Descrizione del
servizio
Merano
Anno 2014
Sommario
Prefazione ................................................ p. 3
1. Concetto pedagogico e linee guida del servizio ......... p. 4
2. Storia della GWB ...................................... p. 11
3. Struttura ............................................. p. 12
3.1 Capacità recettiva della struttura ............... p. 14
4. Orario ................................................ p. 15
5. Utenza ................................................ p. 15
6. Lavoro ................................................ p. 16
6.1 Sostegno pedagogico .............................. p. 20
6.2 Inserimento nel mondo del lavoro ................. p. 23
6.3 Ulteriori proposte formative ..................... p. 25
7. Diritti degli utenti .................................. p. 28
8. Doveri degli utenti ................................... p. 29
9. Richiesta di ammissione ............................... p. 30
10. Organigramma ......................................... p. 31
11. Personale ............................................ p. 31
11. 1 Formazione del personale ....................... p. 36
12. Costi e tariffe ...................................... p. 37
13. Collaborazione con i servizi sanitari e sociali ...... p. 38
14. Interventi e controllo della qualità ................. p. 40
15. Contatti ............................................. p. 41
16. Riferimenti bibliografici ............................ p. 42
2
PREFAZIONE
Da molti anni la GWB – Cooperativa.Laboratori.Assistenza- si
impegna
ad
psichiche
un
offrire
a
persone
posto
di
lavoro
con
menomazioni
gratificante
in
fisiche
un
e
ambiente
protetto.
In particolare si cerca di esternalizzare attività, fattibili
e appaganti per i collaboratori della GWB, da diverse aziende
di produzione e di svolgerli nei laboratori della cooperativa.
Con
questo
rispetto
e
modello
la
GWB
riconoscimento
opera
secondo
reciproco,
il
lungi
principio
del
dall’offrire
un’ergoterapia.
I collaboratori della GWB sono consapevoli di produrre ogni
giorno qualcosa di utile per la societá. Questo conferisce
loro dignitá e li fa sentire soddisfatti della loro propri
attività.
Presidente dal 1988 al 2014
Dr. Christoph Engl
3
1. Concetto pedagogico e linee guida del servizio.
La GWB è una cooperativa privata nella quale trovano impiego
tutte le persone che a causa di una disabilità non sono pronte
ad affrontare il mondo del lavoro.
All’interno
del
laboratorio
risocializzazione,
ditte
esterne
e
vengono
riabilitazione,
il
mantenimento
curati
inserimenti
delle
progetti
di
lavorativi
in
capacità
lavorative
residue.
Il concetto pedagogico e le linee guida della cooperativa GWB
si rifanno a quelle per l’attivitá centrata sulla persona del
Servizio
per
disabili
della
Comunitá
Comprensoriale
Burgraviato, approvate con deliberazione n.72 del 21.02.2008
della Giunta comprensoriale e al Rapporto sull’educazione nel
XXI
secolo,
individuato
quattro
nel
quale
quattro
pilastri
la
tipi
sui
Commissione
fondamentali
quali
si
basa
dell’Unesco
di
ha
apprendimento,
l’operato
del
nostro
laboratorio. Essi sono: imparare a conoscere, imparare a fare,
imparare a vivere insieme e imparare ad essere.
Il
primo
non
all’imparare
si
ad
riferisce
imparare,
al
sapere
ovvero
enciclopedico,
sviluppare
il
piacere
ma
di
conoscere, scoprire. Questo processo è indispensabile, poiché
permette
al
culturalmente
soggetto
ben
di
acquisire
radicata,
ma
anche
un'identità
aperta
al
stabile
e
confronto,
all’interazione e al dialogo.
Saper fare, ovvero acquisire competenze, non è da intendere
nel senso classico di imparare un mestiere che valga per tutta
la
vita,
ma
come
un
misto
tra
abilità
professionale,
comportamento sociale, lavoro di gruppo e iniziativa, nonché
disponibilità a fronteggiare i rischi e capacità di affrontare
e
risolvere
i
conflitti.
Al
4
fine
di
raggiungere
questi
importanti obiettivi, la cooperativa GWB privilegia metodi di
lavoro che prevedono la divisione in gruppi.
Il
terzo
pilastro,
imparare
a
vivere
insieme,
è
uno
dei
pilastri fondamentali del nostro lavoro educativo. Agli utenti
viene
giornalmente
diverso
trasmesso
dall’altro,
ma
il
messaggio
questo
essere
che
ogni
diversi
non
uomo
è
implica
essere migliori o peggiori. Imparare a vivere insieme nella
diversità comporta lo sviluppo di comprensione degli altri,
della
loro
storia,
dei
loro
bisogni,
necessità
e
valori,
acquisendo la capacità di interagire e cogliere una crescente
interdipendenza. Il lavoro in gruppo e a contatto con altre
persone, come quello che si svolge giornalmente all’interno
del
nostro
laboratorio,
può
essere
causa
di
conflitti.
I
conflitti non sono da concepire unilateralmente come qualcosa
di
negativo,
evitandoli
o
qualcosa
da
tenendoli
cui
a
bisogna
bada,
ma
solamente
i
sottrarsi,
conflitti
possono
costituire un’enorme occasione di crescita e arricchimento.
L’importante è riuscire a riconoscerli e a gestirli in maniera
opportuna.
Ultimo pilastro a cui la cooperativa si ispira è “essere se
stessi”.
Gli
operatori,
a
tale
scopo,
promuovono
la
realizzazione dell’essere umano in maniera completa, cercando
di
far
emergere
irripetibili
dei
le
ricchezze
nostri
delle
utenti.
personalità
uniche
Quotidianamente
e
viene
insegnato a non rimuovere o negare parti di se stessi pur di
essere
accettati,
accettare
e
ma
di
riconoscere
partire
i
proprio
propri
da
limiti
ciò
per
che
si
riuscire
è,
a
superarli facendo leva sulle proprie potenzialità (Portera,
2006).
Il lavoro di ogni operatore è educare, laddove con il termine
educazione intendiamo <<quell'azione pratica ovunque presente
e verificatesi in tutti i tempi, per cui la generazione più
5
adulta si piega verso la più giovane per aiutarla a sviluppare
quella capacità di cui ciascun uomo necessita per inserirsi
utilmente
nel
contesto
sociale
del
tempo
[...].
Il
fine
specifico dell'educazione è quello di aiutare ogni singolo a
pervenire alla capacità del fare da sé, di provvedere alle
proprie
necessità
e
all'inserimento
nella
società
da
protagonista e non da succubo [...]>> (Portera, 2007, p.3).
L'intervento
educativo
del
team
della
cooperativa
è
quindi
teso a:
aiutare l'utente a esplicitare le proprie capacità, mediante
il
duplice
atto
potenzialità,
dell'apportare
le
di
tirar
risorse
quelle
e
fuori
i
o
talenti
componenti
educere
tutte
le
che
detiene,
e
esterne,
come
cultura,
valori, regole di cui necessita, per la piena realizzazione
personale e sociale.
formare in donne e uomini piena coscienza di sé e degli
altri, responsabilità per la propria vita, per la vita dei
propri
simili,
per
l'ambiente
circostante,
consapevolezza
della dignità dell'essere umano, a prescindere dal colore
della pelle, etnia, lingua, religione e disabilità.
realizzare
nella
singola
persona
umana
il
proprio
dover
essere.
Vi sono inoltre alcuni elementi costitutivi e indispensabili
che caratterizzano il concetto pedagogico della cooperativa
GWB e ne guidano ogni azione educativa.
Essi sono: il fine educativo, i contenuti dell’educazione, il
metodo educativo, i mezzi, il rapporto educatore – utente e
l’ambiente (Portera, 2006).
6
1. Il fine educativo:
Il
fine
educativo
è
individuabile
per
ogni
persona
nella
propria e specifica forma migliore di vita. L'uomo è educato
per
diventare
quello
che
può
e
quindi
quello
che
deve
diventare. Parliamo in termini formali di educazione ordinata
a far raggiungere, attraverso singoli atti educativi, quella
forma migliore di vita di volta in volta possibile. Il fine
ultimo é l'autonomia, intesa come capacità di governarsi da
sé.
2. I contenuti dell'educazione:
Per raggiungere il fine educativo la cooperativa si avvale
della cultura, la quale va intesa anzitutto nel suo aspetto
socio-antropologico
come
tutto
ciò
che
è
stato
prodotto
dall'uomo: usi, costumi, tradizioni, modalità di pensiero e
comportamento.
La persona, inserita in un contesto ambientale, riceve dal
gruppo sociale di appartenenza i contenuti culturali che il
gruppo ha elaborato e che costituiscono la piattaforma di base
per capirsi. Qualora non lo facesse, l'utente non potrebbe
inserirsi in modo adeguato nella società.
Affinché
il
processo
condizionamento
educativo
culturale,
i
non
si
contenuti
trasformi
devono
in
tenere
puro
conto
anche della natura del singolo soggetto e promuovere quelle
attività che porteranno alla sua maturazione secondo esigenze
individuali.
3. Il metodo educativo:
La
cooperativa
pervengono
come
ad
dal
esempio
GWB,
tiene
settore
quelli
conto
della
di
dei
vari
psicologia
Piaget
e
contributi
che
dell'apprendimento
Gardner
e
promuove
un
metodo globale, individuale e soggettivo. Globale poiché tiene
7
conto di tutte le intelligenze dell'utente, individuale perché
considera le varie caratteristiche particolari dello stesso,
come ad esempio età, genere, bisogni, emozioni e soggettivo
perché
viene
adeguato
alle
capacità
di
apprendimento
e
rielaborazione della singola persona.
4. I mezzi educativi:
I mezzi utilizzati dalla cooperativa GWB al fine di garantire
un'alta qualità del servizio sono:
- la cura della qualità educativa di tutte le nostre opere per
rispondere alle crescenti esigenze della società con
innovazioni pedagogiche;
- la creazione di canali di partecipazione e di collaborazione
a tutti i livelli;
- la formazione permanente degli operatori attraverso corsi di
aggiornamento;
- l'attenzione per le riforme pedagogiche e strutturali
attuate a livello territoriale.
5. Rapporto educatore-utente:
Un rapporto educativo è sempre diverso da un altro; non solo e
non tanto per la varietà di condizioni in cui si attua, ma
anche
e
sopratutto
realizzano,
per
la
imprimendo
diversità
su
di
esso
delle
il
persone
timbro
che
della
lo
loro
umanità. Per tale ragione gli operatori della cooperativa GWB
non
si
relazionano
diagnosi,
ma
ispirandosi
con
gli
utenti
si
spingono
oltre
alla
corrente
del
sulla
guardando
personalismo
base
della
alla
loro
persona
pedagogico
e
che
delinea nel rapporto educativo tre frontiere esistenziali:
1. il rispetto per la vita;
2. il
progetto
per
una
persona
riduzionismo esterno e alienante;
8
integrale,
contro
ogni
3. il rispetto per la singolarità, intesa come difesa del
soggetto-persona contro il rischio del soggetto-diagnosi.
6. L'ambiente:
La
cooperativa
GWB
è
consapevole
dell’importanza
che
l’ambiente esercita nel processo educativo e formativo ed è
per questa ragione che giornalmente lavora al fine di creare
un luogo significativo per la persona, all'interno del quale
l'io possa crescere e svilupparsi e si senta parte fondante
della società. Alla base del nostro intervento quindi si trova
l'accoglienza
e
la
costruzione
di
una
rete
di
rapporti
significativi e di fiducia reciproca.
Un
altro
imprtante
aspetto
dell'intervento
educativo
della
cooperativa GWB è il lavoro, che ricopre un ruolo fondamentale
nella vita di ogni individuo e ne da un senso a due livelli:
uno implicito e l'altro esplicito.
Il primo consiste nell'assicurare a ciascun individuo proventi
economici per la sussistenza psicofisica, mentre il secondo è
riconducibile a funzioni latenti che Maria Jahoda e alcuni
collaboratori, in una celebre ricerca, definiscono come:
- strutturazione e organizzazione del tempo nella vita delle
persone;
- facilitazione di contatti e relazioni sociali;
- possibilità di sentirsi partecipi della costruzione del
bene comune;
- possibilità di svolgere nuove attività;
-
sostegno
nella
costruzione
del
ruolo
sociale
e
quindi
dell'identità delle persone.
È evidente in una prospettiva psico-sociale l'importanza di
queste funzioni latenti anche come elementi di equilibrio nel
rapporto tra individuo e comunità.
9
Tutto
ciò
critiche
risulta
come
maggiormente
quelle
di
chiaro,
nelle
inoccupazione
situazioni
lavorativa
o
disoccupazione. Si manifesta una sofferenza dovuta a una vera
e propria mancanza o perdita di senso legata a uno smarrimento
identitario.
Se questo discorso risulta essere valido per coloro che si usa
definire “persone normodotate”, lo è tanto più per quelle che
tutti i giorni devono confrontarsi con la propria disabilità.
Esse rischiano, più delle altre di dover arrendersi a restare
eterni bambini o eterni malati da riabilitare.
La cooperativa GWB, a questo proposito, si occupa di dare una
prospettiva di vita ai propri utenti, ispirandosi alla celebre
frase di Camus: “Se un uomo non può sempre dare un senso alla
storia, può agire in modo da dare senso alla sua vita”. Il
laboratorio non solo fornisce giornalmente un’occupazione, ma
attraverso un percorso di training lavorativo e grazie alla
collaborazione
inclusione
dei
con
l'ufficio
propri
del
clienti
lavoro
vede
l'obiettivo
nella
primario
futura
per
il
quale lavorare. Essere una persona che lavora o che si prepara
al lavoro incide lentamente ma profondamente nell'immagine di
sé,
contribuendo
ad
attribuire
senso
e
propria e alle altrui esistenze (MPI, 2009).
10
significato
alla
2. Storia della GWB
La cooperativa GWB fu fondata il 4 dicembre 1981 grazie all’
iniziativa di alcuni privati e associazioni.
L’apertura
del
primo
laboratorio
avvenne
a
Bolzano
il
19
dicembre 1983 e a causa della crescente domanda di un servizio
simile, il 5 ottobre 1987, fu costruita un’altra struttura
anche a Merano.
11
3. Struttura
Il laboratorio di Merano si trova in via IV Novembre ed è
facilmente raggiungibile a piedi dalla stazione ferroviaria.
L’edificio, accogliente e libero da barriere architettoniche,
è composto da numerose aree di lavoro, da un’ampia cucina
attrezzata,
da
un
magazzino,
da
un
ufficio
e
da
bagni
accessibili anche a persone in sedia a rotelle. Mobilia e
arredamento
sono
spazi
laboratorio
del
permettere
di
agli
proprietà
sono
utenti
della
stati
di
cooperativa.
progettati
orientarsi
e
Tutti
in
gli
modo
da
muoversi
con
disinvoltura al loro interno. Come accennato in precedenza, i
materiali, così come i macchinari, sono accompagnati da un
cartello
che
ne
fornisce
una
definizione
semplificata,
ne
descrive l'utilità e, dove richiesto, il funzionamento. Ogni
persona viene quindi messa nella condizione di “agire da sola”
e
di
partecipare
attivamente
e
produttivamente
alla
realtà
di
alcuni
lavorativa giornaliera.
I
macchinari
prodotti
per
vengono
commissionano
lo
specifico
forniti
alla
confezionamento
direttamente
cooperativa
i
dalle
lavori.
Al
ditte
che
momento
sono
presenti in sede varie attrezzature:
- presse ad aria per comprimere diversi materiali;
- diverse saldatrici per sacchetti
- un muletto elettrico e un transpallet;
- bilance di precisione contapezzi elettroniche.
Alcuni
macchinari
sono
stati
adeguati
alle
esigenze
della
Cooperativa. I collaboratori hanno costruito anche una serie
di piccole attrezzature, al fine di rendere più agevole lo
svolgimento dei lavori dell’utenza.
La
struttura,
valutazione
dei
inoltre,
è
rischi
per
in
la
12
possesso
sicurezza
del
e
documento
la
salute
di
dei
lavoratori
secondo
il
decreto
legislativo
09.04.2008,
n.81
coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n.106 e successive
modifiche
e
integrazioni
e
del
documento
interno
Privacy
redatto in base agli art. da 33 a 36 del D.Lgs 196/2003 ed
alle
disposizioni
dell'allegato
tecnico
B
del
disciplinare
tecnico in materia di misure minime di sicurezza del codice in
materia di dati personali.
L'ambiente
è
dotato
di
uscite
di
sicurezza,
estintori,
segnaletica comprensibile a tutti, luci di emergenza e una
cassetta del pronto soccorso.
13
3.1 Capacità recettiva della struttura
Il laboratorio di Merano può ospitare al massimo 25 utenti.
Tale
calcolo
struttura
e
tiene
del
conto
numero
di
della
capacità
assistenti
recettiva
impiegati
della
presso
il
laboratorio.
I posti disponibili sono suddivisi in modo tale da far fronte
alle richieste e ai vari tipi di esigenze pervenuteci dal
territorio.
5
Posti fissi
Posti per tirocini e
training
20
-
20 posti:
riservati ad utenti con un progetto educativo
individualizzato che preveda un inserimento a lungo termine,
con lo scopo di mantenere nel tempo le capacità lavorative e
le competenze sociali dell’utente.
- 5 posti: riservati a persone che trascorreranno presso il
laboratorio un breve periodo di training, o un tirocinio e che
abbiano come fine ultimo quello di essere inseriti nel mondo
del lavoro (da un minimo di 2 mesi ad un massimo di 2 anni).
Le richieste di lavoro presso la cooperativa dovranno pertanto
tenere conto di tale suddivisione interna.
Le liste d’attesa saranno quindi due e si baseranno sulle
esigenze individuali delle persone che presenteranno domanda e
sul
tipo
di
progetto
educativo
14
che
verrà
presentato.
4. Orario
Il laboratorio è aperto da lunedì a giovedì dalle ore 07.45
fino alle ore 16.00 e venerdì dalle ore 07.45 alle ore 13.00.
Sabato e domenica la struttura rimane chiusa.
Il laboratorio chiude per ferie due settimane in agosto e in
dicembre.
5. Utenza
La GWB si rivolge a tutte le persone disabili che hanno già
compiuto il diciottesimo anno di età, che per varie ragioni
non riescono a trovare un impiego adatto alle loro esigenze e
che per questo motivo necessitano di un luogo protetto dove
poter migliorare e allenare le proprie capacitá. L’ ammissione
di persone che hanno piú di 55 anni è possibile, ma avviene
solo in casi eccezionali.
La GWB organizza tirocini e progetti in collaborazione con le
scuole
e
la
formazione
professionale
ai
quali
possono
partecipare anche ragazzi e ragazze minorenni.
Gli
utenti
che
lavorano
presso
la
nostra
cooperativa
presentano:
- Disabilitá fisica
- Periodo di riabilitazione dopo un grave incidente
- Disagio psichico
- Ritardo mentale
- Disagio psichico e ritardo mentale
Tutti gli utenti devono essere in possesso di un documento che
certifichi il loro grado di invaliditá.
15
6. Lavoro
La cooperativa GWB è impegnata giornalmente in diversi lavori
di tipo industriale, lavori di serie, montaggio e imballaggio,
che
vengono
commissionati
territorio,
garantendo
da
varie
sempre
ditte
presenti
prestazioni
sul
altamente
qualificate.
Ogni
qualvolta
si
decida
di
prendere
in
carico
un
nuovo
lavoro, gli operatori si occupano di far conoscere agli utenti
il
nome
della
ditta
che
ha
richiesto
la
commissione,
di
spiegare loro dove si trova, il tipo di attività che essa
svolge e quella che invece dovranno portare a termine loro
all’interno del laboratorio.
Successivamente
dell’oggetto
viene
che
mostrato
dovranno
alle
persone
riprodurre
e
ne
il
modello
viene
spiegata
l'entità e la funzione. Operatori e utenti concordano insieme
i passi da intraprendere al fine di portare a termine in modo
corretto il lavoro e suddividono le varie mansioni.
Ogni persona collabora e coopera con il personale assistente
nella pianificazione e suddivisione del lavoro e dei gruppi,
nella lavorazione dei materiali, nel controllo della qualità
dell’operato, nell’eventuale etichettatura e imballaggio dei
prodotti, nella preparazione del materiale per il trasporto e,
a turno, nella consegna del lavoro alla ditta commissionante.
L’addetto ai contatti con le aziende, in collaborazione con il
resto del team, si occupa di assicurare una certa varietà ed
eterogeneità
dei
lavori.
Ciò
permette
alla
cooperativa
di
offrire alla propria utenza mansioni diverse con differenti
gradi di difficoltà e che richiedono l’utilizzo di svariate
abilità
cognitive
e
metacognitive.
Attraverso
il
lavoro
giornaliero le persone si mettono alla prova e sperimentano il
loro
saper
fare.
Al
fine
di
sostenere
il
percorso
verso
l’autonomia di ogni individuo in tutte le fasi del proprio
16
lavoro
all’interno
disabilità,
i
vari
del
laboratorio,
materiali
indipendentemente
vengono
stipati
in
dalla
cassette,
facilmente raggiungibili e visibili a tutti, sulle quali è
riportata la foto del materiale contenuto. I diversi passaggi,
che
permettono
ottenere
il
cartellone
l’assemblaggio
prodotto
in
ogni
dei
finito,
stanza.
materiali,
sono
Ogni
allo
scopo
rappresentati
azione
viene
su
di
un
descritta
utilizzando un linguaggio semplice e mostrata in modo concreto
attraverso delle fotografie numerate.
Anche
l’utilizzo
delle
varie
attrezzature
è
accessibile
a
tutti. Ogni macchinario è provvisto del proprio “libretto di
istruzioni
facilitato”
che
l’utente
può
consultare
autonomamente.
In questo modo chiunque può installare un apparecchio che poi
andrà ad usare in maniera autonoma, senza dover chiedere ogni
volta ad un operatore di farlo al suo posto, ponendosi così in
una situazione di passività e continua dipendenza.
Tutti gli oggetti assemblati e confezionati dalla cooperativa,
sono oggetti di uso quotidiano che vengono commercializzati a
livello nazionale.
I collaboratori della GWB sono consapevoli di produrre ogni
giorno qualcosa di utile per la società. Questo conferisce
loro
dignità
e
li
fa
sentire
soddisfatti
della
propria
attività.
Essi comprendono, che prendere in carico un ordine, comporta:
-
Le
il rispetto dei tempi di consegna;
determinati costi;
-
garanzia di affidabilità;
-
qualità.
persone,
inoltre,
hanno
la
possibilità
di
confrontarsi
giornalmente con la realtà e le regole del libero mercato e di
iniziare a capirne gradualmente i meccanismi.
17
Tale politica di produzione ha permesso alla cooperativa di
acquisire
una
vasta
clientela.
I
laboratori
collaborano
da
anni con ditte quali:
-
Ardigas;
-
Directa Service;
-
Loacker;
-
Corpus;
-
Manometal;
-
Velta Italia;
-
Watts Industries;
-
Vereinigung
-
Disan;
Südtiroler
-
Hgv;
Sekterzeuger;
-
Hoppe;
-
Dr. Schär;
-
SMG;
-
Gruppe Gut;
-
Mila;
-
Kellerei Bozen;
-
Eos;
-
Kofler Fahrzeugbau;
-
Tis Innovation Park;
-
Psenner;
-
Rothoblaas;
-
Loeff System;
-
Loacker Remedia;
-
Karo Druck;
-
Röchling Automotive;
-
Marseiler;
-
Röfix;
-
Kellerei Kurtatsch;
-
Kellerei Tramin;
-
Meister Stube;
-
Finstral;
-
Mapetz;
-
WOBI;
-
Loex;
-
Walther Italia;
-
Tratter Engineering;
-
Webkunst;
-
Lorenz Martini;
-
Athesia Druck;
-
Nordwal
-
Longo;
-
Ritter SPORT;
-
Tappeiner;
-
Mott.
der
Da circa un anno, la cooperativa si è specializzata nella
progettazione
e
realizzazione
di
particolari
confezioni
di
imballaggio in materiali naturali. Produce portabottiglie di
18
design in legno personalizzati e serigrafati, che le vengono
commissionati da alcune importanti cantine vinicole. Essendo
tale lavoro di produzione propria, sempre presente all’interno
del
laboratorio,
l’utenza
e
non
rappresenta
risente
un’
delle
ulteriore
oscillazioni
occupazione
per
di
che
mercato
invece influenzano fortemente le varie ditte nelle commissioni
dei loro ordini.
Il prodotto ha avuto un discreto successo, tanto da essere
stato richiesto alla fiera dell’innovazione e da apparire in
alcuni articoli di giornali locali, uno dei quali è “FF-Das
Südtiroler Wochenmagazin”.
19
6.1 Sostegno pedagogico
Gli utenti che lavorano presso la cooperativa GWB si dividono
in
persone
che
hanno
come
obiettivo
principale
quello
di
conservare le proprie competenze lavorative e sociali e coloro
che invece intraprendono presso il laboratorio un periodo di
training, al fine di essere inseriti nel mondo del lavoro.
Insieme
svolgono
mansioni
di
tipo
industriale,
lavorando
suddivisi in piccoli gruppi.
Il lavoro educativo considera la persona in modo globale e
tende
a
valorizzarne
le
diverse
dimensioni
(psicomotoria,
cognitiva, emotiva, affettiva, relazionale, sessuale, sociale)
e ad operare avendo di mira il benessere complessivo.
Il sostegno pedagogico dei clienti e il loro coinvolgimento
nel
contesto
metodo
SIVUS
lavorativo
(sviluppo
si
orientano
sociale
e
verso
tre
individuale
metodi:
il
attraverso
lo
svolgimento di attività comuni) il peer collaboration e il
peer tutoring.
Ispirandoci al primo poniamo la persona con i suoi interessi e
bisogni in una posizione centrale rispetto al nostro lavoro e
la
concepiamo
come
colei
con
la
quale
si
convive
e
si
collabora. L’approccio si basa sui suoi interessi, sui suoi
bisogni
e
sulle
sue
abilità.
L’obiettivo
è
aiutarla
a
raggiungere una consapevolezza della propria quotidianità e a
poter intervenire nel modo più autonomo possibile su di essa
attraverso
le
funzioni
di
accompagnamento,
stimolazione
e
coinvolgimento diretto. Il nostro lavoro viene concepito come
un processo di crescita comune.
Il secondo e il terzo metodo che utilizziamo fanno parte di
quei metodi detti a mediazione sociale. Nel peer collaboration
gli utenti si aiutano reciprocamente alla pari, per apprendere
un lavoro, per portalo a termine o per risolvere un problema,
mentre nel peer tutoring l’educatore forma coppie o piccoli
gruppi di età e capacità differenti e assegna i ruoli di tutor
20
a
coloro
che
diventeranno
insegneranno
i
impareranno
il
il
responsabili
lavoro
e
lavoro
e
di
aiuteranno
ai
colleghi
tutee
il
a
primo
e
ne
coloro
a
che
portarlo
a
termine.
Con
il
termine
raggiungere
cooperare
obiettivi
intendiamo
comuni.
lavorare
L’utilizzo
di
assieme
tali
per
metodi
all’interno della nostra cooperativa permette l'esercizio di
comportamenti efficaci come:
- lo scambio di materiali, risorse e di idee;
-
l'aiuto
reciproco,
che
sottolinea
la
responsabilità
condivisa;
-
l'esercizio
promuove
di
stima
una
e
comunicazione
consolida
tra
aperta
gli
e
diretta
utenti
che
fiducia
e
rispetto;
- la condivisione, le ricompense di gruppo e le relazioni
positive
qualificano
singole
ricompense,
l'incentivazione
delle
lodi
o
personale
delle
più
delle
approvazioni
(Lamberti, 2006).
Affinché il nostro intervento educativo sia più efficace e a
misura di persona, ogni educatore è di riferimento per alcuni
utenti.
Questo
significa
che
per
qualsiasi
problema
o
necessità ciascun individuo sa a chi rivolgersi, pur lavorando
di volta in volta all’interno di un gruppo diverso.
Dopo un primo periodo di prova e di osservazione l'educatore
di
riferimento,
in
collaborazione
con
la
pedagogista
della
struttura, elaborano il progetto educativo individualizzato e
stilano il programma di lavoro annuale, che prevede obiettivi
a
medio
e
lungo
riabilitativo,
di
termine.
Essi
miglioramento
possono
o
di
essere
di
mantenimento
tipo
delle
abilità.
Tale lavoro confluisce in modo strutturato in equipe, dove
viene discusso e condiviso. Gli incontri si svolgono una volta
alla settimana, in modo da poter programmare il lavoro e le
attività, discutere la situazione dei singoli casi, esporre
21
problemi emergenti e decidere come affrontarli. Ogni riunione
viene messa a verbale e riletta durante l'incontro successivo.
Gli
utenti
possono
riferimento
concordare
degli
con
appuntamenti,
la
propria
durante
i
persona
quali
di
possono
discutere delle proprie faccende personali.
Ogni tre mesi vengono organizzate riunioni generali, a cui
partecipano
discutere
tutti
insieme
gli
utenti
eventuali
e
gli
operatori,
criticità,
di
al
fine
proporre
di
nuovi
percorsi formativi come corsi e tirocini e di ascoltare le
proposte di qualsiasi persona faccia parte del laboratorio;
inoltre
insieme
questa
è
momenti
anche
di
l'occasione
socializzazione
in
cui
come
si
pianificano
gite,
giornate
sportive, il pranzo di Natale, ecc..
A tutti gli utenti della cooperativa viene offerta annualmente
la possibilità di frequentare corsi di formazione organizzati
da varie associazioni presenti sul territorio e dal servizio
provinciale di formazione continua.
Alle
persone
laboratorio
che
durante
dimostrano
di
la
aver
loro
permanenza
raggiunto
gli
presso
il
obiettivi
che
permetterebbero loro di sperimentarsi all'interno
del mondo
del lavoro, viene inoltre data l'opportunità di intraprendere
un tirocinio esterno, organizzato dalla stessa cooperativa.
Ogni
utente
riceve
mensilmente
un
premio
sussidio
come
previsto dalla legge provinciale nr. 20/1983, art. 9 ed art.
10
nella
misura
massima
definita
annualmente
dalla
Giunta
Provinciale di Bolzano (delibera G.P. nr. 1863 dd. 10.12.2012,
allegato G). Questa somma di denaro ha una doppia valenza: da
un lato é considerato un provente economico per la propria
sussistenza, mentre dall’altro è fonte di riconoscimento per
il lavoro svolto.
22
6.2 Inserimento nel mondo del lavoro
La
cooperativa
GWB
educativi-sociali
si
propone
presenti
sul
come
ponte
territorio
e
tra
servizi
ufficio
del
lavoro, al fine di orientare i ragazzi verso la scelta di vita
più idonea alla propria persona.
La presa in carico degli utenti avviene grazie ad una buona
collaborazione con le istituzioni territoriali. Gli incontri
preliminari, a cui partecipano la pedagogista del servizio per
persone
in
situazione
di
handicap
della
Comunità
Comprensoriale Burgraviato insieme a quella della cooperativa,
permettono di conoscere in maniera specifica e approfondita il
piano educativo individualizzato elaborato durante gli anni
precedenti,
la
storia
personale
dell’individuo
e
di
poter
effettuare un’ analisi dei bisogni educativi. Il lavoro di
rete così articolato rende possibile un’importate continuità.
L’ammissione
compilazione
documenti
all’interno
di
al
una
del
domanda
servizio
per
e
laboratorio
la
persone
prevede
presentazione
disabili
di
della
la
alcuni
Comunità
Comprensoriale Burgraviato.
Completato l'iter burocratico di ammissione alla cooperativa,
viene elaborato un progetto educativo individualizzato in cui
sono riportati, oltre alle informazioni personali dell’utente,
anche gli obiettivi da raggiungere.
All’interno del laboratorio i ragazzi hanno la possibilità di
prendere parte alle varie attività, svolgere mansioni di tipo
industriale e lavori che permettono loro di esercitare abilità
sociali, cognitive e metacognitive.
L'equipe
di
operatori,
affiancata
dalla
pedagogista
del
servizio per persone in situazione di handicap della Comunità
Comprensoriale
effettua
Burgraviato
periodicamente
e
a
delle
23
quella
della
valutazioni,
cooperativa,
al
fine
di
verificare
le
competenze
raggiunte
in
entrata
e
in
uscita
dalla GWB.
Raggiunti gli obiettivi che permetterebbero ad un ragazzo di
sperimentarsi
propongono
realtà
all'esterno
all'utente
esterne
esempio
la
TIS
della
un
cooperativa,
periodo
convenzionate
INNOVATION
con
PARK
gli
di
lavoro
il
laboratorio,
di
Bolzano.
operatori
presso
alcune
come
ad
All'interno
di
questi spazi vi è la possibilità di valutare se le conoscenze
acquisite
fino
a
quel
momento
presso
il
laboratorio
siano
entrate a far parte del bagaglio personale dell'individuo e
vengano utilizzate anche in un ambiente nuovo.
Qualora il periodo formativo presso la TIS abbia un riscontro
positivo e l'utente dimostri di saper gestire il carico di
lavoro
e
di
sapersi
relazionare
in
modo
appropriato
con
l'esterno, viene contattato l'ufficio del lavoro.
Attraverso un primo colloquio con uno degli operatori di tale
servizio viene presentata la persona e il percorso fino a quel
momento intrapreso e viene offerto all'utente un tirocinio in
una ditta esterna, che viene seguito dalla cooperativa GWB. Lo
scopo
di
questa
esperienza
è
quello
di
verificare
la
preparazione del ragazzo. Qualora anche tale periodo formativo
dovesse
andare
a
buon
fine,
si
avrà
la
presa
in
carico
dell'utente da parte dell'ufficio del lavoro, che si occuperà
del suo inserimento.
Durante gli stage ogni utente avrà con sé un diario di bordo
da compilare, nel quale dovrà descrivere le proprie attività
giornaliere. Ciò permette di riflettere sul lavoro intrapreso
e confrontarsi con la propria persona di riferimento.
Nel
caso
periodi
dovessero
di
riflettere
alternativa
manifestarsi
tirocinio,
con
con
la
la
l’utente
propria
delle
avrà
persona
pedagogista.
24
difficoltà
la
di
Insieme
durante
possibilità
riferimento
si
i
di
o
in
cercherà
di
analizzare
i
problemi,
capire
quali
possano
essere
le
soluzioni e le strategie migliori da adottare.
6.3 Ulteriori proposte formative
Il laboratorio di Merano offre a tutti gli utenti, non solo la
possibilità
di
lavorative
prendere
proposte
parte
dalla
giornalmente
cooperativa,
alle
ma
attività
programma,
in
collaborazione con altri enti educativi, corsi di formazione e
tirocini presso aziende esterne.
I corsi di formazione offerti dalla cooperativa sono tutti
orientati allo sviluppo della persona e alle sue competenze
lavorative. Il laboratorio collabora con il dipartimento di
formazione
continua,
che
organizza
corsi
e
percorsi
di
riqualificazione per persone con bisogni individuali. Alcune
esperienze
formative
di
particolare
interesse
per
i
nostri
utenti sono stati i corsi di computer, quelli linguistici e
quelli
dedicati
alla
gestione
del
denaro,
alla
cura
della
propria persona e alla stesura di un curriculum vitae.
La persona è al centro di ogni nostro intervento educativo e
va sostenuta e supportata in tutti gli ambiti della sua vita.
Per questo motivo, gli operatori del laboratorio collaborano
con altre figure professionali che si occupano di assistenza
sociale,
primari
di
organizzazione
della
persona.
Gli
del
tempo
utenti
libero
e
di
bisogni
partecipano
a
colonie
estive, gite e giornate ludiche organizzate da associazioni
che cooperano da anni con la nostra realtà.
La GWB, da parte sua, propone momenti di socializzazione come
il pranzo di Natale, partecipa ad eventi sportivi e ludici e
organizza gite e una colonia estiva.
25
A partire da gennaio 2014 inoltre, prenderà vita un importante
progetto in collaborazione con la TIS INNOVATION PARK, che
prevede la partecipazione di otto ragazzi tra i diciotto e i
trentacinque anni e di un educatore della GWB. Il gruppo avrà
a
disposizione
utilizzare
un
ufficio
gratuitamente
l’incisione
e
la
all’interno
vari
della
macchinari
serigrafia.
Attraverso
TIS
e
potrà
professionali
l'utilizzo
di
per
tali
attrezzature, gli utenti avranno la possibilità di progettare
diversi oggetti.
Aziende e privati che vorranno rendere concreta la propria
idea,
potranno
diversi
rivolgersi
campioni
e
al
gruppo.
presentate
le
Verranno
nostre
realizzati
migliori
offerte.
Infine il cliente deciderà se commissionarci il lavoro.
L'obiettivo
principale
di
l'inclusione
di
diversamente
lavoro
e,
più
possibilità
persone
in
di
generale,
avere
questo
progetto
abili
all'interno
degli
spazi
è
nel
della
favorire
mondo
del
società.
La
all'interno
della
TIS
Innovation Park permette agli utenti di:
- utilizzare in autonomia i mezzi di trasporto per raggiungere
la struttura;
-
uscire
da
un
ambiente
„protetto“
come
quello
del
laboratorio, pur continuando ad essere seguiti e sostenuti da
un operatore;
- socializzare con persone esterne alla cooperativa;
- imparare a conoscere il funzionamento di una ditta vera e
propria;
- lavorare in team;
- esprimere la propria opinione;
-
esprimere
liberamente
le
proprie
creatività.
26
idee
e
la
propria
La
TIS
Innovation
Park
verrà
quindi
ad
essere
un
luogo
intermedio tra laboratorio protetto e stage esterno, nel quale
poter sperimentare la propria autonomia.
Un altro importante momento di crescita e di sviluppo per la
persona è rappresentato dalla possibilità di intraprendere uno
stage
presso
alcune
aziende,
che
stipulano
una
convenzione
direttamente con il laboratorio. Le ditte che collaborano con
la nostra cooperativa mettono gli utenti nelle condizioni di
trascorrere un periodo presso la loro realtà e forniscono a
questi ultimi un feedback sul tirocinio. Ciò permette alle
persone di riflettere su se stesse e di comprendere a che
punto del proprio percorso di crescita si trovano, quali sono
gli obiettivi che restano ancora da raggiungere e quali invece
sono stati raggiunti con successo.
27
7. Diritti degli utenti
Gli utenti hanno diritto ad un premio mensile, ad un periodo
di ferie e ad avere la giornata lavorativa pagata in caso di
assenza per motivi terapeutici.
I premi mensili corrispondono ad un minimo di 110,00 Euro fino
ad
un
massimo
di
370,00
Euro.
rapporto alle ore di lavoro
essere
considerati
alla
Essi
svolte.
pari
di
uno
vengono
calcolati
in
Tali premi non devono
stipendio,
poiché
la
cooperativa non ricopre il ruolo di un vero e proprio luogo di
lavoro, ma piuttosto di uno spazio nel quale gli utenti si
preparano ad un futuro inserimento.
Ogni utente ha una persona di riferimento con la quale puó
parlare dei propri problemi.
Un
regolamento
durata
delle
interno
pause.
stabilisce
Gli
utenti
l’orario
sono
di
assicurati
lavoro
per
e
la
questo
lasso di tempo.
La GWB offre la possibilitá di mangiare presso il posto di
lavoro. Le spese per il pranzo sono solo in parte a carico
degli utenti.
Ogni utente ha il diritto di richiedere una carta di trasporto
per
l’utilizzo
dei
mezzi
pubblici
che
permettono
di
raggiungere il posto di lavoro, e ha inoltre la possibilitá di
frequentare i corsi di formazione che vengono proposti.
Tutte le informazioni riguardanti gli utenti sono strettamente
private e coperte da segreto di ufficio.
28
8. Doveri degli utenti
Gli utenti hanno l’obbligo di attenersi al regolamento della
GWB:
- rispetto degli orari di lavoro e delle pause;
-
mantenimento
di
un
comportamento
sociale
corretto
nei
confronti di colleghi e assistenti;
- i giorni di ferie, quelli di malattia e qualsiasi altro
bisogno devono essere chiariti dall’utente con la persona di
riferimento;
- è permesso fumare solamente durante la pausa e nei luoghi a
ciò adibiti;
- sono severamente vietati il consumo di droghe, di alcool e
l’uso della violenza;
- chi non dovesse rispettare tale accordo andrà incontro a
sanzioni quali la sospensione temporanea o il licenziamento;
Nel caso si ritenga necessario, possono essere formulate delle
regole
individuali,
pensate
per
utente.
29
il
caso
specifico
di
ogni
9. Richiesta di ammissione
L'accesso
al
laboratorio
avviene
successivamente
alla
presentazione di una domanda di ammissione al servizio per
persone disabili della Comunità Comprensoriale Burgraviato e
alla raccolta della documentazione riguardante la persona. Per
facilitare la raccolta di tutti i dati è stata elaborata una
lista che viene consegnata in duplice copia all'utente e ai
sui familiari oppure ai servizi che accompagnano la persona.
Dopo
alcuni
colloqui
e
visite
presso
il
laboratorio
viene
steso il progetto, in collaborazione con gli operatori dei
servizi che presentano l'utente, con l'utente stesso, con i
familiari di riferimento e con la pedagogista del servizio per
persone
in
situazione
Comprensoriale
Burgraviato
di
e
handicap
quella
della
della
Comunità
cooperativa.
All’interno del progetto sono riportati i dati personali quali
nome, cognome, data di nascita, residenza, recapito telefonico
e il riassunto del percorso formativo e lavorativo, i dati
anamnestici e clinico-medici, una descrizione della situazione
familiare
e
sociale
dell’utente,
la
valutazione
delle
aree
fondamentali di sviluppo e infine il luogo, le modalità e gli
obiettivi a breve e lungo termine del progetto. Gli obiettivi
tengono conto del percorso di vita intrapreso fino a quel
momento dalla persona, dei suoi bisogni, e della valutazione
delle competenze in entrata.
Tale valutazione deve essere presentata alla cooperativa da
una figura educativa professionale che conosca bene l'utente,
compilando una scheda delle competenze che viene fornita dal
laboratorio
30
10. Organigramma
11. Personale
La
cooperativa
GWB
è
costituita
da
un
consiglio
d’amministrazione composto da 11 volontari e da un totale di
dieci dipendenti suddivisi tra il laboratorio di Bolzano e
quello
di
Merano,
con
ruoli
e
qualifiche
professionali
differenti.
Per quanto riguarda il laboratorio di Merano nello specifico
sono previste quattro figure educative:
1)
un
educatore
al
lavoro
(VI
qualifica
funzionale),
che
ricopre il ruolo di responsabile del laboratorio;
2)
un
assistente
qualifica
per
aggiuntiva
soggetti
in
portatori
psichiatria
di
sociale
handicap
(V
con
qualifica
funzionale);
3)
due
assistenti
per
soggetti
portatori
di
handicap
(V
qualifica funzionale), uno dei quali riveste anche il ruolo di
addetto ai contatti con le aziende.
31
Qualifiche
e
mansioni
si
rifanno
all’articolo
29
(profili
professionali dell’area sociale) dell’accordo di comparto del
25.09.2000
per
i
dipendenti
dei
Comuni
e
delle
Comunità
Comprensoriali della Provincia Autonoma di Bolzano. Il numero
degli operatori impegnati all’interno del laboratorio tiene
conto dei livelli di non autosufficienza dei clienti, come
previsto nella delibera della Giunta Provinciale nr. 348/2011.
L'educatore al lavoro è il responsabile della struttura di
Merano.
Egli
elabora,
assieme
al
personale
assistente,
i
progetti educativi individualizzati, li attua e ne fornisce
una dettagliata documentazione; tiene i contatti e collabora
con
la
pedagogista
della
cooperativa,
con
i
familiari,
le
persone di riferimento e con l’ambiente sociale dell’utente;
provvede insieme alla pedagogista della cooperativa e quella
della Comunità Comprensoriale all’inserimento di nuovi utenti;
si occupa di seguire e accompagnare tirocinanti e volontari
nel loro periodo formativo; lavora insieme agli assistenti per
soggetti
portatori
commercializzazione
di
dei
handicap
prodotti
nello
smercio
fabbricati
nei
e
nella
gruppi
di
lavoro;
I requisiti di accesso richiesti dalla cooperativa al fine di
coprire tale ruolo sono:
-
un
diploma
di
maturità
artistica,
maturità
acquisibile
nell’istituto tecnico industriale, istituto tecnico femminile;
oppure
- attestato di qualifica professionale con 5 anni di pratica
professionale nei settori di artigianato e industria;
oppure
- otto anni di pratica professionale in questa attività;
-
e
in
ogni
caso
il
diploma
di
istitutore
portatori di handicap/educatore al lavoro;
- patente di guida B;
32
per
soggetti
- attestato di conoscenza delle due lingue “B”.
I tre assistenti per soggetti portatori di handicap lavorano
in appoggio all’educatore al lavoro nella realizzazione del
programma di promozione educativo e riabilitativo; partecipano
alla
predisposizione,
esecuzione
e
documentazione
del
programma individuale finalizzato allo sviluppo della persona
affiancata;
accompagnano
e
sostengono
la
persona
disabile
nella conservazione e nell’esercizio delle abilità lavorative;
documentano osservazioni e le comunicano al responsabile della
struttura
riunioni
e
alla
pedagogista
d’equipe;
della
preparano
il
cooperativa
materiale
di
durante
lavoro
e
le
lo
tengono in ordine.
I requisiti di accesso richiesti sono:
-diploma
di
scuola
media
inferiore
o
licenza
di
scuola
elementare nonché:
-diploma di assistenti per soggetti portatori di handicap;
oppure
- diploma di operatore socio assistenziale;
- patente di guida B;
- attestato di bilinguismo C.
Poiché
vengono
la
cooperativa
commissionati
svolge
da
giornalmente
ditte
esterne
e
lavori
riceve
da
che
le
queste
ultime un compenso, si è ritenuto opportuno individuare nella
figura di un assistente all'handicap il ruolo di addetto ai
contatti con le aziende. Egli oltre a svolgere le mansioni
sopra elencate si occupa di gestire i vari ordini, di proporre
alle ditte un preventivo, di concordare tempi e modalità di
consegna dei materiali e di effettuare controlli della qualità
del lavoro.
La
cooperativa
GWB
accoglie
non
solo
persone
disabili,
ma
anche persone con disagio psichico. Al fine di garantire un
accompagnamento attento ai bisogni di questo tipo di utenza è
33
richiesto che almeno un assistente all'handicap su tre, sia in
possesso della specifica qualifica.
Tutto il personale inoltre deve conoscere la lingua italiana e
tedesca in tale misura, da poter svolgere il proprio servizio
nella madrelingua dell’utente.
È altresì obbligatorio, che almeno due operatori su quattro
siano in possesso del corso di primo soccorso e del corso
antincendio.
Il personale di Merano collabora con i colleghi di Bolzano e
in
particolare
con
tre
figure
professionali
differenti:
il
responsabile amministrativo, la pedagogista e la segretaria.
Il primo svolge un ruolo di coordinamento delle due strutture.
Una volta in settimana si reca a Merano al fine di partecipare
alle
riunioni
di
equipe
del
gruppo;
è
disponibile
nella
risoluzione di varie problematiche, svolge un ruolo di ponte
tra i laboratori e il consiglio amministrativo.
La
pedagogista
all'interno
del
all'educatore
proprie
gestisce
laboratorio
coordina
laboratorio,
agli
persone
e
incontri
di
di
nuovi
inserimenti
partecipando
preliminari
riferimento,
Merano
i
con
sostiene
nella
l'utente
il
corretta
insieme
e
personale
stesura
le
del
della
documentazione, partecipa agli incontri di verifica, organizza
e
coordina
il
lavoro
dei
volontari,
esegue
con
la
collaborazione e l'aiuto degli operatori, programmi educativi
e di promozione volti all'inserimento dell'utenza nel reale
mercato
del
lavoro,
Management,
propone
formazione,
organizza
partecipa
al
quando
personale
stage
e
e
tirocini
richiesto
all'utenza
per
le
ai
Case
corsi
di
persone
che
lavorano all'interno del laboratorio.
La
segretaria
della
cura
cooperativa,
gli
aspetti
gestisce
gli
amministrativi
affari
del
e
contabili
personale
e
conserva i relativi documenti, raccoglie dati statistici sul
34
funzionamento
consiglio
di
amministrativo-contabile
amministrazione
e
un
redige
per
rapporto
il
annuale
dell'andamento dell'istituzione.
Gli operatori della cooperativa GWB possono prestare servizio
sia
presso
il
laboratorio
di
Merano
che
presso
quello
di
Bolzano, cambiando sede in caso di necessità.
All’interno della struttura possono dare il proprio contributo
anche volontari del servizio civile, servizio sociale o quelli
della Federazione per il Sociale e la Sanità.
<<Accoglienza, formazione, valutazione e riconoscimento sono i
punti
cardine
attorno
a
cui
si
svolge
l'impegno
della
cooperativa a favore dei volontari. Offrire sostegno significa
accogliere
e
accompagnarli
tramite
precise
figure
di
riferimento, che li informano e si rendono disponibili nel
caso di dubbi o difficoltà. Il sostegno si traduce anche in
una chiara descrizione di attività, compiti e responsabilità,
come pure nella copertura assicurativa>> (Federazione per il
Sociale e la Sanità, Documento di volontariato sociale).
35
11.1 Formazione del personale
Al fine di assicurare una valida professionalità e competenza,
il personale prende regolarmente parte a corsi di formazione e
di
aggiornamento.
Annualmente
ogni
operatore
è
tenuto
a
partecipare a due corsi.
Il primo può essere proposto direttamente dall’interessato,
inoltrando
inviare
domanda
la
alla
richiesta
segreteria.
al
Questa
responsabile
si
occuperà
amministrativo
e
di
alla
pedagogista; che valuteranno se approvarla o meno.
Il secondo corso dovrà essere scelto all’interno di una lista
redatta
annualmente
dalla
direzione,
percorsi
di
formazione
tenuti
Bolzano,
da
Scuole
Formazione
di
dalla
che
fa
Libera
riferimento
Università
Professionale
in
a
di
lingua
italiana e tedesca e da enti riconosciuti per la formazione
professionale continua sul lavoro.
Vengono proposti anche aggiornamenti su temi come: privacy,
sicurezza sul lavoro, primo soccorso e antincendio.
I corsi devono in ogni caso essere attinenti all'ambito di
lavoro nel quale l'operatore è impegnato.
L'attestato di frequenza e di partecipazione, che di volta in
volta viene rilasciato dall’ente organizzatore, deve essere
consegnato
in
segreteria,
dove
viene
archiviato
tra
la
documentazione del personale.
Le ore di formazione concesse ad ogni operatore in un anno non
devono superare la soglia massima di 80.
È possibile, inoltre, partecipare a corsi di specializzazione
inoltrando richiesta scritta alla segreteria. La domanda verrà
visionata e valutata dall’amministrazione, che deciderà se
approvarla o meno.
36
12. Costi e tariffe
Il decreto del Presidente della Giunta Provinciale numero 30
del 11.08.2000 regola la quota di pagamento del servizio da
noi erogato.
Le
tariffe
sono
rinnovate
annualmente
dalla
stessa
Giunta
Provinciale e tengono conto del tipo di assistenza di cui gli
utenti necessitano, pertanto, é compito loro e delle stesse
famiglie informarsi annualmente dei cambiamenti.
I familiari hanno il dovere di comunicare eventuali variazioni
riguardanti
il
tipo
di
assistenza
di
cui
godono
e
di
cui
necessitano.
Gli operatori del laboratorio compilano giornalmente una lista
delle presenze e sulla base di tale lista viene effettuato il
conteggio delle giornate effettivamente lavorate e dei pasti
consumati.
Per far fronte a questo tipo di spesa, vi é la possibilitá per
le
famiglie
di
chiedere
un
aiuto
finanziario,
che
viene
calcolato in base alla situazione economica del richiedente.
Per maggiori informazioni è consigliato rivolgersi al proprio
distretto sociale.
La
GWB
resta
comunque
a
disposizione
per
qualsiasi domanda e chiarire ogni incertezza.
37
rispondere
a
13. Collaborazione con i servizi sanitari e sociali.
La cooperazione con altre persone ed istituzioni è un punto
fondamentale del nostro lavoro e costituisce un presupposto
indispensabile per consentire un eventuale scambio o passaggio
in altre strutture e per poter capire e risolvere meglio i
problemi e i bisogni di ciascun utente.
La collaborazione con i servizi sociali e sanitari presenti
sul territorio avviene attraverso degli incontri durante tutto
il
periodo
di
permanenza
dell'utenza
all'interno
della
cooperativa.
Ogni decisione presa durante tali riunioni viene messa per
iscritto
in
un
verbale
e
inviata
a
tutti
i
partecipanti;
inoltre il laboratorio rimane sempre in contatto telefonico e
via
e-mail
con
i
vari
servizi
e
segnala
loro
novità
e
cambiamenti.
Come già accennato precedentemente, le figure educative che
intendono collaborare con la nostra cooperativa, al fine di
inserire delle persone all’interno del laboratorio, dovranno
non
solo
occuparsi
di
fare
avere
agli
operatori
tutta
la
documentazione richiesta e fornire una valutazione dettagliata
dell’utente, ma dovranno rendersi disponibili a collaborare
nella stesura del progetto e a seguire la persona nel suo
percorso formativo. Questo ultimo punto è molto importante,
poiché per noi la persona non deve essere considerata una
sorta di “pacco postale” da lasciare in un luogo piuttosto che
in un altro per poi dimenticarsene, ma è un individuo con
sentimenti ed emozioni che stabilisce con le proprie persone
di riferimento dei rapporti che vanno ben oltre al semplice
incarico lavorativo imposto dall’alto.
Da parte sua la cooperativa GWB si rende disponibile a fare lo
stesso e nel momento in cui una persona viene inserita nel
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mondo del lavoro o cambia struttura, gli operatori sono pronti
a
incontrarla
e
qualora
sussistano
i
presupposti
a
riaccoglierla nel laboratorio.
La cooperativa collabora a stretto contatto con:
- i familiari degli utenti;
- gli assistenti delle comunitá alloggio e degli appartamentitraining;
- le comunità comprensoriali;
- il centro di salute mentale;
- il servizio psicologico;
- le scuole professionali provinciali;
- l’ufficio del lavoro per l’inserimento lavorativo;
- l’ufficio di formazione professionale;
- le scuole ad indirizzo sociale;
- la Federazione per il Sociale e la Sanità;
- Lebenshilfe e AIAS.
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14. Interventi e controllo della qualità.
Al fine di migliorare il nostro servizio viene offerta la
possibilità
a
famiglie
e
utenza
di
esprimere
la
propria
opinione sul lavoro della cooperativa.
Questo
avviene
attraverso
quattro
strumenti
di
valutazione
della qualità del servizio offerto:
- incontri trimestrali con operatori e utenti;
-
busta
delle
lettere
per
la
raccolta
di
critiche
e
suggerimenti da parte degli utenti;
- questionario di soddisfazione per i famigliari;
- modulo per la segnalazione reclami/apprezzamenti.
Raccolte le informazioni, la segreteria elabora e valuta i
risultati ottenuti e con cadenza annuale stila un resoconto
scritto che viene successivamente appeso nell’apposita bacheca
delle comunicazioni all’interno del laboratorio e pubblicato
sul proprio sito internet.
Le riunioni generali, a cui partecipano operatori e utenti, si
tengono ogni tre mesi all’interno del laboratorio. In queste
occasioni viene letto il verbale del precedente incontro e
vengono discussi i suggerimenti e le critiche lasciati dagli
utenti nell’apposita cassetta delle lettere.
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15. Contatti
GWB Merano
Via IV Novembre 44
39012 Merano
www.gwb.bz.it
Tel e Fax +39 0473 440 466
E-Mail: [email protected]
GWB Bolzano
Via Mayr Nusser 58
39100 Bolzano
www.gwb.bz.it
Telefono: 0471/976541
Fax: 0471/329415
E-Mail: [email protected]
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16. Riferimenti bibliografici
-
Lamberti,
metodologia
S.
per
(2006).
la
Cooperative
gestione
efficace
Learning:
dei
una
conflitti.
Padova: CEDAM.
-
MPI (2009). Uno sguardo oltre la scuola. Protocollo per
l’alternanza scuola – lavoro. Belluno: DBS.
-
Portera,
A.
(2006).
Globalizzazione
e
Pedagogia
Interculturale. Trento: Erickson.
-
Portera, A., Böhm, W. & Secco, L. (2007). Educabilità,
Educazione e Pedagogia nella Società Complessa. Novara:
UTET.
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