La Voce
del Circolo Culturale
Clarense
Gio. Battista Balladore
N° 10 - Agosto 2012
“Quod vere quibusdam solacio est,
mihi auget questionem”
(Ciò che a certuni sta bene, mi preoccupa)
Publio Cornelio Tacito
Direttore responsabile: dott. Sandro Arturo Prati
Recapito postale: dott. Sandro Arturo Prati via Pioppi N°2
Sede del Circolo Balladore: ex scuderie villa Mazzotti
I diritti di riproduzione sono riservati
Nessuna parte di questa rivista può essere utilizzata riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi senza
autorizzazione del Presidente del C. C. C. G. B. Balladore dott: Sandro Arturo Prati.
AVVISO PER I LETTORI
Chiedo scusa ai nostri lettori se, dopo un lungo periodo di silenzio sul quale tornerò più
avanti, la rivista trimestrale del nostro Circolo Culturale G. B. Balladore “LA VOCE” esce in una
veste dimessa all’insegna del risparmio. Vi assicuro, tuttavia; che, nonostante contrattempi,
tradimenti e acciacchi vari, il suo contenuto continuerà a giungervi con la stessa serietà, con la
stessa dignità, con lo stesso amore per la Cultura che mi ha sempre guidato.
Tre sono i motivi su cui ci siamo temporaneamente arenati. Trascuro gli acciacchi del
Presidente (ottantenne!).
Il tradimento riguarda tre membri del Direttivo: il Vice Presidente (Ing. Ettore Seneci), il
Consigliere (Prof. Antonio Portale), il Consigliere (studente Stefano Vertua).
I motivi da loro addotti riguardavano tutti la conduzione del Circolo da parte del Presidente,
se non che, ignorando lo Statuto, come del resto si era verificato più volte negli anni precedenti,
non si erano nemmeno accorti che le accuse a me rivolte erano viceversa valide, Statuto alla
mano, per incolpare loro e addirittura estrometterli dal Circolo, come mi consigliò di fare
l’avvocato da me interpellato, per togliermi ogni scrupolo.
Quei tre, annusata l’aria di provvedimenti drastici, mi hanno preceduto autoescludendosi
dal Direttivo e addirittura dal Circolo. Del resto non sono mai entrati nello spirito del Circolo,
ma vorrei dire della Cultura.
Non hanno mai scritto non dico un libro, ma addirittura un articolo per la rivista. Non di
rado dovevo scriverlo io firmandolo col loro nome e non col mio. Non hanno mai fatto una
proposta culturale in nove anni e nello stesso tempo non sono riusciti a portare un solo socio
nuovo nel Circolo. Erano invece propensi a criticare, in barba allo statuto, il Presidente, l’unico,
(devo pur dirlo) che mandava avanti il Circolo con idee progetti e il proprio denaro!
Più volte ho chiesto loro perché si fossero iscritti al Circolo Balladore. Si limitavano a
bofonchiare delle non risposte. Come si vede abbiamo perso poco!
Però il danno c’è stato: trovare un Vice presidente e due Consiglieri per un Circolo Culturale
in una città come Chiari, dove la Cultura ha una consistenza evanescente, è un’impresa,
credetemi! Tuttavia ora tutto è a posto, almeno per quanto concerne il Direttivo. I sostituti
sono: Vice Presidente la dott/ssa Luisa Lucente Molinari, i due consiglieri l’Avv. Andrea Bianchi
e il Dirigente Fulvio Mondini. Purtroppo ci sono stati, e ci saranno, anche dei contrattempi, per
usare un eufemismo, e vengono da parte di un Ente pubblico che dovrebbe farsi un vanto,
oltre il dovere, di aiutare un Circolo come il nostro che, detto con umiltà ma con la verità nella
mente e nella mano è, fino a prova del contrario, l’unico centro culturale, a Chiari, che abbia
interpretato, pur con limiti e lacune inevitabili, la Cultura nella sua poliedrica articolazione .
La Letteratura è il nostro distintivo, ma la nostra mente studia la vita e l’ambiente da cui
deriva, vicino, lontano, remoto che sia, magari oltre le stelle… chi leggerà l’ultimo libro della
Pentalogia “Viaggio nella mente”, di chi scrive, ma non ancora pubblicato per mancanza di
mezzi, capirà che non mento.
Termino con un messaggio a quell’Ente. “Chi trascura la cultura non si aspetti alcun bene”.
Sandro Arturo Prati
“La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità,
e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria
funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri”.
Antonio Gramsci, Socialismo e cultura.
“TSUNAMI” ANTICULTURALE
“Dopo una snervante attesa (attesa che
ha recato al Circolo Culturale Clarense G.B.
Balladore, e conseguentemente alla nostra
città, un danno notevole per la quasi totale
assenza dalla sua vita culturale) finalmente ci
è stata assegnata dal Comune una sede degna
di quanto lo stesso Circolo ha realizzato, pur
tra difficoltà di ogni genere, in otto anni di
intenso lavoro.
Anzitutto, prima di entrare nel merito
di altri eventi, desidero esprimere al nostro
Sindaco Sen. Sandro Mazzatorta (e a chi altri
si sia adoprato per scongiurare la chiusura del
Circolo culturale più importante della città e
più noto ben oltre i suoi confini!) il mio grato
ringraziamento che rispecchia il sentimento
del Direttivo e dei Soci tutti”.
Questo era l’incipit del N°10 della “Voce
del Circolo Balladore di circa un anno e
mezzo fa. Il resto, lasciato intatto il doveroso
ringraziamento, lo abbiamo sostituito con
quello che segue.
Ora si tratta di recuperare il tempo perduto
per la lunga mancanza di una sede, di mezzi
e, per di più, relegati in un isolamento tanto
assurdo quanto immeritato, ma anche per il
rilassamento culturale cui quell’isolamento
culturale stava avviando alcuni di noi.
Talvolta, purtroppo, specie in chi non
ha ben saldi certi principi guida, sentirsi
abbandonati affievolisce l’entusiasmo e la
voglia di reagire.
Perciò non sarà cosa facile risollevarsi di
colpo così come stenta a rialzarsi chi è stato
ferito, ma noi (perlomeno alcuni di noi) siamo
di scorza dura e abbiamo ben chiaro in testa,
come da sempre, il significato del vocabolo
CULTURA, e quindi sappiamo ciò che ci
aspetta: lavoro, lavoro e ancora lavoro.
A testimonianza di queste affermazioni
rimando il lettore a un’altra parte di questo
N° 10 della rivista “LA VOCE” che esce un anno
dopo il previsto, con argomenti e toni diversi
da quelli dell’inizio di questo editoriale, come
il lettore attento capirà facilmente leggendo
le poche pagine della rivista.
Prima però intendo soffermarmi su
cosa significhi (o non significhi) il vocabolo
CULTURA.
Nell’ultimo decennio, ma segnatamente
negli ultimi anni, in Italia (benché sia un
fenomeno planetario pur tenendo conto
di diversificazioni contingenti) la Cultura
ha subito un crollo di crescente entità,
potenzialmente in grado di annullare la civiltà
umana o, nel migliore dei casi di riportarla
indietro di secoli se non di millenni.
Mi riferisco naturalmente agli sviluppi e
agli usi che potrà avere in futuro la scienza in
campo nucleare.
Ma anche uscendo dal catastrofismo e dal
nucleare, non sfugge ormai a nessuno che
si stanno già verificando nel nostro pianeta
dei cambiamenti climatici e altri fenomeni
naturali, connaturati all’incontrollato sviluppo
economico di vaste aree del pianeta, che da
soli porterebbero, se non bloccati in tempo,
a disastri altrettanto immani di quelli di un
conflitto nucleare.
Per ora siamo allo scioglimento dei
ghiacciai dei poli, a radicali cambiamenti
dei ritmi stagionali con alluvioni disastrose;
domani potrebbero sprofondare nel mare
città come Venezia, New York ecc., subire
tracolli irreparabili intere economie agricole
e industriali a causa di esondazioni ed altri
eventi naturali. In definitiva l’umanità è
giunta al redde rationem.
Non
tenerne
il
debito
conto
significherebbe ciò che i credenti definiscono
l’Apocalisse e che chi scrive, nel suo piccolo,
definisce “il comportamento più stupido che
si possa immaginare”.
Queste gravi considerazioni aprono un
discorso che non va fuori tema in quanto,
soffermandosi su una mentalità dilagante che
spigola epigoni a tutto spiano, contribuisce a
ridurre il problema, di cui sopra, al semplice
arco di una vita.
Mi spiego meglio.
Più passa il tempo più trovi gente che
pensa e dice: “Caschi pure il mondo, ma dopo
che sarò morto!”
Se mi soffermo su una frase del genere mi
vengono i brividi.
A tutta prima dovrebbe suscitare ilarità
e, invece, secondo me, è il sintomo più
squillante di degrado culturale che mi sia
dato riscontrare di quelli che ho inserito,
assieme ad altri comportamenti, nel termine
DEFORMAZIONE, sul quale tornerò più avanti.
Analizzando il significato di quella
apparente battuta, viceversa espressione di
un convincimento sempre più radicato, esce,
salvando le eccezioni, il seguente profilo
dell’uomo moderno.
Uno che ama il denaro, molto e subito,
alieno da sacrifici e fatica, insensibile ai disagi
e alla povertà altrui, sempre più sensibile
alle chiacchiere dei politicanti e sordo ai
Comandamenti religiosi e ai valori laici,
indifferente alle minacce naturali se non
compromettono l’arco della sua vita e quindi
indifferente del futuro dopo la sua morte.
Neppure i legami di sangue, i figli,
lo trattengono da tanto egoistico
menefreghismo.
È di questi giorni la notizia che sono
stati cancellati due concorsi nazionali, cui
partecipavano concorrenti laureati, per un
motivo incredibile: dopo la prova scritta
nessun concorrente è stato ritenuto idoneo
per la prova orale.
Non cito, per amor di patria, gli strafalcioni
dei testi di quegli scritti, compatibili si e
no nei primi anni delle Elementari e che
inducono a chiedersi in che modo quei
concorrenti abbiano potuto ottenere un
titolo accademico.
Il che tira in ballo la scuola!
Questo su scala nazionale, ma analoghe
situazioni, pur con diverse connotazioni
che tuttavia denotano un pressoché totale
disinteresse culturale, si riscontrano anche in
provincia, non esclusa la nostra.
Ebbene, è da queste contingenze culturali
e da altre che sarebbe lungo enumerare che
emerge prepotente nella mente di pochi
l’esigenza di salvaguardare la Cultura, i suoi
valori dallo sfascio prodotto dagli antivalori e
dall’ignoranza dilagante.
CLUNY ed EPIGONI
CLUNIACENSI
In tempi bui del passato, come ad
esempio è stato definito il Medio Evo, tempo
di degrado culturale in senso lato (fatte
salve poche eccezioni sparse qua e là), per
l’appunto quelle eccezioni hanno poi assunto
nella storia successiva un valore culturale di
portata europea.
Soffermiamoci un momento a ricordare e
a ragionarci sopra.
Nell’abbazia di Cluny, centro della
rivoluzione benedettina, non ha assunto
vigore e fama soltanto l’architettura e la
riforma monastica.
I frati cluniacensi, amanuensi provetti,
hanno avuto il merito, in questo presto imitati
dai loro confratelli sparsi in tutta Europa, di
traghettare per i posteri l’immensa e preziosa
eredità classica lasciataci dal mondo greco
e da quello latino, patrimonio culturale
fondamentale che ha reso possibile il balzo
culturale del Rinascimento e, cavalcando i
secoli, l’attuale grado di civiltà (o meglio di
progresso che non vuole sempre dire civiltà).
Precisando, a modo di scusa, che non
è possibile condensare in poche righe il
contenuto di un arco culturale che occupa un
millennio, valga perlomeno il tentativo dello
scrivente di indicare il concetto che gli serve
per questo articolo e quindi per rivendicare,
non soltanto in un ambito provinciale e
nazionale (!) i meriti del Circolo Culturale
Clarense G.B. Balladore.
La cultura non segue un percorso
omogeneo o, se vogliamo usare un paragone
geometrico, rettilineo, procede bensì per alti
e bassi.Può raggiungere altezze sublimi come
quella rinascimentale e bassezze mortificanti
e talora drammatiche come quella attuale.
Non starò qui a cincischiare tra le cause, il che
esigerebbe più spazio di quello consentitomi
dalla necessaria brevità di questo scritto
(approfondirò il problema su un libro ancora
da terminare intitolato “LA DEFORMAZIONE”).
Qui mi preme, ripeto, puntualizzare un
concetto che si può riassumere in poche
parole. Come, cioè, cosa fare per aiutare la
cultura, perlomeno per cercare di evitare
che la sua attuale caduta diventi una frana
pressoché irreversibile?
Attaccare il problema nella sua globalità
sarebbe
quanto
meno
presunzione.
D’altronde è pur vero che si arriva a capire
le cose grandi o almeno a renderle meno
incomprensibili osservando e studiando le
cose piccole. Non lo affermo io, ma i filosofi. E
allora soffermiamoci su Chiari, piccola rispetto
al mondo, ma densa di esempi esplicativi sui
quali può essere utile dibattere.
Quando nel 1946, sospinta dal vento
della guerra, la mia famiglia è giunta a
Chiari, provenendo oltretutto da un villaggio
storicamente importante1 ma culturalmente
povero, vi ha trovato, a prescindere dal
carattere ostico dei suoi abitanti, un ambiente
culturalmente vivace.
Un breve elenco: un Istituto scientifico e
il Liceo classico che organizzava visite a città
d’arte (es. Venezia) e a luoghi di interesse
paesaggistico (es. Lago Maggiore); due
cinematografi, ciascuno sede di un proprio
Cine Club; un piccolo teatro (inserito in uno
dei due locali cinematografici) che nel corso
degli anni ha ospitato, per citarne alcuni,
personaggi come la soprano Toti Dal Monte,
i fratelli Cavalieri, Giulio Stival, il poeta don
Davide Maria Turoldo.
C’erano anche due compagnie teatrali
locali gestite dal signor Frigoli, formate da
giovani clarensi che si esibivano in atti unici
sia nel teatrino del collegio Rota sia nel
teatro comunale; inoltre non mancava una
sala da ballo, benché rustica, ricavata da una
cascina a nord della ferrovia (i Pescali), dove
si svolgevano anche le feste delle matricole
universitarie.
E termino qui l’elenco tralasciando per
brevità altre manifestazioni culturali minori.
Ebbene, di tutto ciò cosa è rimasto?
Niente, ripeto a malincuore: niente o, volendo
sottilizzare, briciole. Allora Chiari era il primo
paese della provincia sia considerando il dato
demografico sia valutando altri parametri,
come s’usa oggi. Oggi ha perso molte
posizioni sopravanzato da paesi più attivi
culturalmente, come è facile riscontrare.
1) Vedi “Il castello delle comete” primo volume di
una pentalogia di Sandro Arturo Prati
IL CIRCOLO CULTURALE
CLARENSE G.B.
BALLADORE
Ho stilato l’elenco di cui sopra con relativa
amara considerazione finale perché è da lì, da
quel senso di mortificazione che mi ha colto
nel tempo, mano a mano si rendeva sempre
più visibile il degrado culturale (e l’equivoco
creatosi volendo gabellare per cultura ciò che
cultura non è o lo è marginalmente, molto
marginalmente!), che è scaturita nella mia
mente l’idea di creare un centro di autentica
cultura che non fosse l’ennesima associazione
sportiva o l’ennesima associazione musicale,
affrettandomi a precisare che io amo sia
lo sport sia e soprattutto la musica (come
dimostrerò più avanti) ma altresì ribadendo
che entrambi questi ambiti culturali non
esauriscono, ma nemmeno rendono
pregnante la cultura clarense.
Ora vorrei che qualcuno avesse l’onestà
intellettuale di rispondere a queste domande
o a confermare la risposta che darà il
sottoscritto alla fine.
Chi ha strappato dal dimenticatoio il
nome di Gio. Battista Balladore denunciando
il riprovevole silenzio di chi non si è mai
neppure sognato di farlo?
Chi, scrivendo di Gio. Battista Balladore
ha catapultato il suo nome (e quello della
città di Chiari) oltre oceano, negli U.S.A. dove
lo “Zibaldone 1796”, pubblicato dal Circolo
Balladore ora è negli scaffali della Libreria
del Congresso degli U.S.A. e in quelli di
cinque università americane (Harvard, Yale,
New York, Michigan, Cornel) e inoltre in una
dozzina di librerie sparse negli U.S.A.?
Chi ha strappato dal dimenticatoio il
nome illustre del musicista Piccinelli, autore,
tra l’altro, di “Ta ta ta pum” e di “Creola”, col
libro poi richiesto dal Vaticano e dal sindaco
di Roma?
Chi ha ricordato il Clarense dott Alberto
Molinari, appassionato botanico e uomo di
cultura?
Chi ha commemorato il dott. Manlio
Prati, ritenuto da tutti i primari ospedalieri
il migliore, il più preparato, il più umano
medico-chirurgo che Chiari abbia avuto dalla
fine della guerra in poi?
Chi o meglio quale Istituto Culturale ha
avuto l’onore di vedere un proprio socio
inserito nella Storia della letteratura Italiana
del 900 e nel Catalogo degli autori italiani del
900 (Editore Miano – Milano)?
Chi o meglio quale Istituto può vantare
tre premi letterari nazionali (narrativa primo
classificato, poesia secondo classificato e
saggistica secondo classifica-to)?
Chi ha partecipato a due mostre di
Storia postale (Brescia, terzo posto e Parma
medaglia d’oro?).
Chi o quale Istituto, con le sue pubblicazioni
di Geopolitica (autore l’ambasciatore della
Repubblica Italiana in Pakistan dott Vincenzo
Prati, clarense nato a Chiari), ha diffuso il nome
della città di Chiari nelle sedi diplomatiche di
mezzo mondo?
Chi o quale Istituto può vantare le due
benemerenze riportate più avanti, la prima
firmata da un ex Presidente del Consiglio dei
Ministri (Giuliano Amato)?
Chi, con lavoro meticoloso di ricerca, ha
scritto la prima “Storia del Tennis Club Chiari”?
Chi ha scritto il saggio “Grafica futurista
minima” basato sullo studio di oggetti futuristi
di formato minimo come cartoline d’epoca,
tessere, avvisi ecc. suscitando l’interesse di
ambienti ministeriali e la richiesta del volume
da parte del Sindaco di Roma on. Giovanni
Alemanno, come attesta la sua lettera di
ringraziamento successiva, a me diretta?
Chi o quale Istituto ha inserito nel proprio
programma il “sociale” con tre campagne:
1) la protezione dei diversamente abili,
2) una campagna anti fumo nelle scuole,
3) una serie di conferenze su “Droghe e
tossicodipendenza”, valendosi di specialisti
del settore?
Chi ha avviato un progetto come l’A.C.O.B.
(Associazione Comuni Ovest Bresciano) di cui
abbiamo già siglato un reciproco documento
di accettazione con i tre Comuni di Palazzolo
S/O, di Pontoglio, di Rovato?
Chi ha organizzato gite culturali per
visitare mostre o luoghi storici in varie città
italiane?
Chi, e qui tremano a chi scrive le
dita sui tasti del computer, ha proposto
all’Amministrazione la costruzione della più
volte dal sottoscritto descritta e decantata
“Casa della cultura onnicomprensiva”?
La risposta a tutti questi interrogativi (e
ad altri di minore pregnanza) è sempre la
stessa: il “CIRCOLO CULTURALE CLARENSE
G.B. BALLADORE”.
PERCHÉ?
A questo punto la protesta è indifferibile.
Troppo il dispendio di mezzi personali e di
lavoro e di fatica e di rabbia.
Troppo il silenzio di chi avrebbe il dovere
di ascoltare e di parlare ragionando sui
fatti e degli effetti negativi sulla comunità,
inevitabili seguitando a praticare una politica
che privilegia l’interesse politico (o il proprio?)
alle necessità della comunità che non sono
solo patate fagioli pane pesce e via dicendo
ma anche e soprattutto la cultura, ripeto
CULTURA! perché, “signori delle poltrone”,
è potenziando la cultura che si migliora
l’economia e la qualità della vita.
Non è un’idea mia, l’ho mutuata dalla
storia leggendo i libri e cercando conferme
nei fatti.
Non si possono calpestare impunemente
le verità.
Ti sembra giusto, cittadino lettore, dopo
avere letto quella sfilza di “Chi” e verificando
la situazione cul-turale clarense, scoprire che
Chiari pullula di Circoli e circoletti (manca
solo quello della briscola!) e che il Circolo
culturale più maltrattato e umiliato sia
paradossalmente il migliore di tutti, il più
onesto, il più rispettoso della verità, il più
vicino alla sua comunità, quello che cerca
di migliorarla avendone in cambio cosa?
calunnie pregiudizi improperi e, nel peggiore
dei casi, silenzio perché il silenzio è proprio
l’arma di quelli che hanno qualcosa da
nascondere?
(Rammenti Shakespeare? “... il resto è silenzio”.)
Un giorno parlavo con un municipale di
rango (si fa per dire!) lamentando questo stato
di cose… Non hai mai guardato, lettore, negli
occhi chi sa a priori che dovrà risponderti
picche? È uno sguardo… non riesco mai a
trovare un aggettivo esaustivo, che definisca
quello sguardo… sembrava che parlasse.
Parlasse? Ma si, che sciocco sono, a volte le
risposte ritenute difficili poi si rivelano le più
semplici.
“Purtroppo” mi disse con tutta calma,
abbassando quello sguardo parlante, “la
politica a volte è cinica, costretta a privilegiare
chi dispone di un serbatoio di voti più ampio”.
E soggiunse: “Oggi la cultura non fa
proseliti. I giovani amano lo sport (sano o
corrotto che sia!), la musica assordante delle
discoteche, la danza, i motori…”.
Capito l’antifona, lettore?
Sta il fatto che noi, il Circolo Balladore,
adesso, dopo la parentesi di un anno e mezzo
di indigenza, finalmente dotati di una sede
degna, tuttavia, siamo come un gentiluomo
vestito da Armani ma senza un quattrino
nelle tasche.
Tutto ciò è grottesco, e sarebbe degno di
una comica plautina se, invece, esasperando
gli animi, non rischiasse di produrre guasti
potenzialmente pericolosi.
Il Presidente del Circolo Culturale Clarense
G.B. Balladore, dal 2002 a oggi, ha sborsato a
fondo perduto somme ingenti per sostenere
la sua creatura di cui va fiero, ma, da quando
l’allora presidente del consiglio, il comunista
D’Alema, trasgredendo ogni norma giuridica,
si è impossessato della liquidazione dei
medici pensionati (argomento questo che
sarà ampiamente trattato nel secondo
volume del ciclo “Viaggio nella mente”) non
è più in grado neppure di dotare la sede della
necessaria cancelleria.
J’ACUSE
Perché accade tutto questo?
E non mi si venga a raccontare baggianate
tirando in ballo la politica e il cinismo della
politica.
Compito primario della politica, in uno
Stato civile, ripeto CIVILE!, è sempre stato
quello di salvaguardare la cultura perché è
dalla cultura che emana la civiltà, il grado di
civiltà di un popolo.
Altrimenti
trionfano
gli
interessi
individuali, l’ignoranza e il degrado... e in più,
come io ho scoperto la DEFORMAZIONE1.
Esattamente ciò che sta accadendo di
questi tempi.
Per farsene un’idea basta guardare il
livello dei programmi televisivi, la faziosità
e l’inconsistenza della carta stampata e lo
scadi-mento del livello medio di vita.
I pochi che vorrebbero salvaguardare
la cultura, perlomeno salvare il salvabile,
dovendo prima favorire i bisogni famigliari,
non dispongono neppure del denaro per
pubblicare i propri libri.
In questa atmosfera di disagio
e d’incertezza di fronte a un futuro
prevedibilmente problematico, che fanno i
“signori delle poltrone” che abbiamo votato e
ora decidono per noi?
L’ho già detto ed è un’accusa rovente!
1) “La deformazione” di Sandro Arturo Prati non è
stato ancora pubblicato per mancanza di mezzi!
POST SCRIPTUM
Perché l’Amministrazione Comunale non
ha accolto la nostra proposta relativa alla
“Casa della cultura onnicomprensiva?” Perché
non ci ha almeno rivelato le ragioni del rifiuto?
Perché non ha voluto ascoltare il presidente
del Circolo Culturale Clarense G.B. Balladore
che più di una volta si era offerto di illustrare, in
una riunione della Amministrazione, i benefici
che la città avrebbe tratto accettando quella
proposta, quanto meno i punti essenziali?
Cosa le costava un semplice civile dibattito?
La risposta è facilissima ma anche
potenzialmente pericolosa. Chi è in dolo
sa cosa intendo dire! Per questo chi scrive è
obbligato a tornare sull’argomento in modo
più appropriato e meno aggressivo in attesa
del momento più propizio per agire come i
fatti esigono!
Nel frattempo affermiamo che il
cosiddetto Museo di Chiari pressoché vuoto,
costato un mucchio di soldi al Comune
(indebitato!) e quindi ai cittadini e che serve
soltanto a fare mostre per le quali era più che
sufficiente la Fondazione Morcelli Repossi, si
è voluto sostituirlo alla CASA DELLA CULTURA
ONNICOMPRENSIVA che avrebbe reso fama e
gloria alla nostra città come ho già spiegato
qui e altrove.
Aveva soltanto il difetto che a proporla
era il sottoscritto che da quel maledetto 1946
(lui e la sua famiglia) è stato perseguitato da
tutte le amministrazioni che da allora si sono
succedute perché ostili alle verità scomode e
alla giustizia.
Ma…
Quo usque, abutere patientia nostra?
(E fino a quando abuserai della nostra pazienza?)
Cicerone, I° Catilinaria
Dies irae, dies illa…
(il giorno dell’ira, quel giorno…)
Versetto ecclesiastico
Quid magis est saxo durum? Quid mollius unda?
Dura tamen molli saxa cavantur aqua.
(Che cosa c’è più dura di un sasso, che più molle
dell’acqua?
Eppure la molle acqua scava il sasso.
Ovidio, Ars. Am.
Un altro prestigioso riconoscimento ha premiato il
Circolo Culturale Clarense G.B. Balladore
È pervenuto dall’ISTITUTO DELLA ENCICLOPEDIA ITALIANA al Circolo Culturale Clarense G.B.
Balladore un “ATTESTATO DI PRIVILEGIO” (datato 17 marzo 2011) a dimostrazione del nostro
ruolo attivo, in collaborazione con l’ISTITUTO stesso, “nella tutela e conservazione della nostra
cultura nazionale”.
Il documento è firmato dal Presidente del Gruppo Editoriale Treccani GIULIANO AMATO, già
Presidente del Consiglio dei Ministri (1992-93 e 2000-01).
Il Circolo Culturale Clarense G.B. Balladore, nel ringraziare il Presidente Giuliano Amato e
l’ISTITUTO dell’ENCICLOPEDIA ITALIANA (TRECCANI) per l’alto onore riservatoci, assicura la
continuità programmatica che ci ha privilegiato con questo riconoscimento.
Dott. Sandro Arturo Prati
Presidente del Circolo Culturale
Clarense G.B. Balladore
(Chiari 5 luglio 2011)
UN ESEMPIO GROTTESCO DI DEFORMAZIONE
PUBBLICA1
Neppure il tempo di compiacerci dell’attestato di stima ricevuto dal nostro Circolo Culturale
G.B. Balladore, che ci perviene un altro documento, riportato nella pagina precedente a
questa, a testimonianza dei rapporti nazionali e internazionali che noi del Circolo Balladore (in
questo caso il nostro illustre socio clarense, nato a Chiari, dott. Vincenzo Prati Ambasciatore in
Pakistan della Repubblica Italiana) intratteniamo onorando il nome del nostro Circolo e della
nostra città.
In compenso dei circa trenta circoli/associazioni della città, che ricevono aiuto economico
dal Comune di Chiari, il nostro Circolo Culturale G.B. Balladore, nonostante culturalmente sia
il più importante della città come invano abbiamo proposto di dimostrare dove si vuole e
con chi si vuole, secondo le varie Giunte comunali succedutesi dal 2002, anno di fondazione
del Circolo Culturale G.B. Balladore, ma soprattutto secondo quest’ultima, si sarebbe meritato
(stando anche al “documento comunale” riportato più avanti) l’ultimo gradino della scala
dei valori, contraddicendosi, l’ultima Giunta, per quanto scritto in un documento ufficiale
dall’Assessore alla Cultura riportato per intero in un numero precedente della VOCE del Circolo
Balladore e comunque consultabile a richiesta.
Ci sarebbe da ridere se non si trattasse di un argomento serio, anzi talmente serio che
peserà sui gestori della cosa pubblica come loro neppure immaginano.
S. A. P.
N.B. Più avanti renderò pubblico il documento comunale che contiene l’elenco dei “foraggiati” dal Comune.
1) Il termine deformazione è (oltre che una novità storico-letteraria per il significato attribuitogli dall’Autore nel
contesto in cui si dispiegherà nella sua devastante realtà) uno dei tre punti cardinali del quinto libro del Ciclo
“Viaggio nella mente”, di Sandro Arturo Prati, intitolato ”L’intelligenza e il nulla” non ancora pubblicato per
mancanza di mezzi.
CONSIDERAZIONI
Di fronte a questi prestigiosi attestati di impegno e di risultati culturali ottenuti dal Circolo
Culturale Clarense G. B. Balladore, così come ad altri consimili in passato, il Comune di Chiari
adotta la politica del silenzio, comodo espediente per significare senza troppo esporsi una
colpevole indifferenza verso la cultura, ma forse dovrei aggiungere verso il nostro Circolo e al
suo Presidente, che a tratti rasenta il disprezzo.
A conferma di questa grave accusa il Circolo Culturale Clarense G.B. Balladore, pubblica
un documento come prova, anzi come una delle prove, ma forse più convincente di altre,
(in ottemperanza al detto che “quasi sempre la verità sta nei soldi”) della veridicità di quanto
più sopra affermato, usi come siamo a sostenere le nostre convinzioni senza peli sulla lingua,
lasciando il silenzio agli ignavi.
S. A. P.
Solo l’uomo colto è libero
Epitteto, Dissertazioni
La vera cultura vive di simpatie e ammirazioni, non di antipatie e disprezzo
William James, Memorie e studi
La cultura è la forza umana che scopre nel mondo le esigenze di un mutamento e ne dà coscienza al mondo
Elio Vittorini, Diario in pubblico
CONTENUTO DEL DOCUMENTO COMUNALE
Beneficiari per sollievo disabili....
Associazione ACUS...................
Ass. Paracadutisti di Chiari........
Vigili del fuoco....................
Coro Bandistico Pedersoli...........
Coro polifonico.....................
Scuola Musica Chiari................
Acc. Musica S: Bernardino...........
Amici Fond. Morc. Repossi...........
Circ.Cult. Balladore................
ACSU................................
Ass. L’Impronta.....................
Idea Teatro.........................
Anpi................................
ANA Chiari..........................
ASS. Fante Chiari...................
Carabinieri Chiari..................
Pallavolo Chiari....................
AtleticaLibertas....................
BasketChiari........................
SSGO................................
Karate..............................
Tennis Club Chiari..................
Chiari calcio a 7...................
Club cannisti.......................
CAI.................................
Sbandieratori Zeveto................
Gruppo Sport alternativi............
Calcio Amatori......................
Pesca Sport.........................
Ass, Pension. Chiari................
Gruppo Quadra Zeveto................
Gruppo Quadra Marengo...............
Gruppo quadra Villatico.............
Gruppo Quadra Cortezzano............
Fond. Morcelli Repossi..............
Ist. Comprens. Martiri..............
....................................
Ist. Toscanini......................
....................................
Ist, S. Bernardino..................
Scuola Mazzotti Bergomi.............
19.510
3.000
20.000 + 5.000
30.364
13.500 + 32.000
9.000 + 9.000
10.940 + 7.000
10.000 + 500 + 7.000
500
1.000
3000
8.000
500
1.500
3.600 + 3.400 + 400
1.000
2.300
3.000 + 880 + 3.400 + 700
800 + 1.040 + 2.000 + 7.500
3.500 + 800 + 2.500 + 1.500
2.000
1.000 + 880 + 1.000 + 1,700
800 + 1.000 + 7.000
3.000 + 850
500
780
800 + 1.800
880 + 6.000 + 1500
800
500
37.000 + 25.000 + 1.400 + 1.200
4.000 + 1.300
4.000
4.000
4.000
26.000
9.969 + 4.500 + 19.772 + 12.819
+ 3.679 + 27.730
6.401 + 3.127 + 13.767 + 3.000
+ 8.908 + 3.551 + 19.270
2.500 + 2.500 + 3.000
232.500
TOTALE.............................. 1.573.978.87
N.B.: Ci scusiamo se, per brevità, i nomi dei Circoli, associazioni ecc. sono incompleti o abbreviati e se dalle cifre
corrispondenti abbiamo tolto, tranne che nel totale, i centesimi.
CONFRONTI E DOMANDE
Io amo la musica, ma quando vedo che le
varie associazioni musicali clarensi ottengono
nel 2010 dal Comune € 99.000 mi faccio delle
domande.
Io amo lo sport, l’ho anche praticato, ma
quando vedo che lo sport clarense ottiene
dal Comune € 12.500 circa, mi faccio delle
domande.
Io amo la cultura, oserei dire che è la
ragione della mia vita, come peraltro è facile
dimostrare, tanto che neppure il mio più
acerrimo nemico potrebbe contraddirmi.
Tuttavia, quando vedo che istituti/circoli/
associazioni culturali, che rispettano (o
dovrebbero rispettare nella denominazione)
la poliedrica struttura della cultura e che
ottengono dal Comune € 64.000 circa e, di
questa cifra, il Circolo Culturale Clarense G.B.
Balladore ottiene dal Comune € 1.000 (dico
mille), anche qui, anzi soprattutto qui! mi
pongo delle domande.
Queste ed altre domande mi piacerebbe
rivolgerle alla Giunta riunita al completo,
ma non sono cosi ingenuo da sperarlo
perché anche i componenti la Giunta non
sono così ingenui da rischiare un confronto
potenzialmente
spiacevole…per
loro
naturalmente. Mi resta un’arma più tagliente
delle parole perché resiste al tempo: la
scrittura. Per qualcuno non sarà una lettura
piacevole…
Termino mettendo una ciliegina sulla
torta. Giorni addietro ho trovato, infilata sotto
la porta del corridoio che mena al mio studio
della Sede, una lettera in cui mi si ingiunge,
come precisato nel contratto di cessione
della sede, di pagare € 300/400 per luce gas
pulizie ecc.
Se non che (forse stanco delle diatribe
tra i tre fruitori della sala in questione) il Vice
Sindaco Ing. Luca Seneci, nel suo ufficio,
davanti a me e al vice presidente di allora,
disse che i tre fruitori della sala dovevano
accordarsi tra loro.
Ora, nell’anno 2010 di cui si sta parlando,
come ho precisato altrove, il Comune ha
elargito al Circolo Culturale Clarense G.B.
Balladore l’esiguo obolo di € 1000 (mille)
che sono serviti con € 2.000 da me sborsati
(poco meno di due mesi della mia pensione)
per la pubblicazione del mio libro “1945 Il
Marasma”. Ebbene durante tutto l’anno 2010
il nostro Circolo ha occupato la sala, proprio
per mancanza di fondi, una sola volta per la
presentazione del libro di cui sopra. Chieda il
Comune quante decine di volte gli altri due
fruitori della sala (AVIS e VESPA CLUB) l’hanno
usata nell’intero anno.
Dopo di che noi, per l’uso di un solo
giorno, e senza un centesimo nella cassa del
nostro Circolo, dovremmo pagare la stessa
cifra di chi la sala l’ha strausata?
Tenuto conto che nell’anno in corso 2011
addirittura il Comune non ci ha elargito un
solo euro peggiorando la già grave situazione
dell’anno precedente, il Circolo Culturale
Clarense G.B. Balladore per luce gas ecc non
pagherà un solo euro. Anzi, furibondi per
questo stato di cose, abbiamo interpellato
un legale per sapere se la distribuzione di
denaro, da parte del Comune a enti culturali
di provata serietà e risultati, è facoltativa da
parte del Comune o viceversa un preciso
dovere, come io sono convinto. Il responso
del legale è leggibile nelle ultime pagina
della rivista.
S.A.P.
SILENZIO + ASSENZA
+ OLTRAGGIO + BEFFA
= a…? (Io metterei una
parolaccia perciò giudichi
il lettore!)
Giorni addietro ho ricevuto un invito dal
Comune di Chiari all’inaugurazione della
mostra di un pittore che si terrà al “Museo
di Chiari” (Ex carceri, si precisa forse per non
confonderlo con l’altro Museo di cui già
fruiva la città e al quale non auguro futuri
bisticci col prevedibile concorrente). Ebbene
quell’invito per me equivale a un oltraggio e
a una beffa che resteranno scritte a ricordo
della malefatta descritta brevemente nel
prosieguo dell’articolo.
Quando il Comune non aveva ancora
deciso in cosa trasformare l’ex Comune e
adiacenze, io avevo proposto al Sindaco
di adattare l’edificio a “Casa della cultura
onnicomprensiva” una novità per Chiari, per
la provincia e addirittura per l’Italia, essendo
quell’edificio culturale una prerogativa
tipica del nord Europa. Glielo illustrai
dettagliatamente e lui mi parve attento e
convinto anche se continuava a definire
l’edificio “Museo di Chiari”.
“Guardi che c’è una differenza sostanziale”
alla fine mi sgolai. Lui promise comunque che
mi avrebbe convocato per discuterne, ma
quella restò l’unica volta. Il Comune indisse
un concorso e uno dei concorrenti, non
bresciano, saputo che avevo scritto un libretto
sull’argomento mi pregò di spedirgliene uno,
cosa che feci immantinente. Il resto è cosa
nota. Animato da intenti mai rivelati o da
interessi estranei a ogni concetto culturale
sorretto dalla logica, il Sindaco commise nel
più assoluto silenzio un errore madornale,
forse allettato anche da gretti concetti
campanilistici.
La casa della cultura onnicomprensiva,
questa sì, avrebbe rappresentato per Chiari
non solo motivo di orgoglio, come ho già
detto, ma avrebbe offerto alla gioventù
moderna, notoriamente allergica alla cultura,
un modo nuovo di avvicinarcisi.
E la ragione è che il Museo, pur sempre
importante e indispensabile alla cultura è
improntato più alla conservazione del passato
artistico e, in un certo senso esplica un’attività
passiva ancorché lodevole. La Casa della
cultura onnicomprensiva è tutt’altra cosa,
è cioè un laboratorio culturale teso anche a
valorizzare il passato quando lo merita ma
è piuttosto teso verso il futuro. Entrambi gli
edifici hanno al centro il presente solo che il
primo è un presente volto al passato mentre
l’altro è volto al futuro.
Quest’ultimo cioè è attivo muovendosi
non solo per conservare le tracce artistiche
lasciate dai nostri progenitori, ma studiando
tutto ciò, oggetti e idee, che escono dal
nostro cervello. S’è mai visto in un museo
un mestolo da un quarto di litro che, tempo
addietro, serviva al carrettiere ambulante per
vendere il latte porta a porta, o un telefonino
che con quel mestolo potrebbero, da soli,
indicare ai giovani il passaggio da un’era
sopita ma non del tutto sparita a un’altra con
le sue allarmanti implicazioni?
Chi ha cervello per riflettere dovrebbe
meditare sulla diversità tra i due contenitori
di cultura sommariamente delineati per
ragioni di spazio.
C’è poi un’altra differenza che, coi tempi
che corrono, non è da sottovalutare. La Casa
della Cultura Onnicomprensiva conteneva
(nelle mie intenzioni) una sala per conferenze
inerenti la funzione dell’edificio e soprattutto
un laboratorio di ricerca e di restauro. In
tal modo i giovani da semplici spettatori
diventavano operatori attivi e persino
protagonisti indotti a cercare nelle loro case
oggetti da offrire all’edificio laboratorio,
magari un telefonino, come dicevo, di prima
generazione smesso e cacciato in soffitta.
Io personalmente, ancor prima di
suggerire al Sindaco l’idea della Casa della
Cultura Onnicomprensiva avevo raccolto
un notevole numero di oggetti, taluni di
notevole interesse, materiale che avrei
offerto tutto quanto gratis all’edificio che
avevo stampato in mente e che ora, in parte
per ragioni di spazio, è raccolta nella sede
del Circolo Culturale G.B. Balladore, visibile a
tutti, dietro richiesta al sottoscritto.
Mi spiace dirlo, ma l’inspiegabile
voltafaccia del Sindaco ha recato un danno
alla città di cui ritengo in parte responsabili
anche i cittadini, perlomeno quelli che
avevano un intelletto adeguato a capire cosa
stava succedendo e le future conseguenze,
ma nulla hanno fatto per dissuadere “quelli
delle poltrone”, neppure collaborare con
quella dozzina di volonterosi determinati,
moderni clunisti, a salvare il salvabile.
Sandro Arturo Prati
P.S. Il Sottoscritto e il Circolo Culturale G.B.
Balladore hanno ricevuto una cartolina di
auguri natalizi dal Comune. Indovina, lettore,
cosa rappresenta la facciata illustrata della
cartolina. Niente meno che il cosiddetto
Museo di Chiari. Si può essere più perfidi?
Pazienza, è scritto che tutti i nodi vengano al
pettine…
cuique reo iustitia personam avelles
(e a ciascun reo la giustizia strappi la maschera)
GEOPOLITICA E
GIORNALISMO
Il nostro socio (nonché mio fratello) dott.
Vincenzo Prati, Ambasciatore dell’Italia in
Pakistan, ha pubblicato il suo terzo libro
intitolato “Cominciando da Pechino”.
Pechino è stato il suo primo incarico
diplomatico il ché spiega il titolo del libro.
Me lo ha comunicato da Roma dove si
è recato per lavoro, ma non solo. Infatti ha
impiegato diversi giorni per arredare la sua
magnifica villa all’Olgiata essendogli giunti
i mobili e l’arredamento acquistato nei
vari luoghi in cui si recava con l’incarico di
Ambasciatore.
Così non ha potuto venire a Chiari.
Mi ha promesso che tornerà tra qualche
mese e allora speriamo di poter presentare il
libro nella nostra sede.
Questa nuova dimostrazione di alta
cultura è un orgoglio, oltre che per l’Autore,
per me, per la famiglia Prati, per il Circolo
Culturale Clarense G. B. Balladore e, alla faccia
di quello zoccolo di imbecilli che dal 1946
ha perseguitato e ancora oggi continua a
perseguitare la mia famiglia, per la parte sana
di questa città.
S.A.P.
RICORDI INDELEBILI
Nella prefazione del volumetto “Flora
spontanea bresciana e di altri luoghi,
pubblicato nel novembre del 2008, e
presentato al pubblico clarense con il
patrocinio del Circolo Culturale Clarense G.B.
Balladore, avevo ricordato brevemente il
percorso che, nell’arco degli anni aveva portato
alla creazione di un archivio fotografico di
grandi dimensioni, comprendente una parte
consistente della flora italiana.
Da parecchio tempo il Presidente del
Circolo dott. Sandro Prati, amico fraterno
di mio marito Alberto fin dai tempi
della loro adolescenza, mi incoraggiava
affettuosamente a intraprendere la scelta, la
selezione e l’assemblaggio delle fotografie
da inserire nella pubblicazione: lo ringrazio
proprio per questa sua determinazione, che
mi ha portato a concretizzare finalmente
questo progetto che mi ha procurato tante
soddisfazioni.
Infatti, dopo la prima presentazione del
volume, ho ricevuto altre richieste, sia a Chiari
da parte della direzione del Club Alpino
Italiano, sia a Brescia da parte dell’Ateneo, ed
entrambe le presentazioni sono state onorate
da una grande affluenza di pubblico al di là
delle più rosee aspettative.
Durante la presentazione del volume, gli
organizzatori mi hanno sempre sollecitata
a dire brevi frasi di introduzione ed io, poco
abituata a parlare in pubblico, sono partita
dalla falsariga della prefazione, da me scritta
di getto e con estrema semplicità, per dare
spazio ai ricordi di una vita intera.
Tutta la nostra vita insieme è stata
caratterizzata dalla condivisione totale
del nostro tempo, ad iniziare dal lavoro in
comune, per finire fino all’ultimo minuto del
nostro tempo libero.
E proprio sull’onda di questi ricordi,
solamente da pochi giorni mi è tornato
alla mente un particolare che non avevo
certamente dimenticato (e come avrei
potuto farlo?) ma che solo recentemente ho
collegato ad avvenimenti successivi.
Era il febbraio 1952 ed io ero arrivata
a Modena dalla Liguria proveniente
dall’Università di Genova presso la quale,
tuttavia, non avevo neppure iniziato a
frequentare le lezioni, sapendo che a breve
mi sarei trasferita con la mia famiglia in
provincia di Mantova, dove mio padre aveva
vinto a concorso una piccola farmacia in un
paese agricolo della “bassa”.
Ero quindi arrivata, ad anno accademico
abbondantemente iniziato, senza conoscere
assolutamente nessuno: la prima lezione era
il laboratorio di Botanica, durante la quale ci si
doveva esercitare a riconoscere le varie specie
floristiche tramite l’uso del microscopio.
Arrivata con notevole anticipo mi ero
messa in disparte ad aspettare l’apertura
dell’aula, quando venni avvicinata da un
ragazzo, dall’aspetto molto giovane e timido,
che mi chiese (inventando un neologismo
che, per quanto ne possa sapere, non è mai
entrato a far parte della lingua italiana…)
“Microscopiamo assieme?” Lo ringraziai, ed
accettai con riconoscenza, perché in questo
modo mi aveva fatto sentire ben accolta in un
ambiente nuovo e a me totalmente estraneo.
Non potevo certo immaginare che
accettando la sua offerta avrei dato inizio a
una vita intera di condivisione, vita nella quale
tanta parte avrebbero avuto in seguito, fiori,
piante, microscopi, classificazione botanica
generale…
Tuttavia, per arrivare a questa fase,
dobbiamo fare un salto di parecchi anni,
anni durante i quali, dopo il matrimonio,
abbiamo dedicato tutto il nostro tempo in
primo luogo ai nostri due figli, ed anche al
consolidamento della nostra professione,
occupandoci del lavoro in farmacia, dei vari
traslochi sia dell’abitazione che dei locali in
cui svolgere la nostra attività, di tutto quello
che concerne la vita di una famiglia agli inizi.
Tuttavia, anche in questo primo periodo,
durante i fine settimana e soprattutto nelle
vacanze, dalle nostre scelte emergevano già
quelle che sarebbero state le nostre future
passioni: andavamo alla ricerca di luoghi in
cui la natura era ancora incontaminata e poco
frequentati dal turismo di massa.
Ci eravamo interessati prevalentemente
verso le vacanze in campeggio, e questo,
soprattutto nei primi anni, ci ha dato la
possibilità di vivere la natura secondo i nostri
gusti, e incontrare persone con le quali
avevamo in comune preferenze e stili di vita.
E’ stato però nella prima metà degli anni
settanta che, durante una serie di conferenze
tenute all’Università di Siena ed aventi per
argomento le proprietà medicamentose di
alcune piante, ho fatto la conoscenza di una
persona che non esito a definire straordinaria,
alla quale mi sono immediatamente legata di
un’amicizia che è durata fino alla sua recente
scomparsa.
(Continua al prossimo numero della “VOCE”)
Dott/ssa Luisa Lucente Molinari
IL FONDO DELLA
DEFORMAZIONE ?
Nel quinto volume del ciclo “Viaggio
nella mente” mi sono proposto di definire
uno degli aspetti, tra i più negativi, delle
società moderne con un termine, appunto
la deformazione (da non confondere col
termine degrado, nonostante una certa
parentela concettuale). Ho già descritto,
anche in questo numero della “VOCE”
qualche esempio di deformazione culturale,
ma l’episodio esecrando riportato in questi
giorni da giornali e televisione mi obbliga a
tornare sull’argomento.
Un individuo di 35 anni dal volto patibolare
ha preso a martellate con furia bestiale una
statua, parte di una delle più celebri fontane
di Roma. Come il crimine sia stato ripreso
per intero da un apparecchio televisivo e,
in caso affermativo, se fisso o mobile non è
dato sapere. La scena suscita incredulità e
una rabbiosa voglia di punizione. Il criminale
avrebbe poi giustificato il suo gesto con
“l’intento di farsi notare”.
Successivamente ho ascoltato alla TV brevi
ma illuminanti parole del prof. Sgarbi a tutti
noto. “E’ incredibile” ha detto con gli occhi
stralunati dall’amarezza certo riferendosi a
questo e ad altri (troppi!) episodi similari, “la
bellezza reca gioia e letizia, migliora la nostra
vita e non ha mai fatto male a nessuno… non
capisco!” Ha poi fatto un cenno alla scuola che
non educa e al degrado della cultura in Italia.
Il suo tono deluso e la tristezza che emanava
da tutta la persona insolitamente dimessa mi
hanno fatto pena.
Per
quanto
riguarda
quell’idiota
martellatore credo di indovinare l’indegno
prosieguo: qualche settimana in un reparto
psichiatrico e poi… il suo rilascio in libertà.
E’ questa, rifletta il lettore, la deformazione
maggiore perché proviene da chi dovrebbe
tutelare la legge. E’ anche per causa di giudici
indegni del loro titolo accademico (salvando
poche, troppo poche eccezioni!) che in Italia
l’Istituto della pena fa acqua da tutte le parti.
Sandro Arturo Prati
Iudex damnatus ubi nocens absolvitur
(L’assoluzione del colpevole condanna il giudice).
Publio Siro, Sentenze
Rara cartolina di Chiari, emessa per l’inaugurazione della nuova sede del Circolo Culturale Clarense G.B. Balladore
Rara cartolina di Chiari emessa in occasione della conferenza “Droghe e tossicodipendenze”, relatore dott. Fabio Roda e
dott/Silvia Antonelli
POESIE
Sul fiach e smórt
RISACCA
Desedàt d’ön bröt ensòme ghó dervìt
la finestra e sübit i mè s’è
sguinsàcc i sgrìsoi per töta la schéna,
encantàt a fisà öcc de rozàda
söi fiur pasìcc del zardì, dóe töt parìa
avisàm che la stagiù dei culur
l’ja pasàda, e chèla ré a vegner l’arès
portàt ‘n aria grisa cóme grise j’éra
le mé previsiù, per mia dì piö tat amò.
Entàt, deanti a ‘sté finestra dierta
söl mónd se léa ‘n sulèt fiach e smórt,
mia asé a smolsinà pensér de mórt.
Dal mare siamo nati
ed effimera onda è la vita
nel lungo, ossia breve,
scivolare sull’acqua
e spesso accidentato
per poi infrangersi e morire
sulla riva che l’attende
con le altre successive.
Incantato da un lento ritmo
di risacca
mi siedo all’asciutto
e lasciando libera la mente
d’immaginare i percorsi
a ritroso delle onde
rivedo gli anni miei e quelli
dei miei morti.
IN ATTESA DEL NULLA
Come i raggi del sole
scoccati
sulla terra la illuminano
e poi dilatandosi
la sbiancano
cedendo infine alla sera,
così la gaia giovinezza
prorompe
per poi dileguarsi
e smarrirsi
nella canuta penitenza
in attesa del nulla.
(2004)
N.B.
Poesie di Sandro Arturo Prati tratte da un suo
libro di poesie non ancora pubblicato
(15/agosto/2009)
SOLE FIACCO E SMORTO
Svegliato da un brutto sogno ho
spalancato/ la finestra e subito mi
si/ sono diramati i brividi per tutta la
schiena/ incantato a fissare occhi di
rugiada/ sui fiori appassiti del giardino,
dove tutto sembrava/ avvisarmi che la
stagione dei colori/ era passata, e quella
in arrivo avrebbe/ portato un’aria grigia
come grigie erano/ le mie previsioni,
per non dire di peggio./ Intanto, davanti
a questa finestra aper-ta/sul mondo si
alza un piccolo sole fiacco e smorto,/
poco adatto a lenire pensieri di morte.
N.B.
Questa poesia in vernacolo clarense proviene da
un mio libro di poesie in vernacolo clarense non
ancora pubblicato (come altri sette miei libri, poesia
e narrativa) che giacciono nei cassetti del mio
studio per mancanza di mezzi del Circolo Culturale
Balladore che, nonostante sia il più prestigioso della
città (e non solo!) è totalmente ignorato dal Comune
di Chiari attratto da ben altri interessi… (Vedi l’ultimo
articolo di questa rivista!)
DOVERI E INADEMPIENZE
(La risposta del Legale da me interpellato)
Egr. Dott. Sandro Prati,
facendo seguito alla Sua gentile
richiesta, di seguito Le rilascio alcune mie
considerazioni legali in merito alla questione
sottoposta al mio esame e relativa al diritto
dell’associazione Circolo Culturale Balladore
di poter godere di sovvenzioni pubbliche per
la copiosa attività di promozione culturale
svolta nel territorio attraverso anche la
pubblicazione di numerosi testi volti a
valorizzare il patrimonio artistico, culturale e
sociale del Comune di Chiari.
Mi limiterò, al riguardo, a citare in questa
fase alcuni articoli dello Statuto del Comune
di Chiari.
Art. 1 : “Il Comune”
Comma n. 2: Il Comune di Chiari è ente
autonomo che persegue, tutela e rappresenta
gli interessi della comunità locale, nell’ambito
dei principi generali fissati dalle leggi della
Repubblica.
Art. 2 : “Autonomia e competenze”
Comma n. 2: Il Comune di Chiari, quale
autorità territorialmente più vicina alla
comunità locale, riconosce come proprie
tutte le responsabilità pubbliche, anche al
fine di favorire l’assolvimento di funzioni e
di compiti di rilevanza sociale da parte delle
famiglie, associazioni e comunità.
Art. 8 : “Obiettivi preminenti”
1. Il Comune, valendosi delle proprie
competenze, in concorso con lo Stato, la
Regione e la Provincia:
promuove le condizioni per rendere
effettivo il godimento di tutti i diritti previsti
dalla Costituzione;
concorre ad assicurare i servizi civili
fondamentali, con particolare riguardo alla
salute, all’abitazione, al lavoro, all’istruzione,
alla promozione culturale, alla sicurezza
sociale, ai trasporti pubblici, alle attività
sportive ed all’impiego del tempo libero;
tutela i valori del paesaggio e del
patrimonio naturale, storico, artistico e
culturale.
Art. 12 : “Tutela del patrimonio naturale,
storico ed artistico”
Comma n. 1 : Il Comune promuove la
piena valorizzazione del paesaggio e del
patrimonio storico ed artistico, quali beni
essenziali della Città, e concorre a tutelarli.
Art. 16 : “Partecipazione”
Comma n. 2 : Valorizza le libere forme
associative e promuove organismi di
partecipazione democratica all’attività del
Comune.
Art. 70 : “Partecipazione dei cittadini”
Comma n. 2 : Il Comune, per assicurare
il buon andamento, l’imparzialità e la
trasparenza, valorizza le libere forme
associative incentivandone l’accesso alla
struttura ed ai servizi dell’ente.
Comma n. 3 : Il Comune, a tal fine,
favorisce la formazione di organizzazioni
di volontariato, di associazioni senza scopo
di lucro, finalità umanitarie, scientifiche,
culturali, religiose, sindacali, di promozione
sociale, civile e sportiva, di salvaguardia
dell’ambiente e del patrimonio culturale ed
artistico.
Comma n. 7 : La valorizzazione delle libere
forme associative può avvenire mediante
concessione di contributi.
Ebbene, da tutto quanto sopra riportato,
si evince che il Comune di Chiari, con
l’approvazione delle norme primarie previste
dallo Statuto, si è assunto il precipuo compito
di promuovere ed assistere le associazioni
ed enti aventi finalità di natura artistica e
culturale.
E’ il Comune di Chiari medesimo, all’art. 70
sopra citato, ad assumersi in prima persona
un onere, nei confronti delle associazioni che
svolgono attività di promozione culturale
nel territorio, attraverso il riconoscimento e
l’erogazione di appositi contributi pubblici.
Ci si domanda infatti : “In quale altra
modalità potrebbe mai avvenire una
valorizzazione delle forme associative, se
non attraverso un aiuto economico che
contribuisca ad affrontare le varie spese
che un ente culturale deve annualmente
sostenere per l’attività promozionale
culturale che persegue ? ”.
Si sottolinea come il Circolo Culturale
Balladore da Lei presieduto, abbia svolto
negli anni una attività costante ed incessante
di promozione culturale attraverso convegni,
incontri, dibattiti e soprattutto numerose
pubblicazioni.
Tutta questa mole di lavoro è stata svolta
negli anni con l’unico fine di incrementare ed
accrescere l’interesse della popo-lazione del
luogo nei confronti della storia culturale ed
artistica del proprio territorio.
E’ circostanza nota che soprattutto
le pubblicazioni abbiano avuto, come
hanno tutt’ora, dei costi e delle spese che
andrebbero, quanto meno per una quota
parte, rimborsate dal Comune di Chiari
attraverso la concessione di una minima
contribuzione annua in favore del Circolo
Culturale Balladore attingendo ai fondi
previsti dall’art. 70 per la valorizzazione
delle libere forme associative di gruppi che
svolgano attività di promozione culturale.
Augurandomi
di
essere
risultato
sufficientemente esaustivo (e spero non
eccessivamente prolisso) nel chiarimento
richiesto, Le porgo i miei migliori saluti.
Milano, lì 17.10.2011
Avv. Andrea Bianchi
Ringrazio l’Avv. Andrea Bianchi per
la convincente risposta al mio quesito,
riscontrando con piacere l’identità delle
nostre vedute in proposito.
Speriamo, benché ne dubiti, che “quelli
delle poltrone” si sturino le orecchie.
Mi premeva soprattutto che i concetti
esposti in questo numero della “VOCE del
Circolo Culturale Clarense G. B. Balladore
giungessero alla cittadinanza avvallati
dall’autorità della LEGGE.
Dott. Sandro Arturo Prati
Presidente del Circolo Culturale Clarense
G. B. BALLADORE
Il CASTELLO DELLE COMETE
(Panzano - MO) - Fronte nord e fronte sud
PROPOSTA PER UNA PIACEVOLE GITA CULTURALE
Avremmo in animo, io e i miei Collaboratori, di organizzare una gita nel paese del “Castello
delle comete”1.
Questo il programma. Partenza da Chiari in autobus, visita, una volta giunti, al castello
che contiene una collezione di automobili d’epoca di fama internazionale, sede della Specola
Cassini dove il famoso astrofisico Cassini e il padrone di casa Cornelio Malvasia studiavano,
dalla specola, le comete, appunto.
A mezzogiorno un buon pranzetto, cucina emiliana, in una trattoria sita nello stesso paese.
Nel pomeriggio breve tragitto in autobus fino a Modena per visitare la famosa cattedrale
romanica con le sculture di Viligelmo per vedere le quali vengono da tutto il mondo. Insomma
ce n’è per tutti: storia, sport, astro-fisica e… cucina emiliana.
La visita al castello è gratuita perché il vostro Presidente è amico dell’attuale proprietario
del grande castello, signor M. Righini.
Pure gratuita la visita alla cattedrale perché a fare da modesto Cicerone ci sarà il vostro
Presidente.
Si pagherà solo il viaggio e il pranzo in trattoria, spese comunque contenute che saranno
comunicate per tempo ai partecipanti.
Naturalmente potranno fruire dell’occasione anche chi non è socio del Circolo Balladore,
alle stesse condizioni dei soci.
Non appena avremo pattuito il prezzo globale con l’agenzia degli autobus e quella del
pranzo in trattoria, comunicheremo quello pro capite per i partecipanti.
Per essere certi di trovare posto si è convenuto che ognuno si prenoti pagando subito la
propria quota.
Arrivederci a presto.
1) Panzano di Castelfranco Emilia (MO)
Dott. Sandro Arturo Prati
Presidente del
Circolo Culturale Clarense G.B. Balladore
PUBBLICAZIONI DEL
CIRCOLO
1) “Cominciando da Pechino” di Vincenzo
Prati (al suo prossimo rientro in Italia, la
presentazione)
2) Il N° 10 della “VOCE del CIRCOLO
BALLADORE”
3) “Gate 8” (Cancello d’imbarco 8) di Anna
Prati - Edit. Trevisini .
La povertà di pubblicazioni del Circolo
Culturale G.B. Balladore, nell’ultimo anno
e mezzo, è dovuta alla totale assenza di
aiuto economico al Circolo stesso da parte
del Comune di Chiari attratto da ben altri
interessi…
Otto sono i libri scritti dal sottoscritto, ma
non pubblicati, che giacciono nei cassetti del
mio studio (narrativa 6, poesia in italiano 1,
poesia in vernacolo clarense 1).
L’ultimo numero, il N° 9, della “Voce del
Circolo Balladore” porta la data del settembre
2008 (dicasi duemilaotto!).
Confronta, lettore, questi dati col
documento municipale, riportato più sopra,
quello che elenca le elargizioni economiche
del Comune alla Cultura (sì, quella con la C
maiuscola).
Ti servirà a farti un’idea delle metodiche
e delle valutazioni adottate da “quelli delle
poltrone” di casa nostra, e, dove più dove
meno, anche del resto del Paese!
LIBRI RICEVUTI
1) Tre parole di troppo - romanzo di Andrea
Bianchi
2) Pagina Zero - rivista del “Terzo millennio”
(Pontoglio)
3) Ultimo numero (purtroppo) della rivista
A.S.L.A.I. col quale l’Associazione ASLAI cessa
la sua lodevole attività.
4) Favole - di La Fontaine – Giunti Editore
I Vangeli e le òpere de j apòstoi en dialèt
bressà di Don Antonio Bonometti
Pinocchio (in dialetto bresciano)
Giacomo Ceruti (detto il Pitocchetto)
Penelàde ‘n bresà - di G. Scaramella
I Nedai - di Claudio Ascolti
(Le 6 opere sono state donate dalla poetessa
Anna Maria Crapiz, di Brescia, cui va la nostra
riconoscenza)
5) De Fletu ecclesiae di Giovanni Da Legnano
(donazione delle “Grafiche Masneri” di
Palazzolo S/O).
6) “Quello che bisogna sapere per parlare
d’arte” – Saggio di Ambrogio Dell’Era – Ediz.
SEB2mila
IL GRIDO DI UN VECCHIO STUDIOSO
Chiunque detentore del potere conferito loro dai cittadini tradisca la Cultura (non la
culturetta che procura voti alle elezioni, signor Vice Sindaco!) o addirittura le anteponga
interessi propri o comunque estranei, se non proprio dannosi ad essa, costui o costoro, ma
particolarmente, ripeto, chi ricopra una carica pubblica, va bollato come faccendiere senza
dignità e non merita il rispetto dei cittadini che si lasciano abbindolare da parole ed...
elargizioni in attesa, ingenuamente depredati dei loro sacrosanti diritti, di inesistenti vantaggi.
Quei faccendieri prima o poi pagheranno il fio dei loro intrallazzi.
La Cultura, quella vera, quella che nobilita l’uomo, nonostante i suoi detrattori, signor Vice
Sindaco, è di gran lunga più forte dei propositi volti a interessi personali o politici che siano, e
trova sempre un “Clunista” disposto a battersi e a sacrificarsi per assicurarne la continuità. Altro
che “Oggi la cultura non attira e cede al desiderio del denaro facile e al piacere, lecito o no poco
importa!”, signor Vice Sindaco!
So, usando questo tono, di tirarmi la zappa sui piedi, ma mio Padre, il cui ricordo mi ha
sempre inorgoglito, pretendeva dai suoi figli di non dimenticare mai il proprio dovere.
Sandro Prati
Direttore della “Voce del Circolo Culturale G.B. Balladore”
Monimentis, quae consacravit sapientia, vetusta nocere non potest, nulla
abolebit aetas nulla demi-nuet.
(Alla Cultura non si può nuocere; il tempo non la cancella, nessuna cosa la può
sminuire.)
(SENECA, De brev. vit. 15,4)
Che bell’onor s’acquista in far vendetta.
(DANTE, canzone: Così nel mio parlar voglio esser aspro.)
Di entrambe le cartoline, edite dal Circolo Culturale G.B. Balladore, la prima si riferisce alla presentazione
del libro di Sandro Prati “Voci e volti dall’ambulatorio” mentre la seconda alla presentazione dell’opera del
Dott. Alberto Molinari dal titolo “Flora spontanea bresciana e d’altri luoghi”
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La Voce del Circolo Culturale Clarense Gio. Battista Balladore N° 10