Rassegna Stampa di
giovedì 20 marzo 2014
SNALS / CONFSAL
Italia Oggi
Alto Adige
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20/03/2014
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20/03/2014
20/03/2014
19 mar 2014
RENZI DICE CHE I TAGLI LI FA LUI
"BASTA COI TAGLI LINEARI" SPENDING REVIEW BOCCIATA
"BASTA COI TAGLI LINEARI" SPENDING REVIEW BOCCIATA/IL
DECRETO
'BASTA COI TAGLI LINEARI' SPENDING REVIEW BOCCIATA
VANDALI ALLE TERME, DANNI PER 1000 EURO
BASTA CON I TAGLI LINEARI SPENDING REVIEW BOCCIATA
"BASTA CON I TAGLI LINEARI" SPENDING REVIEW BOCCIATA
"BASTA COI TAGLI LINEARI" SPENDING REVIEW BOCCIATA
"BASTA COI TAGLI LINEARI" SPENDING REVIEW BOCCIATA
SPENDING REVIEW: VVF CHIEDE INCONTRO CON ALFANO CONTRO
TAGLI
SINDACATI: "BASTA CON I TAGLI LINEARI"
"BASTA COI TAGLI LINEARI" SPENDING REVIEW BOCCIATA
"E' L'UNICO IN GRADO DI CAMBIARE PROFONDAMENTE BARI"
ANCORA UN RAID VANDALICO ALLE TERME
"BASTA COI TAGLI LINEARI" SPENDING REVIEW BOCCIATA
RINNOVO CCNL PIASTRELLE, CERAMICA E SANITARI. SOTTOSCRITTA
DA FESICA-CONFSAL IPOTESI DI ACCORDO
Scuola, Formazione, Università, Ricerca
Corriere della Sera
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20/03/2014
Int. a C.Raia: "NOI MENO IMPORTANTI DELLE TECNOLOGIE"
POSTI TAGLIATI E PENSIONI RINVIATE L'ITALIA DEI PROFESSORI
MALTRATTATI
LA PROF A PROCESSO PER UN BACIO ALL'ALLIEVA "CI AMAVAMO,
NON C'E' STATA VIOLENZA"
MA LE COLPE NON SONO TUTTE DEI RAGAZZI
SCUOLA, IL RECORD DI PIGRIZIA DEGLI STUDENTI ITALIANI "ECCO
PERCHE' HANNO BRUTTI VOTI"
MOLESTAVA LE ALUNNE ARRESTATO MAESTRO
LA FILOSOFIA E' CONCRETA
A CALTANISSETTA BANDIERE CONTRO L'AZZARDO
RELIGIONE A SCUOLA DOCENTI CHIAMATI A METTERSI IN GIOCO
LATINO A SCUOLA TEMPO DI CAMBIARE?
Int. a V.Aprea: LA SFIDA SI GIOCA IN LOMBARDIA
DALLA BOTTEGA AL DESIGN INDUSTRIALE
LA SCUOLA DELLE RIVOLUZIONI
FOLLIE DI GENDER
SUD, TAGLIARE GLI SPRECHI NON I DIRITTI
SCUOLA DA SALVARE L'IDEA RENZI-PIANO
LAUREATI IN CRESCITA MA NON ABBASTANZA
NEL PRIVATO POCHI ABBANDONI PRIMEGGIANO LUISS E BOCCONI
CENTOTRENTA BORSE DI STUDIO PER LA RICERCA IN MEDICINA
SPECIALE FORMAZIONE - LA LAUREA E' UNA MARCIA IN PIU'
SPECIALE FORMAZIONE - I 70 MASTER ITALIANI AL TOP NEL MONDO
IL FUTURO IN UNA SCELTA
EUROPEE, LA PARITA' DI GENERE MA SOLO A PARTIRE DAL 2019
Economia, Lavoro, Previdenza
il Sole 24 Ore
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il Sole 24 Ore
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20/03/2014
STATALI, MOBILITA' OBBLIGATORIA ACQUISTI, ENTI LOCALI NEL
MIRINO
CON LA RIFORMA MENO FRENI ALLE ASSUNZIONI IN IMPRESA
PARTE IL PIANO GARANZIA-GIOVANI
AI 30MILA ADDETTI DELLA CERAMICA 112 EURO DI AUMENTO
UNICREDIT CONGELA L'INTEGRATIVO
LA GIUSTIZIA AL LAVORO PER TORNARE AL VOTO
IL DURC BLOCCA I PERMESSI
VERIFICA SUI LAVORI USURANTI
I TAGLI A POLITICA E APPALTI (LA FRENATA SUGLI STATALI)
LA CAMERA NON RINUNCIA AGLI AFFITTI D'ORO NIENTE DISDETTA
PER CONTRATTI DA 32 MILIONI
SUL TAVOLO DI ALFANO 2,5 MILIARDI DI TAGLI TRA POLIZIA E
CARABINIERI
RENZI VA IN DIFESA SULLA SPENDING
BUS E TRENI, TARIFFE A RISCHIO RADDOPPIO
L'ENTE DEL LAVORO CHE INGESSA I NEO LAVORATORI
NON, NON E' LA BBC...
Int. a S.Colli lanzi: L'ALLEATO DEI GIOVANI
SUBITO I TAGLI AI MANAGER POI STRETTA SUGLI STATALI
TOGLIERE ALLO STATO E DARE ALLE IMPRESE
RENZI: "IL 3% PARAMETRO ANACRONISTICO"
CRESCITA PIU' LENTA, MA FED TAGLIA GLI AIUTI
EVASIONE FISCALE, VIA IL SEGRETO PER 44 PAESI (SVIZZERA
ESCLUSA)
CONTI PUBBLICI IL RISCHIO DELL'AUTOGOL
LA SIGNORA D'ACCIAIO DI MPS ORA PUNTA A RESTARE TRA I SOCI
FORTI
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IItalla0g9i
I
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3
1 /2
Ma i sindacati, in allarme per pensionati e statali, bocciano la politica del ghe pensi mi
Renzi dice che i tagli li fa lui
www.ecostampa.it
Quotidiano
DI
FRANco ADRIANo
ome si dice ghe pensi
mi in fiorentino? Il
segretario della Cisl,
Raffaele Bonanni,
.
a Skytg24, è livido dalla rabbia. Il dibattito politico è partito dai tagli alle pensioni del
governo Monti per arrivare
ai ventilati tagli del governo
Renzi, ancora una volta sulle
pensioni. Peggio ancora p'er i
sindacati, iI fatto che dopo iI
polverone sollevato sulle indiscrezioni relative al Diano dei
tagli del commissa- •
rio, Carlo Cottarelli, la risposta del
presidente del consiglio è che ci penserà il governo: <<Sulla
spending review è
del tutto ovvio che
le scelte le fa la politica», ha affermato
Renzi in parlamen00., «L'analisi tecnica.
è una cosa, ma poi
le decisioni le fa chi
è eletto. Altrimenti
sarebbe come se in
una famiglia il commercialista decidesse lui se si taglia la
scuola di musica o
si risparmia sulla
spesa della quarta
settimana». Bonanni e Susanna
Camusso in questo schema sem-
C
un ruolo. La leader Cgil non
gliele manda a dire: «I tagli
di spesa annunciati rientrano
nella vecchia logica dei tagli
lineari e della compressione
della occupazione, con effetti
che sarebbero immediath>. Insomma, secondo il sindacato
rappresentano iI «ritorno in
una logica recessiva». Difficile ritenere che vada a buon
fine il tentativo di Renzi di
ridimensionare gli annunci di
Cottarelli: «È solo un elenco».
Ormai l'allarme è lanciato e
praticamente tutte le sigle
sindacali del pubblico impiego sono sul piede di guerra.
Solo per fare un esempio il se~tario generale dellafilm!lm Vigili del fuoco, Franco
Giancarlo, già prende atto
«che il governo Renzi si apRitaglio
Conf.s.a.l.
presta ad operare .ulteriori degli ~ni il de~ito .era meno men~ il div~o fra
drastici tagli sulla sICure~za» alto SIa perché Il pII - anche cresc~ta effettl\:a e
ed esprime preoccupazIone se ha qualche problema an- crescIta potenzIale
«per l'incolumità ~ei ci~tadi: cl,le lB; Francia -: è cresciu~ a ~,<{';lindi, di fatto
nh>. È un assaggio del tOnI . pIÙ dI quanto SIamo cre~clU- la dIsoccupaZIOne,
che si raggiungeranno nelle ti noi. Allora, la discussIOne dunque «come può
prossime settimane.
oggi nonè sul 3 per cent;o, per la politica fiscale di
il quale - ripeto - non Cl sarà bilancio non fare alnessuno sforamento da parte trettanto? E, ancoRenzl: Il 3% ora
nostra, né sulla discussione ra, il rapporto Gualnon è in discussione,
ma c'è margine di manovra di politiche in prospettiva. È tieri-Trzaskowski,
evidente che se cambiamo la «approvato a larga
Uno dei punti cruciali del Commissione noi vogliamo maggioranza dal
dibattito di ieri in parlamento anche cambiare anche le rego- Parlamento euroin preparazione del prossimo le del gioco all'interno dell'U~, peo, clte indica la
Consiglio europeo a Bruxel- è naturale che noi abbiamo il strada di una vera
les ha riguardato la fatidica desiderio profondo di riflette- capacità fiscale eusoglia del 3% tirata in ballo re sul fatto che è inutile fare ropea e là neces'sttà di utilìzpraticamente da tutti i par- convegni sulla disoccupazio- zarla per la crescita e il conlamentari di maggioranza ed ne giovanile - come faremmo trasto della disoccupazione,
opposizione. Renzi in replica se non cambieremo il modo di in particolare giovanile. La
ha voluto tornare sul tema concepire la battaglia contro strada, insomma, di un biha sostenuto in polemica la disoccupazione giovanile -, lancio davvero federale». In
con M5s che '<<il parametro ma è importante sottolinea- questa fase di movimento e
oggettiv~mente è un para- re ai nostri concittadini che di opportunità, per Causi,
metro anacronistico lo è og- il tema in discussione oggi l'Italia può iniziare a cogliegettivamente». «Q~ello che è prendersi lo spazio che ~e ris~ltati: nell'immediato
per:ò in queste ore sfugge», ha. noi abbiamo e non andare a Il taglIo Irpef, Irap ~ della
continuato «non è la discus- sforare i limiti che vengono bolletta elettrica. Ma ID prosione sul s~pra o sotto il 3 per dall'Europa».
sJ:!~ttiva ~la go~den rule. per
cento ma è il fatto che alcune
gh IDvestImentI o almeno per
forze 'politiche, tra cui la vo- Il plauso del premier a Causi alcuni tipi di investimenti a
stra (M5s ndr), ha sostenùto
più elevato impatto occupail fatto che il governo immagiL'intervento che è piaciuto zionale o ambientale; la pienasse un pacchetto di coper- di più a Renzi, ieri, è stato na e simmetrica attuazione
ture molto ampio, molto più senza dubbio quello del de- dell'union~ ~ancaria, senza
ampio di ciò che è necessario putato Marco Causi del Pd regole purutIve pe~ le nostr~
per corrispondere all'im pe- (per «l'abilità e la competenza ba~ch~\ la. valutaZIOne de.gh
gno dei mille euro annuali a tecnica e politica che», ha det- obIettiVI dI finanza pubbl~ca
dieci milioni di lavoratori». to rivolto all'Aula, «tutti noi chetengacontodellacapaCltà
Dunque, «ciò che è necessa- siamo soliti riconoscergli»). produttiva ~D:utiIizzat~ e delrio non è lo sforamento del 3 Ma che aveva detto Causi per la grave cnSI occupaZIonale;
per cento ma è il rispetto del meritarsi un simile pubblico la mutualizzazione di par3 per cento con un'eventuale elogio? Intanto, ha ricordato té dei ~ebi~i. sovr~n~ dentro
possibile - verificheremo se è che fra due mesi per la prima sche.mI pOI m CUI CIascuno
necessaria - modifica dal 2,6 volta· si voterà per il parla- contmua comunque a pagare
al3 per cento». Renzi, poi, ha mento europeo, ma anche per gli interessi della sua quota
ricordato che «non c'è oggi la il presidente della Commis- di debito, ma che consentono
conferma del limite del 3 per Bione europea «con un primo un risparmio importante su
cento in tutti i Paesi, anzi, storico inizio di sburocratiz- questa spesa».
molti Paesi sono decisamen- zazione degli organismi di
te Sopra questa percentuale. governo dell'Europa». Poi che Richiesta di arresto
La Francia, che pure è la fra tre mesi avrà inizio il se- per l'ex segretario regionale
Francia, quindi un Paese che mestre italiano di presidenza del Pd siciliano, Genovese
merita non soltanto la nostra dell'Unione e i segnali positivi
amicizia ma il nostro rispet- sono tanti «come la proposta
to e la nostra stima, è - mi della Commis~i.0D:.e p~: uno
pare di ricordare - al' 4,2 per scambIO tra ntorme
cento, è in un percorso di rien- strutturali e flessitro ma è al 4,2 per cento -lo bilità degli obiettivi
dico perché è stato argomento a medio tennine del
di discussione proprio con il bilancio». In più, «le
presidente Francois Hol- recenti dichiaraziolande. É chiaro, la Francia ni di Draghi» sulla
ha un rapporto tra debito e politica monetaria
piI che è diverso rispetto al che usa come panostro, sia perché nel corso rametro di riferi-
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068391
Berlusconi non è più Cavaliere. Quote rosa alle Europee
Data
ItaliaOggi
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Foglio
boratori sono già in carcere.
L'accusa è associazione per
delinquere finalizzata alla
frode. Dalla documentazione
acquisita sono emerse fatture
gonfiate del 600% per affitti
o. prestazioni di servizi: un
metodo per accaparrarsi decine di milioni di euro di fondi
regionali.
B. non.è più Cave lancia la
sfida di preferenze loti-Fitto
una lettera di autosospensione di Berlusconi. In compenso
ieri Berlusconi ha deciso che
il 25 maggio Giovanni Toti
sarà capolista al Nordovest,
Antonio Tajani al Centro e
Raffaele Fitto guiderà i caildidati del Sud. Nel Nordest
il capolista potrebbe essere
Renato Brunetta.
Silvio Berlusconinon è
più Cavaliere del Lavoro. la
notizia è emersa dal Consiglio
direttivo della Federazione
nazionale dei Cavalieri del
lavoro, riunita ieri, che ha
concluso l'esame della posizione del leader di FI. n Consiglio direttivo e il collegio dei Accordo sulle quote rosa
Probiviri hanno preso atto di
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3
2/2
alle eiezioni europee
Nel caso di tre preferenze
espresse» queste «devono riguardare candidati di sesso
diverso, pena l'annullamento della terza preferenza». È
questo il nucleo dell'accordo
raggiunto al Senato sulla parità di genere per le elezioni
europee. La parità totale è
prevista dal 2019, pena la ricusazione della lista.
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068391
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20-03-2014
5
1
«Basta coi tagli lineari»
Spending review bocciata
Sindacati contro l'ipotesi di sforbiciare statali, pensioni e assegni di invalidità
Risparmi sulla politica per 900 milioni, ma c'è il nodo delle spese sottostimate
di Maria Rosa Tomasello
Le risorse già impiegate
t ROMA
Ritaglio
Conf.s.a.l.
Risparmi e tagli previsti dalla spending review di Carlo Cottarelli, che non
possono tradursi in ribassi fiscali, dato che il loro reimpiego è già previsto.
Cifre in miliardi di euro
2014
Somme destinate
ad evitare tagli lineari
0,5
2015
2016
1,4
1,8
3,0
7,0
6,0
6,0
in legge Stabilità
Clausole salvaguardia
(risparmi spending review
necessari per evitare
aumento tasse)
Sottostima spese
a politiche invariate
in legge Stabilità, con
obiettivi deficit invariati
Il commissario Cottarelli
ANSA 1I:.E!.ni"imE!.tri
Fonte: slido presentate a Palazzo Chigi
Poletti: ((Avanti sui contratti a termine»
"Chi dice che con questa norma si
produce un disastro, mi chiedo
dove stava nei mesi di ottobre,
novem bre, dicem bre 2013,
quando il 68% degli avviamenti al
lavoro è stato con contratti a
termine». Così il ministro del
Lavoro, Giuliano poletti, nel corso
del suo intervento di ieri a
Bologna al convegno in memoria
del giuslavorista Marco Biagi,
assassinato 12 anni fa,
riferendosi alle modifiche sui
contratti a termine (per tre anni
senza causale, con la possibilità
di otto proroghe) contenute nel
decreto sul lavoro che sta per
essere pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale. Di fronte a questi
numeri "è ragionevole provare a
modificare la situazione», ha
proseguito poletti, sottolineando
che «l'impresa che ha la
possibilità, anche attraverso le
proroghe, di mantenere al lavoro
una persona per 36 mesi, è
ragionevolmente probabile che
poi la stabilizzi,>.
con noi: basta con questo gioco
al massacro. Se Renzi ha davvero coraggio metta mano a sanità
e spese di Regioni e ComunÌ».
Dal govemo replicano il sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Graziano Delrio e il
ministro del Lavoro Giuliano Poletti: «Esuberi? Le bozze sono
bozze» commenta Delrio. «Renzi ha detto che le pensioni non si
toccano, e mantiene ciò che dice» afferma PoI etti.
Ma la protesta monta. Fish e
Fand, che rappresentano i1mondo della disabilità, ricordando
come «le indennità di accompagnamento siano l'unico soste-
gno certo alle persone con gravi
disabilità» in una fase di tagli
drammatici alla spesa sociale e
accusano Cottarelli di non avere
letto correttamente i dati, mentre il Codancos punta il dito sulle "dimenticanze" del commissario: «Si è fatto troppo poco sui
costi della politica e sugli enti
inutili, inaccettabile immaginare un taglio alle pensionÌ».
Trema anche il comparto sicurezza, sotto la minaccia della
scure. Per il vice ministro all'Intemo Filippo Bubbico è «ipotizzabile» un accorpamento delle
forze dell'ordine, «anche se la
priorità mi sembra ottimizzare
stampa
ad
uso esclusivo
del
destinatario,
non
la presenza di carabinieri e polizia sul territorio». Ma se il Silp
Cgil plaude alla possibile «eliminazione di doppioni che indeboliscono l'azione» sul territotio e
il Sap chiede ,da riduzione dei
corpi di polizia, che sono ben
sette», il Siulp si schiera contro
«sforbiciatori improvvisati» e denuncia rischi per la sicurezza. In
alhll111e «per l'incolumità dei cittadini» anche la ~ Vigili
del fuoco, corpo in cronica carenza di organici.
Ma anche tra i partiti il programma non raccoglie consensi. Dal Pd il presidente della
commissione Lavoro, Cesare
Damiano, ricorda gli interventi
pesanti, «al limite della sopportabilità sociale», su lavoratOli vicini alla pensione e sui pensionati: «Cosa si pretende ancora
da loro?» chiede. Contro i tagli alle risorse per la sicureza si schiera Rosy Bindi, presidente
dell'Antimafia, mentre il presidente di Sei Nichi Vendo la definisce il programma di Cottarelli
«un "piano Grecia"», Renato
Brunetta definisce l'ipotesi di taglio alle pensioni «un metodo
ignobile),: «Non si toccano, niente tagli lineari. Ma al momento
Cottarelli non ha prodotto nulla,
solo slide» afferma, mentre Renata Polverini parla di ,<terrorismo sociale».
IDRIPRODlIl ONE RI$ERVA1A
riproducibile,
Pag. 7
068391
Ai sindacati non piace: «È il ritorno alla logica recessiva». L'opposizione lo boccia, e dentro il Pd
montano i malumori. Il piano di
tagli dell'ex dirigente de! Fondo
monetario intemazionale Carlo
Cottarelli, regista dell'operazione spending review, fa esplodere
le polemiche dopo gli entusiasmi per la riduzione dell'Irpef in
busta paga. Vengono rispedite
al mittente le ipotesi di 85mila
esuberi tra i dipendenti statali,
l'eventualità di un contributo
una tantum sulle pensioni tra i
2mila e i 3mila euro e di una
sn'etta aglì assegni di invalidità e
di accompagnamento, mentre
al centro di critiche finisce anche la scelta di abolire enti come
Enit (tUlismo) e Ice (commercio
estero). strumenti di promozione del Paese in campo internazionale.
E al pettine arrivano i primi
nodi. A partire dalla scoperta
che i risparmi raggiungibili al
2016 potrebbero «non essere tutti disponibili per il taglio delle
tasse»: molte risorse sono già impegnate e una serie di spese - in
particolare quelle indifferibili,
come le missioni all'estero - sono state sottostimate per 6 miliardi nel 2015 e nel 201 G. Sono
dunque già "ipotecati" 10,4 dei
18,1 miliardi indicati per il 2015,
e 14,8 dei 34 miliardi del 2016,
anche se il premier ribadisce
che la riduzione della pressione
fiscale, IO milim'di, ha "un margine ampio di copertura». E Cottarelli conferma una drastica dieta
per la politica: con una sforbiciata di 900 milioni in tre anni
(2014-2016) su Comuni, Regioni
e finanziamento ai partiti, e una
riduzione di spese di 1,lmiliardo di euro per gli organi a rilevanza costituzionale (trasformazione del Senato inclusa).
«SimllO nella vecchia logica
dei tagli lineari e della compressione dell'occupazione - commentail segretario dellaCgil Susanna Camusso - Si lischia di
prodUlTe grande preoccupazione n'a i lavoratOli e un nuovo
blocco nell'economia». Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni
è «sconcertato»: «Abbiamo già
perso 350mila dipendenti pubblici, il governo si sieda a parlare
GAZ.!I1I'!6 mREGGIO IlAZZE'lTll DI MA!IlD'/A IliIZZETTA DI MODENA la Nuova Ferrara
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Le risorse già impiegate
Risparmi e tagli previsti dalla spending revìew di Carlo Cottarelli, che non
possono tradursi in ribassi fiscali, dato che il loro reimpiego è già previsto.
Cifre in miliardi di euro
2014
Somme destinate
ad evitare tagli lineari
in legge Stabilità
Il commissario Cottarelli
2015
2016
1,4
1,8
Clausole salvaguardia
(risparmi spending review
necessari per evitare
aumento tasse)
3,0
7,0
Sottostima spese
a politiche invariate
in legge Stabilità, con
obiettivi deficit invariati
6,0
6,0
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ANSA +.:.e.ntime.tri
Fonte: slide presentate a Palazzo Chigi
Poletti: (:cAvanti sui contratti a termine»
senza causale, con la possibilità
di otto proroghe) contenute nel
decreto sul lavoro che sta per
essere pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale. Di fronte a questi
numeri «è ragionevole provare a
modificare la situazione», ha
proseguito Poi etti, sottolineando
che <<l'impresa che ha la
possibilità, anche attraverso le
proroghe, di mantenere al lavoro
una persona per 36 mesi, è
ragionevolmente probabile che
poi la stabilizzb>.
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«Chi dice che con questa norma si
produce un disastro, mi chiedo
dove stava nei mesi di ottobre,
novembre, dicembre 200,
quando il 68% degli avviamenti al
lavoro è stato con contratti a
termine». così il ministro del
Lavoro, Giuliano Poletti, nel corso
del suo intervento di ieri a
Bologna al convegno in memoria
del giuslavorista Marco Biagi,
assassinato 12 anni fa,
riferendosi alle modifiche sui
contratti a termine (per tre anni
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<<Basta coi tagli lineari»
Spending review bocciata
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Sindacati contro l'ipotesi di sforbiciare statali, pensioni e assegni di invalidità
Risparmi sulla politica per 900 milioni, ma c'è il nodo delle spese sottostimate
di Maria Rosa Tomasello
• ROMA
Ai sindacati non piace: «È il ritorno alla logica recessiva». L'opposizione lo boccia, e dentro il Pd
montano i malumori. Il piano di
tagli dell' ex dirigente del Fondo
monetario internazionale Carlo
Cottarelli, regista dell' operazione spending review, fa esplodere
le polemiche dopo gli entusiasmi per la riduzione dell'Irpef in
busta paga. Vengono rispedite
al mittente le ipotesi di 85mila
esuberi tra i dipendenti statali,
l'eventualità di un contributo
una tantum sulle pensioni tra i
2mila e i 3mila euro e di una
stretta agli assegni di invalidità e
di accompagnamento, mentre
al centro di critiche finisce anche la scelta di abolire enti come
Enit (turismo) e Ice (commercio
estero), strumenti di promozione del Paese in campo internazionale.
E al pettine arrivano i primi
nodi. A partire dalla scoperta
che i risparmi raggiungibili al
2016 potrebbero <<llon essere tutti disponibili per il taglio delle
tasse»: molte risorse sono già impegnate e una serie di spese - in
particolare quelle indifferibili,
come le missioni all'estero - sono state sottostimate per 6 miliardi nel 2015 e nel 2016. Sono
dunque già "ipotecati" 10,4 dei
18,1 miliardi indicati per il 2015,
e 14,8 dei 34 miliardi del 2016,
anche se il premier ribadisce
che la riduzione della pressione
fiscale, 10 miliardi, ha <<un margine ampio di copertura». E Cottarelli conferma una drastica dieta
per la politica: con una sforbiciata di 900 milioni in tre anni
(2014-2016) su Comuni, Regioni
e finanziamento ai partiti, e una
riduzione di spese di l,l miliardo di euro per gli organi a rilevanza costituzionale (trasformazione del Senato inclusa).
«Siamo nella vecchia logica
dei tagli lineari e della compressione dell'occupazione - commenta il segretario della Cgil Susanna Camusso - Si rischia di
produrre grande preoccupazione tra i lavoratori e un nuovo
blocco nell'economia». Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni
è «sconcertato»: «Abbiamo già
perso 350mila dipendenti pubblici, il governo si sieda a parlare
con noi: basta con questo gioco
al massacro. Se Renzi ha davvero coraggio metta mano a sanità
e spese di Regioni e Comunh>.
Dal governo replicano il sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Graziano Delrio e il
ministro del Lavoro Giuliano Poletti: «Esuberi? Le bozze sono
bozze» commenta Delrio. «Renzi ha detto che le pensioni non si
toccano, e mantiene ciò che dice» afferma Poi etti.
Ma la protesta monta. Fish e
Fand, che rappresentano il mondo della disabilità, ricordando
come «le indennità di accompagnamento siano l'unico sostegno certo alle persone con gravi
disabilità» in una fase di tagli
drammatici alla spesa sociale e
accusano Cottarelli di non avere
letto correttamente i dati, mentre il Codancos punta il dito sulle "dimenticanze" del commissario: «Si è fatto troppo poco sui
costi della politica e sugli enti
inutili, inaccettabile immaginare un taglio alle pensionh>.
Trema anche il comparto sicurezza, sotto la minaccia della
scure. Per il vice ministro all'Interno Filippo Bubbico è «ipotizzabile» un accorpamento delle
forze dell'ordine, «anche se la
priorità mi sembra ottimizzare
la presenza di carabinieri e polizia sul territorio». Ma se il Silp
Cgil plaude alla possibile «eliminazione di doppioni che indeboliscono l'azione» sul territorio e
il Sap chiede «la riduzione dei
corpi di polizia, che sono ben
sette», il Siulp si schiera contro
«sforbiciatori improvvisath> e denuncia rischi per la sicurezza. In
allarme «per l'incolumità dei cittadinh> anche la rilmI:ml Vigili
del fuoco, corpo in cronica carenza di organici.
Ma anche tra i partiti il programma non raccoglie consensi. Dal Pd il presidente della
commissione Lavoro, Cesare
Damiano, ricorda gli interventi
pesanti, «al limite della sopportabilità sociale», su lavoratori vicini alla pensione e sui pensionati: «Cosa si pretende ancora
da loro?» chiede. Contro i tagli alle risorse per la sicureza si schiera Rosy Bindi, presidente
dell'Antimafia, mentre il presidente di Sei Nichi Vendola definisce il programma di Cottarelli
«un "piano Grecia"». Renato
Brunetta definisce l'ipotesi di taglio alle pensioni «un metodo
ignobile»: «Non si toccano, niente tagli lineari. Ma al momento
Cottarelli non ha prodotto nulla,
solo slide» afferma, mentre Renata Polverini parla di «terrorismo sociale».
IbRIPRODUZIONE RISERVATA
Poletti: ccAvanti sui contratti a termine»
Ritaglio
Conf.s.a.l.
senza causale, con la possibilità
di otto proroghe) contenute nel
decreto sul lavoro che sta per
essere pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale. Di fronte a questi
numeri "è ragionevole provare a
modificare la situazione», ha
proseguito poletti, sottolineando
che "l'impresa che ha la
possibilità, anche attraverso le
proroghe, di mantenere al lavoro
una persona per 36 mesi, è
ragionevolmente probabile che
poi la stabilizzÌ>}.
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ad
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068391
"Chi dice che con questa norma si
produce un disastro, mi chiedo
dove stava nei mesi di ottobre,
novembre, dicembre 2013,
quando il 68% degli avviamenti al
lavoro è stato con contratti a
termine». Così il ministro del
Lavoro, Giuliano poletti, nel corso
del suo intervento di ieri a
Bolognaal convegno in memoria
del giuslavorista Marco Biagi,
assassinato 12 anni fa,
riferendosi alle modifiche sui
contratti a termine (per tre anni
del
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20-03-2014
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SPENDING REVIEW: VVF CHIEDE INCONTRO CON ALFANO CONTRO TAGLI
068391
Roma, 19 mar. - (Adnkronos) - "I Vigili del Fuoco prendono atto che il Governo Renzi si
appresta ad operare ulteriori drastici tagli sulla sicurezza ed esprimono preoccupazione
per l'incolumità dei cittadini". Lo ha dichiarato Franco Giancarlo, segretario generale della
Federazione Nazionale tìIm1mnl Vigili del Fuoco, in una nota.
"II numero dei Comandi
dei Vigili del Fuoco è attualmente insufficiente. Basti pensare, ad esempio - si legge nel
testo - ad un recente fatto di cronaca avvenuto in Abruzzo, a Penne dove, a causa della
lontananza del presidio dei pompieri ci sono voluti oltre quaranta minuti per arrivare
sull'intervento di incendio di abitazione".
"Ci rivolgiamo al Ministro Alfano affinché al
più presto ci convochi così da poter argomentare al meglio le nostre ragioni", conclude
Giancarlo.
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L I BE RT l{ di PIACENZA
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20-03-2014
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3
Foglio
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I sindacati: «Basta con i tagli lineari»
Preoccupate critiche alla spending review annunciata da Cottarelli
sparmi raggiungibili al 2016 potrebbero <<ilon essere tutti disponibili per il taglio delle tasse»: molte
risorse sono già impegnate e una
serie di spese, in particolare quelle
indifferibili, come le missioni all'estero, sono state sottostimate per 6
miliardi nel 2015 e nel 2016. Ma il
premier ribadisce che la riduzione
della pressione fiscale, 10 miliardi,
ha «un margine ampio di copertura». E Cottarelli conferma una drastica dieta per la politica: con una
sforbiciata di 900 milioni in tre anni (2014-2016) suComuni,Regioni
e finanziamento ai partiti, e una riduzione di spese di l,l miliardo di
euro per gli organi a rilevanza costituzionale (trasformazione del
Senato inclusa).
«Siamo nella vecchia logica dei
tagli lineari e della compressione
dell' occupazione - commenta il segretario della Cgil Susanna Camusso - e si rischia di produrre grande
preoccupazione tra i lavoratori e
un nuovo blocco nell'economia».
Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni è «sconcertato»: «Abbiamo
già perso 350mila dipendenti pubblici, il governo si sieda a parlare
con noi: basta con questo gioco al
massacro. Se Renzi ha dawero coraggio metta mano a sanità e spese di Regioni e Comuni».
Fish e Fand, che rappresentano
il mondo della disabilità, ricordando come «le indennità di accompagnamento siano l'unico sostegno certo alle persone con gravi disabilità», mentre il Codancos punta il dito sulle "dimenticanze" del
commissario: «Si è fatto troppo poco sui costi della politica e sugli en-
ti inutili, inaccettabile immaginare un taglio alle pensioni».
Trema anche il comparto sicurezza, sotto la minaccia della scure.
Per il vice ministro all'Interno Filippo Bubbico è <dpotizzabile» un
accorpamento delle forze dell'ordine, «anche se la priorità mi sembra ottimizzare la presenza di carabinieri e polizia sul territorio».
Ma se il Silp Cgil plaude alla possibile «eliminazione di doppioni che
indeboliscono l'azione» sul territorio e il Sap chiede «la riduzione dei
corpi di polizia, che sono ben sette», il Siulp si schiera contro «sforbiciatori improwisati» e denuncia
rischi per la sicurezza. In allarme
«per l'incolumità dei cittadini» anche la Confsal Vigili del fuoco, corpo in cronica carenza di organici.
Maria Rosa Tomasello
068391
ROMA - Ai sindacati non piace: «È il
ritorno alla logica recessiva». Il piano di tagli dell' ex dirigente del Fondo monetario internazionale Carlo
Cottarelli, regista dell'operazione
spending review, fa esplodere le
polemiche dopo gli entusiasmi per
la riduzione dell'Irpef in busta paga. Vengono rispedite al mittente le
ipotesi di 85mila esuberi tra i dipendenti statali, l'eventualità di un
contributo una tantum sulle pensioni tra i 2mila e i 3mila euro e di
una stretta agli assegni di invalidità
e di accompagnamento, mentre al
centro di critiche finisce anche la
scelta di abolire enti come Enit (turismo) e Ice (commercio estero),
strumenti di promozione del Paese
in campo internazionale.
E al pettine arrivano i primi nodi. A partire dalla scoperta che i ri-
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Quotidiano
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Pag. 19
19 mar 2014
Rinnovo CCNL Piastrelle, Ceramica e Sanitari. Sottoscritta da FesicaConfsal ipotesi di accordo
TavoloConfindustria. Ieri, 18 marzo, a serata inoltrata, nella sede di Confindustria a Roma, la
Fesica-Confsal, Settore Ceramico, insieme a tutte le altre sigle sindacali, ha sottoscritto l’Ipotesi di
Accordo per il Rinnovo del CCNL che interessa 37000 addetti all’industria delle piastrelle di
ceramica, dei materiali refrattari, ceramica sanitaria, di porcellane e ceramiche per uso domestico e
ornamentale, di ceramica tecnica, di tubi in grès. Le imprese interessate sono circa 273, quasi tutte
situate nel territorio di Modena, Reggio Emilia, Imola e Faenza, Civita Castellana.
Un aumento di 112,00 euro e di uno 0,1% da versare nel Foncer (fondo di previdenza), con l’una
tantum di euro 300,00 (euro 150,00 nella busta paga di giugno e i rimanenti 150,00 euro nella busta
paga di gennaio 2015), a saldo della vacanza contrattuale, hanno permesso al Segretario Nazionale
della Fesica-Confsal, Letizia Giello, assistita dal segretario generale della Fesica, Bruno Mariani, e
dal Segretario Generale Confsal, Marco Paolo Nigi, di chiudere le trattative e di siglare l’ipotesi di
accordo di rinnovo del CCNL del 22 novembre 2010 ormai scaduto, le cui trattative si erano aperte
dalla fine del maggio 2013. Tutti i lavoratori saranno informati e consultati con assemblee che
saranno indette nei prossimi giorni in tutte le aziende.
firma-ipotesi-accordo
“Siamo soddisfatti del traguardo raggiunto – sottolinea Letizia Giello, anche a nome dei lavoratori
del settore, che hanno composto la delegazione Confsal, (Michele Loviso, Ruggero Del Vecchio,
Giuseppe Rendina e Giosuè Sepe) – : gli aumenti, che entreranno nella busta paga già dal mese di
aprile (i primi 30,00 euro, prendendo sempre a parametro la categoria D1), restituiranno parte del
potere di acquisto perduto in busta paga, con un recupero certo del 6,75%: una tregua alle ansie che
attraversano il settore e tutto il distretto ceramico morso dagli effetti della crisi globale e di settore.
Un risultato portato a casa nel rispetto della categoria, che, con la propria disponibilità ad affrontare
qualsiasi tipo di sacrificio, tutti i giorni contribuisce a salvare posti di lavoro per sé e per i lavoratori
che verranno”.
(Letizia Giello, Segretario Nazionale Fesica – Confsal, settore ceramico)
Quotidiano
COBBIEBE DELLA SEBA
_c:-=====
«Noi meno
importanti
delle
tecnologie»
Foglio
20-03-2014
24
1
«Seguo l'insegnamento di don
Milani: la scuola non deve
essere un ospedale che cura i
sani e allontana gli ammalati».
Valentina Santarpia
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Il preside
Data
Pagina
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Scuola: testate nazionali
068391
Tra ricorsi in tribunale,
minacce, complicati rapporti
con gli Enti locali, gestione del
personale e discussioni coi
ragazzi, anche quella da
preside è una vita in trincea.
Parola di Ciro Raia (nella foto,
tratta dal Blog del cittadino),
dirigente scolastico al liceo
Sbordone di Napoli e autore di
Diario di un preside, edizioni
Polidoro.
Dopo quarant'anni nelle
scuole, come si sente?
<<Ancora innamorato di questo
mondo. Anche se un po'
deluso per l'evoluzione che sta
subendo: sembra sia più
importante avere una lavagna
multimediale che una scuola
che funzion3».
Difficile dialogare con i prof?
<d docenti sono splendidi, è su
di loro che si regge la scuola.
Ma sta scendendo il livello
culturale, si dà più
importanza alla valutazione
con "gli Invalsi", come li
chiamano, che ad
approfondimenti e relazioni.
Invece bisogna parlare con
professori, famiglie e ragazzi».
Lei cerca sempre il dialogo?
«SÌ. Quest'anno agli studenti
che volevano occupare ho
detto: vi dò le chiavi
dell'istituto basta che non lo
danneggiate. Erano stupiti e
hanno accettato di trattare:
abbiamo organizzato insieme
dieci giorni senza lezioni,
dedicati agli studenti».
Ha mai perso le staffe?
<<Certo, a volte ci vuole polso.
Come quando mi hanno citato
in tribunale perché avevo
tenuto la scuola aperta, anche
se me lo aveva chiesto il
sindaco. Oquando ho
sequestrato il cellulare a un
ragazzo e i genitori volevano
denunciarmi. Oquando ho
ammonito l'insegnante
sempre in ritardo: il sindacato
ha contestato che il suo
orologio non era
sincronizzato col mio!».
Come mantiene la calma?
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COBBIEBE DELLA SEBA
Pagina
20-03-2014
24
Foglio
1 /2
Data
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Quotidiano
Pochi e con paghe basse. Subiscono nuove regole ad ogni cambio di ministro
I nostri insegnanti, eterni maltrattati
trattati dalla politica, che a ogni cambio di
governo modifica le regole. Sono poco
considerati anche dai genitori, che mettono in dubbio !'istituzione e i metodi dili insegnanti italiani sono malpagati, dattici. Infine, lavorano in condizioni di
come ha certificato l'Ocse. Sono mal-
di GIANNA FREGONARA
e ORSOLA RIVA
G
i
grave penuria quando non di emergenza.
Nell'ultimo decennio, un docente su 10 ha
lasciato la professione. TI malessere di una
categoria di quasi 800 mila persone alle
quali affidiamop(!r 6-8 ore i nostri fi~li.
A PAGINA 24 Santarpia
Posti tagliati e pensioni rinviate
L'Italia dei professori maltrattati
Sono in tanti ma hanno graduahnente perso peso nella società
delle supplenze fa dei I).ostri
insegnanti una categoria per
il 62 per cento di ultracinquantenni. Un record in tutta
Europa.
Ecco perché alla domanda
«le piacerebbe che suo figlio
diventasse insegnante?», soltanto un italiano su cinque risponde di sÌ. Una volta maestri e professori erano come il
medico condotto, ma da decenni ormai il crisma sociale
del professore si è molto appannato. CosÌ come l'autopercezione dei docenti. Lo si
vede bene da una recente indagine della Fondazione
Agnelli su come si considerano i docenti entrati in ruolo
nel triennio 2008-2010: forti
nelle competenze disciplinari
(per 9 su dieci la formazione è
stata assolutamente adeguata); ma 7 su dieci dichiarano
di sentirsi in difficoltà nel gestire classi sempre meno disciplinate (come dimostra la
rilevazione Ocse-Pisa 2012: i
quindicenni italiani sono
scarsi in tutto salvo che nell'arrivare tardi o marinare la
scuola) e quando viene il momento di confrontarsi con le
famiglie. Strano? Per niente. TI
problema sta nella formazione iniziale: anche dopo riforme e controriforme i professori entrano in classe spesso
senza una adeguata preparazione specifica sul fronte pedagogico, oltre che stremati
dal precariato più lungo e
confuso d'Europa: il 27 marzo
se ne occuperà la Corte di
Ritaglio
Scuola: testate nazionali
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ad
Giustizia, perché il periodo
massimo di contratti a tempo
determinato permesso nell'Unione europea è di 36 mesi.
Mentre per entrare in ruolo in
Italia ci possono volere anche
dieci-quindici anni.
Vecchi, stanchi, poco motivati e che puntano solo al posto fisso? Alcuni forse, ma c'è
anche un esercito che resiste
in trincea e si rimbocca le maniche quotidianamente per
fare al meglio il proprio lavoro. Come far funzionare un sistema centralizzato e cosÌ
complesso? Lo spiega bene
Pasi Sahlberg, 54 anni, consulente del ministero dell'Educazione di Helsinki e
ambasciatore nel mondo del
modello educativo finlandese, un «brand» famoso ormai
quanto la Nokia. «Vent'anni fa
- dice al Corriere questo ex
professore di matematica abbiamo deciso di investire
nella costruzione di un rapporto di fiducia fra gli insegnanti e il resto della società.
Abbiamo dat0 ai docenti più
libertà, più indipendenza e
più autonomia e presto ci siamo resi conto che cosÌ le
scuole funzionavano meglio.
Maestri e professori devono
essere supportati, bisogna
avere fiducia in loro, non
controllarli o punirli». E i risultati dei test Ocse-Pisa in
cui i ragazzi finlandesi rivaleggiano con le tigri asiatiche
gli hanno dato ragione. Certo,
il sistema di formazione dei
docenti è estremamente esi-
uso esclusivo
del
destinatario,
gente e selettivo: punta a far
entrare nella scuola i «cervelli» migliori, solo uno su dieci
aspiranti prof arriva in fondo
alla formazione. Ma una volta
che diventi docente ti basta
insegnare 4 ore al giorno. Gli
stipendi non sono stratosferici ma più adeguati e la reputazione sociale ti ricompensa
ampiamente della tua fatica.
Gianna Fregonara
Orsola Riva
non
©RIPRODUZIONERISERVATA
Scuola
Negli
ultimi.
.
cinque anni,
dal 2007 al 2012,
un insegnante su
dieci ha lasciato
la professione
----------~----
In Finlandia
L'esperto del
ministero: «Così
abbiamo dato ai
docenti più libertà,
indipendenza
e autonomia»
068391
Sono malpagati: lo ha certificato l'Ocse, gli stipendi degli insegnanti italiani sono
sotto la media dei Paesi svi luppati e dell'Unione Europea. Ogni anno «perdono»
cinquemila euro rispetto ai
loro colleghi. Sono spesso
maltrattati, dalla politica che
ad ogni cambio di ministro
cambia le regole per questa
«categoria» di quasi 800 mila
persone alle quali affidiamo
per sei/otto ore al giorno i nostri figli; e da noi genitori, che
non siamo più cosÌ sicuri del!'istituzione e dei metodi di
insegnamento e tra l'insegnante e nostro figlio siamo
propensi a credere quasi
sempre al secondo. Lavorano
in condizioni di grave penuria quando non di emergenza,
anche se le classi italiane non
sono quei pollai di cui parlano i rappresentanti di categoria (il rapporto tra docenti e
studenti è di uno a 12, poco
migliore della media europea). Al momento sono
esclusi dalla spending review,
anche se per 4 mila di loro la
pensione (già sospesa dalla
riforma Fornero) è di nuovo
rinviata. Ma va detto che negli
ultimi cinque anni la scuola
ha già <<perso» un insegnante
su dieci (erano 843 mila nel
2007, sono diventati 766 mila
nel 2012): un taglio mai visto
per la pubblica amministrazione. E infine sono «vecchi»
come ci dicono le indagini internazionali: la lunga e im pervia strada del precariato e
riproducibile.
Pag. 25
COBBIEBE DELLA SEBA
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Pagina
Foglio
20-03-2014
24
2/2
Il confronto
L'età
Gli stipendi
Gli insegnanti divisi per fasce d'età
Il salario annuale medio degli insegnanti con 15 anni di esperienza
Il meno di 30 anni ,1100-39 anni 1140-49 anni 11150 o più anni
(dati in dollari) O
,
I
Brasile
Lussemburgo
~~c. ~
I
I
Polonia
i
60.000 80.000
100.000
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Svizzera 1-_____
_ - - _ - -1.
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Germania
Stati Uniti
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Belgio
Olanda
Francia
,
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Giappone
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Spagna
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Svezia
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Austria _ - _ - -...
Olanda
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60
70
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100%
90
L'andamento
125
Secondaria di primo grado
-
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115
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2006
2007
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ITALIA
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110
1-__- • •
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I:evoluzione degli stipendi dei docenti con 15 anni di esperienza dal 2005 al 2011
Scuola primaria _
(dati in dollari. 2000 =100)
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1-__- - - - -
Canada
Irlanda _ - _ - - _ - .
Danimarca _ - - _ - - _ Australia 1-__- - _ Stati Uniti 1-_____
Giappone 1-__- - _
Spagna _ -_ _ __
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Norvegia
Rep. Ceca
2005
20.000 40.000
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www.ecostampa.it
Quotidiano
S!ovenia
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Grecia
i
I
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2008
2009
2010
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Rep. Ceca _ - _
Polonia _ _ _ I
.........
2011
Fonte. Educ(ltlOn at il Glance 2013, Dese (dati 2011)
Israele
-- --- -
Argentina
Ungheria
Rep. Siovacta
O'ARCO
068391
~C~ilBIEBEIi~LLA SElJA~
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Scuola: testate nazionali
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Pag. 26
la Repubblica
Data
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Foglio
20-03-2014
21
1
L'indagine nella capitale partita dalle segnalazione della madre di un'amica. Per l'insegnante 40enne l'accusa èatti sessuali conrninori
La profaprocesso per un bacio all' allieva
"Ci amavamo, non c'è stata violenza"
ROMA - Un bacio segreto in un
cinema. E poi messaggi, chat, frasi romantiche, cuoriin ogni dove,
promesse di non perdersi mai.
Un amore virtuale e proibito perché una delle "amanti" era una
studentessa di terza media, anche se 15enne, e l'altra la sua insegnate 40enne che ora rischia di
finire a processo con l'accusa di
attisessualiconrninori, reato che
si contesta quando c'è il consenso. E il consenso in quel caso c'era: tra la ragazzina e la professoressa era nato un amore. Lei, la
piccola, le scriveva "ti amo" in
chat,lei,l'insegnante,la contraccambiava. Era gratificata da
quelle attenzioni, le consigliava
libri, film, le scriveva messaggi
d'amore. Le aveva persino regalato un ciondolo che la sua alunna portava sempre con sé. Stavano insieme, come hanno spiegato entrambe che hanno parlato
l'una dell'altra come dell'amore
della vita.
Una storia dove non ci sono
denunce. A dare il via alle indagini della polizia postale è stata
la madre di una amichetta di
Paola (nome di fantasia). La
donna ha trovato sul cellulare
della figlia una chat erotica:
Paola aveva chiesto in prestito il '
telefonino per scrivere alla prof.
Il contenuto di quei messaggi
era così esplicito che, non appenalihanno visti, gli investigato-
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Quotidiano
modo di avvicinare. La professoressa, messa davanti alle conversazioni proibite, ha capito di
essersi spinta troppo in là. Ha
pianto per quella tentazione alla quale ha ingenuamente ceduto. Ha ammesso di averla incontrata due volte fuori dalla
scuola e che, in una delle due
occasioni, c'è stato un goffo e timoroso bacio. Appassionato,
desiderato, dolcissimo. Ma vietato dalla legge.
(m.e.v.)
© RIPRODUZIONE RISEAVA"rA
~aipD
Ia~'ka~
diave1l',~
edèseoppiata
m~
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Scuola: testate nazionali
068391
ri e il pubblico ministero hanno
convocato alunna e docente.
Claudia e la sua prof, sentite
separatamente dal pm Claudia
Terracina, hanno raccontato la
.stessa storia con la stessa grande difficoltà e l'imbarazzo di
dover condividere con estranei
una cosa così privata come
quell'infatuazione .•• Ci amavamo, non c'è stata nessuna violenza», hanno detto. Laragazzina ha ripercorso il nascere di
quell'attrazione per l'insegnante che lei ha cercato in ogni
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Pag. 27
Quotidiano
la Repubblica
Data
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Foglio
MARIAPIA VELADIANO
LLORA: è probabile che
in principio studiare non
sia preferibile a immergere le mani nella sabbiera che
abbiamo appena allagato con lo
scopo di costruire fortini e castelli. E anche, un po' più tardi, è
improbabile che trascorrere una
giornata di primavera a scuola
non sia preferibile ad andare al
parco con gli amici. In una buona misura studiare è "innaturale" nel senso che l'apprendere è
un piacere acquisito, che poi
può riempire l'intera vita, e dare
soddisfazioni e strumenti per vivere bene a molti, e quel che serve per difendersi dall'ingiustizia, per essere protagonisti delle
nostre scelte a tutti. Una forma
di autentico piacere ci deve aiutare a superare la fatica dello studio, del provare e riprovare, del
restarelìarisolvereunproblema
o a fare una traduzione. Nonèfacile apprendere se non si sperimenta questo piacere. Certo, ci
tengono di essersi esercitati? In
questo caso si può dire che parlano dalla posizione di chi irisultati li ha di fatto ottenuti. Ma anche loro non stanno sulla luna.
Sono in un sistema scolastico
che magariinveste di più, magari proprio sulla matematica, perché le culture possono essere
differenti e non è cosÌ scontato
che l' omologazione dei risultati
sia un bene e un successo. Ma
anche senza allargare troppo,
andrebbero correlati i dati con i
sistemi scolastici, cosa che peraitroI'Ocse-Pisafaesonoalmeno dieci anni che si scopre che
esiste una correlazione fra risultati, autonomia delle scuole, investimenti sulla scuola, considerazione sociale degli insegnanti, etc ... Giusto perché ci ricordiamo che quando si parla di
motivazione tutto si tiene. Eperché non si finisca a parlare sempre e solo di quella degli insegnanti.
«Non voglio più vedere quaderni di scuola sul tavolo il giorno di Natale», ha detto un genitorepochigiornifa.Solochenon
lo ha detto a suo tiglio dentro un
parlar d'aiuto a programmarsi il
lavoro, a distribuirlo in modo da
santificare feste e apprendimento insieme. Lo ha detto ai
professori, appunto.
CI RIPRODUZIONE RISERVATA
068391
A
può essere la costrizione, che
però non garantisce molto sul
lungo periodo. Mac'èlamotivazione, e non si dà teoria pedagogica che non ne parli come di
quel che deve accompagnare il
lavoro di scuola. Motivazione
come movimento infine proprio, personale e spontaneo, che
ci fa essere determinati asuperare la fatica, a ripetere lo sforzo, e
facilita anche questo cheèunve-'
ro lavoro. E siamo tutti d'accordo. Solo che si fa presto a parlarne un po' cosÌ.
Basta che ci siano insegnanti
motivati, si dice. E rimane vero
che l'entusiasmo di un insegnante per la sua disciplina è efficace per felice esposizione e
contagio e cosÌ pure l'amore per
l'insegnamento e la passione
educativa lo sono. Poi però i ragazzi non vivono sulla luna e in
un contesto in cui la scuola non
conta perché la realizzazione
personale nell'immaginario comune passa per altre strade, alloraunsupplementodiriflessione serve. Questo segmento dell'indagine Ocse-Pisa dice che i
ragazzi che affermano essere
importante applicarsi ed esercitarsi per ottenere risultati buoni
di fatto ottengono risultati buoni. Possiamo rovesciare e dire
che quelli che hanno ottenuto risultati buoni sono quelli che ri-
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MALE COLPE
NON SONOTUTIE
DEI RAGAZZI
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1
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Quotidiano
Ila Repubblica
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Scuol~ilrecord di pigrizia
degli studenti italiani
"Ecco perché hanno brutti voti"
L'Ocse: l'impegno contapiù del talento anche in matematica
SALVO INTRAVAIA
L'IMPEGNO paga più del talento, almeno nello studio
della matematica. E i quindicenni italiani risultano tra i
più demotivati del mondo.
Piazzandosi in fondo alla
classifica stilata dall'Ocse,
precedendo su 65 paesi soltanto Argentina, Colombia,
Costa Rica eAlbania. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha di recente rielaborato i
dati dell'indagine Pisa 2012,
il Programma di valutazione
delle competenze degli studenti in Lettura, Matematica
e Scienze, approfondendo gli
aspetti dello studio della matematica. "Successo scolastico: gli alunni sono motivati?", il titolo del focus che
mette in relazione i risultati
nel test con il livello di impegno dichiarato dagli stessi
studenti nell'affrontare lo
studio di questa materia. Secondo gli esperti dell'istituto
di Parigi, sono sacrificio e
perseveranza a portarli in al-
to nelle classifiche internazionali-doveCorea, Norvegia e Finlandia svettano su
tutti - più del corredo genetico e della predisposizione.
Ma perché i nostri quindicenni sono così demotivati
quando a scuola affrontano
teoremi e problemi? «Più che
demotivati, gli studenti mi
sembrano scoraggiati», dice
Angela. Schirru, docente di
Matematica in un liceo
scientifico di Palermo. «Purtroppo la nostra società pensa che occorra essere portati
in questa materia per riuscire. Èunluogocomunedifficile da sfatare di cui spesso si
convincono anche i ragazzi.
Una tesi che contesto: chi si
impegna ottiene sempre risultatÌ». Per Gianfranco Staccioli, pedagogista e docente
all'università di Firenze, «i
ragazzi non vedono l'applicabilità nella vita quotidiana
della matematica, che considerano una materia astratta,
e di conseguenza perdono
l'interesse». Se gli studenti si
scoraggiano, per Staccioli, è
anche colpa dei professori.
«Gli insegnanti dovrebbero
fare amare la matematica ma
occorre trovare il metodo più
efficace. Rispetto a tantissimi anni fa - conclude il docen te universi tario - si insegna sempre allo stesso modo. Occorrerebbe invece costruire progetti educativi incentrati sull'interesse, ma
nel nostro paese questo è un
traguardo ancora piuttosto
remoto». <<1 ragazzi italianicommenta Damiano Previtali, preside del liceo classico
Sarpi di Bergamo - abbandonano quasi subito un problema difficile , maèunatteggiamento tipico della scuola
italiana, ancora troppo legata ad un modello di insegnamento di tipo trasmissivo
piuttosto che ad una didattica per competenze».
Soltanto il41 per cento degli studenti è convinto che un
maggiore impegno può portarli a buoni risultatiinmatematica, contro il65 per cento
dei quindicenni di Singapore
e il 48 per cento della media
Ocse. Stesso discorso sull'utilità di questa materia. Soltanto 19 ragazzi italiani su
cento pensano che possa dare una marcia in più sul lavoro contro il 41 per cento dei
compagni inglesi. <<I risultati
dello studio rivelano - dice
Francesca Borgonovi, analistadell'Ocse-cheunamen talità che porta gli studenti a
dividere il mondo in chi è
portato per la matematica e
chi non lo è, è associata a risultati peggiori. Molti studi
hanno evidenziato che il cervello è plastico emutainfunzione dell'apprendimento:
più si impara più diventa facile imparare». E la scuola
può incidere tantissimo. Le
elevate percentuali di studenti dei paesi asiatici motivati a studiare questa materia che ottengono punteggi
elevati <<lascia pensare - si
legge nel report - che l' edu~
cazione e il suo contesto sociale possono giocare un
ruolo determinante nella
trasmissione dei valori che
incoraggiano al successo».
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La relazione tra indice di perseveranza
le performance in matematica degli studenti
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Il questionario
% di studenti che sono
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"mo/to d'accordo" con /a
seguente affermazione "Fare
uno sforzo in matematica
vale la pena perché mi aiuterà
nellavDro che voglio fare
dopo gli studi"
% di studenti che sono
"mo/to d'accordo" con la
seguente affermazione
"imparare la matematica
è utile per me perché
mlgliorerà le mie chance
% di studenti che sono
"mo/to d'accordo" con la
seguente affermazione
"Se mi impegno
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Quotidiano
a sufficienza
32,6
19,4
10,5
So!oU19pelfl"
cento peusa
che possad.arg6
,9
u.na~m
5,6
~tIlB.1,8
@POSIZIONE
NELLA CLASSIFICA
DI 65 PAESI
fonte: Ocse-Pisa
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-3,30. .• iti
pi.ù sul IavOIfl"O
destinatario,
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Quotidiano
LA STAMPA
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Ceditoriale
dei
lettori
LÀ FILOSOFIA
E CONCRETA
FEDERICA CRESTO
ilosofia sl, filosofia no: questo il dibattito
delle ultime settimane. Pareri discordi e
non uniformi, chi la difende e chi la vorrebbe abolire tacciandola di inutilità. Ep.
pure è proprio in un'epoca in cui i comici
si lanciano fu politica e i politici smanianop~r fare i
buffoni che si è perso l'esercizio al ragionamento e al
pensiero razionale. Personalmente, ritengo che sia
stata la materia tlhe, in 5 anni di Ilceo classico, mi sia
servita maggiormente. E non.mi riferisco allo «stu- .
dio», quanto alla sua comprensione: non penso, infatti, che possa 'essere di vitale importanza conoscere a fondo le differenze metafisiche tra Aristotele e
Kant o le analogie tra Schopenhauer e Kierkegaard.
La filosofia non si studia a tavolino: si pensa, si riflette, si vaglia; insegna a ricondurre la quotidianità a
schemi razionàli e addestra a risolvere da soli i piccoli problemi che intessono le nostre esistenze.
Sabato 15 marzo ho avuto il piacere di prendere
parte alla competizione regionale delle Olimpiadi
della Filosofia; i candidati erano chiamati a scriv~re
un testo argòmentativo, in lingua italiana o stràniel'a, all'interno del quale poter esporr~ il proprio pensiero circa un tema di strettissima attualità: la connessione esistente tra immigrazione, istruzione ed
economia. Se questa era la richiesta della SFI (Società Filosofica Italiana), organizzatrice delle Olimpiadi, il messaggio appare cristallino: la filosofia
vuoI essere concreta, e lo è. È vero, i tempi sono camo
biati; se però la filosofia è inutile, qualcuno mi spieghi perché dopo 2500 anni ancora si ricerca la caUsa
prima dell'universo (non più nelle grotte deltAttica
ma nel sotterranei del CERN); perché siamo ancora
affascinati dai segreti «della legge m()rale dentro di
me e del cielo stellato sopra di me»; qualcuno mi
spieghi il motivo per cui continuiamo a porci sempre
la stessa domanda, sin. da bambini: «perché?». La
filosofia dovrebbe essere insegnata per formare l'individuo. In f()ndo è solo l'amore e la radice del sapere: scusate se è poco. Talmente poco che qualcuno
sostiene che debba essere estirpata per sempre.
studente~sà di Liceo Classico, Luserna San Giovanni (TO)
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Religione a scuola
Docenti chiamati
a mettersi in gioco
LATINA
unedì scorso, nella Curia vescovile di Latina, il vescovo Mariano Crociata ha incontrato per la prima volta
gli insegnanti di religione cattolica della diocesi, tappa
di avvicinamento al convegno diocesano La Chiesa per la
scuola, in programma venerdì 28 marzo. «Attribuisco non poca importanza a questo nostro primo incontro - ha affermato - perché, con la Chiesa in Italia, riconosco un valore e un
compito significativi alla presenza degli insegnanti di religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado». «Il vostro
- ha proseguito - è un lavoro chiamato a tendere verso la più
alta professionalità, ma non può farlo senza rafforzare il legame originario e permanente con la Chiesa, in cui quella
professionalità si è formata e si coltiva». Ragione per cui «il
vostro insegnamento richiede, se possibile, il massimo inserimento scolastico e il più
profondo legame ecclesiale».
l'incontro
Dopo aver richiamato la necescon il vescovo
sità di «mettersi in gioco» a liCrociata in vista vello sociale, ecclesiale e spirituale, Crociata ha concluso con
del convegno
un richiamo al concetto di laidiocesano
cità, usato e talora abusato anche nell' ambito della scuola: «La
laicità propria del contesto scolastico con la sua pluralità di
presenze e di opzioni, non comporta l'assenza di orientamenti ideali e valoriali, ma la loro leale manifestazione nel rispetto delle persone. Altrimenti il rischio è di far diventare il
neutralismo e illaicismo la vera ideologia e la religione alternativa a tutte le altre minacciate di esclusione. La pretesa di
essere se stessi fino in fondo e il coraggio di manifestare la propria visione della realtà e della vita sono la condizione elementare per stare con dignità e verità dentro una società plurale' non per prevaricare, ma nemmeno per venire più o meno subdolamente marginalizzati e rimossi. Coltivare e manifestare la propria identità credente è servizio educativo e
scolastico di prima grandezza e urgenza; è anche condizione per far riconoscere e apprezzare la materia che si insegna,
per dare credibilità alle vostre persone, soprattutto per prendere posizione a favore della verità di ciò che insegnate. La dissociazione tra coscienza e insegnamento, tra vita personale e
cultura trasmessa in termini professionalmente competenti,
è internamente contraddittoria, perché nega nei fatti ciò che
viene detto a parole».
(Sicilianlj
CATHOIICA
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Una docente di religione in classe
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Il
Dopo le riforme MorattiGelmini e le polemiche che
sono seguite, resta il problema
dell'insegnamento di questa
lingua essenziale alla nostra
cultura. A confronto
gli autori dei libri di testo
ROBERTO CARNERa
zlOnI, puo essere molto
sempli-
ome cambia l'insegnamento del latino nella scuola della riforma Gelmini? Per legge sono state drasticamente ridotte le ore settimanali di
questa materia un po' in tutte le
scuole (tranne che al liceo classico).
Per molti questo è un male, un problema. Ma è anche vero che ogni cambiamento,
se serve a ripensare lo statuto di una disciplina e
le metodologie impiegate per trasmetterla, può
~nche determinare inaspettate evoluzioni positlVe. Peraltro la riforma ha rinominato la materia: da "Lettere latine" a "Lingua e cultura latina",
evidenziando così il nesso tra lingua e civiltà. Ne
discutiamo con alcuni esperti, soprattutto autori di manuali di latino per le scuole, dove forse mai
come oggi si stanno sperimentando nuove soluzi??i, ?Dche. grazie all' apporto delle tecnologie
dIgItalI applIcate all'insegnamento.
Nicola Flocchini è, insieme con Piera Guidotti
Bacci, l'autore del corso di latino più diffuso nei
licei italiani, uscito in prima edizione nel 1991
col titolo Comprendere e tradurre (Bompiani
Scuola, gruppo Rcs Education). Con alle spalle una lunga carriera di professore e preside nei licei' ma anche di lettore di Lingua latina all'Università Cattolica di Milano, Nicola Flocchini ritiene che oggi si debba innanzitutto riscoprire le
motivazioni allo studio di questa materia: «Dobbiamo trasmettere ai ragazzi un messaggio di fiducia e ottimismo, facendo capire ai nostri studenti che ~on stiamo imponendo loro una fatica inutile. E fin troppo ovvio ricordare che l'incontro col latino è l'incontro con le nostre radici. Ma direi soprattutto, nel contesto attuale, che
la tr~duzione dal latino garantisce l'acquisizione dI. alcune competenze (scegliere i dati pertinentI, formulare ipotesi, fare inferenze, verificarle) che sono le stesse richieste dalla ricerca
scientifica e dal problem solving. Lo studio della lingua di Cicerone insegna a gestire la complessità. Questa è una vera e propria emergenza educativa in un mondo sempre più complicato come il nostro, dove peraltro i ragazzi tendono a fuggire ciò che è difficile perché ne sono
spaventati».
E il metodo? «Se puntiamo, come ci richiedono
gli attuali programmi, alla traduzione dal latino
e non più a quella dall'italiano ormai da temp~
abbandonata, l'insegnamento della grammatica, con tutto il peso delle varianti e delle ecce-
ficato. Per questo i manuali vanno reimpostati,
anche tenendo conto del minor tempo a disposizione. I;approccio più efficace è quello di partire da ciò che è noto, cioè l'italiano, proponendo ai ragazzi un confronto con le strutture del
latino».
Piera Guidotti Bacci, anche lei docente di lungo
corso nei licei, è d'accordo su questa esigenza di
razionalizzare la didattica. «Il che però non significa - puntualizza - tagliare i contenuti in maniera indiscriminata. Una ri- Flocchini: il SJO s:ucjio fa acquisire
duzione meramente quancompo:onzo a'lalog'lo a quollo
,ic'lieste dalla ricerca scientifica,
titativa sarebbe una soluDomenici: 'lQrl può pilJ essere
zione irrazionale. Si tratta di
considerata U'la matecia fine a se
capire che alle diverse tipologie di scuola debbono s:essa, ma va i'lsegnata in parallelo
all'i~aliano e alle li(lgJe stmniere,
corrispondere diversi me- ampllanoo
così il bagaglio linguistico
todi didattici: non possiamo pensare di lavorare allo stesso modo al classico
e al linguistico (dove di latino si fanno soltanto due
ore a settimana). Accanto
alla classica traduzione, si possono proporre altri tipi di esercizi: ad esempio le domande di
comprensione su un testo o l'analisi di un brano
latino con traduzione a fronte».
Anche Ilaria Domenici (autrice per Paravia, gruppo Pearson, di un fortunato manuale dal titolo Id
est, nonché di un nuovo libro di testo appena uscito, Monitor) punta molto sulla diversificazione delle attività: «Sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, nei miei libri propongo esercizi e giochi interattivi, anche con immagini e vignette, che vanno incontro alle modalità percettive dei nativi digitali. Ma ovviamente la tecnologia non è tutto. Si tratta, prima
ancora, di capire che come insegnanti non possiamo dare più nulla per scontato. Poiché sempre più spesso ci capita di trovare allarmante la
povertà lessicale dei nostri studenti, proprio una disciplina come il latino può servire ad ampliare il loro bagaglio linguistico. In altre parole,
lo studio del latino non può più essere considerato fine a se stesso, ma va condotto in parallelo
a quello dell'italiano e delle lingue straniere».
Concorda Raffaella Tabacco, professore ordinario di
Letteratura latina e direttrice del Dipartimento di Stu-
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a scuola
Tempo di cambiare?
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Quotidiano
Quotidiano
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aiutino a orientarsi nei diversi contesti comunicativi. Questo con il latino si fa molto poco, ritenendo, a torto, che il ricorso al vocabolario risalva ogni problema. Non è così; anzi, un uso
scorretto del dizionario rischia di creare più difficoltà di quante ne elimini. Ovviamente il latino è diverso da una lingua moderna e dunque
l'attenzione alla grammatica deve rimanere fondamentale. Ma lessico e regole grammaticali andrebbero contemperate in un modello didattico
meno rigido e stantio». Che è, in fondo, quanto
chiedono anche i ragazzi.
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di Umanistici dell'Università del Piemonte Orientale,
che vanta una lunga esperienza di formazione degli
insegnanti della scuola secondaria: «Andrebbe superata l'eccessiva grammaticalizzazione dello studio
del latino. Quando ci si avvicina a una lingua straniera, la prima cosa che si impara è un certo numero di vocaboli di base, che
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LA RIFORMA DIMENTICATA
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Il primo importante cambiamento nella didattica del
latino non è legato alla riforma Gelmini (che andrebbe
chiamata Moratti-Gelmini, iniziata nel 2003 e varata nel
2010), ma a una semplice circolare ministeriale, ormai
dimenticata: quella datata 20 marzo 1967. Un documento di cui
oggi nessuno si ricorda, ma che determinò un'autentica
"rivoluzione copemicana" nell'insegnamento di questa disciplina. Il
testo stabiliva che il latino doveva essere studiato, da allora in poi, in
funzione "recettiva" e non più "produttiva". In altre parole spariva la
traduzione dall'italiano e la composizione in latino. Lo studio della
lingua latina sarebbe stato finalizzato solo alla padronanza degli
strumenti necessari a leggere e comprendere i classici. Gli
anni Settanta e Ottanta furono decenni di smarrimento,
perché veniva meno una secolare tradizione didattica che
aveva mirato a insegnare a produrre in latino, ma
anche di sperimentazioni, che continuano ancora
oggi. (R. Carn.)
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Dal primo maggio partirà in Italia il programma
europ~o Garanzia giovani. L'assessore regionale
Valentma Aprea ha chiaro l'obiettivo da
raggiungere: «Assicurare che la transizione
dalla scuola al lavoro avvenga entro 4 mesi»
I
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Scuola: testate nazionali
Employment Initiative) sono già stati tutti ampiamente destinati e sembrano essere appena sufficienti».
Meglio rimanere nel range indicato
dall'Unione Europea, cioè sotto i 25
anni?
Sì, credo che ci sia più possibilità di
riuscita se le risorse rimangono queste.
Regione Lombardia è già pronta a partire
dallo maggio, con interventi mirati per
la fascia d'età indicata dall'Europa. Che
in Lombardia equivale a circa 70 mila studenti e 140 mila Neet (giovani che non
studiano e non lavorano).
stampa
Con il Governo ci sono alcune questioni
rimaste in sospeso. Lei e i suoi colleghi
avete incontrato il ministro del Lavoro
Giuliano Poi etti e avete espresso alcune perplessità, molte di queste riguar-
bilità rispetto alle proprie caratteristiche,
alle politiche già attivate e alle strategie.
Tema altrettanto caldo è quello della contendibilità, che rappresenta un principio condiviso: un giovane può partecipare al programma in qualsiasi Regione, a
prescindere dalla propria residenza. Vanno però esplicitate con maggiori dettagli
i tempi e le modalità di compensazione.
In ultimo il nodo comunicazione
Il ministero del lavoro sta ipotizzando
un'azione diretta e centrale per la comunicazione, l'intervento sui sistemi informativi e l'assistenza tecnica. Le Regioni
ritengono però necessario avere un budget autonomo per questi interventi.
In Regione Lombardia il suo assessorato ha dato vita a un modello di politiche attive per il lavoro virtuoso e che
funziona bene: la Dote unica lavoro.
Partendo da qui, quali saranno i crite-
dano proprio i finanziamenti
Secondo il Governo la quota di Fse
sarebbe da ripartire in proporzione alle
risorse che saranno effettivamente gestite dalle amministrazioni centrali e regionali. Quindi il 93,4 per cento del cofinanziamento Fse, pari a 530 milioni, dovrebbe essere computato sui Por Fse (Programmi operativi regionali) e solo il 6,6 per
cento nell'ambito dei Pon (Programmi
operativi nazionali) Fse. Per Regione Lombardia questo significa un impatto di circa 67 milioni di euro sul Por Fse e proprio
alla luce di questi dati, insieme alle altre
Regioni, abbiamo dichiarato inaccettabile la proposta del Governo e chiediamo
che il cofinanziamento Fse sia totalmente a carico dei Pon.
Altro punto aperto con il Governo è la
flessibilità regionale
Gli standard di servizio del Piano
nazionale e la programmazione delle
risorse nella convenzione devono rappresentare una cornice di riferimento, cui le
Regioni aderiscono con margini di flessiad
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del
ri del Piano di Regione Lombardia per
applicare Garanzia giovani? E quali gli
obiettivi?
Noi amplieremo la Dote Unica Lavoro - attualmente le fasce sono quattro con una quinta fascia d'intensità di aiuto
completamente dedicata ai Neet, anche
perché i dati in nostro possesso mostrano che nei primi 5 mesi di attivazione
della Dul sono stati presi in carico 4.790
giovani tra i 15 e i 24 anni su un totale di
18.850 persone. Estenderemo poi l'azione
attraverso un accreditamento di secondo livello delle scuole, dei centri di formazione professionale e le università che
hanno già un rapporto stabile e proficuo
con il mondo del lavoro, per consentire
loro la presa in carico e l'erogazione dei
servizi. L'obiettivo è raggiungere il maggIOr numero possibile di Neet che, come
detto, in Lombardia sono circa 140 mila,
e quasi tutti i 70 mila ragazzi che hanno
terminato gli studi superiori o universi-
destinatario,
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L PREMIER MATTEO RENZI, durante la
conferenza stampa a Palazzo Chigi nata sotto l'hashtag #lasvoltabuona, ha annunciato la tanto
attesa partenza del Piano di attuazione
italiano della Garanzia giovani. La Youth
Guarantee è il programma europeo che
mira a favorire l'occupazione e l'avvicinamento dei giovani al mercato del lavoro attraverso una serie di misure, a livello nazionale e territoriale, volte a facilitare l'orientamento, la formazione e l'inserimento al lavoro dei giovani tra i 15 e
25 anni. Per realizzare le finalità previste
dalla Garanzia e per elaborarne il Piano
italiano di attuazione è stata istituita una
Struttura di missione, di cui fanno parte
il ministero del Lavoro e delle politiche
sociali, Isfol e Italia Lavoro, il ministero
dell'Istruzione, il ministero dello Sviluppo economico, il ministero dell'Economia, il Dipartimento della gioventù, l'Inps e Unioncamere, Province Autonome e
Province e le Regioni. Soprattutto queste
ultime avranno il compito di declinare
territorialmente le indicazioni contenute
all'interno del Piano di attuazione.
Il Presidente del Consiglio Renzi ha
indicato come data d'inizio del programma il prossimo 1 Omaggio e ha annunciato che il governo ha intenzione di estendere il programma fino ai 29 anni. L'Europa ha espresso il suo parere: nulla in
contrario all'estensione del programma
ma le risorse destinate all'Italia rimangono invariate. «Anche Regione Lombardia si schiera con l'Europa - commenta
Valentina Aprea, assessore all'Istruzione,
formazione e lavoro. L'estensione si rivelerà interessante se finanziata a livello
nazionale. I fondi ricevuti - complessivamente 1,5 miliardi di euro, finanziati con
567 milioni di Fse (Fondo sociale europeo), 378 milioni di cofinanziamento
nazionale e 567 milioni dalla Yei (Youth
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TEMPi
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Foglio
tari. È importante dare fiducia ai giovani e far sì che la transizione dalla scuola
al lavoro avvenga nei tempi europei, cioè
entro i 4 mesi dal diploma o dalla laurea.
Si spera così che i giovani, entrando in
un circuito virtuoso di aziende, istituzioni e agenzie per il lavoro, possano maturare esperienze di lavoro (tirocinio, stage,
apprendistato) e arrivare poi a una vera
occupazione e alloro primo contratto in
tempi rapidi. Ecco perché Garanzia giovani rappresenta un buon inizio. Spesso
molli giovani si presenlano ùavanli a un
datore di lavoro con il curriculum immacolato. Ora, invece, grazie a questo nuovo programma, daremo la possibilità ai
ragazzi d'iniziare a costruire un portfolio
di competenze, il famoso libretto formativo, e avere più carte da giocare durante
i colloqui in azienda.
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Settimanale
Valentina Aprea, assessore
all'Istruzione, formazione e
lavoro in Regione Lombardia
Potremo finalmente competere con gli
standard europei?
Ce lo auguriamo. Le agenzie di formazione lavoreranno proprio in questo senso, preparandosi a offrire più formazione
linguistica, aziendale e di diritto del lavoro, per completare al meglio il curriculum di studi dei nostri ragazzi.
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Paola D'Antuono
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CAPITALE UMANO
Nel cuore della Brianza, patria dell'arredo,
dallo scorso settembre sorge una scuola nata dal
connubio tra FederlegnoArredo e Aslam, che
insegna ai ragazzi a lavorare il legno e trasmette
loro la necessità di acquisire competenze commerciali
EL OlORE DELLA BRIANZA, a Camnago di Lentate sul Seveso, un ricco vociare mischiato al rumore
di trapani e avvitatori rompe il
silenzio ordinato di un palazzo che sorge ai piedi della ferrovia. Al suo interno,
superati corridoi e ascensori un po' asettici e se110si, ci s'imbatte nel nuovo Polo
formativo del legno arredo. Inaui,yurata il
12 settembre del 2013, questa struttura è
il frutto del connubio tra FederlegnoArredo e Aslam (Associazione scuole lavoro alto milanese) e nasce come risposta
concreta all'esigenza occupazionale della filiera legno arredo di uno dei fondamentali distretti dell'arredamento italiano, la Brianza.
Il primo corso a partire è quello per
formare operatori del legno ed è rivolto
ai ragazzi che hanno terminato le scuole
medie inferiori ed è attualmente fi-equentato da undici studenti. Ragazzi che provengono dalla cintura milanese e da quella brianzola, figli di esperienze e famiglie
diverse e che hanno scelto d'imparare un
mestiere. Come tutti gli adolescenti sono
timidi e poco propensi alle chiacchiere,
preferiscono che a raccontare la loro espelienza siano i prodotti che sono 11usciti
a realizzare. Come la loro prima opera,
«un porta penne realizzato in legno massello, completamente a mano. Non crede-
26 Inarzo 20l~
chinari. Ad aiutarli e assisterli ci sono una
decina d'insegnanti, architetti, professionisti, falegnami in pensione che hanno
preso a cuore il progetto e i ragazzi e hanno deciso di mettersi in gioco.
Gita con obiettivo
I ragazzi sono costantemente seguiti da
un tutor di Aslam, che conosce le loro
storie personali, gestisce i rapporti con i
familiari e li accompagna nelle loro prime esperienze sul campo. Come la gita
in montagna che racconta Mirko, il più
IN TUTTO 990
DIVISE
TRA MATERIE
CLASSICHE E lABORATORI. OBIETTIVO DEl PRIMO
ANNO: IMPARARE A USARE GLI UTENSIlI TRADIZIONALI
ta giusta». Mirko, Alessandro e i loro compagni di scuola studiano al Polo formativo tutte le mattine, sabato escluso, e tre
pomeriggi alla settimana. In tutto 990 ore
di studio annnali eqnamente divise tra
l'apprendimento delle materie classiche,
come matematica, italiano, ingIcse, storia
eccetera. L'altra metà delle ore sono destinate all'area tecnico-professionale, laboratorio e tecnologie del legno. L'obiettivo
più ambizioso del primo anno è imparare l'ntilizzo degli ntensili base delmes tiere, lavorando cioè senza l'ausilio dei mac-
loquace della compagnia: (<Siamo andati
tre giorni in montagna con l'obiettivo di
realizzare una slitta. Ci hanno suddiviso
in due gruppi e hanno indetto nna gara
per stabilire quale fosse la slitta migliore». Alla fine la squadra vincitrice non è
ancora stata proclamata, ma due slitte
sono state costruite: perfettamente funzionanti e aderenti al progetto iniziale,
«anche se - racconta Alessandro - fbrse
avremmo dovuto cambiare materiale e
abbassarle anche un pochino, erano troppo alte e pesanti».
I TEMPX I
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30 I
vo di riuscire a farcela ma grazie al prof e
alle sue dritte alla fine avevo tra le mani
il mio oggetto», racconta Mirko, 14 anni e
un sogno, «entrare presto in una grande
azienda come operatore dcllegno».
Un sogno che accomuna anche i suoi
compagni di viaggio, tutti ragazzi di età
compresa tra i 14 e i 16 anni. I più grandi arrivano da altre esperienze che non
li hanno soddisfatti, come Alessandro:
«Ho iniziato a studiare come meccanico,
poi ho capito che non faceva per me e ho
deciso di iscrivermi qui ed è stata la sccl-
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l'El SISTEMA
MADE IN ITAlY
MESSINA":
ANNI PER DIVENTARE
l'El
l'El
E
NEl
Alcuni momenti
delle lezioni pratiche
che si svolgono
nel Polo formativo
del legno arredo
(Camnago di Lentate
sul Seveso) nato
nel settembre 2013
grazie all'iniziativa
di FederlegnoArredo
e Aslam (Associazione
scuole lavoro
alto milanese)
A coordinare la sede per Aslam c'è
Giovanni Toffoletto, figura di riferimento
per i ragazzi e che non nasconde una certa soddisfazione per l'andamento di questo primo anno: «Ci siamo conIi'ontati
con famiglie motivate, che hanno deciso
di darci fiducia e di assecondare i desideri
dei loro figli. E poi ogni ragazzo ha il suo
passato e la sua voglia di diventare adulto e misurarsi con il mondo del lavoro».
Tra di loro c'è anche Kledi, studente
albanese di 15 anni anivato in Italia a settembre, senza conoscere una parola della
nostra lingua e lasciando gran parte della
sua famiglia nel paese d'origine. «f: venuto da noi - racconta Giovanni - perché ha
voglia di imparare un mestiere per essere
autonomo e sostenere economicamente i
suoi familiari. In questi mesi ha dimostrato un'incredibile voglia di fare e di migliorare e prop!io per questo ci stiamo muovenelo per permettergli eli poter entrare
qualche ora in azienela per misurarsi con
il lavoro vero». Per gli altri, invece, l'inselimento in azienda attraverso uno stage
avverrà a partire elal secondo anno. Anche
se tutti hanno già avuto la possibilità di
visitare alcune clitte e veelere da vicino
come funziona il mondo lavorativo di un
operatore ciel legno. Il risultato eli queste
visite è stato un entusiasmo sincero e la
voglia di "mettere le mani in pasta" il prima possibile.
Prima però c'è ancora tanto cla imparare: tre anni sono infatti necessari per
ottenere la Qualifica eli operatore elel
legno, mentre studiando un quarto anno
si ottiene il Diploma tecnico. Entrambi i
certificati sono liconosciuti su tutto il tel"
ritorio nazionale.
A fianco dei professionisti
Ma la sfida educativa e professionale di
FederlegnoArredo e Aslam non si ferma
qui. Lo scorso febbraio è stata costituita ufficialmente la Fondazione "Istituto
Tecnico Superiore del Sistema Casa nel
macle in Italy Rosa!io Messina", che, nella sede di Lentate, consentirà di ricevere
un cliploma (valido su tutto il tenitorio
nazionale) di Tecnico supe!iore per il prodotto, il marketing e l'internazionalizzazione nel settore legno arredo. Un corso
biennale di livello post-secondario articolato in duemila
ore cii attività didattica, di cui
seicento dedicate allo stage.
Un percorso studiato per fOl"
mare una figura commerciale,
fortemente richiesta dal mercato del lavoro, che opererà
con l'intento di promuovere
prodotti delmade in Italy inerenti alla filiera. Una filiera di
cui dovrà conoscere i processi di produzione e le caratteristiche tecniche. Il corso pe!"
metterà anche di sviluppare
la capacità di pianificare le strategie commerciali, sopratutto in ambito internazionale, di predisporre un piano marketing e
comunicazione del prodotto, di studiarne
il posizionamento nel segmento cii mercato attraverso l'analisi cii settore, la !icerca
delle tendenze e delle potenzialità offe!"
te dai nuovi media digitali. Molta attenzione sarà rivolta allo studio della lingua
inglese e cii un'eventuale altra lingua.
Per l'insegnamento della parte tecnico professionale saranno coinvolti professionisti provenienti dalle re al tà aziendali
clella zona. Il territorio sarà protagonista
anche dei tirocini formativi, che si svolgeranno all'interno delle ditte e che costituiranno il 30 per cento clelle ore complessive di formazione.
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I TEMPI I 26 Inarzo 2014 I 31
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1
CAPITALE UMANO
La partita della digitalizzazione è stata stravinta.
«Partecipazione e attenzione dei ragazzi sono molto
alte». E ora tocca al ciclo di studi da 4 anni anziché 5
nella digitalizzazione e guardando i risultati direi che abbiamo avuto
ragione». Il bilancio di questi
prImi due anni di attivazione di quella che il professor Roberto Pasolini chiama rivoluzione didattica è più che positivo. Dieci classi dell'Istituto europeo Leopardi di Milano, di cui è preside, ormai
dallo scorso anno scolastico hanno detto
addio ai lib11 cartacei, sostituendoli con
Lim (lavagna interattiva multimediale)
e tablet. E il risultato ha riservato anche
qualche piacevole sorpresa: «Quando siamo partiti abbiamo fissato alcuni paletti,
condizioni necessarie affinché il processo
di digitalizzazione portasse risultati positivi e non avesse controindicazioni. Bisognava innanzitutto verificare che gli studenti non si lasciassero distrarre dal nuovo strumento digitale; che non si abbassassero i livelli di apprendimento; che
non ci fossero difficoltà nello studio e nella lettura dei libri digitali».
Gli studenti dell'Istituto europeo Leopardi non solo hanno rispettato i parametri fissati dal loro preside ma sono stati in
grado di raggiungere traguardi inaspettati. «C'è un esempio che mi piace fare - racconta Pasolini - e a cui stiamo ancora cercando di dare una risposta concreta. Nelle classi in cui sono stati adottati i libri di
testo digitali la capacità degli studenti di
prendere appunti è quintuplicata rispetto ai coetanei che studiano ancora su edizioni cartacee. Da un punto di vista didattico questo 11sultato ha una valenza estremamente importante, perché i docenti
sanno che prendere appunti aiuta a mantenere alta l'attenzione e ad avere una
maggiore concentrazione».
Se da un lato l'approccio positivo dei
ragazzi poteva apparire quasi scontato,
dall'altro la risposta degli insegnanti ha
sovvertito qualsiasi pronostico: «l-Io giocato d'anticipo e sei mesi prima dell'ini-
Dieci classi
dell'Istituto
europeo Leopardi
di Milano dallo
scorso anno
hanno detto
addio ai libri
cartacei,
sostituendoli
con Lim e tablet.
Il bilancio del
professore
e preside
dell'Istituto,
Roberto Pasolini
BBIAMO eREmITO
26 marzo 2014
I
TEMP'X
molta più attività di apprendimento cooperativo. Senza considerare che, con un
solo strumento che contiene tutti i libri,
nessuno studente dimentica più nulla a
casa, e per gli insegnanti questa non è
una cosa da POCo».
Al vaglio dell'Istituto Leopardi c'è
anche una nuova rivoluzione: «Sappiamo
bene che in Italia ci sono alcune scuole
paritarie e altre statali che hanno dato il
via alla sperimentazione del ciclo di scuola media superiore della durata di quattro anni. Ci stiamo pensando, ma questa
è una proposta complessa che va affi-ontata con attenzione. Non parliamo di
una riduzione da 5 a 4 anni - se cosÌ fosse sarebbe una proposta perdente in partenza - ma di un processo, già messo in
atto con successo in altre parti delmondo, che migliori la qualità dei livelli di
apprendimento e porti i nostr1 studenti
a competere con i loro coetanei europei».
068391
34 I
zio della sperimentazione ho dotato ciascun professore di un tablet, in modo che
potesse prendere confidenza con lo strumen to, impratichirsi e studiarne i vantaggi, preparando le lezioni in modo più
interattivo e interessante e familiarizzando con un linguaggio più vicino agli studenti. L'insegnante è quindi entrato in
classe già padrone dello strumento e ha
vinto facilmente la paura del confronto con i ragazzi, perché è innegabile che
loro siano portati a usare la tecnologia in
maniera naturale ma è anche vero che la
usano quasi sempre per giocare. Il compito di noi docenti è insegnare il corretto
utilizzo ai fini dell'apprendimento».
Oggi sia i docenti che gli studenti
dell'Istituto Leopardi si dicono soddisfatti e il rettore assicura che nessuno avrebbe né intenzione né desiderio di tornare
indietro: «Le lezioni sono più partecipate e interattive, non subentra la noia e c'è
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e il suo corpo. Così, dopo mille peripezie,
Bruce-Brenda-David finisce suicida, nel
2004. Prova vivente non di un
esperimento riuscito, ma della
inconsistenza dell'ideologia di genere.
Francesco Agnoli
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Marco Esposito
s
Sud, tagliare
gli sprechi
non i diritti
otta agli sprechi; giusto.
L
Soprattutto nel Mezzogiorno; giustissimo. E poifabbisogni standard nell'istruzione. Ma qui non ci siamo,
perché quei numeri contengono un trucco che danneggia il Sud. La spending review di Cottarelli potrebbe
avere un effetto bifronte incidere sul malcostume (e questo è certamente meritorio)
ma anche toccare diritti essenziali nell' istruzione e nella sanità, oltre che aumentare di molto il prezzo dei trasporti locali. Un rischio che si
fa più forte proprio nel Mezzogiorno, nel quale già oggi è
un optional avere sanità, trasporti e istruzione a standard
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1 /3
di efficienza accettabili. Scorrendo le «Proposte per una revisione della spesa pubblica»
consegnate al governo dal
Commissario Carlo Cottarelli, la territorialità appare in sole due tabelle: quella per le indennità di accompagno e
quella per le pensioni di invalidità.
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Quotidiano
> Segue a pago 5
Lotta alle false invalidità
ma tagli su asili e trasporti
Marco Esposito
In entrambi i casi, si registrano
nelle regioni del Sud e nell'Umbria valori circa doppi rispetto a
quelli della regione dove il fenomeno è meno marcato e cioè il
Piemonte per le indennità di accompagno e il Veneto per le pensioni di invalidità.
«La distribuzione territoriale
suggerisce abusi», scrive Cottarelli. Corretta quindi la «intensificazione dei controlli per evitare
abusi» e ragionevole l'introduzione di limiti di reddito per le
indennità di accompagno. È noto che la pensione d'invalidità,
in molte aree a basso sviluppo,
costituisce una sorta di reddito
minimo garantito o, se si vuole,
di intervento di ultima istanza
contro la povertà; però, se davvero tale è la sua funzione, sare b b e
utile renderla esplicita e legare
l'erogazione di un assegno a ragioni sociali valutate in modo trasparente e non a fittizie invalidità che alimentano il circuito perverso del falso certificato medico, dei controlli fittizi e, in ultima
analisi, della cattiva gestione della cosa pub blica, compreso il fenomeno del voto di scambio.
Il Mezzogiorno che crede in se
stesso, quindi, non ha nulla da
temere dai tagli agli abusi propostida Cottarelli. Tuttavia, dall'insieme del documento, emergono aspetti critici soprattutto
quando si affronta il tema dei costi standard per la sanità e per i
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servizi garantiti dai Comuni,
istruzione e trasporto pub blico
locale in testa.
La spending review infatti va
molto oltre la vendita delle odiate «auto blu» o la riduzione dei
costi della politica, provvedimenti sui quali si raccoglie un facile plauso generale. La «casta»,
infatti, non è soltanto il consigliere regionale che arrotonda il già
lauto stipendio con rimborsi spese palesemente distanti dalI' attività politica. «Casta» è il dirigente apicale che guadagna il 99, 7%
in più del collega pari grado inglese, tedesco o francese. «Casta» è l'imprenditore che partecipa a una gara di un' amministrazione periferica costruita su misura per la sua azienda. Ma «casta», cioè privilegio da cancellare, per Cottarelli è anche
una
donna
che va in pensione dopo 41
anni di lavoro
(devono diventare42, come per gli uomini) o una
pensione di reversibilitàconcessa con maglie troppo larSi propone
ghe. Il comdi usare
missario per
i fabbisogni la revisione
della
spesa
standard
proponealgoche al Sud
verno centinasono molto ia di operaziobassi
ni di spending
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del
reVlew
con
l'obiettivo lodevole di recuperare risorse per
ridurre le tasse; tuttavia il report
consegnato dall' economista di
Cremona contiene, forse involontariamente, interventi che incidono sui diritti minimi che dovrebbero essere garantiti su tutto il territorio nazionale e che sono e sempre più rischiano di essere un optional nel Mezzogiorno.
Si consideri la Sanità. Cottarelli
ammette che in Italia si spende
un po' meno rispetto ai principali paesi dell' area euro (7,05% del
Pil in Italia contro 7,28%) tuttavia ritiene che la spesa debba
scendere al 5,25% per poter pagare gli interessi sul debito pubblico, ovvero risparmiare almeno 27 miliardi sui III attuali. Un
taglio gigantesco e che porterebbe la sanità nazionale a un livello di gran lunga inferiore al quello europeo. La ricetta proposta
in concreto perciò si limita a un
risparmio di soli 2 miliardi (nel
2016), raggiungibile soprattutto
con «una piena applicazione dei
costi standard nella sanità». E
qui si apre un mistero: in realtà i
costi standard (la famosa siringa
di cui parlò in Parlamento Giulio
Tremonti nel 2010) non sono mai
partiti e il sistema prevede un «piè
di lista» sulla base della spesa di tre
regioni efficienti - Veneto, Emilia
Romagna e Umbria - con la riparti zione del valore procapite in base
alla popolazione regionale pesata
per età, meccanismo peraltro che
danneggia particolarmente Cam-
destinatario,
non
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SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
riproducibile.
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Quotidiano
IL~MA.TTINO
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ma perfetto. Se non fosse che la
Sose, la società pubblica Tesoro- Bankitalia che ha calcolato i
fabbisogni standard, per le voci
Istruzione e Asili nido invece di
verificare davvero il fabbisogno
si è attenuta alla spesa storica, la
quale su tali voci è molto più alta
al Nord rispetto al Sud. E quindi
nei numeretti che Cottarelli propone di utilizzare, chi aveva una
spesa storica bassa si vede attribuire un fabbisogno basso, come se il fabbisogno di asili nido
in un' area di 250.000 abitanti
quale Portici -Ercolano-San Giorgio a Cremano-Torre del Greco
sia zero perché finora non è stato
realizzato alcun asilo nido comunale. È chiaro che un tale sistema tende a sotto stimare le necessità dei Comuni del Mezzogiorno.
n nodo dei fabbisogni sottostimati al Sud non lo produce Cottarelli perché c'è già, implicito, nelle tabelle preparate a fine 2013
dalla Sose e pubblicate dalla Copaff (Commissione paritetica attuazione federalismo fiscale), tabelle che il governo non ha ancora approvato
in Consiglio
dei ministri.
Ma è chiaro
che il suggerimento di Cottarelli di accelerare la loro attuazione ha comeconseguenza la messa in
pratica di con-
teggi che tagliano matematiIl biglietto
camente diritdovrebbe
ti civili, come
quelli all' istru- aumentare
zione' con la da 1,30
motivazione a3,25
che tanto finora al Sud non euro
sono stati suffi- a corsa
cientemente
garantiti.
Un capitolo specifico della spending review tocca un altro servizio pubblico fondamentale: i trasporti. Qui la ricetta di Cottarelli
è priva di qualsiasi fantasia prevedendo il mero taglio dei trasferimenti pubblici e il contestuale
aumento delle tariffe, con effetti
prevedibili in tutta Italia, dato
che il settore è già in sofferenza.
In base alle cifre fomite, il costo
per l'utente del trasporto pubblico locale dovrebbe aumentare
di 2,5 volte per allinearsi a parametri europei non meglio precisati. Come a dire che il biglietto
dell' autobus o dellametropolitana dovrebbe passare da 1,30 a
3,25 euro a corsa. Una proposta
tecnocratica, della quale non si
valutano le conseguenze - come
spingere verso il più inquinante
trasporto privato - e, in più, una
proposta assolutamente impolitica, perché da sola vanifichere bbe l'effetto degli 80 euro d' aumento nelle buste paga, rendendo vana ogni speranza di rilancio dell' economia attraverso
l'aumento dei consumi.
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pania, Puglia, Calabria e Sicilia senza incidere in alcuna misura sulla
verifica degli sprechi.
n rischio, insomma, è che la spending review si trasformi in un taglio mirato verso le regioni più giovani, con il paradosso di tagliare le
risorse proprio laddove stanno
emergendo i più seri problemi sanitari, come nell' area della Terra
dei Fuochi o a Taranto, in base al
principio (immorale) che vanno
ridotte le risorse sanitarie dove si
muore prima.
Altrettanto critico è il tema dei
Comuni. Qui Cottarelli propone
i «fabbisogni standard per determinare trasferimenti nei Comuni» puntando a un risparmio di
«almeno 2 miliardi per il 2016».
Una somma, per avere un riferimento, più che doppia rispetto
agli interi tagli ai «costi della politica». E soprattutto una somma
che potrebbe crescere, visto
l'uso esplicito di quel termine
«almeno». Cosa propone Cottarelli? Di calcolare Comune per
Comune qual è il livello di spesa
corretto in base ai costi di chi è
efficiente e poi di «calibrare le risorse» tenendo conto della «capacità fiscale standard». Tradotto in linguaggio corrente significa dare a ciascun sindaco i soldi
giusti per garantire senza sprechi servizi di anagrafe, sicurezza,
illuminazione, viabilità, trasporti, assistenza agli anziani, scuole
e asili nido tenendo conto delle
entrate fiscali di ciascun territorio calcolate al livello standard
(cioè senza addizionali sui redditiesugliimmobili). Unprogram-
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Cotla re Il i
AI Sud sospetti
abusi sulle
indennità di
accompagno
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Le proteste
Le indennità di accompagno
Vigili del fuoco
appello
ad Alfano
230
Numero di prestazioni in pagamento al 31/12 per 100 abitanti di età 65 e +
210 anno 2012 (Piemonte=100)
190
170
150
130
110
"?Ce.ntime.tri
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Dai Vigili del fuoco
ai giornalisti Rai, dai
dipendenti dell'Ice
(Istituto commercio
estero) alle forze
dell'ordine:
montano le
proteste di chi vede
prospettarsi un
taglio al proprio
specifico settore,
quantificabile dopo
la lettura della
proposta di Carlo
Cottarelli.1 Vigili del
Fuoco hanno
chiesto un incontro
al ministro
dell'Interno
Gioacchino Alfano
per segnalare che il
numero dei
Comandi dei Vigili è
attualmente
insufficiente,
ricordando il caso
di penne, in
Abruzzo, dove a
causa della
lontananza del
presidio dei
pompieri ci sono
voluti oltre quaranta
minuti per
reggiungere
un'abitazione in
fiamme.
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o
}-
La rifonna ICome rilanciare l'edilizia scolastica.
L'archistar d'accordo con il premier:
si salvano gli istituti e si offre lavoro. Il merito
e il talento penalizzati nelle gare d'appalto
ANNA DI RUSSO
sottolinea, per poi aggiungere - «questo è un lnercato
che uccide la crescita dei giovani che non possono partecipare a gare pubbliche, al
contrario del resto dell'Europa. Basta affacciarsi per un
secondo in Olanda per capire
di cosa parlo». Effettivamente l'idea di Piano, già accolta
da Renzi, potrebbe fare
emergere una generazione di
giovani talenti di cui il paese
ha bisogno. Ma oltre alle
menti brillanti, il consiglio
degli architetti è pronto a
mettere a disposizione dei
piccoli comuni degli architetti "volontari", ovvero professionisti che già lavorano
spontaneamente per la protezione civile, i quali potrebbero dare una mano a quei
municipi che rischiano di restare fuori dal finanziamento delle scuole perché carenti
di un ufficio tecnico per la
valutazione degli interventi
da fare.
«Abbiamo la rete dei presidi degli architetti per la
protezione civile su tutto il
territorio nazionale, - precisa FreyTie - centinaia di vo-
lontari che vengono formati
per operare in caso di disastri. In questo caso invece si
tratterebbe di lavorare in
prevenzione e su temi sui
quali questi architetti hanno
una preparazione specifica:
in fondo circa il 50% delle
scuole non ha il certificato di
sicurezza statica e circa il
60% è in zone a grave rischio
sismico».
Tra le proposte che gli architetti lanciano al governo
c'è anche quella di "prestare"
la propria piattaforma on line per l'organizzazione dei
concorsi di architettura e di
mettere a reddito il risparmio energetico, creando in
questo modo nuove risorse
economiche e aumentando il
possibile numero degli edifici sui quali intervenire. Secondo l'Ordine degli architetti le scuole italiane sono
dei colabrodi energetici,
consumando circa 1 miliardo
e 400 milioni all'anno in
energia. Rigenerarle entro
l'anno significherebbe risparmiare ogni anno 700
milioni, ovvero 7 miliardi in
lO anni.
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III La sente sua, perché quella
sull'edilizia scolastica è una
missione di recupero che se
ben strutturata porterà non
solo a ricostruire istituti e a
metterli a norma, ma anche a
dare opportunità di lavoro e
di guadagno ai giovani architetti che potranno restituire
un po' di colore e armonia all'interno delle scuole.
Per questo Renzo Piano
non solo ha detto sì alla proposta di Matteo Renzi di dare una mano al corretto svolgimento del piano da 3,7 miliardi di euro per l'edilizia
scolastica, ma sta anche cercando di rivoluzionare il
mondo delle gare d'appalto,
attraverso la creazione di un
bando pubblico trasparente
e aperto a tutti i giovani architetti che spesso, per mancanza di requisiti, sono tagliati fuori dai concorsi pubblici. Per "rammendare" le
scuole, così l'archistar genovese ama parlare del progetto in questione, Piano vuole
puntare su menti giovani e
creative, che il mercato edile
ha troppo spesso penalizzato, non certo per mancanza
di capacità o esperienza, ma
più che altro per la difficoltà
di andare oltre le norme burocratiche.
«Circa il 99% degli architetti italiani - ci spiega LeopoI do Freyrie, presidente del
consiglio nazionale degli architetti - non ha i requisiti
per accedere alle gare, perché oltre a valutare il curriculum si guarda al fatturato
e al numero di dipendenti
presenti nell'azienda. Il risultato è che in Italia ci sono
100 grandi società di progettazione che realizzano tutte
le opere pubbliche, tagliando
fuori le eccellenze e le menti
giovani del paese».
Tra le priorità di Renzo
Piano c'è quella di mettere in
sinergia i problemi delle
scuole con i talenti freschi
che in Italia non riescono ad
esprimersi per le leggi sui lavori pubblici che Freyrie definisce "deliranti". «Da noi
puoi realizzare una scuola
solo se ne hai già fatte 20» -
<dn Italia ci sono 100
sodetàdi
progettazione che
tagnano fuori le
eccellenze
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Lo stato dell'Vniversità
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23
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I fuoricorso
La Bocconi di Milano
hala %più bassa
di fuoricorso; la più
alta (57,3%) all'Aquila
IlRAPPORTO ANVUR NEL DETTAGLIO
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Laureati in crescita ma non abbastanza
Deficit di finanziamenti, produttività elevata, ritiri ancora da record
di Alessandro Schiesaro
fronte a un sistema che oscilla tra due opzioni
estreme: da un lato i corsi a numero programmato, che selezionano sulla base delle competenze e quindi garantiscono alti tassi di successo, dall' altro una libertà di scelta che si traduce spesso nella libertà di fallire. Un robusto sistema di orientamento potrebbe fare
-molto per-ridurre questa dicotOlnia, anche se
da solo, senza cioè una seria attenzione alla
didattica e al tutorato soprattutto. nel primo,
cruciale anno di studi, non basterebbe comunque. Un quarto delle matricole ha conseguito il diploma con un voto inferiore a
70/100: si può far fmta che siano tutti studenti
perfettamente attrezzati al passaggio agli studi universitari senza un sostegno signifIcativo in termini di tutorato e didattica integrativa, ma solo se si è disposti a tollerare, come
accade oggi, percentuali di insuccesso particolarmente elevate.
InfIne, i dati nazionali nascondono come
sempre una realtà disomogenea tra varie parti del paese: quelli relativi al Sud, e in alcuni
casi al Centro-sud, sono quasi tutti meno positivi di quelli del Nord e della media nazionale.
Purtroppo questa distanza si registra pressoché ovunque, nei risultati della Vqr come nella recente sperimentazione sulle competenze deilaureati (Teco), nei risultati dell' ammissione al tirocinio per insegnanti e nei test sulle competenze degli adulti (Piiac). Ogni anno,
un quarto di tutti gli studenti del Sud e delle
isole che decidono di andare all'università
sceglie una sede al di fuori dell'area geografIca di origine, cosicché il saldo migratorio, positivo in tutto il resto d'Italia, è in quei due casi
nettamente negativo. Èun' emorragiaditalenti che un paese avanzato non può permettersi.
(l RIPRODUZIONE RISERVATA
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itorna dopo tre anni, a fIrma Anvur,
il Rapporto sullo stato del sistema
universitario e della ricerca che fIno
20ll era prodotto con cadenza annuale dal Cnvsu. Poche le sorprese, molte le
conferme: il sistema continua a scontare un
deficit di fmanziamenti rispetto ai principali
paesi europei (il contributo della ricerca privata è particolarmente basso); la produttività
resta elevata in termini di quantità di ricerca
scientifica e anche di citazioni ricevute; immatricolati e laureati crescono, ma gli abbandoni sono ancora da record; spicca il divario
tra Nord e Sud del Paese.
Sul lato università, scomporre i numeri
suggerisce qualche diagnosi su problemi
strutturali. Abbiamo storicamente pochi laureati. Ora ne abbiamo di più, ma non ancora
abbastanza. Tra i giovani di 25-34 anni il numero di laureati si è triplicato dal 1993 (7,1%) al
2012 (22.3%); al netto del picco seguito all'introduzione del nuovo sistema 3+2, che aveva
portato a completare gli studi un numero molto alto di fuori corso, i laureati 2012 sono un
terzo in più di quelli del 2000. La media Ue,
però, si attesta ormai àl35%, anche perché incorpora una quota signifIcativa (da noi pari a
zero) di titoli a carattere professionalizzante
offerti da istituzioni terziarie non universitarie. La Germania, per esempio, laurea meno
giovani dell'Italia, il 18%, e però ci sorpassa
grazie al 9% di diplomati delle Fachhoschulen. Gli Istituti tecnici superiori restano allo
stadio embrionale eCÌ vorranno tempo, investimenti e grande attenzione prima che costi.tuiscano un vero e proprio canale alternativo
alla laurea tradizionale.
Luci e ombre anche sul fronte delle immatricolazioni, cioè del trend di sviluppo. Partiamo dall'inizio, cioè dalla fme delle superiori. I
diplomati (77,6%) sfIorano la media europea,
e la percentuale di quanti si inImatricolano subito è anch' essa comparabile, anche se in flessione negli ultimi anni. Ma rispetto a noi il resto d'Europa conta il doppio di immatricolati
maturi, cioè persone che dopo i 25 anni, e spesso anche molto dopo, decidono di acquisire
nuove competenze, e quindi la somma totale
degli iscritti ne soffre. La filiera della formazione continua insomma ad essere minoritaria, un grosso handicap in uno scenario globale di cambiamento.
Sia la mancanza di laureati non tradizionali,
sia il basso numero di studenti maturi sono fenomeni che puntano presurnibilmente alla
stessa causa: il nostro è un sistema terziario poco articolato, cresciuto negli anni senza però
attrezzarsi per far fronte ad una prospettiva
mutata che impone una pluralità di missioni.
I tassi di abbandono restano la vera croce
del sistema. In Europa 70 matricole su 100 arrivano alla laurea, da noi ce la fanno solo in 55.
Gli abbandoni sono dranIffiatici soprattutto
all'inizio della carriera universitaria: oltre il
15% degli studentilascia dopo il primo anno, e
quasi un terzo riduce comunque al minimo la
sua attività. Se si aggiunge che una percentuale signifi,cativa di matricole cambia corso di
studi al secondo anno, si tocca con mano
l'estrema debolezza del sistema di orientamento e ammissione. I costi umani, sociali ed
economici di questo fenomeno sono enonni,
soprattutto perché i fallimenti precoci colpiscono prevalentemente giovani che provengono da contesti meno agiati. Siamo ormai di
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2/2
Confronti. Il numero dei «dottori» è triplicato dal 1993
al 2012 (22,3%), al di sotto della media Ve che si attesta al 35%
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La geografia delle performance
GLI
ABBANPONI
La perèentuale
di studenti che
non si iscrivono
al secondo
annoMedia Italia
GLI
«INATTlVb>
La percentuale
di studenti che
non hanno
ottenuto 15
crediti
formativi in un
annoMedia Italia
34.3
14,8
Castellanza - Liuc
Roma Europea
Milano Iulm
Cassino
Fonte: Anvur I
068391
I Nota: * I dati si riferiscono ai corsi di laurea triennale e'~ cklo ~~i(o ~ Sono escluse le unlversit~ telematiche e -B;a'~S~i~nze Gastronomiche perché le peculiarità di qùesti:atenei~on·ii re'ndono confronta~~1i
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1
Il tema più caldo
Nelprivato pochi abbandoni
Primeggiano Luiss e Bocconi
di Gianni Trovati
medio delle rette aiuta a selezionare solo i
più motivati, si incontrano risultati simili:
n'università in affanno, piena di al Politecnico di Milano il 94% degli iscritstudenti disorientati e incagliati ti passa al secondo anno senza ripensain un sistema che non li aiuta a menti, e da Pavia a Ferrara, da Bologna a
. non perde~e tempo. L'immagine Trieste si rimane intorno al 90%. Analogo
dei nostri atenei dipinta dal primo Rap- il panorama off(;!rto dagli studenti «inattiporto dell'Agenzia nazionale di valutazio- vi», quelli che in un anno non riescono ad
ne sullo stato della didattica è nitida, e lo ottenere nemmeno 15 crediti formativi
confermano i commenti arrivati dal capo (cioè un quarto dei 60 previsti da ogni piadello Stato e dal Governo, concordi sul fat- no di studi). Anche qui il primato va a Luto che si debba cambiare passo in fretta iss e Bocconi, con tassi di inattività pari a
per smettere di disperdere energie vitali un quarto della media nazionale, e con
per un Paese che chiede di ripartire (si ve- queste premesse è inevitabile che ancora
daIl Sole 24 Ore di ieri). I numeri e letabel- Bocconi e Luiss primeggino quando si
le elàborati dagli esperti dell'Agenzia, nel·
le 615 pagine di un Rapporto che deve diventare una Bibbia per la politica chiama- PARTICOLARITÀ AL SUD
ta a decidere come invertire la rotta, dico- A Salerno ci sono bilanci
no però anche un' altra cosa: che non tutti più in ordine che a Udine
gli atenei sono uguali, che l'Italia è ancora
ricca di università di eccellenza, di diparti- o a Modena, e a Palermo
menti in prima fila in un ambito interna- ci sono più studenti
zionale per definizione come quello della «attivi» che ad Aosta
ricerca, e che gli ostacoli da rimuovere
per far respirare le realtà più indiffièoltà
sono evidenti, e indicano con chiarezza guarda al tasso di iscritti fuoricorso
(12-14% contro un enorme 41,9% di medove bisogna lavorare.
Il primo termometro da usare per lnisu- dia). Ovvio: anche da questo punto di virare la febbre dell'università italiana è sta la selezione implicita all'ingresso gli
quello della "dispersione" nelle sue varie atenei non statali aiuta, ma ancora una volforme, dagli abbandoni ai «parcheggi» di ta Politecnico di Milano e l'università di
studenti che si iscrivono ma non danno Pavia, come la Bicocca o Brescia, mostraesami, in attesa forse di chiarirsi le idee o no dati molto lontani dalla media.
di cogliere opportunità che non arrivano.
E il Sud? Il Rapporto sulla didattica conUn sistema che in un anno perde per stra- ferma la spaccatura emersa a luglio con
da quasi il 15% di chi si era immatricolato l'analisi sulla ricerca. L'emigrazione studeve riflettere sulla propria capacità di ge- dentesca, che spinge a Roma o al Nord
stione di una "risorsa" delicata come i gio- molti degli studenti lnigliori (e i figli delle
vani in formazione. Spulciando i dati falniglie che possono permetterselo) azdell'Agenzia, però, si scoprono parecchi zoppa i risultati del Mezzogiorno, e i tagli
atenei dove la dispersione è vicina allo ze- colpiscono più duramente dove le risorse
ro, oppure contenuta entro tassi fisiologi- alternative mancano. Attenzione, però, a
ci e perfettamente europei. Alla Luiss di generalizzare: a Salerno ci sono bilanci
Roma,allaBocconiealSanRaffaelediMi- più in ordine che a Udine o a Modena, e a
lano più del 98% degli studenti immatrico- Palermo ci sono più studenti «attivi» che
lati si ripresenta puntuale all'appunta- ad Aosta. Da lì bisogna ripartire.
mento con il secondo anno, e anche lontagianni.trovati@ilsole24oré.com
no dagli atenei non statali, dove il1ivello
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COBBIEBE DELLA SEBA
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,--------------------------------------------
~ fondazione Umberto Veronesi
Centotrenta borse di studio
per la ricerca in medicina
Saranno assegnati il 26 marzo, in Campidoglio a Roma, i Grant
2014 della Fondazione Umberto Veronesi. Centotrenta borse a
singoli ricercatori italiani e stranieri, 23 per dottorandi alla
Scuola europea di medicina molecolare (Semm), 18 a nuovi
progetti di ricerca all'avanguardia. I nuovi finanziamenti, tutti a
giovani studiosi, si aggiungono a quelli per rinnovare l'impegno
ai 12 progetti già in corso dal 2013. <<Numeri quasi triplicati
rispetto al 2010, anno in cui sono stati messi in campo 7 progetti
e 54 borse», spiega Paolo Veronesi, presidente della Fondazione.
I progetti selezionati riguardano oncologia, malattie croniche,
malattie cardiovascolari, prevenzione e nutrigenomica
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I dati di Almalaurea dimostrano che gli anni impegnati nello studio non sono sprecati
La laurea è una marcia in più
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Più facile trovare il lavoro, anche in momenti di crisi
A
~hi dice che laurearsi della vita~à.~orativli, sia è dice ancora Almalaurea.
non conviene, i dati Almalaurea - il consorzio
,
. teruniversitario che
riunisce M atenei italiani, con
dati sul 78% dei laureati - risponde l'esatto contrario. Se,
infatti, il tasso di disoccupazione dei laureati, in questi anni
di recessione è cresciuto del
2,9%(6,5peri'neolaureati),nel
caso dei diplomati è a~entato del 5,8% e di quasi 15%,
per i neodiplomati. In ~'Paese
cOme il nostro con temp:tlunghi
di inserimento nel mondo del
lavoro, i conti vanno fatti sul
lungo termine. Sull'arco di una
vita lavorativa, i laureati presentano un tasso di occupazione del 76%, superiore del 13%
rispetto a quello dei diplomati.
E questo si riflette anche sul
fronte delle retribuzioni che
frailaureatifrai25ei64anni
risultano più elevate del 48%
rispetto a quelle dei diplomati.
«I laureati», si legge nell'ultimo
rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati italiani
appena presentato, «godono di
vantaggi occupazionali rispetto ai diplomati sia nell'arco
La stessa dinamica si registra anche sul fronte delle retribuzioni: se a un anno dalla
laurea si aggira mediamente
sui 1.000 euro netti mensili
(con leggere variazioni a seconda del tipo di laurea), a
tre anni si arriva a 1.200 euro
e a cinque a 1.400; in questo
caso le differenze fra corso di
laurea - triennale, specialistico e ciclo unico - e area disciplinare si accentuano. Fra
i laureati di primo livello, a
un anno dal titolo fanno registrare ottime performance
occupazionali i laureati delle
professioni sanitarie (i! 63%
lavora), ma anche educazione
fisica (38,3%) e insegnamento
(41,9%). Andando a vedere la
prospettiva li cinque anni dal
titolo di secondo livello, lavora
il 96,7% dei laureati nel settore delle professioni sanitarie,
i! 91,9% degli ingegneri e i!
91,2% dei laureati nel campo
economico-statistico. Uno degli aspetti particolari su cui SI
è focalizzato l'ultimo rapporto
Almalaurea è quello dei laureati imprenditori. Rappresenta-
no appena 1'1% dei laureati di
secondo livello a cinque anni
dal titolo e sono più presenti
nei gruppi agrario, economicostatistico e politico sociale. Per
questi giovani imprenditori la
carriera è cominciata durante
il corso degli studi: il 22% infatti prosegue quello che era il
lavoro precedente alla laurea.
'Spesso si tratta di un proseguimento nell'azienda di famiglia
e pertanto spesso per questo
gruppo l'efficacia del titolo, di
laurea risulta scarsamente
significativa. «Un segnale,,/~l
legge nel rapporto Almalauré,8.,
«che le università debbono impegnarsi di più nell'offrire ai
propri studenti attività formative curriculari e non curriculari volte al trasferimento
di attitudini e competenze di
tipo imprenditoriale».
Una fetta non indifferente
di laureati, infine, si sposta
all'estero per cercare lavoro:
sono il 31% degli ingegneri, il
15% dei laureati del gruppo p0litico sociale, il 13% del ramo
economico-statistico e il 7%
dei dottori in: campo geologico,
biologico, scientifico in genere
ma anche linguistico.
068391
al
ancor più nelle fasi congiunturali negative come quella
che stiamo vivendo. Una condizione che caratterizza anche
i neolaureati".
Certo, in una fase non facile
come l'attuale, un peggioramento dei risultati occupazionali dei laureati c'è stato, ed è
intor;no al ~%. Ma ~a un annò
dal titolo gli occupati (compre?dendo ~che col?ro .che sono In
fo~azlOne retribUIta), seppure II?- calo, s0I?-0 ~t~rno ~ 66%
fra l laureatl di pnrno hvello,
al 70% fra quelli magistrali e
al 57% fra i magistrali a ciclo
unico»'.In quest'ultimo caso il
tasso dI occupazione ~ più basso perché è più alto il numero
di quanti sono impegnati in
formazione non retribuita (si
pensi ad esempio ai laureati
del gruppo medico). Sul medio periodo (tre anni) le cose
migliorano decisamente, con
1'80% dei laureati triennali che
lavorano, 1'82% dei, magistrali
e il 76% dei laureati a ciclo unico. Su un periodo ancora più
lungo, cinque anni dopo il tito-,
lo, l'occupazione arriva al 90%,
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20-03-2014
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DALLA BOCCONI ALLA lUISS Al, POLITECNICO
I 70 master italiani al top nel mondo
Vuoi studiare Real Estate Management? Ci sono, al top, i master
di Luiss, Politecnico di Milano e
dell'università di Torino. Risorse
umane? Ottimi i corsi della Bocconi
e dell'università di Bologna. Management delle imprese alimentari?
C'è un master alla Cattolica. Sono
alcuni dei settanta master italiani
selezionati ed entrati a far parte
della classifica dei 4 mila corsi migliori al mondo: è il ranking «Best
Masters» e a pubblicarlo è EduniversaI, agenzia globale di rating
con sede a Parigi, specializzata
proprio in alta form~ione. I risultati si trovano, divisi per Paese o
per aree disciplinari, sul sito www.
best-masters.com. La piattaforma
messa a punto dall'agenzia francese è uno strumento di informazione e orientamento per gli studenti
che vengono così aiutati a scegliere
i migliori corsi in tutto il mondo. Si
tratta di una classifica molto particolareggiata che, a differenza di
altre classifiche internazionali, non
dà un voto alle singole università e
business schools, ma valuta i singoli corsi, divisi per area disciplinare.
In tutto i programmi sono divisi in
trenta materie, con un livello di dettaglio molto specifico, così da trovare il corso più adatto alle proprie
esigenze. Si va dai corsi in finanza
a quelli sul management dellusso, dalla logistica al turismo. Dalle
assicurazioni al settore salute. Per
arrivare ai classici Mba - qui di corsi italiani ce n'è solo uno: quello full
time della Sda Bocconi - ed Emba,
executive Mba per professionisti
già in carriera.
Quella di Eduniversal è una
classifica estremamente selettiva.
Per giudicare i corsi vengono utilizzati - spiega l'agenzia - «criteri
di mercato», cioè si misura quanto un certo corso valorizzi i propri
studenti sul mercato del lavoro. In
particolare, si valutano: la riconoscibilità della formazione - quanto
gli uffici Risorse Umane di grandi
società conoscono un certo corso e
l'istituzione che lo organizza - il
salario e il placement al termine
del corso e, infine, il ritorno di soddisfazione da parte degli studenti
iscritti; una valutazione, insomma;
data da chi il corso lo ha effettivamente frequentato. Al punteggio
finale concorrono anche un'alta
mobilità internazionale e la possibilità di offrire anche formazione
a distanza e formazione continua.
<<Stavolta abbiamo osservato una
certa tendenza verso i master specializzati», spiega Cécile Escape,
direttrice generale di Eduniversal. Quali i corsi più richiesti?
«Quest'anno, anche se la categoria marketing rimane quella più
consultata, la categoria Mba, che
tradizionalmente occupava la seconda posizione, non appare più
nella top 5 delle consultazioni.
È stata superata dalla specializzazione Supply cha:in e logistica,
seguita da Management del turismo e dell'ospitalità, Corporate
finance ed Economia». In queste·
tre categorie i migliori programmi italiani secondo Eduniversal
sono, rispettivamente: il master
universitario Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture - Memit
della Bocconi; il master.Five stars
in hotel management dèna Luiss
Guido Carli; il master in Corporate finance della Sda Bocconi e
il master in Advanced economics
della Sapienza di Roma.
e,eu'.'''''.'.
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CAPITALE UMANO
Decidere l'università non è facile. Assecondare
i desideri o le necessità del mercato del lavoro?
«La Cattolica, sempre più, fornisce le competenze
utili ai ragazzi per essere competitivi nel mondo
post laurea». Perché la teoria non basta più
N,~ GIORNAT,~
DEDICt\TA AGLI STIIDE:-ITI
dell'ultimo anno delle superiori
c alle loro famiglie. «Perché oggi
più che mai c'è una crescente attenzione alla scelta universitaria».
La professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi, pro rettore dell'Università Cattolica dci Sacro Cuore, snocciola soddisfatta
i risultati dell'Open day, che quest'anno,
con oltre 6 mila presenze, ha fatto registrare numeri da record.
Qual è il bilancio della giornata?
I:ottimo risultato dell'Open day 2014
è in linea con il trend positivo che la
manifestazione ha fatto registrare negli
ultimi anni e rispetto al quale concorrono molteplici fattori. Il successo dell'iniziativa mostra innanzitulto l'attenzione e
l'interesse dei ragazzi per l'offerta formativa dell'Università Cattolica: un'offerta
fondata su solide basi teoriche ma anche
aperta a innovazioni nei contenuti e nei
metodi didattici. Ed è anche un'offerta
caratterizzata da una forte interna zionalizzazione, sempre più richiesta dagli
studenti come confermato dall'interesse
intorno all'Intemational Day e dal fatto
che, nell'anno 2012/13, ben 132 programmi di mobilità internazionale (LaTE, Summer Programs ecc) hanno portato più di
2.000 studenti dell'Università Cattolica
a compiere una esperienza all'estero. Il
26 marzo 2()]~
I
TEMP.I
~d"OPEN
DAY ERA RIVOli. TO ANCHE AI GENITORI
IN
UN CONTESTO SOCIALE NON FACILE I RAGAZZI SEMPRE DI
UN
FAMIUARE NELLA .............. ".vn ..."
ferenti percorsi fimnativi all'interno dei
quali non è sempre facile orientarsi.
Il successo di quest'anno è dovuto anche all'organizzazione di un incontro
dedicato alle famiglie. Come mai avete
sentito la necessità di rivolgervi ai genitori e non solo agli studenti?
L'idea di un incontro rivolto agli shldenti e alle loro famiglie nasce da Ulla
constatazione semplice. Sempre più spesso, in un contesto sociale non facile e di
ti-onte a una realtà di atenei assai articolata, i ragazzi che si affacciano all'univel~
sità richiedono un sostegno familiare per
I
068391
32 I
risultato dell'Open day si spiega anche in
ragione di una crescente attenzione, sia
degli studenti sia delle loro famiglie, alla
scelta universitaria. Ed è una scelta compiuta non solo sulla base dell'offerta formativa ma anche in funzione della qualità delle strutture, dei servizi, del complessivo ambiente di apprendimento. Sotto questo profilo, la Cattolica è percepita
come un contesto ave ci si preoccupa della formazione della persona mettendo da
sempre - anche nelle scienze quantitative
- l'uomo al centro. Non va dimenticato,
infine, che oltre all'Open day la Cattolica
offi-e agli studenti degli ultimi anni delle
superiori una serie cii strumenti di "avvicinamento" all'università, fra cui una ti-equentatissima area web a loro dedicata,
per conoscere, capire e approfondire i dif-
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(4ESPERIENZE
n.
TUTTI
GLI STUDENTI A
12 MESI DALLA LAUREA)~
STRUMENTI
to e va110 sia il ventaglio delle agevolazioni economiche di cui i nostri studenti
possono fruire.
Questi sono anni delicati: la disoccupazione giovanile è alle stelle e la laurea
ormai sembra non bastare più per garantire "un posto fisso". Spesso, anzi,
i giovani sono accusati di assecondare
troppo i loro desideri e poco le necessità
del mercato del lavoro. Qual è il suo punto di vista sull'argomento?
In un periodo di crisi generalizzata,
ma ancor prima in un contesto lavorativo come quello attuale, è innegabile che
il mito del "posto fisso" - soprattutto per
i "lavoratori della conoscenza" si allontani sempre di più. È anche vero però che
in un mondo globalizzato e interconnesso come quello di oggi, sono aumentate le possibilità di fare esperienze a livello internazionale, di entrare in contatto con ambienti differenti da quelli in
cui si è cresciuti e ci si è formati, con tutto vantaggio per la circolazione cii idee.
Credo che, in un momento come questo, i ragazzi debbano essere incoraggiati - a partire dalle famiglie - a interpretare la realtà con creatività e immaginazione, nonché a seguire con passione e convinzione le loro inclinazioni senza preoccuparsi eccessivamente del "posto fisso". Dal canto nostro, in università dobbiamo impegnarci sempre più per fornire ai nostri studenti, oltre a solide basi
teoriche, anche una serie di competenze
(linguistiche, informatiche, psicologiche,
e altre ancora) che li rendano competitivi
sul mercato e soprattutto capaci di leggere la realtà nei diversi contesti, nonché di
lisolvere i problemi concreti che la medesima pone.
decidere il loro percorso formativo. Consapevoli che si tratta di una decisione
importante e che richiede un impegnativo investimento di tempo e di risorse. In
Università Cattolica vogliamo mettere i
nostri futuri studenti e le loro famiglie in
condizione di compiere la scelta in modo
consapevole e sulla base di informazioni complete e chiare. Per questa ragione
abbiamo voluto spiegare che cosa significa studiare in Cattolica, a quanto ammontano le rette universitarie e quanto eleva-
Oggi cosa manca alla formazione universitaria per riempire il gap tra lo studio -la famosa "teoria" - e il mondo del
lavoro, con le sue regole e la pratica?
Come dicevo, oggi più che mai per
liuscire a entrare nel mondo del lavoro
occorre qualcosa di più di una solida base
teorica. Proprio per questa ragione in Università Cattolica si investe molto nell'accompagnare i ragazzi verso il mondo
lavorativo, mettendo a loro disposizione
già negli anni degli studi universitari una serie di servizi e opportunità mirate
a questo preciso obiettivo. Penso alle molte opportunità di stage (curriculari e non)
e di tirocini in azienda, nonché alla possibilità di svolgere tesi di laurea con risvolti
applicativi. Sempre nella medesima prospettiva, ma anche con lo scopo di offrire
un'ulteriore modalità di sostegno economico agli studenti, mi piace ricordare che
EDUCatt (l'Ente per il diritto allo studio
del nostro Ateneo) ha concretizzato un
vero e proprio contratto di lavoro a tempo determinato destinato agli studenti
(lo StudentWork), compatibile con la vita
universitaria e con lo studio, ma prezioso per acquisire un'esperienza spendibile
dopo la laurea. È un esperimento numericamente limitato che ci sembra però
particolarmente interessante (ed è anche
l'unico esistente in Italia) e che consente di andare al di là dei preziosi tirocini
formativi pur rimanendo ancora dentro
all'ambiente universitario.
Ha avuto modo di confrontarsi con il
programma italiano "Garanzia Giovani"? Quella intrapresa dall'Unione Europea le sembra la direzione giusta per
garantire agli under 25 un'occupazione
in tempi rapidi?
Quello dell'Unione Europea è uno
sforzo importante che mette a disposizione risorse per cercare di assicurare ai
giovani con meno di 25 anni un'offerta
«qualitativamente valida» di lavoro, ma
anche di studio o di formazione, entro
4 mesi dall'uscita dal sistema di istmzione formale. È un'occasione che l'Italia
non deve lasciarsi sfuggire: il Piano italiano prevede un sistema di informazione e
di orientamento personalizzati, e in questo ambito l'università è certamente l'ambiente più adatto per preparare il giovane
anche al primo contatto con il mondo del
lavoro, dalla redazione del curriculum
al colloquio di lavoro fino all'offerta di
un'esperienza lavorativa vera e propria.
In questa direzione, come ho detto, la Cattolica, con i suoi servizi di orientamento
e di placement, è particolarmente attiva
e, si può dire, in anticipo rispetto al programma europeo. Non a caso, 1'80,1 per
cento dei nostli studenti che conseguono
un titolo magistrale e il 66,4 per cento eli
quelli che conseguono un titolo tliennale
senza proseguire gli studi, sono impiegati a 12 mesi dalla laurea. Il nostro obiettivo è di alzare ulteriormente l'asticella
e il programma europeo puèJ fornire un
importante supporto già in questa fase.
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I TEMPI I 26 nlal70 21M I 33
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lA GAZZEllA DELMEZZOGIORNO
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AJII'!'knmineir~ti~ ,consulttal~on~ 'S,~ potra:hi nfO
vdtairi~;ant:ihesUk)
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che s'iaiUln~ donn,~ ;,~ ,~v~nwaii,~'~ier,urpr~'f,eriEmza
Europee, la parità di genere
ma solo apartire dal 20 19
Passa la mediazione dopo il «no» di F1 eNcd a«quote rosa» già al voto di maggio
capogruppo di SeI Loredana De
Petris, da un gruppo di senatrici di
FI guidate da Elisabetta Alberti
Casellati, alla presidente di Sc Stefania Giannini, a Elena Fattori di
M5s. In più si chiedeva la parità tra
uomo e donna nel numero di candidati.
L'ostilità di Forza Italia e Ncd si è
incentrata soprattutto su questo secondo aspetto.
PD La senatrice Angela Finocchiaro
La tesi, ribadita da Maurizio Sacconi, era che la raccolta delle firme
sulle liste era già iniziata e la nuova
legge avrebbe cambiato le regole
con la partita in corso.
Ma c'è stata soprattutto l'oppoSIZIOne degli europarlamentari
uscenti e dei candidati di Fi e Ncd:
infatti molti di essi hanno già messo
a punto accordi in coppia con altri
candidati uomini di altre regioni.
La mediazione annunciata con
amarezza in Aula dalla relatrice
Doris Lo Moro, prevede che le nuove norme entreranno in vigore nel
2019 mentre alle europee di maggio,
si potranno votare anche solo due
uomini, con l'obbligo che sia una
donna la eventuale terza preferenza. «Quando si tratta di legiferare
per i diritti delle donne - ha detto Lo
Moro - c'è sempre un motivo per
rinviare». Diverse senatrici del Pd,
come Anna Finocchiaro, hanno visto il bicchiere mezzo pieno, sottolineando che è comunque un passo avanti. «Le donne del Pd sono
donne all'antica. Quando l'uomo
alza la voce loro si adeguano», ha
commentato sferzante il senatore
Luigi Marino di Pi. Il suo gruppo
come gli altri partiti piccoli (Sc, SeI)
hanno chiesto il rinvio in Commissione del ddl, ma la richiesta è
stata respinta con i voti di Pd, Ncd,
Fi: l'asse che dovrà portare avanti la
riforma costituzionale del Senato e
l'Italicum e che anche stavolta non
coincide con la maggioranza di governo.
Avendo sgombrato il campo dalla
«querelle» sulle quote rosa, l'asse
Pd-Ncd-Fi ha retto anche sugli altri
punti del pacchetto riforme: in commissione Affari costituzionali si è
accelerato sulle Province (con tanto
di seduta notturna); seguirà la riforma costituzionale del Senato e
del Titolo V, e infine, secondo il
timing indicato da Luigi Zanda,
l'Italicum.
Giovanni Innamorati
068391
• ROMA. Niente doppia preferenza alle prossime elezioni europee, come prevedeva un ddl sostenuto da un fronte trasversale di
donne in Senato. L'opposizione di Fi
e Ncd ha spinto la maggioranza a
una mediazione che rinvia l'entrata
in vigore della legge al 2019, con una
norma transitoria per quest'anno.
Una mediazione che ha lasciato
amareggiate le senatrici, ma che
rafforza la maggioranza allargata
Pd-Ncd-Fi sulle riforme, da quella
elettorale a quella costituzionale del
Senato, che ora viaggeranno su
corsie più sicure.
Nella campagna elettorale delle
europee, dove le circoscrizioni comprendono più regioni, in tutti i
partiti i candidati si mettono d'accordo con un candidato di un'altra
Regione per fare la campagna in
coppia, chiedendo la doppia preferenze ai propri sostenitori per
entrambi. Il disegno di legge proposto in Senato manteneva la possibilità di tre preferenze, ma «nel
caso di più preferenze espresse,
queste devono riguardare candidati
di sesso diverso». Un sistema che
avrebbe favorito la corsa in coppia
di un maggior numero di candidate
donne, con la possibilità di mandare a Strasburgo un numero superiore alle attuali 15 Eurodeputate.
La legge era sostenuta da un
ampio fronte bipartisan che andava
da molte donne del Pd (come Anna
Finocchiaro e Valeria Fedeli), dalla
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Stefania Giannini
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Quotidiano
nSole9]{l mmrn
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6
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Spending review. Sindacati all'attacco: «No a nuovi tagli lineari»
Statali, mobilità obbligatoria
Acquisti, enti locali nel mirino
Marco Rogari
ROMA
Una stretta significativa
sugli approvvigionamenti di
beni e servizi degli enti locali
"meno virtuosi" sul terreno
delle forniture e non in linea
con i parametri del sistema delle centrali di acquisto. E una riduzione dei trasferimenti statali e regionali alle aziende di autotrasporto e, in misura minor;e, alle imprese in generale, così come al settore ferroviario.
Saranno questi due serbatoi a
garantire circa il 50% dei 5 miliardi che il Governo intende
recuperare dal piano di tagli alla spesa. Un piano che prevederà molto probabilmente alcuni
interventi sul pubblico impiego imperniati, oltre che sul taglio degli stipendi dei dirigenti
pubblici, sulla mobilità obbligatoria (su base regionale) per
il personale facendo leva sul
rafforzamento degli strumenti
già in vigore. Il sottosegretario
alla Presidenza, Graziano
Delrio, ribadisce comunque
che la stima di 85mila esuberi
contenuta nel dossier Cottarelli non va presa assolutamente
in considerazione. «Le bozze
sono solo bozze», sottolinea
Delrio facendo riferimento al
rapporto del commissario
straordinario.
Per il Governo il dossier Cottarelli va insomma considerato soltanto una base di lavoro,
un punto di partenza. E lo stesso premier Matteo Renzi intervenendo in Parlamento lo dice
a chiare lettere. Già la prossima settimana dovrebbe essere
pronta una versione rivista "e
corretta del piano Gottarelli.
Che poi, nella sua versione definitiva, diventerà parte integrante del prossimo Def per il
quale il varo è al momento previsto nella settimana a cavallo
tra la fine di marzo e l'inizio di
aprile. I tecnici della Presidenza del consiglio stanno lavorando intensamente, sotto la
regia di Delrio e in collaborazione con quelli dell'Economia, proprio per scremare, affinare e soprattutto integrare le
proposte del commissario straordinario. Che la prossima
settimana si trasferirà dal
ministero dell'Economia a
Palazzo Chigi.
I sindacati hanno però già alzato la guardia. «Mi sembra
che le cose annunciate stanno
nella vecchia logica dei tagli lineari e nella compressione
dell'occupazione», afferma la
leader della Cgil, Susanna Camusso. Uno no ai tagli lineari
arriva anche dal numero uno
della Cisl, Raffaele Bonanni,
che si dice sconcertato per le
ipotesi di intervento sul pubblico impiego. Una questione che
è stata affrontata nell'incontro
di ieri tra i sindacati e il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, insieme ai temi della riforma della
Pa e dei precari. Una riforma,
quella della Pa, che sarà presentata dal Governo a maggio con
interventi a vasto raggio. In
ogni caso per il pubblico impiego il ricorso alla mobìlìtà obbligatoria sembra quasi certo.
Ma i tecnici stanno valutando interventi anche in altri settori. Come, ad esempio, quelli
sulle false pensioni di invalidità e sulle indennità di accompagno. Nel primo caso si pensa a
un giro di vite consistente. E si
sta valutando anche la possibilità di agire non solo sul cosiddetto flusso (nuovi trattamenti). Analoga operazione potrebbe scattare per le "indennità di
accompagno", che dovrebbero essere vincolate a un sistema "selettivo" da attivare attraverso il ricorso all'Isee. I tecnici stanno verificando la possibilità di agire anche sullo
"stock" (le indennità già corrisposte da tempo), anche perché, come si sostiene nello stesso dossier Cottarelli, in questo
modo i risparmi potrebbero diventare consistenti. Un altro
capitolo nel mirino è quello degli enti pubblici. Cottarelli propone di sopprimerne una ventina, tra cuiIce, Enit, Isfol, Covip
e Aran di accorparne altri 25
(agenzie comprese), a partire
da quelli di ricerca.
Ma il Governo deve fare i
conti anche con i risparmi dai
tagli di spesa già impegnati.
Come si afferma nel dossier
Cottarellì (e anticipato dal Sole 24 Ore) risultano ipotecati
500 milioni nelz015, lO,4 miliardi nel 2016 e 14,8 miliardi nel
2015. In particolare, il dossier
evidenzia una sotto stima di 6
miliardi sia nel 2015 che nel
2016 «delle spese a politiche invariate nella legge di stabilità», ovvero a legislazione vigente, a parità di obiettivi di indebìtamento netto.
ID RlflROD\.IZIDNE fUSEFlVATA
lE MISURE IN ARRIVO
068391
Si valuta un meccanismo
selettivo con l'Isee per le
indennità di accompagno
e un giro di vite a vasto
raggio sulle false invalidità
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COBBIEBE DELLA SEBA
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I TAGli A POLITICA E APPALTI
(LA FRENATA SUGLI STATALI)
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EConfindustria teme una mini-crescita dello 0,5%
uesta è ~a madre di tutte le riforme, se nesce questa, il nostro ca~,. stello di cambiamento dell'Italia
sta in piedi, se dovesse fallire allora c'è il rischio che l'intero castello precipiti». il viceministro dell'Economia, Enrico Morando
ieri ha definito cosÌ l'operazione di revisio~
ne della spesa che il governo Renzi ha messo
in cantiere. Non senza resistenze. Anche ieri, mentre il premier riba,diva in Parlamento
che le tabelle del commissario Cottarelli sono un menu su cui vanno operate «scelte
politiche», le proteste contro i tagli ipotizzati si sono moltiplicate. E c'è stato anche
qualche distinguo in seno al governo.
E' il caso del ministro della Funzione
pubblica, Marianna Madia che ieri, incontrando per la prima volta i sindacati di categoria, avrebbe preso le distanze da un eventuale totale blocco del tum over che il rapporto Cottarelli ipotizza per 85 mila dipendenti. Secondo quanto riportato dal
segretario della Cgil Funzione pubblica,
Rossana Dettori, a parere di Madia il blocco
non dovrebbe esserci, anzi dovrebbero «essere inseriti tanti giovani». La ricostruzione,
riportata anche dalla Cisl, non è stata smentita dall'interessata Del resto anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Graziano Delrio, ieri ha cercato di gettare
acqua sul fuoco delle polemiche divampate
dopo la pubblicazione delle tabelle di Carlo
Cottarelli: «Le bozze sono solo bozze» ha tagliato corto.
il punto è che l'accento messo dallo stesso Delrio nell'intervista al Corriere sulla necessità di reperire dalla spending review
non tre ma cinque miliardi per finanziare il
taglio del cuneo fiscale, non lascia tranquillo nessuno. il sottosegretario ha cercato di
rassicurare dicendo che i maggiori tagli rispetto alle tabelle di Cottarelli potrebbero
venire dai costi della politica e dall' efficientamento degli acquisti, da cui ci si aspettano
risparmi per più di un miliardo. Ma è anche
v:ero che esdudendo dalla tabella riepilogativa di Cottarelli la voce «pensioni», volano
via 1,4 miliardi di quelle che il commissario
aveva individuato come fisorse spendibIlI
nel 2014. L'altro fronte di battaglia al momento riguarda la difesa, dove i ventilati (e
Ritaglio
Lavoro e previdenza
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controversi) tagli al programma dei caccia
F35 porterebbero un risparmio di cui Renzi
parrebbe non volersi privare perché popolari e di facile reperimento, almeno a prima
vista
il punto di equilibrio tra taglio delle tasse
e taglio delle spese richiede uno sforzo importante: il premier non può vedere vanificato l'effetto elettorale ed economico della
busta-paga più pesante a maggio per 10 milioni di lavoratori dipendenti, con i sacrifici
che s'imponessero su altri cittadini in virtù
della spending review.
il timore di tagli induce quelli che sembravano prima convinti che il cambio di
passo di Renzi costituisse un netto guadagno, a maggior prudenza. «il nostro è un
giudizio assolutamente sconcertato - attacca il segretario generale della Cisl, Raffaele
Bonanni - perché non si possono buttare i
dati (della spending review, ndr) in pasto al-
commissario elropeo Antonio Tajani ribadendo che l'Italiaè a rischio di infrazione
sui pagamentitlella Pubblica amministrazione.
Antonella Baccaro
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La critica Cisl
Tagli alla spesa
pubblica,
Bonanni si dice
«sconcertato»
Pagamenti
Il commissario
Ue Tajani:
«Italia a rischio
infrazione»
l'opinione pubblica in questo modo, senza
aver avviato prima una riflessione su come
vogliamo ristrutturare la Pa, gli enti pubblici e le istituzioni. Basta con questa confusione». E, quanto ai dipendenti pubblici, <<Ile
abbiamo già persi 350 mila, ora il governo si
s~eda con noi e discuta: basta con questo
gioco al massacro». Ma i tempi sono molto
stretti: i tagli dovranno essere pronti per il
21 aprile quandQp:ovrà essere presentato il
Def, documento di economia e finanza
Intanto anchè 'Confindustria ieri getta
qualche ombra sulla possibile ripresa del
Paese. il Centro studi, che analizza l'andamento del mercato italiano, ha valutato «a
rischio la previsione di un incremento del
Pil superiore allo 0,5% nel 2014». Due i fattori frenanti: «Sul fronte esterno la nebbia
dell'incertezza sulla solidità dello scenario
globale, che spinge a navigare a vista e frena
le decisione di spesa. Sul fronte interno,
agiscono gli handicap competitivi strutturali e le lunghe code della crisb>. D'altra parte l'indicatore dell'Dcse, scrivono ancora gli
economisti di viale dell'Astronomia «suggerisce un nuovo indebolimento già nel secondo trimestre anziché un irrobustimento».
Intanto da BI;UXelles torna a farsi sentire il
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t.-)
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Aziende
Sicurezza
Welfare
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====== -"-"--
Aiuti e incentivi:
Accompagnamento Modello francese
per le forze di polizia quattro miliardi
Addio assegno
oltre i 45 mila euro Fino al 30% in meno dalle imprese
n teoria - recita il
a fusione tra polizia e
ulle invalidità il rapporto
"rapporto Cottarelli - la
I
carabinieri è un'ipotesi
del commissario alla
base aggredibile dei
già smentita dal governo.
spending review ipotizza due
interventi. Per le pensiOIù di
invalidità Cottarelli propone
una serie di controlli mirati
stimando un rispannio di
100 milioni nel 2015 e 200 nel 2016.
L'intervento, secondo Cottarelli, è motivato
dal <d'orte aumento del numero di invalidi
civili, non giustificabile da andamenti
demografici». Dal 1998 ad oggi il numero
delle pensioni di invalidità in pagamento è
aumentato del 50%. Gli stessi rispanni - 100
milioni nel 2015, 200 nel 2016 - dovrebbero
arrivare dall'altra misura proposta e cioè
dall'introduzione di un limite di reddito per le
indennità di accompagnamento. Cottarelli
ipotizza un limite di 30 mila euro lordi l'anno
per la singola persona, che salirebbe a 45 mila
euro l'anno considerando il reddito di tutta la
famiglia In questo caso si propone di
intervenire solo sulle nuove indennità, quelle
ancora da autorizzare, ma si sottolinea che i
«rispanni sarebbero più elevati
nell'immediato se si intervenisse su quelle in
essere, almeno per soglie di reddito elevate».
Sulle indennità c'è una «distribuzione
territoriale che suggerisce abusi» con
percentuali elevate in Calabria, Campania,
Sardegna e Umbria
l. Sal.
Ma uno dei capitoli del
rapporto del commissario
alla spending review è
dedicato alle «sinergie dei
corpi di polizia» sottolineando che oggi le
cinque forze previste dal nostro ordinamento
comportano una spesa di 20 miliardi di euro
l'anno. Carlo Cottarelli ipotizza un rispannio
di 2,5 miliardi di euro in tre anni. Non parla
espressamente di tagli agli organici ma
sottolinea il «numero di unità elevato
rispetto ad altri Paesi» con l'aggiunta di un
grafico. Dice quella tabella che in Italia ci
sono 466 unità di polizia ogni 100 mila
abitanti, contro le 312 della Francia e le 298
della Germania. Tra i grandi Paesi europei ha
più forze dell'ordine solo la Spagna con 533
mila uomini. La materia è delicata, perché la
sicurezza non è un costo come un altro.
Sindacati di polizia e Cocer militari hanno già
fatto sentire le loro proteste. Prudentemente
Cottarelli non indica come intervenire. Ma
dice che «occorre chiedere un piano di
riforma da completare entro settembre 2014
con il vincolo di raggiungere l'obiettivo di
rispannio indicato». Quello che si farà è un
lavoro chirurgico per evitare, dove possibile,
duplicazioni tra i diversi corpi di polizia
l. Sal.
r?'! RIPRODUZIONE Rl5fRV!\T!\
(i-)RIPRODUZIONERISl-RVA1A
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trasferimenti alle imprese è
molto ampia: 16 miliardi. Ma
togliendo quelli con
controprestazioni (per
esempio, ferrovie), trasferimenti essenziali (per
esempio, aree terremotate), sostegno a ricerca e
sviluppo, trasferimenti che non influenzano
significativamente l'indebitamento netto (per
esempio crediti agevolati), la base aggredibile
scende a circa 3-4 miliardÌ». Gli stanziamenti su
cui si ritiene di poter intervenire sin da
quest'anno ammontano a 244 milioni per
agricoltura e artigianato, 217 per l'editoria, 346
per l'istruzione, 12 per rimborsi a Poste italiane
per agevolazioni tariffarie postali, 106 per lo
spettacolo, go per Tv e Radio, ma soprattutto due
miliardi e 110 milioni peri trasporti, incluso
quello automobilistico, l'autotrasporto e la
cantieristica Infine ci sono ulteriori trasferimenti
per 586 milioni che restano sotto la voce «altro».
La proposta di Cottarelli è «la riduzione graduale
a partire dal 2014». Nella tabella riepilogativa per
quest'anno !'ipotesi di riduzione cifra un
miliardo, dunque circa un quinto dei tagli
previsti. Poi ci sono i trasferimenti dalle Regioni
per 400 milioni, il cui taglio andrebbe a
rimpinguare le casse di queste ultime. Infine 300
milioni è quanto si considera eccedente rispetto
alla media europea dei trasferimenti alle Ferrovie.
~
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si ferma a circa 248 mila euro l'anno.Come agire?
ngoverno Monti era intervenuto tramite decreto,
Stipendi d'oro
Nessun manager
più del Presidente
el taglio da 500 milioni
previsto per i dirigenti
pubblici dovrebbe esserci una
sforbiciata agli emolumenti
dei manager delle società
partecipate. Secondo
indiscrezioni, che non trovano
riscontro nel rapporto Cottarelli, il governo
starebbe ragionando intorno a un nuovo tetto
retributivo. Attualmente il limite previsto è
quello del primo presidente della Corte di
Cassazione (circa 300 mila euro lordi l'anno).
L'idea sarebbe ,quella di adottare come massimale
lo stipendio del Presidente della Repubblica che
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Lavoro e previdenza
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ad
in particolare con il salva Italia, per stabilire il
tetto alle retribuzioni pubbliche, inserendovi
però tutta una serie di eccezioni che a questo
punto andrebbero a saltare. In particolare il salva
Italia metteva a riparo dal tetto i manager delle
società controllate direttamente o indirettamente
dallo Stato «che emettono esdusivamente
strumenti finanziari, diversi dalle azioni, quotati
nei mercati regolamentari», cioè obbligazioni.
Via dunque dalla lista i manager di Ferrovie,
Poste, Eni, Enel e Finmeccanica, per citarne
alcune. Tutti casi che a questo punto rientrebbero
nell'ipotesi di taglio. Ma bisogna far presto: la
tornata di nomine è alle porte e la norma
andrebbe fatta prima dei nuovi mandati per avere
elletto sul 2014© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Pubblico impiego
Blocco del «turn aver» per 85 mila
Nelle casse dello Stato qu~i 3 miliardi in più
na stima di 85 mila eccedenze tra il
personale della pubblica
amministrazione al 2016. Una misura
che potrebbe generare un risparmio per
le casse statali di tre miliardi. il
commissario Cottarelli, assalito dalle
polemiche dei sindacati, ha già precisato
che si tratta di una «stima da affinare» e che gli eventuali
esuberi possono essere riassorbiti con la <<ffiobilità». Nel
documento Cottarelli si sofferma prima di tutto sulla spesa
per corsi di formazione interna per la pubblica
amministrazione, che è di circa 250 milioni. I tagli previsti
ammontano a 100 milioni sia per l'anno corrente che per il
2015. Ma, si legge nelle slides, «esistono dubbi sulla
efficacia di queste spese e risparmi, almeno nei prossimi
due annÌ», ma minori esborsi «si possono ottenere
attraverso una migliore prioritizzazione (sic)>>.
il settore <<pUbblico impiego» nella relazione non ha una
trattazione dedicata come tutti gli altri. Lo si ritrova in
coda al rapporto, sotto la voce «criticità». Laddove la
criticità in questione è rappresentata plasticamente dalla
milioni, i tagli
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068391
previsti per gli
stipendi dei dirigenti statali,
compresi i risparmi sulle retribuzioni dei manager
delle partecipate
domanda «cosa fare del personale in esubero?», cui si
cerca di dare una risposta Si spiega, cioè, che gli esuberi
dipendono da piani specifici di riforma ma la stima
preliminare è di almeno 85 mila unità al 2016 ,per un
costo corrispondente di circa tre miliardi. Si prosegue
osservando che la «capienza da blocco completo del
turnoveT» è di circa go mila dipendenti, con questo
indicando la misura come una possibile soluzione. Ma ci
sono problemi nella sua applicazione ai singoli settori
perché, ad esempio, nella scuola non ci sono esuberi ma
molti pensionamenti. Inoltre il blocco del turnover causa
aumento dell'età media, anche se l' «invecchiamento» è
stato finora molto diverso tra settori.
Le slides elencano altre ipotesi allo studio: i
prepensionamenti con l'eliminazione di posizioni (ma il
risparmio sarebbe più limitato nell'immediato e ci sarebbe
il rischio di effetti-imitazione per il privato), gli esoneri dal
servizio (istituto introdotto nel 2008 ma abrogato a fine
2011), il collocamento in disponibilità del personale in
esubero con riduzione della retribuzione, gli incentivi
all'uscita dal settore pubblico con finanziamenti una
tantum, la riduzione dei servizi esternaIizzati, il
rafforzamento della mobilità obbligatoria per facilitare
riassorbimento all'interno della pubblica
amministrazione. Tra le voci che si taglieranno con più
certezza ci sono gli stipendi dei dirigenti statali: 500
milioni, compresi i risparmi sugli stipendi dei manager
delle partecipate.
A.Bac.
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Istituzioni
Dal Senato all'accorpamento dei Comuni
Arriva la clausola della «soglia standard»
mmontano a 400 milioni i tagli
previsti dal rapporto Cottarelli ai
«costi della politic!l» per il 2014- La
metà viene dalla razionallzzazione
delle spese di Comuni e Regioni e da
quella del finanziamento ai partiti. In
che modo? Le slides del commissario
sono sintetiche: una parte dei risparmi verrebbe
dall'accorpamento dei Comuni sotto i 5 mila abitanti,
un'altra dalla riduzione dei consiglieri comunali e
degli emolumenti degli amministratori locali.
Passando alle Regioni, anche qui è prevista una
sforbiciata al numero dei consiglieri e dei loro
emolumenti e vitalizi. Compare poi un
ammonimento: «Essenziale assicurare il
monitoraggio per evitare aggiramento misure (come
nel caso delle misure introdotte dal governo Monti)>>.
Infine si prevede l'applicazione dei «costi standard»
per il funzionamento dei consigli regionali. Una riga
secca, che non contempla spiegazione, è dedicata al
«finanziamento dei partiti», specificandO che si tratta
milioni di euro. I
© RIPROOUZIONERISERVATA
068391
risparmi previsti
dalla riduzione
delle spese degli
organi costituzionali, attualmente pari a 2.4
miliardi
di una riduzione rispetto al decreto già approvato. In
aggiunta c'è il «divieto di cumulo di pensioni con le
retribuzioni offerte dalla carica pubblic!l», anche se
qui si spiega che l'effetto è «molto difficile da stimare
ma importante in termini di equità».
n secondo pacchetto di tagli da 200 milioni riguarda
invece gli organi costituzionali e a rilevanza
costituzionale, per i quali oggi si spendono 2,4
miliardi annui. Dal 2009 nessuna riduzione è stata
ottenuta a fronte di tagli di spesa del 10% delle
amministrazioni centrali dello Stato. La slide che se ne
occupa precisa che il taglio di queste spese è
<<responsabilità degli organi costituzionali stessi, non
del governo», che dunque, nel rispetto
dell'autonomia, non può vararli La stima di risparmio
da 200 milioni include anche la trasformazione del
Senato prevista dalla riforma costituzionale ora in
Parlamento.
Si tratta di cifre molto limitate. Questo lascia intendere
il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Graziano Delrio, nella sua intervista al Corriere di
mercoledì. Dove si spiega che da questi tagli si aspetta
risultati maggiori al netto di altri interventi che
potrebbero rientrare sotto la voce «costi della
politic!l», come le consulenze e le auto blu, da cui si
attendono risparmi per 100 milioni quest'anno. Va
ricordato infine che anche dalla riforma delle Province
il risparmio previsto è pari a 100 milioni quest'anno.
Antonella Baccaro
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Previdenza
Dal prelievo sugli assegni oltre 2.000 euro
alla revisione delle pensioni di guerra
a scelta spetterà alla politica,
come lo stesso Carlo Cottarelli ha
prudentemente ripetuto più volte. E
il governo ha detto che per il
momento le pensioni non si
toccano, al massimo si può
cominciare a fare un ragionamento
politico su un contributo di solidarietà che potrebbe
arrivare nel 2015. Ma sulla previdenza il rapporto del
commissario alla spending review è ricco di
proposte. Né poteva essere diversamente visto che
«sarebbe stato difficile ignorare un settore che vale
270 miliardi di euro l'anno», come lui stesso ha
ricordato.
n contributo temporaneo sulle pensioni più elevate
è il primo punto del capitolo dedicato alla
previdenza e del resto lo stesso Matteo Renzi ne
aveva parlato più volte prima di diventare presidente
del Consiglio. L'intervento dovrebbe «esentare 1'85%
dei pensionati» e servirebbe per finanziare la
fiscalizzazione degli oneri sociali sui nuovi assunti,
cioè il taglio del cuneo fiscale per i giovani con un
meccanismo indiretto di solidarietà generazionale.
Nella lista c'è poi una «maggiore deindicizzazione
delle pensioni a partire dal 2015», cioè un'ulteriore
miliardi, il costo
delle pensioni di
guerra ogni anno: tra le proposte c'è la revisione di questo
capitolo di spesa.
:!il R1PROOGZIONE RISERVATA
068391
,
frenata nell'adeguamento degli assegni al costo della
vita. E poi ancora un limite alle pensioni di
reversibilità, quelle che spettano al coniuge
superstite, con una riduzione della percentuale di
conversione graduata a seconda di una serie di fasce
di reddito. In questo caso sarebbero salve le
reversibilità già in pagamento, mentre la riduzione
dell'assegno scatterebbe solo per i nuovi
trattamenti. Tra le proposte c'è anche la revisione
delle pensioni di guerra che oggi costano 1,5
miliardi di euro l'anno e che <<nella maggior parte
dei casi riguardano superstiti di vittime della
seconda guerra mondiale».
Mettendo insieme tutte queste misure, il rapporto
Cotlarelli prevede un risparmio possibile di 7,6
miliardi di euro in tre anni. Anche in questo caso
!'impatto sarebbe crescente nel tempo: 1,8 miliardi
quest'anno, ma il governo dice che non se ne parla,
poi 2.4 l'anno prossimo e 3.4 nel 2015.
Il commissario Cotlarelli chiude il capitolo con una
serie di grafici che motivano !'intervento. Oggi la
spesa per pensioni è molto più alta in Italia che nel
resto d'Europa: il 15,6% del Prodotto interno lordo
contro il 14,3% della Francia, il 13,4% della Grecia,
l' 11,5% della Germania, dove la previdenza
integrativa è molto più sviluppata che da noi. Non
solo. Perché nel rapporto Cottarelli sottolinea anche
come «una quota elevata delle pensioni viene
risparmiata» e «su quasi tutte le classi di reddito il
risparmio delle famiglie con pensionati è elevato».
Tutte le misure ipotizzate hanno suscitato proteste
da più parti. Materia sensibile, per ora accantonata.
L. Sal.
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Le spese
La sforbiciata sulla macchina degli acquisti
Soltanto 30-40 centri per beni e servizi
agli acquisti di beni e sèrvizi
della pubblica amministrazione
dovrebbe arrivare quasi un terzo dei
risparmi previsti dalla lista dei tagli
studiata dal commissario Carlo
Cottarelli. Oltre 10 miliardi di euro in
tre anni, con 800 milioni di euro
recuperati già quest'anno per poi a salire a 2,3
miliardi l'anno prossimo e addirittura 7,2 nel 2016.
Come è possibile?
In effetti la torta sulla quale intervenire è grande. Nel
2012, ultimo dato disponibile, la pubblica
amministrazione italiana in tutte le sue articolazioni,
dai ministeri al più piccolo dei Comuni, ha speso per
le forniture di beni e servizi 131 miliardi di euro. n
punto è che le gare sono oggi divise tra 32 mila
stazioni appaltanti, che spesso aggiudicano pacchetti
di beni e servizi piccoli e quindi con un prezzo meno
vantaggioso. La proposta di Cottarelli è di far
scendere a «30/40» il numero delle stazioni
appaltanti, per i cosiddetti acquisti ~(sopra soglia», i
contratti più importanti che per le amministrazioni
centrali superano i 134 mila euro e per quelle locali i
207 mila euro. In sostanza si avrebbe una centrale
d'acquisti unica per ognuna delle dieci città
©
~IPRODUZiONE
RlSERVATA
068391
miliardi, la spesa
nel 2012 della pubblica amministrazione per le forniture di beni e servizi. Le gare sono oggi divise tra 32 mila
stazioni appaltanti
metropolitane che dovrebbero nascere l'anno
prossimo e un'altra centrale d'acquisti per ogni
Regione. Tutto il resto dovrebbe passare attraverso la
Consip, la società per gli acquisti della pubblica
amministrazione da cui oggi passa meno di un quarto
della spesa totale. «Occorre sfruttare il fatto - si legge
nel documento del commissario alla spending review
- che gli acquisti effettuati su convenzioni Consip
comportano in media un risparmio del 24%» rispetto
alle forniture che seguono altre modalità. Ed è proprio
dirottando su Consip gli appalti oggi assegnati dalle
32 mila centrali d'acquisto soppresse che secondo
Cottarelli si possono ottenere grandi risultati. Non
solo. ndocumento propone una «serie di controlli sui
contratti in essere al 31 luglio 2014». E le verifiche
riguarderebbero non solo gli appalti sopra soglia ma
tutte le forniture. Già oggi la legge prevede che ogni
contratto deve rispettare i parametri di qualità e di
prezzo che la Consip fissa come riferimento a livello
nazionale. Ma quei paletti vengono aggirati, inserendo
nei capitolati delle piccole variazioni sulle
caratteristiche del prodotto che giustificano, almeno
in teoria, anche un prezzo diverso. Una stretta su
questo fronte significherebbe prendere la strada scelta
in Corea, dove la centrale d'acquisti nazionale può
bloccare in tempo reale ogni contratto chiuso a livello
locale che non rispetti i suoi parametri di prezzo e
qualità. Altri 200 milioni di euro l'anno verrebbero
risparmiati cancellando l'obbligo di pubblicare sui
quotidiani i bandi per gli appalti che superano i 200
mila euro.
Lorenzo Salvia
[email protected]
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Quotidiano
Obiettivi
nel triennio
20-03-2014
2/3
Foglio
7/8
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COBBIEBE DELLA SEBA
Pagina
in miliarcli di euro
Eccoli piano di tagli presentato dal
commissario straordinario Carlo Cottarelll,
Qui sotto il risparmio
oio totale,
Adestra ì principati l rventi
DI CUI:
RISPARMI TOTAU
2014
gli acquisti pubblici per
beni e servizi nel 2012
\J 36 miliardi
tramite centrali
di acquisto
che permettono
un risparmio medio
del 24%
FRA
6,44
Rapporto medio tra
stipendi pubblici e privati
•
{'obiettivo è arrivare a
65 miliardi
fonte: rapporto per la revisione della spesa pubblica 12014-161
>
"
1l~~llg_!IlI~IlII••!Jl
2014
1
retribuzione
nel privato
1,25
retribuzione
nel pubblico
2015
($
0,2
in miliardi di euro
DI CUI:
Si valuta la soppressione
del CNEL e di altri 15-20
enti/agenzie
tra cui:
- Prefetture
• Vig.fuoco
- ENIT
-ISFOL
-ARAN
GERMANIA
11~.t,ltll~ 298,1
-AVCP
-ICE
- Cap. porto
600
milioni
068391
TOTALE
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Quotidiano
LA STAMPA
I
Data
20-03-2014
Pagina
3
Foglio
1
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Sul tavolo di Alfano
2,5 miliardi di tagli
tra polizia e carabinieri
TI Vinllnale dovrà razionalizzare i presidi locali
ROMA
l commissario straordinario Carlo Cottarelli ipotizza
di risparmiare 2 miliardi e
mezzo di euro sulle spese per
le forze di polizia. E ora tocca
al ministro competente, Angelino Alfano, trovare il modo.
Lui ha parlato di «mettere meglio in campo la squadra». Al
Viminale è infatti operativo un
gruppo di lavoro che sta esaminando la situazione di 228
Comuni dove ci sono duplicazioni tra Arma e Ps.
La polizia ipotizza il taglio di
287 presidi, sedi minori della
polizia postale, ferroviaria e
stradale, ma sono in discussione anche nuclei subacquei e in
via di chiusura i commissariati
di Tolmezzo (Udine), Duino
(Trieste), Frascati, Genzano e
Colleferro (Roma), Alassio
(Savona), Treviglio (Bergamo), Osimo (Ancona), Pescia
I
(Pistoia), Bressanone (Bolzano) e Porto Tolle (Rovigo).
La revisione, però, coinvolge entrambe le forze di polizia.
Negli ultimi anni i carabinieri
hanno accorpato 31 stazioni;
sono stati soppressi 2 presidi
presso scali ferroviari e aeroportuali dove c'è la Ps e per altri 2 è in corso l'iter per la soppressione.
Il comandante generale Leonardo Gallitelli
ha già imposto
una drastica cura dimagrante,
tagliando tutto quello che poteva apparire superfluo: ha
recuperato lO mila carabinieri
concentrando i servizi amministrativi a Chieti, dove in 300
fanno il lavoro che prima facevane;> in 3.397. Altri 497 carabinieri li ha recuperati chiudendo le scuole allievi di Fossano
(Cuneo) e Benevento; 266
rlOrgamzzanao
il comando generale; 178 dal
servizio, aereo
che ha dismesso
51 elicotteri obsoleti; 234 dal
servizio navale che ha chiuso
ben 82 siti; 49 dai corazzIeri,
87 dai cinofili, 55 dagli artificieri, 107 dai tiratori scelti, 60
dai subacquei.
Ma il gruppo di lavoro del
Viminale dovrà ora valutare
nuove soppressioni sul versante dell~ma: sono all'esame le
compagnie di Voghera (Pavia),
Cividale del Friuli (Udine), Lugo (Ravenna), Bas·sano del
Grappa (Vicenza); Carrara
(Massa) e Ozieri (Sassari).
Gioca, tra l'altro, anche il deterioramento delle caserme, che
meriterebbero consistenti investimenti.
S'ipotizza il trasferimento
qelle compagnie eli Sarzana
(Spezia), Crema (Cremona) e
LA COMPRESENZA
San Candido (Bolzano), la trasformazione della tenenza di
Muggia (Trieste) in compagnia; l'accorpamento delle stazioni di Ventimiglia Alta (Imperia), Duino (Trieste), San
Martino Spino (Modena),
Brennero (Bolzano), Civitanova Marche Alta (Macerata),
Chiusi (Siena), Piombino Porto Vecchio (Livorno), Trestina
(Perugia), Orvieto Scalo (Terni), San Pietro al Natisone
(Udine), San Candido (Bolzano), Lavezzola, Brisighella e
Lugo (Ravenna), Fossola
(Massa), Ardara e Ittireddu
(Sassari). Complessivamente
si potranno recuperare 276 posizioni.
Il Cocer dei carabinieri è
molto critico contro una
«Spending review insensata».
Spiegano i delegati Gianni Pitzianti e Alessandro Rumore:
«I carabinieri sono stanchi di
essere attori di copioni scritti
da registi che nulla sanno di si[FRA. GRI.]
curezza».
In 228 Comuni sono
presenti sia la Ps
che i militari dell'Arma
068391
Il ministro Angelino Alfano
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20-03-2014
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IL PREMIER RASSICURA SINDACATI, SEL E PARTE DEL PD SUL PIANO COTTARELLI: È SOLO UNA BOZZA
Renzi va in difesa sulla spending
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Quotidiano
Il presidente del Consiglio ribadisce: i tecnici propongono, la politica sceglie. Non ci sono problemi
sulle coperture, ma la legge di Stabilità ha già impegnato più di 25 miliardi di risparmi in tre anni
DI ANTONIO SATTA
D
OpO giorni e giorni giocati all' attacco ieri Matteo
Renzi ha preferito spostarsi in difesa. Nei due
discorsi pronunciati ieri davanti a Camera e Senato per fare
il punto sul Consiglio Europeo
che si apre oggi il premier ha badato soprattutto a tranquillizzare
la platea sulla sostenibilità delle
riforme da attuare. Riforme, ha
ribadito ancora una volta, che
vanno fatte non perché le chiede
l'Europa ma per garantire un futuro all'Italia. E comunque per
Renzi «è fondamentale che si
esca dalla visione per cui l'Ue
ci controlla i compiti o ci fa le
pulci. L'Ue non è altro rispetto
a noi. E se non saremo in grado
di affermare che l'Italia e l'Europa, a dispetto di certa propaganda, non sono controparti ma
sono sulla stessa barca, non ci
sarà spazio per la politica».
L'Italia, comunque, non parte
da zero. «In questi anni ha fatto
i compiti», ha detto Renzi spiegando che i governi precedenti
«non si sono girati i pollici. Non
abbiamo paura a confrontarci
sui numeri». Eppure le preoccupazioni di Renzi ieri non erano
rivolte ai censori europei quanto
alle reazione di casa sul ventaglio di possibili tagli alla spesa
pubblica proposto da Carlo Cottarelli, che ormai è noto in ogni
sua parte. I sindacati, in particolar modo, sono scattati di fronte
all'indicazione del numero di
dipendenti pubblici considerati
in esubero (85 mila per un costo
complessivo di 3 miliardi), e ai
vuoti che si aprirebbero con un
blocco totale del turnover (90
mila posti di lavoro). Ma anche la serie di proposte avanzate sul capitolo-pensioni ha
fatto suonare tanti campanelli
d'allarme tra sindacati, Sei, ma
anche all'interno del Pd (Nichi
Vendola è arrivato a fare una similitudine tra il piano Cottarelli
__ Autorità indipendenti
Amministrazione centrale
..... Camera, Senato e Corte Costituzionale al netto
della spese per pensioni
103,6
alla spending review «abbiamo
un margine ampio» di risparmio
«dentro la finanza pubblica e lo
illustreremo con il Def».
Il problema per Renzi è che,
come ha chiarito lo stesso Cottarelli, gran parte dei risparmi
della spending review è già
impegnata a copertura delle
misure triennali della legge
di Stabilità (500 milioni per il
2014, 10,4 miliardi nel 2015
e 14,8 miliardi nel 2016). A
questo punto il governo dovrà
concentrarsi sulle tante voci
proposte da Cottarelli, sapendo che, ovunque taglierà, non
sarà indolore. Margini comunque ci sono, come dimostrano
i grafici pubblicati in pagina,
elaborati anch'essi sulla base
delle slide di Cottarelli. I costi della politica, a cominciare
dai Palazzi più importanti, sono scesi meno di quelli delle
amministrazioni centrali. E se
Renzi comincerà a tagliare lì,
difficilmente l'opinione pubblica insorgerà. (riproduzione
riservata)
SPESE DELLE AUTORITÀ
SPESE ORGANI COSTITUZIONALI
102,1
e le ricette economiche imposte
dalla Troika alla Grecia). A tutti
ha cercato di rispondere Renzi,
ripetendo che quello di Cottarelli non è un piano, bensÌ «il commissano ci ha fatto l'elenco, poi
saremo noi, come parte politica,
a decidere dove intervenire».
Non solo; la spending review
non sarà un pacchetto prendere o lasciare. «Presenteremo la
spending review alle Camere,
la presenteremo nelle sedi parlamentari; il commissario ci ha
fatto un elenco, ma toccherà a
noi decidere. Come in famiglia
se non ci sono abbastanza soldi
sono mamma e papà che decidono cosa tagliare e cosa no».
Al Senato ha aggiunto che le
famiglie non fanno decidere i
risparmi al commercialista. E
l'alter ego del premier, ossia il
sottosegretario Graziano Delrio,
ha aggiunto «le boae sono solo
bozze». E comunque, ha detto
ancora Renzi, per tagliare l'Irpef e per le altre misure oltre
.......122
_ _ _.....,;;;120,1
102,4
102,6
100,5
10
100
o~ani Costituzionale
e I rilievo costituzionale
_. Amministrazioni centrali
2009
2010
91,7
2012
2011
Fonte: Commisario slfaOtriinario per la revisione della spesa pubblica
2011
89,9
2012
Fonte: Commisario s~aOtriinario per la revisione della spesa pubblica
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068391
GRAFICA MF-M1LANO FINANZA
2009
·2010
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20-03-2014
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Bus e treni, tariffe a rischio raddoppio
~Nel piano di Cottarelli aumenti ai prezzi dei biglietti per coprire ~La stessa ricetta vale anche per il trasporto ferroviario
il costo dei servizi locali. Dallo Stato trasferimenti per 18 miliardi Da chiudere 20 enti inutili, tra questi Ice, Enit, Isfol e Aran
ROMA La cura del commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, non passa solo per tagli di
spesa. Nel menù dell'ex direttore
del fondo monetario internazionaIe ci sono anche aumenti delle
tariffe dei servizi pubblici locali,
soprattutto quelli che riguardano il trasporto. E si tratta, se i
«consigli» dovessero esser recepiti da Matteo Renzi, di ritocchi
consistenti, che potrebbero portare in alcuni casi fino al raddoppio del costo dei servizi per i cittadini. I trasferimenti alle partecipate locali, spiega Cottarelli
nelle sue slides, sono «elevati».
Troppo elevati. Secondo le banche dati del ministero dell'eco nomia e delle finanze, le società
municipalizzate perdono nel 10ro complesso ogni anno qualcosa come 2 miliardi di euro. E questa nonostante dalle casse di Comuni, Regioni e Stato arrivino
trasferimenti per 13 miliardi di
euro l'anno, cinque dei quali solo di sussidi da parte dello Stato
centrale al trasporto pubblico 10cale. Se a questi 13 miliardi si
sommano gli altri trasferimenti
a carico della casse pubbliche,
ossia altri 3 miliardi di euro, il
peso di queste aziende sulle spalle dell'erario arriva a ben 18 miliardi di euro. Una situazione difficilmente sostenibile. «Nel trasporto pubblico locale», osserva
Cottarelli, «la copertura dei costi
con le tariffe è del 22%, contro il
50-60% in Europa». Ergo le tariffe devono aumentare. Ma se si
volesse portarle a livello degli altri paesi del vecchio continente
significherebbe più che raddoppiarle. Ma per il commissario alla spending review non ci sono
molte altre strade. «Già nel
2014», scrive, «risparmi sarebbero possibili aumentando le tariffe del trasporto pubblico locale e
riducendo i costi di amministrazione delle partecipate».
DOVE SI TAGLIA
La ricetta, ovviamente, non vale
soltanto per bus, metro e treni. Il
discorso si estende anche a rifiuti ed acqua, anche se in questo
Ritaglio
Lavoro e previdenza
caso non si fanno cifre precise.
La cura Cottarelli
Anche per le Ferrovie il commissario prevede un aumento delle
Cifre in miliardi di euro
tariffe a fronte di una riduzione
degli aiuti che lo Stato eroga.
Aiuti che, secondo il documento
•
della spending review, sarebbelocali ealtro)
I
I
II .
ro del 55% più alti della media
":'
"",
con un esborso annuo «in ecces-._._... -I
so» di 3,5 miliardi di euro. Per
quanto riguarda le società muniefficientamento (incluso fusione),
cipali che non forniscono servizi
aumento tariffe
pubblici, invece, la proposta di
Cottarelli è netta: «vanno chiuse». Sempre sul fronte delle chiusure, le slides contengono una
chiusura
lunga serie di enti considerati
«inutili» che nelle intenzioni del
,
I
commissario dovrebbero cessai
re la loro attività. Oltre al Cnel, ce
da presentare entro settembre 2014
I
ne sono elencati un'altra ventiI
na, dall'Enit (l'ente di promozio- i
aumento tariffe trasporto pubblico locale; riduzione
ne del turismo), all'Ice (!'istituto
I
costi di amministrazione delle partecipate
per il commercio estero contro
la cui soppressione si è già schie.centimetri l
rata Confindustria), l'Isfol, l'Aran e l'Autorità di vigilanza sui
contratti pubblici. Nella lista poi,
ci sono anche le sedi regionali
della Rai. Dalla polizia, alla difesa, al pubblico impiego, ieri è stata una giornata di proteste man
mano che venivano a galla le proposte di taglio del commissario
Cottarelli. Le associazioni dei disabili hanno protestato contro il
taglio alle pensioni di invalidità.
Il Cocer ha chiesto immediatamente di essere ascoltato sui risparmi della, difesa. Giovanni
Centr~lla de~l ygl ha detto se~za
me~zI terl!um che la sp~ndmg
re:'Iew sara «un campo dI bat~aglIa». Il numero .uno de~la CIsI:
Raffaele Bonanm, ha chIesto dI
non effettuare tagli lineari. Silvestre Bertolini del Cida ha detto
che le pensioni non possono essere considerato un pozzo senza
fondb daI'governo: Il Siulp,'ilsindacato della polizia, ha parlato
di «sforbiciatori improvvisati». Rischio aumento per le tariffe dei trasporti pubblici locali
Sugli esuberi nel pubblico impiego il coro di «no» delle organizzazioni dei lavoratori è stato praticamente unanime. La strada di
Matteo Renzi parte decisamente
in saUifia.
Andrea Bassi
+. +'
~~~~~~~~t:~:~~il~i
,
,-"
,"
I
DALLA POLIZIA,
AllE PENSIONI,
PASSANDO PER DIFESA
EPUBBLICO IMPIEGO
SI ALZANO lE PROTESTE
DEI SINDACATI
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068391
Il PROGRAMMA
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il Giornale
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I GUAI DEL lOBS ACl
i neo lavoratori
L'ente del lavoro
che ingessa
diGabrieleFava
A
qualche giorno di distanza dalla ufficializzazione del piano promosso dal nuovo governo per
favorire la ripresa economica
e stimolareilmercato dellavo-
20-03-2014
1
1
ro, le misure di intervento preannunciate dal premier Renzi continuano a sembrare,
per molti versi, poco (...)
segue a pagina 11
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Quotidiano
LA CACCIA AL «PENSIONATO BORGHESE» COSÌ IL JOBS ACT INGESSA IL LAVORO
dalla prima pagina
068391
( ... ) efficaci. Accanto alle condivisibili - seppur
migliorabilinei contenuti - proposte di semplificazione del contratto di apprendistato, eliminando tutti gli adempimenti che ne frenano la diffusione, e di ampliamento dell' a -causalità del contratto a termine, non convincono affatto né la
scelta di semplificare le fattispecie contrattuali attraverso l'introduzione del contratto unico a tempo indeterminato a tutele crescenti, né l'ipotesi
di creare un' Agenzia nazionale per l'occupazione come polo di coordinamento e indirizzo dei
Centri per l'impiego. È discutibile, infatti, la teoriasecondo cui dalla semplificazione del panorama contrattuale dovrebbe derivare automaticamente maggiore occupazione ed elasticità «in entrata». Tanto meno si comprende che utilità possa avere una nuova istituzione burocratica a capo del sistema di collocamento pubblico che notoriamente non colloca. In un momento economico-finanziario così critico, i rimedi che il nuovo esecutivo intende mettere in atto non sembrano in grado di dare vero impulso e risposte concrete all' emergenza occupazionale quanto piuttosto orientati nella direzione opposta a quella
auspicata, ovvero verso un ulteriore e dannoso irrigidimento del sistema. Non è certamente funzionaleall' apertura del mercato dellavoro l'inibizione della flessibilità, così come può rappresen-
tare un inutile epericoloso spreco di denaro il potenziamento di un sistema pubblico di servizi
per l'impiego che nella realtà dei fatti non ha mai
funzionato.
Ciò di cuiilmercato dellavoro ha veramente bisogno - proprio contrariamente all' idea del contratto unico - è una maggiore attenzione al concetto di occupabilità( employmentprotection), la
promozione di un diritto del lavoro europeo, un
potenziamento delle forme più moderne di lavoro capaci di coniugare le esigenze di chi faimpresacon quelle di chi opera al suo interno (cosiddetto smartwork, lavoro a distanza e lavoro agile), di
una mirata promozione di programmi di welfare
aziendale, di una seria riduzione dei costi dellavoro.
In vista poi dell' arrivo dei finanziamenti stanziati con il programma europeo Garanzia per i
Giovani, considerati gli ultimi allarmanti dati
Istat sul tasso di disoccupazione giovanile, l'impegno del governo dovrà essere quello di assicurare che i fondi stanziati vengano spesi in maniera davvero efficace per stimolare l'occupazione
giovanile. E questo potrà avvenire investendo
nell' alternanza scuola-lavoro, incentivando l'apprendistato e borse di tirocinio, promuovendo
forme di collaborazione attiva tra scuola, università eimprese, incentivando il passaggio del testimone dagli anziani alle nuove generazioni attraverso forme di transizione come ilcosiddetto Patto generazionale.
Gabriele Fava
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PANORAMA.
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57
1
iornalisti, dirigenti di sede, funzionari, segretarie, contabili, elettricisti. È l'esercito Rai che presidia
le regioni: oltre 2 mila dipendenti
insediati nelle 17 sedi e nei 4 centri
produzione di Milano, Napoli,
Torino e Roma. Cui si aggiungono altre 3 redazioni: quella in sloveno della sede triestina
e quelle tedesca e ladina a Bolzano. Totale
della spesa annua: circa 400 milioni di euro.
Non appena il commissario alla spending
review Carlo Cottarelli ha annunciato di poter
recuperare denaro pubblico sforbiciando le
sedi regionali, i sindacati hanno ricordato che
sono un pilastro del servizio pubblico, previste dalla legge Gasparri: l'eventuale risparmio
non andrebbe poi a risanare i conti pubblici,
ma quelli di vìale Mazzinì, peraltro in lisalita.
Cottarelli e chi tifa per lui, come il senatore Maurizio Rossi (Per l'Italia), membro
della commissione di vìgilanza, che propone
intanto di tagliare i 21 presidi accorpandoli
in macrosedi, evìdentemente guardano più
avanti: al 6 maggio 20Hì, quando scadrà la
convenzione tra Stato e Rai sul servìzio pubblico, data che le tv regionali private hanno
cerchiato in rosso. E intanto emergono gli
sprechi locali, soprattutto immobilìari: a Firenze ogni dipendente ha a disposizione 140
metri quadrati, la sede di Bari ha 8 piani per
un centinaio di dipendenti in tutto, a Genova
i piani sono addirittura 12.
I giornalisti locali sono circa 700 (su
1.650 totali) rimpolpati proprio in questi
giorni dall'innesto dei 40 vincitori della
penultima selezione interna destinata alle
sedi regionalL E nonostante in Rai la forza
lavoro non manchi, fino al 24 aprile è aperto
il bando di concorso per 100 giornalìsti a
tempo determinato. (Antonella Piperno)
068391
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28/29
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TEMPi
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CAPITALE UMANO
Il programma europeo nato per combattere la
disoccupazione under 25 si affianca all'esperienza
di Gi Group. «Supportiamo le persone nei tempi
e nei modi adeguati per dare inizio a un percorso
di successo». Intervista a Stefano Colli-Lanzi
Come s'inserirà Gi Group all'interno di
questo programma?
Continueremo con la nostra strategia e lo faremo più di prima, mettendo a
disposizione del Progetto le nostre agenzie sul territorio e tutte le competenze del
Gruppo. Per svolgere bene questo mestiere, infatti, occorre saper accompagnare le
aziende in tutte le fasi necessarie, dall'individuazione all'inserimento dei candidati, certo, ma non solo: bisogna soprattutto avere le giuste competenze per supportare le persone nei tempi e nei modi
più adeguati a dare inizio a un percorso di successo. Da questo punto di vista,
Ritaglio
Lavoro e previdenza
abbiamo già potuto maturare importanti sinergie al nostro interno in situazioni abbastanza simili - affrontate ad esempio in Lombardia - e abbiamo tutta l'intenzione di sfruttare queste preziose esperienze con il massimo impegno per conseguire i risultati che la Youth Guarantee si prefigge.
È stato da poco diffuso il programma
italiano con durata 2014-2020. Quali sono le impressioni di Gi Group sulle
indicazioni date? le sembra che quella
delineata sia la strada giusta per far ripartire il lavoro?
Credo di sì. Anche se per far ripartire il lavoro occorre innanzitutto far ripartire le imprese, che generano occupazione. Ma questo discorso ci porterebbe lontano. Si tratta, però, questo sì, di una
grandissima opportunità per dare inizio,
finalmente, alle politiche attive in Italia.
La Youth Guarantee ha poi il pregio di
costituire, nel breve, una soluzione - per
quanto solo iniziale - alla disoccupazione giovanile e, contemporaneamente, un
esperimento pilota capace di testare le
modalità migliori per sviluppare, appunto, le politiche attive nel nostro paese.
Potrà, dunque, muovere il mercato "attivando" le persone, che è esattamente ciò
che serve. La Garanzia, inoltre, parla chiaro: occorre che pubblico e privato lavorino per (e vengano remunerati solo se raggiungono) l'obiettivo del "placement",
cioè della collocazione di ognuno dei candidati in un percorso professionale o formativo adeguato. E questo è davvero decisivo, anche culturalmente, per non rimanere paralizzati in discussioni ideologiche come, ahimè, è troppo spesso avvenuto in questi anni.
stampa
Aiuterà certamente il sistema a evolvere verso una maggiore cura del candidato e una migliore condivisione delle
informazioni disponibili, sia per quanto riguarda la domanda che l'offerta di
posti di lavoro. Il ruolo delle agenzie
rivestirà sempre più il carattere di utilità pubblica e di gestore di flessibilità "buona". Il contratto di somministrazione delle agenzie costituisce infatti il
miglior antidoto a quelle forme di precarizzazione dell'occupazione, soprattutto
giovanile, che tanto male hanno fatto in
questi anni. Mi riferisco soprattutto alla
necessità di limitare l'uso del contratto
a progetto, delle partite Iva, dell'associazione in partecipazione e di tutte le forme di para-dipendenza che consentono
di scavalcare le regole adottando cattive
pratiche e contratti meno remunerativi
e tutelanti per i lavoratori e meno contributivi per le casse dello Stato. Le agenzie, al contrario, hanno la capacità di
conciliare le legittime esigenze di flessibilità delle imprese con quelle parimenti fondamentali di continuità di reddito
per le persone.
Il programma è rivolto ai cosiddetti
Neet, ragazzi tra i 15 e i 25 anni che non
lavorano e non cercano un'occupazione.
In qualità di agenzia per il lavoro vi è sicuramente capitato di confrontarvi con
questi giovani. Cosa li scoraggia e quali
sono i loro principali limiti?
Li scoraggia il fatto che non vi siano
maestri da seguire e che solo raramente
incontrino persone competenti nell'accompagnarli in questa difficile condizione. E questo è un problema davvero grave. Il contesto, poi, non li aiuta di certo: il
fatto che chi non fa il liceo sia considerato uno scolaro "di serie b" e che la laurea
Garanzia giovani cambierà il tradiziona- qualsiasi essa sia - venga spesso percele ruolo dell'agenzia per il lavoro?
pita come un punto di arrivo, da cui esi-
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Pag. 83
068391
particolarmente intenso a supporto dei giovani. E questo in mille modi diversi: attraverso momenti di orientamento, selezionandoli e avviandoli al lavoro
attraverso una capillare presenza di agenzie sul territorio, collaborando ovunque
con le istituzioni e, in particolare, lavorando insieme ad alcune Regioni». Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato di Gi Group, spiega quella che negli
ultimi quattro anni è stata la principale
strategia del Gruppo. E che ora avrà un
alleato in più. Si chiama "Youth Guarantee" (Garanzia giovani) ed è un programma europeo che nasce per favorire l'occupabilità e l'avvicinamento dei giovani
under 25 al mercato del lavoro. Un percorso costituito da una serie di misure, a
livello nazionale e territoriale, che prevede che i giovani di questa fascia d'età possano ricevere un'offerta di lavoro, di prosecuzione negli studi oppure di apprendistato o di tirocinio entro i quattro mesi
successivi il conseguimento del titolo di
studio oppure dall'inizio del periodo di
disoccupazione.
PERIAMO IN MODO
Settimanale
TEMPi
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Foglio
26-03-2014
28/29
2/2
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gere il diritto a un posto di lavoro "a livello", e non il punto di partenza per costruire un percorso professionale, certamente non li mette nelle migliori condizioni
per affrontare il mondo del lavoro. Senza considerare il problema del disallineamento tra offerta scolastica e fabbisogno
professionale. I limiti che vedo, in sintesi,
derivano soprattutto da una carenza di
educazione, presente anche nelle scuole
e nelle famiglie, dal grave disallineamento tra ciò che vi si insegna e ciò che occorre davvero.
E cosa si potrebbe fare invece per i
trentenni, la generazione che viene definita spesso "smarrita"?
Non so se siano smarriti, certo è che
l'attuale mercato del lavoro, come si diceva, difficilmente offre continuità. Occorre certamente supportarli ad accrescere
la propria employability (la capacità di
una persona di ottenere e mantenere l'occupazione, ndr), accompagnandoli in un
percorso professionalizzante e formativo: non si finisce mai di imparare. E spingerli a mettersi in gioco, a fare il più possibile esperienze lavorative valide, anche
all'estero.
Qual è l'auspicio di Gi Group per il prossimo futuro?
Stefano ColliLanzi, ad di Gi
Group, spiega
qual è stata
la strategia del
Gruppo negli
ultimi 4 anni
e quali sono gli
aspetti positivi
e fondamentali
della Youth
Guarantee
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Che ognuno possa fare bene la propria parte - operatori di settore e governo inclusi - per consentire ai nostri giovani di svolgere un percorso, apprendere bene un mestiere e, così, generare valore, per sé e per tutti. Che, cioè, si impari
dagli errori commessi e si costruiscano
le condizioni per uno sviluppo sostenibile, capace di offrire opportunità di crescita a ciascuno.
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IL SECOLO XIX
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SPENDING REVIEW IN DUE FASI. IL PRiMO DECRETO ENTRO MAGGIO PER COPRIRE
SCONTO IRPEF
SUBITO I TAGLIAI MANAGER
POI STRETTA SUGLI STATALI
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Manovra "indolore" prima delle elezioni europee su costi della politica e spese inefficienti
Spunta l'ipotesi del blocco della rivalutazione per le pensioni superiori ai 1.500 euro al mese
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2014. Anche sugli statali, la partita degli esuberi e l'eventuale blocco totale
del turn over producono effetti sui bilanci dei ministeri a partire dal 2015.
Non a caso, il ministro della Pubblica
MICHELE LOMBARDI
amministrazione, Marianna Madia,
ha convocato i sindacati e li harassicuROMA. Un piano di tagli in due fasi.La
rati: «Il blocco del turn over è una misura sbagliata», avrebbe detto il miniprima, affidata a un decreto, con i risparmi politicamente meno scomodi,
stro. E poi, a ben cercare, nelle bozze
dalla stretta sull'acquisto di beni e serdi Cottarelli si possono trovare i soldi
vizi ai costi della politica, dalla sforbiper il decreto taglia-Irpef senza sconciata alle retribuzioni dei manager ai
tentare nessuno. Larazionalizzazione
trasferimenti "inefficienti" alle imdell'acquisto di beni e servizi, dando
prese, per un totale di 7-8 miliardi in
più spazio alla Consip, dovrebbe consentire di risparmiare quasi Il miliarotto mesi da usare per ridurre l'Irpef.
di in tre anni, di cui 800 milioni queLasecondafase,inseritaaottobrenelst'anno. Ma nel 2014 si può fare anche
la legge di stabilità, riguarderà invece i
di più, arrivando a l miliardo. I trasferisparmi a regime, sul 2015 e gli anni
successivi, con le misure più impoporimenti alle imprese valgono l miliarlari, dal giro di vite sui pubblici dipendo quest'anno e salgono a 1,4 miliardi
denti (blocco totale del turn over fino
considerando i contributi regionali.
L'unica complicazione riguarda il
al 2017 e 85 mila esuberi entro il 2016) Brunetta confabula con il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio
agli assegni di invalidità a un nuovo
prelievo temporaneo a carico delle
blocco della scala mobile sulle pensioni.
l'obiettivo di assemblare un piano di risparmi capa- pensioni più alte, su cui il commissario alla spenApalazzo Chigi stanno studiando come uscire in- ce di superare l' esame di Bruxelles senza spaventare ding conta molto perché si aspetta di incassare 1,4
denni dalla valanga di tagli che il commissario alla gli elettori prima del voto europeo. Un'operazione miliardi già nel 2014, andando a colpire il 15% degli
spending review Carlo Cottarelli ha sganciato sul che ha buone possibilità di riuscita. Aben guardare, assegni erogati. Una cifra consistente, alla quale il
governo con i sindacati schierati in trincea e i mini- infatti, molte delle polemiche di queste ore riguar- governo potrebbe decidere di non rinunciare, nostri che cominciano a dissociarsi dalle proposte del- dano misure scomode ma con effetti positivi sui nostante lo stop di Renzi. Delrio e molti nel Pd non
l'ex dirigente del Fondo monetario. Matteo Renzi conti pubblici dal 2015 in poi. Prendiamo l'idea di sembrano invece cosÌ contrari. E quindi, alla fine, il
ha precisato ieri che i tagli li deciderà il governo e li agganciare l'indennità di accompagnamento al red- contributo potrebbe restare sia pure in misura ridiscuterà con il Parlamento. Ma i tempi stringono e dito e di intensificare la lotta ai falsi invalidi: per dotta.Aottobre è invece inviatal'altra scelta scomoil momento delle scelte si avvicina: entro la meta di ognuno di questi capitoli (che valgono miliardi), le da sulle pensione, cioè se prolungare lo stop (totale
aprile, la cabina di regia di palazzo Chigi,guidatadal tabelle di Cottarelli prevedono di risparmiare lOO o parziale) delle indicizzazioni per gli assegni di una
sottosegretario Graziano Delrio, dovrà decidere un milioni nel 2015 e altri 200 nel 2016. Praticamente, certa consistenza (tre volte superiori al minimo,
menù di tagli credibile e inserirlo in un decreto da gli stessi benefici che si dovrebbero ottenere con la 1.500 euro netti). Cottarelli stima un risparmio di
varare contestualmente all'altro decreto con il ta- mitica operazione "cieli stellati", cioè abbassando o oltre 2 miliardi nel biennio 2015-2016. Ma se ne diglio dell'Irpef, che c(lsterà circa 7 miliardi nel 2014 a spegnendo le luci nelle città. I tagli alle municipaliz- scuterà con la prossima legge di stabilità.
partire da maggio. E questa la cifra sulla quale, per zate, compreso i trasporti pubblici, valgono 3 mi- [email protected]
ora, si arrovellano Delrio e i suoi collaboratori con liardi nel biennio 2015-2016 ma solo lOO milioni nel © RIPRODUZIONE RISERVATA
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LA LEZIONE INGLESE
Togliere
allo Stato
e dare
alle imprese
di Leonardo Maisano
"isto da una prospettiva
mediterraneà è, a dir poco, incontentabile. Difficile trovare altro aggettivo per il
cancelliere dello Scacchiere britannico George Osborne che nel
V
budget annunciato ieri ha escluso un allentamento dell'austerità appellandosi a quell'adagio
tanto caro agli inglesi che sugge.risce di «aggiustare il tetto quando il sole splende», per evitare,
cioè, che nuove piogge possano
compromettere il lavoro.
Una pausa, francamente, era
legittima e, in una certa misura, il
cance'liere del premier David
Cameron se l'è anche presa. Manciate di danari, come mai prima
d'ora, ai pensionati, variazioni
non insignificanti a favore dei risparmiatori e, una volta di più,
importanti agevolazioni alle imprese, sotto forma sia di sconti fiscali sugli investimenti (2 miliardi di sterline) sia di misure per tagliare il conto energetico che za-
Togliere allo Stato
e dare alle imprese
lA LEZIONE (E IlI3UDGET) INGLESE
di Leonardo Maisano
prattutto, perché la guardia non
dovrà mai più essere abbassata
nel libro del governo a guida
Tory. La correzione alla spesa
pubblica vuole essere strutturale, una via senza ritorno, che non
solo ha permesso di correggere
il disavanzo dall'll% del 2010 al
5,5% del 2015, ma anche di innescare uno straordinario meccanismo virtuoso di crescita.
Per capire il fenomeno è opportuno ripercorrere i numeri
di questi anni. La spending review britannica vale 118 miliardi
di sterline ed entro li fine di marzo il 44°/0 circa di una manovra
decennale sarà uscito dal mondo degli annunci per essersi fattorealtà.
forme di nuovo equilibrio. La manifattura non è certo la prima linea dell'industria inglese, ma al suo interno le eccezioni e le eccellenze non mancano. Qy.ella automobilistica non
ha conosciuto crisi, ma solo record con tassi di produzione
superiori del 60% rispetto a cinque anni fa. L'aerospaziale
la mima, inseguendo a qualche incollatura. Il prezzo lo hanno pagato altri settori della manifattura, ma quelli altamente innovativi (il grafene è chiodo fisso del cancelliere dello
Scacchiere) indicano la via del riscatto per una futura diversificazione dalla catena dei servizi finanziari.
Coniugare risanamento e rilancio economico è la quadratura del cerchio di ogni ministro del Tesoro in questi anni di
crisi. È ancora presto per dire che Osborne ci sia riuscito
sicuramente, è presto per escludere il rischio di un futuro
rinculo, i tempi sono però maturi per riconoscere che la
scommessa impossibile di un riequilibrio efficace fra spesa
e imposizione sotto il segno della crescita, il cancelliere l'ha
ormai vinta. Londra ha ora, dopo cinque tagli in quattro anni, la corporate tax più bassa dell'Ue con la sola eccezione
dell'Irlanda e un quadro complessivo fiscale di grande vantaggio sia per gli investitori stranieri sia per i (pochi) campioni nazionali. Il dubbio è tanto ovvio quanto legittimo:
che sia questa la ricetta per vincere una scommessa (apparentemente) impossibile? La risposta non è difficile.
068391
(onìimJil da pagina 1
uesto significa che 1'84% della correzione complessiva messa in campo dal governo inglese per raggiustare il disavanzo dovrà avvenire - se sarà davvero ultimata - lato della spesa. Sàngue, sudore e lacrime? Il sacrificio è stato doloroso, ma il premio non si è fatto attendere.
Non solo entro metà del 2014 il Pil britannico sarà ritornato
ai livelli pre-crisi, non solo l'occupazione cresce a ritmi che
hanno spiazzato anche la Banca d'Inghilterra, non solo l'industria finanziaria torna a macinare numeri importanti, ma
un'economia sbilanciata, lentamente torna a immaginare
vorra la manifattura. çorrezioni
a un budget che resta neutrale, radicato com' è a un tetto rigido della spesa per il welfare considerato da Osborne limite invalicabile
anche per la stagione 2014/2015·
Cancelliere di ferro? Qy.alcosa di
molto simile, alla luce di un quadro macro che negli ultimi mesi
ha macinato performance da record. «Meglio di qualunque altra
economia sviluppata al mondo»,
ha gongolato Osborne indugiando anche sulla lotta alla disoccupazione che gli ha consentito di
battere tutti, Usa compresi. Eppure non gli pare sufficiente per
abbassare la guardia. Non solo
perché il deficit resta al 5,5% del
Pil (nel 2018 il governo immagina il ritorno al surplus) ma, so-
20-03-2014
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Oggi a Bruxelles faccia a faccia con Barroso su conti eriforme -«Sulla spending decidiamo noi»
Renzi: anacronistico· il tetto .al3%
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Nessuno sforarnento, ma il 3% come parametro sul deficit «è anacronistico». Lo ha detto
il premietRenzi, che oggi vedràil presidente della Commissione Ue Barroso su conti e riforme.
Patta e Romano ..
:5
Renzi: «113% parametro anacronistico»
Ma non ci sarà sforamento, forse modifica dal 2,6 al 3% - Sulla spending review decidiamo noi
Emilia Patta
ca». Ela necessità di «lottare contro un'Europa che sia semplicemente espressione della tecnocrazia e della burocrazia» deriva
dalla comune consapevolezza
che il prossimo Parlamento di
Strasburgo possa soccombere
sotto il peso degli euroscettici di
ogni colore.
I terni cruciali per l'Italia e la
Ue sono la competitività industriale, l'energia, il clima e naturalmente quella disoccupazione giovanile che proprio danoiraggiunge cifre non più tollerabili (42%
contro il 22% della Francia, afronte di un tasso di disoccupazione
generale quasi uguale). Renzi si
ROMA
IO R1PRODUZIONE RISERVATA
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«li tema del 3% come parametro è oggettivamente anacronistico».L'affondosulleregole Uemai esplicitato in questi termini arriva nella replica alla Camera
dopo le comunicazioni in vista
del Consiglio europeo dioggie domani a Bruxelles. Matteo Renzi
naturalmente assicura che il tetto
del3% l'Ita1ialo rispetterà, maallo
stesso tempo lavorerà per metterlo in discussione magari - al netto
della crisi ucraina - a partire proprio dal vertice di oggi e domani.
E cominciare a mettere in discussione il tetto del 3% epiùingenerale le rigide regole del Fiscal compact entrate in vigore dal gennaio .... .... ................. ........ .... .. ...... ........ .
del 2013 serve intanto a dare per BASTA UE DEI TECNOCRATI
scontato up. c~~margine all'in- «Lottare contro un'Europa
terno di quell~regole. «li-gover- espressione della
no ha immaginato per il pacchetto di riforme economiche coper- tecnocrazla e della
ture molto ampie, molto più am- burocrazia per riprendere il
pie rispetto all'impegno - dice sogno dei Padri fondatori»
Renziriferendosi alla manovra fi- ...................................................... .
scale che da maggio metterà IO rniliardi di euro "nelle tasche" di chi mostra pronto al confronto, tanto
guadagna fmo a 1.500 euro netti al nel Parlamento italiano quanto in
mese -. Non è necessario uno sfo- Europa, ma deciso a tirare lui le firamento del 3%, limite che noi ri- la prendendo le decisioni chevanspetteremo,ma un'eventuale pos- no prese. Vale per la spending review, dopo le anticipazioni del
sibile modifica dal 2,6% al 3%».
Nessuna ansia di prestazione, piano Cottarelli e nonostante le
dunque, peril primo Consiglio eu- rassicurationi di Graziano Delrio
ropeo di Renzi. Che ieri ha incas- (<<le bozze sono solo bozze»):
sato il via libere delle Camere (a «Presenteremo la spending alle
Palazzo Madama addirittura con Camere, Cottarelli ci ha fatto un
un surplus di 22 voti rispetto alla elenco ma toccherà a noi come
maggioranza) per la sua "rnis- parte politica individuare dove tasion". Il prernier non cercherà in gliare o no - precisa Renzi -. Se
Europa «bollinature» né teme una famiglia non ce la fa più è eviun'Europa che «fa le pulci» per- dente che deve fare i conti in casa,
ché, dice con convinzione, noi e poi sararmo il babbo e la manIilla
l'Eyropa «siamo sulla stessa bar- a decidere». L'orientamento del
prernier sarebbe comunque quello di concentrare i tagli sui costi
della politica, sui privilegi. Non
su sanità, pensioni, sicurezza. Il
"decisionismo" vale per la spending ma vale anche per la riforma
del lavoro, che già incontrale resistenze di alcuni partiti e dei sindacati «Finora si è fallito, la riforma
è necessaria e non un argomento
a piacere, abbiamo fatto un Dd!
delega per discuterne ma si deve
farlo in tempi certh>.
In Europa Renzi porterà anche
l'orgoglio dei compiti fatti, e questo deve aver fatto piacere all'ex
prernier Enrico Letta presentatosi ieri a Montecitorio dopo il giorno della fiducia per ascoltare il discorso del suo successore. }<ln
questi anni l'Italia i compiti li ha
fatti. I governi che rni harmo preceduto non sono stati a girarsi i
pollici e noi abbiamo dalla nostra
parte la certezza che non ci sono
gli slogan. Ci sono· i numeri: questo è un Paese che da molti anni
ha un avanzo primario, questo è
un Paese che ha il secondo export
dei 28 Paesi europei». Certo, c'è il
problema del debito che nonostante gli avanzi primari è cresciuto. Da qui l'urgenza di agire sul denominatore,la crescita, anche attraverso la manovra dei lO miliardi di sgravi per i redditi mediobassi. Ma in cima alle priorità di
Renzi ci sono la legge elettorale e
le riforme costituzionali (abolizione del Senato e Titolo V): «È
quello che più ha colpito i nostri
partner europei», dice. Anche
per questo stamani, prima di prendere il volo per Bruxelles, il prernier farà il punto sulle riforme
con governatori e sindaci.
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Il premier al Consiglio Ue
l La linea sulle coperture
Oggi a Bruxelles il primo faccia a faccia con
! Ci sono anche senza i tagli, che comunque
l Barroso per discutere di riforme e conti italiani I toccheranno i «privilegi», non il welfare
Le vie della ripresa
!
LA PARTITA CON L'EUROPA
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Verso il vertice di Bruxelles
VINCOLI DI BILANCIO
CONTI PUBBLICI DELL'ITALIA SOTTO LA LENTE
Dati in %
RIFORME
PU*
(tmt(imi~l'Ia1i!)l'Ie:df!l ,il
bicam.èr~lismo,perfèttj),ma
al!cheqIiltUadèllUer~dèl··
lavoro: .sOIlO Iapre~J~r
noiR!r riilstariilalUìvo~tl)fi,hJ:
~.d~~il~t:ft~ldenté .•lco~·~~i
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La banca centrale americana Wall Street cede dopo la riduzione di 10 miliardi al mese di acquisti di titoli di Stato e bond
Crescita più lenta, ma Fed taglia gli aiuti
Yellen: dobbiamo creare posti di lavoro. L'inflazione è bassa, tassi giù a lungo
DAL NOSTRO INVIATO
NEWYORK - L'esordio di lanet Yellen davanti alla stampa
americana era stato organizzato
in modo da diffondere un messaggio il più possibile rassicurante: il Fomc, il consiglio dei
governatori della Fed continua
nella politica di riduzione degli
acquisti di titoli sul mercato (altri 10 miliardi di dollari al mese
in meno), ma al tempo stesso
indica la volontà di tenere i tassi
d'interesse bassi ancora molto a
lungo. Soprattutto, i banchieri
centrali tolgono di mezzo uno
dei fattori - il tasso di disoccupazione - che avrebbero potuto
spingere la Federal Reserve a fare una scelta diversa. In passato,
con la disoccupazione oltre
1'8%, l'Istituto aveva detto che
non avrebbe preso in considerazione un aumento del costo
del denaro fino a quando il tasso dei senza lavoro fosse rimasto oltre il 6,5 per cento.
Ma la disoccupazione è scesa
più rapidamente del previsto
(6,6% a gennaio, 6,7% a febbraio) e allora l'Istituto ha tolto di
mezzo questo parametro, spiegando che il numero dei senza
lavoro sarà solo uno dei dati
usati per misurare lo stato di
salute dell'economia. Se, ad
esempio, l'inflazione resterà
troppo bassa senza tornare verso l'obiettivo del 2%, l'autorità
monetaria potrà decidere di tenere i tassi bassi anche più a
lungo del previsto. Tutte affermazioni molto tranquillizzanti
per garantire un atterraggio
morbido della Yellen che, dopo
aver superato, indenne, il primo hearing davanti al Congresso, affrontava per la prima volta
i media.
Conferenza stampa tranquilla, coi giornalisti che cercavano
invano di far emergere qualche
differenza rispetto alla politica
del suo predecessore, Ben Bernanke. Ma verso la fine, con la
tensione ormai scemata, quando la giornalista di un'agenzia
le ha chiesto di dire con più
chiarezza quando i tassi ricominceranno a salire, la Yellen
ha commesso un errore: anziché restare sul vago o dare una
forchetta temporale ampia, ha
detto che il costo del denaro potrebbe ricominciare a salire sei
mesi dopo la fine del tapering,
cioè la fase di progressiva riduzione del sostegno monetario
dato dalla Fed con l'acquisto di
obbligazioni e titoli del Tesoro.
I mercati si sono fatti due
conti: gli acquisti di titoli, già
scesi dagli 85 ai 55 miliardi di
dollari al mese, a questo ritmo
di riduzione verranno azzerati
entro il prossimo autunno. Calcolando sei mesi a partire da allora, si arriva più o meno ad
aprile. Questo significa che il
costo del denaro potrebbe tornare a salire prima di quanto
previsto dagli analisti che avevano fin qui considerato improbabile un intervento nel
2015. Allo StockExchange l'indice Dow Jones ha cosÌ perso
200 punti in un baleno. Poi, dopo qualche ulteriore riflessione
(bastava che la Yellen avesse
detto 12 mesi e probabilmente
non ci sarebbero state reazioni)
e valutando meglio la sostanza
dei messaggi del capo della Fed,
la Borsa ha recuperato un po'
nel finale, chiudendo comun-
que a quota 16223, con una
flessione di 112 punti.
Insomma, niente di grave
(-0,8%), ma una scossa c'è stata. Non certo perché i mercati
temono che la "colomba" Yellen
possa improvvisamente trasformarsi in "falco" della severità monetaria. Ma ci si comincia a rendere conto che col lento
miglioramento dell' economia,
diventa necessario sgonfiare la
bolla monetaria che, altrimenti,
rischia di fare danni seri. E lo
scenario economico, secondo la
Fed, è abbastanza confortante,
anche se non c'è da sperare in
un ritorno al benessere dell'era
pre-2oo8: nonostante il cattivo
andamento di gennaio e febbraio (in gran parte attribuito a
un inverno straordinariamente
rigido negli Usa), igovernatori
prevedono che la disoccupazione continuerà a calare assestandosi, a .fine 2014, tra il 6,1 e ii
6,3% (0,3% in meno delle previsioni precedenti), mentre per il
Pil le nuove previsioni 2014
(crescita tra il 2,8 e il 3%) sono
leggermente inferiori a quelle
di un mese fa.
Massimo Gaggi
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Il sistema L'accordo per la consegna automatica dei dati operativo dal 2017
Evasione fiscale, via il segreto
per 44 Paesi (Svizzera esclusa)
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Padoan: lo scambio d'infonnazioni è una pietra miliare
Il ministro dell'Economia,
Pier Carlo Padoan, la definisce
senza giri di parole «una pietra miliare per la lotta all'evasione». Il riferimento è al Common Reporting Standard, un
sistema automatico di scambio di informazioni multilate o
rale tra Paesi elaborato dall'Dcse (di cui il titolare del Tesoro era il capo-economista fi no a qualche settimana fa) e
da ieri in via di adozione in 44
Paesi tra cui l1talia e contemplato anche da alcune free zone fiscali come !'isola di Man,
Guernsey, Jersey, Bermuda, le
isole Vergini britanniche, Cay man, Gibilterra (ma non dalla
Svizzera). La novità principale
è che questo sistema per ora in
una fase embrionale verrà via
via implementato seguendo prestanomi. L'adozione del
una precisa road map. Nella Common Reporting Standard
fase iniziale gli intermediari arriva a due giorni dalla decifinanziari raccoglieranno le sione del governo di stralciare
informazioni sia sui conti «in- dal decreto (facendolo conflutrattenuti» al 31 dicembre ire in un disegno di legge ad
2015 sia su quelli aperti suc- hoc la cui approvazione è precessivamente, mentre il primo vista entro maggio-giugno) le
vero e proprio scambio di dati norme che regolano la procetra le autorità fiscali dei Paesi dura di collaborazione voloncontraenti non avverrà prima taria di capitali illecitamente
del 2017. Per renderlo effetti- detenuti all'estero (voluntary
vamente operativo servirà in- disclosure). Il sottosegretario
fatti un complesso lavoro di all'Economia, il commerciali«trasposizione» del nuovo si-sta Enrico Zanetti, spiega la
stema Dcse nel diritto comu- necessità di fermare l'evennitario, altrimenti il rischio è tuale conversione del decreto
di vuoti normativi tali da vani - (la cui data ultima era quella
ficare !'intento dell'organizza- del 28 marzo) perché i tempi
zione parigina di stanare i ten- «erano troppo ristretti». Lo
tativi di non pagare le tasse stop dell'esecutivo sarebbe
sfruttando società-veicolo e motivato anche da alcune
obiezioni sollevate dai commercialisti secondo i quali
non era chiara la posizione
(penale) del professionista nel
lavoro di assistenza a chi stava
aderendo alla collaborazione
volontaria. Ieri intanto un
emendamento del deputato
del gruppo misto (Manfred
Schullian) approvato dalla Ca~
mera concede la possibilità ai
contribuenti di non dover dichiarare nel quadro Rw (il
modulo relativo alla dichiarazione dei redditi per le attività
estere di natura finanziaria)
giacenze complessive fino a
10mila euro. <<E' un' operazione di semplificazione», dice
Zanetti, dopo aver ottenuto il
via libera anche da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Fabio Savelli
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Governo
Il ministro
dell'Economia,
Pier Carlo
Padoan,
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ICONTI PUBBLICI,
[JRISCHIO
DELI1AUTO(JOL
<I,
8'1'EFA:'IIO LEPRI
N
elle attuali condizioni in cui si trova l'Italia, il limite
del ,3% al deficit
ouò essere defini-
Pagina
Foglio
to «anacr~nÌstico» soltanto in
un senso opposto a quello che
intende Matteo Renzi.
Non è troppo basso: è invece
troppo alto per assicurare un
calo duraturo del debito pubblico italiano. Cosicché continuare a proclamare che vorremmo
oltrepassarlo rappresenta, all'estero, un vero autogol.
Nel breve termine, per uscire dal pantano in cui siamo, è
ragionevole invocare sul defi-
8TEFl\NO LEPRI
SEGUE DALlA PRIMA PAGINA
ommando questa crescita re~le e l'aumento dei prezzi, il
prodotto lordo può dunque sa~
lire al massimo di circa 2,5
,
punti (0,5 più l'obiettivo Bce
del 2% di inflazione) in una media pluriennale. In questo modo il debito tutt'al più scenderebbe di un'inezia.
Conteggi di questo tipo preoccupano gli altri Paesi e le istituzioni internazionali. Nel mondo c'è abbondanza di
capitali, dunque in linea di principio
spazio per finanziare i debiti; ma proprio questa abbondanza moltiplica l'instabilità, fa spostare gli investitori in
modo volubile alla ricerca di maggiori
rendimenti. Oggi l'Italia torna ad attirare, domani chissà.
E poi, in nome di che cosa si può rivendicare al nostro Stato la facoltà di fare più debiti, se è dilagata nel Paese la
convinzione che i debiti precedenti li abbia accumulati spendendo male? Nelle
proposte formulate dal commissario alla spesa Carlo Cottarelli c'è tutto il ne-
rivarci. Con un debito di 2070
miliardi e un prodotto lordo di
1560, se in un anno la prima
'delle due grandezze cresce di
46,8 miliardi (tre centesimi di
1560) per evitare che il rapporto salga la seconda deve
salire di almeno il 2,3%.
Così com'è l'economia italiana ha, secondo i calcoli
economici correnti, un potenziale di crescita tutt'al più
dello 0,5% annuo.
CONTINUAA PAGINA 27
CONTI PUBBLICI,
IL RISCHIO
DELL'AUTOGOL
cessario per riesaminare come la nostra consegnato al Parlamento. Ma di questo
amministrazione pubblica impiega il de- si parla, in almeno tre casi importanti.
naro dei contribuenti.
Si tratta di corruzione burocratica,
Però, guarda caso, appena si arriva al oltre che di semplice spreco per inetticoncreto molti dei fautori dei tagli alle tudine o frammentazione di acquisti,
spese si dileguano. Appena si capisce quando si propone una «drastica riduche occorre togliere qualcosa a qualcu- zione del numero di centrali appaltanno, affrontare questioni impopolari, ti». Si tratta di clientelismo parlamenprendere di petto interessi consolidati e tare, collegi elettorali o favori a lobbies,
radicati nella nostra società, ecco si fa ri- quando si suggerisce il «taglio dei micorso a ben noti espedienti retorici: «ci crostanziamenti». Si tratta del malcovuole ben altro», «sono tagli rozzi», «ri- stume della politica locale quando si
nunceremmo all'indispensabile».
ipotizza di chiudere le società parteciNaturalmente le scelte, nel vasto me- , pate da Comuni e Regioni che non svolnu proposto, dovrà compierle la politi- gono servizi pubblici. Di questo è bene
ca. Ma intanto occorre dire che, dietro il discutere, ancor più che degli aerei e
gergo tecnico del rapporto, alcuni dei delle portaerei, o di altre spese di preproblemi cruciali sono stati posti. In- stigio da rimandare a tempi migliori:
nanzitutto, quello della corruzion~. No, così si può riconquistare la fiducia dei
la parola non compare, nel rapporto cittadini nella politica.
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S
cit qualche spazio di manovra
in più. Se si avviano riforme
importanti, che all'inizio comportano anche effetti negativi,
può essere legittimo derogare
alle regole (assai più dure del
3% di deficit) stabilite sia dal
nuovo articolo 81 della nostra
Costituzione sia dal «Fiscal
Compact» europeo.
Ma nel medio periodo occorre che il debito non continui ad aumentare. Basta una
aritmetica elementare per ar-
20-03-2014
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