoso e [MarZu] a noi più vicino - vale anche per L'AQUILONE SAM 2001. N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 20 GARE - RADUNI - MANIFESTAZIONI GRAN PRIX DELL'ETNA Ramacca (CT) 04/05 dicembre 2010 Uno scorcio del campo di gara Confesso che quest’anno ho avuto veramente paura che le condizioni atmosferiche avrebbero potuto influenzare negativamente la manifestazione ed avevo avuto la sensazione di aver sfidato oltremisura la mia “Fortuna”. Tanta era la paura, che sabato, prima di partire per il campo di Ramacca, ho messo anche le classiche “mutande rosse”, per la gioia di Salvo Spina, (mio compagno di stanza d’albergo per una notte a Ramacca). In effetti, la mia preoccupazione era giustificata dal fatto che da giugno non pioveva. Ottobre e novembre, tradizionalmente molto piovosi, quest’anno sono stati completamente asciutti e più si avvicinava dicembre e più speravo in una bella pioggia “preventiva”, ma niente! Tutto questo fino al venerdì sera antecedente la gara, quando è arrivata una pioggia torrenziale che per tutta la notte mi ha impedito di prendere sonno. La sensazione era diventata certezza! Niente di più sbagliato, sono stati due N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 giorni favolosi, con un sole meraviglioso, temperatura primaverile e vento giusto, tutto come vuole che sia tradizionalmente “La gara siciliana di dicembre”. La tradizione è stata rispettata in tutto, concorrenti provenienti dall’estero, e questo c’è stato, Domenico Bruschi e signora dalla Repubblica di San Marino, concorrenti provenienti dall’innevata pianura padana, e questi ci sono stati, Tiziano Bortolai, Walter Gianati, Giovanni Civolani, e Gian Marco Canella, concorrenti dall’estremo Est, da Bari Franco Posa e signora, concorrenti da Napoli, Francesco Scarfì, tantissimi aeromodellisti siciliani che mi scuseranno se non li nomino uno per uno, ci sono stati; ed in più questa volta abbiamo avuto la graditissima partecipazione straordinaria del Presidente di SAM ITALIA 62, Sergio Scirocchi. Modelli tanti, ben quarantaquattro, per sei categorie, divisi nelle due giornate. Sabato 4 dicembre - Di buon mattino arriviamo al campo, baci ed abbracci tra i concorrenti, qualcuno indossa gli stivali, 21 Concorrenti e modelli in posa visto il terreno umido per la pioggia della nottata, (presto li toglieranno, come pure qualche indumento troppo pesante), si regolarizzano le iscrizioni, consegno il “Pacco dono” e dopo un breve briefing, alle 10,00 iniziano le danze. Tre categorie in programma, Texaco, ½ A Texaco e 1/2 OT Elettrico per un totale di ventiquattro modelli in gara. I concorrenti vanno in volo in gruppi di cinque, in modo che le condizioni di lancio siano, in qualche modo, uguali per tutti. I voli si svolgono tranquillamente per tutto il giorno, interrotti solo per il pranzo a base di salsicce e carciofi alla brace. Alla fine, nella categoria Texaco, l’Airborn di Gianati, ha la meglio sul Playboy di Colasanzio, Bortolai supera per due secondi Bruschi nella ½ A Texaco, e Lizio deve dare il meglio di se per realizzare tre pieni, permettendogli cosi di battere Bruttaniti nella ½ OT Elettrico La serata si conclude con la tradizionale “Cena sociale” al “Paradiso della Zagara”, dove lo Chef Pippo conferma ancora una volta la sua bravura culinaria. Domenica 5 dicembre - Giornata da favola, piacevolissima, trascorsa senza nessuna fretta. Altre tre categorie in programma, N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 OTMR, OTVR ed OT Elettrico RA, per un totale di 20 modelli in gara che si divertono in aria fino a quando le loro ombre diventano lunghissime (azzarola…. mi sento un poeta). Al termine della sfida l’OTMR vede Bruschi, con un rombante Sailplane, prendersi la rivincita su Bortolai, nell’OTVR, ben rappresentata da otto bellissimi veleggiatori, Bruttaniti prevale su Posa, e nella OT Elettrico RA, l’ultimo lancio di gruppo, composto di ben sei modelli, proclama vincitore, Giulio Blasi da Messina. Se l’editore mi concede due paginette in più, allego le classifiche di gara complete, comprensive dei tempi di ogni singolo volo, da dove si può “leggere” tutta la gara e ricavarne dati interessantissimi. Il Gran Prix dell’Etna 2010 si chiude con la premiazione in mezzo al campo con lo sfondo l’Etna, poco innevata ma bellissima nella sua imponenza. Che dire di più?.. Ci siamo divertiti, ci siamo rilassati, ci siamo abbronzati. Dimenticavo ,.. insisto con la sfida alla mia “Fortuna” e siete tutti invitati al prossimo Gran Prix dell’Etna 2011 … il 3 e 4 dicembre prossimo. Grazie a tutti ed arrivederci. Carlo Minotti 22 LE CLASSIFICHE Texaco 1°) - W.Gianati 2°) - A.Colasanzio 3°) - G. Civolani Airborn 1938 Playboy Clouster 2095 1722 1112 Seguono: C. Bruttaniti (n. cl.) 1/2A Texaco 1°) - T. Bortolai 2°) - D. Bruschi 3°) - C. Bruttaniti Flamingo 1949 1697 Playboy 1940 1695 Amado mio 1949 1566 Seguono: Minotti (1411); W. Gianati (1213); A.. Colasanzio (994); S. Spina (947); G.M. Canella (765); F. Scarfì (715). 1/2OT Elettrico 1°) - S. Lizio 2°) - C. Bruttaniti 3°) - S. Russo Playboy Rebel 1950 KL61 1949 1800 1727 1712 Seguono: S. Spina (1690); G. Blasi (1633); T. Bortolai (1574); D. Spadaro (1467); S. Spadaro (1139), F. Scarfì (956); C. Cavallaio (877); G. Blasi (n. cl). OTMR 1°) - D. Bruschi 2°) - T. Bortolai 3°) - W. Gianati Sailplane 1940 1101 Mini Hogan 1949 706 RG9 1947 ..660 OTVR 1°) - C. Bruttaniti 2°) - F. Posa 3°) - S. Russo Sokol 1940 Eik 38 Astrale PF15 1950 ..594 435 ..392 Seguono: F. Scarfì (375); C. Minotti (242); G. Civolani (234); S. Russo (218); S. Lizio (130). OTE RA 1°) - G. Blasi 2°) - C. Bruttaniti 3°) - S. Salvatore Baby Mercury Kerswap 1940 Kerswap 1942 1035 945 ..940 Seguono: D. Spadaro (869); S. Russo (687); G.M. Canella (407); G. Blasi (296); O. Coco (180); T. Bortolai (20). ► - La bella 'arrampicata' di un motomodello mentre un veleggiatore sta per prendere il volo ▼ - I 'trofei' allineati … ai piedi dell'Etna N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 Tutte le foto ed il video del raduno possono essere visti ai seguenti link http://www.bmwmotorradcatania.it/fotogalleria/2010/041210/ http://www.bmwmotorradcatania.it/fotogalleria/2010/051210/ ht t p: / / w w w . bm w m o t or r a dc at an ia. it / f ot og al ler ia/ 20 10/ 23 Grassobbio, 6 febbraio 2011 Campo di Volo D. Sestini Non ci sono classifiche ma tanta armonia e la voglia di stare assieme Con Grassobbio si apre anche la stagione di giornate più impegnative ma spesso meno distensive: qui invece non c'è antagonismo o la rincorsa alla coppa XXII TAVOLETTATA D'INVERNO ma solo la voglia di amicizia. Sarà per questo che molti si sobbarcano un lungo viaggio, anche senza modelli:dalla Liguria al Veneto, dall'Emilia al Friuli ma anche da più lontano come ha ricordato Riboli nel suo saluto prima del commiato. E poi se il meteo aiuta, come di fatto è avvenuto, regalandoci una giornata primaverile, cosa si può volere di più? Carbini e la targa per il vincitore del Trofeo GIP-46 del 2010 [foto e testo di MarZu] Zenere … una puntura e via ! Riboli saluta i convenuti mentre dietro le bottiglie attendono N° 53 Gennaio — Febbraio 2011 24 CALENDARIO ATTIVITÀ OLD TIMER (E NON SOLO) 2011 15 gen 16 gen 06 feb 20 feb 19/20 mar 20 mar 27 mar 2 apr 17 apr 17 apr 8 mag 15 mag 15 mag 05 giu 05 giu 11/12 giu 12 giu 15/19 giu 03 lug 21 ago 28 ago 11 set 02 ott 02 ott 09 ott 09 nov 19/20 nov Roma Roma Grassobbio Ramacca (CT) Verona Ramacca (CT) Cantalice (RT) Rimini Ramacca (CT) Pian del Lago (SI) Cantalice (RT) Bassano del Grappa Ramacca (CT) Campo Felice Malpensa (VA) Ozzano Emilia Valdagno (VI) San Marino (RSM) Lugo di Romagna Campitello Matese (CB) Chiasellis (UD) Pian del Lago (SI) Cantalice (RT) Nove (VI) Valle Gaffaro (FE) Cantalice (RT) Cartigliano (VI) Cena degli amici Assemblea Generale Tavolettata VVC III° Camp. del sud - "Zio Vittorio" Stand al 7° Model Expo Italy III° Camp. del sud - "Zio Vittorio" Coppa Tevere Gara GIP-46 VVC III° Camp. del sud - "Zio Vittorio" C. Toscano OT VL Coppa del Velino Raduno V.V.C. e mostra motori III° Camp. del sud - "Zio Vittorio" Raduno VL + OTVR Raduno V.V.C. e gara GIP-46 22° Radio Model Show Raduno V.V.C. e gara Cisalpino 9° Campionato Europeo OT Gara GIP 46 e Trofeo Supertigre Raduno tutto vola VL RA VVC Raduno V.V.C. e gara GIP-46 Gara naz. Coppa Siena OT VL Coppa Campidoglio Memorial e gara GIP-46 SAM model day VL RA VVC Coppa Tevere 7° Convegno sui Motori e Mostra N.. Ridenti 06-3311689 G. Càrbini 0424-35058 P. Riboli 035-657079 C.Bruttaniti (1) [email protected] G. Càrbini 0424-35058 C.Bruttaniti (1) [email protected] C. Santoni (2) 06-5193281 G. Romagnoli 0547-20285 C.Bruttaniti (1) [email protected] F. Pianigiani 0577-331301 C. Santoni (3) 06-5193281 G. Càrbini 0424-35058 C.Bruttaniti (1) [email protected] C. Santoni 06-5193281 P. Riboli 035-657079 P. Dapporto 335-5327581 G. Zenere 335 6130031 D. Bruschi 0549-903375 A. Ghiselli 0545-81494 G. Càrbini 0424-35058 M. del Torre 348-8553846 F. Pianigiani 0577-331301 06-5193281 C. Santoni (3) G. Càrbini 0424-35058 M. Baccello 331-3603841 06-5193281 C. Santoni (2) G. Càrbini 0424-35058 (1) - OTE - ½OTE- ½A Texaco (2) - Sport + Tomboy Rally + Motoveleggiatori (3) - 1/2A Texaco + Texaco + 1/2A Texaco El + Dyno Un di da: Sam 35 Speaks Il “Magni Vale” rubber powered di Gian Luigi Gazzea in atterraggio in quel di Cantalice il 28 marzo del 2010