62 < il nuovo saggiatore
il nostro mondo
CERIMONIA INAUGURALE
XCIV Congresso Nazionale
della Società Italiana di Fisica
Genova, 22 Settembre 2008
L. Cifarelli: Benvenuti alla Cerimonia
Inaugurale del XCIV Congresso
Nazionale della Società Italiana di
Fisica, in questa splendida cornice
della Sala del Maggior Consiglio di
Palazzo Ducale. Innanzitutto vorrei
dare la parola ai nostri padroni di casa
e per primo al Dr. Giacomo Ronzitti,
Presidente dell’Assemblea Legislativa
della Regione Liguria, che ci onora con
la sua presenza.
G. Ronzitti: Signori Presidenti Cifarelli e
Giannini, Illustri Professori, gentili ospiti
è con vero piacere che intervengo a
questo XCIV Congresso Nazionale della
Società Italiana di Fisica porgendo a
tutti il cordiale saluto dell’Assemblea
Legislativa della Liguria che mi onoro
di presiedere. Sono particolarmente
lieto che Genova, e con essa la Liguria,
ospiti un evento scientifico tanto
significativo. La nostra regione ha da
tempo raccolto la complessa sfida del
futuro guardando ai nuovi orizzonti che
si possono aprire attraverso la ricerca
scientifica e l’innovazione tecnologica
per costruire spazi di sviluppo e di
occupazione dopo la lunga crisi dei
vecchi assetti produttivi, il declino dell’industria di stato e la difficile
stagione della riconversione e della
riqualificazione urbana e ambientale.
Una scelta lungimirante fatta a cavallo
degli anni `80 e che ha visto una
rinnovata collaborazione tra il mondo
dell’università, delle istituzioni e della
produzione, e che ha reso possibile il
consolidarsi oggi di numerose realtà nel
campo delle tecnologie d’avanguardia.
Una scelta che può continuare a
costituire un’opportunità per le giovani
generazioni perchè solo facendo
leva sulla cultura e sulle acquisizioni
scientifiche si potrà promuovere uno
sviluppo socialmente e ambientalmente
sostenibile. Nella consapevolezza delle
non poche difficoltà che permangono
ancora e che non ci sfuggono, Genova
e la Liguria dunque vogliono affermarsi
quale polo scientifico tecnologico
primario nel panorama Nazionale ed
Europeo. Ed è in questo contesto che
mi piace ricordare con il simposio di
oggi i 25 anni dalla fondazione del
nuovo Dipartimento di Fisica che
ha svolto e continua a svolgere un
importante ruolo da tutti conosciuto.
Siamo coscienti di quanto sia essenziale
oggi che ricerca scientifica, economia e
istituzioni procedano di concerto con il
comune obiettivo di favorire una nuova
qualità dello sviluppo dopo quello che
ha caratterizzato l’industrializzazione
del secolo scorso, uno sviluppo che
sia eticamente corretto e valido, oltre
che economicamente possibile ed
equo. Per questo avvertiamo con forza
la necessità di “fare sistema” affinché
in ogni settore l’uso ragionato delle
risorse sia definito secondo un’agenda
di priorità che riconosca nella ricerca, in
quella teorica come in quella applicata,
una delle sue prime istanze. Per tale
motivo sento il dovere di dire qui, non
per demagogia ma per spirito di verità e
forse anche per quella parte autocritica
che a me compete, che la ricerca e i
ricercatori devono essere incentivati,
motivati e sostenuti a tutti i livelli come
una grande risorsa del Paese senza la
quale si è perdenti nella competizione
globale. E al tempo stesso avverto
l’esigenza che la politica e le istituzioni
pubbliche siano più attente e concrete
nel mettere coerentemente in pratica le
elaborazioni e i progetti che vengono
dalla sfera scientifica. D’altra parte
sappiamo bene come questa sia una
condizione fondamentale per favorire
una crescita armonica della Società
che ci pone ogni giorno di fronte a
problemi inediti in ogni aspetto della
vita umana. Alle istituzioni dunque
spetta questo duplice compito di
supportare quanto più possibile la
ricerca e ascoltarne la voce per tradurne
al meglio le indicazioni sul piano
strategico e operativo assumendo le
conseguenti decisioni sul terreno della
politica economica e finanziaria. In
particolare ritengo davvero prioritari,
oggi, gli orientamenti e le decisioni che
investono la questione energetica, tanto
in relazione alla produzione quanto
in relazione ad un possibile risparmio
energetico, con tutte le implicazioni
scientifiche, economiche, sociali ed
ambientali che questo comporta e
che non a caso avete posto al centro
di una delle qualificate Tavole per
dare soluzione ai moltissimi problemi
ancora irrisolti e per aprire nuove
prospettive ad un mondo che talvolta
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il nostro
mondo
Da sinistra: R. Briano, L. Cifarelli, G. Ronzitti, M. Giannini e M. Margini.
appare smarrito e in preda a convulse e
irrazionali fobie. Questa consapevolezza
deve guidare sempre di più le istituzioni
italiane ed europee e, sulla base del
principio di sussidiarietà, l’azione
delle Regioni e delle Amministrazioni
Locali, convinti che le scelte razionali
si fondano in primo luogo sul sapere
scientifico. Con questo spirito rinnovo
a voi tutti il saluto dell’Assemblea
Regionale insieme all’augurio di buon
lavoro. Grazie.
L. Cifarelli: Grazie, Presidente, per il
suo intervento. Vorrei dare adesso la
parola al Dr. Mario Margini, Assessore
ai Lavori Pubblici e ai Grandi Progetti
del Comune di Genova, che ci porterà
il saluto del Sindaco Prof.ssa Marta
Vincenzi.
M. Margini: Prima di tutto grazie
di aver scelto Genova come sede di
questa importante riunione e di questo
Congresso. Questo salone da un po’
di tempo ospita molte significative
iniziative, questo vuol dire che in
64 < il nuovo saggiatore
un modo o nell’altro Genova sta
rientrando in circuiti di confronti, di
discussione, di accoglienza a livello
nazionale. Questa è una cosa che ci fa
molto piacere. Ci fanno piacere anche
altre cose: ci accorgiamo − quando
abbiamo occasione di confrontarci,
discutere − del fatto che, per quanto
riguarda i temi dell’università, della
ricerca, dell’innovazione e dell’industria
un vecchio modello di relazioni,
particolarmente fra università e
industria, è arrivato al capolinea. Si
avverte quindi fortemente l’avvento
di una fase nuova, e non soltanto per
restare in linea con altri paesi. Ritengo
che in realtà questo sia il problema:
costruire una nuova modalità di
relazione tra il mondo della ricerca
e dell’innovazione e il mondo della
produzione.
Abbiamo studiato protocolli d’intesa,
abbiamo un bellissimo protocollo
d’intesa con l’università. Anche se penso
che siano molto importanti gli accordi
di programma fatti a livello locale e a
livello nazionale, sento l’esigenza che
tra di noi facciamo un confronto molto
più ravvicinato, perché le espressioni
della politica devono avere con la
scienza, la ricerca e l’innovazione un
rapporto positivo. Ho visto che voi fate
una tavola rotonda molto importante,
a cui certamente parteciperò, quella
sull’energia. Io ho qualche difficoltà a
vivere in un paese in cui si è ripreso a
discutere sulla necessità della presenza
del nucleare, a livello d’industria, ma
anche a livello dei rapporti con altre
realtà nazionali. Il discorso sul nucleare
prescinde in parte dalla necessità di
costruire o meno e dove costruire una
centrale in Italia, è piuttosto legato al
fatto che noi siamo al di fuori di queste
tecnologie. La mia impressione è che ci
sia un’approssimazione nell’affrontare
il problema che lascia un po’ stupiti, e
penso che la scienza, la ricerca debba
darci una mano a trovare soluzioni
giuste e importanti. Vi riporto un
episodio personale: nella mia iniziale
esperienza politica la scelta Genova fu
dettata da un valore personale, dal Prof.
Pancini che certamente molti di voi
conoscevano. Mi colpiva molto il tono
dei suoi interventi quando affermava
la necessità di sapere quello di cui si
parla per poi decidere. Io penso che
oggi l’Università, i ricercatori, coloro che
producono innovazioni in ogni campo
debbano instaurare con la politica
e le istituzioni un rapporto alla pari.
Un rapporto con chi può ricevere, ma
che può anche dare. Noi dobbiamo
guardare alle vostre specializzazioni,
ai vostri problemi, alle vostre proposte
con grande attenzione e con grande
interesse. Ora, si parla molto in
questi tempi di globalizzazione, che
è un processo attualissimo, ma è
vero che è in atto da molti anni; una
maggiore attenzione avrebbe quindi
permesso di capire quello che stava
cambiando. Ovviamente guardiamo
con attenzione a voi anche in modo un
po’ strumentale poiché desideriamo
che Genova sia in molti settori punto
d’avanguardia a livello nazionale: ad
esempio nelle telecomunicazioni.
Inoltre come voi sapete, ci siamo
candidati ad avere un ruolo
importante nel settore dell’energia,
stiamo cercando di orientarci verso
quella che chiamano “l’industria
pensante”. E in questo processo
(senza dimenticare il manifatturiero
− perché ci sono tanti che pensano
che noi non riusciamo a trovare poi
gli operai per andare a lavorare nelle
fabbriche manifatturiere, ma questo è
tutto un altro ragionamento) ritengo
che voi possiate dare un importante
contributo. Dopodichè chiedo a tutti
voi di fare uno sforzo, perché un Paese
che vuole cambiare, un Paese che
vuole avere un suo posto nell’industria,
nell’innovazione, nella ricerca, è un
Paese che deve valorizzare molto
queste competenze, queste attività,
questo modo di affrontare i problemi.
Un fatto mi ha particolarmente colpito:
qualche giorno fa mi ha chiamato
un amministratore delegato di
un’importante azienda di Finmeccanica
e mi ha detto: “Noi abbiamo grandi
difficoltà a stare a Genova e in
Italia perché il numero di ingegneri
informatici che vengono “sfornati”
è insufficiente alle nostre esigenze”.
Quello stesso giorno hanno scritto
che per accedere a Medicina c’erano
1300 domande, il rapporto è di 100 a
1300. Io non ho niente contro i medici,
anzi penso che un paese che voglia
svilupparsi ha certamente bisogno di
medici ma ha assolutamente bisogno
anche di scienziati, di ingegneri, di
coloro che fanno della produzione un
punto di riferimento per tanti. Per cui
il mio augurio di buon lavoro a voi,
e guardate che da un certo punto di
vista abbiamo un problema comune: io
penso sempre che il nostro problema
comune sia quello di stabilire una
nuova scala di valori in cui la ricerca,
l’innovazione, la capacità di decidere
abbiano un posto centrale nel confronto
politico e in quello istituzionale.
L. Cifarelli: Grazie. Do ora la parola
alla Dr.ssa Renata Briano, Assessore
all’Ambiente della Provincia, che ci
porta il saluto del Presidente della
Provincia Dr. Alessandro Repetto.
R. Briano: Buongiorno a tutti e
benvenuti a Genova e nella nostra
Provincia di Genova. Vi porto il
saluto dl Presidente della Provincia
che si scusa, ma è fuori regione per
un impegno istituzionale. Io sono
l’assessore all’ambiente, mi occupo
di tantissimi temi e problemi del
nostro territorio che hanno una stretta
relazione con gli studi, le ricerche
e il lavoro che l’Università, e non
solo l’Università, anche la ricerca nel
settore industriale, stanno portando
avanti. Vi do soprattutto un augurio
di buon lavoro e credo che i risultati
di questo vostro incontro che si tiene
nella nostra città saranno utili alle
amministrazioni per prendere delle
decisioni. Infatti credo sempre che
le decisioni che gli amministratori
prendono debbano basarsi su dati e su
una ricerca scientifica forte e avanzata
che ci dia l’opportunità di scegliere nel
modo giusto. Noi nel nostro piccolo
col Dipartimento di Fisica, quindi nel
concreto, stiamo già portando avanti
collaborazioni molto forti, in particolare
abbiamo due protocolli d’intesa, che
hanno anche attivato delle borse di
studio − quindi che danno lavoro ai
giovani − in due settori importanti
del nostro territorio, uno di questi è la
ricerca sulle polveri sottili. Credo che
forse siamo stati tra i primi, in Italia, e
ci siamo confrontati anche con le altre
province, a fare una ricerca specifica
sull’origine di queste polveri sottili e
non soltanto sul quantitativo (di fatto la
legge ci dice solo se lo superi, basandosi
esclusivamente sulla percentuale di
presenza) ma l’importante è sapere
da dove derivano per poi decidere
su che cosa intervenire. Ebbene
con il Dipartimento di Fisica stiamo
portando avanti da quattro anni questa
importante ricerca e abbiamo scoperto
cose molto importanti, che oggi si
leggono sui giornali quotidianamente,
ma spesso ci si dimentica anche da
dove derivano questi dati. Per esempio
nella nostra città c’è una quota di
polveri sottili, sulla quale non possiamo
farci niente perchè di origine naturale,
una quota è dovuta al traffico veicolare
e non solo, un’altra alla presenza delle
industrie, che nel nostro territorio sono
anche diminuite − quindi anche questa
quota in qualche modo sta scendendo
− ma una percentuale importante è
dovuta alla presenza del porto e delle
navi in porto che tengono i motori
accesi durante la loro sosta. Sembra
una banalità ma capire che il 30% delle
nostre polveri deriva da questa attività
significa poi attivarci politicamente
e amministrativamente per risolvere
tutti insieme questo problema. Quindi
le amministrazioni devono lavorare
insieme per la risoluzione di questo
problema. Stiamo lavorando, sempre
con il Dipartimento di Fisica, anche
per capire le ricadute in atmosfera
dei vari inquinanti degli impianti
industriali. Anche questo è importante
per avere una mappa nella nostra
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il nostro
mondo
città delle zone più colpite e per come
intervenire poi, anche nelle nostre
stesse attività quotidiane. La Provincia
rilascia spesso autorizzazioni alle
industrie per la loro produzione: anche
come rilasciare queste autorizzazioni
è in stretta relazione con quanto
stiamo portando avanti come ricerca
con l’Università. Secondo me una
cosa importante su cui dobbiamo
impegnarci insieme, comunità
scientifica e amministrazioni, è di
rendere queste ricerche comprensibili ai
cittadini. L’amministrazione ha bisogno
di spiegare perché fa alcune scelte, e lo
deve spiegare non sul “sentito dire”, sulla
demagogia, lo deve spiegare basandosi
sui dati oggettivi che voi producete,
però dobbiamo anche semplificare
il linguaggio di comunicazione
verso i cittadini, altrimenti spesso la
demagogia, la polemica prendono
il sopravvento e ci troviamo tutti
travolti da queste questioni quando
invece proprio la scienza è quella che
ci aiuta a dare delle risposte concrete
e a giustificare anche le scelte che noi
facciamo. Quindi anche io seguirò con
interesse la tavola rotonda sull’energia.
Il tema dell’energia è un tema che ci
riguarda tutti quanti, a partire dalle
piccole azioni che noi amministratori
tutti i giorni facciamo nelle scelte per
la ristrutturazione dei nostri edifici, e di
quelli del patrimonio provinciale, quali
ad esempio che tipi di tecnologia usare.
È difficile cambiare anche la mentalità
delle amministrazioni in questo senso.
Quindi quello sull’energia è un tema
che ci riguarda: come hanno detto sia
il Presidente del Consiglio Regionale
Ronzitti che l’Assessore Margini infatti il
tema dell’energia è un tema d’interesse
nazionale e internazionale.
E di fatto ci riguarda anche nelle
piccole azioni concrete che portiamo
avanti tutti i giorni, per questo quindi
seguiremo, come Provincia, con
interesse i vostri dibattiti.
L. Cifarelli: Grazie. Adesso la parola va
al Prof. Mauro Giannini che rappresenta
il Rettore dell’Università degli Studi di
66 < il nuovo saggiatore
Genova ed è inoltre il Presidente del
Comitato Organizzatore Locale del
Congresso della SIF.
M. Giannini: Il Rettore Magnifico
dell’Università si scusa ma questa
mattina è impegnato con una seduta
del Senato Accademico convocata già
all’inizio dell’anno, quindi era difficile
spostarla. Mi ha promesso che verrà
alla conclusione del Congresso e quindi
mi ha incaricato di porgere a tutti voi
il saluto e il benvenuto dell’Università
di Genova che è ovviamente coinvolta
in questa operazione, non solo tramite
il Dipartimento di Fisica, che mi onoro
di dirigere, ma anche ci ha dato un
supporto sia finanziario, apprezzabile
visto le disastrate condizioni del
bilancio dell’Università di Genova, sia
anche come servizi, per cui ci ha evitato
di dover intervenire direttamente.
Cercherò di essere breve e passerò
subito anche alla comunicazione
più tecnica, dovrò purtroppo un
po’annoiarvi perché come Presidente
del Comitato Organizzatore insieme
al comitato abbiamo preso contatto
con una serie di enti e istituzioni
cercando e ottenendo una reazione
positiva di aiuto, di incoraggiamento
e di sostegno. Quindi credo che sia
opportuno ricordarlo anche se, come
sempre succede, gli elenchi sono
un pò noiosi. Anzitutto gli Enti di
Ricerca INFN, CNR, INFM, il Consorzio
Nazionale Struttura della Materia,
tutti gli enti locali Regione, Assemblea
e la Giunta, Provincia e Comune e
ringrazio in maniera particolare i loro
rappresentanti che sono qui stamattina
per la loro presenza e per le parole
d’incoraggiamento nei confronti
dell’Università e del Dipartimento in
particolare, la Fondazione Palazzo
Ducale che ci ospita e che ha messo
a disposizione questa splendida sala
per l’inaugurazione, la Confindustria
Genova che ci ha dato supporto, visto
che si tratta di industriali genovesi
è stato un esploit non da poco, il
Festival della Scienza e gli Amici del
Festival della Scienza, il Museo Luzzati,
la Fondazione Cassa di Risparmio,
spero anche di potere ringraziare la
Fondazione san Paolo cui ho chiesto
recentemente un contributo e per
ultimo l’Oratorio di san Filippo, e
questo mi dà l’occasione per ricordare
che questa sera alle 20.30 ci sarà un
concerto nella Chiesa di San Filippo
Neri, un’occasione per visitare una
chiesa e un oratorio che sono molto
spesso chiusi al pubblico, con una
statua moto bella della Madonna che
è posta in modo molto scenografico e
il concerto è un concerto di lirica che
spero apprezzerete.
Vi do il benvenuto, vi invito tutti
ovviamente al Dipartimento di Fisica, lo
troverete interessante anche dal punto
di vista architettonico, molti di voi già
lo conoscono, ma credo valga la pena
di visitarlo per vedere come è fatto.
Purtroppo chi ci sta dentro lo apprezza
un pò meno, ma dal punto di vista
estetico credo sia molto interessante.
Grazie di essere venuti e ci rivediamo
oggi pomeriggio.
L. Cifarelli: Ancora grazie. Vorrei
dare inizio a questo punto a uno
dei momenti più tradizionali
dell’inaugurazione del Congresso
Nazionale della Società Italiana di Fisica,
ossia alla Cerimonia di Premiazione
della SIF, che riguarda un certo numero
di nostri Soci, giovani e meno giovani.
In primo luogo premiamo i Soci
Benemeriti (in società straniere questi
sarebbero i cosiddetti Fellows), nominati
dal Consiglio di Presidenza della SIF
per l’anno 2008. I Soci Benemeriti
riceveranno un diploma e una medaglia
per i loro contributi dati alla Scienza e
alla Società Italiana di Fisica.
In ordine alfabetico vorrei chiamare
innanzitutto il Prof. Enrico Bellotti
dell’Università di Milano Bicocca, Socio
Benemerito per i contributi dati alla
Scienza e alla Società Italiana di Fisica,
in particolare nel campo dell’Astrofisica
Particellare.
E. Bellotti: Essendo, come sai, molto
affezionato alla Società Italiana di Fisica,
porgo tanti tanti auguri a te come
Presidente e a tutti.
L. Cifarelli: Grazie. Vorrei adesso
Chiamare il Prof. Enzo Boschi
dell’Università di Bologna, Socio
Benemerito per i contributi dati alla
Scienza e alla Società Italiana di Fisica, in
particolare nel campo della Geofisica.
E. Boschi: Volevo ringraziarti,
ringraziare la Società Italiana di Fisica,
perché è un riconoscimento molto
importante, tenendo conto anche
che viene da persone che stanno per
riprodurre l’origine dell’universo, quindi
siamo tutti emozionati. Speriamo che la
macchina funzioni presto e che presto
possiamo risolvere questo problema,
che anche noi geofisici aspettiamo da
tempo.
L. Cifarelli: Grazie. Vorrei chiamare il
Prof. Vittorio Degiorgio dell’Università di
Pavia, Socio Benemerito per i contributi
dati alla Scienza e alla Società Italiana
di Fisica, in particolare nel campo della
Fisica della Materia.
V. Degiorgio: Vi ringrazio moltissimo
e vorrei solo augurare a tutti tempi
migliori per l’Università e per la ricerca.
L. Cifarelli: Chiamo ora il Prof. Giovanni
Ricco dell’Università di Genova, Socio
Benemerito per i contributi dati alla
Scienza e alla Società Italiana di Fisica,
in particolare nel campo della Fisica
Nucleare.
G. Ricco: Sono molto lusingato di
ricevere questo riconoscimento proprio
nel cuore storico della mia città, mi
auguro di poter continuare a contribuire
nel settore nucleare, soprattutto nel
settore dell’energia nucleare, che dopo
tanti anni di silenzio sta tornando di
nuovo di grande attualità. Grazie ancora
e tanti auguri al nostro Presidente.
L. Cifarelli: Per fluttuazione statistica
abbiamo anche un altro genovese,
il Prof. Carlo Rizzuto dell’Università
di Genova, Socio Benemerito per i
contributi dati alla Scienza e alla Società
Italiana di Fisica, in particolare nel
campo della Luce di Sincrotrone.
C. Rizzuto: Ringrazio la SIF per questo
riconoscimento e per tutto quanto
sta facendo per la fisica italiana.
Riferendomi ad alcuni precedenti
interventi, però, vorrei sottolineare
che parlare solo di ritorno di tempi
migliori non basta, perché questo
dipende dall’impegno che viene messo
nel costruire condizioni migliori. Ad
esempio, la SIF e la fisica italiana sono
state estremamente impegnate nel
costruire istituzioni a livello europeo
dagli anni `50 e `60 fino agli anni `70,
ma adesso sia la fisica che l’Italia in
generale sono molto assenti. In assenza
di impegni personali e continui, i tempi
migliori non ritorneranno per conto loro.
L. Cifarelli: Vorrei chiamare infine il
Prof. Andrea Taroni dell’Università di
Castellanza, Socio Benemerito per i
contributi dati alla Scienza e alla Società
Italiana di Fisica, in particolare nel
campo dell’Elettronica.
A. Taroni: Ringrazio di cuore la
Società Italiana di Fisica per questo
riconoscimento. Sono lusingato,
vol24 / no5-6 / anno2008 >
67
il nostro
mondo
sorpreso, felice; anche se normalmente
ricevere un premio come quello di
oggi induce a credere che si stia
entrando nella terza, non voglio dire
età, ma almeno fascia di attività come
ricercatore. Grazie ancora.
giant branch stars.” Secondo premio al
Dr. Fabio Cappella del Dipartimento
di Fisica dell’Università di Roma “La
Sapienza” e dell’INFN, Sezione di Roma
1, per “Da DAMA/NaI a DAMA/LIBRA e
oltre”.
L. Cifarelli: Passo ora, ancora secondo
tradizione, a premiare le Migliori
Comunicazioni fatte al Congresso
Nazionale della Società Italiana di
Fisica dell’anno scorso, a Pisa, dai nostri
migliori giovani, dai nostri talenti.
Quest’anno, si tratta di una novità, i
premi sono congiuntamente offerti da
Il Nuovo Cimento, la rivista scientifica
propria della SIF, e da European Physical
Journal (EPJ), il giornale che la SIF
pubblica con altri partner europei.
Ci sono varie sezioni tematiche nel
Congresso e cercherò di andare
rapidamente.
Per Fisica della Materia (materia
condensata, atomi, molecole e
plasmi), primo premio ex aequo: a
Cristina Crupi del Dipartimento di
Fisica dell’Università di Messina, per
“Thermal conductivity and low-energy
vibrational dynamics in alkali borate
glasses”, e al Dr. Fabio Corrente
dell’INFN, Laboratori Nazionali di
Frascati, e del Dipartimento di Metodi
e Modelli Matematici per le Scienze
Applicate dell’Università di Roma “La
Sapienza”, per “Polarizzazione delle
correnti di spin in nanostrutture a bassa
dimensionalità.”
Secondo premio ex aequo: alla Dr.ssa
Lavinia Vaccaro del Dipartimento
di Scienze Fisiche e Astronomiche
dell’Università di Palermo e dell’Istituto
di Biofisica del CNR di Palermo, per
“Luminescenza risolta in tempo del non
bridging oxygen hole center in silice:
proprietà di volume e di superficie”,
e al Dr. Stefano Bigotta dell’INFN,
Sezione di Pisa, e della Scuola Normale
Superiore di Pisa, per “Laser cooling of
solids: new results with fluoride single
crystals.”
Per la sezione di Fisica Nucleare e
Subnucleare abbiamo un primo premio
ex aequo: alla Dr.ssa Angela Papa
dell’INFN, Sezione di Pisa, per la sua
comunicazione su “L’acceleratore CW
ed i metodi di calibrazione e controllo
dell’esperimento MEG”, e al Dr. Said
Hasan dell’Università dell’Insubria,
per lo “Studio delle proprietà di cristalli
incurvati finalizzato ad applicazioni
in fisica delle alte energie”. Secondo
premio ex aequo: alla Dr.ssa Laura
Sperandio dell’INFN, Laboratori
Nazionali di Frascati, per “The VIP
experiment (Violation of the Pauli
Exclusion Principle): new experimental
limit on the Pauli Exclusion Principle
violation by electrons”, e al Dr. Pier Luigi
Catastini del Dipartimento di Fisica
dell’Università di Siena e dell’INFN,
Sezione di Pisa, per “The GigaFitter for
fast track fitting based on FPGA DSP
arrays.”
Per Astrofisica e Fisica Cosmica, primo
premio al Dr. Sergio Cristallo
dell’INAF, Osservatorio Astrofisico
di Teramo, per “Evolution and
nucleosynthesis in low mass asymptotic
68 < il nuovo saggiatore
Per Geofisica e Fisica dell’Ambiente,
primo premio al Dr. Mauro Mazzola
dell’ISAC-CNR di Bologna, per “Effetti
radiativi diretti degli aerosol sull’area
mediterranea.” Secondo premio al
Dr. Pasquale Sellitto dell’Earth
Observation Laboratory-DISP
dell’Università di Roma “Tor Vergata”,
per “Algoritmi di rete neurale per
l’inversione del dato satellitare.”
Per Biofisica e Fisica Medica: primo
premio alla Dr.ssa Anna Chiara De
Luca del Dipartimento di Scienze
Fisiche dell’Università di Napoli
“Federico II” e del CNISM di Napoli, per
“Caratterizzazione Raman risonante
e meccanica di singoli globuli rossi
manipolati con una pinzetta ottica.”
Secondo premio al Dr. Daniele Panetta
del Dipartimento di Fisica dell’Università
di Pisa e dell’INFN, sezione di Pisa, per
“Caratterizzazione di un prototipo di
TAC ad alta risoluzione spaziale per
piccoli animali.”
Per la sezione di Fisica Applicata, primo
premio al Dr. Enrico Maccioni del
Dipartimento di Fisica dell’Università
di Pisa, del CNISM di Pisa e dell’INFN,
Sezione di Pisa, per: “Fiber laser strain
sensor device.” Secondo premio al
Dr. Aldo Mozzanica dell’Università
di Brescia e dell’INFN, Sezione di
Pavia, per “FAST: un rivelatore a fibre
scintillanti per la misura di sezione
d’urto di antiprotoni presso l’Antiproton
Decelerator.”
Per la sezione di Fisica per i Beni
Culturali, primo premio al Dr. Gianluca
Quarta del CEDAD, Dipartimento
di Ingegneria dell’Innovazione,
Università del Salento, Lecce, per “Il
contributo delle tecniche di ion beam
analysis e spettrometria di massa con
acceleratore del CEDAD allo studio di
contesti archeologici del Mediterraneo.”
Secondo premio alla Dr.ssa Giulia Festa
dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per
“Study of cultural heritage artefacts by
neutron tecniques.”
Per Fisica Generale, Didattica e
Storia della Fisica, primo premio
alla Dr.ssa Alessandra Mossenta
dell’Unità di Ricerca per la Didattica
della Fisica dell’Università di Udine,
per “La costruzione di un quadro
interpretativo coerente delle interazioni
elettrostatiche in un contesto di
formazione insegnanti.” Secondo
premio alla Dr.ssa Sabrina Rossi del
Dipartimento di Scienze Umane per la
Formazione dell’Università di MilanoBicocca, per “`La luna e le sue fasi´ nella
scuola di base”.
Tutti questi giovani oltre al premio
hanno ottenuto anche la dignità
di stampa per pubblicare le loro
comunicazioni su Il Nuovo Cimento.
Adesso passerei ai giovani laureati
cui viene conferito il premio di
“operosità scientifica” della SIF.
A partire da quest’anno i premi saranno
intitolati ai miei illustri predecessori, che
si sono avvicendati alla Presidenza
della SIF.
Il premio per i giovani laureati dopo il
maggio 2005 è stato attribuito a quattro
giovani promettenti, selezionati dal
Consiglio della SIF sulla base del loro
curriculum scientifico.
Il primo premio, non in ordine di priorità
ma il primo che oggi assegniamo, è il
Premio “Gilberto Bernardini”, che è stato
attribuito al Dr. Antonio Benedetto,
laureato in Fisica presso l’Università di
Messina.
Il Premio “Giovanni Polvani” è stato
assegnato alla Dr.ssa Chiara D’Errico,
laureata in Fisica presso l’Università
di Firenze. (In questo momento
non è presente, avrà forse avuto un
contrattempo.)
Il Premio “Carlo Castagnoli” è stato
assegnato al Dr. Giuseppe Gabriele
Rapisarda, laureato in Fisica presso
l’Università di Catania.
Il Premio “Augusto Righi” è stato
assegnato al Dr. Jacopo Parravicini,
laureato in Fisica presso l’Università di
Milano.
I premi di operosità scientifica assegnati
ai laureati in fisica appena un po’ meno
giovani, cioè dopo il maggio 2001, sono
i seguenti.
Il Premio “Orso Mario Corbino” va al
Dr. Francesco Nozzoli, laureato in
Fisica presso l’Università di Roma “Tor
Vergata”.
Il Premio “Antonio Garbasso” va alla
Dr.ssa Stefania Bufalino, laureata in
Fisica presso l’Università di Torino.
Il Premio “Vito Volterra” è conferito al Dr.
Giuseppe Vallone, laureato in Fisica
presso l’Università di Torino.
Passiamo quindi a un premio che viene
dato ogni anno in ricordo di Pietro Bassi,
per la Fisica Nucleare fondamentale.
“Per la sua attività sperimentale nel
campo della fisica nucleare e, in
particolare, per la rilevanza dei suoi
studi sulla multiframmentazione, sul
decadimento in di-protone dei livelli
eccitati del Neon 18 e sulla produzione
di fasci di nuclei radioattivi”, il Premio
“Pietro Bassi” 2008 è assegnato al
Dr. Marzio De Napoli dell’Università di
Catania.
Altra novità di quest’anno, è il premio
intitolato a Ettore Pancini, istituito
per ricerche sperimentali in Fisica
Nucleare o Subnucleare. Il vincitore
di questo premio è stato scelto da
una commissione esterna alla SIF,
nominata dal Consiglio della SIF. Il
Premio “Ettore Pancini” 2008
è stato attribuito alla Dr.ssa Gilda
Scioli dell’Università di Bologna e
dell’INFN, Sezione di Bologna, “per aver
adempiuto con originalità e successo
le responsabilità affidatele dalla
Collaborazione ALICE per la realizzazione,
l’installazione e il collaudo del sistema di
misura del tempo di volo, componente
essenziale dell’esperimento, pronto ad
entrare in funzione al nuovo collisore
LHC”. Consegna il premio il Dr. Roberto
Mazzola del CNR di Napoli, che è lo
sponsor di questo premio.
Consueto premio della SIF è invece
il Premio per la Didattica o la
Storia della Fisica. Quest’anno il
premio è stato assegnato per la Storia
della Fisica: “per il volume dedicato
agli aspetti scientifici e alla attività
accademica di Ettore Majorana”
(pubblicato dalle Edizioni della Scuola
Normale Superiore di Pisa), ex aequo
al Prof. Francesco Guerra del
Dipartimento di Fisica dell’Università di
Roma “La Sapienza” e alla Prof.ssa Nadia
Robotti del Dipartimento di Fisica
dell’Università di Genova.
Ulteriore novità, quest’anno sono
parecchie, è quella del premio intitolato
a Giuseppe (Beppo) Occhialini. Qui
non consegneremo il premio ma
semplicemente proclameremo il
vincitore. Infatti questo premio è stato
congiuntamente istituito dalla Società
di Fisica Britannica (Institute of Physics,
IOP) e dalla Società Italiana di Fisica nel
2007, in occasione del centenario della
nascita di Occhialini. Lo scopo è quello
di commemorare la figura di questo
insigne scienziato, che è stato anche
a Genova per un certo periodo della
sua vita, e consolidare le relazioni tra le
due società. Il premio è annuale e verrà
alternativamente conferito da una delle
due società a un fisico selezionato a
partire da una lista di candidati proposti
dall’altra. Sembra un po’ complicato,
ma è semplice in realtà. Quest’anno il
vincitore è stato scelto dall’IOP.
I would like to ask Dr Kirby-Harris,
Chief Executive of IOP, to announce
the winner of the 2008 “Giuseppe
Occhialini” Prize.
R. Kirby-Harris: Ladies and Gentlemen
I’m very pleased to be with you here
today at the opening of the National
Congress of the Italian Physical Society.
I’m representing our President Peter
Saraga and President-Elect Dame
Jocelyn Bell Burnell who send the best
wishes to you for a successful congress.
The Institute of Physics is delighted
to be a partner in the establishment
of this joint prize between our two
societies and also named in honor of
an outstanding Italian physicist who
had very close working relations with
British physicists. The winner of the
2008 “Giuseppe Occhialini” Prize has
been selected by the Award Committee
of the Institute of Physics from a list of
nominees submitted by the Council of
the Italian Physical Society. The winner
is Dr. Francesco Vissani of the Gran
Sasso Laboratory of INFN - Italy with the
following citation: “for his distinguished
contributions to neutrino physics and,
in particular, to the phenomenology
and theory of neutrino mass and
vol24 / no5-6 / anno2008 >
69
il nostro
mondo
Da sinistra: L. Cifarelli, F. Vissani (vincitore del Premio Occhialini) e
R. Kirby-Harris.
mixing”. The “Occhialini” Prize and
Medal will be presented to Dr. Vissani
at a special dinner of the Council of
the Institute of Physics on the 27th of
November 2008. Thank you.
L. Cifarelli: Last but not least, veniamo
al Premio “Enrico Fermi” 2008 della
Società Italiana di Fisica. Si tratta del
premio più importante e prestigioso
della nostra Società, istituito nel 2001 in
occasione del centenario della nascita
di Enrico Fermi. Vorrei anche ricordare
che quest’anno ricorre il settantesimo
anniversario dell’attribuzione del
Premio Nobel a Enrico Fermi. In questa
occasione la Società Italiana di Fisica ha
ristampato, come primo fascicolo del
2008 de La Rivista del Nuovo Cimento, le
ultime lezioni di Enrico Fermi tenute qui
in Italia, alla Scuola di Varenna.
Il Premio “Enrico Fermi” è destinato a un
Socio della Società Italiana di Fisica che
abbia particolarmente onorato la Fisica
Italiana con le sue scoperte. Il premio
viene attribuito da una Commissione
costituita da un rappresentante
dell’Accademia Nazionale dei Lincei, del
Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR,
dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
INFN, del Dipartimento Materiali e
Dispositivi del CNR (cioè dell’ex Istituto
Nazionale di Fisica della Materia INFM),
da un rappresentante del Consiglio
della Società Italiana di Fisica, ed è
70 < il nuovo saggiatore
Da sinistra: L. Pietronero, G. Casati e L. Luigiato (vincitori del Premio
Fermi).
presieduta dal Presidente della Società
Italiana di Fisica.
Per il 2008 il Premio “Enrico Fermi”
della Società Italiana di Fisica è stato
assegnato congiuntamente ai Professori
Giulio Casati, Luigi Lugiato e Luciano
Pietronero, “per i loro fondamentali
risultati teorici nello studio dei sistemi
complessi”.
In particolare:
al Prof. Giulio Casati dell’Università
dell’Insubria, “per la comprensione del
rapporto tra caos classico e quantistico
anche in relazione al quantum
computing”;
al Prof. Luigi Lugiato dell’Università
dell’Insubria, “per la scoperta di
strutture spaziali da instabilità nelle
interazioni non lineari luce-materia”;
al Prof. Luciano Pietronero
dell’Università di Roma “La Sapienza”,
“per la dimostrazione dell’insorgere
di strutture frattali in una varietà
di fenomeni regolati da autoorganizzazione”.
Diploma e medaglia vengono ora
consegnati ai vincitori. Li pregherei
a turno di intervenire con una breve
relazione. In ordine alfabetico, chiamo il
Prof. Giulio Casati.
G. Casati: Ringrazio il consiglio della SIF,
in particolare la Presidenza, per questo
premio che mi onora moltissimo.
Desidero solo proporre qualche breve
commento che riguarda anche la
mia ricerca ma che ritengo abbia un
interesse più generale e mi riferisco in
particolare ai giovani.
- Questo premio è per me motivo
particolare di soddisfazione in quanto
rappresenta un riconoscimento
della validità della decisione presa
nei primi anni ‘70, di dedicarmi allo
studio dei fenomeni non lineari. Era
un argomento del quale nessuno si
occupava, considerato privo di reale
interesse e marginale. Come potete
immaginare questa realtà mi è costata
fatica, qualche frustrazione e un po’ di
sofferenza per l’isolamento scientifico.
Devo ammettere che l’enorme sviluppo
successivo ha sorpreso anche me oltre
che rallegrato: lo studio dei fenomeni
non lineari aveva portato alla scoperta
di fenomeni nuovi ed affascinanti
quali il caos deterministico, i frattali,
gli attrattori strani ecc. Un numero
crescente di campi veniva interessato da
questa linea di ricerca che ha richiamato
l’attenzione di un numero crescente
di fisici. Non solo, gradualmente un
po’ tutte le discipline dalla psicologia
all’economia, dall’ingegneria alla
medicina sono state interessate dalle
manifestazioni del caos deterministico.
Vorrei far notare che questo è un
altro esempio della importanza della
cosidetta “Curiosity driven research”:
la ricerca non dovrebbe essere solo
orientata a raggiungere obiettivi
preliminarmente stabiliti. Nessuna
Nazione aveva un programma, agli
inizi degli anni `70, di sostegno allo
studio dei fenomeni non lineari. Il mio
interesse si è poi rivolto in particolare
alle manifestazioni del caos in
meccanica quantistica, all’intersezione
di due grandi rivoluzioni del secolo
scorso: la meccanica quantistica e il
caos deterministico. Il lavoro in questo
campo, nuovo, sino allora inesplorato,
ha permesso di ottenere risultati di
un certo interesse che poi, grazie al
progresso nella tecnica sperimentale,
hanno ottenuto verifiche in laboratorio
sopratutto nel campo della fisica
atomica e dello stato solido.
- Un’altra osservazione che vorrei
fare è che lo sviluppo del sapere
scientifico costringe spesso ad una
specializzazione spinta se si vuole
contribuire all’avanzamento della
conoscenza. Lo studio del caos
deterministico mostra invece un aspetto
opposto: gli stessi metodi si applicano
ad un numero estremamente vario di
fenomeni. Questo riflette il carattere
di universalità di alcuni fenomeni fisici
ma anche sociali economici ecc. Questo
carattere di universalità è un aspetto
importante che deve essere motivo di
riflessione.
- Infine chiudo il mio intervento con un
pensiero che ha ispirato la mia ricerca,
ed è di un grande genio della fisica,
James Clerk Maxwell che, con una
straordinaria intuizione, in anticipo di
oltre un secolo, aveva colto l’essenza di
questi fenomeni. Nel 1873 scriveva:
“È una dottrina metafisica che dagli
stessi antecedenti seguono le stesse
conseguenze. Nessuno può dubitare
di questo. Ma ciò non è di molta
utilità in un mondo come il nostro
in cui gli stessi antecedenti non si
verificano mai e nulla capita due
volte… L’assioma fisico di contenuto
analogo afferma che da antecedenti
simili seguono conseguenze simili. Ma
qui siamo passati dalla uguaglianza
alla somiglianza, dalla precisione
assoluta alla approssimazione più o
meno buona. Esistono alcune classi di
fenomeni per i quali un errore piccolo
nei dati produce solo un errore piccolo
nei risultati. Il corso degli eventi in
questi casi è stabile. Esistono altre classi
di fenomeni, più complessi, nei quali
possono nascere casi di instabilità; il
numero di tali casi aumenta in modo
estremamente rapido con l’aumentare
del numero delle variabili. In questi
casi, influenze la cui grandezza fisica
è troppo piccola per essere tenuta in
considerazione da un essere finito,
possono produrre effetti della più
grande importanza. Se, perciò, quegli
studiosi delle scienze fisiche da cui
il pubblico intelligente trae e forma
la propria concezione… sono rivolti,
nel perseguire gli arcani della scienza,
allo studio delle singolarità e delle
instabilità invece che della continuità
e stabilità delle cose, la promozione
della conoscenza naturale può tendere
a rimuovere quel pregiudizio in favore
del determinismo che sembra derivare
dall’assumere che la fisica del futuro sia
semplicemente una immagine ingrandita
di quella del passato.” Grazie.
L. Cifarelli: Grazie. Chiamo adesso il
Prof. Luigi Lugiato.
L. Lugiato: Desidero ringraziare molto
la Presidente Cifarelli e la Società
Italiana di Fisica per questo Premio, che
sono veramente onorato di ricevere con
gli stimati colleghi ed amici Giulio Casati
e Luciano Pietronero.
Desidero dedicare questo
riconoscimento prima di tutto a mia
moglie Vilma, che ha sostenuto e
sopportato la mia vita di fisico. In
secondo luogo al compianto Piero
Caldirola, che fu il mio principale
maestro e che sarebbe orgoglioso di
vedere due suoi allievi (Giulio Casati ed
il sottoscritto) ricevere un premio che
porta il nome di Enrico Fermi, del quale
egli stesso fu allievo.
La morfogenesi, o formazione
spontanea di strutture spaziali a
partire da uno stato omogeneo, è
uno degli argomenti più affascinanti
ed interdisciplinari della scienza. In
presenza di una instabilità spaziale
una piccola modulazione iniziale,
casualmente presente in un sistema
nonlineare, cresce spontaneamente
e forma la struttura. Incontriamo
questo tipo di fenomeni per esempio
in fluidodinamica o nelle reazioni
chimiche nonlineari o, naturalmente,
negli organismi viventi.
Verso la metà degli anni ottanta il
campo in cui principalmente lavoravo,
l’ottica moderna, era stato già oggetto
di vaste ricerche dal punto di vista della
dinamica nonlineare, ma sempre nel
dominio del tempo. In modo spontaneo
mi venne quindi l’idea di investigare
la possibilità di ottenere la formazione
spontanea di strutture spaziali in ottica.
Queste strutture di luce, o patterns
ottici, si formano quando un fascio laser
di sezione grande interagisce con un
mezzo materiale; la nonlinearità sorge
dalla interazione fondamentale tra luce
e materia.
Il mio progetto era di formulare un
modello che prevedesse questo
fenomeno ed avesse lo stesso grado
di relativa semplicità dei modelli
prototipici che descrivono le reazioni
chimiche nonlineari in 2D. La difficoltà
principale risiedeva nel fatto che
nel caso dell’ottica, oltre alle due
dimensioni della sezione del fascio vi
è una terza dimensione in cui il fascio
si propaga, e questa circostanza rende
molto più complesso modellizare tali
fenomeni. Per poter trascurare la terza
dimensione si può considerare un
campione di materiale molto corto, ma
in questa situazione l’interazione tra
luce e materia è anch’essa trascurabile.
Per risolvere questa difficoltà pensai di
racchiudere il campione in una cavità
vol24 / no5-6 / anno2008 >
71
il nostro
mondo
ottica in modo che la luce rimbalzasse
moltissime volte tra i due specchi della
cavità prima di uscirne ed in tal modo
interagisse in modo significativo con la
materia.
Il modello che formulai per il campo
elettrico includeva i due elementi
necessari per la formazione di patterns
spaziali, cioè la nonlinearità e la
diffrazione, ed era equivalente ad una
equazione di Schroedinger nonlineare
con l’aggiunta di un termine forzante
che descrive la luce entrante in cavità
e di un termine di smorzamento che
descrive la luce uscente dalla cavità .
Verificai che l’equazione prevedeva
la presenza di una instabilità spaziale
e Renè Lefever dimostro che questa
portava effettivamente alla formazione
di strutture spaziali.
Questo risultato inaugurò un nuovo
campo che venne denominato Optical
Pattern Formation e fu oggetto di molte
indagini anche sperimentali, tra le quali
si segnalano quelle del gruppo di Tito
Arecchi, che ha ricevuto questo Premio
due anni fa.
Nell’ambito della morfogenesi, il
vantaggio dell’ottica è che i sistemi
ottici rispondono su scale di tempo
veloci e possono trasmettere su
una larga banda di frequenze, il che
permette prospettive di applicazione,
ed a questo proposito vorrei ringraziare
soprattutto i colleghi Massimo
Brambilla, Franco Prati ed Alessandra
Gatti per la loro preziosa collaborazione
su questi temi.
Una prima via applicativa è quella
dei cosiddetti solitoni di cavità.
Tipicamente, gli elementi di un pattern
spaziale sono fortemente correlati tra di
loro: se, per esempio, si genera un solo
elemento, questo crea spontaneamente
l’intero pattern. Tuttavia, in condizioni
speciali gli elementi diventano
realmente indipendenti e si può
avere anche un solo elemento isolato.
Questi “solitoni di cavità” possono
essere scritti in posizioni a piacere e
poi cancellati singolarmente. Possono
72 < il nuovo saggiatore
essere anche spostati e/o messi in moto
in maniera controllata e tutte queste
proprietà sono molto interessanti nella
prospettiva di processare informazione.
Una seconda via applicativa è la
seguente. In condizioni opportune, le
leggi dell’ottica nonlineare fanno sì che
i vari elementi del pattern siano correlati
quantisticamente tra di loro. Questo
stato di entanglement spaziale è di
interesse nel campo dell’informazione
quantistica. In particolare, questo ha
contribuito alla nascita di una nuova
disciplina, denominata Quantum
Imaging, che sfrutta la natura
quantistica della luce e l’intrinseco
parallelismo dei segnali ottici per
inventare nuove tecniche per fare
imaging e per processare l’informazione
in parallelo a livello quantistico.
Per esempio, per determinare gli
spostamenti di un oggetto con una
precisione che sorpassa il limite
quantistico standard.
Poiché questo congresso si svolge nella
città di Genova, desidero ricordare
che Genova è la sede dell’Istituto
Nazionale per la Fisica della Materia
( INFM) che è stato incorporato nel
Consiglio Nazionale delle Ricerche. In
questa operazione la rete universitaria,
che costituiva l’ossatura e l’anima
dell’INFM, è rimasta tagliata fuori.
Spero che non sia utopistico auspicare
che l’INFM possa tornare ad essere
indipendente, con una configurazione
ed un finanziamento paragonabili a
quelli dell’epoca pre-CNR. E, più in
generale, auspico che il mondo politico
prenda coscienza del fatto che ricerca
scientifica e formazione universitaria
non sono solo una sorgente di spesa per
lo Stato, ma rappresentano soprattutto
una risorsa fondamentale per il futuro
del nostro Paese. Vi ringrazio.
L. Cifarelli: Chiamo infine il Prof.
Luciano Pietronero.
L. Pietronero: Buongiorno, per prima
cosa ringrazio il Presidente Luisa Cifarelli
e la Società Italiana di Fisica per questo
grande onore che apprezzo veramente,
sono onorato e commosso da questo
riconoscimento.
Volevo, in questa occasione, prendere
un attimo le distanze dalla cronaca
e riguardare un po’ la mia personale
storia da una certa prospettiva, quindi
comincio col ringraziare le persone
con cui ho cominciato ad imparare
la fisica che sono nell’ordine Bruno
Touschek, che ricordo con grandissimo
affetto e stima, e Franco Bassani a cui
vorrei inviare un caro saluto. Sapete
Franco è piuttosto malato, l’ho visitato
pochi giorni fa e l’ho trovato di buono
spirito quindi colgo questa occasione
per ringraziarlo e fargli i miei migliori
auguri.
Io, devo dire, ho una storia un po’
strana perché mi sono laureato a Roma,
quindi sono un prodotto del sistema
italiano, e quindi anche della Società
Italiana di Fisica in senso lato, però
dal giorno dopo la laurea sono stato
all’estero per 16 o 17 anni e non ho
mai lavorato in Italia finché non sono
tornato verso la fine degli anni `80.
Quindi in questo senso sono un vero
straniero, perché quando sono tornato
non sapevo proprio nulla dell’Italia e,
a parte la lingua e pochi ricordi liceali,
è stato un impatto notevole. Devo
dire che, tutto sommato, l’educazione
scientifica che ho avuto è stata buona
nonostante fosse iniziata nel `68,
quindi in un periodo estremamente
turbolento. Direi però che le strutture
erano solide e non mi sono mai sentito
di avere un handicap nel confrontarmi
con le istituzioni straniere, in cui
pure fui apprezzato. Questo mi pare
un elemento molto importante e
dobbiamo cercare di mantenerlo e di
valorizzarlo, cioè non è vero che le cose
sono così negative tutto sommato,
almeno nel mio caso è stata una buona
educazione, gratuita, con persone
di primissimo livello. Io sono stato
molti anni nell’industria, la Xerox e la
Brown Boveri di Zurigo e poi diventai
professore universitario in Olanda.
Tornato in Italia la cosa è stata molto
diversa perché ero dall’altra parte del
tavolo rispetto al periodo studentesco,
cioè ero parte del sistema che doveva
produrre la ricerca e l’insegnamento, e
naturalmente non ci si annoia in Italia,
si combatte tutti i giorni, però tutto
sommato per me il punto chiave per
cui il mio gruppo è funzionato sono
stati degli ottimi studenti. Quindi io
ringrazio sia le persone che mi hanno
insegnato le cose, ma anche quelle
che hanno collaborato con me e che
per me la chiave del fatto che la nostra
attività è funzionata bene anche in
Italia. Naturalmente il confronto con
l’estero ci deve far riflettere e dobbiamo
valorizzare i nostri punti migliori e
cercare di diminuire i difetti. In Italia ci
sono delle eccellenze spesso circoscritte
nell’ambito di un piccolo gruppo e
ci sono carenze nella creazione di
strutture abbastanza grandi a livello
nazionale. Anche la SIF credo che si
renda conto di queste difficoltà che
dobbiamo cercare di superare.
Dal punto di vista scientifico la nostra
principale attività corrisponde alla
domanda perché la natura genera
delle strutture complesse, le strutture
complesse sono davanti a noi da
sempre, però la domanda scientifica
invece è solo da vent’anni che ce la
poniamo, il motivo è che mancava
proprio la tecnologia concettuale
per porsi queste domande. Queste
domande io me le sono poste
mentre facevo altre cose, discutendo
casualmente con altri, quindi sono
venute come una componente laterale
dell’attività che però man mano poi
ha preso il sopravvento ed è diventata
in qualche modo quella principale.
Questo è stato un percorso abbastanza
lungo con domande diverse, questioni
diverse, il punto essenziale era di
capire “come mai la natura invece di
scegliere una struttura semplice ne
sceglie una estremamente complessa?”.
Possiamo vedere che la fisiologia
è già così, i nostri polmoni hanno
un’area di due campi da tennis, quindi
la fisiologia ha ripiegato nel nostro
torace una struttura complicatissima
che è funzionale a scambiare molto
ossigeno in pochi secondi. Potremmo
fare molti altri esempi, non vi annoio
con una descrizione tecnica, se vi
interessa c’è la pagina web o un libretto
dell’Editore Di Renzo (http://www.
direnzo.it/) dove queste cose sono
esposte in modo divulgativo. Volevo
fare ancora un commento di carattere
generale, come dicevo le attività del
mio periodo italiano sono andate
molto bene grazie ai giovani e brillanti
collaboratori che ci sono stati sempre
e ci sono tuttora e questo credo sia
un valore grandissimo che va sempre
più valorizzato. Purtroppo vedo delle
carriere sempre più frustrate dei nostri
brillanti giovani, questo è un grande
danno e dobbiamo creare delle carriere
brillanti come io ho avuto la fortuna di
avere. Quindi io mi faccio promotore
dell’iniziativa che per quanto possibile
dobbiamo cercare di valorizzare i nostri
giovani e dare le opportunità che tanti
di noi abbiamo avuto fortunatamente,
anche se all’epoca non sembrava che
la situazione fosse così buona, ma
certo che in retrospettiva bisogna
dire che lo era. L’altra cosa poi è il
passaggio da attività di gruppi singoli,
che ce ne sono tantissime in Italia, a
attività più strutturate. Questo è un
passaggio difficile. Ma io credo che se
vogliamo lavorare a un livello nazionale,
confrontarci con l’Europa, col mondo,
confrontarci anche con l’industria
italiana e le aziende, è importante che
le cose abbiano anche una struttura
di una certa dimensione. Per questo
motivo già anni fa insieme a vari
colleghi cercammo di fondare l’Istituto
dei Sistemi Complessi del CNR, che fu
fondato nel 2004, è vivacchiato per 2 o 3
anni nei periodi particolarmente difficili
e adesso è stato stabilizzato giusto
poche settimane fa. Quindi mi auguro,
per questa opportunità che ci viene
concessa, di poter dare un contributo
a questi problemi che appunto
menzionavo. Concludo ringraziando
voi tutti e facendovi i migliori auguri
per un’attività gradevole e di successo.
Grazie e buona giornata.
L. Cifarelli: Siccome Luciano Pietronero
ha parlato dei giovani, spero che siate
tutti d’accordo se, facendo una piccola
infrazione al cerimoniale, premiamo
lo stesso e in extremis una giovane
ritardataria. Il Premio “Giovanni Polvani”
di operosità scientifica, per laureati
dopo il maggio 2005, viene dunque
consegnato anche alla Dr.ssa Chiara
D’Errico, laureata in Fisica presso
l’Università di Firenze.
Infine, in conclusione di questa
Cerimonia di Premiazione del
Congresso, vorrei annunciare che
tra i Soci Benemeriti 2008 la Società
Italiana di Fisica non poteva mancare
di nominare il Prof. Giuseppe-Franco
Bassani, mio predecessore alla
Presidenza della Società, Fellow della
European Physical Society e di altre
società scientifiche, adesso Presidente
Onorario della SIF. Bassani non ha
potuto essere oggi con noi, ma lo vedrò
a Pisa tra una quindicina di giorni per
un incontro di lavoro e gli consegnerò
personalmente diploma e medaglia.(*)
Passo ora a una mia breve relazione di
apertura.
Innanzitutto sono molto lieta che
la Società Italiana di Fisica abbia
organizzato il suo Congresso a
Genova, in collaborazione con il DIFI
(Dipartimento di Fisica dell’Università).
È la terza volta che il Congresso della
SIF si svolge a Genova, la prima volta
fu quasi un secolo fa nel lontano 1912,
la seconda nel 1984 e infine la terza
quest’anno, e siamo onoratissimi di
essere di nuovo qui. Tra l’altro vorrei
menzionare che ricorre quest’anno
il 25° anniversario della costruzione
(*) G.F. Bassani è purtroppo venuto a mancare
pochi giorni dopo l’inaugurazione del
Congresso, il 25 Settembre 2008.
vol24 / no5-6 / anno2008 >
73
del complesso del Dipartimento di
Fisica dove si svolgeranno i lavori
del Congresso, a partire da oggi
pomeriggio. Sono stati ricordati
alcuni illustri fisici che hanno lasciato
la loro impronta a Genova, come
Beppo Occhialini, cui si devono grandi
scoperte con i raggi cosmici. Occhialini
è stato a Genova dal 1949 al 1951,
contribuendo a esperimenti di lancio
di emulsioni tramite palloni aerostatici.
Di Ettore Pancini abbiamo parlato,
tutti noi lo ricordiamo per il famoso
esperimento, realizzato insieme a
Oreste Piccioni e Marcello Conversi, per
la scoperta del muone: anche lui è stato
a Genova, dal 1952 al 1960. Infine vorrei
menzionare Antonio Borsellino, cui si
devono i grandi passi della biofisica a
Genova e in Italia nei primi anni `60.
Nel Dipartimento di Fisica la Biblioteca
è intitolata a Borsellino, a Pancini l’Aula
Magna. Quest’anno sarà intitolata a
Beppo Occhialini un’altra grande aula.
Infine segnalo che al Dipartimento è
allestita una mostra poster, che sarà
visibile durante tutto il Congresso, su
questi importanti personaggi della fisica
italiana.
Il Congresso è ricchissimo di eventi: ci
sono 8 Sessioni Parallele, 13 Relazioni
Plenarie, ci sarà una Conferenza
Cittadina (o, addirittura, un intero
“pomeriggio cittadino”), e una Tavola
Rotonda sul tema dell’energia in Italia.
L’Assemblea Generale dei Soci, dove
svolgerò la consueta Relazione del
Presidente su questioni propriamente
societarie, sarà il 23 settembre e la Cena
Sociale, altro significativo momento di
incontro tra i Soci, il 24 settembre. La
Tavola Rotonda sull’energia in Italia si
74 < il nuovo saggiatore
terrà nel pomeriggio del 25 settembre,
ne sarà il moderatore il Prof. Antonino
Zichichi, che è qui presente, e avremo
l’onore della presenza del Ministro
Claudio Scajola. L’interesse e le attività
della SIF per l’energia nascono un anno
fa da un’iniziativa europea, coordinata
dalla Società Europea di Fisica
(European Physical Society, EPS), di cui
tornerò a parlare tra un attimo.
Non potevo inaugurare questo
Congresso senza soffermarmi
sull’evento epocale già menzionato
dal Prof. Enzo Boschi, cioè l’inizio di
LHC. Il comunicato stampa emanato
il 10 settembre dal CERN annuncia il
completamento della macchina e i
primissimi test di circolazione
di fasci di protoni al suo
interno. Nella nota fotografia
del tunnel di LEP, adesso
di LHC, si vedono i dipoli
superconduttori che
funzionano in criogenia, ce
ne sono più di mille lungo i
27 km di circonferenza del
tunnel, sono lunghi circa 14
metri ciascuno e funzionano
a meno di 2 gradi Kelvin
in un bagno di elio liquido
superfluido.
Durante la recentissima fase
di collaudo di LHC, nel portare
un gruppo di questi dipoli
in regime di alta corrente,
si è verificata una scarica
che ha provocato un guasto
meccanico e la fuoriuscita
di una certa quantità di elio
liquido in un settore del
tunnel. In una macchina
convenzionale occorrerebbero
poche settimane di riparazione. Per una
macchina tecnologicamente “estrema”
come LHC, occorrerà un fattore dieci
di tempo in più. Dovremo quindi
pazientare ancora qualche mese per
l’avvio definitivo di un progetto che ci
riserva tante promesse.
Su questo grandioso progetto sono
state dette e scritte molte cose. Vorrei
invitarvi a leggere un interessante
articolo scritto da Leon Lederman
sul Newsweek del 16 Settembre (dal
titolo “What we’ll find inside the atom”),
in cui esordisce ponendo al centro
dell’attenzione la figura di Galileo
Galilei e il suo ingegnoso e potente
telescopio che permise di realizzare
in passato spettacolari scoperte, così
come ci aspettiamo di fare oggi grazie
a LHC. Vi invito anche a leggere una
recente intervista di Lederman al
Corriere della Sera, in cui ricorda Enrico
Fermi come precursore di LHC, poiché
capì in anteprima l’importanza degli
acceleratori di particelle e in particolare
della fisica adronica, proprio la fisica
che andremo a esplorare con questo
prodigioso strumento che è LHC.
Tuttavia vorrei aggiungere ancora
qualcosa a proposito di LHC.
Per il cinquantesimo anniversario
del CERN, celebrato nel 2004, è stato
pubblicato un rapporto (al CERN i
rapporti scientifici sono di colore giallo
e si chiamano “yellow report”) sulle
origini di LEP e LHC [CERN/DG-2004306/0]. È stato pubblicato in onore di
Antonino Zichichi e ritengo doveroso
parlarne, sia pure molto brevemente, in
questa occasione.
Il rapporto giallo contiene la
riproduzione integrale di quello che
è noto come “ECFA-LEP White Book”,
un rapporto che fu redatto alla fine
degli anni ’70 quando la Commissione
Europea per i Futuri Acceleratori (ECFA)
incaricò Zichichi di formare un gruppo
di lavoro allo scopo di dirimere la
questione di dove fare una macchina
e+e– e come farla. Circa 350 fisici si
misero all’opera. Anch’io feci parte della
squadra, in un sottogruppo di lavoro
dedicato ai rivelatori di particelle. La
copertina del White Book, che riporta
il tracciato del LEP, è qui mostrata
insieme a una fotografia aerea della
zona rappresentata dall’antica mappa
in bianco e nero. Si tratta dei dintorni
di Ginevra. In sovraimpressione sulla
fotografia compare l’effettivo tracciato
di LEP, ora LHC. In basso, sulla mappa e
nella foto, si vede un piccolo triangolo
che è proprio il CERN. Il White Book è
una preziosa testimonianza su come
LEP sia stato ideato per essere poi
costruito al CERN.
A pagina 304 del White Book si può
leggere qualcosa di interessante che
vol24 / no5-6 / anno2008 >
75
A. Zichichi
riporto fedelmente: “It was noted that
the choice of cross-section of the LEP main
tunnel takes into account the possibility of
adding a proton machine later if needed.
This was considered of great importance.
It was even felt that a slight increase of the
tunnel cross-section might be advisable
and in any case provision should be
made for accomodating the cryogenic
equipement required for superconducting
magnets.” Quindi già nel 1979 il gruppo
di lavoro ECFA-LEP guidato da Zichichi
aveva pensato, come riconosciuto
pubblicamente in passato anche dal
Prof. Luciano Maiani che è qui presente
e che saluto molto cordialmente, di
scavare un tunnel circolare del giusto
perimetro e soprattutto di farlo con una
sezione trasversa sufficientemente larga
da poter semmai ospitare in futuro,
dopo una macchina e+e–, una nuova
macchina adronica.
Così è stato. LEP ha funzionato dal
1989 al 2000 in un intervallo di
energia tra 100 e 200 GeV, anzi un pò
oltre i 200 GeV, e grazie all’adeguato
diametro della sua sezione ha potuto
ospitare successivamente un collider
superconduttore come LHC che fornirà
interazioni sia di protoni sia di nuclei
76 < il nuovo saggiatore
pesanti a energie mai finora raggiunte.
In definitiva, è giusto dire che LHC è
il risultato della visione di un ristretto
numero di persone illuminate e del
formidabile sforzo, nell’arco di più di
due decadi, di una grande comunità
internazionale di fisici e tecnici, tra i
quali ovviamente Luciano Maiani, già
Direttore Generale del CERN.
Per concludere, poiché sono uno
dei tanti fisici che collaborano
all’esperimento ALICE di LHC,
permettemi di mostrare la ricostruzione
di un evento registrato la notte dell’11
settembre nel rivelatore al silicio ITS, la
parte più interna del nostro apparato
sperimentale. Si tratta della collisione
di uno dei primi protoni circolanti a
LHC contro un nucleo, probabilmente
presente nel gas residuo del tubo a
vuoto della macchina. Quindi, come
vedete, il fascio c’era e gli esperimenti
funzionavano. Siamo tutti pronti per la
grande avventura.
A questo punto dichiaro ufficialmente
aperto il XCIV Congresso Nazionale
della Società Italiana di Fisica.
The first Plenary Talk – let me switch
to English – will be devoted to the
celebration of the European Physical
Society (EPS). We are celebrating the
40th anniversary of the Society. I would
like to thank Prof. Maciej Kolwas,
President-Elect of the European Physical
Society, Member of the Polish Academy
of Sciences in Warsaw, for his presence
here, together with Dr David Lee,
Secretary General of EPS, and other
Council Members of EPS, in particular:
Dr Robert Kirby-Harris, Chief Executive
of IOP, Dr Caterina Biscari of INFNFrascati, Head of the Accelerator Group
of EPS, and Prof. Marcello Giorgi of the
University of Pisa, INFN Representative
in the EPS Council. Let me acknowledge
as well the presence Prof. Renato
Angelo Ricci, Past President of EPS
(1988-1991).
The celebrative Plenary Talk will be
given by Prof. Antonino Zichichi, also
Past President of EPS (1978-1980),
moreover the youngest signer of the
EPS foundation chart in Geneva, 40
years ago. This anniversary is indeed
an occasion to recall the birth of
the European Physical Society and
to pay a tribute to its first President,
Gilberto Bernardini, whose remarkable
engagement as a man and as a scientist
will be duly recalled.
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