1 INTRODUZIONE ALL'OPERA COLOSSALE 2004 IN OGNI MIA PUBBLICAZIONE VIENE MARCATA CRISTO NELL'UNIVERSO ATTRAVERSO: EMBLEMATICAMENTE LA CENTRALITÀ DEL 1°) LA TESTIMONIANZA E LA GLORIA DEL PADRE CELESTE E DELLO SPIRITO SANTO DA PARTE DI GESU’; 2°) LA PATERNITÀ DEL PADRE CELESTE A TUTTI GLI UOMINI CONCESSA DA GESU’, TRAMITE LO SPIRITO SANTO: "... E NON CHIAMATE ALCUNO SULLA TERRA VOSTRO PADRE, UNO SOLO È IL VOSTRO PADRE, QUELLO CHE È NEI CIELI!"; 3°) LA INESISTENZA DELL'INFERNO, LUOGO DI PENA ETERNA, AVOCATA DA GESU’ DALLA CROCE: "PADRE, PERDONA LORO PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE "SI" FANNO!"; 4°) L'INVOCAZIONE GLORIOSA DI GESU’ AL PADRE CELESTE, TRAMITE LO SPIRITO SANTO, PER IL PERDONO DI TUTTI I PECCATI; 5°) LA FUTURA SALVEZZA DI TUTTA L'UMANITÀ, ATTRAVERSO LA DONAZIONE GLORIOSA DEL CRISTO SULLA CROCE, CARICO DI TUTTI I PECCATI DELL'UMANITÀ, AL PADRE CELESTE E ALLO SPIRITO SANTO!. EUGENIO MARCHESINO TANTO PREMESSO, È INDISPENSABILE PER POTER COMPRENDERE CHE PERENNEMENTE, ETERNAMENTE E GLORIOSAMENTE BISOGNA, SOLO, INVOCARE E RINGRAZIARE IL PADRE CELESTE, IL FIGLIO GESU’ E LO SPIRITO SANTO. AMMETTERE, QUINDI, LA INESTISTENZA DELL'INFERNO, E NON IMPLORARE ALTRI MEDIATORI MA SOLO IL CRISTO (NESSUNO VIENE AL PADRE SE NON ATTRAVERSO ME!) NEL CHIEDERE QUANTO A NOI ABBISOGNA E CHE SIA CONFORME ALLA VOLONTÀ DEL PADRE CELESTE! E.M. . Anno 2004: anno di GLORIA della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' esteso a tutta la Terra su INTERNET. PROEMIO La mia voce, grazie al DIO-CRISTIANO, che ha concesso all'uomo di trasmettere tramite INTERNET, si estende su tutto il pianeta per coinvolgere tutti gli uomini e, in particolare, tutti i credenti in GESU' CRISTO a disporsi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA' ed essere "ispirati" sulla PAROLA! 1 2 E' stato detto: " La mia voce viene estesa a tutti gli uomini oltre che a coloro, pochissimi, che hanno una fede costante e si dispongono alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA”. Perché a tutti gli uomini? La risposta è ovvia, superflua, direi inutile per quei pochissimi "ispirati" dallo SPIRITO SANTO; mentre, essa, diventa ostica e difficilmente penetrabile a quanti pervasi da una tradizione cristiana, poco o niente afferente al VERBO; a quanti pervasi da ideologie materialistiche, scientifiche o filosofiche; ovvero dal desiderio preponderante di gloria e di affermazione di potere o, ancora, di sadico piacere in tutte le sue forme più insane. Eppure, questi ultimi, nessuno escluso, alla pari dei "veri" credenti nel CRISTO sono portatori di quella infinitesima scintilla elargita loro dalla MASSA DIVINA, dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU' e lo SPIRITO di VERITA'), dal COLOSSO dell'UNIVERSO, dalla SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA', dal DIO-CRISTIANO! Il messaggio, quindi, a questa apertura, allo SPIRITO SANTO, potrebbe portare i più proclivi ad una presa di conoscenza perfetta delle proprie carenze, delle proprie colpe, dei propri peccati e, quindi alla penetrazione e all'attuazione del "mea culpa" che deve, indispensabilmente, essere vissuto dagli spiriti degli uomini se non su questo pianeta, assiomaticamente, subito dopo il trapasso, nel dopo-morte, nella FUTURA DIMENSIONE. La penetrazione concessa ai disponibili allo SPIRITO di VERITA', se avviene in questo soggiorno terreno, porterà alla conoscenza perfetta della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' ( il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU' e lo SPIRITO di VERITA' ), quindi a rivolgere costantemente ed eternamente solo ad ESSA il "Grazie" estremamente, indispensabilmente ed eternamente dovuto, perché i loro spiriti, subito dopo essere stati traslati da questa esistenza, otterranno un rapido accesso alla sfera "ABELICA" e, quindi, alla NUOVA TERRA, alla zona PARADISIACA! Lo SPIRITO di VERITA', così operando su di essi li porterà a riaversi dallo SHOCK subito: cosa vissuta da me in prima persona a causa di un insegnamento cristiano catastrofico e che continua ad infierire sulla coscienza di molti tradizionalisti cattolici, ortodossi, delle altre "professioni" cristiane; e, perché no, dall'influenza di altre religioni su i propri accoliti. Pertanto , mi viene detto di trasmettere questo messaggio di AMORE infinito, di MISERICORDIA inesauribile e di GIUSTIZIA perfettissima: impenetrabile ai più della Terra, attraverso le mie opere "ispirate" per mezzo di INTERNET, affinché la PAROLA trasmessaci dal CRISTO possa essere recepita ed acquisita nella SUA "VERA ESSENZA” dai più della TERRA! Le mie opere "ispirate", durante la trasmissione, seguiranno un elenco cronologico della loro pubblicazione perché a mezzo suo si potrà comprendere il mio passaggio dalla "illuminazione" alla "ispirazione" e, quindi, come la conoscenza e la comunione col "mio" GESU' attraverso una costante e penetrante invocazione, nonostante le mie indiscriminate colpe, mi ha portato ad entrare non solo in comunione con LUI ma, anche, col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO di VERITA'. Tutte le mie opere, sotto elencate in sintesi, sono l'INNO e la GLORIA continui ed eterni alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Nello stesso tempo sono un monito fraterno ed una esortazione cristiana a tutti gli uomini, affinché abbiamo a rivolgersi nelle loro invocazioni di bisogno e di conoscenza della VERITA’ solo ad ESSA, alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'; non tenendo in alcun conto, in assoluto, nessun altro Mediatore che il CRISTO e tanto meno le efferatezze, i peccati e le colpe commessi. Come pure, tutte le mie opere "ispirate" fanno eco ai responsabili del travisamento della PAROLA; inizialmente con una sentita e dolorante esortazione e, successivamente, con un 2 3 monito agghiacciante riferito alla loro brama di potere, di ricchezza e di idolatria che si trasforma in una continua condanna e in una allogazione specifica nelle sezioni della "Caina". Anche a voi laici atei , invito a seguire il corso di questi scritti che senz'altro, nel peggiore dei casi, potranno arricchire il vostro bagaglio culturale, anche se negativo. Chiudo questa "introduzione" col rendere ancora e sempre il "Grazie" eterno alla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) che mi ha concesso, nonostante tutto, di proclamare ed estendere la SUA GLORIA a TUTTA la TERRA! Eugenio Marchesino Bibliografia dell'autore Riferimento all'Opera La Realtà Evangelica è l'Unità dei Cristiani Lo Scandalo dei Cristiani Nu Poche de bibbie Le mie Rose ad una Donna La Eutanasia e la Cremazione Il Pentateuco cristiano La Dimensione Eterna Il Terzo Libro dopo il Vangelo La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male ( In appendice: Riflessioni sul Giubileo2000) Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo ( In appendice: L'incontro del Papa con i giovani a Parigi) La Reincarnazione o Metempsicosi L’Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole (1^ parte) Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in Gesù Cristo L'Apoteosi del Cristo nelle mie Epistole (2^ parte) Il Concetto di Gente e il Dopo -morte anno 1974 anno 1981 anno 1983 anno 1984 anno 1990 anno 2000 anno 1992 anno 1994 anno 1997 pag. 9 pag. 17 pag. 51 pag. 122 pag. 131 pag. 135 pag. 139 pag. 148 pag. 157 anno 1998 pag. 167 anno 1999 anno1996 anno 2000 anno 2001 anno 2001 pag. 182 pag. 198 pag. 323 pag. 252 pag. 352 Natale 1974 pag. 207 pag. 167 pag. 323 pag. 351 pag. 383 pag. 220 pag. 39 pag. 41 pag. 42 pag. 224 pag. 275 Epistolario PENETRAZIONE del CRISTO Cantico alla Madonna Cantico alla Madonna cantico alla Madonna Cantico alla Madonna lettera a Papa Paolo VI Lettera a Papa Giovanni Paolo I Lettera a Papa Giovanni Paolo II Lettera a Papa Giovanni Paolo II Lettera a Papa Giovanni Paolo II Lettera a Papa Giovanni Paolo II 3 Pasqua 1978 I3/9/78 24/10/78 11/12/78 3/3/94 4/5/96 4 Lettera a Papa Giovanni Paolo II Lettera a Papa Giovanni Paolo II Al Segretario di Stato del Vaticano Lettera a Papa Giovanni Paolo II Lettera a Papa Giovanni Paolo II Lettera a Papa Giovanni Paolo II Lettera a Papa Giovanni Paolo II 22/9/97 2/4/98 7/5/2000 28/11/2000 5/8/2002 30/9/2002 27/11/2002 pag. 276 pag. 278 pag. 279 pag. 279 pag. 368 pag. 383 pag. 386 Cardinali Tonini- Martini- de Giorgi Cardinale Tonini Cardinale Tonini Cardinale Tonini Cardinale Tonini Cardinale Tonini Cardinale Tonini Cardinale Tonini Cardinale Tonini Cardinale Tonini 2/8/2002 25/7/93 23/10/93 23/3/94 13/11/97 21/7/99 15/5/2000 2/12/2000 10/4/2002 16/12/2002 pag. 372 pag. 236 pag. 237 pag. 237 pag. 283 pag. 284 pag. 284 pag. 285 pag. 369 pag. 386 Cardinale Martini Cardinale Martini Cardinale Martini Cardinale Martini Cardinale Martini Cardinale Martini 9/4/95 27/5/2000 15/12/2000 20/9/2001 21/8/2002 7/12/2002 pag. 252 pag. 281 pag. 282 pag. 370 pag. 371 pag. 386 Cardinale de Giorgi Cardinale de Giorgi Cardinale de Giorgi Cardinale de Giorgi Cardinale de Giorgi Cardinale de Giorni Cardinale de Giorgi 29/4/94 13/6/94 13/11/97 16/5/2000 11/1/2001 10/12/2002 10/12/2002 pag. 246 pag. 246 pag. 285 pag. 286 pag. 287 pag. 371 pag. 387 Arcivescovo Casale Arcivescovo Casale 24/3/94 9/11/97 pag. 235 pag. 289 Arcivescovo d'Ambrosio Arcivescovo D'Ambrosio Arcivescovo D'Ambrosio Arcivescovo D'Ambrosio Arcivescovo D'Ambrosio 5/11/99 7/5/2000 29/11/2000 5/6/2001 3/2/2002 pag. 290 pag. 290 pag. 291 pag. 292 pag. 389 Arcivescovo Maggiolini (teologo) Arcivescovo Maggiolini (teologo) Arcivescovo Maggiolini (teologo) Arcivescovo Maggiolini (teologo) Arcivescovo Maggiolini (teologo) Arcivescovo Maggiolini (teologo) 22/9/93 24/3/94 9/2/98 8/8/99 1/5/2002 10/12/2002 pag. 237 pag. 238 pag. 296 pag. 297 pag. 373 pag. 388 4 5 Don Giovanni d'Ercole (teologo) Don Giovanni d'Ercole (teologo) Don Giovanni d'Ercole (teologo) Don Giovanni d'Ercole (teologo) Don Giovanni D'Ercole (teologo) Don Giovanni D'Ercole 8teologo) 23/11/2000 12/12/2000 2/1/2001 14/1/2001 13/5/2001 10/2/2003 pag. 398 pag. 299 pag. 299 pag. 300 pag. 301 pag. 392 Arcivescovo di Catania Arcivescovo di Catania 5/4/94 11/4/94 pag. 245 pag. 245 Arcivescovo Papa (Ta) Arcivescovo Papa (Ta) 29/3/2002 4/3/2003 pag. 374 pag. 389 Arcivescovo Settimio Todisco 8/9/9 pag. 247 Arcivescovo Giuseppe Costanzo 15/12/94 pag. 248 Lettera al vescovo Riboldi Lettera al vescovo Riboldi Risposta del vescovo Riboldi Lettera al vescovo Riboldi Risposta del vescovo Riboldi Lettera al vescovo Ribaldi Lettera al vescovo Ribaldi Lettera al vescovo Ribaldi Lettera al vescovo Riboldi Lettera al vescovo Riboldi lettera al vescovo Riboldi lettera al vescovo Ribaldi 7/6/978 31/7/78 5/8/78 27/8/78 25/9/78 10/12/92 1/3/93 29/3/93 14/11/97 22/7/99 4/6/2000 27/12/2002 pag. 33 pag. 35 pag. 36 pag. 36 pag. 37 pag. 221 pag. 221 pag. 222 pag. 287 pag. 288 pag. 285 pag. 390 Lettera al vescovo Grillo Lettera al vescovo Grillo Lettera al vescovo Grillo Lettera al vescovo Grillo Lettera al vescovo Grillo Lettera al vescovo Grillo lettera al vescovo Grillo Lettera al vescovo Grillo Lettera al vescovo Grillo Lettera al vescovo Grillo 9/2/95 5/4/95 2/6/95 2/5/96 23/3/97 14/11/97 4/8/99 31/5/2000 7/12/2000 10/2/2003 pag. 249 pag. 250 pag. 250 pag. 293 pag. 293 pag. 294 pag. 294 pag. 295 pag. 295 pag. 391 Lettera al vescovo Bettazzi Lettera al vescovo Bettazzi Lettera al vescovo Bettazzi 20/1/79 11/3/79 31/12/93 pag. 37 pag. 39 pag. 226 Lettera a Carlo Carretto Risposta di Carlo Carretto Lettera a Carlo Carretto Risposta di Carlo Carretto Lettera a Carlo Carretto 14/11/78 24/11/78 7/12/78 Natale '78 13/1/79 5 pag. 44 pag. 45 pag. 46 pag. 47 pag. 48 6 Lettera a Carlo Carretto 20/9/92 pag. 224 Lettera a Frate Mariano 23/9/70 pag. 202 A tutte le Confessioni Cristiane Pasqua1973 pag. 220 Lettera a frate Pontenghini (PD) Lettera a frate Pontenghini (PD) Lettera a frate Pontenghini (PD) Lettera a frate Varotto (PD) Lettera a frate Varotto (PD) Lettera a frate Varotto (PD) Lettera a frate Varotto (PD) 29/11/93 6/3/9 15/5/94 14/5/97 28/5/97 27/11/2000 5/3/2001 pag. 240 pag. 240 pag. 241 pag. 302 pag. 302 pag. 303 pag. 304 Lettera a frate Aurelio Maschio 24/2/95 pag. 251 Priore S. Giovanni Rotondo 22/11/2001 pag. 379 Lettera a frate Cantalamessa Lettera a frate Cantalamessa Lettera a frate Cantalamessa 20/3/2003 29/5/2003 19/10/2003 pag. 392 pag. 393 pag. 394 Lettera a don Giuseppe Casti Lettera a don Giuseppe Casti Lettera a don Giuseppe Casti Lettera a don Giuseppe Casti 28/8/2000 19/9/2000 23/10/2000 21/11/2000 pag. 314 pag. 315 pag. 316 pag. 316 Lettera a don Donato Coco Lettera a don Fausto (FG) Natale '94 19/9/2001 pag. 248 pag. 375 Lettera al parroco S. Antonio(FG) 4/6/94 pag. 247 Lettera al parroco di Civitavecchia Lettera al parrocco di Civitavecchia 22/8/2000 10/10/2000 pag. 317 pag. 318 Lettera a don Angelo Muri Risposta di don Angelo Muri Pasqua '78 13/3/78 pag. 32 pag. 33 Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita Lettera a don Marco di Brita 5/4/94 1/4!97 27/5/2000 27/8/2000 22/9/2000 5/12/2000 21/1/2001 15/4/2001 7/6/2001 28/8/2001 12/11/2001 16/8/2003 pag. 245 pag. 305 pag. 306 pag. 308 pag. 308 pag. 309 pag. 310 pag. 312 pag. 313 pag. 377 pag. 378 pag. 403 6 7 Suor Massimiliana DeLillo Suor Massimiliana De Lillo Risposta a Suor Massimiliana De lillo 5/5/75 Pasqua ‘78 30/4/7 pag. 210 pag. 31 pag. 31 Suor Agnese Carta S. G. Rotondo 16/6/80 pag. 228 Comunità del Carmine- BarcellonaComunità Carmelitani- Palermo- 3/5/84 17/3/94 pag. 233 pag. 242 Comunità Bose –Magnano Comunità Bose –Magnano 17/3/94 3/5/94 pag. 243 pag. 244 A tutte le Confessioni Cristiane Penetrazione del CRISTO Pasqua '78 Natale '74 pag. 211 pag. 198 Lettera al Pastore Ap. Mazzeschi Lettera al Pastore Ap. Pazzeschi Lettera al Pastore Ap. Mazzeschi Lettera al Pastore Ap. Mazzeschi 20/12/76 20/10/77 15/7/77 23/4/78 pag. 214 pag. 215 pag. 216 pag. 217 Lettera al Pastore Pent. Ferri 15/3/82 pag. 231 Lettera a Girardet 1+1 Protest. Lettera a Girardet 1+1 Protest. 2/2/94 12/4/94 pag. 242 pag. 242 Lettera a Zaccagnino Test. di Geova 5/2/74 pag. 204 Presidente della Repubblica Pertini Presidente della Repubblica Ciampi 14/4/84 29/11/2003 pag. 232 pag. 397 Lettera a L'On.le Pannella 8/10/78 pag. 222 Lettera alla Scienziata Hack Lettera alla scienziata Hack 11/9/2003 4/11/2003 pag. 397 pag. 398 Lettera a Cesare Musatti 19/6/79 pag. 228 Lettera al Prof. Pavone S. G. Rot. Lettera al Prof. Pavone S. G. Rot. 7/10/93 23/3/94 pag. 239 pag. 239 Lettera al sig. Tortora 2/1/78 pag. 226 Lettera a Marco Bisceglia Lettera a don Romita Lettera al giornalista Masina 2/4/74 10/10/973 5/12/76 pag. 205 pag. 18 pag. 30 Lettera a Sorella Speranza Lettera Casa Sollievo Milano Lettera al Presidente Luci dell'Est 6/3/79 9/5/94 5/7/2003 pag. 227 pag. 247 pag. 401 7 8 Parroco Carmine Nuovo (FG) 6/7/2003 pag. 403 Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci "La Vita" di Suor di Calcutta "La Vita" di Suor di Calcutta Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci Lettera al Prof. Antonio Ricci 22/6/75 6/3/78 21/7/98 31/7/98 11/2/99 1/4/99 18/4/99 2/7/99 2/7/99 2/7/99 28/9/99 21/10/99 25/11/99 19/12/99 6/1/2000 4/2/2 12/4/2000 23/5/2000 7/9/2000 29/3/2001 1/7/2001 1/6/2002 28/7/2002 26/4/2003 13/9/2003 18/9/2003 9/10/2003 24/10/2003 pag. 209 pag. 212 pag. 256 pag. 256 pag. 257 pag. 258 pag. 259 pag. 259 pag. 260 pag. 261 pag. 263 pag. 264 pag. 265 pag. 266 pag. 266 pag. 268 pag. 269 pag. 270 pag. 270 pag. 271 pag. 273 pag. 381 pag. 382 pag. 404 pag. 405 pag. 406 pag. 407 pag. 407 Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco Lettera al Prof. Matteo Coco 9/5/83 4/1/96 20/1/96 1/5/96 30/11/97 7/4/99 21/6/2000 31/7/2000 12/1/2001 14/8/2002 1/1/2003 15/7/2003 15/8/2003 pag. 242 pag. 318 pag. 319 pag. 320 pag. 320 pag. 321 pag. 322 pag. 322 pag. 383 pag. 408 pag. 409 pag. 410 pag. 411 Lettera al detenuto Paglialunga Risposta di Paglialunga Lettera al detenuto Paglialunga Risposta di Paglialunga Lettera al detenuto Paglialunga 26/10 78 3/11/78 8/11/78 12/11/78 26/10/78 pag. 20 pag. 21 pag. 22 pag. 23 pag. 23 8 9 Lettera al detenuto Paglialunga Risposta di Paglialunga Lettera al detenuto Paglialunga Risposta di Paglialunga Lettera al detenuto Paglialunga 3/11/78 13/179 22/1/79 9/2/80 4/2/79 pag. 24 pag. 26 pag. 26 pag. 28 pag. 28 Lettera al detenuto Buemi Carmelo 10/4/85 pag. 234 Lettera a Pino Rossi Sermone ai figli Pino e Marisa Lettera a Titina Rossetti Lettera a Paolo Bonolis 23/11/74 12/4/75 17/2/77 5/1/2004 pag. 206 pag. 213 pag. 219 pag. 410 LA SINTESI GLORIOSA DELLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA’: TRATTA DA TUTTE LE MIE OPERE " ISPIRATE" DAL DIO-CRISTIANO. Da "La Realtà Evangelica è l' Unità del Cristiani": anno 1974 Presentazione del giudice Pietrantonio Loffredo Il libricino costituisce “ una meditazione per dare sfogo al tormento della separazione dei cristiani, sperando nella loro fusione in CRISTO!”. L’autore che ha macerato per anni le sue riflessioni, lancia l’invito ai responsabili delle professioni (confessioni) cristiane perché, ritornati al CRISTO, diventino veri pescatori di uomini, proclamando la certezza che evangelizzato il mondo, tutti gli uomini acclameremo il CRISTO: “ Benedetto Colui che il Signore ci ha donato in eterno”. Occorre precisare che UT UNUM SINT è l’invocazione di GESU' nella preghiera sacerdotale e sarà certezza quando il Regno di DIO farà irruzione dall’alto ( vi sarà un solo gregge ed un solo Pastore). La tensione all’unità non deve essere confusa con la uniformità a livello di istituzioni e di vertici, i quali possono dare soltanto manifestazioni esterne e promuovere crociate. La vera unità sorge dall’interno del singolo, dal basso, col richiamo costante alla verifica della PAROLA, fatta CARNE, che annunzia: giudizio, perdono, salvezza. La testimonianza, intrisa di fatti quotidiani, investe il cristiano e la CHIESA, nel loro tempo esistenziale, con la problematica della fedeltà alla PAROLA, genuina ed autentica, senza la preoccupazione di realizzare conquiste di ogni specie. La linea del cristiano percorre una linea determinata dai vari punti delle coordinate cartesiane del perdono di DIO e dell’Amore verso l’uomo, il quale sostanzia la quarta dimensione divina. 9 10 In questo nostro tempo di corruzione, pornografia, lassismo ( del quale è afflitto anche il versante religioso e teologico) è quanto mai opportuna una lettura di incitamento morale. Pietrantonio Loffredo Foggia, marzo 1974 PROEMIO Quest'opuscoletto è stato scritto nella speranza di richiamare pastori e dirigenti delle diverse "professioni" cristiane alla Realtà odierna del mondo perché, confrontandola con quella Evangelica, constatino l'abisso che le divide e, sollecitati dallo SPIRITO SANTO, facciano ritorno al CRISTO per diventare veri pescatori di uomini e riportare l'umanità al DIOCRISTIANO, PADRE dei credenti in GESU' CRISTO! e.m. La Chiesa di Gesù e i cristiani di oggi La Chiesa di GESU' è "UNA", quindi, per i "veri" credenti non dev'essere concepibile, né possibile intravedere una scissione di ESSA. Una comunità, meglio una società cristiana, basata sullo spirito di Fraternità e di Amore, non deve ammettere alcuna frattura o incrinatura in seno ad essa. Premesso in sintesi questo concetto di inscindibilità della CHIESA di GESU’, viene spontaneo il domandarsi: “Perché mai i cristiani, oggi, sono così divisi nel mondo e quali sono le cause che le determinano?”. E’ arduo poter dare, in assoluto, una risposta a questa domanda, però è necessario accingersi a farlo per cercare di potere eliminarne le cause e dare così la giusta consistenza alla premessa: la CHIESA di GESU’ CRISTO è inscindibile. Dalla mia esigua preparazione cristiana, acquisita dalla meditazione del VANGELO, scaturisce che tutti noi cristiani, specialmente noi che ci denominiamo “cristiani”, siamo molto lontani da quella che è la dottrina e l’insegnamento del NOSTRO SIGNORE GESU’! Noi discepoli del CRISTO che dovremmo essere il Faro di Luce nelle tenebre; il Sale che dà sapore alla Terra; i Continuatori di quella fiaccola di AMORE accesa da GESU'; i Sostenitori, fino al sacrificio ultimo della PAROLA del CRISTO ci siamo lasciati ostacolare, in questo altissimo e nobilissimo compito, dall'Energia del Male: nemica del DIOCRISTIANO e dei SUOI seguaci. Si, noi, cristiani con le nostre inezie umane, diamo la possibilità all’energia del Male la possibilità di aggirarci come meglio crede e metterci gli Uni contro gli Altri perché vuole, ad ogni costo, sminuire la veridicità del VERBO DIVINO, tanto da fare cadere l’umanità nell’ateismo, nella negazione completa del DIO -CRISTIANO e, quindi, nella distruzione di ogni bene! Questa sua pretesa è assurda, in quanto potrà ostacolare e ritardare la felicità decretata a tutta l’umanità dal DIO -CRISTIANO. Premesso tanto, mi domando ancora perché non dobbiamo ad ogni costo, con qualunque sacrificio cercare di superare i non pochi ostacoli che dividono, noi cristiani, affinché uniti nel mondo possiamo costituire. 1°) La testimonianza vivente e palpitante di una società basata sull’Amore e sulla Fraternità, 2°) Un baluardo di difesa per tutta l’umanità dagli attacchi dell’energia del Male; 3°) Contribuire con molta sollecitudine alla conversione del mondo intero e quindi alla realizzazione del REGNO del PADRE CELESTE, pur stando su questa Terra! Per giungere a tanto, perché gli altri popoli possano professare il Credo alla PAROLA, è ovvio che prima noi dovremmo essere coerenti e vivere i principi che CRISTO ha sancito con 10 11 la SUA VITA! Oggi, più che mai si sente da parte dei" figli" della Vera CHIESA questo bisogno di evangelizzare il mondo; oggi che si vive in un clima in cui all'uomo viene offerto ogni possibilità di soddisfacimento materiale; oggi che ogni valore morale e spirituale viene estromesso con la scusante del progresso; oggi che l'uomo, grazie alla spiritualità ricevuta dal DIO-CRISTIANO, viene a scoprire quello che DIO STESSO ha posto in natura e dimentica, perché sopraffatto dall'energia del Male, che l'apice di ogni conquista da lui raggiunta deve essere un Inno di lode e di Gloria continui al CREATORE e, invece, si arroga ogni merito, cercando di eliminare, ad ogni costo, il DIO-CRISTIANO, l'Essere che verrebbe ad oscurare le sue conquiste e , quindi, la sua gloria. La CHIESA: CORPO di CRISTO S. PAOLO nella lettera ai Colossesi dice che CRISTO è il CAPO del Corpo della Chiesa, interpretando così una verità assiomatica rivelataci dal CRISTO. In quanto CORPO di CRISTO la CHIESA è Una e Indivisibile: le divisioni, le discordie e gli scisma sono in contrasto con la natura della CHIESA e, quindi, sono fuori del CORPO del CRISTO. Di questo non se ne facciano vanto gli ecclesiastici (cattolici ed ortodossi) quando affermano che fanno parte della vera chiesa; oppure non se ne attribuiscano a merito le professioni evangeliche o quelle dei mormoni o dei testimoni di GEOVA. Ogni confessione, a mio avviso, non ha compreso che non potrà dire di fare parte della CHIESA del CRISTO fino a quando, ciascuna, non si sia adoperata instancabilmente per riunire quel "CORPO" che è stato fatto a brandelli da tutte le chiesucole terrene, soprattutto per motivi storici e per volontà di predominio. La CHIESA di GESU’ è qualcosa che supera l’umano, che trova la sua essenza di essere nella viva fede e non nella sola ragione; essa si fonda principalmente sul cuore dell’uomo che deve, sostenuto dalla GRAZIA, cercare di superare lo stato di umanità e sopraelevarsi e fondersi col Divino, nel senso che deve identificare la propria volontà con quella del DIO – CRISTIANO. In quanto CORPO di CRISTO, la CHIESA, è una comunità costituita sì da uomini che però non hanno bisogno di nessuno ordinamento gerarchico, in quanto essa si basa sul sentimento di AMORE, cioè sulla donazione completa e reciproca dei singoli membri, i quali si fondono nell’UNO: nel CRISTO! Ancora Paolo nella lettera ai Corinzi cosi dice: "DIO nella CHIESA ha costituito alcuni apostoli, altri profeti, altri dottori, altri ancora che hanno il dono delle guarigioni, altri il dono di assistere e di governare, altri di parlare diverse lingue. Questa diversità di carismi non sta a significare che nella CHIESA di GESU' esista una gerarchia, come spesso si vuole far credere, e che quindi il carisma dell'apostolo sia più importante di quello di dottore; né che quello di profeta sia da meno di quello che parla diverse lingue: essi, tutti, si integrano a vicenda, tutti si fondono e realizzano il "vero" CORPO di GESU'. A mio avviso, l’errore madornale delle diverse confessioni deve ricercarsi nella brama che,ognuna di esse, ha nel volersi attribuire il primato sulle altre, attraverso la gerarchia o l’interpretazione delle Scritture o della Rivelazione. Ogni confessione risente di qualcuna di queste presunzioni apportando discordie, lotte, odi che stanno a rivelare non la Umiltà, la Carità , la Fraternità predicate e vissute da GESU’, bensì il desiderio di potere, di dominio, di affermazione su questa terra perché circuiti da quel sentimento di “superbia” che trova origine nel Male, fattura dell’uomo! Fino a quando nella comunità detta “cristiana” non saranno sparite queste presunzioni, questi 11 12 desideri di potere e di dominio, non si potrà parlare di CHIESA di GESU’, ma solo di “chiesuole” umane. Che nella CHIESA di GESU' ci siano delle differenze di perfezioni, ammesso che si possa usare questo termine, bisogna convenirne in quanto esse dipendono dallo stato di santità, ossia dalla possibilità che ogni "uomo" ha dato alla Grazia del DIO-CRISTIANO, ossia allo SPIRITO di VERITA', attraverso GESU' di penetrarLo. Però, queste differenze non sono visibili sostanzialmente, né percepibili ad occhio umano, a mente ed a cuore umano ma solo, esclusivamente, al DIO-CRISTIANO che ne stabilisce la santità gerarchica. Il cristiano, quindi, qualunque ufficio espleti nella Comunità non deve presupporre, né addirittura lasciarsi sfiorare dal pensiero di preminenza sul fratello. Egli deve soltanto cercare di donarsi al CRISTO, il Quale si è già donato a lui; e, così facendo, ogni cristiano incontrerà nel CRISTO il vero fratello, colui che fa parte della vera CHIESA, cioè di quel CORPO di cui parla l'Apostolo Paolo. Infatti in Matteo, GESU' così parla: "I principi delle Nazioni signoreggiano sulle Genti e i grandi esercitano potere su di esse, ma non così tra voi; anzi chi tra voi vorrà divenire grande, sia il servo di tutti”. E cosi, ancora, in Matteo si dice: "Come il FIGLIO dell'UOMO non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la SUA VITA in prezzo di riscatto per "tutti", così voi...". E Paolo ancora, nella lettera ai Corinzi: " il DIO-CRISTIANO ha disposto così il CORPO da dare maggiore onore alle membra meno degne, affinché non ci sia divisione nel CORPO, ma le membra abbiano a vicenda sollecita cura del bene comune. Nelle parole di GESU' è chiaro ed assai evidente il concetto di "Umiltà", di quella umiltà che ci fa fondere nel CRISTO e che necessariamente evita la superbia, la invidia e la discordia derivanti da quella voluta forzatamente gerarchia e dalla velleità di essere gli unici e soli interpreti della volontà del DIO-CRISTIANO. Nella CHIESA di GESU' non ci può essere gerarchia, né presunzione alcuna perché i membri che la costituiscono avvertono in se stessi, sempre più crescente, lo stato di miseria e, sempre più, determinante la Bontà e l'Amore del DIO-CRISTIANO: più loro appare l'Onnipotenza, l'immensità del SUO AMORE tanto più profonda, più incolmabile si evidenzia il loro stato di carenze, di miserie! C'è nella CHIESA del CRISTO una gerarchia, ma è una gerarchia inversamente proporzionale: infatti in essa ci si sente , sempre più, inferiori nei confronti del CRISTO ed ivi si trova il fratello, perché anche lui avverte, sempre più crescente la sua profonda e paurosa infimità. Questi ideali vissuti da "uomini" che si elevano al di sopra di ogni divisione, di ogni desiderio di signoreggiare, costituiscono, al di fuori di ogni "professione", la CHIESA di GESU' che è unita e fusa nel CRISTO e vive con LUI nell'Eternità. Pietro, con GESU’, espressione della CHIESA Cristiana Pietro è con Gesù fondatore della CHIESA: Gesù vuole in Pietro e con Pietro la partecipazione dell’uomo alla fondazione e alla realizzazione della SUA CHIESA. E, attraverso Pietro EGLI dà il mandato a tutta la CHIESA, quindi non alla persona o a una aliquota di cristiani: GESU’, dà il mandato di evangelizzare la terra a tutti i discepoli: cioè a tutti coloro che accettano nella pienezza e si sforzano di vivere la PAROLA di GESU’ che sintetizza in soli due canoni la SUA VITA ed il SUO INSEGNAMENTO per la realizzazione della SUA CHIESA: "Amerai il SIGNORE DIO TUO con tutto il tuo spirito, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, con tutto te stesso"; "Amerai il Prossimo tuo come te stesso". Per diventare, quindi, discepoli di GESU' bisogna annullare se stessi, fondersi in LUI, fare la 12 13 SUA Volontà, cioè quella del PADRE CELESTE attraverso lo SPIRITO di VERITA. Non è , quindi, solo a Pietro che GESU' demanda la facoltà di ritenere o rimettere i peccati ma a tutti i "veri" discepoli: "Né soltanto per questi prego, ma prego anche per quelli che crederanno in ME per la loro Parola; affinché siano tutti una sola cosa, come TU sei in ME PADRE ed IO in TE!". A questo punto scaturisce spontanea la domanda: "Perché i sacerdoti si ritengono una casta di privilegiati, sostenendo di essere gli interpreti della Volontà del DIO-CRISTIANO?” Quando questa è palese e manifesta a tutti i"veri" discepoli del CRISTO e chiamati tramite, lo SPIRITO di VERITA', ad essere sacerdoti ed a offrire tutto se stessi al DIO-CRISTIANO; e, l'accettazione del CRISTO è proprio questa: l'offerta di tutto e di se stessi, insieme a GESU' e allo SPIRITO SANTO, al PADRE CELESTE. La CHIESA di GESU' non è la chiesa dei maestri e dei discepoli, ma è la CHIESA del MAESTRO e dei veri discepoli: i cristiani discepoli hanno tutti la stessa vocazione, tutti la stessa missione : sono tutti in UNO e UNO in tutti! Accettando il CRISTO si diventa tutti discenti di LUI e, nello stesso tempo, tutti docenti nell'insegnare a chi non sa la SUA Divina Essenza, il SUO Amore, la SUA Carità, la SUA Giustizia attraverso l'azione, attraverso la vita. Abolire , quindi, bisogna la “chiesa docente”, perché essa è la causa di tutto quel travisamento dell'istituzione Divina perché è basata sulla temuta presunzione di coloro che si ritengono "i maestri" dell'insegnamento di GESU' e che spesso degenera in superbia. La conoscenza di GESU' si esplica attraverso una vita umile e non pregna di presunzione come quella della gerarchia ecclesiastica e lo dice lo Stesso GESU' quando rispondendo alla domanda degli apostoli, chi fosse il maggiore tra di loro, così dice: "Il maggiore di voi sia come il più giovane e chi comanda come colui che serve!". Alcuni sostengono che la CHIESA ha bisogno di un capo, essendo questa una organizzazione di uomini e, come tale, necessita di una guida. Questo regge fino ad un certo punto ed è indispensabile per tutte le altre organizzazioni umane che hanno bisogno di dirigenti che collaborino onde attuare e realizzare delle leggi che assicurino il buon andamento delle diverse comunità. Ma la CHIESA di GESU’ non ha bisogno di avere altri capi , perché Uno solo è il Capo, il CRISTO. Essa è, quindi, organizzata e non ha bisogno di controllori, né di controllati, perché tutti siamo controllati dalla GRAZIA Divina. Ognuno cerchi di controllare se stesso, perché controllando se stesso sarà controllore degli altri in quanto, questi ultimi si sforzeranno di raggiungere quelle vette, quelle mete raggiunte dai primi e cercheranno, anche, di superarli. I più sapienti, cioè i più illuminati dallo SPIRITO SANTO, perché più intensamente hanno sentito e , quindi, vissuto la chiamata del CREATORE siano, non già i”maestri” ma lo sprone, il monito ai meno illuminati, perché meno disponibili allo SPIRITO di VERITA’, affinché anche questi ultimi abbiano la possibilità di emergere quanto o più di loro. Comprendo che esporre queste “verità” ai cristiani battezzati tradizionalmente, apparirà assurdo e inattuabile, ma evidenziarle a quanti hanno un pizzico di quella “fede” declamata dal CRISTO le accetteranno o quanto meno si sforzeranno per la loro realizzazione. La CHIESA di GESU’ è al di sopra di ogni frazionamento esistente nelle diverse “chiesuole” terrene Da tanto si deduce che la CHIESA di GESU' è al di sopra di ogni frazionamento esistente nelle diverse “chiesuole” terrene; ESSA abbraccia i diversi credenti di tutte le"professioni" cristiane, i quali pur facendo parte materialmente di istituzioni diverse perché costrettivi da una errata interpretazione del VANGELO, dal formalismo religioso e costretti ad essere divisi, essi sono uniti spiritualmente gli Uni agli Altri e costituiscono quella aliquota facente parte della "vera" CHIESA di GESU' 13 14 Noi, cristiani di oggi, più di quelli del passato siamo ciechi e sordi e non vogliamo né sentire, né vedere la realtà attuale , perché non vogliamo ammettere che portiamo abusivamente il nome di "cristiani" e che, quindi, siamo noi i maggiori fautori del male che dilaga nel mondo. Infatti, noi non ottemperando al COMANDAMENTO di GESU': "Amatevi gli Uni gli Altri, come IO ho amato voi..." siamo i propagatori delle divisioni, quindi delle discordie, quindi dei soprusi, quindi di ogni male! Questa è la risultante, a parer mio, di una egoistica presunzione, di un primato che tra "veri" credenti in CRISTO non può sussistere, in quanto su questa Terra, siamo tutti gli ultimi tra gli ultimi fino a quando GESU', il CAPO di questo Organismo cristiano ci avrà giudicati. Un’appendice realistica di tanto male, frutto delle divisioni, è la guerra fratricida dell’Irlanda del Nord! Quale esempio di Amore, di Carità, di Fraternità può avere la Terra da quella lotta obbrobriosa ed esecranda, la quale altro non è che un insulto al CRISTO, di cui diciamo esserne i seguaci? Parlare al mondo di CRISTO, attualmente, al confronto di una realtà denigrante e non definibile tra i “cristiani”, significa insegnare che CRISTO ha predicato lotte, guerre, distruzioni e non già Amore, Carità, Fraternità, Misericordia e Giustizia! Fratelli, in CRISTO e con CRISTO, grido: “Svegliamoci dal letargo in cui siamo caduti prima che le condizioni della terra diventino più catastrofiche ed irreparabili e, noi che ci diciamo “cristiani”, uniamoci nel CRISTO anche a costo di sacrificare qualcosa che, sembra, ci appartenga; cerchiamo, prima noi, di comprendere e di vivere la fraternità per estenderla al mondo”. Se veramente siamo credenti e seguaci di GESU' uniamoci, fondiamoci, annulliamoci gli uni negli altri, affinché possiamo incontrare il CRISTO nella Sua Vera ESSENZA. Vi saluto dicendo: " abbia, il SIGNORE GESU’, pietà di noi!". L'unità dei cristiani è testimonianza del CRISTO "Ne' soltanto per questi prego, ma anche per quelli che crederanno in ME per mezzo della loro Parola; che siano tutti UNO; che come TU o PADRE sei in ME ed IO sono in TE, anch'essi siano in NOI affinché il mondo creda che TU MI hai mandato ed IO ho dato loro la gloria che TU hai dato a ME; acciocché siano perfetti nell'Unità e, affinché il mondo conosca che TU mi hai mandato e che li ami come hai amato ME!”. E' determinante nelle precedenti parole di GESU' il concetto di UNITA', perché si possa essere testimoni di GESU' e dimostrare a tutti gli uomini della Terra, tramite lo SPIRITO di VERITA', che GESU' e DIO-PADRE sono la stessa ENTITA'; che GESU' è realmente il FIGLIO dell'ALTISSIMO, il SALVATORE di tutti gli uomini, COLUI che ha vinto il peccato col SUO SANGUE preziosissimo, COLUI che ci ha risuscitato dalla morte corporale e spirituale con la SUA GLORIOSISSIMA RESURREZIONE! Il concetto di Unità è preminente nel CORPO di CRISTO, nella SUA CHIESA, in quanto lo si può raggiungere soltanto se c'è donazione reciproca e incondizionata, in altre parole se c'è l'AMORE! Il mondo vuole ed aspetta, seppure in maniera inconscia, questa testimonianza di vita perché negli uomini è innato e predominante, direi quasi tormentante il desiderio di volere vivere, di volere continuare a vivere. Ma come? Gli uomini si affannano a cercare qualcosa nel mondo, qualche “elisir” di lunga vita che possa soddisfare questa esigenza naturale, intraprendendo, spesso strade, sentieri e vicoli, a volte, oscuri e tenebrosi che sempre e in maniera avvilente li deludono. Comunque, essi non si arrendono, non si capacitano! 14 15 Non possono rassegnarsi perché sentono, avvertono dentro se stessi uno sprone continuo ed incessante che li fustiga, che li incoraggia a cercare…a cercare: sentono, avvertono e continuano a cercare avidamente, ma non sanno orientarsi; manca loro il senso dell’orientamento; manca loro la LUCE che illumina le tenebre; pertanto, sono accorti ad ogni fruscio che proviene dal mondo e che possa additare la strada che conduce alla salvezza, alla Vita; e…continuano a rimanere ingannati e delusi, perché noi non sappiamo loro insegnare quanto GESU’, il FIGLIO del DIO –VIVENTE dice: “Io sono la VIA, la VERITA’ e la VITA!”. Molti, però, nei duemila anni di CRISTIANESIMO Lo hanno conosciuto, Lo hanno accettato, e continueranno ad accettarLo perché si fondono con LUI, Lo seguono sul CALVARIO testimoniando, così, la SUA reale DIVINITA'. Erano e sono essi i martiri, erano e sono coloro che si lasciarono e si lasciano penetrare, sconvolgere, pervadere da quel sentimento che indiscutibilmente e necessariamente, unisce e fonde: l'AMORE! L'AMORE del CRISTO: quell'Amore che una volta conosciuto non può essere minimamente trascurato; quell'Amore che una volta posseduto, forzatamente, lo si vuole fare conoscere agli altri per gli effetti di quella felicità che non può essere contenuta, né circoscritta e che deve, necessariamente, a causa della Sua esuberanza attrarre, sempre più, altri Figli del DIOCRISTIANO! Il mondo vuole scoprire e trovare quel “Quid” che dà la Vita, che dà quella serenità, quella pace che lo spirito bramosamente brama e che noi, fasulli cristiani, ostacoliamo e non facciamo raggiungere quella famelica pace che, la maggior parte degli uomini, agogna! Infatti, siamo noi che portando abusivamente il nome di cristiani defraudiamo il loro sentiree immettendoli su strade sviate e falsate! Noi che strombazziamo il falso sentimento di Amore, di Carità e di Fraternità dalle cattedri e dai pulpiti con una faciloneria che torna, sempre più, a nostro demerito e condanna; siamo i seguaci non del CRISTO ma delle presunzioni, delle aspirazioni al primato e al dominio chee provengono e restano nel mondo. Non deturpiamo, quindi, il sentimento inesprimibile della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' che fonde il TRIO nell'UNO con le divisioni che apportano ogni sentimento opposto a quello dell’AMORE! Noi, che ci atteggiamo a maestri della VERITA’, siamo i più lontani da Essa; noi che declamiamo l’Amore non lo conosciamo. Possibile che siamo, quasi, tutti sordi e ciechi? Possibile che siamo così duri di cervice da non comprendere l’Insegnamento e la Vita del CRISTO e ci lasciamo attanagliare dall’energia del Male che ci fa sfociare su sentimenti di primato, di dominio e sulla falsa interpretazione delle scritture? Noi che ci arroghiamo il nome di “cristiani” dobbiamo cercare di allontanare queste forme deleterie col testimoniare, in assoluto, tramite lo SPIRITO di VERITA’, il FIGLIO dell’ALTISSIMO con la donazione dell’Uno all’Altro e cercando di bandire ogni preminenza su l’altro fratello! Alla base di questa Testimonianza c’è l’Unità del CORPO di CRISTO, l’Unità dei veri cristiani che potrà debellare e distruggere, con l’aiuto dello SPIRITO SANTO, queste forme deleterie della presunzione e del predominio. Non vi illudete voi, fratelli cattolici; non sentitevi sicuri di essere nella VERITA' quando affermate che la vostra "chiesa" è unita e vive da duemila anni. Essa, in tanto è unita in quanti il 90% è costituita da elementi ignoranti dell'insegnamento Evangelico non solo ma, addirittura, da un'alta percentuale di profanatori di quell' organismo cristiano di cui, dite, fanno parte. Basti pensare ai bestemmiatori il cui numero non si può circoscrivere, eppure sono tutti 15 16 battezzati cattolici; basti pensare agli assassini, agli adulteri, ai pervertiti e, maggiormente, ai ricchissimi e rilevare, nostro malgrado, che sono tutti battezzati cattolici; basti pensare agli infiniti adoratori di statue, di simulacri, di reliquie e alla invocazione continua di mediatori (santi e madonne) per rimanere scioccati e rilevare, nostro malgrado, e col CUORE sanguinante di GESU' che sono tutti profanatori di quell'insegnamento e della Vita lasciatici in eredità da GESU'. Di tanto, per il 90% ne siete voi i responsabili perché così li avete formati per detenere, abusivamente, l'arbitrio di esserne i maestri. Circa i duemila anni di vita, la CHIESA di GESU' ha vissuto la SUA realtà solo nei primi tre secoli, nel mentre dopo ha subito l'imposizione degli imperatori e successivamente della gerarchia ecclesiastica ed è stata tenuta nell'ignoranza perché, solo così, poteva sopravvivere ad una realtà lontana e contraria a quella vissuta ed insegnata da GESU', eccezione fatta per coloro che sono riusciti ad eludere questa dura imposizione e si sono donati, incondizionatamente, a GESU' perché disponibili e pervasi dallo SPIRITO di VERITA'! Oggi che il mondo ha progredito materialmente e scientificamente, ecco che l'ignoranza cristiana degli uomini non l'ha saputo accettare nella sua relatività e lo ha accettato nella pienezza al posto del CRISTO, di quel CRISTO che era stato accettato solo di nome, perché così era stato loro presentato. Questa, purtroppo, cattolici è la vostra realtà materialistica che vi fa paura e si cerca di rattoppare, alla meno peggio, le infinite falle di questa struttura che tutto ha del mondo e solo il nome del Divino! E voi fratelli protestanti, voi che dite di essere gli assertori del VANGELO; voi proprio siete i maggiori fautori di quelle divisioni che fanno a brandelli, sminuzzano, offuscano l'Amato CORPO del CRISTO. Voi che sostenete di eternare con la vostra vita quotidiana l'Evangelo, non avete inteso che CRISTO è Unità; infatti EGLI si fonde col PADRE e con lo SPIRITO SANTO e da questa fusione nasce l'Essenza dell'AMORE; quell'Amore che non avete inteso nella sua vera giustezza perché lo avete frazionato e, quindi, ne avete cambiata la sostanza, sostituendolo con un sentimento circoscritto e limitato ad ogni vostra singola comunità. E voi, fratelli testimoni di GEOVA; voi che minuziosamente scrutate le scritture come i sacerdoti del tempo di Gesù', avete tolto alla chiesa cattolica ed ortodossa parte della presunzione di essere i detentori della Verità ignorando, forse, che la VERITA' è il CRISTO e che solo amando, comprendendo e penetrando il CRISTO, tramite lo SPIRITO SANTO, si può giungere alla conoscenza del PADRE CELESTE, del DIO-GEOVA, del Quale voi dite essere i testimoni. E voi, fratelli mormoni: voi che di fronte alle divisioni dei cristiani siete rimasti sgomenti avete voluto, erroneamente, costituire un'altra chiesa, avvallando le divisioni, dilaniando ancora di più l'Amato CORPO del CRISTO, già martoriato e Crocifisso da duemila anni. Lettore che fugacemente o attentamente hai scorso questo libricino sappi che la semplicità, la spontaneità e la sensibilità che da esso scaturiscono sono state frutto di una continua, affannosa, instancabile e vitale ricerca del fratello nell'uomo che ho, finalmente, trovato dopo lunghe e tormentose ricerche in GESU’, nel QUALE voglio incontrare te e tutti gli uomini di tutti i tempi, i Figli di DIO, da come si legge in Giovanni 1:11-13 "... ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto, EGLI ha dato il diritto di diventare Figli di DIO, i quali non dal sangue, né da voler di carne, né da voler dell'uomo sono nati, ma da DIO!" Con questa speranza che presto diventi realtà, ti abbraccio fraternamente in GESU' CRISTO! Eugenio 16 17 Lo Scandalo dei Cristiani – Anno 1981 Da molti anni vado meditando sulla situazione del mondo contemporaneo che verte nella mancanza di Amore, nella più profonda situazione di sgomento ( lasciando gran parte degli uomini in uno stato di apprensione, di ingiustizia, di miseria), nell'allontanamento del senso dei valori morali e spirituali. Ma ancora di più la mia riflessione verte sullo "scandalo" dei cristiani. Se la CROCE di CRISTO è stata, per il mondo, uno "scandalum" nel senso che ne ha sconvolto completamente la mentalità adusa all'egoismo e alla sopraffazione; lo scandalo dei cristiani non solo pone divisione tra i credenti e non credenti, nel senso che molti dei primi non danno certamente ai secondi testimonianza di fede anche, solamente umana; ma, cosa assai più grave, creano divisioni tra i credenti stessi in GESU' CRISTO. Lo scandalo dei cristiani è triplice: quello della divisione, quello della violenza sociale, quello del potere. Alla condanna ferma di questa triplice forma di scandalo, ho voluto dedicare questo mio piccolo tributo. Ad ognuna di queste forme corrispondono, rispettivamente, le sue parti. La prima parte è dedicata alla divisione dei cristiani ed è animata dall'ardente e sofferente desiderio dell'unità tra tutti i credenti in GESU' CRISTO. A questo fine, al raggiungimento dell'unità dei cristiani, ho riproposto la mia meditazione pubblicata nel 1974. la seconda parte è dedicata all'altro aspetto dello scandalo, costituito dalla violenza sociale e dalla prevaricazione. Mi è sembrata emblematica, in questo senso, la corrispondenza stabilitasi tra me ed il detenuto Giuseppe Paglialunga, vera vittima della società violenta. La terza parte, infine è dedicata allo scandalo del potere. Esso è costituito dalla corrispondenza con uomini di chiesa su questo tema scottante. Premi CRISTO GESU' questa mia modesta fatica, dando a molti cristiani la forza per superare le divisioni operate nel SUO CORPO e per essere testimoni della SUA "PAROLA!" La prima parte che verte sulla divisione dei cristiani, non è stata riprodotta per non fare ripetizioni. Comunque la si trova a pagina 9 :”La Realtà Evangelica è l’Unità dei Cristiani”. Lettera a don Angelo Romita Foggia, 10/10/973 Ogni qualvolta conosco un nuovo fratello, ogni qualvolta sento parlare del CRISTO da altri fratelli mi si apre nel cuore un nuovo spiraglio di speranza e, cioè, che si possa realizzare veramente comunione con qualcuno, perché credo unicamente che la messa a fuoco di tale 17 18 fusione sia il CRISTO. CRISTO è l'Essenza di ogni benevole essenza; l'Essenza di ogni realtà vitale; l'Essenza del supremo ideale; il Principio ed il Fine a cui l'uomo è stato chiamato. CRISTO è la sintesi del Bene Assoluto;il Fulcro dell'equilibrio umano; la Bussola che orienta gli Eletti e li conduce, tramite lo SPIRITO di VERITA', alla Gloria del PADRE CELESTE. Il desiderio ardente di pace, di fraternità, di carità e di amore che, spesso, mi anima mi hanno spinto sempre a cercare, a...cercare tra gli uomini per intensificare in essi e con essi tali sentimenti, perché si avesse una risultante conforme alla intima esigenza di ogni essere umano: pace e ancora...pace!. Ma la ricerca è stata, quasi sempre, vana, illusoria, dolorante fino a quando mi è venuto incontro il CRISTO: la pienezza di ogni esigenza; il conforto ad ogni tormento; il sostegno ad ogni caduta. CRISTO è " il TUTTO" della mia vita! EGLI è l'ossigeno e l'alimento del mio vivere spirituale; la mia vita ha valore, ha sapore e gusto in LUI; in LUI assume proporzioni umani che valorizzano potentemente la mia esistenza, dando ad essa una visione reale del vivere terreno che altro scopo non ha se non quello di raggiungere la vita Eterna e di felicità nella gloria di un DIO, il DIO-CRISTIANO, il QUALE nella comunione eterna col FIGLIO GESU'genera la pienezza di SE STESSO nell'Amore: lo SPIRITO SANTO! Fuori del CRISTO abbonda la foschia, la nebbia, la tenebra sempre più fosca che rendono impossibile il vivere spirituale dell'uomo che ha come finalità il raggiungere la LUCE; altrimenti l'uomo volendo vivere solo materialmente,s'identifica all'animale. Grande è la sofferenza di GESU': la visione della sofferenza del "Getsemani" riappare più marcata e tormentosa. Il vedere innanzi tempo le creature da LUI beneficiate gridare al "Crucifige" fecero sudare Sangue a GESU'; e, più ancora, oggi, la visione di vedere fatto a brandelli il SUO CORPO, la SUA CHIESA dai credenti in LUI, continua a far più sanguinare la SUA Fronte e, quindi, a portare il discredito di LUI nel mondo dando così all'uomo, alla SUA creatura prediletta la possibilità di opporsi alla Grazia, di rifiutarla perché non riesce, causa i nostri falli, a recepirla. La mia sofferenza è unita a quella di GESU': non posso minimamente penetrare la realtà odierna dei cristiani se non attraverso una farisaica denominazione di essi che possa giustificare il ludibrio della divisione tra di loro. E' possibile che credenti in CRISTO possano essere non in comunione tra loro? Addirittura lottarsi e propugnarsi per il semplice gusto di soddisfare la loro presunzione e fare nuovi proseliti? Guai a voi, ipocriti e farisei! Eugenio Marchesino Lettera al pastore Mazzeschi Foggia, 23/4/1978 Mentre ti scrivo ho davanti il tuo scritto per analizzare meglio, alla Luce della "LUCE" e dare una interpretazione illuminata ad essa. Le tue riflessioni sui due aspetti della unità della CHIESA, cioè sulla CHIESA invisibile e sulla chiesa visibile, trovano rispondenza in quella che è la realtà attuale dei "cristiani": la prima con la C maiuscola la si identifica con la CHIESA di GESU'; la seconda, invece, è una chiesa costituita, nella stragrande maggioranza, da uomini pieni di sé e, quindi, definita umana. Quest'ultima, pur avendo nelle diverse comunità elementi facenti parte della CHIESA 18 19 invisibile, perde la sua sembianza divina e s'identifica, solamente ed unicamente con le organizzazioni umane e sociali. CRISTO la SUA CHIESA è venuto a costituirla sulla terra servendosi di uomini e, pertanto, avrebbe dovuto avere caratteristiche visibili estrinsecandosi nella comunione fraterna di tutti i credenti in LUI. Attualmente la CHIESA di CRISTO è invisibile, perché tale l'abbiamo resa noi con la nostra testimonianza in opposizione alla Vita e all'insegnamento del CRISTO. Non per questo bisogna rimanere inerti e sprovveduti di fronte a questa caotica situazione dovuta alla pretesa della presunzione di molti, all'accaparramento del primato e della interpretazione delle SCRITTURE, nonché nella pienezza del possesso dello SPIRITO di VERITA'. Noi credenti in CRISTO e non già nel nostro egoistico "io", valorizzato dall'energia del male, dobbiamo liberarci dalle scorie della presunzione e dalla zavorra della superbia e metterci nella più profonda umiltà per incontrare il CRISTO ed essere con LUI servitori dei fratelli per tradurli con la sola virtù dell'umiltà a ricongiungersi e a identificarsi con LUI! Il tuo riferimento al discorso premonitore di GESU' circa loglio o la zizzania e il grano, penso che EGLI parlando del loglio lo identifichi agli scandali e alle iniquità del mondo, commessi da coloro che vogliono sostituire la menzogna alla Verità, il male al Bene, l'odio all'Amore. Ciò che permea a mio avviso, tutte le comunità, sensibilmente, è il difetto di superbia. Questa s'insinua con tanta dolcezza da essere recepita, molto spesso, come SPIRITO di VERITA'; però, essa, non può ingannare gli Eletti del DIO -CRISTIANO, quelli cioè facenti parte della CHIESA di CRISTO, invisibile ora, ma che quando prima si manifesterà al mondo tutto. Ogni professione, quindi, è carente della virtù dell'umiltà perché ognuna ritenendo di credere in GESU' secondo il proprio parametro, ritiene di possedere anche lo SPIRITO SANTO. Questa condizione ultima, richiedendo la più profonda umiltà ed essendo la più richiesta dal DIO -CRISTIANO è data conoscerla solo a LUI, attraverso GESU' e lo SPIRITO di VERITA' e, come tale, sarà rivelata dal CRISTO nel giorno della Parusia. Per quanto ti riferisci all'Ecumenismo, questo non deve essere inteso come attuale, antico o futuro, tanto meno deve basarsi su compromessi. Esso dev'essere identificato al CORPO di CRISTO, cioè alla comunione fraterna che si realizza attraverso la comunione con GESU', indipendentemente dalla interpretazione che viene data alla PAROLA; perché, mentre la "PAROLA" è eterna ed immutabile, la interpretazione soggettiva è veritiera fino al grado di disponibilità che ognuno di noi dà allo SPIRITO di VERITA'. Pertanto non bisogna mai presumere di possedere la VERITA' ma di cercarla , prima attraverso la donazione completa al CRISTO, poi attraverso la donazione ai fratelli. La disparità di interpretazione è da attribuirsi alla disponibilità che ognuno dà alla Grazia del DIO -CRISTIANO per essere penetrato; di questa disparità se ne avvale l'energia del “male” per ostacolarci, metterci gli uni contro gli altri, per renderci meno disponibili a recepire la "PAROLA" Fino a quando la CHIESA di GESU' non sarà manifesta al mondo e, quindi il SUO CORPO rimarrà smembrato, il dolore della Passione, dal Getsemani al Calvario, peserà su di noi come il rimorso angoscioso e tormentante; e, al ritorno del CRISTO saremo trattati alla stessa stregua di colui che, avendo ricevuto un solo talento, preferì tenerlo nascosto gelosamente anziché farlo fruttare. Lo SPIRITO di VERITA' che penetra gli spiriti disponibili, penetri anche il tuo perché tu possa essere tra i testimoni e i collaboratori dell'Unità del CORPO di CRISTO SIGNORE e della manifestazione di Santità e di Pienezza della SUA CHIESA. Questo è quanto GESU' desidera: che ogni "vero" credente diventi collaboratore di salvezza, già su questa terra, del genere umano attraverso la via che EGLI STESSO e per prima ha 19 20 percorso. Lo SPIRITO d'AMORE, rivelazione del CRISTO nel PADRE, del PADRE nel FIGLIO scenda su di te e su quanti, accettano come vita, il Comandamento di GESU'! Abbraccioti fraternamente in GESU' Eugenio Foggia, 26/10/1978 Lettera a Giuseppe Paglialunga Carissimo Giuseppe, per puro caso, sulla Gazzetta del Mezzogiorno, ho appreso del piano avventato che vorresti mettere in orbita. Oggi che è già 26, ripeto, non ho tanto tempo per soffermarmi a parlare di DIO, del DIOCRISTIANO che tu pur volendo, ad ogni costo non ammettere a causa della spietatezza degli uomini, non puoi riuscirci, perché EGLI è radicato nelle parti abissali del tuo cuore. Quel DIO che tu non vedi, che per te non esiste, è vivo quanto e più di te, soffre con te, piange con te! CRISTO è la fisionomia reale e palpante del DIO-CRISTIANO. EGLI non ha smesso di soffrire a causa della nefandezza, della superbia e della violenza dell'uomo contro il suo simile. EGLI: l'Innocente, il Puro, la Giustizia personificata ha subito l'obbrobrio dei violenti, dei potenti e degli ipocriti! Guarda un po' alla SUA sofferenza, alla SUA PERSONA trasfigurata dai peccati degli uomini, al SUO CORPO dilaniato e piagato dalla famelica ed insaziabile atrocità degli uomini. Per quanto riguarda la tua personalità e il tuo orgoglio che ti vietano di desistere dal tuo proposito insano, ti esorto a ridimensionarti e a trovare nel CRISTO la essenza della tua vera personalità. Anch'io, seppure non abbia patito la sofferenza e la durezza del carcere sono un patito delle angherie, dei soprusi e delle violenze che l'uomo ostenta in ogni settore, dimentico della chiamata del SUO CREATORE! Pertanto, se la mia vita si regge ancora e per sempre lo devo a CRISTO GESU', nel Quale soltanto credo e dal Quale attingo quella energia che lo spirito dell'uomo, indispensabilmente, esige. Abbiti un sentito e fraterno abbraccio in GESU' CRISTO! Eugenio RISPOSTA DI GIUSEPPE PAGLIALUNGA Parma 3/11/1978 Carissimo Eugenio, la tua lettera diretta ad Alessandria mi è arrivata con evidente ritardo e, con ritardo, sono costretto a rispondere anch'io. Voglio sperare che tu non abbia pensato ad una mia inumana indifferenza. Per grazia di Dio, quando le finanze me lo permettono, cerco di evadere tempestivamente la mia corrispondenza. Difatti, unitamente alla tua meravigliosa, mi è giunta anche una lettera che, che a dir poco, mi vorrebbe morto, sepolto e marcito; se poi si tiene conto che mi viene da un giovane, allora puoi capire quello che si sente a leggere certe cose. Comunque, siccome ha avuto il coraggio ( e questa è una bella cosa) di mettere il suo nome ed 20 21 il suo indirizzo gli ho dato, anche, la precedenza su di te e ne puoi capire la ragione. Naturalmente non ho agito alla sua stessa maniera, ma mi sono limitato a ringraziarlo per i suoi " consigli" e l'ho accertato che molto presto, lui e la sua gente, avrà la possibilità di pagare meno tasse. Ma, ora, ritornando alla tua lettera e alle vivificanti parole di vita, voglio ringraziarti perché, come sventagliata d'aria pura, mi hanno fortificato; mi hanno dato la certezza di non essere solo ; soprattutto mi hanno fatto capire che qualcuno ancora crede alle mie possibilità umane. La cosa è certamente rara, però mi ha favorevolmente colpito, per cui non mi resta che ringraziare per tutto quanto mi hai detto di veramente fortificante. Io non ho messo mai in dubbio il valore del Giusto di Nazareth, comunque, mio caro, io sarò in vita per sette mesi, ancora, e quattro giorni per cui, come tu dici, si può spaziare quanto si vuole; non sarò io a tirarmi indietro. Fino a ieri, dalla mia cella, nel carcere di Alessandria vedevo , attraverso il balcone, una Croce, una Croce piantata sulla vetta di un colle. Adesso , rileggendo le tue parole e, per dimostrarti la mia consapevolezza sul conto della Croce, potrei dire in versi: Dalla finestra al sommo della cella, quasi ogni giorno stavo a riguardare, oltre la valle, solitaria e bella, un colle favoloso che m'appare. Sulla sua vetta, splende una stella; una gran Croce, forse secolare, la quale sembra dire in sua favella: "Confida tutto in Me, non disperare! Se per volere umano mi fu dato rappresentar la Morte col Dolore, adesso tutto il cielo m'ha affidato di togliere dal cuore ogni rancore, e, dopo averlo ben purificato, invocare per lui, giustizia e amore!" Vedi, certo gettata così non è bella ma se riveduta, potrebbe dare la risposta innegabile alla mia vita di fede per la Croce e per Colui che la portò. Ti abbraccio molto fraternamente Giuseppe Paglialunga Lettera a Giuseppe Paglialunga Foggia, 8/11/1978 Caro Pino, il tuo scritto mi ha sbigottito per la sensibilità e la grandezza dei tuoi sentimenti e, le tue parole di lode al CRISTO mi hanno profondamente commosso e saziato di quel sovente appetito di comunione che cerco sempre nel precordio degli uomini e che, quasi sempre, a causa di esso resto deluso e devo, necessariamente, attingere alla fonte inesauribile del CRISTO! Quanto più conosco gli uomini, me per primo, tanto più sento il bisogno di rifugiarmi in COLUI che tutto offusca e trasforma delle nostre miserie, dandoci l'esatta visione di quello che l'uomo dovrebbe essere. Perciò dal momento che ho conosciuto GESU', cerco di forgiarmi alla SUA fucina non solo, ma avendo in LUI conosciuto l'essenza della felicità e il ristoro della pace per lo spirito, ardentemente desidero che l'uomo, in genere, Lo conosca. 21 22 Una volta entrati nella SUA Dimensione di uomini si è formidabilmente attratti, tanto che il tutto nel mondo si presenta nel suo reale aspetto di vanità, di evanescenza, di instabilità, di nullità: dalle cose più piccole agli immani sentimenti; e, questi ultimi, per conservare la loro possanza hanno, però, bisogno dell'imprimatur del CRISTO! Gloria a COLUI che "E'!". Tu, con la tua esaltazione alla mia persona, tramite le tue parole focali, hai reso Gloria al CRISTO, a COLUI che sino ad oggi hai, apparentemente, ravvisato sordo, muto e cieco. QUEGLI si è servito della mia miserabile ed indegna persona per mostrarsi a te, per ripetere a te che la tua sofferenza è la SUA; che il SUO Calvario sono anche e, primariamente, i diseredati, i perseguitati, gli oppressi e i violentati nello spirito e nel corpo! Io, pure amandoLo al di sopra della mia stessa vita, di mia moglie, dei miei figli, dei miei genitori mi sento infinitamente indegno, povero e piccino vicino a LUI perché, nonostante la mia miseria si compiace di tradurmi in SUO strumento per incontrare te e, quanti come te hanno indispensabilmente bisogno di LUI: Egli attraverso questo meschino, ha voluto rispondere alla tua sofferente caparbietà ed in questa SUA Magnificenza, la CARITA', mi sento annullato e consapevole di non meritare questa particolarità, nonostante m'avvedo che senza di LUI il mio vivere sarebbe impossibile. Cosa sarei senza del CRISTO? Sarei l'essere più infelice, più misero; il più reietto tra gli esseri animati ed inanimati; sarei un condannato a morte come tutti coloro che cercano di vivere fuori della realtà umana; sarei, solamente putredine vivente ed ambulante; e, allora si che viene necessariamente il rigetto di questa esistenza e si entra in una dimensione di disgusto e di disprezzo di questa vita; specialmente, quando t'avvedi di essere preda di altri esseri, simili a te, che come te sono dei condannati e che per sfuggire e non affrontare la realtà, danno sfogo a quanto di più bestiale si annida nei loro istinti; assumendo aspetti irreali e distruggendo la loro sembianza di origine, fatta ad immagine e somiglianza del CRISTO! Carissimo, il mio parlare non è fatto di ostentazione della mia personalità informata alla scuola del CRISTO, ma è la risultante di una vita vissuta tremendamente nella sofferenza più accorata a causa di quella carenza di comunione che tu, giustamente e formidabilmente, illuminato dallo SPIRITO di VERITA', hai declamato come il "mendicare"più necessario dello stesso sostentamento del corpo. Era necessario che io soffrissi per poterLo incontrare: solamente sulla strada da LUI tracciata e battuta potevo trovarLo e, percorrendo la stessa avere potuto conoscerLo, comprenderLo e amarLo nella pienezza. E' LUI, il Trasfigurato su quella CROCE che tu, per tanto tempo hai osservato, contemplato e, giorni addietro, glorificato in versi. E' LUI che ha voluto precorrere la mia, la tua e l'altrui sofferenza perché con LUI fossimo partecipi nella Redenzione e nella Glorificazione! Mio caro, per quanto riguarda il giovane che ha voluto rivolgerti frasi offensive, ti prego non tenerle in alcun conto; anzi considera che egli è una parte, forse troppo grande, di una società corrotta e bacata. Al povero di spirito e a quanti vivono lo stesso dramma, al di là della tua umanità, vada la tua compassione ed il tuo insegnamento attraverso il cantico della Croce e la speranza che anch'essi possano giungere, alla esaltazione gloriosa di Essa con un cantico superiore al tuo! Abbiti il mio sentire fraterno in CRISTO GESU' Eugenio Risposta di Giuseppe Paglialunga Parma, 18/11/1978 22 23 molto caro Eugenio, ho ricevuto ieri la tua raccomandata e, naturalmente, quello che di più ho gradito sono state le tue affermazioni di fede. Esse mi hanno fatto ricordare di un salmo che lessi sul breviario del cappellano nel carcere di Alessandria. Il salmo era il 117, là dove dice: " La destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore. Il Signore mi ha provato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte! Tu sei davvero un Testimone del CRISTO e, se l'Umanità avesse tanti testimoni non avrebbe né tanti caini, né tanti giudici. Come ben sai mi diletto di poesia e se in questo momento mi dicessero di scrivere un sonetto tutto dedicato a te, penso che lo farei in questa maniera PERSEVERANZA Persevera, Eugenio, l'opera santa d'usar il cor coi miseri fratelli che di perversione ne ebbero tanta che al prossimo e a Dio furono ribelli. In terra e in cielo la gloria del CRISTO tu canti perché la radice svelli del grande male e la rifatta pianta vigoreggiar farà germi novelli. Così potranno dire anche i reietti: "La conversione dobbiamo a Marchesino nel quale noi mirammo sempre eletti lo spirito dell'amore al CRISTO e la caritate ch'ei seminare seppe a gl'intelletti che invocano per lui l'eternità". Vorrei tanto parlarti della fede, del CRISTO e delle Sue Leggi; purtroppo la mia carenza nella Fede me lo vietano. Comunque accetto e sottoscrivo tutto quello che mi hai detto, lo accetto come buono e cercherò di farne uso costruttivo. Ed ora una breve sintesi della mia infanzia: tu mi hai chiamato Pino ed io sono contento perché molti mi hanno chiamato e mi chiamano Pino. Comunque il mio esatto nome è " Giuseppe Ferdinando Cielo Paglialunga"; però da noi si usano molto i soprannomi, ed io ne ho uno davvero strano, anzi stranissimo: LADRO DI DIO! Questo è il vero nome che mi fu dato da ragazzo, ed ora ti dirò il perché. Come sai sono cresciuto in un malefico ghetto, poi, la formidabile ignoranza di mia madre, fece il resto. Fin dalla età di cinque anni fui gettato sulla strada, anche la notte; questo perché nella bicocca in cui si abitava mia madre non voleva essere molestata Io piccolo, misero e meschino, vivevo con quello che riuscivo a trovare nelle campagne, cioè secondo le stagioni: fichi, uva ,piselli, fave, cotogni, melo grani, fichi d'india e verdure di ogni genere; insomma le campagne erano la fonte del mio sostentamento Una volta, era il mese di ottobre del 1935 (avevo sette anni) entrai nella cattedrale del mio paese Vi era un Cristo nero ( vi è ancora); in dialetto lo chiamavano "Gesù Cristo gnuru". Il paese in cui si onora ancora questo Cristo nero è Nardò, in provincia di Lecce. Io mi accostai all'altare e presi a guardare le piaghe di quel caro CRISTO. Dopo un poco il sacrestano venne a chiedermi che cosa stessi facendo; io gli risposi che stavo pregando, poi gli 23 24 chiesi di dirmi perché quel CRISTO era tanto magro... Il vecchio sacrestano mi guardò, poi disse "E' magro perché non mangia..., perché tutti mangiano senza pensare a Lui..." Ricordo che nel mio piccolo cuore avvenne qualcosa di molto sconvolgente, quindi, senza esitare andai in campagna, scelsi dell'uva di primissima qualità ( io conoscevo tutte le migliori vigne della zona), la misi tra la camicia ed il petto e tornai in chiesa che era quasi buio. Mi accostai all'altare, sorrisi al Signore e gli depositai l'uva, raccomandandogli di mangiarla tutta. Il giorno dopo ritornai in chiesa, vidi che l'uva non c'era più e ne dedussi che Gesù l'avesse mangiata; gli sorrisi ancora felice e la sera gli portai uva e fichi. La cosa andò avanti per un bel pezzo, poi, qualcuno si accorse e la voce si sparse per il paese. Infatti, una volta che fui preso con della frutta addosso, un contadino disse a colui che mi voleva picchiare: "Lascialo stare, non vedi che è quel ragazzo che ruba per portare a Gesù Cristo?". Da quella volta tutti mi chiamavano non più "Cielo" come erano abituati, ma in dialetto: ": il ladro di Dio" Lu latru di diu! Durante il Natale dello stesso anno, cioè 1935, sempre nudo, scalzo e morente di fame andai a ripararmi ai piedi dell'altare del mio Cristo nero. Faceva un freddo cane ed io, oltre ad essere quasi nudo ( avevo un paio di pantaloncini di quelli che si usavano per i bagni di mare, ero scalzo e sul petto avevo una specie di straccio sbrindellato), avevo anche tanta fame. A un dato momento presi a parlare con Gesu' Cristo; gli chiedevo i soldi per farmi comprare un paio di scarpe; gli dissi che se non mi avesse dato i soldi non gli avrei mai più parlato, mai più sarei tornato da lui... Quelle mie richieste furono fatte ad alta voce, tanto che un bel vecchio con i capelli bianchi, si accostò a me, mi fece una carezza e mi disse: "Vedrai che Gesù ti farà comprare le scarpe perché ha tanto bisogno della tua amicizia e della tua parola: abbi fede". Poi scomparve come per incanto. Io, poco dopo, mi addormentai stanco, infreddolito e morente di fame. Fui destato da un gran rumore che non seppi mai spiegarmi e sulle ginocchia vi era un fazzoletto bianchissimo, aperto con quindici lire: tre monete da cinque lire. Mi parve di sognare, non credevo ai miei occhi; allora presi quel denaro e scappai fuori da mia madre, alla quale feci vedere quel denaro. Lei lo prese e volle sapere dove l'avessi "rubato". Le dissi che me lo aveva dato Gesù Cristo, ma lei non mi credette e per farmi dire dove avessi "rubato" quel denaro, mi ruppe un manico di scopa sulla misera schiena! Risultato: mia madre si mangiò anche quel denaro; ebbe la possibilità di farsi un grasso Natale ed io mi ritrovai nella strada, più affamato e più miserabile di prima. Ecco, Eugenio, adesso sai qualcosa in più di me e di quella che era la mia gente; ora sai in quali posti sono stato allevato e quale fu il pane da me mangiato. Eppure, come ho sempre detto e dico, ho amato tanto mia madre; l'amo con tutte le mie forze e per un suo bacio mi farei fare a pezzi dieci volte al giorno; questo perché riesco a capire che il male che mi ha fatto è stato prodotto dalla sua ignoranza e dalla incapacità a capire i valori della vita e della scuola. Certo, se avessi avuto dei genitori atti, molto facilmente e lo ripeto a tutti, oggi la repubblica avrebbe un delinquente di meno e un galantuomo di più. Abbiti un caldo e fraterno abbraccio da chi non tralascia di raccomandarti a Dio. Lettera a Giuseppe Paglialunga Foggia, 26/11/1978 Caro per CRISTO, mi è giunta la tua lettera, più che lettera direi una pubblicazione, seppure sintetica, della tua vita da infante. 24 25 Longanimità e prolissità in essa fanno denotare il tuo modo di sentire e di volere comunicare con i tuoi simili Questo particolare mi commuove ed io, in quanto posso, ti sarò sempre vicino perché tu abbia a confidarti e a trovare un sostegno per il prossimo futuro : "...qualunque cosa avrete fatto al più piccolo dei Miei fratelli, lo avrete fatto a Me!". Quel tuo sonetto così pieno di ardore e venerazione, nel mentre mi ha evidenziato la grandezza dei tuoi sentimenti, parimenti mi ha prostrato facendomi chiedere perdono a GESU', perché di tanta grandezza io non sono degno, neppure apparentemente. Tu, con essi, devi la Gloria declamare di COLUI che nella SUA immensità si è fatto limitato e alla SUA Gloria ha preferito il vituperio perché io, tu e tutti gli uomini ne fossimo edificati. Perciò, mio caro Pino, quando vorrai farmi cosa infinitamente grata, canta il dolore, la gioia, la gloria e l'amore del "mio" GESU', affinché io possa renderGli ogni onore e tutta la Gloria, anche, attraverso i tuoi scritti. Come già ti dicevo nella mia precedente, è CRISTO che utilizza questo rottame (ciò che io sono) per giungere a te, perché vuole parlare e conquistare te. EGLI, ed ora mi spiego il perché mi abbia messo sulla tua strada; EGLI, non ha dimenticato i tuoi "furtarelli" di frutta quando tu, ancora fanciullo, operavi perché il tuo CRISTO "magrolino" avesse a sfamarsi! Il tuo modo di sentire e di operare di allora, è sempre presente al SUO cospetto; perciò continua ad esserGLI caro (nonostante il tuo concetto errato di LUI) come quando bambino ingenuo e vilipeso, tribolato e sofferente, ti rifugiavi presso di LUI chiedendogli asilo e protezione. EGLI, ora, ti ha visto e sentito più bisognoso di quando piccino GLI chiedevi i soldi per le scarpe; ti ha sentito più gemente di quando GLI dicevi che ottenuto i soldi non saresti andato più ad importunarLo; perciò, forse, ti ha posto davanti il più indegno dei SUOI servi per dirti e ripeterti ancora: "GESU' non ti ha dimenticato, non ti ha abbandonato; EGLI ha sempre vegliato su di te". Ora tu, alla maniera del Figliuol Prodigo, riconciliati con LUI ed in LUI troverai tutto quanto quel conforto e quel sostegno che ogni uomo cerca in altri e, sempre, deluso rimane a causa della carenza di essi che vivono fuori del CRISTO. EGLI, vuole ridarti la tua dimensione di uomo; vuole ridarti quella dignità, non come la danno gli uomini, che ti porterà a stature grandiose che giammai ti faranno trascendere nella più profonda ed abissale inezia umana: "il suicidio!". Questo è il più grande dono che io possa farti: esortarti a lasciarti penetrare dal CRISTO, perché tu possa gustarne l'estrema gioia e tradurre nell'oblio la tremenda realtà della tua vita; alla stessa maniera, come dice GESU', di una puerpera che avuta la gioia di stringere la sua creatura, dimentica le terribili doglie del parto. Coraggio Pino e persegui la strada che LUI, attraverso questo miserrimo, ti addita. Attraversando la SUA strada raccoglierai le rose della vita terrena, le quali, anche, se ti pungeranno con le loro spine ti daranno la fragranza del loro profumo e la bellezza dei loro petali; ed infine, le ferite prodotte dagli aculei saranno rimarginate dalla CARITA’ del CRISTO e scompariranno alla vista della Gloria del DIO-CRISTIANO, dalla quale e nella quale saremo travolti per non conoscere più il peccato, quindi la sofferenza e il dolore, ma avremo solo pace e, sempre, PACE! Sempre in attesa di sentirti, sempre più, in comunione col CRISTO, ti abbraccio in GESU! Eugenio Lettera a Giuseppe Paglialunga Foggia, 3 novembre 1978 25 26 Ti auguro e mi auguro che al giungerti della presente tu sia completamente ristabilito, non solo fisicamente ma, ancor più, moralmente e spiritualmente: Comprendo che dal dire al fare c'è di mezzo il mare; però se ti parlo in una certa guisa e perché anch'io ho sofferto tremendamente e, se non fosse stato per quel Dio che tu non ancora riesci a conoscere nella giusta dimensione, non avrei potuto continuare a vivere o, quanto meno, lo avrei potuto fare come larva di uomo. Mio caro, non ritenere la mia sofferenza una presunzione perché essa, ripeto, senza del CRISTO mi avrebbe annientato, distrutto, annullato nella personalità, della quale oggi in LUI ne sono orgoglioso. Coraggio, quindi, Pino: grandiosi sono stati i versi della tua "Perseveranza" ed io in essi e, attraverso la fiducia in CRISTO GESU' ritrovo me stesso e la forza a perseverare. "...perseverate fino alla fine.." Pertanto, anche se in alcuni momenti veniamo prostrati dal dolore, cerchiamo di riaverci subito guardando a COLUI che ogni sofferenza estingue sulla CROCE e che ogni peccato estingue con la fiducia in LUI! Pino mi sei piaciuto quando hai scritto "...ora me ne torno a letto e riprendo la mia vecchia preghiera, quella cioè di non levarmi più". Sei stato grande in questo pensiero, però il continuo di esso non mi è piaciuto affatto, infatti tu dici "... se Dio mi ama veramente". Scusami Pino se ti ribadisco che il DIO -CRISTIANO sa amare senza riserve; la SUA espressione è AMORE. Siamo noi che non ancora entriamo nella dimensione dell'AMORE. Perciò se EGLI non ti esaudisce, significa che la tua preghiera non è conforme all'Amore; pertanto, quando ti metti a letto correggi il tuo colloquio con LUI e dì' "...riprendo la mia vecchia preghiera, quella cioè di non alzarmi più..., però non la mia ma la TUA volontà sia fatta! .Allora sì, Pino, la tua preghiera sarà completa e grata a COLUI che con te condivide la tua sofferenza e darai così a LUI la possibilità di santificarti. Fraternamente ti abbraccio in GESU'. Eugenio Parma,13/1/1979 Risposta di Giuseppe Paglialunga Carissimo Eugenio, Come sempre, mi hai parlato del CRISTO con tutto l'Amore che per LUI alberga nel tuo nobilissimo cuore; l'hai fatto parlandomi della tua trascorsa sofferenza e della gran fede che ti ha procurato l'Amore universale del Figlio di Nazareth. Sì, mio carissimo fratello, sono fermamente convinto della verità di ogni tua affermazione e, sono ancora più convinto, del grandioso Amore che il CRISTO ha per noi. Difatti, anche se la mia pochezza non mi consente di spiegarlo bene, il mio amore più grande è per LUI, per Quegli che di sovente ho chiamato; "IL SOCIALISTA DI NAZARETH"; e, tale mio amore è immortale, proprio come la SUA CROCIFISSIONE e la SUA MISERICORDIA. Ecco, se dovessi scrivere in versi la immortalità del SUO grande AMORE, forse direi in tal guisa... L'AMORE E'IMMORTALE Dell'Alighieri vorrei la mente ardita, del Pascoli la pia misticità, per dire all'uomo come la sua vita può superar l'immortalità Vorrei di Raffaello la matita, 26 27 e dello stesso la capacità, per disegnare all'uomo quell'ambita strada stupenda dell' eternità. Vorrei di Cicerone la favella e di Roncalli la bontà del cuore, per indicare quello che affratella. Vorrei la voce chiara d'un tenore per dire a tutti che non si cancella neppure con la morte un grande Amore. Vivi sereno e credimi in CRISTO: chi meglio di me può giudicare la SUA immeritata Sofferenza? Io, se pure in minima parte ho delle colpe, ma LUI era Puro, era senza macchia ed era il FIGLIO del CELESTE IMPERATORE. A te tanti abbracci in CRISTO. Pino Lettera a Giuseppe Paglialunga Foggia, 22 gennaio 1979 Caro Pino, mi è giunto il tuo espresso assai gradito per la notizia dell'interessamento degli On.li Labor e dell'Andro tendente alla tua scarcerazione e, quindi, a ridarti l'agognata “libertà” fisica. Quando questa non sarà più utopia ma realtà, allora spero non dimenticherai di continuare a consolidare la “libertà” che non hai mai perduto e che mai alcuno, all'infuori dell'AUTORE di essa, potrà mai toglierci perché ci viene garantita da LUI affinché possiamo raggiungere le mete, elargiteci, con AMORE, dal DIO -CRISTIANO, Nostro Amatissimo PADRE! L'uomo in genere, il più delle volte non riuscendo ad entrare nella grandiosità di essa, oppure volendone ignorare la finalità gloriosa, se ne serve deturpandola per oltraggiare, anche, lo stesso BENEFATTORE e per assurgere, egli stesso, a grandezze che nulla hanno di duraturo e che si rivelano effimere ed evanescenti. Per te non sarà così, perché tu attraverso tutti questi anni hai avuto la possibilità di apprezzarne, non solo, il valore quanto di evidenziarlo tramite la nobiltà della tua condotta e dei tuoi sentimenti. Pertanto, ricorderai che ogni momento di bontà e ogni azione di carità sono condotti da COLUI che ne è l'Essenza e la Sintesi, cioè dall'AMORE! Per mezzo di quel tuo sentire, io rivivo la sublimità, sempre più grande, del "mio" GESU', del Quale quanto più sentire umano Lo innalza, tanto più immenso appare nell'AMORE a colui che ne è l'amante Pertanto. quando veramente vorrai farmi cosa grata ed amata, disponiti affinché LUI ti ispiri e tu me ne canti ancora e sempre la Gloria; perché un dì, uniti in eterno, potremo continuare a perfezionare, nel nostro sentire, il cantico Alleluiatico! Ti abbraccio in COLUI che è l'AUTORE di ogni bene. Eugenio 27 28 Risposta di Pino Paglialunga Parma, 29/1/1979 Carissimo Eugenio, voglio dirti che il 10 del mese scorso ho vinto un premio poetico al concorso indetto dal comune di Ostuni. Adesso mi hanno invitato ad un concorso, sempre poetico, che si terrà a Lecce il mese di aprile. Il concorso è a tema fisso e le poesie devono parlare sull'amore del prossimo. Una delle quali con cui parteciperò, te la trascrivo e ti prego di dirmi se pare degna. AMALI TUTTI Se sulla strada tua scorgi un vegliardo, fagli un sorriso con filial rispetto, fagli pensare che lo credi saldo: ama il vecchietto. Se invece incontri una donna molto anziana non crederla già mai finita e vecchia, salutala perché la prole è sana: ama la vecchia. Se vedi un operaio con la tuta, ricorda che si tratta d'un gran d'uomo, fraternamente ridigli e saluta: ama quell'uomo. Se donna vedi scinta e disseccata per colpa dei figlioli o genti ladre, ossequia la meschina addolorata: ama la madre. Se un cieco scorgi col bastone bianco, pensa al gran buio che si porta seco, aiutalo perché di certo è stanco: ama quel cieco. Se invece vedi gente con le crucce che avanza triste sulle vie del mondo, a quel fratello non fare spallucce: amalo a fondo. Se un bimbo tende a te la sua manina nella speranza che gli dai un soldino, ti prego, non negare la monetina: ama il bambino. 28 29 Se invece è una bambina che ti ride, forse perché nasconde un gran dolore, tu falle la carezza che conquide: ama quel fiore. Amore, amico mio, ridona amore. Se dell'amore ognora cerchi i frutti, lascia la porta aperta nel tuo cuore: AMALI TUTTI! Ecco, Eugenio, ora tocca a te dirmi se posso inviarla al concorso di Lecce; sai mi piacerebbe avere qualche riconoscimento anche nella mia stessa città, ma solo per dimostrare ai miei concittadini che il ragazzaccio di tanti anni fa, è fondamentalmente mutato in meglio. T'abbraccio Pino Lettera a Giuseppe Paglialunga Caro Pino, Foggia,9/2/79 contento di avere appreso che stai fisicamente bene e, ancora di più, perché ho rilevato dal tuo ultimo scritto che sei in crescita spirituale. E ciò, è quanto interessa intimamente e direttamente l'uomo, la creatura più elevata di questo pianeta, destinata a raggiungimento di mete che danno le vertigini se non vengono assimilate gradualmente. Purtroppo, la realtà che si constata, giornalmente, è in antitesi a quella che è stata la premessa di cui sopra perché l'uomo, usando violenza al suo simile vive fuori della sua realtà; e, oggi, è terribile verificare che tale violenza viene, quasi, da ogni settore in cui egli vive. Questa amara condizione è l'affermazione categorica che l'uomo, in genere, non vive la sua dimensione umana, la sfugge e , a volte, la calpesta identificandosi e superando le creature più reiette del pianeta. Perché l'uomo si sforza a vivere questa condizione non consona alla sua natura spirituale? Perché egli non cerca di scoprire e di ritrovarsi in quella che è la sua giusta entità? A questi interrogativi si può rispondere solo positivamente attraverso "La Verità": il CRISTO! In quest'Ultimo, la vita dell'uomo trova risonanza e, non soltanto è possibile ritrovarsi nella pienezza di se stessi ma, addirittura, è piacevole constatare che si è, non casualmente, partecipi di una donazione che non ha limite alcuno di felicità e di pace.. Fuori della "VERITA'" tutto è menzogna e la vita dell'uomo diventa, sempre più, irriducibilmente misera, insulsa e, quindi, indispensabilmente non accettabile Questa dura realtà, rende sempre più limitate le possibilità dell'uomo rendendolo , sempre più meschino, nella sua entità, quasi microscopica, tanto da fargli iniziare pari, alla bestia, .la lotta per la sopravvivenza senza tenere in alcun conto il suo simile che, a sua volta, pur di sopravvivere cerca di eliminare l'essere più debole, il meno capace al male. Disgustevole atteggiamento questo che l'uomo può evitare se si sforza e si ritrova nella realtà del CRISTO, il QUALE oltre ad essere venuto per darci l'esatta visione del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, è venuto a dirci e a darci la nostra esatta dimensione di uomini che sta nell'impatto della fraternità con i propri simili. Sviscerata la grandezza del CRISTO nella SUA Realtà di AMORE: il vivere mio è tutto dedito alla esortazione e alla conversione dell'uomo in genere e, in particolare, del "denominato" cristiano che deve, per prima, sforzarsi di raggiungere attraverso CRISTO la 29 30 sua incommensurabile enormità, rendendo il grazie e la gloria eterni al PADRE CELESTE e allo SPIRITO di VERITA'! Non saranno i trattati della pedagogia, della filosofia, della psicologia, della economia, delle scienze in genere, della politica a migliorare le condizioni dell'uomo donandogli la pace, bensì il suo sforzo di entrare nell'ottica dell'Amore, da cui il suo spirito ha avuto origine e fuori del quale egli, non ritrovando se stesso, si trasforma in un aborto delle forze più famigerate che tendono, inutilmente, alla distruzione del Sommo BENE. Il nostro vivere, quindi, deve essere un continuo ed estenuante cercare fino a quando il "Sofferente" per tutti gli uomini viene incontrato ed accettato, da tutti gli uomini, nella pienezza della SUA completezza. Nel porgerti l'augurio per il bene tutto da te desiderato, ad esso prepongo, sempre, quanto a te è confacente per una sempre più perfetta ricezione dell'AMORE del CRISTO! Fraternamente ti abbraccio. Eugenio Foggia, 5/12/1976 Lettera al giornalista Cattolico Masina Carissimo fratello...in CRISTO, la tua oratoria e la tua cultura Evangelica mi fa presumere che tu sia, non dico, un credente nel senso puro della Parola; ma, quanto meno, un ricercatore e un assiduo studioso del Libro della Vita. Pertanto, mi sono permesso di denominarti col nome di fratello, essendo anch'io un ricercatore continuo ed assiduo del CRISTO, nel Quale cerco di realizzarmi. Sono Eugenio Marchesino, uno dei tuoi interlocutori di ieri sera, presente alla tua conferenza. Riconosco di essere stato poco felice nella mia esposizione di richiesta: d'altronde, talenti e mine sono stati dati da NOSTRO SIGNORE GESU' in misura corrispondente ad ognuno di noi e...,quindi, l'oratoria non è il mio forte, anche se la foga del mio sentire profondo mi ha spinto a farti la domanda che, ora, ti ripeto su questa carta, non essendo io rimasto soddisfatto della risposta. Credi tu che le condizioni catastrofiche dell'uomo, specialmente di oggi; mi riferisco al sempre più attaccamento dell'uomo alle cose del mondo e, quindi, all'accentuarsi dell'ateismo che cerca di attanagliare moltissimi uomini sia dovuto, perché una causa deve pur esserci, all'inaspettato progresso tecnologico? oppure ad un insegnamento Evangelico non sentito e, quindi, non vissuto dalla maggiore parte di coloro che hanno avuto ed hanno la pretesa, mi riferisco ai "padri della chiesa", di essere gli unici detentori di tale magistero? Tu, ieri sera mi hai convinto di avere recepito assai bene la mia domanda, però mi hai risposto vagamente; forse, come ebbe a dire quell'altro giovane interlocutore facendo cenno ai cristiani di oggi, per paura o tema di comprometterti? Scusami l'allusione, ma ho avuto questa impressione quando hai affermato che non azzardi giudizi sui "padri della chiesa" Oggi, però, siamo chiamati a rivelarci, a mostrare la nostra vera identità al cospetto del CRISTO e non dell'uomo; quindi, ogni paura dev'essere fugata se c'è vera credenza in COLUI che diciamo essere la VITA. Se avanziamo giudizi sulla negazione dell'imperialismo e del totalitarismo, allo stesso modo, dobbiamo pronunciarci sulla fattibilità o meno della chiesa lungo il suo cammino di venti secoli: Ti pare? 30 31 Ed io continuo e continuerò ad affermare che la colpa maggiore è della "chiesa" che non ha saputo assolvere all'impegno assunto, con l'essere poco accorta e, quindi, molto lontana dalla Vita umile e dall'Insegnamento di GESU' che si affannava, con la SUA testimonianza, a darci la conoscenza di DIO-PADRE e dello SPIRITO SANTO perché potessimo amarli e goderli eternamente. Così, EGLI dava a questa nostra triste esistenza terrena l'essenza per cui essa si sarebbe dovuto viverla. E, a mio avviso, fu proprio il potere temporale che la "chiesa" volle, forzatamente, detenere e continua ancora a farlo ad allontanare l'uomo dalla PAROLA viva e reale del NOSTRO SALVATORE provocando, necessariamente la riforma Luterana. Anche questa con l'inserimento nella sua "chiesa" di uomini, tutt'altro che credenti, ebbe a degenerare, tanto che le sue derivazioni, le chiese evangeliche, continuano con la chiesa cattolica ed ortodossa a portare l'umanità sul baratro di una fine morale e spirituale. Spero, cristianamente, di avere una risposta a questo mio scritto che rivela, non solo, la tua stessa inquietitudine, ma addirittura la tormentante ricerca che porti l'uomo alla conoscenza del CRISTO, nel Quale soltanto potrà affratellarsi e trovare la salvezza e la pace che da millenni agogna. Ti lascio con l'augurio che la tua forbita oratoria e la tua evangelica cultura possano accrescersi, sempre più potentemente, se rispondenti alla chiamata del CRISTO! Eugenio Marchesino Lettera di suor Massimiliana De lillo" Pasqua 1978 Carissimo fratello in CRISTO, anche se la penna tace, certamente non tacciono i nostri ricordi e il nostro cuore sempre assetato di giustizia, di amore, di uguaglianza e di fraternità universale. CRISTO, nostra Pasqua, illumini il nostro sentiero e ci faccia portatori di unità, di fratellanza e di amore universale In comunione quotidiana, ti abbraccio nel Sole di Giustizia: CRISTO SIGNORE! Suor Massimiliana De lillo Foggia 30/4/1978 Risposta a suor Massimiliana De lillo Il tuo scritto mi trova sempre più sofferente per la cruda realtà del frazionamento del CORPO di GESU'. Quanto più faccio esperienza presso le comunità cristiane, tanto più il dolore si acutizza per la constatazione amara ed efferata della presunzione che irradia in ognuna di esse. Al cospetto di una tale realtà mi domando se siamo veramente cristiani , cioè credenti in GESU', ovvero credenti nel nostro "Io"? Adoratori, quindi , non del CRISTO ma della interpretazione personale che diamo alla Bibbia? E tanto, sta a giustificare, purtroppo, la negatività della nostra azione e l'esplodere sempre maggiore dell'ateismo e della sua affermazione sulla terra! Nel Getsemani, GESU' pianse e sudò SANGUE non già per la Morte di CROCE a cui andava incontro e, alla quale, amorosamente e volontariamente si era sottoposto; bensì fu la visione futura nella quale vide tra coloro che avrebbero gridato al "Crocifiggilo", anche quelli che 31 32 avevano ricevuto il conforto della guarigione fisica e morale; a tale visione si aggiungeva l'altra, ancora più macabra, cioè di vedere il SUO CORPO dilaniato e frazionato da noi che diciamo di essere SUOI discepoli. In tal guisa è accettabile la sofferenza di GESU': non furono i SUOI crocifissori ad amareggiare il SUO CUORE, ma coloro che tanto avevano ricevuto da LUI, dai SUOI Apostoli a tutti noi. Scusa la mia mestizia ed il mio risentimento nell'esprimermi, ma essi potranno avere fine solamente quando avremo piegato la nostra volontà e aperto il nostro cuore al "Comandamento" d'Amore di GESU' Un fraterno abbraccio in GESU' Eugenio Marchesino Pasqua 1978 Lettera a don Angelo Muri ( ex parroco del Carmine Nuovo di Foggia) Caro in CRISTO GESU', l'avvicinarsi della Pasqua costituisce per il cristiano la revisione di se stesso: confrontarsi col Sacrificio di GESU' significa volere sapere per quanto la salvezza personale è stata interessata e coinvolta dall'Offerta Suprema di GESU’'. Confronto questo che per il vero credente deve costituire il cibo quotidiano che gli dia la possibilità di realizzarsi in GESU' lasciandosi penetrare, possedere e guidare da LUI! Purtroppo il tradizionale insegnamento ha forgiato diversamente il credente dandogli, quindi, una formazione spirituale poco consona a quella richiesta da GESU'. Bisogna, perciò, fare violenza se si vuole conquistare il Regno dei Cieli e gli eletti del DIOCRISTIANO, illuminati dallo SPIRITO SANTO, riescono a conquistare il Regno Celeste usando violenza. Nella mia esperienza cristiana ci sei anche tu, fratello Angelo; infatti nel cercare di essere in comunione con GESU' si evidenzia la necessità di essere in comunione con i fratelli: non si può essere in comunione col CRISTO se non lo si è con tutti i credenti in LUI! Ho sempre cercato e, continuamente, mi adopero per realizzare questa condizione essenziale del Cristianesimo, ma sembra che essa sia tanto difficile e le cause sono da ricercarsi nella incoerenza e, soprattutto, nella ignoranza di molti credenti. Riguardo alla incoerenza, perché tutti dal pulpito sembrano volere incarnare il CRISTO quando proclamano la carità, la fratellanza e l'amore; però, quando devono concretizzare questi sentimenti, particolarmente tra credenti, le parole restano sempre e solo parole e il CRISTO una vaga chimera da non potersi raggiungere. Riguardo alla ignoranza, perché ogni comunità presume di possedere lo SPIRITO di VERITA'; convinzione che trova origine solo nella presunzione. " dei vocati" che parimenti al fariseo del tempio non tengono in alcun conto che lo SPIRITO di VERITA' edifica il CORPO del CRISTO, cioè la SUA CHIESA, e non la disgrega, non la sbriciola, non la mutila portando così il discredito nel mondo del Capo di ESSA. L'esperienza del passato, i millenni di agonia della storia umana ci dicono che l'uomo ha sempre cercato e lottato tenacemente e costantemente per conquistare la pace dello spirito. Pace che non ha mai raggiunto perché ricercata e richiesta nei beni effimeri del mondo e non già alle origini da cui deriva la spiritualità dell'uomo! Nella speranza che anche tu ti adoperi per la edificazione del CORPO del CRISTO, ti abbraccio fraternamente in GESU'. Eugenio 32 33 Risposta di don Angelo Muri 13/3/1978 Carissimo, in CRISTO, Eugenio. Ti ringrazio per il gentile pensiero. Ti sono grato perché mi dai l'occasione di dirti chiaramente che la tanto predicata carità e fratellanza... non trovata incarnata nella vita... ha causato in me il dramma che con tanta sofferenza vivo. Non voglio farmi per nulla diverso dagli altri, ma credo di essermi sempre offerto, anche infangandomi, in una donazione senza riserve. Ho nell'anima la stessa tua sofferenza perché vedo che il CRISTO ha lasciato a ciascuno di noi l'impegno di essere segno di unità nella preghiera, nell'offerta, nell'amore. Farò tesoro delle tue riflessioni. In CRISTO ti auguro una vera Pasqua. Salutami la tua consorte ed i tuoi figliuoli. Ti abbraccio. p. Angelo Lettera a monsignor Riboldi (vescovo di Acerra) Foggia, 7/6/1978 Caro fratello in CRISTO, scusa i convenevoli che emergono dalla busta: essi sono puramente convenzionali e non già sentiti da me, perché in me non c'è nome in CRISTO che possa essere sostituito con quello di "fratello" e che, attraverso GESU' e lo SPIRITO SANTO, porta alla comunione col PADRE CELESTE. Ho dovuto usarli perché ti fanno necessariamente più notorio e , facilmente, più reperibile. Ieri sera sei stato a Foggia a farci sentire il tuo messaggio e stamattina, appena alzatomi, sento il bisogno di comunicare con te; come, d'altronde, avviene quando conosco un nuovo fratello; anche se, spesso, resto deluso ed amareggiato nel dovere constatare che di "Cristianesimo", intorno, ve ne tanto che non te ne accorgi nemmeno. Siamo ormai in un epoca pubblicitaria: diceva un mio amico commerciante: "La pubblicità è l'anima del commercio" La stessa cosa, ho l'impressione, si verifichi oggi nella chiesa e, quando parlo di chiesa con la "c" piccola mi riferisco a tutte le confessioni o meglio "professioni". In esse il CRISTO con le SUE qualità di Umiltà. di Amore e di Carità è diventato lo slogam moderno, ma è solo pubblicità perché, tu più di me, vivendoci dentro. t'accorgi che non si riesce a comunicare nemmeno tra fratelli dello stesso ordine, portando così il discredito di GESU' in coloro che vorrebbero convertirsi! La misera condizione di questo apparato, prettamente umano, che vuole apparire cristiano, mi fa sentire il bisogno vitale di comunicare con i "veri" credenti in GESU' e, soprattutto, esso trova la sua origine nel vivo desiderio di dare all'uomo la sua giusta dimensione, quella cioè "cristiana"; attraverso la quale è possibile raggiungere la tanto declamata giustizia sociale. Solo attraverso un Cristianesimo meramente vissuto si può avere una umanità che degnamente vive la sua realtà che è quella fraterna; convivenza fraterna che non è quella derivante dal vincolo di sangue, bensì dalla comunione col CRISTO e, quindi, dalla fusione del SUO CORPO, del quale ti senti cellula integrante! 33 34 E' troppo comodo parlare agli altri di conversione e di rinnovamento senza tenere , in gran conto, che tali condizioni devono aversi, primariamente, tra di noi che presumiamo essere seguaci del CRISTO e, poi, trasmetterli ai terzi. Dal giorno in cui GESU' è divenuto l'essenza della mia vita; dal momento in cui GESU' è al centro della mia esistenza; dall'attimo in cui ho capito che non v'è affetto o interesse alcuno che può competere con LUI, anche se il bene verso mia moglie e i miei figli non è minimamente da trascurare, ho inteso il valore assoluto di questa esistenza; mentre, prima , essa era da rimpiangerla sotto ogni aspetto e, di questo, ne vorrei parlare ai " presunti" atei. Comunque, dicevo, nel mentre con la scienza del CRISTO ho assaporato e gusto la meravigliosa creazione dell'uomo, quale creatura prediletta dell'ETERNO; nello stesso tempo ha avuto in me la insofferente constatazione della CHIESA, del CORPO di GESU' sbrindellato e dilaniato dalle diverse "professioni" cristiane; tutte pregne di un sentimento che contrasta con la Umiltà del CRISTO, "la presunzione" o, addirittura, "la superbia". Di chi la colpa? Non già soltanto del mondo o dell'uomo in genere, come si afferma da parte dei pastori delle diverse comunità cristiane. Questi, pregni della stessa alterigia dei sacerdoti del tempo di GESU', in quanto sicuri di avere accettato il CRISTO e, quindi, certi della loro salvezza imputano agli altri uomini ogni sorta di colpe e di peccati. Così, essi dimostrano di ignorare che la salvezza in GESU' si acquista percorrendo la stessa strada da LUI calcata, cioè dando la propria vita per testimoniare LUI e ottemperando a quello che è il SUO COMANDAMENTO d'Amore: " Amatevi gli uni gli altri ed il mondo crederà in ME!". Essi, stando sui pulpiti, sembrano essere tanti altri "cristi"per la carità delle loro espressioni; ma quando cerchi di trovare in loro quelle virtù tanto declamate ed imposte agli altri, allora riscopri il dolore del Calvario del CRISTO e t'accorgi, con profonda amarezza, che essi sono carenti delle più elementari virtù che, un credente in GESU', dovrebbe necessariamente avere. Noi, non soltanto non abbiamo recepito l'insegnamento di GESU' per quanto poi lo defraudiamo, lo screditiamo, lo offuschiamo agli occhi degli altri uomini che, forse, con veemenza potrebbero ricambiare il SUO sublime ed incomparabile Sacrificio, che si identifica nel supremo atto di Amore del DIO-CRISTIANO! Al cospetto di una sì drammatica condizione del genere umano, cerchiamo di essere coscienti e coerenti nel riconoscere di avere in gran parte determinata una tanta deleteria condizione e, con spirito di pentimento e di profonda umiltà cerchiamo, prima noi, di convertirci e rinascere a Nuova Vita per poi, quando avremo determinate le condizioni desiderate da GESU', coinvolgere tutti nella Redenzione del CRISTO. E' giunta l'ora di bandire ogni forma di lassismo; è l'ora di togliersi la maschera della ipocrisia e riconoscerci tutti, primariamente, oppositori all'AMORE e all'Azione del CRISTO. Cerchiamo , quindi, di spogliarci dalle scorie della presunzione e della superbia, perché esse ottenebrano gli occhi ed assordano gli orecchi dello spirito rendendoci ciechi alla Luce e sordi alla Parola. Scusami la impetuosità delle parole di questo scritto, ma essa è scaturita dal profondo del mio cuore tormentato e vilipeso dal frazionamento del CORPO SACRATISSIMO di GESU' e, quindi, della SUA CHIESA. Pertanto ti esorto, per amore di quel CORPO SACRATISSIMO, di essere uno tra coloro che vogliono risanare rimarginando le SUE ferite con la conversione , prima , soggettiva e poi dei fratelli attraverso la Umiltà del CRISTO! 34 35 Ti lascio con la speranza che lo SPIRITO di VERITA', che identifica il PADRE CELESTE al FIGLIO ed il FIGLIO al PADRE, ti penetri e ti coinvolga nella comunione d'AMORE DEL CORPO di GESU''. Un abbraccio fraterno in GESU'. Eugenio Lettera a monsignor Riboldi (vescovo di Acerra) Foggia, 31/7/1978 Ancora caro in CRISTO, La "carità" è, soprattutto, pazienza dice Paolo; ed io, dopo avere atteso circa due mesi per un riscontro alla mia raccomandata, pur ravvisando nel tuo ingiustificato silenzio una profonda carenza di spirito cristiano, eccomi nuovamente a te con questa seconda che, come la prima , sarà fatta raccomandata e che come la prima, atteggiandomi anch'io a mo' di profeta, perché oggi siamo nel tempo dei "profeti", profetizzo che essa non avrà riscontro. Sarò brevissimo, ti tedierò il meno possibile, però devo focalizzare due punti su cui richiamare la tua oculatezza e, maggiormente, sensibilizzarti in COLUI che ritieni di rappresentare. Voglio ricordarti che le norme più elementari della convivenza civile vogliono che si risponda in un modo qualsiasi, purchè sentito a quanto viene chiesto o proposto da alcuno; inoltre la prima lettera te la inviai, forse, perché da te incoraggiato al momento del commiato da Foggia, durante il quale avesti a dirmi "scrivimi" che ti rispondo, quasi a conforto di quel qualcuno a cui accennai nel mio intervento alla tua conferenza che, comportandosi in modo indefinibile, non aveva dato risposta ai miei quesiti. Purtroppo, anche tu nonostante la tua promessa di eminente prelato, hai preferito ovviare alla risposta temendo di compromettere la tua dignità di porporato; oppure hai preferito ignorare una sparuta ed insensata voce che, tormentata dalla fiacca e dal lassismo di molti prelati, ha voluto far sentire il suo grido lancinante. Comunque, ad onore e gloria dell'Alfa e Omega, sappi arriverà il momento che riceverò risposta da coloro che nel mondo vollero passare per sordi. Arriverà il giorno della "Parusia": la presenza folgorante del CRISTO farà cadere la maschera della ipocrisia dal viso di tutti gli uomini e, in particolare, da quella dei falsi cristiani. Nell'esprimere le mie opinioni potrò, forse, anche sbagliarmi però alla presenza di COLUI che "E'" affermo di essere felice, perché la mia espressione è nella realtà del mio modo di sentire. Pertanto, ancora, prima di chiudere e, forse, per tuo desiderio, per sempre, voglio che tu sappia e rifletta su questa cruda realtà che scaturisce dal mio profondo sentire: la piaga verminosa e perniciosa, distruttrice della unità della "CHIESA" del CRISTO e, quindi, del SUO CORPO SACRATISSIMO, nefasta per tutta l'umanità è quella di avere voluto dare ad essa una impronta gerarchica e nobiliare, la quale contrasta con la pienezza della umiltà del CRISTO! Ancora una esortazione: perdona ma è tutto un sentire fraterno in CRISTO: scuotiti e sii promotore della evangelizzazione dell'umanità. Questa deve avere inizio nella CHIESA, perché convertendosi al CRISTO dia testimonianza della realtà dell'uomo, cioè dia, a quest'ultimo, la possibilità di scoprire la sua reale dimensione, quella Cristiana. Sempre amandoti per CRISTO, in LUI abbiti un abbraccio fraterno. Eugenio 35 36 Risposta di monsignor Riboldi (vescovo di Acerra) Acerra, 5/8/1978 Carissimo, ha ragione di rimproverarmi il silenzio, nonostante le avessi promesso che avrei risposto. ed eccomi a farlo. Ricordo ancora molto bene il suo sofferto intervento a Foggia. Un intervento, mi pare, diretto ad attirare l'attenzione su un maggiore impegno, non solo nella promozione della evangelizzazione di questa umanità che cerca la Verità e Dio, ma anche di una maggiore comprensione e unità. Sono d'accordo con lei del grande travaglio di ogni uomo e tutta la società oggi sta soffrendo alla ricerca di una dimensione, in cui possa trovare il suo equilibrio e la sua serenità. Che l'uomo lo voglia o no, l'equilibrio e la serenità può solo trovarla nel rispetto dell'ordine per cui Dio l'ha creato. Per questo GESU' chiamava la sua Parola, la sua Rivelazione, Buona Novella. Ed è realmente l'unica Buona Novella che si possa donare all'uomo di sempre. Quando allora lei e tutta la Chiesa lo grida sempre, reclama un maggior impegno di evangelizzazione, dice una cosa molto seria e vera. Forse non tutti noi cristiani siamo convinti o prendiamo sul serio questo nostro dovere: e così facendo togliamo molto bene a tanti fratelli. Io mi auguro e lo auguro a tutti i Cristiani di buona volontà e prego per tutto questo impegno di evangelizzazione, perché il Nostro Signore sia conosciuto ed amato. l'abbraccio Di Acerra- A.Riboldi Lettera a monsignor Riboldi "vescovo di Acerra" Foggia, 27/8/1978 Ancora caro in Cristo, ti sono profondamente grato per avere soddisfatto alla mia insistente richiesta, cioè quella di avere dato risposta alla mie due lettere; perché, con essa, hai assolto ad un tuo sacrosanto dovere al cospetto di GESU' ed anche perché hai sfatato in me la profezia che mi ero arrogata. Nella tua lettera ho rilevato l'uso del "lei" anziché quello del "tu"; esso visto nel contesto Evangelico si oppone all'insegnamento del MAESTRO; purtroppo è una grave deficienza che si riscontra, spesso, tra uomini che dicono di avere accettato il CRISTO. Non riesco a comprendere come mai essi possono conciliare l'uso del lei tra credenti dello stesso GESU'; quando Quest'ultimo dandoci, per SUO mezzo, l'Adozione a Figli del DIOCRISTIANO, miseri come siamo, ci esorta a dare del "tu" al PADRE CELESTE. Mi dirai che sono... bazzecole che, però, messe insieme determinano il "più" e portano alla misconoscenza dell'Essenza dell'Amore: lo SPIRITO SANTO! Non pensare minimamente che io sia risentito perché tu l'abbia usato nei miei riguardi, perché quando sento "cristiani" fare uso del lei tra di loro mi mortifico pensando che tale uso sta a significare il loro grado di penetrazione della "PAROLA" e, quindi, della poca disponibilità che danno alla Grazia di santificarli. Sono constatazioni che accentuano sempre di più la sofferenza della divisione nella CHIESA e spiegano quella del CRISTO, dal Getsemani al Calvario: la visione di tanta ingratitudine, di tanta permissività, di tanto lassismo. T'abbraccio Eugenio 36 37 Risposta di monsignor Riboldi (vescovo di Acerra) Acerra 25/9/1978 Carissimo, non ho minimamente badato nello scriverti quale pronome usavo. Tu me lo hai fatto rilevare con carità e te ne sono grato. Lodo la tua passione nel voler tutti noi cristiani più tesi a cercare l'unità del Corpo di Cristo che in altre cose di minor conto. E', purtroppo, un difetto che si nota sempre ovunque, anche nelle piccole cose: e questo rileva la miopia che abbiamo, segno evidente di una mancanza di grande fede: Il Signore ci aiuti a credere e ad amare di più. Questo scriverti vuole significare la mia stima ed anche il mio affetto. Di Acerra- A, Riboldi Lettera a monsignor Bettazzi (vescovo di Ivrea) Foggia, 20/1/1979 Caro in CRISTO, sono Eugenio Marchesino, uno tra i tuoi interlocutori presenti alla tua conferenza tenutasi a foggia il 5 gennaio u.s. Facilmente ravvisabile perché fui l'ultimo ad interloquirti e a ribadire a te quanto faccio, spesso, ad altri monsignori: la incoerenza che sussiste fra voi prelati e, particolarmente, sacerdoti ad usare il "lei" anziché del pronome impostoci da GESU'. Ho tanto premesso perché tu mi ricordassi con facilità e potessimo continuare, più intimamente, il tuo discorso. Le domande che quella sera ti rivolsi furono brevi e limitate, perché non volevo sottrarre tempo e spazio a te e a quanti avessero voluto intervenire. Ciò che mi spinge a continuare il discorso, seppure in forma epistolare, con prelati di una certa elevatura teologica, come la tua, è il desiderio immenso di riscoprire lo spirito "cristiano" tra gli uomini. Da un ventennio circa ho cominciato a conoscere e a penetrare il CRISTO e cerco di approfondire sempre più la SUA Essenza e, per SUA Grazia, sono riuscito a trovare in LUI "l'Amico"; quando per anni avevo cercato da ragazzo, con le più profonde delusioni, tra compagni; da adulto, tra conoscenti; da famigliare, tra parenti. Approfondendomi nel CRISTO ho scoperto, tramite la SUA Umanità e, soprattutto, tramite la Sua Umiltà il desiderio di risvegliare in noi uomini quei sentimenti fraterni che abbiamo sepolto con l'erigere il nostro "io" ad altezze , sempre più, ignominiose. Quanto più scoraggia è il notare che i "presunti" credenti sono coloro che si rivelano i più anemici e distonici nella fraternità di quanto lo sono coloro che vengono distolti o presi dal mondo. Queste astenie portano a rendere il CORPO di GESU', sempre più, esangue e ad accentuare l'ateismo in proporzioni catastrofiche. Terrorizzato da questi aspetti negativi e, più ancora, dalla continua e lancinante sofferenza di GESU', mi sento animato da sentimenti fraterni che desidero, ardentemente, insieme a GESU', realizzare tra gli uomini e ancor più, tra noi credenti. 37 38 Ecco perché, spesso, quando giunge nella mia città un conferenziere, dotto in teologia, corro ad ascoltarlo perché nasce in me la speranza che possa incontrare non solo chi declami con tanta proprietà di linguaggio e tanta scienza i passi dell'Evangelo, ma si sforzi di viverli e dia a GESU' qualcosa che possa soddisfarLo in quelli che sono i SUOI nobili Sentimenti. Però, quanto più cerco di conoscerli e di entrare nella comunione fraterna col CRISTO, tanto più divento geloso del "mio" GESU' perché deluso dal comportamento dei più, perché secondo le aspettative cristiane, non è consono alla PERSONA di GESU'. Nel tuo discorso avesti a ripetere che non si può essere vicino a DIO se non lo si è, prima, vicino agli uomini. Tanto è quanto richiede l'insegnamento del nostro MAESTRO; purtroppo la realtà è molto distante da questo aspetto cristiano Osserva, infatti, particolarmente, come questo rapporto di comunione viene meno tra i cosiddetti "cristiani" e, quindi, puoi comprendere quanto il mio affermare la gelosia per il CRISTO trovi rispondenza nella realtà. Quando lessi sul manifesto il tema della tua conferenza: " La Chiesa nel Mondo", mi domandai di quale chiesa si parlasse o, meglio, dove fosse la CHIESA di GESU'? Cercai di ravvisarla fra tutte le comunità cristiane, dalla cattolica-ortodossa alla protestante, da quella dei mormoni a quella dei testimoni di GEOVA e, quantunque mi sforzassi, in nessuna riuscii a recepire la fisionomia della CHIESA di GESU'. Però, in ognuna di queste comunità, ho scoperto cellule integranti e facenti parte del CORPO di GESU' e, quindi, della SUA CHIESA! Questa è al di sopra di ogni frazionamento esistente tra le diverse confessioni cristiane; Essa abbraccia i veri discepoli del CRISTO, i quali pur facendo parte, materialmente, di istituzioni diverse e costretti, quindi ad essere divisi, in realtà sono uniti gli uni agli altri in CRISTO col Quale formano la " vera" CHIESA! Totalizzare questa comunione tra tutti i credenti in CRISTO, significa avere la certezza di essere in comunione con GESU' che tutto SE STESSO ha dato per la realizzazione dell'Amore tra gli uomini e tra essi e il DIO-CRISTIANO. La Sofferenza di GESU' non è data solamente dal peccato del mondo, al quale EGLI ha riparato con la SUA totale OBLAZIONE ma, anche dalla ipocrisia del popolo ebreo e, più ancora, dal nostro falsare la SUA Fisionomia e dal travisare il SUO insegnamento. Fratello, attraverso questo sentire cristiano ti esorto ad essere autore, tra gli autori, del risanamento del CORPO dI GESU', cioè della SUA CHIESA. Con sentire fraterno, ti abbraccio in COLUI che così suggerisce. Eugenio Marchesino Lettera a monsignore Bettazzi (vescovo di Ivrea) Foggia, 11/3/1979 Caro per CRISTO, grazie, grazie per la solerzia della tua risposta! Siete voi superbi prelati che ignorate e fate ignorare il CRISTO agli uomini. Nella mia raccomandata del 2/1/1979 u.s. ebbi a dirti fra l'altro: "scusami se parlando di GESU' ho usato il possessivo "mio" perché ne sono geloso e, quanto più cerco di viverlo con gli altri, come d'altronde è desiderio dello stesso GESU', tanto più ne divento geloso perché li ravviso, quasi sempre, più manchevoli nella SUA conoscenza". E tu, nonostante queste ed altre premesse ancora più discrepanti col comportamento di molti " maestri" della PAROLA, continui ad avere un atteggiamento di silenzio al cospetto del 38 39 CRISTO, dimostrando così di avere pochissima conoscenza di LUI, perché altrimenti avresti avuto nella carità, quanto meno, un sentire di correttezza civile. Pertanto, è facile intuire perché GESU' nella SUA espressione di bramosia "Ho sete", si rivolge a te e a quanti determinano la SUA arsura. "...e l'arsura del “mio” GESU' continua ad accrescersi, attraverso quella dei più piccoli dei...SUOI fratelli!". L'Eterno DIO-CRISTIANO perdoni quanti come te determinano, ancor più, la SUA "Sete" attraverso l'arsura del SUO AMABILISSIMO FIGLIO GESU'! Con l'augurio di incontrarti un dì al Convito Celeste, ti esprimo il mio sentire fraterno in CRISTO GESU'. Eugenio Lettera a Paolo VI Pasqua 1978 Caro per CRISTO, l'unita meditazione è il frutto esacerbato scaturito dalla constatazione amara e sofferente di un ventennio di riflessioni alla Luce del VANGELO. L'aspetto feroce e direi, quasi irreale, della umanità di oggi, in particolare, è da ricercarsi in una testimonianza di fede negativa data da noi che presumiamo essere i seguaci del CRISTO. Noi portiamo l'onere del disconoscimento del CRISTO da parte degli uomini; questi cercano la pace, cercano cioè l'essenza della pace: il CRISTO! Quel CRISTO, il cui aspetto viene da noi travisato e presentato sotto false spoglie che si estrinsecano in parole boriose di significato e vuote di azioni. Ritengo, quindi, che il dilagare di un ateismo canceroso sia da ricercarsi in una carente e, per giunta, bacata testimonianza di fede, principalmente all'apice della chiesa romana. Pertanto, ti esorto (nota la presunzione che è in me; essa mi viene dalla sofferenza di GESU') a ridimenzionarti, a cercare e a ritrovare il CRISTO nella SUA giusta Entità! Mi auguro che i tuoi eminenti e potenti sudditi abbiano a farti giungere la presente missiva, evitandomi così che la presente abbia a pervenirti attraverso la stampa. In CRISTO abbiti il mio fraterno abbraccio! Eugenio 3 settembre 1978 : data fatidica ( Lettera a papa Luciani) In questo giorno la visuale di piazza San Pietro a Roma è qualcosa di straordinario. La piazza è gremita; si presume che siano presenti duecentomila persone, tra le quali le più eminenti e rappresentative di quasi tutti i più grandi stati della terra. I capi di stato tra i più potenti e, forse, tra i più criminali sono seduti in comodissime poltrone d'oro per festeggiare il grande avvenimento: l'incoronazione di un altro re della terra. Ah! non la incoronazione, giacché essa è stata sostituita con altra denominazione: proclamazione ufficiale del papa, del così detto vicario del CRISTO. Un silenzio impressionante mette in risalto la entità colossale del momento e della inconsueta circostanza: infatti si vuole che il cardinale Luciani, elevato dal conclave a dignità di vicario di CRISTO venga riverito, ossequiato e venerato da tutta la terra. Questo aspetto irreale della partecipazione di tutta la terra ad una manifestazione del genere ha richiamato in me, per analogia, l'altro momento grandemente particolare ed unico 39 40 attraverso tutta la storia del genere umano: la Piazza di Gerusalemme e la condanna di GESU' a distanza di circa duemila anni. Due aspetti completamente contrastanti e superbamente cozzanti: l'una terrificante; l'altra, in apparenza, edificante che dà l'impressione del giorno della "Parusia", del ritorno del CRISTO sulla terra per eleggere, edificare e condurre la SUA CHIESA edificante. Eppure, facendo un esame analitico e critico della umanità del tempo di GESU' e quella del 3 settembre 1978, esse non si differenziano che in peggio, pur rimanendo la sostanza sempre la stessa: superbia, soprusi ,violenze, sete di sangue del fratello. Ebbene, perché questa diversità di scena? Forse che GESU' non avrebbe saputo o potuto usare la stessa politica del regime papale per lasciarsi adorare LUI, con i SUOI Apostoli, dal Sinedrio e dal rappresentante del potere imperiale? No! CRISTO non può accettare una realtà infernale: EGLI è venuto a farci conoscere la esistenza di un nuovo Regno, quello dei CIELI e non quello dei papi, un regno il cui accesso non ha bisogno di tiare, di diademi e brillanti, né di ori e di argento, né di sedia gestatoria, né di incoronazione con corone di valore inestimabile; ma l'accesso ad esso abbisogna di una sola virtù: la Umiltà! Quella umiltà che CRISTO ha impersonificata rinunciando ad ogni sorta di regno terreno, circondandosi della gente più umile e sprezzata della terra, addossandosi ogni sorta di sozzume umano e lasciandosi incoronare con la più inestimabile gloriosa corona; e, infine, accettando l'ingratitudine della gente beneficiata e salvata dal SUO SANGUE PREZIOSISSIMO. CRISTO è venuto a condannare i ricchi e i potenti della terra che, sfruttando le loro immani possibilità, affamano i poveri, gli inerti, i disgraziati sottomettendoli a sé nella peggiore delle schiavitù e, non già, alla maniera di Giovanni Paolo I, il quale ha voluto circondarsi su questa terra, con la più potente e forse la più condannabile gente al cospetto del CRISTO. La Piazza di Gerusalemme gremita quanto quella del Vaticano, a differenza della esultanza di questa ultima assordava con grida rabbiose e obbrobriose "l'Innocente", "la Giustizia", "la Bontà per Essenza" con la parola "Crocifiggilo, Crocifiggilo". Anche in quella piazza il popolo ebraico, unito alla potenza romana, ostentava la incoronazione del CRISTO nel Sangue e nel ludibrio della Croce! Al contrario, Giovanni Paolo I, arrogandosi di essere il sostituto del CROCIFISSO, in opposizione al rappresentante ufficiale di COLUI ( l’Apostolo PIETRO) che, ritenendosi indegno della morte di Croce del SUO MAESTRO, gradì quella col capo all'ingiù, ha amato essere circondato, ossequiato, venerato e, forse, adorato dai potenti della terra, utilizzando una condotta ed un insegnamento che fa disonore al CRISTO e che porta l'umanità, quanto prima, ad auto -distruggersi. Vorrei chiedere al "fratello" Giovanni Paolo se effettivamente non riesce a penetrare la realtà del CRISTO, oppure gli fa comodo ignorarla nella SUA vera essenza per non andare incontro alla rinuncia della reggia, della sua corte , ai sacrifici e alla Morte di CROCE del CRISTO e dei SUOI "veri" discepoli? Si scuota Giovanni Paolo I e si converta e, converta anche la sua corte principesca, se vorrà incontrare la misericordia del DIO-CRISTIANO! Desidero ardentemente che questo scritto gli giunga, ma sono certo che esso sarà smorzato dai suoi valenti uomini di corte; però, tutto ciò a loro disgrazia, mentre queste parole resteranno impresse nel Libro d'oro della "Verità" e un giorno potranno essere da lui ascoltate. Fraternamente lo esorto e lo abbraccio in CRISTO GESU'! Eugenio 40 41 Lettera a papa Giovanni Paolo II Foggia, 24/10/1978 Caro per CRISTO, anche a te giungano le riflessioni scaturite alla incoronazione del tuo predecessore (sempre che lo permettano); esse sono le medesime maturate, anche, dalla tua proclamazione a papa. Della precedente raccomandata, di cui t'invio copia, inviata al caro fratello Luciani, nessun cenno di riscontro: cosa prevedibile da come si può desumere dalla stessa a lui indirizzata. Evidentemente, essa non sarà stata nemmeno recapitata al caro Luciani (nonostante l'ammonimento al cospetto del CRISTO), perché i suoi e i tuoi valenti eminentissimi cardinali, o il suo segretario di stato, hanno ritenuto che quelle mie parole fossero state originate da una mente folle: Gloria al DIO-CRISTIANO se così fosse: almeno nel piccolo mi sentirei identificato al mio GRANDE MAESTRO! Pertanto devo concludere che essi, nonostante la denominazione di cristiani, ignorano cosa sia la carità del CRISTO e, soprattutto, non hanno avuto il coraggio di contestare minimamente la VERITA' in essa contenuta. Ed ora a te, caro Wojtyla, fratello in CRISTO GESU': a te la mia esortazione nella più sentita umiltà del CRISTO; anche se a te e o ad altri non può sembrare ad uso il mio parlare Anche tu, durante la omelia della tua proclamazione a papa, hai dato una sapiente impressione anche se è stata una ripetizione, solo meccanica, delle parole del Nostro MAESTRO: CRISTO GESU'. Hai usato lo stesso "slogan" che viene, spesso, ripetuto dai pulpiti della chiesa cattolica ed ortodossa, nonché dalle cattedri degli altri fratelli delle altre confessioni. E così procedendo tu e loro non vi rendete conto del continuo precipitare dell'umanità nel baratro, sempre più profondo dell'ateismo e che se il CRISTO fosse stato continuamente professato come nei primi tre secoli, negli ultimi quindici secoli, l'umanità oggi sarebbe stata, quanto meno, affratellata. Ti rendi conto della condizione macabra della umanità di oggi e che essa è da penalizzare a noi che ci riteniamo discepoli e maestri dell'insegnamento del CRISTO? Non credi che la nostra denominazione a seguaci del CRISTO sia meramente ipocrita? "...guai a voi ipocriti e farisei...!" E che in realtà noi siamo assertori della nostra personalità, attraverso una errata interpretazione della PAROLA? Penso che sia giunto il momento di tirare le somme sul periodo di 1500 anni di papato per ricredersi delle storture e degli abusi che sono stati fatti nel nome del CRISTO e trovare la giusta dimensione dataci da "l'ECCE HOMO" per incarnarci nella reale umanità e trovarci tutti fratelli in CRISTO per l'Osanna, all'unisono al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO, per la donazione di GESU': il Benedetto in Eterno dall'ETERNO! Non illuderti che la presenza dei trecentomila in Piazza S .Pietro sia una testimonianza di fede: non sono io a volerti scoraggiare, ma è la realtà raccapricciante di tutti i giorni che sta a significare qual'é il grado di fede raggiunto da noi e quanto abbiamo saputo trasmettere agli altri. Non trecentomila, ma solo tredici aventi un pizzico di fede, quella però proclamata e testimoniata dal CRISTO, sarebbero bastati a convertire trecento milioni di uomini, i quali, a loro volta, avrebbero convertito trecento miliardi e più di esseri compresi quelli della natura che, spesso, aborrendo al cospetto dei così detti "battezzati", si ripugna travolgendo e distruggendo tutto quanto incontra. Cerca di guardare la realtà e falla guardare prima a quanti ti circondano e non usare le parole di prammatica, usate da chi non volendo ottemperare a quello che è l'insegnamento di GESU', dice: "Dio sa ciò che deve fare; aspettiamo l'intervento della Provvidenza". 41 42 Il DIO-CRISTIANO ha fatto già TUTTO! La Provvidenza del DIO-CRISTIANO ci ha dato il "TUTTO!" " Tutto è Compiuto!" Ora sta a noi fare quello che CRISTO ci ha insegnato; "Amatevi gli uni gli altri, come IO ho amato voi!".. Evitate la parafrasia sulle parole con i fratelli separati : se è il Corpo reale o la Parola, sulle ultime esortazioni dell'ultima cena e cercate di penetrare "...fate questo in memoria di ME!". Penetrate la sostanza (la carità, la fraternità e l'amore) con i fratelli ortodossi e con quelli separati delle altre confessioni ed insieme cercate di distruggere il vostro egoistico "io" che vi mette gli uni contro gli altri, annientando così il Testamento di GESU', sublimato dalla donazione di tutto SE STESSO e negando al mondo di percepire e di godere gli effetti salvifici di esso. Abbiate orrore del sangue che da tanti anni si versa tra coloro che si reputano " battezzati" nel CRISTO e, soprattutto, del male che apportate agli altri, negando loro la salvezza tramite l'Essenza della purezza: il CRISTO! Non pensate a battagliare sul primato di Pietro e sulla veridicità dei dogmi; piuttosto pensate ad avvertire gli spasimi di GESU' che lancinante e sanguinante, non già per la sofferenza fisica, ma solo per la ingratitudine dei suoi beneficiati e, particolarmente, per coloro che nel SUO NOME avrebbero continuato a tradirLo, nemmanco, alla maniera di Giuda, e ancor più per accumulare potere e gloria sulla terra, continua il SUO Calvario per la salvezza di tutti gli uomini di tutti i tempi, fino a quando non ci saremo convertiti ed avremo convertito tutt a LUI! Accetta quest'ultima esortazione, non già da me, ma da COLUI che nella Sua immensa "Carità" continua a gridare " HO SETE!". Nella speranza che tutti noi possiamo, guardando al vero UOMO (ECCE HOMO), innamorarci di LUI e tendere eternamente a LUI, ti abbraccio in CRISTO! Eugenio P. S.- E' possibile che, questa volta, "il servo dei servi" risponda alla mia lettera? . Lettera a papa Giovanni Paolo II Foggia, 11/12/1978 Caro per CRISTO, un atteggiamento di indifferenza che trova soluzione nel silenzio tombale sta a significare che si è morti alla Grazia! Inaudita è la tua presa di posizione o di colui che, arbitrariamente, si sostituisce alla tua persona. Dopo una premessa di profonda critica alla mancata risposta del fratello Luciani tu, o preposto, alla guida della cristianità perseveri ancora nell'errore che trae origine da colui che è padre della menzogna:il Male! Se al mio posto ci fosse stato alcuno che avesse avuto dubbi sulla fede di GESU', tu, col tuo comportamento lo avresti posto, senz'altro, sull'orlo della miscredenza. Vorrei poter entrare nella tua dimensione di papa per rendermi conto di come tu veda quel CRISTO di cui, giornalmente, ostenti al popolo ignaro( che ti crede al posto di GESU') la SUA Persona con le tue pompose parole… Quanto sanguinare nel CORPO di GESU'! Non ancora siamo abbastanza satolli del SUO SANGUE? E, allora continuiamo ancora con l'insistere " Crocifiggilo, Crocifiggilo!"... e gli uomini passano a Nuova Vita senza mai conosciuto, se non di nome, CRISTO SALVATORE, perché i maestri arroganti delle diverse confessioni così hanno saputo insegnare. 42 43 La CHIESA di GESU' langue in ogni suo membro e questo perché voi, presunti custodi delle Verità, ignorate nella Essenza la Umiltà del CRISTO e vi atteggiate a uomini di provate virtù che preferiscono ignorare gli...ultimi fratelli di GESU', sino al punto di tenerli in alcuna considerazione. Non che io abbia la velleità di essere tenuto in conto da te, ma perché CRISTO mi ha insegnato ad essere in comunione con i credenti in LUI, ed io pensando che tu fossi in sintonia con GESU' ho desiderato scambiare, seppure ammonendoti, (perché così sentivo) su alcuni atteggiamenti del papato che, secondo quando ho ravvisato dalla "PAROLA", non sono confacenti ad Essa. Io continuo questo soliloquio epistolare, perché sono certo che un giorno te ne sarà chiesto conto e, se ora puoi sfuggire e sottrarti alla risposta, ciò non avverrà al cospetto della VERITA', dalla quale rimarrai confuso! A maestro delle nostre persone prepongo un presunto galeotto, almeno tale è per la legge umana e di cui se ne sta parlando attraverso i giornali in questi ultimi giorni. Si tratta di Giuseppe Paglialunga, relegato nelle carceri di Alessandria e del quale molti se ne stanno interessando per ottenere la grazia. Egli rispondendo ad una lettera così, tra l'altro diceva ad un giovane senz'altro "battezzato" che lo aveva assalito con degli epiteti: i più incriminabili... Preferisco inviarti copia fotostatica della lettera, nella parte che può esserti docente: ************ Carissimo Eugenio, la tua lettera inviata ad Alessandria, mi è arrivata con ritardo. Voglio sperare che tu non abbia pensato ad una mia inumana indifferenza per l'evidente ritardo e, con ritardo, sono costretto a rispondere anch'io. Per , Grazia di Dio, quando le finanze me lo permettono, cerco di evadere tempestivamente la mia corrispondenza, anche quando si tratta di corrispondenza poco gradita e, spesso, addirittura offensiva. Difatti, unitamente alla tua meravigliosa, mi è giunta anche una lettera che , a dir poco, mi vorrebbe vedere morto, sepolto e marcito; se poi tieni conto che mi viene da un giovane, allora puoi capire quello che si sente a leggere certe cose. Comunque, siccome ha avuto il coraggio (e questa è una bella cosa) di mettere il suo nome ed indirizzo gli ho dato la precedenza anche alla tua e ne puoi capire la ragione: naturalmente non ho agito nella sua maniera , ma mi sono limitato a ringraziarlo per i suoi "consigli" e l'ho accertato che, molto presto, lui e la sua cara gente, avrà la possibilità di pagare meno tasse::: Ti ho detto questo per dimostrarti che è mia abitudine dare riscontro, subito, a tutti coloro che si benignano prestarmi la loro benevola attenzione e la carità della loro amicizia; infatti, io sono sempre stato un mendicante di amicizia di comprensione, di affetto e, perché no, di amore ************* Pensa, un "galeotto" ha saputo dare tanta dignità alla persona umana; mentre noi, presunti credenti e discepoli del CRISTO, addirittura ignoriamo tanta...dignità! ***************** Siamo seguaci di chi?... certamente non del CRISTO! Neanche seguaci dei galeotti come "Giuseppe Paglialunga"! 43 44 Lettera a fratel Carlo Carretto Foggia, 14 novembre !978 Caro in CRISTO, ho seguito questa sera la tua conferenza e mi è mancata la possibilità di interloquirti perché si è fatto tardi ma, ancora di più, perché avevo da porti tante domande. Perché tanti quesiti? Per cercare qualcuno che sia veramente in sintonia col CRISTO ( perdona questo mio sentire, ma è un sentire sofferente). Tu mi sei sembrato di esserlo perché hai esordito con molta umanità e, soprattutto, con molta umiltà e quindi mi hai dato la speranza di essere in comunione col DIO Vivente, quindi col CRISTO; pertanto sento indispensabile aprire un colloquio con te. Prendo spunto dai tuoi interlocutori per presentarmi a te: questa sera uno di essi , tra l'altro, ti ha chiesto: "Credi tu in Dio?"; suscitando con questa domanda: in alcuni dei presenti sbigottimento, forse giustamente, dopo la tua calorosa esposizione; in altri ha dato origine ad una sarcastica risata; in te stesso, penso, ha suscitato un po' di imbarazzo, mentre a me tale domanda è sembrata naturale. Questo perché tale interrogativo lo rivolgo, spesso, a dei religiosi, perché dubito sulla loro fede a causa del loro agire e del loro parlare. Perdonami, ancora, se sono così incredulo negli uomini, essi hanno determinato in me un trauma così profondo da farmi denotare in loro, non dico l'assenza completa, ma la conoscenza troppo frivola della fede che poi...non è fede! Però proporzionalmente a questa sfiducia, è nata in me, sempre più grande, sempre più irresistibile la fiducia nel CRISTO, nell'Autore dell'Essenza della Vita! Ormai sento di appartenerGli integralmente e sono certo che senza di LUI la mia vita sarebbe impossibile viverla, perché tutto intorno ,il tutto, si è rivelato nella più profonda relatività di insipidezza e di evanescenza! La vita tanto è possibile se è vissuta nel CRISTO, attraverso il CRISTO, col CRISTO! Eppure oggi, più che mai l'ateismo ci avvolge rendendo impossibile, a volte, persino il respiro e ciò nonostante l'uomo continua a...vivere la sua vita. Questi si illude di vivere e, intanto, riesce perché sfugge alla realtà umana e si accontenta soltanto dell'apparenza di "uomo". Se egli riuscisse ad entrare nel CRISTO si accorgerebbe di non avere vissuto, ma di avere solamente vegetato e istintivamente, pari o al di sotto della bestia, percorso un periodo più o meno limitato nel tempo. Il desiderio di Comunione, reso sempre più sofferente da quanti mi hanno circondato, mi ha dato il CRISTO! E da allora ho capito che solamente attraverso una umiltà sofferente si può incontrare COLUI che è venuto al mondo per insegnarci nella Carità il modo di diventare e vivere come uomini, secondo la nostra origine Divina!, Pilato, duemila anni or sono, nella sua più profonda ignavia, presentava all'Umanità intera "L'ECCE HOMO", il prototipo dell'uomo nella Sua Integrità, ricercato attraverso i millenni della Storia Umana! Ma la sofferenza più grande l'ho assaporato col CRISTO, quando insieme a LUI, ho ravvisato lo sbrandellamento del SUO CORPO, della SUA CHIESA. Da un ventennio a questa parte, quindi, ho meditato a lungo sulla divisione dei cristiani e ho desunto che lo svilupparsi e l'affermarsi dell'ateismo è dovuto, principalmente, alla distonia che queste fratture determinano nella Chiesa, la quale dovrebbe dare la essenza della fraternità, della misericordia , della carità e dell'amore, vissuti ed insegnateci da GESU'. Ti trascrivo alcuni dei miei pensieri perché tu, attraverso essi possa comprendere, in parte , la mia sofferenza e di condividere questa col CRISTO! 44 45 "...HAI VOLUTO, o DIO-CRISTIANO che io volessi bene ai miei figli, legandomi ad essi col vincolo del sangue; mentre HAI DESIDERATO che ti volessi bene, condizionando questo TUO desiderio al dono grandissimo della mia libera volontà!". "... La testimonianza del CRISTO è data dall'Unità dei Credenti in LUI. Quanto più i cristiani saremo uniti, tanto più l'Umanità crederà in GESU!". "... Non c'è preghiera più bella e più accetta al CRISTO di quella delle nostre azioni rispecchianti la Volontà del PADRE SUO e, quindi, del PADRE NOSTRO!". "... La vita dell'uomo trova solo soddisfazione nel CRISTO: non vedo quale altra può essere stata per chiunque, avendola vissuta nel tormento del dolore psico - fisico e nel terrore della morte!" "... Quanto più manchevole m'avvedo, tanto più mi sento abbisognevole del CRISTO! Quanto più cerco di essere in comunione con gli uomini, tanto più lontano dal CRISTO li riscopro!". Scusami se mi sono allontanato da quella che era la mia intenzione iniziale, quella cioè di porgerti tanti quesiti ma vedo che anche adesso è trascorso tanto tempo ed io non voglio rubartene molto. Comunque se ritieni di volere dialogare al cospetto del CRISTO, lo potrai sempre fare; io sarò, sempre, a tua completa disposizione perché CRISTO è il cibo dello spirito mio, il quale più del corpo ha bisogno di saziarsi ed abbeverarsi alla SUA PAROLA! La presenza massiccia delle persone alla tua conferenza e, particolarmente, dei giovani mi ha commosso e ribadito il concetto che l’uomo è assetato e bramoso di Parole di VITA Purtroppo noi, dicendo di essere credenti e discepoli del CRISTO, non riusciamo a trasmettere ad essi la reale Essenza di GESU’! Nell’attesa di sentirti attraverso uno scritto, ti abbraccio nel fratello comune: il CRISTO! Eugenio Risposta di fratel Carlo Carretto Spello, 24/11/78 Eugenio! Grazie. Guarda sovente questo volto:Ti spiegherà molte cose. Dio ha fatto in te meraviglie. Alleluia! fratel Carlo Lettera a fratel Carlo Carretto 45 46 Foggia, 7 dicembre 1978 Carissimo in CRISTO, "... io Eugenio, chiamato dal DIO-CRISTIANO a santificarmi come tutti gli uomini, nessuno escluso; sono rimasto attratto e sbigottito dalla potenza del CRISTO, umiliato dalla SUA Sofferenza, annientato nella mia personalità dalla Sua Gloriosa DONAZIONE: ho accettato il CRISTO nella potenza, cioè nella umiltà; nella magnificenza, cioè nella carità; nell'Amore, cioè nello SPIRITO SANTO che unisce, fonde e identifica il PADRE al FIGLIO ed il FIGLIO al PADRE ed insieme, attraverso LUI, attraggono gli uomini a Sé'! Illuminato ed ispirato alla SUA PAROLA, sono certo che tra coloro che credono in CRISTO GESU' deve sussistere il rapporto di comunione e che esso deve portarci, reciprocamente ad illuminarci, ad esortarci , ad influenzarci attraverso lo SPIRITO di VERITA' tanto che, insieme, possiamo essere irrorati, perennemente, dalla stessa linfa di Amore ed avere in comune parte nella buona conduzione delle membra formanti il SUO CORPO, la SUA CHIESA! Premesso tanto, Carlo, fratello in CRISTO, già nella mia precedente raccomandata, avevo espresso il desiderio di comunicare con te , seppure epistolarmente perché attraverso la visione che tu hai del CRISTO avessi io potuto integrare sempre più la mia conoscenza ed anche perché, per mezzo di questo scambio del possesso del CRISTO, dare consistenza a quello che è il Comandamento d'Amore del NOSTRO SIGNORE GESU':” ...amatevi gli uni gli altri con lo stesso Mio Amore!" Tu invece, sinteticamente, anche se magnificamente hai voluto con poche parole dirmi quanto io, forse, non riesco ad esprimere con queste mie lunghe lettere. Ho gradito l'effigie della Sacra Sindone, ti ringrazio per tanto e ti dico che quel volto trasfigurato, martoriato ed infinitamente ravvisante da tempo è scolpito nel mio precordio, per cui la SUA Sofferenza , anche se in miniatura, è diventata la mia e che essa non avrà termine fino a quando CRISTO non verrà soddisfatto in quella che è la SUA anelante e bramosa richiesta: "Ho Sete!". ". Penso che sia giunto il tempo di non accontentarci più delle belle parole che ci vengono dai pulpiti e dalle cattedri, nonché dai tavoli dei conferenzieri; è ora di mettere a fuoco la nostra responsabilità, guardando con profonda umiltà a quel volto sfigurato del CRISTO per poter penetrare la SUA tormentata sofferenza e comprendere che una tale trasfigurazione non è dovuta, solo, al dolore fisico delle frustrazioni e ai colpi tremendi inferti al SUO Sacratissimo CORPO, ma anche e, soprattutto, alla sofferenza morale prodottaGli da coloro che beneficiati da LUI, unitamente al popolo ebraico continuano a gridare al :"CrocifiggiLo! CrocifiggiLo!". A questa visione demolitrice si aggiunge l'altra, la più tremenda: quella dei "cosi detti" credenti in LUI che incide fortemente sul SUO SPIRITO già tanto vilipeso, oltraggiato e violentato; i quali incuranti del SUO profondo dolore, continuano a frazionare il SUO CORPO già dileggiato: la SUA CHIESA! Pertanto, la realtà cristiana, oggi, dev'essere vissuta da coloro che sconvolti dal penare del CRISTO si adoperino, incessantemente, di ricostituire il SUO CORPO rimarginando, con la più sentita umiltà le SUE ferite, ammonendo i fratelli dicendo che non si può dire di essere in comunione col CRISTO se non c'è il desiderio ardente e l'opera fattiva per la restaurazione della SUA CHIESA! Ognuno di noi, quindi, bandendo ogni egoistica formazione spirituale, deve dare il suo apporto perché la vera CHIESA ostica ad ogni forma di presunzione sia riesumata e riscoperta nei puri sentimenti del CRISTO; cioè in quelli di fraternità, di carità e di giustizia non solo strombazzati da tutti, ma realmente vissuti. 46 47 A questa realtà la CHIESA di GESU' giungerà solo quando, ogni vero credente, annientato nella sua personalità, considererà gli altri credenti cellule non solo integranti di un tale organismo ma anche importanti quanto o più di se stesso; entrando, quindi, nella reale dimensione dataci dal CRISTO e, cioè, che la propria sopravvivenza è legata all'altrui. Solo attraverso questa riscoperta, l'organismo cristiano recupererà l'equilibrio donatogli dal CRISTO, estinguendo in tal guisa ogni forma di distonia e dando a coloro che, pur vivendo lontano dal CRISTO, la certezza che solo per mezzo di LUI potranno raggiungere quella pace ancestrale che agognano. Carissimo, la mia seppure limitatissima esperienza sulle diverse "confessioni” Cristiane mi ha portato a penetrare la realtà di esse attraverso amare delusioni. A quanto ho potuto ravvisare, esse tutte, nessuna esclusa, vantano di possedere lo SPIRITO di VERITA' e che ognuna costituisce la "vera" chiesa non accorgendosi che così continuando esse affermano, non solo, lo spirito di superbia che cozza con la umiltà della vera CHIESA, per quanto portano il discredito tra gli uomini che non di rado assumono aspetti atroci e aberranti che lasciano trasparire nell'uomo quanto di più diabolico ed infernale ci possa essere. E' ora, quindi, di intervenire con la più profonda e sentita responsabilità che ci porti a riconoscerci delle nullità fuori del CRISTO e richiamare i cosi detti "battezzati" a rientrare nella loro condizione reale, perché la nostra condizione umana già catastrofica non abbia ancora a degenerare fino al punto che il SANGUE Preziosissimo di GESU' non abbia a mutarsi in condanna per coloro che non volendoLo accettare hanno preferito auto distruggersi A te il SIGNORE ha dato il carisma della penna e della parola, pertanto usale senza reticenza alcuna per declamare la grandiosità della Donazione del CRISTO per ogni uomo che Lo accetta come SALVATORE, ancor più stando su questa Vecchia Terra! Perdonami se ti sembro così pessimista, ma come potrei non esserlo al cospetto dell'avvilente spettacolo della creatura prediletta al CREATORE, la quale ignara della sua autocondanna, continua a trafiggere e a far sanguinare il mio SIGNORE? CRISTO con la SUA GLORIOSA RESURREZIONE ci ha fatto pregustare l'inestimabile bellezza di Essa e alla quale siamo destinati, però, EGLI desidera che per poterla conseguire bisogna passare per la strada da LUI tracciata, quella del Calvario! "...abbandona tutto e tutti...prendi la tua croce e seguimi". Al termine dell'irta ascesa troverai la Mia, la tua gloria:Alleluia! Fraternamente Eugenio Risposta di fratel Carlo Carretto Spello, Natale '78 Eugenio, Sì Alleluia! e...niente paura. Dio vince sempre attraverso il Calvario che è il Suo Amore infinito. Devi sentirlo così e viverlo, fratel Carlo Lettera a fratel Carlo carretto 47 48 Foggia, 13 gennaio 1979 Carissimo in Cristo, sintetiche, ma pregne di profonda esortazione sono state le tue risposte alla lungaggine delle mie lettere. Tu ti esprimi molto bene con poche parole e attraverso le quali sono riuscito a penetrare che inizieremo a darci la mano e a seguire, insieme, il nostro SIGNORE GESU' sulla strada da LUI tracciata. Continua, ti prego, nel nome di GESU', ad intessere questa comunione sia pure epistolare con chi cerca nel CRISTO altri, infiniti...fratelli! Insieme col CRISTO dobbiamo, con forza, entrare nel Regno dei Cieli e, questo, dev'essere ratificato dalla comunione tra noi e, con noi, tra gli uomini. Quanto spreco di vite, quante esistenze vuote nonostante la Donazione Gloriosa del "Glorioso"! Egli ha saturato, Santissimamente, col SUO Preziosissimo SANGUE, per AMORE, quanto Gli competeva: ora tocca a noi integrare quanto, per SUA Grazia, è di nostra pertinenza. EGLI, GESU', ha tutto esaurito col "TUTTO è compiuto" noi, invece, abbiamo da percorrere tutta la strada che abbiamo intrapreso e dobbiamo, con LUI, proseguire per raggiungere la meta prefissaci. In questo arduo cammino, CRISTO sì è con noi, ma c'è bisogno che anche tutti i fratelli si rendano responsabili ed intraprendano la stessa strada che ci immetterà nella Patria del DIOVIVENTE e, nella quale, godremo nella più profonda Essenza la comunione a cui diamo origine stando sulla Terra. Meravigliosa è l'opera del DIO -CRISTIANO in tutto l'Universo, ma Gloriosa è la predestinazione che EGLI dà alla SUA creatura prediletta: l'uomo! A questi, il DIO -CRISTIANO ha attribuito la Quarta Dimensione Divina, come aveva a dire il pastore Valdese Pietrantonio Loffredo, ora passato a Nuova Vita. Pertanto noi che, grazie alla disponibilità data allo SPIRITO di VERITA', siamo riusciti a penetrare l'incredibile disegno del DIO -CRISTIANO, dobbiamo rivelare a tutti gli uomini, particolarmente, ai fratelli la carità usataci dal DIO -CRISTIANO perché in LUI possiamo assurgere a grandezze incommensurabili: per sempre più lodare, ringraziare, glorificare il Nome Benedetto dall'ETERNO in Eterno, CRISTO GESU'! Per il Quale il DIO -CRISTIANO tutto ha donato alla SUA creatura prediletta e, solo attraverso il Quale, l'uomo giunge alla granitica mole di figlio del DIO -CRISTIANO e coerede dello STESSO CRISTO! Tale concetto è così immenso che l'uomo, non potendo con la sua pochezza intellettiva e soggettiva, non disponendosi allo SPIRITO SANTO, contenerne la possanza si smarrisce e preferisce abbandonare una tale dimensione. Dobbiamo, quindi, noi declamare e concretizzare tanto AMORE perché l'uomo dia un minimo di disponibilità alla Grazia e venga travolto dall'impeto irresistibile di questo sentimento a cui nulla può tenere quando viene penetrato nella sua "vera" Essenza. AMORE! E' la chiave per penetrare e svelare ogni mistero e l'uomo non riuscendo ad entrare nell'ottica dell'Amore se non quando conosce e vive nel CRISTO, trova dinanzi a sé barriere insormontabili che non gli consentono di entrare nella giustezza della sua portata, costringendolo a rimanere soggiogato e circoscritto al cospetto dell'infinito, al cospetto del DIO -CRISTIANO che ci ha investiti di tale potenza spirituale da essere ad immagine e somiglianza SUA! Alla indifferenza e alla incomprensione dell'uomo al cospetto di tanto Amore, si estrinseca lancinante, dolorante e sanguinante la persona di GESU' che, ancora, dal sommo della CROCE continua ad impetrare: "Ho Sete!". E la SUA arsura è prodotta dal cinismo della SUA creatura per la quale EGLI si offre! 48 49 Diamo una mano a tutti gli uomini per, antipare, la nostra e la loro salvezza; aiutandoli, aiuteremo noi stessi. Sosteniamo GESU’ nel portare la CROCE sulla quale sono caricate tutte le nostre violenze, tutte le nostre prostituzioni e tutte le nostre prostrazioni; inoltre tutte le nostre sofferenze, tutti i nostri patimenti, tutte le nostre ansie ed, anche, tutte le nostre certezze. Come aiutare GESU’? Ottemperando a quello che è il SUO Comandamento: "Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi!" "...da questo vi riconosceranno che siete Miei discepoli e... il mondo crederà che Io vi ho mandato!" Amandoci entreremo nella dimensione “dell'Ecce Homo", ossia in quella pace agognata dall'uomo e che trova la sua sede nella realizzazione del sentimento di fraternità cristiana, suggellato non dal vincolo del sangue, né dal rapporto con la carne, né dalla volontà dell'uomo ma solo dal SANGUE Preziosissimo di GESU’! Carlo, fratello in CRISTO, t'invio un opuscoletto da me pubblicato nel 1974: esso è la sintesi della mia sofferenza conosciuta fino allora; se oggi avessi la possibilità di rifare una edizione, esprimerei in essa il coefficiente di sofferenza, a tutt'oggi, attraverso quella sempre più riscoperta in GESU'! In questo mio scritto ho perseguito quanto è il mio sentire che, come tu stesso dici, dev'essere tale. Ti lascio col desiderio di risentirti, sempre più, vicino a GESU’ e l'augurio ad entrambi di consacrare una maggiore comunione, attraverso la conoscenza profonda di CRISTO SIGNORE! FraternamenteEugenio Conclusioni Voglio porre fine a questi scritti su di un problema da me "sentito" col cuore, con tutto lo spirito; col sentimento più che con la fredda ragione, con alcune brevi considerazioni. Come il lettore avrà potuto constatare nel corso delle mie riflessioni e nel "dialogo" con i miei interlocutori, non ho inteso né fare proposte concrete sul piano religioso o su quello politico. Sono i responsabili della società, dalle forze politiche a quelle religiose che hanno il sacro santo dovere di approntare gli strumenti idonei a mutare la società, ispirandosi ed informandosi alla sorgente inesauribile della giustizia: il DIO -CRISTIANO! Il mio, invece, ha voluto essere un discorso di fede in CRISTO, nel SUO Messaggio, nella SUA Eterna Parola di Vita, "Tu solo, Maestro hai parole di Vita Eterna", fu la professione di Pietro. Ancora, oggi e sempre, un messaggio di salvezza e di liberazione ci viene da GESU': EGLI è venuto a portarci un messaggio di AMORE e non un progetto politico. Al temporale ed al sociale devono pensare i politici, con strumenti adeguati, facendo scelte sul piano terreno e sociale. Né la Chiesa che ha ricevuto da CRISTO il compito di diffondere il SUO messaggio, deve tradire tale compito ingerendosi indebitamente, abusando della sua autorità, nel campo politico. 49 50 Purtroppo, la stessa "chiesa" cattolica, si è per tanto tempo alleata con i potenti della terra e con le classi dominanti, tradendo il compito ricevuto dal CRISTO di "annunciare", vivendo il VANGELO e col donare la propria vita. Spesso i poveri, i diseredati, gli emarginati, sono stati traditi dal potere ecclesiastico. Tra i credenti, poi, invece di crearsi un clima di solidarietà e di amore nell'unica Fede in CRISTO, si sono alimentate le lotte, le rivalità, le dispute sul "primato", sull'"infallibilità" o sulla "gerarchia" che hanno portato a dilacerare il CORPO di CRISTO! Così, i poveri hanno subito l'isolamento, l'ingiustizia e l'abbandono da parte di coloro che avrebbero dovuto, invece, difenderli e vedere in loro l'immagine di GESU'. Tuttavia, il mio non vuole essere solo un atto di denuncia di così grande tradimento, ma anche un annuncio di speranza. E' tempo, ormai, di destarci dal nostro egoismo e di accogliere GESU'. Accettino gli uomini il CRISTO: non il "Cristo re" dei poteri temporali, ma quello della CROCE e dei poveri. Nel nome di GESU', soltanto, potranno avere termine le lotte, le guerre, le contese. Invece di fabbricare le armi, si pensi ad operare la giustizia, a superare le disuguaglianze sociali, ad alleviare la fame nel mondo. E' per questo che ho deciso di devolvere il ricavato della pubblicazione, di questa mia modesta fatica, ai bambini che soffrono la fame. I cristiani, poi, cessino di attestarsi sul falso terreno delle dispute teologiche, delle divisioni e delle norme giuridiche, per immettere il CRISTO, fermento Divino, nella società. E' dall'amore verso il nostro prossimo, verso i poveri e gli oppressi, che saremo giudicati dal SIGNORE GESU'. Amen! Eugenio Marchesino Dal Libro "Nu Poche de Bibbie" di Eugenio Marchesino – anno 1983 ( Il Classico dei classici della Teologia cristiana) Introduzione del prof. Giuseppe Normanno Dopo "lo scandalo dei Cristiani" nel quale con molta passione esprimeva i suoi sentimenti circa l'atteggiamento dei cristiani contemporanei, Eugenio Marchesino offre alla nostra meditazione una raccolta di poesie dialettali nelle quali rivive poeticamente alcune scene evangeliche, di cui cerca di esprimere il significato etico - religioso. Tra le poesie che si presentano con un maggiore pathos ed una più profonda forza spirituale segnaliamo quelle sull'Agonia di GESU' nell'orto del Getsemani, sulla Persona della Madonna, sulla CROCIFISSIONE, sulla CHIESA di CRISTO. La riflessione di Marchesino sembra volersi muovere su tre principali linee tematiche che possono costituire l' essenza del suo messaggio, ravvisabile, del resto, anche nel suo precedente scritto. Nel pensiero religioso dell'autore, innanzitutto, predomina la Persona del CRISTO come Unico e Solo SALVATORE dell'Umanità. Alla luce della soteriologia cristiana, egli subordina molto il valore delle azioni umane alla potenza salvifica del Redentore, per cui annulla completamente il valore delle "mediazioni" nella certezza della Salvezza 50 51 Alla luce di questa fondamentale convinzione può leggersi la meditazione sull'Agonia di GESU’' nell'orto del Getsemani, nella quale la sofferenza di GESU’ non è attribuibile alla natura umana che EGLI ha assunto per redimere l'umanità ma alla forza della SUA potenza salvifica, al SUO Amore che fa "proiettare" il SUO Spirito nella storia futura, attraverso una estraniazione profetica che esprime il SUO soffrire. Così la Madonna non appare "mediatrice" a cui bisogna attribuire un culto, ma solo un effetto meraviglioso e glorioso dell'opera del DIO-CRISTIANO. La stessa CHIESA appare più come una comunità spirituale di credenti che come una istituzione con una funzione mediatrice. Un secondo filone della riflessione di Marchesino è riscontrabile in una concezione della limitatezza e della impotenza dell'uomo. Ad uno spessore umanistico -culturale si sostituisce spesso una visione etica che vede nell'uomo un abisso che può essere colmato solo attraverso una palingenesi di tipo religioso. Tuttavia, all'uomo che crede, DIO non rifiuta la salvezza ed il suo aiuto: E' in questa luce che bisogna leggere l'interpretazione , certo non "ortodossa", della conversione del "cattivo" ladrone che GESU’' salva sulla Croce accanto al buon ladrone. La dimensione umana viene, perciò, recuperata solo attraverso la Grazia Divina, mentre le viene negata ogni laica possibilità di iniziativa e di riscatto. Inoltre, il messaggio di Marchesino è schiettamente ecumenico, contro ogni divisione tra le chiese, contro ogni pretesa di "primato"; è sempre presente nelle poesie un accorato invito all'unità dei Cristiani; né mancano radicali critiche al temporalismo e alle altre "piaghe" (per dirla con Rosmini) della chiesa. Come giudicare queste poesie? Certo, il lettore valuterà da sé lasciandosi prendere dalla loro forza ideale e poetica.. Va, in esse, cercata la passione morale e religiosa, l'ansia ecumenica, l'intima tragicità del vivere religiosamente ( o meglio di "fede"in un epoca senza fede). La stessa religione viene criticata non per un anacronistico spirito anticlericale, ma perché si vorrebbe che fosse condotta alla sua originalità per cui si potrebbe dire, con Bonhoeffer, che si è in cerca di una fede senza "religione". Anzi, vi è fondamentalmente in Marchesino uno spirito anti - intellettualistico, una diffidenza per la dottrina e per i "professori" di cose sacre, che impedisce in realtà un dibattito teologico ed orienta verso una ricerca di fede fortemente personale. Rifiuto delle istituzioni ecclesiastiche? Germi di protestantesimo? Libero esame? E' difficile rispondere. E' importante, invece, abbandonare in questa sede, l'atteggiamento razionalistico e cercare di entrare in un dramma religioso molto intenso e profondo. Il linguaggio dialettale, il foggiano, sempre efficacemente usato, fa sì che si possa applicare a queste poesie, anche per gli stilemi usati, la categoria della popolarità. Ci si riferisce spesso, infatti, ad una forte religiosità popolare, ad un'anima popolare della religione. E' appena utile ricordare la vastità del problema, che è stato ampiamente trattato nel campo politico e dell'antropologia culturale da Gramsci a Lauternari, da De Martino a Tentori, da Prandi alla Magli. La religione popolare va senz'altro vista nella sua forza di contestazione, ma anche nei suoi limiti e nei suoi caratteri di conservazione. E' in questa duplicità di motivi che, a nostro parere, va letta nel complesso la presente opera poetica di Eugenio Marchesino. Prof, Giuseppe Normanno 51 52 Dedica Dedico questa pubblicazione alla "DONNA", verso cui ho sempre avvertito un indescrivibile trasporto, una dedizione impressionante; anche se Ella, spesso, è stata causa di enormi delusioni. Comunque, resta sempre un motivo di lode e di gloria al CREATORE che la circuì di bellezze e virtù immense di cui, purtroppo, Ella, non sempre, seppe apprezzare e valutare la grandiosità. Infatti, pur conservando la bellezza fisica, molto spesso, distorse i valori morali e spirituali. l'autore NU VIAGGE VERSE' DIJE E...cammine, e....cammine p'a strade de Dije pe canosce l'amore d'u Signore... pe tè! Cum'eje tuste vedè quand'ha fatte pe mè, cum'èje tuste sende 'u delore che' ha pruvate pe mè! E...cammine, e...cammine e rescupre l'amore, chè 'u Segnore ha dunate pe stu' grusse peccatore: e che tu sinde, e che tu vide, che Dije... 'u Figghje suje pure pe mè a' morte l'ha rejalate! E,,,cammine, e...cammine e che strazeje tu pruve a vedè 52 53 che stu' corje sèmbe chiu' tuste se face a tanta lemosene. Ma...finalmènde tu nute chè stu' core èje lacerate pecchè 'ncuntrate ha Gesu' trasfugurate e tutte a Isse s'è dunate! U’ chiù grusse…peccatore Quanne uaglione ije ère e quindece o sidece anne teneve, nu chiuve fisse ind'a cape steve: chi ère ije, da do' venève, e do' jève? Stì dumande sèmbe me facève, ma nesciuna resposte, a quille timbe, me suddesfacève; e 'u turminde d'a morte, allore, tremende ère! Vecine a èsse na larve d'ome me sendève, pecchè paure e tremelizze sèmbe ce stèvene. E pe tand'anne accussì so' jute annande, e ck'a paure 53 54 d'a morte che 'a vita fetènde rendève. Eppure ije, m'accundendave assaje e geluse, quella, m'a stupave, specialmènde quanne i figghje e 'a megghjère defenne vulève. E.,sèmbe, a quillu Dije ck'a facce, che angore nen canuscève, cercava aiute pe putè 'a famiglie annande purtà. E Isse, m'accundendave pecchè ind'a preghiere d'u core mije, 'nzime a paure na debolezze ce stève pe tutte 'i cose bone e bèlle che atturne c'èrene. A penzà, ogge, chè Criste hagghie canusciute, 'a tremarèlle che 'a morte me dève, e pregiunire ind'o turminde me tèneve, ruère chiù nen me pare, pecchè èssa, ' a morte, pe mè addevendate èje na cumbagne, chè sèmbe ind'o penzire 'a tènghe, pecchè 'a pènse cume a quelle 54 55 che a' certèzza m'hadda da' de guardà ind'a facce de quille Patre chè Criste, ch'u sanghe m'ha date! Quanne a Criste canuscije, pe poche nen jije 'imbacceje a sènde e a vedè 'a canuscènze chè Isse me dève de quillu Dije sènza facce, che ije pe tanda timbe, avève cercate de vedè! Gesù, ck'u nome de Patre me decije de chiamarle, pecchè Isse, figghje de Dije m'avève fatte, e ije cke quistu nome 'u chiamave e vecine sèmbe m'u sendeve, tande chè quacche è vòte apprufettave pe fa na fessarije. Na vòte chè Criste 'a canuscènze m'avève date d'u Patre, quist'Uteme acchiane acchiane se jève nascunènne, pe fa' 55 56 cumbarì sèmbe chiù grusse 'u figghje suje, e pe stù Figghje, Isse, tutte 'u munne ha crejate,e a tutte 'i crejature l'avève rejalate pe putè lore l'equilibrie stupà E ije pure putije capì allore, che 'a vita vère ind'a Criste l'avèva cercà, e da tanne chiù ninde atturne a mè 'mburtanze tenève se lundane da Criste vevève! " Criste mije" accumenzaje a chiamarle e accussì pe tanda timbe; e mò, angore, pure che 'a colpe 'a tènghe, " Gesù mije", 'u cundinue a chiamà, pecchè 'a gelusije tenghe de Isse quanne pènze a gènde che atturne a mè stace, che 'u nome sule de Gesù canosce e, assaje poche, d'u core suje, e ninde d'a caretà de Dije! Nesciuna cosa 56 57 tène valore fore de Isse, e l'umene p'avè ' a denumenazione lore, sande o peccatore chè sonde, a scole de Criste s'hanna 'nfurmà, se giuste sonde, e se peccatore pure, pe putè 'u perdone 'mplurà! A tutte quande Isse salve pecchè 'a glorie hadda returnà 'o Padre suje, quella, chè da principie avève avute. Parlà a gènde de quistu Gesù, éje assaje tuste pecchè a nuje manghe 'a canuscènze de l'more e Criste eje, sule e tutte e sembe Amore! Pe quiste truvame a' deffecultà quanne l'hamma 'ngundrà. Na vòte , pèrò, che 'a canuscènza suje è fatte, a mène de Isse chiù nen puje fa', pecchè 'o cendre d'a vite se mètte pe darte pe sèmbe 57 58 'a libertà. Ije,cke Isse, èspèriènzè fazze tutte i jurne, chiù da peccatore chè da crestejane. E Gesù me face sènde chè Isse sape, chè stì colpe mije, chiù chè da vulundà, d'a carne me pruvènnene e ije ce diche chè cinde e chiù vòte avreje velute che 'u curpe mije, a pizze a pizze fusse fatte, ogne vòte chè na frustate n'nate chiuve e n'ata spine stache pe dà 'o Curpe suje strazejate! Chiù de na vòte, pure de nen peccà, 'a morte l'hagghje cercate, e pure 'u male chiù brutte l'hagghje 'nvucate. Ma isse pe mè, eje l'uneche, vère, amiche pe quiste continue a pagà p'u chiù grusse peccatore, pecchè me vòle pe forze... salvà! tanda lemosene me face 58 59 accapì ind'à suffèrenze atroce, quanne grosse èje 'a caretà de Dije, pe putè suppertà tande d'a mèschenetà mije e pure quèlla de tutte quande. A vuje tutte, diche, che 'a colpe, cume è me cummettite, vregogne nn'avite tenè annanze a Isse, e tutte a brutture che cume è mè, chiù da na vote repetite, nen tande p'a vulundà, ma p'a debbolezze vostra, chè spisse da l'ate ve vène, presendatele a "Gesù mije", ch'u core tutte strazejate, pecchè Isse, 'nzime a colpe, pure 'u core v'hadda sanà. E quanne, tutte..., ind'a l'ato munne ce hamma truvà 'a glorie de Criste, 'nzime 'o Spirete Sande, ind'o Padre hamma candà. E tutte 'u male chè na vòte 59 60 avèmme crejate, jiettate hadda èsse ind'ò ninde da do l'avèmme cacciate. A mègghie d'a crejiazione 'E ditte ind'a Bibbja chè 'u Segnore ha crejate prime 'u Cile, po' a Tèrre e po' tutte 'i cose de l'Universe; a fine a quille ha crejate chè l'assemegghjave: l'ome, che Isse tande ame, tande, chè tutte, tutte a isse l'Universe ce dunaje. 'U padrune 'u facije addevendà d'u Cile. ,d'u Mare d'a Terra e de tutte quille chè u circundave. Quanne l'ome 'mminze a tutte stì cose se truvaje se guardaje maravegliate, pecchè tutte quande era state creiate 'u Segnore a isse l'avève rejalate. Isse èra tande, accussì cuntènde chè sèmbe a chi tande l'aveve date 60 61 sèmbe 'u rengraziave. Però sendève chè quacche cose 'i mangave ma p'à troppa vregogne nen parlave. Tutte èra state fatte bèlle vecine a isse, ma avvertève sèmbe na cose de mène chè l'affleggève. Troppe assaje d'o Segnore avèva avute pe quiste 'i mangave 'a forze d'addemandà aiute. 'U Segnore chè tutte scrute s'accurgije d'u male chè turmendave Adame e subete penzaje de darle tutte quille chè desirave: 'i vastave chè isse 'amecizije cunservave. 'U Segnore nen penzaje né 'a mamme, né 'o patre, né 'a figghj p'accundadarle bensì sulamènde 'a na cumbagne chè l'avèsse sèmbe date quanne isse avèsse sèmbe cercate. Aspettaje quinde chè Adame s'addurmendaje 61 62 e chiane chiane n'usse 'i staccaje e da isse teraje fore na cose chè maje èra state crejate: 'a femmene! chè Adame avève sèmbe bramate. 'I cose d'u Crejate chè prime èrene accussì bèlle, accumenzajene vecine a èsse a pèrde 'a bellèzze,pecchè maje ninde ère state fatte accussì splendènde. Quanne Adame se svegliaje nen guardaje cume è prime avève sèmbe fatte: annande earrète a isse, ma stà vòte 'u sguarde suje sole a quèlle vedève chè ère 'a maraviglie de l'Universe. Ninde chiù tande l'atterave quande a quèlla che avève sèmbe 'maggenate. L'ucchie suje chè pure angore atturne se geravene sope a ninde chiù se pusavene e sole a 'Eva guardavene! 'Era addevendate 'u centre d'u Crejate, 62 63 pecchè l'aveva tande tande aspettate. Adame allore assaje amore pruvaje p'u Segnore chè l'aveve date tutte quille chè isse l'avève cercate. Però 'nnanze a tanda bellèzze accumenzaje a scurdarse d'a prumèsse tande chè penzave a quille chè avèva fa pe rengraziarLe; e accumenzaje a cercà da qua e a cercà da là, ma ninde truvave pe puterLe suddesfà. 'U Segnore u guardaje tutt'ammujnate' nu poche po' penzaje e stève pe turnà arrète quanne vedènne chè troppe triste pe lore sarrije state quèlla prejèzze accussì destrutte, capuzzejaje. Po' a Adame s'avvecenaje e cume è nu Patre l'accarezzaje e subete da 'Eva 'u mannaje. 'Eva pure èra 'mbacciate e atturne atturne 63 64 se guardave ma de tutte 'u Crejate sole Adame l'interèssave: quille che'u Segnore l'avève pe sèmbe date e chè essè avève sèmbe penzate. 'I sguarde lore se 'ncruciavene esembe de chiù se 'ndesefècavene e cume na calamite s'atterravene. Inde a ninde abbrazzate se truvarene, sènze accapì quala forze l'avèva accuss' atterate. Sole dope accumenzarene a capì chè l'amore sule l'avève trasfurmate accussì, facènne da doje cose na cosa sole. E capirene pure allore che se vulèvene accussì sembe cambà quella lègge avèvene respettà. E tutte 'i cose d'u Crejate da quèlla lègge furene pervase e pure lore avvertirene 'a necèssità chè quèlle avèvene respettà pe putè 64 65 sèmbe a dije rengrazià! 'U peccate e...'a morte d'u gènere umane 'O centre d'u Crejate inde all'Edèn 'a vite trascurrève troppe allègre, e, assaje belle ere pe quille che èrene i megghje de l'Universe. Adame e 'Eva erene atturnejate de na felecetà ètèrne! 'O Segnore sèmbe penzavene pe tutte 'u bène chè da Isse avèvene avute' pe quiste recambiavene ke tutte 'u core ogne mumènde. L'ammerazione pe loro ère tutte 'u Crejate chè in armunije se mandenève a causa d'u lore bene che allumenave ogne cose e a facève sèmbe chiù belle d'u Segnore,'o cuspette. Erene lore chè ck'u bène dèevene 'o Segnore suddesfazione e l'ordene devèrse pure è cose. Nesciuna preoccupazione 'i sfiurave, né'u delore 'a sufferenze capirene, e ninde de quisti male 65 66 cuncepèvene A morte po' nen sapèvene chè ce fosse. Troppe bèlle ère 'a vite tutte atturne a lore, quanne specialmènde apprezzavene 'a libèrtà, chè 'i purtave 'a scuprì s'èmbe de chiù, ind'o Segnore 'a Veretà. I padrune èrene de tutte l'Universe e angore e sèmbe all'amore lore èrene suggètte tutte 'i cose. Tand'armunije atturne 'o Crejate nesciune 'a putève defenì pecchè sole dije 'a pote angore cuncepì. Ma nu jurne, maledètte quil'u jurne, quanne na cosa triste ind'a lore sendirene: strane assaje quèlla cose èra chè da inde 'o core ascève e 'u turminde purtave a lore atturne. Nu penzire 'nzime facirene. Troppe libere 'u Segnore l'avève fatte, pecchè vulève chè da sule pe sèmbe 66 67 apprezzassere l'effette grandiuse de quillu done chè a lore èra state èffuse e pecchè angore de chiù e sèmbe uguale a Isse addevendassere. Acchiane, acchiane quillu penzire l'avèvene fatte tutte lore: vulèvene fa fòre 'u Crejatore pe metterse 'o poste Suje lore! 'A supèrbie l'avève 'mbriacate e tutte l'armunije d'u Crejate da èsse fuje pervase. Ind'a ninde l'ordene fenije e chiù ninde se capije. Mille, dicemile cintemile trunele se sendirene ogne mumènde atturne 'u firmamènde e cume na bolgia 'nfernale isse se trasfurmaje. 'I cose tutte d'u Crejate cagnarene d'aspètte da bèlle che èrene brutte addevendarene. E da quillu finumunne ascirene trasfurmate pure l'ome e a femmene. Lore chè l'Edene pussedèvene 67 68 jettate furene sòpe a terre; 'a faccia loro da Angele chè prime assemegghjave, cum'a scigne addeventaje. E tutte quistu scumbiglie 'i scienziate culpije e da isse lore terarene fòre l'origened'a Crejazione, pecchè troppe curte ère remaste 'u cervèlle lore a cause d'a colpe d'i primi genitori chè nen sapirene cunzervà 'u done d'a libèrtà. E nuje pure, 'nzime a lore pervase sime da quillu male: 'a guèrre 'o Segnore cundenuame, sènza putè capì chè èsse 'a morte continue a purtà a tutte l'umanità. 'A morte chè nen èsistève manghe inde 'o penzire, èredetà terribile è devendate de tutte 'u gènere umane! 68 69 Criste éje 'a salvèzze d'u gènere umane 'U Segnore citte citte capuzzejave quanne annuselate avève chè Adame 'a prumèsse s'avève scurdate Ind'a nu mumènde ind'o penzie Suje 'a reflesione avève fatte: struje 'u fine munne( 'u caos) chè se stève determenanne o 'a prejezze grosse assaje che stève maturanne d'o prime incondre d'Adame ch'a cumbagne? Nesciune pòte capì l'imbortanze de quilli minute! Sole l'Autore d'u bene, chè 'u fine munne preferije 'a destruzione de quillu sendemènde. Chiù forte, senza dubbie sarije state 'u turminde d'Adame 'o confronde d'u caos che se stève avveranne. nen ce sarrije state chiù a pussibilità de salva' quand'atturne de bèlle ère state fatte, pecchè 69 70 Adame ninde chiù avrije accettate e quindi gustate de tutte 'u Crejate 'U Segnore pe quiste suppurtaje pure 'a grandèzze de quillu delore immenze e preferije salvà accussì tutte l'Univèrse, sacrefecanne 'a muni fecènze d'u Figghije Suje, chè 'a salvèzze avrije devute purtà e ' a magnefecènze a quande atturne a Isse ère state fatte. Quanne 'u Segnore, l'utèma decisione steve pe pegghijà, sòpe a sorte de tutte 'i cose, ck'u sguarde d'u figghje, pe prime, s'ère 'ngundrate e 'nzime 'o Spirite Sande decise avèvene de salvà 'u munne e de farle chiù Sande! Ce vulève pèrò quacchèdune accussì grusse e putènde pe redà l'èquilibrie chè l'Universe jève perdènne. 'U Segnore chè pe Criste 70 71 a tutte 'u Crejate l'armunije l'avève date, 'mbacce a Criste se vutaje e, ck'u sguarde assje triste l'aveve addummannate chè s'avèva fa pe salvà tutte quell'erèredetà! E, Isse, Gesù ck'u core d'Amore tutte squartate, 'o cape azzenejaje e accettaje tutte quande s'avève fa pure de redà l'ordene e cose e l'amore nuvelle a quande prufanate l'avèmme. 'U Padre ,' u Figghje 'nzime 'o Spiride Sande, vedirene 'u delore che avèvene suppurtà pe putè salvà quande l'ome, ck'u peccate, avèv'nguaccijate; però stà vòte sendeziarene che pe putè l'ome riavè 'a libertà avève accetta 'u patte d'Amore che Criste stève pe fa. Ninde chiu, quinde prumesse pe conguistà 'a esse, ma sole 'u battèzze preziuse ind'o sanghe trè vòte Sande! 71 72 Pe ogne e ome 'u sanghe Suje è state date e ognune pe sé putè salvà, ind'à quillu Sanghe s'haddaà bagnà! Nesciune ata speranza, ce stace pe nesciune, ma sole 'a certèzze chè ind'a Gesù puje truvà 'a salvèzze! L'ati prumèsse chr da ogne parte vènene sole e sèmbe so favulette chè sèrvene a suddèsfà pe quacche mumènde. Criste, ck'u Patre e ck'u Spiride Sande, ha vulute stà vòte che l'ome returnasse a truvà tutte quille da isse perdute, pe mèzze e sole d'u Sanghe Suje preziuse. Ninde chiù, quinde, ce pòte stà p'u putè repurtà a quella libertà, che 'u delore. 'a sufferenze destrugge, e 'a pace ètèrne dace 'o core chè sèmbe chiù cercanne 'a vace, 72 73 pecchè tutte 'u delore 'a sufferènze e 'a morte de l'ome ind'a quillu Curpe strzejate se so feccate pe putè Isse salvà prime a mè, e po' tutte quille cume è mè 'U peccate originale e ‘u battezze Quanne, Adame e 'Eve se rebellarene a vulundà d'u Segnore, pecchè chiù grusse de Isse se vulèvene fa, pure lore addevendarene crejatore; e, ind'a quille mumènde 'u male crejarene. St'u sendemènde nuve e terribele, chè maje prime d'allore ère state canusciute, accumenzaje p'a prima vòte a turmendà prima a lore e po' a tutte quande l'umene! L'èssènze d'amore, Dije, maje avrije putute dà origene 73 ' 74 'a nu sendemende tale! Sole 'a deviazione d'ò bene, a cause d'u done d'à libertà ha putute crejà stà mestrusetà. 'Nvèce d'apprezzà 'a grandezze e 'a putènze de quande recevute avèvene, lore 'a guerre penzarene de fa 'o Segnore crejanne accussì 'u male e purtanne 'u squilibrie, ind'a l'ome prime e ind'è cose po'! E quest'èrèdètà, ognune de nuje, apprisse s'a porte come pure se porte apprisse, 'a sandètà d'u sanghe chè Criste ha versate pe tutte l'umanità! Stì doje demenzione, une malamende e l'ate bone, stanne a farce accappì chè nuje pure 'a parte nostra d'u male e d'u bene purtame; quinde nen ce hamma ammuccià arrète a scuse d'u peccate origenale, fatte dè prime gènitore, pecchè nuje cume è lore 74 75 pure nuje culpèvele sime de tutte 'u squilibrie chè atturne all'ome stace. 'U scumbène determenate dall'antenate e po' da tutte quille chè opposizione 'o Segnore facime, cumbenzate è state d'ò Sanghe trè vote sande, de Quille cè ha vulute pagà 'a colpa mije e quèlle de tutte quande! 'A macchie d'u peccate origenale èje ruère che tutte 'u Crejate ha scumbenate e tutte 'crejature ha 'ngucchiate; però, ruère èje pure chè 'u Sanghe d'u Segnore ha pulezzate tutte 'i colpe eppure 'a pussebeletà a tutte ha date, de returnà, pe mèzze Suje a quèlla vergenetà d'u bene da Isse crejate! Nen ce venèssere, quinde a fleggirce i cusìditte scienzjate d'i cose de Diije, chè tèolege chiamà se fanne, quanne ce vènene 75 76 a raccundà che 'i crejature, appène nate l'hamma battèzzà. Lore, nen capiscene angore ninde, o volene fa finde de nen capì chè quillu 'nguacchiaminde origenale cangellate è state da Criste, e chè 'i crejature appène nate, s''a nova vite vènene chiamate abbrazzate sonde d'a meserecordia d'u Segnore chè nen fernèsce maje e chè per lore esiste e, pe tutte quille, chè pecènnune cum'è lore se fanne. 'U battezze, quinde, ind'à suffèreènze de Criste nen reguarde pe ninde 'i crejature, ma tutte qunde i grusse, chè pe ce salvà, ind'a quillu Sanghe sembe chiù sande ce hamma bagnà; pe putè capì quande Criste pe nuje ha fatte e quande nuje pe Isse hamma fa!. 'U pèse, perciò, 76 77 chè a nuje è state date èje tande e accussì grusse chè 'a paure 'ngulle ce mètte e 'a pussibeletà ce lève d'accumenzà cke Criste a cullaburà pe repurtà, tutta quande l'umanetà a èssere cume e prime e megghje de prime. Fine a quanne 'u coreje nustre nen torne a èsse core, stì cose capì nen putime, e 'a pène e 'u turminde nustre e de quilli che già passate sonde, continue angore, sèmbe chiù triste ind'o timbe, fine a quanne ce saranne, dope de nuje, quille megghje de nuje che stì cose hanna capì e quell'opere d'u Segnore hanna condenuà pe redà 'a pace prime a nuje che da prime ind'o turminde aspettame, e pò, a loroe stèsse che assaje mène de nuje, 'u pateminde, 77 78 'u delore e 'a morte avranne capite! Pecchè, aspettame angore? Pecchè, nen sime nuje a contenuà quell'opere da Criste accumenzate, che pe forze stà vòte vole 'a partecepazione de tutte quille che cum'è Dije 'a salvèzze d'u munne volene e de chiù angore, quelle de quille che amate da lore sonde? 'A megghje...tra tutte 'i fèmmene Marje èje chiamate quèlle che a Gesù ha mise sope a tèrra, e tutte 'a respettene e bene 'a volene; pure quille chè prudestande se chiamene e chè i cattolece dinne 'nvèce chè a Marije nn'a ponne vedè. Essa scèlte è state da Dije, 'mmizze a tanda fèmmene p'assecundà 'a vulundà d'u Segnore, chè sande ha vulute fa 78 79 prima a 'Esse e po' a tutte quande. 'U Segnore aspettate avève a metà de tutte i secule chè 'u munne 'mpide mandènene pe d'à a piènèzze a tutte l'Univèrse pe mèzze d'a venute de Criste sòpe a tèrre. Ind'ò stèsse mumènde ha vulute chè tande s'avève avverà, pure pe na fèmmene chè, cke Isse avève partecepà a rèdènzione de tutte l'umanità. Tanda dunazione chè Marije a dije ha date, nesciuna ata femmene l'avrije putute dà, pecchè inde a Esse s'erene annedate e tutte accendrate quille qualetà chè responnene 'o besugne de chi a Criste avève accumbagnà. Marije chè do Segnore scèlte è state pe purtà cke Isse, Criste 'mmizze 'a l'umene,addevendate èje pe colpe de quille chè crstjane dinne d'èsse, e ninde o poche atturne a 'Esse capite hanne une d'i raggione grosse d'a devesione 79 80 'mmizze a lore prime e ind'o munne po'. Pe lore, 'Essa èje causa de tanda tagghja, tagghja chè ninde ce'accognene p'a fedeltà 'o Segnore. Che 'mburtanze maje pote avè, p'a glorie de Criste 'u fatte chè Marije avute, o mène ati figghje, e se 'Essa è state assunte ind'o Cjle, ck'u Curpe 'nzime 'oSpirite? So vane assaje stì parole, 'nzime a tande angore, chè sèmbe chiù lundane ce fanne stà d'o Segnore. So fatte quiste, che appartènene ' o Patre de Criste, pecchè, Isse sule Hadda sapè fine a quanne 'a sandetà de Marije èje opre d'a stesse 'o opre de Dije. A nuje so cose chè poche ce'mbortene pecchè, Dije sule pe nuje tutte hadda eèsse e a Isse sule, pe mèzze de Criste tutte hamma rejalà pecchè cume Dije nu jurne hamme amà. De Marije, 80 81 stà 'uaglione, uneche e sole, na cose ce 'mborte assaje de 'mbarà 'a vertù de l'umeltà che 'o Segnore l'ha tande 'nnammurate. 'eje queste 'a qualetà chè sèmbe 'u Segnore annammore, da qualsiasi parte èssa provène e ce dace 'a pussebeletà d'addevendà figghje de Dije, pe mèzze d'u Sanghe chè Criste pe nuje ha date. Se putèsse Marije a nuje parlà, na cose , pènze, chè ce deciarrije: " Faciteve sande. benedecènne e ludanne, pe sèmbe, 'u nome de Criste chè Dije, cume Patre ce ha rejalate. E accussì, nuje pure, cume Marije 'a partecècepazione nostre hamma dà, 'o Patre de Criste, chè pure nustre vòle addevendà. Pe arrevà a tanda grandèzze, cume è Marija ce hamma 'mbarà a dice: "Ije sonde 'u sèrve tuje Segnore, chè tutte vòle fa de quante Tu ce vuje 'nzegnà! 81 82 I descèpule de...Criste Sule, sule Gesù jève p'à strade cammennane, quanne da lundane Giuvanne Battiste 'u vedeje e facènne 'u sègne a duje descèpule suje, deceje: "'U vedite? Quille èje l'agnèlle de Dije, chè lève tutte i peccate d'u munne!" A quilli parole, lore se mèttirene arrète a Gesù, pe vedè 'ndò abbetave e chè facève. Andrèje, une d'i duj purtaje,pure, 'u frate, Semone, chè pescatore cum'è isse ère e chè Gesù Pitre 'u chiamaje pe putèrle destingue da Semone 'u Cananèje. 'U jurne apprisse Gesù a Felippe 'ngundraje e ce decije: "Venime apprisse". E pure a Mattèje accussì ce avève ditte quanne a sigge 'i tasse l'avève viste. 82 83 E iènne jènne a Giacume e 'o frate Giuvanne se capeje, po' a Bartelumèje, a Tummase e all'ate Giacume ck'u frate Giude, 'a Semone 'u canaèje, pure a Giude Scarijote, chè tradì, po', l'avève. A tutte quiste 'u nome d'apostele l'ha date, chè sèmbe descèpule segnèfecà vole, perché seguace se facèvene d'a vulundà d'u Segnore, e a tutte quande quille che 'a vulundà seguì volène, Gesù descèpule suje 'i chiame e 'a stèssa bravure d'apostele 'i dace. Nesciuna defferènze, quinde, ce stace tra apostele e descèpule, ma sole quella chè i prime vecine a Gesù so state pure ck'u curpe; mèndre i seconde 'u tènene vecine ck'u spirite sule, e, 'u stèsse, però da Gesù 'mbarene quille che hanna dice e quille 83 84 che hanna fa. "Nen sole pe quiste, ma pure pe quille chè pe mèzze de lore ind'à mè hanna crède, Patre mije Te prèghe, pecchè na cosa sole pònne addevendà e 'u munne crède ind'a Mè pote pe mèzze de l 'amore lore!". Accussì, Gesù avève ditte preganne 'o Patre pe tutte quille che sèguace Suje se fanne! A tutte lore, Gesù 'a facultà ha date de sanà, de resuscetà e pure quèlla de scancellà 'u peccate, ind'o nome d'u Patre, d'u Figghje e d'u Spirite Sande. Nesciune 'mminze a lore èje prevèlegiate, pecchè tutte ùguale vecine 'a Isse sonde e tutte èguale 'a sandedà avè pònne. A dèversetà stace ind'o carisme 84 85 che sèmbe 'a stèssa 'mburtanze tène. A Pitre dinne chè l'ha date 'u premate sope a l'ate quanne 'i chiave d'u cjle ce ha rejalate e pure quanne ce ha ditte chè tutte quille chè sòpe a tèrre scioghje, pure 'ncile èje perdunate. Però, a Pitre pure addummannate ce avève, dope 'a Resurrèzione, arreccurdannele d'u trademinde chè pe trè vòte l'avève fatte: "Pitre, m'ame tu?" e Pitre tutte scunzelate pe trè vòte, 'u respunnje: "'U saje Tu, Segnore che ije te vogghje bène assaje! Da tutte quiste fatte accapì se pòte, cke l'aiute du Spirite Sande, chè 'a fegure de l'apostele Pitre éje sulamende semboleche, e chè ind'a èssa abbrazzate sonde, p'a caretà de Dije, tutte i descèpule de Criste chè l'amore Suje godene 85 86 se vecine a Isse stanne e, 'u turminde provene quanne lundane da Gesù volène stà. Quiste duje fatte appartènene a tutte quille chè a Gesù vòlene stà vecine e descèpule pure addevendà vòlene. E , a seconde d'à despunebeletà chè danne, vènene o mène allumenate d'o Spirite Sande e pe mèzze de Isse, vecine o lundane da Criste apparene! Però, na cose èje cèrte pe quille chè ind'a Gesù averamènde crèdene: desperate maje pònne addevendà e, quanne pure 'u turminde d'a debulèzze lore hanne pruvate, sèmbe e chiù a Isse a cercà vanne fine a quanne purefecate vènene d'a sandetà trè vòte sande d'u sanghe de Criste 86 87 chè'chiù assaje, p'i cumbagne Suje rejalate è state! E acchiane acchiane, p'u Spirite Sande, se vène a capì chè quèlla debulèzze peccate nenn'èje, ma sole 'a manganze d'a perfezione pèrdute e chè priste pe Criste, essa resanate hadda èsse! Pe stù fatte a tutte ije diche angore: "Nen ve perdite quanne 'a manganze a Gesù avite fatte pecchè Isse 'u sape già e ha pure pagate pe quèlla là pe dà 'a certèzze a mè, a tè e a tutte quille chè crèdenze tenime, chè 'u Sanghe de Gesù, tutte, pure 'u peccate ha scangellate! 'U peccate chè defficele assaje èje, pecchè 'a facce tène d'a supèrbeje e d'a cattevèrie; pure isse, ind'a Criste anniendate vène quanne 87 88 'a canuscènze tènene quille chè schiave de lore addevendate èrene e quanne 'u delore assaje hanne pruvate, pe putè 'u peccate lore ind'a Gesù èsse perdunate! 'A Chijse de...Criste Tand'anne fa quanne ind'a na campagne de Mondecalvelle stève a 'nsegnà, 'a famiglie che mè a nu pudère abbetave. 'A sera, 'o calà d'u sole, 'o lume de na cannèle quacche cose se facève; ma, spisse, priste ind'o litte se jeve. Na sèra, a case de nu cutadine me truvaje, 'ndò tanda gènde stève arradunate: 'a preghjre esse facève 'nzime è cande e a lettura d'a Bibbje Sacre. De Gesù sèmbe parlave e 'a lode dève a Isse, 'o Patre 88 89 e 'o Spirite Sande. Screstejanute ije, quèlla sèra rumanije, pecchè maje, prime, ind'a nesciuna case accussì avève viste pregà, ma sole e sèmbe ind'a nu tèmbie chè chise se facève chiamà. 'U jurne dope, de quèlla gènde me 'nfurmaje e prodestande me decirene che èrene e, chè lundane assaje d'a vèra chjse stèvene, chè cattoleche chiamà se facève e a èsse pure ije, allore, appartenève. 'U turminde da quillu mumènde accumenzaje ind'o core e pure inde 'o pensire mije. A Gesù sendève pregà quanne 'a chjese mije jève; 'a Gesù pregavene pure quanne 'nzime è prudestande ije stève. 89 90 'U Vangèle allore 'mizze è mane pegghjaje e a Gesù jurne e notte pregave pecchè m'avesse fatte accapì quande atturne a Isse sendute avève e pure vedute. Accumenzaje a frequendà pure l'ati comunità chè de Criste parlavene e, tutte, 'u Patre vandavene. Tanda nume de crestejane m'ambaraje: cattoleche,prudestande, mormone e tesrtimonie de Gèova: e tutte quande na sola cose in comune tenèvene, 'a "presunzione", d'èsse ognune d'a Chjesa vèra d'u Segnore! Nu prufane chè 'a canuscènze avrije vulute fa d'a Chjse de Criste, 'mmizze a tanda Babelonie, scristejanute sarrje remanute e, ind'a Criste, maje avrije credute. Quèste èje, purtroppe, 'a realtà 90 91 d'u timbe nustre: 'a gènde chè de Gesù parlà ha sendute, 'a ogne vanne 'u cèrche pe putèrle truvà, pecchè sènde 'a necessetà de Criste chè l'haddà aiutà! Quanne, però, 'mmizze a quille se trove, chè nen sole 'i vèste ma pure 'u Curpe de Criste se so devise 'a delusione 'i pigghje e, lundane da lore 'u Criste se vace a cercà. E, spisse, 'u trovene inde è cose chiù triste che'a morte danne 'o spirite prime e po' 'o curpe pure. 'A droghe, ck'u sèsse, e 'a violènze e ogne sorte de prostetuzione scagnate vènene ck'a facce du Segnore Mendre i struvite, quille chè de Criste dinne de èsse, stanne fra de lore a farse 'a guèrre pe demustrà a tutte l'ate, che'a Chijsa vère sonde lore stèsse. Ognune dice 91 92 d'esse 'a vèra Chjse, quella chè Criste hadda venì a pegghjà e 'o Patre l'hadda dunà. In vèretà nesciune 'mminze a lore 'a facce tène d'a Chijse de Criste, pecchè ogne comunetà pèrvase èje d'o male peggiore, quille chè maje putarrje èssere pèrdunate, e chè supèrbie vène chiamate. E sonde lore quille chè sèmbe de chiù lundane tènene 'a gende d'a canuscènze d'u Patre eppure d'ò Figghje pecchè manghe a lore 'u Spirite Sande: Quanda fessarije fra lore se dinne, quanne spècialmènde parlanne vanne de dogme, de primate, de canuscènze vère d'a Scritture; e, nen guardane atturne a lore l'odie, 'u male e 'a guèrre chè portene; pecchè angore nenn'arrivene a capì 'i parole chè Criste 92 93 ha ditte a tutte quille chè descepule Suje addevendà vòlene: " Nu Cumandanènde nuve a vuje dache, v'avite amà fra de vuje; sole accussì 'u munne se pòte amà e a me pòte cèrcà. Na cosa sole avita èsse, cume Ije e 'u Patre mije sime!" A vuje, perciò ije diche, che tanda nume date a Chijse che de Criste nenn'èje, scangellate tutte quille dènominazione,chè lundane assaje ve tènnene d'o Segnore, e nen perdite chiù 'u timbe apprisse a tande stupedarije chè 'a forme chiù andiche tènene d'u paganèseme. Allundanate da vuje tutt'a culture e 'u culte pure de quadre, de statue e de reliquie sande chè lundane assaje da Criste stanne e pure d'a sandità. Sule a ISSE, a CRSTE, avite amà ind'o Spirete e ind'a Veretà. Nenn'a 'ngannate angore 'a povera gènde 93 94 presèndanne quiste e l'ati cose pure, chè vèramende vacande 'u spirete mandennène, e cercate chiuttoste 'a sustanze ind'a fraternità de tutte quille chè de Criste amande vòlene addevendà L'umanità,accussì tutt'annammurate sarà deGesù, pecchè hadda capì chè Isse pe èssa s'è dunate e pe dà 'a salvèzze a tutte 'u gènere umane. Stà condizione, pèrò, triste assaje d'a devisione 'mmizze è crestjane, 'u sgumènde atturne porte e te face penzà chè 'a Chjse de Criste angore s'hadda crejà. 'Esse, 'nvèce, èsiste già 'mmizze a tutte 'i comunità, fra quille chè capite hanne, p'a puvertà d'u spirite lore chè sènza de Criste ninde sonde e 'a fraternità ind'a tutte vanne cercanne. E quanne,Isse, Gesù sòpe a tèrre 94 95 hadda turnà a quille tutte s'hadda pegghjà, de ogne timbe e de ogne vanne. 'A Chjse, quinde, hadda radunà e 'o Patre, trè vòte sande, l'hadda rejalà, pecchè 'u Patre c'u Spirite Sande ind'o Figghje l'hadda glorificà. Quillu mumende chè bramate, sèmbe, da tutte è state 'a pace a tutte hadda purtà. Allore, umene e cose, Cijle e Terre, 'a glorie de Criste hamma candà e l'equilibrie ind'o munne hadda turnà! E l'umene...tutte 'a perfezione perdute hanna retruvà, e maje chiù... maje chiù... pe Criste l'hanna lassà! 'U turminde...ind'a l'urte de Getsèmani "Allundane da me stu calece amare, sèmbe s'èje pussibele, Patre mije, però nò a mije ma 'a vulundà tuje s'hadda fa". 95 96 Accussì decève Gesù ind'o Getsemani,quanne 'a passione e 'a morte se preparave. E mendre stì parole decève,'u sanghe a gocce d'a fronde Suje ascève! 'U turminde ère accussì grusse assaje chè stì parole, Criste, ck'u core strazejate l'avève pronuzejate. Eppure, angore cke l'apostele suje stù fatte sfucaje: " l'anema mije èje addulurate fine a là morte!". Gesù, chè ck'a vulundà suje scèlte s'avève de ijì a morte, p'u munne tutte salvà e l'umrne tutte prime, cundènde assaje avrije duvute èsse ind'o Getsemani, nu poche prime d'èsse crucefisse, pecchè Isse sule avève decise de fa nu fatte grusse accussì, chè m'aje n'ome avrije putute 96 97 fa, ma sule Gesù, pecchè nesciune cum'è Isse sape amà. Eppure pecchè E'je tande, accussì e sule putènde da putè pulezzà, quante l'umene d'i sècule tutte 'nguacchiate avime. E allore, cke l'aiute d'u Spirite Sande tu cirche quale èje 'a spègazione d'u turminde de Gesù ind'a l'urte; pecchè 'a ragione nen t'a pote dà, èppure ce stace sta triste rejaltà! 'U cervèlle curte de l'umene e chiù angore de quille struvite, chè 'u nome tènene de tèolege, hanne truvate na resposte ind'a paure e 'u tremelizze chè l'umene tutte 'mbacce a morte pigghjene, e pure a Gesù, lore dinne, ind'a 97 98 quille mumènde ha peggjate. Criste ha ditte: " Nen dècenne pacce 'o frate tuje". Ma ije stavòte ck'u permèsse Suje. "pacce" 'i chiame a quille chè de Criste stì cose dinne 'A versione lore apparì ruère pòte all'ucchie de scème, pecchè nen sanne fà 'a reflessione atturne a quande Criste stève pe fa, pe ce redà 'a libertà che 'avèmme ck'u peccate, pe sèmbe anniendate. Da tutte quella dunazione vène subbete allundanate 'a sckefèzze de penzà chè 'a paure a Gesù l'avèsse pegghjate. E a cunforte de tutte quiste, stace pure chè l'umene tutte chè 'a morte hanne affrundate, pe nu nobele penzire, nesciune maje annande a èssa ha maje tremelate. E 'mmizze a stì fatte tutte 98 99 pinze pure e maartere crestejane, chè pe Criste, cantanne, 'a morte se sò pegghjate. E allore, angore de chiù tu te mitte 'a cercà 'o Spirite Sande pe sapè chi l'ha date tanda delore a "Gesù mije" angore prime d'a crucefissione. E subbete, Isse, avvède te face nu poche d'a vesione chè a Gesù ha turturate poche prime d'a passione. Ind'ò timbe, annande a Criste se vedève 'u trademinde de quille chiù vecine a Isse, e acchiane acchiane, nu poche chiù lundane se vedève 'u strazje d'a devesione d'u Curpe d'u Segnore, chè a morte purtate avève a tanda crejature chè de Criste frate avrienne vulute addevendà. Tanda nume 99 100 'o Curpe Suje strazjate l'avèvene date. Tande da nen farle chiù canosce a quande cercanne jèvene 'a pace. Quanda nume se so date 'i crestejane dècadute chè ' a parvènze sole hanne stupate inde a quillu nome de crestjane. E 'u sanghe accumenzaje angore de chiù a scènne d'a fronde de Gesù, quanne 'a vesione annande a Isse stève de quille chè l'adurazione purtaveve e creiature d'u Segnore. Tanda madonne e tanda sande se vedèvene pegghjà 'u poste de chi 'u Sanghe stève pe dunà, pecchè 'i struvite accussì bèlle e sande l'appresendavene d'ammuccià cke lore 'a facce d'u Segnore. E Criste suffrève assaje e sembe de chiù a vedè tutte stì cose che scemavene 100 101 'a putenze d'a dunazione suje e ' a glorie pure d'u Patre Suje. Ma quanne penzaje chè 'u sanghe Suje nen sole pe quille, ma chiù assaje pe l'ate venève versate. 'a cunzelatione 'u pegghjaje e 'o Patre tutte se dunaje pe putè dà e crejature tutte, chè 'u sanghe Suje hanne glorefecate, quella pace chè 'u core de tutte brame e che sule ind'ò Patre s'è feccate! ' "Megghje pe isse sarrije state se nen osse nate!". Accussì Gesù avève ditte è dèscepule Suje quanne 'o trademinde de Giude avève accennate. Stì parole a prima botte, 'u terrore te mèttene 'ngulle e te fanne penzà chè pe Giude nen c'è state 'a salvèzze! Ma quanne 101 U' trademinde de Giude e...quille de Pitre! 102 penzanne vaje atturne 'a mesèrecordie de Dije e chiù angore, atturne a caretà Suje, a Criste, t'accurge acchiane acchiane chè quille parole nenn'èrene de cundanne, ma sole de sgumènde pe Giude, chè pe tutte 'u timbe chè stu munne dure, tradetore haddà èsse chiamate da tutte 'i genèrazione. Isse, Giude ha 'ncarnate 'u trademinde de tutte quande l'umene, chè jiurne dope jurne a Gesu' dame. accumènzzane da quille che apostele Suje chiamate sonde, e da Pitre pe prime chè pe tre vòte de seguete rennègate l'avève, pecchè paura assaje de iji 'a morte tenève. Giude, 'nvecem 102 103 'a morte subbete se pegghjaje pecchè 'u delore forte assaje nen suppurtaje, e 'u cervèlle 'u turturaje p'u troppe male chè, forse, sènza vulè a Criste l'avève date. De fronde a quistu delore chè a Giude tutte l'avvelije e 'a vedè a fine di denare chè 'mbacce e privete furène jettate, te vène da sapè: "Pecchè Giude 'u trademinde a Criste l'avève preparate!" E quanne allundanate èje da isse 'u desederie di denare, pecchè Giude ne teneve assaje e chè nesciuna ,mburtanze e solde l'avève date; tu cirche cke l'aiute d'u Spirite Sande de truvà nu poche d'à vèretà! E allore te vène da penzà 103 104 chè Giude forte tenève 'a credènze ind'a Gesu' e chè Figghje de Dije avèramènde 'u credève e pure 'a certèzze avève, chè nesciune maje ' u male l'avrije putute fa! E furene quiste, forse, i fatte che 'u spengirene a demustrà 'a veretà. Quanne 'nvece a versione d'a cundanne avije; penzanne chè 'u sendì suje na delusione era state, e de fronde 'a morte chè all'innocènde l'avèvene date 'u strazje 'u pegghiaje,'u cervèlle suje chiù nn'arraggiunaje e 'a morte se cercaje p'avè 'a pace, quella pace chè ind' a Criste nen avève curagge chiù de cercà! Mèndre Pitre, chè 'u delore 104 105 pu trademinde pure forte èra state, però nu poche de mène de quille chè a Giude l'avève turterate, 'a forze truvaje pecchè 'u cervèlle suje nen s'ère tutte annebbjate, e,'u coreje turnate a èsse core, 'u perdone a Gesu addummannaje, e po' ck'u chiande assaje 'u delore sfucaje e, nu poche a vòte, p'à forze de Criste a' pace avèramènde retruvaje! Vuje tutte, quinde, nen v'affannate quanne a Giude avite giudecà, pecchè ind'à isse quande de nuje ammucciate stàme, chè chiù de Giude tradeture ce hamma chiamà. e quinde 'u perdone a Dije, 'nzime a Pitre, pe nuje prime hamma 'mplurà e po', pure pe Giude e pe quille 105 106 chè angore chiù de isse 'u trademinde, ogne jurne a Criste fanne. A Giude è capetate pe nu fatte circustanzejate d'èsse èvidènzjate cume a quille che de Criste tradetore è state. P'a veretà ind'à isse se so feccate tutte quille chè Criste hanne negate e 'a salvèzze nenn'hanne truvate se 'u delore forte nenn'hanne pruvate; quillu delore chè Giude 'nvèce ha pure 'ncarnate tande che 'a morte ck'u core s'avève prgghjate 'U bune e 'u...cattive ladrone 'U cile acchjane, acchiane s'ère fatte nère nère e l'arie scure e 'nghiummose ère pure addèvendate. Quanne tutte na vòte 'a terre accumenzaje 'a tremelà, 106 107 spècialmende là sope a mundagnèlle, 'ndò trè cruce stèvene chè guardavene 'mbacce 'o cjle. Ognune di esse appèse tenève n'ome; trè malfatture decèvene che èrene e che tanda peccate tenèvene! Però une de lore, o cèndre, ère nucènde e 'u nome suje Gesù ère! Tutte e trè suffrèvene assaje'i pène ind'o curpe; ma Gesù angore de chiù indo Spirite, e penzave che 'a sufferènze p'i cumbagne de svendure, angore poche sarjije durate, mèndre quèlle pe Isse ind'o timbe sarrije cuntenuate fine a quanne l'utème ome avrije peccate Quistu penzamènde Gesù jève facènne, quanne une d'i cumbagne de svendure,a gastemà contre de Isse accumenzaje, e lucchelanne decève: 107 108 "Se tu 'u figghje de Dije sinde, salve a nuje e pure a TE!"; ma nn'u decève pure isse, pe carecature cume facèvene i suldate e pure i magestrate! Mèndre Gesù cuntenuave a pregà: "Perdunele , Padre, pecchè nen sanne quille chè se fanne!". L'ate ladrone che 'a pèna suje s'ère fatta grosse p'i gastème dètte d'u cumbagne, condre de isse accumenzaje a parlà: "Nen tine paure d'u Segnore, tu chè staje paganne 'a stessa pèna Suje? Però, pe nuje stà pene èje giuste, pecchè hamme fatte tanda male da meretà quèsta, sòpe a tèrre e l'ata pure 'ncile. Ma Isse, Gesù, che ha fatte pecchè haddà patì cume è me? Isse chè sole 'u bène jève 108 109 nen sole predecanne, ma de chiù facènne, ha vute 'a nostra stèssa cundanne! Povere a nuje e povere a lore, chè nen capime ninde de quiste grande amore! Isse, tutte, se stace danne pe mè, pe tè, pe tutte quande! 'U ladrone fetènde chiù nen pepetiaje a stì parole, e, forse, pure isse, allore capije 'u male chè a Gesù avève fatte! E che quille èra chiù grusse de tutte quille fatte prime! E, citte citte, pecchè resciore tenève, perdone pure 'o Segnore addumannave de quande poche prime ce avève ditte e, de quande prime angore a l'ate, l'avève fatte! 'U Segnore' pure Isse, citte citte ind'a ninde 'u perdone u' rejalaje 109 110 c'a sufferenza Suje! L'ate cumbagne, quille chiù bune, chè senza vregogne avève parlate, cundenuaje decènne 'oSegnore: " Gesù''' quanne ind'o Règne Tuje, Tu te truve, arrecurdete de mè chè peccatore forte sonde, però de Te 'nnamurate me sonde' e se putèsse arrète returnà, vecine a Tè me ne strarrije, pe cercà de farne de mène de fessarije! Quille parole calmarene, nu poche 'u delore d'u Segnore, pecchè lore erene trasute acchjane, acchjane indo core. E, Isse, Gesù respunije, ck'a voce pure fina fina, ma sèmbe chiù dolce: "Nen t'è prèoccupà, pecchè tu e tutte quille 110 111 cume è tè che aiute a mè cercane, ogge stèsse, 'a letizeje (prejèzze- gioje) e 'a glorie, d'u Patre mije, v'avite gustà! 'A Resurrezione...de Criste! 'U jurne dope 'u sabate, a l'albe, n'angele d'u Cjle sòpe a terre, ascennute èra e luvate avève 'a prete chè chiuse tenève 'u Sepolcre 'ndò Criste stève: 'U remore èra state accussì forte che 'i guardie 'o tarramote penzarene. Mizze murte èrene rumaste' po', p'a paure, se ne fujerene e tutte e privete ijrene a cuntà. Quiste, 'nzime all'anziane tanda solde è suldate rejalarene, pecchè avèssere ditte chè de notte i descèpule, 'u Curpe de Criste avèssere pegghjate! L'angele, 'ntande ditte avève è doie Marije, chè 'o Sepulcre 111 112 èrene jute: "N'avite avè paure, vuje che amande de Gesù site; Isse èje resorte cume v'avève ditte e all'apostele Suje decite chè inde a Galilèje l'aspette, 'ndò l'hadda 'ngundrà e l'uteme cunziglie ce hadda dà" E, mèndre 'i fèmmene pe quande viste e sendute avèvene, sturdelute se ne jèvene, cke Gesù faccia a faccia facirene e inde a ninde 'ngennucchiate e pide Suje se truvarene. E Gesù pure a lore decije quande l'Angele ce avève già ditte: " E frate mije decite chè inde a Galilèje Ije 'vache aspettà". E quanne sope a mundagne d'a Galileje se truvarene, Gesù all'Apostele, chè pure dubbetate avèvene e chè mò è pide Suje 112 113 prustrate stèvene, accussì parlaje: "Jate pe, tutte 'a facce d'a terre e facite descèpule mije tutte 'a gende, chè inde a me crède e battezzatele ind'o nome d'u Patre, d'u figghje d'u Spirite Sande. Tutte quille chè avranne credute a salvezze cke mè hanna truvà; quille, 'nvèce chè 'u sanghe mije cundinuene a negà ck'u timbe s'hanna rètruvà e, pure 'a pace d'u Patre s'hannà guadagnà. E pure a tutte quille chè inde a Mè hanne crèdute, descèpule mije l'hagghja fa e cke lore fine a fine d'u munne hagghià stà". Chiu de na vòte dope 'a Resurrèzione, Gesù cke l'apostèle 'ngundrate s'èra e a tanda cose accennate avève, e chiù de na vòte cke lore magnate pure, avève. A Tummase chè ne ce stève quanne 113 114 dall'apostele s'èra fatte a vedè, 'u dite ind'a chiache de mètte cummanate l'avève. Ck'i descèpule d'Emmaus s'ère pure fèrmate a magnà e da lore s'ère fatte canosce, quanne 'u pane benedecènne l'avève rejalate. Pure sope 'o laghe de Tebèrejade se facije canosce quanne na rète chiène de pisce inde a ninde pegghjà facije all'apostele, chè pe na notte sana sana manghe nu pèsce pescate avèvene Quaranda jurne dope'a Resurrèzione, de tanda descèpule a presènze ck'u Curpe ind'o Cile anghjanaje, lassanne a vocche apèrte tutte quille chè a guardà stèvene! Stù fatte chè Gesù pure ck'u Curpe ind'o Cile se n'è jute sèmbe de chiù 114 115 crède ce face, chè nuje pure 'u curpe ind'a l'Eden ce hamma purtà, quanne cummannate 'u spirite nustre da Dije, hadda èsse pe venì a pegghjarasille, pecchè ind'a Criste hadda èsse glurefecate, e cume Criste maje chiù suggètte hadda èsse 'o peccate, 'o delore e a morte è 'a pienèzze hadda retruvà ind'a perfezione chè Criste, ck'u Sanghe trè vote Sande ce hadda rejalà! E allore destrutte 'a supèrbia tutte hadda èsse,, che atturne a nuje 'u male tutte ha crejate, e d'o bene sule hamma èsse pervase; da quille bène chè te face desederà, vedè e sènde l'ate tutte ind'a pace; a quella Pace chè a nuje pure 115 116 pè sèmbe, 'a stessa pace ce hadda dunà! 'A perfezione quinde pe Criste hamma cunguestà, quèlle che avemme pe colpa nostre. Pe sèmbe, perdute e che sole pe Criste rennuvate è state. E maje chiù... mai chiù pe nesciuna cose 'o munne ce hadda èsse luvate, pecchè inde a Criste hadda èsse, avvenghjate (arravugghjate) e cke Criste ind'a pace pe sèmbe hadda èsse furtefècate! 'U Padre de...Criste eje pure 'u Padre de quille chè frate di Criste se fanne Ind'o proleghe d'u Vangèle de Giuvanne' scritte stace: "... a tutte quille chè l'hanne accèttate 'u putère l'ha date d'addevendà figghje de Dije e chè quiste generate so state, sulamende da Dije e non da carne, 116 117 né d'o sanghe, né da vulundà de l'ome!". Stì parole stanne a spiegà chè tutte l'umene nen se ponne chiamà figghje de Dije, ma stu nome èje stupate sule aquille chè Gesù hanne fatte lore cume Salvatore e chè tutte i pèccate ha scangellate ind'a lore E a cunforte de tutte quiste, sèmbe ind'o Vangèle de Giuvanne' rèvelate stace: "Chi crède ind'a Gesù, nenn'èje cundannate, mèndre chi non crède è state già cundannate a pagà a pena suje!". E angore: "... Chi crède ind'o figghje ave già 'a vite eterne, ma chi se refiute de crède ind'a Isse, nen pòte avè subete a quelle, pecchè 117 118 a cuzzà se vace ck'a vulundà de Dije!" "...Ije sonde 'a Vie, 'a Veretà e 'a Vite!". Accussì dice Gesù a tutte quille chè credènze tenime e chè descepule Suje ce facìme. Isse sule, quinde èje 'a salvèzze e nen ce stace ninde e nesciune chiù che te pòte dà a èsse!". Dopo quisti parole e l'ate angore, cume se potene penzà certi cose e avè 'u curagge d'affermà che 'a credènze pure ind'a l'ate dije te pòte dà 'a salvèzze. Criste sule èje avèramende 'a strade chè te porte a quèlle, pecchè Isse sule 'u Sanghe Suje 118 119 pe tutte ha date; ha faccia pure de Dije, cume Patre ce ha revèlate e 'u Cumandamènde nuve e sule ce ha rejalate: "Amateve cume Ije v'hagghije amate!". Pecchè nuje pure 'a pace truvà putime, quèlla pace chè ognune brame e chè maje truvà 'a puje, se inde a l'ati strade cercanne 'a vaje, pecchè sole ind'a Criste è state 'nchiuvate! E angore prime de farese accide ind'a l'utèma cèna cke l'apostele Suje e cke nuje pure vecine accussì ha parlate: "...Quiste èje 'u Curpe mije. Quiste èje 'u Sanghe mije, chè versate 119 120 vène pe tutte 'u munne!". E po' ha chiuse stì parole decènne a nuje chè descèpule Suje decime d'esse: "...accussì vuje pure havita fa, quanne de mè ve vulite arrecurdà!". Have vogghje Criste a repète, inda tutte l'ore d'u timbe, stì parole; chè Isse sule. 'a vita ètèrne dace a quille chè, pe mezzè Suje e du Spirite Sante 'u Patre, cume e uneche e sole Dije, l'amme accettate. E sonde, sèmbe, lore i sagge d'a terre chè parì vònne scenzejate de Dije, chè ambarene 'a gende nu sacche de fessarije. 120 121 E 'mminze a tutte stì fessarije, vanne pure decènne chè tutte ' i crejature so figghje de Dije, sènza tenè presènde 'i parole d'a verètà chè Criste ck'u Sanghe ha cunsgrate. E allore, tutt'a veretà chè Criste ha revèlate, ind'o core nu poche a vòte se face strade e te vène da penzà che avèramènde ciche e surde sonde da nen vulè capì quande Criste ha ditte; né capì 'u fanne all'ate chè 'u desedèrie tènene de vulè addevendà frate de Criste e figghije de Dije; e 'nvèce custrètte vènene d'a cecètà (d'a fessetudene) d'i struvite e, 'nzime 121 122 a lore vanne 'ndò duje ciche arrevà pònne. Mènu male pèrò chè pe quille chè 'a fede carpite è state, ce stace 'a speranze d'a salvezza: E mendre aspettanne stranne, 'u retorne de Criste ind'à a Nova Terre, ind'a quillu timbe 'a vesione chiare d'amore de Dije ind'a Criste hanna avè e,p'u Spirite Sande 'u pendemènde e 'u delore hanna pruvà, tande forte, chè 'u spirete lore 'a purèzze originale hadda retruvà e, mèmbre d'a Chjse de Criste l'hadda fa! Dal Libro "Le mie Rose ad una Donna" – Anno 1884 Presentazione del prof. Matteo Coco 122 123 Se il cuore stringe alla gola, se tutto il mondo sembra venirti addosso un angolo di pace remota esiste e lo devi trovare proprio lì dove risiede, nel tuo cuore, fatto di dolore e di amore. Ti sovviene nel ricordo l'antica selva Nemea dove giocano le ninfe e dove la tua Dea ti aspetta. Aspetta... che tu, preso dai ricordi, canti la Donna, da Eva ad oggi, con un canto perenne che resiste oltre il tempo. A tutte queste cose pensavo leggendo le poesie di Marchesino, alle mie fantasie d'ogni giorno, ai nostri miti di ogni tempo, e scansando l'idea di possedere una altrettanto mitica e bella Marilyn "oggetto sexi di celluloide", ripensavo alla donna virtuosa e sensibile del Medio Evo. Non per questo Marchesino ritorna all'antico, anche se dimostra di conoscere e prediligere lo stile classico, anche se sa essere poeta che sa rivalutare la donna, diventata ormai, oggi, un vuoto a perdere, un oggetto insignificante. No, per Marchesino, la donna gestisce o sa gestire ancora uno spazio perduto, sa giocare il suo ruolo di madre, di moglie, di amante sincera, di amica; e questo diventa il leit-motiv di tutta la produzione lirica di Marchesino. Una donna che pur vivendo la realtà quotidiana, la trascende e si eleva al di sopra di tutti, quasi pronta ad assumere una "fisicità" spirituale. Il Marchesino, ci sembra capire, attraverso i suoi versi, va alla ricerca di una donna ideale che a memoria d'uomo non è mai esistita, ma che pure esiste in tutti noi, in quell'angolo remoto dove noi stessi, a volte, ci smarriamo per seguire "altri" ideali che poi sono vicini a noi tutti i giorni E allora in questo senso, con questa chiave, che va letta ed interpretata la poesia di Marchesino. In questo modo, penso, dobbiamo disporci di fronte ad essa con l'animo e la"memoria" sgombra da qualsivoglia pregiudizio di carattere umano sulla donna. Del resto la stessa introduzione che l'autore premette a questa silloge, spiega il resto, ci fa capire qual'è il messaggio che Marchesino vuole trasmetterci col suo poetare. Introduzione Donna... il tuo nome mi sconvolge; la tua bellezza mi seduce; la tua bontà m'inebria; la tua perfidia mi prostra...! Tu...dove sei? (la donna ideale) Ritornando con la mente a ritroso nel tempo e spolverando negli scomparti del cervello e del cuore, infinite immagini riaffiorano alla mente, portandomi il ricordo (gioia e dolore) di numerose disparate situazioni, incredibili quasi, per cui mi sembra di sognare e il dubbio intorno a me viene, a tal punto che devo chiedermi: è realtà o sogno? Eppure, senz'altro, sono rispondenti a momenti meramente vissuti che, avendo avuto una fugace esistenza, si... perdono nel tempo confondendo il reale col fantastico! Il cuore, però, li ha vissuti intensamente e, pertanto, restano scolpiti tra i sentimenti più cari che mi evidenziano una realtà così sfuggente che a stento si riesce a recuperare, perché troppo meravigliosa ma anche difficile a trattenersi, a causa della volubilità della donna. Felice mi è il ricordo e, quindi, è il rivivere quegli istanti in osmosi con la donna che, seppure rari, mi hanno inebriato e fatto raggiungere le mete più sublimi di quel sentimento che, spesso viene evocato in modo distorto e che si concretizza nella parola "Amore!" L'intensità completa di esso non può gustarsi se non alla Luce e all'Essenza dell'AMORE: il CRISTO! 123 124 L'Amore è possibile viverlo solo attraverso una inconfutabile certezza che si estrinseca nella donazione completa e reciproca di due esseri, l'uomo e la donna, fino all'annientamento delle singole personalità e al raggiungimento della fusione del "due" nell' "Uno!". Il motivo essenziale che mi ha portato alla pubblicazione di queste liriche, è il desiderio di sviscerare in esse una bellezza interiore vissuta in una "inverosimile" densità che evidenzia una realtà eterna della quale, ognuno di noi, ne sarà partecipe. In oltre in esse ho voluto esaltare le angeliche doti della donna, occultando in gran parte la perfidia, perché ritengo che a lei è affidata, in modo particolare, la felicità dell'uomo. Queste poesie vogliano essere una efficace esortazione a colei che giustamente e, non a caso, è stata definita il simbolo della cattiveria o della bontà, della delusione o della virtù: un nome magico o crudele? DEDICA Dedico quest'opera ad un angelo del Cielo che mi è stato sempre vicino ed ha gustato con me le celestiali interiorità, nonché le atrocità di alcuni istanti che sono stati fissati in queste liriche. E...allora "...se tu la mia Donna fossi; se io il tuo uomo fossi; un attimo al DIO-SIGNORE di prestarmi le Sue doti chiederei. E... allora? E... allora sfiorando ogni tuo capello in ebano prezioso o in oro fino lo muterei! E... allora guardando, intensamente, gli occhi tuoi in perle rare le trasformerei! E...allora accarezzando, dolcemente, le pallide e sofferte guance tue in rose scarlatte le cambierei! E... allora baciando le esangui labbra tue in polpose e dolci ciliegie le tradurrei! E... allora il tuo corpo accostandolo al mio, il calore dell'energia solare donerei! E... infine, lo spirito tuo ed il mio, donandoli a DIO, supplice a LUI chiederei che fusi, in eterno, fossero dal SUO Amore Divino! La tua...immagine Lo sguardo proiettando sulle quiete acque del mare; sull'addensata foschia dell'orizzonte, i contorni di una umana creatura ho ravvisato; 124 125 e, il sole, l'invocazione accogliendo dell'anima mia, dissipato ha quell'ammassato vapor; e nitida, quasi diafana alla luce splendente dell'astro la tua immagine, quale il mio cuore la vede m'è apparsa! Vi prego... non la toccate Pioggia tintinnante, copiosa, sferzante; ti prego non la toccare, perché tu non l'ami come me! Vento, buono sii con lei, non spaventarla col tuo ululato; allontana da lei, ti prego il tuo insidioso vortice, perché perir farla potrebbe; neanche la tua brezza voglio che la sfiori, perché potrebbe contaminar la sua purezza! Neve, cerca, anche tu, di non avvicinarla col gelo delle tue falde; né, ti prego, col candor delle tue distese perché, 125 126 quantunque tale, potrebbe il suo offuscare! E tu, o sole, risparmiala, ti prego, non percuoterla con i tuoi infuocati raggi; né lambire il suo corpo col tepor del tuo calor; giammai a riscardarla riuscirai, perché tu non l'ami quanto me! A te solo, DIO, è dato col Tuo Spirito d'ammantarla; perché, solo Tu, le puoi dare quanto al mio spirito manca! Donarti vorrei...il mio Gesù Troppo bello è, meraviglioso; direi quasi inesprimibile,quando intorno a te vedi che tutto scompare: la giovinezza, la salute, la ricchezza, la potenza, gli affetti,ogni bene: tutto insomma! E allora... la paura, lo sgomento il terrore, il tormento vorrebbero fare presa su di te: schiacciarti, distruggerti, annientarti. Invece no; ciò non avviene, perché t'accorgi che c'è qualcosa di più grande, di più duraturo, di eterno da possedere: un tesoro immenso 126 127 che non puoi, mai, perdere che nessuno riuscirà mai a strapparti. Hai LUI: GESU'! Tu l'abbandoni, e Lui ti cerca; tu, forzatamente, vuoi tenerLo lontano e, Lui, ostinatamente, t'è vicino; tu,ripetutamente, lo torni a mettere in Croce, e Lui, eternamente, t'ama! Questo Gesù, che sopporta me vorrei donarLo a te e a tutti quanti; perché,giammai, come me tu possa la disperazione incontrare. Anche quando il dolore, la sofferenza e la colpa toccano il limite massimo: essa mai ti prenderà! Lui, Gesù, ti è vicino: con te,porta il tuo dolore; con te, porta la tua sofferenza: e per te, porta il tuo peccato: T'accompagna fino all'impatto con la Nuova Dimensione; dove il dolore, la sofferenza ed il peccato espiati, cessano d'essere: e, tu entri a contatto con l'eterna gioia: il Suo e nostro Dio, il Dio -cristiano, il Dio che altrimenti non poteva essere; il Dio -Padre: l'AMORE! Eugenio Marchesino " Le lacrime sono il sapore di questa vita: l'uomo che non le ha conosciute, ha perduto il meglio di questa esistenza" : Dolcezza di un pianto Che letizia provavo all'alba di stamane, quando copiose e calde le lacrime le mie guance rigavano! 127 128 Pensavo a te: alle tue dolci parole che colmavano di tenerezza il mio povero cuore: Allora... al Signore dicevo: "Grazie per averle create, sia nella gioia che nel dolore". Senza di loro la gioia ed il dolore non avrebbero valore. Esse ci donano l'intensità del gioire come pure quella del duro soffrire! Se non ci fossero, non avremmo conoscenza né dell'una, né dell'altro e poco o niente di questa esistenza capiremmo. Benedette,quindi, siate voi lacrime: sia che la gioia o la sofferenza portiate! Le mie Rose ogni petalo racconta il mio dolore, se leggerlo saprai! Povero cuore mio! Per te se lacerato, sventrato, accasciato ...senza fine. Nei calici della mia rosa ho riportato umori miei e intensità di vibrazioni che per te ho provato. Chissà se saprai apprezzare! L'Apoteosi del Creatore Donna: bella, meravigliosa sei poiché nelle fattezze il Creatore, 128 129 completa ti fece; e, ancor più, nell'anima ti compose perché ogni creatura a Lui somigliante, sempre te cercasse, sempre a te si affidasse: sia che figlio o amante fosse di te la bramosia avesse... A Lui la lode e l'inno di gloria vadano, per averti resa apollinea agli sguardi, indispensabile a tutti; direi come l'aria... come l'acqua... come il sole... come ogni cosa che crea DONNA... cosa sarebbe l'uomo senza di te? Una creatura priva di vita, che muore sul nascere, senza poter gustare la gioia che la Creazione crea... in ogni istante. Pochi sono quelli che di te giusta misura hanno, ma di loro il cantico basta a rendere ogni donna , elevata, nella sua dignità più grande Non ti crucciare se nella vita, alcuni, di te scempio fanno; il loro sentire è frutto d'ignoranza che trova riscontro,solo, nella non curanza. Di te cantare la bellezza io vorrei quando lo sguardo tuo col mio s'intreccia ed eternare vorrei gli istanti, quando il corpo mio col tuo si fonde, per irraggiare ed investire intorno, tutto e tutti, del diletto immenso che lo spirito mio risente. 129 130 Ed ogni volta che tanto si ripete, un osanna elevo , a Colui che tanto mi concede. Sii paga, quindi, Donna di quanto, Egli, il Creatore ti diede, ringraziaLo eternamente per averti resa bella e piacente, come giammai...alcuna cosa fu giammai...è giammai...sarà DONNA...prodigiosa sei! Dove...sei? In ogni bel volto di donna inutilmente e spasimando, t'ho cercato: ti prego, dimmi dove tu sei? Nel mentre sembra che t'abbia incontrato tu balugini a mò d'una meteora: Continuo a cercarti in ogni donna, perché so che non sei un miraggio, bensì una meravigliosa realtà! Nel mentre ti cerco m'accorgo che invecchio, e non ho gli anni luce di quella fulgida meteora che a suo piacimento appare e...poi scompare! Continuo a sperare, certo d'incontrarti ancora nella "quarta" realtà dove il tempo non ha senso e dove regna l'eternità! La Eutanasia e la Cremazione –Anno 1990 130 131 Voglia questa mia meditazione portare l'uomo a riflettere sulle reali condizioni della sua esistenza. Riuscire a penetrare il valore della vita in questa dimensione, arrivando a carpire che essa deve essere vissuta in funzione dell'ultra -terrena, significa procrearsi enormi vantaggi per la "Iperconscia", dove la permanenza sarà assai limitata e...anticiperà l'ingresso nella "Paradisiaca", luogo di pace e di eterna felicità! Fuori del tempo Un dì fuori del tempo quando lo spirito mio negli eterei spazi aleggerà e con gli altri puri nella Terza Dimensione s'imbatterà, la terrena e prava ora termine avrà. Allora, o CRISTO, scevri da ogni iniquità lo splendore e la purezza che eternamente irradi, tramite lo SPIRITO SANTO, a noi manifesti saranno. Vergogna e orrore, pentiti, noi avremo desiosi che la sofferenza lo spirito purifichi per essere proiettati nella quarta Dimensione: la "Paradisiaca", dove gloria ed amore noi gusteremo e lode al Tuo nome Santo, in eterno, renderemo. Coscienza prima acquisiremo del male operato del Bene non accettato e la visione d'ogni turpe pensiero, d'ogni esecranda azione al nostro spirito saranno palesi. Bramosi del dolore purificatore noi saremo e quando candidi ci avrà reso, privi d'ogni scoria alla "quarta" voleremo. L'Amore Tuo, o CRISTO, 131 132 e la Tua Gloria per sempre godremo. Cotali nel seno Paterno, grazie a TE e allo SPIRITO SANTO, ci rifuggeremo perché la Sua figliolanza col Tuo Sangue ci hai guadagnato! La Eutanasia L'uomo, questo essere creato ad immagine e somiglianza del SUO CREATORE, in funzione di quella "Libertà" che gli fu elargita al momento della Creazione, osò con la stessa, successivamente, sfidare il SUO DIO -CRISTIANO traendone, quindi, nefaste conseguenze: la perdita di una vita eterna nel gaudio; la morte fisica di se stesso e della sua posterità. La libertà spirituale, invece, gli fu serbata perché , egli, potesse ancora conservare qualcosa dell'immagine ricevuta alle origini e, soprattutto, potesse penetrare nel misfatto del suo avo e meditare, non già per riparare ad esso ( al quale era stato già preposto il CRISTO) ma per una presa di coscienza dell'infinito orrore e cercare di ritrovare, in parte, il pentimento per il riscatto di questa nefasta eredità trasmessagli dai suoi progenitori. La Libertà, quindi, gli fu serbata in eterno e della quale nessuna legge umana potrà limitarne gli effetti. E' ovvio che essa deve rispettare la Libertà altrui e, quindi, non deve intaccare il diritto degli altri. Premesso tanto, si arguisce che tutto quanto concerne anche la vita biologica dell'uomo, che dev'essere amministrata solo dalla sua volontà: se essa deve essere vissuta e in che modo, purché non infierisca su quella degli altri esseri umani. Nessuno, dico nessuno, all'infuori del CREATORE, può penetrare la fenomenologia che si estrinseca in ogni essere umano (genetica, ambiente, cultura, etc,); quindi, nessuno ha il diritto di ostacolare il modo individuale della vita dell'uomo. Perciò, soffermiamoci un tantino sulla teologia cristiana e cerchiamo di capire perché la chiesa cattolica e le altre "professioni" cristiane, nonché altre religioni si oppongono alla Eutanasia? La sofferenza, in linea di massima, porta ad una introspezione del soggetto e, quindi, alla ricerca marcata di quel "quid" (Chi sono, donde vengo, dove sono destinato dopo questa esistenza?) che spesso affiora nella normale vita quotidiana e che con altrettanta spregevole certezza non viene sottoposto ad analisi perché la vita, specialmente oggi, col suo dinamismo ne vieta la possibilità di un approfondimento; oppure subentra la paura di smarrirsi in una ricerca infinita che potrebbe portare ad uno squilibrio mentale. Essa, quindi, se non viene sorretta da una fede nell'ultra - terreno porta a sviscerare la vanità di questa esistenza, la beffa di essa ed il vuoto sconfinato si stratifica nello spirito dell'uomo che porta, spesso, alla disperazione o, quanto meno, alla esasperazione, Contrariamente, se si è permeati dalla fede cristiana, gli effetti si estrinsecano in due ramificazioni: una fede tradizionale che consente al soggetto di accettare passivamente la sofferenza che, senz'altro, contribuisce in parte al riscatto nella Terza Dimensione; oppure da una fede vissuta, giorno dopo giorno, che porta ad un rapporto costante col CREATORE, per mezzo del CRISTO e dello SPIRITO SANTO, permettendo di arrivare alla conoscenza, attraverso una acuta sofferenza morale e fisica, dell'AMORE del DIO -CRISTIANO che si 132 133 accolla tutte le colpe ed i peccati dell'umanità, espiandoli, per ridare ad essi quanto ebbero a perdere gli avi e noi continuiamo a disperdere. Pertanto, la sofferenza fisica e morale quando ha raggiunto un tale traguardo non ha più motivo di essere vissuta e l'uomo, che vive già un'altra dimensione, ha il diritto di mettere fine alla sua vita biologica se questa è tormentata da un male irreversibile. A conclusione, diciamo che la sofferenza fisica finalizzata al raggiungimento di una conoscenza, seppure parziale, del cosi detto "mistero" evocato, quotidianamente, dalle comunità cristiane e che altro non è se non la penetrazione dell'infinito AMORE del DIO CRISTIANO, è giustificata e dovrebbe avere fine al momento che si raggiunge tale traguardo; nel mentre, quando il fine di essa esula dalla conoscenza del "quid" della nostra esistenza che altro non è che la conoscenza dell'immensità dell'AMORE DIVINO, non trova alcuna giustificazione: essa è superflua, direi inutile ed il viverla non porta ad alcun beneficio, anzi può degenerare nella disperazione! Il perché della Cremazione . Di fronte a questa esigenza " La Cremazione", avanzata da pochi nel nostro Paese, l'opinione pubblica rimane esterrefatta specialmente quando ci troviamo al cospetto di cattolici tradizionalisti. La finalità della Cremazione è diversificata: essa varia da popolo a popolo, direi da individuo ad individuo. Il più delle volte essa rientra nella cultura, nella tradizione di un popolo che, senz'altro, trova motivazioni giustificate. Scendere nei dettagli, nei loro particolari credo che non sia il momento, né la circostanza opportuna, dovendo io addurre le motivazioni che mi hanno spinto ad una tale determinazione. La pochezza, le finalità della nostra carcassa (in embrione putredine ambulante), privata dello spirito che la anima, non è degna di nessuna menzione; perché, ciò che rende il nostro corpo valido, efficiente e sacrale, è la presenza in esso dello spirito che oltre a renderlo animato, vivace, colorito in ogni sua sfumatura ne determina anche e, soprattutto, un rapporto costante con la Dimensione di origine, la quarta: la Paradisiaca! Non tenendo questa carcassa in alcuna considerazione, dopo che lo spirito l'ha abbandonata, non dovrebbe la sua fine, qualunque essa sia, darci altra preoccupazione. La decomposizione che, giorno dopo giorno, essa determina è la prima condizione che spinge a segregarla; anche se concezioni culturali e tradizionali attribuiscono ad altro il suo diritto ad essere tumulata. Ciò premesso, percorriamo l'iter cristiano e cerchiamo di comprendere se la Cremazione è consentita o meno. La teologia cristiana parla di Resurrezione del corpo nel giorno del Giudizio Universale. In quel tempo lo spirito rientrerà nel proprio corpo ed agirà come calamita, riunendo tutte le sue parti o la sua polvere. Prescindendo dal fatto che lo spirito rientrerà in questo o in un altro corpo (cosa assai discutibile), che importanza può avere ridursi in polvere nel tempo o con immediatezza? Di diverso, in sostanza, non c'è nulla! Allora, segue un'analisi soggettiva di un credente in CRISTO, amico del CRISTO, da Questi prescelto, nonostante le infinite sue carenze umane, perché dotato di una disponibilità al Bene e, quindi, a LUI! Se e vero, come d'altronde è certo, che la Morte corporale dell'uomo è opera dello stesso uomo perché oppostosi al Desiderio del DIO -CRISTIANO ne scaturisce che per questa condizione peccaminosa, l'uomo venne detronizzato dal gaudio eterno e catapultato su questo pianeta, 133 134 dove il suo corpo divenne mortale, perdendo tutte quelle proprietà delle origini che lo destinavano alla vita eterna. Egli, quindi, dopo il suo atto di superbia venne ad abitare questo pianeta, dove il suo corpo è condizionato dalle situazioni ambientali e dove le cellule del suo organismo, pur riproducendosi, seguono un processo assai lento che, man mano, va esaurendosi fino alla distruzione di se stesso. Questo corpo, invece, nell'ambiente puro qual'è quello della Dimensione "Paradisiaca" viene costantemente alimentato dalla genuinità e dalla purezza dell'ambiente e le cellule si riproducono e si rinnovano continuamente senza mai estinguersi e gli consentono la vita eterna in osmosi con lo spirito! L'esaurirsi, quindi, del corpo è nel processo di questa condizione acquisita sulla terra e che nulla ha di problematico nel modo in cui avviene. Quando lo spirito nella Terza Dimensione " La Iperconscia", avrà preso coscienza del Bene Assoluto, del CRISTO, tramite lo SPIRITO SANTO, e avrà espiato per suo ardente desiderio (auto -purificazione) ciò che ha voluto o costretto ad eludere, realizzerà il suo destino e, come una potente calamita, posta al centro di una enorme limatura e frammenti di ferro attira a sé ogni parte di essa costituendo un'unica massa, così lo spirito auto -purificatosi attrarrà a sé tutte le particelle residue del proprio corpo, lo ricostituirà e passerà nella Quarta Dimensione, "La Paradisiaca" o "EDEN", sede di origine del primo uomo ( dono perduto per sua volontà) e acquisirà, per la Donazione totale del CRISTO al PADRE e allo SPIRITO SANTO, espiatore e purificatore della creazione negativa dell'uomo, la santità e la vita ritornerà, più che alle origini, ad essere proiettata nella eternità! Altra considerazione da farsi, è la macabra decomposizione del corpo avviluppato da vermi che sono stati originati dalla creazione del male ad opera dell'uomo; quindi, per uno ossequio allo spirito che lo ha abitato, è conveniente che gli sia data una onorata decomposizione a mezzo della Cremazione. Tenuta in profonda accettazione questa ultima e veneranda finalità, io chiedo di essere cremato ed il mio volere non trova alcuna opposizione alla teologia cristiana, tanto meno alla tradizione di questa. Eugenio Marchesino ----------------------------------------------- La sintesi de" La Dimensione Eterna"; de "Il Terzo Libro dopo il Vangelo";de "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male"; de "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo"; de "La Reincarnazione o Metempsicosi" è stata riportata nel "Pentateuco Cristiano". Il Pentateuco Cristiano –Anno 2000INNO alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' Tu, Gloriosissima e Santissima Trinità irradi l'universo tutto col tuo Amore immenso, infinito ed eterno e noi, tuoi amanti, ne percepiamo una parvenza e riusciamo a cogliere una frazione infinitesimale di una piccolissima gocciolina 134 135 che ci fortifica nello spirito, ci sostiene nel morale e ci aiuta nel fisico. Gloria a Te, Gloriosissima e Santissima Trinità! Preghiera al Dio - cristiano, al Colosso dell'Universo, alla Santissima e Gloriosissima Trinità Gloria a Te DIO -PADRE Santissimo e Gloriosissimo d'Amore Gloria a Te Gesù Santissimo e Gloriosissimo d'Amore Gloria a Te Spirito Santo Gloriosissimo e Santissimo d'AMORE: generato dalla totale donazione del Padre Celeste Santissimo e Gloriosissimo d'Amore al Figlio Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e del Figlio Santissimo e Gloriosissimo d'Amore al Padre Celeste Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il "mio" Gesù! Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Dio e il mio Signore, insieme al Padre Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore! Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il "tutto" per me, insieme al Padre Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore! Gesù mio, Tu sei l'Amore infinito ed eterno per il Padre Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e per lo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore! Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei l'amico mio unico e solo al mondo insieme a Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosisimo d'Amore! Spirito Santo, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore Tu sei il mio Bene Assoluto, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e a Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore! Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore fa' che io Ti ami sempre, sempre, sempre più in assoluto e in eterno, insieme al Padre Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore! Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per quanto concedi a me, prioritariamente, ai miei figli, alla mia casa,alle persone che mi vogliono bene, agli spiriti dei miei cari passati da questa esistenza e a tutti gli spiriti che vengono traslati nella Nuova Dimensione! Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per la conoscenza, sempre più grande, che mi dai del Figlio Tuo Santissimo e Gloriosisimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore! Spirito Santo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, grazie infinite per tutto ciò che concedi ai miei figli: Pino, Marilice, Luciana, Massimo, Tonio, Patrizio, Maria e Checco; ai figli dei miei figli: Andrea, Luca, Fabrizia, Giampaolo, Simona, Marco, Francesca, Chiara, Danielino e Alessio! Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore! 135 136 Spirito Santo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e di Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore! Gesù Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del Padre Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore! Questa preghiera viene evocata da me, integralmente, due volte al giorno; mentre in alternativa, durante la giornata, la Santissima e Gloriosissima Trinità viene glorificata con alcune delle sue parti. Ogni qualvolta la mia bocca invoca il nome Santissimo e Gloriosissimo del Padre Celeste, del Figlio e dello Spirito Santo, la mia mente ed il mio cuore sono rivolti al Dio -cristiano, onde dare consistenza alla invocazione di Dio -Padre, Dio -Figlio e Dio -Spirito Santo! A questa preghiera partecipano tutti i Santi, cittadini della "Nuova Terra", Santificati dal CRISTO e non già quelli proclamati dal papa. INTRODUZIONE Il Pentateuco cristiano, a differenza di quello ebraico, attribuito in gran parte a Mosè, vuole evidenziare nella sua intierezza l'AMORE inconcepibile ed indescrivibile del DIO CRISTIANO per mezzo della "PAROLA". Questo AMORE indiscusso del DIO -CRISTIANO, nel Pentateuco ebraico viene, in gran parte, oscurato da episodi in netta opposizione alla ineccepibile ed impenetrabile SUA immensità. Molti passi dell'Antico Testamento ed in particolare, alcuni del Pentateuco ebraico mettono in risalto situazioni che contrastano e denigrano la PERSONA infinitamente amabile del DIO CRISTIANO; nel mentre viene resa palese dal CRISTO, con una limpidezza assiomatica, la di Lui PATERNITA’ estesa a tutti gli uomini e non già al popolo ebreo; senz'altro autore, forse, di spietatezze maggiori di qualunque altro popolo. Infatti, al cospetto di Pilato che evidenziava nel CRISTO il "GIUSTO", gli ebrei con arroganza spietata invocavano su di loro la maledizione: "Il sangue di questo Giusto ricada su di noi e su i nostri figli!". Questa auto -maledizione da essi invocata ne è la testimonianza della loro persecuzione da duemila anni. All'auto -maledizione da essi declamata si unisce l'altra di una efferatezza inaudita: quella cioè di negare, ancora, la presenza reale e sostanziale del CRISTO su questa terra, andando così incontro ad una auto -espiazione non equiparabile a nessun altro popolo di questo pianeta. Lo SPIRITO di VERITA’, penetrando nella disponibilità degli Eletti e dei Prescelti, rende non solo possibile ma assiomatica la Paternità del DIO -CRISTIANO estesa a tutti gli uomini di tutti i tempi e la salvezza totale di essi nella proiezione futura: la NUOVA TERRA! L'ira, la vendetta attribuiti da Mosè e dai suoi discendenti al Creatore dell'Universo, al DIO CRISTIANO, sfigurano e deturpano la vera entità di LUI, in quanto lo rendono giustiziere implacabile verso la creatura da LUI più amata e, quindi, difficilmente accettato dalla massa degli uomini, peccatori per natura. A porre fine a tanto scempio intorno all'ESSERE infinitamente amabile e misericordioso nella SUA Essenza di Paternità Divina, concorre l'Amato FIGLIO dell’ALTISSIMO, CRISTO GESU?, insieme alla sintesi della loro reciproca ed eterna Donazione: lo SPIRITO di VERITA’! 136 137 Questa realtà di AMORE incommensurabile e di infinita MISERICORDIA, viene evidenziata ed esplicitata nei cinque libri del PENTATEUCO CRISTIANO che vengono così denominati: la Dimensione Eterna; il Terzo Libro dopo il Vangelo; la Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male; il Destino e la Sofferenza dell'Uomo; la Reincarnazione o Metempsicosi. Nel primo libro " La Dimensione Eterna" viene sinteticamente riportato l'AMORE del PADRE CELESTE, attraverso alcuni passi del VANGELO che delineano nella intierezza la Paternità del DIO -CRISTIANO estesa a tutta l'Umanità. Ancora viene reso noto come la diabolicità dei singoli non è attribuibile solamente agli stessi, bensì a quanti hanno contribuito alla loro formazione. Come pure la santità non è attribuibile in toto a quanti attendono alla osservanza di principi saldamente morali e spirituali; ma, anch'essa, risente dell'ausilio di geni positivi, di aiuto di altri e di ambienti favorevoli. Quindi, viene ribadito come la santità non può essere decretata, assolutamente, da alcuno degli esseri mortali (cosa d'altronde evidenziata nella Bibbia), tanto meno dal papa e dai suoi seguaci che hanno travisato l'insegnamento del CRISTO con il loro tenore di vita e con il potere che brandiscono in molte situazioni. L'entità della santità sarà resa possibile e palese subito dopo che lo spirito dell'uomo, libratosi dalla carcassa corporale, accederà nella "Iperconscia" e, confrontandosi con i Decreti Divini, potrà immantinentemente, se privo di spietatezze, accedere nella sfera "Abelica" e, quindi, nella NUOVA TERRA! Ciò che viene fermamente e santamente affermato in questo libro è la blasfemità dell'inferno, acclarata dalla sublimazione del CRISTO sulla CROCE! La pubblicazione si chiude con la certezza ispirata che la venuta del CRISTO su questa terra non era necessaria, perché l'umanità fosse tutta salvata; infatti sarebbe bastato il solo "sentire" della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ perché tanto si realizzasse. La motivazione di tanta Donazione del DIO -CRISTIANO, attraverso il CRISTO e lo SPIRITO SANTO, ha come finalità il rendere meno tribolato il soggiorno nella sfera "Caina", attraverso l'acquisizione della Paternità del COLOSSO dell'UNIVERSO su questa Terra, estesa a tutti gli uomini tramite l'insegnamento di vita del FIGLIO dell’ALTISSIMO. Nel Terzo Libro dopo il VANGELO viene ancora esplicitato, con una chiarezza indiscussa, come tutti i sub -uomini della terra, in proiezione futura, siamo stati salvati dall'Olocausto del CRISTO e come la condanna eterna declamata dalle "professioni" cristiane investirebbe, in prima persona, tali assertori ed i loro condottieri: dal papa agli altri capi delle diverse "professioni" cristiane. Viene esaltata, quindi, la MISERICORDIA inesauribile della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ che porta alla salvezza di Giuda che ha incarnato il tradimento di tanti seguaci del CRISTO: dagli Apostoli a molti credenti e vengono evidenziate le infinite schiere che più di Giuda tradirono e continuano a tradire il CRISTO Maestosa trapela, anche, in esso la salvazione del cattivo ladrone, attraverso una profonda presa di coscienza e, quindi, di una contrizione perfetta dello stesso che lo porta, al termine del tragitto terreno, a sublimare il FIGLIO dell’ALTISSIMO. In questo libro si manifesta ancor di più la MISERICORDIA infinita dei DIO -CRISTIANO, attraverso l'auto -purificazione di tutti gli spiriti che accederanno, al termine di essa, nella NUOVA TERRA. 137 138 Vengono, anche, elencate le diverse schiere degli abitanti la terra s che costituiscono la massa dei sub- uomini, dei sub- cobra e dei sub- aspidi con la loro relativa espiazione nelle diverse sezioni della "Caina". Nel libro "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male" , risalta come il DIO CRISTIANO non è solo spirito come affermano le diverse "professioni" cristiane, ma la di LUI Essenza è costituita da CORPO, ANIMA e SPIRITO e come la SUA immensa purezza si espleta nello SPIRITO. Come pure si fa rilevare come l'uomo non fu costituito da fango su cui alitò il CREATORE, bensì egli ebbe origine da una "idea" ben precisa del DIO -CRISTIANO. Si parla pure della venuta degli uomini sulla terra, attribuita agli spiriti puri della zona Divina, bramosi di possedere il Corpo glorificato dal CRISTO. Anche l'esistenza del "Male" viene registrata ed attribuita esclusivamente all'uomo, il quale ne divenne creatore disubbidendo ed opponendosi al desiderio della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Nella pubblicazione " Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo", attraverso pensieri "ispirati", viene affermato come entrambi traggono origine dall'unica e funesta creazione attribuita all'uomo: il Male! Viene, anche, reso palese quanto vantaggioso sia per i sub -uomini della terra conoscere, accettare, amare e glorificare il CRISTO, su questo pianeta, per il raggiungimento rapido della "NUOVA TERRA". Non mancano in questi scritti i richiami e le attribuzioni di condanna al papa e agli altri "maestri" della teologia che deprimono la massa degli uomini nello spirito e li allontanano dalla strada percorsa ed insegnata dal CRISTO che porta alla salvezza eterna col rendere gloria perenne al PADRE CELESTE di tutti gli uomini futuri e allo SPIRITO SANTO che penetra ed illumina i "disponibili". Altra verità menzionata, è la non sempre disponibilità completa degli Eletti e dei Prescelti che, spesso, vengono distratti dagli attacchi della "energia del male" e da situazioni gravose e disparate che li rendono poco veritieri nei confronti della "illuminazione" ricevuta: dai profeti agli apostoli, dagli eletti ai prescelti. Pertanto, alcuni passi dell'Antico Testamento, del Vangelo e gli scritti di alcuni illuminati non, sempre, devono essere presi alla lettera, ma con l'aiuto dello SPIRITO di VERITA’ essere intesi nella giustezza del loro spirito, in quanto sia il DIO -CRISTIANO, sia il CRISTO hanno solo parlato e, continuano a farlo, lasciando segni da interpretare. Nell'ultimo libro del Pentateuco Cristiano " La Reincarnazione o Metempsicosi", viene accentuato il percorso di tutta l'umanità sul pianeta Terra, le stravaganze di essa e il continuo e sempre crescente insuperbirsi, tanto da renderla, sempre più, oppositrice alla infinita MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO, determinando situazioni catastrofiche per sé e per gli elementi naturali di questo pianeta. Si fa cenno alla infinitesima frazione di pulviscolo umano riferita ai superbi, ai ricchi, ai potenti e, perché no, agli scienziati della terra. Questo quadro fosco e denigratore dello spirito non fa che accentuare, giorno dopo giorno, il male che rende sempre più difficile l'accettazione dell'insegnamento del CRISTO, vissuto dallo STESSO, rendendo assai più dura la espiazione dei sub -uomini nelle sezioni della sfera "Caina". Questa incredibile ed inaccettabile realtà non fa che portare, sempre più vicina, l'umanità ad auto -distruggersi, coinvolgendo le forze naturali che rendono più letali le condizioni degli esseri detti "umani"! La Dimensione Eterna –Anno 1992(E' blasfemo affermare l'esistenza dell'inferno) 138 139 Parlare di vita ultraterrena, di una dimensione nuova, di una vita eternamente felice al di là di questa cortina terrestre, non è tanto facile né tanto credibile. L'uomo, in genere, si sofferma sui problemi, sulle ansie e, soprattutto, sulla economia di questo pianeta mettendo in secondo ordine o, addirittura, nello scredito il dopo- morte. I più esauriscono la loro esistenza terrena soffermandosi a soddisfare le esigenze materiali, trascurando del tutto i problemi dell'al di là; altri hanno una credenza effimera che si esaurisce, anch'essa, nei beni terreni e, solo, quando vengono sopraffatti da problemi di una certa portata, da ansie tormentose, da mali incurabili, fanno affiorare alla loro coscienza quanto era stato sepolto dalle avidità dei piaceri terreni; pochi sono quelli, invece, che cercano nel profondo del loro essere la risposta a questi interrogativi che si affacciano in maniera preponderante alla mente di tutti gli uomini: "Chi sono?, da dove vengo? Dove sono destinato ad andare dopo questa vita terrena?". La ricerca di questi ultimi è affannosa e costante: essi indagano sempre più perché possano approdare in qualcosa che soddisfi, in parte o totalmente, tale ricerca. Sono questi gli uomini di scienza e quelli che si sforzano di penetrare il mistero del CREATORE: l’AMORE. I primi vengono "parzialmente" soddisfatti dalle combinazioni scientifiche che schiudono campi sempre più illimitati ed imperscrutabili. Dicevo parzialmente, perché essi continuamente, all'apertura di nuovi e sconfinati orizzonti, contrappongono la loro caparbietà che giammai potrà loro dare la pienezza del mistero, perché ricercate in cose evanescenti e destinate anch'esse, nel tempo, seppure lontano, a scomparire. I secondi , invece, sono coloro che servendosi della potenzialità dello Spirito, anche se spesso, si smarriscono, si ritrovano sostenuti da COLUI che nella SUA immensa Spiritualità, a seconda della disponibilità del soggetto, alimenta l'accanito esame che pur non potendo, in questa dimensione, dare la completezza della VERITA' infonde, sempre più, la convinzione di essere sul sentiero di quest'ultima e li porta a raggiungere quella realtà velata che, senza dubbio, immediatamente nella "Iperconscia" li porterà alla conoscenza perfetta della nostra realtà eterna, nell'AMORE del binomio del PADRE e del FIGLIO che si estrinseca e si completa nello SPIRITO SANTO! Sono questi ultimi, forse, i più tormentati perché avendo dato la loro disponibilità all'AMORE entrano, pian piano nella VERITA’ e vorrebbero che la loro conquista venisse condivisa ed accettata dai più. Il loro tormento, quindi, deriva dalla stoltezza di quanti vegetano su questo pianeta al pari della fauna e della flora, non sfruttando quella ricchezza incommensurabile che alberga nei loro cuori e che è stata donata loro dal CREATORE. Essi sono "Ciechi e Sordi", quindi, ai richiami dello SPIRITO SANTO, perché alimentano intensamente l'aliquota del male, in parte ereditata ed accentuata da loro nel breve corso della umanità terrena e più soggetta ad accrescersi agli stimoli effimeri dei beni materiali, Nel mentre la condizione dei cercatori della “VERITA’” è causa di afflizione, nello stesso tempo, subentra in essi la consolazione del munifico DIO -CRISTIANO che sopperisce alla meschinità del sub- uomo e con la SUA totale Oblazione al PADRE CELESTE, tramite lo SPIRITO di VERITA’, offre ancora alla cecità e alla sordità del "sub" la certezza di salvezza in un periodo più o meno lungo nella "Iperconscia" che è il primo stadio di accesso dopo la morte corporale. La Iperconscia è la zona di sosta per tutti ed è in questa che gli spiriti prendono coscienza perfetta delle colpe, dei peccati e del mancato amore verso il DIO –CRISTIANO che si dona per la salvezza di "tutti" gli uomini. 139 140 Essa è preceduta da un vestibolo in cui affluiscono tutti gli spiriti dopo il distacco dal loro corpo terreno e da cui vengono dislocati, a secondo delle colpe e dei peccati nelle due sfere: l'ABELICA e la CAINA. A questa determinata ed "ispirata" realtà si oppone qualche illazione tratta da alcuni passi del VANGELO, in cui appare incontestabile la condanna "eterna" alla quale, però, si obietta con l'inconfutabile certezza dell'Essenza del DIO -CRISTIANO, il Quale essendo AMORE infinito, non può non amare e, quindi, condannare in eterno la SUA creatura prediletta, anche quando questa, perversamente alimentata dai geni del male ereditati o ambientali e condizionata da altre costrizioni, assume l'aspetto mostruoso e, quindi, diabolico. Allora, come conciliare la interpretazione della Bibbia e in particolare del VANGELO quando con drasticità inequivocabile viene evidenziato che, inevitabilmente, l'uomo demone e destinato alla condanna eterna? Da un esame analitico e razionale risulta che ambedue le interpretazioni sono realtà indiscutibili e, comunque, contrastanti. E, allora, questa conflittualità trovasi nel DIO CRISTIANO o nella interpretazione dell'uomo? Affidandoci alla ispirazione dello SPIRITO d’AMORE, allo SPIRITO SANTO, senz'altro arguiamo che la diversità e la conflittualità albergano nell'uomo, quando egli si esprime con una terminologia e con una interpretazione che cozzano con l'Essenza della MISERICORDIA e dell’AMORE e in antitesi con la OBLAZIONE del CRISTO al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO. Ne consegue, quindi, che i profeti, gli evangelisti, gli esegeti e tanti altri nel fissare il pensiero cristiano, del CRISTO hanno travisato, molti in buona fede, in momenti di poca disponibilità allo SPIRITO SANTO, il vero e sconfinato significato di esso non avendo avuta la capacità di essere costantemente presenti all'influsso dell'Amore., allo SPIRITO di VERITA’! Essendo il DIO -CRISTIANO per "Essenza" AMORE; avendo il CRISTO, Figlio dell'Altissimo, Oblato SE STESSO al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO per la salvezza "totale" dell'uomo: " ...Padre perdona loro perché non sanno quello che “si” fanno!”, è consequenziale che il (sub) nella proiezione futura sia "santificato" E, allora, quale trattamento è da attribuirsi a colui che ha cercato sforzandosi di vivere una vita morigerata, una vita in rapporto con l'Essere Supremo, una vita in comunione col DIO CRISTIANO e colui, invece, che si sia realizzato conducendo una vita pregna di atti di violenza, prevaricazioni e mostruosità? A questo punto bisogna cercare di penetrare, prima, la costituente di ogni sub per quanto il lume dello SPIRITO SANTO, per la nostra disponibilità ce lo consente, essendo questa elargizione proporzionata all'apertura che ogni uomo dà a LUI. Premesso che la ispirazione che mi proviene dall'Essenza dell'Amore, dallo SPIRITO SANTO, è dovuta alla mia totale (umanamente parlando) disponibilità a LUI, ne consegue che devo necessariamente ammettere che l'uomo è la risultante di spirito, anima e corpo, come pure che in ogni essere umano alberga una parte di bene e una parte di male e che queste aliquote, sostanzialmente, si diversificano nei singoli a causa dei "geni" che si ereditano o che si acquisiscono o si attivano nell'ambiente in cui l'uomo vive. Quando i geni del male ereditati che albergano nel singolo, vengono stimolati dal soggetto e trovano nella famiglia o nell'habitat in cui vive, sproni sempre più intensi generati da altri geni del male, la condizione di quest'ultimo diventa irreversibile e soggetta ad assumere atteggiamenti sempre più idonei a tradursi in azioni diaboliche, tanto che la sua immagine umanizza il "satana" reale e sostanziale. Si deduce, quindi, che satana è creazione dell'uomo, è lo stesso sub quando tendenzialmente, a causa dei geni ereditati e da lui stimolati opera il male e quando la famiglia e la società sollecitano in lui l'accrescersi della natura malefica. 140 141 Ne deriva, quindi, che la mostruosità, la diabolicità del singolo coinvolge i "tanti" altri che hanno contribuito all'addensarsi della malvagità, della perfidia, della criminosità: perciò non è solo il singolo ad auto -condannarsi, ad espiare i peccati, bensì quanti hanno partecipato alla formazione del demone. Premessa la infinita immensità della Misericordia del DIO -CRISTIANO, il Suo Amore infinito e la totale Oblazione del CRISTO al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO per la salvezza di "molti" (tutti) gli uomini, ne scaturisce che tanto AMORE permea tutta l'umanità che deve necessariamente ed indispensabilmente, perché in "embrione" già santificata, scoprire, riconoscere, ringraziare e glorificare in eterno il DIO -CRISTIANO, nel PADRE e nel FIGLIO; la loro Sintesi, lo SPIRITO SANTO: l'AMORE! Lo spirito dell'uomo, o meglio del "sub" che in questa dimensione terrena non riesce, per sua tendenziale perversità, per incapacità acquisita, per indolenza personale o per cause attribuite ad altri, a penetrare il grande "mistero" dell'al di là, l'AMORE; essendo in proiezione futura già santificato, repentinamente, nel dopo-morte avrà conoscenza della inestimabile Donazione del CRISTO al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO, per la sua e l'altrui salvezza. Nella Terza Zona, quindi, il singolo spirito presa coscienza dell'immensità immensa dell'AMORE della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, rifacendosi ai DECRETI DIVINI auto -determinerà la sezione iniziale della "CAINA" in cui allogherà e quelle, successive, dove espierà i suoi peccati, avendo presa coscienza delle azioni perverse realizzate e del BENE rifiutato; non tenendo in alcun conto il tempo della sua auto -purificazione, perché sorretto da una sofferenza agognata ed espiatrice e, soprattutto, dalla certezza di approdare nell'"ultimo giorno"( perché cesserà il tempo in quel momento), alla eternità PARADISIACA! Mentre la sfera "CAINA" è la zona di auto -espiazione con intensa durata nel tempo, quella "ABELICA" è la sfera dove lo spirito sosta pochissimo tempo e l'auto -purificazione delle colpe volute o determinate in collaborazione ad altri, avviene precocemente e gli spiriti vengono ammessi nella zona "Paradisiaca" dove il dolore, l'ansia, il peccato e la morte rientrano e si esauriscono in un vago e brutto sogno tendente ad essere distrutto! Poiché la Libertà è il dono più grande che il CREATORE concesse e continua a concedere all'uomo, questi ha la possibilità di riconoscere l'essenza del BENE, per cui può con la sua volontà mitigare o accentuare il male ereditato nonché quello dell'ambiente in cui vive. Lo sforzo sostenuto dalla volontà per il continuo lottare, rende l'uomo sempre più consapevole delle sue carenze e lo aiuta ad esporsi il meno possibile ad azioni perverse. Queste ultime se non vengono controllate e permeate da un senso di responsabilità, derivato da un confronto col SOMMO BENE, vengono stimolate e si accentuano trasformando il "sub" in un demone che, pur essendo in embrione proiettato verso la felicità eterna, per AMORE del CRISTO, sarà costretto nel dopo -morte a bramare la dura auto -espiazione senza tenere in alcun conto il tempo richiesto. Durante la sua permanenza nella sfera "Caina" egli assisterà al passaggio, nella zona Abelica, di quegli spiriti che hanno subito le sue prevaricazioni non solo direttamente, ma anche di quelli che, indirettamente, hanno risentito delle sue esecrandi azioni. La "Iperconscia e, precisamente, la sfera CAINA abbraccerebbe il "deprecato" inferno, declamato dalla comunità cattolica, ortodossa e dalle altre confessioni. Esse, ignorando, perché così bisogna affermare, l'Essenza del DIO -CRISTIANO, l'AMORE (grande mistero per la maggior parte degli uomini, in particolare per tutte le confessioni cristiane) condannano in eterno i "peccatori", che pur avendo commesso le più deprecabili e detestabili azioni (già santificati, in futuro dal Sangue Preziosissimo del Cristo) non sono i soli responsabili di esse perché coadiuvati da operatori più o meno illimitati nell'attuazione della loro perversione (geni ereditari, ambiente determinante, situazioni occasionali ed inevitabili, etc.). 141 142 Questi, dunque, insieme ai loro cooperatori sono destinati, per Amore del DIO -CRISTIANO, all'auto purificazione che avverrà, a secondo dell'entità perversamente operata, in una o più sezioni della CAINA. La persistenza dichiarata di un "presunto" inferno e avvallata, anche, dai dotti poco accorti e in antitesi assiomatica con le parole affermative proferite da Gesù:"...questo è il calice del mio SANGUE, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”; e,ancora, nella pienezza della Sua Donazione, Gesù così afferma "...sono venuto non a condannare, ma a salvare il mondo": "... e sono venuto nel mondo per i peccatori e non già per i giusti" (per coloro che si ritengono giusti: vedi il pubblicano);inoltre, mentre esalava l'ultimo respiro, Egli invocando il Suo DIO, così esclamava:” PADRE, perdona loro, perché non sanno quello che “si” fanno". La Sublimazione del CRISTO sulla CROCE pervade tutti gli uomini, nessuno escluso, quindi la salvezza dell'uomo è totale. "... Nessuno viene al PADRE, se non attraverso ME". Tanto presuppone che la salvezza è una prerogativa dello stesso sub, perché deve , indispensabilmente e formidabilmente, conoscere ed amare, incondizionatamente il CRISTO, seppure nella "Iperconscia": conoscenza ed amore che l'uomo deve esprimere con la lode e la gloria costanti e con il "grazie" eterno alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ Se CRISTO col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO afferma che l'uomo è salvo per l'Amore generato eternamente dalla TRIADE DIVINA (il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo), egli necessariamente dovrà conoscere ed amare infinitamente l'evocato e non conosciuto "mistero", l'AMORE; dal quale verrà travolto, coinvolto e permeato! Non tutti gli uomini, a causa dei geni del male ereditati o ambientali, per la loro cocciutaggine ed ostinazione, per il loro sadismo e per il loro preponderante desiderio di gloria, riescono su questo pianeta a conoscere , a penetrare e a far propria la infinita disponibilità del CRISTO, ma solo gli eletti, i prescelti e i disponibili. Questi ultimi, avendo ricevuto o registrato nel proprio spirito la generalità dei geni del BENE, sostenuti sempre più dall'Amore Universale riescono, a volte, non sempre tanto facilmente perché vengono contrastati continuamente dall'energia del Male, in lotta continua con quella del Bene, a giungere alla conoscenza e al possesso, seppure parziale, dell'AMORE dalla cui Energia, nonostante tutto, vengono permeati. I più, invece, quelli che per la disponibilità sono assai lontani dall'Essenza del BENE, a causa dei geni malefici o condizionati dall'ambiente perverso, spesso privati della volontà ed anche perché non si sforzano minimamente ad opporsi al male, operano negativamente dando origine ad azioni deprecabili e perverse. Però, anch'essi, nonostante tutto, fanno parte ed integrano l'organismo umano: sono, comunque, cellule di questa società di cui, ognuno di noi è parte operante e, della quale, ognuno di noi deve sentirsi coinvolto e responsabile in maniera più o meno determinante. Com'è possibile, quindi, azzardare un giudizio "assoluto" nei loro confronti, quando essi vengono generati ed alimentati dalla linfa che pervade lo stesso organismo? "NON GIUDICATE, perché SARETE GIUDICATI"! E' ovvio che non bisogna azzardare un giudizio "assoluto" quando non si è nella condizione di conoscenza perfetta del singolo: questa capacità che non è possibile assolutamente raggiungere perché di pertinenza solo del DIO -CRISTIANO viene dallo STESSO estesa allo spirito , quando questi si troverà nella Iperconscia per determinarne l'auto -purificazione. All'uomo della terra è dato, dopo un'analisi approfondita conoscere particolari tendenze che, però, non possono trovare assolutezza nel giudizio, perché non ha le prerogative per penetrare il precordio dello spirito altrui. Tale determinata certezza si deduce dalla deroga derivante dallo stesso CREATORE, il Quale ha demandato alla Sua creatura "l'auto -giudizio" in funzione dell'inequivocabile dono della "Libertà", quando il suo spirito trovandosi nella Terza Zona e, precisamente, nel vestibolo 142 143 della stessa, “la Iperconscia", prende coscienza delle proprie opere perverse e dei condizionamenti diretti ed indiretti e ne determina la sezione o le sezioni per l’auto purificazione. La santità e la demoniacità dei singoli, pur avendone tutta la parvenza reale in questa dimensione, avranno la conferma o la smentita quando gli spiriti saranno nella condizione di auto -giudicarsi. Fatte queste premesse, bisogna affermare che le confessioni cristiane dovrebbero essere molto caute nel portare agli onori degli altari uomini che, sebbene siano vissuti nella dedizione al CRISTO e quindi al prossimo, non possono essere giudicati santi perché il loro bagaglio spirituale può essere stato acquisito per eredità e costituito da una quasi totalità dei geni del Bene e, soprattutto, perché tale prerogativa è di assoluta pertinenza del DIO –CRISTIANO! Essi possono, tuttavia, essere presi come esempio e stimolo per le loro azioni e per la santità della vita che sono riusciti ad esternare. La santità non è preclusa ad alcuno; essa è estesa a tutti gli uomini ed è realizzabile in funzione di un tempo più o meno lungo nelle sfere della Iperconscia. Tenuto conto, quindi, che le loro azioni e la loro vita esemplari possono essere stati resi tali, facilmente, da una quantità di geni del Bene o da un habitat favorevole e spronante e, quindi, da sforzi di volontà assai pacati, essi si avvantaggiano rispetto a quanti per eredità o per ambiente, totalmente perversi, sono stati, nonostante sforzi sovrumani costretti ad apparire satanici. Comunque , giammai, le chiese cristiane dovrebbero portare agli altari uomini della terra, perché questi non possono raggiungere la santità se non quando saranno ammessi nella Zona Paradisiaca (realtà questa raggiungibile da tutti gli uomini in tempi più o meno lunghi). Le chiese, quindi, oltre al loro giudizio relativamente credibile per motivi innanzi accennati si rendono responsabili, non solo, di colpe bensì di peccati da espiare, perché l'elezione di un uomo a santità opacizza l'Entità Suprema, il DIO -CRISTIANO, il quale viene ad essere sminuito, nella possanza di Amore e di Misericordia infiniti, da uomini che assorbono quanto è dovuto solo e sempre a LUI! Infatti le invocazioni, le richieste e le preghiere del popolino rivolte a queste santità perché disinformato dai" presunti" dotti della teologia sulla infinita Misericordia, sull'immensa Prodigalità del DIO -CRISTIANO, sulla Essenza Paterna di LUI, vengono rivolte ad uomini che pur avendo condotta una vita proba e significativa non risentono di alcuna velleità di mediazione, né hanno prerogativa alcuna di intercedere presso il PADRE CELESTE in quanto, tali poteri, sono stati devoluti esclusivamente e in assoluto al Figlio dell'Altissimo, CRISTO GESU'; unico erede della volontà del PADRE CELESTE! CRISTO è il SOLO e l' UNICO che ha mediato in eterno per la salvezza dell'umanità intera: presente, passata e futura. CRISTO a cui il PADRE CELESTE ha demandato ogni potere nell'universo, ci ha dato la immagine reale, sostanziale ed inconfutabile del DIO -CRISTIANO come "Essenza" PATERNA in diversi passi del Vangelo: quando ci invita a pregare: PADRE Nostro..."; quando esige che ogni uomo si rivolga a LUI per ottenere ciò che rientra nel rapporto d'amore tra PADRE e Figlio: "Chi di voi al figlio che gli chiede del pane gli dà un sasso o a chi gli chiede un pesce gli dà un serpe? Se voi cattivi come siete, capaci di essere tali con i vostri figli non ci riuscite; quanto più il PADRE che è nei CIELI, per la SUA infinità bontà, vi darà tutto ciò che è lecito chiederGli?"; quando per la Sua incommensurabile MISERICORDIA, va incontro ed abbraccia il Figluol prodigo? Perché, allora ingannare la povera gente bramosa della conoscenza del vero DIO CRISTIANO, del DIO di AMORE che altrimenti non può essere? 143 144 "Ciechi e guide di ciechi", voi che a saggi assurgete della conoscenza di un DIO che ne stentate una parvenza; voi distruggete con le vostre false affermazioni la bramosia di tanti che Lo cercano. Informatevi alla vera Scuola del CRISTO e lasciatevi penetrare dall'Essenza dell'Amore generata dal PADRE e dal FIGLIO, lo SPIRITO SANTO, che voi ignorate e declamate come "mistero" perché non vi disponete a farvi penetrare dallo SPIRITO di VERITA’. La Donazione del PADRE CELESTE al FIGLIO e del FIGLIO al PADRE diventa "mistero" impenetrabile quando non si è proclìvi a lasciarsi penetrare dalla "Sintesi" di questa reciproca Donazione: l'AMORE! Svegliatevi saggi di una teologia non confacente all'insegnamento del CRISTO, svegliatevi dal vostro torpore che ha contribuito in maniera esorbitante a rendere infelice l'umanità; svegliatevi, annientando le cause di questo vostro torpore che è riscontrabile nella vostra alterigia, nella vostra superbia e lasciate liberi, senza ingannare i "puri" di cuore che, pur essendo stati istradati su vie lungamente lontane dalla centralità del CRISTO, vi precederanno di gran lunga nella zona PARADISIACA! E voi, sub della terra, cercate di scovare con accanimento nel vostro precordio spirituale chiedendo aiuto allo SPIRITO SANTO, senza tema alcuna delle vostre colpe e dei vostri peccati e scoprirete l'essenza di questa vita e, maggiormente, di quella futura: il CRISTO! In tal guisa renderete meno tribolata la vostra esistenza su questo pianeta e limiterete al minimo la vostra auto -purificazione nella sfera ABELICA, quindi, l'ingresso nella NUOVA TERRA! La santità, ripeto, è estesa a tutti i "sub" e uomini della terra ed è realizzabile in un tempo più o meno lungo da sostare nelle due sfere," l'Abelica e la Caina". Tempo determinato dalla complessità delle colpe e dei peccati. Le sezioni della sfera "Caina" sono nove e sono comunicanti, onde permettere agli spiriti l'accesso alle successive, quindi espiati alcuni peccati in una sezione possano accedere alle altre se vi sono richiami di peccati commessi e riferite ad esse. Tutti gli uomini per l'Essenza della Carità del CRISTO, siamo salvi e, quindi, abitatori in embrione della Città Santa, la Zona Paradisiaca. Ne consegue che la conquista di essa nel tempo, è subordinata all'impegno di ciascuno di noi di riconoscere l'infinita Misericordia del DIO -CRISTIANO, attraverso CRISTO SIGNORE e lo SPIRITO SANTO e darne atto, consistente e perenne, col renderGli il "grazie" eterno. Grazie questo, che deve farci considerare la priorità assoluta del CRISTO ad ogni nostro bene, ad ogni nostro affetto e ,soprattutto, all'annientamento della nostra personalità. Se tale presa di coscienza avesse inizio in questo soggiorno terreno, se venisse sollecitata continuamente e reciprocamente fra noi "sub", vivendola senza alcun parassitismo e senza velleità alcuna di sopruso e di gloria, la nostra permanenza nella Iperconscia sarebbe molto breve e la nostra auto -purificazione consisterebbe solo nello eliminare le scorie delle colpe naturali, di cui ognuno di noi non è possibile esserne scevro, eccettuati Maria e gli Eletti. Purtroppo, non è possibile realizzare tale condizione perché i sub della terra, nella quasi totalità, volutamente o ingannevolmente ignari, di una esistenza Nuova, di una vita Eterna che va vissuta dopo questo breve soggiorno terreno, devolgono tutti i loro affanni, tutti i loro sforzi e tutte le loro aspirazioni a conquiste vanificate che renderanno molto più tardo e difficile l'ingresso nella"Quarta Zona", perché a lungo si soffermeranno nelle sezioni della sfera "Caina" dove attenderanno che tutti gli spiriti che hanno subito le loro angherie, i loro soprusi, le loro perfide azioni ed il loro deprecabile sentire saranno ammessi nella Zona Paradisiaca. L'auto -purificazione, quindi, avrà termine quando tutti gli spiriti che furono vittime saranno ammessi nella NUOVA TERRA e saranno permeati dalla Gloria del CRISTO e, quindi, dal Gaudio Eterno. 144 145 Cosa ci attende nella Zona PARADISIACA? La risposta è "una VITA NUOVA", una vita di dedizione simile a quella che sussiste tra il PADRE e il FIGLIO e tra CRISTO e il PADRE che genera solo e sempre AMORE; cioè, anche noi, saremo portati a generare Amore e ad essere eternamente felici nel donare e nel ricevere! Questa condizione avremmo potuto, in gran parte,realizzarla se avessimo recepito e fatto nostro l'insegnamento e la vita trasmessaci dal FIGLIO dell'ALTISSIMO. Nella NUOVA TERRA la vita non avrà mai termine, sarà eterna e noi conosceremo e realizzeremo solo Amore e lo spirito nostro sarà sempre più perfetto e vicino alla Perfezione: al DIO -CRISTIANO! La vita fisica si svolgerà animata dallo spirito pregno di amore e finalizzato solo al Bene: l'uomo, quindi, riprenderà il suo corpo, reso perfetto più che alle origini, perché glorificato in CRISTO e svolgerà le sue "infinite" attività conformemente al desiderio del suo spirito. Le sue cellule non andranno ad esaurirsi, come avviene su questa terra, ma si riprodurranno continuamente rendendolo, sempre più, e costantemente giovane e bello, perché somigliante al PADRE CELESTE! La zona PARADISIACA sarà abitata da miriadi infinite di uomini, non più sub, il cui numero sarà di gran lunga superiore alle galassie stellari. E' giusto che io mi prolunghi e mi soffermi, secondo quanto mi viene trasmesso da una visione cristiana e scendere in alcuni particolari, per poter constatare l'iter del "sub" destinato ad essere "l'uomo" molto vicino al CRISTO nella proiezione futura Il "sub", tale è il cittadino in genere di questo pianeta, percorre due stadi essenziali vivendo questa dimensione: il sub -conscio ed il conscio. Vivendo la fase sub -conscia, il sub compie azioni in massima parte inconsapevoli che, pur non avendo una diretta responsabilità, risentono di influssi, azioni e sentimenti che rendono assai limitata la sua partecipazione. Nel sogno, infatti, riviviamo situazioni non sempre vissute che hanno qualcosa di responsabile, direttamente o indirettamente, per la trasmissione di geni ereditari. Altro momento di relativa inconscia responsabilità è quello in cui si agisce sotto l'influsso di farmaci o quando le azioni vengono estorte o dominate da terzi ( ipnosi, determinazione di volontà potenti su altre di natura o di acquisizione instabili, etc.). Nel secondo stadio, quello del "conscio", il sub agisce in piena coscienza:le sue azioni, però, oltre che dalla propria volontà, risentono dell'influsso dei noti "geni" del Bene e del Male ed anche e, soprattutto, dall'ambiente in cui vive: le azioni, quindi, pur avendone una responsabilità diretta, non hanno un valore estremamente assoluto, ma trovano attenuanti che operano nell'attuazione di esse, anche nelle più incriminabili, nelle più efferate e detestabili. Quindi, al riguardo, il giudizio degli altri pur essendo, a volte, indispensabile non trova riscontro”assoluto” nella imputazione di alcuni delitti perché, come già chiarito, in ogni realtà c'è in parte il concorso o la partecipazione, diretta o indiretta, di altri individui. In questo stadio il sub realizza la sua futura destinazione: l'allogazione in una o più sezioni della sfera CAINA oppure nella sfera ABELICA. Egli si rende responsabile di tutte le sue azioni coscienti, anche se vuole, volutamente, ignorare quello che gli spetta al termine del percorso terreno: in sintesi prepara il suo soggiorno nella terza zona, la cui durata sarà da lui determinata nel vestibolo della Iperconscia, quando la visione dei suoi misfatti e delle sue opere buone sarà palese attraverso una conoscenza perfetta. Nella terza Zona il sub cessa si essere tale e prende le sembianze dell'uomo imperfetto e in spirito e, dopo un auto -giudizio insindacabile ed irreversibile, perché risente della visione munificatrice del DIO -CRISTIANO, si dirige in una delle nove sezioni se trattasi della sfera 145 146 "CAINA", quella cioè che ospita gli spiriti che hanno degenerato in determinate situazioni o circostanze, oppure nella sfera "ABELICA". Stabilita la sezione o le sezioni per la sua auto -purificazione, il singolo vi rimane un periodo più o meno lungo che soddisfi la espiazione dei suoi peccati; nella sua permanenza è obbligato a rivivere rivedendo tutto il male operato ed espia assistendo al passaggio degli spiriti da lui sadicamente violentati, deturpati fisicamente, moralmente e spiritualmente. La visione degli spiriti violentati acutizza sempre più la sua auto -sofferenza che lo porterà, infine, all'auto -purificazione. L'essersi collocato nella prima sezione, non determina necessariamente la sosta nelle successive che possono essere solo attraversate o ancor più aggirate per raggiungere la sfera "Abelica"; come pure è possibile la sosta in altre sezioni richiamate e di pertinenza di peccati diversi da quelli purificati nella prima. L'uomo, dopo la sua auto -purificazione viene a possedere la eterna dimora, la PARADISIACA, dove il suo gaudio sarà eternamente pervaso dalle di lui lodi eterne di ringraziamento, attraverso le sue azioni, a COLUI che, mercé il SUO infinito AMORE, ha preparato la definitiva dimora a tutti gli uomini La visione di questa NUOVA TERRA percepita in miniatura in questa Dimensione, darà a quelli che la intravedono, tramite l'aiuto dello SPIRITO di VERITA’, la certezza di quella futura realtà macroscopica e consentirà loro di vivere una vita vivibile anche su questo pianeta, anche se questa viene costantemente e quotidianamente tormentata da innumerevoli afflizioni che se non venissero sostenute dalla certezza futura, porterebbero spesso alla esasperazione dell'essere. Nella Nuova Terra, quando tutti saremo rigenerati e quando la PALINGENESI dell'umanità sarà realizzata , si riprenderà il primo rapporto avuto dal primo uomo col DIO CRISTIANO. Allora, riprenderemo a procreare come ab - inizio, quando i nostri progenitori procreavano solo per amore, nonostante quello che dicono i materialisti e gli scettici: l'intensità di esso sarà di una portata che su questa terra è inimmaginabile e irraggiungibile. Essi, Adamo ed Eva, inizialmente, procreavano solo spiritualmente attraverso quel rapporto puro ed intenso dell'uno verso l'altra e che sintetizzava la procreazione pura. La loro stoltezza ed ancora di più la loro superbia li indussero a diventare anch'essi creatori: creatori lo furono in quanto generarono la più infida creatura: il Male! Lasciandoci questa truce eredità da noi perseguita e da noi alimentata che viene quotidianamente ad estrinsecarsi nelle azioni più aberranti e distruttrici della nostra spiritualità. Solo la infinita ed inesauribile Misericordia del DIO -CRISTIANO ha reso possibile la purificazione di tanto scempio, attraverso l'atto di AMORE più sublime del Suo Unico Amato FIGLIO, CRISTO GESU', concedendoci la di LUI penetrazione per mezzo dello SPIRITO di VERITA’! Abele fu il primo uomo ad essere generato solo per "amore" e fu il primo a subire l'obbrobrio dei suoi genitori e ad essere scaraventato con loro e l'altra progenie, generata dal rapporto sessuale e che determinò tutte le carenze nell'uomo e conseguentemente la "morte". A tal proposito prendi visione della lirica " U' peccate e...a morte d'u' genere umane", trattata nel libro "Nu poche de Bibbie". Non fu , quindi, la "mela" la fatidica e proibitiva alternativa che il CREATORE aveva consigliato ai nostri avi, bensì la procreazione spirituale. Questa condizione iniziale la riacquisteremo quando, dopo la nostra auto -purificazione, saremo ammessi nella zona Paradisiaca. La testimonianza di una realtà così inimmaginabile, qual'è quella della procreazione spirituale ci viene data dal FIGLIO del DIO -CRISTIANO, CRISTO GESU’, il Quale fu 146 147 partorito da Maria, prescelta fra tutte le donne di tutti i tempi per la Sua singolare umiltà e disponibilità: Ella, per volere, del PADRE CELESTE, nacque priva della contaminazione degli avi, altrimenti non avrebbe potuto generare solo per Amore, né possedere nel Suo grembo il FIGLIO dell’ALTISSIMO. Essendo Maria pura, perché tale resa dal DIO -CRISTIANO per la Sua inequivocabile umiltà e disponibilità, venne amata dal DIO -CRISTIANO, Amore che Ella ricambiò intensamente e che Le diede il dono di generare CRISTO SIGNORE! La procreazione, quindi, nella NUOVA TERRA sarà la risultante di una intensa, reciproca ed incorruttibile comunione tra l'uomo e la donna; costituirà il nuovo epilogo, la nuova vita, quella inizialmente volutamente e superbamente rifiutata dai nostri progenitori e, riprenderà eternamente il suo corso, nella eternità del gaudio e delle lodi al DIO -CRISTIANO per mezzo del Suo Amatissimo Figlio, CRISTO GESU' e dello SPIRITO di VERITA'. La comune mente umana nei confronti di questa realtà risente di qualcosa di apocalittico e si opacizza sino ad arrivare allo smarrimento completo; mentre per gli eletti e per i prescelti questa conoscenza rientra nella normalità e viene vissuta in miniatura per poi poterla gustare nella pienezza, nel giusto tempo, nel giorno ETERNO. Dopo una analisi, innanzi evidenziata, non è né facile né possibile allogare gli spiriti nella sfera "Caina": ciò nonostante, mi accingo a dare una vaga interpretazione nell'allogare alcune persone la cui entità difficilmente può essere travisata, anche se la loro personalità può risentire di diversi fattori insani che hanno formato la negatività in loro. La mia allogazione, quindi, sarà segreta ed evidenziata casualmente ai soggetti interessati perché abbiano a riflettere, a meditare sui propri misfatti e in modo particolare a non volere rimanere ignoranti della" grazia" ricevuta e convalidata dall'Amore del CRISTO. Sono consapevole che tra coloro che leggeranno queste verità, ci saranno alcuni che mi beffeggeranno; forse, faranno parodie. A questi dico, che ogni forma di ilarità rivolta ad ogni singola parola contenuta in questa pubblicazione e scaturita da una fede incrollabile nel CRISTO, servirà a prolungare il proprio soggiorno nelle sezioni di auto - purificazione. Una tale certezza viene sostenuta e confermata dal mio unico "MAESTRO", CRISTO GESU’ che per primo, pur essendo l'Essenza della Purezza, subì derisioni, oscenità, blasfemità, vituperio, etc. A voi, sub della terra, è rivolta questa sintesi che altro non vuole essere che una esortazione a lasciarvi stimolare dalla autentica visione dell'al di là, che stima blasfema ogni illazione riferita all'esistenza dell'inferno, nonché a porgervi un sostegno che vi porti all'autentica conoscenza dell' AMORE infinito del nostro DIO -CRISTIANO. A voi, in particolare, esegeti, teologi, maestri di un insegnamento cristiano che non conoscete; a voi mi rivolgo perché possiate avvedervi del misfatto più grave, quello cioè di rendere sempre più opacizzato l'AMORE del nostro DIO -CRISTIANO. Ravvedevi e stimolate gli uomini, peccatori per natura, nella conoscenza del DIO CRISTIANO che non desidera punire la SUA creatura, essendo EGLI AMORE infinito, inestimabile nella SUA MISERICORDIA e, soprattutto, per l'incommensurabile trasporto verso il FIGLIO, insieme al Quale e con lo SPIRITO SANTO si è dato al mondo per trasmettere, infondere e coinvolgere gli uomini tutti nel grande Mistero che ci plasma: l'AMORE! E concludo dicendo che CRISTO è venuto in mezzo a noi per rendere meno tribolata la nostra auto -purificazione: Il Terzo libro dopo il Vangelo – 1994147 148 : (Rivelazioni di Eugenio Marchesino) Proemio Richiedere un censore per la mia ultima pubblicazione dopo il VANGELO: "ALLOGAZIONE DEI SUB E NON" avrebbe costituito un'impresa ardua, difficilmente realizzabile; sarebbe stato come voler trovare un ago in un pagliaio o andare in cerca di qualche mosca bianca. Le motivazioni che non danno accesso a censire facilmente questo scritto sono assai valide e trovano riscontro ampiamente in questa mia pubblicazione, dove viene evidenziato che il numero degli "eletti" e dei "prescelti" è assai limitato e, quindi, la ricerca di uno di essi al mio cospetto non è possibile per la conoscenza che mi è stata "data" intorno ai sub della terra. Ciò nonostante, pur essendone a -priori certo, ho rischiato dando incarico ad un amico che nel passato ha recensito una delle mie pubblicazioni e che, successivamente, tramite una sua lettera mi diceva di condividere i miei pensieri e s'impegnava ad essere disponibile, in ogni momento, a censire nel futuro i miei scritti. Quest'ultimo, uomo assai preparato e colto, non essendo disponibile allo SPIRITO d’AMORE, condizione questa che non aveva fatto rilevare nella sua lettera, non potrà mai riuscire a penetrare il mistero del libricino, possibile solo agli Eletti e ai Prescelti. Questa presa di coscienza da parte mia, su quanti mi circondano, mi ha indotto ad intraprendere la introduzione a questa mia pubblicazione, impegnandomi a far comprendere ai sub della terra il perché del contenuto del libricino e dei due precedenti, dopo il VANGELO. Premesso che tutti e tre i libri risentono di una ispirazione del DIO -CRISTIANO, essi hanno come preponderante affermazione la centralità del CRISTO nell'Universo e, come sia deformabile ed inconcepibile la concezione di fare assurgere altre creature a mediare tra noi e il DIO -CRISTIANO. Quest'ultima ed assurda affermazione di mediazione trova origine nella ignoranza voluta ed acquisita dai cosi detti "maestri" della teologia cristiana, i quali dimentichi del rapporto d'AAMORE che sussiste tra il PADRE CELESTE ed il FIGLIO lo definiscono "mistero", perché sono ostici a lasciarsi penetrare dallo SPIRITO SANTO. Quindi, la causa precipua della loro ignoranza è dovuta alla poca o a nessuna disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ al Quale essi ostinatamente si chiudono per lasciarsi condurre da una logica puramente umana, andando così incontro ad una auto -purificazione futura, assai pesante, quando si troveranno nella "Iperconscia". Ciechi, sordi e di cervice assai dura appaiono, perché si ostinano, sbagliando, ad essere detentori delle Scritture senza disporsi ad essere penetrati dallo SPIRITO SANTO. L'AAMORE del PADRE CELESTE è di una indefinibile ed indescrivibile portata che non ha bisogno di alcuno e sopporta anche a, volte, che "mostruosamente" si declamino pensieri offensivi nei Suoi riguardi, come: "Dio ha bisogno dell'uomo" ed altri intercalari in rapporto col DIO -CRISTIANO che evidenziano la mancanza totale o parziale della conoscenza del nostro DIO di AMORE. A tanto, come dicevo, si aggiunge l'assurda pretesa, sempre più calcante, di portare agli altari uomini probi che hanno dedicato la loro vita al Bene dell'Umanità Senza alcuna ombra di affettazione, ad essi vanno riconosciuti i loro meriti e, la loro condizione è da sopravvalutare, da tenerla in profonda considerazione e, soprattutto, da essere imitata; ma, giammai, da essere portata a tal punto da chiedere loro l'intercessione presso il PADRE CELESTE. Se i sub della terra, piano piano, e sempre con l'aiuto dello SPIRITO d’AMORE riuscissero a penetrare la immensità della disponibilità del DIO -CRISTIANO e, ancor più, la SUA inesauribile MISERICORDIA, non cadrebbero in simili ed orrende carenze assomiglianti a 148 149 credenze puramente pagane che deturpano l'immensità immensa ed infinita d'AMORE del DIO-CRISTIANO. Basterebbe, invece che si soffermassero a meditare su alcuni passi de VANGELO, sconvolgenti nella MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO e chiedendo aiuto allo SPIRITO di VERITA’ (cosa che faccio da oltre trent'anni) potrebbero giungere a comprendere una realtà assiomatica di MISERICORDIA inesauribile del nostro DIO di AMORE! Soffermarsi, ad esempio, sulla inimitabile parabola del "Figliuol Prodigo", dove emerge come la presa di coscienza di profondo rimorso del sub nei confronti del PADRE CELESTE, porta quest'Ultimo ad andargli incontro, ad esaltarlo in maniera esorbitante, nonostante la sua condizione peccaminosa del passato. Determinante e glorificante s'innesta in questo ed in altri passi del VANGELO la PERSONA del DIO-CRISTIANO. Altro passo del VANGELO che esclude ogni velleità d'intercessione di alcuno presso il PADRE CELESTE, è quello in cui GESU’ declama la SUA possanza Divina: "Nessuno viene al PADRE, se non attraverso Me!" A voi, in particolare, maestri di una teologia che esula dalla interpretazione della vita e dell'insegnamento del CRISTO, mi rivolgo affinché la vostra cervice bacata si rinsavisca e non abbiate, ancora, ad eccedere nella santificazioni di uomini che, come largamente illustrato nella precedente pubblicazione "La Dimensione Eterna", avendo incarnato geni atavici positivi, unitamente a fattori ambientali benefici possono raggiungere con facilità traguardi, difficilmente raggiungibili da altri uomini sovrastati da geni negativi atavici ed ambientali. Quindi, nessuno potrà essere "sfruttato" non avendone alcuna velleità, né prerogativa, all'infuori del CRISTO, per intercedere presso il DIO -CRISTIANO, il Quale ha desiderato che l'uomo lo invocasse col nome SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO di "PADRE" per ottenere quanto rientra nella Sua DIVINA volontà! Altra imputazione da farsi in questo Scritto ai "dotti" della teologia cristiana, è quello di avere voluto ignorare la mia disponibilità cristiana, perché ispirato, a ripetere marcatamente quanto è riportato nelle pagine del VANGELO e a non dare alcun riscontro alle mie richieste, tramite lettere raccomandate. Il più umile degli uomini avrebbe , senza titubanza alcuna, specialmente se fortificato nella fede cristiana, una qualsivoglia risposta evidenziando la negatività dei miei scritti; essi, invece, volendo o non ignorare la loro meschinità che trova origine nella loro albagia, hanno tenuto nel "nulla" i miei scritti "ispirati" e le lettere raccomandate di accompagnamento; ritenendomi, forse, -pazzo. Ad essi dico : " Pazzo sono, pazzo, però, del mio GESU’!". Inoltre aggiungo, ripetendo le parole del CRISTO "Guai a voi!", perché vi preoccupate di apparire umili al di fuori; nel mentre dentro di voi si annida tanta putredine quando non se ne trova scoperchiando le carcasse dei "sub". NOSTRO SIGNORE così vi appella: "Sepolcri imbiancati"! Eugenio Marchesino Il Terzo Libro dopo il Vangelo Dopo la pubblicazione del Secondo e del Terzo Libro dopo il VANGELO, mi è "dato" scrivere la terza ed ultima pubblicazione che si innesta al terzo posto e, insieme agli altri due, costituisce la Sintesi del Nuovo Testamento: Tutti e tre i saggi sono l'eco del VANGELO ed evidenziano in modo rigoroso e categorico la centralità del CRISTO nell'Universo; la salvezza del "sub" estesa a tutta l'umanità e subordinata alla Oblazione di CRISTO SIGNORE e all'accettazione del CRISTO da parte 149 150 dell'uomo (in questa o nella futura Dimensione), unico e solo FIGLIO del PADRE CELESTE, unico e solo MEDIATORE per la espiazione di tutti i peccati. Nella prima pubblicazione "Nu Poche de Bibbie", risalta con veemenza assoluta la Donazione consensuale del CRISTO col PADRE che genera lo SPIRITO SANTO e che determina la salvezza di tutti gli uomini; inoltre, l'immensa sofferenza del CRISTO al cospetto delle oscenità commesse ed insegnate dai tutori e detentori del TESTAMENTO del CRISTO. Una vaga, ma emblematica idea di tanto soffrire si evince dalla Lirica " u' Turminde... ind'a l'urte de Getsemani!". In essa la sofferenza di GESU' raggiungere l'apice massimo, perché EGLI proiettandosi con lo SPIRITO nei secoli avvenire, inorridisce al cospetto di tanto culto dedicato a tante madonne e a tanti santi. In quell'istante, GESU’' comincia a versare le prime gocce del SUO SANGUE PREZIOSISSIMO per la salvezza di tutte le sue creature e, ancor più, per quei falsi profeti che inculcano negli uomini, disponibili al Bene, la devozione e non di rado l'adorazione a uomini, amanti del CRISTO, forse, santificati dal CRISTO ma consapevoli, nel modo più assoluto, che la loro e l'altrui salvezza è dovuta unicamente alla Donazione Gloriosissima del CRISTO e che, giammai, avrebbero osato oscurare, seppure per attimi, la inesauribile MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO, la potenzialità incommensurabile della Donazione consensuale del CRISTO col PADRE e del PADRE col FIGLIO che genera AMORE, lo SPIRITO SANTO, Essenza della futura felicità dell'uomo in genere. La visione di questo dissentire profondo ed angosciato, trafigge prima lo SPIRITO, il CUORE e poi il CORPO di GESU’'; mentre EGLI si prepara a darsi al PADRE, tramite lo SPIRITO SANTO per i Suoi amanti prima che, avvedutamente, nella maniera più trasparente, manifestano il loro credere inconfutabile alla Divinità del CRISTO e al Suo donarsi totalmente (mistero questo per le menti ottuse) per la espiazione di "tutti" i peccati, anche di quelli di coloro che con un insegnamento catastrofico e, quindi, non conforme a tanto incommensurabile AMORE scemano, in gran parte, la grandiosità del Suo SACEIFICIO! Nello stesso libro, man mano che lo SPIRITO d’AMORE ci penetra, emerge anche la proiezione della santificazione di Giuda, del cattivo ladrone e del sub -demone in genere. Infatti nella Lirica " U trademinde de Giude e quille...de Pitre" viene messo in risalto, con una certezza ispirata, come Giuda credesse "fortemente" nella Persona di GESU’', quale FIGLIO del DIO -CRISTIANO e come egli "ignorando" che dovessero compiersi le scritture, fosse più che convinto che GESU’ non sarebbe potuto morire e come la Sua Crocifissione e la Sua Morte lo portarono alla esasperazione e, quindi, a togliersi la vita. Viene anche interpretato, grazie allo SPIRITO d’AMORE, quanto viene riportato nel Testo evangelico circa le parole pronunziate da GESU’ nei riguardi di Giuda. "Meglio per lui sarebbe stato se non fosse nato". Nella stessa lirica si intravedono le migliaia di sub -demoni che con uno spirito diverso da quello di Giuda, negano o smentiscono la Divinità e l'amicizia del CRISTO, a cominciare da Pietro, dagli apostoli, e proseguendo, man mano, fino agli ultimi giorni della vivibilità sulla terra. Le schiere innumerevoli dei rinnegatori del CRISTO, giorno dopo giorno, raggiungono proporzioni spaventose che portano allo sgomento, attraverso le macabre constatazioni di orrende e feroci uccisioni, di guerre fratricide che evidenziano un'avidità funesta nei sub demoni mai riscontrata in alcuna bestia feroce che, di solito. uccide principalmente per placare la sua fame; mentre l'odio, la sete di sangue e la fame insaziabile riscontrati nel sub demone non trovano limiti e si manifestano in sembianze mostruose e difficilmente esprimibili. Il "Caino" degli albori della creazione si estrinseca nel tempo più bramoso di distruggere, annientare, vessare il fratello per poter emergere solo lui. 150 151 Ragion per cui ogni buona azione, ogni buona parola, ogni olocausto su questa terra tendenti al raggiungimento "assoluto", senz'altro sono necessari ed utili ma, giammai, riusciranno a distruggere il male radicatosi ed evolventesi nei sub, bensì porteranno ad un bene latente e relativo che attenua la sofferenza dei più deboli, dei più tormentati e servirà anche di sostegno a coloro che cercano lottando di fare comprendere, seppure raramente, ai sub -demoni di questo pianeta che la loro gloria, il loro sadismo consumati a danno dei terzi avrà una durata assai breve e comporterà nella zona "Iperconscia" e, precisamente , nelle sezioni della sfera "Caina" un tormento, una sofferenza che seppure nel tempo, saranno di una densità non determinabili, né esprimibili. E' pur vero che bisogna lottare con drasticità per cercare di bloccare, di arrestare in parte il male ospitato dai sub, ma è altrettanto vero che non bisogna farsi alcuna illusione di estirpare il male dalle radici. Per poter giungere a tanto , bisognerebbe che ogni sub della terra si disponesse ad incontrare il CRISTO su questo pianeta; bisognerebbe, quindi, che entrasse in comunione con LUI per poter recepire la nullità e il vuoto dell'esistenza terrena se vissuti lontano da LUI. A questo punto, potrebbe entrare nella ottica della incommensurabile Donazione del CRISTO per la salvezza di tutti i "sub" della terra. Purtroppo, tanto non è possibile perché la maggior parte dei sub, causa i geni ereditati, causa i condizionamenti ambientali e, soprattutto, causa il loro egoismo non riusciranno mai, permanendo su questo pianeta a liberarsi da quelle scorie incarnate e, anche perché non lottano, perché volutamente abulici in questo sforzo. Pertanto, ad essi è negato di riuscire ad intuire, eccezione fatta per i pochi, che il soggiorno su questa terra non è un gozzovigliare continuo, bensì ci viene dato per approdare, in tempi più ristretti, nella "Nuova Terra" e vivere eternamente felici. Questa energia del Male che impregna tutti gli abitanti della terra e finanche la natura dello stesso pianeta si auto- distruggerà quando, passati da questa esistenza, gli spiriti degli uomini futuri trovandosi nella "Iperconscia" conosceranno quanto non hanno voluto o potuto penetrare stando su questo pianeta. La visione, quindi, dell'AMORE inestimabile del CRISTO, nella Sua donazione al PADRE CELESTE con il carico di tutti i peccati dell'umanità sarà di una limpidezza inaudita, tramite lo SPIRITO di VERITA’, e tutti indispensabilmente verranno attratti, coinvolti da tanto infinito AMORE e brameranno l'auto -purificazione che li renderà gaudiosi, allorquando saranno ammessi nella quarta zona, la "Paradisiaca", dove il CRISTO farà irruzione con lo SPIRITO SANTO per elevare al PADRE CELESTE, nella zona "Divina", l'umanità tutta da LUI glorificata! Il ritorno del CRISTO sulla terra non dev'essere inteso come ritorno su questo pianeta asfissiato dalle prevaricazioni dei sub, dalle azioni feroci e mostruose dei sub -demoni e contaminato dalle putrefazioni delle carcasse auto -distrutte dal peccato. Il ritorno del CRISTO si avrà, quindi, nella "Nuova Terra", in quella parte dell'Universo che fu abitata dai nostri progenitori, quando l'auto -purificazione dell'umanità intera sarà completata. Allora, il CRISTO lasciando la quinta zona, la Divina, entrerà nella "Paradisiaca" a far parte di tutta l'Umanità da LUI Redenta e Glorificata e con LUI e lo SPIRITO SANTO, tutti, unitamente faremo parte della "Divina", presentati dal CRISTO e dallo SPIRITO di VERITA’ al PADRE CELESTE per renderGli quel "grazie" e quella "gloria" eterni! Prima di approfondire ancora questa meditazione rivelata con altre liriche successive, ebbene soffermarsi a ritroso sulla Lirica "U' chiù grusse peccatore", sempre facente parte del primo Libro. In essa viene evidenziato il mio vero rapporto iniziale col DIO -CRISTIANO, per mezzo del CRISTO. 151 152 Infatti, quel Dio astratto, privo di una personalità evidenziata, senza un volto identificabile mi viene rivelato da GESU’ come "Essenza Paterna" e tale, tramite lo SPIRITO SANTO, s'impossessa del mio spirito che "esulta" al SUO cospetto e, quantunque, tormentato dai condizionamenti di questa vita terrena assurge ad una potente personalità sostenuta dal DIO CRISTIANO. Incredibile e non trasferibile alla parola e allo scritto, la trasformazione che in quel momento avvenne in me: le mie debolezze, le mie colpe, le mie carenze che fino allora erano state uno stillicidio continuo, vennero da me concepite come naturali e partorite da condizionamenti atavici, ambientali e sociali. Si fece strada in me, in quel momento, la conoscenza e la differenza tra "colpa" e "peccato" e quel "mistero" tanto e sempre propagandato dai teologi della chiesa cattolica e dalle altre confessioni cristiane mi venne rivelato e si concretizzava nell’AMORE inestinguibile, generato dalla Donazione del PADRE CELESTE al FIGLIO e del FIGLIO al PADRE e che si evidenzia nello SPIRITO SANTO: da tanto AMORE venni travolto e mi diede la certezza della mia e dell'altrui salvezza; nonché la proiezione, assai trasparente della "Vita Nuova", del nostro epilogo nella felicità eterna. In quella lirica risalta l'intensità della mia donazione al PADRE CELESTE, tramite GESU’ e lo SPIRITO di VERITA’, nonostante le mie scorie istintive e difficili ad essere represse. Ancora di più in quella Lirica, viene accentuato e sempre più ribadito il desiderio di DIOPADRE di accentrare ogni potere e tutta la Gloria, tramite lo SPIRITO SANTO, nel SUO amabilissimo FIGLIO, CRISTO GESU', al Quale EGLI ha sottoposto tutto ciò che ritorna a Sua gloria. Il PADRE CELESTE ha sottomesso a GESU’ il Cielo, la Terra e la salvezza certa dei "sub", solo mediante la SUA conoscenza e la SUA accettazione come SIGNORE e FIGLIO unico dell'ALTISSIMO e solo Mediatore con lo SPIRITO SANTO presso di SE. Quella lirica è uno stimolo continuo ed una incitazione incessante a cercare e a trovare il CRISTO e a non temere, quando Lo si è incontrato e accettato, il peccato e le colpe commessi. La rivelazione del CRISTO che ha distrutto " Tutte 'nguaminde de tutte l'umene", porta il "sub" alla sua accettazione incondizionata che gli assicura la pace e la gloria eterne. Alta Lirica degna di menzione, non perché le altre siano da meno, in quanto tutte lasciano troneggiare il CRISTO nella Gloria del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, è quella de "'U bune e 'u cattive latrone". In questa la santificazione del cattivo ladrone, impenetrabile agli occhi pervasi dalla cecità spirituale di coloro che si atteggiano a "maestri" di vita e accaniti oppositori a questa Verità, diventa per gli eletti e per i prescelti una "verità" inoppugnabile. In essa aleggia con tanta riservatezza e tanta grazia la figura del cattivo ladrone. Questi, che nella prima parte della Lirica, inveisce ferocemente nei confronti di GESU’, stando anch'egli sulla croce, enunciandolo come impostore e falso profeta, rimane attonito e sgomento quando il buon ladrone con invettive che accentuano una realtà assiomatica lo trafigge ed egli ammutolendo rientra in se stesso, esamina profondamente la veridicità delle parole del compagno che lo portano ad una sentita e profonda contrizione e ad essere cosciente della presenza inconfutabile del FIGLIO del DIO -CRISTIANO che si offre al PADRE CELESTE per la salvezza di tutti i "sub" e in modo particolare, in quel momento, per la sua. Al cospetto di questa visione redentrice egli, oltre a cadere nel silenzio più profondo, esamina nelle parti più ascose del suo "io" il male arrecato agli altri e più ancora, in quell'istante, fatto a GESU’ e invoca il perdono a GESU’ con tutto il suo sentire, sicuro di trovare misericordia presso di LUI. 152 153 In quell'atmosfera di così tanto gaudio, il Cuore di GESU’, trafitto da tante prevaricazioni, esulta e silente come quello del cattivo ladrone, ripete a lui quanto ha pronunciato, poco prima, al buon ladrone:"Oggi stesso, tu godrai la Gloria del Padre Mio!". Inverosimile, incredibile apparirà questa visione a quanti, ai moltissimi che non riescono a penetrare l'infinito "mistero" che li avvolge: l'AMORE! Incredulità che rimane non nel tempo, ma solo a quella parte di esso vissuto su questo pianeta, in quanto l'AMORE diverrà una realtà palpante a tutti gli spiriti, quando essi passeranno nella "Iperconscia". Queste Verità da noi proiettate nella prima pubblicazione dopo il VANGELO, trovano felice riscontro a quanto mi è stato "dato" dallo SPIRITO SANTO nella seconda pubblicazione "La Dimensione Eterna". Tra il primo ed il secondo libro dopo il VANGELO sono trascorsi dodici anni. In questo tempo, nonostante le mie infinite precarietà e le mie debolezze, il rapporto col "mio" GESU’ è andato, grazie al "mio" Unico Amico, sempre più intensificandosi, sempre più trasparente è stata la Sua Rivelazione che rende sempre più viva ed insistente la certezza della salvezza di tutta l'umanità. L'AMORE del DIO -CRISTIANO che si estrinseca attraverso il CRISTO e lo SPIRITO di VERITA',nella seconda pubblicazione assume, sempre più proporzioni mastodontiche che si identificano con la Sua infinita MISERICORDIA, che sopravanza impenetrabilmente al numero limitatissimo degli abitanti la terra attraverso tutti i secoli. L'inestimabile AMORE del CRISTO verso il PADRE e del PADRE verso il FIGLIO si evolve in una energia permanentemente evolvente: lo SPIRITO SANTO! Ed è questa energia di AMORE incommensurabile ed inesauribile che , nonostante la Testimonianza del CRISTO, non viene penetrata dai "molti" di questo pianeta; in massima parte da teologi, da esegeti, da filosofi, da scienziati per i quali, a causa della loro poco disponibilità alla SPIRITO SANTO, rimane solo e sempre un "mistero" impenetrabile .A conferma di quanto innanzi detto si recita in un passo del Vangelo: "Ai saggi della Terra questi tesori saranno nascosti e rivelati, solo, ai più piccoli!". Mentre noi, penetrati dallo SPIRITO di VERITA’ per la nostra disponibilità a LUI siamo obbligati ad affermare, pur consapevoli delle nostre colpe, che l'Oblazione del CRISTO assorbe tutti gli uomini, nessuno escluso e che sopravanza in maniera determinante ed infinita e ci dà la certezza che tutti i "sub" e non sub della terra, nella proiezione futura, siamo stati santificati e proiettati nella zona "Paradisiaca", Se per un solo istante ci chiudiamo alla penetrazione dello SPIRITO SANTO e ammettiamo , per assurdo, che il sacrificio del CRISTO ha salvato una sola parte degli abitanti di questo pianeta, ci viene da constatare che vano e non confacente al Suo infinito AMORE sarebbe stato il Suo SACRIFICIO: la Sua OBLAZIONE sarebbe stata un fallimento e la Sua POSSANZA circoscritta. Una identità questa che sfigura enormemente quella del CRISTO, viene, assurdamente, concepita da quanti ciechi e sordi ai richiami dello SPIRITO di VERITA’, restano limitati e condizionati dalla loro povertà di spirito. Entrati nella trasparenza sempre più evidente di COLUI che si manifesta a chi più Gli piace (nel senso di disponibilità a LUI), ci viene rivelato quanto fa seguito alla dipartita di questo esilio terreno. Gli spiriti, dopo avere, in linea di massima, assistito alla loro tumulazione o alla cremazione della loro carcassa, vengono proiettati nella "Iperconscia". Essi, in quella zona, privati di quelle che erano le esigenze del corpo, anche se questo veniva governato da una razionalità terrena facente parte dello spirito, accedono ad una conoscenza sempre più vasta della finalità del soggiorno terreno trascorso. Essi con gli occhi dello spirito penetrano l'essenza dell'Amore, lo SPIRITO di VERITA’, che li porta a valutare ogni singola 153 154 azione, ogni pensiero, ogni attività consumata sulla terra; ad avere ,quindi, la possibilità inconfutabile del confronto operato nel male e la conoscenza del rapporto ignorato, volutamente o non, col BENE ASSOLUTO. La presa di coscienza perfetta della VERITA’, porta il singolo ad enumerare le colpe ed i peccati commessi volutamente o condizionati; subentra in lui, quindi, la bramosia di espiare il Male operato anche e, soprattutto, perché la visione futura della salvezza eterna ed il soggiornare nella "Nuova Terra" con il Corpo Glorificato dal CRISTO sono un sostegno e un incitamento continui.. La espiazione diventa, quindi, la sola e stimolante esigenza dello spirito che, pur riportando una sofferenza rapportata ai propri peccati, trova conforto nella certezza di dover rendere lode e gloria a COLUI che si è fatto carico di tutte le sue nefandezze per il raggiungimento del GAUDIO ETERNO. Dove espiare i propri peccati? Essi vanno espiati nella prima e nella seconda sezione della sfera CAINA se rientrano nelle violenze o prevaricazioni contro il DIO -CRISTIANO e contro il prossimo, nelle altre per peccati diversi; mentre nella sfera ABELICA se trattasi di colpe acquisite naturalmente e contro la propria volontà. Un'analisi specifica delle allogazioni la si trova nel secondo Libro dopo il Vangelo:”La Dimensione Eterna". La intensità e la durata del tempo da trascorrere in una o più sezioni, sono stabilite dallo stesso spirito che le rapporta alle Leggi determinate dal DIO -CRISTIANO. Non è ,quindi, il DIO -CRISTIANO che fa direttamente giustizia, ma è l'uomo imperfetto che prendendo conoscenza assoluta del dono immenso elargitegli “la Libertà” e, soprattutto, della Donazionedel CRISTO, si rifà ai Canoni Divini e stabilisce la sezione o le sezioni e la durata della sua espiazione. Gli spiriti espiati i loro peccati, passano nella sfera Abelica per ricevere il bagno dell'Amore creato dal CRISTO e, immediatamente, vengono ammessi nella quarta zona la PARADISIACA dove, cessato il tempo, aspettano lodando il PADRE CELESTE che tutta l'umanità pervenga in Essa. Solo allora ci sarà il ritorno del CRISTO e tutti gli spiriti prenderemo il Corpo Glorificato e siederemo con GESU’ e lo SPIRITO SANTO all'Agape Eterna nella quinta zona "La DIVINA" alla presenza del PADRE CELESTE! Nel secondo Libro dopo il VANGELO mi è stato "dato" che il giudizio assoluto sugli altri è impossibile per motivi estremamente resi palesi e che l'assolutezza del giudizio, compete solo al DIO -CRISTIANO e per sua deroga al singolo spirito quando si troverà nella "Iperconscia" per l'auto -purificazione Più volte tanto è stato ribadito, ma nello stesso tempo è stato detto che avremmo dovuto compilare un elenco di nomi di "alcuni" da conservare in segreto, anche se col nostro giudizio relativo. Nello stesso tempo ribadivamo ed esortavamo “quelli” all'approfondimento di quanto rivelatoci in quella pubblicazione, perché dovevamo essere di esortazione e di sostegno per la ricerca di quel "quid" vitale alla vita terrena del "sub" che si identifica nel CRISTO. Purtroppo, anche il secondo libretto dopo il VANGELO è finito (lo riaffermiamo alla distanza di un anno) nella dimenticanza, dovuto alla poca conoscenza di AMORE del CRISTO da parte dei "sub" della terra; riferendoci, in particolare, ai maestri della chiesa cattolica e delle altre confessioni cristiane, nonché a quelli dei testimoni di GEOVA e dei mormoni. E' ovvio che ciò avvenisse ed è spiegato da quanto appresso riportato attraverso alcuni quesiti. Perché il primo ed il secondo volumetto non hanno avuto alcun riscontro da parte di coloro più coinvolti, eccezione fatta per qualche domanda fattami raramente? E' facile arguire la risposta se facciamo un'analisi approfondita degli stessi. 154 155 Chi avrebbe potuto o dovuto azzardare una risposta o un giudizio o una opinione, positivi o negativi, sarebbero dovuto essere, in primo luogo, la chiesa cattolica e le altre confessioni cristiane. Poteva mai la chiesa cattolica restìa ad ogni rivelazione che esula dalla orbita dei suoi dogmi, accettare la nostra? E' assurdo pensarlo, specialmente se si tiene conto che nei nostri scritti viene anche e, soprattutto, ribadito con veemente accentuazione il richiamo al ravvedimento per i “ maestri” della teologia e l'invito a non perseverare negli errori che, come nel passato, continuano ancora più marcatamente ad ingannare la "povera" gente, perché sono in opposizione alla Donazione del CRISTO. Essi non solo non hanno voluto contrastare quanto loro addebitato, ma hanno voluto tenere nello scredito o nello ignorare quanto "rivelato" in quegli scritti.. Comunque e qualunque fosse stato il loro sentire, avrebbero dovuto dare un riscontro anche, per assurdo , di condanna se lo avessero ritenuto opportuno. Purtroppo la "verità" manifestata tramite "Rivelazione" in quelle dure frasi non ha dato loro la possibilità di giustificarsi, tanto meno di riconoscersi in quelle accuse. "Guai a voi" mi viene suggerito dire; guai a voi, che perseverate non nella ignoranza che potrebbe avere, anche, qualche attenuante; guai a voi che perseverate, volutamente, nell'errore perché sostenuti dall'albagia e dalla brama di potere, anche se tanto sapete apparentemente ben velarlo. Cosa dire delle altre confessioni cristiane, le quali accetterebbero parte di quanto rivelato ed evidenziato nei due libretti; ma, anch'esse, pregne di una presunzione di possedere la "Verità", condannano in eterno i peccatori e cioè coloro che sono cellule integranti del loro tessuto umano.. Queste realtà inconfutabili sono la risultante di una analisi soggettiva ed oggettiva che sta ad indicare come i detentori, "presunti" della Verità delle diverse confessioni, hanno dovuto ritenere le mie pubblicazioni, senza rendersi conto della condizione assai condannabile a cui sono andati incontro. Noi, però, certi di riportare su questi fogli quanto ci viene "detto", non possiamo non deplorare quanto essi hanno voluto ignorare ed allogarli in quella cerchia ristretta che ci è "consentito". Tanto per continuare a vivere, oggi, quella pace che seppure godiamo in miniatura e che ci sarà consentito godere nella pienezza nella Nuova Dimensione,quando, passati da questa esistenza, faremo parte del mondo dei "vivi"; mentre per loro la vita terrena sarà tormentata dal dubbio della certezza ed in seguito, nella "Iperconscia", avranno da espiare, in aggiunta, quanto non hanno voluto, nonostante il sostegno avuto, accettare la VERITA’. Cosa dire dei seguaci tradizionalisti e non della chiesa cattolica? Anche per loro la non accettazione di quanto riportato nei due testi è molto chiara e assai evidente; infatti, essa trova riscontro nella loro fede vacillante che non ha, ancora, un attracco sicuro e che fa, spesso, sorgere in loro dubbi e incertezze. La maggior parte di essi, in materia di fede, rientra in quella cerchia di coloro somiglianti a semi di grano caduti sul terreno e che vengono divorati dagli uccelletti. Tanto, è dovuto in gran parte agli insegnamenti dei "dotti" della loro chiesa che, tra l'altro, li portano spesso alla devozione e, non di rado, all'adorazione di simulacri che danno identità a tante madonne e a tanti santi, precludendosi e precludendo ad altri il rapido ingresso nella zona "Paradisiaca" Da essi, quindi, non è possibile avere riscontro alcuno sulla centralità avallata del CRISTO. Altri, sempre discenti di quella chiesa, si circondano di immagini e simulacri, parimenti ad altri scongiuri quali: il ferro di cavallo, il corno, il gobbo e tanti altri ancora che evidenziano tutt'altro che una fede cristiana e manifestano un eccessivo sentire di paganesimo. 155 156 Anch'essi, purtroppo, non già alla maniera dei loro maestri, ma col corrispettivo delle loro credenze passeranno, senza alcuna ombra di dubbio, per le prime due sezioni della Caina. Anche i seguaci delle chiese protestanti ed altre cristiane, pur vantando una conoscenza più raffinata, rispetto ai primi, del CRISTO e, quindi, più vicini a LUI, risentono di una presunzione di verità inaudita e sono, quindi, da condannare. Per coloro, invece, che si dicono atei, che non credono nella vita futura, perché traviati dagli insegnamenti di una filosofia scientifica e materialistica, è inutile porgere ed invitare a leggere o a meditare quando viene esposto nei due scritti. Anche per loro c'è un dopo - morte che aprirà gli occhi dello spirito e renderà trasparente quanto di inestimabile è stato dato dal CRISTO e quanto è dovuto a LUI. Mi viene "detto" di procedere alla allogazione dei sub nelle prime due sezioni. Questa "allogazione" è riferita all'umanità presente, vivente su questo pianeta. Della passata e della futura non mi viene "dato" di fare menzione:da questa generazione sono stati estrapolati 5.000 (cinquemila) uomini che formano la fascia degli "eletti" e 5.000.000 (cinquemilioni) di esseri umani che costituiscono la fascia dei "prescelti", la cui entità, a tutt'oggi, non mi è stata data la possibilità di riscontro. Considerato che gli abitanti la terra siamo all'incirca sei miliardi e più, si ha un rapporto di circa un eletto su un milione e più di eletti ; un prescelto su poco più di mille abitanti. I primi ed i secondi, dopo il trapasso del loro spirito perverranno subito nella sfera ABELICA; mentre i primi, gli eletti, faranno solo il bagno purificatore dello spirito, glorificato dal CRISTO, e passeranno rapidamente nella zona PARADISIACA; i prescelti, invece, dovranno sostare qualche tempo "brevissimo" nella prima metà della stessa sfera, per poi passare nella seconda metà e ricevere anch'essi il bagno purificatore dello spirito ed essere ammessi nella quarta zona, la PARADISIACA! Il numero menzionat di "eletti" e di "prescelti", non sta a significare che in un paese o nazione, necessariamente, in proporzione al numero degli abitanti devono emergere tanti eletti o prescelti: questi vengono estrapolati da tutto il complesso umano. Pertanto, si possono avere eletti e prescelti in numero maggiore in un paese o nazione di minore capacità abitativa che non in uno o in una di maggiore capacità. La stragrande maggioranza dei sub che non fanno parte degli eletti e dei prescelti, giunti nella Iperconscia, dopo avere preso coscienza dei loro misfatti e delle loro esecrandi azioni dovranno sostare "tutti" nelle prime due sezioni della "CAINA". In queste due sezioni, tutti dovranno sostare un tempo che va da un minimo di 300 anni ad un massimo di 3.000 anni. Non mi è dato di conoscere il tempo della sosta di "alcuno" in queste due sezioni e nemmeno del tempo che trascorreranno nelle successive, in quanto esso sarà determinato dal singolo spirito quando, presa conoscenza dei suoi peccati e del suo orrendo sentire ed agire passerà, anche, nelle altre sezioni per un tempo da lui prestabilito, perché la trasparenza della Donazione del CRISTO lo folgorerà di AMORE. Da quello che si evince da quanto innanzi riportato, tutti, ECCEZIONE FATTA PER ALCUNI, sosterranno nelle prime due sezioni almeno per 300 anni; tempo questo che potrà essere accentuato da quanto di deprecabile e di esecrando è stato realizzato nei confronti del DIO -CRISTIANO e del prossimo: A questo tempo, per molti bisognerà aggiungere la sosta delle successive sezioni, qualora vi fosse. Nonostante il tempo, senz'altro lungo, da sostare nelle diverse sezioni della sfera CAINA, ogni spirito gode del conforto e della certezza che, allorquando si sarà auto -purificato passerà anche lui nella sfera ABELICA e, quindi, nella zona PARADISIACA. A questa meravigliosa elargizione donata dal DIO -CRISTIANO, se ne aggiunge un'altra, anch'essa assai confortante e che accentua la bramosia degli spiriti all'auto -purificazione; 156 157 quella, cioè, che la “durata” di un anno sulla terra corrisponde ad un “solo” giorno nelle due sfere. Ritornando sui tempi di allogazione mi è "dato", eccezionalmente, conoscere con una certa relatività i tempi attribuiti ad alcuni che hanno voluto "sfregiare" la nostra persona o hanno voluto ignorarci quando, tramite scritti, li invocavamo ad esprimere un loro giudizio o una loro opinione; nonché i tempi attribuiti ai "mostri" che pullulano sul nostro pianeta. Pertanto mi è "detto" di riportare la sosta di alcuni. Il secondo riferimento abbraccia i sub-cobra e i sub-aspidi: i primi hanno la capacità di trasformarsi in docili colombe bianche e di fare adepti con molta facilità, tanto da agire ed influenzare questi ultimi a loro piacimento. Pertanto, ai sub-cobra è dato di scontare 7.000 anni, in aggiunta a quanto determinato in precedenza; mentre agli adepti gaudenti, 5.000. I sub-aspidi sono coloro che accumulano continuamente odio e in base all'accrescersi di esso, assumono da una a sette teste, atteggiamento metaforico, le cui bocche tramite i loro 4 denti iniettano un veleno pestifero col quale vorrebbero annientare, in particolare, gli eletti ed i prescelti verso i quali, però, il loro liquido velenoso ha solo effetto provocatorio, mentre sugli altri riescono a fare molti proseliti. Ad essi e ai loro seguaci vanno attribuiti, in aggiunta, da 10.000 a 7.000 anni. Il primo riferimento va a quei vescovi, cardinali e papa compreso, che nonostante i nostri scritti accentrati sulla Personalità esclusiva del CRISTO, hanno voluto ignorarci perché la loro presunzione è tale che adombra quel po' di sentire cristiano che immaginiamo abbiano. Ad essi , come già comunicato a qualcuno, vengono attribuiti ancora, in aggiunta, 300 anni nella prima e 300 nella seconda sezione della CAINA. Questa pubblicazione e le altre due precedenti potranno suscitare ilarità presso i saggi della teologia; per pochi costituiscono un intercalare "illuminato" al VANGELO e sono di grande aiuto perché, penetrati dallo SPIRITO di VERITA’, potranno rientrare a fare parte di quella cerchia di Eletti e di Prescelti che, in massima parte, hanno ricevuto quanto o di più di quanto ho ricevuto io dal “mio" GESU’. Spesso parlando con conoscenti e, più ancora, con i fratelli preti della chiesa cattolica, l'aggettivo "mio " suscita, causa la loro ignoranza o cattiveria, ilarità e mi si contesta dicendo: "GESU' non è solo tuo, ma di tutti" Ad essi faccio eco dicendo: "Si, è vero che GESU’ si è immolato per la salvezza di tutti gli uomini, ma è anche vero che non "tutti", ma solo pochi l'hanno accettato nella SUA intierezza!". Ed io fino a quando non avrò riscontrato fra gli esseri umani uno degli eletti o uno dei prescelti, continuerò ad affermare, parlando di GESU’, che GESU' è"MIO". Chiudo la serie di questi scritti consequenziali al VANGELO col mio "grazie" eterno a TE, GESU', che tanto, tanto da non potersi né descrivere, né definire hai dato a questo "meschino". Sì, meschino, ma di una grande disponibilità al "BUONO" e al "BELLO"! Eugenio La Creazione dell'Uomo- la Creazione del Male- Anno 1997PROEMIO 157 158 Il libricino, per il rapporto avuto di molti lustri col CRISTO, è stato ispirato dal DIO CRISTIANO; pertanto quanto racchiude è stato pervaso dalla comunione dell'autore con la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Alla base di esso c'è il biasimo dell'autore nei confronti dei molti "sub" della terra che con cinico sentire si preoccupano solo della loro condizione terrena, trascurando quasi del tutto il dopo -morte e dando estrema importanza ai "pochi" anni di vita da consumare su questo pianeta. La loro condizione è quindi da compiangersi, anche perché accettano passivamente la morte, senza rendersi conto della loro macabra condizione di "condannati a morte"; di" dolore fisico e morale"; di "incertezze che rendono angusto il loro vivere". Altro motivo di portata non inferiore al primo, è la mancata risposta agli interrogativi di molti altri, in particolare di quelli postisi dai più diseredati; dai più perseguitati; e, finanche, dai più disposti a commettere azioni efferate. Interrogativi questi che vengono così sintetizzati: "Perché sono nato?" "Perché sono condannato a vivere un'esistenza non vivibile?"; "Io non avrei voluto nascere in questa giungla di iene?". E come queste, ci sono altre domande non definibili o, addirittura, offensive per l'Essere Supremo: il DIO -CRISTIANO. Alcune di queste ansie, in parte da me anche vissute erano state, nel passato, placate con la "Rivelazione" evidenziata nelle mie opere "Nu Poche de Bibbie"; "La Dimensione Eterna": e "Il Terzo Libro dopo il Vangelo". Al cospetto del mio tormento causato da fallaci risposte a domande naturali e riguardanti la nostra esistenza, il "mio" GESU’ ha voluto, tramite lo SPIRITO di VERITA’, ampliare la mia conoscenza, anche, sulla "Creazione dell'Uomo" e sulla "Creazione del Male". Infatti, la ispirazione che mi è stata concessa, ha completato in maniera viciniora alla realtà, la mia conoscenza sulla futura esistenza degli abitanti la terra, sulla creazione dell'uomo e sulla creazione del male e su molti altri interrogativi che penetrano la mente di molti uomini. Ciò che mi ha reso estremamente felice è stata la certezza ricevuta sulla venuta degli uomini su questo pianeta; e, cioè, che essa non è casuale o accidentale, ma rientra nella bramosia degli spiriti puri di possedere, anche, loro il Corpo GLORIFICATO dal CRISTO. Essendo io stato appagato, non solo per le mie richieste ma anche per quelli che si pongono domande senza avere alcuna risposta o che le ricevono in modo travisato, desidero ardentemente che, presto, tutti abbiano una tale conoscenza. Ad essi rivolgo il mio caloroso invito, specialmente a coloro che sono bramosi della VERITA’, affinché si dispongano allo SPIRITO di AMORE, onde ricevere una risposta ai loro dubbi, alle loro incertezze e alle loro paure. Questo libretto, piccolo nella mole ma di portata immensa nel suo valore, se meditato potrà, in parte, soddisfare le richieste di tutti. e.m. La Creazione dell'Uomo- la Creazione del Male La Bibbia parlando della creazione dell'uomo, così riporta: DIO prese del fango, lo impastò a forma di pupo, vi soffiò sopra e creò, così, l'uomo ad immagine e somiglianza di SE STESSO: cioè diede all'uomo il corpo e lo spirito La scienza invece, fin dal lontano 1859, ad opera dell'inglese Charles Darwin, ebbe ad affermare che l'uomo è un derivato della scimmia. Infatti le ricerche scientifiche, attraverso le scoperte biologiche e paleontologiche, confermano che l'uomo ha impiegato milioni di anni per raggiungere la sua entità, in un processo di 158 159 evoluzione della materia e degli esseri già preesistenti: teoria questa dell'evoluzionismo incarnata da Darwin, Lo stesso gesuita cattolico Teilhard de Chardin, denominato il darwin cristiano, già all'inizio del nostro secolo (1900) ebbe ad affermare una idea religiosa e cristiana dell'evoluzione cosmica. Egli, pur allontanandosi dalla interpretazione Biblica, ammise che l'uomo non è un prodotto determinato da cause cieche, bensì la sua formazione è dovuta al passaggio della materia inanimata a quella animata e, quindi, dalle specie inferiori a quelle superiori L'uomo, egli dice, è un continuo processo di perfezionamento e di spiritualizzazione voluto da DIO ed ordinato ad un punto finale che egli chiama "OMEGA", cioè DIO. Così, egli ammette che l'uomo è un derivato della materia animata destinato per volere divino ad assumere funzioni sempre più intellettive e nega , quindi, che la sua entità è dovuta a circostanze casuali. Pur ammettendo l'intervento Divino, egli si prese una condanna dal Santo Offizio perché si era discostato dalla descrizione contenuta nella Bibbia. Così la cristianità e la scienza, da oltre un secolo e otto lustri, sostengono due teorie opposte e nettamente contrastanti. A chi dare il credito? Certamente non è possibile accettare in assoluto l'una o l'altra interpretazione.; anche se ambedue hanno del credibile in quanto risentono di qualcosa di miracoloso e, quindi, denotano una certa disponibilità allo SPIRITO di VERITA’. Da una parte ci sono i "credenti" cristiani e, quando mi riferisco ai credenti, abbraccio sia i tradizionalisti cattolici, sia coloro che vivono intimamente ed intensamente il rapporto col DIO -CRISTIANO. Sono questi ultimi gli eletti, i prescelti e quanti disponibili a fare parte di queste due categorie. I cristiani, nella stragrande maggioranza, accettano l'interpretazione della Bibbia, anche se non pochi attribuiscono a metafora quanto riportato nel sacro Libro e, a secondo della disponibilità allo SPIRITO SANTO, ne traggono quelle deduzioni che si avvicinano alla creazione dell'uomo. Dall'altra parte ci sono gli scienziati, in particolare biologi e paleontologi , i quali pur avendo la possibilità di disporsi ed essere penetrati dallo SPIRITO di VERITA’, cercano di risolvere per proprio conto la creazione dell'uomo con elementi scientifici. Comunque ad essi va attribuito il merito, lo sforzo continuo e costante per le molteplici scoperte operate le quali, pur dando grandi soddisfazioni, non li porteranno mai a risolvere il problema della creazione. Innanzi tutto perché, la maggior parte di essi, non tengono in alcun conto e, pochissimi, in poco conto la donazione della spiritualità insita in loro che è stata elargita dal CREATORE di tutte le cose ed anche, perché non arrivano a capire che la loro Libertà è una derivante della spiritualità donata loro dalla Essenza dello SPIRITO, dal DIO -CRISTIANO. Un'altra caratteristica a loro completamente oscurata è la infinita sapienza e scienza del DIO -CRISTIANO, centro motore di tutto l'UNIVERSO, la cui potenzialità non potrà mai essere scalfita nella penetrazione, se non in parte assai limitata a mezzo della “Ispirazione”. Onde avere una parva conoscenza della SUA sconfinata SCIENZA, si pensi che tutti gli intelletti di tutti gli scienziati di tutti i tempi (passati, presenti e futuri) non riescono a formulare e a comporre una infinitesima parte di una cellula dell'intelletto del DIO – CRISTIANO! E' quindi, assiomaticamente impossibile volere circoscrivere una indescrivibile particella di una sola cellula del SUO intelletto. 159 160 Personalmente, per il rapporto di comunione intensa che da otto lustri ho col "mio" GESU’, devo affermare che ambedue le teorie risentono di una stravagante interpretazione della Creazione dell'Universo e, quindi, dell'uomo. Però, nonostante ciò, non bisogna disconoscere ad entrambe una parvenza di Verità e dare maggiore credito alla teoria che si avvicina alla Bibbia. Infatti, mentre nella Bibbia la creazione dell'uomo viene riportata sotto forma metafisica, portando i teologi e gli esegeti alla conclusione che l'uomo è stato creato direttamente dal DIO -CRISTIANO; la teoria evoluzionistica, essendo completamente materialistica, sbaglia in toto quando si riferisce alla creazione dell'uomo come processo di evoluzione della materia inanimata e degli esseri preesistenti, ma non sbaglia quando si riferisce alla creazione di esseri viventi determinati dalla materia in evoluzione, anche se in tale creazione non arriva a concepire che tali esseri hanno avuto origine dalle carcasse degli uomini in putrefazione , perché manca ai suoi sostenitori la disponibilità alla Rivelazione. Onde chiarire il concetto sopra menzionato, mi permetto di trascrivere una nuova "teoria", la quale non è di mia fattura , ma mi viene trasmessa dalla disponibilità verso lo SPIRITO di VERITA’. L'uomo, senza ombra di dubbio, è stato creato dal DIO -CRISTIANO, ovviamente non prendendo alla lettera quanto è riportato nella Bibbia, dove si rileva che i CREATORE usando del fango e soffiandovi sopra, creò l'uomo. In nome della "Rivelazione", pertanto affermo quanto appresso esplicitato: il DIO CRISTIANO è costituito da Corpo, Anima e Spirito ( in seguito spiegheremo come l'anima sia un'appendice dello spirito) e non già come afferma la teoria cristiana-cattolica ed anche le altre "professioni" cristiane che ritengono che il DIO -CRISTIANO è purissimo " SPIRITO", cioè senza Corpo; contraffacendo ad una realtà demandataci da GESU’. Pertanto, ritengo che il DIO -CRISTIANO è costituito da CORPO e SPIRITO e che è "Purissimo" nello SPIRITO. Il DIO -CRISTIANO nella immensità della SUA Scienza, ideò la creazione di un Essere a SE’ somigliante nello Spirito ed avente immagine al SUO Corpo e, quindi, creò l'Uomo donandogli quelle prerogative necessarie per avvicinarsi, sempre più alla Perfezione, a LUI, fino ad entrare in una percezione, sempre più grande, della SUA potenzialità che si estrinseca nell’intelletto, nella razionalità , nella libertà, nella volontà e, quindi,nella sensibilità al Bene. In conclusione, EGLI realizzò la SUA "idea" creando l'uomo come riporta la Bibbia, a SUA Immagine e Somiglianza; però, bisogna precisare che lo creò somigliante a Se’ nella parte spirituale e ad immagine al SUO Corpo. In precedenza è stato detto che il DIO -CRISTIANO è CORPO, ANIMA e SPIRITO; mentre successivamente è stato precisato che il DIO -CRISTIANO è costituito da CORPO e SPIRITO perché l'Anima è un'appendice dello SPIRITO: cioè, una forza emanata dallo spirito. Questa forza prorompente, si estrinseca meglio in tutta la Creazione, quando affermiamo che tutte le cose create sono animate; dalle stelle ai pianeti, dalla flora alla fauna. Il DIO -CRISTIANO nella CREAZIONE dell'Universo (galassie stellari, acque e flora) infuse dal SUO SPIRITO, attraverso il SUO Afflato, l'anima a tutti gli esseri creati; infuse, cioè, in loro il moto che determina la trasformazione in qualunque essere animato; anche l'uomo, come essere spirituale e materiale, subiva trasformazioni sempre più perfette anche nel corpo. La teologia cristiana ed anche la scienza di DIO delle altre religioni, fondono l'anima allo spirito; per loro dire anima e dire spirito è la medesima cosa, ignorando che l'anima pervade tutti gli esseri della Creazione, mentre lo spirito è insito nel DIO -CRISTIANO, nella SUA diretta creatura, l'uomo, e negli spiriti "puri" che abitano la zona DIVINA. Parleremo più avanti dell'anima che pervade il corpo dell'uomo e della sua fine al momento della morte corporale. 160 161 Riferendoci alle teorie dell'evoluzionismo, abbiamo ammesso che esse non sono del tutto errate quando fanno riferimento alla metamorfosi subita dalle galassie stellari, dai pianeti, dalla fauna e dalla flora; nel mentre diciamo che sono fuori del seminato, direi molto lontano, quando fanno riferimento alla creazione dell'uomo. Soffermiamoci per un attimo a ricordare come l'uomo ideale, Adamo, in compagnia di Eva vivesse nell'EDEN, località di pace e di eterna felicità e come col peccato di Adamo ed Eva e con la venuta di CRISTO SIGNORE sulla terra, quella località denominata "Eden" prese il nome di NUOVA TERRA. In quella località i nostri progenitori vivevano una vita invidiabile da parte nostra, in quanto non conoscevano il dolore fisico, morale e spirituale e, tanto meno, l'orrore della morte. Essi, come già è stato detto, conservavano quella Libertà illimitata che, gradualmente, attraverso la potenzialità dello spirito, li avvicinava sempre più, ad essere somiglianti nel corpo e nello spirito al CREATORE. Fu proprio questa libertà indefinibile che li portò a pensare di accorciare le tappe che li avrebbe avvicinati, sempre più, al DIO -CRISTIANO, contrariamente alla di LUI volontà. La loro personalità si inorgogliva, man mano, che raggiungevano, primariamente, le tappe decretate dal DIO -CRISTIANO tanto che il loro orgoglio, con tanta sottigliezza, si tramutò in superbia e si ribellarono al CREATORE che aveva loro imposto, per un certo periodo, di procreare con spiritualità fino all'esaurirsi degli spiriti "puri" che abitavano la zona Divina; cioè, fondendo i loro spiriti che avrebbe dato loro la possibilità di generare figli solo spiritualmente. Invece, essi insuperbiti fusero la procreazione spirituale a quella sessuale, sconquassando le leggi del CREATORE e provocarono nell'Universo "'u finemunne" da come si evidenzia in una Lirica del Libro "Nu poche de Bibbie" Le leggi, quindi, dell'UNIVERSO furono sconvolte ed il CAOS si determinò in esso fino a quando vennero a costituirsi nuove e diverse galassie stellari e, solo quando la nostra galassia ebbe a determinarsi in maniera più o meno accessibile, ebbe a costituirsi il nostro pianeta che, in seguito, venne abitato dai nostri progenitori e dalla loro progenie. Essi, allontanati dall'EDEN, vissero per milioni di anni in un zona "neutra" del vestibolo della Iperconscia, tra l'EDEN e la nostra galassia, a meditare ansiosamente su quanto di obbrobrioso avevano commesso al cospetto dell’AMORE infinito, fino a quando resosi, in parte, abitabile la terra, furono "catapultati" su di essa. Cacciati dall'EDEN e vivendo nella zona neutra, essi cominciarono a rendersi coscientemente conto della gravità del loro misfatto ed ebbe inizio in loro la perdita di quelle forme angeliche che avevano ab - inizio e si abbruttirono, ancora di più quando arrivarono sul pianeta terra a causa delle condizioni ambientali assai ostili alla loro esistenza. La loro fisionomia continuò a deturparsi, tanto da prendere aspetti conformi alla durezza e alle ostilità del pianeta. Diremo, in appresso, come essi con la loro "anima" generarono"Scimmie"per prima , molto somiglianti a loro e animali mostruosi ed immani in seguito. Allorquando Adamo ed Eva furono stimolati, mercé la illimitata libertà avuta in dono, da un sentire profondo di superbia che tendeva non solo ad eguagliare il CREATORE ( in quanto ne avevano ricevute tutte le prerogative), ma addirittura a volerLo scalzare; in quell'attimo essi diventarono, anche, creatori dell'immondo, del Male, che determinò in loro e nella loro progenie terribili e nefaste conseguenze: la perdita di una vita eterna e felice, la consapevolezza del dolore fisico e morale, la condanna della morte corporale loro e della loro posterità. Essi con quel macabro sentire sconvolsero l'ordine e l'equilibrio non solo nell'Universo ma anche e , soprattutto, in se stessi e nella loro progenie: 161 162 Le cellule del loro corpo che nell'EDEN si rinnovavano costantemente perché in osmosi con lo spirito, sulla terra , invece, cominciarono seppure lentamente ad esaurirsi man mano che l'ambiente le contaminava. Anche se queste si rinnovavano con lentezza, la loro fine era estesa, sì, nel tempo però conducevano alla morte e al disfacimento del corpo. I primi uomini che abitarono sul pianeta terra avevano una costituzione titanica; erano enormi di statura e con una forza ed una resistenza indescrivibili che li aiutavano a fronteggiare le avversità immani dell'ambiente e che offriva scarse possibilità alla vita. Man mano che si andava avanti nel tempo, le condizioni ambientali del pianeta andavano modificandosi, rendendo sempre più possibile il vivere e meno tragica l'esistenza. Di statura e di forza incomparabili essi affrontarono le mille calamità del pianeta, resistendo ed imponendosi alla natura di esso. Nonostante le molteplici avversità dell'ambiente, i primi uomini vissero a lungo: la loro esistenza superava il millennio di età. Nel mentre le cellule del loro corpo si spegnevano, la loro vitalità, man mano, veniva meno fino ad esaurirsi e, quindi, a soccombere; cedendo il passo a quanto i loro antenati avevano creato: la morte e il disfacimento del corpo. Spentasi la vitalità del corpo lo spirito, finalmente libero, librava e faceva ritorno verso la Nuova Meta: la Iperconscia In essa come si evidenzia nel secondo e nel terzo libro dopo il VANGELO, l'uomo avrebbe avuto la possibilità di auto - purificarsi in un tempo indeterminato ma consapevole, per poi fare ritorno nell'EDEN, cioè nella NUOVA TERRA, patria di origine dei suoi progenitori. Gli spiriti dei primi uomini e successivamente tutti gli spiriti vengono ammessi nella "Iperconscia"; mentre gli spiriti di Adamo ed Eva sono costretti a permanere nel vestibolo della terza Zona, fino all'auto -purificazione futura di tutti gli spiriti di tutti i tempi ( presente, passato e futuro). Essi, Adamo ed Eva , sono paghi di questa loro condizione perché, coscientemente, hanno preso visione del loro orrendo sentire nei confronti del CREATORE ed anche perché sono consapevoli che alla fine del tempo terreno, quando tutti gli spiriti saranno passati a Nuova Vita e si saranno purificati nelle sezioni della "Caina" e nella "Abelica", anch'essi potranno fare ritorno nella patria di origine. Lo spirito, quindi, liberatosi finalmente dalla carcassa corporale raggiunge repentinamente la terza Zona per l'auto -purificazione, mentre l'anima appendice dello spirito, costretta a distaccarsi dallo spirito, rimane nella carcassa corporale come ibernata. A seguito del processo di putrefazione che, nei primordi della terra, avveniva assai lentamente a causa delle condizioni rigide dell'ambiente, l'anima "ibernata" (forza prorompente) si ridestava durante la decomposizione e dava origine ad esseri animati che assumevano aspetti terrificanti e coadiuvati dall'ambiente raggiungevano proporzioni mastodontiche che a noi, nel nostro tempo, avrebbero inculcato terrore e sgomento. Agli uomini di quel tempo, dalle moli gigantesche, invece, non facevano paura ma, addirittura, venivano da questi sopraffatti per mezzo della loro erculea forza. I primi derivati di queste decomposizioni furono gli scimpanzè, assai somiglianti nel corpo agli uomini del tempo e anch'essi dalle moli sorprendenti e di forza quasi pari ai primi uomini. Man mano che gli uomini si spostavano ed emigravano nei diversi ambienti del pianeta, le loro carcasse corporali davano origine ad altre mostruosità, determinate e favorite dalle nuove condizioni ambientali. La Bibbia citando la creazione degli animali, la attribuisce al DIO -CRISTIANO. Può darsi che l'autore della trascrizione, pensando di rendere omaggio al CREATORE, ha così evidenziato la presenza degli animali; non tenendo in alcun conto che il DIO 162 163 CRISTIANO oltre ad essere CREATORE delle galassie universali è, anche, CREATORE di spiriti, di cui parleremo in appresso, e CREATORE dell'uomo che lo fece superiore agli esseri spirituali: infatti lo fece a SE’ somigliante nello Spirito e a SUA Immagine nel Corpo. Il DIO -CRISTIANO, creando l'uomo con simili preziose caratteristiche, lo aveva reso superiore agli stessi spiriti che affollavano ed affollano la Zona Divina; cioè, aveva reso l'uomo quasi vicino a SE’ nella Scienza dell'Universo; gli aveva donato quanto di più prezioso si possa immaginare: il che avrebbe portato l'uomo quasi ad eguagliarLo e, pertanto, gli aveva suggerito dei CANONI da rispettare e di raggiungere la meta per mezzo della sua illimitata libertà e, quindi, della sua volontà. Perciocchè, la sua punizione, quando venne scacciato dall'EDEN, fu comparata al suo abominevole oltraggio al CREATORE, il Quale tanto gli aveva regalato ed esigeva il rispetto dei CANONI DIVINI, unitamente al suo "grazie" eterno. Dicevamo, il DIO -CRISTIANO fece l'uomo superiore agli spiriti (cioè agli angeli) che condividono col CREATORE la Zona Divina; infatti, è stato detto che l'uomo venne creato ad immagine e somiglianza del CREATORE, cioè aveva Corpo e Spirito; nel mentre gli spiriti allogati nella Zona Divina, pure essendo a somiglianza del DIO -CRISTIANO nello Spirito, manca loro la immagine al CREATORE perché privi del Corpo. Allorquando DIO -PADRE, col FIGLIO GESU’ e con lo SPIRITO SANTO decretarono la salvezza finale di tutti gli uomini della terra, ci fu una richiesta insistente da parte degli spiriti puri presso il CREATORE. La loro richiesta era quella di possedere anche loro un Corpo ad immagine SUA. Tale richiesta venne vissuta dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ e DIO PADRE volendo soddisfare questo loro desiderio, decretò che il corpo doveva acquisirsi non più direttamente da LUI ma dall'uomo della terra che, in futuro, veniva salvato dalla Donazione Gloriosa del SUO Unico e Amatissimo FIGLIO: CRISTO GESU'! Venne sancito, quindi, che essi si sarebbero dovuti incarnare nell'uomo della terra; e, inoltre, solo quando tutti gli spiriti abitatori della Zona Divina, si sarebbero incarnati e si sarebbero purificati nelle due sfere , la CAINA e L’ABELICA, la nostra galassia, mercé la Gloria del CRISTO, si sarebbe ricostituita come alle origini ed entrare a far parte di tutte le altre galassie e l'UNIVERSO avrebbe ripreso l'aspetto che aveva alle origini della CREAZIONE! Gli spiriti, quindi, sono estremamente coscienti di quanto penoso sarà il soggiorno terreno, però la bramosia di conquistare un Corpo assomigliante al CREATORE li incita ad affrontare tutte le spietatezze della terra ed anche perché un giorno, assiomaticamente certi, potranno fare parte del REGNO del DIO -CRISTIANO, non solo in spirito ma anche col corpo. Pertanto, ogni essere vivente che viene alla luce sulla terra, prima che ciò avvenga, sa di affrontare questa difficile e , a volte, atroce esperienza. La grandiosità di questa esistenza, vissuta in anteprima in stato di spiritualità, viene offuscata allo spirito quando questi prende il corpo peccaminoso dell'uomo della terra e viene coinvolto nella sua terribile eredità, che può essere attenuata se i suoi geni atavici ereditati sono benefici. Se l'uomo della terra si rendesse disponibile e cercasse, quindi, di essere penetrato dalla Scienza del DIO -CRISTIANO, dallo SPIRITO SANTO, non profanerebbe, non solo, con giudizi azzardati la Divina Persona del CREATORE ma si renderebbe conto che la sua venuta sulla terra non è casuale e con la ispirazione della "Grazia Divina" potrebbe, in trasparenza, conoscere ed apprezzare le motivazioni della sua esistenza terrena. Da quanto innanzi evidenziato, l'uomo della terra deve convenire che il trovarsi su questo pianeta, altro non è che il suo bramoso desiderio e che la condizione esasperata di molti uomini è dovuta alla spietatezza dei moltissimi "sub" che lo abitano e che si lasciano allettare 163 164 dalla cupidigia e dalla bramosia di potere, di ricchezza, di gloria, di piacere e che trovano tutti corrispondenza nel male atavico degli avi : la Superbia. Ed ora continuiamo nella nostra "ispirazione": accertato abbiamo come l'uomo sia creatura diretta del CREATORE e come gli animali che invadono e che popolano la terra, sono derivati dalla creazione del "male" ad opera dell'uomo. Abbiamo già detto come l'uomo col suo atto di ribellione si oppose al desiderio del DIO CRISTIANO dando, quindi, origine al male non solo radicatosi in se stesso e nella sua progenie, ma anche negli esseri animati della nostra galassia, di cui la terra è la maggiore detentrice della perversità. Conseguenza nefasta di questa creazione perversa dell'uomo, ne sono i suoi derivati: paura, egoismo sfrenato, sopruso, prevaricazioni fisiche, morali e spirituali e con tante altre negatività che contribuiscono a rendere difficile per molti il vivere su questa terra e per altri impossibile. Oggi, ancora più di ieri e in maniera spaventosa assistiamo a tante forme di prevaricazioni, di carneficine, di prevaricazioni, di prostituzioni, ecc. che nell'intelletto dei molti della terra fanno nascere dubbi e smarrimenti che li portano ad esternare dei quesiti: "Come può DIO rimanere indifferente a tanto scempio?. Come può un DIO di AMORE permettere che si verifichino tante aberrazioni?. Perché DIO non interviene affinché tante brutture abbiano ad essere distrutte?. Perché sono in tanti gli uomini che hanno perduto la loro sembianza di origine ed incarnata quella demoniaca? E come queste, quante altre domande si pongono i "sub" della terra? Essi, spesso, non ricevendo una risposta adeguata o nessuna risposta, perdono la loro labile fede, se fede può definirsi. Meglio sarebbe affermare che di fede quelli conoscono solo il nome, in quanto così è stata loro infusa dai "maestri" della teologia cristiana e non. Nella loro pochezza, essi vorrebbero che il DIO -CRISTIANO intervenisse in ogni macabra, funesta ed inconcepibile azione realizzata dai "sub" della terra, venendo meno a quelli che sono i Decreti Divini Sanciti dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Purtroppo si deve convenire che questi interrogativi sono il frutto della loro profonda ignoranza nei confronti del DIO -CRISTIANO e, quindi, del SUO infinito AMORE verso la creatura prediletta per la Quale ha offerto in Sacrificio l'Amabilissimo FIGLIO, CRISTO GESU’, perché nel futuro il "tutto " tornasse ad essere glorioso come all'inizio della CREAZIONE. Dicevamo, ignoranza totale per i molti perché i "pochi" che riescono a penetrare l'Essenza della Grazia, mercé la disponibilità allo SPIRITO SANTO, giammai oserebbero porsi tali interrogativi perché riescono a percepire i segnali che pervengono dalla Grazia Divina e la trasparenza del perché di tali brutture e di orrende manifestazioni. La cosa più assurda, però, è la constatazione amara che offrono i moltissimi pastori cattolici, ortodossi e di altre professioni cristiane e non cristiane che rimangono attoniti, incapaci e forse sgomenti perché incapaci a dare una spiegazione, seppure relativa ai moltissimi quesiti posti dagli "uomini" della Terra. Alcuni, invece, per non mostrare la loro ignoranza nei confronti del DIO -CRISTIANO, esordiscono con frasi evasive."DIO è un mistero"; "DIO è impenetrabile", perché ciechi e sordi all'insegnamento e alla vita del CRISTO e ,ancora più, ostici alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’. Di tanto se ne avvale , ancor più, il presunto vicario del CRISTO. Se i teologi prima e poi i loro adepti riuscissero a penetrare, in parte, il "mistero" così bene evocato circa la Entità del DIO -CRISTIANO, non rimarrebbero impotenti nel darsi e nel dare una parvenza di spiegazione intorno alla ferocia che alberga nei cosi detti "uomini". 164 165 Essi dovrebbero analizzare, meditare profondamente tre semplici parole ma difficili ad essere interpretate, pronunciate dalla MISERICORDIA infinita di un DIO di AMORE, dal CRISTO: "TUTTO è COMPIUTO!". Nel riuscire a penetrare, seppure in una infinitesima parte, il "TUTTO è COMPIUTO", si avrebbe la certezza di quanto EGLI, il CRISTO, in comunione col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO SANTO, ha fatto e ha dato al Mondo. L'uomo, in genere, e maggiormente la gran parte dei cosi detti "credenti" sono i maggiori fautori di tutte le nefandezze che avvengono su questo pianeta, perché resi ignoranti nella conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ dai maestri e tutori della "PAROLA". CRISTO nel pronunciare il:"TUTTO è COMPIUTO" ha dato la risposta a tutti gli interrogativi che l'uomo, quotidianamente, si pone e dei quali non riuscirà mai a recepire le risposte, perché vive lontano dall'ESSENZA DIVINA! La mancata conoscenza dell'AMORE infinito del CREATORE e, quindi, la mancata vicinanza a LUI, rende i sub della terra così smidollati e capaci delle più orrende e delittuose azioni. L'essere lontani dal DIO -CRISTIANO, dalla ESSENZA della nostra origine, rende i sub della terra più immondi delle bestie più reiette del pianeta terra, mercé la creazione operata dallo stesso "sub": il Male! CRISTO, il FIGLIO del DIO-VIVENTE, si è umanizzato, si è fatto "UOMO" nel senso più puro, perfetto e santo della Parola perché assordato dai lamenti lancinanti, dalle tormentose sofferenze, dalle situazioni impossibili di coloro che sono vittime delle prevaricazioni,, dell'ostruzionismo e delle oscenità dei "sub -cobra" della terra e, soprattutto, per Testimoniare con la SUA Donazione Gloriosa la salvezza di tutta l'Umanità e, ancor più, per elargire la PATERNITA’ del DIO -CRISTIANO, pur stando su questo microscopico pianeta, a quanti si dispongono e vengono pervasi dallo SPIRITO di VERITA’. GESU’, come DIO e UOMO perfetto nella Essenza della CREAZIONE, non avrebbe potuto soccombere alla morte se non avesse preso su di Sé il carico totale di tutte le nefandezze di tutti i tempi: mi riferisco a tutti i peccati commessi dagli uomini ( presenti, passati e futuri) concedendo, nella SUA inesauribile MISERICORDIA, la possibilità a tutti i "sub" della terra di espiare in tempi lunghi o lunghissimi le loro macabre oscenità. Nel "Getsemani" la visione del carico di tutte le nefandezze, in particolare di molti dei suoi seguaci, lo fecero sudare e sudare gocce di Sangue. Allora, EGLI, ebbe un attimo di esitazione ma consapevole della immensità della SUA opera salvifica, esclamò: "PADRE, non la MIA ma la TUA Volontà sia fatta". GESU’, nei pochi anni vissuti a contatto della gente, ha usato un linguaggio facilmente accessibile agli umili, ai perseguitati, ai poveri di spirito; mentre il SUO parlare è stato e sarà assai duro e assai difficile ad essere compreso da moltissimi di coloro che si dicono SUOI seguaci, discepoli , addirittura, “vicari” del CRISTO! Ugualmente o più difficile lo è per la gente ricca, potente e bramosa di gloria terrena, superba di primeggiare sui deboli, sugli indifesi, e su molti altri, usando qualunque sinistro mezzo ed estorcendo la volontà degli insicuri e degli instabili. Il SUO linguaggio, dicevo, rimbomba duro agli orecchi di molti di coloro che si dicono SUOI discepoli e, in special modo, di coloro che si dicono " vicari" del CRICIFISSO. Questi ultimi strombazzano, quotidianamente, con la sola bocca sentimenti di fraternità, di concordia, di amore e, eccezione fatta per alcuni, somigliano ad un cembalo stonato; tanto è che da venti secoli, dalla venuta di GESU’sulla terra, non ancora riescono e non credo che ci riusciranno in avvenire, ad assorbire e a fare loro l'unico COMANDAMENTO di AMORE del CRISTO: "Amatevi gli Uni gli Altri, come IO vi ho amato"; cosi solo il mondo potrà conquistare la pace che ha sempre bramata!”. 165 166 E, in aggiunta, durante l'Ultima CENA con i SUOI discepoli e con lo spirito di tutti i credenti, di tutti i tempi,ebbe ad imporci: "Fate questo in Memoria di ME!"; cioè, come IO do la mia vita per la vostra salvezza, così pure voi dovete operare in tal guisa, testimoniando con la vostra vita la credenza e la fede in ME! Invece, i cosiddetti discepoli delle diverse professioni cristiane, rimanendo sordi al Comandamento d'Amore di GESU’ e corazzando il loro povero cuore, intiepidito, continuano a lottarsi anziché amarsi; continuano a volere signoreggiare gli uni su gli altri, infangando la Fisionomia di GESU’, dilaniando il SUO CORPO e distorcendo, quindi, l'aspetto reale della CHIESA di CRISTO. Quest'ultima non avendo avuto il sostegno da quanti preferiscono signoreggiare, si è realizzata nella sua Santità, nella Quarta Zona: La PARADISIACA! Nonostante tutto, GESU' ha espiato le miserevolissime miserie umane di tutti gli uomini di tutti i tempi non solo, ma li ha tutti proiettati nella zona PARADISIACA: è ovvio che ciò avverrà in tempi diversi per i singoli "uomini" del domani. I sub, pur avendo avuto la possibilità, stando sulla terra, di realizzare in tempi brevissimi la futura ed eterna salvezza, mercé il dono immenso della Libertà elargito loro, hanno preferito rincorrere la vanità delle cose del mondo, protraendo in tal modo in un tempo lungo o lunghissimo l'approdo nella PARADISIACA. Essi, quindi, nel dopo -morte sosterranno nella zona "Iperconscia" e prenderanno visione delle loro innumerevoli iniquità che avrebbero potuto ovviare per mezzo dell'insegnamento e della Vita del CRISTO e si allogheranno nelle sezioni della sfera CAINA, secondo i DECRETI DIVINI. Dopo l'auto -purificazione, come già espresso, passeranno nella zona ABELICA per il bagno santificante, mercé la Donazione del SANGUE preziosissimo di GESU’ e approderanno, prendendo il corpo incorruttibile, nella quarta zona: la PARADISIACA. La venuta di Gesù sulla terra non era indispensabile per la salvezza di tutti gli uomini, sarebbe bastato un atto di volontà della GLORIOSA TRIADE DIVINA per realizzarla; essa è stata dovuta ad un altro infinitesimo atto di AMORE del DIO -CRISTIANO, il Quale volendo rendere meno tribolata la sosta nella sfera "Caina", è venuto ad insegnarci con l'esempio e con la Donazione della SUA preziosissima VITA, come fare per precorrere i tempi e raggiungere la felicità eterna in tempi assai ristretti. A voi, quindi, sub della terra che vi ponete tanti perché dei misfatti che avvengono sul pianeta (causati esclusivamente da voi) e, non poche volte, le attribuite, blasfemamente, al non intervento del CREATORE, accollandovi così la più ignominiosa colpa: io dico, cercate, piuttosto, di essere disponibili allo SPIRITO di VERITA’ e cercate così di conoscere, penetrare e fare vostra la inesauribile MISERICORDIA del DIO - CRISTIANO che per la nostra salvezza ha esposto al ludibrio di noi tutti l'Amabilissimo FIGLIO, CRISTO GESU'! In tal guisa riscoprirete tutte le infinite perversità da voi commesse e, consapevoli della vostra meschinità, avrete modo di esclamare il vostro "mea culpa" In futuro, così, avrete la possibilità di bruciare in tempi brevissimi le tappe della vostra autopurificazione ed essere ammessi col vostro spirito e col vostro corpo, glorificato dal CRISTO, nella zona PARADISIACA. Ivi le vergognose colpe del tempo trascorso su questo pianeta saranno un vago ricordo e il vostro vivere raggiungerà il suo eterno ed ambito desiderio, quello di una felicità sempre più eterna. Avrà, quindi, termine il tempo fallace della terra ed avrà inizio il "tempo" dell'eternità nella GLORIA di COLUI che l'ha tanto desiderato nella comunione col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO di VERITA’ 166 167 A voi teologi, esegeti, pastori e seguaci del CRISTO; a voi che vi aggiudicate di essere i penetratori di quella VERITA’ che non riuscite a penetrare, perché ostili alla penetrazione dello SPIRITO SANTO, cercate di essere umili distruggendo la vostra alterigia e disponetevi ad essere penetrati dallo SPIRITO di VERITA’ per poter comprendere la Essenza dell'AMORE infinito del DIO -CRISTIANO, la SUA inesauribile MISERICORDIA ed anche la SUA GIUSTIZIA perfettissima. Allora, sì che potrete annientare la illusione di essere i vocati, i chiamati al sacerdozio e, finalmente, sviscerare che tutti siamo chiamati al sacerdozio, ad espletare la missione iniziata dal CRISTO, senza alcuna particolarità per alcuno. Tutti, se disponibili, diverremo penetratori della SUA PAROLA, quando avremo percepito che tra i credenti in GESU' non vi è alcun capo e che i più illuminati sono i "veri servitori" dei fratelli col trasmettere, vivendo, la VITA del CRISTO! Tanto, darebbe ad ognuno di noi di raggiungere con estrema facilità la zona "Abelica", nella quale il nostro spirito riceverà il bagno purificatore creato dal CRISTO e ci consentirà, col nostro corpo glorificato di fare parte del SUO CORPO, della SUA CHIESA nella zona PARADISIACA e che verrà presentata da GESU’ e dallo SPIRITO SANTO, nella SUA purezza completa, al PADRE CELESTE! Purtroppo bisogna addivenire che questa realtà non è, né sarà possibile raggiungere su questa terra asfissiata dagli abusi, dalle prevaricazioni e dal potere di moltissimi che affamano e violentano miliardi e miliardi di esseri umani. I maggiori fautori di questa distonia irreparabile sono i così detti "tutori" che da secoli gestiscono, in maniera distorta, la "PAROLA" del CRISTO. Tutto quanto poc'anzi accennato si realizzerà intieramente e nella completezza nella quarta Zona, nella NUOVA TERRA, nel tempo dell'ETERNITA' quando tutti gli spiriti, primariamente, i "regali" della chiesa che non è del CRISTO, liberatisi dalla carcassa peccaminosa si saranno purificati, dopo avere preso coscienza del lungo tempo da essi determinato per la costituzione della vera CHIESA del CRISTO! Questo tempo si sarebbe potuto anticipare, in modo inaudito, se i cosi detti "conservatori" del TESTAMENTO del CRISTO avessero fatto loro l'esempio del “MAESTRO". A me e a quanti ambiscono seguire, in maniera trasparente, l'insegnamento di GESU', resta il conforto e la certezza che presto faremo parte del SUO CORPO GLORIFICATO! CANTICO A MARIA A chiusura del volumetto mi viene "suggerito" di rendere ancora e sempre GLORIA al DIO CRISTIANO, per avere voluto portare ad alte sfere, MARIA, la più pura e la più umile delle SUE Creature, tramite il cantico che rispecchia la sua bellezza e la sua purezza non a confronto degli astri che sono esseri, solo, animati ma al cospetto delle SUE Creature ideali e spirituali! Il Signore t'ha creato splendente, l'umiltà tua il Suo Cuore ha rapito, al cospetto di tutte le donne sempre più bella e più pura t'ha fatto. Bella tu sei qual donna pura più delle pure e le donne, le più belle, 167 168 non sono belle al par di Te! IL Destino e la Sofferenza dell'Uomo –Anno 1998Un Libro "ispirato " dal Colosso dell'Universo Prefazione Come per gli autori dei quattro Vangeli, come per tutta la gente ispirata (profeti, eletti, prescelti e disponibili) dagli albori della vita sulla terra, così pure per me, in tutte le mie opere, in cui viene menzionato la volontà del DIO -CRISTIANO vi sono delle frammentazioni alla "ispirazione". Non "in toto", quanto in esse riportato corrisponde alla PAROLA del DIO -CRISTIANO, perché anch'io avrò avuto momenti di distrazione durante la "Rivelazione". Però, in linea di massima, ogni parola deve ritenersi “ispirata” dal DIO -CRISTIANO Mi riferisco, in particolare, alla MISERICORDIA inesauribile del DIO -CRISTIANO che esclude, assiomaticamente, la blasfemità della Gheenna e della dannazione eterna per chiunque e, come la stessa, porta alla salvezza di tutti gli uomini attraverso una auto espiazione, seppure molto provata e prolungata per i despota del” Prossimo” e per i rinnegatori del "Colosso dell'Universo". Come pure al cento per cento, devono ritenersi valide le rivelazioni sulla condizione peccaminosa della maggior parte dei "tutori" della PAROLA del DIO - CRISTIANO, i quali con le loro asserzioni frazionano sempre più il CORPO Sacratissimo del CRISTO e ne adombrano la Magnificenza e la Munificenza con la elezione agli altari di santi e madonne e con la creazione di migliaia di santuari. A tanto essi e, in particolare, il presunto “vicario”del CRISTO si uniscono in preghiera ad altri popoli idolatri di un dio senza volto, oscurando così l’OLOCAUSTO di salvezza del CRISTO per tutti gli uomini. Altra certezza inconfutabile deve ritenersi la presenza sulla terra di esseri umani, la cui esistenza deriva ed è dovuta alla brama degli spiriti "puri", dislocati nella ZONA DIVINA, e bramosi di possedere il CORPO somigliante al CREATORE, perché reso Glorificato dal CRISTO. A riguardo del Destino e della Sofferenza dell'Uomo fisica, morale e spirituale, essi devono essere imputati all'uomo, "creatore" dell'unica e più formidabile forza distruttrice: il MALE! Pertanto, egli deve meditare profondamente e cercare, con l'aiuto dello SPIRITO di VERITA’, di penetrare nelle profondità del suo spirito e ricavarne le motivazioni che lo portano all'autodistruzione del proprio essere, al male che riflette sui propri simili e sulla stessa natura che aborrisce al suo cospetto ed esplode in distruzioni raccapriccianti. La "ispirazione" di questa e di tutte le altre mie opere è dovuta al mio perenne Inno di Gloria e al "grazie" eterno al DIO –CRISTIANO, alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, che ha fatto di me, meschino e colmo di debolezze come sono, "uno", a cui il COLOSSO dell’UNIVERSO si compiace stargli vicino! Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo Premesso in sintesi il tormento evidenziato, in otto lustri, nella quasi totalità delle mie opere sulla divisione dei cristiani e sulle motivazioni che l'hanno determinata, è giusto anche 168 169 evidenziare in sintonia a questa atroce sofferenza il conforto ineguagliabile del DIO CRISTIANO che, grazie ad una mera RIVELAZIONE, ha dato al mio spirito la pacatezza desiderata attraverso la conoscenza del percorso dell'umanità su questo pianeta e quello della felicità futura di essa nella "Nuova Dimensione”! Questo iter anche se estenuante e sofferto sulla terra e, ancora di più per i molti nella Terza Zona, trova conforto indescrivibile nel suo epilogo, la NUOVA TERRA! La privacy di questo cammino lungo, peccaminoso e sofferto sulla terra e, ancora di più, per molti nella "Iperconscia" trova ampiamente riscontro nelle mie opere: "Nu Poche de Bibbie", "La Dimensione Eterna", "Il Terzo Libro dopo il Vangelo" e, soprattutto, nel libretto "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male". A completamento di quanto è stato esplicitato in queste e in tutte le mie altre opere, ebbene soffermarsi ad approfondire un altro annoso, scottante e angoscioso problema che avvolge e coinvolge l'esistenza umana: “Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo". Centinaia, migliaia, milioni e sempre più affermazioni orali e scritte sono state e vengono tuttora elaborate e declamate intorno ad esso. Teologi, esegeti, astrologi, psicanalisti, guaritori, cartomanti e via dicendo si sono soffermati e si soffermano su questo problema, dagli albori della esistenza dell'uomo su questo pianeta e continueranno a farlo fino a quando l'ultimo essere umano sarà passato nella Terza Zona, la IPERCONSCIA: inizio del nuovo ed eterno cammino dello spirito liberatosi dalla carcassa corporale. Il mistero che avvolge e convive con l'uomo è il futuro della sua esistenza, soprattutto, terrena che lo preoccupa, lo assilla, lo tormenta per cui sente il bisogno, la necessità indispensabile di interrogare oracoli e gente che possano, in parte, soddisfare il suo anelito incessante. Alla conoscenza del suo futuro terreno e anche, e soprattutto, ancorata la sua sofferenza fisica e morale che vorrebbe, ad ogni costo, eliminare. Pertanto, la maggior parte degli esseri umani si infrange cozzando contro questa realtà oscura, impenetrabile e detestabile; perché il suo spirito è lontano dal concepire una vita ultraterrena da cui ha avuto origine ed a cui farà ritorno. Inoltre, spesso, quella massa di uomini si lascia ingannare dalla pragmaticità della terra che, molto spesso, viene distorta e porta l'individuo nell'angoscia più profonda e alla disperazione irreparabile. Molti sono quelli che gozzovigliano su questo pianeta cercando di ignorare o, addirittura, di soffocare l'aspetto spirituale della loro esistenza. Essi, infatti, esordiscono con il "Carpe diem" vivendo anche se temporaneamente e, molto spesso, pochi anni di vita senza preoccuparsi del domani, del futuro della loro esistenza dopo il transito da questa dimora terrena. Dalla nascita alla morte, quand'anche la costituzione fisica è integra, il dolore in genere accompagna l'uomo: è questa una realtà innegabile e che l'uomo dovrebbe, necessariamente, accettare e cercare di scoprire le motivazioni che rendono angusto, difficile e, molto spesso, impossibile il vivere su questo pianeta. Eppure, si declama questa vita, almeno da parte di molti, come meravigliosa: maniera questa conscia o inconscia di percepirla? Per quanto mi è dato dire e, quindi, da riportare su questi fogli: questa concezione della vita avviene in modo, formidabilmente, inconscio perché l'umanità, in massima parte, relega la esistenza dell'uomo al solo vivere sulla terra e , quindi, ad accalappiarsi quanto più è possibile dei beni e dei piaceri mondani, non tenendo in alcun conto il dopo –morte cercando di ignorarlo per tema della condanna eterna, essendo la sua natura defettibile e peccatrice, Gli uomini non approfondendo l'interrogativo che, spesso, martella la loro mente: "Chi sono?, da dove vengo? Dove andrò dopo la morte?", non si rendono conto che le loro 169 170 precarietà sono insite nella natura umana e che le loro debolezze fanno parte del bagaglio umano che bisognerebbe, nelle possibilità più comprensibili, cercare di eliminare. Se queste precarietà e queste debolezze umane venissero controllate ed esaminate dallo spirito, di cui fa parte anche la ragione, esse non degenererebbero in azioni efferate e detestabili e conserverebbero, senza tema alcuna, la loro naturale manchevolezza. Pertanto, la stragrande maggioranza degli uomini per evadere dalla ricerca di quel "quid" insidioso si lascia assorbire dal possesso di ricchezze, dal potere, da ambizioni di gloria e, soprattutto, dai piaceri mondani che li allontanano, anche volutamente, dal concepire una vita ultra -terrena. Ad essi vorrei chiedere se le loro sicurezze sono costanti o vengono frazionate da momenti di consapevole certezza di un'altra esistenza che li tormenta e loro, con altrettanta spregiudicatezza, cercano di distruggere con ogni mezzo. Dire che sono da compiangere significherebbe considerarli dei dementi, degli incapaci, mentre essi in massima parte, non tutti, hanno ereditato geni malefici che corroborati da un ambiente insano ed insicuro e, soprattutto, sostenuti da una volontà abulica giungono ad una tale determinazione assai negativa, generando su se stessi e sugli altri incertezze e reazioni incontrollabili. La tetra condizione dei moltissimi è determinata, anche e soprattutto, da coloro che si ritengono gli interpreti della volontà che non è del CRISTO e che, attraverso secoli, hanno paventato migliaia di generazioni atterrendole fino a farle arrivare al rigetto di una condanna impossibile e di conseguenza alla negazione di un ESSERE SUPREMO, CREATORE dell’UNIVERSO: il DIO -CRISTIANO. La PERSONA del CRISTO ed il SUO insegnamento sono stati travisati dai "dottori" della legge cristiana, in modo tale che l'AMORE infinito e la PATERNITA’ DIVINA guadagnataci dal CRISTO sono stati sostituiti da un luogo infernale e da una condanna eterna. Essi, i dottori di quella legge falsata, insieme agli ebrei dottori della legge farisaica e ad altri rappresentanti di altre religioni, sono i maggiori responsabili di una società atea e di un'altra società credente che ha solo la parvenza del DIO -CRISTIANO. Infatti,, mi riferisco, in particolare, alle "professioni" cristiane ed ortodosse che conoscono solo di nome il CRISTO pochissimo del PADRE CELESTE ed ignorano lo SPIRITO SANTO; perché sia il PADRE CELESTE, sia il CRISTO, sia lo SPIRITO SANTO, vengono sostituiti da essi, per prima, e dalla povera gente poi, in gran parte, da santi e madonne che nulla hanno di positivo nei confronti della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Mentre gli ebrei, rinnegatori del CRISTO e, quindi, del DIO -CRISTIANO rivendicano nella loro immane stoltezza la prossima venuta del MESSIA su questo pianeta; sorvolo sulle altre religioni che pur avendo, immani colpe, non si uguagliano ai cosi detti "cristiani" ed "ebrei". Come più volte esplicitato nelle mie lettere raccomandate, unitamente alle mie pubblicazioni, inviate a molti "dottori" della legge cristiana, ribadisco che CRISTO nella Essenza di vero DIO e vero UOMO perfetto è venuto sulla terra, nel mezzo dei tempi dell'umanità, per rendere meno tribolata agli uomini "futuri" la espiazione nella Nuova Dimensione e, soprattutto, per testimoniare ed elargire la PATERNITA’ del DIO -CRISTIANO a tutti gli uomini e non già a dare la facoltà ai "dottori" della legge cristiana e "non" di proclamare la virtù e la vita di molti uomini, sebbene probi nell'osservanza degli insegnamenti di GESU’, e di portarli agli altari, perché intercedessero presso il PADRE CELESTE per coloro che si rivolgono ad essi, volendo o non ignorare che ogni esaltazione ed ogni richiesta dev'essere rivolta, insieme alla lode e alla gloria eterne, unicamente e solamente attraverso CRISTO e lo SPIRITO SANTO al PADRE CELESTE. Non credo che "tutti" i dottori della legge cristiana e "non" siano ciechi a non vedere, da non rendersi conto che molti di quegli uomini e la stessa Vergine Maria, innalzati agli onori degli altari, non hanno mai avuto la velleità stando sulla terra e ancora di meno ora che si trovano 170 171 nella NUOVA DIMENSIONE, di mediare presso il PADRE CELESTE che per AMORE del CRISTO e dello SPIRITO SANTO, ha esteso la SUA PATERNITA’ a tutti gli uomini della Terra di tutti i tempi e la salvezza totale futura di essi! E,allora, se non sono stati ciechi vi è in essi un'altra prospettiva: la fonte di immense ricchezze che provengono dalle migliaia di santuari, per loro e per gli sfruttatori che servendosi di immagini e di simulacri si arricchiscono. Così, i "dottori" della legge cristiana cattolica ed ortodossa determinano una religione asettica che non trova alcun riscontro nella PAROLA del CRISTO e rende traviato il cammino, su questa terra, a moltissimi uomini e, ancora di più, nella Nuova Dimensione Essi, esaltando continuamente questi uomini da loro santificati e con tutti i riti che provengono dall'antico paganesimo hanno indotto i credenti, nel passato e continuano a farlo perché legati alla tradizione, a chiedere grazie a quelle santità negando così il confronto diretto col PADRE CELESTE, perché infatuati dalla già citata mediazione che li rende isterici nelle combinazioni di incontri con statue e simulacri. L'accettazione "integra" del CRISTO, da parte di chiunque, comporta l'adozione a Figli del DIO -CRISTIANO, ossia la SUA PATERNITA’, nella Essenza PATERNA: "E voi, cattivi come siete, capaci non vi dimostrate di dare un sasso al figlio che vi chiede un pane, né un serpe a chi vi chiede un pesce!" Noi, defettibili e carenti come siamo, capaci non siamo di negare ai nostri figli alcunché, quanto più il PADRE CELESTE, nella Essenza pura di PADRE GLORIOSO concederà a noi tutto quanto GLI chiediamo e che rientri nella SUA Divina Volontà? La presenza agli altari di tanti santi e tante madonne non fa che appannare, sminuire, in gran parte agli uomini, la PATERNITA’ del DIO -CRISTIANO che si estrinseca nell'AMORE infinito, nella MISERICORDIA inesauribile e nella GIUSTIZIA perfettissima ma, nello stesso tempo, ai "dottori" della legge cristiana e "non" comporterà un'auto -espiazione dura e prolungata che si estenderà, in gran parte, ai loro proseliti. Possibile che tali "dottori" e ancor più colui che si ritiene il “vicario” del CRISTO non riescono a capire che il “Solo” a mediare presso il DIO -CRISTIANO è l'Amatissimo SUO FIGLIO, CRISTO GESU’, che col SUO OLOCAUSTO, condiviso dal PADRE CELESTE e dallo SPIRITO SANTO, ha reso non solo possibile ma certa la salvezza tutta dell'Umanità:"Nessuno viene al PADRE se non attraverso ME!". Questo è quanto direbbero i santificati dal CRISTO a tutti noi se ne avessero la possibilità; cosa d'altronde già fatta da quelli che, stando sulla terra, sono stati penetrati dallo SPIRITO di AMORE e di non tenere in alcun conto la mediazione di altri intermediari perché non hanno alcuna valenza. La loro posizione, quindi, nella Nuova Dimensione è molto disagiata perché si avvedono degli errori dei cosiddetti "dottori" della teologia cristiana, i quali sfruttandoli sottraggono quanto è dovuto solo al DIO –CRISTIANO, al PADRE CELESTE che s'identifica nel CRISTO e nello SPIRITO SANTO. Essi, i "dottori" non solo sono "ciechi" ma anche sordi ai richiami dello SPIRITO SANTO e conducono i loro proseliti là, dove possono arrivare dei ciechi e dei sordi. Le persone che, tramite la Donazione del CRISTO, raggiungono sulla terra una condizione di santità , dovrebbero non essere portati agli altari, ma presi di monito e di sprone da quelli che, sventuratamente, per acquisizione di geni ereditari o per ambiente malsano ed anche perché abulicì, molto spesso, sono costretti a compiere azioni che cozzano contro la Volontà del DIO -CRISTIANO, il Quale nella estensione dei DECRETI DIVINI ha tenuto infinitamente conto dei peccati, a volte, non evitabili. I "dottori" della legge cristiana così operando hanno raggiunto un grado di cecità e di sordità che non potrànno essere nel futuro, stando sulla terra, facilmente eliminati. 171 172 I loro occhi e i loro orecchi si apriranno alla VERITA’ quando, nella Iperconscia, la LUCE folgorante del CRISTO e la PAROLA tuonante dello STESSO, li penetrerà e li avvolgerà in maniera tale, da rendere con limpidezza inaudita l'evidenza dei loro misfatti, causati dalla loro alterigia e dalla loro falsa modestia. Pochissimi della terra sono gli Eletti, i Prescelti e pochi i Disponibili ; questi ultimi cercano di fare parte delle prime due categorie. Essi costituiscono, in embrione, insieme a coloro che li hanno preceduti dall'inizio della vita sulla terra, a qualunque confessione, religione o comunità appartengono, la CHIESA di CRISTO che, continuamente, si realizza nella NUOVA TERRA e sono coloro che non solo riescono a concepire ma, addirittura, ad intravedere la certezza che la venuta di un essere umano sulla terra è il preludio ad una esistenza eterna e felice per chiunque nella Futura Dimensione. Onde avere chiarezza del perché della venuta degli esseri umani sulla terra, bisognerebbe soffermarsi a meditare sull'Opera: "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male". La qualcosa servirebbe a far comprendere come la presenza di ogni essere umano sul nostro pianeta, altro non è che il suo ambito desiderio di poter acquisire nel "domani futuro" il CORPO Glorificato dal CRISTO. Facendo riferimento alle confessioni cristiane e non, dobbiamo precisare che anch'esse intravedono una vita futura eterna e felice dopo la morte; però, solo per pochi, nel mentre la massa degli uomini è destinata a subire la condanna eterna. Pochezza di spirito da parte loro, anzi in moltissimi casi, direi assenza totale del rapporto col DIO -CRISTIANO e, quindi, mancanza assoluta della conoscenza della infinita MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO: "PADRE perdona loro perché non sanno quello che " si" fanno". Bisognerebbe soffermarsi a meditare e non solo a leggere la maggior parte delle mie opere "ispirate" per poter penetrare in parte come la salvezza dell'umanità è totale; cioè, come il CRISTO col SUO OLOCAUSTO abbia purificato il "peccato" di tutti gli uomini: presenti, passati e futuri. Quei teologi, pastori ed esegeti che evocano la condanna eterna per moltissimi uomini, dovrebbero prima soffermarsi sulle loro ambiguità, sulle loro carenze e sui loro peccati per potersi rendere conto che la condanna rivolta ai terzi incombe, primariamente, su di loro: "Non giudicate perché sarete giudicati" Purtroppo, la maggior parte di essi ignora, mentre altri vorrebbero ignorare tutto ciò perché non riescono ad essere in comunione con lo SPIRITO di VERITA,. Essi prendono alla lettera solo alcuni passi del VANGELO e che ricadono, primariamente, su di loro trascurando quanto detto da GESU’ e non riportato nei quattro Vangeli e, soprattutto, non tengono in alcun conto quanto GESU’, tramite lo SPIRITO SANTO, Rivela agli Eletti, ai Prescelti e ai Disponibili in ogni tempo. Ad essi, come sempre, continuo a rivolgere la mia esortazione e, quindi, li stimolo a meditare e ad approfondire quanto è stato rivelato nelle mie opere "ispirate" e, malgrado tutto, inviate ai "dottori" e "non" della teologia cristiana. Moltissimi degli uomini della terra, come abbiamo già detto, non credono nella esistenza di una vita futura ultra -terrena, perché soggiogati ed avvinti dai beni della terra, Molti di questi ultimi sono stati già annoverati tra coloro del "Carpe Diem"; la rimanenza, invece, per motivi di sopravvivenza, per il travisamento delle filosofie materialistiche e scientifiche, rifiutano di credere in un'altra vita e, quindi, nel DIO -CRISTIANO. Se ci allontaniamo, anche per poco, dalla concezione dell'esistenza di una vita futura che è l'unica a dare dignità alla persona umana, ci ritroviamo in un groviglioso labirinto, oppure smarriti in una infinità di galassie stellari che tolgono ogni possibilità di trovare quanto il nostro spirito, ansiosamente, cerca e viene ostacolato dalle infinite concezioni materialistiche o 172 173 scientifiche che lo rendono inerte nella spiritualità fino a quanto riuscirà ad emergere dalla carcassa corporale. Vi sono, in massima parte, filosofi, psicanalisti e psicologi che, tra l'altro, affermano che le religioni sono l'oppio dei popoli, facendo molti proseliti tra coloro del "Carpe Diem". Ammettiamo per un po' che le loro affermazioni siano veritiere e nello stesso tempo, dobbiamo chiederci: "Cosa sarebbe stato dell'umanità senza quest'oppio? Da quanto tempo si sarebbe auto distrutta, anche se oggi sopravvive e, malgrado tutto, è orientata alla distruzione di se stessa?". Le cause dell'autodistruzione dell'umanità sono da ricercarsi nelle nefandezze e nelle spietatezze sempre più crescenti dei sub –uomini. Anche se si riconosce l'esistenza del male in tutta la storia dell'uomo, oggi tanta orrenda spregiudicatezza ha raggiunto un grado di precarietà non immaginabile né determinante a causa dei Mass-Media e della tecnologia assai avanzata. Ad essi si aggiungono l'orrore di condanna a morte per fame per miliardi di esseri umani, mercé la sete di ricchezza e la brama di potere di molti esseri aventi "sembianza" umana e la sempre più crescente pazzia dei sub -demoni, " detti uomini", insaziabili nella perversione e che prevaricano e distruggono la innocenza di milioni di bambini, già seviziati nella loro crescita morale e spirituale dalla mancanza di necessità indispensabili alla loro alimentazione. Nella PAROLA del CRISTO è esplicitato l'Amore per gl'innocenti e , in particolare, per i bambini e in una frase del VANGELO è così riportato: "Meglio sarebbe, per chi cerca di scandalizzare un bambino, di mettersi una macina al collo ed affogare nelle acque più putride". L'insania di questi demoni che pullulano sulla terra, giorno dopo giorno, si trasforma in una lebbra così contagiosa che quanto prima, allargandosi a macchia d'olio, porterà l'umanità intera, compresa quella non colpevole di simili delitti, all'autodistruzione. Anche la natura, in tutti i suoi elementi, non può rimanere indifferente a simili oscenità e mostruosità e presto comporterà il suo contributo all'autodistruzione dell'uomo. Richiamandomi alla serie dei materialisti: filosofi, psicologi e psicanalisti; ebbene menzionare una lettera inviata nel 1980 ad uno dei più grandi psicanalisti del tempo, Cesare Musatti. A lui ebbi a dirgli di fare una introspezione prima a se stesso e poi cercare di conoscere la psiche degli altri. Tra l'altro aggiungevo: "Come ha potuto accettare una esistenza limitata a questo pianeta, adorna di sofferenze fisiche e morali che costituiscono preoccupazioni quotidiane che tormentano e preparano l'essere umano, in breve tempo (fossero anche cent'anni), ad una fine piano piano in tutto se stesso, tanto da renderlo una putredine ambulante umana o statica che difficilmente viene ad essere sopportata da se stesso e, tanto meno, da terzi? E, alla fine, quando l'ultimo respiro viene esalato, diventare pastura degli esseri più reietti ed immondi della terra?”. Una tale concezione, assai palpante, dovrebbe portare le menti "illustri" di questa terra, quanto meno, ad una percezione e ad una responsabilità cosciente che, nel modo assoluto, concepisca di non mettere al mondo altri esseri "disgraziati" quanto o più di loro perché verrebbero a popolare la terra con la più detestabile epigrafe sin dalla nascita, di "condannato a morte". L'uomo che non crede in una nuova vita nella Futura Dimensione, l'uomo che pensa e che sostiene che la vita dell'essere umano si esaurisce su questo pianeta, è l'essere più meschino ed abominevole, degno di sola compassione a causa della sua inettitudine spirituale che non gli consente di soffermarsi a penetrare la realtà futura e lo induce a sfuggire e a non considerare le "beffe" di questa esistenza non determinabili, né definibili procacciandogli nella "Iperconscia" una dura anche se ambita auto -purificazione. 173 174 Eppure, questa condizione deprecabile della vita viene accettata non solo, ma spregiudicatamente anche difesa perché ritenuta l'unica appartenente all'uomo. Vivere in queste condizioni o in altre peggiori, in moltissimi casi, è un desiderio ambito perché "la morte" terrorizza l'uomo; la fine del suo essere lo sconvolge ma soprattutto, anche se inconsciamente, viene perseguito dalla condanna eterna. Perché tanta precarietà e così bramata? La risposta la si trova nella costituzione spirituale dell'uomo, formulata e realizzata da lui vivendo su questo pianeta e che ha voluto, non sempre "in toto", ma con la collaborazione di altri elementi ed altri esseri, prevaricare il dono immenso elargitogli dal DIO -CRISTIANO: una vita futura, eterna e felice. Come può un essere intelligente dotato di sentimenti, a volte, grandiosi concepire ed accettare una vita così detestabile, resa tale dall'uomo stesso che si dimena egoisticamente nella gloria, nel potere e nel piacere, cercando di distruggere la parte spirituale che è in lui e che lo rende libero, razionale e sentimentale e che lui, ostinatamente vorrebbe ma non riesce a distruggere? Possibile che non riesce a concepire che tutte le facoltà insite in lui, dall'intelligenza alla razionalità, dalla libertà alla volontà, costituiscono un tutto unico: la sua spiritualità che assurdamente vorrebbe distruggere? Una tale condizione di vita concepita ad essere vissuta alle condizioni enumerate sulla terra e, per giunta con la condanna a morte sentenziata fin dalla nascita, richiede necessariamente ed indispensabilmente il suo rigetto, la non accettazione di essa e, quindi, la non vivibilità della stessa! A rendere ancora più macabra, più insofferente la vita e la fine dell'uomo contribuiscono le cosi dette "professioni" cristiane e non, che esordiscono con frasi fallaci al cospetto di drammatiche situazioni e di sofferenze insopportabili, come :"Dio così vuole"; "Con la vostra sofferenza collaborate con la sofferenza del Cristo". Tali affermazioni sono scioccanti e blasfeme se si analizzano profondamente. "Dio così vuole", è una delle più sconfinanti bestemmie che si possono imputare al DIO CRISTIANO, infinitamente MISERICORDIOSO; il Quale, nonostante l'obbrobrio determinato da Adamo ed Eva, dalla sua progenie, noi compresi, ci ha proiettati ad una felicità impensabile ed eterna nella NUOVA TERRA! Successivamente, in comunione con lo SPIRITO SANTO, ci ha donato il SUO amabilissimo FIGLIO, CRISTO GESU, che ha espiato tutte le nefandezze dell'uomo ed ha riscattato "tutto" il peccato per ridare all'uomo la sua proiezione originaria nell'EDEN, nella NUOVA TERRA. Quindi, l'addebito non dev'essere fatto al DIO -CRISTIANO, ma all'uomo che rigetta i SUOI consigli e s'innesca in quella che è la sua creazione: il Male. Pertanto, i saggi della teologia cristiana dovrebbero imparare, prima loro, e poi insegnare: "Così vogliono gli uomini, oppositori della Volontà del DIO -CRISTIANO", Purtroppo, tali asserzioni, non rientrano nella loro formazione teologica e quindi, non riescono a concentrarsi sulla peccaminosità dell'uomo; a quest'ultimo, creatore unico e solo del Male va attribuito, esclusivamente, ogni malessere, ogni defettibilità, ogni disgrazia. E, ancora, nella frase: "Con la vostra sofferenza contribuite alla sofferenza del Cristo", si riscontra una blasfemità maggiore, in quanto la Sofferenza del CRISTO ha esautorato e purificato tutta la negatività del sub – uomo e sopravanza a tutta la sofferenza dell'umanità: presente, passata e futura. L’ONNIPOTENTE, la MISERICORDIA infinita, l'AMORE incommensurabile, la GIUSTIZIA ineccepibile, il DIO -CRISTIANO, non ha mai preteso che l'uomo soffrisse per alleviare la sofferenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' perché, come già 174 175 ribadito, la SUA Sofferenza sopravanza, in maniera indefinita alla salvezza di tutti gli uomini di tutti i tempi. A questo riferimento ultimo, si potrebbe dire che la sofferenza dell'uomo dovrebbe portare lo stesso, in massima parte, a renderlo cosciente della sua relatività, della sua peccaminosità ed indurlo a meditare e ad avvicinarlo a COLUI che gli ha regalato l'immenso dono di una VITA NUOVA, lungi dalle bassezze e da tutte le turpitudini terrene: condizione questa, assai difficile oggi a raggiungersi. Altra frase virulenta si ha quando si è colpiti da una fine tragica e la si imputa al Destino e, quindi, indirettamente al DIO -CRISTIANO. Come se non bastasse il turpiloquio intorno al CREATORE dell'Universo, bisogna anche integrarlo con la imputazione di avere destinato l'uomo ad una vita ineluttabile. La invocazione di GESU’ sul Golgota, dev'essere tenuta in una profonda e penetrante considerazione: "PADRE, perdona loro che non sanno quello che "si" fanno"; ma altrettanta considerazione bisogna attribuire all'OLOCAUSTO del CRISTO: " Nessuno viene al PADRE se non attraverso ME!" Confrontando la invocazione e la imperatività del CRISTO nelle due frasi, dobbiamo dedurre assiomaticamente che l'Essenza dell’AMORE e della MISERICORDIA, non dev'essere minimamente coinvolta in tutta la negatività che circonda l'uomo. L’uomo, non solo allontanandosi e deturpando la sua fonte di origine ma oltremodo quando e, soprattutto, fa delle attribuzioni negative a COLUI che dovrebbe eternamente GLORIFICARE, determina il caos in se stesso ed intorno a lui. Il DIO –CRISTIANO, il COLOSSO dell’UNIVERSO aveva indicato ai nostri progenitori il cammino da seguire per poter conservare il benessere inconcepibile che possedevano e per estenderlo, infinitamente, ai loro discendenti. Essi, invece, contrastando i DECRETI DIVINI si scontrarono col BENE ASSOLUTO, portando se stessi, la loro progenie e noi compresi, ad una vita di lotte e contrasti continui. E CRISTO continuando sulla scia del PADRE CELESTE e venendo in mezzo a noi, in comunione con lo SPIRITO SANTO, ha dato con l'Esempio e con la Donazione di tutto SE STESSO innumerevoli consigli all'uomo, perché potesse rendere meno tribolata la sua esistenza su questo pianeta e il facile accesso nella NUOVA TERRA. Se l'uomo per sua colpa o per le interferenze di altri simili, quand'anche per il caos determinato in natura da lui, cozza con i CANONI DIVINI e ovvio che raccoglie le nefaste conseguenze. Allora soffermiamoci ed approfondiamo, coscientemente, la tanto elaborata ed incriminata parola "Destino", sia che riguarda la morte occasionale, la morte in genere e le sofferenze, a volte, insopportabili. Dopo le premesse innanzi menzionate, è assurdo pensare minimamente che il Destino dell'uomo e opera diretta del DIO -CRISTIANO; nel mentre bisogna asserire con veemenza che esso è determinato dallo stesso uomo, creatore della sua unica creatura, il Male, ed anche perché si oppone costantemente alla volontà del DIO -CRISTIANO. Come per la purificazione dello spirito, esplicitato in alcune delle mie opere, che viene determinata dal singolo dopo avere preso conoscenza dei suoi misfatti e dopo essersi confrontato con i DECRETI DIVINI; così pure il destino dell'uomo è opera dello stesso e si risolve sempre negativamente se circoscritto all'esistenza terrena; mentre trova conforto alle sue continue ansie se viene ad innescarsi nella proiezione Futura e, nel gaudio Eterno, se si lascia penetrare dallo SPIRITO di VERITA’ per rendere lodi e gloria perenni al DIO CRISTIANO. La realtà terrena e quella "eterna" sono agli antipodi, pertanto chi si sforza di risolvere appieno la sua esistenza nella pochezza della terra, rimanendo ingannato dagli effimeri piaceri di essa, dovrà inorridire quando il suo spirito proiettato nella "Iperconscia" si troverà 175 176 al cospetto delle sue nefandezze che, a prima acchito, appariranno assurde per la loro truce determinazione mentre gli appariranno reali e confacenti alla sua vita ostica condotta sulla terra, quando la LUCE folgorante del CRISTO penetrerà i suoi orrendi misfatti. Allora la chiarezza delle turpitudini commesse dell'uomo della terra, porteranno lo spirito ad una prostrazione conforme alla durezza dei suoi peccati ma, nello stesso tempo, l'uomo spirituale prenderà visione della sua salvezza ad opera del CRISTO e della bramosia del suo spirito di possedere il CORPO glorificato dallo stesso CRISTO! Lo spirito, allora, pur provando acutezza delle sofferenze che ha determinato stando sulla terra, trova conforto e sostegno nella certezza che farà parte del CORPO di CRISTO, dopo avere auto - espiato i suoi peccati. Nella Terza Zona, la Iperconscia, lo spirito dell'uomo della terra, alla presenza della Essenza della VERITA', prende conoscenza di come il DIO -CRISTIANO sia l'Essenza della ESSENZA della spiritualità e ripercorre, non solo il suo periodo terreno con tutte le sue colpe e con i suoi peccati ma prende, anche, visione del percorso dell'Universo e dell'uomo dalle origini. Come, quindi, il DIO -CRISTIANO, nella SUA Onniscienza, ideò l'uomo futuro ad immagine del SUO CORPO e a somiglianza del SUO SPIRITO e, come nella SUA Onnipotenza concesse all'uomo una gradualità della spiritualità che si estrinsecava nella "Libertà", nella Razionalità, nella Volontà e nella Tendenza al BENE. Ovviamente, avendogli concesso tutte le prerogative per giungere alla ESSENZA DELLA SPIRITUALITA', cioè ad eguagliarsi a LUI "non volle" precorrere i tempi e le tappe che l'uomo avrebbe conseguito, cioè il suo percorso. A tanto aggiunse il rispetto dei CANONI DIVINI che avrebbero portato l'uomo ad avvicinarsi, sempre più, a quella ESSENZA Spirituale, di cui il DIO -CRISTIANO ne è l'ESSENZA! Poco innanzi è stato detto il DIO -CRISTIANO "non volle" precorrere le tappe che l'uomo avrebbe dovuto raggiungere perché, nella SUA Onniscienza, avendolo reso "libero" non voleva filtrare la conoscenza delle sue azioni, conoscenza che avrebbe limitato la "libertà" che gli aveva elargito Le prerogative che il DIO -CRISTIANO aveva infuso nell'uomo erano tali e tante che facilmente lo avrebbero portato a raggiungere l'Essenza della SUA ESSENZA. In sintesi, occorreva la sua diretta partecipazione, anche se minima che, facilmente. gli avrebbe consentito di rendere "eccellente" la sua personalità. Quanta Magnificenza e quanta Munificenza elargì il DIO -CRISTIANO alla SUA creatura prediletta, tanto da renderla superiore agli spiriti puri, da come si evidenzia nel Libro "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male". L'uomo, invece, col tempo e in funzione della Libertà ricevuta volle trasformare l'orgoglio richiesto in un nuovo e deprecabile sentimento fino allora sconosciuto e mai esistito che prese il nome di "superbia" e che distrusse e continua a distruggere il Bene là dove vi penetra. Molti sostengono: "DIO sapeva che l'uomo avrebbe peccato perché, quindi, non glielo ha impedito? Osservazione questa anche accettabile, ma non già giusta in quanto in precedenza è stato detto che il DIO -CRISTIANO, non solo "non volle" interferire sul suo operato, per quanto poi lo aveva circondato di tutte quelle possibilità necessarie che lo avrebbero portato al raggiungimento di quanto gli aveva prospettato; bastava che egli avesse posto un pizzico della sua volontà: anche questa appendice della spiritualità. Un po' di se stesso era indispensabile e che gli avrebbe consentito di essere non solo partecipe ma, addirittura somigliante in assoluto alla Essenza della ESSENZA della Spiritualità. In sintesi, il CREATORE non avrebbe mai accettato di avere creato un burattino che eseguiva quanto gli era stato imposto; perciò creò l'uomo libero e con tutte le attenuanti che gli 176 177 avrebbero dato la possibilità di essere degno di COLUI che lo desiderava simile alla SUA ESSENZA. La BIBBIA facendo riferimento all'orrore, al Male creato dai nostri progenitori offre, metaforicamente, la presenza del frutto proibito e la presenza del serpente tentatore, materializzando quando, invece, venne determinato dalla più eccelsa della derivanti della Spiritualità: la LIBERTA’! Quest'ultima è il pregio incomparabile della spiritualità e il DIO -CRISTIANO nonostante, che l'uomo servendosi di essa determinò il caos, ha continuato ad elargirla con tutte le carenze e la defettibilità di cui l'uomo stesso l'ha circuito. Tanto perché, egli, sentendosi ancora libero non già come alle origini e servendosi della tendenza al Bene ed anche con la presenza del CRISTO sulla terra, potesse intravedere macroscopicamente il misfatto dei progenitori ed i suoi. Con le tendenze, quindi, donategli dal DIO CRISTIANO e derivanti dalla Essenza della spiritualità, l'uomo non ottemperò all'osservanza dei CANONI DIVINI creando così, come già detto, una nuova derivante della spiritualità e di sua esclusiva fattura: il Male. Quindi alle tendenze della spiritualità concessogli dal DIO -CRISTIANO, l'uomo in funzione della libertà creò ed aggiunse “ la macabra e distruttrice forza del male” su cui s'impernia il suo "Destino": la morte corporale e la sofferenza fisica, morale e spirituale: Operatore, quindi, del suo destino è l'uomo stesso. La tendenza al Bene, derivante dalla spiritualità ricevuta, cozza continuamente con quella del Male fatturata dall'uomo. Avendo creato l'uomo la carenza, sempre più deprecabile al suo spirito e di conseguenza al suo corpo, quest'ultimo è soggetto a deteriorarsi continuamente. La tendenza al Male incide negativamente su quella del BENE, anche perché viene corroborata da geni atavici e da ambienti insani, rendendo difficile e , a volte, impossibile il percorso dell'uomo su questo pianeta. Lungo il suo cammino, l'uomo incontra mille e più difficoltà che incidono sul suo fisico, sul suo morale ed in particolare sul suo spirito determinando, così, ripercussioni macabre e distruttrici. Pertanto, onde poter frenare il percorso del male, egli dovrebbe fare emergere la prima derivante della spiritualità, il Bene, che incanalandolo nella seconda, la razionalità, e facendosi collaborare dalla volontà dovrebbe opporsi agli istinti negativi ed anche ad una errata interpretazione della sua personalità costituita da geni atavici non positivi ed anche da un ambiente non confacente al Bene. Purtroppo, poche volte, la razionalità riesce a innescarsi al Bene, derivante dalla spiritualità originale e, non sempre, e senza difficoltà riesce a stimolare la sua volontà e a fare emergere azioni positive in se stessa e di rimando sugli altri; invece, quando la razionalità s'innesca con l'unica derivante, creata dall'uomo, il Male, e viene corroborata dalla volontà, nefaste sono le conseguenze per se stessaoe per gli altri. La razionalità, quindi, non è scevra dai condizionamenti atavici, ambientali e sociali che contribuiscono largamente all'attuazione di azioni benefiche o malefiche. A tanto, si aggiungono occasionali stimoli che gravitano sia sul Bene che sul Male. La perversità e la santità dell'individuo, quindi, non sono da attribuire in tutto a lui ma, anche, a quanti hanno cooperato direttamente o indirettamente alla sua perversione o santità. In che misura, quindi, è responsabile il soggetto? La risposta è ardua e non compete, in assoluto, ad alcuno degli esseri umani, in quanto tale certezza si avrà solo quando lo spirito dell'uomo della terra, liberatosi dalla carcassa corporale, passerà nella "Iperconscia", dove la limpidezza e la chiarezza delle sue azioni, rese tali dall'Essenza della GIUSTIZIA DIVINA daranno allo spirito la consapevolezza delle azioni buone o cattive a lui e agli altri attribuibili. 177 178 Egli stesso, quindi, confrontandosi con i CANONI DIVINI stabilirà la sua auto -purificazione nelle sezioni della sfera CAINA o in quella ABELICA. Sarebbe necessario a questo punto, meglio sarebbe indispensabile prendere visione approfondita, per quanto innanzi menzionato, di alcune delle mie opere "ispirate" e, precisamente "La Dimensione Eterna" e "Il Terzo Libro dopo il Vangelo". Ritornando alla "metafora" intorno alla mela e al serpente evidenziata nell' Antico Testamento, essa deve intendersi come proibizione temporanea; in quanto, il DIO CRISTIANO aveva non imposto ( perché come già detto, non voleva limitare la libertà dell'uomo) ma suggerito alla creatura prediletta di ottemperare ad un SUO desiderio e rendere perfetto il proprio destino. E' giusto, quindi, riportarci e fare un richiamo succinto alla creazione del primo uomo e, cioè come questi era stato ideato dal DIO -CRISTIANO che realizzo la SUA "idea" creando l'uomo a SUA somiglianza nello Spirito e a SUA immagine nel Corpo. Dall'uomo poi, il DIO -CRISTIANO trasse parte di lui (non già la costola come si evidenzia nel Libro Sacro) e realizzò la donna, Eva, la sua compagna. La Zona Divina, sede del DIO -CRISTIANO, in quel tempo (quando parlo di tempo della Futura Dimensione, deve intendersi “Tempo Eterno" e non quello fallace della terra che è destinato a finire, pullulava e pullula ancora di spiriti "puri" , di esseri spirituali di una diafanità incredibile e di una bellezza incomparabile, in quanto molto simili alla ESSENZA spirituale del DIO -CRISTIANO: però, manca loro il Corpo Somigliante al CREATORE. Il DIO -CRISTIANO, avendo ideato e creato l'uomo a SUA immagine e somiglianza, desiderò che Adamo ed Eva ed anche i loro discendenti avessero realizzato il SUO ambito desiderio: quello, cioè, di dare un corpo agli spiriti puri. In tal modo, tutti gli spiriti della Zona Divina avrebbero avuto, anche loro, il Corpo ad immagine del CREATORE dell'UNIVERSO. Perché ciò si realizzasse Egli, il DIO -CRISTIANO, non s'impose ma consigliò ad Adamo ed Eva di procreare, solo spiritualmente, cioè fondendo il loro spirito che avrebbe generato altri uomini ad immagine col corpo del CREATORE, senza alcun rapporto sessuale fino all'esaurimento degli spiriti puri della Zona Divina. Nel Libro "La Dimensione Eterna" viene evidenziato come a Maria, prescelta dal DIO CRISTIANO e privata da ogni contaminazione del peccato, Le fu possibile generare solo per AMORE: tanto a dimostrazione di come Adamo ed Eva avrebbero dovuto procreare. Tale desiderio del DIO -CRISTIANO doveva protrarsi fino a quando l'ultimo spirito della ZONA DIVINA avrebbe preso il Corpo ad immagine del DIO -CRISTIANO. Nei primi momenti del "Tempo Eterno" Adamo ed Eva erano felici di soddisfare quanto era stato richiesto dal DIO -CRISTIANO ma anche e, soprattutto, di vedere nella perfezione la loro progenie che avrebbe continuato a procreare spiritualmente fino a quando l'ultimo spirito "puro" della ZONA DIVINA avrebbe preso il Corpo ad immagine del CREATORE. Così procedendo la loro felicità e quella dei loro figli si evidenziava indescrivibilmente e l'Universo sorretto e soggetto a questa loro armonia, conservava un equilibrio ed una fantastica bellezza inimmaginabile. Man mano che essi ottemperavano e soddisfacevano a quanto era stato richiesto dal DIO CRISTIANO, conseguivano tappe sempre più evolute nella conoscenza della ESSENZA della Spiritualità che li avrebbe eguagliati al COLOSSO dell’UNIVERSO, al DIO -CRISTIANO, alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Avevano realizzato buona parte del loro percorso ed avevano raggiunto gran parte della perfettibilità, quando abbagliati da queste ulteriori conquiste pensarono non solo, ma attuarono anche la procreazione sessuale opponendosi a quanto il COLOSSO dell’UNIVERSO aveva loro suggerito. 178 179 L'inizio della procreazione spirituale in concomitanza a quella sessuale doveva avvenire quando, come accennato in una mia pubblicazione, tutti gli spiriti puri e non già una sola aliquota avrebbero preso il Corpo ad immagine del DIO -CRISTIANO ed avrebbero popolato tutti i pianeti delle infinite galassie. Essi, quindi, impazienti e pervasi da un sentire nuovo e sconvolgente (la Superbia) si abbandonarono a questo nuovo desiderio da loro generato, e si abbandonarono a se stessi e diedero inizio, anche, alla procreazione sessuale che si estese a tutta la loro progenie. In quell'attimo l'ordine dell'Universo si sconvolse, l'equilibrio delle galassie si trasformò in un caos e nuovi efferati sentimenti costituirono il loro bagaglio spirituale ( Da quel caos i nostri contemporanei scienziati, nella loro pochezza spirituale, trassero la formazione dell'Universo e quindi, la vita degli esseri viventi nella nostra galassia). L'orrore e lo sgomento fecero presa sul loro spirito che segnarono la fine del loro idillio spirituale, morale e fisico. L'obbrobrio da loro determinato fece disconoscere al DIO CRISTIANO quella che era stata la SUA creatura prediletta. Ebbe inizio, quindi, il loro destino futuro da essi creato e furono scaraventati nella Zona "neutra" della Iperconscia perché l'Universo era diventato caotico ed incuteva, sempre più, orrore. Nuove galassie si costituirono in quanto il "caos" aveva distrutto l'equilibrio iniziale. Dopo che, gli oppositori al desiderio del DIO -CRISTIANO ebbero presa formidabile coscienza del loro gravissimo misfatto e le condizioni della nostra galassia ebbe a raggiungere un certo equilibrio e la terra cominciò ad offrire una parvenza di vita; essi, Adamo ed Eva e la loro progenie, furono destinati ad abitarla. Le condizioni precarissime del nostro pianeta, nei primi tempi, erano durissime: una parvenza di esse è stata riportata nel Libro " La Creazione dell'uomo e la Creazione del Male". In esso viene evidenziato come il desiderio iniziale del CREATORE sarà realizzato, successivamente, dall'uomo della terra per la insistente richiesta rivolta dagli spiriti "puri" della Zona Divina alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, che continuano a bramare il Corpo reso glorioso dal CRISTO e ad immagine del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO. Tanto viene realizzato, giorno dopo giorno, mercé la Oblazione totale e completa dello stesso GESU’, in comunione col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO. La condizione dell'uomo, quindi, successiva al peccato viene, in massima parte, regolata da lui che può rendere vivibile o meno la sua esistenza sul pianeta. E' ovvio che questa esistenza terrena, se intesa come la sola per l'uomo, diventa insostenibile per i molti; per i ricchi e i potenti, il paradiso terrestre; la più grande beffa per una sparuta aliquota Quindi, bisogna non solo sostenere ma anche accettare che il destino dell'uomo, come ribadito, lo realizza, in massima parte lui, anche se viene condizionato da geni atavici ed ambientali e, soprattutto, dal male da lui creato. Inoltre, bisogna tenere in gran conto come la natura, in tutti i suoi elementi risente e partecipa a tutte le nefandezze operate continuamente dall'uomo e contribuisce, in parte, al suo destino. Come sostenuto poco innanzi, il DIO -CRISTIANO ha continuato a rendere libero l'uomo perché, per prima cosa, si rendesse conto della sua enorme peccaminosità e cercasse, quindi, formidabilmente di riacquistare la essenza della sua origine, solo per mezzo e del sostegno del SUO Amabilissimo e Gloriosissimo FIGLIO: CRISTO GESU’! Questa Rivelazione ai moltissimi potrà sembrare pura fantasia e potrà essere tenuta in così poco conto durante il tempo "fallace" della terra ma, apparirà genuina e reale quando gli spiriti traslati entreranno a far parte della "Futura Dimensione" 179 180 La loro condizione futura mi è stata rivelata con chiarezza inaudita nelle opere "La Dimensione Eterna" e "Il Terzo Libro dopo il Vangelo" Come pure genuina e certa in esse appare la blasfemità sull'inferno che, specialmente nel passato, ha atterrito migliaia di generazioni privandole della loro personalità spirituale marcata. L'AMORE infinito e la MISERICORDIA inesauribile del DIO -CRISTIANO sono stati, dai tutori "fallaci" della PAROLA del CRISTO, trasformati in una giustizia incomprensibile ed in una condanna spietata, dando così al DIO -CRISTIANO una fisionomia mostruosamente contorta e in opposizione alla SUA Divina PATERNITA’ elargitaci dal CRISTO. Dante, per la conoscenza religiosa dei suoi tempi e per la poca disponibilità allo SPIRITO di VERITA’, pone diversi di quei falsi rappresentanti del CRISTO nei gironi dell'inferno. In realtà, non all'inferno in quanto esso è immaginazione di menti ignare per la mancata conoscenza della MISERICORDIA inesauribile del DIO -CRISTIANO e, sicuramente, di asserzione di menti bacate di alcuni teologi. Essi, quindi, approderanno e sosterranno molto tempo nelle prime due sezioni della CAINA e, solo pochi avranno l'immediato accesso alla sfera ABELICA. Molte affermazioni del VANGELO non dovrebbero essere prese alla lettera ma, con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, potrebbero essere intese nella giustezza della loro essenza ed anche tenute in una considerazione corrispondente alla realtà, considerando che CRISTO non ha lasciato scritti ed anche perché gli autori del VANGELO non sempre sono stati costanti alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’. Il tutto dei Vangeli va preso come modello di vita, anche se irraggiungibile per la carenza della nostra natura che si evidenzia più o meno marcata nei singoli individui. L'Essenza di essi si deve riscoprire nella inconfutabile certezza dell'AMORE del DIO CRISTIANO che tutto SE STESSO ha dato perché, l'uomo potesse con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, penetrare in quell'AMORE inestinguibile ed esserne pervaso per renderGli il "Grazie" eterno. Questa condizione difficilmente potrà essere raggiunta su questo pianeta ma , senz'altro, i "disponibili" giungeranno all'accettazione di GESU', dopo avere preso profondamente coscienza delle proprie colpe. In tal guisa, pervasi dall'unica realtà, CRISTO SIGNORE, i "futuri" uomini porranno il CRISTO al di sopra di ogni bene, di ogni affetto e al di sopra della propria vita che non avrebbe alcun senso se vissuta al di fuori di LUI e Lo accettano come Unico e Solo Mediatore presso il PADRE CELESTE, acquisendo il facile ingresso nella sfera "Abelica" e, quindi, nella NUOVA TERRA. A conclusione confermiamo in parte e per alcuni, quando detto da un filosofo: “Se CRISTO non fosse esistito, sarebbe stato indispensabile crearLo nel nostro spirito per avere pacatezza e serenità su questo pianeta". L'affermazione del filosofo dovrebbe interessare, in particolare gli atei e quanti negano l'esistenza di una vita futura per i benefici che, anche se inconsciamente contraggono; mentre per noi, discepoli del CRISTO, GESU' rappresenta il "TUTTO" della nostra vita terrena e futura: EGLI dà un senso a questa vita terrena e, maggiormente, a quella futura nella certezza di una vita eterna e felice nella Nuova Dimensione. Se così non fosse stato , se CRISTO non fosse venuto a dare consistenza a questa e all'altra vita, non ci sarebbero parole ineguagliabili per quanto di deprecabile ed inutile sarebbe la vita terrena, perché l'insieme di tutte le invettive concepite dall'intelletto umano non basterebbero a soddisfare la negatività dell''epigrafe di "Condannato a morte", con la quale viene etichettato ogni essere umano dalla nascita e che perviene su questo pianeta. A voi che negate l'esistenza di una vita ultra -terrena, a voi invito a meditare la realtà di questo vivere; e, quando dico a voi, intendo riferirmi non solo a quanti fortunatamente o 180 181 sfortunatamente nascono integri nel fisico, ma anche a quelli che sventuratamente nascono o acquisiscono un handicap. La integrità fisica, è stata evocata con le parole "fortunatamente o sfortunatamente" , perché in genere tale integrità porta l'uomo ad inorgoglirsi fino a sfociare, molto spesso, in superbia e a richiedere onori e gloria terreni, mettendo in secondo ordine od ignorando la proiezione futura dell'uomo. L'altra condizione, quella cioè con un handicap invece, anche se spesso porta ad imprecare, in genere avvicina l'uomo a considerare e ad accettare una vita futura e, non di rado, lo porta a meditare ed accettare l'indispensabile necessità di un'altra esistenza e se si è disponibili allo SPIRITO di VERITA’ ad esserne penetrati e a scoprire il CRISTO come essenza di questa e della futura vita. Da quanto sopra esposto si deduce che in definitiva, molto spesso, è da accettare una vita con un handicap che porta alla meditazione e alla accettazione del CRISTO; anziché una vita fisicamente florida che assorbe l'uomo, in toto, nella ricerca di beni materiali e gloria terreni, tenendolo lontano dal ricercare il perché della sua esistenza e, quindi, lontano da una veridicità di una vita ultra -terrena. Anche queste affermazioni potrebbero sembrare fatue, insane e poco rispondenti alla razionalità umana ubicata, in massima parte, solo al piacere e alla ricerca del solo godimento terreno. Altra considerazione " folle" potrebbe apparire, sempre per la razionalità fallace e terrena, quella del vantaggio che avrebbe una vita vissuta lontano dal CRISTO e che si spegne in gioventù sempre che questa, s'intende, anche nel futuro non avesse avuto alcun approccio col Cristo: ne trarrebbe profitto per l'auto -purificazione del suo spirito, in quanto la sosta nelle sezioni della "Caina" verrebbe ad essere limitata. A quest'ultima realtà prospettata, potrebbe fare capolino l'idea di qualche beffeggiatore, il quale servendosi di questa affermazione potrebbe obiettare ed ammettere la validità del suicidio nella giovane età, considerando che meno anni vengono vissuti su questo pianeta, meno dura sarà la espiazione nella "Iperconscia". A quel qualcuno o ai tanti che vorrebbero mettere in ridicolo una tale Verità, bisogna fare presente che la fine di una vita giovane in modo accidentale o per malattia, lungi dalla responsabilità del soggetto potrebbe, in assoluto, rendere meno tribolata l'attesa nelle sezioni della "Caina"; mentre se essa viene determinata coscientemente,generalmente, non fa che acuire la sua sofferenza nella Dimensione Futura, in quanto risponderà, anche, interamente di tutte le azioni che avrebbe realizzato lungo il normale percorso sulla terra ed in aggiunta dovrebbe espiare per la violenza attribuita alla sua persona Come pure la violenza che apporta la morte corporale a chiunque, in linea di massima viene attribuita all'attentatore, salvo le eccezioni, quando nel percorso futuro dovrà non solo espiare i suoi misfatti ma anche quelli della persona uccisa, dal momento che viene posto fine al suo percorso terreno. Solo in una circostanza è consentito mettere fine alla propria esistenza terrena, quando non solo il male dell'uomo è irreversibile, ma quando il soggetto che decide per l'Eutanasia ha raggiunto un rapporto intenso con GESU’; cioè, quando riconosce il CRISTO come Unico e Solo Mediatore presso il PADRE CELESTE e quando è entrato nell'ottica assoluta che il "TUTTO" fuori del CRISTO ha valore zero: dagli affetti alla ricchezza, dalla gloria terrena alla propria vita. In questa condizione, l'uomo raggiunge la semiperfettibilità e rientra nella cerchia degli eletti o dei prescelti, quindi, continuare a vivere nella precarietà più detestabile, perché tale resa dall'uomo della terra, significherebbe rendere offesa a COLUI che con la SUA Totale Oblazione ha purificato"tutto" il peccato ( anche la sofferenza) e proiettata la SUA Creatura nella NUOVA TERRA, nella zona PARADISIACA! 181 182 Riepilogando, affermiamo che una morte accidentale o per malattia, non causata dal soggetto in linea di massima, può essere vantaggiosa per l'uomo in quanto egli risponderà delle azioni e dei sentimenti negativi realizzati lungo il percorso terreno. Abbiamo anche affermato che per i non credenti in CRISTO, in assoluto, la morte corporale prematura è vantaggiosa, sempre che questa non viene provocata dal soggetto; altrettanto e più vantaggiosa è la vita prolungata al massimo per gli Eletti e per i Prescelti, ed anche per i Disponibili, in quanto questi ultimi mettono al centro, come anzidetto, di questa esistenza e della futura il CRISTO, nel Quale e col Quale convivono ogni istante della vita terrena, anche se questa viene a risentire delle debolezze e delle precarietà umane. Queste concezioni "rivelate" vengono ostacolate, in gran parte, dalle storture e dalle molte violenze spirituali che sono state fatte nel passato dai conservatori "fallaci" della VERITA’, del DIO –CRISTIANO; e, nonostante, abbiano preso in parte coscienza degli errori del passato, continuano a farlo in modo diverso e, forse, più peccaminoso. Basta soffermarsi sulle false intenzioni delle professioni cristiane sullo "Ecumenismo" e, ancora di più, sull'insegnamento falsato del CRISTO, in gran parte, dalla comunità cattolica ed ortodossa. Cosa vorrebbero ecumenizzare le "professioni" cristiane quando, ognuna di esse, a torto o a ragione vorrebbe trarne vantaggio. Causa di tutto ciò è la superbia che serpeggia in ognuna di esse e nessuna cerca di rientrare nella umiltà esaltata e vissuta dal CRISTO: A cominciare dal cosi detto "vicario" del CRISTO, il quale vivendo in pompa magna in una reggia meravigliosa e fausta, circondato da numerosi e ben nutriti principi, si arroga il diritto di essere il sostituto del CRISTO sulla terra dimenticando o volendo dimenticare per forza quanto GESU’ ebbe a declamare per le strade della Galilea "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli il loro nido, mentre il FIGLIO dell'UOMO non ha dove poggiare il capo". Nel mentre ho concluso la chiusura di questa pubblicazione, non posso non evidenziare quanto di incredibile avviene in questi giorni nella Metropoli parigina: Un convegno mondiale indetto per i giovani dagli emissari e consiglieri del papa e che viene etichettato con due frasi del Vangelo: "Maestro dove abiti?" "Venite e vedrete". Egli, il papa che vive nelle mollezze più richieste da un re dalla terra, si permette ( anche se indirettamente) di parodiare su quelle frasi. Infatti, sfruttando la innocenza, più che la innocenza la poco attendibilità (purtroppo) della fede dei giovani di oggi, li ha invitati nella bramata Parigi, sfruttando la domanda che gli Apostoli Andrea e Simon Pietro fecero a GESU’ :"Maestro, dove abiti?". Egli, il papa ritenendosi il sostituto dell'Unico MAESTRO, il CRISTO, nella qualità di "maestro" reggente ha risposto con le parole di GESU’ ":Venite e vedrete". Non voglio minimamente pensare che ad architettare il tutto, in modo diabolico, sia stato il vecchio papa ma, senz'altro, i suoi "massimi" consiglieri. Sarebbero stati meno provocatori nei confronti del CRISTO, se avessero suggerito a papa Wojtyla di rispondere come segue alla domanda dei giovani, nel nome dei due Discepoli del CRISTO :"Venite nella mia reggia e vedrete come la mia vita cozza, costantemente, con quella del CRISTO!"!!! Foggia, 26 agosto 1997 - Giorno del SIGNORE GESU’. Eugenio Marchesino La Reincarnazione o Metempsicosi –Anno 1999Un Libro ispirato dall'UNO -TRINO Prefazione del prof. Antonio Ricci 182 183 L'incontro quarantennale con Eugenio Marchesino mi ha indubbiamente arricchito la vita e mi ha salvato da una crisi esistenziale quando sono crollati, per colpa degli uomini, i miti sociali in cui avevo creduto sin dall'adolescenza. Eugenio mi ha aiutato a "riscoprire" il CRISTO e perciò lo considero il mio "maestro", anche se lui saggiamente afferma che il solo MAESTRO è Cristo nostro Signore, ed ha ragione! Eugenio Marchesino nel suo ultimo libro "La Reincarnazione o Metempsicosi - L'Apoteosi della Santissima e Gloriosissima Trinità" dimostra di essere un cristiano tutto speciale, pieno di amore per DIO e per la Sua Incarnazione in Cristo e di pensieri profondi scaturiti direttamente dalla sua meditazione di uomo maturo e ormai del tutto consapevole delle cose di questa terra e di lassù. Poche persone ho conosciuto capaci di una sintetica e analitica visione della Storia del Tempo, dell'Eternità come lui che, grazie alla speculazione spassionata al di fuori di ogni religione storica e studiando i testi della tradizione, sia sacri che profani, è arrivato ad una maturazione spirituale e ad un ascesi a cui soltanto hanno attinto i santi e i profeti. E' interessante e commovente leggere queste pagine di questo nuovo libro, in cui l'autore traccia un quadro fosco e realistico della situazione dell'Uomo della terra e va avanti con uno stile vigoroso e pieno di immagini forti a tracciare il passato e il futuro dell'Umanità indicando nel contempo a quali condizioni l'Umanità potrà salvarsi e liberarsi dalle storture e dagli inganni del suo stesso cervello e della Natura. Credo che leggere un tale libro possa aiutare molti a trovare la giusta via. Questo volume dovrebbe essere diffuso ampiamente perché potrebbe essere utile sia agli studiosi di materie religiose, sia agli scienziati e ai filosofi, sia ai giovani che hanno smarrito ogni ideale per vivere una vita degna e operosa nel bene anziché nel male. Antonio Ricci PROTASI Un accenno dell'autore come introduzione al classico teologico non può e non deve mancare anche, e soprattutto, per dare una vaga idea sugli abitanti la terra e la loro proiezione nella loro futura Dimensione. Nella mia pubblicazione "ispirata" il Terzo Libro dopo il Vangelo -Allogazione sub e non " è riportato indicativamente "nel nostro tempo" e, quando mi riferisco al nostro tempo parlando della mia generazione, a partire da un quarantennale approccio con il "mio" GESU’, si riscontra una quantità di "eletti" e di "prescelti" nella seguente misura: 1000 eletti su un miliardo di esseri umano e 1.000.000 di prescelti sulla stessa quantità di sub –uomini. E facile, quindi, dedurre l'esiguo numero di eletti ed il cospicuo numero di prescelti su una popolazione di circa 7 miliardi di abitanti la terra. Inoltre viene precisato in essa come fino a "quel tempo" non mi era stato dato di conoscere alcun essere degno di tanta prerogativa e preposto a raggiungere, in breve tempo, la santità dopo il distacco dello spirito dalla carcassa corporale. Oggi, il "mio" Gesù mi consente di pronunciare tre nominativi di prescelti con i quali ho avuto un intenso rapporto di comunione nel "nostro GESU’". Due di essi: Z'e Luigi e Pino Paglialunga sono trapassati nella Nuova Dimensione all'incirca nello stesso periodo. Entrambi, per AMORE del DIO -CRISTIANO, hanno raggiunto con il loro spirito la NUOVA TERRA, dopo essersi purificati nella sfera ABELICA col bagno santificante, creato dal CRISTO al SUO passaggio in essa. 183 184 Il terzo nominativo è quello del fratello in GESU’, Antonio Ricci, il quale convive con me su questo pianeta e da come si evince dalla nostra corrispondenza è un illuminato dallo SPIRITO di VERITA’ e già proiettato, nel prossimo futuro, a raggiungere col suo spirito la sfera ABELICA, quindi, la NUOVA TERRA, dove i nostri spiriti purificati dalla donazione gloriosa del CRISTO, quanto prima, attrarranno a sé il loro corpo reintegrato e al quale sarà restituita la perfezione, più che originaria, che il DIO -CRISTIANO, il COLOSSO dell’UNIVERSO, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ elargì al primo uomo. Degni di menzione sono anche i tre "disponibili" allo SPIRITO di VERITA’: Daniele Cellamare, Pietrantonio Loffredo e papà Ricci che hanno tratto grande vantaggio nella espiazione per l’apporto dato alla pubblicazione de “La Realtà Evangelica è l’Unità dei Cristiani”. Inoltre, “Nel Terzo Libro dopo il Vangelo” è stato ribadito che la permanenza nelle prime due sezioni della CAINA, per tutti i sub, è di un minimo di trecento anni "eccezione fatta per alcuni"! Era doveroso da parte mia rendere Gloria alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, anche con la citazione di questi "prescelti" e "disponibili" abitatori del nostro pianeta ed insigniti da una santità precoce dal PADRE GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO d’AMORE, dal FIGLIO GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO d’AMORE e dallo SPIRITO SANTO GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO d’AMORE! l'autore La Reincarnazione o Metempsicosi ( L'Apoteosi della Santissima e Gloriosissima Trinità) Dagli inizi della vita sul pianeta Terra si evidenzia la picciolezza dell'uomo al cospetto dell'Universo. Infatti , questi è vissuto e molti, ancora oggi, vivono nella paura perché si smarriscono al cospetto dell'immensità Celeste e, spesso, vengono soffocati dalle forze imperiose e devastatrici dello stesso pianeta. Questa condizione di enorme inferiorità al cospetto della potenza incontrollabile e distruttrice degli elementi naturali, ha portato l'uomo a cercare un alleato che potesse placare e contenere le forze implacabili che lo sovrastano. La ricerca iniziata col primo uomo, continua e continuerà fino a quando l'ultimo essere umano, abitante di questo pianeta, trapassato col suo spirito nella Dimensione Futura, sarà reso consapevole di tutta la conoscenza del Cosmo e dell'intera Umanità. Le terrificanti e continue manifestazioni naturali dei primi tempi del pianeta, nonostante la enorme mole dei primi uomini, rendevano non solo piccini i giganti primordiali, ma incutevano in essi terrore e sgomento Veniva, quindi, spontanea la necessità indispensabile di invocare l'aiuto, la protezione e l'alleanza delle stesse forze naturali e, procedendo avanti nel tempo, approdarono nella convinzione di dover conoscere esseri potenti che sovrastano l'Universo, allora limitatamente conosciuto alla sola Terra e che avevano il controllo di tutte le potenze avverse naturali. La loro spiritualità, anche se ancora non recepita e non bene determinata, influiva sul loro sentire, rendendoli capaci di comprendere che alla loro naturale limitatezza potevano sostituirsi ed essere di grande sostegno entità superiori potenzialmente irriducibili. Nei primordi dell'umanità quelle entità venivano incarnate nel tuono, nel fulmine, nell'acqua, negli astri e via… dicendo. Tale credenza placava, seppure in parte, la tensione che conviveva con loro. 184 185 Cominciarono più tardi ad adorare le cime più alte dei monti, i fiumi e, ancora, animali, piante e feticci di ogni genere. Il tutto di quel sentire proveniva da una forza interiore, dal carisma, dall'impronta spirituale che il DIO -CRISTIANO elargì al primo uomo e che lui, l'uomo, l’avrebbe trasmesso a tutta la posterità. La potenzialità spirituale insita in loro si disperdeva nelle forme più tozze che dovevano soddisfare l'esigenza incontenibile dello spirito che il Dio -cristiano elargì al primo uomo quando lo creò a Sé somigliante nello spirito e a Sua immagine nel corpo. Condizione questa che l'uomo, nonostante l'obbrobrio imperdonabile commesso, per AMORE del CRISTO conserva perché possa riuscire, con l'aiuto dello SPIRITO di VERITA’, a riscoprirla e a ricongiungersi, anche se in maniera latente, con l'Autore della sua creazione e della sua donazione. Quelle forme tozze delle divinità dei primi uomini, anche se oggi sussistono in ristretti villaggi occulti del pianeta, col susseguirsi di migliaia e migliaia di anni, sono andate prendendo forme più snelle ed aspetti più accettabili. Riferimenti profondi li abbiamo presso gli antichi Egizi, presso i Greci e in maniera esorbitante presso i popoli asiatici. L'uomo viene riconosciuto come entità composta da anima (spirito) e corpo: Il problema che comincia ad assillare l'uomo dal momento che è giunto ad ammettere l'esistenza di un Ente Supremo, è quello dell'anima (dello spirito), ossia della continuità della vita al di là di questa cortina terrestre. Questa forza interiore che lo sostiene non può accettare la fine del suo essere, la sua distruzione. L'uomo comprende perché illuminato da quella scintilla Divina che possiede e che viene alimentata, quando egli vuole, da quella "Massa" incontenibile ed infinita d'Amore che gli fa comprendere che è destinato a vivere eternamente: il DIO - CRISTIANO! I più proclivi ad essere illuminati da quella dall’Autore dell’Universo, si dispongono allo Spirito di Verità e “illuminati” cominciano d analizzare come, perché e quando ha inizio la vita eterna dell'anima (dello spirito). Da questo cercare profondo e continuo da parte dei più disponibili ad essere illuminati, si giunge alla Reincarnazione. E' ovvio che anche tra quelli disponibili di quel tempo, come d'altronde tra i disponibili di ogni tempo, sussistono delle gradualità di disponibilità: alcuni raggiungono traguardi accettabili; altri traguardi eccezionali; la massa, invece, che si distrae lungo la ricerca, si allontana dalla Verità e con le sue affermazioni rende difficile il prosieguo a quelli che si dispongono, costantemente, allo SPIRITO di VERITA’. Moltissime dottrine filosofiche e religiose vengono affermate e professate sia dai popoli primitivi, sia dai popoli molto avanzati nella civiltà. Queste dottrine danno inizio e vita alla Reincarnazione che ha sintomi molto lontani, specialmente tra i popoli primitivi: Tra questi ultimi bisogna ricordare i negri del Sudan. Questi avevano la convinzione che i loro morti rinascevano e si incarnavano nei loro discendenti. Erodoto attribuisce la Reincarnazione agli Egizi, anche se in forme assai estese e poco recepibili. Anche ai Greci, seppure marginalmente, viene assegnata la Reincarnazione. La dottrina orifica era già convinta della divinità dell'anima (dello spirito) che a causa del peccato originale si trovava imprigionata nel corpo e costretta a reincarnarsi in un ciclo di vite prima di ritrovare la sua purità e rientrare nell'esistenza divina. Questa concezione, seppure molto lontana da quella cristiana, risente di una conoscenza parziale di illuminazione Divina. 185 186 Infatti, la purificazione dell'anima (dello spirito) avveniva solo quando, essa reincarnandosi in diverse vite, tornava ad essere pura come alle origini. Le vite che venivano assunte durante la purificazione, non solo incarnavano altri uomini ma, secondo la concezione orifica -pitagoriga, quelle vite potevano essere vissute, anche, nei diversi animali. Da queste teorie filosofiche trae origine la proibizione di mangiare le carni. La Reincarnazione trova largamente vita e si diffonde a macchia d'olio presso i popoli asiatici, primariamente in India. I primi accenni si riscontrano nel Brahmanesimo, dove le rinascite potevano essere estinte con dei sacrifici ed anche il destino delle singole vite, irrevocabilmente determinate dalle azioni compiute nelle vite precedenti. Col Buddismo si giunge a nuove ed incoraggianti frontiere a riguardo della Reincarnazione. Il Budda con la sua dottrina cerca di fare evadere i suoi proseliti dal fatale ciclo delle esistenze con l'orientamento alla conoscenza del non desiderio che conduce al "Nirvana", cioè al fine ultimo: il nulla o la beatitudine eterna. Decade , quindi, la concezione del "Samsara", ossia la continua trasmigrazione dell'anima nelle diverse vite che avevano assunte una credenza panindiana agli inizi ma che successivamente, con la conoscenza dell'anima dell'Universo, dell'Uno -Tutto, si era giunti al discredito dei brahmani, sacerdoti del tempo, e di conseguenza all'annullamento del fastigio e della loro potenza. Col Budda, quindi, cessa quel continuo ricomparire degli uomini nel mondo, soggetti a dolori di ogni genere e alle diverse morti, anch'esse tormentate da sofferenze, a volte, insopportabili. A questo continuo stillicidio, il Budda offre a tutti gli uomini il mezzo per la salvazione che sintetizza attraverso le "QUATTRO SANTE VERITA": 1) l'esistenza del dolore che si manifesta nella nascita, nella vecchiaia, nella malattia e nella morte<, 2) l'origine del dolore che consiste nel piacere sensuale e nell'attaccamento alla vita che genera il susseguirsi delle diverse esistenze; 3) la soppressione del dolore che è la distruzione del desiderio e che determina l'annientamento della nostra esistenza; 4) La via che conduce alla distruzione del dolore che consiste in una purificazione interiore e, quindi, in una regola strettamente morale La nota dominante nel Budda è il dolore e il pessimismo è il punto di partenza per il raggiungimento della salvazione. Egli nega sostanzialmente l'esistenza del corpo e dell'anima (dello spirito): essi altro non sono che complessi di elementi singoli che mutano continuamente. Il punto di arrivo del Budda è il "Nirvana" (l'estinzione) che egli raggiunge dopo la morte e che deve essere inteso come uno stato assolutamente negativo, in quanto ogni sensazione viene annullata e con essa anche il dolore. Quando il Budda parla del "Nirvana", ossia dell'estinzione che raggiunge dopo la morte, la sua felicità dev'essere intesa solo in parte in senso negativo, in quanto è vero che tutte le sensazioni terrene del corpo vengono annientate e con esse anche il dolore fisico, però rimane la purificazione dello spirito. Una tale asserzione trova, quindi, giustezza nella considerazione umana laica, ma non già in quella cristiana. Al cospetto del Cristo, l'estinzione del corpo che lascia lo spirito libero di raggiungere la Dimensione Futura " la Iperconscia" dà a quest'ultimo la visione chiara e lampante di quanto ha operato nel Bene e nel Male stando sul nostro pianeta. Ha inizio così il cammino a ritroso che permette la consapevolezza di tutte le nefandezze realizzate sulla terra e la bramosia di espiazione. 186 187 La sofferenza dello spirito se comparata alle turpitudini compiute è di gran lunga superiore a quelle registrate o non dal corpo; però, la certezza resa dallo splendore del CRISTO sulle nefandezze compiute insieme alla proiezione di essere santificato dall'Olocausto del CRISTO, comporta una accettazione rassegnata ed ambita. Dopo la morte del Budda, l'eredità lasciata ai suoi discepoli e a quanti lo seguivano fu, unicamente, il suo insegnamento. Pertanto, si ebbero subito delle devianze che ebbero diverse ramificazioni e di conseguenza il decadimento della fede originale. La qualcosa venne attribuita, fallacemente, alla mancanza di un capo supremo spirituale e di un organismo gerarchico. In realtà tali devianze devono attribuirsi alla poca disponibilità dei suoi seguaci nel recepire ed attuare il suo insegnamento. Situazione questa determinatasi ancora di più in forme denigranti nei falsi seguaci del CRISTO che vollero e detengono una gerarchia detestabile al cospetto della umiltà e della povertà del CRISTO e, in gran parte, del SUO insegnamento. Da quanto innanzi esplicitato in tutte le dottrine viene affermato categoricamente l'esistenza dell'anima ( dello spirito); l'uomo, cioè, non è solo corpo materiale, ma è pervaso da una forza che pur facendo parte della persona è dotata di una spiritualità indefinita che lo rende, soprattutto, libero e capace, seppure in parte, di controllare il corpo nelle sue sensazioni. Il marchio Divino, la scintilla estratta da quella "MASSA" di spiritualità incontenibile del DIO -CRISTIANO non può essere offuscata e distrutta dall'uomo che, molto spesso, per motivazioni estremamente difficili o anche per una convenienza non definibile, assurge a super magistro della conoscenza del Cosmo e giunge perfino a negare l'esistenza indistruttìbile dell'anima (dello spirito) e di conseguenza dell'AUTORE della Spiritualità: il DIO -CRISTIANO. Queste infinitesime frazioni di pulviscolo umano, appena appariscenti al cospetto dell'infinita scienza del DIO -CRISTIANO, si aggiudicano tale conoscenza assurda dell'Universo e, quindi, della persona umana, non rendendosi conto della loro microscopica mole, non solo fisica ma, soprattutto, spirituale che vaga nell'infinito e non determina alcunché se non viene sostenuta e protetta da quella "MASSA" di spiritualità: il DIO -CRISTIANO! In una mia pubblicazione "ispirata" si legge, tra l'altro come l'intelligenza di tutti gli scienziati della terra (del presente, del passato e del futuro) non riesce a comporre una parte infinitesima di una sola cellula dell' Intelletto del DIO -CRISTIANO; ed oggi, mi viene “detto" di aggiungere come la umiltà degli uomini di tutti i tempi riesce a comporre una sola cellula della umiltà dell'Intelletto del DIO-CRISTIANO. Paradosso questo, contrastato dalla pochezza spirituale delle menti "celebri" della terra e non condiviso dalla ignoranza dei più che illudendosi di avere accettato il CRISTO, distorcono e falsano il SUO insegnamento e si atteggiano a "maestri" di una teologia tutt'altro che cristiana. Lungo il corso di questa manifestazione scritta intorno alle dottrine o credenze riguardanti l'anima (lo spirito), è stato precisato incisivamente, tra parentesi, come l’anima deve essere intesa come "spirito": Anche nella credenza cristiana, quasi sempre, il concetto dell'anima viene inteso come spirito per la poca disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ da parte dei "tutori" della PAROLA. L'energia dell'anima è profondamente in contrasto con quella dello spirito perché essa pur essendo soggetta a trasformazioni radicali e continue è in antitesi completa con quella dello spirito; infatti è interessata alla materia e nel caso dell'uomo al corpo. Essa trasmigra, dopo la morte corporale dell'uomo, nei diversi aspetti animali,vegetali e minerali della natura. Lo spirito dell'uomo ,invece, pur evolvendosi nel Bene e nel Male conserva sempre la scintilla iniziale che fa capo alla ESSENZA spirituale: al DIO -CRISTIANO. 187 188 Conserva, quindi la libertà, la razionalità, la volontà che sono derivati dalla ESSENZA delle Essenze del CREATORE: il DIO -CRISTIANO. A queste derivanti, l'uomo ha aggiunta la più funesta e distruttrice forza da lui creata: il Male che a volte opacizza la libertà, la volontà e la razionalità di alcuni rendendoli distonici e incapaci di agire fino a quando il distacco della carcassa corporale lascerà libero lo spirito. L'energia spirituale che trova origine nell'Autore dell'Universo dovrebbe evolversi nel Bene assoluto; però , molto spesso, si evolve anche e soprattutto nel male a causa della creazione funesta dell'uomo: il Male. Onde poter comprendere le due tendenze, quella del Bene e quella del male dello spirito, bisognerebbe prendere visione dell'opera "ispirata": la Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male. In essa viene evidenziato come la"libertà " illimitata che il DIO -CRISTIANO concesse all'uomo, insieme alle altre derivanti della spiritualità, condusse il primo uomo e la sua genìa ad insuperbirsi e a cozzare contro i DECRETI DIVINI dell'AUTORE DELL’UNIVERSO. Questa nuova componente "la superbia" formulata e creata dall'uomo lo fece diventare creatore di una nuova "energia" in opposizione continua e costante col BENE assoluto: il Male. La forza del male, creata dall'uomo, comportò il caos nell'Universo ma, anche e soprattutto, nel suo equilibrio fisico, morale e spirituale. Il caos si determinò solo nella nostra galassia che doveva ospitare i ribelli ai CANONI DIVINI e al desiderio del DIO-CRISTIANO; mentre le infinite galassie dell'universo conservano l'equilibrio e lo splendore iniziale a cui, un giorno futuro, tornerà ad unirsi la nostra resa splendente dall'AMORE del CRISTO. La degenerazione della nostra galassia che doveva ospitare l'uomo ribelle e la sua genìa, viene evidenziata formidabilmente in una lirica dell'opra "ispirata": "NU POCHE DE BIBBIE". In quella pubblicazione viene messo in rilievo come il caos che si determinò in essa indusse i "celebri" scienziati, nella loro marginale formazione spirituale, a sostenere che tutto l'Universo sia nato dal "caos". Ed ora richiamandoci all'anima, all'energia evolvente della materia, dobbiamo constatare come nella Reincarnazione, quando si parla di trasmigrazione dell'anima nelle diverse vite, essa dev'essere tenuta in una considerazione accettabile. Onde chiarire questo concetto bisognerebbe tenere in considerazione la fine dell'anima al momento del passaggio dello spirito nella "Iperconscia" (vedi la Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male) La sua energia fin dai primordi dell'umanità, permanendo nelle carcasse corporali mortali dell'uomo soggetta a putrefazione ha dato e dà origine allo evolversi di animali ed insetti. L'anima, durante le origini della morte corporale dell'uomo, a causa delle condizioni ambientali del tempo, diede vita ad animali dagli aspetti stravaganti, non determinabili e di una diversità molto spesso terrificante. L'anima, quindi, dalle origini della vita sul pianeta Terra a tutto il tempo che l'uomo rimarrà su questo pianeta, ha generato e genera animali di una varietà non concepibile e di una infinità caratteriale: dalla ferocia alla debolezza, dall'aspetto pestilenziale a quello mansueto, dai microrganismi ai virus, ai bacilli, etc. Per poter conoscere tanta diversità nei singoli animali, bisognerebbe arrivare a scoprire la componente spirituale dei singoli uomini, dalle origini della loro vita a tutt'oggi, che si è riflettuta e si riflette nel suo involucro materiale (il corpo), attraverso l'anima. Una tale identificazione non sarà mai possibile alla portata dell'uomo della Terra, ma è solo ed esclusivamente attribuita al COLOSSO dell’UNIVERSO e per sua deroga allo spirito degli esseri umani quando si troveranno nella "Iperconscia". 188 189 A noi, oggi, è dato dire solamente che i geni dello spirito del male e del bene, ospitati dai diversi uomini sono stati determinanti ed hanno influito ed incarnato i loro corpi, generando con le loro carcasse animali docili e mansueti oppure pestilenziali e feroci, come pure la ipersensibilità o la iposensibilità in essi. Come dicevo, da questa conoscenza ispirata può desumersi che anche la trasmigrazione delle vite nella Reincarnazione può essere tenuta in profonda considerazione, ma lungi dall'ammettere che lo spirito dell'uomo abbia potuto incarnare diversi personaggi o, addirittura, i diversi animali. A rendere consistente ed a valorizzare la persona umana e ,quindi, il suo spirito è la PAROLA: il CRISTO! GESU’ dà all'uomo l'esatta e giusta dimensione sia nel corpo che nello spirito che altrimenti non può essere, tanto meno accettata. Questo trasmigrare continuo dell'anima dell'uomo nei diversi corpi degli animali e degli insetti, avrà termine quando tutti gli uomini con il loro spirito saranno passati nella "Iperconscia" e, dopo essersi purificati nelle sfere della "Caina" e della "Abelica", sosterranno nella "Nuova Terra" per riprendere il corpo originale, reso perfetto e glorioso dallo spirito dopo il bagno santificante nella sfera ABELICA, creato dal CRISTO al SUO passaggio in ESSA. In quell'istante, tutte le parti che componevano il corpo e che si trovavano nei diversi spazi del pianeta, dagli abissi più profondi degli oceani alle parti abissali del centro terra, saranno attratti dal loro spirito come calamita potentissima che attrae a sé polvere e granuli di ferraglia. La fusione dello spirito col corpo costituirà un'unica identità che non potrà più essere separata, perché consolidatasi al cospetto e con la Donazione Gloriosa del CRISTO! Come per i sostenitori della Reincarnazione, ai quali abbiamo attribuito e riconosciuta una particella di verità alla loro filosofia e alla loro dottrina nella trasmigrazione dell'anima nelle diverse vite; così pure dobbiamo dare un certo riconoscimento ai darwiniani, i quali sostengono che l'uomo sia un derivato della scimmia anche se, effettivamente, è tutto il contrario. Infatti, dalle prime carcasse degli uomini in putrefazione, da come si legge nell'opera "ispirata" :"la Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male", l'anima irrompente diede origine agli scimpanzè, molto simili alla costituzione fisica dei primi uomini catapultati sulla Terra dalla zona "neutra" della Iperconscia. Quindi, quando Darwin ed i suoi sostenitori, si soffermano sulle forme caratteriali e fisiche dell'uomo e dello scimpanzé, non sbagliano sostenendo una certa identità; solo che confusi dalla loro spiritualità contorta ne modificano la derivante. I biologi e i paleontologi ignari, in gran parte della componente spirituale che posseggono e volendo andare oltre la loro conoscenza razionale e parziale dell'Universo e delle sue creature, strafanno apportando storture e devianze profonde intorno alla Creatura prediletta del DIO CRISTIANO. La loro profonda ignoranza a riguardo del CREATORE dell'UNIVERSO, perché ostici ad essere penetrati dallo SPIRITO di VERITA’, li porta a trarre conclusioni avventate che, pur avendone una dimostrazione scientifica e sempre circoscritta ad una conoscenza limitatissima al cospetto di quella ESSENZA della spiritualità incontenibile ed incircoscrivibile di scienza del DIO -CRISTIANO. Comunque il loro sforzo va sempre tenuto in una profonda considerazione, ammirevole da parte degli eletti e dei prescelti, perché sta a confermare e a dimostrare il possesso di quella scintilla di intelligenza regalata loro dal COLOSSO dell’UNIVERSO e, soprattutto, per dare agli eletti ed ai prescelti la possibilità di rendere perenne Gloria ed il "Grazie" eterno a COLUI che pur subendo il vituperio da parte loro continua ad elargire AMORE perché tanto 189 190 può essere utilizzato ,anche e soprattutto, da parte di quanti umili e disponibili si rivolgono a LUI. Nonostante tutto, la loro conoscenza è molto distante da quella concepita e realizzata dagli "eletti" e dai "prescelti", sempre attenti e disponibili allo SPIRITO SANTO. Se la loro scienza fosse stata, parzialmente, illuminata dallo SPIRITO di VERITA’ avrebbero potuto contribuire largamente alla realizzazione di quanto sarebbe giusto penetrare per rendere meno tribolata l'esistenza degli uomini sul pianeta, Se essi si soffermassero a considerare la morte che sovrasta e coinvolge tutti gli uomini, potrebbero comprendere lo sforzo dell'uomo e, particolarmente, il loro in quanto godono i benefici di un dissesto morale , psicologico e fisico di molti uomini, determinato da uno squilibrio di geni positivi e negativi causati dalle nefandezze degli stessi uomini e dovrebbero tendere, quindi, ad equilibrare le condizioni dissestate di tanti esseri umani. A tanto essi sono stati chiamati del DIO -CRISTIANO e a tanto risponderanno quando il loro spirito si troverà traslato nella "Iperconscia" alla presenza della GIUSTIZIA Personificata: il CRISTO! Una considerazione che ci viene da fare in questo momento, è il riferimento a quella situazione drammaticamente ed incredibilmente vissuta dagli ebrei nei lager tedeschi abbiamo citati i lager tedeschi perché sono quelli più vicino a noi e che sono stati divulgati nei particolari dai mass- media. Ma come quelli ce ne sono tanti che si possono ravvisare lungo il corso della storia dell'uomo e, ancor più, oggi che ci fanno rabbrividire dal terrore e che ci portano a considerare di quale portata è il male che dilaga e che alberga nella spiritualità contorta dell'uomo, da lui stesso"creato" e da lui stesso trasmesso a tutte le generazioni. Eppure, osservando i documentari che evidenziano lo stato straziante degli ebrei nei lager, al cospetto di una morte sicura massimamente, nei forni crematori, traspare non soltanto ma si evidenzia sostanzialmente e formidabilmente quella scintilla spirituale avuta in dono dal DIO -CRISTIANO e che coinvolge l'uomo, specialmente, quando si trova di fronte a situazioni umanamente ineccepibili l In quei luoghi l'altruismo e la donazione dei singoli raggiungeva le frontiere più sublimi a cui l'uomo è stato chiamato e che dovrebbe continuamente realizzare. La protezione dell'uno verso l'altro, il donarsi totalmente l'uno all'altro raggiungeva i valori massimi realizzabili e che l'uomo, dovrebbe perennemente evidenziare perché essi saranno continuamente vissuti nella Futura Dimensione e che evidenziano quell'amore indistruttibile che ci è stato regalato. Perché tanta forma di altruismo in quelle circostanze ed in altre simili? E' facile intuirlo! La vicina o la prossima eliminazione di uomini nei forni crematori o attraverso altre inconcepibili sevizie, li rendeva docili e li conduceva ad evidenziare quella parte infinitesima di Bene appartenente a quella "Massa" d'Amore, al DIO -CRISTIANO, da cui lo spirito ha ricevuto in origine. Stoltezza umana, pochezza di spiritualità nascosta, deviazione della ragionevolezza quando tali sentimenti non vengono realizzati quotidianamente. Perché simili sentimenti non si manifestano costantemente, ma solo quando ci si trova in situazioni estremamente drammatiche? Eppure bisognerebbe considerare il pianeta come un vastissimo lager, dove tutti siamo condannati ad una fine, qualunque essa sia, tragica. L'etichetta che dalla nascita marchia l'uomo "condannato a morte" ad opera dello stesso uomo , perché tanto ha meritato con la sua alterigia, con la sua superbia nei confronti del CREATORE, dovrebbe portare tutti gli esseri umani ad una profonda, acuta e sensibile 190 191 meditazione e farli giungere ad una considerazione di effettiva fraternità e, quindi, di donazione reciproca. "Pazzi" sono quelli come me per la razionalità contorta della massa dei sub -uomini, i quali non intravedono una simile realtà dell'uomo e che la si dovrebbe attuare su questo pianeta: Infatti, ciò non è deducibile per la massa degli uomini, perché essi si lasciano prendere solo e molto assai dal benessere, dal piacere terreno, dal potere e dalla sete di gloria anziché dalla possibilità futura di una vita di felicità eterna nella Nuova Dimensione. Se l'uomo riuscisse a penetrare che quanto è avvenuto nei lager tedeschi ed in circostanze simili, cioè la condanna sicura a morte per tutti gli uomini che avviene continuamente sul nostro pianeta e che la differenza è parzialmente visibile e che si concretizza in uno spazio e in un tempo molto ristretti, darebbe inizio a quella felicità eterna e futura a cui l'uomo è stato destinato per AMORE del CRISTO del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO. In tal guisa la purificazione nella "Iperconscia" avverrebbe in tempi assai limitati e si darebbe, stando su questo pianeta, il riconoscimento dell'infinito AMORE del CRISTO che venendo in mezzo a noi, ha reso meno tribolata per molti, la sosta nelle due sfere: la CAINA e l’ABELICA! Purtroppo, bisogna constatare che la realtà nostra è molto lontana dalla concezione Futura, perché l'uomo cerca di stimolare ed accentuare la forza del Male, creata dallo stesso uomo e trasmigrata da generazione in generazione e che gli dà risultati immediati e facili e di una durata, ohimé, assai limitata e fugace. Pertanto, egli ingannato dalla pragmaticità immediata della terra, cerca di sopire e vorrebbe annullare quella forza spirituale che richiede un'analisi equiparata per giungere alla giusta proiezione futura: il GAUDIO ETERNO! Egli, invece, si accontenta di una vaga ed immediata soddisfazione, trascurando e mettendo in crisi quella che è la sua realtà Futura. Traendo queste conclusioni ci si obietterà che non è troppo facile raggiungere tale traguardo se si tiene conto delle condizioni più disparate e detestabili in cui vive molta gente. Quest'ultima aliquota, come pure la gente ricca e potente difficilmente e a volte, impossibilmente, potrà giungere a comprendere, causa le condizioni terrificanti in cui vive la prima e per l'agiatezza smisurata e per il potere acquisito dalla seconda. Pertanto, si giungerà per i primi a conclusioni più esasperate e, quindi, a delitti efferati; mentre per i secondi ad azioni turpi assai più condannabili delle azioni dei primi per la loro egemonica potenza che non tiene conto dei diseredati, degli oppressi e dei perseguitati. Quelli che guazzano nel benessere e nel piacere sconsiderato della terra, più difficilmente potranno comprendere l'esistenza di una felicità eterna, completa e futura perché accecati e resi sordi dal godimento insaziabile che comporta più sevizie a coloro che stentano il vivere su questo pianeta. Tutto quanto sopra menzionato sta a dimostrare che la creatura creata dall'uomo (il male), dopo il rifiuto a soddisfare il desiderio del DIO -CRISTIANO, va prendendo sempre più piede su questo pianeta. Anche gli elementi della nostra Galassia e, particolarmente, del nostro pianeta apporteranno il loro contributo alla distruzione dell'Umanità. Quel "presto" però bisogna identificarlo al momento in cui l'Umanità avrà raggiunto il TEMPO che avrà la metà dei millenni precedenti la venuta del CRISTO sulla Terra ed il tempo seguente che sarà pari a quello precedente. Non bisogna illudersi che la quantità dei millenni che ha preceduto l'Avvento del CRISTO debba essere comparata a tanti millenni successivi all'Avvento. Questo, tempo -medio, andrà computato in base alle nefandezze compiute prima e dopo la venuta del CRISTO su questo pianeta; le prime, pur essendo di una portata assai 191 192 considerevole, non possono essere equiparate a quelle raggiunte nel secolo ventesimo e successivo e che coinvolgono, oggi, quasi tutti i sette miliardi che popolano la terra. Pur sostenendo che siamo ai margini di questa comparazione, a nessuno è dato conoscere il tempo esatto, all'infuori della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Tanto viene ribadito dallo stesso GESU', il Quale pur essendone nella conoscenza perfetta col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO, ebbe ad affermare che neanche il Figlio dell'Altissimo ne avesse consapevolezza. Nell' affermazione del CRISTO viene esplicitato, seppure marginalmente, che tanto sarà concesso all'uomo della Terra, il quale dovrà discernerlo a causa delle infinite ed insopportabili efferatezze commesse dagli esseri detti "umani". I riferimenti del CRISTO circa l'oscuramento del sole e degli astri in genere, dev'essere inteso e rivolto alla cecità dello spirito dell'uomo che coinvolgerà la quasi totalità degli abitanti il pianeta. Una tale cecità e sordità deve attribuirsi, in gran parte, alle professioni cristiane che non danno la possibilità allo SPIRITO di VERITA’ per esserne informati nella pienezza di quanto CRISTO ha detto e ha dato e che continua a dire e a dare, per mezzo degli Eletti e dei Prescelti, a tutta l'Umanità. In particolare, il riferimento va alla comunità ortodossa e, incisivamente, a quella cattolica. Quest'ultima col presunto vicario del CRISTO e con la gerarchia di principi , conti e marchesi ha distorto, in assoluto, l'insegnamento di umiltà profonda ed il mandato di COLUI che ha incarnato totalmente la natura umana con tutte le sue precarietà, con le sue defettibilità e, più ancora, con le sue orrende nefandezze. Nel mentre sto per concludere la pubblicazione sul tema della Reincarnazione, in cui è stato detto di esplicitare la condizione funesta della nostra ultima generazione, lo SPIRITO SANTO mi esorta a trascrivere in alcuni cenni il contenuto "ispirato" di tutte le mie opere. Nel libro " Nu Poche de Bibbie" viene estrapolata la durezza della mia cervice che si estrinseca nella Lirica " E cammine... e cammine". Essa viene resa straordinariamente umana e sensibilmente motivata dall'incontro di una PERSONA inconcepibilmente trasfigurata e sanguinante che conserva poco o niente dell'entità Umana e che trapassa col SUO AMORE infinito ed incontenibile il mio cuore e lo fa tutto SUO. Tanta grazia concessami avviene nonostante le mie innumerevoli carenze e colpe del passato, del presente e, particolarmente, quelle del futuro a LUI già note e tutte perdonate. Altra Lirica, dello stesso Libro, che mi viene suggerito di fare cenno è quella riguardante " A CHIESE de CRISTE". In questa viene evidenziato il mio sgomento e la mia immane sofferenza al cospetto del frazionamento del CORPO di GESU', determinato dalle innumerevoli "professioni" cristiane e da altre comunità aventi denominazioni diversificate e stravaganti. Al tormento innanzi accennato si fa strada lo sgomento unitamente alla mia incredulità nella lirica "Ind'a l'Urte de Getsemani". In quella il CRISTO che si prepara a versare il suo preziosissimo SANGUE per la salvezza di tutti gli uomini, inorridisce al cospetto dell'insegnamento dei falsi profeti che portano agli altari uomini e madonne che oscurano la SUA immensa, infinita, unica, sola ed Eterna Oblazione, deviando le invocazioni della ignorante e sprovveduta gente su entità umane che verranno nel futuro o sono state già salvate e santificate dal CRISTO. Un tale scempio trafigge totalmente lo SPIRITO di GESU’ che dilaniato da altrettante storture Lo portano a trasudare gocce di SANGUE! Altra Lirica che mi si "dice" di menzionare è "A megghie fra tutte i femmene" che mette in risalto in modo unico e strabiliante l'Umiltà e l'Adorazione di Maria verso l'Altissimo, verso 192 193 GESU’ e lo SPIRITO SANTO che La portano a diventare la Prediletta della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Viene anche e, soprattutto, evidenziato come la Madonna conferma nel tempo di tutti i tempi, quanto ebbe a dire ai maitre delle Nozze di Cana, quando Le dissero che il vino era finito, Ella ordinò: "Rivolgetevi a GESU’" e, continuando in tutti i tempi, al nostro in particolare, Ella categoricamente continua a dire: "e...solo e sempre a GESU’!". Questo, è quando la Creatura che ha innamorato la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, in assoluto, infonde in coloro che si dispongono e vengono pervasi dallo SPIRITO di VERITA’; lungi dalle lacrimazioni e dal sangue che, per natura avversa al DIO CRISTIANO, compaiono nei diversi simulacri. Nel secondo Libro dopo il Vangelo " La Dimensione Eterna" viene accennata la negatività assoluta intorno alla blasfemità dell'inferno. In esso non traspare, ma si evidenzia totalmente la infinita MISERICORDIA del DIO CRISTIANO che concede a tutti, sub e non della terra, la futura ed eterna felicità nella "NUOVA TERRA"; anche se per i sub, attraverso una auto - espiazione lunga e durissima nelle sezioni della CAINA, mentre per gli Eletti, i Prescelti e i Disponibili la durata di auto espiazione è assai breve nella sfera ABELICA. In esso vengono evidenziati , in modo categorico, alcune frasi potenziali del CRISTO, in particolare i capisaldi della salvazione totale dell'Umanità: "PADRE , perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno"; "Sono venuto al mondo non per i giusti ( nel caso ve ne siano) ma per i peccatori; "Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me!". Nella prima frase, l'invocazione di GESU’ al PADRE CELESTE, al COLOSSO dell’UNIVERSO, ottiene non solo il perdono dei SUOI crocifissori e dei componenti il Sinedrio che Lo condannarono a morte ma anche e, soprattutto, per coloro che arrogandosi di essere i detentori della "PAROLA", l'hanno distorta e continuano a farlo, rendendo difficile l'immediato accesso nella sfera ABELICA prima a loro e, poi, agli ingenui e sprovveduti proseliti. Nella seconda affermazione, GESU’ dice di volere andare incontro ai peccatori e non già ai giusti, qualora ve ne fossero. Perché ai peccatori? La risposta si evidenzia, per la maggior parte di essi, nella critica situazione in cui si trovano perché aggravata da geni malefici ereditati, da un ambiente avverso alla realizzazione del Bene ed anche e, soprattutto, perché privati della "Verità". Nella terza frase, categorica è la SUA imperatività "Nessuno viene al Padre se non attraverso Me!". In quest'ultima viene esplicitato come la conoscenza del CRISTO, come il possesso del CRISTO, il possesso del SUO AMORE infinito, incontenibile ed indescrivibile è indispensabile per tutti gli uomini della Terra perché devono, su questo pianeta o malaguratamente nella Futura Dimensione, AdorarLo e GlorificarLo in eterno per la conquista della NUOVA TERRA, della Zona PARADISIACA. Pochissimi sono quelli del nostro pianeta che vengono plasmati dalla Sintesi dell'AMORE, dallo SPIRITO di VERITA’ perché essi si rendono disponibili alla SUA penetrazione; mentre i più di questa terra conosceranno ed ameranno necessariamente il CRISTO nella "Iperconscia" quando saranno folgorati e trasformati dal SUO inesprimibile sentimento di AMORE! Anch'essi, quindi, dopo l'auto -purificazione, saranno ammessi nella sfera ABELICA per il bagno santificante dello spirito, creato dal CRISTO al SUO passaggio e, poi, nella NUOVA TERRA! 193 194 Nello stesso Libro , contestando efficacemente l'esistenza dell'inferno e, quindi, la distorta interpretazione del VANGELO da parte di coloro che si autodefiniscono "i chiamati", viene accentuata assiomaticamente la salvezza dell'umanità tutta. Se così non fosse, come sostengono gl'interpreti fallaci del VANGELO, i primi a subirne la condanna eterna sarebbero i più di loro. Altro momento esaltante di quell' Opera è la certezza inconfutabile dell'affermazione che la diabolicità del singolo, coinvolge i molti che hanno contribuito alla sua formazione. Nel terzo Libro dopo il VANGELO, al di là di quanto affermato e sostenuto nella precedente pubblicazione circa la salvazione di tutti gli uomini, viene esaltata in particolare la salvezza di Giuda e del cattivo Ladrone. Viene esplicitato con una chiarezza inaudita come quel Giuda del tempo di GESU’ fosse veramente convinto di trovarsi alla presenza del FIGLIO dell’ALTISSIMO e, come giammai, avesse concepito che GESU’ potesse venire ad essere condannato a morte. Anche incontrastato è l'amore che Giuda provasse per il SUO MAESTRO: prova ne è che la condanna a morte di GESU’ non venne sopportata, tanto meno accettata tanto da condurlo alla esasperazione più spietata ed indefinibile e preferì togliersi la vita. A riguardo di Giuda, nella pubblicazione vengono enumerate le migliaia di schiere di coloro che al pari di Giuda e assai più di Giuda tradirono e, quotidianamente, continuano a tradire GESU’ in maniera vilipende e nessuno di essi può essere equiparato a Giuda, in quanto nessuno viene preso dal rimorso quanto Giuda, tanto da arrivare a mettere fine alla sua esistenza terrena. Nel terzo Libro emerge anche la salvezza del cattivo Ladrone in un'atmosfera celestiale che, per intensità, nulla ha del terreno. Infatti, questi dopo il riverbero rivoltogli dal compagno di sofferenza e le parole sublimi dello stesso si annulla nel proprio "io", vi penetra profondamente, riesamina il percorso peccaminoso della sua vita al cospetto di GESU’, della purezza del FIGLIO dell’ALTISSIMO e, vergognosamente, riconosce le invettive rivoltegli poco prima dal compagno che rispecchiano e demonizzano il comportamento avuto poco innanzi nei riguardi di GESU’. Sicuro, quindi, dell'AMORE infinito del CRISTO e della SUA inconcepibile MISERICORDIA, si rivolge a LUI ed impetra il SUO perdono con una sensibilità che va oltre l'umano. In questa atmosfera celestiale, resa tale dal profondo sentire del cattivo Ladrone, GESU’ viene coinvolto e commosso da tanto pentimento di quella creatura, dimentica quanto aveva subìto prima e riversa il SUO AMORE anche su di lui; e, come innanzi aveva pronunciato nei riguardi del buon Ladrone, riversa anche su di Lui la frase: "Oggi stesso tu vedrai la Gloria del Padre mio!" La sintesi che si evidenzia , in modo strabiliante, nel terzo Libro dopo il VANGELO è la salvezza categorica di tutti gli abitanti del pianeta , dai tempi passati a quelli presenti ed ai futuri. In esso viene etichettato la poca conoscenza o, addirittura, l'assenza dell'AMORE del DIO CRISTIANO negli interpreti fallaci della "Parola" che limitano la salvezza eterna a pochi uomini della terra, denigrando in tal modo la possanza infinita di AMORE del DIO CRISTIANO che si estrinseca nel FIGLIO GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO e nello SPIRITO di VERITA’ SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO. Infatti, quando essi delimitano la salvezza dell'Umanità, riferendola a pochi, deturpano e rendono monco l'AMORE del CRISTO impenetrabile e indescrivibile e la SUA MISERICORDIA irriducibile che pervade ed invade l’UNIVERSO tutto. Ed ora continuiamo a dare un accenno sulle altre mie pubblicazioni a cominciare da "La Realtà Evangelica è l'Unità dei Cristiani" 194 195 Il titolo di questa pubblicazione è la conferma dell'EVANGELO e, quindi un'esortazione continua, sofferta e penetrante a tutte le confessioni cristiane perché abbiano a rendersi conto della negatività del frazionamento del CORPO di CRISTO che comporta miscredenza e azioni perverse intorno alla massa degli uomini. Essa costituisce un invito e nello stesso tempo un motivo sferzante a tutti i credenti in GESU’ CRISTO, particolarmente ai così detti "tutori" della PAROLA, perché abbiano ad abbandonare il loro serpeggiare continuo, sottile ed acuto della "superbia" che si infiltra, a causa loro, nelle diverse comunità trasformando in essi l'Umiltà del CRISTO in un sentire soggettivo e di prevaricazione dell'una sulle altre.. Il monito si fa più accentuato alla comunità ortodossa e ancora di più a quella cattolica. Quest'ultima deve annientare, sopprimere totalmente la velleità di avere la detenzione del primato di Pietro, prima perché è in antitesi completa con la vita e l'insegnamento del CRISTO, ed anche perché e soprattutto, perché CRISTO è sempre presente nella SUA SPIRITUALITA’ con la spiritualità dei "veri" discepoli e continua ad insegnare, tramite lo SPIRITO SANTO, che ha assorbito tutte le sozzure umane per rendere agli uomini che Lo accettano e Lo Glorificano un'auto -purificazione tenue nella sfera ABELICA. Se il presunto vicario del CRISTO volesse detenere il primato di umiltà dovrebbe, quanto meno, disporsi ad essere pervaso dallo SPIRITO di VERITA’ e rinunciare al fasto peccaminoso della sua reggia e dei suoi principi che lo attorniano; dovrebbe privarsi dell'etichetta di "santo padre", abusivamente carpito all'Unico, al Solo "PADRE SANTO", il DIO -CRISTIANO, come acclarato categoricamente dal CRISTO; dovrebbe coprirsi di cilicio e cercare degnamente di percorrere le vie della terra testimoniando nella intierezza quando il CRISTO ha insegnato e continua ad insegnare per mezzo dello SPIRITO SANTO: Nel mentre egli, tutt'ora, continua a denigrare con la sua vita e con un insegnamento in opposizione alla "Parola" la condizione di milioni e milioni di esseri umani che vivono nell'abbandono e nella miseria totale più detestabili. Egli, ancora, dovrebbe insieme ai suoi principi, conti, marchesi e baroni, coprirsi con un saio e con sandali ai piedi, alla maniera di frate Francesco, anziché indossare abiti di un costo non decifrabile, collari ed anelli che costituiscono un vilipendio continuo e costante a quanti brancolano, piccoli e grandi, nei rifiuti dei signori per trovare qualcosa che li sfami. Ancora ed inoltre, dovrebbe privarsi della scorta di guardie svizzere scelte, di polizia speciale e macchine blindate e portare la "Parola" su tutta la terra ed adempiere così all'insegnamento del CRISTO durante l'ultima Cena "Fate questo in memoria di Me!: come Io do la mia vita per voi, così voi dovrete testimoniare la salvezza in Me, con la vostra. Così, forse, perché dipenderebbe anche,in questo caso, dallo spirito che l'avrebbe alimentato e potrebbe aspirare all'immediato accesso nella sfera "Abelica"; nel mentre, nella condizione attuale, avrà da sostare per millenni nelle sezioni della "Caina", insieme alla maggior parte dei suoi uomini di corte che quanto o più di lui sono responsabili di una realtà che è diametralmente opposta a quella vissuta da Pietro, da Paolo, da Francesco e dalle migliaia di migliaia che accettarono ed accettano nella intierezza il CRISTO e sacrificarono e sacrificano la loro esistenza terrena. La CHIESA del CRISTO, proiettata nella zona "Paradisiaca" è costituita da quelli e da quanti hanno dato disponibilità allo SPIRITO SANTO di essere pervasi e si sono donati totalmente al COLOSSO DELL'UNIVERSO e vivono relativamente questa esistenza, sacrificandola per testimoniare nella Sua Unicità, la realtà della "PAROLA"! Su questa donazione, come acari, si alimentano e vivono la comunità cattolica, ortodossa e le altre professioni cristiane. Queste, sfruttando il sacrificio continuo e costante di quei "veri" chiamati, sopravvivendo e distorcendo il vero insegnamento del CRISTO vanno avanti ignari, nella maggior parte, della dura e prolungata auto -espiazione nella Futura Dimensione. 195 196 Mentre Giovanni Paolo II, continuando con i suoi principi a vivere in pompa magna, tutti i giorni, al cospetto di persone ingannate da una falsa visione di quella che è realmente la CHIESA del CRISTO si lascia applaudire, ossequiare, baciucchiare le mani ed invocare col nome di "santità", rendendo grave e disgustosa offesa alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', a Pietro a Paolo e a tutti i Santi santificati dal CRISTO! C'è un vecchio adagio foggiano in cui si recita: "Nu vularJe èssere nèmmanche cammise ind'e panne suje". Nella pubblicazione "Lo Scandalo dei Cristiani" viene menzionato, oltre all'obbrobrio della gerarchia ecclesiastica, anche quella dell'ingiustizia della nostra giustizia umana, attraverso i trent'anni di reclusione scontati da Giuseppe Paglialunga. La corrispondenza intensa avuta con Pino, relegato nelle diverse carceri italiane per delle manchevolezze commesse da lui. Piccoli reati vanno considerati i suoi, direi irrisori, al cospetto di milioni di abusi, prevaricazioni , uccisioni e ladrocinii di ogni genere realizzati da gente che non solo non ha visto il carcere, ma che continua imperterrita a rendere più nefanda la propria vita a danno di gente non protetta e bisognosa del minimo indispensabile alla sopravvivenza. Nella corrispondenza col detenuto, pervasa dall'Amore del CRISTO, risalta la personalità dell'autodidatta e poeta Pino Paglialunga che si lascia penetrare dalla MISERICORDIA e dall'AMORE inestinguibile di GESU’ ed annulla nel SUO Amore quella che doveva essere la sua propria ed unica valvola di scarico: il suicidio! Le sue poesie risentono di un profondo sentimento umano e, più ancora, cristiano. Nella pubblicazione "le Mie Rose ad Una Donna" viene evocata la bellezza e la purezza della "Donna", oramai divenute ancestrali e sostituite o decadute in forme totalmente fisiche e degenerate nel sesso più spregevole ed equiparato, in moltissimi casi, a quello animale. Le sue liriche risentono di una castità morale e, soprattutto, spirituale che ti portano a riscoprire, anche se in forma latente, la procreazione spirituale accennata nella "Dimensione Eterna" e resa più palese nella pubblicazione "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo". In particolare un tale sentire che va al di là della concezione umana, si riscopre nelle Liriche: "Vi prego non la toccate", "Vorrei donarti il...mio Gesù!" e, ancora, in quella de” L’Apoteosi del Creatore”. Nell'Opera "La Eutanasia e la Cremazione" il mio spirito pervaso dall'Amore irresistibile del CRISTO, intravede la Dimensione Futura al di là di questa cortina terrestre. Tutti gli spiriti, privati della carcassa corporale, aleggiano negli spazi Eterei e prendono visione della purezza indescrivibile ed impenetrabile del CRISTO e viene Folgorato dal SUO AMORE! Lo spirito dell'uomo in genere, quindi, rimane scioccato da tanta purezza e tanta bellezza Celestiale e brama l'auto -purificazione delle sue colpe e dei suoi peccati che lo porteranno a scoprire, piano piano, tanta immensità di gaudiosità e di AMORE incircoscrivibile e a dargli la capacità di comporre e rendere il "grazie" eterno, nella NUOVA TERRA, a COLUI che gli consentirà quella Felicità Eterna promessagli dagli inizi della CREAZIONE dell’UNIVERSO. In questa pubblicazione nasce la convinzione intorno alla Eutanasia che viene presa nella dovuta considerazione ed attribuita a quanti si trovano in determinate condizioni e particolari situazioni. Tali condizioni e situazioni si trovano in quanti hanno raggiunto determinati traguardi al cospetto del CRISTO. Nell'Opera "La Eutanasia e la Cremazione”viene, quindi, esplicitato e garantito lo stato che richiede la Eutanasia al cospetto del CRISTO: Anche la Cremazione nasce da una spiritualità pervasa da quella ESSENZA DIVINA, il DIO CRISTIANO, che porta l'uomo a considerare come il suo involucro materiale che ha ospitato la Scintilla Divina , lo spirito, non abbia ad essere nonostante le colpe e le nefandezze 196 197 compiute, consumato e vilipeso da esseri abietti derivanti dalla creazione del Male ad opera dell'uomo. Tale considerazione dovrebbe portare l'uomo, non per tradizione od altro, ma per sua disponibilità allo SPIRITO di VERITA’, alla consumazione rapida della sua carcassa, disponendo così i resti del suo corpo ad essere attratti dallo spirito, quando auto -purificatosi nella sfera "Abelica" e a costituire un tutto unico, spirito e corpo, reso glorioso dall'AMORE inestinguibile ed eterno del CRISTO: un Corpo mai più, in eterno, ad essere corrotto! “L'APOTEOSI del CRISTO nelle mie EPISTOLE" costituisce un'OPERA macroscopica che, all'infuori del VANGELO, non teme alcun confronto al cospetto di tutti gli scritti elaborati e pubblicati nell'arco di tempo della Storia dell'uomo e della sua sosta su questo pianeta. Dietro ispirazione del COLOSSO dell’UNIVERSO è stata da me definita come "La più Grande Opera di Tutti i Tempi". In questa pubblicazione emerge, man mano che la si penetra spiccatamente e Gloriosamente la PERSONA del CRISTO come DIO e come UOMO: l'Unico Vero UOMO! Per poter comprendere la grandiosità e la maestosità, sempre più e infinitamente crescente, del FIGLIO dell’ALTISSIMO, bisogna meditare profondamente e almeno per tre volte, una per una, quelle Epistole. Volendo sintetizzare, non si riesce a causa della SUA indefinita e sempre più crescente portata di Amore e di Gloria costante e continua alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Durante la "ispirazione" che mi viene elargita dallo SPIRITO di VERITA’, la visione di essa mi porta a paragonarla al racconto fatto da "Giuseppe" nell'Antico Testamento. Infatti, come Giuseppe nell'esposizione del suo sogno fatto ai fratelli riguardo ai covoni, vede il suo eretto al centro, mentre quello dei fratelli piegati intorno al suo; così l'Opera "L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole" si erige al disopra di tutte le opere umane, da quella Oraziana "Exige monumentum aere peremnius-Carminum 40, terzo, 30 a quella Dantesca "La Divina Commedia". Nell'Opera "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male" viene evidenziato come l'origine dell'uomo, a differenza di quanto riportato nel Libro Sacro, tramite l'afflato del DIO -CRISTIANO sulla creta (cosa assai strana ed inconcepibile) avviene attraverso un sentire profondo del CREATORE: la SUA IDEA! La constatazione del pupo di creta che riceve la scintilla Divina è fortemente paradossale. Come poteva il DIO –CRISTIANO, di una purezza umanamente impenetrabile e inconcepibile nello SPIRITO e nel CORPO, servirsi del fango per creare un essere a Sé somigliante nello SPIRITO e ad immagine nel CORPO? EGLI lo ideò e lo completò quasi somigliante a SE STESSO! In questo scritto viene anche menzionato come "ideatore e creatore del Male è l'uomo che coinvolto da un sentire perfido "La superbia", si oppose alla Grazia elargitagli dal DIO CRISTIANO, mercé il dono illimitato della Libertà ricevuta e volle diventare, anch'egli, creatore e lo divenne dando origine alla più perfida ed esecranda creazione: il Male! Questa nefasta creazione dell'uomo comportò il "Caos" nell'Universo e, maggiormente, in se stesso e nella sua genìa. Inoltre, viene messo in risalto come l'orrore commesso dai nostri progenitori continua nel tempo, per tutta la durata della vita su questo pianeta, nella sua genìa, noi compresi! Un riferimento particolare è dato alle diverse professioni cristiane che si allontanano sempre più dal "fulcro" Divino, apportando distruzioni morali e mentali nel genere umano che va auto -destinandosi alla distruzione di se stesso. In questa pubblicazione risalta anche la certezza a riguardo degli animali. 197 198 La creazione di questi ultimi, "si dice", non deve essere attribuita al DIO -CRISTIANO, essenza di Purezza e di Beltà nella SUA intierezza, bensì all'uomo prostituitosi e divenuto perfido dopo l'orrore del peccato. Infatti, viene affermato che essi traggono la loro origine dalle carcasse degli uomini in putrefazione: dai mostri primordiali alle perfide specie esistenti sul pianeta, nonché agli animali docili e mansueti. L'anima, forza prorompente, che al momento della liberazione dello spirito, rimane incastrata nei resti mortali delle carcasse e durante la decomposizione di essi si trasferisce in nuove creature, che assumono geni malefici e benefici apportati dall'anima e danno origine alla diversità degli animali feroci, pestiferi e innocui. L'anima che fino al momento del decesso dell'uomo ha convissuto, non sempre, in comunione con lo spirito, consapevole che al distacco dello spirito rimarrà nei resti destinati a putrefazione, agisce in modo tale che la estinzione del corpo avvenga il più tardi possibile. Da questa situazione nasce il senso di consapevolezza di conservazione della vita su questo pianeta e la paura della morte. Però, quando questa condizione viene superata dallo spirito, sia nel bene che nel male, il timore della morte non ha più presa sull'individuo. Il completamento di questa sintesi delle mie pubblicazioni si ha con l'Opera "Il Destino e la sofferenza dell'uomo". E' ovvio ammettere, dopo le esaltazioni e le gloriose premesse del DIO -CRISTIANO, e attribuire l'origine della sofferenza e della spietatezza dell'umanità all'uomo stesso; operatore insaziabile di quella forza distruttrice da lui preordinata, creata ed operata: il Male! Egli, l'uomo che tanta munifica donazione aveva ricevuto dal CREATORE, il Quale lo voleva quasi uguale a SE STESSO volle, con la libertà illimitata ricevuta, raggiungere tale meta senza tenere in alcun conto il desiderio espresso dal COLOSSO dell’UNIVERSO. Il DIO -CRISTIANO aveva affidato a lui il compito di dare agli spiriti puri della zona Divina lo stesso corpo che egli aveva ricevuto dalla munificenza e dalla magnificenza del CREATORE. Omettendo, quindi, non il volere ma il desiderio del DIO -CRISTIANO, l'uomo determinò non solo l'energia malefica in se stesso e nella sua genìa, ma anche negli elementi indefiniti della natura della nostra galassia che, molto spesso, non sopportando tante atrocità da parte dei sub -uomini, si ribellano apportando distruzioni non arrestabili. Viene anche menzionato che tanta perversità e tanto orrore comporta uno squilibrio in tutte le creature mortali, distribuendo inconsciamente diversità e coefficiente di genialità e di demenza.. Ancora viene messo in risalto come agli Eletti , ai Prescelti e ai Disponibili viene elargito, dallo SPIRITO SANTO, quanto non riportato dai quattro Evangelisti, né quanto non detto da Gesù. Altra verità che viene riportata è quella che, molto spesso, una vita fisica forte e salda comporta aspetti assai negativi alla ricchezza spirituale, perché viene coinvolta dai beni e dai piaceri effimeri della terra.. A chiusura della Pubblicazione, riappare formidabilmente chiaro il contrasto delle professioni cristiane al cospetto del CRISTO e soprattutto l'assurda e impenetrabile velleità del "presunto" vicario del CRISTO! Foggia, 6/1/1999 L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole ( il perché del ..."mio" Gesu') 198 199 J'Accusse La più grande Opera di Tutti i Tempi Dedica Dedico quest'Opera agli otto miei figli, perché meditando le singole lettere possano comprendere, al di là delle mie colpe connaturali e circostanziali, quanto intensamente infinito è stato, è , e sarà il rapporto d'amore col "mio" GESU’! L'auspicio che esplode dalle profondità abissali del mio spirito è quello che , anche loro, possano penetrare la comunione col DIO -CRISTIANO ed esserne pervasi, affinché un giorno possano avere facile ingresso nella zona "Paradisiaca"! e.m. E voi...sub della terra meditate profondamente, con intenso dolore, sulla PASSIONE e MORTE del NOSRO SIGNORE GESU’CRISTO per poter comprendere l'immensità immensa del SUO OLOCAUSTO; mentre io, avendolo fatto per diversi lustri, insieme agli Eletti e ai Prescelti, Ringrazio e Glorifico in Eterno il RISORTO! e.m. NOTE BIBLIOGRAFICHE Marchesino Eugenio, nato a Taranto il 26/4/1927. Residente a foggia dal 1934 e, quindi, di adozione foggiana. Insegnante elementare: ha svolto la sua attività di docente per otto lustri, di cui sei presso la Scuola Elementare "G. Pascoli" di Foggia con le attribuzioni di vicario per quindici anni. Autodidatta, ha dato alla Stampa le seguenti pubblicazioni: "La Realtà Evangelica è l'Unità dei Cristiani" "Nu' Poche de Bibbie" "Lo Scandalo dei Cristiani" "Le mie Rose ad una Donna" "La Eutanasia e la Cremazione" "La Dimensione Eterna" "Il Terzo Libro dopo il Vangelo" "L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole" (prima parte) "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male" "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo" " La Reincarnazione o Metempsicosi" "Il Pentateuco Cristiano" "Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in Gesù Cristo" “L’Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole” ( seconda parte) "Il Concetto di Gente e il dopo- morte" Ha inviato 16.000.000 (sedicimilioni) di lire ai bambini del Terzo Mondo, ricavate dalle offerte fatte ai suoi libri. Introduzione all'Apoteosi del CRISTO “nelle mie Epistole” 199 200 Introdurre il presente volume compete solo all'autore, non essendo o meglio non avendo noi mai avuto la conoscenza di persona che possa attendere a recensire il contenuto "teologico ed ispirato" delle Epistole che compongono la pubblicazione. Come già menzionato nel Terzo Libro dopo il Vangelo, a tutt'oggi, non ci è stata data la possibilità di incontrare uno dei 5.000-000 di "Prescelti", tanto meno uno dei 5000 degli Eletti" ospitati, attualmente, dal pianeta Terra. Pertanto, chiedendo aiuto allo SPIRITO d’AMORE, il commento di questa OPERA sarà espletato da noi disponibili ad essere pervasi dalla "Parola". Il pregio di queste Epistole raggruppate in questo annuncio ha la finalità di mettere in risalto una parte infinitesimale della Munificenza e della Magnificenza del CRISTO, nonché l'iter da noi percorso nei moltissimi anni per poter raggiungere un traguardo che risente di una conquista concessa solo ai pochi che, nel tempo, si sono resi disponibili all'apertura dello SPIRITO SANTO, attraverso il PADRE CELESTE e il FIGLIO, CRISTO GESU’, fino a meritarne la "Rivelazione" manifesta nei tre Libri dopo il VANGELO. Le nostre tappe conseguite risentono, man mano che si procede, di una sempre costante e più sentita disponibilità allo SPIRITO di VERITA’. Penetrando costantemente, attraverso una lettura meditata, le singole parole contenute in ognuna delle lettere ci si accorge di come la conoscenza ed il possesso del CRISTO diventano, sempre più, rivelati fino a raggiungere la certezza di essere in comunione con LUI! Anche se parva e contenuta si estrinseca la proiezione del CRISTO perché la SUA, potenzialità; umanamente, non è possibile evidenziare in modo “assoluto” ma solo in parte perché essendo noi assai carenti, rispetto alla Perfezione, straordinaria si riassume la Persona dell'UOMO -DIO. Le Epistole seguono un ordine cronologico sia nel tempo, sia nella parva penetrazione del FIGLIO dell'UOMO e mettono in risalto come siano state sviscerate dopo una patita, continua e profonda meditazione sostenuta dalla ispirazione del VERBO, nonché da una sofferenza derivata da una poca o scarsissima conoscenza del CRISTO, in particolare, da parte di quanti si dicono cattolici e cristiani. Ciò che ha reso ancora più spietata la nostra angoscia è stata ed è la mancata conoscenza del CRISTO da parte di molti "maestri" del VERBO. Questi ultimi, siano essi cattolici, ortodossi o appartenenti ad altre professioni cristiane, molto spesso allontanano dal Fulcro della Vita, dal CRISTO, quanti vanno in cerca di un'ancora di salvezza, di un sostegno che possa arrecare linimento e ,nello stesso tempo, un incitamento che li immetta sulla strada che conduce alla VERITA'. Al contrario, l'urto che questi subiscono è quello di rimanere terrorizzati dalle prediche e dalle oratorie dei noti "maestri" che hanno come epilogo la condanna eterna del peccatore. Il sub -uomo della terra, ad eccezione di qualche Eletto o qualche Prescelto, non può raggiungere quella perfezione "umana" richiesta dai "dotti" della PAROLA, i quali esigono dagli altri una irreprensibilità completa mentre loro, carenti più di quelli, non s'avvedono delle loro numerose meschinità, evidenziando così quanto è riportato nel VANGELO: "Essi, scaltramente, notano la pagliuzza nell'occhio altrui, ignorando la trave che offusca quasi del tutto la loro vista!". "Siate misericordiosi, se aspirate a trovare misericordia". E' anche vero che la loro informazione a riguardo del DIO -CRISTIANO è assai carente, perché poco disponibili alla penetrazione dello SPIRITO SANTO. Ciò li porta ad asserire che la conoscenza del DIO -CRISTIANO, nonostante l'affermazione categorica del CRISTO: "Chi vede Me vede il Padre Mio", è impenetrabile e la definiscono "mistero". 200 201 Essi, però, non sono scusabili ma da condannare in quanto, carenti nella conoscenza del PADRE CELESTE, esigono una perfettibilità nei sub che non è possibile riscontrare, tanto meno da aspirarci. Gli errori di questi "maestri" che, con superbo atteggiamento, declamano la condanna eterna del sub senza tenere in gran conto che, anche se non eterna, essa si riversa su di loro e noi la ravvisiamo ancora più intensamente, perché con l'adorazione più profonda del CRISTO abbiamo inviato loro molte delle Epistole contenute in questo Libro. Nelle lettere non abbiamo fatto altro che esaltare, nella maniera che più si addice ad uomini illuminati l 'AMORE, la MISERICORDIA, la GIUSTIZIA e l'Oblazione del DIO CRISTIANO per la salvezza di tutti gli uomini. In esse è stato accentrato nel CRISTO e solo nel CRISTO ogni potere di salvezza, ogni sottomissione, ogni adorazione, ogni bene e ogni donazione. Queste Epistole anziché avere un riscontro di accettazione e di solidale esaltazione, sono state ignorate perché costituiscono una condanna per loro che, volutamente e con una spregiudicata ignavia, non sanno penetrare l'Essenza del CRISTO e la gestiscono falsamente solo per i loro interessi, eccezione fatta per pochi: gli eletti, i prescelti e i disponibili. Un aspetto così cinico, nel mentre lo si tiene in una dovuta considerazione per i laici, seppure negativa, ci porta a rilevare quanto meschini appaiono i cosi detti "dottori" della legge farisaica. A noi tanto squallore e tanto svilimento comporta, sì, sofferenza ma nello stesso tempo anche la certezza che nel prossimo Futuro dovranno, indispensabilmente, per quanto ci viene "detto" e attraverso una bramosia di auto purificazione, giungere a comprendere che la loro cecità e sordità alle nostre insistenti sollecitazioni erano causate da una superbia senza limiti. Essi, pregni della loro tradizione non tengono in alcun conto la naturale peccaminosità dei "sub" che è di gran lunga inferiore alla loro e si atteggiano a super - magistri, andando così incontro ad una futura auto - espiazione assai dura e prolungata nelle sezioni della "Caina". Mentre a noi, carenti come siamo, tramite lo SPIRITO di VERITA’, ci è stata data la possibilità di discernere la " colpa" dal "peccato" e ci viene spianata la strada tracciata dal CRISTO che ci darà l'accesso nella sfera "Abelica" per il bagno purificatore dello spirito e, quindi, l'accesso nella zona "Paradisiaca" in tempi più o meno ristretti. Il valore inestimabile ed incommensurabile di questo Libro, oltre che a rendere con immediatezza l'umana conoscenza del CRISTO, porterà i più disponibili alla di LUI accettazione e glorificazione e, quindi, a rientrare nella cerchia di coloro che pur stando su questo pianeta vivono in miniatura la dimensione Futura, che darà loro il facile ingresso nella zona "Paradisiaca". Un dato che bisogna mettere in evidenza marcata e che rende ancora più prezioso il valore del Libro, è la spesa esosa da noi sostenuta per le centinaia e centinaia di raccomandate inviate ai maggiori responsabili dell'odierna catastrofe morale e spirituale che porterà, quanto prima, i sub della Terra ad auto -distruggersi. 24 gennaio 1995- Giorno del SIGNORE GESU’ e.m. PROSIEGUO Dopo avere provveduto, con accurata sollecitudine, alla elencazione cronologica delle Epistole ci viene spontaneo ribadire, in sintesi, le nostre lacerazioni morali e spirituali che si evidenziano man mano nella meditazione delle singole lettere, elaborate negli otto lustri in comunione con GESU’ 201 202 Esse rispecchiano, sia pure in miniatura, quelle del CRISTO per la Unità dei cosidetti "cristiani". Infatti, GESU’ nel Getsemani, allorquando per la SUA estraneazione profetica, rimase prostrato moralmente nel constatare il frazionamento terrificante della SUA CHIESA, sgomento ebbe a pronunciare : "Padre non la Mia , ma la Tua Volontà sia fatta"! Lo sfacelo del SUO CORPO da parte delle comunità cristiane (nessuna esclusa), dominate da un sentimento di superbia Lo fece sudare gocce di SANGUE, perché vedeva la catastrofe finale dell'umanità. Più volte nelle lettere inviate ai papi, alla corte cardinalizia nonché a prelati di una certa portata, c'è stata una martoriata e sentita esortazione all'Unità dei Cristiani; ma essi ciechi e sordi e, più ancora, diffidenti alla "Rivelazione" di molti, dall'Apostolo Paolo fino a questa sparuta cellula del CORPO di CRISTO, hanno tenuto nello scredito tali incitazioni Tra l'altro veniva detto: "Si svegli Giovanni Paolo II dal suo torpore e da quello di quindici secoli di papato e si adoperi per la riedificazione del CORPO di CRISTO, della SUA CHIESA”. "Non s'illuda Giovanni Paolo II che la presenza di moltitudini al suo cospetto possa consentirgli il facile ingresso nella sfera "Abelica". Tutt'altro, se per alcuni dei presenti, disponibili alla "Parola", tramite lo SPIRITO SANTO, tali incontri siano di valido sostegno, per il papa e per i suoi sudditi l'accesso alla sfera "Abelica" sarà di una durata molto prolungata nel tempo. E' ovvio che tra i suoi sudditi c'è una sparuta aliquota, disponibile allo SPIRITO di VERITA’, che avrà facile ingresso in quella Sfera. Sembra che dopo 17 anni di papato, il torpore di Giovanni Paolo II abbia subito uno scossone tanto che, poco tempo addietro, ha emanato una enciclica sullo Ecumenismo. Comunque, resta di fatto che le sue verità infondate, manipolate dai suoi valenti principi costituiscono, sempre di più, la certezza di un soggiorno molto prolungato nelle sezioni della "Caina". Tra le molte aberrazioni da lui promulgate ne citiamo una che sta a significare la di lui incroncruenza con la PAROLA: quella cioé del suo primo incontro con i rabbini degli ebrei nella sinagoga di questi ultimi. In quella circostanza Giovanni Paolo II, ebbe ad appellare gli ebrei come "fratelli maggiori" Quale obbrobrio al cospetto del CRISTO? Se la figliolanza al PADRE CELESTE c'è stata data dall'accettazione, tramite la SPIRITO di VERITA’, da GESU’ Quale FIGLIO UNIGENITO dell’ALTISSIMO, come può essere possibile che gli ebrei disconoscitori del MESSIA e crocifissori dello STESSO, possano essere ritenuti fratelli in CRISTO e per giunta "maggiori?". Come questo paradosso ve ne sono a migliaia che non conviene enumerare perché, una tale elencazione, porterebbe questa pubblicazione ad essere duplicata o triplicata. A fondamento di quanto sopra esposto, dobbiamo affermare che, quanto prima, il papa e tutta la elìte che lo circonda avranno nella "Iperconscia" una limpida visione delle Verità da noi enunciate. 29 agosto 1995 Giorno del SIGNORE GESU’. e.m. Foggia, 23 settembre 1970 lettera a frate Mariano 202 203 Ti ho sentito parlare ieri sera nella chiesa dell'Immacolata di Foggia ed ho apprezzato la tua oratoria, la facilità di parola con cui ti esprimi. Doti eccellenti che già conoscevo per averti seguito qualche volta in televisione e, pertanto, rendiamo grazie al DIO -CRISTIANO insieme. Non ti nascondo che mi aspettavo qualcosa di nuovo e speravo di porti dei quesiti, qualora ce ne fosse stata la possibilità. Io, lo ripeto, sono poco preparato culturalmente: già quando ti scrissi la prima volta, qualche anno fa, parlandoti sulla inconcepibilità della scissione tra i cristiani, ebbi a dirti di non essere uno studioso, un conoscitore profondo delle scienze come tanti "saggi" della terra. Però, non ti nascondo (mi perdoni l'IDDIO cristiano se pecco di presunzione) che come figlio del PADRE CELESTE mi cimento a conoscerLo attraverso la lettura e la meditazione del VANGELO Il quesito basilare che avrei dovuto porti è il seguente: "Parlare di divorzio ad un uditorio denominato "cristiano", non ti sembra che sia un assurdo, un controsenso? E qui non ci voglio io a dirti il perché. Lo stesso interrogativo l'avrei voluto rivolgere all'assemblea dei presenti e, se mi fosse stato possibile, a tutto il popolo italiano che, vantandosi di essere un popolo cristiano cattolico, da anni non fa che parlare di divorzio. Come può un cristiano, un seguace di GESU’ CRISTO, parlare di divorzio quando il DIVIN MAESTRO lo vieta? E così, come parla di divorzio il "moderno" cristiano nega anche l'esistenza di DIO. Infatti, molti battezzati in Italia dicono di essere atei, inoltre offendono il nome SACRATISSIMO del DIO -CRISTIANO, addirittura con la bestemmia che, a mio avviso, è l'offesa più grande perché offende direttamente il PADRE CELESTE; ancora condanna o sevizia i propri genitori. Al richiamo che faccio a qualcuno, ricordandogli che è un battezzato, mi risponde: "Io ero incosciente quando mi è stato amministrato il sacramento del battesimo"! Non parliamo poi delle lordure pornografiche che vengono realizzate e redatte da giornali diretti da "cristiani" Non soffermiamoci sui films di una oscenità indescrivibile e diretti da registi "cristiani" e che tu conosci meglio di me. Ora mi domando e ti domando se tutto ciò non sia un obbrobrio, un'offesa gravissima a CRISTO e, quindi, al DIO -CRISTIANO? E mai possibile che uomini aventi simiglianze di belve fameliche debbano portare, seppure forzatamente, il nome di cristiani? Questo nome, penso, si debba attribuire ai primi martiri e a quanti non si sacrificano per se stessi, per il proprio interesse e per il prossimo interessato. Mi riferisco, quindi, a quei due casi da te citati nell'oratoria di ieri sera e, precisamente, all'omino che per vent'anni si è sacrificato a portare il cibo alla moglie ammalata; e, ancora, alla donna che si era dedicata alla riabilitazione del marito che aveva ucciso la madre. Casi unici direi, ma discutibili. Infatti, sono atti eroici che nessuno può disconoscerli, ma preciso: se quell'atto è stato compiuto per se stessi, ossia per soddisfare un sentimento profondo soggettivo, senza tenere in alcun conto il dono del DIO -CRISTIANO, resta solo e semplicemente un atto eroico limitato a quella persona. Quindi, è discutibile l'avere tu ammesso la tua picciolezza nei confronti dell'omino. Se invece quel sacrificio è stato compiuto con il fine di ringraziare prima il PADRE CELESTE nel compiere il bene, allora esso può raggiungere proporzioni gigantesche, tanto da immettersi sulla strada della santità. Dico questo perche ieri sera hai detto, giustamente: "L'uomo è stato creato per amare" 203 204 Però, non basta dire "per amare", ma bisogna dire per amare prima il DIO -CRISTIANO, dal Quale è stato prima amato. Molto spesso o quasi sempre, l'uomo avvalendosi di questo grande dono di amore se ne serve come vuole e, spesso, lo limita alle sole creature Milioni di casi si sacrificano giornalmente, uno recentissimo: "Una madre che muore per allattare la sua creatura" Agli occhi degli uomini è un atto sublime: può apparire tale agli occhi del DIO -CRISTIANO? Non sta a noi giudicare, è vero, però ci è dato di soffermarci e chiederci. "Quella mamma lo ha fatto per se stessa o per la sua creatura?". Premesso assiomaticamente che il sentimento di amore dev'essere, indispensabilmente, rivolto in assoluto al DIO -CRISTIANO e solo per LUI giungere all'estremo sacrificio; può avere valore agli occhi del DIO -CRISTIANO quando è rivolto ad una semplice creatura oppure è, addirittura, condannabile? Umanamente parlando, quello e milioni di casi sono estremamente encomiabili, ma lo sono al cospetto del DIO -CRISTIANO? Se l'uomo sfrutta un sentimento esclusivo del DIO -CRISTIANO, l'AMORE, limitandolo alle sole creature senza ringraziare l'AUTORE di quel sentimento credo, che pur amando, offende il DIO - CRISTIANO! Al contrario se si serve di quel sentimento per amare il DIO -CRISTIANO, anche attraverso le SUE creature, allora si che santifica quel sentire e se stesso! Ancora un punto da chiarire: Se è vero, come io credo e come l'esperienza insegna, che l'ambiente contribuisce largamente ed intensamente sulla formazione dell'uomo, desidero da te essere illuminato circa un'affermazione fatta, anche ieri sera: "La gioventù di oggi è migliore di quella del passato" Come possono i giovani di oggi, che vivono circondati da un ambiente di corruzione e di perversione di gran lunga superiore a quello dei tempi passati, essere migliori? Anche se "io" sia stato una eccezione ,in senso negativo., la massa dei giovani era molto brava. Caro fratello Mariano, scusami se ti avrò tediato col mio pensiero, però questa volta, desidero che tu mi risponda e non ti limiti, come la scorsa volta, a mandarmi degli opuscoletti. Il mio scritto non sarà, forse, corretto e abbastanza chiaro per esprimerti il mio pensiero, ma tu che sei tanto colto e bravo riuscirai ad interpretare il mio concetto e ad inviarmi un tuo scritto con i tuoi rilievi. Comprendo che hai molto da lavorare, ma anche la mia richiesta fa parte del tuo lavoro. Ti prego di scusarmi se questa volta ti ho dato del "tu", ma in virtù della concessione fattaci dal PADRE CELESTE, tramite GESU’ e lo SPIRITO SANTO, che desidera da noi il "Tu", ho pensato bene che questo sia il pronome più adatto, in quanto sei mio fratello in CRISTO. Ti porgo un affettuoso e sentito abbraccio in GESU’! Tuo fratello Eugenio PASQUA 1973 Ai fratelli di tutte le confessioni cristiane della Terra Fratelli, in questi giorni più che in altri siamo portati alla lettura e alla meditazione di alcune particolari pagine del VANGELO, per poter penetrare e rivivere con gli Apostoli i momenti più 1intimi, più accorati, più santi che sono quelli dell'Addio terreno di GESU’ agli Apostoli e, quindi, a noi tutti che diciamo di credere in CRISTO GESU'! Noi con essi cerchiamo di essere vicini a GESU’, perché con essi possiamo cogliere, fissare, detenere l'essenza del SUO insegnamento e trasmetterlo agli altri affinchè Lo conoscano. 204 205 Martedì sera, meditando nella sala dei fratelli "Testimoni di Geova", giovedì sera alle ore 18 meditando con i fratelli "Protestanti" davanti al televisore; la sera dello stesso giovedì, alle ore 23, meditando con i fratelli "Cattolici", ho colto e sviscerato il momento più grave e più solenne dell'Ultima CENA di GESU’ con noi, suoi discepoli, nel Nuovo Comandamento di LUI: "Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi...in questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni verso gli altri... se mi amate osserverete il mio Comandamento!". "Se osserverete i Miei Comandamenti, persevererete nel Mio Amore; come Io ho osservato i Comandamenti del PADRE Mio e rimango nel SUO Amore!". "Questo vi Comando: di amarvi scambievolmente!". "Né soltanto per questi prego, ma prego anche per quelli che crederanno in Me per la loro Parola; affinché siano tutti una sola cosa come Tu, o PADRE, sei in Me ed Io in Te; che siano anch'essi una sola cosa in Noi, affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato". "Io in essi e Tu in Me, affinché siano perfetti nell'Unità ed il mondo creda che Tu Mi hai mandato e li hai amato, come hai amato Me!". Io penso che come me, tanti altri cristiani si siano soffermati a meditare su queste ultime parole del NOSTRO SALVATORE, sul SUO TESTAMENTO che deve essere realizzato perché possiamo chiamarci cristiani e, quindi, SUOI eredi. Egli, quindi, prima di salire il CALVARIO ci Comanda, non ci esorta, di amarci scambievolmente; EGLI prima di soffrire e di darsi tutto in OLOCAUSTO al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO con tutte le nostre sozzure, ci ammonisce che la conversione del mondo è subordinata alla nostra perfetta UNITA’! Se noi che ci diciamo cristiani, continuiamo ad essere divisi non solo non potremo testimoniare il CRISTO perché saremmo degli ipocriti, ma con la nostra scissione smentiremmo la veridicità del VERBO del DIO -CRISTIANO. Sentiamoci tutti colpevoli!!! Colpevoli più di quei soldati che sotto la CROCE non si divisero la tunica di GESU’ ma che, pur essendo increduli, ebbero rispetto di Essa e la tirarono a sorte per conservarne il ricordo; mentre noi che ci arroghiamo di credere in LUI, non solo, ma addirittura di essere SUOI discepoli dilaniamo, oltraggiamo e distruggiamo il SUO grande Patrimonio: l'AMORE! Fratelli, esorto me per primo e tutti voi a penetrare profondamente ed insieme le ultime parole di GESU’, del nostro DIO -CRISTIANO, che tanto ci ha amato nel PADRE CELESTE e nello SPIRITO SANTO, sino all'estremo SACRIFICIO: cerchiamo di riunire l'eredità che EGLI ci ha lasciato e che abbiamo spappolata! Rinunciamo alla nostra presunzione umana che è la causa di queste orrende divisioni ed insieme annulliamoci nel CRISTO per ricambiare in minima parte, la SUA totale Donazione per la salvezza del mondo e contribuire con la nostra UNITA' all'Avvento del Regno del DIO CRISTIANO. A tutti un Abbraccio fraterno in GESU’! Eugenio marchesino Lettera a M. Antonietta Zaccagnino- Testimone di Geova Foggia, 5/2/974 Gentile sig,na Zaccagnino, ho ricevuto e tanto gradito la sua lettera, perché essa ha giustificato e reso palese il motivo per cui non abbiamo avuto la possibilità di incontrarci ancora e, perché era giusto, che le formulassi gli auguri più sentiti per la sua sistemazione nelle Poste. 205 206 Spero che a Torino si trovi bene, anzi ne sono certo perché una credente, come penso sia lei, troverà sempre ed ovunque il sostegno del DIO -CRISTIANO, Nostro CREATORE e PADRE. Anch'io ricordo con piacere la conversazione religiosa tenuta in casa mia e, anche, se non eravamo d'accordo sui diversi argomenti, come giustamente lei mi ha ribadito, io notai in quella circostanza che avevamo in comune una cosa fondamentalmente essenziale alla nostra discussione: la Fede. Le nostre tesi, anche se apparentemente contrastanti, si fondevano nella fede viva e sentita che ci animava sempre più durante la conversazione, nella quale ognuno cercava non di convincere l'altro delle proprie idee, bensì dimostrare che tanta vitalità verbale scaturiva da un modo unico di sentire. Quanto premesso mi aveva indotto ad invitarla nuovamente a casa, onde continuare a discutere e trovare certamente il punto d'incontro comune, il CRISTO, se la nostra fede era quella da me intuita: viva e genuina. Comunque la nostra conversazione continua nell'unità di fede, in quanto ognuno di noi, ovunque si troverà, continuerà a testimoniare l'AMORE di GEOVA , del DIO- CRISTIANO, che si fonde e si estrinseca nel CRISTO e nello SPIRITO SANTO. Io per confermare il mio pensiero religioso nonché cristiano, le ripeto, mi sento vicino a tutti i credenti in CRISTO: siano essi Testimoni di Geova, Protestanti, Cattolici o Mormoni.; perché credo, anzi sono certo, che la CHIESA di GESU' sia formata da cellule delle singole comunità, anche se la presunzione gerarchica ed interpretativa delle SCRITTURE, voluta da alcuni "presuntuosi" dottori che pensano di vivere nel CRISTO, li tengono apparentemente divisi. Io, perché fermamente convinto che questo lottarsi fra credenti è meramente negativo ed ostacola la realizzazione del REGNO del DIO -CRISTIANO, anche, su questa Terra, continuerò ad affermare accanitamente che nessuna "professione" cosi detta cristiana, non interpreta e, quindi, non cerca di realizzare la Volontà di GEOVA, del DIO -CRISTIANO. Quest'ultima potrà sostanzialmente manifestarsi quando i "veri" credenti in CRISTO e non gli ipocriti, avranno ottemperato al Comandamento d’AMORE del CRISTO: " Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi". Riguardo alla prossima fine del mondo, gentile signorina, sono alquanto scettico anche perché ho considerato che gli avvenimenti della storia dell'umanità da lei dettagliatamente citati, sono in parte gli avvenimenti della storia dell'umanità. I segni che accompagneranno gli ultimi giorni della Terra saranno ben altri che troveranno asilo nella cecità e nella sordità dei cosi detti credenti. Comunque ciò è palese solo a GEOVA, al DIO -CRISTIANO, a noi non è concesso saperlo, ma c'è dato di essere guardinghi: Nel ripeterle di avere grandemente gradito il suo scritto, la ringrazio e le auguro una sempre più crescente conoscenza di GEOVA, attraverso GESU’. Ricambio con pari intensità i suoi cordiali saluti da estendere alla sua comunità. Eugenio Marchesino , Lettera a Marco Bisceglia Foggia 2 aprile 1974 Caro Marco, ho seguito ieri sera la tua conferenza sul "Cristianesimo del Sud" e devo dirti che ho accettato in parte il tuo discorso, come pure ho trovato negativo altra parte di esso. Sono con te quando dici che il DIO -CRISTIANO, lungo il corso degli eventi storici, ha sempre dimostrato di avere voluto liberare il popolo Ebreo dalla schiavitù, e che GESU’ ha 206 207 compendiato questo sacro diritto, la libertà, dell'uomo in genere e volendogliela restituire, come in origine, ha dato la SUA preziosissima VITA. EGLI, oltre tutto ha voluto rivalorizzare la libertà dell'uomo, ha voluto riportarlo alla conoscenza perfetta della sua libera origine, quindi ha portato una vera e propria rivoluzione nel mondo. Bisogna però rilevare che essa è stata una rivoluzione di pensiero, di sentimenti: una rivoluzione pacifica che, secondo me, si può realizzare informando e plasmando la gente nella coscienza secondo il principio Evangelico, cioè in quel sentimento di Amore che conquista sconvolgendo la profondità dello spirito umano. Non sono d'accordo con te quando parli di parallelismo tra Maxismo e Cristianesimo in quanto, secondo la mia umile e povera preparazione , essi sono agli antipodi anche se, apparentemente, sembra che abbiano lo stesso fine, cioè: la uguaglianza e la socializzazione del genere umano. Il fine potrebbe essere accettato come tale, ma i mezzi a disposizione dall'uno e dall'altro sono completamente in antitesi: l'uno si basa sulla violenza, sulla forza, sulla limitazione del pensiero e dell'azione per raggiungere il suo scopo; mentre l'altro, invece, ha a disposizione l'umiltà, la donazione, l'annientamento di se stesso per la valorizzazione del suo simile. Inoltre il maxista vuole il sangue del suo simile per giungere alla realizzazione effimera, incostante della realtà, pronta a lasciarsi sostituire facilmente; mentre il cristiano, il vero eroe, dà il suo sangue per realizzare lo stesso momento del genere umano: momento che sicuramente resta in eterno. Non dubito minimamente sulla tua sincera presa di coscienza; tu parli così perché senti la problematica del genere umano, come d'altronde la sente ogni vero credente che cerca, si sforza di realizzare l'insegnamento dell'unico MAESTRO, il CRISTO! Però, secondo me, non è giusto il tuo discorso impostato in quel modo e, per giunta, diretto ad un uditorio costituito, in prevalenza da giovani, ai quali, con tutta la riverenza e la stima che si deve avere, è da attribuire una carenza profonda della conoscenza biblica e, quindi, del CRISTO Pertanto, il tuo discorso pur avendo, credo, degli aspetti positivi può essere inteso nella maniera forte che non potrà farti raggiungere l'obiettivo che ti prefiggi. Ti prego di scusarmi se sono stato carente e poco felice nella esposizione perché tanto ho scritto, perché voglio tanto bene al “mio” GESU’. T'abbraccio fraternamente. Eugenio Marchesino Lettera a Pino Rossi Foggia, 23 novembre 1974 Caro Pino, scusami se con un po' di ritardo mi accingo ad inviarti l'opuscoletto richiestomi, ma tu già sai come la famiglia assorbe e, spesso, non si può assolvere ai propri doveri per mancanza di tempo. Come promessoti le lettere e le cartoline che giungono giornalmente, come pioggia copiosa, vengono tutte consegnate ed anche con una certa sollecitudine. Non ti nascondo la mia meraviglia per l'enorme e considerevole corrispondenza epistolare e, mi chiedo:” Come si possa essere così prolissi?". La risposta non tarda a farsi sentire dal profondo dell'intimo umano e, quindi, dissipa la meraviglia istintiva. La risposta è una e per tutti: la solitudine e la ricerca del bene e della felicità spesso rendono l'uomo filosofo, scrittore e poeta. 207 208 Questa forza prorompente che il DIO -CRISTIANO ha posto in ognuno di noi ci stimola a cercare...a cercare, a trovare... a trovare, e quando si rimane delusi di nuovo a cercare... a cercare quella felicità irraggiungibile perché basata su cose ed affetti effimeri! A tale riguardo potrai dare uno sguardo approfondito alla pagina 23 del mio opuscoletto e renderti conto di quanto vana o fugace sia la ricerca da parte dell'uomo per il raggiungimento della felicità proveniente dagli affetti e dalle cose del mondo. L'uomo è stato creato per vivere: vivere è sinonimo di felicità e non già di sofferenza e di tormento però, egli deve sapere cercare e trovare la giusta strada che lo possa portare al raggiungimento di quanto egli desidera, di quanto possa dargli la certezza di vivere e vivere per sempre e felicemente. Questa ricerca non è facile come può sembrare all'uomo che si accinge alla ricerca, perché quand'egli la raggiunge facilmente allora è fuori strada; egli se ne accorge subito e subito intraprende altra via e, ancora, altre vie; ma tutte sembrano avvilirlo, deluderlo, schernirlo e non di rado, lo portano alla esasperazione. Tutto ciò è dovuto al fatto che si è cercato, sì, ma non si è saputo cercare: l'uomo non può trovare su questa terra nessuna cosa materiale o sentimentale che possa in assoluto appagarlo, soddisfarlo, perché anche quando ha conquistato il mondo nella sua ricchezza e nel suo piacere, si accorge prima o poi che deve lasciare, deve abbandonare il tutto che apparentemente e illusoriamente sembrava essere suo; per cui quanto più possiede su questa terra tanto più grande sarà la sua infelicità nel momento che si sentirà costretto ad abbandonare tutto. Questa è la risultante giusta e santa di una ricerca sbagliata, perché il DIO -CRISTIANO nel SUO eterno disegno ha voluto preparare l'uomo ad una felicità duratura, attraverso l'insegnamento e la vita del SUO Amatissimo Figliuolo, CRISTO GESU’! Per cui l'uomo fino a quando non avrà intrapreso la strada del CRISTO che lo immetterà, attraverso lo SPIRITO SANTO, sul sentiero del DIO -CRISTIANO, sarà sempre in continuo tormento. Caro Pino, questa è la realtà dell'uomo: di questo essere a volte abominevole, a volte grandioso e sublime perché ispirato dallo SPIRITO di VERITA’. Medita, rifletti su queste mie parole: cerca fino a quando avrai trovato LUI, il CRISTO che consola e ristora ogni sofferenza dovuta alla nostra limitatezza e, più ancora, alla nostra malvagità. Con LUI sarai grande, con LUI sarai felice, con LUI gusterai la pienezza che non fa solo soffrire ma anche gioire. Ed ora ancora una esortazione: scusami se insisto e quindi posso apparirti sciocco, ma sento doveroso richiamarti ancora a riflettere sulla tua posizione coniugale. Pensa due ragazze ti vogliono, anche se ciò non è sentito dalla madre; esse reclamano il papà e man mano che crescono sentono, avvertono il bisogno del tutore, del padre che le difenda, che le protegga, che dia loro il bagaglio di onestà, di garanzia richieste dalla società per la conversione positiva della specie umana e, ancora più, perché devi rispondere al DIO CRISTIANO che ti ha insignito di autorità e, quindi, di responsabilità come capo-famiglia. Ora che sei solo, ora che sei lontano da tutti i tuoi ricordi e da tutte le persone buone o cattive, chiedi al DIO -CRISTIANO l'aiuto della SUA Scienza, del SUO Perdono, affinché tu possa ritornare tra i tuoi cari che come te hanno sofferto e , come te, continuano a soffrire. Ti chiedo venia, ancora, per quanto sopra e desidero ardentemente che il mondo se ne avveda della catastrofe che realizza e si avvicini al CRISTO, l'Unica Entità che dà pace ai cuori. Ti porgo un fraterno saluto e ti auguro cose sempre più grandi. Eugenio Penetrazione del CRISTO 208 209 NATALE 1974 La mia vita, GESU', senza di Te è un abisso interminabile, è una irrealtà indescrivibile. Come mai, o DIO -CRISTIANO, l'uomo cerca, lotta, si sforza per accontentarsi di questa vita materiale? Come può egli illudersi di rimanere soddisfatto, seppure materialmente, della vita terrena priva del CRISTO? Possibile che egli si affanna di vivere, solo, questa vita? Continuamente ricerca elementi che possano prolungargli la vita, seppure di qualche anno, di qualche giorno, di qualche ora e finanche di qualche minuto? A che pro, se tutto ciò ad altro non serve che ad estendere nel tempo il suo tormento, la sua sofferenza, la sua insoddisfazione, la sua agonia? Egli lo fa perché spera di guarire, spera di trovare il medicamento che allunghi la sua vita: ma allungarla fino a quando? Non c'è limite nella sua affannosa ricerca, nella sua speranza: forse o certamente la vorrebbe prolungare in eterno! Eppure, egli, ha questa possibilità; egli ha l'antidoto per la morte e lo ignora; egli ha tutto quanto l'abbisogna per poter realizzare questa sua ricerca diventata frenetica, perché sviata dal giusto fine; egli ha a disposizione il CRISTO: QUESTI è la Vita Eterna! Povero uomo! Povero essere che si dimena in ogni attimo della vita, inutilmente, per trovare il mezzo per vincere la morte e che lo aiuti a vivere, a non...morire. Egli cerca e non trova, eppure GESU’ è vicino a lui: lo chiama, lo esorta ad avvicinarsi e lo invita a seguirLo perché vuole guidarlo; desidera fargli LUCE lungo il cammino tenebroso; desidera dargli la pace che cerca vanamente dal mondo; desidera donargli il segreto del vivere eterno; desidera volerlo e vederlo felice senza più preoccupazioni di sorta; lo desidera "beato", perciò gli dice: "seguimi!" Anche se la mia strada nel mondo è tortuosa; anche se la porta per cui si è costretti a passare è angusta, EGLI dice "Seguimi"; anche se il mio percorso è pervaso da spini; anche se lungo il cammino sei costretto a cadere e a farti male, non temere " Seguimi!". Al termine dell'irta ascesa troverai quanto, inutilmente, e per tanti anni hai cercato nel mondo: troverai la LUCE che ti illuminerà in eterno; troverai la Fonte che ti disseterà dalle tue arsure,troverai Pascoli abbondanti che sazieranno il tutto di ciò che bramavi, il tutto di ciò che volevi sapere. Allora le sofferenze, le ferite che avevi contratte lungo il percorso col CRISTO saranno sparite, si saranno dissolte: di esse non rimarrà che un vago ed inutile ricordo. E, allora, alla LUCE abbagliante e splendente del CRISTO, la tua vista si farà acuta più di quanto tu possa immaginare e tu ripeterai :"avevo gli occhi e non vedevo"; le parole di GESU’risuoneranno formidabili e penetranti e, tu, ripeterai: "avevo gli orecchi e non sentivo". Facendo, quindi una introspezione in te stesso sul tempo trascorso lontano dal CRISTO, ancora, ripeterai: "Quanto stolto sono stato, come stolti sono gli uomini che vanno dietro le cose caduche del mondo e prive del CRISTO!". Gustando la felicità del DIO -CRISTIANO, Lo glorificherai in eterno attraverso GESU’ e lo SPIRITO SANTO e agognerai, contrariamente a quanto il mondo desidera, che tutti gli uomini possano partecipare alla Gloria inestimabile ed eterna del DIO -CRISTIANO! L'egoismo, l'odio, l'invidia , la gelosia cesseranno, anzi al loro posto ci sarà amore, donazione. altruismo che si estrinsecheranno in un desiderio formidabilmente infinito di vedere tutti gli uomini paghi della felicità del DIO -CRISTIANO! Questa realtà così avvincente, se fosse palese a tutti, l'uomo direbbe: "Si, GESU’, voglio seguirti; voglio anch'io trovare ed incontrare il DIO -CRISTIANO, attraverso TE e lo 209 210 SPIRITO SANTO; voglio anch'io trovare la felicità, la gloria eterna"; e, GESU’ risponderebbe: "Tu dici voglio, ma non basta dire voglio". Bisogna approfondire, sentire, meditare che cosa vuol dire GESU’ con la parola: "Seguimi"; cioè, abbandona tutto e tutti e seguimi. E' troppo duro il suono di queste parole, dissero molti dei suoi discepoli ignari del fine di essa: è utopia, dice il mondo. No, non è duro il loro suono, non è utopia ma è la VERITA’, l'unica e la sola VERITA’; la realtà sostanziale nella quale si realizza il CRISTO; quindi, devi abbandonare tutto e tutti per poterLo realizzare in te! Sembra che ci sia tanto egoismo nella espressione "Tutto e Tutti"; eppure GESU’, attraverso queste penetranti ed edificanti parole, desidera richiamarci e portarci alla VERITA’; desidera attraverso la meditazione profonda di esse porci di fronte all'unica realtà, al CREATORE, al PADRE SUO, al PADRE NOSTRO! Desidera dolcemente portarci a comprendere che il dono della vita è del PADRE SUO; che i figli, i genitori, il coniuge sono un dono del PADRE SUO; che l'intelligenza, la libertà, la potenza dell'uomo sono un dono del PADRE SUO; che il Creato che ci circonda e ci dà benessere , è un dono del PADRE SUO. Tutto ciò , GESU’, desidera farci comprendere con quelle semplici e dolci parole che agli occhi e agli orecchi del mondo, appaiono dure ed irrealizzabili. GESU’, così desidera farci coscienti e quindi coerenti, portandoci a constatare la realtà della vita, quello che noi siamo, quello che il DIO -CRISTIANO E' ! Così formati, coscienti della realtà avremo sempre la misura di ogni cosa, di ogni momento: saremo pronti a rinunciare ad ogni bene, ad ogni affetto, ad ogni conforto che intralci il rapporto sincero ed amabile con LUI; saremo pronti a rinunciare a questa vita se LUI lo desidera perché consapevoli, perché sicuri che ogni SUA richiesta ci viene fatta solo ed esclusivamente per il nostro bene, per la nostra salute spirituale, per la nostra Eterna Felicità. Entrare in questa "forma mentis", significa predisporsi a fare penetrare in noi lo SPIRITO di VERITA’; significa entrare a far parte di quella cerchia infinita di " Eletti del Dio .cristiano", ai quali soltanto è dato conoscere GESU’ nella SUA intierezza; di seguirLo costantemente ed eternamente perché essi, a questo punto annientano se stessi riconoscendo la loro miseria, la loro limitatezza, la loro defezione, la loro incompletezza e, quindi, cercano chi li aiuta, chi li completa, chi li perfeziona. Ed è appunto questa presa di coscienza di essere imperfetti, di essere infinitamente miseri, di abbisognare dell'aiuto del CREATORE che porta l'uomo ad una affannosa, insistente ed instancabile ricerca che lo predispone ad essere penetrato dalla Grazia Divina, dallo SPIRITO SANTO ed essere sostenuto in questa ricerca ambita che viene ad essere addolcita dalla soddisfazione graduale che incontra, man mano che si lascia penetrare dal DIO CRISTIANO. A questo punto, l'uomo che è entrato nella comunione col DIO -CRISTIANO, non ricerca più il bene effimero, incostante e fugace del mondo, ma si riversa nelle cose del Cielo che vanno al di là della caducità del mondo; alle cose che vanno al di là dell'umano e che portano sempre più alla perfetta conoscenza dell’ESSERE SUPREMO e, quindi a possedere, tramite GESU’ e lo SPIRITO SANTO, DIO -PADRE! Entra, quindi, a far parte di quella cerchia di "Beati", i quali facendo vivere dentro di sé il CRISTO, possono esclamare, alla maniera di Paolo: "Non sono io che vivo, ma è CRISTO che vive in me!". Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 22 marzo 1975 210 211 Carissimo Professore, anche se la PASQUA viene dall'uomo circoscritta e limitata ad un solo periodo dell'anno e quindi della vita, possa Essa essere intesa da noi "veri" credenti in GESU’ nella giusta essenza: un continuo rinnovarsi ed incontrarsi in CRISTO GESU’! Tanto è l'augurio che rivolgo a te e alla tua famigliuola e, particolarmente , consentimelo al tuo caro babbo. Con l'occasione t'invio cari e sentiti saluti. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 22 giugno 1975 Carissimo Antonio, ti ringrazio per il riscontro caloroso dato alla mia lettera: ogni parola è insufficiente ad esprimerti la mia gratitudine per quanto, come sempre, ti sei adoperato nobilmente. Il tuo scritto mi è giunto a conforto ed a sostegno di quanto, nel nome di GESU’, vado propugnando; pertanto, non io ma LUI ti corrisponda la giusta mercé. Se la sofferenza di GESU’, dal GETSEMANI al CALVARIO, è stata causata dalla visione obbrobriosa dello smembramento del SUO CORPO e, quindi, dalla presunzione di coloro per i quali, principalmente ha dato la SUA VITA, il mio dolore trova riscontro in GESU’ e con LUI sostengo che il male che fiacca, pervade e distrugge l'umanità è causato, notevolmente, da noi credenti che ancora non riusciamo a recepire la SUA PAROLA di AMORE e continuiamo ad avere l'ardire di denominarci SUOI discepoli. In contrapposizione al SUO insegnamento ci lasciamo pervadere dallo spirito di superbia col quale inganniamo gli uomini che Lo cercano e che non avendone una visione chiara, pensano di trovarLo nelle cose effimere ed ingannevoli del mondo. Oggi, più che mai gli uomini avvertono profondamente il bisogno della VERITA’, del CRISTO. Infatti il desiderio bramoso di perequazione, di giustizia, di pace soprattutto che si fa vivo in ogni settore, spesso viene trasmesso e identificato dalla violenza e dall'orrore. Molti cercano qualcuno o qualcosa che dia loro la pace, la vera pace che solo CRISTO sa e può dare; mentre noi ne ostacoliamo la SUA conoscenza con l'egoistica presunzione di possedere ognuno la Verità nella pienezza. Mi perdoni GESU’ il mio eccessivo sentire su determinate cose, ma non posso frenare il mio risentimento verso coloro che induriscono il cuore e la cervice allo SPIRITO SANTO impedendoGli di pervaderli e santificarli. Accetta il "tu" che nella presente ti ho rivolto non a caso, perché sia come uomini destinati ad una comune sorte, sia come fratelli credenti in CRISTO, mi dona la possibilità di sentirti più affettuosamente vicino. Anche al tuo caro papà, rivolgi il mio affettuoso e riconoscente sentire e digli che sebbene non lo conosca fisicamente, lo sento molto vicino a COLUI che penetra gli spiriti disponibili, li rigenera, li unisce e li fonde in LUI. Ti lascio con la penna, sperando di risentirti quanto prima, sempre pervaso e fortificato dal sentimento di amore verso il DIO -CRISTIANO che tutto ha dato di SE STESSO per la edificazione della creatura fatta a SUA immagine e somiglianza. Un ossequio alla tua consorte, a te un affettuoso abbraccio in CRISTO GESU’. Eugenio 211 212 Lettera a Suor Massimiliana De Lillo Foggia, 5 maggio 1975 Cara sorella in Cristo Gesù, sempre e puntualmente mi sono pervenuti i tuoi auguri per la Santa Pasqua: graditi e attesi come sempre, anche se per me il concetto delle festività di NATALE e di PASQUA non sono limitate al tempo ma hanno valore eterno; dico per me, ma tale valore dovrebbe esserlo e vissuto, quotidianamente, da ogni credente. Tutti i Credenti in CRISTO GESU’ dovrebbero entrare in questa pura mentalità per consentire allo spirito di essere in continua ricerca e poter raggiungere una formazione sempre più CONSONA al NOSTRO SALVATORE. Purtroppo siamo molto distanti da quella che è la realtà cristiana: "dai frutti conoscerete..." e la nostra realtà e i frutti che la nostra società (cattolica), oggi, danno sono la risultante della nostra...fede. Se crediamo in CRISTO GESU’, come DIO e nostro SALVATORE, dobbiamo attendere a quanto EGLI ci ha insegnato col Nuovo Comandamento di AMORE: "Amatevi gli uni gli altri: amatevi come Io vi ho amato" " Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se vi amate gli uni gli altri" Questi passi del VANGELO ci dicono che il nostro rapporto col CRISTO è proporzionato all'amore verso e con i fratelli di fede e che la testimonianza della veridicità del VERBO è in funzione di questo Amore. Perché, dunque, continuiamo a tenere dura la nostra cervice, bloccati i nostri orecchi e blindato da corazza acciaiosa il nostro cuore? Possibile che dobbiamo apparire tanto ipocriti al mondo allontanandolo sempre più dal CRISTO, dall'Essenza della Vita; dalla Luce che illumina e riscalda le tenebre del mondo; da COLUI che nulla tenne per SE STESSO e tutto si offrì per la salvezza dell'uomo? Siamo noi credenti cristiani, divisi in tante comunità i testimoni della pace, della fratellanza, della carità e dell'amore? Oppure gli assertori della discordia, della inimicizia, della concupiscenza e dell'odio? La mia esperienza cristiana sulle diverse confessioni, dà sempre più crescente una risultante terrificante che si realizza nella convinzione che ogni comunità è pervasa da uno spirito di presunzione, quasi di superbia anziché esserlo dallo spirito di umiltà richiesto e necessario per l'adozione a Figli del DIO -CRISTIANO: indispensabile per potersi affratellare all'altro credente in GESU’ CRISTO Se è vero che crediamo in CRISTO GESU’, come NOSTRO SIGNORE, dobbiamo comportarci in modo da far sentire agli altri la potenza del nostro Credo, attraverso sentimenti di fusione tra tutti i credenti nel VERBO, i quali per fondersi tra loro devono distruggere l'immondo "IO" che ad ogni costo vuole emergere sugli altri fratelli e, tante volte, vorrebbe adombrare lo stesso CRISTO. Dobbiamo entrare nella giusta mentalità, cioè in quella che per poter testimoniare il CRISTO dobbiamo annientare la nostra personalità: noi dobbiamo abbassarci perché GESU’ si innalzi. La presunzione che ci pervade è tanto predominante in ognuno di noi che spesso il nostro orgoglio si trasforma in superbia quando, specialmente, vogliamo primeggiare tra gli altri fratelli, credenti in GESU’ CRISTO, e affermare che la nostra interpretazione della SACRA SCRITTURA è illuminata dallo SPIRITO di VERITA’: questa affermazione non vuole mettere in risalto la Personalità del DIO -CRISTIANO, ma solo ed esclusivamente la nostra. 212 213 Solo prostrandoci ed umiliandoci con l'altro fratello in GESU’ CRISTO, implorando con la più profonda umiltà lo SPIRITO del DIO -CRISTIANO, ci darà la consapevolezza di essere in comunione e di avere recepito, nella pienezza, il Comandamento d'AMORE del CRISTO: "Vi Comando di amarvi gli uni fui altri", E' questa l'unica e la sola realtà di pace, di prosperità, di ogni bene e, soprattutto, di conversione del mondo al CRISTO! Cerchiamo di essere portatori pratici e non teorici di questo Nuovo Comandamento d'Amore e di Vita con l'annientarci nella vera umiltà del CRISTO, il Quale rinunciando seppure momentaneamente alla SUA Divinità, si umanizzò per salvare me, te e tutti gli uomini. Ora tocca a me, a te, a tutti i veri credenti in CRISTO spogliarci dell'immondo "IO" e lasciarci penetrare dallo SPIRITO di VERITA’, perché possiamo diventare collaboratori della Parola del CRISTO col testimoniare prima, tra i fratelli, la semplicità e l'umiltà che uniscono e non la superbia che divide ed uccide il proprio e l'altrui spirito. Solo quando ci saremo convertiti noi credenti in CRISTO, solo quando saremo veramente pervasi dallo Spirito di Verità che fonde e ci fa tutti "uno" nel CRISTO, solo allora potremo cominciare ad evangelizzare o, meglio, solo allora il mondo sarà evangelizzato in funzione della nostra testimonianza di comunione. Pensiamo che lo SPIRITO di VERITA’ abbraccia totalmente ognuno di noi; nel mentre ognuno di noi può essere penetrato da una parte infinitesima dallo SPIRITO SANTO. Cerchiamo, quindi, di essere sempre più umili perché è in funzione della nostra umiltà che saremo maggiormente da LUI penetrati e, più saremo penetrati dallo SPIRITO d’AMORE, più umili diventeremo nei confronti dei fratelli; sempre più si stabilizzerà il rapporto di amore con essi e il mondo in virtù di questa testimonianza, potrà credere in CRISTO GESU’. Scusami se prolungandomi ti ho rubato e, quindi, in questa circostanza devo ammettere di essere stato io l'egoista perché più parlo del "mio" GESU’ più sento di guadagnare tempo per la vita eterna, per la vita col CRISTO nella gloria dello SPIRITO SANTO che fonde il PADRE nel FIGLIO! Smetto di scrivere con la esortazione profonda di spingerti a meditare su queste parole, di dare un tuo giudizio e, nel caso fosse positivo, di impegnarti ad essere sostenitrice e collaboratrice del CORPO dilaniato del NOSTRO SIGNORE GESU’. Un ringraziamento al SIGNORE GESU’ per te e per tutti i tuoi "protetti". EGLI vi renda merito per quanto vi adoperiate nel mondo. Un fraterno abbraccio in CRISTO SIGNORE. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 6 marzo 1978 Caro profossore Ricci, anche se la continuità epistolare è venuta meno per gli innumerevoli impegni miei di famiglia e di lavoro, il pensiero di voi, spesso, riaffiora alla mente e più ancora al cuore: non si può dimenticare una persona che ha dato, sempre, un tono d'impegno sul piano umano e, quindi, su quello dell'amicizia. Anche il ricordo del vostro caro papà si fa vivo, quando rileggendo l'opuscoletto sulla "Unità dei Cristiani" lo annovero tra i pochi che per prima diedero e sostennero l'approvazione ai concetti in esso manifesti. Pertanto, a lui porgete i miei sentiti, particolari ed affettuosi saluti. Io, come sempre, pervaso da spirito ecumenico cristiano continuo, intensamente, a frequentare le diverse confessioni cristiane per ricordare e ribadire ai loro adepti la profetica 213 214 affermazione del CRISTO circa la conversione di tutta l'umanità, la quale è subordinata al coefficiente di amore che sussiste tra i SUOI credenti. Per la PASQUA, quindi, ho elaborato una esortazione per tutti i credenti in CRISTO, che alligo alla presente e che desidero che venga letta e meditata dai più. Per quanto innanzi accennato, mi rivolgo a voi per essere aiutato nella pubblicazione di essa, sempre se ne avete la possibilità, su "la Gazzetta del Mezzogiorno" e, precisamente, alla pagina "Lettere al Direttore". Qualunque sarà l'esito di questa mia richiesta, vi ringrazio di cuore per l'interessamento che sarà conforme alla vostra gentilissima persona e devo confessare che, questa circostanza, mi è ancora più gradita perché mi dà motivo di porgervi il mio caloroso e sentito ossequio, estensibile alla vostra consorte. Eugenio Marchesino Sermone ai figli Pino e Marisa nel giorno del loro matrimonio Foggia, 12 aprile 1975 Carissimi figliuoli, oggi per voi inizia una nuova vita o meglio la strada intrapresa con la nascita, in questo momento, subisce una svolta: svolta responsabile e decisiva! Questo non vuol dire che la strada percorsa fino a ieri non sia stata altrettanto responsabile e decisiva, ma lo era in maniera assai ridotta. Oggi la vostra responsabilità non è più singola, soggettiva ma è diventata doppia e, domani, potrà sempre più accentuarsi con la venuta dei figli. Quindi, la vostra responsabilità non è più relativa alla vostra persona ma a quella di entrambi, oggi, e a quella dei figli domani: le azioni dell'uno si rifletteranno sull'altra e, quella di entrambi, sui figli. Cercate , quindi, di responsabilizzarvi in questo senso e non dite "Io" ho ragione, “tu” hai torto, perché in quel medesimo istante che avrai detto "Ho ragione", avrai preso su di te una parte in più di quel torto che avevi ab -inizio. Anche perché la ragione non la si può dividere con un taglio netto perché c'è sempre una percentuale , seppure minima, nei confronti dell'altro. Ed anche quando avremo avuto la possibilità di tagliare nettamente la ragione e di attribuirla a noi; non sopportando, non tollerando, non comprendendo l'altro avremo mancato di carità e ci saremo assunti una responsabilità nei confronti dei figli e del DIO -CRISTIANO. La svolta di oggi vi presenta una nuova strada: ampia, bella, soleggiata deliziosamente, delimitata da cespugli di roseti che la rendono magnifica, direi irreale. Però, non dimenticate che ogni rosa del roseto porta le sue spine; quindi, alla dolcezza, al piacere non mancheranno le sofferenze. Dirvi che il nuovo cammino sarà cosparso solo di piaceri e delizie, significa volervi ingannare, significa volervi deludere a -priori. Io, pertanto, vi esorto ad accettare le ferite prodotte dagli spini come il piacere. Sembra un paradosso, un assurdo, eppure questa deve essere una realtà se si vuole portare a termine e felicemente il cammino intrapreso con la venuta in questo mondo. Com'è possibile mi domanderete accettare le sofferenze allo stesso modo del piacere, com'è possibile rimanere inerti nel dolore? Eppure c'è la soluzione a questo problema, c'è la risposta a questo interrogativo che ci dice che non è un assurdo ma una realtà, forse l'unica degna di credito. C'è chi può insegnarci ad essere paghi nella sofferenza e nel dolore. 214 215 Non è certo il pedagogo, non già il filosofo, non lo scienziato e, tanto meno, il calcolatore elettronico o l'oroscopo; bensì il CRISTO, l'UOMO -DIO! Soltanto LUI può insegnarci ad affrontare le sofferenze: EGLI è il mezzo unico e solo che potrà portarvi a realizzare il sogno della comprensione e della fusione, fra di voi e i vostri figli. CercateLo e ricordatevi che per incontrarLo non è difficile, basta sforzarsi e cercare di realizzare una sola virtù: l'umiltà! E' questa la prerogativa che vi condurrà a LUI e, quindi, alla felicità di tutti i giorni che si potrà protrarre per l'eternità No lasciatevi sfiorare mai dal pensiero di essere autosufficienti, di poter bastare a voi stessi; non illudetevi di poter fare a meno degli altri, perché siamo delimitati, circoscritti e necessariamente bisognosi gli uni degli altri. E' questa una legge naturale che il DIO -CRISTIANO ci ha dato, perché sentendoci così piccini avremmo sentito il bisogno di affratellarci. E il mio augurio di papà, in questa circostanza solenne e grandiosa, è proprio quello che voi possiate comprendere, in questo momento, maggiormente l'essenza del principio della necessità che l'uno ha dell'altra, per poi estenderlo ai figli e al prossimo tutto. Papà Eugenio Lettera al Pastore Roberto Manzeschi Foggia, 20 dicembre 1976 Carissimo Roberto, fratello in Cristo Gesù, finalmente dopo lungo attendere, la tua tanto desiderata lettera Non ti nascondo che avevo perduto le speranze, perché ho dovuto attendere ancora venti giorni dall'ultimo incontro. Più attesa, quindi, più gradita mi è giunta la tua missiva, anche perché le parole sincere ed amiche e, soprattutto, permeate di amore cristiano hanno contribuito a confortarmi. Aspettavo che tu mi scrivessi, perché io potessi continuare a ripeterti la mia sofferenza: cosa che farò sempre, in ogni circostanza che ci consentirà di sentirci o di parlarci. Penso che questo talento che ho ricevuto dal NOSTRO SIGNORE GESU’ debba io farlo fruttare, attraverso la costante e penetrante ricerca di affratellare i credenti cristiani. Ciò che rende ancora più grave la mia sofferenza è la impossibilità di prendere contatto, con più frequenza, con i fratelli delle altre confessioni. Molte sono le esigenze della mia numerosa famiglia e, quindi, molti sono gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione della volontà del DIO -CRISTIANO. Portare avanti una famiglia come la mia: otto figli e moglie che spesso contrasta con le mie esigenze cristiane, è veramente duro. Potrebbe sembrare che io volessi giustificare la mia poca operosità al cospetto degli uomini, ma non è così perché solo il DIO -CRISTIANO sa quante difficoltà devo superare nella mia famiglia e, spesso, anche con le mie esigenze personali per potermi incontrare con gli altri fratelli. Non ho la pretesa di volere risolvere il problema della umanità, già risolto nella pienezza dal NOSTRO SIGNORE GESU’, ma vorrei dare la mia minima collaborazione perché si adempia la volontà del NOSTRO PADRE CELESTE. Più le calamità dell'umana specie si fanno sentire, più la cattiveria si impossessa degli uomini, più l'ateismo attecchisce sulla impreparata umanità e più mi convinco che la causa di tutti questi mali è data dall'assenza del DIO -CRISTIANO tra gli uomini, cioè dalla poca o errata conoscenza che si ha del DIO -CRISTIANO ed oggi questa misconoscenza del DIO 215 216 CRISTIANO da parte degli uomini è da ricercarsi nella nostra mancata testimonianza di LUI. Caro Roberto, la mia logica ispirata mi porta a testificare, inconfutabilmente, che il male che sovrasta sulla terra non deve attribuirsi solamente alla società, oppure al progresso tecnologico ed economico che ha stordito e coinvolto gran parte dell'umanità, bensì maggiormente a coloro che arrogandosi il diritto dell'amministrazione della PAROLA non hanno saputo comprendere l'Essenza di Essa e, quindi, hanno mostrato e continuano a fare una cattiva conduzione della Stessa. "Ipocrita", come puoi dire di amare il DIO -CRISTIANO che non vedi, se non ami il fratello che vedi? Quindi è errato illudersi di amare l'IDDIO, quando il rapporto col fratello è ostile: il rapporto DIO- prossimo è direttamente proporzionale e non già inversamente. DIO e Prossimo sono due semirette che partendo da uno stesso punto si allungano contemporaneamente e proporzionalmente: sia sul piano orizzontale (uomo-prossimo), sia sul piano verticale (uomo -DIO); e, la conoscenza del nostro rapporto col DIO- CRISTIANO ci deve essere dato, incontestabilmente, dalla risultante che deriva dal nostro rapporto col fratello (credente in GESU’CRISTO) che è quello più prossimo a noi. In una famiglia i legami sanguinei facilitano i rapporti affettivi e quelli di comunione tra i componenti di essa; così e, maggiormente, dev'essere tra di noi che ci chiamiamo figli adottivi del PADRE CELESTE: "...i quali non dal sangue, né da volere di carne, né da voler di uomo ma da DIO sono nati!". Ora se è vero che noi abbiamo accettato il CRISTO come Nostro personale SALVATORE e se crediamo fermamente in LUI, come unica Essenza del nostro vivere, deve essere altrettanto vero che dobbiamo comunicare perfettamente tra di noi, tanto da essere tutti in "Uno" affinché il mondo riconosca CRISTO come SIGNORE e SALVATORE del genere umano. Ogni altro sforzo, ogni altro tentativo, ogni altra errata conversione hanno, a parer mio, un valore trascurabile anzi, affermerei, negativo se non si pensa prima alla nostra conversione e a quella degli altri. Il frazionamento continuo tra noi, credenti in CRISTO, si concretizza nell'affermazione sempre più crescente dell'ateismo sulla terra e si estrinseca, conseguentemente, in ogni forma deleteria di male. Questo è quanto avverto attraverso la mia Fede in GESU’ e ti esorto, ora e sempre, ad essere uno dei maggiori fautori della ricomposizione del tanto già martoriato CORPO del NOSTRO SIGNORE GESU’: la SUA CHIESA. Dedica tu che hai più possibilità, con la tua opera fattiva al risanamento dell'unico e solo balsamo che può guarire l'umanità sofferente e tribolata. Scusami se sono così penetrante, forse tormentante, con questo mio sentire che altro non è che il desiderio sofferente di vedere realizzata la Volontà del NOSTRO SALVATORE che tutto ha dato di SE STESSO per la nostra felicità futura e per quella di tutti quanti gli uomini. Ti lascio nella certezza di una crescita di entrambi, sempre più profonda, nella conoscenza del CRISTO, NOSTRO SIGNORE. Nello stesso tempo, invoco la benedizione di DIO -PADRE, DIO-FIGLIO e DIO –SPIRITO SANTO affinché scenda copiosa su di te e sulla tua famiglia perché possiate avere una conoscenza, sempre più grande, del DIO-CRISTIANO che orienta e guida alla santità. Ti abbraccio in CRISTO GESU’. Eugenio Lettera al Pastore Roberto Mazzeschi Foggia, 20 ottobre 1977 216 217 Carissimo in Cristo, visto che l'attesa di ricevere un tuo scritto si fa sempre più lunga e sempre più esigente, eccomi a te per cercare di non intorpidire quei rapporti fraterni in CRISTO che dovrebbero sempre più rafforzarsi e , sempre più, avvicinarci all'unica fonte di vita: la PAROLA! Ho atteso pazientemente un tuo scritto, come promessomi durante il tuo soggiorno a Foggia; evidentemente il lavoro e gli impegni con la tua Comunità te l'hanno vietato; perciò eccomi a te, ripeto, per farmi sentire e sentirti più vicino. Oggi, il mondo anche se inconsciamente avverte la carenza del CRISTO, lo stato di depressione spirituale e, quindi, morale è il termometro di questa assenza. Giorno dopo giorno, l'uomo avverte intorno a se stesso un vuoto sempre più tormentoso ed impressionante che, certamente, così continuando a vivere lontano dal DIO -CRISTIANO lo farà precipitare in un abisso senza fine, nell'autodistruzione che va preparandosi man mano che cerca di ignorare od oscurare la Volontà del DIO -CRISTIANO. E noi di fronte a questo susseguirsi catastrofico del mondo non facciamo altro che attribuire, questa tragica condizione, all'assenza di DIO, quindi all'ateismo predominante e assumiamo atteggiamenti da giudici e con fare farisaico, illudendoci di essere fuori da questo dramma, essendo noi dei credenti, dei "seguaci" di GESU’CRISTO. Non so fino a che punto lo siamo realmente e cosa facciamo per realizzarci o identificarci col CRISTO, all'infuori di fare proseliti che rigonfiano le file delle nostre comunità, trascurando la sostanza, la qualità. La mia sofferenza aumenta ogni qualvolta mi soffermo a pensare a quella che è la nostra condizione: siamo soltanto degli irresponsabili e coinvolti, forse, più di coloro che denominiamo atei e determiniamo in loro il discredito del CRISTO. Vogliamo entrare nella realtà cristiana? Vogliamo ricostituire il CORPO del CRISTO che abbiamo dilaniato e martoriato per la velleità di sostenere solo ed esclusivamente il nostro ipocrita "Io"? Cerchiamo di riaverci dalla distonia spirituale in cui siamo caduti e che ci ha procurato nessun'altra cosa che la nostra presunzione; il nostro modo di volerci ad ogni costo affermare in questo mondo, Così, noi, non testimoniamo il CRISTO bensì noi stessi e, nello stesso momento, inavvertitamente assolviamo solo ad appagare l'aspirazione dell'energia del Male che sovrasta sul 90% degli abitanti la terra e che, ad ogni costo, vorrebbe distruggere sulla terra, attraverso noi, la presenza del DIO -CRISTIANO. La terra, gli uomini tutti, noi compresi abbiamo bisogno del CRISTO: oramai è troppo evidente, è innegabile, è follemente irreale volere concepire una esistenza senza del CRISTO! Pertanto, nel nome di COLUI che diciamo di credere e di volere testimoniare, ti prego di sensibilizzarti sempre più in quelle che sono le SUE esortazioni :"Amatevi gli uni gli altri" " “Da questo vi riconosceranno che siete miei discepoli". E queste esortazioni, sintetizzate, martellano i miei orecchi e, ancor più il mio cuore col SUO Comandamento d'Amore :"Amatevi gli uni gli altri!". Fino a quando noi non avremo realizzato il SUO Comandamento, non potremo dire di essere sulla SUA scia, di volerci realizzare in LUI. A volte mi domando chi è più responsabile nei confronti del CRISTO: i sacerdoti del tempo in cui GESU’ visse che non vollero accettarLo come FIGLIO del DIO -VIVENTE, oppure noi, che pur affermando di avere accettato il CRISTO come FIGLIO dell’ALTISSIMO, continuiamo a CROCIFIGGERLO con la nostra testimonianza di falsi cristiani? Pertanto, fratello Roberto, collaboriamo più intensamente in quella che è la richiesta del NOSTRO SALVATORE: la SUA richiesta è la realizzazione di SE STESSO che si estrinseca in un'unica parola: AMORE! 217 218 Carissimo, scusami per amore di GESU’ se queste mie parole suonano dure, esse vanno rivolte a me in prima persona affinché, io per primo, mi scuota e dia molto di più di quanto possa dare per la testimonianza del CRISTO nel mondo. Nel SUO NOME GLORIOSISSIMO,ti abbraccio in attesa di sentirti tramite uno scritto. Eugenio Lettera al fratello Roberto Mazzeschi Foggia, 15 luglio 1977 Caro Roberto, il sentirti in un modo qualsiasi, mi dice che mi pensi e d'altronde dev'essere così per un credente in CRISTO GESU’: essere sempre più vicino ai fratelli, a coloro che attraverso il CRISTO dovrebbero costituire una sola ed unica realtà. Anch'io ti penso sempre, anch'io vorrei esserti vicino anche con lo scritto perché insieme, attraverso le nostre esperienze in GESU’ CRISTO, essere sempre informati, l'un l'altro, intorno alla VERITA’ che rende perfetti e quindi uniti. Purtroppo, anche per me la vita è piena di ostacoli che, umanamente. sarebbe impossibile superare e necessariamente si è costretti a soccombere se viene a mancare il sostegno, la Grazia del NOSTRO SIGNORE GESU’. In questo periodo, in modo particolare, sono stato poco a contatto con i fratelli delle diverse confessioni cristiane a causa di una certa crisi morale che, per bontà e sopportazione del CRISTO, sono riuscito in gran parte a superare. Comunque, resta sempre più sentita in me, direi vitale dal punto di vista cristiano la nostra posizione al cospetto del mondo; sempre più avverto che le nostre carenze nel comunicare portano in modo determinante il discredito verso il CRISTO! La credenza che ogni comunità cristiana crede di essere permeata dallo SPIRITO SANTO e, quindi, di possedere la Verità costituisce, a mio avviso, l'errore madornale che porta lo scompiglio e la diffidenza tra quegli uomini che vorrebbero conoscere e possedere il CRISTO. Pertanto, resto sempre nella convinzione che la conversione del genere umano deve avere inizio tra noi credenti, per estenderla poi nella vera essenza agli altri. La terra, in modo apocalittico, va degenerando sempre più, perché sempre più, va allontanandosi dalla fonte da cui ha tratto origine, dal DIO -CRISTIANO. Quindi, giorno dopo giorno, va affermando e ad approssimarsi alla sua autodistruzione. A questo punto scaturisce spontaneo il chiedersi se il SACRIFICIO di GESU’ è stato operato per la salvezza di pochi o di molti? E, senz'altro, la risposta abbraccia i molti “Tutti”! Chi sarebbero i molti? Forse, al pari di Sodoma e Comorra, i peccatori troveranno più misericordia dei falsi, presunti o presuntuosi cristiani? Roberto, sono queste amare constatazioni che, purtroppo, costituiscono la nostra realtà! Inutile ripeterti che per me è una realtà dura e inaccettabile e che, quindi, costa una sofferenza continua, specialmente vedendomi impossibilitato a difendere queste idee che a me sembrano conformi al volere del CRISTO. Il nemico del DIO -CRISTIANO, l'energia del Male, ostacola continuamente ed instancabilmente il mio vivo desiderio di stare più a contatto con i fratelli per informarli intorno a queste realtà, affinchè esaminate profondamente insieme, potrebbero dare con l'aiuto del DIO -CRISTIANO la possibilità di ricostituirci tutti nel CORPO SACRATISSIMO di GESU’ e renderci tutti particelle integranti l'una nell'altra del Suo AMATISSIMO e SACRATISSIMO CORPO. Fratello Roberto, su questo annoso e tormentoso problema della scissione dei cristiani, non conosco ancora il tuo pensiero in modo dettagliato, nonostante i nostri incontri seppure brevi e pochi, 218 219 Non abbiamo avuto mai la possibilità di approfondire abbondantemente il problema al cospetto del CRISTO, onde poterne trarre maggiore convinzione e persuasione ove vi sia lo SPIRITO di VERITA’, oppure correggerne gli errori là dove vi fossero. Quando avrai la possibilità e la disponibilità di tempo provati a meditare su questa nostra tragica condizione chiedendo, insieme a me, allo SPIRITO del DIO -CRISTIANO di illuminarci perché possiamo rafforzarci, sempre più nella VERITA’ ed essere strumenti della VERITA’ per la realizzazione della stessa VERITA’! Nel nome GLORIOSISSIMO del PADRE CELESTE, dell’UNIGENITO FIGLIO GESU’ e nell'AMORE di entrambi, lo SPIRITO SANTO, ti esorto ad essere più impegnato per la soluzione vitale dei cristiani di oggi e, quindi, per la realizzazione della loro comunione che si espleta attraverso la conoscenza "vera" del CRISTO e si concretizza nella loro fusione. Un abbraccio in CRISTO GESU’. Eugenio Lettera al Pastore Apostolico Robero Mazzeschi Foggia, 23 aprile 1978 Carissimo in Cristo Gesù, scusami se questa volta sono io ad essere in ritardo nel risponderti. . Mi è mancato il tempo necessario per dare una adeguata risonanza a quella tua profonda riflessione “Sull’Ecumenismo". Mentre ti scrivo ho davanti il tuo scritto per analizzare meglio, alla Luce della LUCE, le tue parole e dare una interpretazione illuminata ad esse. Le tue riflessioni sui due aspetti della unità della CHIESA, cioè sulla CHIESA invisibile e sulla chiesa visibile, trovano rispondenza in quella che è la realtà attuale dei cristiani: la prima, con la "C" maiuscola la si identifica con la CHIESA di GESU’; la seconda, invece, con la "c" minuscola è una chiesa costituita nella stragrande maggioranza da uomini pieni di sé e, quindi, definita "umana". Quest'ultima, pure avendo nelle diverse comunità cellule costituenti la CHIESA invisibile, perde la sua sembianza Divina e s'identifica solamente ed unicamente con le organizzazioni umane e sociali. CRISTO la SUA CHIESA è venuto per costituirla sulla terra servendosi di uomini, cioè di "veri" credenti in LUI che realizzando quella comunione fraterna tra di loro avrebbero testimoniato la SUA PAROLA anche con la vita come, d'altronde, hanno fatto e continuano a fare migliaia di Suoi discepoli. La CHIESA di CRISTO, attualmente, sulla terra è invisibile perché tale l'abbiamo resa noi; essa invece, dovrebbe essere palese al mondo perché, attraverso la sua testimonianza l'umanità tutta verrebbe chiamata a convertirsi e a farne parte per rientrare nel piano salvifico del DIO -CRISTIANO. Pertanto, compito dei veri credenti è quello di evidenziarla con la loro donazione reciproca per stimolare in tutti gli uomini quegli stessi sentimenti e coinvolgerli a fare parte integrante dell'organismo di CRISTO GESU’! Non bisogna rimanere sprovveduti ed inerti di fronte a questa caotica condizione della chiesa attuale che ha caratteristiche prettamente umane, come la presunzione al primato e alla interpretazione delle SCRITTURE, nonché al possesso della pienezza dello SPIRITO SANTO. Riferendomi al discorso premonitore di GESU’ circa il loglio e la zizzania; penso che EGLI parlando del loglio lo identifichi agli scandali e alle iniquità della terra, commessi da coloro che vogliono sostituire la menzogna alla VERITA’, il male al BENE, l'odio all'AMORE. 219 220 Però, tutto questo me lo auguro, nel nome SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO del DIOCRISTIANO, che non rientri in alcuna comunità cristiana che pur avendo delle gravi deficienze dovute, credo, ad una errata interpretazione della BIBBIA a causa della superbia, non pecchi contro lo SPIRITO di VERITA’ dando origine a scandali e a iniquità. Ogni comunità è carente della virtù della umiltà, spesso in senso buono perché ognuna ritenendo di credere in GESU’, secondo il proprio parametro e non già quello del CRISTO, ritiene di possedere lo SPIRITO SANTO. Questa condizione ultima, richiedendo la più profonda umiltà ed essendo la più richiesta dal DIO -CRISTIANO, è data conoscerla solo a LUI, a GESU’ e allo SPIRITO di VERITA’ e come tale sarà rivelata dal CRISTO nel giorno della PARUSIA. Posto, questo presupposto, cioè che il grado di santità dev'essere dato da GESU’, ognuno di noi perda la presunzione di essere pervaso dallo SPIRITO SANTO per primeggiare ed affermarsi sui fratelli, ma cerchi di capire che quanto più riceve, tanto più deve rendere e che il confronto di comunione col CRISTO è dato dal rapporto di comunione con i fratelli. Fino a quando la CHIESA del CRISTO non sarà manifesta al mondo e, quindi, il SUO CORPO rimarrà smembrato, il dolore lancinante della PASSIONE dal Getsemani al Calvario peserà su di noi come il rimorso angoscioso e tormentante e, quando saremo alla presenza del CRISTO, saremo trattati alla stessa stregua di colui che avendo ricevuto un talento , preferì tenerlo nascosto anziché farlo fruttare. Gioisco nel leggere le tue parole riferite alla comunione fraterna: "Per questo lotto, prego e soffro". Esse sono la sintesi della comunione col CRISTO e con i credenti in LUI. CRISTO ha dato il SUO PREZIOSISSIMO SANGUE per primo e, in particolare, per gli amici: ora tocca a noi ricambiare. Cerchiamo di penetrare il SUO Comandamento d'AMORE sacrificando noi stessi; amiamoci in LUI fino ad annullarci gli uni negli altri, affinché il mondo possa conoscere, valutare e valorizzare il supremo atto d'AMORE datoci dal nostro DIO -CRISTIANO. Lo SPIRITO d’AMORE, rivelazione del CRISTO nel PADRE, del PADRE nel FIGLIO scenda su di te e su quanti accettano, come vita, il Comandamento di GESU’! Eugenio Lettera a Titina Rossetti- Roma Foggia, 17 febbraio 1977 Cara Titina, non ti meraviglierà questo mio scritto quando apprenderai che esso è scaturito spontaneo dal profondo del cuore e con la speranza di portare conforto alla tua sofferenza. Ieri l'altro, andando da mia sorella Ninetta che tutt'ora sta poco bene ho appreso di te e, dopo che mia sorella ebbe accomiatato tuo fratello che si trovava da lei, ebbe a dirmi che da parecchio tempo sei costretta a startene a letto a causa di sofferenze fisiche di una certa portata. Cara Titina, la sofferenza può essere attutita dalla pazienza che si ha nell'accettarla e, sono certo che a te questa virtù non manca e che essa si acquista, in modo particolare, alla scuola di Gesù. Con te posso usare questo linguaggio perché, tempo addietro, appresi da Ninetta che eri passata ad altra confessione cristiana e che frequentavi con assiduità. Arrivare a GESU’, qualunque sia la strada, è lo scopo della nostra esistenza terrena. Credere in LUI, essere cioè convinti che CRISTO è l'unica realtà nella quale l'uomo può e deve sprofondarsi, significa avere conquistato la meta più eccelsa ed ambita; significa avere 220 221 penetrato, tramite la Grazia Divina, lo scopo vitale della nostra esistenza la quale, al di fuori del CRISTO, assume proporzioni meschine e misere Quindi, è al SUO insegnamento che dobbiamo educare la nostra personalità; e, educarsi alla scuola di GESU’ significa sforzarsi a seguire la strada battuta da LUI: umiltà, pazienza, rinuncia, sacrificio e sofferenza sono l'eredità che EGLI ha lasciato a coloro che vogliono seguirLo su questa terra, perché come LUI possiamo partecipare alla GLORIA di DIO PADRE. La posta è grande e rischiosa ma cento, mille e più volte grande è la SUA ricompensa. Questa Verità, l'unica e sola è quella rivelataci da CRISTO SIGNORE e dovrebbe essere la risultante di ogni singola vita vissuta su questa terra; invece, essa, è accettata solo da pochi, da coloro che innamorandosi del DIO -CRISTIANO sono stati penetrati dalla SUA GRAZIA ed hanno inteso che essa serve di preparazione alla NUOVA VITA: alla vita di pace, di carità, di fraternità di amore che è quella del CRISTO! In questa certezza, ti esorto, ad accettare con tanta pazienza la tua sofferenza determinata dal peccato dell'uomo perché così facendo si diventa prediletti del DIO –CRISTIANO e testimoni della salvezza dell'umanità desiderata e voluta attraverso il SUO OLOCAUSTO. So che sei tanto brava e riuscirai ad offrire tutto a GESU’e così facendo ti realizzerai in LUI con la tua completa donazione. Solo così tu, io e quanti sono amanti di GESU’, donandoci a LUI troveremo il balsamo alle nostre sofferenze fisiche, morali e spirituali. Smetto di scrivere col pensiero rivolto a GESU’, affinché ti renda conforto e sollievo in tutto ciò che è dolore e ti dia sostegno costante in quelle che sono le tue aspirazioni cristiane. Abbiti un fraterno saluto in CRISTO GESU’! Eugenio Marchesino Lettera a Paolo VI Pasqua 1978 Caro in Cristo Gesù, anche a te e alla corte cardinalizia giunga la mia esortazione, attraverso la mia miserabile e miserevole persona, unitamente al grido agonizzante del CRISTO perché vi adoperiate in conformità alla SUA Volontà nella ricomposizione del SUO AMATISSIMO e SACRATISSIMO CORPO, mutilato e sanguinante. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 Foggia A tutte le Confessioni Cristiane in occasione della Pasqua 1978 Caro fratello in Cristo Gesù, il desiderio ardente di vedere ricomposto il CORPO di GESU’, cioè la SUA CHIESA e, soprattutto, la certezza che tale opera si debba compiere con la collaborazione di noi cristiani, mi spinge a comunicare con tutti quei fratelli che ho avuto la grazia di conoscere in CRISTO. Penso che anche a te interessi il problema dell'Ecumenismo: un Ecumenismo "puro" che si realizza con la comunione di tutti i credenti in CRISTO GESU’ 221 222 La negazione di tale problema o il disinteresse per esso porta a non essere in sintonia col CRISTO, cioè con la donazione del Nuovo Comandamento "Amatevi gli uni gli altri, così come Io ho amato voi !" La sintesi dell'insegnamento della PAROLA si concretizza con la comunione dei fratelli in CRISTO, attraverso tutte quelle virtù richieste da GESU’ e ribadite da Paolo nella lettera agli Efesini. Perché tale comunione possa essere testificata abbisogna, indispensabilmente, della confluenza di tutti i "veri" credenti nella umiltà, nella dolcezza, nella pazienza, nella sopportazione, nella comprensione, nella carità, nell'amore Quando noi credenti avremo queste virtù, la CHIESA di CRISTO SIGNORE potrà fare irruzione, anche, su questa terra e sarà palese a tutti gli uomini e tutta l'umanità crederà e si convertirà in CRISTO! Fino a quando il CORPO di CRISTO rimarrà smembrato, martoriato e sanguinante nessun credente in CRISTO potrà dire di essere nella pienezza della comunione con LUI; perché la integrità del CORPO di CRISTO richiede la partecipazione di ogni credente come parte integrante di Esso: quindi, nessuno può godere della pace e della gioia che GESU’ irradia con lo SPIRITO SANTO e, nessuno, può partecipare alla Gloria del PADRE CELESTE. Tutti, nessuno escluso dei veri credenti, siamo chiamati a ridare la santa fisionomia al CORPO di GESU’ che si identifica e si ratifica nella comunione dei credenti in Lui. Non basta riconoscere CRISTO come personale SALVATORE, bisogna collaborare con LUI nella conversione, formazione e santificazione della SUA CHIESA; cioè quella dei Santi, di coloro che anche con la loro vita testimoniano che CRISTO è realmente il FIGLIO dell’ALTISSIMO, il MESSIA, il SALVATORE del MONDO! A causa delle condizioni precarie della cristianità di oggi, la conquista è molto ardita, è difficilissima ma bisogna iniziare e riuscire se vogliamo essere riconosciuti dal CRISTO come Suoi discepoli "...da questo tutti riconosceranno che siete miei discepoli", "PADRE, che siano una sola cosa con NOI!". A confronto e a sostegno di questa ostacolatissima meta da raggiungere ci siano di monito e di aiuto le parole di Paolo, il quale nella lettera ai Filippesi così conclude "Non fate niente per spirito di parte o per vana gloria, ma con tutta umiltà ognuno consideri gli altri superiori a se stesso". "Esortatevi, ammonitevi, consigliatevi, studiatevi e sopportatevi a vicenda". Sono parole della Parola, sono espressioni che devono aiutarci ad entrare in comunione, sono termini che devono portare ad identificarci con i fratelli perché insieme possiamo raggiungere Gesù, conquistare Gesù, fonderci col CRISTO! La presente invocazione, perché possa impegnarti, te la rivolgo nel nome SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO dello SPIRITO d’AMORE che si realizza nella Glorificazione del PADRE CELESTE nel FIGLIO e del FIGLIO nel PADRE CELESTE, nella quale GESU’ ha preparato il posto per i Suoi ...amici! Lettera a monsignore Riboldi Foggia, 10 dicembre 1992 Carissimo in CRISTO, mi faccio risentire dopo diversi anni avendo, in questo tempo, intensificato il rapporto col "mio" GESU’ ed anche perché ho dato ai torchi della stampa un'altra pubblicazione che ritengo, indispensabile, inviarti una copia. 222 223 Mi auguro che tu meditandola abbia a riscontrare quel rapporto intenso d'amore che sussiste tra me e il CRISTO Poiché nell'altra Dimensione ci ritroveremo e ci risentiremo, ebbene che stando su questo pianeta abbiamo a risentirci, seppure raramente. Ti abbraccio in CRISTO GESU'. Eugenio Lettera a monsignore Riboldi Foggia, 1 marzo 1993 Caro in CRISTO, dopo lunga e vana attesa per ricevere un riscontro sulla mia ultima pubblicazione "La Dimensione Eterna", sento doveroso con un forte sentire cristiano porgerti un quesito. A cosa è dovuta questa tua "astinenza"? Forse ho mancato di riguardo al nostro DIO CRISTIANO evidenziando nel mio scritto, categoricamente, che l'epicentro della nostra vita presente e futura è il CRISTO? COLUI che ha salvato tutti noi, dandoci la prerogativa di salvezza futura, seppure in tempi lontani per quanti offuscano e deteriorano la SUA Immagine; e, che rivolgersi ad altri mediatori, conoscendo l'AMORE generato dal PADRE CELESTE nella Donazione al FIGLIO GESU’ e del FIGLIO al PADRE è superfluo o addirittura offensivo all'AMORE, allo SPIRITO SANTO? Spero che a questi interrogativi, tu che vai per la maggiore tra le ecclesiastiche autorità possa darmi, cristianamente, una risposta Non temere il giudizio dell'uomo, il solo valido è quello del DIO -CRISTIANO. Gli uomini, in genere, o meglio i "sub" della terra sono assai carenti nell'AMORE ed hanno, quindi, una parva od errata conoscenza del CRISTO. Abbiti un fraterno sentire cristiano. Eugenio Lettera a monsignore Riboldi Foggia, 29 marzo 1993 Monsignore, sono deluso e amareggiato: deluso per la stima che le portavo; amareggiato, perché per quanto mi compete, a causa della sua voluta manchevolezza nei miei riguardi e, ancor più, nei riguardi del CRISTO, le sono da attribuire 300 anni nella prima e 300 anni nella seconda sezione della sfera "Caina" in più a quanti ne ha maturato stando su questo pianeta. Lei prenderà con ironia quanto menzionato ma, nel prossimo Futuro, constaterà che quanto le ho attribuito lo vivrà. Eugenio Lettera all'Onorevole Pannella 223 224 Foggia, 8 ottobre 1978 On,le Pannella, sono un credente in CRISTO, senza nessuna etichetta di denominazione e quindi di appartenenza a Comunità, perché penso che se l'avessi, una tale condizione mi porterebbe a non essere in sintonia col "mio" GESU’ Pertanto, al di sopra delle tante divisioni tra i cosiddetti "cristiani", li frequento tutti e con tutti prego il PADRE comune, perché ritengo che la CHIESA di CRISTO sia "Una e indivisibile" Ciò che mi spinge a scriverle è stato senz'altro determinato dalla nobiltà dei suoi sentimenti nei riguardi di quanti esseri umani vengono, ingiustamente, condannati dai propri "simili" a vivere pochi istanti di questa esistenza. Il suo atteggiamento magnificente, acquisito per la difesa della vita umana è, non solo degno di particolare lode ma anche e, soprattutto, da essere tenuto nella più profonda considerazione. Un tale modo di sentire trae origine, indiscutibilmente, dalla fonte di AMORE, la cui Essenza l'ho ravvisata nel "mio" GESU’. Anch'io, seppure in maniera attenuata, vivo il dramma di tante povere vite umane che giornalmente si spengono a causa della sopravvivenza di egoisti esseri, certamente non definibili umani che accentrano in se stessi il gusto di accumulare il tutto a danno dei propri "simili" e, forse, godendo di determinare così macabre situazioni. Essendo anch'io, ripeto, interessato ai bambini del Terzo Mondo, vengo a farle conoscere uno dei tanti sistemi che ho escogitato per cercare di aiutarli: sostenuto, quindi, dal pensiero di fare qualcosa per loro e spronato dalla loro condizione mostruosa ed insostenibile che grida giustizia al cospetto del DIO -CRISTIANO. Inoltre, pervaso dal desiderio sofferente di evidenziare una realtà dei già menzionati "cristiani", in completa antitesi col VANGELO, ho realizzato e pubblicato un volumetto il cui ricavato sarà devoluto ai bisognosi, ai diseredati. Le invio, quindi, una copia per sottoporla alla sua acuta visione perché, ella, se crede mi aiuti a diffonderla e a realizzare, anche, il suo vitale desiderio. Non ho la velleità di convertire al mio sentire cristiano, ma desidero ardentemente che il contenuto sia letto da molti per affrontare, con chiunque, una critica costruttiva affinché l'essere denominato "uomo" non abbia ad avere solo tale sembianza; nel mentre, invece, si realizza nel peggiore aspetto della bestia. Se questa mia aspettativa venisse delusa, cioè non riuscissi a fare recepire l'Essenza del "mio" GESU’, con la vendita di ogni copia contribuirò a protrarre seppure per un giorno la vita di altri esseri che hanno, a differenza di molti, vera dignità umana. Le accludo una seconda copia che desidero, ansiosamente, arrivasse nella mani del fratello Giovanni Paolo II, al quale ho scritto per ben due volte ma sono sicuro che nessuno delle due volte gli vennero consegnate le mie raccomandate. Pertanto, le chiedo accoratamente questo favore: fare capitare la copia del Libro nelle mani del papa. Certo di ricevere un cenno di riscontro a quelle che sono le mie richieste, la ringrazio profondamente, unitamente, al "grazie" cristiano. Eugenio Marchesino- via don Sturzo, 5- Foggia- 224 225 Lettera a papa Wojtyla Foggia, 3 marzo 1994 Ancora caro in CRISTO, nonostante l'invio alla tua persona del Secondo e del Terzo libro dopo il Vangelo, sempre che i tuoi principi te li abbiano fatto pervenire, nessun eco c'è stato. E' vero che chi ti scrive è una infinitesima cellula del CORPO di CRISTO, ma è anche vero che pochi stando su questo pianeta vi fanno parte e, raramente, qualcuno come papa e qualcuno dei tuoi sudditi. Lo scriverti ancora, cosa che non avrei voluto fare più, è dovuto a quanto tu ostenti e che mi stimola a riprenderti alla presenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Infatti, domenica scorsa ebbi ad ascoltare, per televisione, la tua voce e tra l'altro, in particolare: "I disegni della Divina Provvidenza sono misteriosi". Se tu avessi avuto la possibilità di meditare sulle mie ultime due pubblicazioni inviateti, avresti potuto carpire quanto mi viene "detto"; e, in questa circostanza, che tanto è stato dovuto a riprenderti affinchè tu non avessi ancora a prostrarti davanti a simulacri che offendono l'immane possanza del DIO -CRISTIANO nella integrità della SUA SPIRITUALITA’ e, anche, perché ciò porta il popolino "disinformato" a ripetere tali genuflessioni. A tanto ho dovuto attendere perché sorretto dal "mio" GESU’ che ha donato tutto se stesso per salvare me, te e "tutti" gli uomini. Se i tuoi principi non hanno permesso che ti pervenissero i due opuscoletti, guai a loro nella IPERCONSCIA, fa che essi possano essere sottoposti alla tua visione perché, nel prossimo futuro, tu abbia a farti penetrare da quanto in essi è evidenziato esplicitamente e che ti sarà di grande aiuto in avvenire. Un saluto fraterno in CRISTO GESU’. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5-Foggia- Lettera a Carlo Carretto Foggia, 20 settembre 1992 Caro in Cristo, ancora oggi mi è data la possibilità di scrivere su questo foglio quanto avevo buttato su alcuni fogliettini, il giorno dopo della tua conferenza. Sono Eugenio, il piccolo ed anonimo Eugenio che nel 1978 ebbe a scriverti lunghe lettere, perché convinto che, nel lungo trentennio di conoscenza e di rapporto con GESU’, nella ricerca di fratelli fra i credenti in CRISTO, aveva trovato in te uno dei pochissimi. A quelle lettere mi rispondesti due volte, assai laconicamente, ma con dei pensieri così meravigliosi che mi facevano sentire, piccino piccino, ed intensamente indegno di quanto mi attribuivi. 225 226 In questi lunghi anni, ho sempre conservato il tuo ricordo tanto caro, indelebile e fraterno e, la notizia della tua venuta a Foggia per il 3 di settembre mi aveva reso euforico e desideroso di rivederti per abbracciarti alla maniera del CRISTO. Quel giorno, cento impedimenti: l'energia del Male cercava di ostacolare ad ogni costo la mia presenza alla sala per ascoltarti, tanto che alle ore 16.00 ero certo di non venire a renderti l'omaggio fraterno; e, questa condizione, rendeva sempre più insopportabile la mia depressione. Verso le ore 17.00 le fosche nubi cominciarono a dissiparsi e, in me, si fece luce la speranza di essere presente alle ore 19.00 alla sala S, Francesco per incontrarti e darti il mio sentito ed affettuoso amplesso cristiano. Arrivai in ritardo: erano le 19.50 e tu avevi già cominciato la tua relazione sulla "non violenza". Durante la tua esposizione avesti degli atteggiamenti fisici che sembravano non essere consoni al tuo parlare e, quindi, al tuo reale sentire: Riuscii comunque ad assorbirli con molta facilità, tanto era in me il desiderio di stare con te e parlare qualche minuto, onde scambiarci le nostre esperienze fatte intorno al CRISTO. Continuando la tua relazione, rimasi un po' sbigottito quando cominciasti ad accennare la tua posizione verso il peccatore (prostituta, drogato, violento) e molte delle tue parole mi sbalordirono e mi convinsi che il tuo parlare era fuori della realtà, specialmente quando affermasti che non esigevi giustizia, né condanna verso il peccatore, in quanto egli si era già auto condannato, auto -tormentato, e che l'inferno se lo era costruito da solo. Quindi, esortavi i presenti e chiunque a non imprecare verso il peccatore, perché aveva già la sua pena: pena che, secondo te, se la era causato da solo. E' qui il tuo grande errore, infatti non sei riuscito a penetrare la realtà umana in quanto in quella prostituta, in quel drogato, in quel violento vi sono parti di colpe che vengono proiettate da me, da te e, in gran parte, dai molti presenti di quella sera alla tua conferenza perché, molti di essi, puzzavano di sagrestia. Leggevo poco tempo addietro su di una rivista de "La Torre di Guardia" dei testimoni di Geova come la corruzione del popolo romano, al tempo dell'impero, era da attibuirsi alla credenza degli dei corrotti e violenti del loro tempo: A quel teologo avrei voluto chiedere, per analogia, da chi trae oggi origine tanta prostituzione? Non già dal DIO -CRISTIANO che si è totalmente donato a tutta l'umanità, affinchè ognuno di noi nell'mitarLo nell'Oblazione ritrovassimo la pace, quella pace che tutti, pur non conoscendola, agogniamo. La risposta perciò me la sono data io e se fosse errata, ti esorto, a correggermi. Essa trae origine, maggiormente, dai cosiddetti "battezzati" che deturpando non solo il nome ma anche la Fisionomia dell'UOMO -DIO Lo rendono inaccettabile ai molti che trovano sfogo nell'ateismo, e quindi nei suoi derivati: droga, sesso, violenza, prostituzione., etc. Ti preoccupi tanto, ed è giusto, della violenza morale che viene fatta al popolo Polacco, ma ancor più, dovresti preoccuparti, soffermandoti e meditando sul "libertinaggio" figlio delle democrazie fasulle e, particolarmente, su quello italiano frutto della democrazia cristiana che ha generato e legalizzato la prostituzione, tanto che la verginità, oggi, viene vista sotto un aspetto ossessivo: dovresti preoccuparti dei drogati in numero da spaventare quanti si soffermano sulle loro statistiche; dei prevaricatori famelici di creature innocenti che invocano giustizia al cospetto del DIO -CRISTIANO; dei brigatisti che germogliano con una fecondità impressionante e così via! Non pensi che tutte queste degeneri deformazioni fisiche, morali e, soprattutto spirituali siano frutto di una pornografia, di una oscena sessualità, di una violenza che per la loro valenza non trovano eco in nessun tempo della storia umana perché i mass-media e la stampa corrotti investono e coinvolgono anche i piccoli, la cui purezza è tanto cara al CRISTO? 226 227 Non pensi che la mafia trovi riscontro e si alimenti nella diversità dei beni e nella prepotenza che pochi, detentori di quelli fanno nei confronti dei molti? E che tutto lo squilibrio che genera le tante carenze umane abbia, prima, origine nella poca ed ipocrita testimonianza che noi diamo al mondo che, inutilmente e spesso erratamente, cerca altrove la pace che lo Spirito, fattura del DIVINO, esige? Trent'anni fa , circa, cominciai a conoscere CRISTO nella SUA vera Dimensione e, attraverso questo tempo e attraverso una grande sofferenza, EGLI mi ha formato dandomi una personalità nel senso più largo della parola perché potessi prima conoscerLo sempre più e, poi, vedere le cose alla SUA Luce; pertanto questo mio scritto è visto e sentito alla Luce, LUCE della "LUCE"! Scusami la pausa e riprendo il discorso sull'incontro tanto atteso e comunque mancato. Quando terminasti di parlare, mi avvicinai con gli altri per abbracciarti e, quando mi fosti vicino ti baciai e ti chiesi, semmai ti fossi ricordato di me. Assurda domanda, in quanto ci eravamo visti e sentiti per qualche minuto tre anni prima. Continuai dicendo: "Sono Eugenio" e tu "Come?". Di rimando dissi: "Eugenio Marchesino". E tu: " Ah, sì" e quasi riluttante ti allontanasti. In quel momento sentii di essere come quel lebbroso di frate Francesco: quando egli, al solo pensiero di avvicinare un lebbroso, inorridiva! Pazienza! Quella sera volevo darti una copia del Libro di poesie in vernacolo foggiano, da poco pubblicato e che considero: "Il Classico dei Classici della Teologia Cristiana". Non ne ebbi la possibilità perché gente molto più quotata ti faceva da capannello. Comunque te lo invio, chissà tu venissi toccato dallo SPIRITO di VERITA’ e lo meditassi per penetrare la profondità del pensiero cristiano da me assimilato ed in esso riportato e che ritengo sia vicino al CRISTO, perché privo di ogni interesse che potrebbe compromettere la bellezza della "Parola"! Consentimi di credere che lo leggerai e se proprio il tempo te lo negherà, ti esorto a soffermarti sulle due liriche: "Il più grande peccatore e il Tormento del Getsemani". Esse ti mostreranno la mia dimensione nel CRISTO e la mia sofferenza nel CRISTO! Voglio sperare che tu amando la Carità, il CRISTO, abbi a darmi un cenno di riscontro senza timore alcuno di esortarmi a correggere là dove ci fossero dei madornali errori. Se si è discepoli del CRISTO, se la Fede è veramente salda bisogna difendere anche con la vita la VERITA', quella VERITA' del CRISTO che ci ha fatto liberi! Abbiti, comunque e sempre, un sentire fraterno nell'AMORE del CRISTO! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5- Foggia- Lettera a monsignor Bettazzi Foggia, 31 dicembre 1993 Caro in Cristo, sei stato uno dei pochi tra i diversi vescovi ad essere stato illuminato e a porgerci il tuo "grazie" A te giunga anche il "nostro" sentito ringraziamento e l'augurio per un Natale perenne. Fra qualche mese, i torchi della stampa daranno vita al seguito della pubblicazione della "Dimensione Eterna" e sarà nostro dovere inviarti una prima copia. Leggendola e meditandola potrai renderti conto di quali vantaggi hai potuto godere per avere dato riscontro alla nostra missiva. Abbiti un fraterno abbraccio in CRISTO SIGNORE! Eugenio Marchesino 227 228 via don Sturzo, 5-Foggia- Lettera al sig. Tortora Foggia, 2 gennaio 1978 Gentile sig. Tortora, sono l'insegnante Eugenio Marchesino da Foggia e raramente seguo le trasmissioni televisive, perché oberato dagli obblighi verso la mia numerosa famiglia e, soprattutto, dal doveroso impegno cristiano verso coloro che abbisognano di sollievo e conforto morale. Agli spettacoli televisivi, quindi, preferisco il contatto con i sofferenti della famiglia umana. "Portobello" è l'unica trasmissione che, spesso, seguo forse perché essa è consona a quelle che sono le mie aspirazioni cristiane: aiutare il prossimo dandogli quanto è necessario per alleviare le sofferenze e cercare, soprattutto, ad aiutarlo a entrare nella dimensione "umana"; pertanto sento attrazione verso la sua trasmissione e la seguo con piacere. Ho notato che molti bandoli della intricata matassa, relativa alla tragedia umana sono stati da lei districati. Pertanto, animato da questa realtà e, più ancora, dalla voce di COLUI che penetra ogni animo, vengo a sottoporle un caso pietoso degno di ogni attenzione e di cui, penso, lei sarà certamente a conoscenza avendo la stampa promulgate molte notizie. Desidero che lei, avendone la possibilità di interessare coloro che amministrano la giustizia, chiedesse loro del perché di tanta "ingiustizia" nella giustizia. Mi riferisco a due casi che le sottopongo: uno riguarda Giuseppe Paglialunga, il quale da quanto la stampa ha enunciato e da quanto egli stesso asserisce nelle sue lettere, si trova in carcere da quasi trent'anni per "furti e furtarelli" che nell'arco dei sei lustri hanno arrecato danni che non superano il milione di lire; l'altro caso, veramente singolare, riguarda Franco Mannino il quale, mentre avrebbe dovuto scontare tre ergastoli e non so quanti anni di detenzione per i suoi efferati delitti, è stato messo in libertà. Perché lei possa penetrare, più profondamente, il caso di Giuseppe Paglialunga, nella sua vera essenza di umiltà, le invio copia della corrispondenza intercorsa tra me e lui dal 26 ottobre u.s, ad oggi. Attraverso le lettere di "Pino", la prego di non tenere in alcun conto quanto egli, nella sua eccessiva gratitudine, rivolge alla mia persona perché come a lui stesso dicevo, le sue parole non fanno che umiliarmi a tal punto da farmi sentire più...piccino! Sicuro che la sua calorosa mediazione, sostenuta dall'Essenza della Giustizia, dal CRISTO darà a Pino la grazia agognata, le sono infinitamente grato e riconoscente anche a nome di COLUI che alimenta il senso della fraternità tra gli uomini. Distinti saluti. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5-Foggia- Lettera a Sorella Speranza Foggia, 16 marzo 1979 Umanissima Sorella Speranza, 228 229 sono Eugenio Marchesino da Foggia e dal suo giornale ho appreso della drammatica vicenda di Claudio e della sua famiglia, colpiti dal morbo di Cooley. Essendo stato impressionato dal coraggio di quella provata gente e di Claudio in particolare, per la sua fede in CRISTO, desidero ardentemente comunicare ed inviargli una lunga lettera. Pertanto, ti chiedo di essere umana anche con me usandomi la cortesia di inviarmi, tramite raccomandata, l'indirizzo completo del caro Claudio. Nel porgerle il mio anticipato ringraziamento, non posso non palesarle la mia ammirazione per la nobiltà dei sentimenti che cerca di risvegliare dal precordio umano attraverso lo S.O.S. agli uomini di buona volontà perché diano una mano a quanti, spesso, forzatamente sono costretti a chiedere. Le invio i bolli necessari. La ossequio distintamente. Eugenio Marchesino via don Sturzo,5-Foggia- Lettera a Cesare Musatti Foggia, 19 giugno 1979 Professore, almeno così l'hanno chiamata in televisione, ieri sera, e per caso l'ho seguita nell'intervista che le facevano. Ho appreso, quindi, che lei è uno psicanalista, almeno così l'hanno denominata ed anche di una portata che va per le maggiori. Durante i suoi "16" lustri e più di vita terrena, senz'altro ha avuto la possibilità di conoscere e competere con uomini che, come lei, quotano fortemente nel campo della cultura. Però, come analista della psiche io credo che lei sia enormemente carente, perché ho recepito dal suo parlare che in questo, seppure lungo tempo terreno che è vissuto sul nostro pianeta, non è riuscito a fare l'analisi nemmeno a se stesso. Infatti, avendo lei negato l'esistenza di DIO ha ammesso la sua profonda ignoranza intorno alla psiche umana, tanto da apparirmi più piccino di quei bambini ai quali, come lei diceva, la garanzia del loro papà è la realtà della loro vita. Essi, senz'altro, così credendo hanno dimostrato di essere coscienti della loro limitatezza, della loro impercettibilità e, quindi, della necessità che hanno indispensabilmente di avere bisogno di qualcuno che li integri, che li completi. Lei, invece, le ripeto alla LUCE del CRISTO, al cui modello pongo la stima e quindi il valore dell'uomo, mi è apparso più infantile di quei bambini perché, nonostante i suoi 82 anni non ancora è entrato nella pochezza dei limiti umani che, se non ancorati alla certezza di una proiezione con l'Infinito, rende ancora più macabra e detestabile il vivere all'essere più evoluto di questa terra che si estrinseca, in realtà, nella condizione di condannato a morte fin dalla nascita, di dolore vivente, di putredine ambulante, di pastura degli esseri più reietti della terra. La prego, quindi, di dare inizio ad una disanima della sua psiche perché possa averne la parvenza della sua reale essenza, per poi iniziare un discorso sulla psiche altri. Nel mio umile sentire, le esprimo la mia più profonda delusione per averla conosciuta ed ascoltata, seppure in televisione. Ciò nondimeno, le auguro di riscoprirsi e di ritrovarsi nel CRISTO! Eugenio Marchesino 229 230 via don Steuzo, 5- Foggia- Lettera a Suor Agnese Carta- Casa del Sollievo-S. Giovanni Rotondo Foggia, 16 giugno 1980 Carissima in Cristo, eccomi a te, come promessoti, durante il mio soggiorno costà; gli obblighi tuoi e gli impegni miei non ci hanno consentito di prolungarci a parlare del "nostro" Gesù. Però i brevi tratti che abbiamo tracciato parlandoci del "Bene" comune ci hanno consentito di fare emergere il desiderio ardente di comunione che in noi alberga, il quale se sempre più alimentato dall'Amore del CRISTO tenderà ad essere sempre più esigente nella concretezza e a realizzarsi con la comunione fraterna fra tutti i credenti. Il continuo colloquiare e la continua possibilità di confrontarsi, senza false paure, sono elementi necessari a determinare quella osmosi spirituale indispensabile che annulla la diversità di sentimenti e porta ad entrare, sempre che si è pregni di quella umiltà in quella orbita d'amore, dalla quale una volta avvinti si è trasportati a donarsi totalmente imitando il CRISTO, perché completamente trasformati e rinnovati, tanto da essere glorificati, per mezzo dello SPIRITO di VERITA’, con l'annullamento nell'altro affinché la realtà sia una sola: CRISTO GESU'! Quando ti ricordo, ricordo pure la tua umana e sentita esortazione rivoltami perché io abbia a rivedere il mio pensiero intorno alle epistole scritte agli ultimi due papi. Per quei sentimenti determinati da GESU’ e per la comunione fraterna che avverto fortemente nei tuoi riguardi, sarei ben lieto di soddisfare la tua richiesta ma, ahimè, la stessa comunione col CRISTO mi vieta nel modo assoluto di travisarne il sentire che dal mio spirito sgorga dolorante alla vista della tremenda sofferenza di GESU’, il Quale continua a donarsi perennemente per la salvezza di tutti gli uomini: dalle generazioni passate, alle presenti e a quelle future. EGLI langue, EGLI spasima, EGLI sanguina, ancora, sotto il peso della CROCE, del vituperio, dell'obbrobrio che noi cristiani "fasulli", in sostituzione degli esecutori materiali e degli ebrei accusatori, sempre più accanitamente, e non accontentandoci come questi ultimi di gridare al "Crucifiggilo", siamo operatori insaziabili delle SUE sofferenze perché non ottemperiamo al SUO COMANDAMENTO d’AMORE, né obbediamo al SUO esortante imperativo: "Amatevi gli uni gli altri e il mondo crederà in Me!". Un tale aspetto macabro fino alla morte non mi consente di prendere in alcuna considerazione chi determina, secondo me, una situazione tanto degenerante che denigra, sempre più, il NOSTRO GESU’. GESU’ eccelle per la SUA Essenza di umiltà e, quindi, per l'annullamento della SUA Personalità perché desidera esaltare la dignità dell'uomo in genere, distrutta dal peccato, cioè dalla ribellione all'AUTORE di ogni Bene. GESU’, facendosi col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO SANTO, edificatore della SUA creatura le ha dato la possibilità di rialzarsi dalla condizione di prostituzione, sempre più distruttiva di sé in cui era caduta e, forse, inavvertitamente, continua ad esserlo. CRISTO, donandosi reciprocamente al PADRE, ha generato lo SPIRITO di VERITA’ ed insieme hanno desiderato dare alla LORO creatura la certezza che tutto sarebbe tornato come e meglio di prima, nonostante che questa, nella sua ignavia, tenta di annullare tanta Magnificenza e tanto AMORE! 230 231 Egli, GESU’, quindi al di là del Comandamento "Nuovo" col quale esorta tutti i discepoli, noi compresi, ad amarci l'un l'altro perché il mondo possa in LUI incontrare la salvezza, l'eterna felicità, l'mmenso gaudio; imperativamente alla vigilia della SUA Sublime Donazione invita i SUOI duscepoli, quindi anche noi, a fare quanto LUI primizia di felicità, nell'Offerta perfetta, stava realizzando: "Fate questo in memoria di Me!". Come IO faccio, continuate anche voi a farlo perché il mondo creda e si salvi e perché il peccato sia distrutto e con esso il dolore fisico, la sofferenza morale e spirituale, la morte corporale e tutto ciò che tende ad annullare il valore incomparabile dello SPIRITO. Al cospetto di tanta immensità di SPIRITO del NOSTRO SIGNORE GESU’ e al cospetto della SUA impeneetrabile OBLAZIONE come posso io riconoscere, per analogia, il papa come vicario del CRISTO? Un re della terra che tutto possiede del mondo fallace: dalla gloria alla ricchezza, dalla potenza al benessere e che vive una realtà in completa antitesi al CRISTO presumere di esserne il sostituto e di farne le veci sulla terra? Una sì degna condizione sarà attribuita a tutti coloro che rifiutando ogni mollezza in questa esistenza avranno, nel nome di CRISTO, donata interamente la loro vita per dargli testimonianza e, quindi, dare la possibilità al mondo di riconoscerLo, accettarLo ed amarLo. CRISTO avrebbe potuto scendere a compromessi con le autorità civili e religiose del suo tempo e conquistarsi tutta l'effimera gloria che il mondo dà; invece, EGLI consapevole di questa realtà ingannevole, fino alla fine, ha realizzato la volontà del PADRE CELESTE perché, anche noi, imitandolo avessimo potuto fare altrettanto. CRISTO afferma: "Gli uccelli hanno il loro nido, le volpi le loro tane; il Figlio dell'UOMO non ha dove poggiare il capo". EGLI, l’AUTORE della VITA, l'AUTORE di ogni ricchezza, il PADRONE dell’UNIVERSO non possiede il minimo spazio per non esserne contaminato, non già LUI ma emblematicamente l'uomo, il quale non deve vivere nelle mollezze perché queste deteriorano la rigidità dello spirito. Nel mentre il papa sovrano di un regno che quantunque si cerchi di mimetizzare, possessore di una reggia che pochi re della terra possono competergli, si arroga il diritto di uguagliarsi al CRISTO, addirittura di esserne il sostituto sulla terra demolendo così la SACRATISSIMA Fisionomia dello STESSO GESU’ che non viene recepita dal mondo. A sostenerlo vi è la corte cardinalizia, i cosiddettì" principi" della chiesa ( della chiesa con la c piccolissima che non ha alcuna parvenza di quella del CRISTO) che con il papa si arrogano il diritto di essere i detentori della VERITA’, senza rendersi conto alcuno ( e spero che sia così) che così affermando essi valorizzano, sempre più, il bene del mondo, negando la realtà del CRISTO e affermando e favorendo l'ateismo. Essi, così coalizzati, così vivendo a danno deì derelitti avanzano l'assurda pretesa di essere i rappresentanti di COLUI che innoridisce dinanzi ad una realtà che sempre più Lo disgusta, sempre più Lo annulla, fino al punto di negarLo all'umanità; la quale ansiosa, tormentata e bramosa di pace Lo cerca e non riesce a trovarLo perché i "superbi", con la loro prepotenza prevaricano e vessano i diritti di ogni creatura che il CRISTO ha rivalutato con il donarsi ad essa, tramite il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO, sancendoli tramite la CROCE! A sostenere, seppure indirettamente, queste velleità delle "piccole papaline rosse" dei cattolici, vi sono le altre comunità, cosiddette cristiane, che informandosi in gran parte alla struttura e alla dottrina dei cattolici, parallelamente a questi ultimi anche se apparentemente, avanzano la stessa pretesa: ognuna di esse afferma di essere la vera chiesa, di esserne i conservatori dei poteri e delle Verità di DIO: del DIO -CRISTIANO che si è identificato nel CRISTO e nello SPIRITO di VERITA' !. 231 232 Essi così operando, così sostenendo e illuminati dallo spirito di superbia, prevaricano ogni possibilità ed ogni diritto di conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA',nella SUA vera ESSENZA. Spesso scrivendo a prelati di una certa portata, oppure a uomini che dimostrano di volersi realizzare nell'Essenza del CRISTO, ho ripetuto più volte che la gerarchia nella "chiesa" è la negazione della realizzazione della CHIESA di GESU’ e che essa, è la causa angosciante e determinante di ogni male che cozza con la umiltà. Essa genera la negatività umana in ogni settore dando una falsa fisionomia della vera CHIESA creata da GESU’ distorcendo anche il fine di salvezza che CRISTO ha ratificato col SUO Preziosissimo SANGUE. La gerarchia nella CHIESA di CRISTO SIGNORE dovrebbe essere intesa e realizzata in funzione della rinuncia, della donazione, del sacrificio totale di se stessi per l'affermazione e la testimonianza di COLUI che ci integra e ci completa nella Humanitas. Sino a quando sulla terra ci saranno i falsi profeti del CRISTO, la fisionomia di GESU’ sarà sempre più distorta, offuscata, plagiata e, quindi, sempre più nascosta a coloro che soffrono perché violentati, tormentati, emarginati e che lottano, veementemente, per trovare il linimento alle loro brucianti e sanguinanti ferite.! Se veramente siamo desiderosi che l'Umanità trovi quel GESU’ che, per ogni uomo, ha dato il SUO SANGUE PREZIOSISSIMO, cerchiamo di testimoniare col nostro sangue la SUA DIVINA REALTA’ e che dà l'esatta dimensione alla nostra umanità. Bisognerà, quindi, distruggere il nostro non solo egoistico ma angosciato "io" che è quanto ci dà l'illusione di farci emergere sugli altri, a cominciare dai " gerarchi" della chiesa cattolica ed ortodossa che vivono parassitariamente sulla sofferenza e sulla donazione di sangue dei “veri” fratelli del CRISTO e su quanti subiscono le angherie del mondo, perché in esso manca la giustizia: CRISTO SIGNORE! Il sangue di quelli grida giustizia al cospetto del DIO -CRISTIANO, per mezzo dello SPIRITO SANTO e del SANGUE PREZIOSISSIMO del CRISTO. CRISTO va riscoperto in una nuova Dimensione di Munificenza, nella SUA Magnificenza che si realizzano nel SUO annullamento, per mezzo del quale, evidenzia me, te e maggiormente i "sofferenti", perché questi ultimi, tu ed io possiamo assurgere a dignità di uomini, il cui prototipo è CRISTO GESU'! A tanta dignità potremo giungere se riusciamo ad integrarci l'un l'altro, determinando quella comunione che LUI desidera e alla quale si giunge col dare anche noi l'ultima goccia di sangue; e, tanto, perché le ferite di GESU’ abbiano a rimarginarsi, il SUO CORPO abbia a ricomporsi e la SUA CHIESA abbia a farci partecipi della SUA Eterna Gloria! Carissima in CRISTO, ho imparato alla scuola di GESU’ a sentirmi una nullità se LUI non è con me; ad essere un reietto, detestabile e carente se non c'è LUI che mi riabilita, mi integra, mi completa; lacunoso e meschino appaio se cerco di vivere al di là di CRISTO SIGNORE. Inoltre ho imparato al SUO magistero che tanta meschinità, tanta povertà e tante aberrazioni possono e devono essere eliminati dal desiderio bruciante e dallo sforzo incessante di volerLo e poterLo imitare nella Umiltà, nella Magnificenza e nella Munificenza. Ti chiedo venia per la durezza del mio sentire nei confronti della gerarchia ecclesiastica, però sono sentimenti veramente vissuti e come tali, anche se possono apparire esagerati, non temono alcuna condanna da parte del NOSTRO GESU’. EGLI ci ha insegnato ad essere coerenti, donando la SUA VITA, ed a persistere nella purezza del nostro sentire, affinché questo sia confrontato alla SUA VITA; pertanto, non temo nulla e tanto meno gli uomini. E' angosciante e tormentante constatare che sono trascorsi duemila anni dalla venuta di GESU’ sulla terra ed EGLI non ancora viene conosciuto su di essa, anzi va perdendo sempre più terreno per nostra colpa e, tanto, torna a nostra condanna. 232 233 Quel sipido elargito dai primi "cristiani" che hanno dato al mondo va scomparendo sempre più e, sembra giunto il tempo che il sale divenuto insipido sarà preso, battuto e calpestato. Cerchiamo, noi, di essere vigili come le vergini "attente" che aspettano il ritorno del loro Padrone, non lasciamoci distogliere dalle offerte ingannevoli del mondo che tende ad esautorare, illudendosi, ogni sovranità a COLUI che è l'unico Re! Il tuo pensiero espressomi sul bigliettino, visto al cospetto di quello del fratello Carretto, inviatomi poco tempo fa, sembra avere lo stesso spirito; pertanto li ho uniti perché sempre possano integrarmi e sempre più evidenziarmi la Fisionomia amata del NOSTRO REDENTORE. Abbiti in CRISTO SIGNORE il mio sentire fraterno e, scusami ancora, se ti sono apparso violento: a volte, bisogna essere violenti per conquistare il REGNO dei CIELI! Eugenio Lettera al Pastore dei Pentecostali- FerriFoggia, 15 marzo 1982 Carissimo in Cristo, Ho ricevuto la tua cartolina che nel mentre mi ha sorpreso, nello stesso tempo mi ha fatto tanto, tanto piacere. Da essa ho potuto constatare che non sono stato da te obliato come, d'altronde, anch'io non posso dimenticare gli incontri avuti con te. Anche se rari, essi sono stati sempre positivi per la conoscenza sempre più profonda del CRISTO e per il rapporto di comunione che EGLI impone ai SUOI credenti . Nel passato ho sempre cercato d'incontrarti e non essendomi stato possibile, ho continuato a chiedere di te. Tanto che, tempo addietro, mi riferisco a due anni fa quando portandomi più spesso alla sala del culto, dove tu per tanti anni hai offerto la tua opera pastorale, chiedevo notizie di te ma mi venivano date informazioni assai evasive, Cercai, inutilmente, di mettermi in contatto telefonico, purtroppo anche questa possibilità ebbe esito negativo, in quanto alle mie telefonate nessuna voce fece eco. Comunque, anche se le circostanze sembravano avere voluto mettere fine a quello scambio di vedute intorno a quella ed unica "Verità", ho sempre continuato a pensarti e a ricordarti con piacere perché quanti credono in CRISTO sono miei fratelli in LUI, indipendentemente dalla etichetta della loro confessione, la quale per me costituisce un ostacolo continuo alla realizzazione della CHIESA di GESU’, anche,sulla terra. E quando quest'ultima troverà la SUA vera Dimensione, tutte quelle denominazioni che per secoli sono state oggetto di divisioni scompariranno nel nulla per essere e per sempre obliate. Anche se adesso, situazioni particolari di famiglia e mie particolari mi consentono molto raramente di portarmi presso le comunità dei fratelli, tuttavia resta sempre bramoso in me il desiderio di sentire tutti i credenti in CRISTO, responsabili di quanto incombe su di noi per la riedificazione di quel CORPO SACRATISSIMO che per tanti secoli e , ancor più oggi, continua ad essere dilaniato. Perciò, caro in CRISTO, anche in te continuo a sollecitare l'impegno a continuare la battaglia iniziata dal NOSTRO GRANDE MAESTRO, la quale ha come finalità la conversione e la salvezza degli uomini "tutti"! E questa si potrà avere vinta solo quando, tutti gli uomini credenti in CRISTO, avremo data la nostra collaborazione alla Testimonianza da LUI iniziata; cioè la totale donazione di ognuno di noi per la testificazione della realtà cristiana; l'unica confacentesi all'uomo nella dimensione attribuitagli da COLUI che volle farlo Somigliante a SE STESSO! 233 234 Nella speranza che il fine di GESU’ permea, quanto prima, anche lo spirito di noi, affinchè fortemente coscienti possiamo dare tutto di noi stessi per il raggiungimento di quella "Pace" che tutti ardentemente desideriamo. Ti abbraccio in COLUI ch’ ne è l"ESSENZA"! eugenio Lettera al Presidente della Repubblica- PertiniFoggia, 14 aprile 1984 Egregio Presidente, sono Eugenio Marchesino da Foggia; insegno alla Scuola Elementare "G. Pascoli" della mia città; ho cinquantasette anni e sono ecumenico nella fede cristiana. Ho avuto sempre profonda stima di lei e spesso la seguo in televisione dove, Ella, evidenzia nobiltà di sentimenti fraterni verso gli umili e quanti sono afflitti e prostrati dal dolore. Ieri ho avuto il piacere di vederla ed ascoltarla da vicino, essendo stato ospite al Quirinale insieme agli scolari della mia Scuola. Avrei voluto anch'io farle una domanda come gli scolari e gli studenti che la facevano da aureola; purtroppo la giornata era dedita ai giovani e giovanissimi, per cui mi ripromisi di scriverla ed eccomi qua, questa sera, a soddisfare la mia esigenza. Quanto avrei voluto chiederle lo faccio tramite questo umile e paziente foglio e, sono certo, che lei me ne darà la risposta. La mia domanda è conseguenziale a due di quelle fatte da due scolari e alle sue rispettive risposte. Per ben due volte le è stato chiesto da due bambini se fosse credente o meno e, ad entrambi, lei ha risposto di non esserlo. La mia domanda, quindi, si fonda sulla base di questa sua credenza ed è la seguente: "Carissimo Presidente, come concilia Lei la sua miscredenza con i sentimenti di fraternità, di pace e di amore che spesso dimostra?". Mi spiego meglio: Come potrebbe Lei bramare la giustizia, vedere gli uomini affratellati e in pace fra di loro se ignorasse l'Essenza di questi sublimi sentimenti: DIO? E...allora? Allora, senz'altro, carissimo Presidente, DIO è in Lei e, purtroppo, si ostina a disconoscerLo. Inoltre ha sottolineato, in entrambe le risposte, di essere amico fraterno del Papa e, nella seconda, ha aggiunto: "Io non ci credo, però se esiste l'al di là, il Papa mi salverà". Carissimo in CRISTO, nessuno la potrà salvare se non Lei direttamente; il Papa, poverino, non so se potrà salvare se stesso! La sua salvezza è subordinata alla sua volontà di credere ed accettare il CRISTO, il Quale l'ha già salvata, insieme a tutti gli uomini, e proiettato nella Eterna Dimensione "La Terza Realtà", dove Lei non avrà più da rimpiangere i verdi anni , perché sarà eternamente giovanile. Ancora le dico : il SIGNORE GESU’ non a caso le ha concesso lunga vita, ma solo perché Lei abbia ancora il tempo di meditare e credere in Lui. Mi auguro che la presente la trovi già in comunione col CRISTO, perché Ella possa dare il Crisma della completezza alla sensibilità dei suoi sentimenti, da cui si sente pervaso. Nel porgerle il mio deferente ossequio, le auguro ancora una sempre più profonda conoscenza del NOSTRO SIGNORE GESU’! Eugenio Marchesino via don Sturzo,5- Foggia234 235 N:B: Se altri sono preposti alla lettura delle lettere, prego loro perché la presente venga consegnata, con estrema urgenza, all'amabile Presidente Pertini Lettera alla Comunità del Carmine- Pozzo del Gotto (Barcellona-Messina) Foggia, 3 maggio 1984 Caro in Cristo, anche se la penna ha taciuto fino ad oggi, il mio sentire non può non farmiti sentire sempre vicino al nostro GESU’. Spesso ti penso e, come me, anche i fratelli della comunità locale. Ho ricevuto e gradito la tua cartolina con i saluti di tutti i fratelli della tua nuova famiglia. Avrei voluto risponderti subito e ringraziarti per il fraterno pensiero avuto, ma ho voluto attendere per essere più sicuro nel darti la mia risposta al tuo caloroso invito. Infatti il tempo mi ha dimostrato che i "tempi" non sono ancora maturi per me e, quindi, per il momento non posso lasciare la mia città. Evidentemente il SIGNORE GESU’ non mi ritiene ancora idoneo a passare i confini di essa e vuole che quel minimo che do, lo dia ancora nella mia Foggia. Comunque, anche se lontano vi sento vicini a CRISTO e membri tendenti a far parte della SUA CHIESA, in quanto disponibili a recepire sempre più profondamente il messaggio del NOSTRO SALVATORE. Sia EGLI, sempre e comunque, al centro della nostra e dell'altrui esistenza; e, da LUI noi e tutti abbiamo ad informarci per guadagnarci la partecipazione alla SUA GLORIA e alla SUA SANTITA’: tutto dev'essere permeato dal SUO OLOCAUSTO e tutto dalla possibilità che solo in LUI ci può essere il rinnovellamento e la rinascita del singolo nella CHIESA. In questo periodo, anche se un po' in crisi, mi dedico un po' alla lirica in lingua materna e, non ti nascondo che in essa spesso mi smarrisco perché il soggetto che tratto è la BIBBIA e i suoi personaggi. E' questo un motivo per presentare ai miei concittadini il mio SIGNORE GESU’ in termini più accettabili e, quindi, più assimilabili per giungere poi ad una conoscenza sempre più approfondita e sempre più perfetta di LUI. T'invio una copia per conoscere, anche, il tuo parere e quello degli altri della tua comunità, intorno al soggetto e come è stato presentato. Il fine è quello di rendere, anche in questo modo, un piccolo contributo al "mio" GESU’ che continuamente e, nonostante tutto, continua a farmi sentire la Paterna benedizione del PADRE SUO, tramite lo SPIRITO SANTO. E' proprio vero, devo confermare che EGLI, GESU’, è venuto per salvare i peccatori come me! Sempre in attesa di ricevere un tuo riscontro, fraternamente insieme a tutti i confratelli locali, t'invio il mio sentire in CRISTO GESU’, estensibile a tutta la tua comunità. N:B: Non ti meravigliare se la presente ti giunge raccomandata, tanto rientra nel mio costume; infatti, ogni qualvolta scrivo ad un fratello o ad altri, a cui parlo del CRISTO, valorizzo lo scritto facendolo raccomandato. Eugenio Lettera a Buemi Carmelo- Carcere di Caltanisetta Foggia, 16 aprile 1985 Caro Carmelo, 235 236 sono l'ins. Eugenio Marchesino, titolare della Scuola Elementare "G.Pascoli" di Foggia. Ero presente quando la mia direttrice dava lettura della tua lettera, appena arrivata, ad alcuni colleghi del Circolo. Ho seguito con molta pertecipazione la tua drammatica condizione e la penosa situazione della tua famiglia. Comprendo quanta sofferenza tormenta il tuo animo e l'angoscia di tua moglie e dei tuoi pargoli! La perplessità mia, in particolare, mi ha lasciato inebetito per qualche attimo perché avrei voluto risolvere in quel momento, con immediatezza, la tua particolare ed umana situazione. Il tuo sgomento trova, senz'altro, la più profonda comprensione in me e in quanti altri abbiano una particolare ed acuta sensibilità alla sofferenza umana. Purtroppo, però, nonostante l'accoramento vissuto si rimane molto perplessi quando, pur volendo, non si può dare l'aiuto necessario. Ciò che più mi ha colpito della tua lettera è stato il tuo "rifugiarti" nella lettura della BIBBIA che ti auguro sia, in avvenire, non un semplice approccio ad essa ma un profondo meditare che ti porti alla conoscenza dell'AMORE puro che si estrinseca e si realizza nel CRISTO: QUESTI soltanto può sopperire alla nostre limitazioni e darci il conforto ed il sostegno indispensabile ad amare la vita, qualunque sia la condizione in cui si vive. Ogni sofferenza fisica, morale e spirituale che, giornalmente, ci frustra può essere superata se riusciamo ad entrare nella dimensione reale dell'uomo: il DIO -CRISTIANO. CRISTO se penetrato nella SUA vera Essenza ci sublimizza nella certezza di una proiezione futura che ci edificherà tutti e ci farà partecipi di una gioia imperitura, la quale distruggerà ogni colpa, ogni sopruso di cui ognuno di noi ne è portatore direttamente o indirettamente. Continua, quindi, a percorrere la strada del VANGELO, perché è l'unica consona alla nostra aspirazione di uomini e che ci completerà nella GLORIA del PADRE CELESTE, attraverso CRISTO e lo SPIRITO di VERITA’.! La mia non è retorica ma la risultante di una sofferenza vissuta, che non ha la speranza bensì la certezza di vedere realizzato l'anelito continuo che mi accompagna in questo soggiorno terreno. Anelito che avvince ogni uomo e che non potrà trovare soddisfazione se lo si vuole placare fuori della realtà del CRISTO. Ti ringrazio per la poesia inviataci "Speranza": nei sentimenti è, veramente, conforme al tuo sentire tormentato; e, sono sicuro che se coltiverai l'approfondimento della "Buona Novella", quella tua speranza diventerà certezza! Chiudo con l'auspicio che continuerai a penetrare sempre più l'immensità GLORIOSA del CALVARIO, attraverso cui CRISTO ha rinnovati tutti noi e ci ha fatti liberi nella Libertà assoluta del PADRE CELESTE. T'invio copia dell'assegno che ho spedito a tua moglie: è denaro che ho prelevato dal fondo che sto realizzando con una mia pubblicazione e che devolverò alla "Fame nel Mondo". Abbiti un sentire fraterno. Eugenio Marchesino c% Scola Elementare "G. Pascoli"- Foggia Lettera a monsignore Casale- Arcivescovo di Foggia Foggia, 14 marzo 1994 Monsignore, anche a te che sei vescovo della mia città, non primariamente, come quando t'inviammo una copia de "La Dimensione Eterna" ci viene detto di farti partecipe de "Il Terzo Libro dopo il Vangelo", onde ovviare che la pubblicazione ti giunga attraverso illazioni 236 237 che potrebbero compromettere, nei confronti del CRISTO, quanti si sentissero autorizzati a farlo. A noi personalmente interessa relativamente in quale considerazione la terrai; e, come d'altronde, è stata per la prima. Noi facciamo la volontà del "mio" GESU’ perché, tu, nella prossima Dimensione futura non abbia ad ignorare quanto ci viene "rivelato". Il nostro sentire in CRISTO è conforme a quanto tu ostenti nei nostri riguardi. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5- Foggia- Lettera al cardinale Tonini -RavennaVieste, 26 luglio 1993 Caro in Cristo, sono un credente in CRISTO e, nonostante le mie precarietà e le mie debolezze, sento di avere come unico e solo Amico il CRISTO: amicizia generata da un rapporto con LUI da circa otto lustri. Sono di confessione ecumenica - cristiana. Ti ho conosciuto attraverso qualche tua partecipazione in TV ; accetta il "tu" perché avendoti premesse le mie credenziali, è ovvio che il nostro sentire si svolga alla presenza di COLUI che rappresenta il "Tutto" per noi. Sfogliando il Quotidiano " La Repubblica" sono rimasto esterrefatto, quasi allibito, quando su di esso a caratteri cubitali si evince: "Lo temevo, non mi resta che il rimorso". Confidenza questa, fatta da te a Michele Smargiassi inviato della Repubblica. Ti ripeto sono rimasto allibito nel sentirti pronunciare la parola "rimorso" al cospetto del suicidio di Raul Gardini. Quest'ultimo da me conosciuto attraverso il giornale. Fu lo stesso Gardini che nei tempi aurei, in una sua dichiarazione, si definì il "corsaro" dell'economia mondiale. Un sub della terra che ha trafugati centinaia o migliaia di miliardi sottraendoli a tanta povera gente, costringendola a vivere nelle condizioni più disastrate e seviziate, stimola in te un sentimento non di pietà ma addirittura di rimorso? Pertanto, mi sono chiesto: "E' giusto avere rimorso verso chi ha vissuto nell'agiatezza più sconsiderata a danno di tante persone che hanno subito e continuano a subire soprusi? La misericordia del DIO -CRISTIANO è inesauribile e l'OLOCAUSTO del CRISTO ha salvato "tutti" gli uomini; però, sia la MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO, sia il SACRIFICIO del CRISTO devono avere un riscontro. I peccatori per incontrare la SUA MISERICORDIA devono pentirsi e cercare di riparare alle loro prevaricazioni (vedi Zaccheo: volle restituire il quadruplo di quanto aveva sottratto agli altri); gli stessi, per usufruire del Sacrificio del CRISTO devono riconoscere la immensità della SUA Donazione e renderGli il "grazie" Eterno ( Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me). Al cospetto di questa realtà non c'è bisogno di provare sofferenza e "rimorso" nei confronti di Gardini. Egli, oramai trovansi in un luogo chiamato "vestibolo", dove prenderà conoscenza perfetta del male operato e del Bene rifiutato, nonché della Donazione del CRISTO per salvare lui e tutti noi. Quindi, sentirà il bisogno di auto -purificarsi per poter giungere "un giorno" nella NUOVA TERRA preparata da CRISTO per tutta l'Umanità. 237 238 Bisognerebbe, invece, addolorarsi di fronte al dilagare continuo dei soprusi e delle violenze verso coloro che già soffrono per la loro carente condizione materiale e morale. Mi auguro che queste poche riga servano a fugare in te, più che il dolore il "rimorso" che non ha senso di essere vissuto. Potrai osservarmi che, forse, una parola detta al tempo "giusto" avrebbe potuto, sì salvare la vita terrena di Raul, ma non quella dello spirito essendo egli, ormai, incallito da sete di gloria e da bramosia di ricchezze. Sperando di ricevere un tuo riscontro, t'invio il mio sentire in CRISTO. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5- Foggia- Lettera al cardinale Tonini -RavennaFoggia, 23 ottobre 1993 Monsignore, le scrivo per "ringraziarla" per non avere ottemperato alla raccomandata del 7/7 u,s, e, nello stesso tempo, le dico che sono certo che la risposta, prossimamente, me la darà nella zona "Iperconscia". Pertanto, le invio una copia della mia ultima pubblicazione con la quale lei si potrà confrontare. La sola cosa che oggi rimpiango è l'avere speso lire 3950 per la raccomandata di cui sopra e lire 7.000 che apprezzo per quest'ultima. Me ne dolgo non per me, ma perché avrei potuto ingrossare il fondo a favore dei bambini della Somalia. Però non la mia, ma la volontà del NOSTRO DIO -CRISTIANO dev'essere fatta. Ancora le porgo il saluto nel "mio" GESU’. Eugenio Marchesino via don Sturzo,5 -Foggia. Lettera al cardinale Tonini -RavennaFoggia, 23 marzo 1994 Monsignore, necessariamente siamo obbligati a completare la pubblicazione de "La Dimensione Eterna", inviatati tempo fa, con "Il Terzo Libro dopo il Vangelo". Esso servirà a farti comprendere quella che sarà la nostra prossima Dimensione e ad aiutarti a proiettarti, seppure in senso relativo, in quelle che saranno le sezioni in cui allogherai, Non essere superficiale, ma cerca di approfondire il contenuto del Libretto in modo da non rimanere confuso al momento giusto. La meditazione di quello potrà esserti di grande aiuto se riuscirai a penetrarLo e a mettere in atto i suggerimenti che abbraccia. " Ricambiamo" il tuo sentire nei nostri riguardi. Eugenio Marchesino via don Sterzo,5 -Foggia- 238 239 Lettera a monsignore Maggiolini (teologo) -Carpi (Modena) Foggia, 22 settembre 1993 Caro in Cristo, nel riguardare tra le note della mia raccolta di documenti particolari, mi si è ripresentata alla vista una vecchia intervista a te rivolta sul " Solo il peccato ci può salvare". La qualcosa mi ha "illuminato" e mi ha suggerito di inviarti una copia della mia ultima pubblicazione. Come potrai apprendere dalla lettura di essa, quanto è riportato costituisce una "mera" Rivelazione. Poiché la prossima pubblicazione sarà sottoposta ai torchi della stampa entro l'anno in corso, ho ritenuto necessario inviarti quando è precedente alla futura. Non so in quale considerazione la terrai però, qualunque sia la tua opinione, gradirei che tu al cospetto del CRISTO me ne dessi riscontro. Abbiti il mio sentire fraterno in CRISTO GESU’. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia- Lettera a monsignore maggiolini (teologo)- Carpi (Modena) Foggia, 24 marzo 1994 Caro teologo, è nostro obbligo "ringraziarti" per il riscontro datoci all'invio della nostra pubblicazione "La Dimensione Eterna". E' anche nostro dovere inviarti una copia del prosieguo di essa, perché tu possa non essere impreparato quando ti troverai nella "Iperconscia". Approfitto di questa circostanza per smentire una tua affermazione fatta, tempo fa, alla intervista che avesti col cronista Marco Sartori. Riporto testualmente quando da te esplicitato in quella circostanza :"Io credo che chi non ha mai avuto la tentazione della bestemmia, quella vera, non quella da camionisti che è un tic, non ha mai incontrato Dio". Io contesto appieno questo tuo meschino sentire in quanto, personalmente, non sono mai stato sfiorato da un simile pensiero anche quando le mie sofferenze morali, spirituali nonché fisiche erano di una portata indefinibile. Nel passato quando, in modo particolare voi, avete dato al DIO -CRISTIANO una PERSONALITA’ distorta ed inaccettabile, non ho mai pensato di offenderlo essendo noi sub delle meschinità al SUO cospetto, e, neanche quando voi falsi profeti in tempi diversi, Lo avete presentato come "giustiziere implacabile" infondendo negli animi della povera gente il risentimento, infangando e trasfigurando la Identità di un DIO di AMORE incommensurabile. Tramite GESU’, tempo addietro, ebbi a percepire in diversi momenti la SUA vera PERSONALITA’ che si estrinsecava e si estrinseca eternamente nella SUA vera Realtà. "Essenza Paterna"! Infatti la SUA Donazione col CRISTO e con Lo SPIRITO SANTO per il riscatto di tutti i peccati degli uomini mi ha sconvolto e, nello stesso tempo, pervaso da un amore indescrivibile dandomi la conoscenza perfetta di un "PADRE" al Quale solamente conviene attribuire un simile sostantivo. 239 240 L'Amore del DIO -CRISTIANO impossibile ad essere descritto e circoscritto da mente umana è un mistero per i "moltissimi" di voi che non riuscite a farvi penetrare dallo SPIRITO di VERITA’, mentre diventa trasparenza sempre con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, quando GLI si corrisponde una briciola di quell'Amore sconfinato che EGLI, tramite il CRISTO, ha elargito a tutti. E, non è affatto vero, è menzogna, che è un Amico "difficile" al Quale se GLI dai un dito si prende tutta la persona. Poco innanzi dicevo che se GLI corrispondi una piccolissima briciola del SUO AMORE, EGLI si rivela nella SUA IMMAGINE di PADRE:"E voi, cattivi come siete, capaci non vi dimostrate di privare un figlio di una necessità richiestavi, quanto più il PADRE CELESTE che è nei Cieli potrà mai negarvi quanto rientra nella SUA Volontà? Fraternamente. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5- Foggia- Lettera al professore Pavone- Casa del Sollievo S. Giovanni RotondoFoggia, 7 ottobre 1993 Egregio Professore, giorni addietro l'ho seguita quando la intervistavano, durante la trasmissione sul fraticello Pio di Pietralcina. Non le nascondo che sono rimasto esterrefatto per la sua profonda devozione nei confronti del frate e, soprattutto, per il modo in cui lei ha esaltato la di lui opera nei confronti della sua persona dicendo di averla trasformata radicalmente e, come lei dopo una lotta intima ed estenuante, sia diventato un suo devoto acquisendo cosa sia il bene e cosa il male. La qualcosa ha suscitato in me, amico del CRISTO da otto lustri, il desiderio di volere conoscere, di sapere come questo rapporto abbia influito su di lei nei confronti del CRISTO e, sempre che lei me lo consenta, qual'è la sua conoscenza sul FIGLIO dell’ALTISSIMO? Ancora di più sono ansioso di sapere, ripeto, sempre che lei sia consenziente, se il suo sentire verso il frate sia di intensità uguale o di portata maggiore o minore a quella verso il CRISTO. Tanto, perché io essendo un amante del CRISTO e amico dei suoi amici avverto che facilmente e, molto spesso, ci si rivolge a uomini ritenuti santi trascurando, non di rado,, COLUI che ha espiato i peccati per me, per lei e per coloro che sono ritenuti santi affinché tutti possiamo accedere alla santità. Riguardo alla santità, le invio una copia della mia ultima pubblicazione in cui si evidenzia quanto mi è stato "dato" su di essa. Penso di non averla turbata come e quando venga io, quando ascolto le celebrazioni di lode a uomini che vengono coinvolti, contrariamente alla loro volontà e che esautorano, seppure in parte,l’AMORE infinito del "mio" GESU’! Nello sperare in un suo riscontro, le porgo il mio sentire cristiano. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia- Lettera al professore Pavone-Casa del Sollievo- S. Giovanni Rotondo Foggia, 23 marzo 1994 Professore, 240 241 potrebbe lei essere privato di quella normativa che non preclude l'ingresso nella "Iperconscia" e che viene sintetizzata ne "Il Terzo Libro dopo il Vangelo"? In quella zona lei ripercorrendo tutto il cammino trascorso su questo pianeta, avrà modo di soffermarsi a lungo, anche, sulla mia precedente raccomandata e che custodiva un copia de "La Dimensione Eterna". Avrà, quindi, la possibilità di penetrare il senso profondo di essa: la centralità del CRISTO nell’UNIVERSO e la sua futura salvezza, solo ed unicamente nella OBLAZIONE del CRISTO senza, l'assurda, mediazione di alcuno. Comprende a chi va il riferimento? Il richiedere la mediazione di altri, potrà solo protrarre la propria auto -purificazione nella sfera CAINA. Ricevere una copia del Secondo e del Terzo libro dopo il VANGELO si rientra nella cerchia dei privilegiati, oppure di coloro che pur vivendo questa dimensione già si auto -condannano. L'invio di questo Libretto è dovuto unicamente a rendere piacere a COLUI che ci ha salvati. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5- Foggia - Lettera al fratello Giacomo Ponteghini- Basilica del Santo -Padova Foggia, 29 novembre 1993 Caro in Cristo, mi sono sentito umiliato per il tuo ringraziamento a riguardo della mia modestissima offerta; anzi, ti chiedo di inviarmi mensilmente il Bollettino perché io possa contribuire a sfamare, per un solo giorno, qualche famiglia indigente e ti esorto a non ringraziarmi più perché tu, sai quanto me, che il bene "eventuale" fatto ci sarà compensato cento volte e più dal NOSRO DIO -CRISTIANO. Se ti chiedo , ancora, di non pregare per i miei defunti rimarrai certamente scandalizzato perché non conosci il rapporto col "mio" GESU’" e quale sia la reale condizione degli spiriti traslati nella Nuova Dimensione: A riguardo, spero, che tu possa comprendere, anche se parvamente, qual'è la mia formazione spirituale e cristiana che scaturisce da un rapporto di oltre sette lustri col "mio" GESU’. Approfitto per inviarti un copia della mia ultima pubblicazione, alla quale quanto prima farà seguito un'altra di completamento e che senz'altro t'invierò. Accetta il "tu" che uso nello scriverti perché, tra credenti dello stesso SIGNORE GESU’, è prassi comune. Qualunque sia la tua opinione sul mio Libricino, non esimerti dall'inviarmi il bollettino richiestoti. Un sentire fraterno in CRISTO GESU’. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5- Foggia - lettera al fratello Giacomo Ponteghini - Basilica del Santo - PadovaFoggia, 6 marzo 1994 Ancora caro in Cristo, non mi sbagliavo quando nella mia precedente raccomandata usai la frase "rimarrai scandalizzato", riguardo alla esortazione fattati di non pregare per i miei defunti e, forse, più ancora per la copia de "La Dimensione Eterna" inviatati. 241 242 Non solo hai ricusato inviarci un cenno di riscontro, ma addirittura ci hai sbalorditi e lasciati sgomenti, omettendo l'invio del Bollettino richiestoti per la trasmissione di una esigua somma per i poveri. A riguardo della preghiera per i trapassati a Nuova Vita, mi è stato "detto" che essa non giova alcunché in quanto gli spiriti dei traslati, trovandosi nella IPERCONSCIA prendono conoscenza perfetta dei misfatti da loro commessi e, auto -giudicandosi, si allogano nelle sezioni dovute per la espiazione dei loro peccati o delle loro colpe. Al di là di quella che è la tua convinzione intorno a quanto mi viene "detto", non è tuo diritto privare del mio obolo i poverissimi. Pertanto, ti rimetto 50.000 lire perché tu possa provvedere a farlo. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia - Lettera al fratello Giacomo Ponteghini- Basilica del Santo -Padova Foggia, 11 maggio 1994 Caro in Cristo, ti avevo inviato le mie due ultime pubblicazioni sperando che tu ne avessi dato, almeno, una sbirciata. Purtroppo, dalla lettura delle tue lettere evasive, devo constatare che esse siano state accantonate perché troppo pungenti o, ancor più, provenienti da una cellula, forse, da te considerata insignificante. Sì, cellula insignificante per te del CORPO del CRISTO, ma permanentemente alimentata dal SANGUE PREZIOSISSIMO dello STESSO, quindi non destinata ad esaurirsi ma sicura di continuare il percorso sulla strada indicata dal CRISTO per essere proiettata nella Felicità Eterna regalatagli dallo STESSO Tu, altri alti prelati e lo stesso papa interferite, sempre più, a favore dei Santi e della Madonna trascurando e ,a volte, oscurando la Donazione Gloriosa del DIO -CRISTIANO. Ciò non sta a significare che io non abbia a volere bene alla Madonna e quanti hanno cercato e cercano di mettere in atto l'insegnamento del CRISTO. La Madonna non mi stancherò mai di affermarlo, è la Creatura più privilegiata di tutti i secoli; è la Creatura prescelta dal DIO -CRISTIANO per umanizzare la DIVINITA’ del CRISTO; e, tanto, perché è l'unica Donna fra tutte le donne di tutti i tempi ad essere stata la più umile, perciò pervasa dall'AMORE dello stesso DIO -CRISTIANO. Io sono un profondo conoscitore ed ammiratore della umiltà e della donazione suprema della Madonna alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’e, quindi, sento che è nostro dovere attingere da Lei una parte di quelle virtù che la portarono ad essere Graziata dal DIO -CRISTIANO. Lo stesso dicasi per quanti hanno sacrificato la loro vita per testimoniare la veridicità del VERBO incarnato e, quindi, della loro santificazione immediata nel passaggio nella NUOVA TERRA. Però, tutto ciò, non mi stimola mai a chiedere la loro mediazione per entrare nelle Grazie del PADRE CELESTE, perché GESU’ mi ha permesso di penetrare lo sconvolgente e sconfinato AMORE dell'Unico e Vero PADRE e tramite lo SPIRITO di VERITA’, mi ha concesso di invocarLo col nome SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO di “PADRE”, al Quale solamente e sempre va rivolto questo sostantivo pregiato. Inoltre, sono riuscito, sempre per mezzo dello SPIRITO SANTO, a comprendere di quale abuso e disuso ne fate voi, i preti, tutta la gerarchia ecclesiastica e, ancor più, il papa. 242 243 Voi, vi appropriate di un sostantivo che GESU’ marcatamente e categoricamente ha asserito che dev'essere rivolto al SUO PADRE e DIO -CRISTIANO La Madonna, quindi, e le persone ritenute sante e che tanto hanno potuto raggiungere, lo devono al rapporto d'AMORE che sussiste tra il PADRE CELESTE ed il FIGLIO, lo SPIRITO di VERITA’ dal Quale si sono lasciati penetrare. Di tanto essi ne sono a conoscenza perfetta e vorrebbero continuare a ripeterci: "Siate profondamente umili e troverete quanto abbiamo trovato noi!". A questo traguardo l'uomo potrebbe giungere se venisse informato e guidato da coloro che si sono resi disponibili alla SPIRITO SANTO. Quindi, se l'uomo non raggiunge tale obiettivo la colpa è relativamente sua ma, in assoluto, vostra. Accetta questo umile pensiero anche se è sferzante, però è meramente sentito e scaturisce dal mio rapporto di amore intenso col "mio" GESU’. Pertanto, quando vorrai farti sentire da me, inviami qualche tuo pensiero accentrato solo ed esclusivamente sulla immensità inestimabile di AMORE di COLUI che ha voluto Donare SE STESSO per salvare me, te e tutti gli uomini. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 Foggia Lettera al professore Matteo Coco. S. Marco in Lamis (Fg) Foggia, 9 gennaio 1883 Carissimo in Gesù, tramite l'amico e collega Guida mi è pervenuta copia della "recensione" da te fattami al Libricino "Nu Poche de Bibbie". Essa è stata da me tanto gradita da essere riletta più volte, perché riscoprivo sempre qualcosa di nuovo nelle tue parole come quando, rileggendo quelle poesie le ritrovo sempre più meravigliose, tanto da convicermi sempre più da essere, nella gran parte, plasmate dal tocco dello SPIRITO SANTO per la mia disponibilità al PADRE CELESTE e al FIGLIO GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO. Hai saputo cogliere quasi il tutto che anima quelle liriche ed hai saputo, con una proprietà di linguaggio spirituale, dare la giusta tonalità rivalutando ed inserendo il contenuto in una prosa degna di essere non soltanto letta e gustata ma, soprattutto, vissuta. Ti sono molto grato per il tributo dato all'Opera, modestissima nella sua mole materiale, ma portentosa nel contenuto che ci dà la giusta dimensione di essere carenti, di essere abbisognevoli dell'indispensabile: CRISTO GESU'! EGLI, il FATTORE di ogni Bene, ha voluto servirsi della SUA creatura; forse, la più difettosa, ma della stessa che ha saputo riscoprire la pienezza dell'Essenza della VITA e nello stesso tempo capace di sapersi donare al SUPREMO BENE: GESU’. Il SIGNORE GESU’ ha benedetto l'aiuto che hai dato alla SUA Opera. EGLI non dimenticherà mai la tua disponibilità data in questa circostanza ed io, anche se indegno amico di GESU’, terrò sempre in buon conto quanto hai fatto per LUI. Abbiti il mio sentito, affettuoso e fraterno abbraccio in COLUI che è l'Essenza d ogni Essenza di Bene: GESU'! Eugenio. Lettera al fratello Giorgio Girardet - 1+1 Protestantesimo - Roma 243 244 Foggia, 2 febbraio 1994 Caro in Cristo, ci corre l'obbligo di inviarti una copia della nostra ultima pubblicazione "La Dimensione Eterna" perché tu , insieme ai tuoi confratelli, possa meditarla e sentirci, eventualmente, prossimamente. Ti raccomandiamo di tenerla nella dovuta considerazione. Fra non molto ci sarà consegnato il seguito di essa e sarà nostro dovere farti pervenire una copia. In CRISTO GESU’ abbiti il nostro sentire. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia - Lettera al fratello Giorgio Girardet - 1+1 Protestantesimo - Roma - Foggia, 11 aprile 1994 Signor Gira le inviamo una copia de "Il Terzo Libro dopo il Vangelo" perché così ci viene "comandato". Non v'è in noi alcuna pretesa di riscontro, tanto siamo abituati a confrontarci con gente che al cospetto del CRISTO sa di una pigrizia non confacente al nome di "cristiani". Lo scopo dell'invio del Libretto è quello di sollecitare i più ad iniziare, già stando su questo pianeta, un riscontro con la Realtà Futura. Eugenio Marchesino Lettera ai fratelli Carmelitani - Palermo Foggia, 17 marzo 1994 Cari in Cristo, un grazie sentito per la rivista mensile che mi inviate perché essa, anche se non vi ho trasmesso la mia offerta, mi porta a riconoscere il vostro costante ricordo alla mia persona. Nel prossimo futuro penserò, tramite voi, ai vostri cari indigenti. Lo scopo di questo mio scritto è ben altro: esso è dovuto alla mia ultima pubblicazione che ritengo necessaria inviarvi. Spero che ne prendiate la dovuta visione e, allorquando, avrete da farmi dei rilievi, fatemeli con molta semplicità e tanta chiarezza perché voi, quanto me, sapete che il confrontarsi spiana, sempre più, la via per giungere alla Verità: al CRISTO! Nell'attesa di un vostro gradito riscontro, vi abbraccio in CRISTO GESU’. Eugenio Marchesino. Lettera ai fratelli della Comunità monastica di Bose -Magmano Vercelli Foggia, 17 marzo 1994 Cari in Cristo, 244 245 da un articolo de " Il Messaggero di S. Antonio" ho appreso della esistenza della vostra Comunità. Sono anch'io un ecumenico nella fede cristiana e, per molti anni ho patito il travaglio della divisione dei cristiani: Il mio tormento ebbe inizio nel lontano 1957, quando insegnante di una classe rurale, ebbi il primo approccio con i fratelli protestanti. Io, cattolico tradizionalista per eredità materna, mi trovai per la prima volta in un podere del luogo perché invitato dai genitori dei miei scolari, a pregare con i fratelli "evangelisti". Da quel momento ebbe inizio in me una crisi spirituale. Non potevo concepire come i "protestanti" pur glorificando in GESU’, DIO –PADRE e lo SPIRITO SANTO potessero essere divisi da noi cattolici. Il trauma di quella sera si fece strada sempre più preponderante nel mio spirito e nel mio cuore. Tanto che ricorsi a meditare profondamente, per giorni e giorni, il "Nuovo Testamento" invocando GESU’ per darmi i lumi tramite lo SPIRITO di VERITA’. Indescrivibile fu il mio tormento ed il mio lottare per lunghi mesi fino a quando uscii allo scoperto. Cominciai a frequentare le diverse confessioni cristiane: dalle evangeliche a quelle dei Testimoni di Geova e dei Mormoni. Con tutti i fratelli delle diverse confessioni ebbi approcci e diatribe che avevano un solo, unico e sacrosanto scopo: l'Unità dei Cristiani! Per anni frequentai tutte le confessioni cristiane che pullulavano nella mia città, senza escludere quella della chiesa cattolica, verso la quale ero più risentito. Nello stesso tempo cominciai una corrispondenza epistolare con eminenti personalità delle diverse confessioni cristiane, nonché quella con i laici di una certa portata teologica. Molte di quelle personalità preferirono non darmi alcuna risposta rimanendo, quindi, in quella "apatia" che sconfessa l'appartenenza alla CHIESA di CRISTO. Nel 1981, riuscii nella mia città di adozione a riunire alcune confessioni e fu il "primo momento" che mi fece conoscere la mia totale appartenenza al CRISTO. Per motivi personali e famigliari, mai trascurando anzi intensificando il mio rapporto con CRISTO GESU’, cessai di avere incontri intensi con i fratelli di tutte le confessioni cristiane ed elaborai il Primo libro dopo il Vangelo in dialetto foggiano "Nu poche de Bibbie" il quale fu preceduto da "Lo Scandalo dei Cristiani". Del primo Libro vi invio una copia perché possiate constatare quanto lancinante fosse il mio soffrire per la divisione dei "falsi" cristiani e comprendere, come la CHIESA del CRISTO è unita è persevera nei secoli e per tutta l'eternità. Tanto è scaturito dall'avere appreso della esistenza della vostra comunità a cui giunge il mio auspicio di "perseveranza". Se a voi farà piacere risentirci, non esiterò ad evidenziarvi quanto mi è stato dato dal "mio" GESU’, attraverso le successive pubblicazioni. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia - Lettera ai componenti la Comunità di Bose - Magnano - Vercelli Foggia, 31 maggio 1994 a circa due mesi dall'invio della nostra lettera con l'unita copia dello "Scandalo dei Cristiani", ci corre l'obbligo farvi constatare che, purtroppo, non rispondendo a chicchessia si rientra non nella cerchia di coloro che si denominano "cristiani" (infatti in essi non v' è nemmeno la 245 246 parvenza), ma nella cerchia di coloro che non conoscono i principi elementari della convivenza civile. Parlare di CRISTO, per me, con un qualunque essere umano significa cibarmi spiritualmente ed acquisire, sempre più, una conoscenza perfetta di COLUI che "E'". Bando a questi discorsi che non trovano asilo in esseri non disponibili allo SPIRITO d’AMORE Accludiamo una copia del Secondo e del Terzo Libro dopo il vangelo, perché così ci viene "detto". Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera al fratello Marco - Comunità del Miscano - Fortore Foggia, 5 aprile 1994 Ancora in Cristo, relativamente inspiegabile è il tuo silenzio: cosa è successo? Perché non ti fai sentire? E' stata, forse, l'influenza di qualche vescovo a farti troncare il rapporto col tuo fratello Eugenio? Voglio sperare che questa mia allusione non abbia alcun riscontro e che il tutto sia dovuto ai tuoi onerosi impegni. Aspettavo di sentirti a Pasqua per darti notizia della mia ultima pubblicazione "Il Terzo Libro dopo il Vangelo" che t'invio tramite raccomandata. Spero che tu la mediti profondamente e ne trai le dovute certezze per una futura migliore allogazione. Dall'elenco degli offerenti potrai rilevare come il tuo nominativo è stato perpetuato nell'invio del danaro ai bambini della Somalia. Ora aspetto la tua offerta per i bambini della Iugoslavia e, nello stesso tempo, un tuo riscontro che mi rassicuri sul tuo stato spirituale nonché fisico. Un fraterno abbraccio nel "mio" GESU’. Eugenio Lettera all'arcivescovo di Catania Foggia, 5 aprile 1994 Monsignore. Ti abbiamo seguito in televisione in una intervista televisiva sulle "presunte" apparizioni e sentiamo doveroso sottoporre alla tua visione una copia della "Dimensione Eterna". Fra i tanti fenomeni e le tante "presunte" apparizioni che, oggi, si evidenziano e turbano lo spirito di molti, ebbene soffermarsi a riaffermare la sola ed unica Realtà: la centralità del CRISTO nell'Universo, cosi voluta dal PADRE CELESTE e dallo SPIRITO SANTO. Fraternamente in CRISTO GESU’. Eugenio marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - 246 247 Lettera all'arcivescovo di Catania Foggia, 11 aprile 1994 Caro in Cristo, non ho il piacere di conoscerti personalmente, ma l'avere ricevuto il tuo ringraziamento per la pubblicazione inviatati mi fa pensare che sei disponibile al "BENE". Per quanto sopra devo annoverarti nella cerchia di coloro "Eccezione fatta per alcuni"che sono disponibili a far parte dei "Prescelti" e degli "Eletti". E' mio dovere inviarti una copia del prosieguo della "Dimensione Eterna": "Il Terzo Libro dopo il Vangelo". Meditandola potrai comprendere a cosa mi riferisco parlando di coloro che fanno parte della cerchia di "Eccezione fatta per Alcuni". A questa aliquota, grazie al "mio" GESU’, appartengono anche gli otto miei figli. L'essere inseriti in essa significa avere spianata la strada che porta alla elezione degli "Eletti" e dei "Prescelti". Sarebbe mio desiderio che tu approfondissi il contenuto di entrambi i libretti per trarne i benefici che da essi vengono elargiti. Ricevi il mio "grazie" sentito ed i miei affettuosi saluti. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia - Lettera a monsignor De Giorgi -assistente nazionale- Roma Foggia, 29 aprile 1994 Caro in Cristo, sono trascorsi diversi anni da quando lasciasti la città di Foggia. In uno dei nostri incontri nella chiesa del Carmine Nuovo ebbi a predirti l'ascesa alla corte cardinalizia, ma a tutt'oggi constato che tanto non si è realizzato. A quando la nomina a cardinale? Sono certo che presto sarai soddisfatto nella tua aspirazione. Questo mio scritto è stato stimolato dalla mia pubblicazione "La Dimensione Eterna" che invio a quanti prelati mi vengono segnalati e, quindi, è giusto che anche tu ne riceva una copia. Essa è scaturita dal mio rapporto costante ed intenso col "mio" GESU' ed è quindi d'obbligo farla conoscere a quanti più posso, sempre in relazione al numero delle copie che mi è stato dato stampare. Il mio desiderio e che tu possa meditarla per conoscere, sempre più, la prodigalità d'AMORE del DIO -CRISTIANO. Fraternamente Eugenio. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera a monsignor De Giorgi -assistente nazionale -Roma- Foggia, 13 giugno 1994 247 248 Non è piacevole, né doveroso dover riscrivere a chi, nonostante l'invio di una lettera raccomandata e di una pubblicazione "rivelata" che mette in risalto in modo assoluto la Personalità del CRISTO, rimane infingardo. Bisognerebbe aggregare tali persone in una cerchia di "proscritti" ed ignorarli del tutto. Tanto nasce da un sentire profondamente umano e confermato dal rapporto costante col CRISTO. EGLI, però vuole, anzi comanda, l'invio de "Il Terzo Libro dopo il Vangelo", perché in esso è decretata la loro posizione nel prossimo Futuro. E noi fedelissimi al "nostro" GESU’ eseguiamo non il SUO consiglio, bensì il SUO "comando". Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5- Foggia- Lettera al Direttore della Casa di Sollievo Sociale - Milano Foggia, 9 maggio 1994 Stimatissimo Direttore, ho ricevuto la sua lettera e le sue eccessive parole di ringraziamento mi hanno confuso e direi quasi mortificato, perché l'avere donato una piccolissima briciola alla sua Casa non è certo degno di tanta gratitudine. Io che ho un rapporto intenso col "mio" GESU’, grazie a LUI, ho la capacità di sapere discernere quanto di poco bene riesco a fare. L'Essenza assoluta della mia esistenza è CRISTO ed è a LUI che dobbiamo il "Tutto" per averci proiettati, nel prossimo Futuro, ad una Dimensione di Felicità Eterna. Io vivo , quotidianamente, il mio rapporto intenso col NOSTRO SALVATORE, nonostante le mie precarietà connaturali e le mie debolezze, dalle quali non si può essere scevri. Ciò che è fondamentale, ciò che è indispensabile per l'uomo rientra nella disponibilità di dare allo SPIRITO di VERITA’ la possibilità per la conoscenza di AMORE infinito del PADRE CELESTE che ha voluto insieme allo SPIRITO SANTO essere partecipe dell'OLOCAUSTO del SUO Amabilissimo FIGLIO per ridare all'umanità l'eredità dissipata. Le invio una copia de "La Dimensione Eterna" in cui viene esplicitato, a quanti disponibili allo SPIRITO d’AMORE l'indicibile, l'indescrivibile e l'incommensurabile AMORE del DIO -CRISTIANO. Fraternamente in CRISTO GESU’. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 6 -Foggia - Lettera al parroco del Santuario di S.Antonio - Foggia. Foggia, 4/ 6/94 Caro teologo, giusta promessa fattati al salone "Giada" il 21 u.s. t'invio una copia delle mie due ultime pubblicazioni: "Il Secondo ed il Terzo Libro dopo il Vangelo". Essendo tu professore di teologia spero, mi auguro, che potrai farmi dei rilievi confacenti alla tua formazione teologica. 248 249 Cerca di non essere infingardo in materia come lo sono stati molti altri prelati, i quali non potendo confutare una realtà assiomatica contenuta nei due libretti, hanno preferito l'anonimato. Al cospetto del CRISTO ti chiedo di non far parte di quella cerchia non definibile. Sono in attesa di un tuo riscontro o anche di un tuo incontro. Eugenio Marchesino -via don Sturzo, 5 Lettera all'arcivescovo Settimio Todisco - Ostuni (Brindisi) Foggia, 8 settembre 1994 Monsignore, ho appreso dal quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno" del tuo drastico intervento nei confronti di quanti credono nelle fantomatiche apparizioni della Madonna in contrada "Uggio". La tua iniziativa fortemente avallata dalla mia persona, amica del CRISTO, dovrebbe essere di sostegno e di incitamento a tutti gli alti prelati e, in particolare, allo stesso Giovanni Paolo II, perché si possa ovviare a queste e a tante altre credenze pagane diffuse su tutto il pianeta. CRISTO è venuto sulla Terra una sola volta ed ha esperito quanto è dovuto all'uomo per poter giungere, facilmente, alla Futura Dimensione di Felicità Eterna da LUI guadagnatagli. L'umanità è prossima ad auto -distruggersi e tanto orrore è dovuto al fatto che essa si allontana, giorno dopo giorno, dal fulcro della Vita: dal CRISTO! Colgo l'occasione per inviarti una copia del Secondo Libretto dopo il Vangelo, La Dimensione Eterna, da me pubblicata. Un sentire fraterno in CRISTO GESU’. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia Lettera a monsignor Giuseppe Costanzo - arcivescovo di Siracusa Foggia, 15 dicembre 1994 Monsignore, ti abbiamo intravisto in televisione, quando si riproponeva il documentario sulle lacrime del simulacro della madonna di Siracusa. Tutti questi inspiegabili ma non già divini fenomeni, adducono il popolino alla credenza del "miracolo". Tanto è comprensibile per la gente male informata, non acculturata sull'insegnamento del CRISTO e non disponibile ad essere penetrata dallo SPIRITO SANTO per poter discernere l'Unico Miracolo del PADRE CELESTE: la OBLAZIONE del CRISTO. Però, tanto non è accettabile quando prelati o, addirittura, la somma gerarchia ecclesiastica si lascia coinvolgere e declama affermativamente la presenza del miracolo. Tutto ciò porta a comprendere come si è lontani dalla conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, quindi dalla portata gloriosa della Donazione del CRISTO e della SUA potenzialità che porta alla salvezza "Tutti" gli uomini. A compendio di quanto vorremo esprimere, t'inviamo una copia del Secondo e del Terzo Libro dopo il VANGELO. Un sentire fraterno in CRISTO GESU’. Eugenio Marchesino 249 250 via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera a don Donato Coco NATALE 1994 Carissimo Donato ho tanto gradito il tuo cenno di riscontro alle mie due ultime pubblicazioni ed ammiro il tuo pensiero sulla Libertà, dono grandioso concessoci dal DIO -CRISTIANO e potenziato dal CRISTO insieme allo SPIRITO di VERITA’. E' vero che la venuta del "mio" GESU’ sulla Terra ha completato e resa evidente la PAROLA del PADRE CELESTE, però è anche vero che il SUO parlare è di una portata infinita e che, giorno dopo giorno, viene riscoperto con l'ausilio dello SPIRITO SANTO, perché alla fine dei secoli potrà essere sviscerato nella SUA totalità. La penetrazione del pensiero del CRISTO è così immensa che solo attraverso tutti i secoli e coadiuvati dallo SPIRITO SANTO potrà essere palese nella SUA intierezza. Amatissimo Donato, non è mia velleità, né mia prerogativa convincere te e altri a condividere quanto mi è stato "dato". A me corre solo l'obbligo di divulgare quanto il "mio" GESU’, nonostante le mie incontestabili debolezze e precarietà, mi ha fatto conoscere. Agli spiriti nobili è concesso penetrarLo e possederLo. Non mi dilungo perché non mi è consentito farlo, mi auguro però che in qualche futura circostanza, piacendo al "mio" GESU’, potremo meglio chiarire, in parte, il pensiero del NOSTRO SIGNORE GESU’. Nei tuoi riguardi riconosco un sentire di stima, dal quale raramente mi sento pervaso. Ti abbraccio, augurandoti un Natale ed una Pasqua che ogni cristiano dovrebbe vivere ed evidenziare quotidianamente. Eugenio Lettera a monsignor Grillo - vescovo di Civitavecchia - Roma Foggia, 9 febbraio 1995 Monsignore, le sconcertanti notizie che si continuano ad apprendere dalla televisione e dalla stampa intorno ai simulacri che piangono o emettono gocce di sangue, a noi credenti nell'unico SIGNORE, GESU' CRISTO, ci lasciano sgomenti; soprattutto per la credenza di molti alti prelati che si lasciano coinvolgere ed inneggiano al miracolo! E' vero che tali fenomeni, che nulla hanno del divino, incidono anche sulla psiche umana ma è, anche, vero assiomatico che essi non dovrebbero scalfire minimamente quanti sono permeati dallo SPIRITO di VERITA’. Se è vero, come è estremamente vero, che l'unico miracolo Glorioso operato dal DIO CRISTIANO è la DONAZIONE, alla umanità intera, dell'unico SUO FIGLIUOLO GESU’, tramite lo SPIRITO SANTO, nessun'altra parvenza di miracolo dovrebbe scuotere i "veri" credenti in LUI. Non ti sembra che GESU’ sia stato intensamente chiaro (Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me) per poter comprendere che bisogna, indispensabilmente, accettare il CRISTO nella SUA totale intierezza, preponendolo ad ogni Bene e ad ogni Affetto e GlorificandoLo nel PADRE CELESTE e nello SPIRITO SANTO? 250 251 Certamente questo parlare è assai duro per i "molti", i quali per la loro tiepida fede o, addirittura, pagana credenza hanno bisogno di incentivi che li soddisfino e vanno alla ricerca di simulacri che piangono o sudano gocce di sangue. Così operando essi diminuiscono la potenzialità del DIO -CRISTIANO che si è Immolato per dare la pace nei cuori a coloro che credono "solo" in LUI e la prospettiva di raggiungere, facilmente, la felicità Eterna nella Nuova Dimensione. Con l'occasione, monsignore, ci corre l'obbligo di inviarti una copia del Secondo e del Terzo Libro dopo il Vangelo. E' un obbligo da parte nostra ma ,soprattutto, la gioia di soddisfare il desiderio di COLUI che "E'"! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia - Lettera a monsignor Grillo -vescovo di Civitavecchia - Roma Foggia, 5 aprile 1995 Monsignore. Siamo gli autori dei due Libretti che t'inviammo tempo addietro: "Il Secondo ed il Terzo Libro dopo il Vangelo". Pochi minuti fa, abbiamo appreso dalla TV attraverso la tua parola come il simulacro che dovrebbe rappresentare " la Vergine Santa" abbia lacrimato ancora e per giunta nelle tue mani. Che tanto si sia ripetuto e alla tua presenza non vuol dire, minimamente, che sia da attribuire al "miracolo". Senz'altro il fenomeno è sconcertante e va al di là della conoscenza umana ma, giammai, la qualcosa dovrebbe scalfire un discepolo del CRISTO che deve attribuire tali manifestazioni alle energie del Male che vorrebbero oscurare l'infinita potenza spirituale del CRISTO ed offuscarne, ancora di più, la SUA OBLAZIONE: Unica, Sola e Vero Miracolo da attribuire al DIO-CRISTIANO che ha soddisfatto ogni richiesta dell'uomo. Anzitutto, "i maestri" della teologia cristiana dovrebbero sviscerare e manifestare la inesauribile MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO che si è immolato insieme al SUO Amatissimo FIGLIO GESU’ e allo SPIRITO SANTO per riscattare "Tutto" il peccato del mondo, affinché i sub - uomini comprendano, sin d'ora, la finalità della SUA incomprensibile DONAZIONE e possano giungere in tempi ristretti nella zona "Paradisiaca". A te, noi diciamo di "persistere" nella VERITA’ fino alla fine e di non propagandare quanto è diametralmente opposto e in opposizione all'AMORE: quell'AMORE che voi definite "mistero", ma che in realtà altro non è se non la conoscenza di quel GESU’ che è venuto a farci conoscere, nella giusta ESSENZA, il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO ignorati da voi e da quasi tutti i sub della terra. Un sentire fraterno nel "nostro" GESU’. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia - Lettera a monsignor Grillo - vescovo di Civitavecchia - Roma Foggia, 2 giugno 1995 Monsignore, 251 252 nonostante le sentite esortazioni espresse nelle mie due raccomandate inviateti e che mi provenivano dal rapporto poco credibile, per voi, col "mio" GESU’ e che concitatamente ti invitavano a dissentire da specifiche credenze pagane, hai continuato a sostenere simili storture che annebbiano la "LUCE" promulgata dal CRISTO. Ho, quindi, continuato a seguire per televisione quel fatiscente miracolo e non ti nascondo che c'è stata tanta sofferenza, non solo da parte mia ma anche e, soprattutto, da parte di chi ha sempre sostenuto ed insegnato: "Fate quello che GESU’ vi dice"! Riguardo alla Vergine Santa ci tengo a precisarti che la devozione e l'ossequio che Le porto non ha niente a competere con te e con i molti alti prelati, il papa compreso… A Lei ho dedicato, tempo fa, una Lirica nella quale viene celebrata ed esaltata la Sua umiltà, unica, fra tutte le donne di tutti i tempi, nonché la Sua disponibilità verso l'ALTISSIMO che non ha pari. La Madonna, rientra in uno dei precipui motivi, dati all'uomo, esaltanti per rendere Gloria al DIO -CRISTIANO. Tanto ho premesso, perché tu e tanti altri alti prelati e, soprattutto, l’ingenua massa dei tradizionalisti cristiani, non abbiate parvenza alcuna, a dubitare dell'ossequio sentito e sconfinato che Le porto. Ieri sera seguendo il telegiornale delle ore 20.00 ho assistito a quanto di abominevole si possa commettere nei confronti dell'AUTORE della Vita Spirituale, del SUO FIGLIO GESU’, dello SPIRITO SANTO ed anche della stessa Vergine Santa. E' questo il motivo irriducibile che mi ha spinto a riscriverti e per esprimerti il mio sbigottimento ed anche il mio immenso dolore: tanto dolore mi viene suggerito da GESU’ ed è stato provocato, non tanto dal vedere baciucchiare quel feticcio dalla povera gente, ignorante della spiritualità vissuta e predicata da GESU’, quanto il vedere te baciucchiarlo. Fratello,poco tempo ci rimane ancora ad essere ospiti di questo microscopico pianeta, quando prima saremo ammessi nella immensità della "Iperconscia", dove tutte le esecrandi azioni richiederanno un'auto -purificazione dura e prolungata. Continua la mia esortazione affinché tu possa convertirti e rinnovarti. Eugenio marchesino via don Sturzo,5 -Foggai _ Lettera al fratello Aurelio Maschio -Matunga Bombay - IndiaFoggia, 24 febbraio 1995 Caro in Cristo, " Qualunque cosa avrete fatto al più piccolo di questi bambini lo avrete fatto a Me". Questo pensiero del NOSTRO SIGNORE GESU’ fa eco alla tua opera meritoria nei confronti di quei bambini abbandonati e denutriti. Grande è il SIGNORE, DIO -PADRE; infinito il SUO AMORE; inesauribile la SUA MISERICORDIA; immensa la SUA BONTA’; perfettissima la SUA GIUSTIZIA! Il Tutto si accentra in CRISTO GESU’, Unico FIGLIO dell’ALTISSIMO; il Solo che ha espiato ogni crudeltà dell'uomo; l'Insostituibile che ha mediato per la espiazione di tutti i peccati. Ogni lode, ogni Grazie, ogni riconoscenza e tutta la GLORIA vanno rivolti a LUI e per mezzo di LUI e dello SPIRITO SANTO, al PADRE CELESTE! Ognuno di noi è stato glorificato dalla SUA OBLAZIONE; ogni uomo è salvo per la SUA mediazione; ogni essere umano è stato proiettato, per SUO volere, nella Felicità Eterna. 252 253 Nessun altro, quindi, può intercedere per alcuno; nessun altro può vantarsi di mediare per gli altri; nessun altro deve essere celebrato all'infuori della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Altrimenti si cade nella forma più spietata di paganesimo: si profana il SUO infinito AMORE; l'inesauribile SUA MISERICORDIA; l'immensità della SUA BONTA’; la perfettissima SUA GIUSTIZIA: si circoscrive l'Infinito, si relativizza la SUA Possanza, la SUA Incommensurabilità, la SUA Assolutezza. Nel momento in cui si vuole cercare di seguire GESU’ nel SUO insegnamento, nelle azioni da LUI compiute, possibilmente fino al Calvario, viene spianato l'immediato accesso nella zona "Paradisiaca": "Oggi stesso sarai con Me in Paradiso"! Tutto ciò deve portare a comprendere che non bisogna idolatrare coloro che, sostenuti dalla Grazia perché disponibili, riescono a raggiungere un grado di santità:essi vanno presi solo come esempio per cercare, con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, di percorrere le stesse tappe e poter giungere al termine di questo pellegrinare, con immediatezza nella NUOVA TERRA preparata e guadagnata a tutta l'Umanità dall'AMORE infinito e consensuale del PADRE al FIGLIO e del FIGLIO al PADRE che dà Vita e si realizza nell'Essenza dell' AMORE: Lo SPIRITO SANTO! Non bisogna mai azzardare di chiedere aiuto a "coloro" che incapaci di gestire il TESTAMENTO di GESU’, assurgono a "maestri" della PAROLA portando agli altari uomini che per disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ vengono tradotti nella Patria Celeste e dalla quale continuano a suggerire, che l'UNICO che ha mediato per la loro Salvezza e per la nostra, è CRISTO SIGNORE! A TE GESU’ la Lode e la Gloria eterne perché. mediante lo SPIRITO d’AMORE, hai penetrato il mio spirito e hai concesso allo stesso di esporre l'assiomatica realtà "PATERNA" del DIO -CRISTIANO rivelatami per mezzo di "Nu Poche de Bibbie, La Dimensione Eterna e il Terzo Libro dopo il Vangelo" Beati sono quelli che su questo pianeta si dispongono allo SPIRITO SANTO e riescono a fare proprio quanto viene loro rivelato. CRISTO è il "TUTTO"; CRISTO è L'Unico Mediatore; pertanto, il PADRE CELESTE con lo SPIRITO SANTO non ha concesso a nessun altro di mediare presso SE STESSO per la salvezza dell'uomo! Auspico a tutti i sub della terra e a te, in particolare, di fare altrettanto perché è desiderio del CRISTO di ricevere , quanto prima, tutti nella PATRIA da LUI preparata; e, tale desiderio, è esteso prioritariamente ai SUOI amici. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera a monsignor Martini - arcivescovo di Milano Foggia, 9 aprile 1995 Caro in Cristo, dopo avere udito la tua parola in TV che ha evidenziato una "certa" diffidenza sui simulacri che piangono, mi viene "detto" di dirti: "Persevera nella fede solo in CRISTO". Sei uno dei pochissimi che cerca di rientrare nei disponibili e fare parte dei "prescelti". Spero ti ricorderai di me perché, tempo addietro, t'inviai una copia delle mie due ultime pubblicazioni: "La Dimensione Eterna" e "Il Terzo Libro dopo il Vangelo". Ammiro la tua perspicacia in materia di fede che mi ti fa sentire vicino e mi invita ad esortarti a penetrare, sempre più, l'ineffabile MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO. 253 254 Per la stima di cui sopra, t'invio copia delle due lettere trasmesse al vescovo di Civitavecchia perché abbia a ravvedersi. Un saluto fraterno in CRISTO GESU’. Eugenio Marchesino Via don Sturzo, 5- Foggia- L'Apoteosi della Santissima e Gloriosissima Trinità nelle mie Epistole ( J'ACCUSE) (2a parte) INNO ALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA' Tu, GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ irradi l'Universo tutto col Tuo Amore immenso, infinito ed eterno e noi, tuoi amanti, ne percepiamo una parvenza e riusciamo a cogliere una frazione infinitesimale di una piccolissima gocciolina che ci fortifica nello spirito, ci sostiene nel morale e ci aiuta nel fisico. Gloria in eterno a Te SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. E. M. PREGHIERA AL DIO - CRISTIANO, AL COLOSSO DELL'UNIVERSO, ALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA'. Gloria a Te, DIO –PADRE CELESTE mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Gloria a Te, Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Gloria a Te, Spirito Santo mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore Generato dalla Totale Donazione del Padre Celesteal Figlio e del Figlio al Padre. Gesù mio, Tu sei il "mio" Gesù. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Dio e il mio Signore, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il "Tutto" per me, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Gesù mio, Tu sei l'Amore infinito ed eterno per il Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e per lo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. 254 255 Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei l'Amico mio unico e solo al mondo, insieme al Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Spirito Santo mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Bene Assoluto insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e a Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore fa che io Ti ami sempre, sempre e sempre di più in assoluto e in eterno, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosisimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per tutto ciò che dai. prioritariamente a me, ai miei figli, alla mia casa, alle persone che mi vogliono bene, agli spiriti dei miei cari che sono passati nella Nuova Dimensione e a tutti gli spiriti che vengono traslati nella IPERCONSCIA. Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per la conoscenza sempre più grande che mi dai del Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Spirito Santo mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per tutto ciò che dai ai miei figli: Pino, Marilice, Luciana, Massimo, Tonio, Patrizio, Maria, Checco; ai figli dei miei figli: Andrea, Luca, Fabrizia, Giampaolo, Simona, Marco, Francesca, Chiara, Daniele, Alessio. Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore Tu sei la Gloria infinita ed eterna del Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Spirito Santo mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria infinita ed eterna del Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e di Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria infinita ed eterna del Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Questa preghiera viene evocata da me, integralmente, due volte al giorno; mentre, in alternativa, durante la giornata la SANTISSIMA e GLORIOSISSIM TRINITA’ viene Glorificata con alcune delle sue parti. Ogni qualvolta che la mia bocca invoca il Nome Santissimo e Gloriosissimo del Padre Celeste, del Figlio e dello Spirito Santo, la mia mente ed il mio cuore sono rivolti al Dio -cristiano, onde dare consistenza alla invocazione di Dio Padre, Dio -Figlio e Dio -Spirito Santo. A questa preghiera partecipano tutti i Santi, cittadini della NUOVA TERRA, santificati dal CRISTO e non già quelli proclamati dal papa. e.m. INTRODUZIONE Ho voluto integrare questa composizione di Epistole, perché "ispirato" dallo SPIRITO SANTO, con un numero considerevole di lettere raccomandate e ricavate dalla cernita fra le centinaia e centinaia inviate, in gran parte, ai massimi responsabili dell'attuale condizione disastrata e disastrosa della Umanità Esse costituiscono un continuo "J'acccuse" a quanti sordi e ciechi alla penetrazione della "Parola", continuano imperterriti nella deformazione della Stessa. 255 256 Ignari, in parte, di quanto dura e prolungata sarà la loro auto -purificazione nelle sezioni della "Caina"! In queste lettere di condanna al papa e ai diversi principi, conti, marchesi e baroni della chiesa cattolica, fanno eco nella descrizione anche i richiami ai responsabili delle altre "professioni" cristiane. Queste ultime, in senso categorico e in gran parte hanno scemato l'appalto, tenuto in assoluto nel passato dalla chiesa cattolica e da quella ortodossa e si accaniscono a condannare i "sub" della terra alla pena eterna, come se essi ne fossero scevri da essa e, presuntuosamente, nel ritenere, ognuna, di essere la vera"chiesa" Nel mentre si afferma tanta negatività da parte di tutte le “professioni” cristiane innanzi menzionate, emerge dalla lettura delle lettere inviate ad uno dei "prescelti", Antonio Ricci, non la speranza ma la certezza dell'AMORE infinito, della MISERICORDIA inesauribile e della GIUSTIZIA perfettissima della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’: il DIO CRISTIANO! In quasi tutte le lettere si rileva l'inestimabile ed impenetrabile dono della MISERICORDIA della TRIADE DIVINA (il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo) che pervasa dall'Amore inestinguibile, antepone l'AMORE e la MISERICORDIA alla GIUSTIZIA perfettissima del DIO –CRISTIANO! Nelle lettere al papa e alla gerarchia ecclesiastica viene fatto risaltare come la massima ovazione, fatta dagli stessi a "santini" e a "madonne" ed estesa al popolino ignorante della conoscenza della TRIADE DIVINA, non fa che oscurare e deturpare l'immensità Munifica e Magnifica della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Tanta ostinata degenerazione viene contrastata dal contenuto delle lettere inviate al fratello spirituale Antonio Ricci e nelle altre tante lettere inviate ai maggiori responsabili di questa inconcepibile deformazione della "PAROLA", nelle quali si viene a significare che la penetrazione, anche se sparuta, della VERITA' a mezzo dello SPIRITO SANTO porta alla conoscenza della TRIADE DIVINA ( il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), alla Quale, solo e sempre, deve essere rivolto L'INNO eterno di GLORIA unitamente al GRAZIE eterno"! Man mano che si procede nella lettura dell'Opera si evidenziano, con grande solennità, i traguardi raggiunti dall'autore, con lenta ed illuminata percezione, nella conoscenza sempre più limpida del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, tramite il CRISTO! Come pure va rilevato che la pacatezza e le esortazioni fatte, in uso, in moltissime prime lettere, perdono tale entità nel corso dell'appropriazione, seppure limitata, della conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, misconosciuta dalla maggior parte dei "tutori" della PAROLA e si tramutano in richiami duri e in condanne che attendono quanti che, servendosi del nome del CRISTO, vivono una vita in netta opposizione a quella vissuta dallo STESSO CRISTO e all'insegnamento dello STESSO. Infatti, essi, perché disinformati a causa della loro ostilità a lasciarsi penetrare dallo SPIRITO di VERITA’ calpestano sentieri che sono agli antipodi di quello percorso e tracciato dal CRISTO, portando sugli stessi sentieri la "povera" ed ingenua gente. Pertanto, in queste lettere si fa rilevare come la venuta di GESU’ in mezzo a noi, ha come obiettivo precipuo ed indispensabile la conoscenza del SUO DIO e PADRE e che si antepone, anche, al SUO OLOCAUSTO. Una tale penetrazione si raggiunge solamente tramite lo SPIRITO SANTO, fattoci conoscere da GESU’ e da lui elargitoci. Perciò, viene marcatamente menzionato che tale appropriazione della conoscenza e, quindi, del possesso del PADRE CELESTE dovrebbe essere di appartenenza di tutti gli uomini, affinché si possa partecipare a quelle prerogative di Munificenza e di Magnificenza elargiteci 256 257 dal DIO -CRISTIANO tramite GESU’ e lo SPIRITO SANTO: l'Adozione, di tutti, a FIGLI del PADRE CELESTE! Questa impenetrabile ed inconcepibile condizione concessa ai disponibili, perché la massa degli uomini viene istradata su vie falsate, ancor prima che i loro spiriti verranno proiettati nella Dimensione Futura, darà loro la certezza di bruciare in tempi assai ristretti le loro colpe nella Iperconscia ed essere ammessi rapidamente nella NUOVA TERRA: La Zona Paradisiaca! Per poter giungere e raggiungere questa percezione di GRAZIA, ripeto, bisogna dare la disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ che soffia in ogni direzione, in ogni luogo ed in ogni tempo dalla venuta di GESU’ in mezzo a noi! Inoltre in quegli scritti "ispirati" viene ripetutamente fatto obbligo ai cosiddetti "vocati" o"chiamati", detentori della "Parola" e travisatori della STESSA di non condannare alla Gheenna o all'Inferno i peccatori, perché se fosse vero l'esistenza di quel mitico luogo, moltissimi di loro, sarebbero i primi ad approdare in quel luogo di pena eterna, Inoltre, viene fatto conoscere ai "dottori" della teologia cristiana, duri di cervice e ciechi e sordi alla "Parola" che "chiamati" e "vocati" siamo tutti e non già moltissimi di loro, completamente, ottusi e spastici all'apprendimento di ESSA! l'autore Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 21 luglio 1998 Carissimo Antonio, ieri sera sono tornato da una breve vacanza consumata a Vieste con mia moglie in casa di uno dei miei figli. Non ti nascondo che stando in quella località ti pensavo, anche perché ero desideroso di sapere come avevi accettato il mio dono, piccolo nella mole ma di portata immensa nel contenuto per coloro che vogliono vivere vicino al CREATORE. Giunto nel portone di casa ho subito, avendo le mani ingombre dai bagagli, esortato mia moglie a ritirare la posta. Mentre lei attendeva a quanto le avevo chiesto, ho subito sbirciato la tua inconfondibile lettera: sia per il colore, sia per la tua nota grafia. Il descriverti il mio gaudio è il meno che io possa fare, perché ero ansioso di conoscere il tuo pensiero su quanto mi è stato "dato" dallo SPIRITO di VERITA’. Appena in casa, quindi, ho divorato con lo sguardo il tuo scritto che mi ha consolato perché risentiva del "tocco" del "mio" GESU’! A LUI vada il mio profondo e sentito "grazie" insieme al tuo, perché tanto hai fatto con quelle singolari e meravigliose parole. Voglia il "mio" GESU’ confortarti nelle esigenze materiali e morali di questa esistenza e, particolarmente, arricchire il tuo spirito col SUO ineffabile AMORE. Antonio, scusami se per ben due volte parlando del CRISTO ho usato il possessivo "mio". Ci vorrebbero chili di carta ed una infinità di penne per chiarirti, in parte, l'uso di tale possessivo. A rendere alquanto esplicito un chiarimento a riguardo, ho pensato di inviarti una copia della pubblicazione "L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole". 257 258 "Meditando" quelle lettere, senz'altro il "mio" GESU’ potrà farti comprendere, in gran parte, quanto non è possibile agli occhi di coloro che pur ritenendosi "dottori della Verità" sono di dura cervice, ciechi e sordi perché resi tali dalla pochezza spirituale che li pervade. In quella pubblicazione potrai rilevare gli spasimi lancinanti del mio spirito a causa della incomprensione di molte persone care e, ancor più, a causa della codardia di quanti alti prelati che hanno ricevuto i miei scritti, in gran parte, sotto la "ispirazione di COLUI che si compiace di stare vicino a quanti disponibili ad essere penetrati dalla SUA PAROLA! Carissimo, ti esorto a non essere sollecito a rispondermi a questa lettera; lo farai solo quando, con pacatezza assoluta, avrai penetrato lo spirito angosciato di quelle pagine, ma anche e soprattutto il sostegno che il COLOSSO dell’UNIVERSO ha concesso a me meschino, colmo di debolezze e pregno di continue precarietà. Abbiti un sentito e profondo abbraccio nel "nostro" GESU’. Estendi il mio sentire cristiano a tua moglie e ai tuoi figli. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 31 luglio 1998-Giorno del Signore Gesù Carissimo Antonio, fratello in Gesù Cristo, le tue parole esaltanti ed edificanti si eguagliano ad una copiosa rugiada che proviene dalla Zona Divina.. Lo SPIRITO di VERITA’ è sceso su di te e ti ha permeato col SUO AMORE, affinché tu potessi spargere, attraverso il tuo scritto, tante piccole goccioline che rendono in modo imperituro GLORIA alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’! Quelle nobili e sentite espressioni non possono attecchire sulla mia umile persona pregna di debolezze, di miserie e di colpe, anche se il COLOSSO dell’UNIVERSO che raggiunge le profondità più ascose del nostro "io", mi rende pedana di lancio al tuo spirito, perché tu entri a far parte della SUA ESSENZA e ne abbi una parziale conoscenza: tanto è consentito raggiungere agli Eletti e ai Prescelti. Carissimo fratello in CRISTO, sono convinto, più che convinto certo che tu ormai GLI appartieni, non indirettamente come i "sub" della terra, bensì direttamente e diverrai strumento nelle SUE mani, perché qualcuno della massa degli uomini abbia parvenza della immensità immensa del SUO OLOCAUSTO. Difficilmente a noi è concesso poter esprimere e chiarire, in parte, l'indicibile "Offerta" del CRISTO per la salvezza di tutti gli uomini; però nella nostra limitatezza infinita, dobbiamo cercare di fare comprendere quanto EGLI, l’AMORE ASSOLUTO, ha dato al mondo perché quanto prima si realizzi il desiderio della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’: entrare nell'Infinito e fare parte integrante del COLOSSO dell’UNIVERSO. Rileggendo la tua lettera si riscopre, sempre più, come le tue parole scaturiscono da uno spirito di disponibilità a recepire, ancor più, l'Essenza del BENE ASSOLUTO. Persevera, fratello, perché tu sei entrato in quella cerchia degli "eletti" e dei "prescelti" che nessuna cosa al mondo: dagli affetti più duraturi al potere sconvolgente potranno estrapolarli dall'AMORE indescrivibile ed infinito del CRISTO! Mi è piaciuto e convinto una tua citazione riportata nella lettera e, precisamente, quando ti esprimi: il "tuo" ed il "nostro" GESU’! A te Antonio, parlandomi o scrivendomi, è dovuto dire parlando di GESU’: il "nostro" GESU’! 258 259 Più volte, confrontandomi con qualche pastore o qualche laico, essi rimanevano scandalizzati del possessivo "mio" parlando di GESU’ da parte mia e ribadivano: "Gesù è di tutti e non solo tuo". Ed io di rimando sostenevo: "E' vero, GESU’ si è immolato per tutti, però pochissimi Lo accettano nella intierezza". Con questa citazione, nel 1992, chiudevo la mia pubblicazione: "La Dimensione Eterna" e continuando dicevo: "...e fino a quando non avrò incontrato un eletto o un prescelto, continuerò ad affermare che GESU’ è solo "mio" . A distanza di sei anni da quella categorica e sentita affermazione, il COLOSSO dell’UNIVERSO mi ha concesso, finalmente, la grande gioia di confrontarmi con te affinché condividessi con te il "nostro" GESU’! Ti abbraccio in COLUI che ci ha proiettati verso la Sfera Abelica per una rapida auto purificazione e la conquista ambita della NUOVA TERRA! Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 11 febbraio 1999 Carissimo Antonio, fratello in GESU’ "nostro", anche se sei lontano, anche se la nostra corrispondenza è rara, sappi che sei sempre presente nel mio spirito. Tanto potrà sembrarti inverosimile, eppure ti penso sempre come pure ricordo con piacere il mio fratello spirituale Pino Paglialunga e Z'e Luige che ora trovansi nella Nuova Dimensione e con i quali ho avuto un buon rapporto di comunione. Puoi, quindi, constatare che sei l'unico fratello spirituale ( da me accertato) che convive con me su questo pianeta e che ha dato disponibilità allo SPIRITO di VERITA, tanto da dare una interpretazione consona alle mie pubblicazioni "ispirate". GESU’ l'Unico e il Solo MAESTRO, tramite il COLOSSO dell’UNIVERSO e lo SPIRITO SANTO, ti è vicino. Antonio, sappi e vorrei che tu ne fossi convinto: io non mi sento maestro di nessuno e riconosco profondamente di essere un uomo con infinite carenze, colpe e debolezze; con la piena consapevolezza, però nello stesso tempo, di essere discepolo e amante del "nostro" GESU’ perché innamorato di LUI per la MUNIFICENZA e MAGNIFICENZA elargita a tutti gli uomini. Purtroppo, la stoltezza umana che trova fecondazione, in gran parte, nei "dotti" della teologia cristiana non riuscirà mai a riconoscere la grandiosità di questi doni se non farà violenza a tanti errati insegnamenti e si lascerà condurre dallo SPIRITO di VERITA’. Ed ora, mio caro amico e fratello, ti dico che risentendo la cassetta della mia pubblicazione: "Nu Poche de Bibbie" che ritengo sia "Il Classico dei Classici della teologia cristiana", ho pensato di doppiarla e di inviarti una copia affinché tu attraverso la foga del mio sentire potessi meglio penetrarla nella sua profonda spiritualità ed avvicinarti, sempre più, al "nostro" GESU’. Altro motivo che sostiene questo mio scritto è quello di chiederti un contributo, anche se ritengo che questo comporti molta passione e soprattutto, corresponsabilità al cospetto dei "sub" della terra. Perciò non ritenerti assolutamente obbligato sulla richiesta che sto per illustrarti. Avendo completato gli schemi di una nuova pubblicazione, sarebbe mio desiderio avere una tua recensione alla stessa. 259 260 Ripeto, è stata solo una "illuminazione" che può avere un secco rifiuto e che non potrà mai intaccare minimamente il mio profondo sentire nei tuoi riguardi. Nel caso tu ti decidessi e volessi tutelare la tua persona, potresti fare come fece il prof. Normanno quando preparò il Proemio alla mia pubblicazione "Lo Scandalo dei Cristiani": non apparire con la tua firma e, in questo caso, verrebbe siglata con la parola "l'Autore". Comunque, mio carissimo amico, qualunque sarà la tua decisione rimani sempre il più disponibile al "nostro" GESU’. Un abbraccio formidabilmente sentito in GESU’. Un saluto affettuoso ai tuoi. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 1 aprile 1999 Carissimo Antonio, fratello nel "nostro" GESU’, la tua lettera come sempre, e ancora di più, mi è giunta come panacea alle avversità che si incontrano quotidianamente e, in modo particolare, ai contrasti che ci investono nella concezione cristiana elargita consapevolmente dai più dei tutori di essa e molto lontani dalla vera conoscenza del CRISTO! Mentre ti scrivo, mia moglie sta seguendo alla TV l'omelia del papa, il quale anche se raramente usa parole conformi alla Entità del Nostro Signore GESU’ CRISTO, vive molto lontano dalla realtà del CRISTO, rendendosi responsabile di una disastrosa ed irreparabile condizione che non gli consente di recepire l'essenza del CRISTO perché le sue parole boriose sono in opposizione alla vita di profonda ed unica Umiltà del "nostro" GESU’! Egli, il papa commette sacrilegi indefinibili con l'eleggere a santità uomini che vengono a precludere, per l'ignoranza della maggior parte dei cristiani tradizionalisti, la Esaltazione e la Gloria solo a COLUI che col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO ha offerto tutto SE STESSOper la riabilitazione e la santità futura di tutta l'Umanità! Ed ora caro fratello, riprendo il discorso sulla tua amatissima lettera, che risente di una ispirazione dello SPIRITO di VERITA’, anche se come espletato nella mia ultima pubblicazione, tutti siamo soggetti a distrarci durante la penetrazione dello SPIRITO SANTO. Infatti, anche tu sei qualche volta poco attento alla SUA illuminazione: mi riferisco al momento in cui mi attribuisci una entità, quella di "maestro", che anziché esaltarmi mi umilia profondamente e mi fa chiedere venia e perdono, per me e per te, all'Unico e Solo e Potente NOSTRO MAESTRO: CRISTO GESU'! Ti prego di non avertela, ma cerca di comprendere la profondità del mio sentire rivolto continuamente e fervorosamente a COLUI che insieme al PADRE CELESTE e allo SPIRITO di VERITA’ ha santificato me, te e tutti gli uomini nella Futura Dimensione! Antonio carissimo, non puoi immaginare quanto gradita mi è giunta la notizia della tua disponibilità a recensirmi la prossima mia pubblicazione che ti rimetto con gioia immensa. Devo precisarti che essa è stata elaborata in diversi momenti di disponibilità allo SPIRITO di AMORE e, nello stesso tempo, di contrasti da parte dell'energia del Male che vorrebbe opporsi alla VERITA’. Ti esorto, quindi, ad approfondirla e là dove ci fosse bisogno di qualche tuo intervento che non modifichi la sostanza, fallo con molta tranquillità. Non ti rivolgo alcun ringraziamento perché, a tanto è preposto il "nostro" GESU’. Porgi un sentire profondamente cristiano ai tuoi cari, a te un abbraccio benedetto dal "nostro" GESU’! Eugenio 260 261 Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 18 aprile 1999 Carissimo Antonio, fratello in GESU’ "nostro", ho atteso che mi venisse restituito il dattiloscritto per rispondere alla tua meravigliosa lettera. Infatti, ieri mi è pervenuto quanto sopra ed oggi eccomi a te. Le tue esaltanti parole alla mia prossima pubblicazione mi hanno "scioccato"! Non meravigliarti per questo aggettivo in quanto è pura realtà. Però, rileggendo la tua recensione sono andato riprendendomi perché ho rilevato, grazie allo SPIRITO di VERITA’, che il contenuto strabiliante anche se indirizzato a me, vuole rendere GLORIA alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, dalla Quale ne vieni pervaso altrimenti non avresti potuto raggiungere tanta sublimità. Sono veramente entusiasta e ti porgo anche il mio ringraziamento, perché a tanto è preposto il Nostro Amato e Glorificato SIGNORE: CRISTO GESU'! Anche a donna Maria va il mio encomiabile sentire per avere preso parte alla lettura e alla partecipazione dello scritto "ispirato". Quando prima affiderò il tutto alla stampa e, appena possibile, t'invierò la prima copia; anche se l'invio delle pubblicazioni precedenti seguivano il seguente iter: Giovanni Paolo II, cardinali Tonini, Martini e De Giorgi. Nell'attesa di sentirti sempre più fortificato nel CRISTO, ti abbraccio in LUI. Un saluto affettuoso a tua moglie e ai tuoi figli. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 2 luglio 1999 Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro", sento il bisogno, la necessità immantinente di mettere penna su carta per esprimere l'afflizione, il dolore e, soprattutto, il tormento provato da me e provocato da un sentire obbrobrioso che proviene dalla massa dei sub -uomini, articolati e sedotti dalla gerarchia ecclesiastica; in particolare dal "povero" papa e dai suoi scaltri consiglieri. Questi ultimi, sfruttando la ignoranza e quindi la mancata conoscenza della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA' da parte del 99% dei cattolici tradizionalisti, continuano in TV e attraverso la Stampa ad esaltare il fraticello di Pietralcina per la futura santificazione. La gerarchia ecclesiastica in genere, eccezione fatta per alcuni, costituisce una "setta" di sub molto attenti ed assai impegnati a sfruttare situazioni particolari e ad avvalersi di enormi vantaggi sia sul piano economico, sia su quello del potere. Non c'è scaltrezza in alcun essere umano di quanto ne alberga in quelle papaline rosse, avide prima di potere e poi di ricchezza. E' tanto è dovuto, primariamente, all'insegnamento della loro dottrina del passato che condannava il possesso e la lettura e, quindi, la penetrazione della BIBBIA e del VANGELO al popolino, perché tanto era dovuto solo ai "dottori" della teologia che dovevano interpretarli a modo loro ed imporsi all'ignoranza della "povera e sprovveduta" gente. Mi astengo dal fare riferimento alla mostruosità e alla diabolicità della "Inquisizione". 261 262 Ovunque c'è da sfruttare occasioni di merito, subentra la piovra vaticana per attribuirsi una priorità al cospetto della incosciente massa degli uomini, attenti al continuo godimento terreno ed ignari della loro futura sorte nel dopo -morte. Eppure bisogna riconoscere e dare merito che in mezzo a tanta zizzania, anche se raramente, esplode una spiga rigogliosa che, disponibile allo SPIRITO di VERITA, porta sostentamento a quei "pochi" affamati ed assetati della VERITA’; scevri da ogni contaminazione di potere, di gloria e di ricchezza e, soprattutto, consapevoli che la santità pur raggiungendosi sulla terra non può essere manifesta, principalmente ad opera del papa, ma solo alla presenza della "Giustizia ineccepibile", il DIO _CRISTIANO, costituiscono Gloriosamente la scintilla indistruttibile di quell'AMORE infinito che si evolve perennemente dal PADRE GLORIOSISSIMO al FIGLIO SANTISSIMO, generando eternamente la loro Sintesi: lo SPIRITO SANTO Gloriosissimo e Santissimo! Pensando a quella "piovra", mi vengono non solo in mente ma soprattutto da un sentire spirituale di rivolgere ad essa le parole Santissime e Gloriosissime del "nostro" GESU’: "Ipocriti e Farisei"! Pensa, quanto sfruttamento trarranno dalla beatificazione del piccolo fraticello: saranno miliardi che entreranno nelle borse senza fondo delle casse del Vaticano ma, nello stesso tempo, le papaline rosse insieme al papa accumuleranno millenni di espiazione, da addizionare a quanto hanno già a loro carico. Carissimo, voglio premettere che il mio sentire di profonda afflizione non è, in assoluto, da attribuire al fraticello che non sta a me giudicare, nonostante il suo modo di pregare e una vita di stenti da lui condotta. Però, penso e dico, per quanto riesco a "penetrare",che queste mie constatazioni nei confronti dei "superbi" della gerarchia ecclesiastica servono ad accentuare la loro auto- espiazione futura e, nello stesso tempo, a dare un po' di pacatezza allo spirito del fraticello e a quanti santificati dal papa e dalla sua corte. Nell'assistere a tanta errata e spregiudicata propaganda e a tante manifestazioni che oscurano, seppure in parte, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, alla mia mente, al mio spirito e al mio cuore viene la esigenza di riascoltare la Lirica "Ind'a l'urte de Getsemani", facente parte dell'Opera "Nu Poche de Bibbie". In essa, infatti, tra l'altro si evince l'orrore e il dolore provato e vissuto dal NOSTRO SIGNORE GESU’, quando proiettandosi con lo SPIRITO nel futuro s'avvede delle baggianate sacrileghe che commettono coloro che detengono, presuntuosamente, il potere e il diritto di eleggere a santità uomini che pur avendo delle caratteristiche non comuni alla massa degli uomini, inconsapevolmente pochi e consapevolmente i molti, adombrano COLUI che si è dato completamente e totalmente nell'OFFERTA impenetrabile, unitamente al PADRE CELESTE e ALLO SPIRITO SANTO per santificare tutti gli uomini non solo, ma soprattutto per regalarci la PATERNITA, del "Colosso dell’Universo: il DIO - CRISTIANO! Nella mia ultima pubblicazione "ispirata" è ribadito, più volte, come il papa, in particolare il presente ed i suoi gregari si soffermeranno per millenni nelle prime due sezioni della "Caina", perché sono un obbrobrio costante e continuo ed un insulto perenne alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, la Quale deve essere la “Sola” ad essere ESALTATA, GLORIFICATA e SANTIFICATA in eterno da tutti gli esseri spirituali, l’uomo per prima. Caro Antonio, ti chiedo venia se mi servo di te per sfogare la mia immane sofferenza ed il mio indescrivibile risentimento: sei l'unico che conosco fraternamente a cui posso confidare tanta tristezza, anche perché a tutt'oggi sei l'unico che può comprenderla. Carissimo, approfitto anche per sottoporti uno scritto di esaltazione alla "vita" di suor Maria Teresa di Calcutta, Mi fu dato da uno dei miei otto figli e non ti nascondo che a primo acchito mi sembrò piacevole. 262 263 Però rileggendolo mi accorgevo che fosse vuoto di significato, privo del modello di Vita Eterna e, quindi, incompleto. Pertanto, chiedendo aiuto allo SPIRITO di VERITA’, ho cercato di interpretarlo nel giusto senso e a dargli un volto degno di lode e di gloria a COLUI che ci ha concesso la VITA ETERNA. Sono certo che avrò il tuo assenso e la tua partecipazione, pertanto ti accludo le due copie. Un sentire cristiano ai tuoi, a te un abbraccio nel "nostro" GESU’! Eugenio La Vita ( di Suor Maria Teresa di Calcutta) La vita è un'opportunità, coglila. La vita è bellezza, ammirala. La vita è beatitudine ,assaporala. La vita è sogno, fanne una realtà. La vita è sfida, affrontala. La vita è un dovere ,compilo. La vita è un gioco, giocalo. La vita è preziosa, abbine cura. La vita è ricchezza, conservala. La vita è amore, godine il frutto. La vita è un mistero, scoprilo. La vita è promessa, adempila. La vita è tristezza, superala. La vita è un inno, cantalo. La vita è una lotta, accettala. La VITA (Liberamente tratta da "La Vita" di Suor Maria Teresa di Calcutta) la vita è un'opportunità, coglila in Cristo. La vita è bellezza, ammirala in Gesù. La vita è beatitudine, assaporala in Cristo. La vita è sogno, fanne una realtà in Gesù. La vita è sfida, affrontala in Cristo Gesù. La vita è un dovere, compilo amando Gesù. La vita è un gioco, giocalo servendo Gesù. La vita è preziosa, abbine cura lodando Gesù. La vita è ricchezza, conservala benedicendo Gesù. La vita è amore, godine il frutto in Gesù. La vita è un mistero, scoprilo in Gesù Cristo. La vita è promessa, adempila glorificando Gesù. La vita è tristezza, superala incontrando Gesù. La vita è un inno, cantalo inneggiando Gesù. La vita è una lotta. accettala sostenuto da Gesù. di Eugenio Marchesino 263 264 Lettera al prof. Antonio Ricci Foggia, 2 luglio 1999 Carissimo Antonio, fratello nel "nostro" Gesù, per prima cosa devo evidenziarti una situazione che mi ha dato tanto dispiacere: quella cioè che per la gran foga d'inviarti la prima copia dell'ultimo Libro, non mi è stata data la possibilità di dare una sbirciata allo stesso Infatti, appena uscito dalla tipografia, memore della promessa fattati, ti spedii la prima copia. Tornato a casa, nel pomeriggio dando una scorsa al volumetto m'accorsi che l'impaginazione era sbagliata. Telefonai subito in tipografia ed il responsabile si rese conto dell'errore e mi promise che avrebbe, immantinente , provveduto a riparare alla sua manchevolezza. Così è stato e, quindi, t'invio una copia aggiornata; anzi qualcuna in più perché tu possa disporre a tuo piacimento. Ti "prego" ( pregare è il verbo che uso solo quando mi devo rivolgere alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’) di meditarla, perché tu annoverato tra i "prescelti" non abbia a confondere l'anima con lo spirito da come si evidenzia anche nella mia ultima pubblicazione. Antonio, non puoi immaginare quanta collaborazione hai dato ai miei lavori e un sostegno degno di ringraziamento al DIO -CRISTIANO. Tanto hai potuto perché ti disponi allo SPIRITO di VERITA' e ti esorto ad essere molto attento a LUI e non distrarti facilmente. Ti ringrazio vivamente per l'articolo inviatomi sulle Crociate e sulla non esistenza dell'inferno decretata dai "maestri" gesuiti. A lento pede, punzonati da destra e manca, apprendono qualcosa dagli “ispirati” dallo SPIRITO SANTO, la fanno propria e la tergiversano. I loro riferimenti sulla non esistenza dell'inferno come "luogo" ma solo come "stato", sono stati più volte ribaditi con tanta veemenza nel passato Arriveranno col tempo o nel tempo eterno a percepire quanto lo SPIRITO di VERITA, rivela agli "eletti" ed ai "prescelti", non solo sulla teoria blasfema dell'inferno ma, ancor più, su quel "mistero" da loro evocato e non conosciuto: l'AMORE del DIO -CRISTIANO! Circa il "mea culpa" invocato da Giovanni Paolo II e dalla sua corte sui misfatti compiuti dalla gerarchia ecclesiastica nel passato, potrebbero farne a meno; piuttosto dovrebbero invocare, con profondo dolore, il "mea culpa" per i loro peccati attuali che non sono da meno di quelli del passato. Giorni fa, inviando al papa una copia della mia ultima pubblicazione, esortavo il monsignore adibito a smistare e a controllare la posta a non distruggerla e tanto meno a cestinarla, perché ai suoi millenni di espiazione aggiungerebbe anche quelli del papa per l'occasione. Tra l'altro gli suggerivo di dire a Giovanni Paolo II di non "affaticarsi" a pregare per le disgrazie altrui ma, piuttosto, di cercare di conoscere la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, prima per se stesso, e poi per insegnare agli altri l'Essenza d'AMORE del DIOCRISTIANO che, per mezzo di GESU’ e dello SPIRITO SANTO, ha elargito a tutti gli uomini la SUA PATERNITA, perché consapevoli del SUO infinito AMORE e della SUA impenetrabile MISERICORDIA possano rivolgersi Solo ed Esclusivamente a LUI! Gli uomini "futuri", quindi devono entrare nella percezione ed anche nella consapevolezza di chiedere quello che è giusto chiedere solo al PADRE CELESTE che viene conosciuto solo attraverso il CRISTO e lo SPIRITO SANTO! Un sentito ed affettuoso saluto ai tuoi. A te un abbraccio nel "nostro" GESU’! Eugenio 264 265 Lettera al prof. Antonio Ricci Foggia, 28 settembre 1999 Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro" ho ricevuto la tua lettera del 23 agosto u.s. e, anche se laconica, mi è giunta come sempre assai gradita. Non ti nascondo di essere un po' esigente nei tuoi riguardi, perché, come ribadito in uno dei miei scritti precedenti, sei l'unico fratello "spirituale", a tutt'oggi, conosciuto su questo pianeta. Antonio, non vorrei che le asperità di questa vita terrena che, senz'altro, non mancano potessero influenzare la tua formazione spirituale acquisita. Questa esistenza, purtroppo, è destinata a darci qualche attimo di felicità al cospetto di quella eterna; nel mentre nel suo contesto generico si presenta aspra, dura e sempre pronta a colpire. Non è forse vero che GESU’ non ha promesso nulla sulla fugacità di questa esistenza, ma solo certezze di gioia e di felicità eterne nella "Nuova Terra"? Sapessi per giungere a LUI, perché Lo incontrassi e Lo facessi mio (nonostante le mie infinite carenze e debolezze) quanta sofferenza ho vissuto, quante lacrime ho versate e quando GLI chiesi di prendermi con Sé, EGLI decretò di pervadermi di una briciola piccolissima del SUO infinito AMORE che non solo mi rinnovò ma, soprattutto, completò la mia personalità tanto da farmi comprendere che il "Tutto" fuori di LUI ha una importanza tanto relativa, quasi nulla! Ciò non deve farti pensare che intacchi il bene verso le persone che ne hanno bisogno e mi porti a trascurare mia moglie e i miei otto figli; al contrario essi dopo la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ costituiscono il tutto di questa mia vita terrena, anche se poco o niente, a tutt'oggi, hanno capito della vita ultra -terrena. Tanto è il bene che nutro nei riguardi dei miei figli che,oltre ad assisterli nei loro bisogni, ogni giorno e per ben due volte ringrazio la GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ per quanto loro concede. Anche se nel campo spirituale, cioè cristiano, non evidenziano una conoscenza profonda, la loro indole è buona e la manifestano aiutando il prossimo attraverso le loro modestissime possibilità. Io li enuncio col nome di "pupille": essi sono le mie otto pupille, anche se contrariamente a quanto bramo, sono molto lontani dalla mia realtà cristiana che apre non uno spiraglio ma una grande porta alla nostra Realtà Futura! Quando sono venuti al mondo ( su questo pianeta) li ho accolti con quella gioia che solo il PADRE CELESTE conosce. Nonostante siano molto lontani dalla realtà cristiana, sono certo che quanto prima la faranno loro; anche perché per volontà della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’, saranno allogati in quella "schiera" futura di "Eccezione fatta per alcuni". Carissimo fratello, al di là di quanto innanzi menzionato, a te auguro ed anche alla tua famiglia una serenità che possa facilitarvi il cammino nella conoscenza, sempre più profonda, dell'UNO -TRINO! Un abbraccio sentito nel "nostro" GESU’. Eugenio Lettera al prof. Antonio Ricci 265 266 Foggia, 21 ottobre 1999 Carissimo Antonio fratello in GESU’ "nostro", ho ricevuto la tua tanto desiderata lettera ed ho appreso come problemi di famiglia, di natura diversa pesano sul tuo morale. Di tanto me ne dolgo e ti esorto ad essere in comunione costante con la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Questo rapporto di Amore costante, anche quando le avversità di questa Dimensione ci vogliono prostrare, non dev'essere minimamente scalfito perché sostenuti dallo SPIRITO SANTO dobbiamo trovare conforto e sostegno nelle parole Santissime di GESU’. Anch'io, in famiglia, ho situazioni che vorrebbero piegarmi ma a nulla varrà l'energia del Male nel volere intaccare il mio rapporto con la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. A ciò si aggiunge anche il male che affligge mia sorella: è affetta da un cancro al cervello da otto mesi e ormai è sulla via dello spegnimento corporale. Il sostegno per me e per lei, è il ringraziamento quotidiano alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ per quanto le concede: assistenza continua dei famigliari, assenza di dolori spietati conformi al male, e, ancora di più, la visione della proiezione Futura! Inoltre, uno dei miei otto figli è andato incontro ad una depressione psichica che spero si risolva presto e nel migliore dei modi. Come vedi sono anch'io impegnato sul piano spirituale, morale ed anche fisico. Però continuo ad affermarti che tutte queste condizioni negative e tutti i contrasti negativi di questa esistenza, non potranno mai adombrare minimamente la intensità di Amore verso COLUI che ci ha edificati e proiettati nella "Nuova Terra", luogo di pace e di felicità eterne da noi uomini, continuamente, agognato. Al pari e più di Giobbe dobbiamo manifestare la Gloria del DIO –CRISTIANO, del FIGLIO e dello SPIRITO SANTO. Chiudo con un abbraccio spirituale nel "nostro" GESU’. Eugenio Lettera al prof. Antonio Ricci Foggia, 25 novembre 1999 Carissimo Antonio, fratello nel "nostro" GESU’, eccomi a te con una notizia triste, forse lugubre per i mortali della terra; però per me non è stato così. Mi riferisco al trapasso nella Nuova Dimensione di mia sorella Antonietta, avvenuta il 27 ottobre u. s. In precedenza ti avevo annunciata la dipartita prossima, come d'altronde era inevitabile e tanto desiderata da lei stessa. Come innanzi menzionato, per me la sua dipartita non è stata lugubre perché attraverso la conoscenza e la comunione del CRISTO e, più ancora, illuminato dallo SPIRITO SANTO, affermo come lei ormai è fuori da questa esistenza pregna di cattiverie, perfidie e sofferenze, a volte, incontrollabili. Pensa, l'annuncio del decesso l'ho così formulato: GESU’è Risorto e noi con LUI 266 267 Lo Spirito di Antonietta Marchesino è traslato negli eterei spazi, dove è stato folgorato dalla Luce Splendente del CRISTO! Incontrerà presto la MISERICORDIA Infinita della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA' e poi sarà ammessa nella NUOVA TERRA! Puoi quindi comprendere come il distacco, anche se sofferto, è stato colmato dalla pienezza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ Nella mia precedente facevo cenno a come la nostra condizione di "prescelti" ci rende più fortificati al cospetto di Giobbe, in quanto veniamo pervasi a secondo della nostra disponibilità dallo SPIRITO di VERITA’: ENTITA', invece, che non era nella conoscenza di Giobbe. Chiudo questo scritto con una nuova preghiera che, giornalmente, evoco due volte insieme all'altra. Inno alla Santissima e Gloriosissima Trinità Tu, SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ irradi l'Universo tutto col Tuo amore immenso, infinito ed eterno; e noi, tuoi amanti, ne percepiamo una frazione infinitesimale, di una piccolissima gocciolina che ci fortifica nello Spirito, ci sostiene nel morale e ci aiuta nel fisico. Gloria a Te, SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Sicuro che questa prece gloriosa la farai tua, ti abbraccio spiritualmente nel "nostro" Gesù. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 19 dicembre 1999 Carissimo Antonio, fratello in GESU’ "nostro", rispondo alla tua del 4 dicembre u.s. Sentirti, seppure tramite lettera è una grande gioia perché, come ben sai, sei uno dei "pochissimi" che sento disponibile allo SPIRITO di VERITA’. Ho appreso con profondo sentire, del male che affligge donna Maria e, senz'altro, te ed i tuoi figli. Comprendo benissimo la tua ansia e la tua sofferenza! Purtroppo, siamo sottoposti a fronteggiare tutte le conseguenze delle carenze, che l'uomo ha determinato dagli albori dell'esistenza umana e che noi continuiamo a creare, causa la nostra poca conoscenza o della assenza totale che si ha di questa esistenza e, ancor più, della futura. Quando penso al "nostro" GESU’ che si è fatto carico di tutte le nostre miserie, non solo spirituali e morali ma anche fisiche, allora affiora ancora di più la nostra limitatezza alla incapacità di accettare situazioni umanamente impossibili. L'umanità, in genere, al cospetto di simili frangenti si ribella e, non di rado, si scaglia, causa la sua incommensurabile ignavia, contro la Essenza dell'AMORE e della MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO, perché ignora la portata immensa dell'AMORE e della MISERICORDIA del CREATORE elargìta alla SUA, anche se ribelle, creatura. A noi, invece, anche se queste situazioni ci debilitano e ci prostrano, perché colpiti negli affetti e nei sentimenti più cari, devono portarci a rendere il "grazie" eterno al DIO -CRISTIANO, il 267 268 Quale nonostante la nostra pochezza spirituale ci dà la certezza, nel prossimo futuro, anche di partecipare alla SUA Gloria infinita ed eterna. Coraggio, quindi, fratello amatissimo e continua come faccio io, colpito spesso da circostanze umanamente inaccettabili e, a volte, insopportabili a ringraziare più volte e quotidianamente la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ per quanto, nonostante tutte le nostre defezioni e carenze, ci concede durante il soggiorno terreno; e, soprattutto, per quella indiscussa ed assiomatica felicità eterna a cui ci ha destinati. GESU’, bisogna che lo ricordiamo, ancora di più in questi frangenti, non è venuto su questa terra a prometterci di godere durante questa esistenza, tutt'altro: EGLI è venuto ad insegnarci che il sentiero da LUI tracciato è aspro, spinoso, angusto e tortuoso, lasciandoci come esempio la SUA immane sofferenza che ha riscattato tutte le nostre debolezze, tutte le nostre miserie e tutti i nostri peccati per proiettarci "Tutti" nella Nuova Terra: la Zona PARADISIACA! Quando avremo raggiunto quel luogo di pace e di felicità eterne, bramate, il nostro penare terreno sarà ricordato come un vago e brutto sogno che ci ha tormentati! Con questo sentire profondamente cristiano, ti abbraccio nel "nostro" GESU’. A donna Maria ed ai tuoi figli, il mio rispettoso ossequio cristiano. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 6 gennaio 2000 Carissimo Antonio, fratello in GESU"nostro", come sempre, gradita ed attesa è giunta la tua amata lettera e, come sempre, esalti la mia costante invocazione alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ che mi consente di porgerti una Realtà: l'unica Realtà dell'uomo che, purtroppo, moltissimi ignorano in gran parte ed altri, eccezione fatta dei prescelti e degli eletti, ne conoscono una semplice parvenza. CRISTO SIGNORE è la Sola Realtà intorno a cui ruota e si fonde il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO e fondendosi l'UNO nel TRINO danno vita a Tutto l’UNIVERSO: dalle cose più semplici ed insignificanti, alle Verità inimmaginabili ed impenetrabili, dandoci solo una parvenza perché siamo circoscritti nella conoscenza delle infinite scienze e nel profondo sentire, di cui fa parte soprattutto l'AMORE! L'uomo, in genere, purtroppo accetta l'insulsa ed insignificante realtà di questa esistenza: si nasce e si deve morire. Tanta pochezza si riscontra nella massa degli uomini, solo pochi si cimentano a cercare e a trovare, perché disponibili allo SPIRITO di VERITA’, soluzioni che diano un senso alla nascita, alla vita e alla morte. Avventurarsi in questa ricerca senza avere un sostegno spirituale, significa addentrarsi in vicoli e viuzze non districabili che, quasi sempre, portano all'esaurimento o alla disperazione e, quindi, meglio non intraprenderli. Questa ultima è la scelta di coloro che danno vita al "Carpe diem", i quali nella loro profonda ignavia hanno voluto e continuano a perdere tempo vivendo, in assoluto, questa vita sul pianeta che comporterà una maggiore esigenza di conoscenza nella Nuova Dimensione con una auto- espiazione molto dura e prolungata. Allora si rimpiangerà con molta foga spirituale il tempo perduto sulla terra e che, invece, avrebbe potuto essere sfruttato in senso positivo per rendere meno tribolata la propria condizione nella Futura Dimora. 268 269 Carissimo, alla nostra età, si dovrebbero fare delle constatazioni profonde e rispecchianti la nostra esistenza terrena, le quali durante gli anni verdi di questa realtà, causa la baldanza di diventare qualcuno perché sorretti da una costituzione fisica e morale saldi e, ancor più per un insegnamento spirituale errato, non vengono presi in alcuna considerazione. Ora invece, trovandoci vicino al traguardo di questa esistenza terrena dovrebbe essere indispensabile, perché casualmente fortunati da un lato e, in gran parte, sfortunati dall'altro, soffermarsi a considerare il tempo passato e soprattutto quello futuro per poter invocare il "mea culpa" ed implorare l'inesauribile MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO. Però, anche se si giunge "fortunosamente" a questo traguardo, pochissimi sono coloro che si accingono a farlo perché la maggior parte degli uomini, circuita e pasciuta in situazioni stimolanti al benessere e al piacere materiale non vengono, né si lasciano stimolare a cercare... a cercare una continuità alla vita. Il trovarsi su questo pianeta per essi è una casualità che non trova alcuna giustificazione, perché pregni di una insania orrenda che fa orrore; nel mentre per alcuni , quando lo spronante intelletto coinvolge la ragione, viene da chiedersi del perché di queste nascite incontrollate e del perché si nasce in condizioni selezionate, sia in senso positivo che negativo; sia nel benessere, sia nella potenza, sia nella gloria, sia nella intelligenza eccessiva ; oppure nella povertà più deprecabile, nella indigenza più disperata, nella impotenza fisica e morale? Allora, quando simili penetrazioni ti assillano, ringrazio la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ per avermi concesso una parvenza di esse, perché ho sempre insistentemente invocato e Glorificato l'ASSOLUTO intorno a queste condizioni disparate, assurde ed incontrollabili. Alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’, quindi, devo quanto mi è stato dato per poter comprendere il perché di questa caotica situazione. In eterno, quindi, ringrazio e glorifico la TRIADE DIVINA ( il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) per la SUA Donazione a rendere consapevoli, in rapporto alla loro disponibilità, tutte quelle creature che invocano il SUO Santissimo e Gloriosissimo NOME e desiderano conoscere il senso di questa e della futura VITA! Amara constatazione è quella che, purtroppo, l'uomo in genere, vive in forme pari alla fauna e alla flora, utilizzando l'intelligenza per evidenziarsi al di sopra di quanti meno dotati, meno ricchi e potenti, meno fortunati di lui e che vengono così designati da una cieca e circostanziata cernita, assai palese nell’anticamera della venuta su questo pianeta, causata dalla creazione dell'uomo: il Male! Pertanto la sua condizione è inferiore a quella vissuta dalla fauna e dalla flora perché artefatta e non naturale. Abbiti il mio abbraccio spirituale nel "nostro" GESU’ e l'augurio di una sempre più conoscenza della Dimensione Futura, attraverso il PADRE CELESTE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 4 febbraio 2000 Carissimo Antonio, fratello in GESU’"nostro", rispondo alla tua del 31 gennaio u. s, per dirti che trovo nelle tue parole una significativa penetrazione di comprensione della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Quando tu ti esprimi con parole che evidenziano il tuo stato di pace e di sostegno, tratti dalle mie parole racchiuse nelle mie lettere, seppure in parte ed anche inconsapevolmente tu 269 270 riconosci, attraverso il mio scrivere, che quella potenzialità non mi appartiene soggettivamente, ma va intesa come riconoscimento alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ e, quindi, a rendere il Gloria ed il Grazie eterni ad ESSA! Tutto quanto da te accennatomi non fa che rendermi orgoglioso perché, nonostante le mie infinite miserie, Il DIO -CRISTIANO si compiace di trasferirmi una particella infinitesimale della SUA SCIENZA, del SUO AMORE! E questa potenzialità trasmessami, nonostante il contrasto continuo e deprimente che proviene dall'energia del "male" riesco a riportarla nei miei scritti. Le avversioni del"male" si concentrano in maniera esorbitante su "quanti" vogliono essere disponibili allo SPIRITO di VERITA’. Tali forze vorrebbero, ma non riescono a piegarti quando il tuo rapporto con la TRIADE DIVINA (il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) è intenso e preposto ad ogni bene e ad ogni interesse. Ed ora carissimo, devo comunicarti che sto per dare alla stampa un'altra delle mie pubblicazioni. Tempo fa , quando mia sorella era ancora sofferente su questo pianeta, di tanto in tanto leggevo qualche passo del Vecchio Testamento che una delle mie nipoti aveva portato per lei. Fu in quel frangente, assai duro che fui illuminato dallo SPIRITO di VERITA’ e decisi di pubblicare qualcosa che, a differenza del Pentateuco ebraico, rendesse gloria al DIO CRISTIANO nel SUO AMORE infinito, nella SUA MISERICORDIA inesauribile ed anche nella SUA GIUSTIZIA perfettissima. Mi convinsi, quindi, di opporre al Pentateuco ebraico il Pentateuco cristiano, costituito dalle mie precedenti pubblicazioni e, precisamente, da cinque delle mie ultime. Pertanto, ti rimetto copia della introduzione ad essa, preceduta dall'Inno e dalla Preghiera alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’, nonché i cenni auto - biografici della mia persona. Questa mia Opera, ripeto, vuole contestare e contrastare la visione distorta di alcuni profeti, non sempre illuminati, perché privi della presenza dello SPIRITO SANTO e che hanno dato alla Essenza dell'AMORE , della MISERICORDIA e della GIUSTIZIA del DIO CRISTIANO! Il tuo parere, sai bene, è molto importante per me perché risente, spesso, di disponibilità allo SPIRITO di VERITA’. Colgo l'occasione per porgere un sentire cristiano ai tuoi cari. A te un abbraccio spirituale nel "nostro" GESU?. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 12 aprile 2000 Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro", la tua lettera giuntami stamane mi ha mortificato tantissimo. Sapere che donna Maria è affetta da mali che la turbano psicologicamente e fisicamente, con conseguenti afflizioni su di te e sui tuoi figli, non può che rattristarmi. Comprendo benissimo la tua pena ed il tuo disagio psico - fisico e vorrei esserti di grande conforto. In queste circostanze, però, è difficilissimo apportare linimento alle sofferenze altrui, perché non c'è balsamo alcuno all'infuori del CRISTO, il Quale ci porta a considerare la nostra reale e sostanziale vicenda terrena. 270 271 Nessuno e nessuna cosa può darci conforto e sostegno morale in queste situazioni drammatiche, ma solo LUI, GESU’, che è venuto in mezzo a noi, anche, per farci comprendere la durezza di questa esistenza. GESU’ in prima persona, ha voluto fare esperienza di un soffrire pari alla sofferenza di tutta l'umanità! La Sua sofferenza fisica e morale ha risentito di tutti i patimenti dolorosi che hanno afflitto, affliggono e affliggeranno l'umanità! EGLI, nella Essenza della SUA Purezza, si è fatto carico di tutte le colpe e di tutti i peccati che hanno tormentato, tormentano e tormenteranno tutti gli uomini di tutti i tempi. Tanto, perché EGLI potesse sopperire e purificare tutto il male che avvolge la umanità, affinché nella NUOVA TERRA queste sofferenze non abbiano minimamente a sfiorare la creatura prediletta ed amata dal DIO -CRISTIANO. Antonio carissimo, con te posso parlare intorno a questi argomenti perché costituiscono l'unica e la vera realtà umana, anche se nell'insieme non allontano dalla sofferenza che viviamo ma ci portano a comprendere come essa deve essere vissuta perché, ognuno di noi, è particella più o meno grande di quella immensità di carenze, di colpe e di peccati. Più volte, meditando sulla nostra esistenza terrena ho sempre ritenuta questa come la più grande beffa se non venisse sostenuta ed alimentata da COLUI che ha voluto incarnare la nostra misera natura e dimostrare con la SUA Gloriosa RESURREZIONE che essa può e deve essere debellata col SUO Santo aiuto e proiettata in una Dimensione che al solo pensiero ci entusiasma, ci riabilita e ci consente quella forza per poter sopravvivere a tutte le avversità di questa traviata esistenza. Purtroppo, con grande sgomento bisogna ammettere che questo sentire è avvertito solo da pochi, perché solo pochi si dispongono e si aprono allo SPIRITO di VERITA’, dal Quale vengono penetrati e si dispongono a pregustare quella che sarà la "Vera Vita", quella di una gioia e di una pace impenetrabili e perennemente eterne. Se l'uomo si soffermasse a constatare profondamente la Vita e l'Insegnamento del CRISTO, ubicati a rendere meno sofferta e tribolata l'esistenza terrena e, ancor più, la strabiliante donazione della Futura Felicità renderebbe meno caotica la vita terrena ed avrebbe la "illuminazione" di renderla più accettabile a sé e agli altri. Ti abbraccio spiritualmente nel nostro amato e indiscusso GESU’ CRISTO e cerca di porgerLo, nella vera Essenza, alla tua cara consorte. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 23 maggio 2000 Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro", ieri ringraziando la GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) mi è pervenuta la tua cara lettera foriera di buone notizie. L'apprendere che donna Maria versa in condizioni fisiche e morali migliori mi ha molto soddisfatto e ti auguro che possa, sempre più, migliorare perché tu possa essere più tranquillo insieme ai tuoi figli. Nel leggere il tuo scritto e approfondendo quelle tue parole non potevo non pensare che sei un "illuminato" che ha saputo penetrare il"Pentateuco cristiano" nelle profondità più abissali della sua potenzialità. E tanto ti è stato possibile perché ti disponi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’. 271 272 Il mio grazie profondamente sentito è subordinato alla tua accettazione alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ che tiene in gran conto questa tua disponibilità. Ad evitare che tu possa fotocopiare il libro t'invio, con molto piacere, due copie in più affinché tu possa darli ai tuoi amici più intimi e disponibili allo SPIRITO SANTO. Antonio carissimo, unisco alla tua la fotocopia delle lettere inviate al papa, a monsignor Tonini, De Giorgi e Martini perché tu abbia a penetrare l'intensità del mio risentimento nei riguardi della gerarchia ecclesiastica. E' ovvio che alle lettere è stata unita una copia del "Pentateuco Cristiano". Continuerò ad inviarle ad altri alti prelati perché possano constatare il mio amore immenso ed infinito nei riguardi della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Sentimento questo che essi, in gran parte, ignorano e lo oscurano a quanti, ingenuamente, si affidano al loro insegnamento fallace. Ti scriverò più a lungo in una mia prossima per prospettarti una mia visione circa la mia prossima pubblicazione. Un affettuoso sentire cristiano a tua moglie e ai tuoi figli. A te un abbraccio spirituale nel "nostro" GESU’. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 7 settembre 2000 Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro", ho ricevuto la tua amata lettera in cui ho rilevato come le tue riflessioni e i tuoi riferimenti rispecchiano obiettivamente la realtà raccapricciante della umanità moderna: gli uomini, in massima parte, vivono di falsità. Affrontare, quindi, la realtà che non si identifica nella Verità nuoce e richiede molto, molto coraggio. Specialmente in materia di fede, quando questa viene travisata ed attuata in credenze balorde che soddisfano e tranquillizzano, seppure parzialmente e vagamente, il morale e si va avanti senza oneri impegnativi. Quando il tempo ristretto e fallace della Terra sarà superato e ci si troverà nella Dimensione Futura, alla Luce sempre più splendente del CRISTO, il sipario di questa esistenza si alzerà e quelle maschere, che avevano adombrate la vita terrena, cadranno. Sembrerà allora, di primo acchito, che il passato non era che una brutta e vaga chimera ma che, purtroppo, sarà la nostra carta d'identità che comporterà un'auto -purificazione che rispecchierà tutte le nostre malefatte. Anche se questo impatto sarà traumatico, l'immediata certezza di raggiungere dopo l'auto – purificazione, anche se dura e prolungata, quella pace sempre bramata ed agognata su questo pianeta, compenserà il trauma subito e disporrà gli spiriti ad una agognata auto purificazione. Ti ringrazio, comunque, per quanto mi hai fatto rilevare. Ti chiedo venia se a volte ricorro a te: sei l'unica persona a cui posso rivolgermi ed essere compreso, perché tu sei disponibile allo SPIRITO SANTO e porti conforto alla mia persona quando vengo condizionato ed impedito da fattori di origine malefica. Comunque, come ti dicevo nella mia precedente, quelle mie riflessioni saranno riportate in calce alla mia prossima opera ispirata e, quindi, inviate ai massimi vertici della gerarchia ecclesiastica. 272 273 E, se anche quei principi, conti, marchesi e baroni non ardiranno confutarle, come per le infinite precedenti; sono certo che li metterà in imbarazzo o quanto meno li porterà a riflettere sperando che si ridimensionino e cerchino la VERITA' solo e sempre nel glorificare la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Ed ora caro Antonio, passo ad altro argomento che ci sostiene e ci conforta. Ti riporto le testuali parole di un missionario che opera in India, al quale, tra l'altro, inviai una copia dell'Inno alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’: "caro Eugenio, la tua bella preghiera alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ mi piace molto, e voglio che tu sappia che la reciterò anch'io tutti i giorni e la terrò sul comodino, di modo che sia la mia prima preghiera che aprirà la mia giornata. Tu mi hai certamente aiutato a onorare di più la dimensione Trinitaria di Dio, e mai pensare ad una sola Persona Divina come isolata dalle altre". Come puoi constatare, tutto ciò, torna a nostro conforto e a Gloria della GLORIOSA TRIADE DIVINA ( il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Ho appreso con rammarico del tuo stato di salute non tanto confortevole e, giustamente, come tu affermi: non bisogna temere alcunché quando il nostro rapporto con GESU’ è continuo ed intenso. Anch'io ho i miei acciacchi di pressione e di qualcos'altro; pensa mi trovo nel quinto mese del 74° anno. Nell'insieme, vado abbastanza bene e mi rimetto quotidianamente nelle mani della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Ti dirò di più: pensa che ho già formulato il "manifesto" che attesterà il trapasso del mio spirito nella Nuova Dimensione. Ti abbraccio in COLUI che è l'Unico e Vero Amico, CRISTO GESU', con la certezza che anche tu, quotidianamente, invochi e glorifichi con l'Inno di Gloria la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)! Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia,29marzo 2001 Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro" tre giorni fa mi è pervenuta la tua lettera, come sempre attesa e tanto amata. Devo dirti che stavo per riscriverti per la terza volta, perché non ricevendo tue notizie ero molto preoccupato. Tu, Antonio, con molta probabilità, non puoi comprendere quanto sei importante nella mia vita spirituale per avermi dato un supporto straordinario e che mi ha consentito ancora di più di andare avanti nella testimonianza del DIO -CRISTIANO. Anche tu, come me, sei strumento nella mani della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ e, quindi, affermo che sei indispensabile per me perché testimone de DIO CRISTIANO. Io, giorno dopo giorno, comprendo con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, come lo stare ancora su questa Vecchia Terra è dovuto, primariamente, alla Volontà della GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) per marcare ancora e, sempre di più, lo scopo di questa esistenza terrena a tutti gli uomini e più ancora per contestare e richiamare i travisatori della PAROLA che ne fanno non solo un disuso ma, anche e sempre, più negativo per se stessi e per quanti stanno loro dietro. 273 274 Per i più della terra, inutilmente, il CRISTO è venuto in mezzo a noi in quanto il SUO GLORIOSO OLOCAUSTO non viene tenuto in alcuna considerazione e , raramente, percepito da pochi che ne danno testimonianza con la loro vita per affermare che da esso dipende la salvezza totale dell'Umanità. La maggior parte dei componenti il "Sinedrio" cristiano appartenenti a tutte le professioni cristiane, in particolare a quelli della chiesa cattolica e quella ortodossa, ignari di quanto CRISTO ha affermato e vissuto e accecati dalla loro presunzione, nonché dallo essere schivi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’, non riescono ad entrare nella maestosità del PADRE CELESTE, la cui identità di PADRE di tutti gli uomini ha richiesto la testimonianza della sublime Donazione del CRISTO per la salvezza di "tutti" gli uomini! Queste due entità incommensurabili di AMORE infinito e di MISERICORDIA inesauribile, sostenuti dallo SPIRITO SANTO, dovrebbero essere il pane quotidiano spirituale di tutti gli uomini; quindi, prima vissute in prima persona dai gerarchi delle "professioni" cristiane e poi dai "cosiddetti" cristiani e tramandate a tutti i "sub" della terra, perché sono le uniche e le sole realtà valide per Questa e per la Futura Vita. Purtroppo queste inconfutabili Verità vengono travisate e adombrate da molti che si ritengono portatori della PAROLA del CRISTO. In tal modo essi, non solo non si dispongono alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’, andando incontro ad una auto -espiazione dura e prolungata per quanto determinano pure una conoscenza confusa ed offuscata a molti uomini che si affidano totalmente al loro insegnamento, senza vagliare e confrontarsi direttamente con l'infinito AMORE e con la MISERICORDIA impenetrabile della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, la Quale non preclude la SUA GIUSTIZIA ma li antepone ad Essa. Possibile che la loro vista si ottenebra sempre di più; possibile che si assordino totalmente i loro orecchi e la loro cervice va, sempre più, indurendosi. Essi sono pregni di presunzione perché si auto-denominano "i vocati", "i chiamati" senza tenere in gran conto che "chiamati" siamo tutti se disponibili allo SPIRITO SANTO che soffia in infinite direzioni, illuminando gli umili e i disponibili. L'alterigia e la presunzione sono i mali che serpeggiano tra loro a cominciare dal "fasullo" “santo padre”, Paolo II, che abusando del sostantivo di Padre, di pertinenza esclusiva del PADRE CELESTE, perché così categoricamente affermato dal CRISTO, lo unisce a quello di santo. Più cieco di lui non v'è altri, perché egli non confronta la sua vita circuita da ricchezze, da sontuosità, da mollezze, da servitù e da guardie speciali con la vita del CRISTO circuita da povertà, da umiltà e da gente ignorante ed assai umile. Egli non capisce o gli fa comodo non capire che l'unica motivazione che deve espletare un cristiano, noi compresi e, quindi, il papa per prima, è quella di far conoscere il CRISTO nella SUA vera Essenza, cioè come il Solo ed Unico SIGNORE che media per la salvezza di "tutti" gli uomini e come COLUI che ci ha regalato, tramite lo SPIRITO di VERITA’, la dignità di essere adottati come Figli dal SUO DIO e PADRE! E questo insegnamento del CRISTO si sarebbe dovuto compendiare nella umiltà più sentita, nella povertà di fatto e, a completamento del tutto, testimoniare con la nostra vita la veridicità della PAROLA: "Fate questo in memoria di Me!". Smetto , non voglio continuare a mettere in evidenza le infinite carenze di Paolo II e della sua molto attiva coorte! Un affettuoso saluto cristiano ai tuoi. A te il consueto abbraccio spirituale nel "nostro" GESU’ Eugenio 274 275 P.S. Carissimo Antonio, ieri domenica non mi è stato possibile spedirti la lettera, non potendo fare la fotocopia ed anche perché io non me la sentivo di ricopiarla. Tu sai benissimo che io conservo, gelosamente, le mie e le altre missive. In definitiva, dopo sono stato molto contento di non avertela spedita, perché in serata ho sbirciato sul canale tre una trasmissione in cui si parlava del "curriculum" di un ventennio di papato di Giovanni Paolo II. Non è stata , quindi, una casualità a far coincidere tanto ma senz'altro una "ispirazione", affinché io potessi avere la possibilità di trasmetterti qualche riflessione su quanto è stato detto. Infatti, la prima osservazione da farsi è sul titolo della trasmissione, "l'ostinato di Dio", in quanto al sostantivo “ostinato” è appropriato, mentre la preposizione “di” è blasfema. Per quanto mi è "dato" dire, perché ispirato, il titolo esatto è il seguente: "l'ostinato al DIO CRISTIANO". Il rivedere tutte quelle folle che acclamavano ed osannavano un intruso, durante i cinque lustri e più del suo papato, mi hanno fatto ritornare alla mente e al cuore la piazza di Gerusalemme di 2000 anni fa, quando il Sinedrio ebraico insieme al suo popolo inveiva ferocemente contro un Essere sfigurato avente sembianze umane e Lo condannavano spietatamente alla CROCIFISSIONE! Mentre "l'ostinato al Dio - cristiano", dimenticando o volendo dimenticare di farsi crocifiggere a testa in giù come Colui che, amando infinitamente GESU’ e sentendosi indegno della CROCIFISSIONE del MAESTRO lo pretese, si è beato e continua a bearsi quando quelle folle ingenue e ingannate dalle papaline rosse ( il Sinedrio cristiano) lo osannano. Con quanta ignavia e altrettanta infingardaggine, egli osa presentarsi in pubblico e dichiararsi vicario del CRISTO che nell'Essenza della umiltà ha dato tutto SE STESSO per la salvezza dell'umanità Egli si fa scudo delle infinite sofferenze del DIO -CRISTIANO e delle sofferenze di coloro che amando infinitamente il PADRE CELESTE, nella giusta Essenza, si sono lasciati trucidare cercando di seguire il loro unico e solo MAESTRO! Spero che nella mia prossima pubblicazione anche queste mie "ispirate" accuse potranno giungergli. Ancora un abbraccio spirituale nel "nostro" GESU’. Eugenio Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 1 luglio 2001 Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro", Come sempre la tua lettera mi è giunta come balsamo alle avversioni, quotidianamente, rilevate nelle istituzioni delle diverse "professioni" cristiane e come sempre , primariamente, in quella cattolica ed ortodossa. Ho cercato di astenermi dallo scriverti: prima perché non voglio affaticarti a rispondermi con solerzia, anche se sento che una sola tua riga di scritto è potenziale per me. Anch'io, anche se in linea di massima sto bene, grazie al DIO -CRISTIANO, vengo continuamente ostacolato da contrarietà che vorrebbero portarmi ad esplodere. 275 276 Io, invece, cerco di superarli ed essere sempre, più disponibile alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ da cui attingo quella energia di difesa contro gli attacchi dell’energia del Male. Altro mio impegno è quello di tutelare i miei otto figli e, anche per loro, invoco giornalmente la GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA affinché me lo consenta. Essi, pur avendo un'età rispettabile, pensa il primo ha raggiunto l'età di cinquantatré anni e tutti hanno una posizione sociale modestissima e rispettabilissima avverto sempre, anche se loro non se ne rendono conto, che hanno bisogno delle mie affettuose attenzìoni. Carissimo, questo tempo terreno ci consente, perché ispirati dallo SPIRITO SANTO, di entrare nella nostra realtà terrena e poterci convincere che questo periodo altro non è che la pedana di lancio per raggiungere nel più breve tempo possibile, l'Eterna ed agognata NUONA TERRA, luogo di quella pace vanamente ed inutilmente inseguita su questo pianeta. Io sono sempre al lavoro per completare la mia prossima pubblicazione e cerco di scoprire, sempre più, l'immensità di AMORE della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, nonché la SUA MISERICORDIA inesauribile e la SUA GIUSTIZIA perfettissima. Più cerco di penetrarLa e più mi accorgo delle continue incongruenze che tutte le professioni cristiane oppongono all'Unico MAESTRO, il nostro amato GESU’, il Quale nonostante l'uso e il disuso del SUO Amatissimo NOME da parte dei moltissimi credenti, eccezione fatta per alcuni, continua nel tempo fino alla "prossima" consumazione della terra a salvare l'Umanità tutta e a proiettarla nella zona "Paradisiaca". Beati quanti riescono, stando su questo pianeta, a disporsi e ad essere penetrati dallo SPIRITO di VERITA’ perché facile sarà per loro l'ingresso in quel “luogo” di pace e di felicità eterne. Mentre per i più anche se, in embrione, sono stati destinati a raggiungere la "NUOVA TERRA", dura sarà la loro auto -espiazione che consisterà, in gran parte, a riconoscere ed a condannare la durezza della loro cervice, delle loro cecità e sordità per non avere voluto penetrare, accettare e comprendere la "PAROLA", perché si sono lasciati andare in balia della effimera compiacenza di "arrancare" quanto più è stato possibile sulla "Vecchia Terra" A questi ultimi si aggiungono, primariamente, “i padri della chiesa” che violando i dettami di GESU’ che, tra l'altro, ammonisce categoricamente ai SUOI Apostoli e, quindi, a noi: " A nessuno è dato appropriarsi del nome spirituale di "PADRE" ma, solo ed esclusivamente, al Mio DIO e PADRE"! Nel mentre "i padri della chiesa", non tenendo in alcun conto le parole incisive e penetranti del CRISTO, continuano a forbirsi e a forgiarsi, plagiando, il nome di "padre" a cominciare dalla papalina "bianca" che lo investe, anche, con l'aggettivo "santo", a quelle rosse e a quelle delle tuniche nere e marrone. Ad ognuno di loro vorrei chiedere, principalmente, al papa cosa mai possono comprendere della grandiosità di quel Nome Benedetto dovuto solo al PADRE CELESTE che in simbiosi con lo SPIRITO SANTO ha partecipato all'Olocausto del SUO Divinissimo FIGLIO: CRISTO GESU'! Anche a noi genitori e "veri" credenti in GESU’, nonostante i sacrifici continui, le ansie interminabili e le sofferenze, a volte, non definibili e il logorio fisico e morale non è dato entrare nella Essenza di quel NOME SANTO, ma solo ci viene concessa una parvenza per rendere Gloria Eternamente al Nome di PADRE CELESTE! Cosa può capire, quindi, papa Wojtyla con tutti i suoi principi, conti, marchesi, baroni e con tutti i componenti dalla bassa truppa del Nome Glorioso di "PADRE" se non quello di sfoggiarlo e di ostentarlo falsamente alla " povera ed ignorante" gente, alla pari di quelli del Sinedrio ebraico?. 276 277 Il DIO -CRISTIANO è la sintesi e la conclusione di quel Nome Santo e Benedetto, perché ha sacrificato e condiviso nella pienezza l’OLOCAUSTO di GESU’ insieme allo SPIRITO SANTO! EGLI, il DIO –CRISTIANO, può solamente, insieme a GESU’ e allo SPIRITO SANTO, nella intierezza, comprendere il Valore e la Preziosità contenuti in quel "NOME" TRE VOLTE SANTO: pertanto, GESU’, in ogni tempo, ammonisce "Tutti" a non farne uso e disuso! Noi genitori, in genere, e discepoli della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ che cerchiamo di dare tutto ai nostri figli, secondo la volontà del PADRE CELESTE, possiamo percepire e penetrare in miniatura quanto colossale sia la portata e la maestosità di quel "Nome" e trasformarlo in quello di "papà o padre di sangue"! Antonio carissimo, voglio chiudere questo scritto altrimenti, continuando, potrei sfociare in altre mille e più deformazioni evidenziate dai "tutori" abusivi della "Parola"! Spero di non avere fatto abuso della tua pazienza e della tua attenta ed encomiabile partecipazione. Un saluto caro ai tuoi. A te, sempre, un abbraccio spirituale nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’! Eugenio Lettera a papa Wojtyla Foggia, 4 maggio 1996 Ancora, caro per Cristo, il nostro tempo terreno corre inesorabilmente veloce: presto ci ritroveremo nella "Nuova Dimensione" e, precisamente, nella "Iperconscia". In quella zona avrai modo di ripercorrere tutti i momenti della tua vita terrena e potrai renderti conto di quanta sofferenza hai apportato al DIO -CRISTIANO con le tue affermazioni travisate al cospetto del CRISTO! In particolare, mi riferisco all' "Angelus" dei giorni festivi quando citando relativamente il nome di GESU’, ti soffermi in modo esorbitante a declamare, ad esaltare e, direi, a glorificare il nome di Maria ed anche dei santi, oscurando quasi del tutto la PERSONA del PADRE CELESTE e dello SPIRITO di VERITA'. Ti rendi conto del tuo condannabile comportamento? Possibile che non riesci minimamente a penetrare l'Essenza della venuta del CRISTO in mezzo a noi? Voglio augurarti che ripetendoti il perché della venuta del CRISTO in mezzo alla SUA creatura prediletta, fatta ad immagine e somiglianza del CREATORE, tu abbia a penetrarLo e a farLo intensamente tuo: GESU’ è venuto, primariamente, in mezzo a noi per darci la conoscenza perfetta del PADRE SUO , permettendoci di invocarLo col nome di PADRE, affinché ogni parola di lode e di gloria venga rivolta solo e sempre a LUI, artefice con lo SPIRITO SANTO della donazione del CRISTO per la salvezza di "Tutti" gli uomini. La Madonna, la Vergine Santa a cui porto profonda ed ineguagliabile devozione, è stata prescelta e forgiata dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ per la Sua "unica" umiltà e per dare, quindi, al mondo CRISTO GESU’ e non già per spodestare il PADRE CELESTE e, tanto meno, lo SPIRITO SANTO. Lasciati penetrare dallo SPIRITO di VERITA’ perché sei , ancora, in tempo per sostare il meno possibile nelle sezioni della "Caina". Un altro e solo rilievo perché non mi è dato, per adesso, di fartene in numero non determinabile, è quello che hai creato la Babele delle religioni. 277 278 CRISTO col donare il SUO Preziosissimo SANGUE ha salvato tutti gli uomini, nessuno escluso; pertanto solo attraverso l'accettazione, per opera dello SPIRITO SANTO e del PADRE SUO si ha la certezza, in tempi brevi o brevissimi, di salvezza e non invocando il dio delle altre religioni la cui entità è astratta, direi, addirittura inesistente. Medita profondamente su questo scritto e, più ancora, su "La più Grande Opera di Tutti i Tempi"! Come sempre, nelle mie precedenti raccomandate profetizzavo che non avrei avuto risposta, lo stesso sarà per la presente perché risente di accuse che non puoi respingere , né mimetizzare ma che ti comporteranno il prolungarsi della tua auto -espiazione nelle prime due sezioni della "Caina".. Continuerò ad avere pazienza fino a quando c'incontreremo nella "Iperconscia", dove non avrai la possibilità di sottrarti al confronto della LUCE folgorante del CRISTO e alla ESSENZA della SUA Giustizia! Abbiti un sentire degno della tua persona. Eugenio marchesino via don Sturzo, 5- Foggia- 71100 Lettera a papa Vojtyla Foggia, 22 settembre 1997 Ancora, caro Wojtyla, Anche se tutte le mie Opere "ispirate" dal DIO -CRISTIANO, inviateti con lettera raccomandata di accompagnamento, non hanno avuto alcun cenno di riscontro (cosa assai prevedibile per le motivazioni note ad entrambi), sono "obbligato" ad inviarti una copia della mia ultima pubblicazione "ispirata" dal COLOSSO dell’UNIVERSO. Avrei gradito un incontro con te: non ti scandalizzare, un incontro per discutere e chiarire su quelle "rivelazioni". So benissimo che la qualcosa non sarà mai possibile: una sparuta ed insignificante cellula del CORPO di CRISTO vorrebbe, o meglio, pretenderebbe di colloquiare con colui che prevarica la PERSONA del CRISTO, autodefinendosi il "vicario" di COLUI che indegnamente ed inimmaginabilmente potrebbe rappresentare? Wojtyla, non puoi quindi immaginare quanto grande sia quel mio desiderio, oggi, dopo averti definito e classificato come uno dei più "ostinati ed ostili al DIO -CRISTIANO" che sosterrà millenni nelle prime due sezioni della CAINA? Comunque resta di fatto che quanto da me desiderato con bramosia su questo pianeta, presto si realizzerà nella Iperconscia: il nostro incontro decretato dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ avverrà "prestissimo" (ti ricordo, ancora, che un anno della terra corrisponde ad un solo giorno nella Iperconscia). Sento che tutto ciò avverrà prestissimo, perché tra te e "Ze Luige" noto una certa analogia: infatti quando ti vedo in TV, spesso, affiora accanto a te la fisionomia di "Ze Luige". Chi era "Ze Luige"? Potrei definirlo un barbone moderno. Infatti, viveva raccattando un po' di cibo e anziché all'addiaccio, preferiva dormire nelle stalle di un ricco signore, dove prestava la sua opera dietro un magrissimo compenso. Quando io lo conobbi, circa trent'anni addietro, trascorreva il tempo libero ed anche la notte in una specie di rifugio alto mt.1.50, mentre la sua stazza era di 1.70. Tale rifugio era stato da lui costruito agli estremi della città e consisteva nella sovrapposizione di grosse pietre raccolte, qua e là, e ricoperto da una lamiera arrugginita: era quella la sua casa e la difendeva con energia, nonostante la sua età avanzata. 278 279 L'inverno di un anno, penso fosse il 1972, fu molto rigido e una notte degli ultimi giorni di gennaio la neve cadde copiosa, tanto da coprire e seppellire le strade ed i tetti delle case. Fu in quella circostanza, durante la notte di un giorno gelido, non potendo dormire, mi levai dal letto e corsi verso la mia parrocchia, il Carmine Nuovo, e stimolai energicamente il viceparroco ad unirsi a me per snidare quel poveretto da quella tana, altrimenti sarebbe morto assiderato. Entrati nel covo, alla nostra vista si presentò una scena agghiacciante: "Ze Luige", tutto annichilito era sdraiato su una tavola appoggiata su alcuni tufi ed era coperto di stracci! Dopo un estenuante battibecco, riuscimmo a portare "Ze Luige" in un pianterreno in fitto alla parrocchia, dove si raccoglievano indumenti per i poveri. L'indomani quel vano venne liberato dagli indumenti e "Ze Luige" potè finalmente avere una casa. Durante i primi anni, ogni mattina gli portavo latte e caffè con un panino; mentre il pranzo lo consumava presso la parrocchia dell'Immacolata, abbastanza distante dalla sua abitazione. Successivamente, avendo maturato la pensione di vecchiaia, la mattina provvedeva lui stesso a comprarsi il latte ed il pane; mentre all'ora di pranzo, onde evitargli di fare tanta strada, provvedevo io a portargli da mangiare. Il primo piatto con il relativo contorno, confezionato da mia moglie, era per "Ze Luige" e, prima di sedermi a tavola, correvo da lui. Egli era di poche parole ed ostico alla pulizia personale e della sua abitazione. Pensa che in tanti anni, con l'aiuto del parroco, riuscii a portarlo fuori e, una sola volta, a fargli fare il bagno. Ogni domenica, collaborato da una parrocchiana, provvedevo io a pulire e a disinfettare la sua casa. Un giorno di circa dieci anni fa, aveva all'incirca 77 anni, venne ricoverato in ospedale con una infezione, ricordo al piede. La sera di quello stesso giorno, in compagnia di mia moglie, ci recammo a visitarlo e riuscimmo a scambiare qualche parola. La mattina seguente, una telefonata dall'ospedale ci annunciava il suo trapasso nella "Nuova Dimensione" Se n'era andato in silenzio e senza dare fastidio verso la meta Nuova ed Eterna; sicuramente accolto nella sfera ABELICA per il bagno purificatore creato dal CRISTO ed oggi, sicuramente, è un abitante della NUOVA TERRA e fa parte del CORPO di CRISTO, della SUA CHIESA! Perché questa convinzione? Perché così mi viene "detto"!. Tra l'altro ho reso noto i suoi difetti, è giusto quindi che ne declami le sue virtù. "Ze Luige" era un uomo tranquillo, non dava fastidio a nessuno, né reagiva violentemente agli insulti che alcuni ragazzacci gli rivolgevano. Mattina e sera si recava in chiesa dove trascorreva molto tempo e, anche, in casa biascicava le preghiere a modo suo ma con tutto il cuore. Certamente questo racconto ti arrecherà, quanto meno , sorpresa ma non dev'essere così; perché come scrivevo e dicevo all'inizio dello scritto, noto più che mai una certa analogia tra te e "Ze Luige". Mentre prima non riuscivo a comprendere questa analogia ora, invece, l'ho capita perché mi è stata rivelata dal "mio" GESU’: "Ze Luige" era povero materialmente e ricco spiritualmente, mentre per te è il contrario. Non avertela, perché ebbene accettare la realtà adesso che viviamo sulla terra per non rimanere completamente sgomenti quando ci troveremo nella IPERCONSCIA. Al nostro prossimo incontro ad visus, alla LUCE Gloriosa e Sfolgorante del CRISTO! 279 280 N:B:...E tu che sei preposto al controllo e alla cernita della posta del papa, ti esorto a non farti carico, anche, della mancata consegna della mia raccomandata e della mia pubblicazione a papa Vojtyla. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 Foggia Lettera a papa Vojtyla Foggia, 2 aprile 1998 A papa Vojtyla, nell'inviarti l'ultima lettera nel settembre u.s, con l'unita pubblicazione "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo", ispirata dal "Colosso dell'Universo", ebbi a dirti inutilmente, perché tu sordo e infingardo ad accettare la "Verità" o a contestarla se ne avessi avuta la minima possibilità, che non avrei voluto riscriverti perché ci saremmo incontrati nella"Iperconscia" per evidenziarti ancora, personalmente, alla LUCE della LUCE, il CRISTO, il tuo atteggiamento "non definibile" al cospetto delle mie missive raccomandate e con le mie opere "ispirate": Stamane, però, risentendo al registratore le lettere inviateti, ho avvertito la "ispirazione" di riscriverti. Così vuole il "mio" GESU’, ed eccomi a te! Il motivo che mi spinge a farlo è quello di notificarti, ancora, un altro rilievo scaturito ieri, quando seguendoti all'Angelus in TV, tra l'altro, hai avuto parole esaltanti per il segretario dell'O.N.U. ignorando del tutto la potenza armata esistente nel Golfo. Sei veramente convinto di quanto hai confessato alla presenza di migliaia e migliaia di persone, cioè che sia stato il tuo approccio col Segretario a fermare e a non continuare la guerra? Non credi che quella sia stata una affermazione assurda , come succede sempre con un politico della tua portata? Perché chi ha convinto il sadico Saddam a cedere e a firmare le clausole dell' O.N.U. è stato solo ed esclusivamente l'armamento "apocalittico" dell'America e dell'Inghilterra, attenti e vigili nel Golfo. " Dai a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dio!". Questa Verità non l'hai voluto accettare, altrimenti non avresti potuto, come spesso avviene, attribuirti il merito di avere mediato ed ottenuto. Però un tale atteggiamento trova repulsione nei confronti della VERITA' Assoluta: il CRISTO! Cerca di comprendere: non potevo rimanere indifferente al cospetto di una affermazione che travisa la VERITA. Eugenio Marchesino via don Sturzo. 5 -Foggia- Al Segretario di Stato del Vaticano Foggia, 7 maggio 2000 Monsignore, 280 281 la lettera e il contenuto del plico sono per papa Vojtyla, però sono certo che l'acclusa Pubblicazione non sarà recapitata a Vojtyla. Pertanto, tu che sei il suo amministratore e discerni la posta a tuo piacimento, ti chiedo: "Se tu credi veramente in CRISTO, in quel GESU’ che mi ha insegnato a conoscere e a penetrare il PADRE CELESTE e lo SPIRITO di VERITA', ti invito a darmi una risposta a quanto viene esplicitato e richiesto in appresso". Come mai papa Vojtyla nel passato ha invocato gli ebrei come "fratelli maggiori" e tuttora continua a farlo, quando questi non solo non hanno riconosciuto il CRISTO nella loro patria, Lo hanno seviziato, Lo hanno condannato a morte, Lo hanno crocifisso e continuano a negare la SUA Divinità? Senza dimenticare che alla presenza di Pilato ebbero a deflagrare con voce cavernosa: "Il Sangue di questo Giusto ricada su di noi e sui nostri figli"! E ancora, egli, dimenticando o volendo per forza dimenticare, perché imbarazzato al cospetto della VERITA’, l'affermazione "categorica" del CRISTO: "NESSUNO viene al PADRE se non attraverso ME!", continua a petire verso quel popolo responsabile dell'eccidio più clamoroso commesso sulla Terra. Quindi, se CRISTO declama di essere il Solo a condurre al PADRE SUO e se l'Adozione a Figli del PADRE CELESTE ci viene conferita da GESU', tramite lo SPIRITO di VERITA', che accettiamo come FIGLIO Unico dell'ALTISSIMO, mi sai dire su quali moventi si basa la fraternità con gli ebrei rinnegatori del CRISTO e, primariamente, omicida dello STESSO? Non mi si venga a dire e a ripetere che gli ebrei erano il popolo eletto, in quanto adoratori di un solo Dio. Tanto poteva essere sostenuto prima della venuta di GESU’ in mezzo a noi: infatti, GESU’ ha dato l'Adozione a FIGLI del DIO -CRISTIANO a tutti gli uomini che Lo accettano come FIGLIO Prediletto dell’ALTISSIMO e come Unico e Solo MEDIATORE presso il PADRE CELESTE. Ti auguro, sempre che ti disponi ad essere illuminato dallo SPIRITO SANTO e tu possa darmi una sola motivazione che sottragga te, il papa, e tutti gli assertori di questa falsità alla presenza della GIUSTIZIA Divina per l'onta che la GLORIOSA TRIADE DIVINA (il PADRE , il FIGLIO e Lo SPIRITO SANTO) continua a subire. Ti ringrazio anticipatamente, sperando che tu possa riflettere ed attendere alla mia richiesta. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia- Lettera a papa Vojtyla Foggia, 28 novembre 2000 Caro Vojtyla, caro, prima per continuare ad ammonirti; caro anche perché in proiezione futura, in embrione, saremo fratelli in Spirito quando proiettati nella "Nuova Terra" e dopo che ciascuno avrà espiato quanto di nefasto e di peccaminoso ha accumulato durante il pellegrinaggio terreno, saremo FIGLI dello STESSO PADRE CELESTE! La futura proiezione per tutti gli uomini, manifestata ed acclarata dal CRISTO, sarà il nostro epilogo: Pace e Felicità eterne! Purtroppo, nel contempo degnati di tanta Grazia: ognuno di noi come già accennato dovrà espiare i propri peccati nella sfera CAINA o in quella ABELICA ed avere l'accesso nella zona Paradisiaca: la NUOVA TERRA. 281 282 La tua condizione, Vojtyla, è assai penosa e ciò non mi rende felice ma, in funzione di quella fraternità futura, mi mortifica e mi rattrista. Il mio penare per te, se avrai un pizzico di rispetto nei miei riguardi, quale discepolo della SANTISSIMA e GLORIOSISDSIMA TRINITA’, lo potrai riscontrare meditando l'unita Pubblicazione. Ivi potrai renderti conto, in gran parte, di quali siano i tuoi peccati al cospetto della GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Vojtyla, ancora qualche giorno o qualche ora ci separano ( mi riferisco al tempo della Iperconscia) dall'approccio definitivo ed eterno con la Futura Dimensione. Ivi, ognuno di noi, mercé la MISERICORDIA infinita del DIO -CRISTIANO, affronterà con bramosia l'auto -purificazione per i propri peccati commessi durante il "soggiorno" sulla Vecchia Terra. Sempre in funzione di quella fraternità futura, ti esorto a non perderti ad inseguire, come don Chisciotte, i mulini a vento: convocazioni a destra e a manca di politici, artisti, di operai, di agricoltori, di folle di giovani, di gente appartenente ad altre religioni, etc. Cerca di focalizzare, con gli altri credenti in CRISTO in assoluto il Comandamento d'AMORE di GESU’: "QUESTO VI COMANDO DI AMARVI SCAMBIEVOLMENTE!". Questo è quanto avresti dovuto fare durante gli anni che hanno segnato il tuo rapporto col CRISTO: cercare di riunire tutti i cristiani, spodestandoti da quella reggia peccaminosa e viaggiare come pellegrino "nudo" tra tutti i credenti in CRISTO, anziché preoccuparti di altre motivazioni che esulano del tutto e semmai contrastano col l'insegnamento dell'Unico e Solo MAESTRO: il CRISTO! E ancora, anziché pregare tu per la "povera" gente che non ha alcuna penetrazione presso il PADRE CELESTE, entrare nell'ottica che ogni singolo uomo deve conoscere il PADRE CELESTE per mezzo di GESU e dello SPIRITO SANTO, affinché si rivolga direttamente a LUI, al SUO AMORE e alla SUA MISERICORDIA! Solo in tal guisa, avrà senso la Preghiera del singolo ed ottenere quanto rientra nell'AMORE del PADRE CELESTE! La Adozione a Figli del PADRE CELESTE concessaci da GESU?, tramite lo SPIRITO SANTO, non abbisogna di altri mediatori che possano ottenere quanto può ottenere "colui" che riconosce ed accetta nella interezza il DIO -CRISTIANO, come Essenza di AMORE e di MISERICORDIA. A tanta penetrazione ci si arriva se si dà la disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ e non alla mediazione degl'infiniti "santini" che tu beandoti, continuamente, elevi agli altari. In questi giorni in TV si continua a parlare intorno alla ricostruzione della vita del fraticello di Pietralcina per penetrarne il senso di essa e condurlo alla santità e, milioni e milioni di uomini nella povertà del loro spirito, grazie alla tua e all'altrui valentìa, l'hanno vissuto come balsamo alle loro infinite carenze. Momenti di pura euforia e poi..., poi si continuerà a degenerare sempre più e a tenere nella ignoranza più scandalosa voluta da voi ed acquisita dalla "povera" gente, COLUI che ci ha rigenerati e proiettati nella NUOVA TERRA! Chissà quanto sfruttamento si trarrà da quella visione, sia pecuniaria che morale: e tanto più, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' continuerà, sempre più, ad essere oscurata o , addirittura, ignorata. Fino a quando tu, quanti ti hanno preceduto e quanti ti succederanno rimarrete su quella cattedra che è di pertinenza esclusiva del CRISTO, apporterete sempre più discordia e rovina sulla VECCHIA TERRA! Se in una famiglia ci sono lotte e contrasti continui, come si può pretendere di portare tranquillità e pace al di fuori di essa? Il tutto ti sia di monito, affinché tu possa...comprendere! 282 283 Eugenio Marchesino via don Sturzo,5 -FoggiaN.B. E tu... eminente segretario di Stato del papa che ricevi e cestini quando non ti garba, cerca di ottemperare alla richiesta di una sparuta cellula, amante della GLORIOSISSINA e SANTISSIMA TRINITA’. Consegna tutto al fratello Vojtyla, altrimenti alle tue colpe e ai tuoi peccati, nella Iperconscia, aggiungerai in parte quelli di papa Vojtyla. Non tenere in poco conto quando ti viene richiesto. Anche a te un sentire fraterno nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 Foggia- Lettera al cardinale Martini Foggia, 27 maggio 2000 Monsignore, non posso esimermi, perché così mi viene "detto" dall'inviarti una copia del "Pentateuco Cristiano" Questa pubblicazione, da come si evince, è stata "ispirata" dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’; anche se tu e tutti i "principi" della chiesa cattolica ed ortodossa, nonché i capi delle altre "confessioni" cristiane non potete prestarci fede, perché non ne avete le credenziali. In Essa viene esaltata e glorificata la GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), alla Quale voi che amministrate la "Parola" date pochissima importanza o niente. Infatti, gl'insegnamenti di GESU’ vengono da voi intesi in maniera tale che contrastano o, addirittura, cozzano contro la SUA Umiltà e contro la SUA povertà materiale e, ancor più, contro l'AMORE, la MISERICORDIA e la GIUSTIZIA del DIO –CRISTIANO! L’OLOCAUSTO del CRISTO per la salvezza di "tutti" gli uomini stona alla vista e all'udito di voi alti prelati e di quanti altri maestri delle altre "professioni" cristiane, perché parlate di condanna eterna per i peccatori, ritenendovi nella vostra idiozia di esserne scevri nel mentre molti voi andranno incontro ad un’auto -espiazione che altri, raramente, potranno superare. Evidentemente, voi non tenete in alcun conto le vostre infinite precarietà e gli abusi che perpetrate insieme al papa, giorno dopo giorno, nei confronti della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA', specialmente quando attribuite la santità ad uomini che, senz'altro, hanno cercato di vivere secondo gl'insegnamenti di GESU’ ma, nello stesso tempo, grazie alla vostra idiozia, oscurano quasi del tutto la Donazione Gloriosa di GESU’ al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO: l'immensità dell'AMORE, della MISERICORDIA e della GIUSTIZIA della GLORIOSA TRIADE DIVINA, a cui soltanto dev'essere rivolta ogni invocazione di lode e di gloria ed ogni minima richiesta di bisogno o di necessità! La elezione a santità di uomini probi e chiamati ad intercedere presso l'Entità Suprema, il DIO –CRISTIANO, vorrebbe annullare la categorica ed assiomatica affermazione del CRISTO: "Nessuno viene al Padre se non attraverso Me!"? 283 284 Nello stesso tempo circoscrive la Gloriosa e Portentosa DONAZIONE del CRISTO, come se la STESSA non potesse soddisfare la salvazione di tutta l'Umanità :"...Questo è il calice del Mio sangue versato per voi e per tutti!" Ti sembrerà strano che i Beati che vivono nella Nuova Dimensione, al cospetto di simili e scioccanti deformazioni, come quella di chiedere la loro intercessione presso il PADRE CELESTE abbiano, alla Luce folgorante e misericordiosa della GLORIOSA TRIADE DIVINA, a soffrire per la loro inutile e disastrosa interposizione, considerato che CRISTO, tramite lo SPIRITO di VERITA’, ha regalato la Figliolanza adottiva al PADRE CELESTE a tutti gli uomini? Inoltre, bisogna tenere in gran conto e con assiomatica certezza la Sublimazione Gloriosa del CRISTO sulla CROCE quando con la SUA impenetrabile invocazione chiede al PADRE CELESTE: "PADRE, perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno!". Ti chiedo: per chi , primariamente, GESU’ in quel momento invocava il Perdono? La risposta te la anticipo io, considerando che tu non hai o non vuoi avere la capacità di penetrare una sì tanta sentita implorazione: senz'altro per prima per quelli del Sinedrio e per i SUOI crocifissori (gli ebrei), poi per i SUOI Apostoli e conseguentemente per i falsi profeti interpreti della PAROLA e via dicendo, noi compresi, fino ai giorni futuri che approderemo alla "Palingenesi" dell'UNIVERSO tutto! Sono certo che queste mie considerazioni "ispirate" verranno, insieme a tante altre, presumo, tenute in alcun conto da te e da quanti come te pensano di essere in comunione col CRISTO. Leggi, medita profondamente l'unita Opera e quanto meno, se credi veramente in quel GESU' che ci ha proiettati tutti nella Zona PARADISIACA degnati, se vieni "ispirato", di contestarmi, di esortarmi oppure di redarguirmi! Abbiti il mio sentire profondamente cristiano. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia- Lettera al cardinale Martini Foggia, 15 dicembre 2000 Eminente cardinale, forse la presente intestazione potrà degnarmi di avere un cenno di riscontro alle mie reiterate sollecitazioni circa i miei scritti "ispirati" Possibile che eminenti personalità come e più di te , il papa compreso, disdegnate di rispondere ai miei quesiti e alle mie affermazioni "ispirate" dalla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’? Basterebbe soffermarsi, solo, sull'INNO e sulla PREGHIERA alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, contenuti nel "Pentateuco Cristiano" e riportati nell'Unita pubblicazione, per poter comprendere la maestosità e l'impenetrabile esaltazione alla GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) insite in essi. A volte mi viene il dubbio, cosa assai orrenda sarebbe, che voi che vi attribuite il magistero della PAROLA, ignorate completamente il "Credo" in CRISTO, nel PADRE CELESTE e nello SPIRITO SANTO! Se così non fosse, se la vostra fede fosse solidificata sulla roccia, com'è la mia non avreste alcun timore a rispondermi e a farmi rilevare qualche mia mancanza o i miei errori. Purtroppo la vostra fede, almeno come dimostrate, e come dice il NOSTRO SIGNORE GESU’: è costruita sulla sabbia; e, quanto prima perché il tempo avanza inesorabilmente, quando i vostri spiriti saranno traslati nella Iperconscia, luogo di auto -purificazione si dissolverà come nebbia allo spuntare del sole, ossia alla LUCE Sfolgorante e Gloriosa del CRISTO! 284 285 E' pur vero che quanto da me riportato nelle mie lettere e nei miei scritti "ispirati", in particolare negli ultimi quattro lustri, sono di una durezza che sconvolge e disarma la vostra formazione spirituale, la quale ha come base un insegnamento cattedratico che nulla ha di condivisione col CRISTO; però bisognerebbe affrontare, se così fosse, la realtà e spogliarsi di quelle "vesti", somiglianti moltissimo a quelle dei componenti il Sinedrio degli ebrei, i quali negarono e continuano a negare la Divinità del CRISTO; mentre voi, componenti delle diverse "professioni" cristiane, lo avete accettato per disintegrarne il SUO CORPO, sostenendo e proclamando di essere ognuna la vera chiesa. Queste divisioni ad altro non approdano che ad allontanare gli uomini dalla "VERITA", dal CRISTO che continuamente sostiene e ci ammonisce "Amatevi gli Uni gli Altri"; dal vostro amore il mondo potrà riconoscere il FIGLIO dell'ALTISSIMO”! Bisognerebbe quindi, ripeto, privarsi di quelle vesti sontuose ed usare tuniche e sandali alla maniera del Battista, di Pietro, di Paolo e di quanti incarnano il CRISTO nella Persona fisica, morale e spirituale per poi riconoscersi peccatori quanto e più degli altri ed entrare nella Umiltà del DIO -CRISTIANO. La mia voce, a differenza di quella del Battista, si estenderà su tutto il pianeta perché confortata dalla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ e sostenuta dai mass-media per stimolare tutti i credenti in CRISTO, primariamente i "maestri" della teologia cristiana a riconoscere il proprio "mea culpa" e poter così penetrare, in una parvenza, la conoscenza della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ e rivolgere ad ESSA e Solo ad ESSA l'Inno di GLORIA e il "Grazie Eterno" riportati in tutti i miei scritti "ispirati" Smetto di scrivere, perché continuando potrei tediarti con quanto di nefasto e di peccaminoso riscontro, quotidianamente, nelle vostre manifestazioni che sono sature di puro e proprio paganesimo. Ciò nonostante, ti rimetto il mio sentire nella GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5- Foggia- Lettera al cardinale Tonini Foggia, 13 novembre 1997 Monsignore, comprendo che sei restìo e, forse, ostico a dare risposta alle mie pubblicazioni "ispirate" ed inviateti tramite raccomandate. Comunque, mi corre l'obbligo finché siamo cittadini di questa Vecchia Terra di completare le mie "rivelazioni" perché, nel prossimo futuro, durante il nostro incontro nella Iperconscia tu non abbia a rimanere esterrefatto e confuso al cospetto della VERITA ed avere quel “rimorso” evocato in qualche circostanza! Pertanto, mi viene "detto" di inviarti una copia della pubblicazione "ispirata" dal COLOSSO DELL’UNIVERSO. Abbiti un riscontro, nel sentire, pari a quello che percepisci nei miei confronti. Eugenio marchesino Via don Sturzo, 5 Foggia 285 286 Lettera al cardinale Tonini Foggia, 21 luglio 1999 Monsignore, non puoi essere privato di una copia della mia ultima pubblicazione "ispirata" perché è di coronamento alle altre inviateti. Al giungerti della presente non devi angosciarti se le precedenti le hanno cestinate o le hai cestinate perché, presto, ascolterai la loro registrazione nella Iperconscia Siamo molto vicini a raggiungere quella Zona. Se tu avessi meditato su "Il Terzo Libro dopo il Vangelo", avresti avuto sentore che trattasi di qualche giorno o di qualche ora. Presto c'incontreremo e ci confronteremo su quanto da noi recepito per disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ o per disponibilità alla nostra arroganza: la Superbia! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 Foggia - Lettera al cardinale Tonini Palermo, 15 maggio 2000 Monsignore, anche a te non può mancare una copia della pubblicazione de"Il Pentateuco cristiano" alla quale, anche se tu in questo breve soggiorno terreno darai una importanza "nulla" o vorrai addirittura ignorarla ( come d'altronde per le precedenti); per noi "veri" credenti in CRISTO GESU' costituisce un baluardo verso cui dovrai difenderti nella Futura Dimensione. Infatti, quando ci incontreremo nella IPERCONSCIA dovrai, finalmente, evidenziare le motivazioni della tua astinenza a contestare o ad avvallare i miei scritti "ispirati" dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) Quando ti vedo e ti ascolto in TV, alla presenza del DIO -CRISTIANO, non posso non rilevare la picciolezza della tua formazione spirituale. Hai raggiunto una età ragguardevole per gli abitanti di questo pianetino e, ancora, ti mostri così infantile nella conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Al cospetto della GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) non mi resta che comprendere il tuo stato, specialmente quando alla LUCE dello SPIRITO di VERITA’, penso che sarei potuto incappare, anch'io, nella tua realtà cattolica o in quelle di altre "professioni" cristiane. Anche se sono convintissimo che, in ognuna di esse, ci sono cellule che formano ed integrano la vera CHIESA del CRISTO nella NUOVA TERRA! Gli stessi geni, le stesse contaminazioni, le stesse casualità accidentali avrebbero potuto conformarmi alla stessa tua maniera. Pertanto, ringrazio eternamente la GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ che, penetrando le mie immense sofferenze, mi ha tenuto assai lontano da una simile formazione spirituale. 286 287 Il mio consiglio, al cospetto del CRISTO, è quello che tu non possa perseverare, ancora, su questa scia errata e disporti alla penetrazione dello SPIRITO SANTO. Medita profondamente sul "Pentateuco Cristiano", ispirato dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’: potrai, quindi, trarne un vantaggio enorme ed approfondire la tua realtà, assai lontana dall' Insegnamento del CRISTO. I tempi che ci attendono sono assai brevi: ben presto ci troveremo al cospetto della VERITA' travisata e contorta da fallaci e puerili interpretazioni. Non dico che pregherò per te, perché dovresti sapere che ad ognuno di noi, credenti o amanti del CRISTO, è stata data tramite lo STESSO l'Adozione a FIGLI del PADRE CELESTE al Quale, solo e sempre dobbiamo rivolgerci. Pertanto, a tale proposito ti ricordo, perché penso che tu e in massima parte i cosi detti "battezzati" ignorate quanto appresso riportato dal CRISTO: "Voi, cattivi come siete, non vi dimostrate capaci di dare una pietra al figlio che vi chiede un pane...; quanto più il PADRE CELESTE vi concederà tutto quanto GLI chiederete e che rientri nella SUA Volontà?". Perché, allora, ingannare i puri di cuore stimolandoli a rivolgersi a "santini" e a simulacri che deturpano ed offendono l'AMORE incommensurabile della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’? Accetta il mio sentire nel CRISTO, conformemente al tuo nei miei riguardi. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera al cardinale Tonini Foggia, 2 dicembre 2000 Monsignore, nella mia ultima lettera inviatati il 15 maggio u. s. , unitamente al Pentateuco Cristiano, alla fine dello scritto mi domandavo se la GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) mi avesse concesso, ancora, di continuare il mio soliloquio con te. RingraziandoLa infinitamente eccomi di nuovo a te. Pur essendone a conoscenza, grazie allo SPIRITO di VERITA’, delle motivazioni che ti vietano di rispondermi, sarei curioso e desideroso da parte tua se mi facessi conoscere le cause o le circostanze che te lo vietano: Accettazione integra di essi? Considerazioni di un esaltato? Contrasto in assoluto con la tua formazione spirituale? O altro? Come dicevo è una semplice curiosità, perché sono perfettamente consapevole grazie alla GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA del perché del tuo silenzio. Giorni addietro, sempre con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, ho ricevuto le copie della mia ultima pubblicazione: "Nascere e vivere per morire", "Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’ CRISTO". E' facile, quindi, intuire il perché di questa mia lettera: l'invio a te di una copia d'essa. Da maggio a dicembre, tempo trascorso tra l'invio delle mie due ultime pubblicazioni, sono sette mesi, poco più di 12 ore nella Iperconscia". In rapporto alle due dimensioni, la presente e la futura, quanto tempo ci rimane ancora: ore o giorni? Come vedi siamo prossimi ad incontrarci in quella distesa non paragonabile minimamente, in estensione, a questo nostro microscopico pianeta. Eppure, in quella immensità non definibile ci imbatteremo, mentre su questa microscopica terra non riusciamo non solo a non incontrarci ma, addirittura, non osi volere comunicare. 287 288 Pazienza! E' questa la virtù che in simbiosi con la Umiltà, dà la certezza agli "ispirati" di possedere, già in embrione, quella Felicità Eterna concessaci dalla GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Prima di chiudere questo scritto, mi pongo la stessa domanda postami nella precedente lettera: ci consentirà, ancora, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ di risentirci: a me a produrre un'altra pubblicazione, a te di riceverla? Rimettiamoci al prossimo incontro epistolare o a quello spirituale nella Futura Dimensione! Eugenio marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera al cardinale De Giorgi Foggia, 13 novembre 1997 Monsignore, anche se meraviglia ha destato il tuo silenzio intorno all'invio della mia precedente pubblicazione "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male", sono obbligato ad inviarti una copia de "Il destino e la sofferenza dell'Uomo". Ti esorto a non essere superficiale nella meditazione d'essa, perché fa parte del nostro prossimo cammino nella Iperconscia, località di incontro e di verifica degli spiriti traslati Approfondisci quanto in essa contenuto, perché non abbia a manifestarsi, nel prossimo futuro, come manchevolezza nei confronti del COLOSSO dell’UNIVERSO. Abbiti, ancora, un sentire affettuoso nel "mio" GESU’. Eugenio marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera al cardinale De Giorgi Palermo, 16 maggio 2000 Monsignore, nel breve soggiorno palermitano avrei avuto piacere di incontrarti per salutarti; però, considerando la prassi burocratica per raggiungerti, ho rimandato a nuove "piagge". Con l'occasione, ti lascio in portineria l'unita pubblicazione perché tu meditandola abbi, illuminato dallo SPIRITO di VERITA’, a penetrare nella assolutezza la GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Il nostro terrestre pedaggio ha un unico e solo scopo illustratoci con infinita chiarezza e con AMORE impenetrabile da CRISTO SIGNORE, tramite lo SPIRITO SANTO: Scoprire, conoscere, intensamente, ed amare senza riserve il PADRE CELESTE! Tanto ci consentirà nelle Futura Dimensione di assolvere rapidamente alla nostra autopurificazione e sostare, finalmente ed eternamente, nella NUOVA TERRA! Il mio auspicio è quello che tu possa riuscire a penetrare la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, alla Quale devi rivolgere costantemente il tuo spirito, trascurando le migliaia di santini e di simulacri che nulla hanno di positivo nella nostra formazione spirituale. Al contrario, essi oscurano in gran parte l'immenso AMORE, l'inconcepibile MISERICORDIA e la GIUSTIZIA perfettissima dell'unico, solo e grande PADRE: il DIO CRISTIANO! CRISTO nella SUA completezza Divina: AMORE, MISERICORDIA e GIUSTIZIA ci insegna quotidianamente ed eternamente "Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me!" 288 289 Gli illuminati dallo SPIRITO SANTO, gli uomini santificati dal CRISTO che si sono sforzati di raggiungere traguardi eccellenti di spiritualità, siano uno stimolo continuo per noi e, non di più, per fare altrettanto o meglio ancora. Cerchiamo, quindi, di non continuare, volutamente, ad essere ciechi e sordi ed ottemperiamo all'unico, solo e grande desiderio del CRISTO: "Conoscere, amare e ringraziare eternamente la GLORIOSA TRIADE DIVINA!" Meditando il Pentateuco Cristiano ti esorto, nel caso tu dovessi incontrare delle contraddizioni alla PAROLA e illuminato dallo SPIRITO SANTO, a riprendermi e a redarguirmi. Abbiti il mio sentire in CRISTO GESU'. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera al cardinale De Giorgi Foggia, 11 gennaio 2001 Monsignore, non posso non inviarti una copia della pubblicazione "Nascere e Vivere per Morire" ( Si nasce, si vive, si muore e si Risorge in GESU CRISTO) perché, come sempre, viene esaltata e glorificata solo e sempre la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Se avrai la pazienza di leggerla, più che leggerla meditarla ti renderai conto di quanto di negativo viene, continuamente, apportato alla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) attraverso la mancata penetrazione di quel CRISTO che, primariamente, è venuto a darci l'Adozione a FIGLI del PADRE CELESTE affinché potessimo, ispirati dallo SPIRITO di VERITA’, rivolgerci sempre e solo a LUI nelle nostre quotidiane necessità, debolezze, miserie e a volte, anche, peccati. Inoltre, la GLORIOSA TRIADE DIVINA nella SUA infinita MISERICORDIA ci ha regalato il CRISTO che è venuto ad espiare le nostre sozzure, consentendoci nel futuro, dopo l'autoespiazione da noi stabilita, di raggiungere la NUOVA TERRA! Spesso mi domando del perché voi che vi siete arrogato, in assoluto, il diritto di essere " i chiamati" vi mostrate nella vostra formazione spirituale in netto contrasto con quanto declamato da GESU’? Come può l'umanità giungere, in particolare, i cristiani tradizionalisti battezzati alla conoscenza del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO quando ad essi vengono frapposti " santini e simulacri" che non hanno avuto, né hanno, né avranno mai alcuna parvenza di intercessione presso il PADRE CELESTE? Cercate, quindi, di fare conoscere in diretta l'AMORE incommensurabile, la MISERICORDIA infinita e la GIUSTIZIA perfettissima della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' che consentiranno, a quanti si lasciano penetrare dallo SPIRITO SANTO, un'auto- purificazione breve e il facile raggiungimento della NUOVA TERRA! Eugenio marchesino via don Sturzo, 5 Foggia- Lettera al vescovo Riboldi Foggia, 14 novembre 1997 289 290 Monsignore, come per gli "alti" prelati anche per te non è possibile omettere quanto mi viene suggerito dal "mio" GESU’; pertanto sono "obbligato" ad inviarti una copia della mia pubblicazione "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo". Questa, insieme alle precedenti inviateti, costituisce un Tutto unico per la conoscenza del DIO- CRISTIANO. Quanto prima, quando saremo nella "Iperconscia", avremo la certezza di quanto da me proclamato in tutte le pubblicazioni "ispirate" e trasmesseti. Allora, con chiarezza inaudita apprenderai quanto consistenti sono state e quanto siano le sollecitazioni per l'assenza della fede in CRISTO! Chiudo con l'auspicio che tu, stando sulla Vecchia Terra, possa fortificare il tuo sentire nel "mio" GESU’ e non rimanere completamente esterrefatto al cospetto della VERITA' che ci apparirà folgorante quando i nostri spiriti traslati si troveranno nella Iperconscia. Abbiti il mio sentire cristiano. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 Foggia- Lettera a monsignore Riboldi Foggia, 22 luglio 1999 Monsignore, sei stato uno dei primi vescovi con il quale ebbi un breve rapporto epistolare circa un ventennio addietro. Brevi, ma sostanziosi scambi di vedute sulla intierezza della VERITA’: il CRISTO! Successivamente ti ho inviato una copia di tutte le mie opere "ispirate", senza avere riscontro alcuno. Le ragioni, purtroppo, sono assai evidenti perché sei costretto a seguire gli ordini della gerarchia e non compromettere la tua personalita’ di alto prelato Comunque, cerca di approfondirle perché tu non abbia, nella Futura Dimensione, a rimanere scioccato quando le riascolterai tramite cassette registrate. Con l'occasione t'invio una copia della mia produzione. Sempre in attesa di incontrarti nella Iperconscia, abbiti il mio sentire nel CRISTO Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 .Foggia - Lettera a monsignore Riboldi Foggia, 4 giugno 2000 Monsignore, non posso trascurare di inviarti, come sempre, copia delle mie pubblicazioni ed eccomi a te con "Il Pentateuco cristiano", ispirato e voluto dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Fino a quando la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) lo vorrà, sarò sempre presente a te con i miei scritti. A me, avrebbe fatto molto piacere ricevere qualche tua riga, in senso positivo o negativo che fosse; purtroppo le mie opere "ispirate" non possono trovare corrispondenza a causa della tua formazione spirituale. 290 291 Più che alla tua formazione spirituale, come dicevo in una precedente lettera, tanto è dovuto all'obbligo di servire la gerarchia ecclesiastica. Intaccare la privacy della gerarchia cattolica, ortodossa o di altre "professioni" cristiane, è uno scandalo per tutti voi. Non tenete in alcun conto che lo SPIRITO di VERITA’ soffia in direzioni infinite e penetra tutti quegli spiriti che si dispongono a LUI? Così voi, imperterriti e ostinatamente, continuate il vostro cammino anche se, spesso, vi accorgete degli errori madornali che commettete e che danneggiano la credenza e la fede di quanti, ingenuamente, vi seguono perché costretti da paure inesistenti e dalla tema della condanna eterna da voi proferita ed insegnata. Però, mi corre il dovere di riconoscere come tu e pochissimi altri, a differenza di molti alti prelati e principi della chiesa cattolica, spesso, accettate qualche barlume dello SPIRITO SANTO e vi discostate da tante assurde e pagane manifestazioni che sovrastano e turbano la chiesucola cattolica e quella ortodossa. Quando i nostri spiriti saranno traslati nella Nuova Dimensione, sconosciuta ai molti ed accettata da pochi;allora, caro monsignore, non potrai né tu, né il papa, né gli altri principi cointeressati esimervi dal dare una risposta equivalente alle mie insistenti sollecitazioni. Purtroppo, allora, ogni vostra defezione rivolta a quelle mie opere "ispirate" comporterà il prolungamento alla vostra auto -purificazione. Certamente, a te e a moltissimi altri questo mio parlare sembrerà un paradosso e tu con essi continuerai ad astenerti da un qualsivoglia riscontro. Però, voglio ricordarti, ancora, che anche se tutti gli spiriti dopo un'auto - purificazione perfetta accederemo nella Nuova Terra, la visione di questa da raggiungere per molti di voi durante l'auto - purificazione, sarà di una bramosia tale da essere comparata ad un essere umano in agonia bramoso di mettere termine alla sua sofferenza. Tutto ciò non è attribuibile al DIO di AMORE, al DIO -CRISTIANO, bensì al dono prezioso della Libertà elargitaci dal CREATORE dell'UNIVERSO e da noi gestita in opposizione al desiderio dell'ALTISSIMO! Non saranno le mie parole a spaventarti, esse hanno un solo e santo scopo quello cioè di indurre te e tutti quelli che si dicono "cristiani" di accettare GESU’ nella pienezza glorificando la GLORIOSA TRIADE DIVINA anche e, soprattutto, con l'INNO che tu troverai all''inizio del Pentateuco Cristiano; e, per gli altri, cercandoLa e glorificandoLa in eterno! Tanto, a differenza di papa VOJTYLA che continua imperterrito a santificare uomini che, sebbene abbiano avuto una certa coerenza con gl'insegnamenti di GESU’, non hanno nessuna velleità, né prerogativa alcuna di mediare presso il PADRE CELESTE, se non quella di coinvolgere tutti i veri credenti ad imitarli perché, come loro, possiamo raggiungere in tempi brevissimi la NUOVA TERRA! Vojtila, continuando ad eleggere a santità centinaia di "santini" non fa che perpetrare tanto danno nei confronti della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' perché gli ingenui, i malati, i tribolati dall'egoismo indiscriminato dei più si rivolgono alle immagini e ai simulacri e perché no, al sangue del beato Gennaro, affinché intercedano presso il PADRE CELESTE e conceda loro quanto viene richiesto. Vojtyla, nella Iperconscia, per tutto il tempo che sosterrà, al di là di tutti gli altri peccati, sarà travolto e coinvolto dalla frase del CRISTO, categorica e potente nella SUA Divinità: "Nessuno viene al Padre se non attraverso Me!" Sotto la guida dello SPIRITO SANTO ho tanto elaborato, tanto che sublimizza primariamente il mio spirito! Mi accomiato nella maniera che tu ritieni più saggia. Eugenio Marchesino 291 292 via don Sturzo, 5 - Foggia- Lettera all'arcivescovo Casale Foggia, 9 novembre 1997 Monsignore, come nel passato, ogni pubblicazione "ispirata" ti è stata inviata così pure l'unita copia "Il Destino e la sofferenza dell'Uomo", ispirata dal COLOSSO dell’UNIVERSO non può non esserti presentata. Man mano che il tempo "terreno" avanza, più vicina dobbiamo sentire la proiezione Futura nella quale avremo modo di trattare quanto non ci è stato consentito, per tua volontà, stando su questo pianeta. Cerca di approfondire quanto in essa contenuto, perché non possa in avvenire presentarsi come una novità scabrosa. Sono sempre in attesa di quell'incontro futuro. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia- Lettera all'arcivescovo d'Ambrosio Foggia, 5 novembre 1999 Monsignore, ho ricevuto il bigliettino di ringraziamento per la pubblicazione inviatati. Non ti nascondo che la tua correttezza sul piano umano e, più ancora, su quello cristiano mi ha commosso. Pochissimi tra gli alti e bassi prelati che hanno ricevuto le centinaia di lettere raccomandate, insieme ai miei scritti "ispirati", si sono degnati di fare eco con un cenno di scrittura. Pertanto, ho sentito il bisogno a riscriverti per porgerti il "mio" sentito grazie. Da quanto mi è dato percepire pochi sono quelli che si dispongono allo SPIRITO di VERITA’ per esserne penetrati. Spero che non te l'avrai preso a male se ho continuato, in questo scritto, a darti del "tu". E' il pronome che GESU’ mi ha insegnato non solo ad usare tra i "veri" credenti ma, ancor più, verso l'Amatissimo e Gloriosissimo SUO PADRE! Un sentire fraterno in GESU’ CRISTO. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia- Lettera all'arcivescovo d'Ambrosio Foggia, 7 maggio 2000 Monsignore, possano i tuoi onerosi compiti concederti di meditare e approfondire l'unita pubblicazione. Essa, infatti, è la esaltazione Gloriosa della TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) : leggendo e meditando le sue pagine si evidenzia, in tutto il suo contesto, 292 293 come CRISTO sia venuto in mezzo a noi per darci, in assoluto, la conoscenza del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO. Tanto, perché tutti gli uomini potessimo rendere il "Gloria" perenne ed il "grazie" eterno a COLUI che, tramite lo SPIRITO di VERITA’ ci ha regalato il REDENTORE dell'Umanità: tutti gli uomini, quindi, nella Futura Dimensione siamo stati salvati! Il Pentateuco Cristiano, afferma in tutta la Sua Essenza la conoscenza, la Gloria e il grazie eterno rivolti alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. In Essa si evidenzia che ogni lode, ogni ringraziamento ed ogni richiesta vadano riferiti, in assoluto, al DIO -CRISTIANO e non già ai tanti "santini" proclamati (solo un migliaio) da papa Vojtyla. Verso i beati, verso coloro che si sono lasciati penetrare dallo SPIRITO SANTO, è rivolta la mia ammirazione e il desiderio di imitarli ma, giammai, la invocazione affinché intercedano presso la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Tanto, contribuirebbe ad oscurare, ancor di più l'AMORE infinito, la MISERICORDIA inesauribile e la GIUSTIZIA ineccepibile della GLORIOSA TRIADE DIVINA. Categorico e con l'Assolutezza Divina, il CRISTO, s'impone quando declama: "Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me!". CRISTO ci ha dato , sin d'ora, la possibilità dell'Adozione a FIGLI da parte del PADRE CELESTE. Se i "beati" avessero la possibilità di parlarci, cosa che hanno fatto stando su questo pianeta, ci direbbero insieme alla Madonna: "Glorificate in eterno e in assoluto il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO che ci hanno donato CRISTO GESU', COLUI che col SUO SANGUE PREZIOSISSIMO ha guadagnato "a tutti" la Vita Eterna!”. Il mio auspicio è quello che tu possa riflettere ed approfondire quanto innanzi riportato. Abbiti il mio saluto nella GLORIOSA TRIADE DIVINA, in massima parte misconosciuta e, quindi, poco amata! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera all'arcivescovo d'Ambrosio Foggia, 29 novembre 2000 Monsignore, lo scorso 7 maggio t'inviai una copia della mia ultima pubblicazione, il Pentateuco Cristiano, sperando di avere un cenno di riscontro. Purtroppo, anche quella come le altre due precedenti, " Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo" e "La Reincarnazione o Metempsicosi" è rimasta nel tacito silenzio di chi non ha argomentazioni per difendersi o contrastare quanto, in quegli scritti, viene addebitato. In essi, come in tutti i miei scritti "ispirati" viene ribadito con estrema veemenza, che quanti acclarano il nome di "cristiani" hanno il sacrosanto dovere di conoscere, amare, glorificare, attraverso GESU' e lo SPIRITO SANTO, il PADRE CELESTE! Conoscere il PADRE CELESTE tramite GESU’ e sostenuti dallo SPIRITO di VERITA', nell'AMORE infinito, nella MISERICORDIA inesauribile e nella GIUSTIZIA perfettissima sta a significare che “colui” che si dispone allo SPIRITO SANTO abbia già a comprendere che deve rivolgersi solo ed esclusivamente al DIO -CRISTIANO, al PADRE CELESTE, per GlorificarLo prima e poi per chiedere ed ottenere quanto rientra nel SUO AMORE PATERNO! Inoltre, sempre nelle pagine delle mie pubblicazioni viene esaltato il nome della Beata Vergine e dei Beati che resosi disponibili allo SPIRITO di VERITA’ sono riusciti, mercé la 293 294 SUA Grazia, ad esserne penetrati e a conoscere, quindi, ad amare e a glorificare in assoluto la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Sia la Madonna, sia i Beati santificati dal CRISTO, quindi, ci spronano continuamente a rendere la lode, la Gloria e il grazie eterni a COLUI che, tramite GESU e lo SPIRITO SANTO ci ha concesso l'Adozione a SUOI FIGLI. Tutto quanto innanzi citato, ripeto, è riportato nelle mie pubblicazioni e se vi sono degli accenti duri e durissimi e, perché voi che vi ritenete i possessori della PAROLA, la travisate e la inculcate in maniera distorta, tanto da allontanare la "povera" gente dalla via che porta al CRISTO e a renderla cieca e sorda, istradandola alla venerazione e, molto spesso, alla adorazione di quei "beati" eletti da papa Vojtyla e non già santificati dal CRISTO e che, nella Futura Dimensione, lamentano il vostro operato che rende dura l'auto --purificazione alla povera gente e, ancora più dura e prolungata, sarà la vostra. Se nella sostanza ti ritieni un "vero" credente in GESU' CRISTO, rispondimi ed attribuiscimi, al cospetto della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE. Il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), le mie manchevolezze che nella comunione con la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' ho contratto e trasmesso. Eugenio marchesino via don Strzo,5-Foggia - Lettera all'arcivescovo d'Ambrosio Foggia, 5 giugno 2001 Monsignore, l'essere stato costretto a presenziare alle manifestazioni dei cresimandi del 12/5 e del 2/6/2001 mi hanno portato a fare delle amare constatazioni e mi hanno indotto a rendere, maggiormente, Gloria al DIO -CRISTIANO, essendo io un amante e discepolo della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' che onoro e glorifico quotidianamente e costantemente con l'INNO e la Preghiera ad ESSA; riportati nelle mie due ultime pubblicazioni "Il Pentateuco Cristiano" e "Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’ CRISTO". Tali manifestazioni operate in quel modo, non fanno che rendere ancora più dura l'accettazione di esse; sia per la poca autenticità del fine da raggiungere; sia per la carenza apportatrice della conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Delle tante illazioni da te avanzate, assai insignificanti, due mi hanno completamente scioccato e portato a implorare la MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO per te e per quanti, nella loro incoscienza, le hanno accettate. La prima è stata quella di proclamare la elezione di 696 nuovi apostoli. Mi domando apostoli di chi? Perché completamente digiuni della conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' e, appena consapevoli, di una sparuta conoscenza del CRISTO! Altra inedificante affermazione da te fatta, è stata quella di esserti gongolato e rimasto oltre modo soddisfatto nella pienezza quando hai dichiarato di essere stato nella Russia ortodossa e di esserti prostrato dinanzi ai resti del beato Sergio, al quale hai chiesto la intercessione perché lo SPIRITO SANTO avesse a scendere su quanti, in queste occasioni, sarebbero stati alla tua presenza. Ti sembra questa un insegnamento conforme alla "Verità" insegnata e vissuta dal CRISTO? CRISTO, categoricamente e marcatamente, afferma che nessuno può accedere al PADRE CELESTE se non quegli che invoca e glorifica, penetrato dallo SPIRITO SANTO, il SUO Sublime Sacrificio: "Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me!". 294 295 Mi domando, al cospetto del DIO -CRISTIANO, che valenza possono avere i resti di un uomo, ammesso che sia stato santificato dal CRISTO? Se il beato Sergio si trova nella NUOVA TERRA, il suo unico scopo è quello di ringraziare eternamente solo, sempre ed esclusivamente la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' e non già avere la velleità di intercedere presso la STESSA, essendo stato preposto ed avendo già adempiuto ad ogni richiesta solo il CRISTO! Perché. quindi, non insegni alla povera gente l'infinito AMORE del PADRE CELESTE che, grazie alla intercessione del FIGLIO GESU' e dello SPIRITO SANTO, è desideroso di diventare PADRE di tutti gli uomini? E questa PATERNITA’ viene concessa a noi solo attraverso CRISTO e sempre attraverso CRISTO possiamo essere penetrati dallo SPIRITO SANTO. Mi duole non tanto per te, a causa della tua futura e durissima auto - espiazione, quanto per quelli che nella loro ingenuità si lasciano abbindolare da te e da tutti i falsi tutori della PAROLA. Cerca di meditare, di riflettere profondamente e disporti allo SPIRITO SANTO, perché tu possa comprendere l'insegnamento di GESU’ ed avvicinarti e Glorificare la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera al vescovo Grillo Foggia, 21 maggio 1996 Monsignore, nonostante le nostre reiterate esortazioni a mezzo lettere raccomandate, hai continuato ad avere rapporti con "simulacri" alimentando così le credenze pagane tra la "povera" gente che, per varie esigenze, è costretta a seguire i vostri insegnamenti, perché "inconsciamente" crede ai cosi detti "maestri" della PAROLA. Noi, attraverso la nostra "rivelazione", ti abbiamo ribadito costantemente e, più volte ,che tali asserzioni erano non solo negative ma, addirittura, offensive alla Spiritualità del DIO CRISTIANO! Il nostro compito si esaurisce nelle nostre continue e penetranti esortazioni: il riscontro lo avremo, immediatamente, nella Iperconscia quando i nostri spiriti traslati sosteranno in essa per l'auto purificazione. A testimoniare il nostro rapporto col DIO -CRISTIANO, fa fede nella sua interezza la nostra ultima pubblicazione :"L'Apoteosi del CRISTO nella mie Epistole". Se avrai non la fede, ma il buon senso di meditarla, ti renderai conto del travaglio e di una acuta sofferenza che permea le singole Epistole! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 Foggia- Lettera a monsignor Grillo Foggia 23 marzo 1997 Monsignore, è superfluo soffermarsi ancora su quanto, con veemenza ti avevo suggerito e ti avevo consigliato di mettere a termine. 295 296 Tu, al contrario, hai voluto persistere nella idolatria dei "simulacri" coinvolgendo tanta povera gente che se non alla stessa tua misura, sosterrà molto tempo nelle due prime sezioni della CAINA. Non voglio più prolungarmi su questo argomento perché verrà ripreso, intensamente, nella Iperconscia. Le motivazioni che mi inducono a scriverti ancora, sono dovute all'invio necessario della mia ultima pubblicazione" La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male" la quale, come le altre, sarà motivo di confronto nella "Terza Zona!". Se non ci saranno altre consistenti circostanze per riscriverti, ci rivedremo nella Iperconscia. Eugenio marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia - Lettera a monsignor Grillo Foggia,14 novembre 1997 Monsignore, richiamandomi all'ultima lettera inviatati il 23/3/97 con l'unita pubblicazione de "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male", dove mi riproponevo di non scriverti ancora se non ci fossero state circostanze impellenti; ecco che l'occasione a riscriverti mi viene data dalla realizzazione di una nuova pubblicazione "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo". Il "mio" GESU’ ha voluto che comunicassi, ancora, con te per esortarti a penetrare, profondamente, quanto il COLOSSO dell'UNIVERSO mi suggerisce. T'invito a non sorvolare su queste "rivelazioni", perché esse costituiranno il primo impatto nella "Iperconscia" dove avremo modo di confrontarci intorno ad esse e su quanto concerne il nostro percorso terreno. In questa pubblicazione viene ribadito, con forte veemenza, e come sempre del dovuto e del tutto a CRISTO GESU', al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO. Spero che queste insistenti sollecitazioni abbiano presa su di te e ti conducano a percepire la realtà della nostra fede in CRISTO GESU'! Mi congedo da te con questa sentita e provocatoria esortazione Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia - Lettera al vescovo Grillo Foggia, 4 agosto 1999 Monsignore, anche a te non può mancare una copia de "La Reincarnazione o Metempsicosi" perché tu possa approfondire, ancora di più, quanto sacrilego sia il credere nelle lacrimazioni dei "simulacri". Già nel passato, inviandoti le mie numerose "composizioni" ispirate, ti esortavo a liberarti da quelle forme distruttrici di paganesimo ma, più ancora, a non contaminare la gente ingenua e, soprattutto, ignorante nei confronti della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Tieni conto che presto ci troveremo nella Iperconscia, dove la VERITA' ci folgorerà. Allora prenderai coscienza di tutti i tuoi peccati, in particolare, di quelli che denigrano ed oscurano la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - 71100 Foggia 296 297 Lettera al vescovo Grillo Foggia, 31 maggio 2000 Monsignore, con l'inviarti una copia della mia ultima pubblicazione, "Il Pentateuco Cristiano" riprendo il mio soliloquio, anche, con te per integrarlo o completarlo con la mia prossima Opera. Dicevo il mio soliloquio, perché tu a tutte le mie sollecitazioni inviateti tramite missive e scritti miei "ispirati" non hai dato alcun cenno di riscontro. Tu, certamente, non condividi il contenuto "ispirato" di tali opere, anche se un adagio così riporta "Chi tace acconsente". Per te, invece, non sarà stato così perché, penso, che quelle mie pubblicazioni ti avranno scandalizzato. Se così fosse stato non avrei da meravigliarmi, in quanto il loro contenuto è una esaltazione continua e perenne alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' su questo pianeta e, ancora di più, lo sarà eternamente nella Futura Dimensione. Il Pentateuco Cristiano, ancora meglio e con la "ispirazione" della GLORIOSA TRIADE DIVINA, conferma e sintetizza quanto il CRISTO, venendo in mezzo a noi, categoricamente ha affermato: "Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me"! Penso non solo, ma addirittura che una tale assiomatica affermazione sia palesemente penetrante ed accettabile da quanti sono SUOI discepoli o SUOI seguaci. Perché GESU' si esprime chiaramente e fermamente in questa frase? Non ci vuole tanta scienza o tanto intelletto per poterla penetrare e farla propria: un ragazzo di prima Media saprebbe con facilità interpretarla. Eppure, molta gente e voi, in particolare, alti prelati e detentori abusivi della PAROLA ne smorzate l'efficacia, credendo che vi siano altre false strade che portino al PADRE CELESTE. Così facendo, non solo oscurate la immensità potenziale del CRISTO che, con la SUA Donazione al PADRE GLORIOSISSIMO e allo SPIRITO SANTISSIMO, ci ha regalato a tutti "Dico a tutti" gli esseri umani la Adozione a FIGLI del SUO GLORIOSISSIMO PADRE CELESTE! Ed è appunto, questo atto di AMORE infinito di GESU' che non concede parvenza alcuna “ad Alcuno" di mediare presso l'ALTISSIMO. ed accentra solo in SE STESSO questo sacro diritto; mentre voi, incapaci di intendere e di volere, perché vi chiudete alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’, invocate beati e simulacri perché intercedano presso il DIO del CRISTO, il DIO –CRISTIANO. Se il vostro sentire è frutto di una povertà spirituale potrete, nella zona Iperconscia, sfruttare qualche attenuante; al contrario se lo fate in piena coscienza, durissima sarà la vostra auto espiazione: una analisi sintetica è riportata ne "Il Terzo Libro dopo il Vangelo" Ravvedetevi! Non continuate a perseverare in simili idiozie che svuotano ed annientano la vostra spiritualità! Non ci sono apparizioni e simulacri che piangono o che versano lacrime di sangue che possano ingannare gli eletti, i prescelti e i disponibili; mentre gli ingenui, gli ammalati, gli esasperati da una qualunque fragile condizione vengono ingannati a seguire strade distorte che allontanano e fanno smarrire la strada tracciata e percorsa dal CRISTO! In una frase del VANGELO è riportato " Le prostitute vi precederanno nel Regno dei Cieli!". 297 298 In aggiunta alle parole di GESU’, così "ispirato" vi riporto :"Gli uomini, anche se da voi ingannati, vi precederanno ed assolveranno facilmente alla loro auto - purificazione nelle sezioni della CAINA!" Il seguito è facilmente intuibile! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia- Lettera al vescovo Grillo Foggia, 17 dicembre 2000 Monsignore, a te in particolare, non può non essere inviata una copia della mia ultima Opera ispirata " Nascere e vivere per morire" " Si nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in Gesù Cristo". La ragione di questo privilegio alla tua persona è dovuto al fatto che tu credi nella lacrimazione di sangue dei simulacri, la avalli e ti diletti a farne, anche, delle pubblicazioni. La tua tesi è in netta opposizione ai miei scritti "ispirati", in quanto la mediazione al PADRE CELESTE la incontro e la vivo, mercé la donazione dello SPIRITO SANTO solo in COLUI che oltre a patire per tutti i nostri peccati si è anche assunto l'Onere di annientare tutte le credenze pagane acquisite e vissute da coloro che insuperbiti e non riuscendo, minimamente, a penetrare l'immensità della SUA Donazione, dichiarano e sostengono di essere portatori della PAROLA dello STESSO, nel mentre ne ignorano del tutto l'ESSENZA! Anche in questo "Libro" viene ribadita la maestosità e la grandiosità del CRISTO, il Quale, oltre a caricarsi di tutte le nostre sozzure, quasi a volerci ripagare del SUO infinito AMORE ci regala, incredibilmente, la Paternità adottiva del PADRE SUO. In tal guisa il CRISTO esautora tutti dal voler interferire verso il SUO "DIO" e "PADRE" perché la SUA Donazione, ripeto, sopravanza a quanti, come noi peccatori, non riusciamo a percepire l'immensità del SUO OLOCAUSTO! A questo punto, sono convintissimo che per voi non v'è possibilità alcuna su questa terra di sopperire alla vostra cecità e sordità, ma solo quando vi troverete nella Iperconscia, là dove la LUCE Folgorante e penetrante del CRISTO vi libererà dalla vostre spesse cataratte e dal vostro solido tappo di cerume. Confrontati con questa realtà e deducine, tu stesso, le conseguenze. Eugenio marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia- Lettera al teologo Maggiolini Foggia, 9 febbraio 1998 Monsignore, ieri sera per una casualità ebbi a seguire alla TV l'ultima parte intorno alla Vergine Santa, la creatura prediletta ed amata dal DIO -CRISTIANO, al di sopra di ogni altra, per la sua purezza ed umiltà uniche, nonché per la sua donazione totale all'ALTISSIMO. Essendo la trasmissione al termine, ebbi a percepire due delle tue ultime battute intorno alla Santa Vergine. Quantunque nel passato mi ero riproposto di non scriverti più, a causa della tua assenza completa di sensibilità cristiana al riscontro delle mie raccomandate inviateti in data 29/9/93 e 298 299 24/9/94, unitamente a due mie pubblicazioni, sono stato "ispirato" a riscriverti per evidenziarti lo scempio che continuamente realizzate voi, tutori della PAROLA, al cospetto della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Infatti, le fatiscenti apparizioni della Madonna con le aggiunte lacrimazioni di pianto o di sangue, opera dell'energia del male che tende a distrarre l'umanità dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA, non fanno che oscurare la PATERNITA? del DIO CRISTIANO; nel mentre il CRISTO con la Donazione di tutto SE STESSO è venuto a testimoniarLa, prioritariamente, e lo SPIRITO SANTO l’ha fatto percepire agli Eletti, ai Prescelti e ai Disponibili. Le migliaia di santuari e i miliardi di simulacri che vorrebbero, secondo la vostra fatua percezione, rendere gloria alla Madonna e ai Santi, infrangono e deturpano quanto insegnato dal CRISTO e che è dovuto, solo ed esclusivamente, alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Il PADRE GLORIOSISSIMO, lo SPIRITO SANTISSIMO e lo STESSO AMABILISSIMO GESU’ vengono soppiantati dalle continue litanie ed invocazioni rivolti a Maria ed ai santi dalla "povera" gente, ingenua e resa ignorante da voi, sulla PATERNITA’ di AMORE infinito del DIO -CRISTIANO. Possibile che la vostra cervice, mi riferisco alla vostra spiritualità, a cominciare dal tuo "santo padre" Giovanni Paolo II, è divenuta così dura da non rendervi conto che ogni lode, ogni ringraziamento e tutta la Gloria devono essere devoluti, sempre e in eterno al PADRE GLORIOSISSIMO, al FIGLIO SANTISSIMO e allo SPIRITO GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO d'AMORE che hanno sancito, nella eternità del tempo, la santità della Madonna e di quanti, su questo pianeta, si rendono disponibili ad essere penetrati dal loro AMORE; inoltre, che la salvezza eterna è estesa a tutti i "sub" della terra, dopo un'auto purificazione sentita e profondamente vissuta nella Iperconscia. Tu che sei ritenuto un illustre teologo, cioè uno scienziato di Dio ( mi domando di quale dio), abbi la responsabilità non cristiana che non ti si compete ma , almeno umana di contestarmi, con motivazioni valide, alla presenza della TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) quanto sopra menzionato. Al cospetto del "mio" GESU’, ossia del tuo CRISTO, ti esorto a darmi un riscontro. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 Foggia - Lettera al teologo Maggiolini Foggia, 8 agosto1999 Monsignore, un vecchio adagio così riporta :"Il maggior disprezzo è la noncuranza" Così hai dimostrato non dando un accenno di riscontro alla mia lunga lettera del 9/2/98 e alle altre precedenti. La Libertà è il dono più grande, significativo e incontestabile che, nonostante l'obbrobrio da noi apportato, ci è stato elargito dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Però è altrettanto vero che rispondere alle richieste avanzate da persone "adulte" rientra nei doveri e nelle norme più elementari della convivenza civile. Lungi dal pensare che tanto non avvenga tra credenti in CRISTO; al contrario da parte di questi si supera ogni limite, grazie alla presunzione dei "dotti" della teologia che non tenendo in alcun conto come lo SPIRITO SANTO soffia continuamente in infinite direzioni, detestano dare risposte a quesiti e a testimonianze che annullano la loro superba intuizione e, quindi, il bagaglio della loro distorta formazione spirituale. 299 300 Tanto sta a significare che uno dei due non ha la minima parvenza della conoscenza del CRISTO: a te dopo una speculazione introspettiva, la risposta. Non basta etichettarsi come "teologo", cioè come studioso e penetratore della conoscenza di DIO; e, a questo punto, mi domando ancora, di quale Dio sei penetratore? Non già del DIO del CRISTO! Non è il caso di polemizzare e vengo al dunque. Ne "Il Terzo Libro dopo il Vangelo" è riportato che un anno sulla vecchia Terra corrisponde ad un solo giorno nella Iperconscia. A te calcolare il nostro incontro, se a giorni o ad ore! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia- Lettera al teologo Giovanni d'Ercole Foggia, 23 novembre 2000 don Giovanni, seguo spesso alla TV la trasmissione "Miracoli" e, quindi, osservo che la tua presenza è immancabile. D'altronde, essendo tu un teologo, è giusto che prendi parte alla discussione ed esprimi il tuo pensiero. Perché scrivo a te? Perché penso che tu "ai tanti miracoli" ci creda poco. Lo presumo, quando tu costretto ad intervenire, perché richiesto dal conduttore, ti dimeni a cercare il filo di Arianna per uscire da quel labirinto intricato. Riesci spesso, molto bene, eludendo una precisa risposta e riportandoti alla conoscenza di DIO. Scusami se non ho aperto lo scritto con la mia presentazione: "Sono Eugenio Marchesino, nato a Taranto il 26/4/927 e residente a Foggia dal 1934". Sono ecumenico nella fede cristiana, amante e discepolo della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Il motivo di questo mio scritto sta appunto nella domanda: "Credi tu nei miracoli?". Da quella che è la mia impressione, come dicevo, penso che tu ci creda tanto poco o...niente. Comunque al cospetto di situazioni intricate e non definibili dalla scienza umana rimani, a volte, perplesso e quasi ...ci vorresti credere. E' vero che la testimonianza dei molti "miracolati" mettono in crisi la massa degli uomini e i "cristiani cattolici", la cui fede è vacillante e, quindi, costretti ad accettarli nella pienezza. La qualcosa, a me personalmente, non mi scalfisce perché credo nell'unico miracolo che DIOPADRE, in simbiosi col FIGLIO GESU’ e con lo SPIRITO SANTO, ha concesso a tutti gli uomini: la presenza del CRISTO in mezzo a noi! E' questo il vero, l'unico e solo miracolo concessoci dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', perché gli uomini tutti potessimo trovare il sostegno in questo pellegrinaggio terreno ed avere da LUI la certezza di raggiungere la " NUOVA TERRA" nel tempo più breve possibile. Le centinaia e centinaia di "santini" proclamati, in gran parte da Giovanni Paolo II e anche dalle altre "professioni" cristiane non trovano la "vera" entità al cospetto della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE , il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Come pure gli infiniti simulacri e le moltissime icone che rappresentano la Beata Vergine lacrimando, spesso, gocce di sangue non attecchiscono sulla mia formazione spirituale. La maestosità della Madonna la riscontro in una mia lirica in dialetto foggiano. 300 301 In un versetto conclusivo d'essa, così si celebra: "Se putesse Marije a nuje parlà, na cose pense che ce de deciarrje: "Faciteve sande, benedecenne e ludanne, pe sèmbe, 'u nome de Criste che Dije cume Patre ce ha rejalate" Sarei felice se tu, nella qualità di teologo, dessi riscontro a questo mio scritto. Abbiti un sentire fraterno da chi, da oltre quarant'anni, si sforza, con l'aiuto dello SPIRITO di VERITA’, di penetrare nella conoscenza, seppure limitatissima, la GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'. Eugenio marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia - Lettera al teologo d'Ercole Foggia, 12 dicembre 2000 caro teologo, come vedi ho fatto precedere la tua "professione" con un aggettivo che esprime un sentire affettivo. Non pensare , minimamente, che esso costituisca un'affettazione ma esso trova riscontro nella Futura Dimensione, quando auto purificandoci faremo parte della Vera CHIESA di CRISTO! Sono trascorsi 20 giorni dalla raccomandata inviatati il 23 novembre u.s. e, nonostante, ti avessi sollecitato a darmi un cenno di riscontro non c'è stato nulla di fatto; anche se, qualunque fosse stato mi avrebbe fatto piacere. Come teologo, come conoscitore e studioso di "Dio" avresti avuto mille argomentazioni per contestare, contrastare o avvallare quella "Verità" racchiusa in quella raccomandata. Anche se a te non fosse stata data la percezione di intenderla, avresti almeno dovuto accusarmi di qualunque mancanza nei confronti del papa e di quanti continuano a persistere in testimonianze che cozzano con quelle del CRISTO. Perché, voi che vi ritenete i tutori e i propagatori della "Parola", quando vi trovate in difficoltà, non riuscite a soddisfare le richieste di quanti vi accusano? Vi rendete conto che avete l'obbligo, il sacro santo dovere di rispondere, ancor più, quando il vostro interlocutore non è solo un fedele credente nel CRISTO, ma anche e per Amore del Quale è divenuto un discepolo della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'? Se la vostra fede , come la mia, poggiasse sulla roccia non avreste alcuna difficoltà a contrastare e fare rilevare gli errori degli altri, particolarmente i miei! Purtroppo, devo dedurre che la vostra fede poggia e si solidifica sulla arena e che, quanto prima, al cospetto Glorioso del CRISTO, nella Iperconscia, si dissolverà nel nulla ed andrete incontro ad una auto -purificazione prolungata e dura. Pertanto, insisto e ti chiedo ancora a darmi risposta sui "miracoli" e sui simulacri che venerate e, non di rado, fate adorare alla povera gente in opposizione alle affermazioni categoriche contenute nella BIBBIA, maggiormente nel NUOVO TESTAMENTO. Come pure ti chiedo, essendo tu un teologo, di giustificare l'uso continuo e quotidiano del sostantivo "padre" che vi attribuite e che cozza costantemente con quanto asserito assiomaticamente dal CRISTO: "... e non chiamate alcuno sulla terra vostro PADRE, perché UNO solo è il Vostro PADRE, QUELLO che è nei Cieli!". E come questo abuso, ve ne sono altri mille e più che sovrastano ed ingannano la gente, la quale ignorante nella conoscenza del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, continua ad ignorare che il CRISTO è venuto, primariamente, fra di noi per portarci alla conoscenza e alla Glorificazione di DIO –PADRE e dello SPIRITO SANTO. 301 302 T'invio una copia della mia ultima pubblicazione "ispirata", perché tu , dopo averla profondamente meditata possa dare un riferimento preciso alla tua formazione spirituale. La prima copia d'essa, come sempre, è stata inviata al papa. Non giudicare in malo modo il sentire di questo scritto, ma ricordandoti quanto detto dall'apostolo Paolo ( sostenetevi, istruitevi, esortatevi, ammonitevi) tu possa metterti nella condizione di riprendermi o metterti nella condizione di quanti amano la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Ancora un sentire affettuoso nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia - Lettera al teologo d'Ercole Foggia, 2 gennaio 2001 don Giovanni, nonostante la simpatia che, nei primi tempi, avvertivo per i tuoi interventi in TV; mio malgrado, dopo tanto patire, per ricevere una qualsiasi risposta alle mie lettere raccomandate unitamente ai miei scritti "ispirati", devo necessariamente allogarti tra coloro che ignorano nella Essenza la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Posso comprendere in misura minima, ma non giustificare il comportamento degli alti prelati che incorrerebbero in qualche scomunica o in un anatema; ma tu, un semplice pretino che si arroga la denominazione di "teologo", cioè di colui che studia profondamente per cercare la conoscenza di DIO, si rifiuta di dare una risposta, ostinatamente, a quanto gli viene chiesto e che è conforme all'insegnamento del CRISTO? E' vero che hai fatto un giuramento al papa e alla gerarchia ecclesiastica, non già al CRISTO interprete della volontà del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO. Però, ciò non ti vieta, anzi dovrebbe darti argomentazioni che contrasterebbero e neutralizzerebbero le "Verità" da me riportate e attinte dalla penetrazione del VANGELO. Ci sarebbe una umana deduzione, cioè quella che anche tu aspiri alle alte cariche terrene derivanti da una servitù al cosi detto "vicario" del CRISTO: Così procedendo, così operando tu al cospetto della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', insieme al papa e agli alti prelati, apparite evanescenti, privi di una personalità che dovrebbe rendere GLORIA, in assoluto, al DIO -CRISTIANO. "Caro" teologo, tu ignori completamente perché non credi che, quanto prima, dovrai dare conto di questo tuo inqualificabile comportamento insieme a tutte le carenze e le colpe che ti investono; il tutto di noi è riportato su un CD macroscopico: i nostri pensieri, le nostre azioni, il nostro sentire e tutto quanto concerne la vita vissuta su questa terra. Solo allora, quando ci troveremo nella Zona Iperconscia ci renderemo conto dei nostri errori, delle nostre colpe, dei nostri peccati perché addizionati daranno la somma degli anni della nostra auto purificazione. A me, vista e considerata la tua cecità e la tua sordità, mi resta che aspettarti nella Nuova Dimensione dove, insieme agli infingardi come te, non potrai sottrarti né giustificare il tuo comportamento immensamente condannabile. Ancora un sentire nella GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’, perché tu possa lasciarti penetrare da ESSA e corrisponderLe il tuo dovuto. Eugenio marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia302 303 Lettera al teologo d'Ercole Foggia, 14 gennaio 2001 Carissimo Giovanni, prima di ogni altra cosa voglio ringraziarti ed esserti profondamente grato per avere dato risposta alla mie tre, insistenti, lettere raccomandate. Due osservazioni assai sintetiche alla tua lettera. La prima è quella che trovo offensivo, tra credenti in CRISTO, darsi del "lei". Atteggiamento abominevole che riscontro, quotidianamente, tra gli alti prelati e quelli della platea. GESU’, invitandoci a pregare il PADRE SUO, ci stimola a darGli del "Tu". Come mai la gerarchia ecclesiastica vuole ignorare il senso della fraternità tra credenti in GESU’ CRISTO? Pretende ed ostenta il pronome che non unisce e che allontana? Altra osservazione è quella che condivido, in parte, quanto sostieni (cosa infinitamente ribadita da me) e cioè che il più grande miracolo, direi l'unico miracolo, è dato dalla Morte e Resurrezione del Nostro SIGNORE GESU’. Dico, in parte, perché la tua asserzione è monca in quanto tale miracolo è stato compiuto e vissuto dalla Comunione del PADRE col FIGLIO e con lo SPIRITO SANTO. Purtroppo si parla sempre di un GESU’ isolato ignorando, quasi sempre, il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO. Se i tutori e conservatori, nonché "dottori" della PAROLA avessero fatto conoscere nella Giusta Essenza l'AMORE infinito, la MISERICORDIA inesauribile e la GIUSTIZIA perfettissima della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA', la "povera" gente non avrebbe avuto la possibilità, cristianamente parlando, di credere in simulacri che piangono o che lacrimano sangue; né di sangue di "altri" santi, come quello di S. Gennaro, Credenze queste da addebitare tutte al più retrogrado paganesimo. Questa, imposta ignoranza, porta la "povera" gente a tuffarsi in credenze pagane e blasfeme, nonché in soddisfazioni che annebbiano lo spirito, allontanandolo dal DIO -CRISTIANO da cui ha avuto origine. Scusami se sono stato assai obiettivo e crudo nella analisi di conoscenza del CRISTO che, al disopra del SUO immenso OLOCAUSTO che ha salvato tutti gli uomini, è venuto per darci la conoscenza inimmaginabile di un PADRE di AMORE infinito, attraverso lo SPIRITO di VERITA’. Comprendo benissimo che il nostro "credo" è in opposizione; però sarebbe giusto, umano e cristiano che ci confrontassimo su questi problemi, anziché restare volutamente "tardi" alla conoscenza della PAROLA. Non ti chiedo altro: ho voluto solo chiarire alcuni punti e, ancora, ti ringrazio per essere stato civilmente corretto almeno in una risposta ai tanti quesiti postiti. Affettuosamente Eugenio Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 Foggia - Lettera al teologo d'Ercole Foggia, 13 maggio 2001 don Giovanni, 303 304 dopo l'invio della mia ultima del 14 gennaio u.s. in cui ti ringraziavo per la striminzita risposta ai miei numerosi quesiti, mi ero riproposto di chiudere con te. Infatti, avevo considerato che tu sei vincolato con un giuramento alla ecclesiastica gerarchia non già al CRISTO; mentre io conservo, gelosamente, quella Libertà concessa ad ognuno di noi dalla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ per poter giungere, tramite il CRISTO e lo SPIRITO di VERITA', alla conoscenza e alla Figliolanza del PADRE CELESTE. Purtroppo, ieri sera, seguendo in parte la trasmissione "Miracoli" ho avuto lo stimolo a riscriverti per dirti che sei stato meraviglioso quando facendo riferimento a "Sai Baba", avesti a dire: "Io credo nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo". Nello stesso tempo vengo a rimproverarti per quanto aggiungesti dopo: "Io non ho bisogno di rivolgermi a Sai Baba, lo facessero loro". Perché rimproverarti? Perché notai in te un profondo risentimento verso quella "povera" gente. Risentimento che non era giustificato, in quanto esso si sarebbe dovuto rivolgere a "voi" tutori della PAROLA che avete il sacrosanto dovere di riconoscere che le carenti condizioni spirituali di quella povera gente, costretta a ricercare altrove un po’ di pace per il proprio spirito, sono da addebitare alla disinformazione e alle carenze di tutte le "professioni" cristiane, in particolare a quella cattolica ed ortodossa, che vivono nella cecità completa della conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. A riguardo, poi, dei "miracoli" riesci come sempre a dare con, molta valentìa, nà botte 'o cerche e nà botte a' l'incudine" e continui sempre a ben districarti. Nonostante tutto, mi sei simpatico e ti porgo il mio sentire nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) Eugenio marchesino via don Sturzo, 5 - FoggiaP.S. Se dovesse passarti per la mente una parvenza di dare risposta a questo scritto, ti esorto a darmi del "tu" e non essere sempre più scostante come i gerarchi cattolici. - Lettera a don Giacomo Ponteghini- Direttore Basilica del Santo - Padova Foggia, 14 aprile 1997 Caro per Cristo, è doveroso da parte mia inviarti una copia della mia ultima pubblicazione, avendo tu ricevute le precedenti. Esse, nell'insieme, costituiscono anche il bagaglio del confronto nella Iperconscia, dove alla Luce folgorante del CRISTO, avremo la possibilità di rileggerle e renderci conto di quanto non si è voluto accettare su questo pianeta. Per me, rimani sempre tra coloro "che son sospesi", ossia tra coloro che vengono combattuti da una fede tradizionalistica e quella delle mie "rivelazioni", Riuscire, stando su questa terra, ad avere la mia fermezza è assai vantaggioso per lo scomputo delle colpe e dei peccati nella Futura Dimensione. Abbiti un fraterno sentire nel "mio" GESU’. Eugenio Marchesino via don Sturzo,5 Foggia 304 305 Lettera a don Giacomo Ponteghini - direttore Basilica del Santo - Padova Foggia,28 maggio 1997 Ancora, caro in Cristo, perché questo "ancora", perché sei l'unico a cui rivolgo per l'ultima volta questo avverbio. Tu, come gli alti altri prelati fuggite alle mie richieste di dimostrare il contrario di quanto affermo nelle mie "rivelazioni"; anzi, così facendo, dimostrate di confermare non solo quanto viene evidenziato nei miei scritti ma, ancor più, di essere in contrasto con quanto predicate quotidianamente. Le risposte eluse alle mie pubblicazioni, mi saranno date quando incontrandoci nella Iperconscia non potrete sottrarvi. Pertanto, mi viene fatto "obbligo" di inviarti una copia del Libro "ispirato" dal COLOSSO dell’UNIVERSO. Così comportandovi, sapeste quando apparite piccini al cospetto del CRISTO, a volte, diafani, trasparenti e incapaci di poter percepire una minima parte di una realtà assai consistente e confermata da CRISTO GESU'! Ti lascio con l'auspicio che tu, disponendoti allo SPIRITO di VERITA’, possa penetrare una particella di quella "Verità" custodita nelle mie opere "ispirate" Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 Foggia - Lettera a don Agostino Varotto- direttore della Basilica del Santo - Padova Foggia, 27 novembre 1997 Caro in Cristo, perché caro? Perché a differenza dei moltissimi alti prelati, il papa compreso, hai avuto l'onestà cristiana di rispondere alla mia lettera raccomandata. Ed ora mi soffermo ad analizzare, alla LUCE folgorante del CRISTO il tuo scritto nelle singole parti; cosa penso che dovrebbero fare tutti i "credenti" in CRISTO e dare così una risposta coerente alla SUA accettazione. A riguardo de " Gent. Sig." non penso che una tale etichetta si addica a "uomini" che hanno acquisito una parvenza della conoscenza del CRISTO, considerando che lo stesso GESU’, parlando ai Suoi discepoli e, quindi, a noi ci abbia insegnato a pregare il PADRE CELESTE: "Padre nostro che sei..."! Quindi, ti domando com'è possibile etichettare i fratelli con "Gent. Sig," e per giunta dare loro del lei? Non ti sembra che così iniziando e così procedendo ci si allontana dall'orbita cristiana? Procedendo ancora nel tuo scritto, ho rilevato con piacere come tu hai dato lettura alla mia Opera "ispirata" ed ho apprezzato con altrettanta sincerità che hai affermato di non tenere in alcuna considerazione le "rivelazioni" che mi sono state attribuite dal COLOSSO dell’UNIVERSO. La qualcosa non mi ha minimamente scalfito e tanto meno meravigliato, anzi mi hanno fatto comprendere che sei molto lontano dalla cerchia degli "eletti", dei "prescelti" e dei "disponibili". 305 306 Andando avanti nella lettera, ho rilevato come tu, in coscienza, dici di aderire all'unica Verità, al CRISTO e, quindi, alla SUA PAROLA. Però mi riesce difficoltoso comprendere il tuo parlare o tu non riesci ad attendere alla giusta penetrazione del CRISTO, quando asserisci di accettare il CRISTO come: "VIA, VERITA’ e VITA" e poi ti rivolgi a mediatori che nulla possono presso il PADRE CELESTE da come declama categoricamente lo Stesso CRISTO: "Nessuno viene al Padre se non attraverso Me!". Quindi l'unico canale che conduce al PADRE CELESTE, tramite lo SPIRITO SANTO è il CRISTO e non già i mille e mille "santini" che voi sfruttate per speculare sulla "povera" gente, ignorante dell'AMORE, della MiseRICORDIA infinita del PADRE CELESTE; perché "voi" ne avete oscurato e continuate ad adombrare la SUA potenzialità di AMORE verso la SUA creatura amata! Pertanto, auguro che una tale ed unica realtà Divina diventi, anche per te, norma di vita. Ti sono grato per le tue preghiere, anche se ad esse non dò nessuna importanza perché mi è stato insegnato dal CRISTO di confidare a tu per Tu col PADRE CELESTE: "... e voi, cattivi come siete, capaci non vi dimostrate di dare un sasso al figlio che vi chiede un pane o un serpe quando vi chiede un pesce; quanto più, il PADRE CELESTE vi rimetterà ogni cosa che Gli chiederete e che è conforme alla SUA Volontà?" Riguardo alla benedizione del Santo di Padova, ritengo assiomaticamente invocare solo e sempre quella del PADRE CELESTE, tramite GESU' e lo SPIRITO SANTO. Ti porgo il mio sentire nel "mio" GESU’ e ti esorto a penetrare l'AMORE indescrivibilmente accessibile della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il Padre, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia N.B. Non ti meravigliare se la presente, come le precedenti, ti giunge raccomandata perché, insieme a tutti i miei scritti "ispirati", le lettere costituiscono un tesoro immenso. Lettera a don Agostino Varotto - direttore della Basilica del Santo Padova Foggia, 5 marzo 2001 don Agostino, dopo l'invio della mia pubblicazione "L'Apoteosi del Cristo nelle mie Epistole", seguita da una missiva raccomandata e chiarificatrice alla tua lettera, non ho avuto più il piacere di risentirti. Forse, sarai rimasto scioccato dalle mie risposte a quanto da te avanzato. Comunque, oggi rileggendo la tua lettera del 2 dicembre 1997, mi corre l'obbligo di inviarti una copia del "Pentateuco Cristiano" di pubblicazione ultima. Nel contesto di questa è evidenziato con la massima solennità l'INNO" alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ e, quanti riescono a percepire la SUA immensità, attraverso lo SPIRITO di VERITA’, quotidianamente, devono rivolgersi più volte alla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). 306 307 Ricordo, quando ragazzo, mia madre cattolica tradizionalista, quasi mi imponeva a ripetere: "...S. Antonio...tredici grazie fai al giorno, fammene una per carità!" Ed io, con tanta fede, mi rivolgevo a lui e ripetevo, tra le altre preghiere anche quella, convinto che il santo, come tutti gli altri santi, potesse elargire grazie a quanti gliene chiedevano. Dopo oltre quarant'anni di ricerche, di meditazioni sul VANGELO e di "ispirazioni" provenienti dallo SPIRITO SANTO, il recitare quella e le altre preghiere che non sono rivolte alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', risentono di una stupidità e di un infantilismo che deprime lo spirito al cospetto del COLOSSO dell’UNIVERSO: il DIO CRISTIANO! Risuona maestosa e, nello stesso tempo, "minacciosa" la frase in cui GESU’ accentra in SE STESSO la Potenzialità DIVINA: " Nessuno viene al Padre se non attraverso Me!". In queste parole GESU’ evidenzia non solo la SUA immensità DIVINA, ma evidenzia e conferma che il SUO OLOCAUSTO, in Comunione col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO SANTO, sopravanza alla salvazione di tutti gli uomini di tutti i tempi. Perché, dunque, continuate ad illudervi e a ingannare voi stessi e tanta povera gente bisognosa di aiuto perché frustrata dalle infinite miserie degli altri esseri detti "umani"? E, ancora, CRISTO in simbiosi col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO, procedendo nel SUO AMORE infinito,, così sublimizza la SUA MORTE di CROCE: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno"! Allora, dopo tanto premesso, ti chiedo chi può mediare presso l'ALTISSIMO all'infuori del CRISTO? Accennare a qualcuno significherebbe essere sacrilego, perché sminuirebbe la potenzialità del CRISTO nel PADRE e nello SPIRITO SANTO. Noi apprezziamo, ammiriamo e valorizziamo la umiltà unica ed indescrivibile della Madonna che permise alla GLORIOSA TRIADE DIVINA ( il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) di innamorarsi, di magnificarLa e di concederLe di portare GESU' nel Suo grembo. E Maria, al di là delle immagini e simulacri che piangono finanche gocce di sangue, continua a esortarci e a sollecitarci a ringraziare , per mezzo dello SPIRITO SANTO, il PADRE CELESTE che ci ha regalato il SUO FIGLIUOLO, CRISTO GESU', SALVATORE dell'Umanità Tutta! Anche i Beati che sono riusciti, sforzandosi, a raggiungere mete vorticose ci inducono a rendere perennemente GLORIA alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Il Pentateuco Cristiano si impone questo arduo compito ed il vanto di indurre i "disponibili" all'apertura dello SPIRITO di VERITA’, perché essi sgranando gli occhi dello spirito e annientando la durezza della loro cervice possano essere sollecitati a rendere il "Grazie" eterno, eternamente, alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’. Medita, quindi, sul Pentateuco Cristiano affinché tu possa essere penetrato dallo SPIRITO SANTO e mettere al centro della tua esistenza la GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'. T'invio un sentire cristiano, conforme al tuo nei miei riguardi. Eugenio Marchesino via don Sturzo , 5 – Foggia- Lettera a don Marco Di Brita Foggia, 1 aprile 1997 Caro Marco, 307 308 gradita mi è giunta la tua cartolina, più ancora perché mi ha ricordato che mi pensi e non hai dimenticato il nostro rapporto fraterno degli anni addietro Io, in questi ultimi tempi mi sono allontanato, anche, dai fratelli della comunità del Carmine perché li sento molto lontano dal rapporto formidabile che ho intessuto col "mio" GESU’ e anche intensamente col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO SANTO. Tant'è che la loro "ispirazione" non mi è venuta mai a mancare e mi ha portato ad estrinsecarla in altri scritti , rendendomi trasparente la visione della nostra Futura Dimensione. Pertanto, cerco di vivere tranquillamente questa realtà terrena sforzandomi di prendere quando è conforme al DIO -CRISTIANO; anche se ciò richiede uno sforzo continuo ed intenso, nonché una richiesta costante di aiuto al "mio" GESU’ che rende, sempre più consono al SUO AMORE, il nostro rapporto. Come innanzi ti scrivevo, ho redatto altri scritti che manifestano la mia totale donazione al DIO -CRISTIANO che si compiace di ispirarmi e portarmi a vivere e a farmi conoscere sempre più, come a tutti i disponibili, quella che sarà la nostra Vita Futura. Anche se quella mi appare in una visione assai relativa, si rivela formidabilmente agognata. Pensa quanto infinitamente magnifica è la sua realtà, tanto immensa appare la MISERICORDIA del nostro DIO -CRISTIANO che si estrinseca e si completa nella Essenza del SUO AMORE! Penso di fare cosa gradita a me ed anche al "mio" GESU’ inviandoti un copia della mia penultima pubblicazione. Perché ne sono le sue copie immensamente apportatrici di sollievo e conforto: ne ho distribuito una per ognuno ai miei otto figli e che pure amandoli immensamente, devo riconoscere che distano molto dalla conoscenza del "mio" GESU’, però successivamente avranno la capacità spirituale di penetrare la GRAZIA del DIO -CRISTIANO. Comunque, così ha voluto il "mio" GESU’ e ho dovuto dedicarla a loro.. Altre poche copie sono state così distribuite: la prima al papa, le successive ai cardinali Tonini, Martini e De Giorgi; poi ancora a qualche arcivescovo, compreso quello della mia città, e raramente a qualche vescovo e a qualche laico. Marco, miserrimo sono al cospetto del DIO-CRISTIANO, però Lo amo al di sopra dei miei figli e della mia stessa vita che nessuna essenza avrebbe se la vivessi, per un solo istante, distaccata da LUI! Riguardo ai Vangeli apocrifi, penso che tu faccia bene a leggerli, tanto non saranno quelli, né altri libri a rivelarti la Entità globale e multiforme del NOSTRO SIGNORE GESU’, ma solo la tua disponibilità e l'aprirti allo SPIRITO di VERITA. Confrontarsi con i libri sacri, con le altre confessioni cristiane ed anche con le altre religioni è positivo, perché si può comprendere la fermezza della nostra fede e, a volte, anche perché si possono incontrare fratelli "ispirati" da cui attingere altri elementi che fortifichino ed amplino la nostra conoscenza nei confronti del DIO -CRISTIANO. Solo CRISTO è la pienezza del PADRE insieme allo SPIRITO di VERITA'; solo a LUI e allo SPIRITO SANTO è dato confrontarsi e realizzarsi nel PADRE CELESTE: a noi è dato, invece, di confrontarci con tutti e scoprire se la disponibilità degli altri allo SPIRITO d’AMORE può arricchire la nostra conoscenza e renderci più completi. Sia la Bibbia, sia tutti i Vangeli riconosciuti riportano solo una parte infinitesimale di quanto rivelato da GESU’ e di quanto lo SPIRITO SANTO continua a rivelare, ininterrottamente, ai disponibili fino alla fine dell'esistenza terrena. Per giungere a tanto, cerca di penetrare sempre più lo sconfinato AMORE del CRISTO che porta al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO! Ti ricordo che la Pasqua, per i veri credenti di GESU’, ricorre tutti i giorni insieme al Natale. Ti abbraccio. Eugenio 308 309 Lettera a don Marco di Brita Foggia, 27 maggio 2000 Caro Marco, la pubblicazione del mio ultimo lavoro "ispirato" ,Il Pentateuco Cristiano, mi riporta a te con questa mia raccomandata. Avrei dovuto farlo molto tempo addietro per chiederti il perché di questo tuo comportamento nei miei riguardi: mi riferisco in particolare ai tuoi soggiorni foggiani, durante i quali non solo non hai sentito il bisogno di venirmi a trovare ma, ancora di più, a non farti vivo con una telefonata. Comprendo benissimo che la nostra formazione spirituale è quasi agli antipodi, però un giorno non molto lontano dovrà identificarsi nella Iperconscia, quando i nostri spiriti dovranno non solo incontrarsi ma prenderanno visione dell'unica Realtà, la sola VERITA’: CRISTO SIGNORE! Quel "mio" GESU’, di cui sono molto geloso perché durante i moltissimi anni che ho cercato di conoscerLo, amarLo e glorificarLo mi dà la visione molto vicina alla prossima e futura Destinazione. Tu, invece, e quasi tutta la gerarchia ecclesiastica vi allontanate dal SUO insegnamento. EGLI, GESU’, è venuto su questo pianeta non solo per redimere l'umanità in tempi ristretti perché, la qualcosa la GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), avrebbe potuto realizzarla con una "idea" ben precisa ma, soprattutto, per darci tramite lo SPIRITO di VERITA’ la conoscenza e l'Adozione, a tutti, a FIGLI del PADRE CELESTE. EGLI, GESU’, ci ha fatto conoscere la parvenza del Dio di Abramo e di tutti i profeti dell'Antico Testamento, nel mentre EGLI FIGLIO dell’ALTISSIMO ci ha dato la fisionomia reale e assiomatica di un DIO di AMORE e di MISERICORDIA desideroso di estendere la SUA PATERNITA’ a tutti gli uomini di tutti i tempi. Tanto, perché "tutti" gli uomini avessimo a rivolgerci sempre e solo a LUI, tramite GESU’ e lo SPIRITO SANTO, per essere partecipi del SUO AMOE, della SUA MISERICORDIA ed anche della SUA GIUSTIZIA. A LUI solo e sempre, gli amanti del CRISTO debbono rivolgersi; e, noi suoi amanti, lo facciamo. I tutori e gli amministratori della "Parola" dovrebbero entrare in una parvenza di tale conoscenza, la quale non richiede in assoluto il bisogno di alcuna mediazione all'infuori del CRISTO, sorretto e coadiuvato eternamente dallo SPIRITO di VERITA’! La Madonna dev'essere intesa come un effetto meraviglioso e glorioso dell'Opera della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. A Maria va riconosciuto, in assoluto, il merito di quella virtù de”l’umiltà”che innamora l'Onnipotente da qualunque parte proviene. Infatti, la Umiltà incontrastata ed inimitabile di Maria, pervase la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) che la completò nella purezza e in tutte le altre prerogative indispensabili, affinché potesse portare nel Suo grembo CRISTO GESU'! In questo senso, io sono uno dei maggiori sostenitori della purezza e della magnificenza della più umile creatura che il nostro pianeta , in tutti i tempi, presenti, passati e futuri, ha ospitato. Riguardo ai Santi, a coloro che hanno lottato duramente per raggiungere o avvicinarsi ai traguardi additatici e vissuti da GESU’, va il mio profondo ed ammirevole riconoscimento ed 309 310 il desiderio ardente di poterli imitare, ma giammai di invocarli per intercedere presso COLUI che ne è l'Essenza della PATERNITA’. Solo quanti ignorano o quanti ne fanno un abuso vergognoso di speculazione si servono di santini e simulacri e li invocano perché siano loro mediatori presso il PADRE CELESTE, oscurandone così la potenzialità immensa del CRISTO! A riguardo del tuo sollecitarmi ad intraprendere le opere di misericordia, come quella di "Cicina", pur riconoscendone la validità in senso relativo, devo confermarti che quei talenti di bronzo riferite a quelle opere mi sono stati tolti dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e sostituiti da ESSA da talenti di oro massiccio per evidenziare l'AMORE, la MISERICORDIA ed anche la GIUSTIZIA della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’! Così ha decretato il PADRE CELESTE, infinitamente amabile, insieme a GESU' e allo SPIRITO SANTO. Pensa e rifletti, caro Marco, la presente è stata portata a termine di getto e senza alcuna interruzione; forse, sotto la guida dello SPIRITO SANTO. Medita profondamente l'INNO alla GLORIOSA TRIADE DIVINA e fallo tuo, perché grandi ne saranno i vantaggi che ne trarrai. Sono stanco, ti abbraccio spiritualmente nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Eugenio Lettera a don Marco di Brita Foggia,27 agosto 2000 Carissimo Marco tempo addietro ho ricevuto la tua cartolina e di tanto ti ringrazio anche perché, nello stesso tempo, ho recepito che se zittisci sui miei scritti assolutamente "ispirati" non sei completamente e diametralmente in opposizione alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ I miei scritti hanno una sola valenza , quella cioè di dire ai tuoi "gerarchi", perché lo ignorano del tutto, di riconoscere , ringraziare e glorificare eternamente solo e sempre la GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Infatti, fino a quando la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ lo vorrà, cercherò sempre di stimolare la dura cervice, la cecità e la sordità inaudite di Giovanni Paolo II e di quanti lo attorniano e lo sostengono e stimolarli e farli rientrare nella Realtà del CRISTO. Entrare nella ottica della Essenza della PATERNITA’ del DIO -CRISTIANO, attraverso CRISTO e lo SPIRITO SANTO, significa entrare nella Essenza di AMORE, di MSERICORDIA e di GIUSTIZIA del PADRE CELESTE! Quindi, caro Marco, cerca di fare entrare nella tua cervice spirituale che non c’è bisogno di mediatore alcuno, all'infuori del CRISTO e dello SPIRITO SANTO, per entrare in relazione e in comunione col PADRE CELESTE. L'unica prerogativa per entrare nella SUA conoscenza è quella di intessere un rapporto di profonda "umiltà", insegnataci prima da GESU’ e vissuta poi dalla Beata Vergine ed essere carismatici dello SPIRITO SANTO. Per possedere questa prerogativa bisogna riconoscersi meschini, incompleti, colpevoli ed anche peccatori e dare così la possibilità allo SPIRITO di VERITA’ di penetrarci ed essere illuminati sul mistero che ci avvolge, ma che in realtà non è "mistero" ma solo mancata conoscenza dell'Essenza di AMORE! 310 311 Non è presunzione la mia, ma tale mi sono riconosciuto in prima persona e nella pienezza: meschino, incompleto, colpevole e "peccatore". Atteggiamenti questi che non sfiorano neanche per un attimo, nella giusta essenza, il tuo papa e la maggior parte di quanti lo circondano. Quando verrai illuminato, se lo vorrai, e se ti disporrai alla penetrazione dello SPIRITO SANTO, comprenderai lo stato di peccaminosità di quanti sopra menzionati e, in contemporanea, avrai sentore a quale dura e prolungata auto - espiazione sono destinati. Marco, ora e sempre, per quel rapporto fraterno che abbiamo avuto, fino a quando la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) me lo consentirà, continuerò a ripeterti: soffermati a meditare su L'INNO e sulla PREGHIERA alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, affinché tu possa farli tuoi in questa e nella Futura Dimensione. Nell'attesa di una tua risposta, t'invio un fraterno abbraccio nel Gaudio della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA. Un saluto ai tuoi. Eugenio Lettera a don Marco di Brita Foggia, 22 settembre 2000 Carissimo Marco, ho ricevuto la tua rivista e sono rimasto molto contento, perché hai tenuto fede a quanto comunicatomi per telefono. Nelle tue riflessioni, purtroppo, ho dovuto constatare o che io sia stato poco felice nella esposizione o che tu non hai approfondito il"Proemio" del Pentateuco Cristiano. Io non ho mai negato che il DIO di Abramo fosse il DIO del CRISTO; tutt'altro, invece, in quanto ho dovuto precisare che la conoscenza della Persona del CREATORE dell’UNIVERSO , prima che GESU’ venisse in mezzo a noi, fosse tanto sbiadita e distorta da confondere il SUO AMORE infinito, verso la SUA creatura prediletta, con la brama di vendetta e di giustizia. E tanto è comprensibile, perché solo con la venuta di GESU’ su questa terra, abbiamo avuto la possibilità di conoscere ed amare lo SPIRITO di VERITA’, penetratore di quanti si dispongono a LUI. Caro Marco, ancora devo contestare una tua affermazione non consona alla mia formazione spirituale: io non ho mai asserito di essere l'unico a conoscere la GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) ma che in realtà siamo pochissimi a penetrarLa, Grazie allo SPIRITO SANTO. Quando tu, come pure i teologi della cristianità cattolica e ortodossa, coinvolgendo la massa dei credenti tradizionalisti, vi rivolgete alla Madonna o ai Santi per ottenere grazie, non solo sminuite la possanza DIVINA del CRISTO che, col suo OLOCAUSTO, ha concesso la salvezza a tutta l'umanità ma, nello stesso tempo, offuscate la regale PATERNITA’ del SUO DIO e PADRE estesa a tutti gli uomini. Carissimo, consentimi che fino a quando non vi disporrete alla penetrazione dello SPIRITO SANTO, rimarrete sempre più monchi nella vista e nell'udito Spirituali. Insegnate, quindi, alla povera "gente" a conoscere l'assolutezza della Entità del DIO CRISTIANO e avrete compiuto parte di quanto rientra, precipuamente, nel vostro santo dovere. La Madonna e i Santi proclamati dal CRISTO e non già dal papa, siano gli stimolatori costanti e continui per farci comprendere e conoscere che CRISTO e lo SPIRITO SANTO ci 311 312 conducono all'AMORE del PADRE CELESTE, alla SUA MISERICORDIA Infinita e alla SUA GIUSTIZIA perfettissima. Adempimento questo, espletato nella pienezza anche dalla Beata Vergine e da quegli uomini che hanno raggiunto rapidamente la Santità. Ricevi il mio Abbraccio spirituale e fraterno nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Eugenio Lettera a don Marco di Brita Foggia, 5 dicembre 2000 Carissimo Marco, eccomi a te con questo scritto per comunicarti che, grazie alla GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA, ho potuto concludere e dare alla stampa un'altra pubblicazione "ispirata": " Si Nasce e si Vive per Morire" " Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’ CRISTO". Caro fratello, è giusto che dopo l'invio della prima copia al papa, ne giunga una anche a te. E' pur vero che la nostra formazione spirituale è ben diversa, direi quasi agli antipodi: tu segui e ti sottometti alla gerarchia cattolica ortodossa; mentre io che vengo dalla gavetta e che ho fatto tutte le esperienze con le diverse "professioni" cristiane sono riuscito, grazie allo SPIRITO di VERITA’ a venirne fuori da tutte quante e concretizzare quella Libertà che DIO -PADRE con il FIGLIO GESU’ e con lo SPIRITO SANTO ha concesso alla SUA Creatura prediletta: a tutti gli uomini! Per giungere a tanto, a realizzare la "Grazia" concessami dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) ho dovuto soffrire le mortificazioni più crescenti nelle diverse comunità, quando alle mie reiterate ed insistenti richieste invocate e conclamate dal CRISTO, ogni comunità vantava e vanta di essere la vera chiesa.. Ognuna di esse è pervasa e prevaricata dallo spirito di superbia che le rende di una durezza di spiritualità alla penetrazione dello SPIRITO SANTO, tanto da non tenere in nessun conto le esortanti parole del CRISTO :"Amatevi gli uni gli altri; da questo Amore riconosceranno che siete Miei discepoli" e ancora: "Siate una sola cosa, come Io e il Padre ed il mondo crederà in Me"! E, come queste, moltissime sono le esortazioni infinite giunteci e che ci giungono quotidianamente dal CRISTO! Purtroppo, il volere avere il primato sulle altre le rende irriconoscibili e, quindi, incapaci di dare agli uomini "tutti" la testimonianza del CRISTO. Nonostante tutto, nonostante i contrasti lacunosi con la PAROLA del CRISTO, in ogni comunità emergono delle cellule che realizzano, con la loro totale donazione alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', la Vera CHIESA del CRISTO, nella "NUOVA TERRA!". Se ci si sofferma a meditare profondamente sul CORPO martoriato del CRISTO, non solo fisico ma soprattutto spirituale, ci si accorge del danno sempre più irreparabile che è stato fatto e che si continua a fare, da parte di tutte le chiesucole umane, a tutta l'Umanità. Al di là di tutte queste amare constatazioni, rimani sempre un fratello degno di rispetto e, spero, anche di amore! 312 313 Se hai del tempo, approfondisci le pagine di questo libro affinché, anche tu, possa trarne qualche insegnamento. Un abbraccio spirituale in GESU’. Eugenio Lettera a don Marco Di Brita Foggia, 21 gennaio 2001 Carissimo Marco, dopo tanto attendere mi è giunta la tua rivista in cui, con un piccolo accenno, si dà risposta ai miei insistenti interrogativi e alle mie reiterate richieste. Le tue affermazioni sui miracoli mi fanno capire che il cristiano deve dare credito anche ai simulacri che piangono o lacrimano gocce di sangue; come pure alle stravaganti manipolazioni operate dagli stessi "tutori" della Parola, come il sangue di S. Gennaro e farlo bollire al momento voluto; oppure ad altre magie che cozzano, in assoluto, con le parole del CRISTO e, quindi, della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, L'UNICO, il SOLO, il VERO, l' INNECCEPIBILE, l'IRRIPETIBILE, IL DIVINO MIRACOLO E' QUELLO OPERATO DALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA': LA NASCITA, LA MORTE E LA RESURREZIONE DEL CRISTO IN MEZZO A NOI! La salvezza dell'umanità intera era, è e sarà nel progetto della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Pertanto, non era necessario che GESU’ venisse in mezzo a noi per invocare sulla CROCE la salvezza dell'Umanità tutta, in quanto bastava un atto di volontà del DIO -CRISTIANO (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) perché questa realtà si adempisse. Ragion per cui è necessario disporsi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’ per entrare, con una parvenza assoluta, nell'immenso desiderio della GLORIOSA TRIADE DIVINA( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Per quanto mi è stato dato di penetrare minimamente nella volontà del DIO -CRISTIANO, ho desunto due aspetti che fanno capo all’AMORE e alla MISERICORDIA della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’: il primo è quello che GESU’ ha voluto, venendo in mezzo a noi, rivelarci la effettiva PERSONALITA', cioè la PATERNITA’ dell'AUTORE e CREATORE dell’UNIVERSO: "Chi vede Me, vede il Padre Mio!". E, tanto per distruggere l'immagine errata non solo ma ,anche, offensiva del DIO CRISTIANO nel passato, nel presente e nel futuro. Pensa a quanti nomi Gli sono stati attribuiti nell'Antico Testamento; rifletti su quante deità sono state fantasticate nell'antica Grecia, nell'antico Egitto, nell'antica Roma; per poi non soffermarci sulle disastrate e disastrose entità attribuite ad animali, a feticci, a forze della natura idolatrate da popoli civili e da popoli retrogadi. E' questa una delle portentose valenze che testimoniano la venuta di GESU’ tra di noi: cioè quella che il CREATORE dell’UNIVERSO venisse ben definito nelle prerogative di AMORE infinito, di MISERICORDIA inesauribile, di GIUSTIZIA perfettissima e Lo si identificasse con la Persona del CRISTO e dello SPIRITO SANTO: CORPO, ANIMA e DIVINITA’! Il secondo punto che mi è stato dato di penetrare è quello che seguendo GESU’, il più possibile, EGLI ci completerà la conoscenza del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO che ci porteranno, sicuramente, ad una blanda auto - purificazione nella Dimensione Futura ed essere ammessi nella "NUOVA TERRA" in tempi, più possibilmente, ristretti. Caro Marco, quindi, senza nulla togliere alla virtù immensa dell'umiltà della Madonna, a cui è stato elargito il dono meraviglioso e glorioso di partecipare alla umanità del CRISTO; tanto 313 314 meno a quelli che vollero, vogliono e continueranno a imitare, in parte, la VITA di GESU’; essi rimangono solo e sempre un sentiero da percorrere, con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, perché tutti possiamo giungere, in tempi brevi, alla Santità. Fratello Marco, ti esorto ad insegnare e a guidare i tuoi accoliti sulla scia del CRISTO che porta, tramite lo SPIRITO di VERITA’, all'AMORE e alla MISERICORDIA del PADRE CELESTE! Chi più del PADRE di AMORE e di MISERICORDIA può comprenderci ed aiutarci? C'è bisogno di altri mediatori per entrare a colloquio con COLUI che è l'Essenza assoluta dell'AMORE, della COMPRENSIONE e della DISPONIBILITA’? Medita e rifletti solo un istante sulla elargizione che GESU’ , ci ha concesso: "L'Adozione a FIGLI del PADRE CELESTE!". Agendo diversamente, seguendo altre vie distorte significa non solo non credere nelle componenti di AMORE infinito, di MISERICORDIA impenetrabile e di PERDONO inesauribile del DIO -CRISTIANO ma, addirittura, significa adombrarLo nelle SUE elettive Facoltà, offendendoLo e nascondendoLo alla gente "povera ed ignorante". Nel mentre sono impegnato a deporre queste Verità su questi fogli, la televisione mi fa giungere alle orecchie come papa Vojtyla sta eleggendo altri trentasette cardinali, altri trentasette principi della chiesa e, spontaneamente, alla presenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, mi viene da chiedermi: "principi di quale chiesucola terrena?". Certamente, mi viene detto: né Vojtyla, né i principi da lui eletti faranno parte, con immediatezza, della "NUOVA TERRA" ma solo quando avranno scomputato una infinità di anni di auto - purificazione nelle sezioni della CAINA! E, ancora, mi domando:" Perché GESU’ scelse i SUOI Apostoli tra gente povera e, in massima parte, ignorante quando avrebbe potuto col SUO potere eleggere i maggiori e più quotati signorotti del tempo?". La risposta la si incontra, aiutati dallo SPIRITO di VERITA’ : Scelse gente assai umile e degna del SUO AMORE, della SUA COMPASSIONE e del SUO PERDONO! Comprendo benissimo che tali affermazioni suoneranno, per la massa dei credenti tradizionalisti come un parlare scandaloso; mentre per i principi, i conti, i marchesi e i baroni della chiesucola terrena, costituiranno la pietra di condanna. Sono certo che avrai a ripetermi: "Possibile che tu sia l'unico ad interpretare la Volontà del DIO -CRISTIANO?". Ti rispondo, ancora una volta, che non sono l'unico ma uno dei pochi che riconoscendomi nelle mie precarietà, nelle mie colpe e cercando ed indagando ho trovato nel CRISTO la comprensione alle mie sofferenze e ai miei dolori e rendendomi disponibile allo SPIRITO di VERITA’ ho acquisito il "coraggio" di valutare e di contrastare quanto di pernicioso e di idolatro viene, quotidianamente, inculcato da voi alla "povera" gente. In quasi tutte le mie pubblicazioni viene ribadito che la "vera" CHIESA del CRISTO, sita nella Nuova Dimensione, è formata da cellule appartenenti a tutte le comunità cristiane e che alla base della loro formazione spirituale si riscontra la più grande virtù: l'Umiltà! Pertanto, il mio auspicio e che tu possa rientrare a fare parte di quelle cellule, liberandoti da tutte quelle scorie acquisite servendo la Gerarchia ecclesiastica e rendendoti "libero" testimoniare, attraverso il CRISTO, in ASSOLUTO, il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO. A questo auspicio, unisco il mio abbraccio fraterno nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)! Eugenio 314 315 Lettera a don Marco Di Brita Foggia, 15 aprile 2001 Caro Marco, ho ricevuto la tua rivista e la risposta alla mia lettera. Come hai ben ripetuto la nostra formazione spirituale, avvallata più volte da me, è molto controversa: tu sei costretto a sottostare ad un giuramento fatto alla gerarchia ecclesiastica che ostenta una falsa umiltà ed una povertà che sfregia milioni e milioni di diseredati, di indigenti, di perseguitati ed inoltre vive i sontuosi palazzi, riverita da servitù speciale e protetta da guardie scelte: il tutto insomma contrasta ed offende la PERSONA del CRISTO. Carissimo fratello, tu mi stai a cuore perché ho sempre rilevato la tua disponibilità alle mie richieste, però sarei più contento se tu ti disponessi allo SIRITO di VERITA’ ed incontrassi nella pienezza il PADRE CELESTE e l'Amatissimo FIGLIO, CRISTO GESU’, nella loro realtà DIVINA. Se tu riuscissi a contrarre questo rapporto con la GLORIOSA TRIADE DIVINA, senz'altro nel Futuro, nella "Iperconscia" potresti avvantaggiarti alla stessa stregua di quanto è stato concesso agli otto miei figli( vedi e medita il Terzo Libro dopo il Vangelo). Essi, i miei figli, dopo l'Amore eterno ed immenso che riverso alla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO ) e anche dopo il rapporto spirituale che vivo col fratello Antonio Ricci, costituiscono le otto mie pupille terrene. Ed ora, riportandomi a quanto dici e cioè che nel Vangelo sono evidenziate frasi di Gesù come: "A te, Pietro, darò le chiavi del Regno dei Cieli; tutto ciò che legherai sulla Terra sarà legato in Cielo; Pietro, pasci le mie pecore!" Però, avresti dovuto rilevare come viene ribadita la durezza da parte di Gesù nei confronti di Pietro: "Uomo di poca fede; allontanati da me satana; prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte; Pietro, m'ami tu?". Per poter attendere alla penetrazione di quelle frasi, bisogna essere pervasi dallo SPIRITO di VERITA’ altrimenti la loro lettura è falsata. Bisogna essere "liberi", scevri dall'insegnamento superbo delle diverse chiesucole terrene ed affidarsi disponendosi al Flusso dello SPIRITO SANTO che, soffiando in mille e più direzioni, ci permea. Come pure il CRISTO riappare categorico e assiomatico quando c'impone di non attribuire ad alcuno il sostantivo di "Padre", perché tanto è di esclusiva ed assoluta pertinenza del PADRE SUO, del PADRE CELESTE, del DIO -CRISTIANO! Da tutte quelle frasi riferite all'Apostolo Pietro si legge, illuminati dallo SPIRITO di VERITA’, come Pietro sia una figura simbolica per quanti accettiamo il CRISTO e che le diverse sensazioni, siano esse anche spirituali, di Pietro, si devono riflettere e si riflettono su tutti i "veri" credenti ispirati che devono attendere a quanto CRISTO ha detto e ha fatto. Pietro incarna tutti i credenti in GESU’ CRISTO con le loro virtù e con i loro difetti; quindi, ogni vero credente si specchia e si riflette nell'Apostolo. Come Pietro anche Giuda incarna tutti gli uomini, in particolare i credenti in GESU’ CRISTO. Da tanto, può desumersi che entrambi, Pietro e Giuda, sono l'incarnazione di tutti noi e solo per un fatto circostanziale essi si evidenziano, ma non sono diversi da noi. Marco carissimo, ti parlo con il cuore in mano e ti dico che il mio spirito è in Comunione con la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', nonostante le mie infinite precarietà e le mie debolezze e, fraternamente, ti confesso che dura e molto prolungata sarà la espiazione del tuo papa e dei suoi adepti e consiglieri. 315 316 A riguardo poi di papa Vojtyla che si assume l'onere di pregare per tutta l'umanità, in particolare per tutte le chiesucole umane di qualunque natura esse siano, sarebbe meglio che egli, insieme a tutte le chiesucole terrene, invocassero costantemente e dolorosamente la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' per il loro spirito abbisognevole, fin d'ora, di un immenso perdono. Altro rilievo che devo, necessariamente, farti è quello riferito nella risposta a Sara Russo. In essa tu dici: "sarebbe bello chiamare tutti i sacerdoti col nome di "padre" Volendo così, dimenticare o ignorare, come GESU’ ammonisce "tutti", con affermazione Divina, che il nome " di "PADRE" venga dato in esclusiva al SUO DIO e PADRE!. Tanto è marcatamente ripetuto, a quanti "pensano" di avere accettato il CRISTO. Caro Marco, le mie affermazioni "ispirate" non vogliono essere per te un rimprovero, ma solo un richiamo a meditare perché ti voglio bene. Un abbraccio nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Eugenio Lettera a don Marco di Brita Foggia, 7 giugno 2001 Caro Marco, eccomi di nuovo a te, perché così mi viene "detto", per sollecitarti a meditare "Il Pentateuco Cristiano" ed avere da te una corrispondente analitica penetrazione che non si limiti alla telefonata, ma chiarisca il tuo pensiero cristiano. Tu, sai benissimo come il nostro rapporto nel passato sia stato veramente fraterno ed io desidero che esso continui ancora su questo pianeta, per poi estendersi anche nella Futura Dimensione. Ti esorto a non ridicolizzare su queste mie parole, perché devi sapere che quegli scritti "ispirati" e riportati sulla carta sono frutto di una sofferenza indefinibile. Ed è stata, appunto, questa sofferenza non traducibile ad avvicinarmi al "mio" GESU’, il Quale, nel SUO AMORE infinito mi ha concesso di conoscerLo, sempre più, e ad entrare nella comunione col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO. E' assiomatica l'affermazione che sostiene: la posta per giungere alla Conoscenza e all'AMORE della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', è la "sofferenza"! A te potrà sembrare incredibile che io per essere stato così "graziato", abbia sofferto tanto da meritare l'AMORE e la MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO! Solo un accenno: circa 25 anni addietro quando i limiti del mio soffrire avevano sopportato l'umana sopportazione chiesi, una notte, a GESU’di prendermi con Sé! Sembrava che la mia richiesta venisse esaudita; infatti, cominciarono a ghiacciarsi i piedi , le gambe e il gelo arrivò e superò l'addome. In quel momento ebbi la certezza che la mia implorazione fosse stata esaudita dal "mio" GESU’ e che presto lo avrei raggiunto. Ad un tratto il sangue ricominciò a circolare nelle parti gelide, e, allora, compresi che non ero ancora pronto, tanto meno degno di entrare nelle "grazie" del "mio" GESU’! Col tempo e con la penetrazione, sempre più costante, dell'AMORE, della MISERICORDIA e della GIUSTIZIA della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, ho potuto comprendere perché, quella notte, non ebbe termine la mia vita terrena. 316 317 Più i giorni si susseguono e più comprendo che devo, sempre più, glorificare la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ attraverso quelle opere, in gran parte, fatturate dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)! Quelle "sbandate" successive a quel periodo e che tu conosci benissimo avevano una ed una sola aspirazione: trasferire il mio amore verso una creatura umana che potesse comprenderlo, apprezzarlo e ricambiarlo. Le sbandate che ho messo tra virgolette possono essere intese in quel senso dalla "povera" gente, umanamente parlando; in realtà esse erano ricolme di una spiritualità intensa e perciò appoggiate dall'AMORE del "mio" GESU’. Caro Marco, descriverti quanto amore ho portato, nel passato, a Paolina difficilmente può essere compreso: lo stesso dicasi per i miei otto figli verso i quali esso permane. Riferendomi all'amore del passato, voglio dirti che esso non è stato mai compreso da Paolina e tanto meno ricambiato; anzi, ho sempre trovato in lei un avversario che ha sempre debilitato il mio morale. Al di là di questo suo atteggiamento, oggi non posso più parlare di amore nei suoi riguardi, però continuo a volerle tanto bene, tanto di cui non posso farne a meno. Purtroppo, lei non dà adito a tanto affetto e continua ad essere sempre ostile, tanto da farmi comprendere, grazie allo SPIRITO SANTO, che si lascia alimentare dall'energia del Male. Io devo continuare a volerle bene, devo starle vicino e le sto vicino, nonostante tutto, perché alla Luce della Verità comprendo quanto lei sia necessaria, prima per me, e poi per i figli. Un giorno, quando saremo nella "Iperconscia" e rifaremo il cammino espletato su questo pianeta, allora potrai comprendere. Ancora continuo con la stessa esortazione: al di là di quella che è la tua formazione spirituale, al di là delle tue promesse impegnative che hai fatto, non tralasciare di rendere il "grazie" eterno alla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e a testimoniarLa in "assoluto"! Un abbraccio spirituale in CRISTO GESU’, unico e solo NOSTRO SALVATORE! Eugenio Lettera a don Giuseppe Casti Foggia, 28 agosto 2000 Carissimo Giuseppe, come di consueto t'invio la modestissima offerta anzi, questo mese, avrei voluto doppiarla per cercare di contribuire, anche in modo infinitesimale a fronteggiare il cataclisma che ha colpito la tua zona. Purtroppo, la tema che la presente possa essere trafugata me lo ha impedito. Spero in una tua prossima che mi accerti un tuo conto postale o bancario, con i relativi dati che possano darmi una certa tranquillità. Ho appreso commosso la percezione profonda che hai avuto intorno a "l'INNO" alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Io, insieme alla Preghiera alla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il Padre, il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) lo declamo due volte al giorno: sono di una maestosità infinita e che il "vero" credente dovrebbe pronunciare con quella spiritualità conforme e desiderata dal DIO -CRISTIANO! Il mio ambito desiderio è quello che quanti si dicono seguaci del CRISTO, percepissero che GESU' trova solo Gloria nel PADRE CELESTE e nello SPIRITO SANTO! 317 318 Entrare in questa ottica significherebbe essere alle pendici per la conquista della NUOVA TERRA! Non posso andare oltre, perché immenso è il divario tra la mia penetrazione alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ e tutte le altre "professioni" cristiane. La mia esortazione e il mio auspicio è quello che tu possa giungere all'Assolutezza della GLORIOSA TRIADE DIVINA. Un fraterno e profondo sentire in GESU’ che ci ha donato il PADRE CELESTE E LO SPIRITO SANTO. Eugenio Lettera a don Giuseppe Casti Foggia, 19 settembre 2000 Caro Giuseppe, la tua lettera del 25 agosto u.s. mi ha alquanto meravigliato: in essa ho rilevato un profondo contrasto tra le precedenti e quella. Infatti, ho notato nell'intestazione "Carissimo Signor Eugenio"; inoltre il "tu" usato prima sostituito dal "lei". Tra credenti in CRISTO GESU’ il "signore" ed il "lei" vanno tenuti in considerazioni spregiative e non confacenti alla PAROLA! Comunque, rimango sempre un sostenitore affezionato dei tuoi diseredati e t'invio la mia umile e costante offerta. Ho appreso che avete ricordato il quarto anniversario della dipartita dello spirito del fratello Aurelio e, nello stesso tempo, non ho capito perché tanto vi abbia rattristato. Per noi credenti nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', il passaggio nelle Futura Dimensione deve costituire un momento di gioia , anche se il rammarico profondo del distacco resta. Dicevo, momento di Gioia perché ci dà l'impatto dello spirito con l'AMORE, la MISERICORDIA e, anche, la GIUSTIZIA della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Approfitto di questa circostanza per inviarti una copia della lettera inviata al fratello Aurelio nel 1995. Ricevi il mio profondo sentire nella GLORIOSA TRIADE DIVINA! Eugenio Lettera a don Giuseppe Casti Foggia, 23 ottobre 2000 Carissimo Giuseppe, oggi mi è pervenuta la tua lettera del 10 u.s., dalla quale ho appreso del disguido e della mia sbagliata interpretazione. A riguardo, anche se non ne ho colpa ti chiedo di scusarmi e di non tenere in alcun conto quanto in precedenza ascritto. Carissimo Giuseppe, il mio obolo non mi arreca alcun sacrificio e spero, in avvenire, di poterti sostenere ancora meglio per i tuoi diseredati. 318 319 Condivido la tua amicizia nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ e ricambio con la stessa intensità. A riguardo di pregare per gli altri, caro Giuseppe, sono convinto che il PADRE CELESTE, l'Essenza della PATERNITA’, gode quando ci rivolgiamo a LUI, al SUO FIGLIUOLO e ALLO SPIRITO SANTO: in sintesi alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Entrare nell'ottica del DIO -CRISTIANO, il PADRE di GESU’ con il Quale genera eternamente AMORE, lo SPIRITO di VERITA’, determina ardentemente il desiderio che ogni uomo si rivolga a LUI per concedergli quanto rientra nella SUA Volontà e significa anche penetrare ed arrivare alla conoscenza, seppure parva, della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Io, giornalmente, nel rivolgermi alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, La ringrazio eternamente per quanto concede a me, ai miei figli, alla mia casa e alle pochissime persone che mi vogliono bene; nello stesso tempo il mio ringraziamento si estende anche per gli spiriti dei miei cari passati a NUOVA VITA e di tutti gli spiriti traslati per quanto EGLI, Il PADRE CELESTE, ha loro elargito. Anche se siamo immeritevoli per quanto ci concede e per quanto ci concederà nel Futuro, rendiamo la Lode, la Gloria l'Osanna e il Ringraziamento eterni alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Abbiti il mio sentire fraterno nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLO e lo SPIRITO SANTO) Eugenio Lettera a don Giuseppe Casti Foggia, 2 novembre 2000 Carissimo Giuseppe, ho ricevuto e gradita la tua lettera del 1° novembre: Non vedo alcun motivo perché debba scusarti del ritardo per la corrispondenza. A me ciò che preoccupa sapere che la mia modestissima offerta abbia ad andare in porto. Ed ora due riferimenti: mese di novembre: ricorrenza dei defunti; mese di dicembre, ricorrenza del Santo Natale. Riguardo ai defunti, per quanto mi viene "dato" dall'AMORE infinito della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, devo dirti che gli spiriti dei "traslati", "tutti" non hanno bisogno “né di requiem né di altre preghiere”, perché alla Visione beatificante del CRISTO prendono visione delle loro colpe e dei loro peccati contratti sulla terra e si dispongono ad un'auto -purificazione paga, perché quanto prima o quanto dopo, saranno "tutti" ammessi nella NUOVA TERRA, conquistando la tanto bramata ed agognata pace, inutilmente cercata su questa Vecchia Terra! A riguardo del S. NATALE, lo vivo tutti i santi giorni unitamente alla S. PASQUA: per il "vero" cristiano , queste ricorrenze non hanno uguali e si vivono quotidianamente. Questa è la mia realtà cristiana, acquisita da un intenso rapporto con la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Un sentire affettuoso, sempre, nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Eugenio N.B. ti esorto a non inviarmi più cartoline ed altro materiale, perché a segno della tua amicizia mi soddisfa il tuo sentire nel "nostro" SIGNORE GESU’ CRISTO! 319 320 Lettera al parroco di Civitavecchia Foggia, 22 agosto 2000 don Elio Carucci, mi è pervenuta oggi, per la seconda volta, la rivista "la Madonnina di Civitavecchia". La prima la ricevetti lo scorso mese e ringrazio te, in prima persona, perché non conoscendoti e non avendo mai avuto la possibilità di intessere un qualunque rapporto, sei stato veramente "generoso". L'unica persona del luogo che ho incontrato attraverso la TV, durante le famose "lacrimazioni" del simulacro ed ho continuando a seguirlo inviandogli una copia dei miei scritti "ispirati", accompagnate da lettere raccomandate, è stato il tuo vescovo: Girolamo Grillo. A lui, più volte, con tutto l'Amore verso la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', ho rivolto le mie insistenti esortazioni affinché avesse guardato, si fosse soffermato ed avesse meditato su l'unico miracolo che il DIO del CRISTO, in simbiosi con lo SPIRITO SANTO ha donato a tutta l'umanità: CRISTO SIGNORE!. L'Avvento del CRISTO su questo pianeta è stato voluto dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). CRISTO, non solo con la SUA Donazione al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO, ha dato la salvezza a tutta l'umanità dai tempi più remoti, ai presenti ed ai futuri giorni di questa terra; ma la SUA presenza in mezzo a noi è da ricercarsi, primariamente, in quell'AMORE che voi primariamente e maggiormente, gli alti prelati, ignorate; nel mentre i disponibili, attraverso quell'AMORE ( lo SPIRITO SANTO) generato dal PADRE CELESTE e dal FIGLIO, riescono a percepire e a conquistare l'Adozione a FIGLI dell'ALTISSIMO! Le immagini di uomini e donne, simulacri compresi che piangono o emanano gocce di sangue erano accettabili prima della venuta del CRISTO tra di noi, durante la conoscenza pagana degli uomini. Purtroppo. la mia amara e profonda constatazione "ispirata" è quella che voi, interpreti fallaci della PAROLA, continuate ancora a ìngannare la povera gente, ignorante del tutto in materia di fede cristiana. Ti esorto a soffermarti e a meditare su l'INNO e sulla Preghiera alla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), perché tu possa percepire quell'AMORE immenso, quella MISERICORDIA inesauribile e quella GIUSTIZIA perfettissima che CRISTO col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO SANTO hanno donato a noi! Allego copia di alcune lettere, inviate nel passato , al tuo amato vescovo. Se tanto lo ritieni giusto, accetta il mio sentire fraterno in CRISTO GESU'! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 -Foggia- Lettera al parroco di Civitavecchia Foggia, 10 ottobre 2000 Don Elio Carucci, oggi, mio malgrado, nonostante la lettera inviata a te in data 22 agosto u,s, e che ritengo sii il parroco, mi è giunta un'altra rivista con l'effigie della Madonna di Civitavecchia. 320 321 La qualcosa mi ha ancor più meravigliato e deluso a riguardo della vostra formazione spirituale. Non perché io non veneri ed abbia profonda devozione per la Beata Vergine; infatti sono un assertore convintissimo della unicità della sua Umiltà per la Quale, è stata esaltata e glorificata, come effetto meraviglioso e glorioso dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'; ciò che non riesco a penetrare é quanto insistentemente ed erratamente continuate a fare. Continuare ad inviarmi la rivista con un simulacro che piange non fa che accentuare in me la mia fede "viva" nel PADRE CELESTE, nel FIGLIO e nello SPIRITO SANTO; nel mentre non fa che accrescere, ancora, in me la convinzione della vostra povertà spirituale che vi consentirà, nella Futura Dimensione, una dura e prolungata auto - espiazione a causa della vostra cecità e della vostra sordità, volutamente, desiderate. Comunque, abbiti un sentire cristiano nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia- Lettera al Professore Matteo Coco Foggia, 4 gennaio 1996 Caro Matteo, ho letto e riletto le tue composizioni; ho cercato di penetrarle nel profondo del loro significato e le ho trovate colme di una sensibilità che si addice agli spiriti nobili. Inoltre, ho riscontrato un'acutezza idealistica che raramente traspare nella "persona" umana. Tu conosci bene la mia personalità, filtrata attraverso i miei scritti e puoi intuire che l'uomo e quando dico "uomo", questi viene visto da me in rapporto alla conoscenza e all'accettazione del CRISTO, di COLUI che ne è l'ESSENZA! Solo attraverso la penetrazione dell'UOMO - DIO si può, sempre relativamente aspirare,seppure in miniatura, alla portata di "uomo"! La grandiosità, quindi, dell'essere umano è proporzionata al rapporto con COLUI che volle assumere la nostra natura e proiettarla a dimensioni non definibili e, tanto meno, percepibili se non attraverso il "lume" dello SPIRITO di VERITA’. Chi ti scrive in tal guisa è grandemente carente nei diversi settori, però ha ricevuto la "Grazia", mercé la sua disponibilità, ed essere penetrato ed "ispirato" dal CRISTO che ne è l'Amante della Umiltà! I tuoi ideali che risentono di bramosia di giustizia, troveranno riscontro e saranno appagati solo quando saremo nella NUOVA DIMENSIONE in cui, l'immensità Gloriosa del CRISTO che si è abbassato per innalzare la creatura da LUI amata, sarà palese e glorificata dall'umanità intera. Nell'attesa di presto risentirti o di rivederti, abbiti il mio caloroso e sentito affetto nel CRISTO! Eugenio Lettera al professore Matteo Coco Foggia, 20 gennaio 1996 Caro Matteo, 321 322 stamattina mi è pervenuta la tua lettera e non ti nascondo quanta gioia essa mi abbia apportato, perché non avendo avuto risposta alla mia del 29 settembre u. s in cui manifestavo la mia stima ed il mio affetto nei tuoi riguardi, sempre per quell'apporto dato ai miei scritti "ispirati", pensavo che avessi chiuso con me. Il tuo scritto mi ha riportato alla realtà del "mio" GESU’ che penetra gli spiriti nobili e, quindi, anche il tuo. Stamattina ho consegnato alla tipografia le bozze della mia ultima pubblicazione, il cui testo così recita: "L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole", "il perché del ... mio Gesù", “J'accuse!", "La più grande Opera di tutti i tempi". E' una raccolta di oltre un centinaio di lettere inviate per la massima parte ai gerarchi della chiesa cattolica ed anche ad altre personalità di elevatura teologica. Speravo, quindi, di sentirti perché avrei avuto bisogno di aiuto nel correggere le bozze e, più ancora, per renderti consapevole del come il verbo "J'accuse" è di tua pertinenza. Infatti, esso è riscontrabile in una tua lettera inviatami nel 1985, in cui mi suggerivi di accusare l'ecclesiastica gerarchia ed i "fasulli" cristiani. Ho appena sbirciato le tue poesie inviatemi, non ho approfondito il loro sentire perché abbisognevole di dare , con immediatezza, riscontro al tuo scritto. Quando prima lo farò. Un sentito amichevole abbraccio Eugenio Lettera al professore Matteo Coco Foggia, 1° maggio 1996 Carissimo Matteo, il 30 aprile sono rientrato nella mia Foggia, dopo un soggiorno di un mese in Inghilterra presso mio figlio Francesco. Al mio rientro ho dato corso a smistare la posta giuntami, ma nessun cenno da parte tua. Per la verità non riesco a comprendere questo tuo silenzio, anche perché in precedenza avevamo chiarito il perché della incomprensione sorta tra di noi. Ciò nonostante, continuo ad affermare quanto precedentemente comunicatoti: sei una delle rarissime persone che stimo e con la quale ci tengo a conservare l'amicizia; sia perché ho riscontrato in te sentimenti nobili, sia perché non potrò mai dimenticare il supporto positivo che hai dato alle mie pubblicazioni. Voglio sperare che questa condizione sia stata causata dagli impegni onerosi che hai e, giammai, da altri motivi che potrebbero farmi dispiacere. Giusto promessa fattati precedentemente, t'invio la seconda copia dell'Opera "J'Accuse". Sempre in attesa di una tua desiderata risposta, affettuosamente e nel "mio" GESU’, ti abbraccio spiritualmente! Eugenio Lettera al prof. Matteo Coco 30 novembre 1997 322 323 Caro Matteo. Ho gradito tanto la tua cartolina ed i pensieri, come sempre, di elevatura nobile in essa espressi. Accennando al tuo Dio e a quello di Davide mi è sovvenuto quando, anch'io, oltre quarant'anni addietro invocavo Dio senza avere alcuna fattezza di LUI. Infatti, mi mancava la SUA Fisionomia e la SUA vera Essenza e, solo quando cominciai a meditare profondamente il VANGELO, iniziai ad avere la parvenza della SUA Entità. GESU’, mi concesse la "Grazia" di penetrarLo e di accettarLo nella SUA Entità PATERNA Per poter comprendere la comunione con LUI, invocandolo col nome di PADRE, potresti soffermarti a leggere e a meditare la Lirica: "U' chiù grusse peccatore", facente parte del Libro "Nu Poche de Bibbie". Da quel momento Lo invoco, costantemente e continuamente, col Nome di DIO- CRISTIANO, sconosciuto anche al grande Davide. A riguardo dei Vangeli apocrifi fai bene a meditarli ed aggiungo quanto riportato in una lettera ad un sacerdote amico: "Confrontarsi con i libri sacri, con le altre confessioni ed anche con le altre religioni è positivo, nel senso che si può comprendere la fermezza della nostra Fede; e, a volte, perché si possono incontrare, anche, fratelli "ispirati" da cui attingere altri elementi che fortifichino ed amplifichino la nostra conoscenza nei confronti del DIO – CRISTIANO!” Solo CRISTO è la pienezza del PADRE CELESTE, solo a LUI è dato confrontarsi col PADRE CELESTE per generare eternamente sempre e solo AMORE: lo SPIRITO SANTO! A noi, invece, è dato confrontarci con tutti e scoprire se la nostra disponibilità e quella di altri allo SPIRITO di VERITA’, può arricchire la nostra spiritualità e renderci più completi. La mia esortazione è quella che tu possa invocare il DIO - CRISTIANO alla mia stessa stregua e renderti sempre più disponibile, affinché tu, più di me, abbi la SUA conoscenza nella SUA Infinita MISERICORDIA e nel SUO AMORE indefinibile! Un saluto affettuoso e spirituale nel "mio" GESU’ Eugenio Lettera al professore Matteo Coco Foggia, 7 aprile 1999 Carissimo Matteo, la tua cartolina, come ogni tuo scritto, mi è giunta assai gradita; sia perché mi dice che mi ricordi, sia perché lo SPIRITO di VERITA’, a volte, viene recepito da te attraverso la illuminazione dei miei scritti "ispirati". Il mio auspicio è quello che tu possa approfondire quelle "rivelazioni" ed entrare nella "vera" ottica del "mio" GESU’, il Quale non solo ha salvato tutta l'umanità ma, anche e soprattutto, l'ha proiettata nella Dimensione Futura ad una felicità non determinabile, né penetrabile dalla pochezza umana! Cosa dirti della mia vita quotidiana: essa viene espletata nella comunione costante col "mio" GESU’ e, quindi, col PADRE CELESTE attraverso lo SPIRITO di VERITA’, anche se le mie debolezze e le mie continue carenze affiorano con molta facilità e mi confermano che altrimenti non può essere a causa della nostra umanità pervasa da quella eredità negativa acquisita e trasmessa dai nostri padri e che noi trasmettiamo con insistenza e con maggiore o minore intensità a quanti ci circondano. GESU’, di tanto mi dice di non preoccuparmi oltremodo, perché EGLI ha esautorato tutte quelle debolezze, tutte quelle manchevolezze e finanche il peccato là dove esiste, dandoci la 323 324 certezza che dopo la nostra auto - purificazione , presto o tardi, "tutti", faremo parte del SUO REGNO: la NUOVA TERRA! Pertanto, mio caro amico, quanto innanzi riportato sia per te anche un monito perché tu possa incontrare quanto prima, giorno dopo giorno, l'AMORE del "Colosso" dell’UNIVERSO. Ti ricordo caramente e lo sarai sempre, perché memore del tuo grande contributo dato ai miei scritti "ispirati". Però, al di là del mio ricordo, il "mio" GESU’ ti compenserà oltremodo per quanto hai dato, soprattutto, a LUI! Porgi un sentire cristiano ai tuoi cari; a te un abbraccio spirituale nel "mio" GESU’"! Eugenio Lettera al professore Matteo Coco Foggia, 21 giugno 2000 Carissimo Matteo, l'arrivo della tua cartolina mi ha portato a cercare nella nostra corrispondenza del passato e, con grande gioia, ho dovuto constatare da quegli scritti come quel legame di spiritualità che ci unisce non può essere distrutto. Anche se a volte ti lasci penetrare da quella "energia" del male che ci avvolge e che vorrebbe farci soccombere: esso è così saldo che non ci sono possibilità alcune, né energia malefica che possa spezzarlo perché creato nella Unica e Sola Realtà "CRISTO SIGNORE"! Le tue parole riportate sul nuovo millennio e la porta da spalancare al CRISTO non sono consone alla mia persona, tanto meno alla tua perché quella porta spirituale a me è stata spalancata decenni addietro con la conoscenza ed il possesso del CRISTO nel mio spirito. La speranza, quindi, lasciamola ai pagani ed ai cristiani "tradizionalisti" a qualunque comunità appartengono. Circa il riferimento del prospetto della cartolina "Esci dal mucchio" non voglio minimamente pensare che essa vada riferita a me, perché io ne sono sostanzialmente fuori da quando ho incontrato CRISTO SIGNORE. Questa frase dovrebbe interessare la quasi totalità dei credenti "tradizionalisti" cristiani delle diverse "professioni" perché sforzandosi ne possano già uscire in questa Dimensione, anziché nella Futura. Affettuosamente in GESU’! Eugenio Lettera al professore Matteo Coco Foggia, 31 luglio 2000 Caro Matteo, nonostante tutto, nonostante il tuo ingiustificato silenzio, devo inviarti una copia del "Pentateuco Cristiano" perché tu penetrandola profondamente abbia a scoprire quanto GESU’, tramite lo SPIRITO SANTO, ha insegnato e continua ad insegnare. Principalmente tu abbia a comprendere come la venuta di GESU’ in mezzo a noi, precipuamente, è rivolta alla conoscenza del PADRE CELESTE, purtroppo poco avvertita perché gli uomini difficilmente si dispongono alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA'. Solo quando vengono investiti e travolti da situazioni insostenibili, solo allora fanno affiorare quella scintilla spirituale che li pervade. 324 325 Ma, ahimè, anche in quei frangenti fanno emergere quel "sempre" acquisito da fonti errate che nulla ha di positivo nei confronti di COLUI che, tramite il CRISTO e lo SPIRITO di VERITA,' ha elargito la SUA PATERNITA’ alla creatura prediletta: a tutti gli uomini! Eppure, CRISTO è stato così esplicito quando categoricamente afferma: "Nessuno viene al PADRE se non attraverso ME!". Mentre i tutori e conservatori della PAROLA continuano, ancor più del passato, a sviare gli uomini dall'unica Realtà: il DIO -CRISTIANO! Essi servendosi di immagini e di simulacri, con i quali identificano i santi stimolano la "povera ed ingenua" gente ad invocarli. Causa di tanta distorsione è dovuta alla durezza della loro cervice, alla loro cecità e sordità determinate da una chiusura completa allo SPIRITO SANTO. A quali traguardi, così procedendo, approderanno? Dura sarà la loro auto - purificazione perché essi, anche volutamente, trascurano e falsificano gli insegnamenti del CRISTO, il Quale pure potendo ovviare a tanta SUBLIMAZIONE ha voluto testimoniare in mezzo a noi l'AMORE infinito ed immenso del SUO SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO PADRE CELESTE, a mezzo dello SPIRITO SANTO. A LUI solo e solamente a LUI dobbiamo rivolgere la Gloria ed il Grazie eterni, perché se le nostre richieste rientreranno nella SUA perfettissima Volontà, saranno esaudite. All'infuori del CRISTO, non ci sono altri mediatori che possano soddisfare quanto il nostro spirito anela, in particolare la nostra Futura auto - espiazione nella sfera ABELICA in tempi più o meno brevi! L'Auspicio per te è quello che tu possa rientrare a far parte di quella fascia alla quale, grazie all'Amore del CRISTO, partecipano anche gli otto miei figli. Ancora affettuosamente, ti abbraccio in CRISTO GESU'. Eugenio Lettera al prof. Matteo Coco Foggia, 12 gennaio 2001 Carissimo Matteo, effettivamente, il giungermi della tua cartolina è stata una bella ed inaspettata sorpresa. Le poche parole in essa contenute, ricche di una sensibilità e di una generosità poco comuni, mi hanno portato alla mente la parabola del "Figliuol Prodigo". Stessa intensità di affetto verso il PADRE che ansiosamente, nonostante tutto, aspettava quotidianamente il ritorno del Figlio. Anche se nella mia ultima lettera mostravo, più che un risentimento, una sofferenza indiscussa per la fine del nostro rapporto senza averne avuto una motivazione valida, rimanevi e rimani sempre un amico, un piccolo fratello spirituale. Infatti non potrò mai dimenticare la tua meravigliosa recensione alle mie poesie, tanto meno il tuo "J'Accuse" riportato nella mia pubblicazione "L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole": essi rimarranno eternati! Come vedi i miei scritti "ispirati" risentono e portano il tuo tocco spirituale. Se qualche mancanza hai riscontrato nei miei scritti, ti esorto ad evidenziarmela o, quanto meno, a dimenticarla. Rimani sempre uno dei rari "fratelli" spirituali che aggiungo agli otto miei figli di sangue che amo tantissimo. 325 326 Un abbraccio spirituale nella TRIADE DIVINA: il PADRE GLORIOSISSIMO, il FIGLIO SANTISSIMO e lo SPIRITO SANTO, ESSENZA del loro AMORE! Eugenio CANTICO A MARIA Chiudo quest'opera, come per molte altre con " IL CANTICO A MARIA" che vuole essere un INNO di Gloria alla SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA' e che evidenzia la purezza e la umiltà uniche della MADONNA che innamorarono, innamorano ed innamoreranno in eterno la GLORIOSA TRIADE DIVINA ( IL PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Il tutto mette in risalto e vuole essere di insegnamento ai "tutori" della PAROLA, precipuamente a papa Vojtyla, di come e di quanto siano distanti dalla penetrazione della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', perché continuano a volere ignorare che "l'Apice" della santità raggiunto da MARIA ( è anche dovuto alla Sua Umiltà) ne è il capolavoro Meraviglioso e Glorioso del DIO - CRISTIANO: il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO! Pertanto, esso costituisce il ringraziamento eterno della più umile, più pura e più leggiadra CREATURA che nei secoli tutti è stata ospite di questa VECCHIA TERRA! Il ringraziamento eterno della Madonna dev'essere di monito e di sprone a tutti i "veri" credenti in CRISTO, affinché imitandoLa possano, in parte, soddisfare la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO di VERITA' ) nella SUA Munificenza e nella SUA Magnificenza infinite! Il Signore t'ha creato splendente L'Umiltà tua il Suo Cuore ha rapito Al cospetto di tutte le donne Sempre più Bella e più pura t'ha fatto: Bella Tu sei qual donna Pura più delle pure E le donne le più belle Non son belle al par di Te! N.B. In una delle precedenti pubblicazioni, nel "Cantico a Maria" si fa notare che il confronto della Madonna, non dev'essere fatto con gli astri, esseri solo animati, ma con le creature che, oltre all'anima, sono pregne di spiritualità! e.m. Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’ CRISTO 326 327 Dal Libro" Nascere e Vivere per Morire" ANNO 2000 Ispirato dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) NOTE "ispirate" Prima della venuta di GESU’ CRISTO i "puri" di cuore venivano Illuminati dalla SCIENZA infinita della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Con la venuta di GESU’ in mezzo a noi i " gli Eletti, i Prescelti e i Disponibili" vengono "ispirati" dall'AMORE infinito ed impenetrabile della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', attraverso lo SPIRITO di VERITA'!'. ____________________________ Fra l'uomo e la donna, quando sussiste fortemente il rapporto spirituale (comunione con l'Assoluto), questo neutralizza il rapporto sessuale (Francesco e Chiara). Quando invece il rapporto spirituale è molto fievole o non sussiste affatto, si concretizza il rapporto sessuale di pertinenza della stragrande maggioranza degli “uomini” e, soprattutto, degli animali tutti. Quando invece il rapporto spirituale è intenso, consumando anche quello sessuale, si giunge alla fusione del Due in Uno e dell’Uno nel TRINO! Eugenio Marchesino Fuori del Tempo Un Dì fuori del tempo Quando lo spirito mio Negli eterei spazi aleggerà E con gli altri puri nella Terza Dimensione si imbatterà La terrena e prava ora Termine avrà. Allora, o CRISTO, Lo splendore e la purezza Che eternamente irradi, Tramite lo SPIRITO di VERITA’, A noi manifesti saranno. Vergogna e orrore Pentiti noi avremo. 327 328 Non so quando tempo Ivi rimarremo Desiosi che la sofferenza Lo spirito purifichi Per essere proiettati Nella Quarta dimensione La "Paradisiaca", Dove Gloria e Amore Gusteremo E lode al Tuo Santo Nome In Eterno renderemo. Coscienza prima acquisiremo Del Bene non accettato Del male operato E la visione d'ogni turpe pensiero, D'ogni esecranda azione Al nostro spirito saranno palesi. Bramosi del dolore purificatore Noi saremo E quando candidi ci avrà resi Privi d'ogni scoria Alla Quarta voleremo l'Amore Tuo e la Tua Gloria per sempre godremo. Cotali nel seno PATERNO, Grazie a Te o CRISTO, ci rifugeremo Perché la Sua Figliolanza, Tramite lo SPIRITO SANTO, Col Tuo Sangue ci hai guadagnato! e.m. Cenni Biografici e Bibliografici La sofferenza ed il tormento di Eugenio Marchesino a riguardo di tutte le "professioni" cristiane, si espleta e prende sempre più vigoria nelle sue opere "ispirate". Nato a Taranto il 26 aprile 1927, per diversi lustri ebbe approcci con le diverse comunità cristiane. Deluso dalla loro arroganza e dalla loro superbia, pur rimanendo sempre più ecumenico nella fede cristiana, si allontanò da ciascuna di esse. Invocando, quindi, lo SPIRITO SANTO attraverso il PADRE CELESTE e il FIGLIO GESU’ CRISTO, venne e continua ad essere "ispirato" e a produrre per iscritto una parvenza dell' AMORE, della MISERICORDIA e della GIUSTIZIA della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRIADE DIVINA(Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). 328 329 Gli scritti che, nella stragrande maggioranza, sono un grido di condanna per i maggiori detentori della "PAROLA" e per i maggiori fautori della disgregazione del CORPO di CRISTO, della SUA CHIESA, costituiscono anche la pietra di scandalo per la maggior parte dei cristiani "fasulli" e vengono riportati qui di seguito: La Realtà Evangelica è l'Unità dei Cristiani; Nu Poche de Bibbie; Lo Scandalo dei Cristiani; Le mie Rose ad una Donna; La Eutanasia e la Cremazione; La Dimensione Eterna; Il Terzo Libro dopo il Vangelo; L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole (prima parte) Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo; La Reincarnazione o Metempsicosi; Il Pentateuco Cristiano; L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole (seconda parte) Si nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU' CRISTO. PROEMIO Nascere e Vivere per Morire (Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in Gesù Cristo) Anche questa pubblicazione come la precedente "Il Pentateuco Cristiano", avrà come introduzione L'Inno e la Preghiera alla SANTISSIMA e GLOTIOSISSIMA TRINITA’, perché la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) viene quasi del tutto trascurata ed oscurata, ad eccezione del CRISTO che, però, non viene inteso nella giustezza durante le invocazioni e nelle preghiere quotidiane dai "maestri" della teologia cristiana di tutte le “professioni”, in particolare da quella cattolica ed ortodossa. Essi, soppiantano la GLORIOSA TRIADE DIVINA con le invocazioni e con le mediazioni di santi e madonne, sviando così la povera gente dalla Essenza di questa e, maggiormente, dalla Vita Futura: la conquista della NUOVA TERRA! Così procedendo, tali "maestri" determinano una sempre più ignoranza e, quindi, un allontanamento continuo e costante dalla VERITA': dal PADRE, dal FIGLIO e dallo SPIRITO SANTO. La GLORIOSA TRIADE DIVINA è l'unica realtà che comporta agli esseri umani un enorme vantaggio nella espiazione dell'al di là: CRISTO in comunione col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO SANTO ha concesso agli uomini "tutti" la salvezza eterna nella Nuova Dimensione! Possibile che la cecità e la sordità di questi "falsi" dottori, giorno dopo giorno, non fanno che accrescersi nella conoscenza della VERITA? CRISTO, in comunione col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO. ha preso la nostra stessa natura per edificarla e rendere facile l'accesso nella ZONA PARADISIACA. Purtroppo, la massa dei sub - uomini, sono succubi dell'insegnamento dei falsi dottori della PAROLA ed accettano passivamente quanto loro viene proposto. A quest'ultima, è comodo e facile accettare quanto le viene imbeccato, anziché cimentarsi e lottare quotidianamente e continuamente per raggiungere e fare propria la VERITA’: la Donazione perenne, integra e completa del PADRE al FIGLIO e del FIGLIO al PADRE che 329 330 genera l'ESSENZA di ESSA, lo SPIRITO SANTO, che ci conduce, parzialmente, a raggiungere quanto concerne la VERITA! Questa Gloriosa Donazione deve costituire l'unica esigenza, in assoluto, di penetrazione e di glorificazione, attraverso lo SPIRITO SANTO, per i "veri credenti" in GESU' CRISTO! e. m. INNO ALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA' ( al PADRE CELESTE, al FIGIO GESU’ e allo SPIRITO SANTO) TU, GLORIOSISSIMA E SANTISSIMA TRINITA' IRRADI L'UNIVERSO TUTTO COL TUO AMORE IMMENSO, INFINITO ED ETERNO, E NOI TUOI AMANTI, NE PERCEPIAMO UNA PARVENZA E RIUSCIAMO A COGLIERE UNA FRAZIONE INFINITESIMALE DI UNA PICCOLISSIMA GOCCIOLINA CHE CI FORTIFICA NELLO SPIRITO, CI SOSTIENE NEL MORALE. E CI AIUTA NEL FISICO. GLORIA A TE IN ETERNO SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA' Eugenio Marchesino PREGHIERA AL DIO CRISTIANO, AL COLOSSO DELL'UNIVERSO ALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA' Gloria a te Dio Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore Gloria a Te Gesù, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore Gloria a Te, Spirito Santo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore Generato dalla totale Donazione del Padre Celeste al Figlio e del Figlio al Padre Celeste Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore tu sei il "mio" Gesù. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Dio e il mio Signore insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimod'Amore. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il "Tutto" per me insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei l'Amore infinito ed eterno per il Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e per lo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore. Padre Celeste Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei l'amico mio unico e solo al mondo, insieme a Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore. 330 331 Spirito Santo, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, Tu sei il mio Bene assoluto, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e a Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, fa che io ti ami sempre, sempre, sempre di più, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore. Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per quanto concedi a me prioritariamente, ai miei figli, alla mia casa, alle poche persone che mi vogliono bene, agli spiriti dei miei cari che sono passati da questa esistenza e a tutti gli spiriti che vengono traslati nella Nuova Dimensione. Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per la conoscenza, sempre più grande, che mi dai del Tuo Figlio Gesù Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore. Spirito Santo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, grazie infinite per tutto ciò che concedi ai miei figli: Pino, Marilice, Luciana, Massimo, Tonio, Patrizio, Maria e Checco; ai figli dei miei figli: Andrea, Luca Fabrizia, Giampaolo, Simona, Marco Francesca, Chiara, Daniele e Alessio. Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria infinita ed eterna del Figlio Tuo Gesù Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore. Spirito Santo, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, Tu sei la Gloria infinita ed eterna del Padre Celeste Tuo, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e di Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore. Gesù Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore. Questa preghiera viene evocata da me, integralmente, due volte al giorno; mentre in alternativa, durante la giornata, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ viene Glorificata con alcune delle sue parti. Ogni qualvolta la mia bocca invoca il Nome Santissimo e Gloriosissimo del PADRE, del FIGLIo e dello SPIRITO SANTO la mia mente ed il mio cuore sono rivolti al DIO CRISTIANO onde dare consistenza alla invocazione di Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo. A questa preghiera partecipano tutti i Santi, cittadini della NUOVA TERRA, Santificati dal CRISTO e non già quelli proclamati dal papa. Eugenio marchesino NASCERE E VIVERE PER MORIRE (Si nasce, si vive, si muore e si risorge in GESU' CRISTO) Pochi, pochissimi rimangono sgomenti, annichiliti al cospetto di una realtà accettata e vissuta dalla maggior parte degli esseri umani. Se si pensa che gli uomini passati su questo pianeta, dall'inizio della vita ad oggi, si aggirano intorno ed oltre ad un miliardo di miliardi e più di esseri umani si rimane confusi e, quindi, increduli intorno ad una entità non concepibile dalla mente umana. Essi, gli uomini sono passati, continuano a passare e continueremo a passare da questa esistenza in modo poco percepibile ma, in sostanza, assai reale. Otto, dieci o più milioni al giorno che trapassano nella Futura Dimensione, messi in relazione agli oltre sei miliardi di abitanti la terra, costituiscono una parvenza appena notabile. 331 332 Però, quei milioni di esseri umani che trapassano tutti i giorni da questo pianeta, assommati negli anni e nei secoli, formano una immensità che dovrebbe fare rabbrividire e ricercare il perché di tanto trasferimento a quanti, in maggioranza, vivono inconsciamente la proiezione Futura e a quanti cercano di divorare intensamente i pochi anni vissuti su questa Terra! Soffermarsi a pensare, per pochi minuti, sulla quantità di esseri umani che ci hanno preceduto dovrebbe portare, quanto meno, a chiedersi del perché di questa terrificante realtà! Purtroppo, l'uomo in genere è portato a vivere "furtivamente" questa esistenza, forse senza mai soffermarsi a penetrare, non nella intierezza il mistero, ma almeno a sfiorarlo. Egli viene preso prigioniero, perché così gli fa comodo, in massima parte dagli istinti e dall'anima. trascurando, quasi sempre, lo spirito. Egli cerca di appagare, soprattutto, il benessere del corpo col stare bene attento che a questi non manchi niente e venga soddisfatto nella pienezza, nelle sue appetenze e, non di rado, sacrificando e deteriorando la vita dei suoi simili che, pur avendone le stesse esigenze, vengono condizionati da situazioni denigrati e sono costretti a subire gli abusi dei ricchi, dei potenti, dei tiranni e di quanti sono portatori, in gran parte, di geni del Male. I menzionati soggiogati, pur subendo le atrocità di questi ultimi, non sempre sono scevri dagli stessi istinti. Il più delle volte sono costretti ad essere sottomessi a quelli e, non di rado, quando le loro condizioni migliorano, si uguagliano o superano la malvagità di quanti sono preposti al dispotismo e al godimento della sofferenza altrui. L'avere cura del corpo è,anche, una esigenza dello spirito, precipuamente dello spirito, perché riflette anche sul sub - uomo, inconsciamente, una visione parva di quel corpo che sarà glorificato dal CRISTO e che erediterà. L'uomo, quindi, pur non volendo ammettere la parte spirituale che lo investe, quando tende al perfezionamento del corpo sfrutta alcune esigenze dello spirito: la libertà, l'intelligenza, e la razionalità che lo aiutano a convivere, seppure temporaneamente, e spesso inconsciamente e forzatamente con la capsula che lo racchiude, il rapporto con l'ASSOLUTO, e che vorrebbero fosse corrispondente alla preziosità insita in lui. Purtroppo, il corpo subisce nella sua formazione, anche, delle contrazioni dovute alla componente dei geni positivi e negativi e, quindi, non sempre o quasi mai raggiunge quelle forme elettive, anche se in miniatura, che rispecchierebbero il dono incommensurabile che possiede in sé: l'immagine e la somiglianza al CREATORE! Pertanto, lo spirito molto spesso è costretto a convivere con corpi anomali, derivanti e determinati dalla creazione negativa dell’uomo, lontanissimi dalla concezione di quello della Futura Dimensione e costretto per giunta a degenerare con l'avanzare degli anni, a causa della distonia e dell'invecchiamento delle cellule che lo compongono e a ridursi, spesso, in uno stato vegetativo, abnorme e che rifiuta e non viene soddisfatto per la ignoranza culturale e religiosa di quanti se ne arrogano il diritto. In questa condizione, grande è la sofferenza dello spirito che bramosamente aspira alla liberazione da un involucro, sempre più, orribilmente rifiutato. Mi corre alla mente, in questa circostanza, lo stato pietoso di mia sorella Antonietta che durante gli ultimi venti giorni di staticità fisica e di sofferenze inimmaginabili nel letto, aveva ad implorarmi: :"Aiutami a morire!". Il suo corpo, ormai debilitato e costretto a rimanere immobile la torturava e, ripetutamente, rivolgeva quella pietosa invocazione. Quella sua richiesta veniva bramata e sostenuta, dallo spirito, che si rifiutava di sostare ancora in un corpo così deteriorato e da rifiutare: In quella circostanza, se fossi stato il solo a decidere su quello andazzo inumano e, soprattutto, in contrasto con l'Amore del PADRE CELESTE avrei cercato di soddisfare la pietosa e bramata richiesta di mia sorella. 332 333 Purtroppo la presenza di uno dei miei fratelli ed anche di altri parenti me lo impedirono. Poco innanzi ho fatto riferimento alla cultura, alla ignoranza e all'arroganza dei despota della "PAROLA" e, nello stesso tempo devo richiamarmi alla Costituzione del nostro Paese e mi domando: Quale diritto hanno i legislatori Italiani di legiferare Canoni e Norme che limitano la libertà individuale, vietando ad un essere umano lucidissimo nelle sue facoltà intellettive di mettere fine ad un corpo che assume l'aspetto reietto e raccapricciante che lo tormenta insaziabilmente portandolo, molto spesso, alla disperazione? Quale legge umana può impedire a chi soffre terribilmente, in uno stato di irreversibilità completa, di mettere fine alla sua atroce sofferenza? Quelli che si arrogano tale diritto, dovrebbero vivere prima queste particolari situazioni, passando per quegli stadi e, poi decidere sulla propria sorte e non già su quanti consapevoli del dono più prezioso che il CREATORE DELL’UNIVERSO ci ha donato, la LIBERTA', si sentono in diritto di decidere sulla loro condizione insostenibile ed aberrante. A riguardo poi dei "dotti" delle diverse professioni cristiane, essi fra le tante idiozie che deliberano nei riguardi della "povera" gente, impreparata in materia di fede, affermano: "Con la vostra sofferenza collaborate con la sofferenza del CRISTO". In questa asserzione, come pure in tante altre si riscontra la blasfemità che li investe, perché essi ignorano o vorrebbero ignorare che la sofferenza del CRISTO ha esautorato chiunque dalla sofferenza fisica per SUO conto, perché la SUA sopravanza a tutta la sofferenza dell'umanità presente, passata e futura. L'ONNIPOTENTE, l'ONNISCIENTE, la MISERICORDIA infinita, l'AMORE incommensurabile, la GIUSTIZIA ineccepibile, il DIO :CRISTIANO non ha mai preteso che l'uomo soffrisse per alleviare la sofferenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', in quanto come più volte ribadito, ESSA, sopravanza in maniera infinita alla sofferenza fisica e, quindi, alla salvezza di tutti gli uomini di tutti i tempi. In linea di massima si potrebbe sostenere che la sofferenza dell'uomo dovrebbe portarlo a renderlo cosciente della sua relatività e della sua peccaminosità; indurlo, quindi, a meditare profondamente per ringraziare "eternamente" COLUI che ci ha regalato l'immenso dono di una "VITA NUOVA". In sintesi, la sofferenza dovrebbe stimolare lo spirito affinché la ragguagli su quella visione Futura della proiezione Eterna Si nasce dove “il caso” ci destina; si vive alla meno peggio su questo pianeta, ma lasciateci morire in pace nella "libertà" concessaci dall'AUTORE della VITA! L'esempio tipico di mia sorella riflette quello di miliardi di esseri umani che si sono succeduti, si succedono e si succederanno su questa Terra. Quel "aiutatemi a morire" significava e, per moltissimi, che giacciono in quelle condizioni inconcepibili, significa: "aiutateci a liberare il nostro spirito dalla nostra carcassa corporale"! In questa circostanza è anche giusto soffermarmi a riflettere sulla perfettibilità del corpo del "primo" uomo, onde poterci compensare e consolare dall'atroce realtà innanzi citata. L' "Adamo" della Genesi perfetto nelle forme fisiche, perché in sintonia col sentire dello spirito, raggiungeva stadi di ammirazione sempre più alti che ne rispecchiavano, in gran parte, il CORPO del CREATORE dell'Universo: il DIO - CRISTIANO! E' stata questa solo una riflessione "illuminata" che ci deve riportare a concepire e a bramare quel corpo glorioso che ci verrà restituito nella "NUOVA TERRA" quando il nostro spirito, dopo essersi purificato nelle sfere della CAINA e della ABELICA, lo riconquisterà a mezzo dell'AMORE infinito, della MISERICORDIA inesauribile e della GIUSTIZIA perfettissima della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' e mai più, mai più sarà soggetto ad imperfezioni fisiche, morali e spirituali. Molti scorrendo queste pagine mi diranno "pazzo". 333 334 Ad essi rispondo: "Il vostro giudizio è frutto di una stoltezza e di una idiozia non equiparabile agli esseri animati della fauna e della flora, i quali privi di spirito si sottopongono ed accettano la unica e macabra legge formulata e creata dall'essere avente sembianze di "uomo": il Male! Questa intensità malefica ospitata dagli esseri umani viene a prendere sostanza e si manifesta attraverso generazioni e generazioni. Essa si trasmette per mezzo dei geni del Male che, non sempre, si ripetono ed investono la generazione successiva ma a volte anche attraverso centinaia di anni e se viene ad intessersi con altrettanti geni del Male o ambienti avversi al Bene, genera i cosi detti "demoni", la cui condizione è irreversibile e conduce, necessariamente, a cercare distruzioni di altri oppure di se stessi Anche per l'intensità benefica si ripete lo stesso decorso: trasmissioni di geni ereditari, ambiente, situazioni favorevoli, partecipazione della volontà, etc. Da quanto premesso, bisogna addivenire che sia il Male che il Bene sono dovuti a coefficienti che si susseguono, si attivano o si smorzano nel corso degli anni o dei secoli. Entrambi, quindi, vengono motivati e determinati da geni ereditari, da ambienti favorevoli, da situazioni particolari ed anche dalla volontà dei singoli. Spesso viene affermato: "Volere e potere". E' questa una delle più grandi idiozie quando si è caricati e coinvolti da geni, da ambiente e da situazioni afferenti il male che rendono, quasi, inattiva la volontà In questo caso la volontà ha un potere "minimo" e a volte “nullo” specialmente quando le attribuzioni innanzi accennate sono del tutto o in massima parte negative. E' vero che ci sono situazioni "mediane" che a secondo degli impulsi conducono l'uomo ad avere alti e bassi che, nel corso del tempo, approdano definitivamente nel Bene o nel Male. Di questa realtà ne ho fatto anch'io esperienza in prima persona. Mi riferisco agli anni della mia infanzia e della mia adolescenza, quando l'istinto di prendere cose che non mi appartenevano era molto stimolante in me e, difficilmente, riuscivo a reprimerlo nonostante la presenza assai autoritaria di mio padre e la tradizionale e pesante cultura cattolica e tradizionalistica di mia madre. Al mio istinto, si univa la compagnia di ragazzi non cattivi ma che stimolavano e collaboravano nel dare adito al mio sentire. Sposandomi alla giovane età di 21 anni e con la venuta al mondo degli otto miei figli, a cui sono morbosamente legato, la mia condizione moralmente precaria ebbe a subire modifiche in senso positivo. La famiglia era all'apice della mia vita: amavo molto mia moglie e i miei figli. Inoltre la formazione religiosa cattolica tradizionalistica, acquisita da mia madre e, maggiormente, da parte dei preti condizionarono moltissimo il mio iter- terreno. Infatti contribuiva moltissimo il terrore dell'inferno e la figura distorta del DIO CRISTIANO, evocata da tutte le "professioni" cristiane come giustiziere implacabile. L'amore verso la famiglia ed il tormento della condanna dell'inferno influivano moltissimo sulla mia formazione morale e spirituale, da cui emerse una personalità assai timida, paurosa ma in compenso ebbi la spinta a dedicarmi ad aiutare il prossimo. Sparirono del tutto quelle tendenze del possesso di cose non di mia appartenenza, sia materiali che morali. In seguito mi protrarrò sulle cose o meglio sulle persone che ebbero peso e completarono, in gran parte, il mio morale ed il mio spirito. Cominciai, quindi, a rinsaldare i miei rapporti con GESU’ e quando m'imbattei con i fratelli delle altre comunità cristiane (Protestanti, Mormoni e Testimoni di Geova), attraverso esortazioni, diatribe e scontri, cominciò d emergere in me una nuova personalità cristiana che nel tempo, grazie allo SPIRITO di VERITA', va sempre più avvicinandosi alla VERITA'! 334 335 Il rapporto intenso con i fratelli delle altre comunità cristiane e la continua ed implorante richiesta a GESU’ mi portarono ad approfondire, sempre più, il NUOVO TESTAMENTO e rendendomi sempre più disponibile allo SPIRITO SANTO venivo e vengo ispirato a trasmettere questa mia "ispirazione" attraverso pubblicazioni e lettere raccomandate ai maggiori responsabili di questa disastrata condizione dell'Umanità. Cominciai, quindi, attraverso GESU’ e lo SPIRITO SANTO a comprendere e a conoscere la vera ESSENZA dell'Entità Suprema: il DIO - CRISTIANO! Quella figura fosca, non identificabile o meglio identificata dai "despota" della PAROLA come “giustiziere implacabile ed insaziabile” che condannava gli uomini al supplizio eterno, ebbe a scomparire. Affiorava, quindi, la vera identità del DIO -CRISTIANO nella ESSENZA pura che il CRISTO ci ha dato e che continua a trasmetterci tramite lo SPIRITO SANTO, col nome di "PADRE"! L'Essenza PATERNA del DIO -CRISTIANO, giorno dopo giorno, prendeva possesso del mio spirito ed io che vivevo in miniatura la SUA PATERNITA’ attraverso un affetto sviscerato verso i miei otto figli., riuscivo ad avere una parvenza assai limitata del SUO infinito AMORE e della SUA PATERNITA’ non concepibile, non definibile e tanto meno esprimibile. Mastodontica e comprensibile si rivela nella pienezza , solo ai disponibili e da essi viene assorbita, quella frase del VANGELO in cui così GESU’ declama: "Voi, cattivi come siete, capaci non vi dimostrate di dare una pietra al figlio che vi chiede un pane; come pure un serpe a quegli che vi chiede un pesce; quanto più il PADRE CELESTE concederà a voi tutto quanto GLI chiederete e che rientri nella SUA Volontà Divina?". Quella figura di un dio che, attento e guardingo, puniva gli uomini perché manchevoli per natura veniva completamente eclissata e prendeva, sempre più, possesso in me la PERSONA di un DIO di AMORE, di un DIO di MISERICORDIA che alla SUA GIUSTIZIA antepone la SUA MISERICORDIA: il DIO -CRISTIANO! Infatti il DIO -CRISTIANO si fece strada nel mio spirito e col tempo mostrava, sempre più, la SUA disponibilità a comprendere i falli, a volte, commessi perché costrettivi ed il SUO infinito PERDONO verso quanti consapevoli delle loro infinite carenze che, molto spesso, si concretizzano in manchevolezze anche gravi, si rivolgono a LUI per ottenere la SUA Comprensione e la SUA Incomparabile ed Impenetrabile MISERICORDIA. L'aspetto amorevole e misericordioso del DIO -CRISTIANO s'impossessò, maggiormente del mio spirito, quando conobbi in LUI, giustamente, l'Essenza della GIUSTIZIA. Si fece, quindi, strada nella mia conoscenza "ispirata" la condizione di "colpa" e di "peccato". La colpa si estrinseca, quasi sempre, in ogni nostra manifestazione perché eredi e portatori di carenze infinite per natura e che trasmettiamo spesso in uguale, maggiore o minore misura alle nostre successive generazioni. In linea di massima " la colpa" viene ad incontrare l'AMORE del DIO -CRISTIANO e, quindi, assorbita dal SUO infinito AMORE e dimenticata. Il "peccato" assai difficile ad essere interpretato si commette primariamente quando "ostinatamente" si rifiuta l'Essenza del DIO -CRISTIANO, molto spesso a causa delle interpretazioni distorte dei "maestri" della teologia, delle dottrine filosofiche o scientifiche e quando, volutamente e sadicamente, si opera negativamente nei confronti dei propri simili e, quindi, contro il CREATORE dell’UNIVERSO Anche in queste condizioni non è concesso, nella intierezza, a nessuno degli esseri umani di decretarne l'esistenza reale e sostanziale, perché a nessun essere intelligente della terra è concesso di penetrare nel profondo del precordio spirituale degli uomini. Questa capacità è di pertinenza esclusiva del DIO -CRISTIANO che per le SUE prerogative infinite di AMORE, di MISERICORDIA e di GIUSTIZIA entra nella conoscenza del peccato 335 336 di ogni singolo uomo e, sempre per queste SUE infinite prerogative, demanda allo spirito dei traslati una tale conoscenza perché, lo stesso, prendendo visione dei CANONI DIVINI ne stabilisce il tempo e la intensità della sua auto - purificazione. Gli spiriti, quindi, pervenuti nella zona Iperconscia, rifacendo a ritroso il cammino terreno percorso e confrontandosi con i CANONI DIVINI, penetrano nella scienza delle loro colpe e dei loro peccati e sfruttando il dono elargito dalla GIUSTIZIA della GLORIOSA TRIADE DIVINA, (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), auto – giudicandosi, percorrono la sezione o le sezioni della sfera "Caina" per la definitiva purificazione Raggiunta la sua completa auto - purificazione nella sfera CAINA, lo spirito viene ammesso nella sfera "Abelica" per ricevere il bagno purificatore apportato dal CRISTO ed entra a far parte della NUOVA TERRA! Cosi la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) penetrava e penetra il mio spirito e si manifesta anche nel SUO AMORE verso la SUA creatura che si lascia penetrare dallo SPIRITO SANTO. Questa assiomatica realtà è convalidata dalla venuta di GESU' in mezzo a noi, perché potessimo avere primariamente la visione perfetta e glorificante del PADRE CELESTE nella identità di PADRE di AMORE comune a tutti gli uomini. Questa figliolanza adottiva dell'uomo può avvenire su questo pianeta, attraverso l'accettazione del CRISTO, per mezzo dello SPIRITO SANTO, quale UNIGENITO dell’ALTISSIMO che ha purificato col SUO OLOCAUSTO gli infiniti e mordaci peccati di tutta l'Umanità, consentendo a quest'ultima la proiezione, anche se attraverso un'auto purificazione corrispondente, di una felicità futura nella NUOVA TERRA! La mancata accettazione del CRISTO sulla terra da parte della stragrande maggioranza degli uomini, non preclude a nessuno l'entrata nella NUOVA TERRA perché questa avverrà in tempi più o meno lunghissimi per i " più" che hanno attribuito il vivere su questo pianeta come l'unica esistenza dell'uomo e, quindi, proclivi al godimento assoluto di se stessi e apportando carenze incolmabili materiali, morali e spirituali su moltissimi dei loro simili. Quei sub - uomini, infatti, che abbracciano una aliquota superiore alla metà degli esseri umani sono quelli, in maggioranza del CARPE DIEM, che comportano uno squilibrio materiale, morale ed anche spirituale fra loro prima ed anche, non sempre riuscendovi in toto, anche su gran parte della rimanenza degli uomini. A costoro, nonostante la deprecabile condizione di vita che hanno assunto e vissuto, anche perché coadiuvati da geni ereditari acquisiti, da similari esseri "umani" ed anche da situazioni particolarmente precarie, è stata concessa la salvezza eterna, grazie alla impenetrabile ed inesauribile MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO e all’ Essenza della SUA GIUSTIZIA perfettissima, che consentirà ai loro spiriti traslati l'auto - purificazione nelle sezioni della CAINA prima e, successivamente, in quella ABELICA. CRISTO, ancora di più manifesta la SUA infinita MISERICORDIA per tutti gli uomini, in particolare con noi che viviamo nell'Era cristiana quando sulla CROCE, prima di consegnare il SUO SPIRITO nelle mani del PADRE CELESTE, così lo invoca: "PADRE perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno!". GESU’ dopo essere stato vilipeso, torturato e martoriato sulla CROCE dalla SUA creatura beneficiata, con la SUA preghiera al PADRE CELESTE, fa esplodere e rende palese la infinita ed inesauribile MISERICORDIA della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il fIGLIO e lo SPIRITO SANTO) che abbraccia tutta la galassia del nostro pianeta, dagli esseri spirituali a quelli animati, destinandola a rientrare nell'ordine della CREAZIONE UNIVERSALE iniziale e, quindi, nella Salvazione Eterna. La GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) così manifesta la SUA GIUSTIZIA perfettissima e la espleta concedendo l’auto - purificazione a tutti gli spiriti destinati ad essere proiettati nella NUOVA TERRA! 336 337 Anche la GIUSTIZIA perfettissima della GLORIOSA TRIADE DIVINA risente dell'AMORE infinito e della MISERICORDIA inesauribile della STESSA, in quanto deroga a tutti gli spiriti la decisione della propria auto - purificazione dopo essersi confrontati con i CANONI DIVINI. La Salvazione dell'umanità è, quindi, totale non solo ma rientra nel progetto di AMORE, di MISERICORDIA e di GIUSTIZIA della SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA' che consentirà a tutti gli spiriti l'acquisizione del Corpo reso perfetto da quello GLORIOSO del CRISTO! Come potrà il corpo dell'uomo, disintegratosi attraverso i secoli o i millenni, ospitato nelle sue parti infinitesimali nelle parti più recondite ed abissali del pianeta ritornare ad essere quello che per un certo periodo, più o meno breve, è vissuto sulla terra? E' questa, giustamente, una domanda che sfocia nell'assurdità per quanti rimasti piccini piccini nella componente spirituale, perché avvinti dalla concretezza morale e fallace e poco duratura delle cose materiali; mentre per gli Eletti, per i Prescelti e per i Disponibili, attenti e penetrati dallo SPIRITO di VERITA', questa realtà non solo è accettabile ma anche e, soprattutto, penetrabile ed essere palese in una realtà, anche se parva, già vissuta. In una mia pubblicazione "ispirata" è ribadito come l'intelletto di tutti gli scienziati della terra, compreso quello di tutti gli uomini di tutti i tempi non riesce a formulare una sola cellula dell'intelletto del DIO -CRISTIANO; quindi, è facile arguire che la citata domanda di cui innanzi è stata riportata è comparabile alla microscopica o nulla formazione spirituale di moltissimi esseri umani, ciechi e sordi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’ A noi, attenti allo SPIRITO SANTO, è dato comprendere come lo spirito traslato del futuro "uomo" nella Iperconscia, dopo l'auto - purificazione nelle sezioni della sfera CAINA e della ABELICA, acquisirà una potenzialità indefinibile ed attrarrà col suo DNA spirituale tutte le infinite parti del suo corpo disperse su tutto il pianeta. Quelle parti millesimali del corpo che nel tempo avranno subito una non determinabile, infinita ed inconcepibile trasformazione, saranno penetrate dall'incomparabile Scienza del DNA di ciascuno degli spiriti “purificati” che ricomporrà il corpo che fu dimora dello spirito. Il nuovo Corpo Glorificato dalla donazione della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' sarà integro nella fisicità, nella moralità e nella spiritualità e continuerà a perfezionare questi tre aspetti e a giungere alla somiglianza della perfezione dell'AUTORE della VITA: condizione questa prevaricata dalla superbia dei nostri progenitori e da noi estesa nel tempo. Questa nostra realtà futura era la proiezione iniziale che il DIO -CRISTIANO aveva attribuito all'Adamo della Genesi. Questa introduzione alla salvezza dell'Umanità tutta, trova riscontro nella maggior parte delle mie opere "ispirate" dalla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'. Ed ora, dopo avere sintetizzato i tre aspetti principali e gloriosi infusi in embrione dal DIO CRISTIANO all'uomo, ci richiamiamo al titolo di questa pubblicazione " Nascere e Vivere per Morire " e cerchiamo di analizzare questa condizione accettata da una massa non decifrabile di esseri umani, anche dai così detti cristiani "tradizionalisti" che evidenziano il dubbio sulla Vita futura; mentre per gli Eletti, i Prescelti ed i Disponibili la proiezione Futura è la realtà accettabile intravista e rimane, in assoluto, l'unica Realtà. La maggior parte degli esseri umani, come già accennato, ritiene questa esistenza terrena come l'unica, la sola a cui l'uomo, casualmente o accidentalmente, è stato chiamato a vivere. A sostenere questa tesi sono, in gran parte, gli studiosi delle diverse scienze; in particolare biologi e paleontologi che cercano di dimostrare attraverso sperimentazioni illimitate da quanto e come l'uomo vive su questo pianeta, senza mai minimamente preoccuparsi della destinazione futura, dello stesso, perché esula completamente dalla loro limitatissima conoscenza. 337 338 Essi, purtroppo, insuperbiti dalla eredità ricevuta dal primo uomo, tengono in poco conto o in niente la considerazione dei loro limiti e la sparuta mole della loro intelligenza nei confronti dell'infinito UNIVERSO e , quindi, del principio Primo ed Ultimo di questa impenetrabile e colossale CREAZIONE; e, in molti, attribuiscono al caso o alle combinazioni scientifiche o fisiche l'esistenza del Cosmo. Questi ultimi di una cocciutaggine indefinibile e come già accennato di una superbia illimitata vorrebbero giungere al principio "Primo" della Creazione dell’UNIVERSO. Essi, inconsapevolmente, sfruttano una sparuta frazione dell’Intelletto dell’ ASSOLUTO e si atteggiano a grandi penetratori della conoscenza dell'infinito, senza pensare che se a loro non fosse stata regalata quella infinitesima parte di intelligenza non avrebbero potuto raggiungere il minimo traguardo delle loro gloriose scoperte. A noi, disponibili allo SPIRITO SANTO, giunge gratificante questa loro profonda ricerca perché sta a confermarci la potenzialità di quella parva scintilla elargita dall'AUTORE della Creazione e che alberga negli esseri umani e, ancor più, conferma l’AMORE della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) nei confronti della SUA creatura prediletta. Però, ci fa orrore quando pensiamo che essi la sfruttano per poter arrivare a metterla in opposizione a quello che è stato il fine dell'AUTORE della Vita: penetrare il SUO AMORE! Prima di fare riferimento al danno che apportano le altre valenze umane, mi viene detto di interporre un intercalare di mia pertinenza "ispirata": No, non posso e... non devo morire! Guardo una rosa, osservo attentamente e noto che la sua bellezza mi stupisce; che la sua fragranza mi manda in estasi. Guardo un usignolo, osservo la varietà delle sue piume color bruno rossiccio e la sua vivacità che mi smarriscono; ascolto il suo melodioso canto che rende dolce e soave tutto l'aere intorno. Guardo una stella, osservo la sua immensità che mi turba e, nello stesso tempo, il suo splendore irradiato in tutta la galassia che mi incanta; facendomi dimenticare la sua paurosa immensità. Tutti e tre questi esseri animati, vivono nel tempo godendosi con la loro sensibilità accentuata il tempo e la loro durata e, giammai, consapevoli che prima o poi spariranno. Io, invece, proiettato a diventare "uomo", riesco con la mia scienza a carpire la loro fine, la loro trasformazione… continua e costante! La mia intelligenza mi porta a comprendere questa e tante altre cose e... poi; dovrei perdermi nel nulla come la massa idiota degli esseri umani che giunge alla più insensata ed incomprensibile delle assurdità: "siamo nati e dobbiamo morire". Pochezza, stoltezza, idiozia morali che annullano completamente la loro personalità e che dovrebbero portarli ad invidiare la rosa, l'usignolo e quella stella che vivono il loro tempo senza il "terrore" della morte! A questo punto, la mia intelligenza racchiusa, contenuta e protetta dallo spirito esplode e grida veementemente: "No, non è possibile, non è minimamente concepibile, sarebbe mostruoso ed orrendo ammettere che io possa morire, cioè finire completamente, cioè scomparire nel nulla come tutti gli esseri, solo, animati!" Subentra, quindi il raccordo indistruttibile, il cordone ombelicale, il CRISTO, che mi unisce e mi fonde con L'ASSOLUTO, con l'AUTORE della VITA, senza del Quale non avrei potuto percepire, analizzare e realizzare l'assiomatica realtà e convincermi che: " Non posso e... non devo morire"! 338 339 Spontaneo, quindi, e gratificante esplode gioioso il mio "grazie" infinito ed eterno alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' che ha penetrato il mio tormento e che mi ha elargito una parvenza della Realtà Futura ed Eterna: l'acquisizione di un Corpo reso perfetto da quello Glorificato del CRISTO! Richiamandomi a quelle bramose e determinanti ricerche scientifiche, devo affermare che ad esse si alternano le derivanti delle diverse religioni e le impostazioni delle diverse dottrine scientifiche e filosofiche che si contrastano dando, a volte, soluzioni aberranti. Quando mi soffermo a pensare sulle deduzioni scientifiche dei Darwiniani, mi viene in mente quella ancestrale domanda: "Chi è nato prima, l'uovo o la gallina?". Perché, quindi, non ammettere una verità "illuminata", cioè che la scimmia è un derivato dell'uomo? Alla insulsa incredulità dei molti che, in linea di massima, affermano che l'uomo vive una sola vita, questa terrena, si aggiunge anche la loro fatidica domanda: "Perché mai, nessuno mai è venuto dall'al di là a parlarci di una vita futura?". E, nonostante che CRISTO, palesemente, afferma e consolida col SUO tenore di Vita e con la Donazione totale di SE STESSO che l'unica realtà vivibile e consona all'uomo, nelle vera Essenza, è quella Futura; moltissimi, dei così detti "battezzati" si associano a quanti affermano che nessuno è venuto a parlarci dell'altra Dimensione. A questi ultimi e a quanti trovano forza e sostegno in questa astrusa e insipida domanda, per dimostrare loro che questa esistenza non è l'unica vivibile concessa all'uomo, va ricordato che a quelli che trapassano con il loro spirito nella Futura Dimensione, non viene minimamente sfiorato il pensiero, anche perché cessa il legame sanguineo,di ritornare indietro all'Habitat che li ha ospitati per un periodo più o meno breve; infatti, essi guardano estasiati, sempre più, avanti perché attratti da quella Felicità Eterna che, stando sulla terra, avevano sempre agognata e che ora intravedono e che raggiungeranno in tempi brevi, lunghi o lunghissimi Solo quando gli spiriti vorranno conoscere il grado della loro espiazione nelle sezioni della CAINA o dell'ABELICA, rifaranno a ritroso il percorso terreno consumato, ma solo per stabilire il tempo della loro auto - purificazione a cui andranno incontro. Conosciuto, quindi, il tempo e la durata della loro espiazione, sostenuti dalla MISERICORDIA della GLORIOSA TRIADE DIVINA che dà loro la certezza che raggiungeranno l'unica meta ambita e che, inutilmente, avevano cercato di raggiungere stando sul pianeta Terra, essi affrontano l'auto - purificazione con pacatezza e con una grande bramosia. L'unico loro sostegno e conforto, pensando a noi, è quello di comprendere ed avere la certezza che quanto essi hanno e continuano a bramare durante la loro auto - purificazione, sarà anche la nostra bramosia quando il nostro spirito sarà traslato nella Nuova ed Eterna Dimensione. E' questa la concezione non sfiorata e, quindi, non compresa che comporta lo squilibrio fisico, morale e, soprattutto, spirituale tra la massa degli esseri umani che, nella loro ignavia, vorrebbero toccare con mani quella realtà a cui si giunge, pur stando sulla Terra, solo e attraverso lo SPIRITO di VERITA' Nascere e vivere questa esistenza per morire, concedendosi il meglio per il corpo e per l'anima, in modo travisato, sono il fine primo ed ultimo dell'uomo, in genere, che trascura in toto lo spirito. Oggi, in particolare, le tecnologie scientifiche hanno apportato enormi vantaggi sul piano materiale per la metà degli esseri umani; mentre la rimanenza soccombe in miseria non descrivibile e in malattie che denunciano ed accusano, al cospetto del DIO -CRISTIANO, quanti osannano in modo emblematico tutto ciò che apporta godimento al corpo ed anche, per molti, sul piano morale. 339 340 Questi ultimi, pur assistendo alla frustrazione materiale, morale e spirituale di milioni e milioni di uomini, restano indifferenti o soddisfano le loro coscienze col porgere una goccia d'acqua ad un deserto che avrebbe bisogno di miliardi di ettolitri d'acqua. La condizione dell'uomo, quindi, oggi è più che mai privata di quella spiritualità indispensabile ad equilibrare la sua condizione sul pianeta. Perciò la vita terrena è inneggiata al massimo, anche quando per difenderla bisogna fare ostruzionismo sui propri simili fino a raggiungere, se necessario, la eliminazione di altri esseri umani nelle forme più degenerative e mostruose perché, questi ultimi, potrebbero rendere meno soddisfacente la propria ricchezza, il proprio piacere, il proprio potere e la propria gloria. Prevale, sempre più, nella stragrande maggioranza degli esseri umani il "Carpe Diem", considerando che per loro la vita si esaurisce su questo pianeta. Entrato nell'ottica che questa è l'unica esistenza che si vive, l'uomo in gran parte, è orientato al raggiungimento della ricchezza, del piacere, del potere e della gloria. Per giungere a tali obiettivi, l' "uomo" non tiene conto di quelle esistenze in cui si vive nelle condizioni più riluttanti o quando si è colpiti da un handicap che trasfigura la sembianza umana. Così procede la vita su questo pianeta, denigrando e distruggendo la “parvenza" di uomini che noi acclariamo. Tanto perché, ed ora è necessario ammetterlo, la casualità ha concentrato su "alcuni" la forza fisica, la ricchezza materiale, il potere e la gloria. Per poter comprendere questa "casualità" bisogna soffermarsi a leggere e a meditare, in particolare, la mia Opera "ispirata" ed innanzi menzionata: "Il Destino e la Sofferenza dell'uomo". In essa viene riportato, in parte, che alla base della nostra esistenza terrena c'è una nostra ansia bramosa allo stato spirituale, quella cioè di quanto eravamo “spirito puro” tendente a possedere, in futuro, il Corpo Glorificato dal CRISTO, incorruttibile ed eterno e somigliante a quello perfetto del CREATORE dell'UNIVERSO. A quella massa di esseri umani del "carpe diem" che si identifica maggiormente tra filosofi, scienziati, psicanalisti ed anche ad una parte di quanti si denominano "cristiani", vorremmo chiedere come mai riescono ad essere paghi di questa esistenza relegata alla sola Terra? E' vero che in essi non esiste l'alternativa ad un'altra esistenza, ma è pur vero che appartengono alla stessa specie di esseri umani dotati di una libertà, di una intelligenza, di una razionalità, di una volontà che dovrebbero consentire loro di entrare nella convinzione e, quindi, nella certezza di essere destinati a... finire, e ...in che modo! E nello stesso tempo dovrebbero tenere in gran conto la disparità di condizioni positive e negative che si contrastano e portano a degenerazioni e a prevaricazioni che dovrebbero indurli ad escludersi dalla componente "uomini". Bisogna essere pervasi da una idiozia nettamente spirituale e non identificabile se non si pensa che ognuno di noi, appena nato, viene etichettato con la scritta "condannato a morte" e non ci si adopera ,veementemente, perché questa esistenza venga resa meno truce dall'egoismo, dalla presunzione e dalla voglia di potere e di gloria di molti! Infatti, in un tempo più o meno determinato ed assai relativo siamo destinati a finire, a scomparire nel nulla per gli scettici; senza mettere, in gran conto, che la nostra breve o brevissima esistenza terrena viene offuscata da alti e bassi che tormentano, consciamente o inconsciamente, il nostro equilibrio psico - fisico. Quando il nostro corpo sarà privato dell'ultimo respiro, constatare che il tanto osannato corpo privo dello spirito si riduce, ohimè, in un reietto per la raccapricciante ed indefinibile fine, dovrebbe portare gli osannatori di questo corpo alla cruda e terrificante realtà impregnata di illusioni attraverso il breve spazio terreno. 340 341 Agli ìnneggiatori di questa vita, limitata solo a quella terrestre, non ci sono epiteti dileggianti che possano identificarli in senso negativo. Questi ultimi si ostinano a negare oppure a volere distruggere la parte spirituale insita in loro e che viene, continuamente, alimentata dal DIO –CRISTIANO. Il valore e la ricchezza incommensurabili dello spirito non viene da loro percepita, perché pur servendosi del dono incommensurabile della "Libertà" riescono a manipolarla, causa dei loro geni atavici del male e ad orientarla verso orizzonti che nel tempo, più o meno breve possibile, scompariranno. "Nascere e vivere per morire" è l'onta più deprecabile che si può dare ad un essere intelligente capace, a volte, di un sentire grandioso e capace di realizzare anche un bene indefinibile ed assai sostanzioso. Gli uomini, in genere, fanno proprio in assoluto questa esistenza terrena soffermandosi, particolarmente, sugli attimi ( perché tali sono al cospetto dell'eternità) di benessere e di godimento del corpo che si estrinsecano spesso anche sul morale, trascurando del tutto o soffocando il sentire dello spirito. L'anima, invece, partecipa pienamente al godimento del corpo essendo un'appendice dello spirito e determina attivamente la conservazione del corpo fino a quando lo spirito rimane in esso. All'anima è dovuta l'ansia continua e costante ( essa costituisce lo spirito di conservazione) perché il corpo non venga privato dello spirito e ne determina il suo prolungamento anche nelle condizioni più spregevoli del corpo, perché non vuole distaccarsi dallo spirito pur rimanendo in una condizione statica ed ignobile. La sua ostinatezza è determinata dalla consapevolezza delle sue infinite trasformazioni a cui andrà incontro, una volta staccatasi dallo spirito. Nel momento in cui lo spirito riesce a librare, uscendo dalla sua carcassa auto - distrutta per raggiungere la zona "Iperconscia", il corpo esanime e costretto ad essere radiato e per la sua indefinibile fine viene a trasformarsi in elementi sempre più inferiori e la stessa anima ne subisce le trasformazioni assumendo aspetti indefinibili e a dar vita a particelle infinitesimali che vanno ad occupare gli spazi illimitati del nostro pianeta, assumendo forme e parvenze incontrollabili. Tutto ciò avviene nella nostra galassia, fino a quando tutti gli spiriti della zona "Divina", proiettati sulla terra avranno assunto un corpo deteriorabile, a causa dell'obbrobrio causato e determinato dai nostri progenitori e da noi perseguito e continuato… Allorquando gli spiriti si saranno auto - purificati nelle sezioni della "Caina" e dell'Abelica", i loro DNA spirituali attrarranno tutte quelle particelle infinitesimale, sparse negli angoli più remoti del pianeta e ricomporrà il corpo concedendogli tutte quelle prerogative che lo porteranno ad essere sempre più perfetto, eterno e tendente ad uguagliarsi al CREATORE dell’UNIVERSO: condizione questa che il DIO -CRISTIANO aveva già elargita ad Adamo e a Eva e alla loro progenie. Il flato, invece, cioè l'anima che il DIO -CRISTIANO aveva infuso all'UNIVERSO tutto nel tempo della Creazione, ritornerà ad essere indistruttibile e perennemente uguale come nelle altre galassie. Gli altri mondi, le altre galassie, quindi, hanno conservato, conservano e conserveranno in eterno quella bellezza inimmaginabile ed indescrivibile delle origini. Onde avere maggiore chiarezza su quanto innanzi illustrato, bisognerebbe soffermarsi a meditare sull'Opera "ispirata" "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del male". La funzione dell'anima, quindi, nella nostra esistenza terrena è molto importante, perché oltre a determinare il prolungamento della vita del nostro corpo, agisce anche in particolare ed in modo determinante in alcune situazioni facendo evitare drammatiche conseguenze che, 341 342 nella pochezza della conoscenza spirituale, si attribuiscono all'istinto, al sesto senso o al destino. L'anima, quindi, svolge un'azione assai protettiva nei confronti del nostro corpo, quando le facoltà spirituali: la libertà di azione, il pensiero, la ragione, tranne la volontà, sono impegnati in altri obiettivi da raggiungere. Quando si parla di spirito di conservazione, bisogna precisare che tale esigenza è da attribuire totalmente all'anima perché essa vuole rimanere, ad ogni costo, il tempo più possibile legato all'azione dello spirito che pur avendo obiettivi innati diversi e ben precisi, viene condizionato nella massa degli uomini, in gran parte, dall'anima. Negli Eletti, nei Prescelti e nei Disponibili pur essendo assai marcato il desiderio di conservare il corpo nelle migliori condizioni di benessere e di prolungarne l'esistenza, il loro obiettivo quotidiano ed essenziale è quello di anteporre il ricongiungimento dello spirito al CREATORE dell'UNIVERSO da cui ha avuto origine. Da quanto innanzi celebrato si evidenzia profondamente il contrasto e il divario tra le esigenze dell'anima e quelle dello spirito. Dicevamo, prima, che solo la “casualità” rende parzialmente integri alcuni uomini nel corpo, nella ricchezza, nel potere e nella gloria; allo stesso modo, solo la casualità, rende monchi fisicamente, moralmente e diseredati altri uomini. Non è certo la capacità individuale, in assoluto, a rendere determinate condizioni positive o negative; nel mentre bisognerebbe comprendere che la disparità che emerge tra gli esseri umani è dovuta a tanti fattori; direi ad infiniti elementi che si ereditano e che si confermano, anche, con la volontà del soggetto e che contribuiscono a determinare condizioni e situazioni di vita che sono agli antipodi e in opposizione tra l'energia del Male, creata ed ereditata dall'uomo, e quella del Bene di fattura del CREATORE dell'UNIVERSO. Entrare nell'ottica che ogni uomo vorrebbe il suo bene fisico, materiale e morale, dovrebbe indurre i più fortunati, resi tali nella maggior parte dal caso, a tamponare quelle carenze riscontrabili tra la massa dei meni fortunati; anch'essi resi tali dal caso, e cercare sforzandosi e sostenuti da quella spiritualità insita in ogni uomo di dare un certo equilibrio a quella esigenza di ogni essere umano, perché legati ad uno stesso destino "Nascere e Vivere per Morire!". Anche se l'essere etichettato dalla nascita "Nascere e Vivere per Morire" acclarato dalla maggior parte degli esseri umani che tendono a distruggere, senza alcun esito, la loro spiritualità; dai pochi viene definito come la più grande "Beffa" che dovrebbe stimolare i primi ad una profonda, , intensa ed illuminata percezione per condannare una simile idiozia ed aprirsi e scoprire, tramite il CRISTO e lo SPIRITO SANTO una vita di gaudio eterna nella NUOVA TERRA, desiderata dal CREATORE DELL'UNIVERSO! Cercare e trovare la giusta essenza della nostra vita su questo pianeta, dovrebbe essere suggerita dalla nostra limitatissima conoscenza del Cosmo, dalla pochezza di questa esistenza e dalla comune sorte, diciamolo pure, assai raccapricciante e biasimabile che comincia a delinearsi dalla nostra nascita con la etichetta di "Condannato a morte"! Senza mettere, poi, in conto tutte le sofferenze fisiche, morali che non di rado comportano nell'essere il desiderio di mettere fine ad una esistenza non definibile ed insopportabile. Soffermarsi a meditare su questa inaccettabile condizione, dovrebbe portarci tutti ad affratellarci, ad amarci come quando un cataclisma colpisce una piccola parte della terra. La condizione odierna degli uomini sul pianeta, quella passata e quella futura hanno avuto, hanno ed avranno come origine lo stesso cataclisma creato, operato e determinato dall'essere avente sembianze di "uomo" e quindi, necessariamente, abbisognevole della partecipazione di tutti per rendere meno tribolata la nostra breve esistenza terrena. 342 343 Ragionevolmente, penso, che la massa degli esseri umani se si soffermasse a meditare questa realtà, condividerebbe in assoluto l'assiomaticità di essa, però... c'è un però che ostacola o addirittura distrugge questi sentimenti che sono la "sintesi" dell'uomo. Diogene, ai suoi tempi, veniva deriso dai suoi concittadini quando, con una lanterna accesa, vagava per la città in pieno giorno. Alla domanda che gli veniva rivolta per questa assurdità: "Diogene, cosa cerchi?". Egli rispondeva con la pienezza del suo sentire: "Cerco l'Uomo!". A distanza di oltre duemila anni, con la venuta del CRISTO in mezzo a noi, moltissimi esseri “umani” dovrebbero, alla maniera di Diogene, cercare e cercare sempre più con avidità per incontrare "l'UOMO"! Abbiamo detto moltissimi esseri umani, perché i restanti pochi che l'hanno cercato, avidamente, l'hanno incontrato: infatti, EGLI è il CRISTO: CRISTO è l'unico e vero UOMO! CRISTO, DIO e UOMO, è il prototipo a cui ogni essere umano dovrebbe tendere, non per uguagliarLo perché impossibilitato e circoscritto dai suoi limiti ma, quanto meno, ad averLo come Unico e Solo modello per poter vivere degnamente questa parvenza umana ed assicurarsi, in breve, l'entrata nella futura NUOVA TERRA. CRISTO è il modello di vita per tutti gli esseri umani, da LUI tutti possiamo attingere qualcosa che ci dà la dignità che possa darci la fisionomia di esseri umani. Agli atei, ai materialisti, ai filosofi, ai psicanalisti, agli scienziati, ai potenti e ai ricchi della terra, io dico; "Discostatevi pure dal ritenere CRISTO come UOMO – DIO, ma avvaletevi della SUA Fisionomia di vero "UOMO"; cercate, quindi, di penetrarLo nella Essenza della SUA Umiltà, della SUA Purezza, della SUA Saggezza e, soprattutto, nel SUO sentire Altruistico! Se vi sforzerete dopo averLo ammirato, correggerete, imitandoLo, tante vostre storture che vi negano l'appartenenza alla specie “umana”, anche se ne avete la parvenza. In tal guisa consoliderete in voi la fisionomia che si avvicina all'"UOMO!". E' indispensabile, quindi, a questo punto riallacciarsi al secondo titolo della presente Opera: "Nascere, vivere, Morire e Risorgere in GESU’ CRISTO!". Accettando questa realtà e vivendola, concederebbe a tutti una vita spiegata al benessere di ogni uomo e, quindi, a renderla vivibile sulla terra e a proiettarla nella "certezza" di un Gaudio Eterno ed immediato nel dopo - morte! Comprendiamo benissimo che un tale traguardo sembra impossibile da raggiungere per l'acquisizione, attraverso millenni e secoli, di geni del male che hanno presa valenza nei diversi settori della costituente "uomo". E' difficile, direi impossibile, da soli cercare di eliminare questa possanza velenosa che ci investe e ci determina quando, indivindualmente, ci accingiamo a farlo. E' vero, è solo utopia pretendere il raggiungimento di una tale completa formazione nei singoli uomini. Però, se consideriamo questa esistenza terrena, per tutti gli uomini, come un carro enorme, dalla mole inconcepibile e con il peso di una zavorra velenosa, infinitamente consistente, e cerchiamo tutti uniti di smuoverlo; tutti insieme a dargli un impulso con la nostra forza fisica, morale e, soprattutto, con gli sforzi spirituali e a dargli così l'inizio al movimento e persistendo, forse, riusciremmo ad imprimergli quel moto necessario e a farlo precipitare con tutta la zavorra in un precipizio senza fine "nel nulla", dal quale tale e tanta zavorra è stata, dai "sub" uomini, portata alla luce. Per giungere a tanto, tutti gli uomini dovremmo conoscere il CRISTO, accettarLo nella pienezza, amarLo infinitamente e lasciarci guidare dal SUO modello di Vita! Solo così potremmo realizzare su questa terra quella brama di pace, di serenità e di benessere temporaneo che alberga, anche se inconsapevolmente, nello spirito di tutti e renderlo 343 344 duraturo ed eterno vivendo la espressione "Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’ CRISTO!". Purtroppo, tanto per noi terrestri è come una meteora sfuggente che non potremo mai realizzare su questo pianeta reso asfissiante e contaminato da tante nostre lordure, ma solo e per sempre nella futura e "NUOVA TERRA" quando tutti i nostri spiriti si saranno auto - purificati nelle sezioni della CAINA e della ABELICA e riprenderemo il nostro Corpo glorificato e reso perfetto dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Poco innanzi ho fatto appello alle categorie che, in gran parte, comprendono i non credenti e, particolarmente, agli scienziati che appropriandosi di quella spiritualità di pertinenza anche di altri, regalata dal CREATORE dell’UNIVERSO a tutti gli uomini, ne fanno scempio attribuendosi la gloria di avere trovato in natura quanto posto dal CREATORE perché ne dessero riconoscimento , lode e il grazie eterno a LUI col fare beneficiare tutti gli uomini. E' giusto, ora che mi soffermi maggiormente ad esporre la mia esortazione , sofferta e prolungata a quanti credono in una vita futura migliore o peggiore al termine di questa esistenza. Primariamente, essa va rivolta a coloro che pensano o meglio credono di essere gli adoratori del "vero" DIO: cristiani, ebrei e mussulmani. Il mio monito, più che la mia esortazione va ai così detti cristiani, per estenderlo, poi, agli ebrei e ai mussulmani. I primi si avvalgono, in gran parte, del nome di cristiani perché, in linea di massima, sostengono di essere stati battezzati; altra parte, pur essendo stata battezzata ne ignora del tutto la valenza, sostenendo la tesi di essere stata battezzata nell'età della incoscienza; altra parte, invece, educata ed informata da "maestri", in gran parte ignoranti nella fede cristiana sfiorano il bigottisno; sola una piccola parte è quella che si lascia penetrare dallo SPIRITO di VERITA’, perché si rende disponibile alla SUA penetrazione e raggiunge traguardi da ammirare e da invidiare. Esseri cristiani, cioè seguaci e discepoli del CRISTO sta a significare di avere eternamente a modello GESU' per cercare, sforzandosi continuamente, di imitarne una SUA infinita parvenza. Infatti, EGLI, è venuto su questo pianeta per insegnarci a vivere, per quanto possibile, il SUO insegnamento ed il SUO tenore di Vita! Nel suo insegnamento è insita, tra l'altro, la salvazione di tutta l'umanità nel tempo più breve possibile: 1) "Sono venuto a darvi, in anticipo, la figliolanza adottiva al PADRE CELESTE!"; 2) "Sono venuto, primariamente, per i peccatori e non già per coloro che si ritengono giusti!"; 3) "Sono venuto a salvare tutti gli uomini, per mezzo del MIO OLOCAUSTO: "PADRE, perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno!"; 4) "Sono venuto ad insegnarvi che ogni lode, tutto l'osanna, tutta la Gloria ed il "grazie" eterno vanno in assoluto a COLUI che vi ha regalato la SUA PATERNITA’, tramite ME e lo SPIRITO di VERITA’: il PADRE CELESTE!"; 5) "Sono venuto ad insegnarvi e a dimostrare la precarietà e la fugacità dei beni della terra!"; 6) "Sono venuto ad insegnarvi a rimettere le colpe altrui, allo stesso modo che la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) le rimette a voi!". Cercare, sforzarsi non di attuare simili precetti perché siamo carenti di natura, ma almeno di sfiorarli comporterà enormi vantaggi nella "Iperconscia", luogo di profonda ed illuminata meditazione in cui, il singolo spirito, rifacendo a ritroso il percorso terreno, dalla nascita fino al trapasso, si renderà conto delle sue colpe e dei suoi peccati. Riferendoci alla prima affermazione :"Sono venuto a darvi in anticipo la figliolanza adottiva al PADRE CELESTE", GESU’ ci propone di diventare figli adottivi del PADRE CELESTE, 344 345 ancor stando su questo pianeta, per SUO mezzo, attraverso la Donazione assoluta di SE STESSO e con la illuminazione dello SPIRITO SANTO; quindi, il singolo "uomo" riconoscendo profondamente e pentendosi accoratamente delle offese rivolte alla GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e al Prossimo, alla pari del Figliuol prodigo, incontra l'AMORE del PADRE CELESTE, accetta GESU’ come unico e solo FIGLIO dell'ALTISSIMO e lo SPIRITO SANTO, come Essenza assoluta di AMORE dell'eterna donazione del PADRE al FIGLIO e del FIGLIO al PADRE! La Paternità del DIO -CRISTIANO concessa da GESU’alla disponibilità di tutti gli uomini, si espleta in tanti momenti della vita terrena di GESU’ e raggiunge l'apice massimo quando Egli dice, pregate così: "Padre nostro che sei nei Cieli..." Nella seconda dizione GESU’ afferma:" Sono venuto, primariamente, per i peccatori e non già per i giusti!" In questa affermazione constatiamo che peccatori siamo tutti gli esseri umani, nessuno escluso, perché tutti manchevoli per natura. Accettando GESU’, quindi, potremo in gran parte eliminare le nostre scorie, le nostre colpe, finanche i nostri peccati e rendere meno tribolata la nostra espiazione nella Futura Dimensione. Quando GESU’ dice: "... e non per i giusti", considerato che nella Bibbia viene riportato che il giusto pecca sette volte al giorno , vuole riferirsi a coloro che ritenendosi "giusti" nella loro pochezza spirituale, si atteggiano ad essere scevri dalla contaminazione del male che alberga in ognuno di noi e si mettono alla pari del "pubblicano"! In realtà, essi sono più peccatori di quanti per natura, per fattori ambientali o per altre circostanze sono costretti ad apparire satanici. Fra questi "giusti" emergono in gran parte i tutori fallaci della "Parola", dai cattolici agli ortodossi, dai protestanti ai mormoni e ai testimoni di GEOVA. Questi saggi della "Parola", oltre ad affermare con una superbia incontrollata di essere ognuna la vera chiesa, condannano in eterno i peccatori travisando la certezza di salvezza acclarata da GESU’ed estesa a tutti gli uomini. A Queste "professioni" cristiane si aggiunge in maniera catastrofica tutto il popolo "ebreo", rinnegatore ed omicida , in prima persona, del CRISTO! In gran parte, i protestanti ed i testimoni di GEOVA, unitamente ai cattolici, ortodossi e mormoni affermano di essere i soli salvati; mentre la massa degli esseri umani, perché peccatrice è stata condannata alla pena eterna, dimentichi e non tenendo in alcun conto le parole di GESU’, il Quale ripete eternamente: "Sono venuto, primariamente, a salvare i peccatori!". Infatti, EGLI sulla CROCE, prima di esalare l'ultimo respiro e rimettere il SUO spirito nel CUORE del PADRE SUO per mezzo dello SPIRITO SANTO, così invoca il PADRE CELESTE: "PADRE, perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno!". Chi sono loro? Questi ultimi comprendono, primariamente, la quasi totalità dei componenti del Sinedrio ebreo, cattolico ed ortodosso, i SUOI crocifissori, i SUOI Apostoli e moltissimi dei tutori fallaci della "Parola"; infine quelli che non hanno voluto accettarLo perché istradati su vie distorte da fattori scientifici e filosofici, da ambienti contrastanti e , soprattutto dalle false interpretazioni dei "dottori" della legge farisaica, i quali non si dispongono alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’'. I fallaci interpreti della "Parola" non aprendosi allo SPIRITO SANTO, travisano l'insegnamento di GESU’, oppure ignorandoLo non tengono conto della loro peccaminosità che si accentua quando condannano in eterno i loro simili che, sopravvivono, alimentandosi alla stessa linfa che alimenta loro. 345 346 La maggior parte di questi ultimi, che infieriscono con anatemi nei confronti dei più frustrati per colpe altrui ed anche proprie, vivono in palazzi sontuosi, serviti e riveriti da altra gente, nella maggior parte, bramosa ed ambiziosa di occupare gli stessi posti o salire scalini più alti. Soffermiamoci ad osservare il cosi detto "vicario" del CRISTO e notiamo che in opposizione a quanto declamato da GESU’: "Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli il loro nido, mentre il Figlio dell'UOMO non ha dove poggiare il capo", continua a seguire le orme dei suoi predecessori e a persistere, in maniera vilipende, a vivere in una reggia sontuosa che al pari non ve ne altra. Inoltre si circonda di servitù, in gran parte, "lecchini" che gli stanno vicino in vista di migliorare le loro condizioni ambiziose; si lascia difendere da una guardia scelta personale che pochi reali hanno e da mezzi di una tecnologia avanzata che nulla hanno da invidiare ai potenti della terra. Dimenticando o volendo dimenticare le parole innanzi pronunziate da GESU’ e quelle racchiuse nel commiato dallo STESSO nell'ultima CENA: "Fate questo in memoria di Me!"; cioè, vivete come io ho vissuto e date la vostra vita per testimoniare la VERITA’: Il FIGLIO dell'ALTISSIMO! Vivendo in queste condizioni obbrobriose, come osa Vojtyla affermare, ingannando se stesso e tutti quelli che lo seguono di essere il sostituto di COLUI che nulla tenne per SE e tutto ha dato per la salvezza di tutti gli uomini? Nessuna terminologia terrena può definire un simile insulto al CRISTO! Il termine confacente al suo operato, alla sua persona e a quanti lo attorniano illudendolo, gli verrà conferito nella "Iperconscia", attribuendogli uno scomputo di anni non determinato di auto purificazione nelle prime due sezioni della "CAINA!". Il papa, inoltre, tenendo la PERSONA del CRISTO in una concezione assai sparuta ( tanto è dimostrato dal suo tenore di vita) si atteggia a grande sostenitore degli umili , dei perseguitati non tenendo conto della più sentita ed umile esortazione rivolta da GESU’ al giovane ricco:"Va, vendi tutto e dallo ai poveri e, poi, seguimi!". Ancora, va svendendo e barattando il nome SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO di GESU’: infatti per entrare nelle grazie degli ebrei li ha invocati nel passato e continua a farlo col nome di "Fratelli Maggiori", ignorando l'affermazione categorica del CRISTO: "Nessuno viene al Padre se non attraverso me!" e continuando ad ignorare, perché così gli fa comodo, che la condizione di questi ultimi è la peggiore e la più condannabile di qualunque altro popolo della terra al cospetto del DIO -CRISTIANO. Basti ricordare come gli ebrei al cospetto di Pilato, che affermava di non riscontrare alcuna colpa nei confronti del "GIUSTO", essi ebbero a gridare a squarciagola, con voce astiosa ed odiosa; "Il Sangue di questo Giusto cada su di noi e sui nostri figli". Inoltre, egli, non tiene in alcun conto come gli ebrei negano la venuta del CRISTO sulla Terra, aspettando che il vero "Messia" abbia a venire ancora su questo pianeta. A riguardo devo confermare che essi Lo vedranno non su questa vecchia e corrotta terra, ma quando il CRISTO GLORIOSO perverrà nella NUOVA TERRA della Futura Dimensione; dove la loro profonda stoltezza e la loro indefinibile idiozia avrà termine, perché saranno folgorati dalla LUCE radiosa del CRISTO, dal SUO infinito AMORE, dalla SUA inesauribile MISERICORDIA e dalla SUA GIUSTIZIA perfettissima alla quale essi daranno conto della loro completa chiusura e indisponibilità allo SPIRITO di VERITA' ed andranno incontro ad una dura e prolungata espiazione nelle prime due sezioni della "Caina"! CRISTO, dopo averci rivelato la PATERNITA’ del DIO -CRISTIANO, ci ha resi tutti fratelli in quanto con il SUO impenetrabile e indefinibile Olocausto, l'AMORE, ci ha regalato la figliolanza adottiva al PADRE CELESTE; prima a quanti sulla terra, disponibili ed illuminati dallo SPIRITO SANTO, Lo accettano come Unico e solo FIGLIO dell'ALTISSIMO e come Unico e Solo che media presso il PADRE CELESTE. 346 347 La restante parte dei dissidenti della terra, acquisirà la figliolanza del DIO - CRISTIANO quando nella IPERCONSCIA", prendendo visione dell'infinito AMORE della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e tormentata dalla profonda ignavia che l'aveva resa cieca e sorda, accetterà il CRISTO come proprio SALVATORE ed espierà con bramosia le sue manchevolezze, le sue colpe ed anche i suoi peccati. Come può, quindi, il papa osare di demandare agli ebrei l'appellativo di "fratelli maggiori", quando essi non solo non hanno riconosciuto il CRISTO nella loro patria, ma Lo hanno seviziato, Lo hanno condannato a morte, Lo hanno crocifisso e continuano a negare la SUA Divinità? Gli ebrei, invocando l'olocausto dei sei milioni dei loro connazionali, ferita sanguinante non solo per loro ma anche e, soprattutto, per coloro che credono ed amano intensamente il DIO CRISTIANO vorrebbero assurgere al di sopra di tutti i popoli, ignorando che essi per i "veri" credenti in CRISTO, sono stati, sono e saranno sempre il popolo più peccatore della terra, perché colpevole, in prima persona, dell'Omicidio del "Vero ed Unico" UOMO di tutti i tempi passati, presenti e futuri: il CRISTO! CRISTO, il FIGLIO dell’ALTISSIMO, ripeto ancora e sempre, è venuto anche e soprattutto perché gli uomini, disponendosi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’ accettassero, tutti come PADRE, il DIO -CRISTIANO, il SUO DIO e PADRE e, quindi, essere graziati per la Dimensione Futura ed avere l'ingresso, nel tempo più breve possibile, nella NUOVA TERRA! Abramo, a cui gli ebrei prima, i mussulmani poi ed anche i cristiani "fasulli" attribuiscono il nome di "padre", era accettabile prima della venuta di GESU’ sulla terra e, quindi, il DIO CRISTIANO era conosciuto in una parvenza assai distorta; nel mentre GESU’ categoricamente e con profonda e sentita veemenza afferma che il nome di "PADRE" dev'essere attribuito solo e sempre al SUO PADRE e DIO ed aggiunge nella SUA DIVINITA’:”Chi vede ME, vede il PADRE MIO!”. La venuta di GESU’ in mezzo a noi, insieme allo SPIRITO SANTO, ci ha reso palese, particolarmente, ai disponibili la presenza del PADRE CELESTE nella SUA Essenza di AMORE infinito, di MISERICORDIA inesauribile e di GIUSTIZIA perfettissima; escludendo, quindi, l'attribuzione di "padre" ad Abramo, a tutti i profeti dell'Antico Testamento e agli usurpatori moderni, a cominciare da papa Vojtyla che volendo ignorare l'insegnamento del CRISTO e non concependo cosa sia la paternità spirituale, dovuta all'Unico PADRE d'AMORE, bramano lasciarsi invocare con tale sostantivo e farsi leccare e baciucchiare le mani. Il riferimento, come dicevo, va attribuito a Vojtyla, ai suoi predecessori e a tutta la gamma ecclesiastica dei cattolici e degli ortodossi. CRISTO col PADRE e lo SPIRITO SANTO è, in assoluto, la GLORIOSA TRIADE DIVINA: AMORE, MISERICORDIA e GIUSTIZIA! Abramo, i profeti e tutti gli "ispirati" dallo SPIRITO di VERITA’ devono essere ricordati solo per porci l’aiuto a penetrare la GLORIOSA TRIADE DIVINA nella SUA Essenza di AMORE infinito, di MISERICORDIA inesauribile e di GIUSTIZIA perfettissima! Altra negatività da attribuire a Vojtyla e quella della preghiera in comunione con i mussulmani e con gli ebrei, adducendo che questi ultimi, insieme ai cristiani sono detentori di una religione monoteista ( questa precisazione ci viene sollecitata mentre il papa si trova in Terra Santa, per incontrarsi con gli uni e gli altri). La durezza di cervice di Giovanni Paolo II, insieme a quella di quanti lo circondano e lo sostengono è pervasa solo da ambizione e da alterigia che li rendono ciechi e sordi alla "PAROLA". Egli così facendo, insieme si suoi adepti vuole ignorare, più che ignorare mettere nell'oblio che al di fuori del DIO -CRISTIANO non vi è altro DIO e che a LUI si può arrivare, attraverso lo 347 348 SPIRITO di VERITA’, facendo propria la categorica ammonizione del Cristo: "Nessuno viene al PADRE se non attraverso ME!" Come giudicare o meglio come definire il loro comportamento? A noi penetrati dallo SPIRITO SANTO è dato biasimarli e compiangerli, nel mentre la GIUSTIZIA perfettissima del DIO -CRISTIANO li farà rinsavire quando si troveranno nella "IPERCONSCIA" e dovranno affrontare la dura, meritata e prolungata auto - espiazione. Pur accettando che gli ebrei e i mussulmani sono un popolo monoteista, cioè adoratori di un solo Dio; ci chiediamo di quale Dio? Se di questi due popoli uno nega in assoluto la Divinità del CRISTO, mentre l'altro lo ritiene un semplice profeta? Quindi, quale valenza possono mai avere per coloro che sono i "veri" discepoli di GESU’? Tanto gli ebrei, quanto i mussulmani nonostante tutto, come tutti gli uomini miscredenti sono ritenuti fratelli in embrione, mercé il Glorificante Olocausto del CRISTO e lo saranno a tutti gli effetti quando avranno espiato, in assoluto gli ebrei, i loro peccati verso il DIO CRISTIANO ed il PROSSIMO. L'accettazione del CRISTO da parte degli ebrei, dei mussulmani e di tutti gli altri popoli avverrà, quando passati con lo spirito nella Futura Dimensione, avranno preso conoscenza e coscienza della SUA Sublimazione impenetrabile e si lasceranno penetrare dallo SPIRITO di VERITA’. Vorremmo insistere ancora e continuare a chiedere al papa (ma ci viene negato, costantemente, ogni quesito dai suoi valenti segretari di stato) a cosa è dovuto questo suo pietismo verso il popolo ebreo, se CRISTO continua e continuerà ancora fino alla fine dei secoli ad affermare e a ripetere categoricamente che a "Nessuno" è dato conoscere il PADRE CELESTE se non attraverso LUI e lo SPIRITO SANTO? Com'è possibile, quindi, che gli ebrei possano avere la conoscenza dell'Essenza del "vero" DIO tramite Abramo ed i profeti dell'Antico Testamento ed i mussulmani tramite Maometto? Vojtyla è di una assurdità unica, di una presunzione indefinibile, di una cocciutaggine sbalorditiva ed è politicizzato in maniera tale che nessun politico di tutti i tempi può eguagliarlo! La sua sordità e la sua cecità spirituali non possono equipararsi a nessun cieco e a nessun sordo di tutti i tempi. Questo suo modo di sentire e di vedere la realtà lo rendono più responsabile degli stessi omicida del CRISTO: gli ebrei! Qual'è, quindi, il suo progetto terreno? Illudere i popoli, principalmente i cristiani "fasulli" di essere amorevole verso tutti i popoli, tradendo così più di ogni altro essere umano la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e anche qualcuno dei suoi predecessori? Solo da un punto di vista può essere, giammai giustificato, ma solo compreso e con un solo attenuante; quello, cioè, che al di sopra di ogni essere umano, bramoso di gloria, egli occupa il primo posto. Il solo ed unico compito del "vero cristiano", dal quale Vojtyla è estremamente lontano, è quello di parlare di GESU’, di predicare che GESU’ è il FIGLIO dell'Unico vero DIO, il DIO - CRISTIANO, che EGLI è venuto a farceLo conoscere nella SUA "vera" Personalità PATERNA attraverso lo SPIRITO SANTO; inoltre di dover vivere nella modestissima essenza di umiltà, di povertà e testimoniare con la propria vita che la salvazione eterna di tutta l'Umanità è conficcata su quella CROCE che CRISTO ha Osannato con tutto SE STESSO, in comunione col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO di VERITA’, perché gli uomini tutti raggiungessimo, quanto prima, la NUOVA TERRA!! E' inimmaginabile che la sua bramosa sete di gloria terrena venga sostenuta e acclarata e consigliata da moltissimi dei suoi principi, perché anch'essi bramosi di tanta gloria sulla terra. 348 349 Richiamandoci alla quarta espressione: "Sono venuto ad insegnarvi che ogni lode, l'osanna, la gloria ed il "Grazie" eterni vanno in assoluto a COLUI che ci ha regalato la SUA PATERNITA’". Con queste parole GESU’ afferma la SUA giusta e santa pretesa: quella cioè che ogni ringraziamento ed ogni invocazione, tramite LUI e lo SPIRITO SANTO, vadano al PADRE CELESTE. Purtroppo, questa realtà è stata, ed è oggi ancor più travisata ed offuscata da papa Vojtyla e dai suoi coordinatori e consiglieri che, oscurando la GLORIOSA TRIADE DIVINA, fanno emergere migliaia e migliaia di mediatori, tante madonne e tanti "santini" per la intercessione presso il PADRE CELESTE, come se la potenzialità della donazione del CRISTO al PADRE CELESTE, sostenuta dallo SPIRITO SANTO, non fosse stata sufficiente ad ottenere " Il tutto" dal SUO DIO e PADRE!. La "povera" gente, povera perché ignorante in materia di fede e, quindi, nella conoscenza del CRISTO che categoricamente ha detto, continua e continuerà ad affermare che nessuna possibilità di salvezza, immediata o nel tempo vi è, vi è stata e giammai ci sarà al di fuori di LUI e che le altre vie distorte, insegnate dal papa e dagli "altri" falsi profeti non faranno altro che prolungare l'auto - espiazione dei loro spiriti nella sfera CAINA, quando proiettati nella "IPERCONSCIA", nel dopo morte, verranno folgorati dall'unica realtà: il CRISTO! Così, il papa ed i suoi sostenitori oscurando o addirittura occultando la VERITA' continuano imperterriti ad eleggere, ancora, ancora una infinità di "santini" perché la gente ignorante dell'AMORE infinito, della MISERICORDIA inesauribile e della GIUSTIZIA perfettissima della GLORIOSA TRIADE DIVINA( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) si rivolga a questi mediatori per ottenere grazie e sostegno dal PADRE CELESTE, escludendo e distruggendo quanto solo CRISTO ha potuto ottenere con la SUA SUBLIMAZIONE Quelle persone sagge e beate, anche per casualità, per circostanze favorevoli, per geni positivi acquisiti, non escludendo gli sforzi indifferenti, vanno ammirate; vanno tenute in profonda considerazione; vanno prese come stimolo per fare altrettanto o di più per avvicinarci, per mezzo dello SPIRITO di VERITA’, alla conoscenza e al possesso della GLORIOSA TRIADE DIVINA: la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Anche perché i Beati, com'è giusto credere, hanno sempre confermato e continuano a farlo che il raggiungimento di traguardi eccezionali è dovuto, solo e sempre, alla disponibilità che hanno dato allo SPIRITO di VERITA’ per giungere a CRISTO e al PADRE CELESTE. La condizione di questi beati nell'altra Dimensione non è tanto allettante, perché essi al cospetto di tante errate e non accettabili interferenze, pur godendo della visione beatificante del luogo, sono costretti a biasimare le interpretazioni e gli insegnamenti fallaci dei tutori della "PAROLA", i quali anziché rendere facile il percorso terreno agli esseri umani per raggiungere la zona "Paradisiaca" lo rendono sempre più difficoltoso e non di meno asperrimo a se stessi. Bisogna tenere anche, in gran conto, che la maggior parte di coloro che detengono il potere di amministrare la "Parola" sono ignoranti, perché non si dispongono alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’ e, quindi, si lasciano condurre da una logica che pur sembrando afferente al VANGELO, da quest' ultimo è molto distante. Altri "tutori!, invece, si lasciano prendere da sentimentalismi che non trovano alcuna adesione alla "PAROLA" ed espongono le loro tesi con una dialettica tanto penetrante, dalla quale solo i disponibili, i prescelti e gli eletti, riescono a non essere contaminati; mentre la "povera" gente viene da essa avvinta, trasportata e sedotta. Affermo una simile realtà perché, tali esperienze, le ho vissute in prima persona durante gli anni verdi della mia esistenza. Accennavo dinanzi come la formazione cattolica tradizionalistica di mia madre e, ancor più quella dei preti, in genere, aveva influito moltissimo sulla mia giovinezza, perché privata dei 349 350 cardini dell'insegnamento di GESU’e perché lo SPIRITO SANTO veniva da me misconosciuto per la fallace interpretazione dei "maestri" della teologia. Tutto ci veniva travasato come in un otre vuoto dai detentori di quelle “verità” della gerarchia ecclesiastica che continua ad ingannare la gente sprovveduta e credulona che crede che essa interpreta la PAROLA del CRISTO. Si ottemperava, quindi, e si continua ancora per i molti creduloni a quanto ci veniva trasmesso, con timori e paure perché messi a confronto con la fisionomia di un DIO completamente falsata e che si materializzava e si estrinsecava in un giudice implacabile sempre pronto a colpire e a punire. Così i propagatori della PAROLA, gente più peccatrice degli altri o, quanto meno, inconsapevoli delle loro materiali e quotidiane colpe che, spesso, sfociano in peccati contro il prossimo, infieriva ed infierisce su quanti per circostanze, a volte, non sostenibili sono costretti a marcare, ancora di più, la loro naturale peccaminosità. Quando declamavano i loro panegirici intorno alla Madonna, ai santi e ai beati apparivano degli asceti, dei mistici, dei dotti insuperabili ed interpreti unici della PAROLA, tanto che il loro parlare aveva forte presa sul popolino e, maggiormente, su di me. Per molti anni rimasi schiavizzato dalle prediche e dalle tante processioni che si realizzavano, molto spesso, nella mia città. Per evidenziare uno dei panegirici, penetrante ed accettabile, intorno alla Beata Vergine era ed è quello che DIO -PADRE non può negare nulla alla Madonna. Infatti, servendosi di alcuni aneddoti, come quello che nella famiglia, specialmente nel passato: chi intercedeva presso il burbero capo - stipite era la moglie che attenuava lo stato iroso del padre nei confronti dei figli manchevoli, chiedendogli di perdonarli. A quei tempi, quando la conoscenza del PADRE CELESTE veniva riflessa con una personalità di giustiziere e bramoso di punire e di condannare eternamente, tali aneddoti riuscivano a convincere e a persuadere la povera gente e me per prima. Perché, me per prima? Perché, effettivamente, in casa da noi avveniva tanto! Mio padre autoritario e schivo a fare carezze (ma non a riceverle), bastava un suo sguardo a richiamarci e a metterci sull'attenti; però, era molto amato da me per primo ed anche dai miei fratelli per il suo carattere forte e per la sua dedizione alla famiglia. Quindi, chi si interponeva tra noi e nostro padre, anche se a volte inutilmente, era mia madre per ottenere il perdono. Al cospetto di una falsata fisionomia del PADRE CELESTE, questo sillogismo, essendo Maria madre di GESU’, non può DIO non accontentarla e, quindi, attecchiva in maniera forte per cui ci si rivolgeva alla Beata Vergine, ad altri santi e beati perché intercedessero presso l'Onnipotente, Dio avido di giustizia ed implacabile ad attuarla con la condanna eterna all'inferno. Così i "grandi" teologi presentavano e presentano la Madonna che nella qualità di madre di GESU’ può rivolgersi a DIO -PADRE, insieme a tutti i santi, per ottenere il perdono dei peccatori, disorientando e negando ai singoli esseri umani la possibilità di rivolgersi direttamente al PADRE CELESTE che, tramite GESU’ e lo SPIRITO SANTO, ha regalato la SUA PATERNITA’, ancor stando sulla terra, a quanti si lasciano penetrare dallo SPIRITO di VERITA’ Questi grandi "dottori" della teologia cristiana, conoscitori tutt'altro che del DIO CRISTIANO si concedevano e si concedono tali arbitri, non tenendo in alcun conto ed adombrando fortemente la potenzialità medianica del CRISTO, il Quale con la SUA Totale e Gloriosa DONAZIONE al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO, non solo ha redento potenzialmente tutta l'Umanità, proiettandola nella NUOVA TERRA, ma consentirà 350 351 anche,alla fine dei secoli, alla nostra "galassia" di rientrare in quell'ordine universale e perfetto delle origini. Questi grandi "maestri" della teologia cristiana, in realtà sono dei fallaci sostenitori di tesi balorde ed altrettanto errate che riescono a schiavizzare la gente inconsapevolmente ignara della VERITA', nel mentre non possono essere accettati e, nello stesso tempo, vengono rifiutati da quanti, grazie allo SPIRITO SANTO, sono entrati nella conoscenza parva del DIO-CRISTIANO! Gli inconfutabili teologi consapevoli della maternità concessa alla Madonna da DIO -PADRE per il SUO DIVINISSIMO FIGLIO GESU’, ritengono e fanno ritenere che Ella sia non solo madre di GESU’ ma anche madre del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, essendo DIO UNO e TRINO: una creatura che diventa madre del CREATORE! A tale assurdità, essi vi giungono sostenendo che GESU’ è Uomo - Dio, pertanto Maria è madre anche di DIO! La loro povertà di spirito, derivante da una cecità paradossale, perché ostici alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’, non li porta a considerare che Maria è Madre della Persona di GESU’, limitata all'uomo e non alla SUA Divinità. Basterebbe che essi si soffermassero per un solo istante sul momento della morte corporale di GESU’ sulla CROCE, per comprendere che EGLI moriva solo come Uomo, cioè scindeva la parte Umana da quella Divina e lo dimostrò con l'inequivocabile frase pronunziata qualche attimo prima della SUA morte:" Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?"! GESU’, quindi, moriva come uomo perché non poteva morire come DIO; così Maria, la Madonna, è madre della parte umana di GESU’ e non già di quella Divina; quindi, né del PADRE, né del FIGLIO, né dello SPIRITO SANTO: cioè dell'UOMO - DIO! Senza nulla togliere alla Vergine Santa per la sua unica disponibilità allo SPIRITO SANTO, per la sua purezza che non ha confronti in tutta l'umanità; rimane sempre e solo un capolavoro meraviglioso e glorioso della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) perché innamorata d’ESSA e perché innamora nei secoli per la unicità della sua purezza e della sua umiltà non paragonabile a nessun'altra donna ! Nel mio capolavoro "Il classico della Teologia Cristiana" "Nu Poche de Bibbie", ispirato dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, nella Lirica "'A megghje ...tra tutte 'i fèmmene" si riscontrano questi versetti che sublimizzano la grandiosità della Madonna, quando così si esprime: " Se putèsse Marije a nuje parlà, na cose pènze che ce deciarrije: Faciteve sande, benedecènne e ludanne, pe sèmbe, 'u nome de Criste chè Dije cume Patre ce ha rejalate"! Maria, quindi, dopo GESU’ e lo SPIRITO SANTO dev'essere il punto di riferimento per tutta l'umanità per giungere al PADRE CELESTE, perché da lei possiamo imparare ed attingere una piccolissima parte della sua umiltà: è questa la virtù che innamora la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’: Essenza di AMORE, di MISERICORDIA, di GIUSTIZIA! Se quei "valenti" predicatori avessero imparato o imparassero a conoscere il DIO del CRISTO, disponendosi allo SPIRITO di VERITA', che come PADRE si dona a tutti gli uomini, primariamente a quanti accettano il CRISTO come Unico e Solo che media presso il PADRE CELESTE non avrebbero avuto la possibilità di sconfinare in assurdità medianiche, di altri che possono interferire per il perdono dei peccati; poiché tali credenze, anziché avvicinare al DIO- CRISTIANO rendono, assai difficile, agli esseri umani di raggiungere il traguardo di salvezza in questa Dimensione. Di tanta negatività, essi avranno da scomputare, come minimo, la metà degli anni di auto - purificazione di quanti sono stati istradati su vie distorte che, a loro volta, scomputeranno la rimanenza degli anni per non avere avuta la saggezza di intessere un rapporto diretto col PADRE CELESTE, nonostante l'esortazione amorosa del CRISTO attraverso lo SPIRITO SANTO e le sollecitazioni che pervengono da gente “ispirata”! 351 352 Nella quarta affermazione "Sono venuto a dimostrarvi la precarietà e la fugacità dei beni terreni", GESU’ con le SUE parole, instancabilmente, ci fa rilevare con ragionamenti saggi e convincenti come sia inutile e dispersivo il concentrarsi ad accumulare sentimenti, beni, ricchezza e gloria: "Chi ama il padre e la madre o i figli più di me, non è degno di Me"; "Il cuore dell'uomo ha le sue radici in quello che è il suo tesoro"; "Quand'anche avrai conquistato tutta la terra con il suo potere e la sua gloria, rimani sempre un pugno di cenere": "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco conquisti, facilmente, il Regno dei Cieli"! Questi moniti sono incisivi e dovrebbero portare l'uomo a riflettere e a meditare quando pensa ad accumulare solo ricchezza, a conquistare potere e gloria ed anche quando pensa a tutelare, a proteggere e a trasmettere. in assoluto, ai figli quella ricchezza, quel potere e quella gloria che ha conquistato, quasi sempre, danneggiando o distruggendo i propri simili. Così operando, egli dedica i pochi anni di vita terreni a soddisfare il suo corpo e i suoi affetti, trascurando, quasi del tutto, la elargizione gratuita avuta dal CREATORE: la spiritualità! Eppure, quest'ultima dovrebbe essere la primaria, costante e quotidiana preoccupazione di ogni essere umano perché non si esaurisce nel tempo col corpo ma viene proiettata nell'infinito e viene a determinare il raggiungimento rapido o prolungato di quanto essa ha bramato dalle sue origini: la pace e la felicità eterne! Quale valore possono avere anche cento anni di vita terrena vissuti bene o male, tra sofferenze e tormenti rispetto ad una vita di felicità e di godimento perfetto ed eterno? Queste constatazioni assiomaticamente, certe per i disponibili, i prescelti e gli eletti, sono per la massa degli esseri umani fatue e pazzi sono quelli, come me, che detengono e sostengono simili principi. Al termine, però, di questa esistenza, i "dotti" di questa terra quando la loro carcassa sarà diventata putredine ambulante o statica e le loro aspirazioni fisiologiche e morali saranno state mutilate, aspettando ed invocando la fine di quel corpo martoriato si renderanno conto della "grande beffa" volutamente subita ed allora apprezzeranno, se ne avranno la possibilità, ed invidieranno quanti "disponibili" alla VERITA' hanno raggiunto, in miniatura, quella pace futura ed eterna alla quale, tutti gli uomini, siamo destinati a raggiungere dopo una breve, lunga o lunghissima auto - espiazione mercé l'AMORE, la MISERICORDIA e la GIUSTIZIA perfettissima della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)! Questa realtà, palese in miniatura ai disponibili della terra, diverrà la sola ambita agli occhi di tutti gli uomini, quando con il loro spirito si troveranno nella "IPERCONSCIA"; infatti radiosa ed insostenibile la LUCE del CRISTO, attraverso lo SPIRITO di VERITA', li investirà e riusciranno a comprendere quanto vana e colma di negatività è stata la loro esistenza terrena. Allora, folgorati dalla VERITA', dal CRISTO, riusciranno a prendere visione che la loro vita terrena stilata sul "Nascere e Vivere per Morire" altro non era che una falsità concepita dal proprio sadico egoismo; e, come sarebbe stato confacente nella pienezza della loro spiritualità integrare il loro stile con "Nascere, Vivere e Morire per Risorgere in GESU’CRISTO!" Nell'affermazione "Sono venuto ad insegnarvi a rimettere le colpe altrui, allo stesso modo che la GLORIOSA TRIADE DIVINA le rimette a voi", GESU’ci esorta a perdonare coloro che ci offendono o ci arrecano danni fisici, morali e spirituali. Però, EGLI è "categorico" quando dice"Perdonate alla stessa maniera che il PADRE Mio perdona voi"! Quando possiamo ritenerci perdonati nei confronti del PADRE CELESTE? Tutti i peccati al SUO cospetto vengono cancellati e lo spirito riacquista la purezza primitiva, quando la contrizione ed il dolore sono tali e tanti da farci comprendere, attraverso una 352 353 sofferenza puramente sentita, la gravità della colpa o del peccato e il danno arrecato, prima a noi e poi al prossimo! Quindi, non basta dire, come solitamente avviene, con le sole parole: "Sono pentito e chiedo perdono", perché se alle parole non fa eco il dolore morale e spirituale, profondamente sentito, s'inganna se stessi e si vorrebbe illudere di ingannare anche l'ONNIPOTENTE: il DIO -CRISTIANO! Solo il dolore sensibilmente sentito e la prostrazione morale nei confronti di chi ha subito il danno e l'offesa ed il pentimento spirituale nei confronti dell'ALTISSIMO, può dare allo spirito quella pacatezza che ristabilisce quel rapporto originario con l'ASSOLUTO e poi con noi stessi. Alcune citazioni esemplari le troviamo nel Figliuol prodigo, nella Prostituta, in Colui che per la purezza della sua fede viene salvato e, ancora, in tante altre circostanze! Alla richiesta fatta a GESU’ dall'Apostolo: "Maestro, quante volte devo perdonare il fratello, sette volte sette?", GESU’ rispose: "Io non dico sette volte, ma settanta volte sette!". La risposta di GESU’ può sembrare un paradosso, eppure non lo è affatto, in quanto vi sono alcuni uomini che per le loro attribuzioni genetiche dovute ai geni atavici, dal male acquisito e consolidatosi in ambienti perversi, facilmente e spesso privati della volontà commettono, molto spesso, azioni che cozzano contro la morale e contro ogni legge civile. Queste acquisizioni che si evincono in elementi umani che, purtroppo, sono incappati in situazioni raccapriccianti, si ripetono o perdono consistenza, anche, in ambienti ritenuti di una civiltà avanzata. Per citarne qualcuna facciamo, in particolare, riferimento ai capi di stato di grandi nazioni. Questi ultimi, insieme alla suprema corte di giustizia del loro stato, si arrogano arbitrariamente al cospetto del DIO -CRISTIANO il diritto sulla decisione di condanna a morte, a volte di uomini colpevoli ed altre volte di uomini innocenti. Tali giudici, sono paragonabili, a nessun uomo avente parvenza umana, perché nella Futura Dimensione dovranno espiare le proprie nefandezze che sono oltremodo gravose e le colpe e i peccati che avrebbero continuato a commettere quei condannati a morte lungo il percorso della loro vita terrena, ma soprattutto la possibilità che avrebbero avuto di emendarsi e di purificarsi. In tutti questi soggetti, la nostra pochezza di penetrazione spirituale non ci consente di dare un giudizio "assoluto"; pertanto, essi segregati dovrebbero essere seguiti e, possibilmente, educati e curati da gente "onesta" preposta alla conoscenza seppure limitatissima del loro complesso morale e spirituale. Pertanto, per essi come pure per noi varrà il giudizio "assoluto" della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) quando i nostri spiriti nella "IPERCONSCIA" appariranno trasparenti e, quindi, schivi da ogni mistificazione. Inoltre, bisogna dare molta importanza e dedurre che alla formazione di tali soggetti ha contribuito la linfa che alimenta l'organismo di tutta l'umanità; quindi, anche la nostra che ci impone a chiederci: "Per quanto ho contribuito alle defezioni e alle malformazioni fisiche, morali e spirituali di essi?". A chiusura della pubblicazione, essendomi stato impossibile dare alla stampa le mie "profonde ed illuminate" riflessioni sul Giubileo, perché i responsabili dei giornali sono schivi, in massima parte, dal pubblicare argomenti scottanti che comprometterebbero la loro integrità di "dirigenti", sono costretto doverosamente ad affidare tali riflessioni a questo scritto! Eugenio Marchesino 353 354 Riflessioni di Eugenio Marchesino sul Giubileo del 2000 Non è stato il caso a far combaciare, a fare coincidere la elaborazione del mio lavoro teologico attuale "Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’ CRISTO" con l'avvento del Giubileo proclamato da papa Vojtyla e dalla sua corte. La circostanza è da attribuire all'attenzione, nonostante le mie precarietà, della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) affinché io possa riportare e fare constatare la ennesima idiozia di Giovanni Paolo II e dei suoi seguaci. La stessa incidenza si ebbe quando ero impegnato con l'Opera "ispirata" "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo". Allora si verificò il primo incontro a Parigi di Wojtyla con la gioventù delle diverse nazionalità. Oggi, si ripete ancora , più fragorosamente, l'impatto del papa con i giovani di tutto il mondo in occasione del Giubileo. Infatti, si constata che a centinaia di migliaia, giovani di diversi paesi e di diverse razze sono pervenute a Roma, nella "CAPUT MUNDI". Durante l'incontro del papa a Parigi con la gioventù, ebbi a riportare alcuni accenni in quella pubblicazione, dopo essermi soffermato a meditare e a riflettere sul flusso di tanti giovani nella capitale francese. Dopo una meditazione "ispirata", conclusi che la maggior parte di quella gioventù era stata allettata, non già da una fede sentita e vissuta, della quale nessuno dei "loro" maestri ne conosce l'Essenza, bensì dalla brama di conoscere la città più rinomata per il piacere mondano. E, per i pochi "illusi", anche l'occasione di vedere ed incontrare il "grande" papa. Come per Parigi, oggi, accade a Roma: la stragrande partecipazione dei giovani è stata dovuta all'ansia incontenibile, al desiderio irrefrenabile di poter visitare la ricchezza artistica e culturale dalla potente "CAPUT MUNDI". L'occasione, rarissima, del Giubileo è stata per loro "Una Manna caduta dal CIELO", anche perché le condizioni economiche per raggiungere la città del papa sono state agevolissime e le condizioni di assistenza, anche assai accettabili. A chi non avrebbe fatto gola raggiungere la tanto desiderata ROMA alle condizioni citate? Da questo lato, i giovani che ne hanno approfittato e vi hanno partecipato, sono veramente da ammirare e da encomiare. Il gaudio di Giovanni Paolo II, in questi giorni, è inesprimibile! Egli sorridente e pago per essere circondato e acclamato da tanta gioventù, si illude che essa possa essere pervenuta a Roma spinta dalla forza della fede, della quale egli per prima ne ignora l'Essenza. Fede verso chi? Forse, in parte, verso di lui perché capo mondiale della chiesa cattolica terrena, anche se egli, in sostanza baratta la fede della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ e si dimena su argomentazioni piccine ed insulse che vanno al di là e in opposizione alla concezione del CRISTO e alla vita vissuta dallo STESSO. Egli lucra non solo materialmente ma, ancora di più, spiritualmente sulla impreparazione e sulla ignoranza dei giovani in materia di fede. 354 355 Infatti egli, come d'altronde i suoi predecessori, ha dato vita al Giubileo del 2000, ossia allo scopo lucrativo delle indulgenze e alla remissione dei peccati. Illuso, sordo e cieco, come sempre, egli si mostra alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA'! Egli, ancora, causa la sua cecità spirituale, non entra nella parvenza di cosa occorra lucrare, prima per se stesso per gl'infiniti peccati e si atteggia a "grande" banditore della remissione dei peccati. Solo CRISTO ha concesso l'indulto alla remissione dei peccati di tutta l'umanità, attraverso la SUA DONAZIONE Gloriosa al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO! Una delle più e fra le tante idiozie pronunciate in questi giorni da papa Wojtyla è quella di avere, in proiezione futura, mercé la sua completa chiusura allo SPIRITO SANTO, etichettato i giovani presenti alla sua persona, come i "futuri" apostoli. Cieco e sordo egli si manifesta allo SPIRITO di VERITA’ non solo ma, anche, nella sua pochezza di uomo cieco alla evidenza degli obiettivi a cui tendono i giovani moderni: il piacere, la ricchezza e tanto ancora che possa soddisfare l'insaziabile brama degli esseri umani dei nostri tempi! Foggia, 16 agosto 2000 Cantico a Maria Come in alcune altre pubblicazioni, anche in questa non può non essere inserito il Cantico a MARIA, essendo la Madonna il secondo caposaldo della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Il primo, infatti, riguarda la DONAZIONE Gloriosa della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, attraverso GESU', per la salvezza totale dell'Umanità. Il secondo caposaldo viene rappresentato dalla Beata Vergine che, per la sua singolare unicità di umiltà, ha innamorato la GLORIOSA TRIADE DIVINA, tanto da consentirle, tramite il suo mezzo, di donare GESU’ a noi uomini. Il terzo va riferito all'AMORE, alla MISERICORDIA e alla GIUSTIZIA della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ che ha consentito a tutti gli uomini di tutti i tempi, l'auto -purificazione dei loro spiriti e, quindi, l'approdo a tutta l'Umanità nella NUOVA TERRA! Il Signore t'ha creato splendente l'umiltà tua il Suo cuore ha rapito al cospetto di tutte le donne sempre più bella e più pura t'ha fatto! Bella tu sei qual donna pura più delle pure e le donne, le più belle, non son belle al par di Te! . Dal Libro " Il Concetto di Gente e il Dopo- Morte 355 356 "Ispirato" dal Colosso dell'Universo: il Dio - cristiano INNO ALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA' Tu, GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ irradi l'Universo tutto col tuo Amore immenso, infinito ed eterno e noi, tuoi amanti, ne percepiamo una parvenza e riusciamo a cogliere una frazione infinitesimale di una piccolissima gocciolina che ci fortifica nello spirito, ci sostiene nel morale e ci aiuta nel fisico. Gloria a Te, SANTISSIMA e GLORIOSSIMA TRINITA’! e.m. PREGHIERA AL DIO - CRISTIANO, al COLOSSO dell'Universo, alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' Gloria a Te, Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore; Gloria a Te, Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore; Gloria a Te, Spirito Santo mio, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, generato dalla totale Donazione del Padre Celeste Santissimo e Gloriosissimo d'Amore al Figlio Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e del Figlio Gloriosissimo e Santissimo d'Amore al Padre Celeste Gloriosissimo e Santissimo d'Amore; Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Gesù; Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Dio e il mio Signore insieme al Padre Celeste tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore; Gesù mio, Tu sei il “Tutto” per me, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore; Gesù mio, Tu sei l'Amore infinito ed eterno per il Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e per lo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore; Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei l'Amico mio, unico e solo al mondo, insieme al Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore. Padre Celeste, ti prego, ti supplico accogli questa mia invocazione: Te lo chiedo nel nome Santissimo e Gloriosissimo di Gesù e nel nome Santissimo e Gloriosissimo dello Spirito Santo Tuo. 356 357 Spirito Santo mio, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, Tu sei il mio Bene Assoluto insieme al Padre Celeste tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e a Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore; Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, fa che io ti ami sempre, sempre, sempre di più in assoluto e in eterno, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore; Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per quanto concedi a me prioritariamente, ai miei figli, alla mia casa, alle poche persone che mi vogliono bene, agli spiriti dei mie cari passati nella Nuova Dimensione e a tutti gli spiriti che vengono traslati nella Nuova Vita; Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per la conoscenza sempre più grande che mi dai del Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore; Spirito Santo mio, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, grazie infinite per quanto concedi ai miei figli: Pino, Marilice Luciana, Massimo, Tonio, Patrizio, Maria e Checco; e, ai figli dei miei figli: Andrea, Luca, Fabrizia Giampaolo, Simona, Marco Francesca, Chiara, Daniele e Alessio; Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria infinita ed eterna del Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore; Spirito Santo mio, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del Padre Celeste Tuo, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e di Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore; Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore. Questa preghiera viene evocata da me, integralmente, due volte al giorno; mentre in alternativa, durante la giornata, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ viene Glorificata da me con alcune delle sue parti. Ogni qualvolta la mia bocca invoca il nome Santissimo e Gloriosissimo del PADRE CELESTE, del FIGLIO e dello SPIRITO SANTO, la mia mente ed il mio cuore sono rivolti " al DIO -CRISTIANO" onde dare consistenza alla invocazione di DIO -PADRE, DIO FIGLIO e DIO –SPIRITO SANTO. A questa preghiera partecipano tutti i Santi, cittadini della NUOVA TERRA, Santificati dal CRISTO e non già quelli proclamati dal papa. e.m. CENNI AUTOBIOGRAFICI Nel 1927, la città di Taranto mi diede i natali e vi rimasi fino all'età di 11 anni. Mio padre, macchinista delle Ferrovie Statali, nel 1934 fu trasferito a Foggia ed io che ero rimasto a Taranto con mia zia, cinque anni dopo fui costretto a rientrare in famiglia. 357 358 Posso, quindi, affermare non solo di avere l'adozione ma sentirmi di essere cittadino foggiano a tutti gli effetti. Il rapporto con questa città è sentimentalmente profondo e di mia volontà, giammai, la cambierei con un'altra avendo in essa maturato fisicamente, moralmente e, ancor più, spiritualmente. Ancora troppo giovane, direi giovanissimo (tra i sedici e i diciassette anni), cominciai ad affrontare il problema della "morte" che non accettavo in assoluto e che al solo pensiero rimanevo terrorizzato. Cercai, quindi, attraverso fonti diverse di trovare una soluzione o meglio una giustificazione ad essa e agli interrogativi che, spesso, martellavano la mia mente: "Chi sono? Da dove provengo? Cosa mi attende dopo questa esistenza terrena?". Io, cattolico tradizionalista, venivo ancor più torturato dagli insegnamenti di bigottismo di mia madre e da quello errato dei preti, i quali evidenziavano nella maniera più negativa e nefasta la Persona del DIO - CRISTIANO, come giustiziere implacabile e sempre pronto a condannare eternamente i peccatori. La mia esistenza pendeva tra il timore e lo sgomento della morte e la condanna, quasi certa: essendo tutti peccatori per natura! La svolta di questa formazione ebbe inizio nel 1957, quando insegnando in agro foggiano ebbi l'opportunità di conoscere e contrattare gli Evangelisti. Il primo impatto con loro fu terribile perché la mia chiesa, quella cattolica, condannava ed accusava come eretiche tali confessioni. In seguito, col frequentare i "protestanti" ebbi a conoscere che essi adoravano lo stesso GESU’ mio e, ancor più, il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO. Cercai di penetrare qualcosa di più e cominciai a frequentare, oltre che gli Evangelisti, anche gli altri fratelli delle altre confessioni: Mormoni e Testimoni di GEOVA Ciò nonostante, non mi rendevo conto, essendo tutti adoratori dello stesso DIO -CRISTIANO, perché mai non entrassero in comunione tra loro. Ricorsi, ancora e più profondamente alla meditazione del NUOVO TESTAMENTO chiedendo aiuto e sostegno a GESU' e, tramite LUI, riuscii a comprendere che tali avversioni e lotte continue trovavano origine nella "presunzione" di ciascuna confessione. Ognuna di esse sosteneva e credeva di essere la vera CHIESA di GESU' e, tanto veniva e viene ancora marcatamente sostenuto dalle comunità cattolica ed ortodossa in primis. Soffrendo, pregando e frequentando, ancora, i fratelli di tutte le comunità cristiane, essendo "credenti" dello Stesso CRISTO li esortavo con la loro comunione ad evidenziare i capisaldi degli insegnamenti elargitici da GESU’: "UT UNUM SINT" e "Amatevi gli Uni gli Altri affinché il mondo creda in Me!". Dopo un ventennio, deluso e logorato da tanta superbia; condizionato anche dai rapporti coniugali, non frequentai più alcuna comunità se non per necessità. Continuai e continuo, costantemente ed amorosamente ad implorare GESU’, il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO e ad amarli in assoluto e a diventarne geloso, tanto da fare la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ tutta mia, perché disgustato dagli abusi e dai soprusi che venivano e vengono fatti nel SUO Nome a danno loro, prima, ed anche di tanta povera gente. Grazie a LUI, a GESU’, me ne assunsi il possesso tanto da scandalizzare i molti prelati ed anche la gente comune quando dicevo : " il mio GESU’!". Successivamente mi diedi ad esortare continuamente con lettere raccomandate i responsabili della chiesa cattolica ( il papa per prima); quelli delle comunità evangeliche ed anche laici di elevata cultura teologica. Tanta sentita esortazione veniva, eccezione fatta per alcuno, ricambiata con profonda ignavia e, ben presto, essa si tramutò in duri ammonimenti che profilavano e profilano la dura auto 358 359 espiazione dei loro spiriti, nel dopo morte, nella IPERCONSCIA e, precisamente, nelle prime due sezioni della CAINA. Alle lettere raccomandate, fecero e fanno eco i miei scritti "ispirati", i quali ad eccezione di qualche cenno di ringraziamento, assai raro, non vengono né contestati, né accettati, né posti all'indice per la durezza delle imputazioni rivolte , prima, a papa Vojtyla e poi ai suoi principi, conti e marchesi, perché la “VERITA’” in esse racchiusa risente del tocco dello SPIRITO SANTO! Da oltre due lustri, grazie all'AMORE incontenibile del "mio" GESU’, evoco quotidianamente e più volte il Nome della GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), ringraziando e Glorificando per quanto GESU’ mi ha eternamente elargito per mezzo dello SPIRITO di VERITA: L'Adozione a figlio del PADRE CELESTE! Continuo e continuerò sempre ad ammonire duramente la gerarchia ecclesiastica cattolica e di conseguenza quella ortodossa, privi di filantropia spirituale ed emergenti nella loro persona, fino a quando la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ me lo concederà, perché esse appaiono a digiuno completo della Essenza dell'insegnamento del CRISTO e si divagano esclusivamente in problematiche che esulano da quanto il CRISTO è venuto a dirci e continua a farlo tramite lo SPIRITO dI VERITA’: "Nessuno viene al PADRE se non attraverso ME"; "Fate questo in memoria di Me: come Io dò la mia vita per voi, così voi dovete testimoniare l'Essenza del FIGLIO dell'Altissimo"; " Il Nome di PADRE spirituale va riferito solo ed esclusivamente al PADRE Mio!"; "Come il Figlio dell'UOMO non ha dove poggiare il capo, così voi siate parchi nell'utilizzo dei beni del mondo!"; Chi vede Me vede il PADRE Mio!" "Vendi tutto, dallo ai poveri e seguimi!"; e, così si potrebbe procedere all'infinito. A sancire il SUO insegnamento, il CRISTO, nonostante l'obbrobrio continuo che la massa, eccezione fatta per alcuni dei “tutori” della PAROLA, apporta alla GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) si dona nell'AMORE più sconfinato al PADRE CELESTE e allo SPIRITO di VERITA' perché tutta l'Umanità possa, nel futuro, raggiungere la Zona PARADISIACA! Quanto innanzi accennato viene riportato in tutte le mie Opere "ispirate" sotto elencate: La Realtà Evangelica è l'Unità dei Cristiani Lo Scandalo dei Cristiani Nu Poche de Bibbie Le mie Rose ad una Donna La Eutanasia e la Cremazione La Dimensione Eterna Il Terzo Libro dopo il Vangelo L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole (prima parte) La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male Il Destino e la sofferenza dell'Uomo La Reincarnazione o Metempsicosi Il Pentateuco Cristiano Si Nasce , si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’ CRISTO L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole (seconda parte) Il concetto di Gente e il Dopo morte eugenio marchesino 359 360 INTRODUZIONE . Nell'anno 2004, in cui ci sarà l'Apoteosi della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' perché, moltissimi uomini, anche attraverso le mie pubblicazioni "ispirate", saranno penetrati dallo SPIRITO di VERITA' e Inneggeranno e Glorificheranno, sempre e solo, la GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO); e, quindi, sarà palese l'Entità Suprema attraverso il CRISTO e lo SPIRITO SANTO: il DIO CRISTIANO! Questa ENTITA’, Essenza di AMORE infinito, di MISERICORDIA inesauribile e di GIUSTIZIA perfettissima, Unica e Sola a cui deve fare riferimento il "vero" cristiano da come il CRISTO ha insegnato, attraverso lo SPIRITO di VERITA'; è stata resa sbiadita dai tutori della "PAROLA" e, addirittura, sostituita da infiniti "mediatori", santini e madonne. Pertanto mi viene "detto", in questo lasso di tempo, di continuare a martellare i timpani degli orecchi, svellere le cataratte dalla vista e rendere morbida la cervice dei responsabili di questo "oscuramento" della VERITA', attraverso la pubblicazione di alcuni argomenti "ispirati" dalla GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA che saranno di supporto e trovano il loro epilogo nelle "Testimonianze ispirate", "Nel Concetto di Gente" e nel "Dopo Morte". A questi trattati faranno seguito alcune Epistole elaborate ed inviate con raccomandata ad alcuni "massimi" (il papa compreso) della chiesa cattolica ed anche a qualche piccola pedina della stessa comunità. Queste ultime Epistole sono state scritte e spedite dopo la pubblicazione della più grande Opera di tutti i Tempi, "J'accuse", che ne raccoglie un centinaio e più tendenti, tutte, nella stragrande maggioranza ad esortare prima e poi con accentate parole ad ammonire i tutori della "PAROLA", con qualche eccezione, che per interessi propri, tendono a distorcere e a sviare la "povera" gente dall'Unica Realtà Emblematica: la SANTISSIMA e GLORIOSISSUMA TRINITA! Questi scritti sono stati preceduti dall'Inno e dalla Preghiera alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', a me trasmessi tramite "ispirazione" e riportati anche nelle mie tre ultime pubblicazioni: Ci fosse stato uno dei principi, conti, marchesi e baroni, il re compreso, papa Vojtyla, della chiesa cattolica che avesse avuto un cenno di riconoscimento a tanta Sublimazione della GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). E tanto è facilmente e comprensibile perché la loro fede è vacillante perché costruita sulla sabbia; però poco consapevoli che quanto prima i loro spiriti, nella IPERCONSCIA, e precisamente nelle prime due sezioni della CAINA incontreranno una lunghissima e durissima espiazione. Ripeto, nessuno di loro ha apprezzato e valutato tanta "ispirazione" della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', solo due: un laico, il prof, Antonio Ricci ed un missionario, Giuseppe, entrambi penetrati, perché disponibili dallo Spirito di Verità, ne hanno testimoniato la grandiosità. Pertanto, mi viene "detto" ancora, di testificare la loro encomiabile esaltazione alla GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA, con la pubblicazione integrale delle loro lettere. L'autore 360 361 Bari, 23//2/ 2000 Carissimo Eugenio, fratello in Cristo Gesù, grazie assai per la tua cara lettera e per il tuo INNO alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA, che tanto mi è piaciuto che l'ho imparato a memoria per ripeterlo nelle mie preghiere quando ne sento il bisogno. Anche la tua "Preghiera" è bellissima: la tua scheda bibliografica molto utile ed interessante ed il tuo puntuale saggio sul Pentateuco Cristiano, ispirato dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’. E' sempre un grande piacere dello spirito leggere i tuoi scritti ispirati dalla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’. Fai bene a pubblicare la tua nuova opera sul Pentateuco Cristiano: ormai hai dato un forte ed importante contributo alla conoscenza del CRISTO CREATORE e, questo tuo nuovo scritto, è importante e necessario alla comprensione delle Sacre Scritture. Ti abbraccio in Cristo, nostro Signore. Tuo Antonio Ricci Bari,15 ottobre 2001 Carissimo Eugenio, fratello in Cristo, ti sono molto grato per le belle parole che hai saputo dirmi per la scomparsa di mia sorella Maria: mi sono sentito tanto confortato. Il tuo ultimo libro "L'Apoteosi del Cristo nelle mie Epistole" mi ha fortemente impressionato e convinto della giustezza della tua Fede. E' edificante constatare dai tuoi scritti come la dimora dei giusti e degli eletti sarà la zona Paradisiaca e come i non eletti saranno destinati nella sfera Caina. Hai ragione quando affermi che gli ebrei, che non si riconoscono in Cristo non possono essere ritenuti nostri fratelli maggiori, "cristianamente" parlando. Le varie epistole da te inviate a Uomini e Donne della chiesa, a vescovi, a cardinali, al papa , a gente comune sono una testimonianza vivente di vera Fede nella Santissima Trinità. E mi domando: perché gli interpellati da te non rispondono ai tuoi quesiti sulle verità cristiane? Hai il coraggio di dire la Verità ai "Potenti" ed è Dio che ti dà tanta forza. Nella seconda parte "J'accuse", eloquente è ben fatto è il disegno sugli eletti. Dio, Gesù, con la sfera Caina e quella Abelica. La tua è veramente una circostanziata Apoteosi della Santissima e Gloriosissima Trinità attraverso le tue belle ed uniche Epistole. Bellissimi e struggenti il tuo Inno e la tua Preghiera alla Santissima e Gloriosissima Trinità. Ti abbraccio in Cristo. Tuo Antonio 26/ 6/2000 361 362 Carissimo Eugenio, grazie di cuore per il ricordo affettuoso, l'offerta di 100.000 che provvederà alla colazione dei nostri lebbrosi e per il tuo incoraggiamento a conoscere, pregare, comunicare di più con il nostro "Tutto". Anche se i postumi dell'emorragia cerebrale mi producono stanchezza quando leggo, ogni giorno leggo un brano dai tuoi due libri. "Nascere e vivere per Morire" e il Pentateuco cristiano". Mi interessano ed attraggono le tue riflessioni sulla vita, la morte, la presenza del male. Poi inizierò a leggere "L'Apoteosi" e le tue lettere ai Papi, ai Vescovi e personalità laiche. Inizio spesso il giorno con la bella preghiera "Inno alla Santissima e Gloriosissima Trinità" che mi mette di fronte al mistero della grandezza di Dio e alla inesattezza nel nostro rapporto e comprensioni presso di Lui. Quanto a me, il 6 luglio partirò per Roma, dove devo incontrare i responsabili della nostra amministrazione Salesiana. Tieniamoci in contatto e vogliamoci sempre bene. Tuo carissimo fratello Giuseppe. 1° luglio 2001 Carissimo Eugenio, mi resta sempre il pensiero affettuoso di te: la tua missione costante di presentare all'attenzione della nostra chiesa lo splendore, il mistero, la carità del nostro Dio, Uno e Trino, rivelatoci da Gesù Cristo e, purtroppo, non ancora sufficientemente conosciuto ed amato. Questa volta la tua offerta è stata portata via, e la busta era stata manomessa e riattaccata in modo maldestro. Non importa, io ti ringrazio di cuore e anche il Signore che tutto vede. Ci sentiremo ancora a una distanza di 7000 chilometri che, però,. non riuscirà a separarci. Con grande affetto e riconoscenza per la tua amicizia: mi professo Don Giuseppe. . TESTIMONIANZE "ISPIRATE" La SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ è UNA “Sola ed Unica Identità”: il DIO – CRISTIANO (Il PADRE CELESTE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Le TRE PERSONE DIVINE sono infinitamente ed ugualmente amabili. A “nessuno” è dato discernere chi è il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU’ e lo SPIRITO SANTO, perché amando L’UNO vengono amati gli ALTRI con la stessa energia. Non è possibile, quindi, concepire di attribuire una intensità di AMORE diversa al PADRE CELESTE, al FIGLIO GESU’ e allo SPIRITO SANTO! Eccezionalmente, tale conoscenza, sarà data a quanti avranno dato la loro disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ con una percezione. 362 363 GESU' è venuto in mezzo a noi uomini per insegnarci a conoscere il PADRE CELESTE, tramite lo SPIRITO SANTO, perché potessimo stando su questo pianeta raggiungere la maestosità dell'Adozione a FIGLI del DIO -CRISTIANO; e, quindi, la purificazione col SUO OLOCAUSTO e poter giungere, in breve tempo, nella NUOVA TERRA! GESU' ha elargito il possesso dello SPIRITO di VERITA' ai disponibili, perché potessimo col SUO aiuto avvicinarci a conoscere " La Verità" tenuta, in gran parte, nascosta fino a quando EGLI è venuto in mezzo a noi. "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Come DIO, GESU', non poteva soccombere alla morte ma solo come UOMO: in quel momento avvenne il distacco della Divinità del CRISTO dalla Sua Umanità! Dire: "Soffrire per alleviare e collaborare con le sofferenze di GESU' è blasfemo, perché significherebbe volere aumentare la SUA Sofferenza sulla CROCE, avendo già EGLI con la SUA Totale DONAZIONE al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO, anche, espiata e purificata la sofferenza fisica di tutti gli uomini!”. Nel mentre ringrazio e glorifico immensamente ed in eterno la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' per quanto ci elargisce gratuitamente; nello stesso tempo, deploro e condanno lo scempio che, quotidianamente,, viene fatto dall'uomo e dalla donna intorno ai doni immensi ed immeritati concessi dal DIO -CRISTIANO: la bellezza fisica e la spiritualità sconfinata! La entità di "uomo" nella sua portata e nella sua valenza, viene da me stabilita dalla ricerca, dalla conoscenza e dal rapporto raggiunto con l'Unico e Vero UOMO: CRISTO GESU'! Altrimenti rimane, solo e sempre, un pulviscolo umano, una pula umana destinati, quanto prima, ad essere assorbiti dopo il distacco dello spirito, dalla terra, dall'acqua o dall'aria. Pertanto, l'umanità presente sul nostro pianeta può essere racchiusa in tre fasce; il 10%, è quella fascia che facilmente si apre allo SPIRITO di VERITA' (Eletti, Prescelti e Disponibili); il 30%, è l'aliquota avente sembianza umana; il 60%, rappresenta il pulviscolo umano e la pula umana che sono racchiusi in sei sezioni: abulici, drogati, ricchissimi, dittatori e potenti della terra, pervertiti, sub-demoni e demoni! Bisogna perseverare nella ricerca dei beni materiali che rendono meno tribolata la nostra esistenza terrena; nel mentre, bisogna insistere, caparbiamente e costantemente, nella ricerca per raggiungere le certezze delle cose spirituali! Beati coloro che soffrono, in particolare, nello spirito che porta a testimoniare l'unica, la vera assiomatica VERITA': CRISTO GESU'! Beati i perseguitati quando lo sono, particolarmente, per testimoniare CRISTO GESU! 363 364 Il CRISTO si presenta, ancora, sulla CROCE per quanti vivono nella colpa e nel peccato; mentre EGLI si presenta GLORIOSO alla destra del PADRE CELESTE e con lo SPIRITO SANTO alla sinistra del PADRE CELESTE per quanti l'hanno accettato nella pienezza: per questi ultimi la CROCE è un brutto, amaro e truce ricordo! DIO PADRE, dopo averci regalato il CRISTO, si mette da parte ed accentra il "TUTTO" in GESU', perché gli uomini penetrati dallo SPIRITO SANTO abbiano la vita eterna in LUI! GESU' a ricambiare l'infinito Amore del PADRE CELESTE ci regala l'Adozione a FIGLI del DIO - CRISTIANO e ci dona lo SPIRITO di VERITA' affinché, tutti noi, possiamo evocare e glorificare eternamente la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' e, rendere, solo a ESSA, il "Grazie" eterno! Il Sinedrio degli ebrei e tutto il popolo ebreo crocifisse il CRISTO, negando e continuando a negare la SUA DIVINITA' e invocando la maledizione su se stessi e sui loro figli! Il Sinedrio dei cristiani: dai cattolici agli ortodossi, dai protestanti ai testimoni di GEOVA ed insieme ai mormoni hanno preso quel CORPO dilaniato dalla CROCE e l'hanno fatto a pezzi, perché "insuperbiti" ed accecati dal loro "Egoismo" e continuano ad affermare di essere ognuno la "vera" chiesa; nel mentre la CHIESA di GESU', esautorando tutte queste chiesucole, giorno dopo giorno, va realizzandosi nella NUOVA TERRA, la ZONA PARADISIACA, con i "veri" fratelli del CRISTO delle diverse comunità! Il Sinedrio dei cattolici è costituito da "Epuloni" e da "Tormentati": è facile distinguerli dalla loro stazza! "Lasciate che i morti seppelliscano i morti". così dice GESU' parlando ai SUOI veri Discepoli: "Voi avete la Vita Eterna, perché IO sono la VITA, la VERITA' e la VIA! I veleni ed i morsi delle "vipere" non vi apporteranno "morte", perché voi miei "veri" discepoli, non incontrerete la morte spirituale su questa terra e, quindi, giammai. I veleni apporteranno in voi sconvolgimento ma, giammai, la distruzione della GRAZIA da ME (GESU’) elargitavi! I profeti dell'Antico Testamento, non avendo la possibilità, né la conoscenza di essere "ispirati" dallo SPIRITO di VERITA', venivano illuminati da quella scintilla spirituale che fa capo alla MASSA DIVINA: al DIO - CRISTIANO! Pertanto, GESU', venendo in mezzo a noi, ci ha dato la possibilità della visione chiara ed esaltante dello SPIRITO di VERITA' e, tramite LUI, l'inconfutabile certezza dell'AMORE 364 365 infinito, della MISERICORDIA inesauribile e della GIUSTIZIA perfettissima del PADRE CELESTE! Eugenio Marchesino Il Concetto di Gente "Ispirato" dalla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA': agli scienziati atei, ai potenti, ai ricchissimi e alle "professioni" cristiane della terra tutta. Spesso risento quanto viene espressamente riportato da mia moglie, anche da qualcuno dei miei figli e ancora da tante altre persone: "Bisogna dare conto alla gente"" Un giorno dopo un'analisi accurata mi sono chiesto :"Chi è la gente?". Di rimando ho intuito che anch'io faccio parte della gente! Quindi, mi sono portato a definire chi è e cosa vuole la "gente". Innanzi tutto devo affermare che la gente, me per primo, è quella massa di esseri umani debole, meschina, miserabile, rottamata e rifiutata se non si riconosce tale al cospetto dell'AMORE infinito, della MISERICORDIA inesauribile, della GIUSTIZIA perfettissima, della PUREZZA e della INTEGRITA’ psico -fisica indefinibili; cioè al cospetto del DIO CRISTIANO, del COLOSSO dell'Universo, della SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA! Altrimenti se non si riconosce in tali valenze lo è mille, un milione, un miliardo e più di volte di me. Il CRISTO dà l'Essenza della regalità e della potenzialità a quelle prerogative di immensa ed encomiabili virtù: AMORE, MISERICORDIA e GIUSTIZIA! CRISTO è L'UOMO: l'Unico il Solo, il Vero che ci dà la fisionomia assiomatica dell'UOMO DIO! La seconda domanda: Cosa vuole la gente dagli altri?". Presenta, ancor più, difficoltà perché essa si conferma alle esigenze di vita del luogo e dell'ambiente in cui vive; quindi, non è esplicita come la prima, quella cioè riferita alla "PAROLA": "Non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te"! Comunque a soddisfare quest'ultima domanda si giunge col rispetto delle leggi vigenti nei diversi paesi e nei diversi ambienti: Riportandomi a quella immensa massa di esseri umani che raggiungono o superano di molto il miliardesimo delle mie precarietà devo, innanzi tutto, fare riferimento agli scienziati atei, i quali sono i più da condannare, perché servendosi prima di quella scintilla infinitesimale elargita a tutti gli uomini dalla "Massa Divina", il DIO _ CRISTIANO, e, ancor più, servendosi del dissesto psico - fisico generato dall'unica funesta e deprecabile creazione dell'uomo " il male" riescono ad avvantaggiarsi su quanti, a causa dello stesso dissesto psico fisico negativo, vengono minorati nella psiche e, soprattutto, nell'intelletto. Essi, tali scienziati, sfruttando questa grande positività sottratta, per infinite evenienze, agli altri esseri umani giungono a scoprire delle leggi insite in natura e donateci dal COLOSSO dell’UNIVERSO, dal CREATORE del "TUTTO", perché questa esistenza fosse meno traviata e meno tribolata per tutta l'Umanità! Essi, quindi, pieni di se stessi o insuperbiti per quanto da loro è stato accaparrato, raggiungono orizzonti e scoperte che li rendono degli idoli, senza tenere in alcun conto che tali traguardi si sono potuti conquistare, solo e per volere di COLUI che amando la SUA creatura, ha concesso le migliaia di miliardi di opzioni per migliorare le condizioni fisiche, morali e spirituali di tutta la "gente"! 365 366 Invece, essi insieme ai ricchissimi e ai potenti della terra, spesso fanno abuso e disuso di quelle scoperte e le utilizzano in maniera nefanda e distruttrice per la restante umanità. Ad essi vorrei rivolgere, prima , una esortazione, cioè quella di convertirsi e ringraziare perennemente l'AUTORE dell'UNIVERSO che ha concesso loro tali conquiste e, nello stesso tempo, fare loro conoscere che la totalità di tutti gl'intelletti umani, dall'inizio della vita su questo pianeta fino alla fine dei giorni di esso, non riusciranno a comporre una sola cellula dell'Intelletto del DIO -CRISTIANO! Le deduzioni di questa grande VERITA' agli accorti e, soprattutto, agli umili della scienza. Inoltre, dicevo che alla categoria di coloro che non si riconoscono nelle mie precarietà, da me enunciate e da me attribuitemi, ci sono i ricchissimi della terra ed i potenti che sfruttando le necessità infinite della "povera" gente, accumulano tesori che permettono loro di infierire potenzialmente su quanti brancolano nella fame, nella miseria più scandalosa e nelle malattie più orrende. In questa categoria abbondano, in maniera sconvolgente, coloro che col danaro comprano qualunque cosa, degenerando anche nella più infima corruzione e prostituzione che li rendono più immondi delle bestie più reiette del pianeta. A chiusura del "Concetto di Gente" sono da condannare, ancora di più, i capi delle "professioni "cristiane", in particolare quelli della chiesa cattolica ed ortodossa. Tutte le professioni cristiane, chi più chi meno, distorcono e falsano l'insegnamento vissuto dal CRISTO e si atteggiano a "maestri" della teologia e, quindi, della VERITA', ignorando o volendo ignorare la loro alterigia che spesso sfocia nel vero peccato, la superbia: determinando contrasti ed odio tra di loro e sotterrando il Comandamento d'Amore avocato e preteso dal CRISTO: "Amatevi gli Uni gli Altri ed il mondo crederà in Me!". Inoltre, con la esortazione: "Fate questo in Memoria di Me!", invita gli Apostoli prima, e i SUOI "veri" discepoli poi,a realizzare il SUO desiderio, cioè: "Come Io sto per dare la vita per salvare l'Umanità, così anche voi dovete offrire la vostra per testimoniare Me!" E gli Apostoli e quanti innamorati di GESU' attesero e attendono a quando GESU’ aveva chiesto e continua a chiedere. E non già a limitarsi a prendere le particole e pretendere, con queste forme avulse e lontanissime dall’AMORE incommensurabile, dalla MISERICORDIA impenetrabile e dalla DONAZIONE infinita del CRISTO a volere testimoniare la presenza di GESU’, ingannando ancora di più la "ingenua" gente e deturpando quanto ogni "vero" discepolo del CRISTO ha fatto donando la sua vita per esserne degno. Esse, tali professioni non sono paragonabili nemmeno ai soldati romani, i quali sotto la CROCE, pur non credendo nella Divinità di GESU’, ebbero rispetto della SUA Persona e anziché dividersi la SUA Tunica, preferirono tirarla a sorte! Mentre i falsi "maestri" della teologia cristiana, non tenendo in alcun conto, quanto ci è stato Comandato dal CRISTO, imperterriti, continuano a denigrare la realtà vissuta e insegnata da GESU', disgregando e riducendo a brandelli il SUO CORPO, la SUA CHIESA! A questo punto è giusto chiedersi dov'è la CHIESA menzionata, acclarata e testimoniata dal CRISTO? Gli "illuminati " di ieri e, più ancora, gli "ispirati" di oggi non solo percepiscono e comprendono dov'è la CHIESA di GESU', ma la intravedono nella Futura Dimensione, popolata da tutte quelle cellule delle diverse confessioni cristiane che, superando ed accantonando gl'insegnamenti fallaci dei loro maestri, sono entrati nella parvenza della umiltà e della fraternità di GESU'! "Nessuno viene al PADRE se non attraverso ME!" Esplicito e categorico riappare il CRISTO in questa SUA affermazione. EGLI, quindi, esclude qualunque interferenza ed ogni mediazione da parte di alcuno, perché sta a dimostrare che la SUA totale Oblazione al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO 366 367 esautora ogni intercessione, perché il SUO SACRIFICIO sopravanza in maniera inaudita alla Salvezza di tutta l'Umanità di ogni tempo. La Salvezza di tutti gli uomini, quindi, è conficcata su quella CROCE GLORIOSA e subordinata alla umiltà dell'uomo che, riconoscendone la potenzialità incommensurabile, si prostra ai piedi di quella CROCE e riconoscendo CRISTO come "L'UOMO - DIO" invoca il SUO perdono e GLI rende la lode, la gloria ed il "grazie eterno"! Al cospetto di questa REALTA’ DIVINA, come osa Giovanni Paolo II, insieme ai suoi gagliardi consiglieri, impregnati di superbia, eleggere a santità uomini che seppure, in parte o in molta , hanno osservato e cercato di vivere il volere del CRISTO, non possono essere declamati santi da nessuno, all'infuori del CRISTO, tanto meno da papa Vojtyla che ha superato ogni limite concesso all'uomo? Infatti, non tenendo in alcuna considerazione l'imperativo "assoluto" del CRISTO: "Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me!"; e, volendo ignorare quanto affermato con accanita severità dall'Apostolo Paolo: "Se qualcuno predica un altro Vangelo, sia egli anatema!"; papa Vojtyla ha creato la "Babilonia " delle religioni, pietendo ed implorando ai capi delle altre religioni la comunione della preghiera, quando esse al cospetto della PAROLA del CRISTO, sono da ravvisare pagane essendo GESU' il Solo e l'Unico Amatissimo FIGLIO dell'ALTISSIMO, del DIO -CRISTIANO! Inoltre, in opposizione all'umiltà e alla povertà vissute dal CRISTO che le espletava affermando;" Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli il loro nido mentre il FIGLIO dell'UOMO non ha dove poggiare il capo!", il papa guazza in una reggia che pochi potenti della terra possono uguagliare; si copre con abiti, anelli e collane di un valore esorbitante, portando scempio fra quegli esseri umani che a milioni brancolano nella fame, vivono di stenti e sono costretti a contrarre malattie che non vengono contrastate; si lascia proteggere da guardie speciali ed usa mezzi blindati per tema di essere ucciso; mentre il CRISTO si circondava di gente umile e povera alla quale rivolgeva parole di conforto e di sostegno per l'avvicinarsi della SUA CROCIFISSIONE! Ancora, il papa non tenendo in alcun conto le parole del CRISTO riguardo all'attribuzione categorica del "sostantivo" di PADRE, al SUO DIO e PADRE CELESTE, si lascia investire col nome di "padre santo" vituperando il DIO - CRISTIANO e permettendo l'uso e il disuso a tutti i componenti la gerarchia ecclesiastica, Infatti, tutti, dai pretini agli alti prelati della gerarchia cattolica ed ortodossa, lo accaparrano per essere riveriti come casta privilegiata e lasciarsi baciucchiare le mani. GESU’, prima di fare ritorno al PADRE CELESTE così incita gli Apostoli prima e poi tutti i SUOI discepoli: "Andate per tutta la Terra e battezzate le genti nel nome del PADRE, del FIGLIO e dello SPIRITO SANTO: tutti quelli che saranno stati penetrati dallo SPIRITO di VERITA' diverranno MIEI Discepoli ed Io sarò con loro fino alla fine dei tempi"! Quindi, l'attribuzione che si danno i preti di essere stati chiamati, eccezione fatta per quei pochi che hanno inteso nella integrità e vissuto l'insegnamento di GESU', è una vera presunzione che esula del tutto dalla volontà del DIO - CRISTIANO. E, ancora infinitamente misericordioso, il CRISTO prima di consegnare il SUO SPIRITO nelle Mani del PADRE CELESTE, così invoca il DIO - CRISTIANO: "PADRE, perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno!". In questa Dimensione, GESU', consapevole di avere infinitamente purificato tutte le nefandezze e tutti i nostri peccati (dell'Umanità presente, passata e futura) affida, tramite lo SPIRITO d'AMORE, il SUO SPIRITO al PADRE CELESTE. Al cospetto di questa visione totalmente redentrice, come osano le comunità cattolica ed ortodossa, insieme alle altre "professioni" cristiane parlare di un luogo di condanna eterna? La sublimazione, quindi, del CRISTO sulla CROCE pervade tutti gli uomini, nessuno escluso: la SALVEZZA dell'uomo è totale! 367 368 Se per un solo istante ci chiudiamo alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA' e ammettiamo, per assurdo, che il SACRIFICIO del CRISTO ha salvato una sola parte dell'umanità di questo pianeta, ci viene da constatare che vano e non confacente alla immensità del SUO AMORE sarebbe stato il SUO SACRIFICIO: la SUA OBLAZIONE sarebbe stata un fallimento e la SUA Possanza circoscritta. Questa identità che sfigura la PERSONA del CRISTO viene concepita, assurdamente, da quanti ciechi e sordi ai richiami dello SPIRITO di VERITA', restano assai limitati a causa della povertà del loro spirito. Ad essi mi viene suggerito di porgere: "Guai a voi che perseverate non nella ignoranza che potrebbe avere, anche, qualche attenuante; guai a voi che perseverate, volutamente, nell'errore perché sostenuti dall'albagia e dalla brama di potere, anche se tanto sapete apertamente ben velarlo". Il Dopo - morte deve, indispensabilmente, fare seguito all'articolo " Il Concetto di Gente"; anche questo "ispirato" dalla SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA'. Il Dopo - morte Una vita ultraterrena, una Dimensione Nuova che ci dà certezza di una esistenza estremamente ed eternamente felice, al di là di questa cortina terrestre, non è facilmente assimilabile, né altrettanto credibile. Tanto, perché la massa degli uomini, in genere, è impregnata e coinvolta da desideri bramosi di gloria, di ricchezza, di piacimenti mondani, da denigrazioni, da prostituzione che deturpano e che ne trasformano la loro personalità spirituale. Per realizzare tutto questo, essi pregni della funesta "creazione" operata dall'uomo, il Male, cercano di soffocare quelle prospettive di cui erano stati investiti dall'AUTORE e CREATORE dell'UNIVERSO, dal BENE ASSOLUTO, e si servono anche della volontà e della ragione che fanno parte, insieme alla Libertà, di quella spiritualità elargitaci dal DIO CRISTIANO! Servendosi, quindi, ancora del grande dono della Libertà concesso dall'AUTORE della Vita e dei geni del Male creati dallo stesso uomo, essi continuano a servirsene per appagare, fugacemente, i loro istinti e le loro brame di potere, di gloria e di ricchezza che pur avendone una temporaneità evidenziata, vengono comunque idolatrati perché si evidenziano al momento. Pertanto, per loro è giusto e razionale non riconoscere e non ammettere un dopo - morte, una presenza di un CREATORE assoluto di tutto l'UNIVERSO, il DIO - CRISTIANO, rivelatoci dal CRISTO che oltre ad essere infinitamente AMABILE e MISERICORDIOSO è, anche, Essenza di GIUSTIZIA perfettissima. Quindi, viene vissuta la negazione di una esistenza ultra - terrena che assicura e protegge le sevizie, i soprusi e le efferatezze e tutta la negatività da essi commessi; anche perché tormentati dai "maestri" della teologia cristiana ed anche dalle altre religioni che attribuiscono loro una condanna eterna. La esclusione di una esistenza futura è un balsamo per loro perché li rende tranquilli a persistere nelle loro esigenze deprecabili. Essi ignorano anche volutamente e, soprattutto, perché tormerntati dagli anatemi di condanna eterna o di distruzione della loro personalità da parte delle diverse religioni, come i 368 369 loro spiriti liberatisi dalla carcassa corporale, raccolti in una galassia infinita, "La Iperconscia", si troveranno al cospetto dei DECRETI DIVINI ed Eterni sanzionati dalla GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Dovranno, quindi, ripercorrere a ritroso tutto il tempo, attimo per attimo, vissuto su questo pianeta e prendendo visione di ogni turpe pensiero, di ogni loro esecranda azione e, soprattutto, che nonostante fossero portatori di quella infinitesima scintilla Divina non avere voluto riconoscere la loro appartenenza all’AMORE infinito, alla MISERICORDIA inesauribile ed, anche, alla GIUSTIZIA perfettissima del DIO - CRISTIANO, evidenziati e vissuti dal CRISTO e resi noti tramite lo SPIRITO di VERITA' ai disponibili! In quell'attimo, gli occhi dello spirito costretti , su questa terra, ad essere offuscati dalla immediatezza dei piaceri mondani, si sgraneranno alla LUCE sfolgorante del CRISTO e prenderanno visione della loro lunga e dura espiazione che li porterà all'assoluta auto espiazione. Nonostante il tormento di questa visione macabra ed allucinante essi, sostenuti dalla VISIONE MUNIFICATRICE del CRISTO che dà certezza di salvezza eterna, dopo l'auto purificazione, brameranno il percorso di dura sofferenza perché, al termine di essa, intravedono già quella spiaggia di pace, di serenità e tranquillità eterne create dal CRISTO che, appropriandosi di tutte le sozzure e dei peccati dell'Umanità, ha dato la possibilità allo spirito dell'uomo, attraverso la SUA MISERICORDIA inesauribile, insieme al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO, di ritornare a quella purezza più che alle origini e che mai , mai più, sarà minimamente scalfita. La loro stoltezza e la loro insensataggine terrene, inconcepibili, li porta ad affrontare un auto -espiazione dura e prolungata che può essere equiparata e comparata, come dice NOSTRO SIGNORE GESU', ad una partoriente tormentata dalle doglie del parto e che tali sofferenze cesseranno al compimento dell'auto -purificazione, all'entrata nella NUOVA TERRA, alla stessa stregua della puerpera che stringendo al seno la nuova creatura dimentica l'orrore del suo tormento! Nella NUOVA TERRA, nella zona PARADISIACA, l'uomo rinnovato nel suo spirito e nel suo corpo non avrà più sentore di quanto ha dovuto sopportare e vagamente gli sembrerà di avere fatto un brutto sogno. Quindi, anche il più efferato dei sub - uomini, avute sembianze reali e sostanziali di un demone, potrà gustare quella pace e quella felicità eterne conquistateci dal CRISTO, attraverso la SUA totale Donazione al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO e con il carico di tutte le perfidie create e realizzate dal sub - uomo. Tanta insania morale e spirituale potrebbe essere attutita, in gran parte, se il sub della terra si rendesse conto che questa esistenza, limitata alla sola terra, dovrebbe essere intesa come la più grande beffa, essendo egli un essere intelligente e di grandissime potenzialità da poter comprendere che la sua persona è la sintesi di materia e spirito e che, soprattutto,la sua spiritualità non può essere distrutta col degenerare della sua carcassa corporea. Sub della terra, cercate di rendervi conto, lasciandovi penetrare per mezzo del CRISTO dallo SPIRITO di VERITA', per poter giungere a scoprire che tutto il piacere e il godimento che si possono gustare su questo "pianeta", molto spesso a danno dei più deboli e dei più derelitti, non possono rappresentare nemmeno un pulviscolo sparuto e disperso nella immensità delle galassie, al cospetto di quella gioia e quella pace e quel benessere che ci sono stati preparati nella NUOVA TERRA dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! E non siate così stolti e di una meschinità incomprensibile da associarvi a quanti affermano: "Nessuno mai è venuto da l'al di là ad accertarci di questa assiomatica realtà". Sappiate: gli spiriti dei traslati, proiettati nella "IPERCONSCIA", guardano sempre in avanti prendendo visione della loro auto - purificazione; la Terra, quindi, e quanto ad essa 369 370 appartiene rientra in una realtà sorpassata e che non interessa la futura, se non per decidere gli anni di purificazione nella sfera "CAINA" o i giorni e le ore nella sfera "ABELICA". A voi sfugge, anche volutamente, perché rapiti e coinvolti dal piacere della terra che vi rende ciechi e sordi al cospetto dell'Unico e Vero UOMO, il CRISTO; e, non riuscite a penetrare come LUI sia venuto a darci una VITA Nuova e Futura e, come con la SUA OFFERTA Sublime ha voluto rendere meno tribolata all'uomo il percorso terreno, dandogli la possibilità di raggiungere quanto, inconsciamente, cerca di realizzare su questo microscopico pianeta che fa parte di una delle infinite galassie dell'Universo, create da una Potenzialità impenetrabile e che porta allo smarrimento se non si viene sostenuta dallo SPIRITO di VERITA', dalla ESSENZA Suprema¸ dal DIO - CRISTIANO. La venuta del CRISTO in mezzo a noi, sconosciuta ai molti a causa delle interpretazioni, anche errate, delle diverse religioni e delle inconciliabili teorie filosofiche e scientifiche, lo è anche per i tradizionalisti cattolici, ortodossi e delle altre "professioni" cristiane perché ignorano che ha come finalità il rendere esplicito ed eternamente chiaro agli uomini il percorso terreno e, ancor più, quello della Futura Dimensione. EGLI, quindi, con la SUA UMILTA’ ci ha tracciato il percorso terreno; con la SUA CROCIFISSIONE ci ha insegnato come dare credito alla SUA Testimonianza e come realizzarla anche noi; con la SUA RESURREZIONE ci ha redenti tutti, invitandoci a calcare il terreno da LUI battuto. A tutto questo, inoltre, EGLI ha elargito a noi tutti la possibilità di diventare, pur essendo ospiti di questo pianeta, se disponibili ad essere pervasi dallo SPIRITO di VERITA’, FIGLI adottivi del PADRE CELESTE! Quindi, il CRISTO, oltre alla SUA DONAZIONE Gloriosa, viene in mezzo noi, per darci l'esatta Fisionomia del PADRE SUO; "Chi vede Me, vede il PADRE MIO!". Esplicitamente, GESU’ ammette che DIO- PADRE desidera dare la SUA Figliolanza a tutti gli uomini che riconoscono, tramite lo SPIRITO di VERITA', le SUE prerogative perfette; AMORE infinito, MISERICORDIA inesauribile e GIUSTIZIA perfettissima! .Pertanto, gli uomini devono rendere eternamente il "grazie" e la "gloria" eterni a LUI, a GESU' e allo SPIRITO SANTO! Tutte le altre versioni ed interpretazioni per giungere a LUI sono solo "favolette" che possono essere ascoltate e vissute dalla gente povera ed ignorante nella conoscenza dello SPIRITO di VERITA', a cominciare da Paolo II e dai suoi principi , conti , marchesi e baroni. "NESSUNO VIENE AL PADRE, SE NON ATTRAVERSO ME!": non vi sono, quindi, mediatori , in assoluto, che possano farci conoscere l'Essenza reale del PADRE CELESTE ed avvicinarci a LUI! A tanto si può giungere solo e attraverso l'AMATISSIMO FIGLIO GESU' e lo SPIRITO SANTO. Quindi, l'assurda pretesa di Paolo II e dei suoi "valenti" consiglieri, nonché quella della bassa truppa di insegnare e pretendere dalla gente "povera" di spirito di interporre infiniti santi e madonne tra il PADRE CELESTE e la SUA creatura prediletta, risuona di un insulto continuo ed offensivo alla "PAROLA" insegnataci e vissuta dal CRISTO! In tutti i miei scritti "ispirati", viene esaltata la Persona della Vergine Santa, celebrata anche in alcune liriche per la sua umiltà unica fra tutte le donne di tutti i tempi, nonché per la sua disponibilità assoluta verso l'ALTISSIMO, che non ha e che non avrà mai uguali. Tali virtù hanno innamorata la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, tanto da investirla e renderla Meravigliosa e Gloriosa alla SUA presenza. Come pure in quegli scritti viene ribadito che la santità non è preclusa a nessun uomo e come essa può essere raggiunta, anche su questo pianeta attraverso la testimonianza e la donazione della propria vita per il CRISTO, però dovrà essere sancita, solo e sempre, dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) nella Futura Dimensione. 370 371 La Madonna, quindi, e quanti altri si sono sforzati di realizzare il Comandamento di GESU’ ed il SUO insegnamento, vanno tenuti in una considerazione di profonda ammirazione e presi solo come esempio e monito per cercare con l'aiuto dello SPIRITO SANTO di percorrere le stesse tappe e poter giungere al termine di questo terreno peregrinare, con immediatezza, nella NUOVA TERRA, preparata e guadagnata a tutta l'Umanità dall'AMORE infinito ed eterno donato dal PADRE al FIGLIO e dal FIGLIO al PADRE e che si realizza e dà vita allo SPIRITO di VERITA! Altro obbrobrio, avente un significato di distorsione e contrastante con la "PAROLA", è quello di sentire il papa e gli altri componenti della gerarchia cattolica ed ortodossa di pregare per gli altri, cioè il diritto di sostituirsi ad altri uomini perché infatuati di non essere peccatori come o più degli altri gli altri. Un tale atteggiamento risuona di una ipocrisia aberrante ed è un modo di superbia che non sfiora l'insegnamento del CRISTO e si rende impenetrabile al cospetto della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Più volte, inviando lettere raccomandate e scritti "ispirati" al papa ed anche a tanti altri alti prelati, li esortavo e li esorto ad insegnare a conoscere agli uomini la "PERSONA" del PADRE CELESTE, tramite CRISTO e lo SPIRITO SANTO: "CHI VEDE ME VEDE IL PADRE MIO!" Così operando, avrebbero dato ai "veri" credenti la possibilità di entrare nel SUO AMORE infinito e nella SUA MISERICORDIA inesauribile e, quindi, avessero avuto la possibilità di rivolgersi sempre a LUI e chiedere quanto rientra nelle loro necessità e che fosse conforme alla volontà del PADRE CELESTE: il DIO- CRISTIANO! Infatti, GESU' così si esprime a riguardo: "E voi, cattivi come siete capaci non vi dimostrate di dare una pietra al figlio che vi chiede un pane; come pure un serpe a chi vi chiede un pesce. Quanto più il PADRE CELESTE, di un AMORE infinito ed impenetrabile, vi concederà quanto gli petite qualcosa e che non alteri la SUA GIUSTIZIA perfettissima?". Anzi, in una lettera specifica e raccomandata a papa Vojtyla, nella qualità di monitore lo esortavo, sostanzialmente, a pregare solo per se stesso, quindi per il suo spirito carico di tantissime colpe e perché non di peccati nei confronti della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)! Purtroppo, la sordità e la cecità dei tutori della "PAROLA" e, nel caso specifico, di papa Vojtyla, hanno raggiunto una tale gradazione da non permettere loro di penetrare la Vita e l'Insegnamento del CRISTO! Questo mio parlare, attraverso questo scritto, tanto poco o niente di mia pertinenza, rivela tramite lo SPIRITO di VERITA' quello che CRISTO ha insegnato con la SUA Umanità e, più ancora, col SUO AMORE che si estrinseca e trova il SUO Epilogo sulla CROCE! Mentre scrivo queste cose "ispirate", entro a far parte di un tempo molto avanzato su questo pianeta: oggi ha inizio il terzo mese del 76° anno di età e il quarantacinquesimo anno del rapporto col "mio" GESU’! Questo potrebbe portare, anche, ad una infinitesima parte della veridicità del mio parlare. Ho vissuto, questo tempo, tra alti e bassi di questa esistenza terrena: tra mille marachelle e altrettanto debolezze, nondimeno tra ultra e mille sofferenze! Ciò che mi ha fatto superare, in gran parte, le mie precarietà è stato in primo piano quello di amare il prossimo, come me stesso, cioè non arrecare danni vistosi ed irreparabili ad altri ed essere disponibile ad aiutarli. Penso, quindi, che l'insieme delle mie marachelle unitamente alle molte sofferenze e alla disponibilità al Bene, mi hanno portato a conoscere GESU', a penetrarLo nel SUO infinito AMORE e nella SUA MISERICORRDIA inesauribile e a farlo "mio" nonostante le mie meschinità, le mie miserie e la mia condizione da rottamare! 371 372 Riconoscendo le mie deficienze, le mie meschinità al cospetto della GLORIOSA TRIADE DEVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) mi hanno portato alla conoscenza, seppure parva dell'INCONTAMINATO, della PUREZZA e della SAGGEZZA infinite, alla conoscenza del DIO - CRISTIANO! Lettera a papa Vojtyla Foggia, 5 agosto 2002 Caro Vojtyla, ancora una volta "caro" ed è l'ultima perché il trapasso del tuo spirito nella Futura Dimensione è prossimo (ti ricordo, ancora, che un anno sulla terra equivale ad un giorno nell'altra dimensione). E' imminente l'approdo nella “IPERCONSCIA" di quella scintilla che la MASSA DIVINA, il DIO- CRISTIANO ha elargito ad ognuno di noi. Prestissimo ti troverai nel vestibolo della "IPERCONSCIA", dove il tuo spirito comincerà a fare a ritroso il cammino percorso su questo pianeta. Mi viene "detto" di inviarti con la massima urgenza, una copia dell'ultima mia Opera. Da essa se avrai la pazienza di soffermarti, non a leggerla ma a meditarla, potrai apprendere in miniatura il tuo percorso assegnatoti ed essere preparato ad affrontare la tua auto espiazione. Perché tanto si realizzi dovresti in queste poche ore o pochissimi giorni che ti rimangono, tieni presente, ripeto, che un anno sulla vecchia terra corrisponde ad un solo giorno nella "IPERCONSCIA”, non dovresti lasciarti distrarre da alcun impegno e soffermarti, intensamente, su ognuna delle pagine che compongono l'Opera: la prima (parte) "ispirata" dal CRISTO, la seconda (parte) "ispirata" dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Il tutto, però, è di pertinenza dei tuoi valenti principi, a cominciare dal Soldano, i quali potrebbero impedirti di prendere visione del "Libro". Di tanto non sarò io a preoccuparmi, bensì loro che si assumeranno , anche, lo scomputo di auto -purificazione per questa grave mancanza nei confronti della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'. Dal 1978, cioè dalla tua elezione a papa che continuo ad inviarti i miei scritti "ispirati" senza avere un cenno di riscontro. Tanto inqualificabile comportamento è giunto al suo termine e, presto, tu e quanti te lo hanno impedito me ne darete ragione alla LUCE folgorante del CRISTO. Leggi, rifletti e medita su quanto è contenuto ne "La più Grande Opera di Tutti i Tempi!". A presto incontrarci! Eugenio Marchesino Via don Sterzo,5 –Foggia- Lettera al cardinale Tonini Foggia, 10 aprile 2002 Cardinale Tonini, ieri l'altro ti ho seguito in TV, quando Enzo Biagi ti faceva l'intervista sul Medio Oriente in fiamme. 372 373 In quella circostanza ho notato che eri molto risentito, più che risentito amareggiato ed esasperato per la orrenda e truce situazione tra Palestinesi ed Ebrei. Da una parte i Kami Kaze suicida che seminano morte tra la popolazione degli ebrei; dall'altra parte, l'onda devastatrice dell'esercito ebreo che porta morte tra la popolazione palestinese inerme ed indifesa e la distruzione di intere città Questa condizione del Medio Oriente non è la sola che va verificandosi su questo pianeta, ma direi infiniti sono i focolai che continuamente si accendono sulla terra apportando morte e distruzione. Il Medio Oriente a noi più vicino, determina apprensione e maggiore riferimento. Allora, viene spontaneo chiedersi da parte, maggiormente, di cristiani come me e come te, credenti nel DIO del CRISTO: "Perché tanta perversione e tanta spietatezza si annida negli "umani", ritenuti da noi come creature predilette del CREATORE? La risposta per me che sono un amante e discepolo della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', è una ed una sola: l'assenza totale della conoscenza di quel DIO -PADRE, testimoniato formidabilmente dallo SPIRITO SANTO e con la DONAZIONE di tutto SE STESSO, da parte del FIGLIO, CRISTO GESU'! La mancata conoscenza di questo DIO di AMORE infinito, di MISERICORDIA inesauribile e di GIUSTIZIA perfettissima, porta l'uomo a far prevalere dentro di sé quella parte di energia del Male, creata dal sub uomo e che ognuno di noi ospita e che ognuno di noi tramanda. Questa parte negativa di noi, stimolata da ambienti favorevoli, tende a distruggere la scintilla di spiritualità che alberga in ognuno di noi e che ha avuto origine dal CREATORE dell'UNIVERSO: il DIO -CRISTIANO! CRISTO è venuto ad insegnarci e a testimoniare la nostra realtà umana che non è quella che si esaurisce sulla terra, bensì questa deve essere solo ed unicamente di preparazione ad un ingresso nella FUTURA e NUOVA TERRA! Purtroppo, é deprimente ed ancor più desolante assistere e rendersi conto che questa esistenza è solo o , quanto meno, in massima parte dedita al raggiungimento di condizioni ultra soddisfacenti di ricchezza, di piacere, di potere e di gloria che portano a svendere quella parte di spiritualità e rende l'uomo più avido, più feroce, più sanguinario di qualunque altra bestia ospitata dal pianeta Terra. Perché tanto degenerare? Di chi la colpa? Allora facciamoci un esame profondo di coscienza e cerchiamo di attribuire ad ognuno di noi una parte, più o meno consistente, di questo male che dilaga sulla terra. A riguardo degli ebrei che da oltre duemila anni vengono perseguitati da più parti della terra, mi riconduce alla piazza di Gerusalemme, cioè a quando Pilato non riscontrando alcuna colpa in GESU', ebbe a dire e a riconoscere in LUI: il GIUSTO! E gli ebrei, invocando la maledizione, ebbero a proferire con voce assordante: "Il Sangue di questo GIUSTO cada su di noi e sui nostri figli!" A te che sei uno studioso della Bibbia, in senso approfondito chiedo, sperando di avere risposta: "C'è connessione tra quello che il popolo ebreo subisce nel corso dei secoli e l'auto condanna da essi implorata? A tal proposito t'invio una copia dell'Opera "J'Accuse", completata e pubblicata nell'agosto del 2001. Essa, senz'altro, potrà esserti di aiuto e farti comprendere, nella giusta essenza, qual'é la condizione attuale dell'uomo e qual'è il rapporto dello stesso col DIO -CRISTIANO. Ti sollecito a rispondermi, solo perché tu possa, anticipatamente, trovare sostentamento nella Futura Dimensione. Abbiti il mio sentire nel PADRE CELESTE, nel FIGLIO GESU' e nello SPIRITO SANTO! Eugenio Marchesino 373 374 Via don Sterzo,5 –Foggia- A monsignore Martini Foggia, 20 settembre 2001 Monsignore, problemi di famiglia, impegni di natura materiali ed ostacoli determinati dall'energia del Male non mi hanno dato la possibilità di esaminare ed approfondire quanto da te affermato, attraverso la televisione, il giorno 8 settembre u.s. :"Al compimento del 75° anno di età, mi ritirerò in Gerusalemme per pregare e meditare". Sorvolo sulla tua asserzione alla fedeltà al papa. Sarebbe piaciuto assai a me e, più ancora, alla GLORIOSA TRIADE DIVINA se tu avessi detto: "Fedeltà al CRISTO, al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO". Comunque non sono qui a sofisticare sulle Verità più volte annunziateti, tramite lettere raccomandate e pubblicazioni "ispirate". Ciò che mi ha tanto meravigliato e, più ancora, scioccato è stato il sentirti dire di soffermarti a Gerusalemme per meditare e pregare. Pertanto mi sono chiesto: "Perché a Gerusalemme per meditare e pregare?". La risposta "ispirata" mi è pervenuta ed in parte ho potuto comprendere il senso della tua scelta: Gerusalemme, Terra calcata da GESU' e, quindi, pregna di tanti riferimenti al CRISTO!". Di rimando mi sono detto: "Solo perché GESU' è nato e vissuto in Palestina, agli occhi dello spirito di molti, poco accorti e velati da cataratte, fa ritenere la Palestina come la TERRA SANTA, mentre gli altri luoghi sono da ritenersi profani? A me sembra che tutto il pianeta Terra e tutta la sua galassia, resi ostici dai nostri progenitori e da noi tutti, devono ritenersi santificati dalla venuta del CRISTO in mezzo a noi! Ragion per cui, qualunque luogo, dal più remoto al più nascosto a quello eclatante devono ritenersi santi e degni di ospitare chiunque vuole raccogliersi in preghiera per meditare, conoscere, amare e glorificare in eterno la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Sarebbe desiderio della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e anche mio che tu quando hai voglia di pregare, raccolto da solo in un luogo qualunque ( non alla maniera di Vojtyla, ripreso quasi sempre dalle TV) glorificassi in SPIRITO e VERITA' il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU' e lo SPIRITO SANTO, Vorrei anche, che tu col tuo silenzio non mostrassi tanto disdegno alle mie esortazioni e riconoscessi la "VERITA' :"Glorificare, solo e sempre, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' ". Pensa, siamo coetanei, perché anch'io mi trovo nel 75° anno di età, quindi prossimo come te al raggiungimento del "nostro" traguardo. Allora, chi dei due dovrà riconoscersi manchevole o peccatore verso l'altro? A te il responso! A presto rivederci! Eugenio Marchesino Lettera a monsignore Martini Foggia, 21 agosto 2002 374 375 Monsignore, come si può rimanere indifferenti al cospetto di orrende blasfemìe che vengono ripetutamente affermate nei confronti del CRISTO? Anche oggi, nella "omelia" da te tenuta durante i funerali del "bagnino" che ha salvato tre vite umane, hai avuta la spregiudicatezza di affermare che il sacrificio di quegli è stato uguale al SACRIFICIO del CRISTO! Una tale affermazione risuona oltraggiosamente ed incomprensibilmente deprecabile e, quindi, non accessibile a noi "disponibili" allo SPIRITO di VERITA'. Tanto sta a dimostrare come la vostra conoscenza del CRISTO è "nulla"! Senza togliere il plauso attribuito di "eroicità" all'uomo che ha offerto la sua vita per salvarne altre, come si può paragonare ed uguagliare tale gesto a quello del CRISTO? CRISTO non solo ha salvato "fisicamente" tutti gli uomini di tutti i tempi, ma con la SUA Universale Oblazione ha reso possibile, a tutta l'umanità, la salvezza eterna nella Futura Dimensione. Tu, e quanti come te fate abuso e disuso del nome del CRISTO, perché non cercate di essere disponibili allo SPIRITO di VERITA' per essere pervasi e percepire, non con la parola ma con lo spirito l'immensità immensa del SUO AMORE sconfinato per tutti gli uomini? Tanto, vi consentirebbe di evitare eccessi di paragone che non possono essere nemmeno sfiorati, né minimamente menzionati dai "veri" discepoli del CRISTO. Tali comparazioni che risentono di un paragone e di una indegnità dell'uomo, offendono meschinamente non solo la Umanità del CRISTO, ma la Divinità tutta della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Quando entrerete ad assumere la giusta Dimensione dell'UOMO - DIO che porta anche alla conoscenza e al possesso del PADRE CELESTE e dello SPIRITO di VERITA' ? Suppongo che fino a quando sarete cittadini di questo pianeta non potrete, perché ostici allo SPIRITO di VERITA', mai riuscire ad entrare nella "parvenza" della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Al tuo posto, insieme a quanti come te fanno uso insensato del nome del CRISTO, non vorrei esserci nemmeno un, solo , istante di questa esistenza terrena! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - 71100 Foggia Lettera a monsignore De Giorgi Foggia, 8 febbraio 2002 Monsignore, non so se continuare a darle del "lei" o del "tu". Mi spiego il "tu" è il pronome che CRISTO ci ha autorizzato a dare al PADRE CELESTE e di conseguenza a quanti Lo hanno accettato nella pienezza di UOMO -DIO e SALVATORE dell'Umanità; il "lei", invece, è da attribuirsi a persone molto distanti tra loro, sia per cultura sia per detenzione di potere o di ricchezza. Tanto premesso, io sto usando il "tu" perché penso che presto me ne darai conferma, attraverso un mio quesito di appartenenza o meno a coloro che sono "seguaci o discepoli " di GESU'. Non basta essere etichettati col nome di alti prelati per dire che si è seguaci del CRISTO, ma bisogna dimostrarLo prima a LUI e poi a quanti sono "suoi" Discepoli. 375 376 Vengo al dunque, a chiarire quanti innanzi esplicitato attraverso questa mia riflessione. Ieri, per la seconda volta mi è ritornata indietro dall'Ufficio Postale di Foggia la copia della mia Opera ispirata "J'Accuse". La prima volta, sempre a te intestata, l'avevo inviata alla casa Vescovile di Palermo. Ritenendo di avere sbagliato la destinazione, mi preoccupai di reperire il tuo esatto indirizzo, dove inviai il pacco per la seconda volta. Come dicevo, ieri mi è ritornato indietro, A prescindere dalla spesa di £ 20.000 che avrebbero fatto più piacere ai bisognosi, sarebbe mio desiderio ed anche mio diritto sapere se tale rifiuto è da attribuire a te o ai tuoi valenti segretari. Come discepolo ed amante della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', t'invito al cospetto del DIO -CRISTIANO a dare risposta alla mia richiesta. Tanto perché, nel prossimo futuro, io abbia a tenere in conto l'esatta personalità del "cardinale" De Giorgi. Approfitto, sempre per bontà della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA', a porgerti un sentire cristiano. Eugenio Marchesino don Sturzo,5 -71100 Foggia Lettera ai cardinali Tonini, Martini e De Giorgi Foggia, 2 agosto 2002 Vuole essere questa Opera Universale (ti auguro a non lasciarti stimolare dall'ironia) un invito, una esortazione e più ancora un monito affinché tu e tutti gli alti prelati (il papa compreso), tutori della "PAROLA" abbiate a meditare profondamente. Essa racchiude alcuni capisaldi portanti dell'insegnamento e della vita vissuta da GESU'! Il primo è quello della conoscenza e della penetrazione, tramite lo SPIRITO SANTO, dell'AMORE, della MISERICORDIA e della GIUSTIZIA del PADRE CELESTE! Il secondo è quello della conoscenza e della penetrazione, sempre tramite lo SPIRITO d'AMORE, della ADOZIONE a FIGLI del PADRE CELESTE, invocata e concessa da GESU' a tutti i SUOI Discepoli. Il terzo è quello della dedizione completa, perenne ed eterna alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', alla Quale soltanto e sempre va rivolto l" INNO" di Gloria ed il "Grazie" eterno, nonché la Richiesta di quanto è necessario per rendere vivibile questa esistenza terrena: quindi, nessuna mediazione di alcuno verso d'ESSA, ma solo la preghiera e la petizione del singolo credente ed amante della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO). Il quarto è quello di cercare di vivere questa vita dignitosamente nella umiltà e nella povertà insegnateci e consolidateci da quella vissuta dallo stesso GESU’! Il quinto è la sintesi di questi capisaldi: l'Olocausto del CRISTO in comunione col PADRE CELESTE e lo SPIRITO di VERITA', che ha assicurato assiomaticamente a "tutti" gli uomini, di tutti i tempi, il raggiungimento di quella pace e di quella felicità eterne bramate, vanamente, da tutta l'umanità ospite di questo pianeta. Voglio sperare che tutti questi capisaldi per il bene che apportano e insiti nella "PAROLA" possano essere, con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, da te compresi e vissuti per il breve periodo che ti è, ancora, concesso essendo tu, ancora, ospite di questo microscopico pianeta. 376 377 Se tu dovessi incontrare su quanto innanzi ascritto delle contrarietà all'insegnamento dell'Unico e Vero MAESTRO, il CRISTO, abbi la dignità cristiana o almeno umana di contestarmeli. Sono sempre in attesa di quell'incontro mancato su questa vecchia terra: ti attendo nella Futura Dimensione! Eugenio Marchesino Lettera a monsignore Maggiolini (teologo) Foggia, 01/05/2002 Monsignore, ieri sera ho assistito alla trasmissione di Porta a Porta sulla "Eutanasia". Ho notato che tra gli illustri personaggi c'eri anche tu. Essendo io un accanito sostenitore della "Libertà" che il DIO - CRISTIANO ha concesso a noi SUE creature predilette, tanto da consentirci tramite "quella" Libertà di perseguitare. torturare e crocifiggere il SUO Unico ed Amatissimo FIGLIO, GESU' CRISTO, sono portato a chiederti quale diritto hanno le istituzioni di uno Stato democratico di limitare quella potenzialità di espressione alla "LIBERTA' " di ogni singolo uomo abbruttito o abrutito e consumato da inique e terribili sofferenze? Come pure la "chiesa" cattolica perché si arroga la difesa della vita in senso spregevole della sofferenza di uomini tormentati dal dolore fisico e morale? Dunque, dovresti sapere che queste precarietà di questa esistenza terrena sono le derivanti del "Male", create e determinate dall'uomo, non già volute o minimamente desiderate dal DIO CRISTIANO, dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (dal PADRE, dal FIGLIO e dallo SPIRITO SANTO) I seguaci del CRISTO, quelli "veri", avrebbero un solo ed unico compito, quello cioè di far giungere gli uomini alla conoscenza ed al possesso del CRISTO e, tramite LUI e lo SPIRITO di VERITA',a fare penetrare l'inestimabile Donazione del PADRE CELESTE all'Adozione di "Figli" a tutti gli uomini! Al di fuori di questo sublime ed impareggiabile insegnamento, i discepoli del CRISTO non dovrebbero avere alcuna altra valenza, perché il seguito verrebbe da sé e si conchiuderebbe nel primo e nel secondo Comandamento: "Ama il SIGNORE DIO tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutto te stesso; ama il Prossimo tuo come te stesso". L'uomo convertito in questa "sintesi" di Verità ricevuta dal CREATORE, sarà in grado di poter discernere quando e come andare incontro alla EUTANASIA. Ti riporto con accento a quanto innanzi descritto: l'uomo, discepolo di GESU' e amante della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', informato in tal guisa sul percorso terreno, raggiungerà traguardi sempre più ambiti che lo condurranno alla conoscenza di decidere quanto e perché per l'EUTANASIA. Quando il discepolo del CRISTO, viene perseguitato da una sofferenza atroce che debilita e trasforma il suo corpo ed il suo morale e tende ad influenzare anche il suo spirito, perché mancante di riflessi pronti, deve decidere "in assoluto" per la EUTANASIA! Non continuare tu e tutti gli alti e falsi prelati a deturpare il significato della "Sofferenza" di GESU', il Quale ha vissuto anche la sofferenza fisica di ogni uomo, oltre a quella morale e spirituale e che essa, quale sofferenza di ogni singolo uomo, non collabora a quella del CRISTO, ma la deprezza, perché EGLI con la SUA ha esautorato tutta la sofferenza di tutta l'Umanità! 377 378 Ed ora, mio caro teologo, cerco di chiudere perché ti ho "rivelato" qual'è la posizione dell'uomo in genere nei confronti del CREATORE e, in particolare, quella del "vero" credente al cospetto della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Mi astengo da fare commenti a quanto da te richiesto all'ingegnere Crescenzio sulla lettura degli studi teologici di S. Tommaso, dalla SUMMA THEOLOGIA al COMPENDIUM THEOLOGIE, perché, tengo a precisare che studi così profondi non interessano la "povera" gente, tanto meno al CRISTO che ha usato un linguaggio spicciolo e penetrante ai "poveri di spirito" ed anche alla gente comune. Conosco bene la tua posizione nei confronti del DIO - CRISTIANO, perciò ti esorto a dare una risposta a quanto innanzi evidenziato. Non continuare ad essere infingardo sulla "VERITA": lo sei sempre stato quando ti chiedevo di dare risposta o di contestarmi quanto ti porgevo con i miei scritti "ispirati" Sempre sperando in un tuo rinsavimento per la Futura Dimensione, ti porgo quel sentire cristiano che CRISTO estende ai SUOI dileggiatori! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - 71100 Foggia Lettera all'arcivescovo Papa Foggia, 29 marzo 2002 Monsignore, già lo scorso anno mi pervennero, da parte di un autorevole professionista tarantino, alcuni trafiletti de "Il Corriere di Taranto" dai quali si evidenziava il lucro apportato ( oltre mezzo miliardo di lire) alle confraternità portanti il nome del Carmine e dell'Addolorata. In quel tempo ero impegnato per la pubblicazione della seconda parte della mia Opera "J'Accuse", quindi non ebbi la possibilità di scriverti, di commentare altrimenti. Oggi, ascoltandoti in TV alle ore 14, mi sono ritornati alla mente, al cuore e, soprattutto, allo spirito i momenti tragici e sofferti intensamente dal CRISTO nel Getsemani, da quello: “L'anima mia è triste fino alla morte"; all'altro: "Il trasudamento di gocce di Sangue di GESU’"! Queste processioni aventi una fisionomia di paganesimo tutto, insieme ad altri momenti di distorcere la "PAROLA", continuano a determinare quelle fitte atroci nel Morale e nello Spirito di NOSTRO SIGNORE GESU'! Tu, in TV hai affermato che tali manifestazioni possono contribuire ad avvicinare la "povera" gente al CRISTO. GESU' si è, forse, servito di simulacri o di altro per insegnarci a conoscere il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO che ci porta all'Adozione di Figli dell'Unico e Vero PADRE: il DIO - CRISTIANO? Egli, GESU', ci ha parlato in SPIRITO e VERITA' perché potessimo giungere a comprendere, seppure parzialmente, l'AMORE infinito, la MISERICORDIA inesauribile e la GIUSTIZIA perfettissima del COLOSSO dell’UNIVERSO: il DIO - CRISTIANO! Vorrei farti mille ed altre domande, ma considerando l'esperienza avuta con cento e più di alti prelati, me ne astengo e pazientemente attendo il momento della riscossione, quando i nostri spiriti si troveranno nella "IPERCONSCIA". Nello stesso tempo mi viene "suggerito" di inviarti una copia della mia ultima pubblicazione. Cerca di approfondirla e di meditarla profondamente, così forse riuscirai a comprendere quanto di straordinariamente strabiliante viene riportato in quelle pagine, perché esse sono 378 379 un continuo, perenne ed eterno declamare le Lodi e la Gloria della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Considerando il tempo, assai breve, che rimarremo su questo pianeta, non so se riuscirai a penetrarla tutta. Di tanto non devi preoccuparti, perché il restante lo apprenderai quando il nostro spirito si troverà nella "IPERCONSCIA". Chiudo, sperando di averti reso un encomiabile aiuto e, certo di risentirci e vederti nella NUOVA DIMENSIONE, ti porgo il mio sentire in CRISTO GESU'. Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5- 71100 Foggia Lettera a don Fausto (Foggia) Foggia, 2 settembre 2001 Don Fausto, prima di focalizzare le motivazioni che mi hanno spinto a scriverti questa lettera devo farti alcune premesse.La prima è quella che io mi identifichi: sono Eugenio Marchesino, figlio adottivo del PADRE CELESTE. Adozione concessami dal CRISTO, per mezzo dello SPIRITO SANTO, dopo diversi lustri di ricerca intensa per poter comprendere la finalità di questa vita terrena. E solo attraverso mille e più sofferenze sono riuscito a conoscere CRISTO e a penetrarLo tramite lo SPIRITO di VERITA' e a rendermi conto della preziosità di questa vita se viene vissuta in comunione con LUI; e, nello stesso tempo, della inutilità di essa se non viene sorretta dall'Essenza dell'AMORE, dallo SPIRITO SANTO: Donazione questa perenne, completa ed eterna di GESU' al PADRE CELESTE e del PADRE CELESTE a GESU'! Da oltre quarant'anni, quindi, nonostante le mie infinite precarietà e le mie inconsiderate debolezze, per la mia disponibilità al Bene, GESU' mi ha concesso quanto desidera elargire a tutti gli uomini. Purtroppo, il vostro errato insegnamento in antitesi completa alla Volontà della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', comporta uno squilibrio continuo nella massa degli uomini, allontanandoli dall'Unica VERITA', il CRISTO, e destina i loro spiriti ad una auto -purificazione non determinabile nella Futura Dimensione. Altra premessa che devo prospettarti è la conoscenza, da oltre 30 anni, di "Peppino Normanno", del quale sono stato sempre un ammiratore per la sua professionalità di docente, per la sua formazione culturale profonda e, soprattutto, come esperto filosofo. A tanto devo aggiungere la gratitudine per avermi recensito, per ben tre volte, alcune delle mie pubblicazioni. Tutto ciò, giammai, mi avrebbe consentito, essendo amante della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', di esaltare la sua persona con un panegirico come il tuo che nulla ha avuto di positivo, prima per il suo spirito presente presso i resti mortali del suo corpo e, ancor più, detestabile si è presentato agli occhi della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), perché addotto da uno che si presume e che dovrebbe essere solo e sempre testimone della "PAROLA"! Il tuo panegirico sulle qualità professionali di Peppino, mettendo da parte quelle umane di competenza solo del CRISTO, sarebbero dovute essere limitate a degli accenti da parte di un sostenitore e credente della PAROLA. 379 380 Se tu, invece, ti fossi fermato solo dieci minuti sulla conoscenza indispensabile del CRISTO e della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', non solo avresti dato pacatezza allo spirito di Peppino, quanto più avresti anche se, in minima parte, dato un assaggio della immensità gloriosa del CRISTO nella SUA Donazione inverosimilmente e incredibilmente, non declamata, per la salvezza della Umanità tutta e, ancora più, per la conoscenza del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, ignorate, in gran parte, da voi e misconosciute a quella "povera" gente, presente al tuo sermone. Rifletti: dopo circa quaranta minuti del tuo parlare, sono stato costretto ad allontanarmi dal luogo della riunione dell'assemblea perché mi sentivo offeso, come d'altronde lo è stata sicuramente la GLORIOSISSIMA E SANTISSIMA TRINITA' a causa della tua esaltazione ad un uomo che pur riconoscendone delle doti intellettive superiori alla normalità, in quegli stessi istanti, il suo spirito, invocava la MISERICORDIA infinita e misconosciuta del PADRE CELESTE, mistificata da voi e nascosta alla quasi totalità degli uomini e, in particolare, ai cristiani tradizionalisti che si lasciano incantare ed ingannare, anche per colpa loro, dalle vostre errate interpretazioni delle scritture. Unisco alla presente una copia della mia ultima pubblicazione, doveva essere inviata a Peppino che deteneva già la prima parte, Avendola completata con la seconda , era mio desiderio fargliela recapitare… Mi è mancato il tempo perché consegnatami nei primi giorni del mese ultimo di agosto. A lui non è stato consentito prendere visione su questo pianeta e penso che ne sia stato avvantaggiato, in quanto in avvenire potrà gustarsela, con gli occhi dello spirito, nella "IPERCONSCIA". Se questo scritto ti ha turbato o ritieni che non sia conforme all'insegnamento della "PAROLA", del CRISTO, puoi contestarmelo tramite lettera o, ancor meglio, verbalmente. Accetta questo mio sentire alla presenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5- Foggia- Lettera a frate Marco Foggia, 28 agosto 2001 Caro Marco, nella prima settimana di agosto mi sono state consegnate le copie della mia ultima pubblicazione: "La più grande Opera di Tutti i Tempi". Certamente il titolo del Libro non ti suonerà nuovo e, come sempre, strano e ti porterà a sbeleffarmi. Però se lo mediti, profondamente, ti renderai conto di tanta "ispirazione" e potrai penetrare l'essenza dell'Opera che si completa di due parti: la prima già pubblicata nel 1996, è l'esaltazione Gloriosa, perenne ed eterna del CRISTO; la seconda, pubblicata quest'anno, è l'esaltazione Gloriosa , perenne ed eterna della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'! Quel "J'Accuse" che si antepone alle due parti, costituisce un richiamo duro, costante ed eterno alle "chiesucole" terrene affinché abbiano a spalancare gli occhi dello spirito e riportarsi alla realtà vissuta ed insegnata da CRISTO! 380 381 Possibile che non vi rendiate conto di quanta negatività apportiate su questo pianeta a causa delle vostra superbia? Essa vi fa ritenere che siete dei "chiamati", quando invece la vostra posizione, eccezione fatta per alcuni, è legata a tornaconti materiali, economici e, ancor più, di potere. Possibile che accecati da queste tre ultime condizioni, perseverate nella ignoranza di quanto estremamente esternato con la SUA Vita dal CRISTO? A me può preoccupare relativamente la vostra futura condizione; ciò, invece, che rende assai impenetrabile la vostra condotta è il vostro stoicismo a condurre la "povera" gente su sentieri che richiederanno anni non determinabili di espiazione nella Futura Dimensione, causa la sua ingenuità e, più ancora, per la sua apatia per la quale si è lasciata trainare da voi, falsi profeti e mistificatori di quanto lasciatoci in eredità dal CRISTO. Per avere parvenza di quanto danno avete apportato alla gran parte dei cattolici tradizionalisti, riportatevi con la mente ad uno spettacolo di burattini. Ordunque , si nota come l'autore della trama, il burattinaio opera sui burattini con dei fili muovendoli a proprio piacimento e facendo riportare quanto gli si compiace. Si vede, quindi, come da una finestrella dall'alto egli maneggia, con estrema facilità, i pupi che sono al di sotto, nel teatro. E' questa la vostra deplorevole condizione tratta dalla vostra fedeltà al papa e non al CRISTO! Se vuoi averne una edizione più completa e moderna, basta soffermarsi la domenica o il mercoledì davanti al Vaticano, quando Vojtyla si affaccia al balcone o alla finestra ed opera sulle folle con la stessa intensità del capo - burattinaio, ingannando gli astanti con parole boriose e prive di ogni significato voluto ed insegnatoci da GESU'. A quella gente con molta maestrìa è stata tolta parte, assai grande, di quella libertà concessaci dal DIO - CRISTIANO e che dovrebbe portare a scoprire l'AMORE infinito, la MISERICORDIA inesauribile e la GIUSTIZIA perfettissima della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' per poter porgere solo ad ESSA il Grazie" eterno perché ha stabilito e decretato la proiezione Futura di "tutti" gli uomini al raggiungimento di quella pace e di quella felicità vanamente e, con grande delusione ricercate e bramate su questa Vecchia Terra. Egli, affacciandosi, come dicevo, alla famosa finestra, si sofferma vagamente intorno alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA', biascicando mnemonicamente e senza riflettere qualche "gloria" che non ha nessun senso perché vuoto di spiritualità e senza alcuna cognizione della Sua portata. Al contrario, il suo sermone trova la centralità sulla Madonna e sui i Santi, ai quali io dedico una devozione particolare ed in sintonia con la loro vera " entita": alla Madonna perché, come sempre ho sostenuto, è diventata la prediletta della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) per la sua umiltà unica e per la sua totale dedizione al DIO - CRISTIANO, l'Autore di tutto l'Universo; ai Santi, non quelli eletti dal papa, ma a quanti innamorati della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' hanno raggiunto, in tempi ristretti, la NUOVA TERRA e fanno già parte della Vera CHIESA del CRISTO! Sia la Madonna che i Santi "citati", hanno una ed una sola alternativa da insegnarci, quella cioè di essere di sprone e di monito affinché anche noi, possiamo calcare quei solchi da loro intrapresi e che ci porteranno a rendere la "Gloria" ed il "Grazie" eterni a COLUI che insieme al PADRE CELESTE ci ha elargito, anche, con la SUA totale Donazione al PADRE CELESTE, lo SPIRITO di VERITA' e la futura felicità nella Zona PARADISIACA! In sintesi, essi devono essere tenuti in profonda considerazione quando ci additano il traguardo da raggiungere: la conoscenza e, quindi, la GLORIA da apportare solo e sempre alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'. 381 382 Marco, tanto mi viene "detto" di riportarti perché tu, nel prossimo futuro, non abbia a rimanere smarrito e scioccato al cospetto di quella "REALTA'” in completa contraddizione con quella da voi vissuta ed insegnata. Ma , ancor più, perché ti ho ritenuto sempre un fratello spirituale a cui sono stato molto legato affettuosamente ed a cui vorrei insegnare, scusami la presunzione, ma tanto è dovuto allo SPIRITO di VERITA', quel percorso foriero di una rapida e conclusiva conquista della NUOVA TERRA! A te Marco la responsabilità di dare credito o meno a quanto mi viene "ispirato", oppure il perseverare nella tua errata formazione spirituale. Un saluto affettuoso ai tuoi. A te una profonda e cristiana esortazione a rivedere il cammino percorso su questa "vecchia terra", attraverso non la lettura ma la meditazione ispirata de "La più Grande Opera di Tutti i Tempi"! Affettuosamente .Eugenio N.B. Marco, sarebbe mio desiderio e, ancor più, della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) che tu trovassi delle argomentazioni valide a contestare quella che è la "sintesi" de "La più Grande Opera di tutti i Tempi" di Eugenio Marchesino Lettera a don Marco Foggia, 12 novembre 2001 Caro Marco, di ritorno da Padova ho trovato il tuo scritto: nessuna menzione all'invio della cartolina dal luogo in cui ho soggiornato. Può darsi che non ti sia stata recapitata. A riguardo della tua lettera, devo confessarti che sono rimasto assai contento, nonostante le attribuzioni negative alla mia persona; perché ho potuto constatare che hai fatto uso della "Libertà" che il CREATORE dell'Universo, il COLOSSO dell'UNIVERSO, il DIO CRISTIANO, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' ha concesso a noi, SUE creature. Le tue accuse, in particolare quella in cui mi attribuisci il sostantivo di "superbia", non rientra nelle doti della mia personalità spirituale, educata e formata dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), nonostante le mie infinite debolezze, le mie non determinabili carenze e le mie miserie. Queste ultime, più volte, sono annoverate in molte lettere del Libro "J'Accuse", unitamente al tormento annoso della divisione del CORPO del CRISTO ad opera di tutte le "professioni" cristiane e ,in particolare, di quella cattolica ed ortodossa. Al cospetto della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', risponderai nella Iperconscia: il lodare, il ringraziare ed il glorificare solamente ed eternamente la STESSA, mi comporta l'attribuzione di superbo? Come pure il riconoscere, come Paolo II ( egli al momento) che arbitrariamente si impossessa del sostantivo e dell'aggettivo di "padre santo", in quanto esso compete solo ed esclusivamente al PADRE CELESTE, da come asserito "categoricamente" dallo STESSO FIGLIO dell'ALTISSIMO, CRISTO GESU’ "... e non chiamate alcuno sulla terra vostro 382 383 padre, perché UNO solo è il vostro PADRE, Quello che è nei Cieli!", mi comporta di essere superbo? Inoltre, l'affermare che il papa, vivendo in una reggia sontuosa e, quindi, in estrema opposizione all'Umanità e all'Umiltà del CRISTO. "...gli uccelli hanno il loro nido, le volpi le loro tane; mentre il Figlio dell'UOMO non ha dove poggiare il capo..." osa, impunemente (almeno sulla terra) di essere il "vicario" di COLUI, CRISTO SIGNORE, che tutto ha dato della SUA Divinità e della SUA Umanità per la salvezza di tutti gli uomini, mi comporta, ancora, un'attribuzione offensiva di epiteti? Circa, le mie mastodontiche "verità", esse non sono di mia pertinenza, ma mi vengono "ispirate" dallo SPIRITO di VERITA'. Potrei continuare ancora e non so per quanto tempo, ma voglio evitarti di essere tediato, più che da me, da quanto lo SPIRITO di VERITA' mi porta a riscontrare! Comunque e in definitiva, ciò che conta è quanto riscontreranno i nostri spiriti, al cospetto della LUCE Folgorante del CRISTO, trovandosi nella IPERCONSCIA: essi avranno la possibilità di esaminare spiritualmente le nostre malefatte. Questa presa di coscienza determinerà al nostro spirito il periodo della nostra autopurificazione. A riguardo di Paolina, sappi che nonostante tutto, le ho sempre voluto bene e continuerò a volergliene. Ella è la madre dei miei figli a cui, solo il DIO - CRISTIANO, sa quanto li ami. Per quanto credito bisogna dare al riferimento, da te menzionato, circa il miliardo di cattolici tradizionalisti, cerca di penetrare la loro autenticità, la loro disinformazione, la loro ignoranza e poi deducine l'esiguo e sparuto numero di quanti hanno accettato, nella interezza, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' In sintesi devo concludere, alla presenza del DIO -CRISTIANO, che tu sei un servitore del papa e della gerarchia ecclesiastica; mentre io sono e sarò sempre un amante e discepolo della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' che eternamente ed amorevolmente Glorifico! Abbiti ancora un sentire fraterno da Eugenio, amante e discepolo della SANTIASSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'. Eugenio Lettera al Priore del Convento- S.Giovanni Rotondo Foggia, 22 novembre 2001 Reverendo frate, dopo avere assistito in TV per la ennesima volta ai preparativi che precedono la elezione a santo del fraticello Pio da Pietralcina sento, più che sento, attraverso la "ispirazione della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) inviarti una copia della mia ultima pubblicazione "ispirata", perché tu e i tuoi confratelli, meditandola profondamente in ogni singola riga, possiate avere una parvenza del concetto di santità. A prescindere dal fatto che a nessuno, in assoluto, all'infuori del CRISTO, è consentito nella CHIESA del PADRE CELESTE, eleggere un uomo a santità, tanto meno a papa Vojtyla o ad altri alti prelati delle altre "professioni" cristiane, mi domando come mai vi arroccate questi privilegi, adducendo e apportando dimostrazioni di valide mediazioni tra "uomini probi" e il CRISTO? Perché azzardate tanto? 383 384 Perché non vi rendete conto che l'Unico che ha mediato "eternamente" per la santità di tutti gli uomini è GESU'CRISTO? Egli, sulla CROCE sintetizzando il SUO rapporto d'AMORE eterno col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO, così conclude: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno!". Possibile che dopo duemila anni dalla venuta di GESU' in mezzo noi, non riusciate, ancora, a comprendere l'intensità immensa della SUA DONAZIONE al PADRE CELESTE e quella del PADRE CELESTE al FIGLIO che ha generato e genera eternamente AMORE: lo SPIRITO di VERITA'?. E' Quest'Ultimo che penetra gli spiriti "disponibili" e fa loro comprendere che la presenza di GESU' in mezzo a noi è dovuto, principalmente, alla conoscenza tramite il SUO mezzo, del DIO - CRISTIANO, del PADRE CELESTE, dell'AUTORE della Vita dell’UNIVERSO e che solo a LUI bisogna rivolgersi eternamente per ringraziarLo per la nostra presenza su questo pianeta e, più ancora, per la Futura ed Eterna Destinazione che ha concesso a "tutti", noi uomini, di essere FIGLI adottivi, essendo EGLI Unico, Solo e Vero PADRE! Al fraticello Pio, a cui porto riconoscenza e stima e che tanto avete perseguito stando su questa "vecchia terra", non adducete ancora difficoltà a quella santità decretata dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', alla quale egli, come tutti gli spiriti traslati, brama raggiungere! Infatti la interposizione di uomini ritenuti santi per la sparuta conoscenza e per la dovuta valenza non corrisposta alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' da parte di quanti si arrogano il diritto di appartenenza "solo" al CRISTO, in particolare Vojtyla, porta quelli a rendere ancora più difficoltoso il raggiungimento della ZONA PARADISIACA. Non perdete altro tempo perché poi nella "IPERCONSCIA" sarà assai duro recuperarlo; non perdete tempo, ancora, nelle tante idiozie ed imparate a conoscere nella giusta Essenza il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU' e lo SPIRITO SANTO, affinché possiate darne conoscenza all'umanità intera abbisognevole di "possedere" un PADRE infinitamente amabile, un CRISTO che amando infinitamente soddisfa tutti i peccati commessi dagli uomini e uno SPIRITO di VERITA' che porta a comprendere questi infiniti, impenetrabili ed inconcepibili atti di AMORE ETERNO! Ti saluto spiritualmente nel PADRE SANTISSIMO, nel FIGLIO GLORIOSISSIMO e nello SPIRITO SANTO, GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO! Eugenio Marchesino via don Sturzo, 5 - Foggia- Lettera al professore Antonio Ricci Foggia, 1 giugno 2002 Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro" sabato sera sono rientrato da Vieste, dove ho trascorso una buona settimana con mia moglie e mio figlio Francesco, venuto da Milano. Caro Antonio, io ritardo a scriverti per non impegnarti molto nei miei riguardi, anche se sai bene che sei l'unico fratello spirituale su questo "pianetino", considerato che con l'altro fratello, don Marco, i rapporti sono cambiati da quanto lo esortavo a rientrare in quello che è l'insegnamento di NOSTRO SIGNORE GESU'. 384 385 Comunque, è inutile ripeterlo ancora perché tutti i giorni, sei presente nella mia spiritualità, quando invoco ringrazio e glorifico la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', con la mia splendida, unica ed incomparabile preghiera, unitamente al suo Inno! Ed ora, mio caro fratello, devo comunicarti che una settimana prima che andassi a Vieste i miei figli mi hanno regalato un computer. Non è uno degli ultimi, ma mi è stato di tanto gradimento e mi sarà di grande aiuto per prenderne dimestichezza e prepararmi per il 2004, come accennatoti in una mia precedente. in quel periodo, ho già chiesto alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' di concedermi il privilegio di testimoniare a tutto il pianeta Terra la "Sintesi" di tutte le mie opere "ispirate" che sono la Esaltazione Gloriosa ed Eterna al PADRE CELESTE, al FIGLIO GESU’e allo SPIRITO SANTO! In quel tempo avrò il mio "sito" e darò sfogo a quanto di meschino sono apparsi i "gerarchi" della chiesa cattolica non dando riscontro alle mie lettere raccomandate ed ai miei scritti "ispirati", in cui evidenziavo le infinite e assurde loro ingerenze che avvolgono e schiavizzano la povera ed ignorante "gente" intorno alla "PAROLA". In una lettera mi chiedevi, come pure ti chiedevi come mai gli interpellati non danno riscontro alle mie insistenti esortazioni , ai miei quesiti e alla loro futura condanna che li circuisce? Ispirato dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU' CRISTO e lo SPIRITO di VERITA), oggi posso dare una risposta ai tuoi ed ai miei quesiti; una parte accetta quegli scritti, ma non ha potuto darne conferma perché condizionata dagli impegni assunti con la gerarchia papale; altra parte codarda, non ha avuto il coraggio di difendersi in alcun modo; l'ultima, la più deprecabile, perché insup