NOTIZIE LIOS LEGA ITALIANA OSTEOPOROSI Per la ricerca, la prevenzione e la cura delle malattie demineralizzanti delle ossa Associazione senza scopo di lucro, fondata nel 1981 Sede: Via Monte Generoso, 31 - 20155 Milano ________________________________________________________________ n. 27 - aprile 2008 Le condizioni che possono favorire la comparsa di osteoporosi (2) MALASSORBIMENTO INTESTINALE E CELIACHIA L’osso ha bisogno di calcio e lo può ottenere solo dagli alimenti. Per arrivare nel sangue, e poi tramite il sangue fino all’osso, il calcio introdotto con i cibi (o con “integratori”) deve prima essere “assorbito” da parte del nostro intestino. Per capire meglio, forse occorre qualche spiegazione. Dapprima, lo stomaco e il duodeno (primo tratto dell’intestino tenue) completano il lavoro della bocca (masticazione): grazie agli acidi dello stomaco e ai secreti delle due grandi ghiandole della digestione (pancreas e fegato), immessi nel duodeno, gli alimenti sono trasformati in sostanze semplici e “assimilabili”. Poi, il secondo tratto dell’intestino tenue (digiuno e ileo) e l’intestino crasso (colon) provvedono ad assorbire tutto ciò che ci serve, incluso il calcio, e a trasferirlo nel sangue e nella linfa, che lo distribuiranno a tutto l’organismo. Ecco perché tutte le malattie dell’intestino che determinano malassorbimento cronico possono portare (fra l’altro) a un cattivo assorbimento del calcio, e a lungo andare possono favorire l’osteoporosi. A questo punto è indicata un’ulteriore digressione. Per assorbire bene il calcio, è necessaria la vitamina D. Noi produciamo vitamina D (colecalciferolo) nella pelle, grazie all’azione della luce del sole (raggi UVB). Una piccola quantità si trova anche in certi alimenti, come i pesci grassi (salmone, aringhe), e in certi paesi la vitamina D viene normalmente aggiunta al latte e agli alimenti per l’infanzia. Per poter agire, la vitamina D deve essere “attivata” in due passi successivi: prima nel fegato (dove essa diventa “25-OH vitamina D” o calcifediolo) e poi nel rene (dove il calcifediolo diventa “1,25-OH2 vitamina D” o calcitriolo, un vero e proprio ormone). Questi “metaboliti attivi” della vitamina D circolano con il sangue e facilitano l’assorbimento intestinale del calcio: se manca la vitamina D non si riesce ad assorbirne una quantità sufficiente. (Parentesi: per sapere se manca la vitamina D, cosa abbastanza frequente negli anziani, si misura il livello di 25-OH vitamina D nel sangue: non deve essere inferiore ai 30 ng/ml). Ma torniamo ai problemi del malassorbimento intestinale. I più comuni sintomi di malassorbimento sono diarrea cronica, steatorrea (feci ricche di grassi, chiare e leggere), addome gonfio, flatulenza. A volte si perde peso nonostante una dieta normale, e se il problema persiste a lungo si può arrivare a forme di anemia e altre complicazioni a causa della carenza di nutrienti essenziali (p. es. calcio, magnesio, ferro). Le cause di malassorbimento intestinale possono essere molto varie: carenza di fattori digestivi (gastriti, ostruzione biliare, epatopatie o pancreatiti croniche, fibrosi cistica), malattie infiammatorie acute (diarrea del viaggiatore) e croniche (celiachia, morbo di Crohn, sprue tropicale, amiloidosi), e molte altre condizioni, inclusi interventi chirurgici di resezione gastrica o intestinale. Fra le cause di malassorbimento, la celiachia merita un cenno a parte, sia perché è molto più frequente di quanto si pensasse un tempo, sia perché sono sempre più numerosi i malati di celiachia che non hanno nessuno dei sintomi tipici del malassorbimento, ma arrivano alla diagnosi solo per caso (p.es. perché si scopre di avere l’osteoporosi in età ancora giovane, e in assenza di significativi fattori di rischio). La celiachia è una malattia cronica caratterizzata dall’intolleranza al glutine (sostanza proteica contenuta in cereali come grano, segale, avena, orzo, farro e altri). L’ingestione di glutine determina una reazione infiammatoria cronica dell’intestino e malassorbimento. La cura è relativamente semplice: una dieta rigorosamente priva di glutine, cosa oggi possibile grazie ai molti alimenti speciali per celiaci. In molti casi, specie nei più giovani, la dieta priva di glutine è di per sé sufficiente, oltre che a far guarire l’infiammazione cronica dell’intestino, anche a risolvere o ridimensionare tutti gli altri problemi, inclusa l’osteoporosi. La celiachia è molto spesso familiare, per cui chi ha in famiglia altri casi di celiachia deve considerarsi a rischio. In particolare, tutti i pazienti in cui si scopre un’osteoporosi (non giustificata dalla condizione clinica) prima dei 50 anni, e quelli in cui l’osteoporosi non sembra migliorare nonostante cure appropriate (supplementi di calcio e vitamina D, farmaci antiriassorbimento osseo) dovrebbero fare gli esami per escludere la presenza di celiachia. Questi esami sono la ricerca degli anticorpi anti-endomisio e anti-transglutaminasi nel sangue. Se sono positivi, si deve fare l’esame istologico della mucosa duodenale (duodenoscopia con biopsia), l’unico che permette la diagnosi definitiva. Ulteriori informazioni sulla celiachia sul sito dell’Associazione Italiana Celiachia ( www.celiachia.it ) e sulle altre malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) sul sito di MICItalia ( www.micitalia.org). UNA SANA ALIMENTAZIONE: MA CHE COSA SIGNIFICA IN CONCRETO? (terza puntata) Alimentazione, osso e osteoporosi Il calcio è il minerale più abbondante del nostro corpo, e costituisce circa 1,5% della massa corporea (circa 1 kg in una persona di 70 kg). Il 99% del calcio è contenuto nell’osso, sotto forma di sali di calcio e fosforo (idrossiapatite). Il nostro scheletro non serve solo a sostenere il corpo, ma funziona anche da “banca del calcio”. Fra osso e sangue c’è infatti un continuo scambio di calcio (depositi e prelievi), e ciò è necessario per due motivi. Il primo motivo è la necessità di rinnovare continuamente l’osso per conservarlo in buona salute e riparare eventuali minimi guasti (microfratture). Questo processo si chiama “rimodellamento osseo”, ed avviene, durante tutta la vita, ad opera di due tipi di cellule specializzate: gli osteoclasti, che riassorbono l’osso vecchio (liberando calcio e fosfati nel sangue) e gli osteoblasti che ricostruiscono osso nuovo (facendo depositare calcio e fosfati dal sangue). Il secondo motivo per gli scambi di calcio fra osso e sangue è la necessità di mantenere il più possibile costante, entro ben precisi limiti, la concentrazione di calcio nel sangue (calcemia). Il giusto livello della calcemia è necessario per assicurare il normale funzionamento del sistema nervoso e dei muscoli (compreso il cuore). Per capire meglio il problema, dobbiamo sapere che cosa succede al calcio in soluzione nel sangue. Il sangue è composto da cellule e corpuscoli (globuli bianchi, globuli rossi, piastrine) che “nuotano” in un liquido (plasma), a sua volta composto di acqua e di moltissime diverse sostanze in soluzione (sostanze necessarie al buon funzionamento dell’organismo come ormoni, glucosio, proteine e lipoproteine, fosfati, sodio, potassio, calcio, ecc., ma anche “sostanze di rifiuto” che l’organismo deve eliminare). Tutto il sangue, circolando, passa attraverso il rene, dove viene filtrato (nei “glomeruli renali”). Il rene serve soprattutto a eliminare le sostanze di rifiuto con l’urina, ma durante il filtraggio, oltre alle sostanze da eliminare, il sangue perde anche molta acqua e sostanze utili, come, p. es., potassio, fosfati e calcio. Il rene cerca di recuperare il più possibile queste perdite: e infatti recupera (nei “tubuli renali”) una gran parte dell’acqua e dei soluti che sono passati attraverso il filtro glomerulare. Tuttavia, ogni giorno, circa 300 mg di calcio non LIVELLI RACCOMANDATI DI ASSUNZIONE possono essere recuperati e vanno perduti con l’urina: e diciamo subito GIORNALIERA DI CALCIO (L.A.R.N.) che questi 300 mg di calcio dobbiamo in qualche modo rimpiazzarli. (Soc. Italiana di Nutrizione Umana, 1996) Ma questo è solo il quadro generale. La regolazione della calcemia avviene, momento per momento, grazie all’azione combinata sull’osso Età mg/giorno e sul rene di tre ormoni: paratormone (PTH), calcitonina e 1,25(OH)2 lattanti < 1 anno 600 vitamina D. Tale regolazione si intreccia strettamente con il processo di da 1 a 6 anni 800 rimodellamento osseo. da 7 a 10 anni 1000 In sintesi, se la calcemia scende (ipocalcemia), le paratiroidi secernono da 11 a 17 anni 1200 PTH, ormone che provoca la rapida liberazione di calcio dall’osso e la da 18 a 29 anni 1000 uomini da 30 a 59 anni 800 risalita della calcemia. Inoltre, il PTH agisce sul rene favorendo da un donne da 30 a 49 anni 800 lato il massimo recupero di calcio e dall’altro la sintesi di 1,25(OH)2uomini 60+ anni 1000 vitamina D, che fa aumentare l’assorbimento intestinale del calcio. Il donne 50+ anni 1200-1500 (*) PTH è insomma un ormone “ipercalcemizzante”. L’inverso accade se la ______ calcemia diventa troppo alta (ipercalcemia). In questo caso, il rene lascia (*) Nelle donne dopo la menopausa andar via più calcio con l’apporto di calcio deve essere 1200-1500 l’urina, e inoltre entra in mg/giorno se non si fa terapia ormonale I principali minerali dell'osso sono gioco la calcitonina, sostitutiva. Se si fa, il fabbisogno è uguale a due: il calcio e il fosforo. Ma il ormone ipocalcemizzante quello degli anziani maschi (1000 mg). fosforo è contenuto in moltissimi che riduce l’attività degli alimenti, per cui una sua carenza è osteoclasti bloccando il praticamente impossibile, mentre il riassorbimento osseo e il rilascio di calcio nel sangue. In conclusione calcio è contenuto in quantità se la calcemia deve rimanere costante - la nostra alimentazione deve significative solo in pochi cibi, sempre contenere la giusta quantità di calcio per sostituire quello che si principalmente nel latte e nei suoi perde. Altrimenti manterremo la calcemia normale sottraendo derivati (anche “magri” o “scremati”). continuamente calcio all’osso. Ma quanto calcio dobbiamo assumere? Questo dipende dall’età e dalle condizioni. Per prima cosa dobbiamo sapere che l’intestino assorbe solo una parte del calcio contenuto nei cibi, e quindi, per essere sicuri di assorbirne 300 mg, dobbiamo introdurne molto di più. In particolare i bambini e gli adolescenti, il cui scheletro è in crescita, devono assumere ogni giorno con l’alimentazione molto più calcio di quello che perdono con l’urina. Lo stesso vale per le donne in gravidanza, specialmente durante il terzo trimestre, in cui si costruisce lo scheletro del bambino. Gli adulti, invece, che non devono più crescere, devono solo coprire le perdite urinarie di calcio. Qui sopra, la tabella con le dosi quotidiane consigliate. È bene ricordare a questo punto che l’intestino può assorbire bene il calcio solo in presenza di adeguati livelli di vitamina D, o meglio dei suoi “metaboliti attivi” (di cui abbiamo parlato a proposito del malassorbimento, a pag. 1), che circolano con il sangue e agiscono sulla mucosa intestinale facilitando il trasporto del calcio dall’intestino al sangue. Purtroppo, molte persone (inclusi molti bambini e adolescenti) non assumono una quantità adeguata di calcio con l'alimentazione, e molti anziani hanno anche scarse riserve o una vera e propria carenza di vitamina D. Molte ricerche in molti paesi lo hanno accertato senza ombra calcio (mg) di dubbio: p.es. sembra che meno di 1 donna su 4 sopra i 35 anni assuma ogni giorno la quantità di calcio raccomandata, e che una donna su 4 Latte intero 119 dopo i 75 anni (e una su 2 dopo gli 85) abbia un deficit di vitamina D. Le conseguenze reali di un’alimentazione povera di calcio dipendono Latte parz. scremato 120 molto dalla costituzione individuale o dalle circostanze (certe persone Latte magro 122 assorbono meglio il calcio di altre, certi alimenti hanno calcio più assorbibile di altri, certe combinazioni alimentari possono facilitare, o Yogurt intero 111 ridurre, l’assorbimento del calcio), e non tutti quelli che non mangiano la Yogurt magro 120 quantità raccomandata di calcio sono seriamente a rischio di osteoporosi. Ma teniamo presente che non c’è modo di misurare quanto calcio Formaggi stagionati 860-1340 realmente assorbiamo: per questo è bene rispettare le dosi raccomandate. Formaggi freschi 270-430 Se non lo si fa per periodi molto lunghi, o in certi momenti speciali (come l’adolescenza o la gravidanza), aumenta il rischio di avere in futuro Alici 148 osteoporosi: oppure, se si ha già osteopenia o osteoporosi, si corre il rischio di aggravarla. Anzi, è opportuno sottolineare che senza il giusto Calamari 144 apporto di calcio non c’è farmaco che possa proteggere da un Gamberi 110 peggioramento dell’osteoporosi: i farmaci servono a ridurre le perdite di calcio dall’osso, ma il calcio deve comunque arrivarci con gli alimenti, Latterini 888 come abbiamo detto, per recuperare le quantità perse con l’urina. Polpo 144 Infine, si deve anche tener presente che dopo i 60 anni di età l'assorbimento intestinale di calcio si riduce. Per questo gli anziani hanno Sardine sott'olio 354 bisogno di maggiori quantità di calcio, e in genere è bene che prendano anche un supplemento di vitamina D (o di uno dei suoi derivati attivi, Sgombri in salamoia 185 calcifediolo o calcitriolo). Broccoletti di rapa 97 Il calcio negli alimenti La tabella a fianco indica il contenuto in calcio di alcuni alimenti. Un litro Carciofi 86 di latte contiene circa 1200 mg di calcio e 80 grammi di grana o Cardi 96 parmigiano circa 1000 mg. Esistono latti “ad alta digeribilità” adatti anche a chi soffre di intolleranza al lattosio (lo zucchero del latte). Cicoria da taglio 150 Anche i piccoli pesci che si mangiano interi o con buona parte della lisca (latterini, alici), così come polpi, calamari, gamberi, sono una buona fonte Indivia 93 di calcio. Invece, il calcio delle verdure si assorbe male e in piccola parte. Radicchio verde 115 Infine, ci sono i cibi arricchiti di calcio. Sono in genere prodotti per l'infanzia (latte, yogurt, pasta, pastina, biscotti), ma nulla vieta di usarli, se Spinaci 78 graditi, a qualunque età. Esistono anche prodotti (formaggio di soia, latte Cioccolata al latte 262 di soia), arricchiti di calcio: sono indicati soprattutto per chi è allergico alle proteine del latte, ma possono andar bene per chiunque. Il contenuto di calcio è sempre riportato sull'etichetta del prodotto. In molte città, l’acqua del rubinetto è ricca di calcio (calcare) e anche molte acque minerali ne contengono 200-300 mg e più per litro (leggete l’etichetta): quindi anche l’acqua può contribuire al nostro fabbisogno quotidiano di calcio. Chi per qualsiasi ragione non può avere una dieta corretta (perché per esempio non può o non vuole assumere latte e latticini) può ricorrere ai molti integratori di calcio esistenti sul mercato. Molti di questi contengono anche piccole dosi di vitamina D. Anche se alcuni integratori sono venduti senza ricetta medica, e anche al supermercato, è meglio consigliarsi sempre con il proprio medico. Dosi eccessive di vitamina D possono essere dannose. (3. Fine) ALCUNI CIBI RICCHI DI CALCIO (valori riferiti a 100 g di alimento) Cattiva informazione Sui giornali e su internet si leggono a volte cose come “il latte fa male agli adulti”, “non è vero che l’organismo ha bisogno di tutto questo calcio”, “una buona fonte di calcio sono mandorle, sesamo, prezzemolo”, e simili. Questa è solo cattiva informazione, anche quando afferma di essere basata su ricerche scientifiche. In campo medico, la cattiva informazione è purtroppo molto frequente, e occorre stare molto attenti ed eventualmente chiedere chiarimenti al medico o verificare su libri, articoli o siti internet sicuramente attendibili. Quanto alle fonti alternative di calcio, solo per restare all’esempio citato, non è possibile mangiare mandorle o prezzemolo o altri alimenti simili nelle quantità richieste per avere il giusto apporto di calcio. Con questa logica, si potrebbe anche consigliare di mangiare ogni giorno 4 etti di cioccolata al latte! OSTEOPOROSI: AGGIORNAMENTO SUI FARMACI PER FAVORE, ATTENZIONE ! 2. TERIPARATIDE E ORMONE PARATIROIDEO Questi farmaci costituiscono un’importante novità nella terapia dei casi più gravi di osteoporosi, perché, usati in modo appropriato, costituiscono una potente terapia “anabolica” cioè capace di stimolare la formazione di tessuto osseo mineralizzato, e non solo di bloccarne la distruzione (come fanno p.es. i bisfosfonati). L’ormone paratiroideo o paratormone (abbreviato PTH), prodotto dalle quattro ghiandole paratiroidi, è il principale 2. Non curatevi da soli o per sentito dire. I ormone regolatore della concentrazione di calcio nel sangue farmaci usati male o a sproposito sono in genere (calcemia), e quindi del metabolismo del calcio. Il teriparatide inutili e a volte anche dannosi. è il suo “frammento attivo”. 3. Interpretate con intelligenza quello che viene In condizioni normali, il PTH viene secreto quando la calcemia detto sui giornali o alla TV: spesso le tende ad abbassarsi (ipocalcemia): esso provoca un immediato informazioni sui nuovi farmaci sono date con stimolo del riassorbimento osseo, con conseguente rilascio di enfasi esagerata, al solo scopo di “fare notizia” calcio dall’osso verso il sangue. Inoltre, il PTH agisce anche sul e attirare l’attenzione. rene, sia riducendo le perdite di calcio con le urine, sia stimolando la produzione del calcitriolo (1,25-OH vitamina D), 4. Non pensate che un farmaco nuovo sia il metabolita più attivo della vitamina D, per aumentare automaticamente migliore di uno vecchio. l’assorbimento di calcio nell’intestino. L’azione del PTH è molto Tenete presente che dei farmaci vecchi complessa e non si può semplicemente dire che esso è un sappiamo tutto o quasi tutto, di quelli nuovi ormone “ipercalcemizzante” (capace di aumentare la calcemia). ancora no. Infatti si è visto che, se somministrato a intermittenza (“pulse therapy”, 1 iniezione al giorno per via sottocutanea), esso agisce soprattutto sugli osteoblasti (le cellule che formano osso nuovo), determinando un netto aumento della massa ossea e riducendo il rischio di fratture. Ovviamente ciò può avvenire solo se il calcio è disponibile (corretto apporto alimentare e efficace assorbimento intestinale). L’ormone paratiroideo e il teriparatide sono comunque farmaci di uso assai delicato, che richiedono da parte del medico la piena conoscenza non solo delle loro caratteristiche specifiche, ma anche dell’insieme dei processi biochimici e ormonali implicati nel ricambio (turnover) osseo. La somministrazione di questi farmaci deve essere non solo personalizzata e basata su un’accurata valutazione clinica, ma anche regolarmente seguita con appropriati, regolari controlli di calcemia, calciuria e markers del turnover osseo per evitare il rischio di effetti negativi. Teriparatide e ormone paratiroideo non possono essere usati da chi ha iperparatiroidismo, ipercalciuria o ipercalcemia e anche calcolosi renale da ipercalciuria. In Italia, solo i Centri specialistici per l’osteoporosi autorizzati (centri universitari o di Aziende Sanitarie individuate dalle Regioni o dalle Provincie autonome di Trento e Bolzano) possono decidere l’uso di questi farmaci, preparando un apposito “piano terapeutico”. In tal caso, essi sono prescrivibili a carico del S.S.N. (secondo la “nota 79" AIFA) in soggetti che hanno subito nuove fratture nonostante una terapia con bisfosfonati, raloxifene o ranelato di stronzio fatta per almeno 1 anno, o che si presentano con una storia di 3 o più fratture, anche senza aver fatto in precedenza altre cure. Il piano terapeutico ha la durata di 6 mesi, prolungabile di ulteriori periodi di 6 mesi per non più di due volte (per un totale complessivo di 18 mesi). Trascorsi (al massimo) 18 mesi consecutivi di terapia con questi farmaci, si deve passare (o ritornare) a un farmaco antiriassorbitivo, in genere un bisfosfonato. Se necessario, il ciclo con teriparatide o ormone paratiroideo può essere ripetuto dopo almeno un anno di bisfosfonati. Secondo una recente modifica della nota 79 (28 aprile 2008), il teriparatide, può essere prescritto “per il trattamento dell’osteoporosi nelle donne in post-menopausa e negli uomini ad aumentato rischio di frattura”, mentre l’ormone paratiroideo, in accordo con le specifiche della “scheda tecnica”, resta attualmente prescrivibile solo alle donne. 1. A parte i cosiddetti “farmaci da banco” (che comunque vanno presi sempre seguendo le regole del foglietto informativo), tutti i farmaci, inclusi quelli contro l’osteoporosi, devono essere usati solo su prescrizione medica e seguendo attentamente le indicazioni del medico. LEGA ITALIANA OSTEOPOROSI ( www.lios.it ) via Masolino da Panicale 6 20155 Milano tel 02 39264299 tel/fax 02 39211533 e-mail [email protected] c/c postale 16680209 P.S. Per favore, segnalateci se cambiate indirizzo o se non desiderate più ricevere il nostro materiale. Contattateci se desiderate veder trattati su Notizie LIOS argomenti specifici (purché di interesse generale). La LIOS conserva i Suoi dati anagrafici solo al fine di inviarLe periodicamente il presente Bollettino o altro materiale informativo sulle attività dell’Associazione. Ai sensi della legge 196/2003, Lei ha il diritto di chiedere alla LIOS la correzione o la cancellazione di tali dati.