Mensile
di Informazione
Cristiana
Uomini Nuovi
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Laurea in Teologia Biblica Pratica
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Corso per pastori, evangelisti,
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Chi semina scarsamente
mieterà altresì scarsamente;
e chi semina abbondantemente
mieterà altresì abbondantemente.
(2 Corinzi 9:6)
Missione
per la Chiesa
Perseguitata
Da terrorista
a evangelista
m. mirandola
La chiesa
durerà
sempre?
giuseppe E. laiso
La voce d’israele
Sport, sportivi
e giochi
olimpici
nell’Europa
in guerra
edda fogarollo
Il nome
dell’Eterno
Elio marrocco
Anno LX - N° 2-3/2014
Primavera: tempo di semina!
Per una raccolta certa, semina con un buon libro
Sped. Abb.Post.Art.2 comma 20/B L.662 del 23.12.96 - Tab.B - FILIALE PT VARESE
1
LA CHIESA DURERÀ
SEMPRE?
di Giuseppe Laiso
V
iviamo in un mondo di rapidi
cambiamenti e dove, per finire, tutto passa. Regni, imperi, istituzioni, famiglie sono stati
e saranno destinati a fallire. Siamo
sempre di più confrontati con una
tendenza alla decadenza.
Anche la chiesa visibile, le denominazioni, non fanno eccezione
a questi cambiamenti. Perché?
Forse, perché molti membri sono
ben vestiti e ben lustrati di fuori, ma
non sono mai stati lavati dentro.
In italiano, la parola Chiesa, ha diversi significati: • una riunione di
culto • un’istituzione, diversa da
quelle dello Stato • una semplice
denominazione religiosa.
Ma in realtà, la Chiesa biblica è
un’altra cosa, perché • la Chiesa
è stata progettata e voluta da Dio
• la Chiesa è stata fondata dal Figlio • la Chiesa è fortificata, ossia
puntellata dallo Spirito Santo.
Nel Nuovo Testamento, la parola
greca usata per chiesa è ecclesia.
e la troviamo ben 115 volte. Nell’Antico Testamento nemmeno una volta per il semplice fatto che esso fu
scritto in ebraico e non in greco.
Delle 115 volte in cui è usata, la
parola ecclesia viene tradotta 112
volte con Chiesa, mentre soltanto 3 volte con assemblea (intesa
come un’assemblea legale o anche politica).
Tuttavia, la Chiesa biblica è formata da coloro che sono “stati lavati
dentro” e sono stati perciò redenti
2
con il sangue di Cristo. Difatti, Paolo esorta gli anziani della Chiesa
ad essere vigilanti nella cura di
essa: “Badate a voi stessi e a tutto
il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per
pascere la Chiesa di Dio, che egli
ha acquistata con il proprio sangue.” (Atti 20:28)
Gesù Cristo con la sua morte, la
sua risurrezione e la sua ascensione fondò la Chiesa.
È sorprendente, tuttavia, notare
dalle Scritture che Gesù ha parlato poco della Chiesa durante il suo
ministero terreno. Tutto quello che
troviamo si riduce a poche frasi e in
due occasioni:
• la prima in risposta a Pietro quando pronunciò la sua straordinaria
confessione di fede: “E anch’io
ti dico: tu sei Pietro, e su questa
pietra edificherò la mia chiesa, e
le porte dell’Ades non la potranno
vincere” (Matteo 16:18).
• la seconda occasione, quando
Gesù istruì i discepoli sul modo di
comportarsi nei casi di disciplina:
“Se rifiuta d’ascoltarli, dillo alla chiesa; e, se rifiuta d’ascoltare anche la
chiesa, sia per te come il pagano e
il pubblicano” (Matteo 18:17).
Sono questi i soli brani della Scrittura in cui Gesù nomina direttamente
la Chiesa.
La storia della Chiesa è un susseguirsi di successi e di insuccessi. Quando si parla di storia della
Chiesa ci si riferisce alla chiesa vi-
sibile ed è chiaro che le mancanze
sono dovute all’elemento umano.
Ma la Chiesa fondata da Gesù, suo
capo invisibile, non potrà mai venir
meno.
Il nostro Signore Gesù parla della
sua Chiesa come di qualcosa che
dura e durerà sempre: “Poi Gesù,
giunto nei dintorni di Cesarea di
Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?» Essi risposero:
«Alcuni dicono Giovanni il battista;
altri, Elia; altri, Geremia o uno dei
profeti». Ed egli disse loro: «E voi,
chi dite che io sia?» Simon Pietro
rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del
Dio vivente». Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di
Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il
Padre mio che è nei cieli. E anch’io
ti dico: tu sei Pietro, e su questa
pietra edificherò la mia chiesa, e le
porte dell’Ades non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno
dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò
che scioglierai in terra sarà sciolto
nei cieli»” (Matteo 16:13-19).
Ci sono 5 elementi straordinari:
1.Edificherò la mia chiesa: un
edificio.
2.Edificherò: un edificatore, costruttore.
3.Su questa pietra: un fondamento
4.Le porte dell’Ades (inferno): i pericoli impliciti.
5.Non la potranno vincere: sicurezza garantita.
Prima di tutto vogliamo
osservare l’edificio:
“La mia chiesa”
“Così dunque non siete più
né stranieri né ospiti; ma siete
concittadini dei santi e membri
della famiglia di Dio. Siete stati edificati sul fondamento degli
apostoli e dei profeti, essendo
Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va
innalzando per essere un tempio
santo nel Signore. In lui voi pure
entrate a far parte dell’edificio
che ha da servire come dimora
a Dio per mezzo dello Spirito”
(Efesini 2:19-22).
La Chiesa è costituita da persone che hanno dato la loro vita a
Cristo e sono nate di nuovo, credenti perdonati e salvati.
Secondo 1 Pietro 2:4-8: “Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta
e preziosa, anche voi, come pietre
viventi, siete edificati per formare
una casa spirituale, un sacerdozio
santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù
Cristo. Infatti si legge nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una
pietra angolare, scelta, preziosa e
chiunque crede in essa non resterà confuso». Per voi dunque che
credete essa è preziosa; ma per
gli increduli «la pietra che i costruttori hanno rigettata è diventata la
pietra angolare, pietra d’inciampo
e sasso di ostacolo». Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella
parola; e a questo sono stati anche destinati”.
I vecchi rabbini spesso raccontavano una leggenda che può illustrare
molto bene il significato della definizione biblica di Gesù come pietra angolare. Si stava costruendo il
Tempio di Gerusalemme e nelle vicinanze del cantiere vi era una grossa
pietra. Sembrava che essa non dovesse servire a nulla e diede origine
a lamentele da parte degli operai,
che inciampavano in essa mentre
trasportavano i pesi. I lavori intanto
progredivano e arrivò il momento in
cui si doveva scegliere una “pietra
angolare” per l’edificio. Con stupore
di molti l’architetto scelse proprio
quella pietra, che aveva dato luogo
a tante lamentele: “Per voi dunque
che credete essa è preziosa; ma
per gli increduli la pietra che i costruttori hanno rigettata è diventata
la pietra angolare” (1 Pietro 2:7).
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“Il sogno di
Dio”
scritto da
Giuseppe
Laiso
Un costruttore:
“Io edificherò la chiesa”
La vera Chiesa di Cristo è assistita da tutte e tre le Persone della
Santa Trinità. • La Chiesa è stata
progettata e voluta dal Padre. • La
Chiesa è stata fondata dal Figlio. •
La Chiesa è fortificata, puntellata
dallo Spirito Santo. Tre persone,
ma un unico Dio, per la salvezza di
ogni anima. Accostiamoci a Gesù
affinché egli faccia di noi delle pietre viventi per la sua Chiesa.
Un fondamento:
“su questa pietra”
Quando Gesù disse a Pietro: “su
questa pietra”, egli parlava di sé
stesso. Gesù è la roccia, colui
che è morto sulla croce, ma è risuscitato (Galati 1:2), alla croce
c’è il perdono e la riconciliazione.
Nessun altro fondamento potrebbe sostenere il peso della Chiesa. Paolo ci esorta: “Nessuno
può porre altro fondamento oltre
a quello già posto, cioè Gesù Cristo” (1 Corinzi 3:11).
“Infatti c’è un solo Dio e anche un
solo mediatore fra Dio e gli uomini,
Cristo Gesù uomo, che ha dato sé
stesso come prezzo di riscatto per
tutti; questa è la testimonianza resa
a suo tempo” (1 Timoteo 2:5-6).
Pericolo implicito:
“le porte dell’inferno
non potranno vincerla”
La Chiesa è stata sempre piena di
conflitti esterni e anche di contrasti
interni quando chi ne faceva parte
non si è fatto guidare dallo Spirito
Santo. Tuttavia, godiamo di una
grande sicurezza: le porte dell’inferno non potranno vincere.
La Chiesa è del Signore
e appartiene al Signore.
Qualche volta siamo confrontati
con l’insuccesso delle chiese locali; ma ci domandiamo se non si
considera la chiesa come una organizzazione, un club, invece di un
organismo vivente.
L’Apostolo Paolo ci dice: “Siete stati
edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo
Gesù stesso la pietra angolare, sul-
la quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per
essere un tempio santo nel Signore” (Efesini 2:20-21).
“E faccia sì che Cristo abiti per
mezzo della fede nei vostri cuori,
perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la
profondità dell’amore di Cristo e di
conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché
siate ricolmi di tutta la pienezza di
Dio” (Efesini 3:17-19).
Il Vangelo di Cristo ha dimensioni
diverse: • la sua larghezza, ossia
tutti i popoli • la sua lunghezza, ossia tutti i tempi • la sua profondità,
ossia tutte le miserie • la sua altezza, ossia tutte le glorie!
“Affinché i principati e le potenze
nei luoghi celesti conoscano oggi,
per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio, secondo il disegno eterno che egli ha
attuato mediante il nostro Signore,
Cristo Gesù; nel quale abbiamo la
libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui”
(Efesini 3:10-12).
La Chiesa del Signore, che prese
vita alla Pentecoste durerà sempre e attende con grande speranza che il Signore Gesù ritorni presto secondo la Parola in Atti 1:11:
“Uomini di Galilea, perché state
a guardare verso il cielo? Questo
Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella
medesima maniera in cui lo avete
visto andare in cielo”.
Il teologo cinese Choan-Seng
Song pone le seguenti domande:
“Quale sarà il futuro del cristianesimo in Occidente? Come faranno
i credenti europei a recuperare la
potenza del Vangelo? E in quale
modo si rapporteranno così i cristiani del terzo mondo che presto
li sorpasseranno dal punto di vista
numerico?”
Cristiani, credenti e nati di nuovo dallo Spirito, come li chiama
Gesù, hanno certamente un ruolo fondamentale e importante da
svolgere.
Una predicazione persistente e
non settaria potrà segnare un ritorno vero all’autorità della Bibbia
e anche al rinnovamento spirituale auspicato da tutti.
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3
Lettera di un amico
...Merlin Carothers
Questo sarà un articolo
molto inusuale da leggere!
Cara Lettrice, caro Lettore,
ti sto scrivendo dal Cielo! Sì, veramente. Mediante la grazia del
nostro Signore Gesù sono stato
promosso.
Ti ho scritto questa lettera prima
del mio arrivo in Cielo, e ho chiesto a mia moglie Mary di tenere
questo saluto finché i miei piedi
fossero ben piantati nella mia
nuova casa.
Per prima cosa, voglio
ringraziare voi tutti che
avete sostenuto la
Foundation of Praise
(Fondazione
di lode) mentre
ero sulla Terra
con voi. Ci sono
stati momenti in
cui abbiamo avuto
bisogno di qualcuno che ci desse un
aiuto speciale e tanti
di voi hanno detto: “Il
Signore mi ha detto di aiutarti”. E
tu l’hai fatto! Quando mi raggiungerai in Cielo, ti ringrazierò di persona. In questo momento Mary
e il mio staff si sentiranno un po’
tristi. Loro sanno che Dio userà la
mia dipartita per il bene, ma potrebbero chiedersi se i loro sforzi
saranno sufficienti per compiere
tutte le cose che devono ancora
essere fatte. Per favore scrivete
per incoraggiarli (potete indirizzare i vostri scritti a Editrice
Uomini Nuovi) e continuate a divulgare i libri e condividere il messaggio di Dio sulla lode in tutto il
mondo.
4
Io sono stato grandemente benedetto ad avere avuto le preghiere
di Mary per me. Ora che sono qui
con il mio Signore Gesù, lei non ha
più bisogno di pregare per me e
potrà pregare più assiduamente
per le vostre richieste.
Mi hanno chiesto spesso se avevo ancora la stessa fiducia che
Dio avrebbe fatto sì che tutto cooperi per il nostro bene se lo lodiamo. Fino ai miei ultimi giorni sulla
Terra ho continuato ad accrescere la mia fiducia che tutto quello
che avevo scritto sul lodare il Signore era quello che lui mi aveva
insegnato. Il mio unico rammarico
è stato quello di non avere l’abilità
di descrivere più chiaramente la
gioia che Dio mi ha dato mentre
imparavo a lodarlo.
Lì, dove sei, ci sono tante opportunità di portare altri a conoscere
Gesù come il loro Signore e Salvatore. Dio usa i libri sulla lode in
tanti modi sorprendenti per guidare le persone alla Buona Notizia. Io prego che tu continuerai
ad usarli per raggiungere coloro
che hanno bisogno di aiuto. Costoro sono dappertutto intorno
a te, anche nelle prigioni, negli
ospedali, nell’esercito. Ovunque
le persone stanno soffrendo e
hanno bisogno della gioia del Signore.
Ho fatto del mio meglio per stabilire la Foundation of Praise su
un fondamento solido. Tutto è al
proprio posto per continuare a
condividere le lodi di Dio.
Ora che sono stato promosso al
Cielo, la mia preghiera è che tante migliaia di libri sulla lode continueranno ad essere pubblicati e
letti per molti anni a venire. Così,
ora tu hai il tuo personale partner nella lode in Cielo e io posso
parlare direttamente con Colui
che ha dato la sua vita per noi e
lodarlo per il suo amore.
Mentre tu rimani sulla Terra, non
stancarti mai di condividere la
Buona Notizia. Dio benedirà i
tuoi sforzi abbondantemente. Mi
ricordo che lui mi ha dato un crescendo di gioia mentre esortavo
altri a conoscerlo ed amarlo. Un
giorno, quando saremo tutti insieme, ci uniremo di nuovo per lodare
Dio per sempre!
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Mémorial de la
Shoah
di Parigi
Arpad Weisz
Lilli Henoch
Gretel
Bergmann
Sport, sportivi
e giochi olimpici
nell’Europa in guerra
(1936-1948)
di edda fogarollo
S
port, sportivi e giochi
olimpici nell’europa in
guerra (1936-1948)
Questo è il titolo di una mostra itinerante. Il Mémorial de la Shoah
di Parigi ha autorizzato Cristiani
per Israele-Italia a realizzare nel
prestigioso Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia di Padova, l’evento. Molti sono stati i
riconoscimenti e i patrocini ricevuti, tra questi quello del MIUR
(Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca), Fondazione
Perlasca, il Giardino dei Giusti,
Museo dell’Internamento e l’Istituto Veneto Storico e Resistenza, oltre a patrocini istituzionali.
All’inaugurazione ha partecipato
l’ambasciata d’Israele di Roma
con il Ministro Dan Haezraky e
il direttore del KKL-Italia, Rafael Ovadia. La Mostra ha avuto
un largo consenso da parte del
pubblico e delle scuole che sono
giunti a migliaia per visitarla e
conoscere la persecuzione nazifascista sotto una lente diversa.
La lente dello sport infatti mette
a fuoco come la propaganda nazista, la persecuzione e la discriminazione razziali abbiano ben
presto trovato nello sport uno
strumento valido ed efficace. Il
Comitato Olimpico nel 1931 assegna alla Germania la realizzazione delle future Olimpiadi del
1936 a Berlino. In meno di due
anni però, la Repubblica tedesca di Weimar (1919-1933) viene sostituita drammaticamente
dall’ascesa al potere del partito
Nazionalsocialista, guidato da
Adolf Hilter (30 gennaio 1933),
portando rapidamente ad un regime dittatoriale. Provvedimenti
razziali e discriminatori iniziarono quasi subito: agli ebrei venne
vietato l’uso dei campi sportivi,
piscine, fiumi, acque pubbliche
e persino di andare a cavallo,
o frequentare i circoli amatoriali come quello degli scacchi.
Le leggi razziali di Norimberga
(1935) resero la vita dei cittadini
ebrei tedeschi molto dura: essi
furono completamente esclusi
da ogni tipo di attività, le loro
proprietà vennero confiscate e
divennero oggetto di ogni tipo di
umiliazione. Di fronte a tale situazione molti ebrei emigrarono,
tra di essi diversi sportivi ai quali
era ormai impedito allenarsi o
gareggiare. Così fece la campionessa di salto in alto, Gretel
Bergmann, ebrea tedesca, che
nel 1933 dovette emigrare nel
Regno Unito. La discriminazione della Germania nei confronti
degli atleti ebrei risuonò a tale
punto da far sorgere in varie
nazioni dei movimenti di boicottaggio delle Olimpiadi di Berlino.
Le maggiori proteste vennero
dagli USA, tanto che il Comitato
Olimpico fu costretto a chiedere
alla Germania nazista di dimostrare la democrazia tanto propagandata, e così poco manifestata negli ultimi anni, e pose
come veto l’obbligo di formare
le squadre tedesche con la partecipazione degli atleti ebrei,
allontanati a causa del Regime.
Astutamente Hitler, come seppe fare molte volte, ripulì l’intera
Germania degli slogan razziali e invitò gli atleti ebrei famosi,
allontanati a causa della persecuzione, a rientrare in Germania
per partecipare alle Olimpiadi di
Berlino.
La Bergman fu una di questi. Ma
per paura che la campionessa
ebrea vincesse le Olimpiadi, le fu
impedito di partecipare ai Giochi
L’atleta Gretel Bergmann
e al suo posto gareggiò una certa
Dora Ratjen, in realtà un uomo,
iscritto all’anagrafe con il nome
Heinrich Ratjen. L’inganno ven5
ne scoperto
successivamente.
Anche Lilli
Henoch, atleta ebrea
tedesca,
campionessa più volte
di lancio del
peso e del
disco e salLilli Henoch
to in lungo,
ebbe una storia simile a Gretel.
Le fu fatto divieto di partecipare alle Olimpiadi del 1936 e nel
mese di settembre del 1942 venne deporta nel ghetto di Riga,
dove il fuoco delle truppe naziste, le Einsatzgruppen, pose fine
alla vita di questa giovane atleta.
il Ministro dell’Ambasciata
Dan Haezraky che sta
firmando il libro degli ospiti
Anche in Italia le leggi razziali,
pur applicate tre anni dopo della
Germania, distrussero la carriera
e la vita di molti ebrei, un esempio è il calciatore-allenatore Arpad
Weisz, ebreo ungherese che giunse in Italia nel 1924 per inaugurare
lo stadio Appiani a Padova
(dagli archivi
del Calcio Padova è stato
trovato che segnò un fragoroso goal il giorno
dell’inaugurazione dello staArpad Weisz
dio, il 19 ottobre 1924).
Invitato a Milano per allenare l’
Ambrosiana-Inter, riuscì a fare
vincere alla squadra lo scudetto.
Arpad nel suo periodo milanese
scoprì Giuseppe Meazza. Richiesto ripetutamente dal Bologna,
si trasferì e divenne l’allenatore
della squadra con cui vinse due
scudetti . Divenne nota la frase
“Arpad l’allenatore del Bologna
che tremare il mondo fa”.
Arpad, sposato con una donna
ebrea ungherese, fu padre di
due bambini, ma le leggi razziali del 1938 distrussero la vita di
quest’uomo che dette tutto all’Italia e ai suoi giocatori. Il compenso che ricevette fu l’obbligo
di lasciare l’Italia entro sei mesi,
pena la reclusione. Arpad con
moglie e figli dovette lasciare
ogni cosa, anche il suo cuore
all’ingrata Italia. Nel 1942 venne arrestato con la famiglia e
deportato ad Auschwitz, moglie
e figli morirono quasi subito, lui
riuscì a sopravvivere alla durezza del campo fino il 31 gennaio
1944.
Ecco come l’odio razziale, l’odio
antisemita ha distrutto la vita di
molti campioni dello sport.
Shalom, che Dio perdoni l’Italia
e la Germania.
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notiziario
N°2/3 - 2014
Missione per la chiesa
Perseguitata
Da terrorista a evangelista
di maurizio Mirandola
Nell’isola di Mindanao, nelle Filippine, gruppi di ribelli
musulmani combattono il governo per istituire uno stato
islamico indipendente. Nella loro violenza vengono
coinvolti non solo i soldati governativi, ma anche i
cristiani che vengono uccisi, scacciati, le loro chiese e
le loro case distrutte. Ma nel caso di Alejandro, la storia
è andata diversamente grazie all’intervento di Dio.
“A
un certo punto, mi era
diventato più facile
uccidere una persona
piuttosto che una gallina” racconta Alejandro. Lui era un terrorista appartenente a un’organizzazione militante musulmana
a Mindanao. Bombardava civili,
soldati governativi, marines americani e le case dei cristiani. Non
sapeva nemmeno più quante
persone avesse ucciso. “Non mi facevo scrupoli ad uccidere chiunque
per la gloria di Allah” dice.
Alejandro era figlio unico in una
famiglia musulmana strettamente osservante. Aveva onorato
suo padre unendosi ai ribelli
islamici ed era considerato un
degno erede. Ma dopo molti
anni di assassinii indiscriminati,
la coscienza di Alejandro cominciò a tormentarlo. Lasciò il gruppo militante e tornò a un lavoro
secolare, ma rimase legato alla
sua fede musulmana e alla sua
famiglia.
Incontro con Dio
Il lavoro di Alejandro richiedeva
che lui viaggiasse in lungo e in
largo per l’isola di Mindanao, e
nel 2009 incontrò un cristiano
che lo invitò in chiesa. Dapprima Alejandro rifiutò l’invito; non
era interessato al Cristianesimo.
Ma il cristiano perseverò, e dopo
ben cinque inviti Alejandro finalmente acconsentì a visitare la
chiesa che l’uomo frequentava.
Durante il culto, Alejandro improvvisamente si ritrovò a piangere e sentì l’impulso di recarsi
davanti al pulpito. “Ero un duro,
un uomo di guerra, un killer
islamico” dice. “Non avevo mai
pianto, mai. Quel giorno, decisi
di lasciare l’Islam e di seguire
Gesù”.
Alejandro sapeva che non
avrebbe mai più potuto piazzare
bombe nel nome dell’Islam. Raccontò a suo padre tutto quello
che gli era successo, continuando a pregare che potesse comprendere. Ma quando il padre di
Alejandro sentì che era diventato cristiano, esplose e cominciò
a picchiarlo. Quando Alejandro,
più forte e più giovane, respinse l’attacco, il padre impugnò un
machete, pronunciò una maledizione sopra il suo figlio apostata
e gli disse che l’avrebbe ucciso.
Alejandro lasciò la casa e da allora non ha più visto i suoi genitori. Parla ancora con alcuni parenti, che gli raccontano come i
suoi devoti genitori musulmani
siano ancora estremamente in
collera con lui.
filippine
Rischiare tutto
per il Signore
Lo stesso anno in cui divenne cristiano, Alejandro decise che sarebbe entrato nel ministero a tempo
pieno. Lasciò presto il suo lavoro
e si iscrisse a una scuola biblica.
Le strutture della scuola erano modeste e gli studenti si occupavano
di cucinare, di tenere pulito e delle
manutenzioni. Quando Alejandro
ebbe completato il suo percorso di
studi di quattro anni, la sua chiesa
di riferimento lo assegnò a un compito ministeriale. Si trattava di una
chiesa che un tempo era frequentata da oltre 130 famiglie; dopo
anni di pressioni e di attacchi degli
islamici, tuttavia, l’edificio era abbandonato. Quando Alejandro arrivò, nel 2013, il luogo era rimasto
inutilizzato da diversi anni. I conflitti
tra forze armate governative e truppe di ribelli islamici erano frequenti
nell’area dove era stato assegnato
Alejandro: in alcune notti doveva
utilizzare dei tappi per le orecchie
per attenuare i suoni dei colpi d’arma da fuoco e delle esplosioni per
poter dormire.
Inizialmente fu in grado di radunare solamente cinque famiglie per
Alejandro in una delle sue attività
7
ristabilire la chiesa. Ma quest’anno,
dopo mesi di duro lavoro nella comunità, la chiesa sta cominciando
a crescere. Alejandro intraprende
anche viaggi evangelistici nei villaggi vicini, sia a piedi sia a cavallo di
un bufalo indiano. La sua vita è a
rischio ogni singolo giorno. Chiunque entra in quest’area sa che c’è
la possibilità di essere uccisi. Ma
Alejandro dice che lui desidera essere usato da Dio, anche se questo
significasse dover morire.
La riconciliazione
di Dio
Lo scorso anno, Alejandro ha partecipato a una conferenza di pastori
organizzata dalla Missione Internazionale per la Chiesa Perseguitata,
che ha radunato insieme pastori da
tutta la regione di Mindanao per un
tempo di ristoro e incoraggiamento.
Alejandro ha portato con sé un ex
musulmano che lui stesso ha condotto a Cristo.
Dopo l’ultima serata della conferenza, un collaboratore della Missione
ha notato Alejandro seduto a un
tavolo coinvolto in una conversazione molto profonda con un’altra
persona che aveva assistito alla
conferenza. Era un parente di un
pastore che era stato ucciso, insieme con la moglie e i figli, da militanti
musulmani solo pochi mesi prima.
“Sono stato profondamente colpito
dal fatto che lo Spirito di Dio è in
grado di riconciliare un ex musulmano assassino di cristiani con uno
che recentemente ha sperimentato
il dolore della morte di membri di
famiglia per mano di musulmani”
ha dichiarato il collaboratore della
Missione.
Alejandro un tempo piazzava bombe per uccidere i cristiani per la glo-
ria di Allah. Oggi, egli segue l’invito di Cristo ad essere pescatori di
uomini. Avendo sacrificato i legami
familiari, lui desidera sacrificare la
sua vita per il Signore. Alejandro
chiede a Dio una più grande saggezza e conoscenza per aiutarlo
a conquistare i luoghi di Mindanao
dove l’Islam è più forte. Preghiamo
affinché questo desiderio sia esaudito e che Alejandro possa non
sentirsi mai solo ma supportato
dalle preghiere dei credenti di tutto
il mondo.
Atlante della chiesa perseguitata
Mindanao (Filippine)
Mindanao è la seconda isola più grande delle Filippine, un arcipelago dell’Oceano
Pacifico settentrionale la cui popolazione è prevalentemente cristiana. L’isola ha
vissuto negli anni una crescente violenza tra le forze governative e gruppi di
milizie ribelli organizzate dalla minoranza musulmana. Gruppi islamici armati
controllano quattro province dell’isola sotto il nome di Regione Autonoma del
Mindanao Musulmano e reclamano la completa indipendenza dalle Filippine. Nell’ottobre del 2012 il
Governo e i separatisti del Fronte di Liberazione Islamico (MORO) hanno firmato una bozza di accordo
per fermare un conflitto che va avanti da quarant’anni e ha determinato la morte di oltre 120.000 persone.
Popolazione: 92.337.852 (Filippine, censimento 2010); 25.375.527 (Mindanao, censimento 2010);
3.256.140 (Regione Autonoma del Mindanao Musulmano, censimento 2010).
Gruppi religiosi: Cristiani 63%; Musulmani 32,0%; Indigeno/Altro 5,0% (in Mindanao).
Nella Regione Autonoma del Mindanao Musulmano i Musulmani rappresentano il 90,1% della popolazione.
Forma di governo: Repubblica (alcune aree dell’isola sono sotto il controllo militare di gruppi armati islamici).
Persecuzione: la maggior parte degli attacchi contro i Cristiani avviene all’interno o vicino all’area
controllata dalle milizie islamiche, dal momento che i terroristi cercano di espandere la propria area di
controllo. Gli estremisti cercano di espellere i Cristiani dal loro territorio con la forza, occupando le loro
terre e strappando loro gli animali da allevamento, oppure uccidendoli direttamente. Attaccano i villaggi
Cristiani cercando di occuparli con la forza o semplicemente cercando di rubare qualsiasi cosa sia di
valore.
La Chiesa: in una zona di guerra controllata da milizie integraliste islamiche inevitabilmente le chiese
cristiane subiscono ogni genere di restrizione. Diversi membri di comunità cristiane e molti pastori e preti
sono stati uccisi, e la Missione per la Chiesa Perseguitata cerca di aiutare le loro famiglie, le vedove e i
figli rimasti orfani.
Richieste di preghiera: preghiamo affinché la guerra possa cessare e perché la regione di
Mindanao possa tornare sotto il controllo delle autorità civili. Chiediamo al Signore di proteggere i nostri
fratelli e sorelle cristiani dalla persecuzione e che la pace porti un nuovo clima di giustizia e tolleranza.
8
Brevi
News
Escalation di massacri
Pakistan
nigeria
Nella notte tra sabato 15 e domenica 16 febbraio gli estremisti islamici di
Boko Haram hanno attaccato il villaggio di Izghe, nello Stato di Borno,
nel nord-ovest della Nigeria, causando la morte di oltre cento persone,
quasi tutti Cristiani. Testimoni oculari hanno riportato che gli estremisti
sono arrivati a bordo di camion e moto travestiti da soldati, hanno costretto gli uomini a radunarsi in un’area del villaggio e li hanno massacrati a
colpi d’arma da fuoco, con coltelli e machete, al grido di “Allah è grande”. Dopodiché hanno scatenato una caccia all’uomo alla ricerca di eventuali fuggiaschi, hanno saccheggiato magazzini e depositi di cibo, hanno
appiccato il fuoco alle case e quindi sono scomparsi. A terra sono rimaste
106 persone, tra cui anche alcuni musulmani moderati.
Insieme alle indagini e ai soccorsi sono divampate subito anche le polemiche, dal momento che già da diversi giorni la zona era stata colpita da
numerosi episodi di violenza a firma degli estremisti islamici. Al momento dell’attacco infatti il villaggio era completamente sguarnito di poliziotti
o soldati. La totale incapacità di prevenire o contrastare questi massacri
da parte delle autorità sta preoccupando molto i Cristiani, che si sentono
costantemente sotto tiro, e molti se ne stanno andando dagli stati del Nord
della Nigeria.
News
Gli islamisti ai Cristiani:
“Sottomettetevi o morite”
siria
Giorno dopo giorno la cosiddetta “rivoluzione siriana” comincia a mostrare il suo vero volto. Un chiaro esempio giunge dalla città di Raqqa,
nel Nord del Paese, in una zona caduta sotto il controllo dei ribelli e in
particolare del gruppo jihadista dello “Stato Islamico in Iraq e nel Levante”. Nel mese di febbraio questo gruppo ha imposto alla popolazione cristiana una serie di regole islamiche ispirate alla Sharia in cambio di “protezione”. Le direttive del gruppo islamico, citando il concetto coranico di
“dhimma”, richiedono ai cristiani della città di pagare una tassa di circa
14 grammi di oro puro in cambio della loro “sicurezza”. Inoltre dispone
di non effettuare ristrutturazioni alle chiese, mostrare croci o altri simboli
religiosi al di fuori delle chiese, suonare le campane delle chiese o pregare in pubblico. I Cristiani non possono portare armi, e devono seguire
altre regole imposte dal gruppo islamico nelle proprie vite quotidiane.
Il gruppo jihadista ha affermato di aver incontrato rappresentanti della
comunità cristiana e di aver offerto
loro tre scelte: convertirsi all’islam;
accettare le condizioni e sottomettersi; oppure rischiare di essere uccisi. “Se rifiutano di sottomettersi,
devono essere considerati obiettivi
legittimi, e nulla rimarrà tra noi e
loro tranne la spada” ha dichiarato
il gruppo islamico.
La polizia di Islamabad,
Pakistan, è stata accusata
di aver torturato e ucciso un
Cristiano che aveva portato in
centrale per un interrogatorio
legato a un’indagine per
furto, negli ultimi giorni di
febbraio. La Polizia sostiene
che l’uomo si sia impiccato da
solo nella sua cella, ma dalle
prime indagini sull’accaduto
si suppone che il Cristiano sia
morto a causa di gravi lesioni
interne causate da violenza
e tortura. Preghiamo perché
l’ingiustizia in questo caso sia
smascherata.
Sri Lanka
Il 16 febbraio scorso un
Pastore e sua moglie sono
stati gravemente feriti da una
folla di estremisti buddisti
dopo aver tentato di difendere
il loro diritto a professare
liberamente la propria fede.
Una folla di oltre 250 persone
ha tentato di impedire al
Pastore di condurre un culto
cristiano nel Distretto di
Kandy; quando il Pastore si è
rifiutato, la folla ha trascinato
l’uomo e la moglie fuori
dalla chiesa e li ha picchiati
selvaggiamente.
India
Il leader di un gruppo nazionalista Hindu ha dichiarato che
è necessario agire con decisione per impedire agli indiani
di convertirsi ad altre religioni
che non siano l’induismo. È
una tendenza in crescita: in
India sono presenti molti gruppi nazionalisti Hindu, e tutti
spingono per l’approvazione di
ulteriori leggi anti-conversioni
o il rafforzamento di quelle esistenti. Queste leggi però molto
spesso vengono utilizzate per
perseguitare i Cristiani e altre
minoranze religiose.
9
News
Zanzibar
L’isola di Zanzibar, sulla costa
della Tanzania, viene identificata
dagli occidentali come ambita
meta turistica, ma per i Cristiani
dell’isola la realtà non è così
piacevole. Nell’ultima settimana
di febbraio due chiese cristiane
dell’isola e un ristorante sono
stati bombardati, presumibilmente ad opera di estremisti islamici.
Al momento non ci sono notizie
di vittime, ma molti cristiani temono che questo sia solo l’inizio
di un attacco in grande stile al
cristianesimo a Zanzibar.
Cina
Tre membri della Chiesa
Cristiana della Contea di Nanle,
nella provincia dello Henan in
Cina, sono stati tenuti a lungo
in carcere in una “Prigione
Fantasma” da parte delle
autorità cinesi. Le prigioni
fantasma sono dei centri di
detenzione non ufficiali dove
le autorità possono trattenere
extra-giudizialmente gli individui
per periodi di tempo indefinito.
La scoperta della prigione
fantasma da parte di alcuni
Cristiani locali ha portato alla
rapida chiusura della stessa e al
trasferimento dei tre Cristiani in
un’altra località.
Sudan
Una chiesa cristiana situata a
Omdurman, vicino a Khartoum,
la capitale del Sudan, è
stata demolita dalle autorità
sudanesi senza preavviso e
senza spiegazioni. Secondo
la polizia locale, la chiesa è
stata distrutta perché situata in
“area musulmana” e quindi era
avversata dalla popolazione
locale. Molti Cristiani sudanesi
vedono questi avvenimenti
come una parte di una più
ampia campagna delle autorità
sudanesi e del Presidente alBashir per islamizzare sempre
più lo Stato africano.
10
Estremisti islamici
a caccia di Cristiani.
libia
Dopo che il 24 febbraio scorso sono stati trovati i corpi senza vita di sette Cristiani copti a Est della città libica di Bengasi, appare sempre più evidente che i
responsabili della strage siano dei miliziani del gruppo jihadista Ansar al-Sharia.
Alcune organizzazioni per i diritti umani che operano nella zona hanno riportato
come la milizia islamica stia offrendo una ricompensa agli abitanti di Bengasi
che collabori a identificare il resto dei Cristiani per consegnarli nelle loro mani.
Secondo i vicini di casa i sette Cristiani assassinati sono stati prelevati dalle loro
abitazioni la sera prima di essere uccisi. In un condominio di Garoutha, un sobborgo di Bengasi, si sono presentati alcuni uomini armati chiedendo chi fosse
cristiano. Identificati i sette, gli uomini li hanno condotti presso le loro auto sotto
la minaccia delle armi. Secondo la polizia, i sette uomini sono stati uccisi con un
colpo alla testa, come se si fosse trattato di un’esecuzione.
Secondo quanto riportato da “Nazioni senza Frontiere”, un gruppo egiziano
per i diritti umani, i membri della milizia avrebbero anche scritto un messaggio
con lo spray sui muri del condominio e di altri edifici adiacenti, promettendo
una ricompensa di 10.000 Dinari libici (circa 7.000 Euro) per ogni cristiano che
verrà loro consegnato. Secondo i Cristiani espatriati dal Paese per sfuggire
agli islamici, la persecuzione in Libia contro i Cristiani è molto peggiorata dopo
la caduta del regime di Gheddafi. Questo episodio non è che l’ultimo di una
lunga serie di attacchi contro singole persone, contro le chiese e contro i preti,
che hanno già causato la morte di molti credenti Cristiani in Libia. Preghiamo
perché la situazione politica si stabilizzi nel Paese e che i Cristiani tornino ad
essere cittadini con eguali diritti di tutta la popolazione.
Missione per la chiesa
Perseguitata
LA MISSIONE PER LA CHIESA PERSEGUITATA
è un’opera interconfessionale associata alla International Christian Association
(ICA), fondata nel 1969 dal Pastore Richard Wurmbrand e rappresentata mondialmente (www.persecution.net).
LA MISSIONE PER LA CHIESA PERSEGUITATA
svolge un’attività con scopi unicamente umanitari, religiosi e di beneficienza e si
prefigge di raggiungere principalmente il seguente programma:
1) Aiuti materiali umanitari ai cristiani di tutte le denominazioni, perseguitati per la
loro fede nei paesi privi di libertà.
2) Distribuzione di Bibbie, Vangeli e altra letteratura cristiana, trasmissioni radio e
televisive nei Paesi comunisti, ex comunisti e musulmani nelle loro rispettive lingue.
3) Diffusione della Bibbia e altra letteratura cristiana ai comunisti e ai musulmani
del mondo libero.
4) Informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica in occidente mediante:
distribuzione di libri, stampati, video, conferenze e servizio stampa.
Per informazione e collaborazione scrivere a:
MISSIONE PER LA CHIESA PERSEGUITATA
ITALIA:
Uomini Nuovi - Casella Postale 38 - 21030 MARCHIROLO (Varese)
Tel. (0332) 723007 - Fax (0332) 998080 - E-mail [email protected]
SVIZZERA:Uomini Nuovi - Via Cantonale 42 - 6982 LUGANO-AGNO
Tel. (079) 3889985 - E-mail [email protected]
il nome dell’eterno
“I
l nome del SIGNORE è una
forte torre; il giusto vi corre, e
vi trova un alto rifugio” (Proverbi 18:10).
La vita è piena di problemi e pressioni. Vi sono tante forze negative
che ci assalgano ogni giorno e prima o dopo arriviamo al punto in cui
dobbiamo portarci al di là delle nostre forze o abilità e chiedere aiuto!
Prima o poi arriviamo al punto in
cui non ce la facciamo più a continuare da soli, siamo sfiniti, stanchi.
Potrebbe allora accadere un disastro o forse sarà il principio di una
delle più grandi esperienze della
vita.
Nella Genesi troviamo un uomo
di nome Abraamo; un giorno Dio
gli chiese di sacrificare suo figlio.
Immaginiamo un po’ la confusione
nella mente di Abramo stesso.
Ma la Bibbia dice che egli credette
in Dio, confidò nel suo Signore
e mentre stava per ammazzare
suo figlio Isacco, un angelo del
Signore lo fermò. In quell’istante
“Abraamo alzò gli occhi, guardò,
ed ecco dietro a sé un montone,
impigliato per le corna in un cespuglio. Abraamo andò, prese il
montone e l’offerse in olocausto
invece di suo figlio. E Abraamo
chiamò quel luogo ‘Iavè-Irè’.
Per questo si dice oggi: Al monte del Signore sarà provveduto”
(Genesi 22:13).
Dio si rivelò ad Abraamo come:
l’Eterno che provvede.
di Elio marrocco
In un altro passaggio biblico troviamo che vi era una battaglia infuocata fra gl’Israeliti e gli Amalekiti.
Aaronne e Hur aiutavano Mosè
a tenere le mani alzate. Giosuè
guidava il popolo nella battaglia.
Gli Israeliti vinsero la battaglia, e
“Allora Mosè costruì un altare che
chiamò «il Signore è la mia bandiera»” (Esodo 17:15).
Dio si era rivelato a Mosè come:
l’Eterno della vittoria.
Nel libro dei Giudici, Dio si rivelò
a Gedeone come: l’Eterno che
dona pace.
“Allora Gedeone costruì un altare al Signore e lo chiamò Signore-Pace.” (Giudici 6:24).
Nel libro dell’Esodo, Dio si rivelò al suo popolo come: l’Eterno
che guarisce (Esodo 15:26).
Geremia, profeta d’Israele, dopo
aver dato al popolo il messaggio
da parte di Dio, venne accusato
di essere un traditore. Aveva predetto la vittoria dei Babilonesi e
l’esilio per Israele. Venne buttato
in una buia prigione. Ma Dio si rivelò a Geremia come: L’Eterno,
nostra giustizia.
Ezechiele mentre si trovava in
esilio, nella distante Babilonia,
lontano dalla patria, dal Tempio
di Gerusalemme, ricevette una
grande rivelazione quando Dio
apparve a lui in una visione e si
rivelò a lui come: L’Eterno è qui.
Il nostro Dio è presente nel giorno
della sciagura e scoraggiamento.
Ma non troviamo l’Eterno solo
nell’Antico Testamento della Bibbia, ma anche nel Nuovo Testamento.
Leggiamo di una Vergine a cui
apparve un angelo del Signore
che le disse: “Non temere, Maria,
perché hai trovato grazia presso
Dio” (Luca 1:30).
Infatti Gesù è il nome greco per
il nome ebraico JEHOVAH, il
che significa: l’Eterno è la mia
salvezza.
“Ecco, tu concepirai e partorirai
un figlio, e gli porrai nome Gesù”
perché è lui che salverà il suo
popolo dai loro peccati. L’Eterno
salva appieno.
Quante volte nella nostra vita
abbiamo dovuto correre a Dio e
l’abbiamo trovato sempre fedele!
Possiamo allora rifugiarci nella
forte torre dell’Eterno, il nome di
Gesù. Troveremo forza, guarigione, pace, sicurezza e speranza.
Rifugiamoci nel nome dell’Eterno, e di sicuro troveremo rifugio.
Autore
Elio marrrocco
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n o vità
11
Alcolismo:
come uscirne
L’
alcolismo è una piaga persino
più dannosa della tossicodipendenza poiché l’alcol resta
nel cervello oltre nel fisico assai più
a lungo delle altre droghe. È più pericoloso non solo perché è di più facile reperimento, senza incorrere nei
rigori della legge, ma perché induce a
comportamenti devianti e aggressivi,
alterando la personalità e l’equilibrio
psichico.
L’alcol diviene una droga nel momento in cui esercita un richiamo mentale
e una richiesta compulsiva. La compulsione è quell’atto che obbliga la
persona ad accostarsi all’alcol, al pari
di ogni altra droga. Questa ricerca
affannosa produce una schiavitù ed
espone ad ogni genere di eccesso.
L’alcol falsa la visione degli avvenimenti ed amplifica le circostanze
negative: la mente si concentra sui
dettagli e devia da un sano discernimento.
Ricordo che un mio amico alcolista,
ospitato in casa mia per dieci mesi,
tornava ubriaco dal bar esprimendo
la sua insofferenza sui fallimenti della
vita e incolpando di ciò il prossimo.
Si soffermava sui particolari ritenuti
negativi, si accaniva nel dare giudizi
ed ingiuriava le persone, i cui atti in
qualche modo lo avevano ferito.
Ingigantiva questi stati d’animo cercando nel prossimo un nemico. Era
assalito da vere manie di persecuzione e diventava così aggressivo che
fui costretto a metterlo alla porta.
Con l’alcolista non si può agire come
il “buon samaritano” poiché il suo
comportamento è condizionato; il
senso di impotenza che vive e la di12
di Costantino forti
tura per l’uomo può essere utile, ma
non i suoi eccessi-, non viene considerata subito una dipendenza, ma
un’abitudine che si può interrompere
in ogni momento con la propria forza
di volontà, senza bisogno di aiuto.
Infatti non si ha l’umiltà di riconoscere, nel rapporto con gli altri, a che
punto si è arrivati.
Per questo in certi gruppi di auto-aiuto, viene imposto di dichiarare subito
il proprio stato, per rimuovere il malinteso senso di orgoglio che si cela
nell’ipocrisia personale.
Infatti quando si chiede aiuto, si dichiara di avere un problema che non
si riesce a governare da soli, in un
atto di completa sincerità.
Allora potrà iniziare un cammino di
recupero, attraverso la conoscenza
di sé scoprendo le motivazioni che
hanno portato alla dipendenza da
questa sostanza, per non ricadervi
nuovamente.
Questo cammino esige la sincerità di
porsi davanti a sé stessi, non in solitudine con il proprio problema, bensì
sostenuti da medici e dai fratelli nella
fede.
Infatti Dio può operare là dove le sole
forze e la scarsa stima personale
non lo consentono. Per questo egli
libererà l’alcolista dal pessimismo
che l’alcol, trascorsa l’euforia del
momento, suscita nella sua mente.
In questo modo non ci si sentirà più
anormali se non si beve.
Dio muta i modi di pensare e di agire. Allora, “… la vostra tristezza sarà
cambiata in gioia” (Giovanni 16:20).
Se si consentirà a Dio di entrare nella propria vita per essere sostenuti, ci
si meraviglierà della trasformazione
che si potrà ricevere.
L’amore del Signore cambierà l’esistenza, perché si è riconosciuta la
propria impotenza e la sua guida.
Egli guarirà e mostrerà che “… Se
dunque uno è in Cristo, egli è una
nuova creatura; le cose vecchie
sono passate: ecco, sono diventate
nuove” (2 Corinzi 5:17).
sperazione che prova lo spingono
contro coloro che gli sono accanto,
considerandoli la causa delle proprie
frustrazioni.
è provato che persino le opere letterarie possono venire influenzate
dall’alcolismo, come nella visionaria
letteratura di Edgar Allan Poe, che
morì di “delirium tremens”, l’ultima e
terribile fase dell’alcolismo cronico.
Poiché i fattori di inibizione vengono
meno e gradualmente rimossi, la persona dedita all’alcol diviene aggressiva e sempre più irresponsabile.
Spesso non è in condizioni di uscire
di casa o di tornarvi, perché non può
camminare in modo autonomo e stabile; può cadere di colpo e ferirsi seriamente. Può vedere e immaginare
persone inesistenti che congiurano
contro di lui. Poiché nel subconscio
si scatenano le sue fobie e la realtà
viene deformata, viene spinto a parole, gesti ed atti incontrollabili, nella
convinzione di essere osteggiato o in
pericolo.
La logorrea e la violenza divengono
spesso espressioni abituali del suo
comportamento, finché cade in un
sonno letargico, simile allo svenimento.
Al risveglio, non ricorda nulla dell’accaduto, né delle intemperanze commesse.
Puoi leggere
Come per tutte le droghe, occorre diuna bella
sintossicarlo ponendogli un traguartestimonianza
do dopo l’altro.
nel libro
Un giorno di astinenza è già un suc“Quando
cesso da riproporre il giorno succesil bicchiere
sivo e così di seguito.
si tinge di rosso”
Il problema è che l’assunzione di alscritto da
col, divenuto una droga -tutto in na- Dominique Fontaine
€ 13,00
Il canto
di benjamin
Q
di romolo e miryam giovanardi
uando il Signore apre le porte nessuno può chiuderle…
Le porte del carcere di
Sant’Anna di Modena si sono aperte a un concerto Cristiano che ha
visto coinvolte tre comunità con i
Pastori Antonio Lambertini – Giorgio Mattioli – Romolo Giovanardi e
i gruppi musicali delle loro congregazioni.
Da settembre, ogni giovedì Romolo
insieme al volontario Marcello vanno in carcere, mattino e pomeriggio,
per parlare del Signore ai vari detenuti che ne abbiano fatto richiesta e
ai nuovi detenuti che si aggiungono
di volta in volta.
Fra questi detenuti c’è anche Benja-
min un ragazzo che viene dalla
Nigeria. Quando, durante un breve intervallo nel succedersi di un
gruppo all’altro è stato richiesto se
qualcuno desiderasse elevare una
preghiera al Signore, insieme ad altri è arrivato Benjamin. Ha cantato
un brevissimo ritornello di un canto
che elevava il nome di Gesù e questo canto è arrivato dal suo cuore
diritto al cuore di tutti i presenti. Si
è avvertito l’amore profondo di questo ragazzo per Gesù e tale amore
è stato poi anche espresso in una
preghiera successiva.
Che sorpresa e che meraviglia!
Ogni qualvolta si pensa di essere
andati per dare, invece si riceve!
I presenti non hanno ricevuto benedizione solo da Benjamin, ma da
tutti i detenuti presenti che hanno
accompagnato i vari canti con alleluia e battiti di mani e tutti insieme
hanno gridato il nome di “Gesù”.
Prima dell’inizio del concerto, con
un breve messaggio, Romolo ha
invitato i detenuti presenti ad accettare Cristo che li ama e li perdona!
Eravamo davvero in un carcere?
Sì, eravamo in carcere, ma c’erano
i cieli aperti e tutto l’esercito celeste
era con noi.
Alla fine del concerto i tre gruppi
insieme hanno cantato “Grande è
il mio Dio” e i detenuti in piedi hanno partecipato con la loro commozione e con la loro gioia rendendo
quel canto ancora più bello. I pastori insieme hanno benedetto tutti,
Polizia Carceraria compresa, con
la Benedizione Sacerdotale tratta
dalla Bibbia: “Il Signore ti benedica e ti protegga! Il Signore faccia
risplendere il suo volto su di te e ti
sia propizio! Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!”
(Numeri 6:24).
Si è conclusa una giornata gloriosa
che è stata definita da tanti detenuti
“Una giornata indimenticabile”.
Se il Signore vorrà, ritorneremo.
Tutta la gloria come sempre è solo
del Signore.
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13
Per una raccolta certa, semina con un buon libro
avvicinarsi
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Potrebbe trattarsi della promessa
più strabiliante della Bibbia: Dio
brama conoscerti personalmente.
L’autore ti sprona a non
accontentarti di un cristianesimo
scialbo che sa di Dio, senza
conoscere Dio. L’incredibile invito
del Creatore dell’universo non
è semplicemente di adorarlo
a distanza con parole e rituali,
ma di accedere a una relazione
personale con lui talmente
significativa e profonda che
conoscerai il suo cuore ed egli
conoscerà il tuo. Ristabilire una
comunione con Dio colmerà la
tua vita di gioia e di passione.
“Avvicinatevi a Dio, ed egli si
avvicinerà a voi!” (Giacomo 4:8)
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la grande rivelazione
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La vita cristiana è davvero
semplice perché è una vita
sostituita: “Non più io, ma Cristo”.
Eppure le forze della nostra
natura carnale combattono in
continuazione per emergere
impedendo alla vita di Cristo
di manifestarsi. L’autore ci
accompagna verso una rivelazione
personale della verità annunciata
da Paolo. Tenendoci idealmente
per mano, ci guida ad ammirare
che cosa siamo in grado di
raggiungere se permettiamo a
Cristo Gesù di portare a termine,
a modo suo, il piano che ha per
la nostra vita. Siamo certi che
riceverete benedizioni abbondanti
dalla lettura di questo libro.
La potenza di una moglie
che prega
Stormie Omartian
Preoccuparti del tuo matrimonio
non produce cambiamenti...
pregare può cambiare ogni cosa.
Le sfide e le pressioni
di oggi possono far sembrare
che un matrimonio soddisfacente
sia un sogno impossibile.
Stormie Omartian ci fa partecipi
come Dio abbia rafforzato il
suo matrimonio da quando ha
incominciato a pregare per suo
marito riguardo ambiti chiave
della sua vita.
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di Merlin Carothers
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vivere oltre le proprie sensazioni
Le sensazioni possono essere molto forti e
pressanti, ma non dobbiamo permetter loro
di dominare la nostra vita. Se dobbiamo
aspettare di vedere come ci sentiamo prima
di sapere se possiamo goderci la giornata,
allora stiamo dando alle
sensazioni il controllo su
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a fare le scelte giuste
indipendentemente da come ci sentiamo,
Dio sarà sempre fedele nel darci la forza
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Questo libro può aiutare a capire alcune
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3:16 i numeri della speranza
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• Egli ama. Egli ha dato.
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Uomini Nuovi
Mensile di informazione cristiana
Anno LX - N° 2-3/2014
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Shepherd International University Italia
Missione per la Chiesa Perseguitata
Radio Uomini Nuovi (R.C.I.)
Direttore: Giuseppe E. Laiso
Redazione: Maurizio Mirandola,
Anna Laiso Rossinelli,
Romolo e Myriam Giovanardi
Grafica: Stefania Ottonelli
Abbonamento annuo
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David Pawson:
Le chiavi della bibbia
“L
e chiavi della Bibbia” di
David Pawson è un libro
che fa comprendere la Parola di Dio utilizzando un approccio
sorprendente, ma straordinariamente chiaro ed efficace.
David Pawson, pastore metodista
e già cappellano della RAF (l’aviazione britannica) è un insegnante della Bibbia molto particolare.
Spesso per far capire meglio i concetti utilizza il suo tipico humour inglese. Di fronte a un uditorio, dice
per esempio: chi ricorda a memoria il versetto del Vangelo di Giovanni 3:16? Naturalmente molte
mani si alzano. Poi chiede: ditemi
chi sa a memoria Giovanni 3:15.
Poche o nessuna mano alzata.
Ripete la stessa domanda per
Giovanni 3:17, con lo stesso risultato. Morale: molti di noi non
leggono più “la Bibbia”, ma solo
Siate i benvenuti al seguente indirizzo:
16
di Maurizio Mirandola
qualche versetto qua e là, ignorandone completamente il contesto.
Secondo David Pawson il fatto di
aver diviso in capitoli e versetti la
Bibbia – e sottolinea come ciò non
sia opera di Dio, ma di due vescovi
medievali – anziché facilitarne la
lettura e la comprensione l’abbia di
fatto ostacolata, perché tutti si concentrano sui singoli versetti senza
più leggere ciò che sta intorno. E
così viene proposta dai pastori
in quasi tutte le chiese: i sermoni
infatti sono quasi sempre del tipo
“a testo” oppure “ad argomento”
come li definisce Pawson. Lui stesso ammette di averne sempre fatto
uso. Per sermoni “a testo” intende
quelli che sono sviluppati a partire
da un singolo versetto o gruppo di
versetti, mentre i sermoni “ad argomento” sono quelli che prendono
un argomento biblico e lo sviluppano andando a prendere qua e là in
tutta la Bibbia i versetti che ne parlano. Ma a un certo punto della sua
vita e del suo ministero pastorale,
Pawson si rese conto che questo
approccio non riusciva a trasmettere la vera essenza della Bibbia.
“Dio ci ha dato la sua Parola in libri,
non in capitoli e versetti!” afferma
sempre. In effetti il termine stesso,
Bibbia, deriva dal latino biblia, libri
(al plurale). Molti libri. E non solo
molti libri, ma molti tipi di libri. Libri
storici, libri di legge, lettere, canzoni, poesie, e così via. L’approccio
di Le chiavi della Bibbia è quello
di porsi una serie di domande su
ciascuno di questi libri. Che tipo
di libro è questo? Quando è stato
scritto? Chi lo ha scritto? Per chi
è stato scritto? E sopra tutto, perché è stato scritto? “La risposta a
quest’ultima domanda dà la chiave per accedere al messaggio di
quel libro”. Se non si considerano i
singoli libri biblici nella loro interezza si perde una parte importante
di ciò che Dio vuole comunicarci.
Secondo David Pawson, le chiavi
per accedere al messaggio della
Bibbia stanno nel capire tutta la
Bibbia nel suo insieme. La Bibbia
diventa un libro completamente
nuovo quando è visto nella sua interezza.
Nello scrivere Le chiavi della Bibbia, Pawson ha fatto ricorso alla
sua esperienza di tutta una vita
come insegnante biblico, ma anche a numerosi autori, sia accademici sia scrittori di libri cristiani
- molto umilmente lo ammette,
ringraziando tutti gli autori a cui ha
potuto ispirarsi per il suo lavoro.
Ma allo stesso tempo Pawson ci
ha messo molto del suo, soprattutto nel rendere il messaggio chiaro
e comprensibile a tutti senza però
eccessive semplificazioni. Utilizza
uno stile chiaro, diretto e facile da
leggere, ma allo stesso tempo rigoroso dal punto di vista biblico.
Riesce a comunicare i messaggi
più complessi e difficili in modo
perfettamente assimilabile anche
da chi non è un teologo o uno
studioso della Bibbia di professione. Lui dice: “Suppongo di essere
quello che in Italia si chiama un
‘divulgatore’, qualcuno che prende gli insegnamenti accademici e
li rende sufficientemente semplici
da comprendere per la gente comune. Se sono riuscito ad ottenere questo risultato, ne sono felice”.
Leggi il libro
“Le chiavi
della Bibbia”
scritto da
David Pawson
€ 49,00
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Primavera: tempo di semina! - Chiesa Cristiana Emmanuel