16 Che dire delle parole di Marco 13:24: “In quei giorni, dopo tale tribolazione, il sole sarà oscurato, e la luna non darà la sua luce”? Qui sia “quei” che “tale” traducono forme del termine greco ekèinos, un pronome dimostrativo che indica qualcosa di distante nel tempo. Ekèinos si può usare in riferimento a qualcosa che è passato da molto tempo (o che è stato menzionato in precedenza), oppure a qualcosa che avverrà nel lontano futuro. (Matteo 3:1; 7:22; 10:19; 24:38; Marco 13:11, 17, 32; 14:25; Luca 10:12; 2 Tessalonicesi 1:10) Pertanto, quando Marco 13:24 menziona “tale tribolazione”, non si riferisce alla tribolazione causata dai romani, ma al potente atto di Geova alla fine del sistema attuale. 17 I capitoli da 17 a 19 di Rivelazione concordano con questo intendimento aggiornato di Matteo 24:29-31, Marco 13:24-27 e Luca 21:25-28, e lo confermano. In che modo? I Vangeli mostrano che questa tribolazione non comincerà e non finirà in un colpo solo. Dopo il suo inizio alcuni del genere umano disubbidiente saranno ancora vivi per vedere “il segno del Figlio dell’uomo” e per reagire con lamento e, come dice Luca 21:26, “verranno meno per il timore e per l’aspettazione delle cose che staranno per venire sulla terra abitata”. Questo opprimente timore sarà dovuto al fatto che vedranno “il segno” che farà presagire la loro imminente distruzione. 18 Il racconto di Rivelazione mostra che la futura grande tribolazione comincerà quando le “corna” militarizzate della “bestia selvaggia” internazionale si volgeranno contro la “grande meretrice”, Babilonia la Grande. (Rivelazione 17:1, 10-16) Ma molte persone rimarranno, poiché re, commercianti, capitani di navi e altri faranno cordoglio per la fine della falsa religione. Senza dubbio molti comprenderanno che il giudizio successivo sarà il loro. — Rivelazione 18:9-19. Cosa avverrà? 19 I passi dei Vangeli di Matteo, Marco e Luca, insieme a Rivelazione capitoli da 17 a 19, fanno considerevole luce su ciò che presto accadrà. Al tempo fissato da Dio la grande tribolazione avrà inizio con un attacco contro l’impero mondiale della falsa religione (Babilonia la Grande). Questo attacco sarà particolarmente forte contro la cristianità, che corrisponde all’infedele Gerusalemme. “Immediatamente dopo” questa fase della tribolazione “ci saranno segni nel sole e nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia [senza precedenti] delle nazioni”. — Matteo 24:29; Luca 21:25. In che senso ‘il sole sarà oscurato, la luna non darà la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate’? Senza dubbio nella fase iniziale della grande tribolazione molti “luminari” — insigni personalità ecclesiastiche del mondo religioso — saranno stati smascherati ed eliminati dalle “dieci corna” menzionate in Rivelazione 17:16. Senz’altro anche le potenze politiche saranno state scrollate. Potrebbero esserci anche spaventosi fenomeni nei cieli letterali? Molto probabilmente sì, e assai più tremendi di quelli che si verificarono verso la fine del sistema giudaico, descritti da Giuseppe Flavio. Sappiamo che nell’antichità Dio manifestò la sua potenza con simili cataclismi, e può farlo ancora. — Esodo 10:21-23; Giosuè 10:12-14; Giudici 5:20; Luca 23:44, 45. 20 21 A questo punto tutt’e tre gli evangelisti usano tòte (allora o quindi) per introdurre il successivo avvenimento. “Allora il segno del Figlio dell’uomo apparirà nel cielo”. (Matteo 24:30; Marco 13:26; Luca 21:27) Dalla prima guerra mondiale i veri discepoli di Gesù hanno riconosciuto il segno composito della sua invisibile presenza, anche se la maggioranza delle persone non l’ha scorto. Tuttavia Matteo 24:30 addita la futura comparsa di un ulteriore “segno”, quello del “Figlio dell’uomo”, e tutte le nazioni saranno costrette ad accorgersene. Allorché Gesù verrà con le nubi, simbolo di invisibilità, in tutto il mondo gli oppositori dovranno riconoscere quella ‘venuta’ (greco: erchòmenon) grazie a una dimostrazione soprannaturale del suo potere regale. — Rivelazione 1:7. IL NOSTRO INTENDIMENTO È AGGIORNATO? Per poter trasmettere informazioni accurate, dobbiamo mantenerci al passo con l’intendimento più aggiornato delle verità bibliche. Mettiamoci alla prova rispondendo alle seguenti domande. A chi si riferiva Gesù quando parlò di “questa generazione”, come riportato in Matteo 24:34? *** w10 15/4 pp. 10-11 parr. 13-14 Il ruolo dello spirito santo nella realizzazione del proposito di Geova *** Come spiegava l’articolo “Cosa significa per voi la presenza di Cristo?”, Gesù non si riferiva ai malvagi, ma ai suoi discepoli, che presto sarebbero stati unti con lo spirito santo. Sia nel I secolo che nei nostri giorni sarebbero stati gli unti seguaci di Cristo a vedere il segno e a comprenderne il significato, ovvero che Gesù “è vicino, alle porte”. 14 Cosa significa per noi questa spiegazione? Anche se non si può determinare l’esatta durata di “questa generazione”, è bene tener conto di alcuni aspetti legati al termine “generazione”: di solito si riferisce a un insieme di persone di varie età le cui vite si sovrappongono nel corso di un determinato periodo di tempo; non copre un periodo eccessivamente lungo; questo periodo ha una fine. (Eso. 1:6) Come dobbiamo quindi intendere ciò che Gesù disse riguardo a “questa generazione”? Evidentemente Gesù voleva dire che le vite degli unti che erano presenti nel 1914, quando si cominciò a vedere il segno, si sarebbero sovrapposte alle vite di altri cristiani unti che avrebbero visto l’inizio della grande tribolazione. Tale generazione ha avuto un inizio, e avrà sicuramente una fine. L’adempimento dei vari aspetti che compongono il segno indica chiaramente che la tribolazione deve essere vicina. Mantenendo il senso di urgenza ed essendo vigilanti dimostriamo di tenerci al passo con l’aumentare della luce spirituale e di seguire la guida dello spirito santo. — Mar. 13:37. Quando ha luogo la separazione delle “pecore” dai “capri” menzionata in Matteo 25:32? *** w95 15/10 pp. 21-23 parr. 17-27 Davanti al trono di giudizio: Da che parte sarete? *** Si può dire che Dio sieda su un trono in qualità di Re, ma in un altro senso può sedersi sul suo trono per giudicare. Nel 33 E.V. Gesù si sedette alla destra di Dio e ora è Re del Regno. Ma Gesù, che ora governa quale Re, agisce anche da Giudice? E perché la cosa dovrebbe interessarci, specialmente in questo tempo? 18 Geova, che ha il diritto di nominare giudici, ha scelto Gesù quale Giudice all’altezza delle Sue norme. Gesù lo indicò quando, parlando di persone che divenivano spiritualmente vive, disse: “Il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio”. (Giovanni 5:22) Nondimeno il ruolo giudiziario di Gesù va oltre questo tipo di giudizio, poiché egli è giudice dei vivi e dei morti. (Atti 10:42; 2 Timoteo 4:1) Una volta Paolo dichiarò: “[Dio] ha stabilito un giorno in cui si propone di giudicare la terra abitata con giustizia mediante un uomo [Gesù] che ha costituito, e ne ha fornito garanzia a tutti in quanto lo ha risuscitato dai morti”. — Atti 17:31; Salmo 72:2-7. 19 Siamo dunque giustificati a concludere che Gesù debba sedersi su un glorioso trono con lo specifico ruolo di Giudice? Sì. Gesù disse agli apostoli: “Nella ricreazione, quando il Figlio dell’uomo sederà sul suo glorioso trono, anche voi che mi avete seguito sederete su dodici troni, giudicando le dodici tribù d’Israele”. (Matteo 19:28) Benché ora Gesù sia Re del Regno, la sua ulteriore attività menzionata in Matteo 19:28 includerà il sedersi su un trono per giudicare durante il Millennio. A quel tempo giudicherà tutta l’umanità, i giusti e gli ingiusti. (Atti 24:15) È utile tenere a mente questo mentre rivolgiamo l’attenzione a una delle parabole di Gesù che ha attinenza con il nostro tempo e la nostra vita. Cosa dice la parabola? 20 Poco prima che Gesù morisse, gli apostoli gli chiesero: “Quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno della tua presenza e del termine del sistema di cose?” (Matteo 24:3) Gesù predisse che sulla terra ci sarebbero stati sviluppi significativi prima che ‘venisse la fine’. Poco prima di tale fine le nazioni ‘avrebbero visto il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con potenza e gran gloria’. — Matteo 24:14, 29, 30. giudizio fosse cominciato nel 1914 e che continuasse per l’intera durata degli ultimi giorni; avevamo perciò concluso che coloro che rifiutavano il messaggio del Regno e morivano prima dell’inizio della grande tribolazione morivano come capri, senza speranza di risurrezione. Ma cosa accadrà alle persone di quelle nazioni quando il Figlio dell’uomo arriverà nella sua gloria? Possiamo comprenderlo dalla parabola delle pecore e dei capri, che inizia dicendo: “Quando il Figlio dell’uomo sarà arrivato nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, sederà quindi sul suo glorioso trono. E tutte le nazioni saranno radunate dinanzi a lui”. — Matteo 25:31, 32. Nel 1995 La Torre di Guardia riprese in esame Matteo 25:31, che dice: “Quando il Figlio dell’uomo sarà arrivato nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, sederà quindi sul suo glorioso trono”. La rivista faceva notare che nel 1914 Gesù divenne Re del Regno di Dio, ma non sedette “sul suo glorioso trono” come Giudice di “tutte le nazioni” (Matt. 25:32; confronta Daniele 7:13). La parabola delle pecore e dei capri, invece, raffigura Gesù primariamente nella sua veste di Giudice. (Leggi Matteo 25:31-34, 41, 46.) Dal momento che nel 1914 non aveva ancora assunto il ruolo di Giudice di tutte le nazioni, Gesù non poteva cominciare in quell’anno a giudicare quali persone fossero pecore e quali capri.* Quand’è allora che inizierà a farlo? 21 22 Questa parabola si riferisce forse a quando Gesù si sedette col potere regale nel 1914, come abbiamo pensato per molto tempo? Ebbene, in effetti Matteo 25:34 parla di lui come Re, per cui la parabola deve adempiersi successivamente all’intronizzazione di Gesù quale Re nel 1914. Ma quale opera di giudizio compì egli di lì a poco? Non fu un giudizio di “tutte le nazioni”. Piuttosto, egli rivolse l’attenzione a coloro che dicevano di essere la “casa di Dio”. (1 Pietro 4:17) In armonia con Malachia 3:1-3, Gesù, quale messaggero di Geova, ispezionò giudiziariamente i cristiani unti che rimanevano sulla terra. Fu anche tempo di emettere una sentenza nei confronti della cristianità, che asseriva falsamente di essere la “casa di Dio”. (Rivelazione 17:1, 2; 18:4-8) Ma nulla indica che a quel tempo, o dopo di allora, Gesù si sia seduto per giudicare in modo definitivo le persone di tutte le nazioni classificandole come pecore o come capri. Se analizziamo l’attività di Gesù nella parabola, lo vediamo giudicare tutte le nazioni in modo definitivo. La parabola non indica che tale opera di giudizio si sarebbe protratta per molti anni, come se ogni persona morta negli scorsi decenni fosse stata giudicata meritevole di morte eterna o di vita eterna. Sembra che la maggioranza di coloro che sono morti negli scorsi decenni siano andati nella comune tomba del genere umano. (Rivelazione 6:8; 20:13) La parabola descrive invece il tempo in cui Gesù giudicherà le persone di “tutte le nazioni” che saranno allora in vita e sulle quali la sua sentenza verrà eseguita. 23 24 In altre parole, la parabola addita il tempo futuro in cui il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria. Egli si sederà per giudicare le persone allora in vita. Il suo giudizio si baserà su ciò che avranno dato prova di essere. A quel tempo “la distinzione fra il giusto e il malvagio” sarà diventata chiara. (Malachia 3:18) Il giudizio verrà effettivamente pronunciato ed eseguito in un tempo limitato. Gesù emetterà giuste sentenze sulla base di ciò che sarà divenuto evidente in merito ai singoli individui. — Vedi anche 2 Corinti 5:10. 25 Perciò questo significa che quanto si legge in Matteo 25:31 circa il fatto che Gesù ‘si sederà sul suo glorioso trono’ per giudicare si riferisce al tempo futuro in cui questo Re potente si sederà per pronunciare ed eseguire il giudizio sulle nazioni. Sì, la scena del giudizio da parte di Gesù descritta in Matteo 25:31-33, 46 è rapportabile a quella di Daniele capitolo 7, dove il Re regnante, l’Antico di Giorni, si sedette per agire in qualità di Giudice. Questo intendimento della parabola delle pecore e dei capri indica che il giudizio delle pecore e dei capri è futuro. Avrà luogo dopo che “la tribolazione” menzionata in Matteo 24:29, 30 sarà scoppiata e il Figlio dell’uomo ‘sarà arrivato nella sua gloria’. (Confronta Marco 13:24-26). Allora, con l’intero sistema malvagio giunto alla sua fine, Gesù terrà udienza, emetterà il giudizio e lo eseguirà. — Giovanni 5:30; 2 Tessalonicesi 1:7-10. 26 27 Questo chiarisce il nostro intendimento del tempo in cui si adempie la parabola di Gesù, che mostra quando le pecore e i capri saranno giudicati. *** w13 15/7 pp. 3-8 “Dicci: Quando avverranno queste cose?” *** IL GIUDIZIO DI GESÙ SULLE PECORE E SUI CAPRI: QUANDO? 10 Soffermiamoci ora sul momento in cui si adempie un’altra parte della profezia di Gesù: la parabola relativa al giudizio delle pecore e dei capri (Matt. 25:31-46). Un tempo pensavamo che tale 11 La profezia di Gesù riguardo agli ultimi giorni rivela che egli agirà come Giudice di tutte le nazioni solo dopo la distruzione della falsa religione. Come già detto nel paragrafo 8, alcuni degli avvenimenti che si verificheranno in quel periodo sono riportati in Matteo 24:30, 31. Esaminando questi versetti si nota che in essi Gesù predice eventi simili a quelli che menziona nella parabola delle pecore e dei capri. Ad esempio, il Figlio dell’uomo arriva con gloria accompagnato dagli angeli; tutte le tribù e le nazioni vengono radunate; coloro che sono giudicati come pecore “[levano] in alto la testa” sapendo che ad attenderli c’è la “vita eterna”;* coloro che sono giudicati come capri “si [percuotono] con lamenti” visto che per loro c’è lo “stroncamento eterno” (Matt. 25:31-33, 46). 12 13 Quali conclusioni possiamo quindi trarre? Gesù giudicherà tutte le nazioni, determinando chi sono le pecore e chi sono i capri, quando verrà durante la grande tribolazione. Poi ad Armaghedon, il momento culminante della grande tribolazione, le persone simili a capri saranno ‘stroncate’ per sempre. Come incide questo intendimento sul modo in cui consideriamo il nostro ministero? Ci aiuta a capirne l’importanza: finché la grande tribolazione non sarà iniziata, le persone hanno ancora tempo per cambiare idea e prendere la strada angusta “che conduce alla vita” (Matt. 7:13, 14). Ovviamente già ora il loro atteggiamento può ricordare quello delle pecore o quello dei capri; tuttavia non dobbiamo dimenticare che sarà durante la grande tribolazione che si stabilirà definitivamente chi sono le une e chi gli altri. Perciò abbiamo motivi più che fondati per dare al maggior numero possibile di persone l’opportunità di udire e accettare il messaggio del Regno. Quand’è che “gli uomini verranno meno per il timore e per l’aspettazione delle cose che staranno per venire sulla terra abitata”, come dice Luca 21:26? *** w94 15/2 pp. 19-20 “Dicci: Quando avverranno queste cose?” *** Quale tribolazione prima dei fenomeni celesti? 14 L’adempimento della profezia di Gioele (in armonia con altre profezie che usano un linguaggio simile) ci aiuta a comprendere le parole di Matteo 24:29. È chiaro che ciò che Gesù disse in merito ‘al sole che sarebbe stato oscurato, alla luna che non avrebbe dato luce e alle stelle che sarebbero cadute’ non si riferisce a cose che avrebbero avuto luogo durante i vari decenni del termine del sistema attuale, come attività missilistiche, atterraggi sulla luna e simili. No, egli additava cose legate al “grande e tremendo giorno di Geova”, la distruzione che deve ancora avvenire. 15 Questo ci aiuta a capire meglio in che senso i fenomeni celesti si sarebbero verificati “immediatamente dopo la tribolazione”. Gesù non si riferiva alla tribolazione che culminò nel 70 E.V. Additava invece l’inizio della grande tribolazione che si sarebbe abbattuta sul sistema mondiale nel futuro, portando al culmine la sua promessa “presenza”. (Matteo 24:3) Quella tribolazione deve ancora venire.