62 < il nuovo saggiatore il nostro mondo CERIMONIA INAUGURALE XCIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica Genova, 22 Settembre 2008 L. Cifarelli: Benvenuti alla Cerimonia Inaugurale del XCIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica, in questa splendida cornice della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Innanzitutto vorrei dare la parola ai nostri padroni di casa e per primo al Dr. Giacomo Ronzitti, Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Liguria, che ci onora con la sua presenza. G. Ronzitti: Signori Presidenti Cifarelli e Giannini, Illustri Professori, gentili ospiti è con vero piacere che intervengo a questo XCIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica porgendo a tutti il cordiale saluto dell’Assemblea Legislativa della Liguria che mi onoro di presiedere. Sono particolarmente lieto che Genova, e con essa la Liguria, ospiti un evento scientifico tanto significativo. La nostra regione ha da tempo raccolto la complessa sfida del futuro guardando ai nuovi orizzonti che si possono aprire attraverso la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica per costruire spazi di sviluppo e di occupazione dopo la lunga crisi dei vecchi assetti produttivi, il declino dell’industria di stato e la difficile stagione della riconversione e della riqualificazione urbana e ambientale. Una scelta lungimirante fatta a cavallo degli anni `80 e che ha visto una rinnovata collaborazione tra il mondo dell’università, delle istituzioni e della produzione, e che ha reso possibile il consolidarsi oggi di numerose realtà nel campo delle tecnologie d’avanguardia. Una scelta che può continuare a costituire un’opportunità per le giovani generazioni perchè solo facendo leva sulla cultura e sulle acquisizioni scientifiche si potrà promuovere uno sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile. Nella consapevolezza delle non poche difficoltà che permangono ancora e che non ci sfuggono, Genova e la Liguria dunque vogliono affermarsi quale polo scientifico tecnologico primario nel panorama Nazionale ed Europeo. Ed è in questo contesto che mi piace ricordare con il simposio di oggi i 25 anni dalla fondazione del nuovo Dipartimento di Fisica che ha svolto e continua a svolgere un importante ruolo da tutti conosciuto. Siamo coscienti di quanto sia essenziale oggi che ricerca scientifica, economia e istituzioni procedano di concerto con il comune obiettivo di favorire una nuova qualità dello sviluppo dopo quello che ha caratterizzato l’industrializzazione del secolo scorso, uno sviluppo che sia eticamente corretto e valido, oltre che economicamente possibile ed equo. Per questo avvertiamo con forza la necessità di “fare sistema” affinché in ogni settore l’uso ragionato delle risorse sia definito secondo un’agenda di priorità che riconosca nella ricerca, in quella teorica come in quella applicata, una delle sue prime istanze. Per tale motivo sento il dovere di dire qui, non per demagogia ma per spirito di verità e forse anche per quella parte autocritica che a me compete, che la ricerca e i ricercatori devono essere incentivati, motivati e sostenuti a tutti i livelli come una grande risorsa del Paese senza la quale si è perdenti nella competizione globale. E al tempo stesso avverto l’esigenza che la politica e le istituzioni pubbliche siano più attente e concrete nel mettere coerentemente in pratica le elaborazioni e i progetti che vengono dalla sfera scientifica. D’altra parte sappiamo bene come questa sia una condizione fondamentale per favorire una crescita armonica della Società che ci pone ogni giorno di fronte a problemi inediti in ogni aspetto della vita umana. Alle istituzioni dunque spetta questo duplice compito di supportare quanto più possibile la ricerca e ascoltarne la voce per tradurne al meglio le indicazioni sul piano strategico e operativo assumendo le conseguenti decisioni sul terreno della politica economica e finanziaria. In particolare ritengo davvero prioritari, oggi, gli orientamenti e le decisioni che investono la questione energetica, tanto in relazione alla produzione quanto in relazione ad un possibile risparmio energetico, con tutte le implicazioni scientifiche, economiche, sociali ed ambientali che questo comporta e che non a caso avete posto al centro di una delle qualificate Tavole per dare soluzione ai moltissimi problemi ancora irrisolti e per aprire nuove prospettive ad un mondo che talvolta vol24 / no5-6 / anno2008 > 63 il nostro mondo Da sinistra: R. Briano, L. Cifarelli, G. Ronzitti, M. Giannini e M. Margini. appare smarrito e in preda a convulse e irrazionali fobie. Questa consapevolezza deve guidare sempre di più le istituzioni italiane ed europee e, sulla base del principio di sussidiarietà, l’azione delle Regioni e delle Amministrazioni Locali, convinti che le scelte razionali si fondano in primo luogo sul sapere scientifico. Con questo spirito rinnovo a voi tutti il saluto dell’Assemblea Regionale insieme all’augurio di buon lavoro. Grazie. L. Cifarelli: Grazie, Presidente, per il suo intervento. Vorrei dare adesso la parola al Dr. Mario Margini, Assessore ai Lavori Pubblici e ai Grandi Progetti del Comune di Genova, che ci porterà il saluto del Sindaco Prof.ssa Marta Vincenzi. M. Margini: Prima di tutto grazie di aver scelto Genova come sede di questa importante riunione e di questo Congresso. Questo salone da un po’ di tempo ospita molte significative iniziative, questo vuol dire che in 64 < il nuovo saggiatore un modo o nell’altro Genova sta rientrando in circuiti di confronti, di discussione, di accoglienza a livello nazionale. Questa è una cosa che ci fa molto piacere. Ci fanno piacere anche altre cose: ci accorgiamo − quando abbiamo occasione di confrontarci, discutere − del fatto che, per quanto riguarda i temi dell’università, della ricerca, dell’innovazione e dell’industria un vecchio modello di relazioni, particolarmente fra università e industria, è arrivato al capolinea. Si avverte quindi fortemente l’avvento di una fase nuova, e non soltanto per restare in linea con altri paesi. Ritengo che in realtà questo sia il problema: costruire una nuova modalità di relazione tra il mondo della ricerca e dell’innovazione e il mondo della produzione. Abbiamo studiato protocolli d’intesa, abbiamo un bellissimo protocollo d’intesa con l’università. Anche se penso che siano molto importanti gli accordi di programma fatti a livello locale e a livello nazionale, sento l’esigenza che tra di noi facciamo un confronto molto più ravvicinato, perché le espressioni della politica devono avere con la scienza, la ricerca e l’innovazione un rapporto positivo. Ho visto che voi fate una tavola rotonda molto importante, a cui certamente parteciperò, quella sull’energia. Io ho qualche difficoltà a vivere in un paese in cui si è ripreso a discutere sulla necessità della presenza del nucleare, a livello d’industria, ma anche a livello dei rapporti con altre realtà nazionali. Il discorso sul nucleare prescinde in parte dalla necessità di costruire o meno e dove costruire una centrale in Italia, è piuttosto legato al fatto che noi siamo al di fuori di queste tecnologie. La mia impressione è che ci sia un’approssimazione nell’affrontare il problema che lascia un po’ stupiti, e penso che la scienza, la ricerca debba darci una mano a trovare soluzioni giuste e importanti. Vi riporto un episodio personale: nella mia iniziale esperienza politica la scelta Genova fu dettata da un valore personale, dal Prof. Pancini che certamente molti di voi conoscevano. Mi colpiva molto il tono dei suoi interventi quando affermava la necessità di sapere quello di cui si parla per poi decidere. Io penso che oggi l’Università, i ricercatori, coloro che producono innovazioni in ogni campo debbano instaurare con la politica e le istituzioni un rapporto alla pari. Un rapporto con chi può ricevere, ma che può anche dare. Noi dobbiamo guardare alle vostre specializzazioni, ai vostri problemi, alle vostre proposte con grande attenzione e con grande interesse. Ora, si parla molto in questi tempi di globalizzazione, che è un processo attualissimo, ma è vero che è in atto da molti anni; una maggiore attenzione avrebbe quindi permesso di capire quello che stava cambiando. Ovviamente guardiamo con attenzione a voi anche in modo un po’ strumentale poiché desideriamo che Genova sia in molti settori punto d’avanguardia a livello nazionale: ad esempio nelle telecomunicazioni. Inoltre come voi sapete, ci siamo candidati ad avere un ruolo importante nel settore dell’energia, stiamo cercando di orientarci verso quella che chiamano “l’industria pensante”. E in questo processo (senza dimenticare il manifatturiero − perché ci sono tanti che pensano che noi non riusciamo a trovare poi gli operai per andare a lavorare nelle fabbriche manifatturiere, ma questo è tutto un altro ragionamento) ritengo che voi possiate dare un importante contributo. Dopodichè chiedo a tutti voi di fare uno sforzo, perché un Paese che vuole cambiare, un Paese che vuole avere un suo posto nell’industria, nell’innovazione, nella ricerca, è un Paese che deve valorizzare molto queste competenze, queste attività, questo modo di affrontare i problemi. Un fatto mi ha particolarmente colpito: qualche giorno fa mi ha chiamato un amministratore delegato di un’importante azienda di Finmeccanica e mi ha detto: “Noi abbiamo grandi difficoltà a stare a Genova e in Italia perché il numero di ingegneri informatici che vengono “sfornati” è insufficiente alle nostre esigenze”. Quello stesso giorno hanno scritto che per accedere a Medicina c’erano 1300 domande, il rapporto è di 100 a 1300. Io non ho niente contro i medici, anzi penso che un paese che voglia svilupparsi ha certamente bisogno di medici ma ha assolutamente bisogno anche di scienziati, di ingegneri, di coloro che fanno della produzione un punto di riferimento per tanti. Per cui il mio augurio di buon lavoro a voi, e guardate che da un certo punto di vista abbiamo un problema comune: io penso sempre che il nostro problema comune sia quello di stabilire una nuova scala di valori in cui la ricerca, l’innovazione, la capacità di decidere abbiano un posto centrale nel confronto politico e in quello istituzionale. L. Cifarelli: Grazie. Do ora la parola alla Dr.ssa Renata Briano, Assessore all’Ambiente della Provincia, che ci porta il saluto del Presidente della Provincia Dr. Alessandro Repetto. R. Briano: Buongiorno a tutti e benvenuti a Genova e nella nostra Provincia di Genova. Vi porto il saluto dl Presidente della Provincia che si scusa, ma è fuori regione per un impegno istituzionale. Io sono l’assessore all’ambiente, mi occupo di tantissimi temi e problemi del nostro territorio che hanno una stretta relazione con gli studi, le ricerche e il lavoro che l’Università, e non solo l’Università, anche la ricerca nel settore industriale, stanno portando avanti. Vi do soprattutto un augurio di buon lavoro e credo che i risultati di questo vostro incontro che si tiene nella nostra città saranno utili alle amministrazioni per prendere delle decisioni. Infatti credo sempre che le decisioni che gli amministratori prendono debbano basarsi su dati e su una ricerca scientifica forte e avanzata che ci dia l’opportunità di scegliere nel modo giusto. Noi nel nostro piccolo col Dipartimento di Fisica, quindi nel concreto, stiamo già portando avanti collaborazioni molto forti, in particolare abbiamo due protocolli d’intesa, che hanno anche attivato delle borse di studio − quindi che danno lavoro ai giovani − in due settori importanti del nostro territorio, uno di questi è la ricerca sulle polveri sottili. Credo che forse siamo stati tra i primi, in Italia, e ci siamo confrontati anche con le altre province, a fare una ricerca specifica sull’origine di queste polveri sottili e non soltanto sul quantitativo (di fatto la legge ci dice solo se lo superi, basandosi esclusivamente sulla percentuale di presenza) ma l’importante è sapere da dove derivano per poi decidere su che cosa intervenire. Ebbene con il Dipartimento di Fisica stiamo portando avanti da quattro anni questa importante ricerca e abbiamo scoperto cose molto importanti, che oggi si leggono sui giornali quotidianamente, ma spesso ci si dimentica anche da dove derivano questi dati. Per esempio nella nostra città c’è una quota di polveri sottili, sulla quale non possiamo farci niente perchè di origine naturale, una quota è dovuta al traffico veicolare e non solo, un’altra alla presenza delle industrie, che nel nostro territorio sono anche diminuite − quindi anche questa quota in qualche modo sta scendendo − ma una percentuale importante è dovuta alla presenza del porto e delle navi in porto che tengono i motori accesi durante la loro sosta. Sembra una banalità ma capire che il 30% delle nostre polveri deriva da questa attività significa poi attivarci politicamente e amministrativamente per risolvere tutti insieme questo problema. Quindi le amministrazioni devono lavorare insieme per la risoluzione di questo problema. Stiamo lavorando, sempre con il Dipartimento di Fisica, anche per capire le ricadute in atmosfera dei vari inquinanti degli impianti industriali. Anche questo è importante per avere una mappa nella nostra vol24 / no5-6 / anno2008 > 65 il nostro mondo città delle zone più colpite e per come intervenire poi, anche nelle nostre stesse attività quotidiane. La Provincia rilascia spesso autorizzazioni alle industrie per la loro produzione: anche come rilasciare queste autorizzazioni è in stretta relazione con quanto stiamo portando avanti come ricerca con l’Università. Secondo me una cosa importante su cui dobbiamo impegnarci insieme, comunità scientifica e amministrazioni, è di rendere queste ricerche comprensibili ai cittadini. L’amministrazione ha bisogno di spiegare perché fa alcune scelte, e lo deve spiegare non sul “sentito dire”, sulla demagogia, lo deve spiegare basandosi sui dati oggettivi che voi producete, però dobbiamo anche semplificare il linguaggio di comunicazione verso i cittadini, altrimenti spesso la demagogia, la polemica prendono il sopravvento e ci troviamo tutti travolti da queste questioni quando invece proprio la scienza è quella che ci aiuta a dare delle risposte concrete e a giustificare anche le scelte che noi facciamo. Quindi anche io seguirò con interesse la tavola rotonda sull’energia. Il tema dell’energia è un tema che ci riguarda tutti quanti, a partire dalle piccole azioni che noi amministratori tutti i giorni facciamo nelle scelte per la ristrutturazione dei nostri edifici, e di quelli del patrimonio provinciale, quali ad esempio che tipi di tecnologia usare. È difficile cambiare anche la mentalità delle amministrazioni in questo senso. Quindi quello sull’energia è un tema che ci riguarda: come hanno detto sia il Presidente del Consiglio Regionale Ronzitti che l’Assessore Margini infatti il tema dell’energia è un tema d’interesse nazionale e internazionale. E di fatto ci riguarda anche nelle piccole azioni concrete che portiamo avanti tutti i giorni, per questo quindi seguiremo, come Provincia, con interesse i vostri dibattiti. L. Cifarelli: Grazie. Adesso la parola va al Prof. Mauro Giannini che rappresenta il Rettore dell’Università degli Studi di 66 < il nuovo saggiatore Genova ed è inoltre il Presidente del Comitato Organizzatore Locale del Congresso della SIF. M. Giannini: Il Rettore Magnifico dell’Università si scusa ma questa mattina è impegnato con una seduta del Senato Accademico convocata già all’inizio dell’anno, quindi era difficile spostarla. Mi ha promesso che verrà alla conclusione del Congresso e quindi mi ha incaricato di porgere a tutti voi il saluto e il benvenuto dell’Università di Genova che è ovviamente coinvolta in questa operazione, non solo tramite il Dipartimento di Fisica, che mi onoro di dirigere, ma anche ci ha dato un supporto sia finanziario, apprezzabile visto le disastrate condizioni del bilancio dell’Università di Genova, sia anche come servizi, per cui ci ha evitato di dover intervenire direttamente. Cercherò di essere breve e passerò subito anche alla comunicazione più tecnica, dovrò purtroppo un po’annoiarvi perché come Presidente del Comitato Organizzatore insieme al comitato abbiamo preso contatto con una serie di enti e istituzioni cercando e ottenendo una reazione positiva di aiuto, di incoraggiamento e di sostegno. Quindi credo che sia opportuno ricordarlo anche se, come sempre succede, gli elenchi sono un pò noiosi. Anzitutto gli Enti di Ricerca INFN, CNR, INFM, il Consorzio Nazionale Struttura della Materia, tutti gli enti locali Regione, Assemblea e la Giunta, Provincia e Comune e ringrazio in maniera particolare i loro rappresentanti che sono qui stamattina per la loro presenza e per le parole d’incoraggiamento nei confronti dell’Università e del Dipartimento in particolare, la Fondazione Palazzo Ducale che ci ospita e che ha messo a disposizione questa splendida sala per l’inaugurazione, la Confindustria Genova che ci ha dato supporto, visto che si tratta di industriali genovesi è stato un esploit non da poco, il Festival della Scienza e gli Amici del Festival della Scienza, il Museo Luzzati, la Fondazione Cassa di Risparmio, spero anche di potere ringraziare la Fondazione san Paolo cui ho chiesto recentemente un contributo e per ultimo l’Oratorio di san Filippo, e questo mi dà l’occasione per ricordare che questa sera alle 20.30 ci sarà un concerto nella Chiesa di San Filippo Neri, un’occasione per visitare una chiesa e un oratorio che sono molto spesso chiusi al pubblico, con una statua moto bella della Madonna che è posta in modo molto scenografico e il concerto è un concerto di lirica che spero apprezzerete. Vi do il benvenuto, vi invito tutti ovviamente al Dipartimento di Fisica, lo troverete interessante anche dal punto di vista architettonico, molti di voi già lo conoscono, ma credo valga la pena di visitarlo per vedere come è fatto. Purtroppo chi ci sta dentro lo apprezza un pò meno, ma dal punto di vista estetico credo sia molto interessante. Grazie di essere venuti e ci rivediamo oggi pomeriggio. L. Cifarelli: Ancora grazie. Vorrei dare inizio a questo punto a uno dei momenti più tradizionali dell’inaugurazione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica, ossia alla Cerimonia di Premiazione della SIF, che riguarda un certo numero di nostri Soci, giovani e meno giovani. In primo luogo premiamo i Soci Benemeriti (in società straniere questi sarebbero i cosiddetti Fellows), nominati dal Consiglio di Presidenza della SIF per l’anno 2008. I Soci Benemeriti riceveranno un diploma e una medaglia per i loro contributi dati alla Scienza e alla Società Italiana di Fisica. In ordine alfabetico vorrei chiamare innanzitutto il Prof. Enrico Bellotti dell’Università di Milano Bicocca, Socio Benemerito per i contributi dati alla Scienza e alla Società Italiana di Fisica, in particolare nel campo dell’Astrofisica Particellare. E. Bellotti: Essendo, come sai, molto affezionato alla Società Italiana di Fisica, porgo tanti tanti auguri a te come Presidente e a tutti. L. Cifarelli: Grazie. Vorrei adesso Chiamare il Prof. Enzo Boschi dell’Università di Bologna, Socio Benemerito per i contributi dati alla Scienza e alla Società Italiana di Fisica, in particolare nel campo della Geofisica. E. Boschi: Volevo ringraziarti, ringraziare la Società Italiana di Fisica, perché è un riconoscimento molto importante, tenendo conto anche che viene da persone che stanno per riprodurre l’origine dell’universo, quindi siamo tutti emozionati. Speriamo che la macchina funzioni presto e che presto possiamo risolvere questo problema, che anche noi geofisici aspettiamo da tempo. L. Cifarelli: Grazie. Vorrei chiamare il Prof. Vittorio Degiorgio dell’Università di Pavia, Socio Benemerito per i contributi dati alla Scienza e alla Società Italiana di Fisica, in particolare nel campo della Fisica della Materia. V. Degiorgio: Vi ringrazio moltissimo e vorrei solo augurare a tutti tempi migliori per l’Università e per la ricerca. L. Cifarelli: Chiamo ora il Prof. Giovanni Ricco dell’Università di Genova, Socio Benemerito per i contributi dati alla Scienza e alla Società Italiana di Fisica, in particolare nel campo della Fisica Nucleare. G. Ricco: Sono molto lusingato di ricevere questo riconoscimento proprio nel cuore storico della mia città, mi auguro di poter continuare a contribuire nel settore nucleare, soprattutto nel settore dell’energia nucleare, che dopo tanti anni di silenzio sta tornando di nuovo di grande attualità. Grazie ancora e tanti auguri al nostro Presidente. L. Cifarelli: Per fluttuazione statistica abbiamo anche un altro genovese, il Prof. Carlo Rizzuto dell’Università di Genova, Socio Benemerito per i contributi dati alla Scienza e alla Società Italiana di Fisica, in particolare nel campo della Luce di Sincrotrone. C. Rizzuto: Ringrazio la SIF per questo riconoscimento e per tutto quanto sta facendo per la fisica italiana. Riferendomi ad alcuni precedenti interventi, però, vorrei sottolineare che parlare solo di ritorno di tempi migliori non basta, perché questo dipende dall’impegno che viene messo nel costruire condizioni migliori. Ad esempio, la SIF e la fisica italiana sono state estremamente impegnate nel costruire istituzioni a livello europeo dagli anni `50 e `60 fino agli anni `70, ma adesso sia la fisica che l’Italia in generale sono molto assenti. In assenza di impegni personali e continui, i tempi migliori non ritorneranno per conto loro. L. Cifarelli: Vorrei chiamare infine il Prof. Andrea Taroni dell’Università di Castellanza, Socio Benemerito per i contributi dati alla Scienza e alla Società Italiana di Fisica, in particolare nel campo dell’Elettronica. A. Taroni: Ringrazio di cuore la Società Italiana di Fisica per questo riconoscimento. Sono lusingato, vol24 / no5-6 / anno2008 > 67 il nostro mondo sorpreso, felice; anche se normalmente ricevere un premio come quello di oggi induce a credere che si stia entrando nella terza, non voglio dire età, ma almeno fascia di attività come ricercatore. Grazie ancora. giant branch stars.” Secondo premio al Dr. Fabio Cappella del Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma “La Sapienza” e dell’INFN, Sezione di Roma 1, per “Da DAMA/NaI a DAMA/LIBRA e oltre”. L. Cifarelli: Passo ora, ancora secondo tradizione, a premiare le Migliori Comunicazioni fatte al Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica dell’anno scorso, a Pisa, dai nostri migliori giovani, dai nostri talenti. Quest’anno, si tratta di una novità, i premi sono congiuntamente offerti da Il Nuovo Cimento, la rivista scientifica propria della SIF, e da European Physical Journal (EPJ), il giornale che la SIF pubblica con altri partner europei. Ci sono varie sezioni tematiche nel Congresso e cercherò di andare rapidamente. Per Fisica della Materia (materia condensata, atomi, molecole e plasmi), primo premio ex aequo: a Cristina Crupi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Messina, per “Thermal conductivity and low-energy vibrational dynamics in alkali borate glasses”, e al Dr. Fabio Corrente dell’INFN, Laboratori Nazionali di Frascati, e del Dipartimento di Metodi e Modelli Matematici per le Scienze Applicate dell’Università di Roma “La Sapienza”, per “Polarizzazione delle correnti di spin in nanostrutture a bassa dimensionalità.” Secondo premio ex aequo: alla Dr.ssa Lavinia Vaccaro del Dipartimento di Scienze Fisiche e Astronomiche dell’Università di Palermo e dell’Istituto di Biofisica del CNR di Palermo, per “Luminescenza risolta in tempo del non bridging oxygen hole center in silice: proprietà di volume e di superficie”, e al Dr. Stefano Bigotta dell’INFN, Sezione di Pisa, e della Scuola Normale Superiore di Pisa, per “Laser cooling of solids: new results with fluoride single crystals.” Per la sezione di Fisica Nucleare e Subnucleare abbiamo un primo premio ex aequo: alla Dr.ssa Angela Papa dell’INFN, Sezione di Pisa, per la sua comunicazione su “L’acceleratore CW ed i metodi di calibrazione e controllo dell’esperimento MEG”, e al Dr. Said Hasan dell’Università dell’Insubria, per lo “Studio delle proprietà di cristalli incurvati finalizzato ad applicazioni in fisica delle alte energie”. Secondo premio ex aequo: alla Dr.ssa Laura Sperandio dell’INFN, Laboratori Nazionali di Frascati, per “The VIP experiment (Violation of the Pauli Exclusion Principle): new experimental limit on the Pauli Exclusion Principle violation by electrons”, e al Dr. Pier Luigi Catastini del Dipartimento di Fisica dell’Università di Siena e dell’INFN, Sezione di Pisa, per “The GigaFitter for fast track fitting based on FPGA DSP arrays.” Per Astrofisica e Fisica Cosmica, primo premio al Dr. Sergio Cristallo dell’INAF, Osservatorio Astrofisico di Teramo, per “Evolution and nucleosynthesis in low mass asymptotic 68 < il nuovo saggiatore Per Geofisica e Fisica dell’Ambiente, primo premio al Dr. Mauro Mazzola dell’ISAC-CNR di Bologna, per “Effetti radiativi diretti degli aerosol sull’area mediterranea.” Secondo premio al Dr. Pasquale Sellitto dell’Earth Observation Laboratory-DISP dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per “Algoritmi di rete neurale per l’inversione del dato satellitare.” Per Biofisica e Fisica Medica: primo premio alla Dr.ssa Anna Chiara De Luca del Dipartimento di Scienze Fisiche dell’Università di Napoli “Federico II” e del CNISM di Napoli, per “Caratterizzazione Raman risonante e meccanica di singoli globuli rossi manipolati con una pinzetta ottica.” Secondo premio al Dr. Daniele Panetta del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa e dell’INFN, sezione di Pisa, per “Caratterizzazione di un prototipo di TAC ad alta risoluzione spaziale per piccoli animali.” Per la sezione di Fisica Applicata, primo premio al Dr. Enrico Maccioni del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, del CNISM di Pisa e dell’INFN, Sezione di Pisa, per: “Fiber laser strain sensor device.” Secondo premio al Dr. Aldo Mozzanica dell’Università di Brescia e dell’INFN, Sezione di Pavia, per “FAST: un rivelatore a fibre scintillanti per la misura di sezione d’urto di antiprotoni presso l’Antiproton Decelerator.” Per la sezione di Fisica per i Beni Culturali, primo premio al Dr. Gianluca Quarta del CEDAD, Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, Università del Salento, Lecce, per “Il contributo delle tecniche di ion beam analysis e spettrometria di massa con acceleratore del CEDAD allo studio di contesti archeologici del Mediterraneo.” Secondo premio alla Dr.ssa Giulia Festa dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per “Study of cultural heritage artefacts by neutron tecniques.” Per Fisica Generale, Didattica e Storia della Fisica, primo premio alla Dr.ssa Alessandra Mossenta dell’Unità di Ricerca per la Didattica della Fisica dell’Università di Udine, per “La costruzione di un quadro interpretativo coerente delle interazioni elettrostatiche in un contesto di formazione insegnanti.” Secondo premio alla Dr.ssa Sabrina Rossi del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione dell’Università di MilanoBicocca, per “`La luna e le sue fasi´ nella scuola di base”. Tutti questi giovani oltre al premio hanno ottenuto anche la dignità di stampa per pubblicare le loro comunicazioni su Il Nuovo Cimento. Adesso passerei ai giovani laureati cui viene conferito il premio di “operosità scientifica” della SIF. A partire da quest’anno i premi saranno intitolati ai miei illustri predecessori, che si sono avvicendati alla Presidenza della SIF. Il premio per i giovani laureati dopo il maggio 2005 è stato attribuito a quattro giovani promettenti, selezionati dal Consiglio della SIF sulla base del loro curriculum scientifico. Il primo premio, non in ordine di priorità ma il primo che oggi assegniamo, è il Premio “Gilberto Bernardini”, che è stato attribuito al Dr. Antonio Benedetto, laureato in Fisica presso l’Università di Messina. Il Premio “Giovanni Polvani” è stato assegnato alla Dr.ssa Chiara D’Errico, laureata in Fisica presso l’Università di Firenze. (In questo momento non è presente, avrà forse avuto un contrattempo.) Il Premio “Carlo Castagnoli” è stato assegnato al Dr. Giuseppe Gabriele Rapisarda, laureato in Fisica presso l’Università di Catania. Il Premio “Augusto Righi” è stato assegnato al Dr. Jacopo Parravicini, laureato in Fisica presso l’Università di Milano. I premi di operosità scientifica assegnati ai laureati in fisica appena un po’ meno giovani, cioè dopo il maggio 2001, sono i seguenti. Il Premio “Orso Mario Corbino” va al Dr. Francesco Nozzoli, laureato in Fisica presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Il Premio “Antonio Garbasso” va alla Dr.ssa Stefania Bufalino, laureata in Fisica presso l’Università di Torino. Il Premio “Vito Volterra” è conferito al Dr. Giuseppe Vallone, laureato in Fisica presso l’Università di Torino. Passiamo quindi a un premio che viene dato ogni anno in ricordo di Pietro Bassi, per la Fisica Nucleare fondamentale. “Per la sua attività sperimentale nel campo della fisica nucleare e, in particolare, per la rilevanza dei suoi studi sulla multiframmentazione, sul decadimento in di-protone dei livelli eccitati del Neon 18 e sulla produzione di fasci di nuclei radioattivi”, il Premio “Pietro Bassi” 2008 è assegnato al Dr. Marzio De Napoli dell’Università di Catania. Altra novità di quest’anno, è il premio intitolato a Ettore Pancini, istituito per ricerche sperimentali in Fisica Nucleare o Subnucleare. Il vincitore di questo premio è stato scelto da una commissione esterna alla SIF, nominata dal Consiglio della SIF. Il Premio “Ettore Pancini” 2008 è stato attribuito alla Dr.ssa Gilda Scioli dell’Università di Bologna e dell’INFN, Sezione di Bologna, “per aver adempiuto con originalità e successo le responsabilità affidatele dalla Collaborazione ALICE per la realizzazione, l’installazione e il collaudo del sistema di misura del tempo di volo, componente essenziale dell’esperimento, pronto ad entrare in funzione al nuovo collisore LHC”. Consegna il premio il Dr. Roberto Mazzola del CNR di Napoli, che è lo sponsor di questo premio. Consueto premio della SIF è invece il Premio per la Didattica o la Storia della Fisica. Quest’anno il premio è stato assegnato per la Storia della Fisica: “per il volume dedicato agli aspetti scientifici e alla attività accademica di Ettore Majorana” (pubblicato dalle Edizioni della Scuola Normale Superiore di Pisa), ex aequo al Prof. Francesco Guerra del Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma “La Sapienza” e alla Prof.ssa Nadia Robotti del Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova. Ulteriore novità, quest’anno sono parecchie, è quella del premio intitolato a Giuseppe (Beppo) Occhialini. Qui non consegneremo il premio ma semplicemente proclameremo il vincitore. Infatti questo premio è stato congiuntamente istituito dalla Società di Fisica Britannica (Institute of Physics, IOP) e dalla Società Italiana di Fisica nel 2007, in occasione del centenario della nascita di Occhialini. Lo scopo è quello di commemorare la figura di questo insigne scienziato, che è stato anche a Genova per un certo periodo della sua vita, e consolidare le relazioni tra le due società. Il premio è annuale e verrà alternativamente conferito da una delle due società a un fisico selezionato a partire da una lista di candidati proposti dall’altra. Sembra un po’ complicato, ma è semplice in realtà. Quest’anno il vincitore è stato scelto dall’IOP. I would like to ask Dr Kirby-Harris, Chief Executive of IOP, to announce the winner of the 2008 “Giuseppe Occhialini” Prize. R. Kirby-Harris: Ladies and Gentlemen I’m very pleased to be with you here today at the opening of the National Congress of the Italian Physical Society. I’m representing our President Peter Saraga and President-Elect Dame Jocelyn Bell Burnell who send the best wishes to you for a successful congress. The Institute of Physics is delighted to be a partner in the establishment of this joint prize between our two societies and also named in honor of an outstanding Italian physicist who had very close working relations with British physicists. The winner of the 2008 “Giuseppe Occhialini” Prize has been selected by the Award Committee of the Institute of Physics from a list of nominees submitted by the Council of the Italian Physical Society. The winner is Dr. Francesco Vissani of the Gran Sasso Laboratory of INFN - Italy with the following citation: “for his distinguished contributions to neutrino physics and, in particular, to the phenomenology and theory of neutrino mass and vol24 / no5-6 / anno2008 > 69 il nostro mondo Da sinistra: L. Cifarelli, F. Vissani (vincitore del Premio Occhialini) e R. Kirby-Harris. mixing”. The “Occhialini” Prize and Medal will be presented to Dr. Vissani at a special dinner of the Council of the Institute of Physics on the 27th of November 2008. Thank you. L. Cifarelli: Last but not least, veniamo al Premio “Enrico Fermi” 2008 della Società Italiana di Fisica. Si tratta del premio più importante e prestigioso della nostra Società, istituito nel 2001 in occasione del centenario della nascita di Enrico Fermi. Vorrei anche ricordare che quest’anno ricorre il settantesimo anniversario dell’attribuzione del Premio Nobel a Enrico Fermi. In questa occasione la Società Italiana di Fisica ha ristampato, come primo fascicolo del 2008 de La Rivista del Nuovo Cimento, le ultime lezioni di Enrico Fermi tenute qui in Italia, alla Scuola di Varenna. Il Premio “Enrico Fermi” è destinato a un Socio della Società Italiana di Fisica che abbia particolarmente onorato la Fisica Italiana con le sue scoperte. Il premio viene attribuito da una Commissione costituita da un rappresentante dell’Accademia Nazionale dei Lincei, del Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN, del Dipartimento Materiali e Dispositivi del CNR (cioè dell’ex Istituto Nazionale di Fisica della Materia INFM), da un rappresentante del Consiglio della Società Italiana di Fisica, ed è 70 < il nuovo saggiatore Da sinistra: L. Pietronero, G. Casati e L. Luigiato (vincitori del Premio Fermi). presieduta dal Presidente della Società Italiana di Fisica. Per il 2008 il Premio “Enrico Fermi” della Società Italiana di Fisica è stato assegnato congiuntamente ai Professori Giulio Casati, Luigi Lugiato e Luciano Pietronero, “per i loro fondamentali risultati teorici nello studio dei sistemi complessi”. In particolare: al Prof. Giulio Casati dell’Università dell’Insubria, “per la comprensione del rapporto tra caos classico e quantistico anche in relazione al quantum computing”; al Prof. Luigi Lugiato dell’Università dell’Insubria, “per la scoperta di strutture spaziali da instabilità nelle interazioni non lineari luce-materia”; al Prof. Luciano Pietronero dell’Università di Roma “La Sapienza”, “per la dimostrazione dell’insorgere di strutture frattali in una varietà di fenomeni regolati da autoorganizzazione”. Diploma e medaglia vengono ora consegnati ai vincitori. Li pregherei a turno di intervenire con una breve relazione. In ordine alfabetico, chiamo il Prof. Giulio Casati. G. Casati: Ringrazio il consiglio della SIF, in particolare la Presidenza, per questo premio che mi onora moltissimo. Desidero solo proporre qualche breve commento che riguarda anche la mia ricerca ma che ritengo abbia un interesse più generale e mi riferisco in particolare ai giovani. - Questo premio è per me motivo particolare di soddisfazione in quanto rappresenta un riconoscimento della validità della decisione presa nei primi anni ‘70, di dedicarmi allo studio dei fenomeni non lineari. Era un argomento del quale nessuno si occupava, considerato privo di reale interesse e marginale. Come potete immaginare questa realtà mi è costata fatica, qualche frustrazione e un po’ di sofferenza per l’isolamento scientifico. Devo ammettere che l’enorme sviluppo successivo ha sorpreso anche me oltre che rallegrato: lo studio dei fenomeni non lineari aveva portato alla scoperta di fenomeni nuovi ed affascinanti quali il caos deterministico, i frattali, gli attrattori strani ecc. Un numero crescente di campi veniva interessato da questa linea di ricerca che ha richiamato l’attenzione di un numero crescente di fisici. Non solo, gradualmente un po’ tutte le discipline dalla psicologia all’economia, dall’ingegneria alla medicina sono state interessate dalle manifestazioni del caos deterministico. Vorrei far notare che questo è un altro esempio della importanza della cosidetta “Curiosity driven research”: la ricerca non dovrebbe essere solo orientata a raggiungere obiettivi preliminarmente stabiliti. Nessuna Nazione aveva un programma, agli inizi degli anni `70, di sostegno allo studio dei fenomeni non lineari. Il mio interesse si è poi rivolto in particolare alle manifestazioni del caos in meccanica quantistica, all’intersezione di due grandi rivoluzioni del secolo scorso: la meccanica quantistica e il caos deterministico. Il lavoro in questo campo, nuovo, sino allora inesplorato, ha permesso di ottenere risultati di un certo interesse che poi, grazie al progresso nella tecnica sperimentale, hanno ottenuto verifiche in laboratorio sopratutto nel campo della fisica atomica e dello stato solido. - Un’altra osservazione che vorrei fare è che lo sviluppo del sapere scientifico costringe spesso ad una specializzazione spinta se si vuole contribuire all’avanzamento della conoscenza. Lo studio del caos deterministico mostra invece un aspetto opposto: gli stessi metodi si applicano ad un numero estremamente vario di fenomeni. Questo riflette il carattere di universalità di alcuni fenomeni fisici ma anche sociali economici ecc. Questo carattere di universalità è un aspetto importante che deve essere motivo di riflessione. - Infine chiudo il mio intervento con un pensiero che ha ispirato la mia ricerca, ed è di un grande genio della fisica, James Clerk Maxwell che, con una straordinaria intuizione, in anticipo di oltre un secolo, aveva colto l’essenza di questi fenomeni. Nel 1873 scriveva: “È una dottrina metafisica che dagli stessi antecedenti seguono le stesse conseguenze. Nessuno può dubitare di questo. Ma ciò non è di molta utilità in un mondo come il nostro in cui gli stessi antecedenti non si verificano mai e nulla capita due volte… L’assioma fisico di contenuto analogo afferma che da antecedenti simili seguono conseguenze simili. Ma qui siamo passati dalla uguaglianza alla somiglianza, dalla precisione assoluta alla approssimazione più o meno buona. Esistono alcune classi di fenomeni per i quali un errore piccolo nei dati produce solo un errore piccolo nei risultati. Il corso degli eventi in questi casi è stabile. Esistono altre classi di fenomeni, più complessi, nei quali possono nascere casi di instabilità; il numero di tali casi aumenta in modo estremamente rapido con l’aumentare del numero delle variabili. In questi casi, influenze la cui grandezza fisica è troppo piccola per essere tenuta in considerazione da un essere finito, possono produrre effetti della più grande importanza. Se, perciò, quegli studiosi delle scienze fisiche da cui il pubblico intelligente trae e forma la propria concezione… sono rivolti, nel perseguire gli arcani della scienza, allo studio delle singolarità e delle instabilità invece che della continuità e stabilità delle cose, la promozione della conoscenza naturale può tendere a rimuovere quel pregiudizio in favore del determinismo che sembra derivare dall’assumere che la fisica del futuro sia semplicemente una immagine ingrandita di quella del passato.” Grazie. L. Cifarelli: Grazie. Chiamo adesso il Prof. Luigi Lugiato. L. Lugiato: Desidero ringraziare molto la Presidente Cifarelli e la Società Italiana di Fisica per questo Premio, che sono veramente onorato di ricevere con gli stimati colleghi ed amici Giulio Casati e Luciano Pietronero. Desidero dedicare questo riconoscimento prima di tutto a mia moglie Vilma, che ha sostenuto e sopportato la mia vita di fisico. In secondo luogo al compianto Piero Caldirola, che fu il mio principale maestro e che sarebbe orgoglioso di vedere due suoi allievi (Giulio Casati ed il sottoscritto) ricevere un premio che porta il nome di Enrico Fermi, del quale egli stesso fu allievo. La morfogenesi, o formazione spontanea di strutture spaziali a partire da uno stato omogeneo, è uno degli argomenti più affascinanti ed interdisciplinari della scienza. In presenza di una instabilità spaziale una piccola modulazione iniziale, casualmente presente in un sistema nonlineare, cresce spontaneamente e forma la struttura. Incontriamo questo tipo di fenomeni per esempio in fluidodinamica o nelle reazioni chimiche nonlineari o, naturalmente, negli organismi viventi. Verso la metà degli anni ottanta il campo in cui principalmente lavoravo, l’ottica moderna, era stato già oggetto di vaste ricerche dal punto di vista della dinamica nonlineare, ma sempre nel dominio del tempo. In modo spontaneo mi venne quindi l’idea di investigare la possibilità di ottenere la formazione spontanea di strutture spaziali in ottica. Queste strutture di luce, o patterns ottici, si formano quando un fascio laser di sezione grande interagisce con un mezzo materiale; la nonlinearità sorge dalla interazione fondamentale tra luce e materia. Il mio progetto era di formulare un modello che prevedesse questo fenomeno ed avesse lo stesso grado di relativa semplicità dei modelli prototipici che descrivono le reazioni chimiche nonlineari in 2D. La difficoltà principale risiedeva nel fatto che nel caso dell’ottica, oltre alle due dimensioni della sezione del fascio vi è una terza dimensione in cui il fascio si propaga, e questa circostanza rende molto più complesso modellizare tali fenomeni. Per poter trascurare la terza dimensione si può considerare un campione di materiale molto corto, ma in questa situazione l’interazione tra luce e materia è anch’essa trascurabile. Per risolvere questa difficoltà pensai di racchiudere il campione in una cavità vol24 / no5-6 / anno2008 > 71 il nostro mondo ottica in modo che la luce rimbalzasse moltissime volte tra i due specchi della cavità prima di uscirne ed in tal modo interagisse in modo significativo con la materia. Il modello che formulai per il campo elettrico includeva i due elementi necessari per la formazione di patterns spaziali, cioè la nonlinearità e la diffrazione, ed era equivalente ad una equazione di Schroedinger nonlineare con l’aggiunta di un termine forzante che descrive la luce entrante in cavità e di un termine di smorzamento che descrive la luce uscente dalla cavità . Verificai che l’equazione prevedeva la presenza di una instabilità spaziale e Renè Lefever dimostro che questa portava effettivamente alla formazione di strutture spaziali. Questo risultato inaugurò un nuovo campo che venne denominato Optical Pattern Formation e fu oggetto di molte indagini anche sperimentali, tra le quali si segnalano quelle del gruppo di Tito Arecchi, che ha ricevuto questo Premio due anni fa. Nell’ambito della morfogenesi, il vantaggio dell’ottica è che i sistemi ottici rispondono su scale di tempo veloci e possono trasmettere su una larga banda di frequenze, il che permette prospettive di applicazione, ed a questo proposito vorrei ringraziare soprattutto i colleghi Massimo Brambilla, Franco Prati ed Alessandra Gatti per la loro preziosa collaborazione su questi temi. Una prima via applicativa è quella dei cosiddetti solitoni di cavità. Tipicamente, gli elementi di un pattern spaziale sono fortemente correlati tra di loro: se, per esempio, si genera un solo elemento, questo crea spontaneamente l’intero pattern. Tuttavia, in condizioni speciali gli elementi diventano realmente indipendenti e si può avere anche un solo elemento isolato. Questi “solitoni di cavità” possono essere scritti in posizioni a piacere e poi cancellati singolarmente. Possono 72 < il nuovo saggiatore essere anche spostati e/o messi in moto in maniera controllata e tutte queste proprietà sono molto interessanti nella prospettiva di processare informazione. Una seconda via applicativa è la seguente. In condizioni opportune, le leggi dell’ottica nonlineare fanno sì che i vari elementi del pattern siano correlati quantisticamente tra di loro. Questo stato di entanglement spaziale è di interesse nel campo dell’informazione quantistica. In particolare, questo ha contribuito alla nascita di una nuova disciplina, denominata Quantum Imaging, che sfrutta la natura quantistica della luce e l’intrinseco parallelismo dei segnali ottici per inventare nuove tecniche per fare imaging e per processare l’informazione in parallelo a livello quantistico. Per esempio, per determinare gli spostamenti di un oggetto con una precisione che sorpassa il limite quantistico standard. Poiché questo congresso si svolge nella città di Genova, desidero ricordare che Genova è la sede dell’Istituto Nazionale per la Fisica della Materia ( INFM) che è stato incorporato nel Consiglio Nazionale delle Ricerche. In questa operazione la rete universitaria, che costituiva l’ossatura e l’anima dell’INFM, è rimasta tagliata fuori. Spero che non sia utopistico auspicare che l’INFM possa tornare ad essere indipendente, con una configurazione ed un finanziamento paragonabili a quelli dell’epoca pre-CNR. E, più in generale, auspico che il mondo politico prenda coscienza del fatto che ricerca scientifica e formazione universitaria non sono solo una sorgente di spesa per lo Stato, ma rappresentano soprattutto una risorsa fondamentale per il futuro del nostro Paese. Vi ringrazio. L. Cifarelli: Chiamo infine il Prof. Luciano Pietronero. L. Pietronero: Buongiorno, per prima cosa ringrazio il Presidente Luisa Cifarelli e la Società Italiana di Fisica per questo grande onore che apprezzo veramente, sono onorato e commosso da questo riconoscimento. Volevo, in questa occasione, prendere un attimo le distanze dalla cronaca e riguardare un po’ la mia personale storia da una certa prospettiva, quindi comincio col ringraziare le persone con cui ho cominciato ad imparare la fisica che sono nell’ordine Bruno Touschek, che ricordo con grandissimo affetto e stima, e Franco Bassani a cui vorrei inviare un caro saluto. Sapete Franco è piuttosto malato, l’ho visitato pochi giorni fa e l’ho trovato di buono spirito quindi colgo questa occasione per ringraziarlo e fargli i miei migliori auguri. Io, devo dire, ho una storia un po’ strana perché mi sono laureato a Roma, quindi sono un prodotto del sistema italiano, e quindi anche della Società Italiana di Fisica in senso lato, però dal giorno dopo la laurea sono stato all’estero per 16 o 17 anni e non ho mai lavorato in Italia finché non sono tornato verso la fine degli anni `80. Quindi in questo senso sono un vero straniero, perché quando sono tornato non sapevo proprio nulla dell’Italia e, a parte la lingua e pochi ricordi liceali, è stato un impatto notevole. Devo dire che, tutto sommato, l’educazione scientifica che ho avuto è stata buona nonostante fosse iniziata nel `68, quindi in un periodo estremamente turbolento. Direi però che le strutture erano solide e non mi sono mai sentito di avere un handicap nel confrontarmi con le istituzioni straniere, in cui pure fui apprezzato. Questo mi pare un elemento molto importante e dobbiamo cercare di mantenerlo e di valorizzarlo, cioè non è vero che le cose sono così negative tutto sommato, almeno nel mio caso è stata una buona educazione, gratuita, con persone di primissimo livello. Io sono stato molti anni nell’industria, la Xerox e la Brown Boveri di Zurigo e poi diventai professore universitario in Olanda. Tornato in Italia la cosa è stata molto diversa perché ero dall’altra parte del tavolo rispetto al periodo studentesco, cioè ero parte del sistema che doveva produrre la ricerca e l’insegnamento, e naturalmente non ci si annoia in Italia, si combatte tutti i giorni, però tutto sommato per me il punto chiave per cui il mio gruppo è funzionato sono stati degli ottimi studenti. Quindi io ringrazio sia le persone che mi hanno insegnato le cose, ma anche quelle che hanno collaborato con me e che per me la chiave del fatto che la nostra attività è funzionata bene anche in Italia. Naturalmente il confronto con l’estero ci deve far riflettere e dobbiamo valorizzare i nostri punti migliori e cercare di diminuire i difetti. In Italia ci sono delle eccellenze spesso circoscritte nell’ambito di un piccolo gruppo e ci sono carenze nella creazione di strutture abbastanza grandi a livello nazionale. Anche la SIF credo che si renda conto di queste difficoltà che dobbiamo cercare di superare. Dal punto di vista scientifico la nostra principale attività corrisponde alla domanda perché la natura genera delle strutture complesse, le strutture complesse sono davanti a noi da sempre, però la domanda scientifica invece è solo da vent’anni che ce la poniamo, il motivo è che mancava proprio la tecnologia concettuale per porsi queste domande. Queste domande io me le sono poste mentre facevo altre cose, discutendo casualmente con altri, quindi sono venute come una componente laterale dell’attività che però man mano poi ha preso il sopravvento ed è diventata in qualche modo quella principale. Questo è stato un percorso abbastanza lungo con domande diverse, questioni diverse, il punto essenziale era di capire “come mai la natura invece di scegliere una struttura semplice ne sceglie una estremamente complessa?”. Possiamo vedere che la fisiologia è già così, i nostri polmoni hanno un’area di due campi da tennis, quindi la fisiologia ha ripiegato nel nostro torace una struttura complicatissima che è funzionale a scambiare molto ossigeno in pochi secondi. Potremmo fare molti altri esempi, non vi annoio con una descrizione tecnica, se vi interessa c’è la pagina web o un libretto dell’Editore Di Renzo (http://www. direnzo.it/) dove queste cose sono esposte in modo divulgativo. Volevo fare ancora un commento di carattere generale, come dicevo le attività del mio periodo italiano sono andate molto bene grazie ai giovani e brillanti collaboratori che ci sono stati sempre e ci sono tuttora e questo credo sia un valore grandissimo che va sempre più valorizzato. Purtroppo vedo delle carriere sempre più frustrate dei nostri brillanti giovani, questo è un grande danno e dobbiamo creare delle carriere brillanti come io ho avuto la fortuna di avere. Quindi io mi faccio promotore dell’iniziativa che per quanto possibile dobbiamo cercare di valorizzare i nostri giovani e dare le opportunità che tanti di noi abbiamo avuto fortunatamente, anche se all’epoca non sembrava che la situazione fosse così buona, ma certo che in retrospettiva bisogna dire che lo era. L’altra cosa poi è il passaggio da attività di gruppi singoli, che ce ne sono tantissime in Italia, a attività più strutturate. Questo è un passaggio difficile. Ma io credo che se vogliamo lavorare a un livello nazionale, confrontarci con l’Europa, col mondo, confrontarci anche con l’industria italiana e le aziende, è importante che le cose abbiano anche una struttura di una certa dimensione. Per questo motivo già anni fa insieme a vari colleghi cercammo di fondare l’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR, che fu fondato nel 2004, è vivacchiato per 2 o 3 anni nei periodi particolarmente difficili e adesso è stato stabilizzato giusto poche settimane fa. Quindi mi auguro, per questa opportunità che ci viene concessa, di poter dare un contributo a questi problemi che appunto menzionavo. Concludo ringraziando voi tutti e facendovi i migliori auguri per un’attività gradevole e di successo. Grazie e buona giornata. L. Cifarelli: Siccome Luciano Pietronero ha parlato dei giovani, spero che siate tutti d’accordo se, facendo una piccola infrazione al cerimoniale, premiamo lo stesso e in extremis una giovane ritardataria. Il Premio “Giovanni Polvani” di operosità scientifica, per laureati dopo il maggio 2005, viene dunque consegnato anche alla Dr.ssa Chiara D’Errico, laureata in Fisica presso l’Università di Firenze. Infine, in conclusione di questa Cerimonia di Premiazione del Congresso, vorrei annunciare che tra i Soci Benemeriti 2008 la Società Italiana di Fisica non poteva mancare di nominare il Prof. Giuseppe-Franco Bassani, mio predecessore alla Presidenza della Società, Fellow della European Physical Society e di altre società scientifiche, adesso Presidente Onorario della SIF. Bassani non ha potuto essere oggi con noi, ma lo vedrò a Pisa tra una quindicina di giorni per un incontro di lavoro e gli consegnerò personalmente diploma e medaglia.(*) Passo ora a una mia breve relazione di apertura. Innanzitutto sono molto lieta che la Società Italiana di Fisica abbia organizzato il suo Congresso a Genova, in collaborazione con il DIFI (Dipartimento di Fisica dell’Università). È la terza volta che il Congresso della SIF si svolge a Genova, la prima volta fu quasi un secolo fa nel lontano 1912, la seconda nel 1984 e infine la terza quest’anno, e siamo onoratissimi di essere di nuovo qui. Tra l’altro vorrei menzionare che ricorre quest’anno il 25° anniversario della costruzione (*) G.F. Bassani è purtroppo venuto a mancare pochi giorni dopo l’inaugurazione del Congresso, il 25 Settembre 2008. vol24 / no5-6 / anno2008 > 73 del complesso del Dipartimento di Fisica dove si svolgeranno i lavori del Congresso, a partire da oggi pomeriggio. Sono stati ricordati alcuni illustri fisici che hanno lasciato la loro impronta a Genova, come Beppo Occhialini, cui si devono grandi scoperte con i raggi cosmici. Occhialini è stato a Genova dal 1949 al 1951, contribuendo a esperimenti di lancio di emulsioni tramite palloni aerostatici. Di Ettore Pancini abbiamo parlato, tutti noi lo ricordiamo per il famoso esperimento, realizzato insieme a Oreste Piccioni e Marcello Conversi, per la scoperta del muone: anche lui è stato a Genova, dal 1952 al 1960. Infine vorrei menzionare Antonio Borsellino, cui si devono i grandi passi della biofisica a Genova e in Italia nei primi anni `60. Nel Dipartimento di Fisica la Biblioteca è intitolata a Borsellino, a Pancini l’Aula Magna. Quest’anno sarà intitolata a Beppo Occhialini un’altra grande aula. Infine segnalo che al Dipartimento è allestita una mostra poster, che sarà visibile durante tutto il Congresso, su questi importanti personaggi della fisica italiana. Il Congresso è ricchissimo di eventi: ci sono 8 Sessioni Parallele, 13 Relazioni Plenarie, ci sarà una Conferenza Cittadina (o, addirittura, un intero “pomeriggio cittadino”), e una Tavola Rotonda sul tema dell’energia in Italia. L’Assemblea Generale dei Soci, dove svolgerò la consueta Relazione del Presidente su questioni propriamente societarie, sarà il 23 settembre e la Cena Sociale, altro significativo momento di incontro tra i Soci, il 24 settembre. La Tavola Rotonda sull’energia in Italia si 74 < il nuovo saggiatore terrà nel pomeriggio del 25 settembre, ne sarà il moderatore il Prof. Antonino Zichichi, che è qui presente, e avremo l’onore della presenza del Ministro Claudio Scajola. L’interesse e le attività della SIF per l’energia nascono un anno fa da un’iniziativa europea, coordinata dalla Società Europea di Fisica (European Physical Society, EPS), di cui tornerò a parlare tra un attimo. Non potevo inaugurare questo Congresso senza soffermarmi sull’evento epocale già menzionato dal Prof. Enzo Boschi, cioè l’inizio di LHC. Il comunicato stampa emanato il 10 settembre dal CERN annuncia il completamento della macchina e i primissimi test di circolazione di fasci di protoni al suo interno. Nella nota fotografia del tunnel di LEP, adesso di LHC, si vedono i dipoli superconduttori che funzionano in criogenia, ce ne sono più di mille lungo i 27 km di circonferenza del tunnel, sono lunghi circa 14 metri ciascuno e funzionano a meno di 2 gradi Kelvin in un bagno di elio liquido superfluido. Durante la recentissima fase di collaudo di LHC, nel portare un gruppo di questi dipoli in regime di alta corrente, si è verificata una scarica che ha provocato un guasto meccanico e la fuoriuscita di una certa quantità di elio liquido in un settore del tunnel. In una macchina convenzionale occorrerebbero poche settimane di riparazione. Per una macchina tecnologicamente “estrema” come LHC, occorrerà un fattore dieci di tempo in più. Dovremo quindi pazientare ancora qualche mese per l’avvio definitivo di un progetto che ci riserva tante promesse. Su questo grandioso progetto sono state dette e scritte molte cose. Vorrei invitarvi a leggere un interessante articolo scritto da Leon Lederman sul Newsweek del 16 Settembre (dal titolo “What we’ll find inside the atom”), in cui esordisce ponendo al centro dell’attenzione la figura di Galileo Galilei e il suo ingegnoso e potente telescopio che permise di realizzare in passato spettacolari scoperte, così come ci aspettiamo di fare oggi grazie a LHC. Vi invito anche a leggere una recente intervista di Lederman al Corriere della Sera, in cui ricorda Enrico Fermi come precursore di LHC, poiché capì in anteprima l’importanza degli acceleratori di particelle e in particolare della fisica adronica, proprio la fisica che andremo a esplorare con questo prodigioso strumento che è LHC. Tuttavia vorrei aggiungere ancora qualcosa a proposito di LHC. Per il cinquantesimo anniversario del CERN, celebrato nel 2004, è stato pubblicato un rapporto (al CERN i rapporti scientifici sono di colore giallo e si chiamano “yellow report”) sulle origini di LEP e LHC [CERN/DG-2004306/0]. È stato pubblicato in onore di Antonino Zichichi e ritengo doveroso parlarne, sia pure molto brevemente, in questa occasione. Il rapporto giallo contiene la riproduzione integrale di quello che è noto come “ECFA-LEP White Book”, un rapporto che fu redatto alla fine degli anni ’70 quando la Commissione Europea per i Futuri Acceleratori (ECFA) incaricò Zichichi di formare un gruppo di lavoro allo scopo di dirimere la questione di dove fare una macchina e+e– e come farla. Circa 350 fisici si misero all’opera. Anch’io feci parte della squadra, in un sottogruppo di lavoro dedicato ai rivelatori di particelle. La copertina del White Book, che riporta il tracciato del LEP, è qui mostrata insieme a una fotografia aerea della zona rappresentata dall’antica mappa in bianco e nero. Si tratta dei dintorni di Ginevra. In sovraimpressione sulla fotografia compare l’effettivo tracciato di LEP, ora LHC. In basso, sulla mappa e nella foto, si vede un piccolo triangolo che è proprio il CERN. Il White Book è una preziosa testimonianza su come LEP sia stato ideato per essere poi costruito al CERN. A pagina 304 del White Book si può leggere qualcosa di interessante che vol24 / no5-6 / anno2008 > 75 A. Zichichi riporto fedelmente: “It was noted that the choice of cross-section of the LEP main tunnel takes into account the possibility of adding a proton machine later if needed. This was considered of great importance. It was even felt that a slight increase of the tunnel cross-section might be advisable and in any case provision should be made for accomodating the cryogenic equipement required for superconducting magnets.” Quindi già nel 1979 il gruppo di lavoro ECFA-LEP guidato da Zichichi aveva pensato, come riconosciuto pubblicamente in passato anche dal Prof. Luciano Maiani che è qui presente e che saluto molto cordialmente, di scavare un tunnel circolare del giusto perimetro e soprattutto di farlo con una sezione trasversa sufficientemente larga da poter semmai ospitare in futuro, dopo una macchina e+e–, una nuova macchina adronica. Così è stato. LEP ha funzionato dal 1989 al 2000 in un intervallo di energia tra 100 e 200 GeV, anzi un pò oltre i 200 GeV, e grazie all’adeguato diametro della sua sezione ha potuto ospitare successivamente un collider superconduttore come LHC che fornirà interazioni sia di protoni sia di nuclei 76 < il nuovo saggiatore pesanti a energie mai finora raggiunte. In definitiva, è giusto dire che LHC è il risultato della visione di un ristretto numero di persone illuminate e del formidabile sforzo, nell’arco di più di due decadi, di una grande comunità internazionale di fisici e tecnici, tra i quali ovviamente Luciano Maiani, già Direttore Generale del CERN. Per concludere, poiché sono uno dei tanti fisici che collaborano all’esperimento ALICE di LHC, permettemi di mostrare la ricostruzione di un evento registrato la notte dell’11 settembre nel rivelatore al silicio ITS, la parte più interna del nostro apparato sperimentale. Si tratta della collisione di uno dei primi protoni circolanti a LHC contro un nucleo, probabilmente presente nel gas residuo del tubo a vuoto della macchina. Quindi, come vedete, il fascio c’era e gli esperimenti funzionavano. Siamo tutti pronti per la grande avventura. A questo punto dichiaro ufficialmente aperto il XCIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica. The first Plenary Talk – let me switch to English – will be devoted to the celebration of the European Physical Society (EPS). We are celebrating the 40th anniversary of the Society. I would like to thank Prof. Maciej Kolwas, President-Elect of the European Physical Society, Member of the Polish Academy of Sciences in Warsaw, for his presence here, together with Dr David Lee, Secretary General of EPS, and other Council Members of EPS, in particular: Dr Robert Kirby-Harris, Chief Executive of IOP, Dr Caterina Biscari of INFNFrascati, Head of the Accelerator Group of EPS, and Prof. Marcello Giorgi of the University of Pisa, INFN Representative in the EPS Council. Let me acknowledge as well the presence Prof. Renato Angelo Ricci, Past President of EPS (1988-1991). The celebrative Plenary Talk will be given by Prof. Antonino Zichichi, also Past President of EPS (1978-1980), moreover the youngest signer of the EPS foundation chart in Geneva, 40 years ago. This anniversary is indeed an occasion to recall the birth of the European Physical Society and to pay a tribute to its first President, Gilberto Bernardini, whose remarkable engagement as a man and as a scientist will be duly recalled.