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INTRODUZIONE ALL'OPERA COLOSSALE
2004
IN OGNI MIA PUBBLICAZIONE VIENE MARCATA
CRISTO NELL'UNIVERSO ATTRAVERSO:
EMBLEMATICAMENTE LA CENTRALITÀ DEL
1°) LA
TESTIMONIANZA E LA GLORIA DEL PADRE CELESTE E DELLO SPIRITO SANTO DA
PARTE DI GESU’;
2°) LA PATERNITÀ DEL PADRE CELESTE A TUTTI GLI UOMINI CONCESSA DA GESU’, TRAMITE
LO SPIRITO SANTO: "... E NON CHIAMATE ALCUNO SULLA TERRA VOSTRO PADRE, UNO
SOLO È IL VOSTRO PADRE, QUELLO CHE È NEI CIELI!";
3°) LA INESISTENZA DELL'INFERNO, LUOGO DI PENA ETERNA, AVOCATA DA GESU’ DALLA
CROCE: "PADRE, PERDONA LORO PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE "SI" FANNO!";
4°) L'INVOCAZIONE GLORIOSA DI GESU’ AL PADRE CELESTE, TRAMITE LO SPIRITO
SANTO, PER IL PERDONO DI TUTTI I PECCATI;
5°) LA FUTURA SALVEZZA DI TUTTA L'UMANITÀ, ATTRAVERSO LA DONAZIONE GLORIOSA DEL
CRISTO SULLA CROCE, CARICO DI TUTTI I PECCATI DELL'UMANITÀ, AL PADRE
CELESTE E ALLO SPIRITO SANTO!.
EUGENIO MARCHESINO
TANTO
PREMESSO, È INDISPENSABILE PER POTER
COMPRENDERE CHE PERENNEMENTE,
ETERNAMENTE E GLORIOSAMENTE BISOGNA, SOLO, INVOCARE E RINGRAZIARE IL PADRE
CELESTE, IL FIGLIO GESU’ E LO SPIRITO SANTO.
AMMETTERE, QUINDI, LA INESTISTENZA DELL'INFERNO, E NON IMPLORARE ALTRI MEDIATORI MA
SOLO IL CRISTO (NESSUNO VIENE AL PADRE SE NON ATTRAVERSO ME!) NEL CHIEDERE
QUANTO A NOI ABBISOGNA E CHE SIA CONFORME ALLA VOLONTÀ DEL PADRE CELESTE!
E.M.
.
Anno 2004: anno di GLORIA della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA' esteso a tutta la Terra su INTERNET.
PROEMIO
La mia voce, grazie al DIO-CRISTIANO, che ha concesso all'uomo di trasmettere tramite
INTERNET, si estende su tutto il pianeta per coinvolgere tutti gli uomini e, in particolare,
tutti i credenti in GESU' CRISTO a disporsi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA' ed
essere "ispirati" sulla PAROLA!
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E' stato detto: " La mia voce viene estesa a tutti gli uomini oltre che a coloro, pochissimi, che
hanno una fede costante e si dispongono alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA”.
Perché a tutti gli uomini?
La risposta è ovvia, superflua, direi inutile per quei pochissimi "ispirati" dallo SPIRITO
SANTO; mentre, essa, diventa ostica e difficilmente penetrabile a quanti pervasi da una
tradizione cristiana, poco o niente afferente al VERBO; a quanti pervasi da ideologie
materialistiche, scientifiche o filosofiche; ovvero dal desiderio preponderante di gloria e di
affermazione di potere o, ancora, di sadico piacere in tutte le sue forme più insane.
Eppure, questi ultimi, nessuno escluso, alla pari dei "veri" credenti nel CRISTO sono
portatori di quella infinitesima scintilla elargita loro dalla MASSA DIVINA, dalla
GLORIOSA TRIADE DIVINA (il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU' e lo SPIRITO di
VERITA'), dal COLOSSO dell'UNIVERSO, dalla SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA
TRINITA', dal DIO-CRISTIANO!
Il messaggio, quindi, a questa apertura, allo SPIRITO SANTO, potrebbe portare i più
proclivi ad una presa di conoscenza perfetta delle proprie carenze, delle proprie colpe, dei
propri peccati e, quindi alla penetrazione e all'attuazione del "mea culpa" che deve,
indispensabilmente, essere vissuto dagli spiriti degli uomini se non su questo pianeta,
assiomaticamente, subito dopo il trapasso, nel dopo-morte, nella FUTURA DIMENSIONE.
La penetrazione concessa ai disponibili allo SPIRITO di VERITA', se avviene in questo
soggiorno terreno, porterà alla conoscenza perfetta della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA' ( il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU' e lo SPIRITO di VERITA' ), quindi a
rivolgere costantemente ed eternamente solo ad ESSA il "Grazie" estremamente,
indispensabilmente ed eternamente dovuto, perché i loro spiriti, subito dopo essere stati
traslati da questa esistenza, otterranno un rapido accesso alla sfera "ABELICA" e, quindi,
alla NUOVA TERRA, alla zona PARADISIACA!
Lo SPIRITO di VERITA', così operando su di essi li porterà a riaversi dallo SHOCK subito:
cosa vissuta da me in prima persona a causa di un insegnamento cristiano catastrofico e che
continua ad infierire sulla coscienza di molti tradizionalisti cattolici, ortodossi, delle altre
"professioni" cristiane; e, perché no, dall'influenza di altre religioni su i propri accoliti.
Pertanto , mi viene detto di trasmettere questo messaggio di AMORE infinito, di
MISERICORDIA inesauribile e di GIUSTIZIA perfettissima: impenetrabile ai più della
Terra, attraverso le mie opere "ispirate" per mezzo di INTERNET, affinché la PAROLA
trasmessaci dal CRISTO possa essere recepita ed acquisita nella SUA "VERA ESSENZA” dai
più della TERRA!
Le mie opere "ispirate", durante la trasmissione, seguiranno un elenco cronologico della loro
pubblicazione perché a mezzo suo si potrà comprendere il mio passaggio dalla
"illuminazione" alla "ispirazione" e, quindi, come la conoscenza e la comunione col "mio"
GESU' attraverso una costante e penetrante invocazione, nonostante le mie indiscriminate
colpe, mi ha portato ad entrare non solo in comunione con LUI ma, anche, col PADRE
CELESTE e con lo SPIRITO di VERITA'.
Tutte le mie opere, sotto elencate in sintesi, sono l'INNO e la GLORIA continui ed eterni alla
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'!
Nello stesso tempo sono un monito fraterno ed una esortazione cristiana a tutti gli uomini,
affinché abbiamo a rivolgersi nelle loro invocazioni di bisogno e di conoscenza della VERITA’
solo ad ESSA, alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'; non tenendo in alcun
conto, in assoluto, nessun altro Mediatore che il CRISTO e tanto meno le efferatezze, i peccati
e le colpe commessi.
Come pure, tutte le mie opere "ispirate" fanno eco ai responsabili del travisamento della
PAROLA; inizialmente con una sentita e dolorante esortazione e, successivamente, con un
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monito agghiacciante riferito alla loro brama di potere, di ricchezza e di idolatria che si
trasforma in una continua condanna e in una allogazione specifica nelle sezioni della "Caina".
Anche a voi laici atei , invito a seguire il corso di questi scritti che senz'altro, nel peggiore dei
casi, potranno arricchire il vostro bagaglio culturale, anche se negativo.
Chiudo questa "introduzione" col rendere ancora e sempre il "Grazie" eterno alla
GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) che mi ha
concesso, nonostante tutto, di proclamare ed estendere la SUA GLORIA a TUTTA la
TERRA!
Eugenio Marchesino
Bibliografia dell'autore
Riferimento all'Opera
La Realtà Evangelica è l'Unità dei Cristiani
Lo Scandalo dei Cristiani
Nu Poche de bibbie
Le mie Rose ad una Donna
La Eutanasia e la Cremazione
Il Pentateuco cristiano
La Dimensione Eterna
Il Terzo Libro dopo il Vangelo
La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male
( In appendice: Riflessioni sul Giubileo2000)
Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo
( In appendice: L'incontro del Papa con i giovani a Parigi)
La Reincarnazione o Metempsicosi
L’Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole (1^ parte)
Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in Gesù Cristo
L'Apoteosi del Cristo nelle mie Epistole (2^ parte)
Il Concetto di Gente e il Dopo -morte
anno 1974
anno 1981
anno 1983
anno 1984
anno 1990
anno 2000
anno 1992
anno 1994
anno 1997
pag. 9
pag. 17
pag. 51
pag. 122
pag. 131
pag. 135
pag. 139
pag. 148
pag. 157
anno 1998
pag. 167
anno 1999
anno1996
anno 2000
anno 2001
anno 2001
pag. 182
pag. 198
pag. 323
pag. 252
pag. 352
Natale 1974
pag. 207
pag. 167
pag. 323
pag. 351
pag. 383
pag. 220
pag. 39
pag. 41
pag. 42
pag. 224
pag. 275
Epistolario
PENETRAZIONE del CRISTO
Cantico alla Madonna
Cantico alla Madonna
cantico alla Madonna
Cantico alla Madonna
lettera a Papa Paolo VI
Lettera a Papa Giovanni Paolo I
Lettera a Papa Giovanni Paolo II
Lettera a Papa Giovanni Paolo II
Lettera a Papa Giovanni Paolo II
Lettera a Papa Giovanni Paolo II
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Pasqua 1978
I3/9/78
24/10/78
11/12/78
3/3/94
4/5/96
4
Lettera a Papa Giovanni Paolo II
Lettera a Papa Giovanni Paolo II
Al Segretario di Stato del Vaticano
Lettera a Papa Giovanni Paolo II
Lettera a Papa Giovanni Paolo II
Lettera a Papa Giovanni Paolo II
Lettera a Papa Giovanni Paolo II
22/9/97
2/4/98
7/5/2000
28/11/2000
5/8/2002
30/9/2002
27/11/2002
pag. 276
pag. 278
pag. 279
pag. 279
pag. 368
pag. 383
pag. 386
Cardinali Tonini- Martini- de Giorgi
Cardinale Tonini
Cardinale Tonini
Cardinale Tonini
Cardinale Tonini
Cardinale Tonini
Cardinale Tonini
Cardinale Tonini
Cardinale Tonini
Cardinale Tonini
2/8/2002
25/7/93
23/10/93
23/3/94
13/11/97
21/7/99
15/5/2000
2/12/2000
10/4/2002
16/12/2002
pag. 372
pag. 236
pag. 237
pag. 237
pag. 283
pag. 284
pag. 284
pag. 285
pag. 369
pag. 386
Cardinale Martini
Cardinale Martini
Cardinale Martini
Cardinale Martini
Cardinale Martini
Cardinale Martini
9/4/95
27/5/2000
15/12/2000
20/9/2001
21/8/2002
7/12/2002
pag. 252
pag. 281
pag. 282
pag. 370
pag. 371
pag. 386
Cardinale de Giorgi
Cardinale de Giorgi
Cardinale de Giorgi
Cardinale de Giorgi
Cardinale de Giorgi
Cardinale de Giorni
Cardinale de Giorgi
29/4/94
13/6/94
13/11/97
16/5/2000
11/1/2001
10/12/2002
10/12/2002
pag. 246
pag. 246
pag. 285
pag. 286
pag. 287
pag. 371
pag. 387
Arcivescovo Casale
Arcivescovo Casale
24/3/94
9/11/97
pag. 235
pag. 289
Arcivescovo d'Ambrosio
Arcivescovo D'Ambrosio
Arcivescovo D'Ambrosio
Arcivescovo D'Ambrosio
Arcivescovo D'Ambrosio
5/11/99
7/5/2000
29/11/2000
5/6/2001
3/2/2002
pag. 290
pag. 290
pag. 291
pag. 292
pag. 389
Arcivescovo Maggiolini (teologo)
Arcivescovo Maggiolini (teologo)
Arcivescovo Maggiolini (teologo)
Arcivescovo Maggiolini (teologo)
Arcivescovo Maggiolini (teologo)
Arcivescovo Maggiolini (teologo)
22/9/93
24/3/94
9/2/98
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1/5/2002
10/12/2002
pag. 237
pag. 238
pag. 296
pag. 297
pag. 373
pag. 388
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Don Giovanni d'Ercole (teologo)
Don Giovanni d'Ercole (teologo)
Don Giovanni d'Ercole (teologo)
Don Giovanni d'Ercole (teologo)
Don Giovanni D'Ercole (teologo)
Don Giovanni D'Ercole 8teologo)
23/11/2000
12/12/2000
2/1/2001
14/1/2001
13/5/2001
10/2/2003
pag. 398
pag. 299
pag. 299
pag. 300
pag. 301
pag. 392
Arcivescovo di Catania
Arcivescovo di Catania
5/4/94
11/4/94
pag. 245
pag. 245
Arcivescovo Papa (Ta)
Arcivescovo Papa (Ta)
29/3/2002
4/3/2003
pag. 374
pag. 389
Arcivescovo Settimio Todisco
8/9/9
pag. 247
Arcivescovo Giuseppe Costanzo
15/12/94
pag. 248
Lettera al vescovo Riboldi
Lettera al vescovo Riboldi
Risposta del vescovo Riboldi
Lettera al vescovo Riboldi
Risposta del vescovo Riboldi
Lettera al vescovo Ribaldi
Lettera al vescovo Ribaldi
Lettera al vescovo Ribaldi
Lettera al vescovo Riboldi
Lettera al vescovo Riboldi
lettera al vescovo Riboldi
lettera al vescovo Ribaldi
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5/8/78
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29/3/93
14/11/97
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pag. 33
pag. 35
pag. 36
pag. 36
pag. 37
pag. 221
pag. 221
pag. 222
pag. 287
pag. 288
pag. 285
pag. 390
Lettera al vescovo Grillo
Lettera al vescovo Grillo
Lettera al vescovo Grillo
Lettera al vescovo Grillo
Lettera al vescovo Grillo
Lettera al vescovo Grillo
lettera al vescovo Grillo
Lettera al vescovo Grillo
Lettera al vescovo Grillo
Lettera al vescovo Grillo
9/2/95
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31/5/2000
7/12/2000
10/2/2003
pag. 249
pag. 250
pag. 250
pag. 293
pag. 293
pag. 294
pag. 294
pag. 295
pag. 295
pag. 391
Lettera al vescovo Bettazzi
Lettera al vescovo Bettazzi
Lettera al vescovo Bettazzi
20/1/79
11/3/79
31/12/93
pag. 37
pag. 39
pag. 226
Lettera a Carlo Carretto
Risposta di Carlo Carretto
Lettera a Carlo Carretto
Risposta di Carlo Carretto
Lettera a Carlo Carretto
14/11/78
24/11/78
7/12/78
Natale '78
13/1/79
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pag. 44
pag. 45
pag. 46
pag. 47
pag. 48
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Lettera a Carlo Carretto
20/9/92
pag. 224
Lettera a Frate Mariano
23/9/70
pag. 202
A tutte le Confessioni Cristiane
Pasqua1973
pag. 220
Lettera a frate Pontenghini (PD)
Lettera a frate Pontenghini (PD)
Lettera a frate Pontenghini (PD)
Lettera a frate Varotto (PD)
Lettera a frate Varotto (PD)
Lettera a frate Varotto (PD)
Lettera a frate Varotto (PD)
29/11/93
6/3/9
15/5/94
14/5/97
28/5/97
27/11/2000
5/3/2001
pag. 240
pag. 240
pag. 241
pag. 302
pag. 302
pag. 303
pag. 304
Lettera a frate Aurelio Maschio
24/2/95
pag. 251
Priore S. Giovanni Rotondo
22/11/2001
pag. 379
Lettera a frate Cantalamessa
Lettera a frate Cantalamessa
Lettera a frate Cantalamessa
20/3/2003
29/5/2003
19/10/2003
pag. 392
pag. 393
pag. 394
Lettera a don Giuseppe Casti
Lettera a don Giuseppe Casti
Lettera a don Giuseppe Casti
Lettera a don Giuseppe Casti
28/8/2000
19/9/2000
23/10/2000
21/11/2000
pag. 314
pag. 315
pag. 316
pag. 316
Lettera a don Donato Coco
Lettera a don Fausto (FG)
Natale '94
19/9/2001
pag. 248
pag. 375
Lettera al parroco S. Antonio(FG)
4/6/94
pag. 247
Lettera al parroco di Civitavecchia
Lettera al parrocco di Civitavecchia
22/8/2000
10/10/2000
pag. 317
pag. 318
Lettera a don Angelo Muri
Risposta di don Angelo Muri
Pasqua '78
13/3/78
pag. 32
pag. 33
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
Lettera a don Marco di Brita
5/4/94
1/4!97
27/5/2000
27/8/2000
22/9/2000
5/12/2000
21/1/2001
15/4/2001
7/6/2001
28/8/2001
12/11/2001
16/8/2003
pag. 245
pag. 305
pag. 306
pag. 308
pag. 308
pag. 309
pag. 310
pag. 312
pag. 313
pag. 377
pag. 378
pag. 403
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Suor Massimiliana DeLillo
Suor Massimiliana De Lillo
Risposta a Suor Massimiliana De lillo
5/5/75
Pasqua ‘78
30/4/7
pag. 210
pag. 31
pag. 31
Suor Agnese Carta S. G. Rotondo
16/6/80
pag. 228
Comunità del Carmine- BarcellonaComunità Carmelitani- Palermo-
3/5/84
17/3/94
pag. 233
pag. 242
Comunità Bose –Magnano
Comunità Bose –Magnano
17/3/94
3/5/94
pag. 243
pag. 244
A tutte le Confessioni Cristiane
Penetrazione del CRISTO
Pasqua '78
Natale '74
pag. 211
pag. 198
Lettera al Pastore Ap. Mazzeschi
Lettera al Pastore Ap. Pazzeschi
Lettera al Pastore Ap. Mazzeschi
Lettera al Pastore Ap. Mazzeschi
20/12/76
20/10/77
15/7/77
23/4/78
pag. 214
pag. 215
pag. 216
pag. 217
Lettera al Pastore Pent. Ferri
15/3/82
pag. 231
Lettera a Girardet 1+1 Protest.
Lettera a Girardet 1+1 Protest.
2/2/94
12/4/94
pag. 242
pag. 242
Lettera a Zaccagnino Test. di Geova
5/2/74
pag. 204
Presidente della Repubblica Pertini
Presidente della Repubblica Ciampi
14/4/84
29/11/2003
pag. 232
pag. 397
Lettera a L'On.le Pannella
8/10/78
pag. 222
Lettera alla Scienziata Hack
Lettera alla scienziata Hack
11/9/2003
4/11/2003
pag. 397
pag. 398
Lettera a Cesare Musatti
19/6/79
pag. 228
Lettera al Prof. Pavone S. G. Rot.
Lettera al Prof. Pavone S. G. Rot.
7/10/93
23/3/94
pag. 239
pag. 239
Lettera al sig. Tortora
2/1/78
pag. 226
Lettera a Marco Bisceglia
Lettera a don Romita
Lettera al giornalista Masina
2/4/74
10/10/973
5/12/76
pag. 205
pag. 18
pag. 30
Lettera a Sorella Speranza
Lettera Casa Sollievo Milano
Lettera al Presidente Luci dell'Est
6/3/79
9/5/94
5/7/2003
pag. 227
pag. 247
pag. 401
7
8
Parroco Carmine Nuovo (FG)
6/7/2003
pag. 403
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
"La Vita" di Suor di Calcutta
"La Vita" di Suor di Calcutta
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
Lettera al Prof. Antonio Ricci
22/6/75
6/3/78
21/7/98
31/7/98
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1/6/2002
28/7/2002
26/4/2003
13/9/2003
18/9/2003
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24/10/2003
pag. 209
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pag. 258
pag. 259
pag. 259
pag. 260
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pag. 264
pag. 265
pag. 266
pag. 266
pag. 268
pag. 269
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pag. 270
pag. 271
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pag. 381
pag. 382
pag. 404
pag. 405
pag. 406
pag. 407
pag. 407
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
Lettera al Prof. Matteo Coco
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pag. 318
pag. 319
pag. 320
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pag. 409
pag. 410
pag. 411
Lettera al detenuto Paglialunga
Risposta di Paglialunga
Lettera al detenuto Paglialunga
Risposta di Paglialunga
Lettera al detenuto Paglialunga
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Lettera al detenuto Paglialunga
Risposta di Paglialunga
Lettera al detenuto Paglialunga
Risposta di Paglialunga
Lettera al detenuto Paglialunga
3/11/78
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9/2/80
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pag. 26
pag. 26
pag. 28
pag. 28
Lettera al detenuto Buemi Carmelo
10/4/85
pag. 234
Lettera a Pino Rossi
Sermone ai figli Pino e Marisa
Lettera a Titina Rossetti
Lettera a Paolo Bonolis
23/11/74
12/4/75
17/2/77
5/1/2004
pag. 206
pag. 213
pag. 219
pag. 410
LA SINTESI GLORIOSA DELLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA’:
TRATTA DA TUTTE LE MIE OPERE " ISPIRATE" DAL DIO-CRISTIANO.
Da "La Realtà Evangelica è l' Unità del Cristiani": anno 1974
Presentazione del giudice Pietrantonio Loffredo
Il libricino costituisce “ una meditazione per dare sfogo al tormento della separazione
dei cristiani, sperando nella loro fusione in CRISTO!”.
L’autore che ha macerato per anni le sue riflessioni, lancia l’invito ai responsabili delle
professioni (confessioni) cristiane perché, ritornati al CRISTO, diventino veri pescatori di
uomini, proclamando la certezza che evangelizzato il mondo, tutti gli uomini acclameremo il
CRISTO: “ Benedetto Colui che il Signore ci ha donato in eterno”.
Occorre precisare che UT UNUM SINT è l’invocazione di GESU' nella preghiera sacerdotale
e sarà certezza quando il Regno di DIO farà irruzione dall’alto ( vi sarà un solo gregge ed un
solo Pastore).
La tensione all’unità non deve essere confusa con la uniformità a livello di istituzioni e di
vertici, i quali possono dare soltanto manifestazioni esterne e promuovere crociate.
La vera unità sorge dall’interno del singolo, dal basso, col richiamo costante alla verifica della
PAROLA, fatta CARNE, che annunzia: giudizio, perdono, salvezza.
La testimonianza, intrisa di fatti quotidiani, investe il cristiano e la CHIESA, nel loro tempo
esistenziale, con la problematica della fedeltà alla PAROLA, genuina ed autentica, senza la
preoccupazione di realizzare conquiste di ogni specie.
La linea del cristiano percorre una linea determinata dai vari punti delle coordinate
cartesiane del perdono di DIO e dell’Amore verso l’uomo, il quale sostanzia la quarta
dimensione divina.
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In questo nostro tempo di corruzione, pornografia, lassismo ( del quale è afflitto anche il
versante religioso e teologico) è quanto mai opportuna una lettura di incitamento morale.
Pietrantonio Loffredo
Foggia, marzo 1974
PROEMIO
Quest'opuscoletto è stato scritto nella speranza di richiamare pastori e dirigenti delle diverse
"professioni" cristiane alla Realtà odierna del mondo perché, confrontandola con quella
Evangelica, constatino l'abisso che le divide e, sollecitati dallo SPIRITO SANTO, facciano
ritorno al CRISTO per diventare veri pescatori di uomini e riportare l'umanità al DIOCRISTIANO, PADRE dei credenti in GESU' CRISTO!
e.m.
La Chiesa di Gesù e i cristiani di oggi
La Chiesa di GESU' è "UNA", quindi, per i "veri" credenti non dev'essere concepibile, né
possibile intravedere una scissione di ESSA.
Una comunità, meglio una società cristiana, basata sullo spirito di Fraternità e di Amore, non
deve ammettere alcuna frattura o incrinatura in seno ad essa.
Premesso in sintesi questo concetto di inscindibilità della CHIESA di GESU’, viene spontaneo
il domandarsi: “Perché mai i cristiani, oggi, sono così divisi nel mondo e quali sono le cause
che le determinano?”.
E’ arduo poter dare, in assoluto, una risposta a questa domanda, però è necessario accingersi
a farlo per cercare di potere eliminarne le cause e dare così la giusta consistenza alla
premessa: la CHIESA di GESU’ CRISTO è inscindibile.
Dalla mia esigua preparazione cristiana, acquisita dalla meditazione del VANGELO,
scaturisce che tutti noi cristiani, specialmente noi che ci denominiamo “cristiani”, siamo
molto lontani da quella che è la dottrina e l’insegnamento del NOSTRO SIGNORE GESU’!
Noi discepoli del CRISTO che dovremmo essere il Faro di Luce nelle tenebre; il Sale che dà
sapore alla Terra; i Continuatori di quella fiaccola di AMORE accesa da GESU'; i
Sostenitori, fino al sacrificio ultimo della PAROLA del CRISTO ci siamo lasciati ostacolare,
in questo altissimo e nobilissimo compito, dall'Energia del Male: nemica del DIOCRISTIANO e dei SUOI seguaci.
Si, noi, cristiani con le nostre inezie umane, diamo la possibilità all’energia del Male la
possibilità di aggirarci come meglio crede e metterci gli Uni contro gli Altri perché vuole, ad
ogni costo, sminuire la veridicità del VERBO DIVINO, tanto da fare cadere l’umanità
nell’ateismo, nella negazione completa del DIO -CRISTIANO e, quindi, nella distruzione di
ogni bene!
Questa sua pretesa è assurda, in quanto potrà ostacolare e ritardare la felicità decretata a
tutta l’umanità dal DIO -CRISTIANO.
Premesso tanto, mi domando ancora perché non dobbiamo ad ogni costo, con qualunque
sacrificio cercare di superare i non pochi ostacoli che dividono, noi cristiani, affinché uniti nel
mondo possiamo costituire.
1°) La testimonianza vivente e palpitante di una società basata sull’Amore e sulla Fraternità,
2°) Un baluardo di difesa per tutta l’umanità dagli attacchi dell’energia del Male;
3°) Contribuire con molta sollecitudine alla conversione del mondo intero e quindi alla
realizzazione del REGNO del PADRE CELESTE, pur stando su questa Terra!
Per giungere a tanto, perché gli altri popoli possano professare il Credo alla PAROLA, è
ovvio che prima noi dovremmo essere coerenti e vivere i principi che CRISTO ha sancito con
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la SUA VITA!
Oggi, più che mai si sente da parte dei" figli" della Vera CHIESA questo bisogno di
evangelizzare il mondo; oggi che si vive in un clima in cui all'uomo viene offerto ogni
possibilità di soddisfacimento materiale; oggi che ogni valore morale e spirituale viene
estromesso con la scusante del progresso; oggi che l'uomo, grazie alla spiritualità ricevuta dal
DIO-CRISTIANO, viene a scoprire quello che DIO STESSO ha posto in natura e dimentica,
perché sopraffatto dall'energia del Male, che l'apice di ogni conquista da lui raggiunta deve
essere un Inno di lode e di Gloria continui al CREATORE e, invece, si arroga ogni merito,
cercando di eliminare, ad ogni costo, il DIO-CRISTIANO, l'Essere che verrebbe ad oscurare
le sue conquiste e , quindi, la sua gloria.
La CHIESA: CORPO di CRISTO
S. PAOLO nella lettera ai Colossesi dice che CRISTO è il CAPO del Corpo della Chiesa,
interpretando così una verità assiomatica rivelataci dal CRISTO.
In quanto CORPO di CRISTO la CHIESA è Una e Indivisibile: le divisioni, le discordie e gli
scisma sono in contrasto con la natura della CHIESA e, quindi, sono fuori del CORPO del
CRISTO.
Di questo non se ne facciano vanto gli ecclesiastici (cattolici ed ortodossi) quando affermano
che fanno parte della vera chiesa; oppure non se ne attribuiscano a merito le professioni
evangeliche o quelle dei mormoni o dei testimoni di GEOVA.
Ogni confessione, a mio avviso, non ha compreso che non potrà dire di fare parte della
CHIESA del CRISTO fino a quando, ciascuna, non si sia adoperata instancabilmente per
riunire quel "CORPO" che è stato fatto a brandelli da tutte le chiesucole terrene, soprattutto
per motivi storici e per volontà di predominio.
La CHIESA di GESU’ è qualcosa che supera l’umano, che trova la sua essenza di essere nella
viva fede e non nella sola ragione; essa si fonda principalmente sul cuore dell’uomo che deve,
sostenuto dalla GRAZIA, cercare di superare lo stato di umanità e sopraelevarsi e fondersi
col Divino, nel senso che deve identificare la propria volontà con quella del DIO –
CRISTIANO.
In quanto CORPO di CRISTO, la CHIESA, è una comunità costituita sì da uomini che però
non hanno bisogno di nessuno ordinamento gerarchico, in quanto essa si basa sul sentimento
di AMORE, cioè sulla donazione completa e reciproca dei singoli membri, i quali si fondono
nell’UNO: nel CRISTO!
Ancora Paolo nella lettera ai Corinzi cosi dice: "DIO nella CHIESA ha costituito alcuni
apostoli, altri profeti, altri dottori, altri ancora che hanno il dono delle guarigioni, altri il dono
di assistere e di governare, altri di parlare diverse lingue.
Questa diversità di carismi non sta a significare che nella CHIESA di GESU' esista una
gerarchia, come spesso si vuole far credere, e che quindi il carisma dell'apostolo sia più
importante di quello di dottore; né che quello di profeta sia da meno di quello che parla
diverse lingue: essi, tutti, si integrano a vicenda, tutti si fondono e realizzano il "vero"
CORPO di GESU'.
A mio avviso, l’errore madornale delle diverse confessioni deve ricercarsi nella brama
che,ognuna di esse, ha nel volersi attribuire il primato sulle altre, attraverso la gerarchia o
l’interpretazione delle Scritture o della Rivelazione.
Ogni confessione risente di qualcuna di queste presunzioni apportando discordie, lotte, odi
che stanno a rivelare non la Umiltà, la Carità , la Fraternità predicate e vissute da GESU’,
bensì il desiderio di potere, di dominio, di affermazione su questa terra perché circuiti da quel
sentimento di “superbia” che trova origine nel Male, fattura dell’uomo!
Fino a quando nella comunità detta “cristiana” non saranno sparite queste presunzioni, questi
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desideri di potere e di dominio, non si potrà parlare di CHIESA di GESU’, ma solo di
“chiesuole” umane.
Che nella CHIESA di GESU' ci siano delle differenze di perfezioni, ammesso che si possa
usare questo termine, bisogna convenirne in quanto esse dipendono dallo stato di santità,
ossia dalla possibilità che ogni "uomo" ha dato alla Grazia del DIO-CRISTIANO, ossia allo
SPIRITO di VERITA', attraverso GESU' di penetrarLo.
Però, queste differenze non sono visibili sostanzialmente, né percepibili ad occhio umano, a
mente ed a cuore umano ma solo, esclusivamente, al DIO-CRISTIANO che ne stabilisce la
santità gerarchica.
Il cristiano, quindi, qualunque ufficio espleti nella Comunità non deve presupporre, né
addirittura lasciarsi sfiorare dal pensiero di preminenza sul fratello.
Egli deve soltanto cercare di donarsi al CRISTO, il Quale si è già donato a lui; e, così facendo,
ogni cristiano incontrerà nel CRISTO il vero fratello, colui che fa parte della vera CHIESA,
cioè di quel CORPO di cui parla l'Apostolo Paolo.
Infatti in Matteo, GESU' così parla: "I principi delle Nazioni signoreggiano sulle Genti e i
grandi esercitano potere su di esse, ma non così tra voi; anzi chi tra voi vorrà divenire grande,
sia il servo di tutti”.
E cosi, ancora, in Matteo si dice: "Come il FIGLIO dell'UOMO non è venuto per essere
servito, ma per servire e dare la SUA VITA in prezzo di riscatto per "tutti", così voi...".
E Paolo ancora, nella lettera ai Corinzi: " il DIO-CRISTIANO ha disposto così il CORPO da
dare maggiore onore alle membra meno degne, affinché non ci sia divisione nel CORPO, ma
le membra abbiano a vicenda sollecita cura del bene comune.
Nelle parole di GESU' è chiaro ed assai evidente il concetto di "Umiltà", di quella umiltà che
ci fa fondere nel CRISTO e che necessariamente evita la superbia, la invidia e la discordia
derivanti da quella voluta forzatamente gerarchia e dalla velleità di essere gli unici e soli
interpreti della volontà del DIO-CRISTIANO.
Nella CHIESA di GESU' non ci può essere gerarchia, né presunzione alcuna perché i membri
che la costituiscono avvertono in se stessi, sempre più crescente, lo stato di miseria e, sempre
più, determinante la Bontà e l'Amore del DIO-CRISTIANO: più loro appare l'Onnipotenza,
l'immensità del SUO AMORE tanto più profonda, più incolmabile si evidenzia il loro stato di
carenze, di miserie!
C'è nella CHIESA del CRISTO una gerarchia, ma è una gerarchia inversamente proporzionale: infatti in essa ci si sente , sempre più, inferiori nei confronti del CRISTO ed ivi si trova il
fratello, perché anche lui avverte, sempre più crescente la sua profonda e paurosa infimità.
Questi ideali vissuti da "uomini" che si elevano al di sopra di ogni divisione, di ogni desiderio
di signoreggiare, costituiscono, al di fuori di ogni "professione", la CHIESA di GESU' che è
unita e fusa nel CRISTO e vive con LUI nell'Eternità.
Pietro, con GESU’, espressione della CHIESA Cristiana
Pietro è con Gesù fondatore della CHIESA: Gesù vuole in Pietro e con Pietro la
partecipazione dell’uomo alla fondazione e alla realizzazione della SUA CHIESA.
E, attraverso Pietro EGLI dà il mandato a tutta la CHIESA, quindi non alla persona o a una
aliquota di cristiani: GESU’, dà il mandato di evangelizzare la terra a tutti i discepoli: cioè a
tutti coloro che accettano nella pienezza e si sforzano di vivere la PAROLA di GESU’ che
sintetizza in soli due canoni la SUA VITA ed il SUO INSEGNAMENTO per la realizzazione
della SUA CHIESA: "Amerai il SIGNORE DIO TUO con tutto il tuo spirito, con tutta la tua
anima, con tutta la tua mente, con tutto te stesso";
"Amerai il Prossimo tuo come te stesso".
Per diventare, quindi, discepoli di GESU' bisogna annullare se stessi, fondersi in LUI, fare la
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SUA Volontà, cioè quella del PADRE CELESTE attraverso lo SPIRITO di VERITA.
Non è , quindi, solo a Pietro che GESU' demanda la facoltà di ritenere o rimettere i peccati
ma a tutti i "veri" discepoli: "Né soltanto per questi prego, ma prego anche per quelli che
crederanno in ME per la loro Parola; affinché siano tutti una sola cosa, come TU sei in ME
PADRE ed IO in TE!".
A questo punto scaturisce spontanea la domanda: "Perché i sacerdoti si ritengono una casta
di privilegiati, sostenendo di essere gli interpreti della Volontà del DIO-CRISTIANO?”
Quando questa è palese e manifesta a tutti i"veri" discepoli del CRISTO e chiamati tramite,
lo SPIRITO di VERITA', ad essere sacerdoti ed a offrire tutto se stessi al DIO-CRISTIANO;
e, l'accettazione del CRISTO è proprio questa: l'offerta di tutto e di se stessi, insieme a GESU'
e allo SPIRITO SANTO, al PADRE CELESTE.
La CHIESA di GESU' non è la chiesa dei maestri e dei discepoli, ma è la CHIESA del
MAESTRO e dei veri discepoli: i cristiani discepoli hanno tutti la stessa vocazione, tutti la
stessa missione : sono tutti in UNO e UNO in tutti!
Accettando il CRISTO si diventa tutti discenti di LUI e, nello stesso tempo, tutti docenti
nell'insegnare a chi non sa la SUA Divina Essenza, il SUO Amore, la SUA Carità, la SUA
Giustizia attraverso l'azione, attraverso la vita.
Abolire , quindi, bisogna la “chiesa docente”, perché essa è la causa di tutto quel travisamento
dell'istituzione Divina perché è basata sulla temuta presunzione di coloro che si ritengono "i
maestri" dell'insegnamento di GESU' e che spesso degenera in superbia.
La conoscenza di GESU' si esplica attraverso una vita umile e non pregna di presunzione
come quella della gerarchia ecclesiastica e lo dice lo Stesso GESU' quando rispondendo alla
domanda degli apostoli, chi fosse il maggiore tra di loro, così dice: "Il maggiore di voi sia
come il più giovane e chi comanda come colui che serve!".
Alcuni sostengono che la CHIESA ha bisogno di un capo, essendo questa una organizzazione
di uomini e, come tale, necessita di una guida.
Questo regge fino ad un certo punto ed è indispensabile per tutte le altre organizzazioni
umane che hanno bisogno di dirigenti che collaborino onde attuare e realizzare delle leggi che
assicurino il buon andamento delle diverse comunità.
Ma la CHIESA di GESU’ non ha bisogno di avere altri capi , perché Uno solo è il Capo, il
CRISTO. Essa è, quindi, organizzata e non ha bisogno di controllori, né di controllati, perché
tutti siamo controllati dalla GRAZIA Divina.
Ognuno cerchi di controllare se stesso, perché controllando se stesso sarà controllore degli
altri in quanto, questi ultimi si sforzeranno di raggiungere quelle vette, quelle mete raggiunte
dai primi e cercheranno, anche, di superarli.
I più sapienti, cioè i più illuminati dallo SPIRITO SANTO, perché più intensamente hanno
sentito e , quindi, vissuto la chiamata del CREATORE siano, non già i”maestri” ma lo sprone,
il monito ai meno illuminati, perché meno disponibili allo SPIRITO di VERITA’, affinché
anche questi ultimi abbiano la possibilità di emergere quanto o più di loro.
Comprendo che esporre queste “verità” ai cristiani battezzati tradizionalmente, apparirà
assurdo e inattuabile, ma evidenziarle a quanti hanno un pizzico di quella “fede” declamata
dal CRISTO le accetteranno o quanto meno si sforzeranno per la loro realizzazione.
La CHIESA di GESU’ è al di sopra di ogni frazionamento esistente nelle diverse “chiesuole”
terrene
Da tanto si deduce che la CHIESA di GESU' è al di sopra di ogni frazionamento esistente
nelle diverse “chiesuole” terrene; ESSA abbraccia i diversi credenti di tutte le"professioni"
cristiane, i quali pur facendo parte materialmente di istituzioni diverse perché costrettivi da
una errata interpretazione del VANGELO, dal formalismo religioso e costretti ad essere
divisi, essi sono uniti spiritualmente gli Uni agli Altri e costituiscono quella aliquota facente
parte della "vera" CHIESA di GESU'
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Noi, cristiani di oggi, più di quelli del passato siamo ciechi e sordi e non vogliamo né sentire,
né vedere la realtà attuale , perché non vogliamo ammettere che portiamo abusivamente il
nome di "cristiani" e che, quindi, siamo noi i maggiori fautori del male che dilaga nel mondo.
Infatti, noi non ottemperando al COMANDAMENTO di GESU': "Amatevi gli Uni gli Altri,
come IO ho amato voi..." siamo i propagatori delle divisioni, quindi delle discordie, quindi dei
soprusi, quindi di ogni male!
Questa è la risultante, a parer mio, di una egoistica presunzione, di un primato che tra "veri"
credenti in CRISTO non può sussistere, in quanto su questa Terra, siamo tutti gli ultimi tra
gli ultimi fino a quando GESU', il CAPO di questo Organismo cristiano ci avrà giudicati.
Un’appendice realistica di tanto male, frutto delle divisioni, è la guerra fratricida dell’Irlanda
del Nord!
Quale esempio di Amore, di Carità, di Fraternità può avere la Terra da quella lotta
obbrobriosa ed esecranda, la quale altro non è che un insulto al CRISTO, di cui diciamo
esserne i seguaci?
Parlare al mondo di CRISTO, attualmente, al confronto di una realtà denigrante e non
definibile tra i “cristiani”, significa insegnare che CRISTO ha predicato lotte, guerre,
distruzioni e non già Amore, Carità, Fraternità, Misericordia e Giustizia!
Fratelli, in CRISTO e con CRISTO, grido: “Svegliamoci dal letargo in cui siamo caduti prima
che le condizioni della terra diventino più catastrofiche ed irreparabili e, noi che ci diciamo
“cristiani”, uniamoci nel CRISTO anche a costo di sacrificare qualcosa che, sembra, ci
appartenga; cerchiamo, prima noi, di comprendere e di vivere la fraternità per estenderla al
mondo”.
Se veramente siamo credenti e seguaci di GESU' uniamoci, fondiamoci, annulliamoci gli uni
negli altri, affinché possiamo incontrare il CRISTO nella Sua Vera ESSENZA.
Vi saluto dicendo: " abbia, il SIGNORE GESU’, pietà di noi!".
L'unità dei cristiani è testimonianza del CRISTO
"Ne' soltanto per questi prego, ma anche per quelli che crederanno in ME per mezzo della
loro Parola; che siano tutti UNO; che come TU o PADRE sei in ME ed IO sono in TE,
anch'essi siano in NOI affinché il mondo creda che TU MI hai mandato ed IO ho dato loro la
gloria che TU hai dato a ME; acciocché siano perfetti nell'Unità e, affinché il mondo conosca
che TU mi hai mandato e che li ami come hai amato ME!”.
E' determinante nelle precedenti parole di GESU' il concetto di UNITA', perché si possa
essere testimoni di GESU' e dimostrare a tutti gli uomini della Terra, tramite lo SPIRITO di
VERITA', che GESU' e DIO-PADRE sono la stessa ENTITA'; che GESU' è realmente il
FIGLIO dell'ALTISSIMO, il SALVATORE di tutti gli uomini, COLUI che ha vinto il peccato
col SUO SANGUE preziosissimo, COLUI che ci ha risuscitato dalla morte corporale e
spirituale con la SUA GLORIOSISSIMA RESURREZIONE!
Il concetto di Unità è preminente nel CORPO di CRISTO, nella SUA CHIESA, in quanto lo si
può raggiungere soltanto se c'è donazione reciproca e incondizionata, in altre parole se c'è
l'AMORE!
Il mondo vuole ed aspetta, seppure in maniera inconscia, questa testimonianza di vita perché
negli uomini è innato e predominante, direi quasi tormentante il desiderio di volere vivere, di
volere continuare a vivere.
Ma come?
Gli uomini si affannano a cercare qualcosa nel mondo, qualche “elisir” di lunga vita che possa
soddisfare questa esigenza naturale, intraprendendo, spesso strade, sentieri e vicoli, a volte,
oscuri e tenebrosi che sempre e in maniera avvilente li deludono.
Comunque, essi non si arrendono, non si capacitano!
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Non possono rassegnarsi perché sentono, avvertono dentro se stessi uno sprone continuo ed
incessante che li fustiga, che li incoraggia a cercare…a cercare: sentono, avvertono e
continuano a cercare avidamente, ma non sanno orientarsi; manca loro il senso
dell’orientamento; manca loro la LUCE che illumina le tenebre; pertanto, sono accorti ad
ogni fruscio che proviene dal mondo e che possa additare la strada che conduce alla salvezza,
alla Vita; e…continuano a rimanere ingannati e delusi, perché noi non sappiamo loro
insegnare quanto GESU’, il FIGLIO del DIO –VIVENTE dice: “Io sono la VIA, la VERITA’
e la VITA!”.
Molti, però, nei duemila anni di CRISTIANESIMO Lo hanno conosciuto, Lo hanno accettato,
e continueranno ad accettarLo perché si fondono con LUI, Lo seguono sul CALVARIO
testimoniando, così, la SUA reale DIVINITA'.
Erano e sono essi i martiri, erano e sono coloro che si lasciarono e si lasciano penetrare,
sconvolgere, pervadere da quel sentimento che indiscutibilmente e necessariamente, unisce e
fonde: l'AMORE!
L'AMORE del CRISTO: quell'Amore che una volta conosciuto non può essere minimamente
trascurato; quell'Amore che una volta posseduto, forzatamente, lo si vuole fare conoscere agli
altri per gli effetti di quella felicità che non può essere contenuta, né circoscritta e che deve,
necessariamente, a causa della Sua esuberanza attrarre, sempre più, altri Figli del DIOCRISTIANO!
Il mondo vuole scoprire e trovare quel “Quid” che dà la Vita, che dà quella serenità, quella
pace che lo spirito bramosamente brama e che noi, fasulli cristiani, ostacoliamo e non
facciamo raggiungere quella famelica pace che, la maggior parte degli uomini, agogna!
Infatti, siamo noi che portando abusivamente il nome di cristiani defraudiamo il loro sentiree
immettendoli su strade sviate e falsate!
Noi che strombazziamo il falso sentimento di Amore, di Carità e di Fraternità dalle cattedri e
dai pulpiti con una faciloneria che torna, sempre più, a nostro demerito e condanna; siamo i
seguaci non del CRISTO ma delle presunzioni, delle aspirazioni al primato e al dominio chee
provengono e restano nel mondo.
Non deturpiamo, quindi, il sentimento inesprimibile della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA' che fonde il TRIO nell'UNO con le divisioni che apportano ogni sentimento
opposto a quello dell’AMORE!
Noi, che ci atteggiamo a maestri della VERITA’, siamo i più lontani da Essa; noi che
declamiamo l’Amore non lo conosciamo.
Possibile che siamo, quasi, tutti sordi e ciechi? Possibile che siamo così duri di cervice da non
comprendere l’Insegnamento e la Vita del CRISTO e ci lasciamo attanagliare dall’energia del
Male che ci fa sfociare su sentimenti di primato, di dominio e sulla falsa interpretazione delle
scritture?
Noi che ci arroghiamo il nome di “cristiani” dobbiamo cercare di allontanare queste forme
deleterie col testimoniare, in assoluto, tramite lo SPIRITO di VERITA’, il FIGLIO
dell’ALTISSIMO con la donazione dell’Uno all’Altro e cercando di bandire ogni preminenza
su l’altro fratello!
Alla base di questa Testimonianza c’è l’Unità del CORPO di CRISTO, l’Unità dei veri
cristiani che potrà debellare e distruggere, con l’aiuto dello SPIRITO SANTO, queste forme
deleterie della presunzione e del predominio.
Non vi illudete voi, fratelli cattolici; non sentitevi sicuri di essere nella VERITA' quando
affermate che la vostra "chiesa" è unita e vive da duemila anni.
Essa, in tanto è unita in quanti il 90% è costituita da elementi ignoranti dell'insegnamento
Evangelico non solo ma, addirittura, da un'alta percentuale di profanatori di quell' organismo
cristiano di cui, dite, fanno parte.
Basti pensare ai bestemmiatori il cui numero non si può circoscrivere, eppure sono tutti
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battezzati cattolici; basti pensare agli assassini, agli adulteri, ai pervertiti e, maggiormente, ai
ricchissimi e rilevare, nostro malgrado, che sono tutti battezzati cattolici; basti pensare agli
infiniti adoratori di statue, di simulacri, di reliquie e alla invocazione continua di mediatori
(santi e madonne) per rimanere scioccati e rilevare, nostro malgrado, e col CUORE
sanguinante di GESU' che sono tutti profanatori di quell'insegnamento e della Vita lasciatici
in eredità da GESU'.
Di tanto, per il 90% ne siete voi i responsabili perché così li avete formati per detenere,
abusivamente, l'arbitrio di esserne i maestri.
Circa i duemila anni di vita, la CHIESA di GESU' ha vissuto la SUA realtà solo nei primi tre
secoli, nel mentre dopo ha subito l'imposizione degli imperatori e successivamente della
gerarchia ecclesiastica ed è stata tenuta nell'ignoranza perché, solo così, poteva sopravvivere
ad una realtà lontana e contraria a quella vissuta ed insegnata da GESU', eccezione fatta per
coloro che sono riusciti ad eludere questa dura imposizione e si sono donati,
incondizionatamente, a GESU' perché disponibili e pervasi dallo SPIRITO di VERITA'!
Oggi che il mondo ha progredito materialmente e scientificamente, ecco che l'ignoranza
cristiana degli uomini non l'ha saputo accettare nella sua relatività e lo ha accettato nella
pienezza al posto del CRISTO, di quel CRISTO che era stato accettato solo di nome, perché
così era stato loro presentato.
Questa, purtroppo, cattolici è la vostra realtà materialistica che vi fa paura e si cerca di
rattoppare, alla meno peggio, le infinite falle di questa struttura che tutto ha del mondo e solo
il nome del Divino!
E voi fratelli protestanti, voi che dite di essere gli assertori del VANGELO; voi proprio siete i
maggiori fautori di quelle divisioni che fanno a brandelli, sminuzzano, offuscano l'Amato
CORPO del CRISTO.
Voi che sostenete di eternare con la vostra vita quotidiana l'Evangelo, non avete inteso che
CRISTO è Unità; infatti EGLI si fonde col PADRE e con lo SPIRITO SANTO e da questa
fusione nasce l'Essenza dell'AMORE; quell'Amore che non avete inteso nella sua vera
giustezza perché lo avete frazionato e, quindi, ne avete cambiata la sostanza, sostituendolo con
un sentimento circoscritto e limitato ad ogni vostra singola comunità.
E voi, fratelli testimoni di GEOVA; voi che minuziosamente scrutate le scritture come i
sacerdoti del tempo di Gesù', avete tolto alla chiesa cattolica ed ortodossa parte della
presunzione di essere i detentori della Verità ignorando, forse, che la VERITA' è il CRISTO e
che solo amando, comprendendo e penetrando il CRISTO, tramite lo SPIRITO SANTO, si
può giungere alla conoscenza del PADRE CELESTE, del DIO-GEOVA, del Quale voi dite
essere i testimoni.
E voi, fratelli mormoni: voi che di fronte alle divisioni dei cristiani siete rimasti sgomenti
avete voluto, erroneamente, costituire un'altra chiesa, avvallando le divisioni, dilaniando
ancora di più l'Amato CORPO del CRISTO, già martoriato e Crocifisso da duemila anni.
Lettore che fugacemente o attentamente hai scorso questo libricino sappi che la semplicità, la
spontaneità e la sensibilità che da esso scaturiscono sono state frutto di una continua,
affannosa, instancabile e vitale ricerca del fratello nell'uomo che ho, finalmente, trovato dopo
lunghe e tormentose ricerche in GESU’, nel QUALE voglio incontrare te e tutti gli uomini di
tutti i tempi, i Figli di DIO, da come si legge in Giovanni 1:11-13 "... ma a tutti quelli che
l'hanno ricevuto, EGLI ha dato il diritto di diventare Figli di DIO, i quali non dal sangue, né
da voler di carne, né da voler dell'uomo sono nati, ma da DIO!"
Con questa speranza che presto diventi realtà, ti abbraccio fraternamente in GESU'
CRISTO!
Eugenio
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Lo Scandalo dei Cristiani – Anno 1981
Da molti anni vado meditando sulla situazione del mondo contemporaneo che verte nella
mancanza di Amore, nella più profonda situazione di sgomento ( lasciando gran parte degli
uomini in uno stato di apprensione, di ingiustizia, di miseria), nell'allontanamento del senso
dei valori morali e spirituali.
Ma ancora di più la mia riflessione verte sullo "scandalo" dei cristiani.
Se la CROCE di CRISTO è stata, per il mondo, uno "scandalum" nel senso che ne ha
sconvolto completamente la mentalità adusa all'egoismo e alla sopraffazione; lo scandalo dei
cristiani non solo pone divisione tra i credenti e non credenti, nel senso che molti dei primi
non danno certamente ai secondi testimonianza di fede anche, solamente umana; ma, cosa
assai più grave, creano divisioni tra i credenti stessi in GESU' CRISTO.
Lo scandalo dei cristiani è triplice: quello della divisione, quello della violenza sociale, quello
del potere.
Alla condanna ferma di questa triplice forma di scandalo, ho voluto dedicare questo mio
piccolo tributo.
Ad ognuna di queste forme corrispondono, rispettivamente, le sue parti.
La prima parte è dedicata alla divisione dei cristiani ed è animata dall'ardente e sofferente
desiderio dell'unità tra tutti i credenti in GESU' CRISTO.
A questo fine, al raggiungimento dell'unità dei cristiani, ho riproposto la mia meditazione
pubblicata nel 1974.
la seconda parte è dedicata all'altro aspetto dello scandalo, costituito dalla violenza sociale e
dalla prevaricazione.
Mi è sembrata emblematica, in questo senso, la corrispondenza stabilitasi tra me ed il
detenuto Giuseppe Paglialunga, vera vittima della società violenta.
La terza parte, infine è dedicata allo scandalo del potere. Esso è costituito dalla
corrispondenza con uomini di chiesa su questo tema scottante.
Premi CRISTO GESU' questa mia modesta fatica, dando a molti cristiani la forza per
superare le divisioni operate nel SUO CORPO e per essere testimoni della SUA "PAROLA!"
La prima parte che verte sulla divisione dei cristiani, non è stata riprodotta per
non fare ripetizioni.
Comunque la si trova a pagina 9 :”La Realtà Evangelica è l’Unità dei Cristiani”.
Lettera a don Angelo Romita
Foggia, 10/10/973
Ogni qualvolta conosco un nuovo fratello, ogni qualvolta sento parlare del CRISTO da altri
fratelli mi si apre nel cuore un nuovo spiraglio di speranza e, cioè, che si possa realizzare
veramente comunione con qualcuno, perché credo unicamente che la messa a fuoco di tale
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fusione sia il CRISTO.
CRISTO è l'Essenza di ogni benevole essenza; l'Essenza di ogni realtà vitale; l'Essenza del
supremo ideale; il Principio ed il Fine a cui l'uomo è stato chiamato.
CRISTO è la sintesi del Bene Assoluto;il Fulcro dell'equilibrio umano; la Bussola che orienta
gli Eletti e li conduce, tramite lo SPIRITO di VERITA', alla Gloria del PADRE CELESTE.
Il desiderio ardente di pace, di fraternità, di carità e di amore che, spesso, mi anima mi hanno
spinto sempre a cercare, a...cercare tra gli uomini per intensificare in essi e con essi tali
sentimenti, perché si avesse una risultante conforme alla intima esigenza di ogni essere
umano: pace e ancora...pace!.
Ma la ricerca è stata, quasi sempre, vana, illusoria, dolorante fino a quando mi è venuto
incontro il CRISTO: la pienezza di ogni esigenza; il conforto ad ogni tormento; il sostegno ad
ogni caduta.
CRISTO è " il TUTTO" della mia vita!
EGLI è l'ossigeno e l'alimento del mio vivere spirituale; la mia vita ha valore, ha sapore e
gusto in LUI; in LUI assume proporzioni umani che valorizzano potentemente la mia
esistenza, dando ad essa una visione reale del vivere terreno che altro scopo non ha se non
quello di raggiungere la vita Eterna e di felicità nella gloria di un DIO, il DIO-CRISTIANO, il
QUALE nella comunione eterna col FIGLIO GESU'genera la pienezza di SE STESSO
nell'Amore: lo SPIRITO SANTO!
Fuori del CRISTO abbonda la foschia, la nebbia, la tenebra sempre più fosca che rendono
impossibile il vivere spirituale dell'uomo che ha come finalità il raggiungere la LUCE;
altrimenti l'uomo volendo vivere solo materialmente,s'identifica all'animale.
Grande è la sofferenza di GESU': la visione della sofferenza del "Getsemani" riappare più
marcata e tormentosa.
Il vedere innanzi tempo le creature da LUI beneficiate gridare al "Crucifige" fecero sudare
Sangue a GESU'; e, più ancora, oggi, la visione di vedere fatto a brandelli il SUO CORPO, la
SUA CHIESA dai credenti in LUI, continua a far più sanguinare la SUA Fronte e, quindi, a
portare il discredito di LUI nel mondo dando così all'uomo, alla SUA creatura prediletta la
possibilità di opporsi alla Grazia, di rifiutarla perché non riesce, causa i nostri falli, a
recepirla.
La mia sofferenza è unita a quella di GESU': non posso minimamente penetrare la realtà
odierna dei cristiani se non attraverso una farisaica denominazione di essi che possa
giustificare il ludibrio della divisione tra di loro.
E' possibile che credenti in CRISTO possano essere non in comunione tra loro? Addirittura
lottarsi e propugnarsi per il semplice gusto di soddisfare la loro presunzione e fare nuovi
proseliti?
Guai a voi, ipocriti e farisei!
Eugenio Marchesino
Lettera al pastore Mazzeschi
Foggia, 23/4/1978
Mentre ti scrivo ho davanti il tuo scritto per analizzare meglio, alla Luce della "LUCE" e
dare una interpretazione illuminata ad essa.
Le tue riflessioni sui due aspetti della unità della CHIESA, cioè sulla CHIESA invisibile e
sulla chiesa visibile, trovano rispondenza in quella che è la realtà attuale dei "cristiani": la
prima con la C maiuscola la si identifica con la CHIESA di GESU'; la seconda, invece, è una
chiesa costituita, nella stragrande maggioranza, da uomini pieni di sé e, quindi, definita
umana.
Quest'ultima, pur avendo nelle diverse comunità elementi facenti parte della CHIESA
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invisibile, perde la sua sembianza divina e s'identifica, solamente ed unicamente con le
organizzazioni umane e sociali.
CRISTO la SUA CHIESA è venuto a costituirla sulla terra servendosi di uomini e, pertanto,
avrebbe dovuto avere caratteristiche visibili estrinsecandosi nella comunione fraterna di tutti
i credenti in LUI.
Attualmente la CHIESA di CRISTO è invisibile, perché tale l'abbiamo resa noi con la nostra
testimonianza in opposizione alla Vita e all'insegnamento del CRISTO.
Non per questo bisogna rimanere inerti e sprovveduti di fronte a questa caotica situazione
dovuta alla pretesa della presunzione di molti, all'accaparramento del primato e della
interpretazione delle SCRITTURE, nonché nella pienezza del possesso dello SPIRITO di
VERITA'.
Noi credenti in CRISTO e non già nel nostro egoistico "io", valorizzato dall'energia del male,
dobbiamo liberarci dalle scorie della presunzione e dalla zavorra della superbia e metterci
nella più profonda umiltà per incontrare il CRISTO ed essere con LUI servitori dei fratelli
per tradurli con la sola virtù dell'umiltà a ricongiungersi e a identificarsi con LUI!
Il tuo riferimento al discorso premonitore di GESU' circa loglio o la zizzania e il grano, penso
che EGLI parlando del loglio lo identifichi agli scandali e alle iniquità del mondo, commessi
da coloro che vogliono sostituire la menzogna alla Verità, il male al Bene, l'odio all'Amore.
Ciò che permea a mio avviso, tutte le comunità, sensibilmente, è il difetto di superbia. Questa
s'insinua con tanta dolcezza da essere recepita, molto spesso, come SPIRITO di VERITA';
però, essa, non può ingannare gli Eletti del DIO -CRISTIANO, quelli cioè facenti parte della
CHIESA di CRISTO, invisibile ora, ma che quando prima si manifesterà al mondo tutto.
Ogni professione, quindi, è carente della virtù dell'umiltà perché ognuna ritenendo di credere
in GESU' secondo il proprio parametro, ritiene di possedere anche lo SPIRITO SANTO.
Questa condizione ultima, richiedendo la più profonda umiltà ed essendo la più richiesta dal
DIO -CRISTIANO è data conoscerla solo a LUI, attraverso GESU' e lo SPIRITO di VERITA'
e, come tale, sarà rivelata dal CRISTO nel giorno della Parusia.
Per quanto ti riferisci all'Ecumenismo, questo non deve essere inteso come attuale, antico o
futuro, tanto meno deve basarsi su compromessi.
Esso dev'essere identificato al CORPO di CRISTO, cioè alla comunione fraterna che si
realizza attraverso la comunione con GESU', indipendentemente dalla interpretazione che
viene data alla PAROLA; perché, mentre la "PAROLA" è eterna ed immutabile, la
interpretazione soggettiva è veritiera fino al grado di disponibilità che ognuno di noi dà allo
SPIRITO di VERITA'.
Pertanto non bisogna mai presumere di possedere la VERITA' ma di cercarla , prima
attraverso la donazione completa al CRISTO, poi attraverso la donazione ai fratelli.
La disparità di interpretazione è da attribuirsi alla disponibilità che ognuno dà alla Grazia del
DIO -CRISTIANO per essere penetrato; di questa disparità se ne avvale l'energia del “male”
per ostacolarci, metterci gli uni contro gli altri, per renderci meno disponibili a recepire la
"PAROLA"
Fino a quando la CHIESA di GESU' non sarà manifesta al mondo e, quindi il SUO CORPO
rimarrà smembrato, il dolore della Passione, dal Getsemani al Calvario, peserà su di noi come
il rimorso angoscioso e tormentante; e, al ritorno del CRISTO saremo trattati alla stessa
stregua di colui che, avendo ricevuto un solo talento, preferì tenerlo nascosto gelosamente
anziché farlo fruttare.
Lo SPIRITO di VERITA' che penetra gli spiriti disponibili, penetri anche il tuo perché tu
possa essere tra i testimoni e i collaboratori dell'Unità del CORPO di CRISTO SIGNORE e
della manifestazione di Santità e di Pienezza della SUA CHIESA.
Questo è quanto GESU' desidera: che ogni "vero" credente diventi collaboratore di salvezza,
già su questa terra, del genere umano attraverso la via che EGLI STESSO e per prima ha
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percorso.
Lo SPIRITO d'AMORE, rivelazione del CRISTO nel PADRE, del PADRE nel FIGLIO
scenda su di te e su quanti, accettano come vita, il Comandamento di GESU'!
Abbraccioti fraternamente in GESU'
Eugenio
Foggia, 26/10/1978
Lettera a Giuseppe Paglialunga
Carissimo Giuseppe,
per puro caso, sulla Gazzetta del Mezzogiorno, ho appreso del
piano avventato che vorresti mettere in orbita.
Oggi che è già 26, ripeto, non ho tanto tempo per soffermarmi a parlare di DIO, del DIOCRISTIANO che tu pur volendo, ad ogni costo non ammettere a causa della spietatezza degli
uomini, non puoi riuscirci, perché EGLI è radicato nelle parti abissali del tuo cuore.
Quel DIO che tu non vedi, che per te non esiste, è vivo quanto e più di te, soffre con te, piange
con te!
CRISTO è la fisionomia reale e palpante del DIO-CRISTIANO. EGLI non ha smesso di
soffrire a causa della nefandezza, della superbia e della violenza dell'uomo contro il suo
simile.
EGLI: l'Innocente, il Puro, la Giustizia personificata ha subito l'obbrobrio dei violenti, dei
potenti e degli ipocriti!
Guarda un po' alla SUA sofferenza, alla SUA PERSONA trasfigurata dai peccati degli
uomini, al SUO CORPO dilaniato e piagato dalla famelica ed insaziabile atrocità degli
uomini.
Per quanto riguarda la tua personalità e il tuo orgoglio che ti vietano di desistere dal tuo
proposito insano, ti esorto a ridimensionarti e a trovare nel CRISTO la essenza della tua vera
personalità.
Anch'io, seppure non abbia patito la sofferenza e la durezza del carcere sono un patito delle
angherie, dei soprusi e delle violenze che l'uomo ostenta in ogni settore, dimentico della
chiamata del SUO CREATORE!
Pertanto, se la mia vita si regge ancora e per sempre lo devo a CRISTO GESU', nel Quale
soltanto credo e dal Quale attingo quella energia che lo spirito dell'uomo, indispensabilmente,
esige.
Abbiti un sentito e fraterno abbraccio in GESU' CRISTO!
Eugenio
RISPOSTA DI GIUSEPPE PAGLIALUNGA
Parma 3/11/1978
Carissimo Eugenio,
la tua lettera diretta ad Alessandria mi è arrivata con
evidente ritardo e, con ritardo, sono costretto a rispondere anch'io.
Voglio sperare che tu non abbia pensato ad una mia inumana indifferenza. Per grazia di Dio,
quando le finanze me lo permettono, cerco di evadere tempestivamente la mia
corrispondenza.
Difatti, unitamente alla tua meravigliosa, mi è giunta anche una lettera che, che a dir poco, mi
vorrebbe morto, sepolto e marcito; se poi si tiene conto che mi viene da un giovane, allora
puoi capire quello che si sente a leggere certe cose.
Comunque, siccome ha avuto il coraggio ( e questa è una bella cosa) di mettere il suo nome ed
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il suo indirizzo gli ho dato, anche, la precedenza su di te e ne puoi capire la ragione.
Naturalmente non ho agito alla sua stessa maniera, ma mi sono limitato a ringraziarlo per i
suoi " consigli" e l'ho accertato che molto presto, lui e la sua gente, avrà la possibilità di
pagare meno tasse.
Ma, ora, ritornando alla tua lettera e alle vivificanti parole di vita, voglio ringraziarti perché,
come sventagliata d'aria pura, mi hanno fortificato; mi hanno dato la certezza di non essere
solo ; soprattutto mi hanno fatto capire che qualcuno ancora crede alle mie possibilità umane.
La cosa è certamente rara, però mi ha favorevolmente colpito, per cui non mi resta che
ringraziare per tutto quanto mi hai detto di veramente fortificante.
Io non ho messo mai in dubbio il valore del Giusto di Nazareth, comunque, mio caro, io sarò
in vita per sette mesi, ancora, e quattro giorni per cui, come tu dici, si può spaziare quanto si
vuole; non sarò io a tirarmi indietro.
Fino a ieri, dalla mia cella, nel carcere di Alessandria vedevo , attraverso il balcone, una
Croce, una Croce piantata sulla vetta di un colle. Adesso , rileggendo le tue parole e, per
dimostrarti la mia consapevolezza sul conto della Croce, potrei dire in versi:
Dalla finestra al sommo della cella,
quasi ogni giorno stavo a riguardare,
oltre la valle, solitaria e bella,
un colle favoloso che m'appare.
Sulla sua vetta, splende una stella;
una gran Croce, forse secolare,
la quale sembra dire in sua favella:
"Confida tutto in Me, non disperare!
Se per volere umano mi fu dato
rappresentar la Morte col Dolore,
adesso tutto il cielo m'ha affidato
di togliere dal cuore ogni rancore,
e, dopo averlo ben purificato,
invocare per lui, giustizia e amore!"
Vedi, certo gettata così non è bella ma se riveduta, potrebbe dare la risposta innegabile alla
mia vita di fede per la Croce e per Colui che la portò.
Ti abbraccio molto fraternamente
Giuseppe Paglialunga
Lettera a Giuseppe Paglialunga
Foggia, 8/11/1978
Caro Pino,
il tuo scritto mi ha sbigottito per la sensibilità e la grandezza dei tuoi sentimenti e,
le tue parole di lode al CRISTO mi hanno profondamente commosso e saziato di quel sovente
appetito di comunione che cerco sempre nel precordio degli uomini e che, quasi sempre, a
causa di esso resto deluso e devo, necessariamente, attingere alla fonte inesauribile del
CRISTO!
Quanto più conosco gli uomini, me per primo, tanto più sento il bisogno di rifugiarmi in
COLUI che tutto offusca e trasforma delle nostre miserie, dandoci l'esatta visione di quello
che l'uomo dovrebbe essere.
Perciò dal momento che ho conosciuto GESU', cerco di forgiarmi alla SUA fucina non solo,
ma avendo in LUI conosciuto l'essenza della felicità e il ristoro della pace per lo spirito,
ardentemente desidero che l'uomo, in genere, Lo conosca.
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Una volta entrati nella SUA Dimensione di uomini si è formidabilmente attratti, tanto che il
tutto nel mondo si presenta nel suo reale aspetto di vanità, di evanescenza, di instabilità, di
nullità: dalle cose più piccole agli immani sentimenti; e, questi ultimi, per conservare la loro
possanza hanno, però, bisogno dell'imprimatur del CRISTO!
Gloria a COLUI che "E'!".
Tu, con la tua esaltazione alla mia persona, tramite le tue parole focali, hai reso Gloria al
CRISTO, a COLUI che sino ad oggi hai, apparentemente, ravvisato sordo, muto e cieco.
QUEGLI si è servito della mia miserabile ed indegna persona per mostrarsi a te, per ripetere
a te che la tua sofferenza è la SUA; che il SUO Calvario sono anche e, primariamente, i
diseredati, i perseguitati, gli oppressi e i violentati nello spirito e nel corpo!
Io, pure amandoLo al di sopra della mia stessa vita, di mia moglie, dei miei figli, dei miei
genitori mi sento infinitamente indegno, povero e piccino vicino a LUI perché, nonostante la
mia miseria si compiace di tradurmi in SUO strumento per incontrare te e, quanti come te
hanno indispensabilmente bisogno di LUI:
Egli attraverso questo meschino, ha voluto rispondere alla tua sofferente caparbietà ed in
questa SUA Magnificenza, la CARITA', mi sento annullato e consapevole di non meritare
questa particolarità, nonostante m'avvedo che senza di LUI il mio vivere sarebbe impossibile.
Cosa sarei senza del CRISTO? Sarei l'essere più infelice, più misero; il più reietto tra gli
esseri animati ed inanimati; sarei un condannato a morte come tutti coloro che cercano di
vivere fuori della realtà umana; sarei, solamente putredine vivente ed ambulante; e, allora si
che viene necessariamente il rigetto di questa esistenza e si entra in una dimensione di
disgusto e di disprezzo di questa vita; specialmente, quando t'avvedi di essere preda di altri
esseri, simili a te, che come te sono dei condannati e che per sfuggire e non affrontare la
realtà, danno sfogo a quanto di più bestiale si annida nei loro istinti; assumendo aspetti irreali
e distruggendo la loro sembianza di origine, fatta ad immagine e somiglianza del CRISTO!
Carissimo, il mio parlare non è fatto di ostentazione della mia personalità informata alla
scuola del CRISTO, ma è la risultante di una vita vissuta tremendamente nella sofferenza più
accorata a causa di quella carenza di comunione che tu, giustamente e formidabilmente,
illuminato dallo SPIRITO di VERITA', hai declamato come il "mendicare"più necessario
dello stesso sostentamento del corpo.
Era necessario che io soffrissi per poterLo incontrare: solamente sulla strada da LUI
tracciata e battuta potevo trovarLo e, percorrendo la stessa avere potuto conoscerLo,
comprenderLo e amarLo nella pienezza.
E' LUI, il Trasfigurato su quella CROCE che tu, per tanto tempo hai osservato, contemplato
e, giorni addietro, glorificato in versi.
E' LUI che ha voluto precorrere la mia, la tua e l'altrui sofferenza perché con LUI fossimo
partecipi nella Redenzione e nella Glorificazione!
Mio caro, per quanto riguarda il giovane che ha voluto rivolgerti frasi offensive, ti prego non
tenerle in alcun conto; anzi considera che egli è una parte, forse troppo grande, di una società
corrotta e bacata.
Al povero di spirito e a quanti vivono lo stesso dramma, al di là della tua umanità, vada la tua
compassione ed il tuo insegnamento attraverso il cantico della Croce e la speranza che
anch'essi possano giungere, alla esaltazione gloriosa di Essa con un cantico superiore al tuo!
Abbiti il mio sentire fraterno in CRISTO GESU'
Eugenio
Risposta di Giuseppe Paglialunga
Parma, 18/11/1978
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molto caro Eugenio,
ho ricevuto ieri la tua raccomandata e, naturalmente, quello che di più ho
gradito sono state le tue affermazioni di fede. Esse mi hanno fatto ricordare di un salmo che
lessi sul breviario del cappellano nel carcere di Alessandria.
Il salmo era il 117, là dove dice: " La destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò,
resterò in vita e annunzierò le opere del Signore. Il Signore mi ha provato duramente, ma non
mi ha consegnato alla morte!
Tu sei davvero un Testimone del CRISTO e, se l'Umanità avesse tanti testimoni non avrebbe
né tanti caini, né tanti giudici.
Come ben sai mi diletto di poesia e se in questo momento mi dicessero di scrivere un sonetto
tutto dedicato a te, penso che lo farei in questa maniera
PERSEVERANZA
Persevera, Eugenio, l'opera santa
d'usar il cor coi miseri fratelli
che di perversione ne ebbero tanta
che al prossimo e a Dio furono ribelli.
In terra e in cielo la gloria del CRISTO tu canti
perché la radice svelli del grande male
e la rifatta pianta vigoreggiar farà germi novelli.
Così potranno dire anche i reietti:
"La conversione dobbiamo a Marchesino
nel quale noi mirammo sempre eletti
lo spirito dell'amore al CRISTO e la caritate
ch'ei seminare seppe a gl'intelletti
che invocano per lui l'eternità".
Vorrei tanto parlarti della fede, del CRISTO e delle Sue Leggi; purtroppo la mia carenza
nella Fede me lo vietano.
Comunque accetto e sottoscrivo tutto quello che mi hai detto, lo accetto come buono e
cercherò di farne uso costruttivo.
Ed ora una breve sintesi della mia infanzia: tu mi hai chiamato Pino ed io sono contento
perché molti mi hanno chiamato e mi chiamano Pino. Comunque il mio esatto nome è "
Giuseppe Ferdinando Cielo Paglialunga"; però da noi si usano molto i soprannomi, ed io ne
ho uno davvero strano, anzi stranissimo: LADRO DI DIO!
Questo è il vero nome che mi fu dato da ragazzo, ed ora ti dirò il perché.
Come sai sono cresciuto in un malefico ghetto, poi, la formidabile ignoranza di mia madre,
fece il resto.
Fin dalla età di cinque anni fui gettato sulla strada, anche la notte; questo perché nella
bicocca in cui si abitava mia madre non voleva essere molestata
Io piccolo, misero e meschino, vivevo con quello che riuscivo a trovare nelle campagne, cioè
secondo le stagioni: fichi, uva ,piselli, fave, cotogni, melo grani, fichi d'india e verdure di ogni
genere; insomma le campagne erano la fonte del mio sostentamento
Una volta, era il mese di ottobre del 1935 (avevo sette anni) entrai nella cattedrale del mio
paese
Vi era un Cristo nero ( vi è ancora); in dialetto lo chiamavano "Gesù Cristo gnuru".
Il paese in cui si onora ancora questo Cristo nero è Nardò, in provincia di Lecce.
Io mi accostai all'altare e presi a guardare le piaghe di quel caro CRISTO. Dopo un poco il
sacrestano venne a chiedermi che cosa stessi facendo; io gli risposi che stavo pregando, poi gli
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chiesi di dirmi perché quel CRISTO era tanto magro... Il vecchio sacrestano mi guardò, poi
disse "E' magro perché non mangia..., perché tutti mangiano senza pensare a Lui..."
Ricordo che nel mio piccolo cuore avvenne qualcosa di molto sconvolgente, quindi, senza
esitare andai in campagna, scelsi dell'uva di primissima qualità ( io conoscevo tutte le migliori
vigne della zona), la misi tra la camicia ed il petto e tornai in chiesa che era quasi buio.
Mi accostai all'altare, sorrisi al Signore e gli depositai l'uva, raccomandandogli di mangiarla
tutta. Il giorno dopo ritornai in chiesa, vidi che l'uva non c'era più e ne dedussi che Gesù
l'avesse mangiata; gli sorrisi ancora felice e la sera gli portai uva e fichi.
La cosa andò avanti per un bel pezzo, poi, qualcuno si accorse e la voce si sparse per il paese.
Infatti, una volta che fui preso con della frutta addosso, un contadino disse a colui che mi
voleva picchiare: "Lascialo stare, non vedi che è quel ragazzo che ruba per portare a Gesù
Cristo?".
Da quella volta tutti mi chiamavano non più "Cielo" come erano abituati, ma in dialetto: ": il
ladro di Dio" Lu latru di diu!
Durante il Natale dello stesso anno, cioè 1935, sempre nudo, scalzo e morente di fame andai a
ripararmi ai piedi dell'altare del mio Cristo nero.
Faceva un freddo cane ed io, oltre ad essere quasi nudo ( avevo un paio di pantaloncini di
quelli che si usavano per i bagni di mare, ero scalzo e sul petto avevo una specie di straccio
sbrindellato), avevo anche tanta fame.
A un dato momento presi a parlare con Gesu' Cristo; gli chiedevo i soldi per farmi comprare
un paio di scarpe; gli dissi che se non mi avesse dato i soldi non gli avrei mai più parlato, mai
più sarei tornato da lui...
Quelle mie richieste furono fatte ad alta voce, tanto che un bel vecchio con i capelli bianchi, si
accostò a me, mi fece una carezza e mi disse: "Vedrai che Gesù ti farà comprare le scarpe
perché ha tanto bisogno della tua amicizia e della tua parola: abbi fede". Poi scomparve come
per incanto.
Io, poco dopo, mi addormentai stanco, infreddolito e morente di fame.
Fui destato da un gran rumore che non seppi mai spiegarmi e sulle ginocchia vi era un
fazzoletto bianchissimo, aperto con quindici lire: tre monete da cinque lire.
Mi parve di sognare, non credevo ai miei occhi; allora presi quel denaro e scappai fuori da
mia madre, alla quale feci vedere quel denaro. Lei lo prese e volle sapere dove l'avessi
"rubato". Le dissi che me lo aveva dato Gesù Cristo, ma lei non mi credette e per farmi dire
dove avessi "rubato" quel denaro, mi ruppe un manico di scopa sulla misera schiena!
Risultato: mia madre si mangiò anche quel denaro; ebbe la possibilità di farsi un grasso
Natale ed io mi ritrovai nella strada, più affamato e più miserabile di prima.
Ecco, Eugenio, adesso sai qualcosa in più di me e di quella che era la mia gente; ora sai in
quali posti sono stato allevato e quale fu il pane da me mangiato.
Eppure, come ho sempre detto e dico, ho amato tanto mia madre; l'amo con tutte le mie forze
e per un suo bacio mi farei fare a pezzi dieci volte al giorno; questo perché riesco a capire che
il male che mi ha fatto è stato prodotto dalla sua ignoranza e dalla incapacità a capire i valori
della vita e della scuola.
Certo, se avessi avuto dei genitori atti, molto facilmente e lo ripeto a tutti, oggi la repubblica
avrebbe un delinquente di meno e un galantuomo di più. Abbiti un caldo e fraterno abbraccio
da chi non tralascia di raccomandarti a Dio.
Lettera a Giuseppe Paglialunga
Foggia, 26/11/1978
Caro per CRISTO,
mi è giunta la tua lettera, più che lettera direi una pubblicazione,
seppure sintetica, della tua vita da infante.
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Longanimità e prolissità in essa fanno denotare il tuo modo di sentire e di volere comunicare
con i tuoi simili
Questo particolare mi commuove ed io, in quanto posso, ti sarò sempre vicino perché tu abbia
a confidarti e a trovare un sostegno per il prossimo futuro : "...qualunque cosa avrete fatto al
più piccolo dei Miei fratelli, lo avrete fatto a Me!".
Quel tuo sonetto così pieno di ardore e venerazione, nel mentre mi ha evidenziato la
grandezza dei tuoi sentimenti, parimenti mi ha prostrato facendomi chiedere perdono a
GESU', perché di tanta grandezza io non sono degno, neppure apparentemente.
Tu, con essi, devi la Gloria declamare di COLUI che nella SUA immensità si è fatto limitato e
alla SUA Gloria ha preferito il vituperio perché io, tu e tutti gli uomini ne fossimo edificati.
Perciò, mio caro Pino, quando vorrai farmi cosa infinitamente grata, canta il dolore, la gioia,
la gloria e l'amore del "mio" GESU', affinché io possa renderGli ogni onore e tutta la Gloria,
anche, attraverso i tuoi scritti.
Come già ti dicevo nella mia precedente, è CRISTO che utilizza questo rottame (ciò che io
sono) per giungere a te, perché vuole parlare e conquistare te.
EGLI, ed ora mi spiego il perché mi abbia messo sulla tua strada; EGLI, non ha dimenticato i
tuoi "furtarelli" di frutta quando tu, ancora fanciullo, operavi perché il tuo CRISTO
"magrolino" avesse a sfamarsi!
Il tuo modo di sentire e di operare di allora, è sempre presente al SUO cospetto; perciò
continua ad esserGLI caro (nonostante il tuo concetto errato di LUI) come quando bambino
ingenuo e vilipeso, tribolato e sofferente, ti rifugiavi presso di LUI chiedendogli asilo e
protezione.
EGLI, ora, ti ha visto e sentito più bisognoso di quando piccino GLI chiedevi i soldi per le
scarpe; ti ha sentito più gemente di quando GLI dicevi che ottenuto i soldi non saresti andato
più ad importunarLo; perciò, forse, ti ha posto davanti il più indegno dei SUOI servi per dirti
e ripeterti ancora: "GESU' non ti ha dimenticato, non ti ha abbandonato; EGLI ha sempre
vegliato su di te".
Ora tu, alla maniera del Figliuol Prodigo, riconciliati con LUI ed in LUI troverai tutto quanto
quel conforto e quel sostegno che ogni uomo cerca in altri e, sempre, deluso rimane a causa
della carenza di essi che vivono fuori del CRISTO.
EGLI, vuole ridarti la tua dimensione di uomo; vuole ridarti quella dignità, non come la
danno gli uomini, che ti porterà a stature grandiose che giammai ti faranno trascendere nella
più profonda ed abissale inezia umana: "il suicidio!".
Questo è il più grande dono che io possa farti: esortarti a lasciarti penetrare dal CRISTO,
perché tu possa gustarne l'estrema gioia e tradurre nell'oblio la tremenda realtà della tua
vita; alla stessa maniera, come dice GESU', di una puerpera che avuta la gioia di stringere la
sua creatura, dimentica le terribili doglie del parto.
Coraggio Pino e persegui la strada che LUI, attraverso questo miserrimo, ti addita.
Attraversando la SUA strada raccoglierai le rose della vita terrena, le quali, anche, se ti
pungeranno con le loro spine ti daranno la fragranza del loro profumo e la bellezza dei loro
petali; ed infine, le ferite prodotte dagli aculei saranno rimarginate dalla CARITA’ del
CRISTO e scompariranno alla vista della Gloria del DIO-CRISTIANO, dalla quale e nella
quale saremo travolti per non conoscere più il peccato, quindi la sofferenza e il dolore, ma
avremo solo pace e, sempre, PACE!
Sempre in attesa di sentirti, sempre più, in comunione col CRISTO, ti abbraccio in GESU!
Eugenio
Lettera a Giuseppe Paglialunga
Foggia, 3 novembre 1978
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Ti auguro e mi auguro che al giungerti della presente tu sia completamente ristabilito, non
solo fisicamente ma, ancor più, moralmente e spiritualmente:
Comprendo che dal dire al fare c'è di mezzo il mare; però se ti parlo in una certa guisa e
perché anch'io ho sofferto tremendamente e, se non fosse stato per quel Dio che tu non ancora
riesci a conoscere nella giusta dimensione, non avrei potuto continuare a vivere o, quanto
meno, lo avrei potuto fare come larva di uomo.
Mio caro, non ritenere la mia sofferenza una presunzione perché essa, ripeto, senza del
CRISTO mi avrebbe annientato, distrutto, annullato nella personalità, della quale oggi in LUI
ne sono orgoglioso.
Coraggio, quindi, Pino: grandiosi sono stati i versi della tua "Perseveranza" ed io in essi e,
attraverso la fiducia in CRISTO GESU' ritrovo me stesso e la forza a perseverare.
"...perseverate fino alla fine.."
Pertanto, anche se in alcuni momenti veniamo prostrati dal dolore, cerchiamo di riaverci
subito guardando a COLUI che ogni sofferenza estingue sulla CROCE e che ogni peccato
estingue con la fiducia in LUI!
Pino mi sei piaciuto quando hai scritto "...ora me ne torno a letto e riprendo la mia vecchia
preghiera, quella cioè di non levarmi più".
Sei stato grande in questo pensiero, però il continuo di esso non mi è piaciuto affatto, infatti tu
dici "... se Dio mi ama veramente".
Scusami Pino se ti ribadisco che il DIO -CRISTIANO sa amare senza riserve; la SUA
espressione è AMORE. Siamo noi che non ancora entriamo nella dimensione dell'AMORE.
Perciò se EGLI non ti esaudisce, significa che la tua preghiera non è conforme all'Amore;
pertanto, quando ti metti a letto correggi il tuo colloquio con LUI e dì' "...riprendo la mia
vecchia preghiera, quella cioè di non alzarmi più..., però non la mia ma la TUA volontà sia
fatta! .Allora sì, Pino, la tua preghiera sarà completa e grata a COLUI che con te condivide la
tua sofferenza e darai così a LUI la possibilità di santificarti.
Fraternamente ti abbraccio in GESU'.
Eugenio
Parma,13/1/1979
Risposta di Giuseppe Paglialunga
Carissimo Eugenio,
Come sempre, mi hai parlato del CRISTO con tutto l'Amore che per LUI alberga nel tuo
nobilissimo cuore; l'hai fatto parlandomi della tua trascorsa sofferenza e della gran fede che ti
ha procurato l'Amore universale del Figlio di Nazareth.
Sì, mio carissimo fratello, sono fermamente convinto della verità di ogni tua affermazione e,
sono ancora più convinto, del grandioso Amore che il CRISTO ha per noi.
Difatti, anche se la mia pochezza non mi consente di spiegarlo bene, il mio amore più grande è
per LUI, per Quegli che di sovente ho chiamato; "IL SOCIALISTA DI NAZARETH"; e, tale
mio amore è immortale, proprio come
la SUA CROCIFISSIONE e la SUA
MISERICORDIA.
Ecco, se dovessi scrivere in versi la immortalità del SUO grande AMORE, forse direi in tal
guisa...
L'AMORE E'IMMORTALE
Dell'Alighieri vorrei la mente ardita,
del Pascoli la pia misticità,
per dire all'uomo come la sua vita
può superar l'immortalità
Vorrei di Raffaello la matita,
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e dello stesso la capacità,
per disegnare all'uomo quell'ambita
strada stupenda dell' eternità.
Vorrei di Cicerone la favella
e di Roncalli la bontà del cuore,
per indicare quello che affratella.
Vorrei la voce chiara d'un tenore
per dire a tutti che non si cancella
neppure con la morte un grande Amore.
Vivi sereno e credimi in CRISTO: chi meglio di me può giudicare la SUA immeritata
Sofferenza? Io, se pure in minima parte ho delle colpe, ma LUI era Puro, era senza macchia
ed era il FIGLIO del CELESTE IMPERATORE.
A te tanti abbracci in CRISTO.
Pino
Lettera a Giuseppe Paglialunga
Foggia, 22 gennaio 1979
Caro Pino,
mi è giunto il tuo espresso assai gradito per la notizia dell'interessamento degli
On.li Labor e dell'Andro tendente alla tua scarcerazione e, quindi, a ridarti l'agognata
“libertà” fisica.
Quando questa non sarà più utopia ma realtà, allora spero non dimenticherai di continuare a
consolidare la “libertà” che non hai mai perduto e che mai alcuno, all'infuori dell'AUTORE
di essa, potrà mai toglierci perché ci viene garantita da LUI affinché possiamo raggiungere le
mete, elargiteci, con AMORE, dal DIO -CRISTIANO, Nostro Amatissimo PADRE!
L'uomo in genere, il più delle volte non riuscendo ad entrare nella grandiosità di essa, oppure
volendone ignorare la finalità gloriosa, se ne serve deturpandola per oltraggiare, anche, lo
stesso BENEFATTORE e per assurgere, egli stesso, a grandezze che nulla hanno di duraturo
e che si rivelano effimere ed evanescenti.
Per te non sarà così, perché tu attraverso tutti questi anni hai avuto la possibilità di
apprezzarne, non solo, il valore quanto di evidenziarlo tramite la nobiltà della tua condotta e
dei tuoi sentimenti.
Pertanto, ricorderai che ogni momento di bontà e ogni azione di carità sono condotti da
COLUI che ne è l'Essenza e la Sintesi, cioè dall'AMORE!
Per mezzo di quel tuo sentire, io rivivo la sublimità, sempre più grande, del "mio" GESU', del
Quale quanto più sentire umano Lo innalza, tanto più immenso appare nell'AMORE a colui
che ne è l'amante
Pertanto. quando veramente vorrai farmi cosa grata ed amata, disponiti affinché LUI ti ispiri
e tu me ne canti ancora e sempre la Gloria; perché un dì, uniti in eterno, potremo continuare
a perfezionare, nel nostro sentire, il cantico Alleluiatico!
Ti abbraccio in COLUI che è l'AUTORE di ogni bene.
Eugenio
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Risposta di Pino Paglialunga
Parma, 29/1/1979
Carissimo Eugenio,
voglio dirti che il 10 del mese scorso ho vinto un premio poetico al concorso indetto dal
comune di Ostuni.
Adesso mi hanno invitato ad un concorso, sempre poetico, che si terrà a Lecce il mese di
aprile. Il concorso è a tema fisso e le poesie devono parlare sull'amore del prossimo.
Una delle quali con cui parteciperò, te la trascrivo e ti prego di dirmi se pare degna.
AMALI TUTTI
Se sulla strada tua scorgi un vegliardo,
fagli un sorriso con filial rispetto,
fagli pensare che lo credi saldo:
ama il vecchietto.
Se invece incontri una donna molto anziana
non crederla già mai finita e vecchia,
salutala perché la prole è sana:
ama la vecchia.
Se vedi un operaio con la tuta,
ricorda che si tratta d'un gran d'uomo,
fraternamente ridigli e saluta:
ama quell'uomo.
Se donna vedi scinta e disseccata
per colpa dei figlioli o genti ladre,
ossequia la meschina addolorata:
ama la madre.
Se un cieco scorgi col bastone bianco,
pensa al gran buio che si porta seco,
aiutalo perché di certo è stanco:
ama quel cieco.
Se invece vedi gente con le crucce
che avanza triste sulle vie del mondo,
a quel fratello non fare spallucce:
amalo a fondo.
Se un bimbo tende a te la sua manina
nella speranza che gli dai un soldino,
ti prego, non negare la monetina:
ama il bambino.
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Se invece è una bambina che ti ride,
forse perché nasconde un gran dolore,
tu falle la carezza che conquide:
ama quel fiore.
Amore, amico mio, ridona amore.
Se dell'amore ognora cerchi i frutti,
lascia la porta aperta nel tuo cuore:
AMALI TUTTI!
Ecco, Eugenio, ora tocca a te dirmi se posso inviarla al concorso di Lecce; sai mi piacerebbe
avere qualche riconoscimento anche nella mia stessa città, ma solo per dimostrare ai miei
concittadini che il ragazzaccio di tanti anni fa, è fondamentalmente mutato in meglio.
T'abbraccio
Pino
Lettera a Giuseppe Paglialunga
Caro Pino,
Foggia,9/2/79
contento di avere appreso che stai fisicamente bene e, ancora di più, perché ho rilevato dal
tuo ultimo scritto che sei in crescita spirituale.
E ciò, è quanto interessa intimamente e direttamente l'uomo, la creatura più elevata di questo
pianeta, destinata a raggiungimento di mete che danno le vertigini se non vengono assimilate
gradualmente.
Purtroppo, la realtà che si constata, giornalmente, è in antitesi a quella che è stata la premessa
di cui sopra perché l'uomo, usando violenza al suo simile vive fuori della sua realtà; e, oggi, è
terribile verificare che tale violenza viene, quasi, da ogni settore in cui egli vive.
Questa amara condizione è l'affermazione categorica che l'uomo, in genere, non vive la sua
dimensione umana, la sfugge e , a volte, la calpesta identificandosi e superando le creature più
reiette del pianeta.
Perché l'uomo si sforza a vivere questa condizione non consona alla sua natura spirituale?
Perché egli non cerca di scoprire e di ritrovarsi in quella che è la sua giusta entità?
A questi interrogativi si può rispondere solo positivamente attraverso "La Verità": il
CRISTO!
In quest'Ultimo, la vita dell'uomo trova risonanza e, non soltanto è possibile ritrovarsi nella
pienezza di se stessi ma, addirittura, è piacevole constatare che si è, non casualmente,
partecipi di una donazione che non ha limite alcuno di felicità e di pace..
Fuori della "VERITA'" tutto è menzogna e la vita dell'uomo diventa, sempre più,
irriducibilmente misera, insulsa e, quindi, indispensabilmente non accettabile
Questa dura realtà, rende sempre più limitate le possibilità dell'uomo rendendolo , sempre
più meschino, nella sua entità, quasi microscopica, tanto da fargli iniziare pari, alla bestia, .la
lotta per la sopravvivenza senza tenere in alcun conto il suo simile che, a sua volta, pur di
sopravvivere cerca di eliminare l'essere più debole, il meno capace al male.
Disgustevole atteggiamento questo che l'uomo può evitare se si sforza e si ritrova nella realtà
del CRISTO, il QUALE oltre ad essere venuto per darci l'esatta visione del PADRE
CELESTE e dello SPIRITO SANTO, è venuto a dirci e a darci la nostra esatta dimensione di
uomini che sta nell'impatto della fraternità con i propri simili.
Sviscerata la grandezza del CRISTO nella SUA Realtà di AMORE: il vivere mio è tutto
dedito alla esortazione e alla conversione dell'uomo in genere e, in particolare, del
"denominato" cristiano che deve, per prima, sforzarsi di raggiungere attraverso CRISTO la
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sua incommensurabile enormità, rendendo il grazie e la gloria eterni al PADRE CELESTE e
allo SPIRITO di VERITA'!
Non saranno i trattati della pedagogia, della filosofia, della psicologia, della economia, delle
scienze in genere, della politica a migliorare le condizioni dell'uomo donandogli la pace, bensì
il suo sforzo di entrare nell'ottica dell'Amore, da cui il suo spirito ha avuto origine e fuori del
quale egli, non ritrovando se stesso, si trasforma in un aborto delle forze più famigerate che
tendono, inutilmente, alla distruzione del Sommo BENE.
Il nostro vivere, quindi, deve essere un continuo ed estenuante cercare fino a quando il
"Sofferente" per tutti gli uomini viene incontrato ed accettato, da tutti gli uomini, nella
pienezza della SUA completezza.
Nel porgerti l'augurio per il bene tutto da te desiderato, ad esso prepongo, sempre, quanto a
te è confacente per una sempre più perfetta ricezione dell'AMORE del CRISTO!
Fraternamente ti abbraccio.
Eugenio
Foggia, 5/12/1976
Lettera al giornalista Cattolico Masina
Carissimo fratello...in CRISTO,
la tua oratoria e la tua cultura Evangelica mi fa presumere che tu sia,
non dico, un credente nel senso puro della Parola; ma, quanto meno, un ricercatore e un
assiduo studioso del Libro della Vita.
Pertanto, mi sono permesso di denominarti col nome di fratello, essendo anch'io un
ricercatore continuo ed assiduo del CRISTO, nel Quale cerco di realizzarmi.
Sono Eugenio Marchesino, uno dei tuoi interlocutori di ieri sera, presente alla tua
conferenza.
Riconosco di essere stato poco felice nella mia esposizione di richiesta: d'altronde, talenti e
mine sono stati dati da NOSTRO SIGNORE GESU' in misura corrispondente ad ognuno di
noi e...,quindi, l'oratoria non è il mio forte, anche se la foga del mio sentire profondo mi ha
spinto a farti la domanda che, ora, ti ripeto su questa carta, non essendo io rimasto
soddisfatto della risposta.
Credi tu che le condizioni catastrofiche dell'uomo, specialmente di oggi; mi riferisco al
sempre più attaccamento dell'uomo alle cose del mondo e, quindi, all'accentuarsi dell'ateismo
che cerca di attanagliare moltissimi uomini sia dovuto, perché una causa deve pur esserci,
all'inaspettato progresso tecnologico? oppure ad un insegnamento Evangelico non sentito e,
quindi, non vissuto dalla maggiore parte di coloro che hanno avuto ed hanno la pretesa, mi
riferisco ai "padri della chiesa", di essere gli unici detentori di tale magistero?
Tu, ieri sera mi hai convinto di avere recepito assai bene la mia domanda, però mi hai
risposto vagamente; forse, come ebbe a dire quell'altro giovane interlocutore facendo cenno ai
cristiani di oggi, per paura o tema di comprometterti?
Scusami l'allusione, ma ho avuto questa impressione quando hai affermato che non azzardi
giudizi sui "padri della chiesa"
Oggi, però, siamo chiamati a rivelarci, a mostrare la nostra vera identità al cospetto del
CRISTO e non dell'uomo; quindi, ogni paura dev'essere fugata se c'è vera credenza in
COLUI che diciamo essere la VITA.
Se avanziamo giudizi sulla negazione dell'imperialismo e del totalitarismo, allo stesso modo,
dobbiamo pronunciarci sulla fattibilità o meno della chiesa lungo il suo cammino di venti
secoli: Ti pare?
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Ed io continuo e continuerò ad affermare che la colpa maggiore è della "chiesa" che non ha
saputo assolvere all'impegno assunto, con l'essere poco accorta e, quindi, molto lontana dalla
Vita umile e dall'Insegnamento di GESU' che si affannava, con la SUA testimonianza, a darci
la conoscenza di DIO-PADRE e dello SPIRITO SANTO perché potessimo amarli e goderli
eternamente.
Così, EGLI dava a questa nostra triste esistenza terrena l'essenza per cui essa si sarebbe
dovuto viverla.
E, a mio avviso, fu proprio il potere temporale che la "chiesa" volle, forzatamente, detenere e
continua ancora a farlo ad allontanare l'uomo dalla PAROLA viva e reale del NOSTRO
SALVATORE provocando, necessariamente la riforma Luterana.
Anche questa con l'inserimento nella sua "chiesa" di uomini, tutt'altro che credenti, ebbe a
degenerare, tanto che le sue derivazioni, le chiese evangeliche, continuano con la chiesa
cattolica ed ortodossa a portare l'umanità sul baratro di una fine morale e spirituale.
Spero, cristianamente, di avere una risposta a questo mio scritto che rivela, non solo, la tua
stessa inquietitudine, ma addirittura la tormentante ricerca che porti l'uomo alla conoscenza
del CRISTO, nel Quale soltanto potrà affratellarsi e trovare la salvezza e la pace che da
millenni agogna.
Ti lascio con l'augurio che la tua forbita oratoria e la tua evangelica cultura possano
accrescersi, sempre più potentemente, se rispondenti alla chiamata del CRISTO!
Eugenio Marchesino
Lettera di suor Massimiliana De lillo"
Pasqua 1978
Carissimo fratello in CRISTO,
anche se la penna tace, certamente non tacciono i nostri ricordi e il nostro cuore sempre
assetato di giustizia, di amore, di uguaglianza e di fraternità universale.
CRISTO, nostra Pasqua, illumini il nostro sentiero e ci faccia portatori di unità, di fratellanza
e di amore universale
In comunione quotidiana, ti abbraccio nel Sole di Giustizia: CRISTO SIGNORE!
Suor Massimiliana De lillo
Foggia 30/4/1978
Risposta a suor Massimiliana De lillo
Il tuo scritto mi trova sempre più sofferente per la cruda realtà del frazionamento del
CORPO di GESU'.
Quanto più faccio esperienza presso le comunità cristiane, tanto più il dolore si acutizza per la
constatazione amara ed efferata della presunzione che irradia in ognuna di esse.
Al cospetto di una tale realtà mi domando se siamo veramente cristiani , cioè credenti in
GESU', ovvero credenti nel nostro "Io"? Adoratori, quindi , non del CRISTO ma della
interpretazione personale che diamo alla Bibbia? E tanto, sta a giustificare, purtroppo, la
negatività della nostra azione e l'esplodere sempre maggiore dell'ateismo e della sua
affermazione sulla terra!
Nel Getsemani, GESU' pianse e sudò SANGUE non già per la Morte di CROCE a cui andava
incontro e, alla quale, amorosamente e volontariamente si era sottoposto; bensì fu la visione
futura nella quale vide tra coloro che avrebbero gridato al "Crocifiggilo", anche quelli che
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avevano ricevuto il conforto della guarigione fisica e morale; a tale visione si aggiungeva
l'altra, ancora più macabra, cioè di vedere il SUO CORPO dilaniato e frazionato da noi che
diciamo di essere SUOI discepoli.
In tal guisa è accettabile la sofferenza di GESU': non furono i SUOI crocifissori ad
amareggiare il SUO CUORE, ma coloro che tanto avevano ricevuto da LUI, dai SUOI
Apostoli a tutti noi.
Scusa la mia mestizia ed il mio risentimento nell'esprimermi, ma essi potranno avere fine
solamente quando avremo piegato la nostra volontà e aperto il nostro cuore al
"Comandamento" d'Amore di GESU'
Un fraterno abbraccio in GESU'
Eugenio Marchesino
Pasqua 1978
Lettera a don Angelo Muri ( ex parroco del Carmine Nuovo di Foggia)
Caro in CRISTO GESU',
l'avvicinarsi della Pasqua costituisce per il cristiano la revisione
di se stesso: confrontarsi col Sacrificio di GESU' significa volere sapere per quanto la salvezza
personale è stata interessata e coinvolta dall'Offerta Suprema di GESU’'.
Confronto questo che per il vero credente deve costituire il cibo quotidiano che gli dia la
possibilità di realizzarsi in GESU' lasciandosi penetrare, possedere e guidare da LUI!
Purtroppo il tradizionale insegnamento ha forgiato diversamente il credente dandogli, quindi,
una formazione spirituale poco consona a quella richiesta da GESU'.
Bisogna, perciò, fare violenza se si vuole conquistare il Regno dei Cieli e gli eletti del DIOCRISTIANO, illuminati dallo SPIRITO SANTO, riescono a conquistare il Regno Celeste
usando violenza.
Nella mia esperienza cristiana ci sei anche tu, fratello Angelo; infatti nel cercare di essere in
comunione con GESU' si evidenzia la necessità di essere in comunione con i fratelli: non si
può essere in comunione col CRISTO se non lo si è con tutti i credenti in LUI!
Ho sempre cercato e, continuamente, mi adopero per realizzare questa condizione essenziale
del Cristianesimo, ma sembra che essa sia tanto difficile e le cause sono da ricercarsi nella
incoerenza e, soprattutto, nella ignoranza di molti credenti.
Riguardo alla incoerenza, perché tutti dal pulpito sembrano volere incarnare il CRISTO
quando proclamano la carità, la fratellanza e l'amore; però, quando devono concretizzare
questi sentimenti, particolarmente tra credenti, le parole restano sempre e solo parole e il
CRISTO una vaga chimera da non potersi raggiungere.
Riguardo alla ignoranza, perché ogni comunità presume di possedere lo SPIRITO di
VERITA'; convinzione che trova origine solo nella presunzione. " dei vocati" che parimenti al
fariseo del tempio non tengono in alcun conto che lo SPIRITO di VERITA' edifica il CORPO
del CRISTO, cioè la SUA CHIESA, e non la disgrega, non la sbriciola, non la mutila portando
così il discredito nel mondo del Capo di ESSA.
L'esperienza del passato, i millenni di agonia della storia umana ci dicono che l'uomo ha
sempre cercato e lottato tenacemente e costantemente per conquistare la pace dello spirito.
Pace che non ha mai raggiunto perché ricercata e richiesta nei beni effimeri del mondo e non
già alle origini da cui deriva la spiritualità dell'uomo!
Nella speranza che anche tu ti adoperi per la edificazione del CORPO del CRISTO, ti
abbraccio fraternamente in GESU'.
Eugenio
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Risposta di don Angelo Muri
13/3/1978
Carissimo, in CRISTO, Eugenio.
Ti ringrazio per il gentile pensiero. Ti sono grato perché mi dai l'occasione di dirti
chiaramente che la tanto predicata carità e fratellanza... non trovata incarnata nella vita... ha
causato in me il dramma che con tanta sofferenza vivo. Non voglio farmi per nulla diverso
dagli altri, ma credo di essermi sempre offerto, anche infangandomi, in una donazione senza
riserve.
Ho nell'anima la stessa tua sofferenza perché vedo che il CRISTO ha lasciato a ciascuno di noi
l'impegno di essere segno di unità nella preghiera, nell'offerta, nell'amore.
Farò tesoro delle tue riflessioni. In CRISTO ti auguro una vera Pasqua.
Salutami la tua consorte ed i tuoi figliuoli.
Ti abbraccio.
p. Angelo
Lettera a monsignor Riboldi (vescovo di Acerra)
Foggia, 7/6/1978
Caro fratello in CRISTO,
scusa i convenevoli che emergono dalla busta: essi sono
puramente convenzionali e non già sentiti da me, perché in me non c'è nome in CRISTO che
possa essere sostituito con quello di "fratello" e che, attraverso GESU' e lo SPIRITO SANTO,
porta alla comunione col PADRE CELESTE. Ho dovuto usarli perché ti fanno
necessariamente più notorio e , facilmente, più reperibile.
Ieri sera sei stato a Foggia a farci sentire il tuo messaggio e stamattina, appena alzatomi, sento
il bisogno di comunicare con te; come, d'altronde, avviene quando conosco un nuovo fratello;
anche se, spesso, resto deluso ed amareggiato nel dovere constatare che di "Cristianesimo",
intorno, ve ne tanto che non te ne accorgi nemmeno.
Siamo ormai in un epoca pubblicitaria: diceva un mio amico commerciante: "La pubblicità è
l'anima del commercio" La stessa cosa, ho l'impressione, si verifichi oggi nella chiesa e,
quando parlo di chiesa con la "c" piccola mi riferisco a tutte le confessioni o meglio
"professioni".
In esse il CRISTO con le SUE qualità di Umiltà. di Amore e di Carità è diventato lo slogam
moderno, ma è solo pubblicità perché, tu più di me, vivendoci dentro. t'accorgi che non si
riesce a comunicare nemmeno tra fratelli dello stesso ordine, portando così il discredito di
GESU' in coloro che vorrebbero convertirsi!
La misera condizione di questo apparato, prettamente umano, che vuole apparire cristiano,
mi fa sentire il bisogno vitale di comunicare con i "veri" credenti in GESU' e, soprattutto,
esso trova la sua origine nel vivo desiderio di dare all'uomo la sua giusta dimensione, quella
cioè "cristiana"; attraverso la quale è possibile raggiungere la tanto declamata giustizia
sociale. Solo attraverso un Cristianesimo meramente vissuto si può avere una umanità che
degnamente vive la sua realtà che è quella fraterna; convivenza fraterna che non è quella
derivante dal vincolo di sangue, bensì dalla comunione col CRISTO e, quindi, dalla fusione
del SUO CORPO, del quale ti senti cellula integrante!
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E' troppo comodo parlare agli altri di conversione e di rinnovamento senza tenere , in gran
conto, che tali condizioni devono aversi, primariamente, tra di noi che presumiamo essere
seguaci del CRISTO e, poi, trasmetterli ai terzi.
Dal giorno in cui GESU' è divenuto l'essenza della mia vita; dal momento in cui GESU' è al
centro della mia esistenza; dall'attimo in cui ho capito che non v'è affetto o interesse alcuno
che può competere con LUI, anche se il bene verso mia moglie e i miei figli non è
minimamente da trascurare, ho inteso il valore assoluto di questa esistenza; mentre, prima ,
essa era da rimpiangerla sotto ogni aspetto e, di questo, ne vorrei parlare ai " presunti" atei.
Comunque, dicevo, nel mentre con la scienza del CRISTO ho assaporato e gusto la
meravigliosa creazione dell'uomo, quale creatura prediletta dell'ETERNO; nello stesso tempo
ha avuto in me la insofferente constatazione della CHIESA, del CORPO di GESU'
sbrindellato e dilaniato dalle diverse "professioni" cristiane; tutte pregne di un sentimento
che contrasta con la Umiltà del CRISTO, "la presunzione" o, addirittura, "la superbia".
Di chi la colpa? Non già soltanto del mondo o dell'uomo in genere, come si afferma da parte
dei pastori delle diverse comunità cristiane.
Questi, pregni della stessa alterigia dei sacerdoti del tempo di GESU', in quanto sicuri di
avere accettato il CRISTO e, quindi, certi della loro salvezza imputano agli altri uomini ogni
sorta di colpe e di peccati.
Così, essi dimostrano di ignorare che la salvezza in GESU' si acquista percorrendo la stessa
strada da LUI calcata, cioè dando la propria vita per testimoniare LUI e ottemperando a
quello che è il SUO COMANDAMENTO d'Amore: " Amatevi gli uni gli altri ed il mondo
crederà in ME!".
Essi, stando sui pulpiti, sembrano essere tanti altri "cristi"per la carità delle loro espressioni;
ma quando cerchi di trovare in loro quelle virtù tanto declamate ed imposte agli altri, allora
riscopri il dolore del Calvario del CRISTO e t'accorgi, con profonda amarezza, che essi sono
carenti delle più elementari virtù che, un credente in GESU', dovrebbe necessariamente
avere.
Noi, non soltanto non abbiamo recepito l'insegnamento di GESU' per quanto poi lo
defraudiamo, lo screditiamo, lo offuschiamo agli occhi degli altri uomini che, forse, con
veemenza potrebbero ricambiare il SUO sublime ed incomparabile Sacrificio, che si identifica
nel supremo atto di Amore del DIO-CRISTIANO!
Al cospetto di una sì drammatica condizione del genere umano, cerchiamo di essere coscienti
e coerenti nel riconoscere di avere in gran parte determinata una tanta deleteria condizione e,
con spirito di pentimento e di profonda umiltà cerchiamo, prima noi, di convertirci e
rinascere a Nuova Vita per poi, quando avremo determinate le condizioni desiderate da
GESU', coinvolgere tutti nella Redenzione del CRISTO.
E' giunta l'ora di bandire ogni forma di lassismo; è l'ora di togliersi la maschera della
ipocrisia e riconoscerci tutti, primariamente, oppositori all'AMORE e all'Azione del
CRISTO.
Cerchiamo , quindi, di spogliarci dalle scorie della presunzione e della superbia, perché esse
ottenebrano gli occhi ed assordano gli orecchi dello spirito rendendoci ciechi alla Luce e sordi
alla Parola.
Scusami la impetuosità delle parole di questo scritto, ma essa è scaturita dal profondo del mio
cuore tormentato e vilipeso dal frazionamento del CORPO SACRATISSIMO di GESU' e,
quindi, della SUA CHIESA.
Pertanto ti esorto, per amore di quel CORPO SACRATISSIMO, di essere uno tra coloro che
vogliono risanare rimarginando le SUE ferite con la conversione , prima , soggettiva e poi dei
fratelli attraverso la Umiltà del CRISTO!
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Ti lascio con la speranza che lo SPIRITO di VERITA', che identifica il PADRE CELESTE al
FIGLIO ed il FIGLIO al PADRE, ti penetri e ti coinvolga nella comunione d'AMORE DEL
CORPO di GESU''.
Un abbraccio fraterno in GESU'.
Eugenio
Lettera a monsignor Riboldi (vescovo di Acerra)
Foggia, 31/7/1978
Ancora caro in CRISTO,
La "carità" è, soprattutto, pazienza dice Paolo; ed io, dopo avere atteso circa due mesi per un
riscontro alla mia raccomandata, pur ravvisando nel tuo ingiustificato silenzio una profonda
carenza di spirito cristiano, eccomi nuovamente a te con questa seconda che, come la prima ,
sarà fatta raccomandata e che come la prima, atteggiandomi anch'io a mo' di profeta, perché
oggi siamo nel tempo dei "profeti", profetizzo che essa non avrà riscontro.
Sarò brevissimo, ti tedierò il meno possibile, però devo focalizzare due punti su cui richiamare
la tua oculatezza e, maggiormente, sensibilizzarti in COLUI che ritieni di rappresentare.
Voglio ricordarti che le norme più elementari della convivenza civile vogliono che si risponda
in un modo qualsiasi, purchè sentito a quanto viene chiesto o proposto da alcuno; inoltre la
prima lettera te la inviai, forse, perché da te incoraggiato al momento del commiato da
Foggia, durante il quale avesti a dirmi "scrivimi" che ti rispondo, quasi a conforto di quel
qualcuno a cui accennai nel mio intervento alla tua conferenza che, comportandosi in modo
indefinibile, non aveva dato risposta ai miei quesiti.
Purtroppo, anche tu nonostante la tua promessa di eminente prelato, hai preferito ovviare
alla risposta temendo di compromettere la tua dignità di porporato; oppure hai preferito
ignorare una sparuta ed insensata voce che, tormentata dalla fiacca e dal lassismo di molti
prelati, ha voluto far sentire il suo grido lancinante.
Comunque, ad onore e gloria dell'Alfa e Omega, sappi arriverà il momento che riceverò
risposta da coloro che nel mondo vollero passare per sordi. Arriverà il giorno della
"Parusia": la presenza folgorante del CRISTO farà cadere la maschera della ipocrisia dal
viso di tutti gli uomini e, in particolare, da quella dei falsi cristiani.
Nell'esprimere le mie opinioni potrò, forse, anche sbagliarmi però alla presenza di COLUI
che "E'" affermo di essere felice, perché la mia espressione è nella realtà del mio modo di
sentire.
Pertanto, ancora, prima di chiudere e, forse, per tuo desiderio, per sempre, voglio che tu
sappia e rifletta su questa cruda realtà che scaturisce dal mio profondo sentire: la piaga
verminosa e perniciosa, distruttrice della unità della "CHIESA" del CRISTO e, quindi, del
SUO CORPO SACRATISSIMO, nefasta per tutta l'umanità è quella di avere voluto dare ad
essa una impronta gerarchica e nobiliare, la quale contrasta con la pienezza della umiltà del
CRISTO!
Ancora una esortazione: perdona ma è tutto un sentire fraterno in CRISTO: scuotiti e sii
promotore della evangelizzazione dell'umanità.
Questa deve avere inizio nella CHIESA, perché convertendosi al CRISTO dia testimonianza
della realtà dell'uomo, cioè dia, a quest'ultimo, la possibilità di scoprire la sua reale
dimensione, quella Cristiana.
Sempre amandoti per CRISTO, in LUI abbiti un abbraccio fraterno.
Eugenio
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Risposta di monsignor Riboldi (vescovo di Acerra)
Acerra, 5/8/1978
Carissimo,
ha ragione di rimproverarmi il silenzio, nonostante le avessi promesso che avrei risposto. ed
eccomi a farlo.
Ricordo ancora molto bene il suo sofferto intervento a Foggia. Un intervento, mi pare, diretto
ad attirare l'attenzione su un maggiore impegno, non solo nella promozione della
evangelizzazione di questa umanità che cerca la Verità e Dio, ma anche di una maggiore
comprensione e unità.
Sono d'accordo con lei del grande travaglio di ogni uomo e tutta la società oggi sta soffrendo
alla ricerca di una dimensione, in cui possa trovare il suo equilibrio e la sua serenità. Che
l'uomo lo voglia o no, l'equilibrio e la serenità può solo trovarla nel rispetto dell'ordine per cui
Dio l'ha creato.
Per questo GESU' chiamava la sua Parola, la sua Rivelazione, Buona Novella. Ed è realmente
l'unica Buona Novella che si possa donare all'uomo di sempre.
Quando allora lei e tutta la Chiesa lo grida sempre, reclama un maggior impegno di
evangelizzazione, dice una cosa molto seria e vera. Forse non tutti noi cristiani siamo convinti
o prendiamo sul serio questo nostro dovere: e così facendo togliamo molto bene a tanti fratelli.
Io mi auguro e lo auguro a tutti i Cristiani di buona volontà e prego per tutto questo impegno
di evangelizzazione, perché il Nostro Signore sia conosciuto ed amato.
l'abbraccio
Di Acerra- A.Riboldi
Lettera a monsignor Riboldi "vescovo di Acerra"
Foggia, 27/8/1978
Ancora caro in Cristo,
ti sono profondamente grato per avere soddisfatto alla mia insistente richiesta, cioè quella di
avere dato risposta alla mie due lettere; perché, con essa, hai assolto ad un tuo sacrosanto
dovere al cospetto di GESU' ed anche perché hai sfatato in me la profezia che mi ero
arrogata.
Nella tua lettera ho rilevato l'uso del "lei" anziché quello del "tu"; esso visto nel contesto
Evangelico si oppone all'insegnamento del MAESTRO; purtroppo è una grave deficienza che
si riscontra, spesso, tra uomini che dicono di avere accettato il CRISTO.
Non riesco a comprendere come mai essi possono conciliare l'uso del lei tra credenti dello
stesso GESU'; quando Quest'ultimo dandoci, per SUO mezzo, l'Adozione a Figli del DIOCRISTIANO, miseri come siamo, ci esorta a dare del "tu" al PADRE CELESTE.
Mi dirai che sono... bazzecole che, però, messe insieme determinano il "più" e portano alla
misconoscenza dell'Essenza dell'Amore: lo SPIRITO SANTO!
Non pensare minimamente che io sia risentito perché tu l'abbia usato nei miei riguardi,
perché quando sento "cristiani" fare uso del lei tra di loro mi mortifico pensando che tale uso
sta a significare il loro grado di penetrazione della "PAROLA" e, quindi, della poca
disponibilità che danno alla Grazia di santificarli.
Sono constatazioni che accentuano sempre di più la sofferenza della divisione nella CHIESA e
spiegano quella del CRISTO, dal Getsemani al Calvario: la visione di tanta ingratitudine, di
tanta permissività, di tanto lassismo.
T'abbraccio
Eugenio
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Risposta di monsignor Riboldi (vescovo di Acerra)
Acerra 25/9/1978
Carissimo,
non ho minimamente badato nello scriverti quale pronome usavo. Tu me lo hai
fatto rilevare con carità e te ne sono grato.
Lodo la tua passione nel voler tutti noi cristiani più tesi a cercare l'unità del Corpo di Cristo
che in altre cose di minor conto. E', purtroppo, un difetto che si nota sempre ovunque, anche
nelle piccole cose: e questo rileva la miopia che abbiamo, segno evidente di una mancanza di
grande fede:
Il Signore ci aiuti a credere e ad amare di più.
Questo scriverti vuole significare la mia stima ed anche il mio affetto.
Di Acerra- A, Riboldi
Lettera a monsignor Bettazzi (vescovo di Ivrea)
Foggia, 20/1/1979
Caro in CRISTO,
sono Eugenio Marchesino, uno tra i tuoi interlocutori presenti alla tua
conferenza tenutasi a foggia il 5 gennaio u.s. Facilmente ravvisabile perché fui l'ultimo ad
interloquirti e a ribadire a te quanto faccio, spesso, ad altri monsignori: la incoerenza che
sussiste fra voi prelati e, particolarmente, sacerdoti ad usare il "lei" anziché del pronome
impostoci da GESU'.
Ho tanto premesso perché tu mi ricordassi con facilità e potessimo continuare, più
intimamente, il tuo discorso.
Le domande che quella sera ti rivolsi furono brevi e limitate, perché non volevo sottrarre
tempo e spazio a te e a quanti avessero voluto intervenire.
Ciò che mi spinge a continuare il discorso, seppure in forma epistolare, con prelati di una
certa elevatura teologica, come la tua, è il desiderio immenso di riscoprire lo spirito
"cristiano" tra gli uomini.
Da un ventennio circa ho cominciato a conoscere e a penetrare il CRISTO e cerco di
approfondire sempre più la SUA Essenza e, per SUA Grazia, sono riuscito a trovare in LUI
"l'Amico"; quando per anni avevo cercato da ragazzo, con le più profonde delusioni, tra
compagni; da adulto, tra conoscenti; da famigliare, tra parenti.
Approfondendomi nel CRISTO ho scoperto, tramite la SUA Umanità e, soprattutto, tramite
la Sua Umiltà il desiderio di risvegliare in noi uomini quei sentimenti fraterni che abbiamo
sepolto con l'erigere il nostro "io" ad altezze , sempre più, ignominiose.
Quanto più scoraggia è il notare che i "presunti" credenti sono coloro che si rivelano i più
anemici e distonici nella fraternità di quanto lo sono coloro che vengono distolti o presi dal
mondo.
Queste astenie portano a rendere il CORPO di GESU', sempre più, esangue e ad accentuare
l'ateismo in proporzioni catastrofiche.
Terrorizzato da questi aspetti negativi e, più ancora, dalla continua e lancinante sofferenza di
GESU', mi sento animato da sentimenti fraterni che desidero, ardentemente, insieme a
GESU', realizzare tra gli uomini e ancor più, tra noi credenti.
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Ecco perché, spesso, quando giunge nella mia città un conferenziere, dotto in teologia, corro
ad ascoltarlo perché nasce in me la speranza che possa incontrare non solo chi declami con
tanta proprietà di linguaggio e tanta scienza i passi dell'Evangelo, ma si sforzi di viverli e dia
a GESU' qualcosa che possa soddisfarLo in quelli che sono i SUOI nobili Sentimenti.
Però, quanto più cerco di conoscerli e di entrare nella comunione fraterna col CRISTO, tanto
più divento geloso del "mio" GESU' perché deluso dal comportamento dei più, perché
secondo le aspettative cristiane, non è consono alla PERSONA di GESU'.
Nel tuo discorso avesti a ripetere che non si può essere vicino a DIO se non lo si è, prima,
vicino agli uomini.
Tanto è quanto richiede l'insegnamento del nostro MAESTRO; purtroppo la realtà è molto
distante da questo aspetto cristiano
Osserva, infatti, particolarmente, come questo rapporto di comunione viene meno tra i
cosiddetti "cristiani" e, quindi, puoi comprendere quanto il mio affermare la gelosia per il
CRISTO trovi rispondenza nella realtà.
Quando lessi sul manifesto il tema della tua conferenza: " La Chiesa nel Mondo", mi
domandai di quale chiesa si parlasse o, meglio, dove fosse la CHIESA di GESU'? Cercai di
ravvisarla fra tutte le comunità cristiane, dalla cattolica-ortodossa alla protestante, da quella
dei mormoni a quella dei testimoni di GEOVA e, quantunque mi sforzassi, in nessuna riuscii a
recepire la fisionomia della CHIESA di GESU'.
Però, in ognuna di queste comunità, ho scoperto cellule integranti e facenti parte del CORPO
di GESU' e, quindi, della SUA CHIESA!
Questa è al di sopra di ogni frazionamento esistente tra le diverse confessioni cristiane; Essa
abbraccia i veri discepoli del CRISTO, i quali pur facendo parte, materialmente, di
istituzioni diverse e costretti, quindi ad essere divisi, in realtà sono uniti gli uni agli altri in
CRISTO col Quale formano la " vera" CHIESA!
Totalizzare questa comunione tra tutti i credenti in CRISTO, significa avere la certezza di
essere in comunione con GESU' che tutto SE STESSO ha dato per la realizzazione dell'Amore
tra gli uomini e tra essi e il DIO-CRISTIANO.
La Sofferenza di GESU' non è data solamente dal peccato del mondo, al quale EGLI ha
riparato con la SUA totale OBLAZIONE ma, anche dalla ipocrisia del popolo ebreo e, più
ancora, dal nostro falsare la SUA Fisionomia e dal travisare il SUO insegnamento.
Fratello, attraverso questo sentire cristiano ti esorto ad essere autore, tra gli autori, del
risanamento del CORPO dI GESU', cioè della SUA CHIESA.
Con sentire fraterno, ti abbraccio in COLUI che così suggerisce.
Eugenio Marchesino
Lettera a monsignore Bettazzi (vescovo di Ivrea)
Foggia, 11/3/1979
Caro per CRISTO,
grazie, grazie per la solerzia della tua risposta! Siete voi superbi prelati che ignorate e fate
ignorare il CRISTO agli uomini.
Nella mia raccomandata del 2/1/1979 u.s. ebbi a dirti fra l'altro: "scusami se parlando di
GESU' ho usato il possessivo "mio" perché ne sono geloso e, quanto più cerco di viverlo con
gli altri, come d'altronde è desiderio dello stesso GESU', tanto più ne divento geloso perché li
ravviso, quasi sempre, più manchevoli nella SUA conoscenza".
E tu, nonostante queste ed altre premesse ancora più discrepanti col comportamento di molti
" maestri" della PAROLA, continui ad avere un atteggiamento di silenzio al cospetto del
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CRISTO, dimostrando così di avere pochissima conoscenza di LUI, perché altrimenti avresti
avuto nella carità, quanto meno, un sentire di correttezza civile.
Pertanto, è facile intuire perché GESU' nella SUA espressione di bramosia "Ho sete", si
rivolge a te e a quanti determinano la SUA arsura.
"...e l'arsura del “mio” GESU' continua ad accrescersi, attraverso quella dei più piccoli
dei...SUOI fratelli!".
L'Eterno DIO-CRISTIANO perdoni quanti come te determinano, ancor più, la SUA "Sete"
attraverso l'arsura del SUO AMABILISSIMO FIGLIO GESU'!
Con l'augurio di incontrarti un dì al Convito Celeste, ti esprimo il mio sentire fraterno in
CRISTO GESU'.
Eugenio
Lettera a Paolo VI
Pasqua 1978
Caro per CRISTO,
l'unita meditazione è il frutto esacerbato scaturito dalla constatazione amara e sofferente
di un ventennio di riflessioni alla Luce del VANGELO.
L'aspetto feroce e direi, quasi irreale, della umanità di oggi, in particolare, è da ricercarsi in
una testimonianza di fede negativa data da noi che presumiamo essere i seguaci del CRISTO.
Noi portiamo l'onere del disconoscimento del CRISTO da parte degli uomini; questi cercano
la pace, cercano cioè l'essenza della pace: il CRISTO! Quel CRISTO, il cui aspetto viene da
noi travisato e presentato sotto false spoglie che si estrinsecano in parole boriose di significato
e vuote di azioni.
Ritengo, quindi, che il dilagare di un ateismo canceroso sia da ricercarsi in una carente e, per
giunta, bacata testimonianza di fede, principalmente all'apice della chiesa romana.
Pertanto, ti esorto (nota la presunzione che è in me; essa mi viene dalla sofferenza di GESU')
a ridimenzionarti, a cercare e a ritrovare il CRISTO nella SUA giusta Entità!
Mi auguro che i tuoi eminenti e potenti sudditi abbiano a farti giungere la presente missiva,
evitandomi così che la presente abbia a pervenirti attraverso la stampa.
In CRISTO abbiti il mio fraterno abbraccio!
Eugenio
3 settembre 1978 : data fatidica
( Lettera a papa Luciani)
In questo giorno la visuale di piazza San Pietro a Roma è qualcosa di straordinario. La piazza
è gremita; si presume che siano presenti duecentomila persone, tra le quali le più eminenti e
rappresentative di quasi tutti i più grandi stati della terra.
I capi di stato tra i più potenti e, forse, tra i più criminali sono seduti in comodissime poltrone
d'oro per festeggiare il grande avvenimento: l'incoronazione di un altro re della terra.
Ah! non la incoronazione, giacché essa è stata sostituita con altra denominazione:
proclamazione ufficiale del papa, del così detto vicario del CRISTO.
Un silenzio impressionante mette in risalto la entità colossale del momento e della inconsueta
circostanza: infatti si vuole che il cardinale Luciani, elevato dal conclave a dignità di vicario
di CRISTO venga riverito, ossequiato e venerato da tutta la terra.
Questo aspetto irreale della partecipazione di tutta la terra ad una manifestazione del genere
ha richiamato in me, per analogia, l'altro momento grandemente particolare ed unico
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attraverso tutta la storia del genere umano: la Piazza di Gerusalemme e la condanna di
GESU' a distanza di circa duemila anni.
Due aspetti completamente contrastanti e superbamente cozzanti: l'una terrificante; l'altra, in
apparenza, edificante che dà l'impressione del giorno della "Parusia", del ritorno del
CRISTO sulla terra per eleggere, edificare e condurre la SUA CHIESA edificante.
Eppure, facendo un esame analitico e critico della umanità del tempo di GESU' e quella del 3
settembre 1978, esse non si differenziano che in peggio, pur rimanendo la sostanza sempre la
stessa: superbia, soprusi ,violenze, sete di sangue del fratello.
Ebbene, perché questa diversità di scena? Forse che GESU' non avrebbe saputo o potuto
usare la stessa politica del regime papale per lasciarsi adorare LUI, con i SUOI Apostoli, dal
Sinedrio e dal rappresentante del potere imperiale?
No! CRISTO non può accettare una realtà infernale: EGLI è venuto a farci conoscere la
esistenza di un nuovo Regno, quello dei CIELI e non quello dei papi, un regno il cui accesso
non ha bisogno di tiare, di diademi e brillanti, né di ori e di argento, né di sedia gestatoria, né
di incoronazione con corone di valore inestimabile; ma l'accesso ad esso abbisogna di una
sola virtù: la Umiltà!
Quella umiltà che CRISTO ha impersonificata rinunciando ad ogni sorta di regno terreno,
circondandosi della gente più umile e sprezzata della terra, addossandosi ogni sorta di
sozzume umano e lasciandosi incoronare con la più inestimabile gloriosa corona; e, infine,
accettando l'ingratitudine della gente beneficiata e salvata dal SUO SANGUE
PREZIOSISSIMO.
CRISTO è venuto a condannare i ricchi e i potenti della terra che, sfruttando le loro immani
possibilità, affamano i poveri, gli inerti, i disgraziati sottomettendoli a sé nella peggiore delle
schiavitù e, non già, alla maniera di Giovanni Paolo I, il quale ha voluto circondarsi su questa
terra, con la più potente e forse la più condannabile gente al cospetto del CRISTO.
La Piazza di Gerusalemme gremita quanto quella del Vaticano, a differenza della esultanza di
questa ultima assordava con grida rabbiose e obbrobriose "l'Innocente", "la Giustizia", "la
Bontà per Essenza" con la parola "Crocifiggilo, Crocifiggilo".
Anche in quella piazza il popolo ebraico, unito alla potenza romana, ostentava la
incoronazione del CRISTO nel Sangue e nel ludibrio della Croce!
Al contrario, Giovanni Paolo I, arrogandosi di essere il sostituto del CROCIFISSO, in
opposizione al rappresentante ufficiale di COLUI ( l’Apostolo PIETRO) che, ritenendosi
indegno della morte di Croce del SUO MAESTRO, gradì quella col capo all'ingiù, ha amato
essere circondato, ossequiato, venerato e, forse, adorato dai potenti della terra, utilizzando
una condotta ed un insegnamento che fa disonore al CRISTO e che porta l'umanità, quanto
prima, ad auto -distruggersi.
Vorrei chiedere al "fratello" Giovanni Paolo se effettivamente non riesce a penetrare la realtà
del CRISTO, oppure gli fa comodo ignorarla nella SUA vera essenza per non andare incontro
alla rinuncia della reggia, della sua corte , ai sacrifici e alla Morte di CROCE del CRISTO e
dei SUOI "veri" discepoli?
Si scuota Giovanni Paolo I e si converta e, converta anche la sua corte principesca, se vorrà
incontrare la misericordia del DIO-CRISTIANO!
Desidero ardentemente che questo scritto gli giunga, ma sono certo che esso sarà smorzato dai
suoi valenti uomini di corte; però, tutto ciò a loro disgrazia, mentre queste parole resteranno
impresse nel Libro d'oro della "Verità" e un giorno potranno essere da lui ascoltate.
Fraternamente lo esorto e lo abbraccio in CRISTO GESU'!
Eugenio
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Lettera a papa Giovanni Paolo II
Foggia, 24/10/1978
Caro per CRISTO,
anche a te giungano le riflessioni scaturite alla incoronazione del tuo predecessore (sempre
che lo permettano); esse sono le medesime maturate, anche, dalla tua proclamazione a papa.
Della precedente raccomandata, di cui t'invio copia, inviata al caro fratello Luciani, nessun
cenno di riscontro: cosa prevedibile da come si può desumere dalla stessa a lui indirizzata.
Evidentemente, essa non sarà stata nemmeno recapitata al caro Luciani (nonostante
l'ammonimento al cospetto del CRISTO), perché i suoi e i tuoi valenti eminentissimi cardinali,
o il suo segretario di stato, hanno ritenuto che quelle mie parole fossero state originate da una
mente folle: Gloria al DIO-CRISTIANO se così fosse: almeno nel piccolo mi sentirei
identificato al mio GRANDE MAESTRO!
Pertanto devo concludere che essi, nonostante la denominazione di cristiani, ignorano cosa sia
la carità del CRISTO e, soprattutto, non hanno avuto il coraggio di contestare minimamente
la VERITA' in essa contenuta.
Ed ora a te, caro Wojtyla, fratello in CRISTO GESU': a te la mia esortazione nella più sentita
umiltà del CRISTO; anche se a te e o ad altri non può sembrare ad uso il mio parlare
Anche tu, durante la omelia della tua proclamazione a papa, hai dato una sapiente
impressione anche se è stata una ripetizione, solo meccanica, delle parole del Nostro
MAESTRO: CRISTO GESU'.
Hai usato lo stesso "slogan" che viene, spesso, ripetuto dai pulpiti della chiesa cattolica ed
ortodossa, nonché dalle cattedri degli altri fratelli delle altre confessioni.
E così procedendo tu e loro non vi rendete conto del continuo precipitare dell'umanità nel
baratro, sempre più profondo dell'ateismo e che se il CRISTO fosse stato continuamente
professato come nei primi tre secoli, negli ultimi quindici secoli, l'umanità oggi sarebbe stata,
quanto meno, affratellata.
Ti rendi conto della condizione macabra della umanità di oggi e che essa è da penalizzare a
noi che ci riteniamo discepoli e maestri dell'insegnamento del CRISTO? Non credi che la
nostra denominazione a seguaci del CRISTO sia meramente ipocrita?
"...guai a voi ipocriti e farisei...!" E che in realtà noi siamo assertori della nostra personalità,
attraverso una errata interpretazione della PAROLA?
Penso che sia giunto il momento di tirare le somme sul periodo di 1500 anni di papato per
ricredersi delle storture e degli abusi che sono stati fatti nel nome del CRISTO e trovare la
giusta dimensione dataci da "l'ECCE HOMO" per incarnarci nella reale umanità e trovarci
tutti fratelli in CRISTO per l'Osanna, all'unisono al PADRE CELESTE e allo SPIRITO
SANTO, per la donazione di GESU': il Benedetto in Eterno dall'ETERNO!
Non illuderti che la presenza dei trecentomila in Piazza S .Pietro sia una testimonianza di
fede: non sono io a volerti scoraggiare, ma è la realtà raccapricciante di tutti i giorni che sta a
significare qual'é il grado di fede raggiunto da noi e quanto abbiamo saputo trasmettere agli
altri.
Non trecentomila, ma solo tredici aventi un pizzico di fede, quella però proclamata e
testimoniata dal CRISTO, sarebbero bastati a convertire trecento milioni di uomini, i quali, a
loro volta, avrebbero convertito trecento miliardi e più di esseri compresi quelli della natura
che, spesso, aborrendo al cospetto dei così detti "battezzati", si ripugna travolgendo e
distruggendo tutto quanto incontra.
Cerca di guardare la realtà e falla guardare prima a quanti ti circondano e non usare le
parole di prammatica, usate da chi non volendo ottemperare a quello che è l'insegnamento di
GESU', dice: "Dio sa ciò che deve fare; aspettiamo l'intervento della Provvidenza".
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Il DIO-CRISTIANO ha fatto già TUTTO! La Provvidenza del DIO-CRISTIANO ci ha dato il
"TUTTO!" " Tutto è Compiuto!" Ora sta a noi fare quello che CRISTO ci ha insegnato;
"Amatevi gli uni gli altri, come IO ho amato voi!"..
Evitate la parafrasia sulle parole con i fratelli separati : se è il Corpo reale o la Parola, sulle
ultime esortazioni dell'ultima cena e cercate di penetrare "...fate questo in memoria di ME!".
Penetrate la sostanza (la carità, la fraternità e l'amore) con i fratelli ortodossi e con quelli
separati delle altre confessioni ed insieme cercate di distruggere il vostro egoistico "io" che vi
mette gli uni contro gli altri, annientando così il Testamento di GESU', sublimato dalla
donazione di tutto SE STESSO e negando al mondo di percepire e di godere gli effetti salvifici
di esso.
Abbiate orrore del sangue che da tanti anni si versa tra coloro che si reputano " battezzati"
nel CRISTO e, soprattutto, del male che apportate agli altri, negando loro la salvezza tramite
l'Essenza della purezza: il CRISTO!
Non pensate a battagliare sul primato di Pietro e sulla veridicità dei dogmi; piuttosto pensate
ad avvertire gli spasimi di GESU' che lancinante e sanguinante, non già per la sofferenza
fisica, ma solo per la ingratitudine dei suoi beneficiati e, particolarmente, per coloro che nel
SUO NOME avrebbero continuato a tradirLo, nemmanco, alla maniera di Giuda, e ancor più
per accumulare potere e gloria sulla terra, continua il SUO Calvario per la salvezza di tutti
gli uomini di tutti i tempi, fino a quando non ci saremo convertiti ed avremo convertito tutt a
LUI!
Accetta quest'ultima esortazione, non già da me, ma da COLUI che nella Sua immensa
"Carità" continua a gridare " HO SETE!".
Nella speranza che tutti noi possiamo, guardando al vero UOMO (ECCE HOMO),
innamorarci di LUI e tendere eternamente a LUI, ti abbraccio in CRISTO!
Eugenio
P. S.- E' possibile che, questa volta, "il servo dei servi" risponda alla mia lettera?
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Lettera a papa Giovanni Paolo II
Foggia, 11/12/1978
Caro per CRISTO,
un atteggiamento di indifferenza che trova soluzione nel silenzio tombale sta a
significare che si è morti alla Grazia!
Inaudita è la tua presa di posizione o di colui che, arbitrariamente, si sostituisce alla tua
persona.
Dopo una premessa di profonda critica alla mancata risposta del fratello Luciani tu, o
preposto, alla guida della cristianità perseveri ancora nell'errore che trae origine da colui che
è padre della menzogna:il Male!
Se al mio posto ci fosse stato alcuno che avesse avuto dubbi sulla fede di GESU', tu, col tuo
comportamento lo avresti posto, senz'altro, sull'orlo della miscredenza.
Vorrei poter entrare nella tua dimensione di papa per rendermi conto di come tu veda quel
CRISTO di cui, giornalmente, ostenti al popolo ignaro( che ti crede al posto di GESU') la SUA
Persona con le tue pompose parole…
Quanto sanguinare nel CORPO di GESU'! Non ancora siamo abbastanza satolli del SUO
SANGUE? E, allora continuiamo ancora con l'insistere " Crocifiggilo, Crocifiggilo!"... e gli
uomini passano a Nuova Vita senza mai conosciuto, se non di nome, CRISTO SALVATORE,
perché i maestri arroganti delle diverse confessioni così hanno saputo insegnare.
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La CHIESA di GESU' langue in ogni suo membro e questo perché voi, presunti custodi delle
Verità, ignorate nella Essenza la Umiltà del CRISTO e vi atteggiate a uomini di provate virtù
che preferiscono ignorare gli...ultimi fratelli di GESU', sino al punto di tenerli in alcuna
considerazione.
Non che io abbia la velleità di essere tenuto in conto da te, ma perché CRISTO mi ha
insegnato ad essere in comunione con i credenti in LUI, ed io pensando che tu fossi in sintonia
con GESU' ho desiderato scambiare, seppure ammonendoti, (perché così sentivo) su alcuni
atteggiamenti del papato che, secondo quando ho ravvisato dalla "PAROLA", non sono
confacenti ad Essa.
Io continuo questo soliloquio epistolare, perché sono certo che un giorno te ne sarà chiesto
conto e, se ora puoi sfuggire e sottrarti alla risposta, ciò non avverrà al cospetto della
VERITA', dalla quale rimarrai confuso!
A maestro delle nostre persone prepongo un presunto galeotto, almeno tale è per la legge
umana e di cui se ne sta parlando attraverso i giornali in questi ultimi giorni.
Si tratta di Giuseppe Paglialunga, relegato nelle carceri di Alessandria e del quale molti se ne
stanno interessando per ottenere la grazia.
Egli rispondendo ad una lettera così, tra l'altro diceva ad un giovane senz'altro "battezzato"
che lo aveva assalito con degli epiteti: i più incriminabili...
Preferisco inviarti copia fotostatica della lettera, nella parte che può esserti docente:
************
Carissimo Eugenio, la tua lettera inviata ad Alessandria, mi è arrivata con ritardo.
Voglio sperare che tu non abbia pensato ad una mia inumana indifferenza per l'evidente
ritardo e, con ritardo, sono costretto a rispondere anch'io.
Per , Grazia di Dio, quando le finanze me lo permettono, cerco di evadere tempestivamente la
mia corrispondenza, anche quando si tratta di corrispondenza poco gradita e, spesso,
addirittura offensiva.
Difatti, unitamente alla tua meravigliosa, mi è giunta anche una lettera che , a dir poco, mi
vorrebbe vedere morto, sepolto e marcito; se poi tieni conto che mi viene da un giovane, allora
puoi capire quello che si sente a leggere certe cose.
Comunque, siccome ha avuto il coraggio (e questa è una bella cosa) di mettere il suo nome ed
indirizzo gli ho dato la precedenza anche alla tua e ne puoi capire la ragione: naturalmente
non ho agito nella sua maniera , ma mi sono limitato a ringraziarlo per i suoi "consigli" e l'ho
accertato che, molto presto, lui e la sua cara gente, avrà la possibilità di pagare meno tasse:::
Ti ho detto questo per dimostrarti che è mia abitudine dare riscontro, subito, a tutti coloro
che si benignano prestarmi la loro benevola attenzione e la carità della loro amicizia; infatti,
io sono sempre stato un mendicante di amicizia di comprensione, di affetto e, perché no, di
amore
*************
Pensa, un "galeotto" ha saputo dare tanta dignità alla persona umana; mentre noi, presunti
credenti e discepoli del CRISTO, addirittura ignoriamo tanta...dignità!
*****************
Siamo seguaci di chi?... certamente non del CRISTO! Neanche seguaci dei galeotti come
"Giuseppe Paglialunga"!
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Lettera a fratel Carlo Carretto
Foggia, 14 novembre !978
Caro in CRISTO,
ho seguito questa sera la tua conferenza e mi è mancata la possibilità di interloquirti perché si
è fatto tardi ma, ancora di più, perché avevo da porti tante domande. Perché tanti quesiti?
Per cercare qualcuno che sia veramente in sintonia col CRISTO ( perdona questo mio
sentire, ma è un sentire sofferente).
Tu mi sei sembrato di esserlo perché hai esordito con molta umanità e, soprattutto, con molta
umiltà e quindi mi hai dato la speranza di essere in comunione col DIO Vivente, quindi col
CRISTO; pertanto sento indispensabile aprire un colloquio con te.
Prendo spunto dai tuoi interlocutori per presentarmi a te: questa sera uno di essi , tra l'altro,
ti ha chiesto: "Credi tu in Dio?"; suscitando con questa domanda: in alcuni dei presenti
sbigottimento, forse giustamente, dopo la tua calorosa esposizione; in altri ha dato origine ad
una sarcastica risata; in te stesso, penso, ha suscitato un po' di imbarazzo, mentre a me tale
domanda è sembrata naturale.
Questo perché tale interrogativo lo rivolgo, spesso, a dei religiosi, perché dubito sulla loro fede
a causa del loro agire e del loro parlare.
Perdonami, ancora, se sono così incredulo negli uomini, essi hanno determinato in me un
trauma così profondo da farmi denotare in loro, non dico l'assenza completa, ma la
conoscenza troppo frivola della fede che poi...non è fede!
Però proporzionalmente a questa sfiducia, è nata in me, sempre più grande, sempre più
irresistibile la fiducia nel CRISTO, nell'Autore dell'Essenza della Vita! Ormai sento di
appartenerGli integralmente e sono certo che senza di LUI la mia vita sarebbe impossibile
viverla, perché tutto intorno ,il tutto, si è rivelato nella più profonda relatività di insipidezza e
di evanescenza!
La vita tanto è possibile se è vissuta nel CRISTO, attraverso il CRISTO, col CRISTO!
Eppure oggi, più che mai l'ateismo ci avvolge rendendo impossibile, a volte, persino il respiro
e ciò nonostante l'uomo continua a...vivere la sua vita. Questi si illude di vivere e, intanto,
riesce perché sfugge alla realtà umana e si accontenta soltanto dell'apparenza di "uomo".
Se egli riuscisse ad entrare nel CRISTO si accorgerebbe di non avere vissuto, ma di avere
solamente vegetato e istintivamente, pari o al di sotto della bestia, percorso un periodo più o
meno limitato nel tempo.
Il desiderio di Comunione, reso sempre più sofferente da quanti mi hanno circondato, mi ha
dato il CRISTO! E da allora ho capito che solamente attraverso una umiltà sofferente si può
incontrare COLUI che è venuto al mondo per insegnarci nella Carità il modo di diventare e
vivere come uomini, secondo la nostra origine Divina!,
Pilato, duemila anni or sono, nella sua più profonda ignavia, presentava all'Umanità intera
"L'ECCE HOMO", il prototipo dell'uomo nella Sua Integrità, ricercato attraverso i millenni
della Storia Umana!
Ma la sofferenza più grande l'ho assaporato col CRISTO, quando insieme a LUI, ho ravvisato
lo sbrandellamento del SUO CORPO, della SUA CHIESA.
Da un ventennio a questa parte, quindi, ho meditato a lungo sulla divisione dei cristiani e ho
desunto che lo svilupparsi e l'affermarsi dell'ateismo è dovuto, principalmente, alla distonia
che queste fratture determinano nella Chiesa, la quale dovrebbe dare la essenza della
fraternità, della misericordia , della carità e dell'amore, vissuti ed insegnateci da GESU'.
Ti trascrivo alcuni dei miei pensieri perché tu, attraverso essi possa comprendere, in parte , la
mia sofferenza e di condividere questa col CRISTO!
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"...HAI VOLUTO, o DIO-CRISTIANO che io volessi bene ai miei figli, legandomi ad essi col
vincolo del sangue; mentre HAI DESIDERATO che ti volessi bene, condizionando questo
TUO desiderio al dono grandissimo della mia libera volontà!".
"... La testimonianza del CRISTO è data dall'Unità dei Credenti in LUI. Quanto più i
cristiani saremo uniti, tanto più l'Umanità crederà in GESU!".
"... Non c'è preghiera più bella e più accetta al CRISTO di quella delle nostre azioni
rispecchianti la Volontà del PADRE SUO e, quindi, del PADRE NOSTRO!".
"... La vita dell'uomo trova solo soddisfazione nel CRISTO: non vedo quale altra può essere
stata per chiunque, avendola vissuta nel tormento del dolore psico - fisico e nel terrore della
morte!"
"... Quanto più manchevole m'avvedo, tanto più mi sento abbisognevole del CRISTO! Quanto
più cerco di essere in comunione con gli uomini, tanto più lontano dal CRISTO li riscopro!".
Scusami se mi sono allontanato da quella che era la mia intenzione iniziale, quella cioè di
porgerti tanti quesiti ma vedo che anche adesso è trascorso tanto tempo ed io non voglio
rubartene molto.
Comunque se ritieni di volere dialogare al cospetto del CRISTO, lo potrai sempre fare; io
sarò, sempre, a tua completa disposizione perché CRISTO è il cibo dello spirito mio, il quale
più del corpo ha bisogno di saziarsi ed abbeverarsi alla SUA PAROLA!
La presenza massiccia delle persone alla tua conferenza e, particolarmente, dei giovani mi ha
commosso e ribadito il concetto che l’uomo è assetato e bramoso di Parole di VITA
Purtroppo noi, dicendo di essere credenti e discepoli del CRISTO, non riusciamo a
trasmettere ad essi la reale Essenza di GESU’!
Nell’attesa di sentirti attraverso uno scritto, ti abbraccio nel fratello comune: il CRISTO!
Eugenio
Risposta di fratel Carlo Carretto
Spello, 24/11/78
Eugenio!
Grazie.
Guarda sovente questo volto:Ti spiegherà molte cose.
Dio ha fatto in te meraviglie.
Alleluia!
fratel Carlo
Lettera a fratel Carlo Carretto
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Foggia, 7 dicembre 1978
Carissimo in CRISTO,
"... io Eugenio, chiamato dal DIO-CRISTIANO a santificarmi come tutti gli uomini, nessuno
escluso; sono rimasto attratto e sbigottito dalla potenza del CRISTO, umiliato dalla SUA
Sofferenza, annientato nella mia personalità dalla Sua Gloriosa DONAZIONE: ho accettato il
CRISTO nella potenza, cioè nella umiltà; nella magnificenza, cioè nella carità; nell'Amore,
cioè nello SPIRITO SANTO che unisce, fonde e identifica il PADRE al FIGLIO ed il FIGLIO
al PADRE ed insieme, attraverso LUI, attraggono gli uomini a Sé'!
Illuminato ed ispirato alla SUA PAROLA, sono certo che tra coloro che credono in CRISTO
GESU' deve sussistere il rapporto di comunione e che esso deve portarci, reciprocamente ad
illuminarci, ad esortarci , ad influenzarci attraverso lo SPIRITO di VERITA' tanto che,
insieme, possiamo essere irrorati, perennemente, dalla stessa linfa di Amore ed avere in
comune parte nella buona conduzione delle membra formanti il SUO CORPO, la SUA
CHIESA!
Premesso tanto, Carlo, fratello in CRISTO, già nella mia precedente raccomandata, avevo
espresso il desiderio di comunicare con te , seppure epistolarmente perché attraverso la
visione che tu hai del CRISTO avessi io potuto integrare sempre più la mia conoscenza ed
anche perché, per mezzo di questo scambio del possesso del CRISTO, dare consistenza a
quello che è il Comandamento d'Amore del NOSTRO SIGNORE GESU':” ...amatevi gli uni
gli altri con lo stesso Mio Amore!"
Tu invece, sinteticamente, anche se magnificamente hai voluto con poche parole dirmi quanto
io, forse, non riesco ad esprimere con queste mie lunghe lettere.
Ho gradito l'effigie della Sacra Sindone, ti ringrazio per tanto e ti dico che quel volto
trasfigurato, martoriato ed infinitamente ravvisante da tempo è scolpito nel mio precordio,
per cui la SUA Sofferenza , anche se in miniatura, è diventata la mia e che essa non avrà
termine fino a quando CRISTO non verrà soddisfatto in quella che è la SUA anelante e
bramosa richiesta: "Ho Sete!". ".
Penso che sia giunto il tempo di non accontentarci più delle belle parole che ci vengono dai
pulpiti e dalle cattedri, nonché dai tavoli dei conferenzieri; è ora di mettere a fuoco la nostra
responsabilità, guardando con profonda umiltà a quel volto sfigurato del CRISTO per poter
penetrare la SUA tormentata sofferenza e comprendere che una tale trasfigurazione non è
dovuta, solo, al dolore fisico delle frustrazioni e ai colpi tremendi inferti al SUO Sacratissimo
CORPO, ma anche e, soprattutto, alla sofferenza morale prodottaGli da coloro che beneficiati
da LUI, unitamente al popolo ebraico continuano a gridare al :"CrocifiggiLo! CrocifiggiLo!".
A questa visione demolitrice si aggiunge l'altra, la più tremenda: quella dei "cosi detti"
credenti in LUI che incide fortemente sul SUO SPIRITO già tanto vilipeso, oltraggiato e
violentato; i quali incuranti del SUO profondo dolore, continuano a frazionare il SUO
CORPO già dileggiato: la SUA CHIESA!
Pertanto, la realtà cristiana, oggi, dev'essere vissuta da coloro che sconvolti dal penare del
CRISTO si adoperino, incessantemente, di ricostituire il SUO CORPO rimarginando, con la
più sentita umiltà le SUE ferite, ammonendo i fratelli dicendo che non si può dire di essere in
comunione col CRISTO se non c'è il desiderio ardente e l'opera fattiva per la restaurazione
della SUA CHIESA!
Ognuno di noi, quindi, bandendo ogni egoistica formazione spirituale, deve dare il suo
apporto perché la vera CHIESA ostica ad ogni forma di presunzione sia riesumata e
riscoperta nei puri sentimenti del CRISTO; cioè in quelli di fraternità, di carità e di giustizia
non solo strombazzati da tutti, ma realmente vissuti.
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A questa realtà la CHIESA di GESU' giungerà solo quando, ogni vero credente, annientato
nella sua personalità, considererà gli altri credenti cellule non solo integranti di un tale
organismo ma anche importanti quanto o più di se stesso; entrando, quindi, nella reale
dimensione dataci dal CRISTO e, cioè, che la propria sopravvivenza è legata all'altrui.
Solo attraverso questa riscoperta, l'organismo cristiano recupererà l'equilibrio donatogli dal
CRISTO, estinguendo in tal guisa ogni forma di distonia e dando a coloro che, pur vivendo
lontano dal CRISTO, la certezza che solo per mezzo di LUI potranno raggiungere quella pace
ancestrale che agognano.
Carissimo, la mia seppure limitatissima esperienza sulle diverse "confessioni” Cristiane mi ha
portato a penetrare la realtà di esse attraverso amare delusioni.
A quanto ho potuto ravvisare, esse tutte, nessuna esclusa, vantano di possedere lo SPIRITO di
VERITA' e che ognuna costituisce la "vera" chiesa non accorgendosi che così continuando
esse affermano, non solo, lo spirito di superbia che cozza con la umiltà della vera CHIESA,
per quanto portano il discredito tra gli uomini che non di rado assumono aspetti atroci e
aberranti che lasciano trasparire nell'uomo quanto di più diabolico ed infernale ci possa
essere.
E' ora, quindi, di intervenire con la più profonda e sentita responsabilità che ci porti a
riconoscerci delle nullità fuori del CRISTO e richiamare i cosi detti "battezzati" a rientrare
nella loro condizione reale, perché la nostra condizione umana già catastrofica non abbia
ancora a degenerare fino al punto che il SANGUE Preziosissimo di GESU' non abbia a
mutarsi in condanna per coloro che non volendoLo accettare hanno preferito auto
distruggersi
A te il SIGNORE ha dato il carisma della penna e della parola, pertanto usale senza reticenza
alcuna per declamare la grandiosità della Donazione del CRISTO per ogni uomo che Lo
accetta come SALVATORE, ancor più stando su questa Vecchia Terra!
Perdonami se ti sembro così pessimista, ma come potrei non esserlo al cospetto dell'avvilente
spettacolo della creatura prediletta al CREATORE, la quale ignara della sua autocondanna,
continua a trafiggere e a far sanguinare il mio SIGNORE?
CRISTO con la SUA GLORIOSA RESURREZIONE ci ha fatto pregustare l'inestimabile
bellezza di Essa e alla quale siamo destinati, però, EGLI desidera che per poterla conseguire
bisogna passare per la strada da LUI tracciata, quella del Calvario!
"...abbandona tutto e tutti...prendi la tua croce e seguimi". Al termine dell'irta ascesa troverai
la Mia, la tua gloria:Alleluia!
Fraternamente Eugenio
Risposta di fratel Carlo Carretto
Spello, Natale '78
Eugenio,
Sì Alleluia!
e...niente paura.
Dio vince sempre attraverso il Calvario che è il Suo Amore infinito. Devi sentirlo così e
viverlo,
fratel Carlo
Lettera a fratel Carlo carretto
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Foggia, 13 gennaio 1979
Carissimo in Cristo,
sintetiche, ma pregne di profonda esortazione sono state le tue risposte alla
lungaggine delle mie lettere.
Tu ti esprimi molto bene con poche parole e attraverso le quali sono riuscito a penetrare che
inizieremo a darci la mano e a seguire, insieme, il nostro SIGNORE GESU' sulla strada da
LUI tracciata.
Continua, ti prego, nel nome di GESU', ad intessere questa comunione sia pure epistolare con
chi cerca nel CRISTO altri, infiniti...fratelli!
Insieme col CRISTO dobbiamo, con forza, entrare nel Regno dei Cieli e, questo, dev'essere
ratificato dalla comunione tra noi e, con noi, tra gli uomini.
Quanto spreco di vite, quante esistenze vuote nonostante la Donazione Gloriosa del
"Glorioso"!
Egli ha saturato, Santissimamente, col SUO Preziosissimo SANGUE, per AMORE, quanto Gli
competeva: ora tocca a noi integrare quanto, per SUA Grazia, è di nostra pertinenza.
EGLI, GESU', ha tutto esaurito col "TUTTO è compiuto" noi, invece, abbiamo da percorrere
tutta la strada che abbiamo intrapreso e dobbiamo, con LUI, proseguire per raggiungere la
meta prefissaci.
In questo arduo cammino, CRISTO sì è con noi, ma c'è bisogno che anche tutti i fratelli si
rendano responsabili ed intraprendano la stessa strada che ci immetterà nella Patria del DIOVIVENTE e, nella quale, godremo nella più profonda Essenza la comunione a cui diamo
origine stando sulla Terra.
Meravigliosa è l'opera del DIO -CRISTIANO in tutto l'Universo, ma Gloriosa è la
predestinazione che EGLI dà alla SUA creatura prediletta: l'uomo!
A questi, il DIO -CRISTIANO ha attribuito la Quarta Dimensione Divina, come aveva a dire
il pastore Valdese Pietrantonio Loffredo, ora passato a Nuova Vita.
Pertanto noi che, grazie alla disponibilità data allo SPIRITO di VERITA', siamo riusciti a
penetrare l'incredibile disegno del DIO -CRISTIANO, dobbiamo rivelare a tutti gli uomini,
particolarmente, ai fratelli la carità usataci dal DIO -CRISTIANO perché in LUI possiamo
assurgere a grandezze incommensurabili: per sempre più lodare, ringraziare, glorificare il
Nome Benedetto dall'ETERNO in Eterno, CRISTO GESU'!
Per il Quale il DIO -CRISTIANO tutto ha donato alla SUA creatura prediletta e, solo
attraverso il Quale, l'uomo giunge alla granitica mole di figlio del DIO -CRISTIANO e
coerede dello STESSO CRISTO!
Tale concetto è così immenso che l'uomo, non potendo con la sua pochezza intellettiva e
soggettiva, non disponendosi allo SPIRITO SANTO, contenerne la possanza si smarrisce e
preferisce abbandonare una tale dimensione.
Dobbiamo, quindi, noi declamare e concretizzare tanto AMORE perché l'uomo dia un
minimo di disponibilità alla Grazia e venga travolto dall'impeto irresistibile di questo
sentimento a cui nulla può tenere quando viene penetrato nella sua "vera" Essenza.
AMORE! E' la chiave per penetrare e svelare ogni mistero e l'uomo non riuscendo ad entrare
nell'ottica dell'Amore se non quando conosce e vive nel CRISTO, trova dinanzi a sé barriere
insormontabili che non gli consentono di entrare nella giustezza della sua portata,
costringendolo a rimanere soggiogato e circoscritto al cospetto dell'infinito, al cospetto del
DIO -CRISTIANO che ci ha investiti di tale potenza spirituale da essere ad immagine e
somiglianza SUA!
Alla indifferenza e alla incomprensione dell'uomo al cospetto di tanto Amore, si estrinseca
lancinante, dolorante e sanguinante la persona di GESU' che, ancora, dal sommo della
CROCE continua ad impetrare: "Ho Sete!". E la SUA arsura è prodotta dal cinismo della
SUA creatura per la quale EGLI si offre!
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Diamo una mano a tutti gli uomini per, antipare, la nostra e la loro salvezza; aiutandoli,
aiuteremo noi stessi.
Sosteniamo GESU’ nel portare la CROCE sulla quale sono caricate tutte le nostre violenze,
tutte le nostre prostituzioni e tutte le nostre prostrazioni; inoltre tutte le nostre sofferenze,
tutti i nostri patimenti, tutte le nostre ansie ed, anche, tutte le nostre certezze.
Come aiutare GESU’?
Ottemperando a quello che è il SUO Comandamento: "Amatevi gli uni gli altri, come Io ho
amato voi!" "...da questo vi riconosceranno che siete Miei discepoli e... il mondo crederà che
Io vi ho mandato!"
Amandoci entreremo nella dimensione “dell'Ecce Homo", ossia in quella pace agognata
dall'uomo e che trova la sua sede nella realizzazione del sentimento di fraternità cristiana,
suggellato non dal vincolo del sangue, né dal rapporto con la carne, né dalla volontà dell'uomo
ma solo dal SANGUE Preziosissimo di GESU’!
Carlo, fratello in CRISTO, t'invio un opuscoletto da me pubblicato nel 1974: esso è la sintesi
della mia sofferenza conosciuta fino allora; se oggi avessi la possibilità di rifare una edizione,
esprimerei in essa il coefficiente di sofferenza, a tutt'oggi, attraverso quella sempre più
riscoperta in GESU'!
In questo mio scritto ho perseguito quanto è il mio sentire che, come tu stesso dici, dev'essere
tale.
Ti lascio col desiderio di risentirti, sempre più, vicino a GESU’ e l'augurio ad entrambi di
consacrare una maggiore comunione, attraverso la conoscenza profonda di CRISTO
SIGNORE!
FraternamenteEugenio
Conclusioni
Voglio porre fine a questi scritti su di un problema da me "sentito" col cuore, con tutto lo
spirito; col sentimento più che con la fredda ragione, con alcune brevi considerazioni.
Come il lettore avrà potuto constatare nel corso delle mie riflessioni e nel "dialogo" con i miei
interlocutori, non ho inteso né fare proposte concrete sul piano religioso o su quello politico.
Sono i responsabili della società, dalle forze politiche a quelle religiose che hanno il sacro
santo dovere di approntare gli strumenti idonei a mutare la società, ispirandosi ed
informandosi alla sorgente inesauribile della giustizia: il DIO -CRISTIANO!
Il mio, invece, ha voluto essere un discorso di fede in CRISTO, nel SUO Messaggio, nella SUA
Eterna Parola di Vita, "Tu solo, Maestro hai parole di Vita Eterna", fu la professione di
Pietro.
Ancora, oggi e sempre, un messaggio di salvezza e di liberazione ci viene da GESU': EGLI è
venuto a portarci un messaggio di AMORE e non un progetto politico.
Al temporale ed al sociale devono pensare i politici, con strumenti adeguati, facendo scelte sul
piano terreno e sociale.
Né la Chiesa che ha ricevuto da CRISTO il compito di diffondere il SUO messaggio, deve
tradire tale compito ingerendosi indebitamente, abusando della sua autorità, nel campo
politico.
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Purtroppo, la stessa "chiesa" cattolica, si è per tanto tempo alleata con i potenti della terra e
con le classi dominanti, tradendo il compito ricevuto dal CRISTO di "annunciare", vivendo il
VANGELO e col donare la propria vita.
Spesso i poveri, i diseredati, gli emarginati, sono stati traditi dal potere ecclesiastico.
Tra i credenti, poi, invece di crearsi un clima di solidarietà e di amore nell'unica Fede in
CRISTO, si sono alimentate le lotte, le rivalità, le dispute sul "primato", sull'"infallibilità" o
sulla "gerarchia" che hanno portato a dilacerare il CORPO di CRISTO!
Così, i poveri hanno subito l'isolamento, l'ingiustizia e l'abbandono da parte di coloro che
avrebbero dovuto, invece, difenderli e vedere in loro l'immagine di GESU'.
Tuttavia, il mio non vuole essere solo un atto di denuncia di così grande tradimento, ma anche
un annuncio di speranza.
E' tempo, ormai, di destarci dal nostro egoismo e di accogliere GESU'.
Accettino gli uomini il CRISTO: non il "Cristo re" dei poteri temporali, ma quello della
CROCE e dei poveri.
Nel nome di GESU', soltanto, potranno avere termine le lotte, le guerre, le contese.
Invece di fabbricare le armi, si pensi ad operare la giustizia, a superare le disuguaglianze
sociali, ad alleviare la fame nel mondo.
E' per questo che ho deciso di devolvere il ricavato della pubblicazione, di questa mia modesta
fatica, ai bambini che soffrono la fame.
I cristiani, poi, cessino di attestarsi sul falso terreno delle dispute teologiche, delle divisioni e
delle norme giuridiche, per immettere il CRISTO, fermento Divino, nella società.
E' dall'amore verso il nostro prossimo, verso i poveri e gli oppressi, che saremo giudicati dal
SIGNORE GESU'.
Amen!
Eugenio Marchesino
Dal Libro "Nu Poche de Bibbie" di Eugenio Marchesino – anno 1983
( Il Classico dei classici della Teologia cristiana)
Introduzione del prof. Giuseppe Normanno
Dopo "lo scandalo dei Cristiani" nel quale con molta passione esprimeva i suoi sentimenti
circa l'atteggiamento dei cristiani contemporanei, Eugenio Marchesino offre alla nostra
meditazione una raccolta di poesie dialettali nelle quali rivive poeticamente alcune scene
evangeliche, di cui cerca di esprimere il significato etico - religioso.
Tra le poesie che si presentano con un maggiore pathos ed una più profonda forza spirituale
segnaliamo quelle sull'Agonia di GESU' nell'orto del Getsemani, sulla Persona della
Madonna, sulla CROCIFISSIONE, sulla CHIESA di CRISTO.
La riflessione di Marchesino sembra volersi muovere su tre principali linee tematiche che
possono costituire l' essenza del suo messaggio, ravvisabile, del resto, anche nel suo precedente
scritto.
Nel pensiero religioso dell'autore, innanzitutto, predomina la Persona del CRISTO come
Unico e Solo SALVATORE dell'Umanità.
Alla luce della soteriologia cristiana, egli subordina molto il valore delle azioni umane alla
potenza salvifica del Redentore, per cui annulla completamente il valore delle "mediazioni"
nella certezza della Salvezza
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Alla luce di questa fondamentale convinzione può leggersi la meditazione sull'Agonia di
GESU’' nell'orto del Getsemani, nella quale la sofferenza di GESU’ non è attribuibile alla
natura umana che EGLI ha assunto per redimere l'umanità ma alla forza della SUA potenza
salvifica, al SUO Amore che fa "proiettare" il SUO Spirito nella storia futura, attraverso una
estraniazione profetica che esprime il SUO soffrire.
Così la Madonna non appare "mediatrice" a cui bisogna attribuire un culto, ma solo un
effetto meraviglioso e glorioso dell'opera del DIO-CRISTIANO.
La stessa CHIESA appare più come una comunità spirituale di credenti che come una
istituzione con una funzione mediatrice.
Un secondo filone della riflessione di Marchesino è riscontrabile in una concezione della
limitatezza e della impotenza dell'uomo. Ad uno spessore umanistico -culturale si sostituisce
spesso una visione etica che vede nell'uomo un abisso che può essere colmato solo attraverso
una palingenesi di tipo religioso.
Tuttavia, all'uomo che crede, DIO non rifiuta la salvezza ed il suo aiuto: E' in questa luce che
bisogna leggere l'interpretazione , certo non "ortodossa", della conversione del "cattivo"
ladrone che GESU’' salva sulla Croce accanto al buon ladrone.
La dimensione umana viene, perciò, recuperata solo attraverso la Grazia Divina, mentre le
viene negata ogni laica possibilità di iniziativa e di riscatto.
Inoltre, il messaggio di Marchesino è schiettamente ecumenico, contro ogni divisione tra le
chiese, contro ogni pretesa di "primato"; è sempre presente nelle poesie un accorato invito
all'unità dei Cristiani; né mancano radicali critiche al temporalismo e alle altre "piaghe"
(per dirla con Rosmini) della chiesa.
Come giudicare queste poesie? Certo, il lettore valuterà da sé lasciandosi prendere dalla loro
forza ideale e poetica..
Va, in esse, cercata la passione morale e religiosa, l'ansia ecumenica, l'intima tragicità del
vivere religiosamente ( o meglio di "fede"in un epoca senza fede).
La stessa religione viene criticata non per un anacronistico spirito anticlericale, ma perché si
vorrebbe che fosse condotta alla sua originalità per cui si potrebbe dire, con Bonhoeffer, che
si è in cerca di una fede senza "religione". Anzi, vi è fondamentalmente in Marchesino uno
spirito anti - intellettualistico, una diffidenza per la dottrina e per i "professori" di cose sacre,
che impedisce in realtà un dibattito teologico ed orienta verso una ricerca di fede fortemente
personale.
Rifiuto delle istituzioni ecclesiastiche? Germi di protestantesimo? Libero esame?
E' difficile rispondere. E' importante, invece, abbandonare in questa sede, l'atteggiamento
razionalistico e cercare di entrare in un dramma religioso molto intenso e profondo.
Il linguaggio dialettale, il foggiano, sempre efficacemente usato, fa sì che si possa applicare a
queste poesie, anche per gli stilemi usati, la categoria della popolarità.
Ci si riferisce spesso, infatti, ad una forte religiosità popolare, ad un'anima popolare della
religione.
E' appena utile ricordare la vastità del problema, che è stato ampiamente trattato nel campo
politico e dell'antropologia culturale da Gramsci a Lauternari, da De Martino a Tentori, da
Prandi alla Magli.
La religione popolare va senz'altro vista nella sua forza di contestazione, ma anche nei suoi
limiti e nei suoi caratteri di conservazione.
E' in questa duplicità di motivi che, a nostro parere, va letta nel complesso la presente opera
poetica di Eugenio Marchesino.
Prof, Giuseppe Normanno
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Dedica
Dedico questa pubblicazione alla "DONNA", verso cui ho sempre avvertito un indescrivibile
trasporto, una dedizione impressionante; anche se Ella, spesso, è stata causa di enormi
delusioni.
Comunque, resta sempre un motivo di lode e di gloria al CREATORE che la circuì di bellezze
e virtù immense di cui, purtroppo, Ella, non sempre, seppe apprezzare e valutare la
grandiosità.
Infatti, pur conservando la bellezza fisica, molto spesso, distorse i valori morali e spirituali.
l'autore
NU VIAGGE VERSE' DIJE
E...cammine, e....cammine
p'a strade de Dije
pe canosce l'amore
d'u Signore...
pe tè!
Cum'eje tuste
vedè
quand'ha fatte
pe mè,
cum'èje tuste
sende
'u delore
che' ha pruvate
pe mè!
E...cammine, e...cammine
e rescupre l'amore,
chè 'u Segnore
ha dunate pe stu' grusse
peccatore:
e che tu
sinde,
e che tu vide,
che Dije...
'u Figghje suje
pure pe mè
a' morte
l'ha rejalate!
E,,,cammine, e...cammine
e che strazeje
tu pruve
a vedè
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che stu' corje
sèmbe
chiu' tuste
se face
a tanta lemosene.
Ma...finalmènde
tu nute
chè stu' core
èje lacerate
pecchè
'ncuntrate ha Gesu'
trasfugurate
e tutte a Isse
s'è dunate!
U’ chiù grusse…peccatore
Quanne uaglione
ije ère
e quindece o sidece
anne teneve,
nu chiuve fisse
ind'a cape
steve:
chi ère
ije,
da do' venève,
e do' jève?
Stì dumande
sèmbe
me facève,
ma nesciuna
resposte,
a quille timbe,
me suddesfacève;
e 'u turminde
d'a morte,
allore,
tremende ère!
Vecine a èsse
na larve d'ome
me sendève,
pecchè
paure e tremelizze
sèmbe
ce stèvene.
E pe tand'anne
accussì
so' jute annande,
e ck'a paure
53
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d'a morte
che 'a vita fetènde
rendève.
Eppure ije,
m'accundendave assaje
e geluse, quella,
m'a stupave,
specialmènde quanne
i figghje e 'a megghjère
defenne vulève.
E.,sèmbe,
a quillu Dije
ck'a facce,
che angore
nen canuscève,
cercava aiute
pe putè
'a famiglie
annande purtà.
E Isse,
m'accundendave
pecchè
ind'a preghiere
d'u core mije,
'nzime a paure
na debolezze
ce stève
pe tutte 'i cose
bone e bèlle
che atturne c'èrene.
A penzà, ogge,
chè Criste hagghie canusciute,
'a tremarèlle
che 'a morte
me dève,
e pregiunire
ind'o turminde
me tèneve,
ruère chiù
nen me pare,
pecchè èssa,
' a morte,
pe mè
addevendate èje
na cumbagne,
chè sèmbe
ind'o penzire
'a tènghe,
pecchè 'a pènse
cume a quelle
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che a' certèzza
m'hadda da'
de guardà
ind'a facce
de quille Patre
chè Criste,
ch'u sanghe
m'ha date!
Quanne a Criste
canuscije,
pe poche
nen jije 'imbacceje
a sènde e a vedè
'a canuscènze
chè Isse
me dève
de quillu Dije
sènza facce,
che ije
pe tanda timbe,
avève cercate
de vedè!
Gesù,
ck'u nome de Patre
me decije
de chiamarle,
pecchè Isse,
figghje de Dije
m'avève fatte,
e ije
cke quistu nome
'u chiamave
e vecine
sèmbe
m'u sendeve,
tande
chè quacche è vòte
apprufettave
pe fa
na fessarije.
Na vòte
chè Criste
'a canuscènze
m'avève date
d'u Patre,
quist'Uteme
acchiane acchiane
se jève
nascunènne,
pe fa'
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cumbarì
sèmbe chiù grusse
'u figghje suje,
e pe stù Figghje,
Isse,
tutte 'u munne
ha crejate,e a tutte
'i crejature
l'avève rejalate
pe putè
lore
l'equilibrie stupà
E ije
pure
putije capì allore,
che 'a vita vère
ind'a Criste
l'avèva cercà,
e da tanne
chiù ninde
atturne a mè
'mburtanze tenève
se lundane
da Criste
vevève!
" Criste mije"
accumenzaje a chiamarle
e accussì
pe tanda timbe;
e mò,
angore, pure
che 'a colpe
'a tènghe,
" Gesù mije",
'u cundinue
a chiamà,
pecchè 'a gelusije
tenghe de Isse
quanne pènze
a gènde
che atturne a mè
stace,
che 'u nome sule
de Gesù
canosce
e, assaje poche,
d'u core suje,
e ninde
d'a caretà de Dije!
Nesciuna cosa
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tène valore
fore de Isse,
e l'umene
p'avè
' a denumenazione lore,
sande o peccatore
chè sonde,
a scole de Criste
s'hanna 'nfurmà,
se giuste sonde,
e se peccatore
pure,
pe putè
'u perdone
'mplurà!
A tutte quande
Isse salve
pecchè 'a glorie
hadda returnà
'o Padre suje,
quella,
chè da principie
avève avute.
Parlà a gènde
de quistu Gesù,
éje
assaje tuste
pecchè a nuje
manghe 'a canuscènze
de l'more
e Criste
eje,
sule e tutte
e sembe
Amore!
Pe quiste truvame
a' deffecultà
quanne
l'hamma 'ngundrà.
Na vòte ,
pèrò,
che 'a canuscènza suje
è fatte,
a mène de Isse
chiù nen puje fa',
pecchè 'o cendre
d'a vite
se mètte
pe darte
pe sèmbe
57
58
'a libertà.
Ije,cke Isse,
èspèriènzè fazze
tutte i jurne,
chiù da peccatore
chè da crestejane.
E Gesù
me face sènde
chè Isse sape,
chè stì colpe
mije,
chiù chè da vulundà,
d'a carne
me pruvènnene
e ije ce diche
chè cinde
e chiù vòte
avreje velute
che 'u curpe
mije,
a pizze a pizze
fusse fatte,
ogne vòte
chè na frustate
n'nate chiuve
e n'ata spine
stache pe dà
'o Curpe suje
strazejate!
Chiù de na
vòte,
pure de nen
peccà,
'a morte l'hagghje
cercate, e pure 'u male
chiù brutte
l'hagghje 'nvucate.
Ma isse
pe mè,
eje l'uneche,
vère, amiche
pe quiste
continue a pagà
p'u chiù grusse
peccatore,
pecchè me vòle
pe forze...
salvà!
tanda lemosene
me face
58
59
accapì
ind'à suffèrenze
atroce,
quanne grosse
èje
'a caretà de Dije,
pe putè suppertà
tande
d'a mèschenetà mije
e pure quèlla
de tutte quande.
A vuje tutte,
diche,
che 'a colpe,
cume è me
cummettite,
vregogne
nn'avite tenè
annanze a Isse,
e tutte a brutture
che cume è mè,
chiù da na vote
repetite,
nen tande
p'a vulundà,
ma p'a debbolezze
vostra,
chè spisse
da l'ate ve vène,
presendatele
a "Gesù mije",
ch'u core
tutte strazejate,
pecchè Isse,
'nzime a colpe,
pure 'u core
v'hadda sanà.
E quanne,
tutte...,
ind'a l'ato
munne
ce hamma truvà
'a glorie de Criste,
'nzime
'o Spirete Sande,
ind'o Padre
hamma candà.
E tutte
'u male
chè na vòte
59
60
avèmme crejate,
jiettate
hadda èsse
ind'ò ninde
da do
l'avèmme cacciate.
A mègghie d'a crejiazione
'E ditte ind'a Bibbja
chè 'u Segnore
ha crejate
prime 'u Cile,
po' a Tèrre
e po' tutte 'i cose
de l'Universe;
a fine
a quille ha crejate
chè l'assemegghjave:
l'ome, che Isse
tande ame,
tande,
chè tutte,
tutte a isse
l'Universe
ce dunaje.
'U padrune
'u facije
addevendà
d'u Cile.
,d'u Mare
d'a Terra
e de tutte quille
chè u circundave.
Quanne l'ome
'mminze a tutte
stì cose se truvaje
se guardaje maravegliate,
pecchè
tutte quande
era state creiate
'u Segnore a isse
l'avève rejalate.
Isse èra tande,
accussì cuntènde
chè sèmbe
a chi tande
l'aveve date
60
61
sèmbe 'u rengraziave.
Però sendève
chè quacche cose
'i mangave
ma p'à troppa
vregogne
nen parlave.
Tutte èra state
fatte bèlle
vecine a isse,
ma avvertève
sèmbe
na cose de mène
chè l'affleggève.
Troppe assaje
d'o Segnore
avèva avute
pe quiste 'i mangave
'a forze
d'addemandà aiute.
'U Segnore chè tutte
scrute
s'accurgije
d'u male
chè turmendave
Adame
e subete
penzaje
de darle
tutte quille
chè desirave:
'i vastave
chè isse 'amecizije
cunservave.
'U Segnore
nen penzaje
né 'a mamme,
né 'o patre,
né 'a figghj
p'accundadarle
bensì sulamènde
'a na cumbagne
chè l'avèsse
sèmbe date
quanne isse
avèsse sèmbe
cercate.
Aspettaje quinde
chè Adame
s'addurmendaje
61
62
e chiane chiane
n'usse
'i staccaje
e da isse
teraje fore
na cose
chè maje
èra state
crejate:
'a femmene!
chè Adame
avève sèmbe
bramate.
'I cose d'u
Crejate
chè prime èrene
accussì bèlle,
accumenzajene
vecine a èsse
a pèrde
'a bellèzze,pecchè maje ninde
ère state fatte
accussì splendènde.
Quanne Adame
se svegliaje
nen guardaje
cume è prime
avève sèmbe fatte:
annande earrète a isse,
ma stà vòte
'u sguarde suje
sole
a quèlle vedève
chè ère 'a maraviglie
de l'Universe.
Ninde chiù
tande l'atterave
quande a quèlla
che avève
sèmbe 'maggenate.
L'ucchie suje
chè pure angore
atturne se geravene
sope a ninde chiù
se pusavene
e sole a 'Eva
guardavene!
'Era addevendate
'u centre
d'u Crejate,
62
63
pecchè
l'aveva tande
tande aspettate.
Adame allore
assaje amore
pruvaje
p'u Segnore
chè l'aveve
date
tutte quille
chè isse
l'avève cercate.
Però 'nnanze
a tanda bellèzze
accumenzaje
a scurdarse
d'a prumèsse
tande chè penzave
a quille chè avèva fa
pe rengraziarLe;
e accumenzaje
a cercà da qua
e a cercà da là,
ma ninde
truvave
pe puterLe
suddesfà.
'U Segnore
u guardaje
tutt'ammujnate'
nu poche
po' penzaje
e stève pe turnà
arrète
quanne vedènne
chè troppe triste
pe lore sarrije state
quèlla prejèzze
accussì destrutte,
capuzzejaje.
Po' a Adame
s'avvecenaje
e cume
è nu Patre
l'accarezzaje
e subete da 'Eva
'u mannaje.
'Eva pure
èra 'mbacciate
e atturne atturne
63
64
se guardave
ma de tutte
'u Crejate
sole Adame
l'interèssave:
quille che'u Segnore
l'avève
pe sèmbe date
e chè essè avève
sèmbe penzate.
'I sguarde lore
se 'ncruciavene
esembe de chiù
se 'ndesefècavene
e cume
na calamite
s'atterravene.
Inde a ninde
abbrazzate
se truvarene,
sènze accapì
quala forze
l'avèva accuss'
atterate.
Sole dope
accumenzarene
a capì
chè l'amore sule
l'avève
trasfurmate accussì,
facènne
da doje cose
na cosa sole.
E capirene pure
allore
che se vulèvene
accussì sembe
cambà
quella lègge
avèvene respettà.
E tutte 'i cose
d'u Crejate
da quèlla lègge
furene pervase
e pure lore
avvertirene
'a necèssità
chè quèlle avèvene
respettà
pe putè
64
65
sèmbe a dije
rengrazià!
'U peccate e...'a morte d'u gènere umane
'O centre d'u Crejate
inde all'Edèn
'a vite trascurrève
troppe allègre,
e, assaje belle
ere pe quille che èrene
i megghje
de l'Universe.
Adame e 'Eva
erene atturnejate
de na felecetà
ètèrne!
'O Segnore
sèmbe penzavene
pe tutte 'u bène
chè da Isse
avèvene avute'
pe quiste recambiavene
ke tutte 'u core
ogne mumènde.
L'ammerazione
pe loro
ère tutte 'u Crejate
chè in armunije
se mandenève
a causa
d'u lore bene
che allumenave ogne cose
e a facève
sèmbe
chiù belle
d'u Segnore,'o cuspette.
Erene lore
chè ck'u bène
dèevene 'o Segnore
suddesfazione
e l'ordene
devèrse pure
è cose.
Nesciuna preoccupazione
'i sfiurave,
né'u delore
'a sufferenze
capirene,
e ninde
de quisti male
65
66
cuncepèvene
A morte po'
nen sapèvene
chè ce fosse.
Troppe bèlle
ère 'a vite
tutte atturne
a lore,
quanne specialmènde
apprezzavene
'a libèrtà,
chè 'i purtave
'a scuprì
s'èmbe de chiù,
ind'o Segnore
'a Veretà.
I padrune èrene
de tutte l'Universe
e angore e sèmbe
all'amore lore
èrene suggètte
tutte 'i cose.
Tand'armunije
atturne 'o Crejate
nesciune
'a putève defenì
pecchè
sole dije
'a pote angore
cuncepì.
Ma nu jurne,
maledètte
quil'u jurne,
quanne na cosa triste
ind'a lore sendirene:
strane assaje
quèlla cose èra
chè da inde 'o core
ascève
e 'u turminde
purtave
a lore atturne.
Nu penzire
'nzime facirene.
Troppe libere
'u Segnore
l'avève fatte,
pecchè vulève
chè da sule
pe sèmbe
66
67
apprezzassere
l'effette
grandiuse
de quillu
done
chè a lore
èra state
èffuse
e pecchè
angore de chiù e sèmbe
uguale
a Isse
addevendassere.
Acchiane, acchiane
quillu penzire
l'avèvene fatte tutte
lore:
vulèvene fa fòre
'u Crejatore
pe metterse
'o poste Suje
lore!
'A supèrbie
l'avève 'mbriacate
e tutte l'armunije
d'u Crejate
da èsse fuje pervase.
Ind'a ninde
l'ordene
fenije
e chiù ninde
se capije.
Mille, dicemile
cintemile trunele
se sendirene
ogne mumènde
atturne 'u firmamènde
e cume na bolgia 'nfernale
isse se trasfurmaje.
'I cose tutte d'u Crejate
cagnarene d'aspètte
da bèlle che èrene
brutte addevendarene.
E da quillu
finumunne
ascirene trasfurmate
pure l'ome
e a femmene.
Lore chè l'Edene
pussedèvene
67
68
jettate furene
sòpe a terre;
'a faccia loro
da Angele
chè prime
assemegghjave,
cum'a scigne
addeventaje.
E tutte quistu
scumbiglie
'i scienziate
culpije
e da isse
lore terarene fòre
l'origened'a Crejazione,
pecchè
troppe curte
ère remaste
'u cervèlle lore
a cause
d'a colpe
d'i primi genitori
chè nen sapirene
cunzervà
'u done
d'a libèrtà.
E nuje pure,
'nzime a lore
pervase sime
da quillu male:
'a guèrre
'o Segnore
cundenuame,
sènza putè
capì
chè èsse 'a morte
continue
a purtà
a tutte l'umanità.
'A morte
chè nen èsistève
manghe
inde 'o penzire,
èredetà terribile
è devendate
de tutte
'u gènere
umane!
68
69
Criste éje 'a salvèzze d'u gènere umane
'U Segnore
citte citte
capuzzejave
quanne
annuselate avève
chè Adame
'a prumèsse
s'avève scurdate
Ind'a nu mumènde
ind'o penzie Suje
'a reflesione
avève fatte:
struje 'u fine munne( 'u caos)
chè se stève
determenanne
o 'a prejezze
grosse assaje
che stève maturanne
d'o prime
incondre
d'Adame ch'a cumbagne?
Nesciune pòte capì
l'imbortanze
de quilli minute!
Sole l'Autore
d'u bene,
chè 'u fine munne
preferije
'a destruzione
de quillu sendemènde.
Chiù forte,
senza dubbie
sarije state
'u turminde
d'Adame
'o confronde
d'u caos
che se stève
avveranne.
nen ce sarrije state
chiù a pussibilità
de salva'
quand'atturne
de bèlle
ère state fatte,
pecchè
69
70
Adame
ninde chiù
avrije accettate
e quindi gustate
de tutte 'u Crejate
'U Segnore
pe quiste
suppurtaje pure
'a grandèzze de quillu delore
immenze
e preferije salvà
accussì
tutte l'Univèrse,
sacrefecanne
'a muni fecènze
d'u Figghije Suje,
chè 'a salvèzze
avrije devute
purtà
e ' a magnefecènze a quande
atturne a Isse
ère state fatte.
Quanne 'u Segnore,
l'utèma decisione
steve pe pegghijà,
sòpe a sorte
de tutte
'i cose,
ck'u sguarde
d'u figghje,
pe prime,
s'ère 'ngundrate
e 'nzime
'o Spirite Sande
decise avèvene
de salvà
'u munne
e de farle
chiù Sande!
Ce vulève
pèrò
quacchèdune
accussì grusse
e putènde
pe redà
l'èquilibrie
chè l'Universe
jève perdènne.
'U Segnore
chè pe Criste
70
71
a tutte 'u Crejate
l'armunije
l'avève date,
'mbacce a Criste
se vutaje
e, ck'u sguarde
assje triste
l'aveve addummannate
chè s'avèva fa
pe salvà
tutte quell'erèredetà!
E, Isse, Gesù
ck'u core d'Amore
tutte squartate,
'o cape azzenejaje
e accettaje
tutte quande
s'avève fa
pure de redà
l'ordene
e cose
e l'amore nuvelle
a quande prufanate
l'avèmme.
'U Padre ,' u Figghje
'nzime 'o Spiride Sande,
vedirene 'u delore
che avèvene
suppurtà
pe putè salvà
quande l'ome,
ck'u peccate,
avèv'nguaccijate;
però stà vòte
sendeziarene
che pe putè
l'ome
riavè 'a libertà
avève accetta
'u patte d'Amore
che Criste
stève pe fa.
Ninde chiu,
quinde
prumesse
pe conguistà 'a esse,
ma sole
'u battèzze preziuse
ind'o sanghe
trè vòte Sande!
71
72
Pe ogne e ome
'u sanghe Suje
è state date
e ognune
pe sé putè
salvà,
ind'à
quillu Sanghe
s'haddaà bagnà!
Nesciune ata
speranza, ce stace
pe nesciune,
ma sole
'a certèzze
chè ind'a Gesù
puje truvà
'a salvèzze!
L'ati prumèsse
chr da ogne parte
vènene
sole e sèmbe so
favulette
chè sèrvene
a suddèsfà
pe quacche
mumènde. Criste, ck'u Patre
e ck'u Spiride Sande,
ha vulute
stà vòte
che l'ome
returnasse
a truvà
tutte quille
da isse perdute,
pe mèzze e sole
d'u Sanghe Suje
preziuse.
Ninde chiù,
quinde,
ce pòte stà
p'u putè
repurtà
a quella libertà,
che 'u delore.
'a sufferenze destrugge,
e 'a pace
ètèrne dace
'o core
chè sèmbe chiù
cercanne 'a vace,
72
73
pecchè
tutte 'u delore
'a sufferènze e 'a morte
de l'ome
ind'a quillu Curpe
strzejate
se so feccate
pe putè Isse salvà
prime a mè,
e po' tutte quille
cume è mè
'U peccate originale e ‘u battezze
Quanne,
Adame e 'Eve
se rebellarene
a vulundà
d'u Segnore,
pecchè chiù grusse
de Isse
se vulèvene
fa,
pure lore
addevendarene
crejatore;
e, ind'a quille
mumènde
'u male crejarene.
St'u sendemènde
nuve e terribele,
chè maje
prime d'allore
ère state
canusciute,
accumenzaje
p'a prima vòte
a turmendà
prima a lore
e po'
a tutte quande
l'umene!
L'èssènze
d'amore,
Dije,
maje
avrije putute
dà origene
73
'
74
'a nu sendemende tale!
Sole 'a deviazione
d'ò bene,
a cause
d'u done
d'à libertà
ha putute crejà
stà mestrusetà.
'Nvèce d'apprezzà
'a grandezze
e 'a putènze
de quande
recevute avèvene,
lore 'a guerre
penzarene
de fa
'o Segnore
crejanne accussì
'u male e purtanne
'u squilibrie,
ind'a l'ome
prime
e ind'è cose
po'!
E quest'èrèdètà,
ognune de nuje,
apprisse s'a porte
come pure
se porte apprisse,
'a sandètà
d'u sanghe
chè Criste
ha versate
pe tutte l'umanità!
Stì doje
demenzione,
une malamende
e l'ate bone,
stanne a farce accappì
chè nuje pure
'a parte nostra
d'u male e d'u bene
purtame;
quinde nen ce hamma
ammuccià
arrète a scuse
d'u peccate
origenale,
fatte dè prime gènitore,
pecchè nuje cume è lore
74
75
pure nuje
culpèvele sime
de tutte 'u squilibrie
chè atturne all'ome
stace.
'U scumbène
determenate
dall'antenate
e po' da tutte quille
chè opposizione
'o Segnore facime,
cumbenzate è state
d'ò Sanghe
trè vote sande,
de Quille
cè ha vulute pagà
'a colpa mije
e quèlle
de tutte quande!
'A macchie
d'u peccate origenale
èje ruère
che tutte
'u Crejate
ha scumbenate
e tutte 'crejature
ha 'ngucchiate;
però,
ruère èje pure
chè 'u Sanghe
d'u Segnore
ha pulezzate
tutte 'i colpe
eppure
'a pussebeletà
a tutte ha date,
de returnà,
pe mèzze Suje
a quèlla vergenetà
d'u bene
da Isse crejate!
Nen ce venèssere,
quinde
a fleggirce
i cusìditte
scienzjate
d'i cose de Diije,
chè tèolege
chiamà se fanne,
quanne ce vènene
75
76
a raccundà
che 'i crejature,
appène nate
l'hamma battèzzà.
Lore,
nen capiscene
angore ninde,
o volene
fa finde
de nen capì
chè quillu
'nguacchiaminde
origenale
cangellate è state
da Criste,
e chè 'i crejature
appène nate,
s''a nova vite
vènene chiamate
abbrazzate sonde
d'a meserecordia
d'u Segnore
chè nen fernèsce
maje
e chè per lore esiste
e, pe tutte quille,
chè pecènnune cum'è lore
se fanne.
'U battezze,
quinde,
ind'à suffèreènze
de Criste
nen reguarde
pe ninde
'i crejature,
ma tutte qunde
i grusse,
chè pe ce salvà,
ind'a quillu
Sanghe
sembe chiù sande
ce hamma bagnà;
pe putè capì
quande Criste
pe nuje ha fatte
e quande nuje
pe Isse
hamma fa!.
'U pèse,
perciò,
76
77
chè a nuje
è state date
èje tande
e accussì grusse
chè 'a paure
'ngulle ce mètte
e 'a pussibeletà
ce lève
d'accumenzà
cke Criste
a cullaburà
pe repurtà,
tutta quande
l'umanetà
a èssere
cume e prime
e megghje
de prime.
Fine a quanne
'u coreje nustre
nen torne
a èsse core,
stì cose
capì nen putime,
e 'a pène e 'u turminde
nustre e
de quilli
che già passate sonde,
continue angore,
sèmbe chiù triste
ind'o timbe,
fine a quanne
ce saranne,
dope de nuje,
quille
megghje de nuje
che stì cose
hanna capì
e quell'opere
d'u Segnore
hanna condenuà
pe redà 'a pace
prime a nuje
che da prime
ind'o turminde
aspettame,
e pò, a loroe stèsse
che assaje mène
de nuje,
'u pateminde,
77
78
'u delore
e 'a morte
avranne capite!
Pecchè,
aspettame angore?
Pecchè,
nen sime nuje
a contenuà
quell'opere
da Criste
accumenzate,
che pe forze
stà vòte vole
'a partecepazione
de tutte quille
che cum'è Dije
'a salvèzze
d'u munne
volene e
de chiù angore,
quelle de quille
che amate
da lore
sonde?
'A megghje...tra tutte 'i fèmmene
Marje èje chiamate
quèlle
che a Gesù ha mise
sope a tèrra,
e tutte 'a respettene
e bene 'a volene;
pure quille
chè prudestande
se chiamene
e chè i cattolece
dinne 'nvèce
chè a Marije
nn'a ponne vedè.
Essa scèlte
è state da Dije,
'mmizze
a tanda fèmmene
p'assecundà
'a vulundà d'u Segnore,
chè sande
ha vulute fa
78
79
prima a 'Esse
e po' a tutte quande.
'U Segnore
aspettate avève
a metà
de tutte i secule
chè 'u munne
'mpide mandènene
pe d'à a piènèzze
a tutte l'Univèrse
pe mèzze
d'a venute de Criste
sòpe a tèrre.
Ind'ò stèsse
mumènde
ha vulute
chè tande s'avève avverà,
pure pe na fèmmene
chè, cke Isse
avève partecepà
a rèdènzione
de tutte
l'umanità.
Tanda dunazione
chè Marije
a dije ha date,
nesciuna ata femmene
l'avrije putute dà,
pecchè inde a Esse
s'erene annedate
e tutte accendrate
quille qualetà
chè responnene
'o besugne
de chi a Criste
avève accumbagnà.
Marije
chè do Segnore
scèlte è state
pe purtà
cke Isse,
Criste
'mmizze 'a l'umene,addevendate èje
pe colpe de quille
chè crstjane
dinne d'èsse,
e ninde o poche atturne a 'Esse
capite hanne
une d'i raggione grosse
d'a devesione
79
80
'mmizze a lore prime
e ind'o munne po'.
Pe lore, 'Essa èje
causa de tanda
tagghja, tagghja
chè ninde ce'accognene
p'a fedeltà
'o Segnore.
Che 'mburtanze
maje
pote avè,
p'a glorie
de Criste
'u fatte chè Marije
avute, o mène
ati figghje,
e se 'Essa
è state assunte
ind'o Cjle,
ck'u Curpe 'nzime
'oSpirite?
So vane assaje
stì parole,
'nzime a tande angore,
chè sèmbe
chiù lundane
ce fanne stà
d'o Segnore.
So fatte
quiste,
che appartènene
' o Patre de Criste,
pecchè, Isse sule
Hadda sapè
fine a quanne
'a sandetà de Marije
èje opre d'a stesse
'o opre de Dije.
A nuje so cose
chè poche ce'mbortene
pecchè, Dije sule
pe nuje tutte
hadda eèsse
e a Isse sule,
pe mèzze de Criste
tutte hamma rejalà
pecchè cume Dije
nu jurne hamme amà.
De Marije,
80
81
stà 'uaglione,
uneche e sole,
na cose ce 'mborte assaje
de 'mbarà
'a vertù
de l'umeltà
che 'o Segnore
l'ha tande 'nnammurate.
'eje queste
'a qualetà
chè sèmbe
'u Segnore
annammore,
da qualsiasi parte
èssa provène
e ce dace 'a pussebeletà
d'addevendà
figghje de Dije,
pe mèzze d'u Sanghe
chè Criste
pe nuje ha date.
Se putèsse Marije
a nuje parlà,
na cose , pènze,
chè ce deciarrije:
" Faciteve sande.
benedecènne e ludanne,
pe sèmbe,
'u nome de Criste
chè Dije,
cume Patre
ce ha rejalate.
E accussì, nuje pure,
cume Marije
'a partecècepazione nostre
hamma dà,
'o Patre de Criste,
chè pure nustre
vòle addevendà.
Pe arrevà a tanda
grandèzze,
cume è Marija
ce hamma 'mbarà
a dice:
"Ije sonde
'u sèrve tuje Segnore,
chè tutte vòle fa
de quante Tu
ce vuje 'nzegnà!
81
82
I descèpule de...Criste
Sule, sule
Gesù jève
p'à strade
cammennane,
quanne da lundane
Giuvanne Battiste
'u vedeje
e facènne 'u sègne
a duje
descèpule suje,
deceje:
"'U vedite?
Quille èje
l'agnèlle de Dije,
chè lève
tutte i
peccate
d'u munne!"
A quilli parole,
lore
se mèttirene
arrète a Gesù,
pe vedè
'ndò abbetave
e chè facève.
Andrèje, une d'i duj
purtaje,pure, 'u frate,
Semone,
chè pescatore
cum'è isse ère
e chè Gesù
Pitre 'u chiamaje
pe putèrle destingue
da Semone
'u Cananèje.
'U jurne apprisse
Gesù
a Felippe 'ngundraje
e ce decije:
"Venime apprisse".
E pure a Mattèje
accussì
ce avève ditte
quanne
a sigge
'i tasse
l'avève viste.
82
83
E iènne jènne
a Giacume
e 'o frate Giuvanne
se capeje,
po' a Bartelumèje,
a Tummase
e all'ate Giacume
ck'u frate Giude,
'a Semone
'u canaèje,
pure a Giude Scarijote,
chè tradì, po', l'avève.
A tutte quiste
'u nome d'apostele
l'ha date,
chè sèmbe descèpule
segnèfecà vole, perché
seguace se facèvene
d'a vulundà
d'u Segnore,
e a tutte quande
quille
che 'a vulundà
seguì
volène, Gesù
descèpule suje
'i chiame
e 'a stèssa bravure
d'apostele
'i dace.
Nesciuna defferènze,
quinde,
ce stace
tra apostele
e descèpule,
ma sole quella
chè i prime
vecine a Gesù
so state
pure ck'u curpe;
mèndre
i seconde
'u tènene vecine
ck'u spirite sule,
e, 'u stèsse, però
da Gesù
'mbarene
quille
che hanna dice
e quille
83
84
che hanna fa.
"Nen sole
pe quiste,
ma pure
pe quille
chè pe mèzze
de lore
ind'à mè
hanna crède,
Patre mije
Te prèghe,
pecchè
na cosa sole
pònne addevendà
e 'u munne
crède
ind'a Mè pote
pe mèzze
de l 'amore lore!".
Accussì,
Gesù avève ditte
preganne 'o Patre
pe tutte quille
che sèguace Suje
se fanne!
A tutte lore,
Gesù
'a facultà ha date
de sanà,
de resuscetà
e pure quèlla
de scancellà
'u peccate,
ind'o nome
d'u Patre,
d'u Figghje
e d'u Spirite Sande.
Nesciune
'mminze a lore èje
prevèlegiate,
pecchè
tutte ùguale
vecine 'a Isse
sonde
e tutte èguale
'a sandedà
avè pònne.
A dèversetà
stace
ind'o carisme
84
85
che sèmbe
'a stèssa 'mburtanze
tène.
A Pitre
dinne
chè l'ha date
'u premate
sope
a l'ate
quanne
'i chiave d'u cjle
ce ha rejalate
e pure quanne
ce ha ditte
chè tutte quille
chè sòpe a tèrre
scioghje,
pure 'ncile
èje perdunate.
Però,
a Pitre pure
addummannate ce avève,
dope 'a Resurrèzione,
arreccurdannele
d'u trademinde
chè pe trè vòte
l'avève fatte:
"Pitre,
m'ame tu?"
e Pitre
tutte scunzelate pe trè vòte,
'u respunnje:
"'U saje
Tu, Segnore
che ije te vogghje bène assaje!
Da tutte
quiste fatte
accapì se pòte,
cke l'aiute
du Spirite Sande,
chè 'a fegure
de l'apostele Pitre
éje sulamende semboleche,
e chè ind'a èssa
abbrazzate sonde,
p'a caretà de Dije,
tutte
i descèpule de Criste
chè l'amore Suje
godene
85
86
se
vecine a Isse
stanne e,
'u turminde
provene
quanne lundane
da Gesù
volène stà.
Quiste
duje fatte
appartènene
a tutte quille
chè a Gesù
vòlene
stà vecine
e descèpule
pure
addevendà vòlene.
E , a seconde
d'à despunebeletà
chè danne,
vènene o mène
allumenate
d'o
Spirite Sande
e pe mèzze de Isse,
vecine o lundane
da Criste
apparene!
Però,
na cose èje cèrte
pe quille
chè ind'a Gesù
averamènde crèdene:
desperate
maje
pònne addevendà
e, quanne pure
'u turminde
d'a debulèzze lore
hanne pruvate,
sèmbe e chiù
a Isse
a cercà vanne
fine a quanne
purefecate vènene
d'a sandetà
trè vòte sande
d'u sanghe
de Criste
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chè'chiù assaje,
p'i cumbagne Suje
rejalate è state!
E acchiane
acchiane,
p'u Spirite Sande,
se vène a capì
chè quèlla debulèzze
peccate nenn'èje,
ma sole
'a manganze
d'a perfezione pèrdute
e chè priste
pe Criste,
essa
resanate hadda èsse!
Pe stù fatte
a tutte
ije diche angore:
"Nen ve perdite
quanne
'a manganze a Gesù
avite fatte
pecchè
Isse
'u sape già
e ha pure pagate
pe quèlla là
pe dà 'a certèzze
a mè,
a tè
e a tutte quille
chè crèdenze
tenime,
chè 'u Sanghe
de Gesù,
tutte,
pure 'u peccate
ha scangellate!
'U peccate
chè defficele
assaje èje,
pecchè
'a facce tène
d'a supèrbeje
e d'a cattevèrie;
pure isse,
ind'a Criste
anniendate vène
quanne
87
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'a canuscènze tènene
quille
chè schiave
de lore
addevendate èrene
e quanne
'u delore assaje
hanne pruvate,
pe putè
'u peccate lore
ind'a Gesù
èsse perdunate!
'A Chijse de...Criste
Tand'anne fa
quanne
ind'a na campagne
de Mondecalvelle
stève a 'nsegnà,
'a famiglie
che mè
a nu pudère
abbetave.
'A sera,
'o calà d'u sole,
'o lume de na
cannèle
quacche cose
se facève;
ma, spisse, priste
ind'o litte
se jeve.
Na sèra,
a case
de nu cutadine
me truvaje,
'ndò
tanda gènde
stève arradunate:
'a preghjre
esse facève
'nzime è cande
e a lettura
d'a Bibbje Sacre.
De Gesù
sèmbe parlave
e 'a lode dève
a Isse, 'o Patre
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89
e 'o Spirite Sande.
Screstejanute ije,
quèlla sèra
rumanije,
pecchè maje,
prime,
ind'a nesciuna
case
accussì
avève viste
pregà,
ma sole
e sèmbe
ind'a nu tèmbie
chè chise
se facève
chiamà.
'U jurne dope,
de quèlla gènde
me 'nfurmaje
e prodestande
me decirene
che èrene
e, chè lundane
assaje
d'a vèra
chjse stèvene,
chè cattoleche
chiamà
se facève
e a èsse pure ije,
allore,
appartenève.
'U turminde
da quillu
mumènde
accumenzaje
ind'o core
e pure
inde 'o pensire
mije.
A Gesù sendève
pregà
quanne 'a chjese mije
jève;
'a Gesù pregavene
pure
quanne 'nzime
è prudestande
ije stève.
89
90
'U Vangèle
allore
'mizze è mane
pegghjaje
e a Gesù
jurne e notte
pregave
pecchè
m'avesse fatte
accapì
quande
atturne a Isse
sendute avève
e pure vedute.
Accumenzaje
a frequendà
pure l'ati comunità
chè de Criste
parlavene
e, tutte, 'u Patre
vandavene.
Tanda nume
de crestejane
m'ambaraje:
cattoleche,prudestande,
mormone e tesrtimonie
de Gèova:
e tutte quande
na sola cose
in comune
tenèvene,
'a "presunzione",
d'èsse ognune
d'a Chjesa vèra
d'u Segnore!
Nu prufane
chè 'a canuscènze
avrije vulute
fa
d'a Chjse de Criste,
'mmizze a tanda
Babelonie,
scristejanute
sarrje remanute
e, ind'a Criste,
maje avrije
credute.
Quèste èje,
purtroppe,
'a realtà
90
91
d'u timbe nustre:
'a gènde
chè de Gesù
parlà
ha sendute,
'a ogne vanne
'u cèrche
pe putèrle truvà,
pecchè sènde
'a necessetà de Criste
chè l'haddà
aiutà!
Quanne, però,
'mmizze a quille
se trove,
chè nen sole
'i vèste
ma pure
'u Curpe de Criste
se so devise
'a delusione
'i pigghje
e, lundane
da lore
'u Criste
se vace a cercà.
E, spisse, 'u trovene
inde è cose
chiù triste
che'a morte danne
'o spirite prime
e po' 'o curpe pure.
'A droghe, ck'u sèsse,
e 'a violènze
e ogne sorte
de prostetuzione
scagnate vènene
ck'a facce
du Segnore
Mendre i struvite,
quille chè de Criste
dinne de èsse,
stanne fra de lore
a farse 'a guèrre
pe demustrà
a tutte l'ate,
che'a Chijsa vère
sonde lore
stèsse.
Ognune dice
91
92
d'esse 'a vèra Chjse,
quella chè Criste
hadda venì
a pegghjà
e 'o Patre
l'hadda dunà.
In vèretà
nesciune
'mminze a lore
'a facce tène
d'a Chijse
de Criste,
pecchè
ogne comunetà
pèrvase èje
d'o male peggiore,
quille chè maje
putarrje èssere pèrdunate,
e chè supèrbie
vène chiamate.
E sonde lore
quille
chè sèmbe
de chiù
lundane tènene
'a gende
d'a canuscènze
d'u Patre
eppure d'ò Figghje
pecchè
manghe a lore
'u Spirite Sande:
Quanda fessarije
fra lore
se dinne,
quanne spècialmènde
parlanne vanne
de dogme, de primate,
de canuscènze vère
d'a Scritture;
e, nen guardane
atturne a lore
l'odie, 'u male
e 'a guèrre
chè portene;
pecchè angore
nenn'arrivene
a capì
'i parole
chè Criste
92
93
ha ditte
a tutte quille
chè descepule Suje
addevendà vòlene:
" Nu Cumandanènde nuve
a vuje dache,
v'avite amà
fra de vuje;
sole accussì
'u munne
se pòte amà
e a me
pòte cèrcà.
Na cosa sole
avita èsse,
cume Ije
e 'u Patre mije
sime!"
A vuje, perciò ije diche,
che tanda nume
date
a Chijse che de Criste
nenn'èje,
scangellate
tutte quille
dènominazione,chè lundane
assaje
ve tènnene
d'o Segnore,
e nen perdite
chiù 'u timbe
apprisse a tande
stupedarije
chè 'a forme
chiù andiche tènene
d'u paganèseme.
Allundanate da vuje
tutt'a culture
e 'u culte pure
de quadre, de statue
e de reliquie sande
chè lundane assaje
da Criste stanne
e pure d'a sandità.
Sule a ISSE, a CRSTE,
avite amà
ind'o Spirete e ind'a Veretà.
Nenn'a 'ngannate
angore
'a povera gènde
93
94
presèndanne quiste
e l'ati cose pure,
chè vèramende vacande
'u spirete mandennène,
e cercate chiuttoste
'a sustanze
ind'a fraternità
de tutte quille
chè de Criste
amande
vòlene addevendà
L'umanità,accussì
tutt'annammurate
sarà deGesù,
pecchè hadda capì
chè Isse
pe èssa
s'è dunate
e pe dà 'a salvèzze
a tutte 'u gènere umane.
Stà condizione,
pèrò,
triste assaje
d'a devisione
'mmizze è crestjane,
'u sgumènde
atturne porte
e te face
penzà
chè 'a Chjse
de Criste
angore
s'hadda crejà.
'Esse, 'nvèce,
èsiste già
'mmizze a tutte
'i comunità,
fra quille
chè capite hanne,
p'a puvertà
d'u spirite lore
chè sènza
de Criste
ninde sonde
e 'a fraternità
ind'a tutte
vanne cercanne.
E quanne,Isse,
Gesù
sòpe a tèrre
94
95
hadda turnà
a quille tutte
s'hadda pegghjà,
de ogne timbe
e de ogne vanne.
'A Chjse, quinde,
hadda radunà
e 'o Patre,
trè vòte sande,
l'hadda rejalà,
pecchè 'u Patre
c'u Spirite Sande
ind'o Figghje
l'hadda glorificà.
Quillu mumende
chè bramate,
sèmbe,
da tutte è state
'a pace a tutte
hadda purtà.
Allore,
umene e cose,
Cijle e Terre,
'a glorie de Criste
hamma candà
e l'equilibrie
ind'o munne
hadda turnà!
E l'umene...tutte
'a perfezione perdute
hanna retruvà,
e maje chiù...
maje chiù...
pe Criste
l'hanna lassà!
'U turminde...ind'a l'urte de Getsèmani
"Allundane
da me
stu calece amare,
sèmbe
s'èje pussibele,
Patre mije,
però
nò a mije
ma 'a vulundà
tuje
s'hadda fa".
95
96
Accussì
decève Gesù
ind'o Getsemani,quanne
'a passione e 'a morte
se preparave.
E mendre
stì parole
decève,'u sanghe
a gocce
d'a fronde Suje
ascève!
'U turminde
ère accussì
grusse assaje
chè stì parole,
Criste,
ck'u core strazejate
l'avève pronuzejate.
Eppure,
angore
cke l'apostele suje
stù fatte sfucaje:
" l'anema mije
èje addulurate
fine a là morte!".
Gesù,
chè ck'a vulundà
suje
scèlte s'avève
de ijì
a morte,
p'u munne
tutte salvà
e l'umrne
tutte prime,
cundènde assaje
avrije duvute
èsse
ind'o Getsemani,
nu poche
prime
d'èsse crucefisse,
pecchè
Isse sule
avève decise
de fa
nu fatte
grusse accussì,
chè m'aje n'ome
avrije putute
96
97
fa,
ma sule
Gesù,
pecchè nesciune
cum'è Isse
sape amà.
Eppure pecchè
E'je
tande, accussì
e sule
putènde
da
putè pulezzà,
quante l'umene
d'i sècule tutte
'nguacchiate
avime.
E allore,
cke l'aiute
d'u Spirite Sande
tu cirche
quale èje
'a spègazione
d'u turminde
de Gesù
ind'a l'urte;
pecchè 'a ragione
nen t'a pote
dà,
èppure ce stace
sta triste rejaltà!
'U cervèlle curte
de l'umene
e chiù angore
de quille
struvite,
chè 'u nome
tènene
de tèolege,
hanne truvate
na resposte
ind'a paure
e 'u tremelizze
chè l'umene
tutte
'mbacce a morte
pigghjene,
e pure a Gesù,
lore dinne,
ind'a
97
98
quille mumènde
ha peggjate.
Criste ha ditte:
" Nen dècenne
pacce 'o frate tuje".
Ma ije
stavòte
ck'u permèsse Suje.
"pacce" 'i chiame
a quille chè de Criste
stì cose dinne
'A versione
lore
apparì ruère
pòte
all'ucchie de scème,
pecchè
nen sanne fà
'a reflessione
atturne a quande
Criste
stève pe fa,
pe ce redà
'a libertà
che 'avèmme
ck'u peccate,
pe sèmbe
anniendate.
Da tutte quella
dunazione
vène
subbete allundanate
'a sckefèzze
de penzà
chè 'a paure
a Gesù
l'avèsse pegghjate.
E a cunforte
de tutte quiste,
stace pure
chè l'umene tutte
chè 'a morte
hanne affrundate,
pe nu nobele
penzire,
nesciune maje
annande a èssa
ha maje tremelate.
E 'mmizze
a stì fatte tutte
98
99
pinze pure
e maartere crestejane,
chè pe Criste,
cantanne,
'a morte
se sò pegghjate.
E allore,
angore de chiù
tu te mitte
'a cercà
'o Spirite Sande
pe sapè
chi l'ha date
tanda delore
a "Gesù mije"
angore prime
d'a crucefissione.
E subbete,
Isse,
avvède
te face
nu poche
d'a vesione
chè a Gesù
ha turturate
poche prime
d'a passione.
Ind'ò timbe,
annande a Criste
se vedève
'u trademinde
de quille
chiù vecine
a Isse,
e acchiane acchiane,
nu poche
chiù lundane
se vedève
'u strazje
d'a devesione
d'u Curpe
d'u Segnore,
chè a morte
purtate avève
a tanda crejature
chè de Criste
frate
avrienne vulute
addevendà.
Tanda nume
99
100
'o Curpe
Suje strazjate
l'avèvene date.
Tande
da nen farle
chiù canosce
a quande
cercanne jèvene
'a pace.
Quanda nume
se so date
'i crestejane dècadute
chè ' a parvènze sole
hanne stupate
inde a
quillu nome
de crestjane.
E 'u sanghe
accumenzaje
angore de chiù
a scènne
d'a fronde
de Gesù,
quanne 'a vesione
annande a Isse
stève
de quille
chè l'adurazione
purtaveve
e creiature
d'u Segnore.
Tanda madonne
e tanda sande
se vedèvene
pegghjà 'u poste
de chi 'u Sanghe
stève
pe dunà,
pecchè 'i struvite
accussì bèlle e
sande l'appresendavene
d'ammuccià cke lore
'a facce
d'u Segnore.
E Criste
suffrève assaje
e sembe de chiù
a vedè
tutte stì cose
che scemavene
100
101
'a putenze
d'a dunazione suje
e ' a glorie pure
d'u Patre Suje.
Ma quanne penzaje
chè 'u sanghe Suje
nen sole pe quille,
ma chiù assaje
pe l'ate
venève versate.
'a cunzelatione
'u pegghjaje
e 'o Patre
tutte se dunaje
pe putè dà
e crejature tutte,
chè 'u sanghe Suje
hanne glorefecate,
quella pace
chè 'u core
de tutte
brame
e che sule
ind'ò Patre
s'è feccate!
'
"Megghje pe isse
sarrije state
se nen osse
nate!".
Accussì Gesù
avève ditte
è dèscepule Suje
quanne
'o trademinde
de Giude
avève accennate.
Stì parole
a prima botte,
'u terrore
te mèttene
'ngulle
e te fanne
penzà
chè pe Giude
nen c'è state
'a salvèzze!
Ma quanne
101
U' trademinde de Giude e...quille de Pitre!
102
penzanne vaje
atturne
'a mesèrecordie
de Dije
e chiù angore,
atturne
a caretà Suje,
a Criste,
t'accurge
acchiane acchiane
chè quille parole
nenn'èrene
de cundanne,
ma sole
de sgumènde
pe Giude,
chè pe tutte
'u timbe
chè stu munne
dure,
tradetore
haddà èsse
chiamate
da tutte
'i genèrazione.
Isse, Giude
ha 'ncarnate
'u trademinde
de tutte quande
l'umene,
chè jiurne
dope jurne
a Gesu' dame.
accumènzzane
da quille
che apostele Suje
chiamate sonde,
e da Pitre
pe prime
chè pe tre vòte
de seguete
rennègate
l'avève,
pecchè
paura assaje
de iji
'a morte
tenève.
Giude,
'nvecem
102
103
'a morte
subbete
se pegghjaje
pecchè
'u delore
forte assaje
nen suppurtaje,
e 'u cervèlle
'u turturaje
p'u troppe
male
chè, forse,
sènza vulè
a Criste
l'avève date.
De fronde
a quistu delore
chè a Giude
tutte l'avvelije
e 'a vedè a fine
di denare
chè 'mbacce
e privete
furène jettate,
te vène
da sapè:
"Pecchè Giude
'u trademinde
a Criste
l'avève preparate!"
E quanne
allundanate
èje da isse
'u desederie
di denare,
pecchè Giude
ne teneve assaje
e chè nesciuna
,mburtanze
e solde
l'avève date;
tu cirche
cke l'aiute
d'u Spirite Sande
de truvà
nu poche
d'à vèretà!
E allore
te vène
da penzà
103
104
chè Giude
forte tenève
'a credènze
ind'a Gesu'
e chè
Figghje de Dije
avèramènde
'u credève
e pure 'a certèzze
avève,
chè nesciune
maje
' u male
l'avrije putute
fa!
E furene quiste,
forse,
i fatte
che
'u spengirene
a demustrà
'a veretà.
Quanne 'nvece
a versione
d'a cundanne
avije;
penzanne
chè 'u sendì suje
na delusione
era state,
e de fronde
'a morte
chè all'innocènde
l'avèvene date
'u strazje
'u pegghiaje,'u cervèlle suje
chiù
nn'arraggiunaje
e 'a morte
se cercaje
p'avè
'a pace,
quella pace
chè ind' a Criste
nen avève
curagge
chiù
de cercà!
Mèndre Pitre,
chè 'u delore
104
105
pu trademinde
pure forte
èra state,
però
nu poche de mène
de quille chè a Giude
l'avève turterate,
'a forze truvaje
pecchè
'u cervèlle suje
nen s'ère tutte
annebbjate,
e,'u coreje
turnate a
èsse core,
'u perdone
a Gesu
addummannaje,
e po'
ck'u chiande assaje
'u delore
sfucaje
e, nu poche a vòte,
p'à forze de Criste
a' pace
avèramènde
retruvaje!
Vuje tutte,
quinde,
nen v'affannate
quanne
a Giude
avite
giudecà,
pecchè
ind'à isse
quande de nuje
ammucciate stàme,
chè chiù de Giude
tradeture
ce hamma chiamà.
e quinde
'u perdone
a Dije,
'nzime a Pitre,
pe nuje prime
hamma 'mplurà
e po', pure
pe Giude
e pe quille
105
106
chè angore
chiù de isse
'u trademinde,
ogne jurne
a Criste fanne.
A Giude
è capetate
pe nu fatte
circustanzejate
d'èsse
èvidènzjate
cume a quille
che de Criste
tradetore
è state.
P'a veretà
ind'à isse
se so feccate
tutte quille
chè Criste
hanne negate
e 'a salvèzze
nenn'hanne truvate
se 'u delore
forte
nenn'hanne pruvate;
quillu delore
chè Giude
'nvèce
ha pure 'ncarnate
tande che 'a morte
ck'u core
s'avève prgghjate
'U bune e 'u...cattive ladrone
'U cile
acchjane, acchiane
s'ère fatte
nère nère
e l'arie
scure e 'nghiummose
ère pure
addèvendate.
Quanne
tutte na vòte
'a terre
accumenzaje
'a tremelà,
106
107
spècialmende
là
sope a mundagnèlle,
'ndò trè cruce
stèvene
chè guardavene
'mbacce 'o cjle.
Ognune di esse
appèse tenève
n'ome;
trè malfatture
decèvene
che èrene
e che tanda peccate
tenèvene!
Però
une de lore,
o cèndre,
ère nucènde
e 'u nome suje
Gesù ère!
Tutte e trè
suffrèvene
assaje'i pène
ind'o curpe;
ma Gesù
angore de chiù
indo Spirite,
e penzave
che 'a sufferènze
p'i cumbagne
de svendure,
angore poche
sarjije durate,
mèndre quèlle
pe Isse
ind'o timbe
sarrije cuntenuate
fine a quanne
l'utème ome
avrije peccate
Quistu penzamènde
Gesù jève facènne,
quanne
une d'i cumbagne
de svendure,a gastemà
contre de Isse
accumenzaje,
e lucchelanne
decève:
107
108
"Se tu
'u figghje de Dije
sinde,
salve a nuje
e pure a TE!";
ma nn'u decève
pure isse,
pe carecature
cume facèvene
i suldate
e pure i magestrate!
Mèndre Gesù
cuntenuave
a pregà:
"Perdunele , Padre,
pecchè nen sanne
quille chè se fanne!".
L'ate ladrone
che 'a pèna suje
s'ère fatta grosse
p'i gastème
dètte d'u cumbagne,
condre de isse
accumenzaje a parlà:
"Nen tine paure
d'u Segnore,
tu chè staje
paganne
'a stessa pèna
Suje?
Però, pe nuje
stà pene
èje giuste,
pecchè
hamme fatte
tanda male
da meretà
quèsta,
sòpe a tèrre
e l'ata
pure 'ncile.
Ma Isse,
Gesù,
che ha fatte
pecchè
haddà patì
cume è me?
Isse
chè sole 'u bène
jève
108
109
nen sole
predecanne,
ma de chiù
facènne,
ha vute
'a nostra stèssa
cundanne!
Povere a nuje
e povere a lore,
chè nen capime
ninde
de quiste
grande amore!
Isse,
tutte,
se stace danne
pe mè, pe tè,
pe tutte quande!
'U ladrone fetènde
chiù nen pepetiaje
a stì parole,
e, forse,
pure isse,
allore
capije 'u male
chè a Gesù
avève fatte!
E che quille
èra chiù grusse
de tutte quille
fatte prime!
E, citte citte,
pecchè resciore
tenève,
perdone pure
'o Segnore
addumannave
de quande
poche prime
ce avève ditte
e, de quande
prime angore
a l'ate,
l'avève fatte!
'U Segnore'
pure Isse,
citte citte
ind'a ninde
'u perdone
u' rejalaje
109
110
c'a sufferenza
Suje!
L'ate cumbagne,
quille chiù bune,
chè senza vregogne
avève parlate,
cundenuaje decènne
'oSegnore:
" Gesù'''
quanne
ind'o Règne Tuje,
Tu te truve,
arrecurdete
de mè
chè peccatore
forte sonde,
però
de Te
'nnamurate
me sonde'
e se putèsse
arrète
returnà,
vecine
a Tè
me ne strarrije,
pe cercà
de farne
de mène
de fessarije!
Quille parole
calmarene,
nu poche
'u delore
d'u Segnore,
pecchè lore
erene trasute
acchjane, acchjane
indo core.
E, Isse, Gesù
respunije,
ck'a voce
pure
fina fina,
ma sèmbe
chiù dolce:
"Nen t'è
prèoccupà,
pecchè tu
e tutte quille
110
111
cume è tè
che aiute
a mè cercane,
ogge stèsse,
'a letizeje (prejèzze- gioje)
e 'a glorie,
d'u Patre mije,
v'avite gustà!
'A Resurrezione...de Criste!
'U jurne
dope 'u sabate,
a l'albe,
n'angele d'u Cjle
sòpe a terre,
ascennute èra
e luvate
avève 'a prete
chè chiuse tenève
'u Sepolcre
'ndò Criste stève:
'U remore
èra state
accussì forte
che 'i guardie
'o tarramote penzarene.
Mizze murte
èrene rumaste'
po',
p'a paure,
se ne fujerene
e tutte
e privete
ijrene a cuntà.
Quiste,
'nzime all'anziane
tanda solde
è suldate
rejalarene,
pecchè
avèssere ditte
chè de notte
i descèpule,
'u Curpe de Criste
avèssere pegghjate!
L'angele,
'ntande
ditte avève
è doie Marije,
chè 'o Sepulcre
111
112
èrene jute:
"N'avite
avè paure,
vuje che amande
de Gesù
site;
Isse èje resorte
cume
v'avève ditte
e all'apostele
Suje decite
chè inde
a Galilèje
l'aspette,
'ndò l'hadda
'ngundrà
e l'uteme cunziglie
ce hadda dà"
E, mèndre
'i fèmmene
pe quande
viste e sendute
avèvene,
sturdelute
se ne jèvene,
cke Gesù
faccia a faccia facirene
e inde a ninde
'ngennucchiate
e pide Suje
se truvarene.
E Gesù
pure a lore decije
quande l'Angele
ce avève
già ditte:
" E frate mije
decite
chè inde a Galilèje
Ije 'vache aspettà".
E quanne
sope a mundagne
d'a Galileje
se truvarene,
Gesù
all'Apostele,
chè pure
dubbetate avèvene
e chè mò
è pide Suje
112
113
prustrate stèvene,
accussì parlaje:
"Jate
pe, tutte 'a facce d'a terre
e facite
descèpule mije
tutte 'a gende,
chè inde a me
crède
e battezzatele
ind'o nome
d'u Patre,
d'u figghje d'u Spirite Sande.
Tutte quille
chè avranne credute
a salvezze
cke mè
hanna truvà;
quille,
'nvèce
chè 'u sanghe mije
cundinuene a negà
ck'u timbe
s'hanna rètruvà
e, pure 'a pace
d'u Patre
s'hannà guadagnà.
E pure
a tutte quille
chè inde a Mè
hanne crèdute,
descèpule mije
l'hagghja fa
e cke lore
fine a fine
d'u munne
hagghià stà".
Chiu de na vòte
dope 'a Resurrèzione,
Gesù cke l'apostèle
'ngundrate s'èra
e a tanda cose
accennate avève,
e chiù de na vòte
cke lore
magnate
pure, avève.
A Tummase
chè ne ce stève
quanne
113
114
dall'apostele
s'èra fatte a vedè,
'u dite
ind'a chiache
de mètte
cummanate
l'avève.
Ck'i descèpule
d'Emmaus
s'ère pure
fèrmate
a magnà
e da lore
s'ère fatte
canosce,
quanne
'u pane
benedecènne
l'avève rejalate.
Pure
sope 'o laghe
de Tebèrejade
se facije canosce
quanne
na rète
chiène de pisce
inde a ninde
pegghjà facije
all'apostele,
chè pe na notte
sana sana
manghe
nu pèsce
pescate avèvene
Quaranda jurne
dope'a Resurrèzione,
de tanda descèpule
a presènze
ck'u Curpe
ind'o Cile
anghjanaje, lassanne
a vocche apèrte
tutte quille
chè a guardà
stèvene!
Stù fatte
chè Gesù pure ck'u Curpe
ind'o Cile
se n'è jute
sèmbe de chiù
114
115
crède ce face,
chè nuje pure
'u curpe ind'a l'Eden
ce hamma purtà,
quanne
cummannate
'u spirite nustre
da Dije,
hadda èsse
pe venì
a pegghjarasille,
pecchè
ind'a Criste
hadda èsse
glurefecate,
e cume Criste
maje chiù
suggètte
hadda èsse
'o peccate,
'o delore
e a morte è
'a pienèzze
hadda retruvà
ind'a perfezione
chè Criste,
ck'u Sanghe
trè vote Sande
ce hadda rejalà!
E allore
destrutte
'a supèrbia tutte
hadda èsse,,
che atturne
a nuje
'u male tutte
ha crejate,
e d'o bene sule
hamma èsse
pervase;
da quille bène
chè te face
desederà,
vedè
e sènde
l'ate tutte
ind'a pace;
a quella Pace
chè
a nuje pure
115
116
pè sèmbe,
'a stessa pace
ce hadda dunà!
'A perfezione
quinde pe Criste
hamma cunguestà,
quèlle che avemme
pe colpa nostre.
Pe sèmbe,
perdute
e che sole
pe Criste
rennuvate
è state.
E maje chiù...
mai chiù
pe nesciuna cose
'o munne
ce hadda èsse
luvate,
pecchè
inde a Criste
hadda èsse,
avvenghjate (arravugghjate)
e cke Criste
ind'a pace
pe sèmbe
hadda èsse
furtefècate!
'U Padre de...Criste eje pure 'u Padre de quille chè frate di Criste se fanne
Ind'o proleghe
d'u Vangèle
de Giuvanne'
scritte stace:
"... a tutte
quille
chè l'hanne accèttate
'u putère
l'ha date
d'addevendà
figghje de Dije
e chè quiste
generate
so state,
sulamende
da Dije
e non
da carne,
116
117
né d'o sanghe,
né da vulundà
de l'ome!".
Stì parole
stanne
a spiegà
chè tutte
l'umene
nen se ponne
chiamà
figghje de Dije,
ma
stu nome
èje stupate
sule aquille
chè Gesù
hanne fatte
lore
cume Salvatore
e chè tutte i pèccate
ha scangellate
ind'a lore
E a cunforte
de tutte quiste,
sèmbe
ind'o Vangèle
de Giuvanne'
rèvelate stace:
"Chi crède
ind'a Gesù,
nenn'èje
cundannate,
mèndre
chi non crède
è state già
cundannate
a pagà
a pena suje!".
E angore:
"... Chi crède
ind'o figghje
ave già
'a vite eterne,
ma chi se refiute
de crède
ind'a Isse,
nen pòte
avè subete
a quelle,
pecchè
117
118
a cuzzà
se vace
ck'a vulundà
de Dije!"
"...Ije sonde
'a Vie, 'a Veretà
e 'a Vite!".
Accussì
dice Gesù
a tutte quille
chè credènze
tenime
e chè descepule
Suje
ce facìme.
Isse sule,
quinde
èje 'a salvèzze
e nen ce stace
ninde
e nesciune
chiù che te pòte
dà
a èsse!".
Dopo quisti
parole
e l'ate angore,
cume
se potene
penzà
certi cose
e avè
'u curagge
d'affermà
che 'a credènze
pure
ind'a l'ate
dije
te pòte
dà
'a salvèzze.
Criste sule
èje
avèramende
'a strade
chè te porte
a quèlle,
pecchè
Isse sule
'u Sanghe Suje
118
119
pe tutte
ha date;
ha faccia pure
de Dije,
cume Patre
ce ha revèlate
e 'u Cumandamènde
nuve e sule
ce ha rejalate:
"Amateve
cume Ije
v'hagghije
amate!".
Pecchè nuje
pure
'a pace
truvà putime,
quèlla pace
chè ognune
brame
e chè maje
truvà
'a puje,
se inde
a l'ati strade
cercanne
'a vaje,
pecchè
sole
ind'a Criste
è state
'nchiuvate!
E angore
prime de farese
accide
ind'a
l'utèma cèna
cke l'apostele
Suje
e cke nuje
pure vecine
accussì
ha parlate:
"...Quiste èje
'u Curpe
mije.
Quiste èje
'u Sanghe
mije,
chè versate
119
120
vène
pe tutte
'u munne!".
E po'
ha chiuse
stì parole decènne
a nuje
chè descèpule
Suje
decime
d'esse:
"...accussì
vuje pure
havita fa,
quanne
de mè
ve vulite
arrecurdà!".
Have vogghje
Criste
a repète,
inda
tutte l'ore
d'u timbe,
stì parole;
chè Isse
sule.
'a vita ètèrne
dace
a quille chè,
pe mezzè
Suje
e du Spirite Sante
'u Patre,
cume e uneche
e sole Dije,
l'amme accettate.
E sonde,
sèmbe,
lore
i sagge
d'a terre
chè parì
vònne
scenzejate
de Dije,
chè ambarene
'a gende
nu sacche
de fessarije.
120
121
E 'mminze
a tutte
stì fessarije,
vanne pure
decènne
chè tutte
' i crejature
so
figghje
de Dije,
sènza tenè
presènde
'i parole
d'a verètà
chè Criste
ck'u Sanghe
ha cunsgrate.
E allore,
tutt'a veretà
chè Criste
ha revèlate,
ind'o core
nu poche
a vòte
se face
strade
e te vène
da penzà
che avèramènde
ciche e surde
sonde
da nen vulè
capì
quande Criste
ha ditte;
né capì
'u fanne
all'ate
chè 'u desedèrie
tènene
de vulè
addevendà
frate de Criste
e figghije
de Dije;
e 'nvèce
custrètte vènene
d'a cecètà (d'a fessetudene)
d'i struvite
e, 'nzime
121
122
a lore
vanne
'ndò
duje ciche
arrevà
pònne.
Mènu male
pèrò
chè pe quille
chè 'a fede
carpite
è state,
ce stace
'a speranze
d'a salvezza:
E mendre
aspettanne
stranne,
'u retorne
de Criste
ind'à
a Nova Terre,
ind'a quillu
timbe
'a vesione
chiare
d'amore
de Dije
ind'a Criste
hanna avè
e,p'u Spirite Sande
'u pendemènde
e 'u delore
hanna pruvà,
tande forte,
chè 'u spirete
lore
'a purèzze
originale
hadda
retruvà
e, mèmbre
d'a Chjse
de Criste
l'hadda
fa!
Dal Libro "Le mie Rose ad una Donna" – Anno 1884
Presentazione del prof. Matteo Coco
122
123
Se il cuore stringe alla gola, se tutto il mondo sembra venirti addosso un angolo di pace
remota esiste e lo devi trovare proprio lì dove risiede, nel tuo cuore, fatto di dolore e di amore.
Ti sovviene nel ricordo l'antica selva Nemea dove giocano le ninfe e dove la tua Dea ti aspetta.
Aspetta... che tu, preso dai ricordi, canti la Donna, da Eva ad oggi, con un canto perenne che
resiste oltre il tempo.
A tutte queste cose pensavo leggendo le poesie di Marchesino, alle mie fantasie d'ogni giorno,
ai nostri miti di ogni tempo, e scansando l'idea di possedere una altrettanto mitica e bella
Marilyn "oggetto sexi di celluloide", ripensavo alla donna virtuosa e sensibile del Medio Evo.
Non per questo Marchesino ritorna all'antico, anche se dimostra di conoscere e prediligere lo
stile classico, anche se sa essere poeta che sa rivalutare la donna, diventata ormai, oggi, un
vuoto a perdere, un oggetto insignificante.
No, per Marchesino, la donna gestisce o sa gestire ancora uno spazio perduto, sa giocare il suo
ruolo di madre, di moglie, di amante sincera, di amica; e questo diventa il leit-motiv di tutta la
produzione lirica di Marchesino.
Una donna che pur vivendo la realtà quotidiana, la trascende e si eleva al di sopra di tutti,
quasi pronta ad assumere una "fisicità" spirituale.
Il Marchesino, ci sembra capire, attraverso i suoi versi, va alla ricerca di una donna ideale che
a memoria d'uomo non è mai esistita, ma che pure esiste in tutti noi, in quell'angolo remoto
dove noi stessi, a volte, ci smarriamo per seguire "altri" ideali che poi sono vicini a noi tutti i
giorni
E allora in questo senso, con questa chiave, che va letta ed interpretata la poesia di
Marchesino.
In questo modo, penso, dobbiamo disporci di fronte ad essa con l'animo e la"memoria"
sgombra da qualsivoglia pregiudizio di carattere umano sulla donna.
Del resto la stessa introduzione che l'autore premette a questa silloge, spiega il resto, ci fa
capire qual'è il messaggio che Marchesino vuole trasmetterci col suo poetare.
Introduzione
Donna...
il tuo nome mi sconvolge;
la tua bellezza mi seduce;
la tua bontà m'inebria;
la tua perfidia mi prostra...!
Tu...dove sei? (la donna ideale)
Ritornando con la mente a ritroso nel tempo e spolverando negli scomparti del cervello e del
cuore, infinite immagini riaffiorano alla mente, portandomi il ricordo (gioia e dolore) di
numerose disparate situazioni, incredibili quasi, per cui mi sembra di sognare e il dubbio
intorno a me viene, a tal punto che devo chiedermi: è realtà o sogno?
Eppure, senz'altro, sono rispondenti a momenti meramente vissuti che, avendo avuto una
fugace esistenza, si... perdono nel tempo confondendo il reale col fantastico!
Il cuore, però, li ha vissuti intensamente e, pertanto, restano scolpiti tra i sentimenti più cari
che mi evidenziano una realtà così sfuggente che a stento si riesce a recuperare, perché troppo
meravigliosa ma anche difficile a trattenersi, a causa della volubilità della donna.
Felice mi è il ricordo e, quindi, è il rivivere quegli istanti in osmosi con la donna che, seppure
rari, mi hanno inebriato e fatto raggiungere le mete più sublimi di quel sentimento che, spesso
viene evocato in modo distorto e che si concretizza nella parola "Amore!"
L'intensità completa di esso non può gustarsi se non alla Luce e all'Essenza dell'AMORE: il
CRISTO!
123
124
L'Amore è possibile viverlo solo attraverso una inconfutabile certezza che si estrinseca nella
donazione completa e reciproca di due esseri, l'uomo e la donna, fino all'annientamento delle
singole personalità e al raggiungimento della fusione del "due" nell' "Uno!".
Il motivo essenziale che mi ha portato alla pubblicazione di queste liriche, è il desiderio di
sviscerare in esse una bellezza interiore vissuta in una "inverosimile" densità che evidenzia
una realtà eterna della quale, ognuno di noi, ne sarà partecipe.
In oltre in esse ho voluto esaltare le angeliche doti della donna, occultando in gran parte la
perfidia, perché ritengo che a lei è affidata, in modo particolare, la felicità dell'uomo.
Queste poesie vogliano essere una efficace esortazione a colei che giustamente e, non a caso, è
stata definita il simbolo della cattiveria o della bontà, della delusione o della virtù: un nome
magico o crudele?
DEDICA
Dedico quest'opera ad un angelo del Cielo che mi è stato sempre vicino ed ha gustato con me
le celestiali interiorità, nonché le atrocità di alcuni istanti che sono stati fissati in queste
liriche.
E...allora
"...se tu la mia Donna fossi;
se io il tuo uomo fossi;
un attimo al DIO-SIGNORE
di prestarmi le Sue doti chiederei.
E... allora?
E... allora sfiorando ogni tuo capello
in ebano prezioso o
in oro fino lo muterei!
E... allora guardando, intensamente,
gli occhi tuoi
in perle rare le trasformerei!
E...allora accarezzando, dolcemente,
le pallide e sofferte guance tue
in rose scarlatte le cambierei!
E... allora baciando le esangui labbra tue
in polpose e dolci ciliegie le tradurrei!
E... allora il tuo corpo accostandolo al mio,
il calore dell'energia solare donerei!
E... infine, lo spirito tuo ed il mio,
donandoli a DIO, supplice a LUI chiederei
che fusi, in eterno, fossero
dal SUO Amore Divino!
La tua...immagine
Lo sguardo proiettando
sulle quiete acque
del mare;
sull'addensata foschia
dell'orizzonte,
i contorni di una
umana creatura ho ravvisato;
124
125
e, il sole,
l'invocazione accogliendo
dell'anima mia,
dissipato ha
quell'ammassato vapor;
e nitida,
quasi diafana
alla luce splendente
dell'astro
la tua immagine,
quale il mio cuore
la vede
m'è apparsa!
Vi prego... non la toccate
Pioggia tintinnante,
copiosa,
sferzante;
ti prego
non la toccare,
perché tu
non l'ami
come me!
Vento,
buono sii
con lei,
non spaventarla
col tuo ululato;
allontana da lei,
ti prego
il tuo insidioso
vortice,
perché perir
farla potrebbe;
neanche la tua brezza
voglio che la sfiori,
perché potrebbe
contaminar
la sua purezza!
Neve,
cerca, anche tu,
di non avvicinarla
col gelo
delle tue falde;
né, ti prego,
col candor
delle tue distese
perché,
125
126
quantunque tale,
potrebbe
il suo offuscare!
E tu, o sole,
risparmiala,
ti prego,
non percuoterla
con i tuoi
infuocati raggi;
né lambire
il suo corpo
col tepor
del tuo calor;
giammai
a riscardarla
riuscirai,
perché tu
non l'ami
quanto me!
A te solo,
DIO,
è dato
col Tuo Spirito
d'ammantarla;
perché,
solo Tu,
le puoi dare
quanto al mio spirito
manca!
Donarti vorrei...il mio Gesù
Troppo bello è, meraviglioso;
direi quasi inesprimibile,quando intorno a te
vedi che tutto scompare:
la giovinezza, la salute,
la ricchezza, la potenza,
gli affetti,ogni bene:
tutto insomma!
E allora...
la paura, lo sgomento
il terrore, il tormento
vorrebbero fare presa su di te:
schiacciarti, distruggerti, annientarti.
Invece no; ciò non avviene,
perché t'accorgi
che c'è qualcosa di più grande,
di più duraturo, di eterno
da possedere:
un tesoro immenso
126
127
che non puoi, mai, perdere
che nessuno riuscirà mai a strapparti.
Hai LUI: GESU'!
Tu l'abbandoni, e Lui ti cerca;
tu, forzatamente, vuoi tenerLo lontano
e, Lui, ostinatamente, t'è vicino;
tu,ripetutamente, lo torni a mettere in Croce,
e Lui, eternamente, t'ama!
Questo Gesù, che sopporta me
vorrei donarLo a te
e a tutti quanti;
perché,giammai, come me
tu possa la disperazione incontrare.
Anche quando il dolore,
la sofferenza e la colpa
toccano il limite massimo:
essa mai ti prenderà!
Lui, Gesù, ti è vicino:
con te,porta il tuo dolore;
con te, porta la tua sofferenza:
e per te, porta il tuo peccato:
T'accompagna fino all'impatto
con la Nuova Dimensione;
dove il dolore, la sofferenza
ed il peccato espiati,
cessano d'essere:
e, tu entri a contatto
con l'eterna gioia:
il Suo e nostro Dio,
il Dio -cristiano,
il Dio che altrimenti
non poteva essere;
il Dio -Padre: l'AMORE!
Eugenio Marchesino
" Le lacrime sono il sapore di questa vita:
l'uomo che non le ha conosciute,
ha perduto il meglio di questa esistenza"
:
Dolcezza di un pianto
Che letizia provavo
all'alba di stamane,
quando copiose e calde
le lacrime
le mie guance rigavano!
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Pensavo a te:
alle tue dolci parole
che colmavano di tenerezza
il mio povero cuore:
Allora... al Signore dicevo:
"Grazie per averle create,
sia nella gioia che nel dolore".
Senza di loro
la gioia ed il dolore
non avrebbero valore.
Esse ci donano
l'intensità del gioire
come pure
quella del duro soffrire!
Se non ci fossero,
non avremmo conoscenza
né dell'una, né dell'altro
e poco o niente
di questa esistenza
capiremmo.
Benedette,quindi, siate voi
lacrime:
sia che la gioia
o la sofferenza portiate!
Le mie Rose
ogni petalo
racconta il mio dolore,
se leggerlo saprai!
Povero cuore mio!
Per te se lacerato,
sventrato, accasciato
...senza fine.
Nei calici della mia rosa
ho riportato
umori miei e intensità
di vibrazioni che per te
ho provato.
Chissà se saprai
apprezzare!
L'Apoteosi del Creatore
Donna:
bella, meravigliosa sei poiché
nelle fattezze il Creatore,
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completa ti fece;
e, ancor più, nell'anima
ti compose
perché ogni creatura
a Lui somigliante,
sempre te
cercasse,
sempre a te
si affidasse:
sia che figlio o amante fosse
di te
la bramosia avesse...
A Lui la lode e l'inno di gloria
vadano,
per averti resa apollinea
agli sguardi,
indispensabile a tutti;
direi come l'aria...
come l'acqua...
come il sole...
come ogni cosa che crea
DONNA...
cosa sarebbe l'uomo senza di te?
Una creatura priva di vita,
che muore sul nascere,
senza poter gustare la gioia
che la Creazione crea...
in ogni istante.
Pochi sono quelli che di te
giusta misura hanno,
ma di loro il cantico basta
a rendere ogni donna , elevata,
nella sua dignità più grande
Non ti crucciare
se nella vita, alcuni, di te
scempio fanno;
il loro sentire è frutto d'ignoranza
che trova riscontro,solo,
nella non curanza.
Di te cantare la bellezza io vorrei
quando lo sguardo tuo
col mio s'intreccia
ed eternare vorrei gli istanti,
quando il corpo mio col tuo si fonde,
per irraggiare ed investire intorno,
tutto e tutti,
del diletto immenso
che lo spirito mio risente.
129
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Ed ogni volta che tanto si ripete,
un osanna elevo ,
a Colui
che tanto mi concede.
Sii paga, quindi, Donna
di quanto, Egli, il Creatore
ti diede,
ringraziaLo eternamente
per averti resa
bella e piacente,
come giammai...alcuna cosa fu
giammai...è
giammai...sarà
DONNA...prodigiosa sei!
Dove...sei?
In ogni bel volto di donna
inutilmente e spasimando,
t'ho cercato:
ti prego, dimmi dove tu sei?
Nel mentre sembra
che t'abbia incontrato
tu balugini a mò
d'una meteora:
Continuo a cercarti
in ogni donna,
perché so che non sei
un miraggio,
bensì una meravigliosa realtà!
Nel mentre ti cerco
m'accorgo che invecchio,
e non ho gli anni luce
di quella fulgida meteora
che a suo piacimento
appare e...poi scompare!
Continuo a sperare,
certo d'incontrarti ancora
nella "quarta" realtà
dove il tempo non ha senso
e dove regna l'eternità!
La Eutanasia e la Cremazione –Anno 1990
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Voglia questa mia meditazione portare l'uomo a riflettere sulle reali condizioni della sua
esistenza.
Riuscire a penetrare il valore della vita in questa dimensione, arrivando a carpire che essa
deve essere vissuta in funzione dell'ultra -terrena, significa procrearsi enormi vantaggi per la
"Iperconscia", dove la permanenza sarà assai limitata e...anticiperà l'ingresso nella
"Paradisiaca", luogo di pace e di eterna felicità!
Fuori del tempo
Un dì fuori del tempo
quando lo spirito mio
negli eterei spazi aleggerà
e con gli altri puri
nella Terza Dimensione
s'imbatterà,
la terrena e prava ora
termine avrà.
Allora, o CRISTO,
scevri da ogni iniquità
lo splendore e la purezza
che eternamente irradi,
tramite lo SPIRITO SANTO,
a noi manifesti saranno.
Vergogna e orrore,
pentiti, noi avremo
desiosi che la sofferenza
lo spirito purifichi
per essere proiettati
nella quarta Dimensione:
la "Paradisiaca",
dove gloria ed amore
noi gusteremo
e lode al Tuo nome Santo,
in eterno, renderemo.
Coscienza prima acquisiremo
del male operato
del Bene non accettato
e la visione
d'ogni turpe pensiero,
d'ogni esecranda azione
al nostro spirito
saranno palesi.
Bramosi del dolore purificatore
noi saremo
e quando candidi
ci avrà reso,
privi d'ogni scoria
alla "quarta" voleremo.
L'Amore Tuo, o CRISTO,
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e la Tua Gloria
per sempre godremo.
Cotali nel seno Paterno,
grazie a TE e allo SPIRITO SANTO,
ci rifuggeremo
perché la Sua figliolanza
col Tuo Sangue
ci hai guadagnato!
La Eutanasia
L'uomo, questo essere creato ad immagine e somiglianza del SUO CREATORE, in funzione
di quella "Libertà" che gli fu elargita al momento della Creazione, osò con la stessa,
successivamente, sfidare il SUO DIO -CRISTIANO traendone, quindi, nefaste conseguenze: la
perdita di una vita eterna nel gaudio; la morte fisica di se stesso e della sua posterità.
La libertà spirituale, invece, gli fu serbata perché , egli, potesse ancora conservare qualcosa
dell'immagine ricevuta alle origini e, soprattutto, potesse penetrare nel misfatto del suo avo e
meditare, non già per riparare ad esso ( al quale era stato già preposto il CRISTO) ma per
una presa di coscienza dell'infinito orrore e cercare di ritrovare, in parte, il pentimento per il
riscatto di questa nefasta eredità trasmessagli dai suoi progenitori.
La Libertà, quindi, gli fu serbata in eterno e della quale nessuna legge umana potrà limitarne
gli effetti.
E' ovvio che essa deve rispettare la Libertà altrui e, quindi, non deve intaccare il diritto degli
altri.
Premesso tanto, si arguisce che tutto quanto concerne anche la vita biologica dell'uomo, che
dev'essere amministrata solo dalla sua volontà: se essa deve essere vissuta e in che modo,
purché non infierisca su quella degli altri esseri umani.
Nessuno, dico nessuno, all'infuori del CREATORE, può penetrare la fenomenologia che si
estrinseca in ogni essere umano (genetica, ambiente, cultura, etc,); quindi, nessuno ha il
diritto di ostacolare il modo individuale della vita dell'uomo.
Perciò, soffermiamoci un tantino sulla teologia cristiana e cerchiamo di capire perché la
chiesa cattolica e le altre "professioni" cristiane, nonché altre religioni si oppongono alla
Eutanasia?
La sofferenza, in linea di massima, porta ad una introspezione del soggetto e, quindi, alla
ricerca marcata di quel "quid" (Chi sono, donde vengo, dove sono destinato dopo questa
esistenza?) che spesso affiora nella normale vita quotidiana e che con altrettanta spregevole
certezza non viene sottoposto ad analisi perché la vita, specialmente oggi, col suo dinamismo
ne vieta la possibilità di un approfondimento; oppure subentra la paura di smarrirsi in una
ricerca infinita che potrebbe portare ad uno squilibrio mentale.
Essa, quindi, se non viene sorretta da una fede nell'ultra - terreno porta a sviscerare la vanità
di questa esistenza, la beffa di essa ed il vuoto sconfinato si stratifica nello spirito dell'uomo
che porta, spesso, alla disperazione o, quanto meno, alla esasperazione,
Contrariamente, se si è permeati dalla fede cristiana, gli effetti si estrinsecano in due
ramificazioni: una fede tradizionale che consente al soggetto di accettare passivamente la
sofferenza che, senz'altro, contribuisce in parte al riscatto nella Terza Dimensione; oppure da
una fede vissuta, giorno dopo giorno, che porta ad un rapporto costante col CREATORE, per
mezzo del CRISTO e dello SPIRITO SANTO, permettendo di arrivare alla conoscenza,
attraverso una acuta sofferenza morale e fisica, dell'AMORE del DIO -CRISTIANO che si
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accolla tutte le colpe ed i peccati dell'umanità, espiandoli, per ridare ad essi quanto ebbero a
perdere gli avi e noi continuiamo a disperdere.
Pertanto, la sofferenza fisica e morale quando ha raggiunto un tale traguardo non ha più
motivo di essere vissuta e l'uomo, che vive già un'altra dimensione, ha il diritto di mettere fine
alla sua vita biologica se questa è tormentata da un male irreversibile.
A conclusione, diciamo che la sofferenza fisica finalizzata al raggiungimento di una
conoscenza, seppure parziale, del cosi detto "mistero" evocato, quotidianamente, dalle
comunità cristiane e che altro non è se non la penetrazione dell'infinito AMORE del DIO CRISTIANO, è giustificata e dovrebbe avere fine al momento che si raggiunge tale traguardo;
nel mentre, quando il fine di essa esula dalla conoscenza del "quid" della nostra esistenza che
altro non è che la conoscenza dell'immensità dell'AMORE DIVINO, non trova alcuna
giustificazione: essa è superflua, direi inutile ed il viverla non porta ad alcun beneficio, anzi
può degenerare nella disperazione!
Il perché della Cremazione
.
Di fronte a questa esigenza " La Cremazione", avanzata da pochi nel nostro Paese, l'opinione
pubblica rimane esterrefatta specialmente quando ci troviamo al cospetto di cattolici
tradizionalisti.
La finalità della Cremazione è diversificata: essa varia da popolo a popolo, direi da individuo
ad individuo.
Il più delle volte essa rientra nella cultura, nella tradizione di un popolo che, senz'altro, trova
motivazioni giustificate.
Scendere nei dettagli, nei loro particolari credo che non sia il momento, né la circostanza
opportuna, dovendo io addurre le motivazioni che mi hanno spinto ad una tale
determinazione.
La pochezza, le finalità della nostra carcassa (in embrione putredine ambulante), privata
dello spirito che la anima, non è degna di nessuna menzione; perché, ciò che rende il nostro
corpo valido, efficiente e sacrale, è la presenza in esso dello spirito che oltre a renderlo
animato, vivace, colorito in ogni sua sfumatura ne determina anche e, soprattutto, un
rapporto costante con la Dimensione di origine, la quarta: la Paradisiaca!
Non tenendo questa carcassa in alcuna considerazione, dopo che lo spirito l'ha abbandonata,
non dovrebbe la sua fine, qualunque essa sia, darci altra preoccupazione.
La decomposizione che, giorno dopo giorno, essa determina è la prima condizione che spinge
a segregarla; anche se concezioni culturali e tradizionali attribuiscono ad altro il suo diritto
ad essere tumulata.
Ciò premesso, percorriamo l'iter cristiano e cerchiamo di comprendere se la Cremazione è
consentita o meno.
La teologia cristiana parla di Resurrezione del corpo nel giorno del Giudizio Universale. In
quel tempo lo spirito rientrerà nel proprio corpo ed agirà come calamita, riunendo tutte le sue
parti o la sua polvere.
Prescindendo dal fatto che lo spirito rientrerà in questo o in un altro corpo (cosa assai
discutibile), che importanza può avere ridursi in polvere nel tempo o con immediatezza? Di
diverso, in sostanza, non c'è nulla!
Allora, segue un'analisi soggettiva di un credente in CRISTO, amico del CRISTO, da Questi
prescelto, nonostante le infinite sue carenze umane, perché dotato di una disponibilità al Bene
e, quindi, a LUI!
Se e vero, come d'altronde è certo, che la Morte corporale dell'uomo è opera dello stesso uomo
perché oppostosi al Desiderio del DIO -CRISTIANO ne scaturisce che per questa condizione
peccaminosa, l'uomo venne detronizzato dal gaudio eterno e catapultato su questo pianeta,
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dove il suo corpo divenne mortale, perdendo tutte quelle proprietà delle origini che lo
destinavano alla vita eterna.
Egli, quindi, dopo il suo atto di superbia venne ad abitare questo pianeta, dove il suo corpo è
condizionato dalle situazioni ambientali e dove le cellule del suo organismo, pur
riproducendosi, seguono un processo assai lento che, man mano, va esaurendosi fino alla
distruzione di se stesso.
Questo corpo, invece, nell'ambiente puro qual'è quello della Dimensione "Paradisiaca" viene
costantemente alimentato dalla genuinità e dalla purezza dell'ambiente e le cellule si
riproducono e si rinnovano continuamente senza mai estinguersi e gli consentono la vita
eterna in osmosi con lo spirito!
L'esaurirsi, quindi, del corpo è nel processo di questa condizione acquisita sulla terra e che
nulla ha di problematico nel modo in cui avviene.
Quando lo spirito nella Terza Dimensione " La Iperconscia", avrà preso coscienza del Bene
Assoluto, del CRISTO, tramite lo SPIRITO SANTO, e avrà espiato per suo ardente desiderio
(auto -purificazione) ciò che ha voluto o costretto ad eludere, realizzerà il suo destino e, come
una potente calamita, posta al centro di una enorme limatura e frammenti di ferro attira a sé
ogni parte di essa costituendo un'unica massa, così lo spirito auto -purificatosi attrarrà a sé
tutte le particelle residue del proprio corpo, lo ricostituirà e passerà nella Quarta Dimensione,
"La Paradisiaca" o "EDEN", sede di origine del primo uomo ( dono perduto per sua volontà)
e acquisirà, per la Donazione totale del CRISTO al PADRE e allo SPIRITO SANTO,
espiatore e purificatore della creazione negativa dell'uomo, la santità e la vita ritornerà, più
che alle origini, ad essere proiettata nella eternità!
Altra considerazione da farsi, è la macabra decomposizione del corpo avviluppato da vermi
che sono stati originati dalla creazione del male ad opera dell'uomo; quindi, per uno ossequio
allo spirito che lo ha abitato, è conveniente che gli sia data una onorata decomposizione a
mezzo della Cremazione.
Tenuta in profonda accettazione questa ultima e veneranda finalità, io chiedo di essere
cremato ed il mio volere non trova alcuna opposizione alla teologia cristiana, tanto meno alla
tradizione di questa.
Eugenio Marchesino
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La sintesi de" La Dimensione Eterna"; de "Il Terzo Libro dopo il Vangelo";de "La Creazione
dell'Uomo e la Creazione del Male"; de "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo"; de "La
Reincarnazione o Metempsicosi" è stata riportata nel "Pentateuco Cristiano".
Il Pentateuco Cristiano –Anno 2000INNO alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'
Tu, Gloriosissima e Santissima Trinità
irradi l'universo tutto col tuo Amore
immenso, infinito ed eterno e noi,
tuoi amanti, ne percepiamo una parvenza
e riusciamo a cogliere
una frazione infinitesimale
di una piccolissima gocciolina
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che ci fortifica nello spirito,
ci sostiene nel morale
e ci aiuta nel fisico.
Gloria a Te, Gloriosissima e Santissima Trinità!
Preghiera al Dio - cristiano, al Colosso dell'Universo, alla Santissima e
Gloriosissima Trinità
Gloria a Te DIO -PADRE Santissimo e Gloriosissimo d'Amore
Gloria a Te Gesù Santissimo e Gloriosissimo d'Amore
Gloria a Te Spirito Santo Gloriosissimo e Santissimo d'AMORE: generato dalla totale
donazione del Padre Celeste Santissimo e Gloriosissimo d'Amore al Figlio Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore e del Figlio Santissimo e Gloriosissimo d'Amore al Padre Celeste
Santissimo e Gloriosissimo d'Amore.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il "mio" Gesù!
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Dio e il mio Signore, insieme al
Padre Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore!
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il "tutto" per me, insieme al Padre Tuo
Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo
d'Amore!
Gesù mio, Tu sei l'Amore infinito ed eterno per il Padre Tuo Santissimo e Gloriosissimo
d'Amore e per lo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore!
Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei l'amico mio unico e solo al mondo
insieme a Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e
Gloriosisimo d'Amore!
Spirito Santo, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore Tu sei il mio Bene Assoluto, insieme al
Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e a Gesù Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore!
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore fa' che io Ti ami sempre, sempre, sempre più
in assoluto e in eterno, insieme al Padre Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo
Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore!
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per quanto concedi a me,
prioritariamente, ai miei figli, alla mia casa,alle persone che mi vogliono bene, agli spiriti dei
miei cari passati da questa esistenza e a tutti gli spiriti che vengono traslati nella Nuova
Dimensione!
Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per la conoscenza, sempre
più grande, che mi dai del Figlio Tuo Santissimo e Gloriosisimo d'Amore e dello Spirito Santo
Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore!
Spirito Santo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, grazie infinite per tutto ciò che concedi ai
miei figli: Pino, Marilice, Luciana, Massimo, Tonio, Patrizio, Maria e Checco; ai figli dei miei
figli: Andrea, Luca, Fabrizia, Giampaolo, Simona, Marco, Francesca, Chiara, Danielino e
Alessio!
Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del
Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore!
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Spirito Santo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del
Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e di Gesù Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore!
Gesù Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del Padre Tuo
Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo
d'Amore!
Questa preghiera viene evocata da me, integralmente, due volte al giorno; mentre in
alternativa, durante la giornata, la Santissima e Gloriosissima Trinità viene glorificata con
alcune delle sue parti.
Ogni qualvolta la mia bocca invoca il nome Santissimo e Gloriosissimo del Padre Celeste, del
Figlio e dello Spirito Santo, la mia mente ed il mio cuore sono rivolti al Dio -cristiano, onde
dare consistenza alla invocazione di Dio -Padre, Dio -Figlio e Dio -Spirito Santo!
A questa preghiera partecipano tutti i Santi, cittadini della "Nuova Terra", Santificati dal
CRISTO e non già quelli proclamati dal papa.
INTRODUZIONE
Il Pentateuco cristiano, a differenza di quello ebraico, attribuito in gran parte a Mosè, vuole
evidenziare nella sua intierezza l'AMORE inconcepibile ed indescrivibile del DIO CRISTIANO per mezzo della "PAROLA".
Questo AMORE indiscusso del DIO -CRISTIANO, nel Pentateuco ebraico viene, in gran
parte, oscurato da episodi in netta opposizione alla ineccepibile ed impenetrabile SUA
immensità.
Molti passi dell'Antico Testamento ed in particolare, alcuni del Pentateuco ebraico mettono in
risalto situazioni che contrastano e denigrano la PERSONA infinitamente amabile del DIO CRISTIANO; nel mentre viene resa palese dal CRISTO, con una limpidezza assiomatica, la di
Lui PATERNITA’ estesa a tutti gli uomini e non già al popolo ebreo; senz'altro autore, forse,
di spietatezze maggiori di qualunque altro popolo.
Infatti, al cospetto di Pilato che evidenziava nel CRISTO il "GIUSTO", gli ebrei con
arroganza spietata invocavano su di loro la maledizione: "Il sangue di questo Giusto ricada su
di noi e su i nostri figli!".
Questa auto -maledizione da essi invocata ne è la testimonianza della loro persecuzione da
duemila anni.
All'auto -maledizione da essi declamata si unisce l'altra di una efferatezza inaudita: quella
cioè di negare, ancora, la presenza reale e sostanziale del CRISTO su questa terra, andando
così incontro ad una auto -espiazione non equiparabile a nessun altro popolo di questo
pianeta.
Lo SPIRITO di VERITA’, penetrando nella disponibilità degli Eletti e dei Prescelti, rende
non solo possibile ma assiomatica la Paternità del DIO -CRISTIANO estesa a tutti gli uomini
di tutti i tempi e la salvezza totale di essi nella proiezione futura: la NUOVA TERRA!
L'ira, la vendetta attribuiti da Mosè e dai suoi discendenti al Creatore dell'Universo, al DIO CRISTIANO, sfigurano e deturpano la vera entità di LUI, in quanto lo rendono giustiziere
implacabile verso la creatura da LUI più amata e, quindi, difficilmente accettato dalla massa
degli uomini, peccatori per natura.
A porre fine a tanto scempio intorno all'ESSERE infinitamente amabile e misericordioso
nella SUA Essenza di Paternità Divina, concorre l'Amato FIGLIO dell’ALTISSIMO,
CRISTO GESU?, insieme alla sintesi della loro reciproca ed eterna Donazione: lo SPIRITO di
VERITA’!
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Questa realtà di AMORE incommensurabile e di infinita MISERICORDIA, viene evidenziata
ed esplicitata nei cinque libri del PENTATEUCO CRISTIANO che vengono così denominati:
la Dimensione Eterna;
il Terzo Libro dopo il Vangelo;
la Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male;
il Destino e la Sofferenza dell'Uomo;
la Reincarnazione o Metempsicosi.
Nel primo libro " La Dimensione Eterna" viene sinteticamente riportato l'AMORE del
PADRE CELESTE, attraverso alcuni passi del VANGELO che delineano nella intierezza la
Paternità del DIO -CRISTIANO estesa a tutta l'Umanità.
Ancora viene reso noto come la diabolicità dei singoli non è attribuibile solamente agli stessi,
bensì a quanti hanno contribuito alla loro formazione.
Come pure la santità non è attribuibile in toto a quanti attendono alla osservanza di principi
saldamente morali e spirituali; ma, anch'essa, risente dell'ausilio di geni positivi, di aiuto di
altri e di ambienti favorevoli.
Quindi, viene ribadito come la santità non può essere decretata, assolutamente, da alcuno
degli esseri mortali (cosa d'altronde evidenziata nella Bibbia), tanto meno dal papa e dai suoi
seguaci che hanno travisato l'insegnamento del CRISTO con il loro tenore di vita e con il
potere che brandiscono in molte situazioni.
L'entità della santità sarà resa possibile e palese subito dopo che lo spirito dell'uomo, libratosi
dalla carcassa corporale, accederà nella "Iperconscia" e, confrontandosi con i Decreti Divini,
potrà immantinentemente, se privo di spietatezze, accedere nella sfera "Abelica" e, quindi,
nella NUOVA TERRA!
Ciò che viene fermamente e santamente affermato in questo libro è la blasfemità dell'inferno,
acclarata dalla sublimazione del CRISTO sulla CROCE!
La pubblicazione si chiude con la certezza ispirata che la venuta del CRISTO su questa terra
non era necessaria, perché l'umanità fosse tutta salvata; infatti sarebbe bastato il solo
"sentire" della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ perché tanto si realizzasse.
La motivazione di tanta Donazione del DIO -CRISTIANO, attraverso il CRISTO e lo
SPIRITO SANTO, ha come finalità il rendere meno tribolato il soggiorno nella sfera
"Caina", attraverso l'acquisizione della Paternità del COLOSSO dell'UNIVERSO su questa
Terra, estesa a tutti gli uomini tramite l'insegnamento di vita del FIGLIO dell’ALTISSIMO.
Nel Terzo Libro dopo il VANGELO viene ancora esplicitato, con una chiarezza indiscussa,
come tutti i sub -uomini della terra, in proiezione futura, siamo stati salvati dall'Olocausto del
CRISTO e come la condanna eterna declamata dalle "professioni" cristiane investirebbe, in
prima persona, tali assertori ed i loro condottieri: dal papa agli altri capi delle diverse
"professioni" cristiane.
Viene esaltata, quindi, la MISERICORDIA inesauribile della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’ che porta alla salvezza di Giuda che ha incarnato il tradimento
di tanti seguaci del CRISTO: dagli Apostoli a molti credenti e vengono evidenziate le infinite
schiere che più di Giuda tradirono e continuano a tradire il CRISTO
Maestosa trapela, anche, in esso la salvazione del cattivo ladrone, attraverso una profonda
presa di coscienza e, quindi, di una contrizione perfetta dello stesso che lo porta, al termine
del tragitto terreno, a sublimare il FIGLIO dell’ALTISSIMO.
In questo libro si manifesta ancor di più la MISERICORDIA infinita dei DIO -CRISTIANO,
attraverso l'auto -purificazione di tutti gli spiriti che accederanno, al termine di essa, nella
NUOVA TERRA.
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Vengono, anche, elencate le diverse schiere degli abitanti la terra s che costituiscono la massa
dei sub- uomini, dei sub- cobra e dei sub- aspidi con la loro relativa espiazione nelle diverse
sezioni della "Caina".
Nel libro "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male" , risalta come il DIO CRISTIANO non è solo spirito come affermano le diverse "professioni" cristiane, ma la di
LUI Essenza è costituita da CORPO, ANIMA e SPIRITO e come la SUA immensa purezza si
espleta nello SPIRITO.
Come pure si fa rilevare come l'uomo non fu costituito da fango su cui alitò il CREATORE,
bensì egli ebbe origine da una "idea" ben precisa del DIO -CRISTIANO.
Si parla pure della venuta degli uomini sulla terra, attribuita agli spiriti puri della zona
Divina, bramosi di possedere il Corpo glorificato dal CRISTO.
Anche l'esistenza del "Male" viene registrata ed attribuita esclusivamente all'uomo, il quale
ne divenne creatore disubbidendo ed opponendosi al desiderio della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Nella pubblicazione " Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo", attraverso pensieri "ispirati",
viene affermato come entrambi traggono origine dall'unica e funesta creazione attribuita
all'uomo: il Male!
Viene, anche, reso palese quanto vantaggioso sia per i sub -uomini della terra conoscere,
accettare, amare e glorificare il CRISTO, su questo pianeta, per il raggiungimento rapido
della "NUOVA TERRA".
Non mancano in questi scritti i richiami e le attribuzioni di condanna al papa e agli altri
"maestri" della teologia che deprimono la massa degli uomini nello spirito e li allontanano
dalla strada percorsa ed insegnata dal CRISTO che porta alla salvezza eterna col rendere
gloria perenne al PADRE CELESTE di tutti gli uomini futuri e allo SPIRITO SANTO che
penetra ed illumina i "disponibili".
Altra verità menzionata, è la non sempre disponibilità completa degli Eletti e dei Prescelti che,
spesso, vengono distratti dagli attacchi della "energia del male" e da situazioni gravose e
disparate che li rendono poco veritieri nei confronti della "illuminazione" ricevuta: dai
profeti agli apostoli, dagli eletti ai prescelti.
Pertanto, alcuni passi dell'Antico Testamento, del Vangelo e gli scritti di alcuni illuminati
non, sempre, devono essere presi alla lettera, ma con l'aiuto dello SPIRITO di VERITA’
essere intesi nella giustezza del loro spirito, in quanto sia il DIO -CRISTIANO, sia il CRISTO
hanno solo parlato e, continuano a farlo, lasciando segni da interpretare.
Nell'ultimo libro del Pentateuco Cristiano " La Reincarnazione o Metempsicosi", viene
accentuato il percorso di tutta l'umanità sul pianeta Terra, le stravaganze di essa e il continuo
e sempre crescente insuperbirsi, tanto da renderla, sempre più, oppositrice alla infinita
MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO, determinando situazioni catastrofiche per sé e per
gli elementi naturali di questo pianeta.
Si fa cenno alla infinitesima frazione di pulviscolo umano riferita ai superbi, ai ricchi, ai
potenti e, perché no, agli scienziati della terra.
Questo quadro fosco e denigratore dello spirito non fa che accentuare, giorno dopo giorno, il
male che rende sempre più difficile l'accettazione dell'insegnamento del CRISTO, vissuto
dallo STESSO, rendendo assai più dura la espiazione dei sub -uomini nelle sezioni della sfera
"Caina".
Questa incredibile ed inaccettabile realtà non fa che portare, sempre più vicina, l'umanità ad
auto -distruggersi, coinvolgendo le forze naturali che rendono più letali le condizioni degli
esseri detti "umani"!
La Dimensione Eterna –Anno 1992(E' blasfemo affermare l'esistenza dell'inferno)
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Parlare di vita ultraterrena, di una dimensione nuova, di una vita eternamente felice al di là
di questa cortina terrestre, non è tanto facile né tanto credibile.
L'uomo, in genere, si sofferma sui problemi, sulle ansie e, soprattutto, sulla economia di
questo pianeta mettendo in secondo ordine o, addirittura, nello scredito il dopo- morte.
I più esauriscono la loro esistenza terrena soffermandosi a soddisfare le esigenze materiali,
trascurando del tutto i problemi dell'al di là; altri hanno una credenza effimera che si
esaurisce, anch'essa, nei beni terreni e, solo, quando vengono sopraffatti da problemi di una
certa portata, da ansie tormentose, da mali incurabili, fanno affiorare alla loro coscienza
quanto era stato sepolto dalle avidità dei piaceri terreni; pochi sono quelli, invece, che cercano
nel profondo del loro essere la risposta a questi interrogativi che si affacciano in maniera
preponderante alla mente di tutti gli uomini: "Chi sono?, da dove vengo? Dove sono destinato
ad andare dopo questa vita terrena?".
La ricerca di questi ultimi è affannosa e costante: essi indagano sempre più perché possano
approdare in qualcosa che soddisfi, in parte o totalmente, tale ricerca.
Sono questi gli uomini di scienza e quelli che si sforzano di penetrare il mistero del
CREATORE: l’AMORE.
I primi vengono "parzialmente" soddisfatti dalle combinazioni scientifiche che schiudono
campi sempre più illimitati ed imperscrutabili. Dicevo parzialmente, perché essi
continuamente, all'apertura di nuovi e sconfinati orizzonti, contrappongono la loro caparbietà
che giammai potrà loro dare la pienezza del mistero, perché ricercate in cose evanescenti e
destinate anch'esse, nel tempo, seppure lontano, a scomparire.
I secondi , invece, sono coloro che servendosi della potenzialità dello Spirito, anche se spesso,
si smarriscono, si ritrovano sostenuti da COLUI che nella SUA immensa Spiritualità, a
seconda della disponibilità del soggetto, alimenta l'accanito esame che pur non potendo, in
questa dimensione, dare la completezza della VERITA' infonde, sempre più, la convinzione di
essere sul sentiero di quest'ultima e li porta a raggiungere quella realtà velata che, senza
dubbio, immediatamente nella "Iperconscia" li porterà alla conoscenza perfetta della nostra
realtà eterna, nell'AMORE del binomio del PADRE e del FIGLIO che si estrinseca e si
completa nello SPIRITO SANTO!
Sono questi ultimi, forse, i più tormentati perché avendo dato la loro disponibilità
all'AMORE entrano, pian piano nella VERITA’ e vorrebbero che la loro conquista venisse
condivisa ed accettata dai più.
Il loro tormento, quindi, deriva dalla stoltezza di quanti vegetano su questo pianeta al pari
della fauna e della flora, non sfruttando quella ricchezza incommensurabile che alberga nei
loro cuori e che è stata donata loro dal CREATORE.
Essi sono "Ciechi e Sordi", quindi, ai richiami dello SPIRITO SANTO, perché alimentano
intensamente l'aliquota del male, in parte ereditata ed accentuata da loro nel breve corso
della umanità terrena e più soggetta ad accrescersi agli stimoli effimeri dei beni materiali,
Nel mentre la condizione dei cercatori della “VERITA’” è causa di afflizione, nello stesso
tempo, subentra in essi la consolazione del munifico DIO -CRISTIANO che sopperisce alla
meschinità del sub- uomo e con la SUA totale Oblazione al PADRE CELESTE, tramite lo
SPIRITO di VERITA’, offre ancora alla cecità e alla sordità del "sub" la certezza di salvezza
in un periodo più o meno lungo nella "Iperconscia" che è il primo stadio di accesso dopo la
morte corporale.
La Iperconscia è la zona di sosta per tutti ed è in questa che gli spiriti prendono coscienza
perfetta delle colpe, dei peccati e del mancato amore verso il DIO –CRISTIANO che si dona
per la salvezza di "tutti" gli uomini.
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Essa è preceduta da un vestibolo in cui affluiscono tutti gli spiriti dopo il distacco dal loro
corpo terreno e da cui vengono dislocati, a secondo delle colpe e dei peccati nelle due sfere:
l'ABELICA e la CAINA.
A questa determinata ed "ispirata" realtà si oppone qualche illazione tratta da alcuni passi
del VANGELO, in cui appare incontestabile la condanna "eterna" alla quale, però, si obietta
con l'inconfutabile certezza dell'Essenza del DIO -CRISTIANO, il Quale essendo AMORE
infinito, non può non amare e, quindi, condannare in eterno la SUA creatura prediletta, anche
quando questa, perversamente alimentata dai geni del male ereditati o ambientali e
condizionata da altre costrizioni, assume l'aspetto mostruoso e, quindi, diabolico.
Allora, come conciliare la interpretazione della Bibbia e in particolare del VANGELO quando
con drasticità inequivocabile viene evidenziato che, inevitabilmente, l'uomo demone e
destinato alla condanna eterna?
Da un esame analitico e razionale risulta che ambedue le interpretazioni sono realtà
indiscutibili e, comunque, contrastanti. E, allora, questa conflittualità trovasi nel DIO CRISTIANO o nella interpretazione dell'uomo?
Affidandoci alla ispirazione dello SPIRITO d’AMORE, allo SPIRITO SANTO, senz'altro
arguiamo che la diversità e la conflittualità albergano nell'uomo, quando egli si esprime con
una terminologia e con una interpretazione che cozzano con l'Essenza della MISERICORDIA
e dell’AMORE e in antitesi con la OBLAZIONE del CRISTO al PADRE CELESTE e allo
SPIRITO SANTO.
Ne consegue, quindi, che i profeti, gli evangelisti, gli esegeti e tanti altri nel fissare il pensiero
cristiano, del CRISTO hanno travisato, molti in buona fede, in momenti di poca disponibilità
allo SPIRITO SANTO, il vero e sconfinato significato di esso non avendo avuta la capacità di
essere costantemente presenti all'influsso dell'Amore., allo SPIRITO di VERITA’!
Essendo il DIO -CRISTIANO per "Essenza" AMORE; avendo il CRISTO, Figlio
dell'Altissimo, Oblato SE STESSO al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO per la
salvezza "totale" dell'uomo: " ...Padre perdona loro perché non sanno quello che “si”
fanno!”, è consequenziale che il (sub) nella proiezione futura sia "santificato"
E, allora, quale trattamento è da attribuirsi a colui che ha cercato sforzandosi di vivere una
vita morigerata, una vita in rapporto con l'Essere Supremo, una vita in comunione col DIO CRISTIANO e colui, invece, che si sia realizzato conducendo una vita pregna di atti di
violenza, prevaricazioni e mostruosità?
A questo punto bisogna cercare di penetrare, prima, la costituente di ogni sub per quanto il
lume dello SPIRITO SANTO, per la nostra disponibilità ce lo consente, essendo questa
elargizione proporzionata all'apertura che ogni uomo dà a LUI.
Premesso che la ispirazione che mi proviene dall'Essenza dell'Amore, dallo SPIRITO
SANTO, è dovuta alla mia totale (umanamente parlando) disponibilità a LUI, ne consegue
che devo necessariamente ammettere che l'uomo è la risultante di spirito, anima e corpo,
come pure che in ogni essere umano alberga una parte di bene e una parte di male e che
queste aliquote, sostanzialmente, si diversificano nei singoli a causa dei "geni" che si
ereditano o che si acquisiscono o si attivano nell'ambiente in cui l'uomo vive.
Quando i geni del male ereditati che albergano nel singolo, vengono stimolati dal soggetto e
trovano nella famiglia o nell'habitat in cui vive, sproni sempre più intensi generati da altri
geni del male, la condizione di quest'ultimo diventa irreversibile e soggetta ad assumere
atteggiamenti sempre più idonei a tradursi in azioni diaboliche, tanto che la sua immagine
umanizza il "satana" reale e sostanziale.
Si deduce, quindi, che satana è creazione dell'uomo, è lo stesso sub quando tendenzialmente, a
causa dei geni ereditati e da lui stimolati opera il male e quando la famiglia e la società
sollecitano in lui l'accrescersi della natura malefica.
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Ne deriva, quindi, che la mostruosità, la diabolicità del singolo coinvolge i "tanti" altri che
hanno contribuito all'addensarsi della malvagità, della perfidia, della criminosità: perciò non
è solo il singolo ad auto -condannarsi, ad espiare i peccati, bensì quanti hanno partecipato alla
formazione del demone.
Premessa la infinita immensità della Misericordia del DIO -CRISTIANO, il Suo Amore
infinito e la totale Oblazione del CRISTO al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO per
la salvezza di "molti" (tutti) gli uomini, ne scaturisce che tanto AMORE permea tutta
l'umanità che deve necessariamente ed indispensabilmente, perché in "embrione" già
santificata, scoprire, riconoscere, ringraziare e glorificare in eterno il DIO -CRISTIANO, nel
PADRE e nel FIGLIO; la loro Sintesi, lo SPIRITO SANTO: l'AMORE!
Lo spirito dell'uomo, o meglio del "sub" che in questa dimensione terrena non riesce, per sua
tendenziale perversità, per incapacità acquisita, per indolenza personale o per cause attribuite
ad altri, a penetrare il grande "mistero" dell'al di là, l'AMORE; essendo in proiezione futura
già santificato, repentinamente, nel dopo-morte avrà conoscenza della inestimabile Donazione
del CRISTO al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO, per la sua e l'altrui salvezza.
Nella Terza Zona, quindi, il singolo spirito presa coscienza dell'immensità immensa
dell'AMORE della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, rifacendosi ai DECRETI
DIVINI auto -determinerà la sezione iniziale della "CAINA" in cui allogherà e quelle,
successive, dove espierà i suoi peccati, avendo presa coscienza delle azioni perverse realizzate
e del BENE rifiutato; non tenendo in alcun conto il tempo della sua auto -purificazione,
perché sorretto da una sofferenza agognata ed espiatrice e, soprattutto, dalla certezza di
approdare nell'"ultimo giorno"( perché cesserà il tempo in quel momento), alla eternità
PARADISIACA!
Mentre la sfera "CAINA" è la zona di auto -espiazione con intensa durata nel tempo, quella
"ABELICA" è la sfera dove lo spirito sosta pochissimo tempo e l'auto -purificazione delle
colpe volute o determinate in collaborazione ad altri, avviene precocemente e gli spiriti
vengono ammessi nella zona "Paradisiaca" dove il dolore, l'ansia, il peccato e la morte
rientrano e si esauriscono in un vago e brutto sogno tendente ad essere distrutto!
Poiché la Libertà è il dono più grande che il CREATORE concesse e continua a concedere
all'uomo, questi ha la possibilità di riconoscere l'essenza del BENE, per cui può con la sua
volontà mitigare o accentuare il male ereditato nonché quello dell'ambiente in cui vive.
Lo sforzo sostenuto dalla volontà per il continuo lottare, rende l'uomo sempre più consapevole
delle sue carenze e lo aiuta ad esporsi il meno possibile ad azioni perverse.
Queste ultime se non vengono controllate e permeate da un senso di responsabilità, derivato
da un confronto col SOMMO BENE, vengono stimolate e si accentuano trasformando il
"sub" in un demone che, pur essendo in embrione proiettato verso la felicità eterna, per
AMORE del CRISTO, sarà costretto nel dopo -morte a bramare la dura auto -espiazione
senza tenere in alcun conto il tempo richiesto.
Durante la sua permanenza nella sfera "Caina" egli assisterà al passaggio, nella zona Abelica,
di quegli spiriti che hanno subito le sue prevaricazioni non solo direttamente, ma anche di
quelli che, indirettamente, hanno risentito delle sue esecrandi azioni.
La "Iperconscia e, precisamente, la sfera CAINA abbraccerebbe il "deprecato" inferno,
declamato dalla comunità cattolica, ortodossa e dalle altre confessioni.
Esse, ignorando, perché così bisogna affermare, l'Essenza del DIO -CRISTIANO, l'AMORE
(grande mistero per la maggior parte degli uomini, in particolare per tutte le confessioni
cristiane) condannano in eterno i "peccatori", che pur avendo commesso le più deprecabili e
detestabili azioni (già santificati, in futuro dal Sangue Preziosissimo del Cristo) non sono i soli
responsabili di esse perché coadiuvati da operatori più o meno illimitati nell'attuazione della
loro perversione (geni ereditari, ambiente determinante, situazioni occasionali ed inevitabili,
etc.).
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Questi, dunque, insieme ai loro cooperatori sono destinati, per Amore del DIO -CRISTIANO,
all'auto purificazione che avverrà, a secondo dell'entità perversamente operata, in una o più
sezioni della CAINA.
La persistenza dichiarata di un "presunto" inferno e avvallata, anche, dai dotti poco accorti e
in antitesi assiomatica con le parole affermative proferite da Gesù:"...questo è il calice del mio
SANGUE, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”; e,ancora, nella pienezza della
Sua Donazione, Gesù così afferma "...sono venuto non a condannare, ma a salvare il mondo":
"... e sono venuto nel mondo per i peccatori e non già per i giusti" (per coloro che si ritengono
giusti: vedi il pubblicano);inoltre, mentre esalava l'ultimo respiro, Egli invocando il Suo DIO,
così esclamava:” PADRE, perdona loro, perché non sanno quello che “si” fanno".
La Sublimazione del CRISTO sulla CROCE pervade tutti gli uomini, nessuno escluso, quindi
la salvezza dell'uomo è totale.
"... Nessuno viene al PADRE, se non attraverso ME". Tanto presuppone che la salvezza è una
prerogativa dello stesso sub, perché deve , indispensabilmente e formidabilmente, conoscere
ed amare, incondizionatamente il CRISTO, seppure nella "Iperconscia": conoscenza ed
amore che l'uomo deve esprimere con la lode e la gloria costanti e con il "grazie" eterno alla
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’
Se CRISTO col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO afferma che l'uomo è salvo per
l'Amore generato eternamente dalla TRIADE DIVINA (il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo),
egli necessariamente dovrà conoscere ed amare infinitamente l'evocato e non conosciuto
"mistero", l'AMORE; dal quale verrà travolto, coinvolto e permeato!
Non tutti gli uomini, a causa dei geni del male ereditati o ambientali, per la loro cocciutaggine
ed ostinazione, per il loro sadismo e per il loro preponderante desiderio di gloria, riescono su
questo pianeta a conoscere , a penetrare e a far propria la infinita disponibilità del CRISTO,
ma solo gli eletti, i prescelti e i disponibili.
Questi ultimi, avendo ricevuto o registrato nel proprio spirito la generalità dei geni del BENE,
sostenuti sempre più dall'Amore Universale riescono, a volte, non sempre tanto facilmente
perché vengono contrastati continuamente dall'energia del Male, in lotta continua con quella
del Bene, a giungere alla conoscenza e al possesso, seppure parziale, dell'AMORE dalla cui
Energia, nonostante tutto, vengono permeati.
I più, invece, quelli che per la disponibilità sono assai lontani dall'Essenza del BENE, a causa
dei geni malefici o condizionati dall'ambiente perverso, spesso privati della volontà ed anche
perché non si sforzano minimamente ad opporsi al male, operano negativamente dando
origine ad azioni deprecabili e perverse.
Però, anch'essi, nonostante tutto, fanno parte ed integrano l'organismo umano: sono,
comunque, cellule di questa società di cui, ognuno di noi è parte operante e, della quale,
ognuno di noi deve sentirsi coinvolto e responsabile in maniera più o meno determinante.
Com'è possibile, quindi, azzardare un giudizio "assoluto" nei loro confronti, quando essi
vengono generati ed alimentati dalla linfa che pervade lo stesso organismo?
"NON GIUDICATE, perché SARETE GIUDICATI"!
E' ovvio che non bisogna azzardare un giudizio "assoluto" quando non si è nella condizione di
conoscenza perfetta del singolo: questa capacità che non è possibile assolutamente
raggiungere perché di pertinenza solo del DIO -CRISTIANO viene dallo STESSO estesa allo
spirito , quando questi si troverà nella Iperconscia per determinarne l'auto -purificazione.
All'uomo della terra è dato, dopo un'analisi approfondita conoscere particolari tendenze che,
però, non possono trovare assolutezza nel giudizio, perché non ha le prerogative per
penetrare il precordio dello spirito altrui.
Tale determinata certezza si deduce dalla deroga derivante dallo stesso CREATORE, il Quale
ha demandato alla Sua creatura "l'auto -giudizio" in funzione dell'inequivocabile dono della
"Libertà", quando il suo spirito trovandosi nella Terza Zona e, precisamente, nel vestibolo
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della stessa, “la Iperconscia", prende coscienza delle proprie opere perverse e dei
condizionamenti diretti ed indiretti e ne determina la sezione o le sezioni per l’auto purificazione.
La santità e la demoniacità dei singoli, pur avendone tutta la parvenza reale in questa
dimensione, avranno la conferma o la smentita quando gli spiriti saranno nella condizione di
auto -giudicarsi.
Fatte queste premesse, bisogna affermare che le confessioni cristiane dovrebbero essere molto
caute nel portare agli onori degli altari uomini che, sebbene siano vissuti nella dedizione al
CRISTO e quindi al prossimo, non possono essere giudicati santi perché il loro bagaglio
spirituale può essere stato acquisito per eredità e costituito da una quasi totalità dei geni del
Bene e, soprattutto, perché tale prerogativa è di assoluta pertinenza del DIO –CRISTIANO!
Essi possono, tuttavia, essere presi come esempio e stimolo per le loro azioni e per la santità
della vita che sono riusciti ad esternare.
La santità non è preclusa ad alcuno; essa è estesa a tutti gli uomini ed è realizzabile in
funzione di un tempo più o meno lungo nelle sfere della Iperconscia.
Tenuto conto, quindi, che le loro azioni e la loro vita esemplari possono essere stati resi tali,
facilmente, da una quantità di geni del Bene o da un habitat favorevole e spronante e, quindi,
da sforzi di volontà assai pacati, essi si avvantaggiano rispetto a quanti per eredità o per
ambiente, totalmente perversi, sono stati, nonostante sforzi sovrumani costretti ad apparire
satanici.
Comunque , giammai, le chiese cristiane dovrebbero portare agli altari uomini della terra,
perché questi non possono raggiungere la santità se non quando saranno ammessi nella Zona
Paradisiaca (realtà questa raggiungibile da tutti gli uomini in tempi più o meno lunghi).
Le chiese, quindi, oltre al loro giudizio relativamente credibile per motivi innanzi accennati si
rendono responsabili, non solo, di colpe bensì di peccati da espiare, perché l'elezione di un
uomo a santità opacizza l'Entità Suprema, il DIO -CRISTIANO, il quale viene ad essere
sminuito, nella possanza di Amore e di Misericordia infiniti, da uomini che assorbono quanto
è dovuto solo e sempre a LUI!
Infatti le invocazioni, le richieste e le preghiere del popolino rivolte a queste santità perché
disinformato dai" presunti" dotti della teologia sulla infinita Misericordia, sull'immensa
Prodigalità del DIO -CRISTIANO, sulla Essenza Paterna di LUI, vengono rivolte ad uomini
che pur avendo condotta una vita proba e significativa non risentono di alcuna velleità di
mediazione, né hanno prerogativa alcuna di intercedere presso il PADRE CELESTE in
quanto, tali poteri, sono stati devoluti esclusivamente e in assoluto al Figlio dell'Altissimo,
CRISTO GESU'; unico erede della volontà del PADRE CELESTE!
CRISTO è il SOLO e l' UNICO che ha mediato in eterno per la salvezza dell'umanità intera:
presente, passata e futura.
CRISTO a cui il PADRE CELESTE ha demandato ogni potere nell'universo, ci ha dato la
immagine reale, sostanziale ed inconfutabile del DIO -CRISTIANO come "Essenza"
PATERNA in diversi passi del Vangelo: quando ci invita a pregare: PADRE Nostro...";
quando esige che ogni uomo si rivolga a LUI per ottenere ciò che rientra nel rapporto
d'amore tra PADRE e Figlio: "Chi di voi al figlio che gli chiede del pane gli dà un sasso o a
chi gli chiede un pesce gli dà un serpe? Se voi cattivi come siete, capaci di essere tali con i
vostri figli non ci riuscite; quanto più il PADRE che è nei CIELI, per la SUA infinità bontà, vi
darà tutto ciò che è lecito chiederGli?"; quando per la Sua incommensurabile
MISERICORDIA, va incontro ed abbraccia il Figluol prodigo?
Perché, allora ingannare la povera gente bramosa della conoscenza del vero DIO CRISTIANO, del DIO di AMORE che altrimenti non può essere?
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"Ciechi e guide di ciechi", voi che a saggi assurgete della conoscenza di un DIO che ne
stentate una parvenza; voi distruggete con le vostre false affermazioni la bramosia di tanti che
Lo cercano.
Informatevi alla vera Scuola del CRISTO e lasciatevi penetrare dall'Essenza dell'Amore
generata dal PADRE e dal FIGLIO, lo SPIRITO SANTO, che voi ignorate e declamate come
"mistero" perché non vi disponete a farvi penetrare dallo SPIRITO di VERITA’.
La Donazione del PADRE CELESTE al FIGLIO e del FIGLIO al PADRE diventa "mistero"
impenetrabile quando non si è proclìvi a lasciarsi penetrare dalla "Sintesi" di questa
reciproca Donazione: l'AMORE!
Svegliatevi saggi di una teologia non confacente all'insegnamento del CRISTO, svegliatevi dal
vostro torpore che ha contribuito in maniera esorbitante a rendere infelice l'umanità;
svegliatevi, annientando le cause di questo vostro torpore che è riscontrabile nella vostra
alterigia, nella vostra superbia e lasciate liberi, senza ingannare i "puri" di cuore che, pur
essendo stati istradati su vie lungamente lontane dalla centralità del CRISTO, vi
precederanno di gran lunga nella zona PARADISIACA!
E voi, sub della terra, cercate di scovare con accanimento nel vostro precordio spirituale
chiedendo aiuto allo SPIRITO SANTO, senza tema alcuna delle vostre colpe e dei vostri
peccati e scoprirete l'essenza di questa vita e, maggiormente, di quella futura: il CRISTO!
In tal guisa renderete meno tribolata la vostra esistenza su questo pianeta e limiterete al
minimo la vostra auto -purificazione nella sfera ABELICA, quindi, l'ingresso nella NUOVA
TERRA!
La santità, ripeto, è estesa a tutti i "sub" e uomini della terra ed è realizzabile in un tempo più
o meno lungo da sostare nelle due sfere," l'Abelica e la Caina". Tempo determinato dalla
complessità delle colpe e dei peccati.
Le sezioni della sfera "Caina" sono nove e sono comunicanti, onde permettere agli spiriti
l'accesso alle successive, quindi espiati alcuni peccati in una sezione possano accedere alle
altre se vi sono richiami di peccati commessi e riferite ad esse.
Tutti gli uomini per l'Essenza della Carità del CRISTO, siamo salvi e, quindi, abitatori in
embrione della Città Santa, la Zona Paradisiaca.
Ne consegue che la conquista di essa nel tempo, è subordinata all'impegno di ciascuno di noi
di riconoscere l'infinita Misericordia del DIO -CRISTIANO, attraverso CRISTO SIGNORE
e lo SPIRITO SANTO e darne atto, consistente e perenne, col renderGli il "grazie" eterno.
Grazie questo, che deve farci considerare la priorità assoluta del CRISTO ad ogni nostro
bene, ad ogni nostro affetto e ,soprattutto, all'annientamento della nostra personalità.
Se tale presa di coscienza avesse inizio in questo soggiorno terreno, se venisse sollecitata
continuamente e reciprocamente fra noi "sub", vivendola senza alcun parassitismo e senza
velleità alcuna di sopruso e di gloria, la nostra permanenza nella Iperconscia sarebbe molto
breve e la nostra auto -purificazione consisterebbe solo nello eliminare le scorie delle colpe
naturali, di cui ognuno di noi non è possibile esserne scevro, eccettuati Maria e gli Eletti.
Purtroppo, non è possibile realizzare tale condizione perché i sub della terra, nella quasi
totalità, volutamente o ingannevolmente ignari, di una esistenza Nuova, di una vita Eterna che
va vissuta dopo questo breve soggiorno terreno, devolgono tutti i loro affanni, tutti i loro
sforzi e tutte le loro aspirazioni a conquiste vanificate che renderanno molto più tardo e
difficile l'ingresso nella"Quarta Zona", perché a lungo si soffermeranno nelle sezioni della
sfera "Caina" dove attenderanno che tutti gli spiriti che hanno subito le loro angherie, i loro
soprusi, le loro perfide azioni ed il loro deprecabile sentire saranno ammessi nella Zona
Paradisiaca.
L'auto -purificazione, quindi, avrà termine quando tutti gli spiriti che furono vittime saranno
ammessi nella NUOVA TERRA e saranno permeati dalla Gloria del CRISTO e, quindi, dal
Gaudio Eterno.
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Cosa ci attende nella Zona PARADISIACA? La risposta è "una VITA NUOVA", una vita di
dedizione simile a quella che sussiste tra il PADRE e il FIGLIO e tra CRISTO e il PADRE che
genera solo e sempre AMORE; cioè, anche noi, saremo portati a generare Amore e ad essere
eternamente felici nel donare e nel ricevere!
Questa condizione avremmo potuto, in gran parte,realizzarla se avessimo recepito e fatto
nostro l'insegnamento e la vita trasmessaci dal FIGLIO dell'ALTISSIMO.
Nella NUOVA TERRA la vita non avrà mai termine, sarà eterna e noi conosceremo e
realizzeremo solo Amore e lo spirito nostro sarà sempre più perfetto e vicino alla Perfezione:
al DIO -CRISTIANO!
La vita fisica si svolgerà animata dallo spirito pregno di amore e finalizzato solo al Bene:
l'uomo, quindi, riprenderà il suo corpo, reso perfetto più che alle origini, perché glorificato in
CRISTO e svolgerà le sue "infinite" attività conformemente al desiderio del suo spirito.
Le sue cellule non andranno ad esaurirsi, come avviene su questa terra, ma si riprodurranno
continuamente rendendolo, sempre più, e costantemente giovane e bello, perché somigliante al
PADRE CELESTE!
La zona PARADISIACA sarà abitata da miriadi infinite di uomini, non più sub, il cui numero
sarà di gran lunga superiore alle galassie stellari.
E' giusto che io mi prolunghi e mi soffermi, secondo quanto mi viene trasmesso da una visione
cristiana e scendere in alcuni particolari, per poter constatare l'iter del "sub" destinato ad
essere "l'uomo" molto vicino al CRISTO nella proiezione futura
Il "sub", tale è il cittadino in genere di questo pianeta, percorre due stadi essenziali vivendo
questa dimensione: il sub -conscio ed il conscio.
Vivendo la fase sub -conscia, il sub compie azioni in massima parte inconsapevoli che, pur non
avendo una diretta responsabilità, risentono di influssi, azioni e sentimenti che rendono assai
limitata la sua partecipazione.
Nel sogno, infatti, riviviamo situazioni non sempre vissute che hanno qualcosa di responsabile,
direttamente o indirettamente, per la trasmissione di geni ereditari.
Altro momento di relativa inconscia responsabilità è quello in cui si agisce sotto l'influsso di
farmaci o quando le azioni vengono estorte o dominate da terzi ( ipnosi, determinazione di
volontà potenti su altre di natura o di acquisizione instabili, etc.).
Nel secondo stadio, quello del "conscio", il sub agisce in piena coscienza:le sue azioni, però,
oltre che dalla propria volontà, risentono dell'influsso dei noti "geni" del Bene e del Male ed
anche e, soprattutto, dall'ambiente in cui vive: le azioni, quindi, pur avendone una
responsabilità diretta, non hanno un valore estremamente assoluto, ma trovano attenuanti
che operano nell'attuazione di esse, anche nelle più incriminabili, nelle più efferate e
detestabili.
Quindi, al riguardo, il giudizio degli altri pur essendo, a volte, indispensabile non trova
riscontro”assoluto” nella imputazione di alcuni delitti perché, come già chiarito, in ogni realtà
c'è in parte il concorso o la partecipazione, diretta o indiretta, di altri individui.
In questo stadio il sub realizza la sua futura destinazione: l'allogazione in una o più sezioni
della sfera CAINA oppure nella sfera ABELICA.
Egli si rende responsabile di tutte le sue azioni coscienti, anche se vuole, volutamente,
ignorare quello che gli spetta al termine del percorso terreno: in sintesi prepara il suo
soggiorno nella
terza zona, la cui durata sarà da lui determinata nel vestibolo della Iperconscia, quando la
visione dei suoi misfatti e delle sue opere buone sarà palese attraverso una conoscenza
perfetta.
Nella terza Zona il sub cessa si essere tale e prende le sembianze dell'uomo imperfetto e in
spirito e, dopo un auto -giudizio insindacabile ed irreversibile, perché risente della visione
munificatrice del DIO -CRISTIANO, si dirige in una delle nove sezioni se trattasi della sfera
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"CAINA", quella cioè che ospita gli spiriti che hanno degenerato in determinate situazioni o
circostanze, oppure nella sfera "ABELICA".
Stabilita la sezione o le sezioni per la sua auto -purificazione, il singolo vi rimane un periodo
più o meno lungo che soddisfi la espiazione dei suoi peccati; nella sua permanenza è obbligato
a rivivere rivedendo tutto il male operato ed espia assistendo al passaggio degli spiriti da lui
sadicamente violentati, deturpati fisicamente, moralmente e spiritualmente.
La visione degli spiriti violentati acutizza sempre più la sua auto -sofferenza che lo porterà,
infine, all'auto -purificazione.
L'essersi collocato nella prima sezione, non determina necessariamente la sosta nelle
successive che possono essere solo attraversate o ancor più aggirate per raggiungere la sfera
"Abelica"; come pure è possibile la sosta in altre sezioni richiamate e di pertinenza di peccati
diversi da quelli purificati nella prima.
L'uomo, dopo la sua auto -purificazione viene a possedere la eterna dimora, la
PARADISIACA, dove il suo gaudio sarà eternamente pervaso dalle di lui lodi eterne di
ringraziamento, attraverso le sue azioni, a COLUI che, mercé il SUO infinito AMORE, ha
preparato la definitiva dimora a tutti gli uomini
La visione di questa NUOVA TERRA percepita in miniatura in questa Dimensione, darà a
quelli che la intravedono, tramite l'aiuto dello SPIRITO di VERITA’, la certezza di quella
futura realtà macroscopica e consentirà loro di vivere una vita vivibile anche su questo
pianeta, anche se questa viene costantemente e quotidianamente tormentata da innumerevoli
afflizioni che se non venissero sostenute dalla certezza futura, porterebbero spesso alla
esasperazione dell'essere.
Nella Nuova Terra, quando tutti saremo rigenerati e quando la PALINGENESI dell'umanità
sarà realizzata , si riprenderà il primo rapporto avuto dal primo uomo col DIO CRISTIANO.
Allora, riprenderemo a procreare come ab - inizio, quando i nostri progenitori procreavano
solo per amore, nonostante quello che dicono i materialisti e gli scettici: l'intensità di esso sarà
di una portata che su questa terra è inimmaginabile e irraggiungibile.
Essi, Adamo ed Eva, inizialmente, procreavano solo spiritualmente attraverso quel rapporto
puro ed intenso dell'uno verso l'altra e che sintetizzava la procreazione pura.
La loro stoltezza ed ancora di più la loro superbia li indussero a diventare anch'essi creatori:
creatori lo furono in quanto generarono la più infida creatura: il Male!
Lasciandoci questa truce eredità da noi perseguita e da noi alimentata che viene
quotidianamente ad estrinsecarsi nelle azioni più aberranti e distruttrici della nostra
spiritualità.
Solo la infinita ed inesauribile Misericordia del DIO -CRISTIANO ha reso possibile la
purificazione di tanto scempio, attraverso l'atto di AMORE più sublime del Suo Unico Amato
FIGLIO, CRISTO GESU', concedendoci la di LUI penetrazione per mezzo dello SPIRITO di
VERITA’!
Abele fu il primo uomo ad essere generato solo per "amore" e fu il primo a subire l'obbrobrio
dei suoi genitori e ad essere scaraventato con loro e l'altra progenie, generata dal rapporto
sessuale e che determinò tutte le carenze nell'uomo e conseguentemente la "morte".
A tal proposito prendi visione della lirica " U' peccate e...a morte d'u' genere umane",
trattata nel libro "Nu poche de Bibbie".
Non fu , quindi, la "mela" la fatidica e proibitiva alternativa che il CREATORE aveva
consigliato ai nostri avi, bensì la procreazione spirituale.
Questa condizione iniziale la riacquisteremo quando, dopo la nostra auto -purificazione,
saremo ammessi nella zona Paradisiaca.
La testimonianza di una realtà così inimmaginabile, qual'è quella della procreazione
spirituale ci viene data dal FIGLIO del DIO -CRISTIANO, CRISTO GESU’, il Quale fu
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partorito da Maria, prescelta fra tutte le donne di tutti i tempi per la Sua singolare umiltà e
disponibilità:
Ella, per volere, del PADRE CELESTE, nacque priva della contaminazione degli avi,
altrimenti non avrebbe potuto generare solo per Amore, né possedere nel Suo grembo il
FIGLIO dell’ALTISSIMO.
Essendo Maria pura, perché tale resa dal DIO -CRISTIANO per la Sua inequivocabile umiltà
e disponibilità, venne amata dal DIO -CRISTIANO, Amore che Ella ricambiò intensamente e
che Le diede il dono di generare CRISTO SIGNORE!
La procreazione, quindi, nella NUOVA TERRA sarà la risultante di una intensa, reciproca ed
incorruttibile comunione tra l'uomo e la donna; costituirà il nuovo epilogo, la nuova vita,
quella inizialmente volutamente e superbamente rifiutata dai nostri progenitori e, riprenderà
eternamente il suo corso, nella eternità del gaudio e delle lodi al DIO -CRISTIANO per mezzo
del Suo Amatissimo Figlio, CRISTO GESU' e dello SPIRITO di VERITA'.
La comune mente umana nei confronti di questa realtà risente di qualcosa di apocalittico e si
opacizza sino ad arrivare allo smarrimento completo; mentre per gli eletti e per i prescelti
questa conoscenza rientra nella normalità e viene vissuta in miniatura per poi poterla gustare
nella pienezza, nel giusto tempo, nel giorno ETERNO.
Dopo una analisi, innanzi evidenziata, non è né facile né possibile allogare gli spiriti nella
sfera "Caina": ciò nonostante, mi accingo a dare una vaga interpretazione nell'allogare
alcune persone la cui entità difficilmente può essere travisata, anche se la loro personalità può
risentire di diversi fattori insani che hanno formato la negatività in loro.
La mia allogazione, quindi, sarà segreta ed evidenziata casualmente ai soggetti interessati
perché abbiano a riflettere, a meditare sui propri misfatti e in modo particolare a non volere
rimanere ignoranti della" grazia" ricevuta e convalidata dall'Amore del CRISTO.
Sono consapevole che tra coloro che leggeranno queste verità, ci saranno alcuni che mi
beffeggeranno; forse, faranno parodie.
A questi dico, che ogni forma di ilarità rivolta ad ogni singola parola contenuta in questa
pubblicazione e scaturita da una fede incrollabile nel CRISTO, servirà a prolungare il
proprio soggiorno nelle sezioni di auto - purificazione.
Una tale certezza viene sostenuta e confermata dal mio unico "MAESTRO", CRISTO GESU’
che per primo, pur essendo l'Essenza della Purezza, subì derisioni, oscenità, blasfemità,
vituperio, etc.
A voi, sub della terra, è rivolta questa sintesi che altro non vuole essere che una esortazione a
lasciarvi stimolare dalla autentica visione dell'al di là, che stima blasfema ogni illazione
riferita all'esistenza dell'inferno, nonché a porgervi un sostegno che vi porti all'autentica
conoscenza dell' AMORE infinito del nostro DIO -CRISTIANO.
A voi, in particolare, esegeti, teologi, maestri di un insegnamento cristiano che non conoscete;
a voi mi rivolgo perché possiate avvedervi del misfatto più grave, quello cioè di rendere
sempre più opacizzato l'AMORE del nostro DIO -CRISTIANO.
Ravvedevi e stimolate gli uomini, peccatori per natura, nella conoscenza del DIO CRISTIANO che non desidera punire la SUA creatura, essendo EGLI AMORE infinito,
inestimabile nella SUA MISERICORDIA e, soprattutto, per l'incommensurabile trasporto
verso il FIGLIO, insieme al Quale e con lo SPIRITO SANTO si è dato al mondo per
trasmettere, infondere e coinvolgere gli uomini tutti nel grande Mistero che ci plasma:
l'AMORE!
E concludo dicendo che CRISTO è venuto in mezzo a noi per rendere meno tribolata la nostra
auto -purificazione:
Il Terzo libro dopo il Vangelo – 1994147
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:
(Rivelazioni di Eugenio Marchesino)
Proemio
Richiedere un censore per la mia ultima pubblicazione dopo il VANGELO:
"ALLOGAZIONE DEI SUB E NON" avrebbe costituito un'impresa ardua, difficilmente
realizzabile; sarebbe stato come voler trovare un ago in un pagliaio o andare in cerca di
qualche mosca bianca.
Le motivazioni che non danno accesso a censire facilmente questo scritto sono assai valide e
trovano riscontro ampiamente in questa mia pubblicazione, dove viene evidenziato che il
numero degli "eletti" e dei "prescelti" è assai limitato e, quindi, la ricerca di uno di essi al mio
cospetto non è possibile per la conoscenza che mi è stata "data" intorno ai sub della terra.
Ciò nonostante, pur essendone a -priori certo, ho rischiato dando incarico ad un amico che nel
passato ha recensito una delle mie pubblicazioni e che, successivamente, tramite una sua
lettera mi diceva di condividere i miei pensieri e s'impegnava ad essere disponibile, in ogni
momento, a censire nel futuro i miei scritti.
Quest'ultimo, uomo assai preparato e colto, non essendo disponibile allo SPIRITO
d’AMORE, condizione questa che non aveva fatto rilevare nella sua lettera, non potrà mai
riuscire a penetrare il mistero del libricino, possibile solo agli Eletti e ai Prescelti.
Questa presa di coscienza da parte mia, su quanti mi circondano, mi ha indotto ad
intraprendere la introduzione a questa mia pubblicazione, impegnandomi a far comprendere
ai sub della terra il perché del contenuto del libricino e dei due precedenti, dopo il
VANGELO.
Premesso che tutti e tre i libri risentono di una ispirazione del DIO -CRISTIANO, essi hanno
come preponderante affermazione la centralità del CRISTO nell'Universo e, come sia
deformabile ed inconcepibile la concezione di fare assurgere altre creature a mediare tra noi e
il DIO -CRISTIANO.
Quest'ultima ed assurda affermazione di mediazione trova origine nella ignoranza voluta ed
acquisita dai cosi detti "maestri" della teologia cristiana, i quali dimentichi del rapporto
d'AAMORE che sussiste tra il PADRE CELESTE ed il FIGLIO lo definiscono "mistero",
perché sono ostici a lasciarsi penetrare dallo SPIRITO SANTO.
Quindi, la causa precipua della loro ignoranza è dovuta alla poca o a nessuna disponibilità
allo SPIRITO di VERITA’ al Quale essi ostinatamente si chiudono per lasciarsi condurre da
una logica puramente umana, andando così incontro ad una auto -purificazione futura, assai
pesante, quando si troveranno nella "Iperconscia".
Ciechi, sordi e di cervice assai dura appaiono, perché si ostinano, sbagliando, ad essere
detentori delle Scritture senza disporsi ad essere penetrati dallo SPIRITO SANTO.
L'AAMORE del PADRE CELESTE è di una indefinibile ed indescrivibile portata che non ha
bisogno di alcuno e sopporta anche a, volte, che "mostruosamente" si declamino pensieri
offensivi nei Suoi riguardi, come: "Dio ha bisogno dell'uomo" ed altri intercalari in rapporto
col DIO -CRISTIANO che evidenziano la mancanza totale o parziale della conoscenza del
nostro DIO di AMORE.
A tanto, come dicevo, si aggiunge l'assurda pretesa, sempre più calcante, di portare agli altari
uomini probi che hanno dedicato la loro vita al Bene dell'Umanità
Senza alcuna ombra di affettazione, ad essi vanno riconosciuti i loro meriti e, la loro
condizione è da sopravvalutare, da tenerla in profonda considerazione e, soprattutto, da
essere imitata; ma, giammai, da essere portata a tal punto da chiedere loro l'intercessione
presso il PADRE CELESTE.
Se i sub della terra, piano piano, e sempre con l'aiuto dello SPIRITO d’AMORE riuscissero a
penetrare la immensità della disponibilità del DIO -CRISTIANO e, ancor più, la SUA
inesauribile MISERICORDIA, non cadrebbero in simili ed orrende carenze assomiglianti a
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credenze puramente pagane che deturpano l'immensità immensa ed infinita d'AMORE del
DIO-CRISTIANO. Basterebbe, invece che si soffermassero a meditare su alcuni passi de
VANGELO, sconvolgenti nella MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO e chiedendo aiuto
allo SPIRITO di VERITA’ (cosa che faccio da oltre trent'anni) potrebbero giungere a
comprendere una realtà assiomatica di MISERICORDIA inesauribile del nostro DIO di
AMORE!
Soffermarsi, ad esempio, sulla inimitabile parabola del "Figliuol Prodigo", dove emerge come
la presa di coscienza di profondo rimorso del sub nei confronti del PADRE CELESTE, porta
quest'Ultimo ad andargli incontro, ad esaltarlo in maniera esorbitante, nonostante la sua
condizione peccaminosa del passato.
Determinante e glorificante s'innesta in questo ed in altri passi del VANGELO la PERSONA
del DIO-CRISTIANO.
Altro passo del VANGELO che esclude ogni velleità d'intercessione di alcuno presso il
PADRE CELESTE, è quello in cui GESU’ declama la SUA possanza Divina: "Nessuno viene
al PADRE, se non attraverso Me!"
A voi, in particolare, maestri di una teologia che esula dalla interpretazione della vita e
dell'insegnamento del CRISTO, mi rivolgo affinché la vostra cervice bacata si rinsavisca e
non abbiate, ancora, ad eccedere nella santificazioni di uomini che, come largamente
illustrato nella precedente pubblicazione "La Dimensione Eterna", avendo incarnato geni
atavici positivi, unitamente a fattori ambientali benefici possono raggiungere con facilità
traguardi, difficilmente raggiungibili da altri uomini sovrastati da geni negativi atavici ed
ambientali.
Quindi, nessuno potrà essere "sfruttato" non avendone alcuna velleità, né prerogativa,
all'infuori del CRISTO, per intercedere presso il DIO -CRISTIANO, il Quale ha desiderato
che l'uomo lo invocasse col nome SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO di "PADRE" per
ottenere quanto rientra nella Sua DIVINA volontà!
Altra imputazione da farsi in questo Scritto ai "dotti" della teologia cristiana, è quello di
avere voluto ignorare la mia disponibilità cristiana, perché ispirato, a ripetere marcatamente
quanto è riportato nelle pagine del VANGELO e a non dare alcun riscontro alle mie richieste,
tramite lettere raccomandate.
Il più umile degli uomini avrebbe , senza titubanza alcuna, specialmente se fortificato nella
fede cristiana, una qualsivoglia risposta evidenziando la negatività dei miei scritti; essi, invece,
volendo o non ignorare la loro meschinità che trova origine nella loro albagia, hanno tenuto
nel "nulla" i miei scritti "ispirati" e le lettere raccomandate di accompagnamento;
ritenendomi, forse, -pazzo. Ad essi dico : " Pazzo sono, pazzo, però, del mio GESU’!".
Inoltre aggiungo, ripetendo le parole del CRISTO "Guai a voi!", perché vi preoccupate di
apparire umili al di fuori; nel mentre dentro di voi si annida tanta putredine quando non se
ne trova scoperchiando le carcasse dei "sub".
NOSTRO SIGNORE così vi appella: "Sepolcri imbiancati"!
Eugenio Marchesino
Il Terzo Libro dopo il Vangelo
Dopo la pubblicazione del Secondo e del Terzo Libro dopo il VANGELO, mi è "dato"
scrivere la terza ed ultima pubblicazione che si innesta al terzo posto e, insieme agli altri due,
costituisce la Sintesi del Nuovo Testamento:
Tutti e tre i saggi sono l'eco del VANGELO ed evidenziano in modo rigoroso e categorico la
centralità del CRISTO nell'Universo; la salvezza del "sub" estesa a tutta l'umanità e
subordinata alla Oblazione di CRISTO SIGNORE e all'accettazione del CRISTO da parte
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dell'uomo (in questa o nella futura Dimensione), unico e solo FIGLIO del PADRE CELESTE,
unico e solo MEDIATORE per la espiazione di tutti i peccati.
Nella prima pubblicazione "Nu Poche de Bibbie", risalta con veemenza assoluta la Donazione
consensuale del CRISTO col PADRE che genera lo SPIRITO SANTO e che determina la
salvezza di tutti gli uomini; inoltre, l'immensa sofferenza del CRISTO al cospetto delle
oscenità commesse ed insegnate dai tutori e detentori del TESTAMENTO del CRISTO.
Una vaga, ma emblematica idea di tanto soffrire si evince dalla Lirica " u' Turminde... ind'a
l'urte de Getsemani!".
In essa la sofferenza di GESU' raggiungere l'apice massimo, perché EGLI proiettandosi con
lo SPIRITO nei secoli avvenire, inorridisce al cospetto di tanto culto dedicato a tante
madonne e a tanti santi.
In quell'istante, GESU’' comincia a versare le prime gocce del SUO SANGUE
PREZIOSISSIMO per la salvezza di tutte le sue creature e, ancor più, per quei falsi profeti
che inculcano negli uomini, disponibili al Bene, la devozione e non di rado l'adorazione a
uomini, amanti del CRISTO, forse, santificati dal CRISTO ma consapevoli, nel modo più
assoluto, che la loro e l'altrui salvezza è dovuta unicamente alla Donazione Gloriosissima del
CRISTO e che, giammai, avrebbero osato oscurare, seppure per attimi, la inesauribile
MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO, la potenzialità incommensurabile della Donazione
consensuale del CRISTO col PADRE e del PADRE col FIGLIO che genera AMORE, lo
SPIRITO SANTO, Essenza della futura felicità dell'uomo in genere.
La visione di questo dissentire profondo ed angosciato, trafigge prima lo SPIRITO, il CUORE
e poi il CORPO di GESU’'; mentre EGLI si prepara a darsi al PADRE, tramite lo SPIRITO
SANTO per i Suoi amanti prima che, avvedutamente, nella maniera più trasparente,
manifestano il loro credere inconfutabile alla Divinità del CRISTO e al Suo donarsi
totalmente (mistero questo per le menti ottuse) per la espiazione di "tutti" i peccati, anche di
quelli di coloro che con un insegnamento catastrofico e, quindi, non conforme a tanto
incommensurabile AMORE scemano, in gran parte, la grandiosità del Suo SACEIFICIO!
Nello stesso libro, man mano che lo SPIRITO d’AMORE ci penetra, emerge anche la
proiezione della santificazione di Giuda, del cattivo ladrone e del sub -demone in genere.
Infatti nella Lirica " U trademinde de Giude e quille...de Pitre" viene messo in risalto, con
una certezza ispirata, come Giuda credesse "fortemente" nella Persona di GESU’', quale
FIGLIO del DIO -CRISTIANO e come egli "ignorando" che dovessero compiersi le scritture,
fosse più che convinto che GESU’ non sarebbe potuto morire e come la Sua Crocifissione e la
Sua Morte lo portarono alla esasperazione e, quindi, a togliersi la vita.
Viene anche interpretato, grazie allo SPIRITO d’AMORE, quanto viene riportato nel Testo
evangelico circa le parole pronunziate da GESU’ nei riguardi di Giuda. "Meglio per lui
sarebbe stato se non fosse nato".
Nella stessa lirica si intravedono le migliaia di sub -demoni che con uno spirito diverso da
quello di Giuda, negano o smentiscono la Divinità e l'amicizia del CRISTO, a cominciare da
Pietro, dagli apostoli, e proseguendo, man mano, fino agli ultimi giorni della vivibilità sulla
terra.
Le schiere innumerevoli dei rinnegatori del CRISTO, giorno dopo giorno, raggiungono
proporzioni spaventose che portano allo sgomento, attraverso le macabre constatazioni di
orrende e feroci uccisioni, di guerre fratricide che evidenziano un'avidità funesta nei sub demoni mai riscontrata in alcuna bestia feroce che, di solito. uccide principalmente per
placare la sua fame; mentre l'odio, la sete di sangue e la fame insaziabile riscontrati nel sub demone non trovano limiti e si manifestano in sembianze mostruose e difficilmente
esprimibili.
Il "Caino" degli albori della creazione si estrinseca nel tempo più bramoso di distruggere,
annientare, vessare il fratello per poter emergere solo lui.
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Ragion per cui ogni buona azione, ogni buona parola, ogni olocausto su questa terra tendenti
al raggiungimento "assoluto", senz'altro sono necessari ed utili ma, giammai, riusciranno a
distruggere il male radicatosi ed evolventesi nei sub, bensì porteranno ad un bene latente e
relativo che attenua la sofferenza dei più deboli, dei più tormentati e servirà anche di sostegno
a coloro che cercano lottando di fare comprendere, seppure raramente, ai sub -demoni di
questo pianeta che la loro gloria, il loro sadismo consumati a danno dei terzi avrà una durata
assai breve e comporterà nella zona "Iperconscia" e, precisamente , nelle sezioni della sfera
"Caina" un tormento, una sofferenza che seppure nel tempo, saranno di una densità non
determinabili, né esprimibili.
E' pur vero che bisogna lottare con drasticità per cercare di bloccare, di arrestare in parte il
male ospitato dai sub, ma è altrettanto vero che non bisogna farsi alcuna illusione di estirpare
il male dalle radici.
Per poter giungere a tanto , bisognerebbe che ogni sub della terra si disponesse ad incontrare
il CRISTO su questo pianeta; bisognerebbe, quindi, che entrasse in comunione con LUI per
poter recepire la nullità e il vuoto dell'esistenza terrena se vissuti lontano da LUI.
A questo punto, potrebbe entrare nella ottica della incommensurabile Donazione del CRISTO
per la salvezza di tutti i "sub" della terra.
Purtroppo, tanto non è possibile perché la maggior parte dei sub, causa i geni ereditati, causa
i condizionamenti ambientali e, soprattutto, causa il loro egoismo non riusciranno mai,
permanendo su questo pianeta a liberarsi da quelle scorie incarnate e, anche perché non
lottano, perché volutamente abulici in questo sforzo.
Pertanto, ad essi è negato di riuscire ad intuire, eccezione fatta per i pochi, che il soggiorno su
questa terra non è un gozzovigliare continuo, bensì ci viene dato per approdare, in tempi più
ristretti, nella "Nuova Terra" e vivere eternamente felici.
Questa energia del Male che impregna tutti gli abitanti della terra e finanche la natura dello
stesso pianeta si auto- distruggerà quando, passati da questa esistenza, gli spiriti degli uomini
futuri trovandosi nella "Iperconscia" conosceranno quanto non hanno voluto o potuto
penetrare stando su questo pianeta.
La visione, quindi, dell'AMORE inestimabile del CRISTO, nella Sua donazione al PADRE
CELESTE con il carico di tutti i peccati dell'umanità sarà di una limpidezza inaudita, tramite
lo SPIRITO di VERITA’, e tutti indispensabilmente verranno attratti, coinvolti da tanto
infinito AMORE e brameranno l'auto -purificazione che li renderà gaudiosi, allorquando
saranno ammessi nella quarta zona, la "Paradisiaca", dove il CRISTO farà irruzione con lo
SPIRITO SANTO per elevare al PADRE CELESTE, nella zona "Divina", l'umanità tutta da
LUI glorificata!
Il ritorno del CRISTO sulla terra non dev'essere inteso come ritorno su questo pianeta
asfissiato dalle prevaricazioni dei sub, dalle azioni feroci e mostruose dei sub -demoni e
contaminato dalle putrefazioni delle carcasse auto -distrutte dal peccato.
Il ritorno del CRISTO si avrà, quindi, nella "Nuova Terra", in quella parte dell'Universo che
fu abitata dai nostri progenitori, quando l'auto -purificazione dell'umanità intera sarà
completata.
Allora, il CRISTO lasciando la quinta zona, la Divina, entrerà nella "Paradisiaca" a far parte
di tutta l'Umanità da LUI Redenta e Glorificata e con LUI e lo SPIRITO SANTO, tutti,
unitamente faremo parte della "Divina", presentati dal CRISTO e dallo SPIRITO di
VERITA’ al PADRE CELESTE per renderGli quel "grazie" e quella "gloria" eterni!
Prima di approfondire ancora questa meditazione rivelata con altre liriche successive, ebbene
soffermarsi a ritroso sulla Lirica "U' chiù grusse peccatore", sempre facente parte del primo
Libro.
In essa viene evidenziato il mio vero rapporto iniziale col DIO -CRISTIANO, per mezzo del
CRISTO.
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Infatti, quel Dio astratto, privo di una personalità evidenziata, senza un volto identificabile mi
viene rivelato da GESU’ come "Essenza Paterna" e tale, tramite lo SPIRITO SANTO,
s'impossessa del mio spirito che "esulta" al SUO cospetto e, quantunque, tormentato dai
condizionamenti di questa vita terrena assurge ad una potente personalità sostenuta dal DIO CRISTIANO.
Incredibile e non trasferibile alla parola e allo scritto, la trasformazione che in quel momento
avvenne in me: le mie debolezze, le mie colpe, le mie carenze che fino allora erano state uno
stillicidio continuo, vennero da me concepite come naturali e partorite da condizionamenti
atavici, ambientali e sociali.
Si fece strada in me, in quel momento, la conoscenza e la differenza tra "colpa" e "peccato" e
quel "mistero" tanto e sempre propagandato dai teologi della chiesa cattolica e dalle altre
confessioni cristiane mi venne rivelato e si concretizzava nell’AMORE inestinguibile, generato
dalla Donazione del PADRE CELESTE al FIGLIO e del FIGLIO al PADRE e che si
evidenzia nello SPIRITO SANTO: da tanto AMORE venni travolto e mi diede la certezza
della mia e dell'altrui salvezza; nonché la proiezione, assai trasparente della "Vita Nuova",
del nostro epilogo nella felicità eterna.
In quella lirica risalta l'intensità della mia donazione al PADRE CELESTE, tramite GESU’ e
lo SPIRITO di VERITA’, nonostante le mie scorie istintive e difficili ad essere represse.
Ancora di più in quella Lirica, viene accentuato e sempre più ribadito il desiderio di DIOPADRE di accentrare ogni potere e tutta la Gloria, tramite lo SPIRITO SANTO, nel SUO
amabilissimo FIGLIO, CRISTO GESU', al Quale EGLI ha sottoposto tutto ciò che ritorna a
Sua gloria.
Il PADRE CELESTE ha sottomesso a GESU’ il Cielo, la Terra e la salvezza certa dei "sub",
solo mediante la SUA conoscenza e la SUA accettazione come SIGNORE e FIGLIO unico
dell'ALTISSIMO e solo Mediatore con lo SPIRITO SANTO presso di SE.
Quella lirica è uno stimolo continuo ed una incitazione incessante a cercare e a trovare il
CRISTO e a non temere, quando Lo si è incontrato e accettato, il peccato e le colpe commessi.
La rivelazione del CRISTO che ha distrutto " Tutte 'nguaminde de tutte l'umene", porta il
"sub" alla sua accettazione incondizionata che gli assicura la pace e la gloria eterne.
Alta Lirica degna di menzione, non perché le altre siano da meno, in quanto tutte lasciano
troneggiare il CRISTO nella Gloria del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, è quella
de "'U bune e 'u cattive latrone".
In questa la santificazione del cattivo ladrone, impenetrabile agli occhi pervasi dalla cecità
spirituale di coloro che si atteggiano a "maestri" di vita e accaniti oppositori a questa Verità,
diventa per gli eletti e per i prescelti una "verità" inoppugnabile.
In essa aleggia con tanta riservatezza e tanta grazia la figura del cattivo ladrone.
Questi, che nella prima parte della Lirica, inveisce ferocemente nei confronti di GESU’,
stando anch'egli sulla croce, enunciandolo come impostore e falso profeta, rimane attonito e
sgomento quando il buon ladrone con invettive che accentuano una realtà assiomatica lo
trafigge ed egli ammutolendo rientra in se stesso, esamina profondamente la veridicità delle
parole del compagno che lo portano ad una sentita e profonda contrizione e ad essere
cosciente della presenza inconfutabile del FIGLIO del DIO -CRISTIANO che si offre al
PADRE CELESTE per la salvezza di tutti i "sub" e in modo particolare, in quel momento,
per la sua.
Al cospetto di questa visione redentrice egli, oltre a cadere nel silenzio più profondo, esamina
nelle parti più ascose del suo "io" il male arrecato agli altri e più ancora, in quell'istante, fatto
a GESU’ e invoca il perdono a GESU’ con tutto il suo sentire, sicuro di trovare misericordia
presso di LUI.
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In quell'atmosfera di così tanto gaudio, il Cuore di GESU’, trafitto da tante prevaricazioni,
esulta e silente come quello del cattivo ladrone, ripete a lui quanto ha pronunciato, poco
prima, al buon ladrone:"Oggi stesso, tu godrai la Gloria del Padre Mio!".
Inverosimile, incredibile apparirà questa visione a quanti, ai moltissimi che non riescono a
penetrare l'infinito "mistero" che li avvolge: l'AMORE!
Incredulità che rimane non nel tempo, ma solo a quella parte di esso vissuto su questo pianeta,
in quanto l'AMORE diverrà una realtà palpante a tutti gli spiriti, quando essi passeranno
nella "Iperconscia".
Queste Verità da noi proiettate nella prima pubblicazione dopo il VANGELO, trovano felice
riscontro a quanto mi è stato "dato" dallo SPIRITO SANTO nella seconda pubblicazione "La
Dimensione Eterna".
Tra il primo ed il secondo libro dopo il VANGELO sono trascorsi dodici anni. In questo
tempo, nonostante le mie infinite precarietà e le mie debolezze, il rapporto col "mio" GESU’ è
andato, grazie al "mio" Unico Amico, sempre più intensificandosi, sempre più trasparente è
stata la Sua Rivelazione che rende sempre più viva ed insistente la certezza della salvezza di
tutta l'umanità.
L'AMORE del DIO -CRISTIANO che si estrinseca attraverso il CRISTO e lo SPIRITO di
VERITA',nella seconda pubblicazione assume, sempre più proporzioni mastodontiche che si
identificano con la Sua infinita MISERICORDIA, che sopravanza impenetrabilmente al
numero limitatissimo degli abitanti la terra attraverso tutti i secoli.
L'inestimabile AMORE del CRISTO verso il PADRE e del PADRE verso il FIGLIO si evolve
in una energia permanentemente evolvente: lo SPIRITO SANTO!
Ed è questa energia di AMORE incommensurabile ed inesauribile che , nonostante la
Testimonianza del CRISTO, non viene penetrata dai "molti" di questo pianeta; in massima
parte da teologi, da esegeti, da filosofi, da scienziati per i quali, a causa della loro poco
disponibilità alla SPIRITO SANTO, rimane solo e sempre un "mistero" impenetrabile
.A conferma di quanto innanzi detto si recita in un passo del Vangelo: "Ai saggi della Terra
questi tesori saranno nascosti e rivelati, solo, ai più piccoli!".
Mentre noi, penetrati dallo SPIRITO di VERITA’ per la nostra disponibilità a LUI siamo
obbligati ad affermare, pur consapevoli delle nostre colpe, che l'Oblazione del CRISTO
assorbe tutti gli uomini, nessuno escluso e che sopravanza in maniera determinante ed infinita
e ci dà la certezza che tutti i "sub" e non sub della terra, nella proiezione futura, siamo stati
santificati e proiettati nella zona "Paradisiaca",
Se per un solo istante ci chiudiamo alla penetrazione dello SPIRITO SANTO e ammettiamo ,
per assurdo, che il sacrificio del CRISTO ha salvato una sola parte degli abitanti di questo
pianeta, ci viene da constatare che vano e non confacente al Suo infinito AMORE sarebbe
stato il Suo SACRIFICIO: la Sua OBLAZIONE sarebbe stata un fallimento e la Sua
POSSANZA circoscritta.
Una identità questa che sfigura enormemente quella del CRISTO, viene, assurdamente,
concepita da quanti ciechi e sordi ai richiami dello SPIRITO di VERITA’, restano limitati e
condizionati dalla loro povertà di spirito.
Entrati nella trasparenza sempre più evidente di COLUI che si manifesta a chi più Gli piace
(nel senso di disponibilità a LUI), ci viene rivelato quanto fa seguito alla dipartita di questo
esilio terreno.
Gli spiriti, dopo avere, in linea di massima, assistito alla loro tumulazione o alla cremazione
della loro carcassa, vengono proiettati nella "Iperconscia".
Essi, in quella zona, privati di quelle che erano le esigenze del corpo, anche se questo veniva
governato da una razionalità terrena facente parte dello spirito, accedono ad una conoscenza
sempre più vasta della finalità del soggiorno terreno trascorso. Essi con gli occhi dello spirito
penetrano l'essenza dell'Amore, lo SPIRITO di VERITA’, che li porta a valutare ogni singola
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azione, ogni pensiero, ogni attività consumata sulla terra; ad avere ,quindi, la possibilità
inconfutabile del confronto operato nel male e la conoscenza del rapporto ignorato,
volutamente o non, col BENE ASSOLUTO.
La presa di coscienza perfetta della VERITA’, porta il singolo ad enumerare le colpe ed i
peccati commessi volutamente o condizionati; subentra in lui, quindi, la bramosia di espiare il
Male operato anche e, soprattutto, perché la visione futura della salvezza eterna ed il
soggiornare nella "Nuova Terra" con il Corpo Glorificato dal CRISTO sono un sostegno e un
incitamento continui..
La espiazione diventa, quindi, la sola e stimolante esigenza dello spirito che, pur riportando
una sofferenza rapportata ai propri peccati, trova conforto nella certezza di dover rendere
lode e gloria a COLUI che si è fatto carico di tutte le sue nefandezze per il raggiungimento del
GAUDIO ETERNO.
Dove espiare i propri peccati? Essi vanno espiati nella prima e nella seconda sezione della
sfera CAINA se rientrano nelle violenze o prevaricazioni contro il DIO -CRISTIANO e contro
il prossimo, nelle altre per peccati diversi; mentre nella sfera ABELICA se trattasi di colpe
acquisite naturalmente e contro la propria volontà.
Un'analisi specifica delle allogazioni la si trova nel secondo Libro dopo il Vangelo:”La
Dimensione Eterna".
La intensità e la durata del tempo da trascorrere in una o più sezioni, sono stabilite dallo
stesso spirito che le rapporta alle Leggi determinate dal DIO -CRISTIANO.
Non è ,quindi, il DIO -CRISTIANO che fa direttamente giustizia, ma è l'uomo imperfetto che
prendendo conoscenza assoluta del dono immenso elargitegli “la Libertà” e, soprattutto, della
Donazionedel CRISTO, si rifà ai Canoni Divini e stabilisce la sezione o le sezioni e la durata
della sua espiazione.
Gli spiriti espiati i loro peccati, passano nella sfera Abelica per ricevere il bagno dell'Amore
creato dal CRISTO e, immediatamente, vengono ammessi nella quarta zona la
PARADISIACA dove, cessato il tempo, aspettano lodando il PADRE CELESTE che tutta
l'umanità pervenga in Essa.
Solo allora ci sarà il ritorno del CRISTO e tutti gli spiriti prenderemo il Corpo Glorificato e
siederemo con GESU’ e lo SPIRITO SANTO all'Agape Eterna nella quinta zona "La
DIVINA" alla presenza del PADRE CELESTE!
Nel secondo Libro dopo il VANGELO mi è stato "dato" che il giudizio assoluto sugli altri è
impossibile per motivi estremamente resi palesi e che l'assolutezza del giudizio, compete solo
al DIO -CRISTIANO e per sua deroga al singolo spirito quando si troverà nella
"Iperconscia" per l'auto -purificazione
Più volte tanto è stato ribadito, ma nello stesso tempo è stato detto che avremmo dovuto
compilare un elenco di nomi di "alcuni" da conservare in segreto, anche se col nostro giudizio
relativo.
Nello stesso tempo ribadivamo ed esortavamo “quelli” all'approfondimento di quanto
rivelatoci in quella pubblicazione, perché dovevamo essere di esortazione e di sostegno per la
ricerca di quel "quid" vitale alla vita terrena del "sub" che si identifica nel CRISTO.
Purtroppo, anche il secondo libretto dopo il VANGELO è finito (lo riaffermiamo alla distanza
di un anno) nella dimenticanza, dovuto alla poca conoscenza di AMORE del CRISTO da
parte dei "sub" della terra; riferendoci, in particolare, ai maestri della chiesa cattolica e delle
altre confessioni cristiane, nonché a quelli dei testimoni di GEOVA e dei mormoni.
E' ovvio che ciò avvenisse ed è spiegato da quanto appresso riportato attraverso alcuni
quesiti.
Perché il primo ed il secondo volumetto non hanno avuto alcun riscontro da parte di coloro
più coinvolti, eccezione fatta per qualche domanda fattami raramente?
E' facile arguire la risposta se facciamo un'analisi approfondita degli stessi.
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Chi avrebbe potuto o dovuto azzardare una risposta o un giudizio o una opinione, positivi o
negativi, sarebbero dovuto essere, in primo luogo, la chiesa cattolica e le altre confessioni
cristiane.
Poteva mai la chiesa cattolica restìa ad ogni rivelazione che esula dalla orbita dei suoi dogmi,
accettare la nostra?
E' assurdo pensarlo, specialmente se si tiene conto che nei nostri scritti viene anche e,
soprattutto, ribadito con veemente accentuazione il richiamo al ravvedimento per i “ maestri”
della teologia e l'invito a non perseverare negli errori che, come nel passato, continuano
ancora più marcatamente ad ingannare la "povera" gente, perché sono in opposizione alla
Donazione del CRISTO.
Essi non solo non hanno voluto contrastare quanto loro addebitato, ma hanno voluto tenere
nello scredito o nello ignorare quanto "rivelato" in quegli scritti..
Comunque e qualunque fosse stato il loro sentire, avrebbero dovuto dare un riscontro anche,
per assurdo , di condanna se lo avessero ritenuto opportuno.
Purtroppo la "verità" manifestata tramite "Rivelazione" in quelle dure frasi non ha dato loro
la possibilità di giustificarsi, tanto meno di riconoscersi in quelle accuse.
"Guai a voi" mi viene suggerito dire; guai a voi, che perseverate non nella ignoranza che
potrebbe avere, anche, qualche attenuante; guai a voi che perseverate, volutamente,
nell'errore perché sostenuti dall'albagia e dalla brama di potere, anche se tanto sapete
apparentemente ben velarlo.
Cosa dire delle altre confessioni cristiane, le quali accetterebbero parte di quanto rivelato ed
evidenziato nei due libretti; ma, anch'esse, pregne di una presunzione di possedere la
"Verità", condannano in eterno i peccatori e cioè coloro che sono cellule integranti del loro
tessuto umano..
Queste realtà inconfutabili sono la risultante di una analisi soggettiva ed oggettiva che sta ad
indicare come i detentori, "presunti" della Verità delle diverse confessioni, hanno dovuto
ritenere le mie pubblicazioni, senza rendersi conto della condizione assai condannabile a cui
sono andati incontro.
Noi, però, certi di riportare su questi fogli quanto ci viene "detto", non possiamo non
deplorare quanto essi hanno voluto ignorare ed allogarli in quella cerchia ristretta che ci è
"consentito". Tanto per continuare a vivere, oggi, quella pace che seppure godiamo in
miniatura e che ci sarà consentito godere nella pienezza nella Nuova Dimensione,quando,
passati da questa esistenza, faremo parte del mondo dei "vivi"; mentre per loro la vita
terrena sarà tormentata dal dubbio della certezza ed in seguito, nella "Iperconscia", avranno
da espiare, in aggiunta, quanto non hanno voluto, nonostante il sostegno avuto, accettare la
VERITA’.
Cosa dire dei seguaci tradizionalisti e non della chiesa cattolica? Anche per loro la non
accettazione di quanto riportato nei due testi è molto chiara e assai evidente; infatti, essa
trova riscontro nella loro fede vacillante che non ha, ancora, un attracco sicuro e che fa,
spesso, sorgere in loro dubbi e incertezze.
La maggior parte di essi, in materia di fede, rientra in quella cerchia di coloro somiglianti a
semi di grano caduti sul terreno e che vengono divorati dagli uccelletti.
Tanto, è dovuto in gran parte agli insegnamenti dei "dotti" della loro chiesa che, tra l'altro, li
portano spesso alla devozione e, non di rado, all'adorazione di simulacri che danno identità a
tante madonne e a tanti santi, precludendosi e precludendo ad altri il rapido ingresso nella
zona "Paradisiaca"
Da essi, quindi, non è possibile avere riscontro alcuno sulla centralità avallata del CRISTO.
Altri, sempre discenti di quella chiesa, si circondano di immagini e simulacri, parimenti ad
altri scongiuri quali: il ferro di cavallo, il corno, il gobbo e tanti altri ancora che evidenziano
tutt'altro che una fede cristiana e manifestano un eccessivo sentire di paganesimo.
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Anch'essi, purtroppo, non già alla maniera dei loro maestri, ma col corrispettivo delle loro
credenze passeranno, senza alcuna ombra di dubbio, per le prime due sezioni della Caina.
Anche i seguaci delle chiese protestanti ed altre cristiane, pur vantando una conoscenza più
raffinata, rispetto ai primi, del CRISTO e, quindi, più vicini a LUI, risentono di una
presunzione di verità inaudita e sono, quindi, da condannare.
Per coloro, invece, che si dicono atei, che non credono nella vita futura, perché traviati dagli
insegnamenti di una filosofia scientifica e materialistica, è inutile porgere ed invitare a leggere
o a meditare quando viene esposto nei due scritti.
Anche per loro c'è un dopo - morte che aprirà gli occhi dello spirito e renderà trasparente
quanto di inestimabile è stato dato dal CRISTO e quanto è dovuto a LUI.
Mi viene "detto" di procedere alla allogazione dei sub nelle prime due sezioni.
Questa "allogazione" è riferita all'umanità presente, vivente su questo pianeta.
Della passata e della futura non mi viene "dato" di fare menzione:da questa generazione sono
stati estrapolati 5.000 (cinquemila) uomini che formano la fascia degli "eletti" e 5.000.000
(cinquemilioni) di esseri umani che costituiscono la fascia dei "prescelti", la cui entità, a
tutt'oggi, non mi è stata data la possibilità di riscontro.
Considerato che gli abitanti la terra siamo all'incirca sei miliardi e più, si ha un rapporto di
circa un eletto su un milione e più di eletti ; un prescelto su poco più di mille abitanti.
I primi ed i secondi, dopo il trapasso del loro spirito perverranno subito nella sfera
ABELICA; mentre i primi, gli eletti, faranno solo il bagno purificatore dello spirito,
glorificato dal CRISTO, e passeranno rapidamente nella zona PARADISIACA; i prescelti,
invece, dovranno sostare qualche tempo "brevissimo" nella prima metà della stessa sfera, per
poi passare nella seconda metà e ricevere anch'essi il bagno purificatore dello spirito ed essere
ammessi nella quarta zona, la PARADISIACA!
Il numero menzionat di "eletti" e di "prescelti", non sta a significare che in un paese o
nazione, necessariamente, in proporzione al numero degli abitanti devono emergere tanti
eletti o prescelti: questi vengono estrapolati da tutto il complesso umano.
Pertanto, si possono avere eletti e prescelti in numero maggiore in un paese o nazione di
minore capacità abitativa che non in uno o in una di maggiore capacità.
La stragrande maggioranza dei sub che non fanno parte degli eletti e dei prescelti, giunti nella
Iperconscia, dopo avere preso coscienza dei loro misfatti e delle loro esecrandi azioni
dovranno sostare "tutti" nelle prime due sezioni della "CAINA".
In queste due sezioni, tutti dovranno sostare un tempo che va da un minimo di 300 anni ad un
massimo di 3.000 anni.
Non mi è dato di conoscere il tempo della sosta di "alcuno" in queste due sezioni e nemmeno
del tempo che trascorreranno nelle successive, in quanto esso sarà determinato dal singolo
spirito quando, presa conoscenza dei suoi peccati e del suo orrendo sentire ed agire passerà,
anche, nelle altre sezioni per un tempo da lui prestabilito, perché la trasparenza della
Donazione del CRISTO lo folgorerà di AMORE.
Da quello che si evince da quanto innanzi riportato, tutti, ECCEZIONE FATTA PER
ALCUNI, sosterranno nelle prime due sezioni almeno per 300 anni; tempo questo che potrà
essere accentuato da quanto di deprecabile e di esecrando è stato realizzato nei confronti del
DIO -CRISTIANO e del prossimo:
A questo tempo, per molti bisognerà aggiungere la sosta delle successive sezioni, qualora vi
fosse.
Nonostante il tempo, senz'altro lungo, da sostare nelle diverse sezioni della sfera CAINA, ogni
spirito gode del conforto e della certezza che, allorquando si sarà auto -purificato passerà
anche lui nella sfera ABELICA e, quindi, nella zona PARADISIACA.
A questa meravigliosa elargizione donata dal DIO -CRISTIANO, se ne aggiunge un'altra,
anch'essa assai confortante e che accentua la bramosia degli spiriti all'auto -purificazione;
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quella, cioè, che la “durata” di un anno sulla terra corrisponde ad un “solo” giorno nelle due
sfere.
Ritornando sui tempi di allogazione mi è "dato", eccezionalmente, conoscere con una certa
relatività i tempi attribuiti ad alcuni che hanno voluto "sfregiare" la nostra persona o hanno
voluto ignorarci quando, tramite scritti, li invocavamo ad esprimere un loro giudizio o una
loro opinione; nonché i tempi attribuiti ai "mostri" che pullulano sul nostro pianeta.
Pertanto mi è "detto" di riportare la sosta di alcuni.
Il secondo riferimento abbraccia i sub-cobra e i sub-aspidi: i primi hanno la capacità di
trasformarsi in docili colombe bianche e di fare adepti con molta facilità, tanto da agire ed
influenzare questi ultimi a loro piacimento.
Pertanto, ai sub-cobra è dato di scontare 7.000 anni, in aggiunta a quanto determinato in
precedenza; mentre agli adepti gaudenti, 5.000.
I sub-aspidi sono coloro che accumulano continuamente odio e in base all'accrescersi di esso,
assumono da una a sette teste, atteggiamento metaforico, le cui bocche tramite i loro 4 denti
iniettano un veleno pestifero col quale vorrebbero annientare, in particolare, gli eletti ed i
prescelti verso i quali, però, il loro liquido velenoso ha solo effetto provocatorio, mentre sugli
altri riescono a fare molti proseliti.
Ad essi e ai loro seguaci vanno attribuiti, in aggiunta, da 10.000 a 7.000 anni.
Il primo riferimento va a quei vescovi, cardinali e papa compreso, che nonostante i nostri
scritti accentrati sulla Personalità esclusiva del CRISTO, hanno voluto ignorarci perché la
loro presunzione è tale che adombra quel po' di sentire cristiano che immaginiamo abbiano.
Ad essi , come già comunicato a qualcuno, vengono attribuiti ancora, in aggiunta, 300 anni
nella prima e 300 nella seconda sezione della CAINA.
Questa pubblicazione e le altre due precedenti potranno suscitare ilarità presso i saggi della
teologia; per pochi costituiscono un intercalare "illuminato" al VANGELO e sono di grande
aiuto perché, penetrati dallo SPIRITO di VERITA’, potranno rientrare a fare parte di quella
cerchia di Eletti e di Prescelti che, in massima parte, hanno ricevuto quanto o di più di quanto
ho ricevuto io dal “mio" GESU’.
Spesso parlando con conoscenti e, più ancora, con i fratelli preti della chiesa cattolica,
l'aggettivo "mio " suscita, causa la loro ignoranza o cattiveria, ilarità e mi si contesta dicendo:
"GESU' non è solo tuo, ma di tutti"
Ad essi faccio eco dicendo: "Si, è vero che GESU’ si è immolato per la salvezza di tutti gli
uomini, ma è anche vero che non "tutti", ma solo pochi l'hanno accettato nella SUA
intierezza!".
Ed io fino a quando non avrò riscontrato fra gli esseri umani uno degli eletti o uno dei
prescelti, continuerò ad affermare, parlando di GESU’, che GESU' è"MIO".
Chiudo la serie di questi scritti consequenziali al VANGELO col mio "grazie" eterno a TE,
GESU', che tanto, tanto da non potersi né descrivere, né definire hai dato a questo
"meschino".
Sì, meschino, ma di una grande disponibilità al "BUONO" e al "BELLO"!
Eugenio
La Creazione dell'Uomo- la Creazione del Male- Anno 1997PROEMIO
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Il libricino, per il rapporto avuto di molti lustri col CRISTO, è stato ispirato dal DIO CRISTIANO; pertanto quanto racchiude è stato pervaso dalla comunione dell'autore con la
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Alla base di esso c'è il biasimo dell'autore nei confronti dei molti "sub" della terra che con
cinico sentire si preoccupano solo della loro condizione terrena, trascurando quasi del tutto il
dopo -morte e dando estrema importanza ai "pochi" anni di vita da consumare su questo
pianeta.
La loro condizione è quindi da compiangersi, anche perché accettano passivamente la morte,
senza rendersi conto della loro macabra condizione di "condannati a morte"; di" dolore fisico
e morale"; di "incertezze che rendono angusto il loro vivere".
Altro motivo di portata non inferiore al primo, è la mancata risposta agli interrogativi di
molti altri, in particolare di quelli postisi dai più diseredati; dai più perseguitati; e, finanche,
dai più disposti a commettere azioni efferate.
Interrogativi questi che vengono così sintetizzati: "Perché sono nato?" "Perché sono
condannato a vivere un'esistenza non vivibile?"; "Io non avrei voluto nascere in questa
giungla di iene?".
E come queste, ci sono altre domande non definibili o, addirittura, offensive per l'Essere
Supremo: il DIO -CRISTIANO.
Alcune di queste ansie, in parte da me anche vissute erano state, nel passato, placate con la
"Rivelazione" evidenziata nelle mie opere "Nu Poche de Bibbie"; "La Dimensione Eterna": e
"Il Terzo Libro dopo il Vangelo".
Al cospetto del mio tormento causato da fallaci risposte a domande naturali e riguardanti la
nostra esistenza, il "mio" GESU’ ha voluto, tramite lo SPIRITO di VERITA’, ampliare la mia
conoscenza, anche, sulla "Creazione dell'Uomo" e sulla "Creazione del Male".
Infatti, la ispirazione che mi è stata concessa, ha completato in maniera viciniora alla realtà,
la mia conoscenza sulla futura esistenza degli abitanti la terra, sulla creazione dell'uomo e
sulla creazione del male e su molti altri interrogativi che penetrano la mente di molti uomini.
Ciò che mi ha reso estremamente felice è stata la certezza ricevuta sulla venuta degli uomini
su questo pianeta; e, cioè, che essa non è casuale o accidentale, ma rientra nella bramosia
degli spiriti puri di possedere, anche, loro il Corpo GLORIFICATO dal CRISTO.
Essendo io stato appagato, non solo per le mie richieste ma anche per quelli che si pongono
domande senza avere alcuna risposta o che le ricevono in modo travisato, desidero
ardentemente che, presto, tutti abbiano una tale conoscenza.
Ad essi rivolgo il mio caloroso invito, specialmente a coloro che sono bramosi della VERITA’,
affinché si dispongano allo SPIRITO di AMORE, onde ricevere una risposta ai loro dubbi,
alle loro incertezze e alle loro paure.
Questo libretto, piccolo nella mole ma di portata immensa nel suo valore, se meditato potrà,
in parte, soddisfare le richieste di tutti.
e.m.
La Creazione dell'Uomo- la Creazione del Male
La Bibbia parlando della creazione dell'uomo, così riporta: DIO prese del fango, lo impastò a
forma di pupo, vi soffiò sopra e creò, così, l'uomo ad immagine e somiglianza di SE STESSO:
cioè diede all'uomo il corpo e lo spirito
La scienza invece, fin dal lontano 1859, ad opera dell'inglese Charles Darwin, ebbe ad
affermare che l'uomo è un derivato della scimmia.
Infatti le ricerche scientifiche, attraverso le scoperte biologiche e paleontologiche, confermano
che l'uomo ha impiegato milioni di anni per raggiungere la sua entità, in un processo di
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evoluzione della materia e degli esseri già preesistenti: teoria questa dell'evoluzionismo
incarnata da Darwin,
Lo stesso gesuita cattolico Teilhard de Chardin, denominato il darwin cristiano, già all'inizio
del nostro secolo (1900) ebbe ad affermare una idea religiosa e cristiana dell'evoluzione
cosmica.
Egli, pur allontanandosi dalla interpretazione Biblica, ammise che l'uomo non è un prodotto
determinato da cause cieche, bensì la sua formazione è dovuta al passaggio della materia
inanimata a quella animata e, quindi, dalle specie inferiori a quelle superiori
L'uomo, egli dice, è un continuo processo di perfezionamento e di spiritualizzazione voluto da
DIO ed ordinato ad un punto finale che egli chiama "OMEGA", cioè DIO.
Così, egli ammette che l'uomo è un derivato della materia animata destinato per volere divino
ad assumere funzioni sempre più intellettive e nega , quindi, che la sua entità è dovuta a
circostanze casuali.
Pur ammettendo l'intervento Divino, egli si prese una condanna dal Santo Offizio perché si
era discostato dalla descrizione contenuta nella Bibbia.
Così la cristianità e la scienza, da oltre un secolo e otto lustri, sostengono due teorie opposte e
nettamente contrastanti.
A chi dare il credito?
Certamente non è possibile accettare in assoluto l'una o l'altra interpretazione.; anche se
ambedue hanno del credibile in quanto risentono di qualcosa di miracoloso e, quindi,
denotano una certa disponibilità allo SPIRITO di VERITA’.
Da una parte ci sono i "credenti" cristiani e, quando mi riferisco ai credenti, abbraccio sia i
tradizionalisti cattolici, sia coloro che vivono intimamente ed intensamente il rapporto col
DIO -CRISTIANO.
Sono questi ultimi gli eletti, i prescelti e quanti disponibili a fare parte di queste due categorie.
I cristiani, nella stragrande maggioranza, accettano l'interpretazione della Bibbia, anche se
non pochi attribuiscono a metafora quanto riportato nel sacro Libro e, a secondo della
disponibilità allo SPIRITO SANTO, ne traggono quelle deduzioni che si avvicinano alla
creazione dell'uomo.
Dall'altra parte ci sono gli scienziati, in particolare biologi e paleontologi , i quali pur avendo
la possibilità di disporsi ed essere penetrati dallo SPIRITO di VERITA’, cercano di risolvere
per proprio conto la creazione dell'uomo con elementi scientifici.
Comunque ad essi va attribuito il merito, lo sforzo continuo e costante per le molteplici
scoperte operate le quali, pur dando grandi soddisfazioni, non li porteranno mai a risolvere il
problema della creazione.
Innanzi tutto perché, la maggior parte di essi, non tengono in alcun conto e, pochissimi, in
poco conto la donazione della spiritualità insita in loro che è stata elargita dal CREATORE
di tutte le cose ed anche, perché non arrivano a capire che la loro Libertà è una derivante
della spiritualità donata loro dalla Essenza dello SPIRITO, dal DIO -CRISTIANO.
Un'altra caratteristica a loro completamente oscurata è la infinita sapienza e scienza del DIO
-CRISTIANO, centro motore di tutto l'UNIVERSO, la cui potenzialità non potrà mai essere
scalfita nella penetrazione, se non in parte assai limitata a mezzo della “Ispirazione”.
Onde avere una parva conoscenza della SUA sconfinata SCIENZA, si pensi che tutti gli
intelletti di tutti gli scienziati di tutti i tempi (passati, presenti e futuri) non riescono a
formulare e a comporre una infinitesima parte di una cellula dell'intelletto del DIO –
CRISTIANO!
E' quindi, assiomaticamente impossibile volere circoscrivere una indescrivibile particella di
una sola cellula del SUO intelletto.
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Personalmente, per il rapporto di comunione intensa che da otto lustri ho col "mio" GESU’,
devo affermare che ambedue le teorie risentono di una stravagante interpretazione della
Creazione dell'Universo e, quindi, dell'uomo.
Però, nonostante ciò, non bisogna disconoscere ad entrambe una parvenza di Verità e dare
maggiore credito alla teoria che si avvicina alla Bibbia.
Infatti, mentre nella Bibbia la creazione dell'uomo viene riportata sotto forma metafisica,
portando i teologi e gli esegeti alla conclusione che l'uomo è stato creato direttamente dal
DIO -CRISTIANO; la teoria evoluzionistica, essendo completamente materialistica, sbaglia in
toto quando si riferisce alla creazione dell'uomo come processo di evoluzione della materia
inanimata e degli esseri preesistenti, ma non sbaglia quando si riferisce alla creazione di esseri
viventi determinati dalla materia in evoluzione, anche se in tale creazione non arriva a
concepire che tali esseri hanno avuto origine dalle carcasse degli uomini in putrefazione ,
perché manca ai suoi sostenitori la disponibilità alla Rivelazione.
Onde chiarire il concetto sopra menzionato, mi permetto di trascrivere una nuova "teoria", la
quale non è di mia fattura , ma mi viene trasmessa dalla disponibilità verso lo SPIRITO di
VERITA’.
L'uomo, senza ombra di dubbio, è stato creato dal DIO -CRISTIANO, ovviamente non
prendendo alla lettera quanto è riportato nella Bibbia, dove si rileva che i CREATORE
usando del fango e soffiandovi sopra, creò l'uomo.
In nome della "Rivelazione", pertanto affermo quanto appresso esplicitato: il DIO CRISTIANO è costituito da Corpo, Anima e Spirito ( in seguito spiegheremo come l'anima sia
un'appendice dello spirito) e non già come afferma la teoria cristiana-cattolica ed anche le
altre "professioni" cristiane che ritengono che il DIO -CRISTIANO è purissimo " SPIRITO",
cioè senza Corpo; contraffacendo ad una realtà demandataci da GESU’.
Pertanto, ritengo che il DIO -CRISTIANO è costituito da CORPO e SPIRITO e che è
"Purissimo" nello SPIRITO.
Il DIO -CRISTIANO nella immensità della SUA Scienza, ideò la creazione di un Essere a SE’
somigliante nello Spirito ed avente immagine al SUO Corpo e, quindi, creò l'Uomo
donandogli quelle prerogative necessarie per avvicinarsi, sempre più alla Perfezione, a LUI,
fino ad entrare in una percezione, sempre più grande, della SUA potenzialità che si estrinseca
nell’intelletto, nella razionalità , nella libertà, nella volontà e, quindi,nella sensibilità al Bene.
In conclusione, EGLI realizzò la SUA "idea" creando l'uomo come riporta la Bibbia, a SUA
Immagine e Somiglianza; però, bisogna precisare che lo creò somigliante a Se’ nella parte
spirituale e ad immagine al SUO Corpo.
In precedenza è stato detto che il DIO -CRISTIANO è CORPO, ANIMA e SPIRITO; mentre
successivamente è stato precisato che il DIO -CRISTIANO è costituito da CORPO e SPIRITO
perché l'Anima è un'appendice dello SPIRITO: cioè, una forza emanata dallo spirito.
Questa forza prorompente, si estrinseca meglio in tutta la Creazione, quando affermiamo che
tutte le cose create sono animate; dalle stelle ai pianeti, dalla flora alla fauna.
Il DIO -CRISTIANO nella CREAZIONE dell'Universo (galassie stellari, acque e flora) infuse
dal SUO SPIRITO, attraverso il SUO Afflato, l'anima a tutti gli esseri creati; infuse, cioè, in
loro il moto che determina la trasformazione in qualunque essere animato; anche l'uomo,
come essere spirituale e materiale, subiva trasformazioni sempre più perfette anche nel
corpo.
La teologia cristiana ed anche la scienza di DIO delle altre religioni, fondono l'anima allo
spirito; per loro dire anima e dire spirito è la medesima cosa, ignorando che l'anima pervade
tutti gli esseri della Creazione, mentre lo spirito è insito nel DIO -CRISTIANO, nella SUA
diretta creatura, l'uomo, e negli spiriti "puri" che abitano la zona DIVINA.
Parleremo più avanti dell'anima che pervade il corpo dell'uomo e della sua fine al momento
della morte corporale.
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Riferendoci alle teorie dell'evoluzionismo, abbiamo ammesso che esse non sono del tutto
errate quando fanno riferimento alla metamorfosi subita dalle galassie stellari, dai pianeti,
dalla fauna e dalla flora; nel mentre diciamo che sono fuori del seminato, direi molto lontano,
quando fanno riferimento alla creazione dell'uomo.
Soffermiamoci per un attimo a ricordare come l'uomo ideale, Adamo, in compagnia di Eva
vivesse nell'EDEN, località di pace e di eterna felicità e come col peccato di Adamo ed Eva e
con la venuta di CRISTO SIGNORE sulla terra, quella località denominata "Eden" prese il
nome di NUOVA TERRA.
In quella località i nostri progenitori vivevano una vita invidiabile da parte nostra, in quanto
non conoscevano il dolore fisico, morale e spirituale e, tanto meno, l'orrore della morte.
Essi, come già è stato detto, conservavano quella Libertà illimitata che, gradualmente,
attraverso la potenzialità dello spirito, li avvicinava sempre più, ad essere somiglianti nel
corpo e nello spirito al CREATORE.
Fu proprio questa libertà indefinibile che li portò a pensare di accorciare le tappe che li
avrebbe avvicinati, sempre più, al DIO -CRISTIANO, contrariamente alla di LUI volontà.
La loro personalità si inorgogliva, man mano, che raggiungevano, primariamente, le tappe
decretate dal DIO -CRISTIANO tanto che il loro orgoglio, con tanta sottigliezza, si tramutò in
superbia e si ribellarono al CREATORE che aveva loro imposto, per un certo periodo, di
procreare con spiritualità fino all'esaurirsi degli spiriti "puri" che abitavano la zona Divina;
cioè, fondendo i loro spiriti che avrebbe dato loro la possibilità di generare figli solo
spiritualmente.
Invece, essi insuperbiti fusero la procreazione spirituale a quella sessuale, sconquassando le
leggi del CREATORE e provocarono nell'Universo "'u finemunne" da come si evidenzia in
una Lirica del Libro "Nu poche de Bibbie"
Le leggi, quindi, dell'UNIVERSO furono sconvolte ed il CAOS si determinò in esso fino a
quando vennero a costituirsi nuove e diverse galassie stellari e, solo quando la nostra galassia
ebbe a determinarsi in maniera più o meno accessibile, ebbe a costituirsi il nostro pianeta che,
in seguito, venne abitato dai nostri progenitori e dalla loro progenie.
Essi, allontanati dall'EDEN, vissero per milioni di anni in un zona "neutra" del vestibolo della
Iperconscia, tra l'EDEN e la nostra galassia, a meditare ansiosamente su quanto di
obbrobrioso avevano commesso al cospetto dell’AMORE infinito, fino a quando resosi, in
parte, abitabile la terra, furono "catapultati" su di essa.
Cacciati dall'EDEN e vivendo nella zona neutra, essi cominciarono a rendersi coscientemente
conto della gravità del loro misfatto ed ebbe inizio in loro la perdita di quelle forme angeliche
che avevano ab - inizio e si abbruttirono, ancora di più quando arrivarono sul pianeta terra a
causa delle condizioni ambientali assai ostili alla loro esistenza.
La loro fisionomia continuò a deturparsi, tanto da prendere aspetti conformi alla durezza e
alle ostilità del pianeta.
Diremo, in appresso, come essi con la loro "anima" generarono"Scimmie"per prima , molto
somiglianti a loro e animali mostruosi ed immani in seguito.
Allorquando Adamo ed Eva furono stimolati, mercé la illimitata libertà avuta in dono, da un
sentire profondo di superbia che tendeva non solo ad eguagliare il CREATORE ( in quanto ne
avevano ricevute tutte le prerogative), ma addirittura a volerLo scalzare; in quell'attimo essi
diventarono, anche, creatori dell'immondo, del Male, che determinò in loro e nella loro
progenie terribili e nefaste conseguenze: la perdita di una vita eterna e felice, la
consapevolezza del dolore fisico e morale, la condanna della morte corporale loro e della loro
posterità.
Essi con quel macabro sentire sconvolsero l'ordine e l'equilibrio non solo nell'Universo ma
anche e , soprattutto, in se stessi e nella loro progenie:
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Le cellule del loro corpo che nell'EDEN si rinnovavano costantemente perché in osmosi con lo
spirito, sulla terra , invece, cominciarono seppure lentamente ad esaurirsi man mano che
l'ambiente le contaminava.
Anche se queste si rinnovavano con lentezza, la loro fine era estesa, sì, nel tempo però
conducevano alla morte e al disfacimento del corpo.
I primi uomini che abitarono sul pianeta terra avevano una costituzione titanica; erano
enormi di statura e con una forza ed una resistenza indescrivibili che li aiutavano a
fronteggiare le avversità immani dell'ambiente e che offriva scarse possibilità alla vita.
Man mano che si andava avanti nel tempo, le condizioni ambientali del pianeta andavano
modificandosi, rendendo sempre più possibile il vivere e meno tragica l'esistenza.
Di statura e di forza incomparabili essi affrontarono le mille calamità del pianeta, resistendo
ed imponendosi alla natura di esso.
Nonostante le molteplici avversità dell'ambiente, i primi uomini vissero a lungo: la loro
esistenza superava il millennio di età.
Nel mentre le cellule del loro corpo si spegnevano, la loro vitalità, man mano, veniva meno
fino ad esaurirsi e, quindi, a soccombere; cedendo il passo a quanto i loro antenati avevano
creato: la morte e il disfacimento del corpo.
Spentasi la vitalità del corpo lo spirito, finalmente libero, librava e faceva ritorno verso la
Nuova Meta: la Iperconscia
In essa come si evidenzia nel secondo e nel terzo libro dopo il VANGELO, l'uomo avrebbe
avuto la possibilità di auto - purificarsi in un tempo indeterminato ma consapevole, per poi
fare ritorno nell'EDEN, cioè nella NUOVA TERRA, patria di origine dei suoi progenitori.
Gli spiriti dei primi uomini e successivamente tutti gli spiriti vengono ammessi nella
"Iperconscia"; mentre gli spiriti di Adamo ed Eva sono costretti a permanere nel vestibolo
della terza Zona, fino all'auto -purificazione futura di tutti gli spiriti di tutti i tempi ( presente,
passato e futuro).
Essi, Adamo ed Eva , sono paghi di questa loro condizione perché, coscientemente, hanno
preso visione del loro orrendo sentire nei confronti del CREATORE ed anche perché sono
consapevoli che alla fine del tempo terreno, quando tutti gli spiriti saranno passati a Nuova
Vita e si saranno purificati nelle sezioni della "Caina" e nella "Abelica", anch'essi potranno
fare ritorno nella patria di origine.
Lo spirito, quindi, liberatosi finalmente dalla carcassa corporale raggiunge repentinamente la
terza Zona per l'auto -purificazione, mentre l'anima appendice dello spirito, costretta a
distaccarsi dallo spirito, rimane nella carcassa corporale come ibernata.
A seguito del processo di putrefazione che, nei primordi della terra, avveniva assai lentamente
a causa delle condizioni rigide dell'ambiente, l'anima "ibernata" (forza prorompente) si
ridestava durante la decomposizione e dava origine ad esseri animati che assumevano aspetti
terrificanti e coadiuvati dall'ambiente raggiungevano proporzioni mastodontiche che a noi,
nel nostro tempo, avrebbero inculcato terrore e sgomento.
Agli uomini di quel tempo, dalle moli gigantesche, invece, non facevano paura ma,
addirittura, venivano da questi sopraffatti per mezzo della loro erculea forza.
I primi derivati di queste decomposizioni furono gli scimpanzè, assai somiglianti nel corpo
agli uomini del tempo e anch'essi dalle moli sorprendenti e di forza quasi pari ai primi
uomini.
Man mano che gli uomini si spostavano ed emigravano nei diversi ambienti del pianeta, le
loro carcasse corporali davano origine ad altre mostruosità, determinate e favorite dalle
nuove condizioni ambientali.
La Bibbia citando la creazione degli animali, la attribuisce al DIO -CRISTIANO.
Può darsi che l'autore della trascrizione, pensando di rendere omaggio al CREATORE, ha
così evidenziato la presenza degli animali; non tenendo in alcun conto che il DIO 162
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CRISTIANO oltre ad essere CREATORE delle galassie universali è, anche, CREATORE di
spiriti, di cui parleremo in appresso, e CREATORE dell'uomo che lo fece superiore agli esseri
spirituali: infatti lo fece a SE’ somigliante nello Spirito e a SUA Immagine nel Corpo.
Il DIO -CRISTIANO, creando l'uomo con simili preziose caratteristiche, lo aveva reso
superiore agli stessi spiriti che affollavano ed affollano la Zona Divina; cioè, aveva reso
l'uomo quasi vicino a SE’ nella Scienza dell'Universo; gli aveva donato quanto di più prezioso
si possa immaginare: il che avrebbe portato l'uomo quasi ad eguagliarLo e, pertanto, gli
aveva suggerito dei CANONI da rispettare e di raggiungere la meta per mezzo della sua
illimitata libertà e, quindi, della sua volontà.
Perciocchè, la sua punizione, quando venne scacciato dall'EDEN, fu comparata al suo
abominevole oltraggio al CREATORE, il Quale tanto gli aveva regalato ed esigeva il rispetto
dei CANONI DIVINI, unitamente al suo "grazie" eterno.
Dicevamo, il DIO -CRISTIANO fece l'uomo superiore agli spiriti (cioè agli angeli) che
condividono col CREATORE la Zona Divina; infatti, è stato detto che l'uomo venne creato ad
immagine e somiglianza del CREATORE, cioè aveva Corpo e Spirito; nel mentre gli spiriti
allogati nella Zona Divina, pure essendo a somiglianza del DIO -CRISTIANO nello Spirito,
manca loro la immagine al CREATORE perché privi del Corpo.
Allorquando DIO -PADRE, col FIGLIO GESU’ e con lo SPIRITO SANTO decretarono la
salvezza finale di tutti gli uomini della terra, ci fu una richiesta insistente da parte degli spiriti
puri presso il CREATORE.
La loro richiesta era quella di possedere anche loro un Corpo ad immagine SUA.
Tale richiesta venne vissuta dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ e DIO PADRE volendo soddisfare questo loro desiderio, decretò che il corpo doveva acquisirsi non
più direttamente da LUI ma dall'uomo della terra che, in futuro, veniva salvato dalla
Donazione Gloriosa del SUO Unico e Amatissimo FIGLIO: CRISTO GESU'!
Venne sancito, quindi, che essi si sarebbero dovuti incarnare nell'uomo della terra; e, inoltre,
solo quando tutti gli spiriti abitatori della Zona Divina, si sarebbero incarnati e si sarebbero
purificati nelle due sfere , la CAINA e L’ABELICA, la nostra galassia, mercé la Gloria del
CRISTO, si sarebbe ricostituita come alle origini ed entrare a far parte di tutte le altre
galassie e l'UNIVERSO avrebbe ripreso l'aspetto che aveva alle origini della CREAZIONE!
Gli spiriti, quindi, sono estremamente coscienti di quanto penoso sarà il soggiorno terreno,
però la bramosia di conquistare un Corpo assomigliante al CREATORE li incita ad
affrontare tutte le spietatezze della terra ed anche perché un giorno, assiomaticamente certi,
potranno fare parte del REGNO del DIO -CRISTIANO, non solo in spirito ma anche col
corpo.
Pertanto, ogni essere vivente che viene alla luce sulla terra, prima che ciò avvenga, sa di
affrontare questa difficile e , a volte, atroce esperienza.
La grandiosità di questa esistenza, vissuta in anteprima in stato di spiritualità, viene offuscata
allo spirito quando questi prende il corpo peccaminoso dell'uomo della terra e viene coinvolto
nella sua terribile eredità, che può essere attenuata se i suoi geni atavici ereditati sono
benefici.
Se l'uomo della terra si rendesse disponibile e cercasse, quindi, di essere penetrato dalla
Scienza del DIO -CRISTIANO, dallo SPIRITO SANTO, non profanerebbe, non solo, con
giudizi azzardati la Divina Persona del CREATORE ma si renderebbe conto che la sua venuta
sulla terra non è casuale e con la ispirazione della "Grazia Divina" potrebbe, in trasparenza,
conoscere ed apprezzare le motivazioni della sua esistenza terrena.
Da quanto innanzi evidenziato, l'uomo della terra deve convenire che il trovarsi su questo
pianeta, altro non è che il suo bramoso desiderio e che la condizione esasperata di molti
uomini è dovuta alla spietatezza dei moltissimi "sub" che lo abitano e che si lasciano allettare
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dalla cupidigia e dalla bramosia di potere, di ricchezza, di gloria, di piacere e che trovano tutti
corrispondenza nel male atavico degli avi : la Superbia.
Ed ora continuiamo nella nostra "ispirazione": accertato abbiamo come l'uomo sia creatura
diretta del CREATORE e come gli animali che invadono e che popolano la terra, sono
derivati dalla creazione del "male" ad opera dell'uomo.
Abbiamo già detto come l'uomo col suo atto di ribellione si oppose al desiderio del DIO CRISTIANO dando, quindi, origine al male non solo radicatosi in se stesso e nella sua
progenie, ma anche negli esseri animati della nostra galassia, di cui la terra è la maggiore
detentrice della perversità.
Conseguenza nefasta di questa creazione perversa dell'uomo, ne sono i suoi derivati: paura,
egoismo sfrenato, sopruso, prevaricazioni fisiche, morali e spirituali e con tante altre
negatività che contribuiscono a rendere difficile per molti il vivere su questa terra e per altri
impossibile.
Oggi, ancora più di ieri e in maniera spaventosa assistiamo a tante forme di prevaricazioni, di
carneficine, di prevaricazioni, di prostituzioni, ecc. che nell'intelletto dei molti della terra
fanno nascere dubbi e smarrimenti che li portano ad esternare dei quesiti: "Come può DIO
rimanere indifferente a tanto scempio?.
Come può un DIO di AMORE permettere che si verifichino tante aberrazioni?.
Perché DIO non interviene affinché tante brutture abbiano ad essere distrutte?.
Perché sono in tanti gli uomini che hanno perduto la loro sembianza di origine ed incarnata
quella demoniaca?
E come queste, quante altre domande si pongono i "sub" della terra?
Essi, spesso, non ricevendo una risposta adeguata o nessuna risposta, perdono la loro labile
fede, se fede può definirsi.
Meglio sarebbe affermare che di fede quelli conoscono solo il nome, in quanto così è stata loro
infusa dai "maestri" della teologia cristiana e non.
Nella loro pochezza, essi vorrebbero che il DIO -CRISTIANO intervenisse in ogni macabra,
funesta ed inconcepibile azione realizzata dai "sub" della terra, venendo meno a quelli che
sono i Decreti Divini Sanciti dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Purtroppo si deve convenire che questi interrogativi sono il frutto della loro profonda
ignoranza nei confronti del DIO -CRISTIANO e, quindi, del SUO infinito AMORE verso la
creatura prediletta per la Quale ha offerto in Sacrificio l'Amabilissimo FIGLIO, CRISTO
GESU’, perché nel futuro il "tutto " tornasse ad essere glorioso come all'inizio della
CREAZIONE.
Dicevamo, ignoranza totale per i molti perché i "pochi" che riescono a penetrare l'Essenza
della Grazia, mercé la disponibilità allo SPIRITO SANTO, giammai oserebbero porsi tali
interrogativi perché riescono a percepire i segnali che pervengono dalla Grazia Divina e la
trasparenza del perché di tali brutture e di orrende manifestazioni.
La cosa più assurda, però, è la constatazione amara che offrono i moltissimi pastori cattolici,
ortodossi e di altre professioni cristiane e non cristiane che rimangono attoniti, incapaci e
forse sgomenti perché incapaci a dare una spiegazione, seppure relativa ai moltissimi quesiti
posti dagli "uomini" della Terra.
Alcuni, invece, per non mostrare la loro ignoranza nei confronti del DIO -CRISTIANO,
esordiscono con frasi evasive."DIO è un mistero"; "DIO è impenetrabile", perché ciechi e
sordi all'insegnamento e alla vita del CRISTO e ,ancora più, ostici alla penetrazione dello
SPIRITO di VERITA’.
Di tanto se ne avvale , ancor più, il presunto vicario del CRISTO.
Se i teologi prima e poi i loro adepti riuscissero a penetrare, in parte, il "mistero" così bene
evocato circa la Entità del DIO -CRISTIANO, non rimarrebbero impotenti nel darsi e nel
dare una parvenza di spiegazione intorno alla ferocia che alberga nei cosi detti "uomini".
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Essi dovrebbero analizzare, meditare profondamente tre semplici parole ma difficili ad essere
interpretate, pronunciate dalla MISERICORDIA infinita di un DIO di AMORE, dal
CRISTO: "TUTTO è COMPIUTO!".
Nel riuscire a penetrare, seppure in una infinitesima parte, il "TUTTO è COMPIUTO", si
avrebbe la certezza di quanto EGLI, il CRISTO, in comunione col PADRE CELESTE e con
lo SPIRITO SANTO, ha fatto e ha dato al Mondo.
L'uomo, in genere, e maggiormente la gran parte dei cosi detti "credenti" sono i maggiori
fautori di tutte le nefandezze che avvengono su questo pianeta, perché resi ignoranti nella
conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ dai maestri e tutori della
"PAROLA".
CRISTO nel pronunciare il:"TUTTO è COMPIUTO" ha dato la risposta a tutti gli
interrogativi che l'uomo, quotidianamente, si pone e dei quali non riuscirà mai a recepire le
risposte, perché vive lontano dall'ESSENZA DIVINA!
La mancata conoscenza dell'AMORE infinito del CREATORE e, quindi, la mancata
vicinanza a LUI, rende i sub della terra così smidollati e capaci delle più orrende e delittuose
azioni.
L'essere lontani dal DIO -CRISTIANO, dalla ESSENZA della nostra origine, rende i sub
della terra più immondi delle bestie più reiette del pianeta terra, mercé la creazione operata
dallo stesso "sub": il Male!
CRISTO, il FIGLIO del DIO-VIVENTE, si è umanizzato, si è fatto "UOMO" nel senso più
puro, perfetto e santo della Parola perché assordato dai lamenti lancinanti, dalle tormentose
sofferenze, dalle situazioni impossibili di coloro che sono vittime delle prevaricazioni,,
dell'ostruzionismo e delle oscenità dei "sub -cobra" della terra e, soprattutto, per
Testimoniare con la SUA Donazione Gloriosa la salvezza di tutta l'Umanità e, ancor più, per
elargire la PATERNITA’ del DIO -CRISTIANO, pur stando su questo microscopico pianeta,
a quanti si dispongono e vengono pervasi dallo SPIRITO di VERITA’.
GESU’, come DIO e UOMO perfetto nella Essenza della CREAZIONE, non avrebbe potuto
soccombere alla morte se non avesse preso su di Sé il carico totale di tutte le nefandezze di
tutti i tempi: mi riferisco a tutti i peccati commessi dagli uomini ( presenti, passati e futuri)
concedendo, nella SUA inesauribile MISERICORDIA, la possibilità a tutti i "sub" della terra
di espiare in tempi lunghi o lunghissimi le loro macabre oscenità.
Nel "Getsemani" la visione del carico di tutte le nefandezze, in particolare di molti dei suoi
seguaci, lo fecero sudare e sudare gocce di Sangue.
Allora, EGLI, ebbe un attimo di esitazione ma consapevole della immensità della SUA opera
salvifica, esclamò: "PADRE, non la MIA ma la TUA Volontà sia fatta".
GESU’, nei pochi anni vissuti a contatto della gente, ha usato un linguaggio facilmente
accessibile agli umili, ai perseguitati, ai poveri di spirito; mentre il SUO parlare è stato e sarà
assai duro e assai difficile ad essere compreso da moltissimi di coloro che si dicono SUOI
seguaci, discepoli , addirittura, “vicari” del CRISTO!
Ugualmente o più difficile lo è per la gente ricca, potente e bramosa di gloria terrena, superba
di primeggiare sui deboli, sugli indifesi, e su molti altri, usando qualunque sinistro mezzo ed
estorcendo la volontà degli insicuri e degli instabili.
Il SUO linguaggio, dicevo, rimbomba duro agli orecchi di molti di coloro che si dicono SUOI
discepoli e, in special modo, di coloro che si dicono " vicari" del CRICIFISSO.
Questi ultimi strombazzano, quotidianamente, con la sola bocca sentimenti di fraternità, di
concordia, di amore e, eccezione fatta per alcuni, somigliano ad un cembalo stonato; tanto è
che da venti secoli, dalla venuta di GESU’sulla terra, non ancora riescono e non credo che ci
riusciranno in avvenire, ad assorbire e a fare loro l'unico COMANDAMENTO di AMORE
del CRISTO: "Amatevi gli Uni gli Altri, come IO vi ho amato"; cosi solo il mondo potrà
conquistare la pace che ha sempre bramata!”.
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E, in aggiunta, durante l'Ultima CENA con i SUOI discepoli e con lo spirito di tutti i credenti,
di tutti i tempi,ebbe ad imporci: "Fate questo in Memoria di ME!"; cioè, come IO do la mia
vita per la vostra salvezza, così pure voi dovete operare in tal guisa, testimoniando con la
vostra vita la credenza e la fede in ME!
Invece, i cosiddetti discepoli delle diverse professioni cristiane, rimanendo sordi al
Comandamento d'Amore di GESU’ e corazzando il loro povero cuore, intiepidito, continuano
a lottarsi anziché amarsi; continuano a volere signoreggiare gli uni su gli altri, infangando la
Fisionomia di GESU’, dilaniando il SUO CORPO e distorcendo, quindi, l'aspetto reale della
CHIESA di CRISTO.
Quest'ultima non avendo avuto il sostegno da quanti preferiscono signoreggiare, si è
realizzata
nella sua Santità, nella Quarta Zona: La PARADISIACA!
Nonostante tutto, GESU' ha espiato le miserevolissime miserie umane di tutti gli uomini di
tutti i tempi non solo, ma li ha tutti proiettati nella zona PARADISIACA: è ovvio che ciò
avverrà in tempi diversi per i singoli "uomini" del domani.
I sub, pur avendo avuto la possibilità, stando sulla terra, di realizzare in tempi brevissimi la
futura ed eterna salvezza, mercé il dono immenso della Libertà elargito loro, hanno preferito
rincorrere la vanità delle cose del mondo, protraendo in tal modo in un tempo lungo o
lunghissimo l'approdo nella PARADISIACA.
Essi, quindi, nel dopo -morte sosterranno nella zona "Iperconscia" e prenderanno visione
delle loro innumerevoli iniquità che avrebbero potuto ovviare per mezzo dell'insegnamento e
della Vita del CRISTO e si allogheranno nelle sezioni della sfera CAINA, secondo i DECRETI
DIVINI.
Dopo l'auto -purificazione, come già espresso, passeranno nella zona ABELICA per il bagno
santificante, mercé la Donazione del SANGUE preziosissimo di GESU’ e approderanno,
prendendo il corpo incorruttibile, nella quarta zona: la PARADISIACA.
La venuta di Gesù sulla terra non era indispensabile per la salvezza di tutti gli uomini,
sarebbe bastato un atto di volontà della GLORIOSA TRIADE DIVINA per realizzarla; essa è
stata dovuta ad un altro infinitesimo atto di AMORE del DIO -CRISTIANO, il Quale
volendo rendere meno tribolata la sosta nella sfera "Caina", è venuto ad insegnarci con
l'esempio e con la Donazione della SUA preziosissima VITA, come fare per precorrere i tempi
e raggiungere la felicità eterna in tempi assai ristretti.
A voi, quindi, sub della terra che vi ponete tanti perché dei misfatti che avvengono sul pianeta
(causati esclusivamente da voi) e, non poche volte, le attribuite, blasfemamente, al non
intervento del CREATORE, accollandovi così la più ignominiosa colpa: io dico, cercate,
piuttosto, di essere disponibili allo SPIRITO di VERITA’ e cercate così di conoscere,
penetrare e fare vostra la inesauribile MISERICORDIA del DIO - CRISTIANO che per la
nostra salvezza ha esposto al ludibrio di noi tutti l'Amabilissimo FIGLIO, CRISTO GESU'!
In tal guisa riscoprirete tutte le infinite perversità da voi commesse e, consapevoli della vostra
meschinità, avrete modo di esclamare il vostro "mea culpa"
In futuro, così, avrete la possibilità di bruciare in tempi brevissimi le tappe della vostra autopurificazione ed essere ammessi col vostro spirito e col vostro corpo, glorificato dal CRISTO,
nella zona PARADISIACA.
Ivi le vergognose colpe del tempo trascorso su questo pianeta saranno un vago ricordo e il
vostro vivere raggiungerà il suo eterno ed ambito desiderio, quello di una felicità sempre più
eterna.
Avrà, quindi, termine il tempo fallace della terra ed avrà inizio il "tempo" dell'eternità nella
GLORIA di COLUI che l'ha tanto desiderato nella comunione col PADRE CELESTE e con lo
SPIRITO di VERITA’
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A voi teologi, esegeti, pastori e seguaci del CRISTO; a voi che vi aggiudicate di essere i
penetratori di quella VERITA’ che non riuscite a penetrare, perché ostili alla penetrazione
dello SPIRITO SANTO, cercate di essere umili distruggendo la vostra alterigia e disponetevi
ad essere penetrati dallo SPIRITO di VERITA’ per poter comprendere la Essenza
dell'AMORE infinito del DIO -CRISTIANO, la SUA inesauribile MISERICORDIA ed anche
la SUA GIUSTIZIA perfettissima.
Allora, sì che potrete annientare la illusione di essere i vocati, i chiamati al sacerdozio e,
finalmente, sviscerare che tutti siamo chiamati al sacerdozio, ad espletare la missione iniziata
dal CRISTO, senza alcuna particolarità per alcuno.
Tutti, se disponibili, diverremo penetratori della SUA PAROLA, quando avremo percepito
che tra i credenti in GESU' non vi è alcun capo e che i più illuminati sono i "veri servitori" dei
fratelli col trasmettere, vivendo, la VITA del CRISTO!
Tanto, darebbe ad ognuno di noi di raggiungere con estrema facilità la zona "Abelica", nella
quale il nostro spirito riceverà il bagno purificatore creato dal CRISTO e ci consentirà, col
nostro corpo glorificato di fare parte del SUO CORPO, della SUA CHIESA nella zona
PARADISIACA e che verrà presentata da GESU’ e dallo SPIRITO SANTO, nella SUA
purezza completa, al PADRE CELESTE!
Purtroppo bisogna addivenire che questa realtà non è, né sarà possibile raggiungere su questa
terra asfissiata dagli abusi, dalle prevaricazioni e dal potere di moltissimi che affamano e
violentano miliardi e miliardi di esseri umani.
I maggiori fautori di questa distonia irreparabile sono i così detti "tutori" che da secoli
gestiscono, in maniera distorta, la "PAROLA" del CRISTO.
Tutto quanto poc'anzi accennato si realizzerà intieramente e nella completezza nella quarta
Zona, nella NUOVA TERRA, nel tempo dell'ETERNITA' quando tutti gli spiriti,
primariamente, i "regali" della chiesa che non è del CRISTO, liberatisi dalla carcassa
peccaminosa si saranno purificati, dopo avere preso coscienza del lungo tempo da essi
determinato per la costituzione della vera CHIESA del CRISTO!
Questo tempo si sarebbe potuto anticipare, in modo inaudito, se i cosi detti "conservatori" del
TESTAMENTO del CRISTO avessero fatto loro l'esempio del “MAESTRO".
A me e a quanti ambiscono seguire, in maniera trasparente, l'insegnamento di GESU', resta il
conforto e la certezza che presto faremo parte del SUO CORPO GLORIFICATO!
CANTICO A MARIA
A chiusura del volumetto mi viene "suggerito" di rendere ancora e sempre GLORIA al DIO CRISTIANO, per avere voluto portare ad alte sfere, MARIA, la più pura e la più umile delle
SUE Creature, tramite il cantico che rispecchia la sua bellezza e la sua purezza non a
confronto degli astri che sono esseri, solo, animati ma al cospetto delle SUE Creature ideali e
spirituali!
Il Signore t'ha creato splendente,
l'umiltà tua il Suo Cuore ha rapito,
al cospetto di tutte le donne
sempre più bella
e più pura t'ha fatto.
Bella tu sei qual donna
pura più delle pure
e le donne, le più belle,
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non sono belle
al par di Te!
IL Destino e la Sofferenza dell'Uomo –Anno 1998Un Libro "ispirato " dal Colosso dell'Universo
Prefazione
Come per gli autori dei quattro Vangeli, come per tutta la gente ispirata (profeti, eletti,
prescelti e disponibili) dagli albori della vita sulla terra, così pure per me, in tutte le mie
opere, in cui viene menzionato la volontà del DIO -CRISTIANO vi sono delle frammentazioni
alla "ispirazione".
Non "in toto", quanto in esse riportato corrisponde alla PAROLA del DIO -CRISTIANO,
perché anch'io avrò avuto momenti di distrazione durante la "Rivelazione".
Però, in linea di massima, ogni parola deve ritenersi “ispirata” dal DIO -CRISTIANO
Mi riferisco, in particolare, alla MISERICORDIA inesauribile del DIO -CRISTIANO che
esclude, assiomaticamente, la blasfemità della Gheenna e della dannazione eterna per
chiunque e, come la stessa, porta alla salvezza di tutti gli uomini attraverso una auto espiazione, seppure molto provata e prolungata per i despota del” Prossimo” e per i
rinnegatori del "Colosso dell'Universo".
Come pure al cento per cento, devono ritenersi valide le rivelazioni sulla condizione
peccaminosa della maggior parte dei "tutori" della PAROLA del DIO - CRISTIANO, i quali
con le loro asserzioni frazionano sempre più il CORPO Sacratissimo del CRISTO e ne
adombrano la Magnificenza e la Munificenza con la elezione agli altari di santi e madonne e
con la creazione di migliaia di santuari.
A tanto essi e, in particolare, il presunto “vicario”del CRISTO si uniscono in preghiera ad
altri popoli idolatri di un dio senza volto, oscurando così l’OLOCAUSTO di salvezza del
CRISTO per tutti gli uomini.
Altra certezza inconfutabile deve ritenersi la presenza sulla terra di esseri umani, la cui
esistenza deriva ed è dovuta alla brama degli spiriti "puri", dislocati nella ZONA DIVINA, e
bramosi di possedere il CORPO somigliante al CREATORE, perché reso Glorificato dal
CRISTO.
A riguardo del Destino e della Sofferenza dell'Uomo fisica, morale e spirituale, essi devono
essere imputati all'uomo, "creatore" dell'unica e più formidabile forza distruttrice: il MALE!
Pertanto, egli deve meditare profondamente e cercare, con l'aiuto dello SPIRITO di
VERITA’, di penetrare nelle profondità del suo spirito e ricavarne le motivazioni che lo
portano all'autodistruzione del proprio essere, al male che riflette sui propri simili e sulla
stessa natura che aborrisce al suo cospetto ed esplode in distruzioni raccapriccianti.
La "ispirazione" di questa e di tutte le altre mie opere è dovuta al mio perenne Inno di Gloria
e al "grazie" eterno al DIO –CRISTIANO, alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA’, che ha fatto di me, meschino e colmo di debolezze come sono, "uno", a cui il
COLOSSO dell’UNIVERSO si compiace stargli vicino!
Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo
Premesso in sintesi il tormento evidenziato, in otto lustri, nella quasi totalità delle mie opere
sulla divisione dei cristiani e sulle motivazioni che l'hanno determinata, è giusto anche
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evidenziare in sintonia a questa atroce sofferenza il conforto ineguagliabile del DIO CRISTIANO che, grazie ad una mera RIVELAZIONE, ha dato al mio spirito la pacatezza
desiderata attraverso la conoscenza del percorso dell'umanità su questo pianeta e quello della
felicità futura di essa nella "Nuova Dimensione”!
Questo iter anche se estenuante e sofferto sulla terra e, ancora di più per i molti nella Terza
Zona, trova conforto indescrivibile nel suo epilogo, la NUOVA TERRA!
La privacy di questo cammino lungo, peccaminoso e sofferto sulla terra e, ancora di più, per
molti nella "Iperconscia" trova ampiamente riscontro nelle mie opere: "Nu Poche de Bibbie",
"La Dimensione Eterna", "Il Terzo Libro dopo il Vangelo" e, soprattutto, nel libretto "La
Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male".
A completamento di quanto è stato esplicitato in queste e in tutte le mie altre opere, ebbene
soffermarsi ad approfondire un altro annoso, scottante e angoscioso problema che avvolge e
coinvolge l'esistenza umana: “Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo".
Centinaia, migliaia, milioni e sempre più affermazioni orali e scritte sono state e vengono
tuttora elaborate e declamate intorno ad esso.
Teologi, esegeti, astrologi, psicanalisti, guaritori, cartomanti e via dicendo si sono soffermati e
si soffermano su questo problema, dagli albori della esistenza dell'uomo su questo pianeta e
continueranno a farlo fino a quando l'ultimo essere umano sarà passato nella Terza Zona, la
IPERCONSCIA: inizio del nuovo ed eterno cammino dello spirito liberatosi dalla carcassa
corporale.
Il mistero che avvolge e convive con l'uomo è il futuro della sua esistenza, soprattutto, terrena
che lo preoccupa, lo assilla, lo tormenta per cui sente il bisogno, la necessità indispensabile di
interrogare oracoli e gente che possano, in parte, soddisfare il suo anelito incessante.
Alla conoscenza del suo futuro terreno e anche, e soprattutto, ancorata la sua sofferenza fisica
e morale che vorrebbe, ad ogni costo, eliminare.
Pertanto, la maggior parte degli esseri umani si infrange cozzando contro questa realtà
oscura, impenetrabile e detestabile; perché il suo spirito è lontano dal concepire una vita
ultraterrena da cui ha avuto origine ed a cui farà ritorno.
Inoltre, spesso, quella massa di uomini si lascia ingannare dalla pragmaticità della terra che,
molto spesso, viene distorta e porta l'individuo nell'angoscia più profonda e alla disperazione
irreparabile.
Molti sono quelli che gozzovigliano su questo pianeta cercando di ignorare o, addirittura, di
soffocare l'aspetto spirituale della loro esistenza.
Essi, infatti, esordiscono con il "Carpe diem" vivendo anche se temporaneamente e, molto
spesso, pochi anni di vita senza preoccuparsi del domani, del futuro della loro esistenza dopo
il transito da questa dimora terrena.
Dalla nascita alla morte, quand'anche la costituzione fisica è integra, il dolore in genere
accompagna l'uomo: è questa una realtà innegabile e che l'uomo dovrebbe, necessariamente,
accettare e cercare di scoprire le motivazioni che rendono angusto, difficile e, molto spesso,
impossibile il vivere su questo pianeta.
Eppure, si declama questa vita, almeno da parte di molti, come meravigliosa: maniera questa
conscia o inconscia di percepirla?
Per quanto mi è dato dire e, quindi, da riportare su questi fogli: questa concezione della vita
avviene in modo, formidabilmente, inconscio perché l'umanità, in massima parte, relega la
esistenza dell'uomo al solo vivere sulla terra e , quindi, ad accalappiarsi quanto più è possibile
dei beni e dei piaceri mondani, non tenendo in alcun conto il dopo –morte cercando di
ignorarlo per tema della condanna eterna, essendo la sua natura defettibile e peccatrice,
Gli uomini non approfondendo l'interrogativo che, spesso, martella la loro mente: "Chi
sono?, da dove vengo? Dove andrò dopo la morte?", non si rendono conto che le loro
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precarietà sono insite nella natura umana e che le loro debolezze fanno parte del bagaglio
umano che bisognerebbe, nelle possibilità più comprensibili, cercare di eliminare.
Se queste precarietà e queste debolezze umane venissero controllate ed esaminate dallo
spirito, di cui fa parte anche la ragione, esse non degenererebbero in azioni efferate e
detestabili e conserverebbero, senza tema alcuna, la loro naturale manchevolezza.
Pertanto, la stragrande maggioranza degli uomini per evadere dalla ricerca di quel "quid"
insidioso si lascia assorbire dal possesso di ricchezze, dal potere, da ambizioni di gloria e,
soprattutto, dai piaceri mondani che li allontanano, anche volutamente, dal concepire una vita
ultra -terrena.
Ad essi vorrei chiedere se le loro sicurezze sono costanti o vengono frazionate da momenti di
consapevole certezza di un'altra esistenza che li tormenta e loro, con altrettanta
spregiudicatezza, cercano di distruggere con ogni mezzo.
Dire che sono da compiangere significherebbe considerarli dei dementi, degli incapaci, mentre
essi in massima parte, non tutti, hanno ereditato geni malefici che corroborati da un ambiente
insano ed insicuro e, soprattutto, sostenuti da una volontà abulica giungono ad una tale
determinazione assai negativa, generando su se stessi e sugli altri incertezze e reazioni
incontrollabili.
La tetra condizione dei moltissimi è determinata, anche e soprattutto, da coloro che si
ritengono gli interpreti della volontà che non è del CRISTO e che, attraverso secoli, hanno
paventato migliaia di generazioni atterrendole fino a farle arrivare al rigetto di una condanna
impossibile e di conseguenza alla negazione di un ESSERE SUPREMO, CREATORE
dell’UNIVERSO: il DIO -CRISTIANO.
La PERSONA del CRISTO ed il SUO insegnamento sono stati travisati dai "dottori" della
legge cristiana, in modo tale che l'AMORE infinito e la PATERNITA’ DIVINA guadagnataci
dal CRISTO sono stati sostituiti da un luogo infernale e da una condanna eterna.
Essi, i dottori di quella legge falsata, insieme agli ebrei dottori della legge farisaica e ad altri
rappresentanti di altre religioni, sono i maggiori responsabili di una società atea e di un'altra
società credente che ha solo la parvenza del DIO -CRISTIANO.
Infatti,, mi riferisco, in particolare, alle "professioni" cristiane ed ortodosse che conoscono
solo di nome il CRISTO pochissimo del PADRE CELESTE ed ignorano lo SPIRITO SANTO;
perché sia il PADRE CELESTE, sia il CRISTO, sia lo SPIRITO SANTO, vengono sostituiti
da essi, per prima, e dalla povera gente poi, in gran parte, da santi e madonne che nulla hanno
di positivo nei confronti della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Mentre gli ebrei, rinnegatori del CRISTO e, quindi, del DIO -CRISTIANO rivendicano nella
loro immane stoltezza la prossima venuta del MESSIA su questo pianeta; sorvolo sulle altre
religioni che pur avendo, immani colpe, non si uguagliano ai cosi detti "cristiani" ed "ebrei".
Come più volte esplicitato nelle mie lettere raccomandate, unitamente alle mie pubblicazioni,
inviate a molti "dottori" della legge cristiana, ribadisco che CRISTO nella Essenza di vero
DIO e vero UOMO perfetto è venuto sulla terra, nel mezzo dei tempi dell'umanità, per
rendere meno tribolata agli uomini "futuri" la espiazione nella Nuova Dimensione e,
soprattutto, per testimoniare ed elargire la PATERNITA’ del DIO -CRISTIANO a tutti gli
uomini e non già a dare la facoltà ai "dottori" della legge cristiana e "non" di proclamare la
virtù e la vita di molti uomini, sebbene probi nell'osservanza degli insegnamenti di GESU’, e
di portarli agli altari, perché intercedessero presso il PADRE CELESTE per coloro che si
rivolgono ad essi, volendo o non ignorare che ogni esaltazione ed ogni richiesta dev'essere
rivolta, insieme alla lode e alla gloria eterne, unicamente e solamente attraverso CRISTO e lo
SPIRITO SANTO al PADRE CELESTE.
Non credo che "tutti" i dottori della legge cristiana e "non" siano ciechi a non vedere, da non
rendersi conto che molti di quegli uomini e la stessa Vergine Maria, innalzati agli onori degli
altari, non hanno mai avuto la velleità stando sulla terra e ancora di meno ora che si trovano
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nella NUOVA DIMENSIONE, di mediare presso il PADRE CELESTE che per AMORE del
CRISTO e dello SPIRITO SANTO, ha esteso la SUA PATERNITA’ a tutti gli uomini della
Terra di tutti i tempi e la salvezza totale futura di essi!
E,allora, se non sono stati ciechi vi è in essi un'altra prospettiva: la fonte di immense ricchezze
che provengono dalle migliaia di santuari, per loro e per gli sfruttatori che servendosi di
immagini e di simulacri si arricchiscono.
Così, i "dottori" della legge cristiana cattolica ed ortodossa determinano una religione
asettica che non trova alcun riscontro nella PAROLA del CRISTO e rende traviato il
cammino, su questa terra, a moltissimi uomini e, ancora di più, nella Nuova Dimensione
Essi, esaltando continuamente questi uomini da loro santificati e con tutti i riti che
provengono dall'antico paganesimo hanno indotto i credenti, nel passato e continuano a farlo
perché legati alla tradizione, a chiedere grazie a quelle santità negando così il confronto
diretto col PADRE CELESTE, perché infatuati dalla già citata mediazione che li rende
isterici nelle combinazioni di incontri con statue e simulacri.
L'accettazione "integra" del CRISTO, da parte di chiunque, comporta l'adozione a Figli del
DIO -CRISTIANO, ossia la SUA PATERNITA’, nella Essenza PATERNA: "E voi, cattivi
come siete, capaci non vi dimostrate di dare un sasso al figlio che vi chiede un pane, né un
serpe a chi vi chiede un pesce!"
Noi, defettibili e carenti come siamo, capaci non siamo di negare ai nostri figli alcunché,
quanto più il PADRE CELESTE, nella Essenza pura di PADRE GLORIOSO concederà a noi
tutto quanto GLI chiediamo e che rientri nella SUA Divina Volontà?
La presenza agli altari di tanti santi e tante madonne non fa che appannare, sminuire, in gran
parte agli uomini, la PATERNITA’ del DIO -CRISTIANO che si estrinseca nell'AMORE
infinito, nella MISERICORDIA inesauribile e nella GIUSTIZIA perfettissima ma, nello stesso
tempo, ai "dottori" della legge cristiana e "non" comporterà un'auto -espiazione dura e
prolungata che si estenderà, in gran parte, ai loro proseliti.
Possibile che tali "dottori" e ancor più colui che si ritiene il “vicario” del CRISTO non
riescono a capire che il “Solo” a mediare presso il DIO -CRISTIANO è l'Amatissimo SUO
FIGLIO, CRISTO GESU’, che col SUO OLOCAUSTO, condiviso dal PADRE CELESTE e
dallo SPIRITO SANTO, ha reso non solo possibile ma certa la salvezza tutta
dell'Umanità:"Nessuno viene al PADRE se non attraverso ME!".
Questo è quanto direbbero i santificati dal CRISTO a tutti noi se ne avessero la possibilità;
cosa d'altronde già fatta da quelli che, stando sulla terra, sono stati penetrati dallo SPIRITO
di AMORE e di non tenere in alcun conto la mediazione di altri intermediari perché non
hanno alcuna valenza.
La loro posizione, quindi, nella Nuova Dimensione è molto disagiata perché si avvedono degli
errori dei cosiddetti "dottori" della teologia cristiana, i quali sfruttandoli sottraggono quanto
è dovuto solo al DIO –CRISTIANO, al PADRE CELESTE che s'identifica nel CRISTO e
nello SPIRITO SANTO.
Essi, i "dottori" non solo sono "ciechi" ma anche sordi ai richiami dello SPIRITO SANTO e
conducono i loro proseliti là, dove possono arrivare dei ciechi e dei sordi.
Le persone che, tramite la Donazione del CRISTO, raggiungono sulla terra una condizione di
santità , dovrebbero non essere portati agli altari, ma presi di monito e di sprone da quelli
che, sventuratamente, per acquisizione di geni ereditari o per ambiente malsano ed anche
perché abulicì, molto spesso, sono costretti a compiere azioni che cozzano contro la Volontà
del DIO -CRISTIANO, il Quale nella estensione dei DECRETI DIVINI ha tenuto
infinitamente conto dei peccati, a volte, non evitabili.
I "dottori" della legge cristiana così operando hanno raggiunto un grado di cecità e di sordità
che non potrànno essere nel futuro, stando sulla terra, facilmente eliminati.
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I loro occhi e i loro orecchi si apriranno alla VERITA’ quando, nella Iperconscia, la LUCE
folgorante del CRISTO e la PAROLA tuonante dello STESSO, li penetrerà e li avvolgerà in
maniera tale, da rendere con limpidezza inaudita l'evidenza dei loro misfatti, causati dalla
loro alterigia e dalla loro falsa modestia.
Pochissimi della terra sono gli Eletti, i Prescelti e pochi i Disponibili ; questi ultimi cercano di
fare parte delle prime due categorie.
Essi costituiscono, in embrione, insieme a coloro che li hanno preceduti dall'inizio della vita
sulla terra, a qualunque confessione, religione o comunità appartengono, la CHIESA di
CRISTO che, continuamente, si realizza nella NUOVA TERRA e sono coloro che non solo
riescono a concepire ma, addirittura, ad intravedere la certezza che la venuta di un essere
umano sulla terra è il preludio ad una esistenza eterna e felice per chiunque nella Futura
Dimensione.
Onde avere chiarezza del perché della venuta degli esseri umani sulla terra, bisognerebbe
soffermarsi a meditare sull'Opera: "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male".
La qualcosa servirebbe a far comprendere come la presenza di ogni essere umano sul nostro
pianeta, altro non è che il suo ambito desiderio di poter acquisire nel "domani futuro" il
CORPO Glorificato dal CRISTO.
Facendo riferimento alle confessioni cristiane e non, dobbiamo precisare che anch'esse
intravedono una vita futura eterna e felice dopo la morte; però, solo per pochi, nel mentre la
massa degli uomini è destinata a subire la condanna eterna.
Pochezza di spirito da parte loro, anzi in moltissimi casi, direi assenza totale del rapporto col
DIO -CRISTIANO e, quindi, mancanza assoluta della conoscenza della infinita
MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO: "PADRE perdona loro perché non sanno quello
che " si" fanno".
Bisognerebbe soffermarsi a meditare e non solo a leggere la maggior parte delle mie opere
"ispirate" per poter penetrare in parte come la salvezza dell'umanità è totale; cioè, come il
CRISTO col SUO OLOCAUSTO abbia purificato il "peccato" di tutti gli uomini: presenti,
passati e futuri.
Quei teologi, pastori ed esegeti che evocano la condanna eterna per moltissimi uomini,
dovrebbero prima soffermarsi sulle loro ambiguità, sulle loro carenze e sui loro peccati per
potersi rendere conto che la condanna rivolta ai terzi incombe, primariamente, su di loro:
"Non giudicate perché sarete giudicati"
Purtroppo, la maggior parte di essi ignora, mentre altri vorrebbero ignorare tutto ciò perché
non riescono ad essere in comunione con lo SPIRITO di VERITA,.
Essi prendono alla lettera solo alcuni passi del VANGELO e che ricadono, primariamente, su
di loro trascurando quanto detto da GESU’ e non riportato nei quattro Vangeli e, soprattutto,
non tengono in alcun conto quanto GESU’, tramite lo SPIRITO SANTO, Rivela agli Eletti, ai
Prescelti e ai Disponibili in ogni tempo.
Ad essi, come sempre, continuo a rivolgere la mia esortazione e, quindi, li stimolo a meditare e
ad approfondire quanto è stato rivelato nelle mie opere "ispirate" e, malgrado tutto, inviate ai
"dottori" e "non" della teologia cristiana.
Moltissimi degli uomini della terra, come abbiamo già detto, non credono nella esistenza di
una vita futura ultra -terrena, perché soggiogati ed avvinti dai beni della terra,
Molti di questi ultimi sono stati già annoverati tra coloro del "Carpe Diem"; la rimanenza,
invece, per motivi di sopravvivenza, per il travisamento delle filosofie materialistiche e
scientifiche, rifiutano di credere in un'altra vita e, quindi, nel DIO -CRISTIANO.
Se ci allontaniamo, anche per poco, dalla concezione dell'esistenza di una vita futura che è
l'unica a dare dignità alla persona umana, ci ritroviamo in un groviglioso labirinto, oppure
smarriti in una infinità di galassie stellari che tolgono ogni possibilità di trovare quanto il
nostro spirito, ansiosamente, cerca e viene ostacolato dalle infinite concezioni materialistiche o
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scientifiche che lo rendono inerte nella spiritualità fino a quanto riuscirà ad emergere dalla
carcassa corporale.
Vi sono, in massima parte, filosofi, psicanalisti e psicologi che, tra l'altro, affermano che le
religioni sono l'oppio dei popoli, facendo molti proseliti tra coloro del "Carpe Diem".
Ammettiamo per un po' che le loro affermazioni siano veritiere e nello stesso tempo,
dobbiamo chiederci: "Cosa sarebbe stato dell'umanità senza quest'oppio? Da quanto tempo si
sarebbe auto distrutta, anche se oggi sopravvive e, malgrado tutto, è orientata alla distruzione
di se stessa?".
Le cause dell'autodistruzione dell'umanità sono da ricercarsi nelle nefandezze e nelle
spietatezze sempre più crescenti dei sub –uomini.
Anche se si riconosce l'esistenza del male in tutta la storia dell'uomo, oggi tanta orrenda
spregiudicatezza ha raggiunto un grado di precarietà non immaginabile né determinante a
causa dei Mass-Media e della tecnologia assai avanzata.
Ad essi si aggiungono l'orrore di condanna a morte per fame per miliardi di esseri umani,
mercé la sete di ricchezza e la brama di potere di molti esseri aventi "sembianza" umana e la
sempre più crescente pazzia dei sub -demoni, " detti uomini", insaziabili nella perversione e
che prevaricano e distruggono la innocenza di milioni di bambini, già seviziati nella loro
crescita morale e spirituale dalla mancanza di necessità indispensabili alla loro alimentazione.
Nella PAROLA del CRISTO è esplicitato l'Amore per gl'innocenti e , in particolare, per i
bambini e in una frase del VANGELO è così riportato: "Meglio sarebbe, per chi cerca di
scandalizzare un bambino, di mettersi una macina al collo ed affogare nelle acque più
putride".
L'insania di questi demoni che pullulano sulla terra, giorno dopo giorno, si trasforma in una
lebbra così contagiosa che quanto prima, allargandosi a macchia d'olio, porterà l'umanità
intera, compresa quella non colpevole di simili delitti, all'autodistruzione.
Anche la natura, in tutti i suoi elementi, non può rimanere indifferente a simili oscenità e
mostruosità e presto comporterà il suo contributo all'autodistruzione dell'uomo.
Richiamandomi alla serie dei materialisti: filosofi, psicologi e psicanalisti; ebbene menzionare
una lettera inviata nel 1980 ad uno dei più grandi psicanalisti del tempo, Cesare Musatti.
A lui ebbi a dirgli di fare una introspezione prima a se stesso e poi cercare di conoscere la
psiche degli altri.
Tra l'altro aggiungevo: "Come ha potuto accettare una esistenza limitata a questo pianeta,
adorna di sofferenze fisiche e morali che costituiscono preoccupazioni quotidiane che
tormentano e preparano l'essere umano, in breve tempo (fossero anche cent'anni), ad una
fine piano piano in tutto se stesso, tanto da renderlo una putredine ambulante umana o statica
che difficilmente viene ad essere sopportata da se stesso e, tanto meno, da terzi? E, alla fine,
quando l'ultimo respiro viene esalato, diventare pastura degli esseri più reietti ed immondi
della terra?”.
Una tale concezione, assai palpante, dovrebbe portare le menti "illustri" di questa terra,
quanto meno, ad una percezione e ad una responsabilità cosciente che, nel modo assoluto,
concepisca di non mettere al mondo altri esseri "disgraziati" quanto o più di loro perché
verrebbero a popolare la terra con la più detestabile epigrafe sin dalla nascita, di
"condannato a morte".
L'uomo che non crede in una nuova vita nella Futura Dimensione, l'uomo che pensa e che
sostiene che la vita dell'essere umano si esaurisce su questo pianeta, è l'essere più meschino ed
abominevole, degno di sola compassione a causa della sua inettitudine spirituale che non gli
consente di soffermarsi a penetrare la realtà futura e lo induce a sfuggire e a non considerare
le "beffe" di questa esistenza non determinabili, né definibili procacciandogli nella
"Iperconscia" una dura anche se ambita auto -purificazione.
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Eppure, questa condizione deprecabile della vita viene accettata non solo, ma
spregiudicatamente anche difesa perché ritenuta l'unica appartenente all'uomo.
Vivere in queste condizioni o in altre peggiori, in moltissimi casi, è un desiderio ambito perché
"la morte" terrorizza l'uomo; la fine del suo essere lo sconvolge ma soprattutto, anche se
inconsciamente, viene perseguito dalla condanna eterna.
Perché tanta precarietà e così bramata?
La risposta la si trova nella costituzione spirituale dell'uomo, formulata e realizzata da lui
vivendo su questo pianeta e che ha voluto, non sempre "in toto", ma con la collaborazione di
altri elementi ed altri esseri, prevaricare il dono immenso elargitogli dal DIO -CRISTIANO:
una vita futura, eterna e felice.
Come può un essere intelligente dotato di sentimenti, a volte, grandiosi concepire ed accettare
una vita così detestabile, resa tale dall'uomo stesso che si dimena egoisticamente nella gloria,
nel potere e nel piacere, cercando di distruggere la parte spirituale che è in lui e che lo rende
libero, razionale e sentimentale e che lui, ostinatamente vorrebbe ma non riesce a
distruggere?
Possibile che non riesce a concepire che tutte le facoltà insite in lui, dall'intelligenza alla
razionalità, dalla libertà alla volontà, costituiscono un tutto unico: la sua spiritualità che
assurdamente vorrebbe distruggere?
Una tale condizione di vita concepita ad essere vissuta alle condizioni enumerate sulla terra e,
per giunta con la condanna a morte sentenziata fin dalla nascita, richiede necessariamente ed
indispensabilmente il suo rigetto, la non accettazione di essa e, quindi, la non vivibilità della
stessa!
A rendere ancora più macabra, più insofferente la vita e la fine dell'uomo contribuiscono le
cosi dette "professioni" cristiane e non, che esordiscono con frasi fallaci al cospetto di
drammatiche situazioni e di sofferenze insopportabili, come :"Dio così vuole"; "Con la vostra
sofferenza collaborate con la sofferenza del Cristo".
Tali affermazioni sono scioccanti e blasfeme se si analizzano profondamente.
"Dio così vuole", è una delle più sconfinanti bestemmie che si possono imputare al DIO CRISTIANO, infinitamente MISERICORDIOSO; il Quale, nonostante l'obbrobrio
determinato da Adamo ed Eva, dalla sua progenie, noi compresi, ci ha proiettati ad una
felicità impensabile ed eterna nella NUOVA TERRA!
Successivamente, in comunione con lo SPIRITO SANTO, ci ha donato il SUO amabilissimo
FIGLIO, CRISTO GESU, che ha espiato tutte le nefandezze dell'uomo ed ha riscattato
"tutto" il peccato per ridare all'uomo la sua proiezione originaria nell'EDEN, nella NUOVA
TERRA.
Quindi, l'addebito non dev'essere fatto al DIO -CRISTIANO, ma all'uomo che rigetta i SUOI
consigli e s'innesca in quella che è la sua creazione: il Male.
Pertanto, i saggi della teologia cristiana dovrebbero imparare, prima loro, e poi insegnare:
"Così vogliono gli uomini, oppositori della Volontà del DIO -CRISTIANO",
Purtroppo, tali asserzioni, non rientrano nella loro formazione teologica e quindi, non
riescono a concentrarsi sulla peccaminosità dell'uomo; a quest'ultimo, creatore unico e solo
del Male va attribuito, esclusivamente, ogni malessere, ogni defettibilità, ogni disgrazia.
E, ancora, nella frase: "Con la vostra sofferenza contribuite alla sofferenza del Cristo", si
riscontra una blasfemità maggiore, in quanto la Sofferenza del CRISTO ha esautorato e
purificato tutta la negatività del sub – uomo e sopravanza a tutta la sofferenza dell'umanità:
presente, passata e futura.
L’ONNIPOTENTE, la MISERICORDIA infinita, l'AMORE incommensurabile, la
GIUSTIZIA ineccepibile, il DIO -CRISTIANO, non ha mai preteso che l'uomo soffrisse per
alleviare la sofferenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' perché, come già
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ribadito, la SUA Sofferenza sopravanza, in maniera indefinita alla salvezza di tutti gli uomini
di tutti i tempi.
A questo riferimento ultimo, si potrebbe dire che la sofferenza dell'uomo dovrebbe portare lo
stesso, in massima parte, a renderlo cosciente della sua relatività, della sua peccaminosità ed
indurlo a meditare e ad avvicinarlo a COLUI che gli ha regalato l'immenso dono di una VITA
NUOVA, lungi dalle bassezze e da tutte le turpitudini terrene: condizione questa, assai
difficile oggi a raggiungersi.
Altra frase virulenta si ha quando si è colpiti da una fine tragica e la si imputa al Destino e,
quindi, indirettamente al DIO -CRISTIANO.
Come se non bastasse il turpiloquio intorno al CREATORE dell'Universo, bisogna anche
integrarlo con la imputazione di avere destinato l'uomo ad una vita ineluttabile.
La invocazione di GESU’ sul Golgota, dev'essere tenuta in una profonda e penetrante
considerazione: "PADRE, perdona loro che non sanno quello che "si" fanno"; ma altrettanta
considerazione bisogna attribuire all'OLOCAUSTO del CRISTO: " Nessuno viene al PADRE
se non attraverso ME!"
Confrontando la invocazione e la imperatività del CRISTO nelle due frasi, dobbiamo dedurre
assiomaticamente che l'Essenza dell’AMORE e della MISERICORDIA, non dev'essere
minimamente coinvolta in tutta la negatività che circonda l'uomo.
L’uomo, non solo allontanandosi e deturpando la sua fonte di origine ma oltremodo quando e,
soprattutto, fa delle attribuzioni negative a COLUI che dovrebbe eternamente
GLORIFICARE, determina il caos in se stesso ed intorno a lui.
Il DIO –CRISTIANO, il COLOSSO dell’UNIVERSO aveva indicato ai nostri progenitori il
cammino da seguire per poter conservare il benessere inconcepibile che possedevano e per
estenderlo, infinitamente, ai loro discendenti.
Essi, invece, contrastando i DECRETI DIVINI si scontrarono col BENE ASSOLUTO,
portando se stessi, la loro progenie e noi compresi, ad una vita di lotte e contrasti continui.
E CRISTO continuando sulla scia del PADRE CELESTE e venendo in mezzo a noi, in
comunione con lo SPIRITO SANTO, ha dato con l'Esempio e con la Donazione di tutto SE
STESSO innumerevoli consigli all'uomo, perché potesse rendere meno tribolata la sua
esistenza su questo pianeta e il facile accesso nella NUOVA TERRA.
Se l'uomo per sua colpa o per le interferenze di altri simili, quand'anche per il caos
determinato in natura da lui, cozza con i CANONI DIVINI e ovvio che raccoglie le nefaste
conseguenze.
Allora soffermiamoci ed approfondiamo, coscientemente, la tanto elaborata ed incriminata
parola "Destino", sia che riguarda la morte occasionale, la morte in genere e le sofferenze, a
volte, insopportabili.
Dopo le premesse innanzi menzionate, è assurdo pensare minimamente che il Destino
dell'uomo e opera diretta del DIO -CRISTIANO; nel mentre bisogna asserire con veemenza
che esso è determinato dallo stesso uomo, creatore della sua unica creatura, il Male, ed anche
perché si oppone costantemente alla volontà del DIO -CRISTIANO.
Come per la purificazione dello spirito, esplicitato in alcune delle mie opere, che viene
determinata dal singolo dopo avere preso conoscenza dei suoi misfatti e dopo essersi
confrontato con i DECRETI DIVINI; così pure il destino dell'uomo è opera dello stesso e si
risolve sempre negativamente se circoscritto all'esistenza terrena; mentre trova conforto alle
sue continue ansie se viene ad innescarsi nella proiezione Futura e, nel gaudio Eterno, se si
lascia penetrare dallo SPIRITO di VERITA’ per rendere lodi e gloria perenni al DIO CRISTIANO.
La realtà terrena e quella "eterna" sono agli antipodi, pertanto chi si sforza di risolvere
appieno la sua esistenza nella pochezza della terra, rimanendo ingannato dagli effimeri
piaceri di essa, dovrà inorridire quando il suo spirito proiettato nella "Iperconscia" si troverà
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al cospetto delle sue nefandezze che, a prima acchito, appariranno assurde per la loro truce
determinazione mentre gli appariranno reali e confacenti alla sua vita ostica condotta sulla
terra, quando la LUCE folgorante del CRISTO penetrerà i suoi orrendi misfatti.
Allora la chiarezza delle turpitudini commesse dell'uomo della terra, porteranno lo spirito ad
una prostrazione conforme alla durezza dei suoi peccati ma, nello stesso tempo, l'uomo
spirituale prenderà visione della sua salvezza ad opera del CRISTO e della bramosia del suo
spirito di possedere il CORPO glorificato dallo stesso CRISTO!
Lo spirito, allora, pur provando acutezza delle sofferenze che ha determinato stando sulla
terra, trova conforto e sostegno nella certezza che farà parte del CORPO di CRISTO, dopo
avere auto - espiato i suoi peccati.
Nella Terza Zona, la Iperconscia, lo spirito dell'uomo della terra, alla presenza della Essenza
della VERITA', prende conoscenza di come il DIO -CRISTIANO sia l'Essenza della
ESSENZA della spiritualità e ripercorre, non solo il suo periodo terreno con tutte le sue colpe
e con i suoi peccati ma prende, anche, visione del percorso dell'Universo e dell'uomo dalle
origini.
Come, quindi, il DIO -CRISTIANO, nella SUA Onniscienza, ideò l'uomo futuro ad immagine
del SUO CORPO e a somiglianza del SUO SPIRITO e, come nella SUA Onnipotenza concesse
all'uomo una gradualità della spiritualità che si estrinsecava nella "Libertà", nella
Razionalità, nella Volontà e nella Tendenza al BENE.
Ovviamente, avendogli concesso tutte le prerogative per giungere alla ESSENZA DELLA
SPIRITUALITA', cioè ad eguagliarsi a LUI "non volle" precorrere i tempi e le tappe che
l'uomo avrebbe conseguito, cioè il suo percorso.
A tanto aggiunse il rispetto dei CANONI DIVINI che avrebbero portato l'uomo ad
avvicinarsi, sempre più, a quella ESSENZA Spirituale, di cui il DIO -CRISTIANO ne è
l'ESSENZA!
Poco innanzi è stato detto il DIO -CRISTIANO "non volle" precorrere le tappe che l'uomo
avrebbe dovuto raggiungere perché, nella SUA Onniscienza, avendolo reso "libero" non
voleva filtrare la conoscenza delle sue azioni, conoscenza che avrebbe limitato la "libertà" che
gli aveva elargito
Le prerogative che il DIO -CRISTIANO aveva infuso nell'uomo erano tali e tante che
facilmente lo avrebbero portato a raggiungere l'Essenza della SUA ESSENZA.
In sintesi, occorreva la sua diretta partecipazione, anche se minima che, facilmente. gli
avrebbe consentito di rendere "eccellente" la sua personalità.
Quanta Magnificenza e quanta Munificenza elargì il DIO -CRISTIANO alla SUA creatura
prediletta, tanto da renderla superiore agli spiriti puri, da come si evidenzia nel Libro "La
Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male".
L'uomo, invece, col tempo e in funzione della Libertà ricevuta volle trasformare l'orgoglio
richiesto in un nuovo e deprecabile sentimento fino allora sconosciuto e mai esistito che prese
il nome di "superbia" e che distrusse e continua a distruggere il Bene là dove vi penetra.
Molti sostengono: "DIO sapeva che l'uomo avrebbe peccato perché, quindi, non glielo ha
impedito?
Osservazione questa anche accettabile, ma non già giusta in quanto in precedenza è stato
detto che il DIO -CRISTIANO, non solo "non volle" interferire sul suo operato, per quanto
poi lo aveva circondato di tutte quelle possibilità necessarie che lo avrebbero portato al
raggiungimento di quanto gli aveva prospettato; bastava che egli avesse posto un pizzico della
sua volontà: anche questa appendice della spiritualità.
Un po' di se stesso era indispensabile e che gli avrebbe consentito di essere non solo partecipe
ma, addirittura somigliante in assoluto alla Essenza della ESSENZA della Spiritualità.
In sintesi, il CREATORE non avrebbe mai accettato di avere creato un burattino che eseguiva
quanto gli era stato imposto; perciò creò l'uomo libero e con tutte le attenuanti che gli
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avrebbero dato la possibilità di essere degno di COLUI che lo desiderava simile alla SUA
ESSENZA.
La BIBBIA facendo riferimento all'orrore, al Male creato dai nostri progenitori offre,
metaforicamente, la presenza del frutto proibito e la presenza del serpente tentatore,
materializzando quando, invece, venne determinato dalla più eccelsa della derivanti della
Spiritualità: la LIBERTA’!
Quest'ultima è il pregio incomparabile della spiritualità e il DIO -CRISTIANO nonostante,
che l'uomo servendosi di essa determinò il caos, ha continuato ad elargirla con tutte le carenze
e la defettibilità di cui l'uomo stesso l'ha circuito.
Tanto perché, egli, sentendosi ancora libero non già come alle origini e servendosi della
tendenza al Bene ed anche con la presenza del CRISTO sulla terra, potesse intravedere
macroscopicamente il misfatto dei progenitori ed i suoi.
Con le tendenze, quindi, donategli dal DIO CRISTIANO e derivanti dalla Essenza della
spiritualità, l'uomo non ottemperò all'osservanza dei CANONI DIVINI creando così, come già
detto, una nuova derivante della spiritualità e di sua esclusiva fattura: il Male.
Quindi alle tendenze della spiritualità concessogli dal DIO -CRISTIANO, l'uomo in funzione
della libertà creò ed aggiunse “ la macabra e distruttrice forza del male” su cui s'impernia il
suo "Destino": la morte corporale e la sofferenza fisica, morale e spirituale:
Operatore, quindi, del suo destino è l'uomo stesso.
La tendenza al Bene, derivante dalla spiritualità ricevuta, cozza continuamente con quella del
Male fatturata dall'uomo.
Avendo creato l'uomo la carenza, sempre più deprecabile al suo spirito e di conseguenza al
suo corpo, quest'ultimo è soggetto a deteriorarsi continuamente.
La tendenza al Male incide negativamente su quella del BENE, anche perché viene
corroborata da geni atavici e da ambienti insani, rendendo difficile e , a volte, impossibile il
percorso dell'uomo su questo pianeta.
Lungo il suo cammino, l'uomo incontra mille e più difficoltà che incidono sul suo fisico, sul
suo morale ed in particolare sul suo spirito determinando, così, ripercussioni macabre e
distruttrici.
Pertanto, onde poter frenare il percorso del male, egli dovrebbe fare emergere la prima
derivante della spiritualità, il Bene, che incanalandolo nella seconda, la razionalità, e
facendosi collaborare dalla volontà dovrebbe opporsi agli istinti negativi ed anche ad una
errata interpretazione della sua personalità costituita da geni atavici non positivi ed anche da
un ambiente non confacente al Bene.
Purtroppo, poche volte, la razionalità riesce a innescarsi al Bene, derivante dalla spiritualità
originale e, non sempre, e senza difficoltà riesce a stimolare la sua volontà e a fare emergere
azioni positive in se stessa e di rimando sugli altri; invece, quando la razionalità s'innesca con
l'unica derivante, creata dall'uomo, il Male, e viene corroborata dalla volontà, nefaste sono le
conseguenze per se stessaoe per gli altri.
La razionalità, quindi, non è scevra dai condizionamenti atavici, ambientali e sociali che
contribuiscono largamente all'attuazione di azioni benefiche o malefiche.
A tanto, si aggiungono occasionali stimoli che gravitano sia sul Bene che sul Male.
La perversità e la santità dell'individuo, quindi, non sono da attribuire in tutto a lui ma,
anche, a quanti hanno cooperato direttamente o indirettamente alla sua perversione o santità.
In che misura, quindi, è responsabile il soggetto?
La risposta è ardua e non compete, in assoluto, ad alcuno degli esseri umani, in quanto tale
certezza si avrà solo quando lo spirito dell'uomo della terra, liberatosi dalla carcassa
corporale, passerà nella "Iperconscia", dove la limpidezza e la chiarezza delle sue azioni, rese
tali dall'Essenza della GIUSTIZIA DIVINA daranno allo spirito la consapevolezza delle
azioni buone o cattive a lui e agli altri attribuibili.
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Egli stesso, quindi, confrontandosi con i CANONI DIVINI stabilirà la sua auto -purificazione
nelle sezioni della sfera CAINA o in quella ABELICA.
Sarebbe necessario a questo punto, meglio sarebbe indispensabile prendere visione
approfondita, per quanto innanzi menzionato, di alcune delle mie opere "ispirate" e,
precisamente "La Dimensione Eterna" e "Il Terzo Libro dopo il Vangelo".
Ritornando alla "metafora" intorno alla mela e al serpente evidenziata nell' Antico
Testamento, essa deve intendersi come proibizione temporanea; in quanto, il DIO CRISTIANO aveva non imposto ( perché come già detto, non voleva limitare la libertà
dell'uomo) ma suggerito alla creatura prediletta di ottemperare ad un SUO desiderio e
rendere perfetto il proprio destino.
E' giusto, quindi, riportarci e fare un richiamo succinto alla creazione del primo uomo e, cioè
come questi era stato ideato dal DIO -CRISTIANO che realizzo la SUA "idea" creando
l'uomo a SUA somiglianza nello Spirito e a SUA immagine nel Corpo.
Dall'uomo poi, il DIO -CRISTIANO trasse parte di lui (non già la costola come si evidenzia
nel Libro Sacro) e realizzò la donna, Eva, la sua compagna.
La Zona Divina, sede del DIO -CRISTIANO, in quel tempo (quando parlo di tempo della
Futura Dimensione, deve intendersi “Tempo Eterno" e non quello fallace della terra che è
destinato a finire, pullulava e pullula ancora di spiriti "puri" , di esseri spirituali di una
diafanità incredibile e di una bellezza incomparabile, in quanto molto simili alla ESSENZA
spirituale del DIO -CRISTIANO: però, manca loro il Corpo Somigliante al CREATORE.
Il DIO -CRISTIANO, avendo ideato e creato l'uomo a SUA immagine e somiglianza, desiderò
che Adamo ed Eva ed anche i loro discendenti avessero realizzato il SUO ambito desiderio:
quello, cioè, di dare un corpo agli spiriti puri.
In tal modo, tutti gli spiriti della Zona Divina avrebbero avuto, anche loro, il Corpo ad
immagine del CREATORE dell'UNIVERSO.
Perché ciò si realizzasse Egli, il DIO -CRISTIANO, non s'impose ma consigliò ad Adamo ed
Eva di procreare, solo spiritualmente, cioè fondendo il loro spirito che avrebbe generato altri
uomini ad immagine col corpo del CREATORE, senza alcun rapporto sessuale fino
all'esaurimento degli spiriti puri della Zona Divina.
Nel Libro "La Dimensione Eterna" viene evidenziato come a Maria, prescelta dal DIO CRISTIANO e privata da ogni contaminazione del peccato, Le fu possibile generare solo per
AMORE: tanto a dimostrazione di come Adamo ed Eva avrebbero dovuto procreare.
Tale desiderio del DIO -CRISTIANO doveva protrarsi fino a quando l'ultimo spirito della
ZONA DIVINA avrebbe preso il Corpo ad immagine del DIO -CRISTIANO.
Nei primi momenti del "Tempo Eterno" Adamo ed Eva erano felici di soddisfare quanto era
stato richiesto dal DIO -CRISTIANO ma anche e, soprattutto, di vedere nella perfezione la
loro progenie che avrebbe continuato a procreare spiritualmente fino a quando l'ultimo
spirito "puro" della ZONA DIVINA avrebbe preso il Corpo ad immagine del CREATORE.
Così procedendo la loro felicità e quella dei loro figli si evidenziava indescrivibilmente e
l'Universo sorretto e soggetto a questa loro armonia, conservava un equilibrio ed una
fantastica bellezza inimmaginabile.
Man mano che essi ottemperavano e soddisfacevano a quanto era stato richiesto dal DIO CRISTIANO, conseguivano tappe sempre più evolute nella conoscenza della ESSENZA della
Spiritualità che li avrebbe eguagliati al COLOSSO dell’UNIVERSO, al DIO -CRISTIANO,
alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Avevano realizzato buona parte del loro percorso ed avevano raggiunto gran parte della
perfettibilità, quando abbagliati da queste ulteriori conquiste pensarono non solo, ma
attuarono anche la procreazione sessuale opponendosi a quanto il COLOSSO
dell’UNIVERSO aveva loro suggerito.
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L'inizio della procreazione spirituale in concomitanza a quella sessuale doveva avvenire
quando, come accennato in una mia pubblicazione, tutti gli spiriti puri e non già una sola
aliquota avrebbero preso il Corpo ad immagine del DIO -CRISTIANO ed avrebbero popolato
tutti i pianeti delle infinite galassie.
Essi, quindi, impazienti e pervasi da un sentire nuovo e sconvolgente (la Superbia) si
abbandonarono a questo nuovo desiderio da loro generato, e si abbandonarono a se stessi e
diedero inizio, anche, alla procreazione sessuale che si estese a tutta la loro progenie.
In quell'attimo l'ordine dell'Universo si sconvolse, l'equilibrio delle galassie si trasformò in un
caos e nuovi efferati sentimenti costituirono il loro bagaglio spirituale ( Da quel caos i nostri
contemporanei scienziati, nella loro pochezza spirituale, trassero la formazione dell'Universo
e quindi, la vita degli esseri viventi nella nostra galassia).
L'orrore e lo sgomento fecero presa sul loro spirito che segnarono la fine del loro idillio
spirituale, morale e fisico. L'obbrobrio da loro determinato fece disconoscere al DIO CRISTIANO quella che era stata la SUA creatura prediletta.
Ebbe inizio, quindi, il loro destino futuro da essi creato e furono scaraventati nella Zona
"neutra" della Iperconscia perché l'Universo era diventato caotico ed incuteva, sempre più,
orrore.
Nuove galassie si costituirono in quanto il "caos" aveva distrutto l'equilibrio iniziale.
Dopo che, gli oppositori al desiderio del DIO -CRISTIANO ebbero presa formidabile
coscienza del loro gravissimo misfatto e le condizioni della nostra galassia ebbe a raggiungere
un certo equilibrio e la terra cominciò ad offrire una parvenza di vita; essi, Adamo ed Eva e la
loro progenie, furono destinati ad abitarla.
Le condizioni precarissime del nostro pianeta, nei primi tempi, erano durissime: una
parvenza di esse è stata riportata nel Libro " La Creazione dell'uomo e la Creazione del
Male".
In esso viene evidenziato come il desiderio iniziale del CREATORE sarà realizzato,
successivamente, dall'uomo della terra per la insistente richiesta rivolta dagli spiriti "puri"
della Zona Divina alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, che continuano a
bramare il Corpo reso glorioso dal CRISTO e ad immagine del PADRE CELESTE e dello
SPIRITO SANTO.
Tanto viene realizzato, giorno dopo giorno, mercé la Oblazione totale e completa dello stesso
GESU’, in comunione col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTISSIMO e
GLORIOSISSIMO.
La condizione dell'uomo, quindi, successiva al peccato viene, in massima parte, regolata da lui
che può rendere vivibile o meno la sua esistenza sul pianeta.
E' ovvio che questa esistenza terrena, se intesa come la sola per l'uomo, diventa insostenibile
per i molti; per i ricchi e i potenti, il paradiso terrestre; la più grande beffa per una sparuta
aliquota
Quindi, bisogna non solo sostenere ma anche accettare che il destino dell'uomo, come
ribadito, lo realizza, in massima parte lui, anche se viene condizionato da geni atavici ed
ambientali e, soprattutto, dal male da lui creato.
Inoltre, bisogna tenere in gran conto come la natura, in tutti i suoi elementi risente e partecipa
a tutte le nefandezze operate continuamente dall'uomo e contribuisce, in parte, al suo destino.
Come sostenuto poco innanzi, il DIO -CRISTIANO ha continuato a rendere libero l'uomo
perché, per prima cosa, si rendesse conto della sua enorme peccaminosità e cercasse, quindi,
formidabilmente di riacquistare la essenza della sua origine, solo per mezzo e del sostegno del
SUO Amabilissimo e Gloriosissimo FIGLIO: CRISTO GESU’!
Questa Rivelazione ai moltissimi potrà sembrare pura fantasia e potrà essere tenuta in così
poco conto durante il tempo "fallace" della terra ma, apparirà genuina e reale quando gli
spiriti traslati entreranno a far parte della "Futura Dimensione"
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La loro condizione futura mi è stata rivelata con chiarezza inaudita nelle opere "La
Dimensione Eterna" e "Il Terzo Libro dopo il Vangelo"
Come pure genuina e certa in esse appare la blasfemità sull'inferno che, specialmente nel
passato, ha atterrito migliaia di generazioni privandole della loro personalità spirituale
marcata.
L'AMORE infinito e la MISERICORDIA inesauribile del DIO -CRISTIANO sono stati, dai
tutori "fallaci" della PAROLA del CRISTO, trasformati in una giustizia incomprensibile ed
in una condanna spietata, dando così al DIO -CRISTIANO una fisionomia mostruosamente
contorta e in opposizione alla SUA Divina PATERNITA’ elargitaci dal CRISTO.
Dante, per la conoscenza religiosa dei suoi tempi e per la poca disponibilità allo SPIRITO di
VERITA’, pone diversi di quei falsi rappresentanti del CRISTO nei gironi dell'inferno.
In realtà, non all'inferno in quanto esso è immaginazione di menti ignare per la mancata
conoscenza della MISERICORDIA inesauribile del DIO -CRISTIANO e, sicuramente, di
asserzione di menti bacate di alcuni teologi.
Essi, quindi, approderanno e sosterranno molto tempo nelle prime due sezioni della CAINA
e, solo pochi avranno l'immediato accesso alla sfera ABELICA.
Molte affermazioni del VANGELO non dovrebbero essere prese alla lettera ma, con l'aiuto
dello SPIRITO SANTO, potrebbero essere intese nella giustezza della loro essenza ed anche
tenute in una considerazione corrispondente alla realtà, considerando che CRISTO non ha
lasciato scritti ed anche perché gli autori del VANGELO non sempre sono stati costanti alla
penetrazione dello SPIRITO di VERITA’.
Il tutto dei Vangeli va preso come modello di vita, anche se irraggiungibile per la carenza
della nostra natura che si evidenzia più o meno marcata nei singoli individui.
L'Essenza di essi si deve riscoprire nella inconfutabile certezza dell'AMORE del DIO CRISTIANO che tutto SE STESSO ha dato perché, l'uomo potesse con l'aiuto dello SPIRITO
SANTO, penetrare in quell'AMORE inestinguibile ed esserne pervaso per renderGli il
"Grazie" eterno.
Questa condizione difficilmente potrà essere raggiunta su questo pianeta ma , senz'altro, i
"disponibili" giungeranno all'accettazione di GESU', dopo avere preso profondamente
coscienza delle proprie colpe.
In tal guisa, pervasi dall'unica realtà, CRISTO SIGNORE, i "futuri" uomini porranno il
CRISTO al di sopra di ogni bene, di ogni affetto e al di sopra della propria vita che non
avrebbe alcun senso se vissuta al di fuori di LUI e Lo accettano come Unico e Solo Mediatore
presso il PADRE CELESTE, acquisendo il facile ingresso nella sfera "Abelica" e, quindi,
nella NUOVA TERRA.
A conclusione confermiamo in parte e per alcuni, quando detto da un filosofo: “Se CRISTO
non fosse esistito, sarebbe stato indispensabile crearLo nel nostro spirito per avere pacatezza
e serenità su questo pianeta".
L'affermazione del filosofo dovrebbe interessare, in particolare gli atei e quanti negano
l'esistenza di una vita futura per i benefici che, anche se inconsciamente contraggono; mentre
per noi, discepoli del CRISTO, GESU' rappresenta il "TUTTO" della nostra vita terrena e
futura: EGLI dà un senso a questa vita terrena e, maggiormente, a quella futura nella
certezza di una vita eterna e felice nella Nuova Dimensione.
Se così non fosse stato , se CRISTO non fosse venuto a dare consistenza a questa e all'altra
vita, non ci sarebbero parole ineguagliabili per quanto di deprecabile ed inutile sarebbe la
vita terrena, perché l'insieme di tutte le invettive concepite dall'intelletto umano non
basterebbero a soddisfare la negatività dell''epigrafe di "Condannato a morte", con la quale
viene etichettato ogni essere umano dalla nascita e che perviene su questo pianeta.
A voi che negate l'esistenza di una vita ultra -terrena, a voi invito a meditare la realtà di
questo vivere; e, quando dico a voi, intendo riferirmi non solo a quanti fortunatamente o
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sfortunatamente nascono integri nel fisico, ma anche a quelli che sventuratamente nascono o
acquisiscono un handicap.
La integrità fisica, è stata evocata con le parole "fortunatamente o sfortunatamente" , perché
in genere tale integrità porta l'uomo ad inorgoglirsi fino a sfociare, molto spesso, in superbia e
a richiedere onori e gloria terreni, mettendo in secondo ordine od ignorando la proiezione
futura dell'uomo.
L'altra condizione, quella cioè con un handicap invece, anche se spesso porta ad imprecare, in
genere avvicina l'uomo a considerare e ad accettare una vita futura e, non di rado, lo porta a
meditare ed accettare l'indispensabile necessità di un'altra esistenza e se si è disponibili allo
SPIRITO di VERITA’ ad esserne penetrati e a scoprire il CRISTO come essenza di questa e
della futura vita.
Da quanto sopra esposto si deduce che in definitiva, molto spesso, è da accettare una vita con
un handicap che porta alla meditazione e alla accettazione del CRISTO; anziché una vita
fisicamente florida che assorbe l'uomo, in toto, nella ricerca di beni materiali e gloria terreni,
tenendolo lontano dal ricercare il perché della sua esistenza e, quindi, lontano da una
veridicità di una vita ultra -terrena.
Anche queste affermazioni potrebbero sembrare fatue, insane e poco rispondenti alla
razionalità umana ubicata, in massima parte, solo al piacere e alla ricerca del solo godimento
terreno.
Altra considerazione " folle" potrebbe apparire, sempre per la razionalità fallace e terrena,
quella del vantaggio che avrebbe una vita vissuta lontano dal CRISTO e che si spegne in
gioventù sempre che questa, s'intende, anche nel futuro non avesse avuto alcun approccio col
Cristo: ne trarrebbe profitto per l'auto -purificazione del suo spirito, in quanto la sosta nelle
sezioni della "Caina" verrebbe ad essere limitata.
A quest'ultima realtà prospettata, potrebbe fare capolino l'idea di qualche beffeggiatore, il
quale servendosi di questa affermazione potrebbe obiettare ed ammettere la validità del
suicidio nella giovane età, considerando che meno anni vengono vissuti su questo pianeta,
meno dura sarà la espiazione nella "Iperconscia".
A quel qualcuno o ai tanti che vorrebbero mettere in ridicolo una tale Verità, bisogna fare
presente che la fine di una vita giovane in modo accidentale o per malattia, lungi dalla
responsabilità del soggetto potrebbe, in assoluto, rendere meno tribolata l'attesa nelle sezioni
della "Caina"; mentre se essa viene determinata coscientemente,generalmente, non fa che
acuire la sua sofferenza nella Dimensione Futura, in quanto risponderà, anche, interamente di
tutte le azioni che avrebbe realizzato lungo il normale percorso sulla terra ed in aggiunta
dovrebbe espiare per la violenza attribuita alla sua persona
Come pure la violenza che apporta la morte corporale a chiunque, in linea di massima viene
attribuita all'attentatore, salvo le eccezioni, quando nel percorso futuro dovrà non solo
espiare i suoi misfatti ma anche quelli della persona uccisa, dal momento che viene posto fine
al suo percorso terreno.
Solo in una circostanza è consentito mettere fine alla propria esistenza terrena, quando non
solo il male dell'uomo è irreversibile, ma quando il soggetto che decide per l'Eutanasia ha
raggiunto un rapporto intenso con GESU’; cioè, quando riconosce il CRISTO come Unico e
Solo Mediatore presso il PADRE CELESTE e quando è entrato nell'ottica assoluta che il
"TUTTO" fuori del CRISTO ha valore zero: dagli affetti alla ricchezza, dalla gloria terrena
alla propria vita.
In questa condizione, l'uomo raggiunge la semiperfettibilità e rientra nella cerchia degli eletti
o dei prescelti, quindi, continuare a vivere nella precarietà più detestabile, perché tale resa
dall'uomo della terra, significherebbe rendere offesa a COLUI che con la SUA Totale
Oblazione ha purificato"tutto" il peccato ( anche la sofferenza) e proiettata la SUA Creatura
nella NUOVA TERRA, nella zona PARADISIACA!
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Riepilogando, affermiamo che una morte accidentale o per malattia, non causata dal soggetto
in linea di massima, può essere vantaggiosa per l'uomo in quanto egli risponderà delle azioni e
dei sentimenti negativi realizzati lungo il percorso terreno.
Abbiamo anche affermato che per i non credenti in CRISTO, in assoluto, la morte corporale
prematura è vantaggiosa, sempre che questa non viene provocata dal soggetto; altrettanto e
più vantaggiosa è la vita prolungata al massimo per gli Eletti e per i Prescelti, ed anche per i
Disponibili, in quanto questi ultimi mettono al centro, come anzidetto, di questa esistenza e
della futura il CRISTO, nel Quale e col Quale convivono ogni istante della vita terrena, anche
se questa viene a risentire delle debolezze e delle precarietà umane.
Queste concezioni "rivelate" vengono ostacolate, in gran parte, dalle storture e dalle molte
violenze spirituali che sono state fatte nel passato dai conservatori "fallaci" della VERITA’,
del DIO –CRISTIANO; e, nonostante, abbiano preso in parte coscienza degli errori del
passato, continuano a farlo in modo diverso e, forse, più peccaminoso.
Basta soffermarsi sulle false intenzioni delle professioni cristiane sullo "Ecumenismo" e,
ancora di più, sull'insegnamento falsato del CRISTO, in gran parte, dalla comunità cattolica
ed ortodossa.
Cosa vorrebbero ecumenizzare le "professioni" cristiane quando, ognuna di esse, a torto o a
ragione vorrebbe trarne vantaggio.
Causa di tutto ciò è la superbia che serpeggia in ognuna di esse e nessuna cerca di rientrare
nella umiltà esaltata e vissuta dal CRISTO:
A cominciare dal cosi detto "vicario" del CRISTO, il quale vivendo in pompa magna in una
reggia meravigliosa e fausta, circondato da numerosi e ben nutriti principi, si arroga il diritto
di essere il sostituto del CRISTO sulla terra dimenticando o volendo dimenticare per forza
quanto GESU’ ebbe a declamare per le strade della Galilea "Le volpi hanno le loro tane e gli
uccelli il loro nido, mentre il FIGLIO dell'UOMO non ha dove poggiare il capo".
Nel mentre ho concluso la chiusura di questa pubblicazione, non posso non evidenziare
quanto di incredibile avviene in questi giorni nella Metropoli parigina: Un convegno mondiale
indetto per i giovani dagli emissari e consiglieri del papa e che viene etichettato con due frasi
del Vangelo: "Maestro dove abiti?" "Venite e vedrete".
Egli, il papa che vive nelle mollezze più richieste da un re dalla terra, si permette ( anche se
indirettamente) di parodiare su quelle frasi.
Infatti, sfruttando la innocenza, più che la innocenza la poco attendibilità (purtroppo) della
fede dei giovani di oggi, li ha invitati nella bramata Parigi, sfruttando la domanda che gli
Apostoli Andrea e Simon Pietro fecero a GESU’ :"Maestro, dove abiti?".
Egli, il papa ritenendosi il sostituto dell'Unico MAESTRO, il CRISTO, nella qualità di
"maestro" reggente ha risposto con le parole di GESU’ ":Venite e vedrete".
Non voglio minimamente pensare che ad architettare il tutto, in modo diabolico, sia stato il
vecchio papa ma, senz'altro, i suoi "massimi" consiglieri.
Sarebbero stati meno provocatori nei confronti del CRISTO, se avessero suggerito a papa
Wojtyla di rispondere come segue alla domanda dei giovani, nel nome dei due Discepoli del
CRISTO :"Venite nella mia reggia e vedrete come la mia vita cozza, costantemente, con
quella del CRISTO!"!!!
Foggia, 26 agosto 1997 - Giorno del SIGNORE GESU’.
Eugenio Marchesino
La Reincarnazione o Metempsicosi –Anno 1999Un Libro ispirato dall'UNO -TRINO
Prefazione del prof. Antonio Ricci
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L'incontro quarantennale con Eugenio Marchesino mi ha indubbiamente arricchito la vita e
mi ha salvato da una crisi esistenziale quando sono crollati, per colpa degli uomini, i miti
sociali in cui avevo creduto sin dall'adolescenza.
Eugenio mi ha aiutato a "riscoprire" il CRISTO e perciò lo considero il mio "maestro", anche
se lui saggiamente afferma che il solo MAESTRO è Cristo nostro Signore, ed ha ragione!
Eugenio Marchesino nel suo ultimo libro "La Reincarnazione o Metempsicosi - L'Apoteosi
della Santissima e Gloriosissima Trinità" dimostra di essere un cristiano tutto speciale, pieno
di amore per DIO e per la Sua Incarnazione in Cristo e di pensieri profondi scaturiti
direttamente dalla sua meditazione di uomo maturo e ormai del tutto consapevole delle cose
di questa terra e di lassù.
Poche persone ho conosciuto capaci di una sintetica e analitica visione della Storia del Tempo,
dell'Eternità come lui che, grazie alla speculazione spassionata al di fuori di ogni religione
storica e studiando i testi della tradizione, sia sacri che profani, è arrivato ad una maturazione
spirituale e ad un ascesi a cui soltanto hanno attinto i santi e i profeti.
E' interessante e commovente leggere queste pagine di questo nuovo libro, in cui l'autore
traccia un quadro fosco e realistico della situazione dell'Uomo della terra e va avanti con uno
stile vigoroso e pieno di immagini forti a tracciare il passato e il futuro dell'Umanità
indicando nel contempo a quali condizioni l'Umanità potrà salvarsi e liberarsi dalle storture e
dagli inganni del suo stesso cervello e della Natura.
Credo che leggere un tale libro possa aiutare molti a trovare la giusta via.
Questo volume dovrebbe essere diffuso ampiamente perché potrebbe essere utile sia agli
studiosi di materie religiose, sia agli scienziati e ai filosofi, sia ai giovani che hanno smarrito
ogni ideale per vivere una vita degna e operosa nel bene anziché nel male.
Antonio Ricci
PROTASI
Un accenno dell'autore come introduzione al classico teologico non può e non deve mancare
anche, e soprattutto, per dare una vaga idea sugli abitanti la terra e la loro proiezione nella
loro futura Dimensione.
Nella mia pubblicazione "ispirata" il Terzo Libro dopo il Vangelo -Allogazione sub e non " è
riportato indicativamente "nel nostro tempo" e, quando mi riferisco al nostro tempo
parlando della mia generazione, a partire da un quarantennale approccio con il "mio"
GESU’, si riscontra una quantità di "eletti" e di "prescelti" nella seguente misura: 1000 eletti
su un miliardo di esseri umano e 1.000.000 di prescelti sulla stessa quantità di sub –uomini.
E facile, quindi, dedurre l'esiguo numero di eletti ed il cospicuo numero di prescelti su una
popolazione di circa 7 miliardi di abitanti la terra.
Inoltre viene precisato in essa come fino a "quel tempo" non mi era stato dato di conoscere
alcun essere degno di tanta prerogativa e preposto a raggiungere, in breve tempo, la santità
dopo il distacco dello spirito dalla carcassa corporale.
Oggi, il "mio" Gesù mi consente di pronunciare tre nominativi di prescelti con i quali ho
avuto un intenso rapporto di comunione nel "nostro GESU’".
Due di essi: Z'e Luigi e Pino Paglialunga sono trapassati nella Nuova Dimensione all'incirca
nello stesso periodo.
Entrambi, per AMORE del DIO -CRISTIANO, hanno raggiunto con il loro spirito la
NUOVA TERRA, dopo essersi purificati nella sfera ABELICA col bagno santificante, creato
dal CRISTO al SUO passaggio in essa.
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Il terzo nominativo è quello del fratello in GESU’, Antonio Ricci, il quale convive con me su
questo pianeta e da come si evince dalla nostra corrispondenza è un illuminato dallo SPIRITO
di VERITA’ e già proiettato, nel prossimo futuro, a raggiungere col suo spirito la sfera
ABELICA, quindi, la NUOVA TERRA, dove i nostri spiriti purificati dalla donazione
gloriosa del CRISTO, quanto prima, attrarranno a sé il loro corpo reintegrato e al quale sarà
restituita la perfezione, più che originaria, che il DIO -CRISTIANO, il COLOSSO
dell’UNIVERSO, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ elargì al primo uomo.
Degni di menzione sono anche i tre "disponibili" allo SPIRITO di VERITA’: Daniele
Cellamare, Pietrantonio Loffredo e papà Ricci che hanno tratto grande vantaggio nella
espiazione per l’apporto dato alla pubblicazione de “La Realtà Evangelica è l’Unità dei
Cristiani”.
Inoltre, “Nel Terzo Libro dopo il Vangelo” è stato ribadito che la permanenza nelle prime
due sezioni della CAINA, per tutti i sub, è di un minimo di trecento anni "eccezione fatta per
alcuni"!
Era doveroso da parte mia rendere Gloria alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA’, anche con la citazione di questi "prescelti" e "disponibili" abitatori del nostro
pianeta ed insigniti da una santità precoce dal PADRE GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO
d’AMORE, dal FIGLIO GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO d’AMORE e dallo SPIRITO
SANTO GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO d’AMORE!
l'autore
La Reincarnazione o Metempsicosi
( L'Apoteosi della Santissima e Gloriosissima Trinità)
Dagli inizi della vita sul pianeta Terra si evidenzia la picciolezza dell'uomo al cospetto
dell'Universo.
Infatti , questi è vissuto e molti, ancora oggi, vivono nella paura perché si smarriscono al
cospetto dell'immensità Celeste e, spesso, vengono soffocati dalle forze imperiose e
devastatrici dello stesso pianeta.
Questa condizione di enorme inferiorità al cospetto della potenza incontrollabile e distruttrice
degli elementi naturali, ha portato l'uomo a cercare un alleato che potesse placare e contenere
le forze implacabili che lo sovrastano.
La ricerca iniziata col primo uomo, continua e continuerà fino a quando l'ultimo essere
umano, abitante di questo pianeta, trapassato col suo spirito nella Dimensione Futura, sarà
reso consapevole di tutta la conoscenza del Cosmo e dell'intera Umanità.
Le terrificanti e continue manifestazioni naturali dei primi tempi del pianeta, nonostante la
enorme mole dei primi uomini, rendevano non solo piccini i giganti primordiali, ma
incutevano in essi terrore e sgomento
Veniva, quindi, spontanea la necessità indispensabile di invocare l'aiuto, la protezione e
l'alleanza delle stesse forze naturali e, procedendo avanti nel tempo, approdarono nella
convinzione di dover conoscere esseri potenti che sovrastano l'Universo, allora limitatamente
conosciuto alla sola Terra e che avevano il controllo di tutte le potenze avverse naturali.
La loro spiritualità, anche se ancora non recepita e non bene determinata, influiva sul loro
sentire, rendendoli capaci di comprendere che alla loro naturale limitatezza potevano
sostituirsi ed essere di grande sostegno entità superiori potenzialmente irriducibili.
Nei primordi dell'umanità quelle entità venivano incarnate nel tuono, nel fulmine, nell'acqua,
negli astri e via… dicendo.
Tale credenza placava, seppure in parte, la tensione che conviveva con loro.
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Cominciarono più tardi ad adorare le cime più alte dei monti, i fiumi e, ancora, animali,
piante e feticci di ogni genere.
Il tutto di quel sentire proveniva da una forza interiore, dal carisma, dall'impronta spirituale
che il DIO -CRISTIANO elargì al primo uomo e che lui, l'uomo, l’avrebbe trasmesso a tutta
la posterità.
La potenzialità spirituale insita in loro si disperdeva nelle forme più tozze che dovevano
soddisfare l'esigenza incontenibile dello spirito che il Dio -cristiano elargì al primo uomo
quando lo creò a Sé somigliante nello spirito e a Sua immagine nel corpo.
Condizione questa che l'uomo, nonostante l'obbrobrio imperdonabile commesso, per AMORE
del CRISTO conserva perché possa riuscire, con l'aiuto dello SPIRITO di VERITA’, a
riscoprirla e a ricongiungersi, anche se in maniera latente, con l'Autore della sua creazione e
della sua donazione.
Quelle forme tozze delle divinità dei primi uomini, anche se oggi sussistono in ristretti villaggi
occulti del pianeta, col susseguirsi di migliaia e migliaia di anni, sono andate prendendo forme
più snelle ed aspetti più accettabili.
Riferimenti profondi li abbiamo presso gli antichi Egizi, presso i Greci e in maniera
esorbitante presso i popoli asiatici.
L'uomo viene riconosciuto come entità composta da anima (spirito) e corpo: Il problema che
comincia ad assillare l'uomo dal momento che è giunto ad ammettere l'esistenza di un Ente
Supremo, è quello dell'anima (dello spirito), ossia della continuità della vita al di là di questa
cortina terrestre.
Questa forza interiore che lo sostiene non può accettare la fine del suo essere, la sua
distruzione.
L'uomo comprende perché illuminato da quella scintilla Divina che possiede e che viene
alimentata, quando egli vuole, da quella "Massa" incontenibile ed infinita d'Amore che gli fa
comprendere che è destinato a vivere eternamente: il DIO - CRISTIANO!
I più proclivi ad essere illuminati da quella dall’Autore dell’Universo, si dispongono allo
Spirito di Verità e “illuminati” cominciano d analizzare come, perché e quando ha inizio la
vita eterna dell'anima (dello spirito).
Da questo cercare profondo e continuo da parte dei più disponibili ad essere illuminati, si
giunge alla Reincarnazione.
E' ovvio che anche tra quelli disponibili di quel tempo, come d'altronde tra i disponibili di
ogni tempo, sussistono delle gradualità di disponibilità: alcuni raggiungono traguardi
accettabili; altri traguardi eccezionali; la massa, invece, che si distrae lungo la ricerca, si
allontana dalla Verità e con le sue affermazioni rende difficile il prosieguo a quelli che si
dispongono, costantemente, allo SPIRITO di VERITA’.
Moltissime dottrine filosofiche e religiose vengono affermate e professate sia dai popoli
primitivi, sia dai popoli molto avanzati nella civiltà.
Queste dottrine danno inizio e vita alla Reincarnazione che ha sintomi molto lontani,
specialmente tra i popoli primitivi: Tra questi ultimi bisogna ricordare i negri del Sudan.
Questi avevano la convinzione che i loro morti rinascevano e si incarnavano nei loro
discendenti.
Erodoto attribuisce la Reincarnazione agli Egizi, anche se in forme assai estese e poco
recepibili.
Anche ai Greci, seppure marginalmente, viene assegnata la Reincarnazione.
La dottrina orifica era già convinta della divinità dell'anima (dello spirito) che a causa del
peccato originale si trovava imprigionata nel corpo e costretta a reincarnarsi in un ciclo di
vite prima di ritrovare la sua purità e rientrare nell'esistenza divina.
Questa concezione, seppure molto lontana da quella cristiana, risente di una conoscenza
parziale di illuminazione Divina.
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Infatti, la purificazione dell'anima (dello spirito) avveniva solo quando, essa reincarnandosi in
diverse vite, tornava ad essere pura come alle origini.
Le vite che venivano assunte durante la purificazione, non solo incarnavano altri uomini ma,
secondo la concezione orifica -pitagoriga, quelle vite potevano essere vissute, anche, nei
diversi animali.
Da queste teorie filosofiche trae origine la proibizione di mangiare le carni.
La Reincarnazione trova largamente vita e si diffonde a macchia d'olio presso i popoli
asiatici, primariamente in India.
I primi accenni si riscontrano nel Brahmanesimo, dove le rinascite potevano essere estinte con
dei sacrifici ed anche il destino delle singole vite, irrevocabilmente determinate dalle azioni
compiute nelle vite precedenti.
Col Buddismo si giunge a nuove ed incoraggianti frontiere a riguardo della Reincarnazione.
Il Budda con la sua dottrina cerca di fare evadere i suoi proseliti dal fatale ciclo delle esistenze
con l'orientamento alla conoscenza del non desiderio che conduce al "Nirvana", cioè al fine
ultimo: il nulla o la beatitudine eterna.
Decade , quindi, la concezione del "Samsara", ossia la continua trasmigrazione dell'anima
nelle diverse vite che avevano assunte una credenza panindiana agli inizi ma che
successivamente, con la conoscenza dell'anima dell'Universo, dell'Uno -Tutto, si era giunti al
discredito dei brahmani, sacerdoti del tempo, e di conseguenza all'annullamento del fastigio e
della loro potenza.
Col Budda, quindi, cessa quel continuo ricomparire degli uomini nel mondo, soggetti a dolori
di ogni genere e alle diverse morti, anch'esse tormentate da sofferenze, a volte, insopportabili.
A questo continuo stillicidio, il Budda offre a tutti gli uomini il mezzo per la salvazione che
sintetizza attraverso le "QUATTRO SANTE VERITA":
1) l'esistenza del dolore che si manifesta nella nascita, nella vecchiaia, nella malattia e nella
morte<,
2) l'origine del dolore che consiste nel piacere sensuale e nell'attaccamento alla vita che
genera il susseguirsi delle diverse esistenze;
3) la soppressione del dolore che è la distruzione del desiderio e che determina
l'annientamento della nostra esistenza;
4) La via che conduce alla distruzione del dolore che consiste in una purificazione interiore e,
quindi, in una regola strettamente morale
La nota dominante nel Budda è il dolore e il pessimismo è il punto di partenza per il
raggiungimento della salvazione.
Egli nega sostanzialmente l'esistenza del corpo e dell'anima (dello spirito): essi altro non sono
che complessi di elementi singoli che mutano continuamente.
Il punto di arrivo del Budda è il "Nirvana" (l'estinzione) che egli raggiunge dopo la morte e
che deve essere inteso come uno stato assolutamente negativo, in quanto ogni sensazione viene
annullata e con essa anche il dolore.
Quando il Budda parla del "Nirvana", ossia dell'estinzione che raggiunge dopo la morte, la
sua felicità dev'essere intesa solo in parte in senso negativo, in quanto è vero che tutte le
sensazioni terrene del corpo vengono annientate e con esse anche il dolore fisico, però rimane
la purificazione dello spirito.
Una tale asserzione trova, quindi, giustezza nella considerazione umana laica, ma non già in
quella cristiana.
Al cospetto del Cristo, l'estinzione del corpo che lascia lo spirito libero di raggiungere la
Dimensione Futura " la Iperconscia" dà a quest'ultimo la visione chiara e lampante di quanto
ha operato nel Bene e nel Male stando sul nostro pianeta.
Ha inizio così il cammino a ritroso che permette la consapevolezza di tutte le nefandezze
realizzate sulla terra e la bramosia di espiazione.
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La sofferenza dello spirito se comparata alle turpitudini compiute è di gran lunga superiore a
quelle registrate o non dal corpo; però, la certezza resa dallo splendore del CRISTO sulle
nefandezze compiute insieme alla proiezione di essere santificato dall'Olocausto del CRISTO,
comporta una accettazione rassegnata ed ambita.
Dopo la morte del Budda, l'eredità lasciata ai suoi discepoli e a quanti lo seguivano fu,
unicamente, il suo insegnamento.
Pertanto, si ebbero subito delle devianze che ebbero diverse ramificazioni e di conseguenza il
decadimento della fede originale.
La qualcosa venne attribuita, fallacemente, alla mancanza di un capo supremo spirituale e di
un organismo gerarchico.
In realtà tali devianze devono attribuirsi alla poca disponibilità dei suoi seguaci nel recepire
ed attuare il suo insegnamento. Situazione questa determinatasi ancora di più in forme
denigranti nei falsi seguaci del CRISTO che vollero e detengono una gerarchia detestabile al
cospetto della umiltà e della povertà del CRISTO e, in gran parte, del SUO insegnamento.
Da quanto innanzi esplicitato in tutte le dottrine viene affermato categoricamente l'esistenza
dell'anima ( dello spirito); l'uomo, cioè, non è solo corpo materiale, ma è pervaso da una forza
che pur facendo parte della persona è dotata di una spiritualità indefinita che lo rende,
soprattutto, libero e capace, seppure in parte, di controllare il corpo nelle sue sensazioni.
Il marchio Divino, la scintilla estratta da quella "MASSA" di spiritualità incontenibile del
DIO -CRISTIANO non può essere offuscata e distrutta dall'uomo che, molto spesso, per
motivazioni estremamente difficili o anche per una convenienza non definibile, assurge a
super magistro della conoscenza del Cosmo e giunge perfino a negare l'esistenza
indistruttìbile dell'anima (dello spirito) e di conseguenza dell'AUTORE della Spiritualità: il
DIO -CRISTIANO.
Queste infinitesime frazioni di pulviscolo umano, appena appariscenti al cospetto dell'infinita
scienza del DIO -CRISTIANO, si aggiudicano tale conoscenza assurda dell'Universo e, quindi,
della persona umana, non rendendosi conto della loro microscopica mole, non solo fisica ma,
soprattutto, spirituale che vaga nell'infinito e non determina alcunché se non viene sostenuta e
protetta da quella "MASSA" di spiritualità: il DIO -CRISTIANO!
In una mia pubblicazione "ispirata" si legge, tra l'altro come l'intelligenza di tutti gli
scienziati della terra (del presente, del passato e del futuro) non riesce a comporre una parte
infinitesima di una sola cellula dell' Intelletto del DIO -CRISTIANO; ed oggi, mi viene
“detto" di aggiungere come la umiltà degli uomini di tutti i tempi riesce a comporre una sola
cellula della umiltà dell'Intelletto del DIO-CRISTIANO.
Paradosso questo, contrastato dalla pochezza spirituale delle menti "celebri" della terra e non
condiviso dalla ignoranza dei più che illudendosi di avere accettato il CRISTO, distorcono e
falsano il SUO insegnamento e si atteggiano a "maestri" di una teologia tutt'altro che
cristiana.
Lungo il corso di questa manifestazione scritta intorno alle dottrine o credenze riguardanti
l'anima (lo spirito), è stato precisato incisivamente, tra parentesi, come l’anima deve essere
intesa come "spirito":
Anche nella credenza cristiana, quasi sempre, il concetto dell'anima viene inteso come spirito
per la poca disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ da parte dei "tutori" della PAROLA.
L'energia dell'anima è profondamente in contrasto con quella dello spirito perché essa pur
essendo soggetta a trasformazioni radicali e continue è in antitesi completa con quella dello
spirito; infatti è interessata alla materia e nel caso dell'uomo al corpo.
Essa trasmigra, dopo la morte corporale dell'uomo, nei diversi aspetti animali,vegetali e
minerali della natura.
Lo spirito dell'uomo ,invece, pur evolvendosi nel Bene e nel Male conserva sempre la scintilla
iniziale che fa capo alla ESSENZA spirituale: al DIO -CRISTIANO.
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Conserva, quindi la libertà, la razionalità, la volontà che sono derivati dalla ESSENZA delle
Essenze del CREATORE: il DIO -CRISTIANO.
A queste derivanti, l'uomo ha aggiunta la più funesta e distruttrice forza da lui creata: il Male
che a volte opacizza la libertà, la volontà e la razionalità di alcuni rendendoli distonici e
incapaci di agire fino a quando il distacco della carcassa corporale lascerà libero lo spirito.
L'energia spirituale che trova origine nell'Autore dell'Universo dovrebbe evolversi nel Bene
assoluto; però , molto spesso, si evolve anche e soprattutto nel male a causa della creazione
funesta dell'uomo: il Male.
Onde poter comprendere le due tendenze, quella del Bene e quella del male dello spirito,
bisognerebbe prendere visione dell'opera "ispirata": la Creazione dell'Uomo e la Creazione
del Male. In essa viene evidenziato come la"libertà " illimitata che il DIO -CRISTIANO
concesse all'uomo, insieme alle altre derivanti della spiritualità, condusse il primo uomo e la
sua genìa ad insuperbirsi e a cozzare contro i DECRETI DIVINI dell'AUTORE
DELL’UNIVERSO.
Questa nuova componente "la superbia" formulata e creata dall'uomo lo fece diventare
creatore di una nuova "energia" in opposizione continua e costante col BENE assoluto: il
Male.
La forza del male, creata dall'uomo, comportò il caos nell'Universo ma, anche e soprattutto,
nel suo equilibrio fisico, morale e spirituale.
Il caos si determinò solo nella nostra galassia che doveva ospitare i ribelli ai CANONI DIVINI
e al desiderio del DIO-CRISTIANO; mentre le infinite galassie dell'universo conservano
l'equilibrio e lo splendore iniziale a cui, un giorno futuro, tornerà ad unirsi la nostra resa
splendente dall'AMORE del CRISTO.
La degenerazione della nostra galassia che doveva ospitare l'uomo ribelle e la sua genìa, viene
evidenziata formidabilmente in una lirica dell'opra "ispirata": "NU POCHE DE BIBBIE".
In quella pubblicazione viene messo in rilievo come il caos che si determinò in essa indusse i
"celebri" scienziati, nella loro marginale formazione spirituale, a sostenere che tutto
l'Universo sia nato dal "caos".
Ed ora richiamandoci all'anima, all'energia evolvente della materia, dobbiamo constatare
come nella Reincarnazione, quando si parla di trasmigrazione dell'anima nelle diverse vite,
essa dev'essere tenuta in una considerazione accettabile.
Onde chiarire questo concetto bisognerebbe tenere in considerazione la fine dell'anima al
momento del passaggio dello spirito nella "Iperconscia" (vedi la Creazione dell'Uomo e la
Creazione del Male)
La sua energia fin dai primordi dell'umanità, permanendo nelle carcasse corporali mortali
dell'uomo soggetta a putrefazione ha dato e dà origine allo evolversi di animali ed insetti.
L'anima, durante le origini della morte corporale dell'uomo, a causa delle condizioni
ambientali del tempo, diede vita ad animali dagli aspetti stravaganti, non determinabili e di
una diversità molto spesso terrificante.
L'anima, quindi, dalle origini della vita sul pianeta Terra a tutto il tempo che l'uomo rimarrà
su questo pianeta, ha generato e genera animali di una varietà non concepibile e di una
infinità caratteriale: dalla ferocia alla debolezza, dall'aspetto pestilenziale a quello mansueto,
dai microrganismi ai virus, ai bacilli, etc.
Per poter conoscere tanta diversità nei singoli animali, bisognerebbe arrivare a scoprire la
componente spirituale dei singoli uomini, dalle origini della loro vita a tutt'oggi, che si è
riflettuta e si riflette nel suo involucro materiale (il corpo), attraverso l'anima.
Una tale identificazione non sarà mai possibile alla portata dell'uomo della Terra, ma è solo
ed esclusivamente attribuita al COLOSSO dell’UNIVERSO e per sua deroga allo spirito degli
esseri umani quando si troveranno nella "Iperconscia".
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A noi, oggi, è dato dire solamente che i geni dello spirito del male e del bene, ospitati dai
diversi uomini sono stati determinanti ed hanno influito ed incarnato i loro corpi, generando
con le loro carcasse animali docili e mansueti oppure pestilenziali e feroci, come pure la
ipersensibilità o la iposensibilità in essi.
Come dicevo, da questa conoscenza ispirata può desumersi che anche la trasmigrazione delle
vite nella Reincarnazione può essere tenuta in profonda considerazione, ma lungi
dall'ammettere che lo spirito dell'uomo abbia potuto incarnare diversi personaggi o,
addirittura, i diversi animali.
A rendere consistente ed a valorizzare la persona umana e ,quindi, il suo spirito è la
PAROLA: il CRISTO!
GESU’ dà all'uomo l'esatta e giusta dimensione sia nel corpo che nello spirito che altrimenti
non può essere, tanto meno accettata.
Questo trasmigrare continuo dell'anima dell'uomo nei diversi corpi degli animali e degli
insetti, avrà termine quando tutti gli uomini con il loro spirito saranno passati nella
"Iperconscia" e, dopo essersi purificati nelle sfere della "Caina" e della "Abelica",
sosterranno nella "Nuova Terra" per riprendere il corpo originale, reso perfetto e glorioso
dallo spirito dopo il bagno santificante nella sfera ABELICA, creato dal CRISTO al SUO
passaggio in ESSA.
In quell'istante, tutte le parti che componevano il corpo e che si trovavano nei diversi spazi del
pianeta, dagli abissi più profondi degli oceani alle parti abissali del centro terra, saranno
attratti dal loro spirito come calamita potentissima che attrae a sé polvere e granuli di
ferraglia.
La fusione dello spirito col corpo costituirà un'unica identità che non potrà più essere
separata, perché consolidatasi al cospetto e con la Donazione Gloriosa del CRISTO!
Come per i sostenitori della Reincarnazione, ai quali abbiamo attribuito e riconosciuta una
particella di verità alla loro filosofia e alla loro dottrina nella trasmigrazione dell'anima nelle
diverse vite; così pure dobbiamo dare un certo riconoscimento ai darwiniani, i quali
sostengono che l'uomo sia un derivato della scimmia anche se, effettivamente, è tutto il
contrario.
Infatti, dalle prime carcasse degli uomini in putrefazione, da come si legge nell'opera
"ispirata" :"la Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male", l'anima irrompente diede
origine agli scimpanzè, molto simili alla costituzione fisica dei primi uomini catapultati sulla
Terra dalla zona "neutra" della Iperconscia.
Quindi, quando Darwin ed i suoi sostenitori, si soffermano sulle forme caratteriali e fisiche
dell'uomo e dello scimpanzé, non sbagliano sostenendo una certa identità; solo che confusi
dalla loro spiritualità contorta ne modificano la derivante.
I biologi e i paleontologi ignari, in gran parte della componente spirituale che posseggono e
volendo andare oltre la loro conoscenza razionale e parziale dell'Universo e delle sue creature,
strafanno apportando storture e devianze profonde intorno alla Creatura prediletta del DIO CRISTIANO.
La loro profonda ignoranza a riguardo del CREATORE dell'UNIVERSO, perché ostici ad
essere penetrati dallo SPIRITO di VERITA’, li porta a trarre conclusioni avventate che, pur
avendone una dimostrazione scientifica e sempre circoscritta ad una conoscenza limitatissima
al cospetto di quella ESSENZA della spiritualità incontenibile ed incircoscrivibile di scienza
del DIO -CRISTIANO.
Comunque il loro sforzo va sempre tenuto in una profonda considerazione, ammirevole da
parte degli eletti e dei prescelti, perché sta a confermare e a dimostrare il possesso di quella
scintilla di intelligenza regalata loro dal COLOSSO dell’UNIVERSO e, soprattutto, per dare
agli eletti ed ai prescelti la possibilità di rendere perenne Gloria ed il "Grazie" eterno a
COLUI che pur subendo il vituperio da parte loro continua ad elargire AMORE perché tanto
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può essere utilizzato ,anche e soprattutto, da parte di quanti umili e disponibili si rivolgono a
LUI.
Nonostante tutto, la loro conoscenza è molto distante da quella concepita e realizzata dagli
"eletti" e dai "prescelti", sempre attenti e disponibili allo SPIRITO SANTO.
Se la loro scienza fosse stata, parzialmente, illuminata dallo SPIRITO di VERITA’ avrebbero
potuto contribuire largamente alla realizzazione di quanto sarebbe giusto penetrare per
rendere meno tribolata l'esistenza degli uomini sul pianeta,
Se essi si soffermassero a considerare la morte che sovrasta e coinvolge tutti gli uomini,
potrebbero comprendere lo sforzo dell'uomo e, particolarmente, il loro in quanto godono i
benefici di un dissesto morale , psicologico e fisico di molti uomini, determinato da uno
squilibrio di geni positivi e negativi causati dalle nefandezze degli stessi uomini e dovrebbero
tendere, quindi, ad equilibrare le condizioni dissestate di tanti esseri umani.
A tanto essi sono stati chiamati del DIO -CRISTIANO e a tanto risponderanno quando il loro
spirito si troverà traslato nella "Iperconscia" alla presenza della GIUSTIZIA Personificata: il
CRISTO!
Una considerazione che ci viene da fare in questo momento, è il riferimento a quella
situazione drammaticamente ed incredibilmente vissuta dagli ebrei nei lager tedeschi
abbiamo citati i lager tedeschi perché sono quelli più vicino a noi e che sono stati divulgati nei
particolari dai mass- media.
Ma come quelli ce ne sono tanti che si possono ravvisare lungo il corso della storia dell'uomo
e, ancor più, oggi che ci fanno rabbrividire dal terrore e che ci portano a considerare di quale
portata è il male che dilaga e che alberga nella spiritualità contorta dell'uomo, da lui
stesso"creato" e da lui stesso trasmesso a tutte le generazioni.
Eppure, osservando i documentari che evidenziano lo stato straziante degli ebrei nei lager, al
cospetto di una morte sicura massimamente, nei forni crematori, traspare non soltanto ma si
evidenzia sostanzialmente e formidabilmente quella scintilla spirituale avuta in dono dal DIO
-CRISTIANO e che coinvolge l'uomo, specialmente, quando si trova di fronte a situazioni
umanamente ineccepibili l
In quei luoghi l'altruismo e la donazione dei singoli raggiungeva le frontiere più sublimi a cui
l'uomo è stato chiamato e che dovrebbe continuamente realizzare.
La protezione dell'uno verso l'altro, il donarsi totalmente l'uno all'altro raggiungeva i valori
massimi realizzabili e che l'uomo, dovrebbe perennemente evidenziare perché essi saranno
continuamente vissuti nella Futura Dimensione e che evidenziano quell'amore indistruttibile
che ci è stato regalato.
Perché tanta forma di altruismo in quelle circostanze ed in altre simili?
E' facile intuirlo!
La vicina o la prossima eliminazione di uomini nei forni crematori o attraverso altre
inconcepibili sevizie, li rendeva docili e li conduceva ad evidenziare quella parte infinitesima
di Bene appartenente a quella "Massa" d'Amore, al DIO -CRISTIANO, da cui lo spirito ha
ricevuto in origine.
Stoltezza umana, pochezza di spiritualità nascosta, deviazione della ragionevolezza quando
tali sentimenti non vengono realizzati quotidianamente.
Perché simili sentimenti non si manifestano costantemente, ma solo quando ci si trova in
situazioni estremamente drammatiche?
Eppure bisognerebbe considerare il pianeta come un vastissimo lager, dove tutti siamo
condannati ad una fine, qualunque essa sia, tragica.
L'etichetta che dalla nascita marchia l'uomo "condannato a morte" ad opera dello stesso
uomo , perché tanto ha meritato con la sua alterigia, con la sua superbia nei confronti del
CREATORE, dovrebbe portare tutti gli esseri umani ad una profonda, acuta e sensibile
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meditazione e farli giungere ad una considerazione di effettiva fraternità e, quindi, di
donazione reciproca.
"Pazzi" sono quelli come me per la razionalità contorta della massa dei sub -uomini, i quali
non intravedono una simile realtà dell'uomo e che la si dovrebbe attuare su questo pianeta:
Infatti, ciò non è deducibile per la massa degli uomini, perché essi si lasciano prendere solo e
molto assai dal benessere, dal piacere terreno, dal potere e dalla sete di gloria anziché dalla
possibilità futura di una vita di felicità eterna nella Nuova Dimensione.
Se l'uomo riuscisse a penetrare che quanto è avvenuto nei lager tedeschi ed in circostanze
simili, cioè la condanna sicura a morte per tutti gli uomini che avviene continuamente sul
nostro pianeta e che la differenza è parzialmente visibile e che si concretizza in uno spazio e in
un tempo molto ristretti, darebbe inizio a quella felicità eterna e futura a cui l'uomo è stato
destinato per AMORE del CRISTO del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO.
In tal guisa la purificazione nella "Iperconscia" avverrebbe in tempi assai limitati e si
darebbe, stando su questo pianeta, il riconoscimento dell'infinito AMORE del CRISTO che
venendo in mezzo a noi, ha reso meno tribolata per molti, la sosta nelle due sfere: la CAINA e
l’ABELICA!
Purtroppo, bisogna constatare che la realtà nostra è molto lontana dalla concezione Futura,
perché l'uomo cerca di stimolare ed accentuare la forza del Male, creata dallo stesso uomo e
trasmigrata da generazione in generazione e che gli dà risultati immediati e facili e di una
durata, ohimé, assai limitata e fugace.
Pertanto, egli ingannato dalla pragmaticità immediata della terra, cerca di sopire e vorrebbe
annullare quella forza spirituale che richiede un'analisi equiparata per giungere alla giusta
proiezione futura: il GAUDIO ETERNO!
Egli, invece, si accontenta di una vaga ed immediata soddisfazione, trascurando e mettendo in
crisi quella che è la sua realtà Futura.
Traendo queste conclusioni ci si obietterà che non è troppo facile raggiungere tale traguardo
se si tiene conto delle condizioni più disparate e detestabili in cui vive molta gente.
Quest'ultima aliquota, come pure la gente ricca e potente difficilmente e a volte,
impossibilmente, potrà giungere a comprendere, causa le condizioni terrificanti in cui vive la
prima e per l'agiatezza smisurata e per il potere acquisito dalla seconda.
Pertanto, si giungerà per i primi a conclusioni più esasperate e, quindi, a delitti efferati;
mentre per i secondi ad azioni turpi assai più condannabili delle azioni dei primi per la loro
egemonica potenza che non tiene conto dei diseredati, degli oppressi e dei perseguitati.
Quelli che guazzano nel benessere e nel piacere sconsiderato della terra, più difficilmente
potranno comprendere l'esistenza di una felicità eterna, completa e futura perché accecati e
resi sordi dal godimento insaziabile che comporta più sevizie a coloro che stentano il vivere su
questo pianeta.
Tutto quanto sopra menzionato sta a dimostrare che la creatura creata dall'uomo (il male),
dopo il rifiuto a soddisfare il desiderio del DIO -CRISTIANO, va prendendo sempre più piede
su questo pianeta.
Anche gli elementi della nostra Galassia e, particolarmente, del nostro pianeta apporteranno
il loro contributo alla distruzione dell'Umanità.
Quel "presto" però bisogna identificarlo al momento in cui l'Umanità avrà raggiunto il
TEMPO che avrà la metà dei millenni precedenti la venuta del CRISTO sulla Terra ed il
tempo seguente che sarà pari a quello precedente.
Non bisogna illudersi che la quantità dei millenni che ha preceduto l'Avvento del CRISTO
debba essere comparata a tanti millenni successivi all'Avvento.
Questo, tempo -medio, andrà computato in base alle nefandezze compiute prima e dopo la
venuta del CRISTO su questo pianeta; le prime, pur essendo di una portata assai
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considerevole, non possono essere equiparate a quelle raggiunte nel secolo ventesimo e
successivo e che coinvolgono, oggi, quasi tutti i sette miliardi che popolano la terra.
Pur sostenendo che siamo ai margini di questa comparazione, a nessuno è dato conoscere il
tempo esatto, all'infuori della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Tanto viene ribadito dallo stesso GESU', il Quale pur essendone nella conoscenza perfetta col
PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO, ebbe ad affermare che neanche il Figlio
dell'Altissimo ne avesse consapevolezza.
Nell' affermazione del CRISTO viene esplicitato, seppure marginalmente, che tanto sarà
concesso all'uomo della Terra, il quale dovrà discernerlo a causa delle infinite ed
insopportabili efferatezze commesse dagli esseri detti "umani".
I riferimenti del CRISTO circa l'oscuramento del sole e degli astri in genere, dev'essere inteso
e rivolto alla cecità dello spirito dell'uomo che coinvolgerà la quasi totalità degli abitanti il
pianeta.
Una tale cecità e sordità deve attribuirsi, in gran parte, alle professioni cristiane che non
danno la possibilità allo SPIRITO di VERITA’ per esserne informati nella pienezza di quanto
CRISTO ha detto e ha dato e che continua a dire e a dare, per mezzo degli Eletti e dei
Prescelti, a tutta l'Umanità.
In particolare, il riferimento va alla comunità ortodossa e, incisivamente, a quella cattolica.
Quest'ultima col presunto vicario del CRISTO e con la gerarchia di principi , conti e marchesi
ha distorto, in assoluto, l'insegnamento di umiltà profonda ed il mandato di COLUI che ha
incarnato totalmente la natura umana con tutte le sue precarietà, con le sue defettibilità e, più
ancora, con le sue orrende nefandezze.
Nel mentre sto per concludere la pubblicazione sul tema della Reincarnazione, in cui è stato
detto di esplicitare la condizione funesta della nostra ultima generazione, lo SPIRITO SANTO
mi esorta a trascrivere in alcuni cenni il contenuto "ispirato" di tutte le mie opere.
Nel libro " Nu Poche de Bibbie" viene estrapolata la durezza della mia cervice che si
estrinseca nella Lirica " E cammine... e cammine".
Essa viene resa straordinariamente umana e sensibilmente motivata dall'incontro di una
PERSONA inconcepibilmente trasfigurata e sanguinante che conserva poco o niente
dell'entità Umana e che trapassa col SUO AMORE infinito ed incontenibile il mio cuore e lo
fa tutto SUO.
Tanta grazia concessami avviene nonostante le mie innumerevoli carenze e colpe del passato,
del presente e, particolarmente, quelle del futuro a LUI già note e tutte perdonate.
Altra Lirica, dello stesso Libro, che mi viene suggerito di fare cenno è quella riguardante " A
CHIESE de CRISTE".
In questa viene evidenziato il mio sgomento e la mia immane sofferenza al cospetto del
frazionamento del CORPO di GESU', determinato dalle innumerevoli "professioni" cristiane
e da altre comunità aventi denominazioni diversificate e stravaganti.
Al tormento innanzi accennato si fa strada lo sgomento unitamente alla mia incredulità nella
lirica "Ind'a l'Urte de Getsemani".
In quella il CRISTO che si prepara a versare il suo preziosissimo SANGUE per la salvezza di
tutti gli uomini, inorridisce al cospetto dell'insegnamento dei falsi profeti che portano agli
altari uomini e madonne che oscurano la SUA immensa, infinita, unica, sola ed Eterna
Oblazione, deviando le invocazioni della ignorante e sprovveduta gente su entità umane che
verranno nel futuro o sono state già salvate e santificate dal CRISTO.
Un tale scempio trafigge totalmente lo SPIRITO di GESU’ che dilaniato da altrettante
storture Lo portano a trasudare gocce di SANGUE!
Altra Lirica che mi si "dice" di menzionare è "A megghie fra tutte i femmene" che mette in
risalto in modo unico e strabiliante l'Umiltà e l'Adorazione di Maria verso l'Altissimo, verso
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GESU’ e lo SPIRITO SANTO che La portano a diventare la Prediletta della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Viene anche e, soprattutto, evidenziato come la Madonna conferma nel tempo di tutti i tempi,
quanto ebbe a dire ai maitre delle Nozze di Cana, quando Le dissero che il vino era finito, Ella
ordinò: "Rivolgetevi a GESU’" e, continuando in tutti i tempi, al nostro in particolare, Ella
categoricamente continua a dire: "e...solo e sempre a GESU’!".
Questo, è quando la Creatura che ha innamorato la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA’, in assoluto, infonde in coloro che si dispongono e vengono pervasi dallo SPIRITO
di VERITA’; lungi dalle lacrimazioni e dal sangue che, per natura avversa al DIO CRISTIANO, compaiono nei diversi simulacri.
Nel secondo Libro dopo il Vangelo " La Dimensione Eterna" viene accennata la negatività
assoluta intorno alla blasfemità dell'inferno.
In esso non traspare, ma si evidenzia totalmente la infinita MISERICORDIA del DIO CRISTIANO che concede a tutti, sub e non della terra, la futura ed eterna felicità nella
"NUOVA TERRA"; anche se per i sub, attraverso una auto - espiazione lunga e durissima
nelle sezioni della CAINA, mentre per gli Eletti, i Prescelti e i Disponibili la durata di auto espiazione è assai breve nella sfera ABELICA.
In esso vengono evidenziati , in modo categorico, alcune frasi potenziali del CRISTO, in
particolare i capisaldi della salvazione totale dell'Umanità: "PADRE , perdona loro perché
non sanno quello che "si" fanno"; "Sono venuto al mondo non per i giusti ( nel caso ve ne
siano) ma per i peccatori; "Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me!".
Nella prima frase, l'invocazione di GESU’ al PADRE CELESTE, al COLOSSO
dell’UNIVERSO, ottiene non solo il perdono dei SUOI crocifissori e dei componenti il
Sinedrio che Lo condannarono a morte ma anche e, soprattutto, per coloro che arrogandosi di
essere i detentori della "PAROLA", l'hanno distorta e continuano a farlo, rendendo difficile
l'immediato accesso nella sfera ABELICA prima a loro e, poi, agli ingenui e sprovveduti
proseliti.
Nella seconda affermazione, GESU’ dice di volere andare incontro ai peccatori e non già ai
giusti, qualora ve ne fossero.
Perché ai peccatori?
La risposta si evidenzia, per la maggior parte di essi, nella critica situazione in cui si trovano
perché aggravata da geni malefici ereditati, da un ambiente avverso alla realizzazione del
Bene ed anche e, soprattutto, perché privati della "Verità".
Nella terza frase, categorica è la SUA imperatività "Nessuno viene al Padre se non attraverso
Me!".
In quest'ultima viene esplicitato come la conoscenza del CRISTO, come il possesso del
CRISTO, il possesso del SUO AMORE infinito, incontenibile ed indescrivibile è
indispensabile per tutti gli uomini della Terra perché devono, su questo pianeta o
malaguratamente nella Futura Dimensione, AdorarLo e GlorificarLo in eterno per la
conquista della NUOVA TERRA, della Zona PARADISIACA.
Pochissimi sono quelli del nostro pianeta che vengono plasmati dalla Sintesi dell'AMORE,
dallo SPIRITO di VERITA’ perché essi si rendono disponibili alla SUA penetrazione; mentre
i più di questa terra conosceranno ed ameranno necessariamente il CRISTO nella
"Iperconscia" quando saranno folgorati e trasformati dal SUO inesprimibile sentimento di
AMORE!
Anch'essi, quindi, dopo l'auto -purificazione, saranno ammessi nella sfera ABELICA per il
bagno santificante dello spirito, creato dal CRISTO al SUO passaggio e, poi, nella NUOVA
TERRA!
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Nello stesso Libro , contestando efficacemente l'esistenza dell'inferno e, quindi, la distorta
interpretazione del VANGELO da parte di coloro che si autodefiniscono "i chiamati", viene
accentuata assiomaticamente la salvezza dell'umanità tutta.
Se così non fosse, come sostengono gl'interpreti fallaci del VANGELO, i primi a subirne la
condanna eterna sarebbero i più di loro.
Altro momento esaltante di quell' Opera è la certezza inconfutabile dell'affermazione che la
diabolicità del singolo, coinvolge i molti che hanno contribuito alla sua formazione.
Nel terzo Libro dopo il VANGELO, al di là di quanto affermato e sostenuto nella precedente
pubblicazione circa la salvazione di tutti gli uomini, viene esaltata in particolare la salvezza di
Giuda e del cattivo Ladrone.
Viene esplicitato con una chiarezza inaudita come quel Giuda del tempo di GESU’ fosse
veramente convinto di trovarsi alla presenza del FIGLIO dell’ALTISSIMO e, come giammai,
avesse concepito che GESU’ potesse venire ad essere condannato a morte.
Anche incontrastato è l'amore che Giuda provasse per il SUO MAESTRO: prova ne è che la
condanna a morte di GESU’ non venne sopportata, tanto meno accettata tanto da condurlo
alla esasperazione più spietata ed indefinibile e preferì togliersi la vita.
A riguardo di Giuda, nella pubblicazione vengono enumerate le migliaia di schiere di coloro
che al pari di Giuda e assai più di Giuda tradirono e, quotidianamente, continuano a tradire
GESU’ in maniera vilipende e nessuno di essi può essere equiparato a Giuda, in quanto
nessuno viene preso dal rimorso quanto Giuda, tanto da arrivare a mettere fine alla sua
esistenza terrena.
Nel terzo Libro emerge anche la salvezza del cattivo Ladrone in un'atmosfera celestiale che,
per intensità, nulla ha del terreno.
Infatti, questi dopo il riverbero rivoltogli dal compagno di sofferenza e le parole sublimi dello
stesso si annulla nel proprio "io", vi penetra profondamente, riesamina il percorso
peccaminoso della sua vita al cospetto di GESU’, della purezza del FIGLIO dell’ALTISSIMO
e, vergognosamente, riconosce le invettive rivoltegli poco prima dal compagno che
rispecchiano e demonizzano il comportamento avuto poco innanzi nei riguardi di GESU’.
Sicuro, quindi, dell'AMORE infinito del CRISTO e della SUA inconcepibile
MISERICORDIA, si rivolge a LUI ed impetra il SUO perdono con una sensibilità che va oltre
l'umano.
In questa atmosfera celestiale, resa tale dal profondo sentire del cattivo Ladrone, GESU’
viene coinvolto e commosso da tanto pentimento di quella creatura, dimentica quanto aveva
subìto prima e riversa il SUO AMORE anche su di lui; e, come innanzi aveva pronunciato nei
riguardi del buon Ladrone, riversa anche su di Lui la frase: "Oggi stesso tu vedrai la Gloria
del Padre mio!"
La sintesi che si evidenzia , in modo strabiliante, nel terzo Libro dopo il VANGELO è la
salvezza categorica di tutti gli abitanti del pianeta , dai tempi passati a quelli presenti ed ai
futuri.
In esso viene etichettato la poca conoscenza o, addirittura, l'assenza dell'AMORE del DIO CRISTIANO negli interpreti fallaci della "Parola" che limitano la salvezza eterna a pochi
uomini della terra, denigrando in tal modo la possanza infinita di AMORE del DIO CRISTIANO che si estrinseca nel FIGLIO GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO e nello
SPIRITO di VERITA’ SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO.
Infatti, quando essi delimitano la salvezza dell'Umanità, riferendola a pochi, deturpano e
rendono monco l'AMORE del CRISTO impenetrabile e indescrivibile e la SUA
MISERICORDIA irriducibile che pervade ed invade l’UNIVERSO tutto.
Ed ora continuiamo a dare un accenno sulle altre mie pubblicazioni a cominciare da "La
Realtà Evangelica è l'Unità dei Cristiani"
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Il titolo di questa pubblicazione è la conferma dell'EVANGELO e, quindi un'esortazione
continua, sofferta e penetrante a tutte le confessioni cristiane perché abbiano a rendersi conto
della negatività del frazionamento del CORPO di CRISTO che comporta miscredenza e
azioni perverse intorno alla massa degli uomini.
Essa costituisce un invito e nello stesso tempo un motivo sferzante a tutti i credenti in GESU’
CRISTO, particolarmente ai così detti "tutori" della PAROLA, perché abbiano ad
abbandonare il loro serpeggiare continuo, sottile ed acuto della "superbia" che si infiltra, a
causa loro, nelle diverse comunità trasformando in essi l'Umiltà del CRISTO in un sentire
soggettivo e di prevaricazione dell'una sulle altre..
Il monito si fa più accentuato alla comunità ortodossa e ancora di più a quella cattolica.
Quest'ultima deve annientare, sopprimere totalmente la velleità di avere la detenzione del
primato di Pietro, prima perché è in antitesi completa con la vita e l'insegnamento del
CRISTO, ed anche perché e soprattutto, perché CRISTO è sempre presente nella SUA
SPIRITUALITA’ con la spiritualità dei "veri" discepoli e continua ad insegnare, tramite lo
SPIRITO SANTO, che ha assorbito tutte le sozzure umane per rendere agli uomini che Lo
accettano e Lo Glorificano un'auto -purificazione tenue nella sfera ABELICA.
Se il presunto vicario del CRISTO volesse detenere il primato di umiltà dovrebbe, quanto
meno, disporsi ad essere pervaso dallo SPIRITO di VERITA’ e rinunciare al fasto
peccaminoso della sua reggia e dei suoi principi che lo attorniano; dovrebbe privarsi
dell'etichetta di "santo padre", abusivamente carpito all'Unico, al Solo "PADRE SANTO", il
DIO -CRISTIANO, come acclarato categoricamente dal CRISTO; dovrebbe coprirsi di cilicio
e cercare degnamente di percorrere le vie della terra testimoniando nella intierezza quando il
CRISTO ha insegnato e continua ad insegnare per mezzo dello SPIRITO SANTO:
Nel mentre egli, tutt'ora, continua a denigrare con la sua vita e con un insegnamento in
opposizione alla "Parola" la condizione di milioni e milioni di esseri umani che vivono
nell'abbandono e nella miseria totale più detestabili.
Egli, ancora, dovrebbe insieme ai suoi principi, conti, marchesi e baroni, coprirsi con un saio e
con sandali ai piedi, alla maniera di frate Francesco, anziché indossare abiti di un costo non
decifrabile, collari ed anelli che costituiscono un vilipendio continuo e costante a quanti
brancolano, piccoli e grandi, nei rifiuti dei signori per trovare qualcosa che li sfami.
Ancora ed inoltre, dovrebbe privarsi della scorta di guardie svizzere scelte, di polizia speciale
e macchine blindate e portare la "Parola" su tutta la terra ed adempiere così
all'insegnamento del CRISTO durante l'ultima Cena "Fate questo in memoria di Me!: come
Io do la mia vita per voi, così voi dovrete testimoniare la salvezza in Me, con la vostra.
Così, forse, perché dipenderebbe anche,in questo caso, dallo spirito che l'avrebbe alimentato e
potrebbe aspirare all'immediato accesso nella sfera "Abelica"; nel mentre, nella condizione
attuale, avrà da sostare per millenni nelle sezioni della "Caina", insieme alla maggior parte
dei suoi uomini di corte che quanto o più di lui sono responsabili di una realtà che è
diametralmente opposta a quella vissuta da Pietro, da Paolo, da Francesco e dalle migliaia di
migliaia che accettarono ed accettano nella intierezza il CRISTO e sacrificarono e sacrificano
la loro esistenza terrena.
La CHIESA del CRISTO, proiettata nella zona "Paradisiaca" è costituita da quelli e da
quanti hanno dato disponibilità allo SPIRITO SANTO di essere pervasi e si sono donati
totalmente al COLOSSO DELL'UNIVERSO e vivono relativamente questa esistenza,
sacrificandola per testimoniare nella Sua Unicità, la realtà della "PAROLA"!
Su questa donazione, come acari, si alimentano e vivono la comunità cattolica, ortodossa e le
altre professioni cristiane.
Queste, sfruttando il sacrificio continuo e costante di quei "veri" chiamati, sopravvivendo e
distorcendo il vero insegnamento del CRISTO vanno avanti ignari, nella maggior parte, della
dura e prolungata auto -espiazione nella Futura Dimensione.
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Mentre Giovanni Paolo II, continuando con i suoi principi a vivere in pompa magna, tutti i
giorni, al cospetto di persone ingannate da una falsa visione di quella che è realmente la
CHIESA del CRISTO si lascia applaudire, ossequiare, baciucchiare le mani ed invocare col
nome di "santità", rendendo grave e disgustosa offesa alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA', a Pietro a Paolo e a tutti i Santi santificati dal CRISTO!
C'è un vecchio adagio foggiano in cui si recita: "Nu vularJe èssere nèmmanche cammise ind'e
panne suje".
Nella pubblicazione "Lo Scandalo dei Cristiani" viene menzionato, oltre all'obbrobrio della
gerarchia ecclesiastica, anche quella dell'ingiustizia della nostra giustizia umana, attraverso i
trent'anni di reclusione scontati da Giuseppe Paglialunga.
La corrispondenza intensa avuta con Pino, relegato nelle diverse carceri italiane per delle
manchevolezze commesse da lui.
Piccoli reati vanno considerati i suoi, direi irrisori, al cospetto di milioni di abusi,
prevaricazioni , uccisioni e ladrocinii di ogni genere realizzati da gente che non solo non ha
visto il carcere, ma che continua imperterrita a rendere più nefanda la propria vita a danno
di gente non protetta e bisognosa del minimo indispensabile alla sopravvivenza.
Nella corrispondenza col detenuto, pervasa dall'Amore del CRISTO, risalta la personalità
dell'autodidatta e poeta Pino Paglialunga che si lascia penetrare dalla MISERICORDIA e
dall'AMORE inestinguibile di GESU’ ed annulla nel SUO Amore quella che doveva essere la
sua propria ed unica valvola di scarico: il suicidio!
Le sue poesie risentono di un profondo sentimento umano e, più ancora, cristiano.
Nella pubblicazione "le Mie Rose ad Una Donna" viene evocata la bellezza e la purezza della
"Donna", oramai divenute ancestrali e sostituite o decadute in forme totalmente fisiche e
degenerate nel sesso più spregevole ed equiparato, in moltissimi casi, a quello animale.
Le sue liriche risentono di una castità morale e, soprattutto, spirituale che ti portano a
riscoprire, anche se in forma latente, la procreazione spirituale accennata nella "Dimensione
Eterna" e resa più palese nella pubblicazione "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo".
In particolare un tale sentire che va al di là della concezione umana, si riscopre nelle Liriche:
"Vi prego non la toccate", "Vorrei donarti il...mio Gesù!" e, ancora, in quella de” L’Apoteosi
del Creatore”.
Nell'Opera "La Eutanasia e la Cremazione" il mio spirito pervaso dall'Amore irresistibile del
CRISTO, intravede la Dimensione Futura al di là di questa cortina terrestre.
Tutti gli spiriti, privati della carcassa corporale, aleggiano negli spazi Eterei e prendono
visione della purezza indescrivibile ed impenetrabile del CRISTO e viene Folgorato dal SUO
AMORE!
Lo spirito dell'uomo in genere, quindi, rimane scioccato da tanta purezza e tanta bellezza
Celestiale e brama l'auto -purificazione delle sue colpe e dei suoi peccati che lo porteranno a
scoprire, piano piano, tanta immensità di gaudiosità e di AMORE incircoscrivibile e a dargli
la capacità di comporre e rendere il "grazie" eterno, nella NUOVA TERRA, a COLUI che gli
consentirà quella Felicità Eterna promessagli dagli inizi della CREAZIONE dell’UNIVERSO.
In questa pubblicazione nasce la convinzione intorno alla Eutanasia che viene presa nella
dovuta considerazione ed attribuita a quanti si trovano in determinate condizioni e particolari
situazioni.
Tali condizioni e situazioni si trovano in quanti hanno raggiunto determinati traguardi al
cospetto del CRISTO.
Nell'Opera "La Eutanasia e la Cremazione”viene, quindi, esplicitato e garantito lo stato che
richiede la Eutanasia al cospetto del CRISTO:
Anche la Cremazione nasce da una spiritualità pervasa da quella ESSENZA DIVINA, il DIO CRISTIANO, che porta l'uomo a considerare come il suo involucro materiale che ha ospitato
la Scintilla Divina , lo spirito, non abbia ad essere nonostante le colpe e le nefandezze
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compiute, consumato e vilipeso da esseri abietti derivanti dalla creazione del Male ad opera
dell'uomo.
Tale considerazione dovrebbe portare l'uomo, non per tradizione od altro, ma per sua
disponibilità allo SPIRITO di VERITA’, alla consumazione rapida della sua carcassa,
disponendo così i resti del suo corpo ad essere attratti dallo spirito, quando auto -purificatosi
nella sfera "Abelica" e a costituire un tutto unico, spirito e corpo, reso glorioso dall'AMORE
inestinguibile ed eterno del CRISTO: un Corpo mai più, in eterno, ad essere corrotto!
“L'APOTEOSI del CRISTO nelle mie EPISTOLE" costituisce un'OPERA macroscopica che,
all'infuori del VANGELO, non teme alcun confronto al cospetto di tutti gli scritti elaborati e
pubblicati nell'arco di tempo della Storia dell'uomo e della sua sosta su questo pianeta.
Dietro ispirazione del COLOSSO dell’UNIVERSO è stata da me definita come "La più
Grande Opera di Tutti i Tempi".
In questa pubblicazione emerge, man mano che la si penetra spiccatamente e Gloriosamente
la PERSONA del CRISTO come DIO e come UOMO: l'Unico Vero UOMO!
Per poter comprendere la grandiosità e la maestosità, sempre più e infinitamente crescente,
del FIGLIO dell’ALTISSIMO, bisogna meditare profondamente e almeno per tre volte, una
per una, quelle Epistole.
Volendo sintetizzare, non si riesce a causa della SUA indefinita e sempre più crescente
portata di Amore e di Gloria costante e continua alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA'.
Durante la "ispirazione" che mi viene elargita dallo SPIRITO di VERITA’, la visione di essa
mi porta a paragonarla al racconto fatto da "Giuseppe" nell'Antico Testamento.
Infatti, come Giuseppe nell'esposizione del suo sogno fatto ai fratelli riguardo ai covoni, vede
il suo eretto al centro, mentre quello dei fratelli piegati intorno al suo; così l'Opera
"L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole" si erige al disopra di tutte le opere umane, da
quella Oraziana "Exige monumentum aere peremnius-Carminum 40, terzo, 30 a quella
Dantesca "La Divina Commedia".
Nell'Opera "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male" viene evidenziato come
l'origine dell'uomo, a differenza di quanto riportato nel Libro Sacro, tramite l'afflato del DIO
-CRISTIANO sulla creta (cosa assai strana ed inconcepibile) avviene attraverso un sentire
profondo del CREATORE: la SUA IDEA!
La constatazione del pupo di creta che riceve la scintilla Divina è fortemente paradossale.
Come poteva il DIO –CRISTIANO, di una purezza umanamente impenetrabile e
inconcepibile nello SPIRITO e nel CORPO, servirsi del fango per creare un essere a Sé
somigliante nello SPIRITO e ad immagine nel CORPO?
EGLI lo ideò e lo completò quasi somigliante a SE STESSO!
In questo scritto viene anche menzionato come "ideatore e creatore del Male è l'uomo che
coinvolto da un sentire perfido "La superbia", si oppose alla Grazia elargitagli dal DIO CRISTIANO, mercé il dono illimitato della Libertà ricevuta e volle diventare, anch'egli,
creatore e lo divenne dando origine alla più perfida ed esecranda creazione: il Male!
Questa nefasta creazione dell'uomo comportò il "Caos" nell'Universo e, maggiormente, in se
stesso e nella sua genìa.
Inoltre, viene messo in risalto come l'orrore commesso dai nostri progenitori continua nel
tempo, per tutta la durata della vita su questo pianeta, nella sua genìa, noi compresi!
Un riferimento particolare è dato alle diverse professioni cristiane che si allontanano sempre
più dal "fulcro" Divino, apportando distruzioni morali e mentali nel genere umano che va
auto -destinandosi alla distruzione di se stesso.
In questa pubblicazione risalta anche la certezza a riguardo degli animali.
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La creazione di questi ultimi, "si dice", non deve essere attribuita al DIO -CRISTIANO,
essenza di Purezza e di Beltà nella SUA intierezza, bensì all'uomo prostituitosi e divenuto
perfido dopo l'orrore del peccato.
Infatti, viene affermato che essi traggono la loro origine dalle carcasse degli uomini in
putrefazione: dai mostri primordiali alle perfide specie esistenti sul pianeta, nonché agli
animali docili e mansueti.
L'anima, forza prorompente, che al momento della liberazione dello spirito, rimane incastrata
nei resti mortali delle carcasse e durante la decomposizione di essi si trasferisce in nuove
creature, che assumono geni malefici e benefici apportati dall'anima e danno origine alla
diversità degli animali feroci, pestiferi e innocui.
L'anima che fino al momento del decesso dell'uomo ha convissuto, non sempre, in comunione
con lo spirito, consapevole che al distacco dello spirito rimarrà nei resti destinati a
putrefazione, agisce in modo tale che la estinzione del corpo avvenga il più tardi possibile.
Da questa situazione nasce il senso di consapevolezza di conservazione della vita su questo
pianeta e la paura della morte.
Però, quando questa condizione viene superata dallo spirito, sia nel bene che nel male, il
timore della morte non ha più presa sull'individuo.
Il completamento di questa sintesi delle mie pubblicazioni si ha con l'Opera "Il Destino e la
sofferenza dell'uomo".
E' ovvio ammettere, dopo le esaltazioni e le gloriose premesse del DIO -CRISTIANO, e
attribuire l'origine della sofferenza e della spietatezza dell'umanità all'uomo stesso; operatore
insaziabile di quella forza distruttrice da lui preordinata, creata ed operata: il Male!
Egli, l'uomo che tanta munifica donazione aveva ricevuto dal CREATORE, il Quale lo voleva
quasi uguale a SE STESSO volle, con la libertà illimitata ricevuta, raggiungere tale meta
senza tenere in alcun conto il desiderio espresso dal COLOSSO dell’UNIVERSO.
Il DIO -CRISTIANO aveva affidato a lui il compito di dare agli spiriti puri della zona Divina
lo stesso corpo che egli aveva ricevuto dalla munificenza e dalla magnificenza del
CREATORE.
Omettendo, quindi, non il volere ma il desiderio del DIO -CRISTIANO, l'uomo determinò
non solo l'energia malefica in se stesso e nella sua genìa, ma anche negli elementi indefiniti
della natura della nostra galassia che, molto spesso, non sopportando tante atrocità da parte
dei sub -uomini, si ribellano apportando distruzioni non arrestabili.
Viene anche menzionato che tanta perversità e tanto orrore comporta uno squilibrio in tutte
le creature mortali, distribuendo inconsciamente diversità e coefficiente di genialità e di
demenza..
Ancora viene messo in risalto come agli Eletti , ai Prescelti e ai Disponibili viene elargito, dallo
SPIRITO SANTO, quanto non riportato dai quattro Evangelisti, né quanto non detto da
Gesù.
Altra verità che viene riportata è quella che, molto spesso, una vita fisica forte e salda
comporta aspetti assai negativi alla ricchezza spirituale, perché viene coinvolta dai beni e dai
piaceri effimeri della terra..
A chiusura della Pubblicazione, riappare formidabilmente chiaro il contrasto delle professioni
cristiane al cospetto del CRISTO e soprattutto l'assurda e impenetrabile velleità del
"presunto" vicario del CRISTO!
Foggia, 6/1/1999
L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole
( il perché del ..."mio" Gesu')
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J'Accusse
La più grande Opera di Tutti i Tempi
Dedica
Dedico quest'Opera agli otto miei figli, perché meditando le singole lettere possano
comprendere, al di là delle mie colpe connaturali e circostanziali, quanto intensamente
infinito è stato, è , e sarà il rapporto d'amore col "mio" GESU’!
L'auspicio che esplode dalle profondità abissali del mio spirito è quello che , anche loro,
possano penetrare la comunione col DIO -CRISTIANO ed esserne pervasi, affinché un giorno
possano avere facile ingresso nella zona "Paradisiaca"!
e.m.
E voi...sub della terra meditate profondamente, con intenso dolore, sulla PASSIONE e
MORTE del NOSRO SIGNORE GESU’CRISTO per poter comprendere l'immensità
immensa del SUO OLOCAUSTO; mentre io, avendolo fatto per diversi lustri, insieme agli
Eletti e ai Prescelti, Ringrazio e Glorifico in Eterno il RISORTO!
e.m.
NOTE BIBLIOGRAFICHE
Marchesino Eugenio, nato a Taranto il 26/4/1927.
Residente a foggia dal 1934 e, quindi, di adozione foggiana.
Insegnante elementare: ha svolto la sua attività di docente per otto lustri, di cui sei presso la
Scuola Elementare "G. Pascoli" di Foggia con le attribuzioni di vicario per quindici anni.
Autodidatta, ha dato alla Stampa le seguenti pubblicazioni:
"La Realtà Evangelica è l'Unità dei Cristiani"
"Nu' Poche de Bibbie"
"Lo Scandalo dei Cristiani"
"Le mie Rose ad una Donna"
"La Eutanasia e la Cremazione"
"La Dimensione Eterna"
"Il Terzo Libro dopo il Vangelo"
"L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole" (prima parte)
"La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male"
"Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo"
" La Reincarnazione o Metempsicosi"
"Il Pentateuco Cristiano"
"Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in Gesù Cristo"
“L’Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole” ( seconda parte)
"Il Concetto di Gente e il dopo- morte"
Ha inviato 16.000.000 (sedicimilioni) di lire ai bambini del Terzo Mondo, ricavate dalle offerte
fatte ai suoi libri.
Introduzione all'Apoteosi del CRISTO “nelle mie Epistole”
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Introdurre il presente volume compete solo all'autore, non essendo o meglio non avendo noi
mai avuto la conoscenza di persona che possa attendere a recensire il contenuto "teologico ed
ispirato" delle Epistole che compongono la pubblicazione.
Come già menzionato nel Terzo Libro dopo il Vangelo, a tutt'oggi, non ci è stata data la
possibilità di incontrare uno dei 5.000-000 di "Prescelti", tanto meno uno dei 5000 degli
Eletti" ospitati, attualmente, dal pianeta Terra.
Pertanto, chiedendo aiuto allo SPIRITO d’AMORE, il commento di questa OPERA sarà
espletato da noi disponibili ad essere pervasi dalla "Parola".
Il pregio di queste Epistole raggruppate in questo annuncio ha la finalità di mettere in risalto
una parte infinitesimale della Munificenza e della Magnificenza del CRISTO, nonché l'iter da
noi percorso nei moltissimi anni per poter raggiungere un traguardo che risente di una
conquista concessa solo ai pochi che, nel tempo, si sono resi disponibili all'apertura dello
SPIRITO SANTO, attraverso il PADRE CELESTE e il FIGLIO, CRISTO GESU’, fino a
meritarne la "Rivelazione" manifesta nei tre Libri dopo il VANGELO.
Le nostre tappe conseguite risentono, man mano che si procede, di una sempre costante e più
sentita disponibilità allo SPIRITO di VERITA’.
Penetrando costantemente, attraverso una lettura meditata, le singole parole contenute in
ognuna delle lettere ci si accorge di come la conoscenza ed il possesso del CRISTO diventano,
sempre più, rivelati fino a raggiungere la certezza di essere in comunione con LUI!
Anche se parva e contenuta si estrinseca la proiezione del CRISTO perché la SUA,
potenzialità; umanamente, non è possibile evidenziare in modo “assoluto” ma solo in parte
perché essendo noi assai carenti, rispetto alla Perfezione, straordinaria si riassume la Persona
dell'UOMO -DIO.
Le Epistole seguono un ordine cronologico sia nel tempo, sia nella parva penetrazione del
FIGLIO dell'UOMO e mettono in risalto come siano state sviscerate dopo una patita,
continua e profonda meditazione sostenuta dalla ispirazione del VERBO, nonché da una
sofferenza derivata da una poca o scarsissima conoscenza del CRISTO, in particolare, da
parte di quanti si dicono cattolici e cristiani.
Ciò che ha reso ancora più spietata la nostra angoscia è stata ed è la mancata conoscenza del
CRISTO da parte di molti "maestri" del VERBO.
Questi ultimi, siano essi cattolici, ortodossi o appartenenti ad altre professioni cristiane, molto
spesso allontanano dal Fulcro della Vita, dal CRISTO, quanti vanno in cerca di un'ancora di
salvezza, di un sostegno che possa arrecare linimento e ,nello stesso tempo, un incitamento che
li immetta sulla strada che conduce alla VERITA'.
Al contrario, l'urto che questi subiscono è quello di rimanere terrorizzati dalle prediche e
dalle oratorie dei noti "maestri" che hanno come epilogo la condanna eterna del peccatore.
Il sub -uomo della terra, ad eccezione di qualche Eletto o qualche Prescelto, non può
raggiungere quella perfezione "umana" richiesta dai "dotti" della PAROLA, i quali esigono
dagli altri una irreprensibilità completa mentre loro, carenti più di quelli, non s'avvedono
delle loro numerose meschinità, evidenziando così quanto è riportato nel VANGELO: "Essi,
scaltramente, notano la pagliuzza nell'occhio altrui, ignorando la trave che offusca quasi del
tutto la loro vista!".
"Siate misericordiosi, se aspirate a trovare misericordia".
E' anche vero che la loro informazione a riguardo del DIO -CRISTIANO è assai carente,
perché poco disponibili alla penetrazione dello SPIRITO SANTO.
Ciò li porta ad asserire che la conoscenza del DIO -CRISTIANO, nonostante l'affermazione
categorica del CRISTO: "Chi vede Me vede il Padre Mio", è impenetrabile e la definiscono
"mistero".
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Essi, però, non sono scusabili ma da condannare in quanto, carenti nella conoscenza del
PADRE CELESTE, esigono una perfettibilità nei sub che non è possibile riscontrare, tanto
meno da aspirarci.
Gli errori di questi "maestri" che, con superbo atteggiamento, declamano la condanna eterna
del sub senza tenere in gran conto che, anche se non eterna, essa si riversa su di loro e noi la
ravvisiamo ancora più intensamente, perché con l'adorazione più profonda del CRISTO
abbiamo inviato loro molte delle Epistole contenute in questo Libro.
Nelle lettere non abbiamo fatto altro che esaltare, nella maniera che più si addice ad uomini
illuminati l 'AMORE, la MISERICORDIA, la GIUSTIZIA e l'Oblazione del DIO CRISTIANO per la salvezza di tutti gli uomini.
In esse è stato accentrato nel CRISTO e solo nel CRISTO ogni potere di salvezza, ogni
sottomissione, ogni adorazione, ogni bene e ogni donazione.
Queste Epistole anziché avere un riscontro di accettazione e di solidale esaltazione, sono state
ignorate perché costituiscono una condanna per loro che, volutamente e con una
spregiudicata ignavia, non sanno penetrare l'Essenza del CRISTO e la gestiscono falsamente
solo per i loro interessi, eccezione fatta per pochi: gli eletti, i prescelti e i disponibili.
Un aspetto così cinico, nel mentre lo si tiene in una dovuta considerazione per i laici, seppure
negativa, ci porta a rilevare quanto meschini appaiono i cosi detti "dottori" della legge
farisaica.
A noi tanto squallore e tanto svilimento comporta, sì, sofferenza ma nello stesso tempo anche
la certezza che nel prossimo Futuro dovranno, indispensabilmente, per quanto ci viene
"detto" e attraverso una bramosia di auto purificazione, giungere a comprendere che la loro
cecità e sordità alle nostre insistenti sollecitazioni erano causate da una superbia senza limiti.
Essi, pregni della loro tradizione non tengono in alcun conto la naturale peccaminosità dei
"sub" che è di gran lunga inferiore alla loro e si atteggiano a super - magistri, andando così
incontro ad una futura auto - espiazione assai dura e prolungata nelle sezioni della "Caina".
Mentre a noi, carenti come siamo, tramite lo SPIRITO di VERITA’, ci è stata data la
possibilità di discernere la " colpa" dal "peccato" e ci viene spianata la strada tracciata dal
CRISTO che ci darà l'accesso nella sfera "Abelica" per il bagno purificatore dello spirito e,
quindi, l'accesso nella zona "Paradisiaca" in tempi più o meno ristretti.
Il valore inestimabile ed incommensurabile di questo Libro, oltre che a rendere con
immediatezza l'umana conoscenza del CRISTO, porterà i più disponibili alla di LUI
accettazione e glorificazione e, quindi, a rientrare nella cerchia di coloro che pur stando su
questo pianeta vivono in miniatura la dimensione Futura, che darà loro il facile ingresso nella
zona "Paradisiaca".
Un dato che bisogna mettere in evidenza marcata e che rende ancora più prezioso il valore del
Libro, è la spesa esosa da noi sostenuta per le centinaia e centinaia di raccomandate inviate ai
maggiori responsabili dell'odierna catastrofe morale e spirituale che porterà, quanto prima, i
sub della Terra ad auto -distruggersi.
24 gennaio 1995- Giorno del SIGNORE GESU’
e.m.
PROSIEGUO
Dopo avere provveduto, con accurata sollecitudine, alla elencazione cronologica delle Epistole
ci viene spontaneo ribadire, in sintesi, le nostre lacerazioni morali e spirituali che si
evidenziano man mano nella meditazione delle singole lettere, elaborate negli otto lustri in
comunione con GESU’
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Esse rispecchiano, sia pure in miniatura, quelle del CRISTO per la Unità dei cosidetti
"cristiani". Infatti, GESU’ nel Getsemani, allorquando per la SUA estraneazione profetica,
rimase prostrato moralmente nel constatare il frazionamento terrificante della SUA CHIESA,
sgomento ebbe a pronunciare : "Padre non la Mia , ma la Tua Volontà sia fatta"!
Lo sfacelo del SUO CORPO da parte delle comunità cristiane (nessuna esclusa), dominate da
un sentimento di superbia Lo fece sudare gocce di SANGUE, perché vedeva la catastrofe
finale dell'umanità.
Più volte nelle lettere inviate ai papi, alla corte cardinalizia nonché a prelati di una certa
portata, c'è stata una martoriata e sentita esortazione all'Unità dei Cristiani; ma essi ciechi e
sordi e, più ancora, diffidenti alla "Rivelazione" di molti, dall'Apostolo Paolo fino a questa
sparuta cellula del CORPO di CRISTO, hanno tenuto nello scredito tali incitazioni
Tra l'altro veniva detto: "Si svegli Giovanni Paolo II dal suo torpore e da quello di quindici
secoli di papato e si adoperi per la riedificazione del CORPO di CRISTO, della SUA
CHIESA”.
"Non s'illuda Giovanni Paolo II che la presenza di moltitudini al suo cospetto possa
consentirgli il facile ingresso nella sfera "Abelica".
Tutt'altro, se per alcuni dei presenti, disponibili alla "Parola", tramite lo SPIRITO SANTO,
tali incontri siano di valido sostegno, per il papa e per i suoi sudditi l'accesso alla sfera
"Abelica" sarà di una durata molto prolungata nel tempo.
E' ovvio che tra i suoi sudditi c'è una sparuta aliquota, disponibile allo SPIRITO di VERITA’,
che avrà facile ingresso in quella Sfera.
Sembra che dopo 17 anni di papato, il torpore di Giovanni Paolo II abbia subito uno scossone
tanto che, poco tempo addietro, ha emanato una enciclica sullo Ecumenismo.
Comunque, resta di fatto che le sue verità infondate, manipolate dai suoi valenti principi
costituiscono, sempre di più, la certezza di un soggiorno molto prolungato nelle sezioni della
"Caina".
Tra le molte aberrazioni da lui promulgate ne citiamo una che sta a significare la di lui
incroncruenza con la PAROLA: quella cioé del suo primo incontro con i rabbini degli ebrei
nella sinagoga di questi ultimi.
In quella circostanza Giovanni Paolo II, ebbe ad appellare gli ebrei come "fratelli maggiori"
Quale obbrobrio al cospetto del CRISTO?
Se la figliolanza al PADRE CELESTE c'è stata data dall'accettazione, tramite la SPIRITO di
VERITA’, da GESU’ Quale FIGLIO UNIGENITO dell’ALTISSIMO, come può essere
possibile che gli ebrei disconoscitori del MESSIA e crocifissori dello STESSO, possano essere
ritenuti fratelli in CRISTO e per giunta "maggiori?".
Come questo paradosso ve ne sono a migliaia che non conviene enumerare perché, una tale
elencazione, porterebbe questa pubblicazione ad essere duplicata o triplicata.
A fondamento di quanto sopra esposto, dobbiamo affermare che, quanto prima, il papa e
tutta la elìte che lo circonda avranno nella "Iperconscia" una limpida visione delle Verità da
noi enunciate.
29 agosto 1995 Giorno del SIGNORE GESU’.
e.m.
Foggia, 23 settembre 1970
lettera a frate Mariano
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Ti ho sentito parlare ieri sera nella chiesa dell'Immacolata di Foggia ed ho apprezzato la tua
oratoria, la facilità di parola con cui ti esprimi.
Doti eccellenti che già conoscevo per averti seguito qualche volta in televisione e, pertanto,
rendiamo grazie al DIO -CRISTIANO insieme.
Non ti nascondo che mi aspettavo qualcosa di nuovo e speravo di porti dei quesiti, qualora ce
ne fosse stata la possibilità.
Io, lo ripeto, sono poco preparato culturalmente: già quando ti scrissi la prima volta, qualche
anno fa, parlandoti sulla inconcepibilità della scissione tra i cristiani, ebbi a dirti di non essere
uno studioso, un conoscitore profondo delle scienze come tanti "saggi" della terra.
Però, non ti nascondo (mi perdoni l'IDDIO cristiano se pecco di presunzione) che come figlio
del PADRE CELESTE mi cimento a conoscerLo attraverso la lettura e la meditazione del
VANGELO
Il quesito basilare che avrei dovuto porti è il seguente: "Parlare di divorzio ad un uditorio
denominato "cristiano", non ti sembra che sia un assurdo, un controsenso? E qui non ci
voglio io a dirti il perché.
Lo stesso interrogativo l'avrei voluto rivolgere all'assemblea dei presenti e, se mi fosse stato
possibile, a tutto il popolo italiano che, vantandosi di essere un popolo cristiano cattolico, da
anni non fa che parlare di divorzio.
Come può un cristiano, un seguace di GESU’ CRISTO, parlare di divorzio quando il DIVIN
MAESTRO lo vieta?
E così, come parla di divorzio il "moderno" cristiano nega anche l'esistenza di DIO.
Infatti, molti battezzati in Italia dicono di essere atei, inoltre offendono il nome
SACRATISSIMO del DIO -CRISTIANO, addirittura con la bestemmia che, a mio avviso, è
l'offesa più grande perché offende direttamente il PADRE CELESTE; ancora condanna o
sevizia i propri genitori.
Al richiamo che faccio a qualcuno, ricordandogli che è un battezzato, mi risponde: "Io ero
incosciente quando mi è stato amministrato il sacramento del battesimo"!
Non parliamo poi delle lordure pornografiche che vengono realizzate e redatte da giornali
diretti da "cristiani"
Non soffermiamoci sui films di una oscenità indescrivibile e diretti da registi "cristiani" e che
tu conosci meglio di me.
Ora mi domando e ti domando se tutto ciò non sia un obbrobrio, un'offesa gravissima a
CRISTO e, quindi, al DIO -CRISTIANO?
E mai possibile che uomini aventi simiglianze di belve fameliche debbano portare, seppure
forzatamente, il nome di cristiani?
Questo nome, penso, si debba attribuire ai primi martiri e a quanti non si sacrificano per se
stessi, per il proprio interesse e per il prossimo interessato.
Mi riferisco, quindi, a quei due casi da te citati nell'oratoria di ieri sera e, precisamente,
all'omino che per vent'anni si è sacrificato a portare il cibo alla moglie ammalata; e, ancora,
alla donna che si era dedicata alla riabilitazione del marito che aveva ucciso la madre.
Casi unici direi, ma discutibili.
Infatti, sono atti eroici che nessuno può disconoscerli, ma preciso: se quell'atto è stato
compiuto per se stessi, ossia per soddisfare un sentimento profondo soggettivo, senza tenere in
alcun conto il dono del DIO -CRISTIANO, resta solo e semplicemente un atto eroico limitato
a quella persona.
Quindi, è discutibile l'avere tu ammesso la tua picciolezza nei confronti dell'omino.
Se invece quel sacrificio è stato compiuto con il fine di ringraziare prima il PADRE
CELESTE nel compiere il bene, allora esso può raggiungere proporzioni gigantesche, tanto
da immettersi sulla strada della santità.
Dico questo perche ieri sera hai detto, giustamente: "L'uomo è stato creato per amare"
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Però, non basta dire "per amare", ma bisogna dire per amare prima il DIO -CRISTIANO,
dal Quale è stato prima amato.
Molto spesso o quasi sempre, l'uomo avvalendosi di questo grande dono di amore se ne serve
come vuole e, spesso, lo limita alle sole creature
Milioni di casi si sacrificano giornalmente, uno recentissimo: "Una madre che muore per
allattare la sua creatura"
Agli occhi degli uomini è un atto sublime: può apparire tale agli occhi del DIO -CRISTIANO?
Non sta a noi giudicare, è vero, però ci è dato di soffermarci e chiederci. "Quella mamma lo
ha fatto per se stessa o per la sua creatura?".
Premesso assiomaticamente che il sentimento di amore dev'essere, indispensabilmente, rivolto
in assoluto al DIO -CRISTIANO e solo per LUI giungere all'estremo sacrificio; può avere
valore agli occhi del DIO -CRISTIANO quando è rivolto ad una semplice creatura oppure è,
addirittura, condannabile?
Umanamente parlando, quello e milioni di casi sono estremamente encomiabili, ma lo sono al
cospetto del DIO -CRISTIANO?
Se l'uomo sfrutta un sentimento esclusivo del DIO -CRISTIANO, l'AMORE, limitandolo alle
sole creature senza ringraziare l'AUTORE di quel sentimento credo, che pur amando, offende
il DIO - CRISTIANO!
Al contrario se si serve di quel sentimento per amare il DIO -CRISTIANO, anche attraverso
le SUE creature, allora si che santifica quel sentire e se stesso!
Ancora un punto da chiarire: Se è vero, come io credo e come l'esperienza insegna, che
l'ambiente contribuisce largamente ed intensamente sulla formazione dell'uomo, desidero da
te essere illuminato circa un'affermazione fatta, anche ieri sera: "La gioventù di oggi è
migliore di quella del passato"
Come possono i giovani di oggi, che vivono circondati da un ambiente di corruzione e di
perversione di gran lunga superiore a quello dei tempi passati, essere migliori?
Anche se "io" sia stato una eccezione ,in senso negativo., la massa dei giovani era molto brava.
Caro fratello Mariano, scusami se ti avrò tediato col mio pensiero, però questa volta, desidero
che tu mi risponda e non ti limiti, come la scorsa volta, a mandarmi degli opuscoletti.
Il mio scritto non sarà, forse, corretto e abbastanza chiaro per esprimerti il mio pensiero, ma
tu che sei tanto colto e bravo riuscirai ad interpretare il mio concetto e ad inviarmi un tuo
scritto con i tuoi rilievi.
Comprendo che hai molto da lavorare, ma anche la mia richiesta fa parte del tuo lavoro.
Ti prego di scusarmi se questa volta ti ho dato del "tu", ma in virtù della concessione fattaci
dal PADRE CELESTE, tramite GESU’ e lo SPIRITO SANTO, che desidera da noi il "Tu",
ho pensato bene che questo sia il pronome più adatto, in quanto sei mio fratello in CRISTO.
Ti porgo un affettuoso e sentito abbraccio in GESU’!
Tuo fratello Eugenio
PASQUA 1973
Ai fratelli di tutte le confessioni cristiane della Terra
Fratelli, in questi giorni più che in altri siamo portati alla lettura e alla meditazione di alcune
particolari pagine del VANGELO, per poter penetrare e rivivere con gli Apostoli i momenti
più 1intimi, più accorati, più santi che sono quelli dell'Addio terreno di GESU’ agli Apostoli e,
quindi, a noi tutti che diciamo di credere in CRISTO GESU'!
Noi con essi cerchiamo di essere vicini a GESU’, perché con essi possiamo cogliere, fissare,
detenere l'essenza del SUO insegnamento e trasmetterlo agli altri affinchè Lo conoscano.
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Martedì sera, meditando nella sala dei fratelli "Testimoni di Geova", giovedì sera alle ore 18
meditando con i fratelli "Protestanti" davanti al televisore; la sera dello stesso giovedì, alle
ore 23, meditando con i fratelli "Cattolici", ho colto e sviscerato il momento più grave e più
solenne dell'Ultima CENA di GESU’ con noi, suoi discepoli, nel Nuovo Comandamento di
LUI: "Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi...in questo conosceranno tutti che siete
miei discepoli, se avrete amore gli uni verso gli altri... se mi amate osserverete il mio
Comandamento!".
"Se osserverete i Miei Comandamenti, persevererete nel Mio Amore; come Io ho osservato i
Comandamenti del PADRE Mio e rimango nel SUO Amore!".
"Questo vi Comando: di amarvi scambievolmente!".
"Né soltanto per questi prego, ma prego anche per quelli che crederanno in Me per la loro
Parola; affinché siano tutti una sola cosa come Tu, o PADRE, sei in Me ed Io in Te; che siano
anch'essi una sola cosa in Noi, affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato".
"Io in essi e Tu in Me, affinché siano perfetti nell'Unità ed il mondo creda che Tu Mi hai
mandato e li hai amato, come hai amato Me!".
Io penso che come me, tanti altri cristiani si siano soffermati a meditare su queste ultime
parole del NOSTRO SALVATORE, sul SUO TESTAMENTO che deve essere realizzato
perché possiamo chiamarci cristiani e, quindi, SUOI eredi.
Egli, quindi, prima di salire il CALVARIO ci Comanda, non ci esorta, di amarci
scambievolmente; EGLI prima di soffrire e di darsi tutto in OLOCAUSTO al PADRE
CELESTE e allo SPIRITO SANTO con tutte le nostre sozzure, ci ammonisce che la
conversione del mondo è subordinata alla nostra perfetta UNITA’!
Se noi che ci diciamo cristiani, continuiamo ad essere divisi non solo non potremo
testimoniare il CRISTO perché saremmo degli ipocriti, ma con la nostra scissione
smentiremmo la veridicità del VERBO del DIO -CRISTIANO.
Sentiamoci tutti colpevoli!!! Colpevoli più di quei soldati che sotto la CROCE non si divisero
la tunica di GESU’ ma che, pur essendo increduli, ebbero rispetto di Essa e la tirarono a sorte
per conservarne il ricordo; mentre noi che ci arroghiamo di credere in LUI, non solo, ma
addirittura di essere SUOI discepoli dilaniamo, oltraggiamo e distruggiamo il SUO grande
Patrimonio: l'AMORE!
Fratelli, esorto me per primo e tutti voi a penetrare profondamente ed insieme le ultime
parole di GESU’, del nostro DIO -CRISTIANO, che tanto ci ha amato nel PADRE CELESTE
e nello SPIRITO SANTO, sino all'estremo SACRIFICIO: cerchiamo di riunire l'eredità che
EGLI ci ha lasciato e che abbiamo spappolata!
Rinunciamo alla nostra presunzione umana che è la causa di queste orrende divisioni ed
insieme annulliamoci nel CRISTO per ricambiare in minima parte, la SUA totale Donazione
per la salvezza del mondo e contribuire con la nostra UNITA' all'Avvento del Regno del DIO CRISTIANO.
A tutti un Abbraccio fraterno in GESU’!
Eugenio marchesino
Lettera a M. Antonietta Zaccagnino- Testimone di Geova
Foggia, 5/2/974
Gentile sig,na Zaccagnino,
ho ricevuto e tanto gradito la sua lettera, perché essa ha giustificato e
reso palese il motivo per cui non abbiamo avuto la possibilità di incontrarci ancora e, perché
era giusto, che le formulassi gli auguri più sentiti per la sua sistemazione nelle Poste.
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Spero che a Torino si trovi bene, anzi ne sono certo perché una credente, come penso sia lei,
troverà sempre ed ovunque il sostegno del DIO -CRISTIANO, Nostro CREATORE e
PADRE.
Anch'io ricordo con piacere la conversazione religiosa tenuta in casa mia e, anche, se non
eravamo d'accordo sui diversi argomenti, come giustamente lei mi ha ribadito, io notai in
quella circostanza che avevamo in comune una cosa fondamentalmente essenziale alla nostra
discussione: la Fede.
Le nostre tesi, anche se apparentemente contrastanti, si fondevano nella fede viva e sentita che
ci animava sempre più durante la conversazione, nella quale ognuno cercava non di
convincere l'altro delle proprie idee, bensì dimostrare che tanta vitalità verbale scaturiva da
un modo unico di sentire.
Quanto premesso mi aveva indotto ad invitarla nuovamente a casa, onde continuare a
discutere e trovare certamente il punto d'incontro comune, il CRISTO, se la nostra fede era
quella da me intuita: viva e genuina.
Comunque la nostra conversazione continua nell'unità di fede, in quanto ognuno di noi,
ovunque si troverà, continuerà a testimoniare l'AMORE di GEOVA , del DIO- CRISTIANO,
che si fonde e si estrinseca nel CRISTO e nello SPIRITO SANTO.
Io per confermare il mio pensiero religioso nonché cristiano, le ripeto, mi sento vicino a tutti i
credenti in CRISTO: siano essi Testimoni di Geova, Protestanti, Cattolici o Mormoni.; perché
credo, anzi sono certo, che la CHIESA di GESU' sia formata da cellule delle singole comunità,
anche se la presunzione gerarchica ed interpretativa delle SCRITTURE, voluta da alcuni
"presuntuosi" dottori che pensano di vivere nel CRISTO, li tengono apparentemente divisi.
Io, perché fermamente convinto che questo lottarsi fra credenti è meramente negativo ed
ostacola la realizzazione del REGNO del DIO -CRISTIANO, anche, su questa Terra,
continuerò ad affermare accanitamente che nessuna "professione" cosi detta cristiana, non
interpreta e, quindi, non cerca di realizzare la Volontà di GEOVA, del DIO -CRISTIANO.
Quest'ultima potrà sostanzialmente manifestarsi quando i "veri" credenti in CRISTO e non
gli ipocriti, avranno ottemperato al Comandamento d’AMORE del CRISTO: " Amatevi gli
uni gli altri come Io ho amato voi".
Riguardo alla prossima fine del mondo, gentile signorina, sono alquanto scettico anche perché
ho considerato che gli avvenimenti della storia dell'umanità da lei dettagliatamente citati,
sono in parte gli avvenimenti della storia dell'umanità.
I segni che accompagneranno gli ultimi giorni della Terra saranno ben altri che troveranno
asilo nella cecità e nella sordità dei cosi detti credenti.
Comunque ciò è palese solo a GEOVA, al DIO -CRISTIANO, a noi non è concesso saperlo,
ma c'è dato di essere guardinghi:
Nel ripeterle di avere grandemente gradito il suo scritto, la ringrazio e le auguro una sempre
più crescente conoscenza di GEOVA, attraverso GESU’.
Ricambio con pari intensità i suoi cordiali saluti da estendere alla sua comunità.
Eugenio Marchesino
,
Lettera a Marco Bisceglia
Foggia 2 aprile 1974
Caro Marco,
ho seguito ieri sera la tua conferenza sul "Cristianesimo del Sud" e devo dirti che
ho accettato in parte il tuo discorso, come pure ho trovato negativo altra parte di esso.
Sono con te quando dici che il DIO -CRISTIANO, lungo il corso degli eventi storici, ha
sempre dimostrato di avere voluto liberare il popolo Ebreo dalla schiavitù, e che GESU’ ha
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compendiato questo sacro diritto, la libertà, dell'uomo in genere e volendogliela restituire,
come in origine, ha dato la SUA preziosissima VITA.
EGLI, oltre tutto ha voluto rivalorizzare la libertà dell'uomo, ha voluto riportarlo alla
conoscenza perfetta della sua libera origine, quindi ha portato una vera e propria rivoluzione
nel mondo.
Bisogna però rilevare che essa è stata una rivoluzione di pensiero, di sentimenti: una
rivoluzione pacifica che, secondo me, si può realizzare informando e plasmando la gente nella
coscienza secondo il principio Evangelico, cioè in quel sentimento di Amore che conquista
sconvolgendo la profondità dello spirito umano.
Non sono d'accordo con te quando parli di parallelismo tra Maxismo e Cristianesimo in
quanto, secondo la mia umile e povera preparazione , essi sono agli antipodi anche se,
apparentemente, sembra che abbiano lo stesso fine, cioè: la uguaglianza e la socializzazione
del genere umano.
Il fine potrebbe essere accettato come tale, ma i mezzi a disposizione dall'uno e dall'altro sono
completamente in antitesi: l'uno si basa sulla violenza, sulla forza, sulla limitazione del
pensiero e dell'azione per raggiungere il suo scopo; mentre l'altro, invece, ha a disposizione
l'umiltà, la donazione, l'annientamento di se stesso per la valorizzazione del suo simile.
Inoltre il maxista vuole il sangue del suo simile per giungere alla realizzazione effimera,
incostante della realtà, pronta a lasciarsi sostituire facilmente; mentre il cristiano, il vero
eroe, dà il suo sangue per realizzare lo stesso momento del genere umano: momento che
sicuramente resta in eterno.
Non dubito minimamente sulla tua sincera presa di coscienza; tu parli così perché senti la
problematica del genere umano, come d'altronde la sente ogni vero credente che cerca, si
sforza di realizzare l'insegnamento dell'unico MAESTRO, il CRISTO!
Però, secondo me, non è giusto il tuo discorso impostato in quel modo e, per giunta, diretto ad
un uditorio costituito, in prevalenza da giovani, ai quali, con tutta la riverenza e la stima che
si deve avere, è da attribuire una carenza profonda della conoscenza biblica e, quindi, del
CRISTO
Pertanto, il tuo discorso pur avendo, credo, degli aspetti positivi può essere inteso nella
maniera forte che non potrà farti raggiungere l'obiettivo che ti prefiggi.
Ti prego di scusarmi se sono stato carente e poco felice nella esposizione perché tanto ho
scritto, perché voglio tanto bene al “mio” GESU’.
T'abbraccio fraternamente.
Eugenio Marchesino
Lettera a Pino Rossi
Foggia, 23 novembre 1974
Caro Pino,
scusami se con un po' di ritardo mi accingo ad inviarti l'opuscoletto richiestomi, ma
tu già sai come la famiglia assorbe e, spesso, non si può assolvere ai propri doveri per
mancanza di tempo.
Come promessoti le lettere e le cartoline che giungono giornalmente, come pioggia copiosa,
vengono tutte consegnate ed anche con una certa sollecitudine.
Non ti nascondo la mia meraviglia per l'enorme e considerevole corrispondenza epistolare e,
mi chiedo:” Come si possa essere così prolissi?".
La risposta non tarda a farsi sentire dal profondo dell'intimo umano e, quindi, dissipa la
meraviglia istintiva.
La risposta è una e per tutti: la solitudine e la ricerca del bene e della felicità spesso rendono
l'uomo filosofo, scrittore e poeta.
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Questa forza prorompente che il DIO -CRISTIANO ha posto in ognuno di noi ci stimola a
cercare...a cercare, a trovare... a trovare, e quando si rimane delusi di nuovo a cercare... a
cercare quella felicità irraggiungibile perché basata su cose ed affetti effimeri!
A tale riguardo potrai dare uno sguardo approfondito alla pagina 23 del mio opuscoletto e
renderti conto di quanto vana o fugace sia la ricerca da parte dell'uomo per il raggiungimento
della felicità proveniente dagli affetti e dalle cose del mondo.
L'uomo è stato creato per vivere: vivere è sinonimo di felicità e non già di sofferenza e di
tormento però, egli deve sapere cercare e trovare la giusta strada che lo possa portare al
raggiungimento di quanto egli desidera, di quanto possa dargli la certezza di vivere e vivere
per sempre e felicemente.
Questa ricerca non è facile come può sembrare all'uomo che si accinge alla ricerca, perché
quand'egli la raggiunge facilmente allora è fuori strada; egli se ne accorge subito e subito
intraprende altra via e, ancora, altre vie; ma tutte sembrano avvilirlo, deluderlo, schernirlo e
non di rado, lo portano alla esasperazione.
Tutto ciò è dovuto al fatto che si è cercato, sì, ma non si è saputo cercare: l'uomo non può
trovare su questa terra nessuna cosa materiale o sentimentale che possa in assoluto appagarlo,
soddisfarlo, perché anche quando ha conquistato il mondo nella sua ricchezza e nel suo
piacere, si accorge prima o poi che deve lasciare, deve abbandonare il tutto che
apparentemente e illusoriamente sembrava essere suo; per cui quanto più possiede su questa
terra tanto più grande sarà la sua infelicità nel momento che si sentirà costretto ad
abbandonare tutto.
Questa è la risultante giusta e santa di una ricerca sbagliata, perché il DIO -CRISTIANO nel
SUO eterno disegno ha voluto preparare l'uomo ad una felicità duratura, attraverso
l'insegnamento e la vita del SUO Amatissimo Figliuolo, CRISTO GESU’! Per cui l'uomo fino
a quando non avrà intrapreso la strada del CRISTO che lo immetterà, attraverso lo SPIRITO
SANTO, sul sentiero del DIO -CRISTIANO, sarà sempre in continuo tormento.
Caro Pino, questa è la realtà dell'uomo: di questo essere a volte abominevole, a volte
grandioso e sublime perché ispirato dallo SPIRITO di VERITA’.
Medita, rifletti su queste mie parole: cerca fino a quando avrai trovato LUI, il CRISTO che
consola e ristora ogni sofferenza dovuta alla nostra limitatezza e, più ancora, alla nostra
malvagità.
Con LUI sarai grande, con LUI sarai felice, con LUI gusterai la pienezza che non fa solo
soffrire ma anche gioire.
Ed ora ancora una esortazione: scusami se insisto e quindi posso apparirti sciocco, ma sento
doveroso richiamarti ancora a riflettere sulla tua posizione coniugale.
Pensa due ragazze ti vogliono, anche se ciò non è sentito dalla madre; esse reclamano il papà e
man mano che crescono sentono, avvertono il bisogno del tutore, del padre che le difenda, che
le protegga, che dia loro il bagaglio di onestà, di garanzia richieste dalla società per la
conversione positiva della specie umana e, ancora più, perché devi rispondere al DIO CRISTIANO che ti ha insignito di autorità e, quindi, di responsabilità come capo-famiglia.
Ora che sei solo, ora che sei lontano da tutti i tuoi ricordi e da tutte le persone buone o cattive,
chiedi al DIO -CRISTIANO l'aiuto della SUA Scienza, del SUO Perdono, affinché tu possa
ritornare tra i tuoi cari che come te hanno sofferto e , come te, continuano a soffrire.
Ti chiedo venia, ancora, per quanto sopra e desidero ardentemente che il mondo se ne avveda
della catastrofe che realizza e si avvicini al CRISTO, l'Unica Entità che dà pace ai cuori.
Ti porgo un fraterno saluto e ti auguro cose sempre più grandi.
Eugenio
Penetrazione del CRISTO
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NATALE 1974
La mia vita, GESU', senza di Te è un abisso interminabile, è una irrealtà indescrivibile.
Come mai, o DIO -CRISTIANO, l'uomo cerca, lotta, si sforza per accontentarsi di questa vita
materiale? Come può egli illudersi di rimanere soddisfatto, seppure materialmente, della vita
terrena priva del CRISTO?
Possibile che egli si affanna di vivere, solo, questa vita? Continuamente ricerca elementi che
possano prolungargli la vita, seppure di qualche anno, di qualche giorno, di qualche ora e
finanche di qualche minuto?
A che pro, se tutto ciò ad altro non serve che ad estendere nel tempo il suo tormento, la sua
sofferenza, la sua insoddisfazione, la sua agonia?
Egli lo fa perché spera di guarire, spera di trovare il medicamento che allunghi la sua vita: ma
allungarla fino a quando?
Non c'è limite nella sua affannosa ricerca, nella sua speranza: forse o certamente la vorrebbe
prolungare in eterno!
Eppure, egli, ha questa possibilità; egli ha l'antidoto per la morte e lo ignora; egli ha tutto
quanto l'abbisogna per poter realizzare questa sua ricerca diventata frenetica, perché sviata
dal giusto fine; egli ha a disposizione il CRISTO:
QUESTI è la Vita Eterna!
Povero uomo! Povero essere che si dimena in ogni attimo della vita, inutilmente, per trovare il
mezzo per vincere la morte e che lo aiuti a vivere, a non...morire.
Egli cerca e non trova, eppure GESU’ è vicino a lui: lo chiama, lo esorta ad avvicinarsi e lo
invita a seguirLo perché vuole guidarlo; desidera fargli LUCE lungo il cammino tenebroso;
desidera dargli la pace che cerca vanamente dal mondo; desidera donargli il segreto del vivere
eterno; desidera volerlo e vederlo felice senza più preoccupazioni di sorta; lo desidera
"beato", perciò gli dice: "seguimi!"
Anche se la mia strada nel mondo è tortuosa; anche se la porta per cui si è costretti a passare
è angusta, EGLI dice "Seguimi"; anche se il mio percorso è pervaso da spini; anche se lungo il
cammino sei costretto a cadere e a farti male, non temere " Seguimi!".
Al termine dell'irta ascesa troverai quanto, inutilmente, e per tanti anni hai cercato nel
mondo: troverai la LUCE che ti illuminerà in eterno; troverai la Fonte che ti disseterà dalle
tue arsure,troverai Pascoli abbondanti che sazieranno il tutto di ciò che bramavi, il tutto di
ciò che volevi sapere.
Allora le sofferenze, le ferite che avevi contratte lungo il percorso col CRISTO saranno
sparite, si saranno dissolte: di esse non rimarrà che un vago ed inutile ricordo.
E, allora, alla LUCE abbagliante e splendente del CRISTO, la tua vista si farà acuta più di
quanto tu possa immaginare e tu ripeterai :"avevo gli occhi e non vedevo"; le parole di
GESU’risuoneranno formidabili e penetranti e, tu, ripeterai: "avevo gli orecchi e non
sentivo".
Facendo, quindi una introspezione in te stesso sul tempo trascorso lontano dal CRISTO,
ancora, ripeterai: "Quanto stolto sono stato, come stolti sono gli uomini che vanno dietro le
cose caduche del mondo e prive del CRISTO!".
Gustando la felicità del DIO -CRISTIANO, Lo glorificherai in eterno attraverso GESU’ e lo
SPIRITO SANTO e agognerai, contrariamente a quanto il mondo desidera, che tutti gli
uomini possano partecipare alla Gloria inestimabile ed eterna del DIO -CRISTIANO!
L'egoismo, l'odio, l'invidia , la gelosia cesseranno, anzi al loro posto ci sarà amore, donazione.
altruismo che si estrinsecheranno in un desiderio formidabilmente infinito di vedere tutti gli
uomini paghi della felicità del DIO -CRISTIANO!
Questa realtà così avvincente, se fosse palese a tutti, l'uomo direbbe: "Si, GESU’, voglio
seguirti; voglio anch'io trovare ed incontrare il DIO -CRISTIANO, attraverso TE e lo
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SPIRITO SANTO; voglio anch'io trovare la felicità, la gloria eterna"; e, GESU’
risponderebbe: "Tu dici voglio, ma non basta dire voglio".
Bisogna approfondire, sentire, meditare che cosa vuol dire GESU’ con la parola: "Seguimi";
cioè, abbandona tutto e tutti e seguimi.
E' troppo duro il suono di queste parole, dissero molti dei suoi discepoli ignari del fine di essa:
è utopia, dice il mondo.
No, non è duro il loro suono, non è utopia ma è la VERITA’, l'unica e la sola VERITA’; la
realtà sostanziale nella quale si realizza il CRISTO; quindi, devi abbandonare tutto e tutti per
poterLo realizzare in te!
Sembra che ci sia tanto egoismo nella espressione "Tutto e Tutti"; eppure GESU’, attraverso
queste penetranti ed edificanti parole, desidera richiamarci e portarci alla VERITA’;
desidera attraverso la meditazione profonda di esse porci di fronte all'unica realtà, al
CREATORE, al PADRE SUO, al PADRE NOSTRO!
Desidera dolcemente portarci a comprendere che il dono della vita è del PADRE SUO; che i
figli, i genitori, il coniuge sono un dono del PADRE SUO; che l'intelligenza, la libertà, la
potenza dell'uomo sono un dono del PADRE SUO; che il Creato che ci circonda e ci dà
benessere , è un dono del PADRE SUO.
Tutto ciò , GESU’, desidera farci comprendere con quelle semplici e dolci parole che agli
occhi e agli orecchi del mondo, appaiono dure ed irrealizzabili.
GESU’, così desidera farci coscienti e quindi coerenti, portandoci a constatare la realtà della
vita, quello che noi siamo, quello che il DIO -CRISTIANO E' !
Così formati, coscienti della realtà avremo sempre la misura di ogni cosa, di ogni momento:
saremo pronti a rinunciare ad ogni bene, ad ogni affetto, ad ogni conforto che intralci il
rapporto sincero ed amabile con LUI; saremo pronti a rinunciare a questa vita se LUI lo
desidera perché consapevoli, perché sicuri che ogni SUA richiesta ci viene fatta solo ed
esclusivamente per il nostro bene, per la nostra salute spirituale, per la nostra Eterna Felicità.
Entrare in questa "forma mentis", significa predisporsi a fare penetrare in noi lo SPIRITO di
VERITA’; significa entrare a far parte di quella cerchia infinita di " Eletti del Dio .cristiano",
ai quali soltanto è dato conoscere GESU’ nella SUA intierezza; di seguirLo costantemente ed
eternamente perché essi, a questo punto annientano se stessi riconoscendo la loro miseria, la
loro limitatezza, la loro defezione, la loro incompletezza e, quindi, cercano chi li aiuta, chi li
completa, chi li perfeziona.
Ed è appunto questa presa di coscienza di essere imperfetti, di essere infinitamente miseri, di
abbisognare dell'aiuto del CREATORE che porta l'uomo ad una affannosa, insistente ed
instancabile ricerca che lo predispone ad essere penetrato dalla Grazia Divina, dallo
SPIRITO SANTO ed essere sostenuto in questa ricerca ambita che viene ad essere addolcita
dalla soddisfazione graduale che incontra, man mano che si lascia penetrare dal DIO CRISTIANO.
A questo punto, l'uomo che è entrato nella comunione col DIO -CRISTIANO, non ricerca più
il bene effimero, incostante e fugace del mondo, ma si riversa nelle cose del Cielo che vanno al
di là della caducità del mondo; alle cose che vanno al di là dell'umano e che portano sempre
più alla perfetta conoscenza dell’ESSERE SUPREMO e, quindi a possedere, tramite GESU’ e
lo SPIRITO SANTO, DIO -PADRE!
Entra, quindi, a far parte di quella cerchia di "Beati", i quali facendo vivere dentro di sé il
CRISTO, possono esclamare, alla maniera di Paolo: "Non sono io che vivo, ma è CRISTO che
vive in me!".
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 22 marzo 1975
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211
Carissimo Professore,
anche se la PASQUA viene dall'uomo circoscritta e limitata ad un solo
periodo dell'anno e quindi della vita, possa Essa essere intesa da noi "veri" credenti in GESU’
nella giusta essenza: un continuo rinnovarsi ed incontrarsi in CRISTO GESU’!
Tanto è l'augurio che rivolgo a te e alla tua famigliuola e, particolarmente , consentimelo al
tuo caro babbo.
Con l'occasione t'invio cari e sentiti saluti.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 22 giugno 1975
Carissimo Antonio,
ti ringrazio per il riscontro caloroso dato alla mia lettera: ogni parola è
insufficiente ad esprimerti la mia gratitudine per quanto, come sempre, ti sei adoperato
nobilmente.
Il tuo scritto mi è giunto a conforto ed a sostegno di quanto, nel nome di GESU’, vado
propugnando; pertanto, non io ma LUI ti corrisponda la giusta mercé.
Se la sofferenza di GESU’, dal GETSEMANI al CALVARIO, è stata causata dalla visione
obbrobriosa dello smembramento del SUO CORPO e, quindi, dalla presunzione di coloro per
i quali, principalmente ha dato la SUA VITA, il mio dolore trova riscontro in GESU’ e con
LUI sostengo che il male che fiacca, pervade e distrugge l'umanità è causato, notevolmente, da
noi credenti che ancora non riusciamo a recepire la SUA PAROLA di AMORE e continuiamo
ad avere l'ardire di denominarci SUOI discepoli.
In contrapposizione al SUO insegnamento ci lasciamo pervadere dallo spirito di superbia col
quale inganniamo gli uomini che Lo cercano e che non avendone una visione chiara, pensano
di trovarLo nelle cose effimere ed ingannevoli del mondo.
Oggi, più che mai gli uomini avvertono profondamente il bisogno della VERITA’, del
CRISTO.
Infatti il desiderio bramoso di perequazione, di giustizia, di pace soprattutto che si fa vivo in
ogni settore, spesso viene trasmesso e identificato dalla violenza e dall'orrore.
Molti cercano qualcuno o qualcosa che dia loro la pace, la vera pace che solo CRISTO sa e
può dare; mentre noi ne ostacoliamo la SUA conoscenza con l'egoistica presunzione di
possedere ognuno la Verità nella pienezza.
Mi perdoni GESU’ il mio eccessivo sentire su determinate cose, ma non posso frenare il mio
risentimento verso coloro che induriscono il cuore e la cervice allo SPIRITO SANTO
impedendoGli di pervaderli e santificarli.
Accetta il "tu" che nella presente ti ho rivolto non a caso, perché sia come uomini destinati ad
una comune sorte, sia come fratelli credenti in CRISTO, mi dona la possibilità di sentirti più
affettuosamente vicino.
Anche al tuo caro papà, rivolgi il mio affettuoso e riconoscente sentire e digli che sebbene non
lo conosca fisicamente, lo sento molto vicino a COLUI che penetra gli spiriti disponibili, li
rigenera, li unisce e li fonde in LUI.
Ti lascio con la penna, sperando di risentirti quanto prima, sempre pervaso e fortificato dal
sentimento di amore verso il DIO -CRISTIANO che tutto ha dato di SE STESSO per la
edificazione della creatura fatta a SUA immagine e somiglianza.
Un ossequio alla tua consorte, a te un affettuoso abbraccio in CRISTO GESU’.
Eugenio
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Lettera a Suor Massimiliana De Lillo
Foggia, 5 maggio 1975
Cara sorella in Cristo Gesù,
sempre e puntualmente mi sono pervenuti i tuoi auguri per la Santa
Pasqua: graditi e attesi come sempre, anche se per me il concetto delle festività di NATALE e
di PASQUA non sono limitate al tempo ma hanno valore eterno; dico per me, ma tale valore
dovrebbe esserlo e vissuto, quotidianamente, da ogni credente.
Tutti i Credenti in CRISTO GESU’ dovrebbero entrare in questa pura mentalità per
consentire allo spirito di essere in continua ricerca e poter raggiungere una formazione
sempre più CONSONA al NOSTRO SALVATORE.
Purtroppo siamo molto distanti da quella che è la realtà cristiana: "dai frutti conoscerete..." e
la nostra realtà e i frutti che la nostra società (cattolica), oggi, danno sono la risultante della
nostra...fede.
Se crediamo in CRISTO GESU’, come DIO e nostro SALVATORE, dobbiamo attendere a
quanto EGLI ci ha insegnato col Nuovo Comandamento di AMORE: "Amatevi gli uni gli
altri: amatevi come Io vi ho amato" " Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se vi
amate gli uni gli altri"
Questi passi del VANGELO ci dicono che il nostro rapporto col CRISTO è proporzionato
all'amore verso e con i fratelli di fede e che la testimonianza della veridicità del VERBO è in
funzione di questo Amore.
Perché, dunque, continuiamo a tenere dura la nostra cervice, bloccati i nostri orecchi e
blindato da corazza acciaiosa il nostro cuore? Possibile che dobbiamo apparire tanto ipocriti
al mondo allontanandolo sempre più dal CRISTO, dall'Essenza della Vita; dalla Luce che
illumina e riscalda le tenebre del mondo; da COLUI che nulla tenne per SE STESSO e tutto si
offrì per la salvezza dell'uomo?
Siamo noi credenti cristiani, divisi in tante comunità i testimoni della pace, della fratellanza,
della carità e dell'amore? Oppure gli assertori della discordia, della inimicizia, della
concupiscenza e dell'odio?
La mia esperienza cristiana sulle diverse confessioni, dà sempre più crescente una risultante
terrificante che si realizza nella convinzione che ogni comunità è pervasa da uno spirito di
presunzione, quasi di superbia anziché esserlo dallo spirito di umiltà richiesto e necessario per
l'adozione a Figli del DIO -CRISTIANO: indispensabile per potersi affratellare all'altro
credente in GESU’ CRISTO
Se è vero che crediamo in CRISTO GESU’, come NOSTRO SIGNORE, dobbiamo
comportarci in modo da far sentire agli altri la potenza del nostro Credo, attraverso
sentimenti di fusione tra tutti i credenti nel VERBO, i quali per fondersi tra loro devono
distruggere l'immondo "IO" che ad ogni costo vuole emergere sugli altri fratelli e, tante volte,
vorrebbe adombrare lo stesso CRISTO.
Dobbiamo entrare nella giusta mentalità, cioè in quella che per poter testimoniare il CRISTO
dobbiamo annientare la nostra personalità: noi dobbiamo abbassarci perché GESU’ si
innalzi.
La presunzione che ci pervade è tanto predominante in ognuno di noi che spesso il nostro
orgoglio si trasforma in superbia quando, specialmente, vogliamo primeggiare tra gli altri
fratelli, credenti in GESU’ CRISTO, e affermare che la nostra interpretazione della SACRA
SCRITTURA è illuminata dallo SPIRITO di VERITA’: questa affermazione non vuole
mettere in risalto la Personalità del DIO -CRISTIANO, ma solo ed esclusivamente la nostra.
212
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Solo prostrandoci ed umiliandoci con l'altro fratello in GESU’ CRISTO, implorando con la
più profonda umiltà lo SPIRITO del DIO -CRISTIANO, ci darà la consapevolezza di essere in
comunione e di avere recepito, nella pienezza, il Comandamento d'AMORE del CRISTO: "Vi
Comando di amarvi gli uni fui altri",
E' questa l'unica e la sola realtà di pace, di prosperità, di ogni bene e, soprattutto, di
conversione del mondo al CRISTO!
Cerchiamo di essere portatori pratici e non teorici di questo Nuovo Comandamento d'Amore
e di Vita con l'annientarci nella vera umiltà del CRISTO, il Quale rinunciando seppure
momentaneamente alla SUA Divinità, si umanizzò per salvare me, te e tutti gli uomini.
Ora tocca a me, a te, a tutti i veri credenti in CRISTO spogliarci dell'immondo "IO" e
lasciarci penetrare dallo SPIRITO di VERITA’, perché possiamo diventare collaboratori
della Parola del CRISTO col testimoniare prima, tra i fratelli, la semplicità e l'umiltà che
uniscono e non la superbia che divide ed uccide il proprio e l'altrui spirito.
Solo quando ci saremo convertiti noi credenti in CRISTO, solo quando saremo veramente
pervasi dallo Spirito di Verità che fonde e ci fa tutti "uno" nel CRISTO, solo allora potremo
cominciare ad evangelizzare o, meglio, solo allora il mondo sarà evangelizzato in funzione
della nostra testimonianza di comunione.
Pensiamo che lo SPIRITO di VERITA’ abbraccia totalmente ognuno di noi; nel mentre
ognuno di noi può essere penetrato da una parte infinitesima dallo SPIRITO SANTO.
Cerchiamo, quindi, di essere sempre più umili perché è in funzione della nostra umiltà che
saremo maggiormente da LUI penetrati e, più saremo penetrati dallo SPIRITO d’AMORE,
più umili diventeremo nei confronti dei fratelli; sempre più si stabilizzerà il rapporto di
amore con essi e il mondo in virtù di questa testimonianza, potrà credere in CRISTO GESU’.
Scusami se prolungandomi ti ho rubato e, quindi, in questa circostanza devo ammettere di
essere stato io l'egoista perché più parlo del "mio" GESU’ più sento di guadagnare tempo per
la vita eterna, per la vita col CRISTO nella gloria dello SPIRITO SANTO che fonde il
PADRE nel FIGLIO!
Smetto di scrivere con la esortazione profonda di spingerti a meditare su queste parole, di
dare un tuo giudizio e, nel caso fosse positivo, di impegnarti ad essere sostenitrice e
collaboratrice del CORPO dilaniato del NOSTRO SIGNORE GESU’.
Un ringraziamento al SIGNORE GESU’ per te e per tutti i tuoi "protetti". EGLI vi renda
merito per quanto vi adoperiate nel mondo.
Un fraterno abbraccio in CRISTO SIGNORE.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 6 marzo 1978
Caro profossore Ricci,
anche se la continuità epistolare è venuta meno per gli innumerevoli impegni
miei di famiglia e di lavoro, il pensiero di voi, spesso, riaffiora alla mente e più ancora al
cuore: non si può dimenticare una persona che ha dato, sempre, un tono d'impegno sul piano
umano e, quindi, su quello dell'amicizia.
Anche il ricordo del vostro caro papà si fa vivo, quando rileggendo l'opuscoletto sulla "Unità
dei Cristiani" lo annovero tra i pochi che per prima diedero e sostennero l'approvazione ai
concetti in esso manifesti.
Pertanto, a lui porgete i miei sentiti, particolari ed affettuosi saluti.
Io, come sempre, pervaso da spirito ecumenico cristiano continuo, intensamente, a
frequentare le diverse confessioni cristiane per ricordare e ribadire ai loro adepti la profetica
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affermazione del CRISTO circa la conversione di tutta l'umanità, la quale è subordinata al
coefficiente di amore che sussiste tra i SUOI credenti.
Per la PASQUA, quindi, ho elaborato una esortazione per tutti i credenti in CRISTO, che
alligo alla presente e che desidero che venga letta e meditata dai più.
Per quanto innanzi accennato, mi rivolgo a voi per essere aiutato nella pubblicazione di essa,
sempre se ne avete la possibilità, su "la Gazzetta del Mezzogiorno" e, precisamente, alla
pagina "Lettere al Direttore".
Qualunque sarà l'esito di questa mia richiesta, vi ringrazio di cuore per l'interessamento che
sarà conforme alla vostra gentilissima persona e devo confessare che, questa circostanza, mi è
ancora più gradita perché mi dà motivo di porgervi il mio caloroso e sentito ossequio,
estensibile alla vostra consorte.
Eugenio Marchesino
Sermone ai figli Pino e Marisa nel giorno del loro matrimonio
Foggia, 12 aprile 1975
Carissimi figliuoli,
oggi per voi inizia una nuova vita o meglio la strada intrapresa con la nascita,
in questo momento, subisce una svolta: svolta responsabile e decisiva!
Questo non vuol dire che la strada percorsa fino a ieri non sia stata altrettanto responsabile e
decisiva, ma lo era in maniera assai ridotta.
Oggi la vostra responsabilità non è più singola, soggettiva ma è diventata doppia e, domani,
potrà sempre più accentuarsi con la venuta dei figli.
Quindi, la vostra responsabilità non è più relativa alla vostra persona ma a quella di
entrambi, oggi, e a quella dei figli domani: le azioni dell'uno si rifletteranno sull'altra e, quella
di entrambi, sui figli.
Cercate , quindi, di responsabilizzarvi in questo senso e non dite "Io" ho ragione, “tu” hai
torto, perché in quel medesimo istante che avrai detto "Ho ragione", avrai preso su di te una
parte in più di quel torto che avevi ab -inizio.
Anche perché la ragione non la si può dividere con un taglio netto perché c'è sempre una
percentuale , seppure minima, nei confronti dell'altro.
Ed anche quando avremo avuto la possibilità di tagliare nettamente la ragione e di attribuirla
a noi; non sopportando, non tollerando, non comprendendo l'altro avremo mancato di carità
e ci saremo assunti una responsabilità nei confronti dei figli e del DIO -CRISTIANO.
La svolta di oggi vi presenta una nuova strada: ampia, bella, soleggiata deliziosamente,
delimitata da cespugli di roseti che la rendono magnifica, direi irreale.
Però, non dimenticate che ogni rosa del roseto porta le sue spine; quindi, alla dolcezza, al
piacere non mancheranno le sofferenze.
Dirvi che il nuovo cammino sarà cosparso solo di piaceri e delizie, significa volervi ingannare,
significa volervi deludere a -priori.
Io, pertanto, vi esorto ad accettare le ferite prodotte dagli spini come il piacere.
Sembra un paradosso, un assurdo, eppure questa deve essere una realtà se si vuole portare a
termine e felicemente il cammino intrapreso con la venuta in questo mondo.
Com'è possibile mi domanderete accettare le sofferenze allo stesso modo del piacere, com'è
possibile rimanere inerti nel dolore?
Eppure c'è la soluzione a questo problema, c'è la risposta a questo interrogativo che ci dice
che non è un assurdo ma una realtà, forse l'unica degna di credito.
C'è chi può insegnarci ad essere paghi nella sofferenza e nel dolore.
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Non è certo il pedagogo, non già il filosofo, non lo scienziato e, tanto meno, il calcolatore
elettronico o l'oroscopo; bensì il CRISTO, l'UOMO -DIO!
Soltanto LUI può insegnarci ad affrontare le sofferenze: EGLI è il mezzo unico e solo che
potrà portarvi a realizzare il sogno della comprensione e della fusione, fra di voi e i vostri
figli.
CercateLo e ricordatevi che per incontrarLo non è difficile, basta sforzarsi e cercare di
realizzare una sola virtù: l'umiltà!
E' questa la prerogativa che vi condurrà a LUI e, quindi, alla felicità di tutti i giorni che si
potrà protrarre per l'eternità
No lasciatevi sfiorare mai dal pensiero di essere autosufficienti, di poter bastare a voi stessi;
non illudetevi di poter fare a meno degli altri, perché siamo delimitati, circoscritti e
necessariamente bisognosi gli uni degli altri.
E' questa una legge naturale che il DIO -CRISTIANO ci ha dato, perché sentendoci così
piccini avremmo sentito il bisogno di affratellarci.
E il mio augurio di papà, in questa circostanza solenne e grandiosa, è proprio quello che voi
possiate comprendere, in questo momento, maggiormente l'essenza del principio della
necessità che l'uno ha dell'altra, per poi estenderlo ai figli e al prossimo tutto.
Papà Eugenio
Lettera al Pastore Roberto Manzeschi
Foggia, 20 dicembre 1976
Carissimo Roberto, fratello in Cristo Gesù,
finalmente dopo lungo attendere, la tua tanto desiderata
lettera
Non ti nascondo che avevo perduto le speranze, perché ho dovuto attendere ancora venti
giorni dall'ultimo incontro.
Più attesa, quindi, più gradita mi è giunta la tua missiva, anche perché le parole sincere ed
amiche e, soprattutto, permeate di amore cristiano hanno contribuito a confortarmi.
Aspettavo che tu mi scrivessi, perché io potessi continuare a ripeterti la mia sofferenza: cosa
che farò sempre, in ogni circostanza che ci consentirà di sentirci o di parlarci.
Penso che questo talento che ho ricevuto dal NOSTRO SIGNORE GESU’ debba io farlo
fruttare, attraverso la costante e penetrante ricerca di affratellare i credenti cristiani.
Ciò che rende ancora più grave la mia sofferenza è la impossibilità di prendere contatto, con
più frequenza, con i fratelli delle altre confessioni.
Molte sono le esigenze della mia numerosa famiglia e, quindi, molti sono gli ostacoli che si
frappongono alla realizzazione della volontà del DIO -CRISTIANO.
Portare avanti una famiglia come la mia: otto figli e moglie che spesso contrasta con le mie
esigenze cristiane, è veramente duro.
Potrebbe sembrare che io volessi giustificare la mia poca operosità al cospetto degli uomini,
ma non è così perché solo il DIO -CRISTIANO sa quante difficoltà devo superare nella mia
famiglia e, spesso, anche con le mie esigenze personali per potermi incontrare con gli altri
fratelli.
Non ho la pretesa di volere risolvere il problema della umanità, già risolto nella pienezza dal
NOSTRO SIGNORE GESU’, ma vorrei dare la mia minima collaborazione perché si adempia
la volontà del NOSTRO PADRE CELESTE.
Più le calamità dell'umana specie si fanno sentire, più la cattiveria si impossessa degli uomini,
più l'ateismo attecchisce sulla impreparata umanità e più mi convinco che la causa di tutti
questi mali è data dall'assenza del DIO -CRISTIANO tra gli uomini, cioè dalla poca o errata
conoscenza che si ha del DIO -CRISTIANO ed oggi questa misconoscenza del DIO 215
216
CRISTIANO da parte degli uomini è da ricercarsi nella nostra mancata testimonianza di
LUI.
Caro Roberto, la mia logica ispirata mi porta a testificare, inconfutabilmente, che il male che
sovrasta sulla terra non deve attribuirsi solamente alla società, oppure al progresso
tecnologico ed economico che ha stordito e coinvolto gran parte dell'umanità, bensì
maggiormente a coloro che arrogandosi il diritto dell'amministrazione della PAROLA non
hanno saputo comprendere l'Essenza di Essa e, quindi, hanno mostrato e continuano a fare
una cattiva conduzione della Stessa.
"Ipocrita", come puoi dire di amare il DIO -CRISTIANO che non vedi, se non ami il fratello
che vedi?
Quindi è errato illudersi di amare l'IDDIO, quando il rapporto col fratello è ostile: il rapporto
DIO- prossimo è direttamente proporzionale e non già inversamente.
DIO e Prossimo sono due semirette che partendo da uno stesso punto si allungano
contemporaneamente e proporzionalmente: sia sul piano orizzontale (uomo-prossimo), sia sul
piano verticale (uomo -DIO); e, la conoscenza del nostro rapporto col DIO- CRISTIANO ci
deve essere dato, incontestabilmente, dalla risultante che deriva dal nostro rapporto col
fratello (credente in GESU’CRISTO) che è quello più prossimo a noi.
In una famiglia i legami sanguinei facilitano i rapporti affettivi e quelli di comunione tra i
componenti di essa; così e, maggiormente, dev'essere tra di noi che ci chiamiamo figli adottivi
del PADRE CELESTE: "...i quali non dal sangue, né da volere di carne, né da voler di uomo
ma da DIO sono nati!".
Ora se è vero che noi abbiamo accettato il CRISTO come Nostro personale SALVATORE e se
crediamo fermamente in LUI, come unica Essenza del nostro vivere, deve essere altrettanto
vero che dobbiamo comunicare perfettamente tra di noi, tanto da essere tutti in "Uno"
affinché il mondo riconosca CRISTO come SIGNORE e SALVATORE del genere umano.
Ogni altro sforzo, ogni altro tentativo, ogni altra errata conversione hanno, a parer mio, un
valore trascurabile anzi, affermerei, negativo se non si pensa prima alla nostra conversione e
a quella degli altri.
Il frazionamento continuo tra noi, credenti in CRISTO, si concretizza nell'affermazione
sempre più crescente dell'ateismo sulla terra e si estrinseca, conseguentemente, in ogni forma
deleteria di male.
Questo è quanto avverto attraverso la mia Fede in GESU’ e ti esorto, ora e sempre, ad essere
uno dei maggiori fautori della ricomposizione del tanto già martoriato CORPO del NOSTRO
SIGNORE GESU’: la SUA CHIESA.
Dedica tu che hai più possibilità, con la tua opera fattiva al risanamento dell'unico e solo
balsamo che può guarire l'umanità sofferente e tribolata.
Scusami se sono così penetrante, forse tormentante, con questo mio sentire che altro non è che
il desiderio sofferente di vedere realizzata la Volontà del NOSTRO SALVATORE che tutto
ha dato di SE STESSO per la nostra felicità futura e per quella di tutti quanti gli uomini.
Ti lascio nella certezza di una crescita di entrambi, sempre più profonda, nella conoscenza del
CRISTO, NOSTRO SIGNORE.
Nello stesso tempo, invoco la benedizione di DIO -PADRE, DIO-FIGLIO e DIO –SPIRITO
SANTO affinché scenda copiosa su di te e sulla tua famiglia perché possiate avere una
conoscenza, sempre più grande, del DIO-CRISTIANO che orienta e guida alla santità.
Ti abbraccio in CRISTO GESU’.
Eugenio
Lettera al Pastore Roberto Mazzeschi
Foggia, 20 ottobre 1977
216
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Carissimo in Cristo,
visto che l'attesa di ricevere un tuo scritto si fa sempre più lunga e sempre
più esigente, eccomi a te per cercare di non intorpidire quei rapporti fraterni in CRISTO che
dovrebbero sempre più rafforzarsi e , sempre più, avvicinarci all'unica fonte di vita: la
PAROLA!
Ho atteso pazientemente un tuo scritto, come promessomi durante il tuo soggiorno a Foggia;
evidentemente il lavoro e gli impegni con la tua Comunità te l'hanno vietato; perciò eccomi a
te, ripeto, per farmi sentire e sentirti più vicino.
Oggi, il mondo anche se inconsciamente avverte la carenza del CRISTO, lo stato di
depressione spirituale e, quindi, morale è il termometro di questa assenza.
Giorno dopo giorno, l'uomo avverte intorno a se stesso un vuoto sempre più tormentoso ed
impressionante che, certamente, così continuando a vivere lontano dal DIO -CRISTIANO lo
farà precipitare in un abisso senza fine, nell'autodistruzione che va preparandosi man mano
che cerca di ignorare od oscurare la Volontà del DIO -CRISTIANO.
E noi di fronte a questo susseguirsi catastrofico del mondo non facciamo altro che attribuire,
questa tragica condizione, all'assenza di DIO, quindi all'ateismo predominante e assumiamo
atteggiamenti da giudici e con fare farisaico, illudendoci di essere fuori da questo dramma,
essendo noi dei credenti, dei "seguaci" di GESU’CRISTO.
Non so fino a che punto lo siamo realmente e cosa facciamo per realizzarci o identificarci col
CRISTO, all'infuori di fare proseliti che rigonfiano le file delle nostre comunità, trascurando
la sostanza, la qualità.
La mia sofferenza aumenta ogni qualvolta mi soffermo a pensare a quella che è la nostra
condizione: siamo soltanto degli irresponsabili e coinvolti, forse, più di coloro che
denominiamo atei e determiniamo in loro il discredito del CRISTO.
Vogliamo entrare nella realtà cristiana? Vogliamo ricostituire il CORPO del CRISTO che
abbiamo dilaniato e martoriato per la velleità di sostenere solo ed esclusivamente il nostro
ipocrita "Io"?
Cerchiamo di riaverci dalla distonia spirituale in cui siamo caduti e che ci ha procurato
nessun'altra cosa che la nostra presunzione; il nostro modo di volerci ad ogni costo affermare
in questo mondo,
Così, noi, non testimoniamo il CRISTO bensì noi stessi e, nello stesso momento,
inavvertitamente assolviamo solo ad appagare l'aspirazione dell'energia del Male che sovrasta
sul 90% degli abitanti la terra e che, ad ogni costo, vorrebbe distruggere sulla terra,
attraverso noi, la presenza del DIO -CRISTIANO.
La terra, gli uomini tutti, noi compresi abbiamo bisogno del CRISTO: oramai è troppo
evidente, è innegabile, è follemente irreale volere concepire una esistenza senza del CRISTO!
Pertanto, nel nome di COLUI che diciamo di credere e di volere testimoniare, ti prego di
sensibilizzarti sempre più in quelle che sono le SUE esortazioni :"Amatevi gli uni gli altri" "
“Da questo vi riconosceranno che siete miei discepoli".
E queste esortazioni, sintetizzate, martellano i miei orecchi e, ancor più il mio cuore col SUO
Comandamento d'Amore :"Amatevi gli uni gli altri!".
Fino a quando noi non avremo realizzato il SUO Comandamento, non potremo dire di essere
sulla SUA scia, di volerci realizzare in LUI.
A volte mi domando chi è più responsabile nei confronti del CRISTO: i sacerdoti del tempo in
cui GESU’ visse che non vollero accettarLo come FIGLIO del DIO -VIVENTE, oppure noi,
che pur affermando di avere accettato il CRISTO come FIGLIO dell’ALTISSIMO,
continuiamo a CROCIFIGGERLO con la nostra testimonianza di falsi cristiani?
Pertanto, fratello Roberto, collaboriamo più intensamente in quella che è la richiesta del
NOSTRO SALVATORE: la SUA richiesta è la realizzazione di SE STESSO che si estrinseca
in un'unica parola: AMORE!
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Carissimo, scusami per amore di GESU’ se queste mie parole suonano dure, esse vanno
rivolte a me in prima persona affinché, io per primo, mi scuota e dia molto di più di quanto
possa dare per la testimonianza del CRISTO nel mondo.
Nel SUO NOME GLORIOSISSIMO,ti abbraccio in attesa di sentirti tramite uno scritto.
Eugenio
Lettera al fratello Roberto Mazzeschi
Foggia, 15 luglio 1977
Caro Roberto,
il sentirti in un modo qualsiasi, mi dice che mi pensi e d'altronde dev'essere così
per un credente in CRISTO GESU’: essere sempre più vicino ai fratelli, a coloro che
attraverso il CRISTO dovrebbero costituire una sola ed unica realtà.
Anch'io ti penso sempre, anch'io vorrei esserti vicino anche con lo scritto perché insieme,
attraverso le nostre esperienze in GESU’ CRISTO, essere sempre informati, l'un l'altro,
intorno alla VERITA’ che rende perfetti e quindi uniti.
Purtroppo, anche per me la vita è piena di ostacoli che, umanamente. sarebbe impossibile
superare e necessariamente si è costretti a soccombere se viene a mancare il sostegno, la
Grazia del NOSTRO SIGNORE GESU’.
In questo periodo, in modo particolare, sono stato poco a contatto con i fratelli delle diverse
confessioni cristiane a causa di una certa crisi morale che, per bontà e sopportazione del
CRISTO, sono riuscito in gran parte a superare.
Comunque, resta sempre più sentita in me, direi vitale dal punto di vista cristiano la nostra
posizione al cospetto del mondo; sempre più avverto che le nostre carenze nel comunicare
portano in modo determinante il discredito verso il CRISTO!
La credenza che ogni comunità cristiana crede di essere permeata dallo SPIRITO SANTO e,
quindi, di possedere la Verità costituisce, a mio avviso, l'errore madornale che porta lo
scompiglio e la diffidenza tra quegli uomini che vorrebbero conoscere e possedere il CRISTO.
Pertanto, resto sempre nella convinzione che la conversione del genere umano deve avere
inizio tra noi credenti, per estenderla poi nella vera essenza agli altri.
La terra, in modo apocalittico, va degenerando sempre più, perché sempre più, va
allontanandosi dalla fonte da cui ha tratto origine, dal DIO -CRISTIANO.
Quindi, giorno dopo giorno, va affermando e ad approssimarsi alla sua autodistruzione. A
questo punto scaturisce spontaneo il chiedersi se il SACRIFICIO di GESU’ è stato operato
per la salvezza di pochi o di molti? E, senz'altro, la risposta abbraccia i molti “Tutti”!
Chi sarebbero i molti? Forse, al pari di Sodoma e Comorra, i peccatori troveranno più
misericordia dei falsi, presunti o presuntuosi cristiani?
Roberto, sono queste amare constatazioni che, purtroppo, costituiscono la nostra realtà!
Inutile ripeterti che per me è una realtà dura e inaccettabile e che, quindi, costa una
sofferenza continua, specialmente vedendomi impossibilitato a difendere queste idee che a me
sembrano conformi al volere del CRISTO.
Il nemico del DIO -CRISTIANO, l'energia del Male, ostacola continuamente ed
instancabilmente il mio vivo desiderio di stare più a contatto con i fratelli per informarli
intorno a queste realtà, affinchè esaminate profondamente insieme, potrebbero dare con
l'aiuto del DIO -CRISTIANO la possibilità di ricostituirci tutti nel CORPO SACRATISSIMO
di GESU’ e renderci tutti particelle integranti l'una nell'altra del Suo AMATISSIMO e
SACRATISSIMO CORPO.
Fratello Roberto, su questo annoso e tormentoso problema della scissione dei cristiani, non
conosco ancora il tuo pensiero in modo dettagliato, nonostante i nostri incontri seppure brevi
e pochi,
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Non abbiamo avuto mai la possibilità di approfondire abbondantemente il problema al
cospetto del CRISTO, onde poterne trarre maggiore convinzione e persuasione ove vi sia lo
SPIRITO di VERITA’, oppure correggerne gli errori là dove vi fossero.
Quando avrai la possibilità e la disponibilità di tempo provati a meditare su questa nostra
tragica condizione chiedendo, insieme a me, allo SPIRITO del DIO -CRISTIANO di
illuminarci perché possiamo rafforzarci, sempre più nella VERITA’ ed essere strumenti della
VERITA’ per la realizzazione della stessa VERITA’!
Nel nome GLORIOSISSIMO del PADRE CELESTE, dell’UNIGENITO FIGLIO GESU’ e
nell'AMORE di entrambi, lo SPIRITO SANTO, ti esorto ad essere più impegnato per la
soluzione vitale dei cristiani di oggi e, quindi, per la realizzazione della loro comunione che si
espleta attraverso la conoscenza "vera" del CRISTO e si concretizza nella loro fusione.
Un abbraccio in CRISTO GESU’.
Eugenio
Lettera al Pastore Apostolico Robero Mazzeschi
Foggia, 23 aprile 1978
Carissimo in Cristo Gesù,
scusami se questa volta sono io ad essere in ritardo nel risponderti.
. Mi è mancato il tempo necessario per dare una adeguata risonanza a quella tua profonda
riflessione “Sull’Ecumenismo".
Mentre ti scrivo ho davanti il tuo scritto per analizzare meglio, alla Luce della LUCE, le tue
parole e dare una interpretazione illuminata ad esse.
Le tue riflessioni sui due aspetti della unità della CHIESA, cioè sulla CHIESA invisibile e
sulla chiesa visibile, trovano rispondenza in quella che è la realtà attuale dei cristiani: la
prima, con la "C" maiuscola la si identifica con la CHIESA di GESU’; la seconda, invece, con
la "c" minuscola è una chiesa costituita nella stragrande maggioranza da uomini pieni di sé e,
quindi, definita "umana".
Quest'ultima, pure avendo nelle diverse comunità cellule costituenti la CHIESA invisibile,
perde la sua sembianza Divina e s'identifica solamente ed unicamente con le organizzazioni
umane e sociali.
CRISTO la SUA CHIESA è venuto per costituirla sulla terra servendosi di uomini, cioè di
"veri" credenti in LUI che realizzando quella comunione fraterna tra di loro avrebbero
testimoniato la SUA PAROLA anche con la vita come, d'altronde, hanno fatto e continuano a
fare migliaia di Suoi discepoli.
La CHIESA di CRISTO, attualmente, sulla terra è invisibile perché tale l'abbiamo resa noi;
essa invece, dovrebbe essere palese al mondo perché, attraverso la sua testimonianza
l'umanità tutta verrebbe chiamata a convertirsi e a farne parte per rientrare nel piano
salvifico del DIO -CRISTIANO.
Pertanto, compito dei veri credenti è quello di evidenziarla con la loro donazione reciproca
per stimolare in tutti gli uomini quegli stessi sentimenti e coinvolgerli a fare parte integrante
dell'organismo di CRISTO GESU’!
Non bisogna rimanere sprovveduti ed inerti di fronte a questa caotica condizione della chiesa
attuale che ha caratteristiche prettamente umane, come la presunzione al primato e alla
interpretazione delle SCRITTURE, nonché al possesso della pienezza dello SPIRITO SANTO.
Riferendomi al discorso premonitore di GESU’ circa il loglio e la zizzania; penso che EGLI
parlando del loglio lo identifichi agli scandali e alle iniquità della terra, commessi da coloro
che vogliono sostituire la menzogna alla VERITA’, il male al BENE, l'odio all'AMORE.
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Però, tutto questo me lo auguro, nel nome SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO del DIOCRISTIANO, che non rientri in alcuna comunità cristiana che pur avendo delle gravi
deficienze dovute, credo, ad una errata interpretazione della BIBBIA a causa della superbia,
non pecchi contro lo SPIRITO di VERITA’ dando origine a scandali e a iniquità.
Ogni comunità è carente della virtù della umiltà, spesso in senso buono perché ognuna
ritenendo di credere in GESU’, secondo il proprio parametro e non già quello del CRISTO,
ritiene di possedere lo SPIRITO SANTO.
Questa condizione ultima, richiedendo la più profonda umiltà ed essendo la più richiesta dal
DIO -CRISTIANO, è data conoscerla solo a LUI, a GESU’ e allo SPIRITO di VERITA’ e
come tale sarà rivelata dal CRISTO nel giorno della PARUSIA.
Posto, questo presupposto, cioè che il grado di santità dev'essere dato da GESU’, ognuno di
noi perda la presunzione di essere pervaso dallo SPIRITO SANTO per primeggiare ed
affermarsi sui fratelli, ma cerchi di capire che quanto più riceve, tanto più deve rendere e che
il confronto di comunione col CRISTO è dato dal rapporto di comunione con i fratelli.
Fino a quando la CHIESA del CRISTO non sarà manifesta al mondo e, quindi, il SUO
CORPO rimarrà smembrato, il dolore lancinante della PASSIONE dal Getsemani al Calvario
peserà su di noi come il rimorso angoscioso e tormentante e, quando saremo alla presenza del
CRISTO, saremo trattati alla stessa stregua di colui che avendo ricevuto un talento , preferì
tenerlo nascosto anziché farlo fruttare.
Gioisco nel leggere le tue parole riferite alla comunione fraterna: "Per questo lotto, prego e
soffro". Esse sono la sintesi della comunione col CRISTO e con i credenti in LUI.
CRISTO ha dato il SUO PREZIOSISSIMO SANGUE per primo e, in particolare, per gli
amici: ora tocca a noi ricambiare.
Cerchiamo di penetrare il SUO Comandamento d'AMORE sacrificando noi stessi; amiamoci
in LUI fino ad annullarci gli uni negli altri, affinché il mondo possa conoscere, valutare e
valorizzare il supremo atto d'AMORE datoci dal nostro DIO -CRISTIANO.
Lo SPIRITO d’AMORE, rivelazione del CRISTO nel PADRE, del PADRE nel FIGLIO
scenda su di te e su quanti accettano, come vita, il Comandamento di GESU’!
Eugenio
Lettera a Titina Rossetti- Roma
Foggia, 17 febbraio 1977
Cara Titina,
non ti meraviglierà questo mio scritto quando apprenderai che esso è scaturito
spontaneo dal profondo del cuore e con la speranza di portare conforto alla tua sofferenza.
Ieri l'altro, andando da mia sorella Ninetta che tutt'ora sta poco bene ho appreso di te e, dopo
che mia sorella ebbe accomiatato tuo fratello che si trovava da lei, ebbe a dirmi che da
parecchio tempo sei costretta a startene a letto a causa di sofferenze fisiche di una certa
portata.
Cara Titina, la sofferenza può essere attutita dalla pazienza che si ha nell'accettarla e, sono
certo che a te questa virtù non manca e che essa si acquista, in modo particolare, alla scuola
di Gesù.
Con te posso usare questo linguaggio perché, tempo addietro, appresi da Ninetta che eri
passata ad altra confessione cristiana e che frequentavi con assiduità.
Arrivare a GESU’, qualunque sia la strada, è lo scopo della nostra esistenza terrena.
Credere in LUI, essere cioè convinti che CRISTO è l'unica realtà nella quale l'uomo può e
deve sprofondarsi, significa avere conquistato la meta più eccelsa ed ambita; significa avere
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penetrato, tramite la Grazia Divina, lo scopo vitale della nostra esistenza la quale, al di fuori
del CRISTO, assume proporzioni meschine e misere
Quindi, è al SUO insegnamento che dobbiamo educare la nostra personalità; e, educarsi alla
scuola di GESU’ significa sforzarsi a seguire la strada battuta da LUI: umiltà, pazienza,
rinuncia, sacrificio e sofferenza sono l'eredità che EGLI ha lasciato a coloro che vogliono
seguirLo su questa terra, perché come LUI possiamo partecipare alla GLORIA di DIO PADRE.
La posta è grande e rischiosa ma cento, mille e più volte grande è la SUA ricompensa.
Questa Verità, l'unica e sola è quella rivelataci da CRISTO SIGNORE e dovrebbe essere la
risultante di ogni singola vita vissuta su questa terra; invece, essa, è accettata solo da pochi, da
coloro che innamorandosi del DIO -CRISTIANO sono stati penetrati dalla SUA GRAZIA ed
hanno inteso che essa serve di preparazione alla NUOVA VITA: alla vita di pace, di carità, di
fraternità di amore che è quella del CRISTO!
In questa certezza, ti esorto, ad accettare con tanta pazienza la tua sofferenza determinata dal
peccato dell'uomo perché così facendo si diventa prediletti del DIO –CRISTIANO e testimoni
della salvezza dell'umanità desiderata e voluta attraverso il SUO OLOCAUSTO.
So che sei tanto brava e riuscirai ad offrire tutto a GESU’e così facendo ti realizzerai in LUI
con la tua completa donazione.
Solo così tu, io e quanti sono amanti di GESU’, donandoci a LUI troveremo il balsamo alle
nostre sofferenze fisiche, morali e spirituali.
Smetto di scrivere col pensiero rivolto a GESU’, affinché ti renda conforto e sollievo in tutto
ciò che è dolore e ti dia sostegno costante in quelle che sono le tue aspirazioni cristiane.
Abbiti un fraterno saluto in CRISTO GESU’!
Eugenio Marchesino
Lettera a Paolo VI
Pasqua 1978
Caro in Cristo Gesù,
anche a te e alla corte cardinalizia giunga la mia esortazione, attraverso la
mia miserabile e miserevole persona, unitamente al grido agonizzante del CRISTO perché vi
adoperiate in conformità alla SUA Volontà nella ricomposizione del SUO AMATISSIMO e
SACRATISSIMO CORPO, mutilato e sanguinante.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia
A tutte le Confessioni Cristiane in occasione della Pasqua 1978
Caro fratello in Cristo Gesù,
il desiderio ardente di vedere ricomposto il CORPO di GESU’, cioè
la SUA CHIESA e, soprattutto, la certezza che tale opera si debba compiere con la
collaborazione di noi cristiani, mi spinge a comunicare con tutti quei fratelli che ho avuto la
grazia di conoscere in CRISTO.
Penso che anche a te interessi il problema dell'Ecumenismo: un Ecumenismo "puro" che si
realizza con la comunione di tutti i credenti in CRISTO GESU’
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La negazione di tale problema o il disinteresse per esso porta a non essere in sintonia col
CRISTO, cioè con la donazione del Nuovo Comandamento "Amatevi gli uni gli altri, così
come Io ho amato voi !"
La sintesi dell'insegnamento della PAROLA si concretizza con la comunione dei fratelli in
CRISTO, attraverso tutte quelle virtù richieste da GESU’ e ribadite da Paolo nella lettera agli
Efesini.
Perché tale comunione possa essere testificata abbisogna, indispensabilmente, della
confluenza di tutti i "veri" credenti nella umiltà, nella dolcezza, nella pazienza, nella
sopportazione, nella comprensione, nella carità, nell'amore
Quando noi credenti avremo queste virtù, la CHIESA di CRISTO SIGNORE potrà fare
irruzione, anche, su questa terra e sarà palese a tutti gli uomini e tutta l'umanità crederà e si
convertirà in CRISTO!
Fino a quando il CORPO di CRISTO rimarrà smembrato, martoriato e sanguinante nessun
credente in CRISTO potrà dire di essere nella pienezza della comunione con LUI; perché la
integrità del CORPO di CRISTO richiede la partecipazione di ogni credente come parte
integrante di Esso: quindi, nessuno può godere della pace e della gioia che GESU’ irradia con
lo SPIRITO SANTO e, nessuno, può partecipare alla Gloria del PADRE CELESTE.
Tutti, nessuno escluso dei veri credenti, siamo chiamati a ridare la santa fisionomia al
CORPO di GESU’ che si identifica e si ratifica nella comunione dei credenti in Lui.
Non basta riconoscere CRISTO come personale SALVATORE, bisogna collaborare con LUI
nella conversione, formazione e santificazione della SUA CHIESA; cioè quella dei Santi, di
coloro che anche con la loro vita testimoniano che CRISTO è realmente il FIGLIO
dell’ALTISSIMO, il MESSIA, il SALVATORE del MONDO!
A causa delle condizioni precarie della cristianità di oggi, la conquista è molto ardita, è
difficilissima ma bisogna iniziare e riuscire se vogliamo essere riconosciuti dal CRISTO come
Suoi discepoli "...da questo tutti riconosceranno che siete miei discepoli", "PADRE, che siano
una sola cosa con NOI!".
A confronto e a sostegno di questa ostacolatissima meta da raggiungere ci siano di monito e di
aiuto le parole di Paolo, il quale nella lettera ai Filippesi così conclude "Non fate niente per
spirito di parte o per vana gloria, ma con tutta umiltà ognuno consideri gli altri superiori a se
stesso".
"Esortatevi, ammonitevi, consigliatevi, studiatevi e sopportatevi a vicenda". Sono parole della
Parola, sono espressioni che devono aiutarci ad entrare in comunione, sono termini che
devono portare ad identificarci con i fratelli perché insieme possiamo raggiungere Gesù,
conquistare Gesù, fonderci col CRISTO!
La presente invocazione, perché possa impegnarti, te la rivolgo nel nome SANTISSIMO e
GLORIOSISSIMO dello SPIRITO d’AMORE che si realizza nella Glorificazione del PADRE
CELESTE nel FIGLIO e del FIGLIO nel PADRE CELESTE, nella quale GESU’ ha
preparato il posto per i Suoi ...amici!
Lettera a monsignore Riboldi
Foggia, 10 dicembre 1992
Carissimo in CRISTO,
mi faccio risentire dopo diversi anni avendo, in questo tempo,
intensificato il rapporto col "mio" GESU’ ed anche perché ho dato ai torchi della stampa
un'altra pubblicazione che ritengo, indispensabile, inviarti una copia.
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Mi auguro che tu meditandola abbia a riscontrare quel rapporto intenso d'amore che sussiste
tra me e il CRISTO
Poiché nell'altra Dimensione ci ritroveremo e ci risentiremo, ebbene che stando su questo
pianeta abbiamo a risentirci, seppure raramente.
Ti abbraccio in CRISTO GESU'.
Eugenio
Lettera a monsignore Riboldi
Foggia, 1 marzo 1993
Caro in CRISTO,
dopo lunga e vana attesa per ricevere un riscontro sulla mia ultima
pubblicazione "La Dimensione Eterna", sento doveroso con un forte sentire cristiano porgerti
un quesito.
A cosa è dovuta questa tua "astinenza"? Forse ho mancato di riguardo al nostro DIO CRISTIANO evidenziando nel mio scritto, categoricamente, che l'epicentro della nostra vita
presente e futura è il CRISTO?
COLUI che ha salvato tutti noi, dandoci la prerogativa di salvezza futura, seppure in tempi
lontani per quanti offuscano e deteriorano la SUA Immagine; e, che rivolgersi ad altri
mediatori, conoscendo l'AMORE generato dal PADRE CELESTE nella Donazione al
FIGLIO GESU’ e del FIGLIO al PADRE è superfluo o addirittura offensivo all'AMORE, allo
SPIRITO SANTO?
Spero che a questi interrogativi, tu che vai per la maggiore tra le ecclesiastiche autorità possa
darmi, cristianamente, una risposta
Non temere il giudizio dell'uomo, il solo valido è quello del DIO -CRISTIANO.
Gli uomini, in genere, o meglio i "sub" della terra sono assai carenti nell'AMORE ed hanno,
quindi, una parva od errata conoscenza del CRISTO.
Abbiti un fraterno sentire cristiano.
Eugenio
Lettera a monsignore Riboldi
Foggia, 29 marzo 1993
Monsignore,
sono deluso e amareggiato: deluso per la stima che le portavo; amareggiato, perché
per quanto mi compete, a causa della sua voluta manchevolezza nei miei riguardi e, ancor più,
nei riguardi del CRISTO, le sono da attribuire 300 anni nella prima e 300 anni nella seconda
sezione della sfera "Caina" in più a quanti ne ha maturato stando su questo pianeta.
Lei prenderà con ironia quanto menzionato ma, nel prossimo Futuro, constaterà che quanto
le ho attribuito lo vivrà.
Eugenio
Lettera all'Onorevole Pannella
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Foggia, 8 ottobre 1978
On,le Pannella,
sono un credente in CRISTO, senza nessuna etichetta di denominazione e quindi
di appartenenza a Comunità, perché penso che se l'avessi, una tale condizione mi porterebbe
a non essere in sintonia col "mio" GESU’
Pertanto, al di sopra delle tante divisioni tra i cosiddetti "cristiani", li frequento tutti e con
tutti prego il PADRE comune, perché ritengo che la CHIESA di CRISTO sia "Una e
indivisibile"
Ciò che mi spinge a scriverle è stato senz'altro determinato dalla nobiltà dei suoi sentimenti
nei riguardi di quanti esseri umani vengono, ingiustamente, condannati dai propri "simili" a
vivere pochi istanti di questa esistenza.
Il suo atteggiamento magnificente, acquisito per la difesa della vita umana è, non solo degno
di particolare lode ma anche e, soprattutto, da essere tenuto nella più profonda
considerazione.
Un tale modo di sentire trae origine, indiscutibilmente, dalla fonte di AMORE, la cui Essenza
l'ho ravvisata nel "mio" GESU’.
Anch'io, seppure in maniera attenuata, vivo il dramma di tante povere vite umane che
giornalmente si spengono a causa della sopravvivenza di egoisti esseri, certamente non
definibili umani che accentrano in se stessi il gusto di accumulare il tutto a danno dei propri
"simili" e, forse, godendo di determinare così macabre situazioni.
Essendo anch'io, ripeto, interessato ai bambini del Terzo Mondo, vengo a farle conoscere uno
dei tanti sistemi che ho escogitato per cercare di aiutarli: sostenuto, quindi, dal pensiero di
fare qualcosa per loro e spronato dalla loro condizione mostruosa ed insostenibile che grida
giustizia al cospetto del DIO -CRISTIANO.
Inoltre, pervaso dal desiderio sofferente di evidenziare una realtà dei già menzionati
"cristiani", in completa antitesi col VANGELO, ho realizzato e pubblicato un volumetto il cui
ricavato sarà devoluto ai bisognosi, ai diseredati.
Le invio, quindi, una copia per sottoporla alla sua acuta visione perché, ella, se crede mi aiuti
a diffonderla e a realizzare, anche, il suo vitale desiderio.
Non ho la velleità di convertire al mio sentire cristiano, ma desidero ardentemente che il
contenuto sia letto da molti per affrontare, con chiunque, una critica costruttiva affinché
l'essere denominato "uomo" non abbia ad avere solo tale sembianza; nel mentre, invece, si
realizza nel peggiore aspetto della bestia.
Se questa mia aspettativa venisse delusa, cioè non riuscissi a fare recepire l'Essenza del "mio"
GESU’, con la vendita di ogni copia contribuirò a protrarre seppure per un giorno la vita di
altri esseri che hanno, a differenza di molti, vera dignità umana.
Le accludo una seconda copia che desidero, ansiosamente, arrivasse nella mani del fratello
Giovanni Paolo II, al quale ho scritto per ben due volte ma sono sicuro che nessuno delle due
volte gli vennero consegnate le mie raccomandate.
Pertanto, le chiedo accoratamente questo favore: fare capitare la copia del Libro nelle mani
del papa.
Certo di ricevere un cenno di riscontro a quelle che sono le mie richieste, la ringrazio
profondamente, unitamente, al "grazie" cristiano.
Eugenio Marchesino- via don Sturzo, 5- Foggia-
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Lettera a papa Wojtyla
Foggia, 3 marzo 1994
Ancora caro in CRISTO,
nonostante l'invio alla tua persona del Secondo e del Terzo libro dopo il
Vangelo, sempre che i tuoi principi te li abbiano fatto pervenire, nessun eco c'è stato.
E' vero che chi ti scrive è una infinitesima cellula del CORPO di CRISTO, ma è anche vero
che pochi stando su questo pianeta vi fanno parte e, raramente, qualcuno come papa e
qualcuno dei tuoi sudditi.
Lo scriverti ancora, cosa che non avrei voluto fare più, è dovuto a quanto tu ostenti e che mi
stimola a riprenderti alla presenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Infatti, domenica scorsa ebbi ad ascoltare, per televisione, la tua voce e tra l'altro, in
particolare: "I disegni della Divina Provvidenza sono misteriosi".
Se tu avessi avuto la possibilità di meditare sulle mie ultime due pubblicazioni inviateti,
avresti potuto carpire quanto mi viene "detto"; e, in questa circostanza, che tanto è stato
dovuto a riprenderti affinchè tu non avessi ancora a prostrarti davanti a simulacri che
offendono l'immane possanza del DIO -CRISTIANO nella integrità della SUA
SPIRITUALITA’ e, anche, perché ciò porta il popolino "disinformato" a ripetere tali
genuflessioni.
A tanto ho dovuto attendere perché sorretto dal "mio" GESU’ che ha donato tutto se stesso
per salvare me, te e "tutti" gli uomini.
Se i tuoi principi non hanno permesso che ti pervenissero i due opuscoletti, guai a loro nella
IPERCONSCIA, fa che essi possano essere sottoposti alla tua visione perché, nel prossimo
futuro, tu abbia a farti penetrare da quanto in essi è evidenziato esplicitamente e che ti sarà di
grande aiuto in avvenire.
Un saluto fraterno in CRISTO GESU’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5-Foggia-
Lettera a Carlo Carretto
Foggia, 20 settembre 1992
Caro in Cristo,
ancora oggi mi è data la possibilità di scrivere su questo foglio quanto avevo
buttato su alcuni fogliettini, il giorno dopo della tua conferenza.
Sono Eugenio, il piccolo ed anonimo Eugenio che nel 1978 ebbe a scriverti lunghe lettere,
perché convinto che, nel lungo trentennio di conoscenza e di rapporto con GESU’, nella
ricerca di fratelli fra i credenti in CRISTO, aveva trovato in te uno dei pochissimi.
A quelle lettere mi rispondesti due volte, assai laconicamente, ma con dei pensieri così
meravigliosi che mi facevano sentire, piccino piccino, ed intensamente indegno di quanto mi
attribuivi.
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In questi lunghi anni, ho sempre conservato il tuo ricordo tanto caro, indelebile e fraterno e,
la notizia della tua venuta a Foggia per il 3 di settembre mi aveva reso euforico e desideroso di
rivederti per abbracciarti alla maniera del CRISTO.
Quel giorno, cento impedimenti: l'energia del Male cercava di ostacolare ad ogni costo la mia
presenza alla sala per ascoltarti, tanto che alle ore 16.00 ero certo di non venire a renderti
l'omaggio fraterno; e, questa condizione, rendeva sempre più insopportabile la mia
depressione.
Verso le ore 17.00 le fosche nubi cominciarono a dissiparsi e, in me, si fece luce la speranza di
essere presente alle ore 19.00 alla sala S, Francesco per incontrarti e darti il mio sentito ed
affettuoso amplesso cristiano.
Arrivai in ritardo: erano le 19.50 e tu avevi già cominciato la tua relazione sulla "non
violenza".
Durante la tua esposizione avesti degli atteggiamenti fisici che sembravano non essere consoni
al tuo parlare e, quindi, al tuo reale sentire:
Riuscii comunque ad assorbirli con molta facilità, tanto era in me il desiderio di stare con te e
parlare qualche minuto, onde scambiarci le nostre esperienze fatte intorno al CRISTO.
Continuando la tua relazione, rimasi un po' sbigottito quando cominciasti ad accennare la tua
posizione verso il peccatore (prostituta, drogato, violento) e molte delle tue parole mi
sbalordirono e mi convinsi che il tuo parlare era fuori della realtà, specialmente quando
affermasti che non esigevi giustizia, né condanna verso il peccatore, in quanto egli si era già
auto condannato, auto -tormentato, e che l'inferno se lo era costruito da solo.
Quindi, esortavi i presenti e chiunque a non imprecare verso il peccatore, perché aveva già la
sua pena: pena che, secondo te, se la era causato da solo.
E' qui il tuo grande errore, infatti non sei riuscito a penetrare la realtà umana in quanto in
quella prostituta, in quel drogato, in quel violento vi sono parti di colpe che vengono
proiettate da me, da te e, in gran parte, dai molti presenti di quella sera alla tua conferenza
perché, molti di essi, puzzavano di sagrestia.
Leggevo poco tempo addietro su di una rivista de "La Torre di Guardia" dei testimoni di
Geova come la corruzione del popolo romano, al tempo dell'impero, era da attibuirsi alla
credenza degli dei corrotti e violenti del loro tempo:
A quel teologo avrei voluto chiedere, per analogia, da chi trae oggi origine tanta
prostituzione? Non già dal DIO -CRISTIANO che si è totalmente donato a tutta l'umanità,
affinchè ognuno di noi nell'mitarLo nell'Oblazione ritrovassimo la pace, quella pace che tutti,
pur non conoscendola, agogniamo.
La risposta perciò me la sono data io e se fosse errata, ti esorto, a correggermi.
Essa trae origine, maggiormente, dai cosiddetti "battezzati" che deturpando non solo il nome
ma anche la Fisionomia dell'UOMO -DIO Lo rendono inaccettabile ai molti che trovano sfogo
nell'ateismo, e quindi nei suoi derivati: droga, sesso, violenza, prostituzione., etc.
Ti preoccupi tanto, ed è giusto, della violenza morale che viene fatta al popolo Polacco, ma
ancor più, dovresti preoccuparti, soffermandoti e meditando sul "libertinaggio" figlio delle
democrazie fasulle e, particolarmente, su quello italiano frutto della democrazia cristiana che
ha generato e legalizzato la prostituzione, tanto che la verginità, oggi, viene vista sotto un
aspetto ossessivo: dovresti preoccuparti dei drogati in numero da spaventare quanti si
soffermano sulle loro statistiche; dei prevaricatori famelici di creature innocenti che invocano
giustizia al cospetto del DIO -CRISTIANO; dei brigatisti che germogliano con una fecondità
impressionante e così via!
Non pensi che tutte queste degeneri deformazioni fisiche, morali e, soprattutto spirituali siano
frutto di una pornografia, di una oscena sessualità, di una violenza che per la loro valenza non
trovano eco in nessun tempo della storia umana perché i mass-media e la stampa corrotti
investono e coinvolgono anche i piccoli, la cui purezza è tanto cara al CRISTO?
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Non pensi che la mafia trovi riscontro e si alimenti nella diversità dei beni e nella prepotenza
che pochi, detentori di quelli fanno nei confronti dei molti? E che tutto lo squilibrio che
genera le tante carenze umane abbia, prima, origine nella poca ed ipocrita testimonianza che
noi diamo al mondo che, inutilmente e spesso erratamente, cerca altrove la pace che lo Spirito,
fattura del DIVINO, esige?
Trent'anni fa , circa, cominciai a conoscere CRISTO nella SUA vera Dimensione e, attraverso
questo tempo e attraverso una grande sofferenza, EGLI mi ha formato dandomi una
personalità nel senso più largo della parola perché potessi prima conoscerLo sempre più e,
poi, vedere le cose alla SUA Luce; pertanto questo mio scritto è visto e sentito alla Luce,
LUCE della "LUCE"!
Scusami la pausa e riprendo il discorso sull'incontro tanto atteso e comunque mancato.
Quando terminasti di parlare, mi avvicinai con gli altri per abbracciarti e, quando mi fosti
vicino ti baciai e ti chiesi, semmai ti fossi ricordato di me.
Assurda domanda, in quanto ci eravamo visti e sentiti per qualche minuto tre anni prima.
Continuai dicendo: "Sono Eugenio" e tu "Come?". Di rimando dissi: "Eugenio Marchesino".
E tu: " Ah, sì" e quasi riluttante ti allontanasti.
In quel momento sentii di essere come quel lebbroso di frate Francesco: quando egli, al solo
pensiero di avvicinare un lebbroso, inorridiva! Pazienza!
Quella sera volevo darti una copia del Libro di poesie in vernacolo foggiano, da poco
pubblicato e che considero: "Il Classico dei Classici della Teologia Cristiana".
Non ne ebbi la possibilità perché gente molto più quotata ti faceva da capannello.
Comunque te lo invio, chissà tu venissi toccato dallo SPIRITO di VERITA’ e lo meditassi per
penetrare la profondità del pensiero cristiano da me assimilato ed in esso riportato e che
ritengo sia vicino al CRISTO, perché privo di ogni interesse che potrebbe compromettere la
bellezza della "Parola"!
Consentimi di credere che lo leggerai e se proprio il tempo te lo negherà, ti esorto a
soffermarti sulle due liriche: "Il più grande peccatore e il Tormento del Getsemani".
Esse ti mostreranno la mia dimensione nel CRISTO e la mia sofferenza nel CRISTO!
Voglio sperare che tu amando la Carità, il CRISTO, abbi a darmi un cenno di riscontro senza
timore alcuno di esortarmi a correggere là dove ci fossero dei madornali errori.
Se si è discepoli del CRISTO, se la Fede è veramente salda bisogna difendere anche con la vita
la VERITA', quella VERITA' del CRISTO che ci ha fatto liberi!
Abbiti, comunque e sempre, un sentire fraterno nell'AMORE del CRISTO!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5- Foggia-
Lettera a monsignor Bettazzi
Foggia, 31 dicembre 1993
Caro in Cristo,
sei stato uno dei pochi tra i diversi vescovi ad essere stato illuminato e a porgerci
il tuo "grazie"
A te giunga anche il "nostro" sentito ringraziamento e l'augurio per un Natale perenne.
Fra qualche mese, i torchi della stampa daranno vita al seguito della pubblicazione della
"Dimensione Eterna" e sarà nostro dovere inviarti una prima copia.
Leggendola e meditandola potrai renderti conto di quali vantaggi hai potuto godere per avere
dato riscontro alla nostra missiva.
Abbiti un fraterno abbraccio in CRISTO SIGNORE!
Eugenio Marchesino
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via don Sturzo, 5-Foggia-
Lettera al sig. Tortora
Foggia, 2 gennaio 1978
Gentile sig. Tortora,
sono l'insegnante Eugenio Marchesino da Foggia e raramente seguo le
trasmissioni televisive, perché oberato dagli obblighi verso la mia numerosa famiglia e,
soprattutto, dal doveroso impegno cristiano verso coloro che abbisognano di sollievo e
conforto morale.
Agli spettacoli televisivi, quindi, preferisco il contatto con i sofferenti della famiglia umana.
"Portobello" è l'unica trasmissione che, spesso, seguo forse perché essa è consona a quelle che
sono le mie aspirazioni cristiane: aiutare il prossimo dandogli quanto è necessario per
alleviare le sofferenze e cercare, soprattutto, ad aiutarlo a entrare nella dimensione "umana";
pertanto sento attrazione verso la sua trasmissione e la seguo con piacere.
Ho notato che molti bandoli della intricata matassa, relativa alla tragedia umana sono stati da
lei districati.
Pertanto, animato da questa realtà e, più ancora, dalla voce di COLUI che penetra ogni
animo, vengo a sottoporle un caso pietoso degno di ogni attenzione e di cui, penso, lei sarà
certamente a conoscenza avendo la stampa promulgate molte notizie.
Desidero che lei, avendone la possibilità di interessare coloro che amministrano la giustizia,
chiedesse loro del perché di tanta "ingiustizia" nella giustizia.
Mi riferisco a due casi che le sottopongo: uno riguarda Giuseppe Paglialunga, il quale da
quanto la stampa ha enunciato e da quanto egli stesso asserisce nelle sue lettere, si trova in
carcere da quasi trent'anni per "furti e furtarelli" che nell'arco dei sei lustri hanno arrecato
danni che non superano il milione di lire; l'altro caso, veramente singolare, riguarda Franco
Mannino il quale, mentre avrebbe dovuto scontare tre ergastoli e non so quanti anni di
detenzione per i suoi efferati delitti, è stato messo in libertà.
Perché lei possa penetrare, più profondamente, il caso di Giuseppe Paglialunga, nella sua vera
essenza di umiltà, le invio copia della corrispondenza intercorsa tra me e lui dal 26 ottobre
u.s, ad oggi.
Attraverso le lettere di "Pino", la prego di non tenere in alcun conto quanto egli, nella sua
eccessiva gratitudine, rivolge alla mia persona perché come a lui stesso dicevo, le sue parole
non fanno che umiliarmi a tal punto da farmi sentire più...piccino!
Sicuro che la sua calorosa mediazione, sostenuta dall'Essenza della Giustizia, dal CRISTO
darà a Pino la grazia agognata, le sono infinitamente grato e riconoscente anche a nome di
COLUI che alimenta il senso della fraternità tra gli uomini.
Distinti saluti.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5-Foggia-
Lettera a Sorella Speranza
Foggia, 16 marzo 1979
Umanissima Sorella Speranza,
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sono Eugenio Marchesino da Foggia e dal suo giornale ho appreso
della drammatica vicenda di Claudio e della sua famiglia, colpiti dal morbo di Cooley.
Essendo stato impressionato dal coraggio di quella provata gente e di Claudio in particolare,
per la sua fede in CRISTO, desidero ardentemente comunicare ed inviargli una lunga lettera.
Pertanto, ti chiedo di essere umana anche con me usandomi la cortesia di inviarmi, tramite
raccomandata, l'indirizzo completo del caro Claudio.
Nel porgerle il mio anticipato ringraziamento, non posso non palesarle la mia ammirazione
per la nobiltà dei sentimenti che cerca di risvegliare dal precordio umano attraverso lo S.O.S.
agli uomini di buona volontà perché diano una mano a quanti, spesso, forzatamente sono
costretti a chiedere.
Le invio i bolli necessari.
La ossequio distintamente.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo,5-Foggia-
Lettera a Cesare Musatti
Foggia, 19 giugno 1979
Professore,
almeno così l'hanno chiamata in televisione, ieri sera, e per caso l'ho seguita
nell'intervista che le facevano.
Ho appreso, quindi, che lei è uno psicanalista, almeno così l'hanno denominata ed anche di
una portata che va per le maggiori.
Durante i suoi "16" lustri e più di vita terrena, senz'altro ha avuto la possibilità di conoscere e
competere con uomini che, come lei, quotano fortemente nel campo della cultura.
Però, come analista della psiche io credo che lei sia enormemente carente, perché ho recepito
dal suo parlare che in questo, seppure lungo tempo terreno che è vissuto sul nostro pianeta,
non è riuscito a fare l'analisi nemmeno a se stesso.
Infatti, avendo lei negato l'esistenza di DIO ha ammesso la sua profonda ignoranza intorno
alla psiche umana, tanto da apparirmi più piccino di quei bambini ai quali, come lei diceva, la
garanzia del loro papà è la realtà della loro vita.
Essi, senz'altro, così credendo hanno dimostrato di essere coscienti della loro limitatezza, della
loro impercettibilità e, quindi, della necessità che hanno indispensabilmente di avere bisogno
di qualcuno che li integri, che li completi.
Lei, invece, le ripeto alla LUCE del CRISTO, al cui modello pongo la stima e quindi il valore
dell'uomo, mi è apparso più infantile di quei bambini perché, nonostante i suoi 82 anni non
ancora è entrato nella pochezza dei limiti umani che, se non ancorati alla certezza di una
proiezione con l'Infinito, rende ancora più macabra e detestabile il vivere all'essere più
evoluto di questa terra che si estrinseca, in realtà, nella condizione di condannato a morte fin
dalla nascita, di dolore vivente, di putredine ambulante, di pastura degli esseri più reietti della
terra.
La prego, quindi, di dare inizio ad una disanima della sua psiche perché possa averne la
parvenza della sua reale essenza, per poi iniziare un discorso sulla psiche altri.
Nel mio umile sentire, le esprimo la mia più profonda delusione per averla conosciuta ed
ascoltata, seppure in televisione.
Ciò nondimeno, le auguro di riscoprirsi e di ritrovarsi nel CRISTO!
Eugenio Marchesino
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via don Steuzo, 5- Foggia-
Lettera a Suor Agnese Carta- Casa del Sollievo-S. Giovanni Rotondo
Foggia, 16 giugno 1980
Carissima in Cristo,
eccomi a te, come promessoti, durante il mio soggiorno costà; gli obblighi
tuoi e gli impegni miei non ci hanno consentito di prolungarci a parlare del "nostro" Gesù.
Però i brevi tratti che abbiamo tracciato parlandoci del "Bene" comune ci hanno consentito
di fare emergere il desiderio ardente di comunione che in noi alberga, il quale se sempre più
alimentato dall'Amore del CRISTO tenderà ad essere sempre più esigente nella concretezza e
a realizzarsi con la comunione fraterna fra tutti i credenti.
Il continuo colloquiare e la continua possibilità di confrontarsi, senza false paure, sono
elementi necessari a determinare quella osmosi spirituale indispensabile che annulla la
diversità di sentimenti e porta ad entrare, sempre che si è pregni di quella umiltà in quella
orbita d'amore, dalla quale una volta avvinti si è trasportati a donarsi totalmente imitando il
CRISTO, perché completamente trasformati e rinnovati, tanto da essere glorificati, per mezzo
dello SPIRITO di VERITA’, con l'annullamento nell'altro affinché la realtà sia una sola:
CRISTO GESU'!
Quando ti ricordo, ricordo pure la tua umana e sentita esortazione rivoltami perché io abbia a
rivedere il mio pensiero intorno alle epistole scritte agli ultimi due papi.
Per quei sentimenti determinati da GESU’ e per la comunione fraterna che avverto
fortemente nei tuoi riguardi, sarei ben lieto di soddisfare la tua richiesta ma, ahimè, la stessa
comunione col CRISTO mi vieta nel modo assoluto di travisarne il sentire che dal mio spirito
sgorga dolorante alla vista della tremenda sofferenza di GESU’, il Quale continua a donarsi
perennemente per la salvezza di tutti gli uomini: dalle generazioni passate, alle presenti e a
quelle future.
EGLI langue, EGLI spasima, EGLI sanguina, ancora, sotto il peso della CROCE, del
vituperio, dell'obbrobrio che noi cristiani "fasulli", in sostituzione degli esecutori materiali e
degli ebrei accusatori, sempre più accanitamente, e non accontentandoci come questi ultimi di
gridare al "Crucifiggilo", siamo operatori insaziabili delle SUE sofferenze perché non
ottemperiamo al SUO COMANDAMENTO d’AMORE, né obbediamo al SUO esortante
imperativo: "Amatevi gli uni gli altri e il mondo crederà in Me!".
Un tale aspetto macabro fino alla morte non mi consente di prendere in alcuna considerazione
chi determina, secondo me, una situazione tanto degenerante che denigra, sempre più, il
NOSTRO GESU’.
GESU’ eccelle per la SUA Essenza di umiltà e, quindi, per l'annullamento della SUA
Personalità perché desidera esaltare la dignità dell'uomo in genere, distrutta dal peccato, cioè
dalla ribellione all'AUTORE di ogni Bene.
GESU’, facendosi col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO SANTO, edificatore della SUA
creatura le ha dato la possibilità di rialzarsi dalla condizione di prostituzione, sempre più
distruttiva di sé in cui era caduta e, forse, inavvertitamente, continua ad esserlo.
CRISTO, donandosi reciprocamente al PADRE, ha generato lo SPIRITO di VERITA’ ed
insieme hanno desiderato dare alla LORO creatura la certezza che tutto sarebbe tornato
come e meglio di prima, nonostante che questa, nella sua ignavia, tenta di annullare tanta
Magnificenza e tanto AMORE!
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Egli, GESU’, quindi al di là del Comandamento "Nuovo" col quale esorta tutti i discepoli, noi
compresi, ad amarci l'un l'altro perché il mondo possa in LUI incontrare la salvezza,
l'eterna felicità, l'mmenso gaudio; imperativamente alla vigilia della SUA Sublime
Donazione invita i SUOI duscepoli, quindi anche noi, a fare quanto LUI primizia di felicità,
nell'Offerta perfetta, stava realizzando: "Fate questo in memoria di Me!".
Come IO faccio, continuate anche voi a farlo perché il mondo creda e si salvi e perché il
peccato sia distrutto e con esso il dolore fisico, la sofferenza morale e spirituale, la morte
corporale e tutto ciò che tende ad annullare il valore incomparabile dello SPIRITO.
Al cospetto di tanta immensità di SPIRITO del NOSTRO SIGNORE GESU’ e al cospetto
della SUA impeneetrabile OBLAZIONE come posso io riconoscere, per analogia, il papa
come vicario del CRISTO?
Un re della terra che tutto possiede del mondo fallace: dalla gloria alla ricchezza, dalla
potenza al benessere e che vive una realtà in completa antitesi al CRISTO presumere di
esserne il sostituto e di farne le veci sulla terra?
Una sì degna condizione sarà attribuita a tutti coloro che rifiutando ogni mollezza in questa
esistenza avranno, nel nome di CRISTO, donata interamente la loro vita per dargli
testimonianza e, quindi, dare la possibilità al mondo di riconoscerLo, accettarLo ed amarLo.
CRISTO avrebbe potuto scendere a compromessi con le autorità civili e religiose del suo
tempo e conquistarsi tutta l'effimera gloria che il mondo dà; invece, EGLI consapevole di
questa realtà ingannevole, fino alla fine, ha realizzato la volontà del PADRE CELESTE
perché, anche noi, imitandolo avessimo potuto fare altrettanto.
CRISTO afferma: "Gli uccelli hanno il loro nido, le volpi le loro tane; il Figlio dell'UOMO
non ha dove poggiare il capo".
EGLI, l’AUTORE della VITA, l'AUTORE di ogni ricchezza, il PADRONE dell’UNIVERSO
non possiede il minimo spazio per non esserne contaminato, non già LUI ma
emblematicamente l'uomo, il quale non deve vivere nelle mollezze perché queste deteriorano
la rigidità dello spirito.
Nel mentre il papa sovrano di un regno che quantunque si cerchi di mimetizzare, possessore
di una reggia che pochi re della terra possono competergli, si arroga il diritto di uguagliarsi al
CRISTO, addirittura di esserne il sostituto sulla terra demolendo così la SACRATISSIMA
Fisionomia dello STESSO GESU’ che non viene recepita dal mondo.
A sostenerlo vi è la corte cardinalizia, i cosiddettì" principi" della chiesa ( della chiesa con la c
piccolissima che non ha alcuna parvenza di quella del CRISTO) che con il papa si arrogano il
diritto di essere i detentori della VERITA’, senza rendersi conto alcuno ( e spero che sia così)
che così affermando essi valorizzano, sempre più, il bene del mondo, negando la realtà del
CRISTO e affermando e favorendo l'ateismo.
Essi, così coalizzati, così vivendo a danno deì derelitti avanzano l'assurda pretesa di essere i
rappresentanti di COLUI che innoridisce dinanzi ad una realtà che sempre più Lo disgusta,
sempre più Lo annulla, fino al punto di negarLo all'umanità; la quale ansiosa, tormentata e
bramosa di pace Lo cerca e non riesce a trovarLo perché i "superbi", con la loro prepotenza
prevaricano e vessano i diritti di ogni creatura che il CRISTO ha rivalutato con il donarsi ad
essa, tramite il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO, sancendoli tramite la CROCE!
A sostenere, seppure indirettamente, queste velleità delle "piccole papaline rosse" dei
cattolici, vi sono le altre comunità, cosiddette cristiane, che informandosi in gran parte alla
struttura e alla dottrina dei cattolici, parallelamente a questi ultimi anche se apparentemente,
avanzano la stessa pretesa: ognuna di esse afferma di essere la vera chiesa, di esserne i
conservatori dei poteri e delle Verità di DIO: del DIO -CRISTIANO che si è identificato nel
CRISTO e nello SPIRITO di VERITA' !.
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Essi così operando, così sostenendo e illuminati dallo spirito di superbia, prevaricano ogni
possibilità ed ogni diritto di conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA',nella SUA vera ESSENZA.
Spesso scrivendo a prelati di una certa portata, oppure a uomini che dimostrano di volersi
realizzare nell'Essenza del CRISTO, ho ripetuto più volte che la gerarchia nella "chiesa" è la
negazione della realizzazione della CHIESA di GESU’ e che essa, è la causa angosciante e
determinante di ogni male che cozza con la umiltà.
Essa genera la negatività umana in ogni settore dando una falsa fisionomia della vera
CHIESA creata da GESU’ distorcendo anche il fine di salvezza che CRISTO ha ratificato col
SUO Preziosissimo SANGUE.
La gerarchia nella CHIESA di CRISTO SIGNORE dovrebbe essere intesa e realizzata in
funzione della rinuncia, della donazione, del sacrificio totale di se stessi per l'affermazione e la
testimonianza di COLUI che ci integra e ci completa nella Humanitas.
Sino a quando sulla terra ci saranno i falsi profeti del CRISTO, la fisionomia di GESU’ sarà
sempre più distorta, offuscata, plagiata e, quindi, sempre più nascosta a coloro che soffrono
perché violentati, tormentati, emarginati e che lottano, veementemente, per trovare il
linimento alle loro brucianti e sanguinanti ferite.!
Se veramente siamo desiderosi che l'Umanità trovi quel GESU’ che, per ogni uomo, ha dato il
SUO SANGUE PREZIOSISSIMO, cerchiamo di testimoniare col nostro sangue la SUA
DIVINA REALTA’ e che dà l'esatta dimensione alla nostra umanità.
Bisognerà, quindi, distruggere il nostro non solo egoistico ma angosciato "io" che è quanto ci
dà l'illusione di farci emergere sugli altri, a cominciare dai " gerarchi" della chiesa cattolica
ed ortodossa che vivono parassitariamente sulla sofferenza e sulla donazione di sangue dei
“veri” fratelli del CRISTO e su quanti subiscono le angherie del mondo, perché in esso manca
la giustizia: CRISTO SIGNORE!
Il sangue di quelli grida giustizia al cospetto del DIO -CRISTIANO, per mezzo dello SPIRITO
SANTO e del SANGUE PREZIOSISSIMO del CRISTO.
CRISTO va riscoperto in una nuova Dimensione di Munificenza, nella SUA Magnificenza che
si realizzano nel SUO annullamento, per mezzo del quale, evidenzia me, te e maggiormente i
"sofferenti", perché questi ultimi, tu ed io possiamo assurgere a dignità di uomini, il cui
prototipo è CRISTO GESU'!
A tanta dignità potremo giungere se riusciamo ad integrarci l'un l'altro, determinando quella
comunione che LUI desidera e alla quale si giunge col dare anche noi l'ultima goccia di
sangue; e, tanto, perché le ferite di GESU’ abbiano a rimarginarsi, il SUO CORPO abbia a
ricomporsi e la SUA CHIESA abbia a farci partecipi della SUA Eterna Gloria!
Carissima in CRISTO, ho imparato alla scuola di GESU’ a sentirmi una nullità se LUI non è
con me; ad essere un reietto, detestabile e carente se non c'è LUI che mi riabilita, mi integra,
mi completa; lacunoso e meschino appaio se cerco di vivere al di là di CRISTO SIGNORE.
Inoltre ho imparato al SUO magistero che tanta meschinità, tanta povertà e tante aberrazioni
possono e devono essere eliminati dal desiderio bruciante e dallo sforzo incessante di volerLo
e poterLo imitare nella Umiltà, nella Magnificenza e nella Munificenza.
Ti chiedo venia per la durezza del mio sentire nei confronti della gerarchia ecclesiastica, però
sono sentimenti veramente vissuti e come tali, anche se possono apparire esagerati, non
temono alcuna condanna da parte del NOSTRO GESU’.
EGLI ci ha insegnato ad essere coerenti, donando la SUA VITA, ed a persistere nella purezza
del nostro sentire, affinché questo sia confrontato alla SUA VITA; pertanto, non temo nulla e
tanto meno gli uomini.
E' angosciante e tormentante constatare che sono trascorsi duemila anni dalla venuta di
GESU’ sulla terra ed EGLI non ancora viene conosciuto su di essa, anzi va perdendo sempre
più terreno per nostra colpa e, tanto, torna a nostra condanna.
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Quel sipido elargito dai primi "cristiani" che hanno dato al mondo va scomparendo sempre
più e, sembra giunto il tempo che il sale divenuto insipido sarà preso, battuto e calpestato.
Cerchiamo, noi, di essere vigili come le vergini "attente" che aspettano il ritorno del loro
Padrone, non lasciamoci distogliere dalle offerte ingannevoli del mondo che tende ad
esautorare, illudendosi, ogni sovranità a COLUI che è l'unico Re!
Il tuo pensiero espressomi sul bigliettino, visto al cospetto di quello del fratello Carretto,
inviatomi poco tempo fa, sembra avere lo stesso spirito; pertanto li ho uniti perché sempre
possano integrarmi e sempre più evidenziarmi la Fisionomia amata del NOSTRO
REDENTORE.
Abbiti in CRISTO SIGNORE il mio sentire fraterno e, scusami ancora, se ti sono apparso
violento: a volte, bisogna essere violenti per conquistare il REGNO dei CIELI!
Eugenio
Lettera al Pastore dei Pentecostali- FerriFoggia, 15 marzo 1982
Carissimo in Cristo,
Ho ricevuto la tua cartolina che nel mentre mi ha sorpreso, nello stesso
tempo mi ha fatto tanto, tanto piacere.
Da essa ho potuto constatare che non sono stato da te obliato come, d'altronde, anch'io non
posso dimenticare gli incontri avuti con te.
Anche se rari, essi sono stati sempre positivi per la conoscenza sempre più profonda del
CRISTO e per il rapporto di comunione che EGLI impone ai SUOI credenti .
Nel passato ho sempre cercato d'incontrarti e non essendomi stato possibile, ho continuato a
chiedere di te.
Tanto che, tempo addietro, mi riferisco a due anni fa quando portandomi più spesso alla sala
del culto, dove tu per tanti anni hai offerto la tua opera pastorale, chiedevo notizie di te ma mi
venivano date informazioni assai evasive,
Cercai, inutilmente, di mettermi in contatto telefonico, purtroppo anche questa possibilità
ebbe esito negativo, in quanto alle mie telefonate nessuna voce fece eco.
Comunque, anche se le circostanze sembravano avere voluto mettere fine a quello scambio di
vedute intorno a quella ed unica "Verità", ho sempre continuato a pensarti e a ricordarti con
piacere perché quanti credono in CRISTO sono miei fratelli in LUI, indipendentemente dalla
etichetta della loro confessione, la quale per me costituisce un ostacolo continuo alla
realizzazione della CHIESA di GESU’, anche,sulla terra.
E quando quest'ultima troverà la SUA vera Dimensione, tutte quelle denominazioni che per
secoli sono state oggetto di divisioni scompariranno nel nulla per essere e per sempre obliate.
Anche se adesso, situazioni particolari di famiglia e mie particolari mi consentono molto
raramente di portarmi presso le comunità dei fratelli, tuttavia resta sempre bramoso in me il
desiderio di sentire tutti i credenti in CRISTO, responsabili di quanto incombe su di noi per la
riedificazione di quel CORPO SACRATISSIMO che per tanti secoli e , ancor più oggi,
continua ad essere dilaniato.
Perciò, caro in CRISTO, anche in te continuo a sollecitare l'impegno a continuare la battaglia
iniziata dal NOSTRO GRANDE MAESTRO, la quale ha come finalità la conversione e la
salvezza degli uomini "tutti"!
E questa si potrà avere vinta solo quando, tutti gli uomini credenti in CRISTO, avremo data
la nostra collaborazione alla Testimonianza da LUI iniziata; cioè la totale donazione di
ognuno di noi per la testificazione della realtà cristiana; l'unica confacentesi all'uomo nella
dimensione attribuitagli da COLUI che volle farlo Somigliante a SE STESSO!
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Nella speranza che il fine di GESU’ permea, quanto prima, anche lo spirito di noi, affinchè
fortemente coscienti possiamo dare tutto di noi stessi per il raggiungimento di quella "Pace"
che tutti ardentemente desideriamo.
Ti abbraccio in COLUI ch’ ne è l"ESSENZA"!
eugenio
Lettera al Presidente della Repubblica- PertiniFoggia, 14 aprile 1984
Egregio Presidente,
sono Eugenio Marchesino da Foggia; insegno alla Scuola Elementare "G.
Pascoli" della mia città; ho cinquantasette anni e sono ecumenico nella fede cristiana.
Ho avuto sempre profonda stima di lei e spesso la seguo in televisione dove, Ella, evidenzia
nobiltà di sentimenti fraterni verso gli umili e quanti sono afflitti e prostrati dal dolore.
Ieri ho avuto il piacere di vederla ed ascoltarla da vicino, essendo stato ospite al Quirinale
insieme agli scolari della mia Scuola.
Avrei voluto anch'io farle una domanda come gli scolari e gli studenti che la facevano da
aureola; purtroppo la giornata era dedita ai giovani e giovanissimi, per cui mi ripromisi di
scriverla ed eccomi qua, questa sera, a soddisfare la mia esigenza.
Quanto avrei voluto chiederle lo faccio tramite questo umile e paziente foglio e, sono certo,
che lei me ne darà la risposta.
La mia domanda è conseguenziale a due di quelle fatte da due scolari e alle sue rispettive
risposte.
Per ben due volte le è stato chiesto da due bambini se fosse credente o meno e, ad entrambi, lei
ha risposto di non esserlo.
La mia domanda, quindi, si fonda sulla base di questa sua credenza ed è la seguente:
"Carissimo Presidente, come concilia Lei la sua miscredenza con i sentimenti di fraternità, di
pace e di amore che spesso dimostra?".
Mi spiego meglio: Come potrebbe Lei bramare la giustizia, vedere gli uomini affratellati e in
pace fra di loro se ignorasse l'Essenza di questi sublimi sentimenti: DIO?
E...allora? Allora, senz'altro, carissimo Presidente, DIO è in Lei e, purtroppo, si ostina a
disconoscerLo.
Inoltre ha sottolineato, in entrambe le risposte, di essere amico fraterno del Papa e, nella
seconda, ha aggiunto: "Io non ci credo, però se esiste l'al di là, il Papa mi salverà".
Carissimo in CRISTO, nessuno la potrà salvare se non Lei direttamente; il Papa, poverino,
non so se potrà salvare se stesso!
La sua salvezza è subordinata alla sua volontà di credere ed accettare il CRISTO, il Quale
l'ha già salvata, insieme a tutti gli uomini, e proiettato nella Eterna Dimensione "La Terza
Realtà", dove Lei non avrà più da rimpiangere i verdi anni , perché sarà eternamente
giovanile.
Ancora le dico : il SIGNORE GESU’ non a caso le ha concesso lunga vita, ma solo perché Lei
abbia ancora il tempo di meditare e credere in Lui.
Mi auguro che la presente la trovi già in comunione col CRISTO, perché Ella possa dare il
Crisma della completezza alla sensibilità dei suoi sentimenti, da cui si sente pervaso.
Nel porgerle il mio deferente ossequio, le auguro ancora una sempre più profonda conoscenza
del NOSTRO SIGNORE GESU’!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo,5- Foggia234
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N:B: Se altri sono preposti alla lettura delle lettere, prego loro perché la presente venga
consegnata, con estrema urgenza, all'amabile Presidente Pertini
Lettera alla Comunità del Carmine- Pozzo del Gotto (Barcellona-Messina)
Foggia, 3 maggio 1984
Caro in Cristo,
anche se la penna ha taciuto fino ad oggi, il mio sentire non può non farmiti
sentire sempre vicino al nostro GESU’.
Spesso ti penso e, come me, anche i fratelli della comunità locale.
Ho ricevuto e gradito la tua cartolina con i saluti di tutti i fratelli della tua nuova famiglia.
Avrei voluto risponderti subito e ringraziarti per il fraterno pensiero avuto, ma ho voluto
attendere per essere più sicuro nel darti la mia risposta al tuo caloroso invito.
Infatti il tempo mi ha dimostrato che i "tempi" non sono ancora maturi per me e, quindi, per
il momento non posso lasciare la mia città.
Evidentemente il SIGNORE GESU’ non mi ritiene ancora idoneo a passare i confini di essa e
vuole che quel minimo che do, lo dia ancora nella mia Foggia.
Comunque, anche se lontano vi sento vicini a CRISTO e membri tendenti a far parte della
SUA CHIESA, in quanto disponibili a recepire sempre più profondamente il messaggio del
NOSTRO SALVATORE.
Sia EGLI, sempre e comunque, al centro della nostra e dell'altrui esistenza; e, da LUI noi e
tutti abbiamo ad informarci per guadagnarci la partecipazione alla SUA GLORIA e alla SUA
SANTITA’: tutto dev'essere permeato dal SUO OLOCAUSTO e tutto dalla possibilità che
solo in LUI ci può essere il rinnovellamento e la rinascita del singolo nella CHIESA.
In questo periodo, anche se un po' in crisi, mi dedico un po' alla lirica in lingua materna e,
non ti nascondo che in essa spesso mi smarrisco perché il soggetto che tratto è la BIBBIA e i
suoi personaggi.
E' questo un motivo per presentare ai miei concittadini il mio SIGNORE GESU’ in termini
più accettabili e, quindi, più assimilabili per giungere poi ad una conoscenza sempre più
approfondita e sempre più perfetta di LUI.
T'invio una copia per conoscere, anche, il tuo parere e quello degli altri della tua comunità,
intorno al soggetto e come è stato presentato.
Il fine è quello di rendere, anche in questo modo, un piccolo contributo al "mio" GESU’ che
continuamente e, nonostante tutto, continua a farmi sentire la Paterna benedizione del
PADRE SUO, tramite lo SPIRITO SANTO.
E' proprio vero, devo confermare che EGLI, GESU’, è venuto per salvare i peccatori come
me!
Sempre in attesa di ricevere un tuo riscontro, fraternamente insieme a tutti i confratelli locali,
t'invio il mio sentire in CRISTO GESU’, estensibile a tutta la tua comunità.
N:B: Non ti meravigliare se la presente ti giunge raccomandata, tanto rientra nel mio
costume; infatti, ogni qualvolta scrivo ad un fratello o ad altri, a cui parlo del CRISTO,
valorizzo lo scritto facendolo raccomandato.
Eugenio
Lettera a Buemi Carmelo- Carcere di Caltanisetta
Foggia, 16 aprile 1985
Caro Carmelo,
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sono l'ins. Eugenio Marchesino, titolare della Scuola Elementare "G.Pascoli" di Foggia.
Ero presente quando la mia direttrice dava lettura della tua lettera, appena arrivata, ad
alcuni colleghi del Circolo.
Ho seguito con molta pertecipazione la tua drammatica condizione e la penosa situazione della
tua famiglia. Comprendo quanta sofferenza tormenta il tuo animo e l'angoscia di tua moglie e
dei tuoi pargoli!
La perplessità mia, in particolare, mi ha lasciato inebetito per qualche attimo perché avrei
voluto risolvere in quel momento, con immediatezza, la tua particolare ed umana situazione.
Il tuo sgomento trova, senz'altro, la più profonda comprensione in me e in quanti altri
abbiano una particolare ed acuta sensibilità alla sofferenza umana.
Purtroppo, però, nonostante l'accoramento vissuto si rimane molto perplessi quando, pur
volendo, non si può dare l'aiuto necessario.
Ciò che più mi ha colpito della tua lettera è stato il tuo "rifugiarti" nella lettura della BIBBIA
che ti auguro sia, in avvenire, non un semplice approccio ad essa ma un profondo meditare
che ti porti alla conoscenza dell'AMORE puro che si estrinseca e si realizza nel CRISTO:
QUESTI soltanto può sopperire alla nostre limitazioni e darci il conforto ed il sostegno
indispensabile ad amare la vita, qualunque sia la condizione in cui si vive.
Ogni sofferenza fisica, morale e spirituale che, giornalmente, ci frustra può essere superata se
riusciamo ad entrare nella dimensione reale dell'uomo: il DIO -CRISTIANO.
CRISTO se penetrato nella SUA vera Essenza ci sublimizza nella certezza di una proiezione
futura che ci edificherà tutti e ci farà partecipi di una gioia imperitura, la quale distruggerà
ogni colpa, ogni sopruso di cui ognuno di noi ne è portatore direttamente o indirettamente.
Continua, quindi, a percorrere la strada del VANGELO, perché è l'unica consona alla nostra
aspirazione di uomini e che ci completerà nella GLORIA del PADRE CELESTE, attraverso
CRISTO e lo SPIRITO di VERITA’.!
La mia non è retorica ma la risultante di una sofferenza vissuta, che non ha la speranza bensì
la certezza di vedere realizzato l'anelito continuo che mi accompagna in questo soggiorno
terreno.
Anelito che avvince ogni uomo e che non potrà trovare soddisfazione se lo si vuole placare
fuori della realtà del CRISTO.
Ti ringrazio per la poesia inviataci "Speranza": nei sentimenti è, veramente, conforme al tuo
sentire tormentato; e, sono sicuro che se coltiverai l'approfondimento della "Buona Novella",
quella tua speranza diventerà certezza!
Chiudo con l'auspicio che continuerai a penetrare sempre più l'immensità GLORIOSA del
CALVARIO, attraverso cui CRISTO ha rinnovati tutti noi e ci ha fatti liberi nella Libertà
assoluta del PADRE CELESTE.
T'invio copia dell'assegno che ho spedito a tua moglie: è denaro che ho prelevato dal fondo
che sto realizzando con una mia pubblicazione e che devolverò alla "Fame nel Mondo".
Abbiti un sentire fraterno.
Eugenio Marchesino
c% Scola Elementare "G. Pascoli"- Foggia
Lettera a monsignore Casale- Arcivescovo di Foggia
Foggia, 14 marzo 1994
Monsignore,
anche a te che sei vescovo della mia città, non primariamente, come quando
t'inviammo una copia de "La Dimensione Eterna" ci viene detto di farti partecipe de "Il
Terzo Libro dopo il Vangelo", onde ovviare che la pubblicazione ti giunga attraverso illazioni
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che potrebbero compromettere, nei confronti del CRISTO, quanti si sentissero autorizzati a
farlo.
A noi personalmente interessa relativamente in quale considerazione la terrai; e, come
d'altronde, è stata per la prima.
Noi facciamo la volontà del "mio" GESU’ perché, tu, nella prossima Dimensione futura non
abbia ad ignorare quanto ci viene "rivelato".
Il nostro sentire in CRISTO è conforme a quanto tu ostenti nei nostri riguardi.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5- Foggia-
Lettera al cardinale Tonini -RavennaVieste, 26 luglio 1993
Caro in Cristo,
sono un credente in CRISTO e, nonostante le mie precarietà e le mie debolezze,
sento di avere come unico e solo Amico il CRISTO: amicizia generata da un rapporto con LUI
da circa otto lustri.
Sono di confessione ecumenica - cristiana.
Ti ho conosciuto attraverso qualche tua partecipazione in TV ; accetta il "tu" perché avendoti
premesse le mie credenziali, è ovvio che il nostro sentire si svolga alla presenza di COLUI che
rappresenta il "Tutto" per noi.
Sfogliando il Quotidiano " La Repubblica" sono rimasto esterrefatto, quasi allibito, quando
su di esso a caratteri cubitali si evince: "Lo temevo, non mi resta che il rimorso".
Confidenza questa, fatta da te a Michele Smargiassi inviato della Repubblica.
Ti ripeto sono rimasto allibito nel sentirti pronunciare la parola "rimorso" al cospetto del
suicidio di Raul Gardini. Quest'ultimo da me conosciuto attraverso il giornale.
Fu lo stesso Gardini che nei tempi aurei, in una sua dichiarazione, si definì il "corsaro"
dell'economia mondiale.
Un sub della terra che ha trafugati centinaia o migliaia di miliardi sottraendoli a tanta
povera gente, costringendola a vivere nelle condizioni più disastrate e seviziate, stimola in te
un sentimento non di pietà ma addirittura di rimorso?
Pertanto, mi sono chiesto: "E' giusto avere rimorso verso chi ha vissuto nell'agiatezza più
sconsiderata a danno di tante persone che hanno subito e continuano a subire soprusi?
La misericordia del DIO -CRISTIANO è inesauribile e l'OLOCAUSTO del CRISTO ha
salvato "tutti" gli uomini; però, sia la MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO, sia il
SACRIFICIO del CRISTO devono avere un riscontro.
I peccatori per incontrare la SUA MISERICORDIA devono pentirsi e cercare di riparare alle
loro prevaricazioni (vedi Zaccheo: volle restituire il quadruplo di quanto aveva sottratto agli
altri); gli stessi, per usufruire del Sacrificio del CRISTO devono riconoscere la immensità
della SUA Donazione e renderGli il "grazie" Eterno ( Nessuno viene al PADRE se non
attraverso Me).
Al cospetto di questa realtà non c'è bisogno di provare sofferenza e "rimorso" nei confronti di
Gardini.
Egli, oramai trovansi in un luogo chiamato "vestibolo", dove prenderà conoscenza perfetta
del male operato e del Bene rifiutato, nonché della Donazione del CRISTO per salvare lui e
tutti noi.
Quindi, sentirà il bisogno di auto -purificarsi per poter giungere "un giorno" nella NUOVA
TERRA preparata da CRISTO per tutta l'Umanità.
237
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Bisognerebbe, invece, addolorarsi di fronte al dilagare continuo dei soprusi e delle violenze
verso coloro che già soffrono per la loro carente condizione materiale e morale.
Mi auguro che queste poche riga servano a fugare in te, più che il dolore il "rimorso" che non
ha senso di essere vissuto.
Potrai osservarmi che, forse, una parola detta al tempo "giusto" avrebbe potuto, sì salvare la
vita terrena di Raul, ma non quella dello spirito essendo egli, ormai, incallito da sete di gloria
e da bramosia di ricchezze.
Sperando di ricevere un tuo riscontro, t'invio il mio sentire in CRISTO.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5- Foggia-
Lettera al cardinale Tonini -RavennaFoggia, 23 ottobre 1993
Monsignore,
le scrivo per "ringraziarla" per non avere ottemperato alla raccomandata del 7/7
u,s, e, nello stesso tempo, le dico che sono certo che la risposta, prossimamente, me la darà
nella zona "Iperconscia".
Pertanto, le invio una copia della mia ultima pubblicazione con la quale lei si potrà
confrontare.
La sola cosa che oggi rimpiango è l'avere speso lire 3950 per la raccomandata di cui sopra e
lire 7.000 che apprezzo per quest'ultima.
Me ne dolgo non per me, ma perché avrei potuto ingrossare il fondo a favore dei bambini
della Somalia.
Però non la mia, ma la volontà del NOSTRO DIO -CRISTIANO dev'essere fatta.
Ancora le porgo il saluto nel "mio" GESU’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo,5 -Foggia.
Lettera al cardinale Tonini -RavennaFoggia, 23 marzo 1994
Monsignore,
necessariamente siamo obbligati a completare la pubblicazione de "La Dimensione
Eterna", inviatati tempo fa, con "Il Terzo Libro dopo il Vangelo".
Esso servirà a farti comprendere quella che sarà la nostra prossima Dimensione e ad aiutarti
a proiettarti, seppure in senso relativo, in quelle che saranno le sezioni in cui allogherai,
Non essere superficiale, ma cerca di approfondire il contenuto del Libretto in modo da non
rimanere confuso al momento giusto.
La meditazione di quello potrà esserti di grande aiuto se riuscirai a penetrarLo e a mettere in
atto i suggerimenti che abbraccia.
" Ricambiamo" il tuo sentire nei nostri riguardi.
Eugenio Marchesino
via don Sterzo,5 -Foggia-
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Lettera a monsignore Maggiolini (teologo) -Carpi (Modena)
Foggia, 22 settembre 1993
Caro in Cristo,
nel riguardare tra le note della mia raccolta di documenti particolari, mi si è
ripresentata alla vista una vecchia intervista a te rivolta sul " Solo il peccato ci può salvare".
La qualcosa mi ha "illuminato" e mi ha suggerito di inviarti una copia della mia ultima
pubblicazione.
Come potrai apprendere dalla lettura di essa, quanto è riportato costituisce una "mera"
Rivelazione.
Poiché la prossima pubblicazione sarà sottoposta ai torchi della stampa entro l'anno in corso,
ho ritenuto necessario inviarti quando è precedente alla futura.
Non so in quale considerazione la terrai però, qualunque sia la tua opinione, gradirei che tu al
cospetto del CRISTO me ne dessi riscontro.
Abbiti il mio sentire fraterno in CRISTO GESU’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia-
Lettera a monsignore maggiolini (teologo)- Carpi (Modena)
Foggia, 24 marzo 1994
Caro teologo,
è nostro obbligo "ringraziarti" per il riscontro datoci all'invio della nostra
pubblicazione "La Dimensione Eterna".
E' anche nostro dovere inviarti una copia del prosieguo di essa, perché tu possa non essere
impreparato quando ti troverai nella "Iperconscia".
Approfitto di questa circostanza per smentire una tua affermazione fatta, tempo fa, alla
intervista che avesti col cronista Marco Sartori.
Riporto testualmente quando da te esplicitato in quella circostanza :"Io credo che chi non ha
mai avuto la tentazione della bestemmia, quella vera, non quella da camionisti che è un tic,
non ha mai incontrato Dio".
Io contesto appieno questo tuo meschino sentire in quanto, personalmente, non sono mai stato
sfiorato da un simile pensiero anche quando le mie sofferenze morali, spirituali nonché fisiche
erano di una portata indefinibile.
Nel passato quando, in modo particolare voi, avete dato al DIO -CRISTIANO una
PERSONALITA’ distorta ed inaccettabile, non ho mai pensato di offenderlo essendo noi sub
delle meschinità al SUO cospetto, e, neanche quando voi falsi profeti in tempi diversi, Lo avete
presentato come "giustiziere implacabile" infondendo negli animi della povera gente il
risentimento, infangando e trasfigurando la Identità di un DIO di AMORE
incommensurabile.
Tramite GESU’, tempo addietro, ebbi a percepire in diversi momenti la SUA vera
PERSONALITA’ che si estrinsecava e si estrinseca eternamente nella SUA vera Realtà.
"Essenza Paterna"!
Infatti la SUA Donazione col CRISTO e con Lo SPIRITO SANTO per il riscatto di tutti i
peccati degli uomini mi ha sconvolto e, nello stesso tempo, pervaso da un amore indescrivibile
dandomi la conoscenza perfetta di un "PADRE" al Quale solamente conviene attribuire un
simile sostantivo.
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L'Amore del DIO -CRISTIANO impossibile ad essere descritto e circoscritto da mente umana
è un mistero per i "moltissimi" di voi che non riuscite a farvi penetrare dallo SPIRITO di
VERITA’, mentre diventa trasparenza sempre con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, quando
GLI si corrisponde una briciola di quell'Amore sconfinato che EGLI, tramite il CRISTO, ha
elargito a tutti.
E, non è affatto vero, è menzogna, che è un Amico "difficile" al Quale se GLI dai un dito si
prende tutta la persona.
Poco innanzi dicevo che se GLI corrispondi una piccolissima briciola del SUO AMORE,
EGLI si rivela nella SUA IMMAGINE di PADRE:"E voi, cattivi come siete, capaci non vi
dimostrate di privare un figlio di una necessità richiestavi, quanto più il PADRE CELESTE
che è nei Cieli potrà mai negarvi quanto rientra nella SUA Volontà?
Fraternamente.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5- Foggia-
Lettera al professore Pavone- Casa del Sollievo S. Giovanni
RotondoFoggia, 7 ottobre 1993
Egregio Professore,
giorni addietro l'ho seguita quando la intervistavano, durante la
trasmissione sul fraticello Pio di Pietralcina.
Non le nascondo che sono rimasto esterrefatto per la sua profonda devozione nei confronti del
frate e, soprattutto, per il modo in cui lei ha esaltato la di lui opera nei confronti della sua
persona dicendo di averla trasformata radicalmente e, come lei dopo una lotta intima ed
estenuante, sia diventato un suo devoto acquisendo cosa sia il bene e cosa il male.
La qualcosa ha suscitato in me, amico del CRISTO da otto lustri, il desiderio di volere
conoscere, di sapere come questo rapporto abbia influito su di lei nei confronti del CRISTO e,
sempre che lei me lo consenta, qual'è la sua conoscenza sul FIGLIO dell’ALTISSIMO?
Ancora di più sono ansioso di sapere, ripeto, sempre che lei sia consenziente, se il suo sentire
verso il frate sia di intensità uguale o di portata maggiore o minore a quella verso il CRISTO.
Tanto, perché io essendo un amante del CRISTO e amico dei suoi amici avverto che
facilmente e, molto spesso, ci si rivolge a uomini ritenuti santi trascurando, non di rado,,
COLUI che ha espiato i peccati per me, per lei e per coloro che sono ritenuti santi affinché
tutti possiamo accedere alla santità.
Riguardo alla santità, le invio una copia della mia ultima pubblicazione in cui si evidenzia
quanto mi è stato "dato" su di essa.
Penso di non averla turbata come e quando venga io, quando ascolto le celebrazioni di lode a
uomini che vengono coinvolti, contrariamente alla loro volontà e che esautorano, seppure in
parte,l’AMORE infinito del "mio" GESU’!
Nello sperare in un suo riscontro, le porgo il mio sentire cristiano.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia-
Lettera al professore Pavone-Casa del Sollievo- S. Giovanni
Rotondo
Foggia, 23 marzo 1994
Professore,
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potrebbe lei essere privato di quella normativa che non preclude l'ingresso nella
"Iperconscia" e che viene sintetizzata ne "Il Terzo Libro dopo il Vangelo"?
In quella zona lei ripercorrendo tutto il cammino trascorso su questo pianeta, avrà modo di
soffermarsi a lungo, anche, sulla mia precedente raccomandata e che custodiva un copia de
"La Dimensione Eterna".
Avrà, quindi, la possibilità di penetrare il senso profondo di essa: la centralità del CRISTO
nell’UNIVERSO e la sua futura salvezza, solo ed unicamente nella OBLAZIONE del CRISTO
senza, l'assurda, mediazione di alcuno.
Comprende a chi va il riferimento?
Il richiedere la mediazione di altri, potrà solo protrarre la propria auto -purificazione nella
sfera CAINA.
Ricevere una copia del Secondo e del Terzo libro dopo il VANGELO si rientra nella cerchia
dei privilegiati, oppure di coloro che pur vivendo questa dimensione già si auto -condannano.
L'invio di questo Libretto è dovuto unicamente a rendere piacere a COLUI che ci ha salvati.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5- Foggia -
Lettera al fratello Giacomo Ponteghini- Basilica del Santo -Padova Foggia, 29 novembre 1993
Caro in Cristo,
mi sono sentito umiliato per il tuo ringraziamento a riguardo della mia
modestissima offerta; anzi, ti chiedo di inviarmi mensilmente il Bollettino perché io possa
contribuire a sfamare, per un solo giorno, qualche famiglia indigente e ti esorto a non
ringraziarmi più perché tu, sai quanto me, che il bene "eventuale" fatto ci sarà compensato
cento volte e più dal NOSRO DIO -CRISTIANO.
Se ti chiedo , ancora, di non pregare per i miei defunti rimarrai certamente scandalizzato
perché non conosci il rapporto col "mio" GESU’" e quale sia la reale condizione degli spiriti
traslati nella Nuova Dimensione:
A riguardo, spero, che tu possa comprendere, anche se parvamente, qual'è la mia formazione
spirituale e cristiana che scaturisce da un rapporto di oltre sette lustri col "mio" GESU’.
Approfitto per inviarti un copia della mia ultima pubblicazione, alla quale quanto prima farà
seguito un'altra di completamento e che senz'altro t'invierò.
Accetta il "tu" che uso nello scriverti perché, tra credenti dello stesso SIGNORE GESU’, è
prassi comune.
Qualunque sia la tua opinione sul mio Libricino, non esimerti dall'inviarmi il bollettino
richiestoti.
Un sentire fraterno in CRISTO GESU’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5- Foggia -
lettera al fratello Giacomo Ponteghini - Basilica del Santo - PadovaFoggia, 6 marzo 1994
Ancora caro in Cristo,
non mi sbagliavo quando nella mia precedente raccomandata usai la frase
"rimarrai scandalizzato", riguardo alla esortazione fattati di non pregare per i miei defunti e,
forse, più ancora per la copia de "La Dimensione Eterna" inviatati.
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Non solo hai ricusato inviarci un cenno di riscontro, ma addirittura ci hai sbalorditi e lasciati
sgomenti, omettendo l'invio del Bollettino richiestoti per la trasmissione di una esigua somma
per i poveri.
A riguardo della preghiera per i trapassati a Nuova Vita, mi è stato "detto" che essa non
giova alcunché in quanto gli spiriti dei traslati, trovandosi nella IPERCONSCIA prendono
conoscenza perfetta dei misfatti da loro commessi e, auto -giudicandosi, si allogano nelle
sezioni dovute per la espiazione dei loro peccati o delle loro colpe.
Al di là di quella che è la tua convinzione intorno a quanto mi viene "detto", non è tuo diritto
privare del mio obolo i poverissimi.
Pertanto, ti rimetto 50.000 lire perché tu possa provvedere a farlo.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia -
Lettera al fratello Giacomo Ponteghini- Basilica del Santo -Padova Foggia, 11 maggio 1994
Caro in Cristo,
ti avevo inviato le mie due ultime pubblicazioni sperando che tu ne avessi dato,
almeno, una sbirciata.
Purtroppo, dalla lettura delle tue lettere evasive, devo constatare che esse siano state
accantonate perché troppo pungenti o, ancor più, provenienti da una cellula, forse, da te
considerata insignificante.
Sì, cellula insignificante per te del CORPO del CRISTO, ma permanentemente alimentata dal
SANGUE PREZIOSISSIMO dello STESSO, quindi non destinata ad esaurirsi ma sicura di
continuare il percorso sulla strada indicata dal CRISTO per essere proiettata nella Felicità
Eterna regalatagli dallo STESSO
Tu, altri alti prelati e lo stesso papa interferite, sempre più, a favore dei Santi e della
Madonna trascurando e ,a volte, oscurando la Donazione Gloriosa del DIO -CRISTIANO.
Ciò non sta a significare che io non abbia a volere bene alla Madonna e quanti hanno cercato
e cercano di mettere in atto l'insegnamento del CRISTO.
La Madonna non mi stancherò mai di affermarlo, è la Creatura più privilegiata di tutti i
secoli; è la Creatura prescelta dal DIO -CRISTIANO per umanizzare la DIVINITA’ del
CRISTO; e, tanto, perché è l'unica Donna fra tutte le donne di tutti i tempi ad essere stata la
più umile, perciò pervasa dall'AMORE dello stesso DIO -CRISTIANO.
Io sono un profondo conoscitore ed ammiratore della umiltà e della donazione suprema della
Madonna alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’e, quindi, sento che è nostro
dovere attingere da Lei una parte di quelle virtù che la portarono ad essere Graziata dal DIO
-CRISTIANO.
Lo stesso dicasi per quanti hanno sacrificato la loro vita per testimoniare la veridicità del
VERBO incarnato e, quindi, della loro santificazione immediata nel passaggio nella NUOVA
TERRA.
Però, tutto ciò, non mi stimola mai a chiedere la loro mediazione per entrare nelle Grazie del
PADRE CELESTE, perché GESU’ mi ha permesso di penetrare lo sconvolgente e sconfinato
AMORE dell'Unico e Vero PADRE e tramite lo SPIRITO di VERITA’, mi ha concesso di
invocarLo col nome SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO di “PADRE”, al Quale solamente e
sempre va rivolto questo sostantivo pregiato.
Inoltre, sono riuscito, sempre per mezzo dello SPIRITO SANTO, a comprendere di quale
abuso e disuso ne fate voi, i preti, tutta la gerarchia ecclesiastica e, ancor più, il papa.
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Voi, vi appropriate di un sostantivo che GESU’ marcatamente e categoricamente ha asserito
che dev'essere rivolto al SUO PADRE e DIO -CRISTIANO
La Madonna, quindi, e le persone ritenute sante e che tanto hanno potuto raggiungere, lo
devono al rapporto d'AMORE che sussiste tra il PADRE CELESTE ed il FIGLIO, lo
SPIRITO di VERITA’ dal Quale si sono lasciati penetrare.
Di tanto essi ne sono a conoscenza perfetta e vorrebbero continuare a ripeterci: "Siate
profondamente umili e troverete quanto abbiamo trovato noi!".
A questo traguardo l'uomo potrebbe giungere se venisse informato e guidato da coloro che si
sono resi disponibili alla SPIRITO SANTO.
Quindi, se l'uomo non raggiunge tale obiettivo la colpa è relativamente sua ma, in assoluto,
vostra.
Accetta questo umile pensiero anche se è sferzante, però è meramente sentito e scaturisce dal
mio rapporto di amore intenso col "mio" GESU’.
Pertanto, quando vorrai farti sentire da me, inviami qualche tuo pensiero accentrato solo ed
esclusivamente sulla immensità inestimabile di AMORE di COLUI che ha voluto Donare SE
STESSO per salvare me, te e tutti gli uomini.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia
Lettera al professore Matteo Coco. S. Marco in Lamis (Fg)
Foggia, 9 gennaio 1883
Carissimo in Gesù,
tramite l'amico e collega Guida mi è pervenuta copia della "recensione" da te
fattami al Libricino "Nu Poche de Bibbie".
Essa è stata da me tanto gradita da essere riletta più volte, perché riscoprivo sempre qualcosa
di nuovo nelle tue parole come quando, rileggendo quelle poesie le ritrovo sempre più
meravigliose, tanto da convicermi sempre più da essere, nella gran parte, plasmate dal tocco
dello SPIRITO SANTO per la mia disponibilità al PADRE CELESTE e al FIGLIO
GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO.
Hai saputo cogliere quasi il tutto che anima quelle liriche ed hai saputo, con una proprietà di
linguaggio spirituale, dare la giusta tonalità rivalutando ed inserendo il contenuto in una
prosa degna di essere non soltanto letta e gustata ma, soprattutto, vissuta.
Ti sono molto grato per il tributo dato all'Opera, modestissima nella sua mole materiale, ma
portentosa nel contenuto che ci dà la giusta dimensione di essere carenti, di essere
abbisognevoli dell'indispensabile: CRISTO GESU'!
EGLI, il FATTORE di ogni Bene, ha voluto servirsi della SUA creatura; forse, la più
difettosa, ma della stessa che ha saputo riscoprire la pienezza dell'Essenza della VITA e nello
stesso tempo capace di sapersi donare al SUPREMO BENE: GESU’.
Il SIGNORE GESU’ ha benedetto l'aiuto che hai dato alla SUA Opera.
EGLI non dimenticherà mai la tua disponibilità data in questa circostanza ed io, anche se
indegno amico di GESU’, terrò sempre in buon conto quanto hai fatto per LUI.
Abbiti il mio sentito, affettuoso e fraterno abbraccio in COLUI che è l'Essenza d ogni Essenza
di Bene: GESU'!
Eugenio.
Lettera al fratello Giorgio Girardet - 1+1 Protestantesimo - Roma 243
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Foggia, 2 febbraio 1994
Caro in Cristo,
ci corre l'obbligo di inviarti una copia della nostra ultima pubblicazione "La
Dimensione Eterna" perché tu , insieme ai tuoi confratelli, possa meditarla e sentirci,
eventualmente, prossimamente.
Ti raccomandiamo di tenerla nella dovuta considerazione.
Fra non molto ci sarà consegnato il seguito di essa e sarà nostro dovere farti pervenire una
copia.
In CRISTO GESU’ abbiti il nostro sentire.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia -
Lettera al fratello Giorgio Girardet - 1+1 Protestantesimo - Roma -
Foggia, 11 aprile 1994
Signor Gira
le inviamo una copia de "Il Terzo Libro dopo il Vangelo" perché così ci viene
"comandato".
Non v'è in noi alcuna pretesa di riscontro, tanto siamo abituati a confrontarci con gente che al
cospetto del CRISTO sa di una pigrizia non confacente al nome di "cristiani".
Lo scopo dell'invio del Libretto è quello di sollecitare i più ad iniziare, già stando su questo
pianeta, un riscontro con la Realtà Futura.
Eugenio Marchesino
Lettera ai fratelli Carmelitani - Palermo Foggia, 17 marzo 1994
Cari in Cristo,
un grazie sentito per la rivista mensile che mi inviate perché essa, anche se non vi
ho trasmesso la mia offerta, mi porta a riconoscere il vostro costante ricordo alla mia persona.
Nel prossimo futuro penserò, tramite voi, ai vostri cari indigenti.
Lo scopo di questo mio scritto è ben altro: esso è dovuto alla mia ultima pubblicazione che
ritengo necessaria inviarvi.
Spero che ne prendiate la dovuta visione e, allorquando, avrete da farmi dei rilievi, fatemeli
con molta semplicità e tanta chiarezza perché voi, quanto me, sapete che il confrontarsi
spiana, sempre più, la via per giungere alla Verità: al CRISTO!
Nell'attesa di un vostro gradito riscontro, vi abbraccio in CRISTO GESU’.
Eugenio Marchesino.
Lettera ai fratelli della Comunità monastica di Bose -Magmano Vercelli
Foggia, 17 marzo 1994
Cari in Cristo,
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da un articolo de " Il Messaggero di S. Antonio" ho appreso della esistenza della
vostra Comunità.
Sono anch'io un ecumenico nella fede cristiana e, per molti anni ho patito il travaglio della
divisione dei cristiani:
Il mio tormento ebbe inizio nel lontano 1957, quando insegnante di una classe rurale, ebbi il
primo approccio con i fratelli protestanti.
Io, cattolico tradizionalista per eredità materna, mi trovai per la prima volta in un podere del
luogo perché invitato dai genitori dei miei scolari, a pregare con i fratelli "evangelisti".
Da quel momento ebbe inizio in me una crisi spirituale.
Non potevo concepire come i "protestanti" pur glorificando in GESU’, DIO –PADRE e lo
SPIRITO SANTO potessero essere divisi da noi cattolici.
Il trauma di quella sera si fece strada sempre più preponderante nel mio spirito e nel mio
cuore. Tanto che ricorsi a meditare profondamente, per giorni e giorni, il "Nuovo
Testamento" invocando GESU’ per darmi i lumi tramite lo SPIRITO di VERITA’.
Indescrivibile fu il mio tormento ed il mio lottare per lunghi mesi fino a quando uscii allo
scoperto.
Cominciai a frequentare le diverse confessioni cristiane: dalle evangeliche a quelle dei
Testimoni di Geova e dei Mormoni.
Con tutti i fratelli delle diverse confessioni ebbi approcci e diatribe che avevano un solo,
unico e sacrosanto scopo: l'Unità dei Cristiani!
Per anni frequentai tutte le confessioni cristiane che pullulavano nella mia città, senza
escludere quella della chiesa cattolica, verso la quale ero più risentito.
Nello stesso tempo cominciai una corrispondenza epistolare con eminenti personalità delle
diverse confessioni cristiane, nonché quella con i laici di una certa portata teologica.
Molte di quelle personalità preferirono non darmi alcuna risposta rimanendo, quindi, in
quella "apatia" che sconfessa l'appartenenza alla CHIESA di CRISTO.
Nel 1981, riuscii nella mia città di adozione a riunire alcune confessioni e fu il "primo
momento" che mi fece conoscere la mia totale appartenenza al CRISTO.
Per motivi personali e famigliari, mai trascurando anzi intensificando il mio rapporto con
CRISTO GESU’, cessai di avere incontri intensi con i fratelli di tutte le confessioni cristiane
ed elaborai il Primo libro dopo il Vangelo in dialetto foggiano "Nu poche de Bibbie" il quale
fu preceduto da "Lo Scandalo dei Cristiani".
Del primo Libro vi invio una copia perché possiate constatare quanto lancinante fosse il mio
soffrire per la divisione dei "falsi" cristiani e comprendere, come la CHIESA del CRISTO è
unita è persevera nei secoli e per tutta l'eternità.
Tanto è scaturito dall'avere appreso della esistenza della vostra comunità a cui giunge il mio
auspicio di "perseveranza".
Se a voi farà piacere risentirci, non esiterò ad evidenziarvi quanto mi è stato dato dal "mio"
GESU’, attraverso le successive pubblicazioni.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia -
Lettera ai componenti la Comunità di Bose - Magnano - Vercelli Foggia, 31 maggio 1994
a circa due mesi dall'invio della nostra lettera con l'unita copia dello "Scandalo dei Cristiani",
ci corre l'obbligo farvi constatare che, purtroppo, non rispondendo a chicchessia si rientra
non nella cerchia di coloro che si denominano "cristiani" (infatti in essi non v' è nemmeno la
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parvenza), ma nella cerchia di coloro che non conoscono i principi elementari della
convivenza civile.
Parlare di CRISTO, per me, con un qualunque essere umano significa cibarmi spiritualmente
ed acquisire, sempre più, una conoscenza perfetta di COLUI che "E'".
Bando a questi discorsi che non trovano asilo in esseri non disponibili allo SPIRITO
d’AMORE
Accludiamo una copia del Secondo e del Terzo Libro dopo il vangelo, perché così ci viene
"detto".
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera al fratello Marco - Comunità del Miscano - Fortore Foggia, 5 aprile 1994
Ancora in Cristo,
relativamente inspiegabile è il tuo silenzio: cosa è successo? Perché non ti fai sentire?
E' stata, forse, l'influenza di qualche vescovo a farti troncare il rapporto col tuo fratello
Eugenio?
Voglio sperare che questa mia allusione non abbia alcun riscontro e che il tutto sia dovuto ai
tuoi onerosi impegni.
Aspettavo di sentirti a Pasqua per darti notizia della mia ultima pubblicazione "Il Terzo
Libro dopo il Vangelo" che t'invio tramite raccomandata.
Spero che tu la mediti profondamente e ne trai le dovute certezze per una futura migliore
allogazione.
Dall'elenco degli offerenti potrai rilevare come il tuo nominativo è stato perpetuato nell'invio
del danaro ai bambini della Somalia.
Ora aspetto la tua offerta per i bambini della Iugoslavia e, nello stesso tempo, un tuo riscontro
che mi rassicuri sul tuo stato spirituale nonché fisico.
Un fraterno abbraccio nel "mio" GESU’.
Eugenio
Lettera all'arcivescovo di Catania
Foggia, 5 aprile 1994
Monsignore.
Ti abbiamo seguito in televisione in una intervista televisiva sulle "presunte"
apparizioni e sentiamo doveroso sottoporre alla tua visione una copia della "Dimensione
Eterna".
Fra i tanti fenomeni e le tante "presunte" apparizioni che, oggi, si evidenziano e turbano lo
spirito di molti, ebbene soffermarsi a riaffermare la sola ed unica Realtà: la centralità del
CRISTO nell'Universo, cosi voluta dal PADRE CELESTE e dallo SPIRITO SANTO.
Fraternamente in CRISTO GESU’.
Eugenio marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
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Lettera all'arcivescovo di Catania
Foggia, 11 aprile 1994
Caro in Cristo,
non ho il piacere di conoscerti personalmente, ma l'avere ricevuto il tuo
ringraziamento per la pubblicazione inviatati mi fa pensare che sei disponibile al "BENE".
Per quanto sopra devo annoverarti nella cerchia di coloro "Eccezione fatta per alcuni"che
sono disponibili a far parte dei "Prescelti" e degli "Eletti".
E' mio dovere inviarti una copia del prosieguo della "Dimensione Eterna": "Il Terzo Libro
dopo il Vangelo".
Meditandola potrai comprendere a cosa mi riferisco parlando di coloro che fanno parte della
cerchia di "Eccezione fatta per Alcuni".
A questa aliquota, grazie al "mio" GESU’, appartengono anche gli otto miei figli.
L'essere inseriti in essa significa avere spianata la strada che porta alla elezione degli "Eletti"
e dei "Prescelti".
Sarebbe mio desiderio che tu approfondissi il contenuto di entrambi i libretti per trarne i
benefici che da essi vengono elargiti.
Ricevi il mio "grazie" sentito ed i miei affettuosi saluti.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia -
Lettera a monsignor De Giorgi -assistente nazionale- Roma
Foggia, 29 aprile 1994
Caro in Cristo,
sono trascorsi diversi anni da quando lasciasti la città di Foggia.
In uno dei nostri incontri nella chiesa del Carmine Nuovo ebbi a predirti l'ascesa alla corte
cardinalizia, ma a tutt'oggi constato che tanto non si è realizzato.
A quando la nomina a cardinale? Sono certo che presto sarai soddisfatto nella tua
aspirazione.
Questo mio scritto è stato stimolato dalla mia pubblicazione "La Dimensione Eterna" che
invio a quanti prelati mi vengono segnalati e, quindi, è giusto che anche tu ne riceva una
copia.
Essa è scaturita dal mio rapporto costante ed intenso col "mio" GESU' ed è quindi d'obbligo
farla conoscere a quanti più posso, sempre in relazione al numero delle copie che mi è stato
dato stampare.
Il mio desiderio e che tu possa meditarla per conoscere, sempre più, la prodigalità d'AMORE
del DIO -CRISTIANO.
Fraternamente Eugenio.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera a monsignor De Giorgi -assistente nazionale -Roma-
Foggia, 13 giugno 1994
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Non è piacevole, né doveroso dover riscrivere a chi, nonostante l'invio di una lettera
raccomandata e di una pubblicazione "rivelata" che mette in risalto in modo assoluto la
Personalità del CRISTO, rimane infingardo.
Bisognerebbe aggregare tali persone in una cerchia di "proscritti" ed ignorarli del tutto.
Tanto nasce da un sentire profondamente umano e confermato dal rapporto costante col
CRISTO.
EGLI, però vuole, anzi comanda, l'invio de "Il Terzo Libro dopo il Vangelo", perché in esso è
decretata la loro posizione nel prossimo Futuro.
E noi fedelissimi al "nostro" GESU’ eseguiamo non il SUO consiglio, bensì il SUO
"comando".
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5- Foggia-
Lettera al Direttore della Casa di Sollievo Sociale - Milano
Foggia, 9 maggio 1994
Stimatissimo Direttore,
ho ricevuto la sua lettera e le sue eccessive parole di ringraziamento mi
hanno confuso e direi quasi mortificato, perché l'avere donato una piccolissima briciola alla
sua Casa non è certo degno di tanta gratitudine.
Io che ho un rapporto intenso col "mio" GESU’, grazie a LUI, ho la capacità di sapere
discernere quanto di poco bene riesco a fare.
L'Essenza assoluta della mia esistenza è CRISTO ed è a LUI che dobbiamo il "Tutto" per
averci proiettati, nel prossimo Futuro, ad una Dimensione di Felicità Eterna.
Io vivo , quotidianamente, il mio rapporto intenso col NOSTRO SALVATORE, nonostante le
mie precarietà connaturali e le mie debolezze, dalle quali non si può essere scevri.
Ciò che è fondamentale, ciò che è indispensabile per l'uomo rientra nella disponibilità di dare
allo SPIRITO di VERITA’ la possibilità per la conoscenza di AMORE infinito del PADRE
CELESTE che ha voluto insieme allo SPIRITO SANTO essere partecipe dell'OLOCAUSTO
del SUO Amabilissimo FIGLIO per ridare all'umanità l'eredità dissipata.
Le invio una copia de "La Dimensione Eterna" in cui viene esplicitato, a quanti disponibili
allo SPIRITO d’AMORE l'indicibile, l'indescrivibile e l'incommensurabile AMORE del DIO
-CRISTIANO.
Fraternamente in CRISTO GESU’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 6 -Foggia -
Lettera al parroco del Santuario di S.Antonio - Foggia.
Foggia, 4/ 6/94
Caro teologo,
giusta promessa fattati al salone "Giada" il 21 u.s. t'invio una copia delle mie due ultime
pubblicazioni: "Il Secondo ed il Terzo Libro dopo il Vangelo".
Essendo tu professore di teologia spero, mi auguro, che potrai farmi dei rilievi confacenti alla
tua formazione teologica.
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Cerca di non essere infingardo in materia come lo sono stati molti altri prelati, i quali non
potendo confutare una realtà assiomatica contenuta nei due libretti, hanno preferito
l'anonimato.
Al cospetto del CRISTO ti chiedo di non far parte di quella cerchia non definibile.
Sono in attesa di un tuo riscontro o anche di un tuo incontro.
Eugenio Marchesino -via don Sturzo, 5
Lettera all'arcivescovo Settimio Todisco - Ostuni (Brindisi)
Foggia, 8 settembre 1994
Monsignore,
ho appreso dal quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno" del tuo drastico
intervento nei confronti di quanti credono nelle fantomatiche apparizioni della Madonna in
contrada "Uggio".
La tua iniziativa fortemente avallata dalla mia persona, amica del CRISTO, dovrebbe essere
di sostegno e di incitamento a tutti gli alti prelati e, in particolare, allo stesso Giovanni Paolo
II, perché si possa ovviare a queste e a tante altre credenze pagane diffuse su tutto il pianeta.
CRISTO è venuto sulla Terra una sola volta ed ha esperito quanto è dovuto all'uomo per
poter giungere, facilmente, alla Futura Dimensione di Felicità Eterna da LUI guadagnatagli.
L'umanità è prossima ad auto -distruggersi e tanto orrore è dovuto al fatto che essa si
allontana, giorno dopo giorno, dal fulcro della Vita: dal CRISTO!
Colgo l'occasione per inviarti una copia del Secondo Libretto dopo il Vangelo, La Dimensione
Eterna, da me pubblicata.
Un sentire fraterno in CRISTO GESU’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia
Lettera a monsignor Giuseppe Costanzo - arcivescovo di Siracusa Foggia, 15 dicembre 1994
Monsignore,
ti abbiamo intravisto in televisione, quando si riproponeva il documentario sulle
lacrime del simulacro della madonna di Siracusa.
Tutti questi inspiegabili ma non già divini fenomeni, adducono il popolino alla credenza del
"miracolo".
Tanto è comprensibile per la gente male informata, non acculturata sull'insegnamento del
CRISTO e non disponibile ad essere penetrata dallo SPIRITO SANTO per poter discernere
l'Unico Miracolo del PADRE CELESTE: la OBLAZIONE del CRISTO.
Però, tanto non è accettabile quando prelati o, addirittura, la somma gerarchia ecclesiastica si
lascia coinvolgere e declama affermativamente la presenza del miracolo.
Tutto ciò porta a comprendere come si è lontani dalla conoscenza della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’, quindi dalla portata gloriosa della Donazione del CRISTO e
della SUA potenzialità che porta alla salvezza "Tutti" gli uomini.
A compendio di quanto vorremo esprimere, t'inviamo una copia del Secondo e del Terzo
Libro dopo il VANGELO.
Un sentire fraterno in CRISTO GESU’.
Eugenio Marchesino
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250
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera a don Donato Coco
NATALE 1994
Carissimo Donato
ho tanto gradito il tuo cenno di riscontro alle mie due ultime pubblicazioni ed
ammiro il tuo pensiero sulla Libertà, dono grandioso concessoci dal DIO -CRISTIANO e
potenziato dal CRISTO insieme allo SPIRITO di VERITA’.
E' vero che la venuta del "mio" GESU’ sulla Terra ha completato e resa evidente la PAROLA
del PADRE CELESTE, però è anche vero che il SUO parlare è di una portata infinita e che,
giorno dopo giorno, viene riscoperto con l'ausilio dello SPIRITO SANTO, perché alla fine dei
secoli potrà essere sviscerato nella SUA totalità.
La penetrazione del pensiero del CRISTO è così immensa che solo attraverso tutti i secoli e
coadiuvati dallo SPIRITO SANTO potrà essere palese nella SUA intierezza.
Amatissimo Donato, non è mia velleità, né mia prerogativa convincere te e altri a condividere
quanto mi è stato "dato".
A me corre solo l'obbligo di divulgare quanto il "mio" GESU’, nonostante le mie
incontestabili debolezze e precarietà, mi ha fatto conoscere.
Agli spiriti nobili è concesso penetrarLo e possederLo.
Non mi dilungo perché non mi è consentito farlo, mi auguro però che in qualche futura
circostanza, piacendo al "mio" GESU’, potremo meglio chiarire, in parte, il pensiero del
NOSTRO SIGNORE GESU’.
Nei tuoi riguardi riconosco un sentire di stima, dal quale raramente mi sento pervaso.
Ti abbraccio, augurandoti un Natale ed una Pasqua che ogni cristiano dovrebbe vivere ed
evidenziare quotidianamente.
Eugenio
Lettera a monsignor Grillo - vescovo di Civitavecchia - Roma Foggia, 9 febbraio 1995
Monsignore,
le sconcertanti notizie che si continuano ad apprendere dalla televisione e dalla
stampa intorno ai simulacri che piangono o emettono gocce di sangue, a noi credenti
nell'unico SIGNORE, GESU' CRISTO, ci lasciano sgomenti; soprattutto per la credenza di
molti alti prelati che si lasciano coinvolgere ed inneggiano al miracolo!
E' vero che tali fenomeni, che nulla hanno del divino, incidono anche sulla psiche umana ma
è, anche, vero assiomatico che essi non dovrebbero scalfire minimamente quanti sono
permeati dallo SPIRITO di VERITA’.
Se è vero, come è estremamente vero, che l'unico miracolo Glorioso operato dal DIO CRISTIANO è la DONAZIONE, alla umanità intera, dell'unico SUO FIGLIUOLO GESU’,
tramite lo SPIRITO SANTO, nessun'altra parvenza di miracolo dovrebbe scuotere i "veri"
credenti in LUI.
Non ti sembra che GESU’ sia stato intensamente chiaro (Nessuno viene al PADRE se non
attraverso Me) per poter comprendere che bisogna, indispensabilmente, accettare il CRISTO
nella SUA totale intierezza, preponendolo ad ogni Bene e ad ogni Affetto e GlorificandoLo nel
PADRE CELESTE e nello SPIRITO SANTO?
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Certamente questo parlare è assai duro per i "molti", i quali per la loro tiepida fede o,
addirittura, pagana credenza hanno bisogno di incentivi che li soddisfino e vanno alla ricerca
di simulacri che piangono o sudano gocce di sangue.
Così operando essi diminuiscono la potenzialità del DIO -CRISTIANO che si è Immolato per
dare la pace nei cuori a coloro che credono "solo" in LUI e la prospettiva di raggiungere,
facilmente, la felicità Eterna nella Nuova Dimensione.
Con l'occasione, monsignore, ci corre l'obbligo di inviarti una copia del Secondo e del Terzo
Libro dopo il Vangelo.
E' un obbligo da parte nostra ma ,soprattutto, la gioia di soddisfare il desiderio di COLUI che
"E'"!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia -
Lettera a monsignor Grillo -vescovo di Civitavecchia - Roma
Foggia, 5 aprile 1995
Monsignore.
Siamo gli autori dei due Libretti che t'inviammo tempo addietro: "Il Secondo ed il
Terzo Libro dopo il Vangelo".
Pochi minuti fa, abbiamo appreso dalla TV attraverso la tua parola come il simulacro che
dovrebbe rappresentare " la Vergine Santa" abbia lacrimato ancora e per giunta nelle tue
mani.
Che tanto si sia ripetuto e alla tua presenza non vuol dire, minimamente, che sia da attribuire
al "miracolo".
Senz'altro il fenomeno è sconcertante e va al di là della conoscenza umana ma, giammai, la
qualcosa dovrebbe scalfire un discepolo del CRISTO che deve attribuire tali manifestazioni
alle energie del Male che vorrebbero oscurare l'infinita potenza spirituale del CRISTO ed
offuscarne, ancora di più, la SUA OBLAZIONE: Unica, Sola e Vero Miracolo da attribuire al
DIO-CRISTIANO che ha soddisfatto ogni richiesta dell'uomo.
Anzitutto, "i maestri" della teologia cristiana dovrebbero sviscerare e manifestare la
inesauribile MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO che si è immolato insieme al SUO
Amatissimo FIGLIO GESU’ e allo SPIRITO SANTO per riscattare "Tutto" il peccato del
mondo, affinché i sub - uomini comprendano, sin d'ora, la finalità della SUA incomprensibile
DONAZIONE e possano giungere in tempi ristretti nella zona "Paradisiaca".
A te, noi diciamo di "persistere" nella VERITA’ fino alla fine e di non propagandare quanto è
diametralmente opposto e in opposizione all'AMORE: quell'AMORE che voi definite
"mistero", ma che in realtà altro non è se non la conoscenza di quel GESU’ che è venuto a
farci conoscere, nella giusta ESSENZA, il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO ignorati
da voi e da quasi tutti i sub della terra.
Un sentire fraterno nel "nostro" GESU’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia -
Lettera a monsignor Grillo - vescovo di Civitavecchia - Roma Foggia, 2 giugno 1995
Monsignore,
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nonostante le sentite esortazioni espresse nelle mie due raccomandate inviateti e
che mi provenivano dal rapporto poco credibile, per voi, col "mio" GESU’ e che
concitatamente ti invitavano a dissentire da specifiche credenze pagane, hai continuato a
sostenere simili storture che annebbiano la "LUCE" promulgata dal CRISTO.
Ho, quindi, continuato a seguire per televisione quel fatiscente miracolo e non ti nascondo che
c'è stata tanta sofferenza, non solo da parte mia ma anche e, soprattutto, da parte di chi ha
sempre sostenuto ed insegnato: "Fate quello che GESU’ vi dice"!
Riguardo alla Vergine Santa ci tengo a precisarti che la devozione e l'ossequio che Le porto
non ha niente a competere con te e con i molti alti prelati, il papa compreso…
A Lei ho dedicato, tempo fa, una Lirica nella quale viene celebrata ed esaltata la Sua umiltà,
unica, fra tutte le donne di tutti i tempi, nonché la Sua disponibilità verso l'ALTISSIMO che
non ha pari.
La Madonna, rientra in uno dei precipui motivi, dati all'uomo, esaltanti per rendere Gloria al
DIO -CRISTIANO.
Tanto ho premesso, perché tu e tanti altri alti prelati e, soprattutto, l’ingenua massa dei
tradizionalisti cristiani, non abbiate parvenza alcuna, a dubitare dell'ossequio sentito e
sconfinato che Le porto.
Ieri sera seguendo il telegiornale delle ore 20.00 ho assistito a quanto di abominevole si possa
commettere nei confronti dell'AUTORE della Vita Spirituale, del SUO FIGLIO GESU’, dello
SPIRITO SANTO ed anche della stessa Vergine Santa.
E' questo il motivo irriducibile che mi ha spinto a riscriverti e per esprimerti il mio
sbigottimento ed anche il mio immenso dolore: tanto dolore mi viene suggerito da GESU’ ed è
stato provocato, non tanto dal vedere baciucchiare quel feticcio dalla povera gente, ignorante
della spiritualità vissuta e predicata da GESU’, quanto il vedere te baciucchiarlo.
Fratello,poco tempo ci rimane ancora ad essere ospiti di questo microscopico pianeta, quando
prima saremo ammessi nella immensità della "Iperconscia", dove tutte le esecrandi azioni
richiederanno un'auto -purificazione dura e prolungata.
Continua la mia esortazione affinché tu possa convertirti e rinnovarti.
Eugenio marchesino
via don Sturzo,5 -Foggai _
Lettera al fratello Aurelio Maschio -Matunga Bombay - IndiaFoggia, 24 febbraio 1995
Caro in Cristo,
" Qualunque cosa avrete fatto al più piccolo di questi bambini lo avrete fatto a
Me".
Questo pensiero del NOSTRO SIGNORE GESU’ fa eco alla tua opera meritoria nei confronti
di quei bambini abbandonati e denutriti.
Grande è il SIGNORE, DIO -PADRE; infinito il SUO AMORE; inesauribile la SUA
MISERICORDIA; immensa la SUA BONTA’; perfettissima la SUA GIUSTIZIA!
Il Tutto si accentra in CRISTO GESU’, Unico FIGLIO dell’ALTISSIMO; il Solo che ha
espiato ogni crudeltà dell'uomo; l'Insostituibile che ha mediato per la espiazione di tutti i
peccati.
Ogni lode, ogni Grazie, ogni riconoscenza e tutta la GLORIA vanno rivolti a LUI e per mezzo
di LUI e dello SPIRITO SANTO, al PADRE CELESTE!
Ognuno di noi è stato glorificato dalla SUA OBLAZIONE; ogni uomo è salvo per la SUA
mediazione; ogni essere umano è stato proiettato, per SUO volere, nella Felicità Eterna.
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Nessun altro, quindi, può intercedere per alcuno; nessun altro può vantarsi di mediare per gli
altri; nessun altro deve essere celebrato all'infuori della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA’.
Altrimenti si cade nella forma più spietata di paganesimo: si profana il SUO infinito
AMORE; l'inesauribile SUA MISERICORDIA; l'immensità della SUA BONTA’; la
perfettissima SUA GIUSTIZIA: si circoscrive l'Infinito, si relativizza la SUA Possanza, la
SUA Incommensurabilità, la SUA Assolutezza.
Nel momento in cui si vuole cercare di seguire GESU’ nel SUO insegnamento, nelle azioni da
LUI compiute, possibilmente fino al Calvario, viene spianato l'immediato accesso nella zona
"Paradisiaca": "Oggi stesso sarai con Me in Paradiso"!
Tutto ciò deve portare a comprendere che non bisogna idolatrare coloro che, sostenuti dalla
Grazia perché disponibili, riescono a raggiungere un grado di santità:essi vanno presi solo
come esempio per cercare, con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, di percorrere le stesse tappe e
poter giungere al termine di questo pellegrinare, con immediatezza nella NUOVA TERRA
preparata e guadagnata a tutta l'Umanità dall'AMORE infinito e consensuale del PADRE al
FIGLIO e del FIGLIO al PADRE che dà Vita e si realizza nell'Essenza dell' AMORE: Lo
SPIRITO SANTO!
Non bisogna mai azzardare di chiedere aiuto a "coloro" che incapaci di gestire il
TESTAMENTO di GESU’, assurgono a "maestri" della PAROLA portando agli altari
uomini che per disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ vengono tradotti nella Patria Celeste
e dalla quale continuano a suggerire, che l'UNICO che ha mediato per la loro Salvezza e per
la nostra, è CRISTO SIGNORE!
A TE GESU’ la Lode e la Gloria eterne perché. mediante lo SPIRITO d’AMORE, hai
penetrato il mio spirito e hai concesso allo stesso di esporre l'assiomatica realtà "PATERNA"
del DIO -CRISTIANO rivelatami per mezzo di "Nu Poche de Bibbie, La Dimensione Eterna e
il Terzo Libro dopo il Vangelo"
Beati sono quelli che su questo pianeta si dispongono allo SPIRITO SANTO e riescono a fare
proprio quanto viene loro rivelato.
CRISTO è il "TUTTO"; CRISTO è L'Unico Mediatore; pertanto, il PADRE CELESTE con
lo SPIRITO SANTO non ha concesso a nessun altro di mediare presso SE STESSO per la
salvezza dell'uomo!
Auspico a tutti i sub della terra e a te, in particolare, di fare altrettanto perché è desiderio del
CRISTO di ricevere , quanto prima, tutti nella PATRIA da LUI preparata; e, tale desiderio, è
esteso prioritariamente ai SUOI amici.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera a monsignor Martini - arcivescovo di Milano Foggia, 9 aprile 1995
Caro in Cristo,
dopo avere udito la tua parola in TV che ha evidenziato una "certa" diffidenza
sui simulacri che piangono, mi viene "detto" di dirti: "Persevera nella fede solo in CRISTO".
Sei uno dei pochissimi che cerca di rientrare nei disponibili e fare parte dei "prescelti".
Spero ti ricorderai di me perché, tempo addietro, t'inviai una copia delle mie due ultime
pubblicazioni: "La Dimensione Eterna" e "Il Terzo Libro dopo il Vangelo".
Ammiro la tua perspicacia in materia di fede che mi ti fa sentire vicino e mi invita ad esortarti
a penetrare, sempre più, l'ineffabile MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO.
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Per la stima di cui sopra, t'invio copia delle due lettere trasmesse al vescovo di Civitavecchia
perché abbia a ravvedersi.
Un saluto fraterno in CRISTO GESU’.
Eugenio Marchesino
Via don Sturzo, 5- Foggia-
L'Apoteosi della Santissima e Gloriosissima Trinità nelle mie Epistole
( J'ACCUSE)
(2a parte)
INNO ALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA'
Tu, GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’
irradi l'Universo tutto col Tuo Amore
immenso, infinito ed eterno e noi,
tuoi amanti, ne percepiamo una parvenza
e riusciamo a cogliere
una frazione infinitesimale
di una piccolissima gocciolina
che ci fortifica nello spirito,
ci sostiene nel morale
e ci aiuta nel fisico.
Gloria in eterno a Te
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
E. M.
PREGHIERA
AL DIO - CRISTIANO, AL COLOSSO DELL'UNIVERSO,
ALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Gloria a Te, DIO –PADRE CELESTE mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore,
Gloria a Te, Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore,
Gloria a Te, Spirito Santo mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore
Generato dalla Totale Donazione del Padre Celesteal Figlio e del Figlio al Padre.
Gesù mio, Tu sei il "mio" Gesù.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Dio e il mio Signore, insieme al
Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il "Tutto" per me, insieme al Padre
Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore.
Gesù mio, Tu sei l'Amore infinito ed eterno per il Padre Celeste Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore e per lo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore.
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Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei l'Amico mio unico e solo al
mondo, insieme al Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo
Santissimo e Gloriosissimo d'Amore.
Spirito Santo mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Bene Assoluto insieme al
Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e a Gesù Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore fa che io Ti ami sempre, sempre e sempre di
più in assoluto e in eterno, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosisimo d'Amore e
allo Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per tutto ciò che dai.
prioritariamente a me, ai miei figli, alla mia casa, alle persone che mi vogliono bene, agli
spiriti dei miei cari che sono passati nella Nuova Dimensione e a tutti gli spiriti che vengono
traslati nella IPERCONSCIA.
Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per la conoscenza
sempre più grande che mi dai del Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello
Spirito Santo Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore.
Spirito Santo mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per tutto ciò che dai ai
miei figli: Pino, Marilice, Luciana, Massimo, Tonio, Patrizio, Maria, Checco; ai figli dei miei
figli: Andrea, Luca, Fabrizia, Giampaolo, Simona, Marco, Francesca, Chiara, Daniele,
Alessio.
Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore Tu sei la Gloria infinita ed eterna del
Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore.
Spirito Santo mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria infinita ed eterna del
Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e di Gesù Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria infinita ed eterna del Padre
Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore.
Questa preghiera viene evocata da me, integralmente, due volte al giorno; mentre, in
alternativa, durante la giornata la SANTISSIMA e GLORIOSISSIM TRINITA’ viene
Glorificata con alcune delle sue parti.
Ogni qualvolta che la mia bocca invoca il Nome Santissimo e Gloriosissimo del Padre Celeste,
del Figlio e dello Spirito Santo, la mia mente ed il mio cuore sono rivolti al Dio -cristiano,
onde dare consistenza alla invocazione di Dio Padre, Dio -Figlio e Dio -Spirito Santo.
A questa preghiera partecipano tutti i Santi, cittadini della NUOVA TERRA, santificati dal
CRISTO e non già quelli proclamati dal papa.
e.m.
INTRODUZIONE
Ho voluto integrare questa composizione di Epistole, perché "ispirato" dallo SPIRITO
SANTO, con un numero considerevole di lettere raccomandate e ricavate dalla cernita fra le
centinaia e centinaia inviate, in gran parte, ai massimi responsabili dell'attuale condizione
disastrata e disastrosa della Umanità
Esse costituiscono un continuo "J'acccuse" a quanti sordi e ciechi alla penetrazione della
"Parola", continuano imperterriti nella deformazione della Stessa.
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Ignari, in parte, di quanto dura e prolungata sarà la loro auto -purificazione nelle sezioni
della "Caina"!
In queste lettere di condanna al papa e ai diversi principi, conti, marchesi e baroni della
chiesa cattolica, fanno eco nella descrizione anche i richiami ai responsabili delle altre
"professioni" cristiane.
Queste ultime, in senso categorico e in gran parte hanno scemato l'appalto, tenuto in assoluto
nel passato dalla chiesa cattolica e da quella ortodossa e si accaniscono a condannare i "sub"
della terra alla pena eterna, come se essi ne fossero scevri da essa e, presuntuosamente, nel
ritenere, ognuna, di essere la vera"chiesa"
Nel mentre si afferma tanta negatività da parte di tutte le “professioni” cristiane innanzi
menzionate, emerge dalla lettura delle lettere inviate ad uno dei "prescelti", Antonio Ricci,
non la speranza ma la certezza dell'AMORE infinito, della MISERICORDIA inesauribile e
della GIUSTIZIA perfettissima della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’: il DIO CRISTIANO!
In quasi tutte le lettere si rileva l'inestimabile ed impenetrabile dono della MISERICORDIA
della TRIADE DIVINA (il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo) che pervasa dall'Amore
inestinguibile, antepone l'AMORE e la MISERICORDIA alla GIUSTIZIA perfettissima del
DIO –CRISTIANO!
Nelle lettere al papa e alla gerarchia ecclesiastica viene fatto risaltare come la massima
ovazione, fatta dagli stessi a "santini" e a "madonne" ed estesa al popolino ignorante della
conoscenza della TRIADE DIVINA, non fa che oscurare e deturpare l'immensità Munifica e
Magnifica della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Tanta ostinata degenerazione viene contrastata dal contenuto delle lettere inviate al fratello
spirituale Antonio Ricci e nelle altre tante lettere inviate ai maggiori responsabili di questa
inconcepibile deformazione della "PAROLA", nelle quali si viene a significare che la
penetrazione, anche se sparuta, della VERITA' a mezzo dello SPIRITO SANTO porta alla
conoscenza della TRIADE DIVINA ( il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), alla
Quale, solo e sempre, deve essere rivolto L'INNO eterno di GLORIA unitamente al GRAZIE
eterno"!
Man mano che si procede nella lettura dell'Opera si evidenziano, con grande solennità, i
traguardi raggiunti dall'autore, con lenta ed illuminata percezione, nella conoscenza sempre
più limpida del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, tramite il CRISTO!
Come pure va rilevato che la pacatezza e le esortazioni fatte, in uso, in moltissime prime
lettere, perdono tale entità nel corso dell'appropriazione, seppure limitata, della conoscenza
della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, misconosciuta dalla maggior parte dei
"tutori" della PAROLA e si tramutano in richiami duri e in condanne che attendono quanti
che, servendosi del nome del CRISTO, vivono una vita in netta opposizione a quella vissuta
dallo STESSO CRISTO e all'insegnamento dello STESSO.
Infatti, essi, perché disinformati a causa della loro ostilità a lasciarsi penetrare dallo SPIRITO
di VERITA’ calpestano sentieri che sono agli antipodi di quello percorso e tracciato dal
CRISTO, portando sugli stessi sentieri la "povera" ed ingenua gente.
Pertanto, in queste lettere si fa rilevare come la venuta di GESU’ in mezzo a noi, ha come
obiettivo precipuo ed indispensabile la conoscenza del SUO DIO e PADRE e che si antepone,
anche, al SUO OLOCAUSTO.
Una tale penetrazione si raggiunge solamente tramite lo SPIRITO SANTO, fattoci conoscere
da GESU’ e da lui elargitoci.
Perciò, viene marcatamente menzionato che tale appropriazione della conoscenza e, quindi,
del possesso del PADRE CELESTE dovrebbe essere di appartenenza di tutti gli uomini,
affinché si possa partecipare a quelle prerogative di Munificenza e di Magnificenza elargiteci
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dal DIO -CRISTIANO tramite GESU’ e lo SPIRITO SANTO: l'Adozione, di tutti, a FIGLI
del PADRE CELESTE!
Questa impenetrabile ed inconcepibile condizione concessa ai disponibili, perché la massa
degli uomini viene istradata su vie falsate, ancor prima che i loro spiriti verranno proiettati
nella Dimensione Futura, darà loro la certezza di bruciare in tempi assai ristretti le loro colpe
nella Iperconscia ed essere ammessi rapidamente nella NUOVA TERRA: La Zona
Paradisiaca!
Per poter giungere e raggiungere questa percezione di GRAZIA, ripeto, bisogna dare la
disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ che soffia in ogni direzione, in ogni luogo ed in ogni
tempo dalla venuta di GESU’ in mezzo a noi!
Inoltre in quegli scritti "ispirati" viene ripetutamente fatto obbligo ai cosiddetti "vocati"
o"chiamati", detentori della "Parola" e travisatori della STESSA di non condannare alla
Gheenna o all'Inferno i peccatori, perché se fosse vero l'esistenza di quel mitico luogo,
moltissimi di loro, sarebbero i primi ad approdare in quel luogo di pena eterna,
Inoltre, viene fatto conoscere ai "dottori" della teologia cristiana, duri di cervice e ciechi e
sordi alla "Parola" che "chiamati" e "vocati" siamo tutti e non già moltissimi di loro,
completamente, ottusi e spastici all'apprendimento di ESSA!
l'autore
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 21 luglio 1998
Carissimo Antonio,
ieri sera sono tornato da una breve vacanza consumata a Vieste con mia
moglie in casa di uno dei miei figli.
Non ti nascondo che stando in quella località ti pensavo, anche perché ero desideroso di
sapere come avevi accettato il mio dono, piccolo nella mole ma di portata immensa nel
contenuto per coloro che vogliono vivere vicino al CREATORE.
Giunto nel portone di casa ho subito, avendo le mani ingombre dai bagagli, esortato mia
moglie a ritirare la posta.
Mentre lei attendeva a quanto le avevo chiesto, ho subito sbirciato la tua inconfondibile
lettera: sia per il colore, sia per la tua nota grafia.
Il descriverti il mio gaudio è il meno che io possa fare, perché ero ansioso di conoscere il tuo
pensiero su quanto mi è stato "dato" dallo SPIRITO di VERITA’.
Appena in casa, quindi, ho divorato con lo sguardo il tuo scritto che mi ha consolato perché
risentiva del "tocco" del "mio" GESU’!
A LUI vada il mio profondo e sentito "grazie" insieme al tuo, perché tanto hai fatto con quelle
singolari e meravigliose parole.
Voglia il "mio" GESU’ confortarti nelle esigenze materiali e morali di questa esistenza e,
particolarmente, arricchire il tuo spirito col SUO ineffabile AMORE.
Antonio, scusami se per ben due volte parlando del CRISTO ho usato il possessivo "mio".
Ci vorrebbero chili di carta ed una infinità di penne per chiarirti, in parte, l'uso di tale
possessivo.
A rendere alquanto esplicito un chiarimento a riguardo, ho pensato di inviarti una copia della
pubblicazione "L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole".
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"Meditando" quelle lettere, senz'altro il "mio" GESU’ potrà farti comprendere, in gran
parte, quanto non è possibile agli occhi di coloro che pur ritenendosi "dottori della Verità"
sono di dura cervice, ciechi e sordi perché resi tali dalla pochezza spirituale che li pervade.
In quella pubblicazione potrai rilevare gli spasimi lancinanti del mio spirito a causa della
incomprensione di molte persone care e, ancor più, a causa della codardia di quanti alti
prelati che hanno ricevuto i miei scritti, in gran parte, sotto la "ispirazione di COLUI che si
compiace di stare vicino a quanti disponibili ad essere penetrati dalla SUA PAROLA!
Carissimo, ti esorto a non essere sollecito a rispondermi a questa lettera; lo farai solo quando,
con pacatezza assoluta, avrai penetrato lo spirito angosciato di quelle pagine, ma anche e
soprattutto il sostegno che il COLOSSO dell’UNIVERSO ha concesso a me meschino, colmo
di debolezze e pregno di continue precarietà.
Abbiti un sentito e profondo abbraccio nel "nostro" GESU’.
Estendi il mio sentire cristiano a tua moglie e ai tuoi figli.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 31 luglio 1998-Giorno del Signore Gesù
Carissimo Antonio, fratello in Gesù Cristo,
le tue parole esaltanti ed edificanti si eguagliano ad una
copiosa rugiada che proviene dalla Zona Divina..
Lo SPIRITO di VERITA’ è sceso su di te e ti ha permeato col SUO AMORE, affinché tu
potessi spargere, attraverso il tuo scritto, tante piccole goccioline che rendono in modo
imperituro GLORIA alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’!
Quelle nobili e sentite espressioni non possono attecchire sulla mia umile persona pregna di
debolezze, di miserie e di colpe, anche se il COLOSSO dell’UNIVERSO che raggiunge le
profondità più ascose del nostro "io", mi rende pedana di lancio al tuo spirito, perché tu entri
a far parte della SUA ESSENZA e ne abbi una parziale conoscenza: tanto è consentito
raggiungere agli Eletti e ai Prescelti.
Carissimo fratello in CRISTO, sono convinto, più che convinto certo che tu ormai GLI
appartieni, non indirettamente come i "sub" della terra, bensì direttamente e diverrai
strumento nelle SUE mani, perché qualcuno della massa degli uomini abbia parvenza della
immensità immensa del SUO OLOCAUSTO.
Difficilmente a noi è concesso poter esprimere e chiarire, in parte, l'indicibile "Offerta" del
CRISTO per la salvezza di tutti gli uomini; però nella nostra limitatezza infinita, dobbiamo
cercare di fare comprendere quanto EGLI, l’AMORE ASSOLUTO, ha dato al mondo perché
quanto prima si realizzi il desiderio della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’:
entrare nell'Infinito e fare parte integrante del COLOSSO dell’UNIVERSO.
Rileggendo la tua lettera si riscopre, sempre più, come le tue parole scaturiscono da uno
spirito di disponibilità a recepire, ancor più, l'Essenza del BENE ASSOLUTO.
Persevera, fratello, perché tu sei entrato in quella cerchia degli "eletti" e dei "prescelti" che
nessuna cosa al mondo: dagli affetti più duraturi al potere sconvolgente potranno estrapolarli
dall'AMORE indescrivibile ed infinito del CRISTO!
Mi è piaciuto e convinto una tua citazione riportata nella lettera e, precisamente, quando ti
esprimi: il "tuo" ed il "nostro" GESU’!
A te Antonio, parlandomi o scrivendomi, è dovuto dire parlando di GESU’: il "nostro"
GESU’!
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Più volte, confrontandomi con qualche pastore o qualche laico, essi rimanevano scandalizzati
del possessivo "mio" parlando di GESU’ da parte mia e ribadivano:
"Gesù è di tutti e non solo tuo".
Ed io di rimando sostenevo: "E' vero, GESU’ si è immolato per tutti, però pochissimi Lo
accettano nella intierezza".
Con questa citazione, nel 1992, chiudevo la mia pubblicazione: "La Dimensione Eterna" e
continuando dicevo: "...e fino a quando non avrò incontrato un eletto o un prescelto,
continuerò ad affermare che GESU’ è solo "mio" .
A distanza di sei anni da quella categorica e sentita affermazione, il COLOSSO
dell’UNIVERSO mi ha concesso, finalmente, la grande gioia di confrontarmi con te affinché
condividessi con te il "nostro" GESU’!
Ti abbraccio in COLUI che ci ha proiettati verso la Sfera Abelica per una rapida auto purificazione e la conquista ambita della NUOVA TERRA!
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 11 febbraio 1999
Carissimo Antonio, fratello in GESU’ "nostro",
anche se sei lontano, anche se la nostra corrispondenza
è rara, sappi che sei sempre presente nel mio spirito.
Tanto potrà sembrarti inverosimile, eppure ti penso sempre come pure ricordo con piacere il
mio fratello spirituale Pino Paglialunga e Z'e Luige che ora trovansi nella Nuova Dimensione
e con i quali ho avuto un buon rapporto di comunione.
Puoi, quindi, constatare che sei l'unico fratello spirituale ( da me accertato) che convive con
me su questo pianeta e che ha dato disponibilità allo SPIRITO di VERITA, tanto da dare una
interpretazione consona alle mie pubblicazioni "ispirate".
GESU’ l'Unico e il Solo MAESTRO, tramite il COLOSSO dell’UNIVERSO e lo SPIRITO
SANTO, ti è vicino.
Antonio, sappi e vorrei che tu ne fossi convinto: io non mi sento maestro di nessuno e
riconosco profondamente di essere un uomo con infinite carenze, colpe e debolezze; con la
piena consapevolezza, però nello stesso tempo, di essere discepolo e amante del "nostro"
GESU’ perché innamorato di LUI per la MUNIFICENZA e MAGNIFICENZA elargita a tutti
gli uomini.
Purtroppo, la stoltezza umana che trova fecondazione, in gran parte, nei "dotti" della teologia
cristiana non riuscirà mai a riconoscere la grandiosità di questi doni se non farà violenza a
tanti errati insegnamenti e si lascerà condurre dallo SPIRITO di VERITA’.
Ed ora, mio caro amico e fratello, ti dico che risentendo la cassetta della mia pubblicazione:
"Nu Poche de Bibbie" che ritengo sia "Il Classico dei Classici della teologia cristiana", ho
pensato di doppiarla e di inviarti una copia affinché tu attraverso la foga del mio sentire
potessi meglio penetrarla nella sua profonda spiritualità ed avvicinarti, sempre più, al
"nostro" GESU’.
Altro motivo che sostiene questo mio scritto è quello di chiederti un contributo, anche se
ritengo che questo comporti molta passione e soprattutto, corresponsabilità al cospetto dei
"sub" della terra.
Perciò non ritenerti assolutamente obbligato sulla richiesta che sto per illustrarti.
Avendo completato gli schemi di una nuova pubblicazione, sarebbe mio desiderio avere una
tua recensione alla stessa.
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Ripeto, è stata solo una "illuminazione" che può avere un secco rifiuto e che non potrà mai
intaccare minimamente il mio profondo sentire nei tuoi riguardi.
Nel caso tu ti decidessi e volessi tutelare la tua persona, potresti fare come fece il prof.
Normanno quando preparò il Proemio alla mia pubblicazione "Lo Scandalo dei Cristiani":
non apparire con la tua firma e, in questo caso, verrebbe siglata con la parola "l'Autore".
Comunque, mio carissimo amico, qualunque sarà la tua decisione rimani sempre il più
disponibile al "nostro" GESU’.
Un abbraccio formidabilmente sentito in GESU’. Un saluto affettuoso ai tuoi.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 1 aprile 1999
Carissimo Antonio, fratello nel "nostro" GESU’,
la tua lettera come sempre, e ancora di più, mi è
giunta come panacea alle avversità che si incontrano quotidianamente e, in modo particolare,
ai contrasti che ci investono nella concezione cristiana elargita consapevolmente dai più dei
tutori di essa e molto lontani dalla vera conoscenza del CRISTO!
Mentre ti scrivo, mia moglie sta seguendo alla TV l'omelia del papa, il quale anche se
raramente usa parole conformi alla Entità del Nostro Signore GESU’ CRISTO, vive molto
lontano dalla realtà del CRISTO, rendendosi responsabile di una disastrosa ed irreparabile
condizione che non gli consente di recepire l'essenza del CRISTO perché le sue parole boriose
sono in opposizione alla vita di profonda ed unica Umiltà del "nostro" GESU’!
Egli, il papa commette sacrilegi indefinibili con l'eleggere a santità uomini che vengono a
precludere, per l'ignoranza della maggior parte dei cristiani tradizionalisti, la Esaltazione e la
Gloria solo a COLUI che col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO ha offerto tutto SE
STESSOper la riabilitazione e la santità futura di tutta l'Umanità!
Ed ora caro fratello, riprendo il discorso sulla tua amatissima lettera, che risente di una
ispirazione dello SPIRITO di VERITA’, anche se come espletato nella mia ultima
pubblicazione, tutti siamo soggetti a distrarci durante la penetrazione dello SPIRITO
SANTO.
Infatti, anche tu sei qualche volta poco attento alla SUA illuminazione: mi riferisco al
momento in cui mi attribuisci una entità, quella di "maestro", che anziché esaltarmi mi
umilia profondamente e mi fa chiedere venia e perdono, per me e per te, all'Unico e Solo e
Potente NOSTRO MAESTRO: CRISTO GESU'!
Ti prego di non avertela, ma cerca di comprendere la profondità del mio sentire rivolto
continuamente e fervorosamente a COLUI che insieme al PADRE CELESTE e allo SPIRITO
di VERITA’ ha santificato me, te e tutti gli uomini nella Futura Dimensione!
Antonio carissimo, non puoi immaginare quanto gradita mi è giunta la notizia della tua
disponibilità a recensirmi la prossima mia pubblicazione che ti rimetto con gioia immensa.
Devo precisarti che essa è stata elaborata in diversi momenti di disponibilità allo SPIRITO di
AMORE e, nello stesso tempo, di contrasti da parte dell'energia del Male che vorrebbe
opporsi alla VERITA’.
Ti esorto, quindi, ad approfondirla e là dove ci fosse bisogno di qualche tuo intervento che
non modifichi la sostanza, fallo con molta tranquillità.
Non ti rivolgo alcun ringraziamento perché, a tanto è preposto il "nostro" GESU’.
Porgi un sentire profondamente cristiano ai tuoi cari, a te un abbraccio benedetto dal
"nostro" GESU’!
Eugenio
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Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 18 aprile 1999
Carissimo Antonio, fratello in GESU’ "nostro",
ho atteso che mi venisse restituito il dattiloscritto per
rispondere alla tua meravigliosa lettera.
Infatti, ieri mi è pervenuto quanto sopra ed oggi eccomi a te.
Le tue esaltanti parole alla mia prossima pubblicazione mi hanno "scioccato"! Non
meravigliarti per questo aggettivo in quanto è pura realtà.
Però, rileggendo la tua recensione sono andato riprendendomi perché ho rilevato, grazie allo
SPIRITO di VERITA’, che il contenuto strabiliante anche se indirizzato a me, vuole rendere
GLORIA alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, dalla Quale ne vieni pervaso
altrimenti non avresti potuto raggiungere tanta sublimità.
Sono veramente entusiasta e ti porgo anche il mio ringraziamento, perché a tanto è preposto il
Nostro Amato e Glorificato SIGNORE: CRISTO GESU'!
Anche a donna Maria va il mio encomiabile sentire per avere preso parte alla lettura e alla
partecipazione dello scritto "ispirato".
Quando prima affiderò il tutto alla stampa e, appena possibile, t'invierò la prima copia; anche
se l'invio delle pubblicazioni precedenti seguivano il seguente iter: Giovanni Paolo II,
cardinali Tonini, Martini e De Giorgi.
Nell'attesa di sentirti sempre più fortificato nel CRISTO, ti abbraccio in LUI.
Un saluto affettuoso a tua moglie e ai tuoi figli.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 2 luglio 1999
Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro",
sento il bisogno, la necessità immantinente di mettere
penna su carta per esprimere l'afflizione, il dolore e, soprattutto, il tormento provato da me e
provocato da un sentire obbrobrioso che proviene dalla massa dei sub -uomini, articolati e
sedotti dalla gerarchia ecclesiastica; in particolare dal "povero" papa e dai suoi scaltri
consiglieri.
Questi ultimi, sfruttando la ignoranza e quindi la mancata conoscenza della
GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA' da parte del 99% dei cattolici tradizionalisti,
continuano in TV e attraverso la Stampa ad esaltare il fraticello di Pietralcina per la futura
santificazione.
La gerarchia ecclesiastica in genere, eccezione fatta per alcuni, costituisce una "setta" di sub
molto attenti ed assai impegnati a sfruttare situazioni particolari e ad avvalersi di enormi
vantaggi sia sul piano economico, sia su quello del potere.
Non c'è scaltrezza in alcun essere umano di quanto ne alberga in quelle papaline rosse, avide
prima di potere e poi di ricchezza.
E' tanto è dovuto, primariamente, all'insegnamento della loro dottrina del passato che
condannava il possesso e la lettura e, quindi, la penetrazione della BIBBIA e del VANGELO
al popolino, perché tanto era dovuto solo ai "dottori" della teologia che dovevano
interpretarli a modo loro ed imporsi all'ignoranza della "povera e sprovveduta" gente.
Mi astengo dal fare riferimento alla mostruosità e alla diabolicità della "Inquisizione".
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Ovunque c'è da sfruttare occasioni di merito, subentra la piovra vaticana per attribuirsi una
priorità al cospetto della incosciente massa degli uomini, attenti al continuo godimento
terreno ed ignari della loro futura sorte nel dopo -morte.
Eppure bisogna riconoscere e dare merito che in mezzo a tanta zizzania, anche se raramente,
esplode una spiga rigogliosa che, disponibile allo SPIRITO di VERITA, porta sostentamento a
quei "pochi" affamati ed assetati della VERITA’; scevri da ogni contaminazione di potere, di
gloria e di ricchezza e, soprattutto, consapevoli che la santità pur raggiungendosi sulla terra
non può essere manifesta, principalmente ad opera del papa, ma solo alla presenza della
"Giustizia ineccepibile", il DIO _CRISTIANO, costituiscono Gloriosamente la scintilla
indistruttibile di quell'AMORE infinito che si evolve perennemente dal PADRE
GLORIOSISSIMO al FIGLIO SANTISSIMO, generando eternamente la loro Sintesi: lo
SPIRITO SANTO Gloriosissimo e Santissimo!
Pensando a quella "piovra", mi vengono non solo in mente ma soprattutto da un sentire
spirituale di rivolgere ad essa le parole Santissime e Gloriosissime del "nostro" GESU’:
"Ipocriti e Farisei"!
Pensa, quanto sfruttamento trarranno dalla beatificazione del piccolo fraticello: saranno
miliardi che entreranno nelle borse senza fondo delle casse del Vaticano ma, nello stesso
tempo, le papaline rosse insieme al papa accumuleranno millenni di espiazione, da
addizionare a quanto hanno già a loro carico.
Carissimo, voglio premettere che il mio sentire di profonda afflizione non è, in assoluto, da
attribuire al fraticello che non sta a me giudicare, nonostante il suo modo di pregare e una
vita di stenti da lui condotta.
Però, penso e dico, per quanto riesco a "penetrare",che queste mie constatazioni nei confronti
dei "superbi" della gerarchia ecclesiastica servono ad accentuare la loro auto- espiazione
futura e, nello stesso tempo, a dare un po' di pacatezza allo spirito del fraticello e a quanti
santificati dal papa e dalla sua corte.
Nell'assistere a tanta errata e spregiudicata propaganda e a tante manifestazioni che
oscurano, seppure in parte, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, alla mia
mente, al mio spirito e al mio cuore viene la esigenza di riascoltare la Lirica "Ind'a l'urte de
Getsemani", facente parte dell'Opera "Nu Poche de Bibbie".
In essa, infatti, tra l'altro si evince l'orrore e il dolore provato e vissuto dal NOSTRO
SIGNORE GESU’, quando proiettandosi con lo SPIRITO nel futuro s'avvede delle
baggianate sacrileghe che commettono coloro che detengono, presuntuosamente, il potere e il
diritto di eleggere a santità uomini che pur avendo delle caratteristiche non comuni alla massa
degli uomini, inconsapevolmente pochi e consapevolmente i molti, adombrano COLUI che si è
dato completamente e totalmente nell'OFFERTA impenetrabile, unitamente al PADRE
CELESTE e ALLO SPIRITO SANTO per santificare tutti gli uomini non solo, ma
soprattutto per regalarci la PATERNITA, del "Colosso dell’Universo: il DIO - CRISTIANO!
Nella mia ultima pubblicazione "ispirata" è ribadito, più volte, come il papa, in particolare il
presente ed i suoi gregari si soffermeranno per millenni nelle prime due sezioni della "Caina",
perché sono un obbrobrio costante e continuo ed un insulto perenne alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’, la Quale deve essere la “Sola” ad essere ESALTATA,
GLORIFICATA e SANTIFICATA in eterno da tutti gli esseri spirituali, l’uomo per prima.
Caro Antonio, ti chiedo venia se mi servo di te per sfogare la mia immane sofferenza ed il mio
indescrivibile risentimento: sei l'unico che conosco fraternamente a cui posso confidare tanta
tristezza, anche perché a tutt'oggi sei l'unico che può comprenderla.
Carissimo, approfitto anche per sottoporti uno scritto di esaltazione alla "vita" di suor Maria
Teresa di Calcutta,
Mi fu dato da uno dei miei otto figli e non ti nascondo che a primo acchito mi sembrò
piacevole.
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Però rileggendolo mi accorgevo che fosse vuoto di significato, privo del modello di Vita Eterna
e, quindi, incompleto.
Pertanto, chiedendo aiuto allo SPIRITO di VERITA’, ho cercato di interpretarlo nel giusto
senso e a dargli un volto degno di lode e di gloria a COLUI che ci ha concesso la VITA
ETERNA.
Sono certo che avrò il tuo assenso e la tua partecipazione, pertanto ti accludo le due copie.
Un sentire cristiano ai tuoi, a te un abbraccio nel "nostro" GESU’!
Eugenio
La Vita
( di Suor Maria Teresa di Calcutta)
La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine ,assaporala.
La vita è sogno, fanne una realtà.
La vita è sfida, affrontala.
La vita è un dovere ,compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine il frutto.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La VITA
(Liberamente tratta da "La Vita" di Suor Maria Teresa di Calcutta)
la vita è un'opportunità, coglila in Cristo.
La vita è bellezza, ammirala in Gesù.
La vita è beatitudine, assaporala in Cristo.
La vita è sogno, fanne una realtà in Gesù.
La vita è sfida, affrontala in Cristo Gesù.
La vita è un dovere, compilo amando Gesù.
La vita è un gioco, giocalo servendo Gesù.
La vita è preziosa, abbine cura lodando Gesù.
La vita è ricchezza, conservala benedicendo Gesù.
La vita è amore, godine il frutto in Gesù.
La vita è un mistero, scoprilo in Gesù Cristo.
La vita è promessa, adempila glorificando Gesù.
La vita è tristezza, superala incontrando Gesù.
La vita è un inno, cantalo inneggiando Gesù.
La vita è una lotta. accettala sostenuto da Gesù.
di Eugenio Marchesino
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Lettera al prof. Antonio Ricci
Foggia, 2 luglio 1999
Carissimo Antonio, fratello nel "nostro" Gesù,
per prima cosa devo evidenziarti una situazione che
mi ha dato tanto dispiacere: quella cioè che per la gran foga d'inviarti la prima copia
dell'ultimo Libro, non mi è stata data la possibilità di dare una sbirciata allo stesso
Infatti, appena uscito dalla tipografia, memore della promessa fattati, ti spedii la prima copia.
Tornato a casa, nel pomeriggio dando una scorsa al volumetto m'accorsi che l'impaginazione
era sbagliata.
Telefonai subito in tipografia ed il responsabile si rese conto dell'errore e mi promise che
avrebbe, immantinente , provveduto a riparare alla sua manchevolezza.
Così è stato e, quindi, t'invio una copia aggiornata; anzi qualcuna in più perché tu possa
disporre a tuo piacimento.
Ti "prego" ( pregare è il verbo che uso solo quando mi devo rivolgere alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’) di meditarla, perché tu annoverato tra i "prescelti" non abbia
a confondere l'anima con lo spirito da come si evidenzia anche nella mia ultima
pubblicazione.
Antonio, non puoi immaginare quanta collaborazione hai dato ai miei lavori e un sostegno
degno di ringraziamento al DIO -CRISTIANO.
Tanto hai potuto perché ti disponi allo SPIRITO di VERITA' e ti esorto ad essere molto
attento a LUI e non distrarti facilmente.
Ti ringrazio vivamente per l'articolo inviatomi sulle Crociate e sulla non esistenza dell'inferno
decretata dai "maestri" gesuiti.
A lento pede, punzonati da destra e manca, apprendono qualcosa dagli “ispirati” dallo
SPIRITO SANTO, la fanno propria e la tergiversano.
I loro riferimenti sulla non esistenza dell'inferno come "luogo" ma solo come "stato", sono
stati più volte ribaditi con tanta veemenza nel passato
Arriveranno col tempo o nel tempo eterno a percepire quanto lo SPIRITO di VERITA, rivela
agli "eletti" ed ai "prescelti", non solo sulla teoria blasfema dell'inferno ma, ancor più, su
quel "mistero" da loro evocato e non conosciuto: l'AMORE del DIO -CRISTIANO!
Circa il "mea culpa" invocato da Giovanni Paolo II e dalla sua corte sui misfatti compiuti
dalla gerarchia ecclesiastica nel passato, potrebbero farne a meno; piuttosto dovrebbero
invocare, con profondo dolore, il "mea culpa" per i loro peccati attuali che non sono da meno
di quelli del passato.
Giorni fa, inviando al papa una copia della mia ultima pubblicazione, esortavo il monsignore
adibito a smistare e a controllare la posta a non distruggerla e tanto meno a cestinarla, perché
ai suoi millenni di espiazione aggiungerebbe anche quelli del papa per l'occasione.
Tra l'altro gli suggerivo di dire a Giovanni Paolo II di non "affaticarsi" a pregare per le
disgrazie altrui ma, piuttosto, di cercare di conoscere la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA’, prima per se stesso, e poi per insegnare agli altri l'Essenza d'AMORE del DIOCRISTIANO che, per mezzo di GESU’ e dello SPIRITO SANTO, ha elargito a tutti gli uomini
la SUA PATERNITA, perché consapevoli del SUO infinito AMORE e della SUA
impenetrabile MISERICORDIA possano rivolgersi Solo ed Esclusivamente a LUI!
Gli uomini "futuri", quindi devono entrare nella percezione ed anche nella consapevolezza di
chiedere quello che è giusto chiedere solo al PADRE CELESTE che viene conosciuto solo
attraverso il CRISTO e lo SPIRITO SANTO!
Un sentito ed affettuoso saluto ai tuoi.
A te un abbraccio nel "nostro" GESU’!
Eugenio
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Lettera al prof. Antonio Ricci
Foggia, 28 settembre 1999
Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro"
ho ricevuto la tua lettera del 23 agosto u.s. e, anche
se laconica, mi è giunta come sempre assai gradita.
Non ti nascondo di essere un po' esigente nei tuoi riguardi, perché, come ribadito in uno dei
miei scritti precedenti, sei l'unico fratello "spirituale", a tutt'oggi, conosciuto su questo
pianeta.
Antonio, non vorrei che le asperità di questa vita terrena che, senz'altro, non mancano
potessero influenzare la tua formazione spirituale acquisita.
Questa esistenza, purtroppo, è destinata a darci qualche attimo di felicità al cospetto di quella
eterna; nel mentre nel suo contesto generico si presenta aspra, dura e sempre pronta a
colpire.
Non è forse vero che GESU’ non ha promesso nulla sulla fugacità di questa esistenza, ma solo
certezze di gioia e di felicità eterne nella "Nuova Terra"?
Sapessi per giungere a LUI, perché Lo incontrassi e Lo facessi mio (nonostante le mie infinite
carenze e debolezze) quanta sofferenza ho vissuto, quante lacrime ho versate e quando GLI
chiesi di prendermi con Sé, EGLI decretò di pervadermi di una briciola piccolissima del SUO
infinito AMORE che non solo mi rinnovò ma, soprattutto, completò la mia personalità tanto
da farmi comprendere che il "Tutto" fuori di LUI ha una importanza tanto relativa, quasi
nulla!
Ciò non deve farti pensare che intacchi il bene verso le persone che ne hanno bisogno e mi
porti a trascurare mia moglie e i miei otto figli; al contrario essi dopo la SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’ costituiscono il tutto di questa mia vita terrena, anche se poco
o niente, a tutt'oggi, hanno capito della vita ultra -terrena.
Tanto è il bene che nutro nei riguardi dei miei figli che,oltre ad assisterli nei loro bisogni, ogni
giorno e per ben due volte ringrazio la GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ per
quanto loro concede.
Anche se nel campo spirituale, cioè cristiano, non evidenziano una conoscenza profonda, la
loro indole è buona e la manifestano aiutando il prossimo attraverso le loro modestissime
possibilità.
Io li enuncio col nome di "pupille": essi sono le mie otto pupille, anche se contrariamente a
quanto bramo, sono molto lontani dalla mia realtà cristiana che apre non uno spiraglio ma
una grande porta alla nostra Realtà Futura!
Quando sono venuti al mondo ( su questo pianeta) li ho accolti con quella gioia che solo il
PADRE CELESTE conosce.
Nonostante siano molto lontani dalla realtà cristiana, sono certo che quanto prima la faranno
loro; anche perché per volontà della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’, saranno
allogati in quella "schiera" futura di "Eccezione fatta per alcuni".
Carissimo fratello, al di là di quanto innanzi menzionato, a te auguro ed anche alla tua
famiglia una serenità che possa facilitarvi il cammino nella conoscenza, sempre più profonda,
dell'UNO -TRINO!
Un abbraccio sentito nel "nostro" GESU’.
Eugenio
Lettera al prof. Antonio Ricci
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Foggia, 21 ottobre 1999
Carissimo Antonio fratello in GESU’ "nostro",
ho ricevuto la tua tanto desiderata lettera ed ho
appreso come problemi di famiglia, di natura diversa pesano sul tuo morale.
Di tanto me ne dolgo e ti esorto ad essere in comunione costante con la SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Questo rapporto di Amore costante, anche quando le avversità di questa Dimensione ci
vogliono prostrare, non dev'essere minimamente scalfito perché sostenuti dallo SPIRITO
SANTO dobbiamo trovare conforto e sostegno nelle parole Santissime di GESU’.
Anch'io, in famiglia, ho situazioni che vorrebbero piegarmi ma a nulla varrà l'energia del
Male nel volere intaccare il mio rapporto con la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA’.
A ciò si aggiunge anche il male che affligge mia sorella: è affetta da un cancro al cervello da
otto mesi e ormai è sulla via dello spegnimento corporale.
Il sostegno per me e per lei, è il ringraziamento quotidiano alla GLORIOSISSIMA e
SANTISSIMA TRINITA’ per quanto le concede: assistenza continua dei famigliari, assenza
di dolori spietati conformi al male, e, ancora di più, la visione della proiezione Futura!
Inoltre, uno dei miei otto figli è andato incontro ad una depressione psichica che spero si
risolva presto e nel migliore dei modi.
Come vedi sono anch'io impegnato sul piano spirituale, morale ed anche fisico.
Però continuo ad affermarti che tutte queste condizioni negative e tutti i contrasti negativi di
questa esistenza, non potranno mai adombrare minimamente la intensità di Amore verso
COLUI che ci ha edificati e proiettati nella "Nuova Terra", luogo di pace e di felicità eterne
da noi uomini, continuamente, agognato.
Al pari e più di Giobbe dobbiamo manifestare la Gloria del DIO –CRISTIANO, del FIGLIO e
dello SPIRITO SANTO.
Chiudo con un abbraccio spirituale nel "nostro" GESU’.
Eugenio
Lettera al prof. Antonio Ricci
Foggia, 25 novembre 1999
Carissimo Antonio, fratello nel "nostro" GESU’,
eccomi a te con una notizia triste, forse lugubre per i
mortali della terra; però per me non è stato così.
Mi riferisco al trapasso nella Nuova Dimensione di mia sorella Antonietta, avvenuta il 27
ottobre u. s.
In precedenza ti avevo annunciata la dipartita prossima, come d'altronde era inevitabile e
tanto desiderata da lei stessa.
Come innanzi menzionato, per me la sua dipartita non è stata lugubre perché attraverso la
conoscenza e la comunione del CRISTO e, più ancora, illuminato dallo SPIRITO SANTO,
affermo come lei ormai è fuori da questa esistenza pregna di cattiverie, perfidie e sofferenze, a
volte, incontrollabili.
Pensa, l'annuncio del decesso l'ho così formulato:
GESU’è Risorto e noi con LUI
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Lo Spirito di Antonietta Marchesino è traslato negli eterei spazi, dove è stato folgorato dalla
Luce Splendente del CRISTO!
Incontrerà presto la MISERICORDIA Infinita della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA
TRINITA' e poi sarà ammessa nella NUOVA TERRA!
Puoi quindi comprendere come il distacco, anche se sofferto, è stato colmato dalla pienezza
della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’
Nella mia precedente facevo cenno a come la nostra condizione di "prescelti" ci rende più
fortificati al cospetto di Giobbe, in quanto veniamo pervasi a secondo della nostra
disponibilità dallo SPIRITO di VERITA’: ENTITA', invece, che non era nella conoscenza di
Giobbe.
Chiudo questo scritto con una nuova preghiera che, giornalmente, evoco due volte insieme
all'altra.
Inno alla Santissima e Gloriosissima Trinità
Tu, SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’
irradi l'Universo tutto col Tuo amore
immenso, infinito ed eterno;
e noi, tuoi amanti, ne percepiamo una
frazione infinitesimale, di una piccolissima
gocciolina che ci fortifica nello Spirito,
ci sostiene nel morale e ci aiuta nel fisico.
Gloria a Te, SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Sicuro che questa prece gloriosa la farai tua, ti abbraccio spiritualmente nel "nostro" Gesù.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 19 dicembre 1999
Carissimo Antonio, fratello in GESU’ "nostro",
rispondo alla tua del 4 dicembre u.s.
Sentirti, seppure tramite lettera è una grande gioia perché, come ben sai, sei uno dei
"pochissimi" che sento disponibile allo SPIRITO di VERITA’.
Ho appreso con profondo sentire, del male che affligge donna Maria e, senz'altro, te ed i tuoi
figli.
Comprendo benissimo la tua ansia e la tua sofferenza!
Purtroppo, siamo sottoposti a fronteggiare tutte le conseguenze delle carenze, che l'uomo ha
determinato dagli albori dell'esistenza umana e che noi continuiamo a creare, causa la nostra
poca conoscenza o della assenza totale che si ha di questa esistenza e, ancor più, della futura.
Quando penso al "nostro" GESU’ che si è fatto carico di tutte le nostre miserie, non solo
spirituali e morali ma anche fisiche, allora affiora ancora di più la nostra limitatezza alla
incapacità di accettare situazioni umanamente impossibili.
L'umanità, in genere, al cospetto di simili frangenti si ribella e, non di rado, si scaglia, causa
la sua incommensurabile ignavia, contro la Essenza dell'AMORE e della MISERICORDIA
del DIO -CRISTIANO, perché ignora la portata immensa dell'AMORE e della
MISERICORDIA del CREATORE elargìta alla SUA, anche se ribelle, creatura.
A noi, invece, anche se queste situazioni ci debilitano e ci prostrano, perché colpiti negli affetti
e nei sentimenti più cari, devono portarci a rendere il "grazie" eterno al DIO -CRISTIANO, il
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Quale nonostante la nostra pochezza spirituale ci dà la certezza, nel prossimo futuro, anche di
partecipare alla SUA Gloria infinita ed eterna.
Coraggio, quindi, fratello amatissimo e continua come faccio io, colpito spesso da circostanze
umanamente inaccettabili e, a volte, insopportabili a ringraziare più volte e quotidianamente
la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ per quanto, nonostante tutte le nostre
defezioni e carenze, ci concede durante il soggiorno terreno; e, soprattutto, per quella
indiscussa ed assiomatica felicità eterna a cui ci ha destinati.
GESU’, bisogna che lo ricordiamo, ancora di più in questi frangenti, non è venuto su questa
terra a prometterci di godere durante questa esistenza, tutt'altro: EGLI è venuto ad
insegnarci che il sentiero da LUI tracciato è aspro, spinoso, angusto e tortuoso, lasciandoci
come esempio la SUA immane sofferenza che ha riscattato tutte le nostre debolezze, tutte le
nostre miserie e tutti i nostri peccati per proiettarci "Tutti" nella Nuova Terra: la Zona
PARADISIACA!
Quando avremo raggiunto quel luogo di pace e di felicità eterne, bramate, il nostro penare
terreno sarà ricordato come un vago e brutto sogno che ci ha tormentati!
Con questo sentire profondamente cristiano, ti abbraccio nel "nostro" GESU’.
A donna Maria ed ai tuoi figli, il mio rispettoso ossequio cristiano.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 6 gennaio 2000
Carissimo Antonio, fratello in GESU"nostro",
come sempre, gradita ed attesa è giunta la tua amata
lettera e, come sempre, esalti la mia costante invocazione alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’ che mi consente di porgerti una Realtà: l'unica Realtà
dell'uomo che, purtroppo, moltissimi ignorano in gran parte ed altri, eccezione fatta dei
prescelti e degli eletti, ne conoscono una semplice parvenza.
CRISTO SIGNORE è la Sola Realtà intorno a cui ruota e si fonde il PADRE CELESTE e lo
SPIRITO SANTO e fondendosi l'UNO nel TRINO danno vita a Tutto l’UNIVERSO: dalle
cose più semplici ed insignificanti, alle Verità inimmaginabili ed impenetrabili, dandoci solo
una parvenza perché siamo circoscritti nella conoscenza delle infinite scienze e nel profondo
sentire, di cui fa parte soprattutto l'AMORE!
L'uomo, in genere, purtroppo accetta l'insulsa ed insignificante realtà di questa esistenza: si
nasce e si deve morire.
Tanta pochezza si riscontra nella massa degli uomini, solo pochi si cimentano a cercare e a
trovare, perché disponibili allo SPIRITO di VERITA’, soluzioni che diano un senso alla
nascita, alla vita e alla morte.
Avventurarsi in questa ricerca senza avere un sostegno spirituale, significa addentrarsi in
vicoli e viuzze non districabili che, quasi sempre, portano all'esaurimento o alla disperazione
e, quindi, meglio non intraprenderli.
Questa ultima è la scelta di coloro che danno vita al "Carpe diem", i quali nella loro profonda
ignavia hanno voluto e continuano a perdere tempo vivendo, in assoluto, questa vita sul
pianeta che comporterà una maggiore esigenza di conoscenza nella Nuova Dimensione con
una auto- espiazione molto dura e prolungata.
Allora si rimpiangerà con molta foga spirituale il tempo perduto sulla terra e che, invece,
avrebbe potuto essere sfruttato in senso positivo per rendere meno tribolata la propria
condizione nella Futura Dimora.
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Carissimo, alla nostra età, si dovrebbero fare delle constatazioni profonde e rispecchianti la
nostra esistenza terrena, le quali durante gli anni verdi di questa realtà, causa la baldanza di
diventare qualcuno perché sorretti da una costituzione fisica e morale saldi e, ancor più per
un insegnamento spirituale errato, non vengono presi in alcuna considerazione.
Ora invece, trovandoci vicino al traguardo di questa esistenza terrena dovrebbe essere
indispensabile, perché casualmente fortunati da un lato e, in gran parte, sfortunati dall'altro,
soffermarsi a considerare il tempo passato e soprattutto quello futuro per poter invocare il
"mea culpa" ed implorare l'inesauribile MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO.
Però, anche se si giunge "fortunosamente" a questo traguardo, pochissimi sono coloro che si
accingono a farlo perché la maggior parte degli uomini, circuita e pasciuta in situazioni
stimolanti al benessere e al piacere materiale non vengono, né si lasciano stimolare a cercare...
a cercare una continuità alla vita.
Il trovarsi su questo pianeta per essi è una casualità che non trova alcuna giustificazione,
perché pregni di una insania orrenda che fa orrore; nel mentre per alcuni , quando lo
spronante intelletto coinvolge la ragione, viene da chiedersi del perché di queste nascite
incontrollate e del perché si nasce in condizioni selezionate, sia in senso positivo che negativo;
sia nel benessere, sia nella potenza, sia nella gloria, sia nella intelligenza eccessiva ; oppure
nella povertà più deprecabile, nella indigenza più disperata, nella impotenza fisica e morale?
Allora, quando simili penetrazioni ti assillano, ringrazio la SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’ per avermi concesso una parvenza di esse, perché ho sempre
insistentemente invocato e Glorificato l'ASSOLUTO intorno a queste condizioni disparate,
assurde ed incontrollabili.
Alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’, quindi, devo quanto mi è stato dato per
poter comprendere il perché di questa caotica situazione.
In eterno, quindi, ringrazio e glorifico la TRIADE DIVINA ( il PADRE, il FIGLIO e lo
SPIRITO SANTO) per la SUA Donazione a rendere consapevoli, in rapporto alla loro
disponibilità, tutte quelle creature che invocano il SUO Santissimo e Gloriosissimo NOME e
desiderano conoscere il senso di questa e della futura VITA!
Amara constatazione è quella che, purtroppo, l'uomo in genere, vive in forme pari alla fauna
e alla flora, utilizzando l'intelligenza per evidenziarsi al di sopra di quanti meno dotati, meno
ricchi e potenti, meno fortunati di lui e che vengono così designati da una cieca e
circostanziata cernita, assai palese nell’anticamera della venuta su questo pianeta, causata
dalla creazione dell'uomo: il Male!
Pertanto la sua condizione è inferiore a quella vissuta dalla fauna e dalla flora perché
artefatta e non naturale.
Abbiti il mio abbraccio spirituale nel "nostro" GESU’ e l'augurio di una sempre più
conoscenza della Dimensione Futura, attraverso il PADRE CELESTE, il FIGLIO e lo
SPIRITO SANTO.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 4 febbraio 2000
Carissimo Antonio, fratello in GESU’"nostro",
rispondo alla tua del 31 gennaio u. s, per dirti che
trovo nelle tue parole una significativa penetrazione di comprensione della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Quando tu ti esprimi con parole che evidenziano il tuo stato di pace e di sostegno, tratti dalle
mie parole racchiuse nelle mie lettere, seppure in parte ed anche inconsapevolmente tu
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riconosci, attraverso il mio scrivere, che quella potenzialità non mi appartiene
soggettivamente, ma va intesa come riconoscimento alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA
TRINITA’ e, quindi, a rendere il Gloria ed il Grazie eterni ad ESSA!
Tutto quanto da te accennatomi non fa che rendermi orgoglioso perché, nonostante le mie
infinite miserie, Il DIO -CRISTIANO si compiace di trasferirmi una particella infinitesimale
della SUA SCIENZA, del SUO AMORE!
E questa potenzialità trasmessami, nonostante il contrasto continuo e deprimente che
proviene dall'energia del "male" riesco a riportarla nei miei scritti.
Le avversioni del"male" si concentrano in maniera esorbitante su "quanti" vogliono essere
disponibili allo SPIRITO di VERITA’.
Tali forze vorrebbero, ma non riescono a piegarti quando il tuo rapporto con la TRIADE
DIVINA (il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) è intenso e preposto ad ogni bene e ad
ogni interesse.
Ed ora carissimo, devo comunicarti che sto per dare alla stampa un'altra delle mie
pubblicazioni.
Tempo fa , quando mia sorella era ancora sofferente su questo pianeta, di tanto in tanto
leggevo qualche passo del Vecchio Testamento che una delle mie nipoti aveva portato per lei.
Fu in quel frangente, assai duro che fui illuminato dallo SPIRITO di VERITA’ e decisi di
pubblicare qualcosa che, a differenza del Pentateuco ebraico, rendesse gloria al DIO CRISTIANO nel SUO AMORE infinito, nella SUA MISERICORDIA inesauribile ed anche
nella SUA GIUSTIZIA perfettissima.
Mi convinsi, quindi, di opporre al Pentateuco ebraico il Pentateuco cristiano, costituito dalle
mie precedenti pubblicazioni e, precisamente, da cinque delle mie ultime.
Pertanto, ti rimetto copia della introduzione ad essa, preceduta dall'Inno e dalla Preghiera
alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’, nonché i cenni auto - biografici della mia
persona.
Questa mia Opera, ripeto, vuole contestare e contrastare la visione distorta di alcuni profeti,
non sempre illuminati, perché privi della presenza dello SPIRITO SANTO e che hanno dato
alla Essenza dell'AMORE , della MISERICORDIA e della GIUSTIZIA del DIO CRISTIANO!
Il tuo parere, sai bene, è molto importante per me perché risente, spesso, di disponibilità allo
SPIRITO di VERITA’.
Colgo l'occasione per porgere un sentire cristiano ai tuoi cari. A te un abbraccio spirituale nel
"nostro" GESU?.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 12 aprile 2000
Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro",
la tua lettera giuntami stamane mi ha mortificato
tantissimo.
Sapere che donna Maria è affetta da mali che la turbano psicologicamente e fisicamente, con
conseguenti afflizioni su di te e sui tuoi figli, non può che rattristarmi.
Comprendo benissimo la tua pena ed il tuo disagio psico - fisico e vorrei esserti di grande
conforto.
In queste circostanze, però, è difficilissimo apportare linimento alle sofferenze altrui, perché
non c'è balsamo alcuno all'infuori del CRISTO, il Quale ci porta a considerare la nostra reale
e sostanziale vicenda terrena.
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Nessuno e nessuna cosa può darci conforto e sostegno morale in queste situazioni
drammatiche, ma solo LUI, GESU’, che è venuto in mezzo a noi, anche, per farci
comprendere la durezza di questa esistenza.
GESU’ in prima persona, ha voluto fare esperienza di un soffrire pari alla sofferenza di tutta
l'umanità!
La Sua sofferenza fisica e morale ha risentito di tutti i patimenti dolorosi che hanno afflitto,
affliggono e affliggeranno l'umanità!
EGLI, nella Essenza della SUA Purezza, si è fatto carico di tutte le colpe e di tutti i peccati che
hanno tormentato, tormentano e tormenteranno tutti gli uomini di tutti i tempi.
Tanto, perché EGLI potesse sopperire e purificare tutto il male che avvolge la umanità,
affinché nella NUOVA TERRA queste sofferenze non abbiano minimamente a sfiorare la
creatura prediletta ed amata dal DIO -CRISTIANO.
Antonio carissimo, con te posso parlare intorno a questi argomenti perché costituiscono
l'unica e la vera realtà umana, anche se nell'insieme non allontano dalla sofferenza che
viviamo ma ci portano a comprendere come essa deve essere vissuta perché, ognuno di noi, è
particella più o meno grande di quella immensità di carenze, di colpe e di peccati.
Più volte, meditando sulla nostra esistenza terrena ho sempre ritenuta questa come la più
grande beffa se non venisse sostenuta ed alimentata da COLUI che ha voluto incarnare la
nostra misera natura e dimostrare con la SUA Gloriosa RESURREZIONE che essa può e
deve essere debellata col SUO Santo aiuto e proiettata in una Dimensione che al solo pensiero
ci entusiasma, ci riabilita e ci consente quella forza per poter sopravvivere a tutte le avversità
di questa traviata esistenza.
Purtroppo, con grande sgomento bisogna ammettere che questo sentire è avvertito solo da
pochi, perché solo pochi si dispongono e si aprono allo SPIRITO di VERITA’, dal Quale
vengono penetrati e si dispongono a pregustare quella che sarà la "Vera Vita", quella di una
gioia e di una pace impenetrabili e perennemente eterne.
Se l'uomo si soffermasse a constatare profondamente la Vita e l'Insegnamento del CRISTO,
ubicati a rendere meno sofferta e tribolata l'esistenza terrena e, ancor più, la strabiliante
donazione della Futura Felicità renderebbe meno caotica la vita terrena ed avrebbe la
"illuminazione" di renderla più accettabile a sé e agli altri.
Ti abbraccio spiritualmente nel nostro amato e indiscusso GESU’ CRISTO e cerca di
porgerLo, nella vera Essenza, alla tua cara consorte.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 23 maggio 2000
Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro",
ieri ringraziando la GLORIOSISSIMA TRIADE
DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) mi è pervenuta la tua cara lettera
foriera di buone notizie.
L'apprendere che donna Maria versa in condizioni fisiche e morali migliori mi ha molto
soddisfatto e ti auguro che possa, sempre più, migliorare perché tu possa essere più tranquillo
insieme ai tuoi figli.
Nel leggere il tuo scritto e approfondendo quelle tue parole non potevo non pensare che sei un
"illuminato" che ha saputo penetrare il"Pentateuco cristiano" nelle profondità più abissali
della sua potenzialità.
E tanto ti è stato possibile perché ti disponi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’.
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Il mio grazie profondamente sentito è subordinato alla tua accettazione alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’ che tiene in gran conto questa tua disponibilità.
Ad evitare che tu possa fotocopiare il libro t'invio, con molto piacere, due copie in più affinché
tu possa darli ai tuoi amici più intimi e disponibili allo SPIRITO SANTO.
Antonio carissimo, unisco alla tua la fotocopia delle lettere inviate al papa, a monsignor
Tonini, De Giorgi e Martini perché tu abbia a penetrare l'intensità del mio risentimento nei
riguardi della gerarchia ecclesiastica.
E' ovvio che alle lettere è stata unita una copia del "Pentateuco Cristiano".
Continuerò ad inviarle ad altri alti prelati perché possano constatare il mio amore immenso
ed infinito nei riguardi della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Sentimento questo che essi, in gran parte, ignorano e lo oscurano a quanti, ingenuamente, si
affidano al loro insegnamento fallace.
Ti scriverò più a lungo in una mia prossima per prospettarti una mia visione circa la mia
prossima pubblicazione.
Un affettuoso sentire cristiano a tua moglie e ai tuoi figli.
A te un abbraccio spirituale nel "nostro" GESU’.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 7 settembre 2000
Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro",
ho ricevuto la tua amata lettera in cui ho rilevato
come le tue riflessioni e i tuoi riferimenti rispecchiano obiettivamente la realtà
raccapricciante della umanità moderna: gli uomini, in massima parte, vivono di falsità.
Affrontare, quindi, la realtà che non si identifica nella Verità nuoce e richiede molto, molto
coraggio.
Specialmente in materia di fede, quando questa viene travisata ed attuata in credenze balorde
che soddisfano e tranquillizzano, seppure parzialmente e vagamente, il morale e si va avanti
senza oneri impegnativi.
Quando il tempo ristretto e fallace della Terra sarà superato e ci si troverà nella Dimensione
Futura, alla Luce sempre più splendente del CRISTO, il sipario di questa esistenza si alzerà e
quelle maschere, che avevano adombrate la vita terrena, cadranno.
Sembrerà allora, di primo acchito, che il passato non era che una brutta e vaga chimera ma
che, purtroppo, sarà la nostra carta d'identità che comporterà un'auto -purificazione che
rispecchierà tutte le nostre malefatte.
Anche se questo impatto sarà traumatico, l'immediata certezza di raggiungere dopo l'auto –
purificazione, anche se dura e prolungata, quella pace sempre bramata ed agognata su questo
pianeta, compenserà il trauma subito e disporrà gli spiriti ad una agognata auto purificazione.
Ti ringrazio, comunque, per quanto mi hai fatto rilevare.
Ti chiedo venia se a volte ricorro a te: sei l'unica persona a cui posso rivolgermi ed essere
compreso, perché tu sei disponibile allo SPIRITO SANTO e porti conforto alla mia persona
quando vengo condizionato ed impedito da fattori di origine malefica.
Comunque, come ti dicevo nella mia precedente, quelle mie riflessioni saranno riportate in
calce alla mia prossima opera ispirata e, quindi, inviate ai massimi vertici della gerarchia
ecclesiastica.
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E, se anche quei principi, conti, marchesi e baroni non ardiranno confutarle, come per le
infinite precedenti; sono certo che li metterà in imbarazzo o quanto meno li porterà a
riflettere sperando che si ridimensionino e cerchino la VERITA' solo e sempre nel glorificare
la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Ed ora caro Antonio, passo ad altro argomento che ci sostiene e ci conforta.
Ti riporto le testuali parole di un missionario che opera in India, al quale, tra l'altro, inviai
una copia dell'Inno alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’:
"caro Eugenio, la tua bella preghiera alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ mi
piace molto, e voglio che tu sappia che la reciterò anch'io tutti i giorni e la terrò sul comodino,
di modo che sia la mia prima preghiera che aprirà la mia giornata. Tu mi hai certamente
aiutato a onorare di più la dimensione Trinitaria di Dio, e mai pensare ad una sola Persona
Divina come isolata dalle altre".
Come puoi constatare, tutto ciò, torna a nostro conforto e a Gloria della GLORIOSA
TRIADE DIVINA ( il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Ho appreso con rammarico del tuo stato di salute non tanto confortevole e, giustamente, come
tu affermi: non bisogna temere alcunché quando il nostro rapporto con GESU’ è continuo ed
intenso.
Anch'io ho i miei acciacchi di pressione e di qualcos'altro; pensa mi trovo nel quinto mese del
74° anno.
Nell'insieme, vado abbastanza bene e mi rimetto quotidianamente nelle mani della
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Ti dirò di più: pensa che ho già formulato il "manifesto" che attesterà il trapasso del mio
spirito nella Nuova Dimensione.
Ti abbraccio in COLUI che è l'Unico e Vero Amico, CRISTO GESU', con la certezza che
anche tu, quotidianamente, invochi e glorifichi con l'Inno di Gloria la GLORIOSA TRIADE
DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)!
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia,29marzo 2001
Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro"
tre giorni fa mi è pervenuta la tua lettera, come sempre
attesa e tanto amata.
Devo dirti che stavo per riscriverti per la terza volta, perché non ricevendo tue notizie ero
molto preoccupato.
Tu, Antonio, con molta probabilità, non puoi comprendere quanto sei importante nella mia
vita spirituale per avermi dato un supporto straordinario e che mi ha consentito ancora di più
di andare avanti nella testimonianza del DIO -CRISTIANO.
Anche tu, come me, sei strumento nella mani della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA
TRINITA’ e, quindi, affermo che sei indispensabile per me perché testimone de DIO CRISTIANO.
Io, giorno dopo giorno, comprendo con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, come lo stare ancora
su questa Vecchia Terra è dovuto, primariamente, alla Volontà della GLORIOSISSIMA
TRIADE DIVINA (il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) per marcare ancora e,
sempre di più, lo scopo di questa esistenza terrena a tutti gli uomini e più ancora per
contestare e richiamare i travisatori della PAROLA che ne fanno non solo un disuso ma,
anche e sempre, più negativo per se stessi e per quanti stanno loro dietro.
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Per i più della terra, inutilmente, il CRISTO è venuto in mezzo a noi in quanto il SUO
GLORIOSO OLOCAUSTO non viene tenuto in alcuna considerazione e , raramente,
percepito da pochi che ne danno testimonianza con la loro vita per affermare che da esso
dipende la salvezza totale dell'Umanità.
La maggior parte dei componenti il "Sinedrio" cristiano appartenenti a tutte le professioni
cristiane, in particolare a quelli della chiesa cattolica e quella ortodossa, ignari di quanto
CRISTO ha affermato e vissuto e accecati dalla loro presunzione, nonché dallo essere schivi
alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’, non riescono ad entrare nella maestosità del
PADRE CELESTE, la cui identità di PADRE di tutti gli uomini ha richiesto la testimonianza
della sublime Donazione del CRISTO per la salvezza di "tutti" gli uomini!
Queste due entità incommensurabili di AMORE infinito e di MISERICORDIA inesauribile,
sostenuti dallo SPIRITO SANTO, dovrebbero essere il pane quotidiano spirituale di tutti gli
uomini; quindi, prima vissute in prima persona dai gerarchi delle "professioni" cristiane e poi
dai "cosiddetti" cristiani e tramandate a tutti i "sub" della terra, perché sono le uniche e le
sole realtà valide per Questa e per la Futura Vita.
Purtroppo queste inconfutabili Verità vengono travisate e adombrate da molti che si
ritengono portatori della PAROLA del CRISTO.
In tal modo essi, non solo non si dispongono alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’,
andando incontro ad una auto -espiazione dura e prolungata per quanto determinano pure
una conoscenza confusa ed offuscata a molti uomini che si affidano totalmente al loro
insegnamento, senza vagliare e confrontarsi direttamente con l'infinito AMORE e con la
MISERICORDIA impenetrabile della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, la
Quale non preclude la SUA GIUSTIZIA ma li antepone ad Essa.
Possibile che la loro vista si ottenebra sempre di più; possibile che si assordino totalmente i
loro orecchi e la loro cervice va, sempre più, indurendosi.
Essi sono pregni di presunzione perché si auto-denominano "i vocati", "i chiamati" senza
tenere in gran conto che "chiamati" siamo tutti se disponibili allo SPIRITO SANTO che
soffia in infinite direzioni, illuminando gli umili e i disponibili.
L'alterigia e la presunzione sono i mali che serpeggiano tra loro a cominciare dal "fasullo"
“santo padre”, Paolo II, che abusando del sostantivo di Padre, di pertinenza esclusiva del
PADRE CELESTE, perché così categoricamente affermato dal CRISTO, lo unisce a quello di
santo.
Più cieco di lui non v'è altri, perché egli non confronta la sua vita circuita da ricchezze, da
sontuosità, da mollezze, da servitù e da guardie speciali con la vita del CRISTO circuita da
povertà, da umiltà e da gente ignorante ed assai umile.
Egli non capisce o gli fa comodo non capire che l'unica motivazione che deve espletare un
cristiano, noi compresi e, quindi, il papa per prima, è quella di far conoscere il CRISTO nella
SUA vera Essenza, cioè come il Solo ed Unico SIGNORE che media per la salvezza di "tutti"
gli uomini e come COLUI che ci ha regalato, tramite lo SPIRITO di VERITA’, la dignità di
essere adottati come Figli dal SUO DIO e PADRE!
E questo insegnamento del CRISTO si sarebbe dovuto compendiare nella umiltà più sentita,
nella povertà di fatto e, a completamento del tutto, testimoniare con la nostra vita la veridicità
della PAROLA: "Fate questo in memoria di Me!".
Smetto , non voglio continuare a mettere in evidenza le infinite carenze di Paolo II e della sua
molto attiva coorte!
Un affettuoso saluto cristiano ai tuoi. A te il consueto abbraccio spirituale nel "nostro"
GESU’
Eugenio
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P.S. Carissimo Antonio, ieri domenica non mi è stato possibile spedirti la lettera, non potendo
fare la fotocopia ed anche perché io non me la sentivo di ricopiarla.
Tu sai benissimo che io conservo, gelosamente, le mie e le altre missive.
In definitiva, dopo sono stato molto contento di non avertela spedita, perché in serata ho
sbirciato sul canale tre una trasmissione in cui si parlava del "curriculum" di un ventennio di
papato di Giovanni Paolo II.
Non è stata , quindi, una casualità a far coincidere tanto ma senz'altro una "ispirazione",
affinché io potessi avere la possibilità di trasmetterti qualche riflessione su quanto è stato
detto.
Infatti, la prima osservazione da farsi è sul titolo della trasmissione, "l'ostinato di Dio", in
quanto al sostantivo “ostinato” è appropriato, mentre la preposizione “di” è blasfema.
Per quanto mi è "dato" dire, perché ispirato, il titolo esatto è il seguente: "l'ostinato al DIO CRISTIANO".
Il rivedere tutte quelle folle che acclamavano ed osannavano un intruso, durante i cinque
lustri e più del suo papato, mi hanno fatto ritornare alla mente e al cuore la piazza di
Gerusalemme di 2000 anni fa, quando il Sinedrio ebraico insieme al suo popolo inveiva
ferocemente contro un Essere sfigurato avente sembianze umane e Lo condannavano
spietatamente alla CROCIFISSIONE!
Mentre "l'ostinato al Dio - cristiano", dimenticando o volendo dimenticare di farsi
crocifiggere a testa in giù come Colui che, amando infinitamente GESU’ e sentendosi indegno
della CROCIFISSIONE del MAESTRO lo pretese, si è beato e continua a bearsi quando
quelle folle ingenue e ingannate dalle papaline rosse ( il Sinedrio cristiano) lo osannano.
Con quanta ignavia e altrettanta infingardaggine, egli osa presentarsi in pubblico e
dichiararsi vicario del CRISTO che nell'Essenza della umiltà ha dato tutto SE STESSO per la
salvezza dell'umanità
Egli si fa scudo delle infinite sofferenze del DIO -CRISTIANO e delle sofferenze di coloro che
amando infinitamente il PADRE CELESTE, nella giusta Essenza, si sono lasciati trucidare
cercando di seguire il loro unico e solo MAESTRO!
Spero che nella mia prossima pubblicazione anche queste mie "ispirate" accuse potranno
giungergli.
Ancora un abbraccio spirituale nel "nostro" GESU’.
Eugenio
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 1 luglio 2001
Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro",
Come sempre la tua lettera mi è giunta come balsamo
alle avversioni, quotidianamente, rilevate nelle istituzioni delle diverse "professioni" cristiane
e come sempre , primariamente, in quella cattolica ed ortodossa.
Ho cercato di astenermi dallo scriverti: prima perché non voglio affaticarti a rispondermi con
solerzia, anche se sento che una sola tua riga di scritto è potenziale per me.
Anch'io, anche se in linea di massima sto bene, grazie al DIO -CRISTIANO, vengo
continuamente ostacolato da contrarietà che vorrebbero portarmi ad esplodere.
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Io, invece, cerco di superarli ed essere sempre, più disponibile alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’ da cui attingo quella energia di difesa contro gli attacchi
dell’energia del Male.
Altro mio impegno è quello di tutelare i miei otto figli e, anche per loro, invoco giornalmente
la GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA affinché me lo consenta.
Essi, pur avendo un'età rispettabile, pensa il primo ha raggiunto l'età di cinquantatré anni e
tutti hanno una posizione sociale modestissima e rispettabilissima avverto sempre, anche se
loro non se ne rendono conto, che hanno bisogno delle mie affettuose attenzìoni.
Carissimo, questo tempo terreno ci consente, perché ispirati dallo SPIRITO SANTO, di
entrare nella nostra realtà terrena e poterci convincere che questo periodo altro non è che la
pedana di lancio per raggiungere nel più breve tempo possibile, l'Eterna ed agognata NUONA
TERRA, luogo di quella pace vanamente ed inutilmente inseguita su questo pianeta.
Io sono sempre al lavoro per completare la mia prossima pubblicazione e cerco di scoprire,
sempre più, l'immensità di AMORE della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’,
nonché la SUA MISERICORDIA inesauribile e la SUA GIUSTIZIA perfettissima.
Più cerco di penetrarLa e più mi accorgo delle continue incongruenze che tutte le professioni
cristiane oppongono all'Unico MAESTRO, il nostro amato GESU’, il Quale nonostante l'uso e
il disuso del SUO Amatissimo NOME da parte dei moltissimi credenti, eccezione fatta per
alcuni, continua nel tempo fino alla "prossima" consumazione della terra a salvare l'Umanità
tutta e a proiettarla nella zona "Paradisiaca".
Beati quanti riescono, stando su questo pianeta, a disporsi e ad essere penetrati dallo
SPIRITO di VERITA’ perché facile sarà per loro l'ingresso in quel “luogo” di pace e di
felicità eterne.
Mentre per i più anche se, in embrione, sono stati destinati a raggiungere la "NUOVA
TERRA", dura sarà la loro auto -espiazione che consisterà, in gran parte, a riconoscere ed a
condannare la durezza della loro cervice, delle loro cecità e sordità per non avere voluto
penetrare, accettare e comprendere la "PAROLA", perché si sono lasciati andare in balia
della effimera compiacenza di "arrancare" quanto più è stato possibile sulla "Vecchia Terra"
A questi ultimi si aggiungono, primariamente, “i padri della chiesa” che violando i dettami di
GESU’ che, tra l'altro, ammonisce categoricamente ai SUOI Apostoli e, quindi, a noi: " A
nessuno è dato appropriarsi del nome spirituale di "PADRE" ma, solo ed esclusivamente, al
Mio DIO e PADRE"!
Nel mentre "i padri della chiesa", non tenendo in alcun conto le parole incisive e penetranti
del CRISTO, continuano a forbirsi e a forgiarsi, plagiando, il nome di "padre" a cominciare
dalla papalina "bianca" che lo investe, anche, con l'aggettivo "santo", a quelle rosse e a quelle
delle tuniche nere e marrone.
Ad ognuno di loro vorrei chiedere, principalmente, al papa cosa mai possono comprendere
della grandiosità di quel Nome Benedetto dovuto solo al PADRE CELESTE che in simbiosi
con lo SPIRITO SANTO ha partecipato all'Olocausto del SUO Divinissimo FIGLIO:
CRISTO GESU'!
Anche a noi genitori e "veri" credenti in GESU’, nonostante i sacrifici continui, le ansie
interminabili e le sofferenze, a volte, non definibili e il logorio fisico e morale non è dato
entrare nella Essenza di quel NOME SANTO, ma solo ci viene concessa una parvenza per
rendere Gloria Eternamente al Nome di PADRE CELESTE!
Cosa può capire, quindi, papa Wojtyla con tutti i suoi principi, conti, marchesi, baroni e con
tutti i componenti dalla bassa truppa del Nome Glorioso di "PADRE" se non quello di
sfoggiarlo e di ostentarlo falsamente alla " povera ed ignorante" gente, alla pari di quelli del
Sinedrio ebraico?.
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Il DIO -CRISTIANO è la sintesi e la conclusione di quel Nome Santo e Benedetto, perché ha
sacrificato e condiviso nella pienezza l’OLOCAUSTO di GESU’ insieme allo SPIRITO
SANTO!
EGLI, il DIO –CRISTIANO, può solamente, insieme a GESU’ e allo SPIRITO SANTO, nella
intierezza, comprendere il Valore e la Preziosità contenuti in quel "NOME" TRE VOLTE
SANTO: pertanto, GESU’, in ogni tempo, ammonisce "Tutti" a non farne uso e disuso!
Noi genitori, in genere, e discepoli della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ che
cerchiamo di dare tutto ai nostri figli, secondo la volontà del PADRE CELESTE, possiamo
percepire e penetrare in miniatura quanto colossale sia la portata e la maestosità di quel
"Nome" e trasformarlo in quello di "papà o padre di sangue"!
Antonio carissimo, voglio chiudere questo scritto altrimenti, continuando, potrei sfociare in
altre mille e più deformazioni evidenziate dai "tutori" abusivi della "Parola"!
Spero di non avere fatto abuso della tua pazienza e della tua attenta ed encomiabile
partecipazione.
Un saluto caro ai tuoi.
A te, sempre, un abbraccio spirituale nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’!
Eugenio
Lettera a papa Wojtyla
Foggia, 4 maggio 1996
Ancora, caro per Cristo,
il nostro tempo terreno corre inesorabilmente veloce: presto ci
ritroveremo nella "Nuova Dimensione" e, precisamente, nella "Iperconscia".
In quella zona avrai modo di ripercorrere tutti i momenti della tua vita terrena e potrai
renderti conto di quanta sofferenza hai apportato al DIO -CRISTIANO con le tue
affermazioni travisate al cospetto del CRISTO!
In particolare, mi riferisco all' "Angelus" dei giorni festivi quando citando relativamente il
nome di GESU’, ti soffermi in modo esorbitante a declamare, ad esaltare e, direi, a glorificare
il nome di Maria ed anche dei santi, oscurando quasi del tutto la PERSONA del PADRE
CELESTE e dello SPIRITO di VERITA'.
Ti rendi conto del tuo condannabile comportamento? Possibile che non riesci minimamente a
penetrare l'Essenza della venuta del CRISTO in mezzo a noi?
Voglio augurarti che ripetendoti il perché della venuta del CRISTO in mezzo alla SUA
creatura prediletta, fatta ad immagine e somiglianza del CREATORE, tu abbia a penetrarLo
e a farLo intensamente tuo: GESU’ è venuto, primariamente, in mezzo a noi per darci la
conoscenza perfetta del PADRE SUO , permettendoci di invocarLo col nome di PADRE,
affinché ogni parola di lode e di gloria venga rivolta solo e sempre a LUI, artefice con lo
SPIRITO SANTO della donazione del CRISTO per la salvezza di "Tutti" gli uomini.
La Madonna, la Vergine Santa a cui porto profonda ed ineguagliabile devozione, è stata
prescelta e forgiata dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ per la Sua "unica"
umiltà e per dare, quindi, al mondo CRISTO GESU’ e non già per spodestare il PADRE
CELESTE e, tanto meno, lo SPIRITO SANTO.
Lasciati penetrare dallo SPIRITO di VERITA’ perché sei , ancora, in tempo per sostare il
meno possibile nelle sezioni della "Caina".
Un altro e solo rilievo perché non mi è dato, per adesso, di fartene in numero non
determinabile, è quello che hai creato la Babele delle religioni.
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CRISTO col donare il SUO Preziosissimo SANGUE ha salvato tutti gli uomini, nessuno
escluso; pertanto solo attraverso l'accettazione, per opera dello SPIRITO SANTO e del
PADRE SUO si ha la certezza, in tempi brevi o brevissimi, di salvezza e non invocando il dio
delle altre religioni la cui entità è astratta, direi, addirittura inesistente.
Medita profondamente su questo scritto e, più ancora, su "La più Grande Opera di Tutti i
Tempi"!
Come sempre, nelle mie precedenti raccomandate profetizzavo che non avrei avuto risposta,
lo stesso sarà per la presente perché risente di accuse che non puoi respingere , né
mimetizzare ma che ti comporteranno il prolungarsi della tua auto -espiazione nelle prime
due sezioni della "Caina"..
Continuerò ad avere pazienza fino a quando c'incontreremo nella "Iperconscia", dove non
avrai la possibilità di sottrarti al confronto della LUCE folgorante del CRISTO e alla
ESSENZA della SUA Giustizia!
Abbiti un sentire degno della tua persona.
Eugenio marchesino
via don Sturzo, 5- Foggia- 71100
Lettera a papa Vojtyla
Foggia, 22 settembre 1997
Ancora, caro Wojtyla,
Anche se tutte le mie Opere "ispirate" dal DIO -CRISTIANO, inviateti
con lettera raccomandata di accompagnamento, non hanno avuto alcun cenno di riscontro
(cosa assai prevedibile per le motivazioni note ad entrambi), sono "obbligato" ad inviarti una
copia della mia ultima pubblicazione "ispirata" dal COLOSSO dell’UNIVERSO.
Avrei gradito un incontro con te: non ti scandalizzare, un incontro per discutere e chiarire su
quelle "rivelazioni".
So benissimo che la qualcosa non sarà mai possibile: una sparuta ed insignificante cellula del
CORPO di CRISTO vorrebbe, o meglio, pretenderebbe di colloquiare con colui che prevarica
la PERSONA del CRISTO, autodefinendosi il "vicario" di COLUI che indegnamente ed
inimmaginabilmente potrebbe rappresentare?
Wojtyla, non puoi quindi immaginare quanto grande sia quel mio desiderio, oggi, dopo averti
definito e classificato come uno dei più "ostinati ed ostili al DIO -CRISTIANO" che sosterrà
millenni nelle prime due sezioni della CAINA?
Comunque resta di fatto che quanto da me desiderato con bramosia su questo pianeta, presto
si realizzerà nella Iperconscia: il nostro incontro decretato dalla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’ avverrà "prestissimo" (ti ricordo, ancora, che un anno della
terra corrisponde ad un solo giorno nella Iperconscia).
Sento che tutto ciò avverrà prestissimo, perché tra te e "Ze Luige" noto una certa analogia:
infatti quando ti vedo in TV, spesso, affiora accanto a te la fisionomia di "Ze Luige".
Chi era "Ze Luige"?
Potrei definirlo un barbone moderno.
Infatti, viveva raccattando un po' di cibo e anziché all'addiaccio, preferiva dormire nelle stalle
di un ricco signore, dove prestava la sua opera dietro un magrissimo compenso.
Quando io lo conobbi, circa trent'anni addietro, trascorreva il tempo libero ed anche la notte
in una specie di rifugio alto mt.1.50, mentre la sua stazza era di 1.70.
Tale rifugio era stato da lui costruito agli estremi della città e consisteva nella sovrapposizione
di grosse pietre raccolte, qua e là, e ricoperto da una lamiera arrugginita: era quella la sua
casa e la difendeva con energia, nonostante la sua età avanzata.
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L'inverno di un anno, penso fosse il 1972, fu molto rigido e una notte degli ultimi giorni di
gennaio la neve cadde copiosa, tanto da coprire e seppellire le strade ed i tetti delle case.
Fu in quella circostanza, durante la notte di un giorno gelido, non potendo dormire, mi levai
dal letto e corsi verso la mia parrocchia, il Carmine Nuovo, e stimolai energicamente il viceparroco ad unirsi a me per snidare quel poveretto da quella tana, altrimenti sarebbe morto
assiderato.
Entrati nel covo, alla nostra vista si presentò una scena agghiacciante: "Ze Luige", tutto
annichilito era sdraiato su una tavola appoggiata su alcuni tufi ed era coperto di stracci!
Dopo un estenuante battibecco, riuscimmo a portare "Ze Luige" in un pianterreno in fitto
alla parrocchia, dove si raccoglievano indumenti per i poveri.
L'indomani quel vano venne liberato dagli indumenti e "Ze Luige" potè finalmente avere una
casa.
Durante i primi anni, ogni mattina gli portavo latte e caffè con un panino; mentre il pranzo lo
consumava presso la parrocchia dell'Immacolata, abbastanza distante dalla sua abitazione.
Successivamente, avendo maturato la pensione di vecchiaia, la mattina provvedeva lui stesso a
comprarsi il latte ed il pane; mentre all'ora di pranzo, onde evitargli di fare tanta strada,
provvedevo io a portargli da mangiare.
Il primo piatto con il relativo contorno, confezionato da mia moglie, era per "Ze Luige" e,
prima di sedermi a tavola, correvo da lui.
Egli era di poche parole ed ostico alla pulizia personale e della sua abitazione.
Pensa che in tanti anni, con l'aiuto del parroco, riuscii a portarlo fuori e, una sola volta, a
fargli fare il bagno.
Ogni domenica, collaborato da una parrocchiana, provvedevo io a pulire e a disinfettare la
sua casa.
Un giorno di circa dieci anni fa, aveva all'incirca 77 anni, venne ricoverato in ospedale con
una infezione, ricordo al piede.
La sera di quello stesso giorno, in compagnia di mia moglie, ci recammo a visitarlo e
riuscimmo a scambiare qualche parola.
La mattina seguente, una telefonata dall'ospedale ci annunciava il suo trapasso nella "Nuova
Dimensione"
Se n'era andato in silenzio e senza dare fastidio verso la meta Nuova ed Eterna; sicuramente
accolto nella sfera ABELICA per il bagno purificatore creato dal CRISTO ed oggi,
sicuramente, è un abitante della NUOVA TERRA e fa parte del CORPO di CRISTO, della
SUA CHIESA!
Perché questa convinzione? Perché così mi viene "detto"!.
Tra l'altro ho reso noto i suoi difetti, è giusto quindi che ne declami le sue virtù.
"Ze Luige" era un uomo tranquillo, non dava fastidio a nessuno, né reagiva violentemente
agli insulti che alcuni ragazzacci gli rivolgevano.
Mattina e sera si recava in chiesa dove trascorreva molto tempo e, anche, in casa biascicava le
preghiere a modo suo ma con tutto il cuore.
Certamente questo racconto ti arrecherà, quanto meno , sorpresa ma non dev'essere così;
perché come scrivevo e dicevo all'inizio dello scritto, noto più che mai una certa analogia tra
te e "Ze Luige".
Mentre prima non riuscivo a comprendere questa analogia ora, invece, l'ho capita perché mi è
stata rivelata dal "mio" GESU’: "Ze Luige" era povero materialmente e ricco spiritualmente,
mentre per te è il contrario.
Non avertela, perché ebbene accettare la realtà adesso che viviamo sulla terra per non
rimanere completamente sgomenti quando ci troveremo nella IPERCONSCIA.
Al nostro prossimo incontro ad visus, alla LUCE Gloriosa e Sfolgorante del CRISTO!
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N:B:...E tu che sei preposto al controllo e alla cernita della posta del papa, ti esorto a non farti
carico, anche, della mancata consegna della mia raccomandata e della mia pubblicazione a
papa Vojtyla.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia
Lettera a papa Vojtyla
Foggia, 2 aprile 1998
A papa Vojtyla,
nell'inviarti l'ultima lettera nel settembre u.s, con l'unita pubblicazione "Il
Destino e la Sofferenza dell'Uomo", ispirata dal "Colosso dell'Universo", ebbi a dirti
inutilmente, perché tu sordo e infingardo ad accettare la "Verità" o a contestarla se ne avessi
avuta la minima possibilità, che non avrei voluto riscriverti perché ci saremmo incontrati
nella"Iperconscia" per evidenziarti ancora, personalmente, alla LUCE della LUCE, il
CRISTO, il tuo atteggiamento "non definibile" al cospetto delle mie missive raccomandate e
con le mie opere "ispirate":
Stamane, però, risentendo al registratore le lettere inviateti, ho avvertito la "ispirazione" di
riscriverti.
Così vuole il "mio" GESU’, ed eccomi a te!
Il motivo che mi spinge a farlo è quello di notificarti, ancora, un altro rilievo scaturito ieri,
quando seguendoti all'Angelus in TV, tra l'altro, hai avuto parole esaltanti per il segretario
dell'O.N.U. ignorando del tutto la potenza armata esistente nel Golfo.
Sei veramente convinto di quanto hai confessato alla presenza di migliaia e migliaia di
persone, cioè che sia stato il tuo approccio col Segretario a fermare e a non continuare la
guerra?
Non credi che quella sia stata una affermazione assurda , come succede sempre con un
politico della tua portata?
Perché chi ha convinto il sadico Saddam a cedere e a firmare le clausole dell' O.N.U. è stato
solo ed esclusivamente l'armamento "apocalittico" dell'America e dell'Inghilterra, attenti e
vigili nel Golfo.
" Dai a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dio!".
Questa Verità non l'hai voluto accettare, altrimenti non avresti potuto, come spesso avviene,
attribuirti il merito di avere mediato ed ottenuto.
Però un tale atteggiamento trova repulsione nei confronti della VERITA' Assoluta: il
CRISTO!
Cerca di comprendere: non potevo rimanere indifferente al cospetto di una affermazione che
travisa la VERITA.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo. 5 -Foggia-
Al Segretario di Stato del Vaticano
Foggia, 7 maggio 2000
Monsignore,
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281
la lettera e il contenuto del plico sono per papa Vojtyla, però sono certo che
l'acclusa Pubblicazione non sarà recapitata a Vojtyla.
Pertanto, tu che sei il suo amministratore e discerni la posta a tuo piacimento, ti chiedo: "Se
tu credi veramente in CRISTO, in quel GESU’ che mi ha insegnato a conoscere e a penetrare
il PADRE CELESTE e lo SPIRITO di VERITA', ti invito a darmi una risposta a quanto viene
esplicitato e richiesto in appresso".
Come mai papa Vojtyla nel passato ha invocato gli ebrei come "fratelli maggiori" e tuttora
continua a farlo, quando questi non solo non hanno riconosciuto il CRISTO nella loro patria,
Lo hanno seviziato, Lo hanno condannato a morte, Lo hanno crocifisso e continuano a negare
la SUA Divinità?
Senza dimenticare che alla presenza di Pilato ebbero a deflagrare con voce cavernosa: "Il
Sangue di questo Giusto ricada su di noi e sui nostri figli"!
E ancora, egli, dimenticando o volendo per forza dimenticare, perché imbarazzato al cospetto
della VERITA’, l'affermazione "categorica" del CRISTO: "NESSUNO viene al PADRE se
non attraverso ME!", continua a petire verso quel popolo responsabile dell'eccidio più
clamoroso commesso sulla Terra.
Quindi, se CRISTO declama di essere il Solo a condurre al PADRE SUO e se l'Adozione a
Figli del PADRE CELESTE ci viene conferita da GESU', tramite lo SPIRITO di VERITA',
che accettiamo come FIGLIO Unico dell'ALTISSIMO, mi sai dire su quali moventi si basa la
fraternità con gli ebrei rinnegatori del CRISTO e, primariamente, omicida dello STESSO?
Non mi si venga a dire e a ripetere che gli ebrei erano il popolo eletto, in quanto adoratori di
un solo Dio.
Tanto poteva essere sostenuto prima della venuta di GESU’ in mezzo a noi: infatti, GESU’ ha
dato l'Adozione a FIGLI del DIO -CRISTIANO a tutti gli uomini che Lo accettano come
FIGLIO Prediletto dell’ALTISSIMO e come Unico e Solo MEDIATORE presso il PADRE
CELESTE.
Ti auguro, sempre che ti disponi ad essere illuminato dallo SPIRITO SANTO e tu possa
darmi una sola motivazione che sottragga te, il papa, e tutti gli assertori di questa falsità alla
presenza della GIUSTIZIA Divina per l'onta che la GLORIOSA TRIADE DIVINA (il
PADRE , il FIGLIO e Lo SPIRITO SANTO) continua a subire.
Ti ringrazio anticipatamente, sperando che tu possa riflettere ed attendere alla mia richiesta.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia-
Lettera a papa Vojtyla
Foggia, 28 novembre 2000
Caro Vojtyla,
caro, prima per continuare ad ammonirti; caro anche perché in proiezione
futura, in embrione, saremo fratelli in Spirito quando proiettati nella "Nuova Terra" e dopo
che ciascuno avrà espiato quanto di nefasto e di peccaminoso ha accumulato durante il
pellegrinaggio terreno, saremo FIGLI dello STESSO PADRE CELESTE!
La futura proiezione per tutti gli uomini, manifestata ed acclarata dal CRISTO, sarà il nostro
epilogo: Pace e Felicità eterne!
Purtroppo, nel contempo degnati di tanta Grazia: ognuno di noi come già accennato dovrà
espiare i propri peccati nella sfera CAINA o in quella ABELICA ed avere l'accesso nella zona
Paradisiaca: la NUOVA TERRA.
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La tua condizione, Vojtyla, è assai penosa e ciò non mi rende felice ma, in funzione di quella
fraternità futura, mi mortifica e mi rattrista.
Il mio penare per te, se avrai un pizzico di rispetto nei miei riguardi, quale discepolo della
SANTISSIMA e GLORIOSISDSIMA TRINITA’, lo potrai riscontrare meditando l'unita
Pubblicazione.
Ivi potrai renderti conto, in gran parte, di quali siano i tuoi peccati al cospetto della
GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Vojtyla, ancora qualche giorno o qualche ora ci separano ( mi riferisco al tempo della
Iperconscia) dall'approccio definitivo ed eterno con la Futura Dimensione.
Ivi, ognuno di noi, mercé la MISERICORDIA infinita del DIO -CRISTIANO, affronterà con
bramosia l'auto -purificazione per i propri peccati commessi durante il "soggiorno" sulla
Vecchia Terra.
Sempre in funzione di quella fraternità futura, ti esorto a non perderti ad inseguire, come don
Chisciotte, i mulini a vento: convocazioni a destra e a manca di politici, artisti, di operai, di
agricoltori, di folle di giovani, di gente appartenente ad altre religioni, etc.
Cerca di focalizzare, con gli altri credenti in CRISTO in assoluto il Comandamento
d'AMORE di GESU’: "QUESTO VI COMANDO DI AMARVI SCAMBIEVOLMENTE!".
Questo è quanto avresti dovuto fare durante gli anni che hanno segnato il tuo rapporto col
CRISTO: cercare di riunire tutti i cristiani, spodestandoti da quella reggia peccaminosa e
viaggiare come pellegrino "nudo" tra tutti i credenti in CRISTO, anziché preoccuparti di
altre motivazioni che esulano del tutto e semmai contrastano col l'insegnamento dell'Unico e
Solo MAESTRO: il CRISTO!
E ancora, anziché pregare tu per la "povera" gente che non ha alcuna penetrazione presso il
PADRE CELESTE, entrare nell'ottica che ogni singolo uomo deve conoscere il PADRE
CELESTE per mezzo di GESU e dello SPIRITO SANTO, affinché si rivolga direttamente a
LUI, al SUO AMORE e alla SUA MISERICORDIA!
Solo in tal guisa, avrà senso la Preghiera del singolo ed ottenere quanto rientra nell'AMORE
del PADRE CELESTE!
La Adozione a Figli del PADRE CELESTE concessaci da GESU?, tramite lo SPIRITO
SANTO, non abbisogna di altri mediatori che possano ottenere quanto può ottenere "colui"
che riconosce ed accetta nella interezza il DIO -CRISTIANO, come Essenza di AMORE e di
MISERICORDIA.
A tanta penetrazione ci si arriva se si dà la disponibilità allo SPIRITO di VERITA’ e non alla
mediazione degl'infiniti "santini" che tu beandoti, continuamente, elevi agli altari.
In questi giorni in TV si continua a parlare intorno alla ricostruzione della vita del fraticello
di Pietralcina per penetrarne il senso di essa e condurlo alla santità e, milioni e milioni di
uomini nella povertà del loro spirito, grazie alla tua e all'altrui valentìa, l'hanno vissuto come
balsamo alle loro infinite carenze.
Momenti di pura euforia e poi..., poi si continuerà a degenerare sempre più e a tenere nella
ignoranza più scandalosa voluta da voi ed acquisita dalla "povera" gente, COLUI che ci ha
rigenerati e proiettati nella NUOVA TERRA!
Chissà quanto sfruttamento si trarrà da quella visione, sia pecuniaria che morale: e tanto più,
la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' continuerà, sempre più, ad essere oscurata
o , addirittura, ignorata.
Fino a quando tu, quanti ti hanno preceduto e quanti ti succederanno rimarrete su quella
cattedra che è di pertinenza esclusiva del CRISTO, apporterete sempre più discordia e rovina
sulla VECCHIA TERRA!
Se in una famiglia ci sono lotte e contrasti continui, come si può pretendere di portare
tranquillità e pace al di fuori di essa?
Il tutto ti sia di monito, affinché tu possa...comprendere!
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Eugenio Marchesino
via don Sturzo,5 -FoggiaN.B.
E tu... eminente segretario di Stato del papa che ricevi e cestini quando non ti garba, cerca di
ottemperare alla richiesta di una sparuta cellula, amante della GLORIOSISSINA e
SANTISSIMA TRINITA’.
Consegna tutto al fratello Vojtyla, altrimenti alle tue colpe e ai tuoi peccati, nella Iperconscia,
aggiungerai in parte quelli di papa Vojtyla.
Non tenere in poco conto quando ti viene richiesto.
Anche a te un sentire fraterno nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e
lo SPIRITO SANTO).
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia-
Lettera al cardinale Martini
Foggia, 27 maggio 2000
Monsignore,
non posso esimermi, perché così mi viene "detto" dall'inviarti una copia del
"Pentateuco Cristiano"
Questa pubblicazione, da come si evince, è stata "ispirata" dalla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’; anche se tu e tutti i "principi" della chiesa cattolica ed
ortodossa, nonché i capi delle altre "confessioni" cristiane non potete prestarci fede, perché
non ne avete le credenziali.
In Essa viene esaltata e glorificata la GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e
lo SPIRITO SANTO), alla Quale voi che amministrate la "Parola" date pochissima
importanza o niente.
Infatti, gl'insegnamenti di GESU’ vengono da voi intesi in maniera tale che contrastano o,
addirittura, cozzano contro la SUA Umiltà e contro la SUA povertà materiale e, ancor più,
contro l'AMORE, la MISERICORDIA e la GIUSTIZIA del DIO –CRISTIANO!
L’OLOCAUSTO del CRISTO per la salvezza di "tutti" gli uomini stona alla vista e all'udito
di voi alti prelati e di quanti altri maestri delle altre "professioni" cristiane, perché parlate di
condanna eterna per i peccatori, ritenendovi nella vostra idiozia di esserne scevri nel mentre
molti voi andranno incontro ad un’auto -espiazione che altri, raramente, potranno superare.
Evidentemente, voi non tenete in alcun conto le vostre infinite precarietà e gli abusi che
perpetrate insieme al papa, giorno dopo giorno, nei confronti della GLORIOSISSIMA e
SANTISSIMA TRINITA', specialmente quando attribuite la santità ad uomini che, senz'altro,
hanno cercato di vivere secondo gl'insegnamenti di GESU’ ma, nello stesso tempo, grazie alla
vostra idiozia, oscurano quasi del tutto la Donazione Gloriosa di GESU’ al PADRE CELESTE
e allo SPIRITO SANTO: l'immensità dell'AMORE, della MISERICORDIA e della
GIUSTIZIA della GLORIOSA TRIADE DIVINA, a cui soltanto dev'essere rivolta ogni
invocazione di lode e di gloria ed ogni minima richiesta di bisogno o di necessità!
La elezione a santità di uomini probi e chiamati ad intercedere presso l'Entità Suprema, il
DIO –CRISTIANO, vorrebbe annullare la categorica ed assiomatica affermazione del
CRISTO: "Nessuno viene al Padre se non attraverso Me!"?
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Nello stesso tempo circoscrive la Gloriosa e Portentosa DONAZIONE del CRISTO, come se la
STESSA non potesse soddisfare la salvazione di tutta l'Umanità :"...Questo è il calice del Mio
sangue versato per voi e per tutti!"
Ti sembrerà strano che i Beati che vivono nella Nuova Dimensione, al cospetto di simili e
scioccanti deformazioni, come quella di chiedere la loro intercessione presso il PADRE
CELESTE abbiano, alla Luce folgorante e misericordiosa della GLORIOSA TRIADE
DIVINA, a soffrire per la loro inutile e disastrosa interposizione, considerato che CRISTO,
tramite lo SPIRITO di VERITA’, ha regalato la Figliolanza adottiva al PADRE CELESTE a
tutti gli uomini?
Inoltre, bisogna tenere in gran conto e con assiomatica certezza la Sublimazione Gloriosa del
CRISTO sulla CROCE quando con la SUA impenetrabile invocazione chiede al PADRE
CELESTE: "PADRE, perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno!".
Ti chiedo: per chi , primariamente, GESU’ in quel momento invocava il Perdono?
La risposta te la anticipo io, considerando che tu non hai o non vuoi avere la capacità di
penetrare una sì tanta sentita implorazione: senz'altro per prima per quelli del Sinedrio e per
i SUOI crocifissori (gli ebrei), poi per i SUOI Apostoli e conseguentemente per i falsi profeti
interpreti della PAROLA e via dicendo, noi compresi, fino ai giorni futuri che approderemo
alla "Palingenesi" dell'UNIVERSO tutto!
Sono certo che queste mie considerazioni "ispirate" verranno, insieme a tante altre, presumo,
tenute in alcun conto da te e da quanti come te pensano di essere in comunione col CRISTO.
Leggi, medita profondamente l'unita Opera e quanto meno, se credi veramente in quel GESU'
che ci ha proiettati tutti nella Zona PARADISIACA degnati, se vieni "ispirato", di
contestarmi, di esortarmi oppure di redarguirmi!
Abbiti il mio sentire profondamente cristiano.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia-
Lettera al cardinale Martini
Foggia, 15 dicembre 2000
Eminente cardinale,
forse la presente intestazione potrà degnarmi di avere un cenno di riscontro
alle mie reiterate sollecitazioni circa i miei scritti "ispirati"
Possibile che eminenti personalità come e più di te , il papa compreso, disdegnate di
rispondere ai miei quesiti e alle mie affermazioni "ispirate" dalla GLORIOSISSIMA e
SANTISSIMA TRINITA’?
Basterebbe soffermarsi, solo, sull'INNO e sulla PREGHIERA alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’, contenuti nel "Pentateuco Cristiano" e riportati nell'Unita
pubblicazione, per poter comprendere la maestosità e l'impenetrabile esaltazione alla
GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) insite in essi.
A volte mi viene il dubbio, cosa assai orrenda sarebbe, che voi che vi attribuite il magistero
della PAROLA, ignorate completamente il "Credo" in CRISTO, nel PADRE CELESTE e
nello SPIRITO SANTO!
Se così non fosse, se la vostra fede fosse solidificata sulla roccia, com'è la mia non avreste
alcun timore a rispondermi e a farmi rilevare qualche mia mancanza o i miei errori.
Purtroppo la vostra fede, almeno come dimostrate, e come dice il NOSTRO SIGNORE
GESU’: è costruita sulla sabbia; e, quanto prima perché il tempo avanza inesorabilmente,
quando i vostri spiriti saranno traslati nella Iperconscia, luogo di auto -purificazione si
dissolverà come nebbia allo spuntare del sole, ossia alla LUCE Sfolgorante e Gloriosa del
CRISTO!
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E' pur vero che quanto da me riportato nelle mie lettere e nei miei scritti "ispirati", in
particolare negli ultimi quattro lustri, sono di una durezza che sconvolge e disarma la vostra
formazione spirituale, la quale ha come base un insegnamento cattedratico che nulla ha di
condivisione col CRISTO; però bisognerebbe affrontare, se così fosse, la realtà e spogliarsi di
quelle "vesti", somiglianti moltissimo a quelle dei componenti il Sinedrio degli ebrei, i quali
negarono e continuano a negare la Divinità del CRISTO; mentre voi, componenti delle
diverse "professioni" cristiane, lo avete accettato per disintegrarne il SUO CORPO,
sostenendo e proclamando di essere ognuna la vera chiesa.
Queste divisioni ad altro non approdano che ad allontanare gli uomini dalla "VERITA", dal
CRISTO che continuamente sostiene e ci ammonisce "Amatevi gli Uni gli Altri"; dal vostro
amore il mondo potrà riconoscere il FIGLIO dell'ALTISSIMO”!
Bisognerebbe quindi, ripeto, privarsi di quelle vesti sontuose ed usare tuniche e sandali alla
maniera del Battista, di Pietro, di Paolo e di quanti incarnano il CRISTO nella Persona fisica,
morale e spirituale per poi riconoscersi peccatori quanto e più degli altri ed entrare nella
Umiltà del DIO -CRISTIANO.
La mia voce, a differenza di quella del Battista, si estenderà su tutto il pianeta perché
confortata dalla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ e sostenuta dai mass-media
per stimolare tutti i credenti in CRISTO, primariamente i "maestri" della teologia cristiana a
riconoscere il proprio "mea culpa" e poter così penetrare, in una parvenza, la conoscenza
della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ e rivolgere ad ESSA e Solo ad ESSA
l'Inno di GLORIA e il "Grazie Eterno" riportati in tutti i miei scritti "ispirati"
Smetto di scrivere, perché continuando potrei tediarti con quanto di nefasto e di peccaminoso
riscontro, quotidianamente, nelle vostre manifestazioni che sono sature di puro e proprio
paganesimo.
Ciò nonostante, ti rimetto il mio sentire nella GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5- Foggia-
Lettera al cardinale Tonini
Foggia, 13 novembre 1997
Monsignore,
comprendo che sei restìo e, forse, ostico a dare risposta alle mie
pubblicazioni "ispirate" ed inviateti tramite raccomandate.
Comunque, mi corre l'obbligo finché siamo cittadini di questa Vecchia Terra di completare le
mie "rivelazioni" perché, nel prossimo futuro, durante il nostro incontro nella Iperconscia tu
non abbia a rimanere esterrefatto e confuso al cospetto della VERITA ed avere quel
“rimorso” evocato in qualche circostanza!
Pertanto, mi viene "detto" di inviarti una copia della pubblicazione "ispirata" dal COLOSSO
DELL’UNIVERSO.
Abbiti un riscontro, nel sentire, pari a quello che percepisci nei miei confronti.
Eugenio marchesino
Via don Sturzo, 5 Foggia
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286
Lettera al cardinale Tonini
Foggia, 21 luglio 1999
Monsignore,
non puoi essere privato di una copia della mia ultima pubblicazione "ispirata"
perché è di coronamento alle altre inviateti.
Al giungerti della presente non devi angosciarti se le precedenti le hanno cestinate o le hai
cestinate perché, presto, ascolterai la loro registrazione nella Iperconscia
Siamo molto vicini a raggiungere quella Zona.
Se tu avessi meditato su "Il Terzo Libro dopo il Vangelo", avresti avuto sentore che trattasi
di qualche giorno o di qualche ora.
Presto c'incontreremo e ci confronteremo su quanto da noi recepito per disponibilità allo
SPIRITO di VERITA’ o per disponibilità alla nostra arroganza: la Superbia!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia -
Lettera al cardinale Tonini
Palermo, 15 maggio 2000
Monsignore,
anche a te non può mancare una copia della pubblicazione de"Il Pentateuco
cristiano" alla quale, anche se tu in questo breve soggiorno terreno darai una importanza
"nulla" o vorrai addirittura ignorarla ( come d'altronde per le precedenti); per noi "veri"
credenti in CRISTO GESU' costituisce un baluardo verso cui dovrai difenderti nella Futura
Dimensione. Infatti, quando ci incontreremo nella IPERCONSCIA dovrai, finalmente,
evidenziare le motivazioni della tua astinenza a contestare o ad avvallare i miei scritti
"ispirati" dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO
SANTO)
Quando ti vedo e ti ascolto in TV, alla presenza del DIO -CRISTIANO, non posso non
rilevare la picciolezza della tua formazione spirituale.
Hai raggiunto una età ragguardevole per gli abitanti di questo pianetino e, ancora, ti mostri
così infantile nella conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Al cospetto della GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO
SANTO) non mi resta che comprendere il tuo stato, specialmente quando alla LUCE dello
SPIRITO di VERITA’, penso che sarei potuto incappare, anch'io, nella tua realtà cattolica o
in quelle di altre "professioni" cristiane.
Anche se sono convintissimo che, in ognuna di esse, ci sono cellule che formano ed integrano
la vera CHIESA del CRISTO nella NUOVA TERRA!
Gli stessi geni, le stesse contaminazioni, le stesse casualità accidentali avrebbero potuto
conformarmi alla stessa tua maniera.
Pertanto, ringrazio eternamente la GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ che,
penetrando le mie immense sofferenze, mi ha tenuto assai lontano da una simile formazione
spirituale.
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Il mio consiglio, al cospetto del CRISTO, è quello che tu non possa perseverare, ancora, su
questa scia errata e disporti alla penetrazione dello SPIRITO SANTO.
Medita profondamente sul "Pentateuco Cristiano", ispirato dalla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’: potrai, quindi, trarne un vantaggio enorme ed approfondire
la tua realtà, assai lontana dall' Insegnamento del CRISTO.
I tempi che ci attendono sono assai brevi: ben presto ci troveremo al cospetto della VERITA'
travisata e contorta da fallaci e puerili interpretazioni.
Non dico che pregherò per te, perché dovresti sapere che ad ognuno di noi, credenti o amanti
del CRISTO, è stata data tramite lo STESSO l'Adozione a FIGLI del PADRE CELESTE al
Quale, solo e sempre dobbiamo rivolgerci.
Pertanto, a tale proposito ti ricordo, perché penso che tu e in massima parte i cosi detti
"battezzati" ignorate quanto appresso riportato dal CRISTO: "Voi, cattivi come siete, non vi
dimostrate capaci di dare una pietra al figlio che vi chiede un pane...; quanto più il PADRE
CELESTE vi concederà tutto quanto GLI chiederete e che rientri nella SUA Volontà?".
Perché, allora, ingannare i puri di cuore stimolandoli a rivolgersi a "santini" e a simulacri che
deturpano ed offendono l'AMORE incommensurabile della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’?
Accetta il mio sentire nel CRISTO, conformemente al tuo nei miei riguardi.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera al cardinale Tonini
Foggia, 2 dicembre 2000
Monsignore,
nella mia ultima lettera inviatati il 15 maggio u. s. , unitamente al Pentateuco
Cristiano, alla fine dello scritto mi domandavo se la GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA ( Il
PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) mi avesse concesso, ancora, di continuare il mio
soliloquio con te.
RingraziandoLa infinitamente eccomi di nuovo a te.
Pur essendone a conoscenza, grazie allo SPIRITO di VERITA’, delle motivazioni che ti
vietano di rispondermi, sarei curioso e desideroso da parte tua se mi facessi conoscere le cause
o le circostanze che te lo vietano: Accettazione integra di essi? Considerazioni di un esaltato?
Contrasto in assoluto con la tua formazione spirituale? O altro?
Come dicevo è una semplice curiosità, perché sono perfettamente consapevole grazie alla
GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA del perché del tuo silenzio.
Giorni addietro, sempre con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, ho ricevuto le copie della mia
ultima pubblicazione: "Nascere e vivere per morire", "Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge
in GESU’ CRISTO".
E' facile, quindi, intuire il perché di questa mia lettera: l'invio a te di una copia d'essa.
Da maggio a dicembre, tempo trascorso tra l'invio delle mie due ultime pubblicazioni, sono
sette mesi, poco più di 12 ore nella Iperconscia".
In rapporto alle due dimensioni, la presente e la futura, quanto tempo ci rimane ancora: ore o
giorni?
Come vedi siamo prossimi ad incontrarci in quella distesa non paragonabile minimamente, in
estensione, a questo nostro microscopico pianeta.
Eppure, in quella immensità non definibile ci imbatteremo, mentre su questa microscopica
terra non riusciamo non solo a non incontrarci ma, addirittura, non osi volere comunicare.
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Pazienza! E' questa la virtù che in simbiosi con la Umiltà, dà la certezza agli "ispirati" di
possedere, già in embrione, quella Felicità Eterna concessaci dalla GLORIOSISSIMA
TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Prima di chiudere questo scritto, mi pongo la stessa domanda postami nella precedente
lettera: ci consentirà, ancora, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ di risentirci:
a me a produrre un'altra pubblicazione, a te di riceverla?
Rimettiamoci al prossimo incontro epistolare o a quello spirituale nella Futura Dimensione!
Eugenio marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera al cardinale De Giorgi
Foggia, 13 novembre 1997
Monsignore,
anche se meraviglia ha destato il tuo silenzio intorno all'invio della mia precedente
pubblicazione "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male", sono obbligato ad inviarti
una copia de "Il destino e la sofferenza dell'Uomo".
Ti esorto a non essere superficiale nella meditazione d'essa, perché fa parte del nostro
prossimo cammino nella Iperconscia, località di incontro e di verifica degli spiriti traslati
Approfondisci quanto in essa contenuto, perché non abbia a manifestarsi, nel prossimo
futuro, come manchevolezza nei confronti del COLOSSO dell’UNIVERSO.
Abbiti, ancora, un sentire affettuoso nel "mio" GESU’.
Eugenio marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera al cardinale De Giorgi
Palermo, 16 maggio 2000
Monsignore,
nel breve soggiorno palermitano avrei avuto piacere di incontrarti per salutarti;
però, considerando la prassi burocratica per raggiungerti, ho rimandato a nuove "piagge".
Con l'occasione, ti lascio in portineria l'unita pubblicazione perché tu meditandola abbi,
illuminato dallo SPIRITO di VERITA’, a penetrare nella assolutezza la GLORIOSISSIMA
TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Il nostro terrestre pedaggio ha un unico e solo scopo illustratoci con infinita chiarezza e con
AMORE impenetrabile da CRISTO SIGNORE, tramite lo SPIRITO SANTO: Scoprire,
conoscere, intensamente, ed amare senza riserve il PADRE CELESTE!
Tanto ci consentirà nelle Futura Dimensione di assolvere rapidamente alla nostra autopurificazione e sostare, finalmente ed eternamente, nella NUOVA TERRA!
Il mio auspicio è quello che tu possa riuscire a penetrare la SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’, alla Quale devi rivolgere costantemente il tuo spirito,
trascurando le migliaia di santini e di simulacri che nulla hanno di positivo nella nostra
formazione spirituale.
Al contrario, essi oscurano in gran parte l'immenso AMORE, l'inconcepibile
MISERICORDIA e la GIUSTIZIA perfettissima dell'unico, solo e grande PADRE: il DIO CRISTIANO!
CRISTO nella SUA completezza Divina: AMORE, MISERICORDIA e GIUSTIZIA ci
insegna quotidianamente ed eternamente "Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me!"
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Gli illuminati dallo SPIRITO SANTO, gli uomini santificati dal CRISTO che si sono sforzati
di raggiungere traguardi eccellenti di spiritualità, siano uno stimolo continuo per noi e, non di
più, per fare altrettanto o meglio ancora.
Cerchiamo, quindi, di non continuare, volutamente, ad essere ciechi e sordi ed ottemperiamo
all'unico, solo e grande desiderio del CRISTO: "Conoscere, amare e ringraziare eternamente
la GLORIOSA TRIADE DIVINA!"
Meditando il Pentateuco Cristiano ti esorto, nel caso tu dovessi incontrare delle
contraddizioni alla PAROLA e illuminato dallo SPIRITO SANTO, a riprendermi e a
redarguirmi.
Abbiti il mio sentire in CRISTO GESU'.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera al cardinale De Giorgi
Foggia, 11 gennaio 2001
Monsignore,
non posso non inviarti una copia della pubblicazione "Nascere e Vivere per Morire" ( Si
nasce, si vive, si muore e si Risorge in GESU CRISTO) perché, come sempre, viene esaltata e
glorificata solo e sempre la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Se avrai la pazienza di leggerla, più che leggerla meditarla ti renderai conto di quanto di
negativo viene, continuamente, apportato alla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il
FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) attraverso la mancata penetrazione di quel CRISTO che,
primariamente, è venuto a darci l'Adozione a FIGLI del PADRE CELESTE affinché
potessimo, ispirati dallo SPIRITO di VERITA’, rivolgerci sempre e solo a LUI nelle nostre
quotidiane necessità, debolezze, miserie e a volte, anche, peccati.
Inoltre, la GLORIOSA TRIADE DIVINA nella SUA infinita MISERICORDIA ci ha regalato
il CRISTO che è venuto ad espiare le nostre sozzure, consentendoci nel futuro, dopo l'autoespiazione da noi stabilita, di raggiungere la NUOVA TERRA!
Spesso mi domando del perché voi che vi siete arrogato, in assoluto, il diritto di essere " i
chiamati" vi mostrate nella vostra formazione spirituale in netto contrasto con quanto
declamato da GESU’?
Come può l'umanità giungere, in particolare, i cristiani tradizionalisti battezzati alla
conoscenza del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO quando ad essi vengono
frapposti " santini e simulacri" che non hanno avuto, né hanno, né avranno mai alcuna
parvenza di intercessione presso il PADRE CELESTE?
Cercate, quindi, di fare conoscere in diretta l'AMORE incommensurabile, la
MISERICORDIA infinita e la GIUSTIZIA perfettissima della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA' che consentiranno, a quanti si lasciano penetrare dallo
SPIRITO SANTO, un'auto- purificazione breve e il facile raggiungimento della NUOVA
TERRA!
Eugenio marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia-
Lettera al vescovo Riboldi
Foggia, 14 novembre 1997
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Monsignore,
come per gli "alti" prelati anche per te non è possibile omettere quanto mi viene
suggerito dal "mio" GESU’; pertanto sono "obbligato" ad inviarti una copia della mia
pubblicazione "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo".
Questa, insieme alle precedenti inviateti, costituisce un Tutto unico per la conoscenza del
DIO- CRISTIANO.
Quanto prima, quando saremo nella "Iperconscia", avremo la certezza di quanto da me
proclamato in tutte le pubblicazioni "ispirate" e trasmesseti.
Allora, con chiarezza inaudita apprenderai quanto consistenti sono state e quanto siano le
sollecitazioni per l'assenza della fede in CRISTO!
Chiudo con l'auspicio che tu, stando sulla Vecchia Terra, possa fortificare il tuo sentire nel
"mio" GESU’ e non rimanere completamente esterrefatto al cospetto della VERITA' che ci
apparirà folgorante quando i nostri spiriti traslati si troveranno nella Iperconscia.
Abbiti il mio sentire cristiano.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia-
Lettera a monsignore Riboldi
Foggia, 22 luglio 1999
Monsignore,
sei stato uno dei primi vescovi con il quale ebbi un breve rapporto epistolare circa
un ventennio addietro.
Brevi, ma sostanziosi scambi di vedute sulla intierezza della VERITA’: il CRISTO!
Successivamente ti ho inviato una copia di tutte le mie opere "ispirate", senza avere riscontro
alcuno.
Le ragioni, purtroppo, sono assai evidenti perché sei costretto a seguire gli ordini della
gerarchia e non compromettere la tua personalita’ di alto prelato
Comunque, cerca di approfondirle perché tu non abbia, nella Futura Dimensione, a rimanere
scioccato quando le riascolterai tramite cassette registrate.
Con l'occasione t'invio una copia della mia produzione.
Sempre in attesa di incontrarti nella Iperconscia, abbiti il mio sentire nel CRISTO
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 .Foggia -
Lettera a monsignore Riboldi
Foggia, 4 giugno 2000
Monsignore,
non posso trascurare di inviarti, come sempre, copia delle mie pubblicazioni ed eccomi a te
con "Il Pentateuco cristiano", ispirato e voluto dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA'.
Fino a quando la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO
SANTO) lo vorrà, sarò sempre presente a te con i miei scritti.
A me, avrebbe fatto molto piacere ricevere qualche tua riga, in senso positivo o negativo che
fosse; purtroppo le mie opere "ispirate" non possono trovare corrispondenza a causa della
tua formazione spirituale.
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Più che alla tua formazione spirituale, come dicevo in una precedente lettera, tanto è dovuto
all'obbligo di servire la gerarchia ecclesiastica.
Intaccare la privacy della gerarchia cattolica, ortodossa o di altre "professioni" cristiane, è
uno scandalo per tutti voi.
Non tenete in alcun conto che lo SPIRITO di VERITA’ soffia in direzioni infinite e penetra
tutti quegli spiriti che si dispongono a LUI?
Così voi, imperterriti e ostinatamente, continuate il vostro cammino anche se, spesso, vi
accorgete degli errori madornali che commettete e che danneggiano la credenza e la fede di
quanti, ingenuamente, vi seguono perché costretti da paure inesistenti e dalla tema della
condanna eterna da voi proferita ed insegnata.
Però, mi corre il dovere di riconoscere come tu e pochissimi altri, a differenza di molti alti
prelati e principi della chiesa cattolica, spesso, accettate qualche barlume dello SPIRITO
SANTO e vi discostate da tante assurde e pagane manifestazioni che sovrastano e turbano la
chiesucola cattolica e quella ortodossa.
Quando i nostri spiriti saranno traslati nella Nuova Dimensione, sconosciuta ai molti ed
accettata da pochi;allora, caro monsignore, non potrai né tu, né il papa, né gli altri principi
cointeressati esimervi dal dare una risposta equivalente alle mie insistenti sollecitazioni.
Purtroppo, allora, ogni vostra defezione rivolta a quelle mie opere "ispirate" comporterà il
prolungamento alla vostra auto -purificazione.
Certamente, a te e a moltissimi altri questo mio parlare sembrerà un paradosso e tu con essi
continuerai ad astenerti da un qualsivoglia riscontro.
Però, voglio ricordarti, ancora, che anche se tutti gli spiriti dopo un'auto - purificazione
perfetta accederemo nella Nuova Terra, la visione di questa da raggiungere per molti di voi
durante l'auto - purificazione, sarà di una bramosia tale da essere comparata ad un essere
umano in agonia bramoso di mettere termine alla sua sofferenza.
Tutto ciò non è attribuibile al DIO di AMORE, al DIO -CRISTIANO, bensì al dono prezioso
della Libertà elargitaci dal CREATORE dell'UNIVERSO e da noi gestita in opposizione al
desiderio dell'ALTISSIMO!
Non saranno le mie parole a spaventarti, esse hanno un solo e santo scopo quello cioè di
indurre te e tutti quelli che si dicono "cristiani" di accettare GESU’ nella pienezza
glorificando la GLORIOSA TRIADE DIVINA anche e, soprattutto, con l'INNO che tu
troverai all''inizio del Pentateuco Cristiano; e, per gli altri, cercandoLa e glorificandoLa in
eterno!
Tanto, a differenza di papa VOJTYLA che continua imperterrito a santificare uomini che,
sebbene abbiano avuto una certa coerenza con gl'insegnamenti di GESU’, non hanno nessuna
velleità, né prerogativa alcuna di mediare presso il PADRE CELESTE, se non quella di
coinvolgere tutti i veri credenti ad imitarli perché, come loro, possiamo raggiungere in tempi
brevissimi la NUOVA TERRA!
Vojtila, continuando ad eleggere a santità centinaia di "santini" non fa che perpetrare tanto
danno nei confronti della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' perché gli ingenui, i
malati, i tribolati dall'egoismo indiscriminato dei più si rivolgono alle immagini e ai simulacri
e perché no, al sangue del beato Gennaro, affinché intercedano presso il PADRE CELESTE e
conceda loro quanto viene richiesto.
Vojtyla, nella Iperconscia, per tutto il tempo che sosterrà, al di là di tutti gli altri peccati, sarà
travolto e coinvolto dalla frase del CRISTO, categorica e potente nella SUA Divinità:
"Nessuno viene al Padre se non attraverso Me!"
Sotto la guida dello SPIRITO SANTO ho tanto elaborato,
tanto che sublimizza
primariamente il mio spirito!
Mi accomiato nella maniera che tu ritieni più saggia.
Eugenio Marchesino
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via don Sturzo, 5 - Foggia-
Lettera all'arcivescovo Casale
Foggia, 9 novembre 1997
Monsignore,
come nel passato, ogni pubblicazione "ispirata" ti è stata inviata così pure l'unita
copia "Il Destino e la sofferenza dell'Uomo", ispirata dal COLOSSO dell’UNIVERSO non
può non esserti presentata.
Man mano che il tempo "terreno" avanza, più vicina dobbiamo sentire la proiezione Futura
nella quale avremo modo di trattare quanto non ci è stato consentito, per tua volontà, stando
su questo pianeta.
Cerca di approfondire quanto in essa contenuto, perché non possa in avvenire presentarsi
come una novità scabrosa.
Sono sempre in attesa di quell'incontro futuro.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia-
Lettera all'arcivescovo d'Ambrosio
Foggia, 5 novembre 1999
Monsignore,
ho ricevuto il bigliettino di ringraziamento per la pubblicazione inviatati. Non ti
nascondo che la tua correttezza sul piano umano e, più ancora, su quello cristiano mi ha
commosso.
Pochissimi tra gli alti e bassi prelati che hanno ricevuto le centinaia di lettere raccomandate,
insieme ai miei scritti "ispirati", si sono degnati di fare eco con un cenno di scrittura.
Pertanto, ho sentito il bisogno a riscriverti per porgerti il "mio" sentito grazie.
Da quanto mi è dato percepire pochi sono quelli che si dispongono allo SPIRITO di VERITA’
per esserne penetrati.
Spero che non te l'avrai preso a male se ho continuato, in questo scritto, a darti del "tu".
E' il pronome che GESU’ mi ha insegnato non solo ad usare tra i "veri" credenti ma, ancor
più, verso l'Amatissimo e Gloriosissimo SUO PADRE!
Un sentire fraterno in GESU’ CRISTO.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia-
Lettera all'arcivescovo d'Ambrosio
Foggia, 7 maggio 2000
Monsignore,
possano i tuoi onerosi compiti concederti di meditare e approfondire l'unita
pubblicazione.
Essa, infatti, è la esaltazione Gloriosa della TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo
SPIRITO SANTO) : leggendo e meditando le sue pagine si evidenzia, in tutto il suo contesto,
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come CRISTO sia venuto in mezzo a noi per darci, in assoluto, la conoscenza del PADRE
CELESTE e dello SPIRITO SANTO.
Tanto, perché tutti gli uomini potessimo rendere il "Gloria" perenne ed il "grazie" eterno a
COLUI che, tramite lo SPIRITO di VERITA’ ci ha regalato il REDENTORE dell'Umanità:
tutti gli uomini, quindi, nella Futura Dimensione siamo stati salvati!
Il Pentateuco Cristiano, afferma in tutta la Sua Essenza la conoscenza, la Gloria e il grazie
eterno rivolti alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
In Essa si evidenzia che ogni lode, ogni ringraziamento ed ogni richiesta vadano riferiti, in
assoluto, al DIO -CRISTIANO e non già ai tanti "santini" proclamati (solo un migliaio) da
papa Vojtyla.
Verso i beati, verso coloro che si sono lasciati penetrare dallo SPIRITO SANTO, è rivolta la
mia ammirazione e il desiderio di imitarli ma, giammai, la invocazione affinché intercedano
presso la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Tanto, contribuirebbe ad oscurare, ancor di più l'AMORE infinito, la MISERICORDIA
inesauribile e la GIUSTIZIA ineccepibile della GLORIOSA TRIADE DIVINA.
Categorico e con l'Assolutezza Divina, il CRISTO, s'impone quando declama: "Nessuno viene
al PADRE se non attraverso Me!".
CRISTO ci ha dato , sin d'ora, la possibilità dell'Adozione a FIGLI da parte del PADRE
CELESTE. Se i "beati" avessero la possibilità di parlarci, cosa che hanno fatto stando su
questo pianeta, ci direbbero insieme alla Madonna: "Glorificate in eterno e in assoluto il
PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO che ci hanno donato CRISTO GESU', COLUI che
col SUO SANGUE PREZIOSISSIMO ha guadagnato "a tutti" la Vita Eterna!”.
Il mio auspicio è quello che tu possa riflettere ed approfondire quanto innanzi riportato.
Abbiti il mio saluto nella GLORIOSA TRIADE DIVINA, in massima parte misconosciuta e,
quindi, poco amata!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera all'arcivescovo d'Ambrosio
Foggia, 29 novembre 2000
Monsignore,
lo scorso 7 maggio t'inviai una copia della mia ultima pubblicazione, il Pentateuco
Cristiano, sperando di avere un cenno di riscontro.
Purtroppo, anche quella come le altre due precedenti, " Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo"
e "La Reincarnazione o Metempsicosi" è rimasta nel tacito silenzio di chi non ha
argomentazioni per difendersi o contrastare quanto, in quegli scritti, viene addebitato.
In essi, come in tutti i miei scritti "ispirati" viene ribadito con estrema veemenza, che quanti
acclarano il nome di "cristiani" hanno il sacrosanto dovere di conoscere, amare, glorificare,
attraverso GESU' e lo SPIRITO SANTO, il PADRE CELESTE!
Conoscere il PADRE CELESTE tramite GESU’ e sostenuti dallo SPIRITO di VERITA',
nell'AMORE infinito, nella MISERICORDIA inesauribile e nella GIUSTIZIA perfettissima
sta a significare che “colui” che si dispone allo SPIRITO SANTO abbia già a comprendere
che deve rivolgersi solo ed esclusivamente al DIO -CRISTIANO, al PADRE CELESTE, per
GlorificarLo prima e poi per chiedere ed ottenere quanto rientra nel SUO AMORE
PATERNO!
Inoltre, sempre nelle pagine delle mie pubblicazioni viene esaltato il nome della Beata
Vergine e dei Beati che resosi disponibili allo SPIRITO di VERITA’ sono riusciti, mercé la
293
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SUA Grazia, ad esserne penetrati e a conoscere, quindi, ad amare e a glorificare in assoluto la
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'!
Sia la Madonna, sia i Beati santificati dal CRISTO, quindi, ci spronano continuamente a
rendere la lode, la Gloria e il grazie eterni a COLUI che, tramite GESU e lo SPIRITO
SANTO ci ha concesso l'Adozione a SUOI FIGLI.
Tutto quanto innanzi citato, ripeto, è riportato nelle mie pubblicazioni e se vi sono degli
accenti duri e durissimi e, perché voi che vi ritenete i possessori della PAROLA, la travisate e
la inculcate in maniera distorta, tanto da allontanare la "povera" gente dalla via che porta al
CRISTO e a renderla cieca e sorda, istradandola alla venerazione e, molto spesso, alla
adorazione di quei "beati" eletti da papa Vojtyla e non già santificati dal CRISTO e che, nella
Futura Dimensione, lamentano il vostro operato che rende dura l'auto --purificazione alla
povera gente e, ancora più dura e prolungata, sarà la vostra.
Se nella sostanza ti ritieni un "vero" credente in GESU' CRISTO, rispondimi ed
attribuiscimi, al cospetto della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE. Il FIGLIO e lo
SPIRITO SANTO), le mie manchevolezze che nella comunione con la SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA' ho contratto e trasmesso.
Eugenio marchesino
via don Strzo,5-Foggia -
Lettera all'arcivescovo d'Ambrosio
Foggia, 5 giugno 2001
Monsignore,
l'essere stato costretto a presenziare alle manifestazioni dei cresimandi del 12/5 e
del 2/6/2001 mi hanno portato a fare delle amare constatazioni e mi hanno indotto a rendere,
maggiormente, Gloria al DIO -CRISTIANO, essendo io un amante e discepolo della
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' che onoro e glorifico quotidianamente e
costantemente con l'INNO e la Preghiera ad ESSA; riportati nelle mie due ultime
pubblicazioni "Il Pentateuco Cristiano" e "Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’
CRISTO".
Tali manifestazioni operate in quel modo, non fanno che rendere ancora più dura
l'accettazione di esse; sia per la poca autenticità del fine da raggiungere; sia per la carenza
apportatrice della conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Delle tante illazioni da te avanzate, assai insignificanti, due mi hanno completamente scioccato
e portato a implorare la MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO per te e per quanti, nella
loro incoscienza, le hanno accettate.
La prima è stata quella di proclamare la elezione di 696 nuovi apostoli.
Mi domando apostoli di chi? Perché completamente digiuni della conoscenza della
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' e, appena consapevoli, di una sparuta
conoscenza del CRISTO!
Altra inedificante affermazione da te fatta, è stata quella di esserti gongolato e rimasto oltre
modo soddisfatto nella pienezza quando hai dichiarato di essere stato nella Russia ortodossa e
di esserti prostrato dinanzi ai resti del beato Sergio, al quale hai chiesto la intercessione
perché lo SPIRITO SANTO avesse a scendere su quanti, in queste occasioni, sarebbero stati
alla tua presenza.
Ti sembra questa un insegnamento conforme alla "Verità" insegnata e vissuta dal CRISTO?
CRISTO, categoricamente e marcatamente, afferma che nessuno può accedere al PADRE
CELESTE se non quegli che invoca e glorifica, penetrato dallo SPIRITO SANTO, il SUO
Sublime Sacrificio: "Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me!".
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Mi domando, al cospetto del DIO -CRISTIANO, che valenza possono avere i resti di un uomo,
ammesso che sia stato santificato dal CRISTO?
Se il beato Sergio si trova nella NUOVA TERRA, il suo unico scopo è quello di ringraziare
eternamente solo, sempre ed esclusivamente la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA' e non già avere la velleità di intercedere presso la STESSA, essendo stato preposto
ed avendo già adempiuto ad ogni richiesta solo il CRISTO!
Perché. quindi, non insegni alla povera gente l'infinito AMORE del PADRE CELESTE che,
grazie alla intercessione del FIGLIO GESU' e dello SPIRITO SANTO, è desideroso di
diventare PADRE di tutti gli uomini?
E questa PATERNITA’ viene concessa a noi solo attraverso CRISTO e sempre attraverso
CRISTO possiamo essere penetrati dallo SPIRITO SANTO.
Mi duole non tanto per te, a causa della tua futura e durissima auto - espiazione, quanto per
quelli che nella loro ingenuità si lasciano abbindolare da te e da tutti i falsi tutori della
PAROLA.
Cerca di meditare, di riflettere profondamente e disporti allo SPIRITO SANTO, perché tu
possa comprendere l'insegnamento di GESU’ ed avvicinarti e Glorificare la GLORIOSA
TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera al vescovo Grillo
Foggia, 21 maggio 1996
Monsignore,
nonostante le nostre reiterate esortazioni a mezzo lettere raccomandate, hai
continuato ad avere rapporti con "simulacri" alimentando così le credenze pagane tra la
"povera" gente che, per varie esigenze, è costretta a seguire i vostri insegnamenti, perché
"inconsciamente" crede ai cosi detti "maestri" della PAROLA.
Noi, attraverso la nostra "rivelazione", ti abbiamo ribadito costantemente e, più volte ,che tali
asserzioni erano non solo negative ma, addirittura, offensive alla Spiritualità del DIO CRISTIANO!
Il nostro compito si esaurisce nelle nostre continue e penetranti esortazioni: il riscontro lo
avremo, immediatamente, nella Iperconscia quando i nostri spiriti traslati sosteranno in essa
per l'auto purificazione.
A testimoniare il nostro rapporto col DIO -CRISTIANO, fa fede nella sua interezza la nostra
ultima pubblicazione :"L'Apoteosi del CRISTO nella mie Epistole".
Se avrai non la fede, ma il buon senso di meditarla, ti renderai conto del travaglio e di una
acuta sofferenza che permea le singole Epistole!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia-
Lettera a monsignor Grillo
Foggia 23 marzo 1997
Monsignore,
è superfluo soffermarsi ancora su quanto, con veemenza ti avevo suggerito e ti
avevo consigliato di mettere a termine.
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Tu, al contrario, hai voluto persistere nella idolatria dei "simulacri" coinvolgendo tanta
povera gente che se non alla stessa tua misura, sosterrà molto tempo nelle due prime sezioni
della CAINA.
Non voglio più prolungarmi su questo argomento perché verrà ripreso, intensamente, nella
Iperconscia.
Le motivazioni che mi inducono a scriverti ancora, sono dovute all'invio necessario della mia
ultima pubblicazione" La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male" la quale, come le
altre, sarà motivo di confronto nella "Terza Zona!".
Se non ci saranno altre consistenti circostanze per riscriverti, ci rivedremo nella Iperconscia.
Eugenio marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia -
Lettera a monsignor Grillo
Foggia,14 novembre 1997
Monsignore,
richiamandomi all'ultima lettera inviatati il 23/3/97 con l'unita pubblicazione de "La
Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male", dove mi riproponevo di non scriverti ancora
se non ci fossero state circostanze impellenti; ecco che l'occasione a riscriverti mi viene data
dalla realizzazione di una nuova pubblicazione "Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo".
Il "mio" GESU’ ha voluto che comunicassi, ancora, con te per esortarti a penetrare,
profondamente, quanto il COLOSSO dell'UNIVERSO mi suggerisce.
T'invito a non sorvolare su queste "rivelazioni", perché esse costituiranno il primo impatto
nella "Iperconscia" dove avremo modo di confrontarci intorno ad esse e su quanto concerne il
nostro percorso terreno.
In questa pubblicazione viene ribadito, con forte veemenza, e come sempre del dovuto e del
tutto a CRISTO GESU', al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO.
Spero che queste insistenti sollecitazioni abbiano presa su di te e ti conducano a percepire la
realtà della nostra fede in CRISTO GESU'!
Mi congedo da te con questa sentita e provocatoria esortazione
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia -
Lettera al vescovo Grillo
Foggia, 4 agosto 1999
Monsignore,
anche a te non può mancare una copia de "La Reincarnazione o Metempsicosi"
perché tu possa approfondire, ancora di più, quanto sacrilego sia il credere nelle lacrimazioni
dei "simulacri".
Già nel passato, inviandoti le mie numerose "composizioni" ispirate, ti esortavo a liberarti da
quelle forme distruttrici di paganesimo ma, più ancora, a non contaminare la gente ingenua e,
soprattutto, ignorante nei confronti della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Tieni conto che presto ci troveremo nella Iperconscia, dove la VERITA' ci folgorerà.
Allora prenderai coscienza di tutti i tuoi peccati, in particolare, di quelli che denigrano ed
oscurano la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - 71100 Foggia
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Lettera al vescovo Grillo
Foggia, 31 maggio 2000
Monsignore,
con l'inviarti una copia della mia ultima pubblicazione, "Il Pentateuco Cristiano"
riprendo il mio soliloquio, anche, con te per integrarlo o completarlo con la mia prossima
Opera.
Dicevo il mio soliloquio, perché tu a tutte le mie sollecitazioni inviateti tramite missive e scritti
miei "ispirati" non hai dato alcun cenno di riscontro.
Tu, certamente, non condividi il contenuto "ispirato" di tali opere, anche se un adagio così
riporta "Chi tace acconsente".
Per te, invece, non sarà stato così perché, penso, che quelle mie pubblicazioni ti avranno
scandalizzato.
Se così fosse stato non avrei da meravigliarmi, in quanto il loro contenuto è una esaltazione
continua e perenne alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' su questo pianeta e,
ancora di più, lo sarà eternamente nella Futura Dimensione.
Il Pentateuco Cristiano, ancora meglio e con la "ispirazione" della GLORIOSA TRIADE
DIVINA, conferma e sintetizza quanto il CRISTO, venendo in mezzo a noi, categoricamente
ha affermato: "Nessuno viene al PADRE se non attraverso Me"!
Penso non solo, ma addirittura che una tale assiomatica affermazione sia palesemente
penetrante ed accettabile da quanti sono SUOI discepoli o SUOI seguaci.
Perché GESU' si esprime chiaramente e fermamente in questa frase?
Non ci vuole tanta scienza o tanto intelletto per poterla penetrare e farla propria: un ragazzo
di prima Media saprebbe con facilità interpretarla.
Eppure, molta gente e voi, in particolare, alti prelati e detentori abusivi della PAROLA ne
smorzate l'efficacia, credendo che vi siano altre false strade che portino al PADRE
CELESTE.
Così facendo, non solo oscurate la immensità potenziale del CRISTO che, con la SUA
Donazione al PADRE GLORIOSISSIMO e allo SPIRITO SANTISSIMO, ci ha regalato a
tutti "Dico a tutti" gli esseri umani la Adozione a FIGLI del SUO GLORIOSISSIMO PADRE
CELESTE!
Ed è appunto, questo atto di AMORE infinito di GESU' che non concede parvenza alcuna
“ad Alcuno" di mediare presso l'ALTISSIMO. ed accentra solo in SE STESSO questo sacro
diritto; mentre voi, incapaci di intendere e di volere, perché vi chiudete alla penetrazione dello
SPIRITO di VERITA’, invocate beati e simulacri perché intercedano presso il DIO del
CRISTO, il DIO –CRISTIANO.
Se il vostro sentire è frutto di una povertà spirituale potrete, nella zona Iperconscia, sfruttare
qualche attenuante; al contrario se lo fate in piena coscienza, durissima sarà la vostra auto espiazione: una analisi sintetica è riportata ne "Il Terzo Libro dopo il Vangelo"
Ravvedetevi! Non continuate a perseverare in simili idiozie che svuotano ed annientano la
vostra spiritualità!
Non ci sono apparizioni e simulacri che piangono o che versano lacrime di sangue che possano
ingannare gli eletti, i prescelti e i disponibili; mentre gli ingenui, gli ammalati, gli esasperati
da una qualunque fragile condizione vengono ingannati a seguire strade distorte che
allontanano e fanno smarrire la strada tracciata e percorsa dal CRISTO!
In una frase del VANGELO è riportato " Le prostitute vi precederanno nel Regno dei Cieli!".
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In aggiunta alle parole di GESU’, così "ispirato" vi riporto :"Gli uomini, anche se da voi
ingannati, vi precederanno ed assolveranno facilmente alla loro auto - purificazione nelle
sezioni della CAINA!"
Il seguito è facilmente intuibile!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia-
Lettera al vescovo Grillo
Foggia, 17 dicembre 2000
Monsignore,
a te in particolare, non può non essere inviata una copia della mia ultima Opera
ispirata " Nascere e vivere per morire" " Si nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in Gesù
Cristo".
La ragione di questo privilegio alla tua persona è dovuto al fatto che tu credi nella
lacrimazione di sangue dei simulacri, la avalli e ti diletti a farne, anche, delle pubblicazioni.
La tua tesi è in netta opposizione ai miei scritti "ispirati", in quanto la mediazione al PADRE
CELESTE la incontro e la vivo, mercé la donazione dello SPIRITO SANTO solo in COLUI
che oltre a patire per tutti i nostri peccati si è anche assunto l'Onere di annientare tutte le
credenze pagane acquisite e vissute da coloro che insuperbiti e non riuscendo, minimamente,
a penetrare l'immensità della SUA Donazione, dichiarano e sostengono di essere portatori
della PAROLA dello STESSO, nel mentre ne ignorano del tutto l'ESSENZA!
Anche in questo "Libro" viene ribadita la maestosità e la grandiosità del CRISTO, il Quale,
oltre a caricarsi di tutte le nostre sozzure, quasi a volerci ripagare del SUO infinito AMORE
ci regala, incredibilmente, la Paternità adottiva del PADRE SUO.
In tal guisa il CRISTO esautora tutti dal voler interferire verso il SUO "DIO" e "PADRE"
perché la SUA Donazione, ripeto, sopravanza a quanti, come noi peccatori, non riusciamo a
percepire l'immensità del SUO OLOCAUSTO!
A questo punto, sono convintissimo che per voi non v'è possibilità alcuna su questa terra di
sopperire alla vostra cecità e sordità, ma solo quando vi troverete nella Iperconscia, là dove la
LUCE Folgorante e penetrante del CRISTO vi libererà dalla vostre spesse cataratte e dal
vostro solido tappo di cerume.
Confrontati con questa realtà e deducine, tu stesso, le conseguenze.
Eugenio marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia-
Lettera al teologo Maggiolini
Foggia, 9 febbraio 1998
Monsignore,
ieri sera per una casualità ebbi a seguire alla TV l'ultima parte intorno alla
Vergine Santa, la creatura prediletta ed amata dal DIO -CRISTIANO, al di sopra di ogni
altra, per la sua purezza ed umiltà uniche, nonché per la sua donazione totale
all'ALTISSIMO.
Essendo la trasmissione al termine, ebbi a percepire due delle tue ultime battute intorno alla
Santa Vergine.
Quantunque nel passato mi ero riproposto di non scriverti più, a causa della tua assenza
completa di sensibilità cristiana al riscontro delle mie raccomandate inviateti in data 29/9/93 e
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24/9/94, unitamente a due mie pubblicazioni, sono stato "ispirato" a riscriverti per
evidenziarti lo scempio che continuamente realizzate voi, tutori della PAROLA, al cospetto
della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'!
Infatti, le fatiscenti apparizioni della Madonna con le aggiunte lacrimazioni di pianto o di
sangue, opera dell'energia del male che tende a distrarre l'umanità dalla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA, non fanno che oscurare la PATERNITA? del DIO CRISTIANO; nel mentre il CRISTO con la Donazione di tutto SE STESSO è venuto a
testimoniarLa, prioritariamente, e lo SPIRITO SANTO l’ha fatto percepire agli Eletti, ai
Prescelti e ai Disponibili.
Le migliaia di santuari e i miliardi di simulacri che vorrebbero, secondo la vostra fatua
percezione, rendere gloria alla Madonna e ai Santi, infrangono e deturpano quanto insegnato
dal CRISTO e che è dovuto, solo ed esclusivamente, alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA'!
Il PADRE GLORIOSISSIMO, lo SPIRITO SANTISSIMO e lo STESSO AMABILISSIMO
GESU’ vengono soppiantati dalle continue litanie ed invocazioni rivolti a Maria ed ai santi
dalla "povera" gente, ingenua e resa ignorante da voi, sulla PATERNITA’ di AMORE
infinito del DIO -CRISTIANO.
Possibile che la vostra cervice, mi riferisco alla vostra spiritualità, a cominciare dal tuo "santo
padre" Giovanni Paolo II, è divenuta così dura da non rendervi conto che ogni lode, ogni
ringraziamento e tutta la Gloria devono essere devoluti, sempre e in eterno al PADRE
GLORIOSISSIMO, al FIGLIO SANTISSIMO e allo SPIRITO GLORIOSISSIMO e
SANTISSIMO d'AMORE che hanno sancito, nella eternità del tempo, la santità della
Madonna e di quanti, su questo pianeta, si rendono disponibili ad essere penetrati dal loro
AMORE; inoltre, che la salvezza eterna è estesa a tutti i "sub" della terra, dopo un'auto purificazione sentita e profondamente vissuta nella Iperconscia.
Tu che sei ritenuto un illustre teologo, cioè uno scienziato di Dio ( mi domando di quale dio),
abbi la responsabilità non cristiana che non ti si compete ma , almeno umana di contestarmi,
con motivazioni valide, alla presenza della TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo
SPIRITO SANTO) quanto sopra menzionato.
Al cospetto del "mio" GESU’, ossia del tuo CRISTO, ti esorto a darmi un riscontro.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia -
Lettera al teologo Maggiolini
Foggia, 8 agosto1999
Monsignore,
un vecchio adagio così riporta :"Il maggior disprezzo è la noncuranza"
Così hai dimostrato non dando un accenno di riscontro alla mia lunga lettera del 9/2/98 e alle
altre precedenti.
La Libertà è il dono più grande, significativo e incontestabile che, nonostante l'obbrobrio da
noi apportato, ci è stato elargito dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Però è altrettanto vero che rispondere alle richieste avanzate da persone "adulte" rientra nei
doveri e nelle norme più elementari della convivenza civile.
Lungi dal pensare che tanto non avvenga tra credenti in CRISTO; al contrario da parte di
questi si supera ogni limite, grazie alla presunzione dei "dotti" della teologia che non tenendo
in alcun conto come lo SPIRITO SANTO soffia continuamente in infinite direzioni, detestano
dare risposte a quesiti e a testimonianze che annullano la loro superba intuizione e, quindi, il
bagaglio della loro distorta formazione spirituale.
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Tanto sta a significare che uno dei due non ha la minima parvenza della conoscenza del
CRISTO: a te dopo una speculazione introspettiva, la risposta.
Non basta etichettarsi come "teologo", cioè come studioso e penetratore della conoscenza di
DIO; e, a questo punto, mi domando ancora, di quale Dio sei penetratore? Non già del DIO
del CRISTO!
Non è il caso di polemizzare e vengo al dunque.
Ne "Il Terzo Libro dopo il Vangelo" è riportato che un anno sulla vecchia Terra corrisponde
ad un solo giorno nella Iperconscia.
A te calcolare il nostro incontro, se a giorni o ad ore!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia-
Lettera al teologo Giovanni d'Ercole
Foggia, 23 novembre 2000
don Giovanni,
seguo spesso alla TV la trasmissione "Miracoli" e, quindi, osservo che la tua
presenza è immancabile.
D'altronde, essendo tu un teologo, è giusto che prendi parte alla discussione ed esprimi il tuo
pensiero.
Perché scrivo a te? Perché penso che tu "ai tanti miracoli" ci creda poco.
Lo presumo, quando tu costretto ad intervenire, perché richiesto dal conduttore, ti dimeni a
cercare il filo di Arianna per uscire da quel labirinto intricato.
Riesci spesso, molto bene, eludendo una precisa risposta e riportandoti alla conoscenza di
DIO.
Scusami se non ho aperto lo scritto con la mia presentazione: "Sono Eugenio Marchesino,
nato a Taranto il 26/4/927 e residente a Foggia dal 1934".
Sono ecumenico nella fede cristiana, amante e discepolo della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Il motivo di questo mio scritto sta appunto nella domanda: "Credi tu nei miracoli?".
Da quella che è la mia impressione, come dicevo, penso che tu ci creda tanto poco o...niente.
Comunque al cospetto di situazioni intricate e non definibili dalla scienza umana rimani, a
volte, perplesso e quasi ...ci vorresti credere.
E' vero che la testimonianza dei molti "miracolati" mettono in crisi la massa degli uomini e i
"cristiani cattolici", la cui fede è vacillante e, quindi, costretti ad accettarli nella pienezza.
La qualcosa, a me personalmente, non mi scalfisce perché credo nell'unico miracolo che DIOPADRE, in simbiosi col FIGLIO GESU’ e con lo SPIRITO SANTO, ha concesso a tutti gli
uomini: la presenza del CRISTO in mezzo a noi!
E' questo il vero, l'unico e solo miracolo concessoci dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA', perché gli uomini tutti potessimo trovare il sostegno in questo pellegrinaggio
terreno ed avere da LUI la certezza di raggiungere la " NUOVA TERRA" nel tempo più
breve possibile.
Le centinaia e centinaia di "santini" proclamati, in gran parte da Giovanni Paolo II e anche
dalle altre "professioni" cristiane non trovano la "vera" entità al cospetto della GLORIOSA
TRIADE DIVINA (Il PADRE , il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Come pure gli infiniti simulacri e le moltissime icone che rappresentano la Beata Vergine
lacrimando, spesso, gocce di sangue non attecchiscono sulla mia formazione spirituale.
La maestosità della Madonna la riscontro in una mia lirica in dialetto foggiano.
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In un versetto conclusivo d'essa, così si celebra: "Se putesse Marije a nuje parlà, na cose
pense che ce de deciarrje: "Faciteve sande, benedecenne e ludanne, pe sèmbe, 'u nome de
Criste che Dije cume Patre ce ha rejalate"
Sarei felice se tu, nella qualità di teologo, dessi riscontro a questo mio scritto.
Abbiti un sentire fraterno da chi, da oltre quarant'anni, si sforza, con l'aiuto dello SPIRITO
di VERITA’, di penetrare nella conoscenza, seppure limitatissima, la GLORIOSISSIMA e
SANTISSIMA TRINITA'.
Eugenio marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia -
Lettera al teologo d'Ercole
Foggia, 12 dicembre 2000
caro teologo,
come vedi ho fatto precedere la tua "professione" con un aggettivo che esprime un
sentire affettivo.
Non pensare , minimamente, che esso costituisca un'affettazione ma esso trova riscontro nella
Futura Dimensione, quando auto purificandoci faremo parte della Vera CHIESA di
CRISTO!
Sono trascorsi 20 giorni dalla raccomandata inviatati il 23 novembre u.s. e, nonostante, ti
avessi sollecitato a darmi un cenno di riscontro non c'è stato nulla di fatto; anche se,
qualunque fosse stato mi avrebbe fatto piacere.
Come teologo, come conoscitore e studioso di "Dio" avresti avuto mille argomentazioni per
contestare, contrastare o avvallare quella "Verità" racchiusa in quella raccomandata.
Anche se a te non fosse stata data la percezione di intenderla, avresti almeno dovuto
accusarmi di qualunque mancanza nei confronti del papa e di quanti continuano a persistere
in testimonianze che cozzano con quelle del CRISTO.
Perché, voi che vi ritenete i tutori e i propagatori della "Parola", quando vi trovate in
difficoltà, non riuscite a soddisfare le richieste di quanti vi accusano?
Vi rendete conto che avete l'obbligo, il sacro santo dovere di rispondere, ancor più, quando il
vostro interlocutore non è solo un fedele credente nel CRISTO, ma anche e per Amore del
Quale è divenuto un discepolo della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'?
Se la vostra fede , come la mia, poggiasse sulla roccia non avreste alcuna difficoltà a
contrastare e fare rilevare gli errori degli altri, particolarmente i miei!
Purtroppo, devo dedurre che la vostra fede poggia e si solidifica sulla arena e che, quanto
prima, al cospetto Glorioso del CRISTO, nella Iperconscia, si dissolverà nel nulla ed andrete
incontro ad una auto -purificazione prolungata e dura.
Pertanto, insisto e ti chiedo ancora a darmi risposta sui "miracoli" e sui simulacri che
venerate e, non di rado, fate adorare alla povera gente in opposizione alle affermazioni
categoriche contenute nella BIBBIA, maggiormente nel NUOVO TESTAMENTO.
Come pure ti chiedo, essendo tu un teologo, di giustificare l'uso continuo e quotidiano del
sostantivo "padre" che vi attribuite e che cozza costantemente con quanto asserito
assiomaticamente dal CRISTO: "... e non chiamate alcuno sulla terra vostro PADRE, perché
UNO solo è il Vostro PADRE, QUELLO che è nei Cieli!".
E come questo abuso, ve ne sono altri mille e più che sovrastano ed ingannano la gente, la
quale ignorante nella conoscenza del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, continua
ad ignorare che il CRISTO è venuto, primariamente, fra di noi per portarci alla conoscenza e
alla Glorificazione di DIO –PADRE e dello SPIRITO SANTO.
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T'invio una copia della mia ultima pubblicazione "ispirata", perché tu , dopo averla
profondamente meditata possa dare un riferimento preciso alla tua formazione spirituale.
La prima copia d'essa, come sempre, è stata inviata al papa.
Non giudicare in malo modo il sentire di questo scritto, ma ricordandoti quanto detto
dall'apostolo Paolo ( sostenetevi, istruitevi, esortatevi, ammonitevi) tu possa metterti nella
condizione di riprendermi o metterti nella condizione di quanti amano la SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA'!
Ancora un sentire affettuoso nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia -
Lettera al teologo d'Ercole
Foggia, 2 gennaio 2001
don Giovanni,
nonostante la simpatia che, nei primi tempi, avvertivo per i tuoi interventi in TV;
mio malgrado, dopo tanto patire, per ricevere una qualsiasi risposta alle mie lettere
raccomandate unitamente ai miei scritti "ispirati", devo necessariamente allogarti tra coloro
che ignorano nella Essenza la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Posso comprendere in misura minima, ma non giustificare il comportamento degli alti prelati
che incorrerebbero in qualche scomunica o in un anatema; ma tu, un semplice pretino che si
arroga la denominazione di "teologo", cioè di colui che studia profondamente per cercare la
conoscenza di DIO, si rifiuta di dare una risposta, ostinatamente, a quanto gli viene chiesto e
che è conforme all'insegnamento del CRISTO?
E' vero che hai fatto un giuramento al papa e alla gerarchia ecclesiastica, non già al CRISTO
interprete della volontà del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO.
Però, ciò non ti vieta, anzi dovrebbe darti argomentazioni che contrasterebbero e
neutralizzerebbero le "Verità" da me riportate e attinte dalla penetrazione del VANGELO.
Ci sarebbe una umana deduzione, cioè quella che anche tu aspiri alle alte cariche terrene
derivanti da una servitù al cosi detto "vicario" del CRISTO:
Così procedendo, così operando tu al cospetto della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA', insieme al papa e agli alti prelati, apparite evanescenti, privi di una personalità
che dovrebbe rendere GLORIA, in assoluto, al DIO -CRISTIANO.
"Caro" teologo, tu ignori completamente perché non credi che, quanto prima, dovrai dare
conto di questo tuo inqualificabile comportamento insieme a tutte le carenze e le colpe che ti
investono; il tutto di noi è riportato su un CD macroscopico: i nostri pensieri, le nostre azioni,
il nostro sentire e tutto quanto concerne la vita vissuta su questa terra.
Solo allora, quando ci troveremo nella Zona Iperconscia ci renderemo conto dei nostri errori,
delle nostre colpe, dei nostri peccati perché addizionati daranno la somma degli anni della
nostra auto purificazione.
A me, vista e considerata la tua cecità e la tua sordità, mi resta che aspettarti nella Nuova
Dimensione dove, insieme agli infingardi come te, non potrai sottrarti né giustificare il tuo
comportamento immensamente condannabile.
Ancora un sentire nella GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’, perché tu possa
lasciarti penetrare da ESSA e corrisponderLe il tuo dovuto.
Eugenio marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia302
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Lettera al teologo d'Ercole
Foggia, 14 gennaio 2001
Carissimo Giovanni,
prima di ogni altra cosa voglio ringraziarti ed esserti profondamente grato
per avere dato risposta alla mie tre, insistenti, lettere raccomandate.
Due osservazioni assai sintetiche alla tua lettera.
La prima è quella che trovo offensivo, tra credenti in CRISTO, darsi del "lei".
Atteggiamento abominevole che riscontro, quotidianamente, tra gli alti prelati e quelli della
platea.
GESU’, invitandoci a pregare il PADRE SUO, ci stimola a darGli del "Tu".
Come mai la gerarchia ecclesiastica vuole ignorare il senso della fraternità tra credenti in
GESU’ CRISTO? Pretende ed ostenta il pronome che non unisce e che allontana?
Altra osservazione è quella che condivido, in parte, quanto sostieni (cosa infinitamente
ribadita da me) e cioè che il più grande miracolo, direi l'unico miracolo, è dato dalla Morte e
Resurrezione del Nostro SIGNORE GESU’.
Dico, in parte, perché la tua asserzione è monca in quanto tale miracolo è stato compiuto e
vissuto dalla Comunione del PADRE col FIGLIO e con lo SPIRITO SANTO.
Purtroppo si parla sempre di un GESU’ isolato ignorando, quasi sempre, il PADRE
CELESTE e lo SPIRITO SANTO.
Se i tutori e conservatori, nonché "dottori" della PAROLA avessero fatto conoscere nella
Giusta Essenza l'AMORE infinito, la MISERICORDIA inesauribile e la GIUSTIZIA
perfettissima della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA', la "povera" gente non
avrebbe avuto la possibilità, cristianamente parlando, di credere in simulacri che piangono o
che lacrimano sangue; né di sangue di "altri" santi, come quello di S. Gennaro,
Credenze queste da addebitare tutte al più retrogrado paganesimo.
Questa, imposta ignoranza, porta la "povera" gente a tuffarsi in credenze pagane e blasfeme,
nonché in soddisfazioni che annebbiano lo spirito, allontanandolo dal DIO -CRISTIANO da
cui ha avuto origine.
Scusami se sono stato assai obiettivo e crudo nella analisi di conoscenza del CRISTO che, al
disopra del SUO immenso OLOCAUSTO che ha salvato tutti gli uomini, è venuto per darci la
conoscenza inimmaginabile di un PADRE di AMORE infinito, attraverso lo SPIRITO di
VERITA’.
Comprendo benissimo che il nostro "credo" è in opposizione; però sarebbe giusto, umano e
cristiano che ci confrontassimo su questi problemi, anziché restare volutamente "tardi" alla
conoscenza della PAROLA.
Non ti chiedo altro: ho voluto solo chiarire alcuni punti e, ancora, ti ringrazio per essere stato
civilmente corretto almeno in una risposta ai tanti quesiti postiti.
Affettuosamente Eugenio
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia -
Lettera al teologo d'Ercole
Foggia, 13 maggio 2001
don Giovanni,
303
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dopo l'invio della mia ultima del 14 gennaio u.s. in cui ti ringraziavo per la
striminzita risposta ai miei numerosi quesiti, mi ero riproposto di chiudere con te.
Infatti, avevo considerato che tu sei vincolato con un giuramento alla ecclesiastica gerarchia
non già al CRISTO; mentre io conservo, gelosamente, quella Libertà concessa ad ognuno di
noi dalla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ per poter giungere, tramite il
CRISTO e lo SPIRITO di VERITA', alla conoscenza e alla Figliolanza del PADRE
CELESTE.
Purtroppo, ieri sera, seguendo in parte la trasmissione "Miracoli" ho avuto lo stimolo a
riscriverti per dirti che sei stato meraviglioso quando facendo riferimento a "Sai Baba",
avesti a dire: "Io credo nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo".
Nello stesso tempo vengo a rimproverarti per quanto aggiungesti dopo: "Io non ho bisogno di
rivolgermi a Sai Baba, lo facessero loro".
Perché rimproverarti? Perché notai in te un profondo risentimento verso quella "povera"
gente.
Risentimento che non era giustificato, in quanto esso si sarebbe dovuto rivolgere a "voi"
tutori della PAROLA che avete il sacrosanto dovere di riconoscere che le carenti condizioni
spirituali di quella povera gente, costretta a ricercare altrove un po’ di pace per il proprio
spirito, sono da addebitare alla disinformazione e alle carenze di tutte le "professioni"
cristiane, in particolare a quella cattolica ed ortodossa, che vivono nella cecità completa della
conoscenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
A riguardo, poi, dei "miracoli" riesci come sempre a dare con, molta valentìa, nà botte 'o
cerche e nà botte a' l'incudine" e continui sempre a ben districarti.
Nonostante tutto, mi sei simpatico e ti porgo il mio sentire nella GLORIOSA TRIADE
DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)
Eugenio marchesino
via don Sturzo, 5 - FoggiaP.S. Se dovesse passarti per la mente una parvenza di dare risposta a questo scritto, ti esorto a
darmi del "tu" e non essere sempre più scostante come i gerarchi cattolici.
-
Lettera a don Giacomo Ponteghini- Direttore Basilica del Santo - Padova
Foggia, 14 aprile 1997
Caro per Cristo,
è doveroso da parte mia inviarti una copia della mia ultima pubblicazione,
avendo tu ricevute le precedenti.
Esse, nell'insieme, costituiscono anche il bagaglio del confronto nella Iperconscia, dove alla
Luce folgorante del CRISTO, avremo la possibilità di rileggerle e renderci conto di quanto
non si è voluto accettare su questo pianeta.
Per me, rimani sempre tra coloro "che son sospesi", ossia tra coloro che vengono combattuti
da una fede tradizionalistica e quella delle mie "rivelazioni",
Riuscire, stando su questa terra, ad avere la mia fermezza è assai vantaggioso per lo scomputo
delle colpe e dei peccati nella Futura Dimensione.
Abbiti un fraterno sentire nel "mio" GESU’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo,5 Foggia 304
305
Lettera a don Giacomo Ponteghini - direttore Basilica del Santo - Padova
Foggia,28 maggio 1997
Ancora, caro in Cristo,
perché questo "ancora", perché sei l'unico a cui rivolgo per l'ultima volta questo avverbio.
Tu, come gli alti altri prelati fuggite alle mie richieste di dimostrare il contrario di quanto
affermo nelle mie "rivelazioni"; anzi, così facendo, dimostrate di confermare non solo quanto
viene evidenziato nei miei scritti ma, ancor più, di essere in contrasto con quanto predicate
quotidianamente.
Le risposte eluse alle mie pubblicazioni, mi saranno date quando incontrandoci nella
Iperconscia non potrete sottrarvi.
Pertanto, mi viene fatto "obbligo" di inviarti una copia del Libro "ispirato" dal COLOSSO
dell’UNIVERSO.
Così comportandovi, sapeste quando apparite piccini al cospetto del CRISTO, a volte, diafani,
trasparenti e incapaci di poter percepire una minima parte di una realtà assai consistente e
confermata da CRISTO GESU'!
Ti lascio con l'auspicio che tu, disponendoti allo SPIRITO di VERITA’, possa penetrare una
particella di quella "Verità" custodita nelle mie opere "ispirate"
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 Foggia -
Lettera a don Agostino Varotto- direttore della Basilica del Santo - Padova
Foggia, 27 novembre 1997
Caro in Cristo,
perché caro? Perché a differenza dei moltissimi alti prelati, il papa compreso,
hai avuto l'onestà cristiana di rispondere alla mia lettera raccomandata.
Ed ora mi soffermo ad analizzare, alla LUCE folgorante del CRISTO il tuo scritto nelle
singole parti; cosa penso che dovrebbero fare tutti i "credenti" in CRISTO e dare così una
risposta coerente alla SUA accettazione.
A riguardo de " Gent. Sig." non penso che una tale etichetta si addica a "uomini" che hanno
acquisito una parvenza della conoscenza del CRISTO, considerando che lo stesso GESU’,
parlando ai Suoi discepoli e, quindi, a noi ci abbia insegnato a pregare il PADRE CELESTE:
"Padre nostro che sei..."!
Quindi, ti domando com'è possibile etichettare i fratelli con "Gent. Sig," e per giunta dare
loro del lei?
Non ti sembra che così iniziando e così procedendo ci si allontana dall'orbita cristiana?
Procedendo ancora nel tuo scritto, ho rilevato con piacere come tu hai dato lettura alla mia
Opera "ispirata" ed ho apprezzato con altrettanta sincerità che hai affermato di non tenere in
alcuna considerazione le "rivelazioni" che mi sono state attribuite dal COLOSSO
dell’UNIVERSO.
La qualcosa non mi ha minimamente scalfito e tanto meno meravigliato, anzi mi hanno fatto
comprendere che sei molto lontano dalla cerchia degli "eletti", dei "prescelti" e dei
"disponibili".
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Andando avanti nella lettera, ho rilevato come tu, in coscienza, dici di aderire all'unica Verità,
al CRISTO e, quindi, alla SUA PAROLA.
Però mi riesce difficoltoso comprendere il tuo parlare o tu non riesci ad attendere alla giusta
penetrazione del CRISTO, quando asserisci di accettare il CRISTO come: "VIA, VERITA’ e
VITA" e poi ti rivolgi a mediatori che nulla possono presso il PADRE CELESTE da come
declama categoricamente lo Stesso CRISTO: "Nessuno viene al Padre se non attraverso
Me!".
Quindi l'unico canale che conduce al PADRE CELESTE, tramite lo SPIRITO SANTO è il
CRISTO e non già i mille e mille "santini" che voi sfruttate per speculare sulla "povera"
gente, ignorante dell'AMORE, della MiseRICORDIA infinita del PADRE CELESTE; perché
"voi" ne avete oscurato e continuate ad adombrare la SUA potenzialità di AMORE verso la
SUA creatura amata!
Pertanto, auguro che una tale ed unica realtà Divina diventi, anche per te, norma di vita.
Ti sono grato per le tue preghiere, anche se ad esse non dò nessuna importanza perché mi è
stato insegnato dal CRISTO di confidare a tu per Tu col PADRE CELESTE: "... e voi, cattivi
come siete, capaci non vi dimostrate di dare un sasso al figlio che vi chiede un pane o un serpe
quando vi chiede un pesce; quanto più, il PADRE CELESTE vi rimetterà ogni cosa che Gli
chiederete e che è conforme alla SUA Volontà?"
Riguardo alla benedizione del Santo di Padova, ritengo assiomaticamente invocare solo e
sempre quella del PADRE CELESTE, tramite GESU' e lo SPIRITO SANTO.
Ti porgo il mio sentire nel "mio" GESU’ e ti esorto a penetrare l'AMORE indescrivibilmente
accessibile della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il Padre, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia
N.B.
Non ti meravigliare se la presente, come le precedenti, ti giunge raccomandata perché,
insieme a tutti i miei scritti "ispirati", le lettere costituiscono un tesoro immenso.
Lettera a don Agostino Varotto - direttore della Basilica del Santo Padova Foggia, 5 marzo 2001
don Agostino,
dopo l'invio della mia pubblicazione "L'Apoteosi del Cristo nelle mie Epistole",
seguita da una missiva raccomandata e chiarificatrice alla tua lettera, non ho avuto più il
piacere di risentirti.
Forse, sarai rimasto scioccato dalle mie risposte a quanto da te avanzato.
Comunque, oggi rileggendo la tua lettera del 2 dicembre 1997, mi corre l'obbligo di inviarti
una copia del "Pentateuco Cristiano" di pubblicazione ultima.
Nel contesto di questa è evidenziato con la massima solennità l'INNO" alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’ e, quanti riescono a percepire la SUA immensità, attraverso lo
SPIRITO di VERITA’, quotidianamente, devono rivolgersi più volte alla GLORIOSA
TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
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Ricordo, quando ragazzo, mia madre cattolica tradizionalista, quasi mi imponeva a ripetere:
"...S. Antonio...tredici grazie fai al giorno, fammene una per carità!"
Ed io, con tanta fede, mi rivolgevo a lui e ripetevo, tra le altre preghiere anche quella,
convinto che il santo, come tutti gli altri santi, potesse elargire grazie a quanti gliene
chiedevano.
Dopo oltre quarant'anni di ricerche, di meditazioni sul VANGELO e di "ispirazioni"
provenienti dallo SPIRITO SANTO, il recitare quella e le altre preghiere che non sono rivolte
alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', risentono di una stupidità e di un
infantilismo che deprime lo spirito al cospetto del COLOSSO dell’UNIVERSO: il DIO CRISTIANO!
Risuona maestosa e, nello stesso tempo, "minacciosa" la frase in cui GESU’ accentra in SE
STESSO la Potenzialità DIVINA: " Nessuno viene al Padre se non attraverso Me!".
In queste parole GESU’ evidenzia non solo la SUA immensità DIVINA, ma evidenzia e
conferma che il SUO OLOCAUSTO, in Comunione col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO
SANTO, sopravanza alla salvazione di tutti gli uomini di tutti i tempi.
Perché, dunque, continuate ad illudervi e a ingannare voi stessi e tanta povera gente
bisognosa di aiuto perché frustrata dalle infinite miserie degli altri esseri detti "umani"?
E, ancora, CRISTO in simbiosi col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO, procedendo nel
SUO AMORE infinito,, così sublimizza la SUA MORTE di CROCE: "Padre, perdona loro
perché non sanno quello che "si" fanno"!
Allora, dopo tanto premesso, ti chiedo chi può mediare presso l'ALTISSIMO all'infuori del
CRISTO?
Accennare a qualcuno significherebbe essere sacrilego, perché sminuirebbe la potenzialità del
CRISTO nel PADRE e nello SPIRITO SANTO.
Noi apprezziamo, ammiriamo e valorizziamo la umiltà unica ed indescrivibile della Madonna
che permise alla GLORIOSA TRIADE DIVINA ( il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO
SANTO) di innamorarsi, di magnificarLa e di concederLe di portare GESU' nel Suo grembo.
E Maria, al di là delle immagini e simulacri che piangono finanche gocce di sangue, continua a
esortarci e a sollecitarci a ringraziare , per mezzo dello SPIRITO SANTO, il PADRE
CELESTE che ci ha regalato il SUO FIGLIUOLO, CRISTO GESU', SALVATORE
dell'Umanità Tutta!
Anche i Beati che sono riusciti, sforzandosi, a raggiungere mete vorticose ci inducono a
rendere perennemente GLORIA alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Il Pentateuco Cristiano si impone questo arduo compito ed il vanto di indurre i "disponibili"
all'apertura dello SPIRITO di VERITA’, perché essi sgranando gli occhi dello spirito e
annientando la durezza della loro cervice possano essere sollecitati a rendere il "Grazie"
eterno, eternamente, alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’.
Medita, quindi, sul Pentateuco Cristiano affinché tu possa essere penetrato dallo SPIRITO
SANTO e mettere al centro della tua esistenza la GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA
TRINITA'.
T'invio un sentire cristiano, conforme al tuo nei miei riguardi.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo , 5 – Foggia-
Lettera a don Marco Di Brita
Foggia, 1 aprile 1997
Caro Marco,
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gradita mi è giunta la tua cartolina, più ancora perché mi ha ricordato che mi
pensi e non hai dimenticato il nostro rapporto fraterno degli anni addietro
Io, in questi ultimi tempi mi sono allontanato, anche, dai fratelli della comunità del Carmine
perché li sento molto lontano dal rapporto formidabile che ho intessuto col "mio" GESU’ e
anche intensamente col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO SANTO.
Tant'è che la loro "ispirazione" non mi è venuta mai a mancare e mi ha portato ad
estrinsecarla in altri scritti , rendendomi trasparente la visione della nostra Futura
Dimensione.
Pertanto, cerco di vivere tranquillamente questa realtà terrena sforzandomi di prendere
quando è conforme al DIO -CRISTIANO; anche se ciò richiede uno sforzo continuo ed
intenso, nonché una richiesta costante di aiuto al "mio" GESU’ che rende, sempre più
consono al SUO AMORE, il nostro rapporto.
Come innanzi ti scrivevo, ho redatto altri scritti che manifestano la mia totale donazione al
DIO -CRISTIANO che si compiace di ispirarmi e portarmi a vivere e a farmi conoscere
sempre più, come a tutti i disponibili, quella che sarà la nostra Vita Futura.
Anche se quella mi appare in una visione assai relativa, si rivela formidabilmente agognata.
Pensa quanto infinitamente magnifica è la sua realtà, tanto immensa appare la
MISERICORDIA del nostro DIO -CRISTIANO che si estrinseca e si completa nella Essenza
del SUO AMORE!
Penso di fare cosa gradita a me ed anche al "mio" GESU’ inviandoti un copia della mia
penultima pubblicazione.
Perché ne sono le sue copie immensamente apportatrici di sollievo e conforto: ne ho
distribuito una per ognuno ai miei otto figli e che pure amandoli immensamente, devo
riconoscere che distano molto dalla conoscenza del "mio" GESU’, però successivamente
avranno la capacità spirituale di penetrare la GRAZIA del DIO -CRISTIANO.
Comunque, così ha voluto il "mio" GESU’ e ho dovuto dedicarla a loro..
Altre poche copie sono state così distribuite: la prima al papa, le successive ai cardinali
Tonini, Martini e De Giorgi; poi ancora a qualche arcivescovo, compreso quello della mia
città, e raramente a qualche vescovo e a qualche laico.
Marco, miserrimo sono al cospetto del DIO-CRISTIANO, però Lo amo al di sopra dei miei
figli e della mia stessa vita che nessuna essenza avrebbe se la vivessi, per un solo istante,
distaccata da LUI!
Riguardo ai Vangeli apocrifi, penso che tu faccia bene a leggerli, tanto non saranno quelli, né
altri libri a rivelarti la Entità globale e multiforme del NOSTRO SIGNORE GESU’, ma solo
la tua disponibilità e l'aprirti allo SPIRITO di VERITA.
Confrontarsi con i libri sacri, con le altre confessioni cristiane ed anche con le altre religioni è
positivo, perché si può comprendere la fermezza della nostra fede e, a volte, anche perché si
possono incontrare fratelli "ispirati" da cui attingere altri elementi che fortifichino ed
amplino la nostra conoscenza nei confronti del DIO -CRISTIANO.
Solo CRISTO è la pienezza del PADRE insieme allo SPIRITO di VERITA'; solo a LUI e allo
SPIRITO SANTO è dato confrontarsi e realizzarsi nel PADRE CELESTE: a noi è dato,
invece, di confrontarci con tutti e scoprire se la disponibilità degli altri allo SPIRITO
d’AMORE può arricchire la nostra conoscenza e renderci più completi.
Sia la Bibbia, sia tutti i Vangeli riconosciuti riportano solo una parte infinitesimale di quanto
rivelato da GESU’ e di quanto lo SPIRITO SANTO continua a rivelare, ininterrottamente, ai
disponibili fino alla fine dell'esistenza terrena.
Per giungere a tanto, cerca di penetrare sempre più lo sconfinato AMORE del CRISTO che
porta al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO!
Ti ricordo che la Pasqua, per i veri credenti di GESU’, ricorre tutti i giorni insieme al Natale.
Ti abbraccio. Eugenio
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Lettera a don Marco di Brita
Foggia, 27 maggio 2000
Caro Marco,
la pubblicazione del mio ultimo lavoro "ispirato" ,Il Pentateuco Cristiano, mi riporta a te con
questa mia raccomandata.
Avrei dovuto farlo molto tempo addietro per chiederti il perché di questo tuo comportamento
nei miei riguardi: mi riferisco in particolare ai tuoi soggiorni foggiani, durante i quali non
solo non hai sentito il bisogno di venirmi a trovare ma, ancora di più, a non farti vivo con una
telefonata.
Comprendo benissimo che la nostra formazione spirituale è quasi agli antipodi, però un
giorno non molto lontano dovrà identificarsi nella Iperconscia, quando i nostri spiriti
dovranno non solo incontrarsi ma prenderanno visione dell'unica Realtà, la sola VERITA’:
CRISTO SIGNORE!
Quel "mio" GESU’, di cui sono molto geloso perché durante i moltissimi anni che ho cercato
di conoscerLo, amarLo e glorificarLo mi dà la visione molto vicina alla prossima e futura
Destinazione.
Tu, invece, e quasi tutta la gerarchia ecclesiastica vi allontanate dal SUO insegnamento.
EGLI, GESU’, è venuto su questo pianeta non solo per redimere l'umanità in tempi ristretti
perché, la qualcosa la GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO
SANTO), avrebbe potuto realizzarla con una "idea" ben precisa ma, soprattutto, per darci
tramite lo SPIRITO di VERITA’ la conoscenza e l'Adozione, a tutti, a FIGLI del PADRE
CELESTE.
EGLI, GESU’, ci ha fatto conoscere la parvenza del Dio di Abramo e di tutti i profeti
dell'Antico Testamento, nel mentre EGLI FIGLIO dell’ALTISSIMO ci ha dato la fisionomia
reale e assiomatica di un DIO di AMORE e di MISERICORDIA desideroso di estendere la
SUA PATERNITA’ a tutti gli uomini di tutti i tempi.
Tanto, perché "tutti" gli uomini avessimo a rivolgerci sempre e solo a LUI, tramite GESU’ e
lo SPIRITO SANTO, per essere partecipi del SUO AMOE, della SUA MISERICORDIA ed
anche della SUA GIUSTIZIA.
A LUI solo e sempre, gli amanti del CRISTO debbono rivolgersi; e, noi suoi amanti, lo
facciamo.
I tutori e gli amministratori della "Parola" dovrebbero entrare in una parvenza di tale
conoscenza, la quale non richiede in assoluto il bisogno di alcuna mediazione all'infuori del
CRISTO, sorretto e coadiuvato eternamente dallo SPIRITO di VERITA’!
La Madonna dev'essere intesa come un effetto meraviglioso e glorioso dell'Opera della
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
A Maria va riconosciuto, in assoluto, il merito di quella virtù de”l’umiltà”che innamora
l'Onnipotente da qualunque parte proviene.
Infatti, la Umiltà incontrastata ed inimitabile di Maria, pervase la GLORIOSA TRIADE
DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) che la completò nella purezza e in
tutte le altre prerogative indispensabili, affinché potesse portare nel Suo grembo CRISTO
GESU'!
In questo senso, io sono uno dei maggiori sostenitori della purezza e della magnificenza della
più umile creatura che il nostro pianeta , in tutti i tempi, presenti, passati e futuri, ha ospitato.
Riguardo ai Santi, a coloro che hanno lottato duramente per raggiungere o avvicinarsi ai
traguardi additatici e vissuti da GESU’, va il mio profondo ed ammirevole riconoscimento ed
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il desiderio ardente di poterli imitare, ma giammai di invocarli per intercedere presso COLUI
che ne è l'Essenza della PATERNITA’.
Solo quanti ignorano o quanti ne fanno un abuso vergognoso di speculazione si servono di
santini e simulacri e li invocano perché siano loro mediatori presso il PADRE CELESTE,
oscurandone così la potenzialità immensa del CRISTO!
A riguardo del tuo sollecitarmi ad intraprendere le opere di misericordia, come quella di
"Cicina", pur riconoscendone la validità in senso relativo, devo confermarti che quei talenti
di bronzo riferite a quelle opere mi sono stati tolti dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il
PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e sostituiti da ESSA da talenti di oro massiccio per
evidenziare l'AMORE, la MISERICORDIA ed anche la GIUSTIZIA della GLORIOSISSIMA
e SANTISSIMA TRINITA’!
Così ha decretato il PADRE CELESTE, infinitamente amabile, insieme a GESU' e allo
SPIRITO SANTO.
Pensa e rifletti, caro Marco, la presente è stata portata a termine di getto e senza alcuna
interruzione; forse, sotto la guida dello SPIRITO SANTO.
Medita profondamente l'INNO alla GLORIOSA TRIADE DIVINA e fallo tuo, perché grandi
ne saranno i vantaggi che ne trarrai.
Sono stanco, ti abbraccio spiritualmente nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Eugenio
Lettera a don Marco di Brita
Foggia,27 agosto 2000
Carissimo Marco
tempo addietro ho ricevuto la tua cartolina e di tanto ti ringrazio anche
perché, nello stesso tempo, ho recepito che se zittisci sui miei scritti assolutamente "ispirati"
non sei completamente e diametralmente in opposizione alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’
I miei scritti hanno una sola valenza , quella cioè di dire ai tuoi "gerarchi", perché lo
ignorano del tutto, di riconoscere , ringraziare e glorificare eternamente solo e sempre la
GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Infatti, fino a quando la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ lo vorrà, cercherò
sempre di stimolare la dura cervice, la cecità e la sordità inaudite di Giovanni Paolo II e di
quanti lo attorniano e lo sostengono e stimolarli e farli rientrare nella Realtà del CRISTO.
Entrare nella ottica della Essenza della PATERNITA’ del DIO -CRISTIANO, attraverso
CRISTO e lo SPIRITO SANTO, significa entrare nella Essenza di AMORE, di
MSERICORDIA e di GIUSTIZIA del PADRE CELESTE!
Quindi, caro Marco, cerca di fare entrare nella tua cervice spirituale che non c’è bisogno di
mediatore alcuno, all'infuori del CRISTO e dello SPIRITO SANTO, per entrare in relazione
e in comunione col PADRE CELESTE.
L'unica prerogativa per entrare nella SUA conoscenza è quella di intessere un rapporto di
profonda "umiltà", insegnataci prima da GESU’ e vissuta poi dalla Beata Vergine ed essere
carismatici dello SPIRITO SANTO.
Per possedere questa prerogativa bisogna riconoscersi meschini, incompleti, colpevoli ed
anche peccatori e dare così la possibilità allo SPIRITO di VERITA’ di penetrarci ed essere
illuminati sul mistero che ci avvolge, ma che in realtà non è "mistero" ma solo mancata
conoscenza dell'Essenza di AMORE!
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Non è presunzione la mia, ma tale mi sono riconosciuto in prima persona e nella pienezza:
meschino, incompleto, colpevole e "peccatore".
Atteggiamenti questi che non sfiorano neanche per un attimo, nella giusta essenza, il tuo papa
e la maggior parte di quanti lo circondano.
Quando verrai illuminato, se lo vorrai, e se ti disporrai alla penetrazione dello SPIRITO
SANTO, comprenderai lo stato di peccaminosità di quanti sopra menzionati e, in
contemporanea, avrai sentore a quale dura e prolungata auto - espiazione sono destinati.
Marco, ora e sempre, per quel rapporto fraterno che abbiamo avuto, fino a quando la
GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) me lo
consentirà, continuerò a ripeterti: soffermati a meditare su L'INNO e sulla PREGHIERA alla
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, affinché tu possa farli tuoi in questa e nella
Futura Dimensione.
Nell'attesa di una tua risposta, t'invio un fraterno abbraccio nel Gaudio della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA.
Un saluto ai tuoi.
Eugenio
Lettera a don Marco di Brita
Foggia, 22 settembre 2000
Carissimo Marco,
ho ricevuto la tua rivista e sono rimasto molto contento, perché hai tenuto
fede a quanto comunicatomi per telefono.
Nelle tue riflessioni, purtroppo, ho dovuto constatare o che io sia stato poco felice nella
esposizione o che tu non hai approfondito il"Proemio" del Pentateuco Cristiano.
Io non ho mai negato che il DIO di Abramo fosse il DIO del CRISTO; tutt'altro, invece, in
quanto ho dovuto precisare che la conoscenza della Persona del CREATORE
dell’UNIVERSO , prima che GESU’ venisse in mezzo a noi, fosse tanto sbiadita e distorta da
confondere il SUO AMORE infinito, verso la SUA creatura prediletta, con la brama di
vendetta e di giustizia.
E tanto è comprensibile, perché solo con la venuta di GESU’ su questa terra, abbiamo avuto
la possibilità di conoscere ed amare lo SPIRITO di VERITA’, penetratore di quanti si
dispongono a LUI.
Caro Marco, ancora devo contestare una tua affermazione non consona alla mia formazione
spirituale: io non ho mai asserito di essere l'unico a conoscere la GLORIOSA TRIADE
DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) ma che in realtà siamo pochissimi a
penetrarLa, Grazie allo SPIRITO SANTO.
Quando tu, come pure i teologi della cristianità cattolica e ortodossa, coinvolgendo la massa
dei credenti tradizionalisti, vi rivolgete alla Madonna o ai Santi per ottenere grazie, non solo
sminuite la possanza DIVINA del CRISTO che, col suo OLOCAUSTO, ha concesso la
salvezza a tutta l'umanità ma, nello stesso tempo, offuscate la regale PATERNITA’ del SUO
DIO e PADRE estesa a tutti gli uomini.
Carissimo, consentimi che fino a quando non vi disporrete alla penetrazione dello SPIRITO
SANTO, rimarrete sempre più monchi nella vista e nell'udito Spirituali.
Insegnate, quindi, alla povera "gente" a conoscere l'assolutezza della Entità del DIO CRISTIANO e avrete compiuto parte di quanto rientra, precipuamente, nel vostro santo
dovere.
La Madonna e i Santi proclamati dal CRISTO e non già dal papa, siano gli stimolatori
costanti e continui per farci comprendere e conoscere che CRISTO e lo SPIRITO SANTO ci
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conducono all'AMORE del PADRE CELESTE, alla SUA MISERICORDIA Infinita e alla
SUA GIUSTIZIA perfettissima.
Adempimento questo, espletato nella pienezza anche dalla Beata Vergine e da quegli uomini
che hanno raggiunto rapidamente la Santità.
Ricevi il mio Abbraccio spirituale e fraterno nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA’.
Eugenio
Lettera a don Marco di Brita
Foggia, 5 dicembre 2000
Carissimo Marco,
eccomi a te con questo scritto per comunicarti che, grazie alla
GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA, ho potuto concludere e dare alla stampa un'altra
pubblicazione "ispirata": " Si Nasce e si Vive per Morire" " Si Nasce, si Vive, si Muore e si
Risorge in GESU’ CRISTO".
Caro fratello, è giusto che dopo l'invio della prima copia al papa, ne giunga una anche a te.
E' pur vero che la nostra formazione spirituale è ben diversa, direi quasi agli antipodi: tu
segui e ti sottometti alla gerarchia cattolica ortodossa; mentre io che vengo dalla gavetta e che
ho fatto tutte le esperienze con le diverse "professioni" cristiane sono riuscito, grazie allo
SPIRITO di VERITA’ a venirne fuori da tutte quante e concretizzare quella Libertà che DIO
-PADRE con il FIGLIO GESU’ e con lo SPIRITO SANTO ha concesso alla SUA Creatura
prediletta: a tutti gli uomini!
Per giungere a tanto, a realizzare la "Grazia" concessami dalla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) ho
dovuto soffrire le mortificazioni più crescenti nelle diverse comunità, quando alle mie
reiterate ed insistenti richieste invocate e conclamate dal CRISTO, ogni comunità vantava e
vanta di essere la vera chiesa..
Ognuna di esse è pervasa e prevaricata dallo spirito di superbia che le rende di una durezza di
spiritualità alla penetrazione dello SPIRITO SANTO, tanto da non tenere in nessun conto le
esortanti parole del CRISTO :"Amatevi gli uni gli altri; da questo Amore riconosceranno che
siete Miei discepoli" e ancora: "Siate una sola cosa, come Io e il Padre ed il mondo crederà in
Me"!
E, come queste, moltissime sono le esortazioni infinite giunteci e che ci giungono
quotidianamente dal CRISTO!
Purtroppo, il volere avere il primato sulle altre le rende irriconoscibili e, quindi, incapaci di
dare agli uomini "tutti" la testimonianza del CRISTO.
Nonostante tutto, nonostante i contrasti lacunosi con la PAROLA del CRISTO, in ogni
comunità emergono delle cellule che realizzano, con la loro totale donazione alla
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', la Vera CHIESA del CRISTO, nella
"NUOVA TERRA!".
Se ci si sofferma a meditare profondamente sul CORPO martoriato del CRISTO, non solo
fisico ma soprattutto spirituale, ci si accorge del danno sempre più irreparabile che è stato
fatto e che si continua a fare, da parte di tutte le chiesucole umane, a tutta l'Umanità.
Al di là di tutte queste amare constatazioni, rimani sempre un fratello degno di rispetto e,
spero, anche di amore!
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Se hai del tempo, approfondisci le pagine di questo libro affinché, anche tu, possa trarne
qualche insegnamento.
Un abbraccio spirituale in GESU’.
Eugenio
Lettera a don Marco Di Brita
Foggia, 21 gennaio 2001
Carissimo Marco,
dopo tanto attendere mi è giunta la tua rivista in cui, con un piccolo accenno,
si dà risposta ai miei insistenti interrogativi e alle mie reiterate richieste.
Le tue affermazioni sui miracoli mi fanno capire che il cristiano deve dare credito anche ai
simulacri che piangono o lacrimano gocce di sangue; come pure alle stravaganti
manipolazioni operate dagli stessi "tutori" della Parola, come il sangue di S. Gennaro e farlo
bollire al momento voluto; oppure ad altre magie che cozzano, in assoluto, con le parole del
CRISTO e, quindi, della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’,
L'UNICO, il SOLO, il VERO, l' INNECCEPIBILE, l'IRRIPETIBILE, IL DIVINO
MIRACOLO E' QUELLO OPERATO DALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA
TRINITA': LA NASCITA, LA MORTE E LA RESURREZIONE DEL CRISTO IN MEZZO
A NOI!
La salvezza dell'umanità intera era, è e sarà nel progetto della GLORIOSA TRIADE DIVINA
(Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Pertanto, non era necessario che GESU’ venisse in mezzo a noi per invocare sulla CROCE la
salvezza dell'Umanità tutta, in quanto bastava un atto di volontà del DIO -CRISTIANO (Il
PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) perché questa realtà si adempisse.
Ragion per cui è necessario disporsi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’ per
entrare, con una parvenza assoluta, nell'immenso desiderio della GLORIOSA TRIADE
DIVINA( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Per quanto mi è stato dato di penetrare minimamente nella volontà del DIO -CRISTIANO, ho
desunto due aspetti che fanno capo all’AMORE e alla MISERICORDIA della SANTISSIMA
e GLORIOSISSIMA TRINITA’: il primo è quello che GESU’ ha voluto, venendo in mezzo a
noi, rivelarci la effettiva PERSONALITA', cioè la PATERNITA’ dell'AUTORE e
CREATORE dell’UNIVERSO: "Chi vede Me, vede il Padre Mio!".
E, tanto per distruggere l'immagine errata non solo ma ,anche, offensiva del DIO CRISTIANO nel passato, nel presente e nel futuro.
Pensa a quanti nomi Gli sono stati attribuiti nell'Antico Testamento; rifletti su quante deità
sono state fantasticate nell'antica Grecia, nell'antico Egitto, nell'antica Roma; per poi non
soffermarci sulle disastrate e disastrose entità attribuite ad animali, a feticci, a forze della
natura idolatrate da popoli civili e da popoli retrogadi.
E' questa una delle portentose valenze che testimoniano la venuta di GESU’ tra di noi: cioè
quella che il CREATORE dell’UNIVERSO venisse ben definito nelle prerogative di AMORE
infinito, di MISERICORDIA inesauribile, di GIUSTIZIA perfettissima e Lo si identificasse
con la Persona del CRISTO e dello SPIRITO SANTO: CORPO, ANIMA e DIVINITA’!
Il secondo punto che mi è stato dato di penetrare è quello che seguendo GESU’, il più
possibile, EGLI ci completerà la conoscenza del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO
che ci porteranno, sicuramente, ad una blanda auto - purificazione nella Dimensione Futura
ed essere ammessi nella "NUOVA TERRA" in tempi, più possibilmente, ristretti.
Caro Marco, quindi, senza nulla togliere alla virtù immensa dell'umiltà della Madonna, a cui
è stato elargito il dono meraviglioso e glorioso di partecipare alla umanità del CRISTO; tanto
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meno a quelli che vollero, vogliono e continueranno a imitare, in parte, la VITA di GESU’;
essi rimangono solo e sempre un sentiero da percorrere, con l'aiuto dello SPIRITO SANTO,
perché tutti possiamo giungere, in tempi brevi, alla Santità.
Fratello Marco, ti esorto ad insegnare e a guidare i tuoi accoliti sulla scia del CRISTO che
porta, tramite lo SPIRITO di VERITA’, all'AMORE e alla MISERICORDIA del PADRE
CELESTE!
Chi più del PADRE di AMORE e di MISERICORDIA può comprenderci ed aiutarci? C'è
bisogno di altri mediatori per entrare a colloquio con COLUI che è l'Essenza assoluta
dell'AMORE, della COMPRENSIONE e della DISPONIBILITA’?
Medita e rifletti solo un istante sulla elargizione che GESU’ , ci ha concesso: "L'Adozione a
FIGLI del PADRE CELESTE!".
Agendo diversamente, seguendo altre vie distorte significa non solo non credere nelle
componenti di AMORE infinito, di MISERICORDIA impenetrabile e di PERDONO
inesauribile del DIO -CRISTIANO ma, addirittura, significa adombrarLo nelle SUE elettive
Facoltà, offendendoLo e nascondendoLo alla gente "povera ed ignorante".
Nel mentre sono impegnato a deporre queste Verità su questi fogli, la televisione mi fa
giungere alle orecchie come papa Vojtyla sta eleggendo altri trentasette cardinali, altri
trentasette principi della chiesa e, spontaneamente, alla presenza della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’, mi viene da chiedermi: "principi di quale chiesucola
terrena?".
Certamente, mi viene detto: né Vojtyla, né i principi da lui eletti faranno parte, con
immediatezza, della "NUOVA TERRA" ma solo quando avranno scomputato una infinità di
anni di auto - purificazione nelle sezioni della CAINA!
E, ancora, mi domando:" Perché GESU’ scelse i SUOI Apostoli tra gente povera e, in
massima parte, ignorante quando avrebbe potuto col SUO potere eleggere i maggiori e più
quotati signorotti del tempo?".
La risposta la si incontra, aiutati dallo SPIRITO di VERITA’ : Scelse gente assai umile e
degna del SUO AMORE, della SUA COMPASSIONE e del SUO PERDONO!
Comprendo benissimo che tali affermazioni suoneranno, per la massa dei credenti
tradizionalisti come un parlare scandaloso; mentre per i principi, i conti, i marchesi e i
baroni della chiesucola terrena, costituiranno la pietra di condanna.
Sono certo che avrai a ripetermi: "Possibile che tu sia l'unico ad interpretare la Volontà del
DIO -CRISTIANO?".
Ti rispondo, ancora una volta, che non sono l'unico ma uno dei pochi che riconoscendomi
nelle mie precarietà, nelle mie colpe e cercando ed indagando ho trovato nel CRISTO la
comprensione alle mie sofferenze e ai miei dolori e rendendomi disponibile allo SPIRITO di
VERITA’ ho acquisito il "coraggio" di valutare e di contrastare quanto di pernicioso e di
idolatro viene, quotidianamente, inculcato da voi alla "povera" gente.
In quasi tutte le mie pubblicazioni viene ribadito che la "vera" CHIESA del CRISTO, sita
nella Nuova Dimensione, è formata da cellule appartenenti a tutte le comunità cristiane e che
alla base della loro formazione spirituale si riscontra la più grande virtù: l'Umiltà!
Pertanto, il mio auspicio e che tu possa rientrare a fare parte di quelle cellule, liberandoti da
tutte quelle scorie acquisite servendo la Gerarchia ecclesiastica e rendendoti "libero"
testimoniare, attraverso il CRISTO, in ASSOLUTO, il PADRE CELESTE e lo SPIRITO
SANTO.
A questo auspicio, unisco il mio abbraccio fraterno nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il
PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)!
Eugenio
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Lettera a don Marco Di Brita
Foggia, 15 aprile 2001
Caro Marco,
ho ricevuto la tua rivista e la risposta alla mia lettera. Come hai ben ripetuto la
nostra formazione spirituale, avvallata più volte da me, è molto controversa: tu sei costretto a
sottostare ad un giuramento fatto alla gerarchia ecclesiastica che ostenta una falsa umiltà ed
una povertà che sfregia milioni e milioni di diseredati, di indigenti, di perseguitati ed inoltre
vive i sontuosi palazzi, riverita da servitù speciale e protetta da guardie scelte: il tutto
insomma contrasta ed offende la PERSONA del CRISTO.
Carissimo fratello, tu mi stai a cuore perché ho sempre rilevato la tua disponibilità alle mie
richieste, però sarei più contento se tu ti disponessi allo SIRITO di VERITA’ ed incontrassi
nella pienezza il PADRE CELESTE e l'Amatissimo FIGLIO, CRISTO GESU’, nella loro
realtà DIVINA.
Se tu riuscissi a contrarre questo rapporto con la GLORIOSA TRIADE DIVINA, senz'altro
nel Futuro, nella "Iperconscia" potresti avvantaggiarti alla stessa stregua di quanto è stato
concesso agli otto miei figli( vedi e medita il Terzo Libro dopo il Vangelo).
Essi, i miei figli, dopo l'Amore eterno ed immenso che riverso alla GLORIOSA TRIADE
DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO ) e anche dopo il rapporto spirituale
che vivo col fratello Antonio Ricci, costituiscono le otto mie pupille terrene.
Ed ora, riportandomi a quanto dici e cioè che nel Vangelo sono evidenziate frasi di Gesù
come: "A te, Pietro, darò le chiavi del Regno dei Cieli; tutto ciò che legherai sulla Terra sarà
legato in Cielo; Pietro, pasci le mie pecore!"
Però, avresti dovuto rilevare come viene ribadita la durezza da parte di Gesù nei confronti di
Pietro: "Uomo di poca fede; allontanati da me satana; prima che il gallo canti, tu mi
rinnegherai tre volte; Pietro, m'ami tu?".
Per poter attendere alla penetrazione di quelle frasi, bisogna essere pervasi dallo SPIRITO di
VERITA’ altrimenti la loro lettura è falsata.
Bisogna essere "liberi", scevri dall'insegnamento superbo delle diverse chiesucole terrene ed
affidarsi disponendosi al Flusso dello SPIRITO SANTO che, soffiando in mille e più direzioni,
ci permea.
Come pure il CRISTO riappare categorico e assiomatico quando c'impone di non attribuire
ad alcuno il sostantivo di "Padre", perché tanto è di esclusiva ed assoluta pertinenza del
PADRE SUO, del PADRE CELESTE, del DIO -CRISTIANO!
Da tutte quelle frasi riferite all'Apostolo Pietro si legge, illuminati dallo SPIRITO di
VERITA’, come Pietro sia una figura simbolica per quanti accettiamo il CRISTO e che le
diverse sensazioni, siano esse anche spirituali, di Pietro, si devono riflettere e si riflettono su
tutti i "veri" credenti ispirati che devono attendere a quanto CRISTO ha detto e ha fatto.
Pietro incarna tutti i credenti in GESU’ CRISTO con le loro virtù e con i loro difetti; quindi,
ogni vero credente si specchia e si riflette nell'Apostolo.
Come Pietro anche Giuda incarna tutti gli uomini, in particolare i credenti in GESU’
CRISTO.
Da tanto, può desumersi che entrambi, Pietro e Giuda, sono l'incarnazione di tutti noi e solo
per un fatto circostanziale essi si evidenziano, ma non sono diversi da noi.
Marco carissimo, ti parlo con il cuore in mano e ti dico che il mio spirito è in Comunione con
la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', nonostante le mie infinite precarietà e le
mie debolezze e, fraternamente, ti confesso che dura e molto prolungata sarà la espiazione del
tuo papa e dei suoi adepti e consiglieri.
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A riguardo poi di papa Vojtyla che si assume l'onere di pregare per tutta l'umanità, in
particolare per tutte le chiesucole umane di qualunque natura esse siano, sarebbe meglio che
egli, insieme a tutte le chiesucole terrene, invocassero costantemente e dolorosamente la
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' per il loro spirito abbisognevole, fin d'ora, di
un immenso perdono.
Altro rilievo che devo, necessariamente, farti è quello riferito nella risposta a Sara Russo.
In essa tu dici: "sarebbe bello chiamare tutti i sacerdoti col nome di "padre" Volendo così,
dimenticare o ignorare, come GESU’ ammonisce "tutti", con affermazione Divina, che il
nome " di "PADRE" venga dato in esclusiva al SUO DIO e PADRE!.
Tanto è marcatamente ripetuto, a quanti "pensano" di avere accettato il CRISTO.
Caro Marco, le mie affermazioni "ispirate" non vogliono essere per te un rimprovero, ma solo
un richiamo a meditare perché ti voglio bene.
Un abbraccio nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO
SANTO).
Eugenio
Lettera a don Marco di Brita
Foggia, 7 giugno 2001
Caro Marco,
eccomi di nuovo a te, perché così mi viene "detto", per sollecitarti a meditare "Il
Pentateuco Cristiano" ed avere da te una corrispondente analitica penetrazione che non si
limiti alla telefonata, ma chiarisca il tuo pensiero cristiano.
Tu, sai benissimo come il nostro rapporto nel passato sia stato veramente fraterno ed io
desidero che esso continui ancora su questo pianeta, per poi estendersi anche nella Futura
Dimensione.
Ti esorto a non ridicolizzare su queste mie parole, perché devi sapere che quegli scritti
"ispirati" e riportati sulla carta sono frutto di una sofferenza indefinibile.
Ed è stata, appunto, questa sofferenza non traducibile ad avvicinarmi al "mio" GESU’, il
Quale, nel SUO AMORE infinito mi ha concesso di conoscerLo, sempre più, e ad entrare nella
comunione col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO.
E' assiomatica l'affermazione che sostiene: la posta per giungere alla Conoscenza e
all'AMORE della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', è la "sofferenza"!
A te potrà sembrare incredibile che io per essere stato così "graziato", abbia sofferto tanto da
meritare l'AMORE e la MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO!
Solo un accenno: circa 25 anni addietro quando i limiti del mio soffrire avevano sopportato
l'umana sopportazione chiesi, una notte, a GESU’di prendermi con Sé!
Sembrava che la mia richiesta venisse esaudita; infatti, cominciarono a ghiacciarsi i piedi , le
gambe e il gelo arrivò e superò l'addome.
In quel momento ebbi la certezza che la mia implorazione fosse stata esaudita dal "mio"
GESU’ e che presto lo avrei raggiunto.
Ad un tratto il sangue ricominciò a circolare nelle parti gelide, e, allora, compresi che non ero
ancora pronto, tanto meno degno di entrare nelle "grazie" del "mio" GESU’!
Col tempo e con la penetrazione, sempre più costante, dell'AMORE, della MISERICORDIA
e della GIUSTIZIA della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, ho potuto
comprendere perché, quella notte, non ebbe termine la mia vita terrena.
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Più i giorni si susseguono e più comprendo che devo, sempre più, glorificare la SANTISSIMA
e GLORIOSISSIMA TRINITA’ attraverso quelle opere, in gran parte, fatturate dalla
GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)!
Quelle "sbandate" successive a quel periodo e che tu conosci benissimo avevano una ed una
sola aspirazione: trasferire il mio amore verso una creatura umana che potesse comprenderlo,
apprezzarlo e ricambiarlo.
Le sbandate che ho messo tra virgolette possono essere intese in quel senso dalla "povera"
gente, umanamente parlando; in realtà esse erano ricolme di una spiritualità intensa e perciò
appoggiate dall'AMORE del "mio" GESU’.
Caro Marco, descriverti quanto amore ho portato, nel passato, a Paolina difficilmente può
essere compreso: lo stesso dicasi per i miei otto figli verso i quali esso permane.
Riferendomi all'amore del passato, voglio dirti che esso non è stato mai compreso da Paolina e
tanto meno ricambiato; anzi, ho sempre trovato in lei un avversario che ha sempre debilitato
il mio morale.
Al di là di questo suo atteggiamento, oggi non posso più parlare di amore nei suoi riguardi,
però continuo a volerle tanto bene, tanto di cui non posso farne a meno.
Purtroppo, lei non dà adito a tanto affetto e continua ad essere sempre ostile, tanto da farmi
comprendere, grazie allo SPIRITO SANTO, che si lascia alimentare dall'energia del Male.
Io devo continuare a volerle bene, devo starle vicino e le sto vicino, nonostante tutto, perché
alla Luce della Verità comprendo quanto lei sia necessaria, prima per me, e poi per i figli.
Un giorno, quando saremo nella "Iperconscia" e rifaremo il cammino espletato su questo
pianeta, allora potrai comprendere.
Ancora continuo con la stessa esortazione: al di là di quella che è la tua formazione spirituale,
al di là delle tue promesse impegnative che hai fatto, non tralasciare di rendere il "grazie"
eterno alla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e a
testimoniarLa in "assoluto"!
Un abbraccio spirituale in CRISTO GESU’, unico e solo NOSTRO SALVATORE!
Eugenio
Lettera a don Giuseppe Casti
Foggia, 28 agosto 2000
Carissimo Giuseppe,
come di consueto t'invio la modestissima offerta anzi, questo mese, avrei
voluto doppiarla per cercare di contribuire, anche in modo infinitesimale a fronteggiare il
cataclisma che ha colpito la tua zona.
Purtroppo, la tema che la presente possa essere trafugata me lo ha impedito.
Spero in una tua prossima che mi accerti un tuo conto postale o bancario, con i relativi dati
che possano darmi una certa tranquillità.
Ho appreso commosso la percezione profonda che hai avuto intorno a "l'INNO" alla
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Io, insieme alla Preghiera alla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il Padre, il PADRE, il FIGLIO
e lo SPIRITO SANTO) lo declamo due volte al giorno: sono di una maestosità infinita e che il
"vero" credente dovrebbe pronunciare con quella spiritualità conforme e desiderata dal DIO
-CRISTIANO!
Il mio ambito desiderio è quello che quanti si dicono seguaci del CRISTO, percepissero che
GESU' trova solo Gloria nel PADRE CELESTE e nello SPIRITO SANTO!
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Entrare in questa ottica significherebbe essere alle pendici per la conquista della NUOVA
TERRA!
Non posso andare oltre, perché immenso è il divario tra la mia penetrazione alla
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ e tutte le altre "professioni" cristiane.
La mia esortazione e il mio auspicio è quello che tu possa giungere all'Assolutezza della
GLORIOSA TRIADE DIVINA.
Un fraterno e profondo sentire in GESU’ che ci ha donato il PADRE CELESTE E LO
SPIRITO SANTO.
Eugenio
Lettera a don Giuseppe Casti
Foggia, 19 settembre 2000
Caro Giuseppe,
la tua lettera del 25 agosto u.s. mi ha alquanto meravigliato: in essa ho rilevato
un profondo contrasto tra le precedenti e quella.
Infatti, ho notato nell'intestazione "Carissimo Signor Eugenio"; inoltre il "tu" usato prima
sostituito dal "lei".
Tra credenti in CRISTO GESU’ il "signore" ed il "lei" vanno tenuti in considerazioni
spregiative e non confacenti alla PAROLA!
Comunque, rimango sempre un sostenitore affezionato dei tuoi diseredati e t'invio la mia
umile e costante offerta.
Ho appreso che avete ricordato il quarto anniversario della dipartita dello spirito del fratello
Aurelio e, nello stesso tempo, non ho capito perché tanto vi abbia rattristato.
Per noi credenti nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', il passaggio nelle
Futura Dimensione deve costituire un momento di gioia , anche se il rammarico profondo del
distacco resta.
Dicevo, momento di Gioia perché ci dà l'impatto dello spirito con l'AMORE, la
MISERICORDIA e, anche, la GIUSTIZIA della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,
il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Approfitto di questa circostanza per inviarti una copia della lettera inviata al fratello Aurelio
nel 1995.
Ricevi il mio profondo sentire nella GLORIOSA TRIADE DIVINA!
Eugenio
Lettera a don Giuseppe Casti
Foggia, 23 ottobre 2000
Carissimo Giuseppe,
oggi mi è pervenuta la tua lettera del 10 u.s., dalla quale ho appreso del
disguido e della mia sbagliata interpretazione.
A riguardo, anche se non ne ho colpa ti chiedo di scusarmi e di non tenere in alcun conto
quanto in precedenza ascritto.
Carissimo Giuseppe, il mio obolo non mi arreca alcun sacrificio e spero, in avvenire, di poterti
sostenere ancora meglio per i tuoi diseredati.
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Condivido la tua amicizia nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ e ricambio
con la stessa intensità.
A riguardo di pregare per gli altri, caro Giuseppe, sono convinto che il PADRE CELESTE,
l'Essenza della PATERNITA’, gode quando ci rivolgiamo a LUI, al SUO FIGLIUOLO e
ALLO SPIRITO SANTO: in sintesi alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'!
Entrare nell'ottica del DIO -CRISTIANO, il PADRE di GESU’ con il Quale genera
eternamente AMORE, lo SPIRITO di VERITA’, determina ardentemente il desiderio che
ogni uomo si rivolga a LUI per concedergli quanto rientra nella SUA Volontà e significa
anche penetrare ed arrivare alla conoscenza, seppure parva, della GLORIOSA TRIADE
DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Io, giornalmente, nel rivolgermi alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, La
ringrazio eternamente per quanto concede a me, ai miei figli, alla mia casa e alle pochissime
persone che mi vogliono bene; nello stesso tempo il mio ringraziamento si estende anche per
gli spiriti dei miei cari passati a NUOVA VITA e di tutti gli spiriti traslati per quanto EGLI,
Il PADRE CELESTE, ha loro elargito.
Anche se siamo immeritevoli per quanto ci concede e per quanto ci concederà nel Futuro,
rendiamo la Lode, la Gloria l'Osanna e il Ringraziamento eterni alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA'!
Abbiti il mio sentire fraterno nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLO e lo
SPIRITO SANTO)
Eugenio
Lettera a don Giuseppe Casti
Foggia, 2 novembre 2000
Carissimo Giuseppe,
ho ricevuto e gradita la tua lettera del 1° novembre: Non vedo alcun motivo
perché debba scusarti del ritardo per la corrispondenza.
A me ciò che preoccupa sapere che la mia modestissima offerta abbia ad andare in porto.
Ed ora due riferimenti: mese di novembre: ricorrenza dei defunti; mese di dicembre,
ricorrenza del Santo Natale.
Riguardo ai defunti, per quanto mi viene "dato" dall'AMORE infinito della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’, devo dirti che gli spiriti dei "traslati", "tutti" non hanno
bisogno “né di requiem né di altre preghiere”, perché alla Visione beatificante del CRISTO
prendono visione delle loro colpe e dei loro peccati contratti sulla terra e si dispongono ad
un'auto -purificazione paga, perché quanto prima o quanto dopo, saranno "tutti" ammessi
nella NUOVA TERRA, conquistando la tanto bramata ed agognata pace, inutilmente cercata
su questa Vecchia Terra!
A riguardo del S. NATALE, lo vivo tutti i santi giorni unitamente alla S. PASQUA: per il
"vero" cristiano , queste ricorrenze non hanno uguali e si vivono quotidianamente.
Questa è la mia realtà cristiana, acquisita da un intenso rapporto con la SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA'!
Un sentire affettuoso, sempre, nella GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e
lo SPIRITO SANTO).
Eugenio
N.B. ti esorto a non inviarmi più cartoline ed altro materiale, perché a segno della tua
amicizia mi soddisfa il tuo sentire nel "nostro" SIGNORE GESU’ CRISTO!
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Lettera al parroco di Civitavecchia
Foggia, 22 agosto 2000
don Elio Carucci,
mi è pervenuta oggi, per la seconda volta, la rivista "la Madonnina di
Civitavecchia".
La prima la ricevetti lo scorso mese e ringrazio te, in prima persona, perché non conoscendoti
e non avendo mai avuto la possibilità di intessere un qualunque rapporto, sei stato veramente
"generoso".
L'unica persona del luogo che ho incontrato attraverso la TV, durante le famose
"lacrimazioni" del simulacro ed ho continuando a seguirlo inviandogli una copia dei miei
scritti "ispirati", accompagnate da lettere raccomandate, è stato il tuo vescovo: Girolamo
Grillo.
A lui, più volte, con tutto l'Amore verso la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', ho
rivolto le mie insistenti esortazioni affinché avesse guardato, si fosse soffermato ed avesse
meditato su l'unico miracolo che il DIO del CRISTO, in simbiosi con lo SPIRITO SANTO ha
donato a tutta l'umanità: CRISTO SIGNORE!.
L'Avvento del CRISTO su questo pianeta è stato voluto dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA
(Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
CRISTO, non solo con la SUA Donazione al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO, ha
dato la salvezza a tutta l'umanità dai tempi più remoti, ai presenti ed ai futuri giorni di questa
terra; ma la SUA presenza in mezzo a noi è da ricercarsi, primariamente, in quell'AMORE
che voi primariamente e maggiormente, gli alti prelati, ignorate; nel mentre i disponibili,
attraverso quell'AMORE ( lo SPIRITO SANTO) generato dal PADRE CELESTE e dal
FIGLIO, riescono a percepire e a conquistare l'Adozione a FIGLI dell'ALTISSIMO!
Le immagini di uomini e donne, simulacri compresi che piangono o emanano gocce di sangue
erano accettabili prima della venuta del CRISTO tra di noi, durante la conoscenza pagana
degli uomini.
Purtroppo. la mia amara e profonda constatazione "ispirata" è quella che voi, interpreti
fallaci della PAROLA, continuate ancora a ìngannare la povera gente, ignorante del tutto in
materia di fede cristiana.
Ti esorto a soffermarti e a meditare su l'INNO e sulla Preghiera alla GLORIOSA TRIADE
DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), perché tu possa percepire
quell'AMORE immenso, quella MISERICORDIA inesauribile e quella GIUSTIZIA
perfettissima che CRISTO col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO SANTO hanno donato a
noi!
Allego copia di alcune lettere, inviate nel passato , al tuo amato vescovo.
Se tanto lo ritieni giusto, accetta il mio sentire fraterno in CRISTO GESU'!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 -Foggia-
Lettera al parroco di Civitavecchia
Foggia, 10 ottobre 2000
Don Elio Carucci,
oggi, mio malgrado, nonostante la lettera inviata a te in data 22 agosto u,s, e
che ritengo sii il parroco, mi è giunta un'altra rivista con l'effigie della Madonna di
Civitavecchia.
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La qualcosa mi ha ancor più meravigliato e deluso a riguardo della vostra formazione
spirituale.
Non perché io non veneri ed abbia profonda devozione per la Beata Vergine; infatti sono un
assertore convintissimo della unicità della sua Umiltà per la Quale, è stata esaltata e
glorificata, come effetto meraviglioso e glorioso dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA'; ciò che non riesco a penetrare é quanto insistentemente ed erratamente
continuate a fare.
Continuare ad inviarmi la rivista con un simulacro che piange non fa che accentuare in me la
mia fede "viva" nel PADRE CELESTE, nel FIGLIO e nello SPIRITO SANTO; nel mentre
non fa che accrescere, ancora, in me la convinzione della vostra povertà spirituale che vi
consentirà, nella Futura Dimensione, una dura e prolungata auto - espiazione a causa della
vostra cecità e della vostra sordità, volutamente, desiderate.
Comunque, abbiti un sentire cristiano nella SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia-
Lettera al Professore Matteo Coco
Foggia, 4 gennaio 1996
Caro Matteo,
ho letto e riletto le tue composizioni; ho cercato di penetrarle nel profondo del loro
significato e le ho trovate colme di una sensibilità che si addice agli spiriti nobili.
Inoltre, ho riscontrato un'acutezza idealistica che raramente traspare nella "persona" umana.
Tu conosci bene la mia personalità, filtrata attraverso i miei scritti e puoi intuire che l'uomo e
quando dico "uomo", questi viene visto da me in rapporto alla conoscenza e all'accettazione
del CRISTO, di COLUI che ne è l'ESSENZA!
Solo attraverso la penetrazione dell'UOMO - DIO si può, sempre relativamente
aspirare,seppure in miniatura, alla portata di "uomo"!
La grandiosità, quindi, dell'essere umano è proporzionata al rapporto con COLUI che volle
assumere la nostra natura e proiettarla a dimensioni non definibili e, tanto meno, percepibili
se non attraverso il "lume" dello SPIRITO di VERITA’.
Chi ti scrive in tal guisa è grandemente carente nei diversi settori, però ha ricevuto la
"Grazia", mercé la sua disponibilità, ed essere penetrato ed "ispirato" dal CRISTO che ne è
l'Amante della Umiltà!
I tuoi ideali che risentono di bramosia di giustizia, troveranno riscontro e saranno appagati
solo quando saremo nella NUOVA DIMENSIONE in cui, l'immensità Gloriosa del CRISTO
che si è abbassato per innalzare la creatura da LUI amata, sarà palese e glorificata
dall'umanità intera.
Nell'attesa di presto risentirti o di rivederti, abbiti il mio caloroso e sentito affetto nel
CRISTO!
Eugenio
Lettera al professore Matteo Coco
Foggia, 20 gennaio 1996
Caro Matteo,
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stamattina mi è pervenuta la tua lettera e non ti nascondo quanta gioia essa mi abbia
apportato, perché non avendo avuto risposta alla mia del 29 settembre u. s in cui manifestavo
la mia stima ed il mio affetto nei tuoi riguardi, sempre per quell'apporto dato ai miei scritti
"ispirati", pensavo che avessi chiuso con me.
Il tuo scritto mi ha riportato alla realtà del "mio" GESU’ che penetra gli spiriti nobili e,
quindi, anche il tuo.
Stamattina ho consegnato alla tipografia le bozze della mia ultima pubblicazione, il cui testo
così recita: "L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole", "il perché del ... mio Gesù",
“J'accuse!", "La più grande Opera di tutti i tempi".
E' una raccolta di oltre un centinaio di lettere inviate per la massima parte ai gerarchi della
chiesa cattolica ed anche ad altre personalità di elevatura teologica.
Speravo, quindi, di sentirti perché avrei avuto bisogno di aiuto nel correggere le bozze e, più
ancora, per renderti consapevole del come il verbo "J'accuse" è di tua pertinenza.
Infatti, esso è riscontrabile in una tua lettera inviatami nel 1985, in cui mi suggerivi di
accusare l'ecclesiastica gerarchia ed i "fasulli" cristiani.
Ho appena sbirciato le tue poesie inviatemi, non ho approfondito il loro sentire perché
abbisognevole di dare , con immediatezza, riscontro al tuo scritto.
Quando prima lo farò.
Un sentito amichevole abbraccio
Eugenio
Lettera al professore Matteo Coco
Foggia, 1° maggio 1996
Carissimo Matteo,
il 30 aprile sono rientrato nella mia Foggia, dopo un soggiorno di un mese in
Inghilterra presso mio figlio Francesco.
Al mio rientro ho dato corso a smistare la posta giuntami, ma nessun cenno da parte tua.
Per la verità non riesco a comprendere questo tuo silenzio, anche perché in precedenza
avevamo chiarito il perché della incomprensione sorta tra di noi.
Ciò nonostante, continuo ad affermare quanto precedentemente comunicatoti: sei una delle
rarissime persone che stimo e con la quale ci tengo a conservare l'amicizia; sia perché ho
riscontrato in te sentimenti nobili, sia perché non potrò mai dimenticare il supporto positivo
che hai dato alle mie pubblicazioni.
Voglio sperare che questa condizione sia stata causata dagli impegni onerosi che hai e,
giammai, da altri motivi che potrebbero farmi dispiacere.
Giusto promessa fattati precedentemente, t'invio la seconda copia dell'Opera "J'Accuse".
Sempre in attesa di una tua desiderata risposta, affettuosamente e nel "mio" GESU’, ti
abbraccio spiritualmente!
Eugenio
Lettera al prof. Matteo Coco
30 novembre 1997
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Caro Matteo.
Ho gradito tanto la tua cartolina ed i pensieri, come sempre, di elevatura nobile
in essa espressi.
Accennando al tuo Dio e a quello di Davide mi è sovvenuto quando, anch'io, oltre
quarant'anni addietro invocavo Dio senza avere alcuna fattezza di LUI.
Infatti, mi mancava la SUA Fisionomia e la SUA vera Essenza e, solo quando cominciai a
meditare profondamente il VANGELO, iniziai ad avere la parvenza della SUA Entità.
GESU’, mi concesse la "Grazia" di penetrarLo e di accettarLo nella SUA Entità PATERNA
Per poter comprendere la comunione con LUI, invocandolo col nome di PADRE, potresti
soffermarti a leggere e a meditare la Lirica: "U' chiù grusse peccatore", facente parte del
Libro "Nu Poche de Bibbie".
Da quel momento Lo invoco, costantemente e continuamente, col Nome di DIO- CRISTIANO,
sconosciuto anche al grande Davide.
A riguardo dei Vangeli apocrifi fai bene a meditarli ed aggiungo quanto riportato in una
lettera ad un sacerdote amico: "Confrontarsi con i libri sacri, con le altre confessioni ed anche
con le altre religioni è positivo, nel senso che si può comprendere la fermezza della nostra
Fede; e, a volte, perché si possono incontrare, anche, fratelli "ispirati" da cui attingere altri
elementi che fortifichino ed amplifichino la nostra conoscenza nei confronti del DIO –
CRISTIANO!”
Solo CRISTO è la pienezza del PADRE CELESTE, solo a LUI è dato confrontarsi col PADRE
CELESTE per generare eternamente sempre e solo AMORE: lo SPIRITO SANTO!
A noi, invece, è dato confrontarci con tutti e scoprire se la nostra disponibilità e quella di altri
allo SPIRITO di VERITA’, può arricchire la nostra spiritualità e renderci più completi.
La mia esortazione è quella che tu possa invocare il DIO - CRISTIANO alla mia stessa
stregua e renderti sempre più disponibile, affinché tu, più di me, abbi la SUA conoscenza
nella SUA Infinita MISERICORDIA e nel SUO AMORE indefinibile!
Un saluto affettuoso e spirituale nel "mio" GESU’
Eugenio
Lettera al professore Matteo Coco
Foggia, 7 aprile 1999
Carissimo Matteo,
la tua cartolina, come ogni tuo scritto, mi è giunta assai gradita; sia perché mi
dice che mi ricordi, sia perché lo SPIRITO di VERITA’, a volte, viene recepito da te
attraverso la illuminazione dei miei scritti "ispirati".
Il mio auspicio è quello che tu possa approfondire quelle "rivelazioni" ed entrare nella "vera"
ottica del "mio" GESU’, il Quale non solo ha salvato tutta l'umanità ma, anche e soprattutto,
l'ha proiettata nella Dimensione Futura ad una felicità non determinabile, né penetrabile
dalla pochezza umana!
Cosa dirti della mia vita quotidiana: essa viene espletata nella comunione costante col "mio"
GESU’ e, quindi, col PADRE CELESTE attraverso lo SPIRITO di VERITA’, anche se le mie
debolezze e le mie continue carenze affiorano con molta facilità e mi confermano che
altrimenti non può essere a causa della nostra umanità pervasa da quella eredità negativa
acquisita e trasmessa dai nostri padri e che noi trasmettiamo con insistenza e con maggiore o
minore intensità a quanti ci circondano.
GESU’, di tanto mi dice di non preoccuparmi oltremodo, perché EGLI ha esautorato tutte
quelle debolezze, tutte quelle manchevolezze e finanche il peccato là dove esiste, dandoci la
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certezza che dopo la nostra auto - purificazione , presto o tardi, "tutti", faremo parte del
SUO REGNO: la NUOVA TERRA!
Pertanto, mio caro amico, quanto innanzi riportato sia per te anche un monito perché tu
possa incontrare quanto prima, giorno dopo giorno, l'AMORE del "Colosso"
dell’UNIVERSO.
Ti ricordo caramente e lo sarai sempre, perché memore del tuo grande contributo dato ai miei
scritti "ispirati".
Però, al di là del mio ricordo, il "mio" GESU’ ti compenserà oltremodo per quanto hai dato,
soprattutto, a LUI!
Porgi un sentire cristiano ai tuoi cari; a te un abbraccio spirituale nel "mio" GESU’"!
Eugenio
Lettera al professore Matteo Coco
Foggia, 21 giugno 2000
Carissimo Matteo,
l'arrivo della tua cartolina mi ha portato a cercare nella nostra corrispondenza del passato e,
con grande gioia, ho dovuto constatare da quegli scritti come quel legame di spiritualità che ci
unisce non può essere distrutto.
Anche se a volte ti lasci penetrare da quella "energia" del male che ci avvolge e che vorrebbe
farci soccombere: esso è così saldo che non ci sono possibilità alcune, né energia malefica che
possa spezzarlo perché creato nella Unica e Sola Realtà "CRISTO SIGNORE"!
Le tue parole riportate sul nuovo millennio e la porta da spalancare al CRISTO non sono
consone alla mia persona, tanto meno alla tua perché quella porta spirituale a me è stata
spalancata decenni addietro con la conoscenza ed il possesso del CRISTO nel mio spirito.
La speranza, quindi, lasciamola ai pagani ed ai cristiani "tradizionalisti" a qualunque
comunità appartengono.
Circa il riferimento del prospetto della cartolina "Esci dal mucchio" non voglio minimamente
pensare che essa vada riferita a me, perché io ne sono sostanzialmente fuori da quando ho
incontrato CRISTO SIGNORE.
Questa frase dovrebbe interessare la quasi totalità dei credenti "tradizionalisti" cristiani delle
diverse "professioni" perché sforzandosi ne possano già uscire in questa Dimensione, anziché
nella Futura.
Affettuosamente in GESU’!
Eugenio
Lettera al professore Matteo Coco
Foggia, 31 luglio 2000
Caro Matteo,
nonostante tutto, nonostante il tuo ingiustificato silenzio, devo inviarti una copia
del "Pentateuco Cristiano" perché tu penetrandola profondamente abbia a scoprire quanto
GESU’, tramite lo SPIRITO SANTO, ha insegnato e continua ad insegnare.
Principalmente tu abbia a comprendere come la venuta di GESU’ in mezzo a noi,
precipuamente, è rivolta alla conoscenza del PADRE CELESTE, purtroppo poco avvertita
perché gli uomini difficilmente si dispongono alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA'.
Solo quando vengono investiti e travolti da situazioni insostenibili, solo allora fanno affiorare
quella scintilla spirituale che li pervade.
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Ma, ahimè, anche in quei frangenti fanno emergere quel "sempre" acquisito da fonti errate
che nulla ha di positivo nei confronti di COLUI che, tramite il CRISTO e lo SPIRITO di
VERITA,' ha elargito la SUA PATERNITA’ alla creatura prediletta: a tutti gli uomini!
Eppure, CRISTO è stato così esplicito quando categoricamente afferma: "Nessuno viene al
PADRE se non attraverso ME!".
Mentre i tutori e conservatori della PAROLA continuano, ancor più del passato, a sviare gli
uomini dall'unica Realtà: il DIO -CRISTIANO!
Essi servendosi di immagini e di simulacri, con i quali identificano i santi stimolano la
"povera ed ingenua" gente ad invocarli.
Causa di tanta distorsione è dovuta alla durezza della loro cervice, alla loro cecità e sordità
determinate da una chiusura completa allo SPIRITO SANTO.
A quali traguardi, così procedendo, approderanno?
Dura sarà la loro auto - purificazione perché essi, anche volutamente, trascurano e falsificano
gli insegnamenti del CRISTO, il Quale pure potendo ovviare a tanta SUBLIMAZIONE ha
voluto testimoniare in mezzo a noi l'AMORE infinito ed immenso del SUO SANTISSIMO e
GLORIOSISSIMO PADRE CELESTE, a mezzo dello SPIRITO SANTO.
A LUI solo e solamente a LUI dobbiamo rivolgere la Gloria ed il Grazie eterni, perché se le
nostre richieste rientreranno nella SUA perfettissima Volontà, saranno esaudite.
All'infuori del CRISTO, non ci sono altri mediatori che possano soddisfare quanto il nostro
spirito anela, in particolare la nostra Futura auto - espiazione nella sfera ABELICA in tempi
più o meno brevi!
L'Auspicio per te è quello che tu possa rientrare a far parte di quella fascia alla quale, grazie
all'Amore del CRISTO, partecipano anche gli otto miei figli.
Ancora affettuosamente, ti abbraccio in CRISTO GESU'.
Eugenio
Lettera al prof. Matteo Coco
Foggia, 12 gennaio 2001
Carissimo Matteo,
effettivamente, il giungermi della tua cartolina è stata una bella ed inaspettata sorpresa.
Le poche parole in essa contenute, ricche di una sensibilità e di una generosità poco comuni,
mi hanno portato alla mente la parabola del "Figliuol Prodigo".
Stessa intensità di affetto verso il PADRE che ansiosamente, nonostante tutto, aspettava
quotidianamente il ritorno del Figlio.
Anche se nella mia ultima lettera mostravo, più che un risentimento, una sofferenza
indiscussa per la fine del nostro rapporto senza averne avuto una motivazione valida,
rimanevi e rimani sempre un amico, un piccolo fratello spirituale.
Infatti non potrò mai dimenticare la tua meravigliosa recensione alle mie poesie, tanto meno il
tuo "J'Accuse" riportato nella mia pubblicazione "L'Apoteosi del CRISTO nelle mie
Epistole": essi rimarranno eternati!
Come vedi i miei scritti "ispirati" risentono e portano il tuo tocco spirituale.
Se qualche mancanza hai riscontrato nei miei scritti, ti esorto ad evidenziarmela o, quanto
meno, a dimenticarla.
Rimani sempre uno dei rari "fratelli" spirituali che aggiungo agli otto miei figli di sangue che
amo tantissimo.
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Un abbraccio spirituale nella TRIADE DIVINA: il PADRE GLORIOSISSIMO, il FIGLIO
SANTISSIMO e lo SPIRITO SANTO, ESSENZA del loro AMORE!
Eugenio
CANTICO A MARIA
Chiudo quest'opera, come per molte altre con " IL CANTICO A MARIA" che vuole essere
un INNO di Gloria alla SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA' e che evidenzia la
purezza e la umiltà uniche della MADONNA che innamorarono, innamorano ed
innamoreranno in eterno la GLORIOSA TRIADE DIVINA ( IL PADRE, il FIGLIO e lo
SPIRITO SANTO).
Il tutto mette in risalto e vuole essere di insegnamento ai "tutori" della PAROLA,
precipuamente a papa Vojtyla, di come e di quanto siano distanti dalla penetrazione della
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', perché continuano a volere ignorare che
"l'Apice" della santità raggiunto da MARIA ( è anche dovuto alla Sua Umiltà) ne è il
capolavoro Meraviglioso e Glorioso del DIO - CRISTIANO: il PADRE, il FIGLIO e lo
SPIRITO SANTO!
Pertanto, esso costituisce il ringraziamento eterno della più umile, più pura e più leggiadra
CREATURA che nei secoli tutti è stata ospite di questa VECCHIA TERRA!
Il ringraziamento eterno della Madonna dev'essere di monito e di sprone a tutti i "veri"
credenti in CRISTO, affinché imitandoLa possano, in parte, soddisfare la GLORIOSA
TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO di VERITA' ) nella SUA Munificenza
e nella SUA Magnificenza infinite!
Il Signore t'ha creato splendente
L'Umiltà tua il Suo Cuore ha rapito
Al cospetto di tutte le donne
Sempre più Bella e più pura t'ha fatto:
Bella Tu sei qual donna
Pura più delle pure
E le donne le più belle
Non son belle al par di Te!
N.B.
In una delle precedenti pubblicazioni, nel "Cantico a Maria" si fa notare che il confronto
della Madonna, non dev'essere fatto con gli astri, esseri solo animati, ma con le creature che,
oltre all'anima, sono pregne di spiritualità!
e.m.
Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’ CRISTO
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Dal Libro" Nascere e Vivere per Morire"
ANNO 2000
Ispirato dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA
(Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)
NOTE "ispirate"
Prima della venuta di GESU’ CRISTO i "puri" di cuore venivano Illuminati dalla SCIENZA
infinita della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Con la venuta di GESU’ in mezzo a noi i " gli Eletti, i Prescelti e i Disponibili" vengono
"ispirati" dall'AMORE infinito ed impenetrabile della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA', attraverso lo SPIRITO di VERITA'!'.
____________________________
Fra l'uomo e la donna, quando sussiste fortemente il rapporto spirituale (comunione con
l'Assoluto), questo neutralizza il rapporto sessuale (Francesco e Chiara).
Quando invece il rapporto spirituale è molto fievole o non sussiste affatto, si concretizza il
rapporto sessuale di pertinenza della stragrande maggioranza degli “uomini” e, soprattutto,
degli animali tutti.
Quando invece il rapporto spirituale è intenso, consumando anche quello sessuale, si giunge
alla fusione del Due in Uno e dell’Uno nel TRINO!
Eugenio Marchesino
Fuori del Tempo
Un Dì fuori del tempo
Quando lo spirito mio
Negli eterei spazi aleggerà
E con gli altri puri nella
Terza Dimensione si imbatterà
La terrena e prava ora
Termine avrà.
Allora, o CRISTO,
Lo splendore e la purezza
Che eternamente irradi,
Tramite lo SPIRITO di VERITA’,
A noi manifesti saranno.
Vergogna e orrore
Pentiti noi avremo.
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Non so quando tempo
Ivi rimarremo
Desiosi che la sofferenza
Lo spirito purifichi
Per essere proiettati
Nella Quarta dimensione
La "Paradisiaca",
Dove Gloria e Amore Gusteremo
E lode al Tuo Santo Nome
In Eterno renderemo.
Coscienza prima acquisiremo
Del Bene non accettato
Del male operato
E la visione d'ogni turpe pensiero,
D'ogni esecranda azione
Al nostro spirito saranno palesi.
Bramosi del dolore purificatore
Noi saremo
E quando candidi ci avrà resi
Privi d'ogni scoria
Alla Quarta voleremo
l'Amore Tuo e la Tua Gloria
per sempre godremo.
Cotali nel seno PATERNO,
Grazie a Te o CRISTO, ci rifugeremo
Perché la Sua Figliolanza,
Tramite lo SPIRITO SANTO,
Col Tuo Sangue ci hai guadagnato!
e.m.
Cenni Biografici e Bibliografici
La sofferenza ed il tormento di Eugenio Marchesino a riguardo di tutte le "professioni"
cristiane, si espleta e prende sempre più vigoria nelle sue opere "ispirate".
Nato a Taranto il 26 aprile 1927, per diversi lustri ebbe approcci con le diverse comunità
cristiane.
Deluso dalla loro arroganza e dalla loro superbia, pur rimanendo sempre più ecumenico nella
fede cristiana, si allontanò da ciascuna di esse.
Invocando, quindi, lo SPIRITO SANTO attraverso il PADRE CELESTE e il FIGLIO GESU’
CRISTO, venne e continua ad essere "ispirato" e a produrre per iscritto una parvenza dell'
AMORE, della MISERICORDIA e della GIUSTIZIA della GLORIOSISSIMA e
SANTISSIMA TRIADE DIVINA(Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
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Gli scritti che, nella stragrande maggioranza, sono un grido di condanna per i maggiori
detentori della "PAROLA" e per i maggiori fautori della disgregazione del CORPO di
CRISTO, della SUA CHIESA, costituiscono anche la pietra di scandalo per la maggior parte
dei cristiani "fasulli" e vengono riportati qui di seguito:
La Realtà Evangelica è l'Unità dei Cristiani;
Nu Poche de Bibbie;
Lo Scandalo dei Cristiani;
Le mie Rose ad una Donna;
La Eutanasia e la Cremazione;
La Dimensione Eterna;
Il Terzo Libro dopo il Vangelo;
L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole (prima parte)
Il Destino e la Sofferenza dell'Uomo;
La Reincarnazione o Metempsicosi;
Il Pentateuco Cristiano;
L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole (seconda parte)
Si nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU' CRISTO.
PROEMIO
Nascere e Vivere per Morire
(Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in Gesù Cristo)
Anche questa pubblicazione come la precedente "Il Pentateuco Cristiano", avrà come
introduzione L'Inno e la Preghiera alla SANTISSIMA e GLOTIOSISSIMA TRINITA’,
perché la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) viene
quasi del tutto trascurata ed oscurata, ad eccezione del CRISTO che, però, non viene inteso
nella giustezza durante le invocazioni e nelle preghiere quotidiane dai "maestri" della teologia
cristiana di tutte le “professioni”, in particolare da quella cattolica ed ortodossa.
Essi, soppiantano la GLORIOSA TRIADE DIVINA con le invocazioni e con le mediazioni di
santi e madonne, sviando così la povera gente dalla Essenza di questa e, maggiormente, dalla
Vita Futura: la conquista della NUOVA TERRA!
Così procedendo, tali "maestri" determinano una sempre più ignoranza e, quindi, un
allontanamento continuo e costante dalla VERITA': dal PADRE, dal FIGLIO e dallo
SPIRITO SANTO.
La GLORIOSA TRIADE DIVINA è l'unica realtà che comporta agli esseri umani un enorme
vantaggio nella espiazione dell'al di là: CRISTO in comunione col PADRE CELESTE e con lo
SPIRITO SANTO ha concesso agli uomini "tutti" la salvezza eterna nella Nuova Dimensione!
Possibile che la cecità e la sordità di questi "falsi" dottori, giorno dopo giorno, non fanno che
accrescersi nella conoscenza della VERITA?
CRISTO, in comunione col PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO. ha preso la nostra
stessa natura per edificarla e rendere facile l'accesso nella ZONA PARADISIACA.
Purtroppo, la massa dei sub - uomini, sono succubi dell'insegnamento dei falsi dottori della
PAROLA ed accettano passivamente quanto loro viene proposto.
A quest'ultima, è comodo e facile accettare quanto le viene imbeccato, anziché cimentarsi e
lottare quotidianamente e continuamente per raggiungere e fare propria la VERITA’: la
Donazione perenne, integra e completa del PADRE al FIGLIO e del FIGLIO al PADRE che
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genera l'ESSENZA di ESSA, lo SPIRITO SANTO, che ci conduce, parzialmente, a
raggiungere quanto concerne la VERITA!
Questa Gloriosa Donazione deve costituire l'unica esigenza, in assoluto, di penetrazione e di
glorificazione, attraverso lo SPIRITO SANTO, per i "veri credenti" in GESU' CRISTO!
e. m.
INNO ALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA'
( al PADRE CELESTE, al FIGIO GESU’ e allo SPIRITO SANTO)
TU, GLORIOSISSIMA E SANTISSIMA TRINITA'
IRRADI L'UNIVERSO TUTTO COL TUO AMORE
IMMENSO, INFINITO ED ETERNO, E NOI TUOI
AMANTI, NE PERCEPIAMO UNA PARVENZA
E RIUSCIAMO A COGLIERE
UNA FRAZIONE INFINITESIMALE
DI UNA PICCOLISSIMA GOCCIOLINA
CHE CI FORTIFICA NELLO SPIRITO,
CI SOSTIENE NEL MORALE.
E CI AIUTA NEL FISICO.
GLORIA A TE IN ETERNO
SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA'
Eugenio Marchesino
PREGHIERA
AL DIO CRISTIANO, AL COLOSSO DELL'UNIVERSO
ALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA'
Gloria a te Dio Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore
Gloria a Te Gesù, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore
Gloria a Te, Spirito Santo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore
Generato dalla totale Donazione del Padre Celeste al Figlio e del Figlio al Padre Celeste
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore tu sei il "mio" Gesù.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Dio e il mio Signore insieme al
Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo
e Santissimod'Amore.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il "Tutto" per me insieme al Padre
Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e
Santissimo d'Amore.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei l'Amore infinito ed eterno per il Padre
Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e per lo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e
Santissimo d'Amore.
Padre Celeste Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei l'amico mio unico e solo al mondo,
insieme a Gesù Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo
Gloriosissimo e Santissimo d'Amore.
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Spirito Santo, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, Tu sei il mio Bene assoluto, insieme al
Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e a Gesù Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, fa che io ti ami sempre, sempre, sempre di
più, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo
Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore.
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per quanto concedi a me
prioritariamente, ai miei figli, alla mia casa, alle poche persone che mi vogliono bene, agli
spiriti dei miei cari che sono passati da questa esistenza e a tutti gli spiriti che vengono traslati
nella Nuova Dimensione.
Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per la conoscenza, sempre
più grande, che mi dai del Tuo Figlio Gesù Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito
Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore.
Spirito Santo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, grazie infinite per tutto ciò che concedi ai
miei figli: Pino, Marilice, Luciana, Massimo, Tonio, Patrizio, Maria e Checco; ai figli dei miei
figli: Andrea, Luca Fabrizia, Giampaolo, Simona, Marco Francesca, Chiara, Daniele e
Alessio.
Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria infinita ed eterna del
Figlio Tuo Gesù Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo tuo Gloriosissimo e
Santissimo d'Amore.
Spirito Santo, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, Tu sei la Gloria infinita ed eterna del
Padre Celeste Tuo, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e di Gesù Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore.
Gesù Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del Padre
Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e
Santissimo d'Amore.
Questa preghiera viene evocata da me, integralmente, due volte al giorno; mentre in
alternativa, durante la giornata, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ viene
Glorificata con alcune delle sue parti.
Ogni qualvolta la mia bocca invoca il Nome Santissimo e Gloriosissimo del PADRE, del
FIGLIo e dello SPIRITO SANTO la mia mente ed il mio cuore sono rivolti al DIO CRISTIANO onde dare consistenza alla invocazione di Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito
Santo.
A questa preghiera partecipano tutti i Santi, cittadini della NUOVA TERRA, Santificati dal
CRISTO e non già quelli proclamati dal papa.
Eugenio marchesino
NASCERE E VIVERE PER MORIRE
(Si nasce, si vive, si muore e si risorge in GESU' CRISTO)
Pochi, pochissimi rimangono sgomenti, annichiliti al cospetto di una realtà accettata e vissuta
dalla maggior parte degli esseri umani.
Se si pensa che gli uomini passati su questo pianeta, dall'inizio della vita ad oggi, si aggirano
intorno ed oltre ad un miliardo di miliardi e più di esseri umani si rimane confusi e, quindi,
increduli intorno ad una entità non concepibile dalla mente umana.
Essi, gli uomini sono passati, continuano a passare e continueremo a passare da questa
esistenza in modo poco percepibile ma, in sostanza, assai reale.
Otto, dieci o più milioni al giorno che trapassano nella Futura Dimensione, messi in relazione
agli oltre sei miliardi di abitanti la terra, costituiscono una parvenza appena notabile.
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Però, quei milioni di esseri umani che trapassano tutti i giorni da questo pianeta, assommati
negli anni e nei secoli, formano una immensità che dovrebbe fare rabbrividire e ricercare il
perché di tanto trasferimento a quanti, in maggioranza, vivono inconsciamente la proiezione
Futura e a quanti cercano di divorare intensamente i pochi anni vissuti su questa Terra!
Soffermarsi a pensare, per pochi minuti, sulla quantità di esseri umani che ci hanno
preceduto dovrebbe portare, quanto meno, a chiedersi del perché di questa terrificante realtà!
Purtroppo, l'uomo in genere è portato a vivere "furtivamente" questa esistenza, forse senza
mai soffermarsi a penetrare, non nella intierezza il mistero, ma almeno a sfiorarlo.
Egli viene preso prigioniero, perché così gli fa comodo, in massima parte dagli istinti e
dall'anima. trascurando, quasi sempre, lo spirito.
Egli cerca di appagare, soprattutto, il benessere del corpo col stare bene attento che a questi
non manchi niente e venga soddisfatto nella pienezza, nelle sue appetenze e, non di rado,
sacrificando e deteriorando la vita dei suoi simili che, pur avendone le stesse esigenze,
vengono condizionati da situazioni denigrati e sono costretti a subire gli abusi dei ricchi, dei
potenti, dei tiranni e di quanti sono portatori, in gran parte, di geni del Male.
I menzionati soggiogati, pur subendo le atrocità di questi ultimi, non sempre sono scevri dagli
stessi istinti.
Il più delle volte sono costretti ad essere sottomessi a quelli e, non di rado, quando le loro
condizioni migliorano, si uguagliano o superano la malvagità di quanti sono preposti al
dispotismo e al godimento della sofferenza altrui.
L'avere cura del corpo è,anche, una esigenza dello spirito, precipuamente dello spirito, perché
riflette anche sul sub - uomo, inconsciamente, una visione parva di quel corpo che sarà
glorificato dal CRISTO e che erediterà.
L'uomo, quindi, pur non volendo ammettere la parte spirituale che lo investe, quando tende al
perfezionamento del corpo sfrutta alcune esigenze dello spirito: la libertà, l'intelligenza, e la
razionalità che lo aiutano a convivere, seppure temporaneamente, e spesso inconsciamente e
forzatamente con la capsula che lo racchiude, il rapporto con l'ASSOLUTO, e che vorrebbero
fosse corrispondente alla preziosità insita in lui.
Purtroppo, il corpo subisce nella sua formazione, anche, delle contrazioni dovute alla
componente dei geni positivi e negativi e, quindi, non sempre o quasi mai raggiunge quelle
forme elettive, anche se in miniatura, che rispecchierebbero il dono incommensurabile che
possiede in sé: l'immagine e la somiglianza al CREATORE!
Pertanto, lo spirito molto spesso è costretto a convivere con corpi anomali, derivanti e
determinati dalla creazione negativa dell’uomo, lontanissimi dalla concezione di quello della
Futura Dimensione e costretto per giunta a degenerare con l'avanzare degli anni, a causa
della distonia e dell'invecchiamento delle cellule che lo compongono e a ridursi, spesso, in uno
stato vegetativo, abnorme e che rifiuta e non viene soddisfatto per la ignoranza culturale e
religiosa di quanti se ne arrogano il diritto.
In questa condizione, grande è la sofferenza dello spirito che bramosamente aspira alla
liberazione da un involucro, sempre più, orribilmente rifiutato.
Mi corre alla mente, in questa circostanza, lo stato pietoso di mia sorella Antonietta che
durante gli ultimi venti giorni di staticità fisica e di sofferenze inimmaginabili nel letto, aveva
ad implorarmi: :"Aiutami a morire!".
Il suo corpo, ormai debilitato e costretto a rimanere immobile la torturava e, ripetutamente,
rivolgeva quella pietosa invocazione.
Quella sua richiesta veniva bramata e sostenuta, dallo spirito, che si rifiutava di sostare
ancora in un corpo così deteriorato e da rifiutare:
In quella circostanza, se fossi stato il solo a decidere su quello andazzo inumano e,
soprattutto, in contrasto con l'Amore del PADRE CELESTE avrei cercato di soddisfare la
pietosa e bramata richiesta di mia sorella.
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Purtroppo la presenza di uno dei miei fratelli ed anche di altri parenti me lo impedirono.
Poco innanzi ho fatto riferimento alla cultura, alla ignoranza e all'arroganza dei despota
della "PAROLA" e, nello stesso tempo devo richiamarmi alla Costituzione del nostro Paese e
mi domando: Quale diritto hanno i legislatori Italiani di legiferare Canoni e Norme che
limitano la libertà individuale, vietando ad un essere umano lucidissimo nelle sue facoltà
intellettive di mettere fine ad un corpo che assume l'aspetto reietto e raccapricciante che lo
tormenta insaziabilmente portandolo, molto spesso, alla disperazione?
Quale legge umana può impedire a chi soffre terribilmente, in uno stato di irreversibilità
completa, di mettere fine alla sua atroce sofferenza?
Quelli che si arrogano tale diritto, dovrebbero vivere prima queste particolari situazioni,
passando per quegli stadi e, poi decidere sulla propria sorte e non già su quanti consapevoli
del dono più prezioso che il CREATORE DELL’UNIVERSO ci ha donato, la LIBERTA', si
sentono in diritto di decidere sulla loro condizione insostenibile ed aberrante.
A riguardo poi dei "dotti" delle diverse professioni cristiane, essi fra le tante idiozie che
deliberano nei riguardi della "povera" gente, impreparata in materia di fede, affermano:
"Con la vostra sofferenza collaborate con la sofferenza del CRISTO".
In questa asserzione, come pure in tante altre si riscontra la blasfemità che li investe, perché
essi ignorano o vorrebbero ignorare che la sofferenza del CRISTO ha esautorato chiunque
dalla sofferenza fisica per SUO conto, perché la SUA sopravanza a tutta la sofferenza
dell'umanità presente, passata e futura.
L'ONNIPOTENTE,
l'ONNISCIENTE,
la
MISERICORDIA
infinita,
l'AMORE
incommensurabile, la GIUSTIZIA ineccepibile, il DIO :CRISTIANO non ha mai preteso che
l'uomo soffrisse per alleviare la sofferenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA', in quanto come più volte ribadito, ESSA, sopravanza in maniera infinita alla
sofferenza fisica e, quindi, alla salvezza di tutti gli uomini di tutti i tempi.
In linea di massima si potrebbe sostenere che la sofferenza dell'uomo dovrebbe portarlo a
renderlo cosciente della sua relatività e della sua peccaminosità; indurlo, quindi, a meditare
profondamente per ringraziare "eternamente" COLUI che ci ha regalato l'immenso dono di
una "VITA NUOVA".
In sintesi, la sofferenza dovrebbe stimolare lo spirito affinché la ragguagli su quella visione
Futura della proiezione Eterna
Si nasce dove “il caso” ci destina; si vive alla meno peggio su questo pianeta, ma lasciateci
morire in pace nella "libertà" concessaci dall'AUTORE della VITA!
L'esempio tipico di mia sorella riflette quello di miliardi di esseri umani che si sono succeduti,
si succedono e si succederanno su questa Terra.
Quel "aiutatemi a morire" significava e, per moltissimi, che giacciono in quelle condizioni
inconcepibili, significa: "aiutateci a liberare il nostro spirito dalla nostra carcassa corporale"!
In questa circostanza è anche giusto soffermarmi a riflettere sulla perfettibilità del corpo del
"primo" uomo, onde poterci compensare e consolare dall'atroce realtà innanzi citata.
L' "Adamo" della Genesi perfetto nelle forme fisiche, perché in sintonia col sentire dello
spirito, raggiungeva stadi di ammirazione sempre più alti che ne rispecchiavano, in gran
parte, il CORPO del CREATORE dell'Universo: il DIO - CRISTIANO!
E' stata questa solo una riflessione "illuminata" che ci deve riportare a concepire e a bramare
quel corpo glorioso che ci verrà restituito nella "NUOVA TERRA" quando il nostro spirito,
dopo essersi purificato nelle sfere della CAINA e della ABELICA, lo riconquisterà a mezzo
dell'AMORE infinito, della MISERICORDIA inesauribile e della GIUSTIZIA perfettissima
della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' e mai più, mai più sarà soggetto ad
imperfezioni fisiche, morali e spirituali.
Molti scorrendo queste pagine mi diranno "pazzo".
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Ad essi rispondo: "Il vostro giudizio è frutto di una stoltezza e di una idiozia non equiparabile
agli esseri animati della fauna e della flora, i quali privi di spirito si sottopongono ed accettano
la unica e macabra legge formulata e creata dall'essere avente sembianze di "uomo": il Male!
Questa intensità malefica ospitata dagli esseri umani viene a prendere sostanza e si manifesta
attraverso generazioni e generazioni.
Essa si trasmette per mezzo dei geni del Male che, non sempre, si ripetono ed investono la
generazione successiva ma a volte anche attraverso centinaia di anni e se viene ad intessersi
con altrettanti geni del Male o ambienti avversi al Bene, genera i cosi detti "demoni", la cui
condizione è irreversibile e conduce, necessariamente, a cercare distruzioni di altri oppure di
se stessi
Anche per l'intensità benefica si ripete lo stesso decorso: trasmissioni di geni ereditari,
ambiente, situazioni favorevoli, partecipazione della volontà, etc.
Da quanto premesso, bisogna addivenire che sia il Male che il Bene sono dovuti a coefficienti
che si susseguono, si attivano o si smorzano nel corso degli anni o dei secoli.
Entrambi, quindi, vengono motivati e determinati da geni ereditari, da ambienti favorevoli,
da situazioni particolari ed anche dalla volontà dei singoli.
Spesso viene affermato: "Volere e potere".
E' questa una delle più grandi idiozie quando si è caricati e coinvolti da geni, da ambiente e da
situazioni afferenti il male che rendono, quasi, inattiva la volontà
In questo caso la volontà ha un potere "minimo" e a volte “nullo” specialmente quando le
attribuzioni innanzi accennate sono del tutto o in massima parte negative.
E' vero che ci sono situazioni "mediane" che a secondo degli impulsi conducono l'uomo ad
avere alti e bassi che, nel corso del tempo, approdano definitivamente nel Bene o nel Male.
Di questa realtà ne ho fatto anch'io esperienza in prima persona.
Mi riferisco agli anni della mia infanzia e della mia adolescenza, quando l'istinto di prendere
cose che non mi appartenevano era molto stimolante in me e, difficilmente, riuscivo a
reprimerlo nonostante la presenza assai autoritaria di mio padre e la tradizionale e pesante
cultura cattolica e tradizionalistica di mia madre.
Al mio istinto, si univa la compagnia di ragazzi non cattivi ma che stimolavano e
collaboravano nel dare adito al mio sentire.
Sposandomi alla giovane età di 21 anni e con la venuta al mondo degli otto miei figli, a cui
sono morbosamente legato, la mia condizione moralmente precaria ebbe a subire modifiche in
senso positivo.
La famiglia era all'apice della mia vita: amavo molto mia moglie e i miei figli.
Inoltre la formazione religiosa cattolica tradizionalistica, acquisita da mia madre e,
maggiormente, da parte dei preti condizionarono moltissimo il mio iter- terreno.
Infatti contribuiva moltissimo il terrore dell'inferno e la figura distorta del DIO CRISTIANO, evocata da tutte le "professioni" cristiane come giustiziere implacabile.
L'amore verso la famiglia ed il tormento della condanna dell'inferno influivano moltissimo
sulla mia formazione morale e spirituale, da cui emerse una personalità assai timida, paurosa
ma in compenso ebbi la spinta a dedicarmi ad aiutare il prossimo.
Sparirono del tutto quelle tendenze del possesso di cose non di mia appartenenza, sia materiali
che morali.
In seguito mi protrarrò sulle cose o meglio sulle persone che ebbero peso e completarono, in
gran parte, il mio morale ed il mio spirito.
Cominciai, quindi, a rinsaldare i miei rapporti con GESU’ e quando m'imbattei con i fratelli
delle altre comunità cristiane (Protestanti, Mormoni e Testimoni di Geova), attraverso
esortazioni, diatribe e scontri, cominciò d emergere in me una nuova personalità cristiana che
nel tempo, grazie allo SPIRITO di VERITA', va sempre più avvicinandosi alla VERITA'!
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Il rapporto intenso con i fratelli delle altre comunità cristiane e la continua ed implorante
richiesta a GESU’ mi portarono ad approfondire, sempre più, il NUOVO TESTAMENTO e
rendendomi sempre più disponibile allo SPIRITO SANTO venivo e vengo ispirato a
trasmettere questa mia "ispirazione" attraverso pubblicazioni e lettere raccomandate ai
maggiori responsabili di questa disastrata condizione dell'Umanità.
Cominciai, quindi, attraverso GESU’ e lo SPIRITO SANTO a comprendere e a conoscere la
vera ESSENZA dell'Entità Suprema: il DIO - CRISTIANO!
Quella figura fosca, non identificabile o meglio identificata dai "despota" della PAROLA
come “giustiziere implacabile ed insaziabile” che condannava gli uomini al supplizio eterno,
ebbe a scomparire.
Affiorava, quindi, la vera identità del DIO -CRISTIANO nella ESSENZA pura che il
CRISTO ci ha dato e che continua a trasmetterci tramite lo SPIRITO SANTO, col nome di
"PADRE"!
L'Essenza PATERNA del DIO -CRISTIANO, giorno dopo giorno, prendeva possesso del mio
spirito ed io che vivevo in miniatura la SUA PATERNITA’ attraverso un affetto sviscerato
verso i miei otto figli., riuscivo ad avere una parvenza assai limitata del SUO infinito AMORE
e della SUA PATERNITA’ non concepibile, non definibile e tanto meno esprimibile.
Mastodontica e comprensibile si rivela nella pienezza , solo ai disponibili e da essi viene
assorbita, quella frase del VANGELO in cui così GESU’ declama: "Voi, cattivi come siete,
capaci non vi dimostrate di dare una pietra al figlio che vi chiede un pane; come pure un
serpe a quegli che vi chiede un pesce; quanto più il PADRE CELESTE concederà a voi tutto
quanto GLI chiederete e che rientri nella SUA Volontà Divina?".
Quella figura di un dio che, attento e guardingo, puniva gli uomini perché manchevoli per
natura veniva completamente eclissata e prendeva, sempre più, possesso in me la PERSONA
di un DIO di AMORE, di un DIO di MISERICORDIA che alla SUA GIUSTIZIA antepone la
SUA MISERICORDIA: il DIO -CRISTIANO!
Infatti il DIO -CRISTIANO si fece strada nel mio spirito e col tempo mostrava, sempre più, la
SUA disponibilità a comprendere i falli, a volte, commessi perché costrettivi ed il SUO
infinito PERDONO verso quanti consapevoli delle loro infinite carenze che, molto spesso, si
concretizzano in manchevolezze anche gravi, si rivolgono a LUI per ottenere la SUA
Comprensione e la SUA Incomparabile ed Impenetrabile MISERICORDIA.
L'aspetto amorevole e misericordioso del DIO -CRISTIANO s'impossessò, maggiormente del
mio spirito, quando conobbi in LUI, giustamente, l'Essenza della GIUSTIZIA.
Si fece, quindi, strada nella mia conoscenza "ispirata" la condizione di "colpa" e di
"peccato".
La colpa si estrinseca, quasi sempre, in ogni nostra manifestazione perché eredi e portatori di
carenze infinite per natura e che trasmettiamo spesso in uguale, maggiore o minore misura
alle nostre successive generazioni.
In linea di massima " la colpa" viene ad incontrare l'AMORE del DIO -CRISTIANO e,
quindi, assorbita dal SUO infinito AMORE e dimenticata.
Il "peccato" assai difficile ad essere interpretato si commette primariamente quando
"ostinatamente" si rifiuta l'Essenza del DIO -CRISTIANO, molto spesso a causa delle
interpretazioni distorte dei "maestri" della teologia, delle dottrine filosofiche o scientifiche e
quando, volutamente e sadicamente, si opera negativamente nei confronti dei propri simili e,
quindi, contro il CREATORE dell’UNIVERSO
Anche in queste condizioni non è concesso, nella intierezza, a nessuno degli esseri umani di
decretarne l'esistenza reale e sostanziale, perché a nessun essere intelligente della terra è
concesso di penetrare nel profondo del precordio spirituale degli uomini.
Questa capacità è di pertinenza esclusiva del DIO -CRISTIANO che per le SUE prerogative
infinite di AMORE, di MISERICORDIA e di GIUSTIZIA entra nella conoscenza del peccato
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di ogni singolo uomo e, sempre per queste SUE infinite prerogative, demanda allo spirito dei
traslati una tale conoscenza perché, lo stesso, prendendo visione dei CANONI DIVINI ne
stabilisce il tempo e la intensità della sua auto - purificazione.
Gli spiriti, quindi, pervenuti nella zona Iperconscia, rifacendo a ritroso il cammino terreno
percorso e confrontandosi con i CANONI DIVINI, penetrano nella scienza delle loro colpe e
dei loro peccati e sfruttando il dono elargito dalla GIUSTIZIA della GLORIOSA TRIADE
DIVINA, (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), auto – giudicandosi, percorrono la
sezione o le sezioni della sfera "Caina" per la definitiva purificazione
Raggiunta la sua completa auto - purificazione nella sfera CAINA, lo spirito viene ammesso
nella sfera "Abelica" per ricevere il bagno purificatore apportato dal CRISTO ed entra a far
parte della NUOVA TERRA!
Cosi la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO
SANTO) penetrava e penetra il mio spirito e si manifesta anche nel SUO AMORE verso la
SUA creatura che si lascia penetrare dallo SPIRITO SANTO.
Questa assiomatica realtà è convalidata dalla venuta di GESU' in mezzo a noi, perché
potessimo avere primariamente la visione perfetta e glorificante del PADRE CELESTE nella
identità di PADRE di AMORE comune a tutti gli uomini.
Questa figliolanza adottiva dell'uomo può avvenire su questo pianeta, attraverso
l'accettazione del CRISTO, per mezzo dello SPIRITO SANTO, quale UNIGENITO
dell’ALTISSIMO che ha purificato col SUO OLOCAUSTO gli infiniti e mordaci peccati di
tutta l'Umanità, consentendo a quest'ultima la proiezione, anche se attraverso un'auto purificazione corrispondente, di una felicità futura nella NUOVA TERRA!
La mancata accettazione del CRISTO sulla terra da parte della stragrande maggioranza degli
uomini, non preclude a nessuno l'entrata nella NUOVA TERRA perché questa avverrà in
tempi più o meno lunghissimi per i " più" che hanno attribuito il vivere su questo pianeta
come l'unica esistenza dell'uomo e, quindi, proclivi al godimento assoluto di se stessi e
apportando carenze incolmabili materiali, morali e spirituali su moltissimi dei loro simili.
Quei sub - uomini, infatti, che abbracciano una aliquota superiore alla metà degli esseri
umani sono quelli, in maggioranza del CARPE DIEM, che comportano uno squilibrio
materiale, morale ed anche spirituale fra loro prima ed anche, non sempre riuscendovi in
toto, anche su gran parte della rimanenza degli uomini.
A costoro, nonostante la deprecabile condizione di vita che hanno assunto e vissuto, anche
perché coadiuvati da geni ereditari acquisiti, da similari esseri "umani" ed anche da
situazioni particolarmente precarie, è stata concessa la salvezza eterna, grazie alla
impenetrabile ed inesauribile MISERICORDIA del DIO -CRISTIANO e all’ Essenza della
SUA GIUSTIZIA perfettissima, che consentirà ai loro spiriti traslati l'auto - purificazione
nelle sezioni della CAINA prima e, successivamente, in quella ABELICA.
CRISTO, ancora di più manifesta la SUA infinita MISERICORDIA per tutti gli uomini, in
particolare con noi che viviamo nell'Era cristiana quando sulla CROCE, prima di consegnare
il SUO SPIRITO nelle mani del PADRE CELESTE, così lo invoca: "PADRE perdona loro
perché non sanno quello che "si" fanno!".
GESU’ dopo essere stato vilipeso, torturato e martoriato sulla CROCE dalla SUA creatura
beneficiata, con la SUA preghiera al PADRE CELESTE, fa esplodere e rende palese la
infinita ed inesauribile MISERICORDIA della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il
fIGLIO e lo SPIRITO SANTO) che abbraccia tutta la galassia del nostro pianeta, dagli esseri
spirituali a quelli animati, destinandola a rientrare nell'ordine della CREAZIONE
UNIVERSALE iniziale e, quindi, nella Salvazione Eterna.
La GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) così
manifesta la SUA GIUSTIZIA perfettissima e la espleta concedendo l’auto - purificazione a
tutti gli spiriti destinati ad essere proiettati nella NUOVA TERRA!
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Anche la GIUSTIZIA perfettissima della GLORIOSA TRIADE DIVINA risente dell'AMORE
infinito e della MISERICORDIA inesauribile della STESSA, in quanto deroga a tutti gli
spiriti la decisione della propria auto - purificazione dopo essersi confrontati con i CANONI
DIVINI.
La Salvazione dell'umanità è, quindi, totale non solo ma rientra nel progetto di AMORE, di
MISERICORDIA e di GIUSTIZIA della SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA' che
consentirà a tutti gli spiriti l'acquisizione del Corpo reso perfetto da quello GLORIOSO del
CRISTO!
Come potrà il corpo dell'uomo, disintegratosi attraverso i secoli o i millenni, ospitato nelle sue
parti infinitesimali nelle parti più recondite ed abissali del pianeta ritornare ad essere quello
che per un certo periodo, più o meno breve, è vissuto sulla terra?
E' questa, giustamente, una domanda che sfocia nell'assurdità per quanti rimasti piccini
piccini nella componente spirituale, perché avvinti dalla concretezza morale e fallace e poco
duratura delle cose materiali; mentre per gli Eletti, per i Prescelti e per i Disponibili, attenti e
penetrati dallo SPIRITO di VERITA', questa realtà non solo è accettabile ma anche e,
soprattutto, penetrabile ed essere palese in una realtà, anche se parva, già vissuta.
In una mia pubblicazione "ispirata" è ribadito come l'intelletto di tutti gli scienziati della
terra, compreso quello di tutti gli uomini di tutti i tempi non riesce a formulare una sola
cellula dell'intelletto del DIO -CRISTIANO; quindi, è facile arguire che la citata domanda di
cui innanzi è stata riportata è comparabile alla microscopica o nulla formazione spirituale di
moltissimi esseri umani, ciechi e sordi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’
A noi, attenti allo SPIRITO SANTO, è dato comprendere come lo spirito traslato del futuro
"uomo" nella Iperconscia, dopo l'auto - purificazione nelle sezioni della sfera CAINA e della
ABELICA, acquisirà una potenzialità indefinibile ed attrarrà col suo DNA spirituale tutte le
infinite parti del suo corpo disperse su tutto il pianeta.
Quelle parti millesimali del corpo che nel tempo avranno subito una non determinabile,
infinita ed inconcepibile trasformazione, saranno penetrate dall'incomparabile Scienza del
DNA di ciascuno degli spiriti “purificati” che ricomporrà il corpo che fu dimora dello spirito.
Il nuovo Corpo Glorificato dalla donazione della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA' sarà integro nella fisicità, nella moralità e nella spiritualità e continuerà a
perfezionare questi tre aspetti e a giungere alla somiglianza della perfezione dell'AUTORE
della VITA: condizione questa prevaricata dalla superbia dei nostri progenitori e da noi
estesa nel tempo.
Questa nostra realtà futura era la proiezione iniziale che il DIO -CRISTIANO aveva
attribuito all'Adamo della Genesi.
Questa introduzione alla salvezza dell'Umanità tutta, trova riscontro nella maggior parte
delle mie opere "ispirate" dalla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'.
Ed ora, dopo avere sintetizzato i tre aspetti principali e gloriosi infusi in embrione dal DIO CRISTIANO all'uomo, ci richiamiamo al titolo di questa pubblicazione " Nascere e Vivere
per Morire " e cerchiamo di analizzare questa condizione accettata da una massa non
decifrabile di esseri umani, anche dai così detti cristiani "tradizionalisti" che evidenziano il
dubbio sulla Vita futura; mentre per gli Eletti, i Prescelti ed i Disponibili la proiezione Futura
è la realtà accettabile intravista e rimane, in assoluto, l'unica Realtà.
La maggior parte degli esseri umani, come già accennato, ritiene questa esistenza terrena
come l'unica, la sola a cui l'uomo, casualmente o accidentalmente, è stato chiamato a vivere.
A sostenere questa tesi sono, in gran parte, gli studiosi delle diverse scienze; in particolare
biologi e paleontologi che cercano di dimostrare attraverso sperimentazioni illimitate da
quanto e come l'uomo vive su questo pianeta, senza mai minimamente preoccuparsi della
destinazione futura, dello stesso, perché esula completamente dalla loro limitatissima
conoscenza.
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Essi, purtroppo, insuperbiti dalla eredità ricevuta dal primo uomo, tengono in poco conto o in
niente la considerazione dei loro limiti e la sparuta mole della loro intelligenza nei confronti
dell'infinito UNIVERSO e , quindi, del principio Primo ed Ultimo di questa impenetrabile e
colossale CREAZIONE; e, in molti, attribuiscono al caso o alle combinazioni scientifiche o
fisiche l'esistenza del Cosmo.
Questi ultimi di una cocciutaggine indefinibile e come già accennato di una superbia illimitata
vorrebbero giungere al principio "Primo" della Creazione dell’UNIVERSO.
Essi, inconsapevolmente, sfruttano una sparuta frazione dell’Intelletto dell’ ASSOLUTO e si
atteggiano a grandi penetratori della conoscenza dell'infinito, senza pensare che se a loro non
fosse stata regalata quella infinitesima parte di intelligenza non avrebbero potuto raggiungere
il minimo traguardo delle loro gloriose scoperte.
A noi, disponibili allo SPIRITO SANTO, giunge gratificante questa loro profonda ricerca
perché sta a confermarci la potenzialità di quella parva scintilla elargita dall'AUTORE della
Creazione e che alberga negli esseri umani e, ancor più, conferma l’AMORE della
GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) nei confronti
della SUA creatura prediletta.
Però, ci fa orrore quando pensiamo che essi la sfruttano per poter arrivare a metterla in
opposizione a quello che è stato il fine dell'AUTORE della Vita: penetrare il SUO AMORE!
Prima di fare riferimento al danno che apportano le altre valenze umane, mi viene detto di
interporre un intercalare di mia pertinenza "ispirata":
No, non posso e... non devo morire!
Guardo una rosa, osservo attentamente e noto che la sua bellezza mi stupisce; che la sua
fragranza mi manda in estasi.
Guardo un usignolo, osservo la varietà delle sue piume color bruno rossiccio e la sua vivacità
che mi smarriscono;
ascolto il suo melodioso canto che rende dolce e soave tutto l'aere intorno.
Guardo una stella, osservo la sua immensità che mi turba e, nello stesso tempo, il suo
splendore irradiato in tutta la galassia che mi incanta; facendomi dimenticare la sua paurosa
immensità.
Tutti e tre questi esseri animati, vivono nel tempo godendosi con la loro sensibilità accentuata
il tempo e la loro durata e, giammai, consapevoli che prima o poi spariranno.
Io, invece, proiettato a diventare "uomo", riesco con la mia scienza a carpire la loro fine, la
loro trasformazione… continua e costante!
La mia intelligenza mi porta a comprendere questa e tante altre cose e... poi; dovrei perdermi
nel nulla come la massa idiota degli esseri umani che giunge alla più insensata ed
incomprensibile delle assurdità: "siamo nati e dobbiamo morire".
Pochezza, stoltezza, idiozia morali che annullano completamente la loro personalità e che
dovrebbero portarli ad invidiare la rosa, l'usignolo e quella stella che vivono il loro tempo
senza il "terrore" della morte!
A questo punto, la mia intelligenza racchiusa, contenuta e protetta dallo spirito esplode e
grida veementemente: "No, non è possibile, non è minimamente concepibile, sarebbe
mostruoso ed orrendo ammettere che io possa morire, cioè finire completamente, cioè
scomparire nel nulla come tutti gli esseri, solo, animati!"
Subentra, quindi il raccordo indistruttibile, il cordone ombelicale, il CRISTO, che mi unisce e
mi fonde con L'ASSOLUTO, con l'AUTORE della VITA, senza del Quale non avrei potuto
percepire, analizzare e realizzare l'assiomatica realtà e convincermi che: " Non posso e... non
devo morire"!
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Spontaneo, quindi, e gratificante esplode gioioso il mio "grazie" infinito ed eterno alla
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' che ha penetrato il mio tormento e che mi ha
elargito una parvenza della Realtà Futura ed Eterna:
l'acquisizione di un Corpo reso perfetto da quello Glorificato del CRISTO!
Richiamandomi a quelle bramose e determinanti ricerche scientifiche, devo affermare che ad
esse si alternano le derivanti delle diverse religioni e le impostazioni delle diverse dottrine
scientifiche e filosofiche che si contrastano dando, a volte, soluzioni aberranti.
Quando mi soffermo a pensare sulle deduzioni scientifiche dei Darwiniani, mi viene in mente
quella ancestrale domanda: "Chi è nato prima, l'uovo o la gallina?".
Perché, quindi, non ammettere una verità "illuminata", cioè che la scimmia è un derivato
dell'uomo?
Alla insulsa incredulità dei molti che, in linea di massima, affermano che l'uomo vive una sola
vita, questa terrena, si aggiunge anche la loro fatidica domanda: "Perché mai, nessuno mai è
venuto dall'al di là a parlarci di una vita futura?".
E, nonostante che CRISTO, palesemente, afferma e consolida col SUO tenore di Vita e con la
Donazione totale di SE STESSO che l'unica realtà vivibile e consona all'uomo, nelle vera
Essenza, è quella Futura; moltissimi, dei così detti "battezzati" si associano a quanti
affermano che nessuno è venuto a parlarci dell'altra Dimensione.
A questi ultimi e a quanti trovano forza e sostegno in questa astrusa e insipida domanda, per
dimostrare loro che questa esistenza non è l'unica vivibile concessa all'uomo, va ricordato che
a quelli che trapassano con il loro spirito nella Futura Dimensione, non viene minimamente
sfiorato il pensiero, anche perché cessa il legame sanguineo,di ritornare indietro all'Habitat
che li ha ospitati per un periodo più o meno breve; infatti, essi guardano estasiati, sempre più,
avanti perché attratti da quella Felicità Eterna che, stando sulla terra, avevano sempre
agognata e che ora intravedono e che raggiungeranno in tempi brevi, lunghi o lunghissimi
Solo quando gli spiriti vorranno conoscere il grado della loro espiazione nelle sezioni della
CAINA o dell'ABELICA, rifaranno a ritroso il percorso terreno consumato, ma solo per
stabilire il tempo della loro auto - purificazione a cui andranno incontro.
Conosciuto, quindi, il tempo e la durata della loro espiazione, sostenuti dalla
MISERICORDIA della GLORIOSA TRIADE DIVINA che dà loro la certezza che
raggiungeranno l'unica meta ambita e che, inutilmente, avevano cercato di raggiungere
stando sul pianeta Terra, essi affrontano l'auto - purificazione con pacatezza e con una grande
bramosia.
L'unico loro sostegno e conforto, pensando a noi, è quello di comprendere ed avere la certezza
che quanto essi hanno e continuano a bramare durante la loro auto - purificazione, sarà anche
la nostra bramosia quando il nostro spirito sarà traslato nella Nuova ed Eterna Dimensione.
E' questa la concezione non sfiorata e, quindi, non compresa che comporta lo squilibrio fisico,
morale e, soprattutto, spirituale tra la massa degli esseri umani che, nella loro ignavia,
vorrebbero toccare con mani quella realtà a cui si giunge, pur stando sulla Terra, solo e
attraverso lo SPIRITO di VERITA'
Nascere e vivere questa esistenza per morire, concedendosi il meglio per il corpo e per
l'anima, in modo travisato, sono il fine primo ed ultimo dell'uomo, in genere, che trascura in
toto lo spirito.
Oggi, in particolare, le tecnologie scientifiche hanno apportato enormi vantaggi sul piano
materiale per la metà degli esseri umani; mentre la rimanenza soccombe in miseria non
descrivibile e in malattie che denunciano ed accusano, al cospetto del DIO -CRISTIANO,
quanti osannano in modo emblematico tutto ciò che apporta godimento al corpo ed anche, per
molti, sul piano morale.
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Questi ultimi, pur assistendo alla frustrazione materiale, morale e spirituale di milioni e
milioni di uomini, restano indifferenti o soddisfano le loro coscienze col porgere una goccia
d'acqua ad un deserto che avrebbe bisogno di miliardi di ettolitri d'acqua.
La condizione dell'uomo, quindi, oggi è più che mai privata di quella spiritualità
indispensabile ad equilibrare la sua condizione sul pianeta.
Perciò la vita terrena è inneggiata al massimo, anche quando per difenderla bisogna fare
ostruzionismo sui propri simili fino a raggiungere, se necessario, la eliminazione di altri esseri
umani nelle forme più degenerative e mostruose perché, questi ultimi, potrebbero rendere
meno soddisfacente la propria ricchezza, il proprio piacere, il proprio potere e la propria
gloria.
Prevale, sempre più, nella stragrande maggioranza degli esseri umani il "Carpe Diem",
considerando che per loro la vita si esaurisce su questo pianeta.
Entrato nell'ottica che questa è l'unica esistenza che si vive, l'uomo in gran parte, è orientato
al raggiungimento della ricchezza, del piacere, del potere e della gloria.
Per giungere a tali obiettivi, l' "uomo" non tiene conto di quelle esistenze in cui si vive nelle
condizioni più riluttanti o quando si è colpiti da un handicap che trasfigura la sembianza
umana.
Così procede la vita su questo pianeta, denigrando e distruggendo la “parvenza" di uomini
che noi acclariamo.
Tanto perché, ed ora è necessario ammetterlo, la casualità ha concentrato su "alcuni" la forza
fisica, la ricchezza materiale, il potere e la gloria.
Per poter comprendere questa "casualità" bisogna soffermarsi a leggere e a meditare, in
particolare, la mia Opera "ispirata" ed innanzi menzionata: "Il Destino e la Sofferenza
dell'uomo".
In essa viene riportato, in parte, che alla base della nostra esistenza terrena c'è una nostra
ansia bramosa allo stato spirituale, quella cioè di quanto eravamo “spirito puro” tendente a
possedere, in futuro, il Corpo Glorificato dal CRISTO, incorruttibile ed eterno e somigliante a
quello perfetto del CREATORE dell'UNIVERSO.
A quella massa di esseri umani del "carpe diem" che si identifica maggiormente tra filosofi,
scienziati, psicanalisti ed anche ad una parte di quanti si denominano "cristiani", vorremmo
chiedere come mai riescono ad essere paghi di questa esistenza relegata alla sola Terra?
E' vero che in essi non esiste l'alternativa ad un'altra esistenza, ma è pur vero che
appartengono alla stessa specie di esseri umani dotati di una libertà, di una intelligenza, di
una razionalità, di una volontà che dovrebbero consentire loro di entrare nella convinzione e,
quindi, nella certezza di essere destinati a... finire, e ...in che modo!
E nello stesso tempo dovrebbero tenere in gran conto la disparità di condizioni positive e
negative che si contrastano e portano a degenerazioni e a prevaricazioni che dovrebbero
indurli ad escludersi dalla componente "uomini".
Bisogna essere pervasi da una idiozia nettamente spirituale e non identificabile se non si pensa
che ognuno di noi, appena nato, viene etichettato con la scritta "condannato a morte" e non ci
si adopera ,veementemente, perché questa esistenza venga resa meno truce dall'egoismo, dalla
presunzione e dalla voglia di potere e di gloria di molti!
Infatti, in un tempo più o meno determinato ed assai relativo siamo destinati a finire, a
scomparire nel nulla per gli scettici; senza mettere, in gran conto, che la nostra breve o
brevissima esistenza terrena viene offuscata da alti e bassi che tormentano, consciamente o
inconsciamente, il nostro equilibrio psico - fisico.
Quando il nostro corpo sarà privato dell'ultimo respiro, constatare che il tanto osannato
corpo privo dello spirito si riduce, ohimè, in un reietto per la raccapricciante ed indefinibile
fine, dovrebbe portare gli osannatori di questo corpo alla cruda e terrificante realtà
impregnata di illusioni attraverso il breve spazio terreno.
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Agli ìnneggiatori di questa vita, limitata solo a quella terrestre, non ci sono epiteti dileggianti
che possano identificarli in senso negativo.
Questi ultimi si ostinano a negare oppure a volere distruggere la parte spirituale insita in loro
e che viene, continuamente, alimentata dal DIO –CRISTIANO.
Il valore e la ricchezza incommensurabili dello spirito non viene da loro percepita, perché pur
servendosi del dono incommensurabile della "Libertà" riescono a manipolarla, causa dei loro
geni atavici del male e ad orientarla verso orizzonti che nel tempo, più o meno breve possibile,
scompariranno.
"Nascere e vivere per morire" è l'onta più deprecabile che si può dare ad un essere
intelligente capace, a volte, di un sentire grandioso e capace di realizzare anche un bene
indefinibile ed assai sostanzioso.
Gli uomini, in genere, fanno proprio in assoluto questa esistenza terrena soffermandosi,
particolarmente, sugli attimi ( perché tali sono al cospetto dell'eternità) di benessere e di
godimento del corpo che si estrinsecano spesso anche sul morale, trascurando del tutto o
soffocando il sentire dello spirito.
L'anima, invece, partecipa pienamente al godimento del corpo essendo un'appendice dello
spirito e determina attivamente la conservazione del corpo fino a quando lo spirito rimane in
esso.
All'anima è dovuta l'ansia continua e costante ( essa costituisce lo spirito di conservazione)
perché il corpo non venga privato dello spirito e ne determina il suo prolungamento anche
nelle condizioni più spregevoli del corpo, perché non vuole distaccarsi dallo spirito pur
rimanendo in una condizione statica ed ignobile.
La sua ostinatezza è determinata dalla consapevolezza delle sue infinite trasformazioni a cui
andrà incontro, una volta staccatasi dallo spirito.
Nel momento in cui lo spirito riesce a librare, uscendo dalla sua carcassa auto - distrutta per
raggiungere la zona "Iperconscia", il corpo esanime e costretto ad essere radiato e per la sua
indefinibile fine viene a trasformarsi in elementi sempre più inferiori e la stessa anima ne
subisce le trasformazioni assumendo aspetti indefinibili e a dar vita a particelle infinitesimali
che vanno ad occupare gli spazi illimitati del nostro pianeta, assumendo forme e parvenze
incontrollabili.
Tutto ciò avviene nella nostra galassia, fino a quando tutti gli spiriti della zona "Divina",
proiettati sulla terra avranno assunto un corpo deteriorabile, a causa dell'obbrobrio causato e
determinato dai nostri progenitori e da noi perseguito e continuato…
Allorquando gli spiriti si saranno auto - purificati nelle sezioni della "Caina" e dell'Abelica", i
loro DNA spirituali attrarranno tutte quelle particelle infinitesimale, sparse negli angoli più
remoti del pianeta e ricomporrà il corpo concedendogli tutte quelle prerogative che lo
porteranno ad essere sempre più perfetto, eterno e tendente ad uguagliarsi al CREATORE
dell’UNIVERSO: condizione questa che il DIO -CRISTIANO aveva già elargita ad Adamo e a
Eva e alla loro progenie.
Il flato, invece, cioè l'anima che il DIO -CRISTIANO aveva infuso all'UNIVERSO tutto nel
tempo della Creazione, ritornerà ad essere indistruttibile e perennemente uguale come nelle
altre galassie.
Gli altri mondi, le altre galassie, quindi, hanno conservato, conservano e conserveranno in
eterno quella bellezza inimmaginabile ed indescrivibile delle origini.
Onde avere maggiore chiarezza su quanto innanzi illustrato, bisognerebbe soffermarsi a
meditare sull'Opera "ispirata" "La Creazione dell'Uomo e la Creazione del male".
La funzione dell'anima, quindi, nella nostra esistenza terrena è molto importante, perché
oltre a determinare il prolungamento della vita del nostro corpo, agisce anche in particolare
ed in modo determinante in alcune situazioni facendo evitare drammatiche conseguenze che,
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nella pochezza della conoscenza spirituale, si attribuiscono all'istinto, al sesto senso o al
destino.
L'anima, quindi, svolge un'azione assai protettiva nei confronti del nostro corpo, quando le
facoltà spirituali: la libertà di azione, il pensiero, la ragione, tranne la volontà, sono
impegnati in altri obiettivi da raggiungere.
Quando si parla di spirito di conservazione, bisogna precisare che tale esigenza è da attribuire
totalmente all'anima perché essa vuole rimanere, ad ogni costo, il tempo più possibile legato
all'azione dello spirito che pur avendo obiettivi innati diversi e ben precisi, viene condizionato
nella massa degli uomini, in gran parte, dall'anima.
Negli Eletti, nei Prescelti e nei Disponibili pur essendo assai marcato il desiderio di conservare
il corpo nelle migliori condizioni di benessere e di prolungarne l'esistenza, il loro obiettivo
quotidiano ed essenziale è quello di anteporre il ricongiungimento dello spirito al
CREATORE dell'UNIVERSO da cui ha avuto origine.
Da quanto innanzi celebrato si evidenzia profondamente il contrasto e il divario tra le
esigenze dell'anima e quelle dello spirito.
Dicevamo, prima, che solo la “casualità” rende parzialmente integri alcuni uomini nel corpo,
nella ricchezza, nel potere e nella gloria; allo stesso modo, solo la casualità, rende monchi
fisicamente, moralmente e diseredati altri uomini.
Non è certo la capacità individuale, in assoluto, a rendere determinate condizioni positive o
negative; nel mentre bisognerebbe comprendere che la disparità che emerge tra gli esseri
umani è dovuta a tanti fattori; direi ad infiniti elementi che si ereditano e che si confermano,
anche, con la volontà del soggetto e che contribuiscono a determinare condizioni e situazioni
di vita che sono agli antipodi e in opposizione tra l'energia del Male, creata ed ereditata
dall'uomo, e quella del Bene di fattura del CREATORE dell'UNIVERSO.
Entrare nell'ottica che ogni uomo vorrebbe il suo bene fisico, materiale e morale, dovrebbe
indurre i più fortunati, resi tali nella maggior parte dal caso, a tamponare quelle carenze
riscontrabili tra la massa dei meni fortunati; anch'essi resi tali dal caso, e cercare sforzandosi
e sostenuti da quella spiritualità insita in ogni uomo di dare un certo equilibrio a quella
esigenza di ogni essere umano, perché legati ad uno stesso destino "Nascere e Vivere per
Morire!".
Anche se l'essere etichettato dalla nascita "Nascere e Vivere per Morire" acclarato dalla
maggior parte degli esseri umani che tendono a distruggere, senza alcun esito, la loro
spiritualità; dai pochi viene definito come la più grande "Beffa" che dovrebbe stimolare i
primi ad una profonda, , intensa ed illuminata percezione per condannare una simile idiozia
ed aprirsi e scoprire, tramite il CRISTO e lo SPIRITO SANTO una vita di gaudio eterna
nella NUOVA TERRA, desiderata dal CREATORE DELL'UNIVERSO!
Cercare e trovare la giusta essenza della nostra vita su questo pianeta, dovrebbe essere
suggerita dalla nostra limitatissima conoscenza del Cosmo, dalla pochezza di questa esistenza
e dalla comune sorte, diciamolo pure, assai raccapricciante e biasimabile che comincia a
delinearsi dalla nostra nascita con la etichetta di "Condannato a morte"!
Senza mettere, poi, in conto tutte le sofferenze fisiche, morali che non di rado comportano
nell'essere il desiderio di mettere fine ad una esistenza non definibile ed insopportabile.
Soffermarsi a meditare su questa inaccettabile condizione, dovrebbe portarci tutti ad
affratellarci, ad amarci come quando un cataclisma colpisce una piccola parte della terra.
La condizione odierna degli uomini sul pianeta, quella passata e quella futura hanno avuto,
hanno ed avranno come origine lo stesso cataclisma creato, operato e determinato dall'essere
avente sembianze di "uomo" e quindi, necessariamente, abbisognevole della partecipazione di
tutti per rendere meno tribolata la nostra breve esistenza terrena.
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Ragionevolmente, penso, che la massa degli esseri umani se si soffermasse a meditare questa
realtà, condividerebbe in assoluto l'assiomaticità di essa, però... c'è un però che ostacola o
addirittura distrugge questi sentimenti che sono la "sintesi" dell'uomo.
Diogene, ai suoi tempi, veniva deriso dai suoi concittadini quando, con una lanterna accesa,
vagava per la città in pieno giorno.
Alla domanda che gli veniva rivolta per questa assurdità: "Diogene, cosa cerchi?".
Egli rispondeva con la pienezza del suo sentire: "Cerco l'Uomo!".
A distanza di oltre duemila anni, con la venuta del CRISTO in mezzo a noi, moltissimi esseri
“umani” dovrebbero, alla maniera di Diogene, cercare e cercare sempre più con avidità per
incontrare "l'UOMO"!
Abbiamo detto moltissimi esseri umani, perché i restanti pochi che l'hanno cercato,
avidamente, l'hanno incontrato: infatti, EGLI è il CRISTO: CRISTO è l'unico e vero UOMO!
CRISTO, DIO e UOMO, è il prototipo a cui ogni essere umano dovrebbe tendere, non per
uguagliarLo perché impossibilitato e circoscritto dai suoi limiti ma, quanto meno, ad averLo
come Unico e Solo modello per poter vivere degnamente questa parvenza umana ed
assicurarsi, in breve, l'entrata nella futura NUOVA TERRA.
CRISTO è il modello di vita per tutti gli esseri umani, da LUI tutti possiamo attingere
qualcosa che ci dà la dignità che possa darci la fisionomia di esseri umani.
Agli atei, ai materialisti, ai filosofi, ai psicanalisti, agli scienziati, ai potenti e ai ricchi della
terra, io dico; "Discostatevi pure dal ritenere CRISTO come UOMO – DIO, ma avvaletevi
della SUA Fisionomia di vero "UOMO"; cercate, quindi, di penetrarLo nella Essenza della
SUA Umiltà, della SUA Purezza, della SUA Saggezza e, soprattutto, nel SUO sentire
Altruistico!
Se vi sforzerete dopo averLo ammirato, correggerete, imitandoLo, tante vostre storture che vi
negano l'appartenenza alla specie “umana”, anche se ne avete la parvenza.
In tal guisa consoliderete in voi la fisionomia che si avvicina all'"UOMO!".
E' indispensabile, quindi, a questo punto riallacciarsi al secondo titolo della presente Opera:
"Nascere, vivere, Morire e Risorgere in GESU’ CRISTO!".
Accettando questa realtà e vivendola, concederebbe a tutti una vita spiegata al benessere di
ogni uomo e, quindi, a renderla vivibile sulla terra e a proiettarla nella "certezza" di un
Gaudio Eterno ed immediato nel dopo - morte!
Comprendiamo benissimo che un tale traguardo sembra impossibile da raggiungere per
l'acquisizione, attraverso millenni e secoli, di geni del male che hanno presa valenza nei
diversi settori della costituente "uomo".
E' difficile, direi impossibile, da soli cercare di eliminare questa possanza velenosa che ci
investe e ci determina quando, indivindualmente, ci accingiamo a farlo.
E' vero, è solo utopia pretendere il raggiungimento di una tale completa formazione nei
singoli uomini.
Però, se consideriamo questa esistenza terrena, per tutti gli uomini, come un carro enorme,
dalla mole inconcepibile e con il peso di una zavorra velenosa, infinitamente consistente, e
cerchiamo tutti uniti di smuoverlo; tutti insieme a dargli un impulso con la nostra forza fisica,
morale e, soprattutto, con gli sforzi spirituali e a dargli così l'inizio al movimento e
persistendo, forse, riusciremmo ad imprimergli quel moto necessario e a farlo precipitare con
tutta la zavorra in un precipizio senza fine "nel nulla", dal quale tale e tanta zavorra è stata,
dai "sub" uomini, portata alla luce.
Per giungere a tanto, tutti gli uomini dovremmo conoscere il CRISTO, accettarLo nella
pienezza, amarLo infinitamente e lasciarci guidare dal SUO modello di Vita!
Solo così potremmo realizzare su questa terra quella brama di pace, di serenità e di benessere
temporaneo che alberga, anche se inconsapevolmente, nello spirito di tutti e renderlo
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duraturo ed eterno vivendo la espressione "Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’
CRISTO!".
Purtroppo, tanto per noi terrestri è come una meteora sfuggente che non potremo mai
realizzare su questo pianeta reso asfissiante e contaminato da tante nostre lordure, ma solo e
per sempre nella futura e "NUOVA TERRA" quando tutti i nostri spiriti si saranno auto - purificati nelle sezioni della CAINA e della ABELICA e riprenderemo il nostro Corpo
glorificato e reso perfetto dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo
SPIRITO SANTO).
Poco innanzi ho fatto appello alle categorie che, in gran parte, comprendono i non credenti e,
particolarmente, agli scienziati che appropriandosi di quella spiritualità di pertinenza anche
di altri, regalata dal CREATORE dell’UNIVERSO a tutti gli uomini, ne fanno scempio
attribuendosi la gloria di avere trovato in natura quanto posto dal CREATORE perché ne
dessero riconoscimento , lode e il grazie eterno a LUI col fare beneficiare tutti gli uomini.
E' giusto, ora che mi soffermi maggiormente ad esporre la mia esortazione , sofferta e
prolungata a quanti credono in una vita futura migliore o peggiore al termine di questa
esistenza.
Primariamente, essa va rivolta a coloro che pensano o meglio credono di essere gli adoratori
del "vero" DIO: cristiani, ebrei e mussulmani.
Il mio monito, più che la mia esortazione va ai così detti cristiani, per estenderlo, poi, agli
ebrei e ai mussulmani.
I primi si avvalgono, in gran parte, del nome di cristiani perché, in linea di massima,
sostengono di essere stati battezzati; altra parte, pur essendo stata battezzata ne ignora del
tutto la valenza, sostenendo la tesi di essere stata battezzata nell'età della incoscienza; altra
parte, invece, educata ed informata da "maestri", in gran parte ignoranti nella fede cristiana
sfiorano il bigottisno; sola una piccola parte è quella che si lascia penetrare dallo SPIRITO di
VERITA’, perché si rende disponibile alla SUA penetrazione e raggiunge traguardi da
ammirare e da invidiare.
Esseri cristiani, cioè seguaci e discepoli del CRISTO sta a significare di avere eternamente a
modello GESU' per cercare, sforzandosi continuamente, di imitarne una SUA infinita
parvenza.
Infatti, EGLI, è venuto su questo pianeta per insegnarci a vivere, per quanto possibile, il SUO
insegnamento ed il SUO tenore di Vita!
Nel suo insegnamento è insita, tra l'altro, la salvazione di tutta l'umanità nel tempo più breve
possibile:
1) "Sono venuto a darvi, in anticipo, la figliolanza adottiva al PADRE CELESTE!";
2) "Sono venuto, primariamente, per i peccatori e non già per coloro che si ritengono giusti!";
3) "Sono venuto a salvare tutti gli uomini, per mezzo del MIO OLOCAUSTO: "PADRE,
perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno!";
4) "Sono venuto ad insegnarvi che ogni lode, tutto l'osanna, tutta la Gloria ed il "grazie"
eterno vanno in assoluto a COLUI che vi ha regalato la SUA PATERNITA’, tramite ME e
lo SPIRITO di VERITA’: il PADRE CELESTE!";
5) "Sono venuto ad insegnarvi e a dimostrare la precarietà e la fugacità dei beni della terra!";
6) "Sono venuto ad insegnarvi a rimettere le colpe altrui, allo stesso modo che la GLORIOSA
TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) le rimette a voi!".
Cercare, sforzarsi non di attuare simili precetti perché siamo carenti di natura, ma almeno di
sfiorarli comporterà enormi vantaggi nella "Iperconscia", luogo di profonda ed illuminata
meditazione in cui, il singolo spirito, rifacendo a ritroso il percorso terreno, dalla nascita fino
al trapasso, si renderà conto delle sue colpe e dei suoi peccati.
Riferendoci alla prima affermazione :"Sono venuto a darvi in anticipo la figliolanza adottiva
al PADRE CELESTE", GESU’ ci propone di diventare figli adottivi del PADRE CELESTE,
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ancor stando su questo pianeta, per SUO mezzo, attraverso la Donazione assoluta di SE
STESSO e con la illuminazione dello SPIRITO SANTO; quindi, il singolo "uomo"
riconoscendo profondamente e pentendosi accoratamente delle offese rivolte alla GLORIOSA
TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e al Prossimo, alla pari del
Figliuol prodigo, incontra l'AMORE del PADRE CELESTE, accetta GESU’ come unico e
solo FIGLIO dell'ALTISSIMO e lo SPIRITO SANTO, come Essenza assoluta di AMORE
dell'eterna donazione del PADRE al FIGLIO e del FIGLIO al PADRE!
La Paternità del DIO -CRISTIANO concessa da GESU’alla disponibilità di tutti gli uomini,
si espleta in tanti momenti della vita terrena di GESU’ e raggiunge l'apice massimo quando
Egli dice, pregate così: "Padre nostro che sei nei Cieli..."
Nella seconda dizione GESU’ afferma:" Sono venuto, primariamente, per i peccatori e non
già per i giusti!"
In questa affermazione constatiamo che peccatori siamo tutti gli esseri umani, nessuno
escluso, perché tutti manchevoli per natura.
Accettando GESU’, quindi, potremo in gran parte eliminare le nostre scorie, le nostre colpe,
finanche i nostri peccati e rendere meno tribolata la nostra espiazione nella Futura
Dimensione.
Quando GESU’ dice: "... e non per i giusti", considerato che nella Bibbia viene riportato che
il giusto pecca sette volte al giorno , vuole riferirsi a coloro che ritenendosi "giusti" nella loro
pochezza spirituale, si atteggiano ad essere scevri dalla contaminazione del male che alberga
in ognuno di noi e si mettono alla pari del "pubblicano"!
In realtà, essi sono più peccatori di quanti per natura, per fattori ambientali o per altre
circostanze sono costretti ad apparire satanici.
Fra questi "giusti" emergono in gran parte i tutori fallaci della "Parola", dai cattolici agli
ortodossi, dai protestanti ai mormoni e ai testimoni di GEOVA.
Questi saggi della "Parola", oltre ad affermare con una superbia incontrollata di essere
ognuna la vera chiesa, condannano in eterno i peccatori travisando la certezza di salvezza
acclarata da GESU’ed estesa a tutti gli uomini.
A Queste "professioni" cristiane si aggiunge in maniera catastrofica tutto il popolo "ebreo",
rinnegatore ed omicida , in prima persona, del CRISTO!
In gran parte, i protestanti ed i testimoni di GEOVA, unitamente ai cattolici, ortodossi e
mormoni affermano di essere i soli salvati; mentre la massa degli esseri umani, perché
peccatrice è stata condannata alla pena eterna, dimentichi e non tenendo in alcun conto le
parole di GESU’, il Quale ripete eternamente: "Sono venuto, primariamente, a salvare i
peccatori!".
Infatti, EGLI sulla CROCE, prima di esalare l'ultimo respiro e rimettere il SUO spirito nel
CUORE del PADRE SUO per mezzo dello SPIRITO SANTO, così invoca il PADRE
CELESTE: "PADRE, perdona loro perché non sanno quello che "si" fanno!".
Chi sono loro?
Questi ultimi comprendono, primariamente, la quasi totalità dei componenti del Sinedrio
ebreo, cattolico ed ortodosso, i SUOI crocifissori, i SUOI Apostoli e moltissimi dei tutori
fallaci della "Parola"; infine quelli che non hanno voluto accettarLo perché istradati su vie
distorte da fattori scientifici e filosofici, da ambienti contrastanti e , soprattutto dalle false
interpretazioni dei "dottori" della legge farisaica, i quali non si dispongono alla penetrazione
dello SPIRITO di VERITA’'.
I fallaci interpreti della "Parola" non aprendosi allo SPIRITO SANTO, travisano
l'insegnamento di GESU’, oppure ignorandoLo non tengono conto della loro peccaminosità
che si accentua quando condannano in eterno i loro simili che, sopravvivono, alimentandosi
alla stessa linfa che alimenta loro.
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La maggior parte di questi ultimi, che infieriscono con anatemi nei confronti dei più frustrati
per colpe altrui ed anche proprie, vivono in palazzi sontuosi, serviti e riveriti da altra gente,
nella maggior parte, bramosa ed ambiziosa di occupare gli stessi posti o salire scalini più alti.
Soffermiamoci ad osservare il cosi detto "vicario" del CRISTO e notiamo che in opposizione a
quanto declamato da GESU’: "Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli il loro nido, mentre il
Figlio dell'UOMO non ha dove poggiare il capo", continua a seguire le orme dei suoi
predecessori e a persistere, in maniera vilipende, a vivere in una reggia sontuosa che al pari
non ve ne altra.
Inoltre si circonda di servitù, in gran parte, "lecchini" che gli stanno vicino in vista di
migliorare le loro condizioni ambiziose; si lascia difendere da una guardia scelta personale
che pochi reali hanno e da mezzi di una tecnologia avanzata che nulla hanno da invidiare ai
potenti della terra.
Dimenticando o volendo dimenticare le parole innanzi pronunziate da GESU’ e quelle
racchiuse nel commiato dallo STESSO nell'ultima CENA: "Fate questo in memoria di Me!";
cioè, vivete come io ho vissuto e date la vostra vita per testimoniare la VERITA’: Il FIGLIO
dell'ALTISSIMO!
Vivendo in queste condizioni obbrobriose, come osa Vojtyla affermare, ingannando se stesso e
tutti quelli che lo seguono di essere il sostituto di COLUI che nulla tenne per SE e tutto ha
dato per la salvezza di tutti gli uomini?
Nessuna terminologia terrena può definire un simile insulto al CRISTO!
Il termine confacente al suo operato, alla sua persona e a quanti lo attorniano illudendolo, gli
verrà conferito nella "Iperconscia", attribuendogli uno scomputo di anni non determinato di
auto purificazione nelle prime due sezioni della "CAINA!".
Il papa, inoltre, tenendo la PERSONA del CRISTO in una concezione assai sparuta ( tanto è
dimostrato dal suo tenore di vita) si atteggia a grande sostenitore degli umili , dei perseguitati
non tenendo conto della più sentita ed umile esortazione rivolta da GESU’ al giovane
ricco:"Va, vendi tutto e dallo ai poveri e, poi, seguimi!".
Ancora, va svendendo e barattando il nome SANTISSIMO e GLORIOSISSIMO di GESU’:
infatti per entrare nelle grazie degli ebrei li ha invocati nel passato e continua a farlo col nome
di "Fratelli Maggiori", ignorando l'affermazione categorica del CRISTO: "Nessuno viene al
Padre se non attraverso me!" e continuando ad ignorare, perché così gli fa comodo, che la
condizione di questi ultimi è la peggiore e la più condannabile di qualunque altro popolo della
terra al cospetto del DIO -CRISTIANO.
Basti ricordare come gli ebrei al cospetto di Pilato, che affermava di non riscontrare alcuna
colpa nei confronti del "GIUSTO", essi ebbero a gridare a squarciagola, con voce astiosa ed
odiosa; "Il Sangue di questo Giusto cada su di noi e sui nostri figli".
Inoltre, egli, non tiene in alcun conto come gli ebrei negano la venuta del CRISTO sulla
Terra, aspettando che il vero "Messia" abbia a venire ancora su questo pianeta.
A riguardo devo confermare che essi Lo vedranno non su questa vecchia e corrotta terra, ma
quando il CRISTO GLORIOSO perverrà nella NUOVA TERRA della Futura Dimensione;
dove la loro profonda stoltezza e la loro indefinibile idiozia avrà termine, perché saranno
folgorati dalla LUCE radiosa del CRISTO, dal SUO infinito AMORE, dalla SUA inesauribile
MISERICORDIA e dalla SUA GIUSTIZIA perfettissima alla quale essi daranno conto della
loro completa chiusura e indisponibilità allo SPIRITO di VERITA' ed andranno incontro ad
una dura e prolungata espiazione nelle prime due sezioni della "Caina"!
CRISTO, dopo averci rivelato la PATERNITA’ del DIO -CRISTIANO, ci ha resi tutti fratelli
in quanto con il SUO impenetrabile e indefinibile Olocausto, l'AMORE, ci ha regalato la
figliolanza adottiva al PADRE CELESTE; prima a quanti sulla terra, disponibili ed illuminati
dallo SPIRITO SANTO, Lo accettano come Unico e solo FIGLIO dell'ALTISSIMO e come
Unico e Solo che media presso il PADRE CELESTE.
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La restante parte dei dissidenti della terra, acquisirà la figliolanza del DIO - CRISTIANO
quando nella IPERCONSCIA", prendendo visione dell'infinito AMORE della GLORIOSA
TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e tormentata dalla profonda
ignavia che l'aveva resa cieca e sorda, accetterà il CRISTO come proprio SALVATORE ed
espierà con bramosia le sue manchevolezze, le sue colpe ed anche i suoi peccati.
Come può, quindi, il papa osare di demandare agli ebrei l'appellativo di "fratelli maggiori",
quando essi non solo non hanno riconosciuto il CRISTO nella loro patria, ma Lo hanno
seviziato, Lo hanno condannato a morte, Lo hanno crocifisso e continuano a negare la SUA
Divinità?
Gli ebrei, invocando l'olocausto dei sei milioni dei loro connazionali, ferita sanguinante non
solo per loro ma anche e, soprattutto, per coloro che credono ed amano intensamente il DIO CRISTIANO vorrebbero assurgere al di sopra di tutti i popoli, ignorando che essi per i "veri"
credenti in CRISTO, sono stati, sono e saranno sempre il popolo più peccatore della terra,
perché colpevole, in prima persona, dell'Omicidio del "Vero ed Unico" UOMO di tutti i tempi
passati, presenti e futuri: il CRISTO!
CRISTO, il FIGLIO dell’ALTISSIMO, ripeto ancora e sempre, è venuto anche e soprattutto
perché gli uomini, disponendosi alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA’ accettassero,
tutti come PADRE, il DIO -CRISTIANO, il SUO DIO e PADRE e, quindi, essere graziati per
la Dimensione Futura ed avere l'ingresso, nel tempo più breve possibile, nella NUOVA
TERRA!
Abramo, a cui gli ebrei prima, i mussulmani poi ed anche i cristiani "fasulli" attribuiscono il
nome di "padre", era accettabile prima della venuta di GESU’ sulla terra e, quindi, il DIO CRISTIANO era conosciuto in una parvenza assai distorta; nel mentre GESU’
categoricamente e con profonda e sentita veemenza afferma che il nome di "PADRE"
dev'essere attribuito solo e sempre al SUO PADRE e DIO ed aggiunge nella SUA
DIVINITA’:”Chi vede ME, vede il PADRE MIO!”.
La venuta di GESU’ in mezzo a noi, insieme allo SPIRITO SANTO, ci ha reso palese,
particolarmente, ai disponibili la presenza del PADRE CELESTE nella SUA Essenza di
AMORE infinito, di MISERICORDIA inesauribile e di GIUSTIZIA perfettissima;
escludendo, quindi, l'attribuzione di "padre" ad Abramo, a tutti i profeti dell'Antico
Testamento e agli usurpatori moderni, a cominciare da papa Vojtyla che volendo ignorare
l'insegnamento del CRISTO e non concependo cosa sia la paternità spirituale, dovuta
all'Unico PADRE d'AMORE, bramano lasciarsi invocare con tale sostantivo e farsi leccare e
baciucchiare le mani.
Il riferimento, come dicevo, va attribuito a Vojtyla, ai suoi predecessori e a tutta la gamma
ecclesiastica dei cattolici e degli ortodossi.
CRISTO col PADRE e lo SPIRITO SANTO è, in assoluto, la GLORIOSA TRIADE DIVINA:
AMORE, MISERICORDIA e GIUSTIZIA!
Abramo, i profeti e tutti gli "ispirati" dallo SPIRITO di VERITA’ devono essere ricordati
solo per porci l’aiuto a penetrare la GLORIOSA TRIADE DIVINA nella SUA Essenza di
AMORE infinito, di MISERICORDIA inesauribile e di GIUSTIZIA perfettissima!
Altra negatività da attribuire a Vojtyla e quella della preghiera in comunione con i
mussulmani e con gli ebrei, adducendo che questi ultimi, insieme ai cristiani sono detentori di
una religione monoteista ( questa precisazione ci viene sollecitata mentre il papa si trova in
Terra Santa, per incontrarsi con gli uni e gli altri).
La durezza di cervice di Giovanni Paolo II, insieme a quella di quanti lo circondano e lo
sostengono è pervasa solo da ambizione e da alterigia che li rendono ciechi e sordi alla
"PAROLA".
Egli così facendo, insieme si suoi adepti vuole ignorare, più che ignorare mettere nell'oblio che
al di fuori del DIO -CRISTIANO non vi è altro DIO e che a LUI si può arrivare, attraverso lo
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SPIRITO di VERITA’, facendo propria la categorica ammonizione del Cristo: "Nessuno
viene al PADRE se non attraverso ME!"
Come giudicare o meglio come definire il loro comportamento? A noi penetrati dallo
SPIRITO SANTO è dato biasimarli e compiangerli, nel mentre la GIUSTIZIA perfettissima
del DIO -CRISTIANO li farà rinsavire quando si troveranno nella "IPERCONSCIA" e
dovranno affrontare la dura, meritata e prolungata auto - espiazione.
Pur accettando che gli ebrei e i mussulmani sono un popolo monoteista, cioè adoratori di un
solo Dio; ci chiediamo di quale Dio? Se di questi due popoli uno nega in assoluto la Divinità
del CRISTO, mentre l'altro lo ritiene un semplice profeta?
Quindi, quale valenza possono mai avere per coloro che sono i "veri" discepoli di GESU’?
Tanto gli ebrei, quanto i mussulmani nonostante tutto, come tutti gli uomini miscredenti sono
ritenuti fratelli in embrione, mercé il Glorificante Olocausto del CRISTO e lo saranno a tutti
gli effetti quando avranno espiato, in assoluto gli ebrei, i loro peccati verso il DIO CRISTIANO ed il PROSSIMO.
L'accettazione del CRISTO da parte degli ebrei, dei mussulmani e di tutti gli altri popoli
avverrà, quando passati con lo spirito nella Futura Dimensione, avranno preso conoscenza e
coscienza della SUA Sublimazione impenetrabile e si lasceranno penetrare dallo SPIRITO di
VERITA’.
Vorremmo insistere ancora e continuare a chiedere al papa (ma ci viene negato,
costantemente, ogni quesito dai suoi valenti segretari di stato) a cosa è dovuto questo suo
pietismo verso il popolo ebreo, se CRISTO continua e continuerà ancora fino alla fine dei
secoli ad affermare e a ripetere categoricamente che a "Nessuno" è dato conoscere il PADRE
CELESTE se non attraverso LUI e lo SPIRITO SANTO?
Com'è possibile, quindi, che gli ebrei possano avere la conoscenza dell'Essenza del "vero"
DIO tramite Abramo ed i profeti dell'Antico Testamento ed i mussulmani tramite Maometto?
Vojtyla è di una assurdità unica, di una presunzione indefinibile, di una cocciutaggine
sbalorditiva ed è politicizzato in maniera tale che nessun politico di tutti i tempi può
eguagliarlo!
La sua sordità e la sua cecità spirituali non possono equipararsi a nessun cieco e a nessun
sordo di tutti i tempi.
Questo suo modo di sentire e di vedere la realtà lo rendono più responsabile degli stessi
omicida del CRISTO: gli ebrei!
Qual'è, quindi, il suo progetto terreno?
Illudere i popoli, principalmente i cristiani "fasulli" di essere amorevole verso tutti i popoli,
tradendo così più di ogni altro essere umano la GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,il
FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) e anche qualcuno dei suoi predecessori?
Solo da un punto di vista può essere, giammai giustificato, ma solo compreso e con un solo
attenuante; quello, cioè, che al di sopra di ogni essere umano, bramoso di gloria, egli occupa il
primo posto.
Il solo ed unico compito del "vero cristiano", dal quale Vojtyla è estremamente lontano, è
quello di parlare di GESU’, di predicare che GESU’ è il FIGLIO dell'Unico vero DIO, il DIO
- CRISTIANO, che EGLI è venuto a farceLo conoscere nella SUA "vera" Personalità
PATERNA attraverso lo SPIRITO SANTO; inoltre di dover vivere nella modestissima
essenza di umiltà, di povertà e testimoniare con la propria vita che la salvazione eterna di
tutta l'Umanità è conficcata su quella CROCE che CRISTO ha Osannato con tutto SE
STESSO, in comunione col PADRE CELESTE e con lo SPIRITO di VERITA’, perché gli
uomini tutti raggiungessimo, quanto prima, la NUOVA TERRA!!
E' inimmaginabile che la sua bramosa sete di gloria terrena venga sostenuta e acclarata e
consigliata da moltissimi dei suoi principi, perché anch'essi bramosi di tanta gloria sulla
terra.
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Richiamandoci alla quarta espressione: "Sono venuto ad insegnarvi che ogni lode, l'osanna, la
gloria ed il "Grazie" eterni vanno in assoluto a COLUI che ci ha regalato la SUA
PATERNITA’".
Con queste parole GESU’ afferma la SUA giusta e santa pretesa: quella cioè che ogni
ringraziamento ed ogni invocazione, tramite LUI e lo SPIRITO SANTO, vadano al PADRE
CELESTE.
Purtroppo, questa realtà è stata, ed è oggi ancor più travisata ed offuscata da papa Vojtyla e
dai suoi coordinatori e consiglieri che, oscurando la GLORIOSA TRIADE DIVINA, fanno
emergere migliaia e migliaia di mediatori, tante madonne e tanti "santini" per la
intercessione presso il PADRE CELESTE, come se la potenzialità della donazione del
CRISTO al PADRE CELESTE, sostenuta dallo SPIRITO SANTO, non fosse stata sufficiente
ad ottenere " Il tutto" dal SUO DIO e PADRE!.
La "povera" gente, povera perché ignorante in materia di fede e, quindi, nella conoscenza del
CRISTO che categoricamente ha detto, continua e continuerà ad affermare che nessuna
possibilità di salvezza, immediata o nel tempo vi è, vi è stata e giammai ci sarà al di fuori di
LUI e che le altre vie distorte, insegnate dal papa e dagli "altri" falsi profeti non faranno altro
che prolungare l'auto - espiazione dei loro spiriti nella sfera CAINA, quando proiettati nella
"IPERCONSCIA", nel dopo morte, verranno folgorati dall'unica realtà: il CRISTO!
Così, il papa ed i suoi sostenitori oscurando o addirittura occultando la VERITA' continuano
imperterriti ad eleggere, ancora, ancora una infinità di "santini" perché la gente ignorante
dell'AMORE infinito, della MISERICORDIA inesauribile e della GIUSTIZIA perfettissima
della GLORIOSA TRIADE DIVINA( Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) si rivolga
a questi mediatori per ottenere grazie e sostegno dal PADRE CELESTE, escludendo e
distruggendo quanto solo CRISTO ha potuto ottenere con la SUA SUBLIMAZIONE
Quelle persone sagge e beate, anche per casualità, per circostanze favorevoli, per geni positivi
acquisiti, non escludendo gli sforzi indifferenti, vanno ammirate; vanno tenute in profonda
considerazione; vanno prese come stimolo per fare altrettanto o di più per avvicinarci, per
mezzo dello SPIRITO di VERITA’, alla conoscenza e al possesso della GLORIOSA TRIADE
DIVINA: la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Anche perché i Beati, com'è giusto credere, hanno sempre confermato e continuano a farlo
che il raggiungimento di traguardi eccezionali è dovuto, solo e sempre, alla disponibilità che
hanno dato allo SPIRITO di VERITA’ per giungere a CRISTO e al PADRE CELESTE.
La condizione di questi beati nell'altra Dimensione non è tanto allettante, perché essi al
cospetto di tante errate e non accettabili interferenze, pur godendo della visione beatificante
del luogo, sono costretti a biasimare le interpretazioni e gli insegnamenti fallaci dei tutori
della "PAROLA", i quali anziché rendere facile il percorso terreno agli esseri umani per
raggiungere la zona "Paradisiaca" lo rendono sempre più difficoltoso e non di meno
asperrimo a se stessi.
Bisogna tenere anche, in gran conto, che la maggior parte di coloro che detengono il potere di
amministrare la "Parola" sono ignoranti, perché non si dispongono alla penetrazione dello
SPIRITO di VERITA’ e, quindi, si lasciano condurre da una logica che pur sembrando
afferente al VANGELO, da quest' ultimo è molto distante.
Altri "tutori!, invece, si lasciano prendere da sentimentalismi che non trovano alcuna
adesione alla "PAROLA" ed espongono le loro tesi con una dialettica tanto penetrante, dalla
quale solo i disponibili, i prescelti e gli eletti, riescono a non essere contaminati; mentre la
"povera" gente viene da essa avvinta, trasportata e sedotta.
Affermo una simile realtà perché, tali esperienze, le ho vissute in prima persona durante gli
anni verdi della mia esistenza.
Accennavo dinanzi come la formazione cattolica tradizionalistica di mia madre e, ancor più
quella dei preti, in genere, aveva influito moltissimo sulla mia giovinezza, perché privata dei
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cardini dell'insegnamento di GESU’e perché lo SPIRITO SANTO veniva da me
misconosciuto per la fallace interpretazione dei "maestri" della teologia.
Tutto ci veniva travasato come in un otre vuoto dai detentori di quelle “verità” della
gerarchia ecclesiastica che continua ad ingannare la gente sprovveduta e credulona che crede
che essa interpreta la PAROLA del CRISTO.
Si ottemperava, quindi, e si continua ancora per i molti creduloni a quanto ci veniva
trasmesso, con timori e paure perché messi a confronto con la fisionomia di un DIO
completamente falsata e che si materializzava e si estrinsecava in un giudice implacabile
sempre pronto a colpire e a punire.
Così i propagatori della PAROLA, gente più peccatrice degli altri o, quanto meno,
inconsapevoli delle loro materiali e quotidiane colpe che, spesso, sfociano in peccati contro il
prossimo, infieriva ed infierisce su quanti per circostanze, a volte, non sostenibili sono
costretti a marcare, ancora di più, la loro naturale peccaminosità.
Quando declamavano i loro panegirici intorno alla Madonna, ai santi e ai beati apparivano
degli asceti, dei mistici, dei dotti insuperabili ed interpreti unici della PAROLA, tanto che il
loro parlare aveva forte presa sul popolino e, maggiormente, su di me.
Per molti anni rimasi schiavizzato dalle prediche e dalle tante processioni che si realizzavano,
molto spesso, nella mia città.
Per evidenziare uno dei panegirici, penetrante ed accettabile, intorno alla Beata Vergine era
ed è quello che DIO -PADRE non può negare nulla alla Madonna.
Infatti, servendosi di alcuni aneddoti, come quello che nella famiglia, specialmente nel
passato: chi intercedeva presso il burbero capo - stipite era la moglie che attenuava lo stato
iroso del padre nei confronti dei figli manchevoli, chiedendogli di perdonarli.
A quei tempi, quando la conoscenza del PADRE CELESTE veniva riflessa con una
personalità di giustiziere e bramoso di punire e di condannare eternamente, tali aneddoti
riuscivano a convincere e a persuadere la povera gente e me per prima.
Perché, me per prima?
Perché, effettivamente, in casa da noi avveniva tanto!
Mio padre autoritario e schivo a fare carezze (ma non a riceverle), bastava un suo sguardo a
richiamarci e a metterci sull'attenti; però, era molto amato da me per primo ed anche dai
miei fratelli per il suo carattere forte e per la sua dedizione alla famiglia.
Quindi, chi si interponeva tra noi e nostro padre, anche se a volte inutilmente, era mia madre
per ottenere il perdono.
Al cospetto di una falsata fisionomia del PADRE CELESTE, questo sillogismo, essendo Maria
madre di GESU’, non può DIO non accontentarla e, quindi, attecchiva in maniera forte per
cui ci si rivolgeva alla Beata Vergine, ad altri santi e beati perché intercedessero presso
l'Onnipotente, Dio avido di giustizia ed implacabile ad attuarla con la condanna eterna
all'inferno.
Così i "grandi" teologi presentavano e presentano la Madonna che nella qualità di madre di
GESU’ può rivolgersi a DIO -PADRE, insieme a tutti i santi, per ottenere il perdono dei
peccatori, disorientando e negando ai singoli esseri umani la possibilità di rivolgersi
direttamente al PADRE CELESTE che, tramite GESU’ e lo SPIRITO SANTO, ha regalato la
SUA PATERNITA’, ancor stando sulla terra, a quanti si lasciano penetrare dallo SPIRITO di
VERITA’
Questi grandi "dottori" della teologia cristiana, conoscitori tutt'altro che del DIO CRISTIANO si concedevano e si concedono tali arbitri, non tenendo in alcun conto ed
adombrando fortemente la potenzialità medianica del CRISTO, il Quale con la SUA Totale e
Gloriosa DONAZIONE al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO, non solo ha redento
potenzialmente tutta l'Umanità, proiettandola nella NUOVA TERRA, ma consentirà
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anche,alla fine dei secoli, alla nostra "galassia" di rientrare in quell'ordine universale e
perfetto delle origini.
Questi grandi "maestri" della teologia cristiana, in realtà sono dei fallaci sostenitori di tesi
balorde ed altrettanto errate che riescono a schiavizzare la gente inconsapevolmente ignara
della VERITA', nel mentre non possono essere accettati e, nello stesso tempo, vengono
rifiutati da quanti, grazie allo SPIRITO SANTO, sono entrati nella conoscenza parva del
DIO-CRISTIANO!
Gli inconfutabili teologi consapevoli della maternità concessa alla Madonna da DIO -PADRE
per il SUO DIVINISSIMO FIGLIO GESU’, ritengono e fanno ritenere che Ella sia non solo
madre di GESU’ ma anche madre del PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, essendo
DIO UNO e TRINO: una creatura che diventa madre del CREATORE!
A tale assurdità, essi vi giungono sostenendo che GESU’ è Uomo - Dio, pertanto Maria è
madre anche di DIO!
La loro povertà di spirito, derivante da una cecità paradossale, perché ostici alla penetrazione
dello SPIRITO di VERITA’, non li porta a considerare che Maria è Madre della Persona di
GESU’, limitata all'uomo e non alla SUA Divinità.
Basterebbe che essi si soffermassero per un solo istante sul momento della morte corporale di
GESU’ sulla CROCE, per comprendere che EGLI moriva solo come Uomo, cioè scindeva la
parte Umana da quella Divina e lo dimostrò con l'inequivocabile frase pronunziata qualche
attimo prima della SUA morte:" Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?"!
GESU’, quindi, moriva come uomo perché non poteva morire come DIO; così Maria, la
Madonna, è madre della parte umana di GESU’ e non già di quella Divina; quindi, né del
PADRE, né del FIGLIO, né dello SPIRITO SANTO: cioè dell'UOMO - DIO!
Senza nulla togliere alla Vergine Santa per la sua unica disponibilità allo SPIRITO SANTO,
per la sua purezza che non ha confronti in tutta l'umanità; rimane sempre e solo un
capolavoro meraviglioso e glorioso della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il
FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) perché innamorata d’ESSA e perché innamora nei secoli per
la unicità della sua purezza e della sua umiltà non paragonabile a nessun'altra donna !
Nel mio capolavoro "Il classico della Teologia Cristiana" "Nu Poche de Bibbie", ispirato dalla
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, nella Lirica "'A megghje ...tra tutte 'i
fèmmene" si riscontrano questi versetti che sublimizzano la grandiosità della Madonna,
quando così si esprime: " Se putèsse Marije a nuje parlà, na cose pènze che ce deciarrije:
Faciteve sande, benedecènne e ludanne, pe sèmbe, 'u nome de Criste chè Dije cume Patre ce
ha rejalate"!
Maria, quindi, dopo GESU’ e lo SPIRITO SANTO dev'essere il punto di riferimento per tutta
l'umanità per giungere al PADRE CELESTE, perché da lei possiamo imparare ed attingere
una piccolissima parte della sua umiltà: è questa la virtù che innamora la SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’: Essenza di AMORE, di MISERICORDIA, di GIUSTIZIA!
Se quei "valenti" predicatori avessero imparato o imparassero a conoscere il DIO del
CRISTO, disponendosi allo SPIRITO di VERITA', che come PADRE si dona a tutti gli
uomini, primariamente a quanti accettano il CRISTO come Unico e Solo che media presso il
PADRE CELESTE non avrebbero avuto la possibilità di sconfinare in assurdità medianiche,
di altri che possono interferire per il perdono dei peccati; poiché tali credenze, anziché
avvicinare al DIO- CRISTIANO rendono, assai difficile, agli esseri umani di raggiungere il
traguardo di salvezza in questa Dimensione.
Di tanta negatività, essi avranno da scomputare, come minimo, la metà degli anni di auto - purificazione di quanti sono stati istradati su vie distorte che, a loro volta, scomputeranno la
rimanenza degli anni per non avere avuta la saggezza di intessere un rapporto diretto col
PADRE CELESTE, nonostante l'esortazione amorosa del CRISTO attraverso lo SPIRITO
SANTO e le sollecitazioni che pervengono da gente “ispirata”!
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Nella quarta affermazione "Sono venuto a dimostrarvi la precarietà e la fugacità dei beni
terreni", GESU’ con le SUE parole, instancabilmente, ci fa rilevare con ragionamenti saggi e
convincenti come sia inutile e dispersivo il concentrarsi ad accumulare sentimenti, beni,
ricchezza e gloria:
"Chi ama il padre e la madre o i figli più di me, non è degno di Me"; "Il cuore dell'uomo ha le
sue radici in quello che è il suo tesoro"; "Quand'anche avrai conquistato tutta la terra con il
suo potere e la sua gloria, rimani sempre un pugno di cenere": "E' più facile che un cammello
passi per la cruna di un ago che un ricco conquisti, facilmente, il Regno dei Cieli"!
Questi moniti sono incisivi e dovrebbero portare l'uomo a riflettere e a meditare quando
pensa ad accumulare solo ricchezza, a conquistare potere e gloria ed anche quando pensa a
tutelare, a proteggere e a trasmettere. in assoluto, ai figli quella ricchezza, quel potere e quella
gloria che ha conquistato, quasi sempre, danneggiando o distruggendo i propri simili.
Così operando, egli dedica i pochi anni di vita terreni a soddisfare il suo corpo e i suoi affetti,
trascurando, quasi del tutto, la elargizione gratuita avuta dal CREATORE: la spiritualità!
Eppure, quest'ultima dovrebbe essere la primaria, costante e quotidiana preoccupazione di
ogni essere umano perché non si esaurisce nel tempo col corpo ma viene proiettata
nell'infinito e viene a determinare il raggiungimento rapido o prolungato di quanto essa ha
bramato dalle sue origini: la pace e la felicità eterne!
Quale valore possono avere anche cento anni di vita terrena vissuti bene o male, tra sofferenze
e tormenti rispetto ad una vita di felicità e di godimento perfetto ed eterno?
Queste constatazioni assiomaticamente, certe per i disponibili, i prescelti e gli eletti, sono per
la massa degli esseri umani fatue e pazzi sono quelli, come me, che detengono e sostengono
simili principi.
Al termine, però, di questa esistenza, i "dotti" di questa terra quando la loro carcassa sarà
diventata putredine ambulante o statica e le loro aspirazioni fisiologiche e morali saranno
state mutilate, aspettando ed invocando la fine di quel corpo martoriato si renderanno conto
della "grande beffa" volutamente subita ed allora apprezzeranno, se ne avranno la possibilità,
ed invidieranno quanti "disponibili" alla VERITA' hanno raggiunto, in miniatura, quella
pace futura ed eterna alla quale, tutti gli uomini, siamo destinati a raggiungere dopo una
breve, lunga o lunghissima auto - espiazione mercé l'AMORE, la MISERICORDIA e la
GIUSTIZIA perfettissima della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo
SPIRITO SANTO)!
Questa realtà, palese in miniatura ai disponibili della terra, diverrà la sola ambita agli occhi
di tutti gli uomini, quando con il loro spirito si troveranno nella "IPERCONSCIA"; infatti
radiosa ed insostenibile la LUCE del CRISTO, attraverso lo SPIRITO di VERITA', li
investirà e riusciranno a comprendere quanto vana e colma di negatività è stata la loro
esistenza terrena.
Allora, folgorati dalla VERITA', dal CRISTO, riusciranno a prendere visione che la loro vita
terrena stilata sul "Nascere e Vivere per Morire" altro non era che una falsità concepita dal
proprio sadico egoismo; e, come sarebbe stato confacente nella pienezza della loro spiritualità
integrare il loro stile con "Nascere, Vivere e Morire per Risorgere in GESU’CRISTO!"
Nell'affermazione "Sono venuto ad insegnarvi a rimettere le colpe altrui, allo stesso modo che
la GLORIOSA TRIADE DIVINA le rimette a voi", GESU’ci esorta a perdonare coloro che ci
offendono o ci arrecano danni fisici, morali e spirituali.
Però, EGLI è "categorico" quando dice"Perdonate alla stessa maniera che il PADRE Mio
perdona voi"!
Quando possiamo ritenerci perdonati nei confronti del PADRE CELESTE?
Tutti i peccati al SUO cospetto vengono cancellati e lo spirito riacquista la purezza primitiva,
quando la contrizione ed il dolore sono tali e tanti da farci comprendere, attraverso una
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sofferenza puramente sentita, la gravità della colpa o del peccato e il danno arrecato, prima a
noi e poi al prossimo!
Quindi, non basta dire, come solitamente avviene, con le sole parole: "Sono pentito e chiedo
perdono", perché se alle parole non fa eco il dolore morale e spirituale, profondamente
sentito, s'inganna se stessi e si vorrebbe illudere di ingannare anche l'ONNIPOTENTE: il
DIO -CRISTIANO!
Solo il dolore sensibilmente sentito e la prostrazione morale nei confronti di chi ha subito il
danno e l'offesa ed il pentimento spirituale nei confronti dell'ALTISSIMO, può dare allo
spirito quella pacatezza che ristabilisce quel rapporto originario con l'ASSOLUTO e poi con
noi stessi.
Alcune citazioni esemplari le troviamo nel Figliuol prodigo, nella Prostituta, in Colui che per
la purezza della sua fede viene salvato e, ancora, in tante altre circostanze!
Alla richiesta fatta a GESU’ dall'Apostolo: "Maestro, quante volte devo perdonare il fratello,
sette volte sette?", GESU’ rispose: "Io non dico sette volte, ma settanta volte sette!".
La risposta di GESU’ può sembrare un paradosso, eppure non lo è affatto, in quanto vi sono
alcuni uomini che per le loro attribuzioni genetiche dovute ai geni atavici, dal male acquisito e
consolidatosi in ambienti perversi, facilmente e spesso privati della volontà commettono,
molto spesso, azioni che cozzano contro la morale e contro ogni legge civile.
Queste acquisizioni che si evincono in elementi umani che, purtroppo, sono incappati in
situazioni raccapriccianti, si ripetono o perdono consistenza, anche, in ambienti ritenuti di
una civiltà avanzata.
Per citarne qualcuna facciamo, in particolare, riferimento ai capi di stato di grandi nazioni.
Questi ultimi, insieme alla suprema corte di giustizia del loro stato, si arrogano
arbitrariamente al cospetto del DIO -CRISTIANO il diritto sulla decisione di condanna a
morte, a volte di uomini colpevoli ed altre volte di uomini innocenti.
Tali giudici, sono paragonabili, a nessun uomo avente parvenza umana, perché nella Futura
Dimensione dovranno espiare le proprie nefandezze che sono oltremodo gravose e le colpe e i
peccati che avrebbero continuato a commettere quei condannati a morte lungo il percorso
della loro vita terrena, ma soprattutto la possibilità che avrebbero avuto di emendarsi e di
purificarsi.
In tutti questi soggetti, la nostra pochezza di penetrazione spirituale non ci consente di dare
un giudizio "assoluto"; pertanto, essi segregati dovrebbero essere seguiti e, possibilmente,
educati e curati da gente "onesta" preposta alla conoscenza seppure limitatissima del loro
complesso morale e spirituale.
Pertanto, per essi come pure per noi varrà il giudizio "assoluto" della GLORIOSA TRIADE
DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) quando i nostri spiriti nella
"IPERCONSCIA" appariranno trasparenti e, quindi, schivi da ogni mistificazione.
Inoltre, bisogna dare molta importanza e dedurre che alla formazione di tali soggetti ha
contribuito la linfa che alimenta l'organismo di tutta l'umanità; quindi, anche la nostra che ci
impone a chiederci: "Per quanto ho contribuito alle defezioni e alle malformazioni fisiche,
morali e spirituali di essi?".
A chiusura della pubblicazione, essendomi stato impossibile dare alla stampa le
mie "profonde ed illuminate" riflessioni sul Giubileo, perché i responsabili dei giornali sono
schivi, in massima parte, dal pubblicare argomenti scottanti che comprometterebbero la loro
integrità di "dirigenti", sono costretto doverosamente ad affidare tali riflessioni a questo
scritto!
Eugenio Marchesino
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Riflessioni di Eugenio Marchesino sul Giubileo del 2000
Non è stato il caso a far combaciare, a fare coincidere la elaborazione del mio lavoro teologico
attuale "Si Nasce, si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’ CRISTO" con l'avvento del
Giubileo proclamato da papa Vojtyla e dalla sua corte.
La circostanza è da attribuire all'attenzione, nonostante le mie precarietà, della GLORIOSA
TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) affinché io possa riportare e
fare constatare la ennesima idiozia di Giovanni Paolo II e dei suoi seguaci.
La stessa incidenza si ebbe quando ero impegnato con l'Opera "ispirata" "Il Destino e la
Sofferenza dell'Uomo".
Allora si verificò il primo incontro a Parigi di Wojtyla con la gioventù delle diverse
nazionalità.
Oggi, si ripete ancora , più fragorosamente, l'impatto del papa con i giovani di tutto il mondo
in occasione del Giubileo.
Infatti, si constata che a centinaia di migliaia, giovani di diversi paesi e di diverse razze sono
pervenute a Roma, nella "CAPUT MUNDI".
Durante l'incontro del papa a Parigi con la gioventù, ebbi a riportare alcuni accenni in quella
pubblicazione, dopo essermi soffermato a meditare e a riflettere sul flusso di tanti giovani
nella capitale francese.
Dopo una meditazione "ispirata", conclusi che la maggior parte di quella gioventù era stata
allettata, non già da una fede sentita e vissuta, della quale nessuno dei "loro" maestri ne
conosce l'Essenza, bensì dalla brama di conoscere la città più rinomata per il piacere
mondano.
E, per i pochi "illusi", anche l'occasione di vedere ed incontrare il "grande" papa.
Come per Parigi, oggi, accade a Roma: la stragrande partecipazione dei giovani è stata
dovuta all'ansia incontenibile, al desiderio irrefrenabile di poter visitare la ricchezza artistica
e culturale dalla potente "CAPUT MUNDI".
L'occasione, rarissima, del Giubileo è stata per loro "Una Manna caduta dal CIELO", anche
perché le condizioni economiche per raggiungere la città del papa sono state agevolissime e le
condizioni di assistenza, anche assai accettabili.
A chi non avrebbe fatto gola raggiungere la tanto desiderata ROMA alle condizioni citate?
Da questo lato, i giovani che ne hanno approfittato e vi hanno partecipato, sono veramente da
ammirare e da encomiare.
Il gaudio di Giovanni Paolo II, in questi giorni, è inesprimibile! Egli sorridente e pago per
essere circondato e acclamato da tanta gioventù, si illude che essa possa essere pervenuta a
Roma spinta dalla forza della fede, della quale egli per prima ne ignora l'Essenza.
Fede verso chi?
Forse, in parte, verso di lui perché capo mondiale della chiesa cattolica terrena, anche se egli,
in sostanza baratta la fede della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ e si dimena
su argomentazioni piccine ed insulse che vanno al di là e in opposizione alla concezione del
CRISTO e alla vita vissuta dallo STESSO.
Egli lucra non solo materialmente ma, ancora di più, spiritualmente sulla impreparazione e
sulla ignoranza dei giovani in materia di fede.
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Infatti egli, come d'altronde i suoi predecessori, ha dato vita al Giubileo del 2000, ossia allo
scopo lucrativo delle indulgenze e alla remissione dei peccati.
Illuso, sordo e cieco, come sempre, egli si mostra alla penetrazione dello SPIRITO di
VERITA'!
Egli, ancora, causa la sua cecità spirituale, non entra nella parvenza di cosa occorra lucrare,
prima per se stesso per gl'infiniti peccati e si atteggia a "grande" banditore della remissione
dei peccati.
Solo CRISTO ha concesso l'indulto alla remissione dei peccati di tutta l'umanità, attraverso la
SUA DONAZIONE Gloriosa al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO!
Una delle più e fra le tante idiozie pronunciate in questi giorni da papa Wojtyla è quella di
avere, in proiezione futura, mercé la sua completa chiusura allo SPIRITO SANTO,
etichettato i giovani presenti alla sua persona, come i "futuri" apostoli.
Cieco e sordo egli si manifesta allo SPIRITO di VERITA’ non solo ma, anche, nella sua
pochezza di uomo cieco alla evidenza degli obiettivi a cui tendono i giovani moderni: il
piacere, la ricchezza e tanto ancora che possa soddisfare l'insaziabile brama degli esseri
umani dei nostri tempi!
Foggia, 16 agosto 2000
Cantico a Maria
Come in alcune altre pubblicazioni, anche in questa non può non essere inserito il Cantico a
MARIA, essendo la Madonna il secondo caposaldo della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il
PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Il primo, infatti, riguarda la DONAZIONE Gloriosa della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’, attraverso GESU', per la salvezza totale dell'Umanità.
Il secondo caposaldo viene rappresentato dalla Beata Vergine che, per la sua singolare unicità
di umiltà, ha innamorato la GLORIOSA TRIADE DIVINA, tanto da consentirle, tramite il
suo mezzo, di donare GESU’ a noi uomini.
Il terzo va riferito all'AMORE, alla MISERICORDIA e alla GIUSTIZIA della
GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’ che ha consentito a tutti gli uomini di tutti i
tempi, l'auto -purificazione dei loro spiriti e, quindi, l'approdo a tutta l'Umanità nella
NUOVA TERRA!
Il Signore t'ha creato splendente
l'umiltà tua il Suo cuore ha rapito
al cospetto di tutte le donne
sempre più bella e più pura t'ha fatto!
Bella tu sei qual donna
pura più delle pure
e le donne, le più belle,
non son belle
al par di Te!
.
Dal Libro " Il Concetto di Gente e il Dopo- Morte
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"Ispirato"
dal Colosso dell'Universo: il Dio - cristiano
INNO ALLA SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA'
Tu, GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’
irradi l'Universo tutto col tuo Amore
immenso, infinito ed eterno e noi,
tuoi amanti, ne percepiamo una parvenza
e riusciamo a cogliere
una frazione infinitesimale
di una piccolissima gocciolina
che ci fortifica nello spirito,
ci sostiene nel morale
e ci aiuta nel fisico.
Gloria a Te,
SANTISSIMA e GLORIOSSIMA TRINITA’!
e.m.
PREGHIERA
AL DIO - CRISTIANO, al COLOSSO dell'Universo, alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA'
Gloria a Te, Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore;
Gloria a Te, Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore;
Gloria a Te, Spirito Santo mio, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, generato dalla totale
Donazione del Padre Celeste Santissimo e Gloriosissimo d'Amore al Figlio Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore e del Figlio Gloriosissimo e Santissimo d'Amore al Padre Celeste
Gloriosissimo e Santissimo d'Amore;
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Gesù;
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei il mio Dio e il mio Signore insieme al
Padre Celeste tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo
e Santissimo d'Amore;
Gesù mio, Tu sei il “Tutto” per me, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo
d'Amore e allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore;
Gesù mio, Tu sei l'Amore infinito ed eterno per il Padre Celeste Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore e per lo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore;
Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei l'Amico mio, unico e solo al
mondo, insieme al Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e allo Spirito Santo Tuo
Gloriosissimo e Santissimo d'Amore.
Padre Celeste, ti prego, ti supplico accogli questa mia invocazione: Te lo chiedo nel nome
Santissimo e Gloriosissimo di Gesù e nel nome Santissimo e Gloriosissimo dello Spirito Santo
Tuo.
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Spirito Santo mio, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, Tu sei il mio Bene Assoluto insieme al
Padre Celeste tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e a Gesù Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore;
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, fa che io ti ami sempre, sempre, sempre di più
in assoluto e in eterno, insieme al Padre Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e
allo Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore;
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per quanto concedi a me
prioritariamente, ai miei figli, alla mia casa, alle poche persone che mi vogliono bene, agli
spiriti dei mie cari passati nella Nuova Dimensione e a tutti gli spiriti che vengono traslati
nella Nuova Vita;
Padre Celeste, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, grazie infinite per la conoscenza sempre
più grande che mi dai del Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo
Tuo Gloriosissimo e Santissimo d'Amore;
Spirito Santo mio, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, grazie infinite per quanto concedi ai
miei figli: Pino, Marilice Luciana, Massimo, Tonio, Patrizio, Maria e Checco; e, ai figli dei
miei figli: Andrea, Luca, Fabrizia Giampaolo, Simona, Marco Francesca, Chiara, Daniele e
Alessio;
Padre Celeste mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria infinita ed eterna del
Figlio Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e
Santissimo d'Amore;
Spirito Santo mio, Gloriosissimo e Santissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del
Padre Celeste Tuo, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e di Gesù Tuo Santissimo e
Gloriosissimo d'Amore;
Gesù mio, Santissimo e Gloriosissimo d'Amore, Tu sei la Gloria eterna ed infinita del Padre
Celeste Tuo Santissimo e Gloriosissimo d'Amore e dello Spirito Santo Tuo Gloriosissimo e
Santissimo d'Amore.
Questa preghiera viene evocata da me, integralmente, due volte al giorno; mentre in
alternativa, durante la giornata, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ viene
Glorificata da me con alcune delle sue parti.
Ogni qualvolta la mia bocca invoca il nome Santissimo e Gloriosissimo del PADRE
CELESTE, del FIGLIO e dello SPIRITO SANTO, la mia mente ed il mio cuore sono rivolti "
al DIO -CRISTIANO" onde dare consistenza alla invocazione di DIO -PADRE, DIO FIGLIO e DIO –SPIRITO SANTO.
A questa preghiera partecipano tutti i Santi, cittadini della NUOVA TERRA, Santificati dal
CRISTO e non già quelli proclamati dal papa.
e.m.
CENNI AUTOBIOGRAFICI
Nel 1927, la città di Taranto mi diede i natali e vi rimasi fino all'età di 11 anni.
Mio padre, macchinista delle Ferrovie Statali, nel 1934 fu trasferito a Foggia ed io che ero
rimasto a Taranto con mia zia, cinque anni dopo fui costretto a rientrare in famiglia.
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Posso, quindi, affermare non solo di avere l'adozione ma sentirmi di essere cittadino foggiano
a tutti gli effetti.
Il rapporto con questa città è sentimentalmente profondo e di mia volontà, giammai, la
cambierei con un'altra avendo in essa maturato fisicamente, moralmente e, ancor più,
spiritualmente.
Ancora troppo giovane, direi giovanissimo (tra i sedici e i diciassette anni), cominciai ad
affrontare il problema della "morte" che non accettavo in assoluto e che al solo pensiero
rimanevo terrorizzato.
Cercai, quindi, attraverso fonti diverse di trovare una soluzione o meglio una giustificazione
ad essa e agli interrogativi che, spesso, martellavano la mia mente: "Chi sono? Da dove
provengo? Cosa mi attende dopo questa esistenza terrena?".
Io, cattolico tradizionalista, venivo ancor più torturato dagli insegnamenti di bigottismo di
mia madre e da quello errato dei preti, i quali evidenziavano nella maniera più negativa e
nefasta la Persona del DIO - CRISTIANO, come giustiziere implacabile e sempre pronto a
condannare eternamente i peccatori.
La mia esistenza pendeva tra il timore e lo sgomento della morte e la condanna, quasi certa:
essendo tutti peccatori per natura!
La svolta di questa formazione ebbe inizio nel 1957, quando insegnando in agro foggiano ebbi
l'opportunità di conoscere e contrattare gli Evangelisti.
Il primo impatto con loro fu terribile perché la mia chiesa, quella cattolica, condannava ed
accusava come eretiche tali confessioni.
In seguito, col frequentare i "protestanti" ebbi a conoscere che essi adoravano lo stesso
GESU’ mio e, ancor più, il PADRE CELESTE e lo SPIRITO SANTO.
Cercai di penetrare qualcosa di più e cominciai a frequentare, oltre che gli Evangelisti, anche
gli altri fratelli delle altre confessioni: Mormoni e Testimoni di GEOVA
Ciò nonostante, non mi rendevo conto, essendo tutti adoratori dello stesso DIO -CRISTIANO,
perché mai non entrassero in comunione tra loro.
Ricorsi, ancora e più profondamente alla meditazione del NUOVO TESTAMENTO
chiedendo aiuto e sostegno a GESU' e, tramite LUI, riuscii a comprendere che tali avversioni
e lotte continue trovavano origine nella "presunzione" di ciascuna confessione.
Ognuna di esse sosteneva e credeva di essere la vera CHIESA di GESU' e, tanto veniva e viene
ancora marcatamente sostenuto dalle comunità cattolica ed ortodossa in primis.
Soffrendo, pregando e frequentando, ancora, i fratelli di tutte le comunità cristiane, essendo
"credenti" dello Stesso CRISTO li esortavo con la loro comunione ad evidenziare i capisaldi
degli insegnamenti elargitici da GESU’: "UT UNUM SINT" e "Amatevi gli Uni gli Altri
affinché il mondo creda in Me!".
Dopo un ventennio, deluso e logorato da tanta superbia; condizionato anche dai rapporti
coniugali, non frequentai più alcuna comunità se non per necessità.
Continuai e continuo, costantemente ed amorosamente ad implorare GESU’, il PADRE
CELESTE e lo SPIRITO SANTO e ad amarli in assoluto e a diventarne geloso, tanto da fare
la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ tutta mia, perché disgustato dagli abusi e
dai soprusi che venivano e vengono fatti nel SUO Nome a danno loro, prima, ed anche di
tanta povera gente.
Grazie a LUI, a GESU’, me ne assunsi il possesso tanto da scandalizzare i molti prelati ed
anche la gente comune quando dicevo : " il mio GESU’!".
Successivamente mi diedi ad esortare continuamente con lettere raccomandate i responsabili
della chiesa cattolica ( il papa per prima); quelli delle comunità evangeliche ed anche laici di
elevata cultura teologica.
Tanta sentita esortazione veniva, eccezione fatta per alcuno, ricambiata con profonda ignavia
e, ben presto, essa si tramutò in duri ammonimenti che profilavano e profilano la dura auto 358
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espiazione dei loro spiriti, nel dopo morte, nella IPERCONSCIA e, precisamente, nelle prime
due sezioni della CAINA.
Alle lettere raccomandate, fecero e fanno eco i miei scritti "ispirati", i quali ad eccezione di
qualche cenno di ringraziamento, assai raro, non vengono né contestati, né accettati, né posti
all'indice per la durezza delle imputazioni rivolte , prima, a papa Vojtyla e poi ai suoi
principi, conti e marchesi, perché la “VERITA’” in esse racchiusa risente del tocco dello
SPIRITO SANTO!
Da oltre due lustri, grazie all'AMORE incontenibile del "mio" GESU’, evoco
quotidianamente e più volte il Nome della GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE, il
FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), ringraziando e Glorificando per quanto GESU’ mi ha
eternamente elargito per mezzo dello SPIRITO di VERITA: L'Adozione a figlio del PADRE
CELESTE!
Continuo e continuerò sempre ad ammonire duramente la gerarchia ecclesiastica cattolica e
di conseguenza quella ortodossa, privi di filantropia spirituale ed emergenti nella loro
persona, fino a quando la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ me lo concederà,
perché esse appaiono a digiuno completo della Essenza dell'insegnamento del CRISTO e si
divagano esclusivamente in problematiche che esulano da quanto il CRISTO è venuto a dirci
e continua a farlo tramite lo SPIRITO dI VERITA’: "Nessuno viene al PADRE se non
attraverso ME"; "Fate questo in memoria di Me: come Io dò la mia vita per voi, così voi
dovete testimoniare l'Essenza del FIGLIO dell'Altissimo"; " Il Nome di PADRE spirituale va
riferito solo ed esclusivamente al PADRE Mio!"; "Come il Figlio dell'UOMO non ha dove
poggiare il capo, così voi siate parchi nell'utilizzo dei beni del mondo!"; Chi vede Me vede il
PADRE Mio!" "Vendi tutto, dallo ai poveri e seguimi!"; e, così si potrebbe procedere
all'infinito.
A sancire il SUO insegnamento, il CRISTO, nonostante l'obbrobrio continuo che la massa,
eccezione fatta per alcuni dei “tutori” della PAROLA, apporta alla GLORIOSISSIMA
TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) si dona nell'AMORE più
sconfinato al PADRE CELESTE e allo SPIRITO di VERITA' perché tutta l'Umanità possa,
nel futuro, raggiungere la Zona PARADISIACA!
Quanto innanzi accennato viene riportato in tutte le mie Opere "ispirate" sotto elencate:
La Realtà Evangelica è l'Unità dei Cristiani
Lo Scandalo dei Cristiani
Nu Poche de Bibbie
Le mie Rose ad una Donna
La Eutanasia e la Cremazione
La Dimensione Eterna
Il Terzo Libro dopo il Vangelo
L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole (prima parte)
La Creazione dell'Uomo e la Creazione del Male
Il Destino e la sofferenza dell'Uomo
La Reincarnazione o Metempsicosi
Il Pentateuco Cristiano
Si Nasce , si Vive, si Muore e si Risorge in GESU’ CRISTO
L'Apoteosi del CRISTO nelle mie Epistole (seconda parte)
Il concetto di Gente e il Dopo morte
eugenio marchesino
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INTRODUZIONE
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Nell'anno 2004, in cui ci sarà l'Apoteosi della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'
perché, moltissimi uomini, anche attraverso le mie pubblicazioni "ispirate", saranno
penetrati dallo SPIRITO di VERITA' e Inneggeranno e Glorificheranno, sempre e solo, la
GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO); e,
quindi, sarà palese l'Entità Suprema attraverso il CRISTO e lo SPIRITO SANTO: il DIO CRISTIANO!
Questa ENTITA’, Essenza di AMORE infinito, di MISERICORDIA inesauribile e di
GIUSTIZIA perfettissima, Unica e Sola a cui deve fare riferimento il "vero" cristiano da
come il CRISTO ha insegnato, attraverso lo SPIRITO di VERITA'; è stata resa sbiadita dai
tutori della "PAROLA" e, addirittura, sostituita da infiniti "mediatori", santini e madonne.
Pertanto mi viene "detto", in questo lasso di tempo, di continuare a martellare i timpani degli
orecchi, svellere le cataratte dalla vista e rendere morbida la cervice dei responsabili di questo
"oscuramento" della VERITA', attraverso la pubblicazione di alcuni argomenti "ispirati"
dalla GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA che saranno di supporto e trovano il loro epilogo
nelle "Testimonianze ispirate", "Nel Concetto di Gente" e nel "Dopo Morte".
A questi trattati faranno seguito alcune Epistole elaborate ed inviate con raccomandata ad
alcuni "massimi" (il papa compreso) della chiesa cattolica ed anche a qualche piccola pedina
della stessa comunità.
Queste ultime Epistole sono state scritte e spedite dopo la pubblicazione della più grande
Opera di tutti i Tempi, "J'accuse", che ne raccoglie un centinaio e più tendenti, tutte, nella
stragrande maggioranza ad esortare prima e poi con accentate parole ad ammonire i tutori
della "PAROLA", con qualche eccezione, che per interessi propri, tendono a distorcere e a
sviare la "povera" gente dall'Unica Realtà Emblematica: la SANTISSIMA e
GLORIOSISSUMA TRINITA!
Questi scritti sono stati preceduti dall'Inno e dalla Preghiera alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA', a me trasmessi tramite "ispirazione" e riportati anche nelle
mie tre ultime pubblicazioni:
Ci fosse stato uno dei principi, conti, marchesi e baroni, il re compreso, papa Vojtyla, della
chiesa cattolica che avesse avuto un cenno di riconoscimento a tanta Sublimazione della
GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
E tanto è facilmente e comprensibile perché la loro fede è vacillante perché costruita sulla
sabbia; però poco consapevoli che quanto prima i loro spiriti, nella IPERCONSCIA, e
precisamente nelle prime due sezioni della CAINA incontreranno una lunghissima e
durissima espiazione.
Ripeto, nessuno di loro ha apprezzato e valutato tanta "ispirazione" della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA', solo due: un laico, il prof, Antonio Ricci ed un missionario,
Giuseppe, entrambi penetrati, perché disponibili dallo Spirito di Verità, ne hanno
testimoniato la grandiosità.
Pertanto, mi viene "detto" ancora, di testificare la loro encomiabile esaltazione alla
GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA, con la pubblicazione integrale delle loro lettere.
L'autore
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Bari, 23//2/ 2000
Carissimo Eugenio, fratello in Cristo Gesù,
grazie assai per la tua cara lettera e per il tuo INNO alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA, che tanto mi è piaciuto che l'ho imparato a memoria per ripeterlo nelle mie
preghiere quando ne sento il bisogno.
Anche la tua "Preghiera" è bellissima: la tua scheda bibliografica molto utile ed interessante
ed il tuo puntuale saggio sul Pentateuco Cristiano, ispirato dalla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA’.
E' sempre un grande piacere dello spirito leggere i tuoi scritti ispirati dalla
GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA’.
Fai bene a pubblicare la tua nuova opera sul Pentateuco Cristiano: ormai hai dato un forte ed
importante contributo alla conoscenza del CRISTO CREATORE e, questo tuo nuovo scritto,
è importante e necessario alla comprensione delle Sacre Scritture.
Ti abbraccio in Cristo, nostro Signore.
Tuo Antonio Ricci
Bari,15 ottobre 2001
Carissimo Eugenio, fratello in Cristo,
ti sono molto grato per le belle parole che hai saputo dirmi per la scomparsa di mia sorella
Maria: mi sono sentito tanto confortato.
Il tuo ultimo libro "L'Apoteosi del Cristo nelle mie Epistole" mi ha fortemente impressionato
e convinto della giustezza della tua Fede.
E' edificante constatare dai tuoi scritti come la dimora dei giusti e degli eletti sarà la zona
Paradisiaca e come i non eletti saranno destinati nella sfera Caina.
Hai ragione quando affermi che gli ebrei, che non si riconoscono in Cristo non possono essere
ritenuti nostri fratelli maggiori, "cristianamente" parlando.
Le varie epistole da te inviate a Uomini e Donne della chiesa, a vescovi, a cardinali, al papa , a
gente comune sono una testimonianza vivente di vera Fede nella Santissima Trinità.
E mi domando: perché gli interpellati da te non rispondono ai tuoi quesiti sulle verità
cristiane? Hai il coraggio di dire la Verità ai "Potenti" ed è Dio che ti dà tanta forza.
Nella seconda parte "J'accuse", eloquente è ben fatto è il disegno sugli eletti.
Dio, Gesù, con la sfera Caina e quella Abelica.
La tua è veramente una circostanziata Apoteosi della Santissima e Gloriosissima Trinità
attraverso le tue belle ed uniche Epistole.
Bellissimi e struggenti il tuo Inno e la tua Preghiera alla Santissima e Gloriosissima Trinità.
Ti abbraccio in Cristo.
Tuo Antonio
26/ 6/2000
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Carissimo Eugenio,
grazie di cuore per il ricordo affettuoso, l'offerta di 100.000 che provvederà alla colazione dei
nostri lebbrosi e per il tuo incoraggiamento a conoscere, pregare, comunicare di più con il
nostro "Tutto".
Anche se i postumi dell'emorragia cerebrale mi producono stanchezza quando leggo, ogni
giorno leggo un brano dai tuoi due libri. "Nascere e vivere per Morire" e il Pentateuco
cristiano".
Mi interessano ed attraggono le tue riflessioni sulla vita, la morte, la presenza del male.
Poi inizierò a leggere "L'Apoteosi" e le tue lettere ai Papi, ai Vescovi e personalità laiche.
Inizio spesso il giorno con la bella preghiera "Inno alla Santissima e Gloriosissima Trinità"
che mi mette di fronte al mistero della grandezza di Dio e alla inesattezza nel nostro rapporto
e comprensioni presso di Lui.
Quanto a me, il 6 luglio partirò per Roma, dove devo incontrare i responsabili della nostra
amministrazione Salesiana.
Tieniamoci in contatto e vogliamoci sempre bene.
Tuo carissimo fratello Giuseppe.
1° luglio 2001
Carissimo Eugenio,
mi resta sempre il pensiero affettuoso di te: la tua missione costante di presentare
all'attenzione della nostra chiesa lo splendore, il mistero, la carità del nostro Dio, Uno e Trino,
rivelatoci da Gesù Cristo e, purtroppo, non ancora sufficientemente conosciuto ed amato.
Questa volta la tua offerta è stata portata via, e la busta era stata manomessa e riattaccata in
modo maldestro.
Non importa, io ti ringrazio di cuore e anche il Signore che tutto vede.
Ci sentiremo ancora a una distanza di 7000 chilometri che, però,. non riuscirà a separarci.
Con grande affetto e riconoscenza per la tua amicizia: mi professo Don Giuseppe.
.
TESTIMONIANZE "ISPIRATE"
La SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’ è UNA “Sola ed Unica Identità”: il DIO –
CRISTIANO (Il PADRE CELESTE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Le TRE PERSONE DIVINE sono infinitamente ed ugualmente amabili.
A “nessuno” è dato discernere chi è il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU’ e lo SPIRITO
SANTO, perché amando L’UNO vengono amati gli ALTRI con la stessa energia.
Non è possibile, quindi, concepire di attribuire una intensità di AMORE diversa al PADRE
CELESTE, al FIGLIO GESU’ e allo SPIRITO SANTO!
Eccezionalmente, tale conoscenza, sarà data a quanti avranno dato la loro disponibilità allo
SPIRITO di VERITA’ con una percezione.
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GESU' è venuto in mezzo a noi uomini per insegnarci a conoscere il PADRE CELESTE,
tramite lo SPIRITO SANTO, perché potessimo stando su questo pianeta raggiungere la
maestosità dell'Adozione a FIGLI del DIO -CRISTIANO; e, quindi, la purificazione col SUO
OLOCAUSTO e poter giungere, in breve tempo, nella NUOVA TERRA!
GESU' ha elargito il possesso dello SPIRITO di VERITA' ai disponibili, perché potessimo col
SUO aiuto avvicinarci a conoscere " La Verità" tenuta, in gran parte, nascosta fino a quando
EGLI è venuto in mezzo a noi.
"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Come DIO, GESU', non poteva soccombere alla morte ma solo come UOMO: in quel
momento avvenne il distacco della Divinità del CRISTO dalla Sua Umanità!
Dire: "Soffrire per alleviare e collaborare con le sofferenze di GESU' è blasfemo, perché
significherebbe volere aumentare la SUA Sofferenza sulla CROCE, avendo già EGLI con la
SUA Totale DONAZIONE al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO, anche, espiata e
purificata la sofferenza fisica di tutti gli uomini!”.
Nel mentre ringrazio e glorifico immensamente ed in eterno la SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA' per quanto ci elargisce gratuitamente; nello stesso tempo,
deploro e condanno lo scempio che, quotidianamente,, viene fatto dall'uomo e dalla donna
intorno ai doni immensi ed immeritati concessi dal DIO -CRISTIANO: la bellezza fisica e la
spiritualità sconfinata!
La entità di "uomo" nella sua portata e nella sua valenza, viene da me stabilita dalla ricerca,
dalla conoscenza e dal rapporto raggiunto con l'Unico e Vero UOMO: CRISTO GESU'!
Altrimenti rimane, solo e sempre, un pulviscolo umano, una pula umana destinati, quanto
prima, ad essere assorbiti dopo il distacco dello spirito, dalla terra, dall'acqua o dall'aria.
Pertanto, l'umanità presente sul nostro pianeta può essere racchiusa in tre fasce; il 10%, è
quella fascia che facilmente si apre allo SPIRITO di VERITA' (Eletti, Prescelti e Disponibili);
il 30%, è l'aliquota avente sembianza umana; il 60%, rappresenta il pulviscolo umano e la
pula umana che sono racchiusi in sei sezioni: abulici, drogati, ricchissimi, dittatori e potenti
della terra, pervertiti, sub-demoni e demoni!
Bisogna perseverare nella ricerca dei beni materiali che rendono meno tribolata la nostra
esistenza terrena; nel mentre, bisogna insistere, caparbiamente e costantemente, nella ricerca
per raggiungere le certezze delle cose spirituali!
Beati coloro che soffrono, in particolare, nello spirito che porta a testimoniare l'unica, la vera
assiomatica VERITA': CRISTO GESU'!
Beati i perseguitati quando lo sono, particolarmente, per testimoniare CRISTO GESU!
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Il CRISTO si presenta, ancora, sulla CROCE per quanti vivono nella colpa e nel peccato;
mentre EGLI si presenta GLORIOSO alla destra del PADRE CELESTE e con lo SPIRITO
SANTO alla sinistra del PADRE CELESTE per quanti l'hanno accettato nella pienezza: per
questi ultimi la CROCE è un brutto, amaro e truce ricordo!
DIO PADRE, dopo averci regalato il CRISTO, si mette da parte ed accentra il "TUTTO" in
GESU', perché gli uomini penetrati dallo SPIRITO SANTO abbiano la vita eterna in LUI!
GESU' a ricambiare l'infinito Amore del PADRE CELESTE ci regala l'Adozione a FIGLI del
DIO - CRISTIANO e ci dona lo SPIRITO di VERITA' affinché, tutti noi, possiamo evocare e
glorificare eternamente la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' e, rendere, solo a
ESSA, il "Grazie" eterno!
Il Sinedrio degli ebrei e tutto il popolo ebreo crocifisse il CRISTO, negando e continuando a
negare la SUA DIVINITA' e invocando la maledizione su se stessi e sui loro figli!
Il Sinedrio dei cristiani: dai cattolici agli ortodossi, dai protestanti ai testimoni di GEOVA ed
insieme ai mormoni hanno preso quel CORPO dilaniato dalla CROCE e l'hanno fatto a pezzi,
perché "insuperbiti" ed accecati dal loro "Egoismo" e continuano ad affermare di essere
ognuno la "vera" chiesa; nel mentre la CHIESA di GESU', esautorando tutte queste
chiesucole, giorno dopo giorno, va realizzandosi nella NUOVA TERRA, la ZONA
PARADISIACA, con i "veri" fratelli del CRISTO delle diverse comunità!
Il Sinedrio dei cattolici è costituito da "Epuloni" e da "Tormentati": è facile distinguerli dalla
loro stazza!
"Lasciate che i morti seppelliscano i morti". così dice GESU' parlando ai SUOI veri
Discepoli: "Voi avete la Vita Eterna, perché IO sono la VITA, la VERITA' e la VIA!
I veleni ed i morsi delle "vipere" non vi apporteranno "morte", perché voi miei "veri"
discepoli, non incontrerete la morte spirituale su questa terra e, quindi, giammai.
I veleni apporteranno in voi sconvolgimento ma, giammai, la distruzione della GRAZIA da
ME (GESU’) elargitavi!
I profeti dell'Antico Testamento, non avendo la possibilità, né la conoscenza di essere
"ispirati" dallo SPIRITO di VERITA', venivano illuminati da quella scintilla spirituale che fa
capo alla MASSA DIVINA: al DIO - CRISTIANO!
Pertanto, GESU', venendo in mezzo a noi, ci ha dato la possibilità della visione chiara ed
esaltante dello SPIRITO di VERITA' e, tramite LUI, l'inconfutabile certezza dell'AMORE
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infinito, della MISERICORDIA inesauribile e della GIUSTIZIA perfettissima del PADRE
CELESTE!
Eugenio Marchesino
Il Concetto di Gente
"Ispirato" dalla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA': agli scienziati
atei, ai potenti, ai ricchissimi e alle "professioni" cristiane della terra tutta.
Spesso risento quanto viene espressamente riportato da mia moglie, anche da qualcuno dei
miei figli e ancora da tante altre persone: "Bisogna dare conto alla gente""
Un giorno dopo un'analisi accurata mi sono chiesto :"Chi è la gente?".
Di rimando ho intuito che anch'io faccio parte della gente!
Quindi, mi sono portato a definire chi è e cosa vuole la "gente".
Innanzi tutto devo affermare che la gente, me per primo, è quella massa di esseri umani
debole, meschina, miserabile, rottamata e rifiutata se non si riconosce tale al cospetto
dell'AMORE infinito, della MISERICORDIA inesauribile, della GIUSTIZIA perfettissima,
della PUREZZA e della INTEGRITA’ psico -fisica indefinibili; cioè al cospetto del DIO CRISTIANO, del COLOSSO dell'Universo, della SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA
TRINITA!
Altrimenti se non si riconosce in tali valenze lo è mille, un milione, un miliardo e più di volte
di me.
Il CRISTO dà l'Essenza della regalità e della potenzialità a quelle prerogative di immensa ed
encomiabili virtù: AMORE, MISERICORDIA e GIUSTIZIA!
CRISTO è L'UOMO: l'Unico il Solo, il Vero che ci dà la fisionomia assiomatica dell'UOMO DIO!
La seconda domanda: Cosa vuole la gente dagli altri?".
Presenta, ancor più, difficoltà perché essa si conferma alle esigenze di vita del luogo e
dell'ambiente in cui vive; quindi, non è esplicita come la prima, quella cioè riferita alla
"PAROLA": "Non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te"!
Comunque a soddisfare quest'ultima domanda si giunge col rispetto delle leggi vigenti nei
diversi paesi e nei diversi ambienti:
Riportandomi a quella immensa massa di esseri umani che raggiungono o superano di molto
il miliardesimo delle mie precarietà devo, innanzi tutto, fare riferimento agli scienziati atei, i
quali sono i più da condannare, perché servendosi prima di quella scintilla infinitesimale
elargita a tutti gli uomini dalla "Massa Divina", il DIO _ CRISTIANO, e, ancor più,
servendosi del dissesto psico - fisico generato dall'unica funesta e deprecabile creazione
dell'uomo " il male" riescono ad avvantaggiarsi su quanti, a causa dello stesso dissesto psico fisico negativo, vengono minorati nella psiche e, soprattutto, nell'intelletto.
Essi, tali scienziati, sfruttando questa grande positività sottratta, per infinite evenienze, agli
altri esseri umani giungono a scoprire delle leggi insite in natura e donateci dal COLOSSO
dell’UNIVERSO, dal CREATORE del "TUTTO", perché questa esistenza fosse meno
traviata e meno tribolata per tutta l'Umanità!
Essi, quindi, pieni di se stessi o insuperbiti per quanto da loro è stato accaparrato,
raggiungono orizzonti e scoperte che li rendono degli idoli, senza tenere in alcun conto che tali
traguardi si sono potuti conquistare, solo e per volere di COLUI che amando la SUA creatura,
ha concesso le migliaia di miliardi di opzioni per migliorare le condizioni fisiche, morali e
spirituali di tutta la "gente"!
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Invece, essi insieme ai ricchissimi e ai potenti della terra, spesso fanno abuso e disuso di quelle
scoperte e le utilizzano in maniera nefanda e distruttrice per la restante umanità.
Ad essi vorrei rivolgere, prima , una esortazione, cioè quella di convertirsi e ringraziare
perennemente l'AUTORE dell'UNIVERSO che ha concesso loro tali conquiste e, nello stesso
tempo, fare loro conoscere che la totalità di tutti gl'intelletti umani, dall'inizio della vita su
questo pianeta fino alla fine dei giorni di esso, non riusciranno a comporre una sola cellula
dell'Intelletto del DIO -CRISTIANO!
Le deduzioni di questa grande VERITA' agli accorti e, soprattutto, agli umili della scienza.
Inoltre, dicevo che alla categoria di coloro che non si riconoscono nelle mie precarietà, da me
enunciate e da me attribuitemi, ci sono i ricchissimi della terra ed i potenti che sfruttando le
necessità infinite della "povera" gente, accumulano tesori che permettono loro di infierire
potenzialmente su quanti brancolano nella fame, nella miseria più scandalosa e nelle malattie
più orrende.
In questa categoria abbondano, in maniera sconvolgente, coloro che col danaro comprano
qualunque cosa, degenerando anche nella più infima corruzione e prostituzione che li rendono
più immondi delle bestie più reiette del pianeta.
A chiusura del "Concetto di Gente" sono da condannare, ancora di più, i capi delle
"professioni "cristiane", in particolare quelli della chiesa cattolica ed ortodossa.
Tutte le professioni cristiane, chi più chi meno, distorcono e falsano l'insegnamento vissuto
dal CRISTO e si atteggiano a "maestri" della teologia e, quindi, della VERITA', ignorando o
volendo ignorare la loro alterigia che spesso sfocia nel vero peccato, la superbia:
determinando contrasti ed odio tra di loro e sotterrando il Comandamento d'Amore avocato e
preteso dal CRISTO: "Amatevi gli Uni gli Altri ed il mondo crederà in Me!".
Inoltre, con la esortazione: "Fate questo in Memoria di Me!", invita gli Apostoli prima, e i
SUOI "veri" discepoli poi,a realizzare il SUO desiderio, cioè: "Come Io sto per dare la vita
per salvare l'Umanità, così anche voi dovete offrire la vostra per testimoniare Me!"
E gli Apostoli e quanti innamorati di GESU' attesero e attendono a quando GESU’ aveva
chiesto e continua a chiedere.
E non già a limitarsi a prendere le particole e pretendere, con queste forme avulse e
lontanissime dall’AMORE incommensurabile, dalla MISERICORDIA impenetrabile e dalla
DONAZIONE infinita del CRISTO a volere testimoniare la presenza di GESU’, ingannando
ancora di più la "ingenua" gente e deturpando quanto ogni "vero" discepolo del CRISTO ha
fatto donando la sua vita per esserne degno.
Esse, tali professioni non sono paragonabili nemmeno ai soldati romani, i quali sotto la
CROCE, pur non credendo nella Divinità di GESU’, ebbero rispetto della SUA Persona e
anziché dividersi la SUA Tunica, preferirono tirarla a sorte!
Mentre i falsi "maestri" della teologia cristiana, non tenendo in alcun conto, quanto ci è stato
Comandato dal CRISTO, imperterriti, continuano a denigrare la realtà vissuta e insegnata da
GESU', disgregando e riducendo a brandelli il SUO CORPO, la SUA CHIESA!
A questo punto è giusto chiedersi dov'è la CHIESA menzionata, acclarata e testimoniata dal
CRISTO?
Gli "illuminati " di ieri e, più ancora, gli "ispirati" di oggi non solo percepiscono e
comprendono dov'è la CHIESA di GESU', ma la intravedono nella Futura Dimensione,
popolata da tutte quelle cellule delle diverse confessioni cristiane che, superando ed
accantonando gl'insegnamenti fallaci dei loro maestri, sono entrati nella parvenza della
umiltà e della fraternità di GESU'!
"Nessuno viene al PADRE se non attraverso ME!"
Esplicito e categorico riappare il CRISTO in questa SUA affermazione.
EGLI, quindi, esclude qualunque interferenza ed ogni mediazione da parte di alcuno, perché
sta a dimostrare che la SUA totale Oblazione al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO
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esautora ogni intercessione, perché il SUO SACRIFICIO sopravanza in maniera inaudita alla
Salvezza di tutta l'Umanità di ogni tempo.
La Salvezza di tutti gli uomini, quindi, è conficcata su quella CROCE GLORIOSA e
subordinata alla umiltà dell'uomo che, riconoscendone la potenzialità incommensurabile, si
prostra ai piedi di quella CROCE e riconoscendo CRISTO come "L'UOMO - DIO" invoca il
SUO perdono e GLI rende la lode, la gloria ed il "grazie eterno"!
Al cospetto di questa REALTA’ DIVINA, come osa Giovanni Paolo II, insieme ai suoi
gagliardi consiglieri, impregnati di superbia, eleggere a santità uomini che seppure, in parte o
in molta , hanno osservato e cercato di vivere il volere del CRISTO, non possono essere
declamati santi da nessuno, all'infuori del CRISTO, tanto meno da papa Vojtyla che ha
superato ogni limite concesso all'uomo?
Infatti, non tenendo in alcuna considerazione l'imperativo "assoluto" del CRISTO: "Nessuno
viene al PADRE se non attraverso Me!"; e, volendo ignorare quanto affermato con accanita
severità dall'Apostolo Paolo: "Se qualcuno predica un altro Vangelo, sia egli anatema!"; papa
Vojtyla ha creato la "Babilonia " delle religioni, pietendo ed implorando ai capi delle altre
religioni la comunione della preghiera, quando esse al cospetto della PAROLA del CRISTO,
sono da ravvisare pagane essendo GESU' il Solo e l'Unico Amatissimo FIGLIO
dell'ALTISSIMO, del DIO -CRISTIANO!
Inoltre, in opposizione all'umiltà e alla povertà vissute dal CRISTO che le espletava
affermando;" Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli il loro nido mentre il FIGLIO
dell'UOMO non ha dove poggiare il capo!", il papa guazza in una reggia che pochi potenti
della terra possono uguagliare; si copre con abiti, anelli e collane di un valore esorbitante,
portando scempio fra quegli esseri umani che a milioni brancolano nella fame, vivono di stenti
e sono costretti a contrarre malattie che non vengono contrastate; si lascia proteggere da
guardie speciali ed usa mezzi blindati per tema di essere ucciso; mentre il CRISTO si
circondava di gente umile e povera alla quale rivolgeva parole di conforto e di sostegno per
l'avvicinarsi della SUA CROCIFISSIONE!
Ancora, il papa non tenendo in alcun conto le parole del CRISTO riguardo all'attribuzione
categorica del "sostantivo" di PADRE, al SUO DIO e PADRE CELESTE, si lascia investire
col nome di "padre santo" vituperando il DIO - CRISTIANO e permettendo l'uso e il disuso a
tutti i componenti la gerarchia ecclesiastica,
Infatti, tutti, dai pretini agli alti prelati della gerarchia cattolica ed ortodossa, lo accaparrano
per essere riveriti come casta privilegiata e lasciarsi baciucchiare le mani.
GESU’, prima di fare ritorno al PADRE CELESTE così incita gli Apostoli prima e poi tutti i
SUOI discepoli: "Andate per tutta la Terra e battezzate le genti nel nome del PADRE, del
FIGLIO e dello SPIRITO SANTO: tutti quelli che saranno stati penetrati dallo SPIRITO di
VERITA' diverranno MIEI Discepoli ed Io sarò con loro fino alla fine dei tempi"!
Quindi, l'attribuzione che si danno i preti di essere stati chiamati, eccezione fatta per quei
pochi che hanno inteso nella integrità e vissuto l'insegnamento di GESU', è una vera
presunzione che esula del tutto dalla volontà del DIO - CRISTIANO.
E, ancora infinitamente misericordioso, il CRISTO prima di consegnare il SUO SPIRITO
nelle Mani del PADRE CELESTE, così invoca il DIO - CRISTIANO: "PADRE, perdona loro
perché non sanno quello che "si" fanno!".
In questa Dimensione, GESU', consapevole di avere infinitamente purificato tutte le
nefandezze e tutti i nostri peccati (dell'Umanità presente, passata e futura) affida, tramite lo
SPIRITO d'AMORE, il SUO SPIRITO al PADRE CELESTE.
Al cospetto di questa visione totalmente redentrice, come osano le comunità cattolica ed
ortodossa, insieme alle altre "professioni" cristiane parlare di un luogo di condanna eterna?
La sublimazione, quindi, del CRISTO sulla CROCE pervade tutti gli uomini, nessuno escluso:
la SALVEZZA dell'uomo è totale!
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Se per un solo istante ci chiudiamo alla penetrazione dello SPIRITO di VERITA' e
ammettiamo, per assurdo, che il SACRIFICIO del CRISTO ha salvato una sola parte
dell'umanità di questo pianeta, ci viene da constatare che vano e non confacente alla
immensità del SUO AMORE sarebbe stato il SUO SACRIFICIO: la SUA OBLAZIONE
sarebbe stata un fallimento e la SUA Possanza circoscritta.
Questa identità che sfigura la PERSONA del CRISTO viene concepita, assurdamente, da
quanti ciechi e sordi ai richiami dello SPIRITO di VERITA', restano assai limitati a causa
della povertà del loro spirito.
Ad essi mi viene suggerito di porgere: "Guai a voi che perseverate non nella ignoranza che
potrebbe avere, anche, qualche attenuante; guai a voi che perseverate, volutamente,
nell'errore perché sostenuti dall'albagia e dalla brama di potere, anche se tanto sapete
apertamente ben velarlo".
Il Dopo - morte deve, indispensabilmente, fare seguito all'articolo " Il Concetto di Gente";
anche questo "ispirato" dalla SANTISSIMA E GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Il Dopo - morte
Una vita ultraterrena, una Dimensione Nuova che ci dà certezza di una esistenza
estremamente ed eternamente felice, al di là di questa cortina terrestre, non è facilmente
assimilabile, né altrettanto credibile.
Tanto, perché la massa degli uomini, in genere, è impregnata e coinvolta da desideri bramosi
di gloria, di ricchezza, di piacimenti mondani, da denigrazioni, da prostituzione che
deturpano e che ne trasformano la loro personalità spirituale.
Per realizzare tutto questo, essi pregni della funesta "creazione" operata dall'uomo, il Male,
cercano di soffocare quelle prospettive di cui erano stati investiti dall'AUTORE e
CREATORE dell'UNIVERSO, dal BENE ASSOLUTO, e si servono anche della volontà e
della ragione che fanno parte, insieme alla Libertà, di quella spiritualità elargitaci dal DIO CRISTIANO!
Servendosi, quindi, ancora del grande dono della Libertà concesso dall'AUTORE della Vita e
dei geni del Male creati dallo stesso uomo, essi continuano a servirsene per appagare,
fugacemente, i loro istinti e le loro brame di potere, di gloria e di ricchezza che pur avendone
una temporaneità evidenziata, vengono comunque idolatrati perché si evidenziano al
momento.
Pertanto, per loro è giusto e razionale non riconoscere e non ammettere un dopo - morte, una
presenza di un CREATORE assoluto di tutto l'UNIVERSO, il DIO - CRISTIANO, rivelatoci
dal CRISTO che oltre ad essere infinitamente AMABILE e MISERICORDIOSO è, anche,
Essenza di GIUSTIZIA perfettissima.
Quindi, viene vissuta la negazione di una esistenza ultra - terrena che assicura e protegge le
sevizie, i soprusi e le efferatezze e tutta la negatività da essi commessi; anche perché
tormentati dai "maestri" della teologia cristiana ed anche dalle altre religioni che
attribuiscono loro una condanna eterna.
La esclusione di una esistenza futura è un balsamo per loro perché li rende tranquilli a
persistere nelle loro esigenze deprecabili.
Essi ignorano anche volutamente e, soprattutto, perché tormerntati dagli anatemi di
condanna eterna o di distruzione della loro personalità da parte delle diverse religioni, come i
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loro spiriti liberatisi dalla carcassa corporale, raccolti in una galassia infinita, "La
Iperconscia", si troveranno al cospetto dei DECRETI DIVINI ed Eterni sanzionati dalla
GLORIOSISSIMA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Dovranno, quindi, ripercorrere a ritroso tutto il tempo, attimo per attimo, vissuto su questo
pianeta e prendendo visione di ogni turpe pensiero, di ogni loro esecranda azione e,
soprattutto, che nonostante fossero portatori di quella infinitesima scintilla Divina non avere
voluto riconoscere la loro appartenenza all’AMORE infinito, alla MISERICORDIA
inesauribile ed, anche, alla GIUSTIZIA perfettissima del DIO - CRISTIANO, evidenziati e
vissuti dal CRISTO e resi noti tramite lo SPIRITO di VERITA' ai disponibili!
In quell'attimo, gli occhi dello spirito costretti , su questa terra, ad essere offuscati dalla
immediatezza dei piaceri mondani, si sgraneranno alla LUCE sfolgorante del CRISTO e
prenderanno visione della loro lunga e dura espiazione che li porterà all'assoluta auto espiazione.
Nonostante il tormento di questa visione macabra ed allucinante essi, sostenuti dalla
VISIONE MUNIFICATRICE del CRISTO che dà certezza di salvezza eterna, dopo l'auto purificazione, brameranno il percorso di dura sofferenza perché, al termine di essa,
intravedono già quella spiaggia di pace, di serenità e tranquillità eterne create dal CRISTO
che, appropriandosi di tutte le sozzure e dei peccati dell'Umanità, ha dato la possibilità allo
spirito dell'uomo, attraverso la SUA MISERICORDIA inesauribile, insieme al PADRE
CELESTE e allo SPIRITO SANTO, di ritornare a quella purezza più che alle origini e che
mai , mai più, sarà minimamente scalfita.
La loro stoltezza e la loro insensataggine terrene, inconcepibili, li porta ad affrontare un auto
-espiazione dura e prolungata che può essere equiparata e comparata, come dice NOSTRO
SIGNORE GESU', ad una partoriente tormentata dalle doglie del parto e che tali sofferenze
cesseranno al compimento dell'auto -purificazione, all'entrata nella NUOVA TERRA, alla
stessa stregua della puerpera che stringendo al seno la nuova creatura dimentica l'orrore del
suo tormento!
Nella NUOVA TERRA, nella zona PARADISIACA, l'uomo rinnovato nel suo spirito e nel suo
corpo non avrà più sentore di quanto ha dovuto sopportare e vagamente gli sembrerà di avere
fatto un brutto sogno.
Quindi, anche il più efferato dei sub - uomini, avute sembianze reali e sostanziali di un
demone, potrà gustare quella pace e quella felicità eterne conquistateci dal CRISTO,
attraverso la SUA totale Donazione al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO e con il
carico di tutte le perfidie create e realizzate dal sub - uomo.
Tanta insania morale e spirituale potrebbe essere attutita, in gran parte, se il sub della terra si
rendesse conto che questa esistenza, limitata alla sola terra, dovrebbe essere intesa come la
più grande beffa, essendo egli un essere intelligente e di grandissime potenzialità da poter
comprendere che la sua persona è la sintesi di materia e spirito e che, soprattutto,la sua
spiritualità non può essere distrutta col degenerare della sua carcassa corporea.
Sub della terra, cercate di rendervi conto, lasciandovi penetrare per mezzo del CRISTO dallo
SPIRITO di VERITA', per poter giungere a scoprire che tutto il piacere e il godimento che si
possono gustare su questo "pianeta", molto spesso a danno dei più deboli e dei più derelitti,
non possono rappresentare nemmeno un pulviscolo sparuto e disperso nella immensità delle
galassie, al cospetto di quella gioia e quella pace e quel benessere che ci sono stati preparati
nella NUOVA TERRA dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'!
E non siate così stolti e di una meschinità incomprensibile da associarvi a quanti affermano:
"Nessuno mai è venuto da l'al di là ad accertarci di questa assiomatica realtà".
Sappiate: gli spiriti dei traslati, proiettati nella "IPERCONSCIA", guardano sempre in
avanti prendendo visione della loro auto - purificazione; la Terra, quindi, e quanto ad essa
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appartiene rientra in una realtà sorpassata e che non interessa la futura, se non per decidere
gli anni di purificazione nella sfera "CAINA" o i giorni e le ore nella sfera "ABELICA".
A voi sfugge, anche volutamente, perché rapiti e coinvolti dal piacere della terra che vi rende
ciechi e sordi al cospetto dell'Unico e Vero UOMO, il CRISTO; e, non riuscite a penetrare
come LUI sia venuto a darci una VITA Nuova e Futura e, come con la SUA OFFERTA
Sublime ha voluto rendere meno tribolata all'uomo il percorso terreno, dandogli la possibilità
di raggiungere quanto, inconsciamente, cerca di realizzare su questo microscopico pianeta che
fa parte di una delle infinite galassie dell'Universo, create da una Potenzialità impenetrabile e
che porta allo smarrimento se non si viene sostenuta dallo SPIRITO di VERITA', dalla
ESSENZA Suprema¸ dal DIO - CRISTIANO.
La venuta del CRISTO in mezzo a noi, sconosciuta ai molti a causa delle interpretazioni,
anche errate, delle diverse religioni e delle inconciliabili teorie filosofiche e scientifiche, lo è
anche per i tradizionalisti cattolici, ortodossi e delle altre "professioni" cristiane perché
ignorano che ha come finalità il rendere esplicito ed eternamente chiaro agli uomini il
percorso terreno e, ancor più, quello della Futura Dimensione.
EGLI, quindi, con la SUA UMILTA’ ci ha tracciato il percorso terreno; con la SUA
CROCIFISSIONE ci ha insegnato come dare credito alla SUA Testimonianza e come
realizzarla anche noi; con la SUA RESURREZIONE ci ha redenti tutti, invitandoci a calcare
il terreno da LUI battuto.
A tutto questo, inoltre, EGLI ha elargito a noi tutti la possibilità di diventare, pur essendo
ospiti di questo pianeta, se disponibili ad essere pervasi dallo SPIRITO di VERITA’, FIGLI
adottivi del PADRE CELESTE!
Quindi, il CRISTO, oltre alla SUA DONAZIONE Gloriosa, viene in mezzo noi, per darci
l'esatta Fisionomia del PADRE SUO; "Chi vede Me, vede il PADRE MIO!".
Esplicitamente, GESU’ ammette che DIO- PADRE desidera dare la SUA Figliolanza a tutti
gli uomini che riconoscono, tramite lo SPIRITO di VERITA', le SUE prerogative perfette;
AMORE infinito, MISERICORDIA inesauribile e GIUSTIZIA perfettissima!
.Pertanto, gli uomini devono rendere eternamente il "grazie" e la "gloria" eterni a LUI, a
GESU' e allo SPIRITO SANTO!
Tutte le altre versioni ed interpretazioni per giungere a LUI sono solo "favolette" che possono
essere ascoltate e vissute dalla gente povera ed ignorante nella conoscenza dello SPIRITO di
VERITA', a cominciare da Paolo II e dai suoi principi , conti , marchesi e baroni.
"NESSUNO VIENE AL PADRE, SE NON ATTRAVERSO ME!": non vi sono, quindi,
mediatori , in assoluto, che possano farci conoscere l'Essenza reale del PADRE CELESTE ed
avvicinarci a LUI!
A tanto si può giungere solo e attraverso l'AMATISSIMO FIGLIO GESU' e lo SPIRITO
SANTO.
Quindi, l'assurda pretesa di Paolo II e dei suoi "valenti" consiglieri, nonché quella della bassa
truppa di insegnare e pretendere dalla gente "povera" di spirito di interporre infiniti santi e
madonne tra il PADRE CELESTE e la SUA creatura prediletta, risuona di un insulto
continuo ed offensivo alla "PAROLA" insegnataci e vissuta dal CRISTO!
In tutti i miei scritti "ispirati", viene esaltata la Persona della Vergine Santa, celebrata anche
in alcune liriche per la sua umiltà unica fra tutte le donne di tutti i tempi, nonché per la sua
disponibilità assoluta verso l'ALTISSIMO, che non ha e che non avrà mai uguali.
Tali virtù hanno innamorata la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA’, tanto da
investirla e renderla Meravigliosa e Gloriosa alla SUA presenza.
Come pure in quegli scritti viene ribadito che la santità non è preclusa a nessun uomo e come
essa può essere raggiunta, anche su questo pianeta attraverso la testimonianza e la donazione
della propria vita per il CRISTO, però dovrà essere sancita, solo e sempre, dalla GLORIOSA
TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) nella Futura Dimensione.
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La Madonna, quindi, e quanti altri si sono sforzati di realizzare il Comandamento di GESU’
ed il SUO insegnamento, vanno tenuti in una considerazione di profonda ammirazione e presi
solo come esempio e monito per cercare con l'aiuto dello SPIRITO SANTO di percorrere le
stesse tappe e poter giungere al termine di questo terreno peregrinare, con immediatezza,
nella NUOVA TERRA, preparata e guadagnata a tutta l'Umanità dall'AMORE infinito ed
eterno donato dal PADRE al FIGLIO e dal FIGLIO al PADRE e che si realizza e dà vita allo
SPIRITO di VERITA!
Altro obbrobrio, avente un significato di distorsione e contrastante con la "PAROLA", è
quello di sentire il papa e gli altri componenti della gerarchia cattolica ed ortodossa di
pregare per gli altri, cioè il diritto di sostituirsi ad altri uomini perché infatuati di non essere
peccatori come o più degli altri gli altri.
Un tale atteggiamento risuona di una ipocrisia aberrante ed è un modo di superbia che non
sfiora l'insegnamento del CRISTO e si rende impenetrabile al cospetto della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Più volte, inviando lettere raccomandate e scritti "ispirati" al papa ed anche a tanti altri alti
prelati, li esortavo e li esorto ad insegnare a conoscere agli uomini la "PERSONA" del
PADRE CELESTE, tramite CRISTO e lo SPIRITO SANTO: "CHI VEDE ME VEDE IL
PADRE MIO!"
Così operando, avrebbero dato ai "veri" credenti la possibilità di entrare nel SUO AMORE
infinito e nella SUA MISERICORDIA inesauribile e, quindi, avessero avuto la possibilità di
rivolgersi sempre a LUI e chiedere quanto rientra nelle loro necessità e che fosse conforme
alla volontà del PADRE CELESTE: il DIO- CRISTIANO!
Infatti, GESU' così si esprime a riguardo: "E voi, cattivi come siete capaci non vi dimostrate
di dare una pietra al figlio che vi chiede un pane; come pure un serpe a chi vi chiede un pesce.
Quanto più il PADRE CELESTE, di un AMORE infinito ed impenetrabile, vi concederà
quanto gli petite qualcosa e che non alteri la SUA GIUSTIZIA perfettissima?".
Anzi, in una lettera specifica e raccomandata a papa Vojtyla, nella qualità di monitore lo
esortavo, sostanzialmente, a pregare solo per se stesso, quindi per il suo spirito carico di
tantissime colpe e perché non di peccati nei confronti della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA' (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO)!
Purtroppo, la sordità e la cecità dei tutori della "PAROLA" e, nel caso specifico, di papa
Vojtyla, hanno raggiunto una tale gradazione da non permettere loro di penetrare la Vita e
l'Insegnamento del CRISTO!
Questo mio parlare, attraverso questo scritto, tanto poco o niente di mia pertinenza, rivela
tramite lo SPIRITO di VERITA' quello che CRISTO ha insegnato con la SUA Umanità e, più
ancora, col SUO AMORE che si estrinseca e trova il SUO Epilogo sulla CROCE!
Mentre scrivo queste cose "ispirate", entro a far parte di un tempo molto avanzato su questo
pianeta: oggi ha inizio il terzo mese del 76° anno di età e il quarantacinquesimo anno del
rapporto col "mio" GESU’!
Questo potrebbe portare, anche, ad una infinitesima parte della veridicità del mio parlare.
Ho vissuto, questo tempo, tra alti e bassi di questa esistenza terrena: tra mille marachelle e
altrettanto debolezze, nondimeno tra ultra e mille sofferenze!
Ciò che mi ha fatto superare, in gran parte, le mie precarietà è stato in primo piano quello di
amare il prossimo, come me stesso, cioè non arrecare danni vistosi ed irreparabili ad altri ed
essere disponibile ad aiutarli.
Penso, quindi, che l'insieme delle mie marachelle unitamente alle molte sofferenze e alla
disponibilità al Bene, mi hanno portato a conoscere GESU', a penetrarLo nel SUO infinito
AMORE e nella SUA MISERICORRDIA inesauribile e a farlo "mio" nonostante le mie
meschinità, le mie miserie e la mia condizione da rottamare!
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Riconoscendo le mie deficienze, le mie meschinità al cospetto della GLORIOSA TRIADE
DEVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) mi hanno portato alla conoscenza,
seppure parva dell'INCONTAMINATO, della PUREZZA e della SAGGEZZA infinite, alla
conoscenza del DIO - CRISTIANO!
Lettera a papa Vojtyla
Foggia, 5 agosto 2002
Caro Vojtyla,
ancora una volta "caro" ed è l'ultima perché il trapasso del tuo spirito nella
Futura Dimensione è prossimo (ti ricordo, ancora, che un anno sulla terra equivale ad un
giorno nell'altra dimensione).
E' imminente l'approdo nella “IPERCONSCIA" di quella scintilla che la MASSA DIVINA, il
DIO- CRISTIANO ha elargito ad ognuno di noi.
Prestissimo ti troverai nel vestibolo della "IPERCONSCIA", dove il tuo spirito comincerà a
fare a ritroso il cammino percorso su questo pianeta.
Mi viene "detto" di inviarti con la massima urgenza, una copia dell'ultima mia Opera.
Da essa se avrai la pazienza di soffermarti, non a leggerla ma a meditarla, potrai apprendere
in miniatura il tuo percorso assegnatoti ed essere preparato ad affrontare la tua auto espiazione.
Perché tanto si realizzi dovresti in queste poche ore o pochissimi giorni che ti rimangono, tieni
presente, ripeto, che un anno sulla vecchia terra corrisponde ad un solo giorno nella
"IPERCONSCIA”, non dovresti lasciarti distrarre da alcun impegno e soffermarti,
intensamente, su ognuna delle pagine che compongono l'Opera: la prima (parte) "ispirata"
dal CRISTO, la seconda (parte) "ispirata" dalla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA'.
Il tutto, però, è di pertinenza dei tuoi valenti principi, a cominciare dal Soldano, i quali
potrebbero impedirti di prendere visione del "Libro".
Di tanto non sarò io a preoccuparmi, bensì loro che si assumeranno , anche, lo scomputo di
auto -purificazione per questa grave mancanza nei confronti della GLORIOSISSIMA e
SANTISSIMA TRINITA'.
Dal 1978, cioè dalla tua elezione a papa che continuo ad inviarti i miei scritti "ispirati" senza
avere un cenno di riscontro.
Tanto inqualificabile comportamento è giunto al suo termine e, presto, tu e quanti te lo hanno
impedito me ne darete ragione alla LUCE folgorante del CRISTO.
Leggi, rifletti e medita su quanto è contenuto ne "La più Grande Opera di Tutti i Tempi!".
A presto incontrarci!
Eugenio Marchesino
Via don Sterzo,5 –Foggia-
Lettera al cardinale Tonini
Foggia, 10 aprile 2002
Cardinale Tonini,
ieri l'altro ti ho seguito in TV, quando Enzo Biagi ti faceva l'intervista sul Medio
Oriente in fiamme.
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In quella circostanza ho notato che eri molto risentito, più che risentito amareggiato ed
esasperato per la orrenda e truce situazione tra Palestinesi ed Ebrei.
Da una parte i Kami Kaze suicida che seminano morte tra la popolazione degli ebrei;
dall'altra parte, l'onda devastatrice dell'esercito ebreo che porta morte tra la popolazione
palestinese inerme ed indifesa e la distruzione di intere città
Questa condizione del Medio Oriente non è la sola che va verificandosi su questo pianeta, ma
direi infiniti sono i focolai che continuamente si accendono sulla terra apportando morte e
distruzione.
Il Medio Oriente a noi più vicino, determina apprensione e maggiore riferimento.
Allora, viene spontaneo chiedersi da parte, maggiormente, di cristiani come me e come te,
credenti nel DIO del CRISTO: "Perché tanta perversione e tanta spietatezza si annida negli
"umani", ritenuti da noi come creature predilette del CREATORE?
La risposta per me che sono un amante e discepolo della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA', è una ed una sola: l'assenza totale della conoscenza di quel DIO -PADRE,
testimoniato formidabilmente dallo SPIRITO SANTO e con la DONAZIONE di tutto SE
STESSO, da parte del FIGLIO, CRISTO GESU'!
La mancata conoscenza di questo DIO di AMORE infinito, di MISERICORDIA inesauribile e
di GIUSTIZIA perfettissima, porta l'uomo a far prevalere dentro di sé quella parte di energia
del Male, creata dal sub uomo e che ognuno di noi ospita e che ognuno di noi tramanda.
Questa parte negativa di noi, stimolata da ambienti favorevoli, tende a distruggere la scintilla
di spiritualità che alberga in ognuno di noi e che ha avuto origine dal CREATORE
dell'UNIVERSO: il DIO -CRISTIANO!
CRISTO è venuto ad insegnarci e a testimoniare la nostra realtà umana che non è quella che
si esaurisce sulla terra, bensì questa deve essere solo ed unicamente di preparazione ad un
ingresso nella FUTURA e NUOVA TERRA!
Purtroppo, é deprimente ed ancor più desolante assistere e rendersi conto che questa esistenza
è solo o , quanto meno, in massima parte dedita al raggiungimento di condizioni ultra soddisfacenti di ricchezza, di piacere, di potere e di gloria che portano a svendere quella parte
di spiritualità e rende l'uomo più avido, più feroce, più sanguinario di qualunque altra bestia
ospitata dal pianeta Terra.
Perché tanto degenerare? Di chi la colpa?
Allora facciamoci un esame profondo di coscienza e cerchiamo di attribuire ad ognuno di noi
una parte, più o meno consistente, di questo male che dilaga sulla terra.
A riguardo degli ebrei che da oltre duemila anni vengono perseguitati da più parti della terra,
mi riconduce alla piazza di Gerusalemme, cioè a quando Pilato non riscontrando alcuna colpa
in GESU', ebbe a dire e a riconoscere in LUI: il GIUSTO!
E gli ebrei, invocando la maledizione, ebbero a proferire con voce assordante: "Il Sangue di
questo GIUSTO cada su di noi e sui nostri figli!"
A te che sei uno studioso della Bibbia, in senso approfondito chiedo, sperando di avere
risposta: "C'è connessione tra quello che il popolo ebreo subisce nel corso dei secoli e l'auto condanna da essi implorata?
A tal proposito t'invio una copia dell'Opera "J'Accuse", completata e pubblicata nell'agosto
del 2001.
Essa, senz'altro, potrà esserti di aiuto e farti comprendere, nella giusta essenza, qual'é la
condizione attuale dell'uomo e qual'è il rapporto dello stesso col DIO -CRISTIANO.
Ti sollecito a rispondermi, solo perché tu possa, anticipatamente, trovare sostentamento nella
Futura Dimensione.
Abbiti il mio sentire nel PADRE CELESTE, nel FIGLIO GESU' e nello SPIRITO SANTO!
Eugenio Marchesino
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Via don Sterzo,5 –Foggia-
A monsignore Martini
Foggia, 20 settembre 2001
Monsignore,
problemi di famiglia, impegni di natura materiali ed ostacoli determinati dall'energia
del Male non mi hanno dato la possibilità di esaminare ed approfondire quanto da te
affermato, attraverso la televisione, il giorno 8 settembre u.s. :"Al compimento del 75° anno
di età, mi ritirerò in Gerusalemme per pregare e meditare".
Sorvolo sulla tua asserzione alla fedeltà al papa.
Sarebbe piaciuto assai a me e, più ancora, alla GLORIOSA TRIADE DIVINA se tu avessi
detto: "Fedeltà al CRISTO, al PADRE CELESTE e allo SPIRITO SANTO".
Comunque non sono qui a sofisticare sulle Verità più volte annunziateti, tramite lettere
raccomandate e pubblicazioni "ispirate".
Ciò che mi ha tanto meravigliato e, più ancora, scioccato è stato il sentirti dire di soffermarti a
Gerusalemme per meditare e pregare.
Pertanto mi sono chiesto: "Perché a Gerusalemme per meditare e pregare?".
La risposta "ispirata" mi è pervenuta ed in parte ho potuto comprendere il senso della tua
scelta: Gerusalemme, Terra calcata da GESU' e, quindi, pregna di tanti riferimenti al
CRISTO!".
Di rimando mi sono detto: "Solo perché GESU' è nato e vissuto in Palestina, agli occhi dello
spirito di molti, poco accorti e velati da cataratte, fa ritenere la Palestina come la TERRA
SANTA, mentre gli altri luoghi sono da ritenersi profani?
A me sembra che tutto il pianeta Terra e tutta la sua galassia, resi ostici dai nostri progenitori
e da noi tutti, devono ritenersi santificati dalla venuta del CRISTO in mezzo a noi!
Ragion per cui, qualunque luogo, dal più remoto al più nascosto a quello eclatante devono
ritenersi santi e degni di ospitare chiunque vuole raccogliersi in preghiera per meditare,
conoscere, amare e glorificare in eterno la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Sarebbe desiderio della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO
SANTO) e anche mio che tu quando hai voglia di pregare, raccolto da solo in un luogo
qualunque ( non alla maniera di Vojtyla, ripreso quasi sempre dalle TV) glorificassi in
SPIRITO e VERITA' il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU' e lo SPIRITO SANTO,
Vorrei anche, che tu col tuo silenzio non mostrassi tanto disdegno alle mie esortazioni e
riconoscessi la "VERITA' :"Glorificare, solo e sempre, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA' ".
Pensa, siamo coetanei, perché anch'io mi trovo nel 75° anno di età, quindi prossimo come te al
raggiungimento del "nostro" traguardo.
Allora, chi dei due dovrà riconoscersi manchevole o peccatore verso l'altro? A te il responso!
A presto rivederci!
Eugenio Marchesino
Lettera a monsignore Martini
Foggia, 21 agosto 2002
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Monsignore,
come si può rimanere indifferenti al cospetto di orrende blasfemìe che vengono
ripetutamente affermate nei confronti del CRISTO?
Anche oggi, nella "omelia" da te tenuta durante i funerali del "bagnino" che ha salvato tre
vite umane, hai avuta la spregiudicatezza di affermare che il sacrificio di quegli è stato uguale
al SACRIFICIO del CRISTO!
Una tale affermazione risuona oltraggiosamente ed incomprensibilmente deprecabile e,
quindi, non accessibile a noi "disponibili" allo SPIRITO di VERITA'.
Tanto sta a dimostrare come la vostra conoscenza del CRISTO è "nulla"!
Senza togliere il plauso attribuito di "eroicità" all'uomo che ha offerto la sua vita per salvarne
altre, come si può paragonare ed uguagliare tale gesto a quello del CRISTO?
CRISTO non solo ha salvato "fisicamente" tutti gli uomini di tutti i tempi, ma con la SUA
Universale Oblazione ha reso possibile, a tutta l'umanità, la salvezza eterna nella Futura
Dimensione.
Tu, e quanti come te fate abuso e disuso del nome del CRISTO, perché non cercate di essere
disponibili allo SPIRITO di VERITA' per essere pervasi e percepire, non con la parola ma
con lo spirito l'immensità immensa del SUO AMORE sconfinato per tutti gli uomini?
Tanto, vi consentirebbe di evitare eccessi di paragone che non possono essere nemmeno
sfiorati, né minimamente menzionati dai "veri" discepoli del CRISTO.
Tali comparazioni che risentono di un paragone e di una indegnità dell'uomo, offendono
meschinamente non solo la Umanità del CRISTO, ma la Divinità tutta della GLORIOSA
TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Quando entrerete ad assumere la giusta Dimensione dell'UOMO - DIO che porta anche alla
conoscenza e al possesso del PADRE CELESTE e dello SPIRITO di VERITA' ?
Suppongo che fino a quando sarete cittadini di questo pianeta non potrete, perché ostici allo
SPIRITO di VERITA', mai riuscire ad entrare nella "parvenza" della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Al tuo posto, insieme a quanti come te fanno uso insensato del nome del CRISTO, non vorrei
esserci nemmeno un, solo , istante di questa esistenza terrena!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - 71100 Foggia
Lettera a monsignore De Giorgi
Foggia, 8 febbraio 2002
Monsignore,
non so se continuare a darle del "lei" o del "tu".
Mi spiego il "tu" è il pronome che CRISTO ci ha autorizzato a dare al PADRE CELESTE e
di conseguenza a quanti Lo hanno accettato nella pienezza di UOMO -DIO e SALVATORE
dell'Umanità; il "lei", invece, è da attribuirsi a persone molto distanti tra loro, sia per cultura
sia per detenzione di potere o di ricchezza.
Tanto premesso, io sto usando il "tu" perché penso che presto me ne darai conferma,
attraverso un mio quesito di appartenenza o meno a coloro che sono "seguaci o discepoli " di
GESU'.
Non basta essere etichettati col nome di alti prelati per dire che si è seguaci del CRISTO, ma
bisogna dimostrarLo prima a LUI e poi a quanti sono "suoi" Discepoli.
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376
Vengo al dunque, a chiarire quanti innanzi esplicitato attraverso questa mia riflessione.
Ieri, per la seconda volta mi è ritornata indietro dall'Ufficio Postale di Foggia la copia della
mia Opera ispirata "J'Accuse".
La prima volta, sempre a te intestata, l'avevo inviata alla casa Vescovile di Palermo.
Ritenendo di avere sbagliato la destinazione, mi preoccupai di reperire il tuo esatto indirizzo,
dove inviai il pacco per la seconda volta.
Come dicevo, ieri mi è ritornato indietro,
A prescindere dalla spesa di £ 20.000 che avrebbero fatto più piacere ai bisognosi, sarebbe
mio desiderio ed anche mio diritto sapere se tale rifiuto è da attribuire a te o ai tuoi valenti
segretari.
Come discepolo ed amante della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', t'invito al
cospetto del DIO -CRISTIANO a dare risposta alla mia richiesta.
Tanto perché, nel prossimo futuro, io abbia a tenere in conto l'esatta personalità del
"cardinale" De Giorgi.
Approfitto, sempre per bontà della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA', a porgerti
un sentire cristiano.
Eugenio Marchesino
don Sturzo,5 -71100 Foggia
Lettera ai cardinali Tonini, Martini e De Giorgi
Foggia, 2 agosto 2002
Vuole essere questa Opera Universale (ti auguro a non lasciarti stimolare dall'ironia) un
invito, una esortazione e più ancora un monito affinché tu e tutti gli alti prelati (il papa
compreso), tutori della "PAROLA" abbiate a meditare profondamente.
Essa racchiude alcuni capisaldi portanti dell'insegnamento e della vita vissuta da GESU'!
Il primo è quello della conoscenza e della penetrazione, tramite lo SPIRITO SANTO,
dell'AMORE, della MISERICORDIA e della GIUSTIZIA del PADRE CELESTE!
Il secondo è quello della conoscenza e della penetrazione, sempre tramite lo SPIRITO
d'AMORE, della ADOZIONE a FIGLI del PADRE CELESTE, invocata e concessa da
GESU' a tutti i SUOI Discepoli.
Il terzo è quello della dedizione completa, perenne ed eterna alla SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA', alla Quale soltanto e sempre va rivolto l" INNO" di Gloria ed
il "Grazie" eterno, nonché la Richiesta di quanto è necessario per rendere vivibile questa
esistenza terrena: quindi, nessuna mediazione di alcuno verso d'ESSA, ma solo la preghiera e
la petizione del singolo credente ed amante della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE,
il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO).
Il quarto è quello di cercare di vivere questa vita dignitosamente nella umiltà e nella povertà
insegnateci e consolidateci da quella vissuta dallo stesso GESU’!
Il quinto è la sintesi di questi capisaldi: l'Olocausto del CRISTO in comunione col PADRE
CELESTE e lo SPIRITO di VERITA', che ha assicurato assiomaticamente a "tutti" gli
uomini, di tutti i tempi, il raggiungimento di quella pace e di quella felicità eterne bramate,
vanamente, da tutta l'umanità ospite di questo pianeta.
Voglio sperare che tutti questi capisaldi per il bene che apportano e insiti nella "PAROLA"
possano essere, con l'aiuto dello SPIRITO SANTO, da te compresi e vissuti per il breve
periodo che ti è, ancora, concesso essendo tu, ancora, ospite di questo microscopico pianeta.
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377
Se tu dovessi incontrare su quanto innanzi ascritto delle contrarietà all'insegnamento
dell'Unico e Vero MAESTRO, il CRISTO, abbi la dignità cristiana o almeno umana di
contestarmeli.
Sono sempre in attesa di quell'incontro mancato su questa vecchia terra: ti attendo nella
Futura Dimensione!
Eugenio Marchesino
Lettera a monsignore Maggiolini (teologo)
Foggia, 01/05/2002
Monsignore,
ieri sera ho assistito alla trasmissione di Porta a Porta sulla "Eutanasia".
Ho notato che tra gli illustri personaggi c'eri anche tu.
Essendo io un accanito sostenitore della "Libertà" che il DIO - CRISTIANO ha concesso a noi
SUE creature predilette, tanto da consentirci tramite "quella" Libertà di perseguitare.
torturare e crocifiggere il SUO Unico ed Amatissimo FIGLIO, GESU' CRISTO, sono portato
a chiederti quale diritto hanno le istituzioni di uno Stato democratico di limitare quella
potenzialità di espressione alla "LIBERTA' " di ogni singolo uomo abbruttito o abrutito e
consumato da inique e terribili sofferenze?
Come pure la "chiesa" cattolica perché si arroga la difesa della vita in senso spregevole della
sofferenza di uomini tormentati dal dolore fisico e morale?
Dunque, dovresti sapere che queste precarietà di questa esistenza terrena sono le derivanti del
"Male", create e determinate dall'uomo, non già volute o minimamente desiderate dal DIO CRISTIANO, dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA (dal PADRE, dal FIGLIO e dallo
SPIRITO SANTO)
I seguaci del CRISTO, quelli "veri", avrebbero un solo ed unico compito, quello cioè di far
giungere gli uomini alla conoscenza ed al possesso del CRISTO e, tramite LUI e lo SPIRITO
di VERITA',a fare penetrare l'inestimabile Donazione del PADRE CELESTE all'Adozione di
"Figli" a tutti gli uomini!
Al di fuori di questo sublime ed impareggiabile insegnamento, i discepoli del CRISTO non
dovrebbero avere alcuna altra valenza, perché il seguito verrebbe da sé e si conchiuderebbe
nel primo e nel secondo Comandamento: "Ama il SIGNORE DIO tuo con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima e con tutto te stesso; ama il Prossimo tuo come te stesso".
L'uomo convertito in questa "sintesi" di Verità ricevuta dal CREATORE, sarà in grado di
poter discernere quando e come andare incontro alla EUTANASIA.
Ti riporto con accento a quanto innanzi descritto: l'uomo, discepolo di GESU' e amante della
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', informato in tal guisa sul percorso terreno,
raggiungerà traguardi sempre più ambiti che lo condurranno alla conoscenza di decidere
quanto e perché per l'EUTANASIA.
Quando il discepolo del CRISTO, viene perseguitato da una sofferenza atroce che debilita e
trasforma il suo corpo ed il suo morale e tende ad influenzare anche il suo spirito, perché
mancante di riflessi pronti, deve decidere "in assoluto" per la EUTANASIA!
Non continuare tu e tutti gli alti e falsi prelati a deturpare il significato della "Sofferenza" di
GESU', il Quale ha vissuto anche la sofferenza fisica di ogni uomo, oltre a quella morale e
spirituale e che essa, quale sofferenza di ogni singolo uomo, non collabora a quella del
CRISTO, ma la deprezza, perché EGLI con la SUA ha esautorato tutta la sofferenza di tutta
l'Umanità!
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Ed ora, mio caro teologo, cerco di chiudere perché ti ho "rivelato" qual'è la posizione
dell'uomo in genere nei confronti del CREATORE e, in particolare, quella del "vero"
credente al cospetto della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'!
Mi astengo da fare commenti a quanto da te richiesto all'ingegnere Crescenzio sulla lettura
degli studi teologici di S. Tommaso, dalla SUMMA THEOLOGIA al COMPENDIUM
THEOLOGIE, perché, tengo a precisare che studi così profondi non interessano la "povera"
gente, tanto meno al CRISTO che ha usato un linguaggio spicciolo e penetrante ai "poveri di
spirito" ed anche alla gente comune.
Conosco bene la tua posizione nei confronti del DIO - CRISTIANO, perciò ti esorto a dare
una risposta a quanto innanzi evidenziato.
Non continuare ad essere infingardo sulla "VERITA": lo sei sempre stato quando ti chiedevo
di dare risposta o di contestarmi quanto ti porgevo con i miei scritti "ispirati"
Sempre sperando in un tuo rinsavimento per la Futura Dimensione, ti porgo quel sentire
cristiano che CRISTO estende ai SUOI dileggiatori!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - 71100 Foggia
Lettera all'arcivescovo Papa
Foggia, 29 marzo 2002
Monsignore,
già lo scorso anno mi pervennero, da parte di un autorevole professionista tarantino,
alcuni trafiletti de "Il Corriere di Taranto" dai quali si evidenziava il lucro apportato ( oltre
mezzo miliardo di lire) alle confraternità portanti il nome del Carmine e dell'Addolorata.
In quel tempo ero impegnato per la pubblicazione della seconda parte della mia Opera
"J'Accuse", quindi non ebbi la possibilità di scriverti, di commentare altrimenti.
Oggi, ascoltandoti in TV alle ore 14, mi sono ritornati alla mente, al cuore e, soprattutto, allo
spirito i momenti tragici e sofferti intensamente dal CRISTO nel Getsemani, da quello:
“L'anima mia è triste fino alla morte"; all'altro: "Il trasudamento di gocce di Sangue di
GESU’"!
Queste processioni aventi una fisionomia di paganesimo tutto, insieme ad altri momenti di
distorcere la "PAROLA", continuano a determinare quelle fitte atroci nel Morale e nello
Spirito di NOSTRO SIGNORE GESU'!
Tu, in TV hai affermato che tali manifestazioni possono contribuire ad avvicinare la "povera"
gente al CRISTO.
GESU' si è, forse, servito di simulacri o di altro per insegnarci a conoscere il PADRE
CELESTE e lo SPIRITO SANTO che ci porta all'Adozione di Figli dell'Unico e Vero PADRE:
il DIO - CRISTIANO?
Egli, GESU', ci ha parlato in SPIRITO e VERITA' perché potessimo giungere a
comprendere, seppure parzialmente, l'AMORE infinito, la MISERICORDIA inesauribile e la
GIUSTIZIA perfettissima del COLOSSO dell’UNIVERSO: il DIO - CRISTIANO!
Vorrei farti mille ed altre domande, ma considerando l'esperienza avuta con cento e più di alti
prelati, me ne astengo e pazientemente attendo il momento della riscossione, quando i nostri
spiriti si troveranno nella "IPERCONSCIA".
Nello stesso tempo mi viene "suggerito" di inviarti una copia della mia ultima pubblicazione.
Cerca di approfondirla e di meditarla profondamente, così forse riuscirai a comprendere
quanto di straordinariamente strabiliante viene riportato in quelle pagine, perché esse sono
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un continuo, perenne ed eterno declamare le Lodi e la Gloria della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA'!
Considerando il tempo, assai breve, che rimarremo su questo pianeta, non so se riuscirai a
penetrarla tutta.
Di tanto non devi preoccuparti, perché il restante lo apprenderai quando il nostro spirito si
troverà nella "IPERCONSCIA".
Chiudo, sperando di averti reso un encomiabile aiuto e, certo di risentirci e vederti nella
NUOVA DIMENSIONE, ti porgo il mio sentire in CRISTO GESU'.
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5- 71100 Foggia
Lettera a don Fausto (Foggia)
Foggia, 2 settembre 2001
Don Fausto,
prima di focalizzare le motivazioni che mi hanno spinto a scriverti questa lettera devo
farti alcune premesse.La prima è quella che io mi identifichi: sono Eugenio Marchesino, figlio adottivo del PADRE
CELESTE.
Adozione concessami dal CRISTO, per mezzo dello SPIRITO SANTO, dopo diversi lustri di
ricerca intensa per poter comprendere la finalità di questa vita terrena.
E solo attraverso mille e più sofferenze sono riuscito a conoscere CRISTO e a penetrarLo
tramite lo SPIRITO di VERITA' e a rendermi conto della preziosità di questa vita se viene
vissuta in comunione con LUI; e, nello stesso tempo, della inutilità di essa se non viene
sorretta dall'Essenza dell'AMORE, dallo SPIRITO SANTO: Donazione questa perenne,
completa ed eterna di GESU' al PADRE CELESTE e del PADRE CELESTE a GESU'!
Da oltre quarant'anni, quindi, nonostante le mie infinite precarietà e le mie inconsiderate
debolezze, per la mia disponibilità al Bene, GESU' mi ha concesso quanto desidera elargire a
tutti gli uomini.
Purtroppo, il vostro errato insegnamento in antitesi completa alla Volontà della
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', comporta uno squilibrio continuo nella
massa degli uomini, allontanandoli dall'Unica VERITA', il CRISTO, e destina i loro spiriti ad
una auto -purificazione non determinabile nella Futura Dimensione.
Altra premessa che devo prospettarti è la conoscenza, da oltre 30 anni, di "Peppino
Normanno", del quale sono stato sempre un ammiratore per la sua professionalità di docente,
per la sua formazione culturale profonda e, soprattutto, come esperto filosofo.
A tanto devo aggiungere la gratitudine per avermi recensito, per ben tre volte, alcune delle
mie pubblicazioni.
Tutto ciò, giammai, mi avrebbe consentito, essendo amante della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA', di esaltare la sua persona con un panegirico come il tuo che
nulla ha avuto di positivo, prima per il suo spirito presente presso i resti mortali del suo corpo
e, ancor più, detestabile si è presentato agli occhi della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il
PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), perché addotto da uno che si presume e che
dovrebbe essere solo e sempre testimone della "PAROLA"!
Il tuo panegirico sulle qualità professionali di Peppino, mettendo da parte quelle umane di
competenza solo del CRISTO, sarebbero dovute essere limitate a degli accenti da parte di un
sostenitore e credente della PAROLA.
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Se tu, invece, ti fossi fermato solo dieci minuti sulla conoscenza indispensabile del CRISTO e
della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', non solo avresti dato pacatezza allo
spirito di Peppino, quanto più avresti anche se, in minima parte, dato un assaggio della
immensità gloriosa del CRISTO nella SUA Donazione inverosimilmente e incredibilmente,
non declamata, per la salvezza della Umanità tutta e, ancora più, per la conoscenza del
PADRE CELESTE e dello SPIRITO SANTO, ignorate, in gran parte, da voi e misconosciute
a quella "povera" gente, presente al tuo sermone.
Rifletti: dopo circa quaranta minuti del tuo parlare, sono stato costretto ad allontanarmi dal
luogo della riunione dell'assemblea perché mi sentivo offeso, come d'altronde lo è stata
sicuramente la GLORIOSISSIMA E SANTISSIMA TRINITA' a causa della tua esaltazione
ad un uomo che pur riconoscendone delle doti intellettive superiori alla normalità, in quegli
stessi istanti, il suo spirito, invocava la MISERICORDIA infinita e misconosciuta del PADRE
CELESTE, mistificata da voi e nascosta alla quasi totalità degli uomini e, in particolare, ai
cristiani tradizionalisti che si lasciano incantare ed ingannare, anche per colpa loro, dalle
vostre errate interpretazioni delle scritture.
Unisco alla presente una copia della mia ultima pubblicazione, doveva essere inviata a
Peppino che deteneva già la prima parte,
Avendola completata con la seconda , era mio desiderio fargliela recapitare…
Mi è mancato il tempo perché consegnatami nei primi giorni del mese ultimo di agosto.
A lui non è stato consentito prendere visione su questo pianeta e penso che ne sia stato
avvantaggiato, in quanto in avvenire potrà gustarsela, con gli occhi dello spirito, nella
"IPERCONSCIA".
Se questo scritto ti ha turbato o ritieni che non sia conforme all'insegnamento della
"PAROLA", del CRISTO, puoi contestarmelo tramite lettera o, ancor meglio, verbalmente.
Accetta questo mio sentire alla presenza della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA
TRINITA'!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5- Foggia-
Lettera a frate Marco
Foggia, 28 agosto 2001
Caro Marco,
nella prima settimana di agosto mi sono state consegnate le copie della mia ultima
pubblicazione: "La più grande Opera di Tutti i Tempi".
Certamente il titolo del Libro non ti suonerà nuovo e, come sempre, strano e ti porterà a
sbeleffarmi.
Però se lo mediti, profondamente, ti renderai conto di tanta "ispirazione" e potrai penetrare
l'essenza dell'Opera che si completa di due parti: la prima già pubblicata nel 1996, è
l'esaltazione Gloriosa, perenne ed eterna del CRISTO; la seconda, pubblicata quest'anno, è
l'esaltazione Gloriosa , perenne ed eterna della GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA
TRINITA'!
Quel "J'Accuse" che si antepone alle due parti, costituisce un richiamo duro, costante ed
eterno alle "chiesucole" terrene affinché abbiano a spalancare gli occhi dello spirito e
riportarsi alla realtà vissuta ed insegnata da CRISTO!
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Possibile che non vi rendiate conto di quanta negatività apportiate su questo pianeta a causa
delle vostra superbia?
Essa vi fa ritenere che siete dei "chiamati", quando invece la vostra posizione, eccezione fatta
per alcuni, è legata a tornaconti materiali, economici e, ancor più, di potere.
Possibile che accecati da queste tre ultime condizioni, perseverate nella ignoranza di quanto
estremamente esternato con la SUA Vita dal CRISTO?
A me può preoccupare relativamente la vostra futura condizione; ciò, invece, che rende assai
impenetrabile la vostra condotta è il vostro stoicismo a condurre la "povera" gente su sentieri
che richiederanno anni non determinabili di espiazione nella Futura Dimensione, causa la sua
ingenuità e, più ancora, per la sua apatia per la quale si è lasciata trainare da voi, falsi profeti
e mistificatori di quanto lasciatoci in eredità dal CRISTO.
Per avere parvenza di quanto danno avete apportato alla gran parte dei cattolici
tradizionalisti, riportatevi con la mente ad uno spettacolo di burattini.
Ordunque , si nota come l'autore della trama, il burattinaio opera sui burattini con dei fili
muovendoli a proprio piacimento e facendo riportare quanto gli si compiace.
Si vede, quindi, come da una finestrella dall'alto egli maneggia, con estrema facilità, i pupi che
sono al di sotto, nel teatro.
E' questa la vostra deplorevole condizione tratta dalla vostra fedeltà al papa e non al
CRISTO!
Se vuoi averne una edizione più completa e moderna, basta soffermarsi la domenica o il
mercoledì davanti al Vaticano, quando Vojtyla si affaccia al balcone o alla finestra ed opera
sulle folle con la stessa intensità del capo - burattinaio, ingannando gli astanti con parole
boriose e prive di ogni significato voluto ed insegnatoci da GESU'.
A quella gente con molta maestrìa è stata tolta parte, assai grande, di quella libertà concessaci
dal DIO - CRISTIANO e che dovrebbe portare a scoprire l'AMORE infinito, la
MISERICORDIA inesauribile e la GIUSTIZIA perfettissima della SANTISSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA' per poter porgere solo ad ESSA il Grazie" eterno perché ha
stabilito e decretato la proiezione Futura di "tutti" gli uomini al raggiungimento di quella
pace e di quella felicità vanamente e, con grande delusione ricercate e bramate su questa
Vecchia Terra.
Egli, affacciandosi, come dicevo, alla famosa finestra, si sofferma vagamente intorno alla
GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA', biascicando mnemonicamente e senza
riflettere qualche "gloria" che non ha nessun senso perché vuoto di spiritualità e senza alcuna
cognizione della Sua portata.
Al contrario, il suo sermone trova la centralità sulla Madonna e sui i Santi, ai quali io dedico
una devozione particolare ed in sintonia con la loro vera " entita": alla Madonna perché,
come sempre ho sostenuto, è diventata la prediletta della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il
PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) per la sua umiltà unica e per la sua totale
dedizione al DIO - CRISTIANO, l'Autore di tutto l'Universo; ai Santi, non quelli eletti dal
papa, ma a quanti innamorati della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' hanno
raggiunto, in tempi ristretti, la NUOVA TERRA e fanno già parte della Vera CHIESA del
CRISTO!
Sia la Madonna che i Santi "citati", hanno una ed una sola alternativa da insegnarci, quella
cioè di essere di sprone e di monito affinché anche noi, possiamo calcare quei solchi da loro
intrapresi e che ci porteranno a rendere la "Gloria" ed il "Grazie" eterni a COLUI che
insieme al PADRE CELESTE ci ha elargito, anche, con la SUA totale Donazione al PADRE
CELESTE, lo SPIRITO di VERITA' e la futura felicità nella Zona PARADISIACA!
In sintesi, essi devono essere tenuti in profonda considerazione quando ci additano il
traguardo da raggiungere: la conoscenza e, quindi, la GLORIA da apportare solo e sempre
alla GLORIOSISSIMA e SANTISSIMA TRINITA'.
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Marco, tanto mi viene "detto" di riportarti perché tu, nel prossimo futuro, non abbia a
rimanere smarrito e scioccato al cospetto di quella "REALTA'” in completa contraddizione
con quella da voi vissuta ed insegnata.
Ma , ancor più, perché ti ho ritenuto sempre un fratello spirituale a cui sono stato molto
legato affettuosamente ed a cui vorrei insegnare, scusami la presunzione, ma tanto è dovuto
allo SPIRITO di VERITA', quel percorso foriero di una rapida e conclusiva conquista della
NUOVA TERRA!
A te Marco la responsabilità di dare credito o meno a quanto mi viene "ispirato", oppure il
perseverare nella tua errata formazione spirituale.
Un saluto affettuoso ai tuoi.
A te una profonda e cristiana esortazione a rivedere il cammino percorso su questa "vecchia
terra", attraverso non la lettura ma la meditazione ispirata de "La più Grande Opera di Tutti
i Tempi"!
Affettuosamente
.Eugenio
N.B. Marco, sarebbe mio desiderio e, ancor più, della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il
PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) che tu trovassi delle argomentazioni valide a
contestare quella che è la "sintesi" de "La più Grande Opera di tutti i Tempi"
di Eugenio Marchesino
Lettera a don Marco
Foggia, 12 novembre 2001
Caro Marco, di ritorno da Padova ho trovato il tuo scritto: nessuna menzione all'invio della
cartolina dal luogo in cui ho soggiornato.
Può darsi che non ti sia stata recapitata.
A riguardo della tua lettera, devo confessarti che sono rimasto assai contento, nonostante le
attribuzioni negative alla mia persona; perché ho potuto constatare che hai fatto uso della
"Libertà" che il CREATORE dell'Universo, il COLOSSO dell'UNIVERSO, il DIO CRISTIANO, la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' ha concesso a noi, SUE
creature.
Le tue accuse, in particolare quella in cui mi attribuisci il sostantivo di "superbia", non
rientra nelle doti della mia personalità spirituale, educata e formata dalla GLORIOSA
TRIADE DIVINA (Il PADRE,il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO), nonostante le mie infinite
debolezze, le mie non determinabili carenze e le mie miserie.
Queste ultime, più volte, sono annoverate in molte lettere del Libro "J'Accuse", unitamente al
tormento annoso della divisione del CORPO del CRISTO ad opera di tutte le "professioni"
cristiane e ,in particolare, di quella cattolica ed ortodossa.
Al cospetto della SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', risponderai nella
Iperconscia: il lodare, il ringraziare ed il glorificare solamente ed eternamente la STESSA, mi
comporta l'attribuzione di superbo?
Come pure il riconoscere, come Paolo II ( egli al momento) che arbitrariamente si impossessa
del sostantivo e dell'aggettivo di "padre santo", in quanto esso compete solo ed
esclusivamente al PADRE CELESTE, da come asserito "categoricamente" dallo STESSO
FIGLIO dell'ALTISSIMO, CRISTO GESU’ "... e non chiamate alcuno sulla terra vostro
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padre, perché UNO solo è il vostro PADRE, Quello che è nei Cieli!", mi comporta di essere
superbo?
Inoltre, l'affermare che il papa, vivendo in una reggia sontuosa e, quindi, in estrema
opposizione all'Umanità e all'Umiltà del CRISTO. "...gli uccelli hanno il loro nido, le volpi le
loro tane; mentre il Figlio dell'UOMO non ha dove poggiare il capo..." osa, impunemente
(almeno sulla terra) di essere il "vicario" di COLUI, CRISTO SIGNORE, che tutto ha dato
della SUA Divinità e della SUA Umanità per la salvezza di tutti gli uomini, mi comporta,
ancora, un'attribuzione offensiva di epiteti?
Circa, le mie mastodontiche "verità", esse non sono di mia pertinenza, ma mi vengono
"ispirate" dallo SPIRITO di VERITA'.
Potrei continuare ancora e non so per quanto tempo, ma voglio evitarti di essere tediato, più
che da me, da quanto lo SPIRITO di VERITA' mi porta a riscontrare!
Comunque e in definitiva, ciò che conta è quanto riscontreranno i nostri spiriti, al cospetto
della LUCE Folgorante del CRISTO, trovandosi nella IPERCONSCIA: essi avranno la
possibilità di esaminare spiritualmente le nostre malefatte.
Questa presa di coscienza determinerà al nostro spirito il periodo della nostra autopurificazione.
A riguardo di Paolina, sappi che nonostante tutto, le ho sempre voluto bene e continuerò a
volergliene. Ella è la madre dei miei figli a cui, solo il DIO - CRISTIANO, sa quanto li ami.
Per quanto credito bisogna dare al riferimento, da te menzionato, circa il miliardo di cattolici
tradizionalisti, cerca di penetrare la loro autenticità, la loro disinformazione, la loro
ignoranza e poi deducine l'esiguo e sparuto numero di quanti hanno accettato, nella interezza,
la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA'
In sintesi devo concludere, alla presenza del DIO -CRISTIANO, che tu sei un servitore del
papa e della gerarchia ecclesiastica; mentre io sono e sarò sempre un amante e discepolo della
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' che eternamente ed amorevolmente Glorifico!
Abbiti ancora un sentire fraterno da Eugenio, amante e discepolo della SANTIASSIMA e
GLORIOSISSIMA TRINITA'.
Eugenio
Lettera al Priore del Convento- S.Giovanni Rotondo
Foggia, 22 novembre 2001
Reverendo frate,
dopo avere assistito in TV per la ennesima volta ai preparativi che precedono la
elezione a santo del fraticello Pio da Pietralcina sento, più che sento, attraverso la "ispirazione
della GLORIOSA TRIADE DIVINA (Il PADRE, il FIGLIO e lo SPIRITO SANTO) inviarti
una copia della mia ultima pubblicazione "ispirata", perché tu e i tuoi confratelli,
meditandola profondamente in ogni singola riga, possiate avere una parvenza del concetto di
santità.
A prescindere dal fatto che a nessuno, in assoluto, all'infuori del CRISTO, è consentito nella
CHIESA del PADRE CELESTE, eleggere un uomo a santità, tanto meno a papa Vojtyla o ad
altri alti prelati delle altre "professioni" cristiane, mi domando come mai vi arroccate questi
privilegi, adducendo e apportando dimostrazioni di valide mediazioni tra "uomini probi" e il
CRISTO?
Perché azzardate tanto?
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Perché non vi rendete conto che l'Unico che ha mediato "eternamente" per la santità di tutti
gli uomini è GESU'CRISTO?
Egli, sulla CROCE sintetizzando il SUO rapporto d'AMORE eterno col PADRE CELESTE e
lo SPIRITO SANTO, così conclude: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che "si"
fanno!".
Possibile che dopo duemila anni dalla venuta di GESU' in mezzo noi, non riusciate, ancora, a
comprendere l'intensità immensa della SUA DONAZIONE al PADRE CELESTE e quella del
PADRE CELESTE al FIGLIO che ha generato e genera eternamente AMORE: lo SPIRITO
di VERITA'?.
E' Quest'Ultimo che penetra gli spiriti "disponibili" e fa loro comprendere che la presenza di
GESU' in mezzo a noi è dovuto, principalmente, alla conoscenza tramite il SUO mezzo, del
DIO - CRISTIANO, del PADRE CELESTE, dell'AUTORE della Vita dell’UNIVERSO e che
solo a LUI bisogna rivolgersi eternamente per ringraziarLo per la nostra presenza su questo
pianeta e, più ancora, per la Futura ed Eterna Destinazione che ha concesso a "tutti", noi
uomini, di essere FIGLI adottivi, essendo EGLI Unico, Solo e Vero PADRE!
Al fraticello Pio, a cui porto riconoscenza e stima e che tanto avete perseguito stando su
questa "vecchia terra", non adducete ancora difficoltà a quella santità decretata dalla
SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', alla quale egli, come tutti gli spiriti traslati,
brama raggiungere!
Infatti la interposizione di uomini ritenuti santi per la sparuta conoscenza e per la dovuta
valenza non corrisposta alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' da parte di
quanti si arrogano il diritto di appartenenza "solo" al CRISTO, in particolare Vojtyla, porta
quelli a rendere ancora più difficoltoso il raggiungimento della ZONA PARADISIACA.
Non perdete altro tempo perché poi nella "IPERCONSCIA" sarà assai duro recuperarlo; non
perdete tempo, ancora, nelle tante idiozie ed imparate a conoscere nella giusta Essenza il
PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU' e lo SPIRITO SANTO, affinché possiate darne
conoscenza all'umanità intera abbisognevole di "possedere" un PADRE infinitamente
amabile, un CRISTO che amando infinitamente soddisfa tutti i peccati commessi dagli
uomini e uno SPIRITO di VERITA' che porta a comprendere questi infiniti, impenetrabili ed
inconcepibili atti di AMORE ETERNO!
Ti saluto spiritualmente nel PADRE SANTISSIMO, nel FIGLIO GLORIOSISSIMO e nello
SPIRITO SANTO, GLORIOSISSIMO e SANTISSIMO!
Eugenio Marchesino
via don Sturzo, 5 - Foggia-
Lettera al professore Antonio Ricci
Foggia, 1 giugno 2002
Carissimo Antonio, fratello in Gesù "nostro"
sabato sera sono rientrato da Vieste, dove ho trascorso una buona
settimana con mia moglie e mio figlio Francesco, venuto da Milano.
Caro Antonio, io ritardo a scriverti per non impegnarti molto nei miei riguardi, anche se sai
bene che sei l'unico fratello spirituale su questo "pianetino", considerato che con l'altro
fratello, don Marco, i rapporti sono cambiati da quanto lo esortavo a rientrare in quello che è
l'insegnamento di NOSTRO SIGNORE GESU'.
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Comunque, è inutile ripeterlo ancora perché tutti i giorni, sei presente nella mia spiritualità,
quando invoco ringrazio e glorifico la SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA', con la
mia splendida, unica ed incomparabile preghiera, unitamente al suo Inno!
Ed ora, mio caro fratello, devo comunicarti che una settimana prima che andassi a Vieste i
miei figli mi hanno regalato un computer.
Non è uno degli ultimi, ma mi è stato di tanto gradimento e mi sarà di grande aiuto per
prenderne dimestichezza e prepararmi per il 2004, come accennatoti in una mia precedente.
in quel periodo, ho già chiesto alla SANTISSIMA e GLORIOSISSIMA TRINITA' di
concedermi il privilegio di testimoniare a tutto il pianeta Terra la "Sintesi" di tutte le mie
opere "ispirate" che sono la Esaltazione Gloriosa ed Eterna al PADRE CELESTE, al FIGLIO
GESU’e allo SPIRITO SANTO!
In quel tempo avrò il mio "sito" e darò sfogo a quanto di meschino sono apparsi i "gerarchi"
della chiesa cattolica non dando riscontro alle mie lettere raccomandate ed ai miei scritti
"ispirati", in cui evidenziavo le infinite e assurde loro ingerenze che avvolgono e schiavizzano
la povera ed ignorante "gente" intorno alla "PAROLA".
In una lettera mi chiedevi, come pure ti chiedevi come mai gli interpellati non danno riscontro
alle mie insistenti esortazioni , ai miei quesiti e alla loro futura condanna che li circuisce?
Ispirato dalla GLORIOSA TRIADE DIVINA ( Il PADRE CELESTE, il FIGLIO GESU'
CRISTO e lo SPIRITO di VERITA), oggi posso dare una risposta ai tuoi ed ai miei quesiti;
una parte accetta quegli scritti, ma non ha potuto darne conferma perché condizionata dagli
impegni assunti con la gerarchia papale; altra parte codarda, non ha avuto il coraggio di
difendersi in alcun modo; l'ultima, la più deprecabile, perché insup
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INTRODUZIONE ALL`OPERA COLOSSALE 2004 Anno 2004: anno