IN CASO DI MANCATO RECAPITO SI RESTITUISCA AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A PAGARE LA RELATIVA TASSA
NUMERO 1 - GENNAIO 2016
Periodico «Il Patronato S. Vincenzo per Giovani Operai» Iscriz. Trib. Bg. Dec. reg. n. 4 del 16 febbraio 1976 - Poste Italiane s.p.a. Sped. in A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Bergamo
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IN CASO DI MANCATO RECAPITO SI RESTITUISCA AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A PAGARE LA RELATIVA TASSA
NUMERO 1 - GENNAIO 2016
Periodico «Il Patronato S. Vincenzo per Giovani Operai» Iscriz. Trib. Bg. Dec. reg. n. 4 del 16 febbraio 1976 - Poste Italiane s.p.a. Sped. in A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Bergamo
Anno XL
Gennaio 2016
Numero 1
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BERGO
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3
4
8
Fondatore:
Don Giuseppe
Vavassori
10
Direttore
Responsabile:
Giovanzana
Maria Luisa
12
Periodico
«Il Patronato
S. Vincenzo per
Giovani Operai»
Iscriz. Trib. Bg.
Dec. reg. n. 4 del
16 febbraio 1976
Poste Italiane s.p.a.
Sped. in A.P. D.L.
353/2003 (conv. in
L. 27/02/2004 n° 46)
art. 1, comma 2,
DCB Bergamo
Redazione e
Amministrazione:
Bergamo,
via M. Gavazzeni 3
Tel. 035/4598111
Grafica e Stampa:
Tipografia dell’Isola
Terno d’Isola - Bg
19
22
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28
30
EDITORIALE
Ai lettori: grazie... e auguri!
6
2015: DON’T FORGET
GIUBILEO DELLA MISERICORDIA
- Chiese giubilari in Bergamo città
- Chiese giubilari nei vicariati
DON BEPO
nel Famedio di Bergamo
10
BEATIFICAZIONE DI DON A. DORDI
in Perù
CONVEGNO DI FIRENZE
NOTIZIE IN BREVE
- dalla Casa di Sorisole
- dalla AFP di Bergamo
- dalla AFP di Endine
- dalla AFP di Clusone
- dalla Casa del Giovane
- dalla Ciudad del Niño Bolivia
- da Agro di Sopra: don Pennati
- dalla Casa centrale di Bergamo
FRAMMENTI DI VITA
I NOSTRI DEFUNTI
CALENDARIO
19
24
Editoriale
Ai lettori:
GRAZIE...
E
vi sono quelli che danno senza rimpianto né gioia e
senza curarsi del merito.
Essi sono come il mirto che laggiù nella valle
effonde nell’aria la sua fragranza.
Attraverso le loro mani Dio parla,
e attraverso i loro occhi sorride alla terra.
Khalil Gibran
I preti, i collaboratori, i giovani, i poveri e gli stranieri che compongono la grande famiglia del Patronato di don Bepo, ringraziano di cuore le tante persone che durante tutto il 2015 ci hanno
aiutato, sostenuto, incoraggiato; han collaborato con noi e pregato per noi; hanno offerto con generosità il loro tempo e i loro
beni; ci hanno concesso la possibilità di fare felice qualcuno e di
restituire la speranza a chi l’aveva perduta.
Nell’impossibilità di arrivare di persona a tutti, promettiamo il ricordo nella preghiera al buon Dio e l’impegno a meritarci anche
solo un po’ del bene di cui siamo fatti oggetto ogni giorno.
...e auguri!
IL PATRONATO
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è una promessa, adempila.
La vita è una gioia, gustala.
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è vita, difendila.
Teresa di Calcutta
TI BENEDICA IL SIGNORE E TI PROTEGGA,
FACCIA BRILLARE IL SUO VOLTO SU DI TE
E TI SIA PROPIZIO.
IL SIGNORE RIVOLGA SU DI TE IL SUO VOLTO
E TI CONCEDA PACE.
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Gennaio 2016
Don’t forget
2015:
don’t forget!
MONDO
ITALIA
BERGAMO E P.S.V.
07/01: Attentato jihadista
a Charlie Hebdo, Parigi.
Uccise 12 persone e 11 ferite.
31/01: Sergio Mattarella è il
12° presidente della Repubblica
eletto con 665 voti.
05/01: nel 1975 moriva don Bepo:
il 2015 è l’anno del 40° anniversario.
Febbraio: emergenza profughi e
immigrati si fa drammatica in tutto
il Mediterraneo.
19/02: tifosi Feyenoord scatenano la
guerra a Roma. 14/02: muore Ferrero,
papà della Nutella.
11/02: alla Montelungo il nuovo
polo universitario:
piano da 20 milioni di euro.
24/03: aereo cade sulle Alpi francesi.
Suicidio del pilota: 150 morti.
Marzo: è approvato il decreto di riforma denominato “La buona scuola”.
Emergenza profughi a Bergamo:
in campo Caritas, Ruah e anche il PSV.
25/04: sisma in Nepal di 7,8° di
magnitudo causa più di 8.000 morti e
gravi danni
09/4: Milano: C. Giardiello,
imputato per bancarotta,
uccide 3 persone in tribunale.
23/04: l’Accademia Carrara riapre rinnovata: afflusso di visitatori entusiasti.
01/05: a Milano inizia l’Expo 2015.
Tema: Nutrire il pianeta.
Previsti 20 milioni di visitatori.
01/05: Milano a ferro e fuoco dai
black bloc che protestano contro l’Expo.
16/05: riapre il complesso di Astino
subito preso d’assalto dai visitatori.
26/06: Tunisia: dopo l’assalto al Bardo,
attacco terrorista in hotel a Sousse.
40 i morti.
44 arresti per mafia capitale.
20/06: family day a Roma contro le
unioni civili
Partono i lavori di restyling allo stadio
Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo.
Gennaio 2016
4
IL PATRONATO
Don’t forget
MONDO
ITALIA
BERGAMO E P.S.V.
20/07: USA pongono fine
all’embargo con Cuba.
Ristabilite relazioni dopo 54 anni.
23 luglio: Ilva Taranto: maxi processo
per 47 imputati per danni ambientali.
28/07: Italcementi ai tedeschi:
Heidelberg Cement compra
dalla famiglia Pesenti.
06/08: È inaugurato al Cairo
il raddoppio del Canale di Suez.
29/08: per sventare rapina
un ucraino muore a Napoli.
24-28/08: Esercizi Spirituali
per i preti del PSV.
20/09: Grecia elezioni vinte di nuovo
da A. Tsipras premier uscente,
col 35,5% dei voti.
I disoccupati italiani nella prima metà
dell’anno sono al 12%
Remo Morzenti Pellegrini è il nuovo
rettore dell’Università Studi di Bergamo.
31/10: aereo russo precipita nel Sinai:
224 morti. L’attacco è rivendicato
dall’ISIS.
31/10: si chiude l’Expo 2015 con successo di partecipazione: oltre 24 milioni
i visitatori.
L’ondata di violenza
nella nostra provincia culmina
con un marocchino ucciso.
13/11: atti terroristici in centro
a Parigi, rivendicati dall’ISIS:
130 morti e 300 feriti.
9-13/11: Convegno della Chiesa Italiana a Firenze: “Gesù Cristo per un nuovo
umanesimo”.
2/11: don Bepo nel Famedio
del Cimitero di Bergamo.
Commovente cerimonia.
08/12: Apertura del Giubileo della
misericordia a Roma.
Scoppia il caso delle 4 banche fallite.
La Chiesa del PSV è una
delle 30 giubilari della diocesi.
IL PATRONATO
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Gennaio 2016
Parigi 2015
“
LETTERA ALL’ISIS
Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio. Eppure
non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per
il quale uccidete ciecamente ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una
ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi
quello che siete. Voi volete che io abbia paura, che guardi i miei concittadini con diffidenza, che sacrifichi la mia
libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa. L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni
d’attesa. Era tanto bella come quando è uscita venerdì sera, tanto bella come quando mi innamorai perdutamente
di lei più di 12 anni fa.
Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei
accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete
mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da
dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni
giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di
essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio.
“
Gennaio 2016
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IL PATRONATO
Anno Santo 2015-2016
LA MISERICORDIA CHE CI FA VIVERE
“Ogni giorno la comunità cristiana canta: «Ho ricevuto misericordia». Ho avuto questo dono anche quando ho chiuso
il mio cuore a Dio; quando ho intrapreso la via del peccato; quando ho amato le mie colpe più di Lui; quando ho incontrato miseria e sofferenza in cambio di quello che ho commesso; quando mi sono smarrito e non ho trovato la via del
ritorno. Allora è stata la parola del Signore a venirmi incontro. Allora ho capito: egli mi ama. Gesù mi ha trovato: mi è
stato vicino, soltanto Lui. Mi ha dato conforto, ha perdonato tutti i miei errori e non mi ha incolpato del male. Quando
ero suo nemico e non rispettavo i suoi comandamenti, mi ha trattato come un amico. Quando gli ho fatto del male,
mi ha ricambiato solo con il bene. Non mi ha condannato per i misfatti compiuti, ma mi ha cercato incessantemente
e senza rancore. Ha sofferto per me ed è morto per me. Ha sopportato tutto per me. Mi ha vinto. Il Padre ha ritrovato
suo figlio. Pensiamo a tutto questo quando intoniamo quel canto. Fatico a comprendere perché il Signore mi ami così,
perché gli sia così caro. Non posso capire come Egli sia riuscito e abbia voluto vincere il mio cuore col suo amore,
posso solo dire: «Ho ricevuto misericordia».
DIETRICH BONHOEFFER
A volte ci sembra
che Dio non risponda al male,
che rimanga in silenzio...
…in realtà Dio ha parlato, ha risposto.
e la sua risposta è Gesù Cristo...
...Una Parola che, se è accolta,
dona e genera Amore,
Misericordia, Perdono.
Papa Francesco
IL PATRONATO
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Gennaio 2016
Giubileo della Misericordia
Anche il Patronato fra i luoghi giubilari a Bergamo
Giubileo della
Misericordia
Domenica 13/12 il Vescovo ha celebrato l’apertura della Porta Santa del
Duomo e ha consegnato il decreto e lo stendardo alle 33 chiese giubilari dei
28 vicariati: a riceverli per il PSV era presente don Fausto Resmini coi suoi
ragazzi a rappresentare tutti noi.
«La Chiesa, l’umanità, ciascuno di noi ha bisogno di Misericordia - ha
spiegato il vescovo - Questa Porta resterà aperta tutto l’anno e vorremmo
che restasse aperta per tutta la vita».
IL GIUBILEO AL PATRONATO
Anche il Patronato S. Vincenzo (e in particolare la Chiesa della casa di Bergamo) è stato incluso nel novero dei luoghi giubilari della nostra Diocesi,
come - sono parole del Vescovo Francesco - luogo particolarmente significativo per meditare sul legame inscindibile fra la carità testimoniata e la
celebrazione dell’Anno Giubilare. Siamo grati al nostro Vescovo per la sua
decisione che non solo onora il Patronato e riconosce l’impegno di carità e
solidarietà di quanti vi lavorano, ma che attribuisce ai nostri giovani, poveri,
stranieri, la straordinaria capacità di donare la misericordia di Dio a chi
esercita su di essi la misericordia umana.
Lo stendardo e la porta aperta della nostra Chiesa.
COS’È UN GIUBILEO?
Per gli ebrei era l’anno che cadeva dopo ogni 7x7 anni = 49 cioè nel 50°, nel quale si doveva restituire l’uguaglianza ai figli d’Israele, offrendo nuove possibilità alle famiglie che avevano perso proprietà e libertà personali. Ora si chiama Giubileo universale.
La Chiesa ne ha dato un senso spirituale: perdono generale, indulgenza per tutti. È l’anno di remissione dei peccati e pene dei
peccati, di riconciliazione, conversione e penitenza sacramentale.
COSA SIGNIFICA «GIUBILEO»?
Viene dall’ebraico «jobel» in riferimento al corno di montone utilizzato nelle cerimonie durante gli antichi giubilei.
PERCHÉ È DETTO ANNO SANTO?
Perché si svolge con solenni riti sacri e ha come obiettivo la santità degli uomini.
Gennaio 2016
8
IL PATRONATO
Giubileo della Misericordia
COSA SONO LE INDULGENZE,
E IN PARTICOLARE LE GIUBILARI?
Il peccato grave ha due conseguenze: la privazione della comunione con
Dio (pena eterna, l’inferno) e attaccamento malsano alle creature (pena
temporale, purgatorio). Al peccatore pentito con la confessione, Dio fa
dono del perdono dei peccati e della remissione della pena eterna. Con
l’indulgenza condona la pena temporale per i peccati confessati, aiuta a
superare i disordini lasciati dal male commesso.
COME SI RICEVE L’INDULGENZA?
Con un atteggiamento di distacco da ogni peccato. Confessandosi. Partecipando alla Messa. Con atti di carità e di penitenza: per es. il pellegrinaggio
a una Basilica giubilare a Roma, in Terra Santa e nelle chiese designate in
ogni diocesi; con l’astensione almeno per un giorno da fumo, alcool, e (è il
nostro caso) devolvendo ai poveri una somma di danaro proporzionata con le proprie sostanze o attuando un servizio di volontariato all’interno del Patronato.
CHIESE GIUBILARI
IN BERGAMO CITTÀ
1.
2.
3.
4.
5.
6.
S. Alessandro in CATTEDRALE
S. Alessandro in COLONNA
S. Maria Immacolata delle GRAZIE
SS. Bartolomeo e Stefano PP. DOMENICANI
S. Alessandro in Captura PP. CAPPUCCINI
Cristo Re, Maternità B. V. M. e S. Giovanni Bosco PATRONATO S. VINCENZO
CHIESE GIUBILARI NEI VICARIATI
4° VICARIATO ALBINO - NEMBRO: Santuario Madonna della Gamba - Desenzano di Albino
5° VICARIATO ALMENNO S.S. - VILLA D’ALMÉ - PONTERANICA: SS. Faustino e Giovita Villa d’Almé
6° VICARIATO ALZANO: Santuario B.V. Maria del Buon Consiglio in Villa di Serio
7° VICARIATO ARDESIO - GROMO: Santuario B. V. M. delle Grazie in Ardesio
8° VICARIATO BORGO DI TERZO - CASAZZA: Chiesa Arcipresbiterale Plebana S. Lorenzo - Casazza
9° VICARIATO BRANZI - S. BRIGIDA - S. MARTINO: Chiesa Arcipresbiterale S. Martino Piazza Brembana
10° VICARIATO BREMBILLA - ZOGNO: Prepositurale S. Lorenzo in Zogno
11° VICARIATO CALEPIO - TELGATE: Arcipresbiterale S. Giovanni Battista in Telgate
12° VICARIATO CALOLZIO - CAPRINO: Basilica minore SS. Bartolomeo e Girolamo Emiliani in Somasca
13° VICARIATO CAPRIATE - CHIGNOLO: Parrocchiale - Santuario S. Giovanni Battista in Sotto il Monte
14° VICARIATO CLUSONE - PONTE NOSSA: Basilica minore Arcipresbiterale S. Maria Assunta e S. Giovanni Battista in Clusone
15° VICARIATO DALMINE - STEZZANO: Santuario B.V. Maria dei Campi in Stezzano
16° VICARIATO GANDINO: B.M. Presbiterale plebana S. Maria Assunta in Gandino - Santuario Madonna d’Erbia in Casnigo
17° VICARIATO GAZZANIGA: Chiesa S.M. Assunta e S. Ippolito in Gazzaniga
18° VICARIATO GHISALBA - ROMANO: Chiesa B.V.M. Incoronata (PP S. Famiglia) in Martinengo
19° VICARIATO MAPELLO - PONTE S. PIETRO: Basilica minore S. Giacomo in Pontida
20° VICARIATO PREDORE: Prepositurale S. Martino in Sarnico
21° VICARIATO ROTA IMAGNA: Parrocchiale S. Maria Immacolata in Selino Basso (20/12 a 27/03- 2016)
e Santuario Cornabusa Cepino (dal 28/03 al 13/11 - 2016)
22° VICARIATO S. GIOVANNI BIANCO - SOTTOCHIESA: Chiesa Prepositurale S. Giovanni Ap. in S. Giovanni Bianco
23° VICARIATO SCANZO - SERIATE: Santuario B.V.M. delle Rose in Albano S. Alessandro
24° VICARIATO SELVINO - SERINA: Prepositurale S. Maria Annunciata in Serina
25° VICARIATO SOLTO - SOVERE: Prepositurale S. Martino e Santuario B. V. M. della Torre in Sovere
26° VICARIATO SPIRANO - VERDELLO: Santuario S.M. degli Angeli – alla Basella di Urgnano
27° VICARIATO TRESCORE: Prepositurale S. Pietro in Trescore Balneario
IL PATRONATO
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Gennaio 2016
Don Bepo nel famedio
DON BEPO
nel famedio di Bergamo
Lunedì 2 novembre alle ore 14.30, nel Famedio del Cimitero Monumentale, il Comune di Bergamo ha dedicato una lapide al nostro
don Bepo Vavassori, fondatore del Patronato S. Vincenzo. Hanno preso la parola prima il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e poi
don Martino Campagnoni del Patronato S. Vincenzo di Clusone che ha tracciato un breve, ma commovente ricordo del fondatore.
Successivamente i due insieme hanno scoperto la lapide benedetta dal vicario generale Mons. Davide Pelucchi il quale ha poi presieduto la tradizionale S. Messa di suffragio nella chiesa di Ognissanti dello stesso Cimitero. Alla cerimonia animata dalla banda
dei ragazzi dell’Istituto Secco Suardo, ha preso parte una folla di autorità, amici e simpatizzanti.
Gennaio 2016
10
IL PATRONATO
Don Bepo nel famedio
Proponiamo ampi stralci della commovente
commemorazione di don Martino
me piace definirlo “il trapezista della Provvidenza”, nel
senso che ha affidato alla Provvidenza tutta la sua vita,
il successo della sua opera. Come i trapezisti non aveva
paura di spiccare il volo. L’amore per il prossimo superava in lui la paura di cadere. Pio XI, un Papa che don
Bepo ha tanto amato, diceva: “Mirare un po’ più in alto
di ciò che sembra possibile è l’unica maniera per arrivare
al punto giusto”. E così era don Bepo. Non incosciente o
irresponsabile come in tanti all’epoca lo consideravano.
Ogni rischio che prendeva era calcolato, proprio come
fanno i trapezisti.
Prima di gettarsi nel vuoto, provano, si allenano, studiano la figura da eseguire in aria. E così don Bepo. Si lanciava nel vuoto, ma sapeva bene quello che faceva, sapeva dove stava il prossimo appiglio, sapeva dove sarebbe
atterrato. Non c’era niente di improvvisato nel suo modo
di agire. Don Bepo è stato quello che voleva essere, ha
sempre fatto quello che il suo cuore immenso gli suggeriva. Non smetterò mai di ringraziare Dio per avermi
fatto incontrare questo instancabile testimone della sua
grandezza, per avermi fatto piccolo e umile tassello della
grande opera di don Giuseppe Vavassori.
Restiamo in pochi ormai a poter dire di aver conosciuto
personalmente don Bepo Vavassori: ...la conoscenza di
lui ha segnato la mia vita, ha illuminato l’infanzia di un
bambino orfano e ispirato la crescita umana e spirituale
dell’uomo che è diventato. Ho conosciuto don Bepo nel
1939, a 12 anni: era arrivato all’orfanotrofio di Torre Boldone per accompagnare i bambini più grandi al Patronato
di Bergamo e S. Paolo d’Argon. Il suo arrivo cambiò tutte
le abitudini e regole che fino a quel momento mi avevano
umiliato davanti agli altri bimbi che avevano la fortuna di
avere una famiglia... Sparirono le divise con dei ridicoli cappelli, la vita austera e ritirata; cominciai a vestirmi
come gli altri ragazzi, a fare sport, qualche volta si andava
al cinema o a vedere l’Atalanta. Avevo lasciato un orfanotrofio e avevo finalmente trovato una famiglia.
Ero ancora orfano, ma non mi sentivo più tale: adesso
avevo un padre e si chiamava don Bepo. Era questo il suo
segreto di educatore: l’amore come chiave passepartout
per aprire tutte le porte del cuore, essere una figura genitoriale di riferimento per ottenere dai giovani quei risultati
che qualsiasi padre si augura per i figli. Questo accadeva
con tutti i ragazzi del Patronato, ma per me don Bepo è
stato qualcosa in più. Ha riscaldato il mio cuore col fuoco
sacro della fede, il suo carisma ha scandagliato la mia
anima per far affiorare in superficie la vocazione sacerdotale. Ed eccomi qui fra voi: fra pochi mesi arriverò ai
65 anni di sacerdozio…tutti dedicati alla sua opera. Don
Bepo, mai pago di carità, non è mai rimasto seduto in
ufficio a dirigere e amministrare.
Era presente fra i suoi ragazzi, li conosceva personalmente, si interessava ai loro studi, al loro lavoro. Era presente
nella loro vita. Per loro era padre, maestro e amico. Il
suo affetto per ciascuno motivava i ragazzi a fare del loro
meglio per non deluderlo mai. Per lui i ragazzi non erano
un numero fra tanti, ma un volto, un nome e un’anima.
Con memoria impareggiabile ricordava il nome di tutti,
li chiamava miei figlioli per far loro capire che ciascuno
era importante e aveva un posto nel suo cuore immenso
di padre. Oggi Bergamo, con questa celebrazione, tributa
a don Bepo il giusto riconoscimento a un cittadino eccellente… A don Bepo sono state attribuite tante definizioni:
il don Bosco di Bergamo, padre dei 50.000 e altre, ma a
IL PATRONATO
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Gennaio 2016
Beatificazione Dordi
La beatificazione
di don Alessandro Dordi
in Perù
INTERVISTA A DON MARCO PERRUCCHINI
Lo scorso 5 dicembre 2015, ti sei recato a Chimbote in Perù per la
beatificazione di don Sandro Dordi, che è stato ucciso dal gruppo
terroristico Sentero Luminoso. Vorremmo farti alcune domande
per poter condividere con te, qualcosa di quella esperienza.
In primo luogo, perché hai scelto di essere presente in
Perù per la beatificazione? Conoscevi don Sandro?
Non direttamente. Don Sandro è stato ucciso nel 1991 mentre io
ero ancora chierico in teologia. Posso dire però che ho un forte
legame con lui. Prima della missione in Perù, don Sandro ha
svolto il proprio ministero in Svizzera francese a Le Locle, dal
1966 al 1979. Dal 1999 al 2009 anch’io sono stato inviato come
prete fra gli emigranti a Le Locle e La Chaux-de-Fonds. In quei
dieci anni posso dire di aver “incontrato” don Sandro. L’ho conosciuto attraverso i racconti di tanti italiani che con lui avevano
lavorato, condiviso scelte e impegni pastorali, con i quali don
Sandro aveva gioito per le loro gioie e sofferto per i loro lutti...
Per quella stupenda logica delle relazioni umane per cui “gli amici di miei amici, sono miei amici”, ho sentito sempre più crescere
in me dell’effetto per don Sandro.
Questa è stata la tua prima visita in Perù?
In occasione del quindicesimo anniversario della sua uccisione,
come Missione Cattolica Italiana di Le Locle, avevamo deciso di
organizzare un progetto di assistenza ad alcuni orfanotrofi poco
distanti da Chimbote e di trascorrere un fine settimana proprio
nella parrocchia di Santa, dove don Sandro ha vissuto. Aveva
partecipato al progetto una ventina di giovani universitari e lavoratori che sono stati molto colpiti dalla visita alle “capillas” nella
vasta area della parrocchia di Santa, ai luoghi del suo martirio e
dalla testimonianza delle suore che proseguono la missione.
Ritornare a Santa ha avuto un sapore nuovo per me. Ho visitato le
ultime due comunità in cui don Sandro si era recato il pomeriggio
del suo martirio e mi sono fermato sul luogo della sua uccisione
in compagnia con una suora della congregazione delle Pastorelle
che aveva vissuto proprio con lui in quegli anni. Ho trascorso due
ore in ascolto delle parole e dei ricordi di quella testimone ap-
Gennaio 2016
12
Il Patronato
Beatificazione Dordi
di cambiare e quest’aspetto sembra quasi in contraddizione con
il suo essere bergamasco! Ogni contesto, che ha incontrato, ha
modellato il suo carattere e il suo stile. Non solo perché ha imparato il francese in Svizzera e il castigliano in Perù, ma perché ha
imparato a camminare “con la gente”, con i poveri... “anche se i
poveri camminano piano”, come ha scritto in una delle sue lettere
dal Perù. E poi, mi piace di lui il fatto che sia stato un missionario
dello stile di “Nazareth”. Ha scelto di condividere la vita delle
persone alle quali era inviato, lavorando con loro: in Polesine,
come elettricista e factotum dopo l’inondazione; in Svizzera nella
fabbrica degli orologi e nella sistemazione dei locali per la scuola
materna degli italiani; in Perù nelle diverse attività della missione...
Lo stile di “Nazareth” significava anche sobrietà: non solo era per
i poveri, ma anche come loro, condividendo le stesse condizioni.
Don Sandro sapeva che non si è missionari perché perfetti, ma
perché il Signore ci manda.
Conosceva bene i tratti aspri e negativi del suo carattere... Sobrietà vuol dire anche servire così come si è. Con il coraggio di “sposare” una realtà con pazienza e fedeltà, ogni mattina, per anni.
passionata e riconoscente. È stato un regalo preziosissimo nella
vigilia della beatificazione.
Che cosa puoi dirci della celebrazione
della beatificazione?
Don Sandro è stato beatificato con altri due sacerdoti francescani polacchi, anch’essi assassinati qualche giorno prima di
lui nell’agosto 1991. Sono i primi tre martiri del Perù. Sia nella
Messa della veglia in cattedrale a Chimbote che nella Messa della
Beatificazione nello stadio, ho percepito un grande momento di
Chiesa. Mi sono sentito parte “del popolo di Dio”, che si lascia
raccogliere dal Signore e che attraverso lingue diverse comunica
la stessa fede e carità. Mi sono sentito parte della Chiesa universale nella quale lo Spirito apre sempre di nuovo gli orizzonti. Mi
ha fatto bene il clima di speranza solida e adulta, gioiosa e non
superficiale, che la beatificazione ha fatto sperimentare.
Puoi dirci che cosa ti colpisce di don Sandro?
Scelgo tre aspetti. Innanzitutto, don Sandro ha voluto essere
missionario, cioè “mandato” da Qualcuno per qualcuno. Non
ha avuto suoi progetti di missione, ma si è lasciato inviare dalla
Chiesa di Bergamo a uomini e donne in attesa del Vangelo. Tutto
questo poi si è tradotto in presenza nelle famiglie, in ascolto dei
loro bisogni, in annuncio del Signore e celebrazione dei sacramenti, in attività di promozione sociale e economica concrete. In
Polesine, in Svizzera e in Perù, don Sandro si è sentito missionario, cioè “mandato” dal Signore a degli uomini e delle donne che
poi sono diventati “suoi fratelli”.
In secondo luogo, mi piace di don Sandro il fatto che per lui
essere missionario significava “essere in cammino”, in senso
interiore prima che geografico. Don Sandro non ha mai smesso
IL PATRONATO
Che cosa hai chiesto a don Sandro per te
e per la nostra Chiesa?
Più cresco e più credo alla comunione dei santi, cioè al legame
delicato e efficace che chi vive già in Dio continua ad avere con
noi che siamo dentro le vicende della storia.
In diverse situazioni, ho già invocato la vicinanza e il sostegno
di don Sandro... Nei giorni della beatificazione, ho chiesto che
il Signore continui a regalare il Suo Spirito alla nostra Chiesa
perché non smetta di essere missionaria, e missionaria come lo
è stato don Sandro!
13
Gennaio 2016
Grazie Marinella!
Marinella (classe 1957 e di cognome Picenni) dal febbraio 2015 è in pensione e da qualche mese si è ritirata a…vita privata nel suo paese di Cologno dopo aver lavorato per 36 anni nella casa centrale di Bergamo.
Marinella è stata molto più che una dipendente: il suo servizio era diventato
sinonimo di presenza fedele e di lavoro ben fatto, la sua persona era diventata riferimento preciso e sicuro per tutti; la sua generosità le aveva procurato
il rispetto, anzi l’affetto generale.
Il Patronato a cui lei ha voluto tanto bene, le esprime la sua immensa gratitudine e rimpiange di non poter continuare a contare con la sua competenza
e generosità. E se da una parte è giusto che goda del suo più che meritato
riposo, dall’altra Marinella sa bene che gli affetti, i ricordi, la riconoscenza
non vanno in pensione e deve essere certa che questa casa continuerà a essere la sua, dove ogni volta che decida di farci visita, sarà accolta con gioia.
A nome di tutti i sacerdoti, i collaboratori, i giovani, gli ospiti e gli stranieri,
grazie di cuore e tanti auguri.
Tipografia dell’Isola
50 ANNI DI ATTIVITÀ
12 Settembre 2015: in occasione dei 50 anni di attività della Tipografia dell’Isola la comunità
del Patronato ringrazia di cuore la famiglia Giovanzana per la vicinanza e il prezioso servizio
prestato ed augura ogni bene nel Signore.
Gennaio 2016
14
IL PATRONATO
TO
R
SE
IN
“NUOVO ALBERGO POPOLARE”
Apriamo le porte della comunità a chiunque riconosca la necessità, non di restare in vita, ma di riqualificare
la propria vita. CON TANTI AUGURI PER UN 2016 PIENO DI SPERANZA IN UN FUTURO MIGLIORE.
NUOVO ALBERGO POPOLARE - Via Carnovali, 95 – Bergamo - Tel. 035 319800
www.operabonomelli.it - [email protected]
‘14
Comunità Accoglienza presso Opera Bonomelli
Bilancio Sociale
Schema organizzativo dei servizi
Assemblea
dei soci
Consiglio Direttivo
Direzione
Amministrazione
Revisori
dei Conti
FUNZIONEDIINDIRIZZOEDICONTROLLO
FUNZIONEDIPROGRAMMAZIONEEDIGOVERNO
COMUNITà
PRESSO IL NAP*
PROGETTI E OPPORTUNITà
DI LAVORO
RETI E TERRITORIO
Comunità di Prima
Accoglienza
Biorto
Spazio sociale
Tira&Molla
Comunità Arcobaleno
Tirocini, borse lavoro, ...
Appartamenti
Progetto Rolling Stones
Comunità Fior di Loto
Laboratorio artistico/
espressivo
Progetti nei quartieri
Comunità Gruppo Affari
Falegnameria
Ricerca, formazione,
sensibilizzazione
Comunità Turbodiesel
Progetto
“Terre di Mezzo”
SERVIZI,
PROGETTI
EDUCATIVIEDI
PROMOZIONE
SOCIALE
Mensa
Infermeria
Docce - Cambio abiti
Portineria, lavanderia, pulizia, manutenzioni
*NuovoAlbergoPopolare
FUNZIONIDISERVIZIO
Parlare di Accoglienza in occasione del Santo Natale non può che riportarmi all’immagine di Gesù che nasce nella
mangiatoia di una stalla, poiché i suoi genitori non avevano trovato posto altrove. La mangiatoia accoglie una nuova
vita come un buon terreno accoglie un seme perché dia frutto. La comunità accoglienza dell’Opera Bonomelli aspira
a questo: essere un buon terreno o una buona mangiatoia all’interno della quale, la vita, possa trovare un suo senso
futuro, superando la disperazione cioè, letteralmente, la perdita di speranza. Diceva don Primo Mazzolari “la disperazione non è buttarsi nel fiume o appendersi ad un albero o bruciarsi le cervella… la disperazione è prima di tutto il sapere il
INSERTO
17
perché della nostra vita, specialmente quando è sacrificio. Disperazione è tirarsi il collo e non riuscire a portare a casa quanto basta per sfamare i nostri figli. Disperazione è avere voglia di lavorare e non trovarne. Disperazione è aver messo assieme
pezzo per pezzo, un campo, una casa e vederseli portar via senza averne colpa. Disperazione è il non poter quasi credere
ad un domani, al lavoro come sorgente di benessere, all’onestà come il più bel titolo di nobiltà per l’uomo”. Ecco quindi
che accogliere, non si può tradurre semplicemente nell’offrire vitto e alloggio, ma deve necessariamente tradursi in
un’azione più complessa. Accogliere significa far sentire a proprio agio, ascoltare, conoscere, condividere, sospendere i giudizi, offrire la possibilità di riqualificare la propria identità; sono questi i cardini del nostro lavoro, ed hanno
lo scopo di creare negli ospiti una prospettiva, un presente pieno di stimoli ed un futuro realizzabile. Purtroppo, il
periodo di crisi sociale ed economica nel quale ci troviamo sta togliendo risorse al lavoro educativo che noi svolgiamo, poiché l’aumento delle richieste che giungono ai servizi, porta a mettere in primo piano il soddisfacimento dei
bisogni primari, traducendosi in aumento di posti letto e di pasti erogati. Noi però non vogliamo cadere, a nostra
volta, nella disperazione e desideriamo andare contro corrente aprendo le porte della comunità a chiunque riconosca la necessità, non di restare in vita, ma di riqualificare la propria vita. Il nostro desiderio, è quello di sostenere, non
l’utente cronicizzato che diviene col tempo un parassita, ma l’ospite che, una volta ritrovate le forze e riconosciuta
la strada, riparte per il suo cammino con la speranza di una realizzazione piena.
Bilancio Sociale
Antonia
‘14
Opera Bonomelli onlus: agente di trasformazione che promuove
dignità e inclusione sociale
Lavoro
Le comunità
Biorto
Gli appartamenti
Socialità
nei quartieri
8
Formazione
Tira&Molla
Iprocessidicambiamentononavvengonosolo
attraversoiservizierogatimaancheneicontesti
divitaordinariadentroiterritorilocali.
Cultura
L’azionedell’Opera Bonomelli,nellesuediverse
formediintervento,incrociaecollaboraconi
soggettidelterritorioperpromuoveredignitàe
inclusionesocialepertutti.
Opera
Bonomelli
Servizi di assistenza
La mia esperienza come volontaria di Servizio Civile al NAP
Sono ormai due mesi che svolgo servizio civile nella comunità Accoglienza al Nuovo Albergo Popolare e quello che
ogni sera mi porto a casa è quella sensazione mista di stanchezza e realizzazione, che resta addosso quando scegli
di credere ed investire una parte di te in qualcosa e/o in qualcuno. Ad accompagnare le soddisfazioni, ci sono chiaramente imprevisti e difficoltà, spesso all’ordine del giorno, e il tempo a disposizione raramente è sufficiente per
sostenerli. Monte ore e giorni liberi assumono quindi un significato diverso e in alcuni casi è necessario impegnarsi
per lasciare gli ospiti e le loro storie in struttura. Tutto ciò diventa molto più leggero, però, quando in questo viaggio
di crescita che rappresenta per me il volontariato, hai con te la guida di un’equipe che fin dalla prima pagina ti ricorda
INSERTO
che sei una risorsa e ti ringrazia per aver intrapreso con loro questa sfida; gli utensili (formazione) della Caritas che ti aiutano a superare
gli ostacoli che puoi incontrare sul sentiero; e
la compagnia degli ospiti che ogni paio di mesi
fanno la staffetta per stare al tuo fianco e donarti qualcosa di nuovo che renda il tragitto più
piacevole. Da un piccolo sentiero, la mia strada
si sta allargando per includere vedute più ampie e, ad oggi, posso avanzare affiancata da
due consapevolezze e con la certezza che ne
arriveranno altre: ciascuno di noi è portatore di
risorse ed è solo nella (sana) relazione con l’altro che possiamo trovare casa.
Antonella
Sono un ospite e … sarò breve Con queste mie
parole vorrei dare un consiglio a tutti gli ospiti della comunità Accoglienza dell’Opera Bonomelli che oggi devo salutare per proseguire
nel mio percorso educativo. Ascoltate ed apprezzate l’opportunità che vi si è presentata.
Dobbiamo ascoltare e riflettere su noi stessi, chiunque noi siamo. Ognuno di noi ha degli
scheletri nell’armadio, capita a tutti! Qui però
ho incontrato persone che mi hanno aiutato
a riaprire quegli armadi e a ragionare su quegli scheletri. Grazie agli educatori agli operatori
ma grazie anche ai miei compagni di percorso,
grazie per questa piccola famiglia che mi avete creato attorno. Grazie in modo particolare a
David che mi ha aperto gli occhi (lui sa di cosa
parlo) e a Massimiliano al quale chiedo di aiutarci a vicenda visto che affronteremo un altro
pezzo di percorso insieme.
Grazie a tutti, non dimentichiamo di ascoltarci
reciprocamente e non spaventiamoci se emergono cose negative su di noi, riflettiamoci, ci
aiutano a capire chi siamo e cosa vogliamo per
il nostro domani. Abbiamo preso un treno speriamo sia diretto alla realizzazione di noi e dei
nostri sogni e desideri. Un detto recita “Volere è potere” ed io lo voglio fortemente, voglio
tornare a fare parte della società. Dobbiamo
combattere ogni giorno contro i nostri problemi, contro le nostre dipendenze (alcool, droga,
gioco, solitudine, immagine di noi stessi) ma
dobbiamo farcela, è venuto il momento di dare
una svolta alla nostra vita. Un grosso “in bocca
al lupo” a tutti voi e, con un po’ di sano egoismo,
anche a me.
Claudio
CENE BIO A KM ZERO
Il gusto solidale dell'incontro
Il progetto si propone di lavorare secondo una logica di
promozione delle relazioni tra i cittadini, anche di diversa
estrazione socio-culturale, al fine di promuovere il concetto di cittadinanza attiva e solidale che, a livello strategico, serve a contrastare il fenomeno dell’abbandono e
quindi la richiesta di intervento assistenziale.
CERCASI VOLONTARI
L’Opera Bonomelli, con i differenti progetti e servizi attivati, sia all’interno del Nuovo Albergo Popolare, sia all’esterno, offre un´ampia gamma di opportunità per chi desidera
donare gratuitamente il proprio tempo. Al volontario è
garantito un supporto individuale, momenti di formazione e la possibilità di inserirsi gradualmente, concordando
ruolo e mansioni adatti alle proprie disponibilità di tempo
e attitudini.
Per informazioni, scrivere a:
[email protected]
INSERTO
CRONACA DI UNA SIMPATICA CENA
Noi del gruppo COMAR ci siamo avvicinati alla prima cena, quella del 31 ottobre con molto impegno, ma anche
con qualche paura di non farcela: e se non trovassimo il cuoco? E se venisse poca gente? Saremo all’altezza della
situazione? Troveremo collaborazioni? E se andassimo in perdita? Che figuraccia! E invece no. Ce la siamo cavata
egregiamente grazie a un lavoro di squadra davvero eccezionale. A Rossana, Santina, Gianfranco e Stefano si sono
aggiunti 27 ospiti che si sono inventati PR per accompagnare gli invitati ai tavoli, camerieri, aiutanti in cucina, artisti,
decoratori... Sabato pomeriggio è stato tutto un lavorio per addobbare la sala (il tema era ovviamente Halloween):
chi gonfiava palloncini, chi apparecchiava, chi dotato di senso artistico (e non soffrendo di vertigini) si arrampicava
sulla scala per appendere pipistrelli, avvolgere nastri, legare palloncini,... Citare tutti sarebbe davvero difficile, ma è
stato significativo lavorare insieme: operatori, ospiti e volontari, un segno concreto di coesione molto importante.
Dopo una faticosa distribuzione dei posti a tavola (eravamo davvero numerosi) siamo stati travolti dalla bontà dei
piatti serviti con impeccabile puntualità ed eleganza dai camerieri e dalla simpatia dei giocolieri Mentita e Churry che
hanno fatto giocare i piccoli ma che hanno divertito (e molto) anche gli adulti che per qualche momento sono ritornati bambini. Compresi il nostro Presidente Giorgio Frigeri che alla fine ha ringraziato tutti i collaboratori e gli ospiti
tra cui anche l’assessora ai Servizi Sociali del Comune di Bergamo e il preside della Scuola Fantoni. Lungo applauso
ha infine fatto uscire il cuoco Maurizio dagli antri dove aveva lavorato con i suoi aiutanti. Che il menu era a base
di prodotti biologici provenienti dal nostro BIORTO e da aziende agricole e cooperative locali: cooperativa sociale
OIKOS, Salumificio Villa d’Almè, Cooperativa sociale Areté, Molino Innocenti, Cooperativa il Tesoro della Bruna, Centro Studi Valle Imagna, Aspan Panificatori Bergamaschi. Oltre a un bel respiro di sollievo e a qualche ora di meritato
riposo, noi del COMAR siamo rimasti davvero soddisfatti per il primo obiettivo raggiunto e ci siamo subito rimessi al
lavoro per il prossimo appuntamento previsto per sabato 12 dicembre.
INSERTO
Convegno Firenze
Convegno di Firenze
Dal 9-13 novembre 2015 si è tenuto a Firenze il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale.
Dopo:
• Evangelizzazione e promozione umana (Roma 1976)
• Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini (Loreto 1985)
• Il Vangelo della carità per una nuova società in Italia (Palermo 1995) • Testimoni di Gesù Risorto speranza del mondo (Verona 2006)
i Vescovi hanno voluto il Convegno dal titolo:
IN GESÙ CRISTO IL NUOVO UMANESIMO.
I 50 anni dal Vaticano II sono stati cadenzati da questi eventi che hanno incrociato
gli Orientamenti pastorali del decennio:
1. EVANGELIZZAZIONE E SACRAMENTI: anni 1970-‘80
2. COMUNIONE E COMUNITÀ: anni 1980-‘90
3. EVANGELIZZAZIONE E TESTIMONIANZA DELLA CARITÀ: anni 1990-2000
4. COMUNICARE IL VANGELO IN UN MONDO CHE CAMBIA: anni 2000-‘10
5. EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO: anni 2010-’20
DISCORSO DI PAPA FRANCESCO AL CONVEGNO
3 immagini dicono il discorso di Papa Francesco: l’affresco del Giudizio Universale nella cupola di S. Maria
del Fiore. Peppone e don Camillo che si fronteggiano da fronti opposti, ma con rispetto. Il vescovo che
nella metropolitana affollata non sa dove reggersi e conta sul sostegno della gente. “Non dobbiamo
addomesticare la potenza del volto di Gesù, è il Misericordiae Vultus”, simile a quello di tanti nostri
fratelli umiliati, resi schiavi, svuotati”...
Il Papa dice che “possiamo parlare di umanesimo solamente a partire da Gesù, scoprendo in Lui i
tratti del volto autentico dell’uomo”. Riassumiamo in discorso in 8 “affondi”.
1. Primo affondo: “Non capiremo nulla dell’umanesimo cristiano e le nostre parole saranno belle, colte, raffinate, ma non di fede, bensì parole che risuonano a vuoto”
se non coltiviamo “umiltà, disinteresse, beatitudine”: sono le 3 parole che per il
Papa dicono l’identità della Chiesa e indicano lo stile nuovo, un modo d’essere
autentico per il nostro tempo.
2. Secondo affondo: “Evitiamo di rinchiuderci in strutture che ci danno falsa
protezione, in norme che ci trasformano in giudici implacabili, in abitudini in cui
ci sentiamo tranquilli”. “Per i santi beatitudine = umiltà e povertà. Anche nella
povera gente c’è questa beatitudine”.
3. Terzo affondo: “Una Chiesa che pensa solo a sé e ai suoi interessi è triste. Preferisco
una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa
malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze”.
4. Quarto affondo: Due le tentazioni da evitare: il pelagianesimo = la volontà umana è da
sola in grado di scegliere ed attuare sempre il bene, senza necessità della grazia divina e lo
gnosticismo, che “porta a confidare nel ragionamento logico e chiaro, il quale però perde
la tenerezza del fratello”.
Il Patronato
19
Gennaio 2016
Convegno Firenze
5. Quinto affondo. Bisogna imparare da “grandi santi” come Francesco d’Assisi e Filippo Neri, ma anche da personaggi come don
Camillo “che fa coppia con Peppone”: “Vicinanza alla gente e preghiera sono la chiave per un umanesimo cristiano popolare, umile,
generoso, lieto. Se si perde il contatto con il popolo di Dio perdiamo in umanità e non si va da nessuna parte”.
6. Sesto affondo: “Ai vescovi chiedo di essere pastori: sarà la gente, il vostro gregge, a sostenerci”. Come il vescovo che, in metro
all’ora di punta, “si appoggia alle persone per non cadere”. Perché “quello che fa stare in piedi un vescovo è la sua gente”.
7. Settimo affondo: “Che Dio protegga la Chiesa italiana da ogni surrogato di potere, d’immagine, di denaro”.Prima i poveri: la
Chiesa “ha l’altra metà della medaglia di tutti e riconosce tutti i suoi figli abbandonati, oppressi, affaticati”. “Dialogare non è negoziare”, Francesco esorta alla cultura dell’incontro: “Il modo migliore di dialogare è fare qualcosa insieme, non da soli, tra cattolici, ma
insieme a tutti gli uomini di buona volontà”.
8. Ottavo affondo perché “il fratello conta più delle posizioni che giudichiamo lontane dalle nostre pur autentiche certezze”. “La
chiesa non è un museo e ha titolo per intervenire nel dibattito pubblico”. Ai giovani, Francesco chiede di “superare l’apatia” e non
guardare la vita dal balcone.
Infine per la Chiesa italiana un’indicazione: un percorso sinodale centrato sulla “Evangelii Gaudium”.
IL CONVEGNO IN BREVE
allo stadio di Firenze: più di 50.000 i presenti. MERCOLEDI: lavoro di gruppo sulle 5 vie: 10 tavoli di 10 persone
per ogni via. Gruppi compositi e rappresentativi di tutte
le realtà ecclesiali. GIOVEDI: lavori di gruppo e sintesi.
VENERDI: presentazione delle sintesi di ogni via. Discorso conclusivo del Card. Bagnasco.
IN GESÙ CRISTO UN NUOVO
UMANESIMO... CHE SIGNIFICA?
Con la parola umanesimo (dal latino, sollecitudine per
l’uomo, umanità) s’intende il movimento culturale che
è all’origine della modernità e viene menzionato insieme al rinascimento. In un senso ampio, è ogni corrente di pensiero che si occupa dell’uomo. In tema
di umanesimo, cosa insegna di suo la teologia? È
la domanda del Convegno di Firenze. Il Convegno
intende rispondere soprattutto per via della prassi e
testimonianza più che per via dottrinale e s’impegna a
mostrare che «nulla c’è di veramente umano che non
trovi eco nel cuore dei discepoli di Cristo e che si sente intimamente
solidale con il genere umano e la sua storia», a cominciare dalla
nazione in cui si vive. Proprio perché la missione della Chiesa è religiosa (annunciare il Vangelo) è per questo, profondamente umana.
CONCLUSIONI
USCIRE
Una Chiesa in uscita come piace a Papa Francesco,
che fa rima con ascoltare e confrontarsi, testimoniare e sperimentare, il contrario di una Chiesa da salotto. Provocatori i giovani: “Occorre fare un falò dei nostri divani.
Raccapricciarci della cristallizzazione delle nostre abitudini, darci
quella sveglia che ci ricorda che siamo popolo in cammino e non
in ricreazione, e che la strada è lunga”. Tre indicazioni: 1) sinodalità 2) testimonianza audace 3) coraggio di sperimentare. Proposta: la comunità cristiana “costituisca un drappello di esploratori
del territorio” che “si impegni ad incontrare le persone, soprattutto
là dove l’uomo è marginalizzato”.
DATI DEL CONVEGNO
Circa 2.500 delegati da tutte le 226 diocesi italiane. Presenti tutti - o quasi- i Vescovi e molti laici, donne e giovani. Il gruppo
di Bergamo era composto dal Vescovo, 4 sacerdoti, 1 religiosa,
8 laici che rappresentavano un po’ tutti gli ambiti. Responsabile
Mons. Vittorio Nozza. Si era alloggiati in hotel con i rappresentanti
di Brescia, Crema, Vigevano.
ANNUNCIARE
Accompagnare chi evangelizza più in profondità nel Vangelo per
far ripartire l’annuncio dentro e fuori la Chiesa. 3 proposte: rivedere le modalità di accompagnamento delle persone e dell’intero sistema educativo e formativo degli “evangelizzatori” come
sacerdoti e catechisti. Obiettivo: coinvolgere sempre più l’intera
comunità come soggetto attivo dell’annuncio.
PROGRAMMA
LUNEDI pomeriggio: inizio lavori. MARTEDI mattina: incontro con
Papa Francesco in Cattedrale e al pomeriggio S. Messa col Papa
Gennaio 2016
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IL PATRONATO
Convegno Firenze
ABITARE
Come si ascolta è espresso dai verbi: 1) ascoltare, 2) lasciare spazio 3) accogliere 4) accompagnare 5) fare alleanza.
Proposte: A) creare luoghi in cui, in una epoca di solitudini e fragilità, si possa parlare ed essere ascoltati. B) abitare la famiglia e
le relazioni fra le generazioni. “Noi figli abbiamo bisogno di far
pace con un mondo adulto che non vuole lasciarci le chiavi, che
ci nega la fiducia, ma non esita a scandalizzarci ogni giorno”. C)
Interessante l’idea di una “pastorale dei condomini”. D) Forte attenzione all’impegno politico e all’esigenza di “non lasciare soli
i decisori, ma accompagnarli”. E) richiamo alla “trasparenza nei
comportamenti nell’uso dei beni e di ciò che la Chiesa amministra”.
EDUCARE
“La Chiesa italiana non è all’anno zero: è in atto in Italia un’esperienza, testimoniata da innumerevoli tentativi creativi e in alcuni
casi sorprendenti negli esiti”. Si deve puntare alla testimonianza,
rafforzando “le varie forme di alleanza educativa e di promuovere
nuove sinergie tra i soggetti che interagiscono nell’educazione”.
Necessità di “fare rete”, accompagnando le famiglie e prestando
nuova attenzione alla scuola e all’università, oltre che agli ambienti digitali. Costituire équipe per affiancare le famiglie nelle situazioni educative difficili e implementare proposte di volontariato in
favore delle famiglie con anziani e disabili.
TRASFIGURARE
Bellezza e sobrietà, insieme: sono i due perni attorno a cui dovrà
ruotare «un profondo rinnovamento» della liturgia. “Trasfigurare”
è il verbo forse meno immediato dei cinque che hanno guidato i
lavori di Firenze e che potrebbe essere definito così: «Trasfigurare
è sguardo che cerca l’uomo, specialmente i poveri», e ancora «far
emergere la bellezza che c’è, e il Signore non si stanca di suscitare
nella concretezza dei giorni, delle persone che incontriamo e delle
situazioni che viviamo».
IL PATRONATO
21
Gennaio 2016
In breve
Notizie in BREVE
Casa di Sorisole
CALENDARIO 2016
Fondatore: Don Giuseppe Vavassori - Direttore Responsabile: Giovanzana Maria Luisa
Per. quadr. «Il Patronato S. Vincenzo per Giovani Operai» - Iscriz. Trib. Bg. Dec. reg. n. 4 del 16 febbraio 1976
Poste Italiane s.p.a. - Sped. in A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Bergamo
Anno XXXIX n. 4 - Redazione e Ammin.: Bergamo, via M. Gavazzeni 3 - Tel. 035 4598111
Grafica e stampa: Tipografia dell’Isola - Terno d’Isola - Bg
IN CASO DI MANCATO RECAPITO SI RESTITUISCA AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A PAGARE LA RELATIVA TASSA
È stato dedicato alla casa di Sorisole il Calendario del Patronato 2016, con foto
dei giovani ospiti e descrizione delle differenti attività promosse nel tempo da don
Fausto Resmini: dall’Associazione don Milani a Esodo / In strada, dalla fattoria
didattica Pachamama al posto caldo della stazione... Un doveroso tributo alle
opere di carità fiorite nel tempo dal carisma e dal genio originario di don Bepo
oltre che una testimonianza riconoscente al buon Dio che tutto dispone al bene
dei suoi figli più giovani e più poveri.
LA CASA DI
SORISOLE
calendario
2016
ACCOGLIENZA
In questi mesi l’accoglienza si è allargata fino ai limiti delle possibilità: è cresciuto infatti il numero dei profughi minorenni affidati
a don Fausto dalle autorità competenti, i quali hanno trovato a Sorisole uno spazio protetto, una casa accogliente, ma soprattutto
una comunità organizzata al meglio in vista delle loro necessità.
NATALE 2015 - NUOVO ANNO 2016
Con ospiti, collaboratori e amici la comunità ha vissuto i momenti principali delle festività natalizie: dalla Messa di mezzanotte del
24/12, alla veglia di fine anno con tombolata e regali per tutti. Anche per il popolo della strada c’è stato un momento di serenità
con il pranzo di Natale offerto dai ristoratori al posto caldo della stazione.
Gennaio 2016
22
IL PATRONATO
In breve
AFP Bergamo
“Casa Italia” sarà il punto di riferimento per i ragazzi italiani nel corso della Giornata mondiale
della gioventù che si svolgerà nel mese di luglio a Cracovia e all’interno della casa ci sarà molto
di Bergamo. Saranno infatti i nostri ragazzi dell’AFP di Bergamo a progettare, realizzare e installare
l’allestimento che renderà l’edificio che ospiterà il quartier generale italiano “molto più casa e molto
più Italia”. Spiega Herbert Bussini referente del progetto: “Il Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI nella persona del responsabile don Michele Falabretti ha chiesto al Patronato S.V. di
progettare e allestire gli spazi di Casa Italia a Cracovia dove troveranno accoglienza e ospitalità più di 100.000 giovani italiani”.
Per fare questo il Patronato si è rivolto alle classi 2e e 3e dei grafici e
ha costituito un gruppo di una quindicina di ragazzi disposti a lavorare
in orario extra-scolastico. Si tratta
di un riconoscimento che fa onore
alla nostra scuola e ai nostri studenti
che - ne siamo sicuri - con l’aiuto e
la competenza dei loro professori,
sapranno rispondere al meglio alla
sfida che è stata loro proposta.
AFP Endine
Quest’anno la tradizionale capanna sul Sentierone è stata realizzata dai ragazzi del Patronato,
che hanno voluto raccontare l’esperienza a modo
loro, su Youtube: «Quando siamo venuti a sapere – spiega Efrem Barcella, direttore AFP del
Patronato S. Vincenzo – che Angelo Germiniasi,
il falegname che da sempre nel suo laboratorio
di Azzano San Paolo si occupava della capanna,
sarebbe andato in pensione, abbiamo proposto a
L’Eco di Bergamo la nostra collaborazione.
Quale occasione migliore, infatti, per gli studenti
dei corsi professionali di confrontarsi con un vero lavoro? Abbiamo così avviato questo progetto che vede il coinvolgimento degli
studenti di quarta del nostro corso di Falegnameria attivo nella sede di Endine. L’anno scorso c’è stato il passaggio di consegne
da Germiniasi agli studenti che quest’anno, guidati dal loro docente di corso, Rocco Figaroli, si sono messi in gioco in prima
persona». Restauro e montaggio sono stati così realizzati dai futuri falegnami: «Il punto di forza della scuola professionale è proprio quello di lavorare per competenze e per progetti. Questo lavoro per gli studenti è un’occasione importante di confronto con
una commessa vera e propria. C’è stata la progettazione del lavoro, il rispetto dei tempi di consegna, il montaggio a cui seguirà
lo smontaggio e poi la conservazione. Insomma – Barcella – i ragazzi sono stati i protagonisti, e i responsabili, di un lavoro a
tutti gli effetti».
Complimenti ai nostri ragazzi: ci sentiamo davvero orgogliosi di loro.
IL PATRONATO
23
Gennaio 2016
In breve
AFP Clusone
Inaugurazione laboratorio meccatronica. C’era una volta il meccanico mago del motore, che solo ascoltando il rumore era in grado
di capire cosa non andava. Oggi a chi tocca riparare le auto non basta più una buona abilità fra gli ingranaggi delle moderne
autovetture: i veicoli Euro-6, oltre a cilindri e pistoni, hanno tra le 70 e 80 centraline. Per le riparazioni serve dunque una nuova
figura: il tecnico meccatronico capace anche di destreggiarsi nell’elettronica e nell’informatica. La formazione di queste figure si
adegua alle nuove esigenze e a Clusone il PSV si è mosso in questa direzione. Il 22.10.2015 è stato presentato il progetto “Texa
Academy” avviato con la nota azienda che fornisce macchinari per la diagnostica dei motori. Dopo i discorsi, è stato benedetto e
inaugurato il nuovo laboratorio destinato a questo scopo.
Alla cerimonia sono intervenuti don Martino Campagnoni, Mons. Borlini Giuliano (parroco di Clusone) e don Davide Rota, Luigi
Bettoli direttore dell’Afp, il sindaco Paolo Olini, Angelo Capelli consigliere regionale, Luigi Minen responsabile del progetto
Taxaedu e Silvia La Palca coordinatrice del progetto di formazione. “La figura del meccatronico - spiegato Luigi Minen - è per certi
versi paragonabile a quella di un chirurgo: per riparare le auto si leggono dati diagnostici come quelli che hanno a disposizione
i medici curanti; è quindi una professione molto precisa dove c’è in gioco la sicurezza di chi si occupa di auto. Oltre alle doti
tecniche ed elettroniche, servono la buona padronanza della lingua inglese e capacità informatiche”.
Casa del Giovane - Bergamo
1.
16 dicembre alle ore 19,00 la comunità della Casa del Giovane (giovani dell’Atalanta, ospiti, familiari dei malati della vicina Clinica, dipendenti e amici) ha partecipato alla Messa di Natale celebrata dal direttore don Marco Perrucchini e al successivo buffet
nel quale ci si è scambiati gli auguri. Un momento intenso e partecipato che ha fatto sentire tutti una comunità, anzi famiglia.
2.
31 dicembre: come è consuetudine, anche quest’anno il CVS (Centro Volontari Sofferenza) ha festeggiato il capodanno alla
Casa del Giovane dove alle 18,00, circa 250 persone si sono trovate per la Messa e la riflessione, seguita dal cenone delle ore
20,00: “Una festa semplice - sono parole del nuovo presidente dell’Unitalsi Umberto Zucchetti - che però ci permette di tenere insieme le famiglie di anziani, bambini, malati e persone
con disabilità... una serata in cui potersi dimenticare delle
croci che ogni giorno si è costretti a portare”. La serata ha
offerto l’occasione per avvicinare i giovani al mondo del
CVS e all’Unitalsi: hanno risposto in numerosi, bene impressionati dalla esperienza di servizio e solidarietà.
3.
Nell’atrio di ingresso della Casa del Giovane fa bella mostra di sé il tradizionale presepio realizzato come tutti gli
anni da don Giuseppe Bracchi con la collaborazione del
bravo Alamì: a loro il grazie della Casa e delle tante persone
che lo hanno potuto ammirare.
Gennaio 2016
24
IL PATRONATO
In breve
Ciudad de los Ninõs - Bolivia
DON SANDRO SESANA
È partito il 26-12 per un viaggio in Bolivia insieme ad Anna Belussi di Casa
Madia Oltre alla Ciudad del Niño, don
Sandro ha visitato la parrocchia di don
Antonio Caglioni a Viloco e i sacerdoti
bergamaschi di Munaypata a La Paz.
Nella Casa di Cochabamba don Sandro
ha incontrato don Gianluca Mascheroni e i ragazzi ospiti della struttura,
condividendo con loro la gioia delle
feste natalizie. Don Sandro è rientrato
in Italia lunedì 11 gennaio.
Agro di Sopra: don Pennati
STORIA DI UNA MADONNINA
Ancora un libretto sulla Madonnina di don Roberto Pennati! Diamo la parola
all’autore: “L’anno scorso avevo scritto ‘Una Madonnina tra due amici’. Erano
vent’anni, 1994, che avevo messo quella Madonnina. Ricordavo l’anniversario
e due amici morti. Dopo quel libretto molti mi chiedevano: dove si trova questa
Madonnina, come si fa ad arrivarci, è difficile salire? Per questi motivi ancora
un libretto. La prima parte racconta la mia storia in giro per i monti; la mia storia
al Patronato e l’incontro a casa di don Tomaso Milesi con un vecchio padre
gesuita che mi rivelò la sua passione per i monti e quando aveva messo la prima
vecchia Madonnina, 1937. Poi viene raccontata la storia con le foto di tanti amici che sono saliti fino in cima in vent’anni, fino al 2015. Da ultimo ho inserito
la descrizione dettagliata del percorso per arrivare alla base della Torre della
Madonnina. E poi come si può salire in cima. La salita non è facile, ci vuole una
corda e un amico che conosce già la salita. Le foto sono tutte dei miei amici.
Casa centrale di Bergamo
EMERGENZA FREDDO
Con l’arrivo dell’inverno si è abilitato per il terzo anno consecutivo il dormitorio secondo il progetto “1000 notti al coperto” che
permette a una ventina di persone di essere ospitate durante la stagione invernale (fino a metà marzo). Si tratta di un’esperienza
ormai collaudata che viene incontro a una vera e propria emergenza e che raccoglie molto consenso.
IL PATRONATO
25
Gennaio 2016
In breve
NATALE 2015 - NUOVO ANNO 2016
Quest’anno il tradizionale presepio è stato allestito nella tomba di don Bepo a ricordare i 40 anni dalla sua scomparsa, mentre in
chiesa grande il signor Arturo Semperboni (papà del nostro collaboratore Antonio) ha allestito un bel presepio ambientato in una
tipica cascina bergamasca, molto ammirato dai fedeli.
I momenti clou delle festività di fine anno sono stati la S. Messa di mezzanotte preceduta dalla veglia di preghiera in una chiesa
gremita di fedeli e la veglia di preghiera del 31-12 alle 21,00 con molte meno persone, ma con non meno intensità e partecipazione. Il giorno di Natale un centinaio di ospiti ha preso parte al pranzo preparato dai nostri cuochi, mentre ai collaboratori e
ai dipendenti così come agli ospiti italiani e stranieri è stato offerto un piccolo omaggio (apprezzato da tutti) come segno della
gratitudine e vicinanza del PSV nei loro confronti. Il 06 gennaio 2016 infine, alle ore 8,00 P. Andrej ha celebrato il Natale per la
comunità ucraina con buona partecipazione di fedeli.
CARA SANTA LUCIA…
Cos’hanno in comune Ennio Morricone, Vivian Lamarque, Valeria
Parrella, Aldo Nove, Dacia Maraini, Ermanno Olmi, Andrea Camilleri, Stefano Benni?
Sono alcuni dei partecipanti di
«Cara S. Lucia...», rassegna di
letture e musica dedicata alla Santa più amata da grandi e bambini,
giunta alla 4a edizione. La manifestazione è tornata a Bergamo
venerdì 11 e sabato 12 dicembre,
ospite del Patronato S. Vincenzo.
La serata di venerdì, con inizio alle
21,00 nella chiesa di S. Giovanni
Bosco, all’interno del Patronato, ha avuto per protagonista Maddalena Crippa, apprezzata attrice italiana di prosa, impegnata
nella lettura di poesie e racconti inediti dedicati non solo a S. Lucia ma anche ai temi correlati della luce e della vista. «Quest’anno
abbiamo deciso di dedicarci di più alla prosa, raccogliendo una serie di racconti brevi, piuttosto che alla poesia», ha spiegato
l’organizzatore di «Cara Santa Lucia...», Alessandro Bottelli.
A prestare la loro penna per questa iniziativa: Antonia Arslan, autrice del romanzo «La masseria delle allodole»; la raffinata traduttrice e scrittrice Paola Capriolo; il giallista Maurizio De Giovanni; Erri De Luca, con un racconto dedicato ai problemi di vista
del padre; Nicola Lagioia, vincitore del Premio Strega 2015; Marco Lodoli; il notissimo autore e conduttore tv Carlo Lucarelli; il
poeta Fabio Pusterla e lo scrittore e giornalista Alessandro Zaccuri.
Alla lettura dei testi sono state alternate musiche che spaziano dal Rinascimento a arrangiamenti dei Beatles, interpretate dall’ensemble a cappella The Blossomed Voice. Il sestetto vocale piemontese della Val d’Ossola nato nel 2008, ha proposto anche la
prima assoluta di un brano commissionato al compositore Pietro Ferrario, il cui testo, scritto da Alessandro Bottelli, è ispirato a
un dipinto del pittore secentesco Carlo Ceresa raffigurante S. Lucia. Per l’occasione, lo stesso quadro (splendido!) è stato esposto
nella Chiesa del Patronato grazie alla disponibilità dei proprietari. L’edizione 2015 di «Cara Santa Lucia...» è iniziata dal punto in
cui era terminata l’anno scorso, cioè con la lettura della imprevedibile Letterina a S. Lucia scritta da Tiziano Scarpa (Premio Strega
2009). «Cara S. Lucia...» ha avuto un 2° momento sabato 12 dicembre alle ore 17,00 nella Sala degli Angeli del Conventino. Al
signor Bottelli, ai suoi collaboratori e a tutti gli artisti intervenuti il grazie cordiale della comunità del Patronato per le due serate
indimenticabili a detta di tutti coloro che hanno avuto l’accortezza e il privilegio di prendervi parte. Le offerte raccolte nelle due
serate sono state destinate alla nostra casa in Bolivia e a don Gianluca.
Gennaio 2016
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IL PATRONATO
Frammenti di Vita
I
Frammenti di Vita
ncaricato di portare in magazzino i sacchi di indumenti e scarpe
dono di un anonimo benefattore, il giovane esegue il lavoro con
impegno, ma con impegno ancora maggiore provvede ad accantonare il meglio per sé. “Chi ti ha dato il permesso di prendere tutta
‘sta roba?” gli si fa osservare. “Sono o no l’incaricato del magazzino?
- risponde senza il minimo imbarazzo - Sta a vedere che tutti qui
possono prendere qualcosa, meno chi come me ne ha più diritto
di tutti. E poi cosa volete? Che mi riduca come quello lì?” e indica
un tipo male in arnese che pazientemente aspetta di poter scegliere
qualcosa dal mucchio. Inevitabile la risposta: “Sei stato scelto per
aiutare gli altri, non per favorire te stesso. E guarda che quello lì come dici tu - lo conosciamo bene: si è ridotto così perché in vita
sua non ha fatto altro che pensare sempre e solo a se stesso, esattamente come stai facendo tu”.
S
e le ristrettezze economiche lo hanno abituato a contare anche i centesimi, l’inattesa mancia di 100 euro non risolve i suoi problemi, ma in compenso può
essere l’occasione per la fortuna che invano insegue da anni. Ore dopo rientra con
un radioso sorriso stampato in faccia: “Me la sentivo che era la volta buona: 1.000
euro! Ho decuplicato la somma investita”. “...nelle slot machine che ti hanno rovinato
la vita - gli diciamo - Cerca almeno di farne buon uso”. Per giorni non si fa vedere.
Quando riappare, il volto è quello rabbuiato e i modi quelli scontrosi di sempre: non
ci vuole molto a intuire che ha ricominciato a contare i centesimi. E siccome alla fine
si viene a sapere tutto di tutti, si scopre che sull’onda della fortuna insperata, si era
rigiocato il totale portandolo a 1.500 euro e poi a 2.000. “Perché non ti sei fermato
lì?”. Risposta: “Me ne occorrevano 2.200”. E, non contento: “E poi non fatela tanto
lunga: in fondo ho perso solo 100 euro!”
D
urante la settimana di solito non si fa neppure a tempo a dire
“La Messa è finita...” che la chiesa si svuota. Ma quella sera
all’uscita dalla sagrestia trovai ad attendermi il sorriso raggiante di
uno dei fedeli: “Volevo ringraziarla: non immagina neppure come mi
abbiano fatto sentire bene le parole del suo sermone” mi fa stringendo calorosamente la mano fra le sue. Non capisco a cosa alluda:
il sermone è stato breve, giusto il tempo di raccontare un piccolo
episodio di vita ispirato al Vangelo. “Avrei tanto voluto che ad ascoltarlo ci fosse N. (fa il nome di un parente): lei non può conoscerlo,
ma ne ha fatto un ritratto perfetto. Ha ragione a dire certe cose: peccato che quelli a cui sono dirette non siano presenti”. Lo guardo
stupito: effettivamente non conosco il familiare di cui parla, ma lui
lo conosco fin troppo bene e quella sera, vedendolo fra i banchi, mi
ero ispirato a lui per l’aneddoto che gli era piaciuto tanto.
Il Patronato
27
Gennaio 2016
L’angolo della memoria
Sono nella pace…
ISABELLA PATRIZIA CAROBBIO
19 Giugno 1957 – 07 Ottobre 2015
Possa il cammino venirti incontro,
Possa il vento soffiare alle tue spalle,
Possa il sole brillare caldo sul tuo volto,
Cada dolcemente la pioggia sui tuoi campi e,
Fino al nostro prossimo incontro,
Dio ti conservi sulle palme delle sue mani.
Con infinito dolore piango la tua perdita. Grazie, figlia mia, grazie di tutto cuore alla mia “tedesca”. Grazie per quanto ti sei donata,
pur nella malattia, alla mamma e a me nel corso della nostra vecchiaia. Il Signore e la Madonna Santissima ti ricompensino con
tanto Paradiso per tutto l’amore e la dedizione.
Il tuo papà.
Ciao, cara Patty: il nostro percorso terreno al tuo fianco è terminato... quanti ricordi, quante nutrite speranze, quanti progetti e
preghiere... Quante volte abbiamo ripetuto che siamo nelle mani del Signore e che in terra tutto ha un inizio e una fine. Così è stato.
Così è. Il tuo amore per tutti noi, il tuo coraggio, la tua allegria e la tua bellezza: questa è la preziosa eredità che lasci a ognuno di
noi. Ti siamo immensamente grati per l’affetto e per la presenza che non hai fatto mai mancare ai nostri genitori. Nel dolore affidiamo
tutto al Signore con la certezza di ritrovarci, ancora uniti, nel suo Regno di Luce.
Tua sorella e i tuoi fratelli.
I funerali di Patrizia sono stati celebrati nella Parrocchiale di Boccaleone e don Giuseppe Bracchi ne ha tracciato il commovente
ritratto. La sua anima è affidata al buon Dio nella preghiera e nel ricordo riconoscente della nostra grande famiglia del Patronato.
A Giulietta e ai suoi familiari assicuriamo nella preghiera la partecipazione al loro dolore per la grave perdita.
Dottoressa ALESSANDRA LIMONTA
+ 15 Novembre 2015
Ecco, sto alla porta e busso.
Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta,
Io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.
(Apocalisse 3,20)
Finale del testamento spirituale: “E io, come ho corrisposto al tuo amore, mio Dio? Che cosa renderò
a Te per tanti tuoi doni? “Ecco il nostro niente: prendilo Signor!” ho cantato tante volte in Chiesa con
convinzione. Ma tu, mio Dio, mi conosci perché scruti il mio cuore e lo sai che io ti amo e mi chiami
per nome. Sandra
Il Patronato S. Vincenzo di don Bepo, con riconoscente stima e affetto, eleva al buon Dio un’intensa preghiera di suffragio per l’anima luminosa della dott.ssa Alessandra che visse guidata dalla luce gentile della stella del mattino e che ora vive in eterno in piena
comunione con la Luce di Dio.
Gennaio 2016
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Il Patronato
L’angolo della memoria
Don GIANNI CHIESA
25 Agosto 1943 – 20 Novembre 2015
Non è dal modo con cui un uomo parla di Dio,
ma dal modo con cui parla delle cose terrestri,
che si può meglio discernere se la sua anima
ha soggiornato nel fuoco dell’amore di Dio
(Simone Weil)
Don Gianni è nato ad Albano S. Alessandro nel 1943. Dopo aver completato gli studi nel Seminario
per l’America Latina di Verona era stato ordinato sacerdote nel 1968, ma aveva deciso di non partire
per la missione diventando curato di Costa di Mezzate. In seguito aveva fatto la scelta di diventare
prete operaio presso la fonderia Rossi di Bergamo prima e alla Dalmine poi, impegnandosi nel mondo del sindacato. Sempre attento
alle marginalità, negli anni ’90 inizia a occuparsi di migrazione, lavorando al Centro servizi stranieri del Comune di Bergamo e nel
1993 fonda l’Associazione “Casa Amica” di cui è stato Direttore fino al 2014 e in seguito Presidente. La scelta di stare a fianco dei
più fragili era accompagnata da una vita spirituale ricca, votata alla riflessione, alla lettura e all’incontro. Così negli anni ’70 vive l’esperienza della comunità e poi segue l’Equipe Notre Dame e ultimamente un gruppo di giovani di Villa d’Almé. Chi lo ha conosciuto
bene, riconosce in lui un vero sacerdote e un autentico cristiano; uno spirito profondamente libero, attento ai valori della laicità e
radicato nella Chiesa; un visionario capace di costruire relazioni e di fare rete e un “imprenditore” intelligente e capace, sempre al
servizio dei più deboli, oltre che uomo solido, affabile e pragmatico capace di trovare soluzioni innovative anche per i problemi
più difficili. Insomma un sacerdote capace di stare e lavorare dentro la storia e la società e attentissimo agli ultimi, ai bisognosi e
ai diseredati. Alla notizia della sua morte, si sono moltiplicati gli attestati di cordoglio e di stima così come durante i funerali che
si sono tenuti il pomeriggio del 23 novembre nella Parrocchiale di Albano S. Alessandro con la commossa partecipazione di molti
sacerdoti e di una numerosa folla di estimatori e di amici.
DANILO FORNONI
+ 24 Dicembre 2015
Si spegne a soli 18 anni, Ardesio piange Danilo
Nemmeno Natale ci risparmia le brutte notizie. Questa è la vita: un impasto di gioia e dolore. Non
li puoi mai separare. Capita così che nei giorni di festa per eccellenza un ragazzo si spenga all’improvviso. Danilo Fornoni aveva solo 18 anni. Abitava vicino a Piazzolo di Ardesio e tutti in paese gli
volevano bene. Basta aver messo anche solo una volta la testa dentro l’ufficio della Pro loco per averlo
conosciuto.
In quell’ufficio Danilo non tornerà più: se ne è andato il 24 dicembre, la notte prima di
Natale. Danilo frequentava il corso Flad (Formazione lavoro allievi disabili) di Clusone.
Attraverso la scuola, qualche anno fa, aveva iniziato uno stage alla Pro loco di Ardesio.
Si era subito appassionato ed era diventato una presenza fissa anche ad eventi e manifestazioni.
Durante Ardesio Divino, ad esempio, dava una mano spostandosi con la sua carrozzina
a cui era agganciato un piccolo carrello. I ragazzi della Pro loco avevano organizzato
per lui anche una festa di compleanno a sorpresa, quando pochi mesi fa era diventato
maggiorenne. Ad Ardesio, la notizia della scomparsa di Danilo si è diffusa sin dalle
prime ore del mattino, suscitando dolore e sconcerto. I funerali sono stati celebrati
sabato 26 dicembre alle 14,30.
IL PATRONATO
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Gennaio 2016
L’angolo della memoria
NATALE CUTER
+ 24 Novembre 2011
Nel 4° anniversario della morte l’Eco di Bergamo ha pubblicato un ricordo di Cuter (a firma Da. Ta.)
che pubblichiamo volentieri sul nostro giornalino.
“Un volto, una storia, un esempio di carità per cui non è difficile mettere tra parentesi i difetti”, così gli
Amici del Patronato S. Vincenzo ricordavano quest’uomo speciale che ha popolato la grande famiglia
di via Gavazzeni con il suo carattere gioviale e vivace, con la parola pronta e spiritosa e con il suo
profondo spirito religioso. Natale Cuter non aveva una grande cultura, le sue “biblioteche” erano la
falegnameria e il suo studio attrezzato di strumenti perfettamente ordinati e calibrati. Ciò che invece
non vi mancava per nulla era l’arte di fare l’educatore che Cuter nutriva con un’intensa vita spirituale e sacramentale che gli ha
permesso di stare in mezzo a ragazzi e giovani con l’autorevolezza che deriva dalla rettitudine e dall’esempio di un uomo virtuoso.
“Cuter, Cuter, Cuter…” il suo nome risuonava per i cortili del Patronato come un alleluia. I valori nei quali confidava e credeva
erano: Dio, la famiglia, il Patronato e la Bolivia. Quale avrà amato di più? Non si sa se abbia amato di più Dio o la famiglia, o il
Patronato o la Bolivia. “Ma una cosa è certa -scrivono le memorie del Patronato- che Dio ha scritto tutto sul suo conto, perché Dio
non è geloso dei grandi amori e dove c’è amore vero, lì c’è Dio”. Negli ultimi giorni della sua vita, quelli segnati pesantemente dalla
sofferenza, le labbra di Cuter rivelarono ciò di cui il suo cuore abbondava: evocava immagini di Cochabamba, dell’aeroporto, dei
superiori in arrivo dall’Italia. Cuter è morto pensando di essere in Bolivia dove aveva trovato moglie e una figlia. Con lui scompariva
dal Patronato un amico vero del quale don Bepo, alla partenza per il paese andino, scriveva sul suo diario del 12-07-1968: “Sono
partiti alle 22 il mio caro Cuter e una buona suora delle Orsoline di Somasca per la Bolivia. Il giovane Cuter è un tesoro e lascia qui
un grande vuoto. Gli ho dato il consenso perché lo ha chiesto con lunga insistenza e lo meritava. Dio ora lo provvederà”.
GENNAIO 2016
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LUNEDI
Settimana preghiera unità cristiani (18-25)
MARTEDI
Settimana preghiera unità cristiani (18-25)
MERCOLEDI
Settimana preghiera unità cristiani (18-25)
GIOVEDI
Settimana preghiera unità cristiani (18-25)
VENERDI
Settimana preghiera unità cristiani (18-25)
SABATO
24 ORE PER LA PACE
23-01-2005: muore don Serafino Minelli 4° superiore PSV e fondatore Casa Giovane
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DOMENICA
3a DOMENICA T.O. Giornata della famiglia - Giornata insegnamento religione cattolica
LUNEDI
Esercizi Spirituali del Clero (25-29 gennaio)
GIOVEDI
Incontro Vescovo coi giornalisti
SABATO
Convegno diocesano pastorale famiglia
Ore 20,30: Casa del Giovane: teatro “Il buon Samaritano”
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DOMENICA
IV Domenica T.O. - SETTIMANA DON BOSCO - DON BEPO
Giornata insegnamento religione cattolica - Giornata diocesana per la Vita Consacrata
Gennaio 2016
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IL PATRONATO
FEBBRAIO
1LUNEDI
2MARTEDI
3MERCOLEDI
4GIOVEDI
5VENERDI
6SABATO
7DOMENICA
10MERCOLEDI
SETTIMANA DON BOSCO - DON BEPO
PRES. DEL SIGNORE - Candelora Giubileo diocesano Vita Consacrata
SETTIMANA DON BOSCO - DON BEPO
Ritiro professori AFP e dipendenti PSV
SETTIMANA DON BOSCO - DON BEPO
SETTIMANA DON BOSCO - DON BEPO
Incontro diocesano scuole cattoliche
41° ANNIVERSARIO MORTE DI DON BEPO
Ore 18,00: S. Messa solenne
Convegno diocesano pastorale salute
V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
XXVIII Giornata nazionale della vita Giornata diocesana del malato
MERCOLEDI DELLE CENERI
Inizia la Quaresima: digiuno e astinenza
11GIOVEDI
XXIV Giornata mondiale del malato
12VENERDI
Astinenza dalle carni
13SABATO
Rito dell’elezione dei catecumeni
14DOMENICA
1a DOMENICA DI QUARESIMA
18GIOVEDI
Beata Geltrude Comensoli
19VENERDI
Astinenza
20SABATO Convegno missionario diocesano
21DOMENICA
2a DOMENICA di QUARESIMA
Convegno missionario diocesano
23MARTEDI
26VENERDI
28DOMENICA
23.02.1995: muore don Giovanni Meroni
26.02.1993: muore Mons. Giulio Oggioni Vescovo di Bergamo
3a DOMENICA di QUARESIMA
MARZO
1MARTEDI
4VENERDI
ASSEMBLEA PRETI E LAICI DEL PSV
24 ore per il Signore - Celebrazione penitenziale
del Vescovo in Cattedrale
04.03.1972: muore don Pietro Bertoletti
5SABATO
24 ore per il Signore
Convegno diocesano Ecumenismo, Dialogo Interreligioso e Movimenti Religiosi Alternativi
6DOMENICA 4a DOMENICA di QUARESIMA
9MERCOLEDIRitiro diocesano clero
Giubileo diocesano sacerdoti
11VENERDI Astinenza
13DOMENICA 5a DOMENICA di QUARESIMA
Anniversario Elezione di Papa Francesco
19SABATO
Convegno diocesano Pastorale Sociale
e del Lavoro
Onomastico di don Giuseppe Bracchi
20DOMENICA DOMENICA DELLE PALME
Giubileo diocesano dei giovani
XXXI Giornata Mondiale Gioventù
21LUNEDI
LUNEDI SANTO
22MARTEDI MARTEDI SANTO
22.03.2005: muore don Gianmaria Pizzigalli, prete PSV e direttore Opera Bonomelli
23MERCOLEDI
24GIOVEDI
25VENERDI
26SABATO
27DOMENICA
28LUNEDI
MERCOLEDI SANTO
GIOVEDI SANTO
9,30: Messa del Crisma in Cattedrale
Dai Vespri in poi: TRIDUO PASQUALE
VENERDI SANTO: TRIDUO PASQUALE
(*Annunciazione del Signore spostata al 4 aprile)
SABATO SANTO
TRIDUO PASQUALE
PASQUA DI RESURREZIONE
Auguri ai ragazzi, gli ospiti, i collaboratori,
i benefattori e gli amici del PSV
LUNEDI DELL’ANGELO
30.03.1995: + don Giovanni Pellegrinelli PSV
SITO INTERNET:
www.patronatosanvincenzo.it
RIFLESSIONE DEL GIORNO:
www.patronatosanvincenzo.it/blog
CELEBRAZIONE SS. MESSA
- Bergamo Casa del Giovane:
da lunedì al sabato ore 7,15
domenica ore 18,30
- Bergamo Casa Centrale:
da lunedì al sabato ore 18,00
domenica ore 11,00
- Sorisole:
da lunedì al sabato ore 7,30
domenica ore 10,30
- Agro:
Casa don Pennati domenica ore 10,00
- Clusone:
da lunedì al venerdì ore 17,30
prefestive e festive ore 18,00
LECTIO SULLE LETTURE DELLA DOMENICA
Bergamo Casa centrale ogni sabato
alle ore 8,00 nella chiesina
ADORAZIONE EUCARISTICA SETTIMANALE
Bergamo chiesina casa centrale venerdì ore 15,00
Sorisole venerdì mattina dopo la Messa
ROSARIO PER CHI È SENZA LAVORO
Bergamo casa centrale ogni giovedì ore 18,30
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