FONDAZIONE TEATRO LA FENICE
\GNEZIA.
CONSERVATORIO DI ]\{USICA
BENEDETTO ]\{ARCEILO
WNEZIA
Progetto formativo 2007 -2008
Il Matrimonio sesreto
dramma giocoso pa. *rai.t-* in due atti
librefio oi Giovanni Bertati
musica oi Domenico Cimarosa
riduzione
d Emanuele Gamba
e Andrea Palmacci
Venezia - Teatro Malibran
mercoledì 14 maggio 2008, ore 10.00
giovedì 15 maggio 2008, ore 10.00
venerdì 16 maggio 2008, ore 20.00
CONSERVATORIO BENEDETTO MARCELLO DI VENEZIA
(Anno Accode nico 2OO7 -2OOB\
Componenti dell'Orchestrq
Violini Dovide Gibelloto, Louro Brunello, Corlotto Rossi, Doniele Zonto, Volerio
Pozzo, Adriono H. Romero, Froncesco Goggioto, Sobrino Evelyn Gionnì, Erico
Polini, Eleno Nicoletli, Cotolino Spotoru, Colzovorq Luigi*, Dol Logo Gionlucon,
Gorzo Poolo*, Moro Anno*, Morco Toso*, vlo/e Morgherilo Murgio, Stefono
De Morzi, Zeno Scottolin, Morco Spolodore, Froncesco Conovo*, Androo
Moro*, violoncellt Volerio Cossu, Giocomo Grespon, M Eleno Flondoco, Esior
Vionello, controbbossi Alessondro Pin*, Piero Gionolli*, f/ouli Tommoso Pllostro,
Giulio Coso, oboi Coro Bottocchio, Mossimo Bottiglieri *, clorinettl Sorq Sonnlno,
Uglileso Moidevoc, fo.goffi Noro H. Romero, Annolisq Morolto, Irombe Wolter
Colle, Veronico Chesini, Corni Mlchele Moro, Doniele Bolzonello, llnpanlMotteo
Modolo, groncosso Andreo Dol Bionco
Personoggi e interpreti
Corolino, Totiono Corpenedo(o), Òzlem Nozlioslon Ùnsol(b), Paollno, Moiteo
Mezzoro*, Ftdolna, Orsolo Bollettini(c), Roberto Guldl*, Geron/rno, Devis
Fugolo*, Eltselto, Liso Koltenmeì rlcl, ll conte Robinson Alberto Zonettl *
Mimi, Soro De Angelis(f), Eleno De Simone(f), Luigi Guerrieri*, Yonlk Punlln*, Luclo Sorlori(f),
Gigi Scoglione*, Velthur Tognonì([), Fernondo Zomumer*
FONDAZIONE TEATRO LA FENICE
CONSERVATORIO BENEDETIO MARCELLO DI VENEZIA
CITTA Dl VENEZIA - Assessoroto olle Politiche Educotive - ltinerori Educotivi
Progetto formotivo 2OO7 2OOB
ll Motrimonio segreto
drommo giocoso per
musiàin due
otti
Giovqnni Bertqti
Domenico Cimorosq
libretto di
musico di
riduzione di
Emonuele Gombo e Andreo pqlmqcci
personooei ed interpreti
Cctrolino, Tofiono Corpenedo (14), Òzlem Nozlioslon"lnsol (15; l6)
Pooli no, Molteo Mezzoro
Fidolno, Orsolo Bollettini 14,16), Roberro Guidi lì5)
Geronimo, Devis Fugolo
ll conte
E/isetlo, Liso Koltenmeir
Robinson Alberto Zonetti
Mimi, Soro De Angeis, Eleno De Simone, Luigi Guenierì, yonik puntin,
Lucio Sortori, Gigi Scog ione, Vellhur Tognoni, Fernondo Zomumer
moeslro concertolore e direftore
Andreq Polmocci
regio Emonuele Gombo
ORCHESTRA DEL CONSERVATORIO BENEDETTO MARCELLO DI VENEZIA
Arlestimento del Teotro Lo Fenice
ossislenli olla regia e progetto drommoturgico Morco Mlchlelon*, ollievi moeslri
colloborotort Song A Youn(d), Cloudio Micconi{d), o//ievi osslslenti o//e /ucl, Song
A Youn(e), direttore di polcoscenico Cloudìo Micconi(e)
Scuole di contro Silvio Do Ros(o), Stello Silvo(b), Stefono Gibelloto(c),Scuolo di
orgono e composizione orgonislico Roberto Podoin(e), Scuolo di pionoforb Anno
Borulti(d), Moestro concertolore e direttore Andreo Polmoccì docente di
esercttaziont orchestralt, Regio Emonuele Gombo(f), docenle di ole scenica
*
col oborolori eslerni
Direttore ollestimentitcentci MASSIMO CHECCHETTO,
direttore di polcoscenico LORENZO ZANONI,
ohro direttore di polcoscenico VALTER MARCANZIN,
coposortorio e vestizione cARLos TlEppo, copo mocch is/o vlTALlANo BoNlcELLl,
copoeleffricisto VIU\ O FURIAN , cop ottrezzislo ROBERTO FlORl,
responsobile dello folegnonerio PAOLO DE MARCHI
Scenogrofio TABORATORT DEL TEATRO LA FENICE
CostumiATEL|ER DEL TEATRO
lA
FENICE
Conservotorio Benedefio Morcello di Venezio:
osslslenle ollo regio e ol progeÌto drommoturgico MARCO MICHIELON
allievo moestro colloborotore e ossislenfe olle luciSONG A yOUN
ollievo moestro colloborotore e ohro direftore di polcoscenico cLAUDlo MlccoNl
Lo ricco produzione ortislico che il Conservolorio Benedetto Morcello presento ol pubblico
comprende, do quolche onno, l'olleslimenfo
di
un'opero, divenuto così un oppunlomento
kodizionole di primovero Dopo le fortunote esperienze di Lo conterino di Hoydn nel 2003,
Che originolidi Moyr nel 2004, Bostiono e Eosliono del dodicenne Mozort nel 2005, le
celebrozioni mozorlione che conlinuovono nel 2006 con un doppio ollestimenlo,
l'opéro-postiche L'impresorio in ongustie owero Der Schouspieldirektor con musiche di
Cimoroso e di Mozort e il Don Giovonni che ho roppresentoto sicuromente il progetio piÙ
ombizioso di questi ultimi onni, l'onno scorso dominovo owiomente il rilerimento o Corlo
Groppo, svoltosi nel 2OO7 e che ho coslituito un'ulteriore esperienzo di "formozione lovoro"
per gli studenti del Conservotorio e uno confermo del grodo di preporozìone roggiunto giò
ldoneo per esprimersi o livello professionole Uno testimonionzo prezioso dell'olto volore
formotivo dello colloborozione lro Conservotorio e Teotro Lo Fenice, o cui vo ìl nosko sentilo
ringroziomenfo.
Giovonni Umberto Boitel
Direllore del Conservotorio Benedelto Morcello
Goldoni con l'opero Lo Cecchino con musico di Niccolo Piccinni, mentre quesl'onno lo
scelto è coduto su ll Molrimonio segrelo,libreno di Giovonni Bertoti e musico di Domenico
Cimoroso
ll luogo privilegioto dello
produzione ortistico
del Conservolorio dl Venezio è
lo
bellissimo Solo Concerli di Polozzo Pìsoni mo gli ollestimenti operistlci, necossllondo dl spozi
diversi, si svolgono in olko sede. Tutte le produzioni citoie, negli onnl scorsl, grozle ollo
colloborozìone dello Biennole, si sono svolte presso il Teoko Plccolo Arsenole; l'onno scorso,
per lo primo volto
è stolo
olilizzoto come sede
il
Teotro Mollbron,
ln
ossequio ollo
destinozione complemenlore, rispetto ollo rinoto Fenice, di queslo Teotro, spozlo ideole per
tutto uno serie
di oltivitò ortistiche che si
possono oggiungere olle grondl siogioni liricù
sinfoniche
Lo risposto del pubblico
è stoto lole do indurre le ripelizlonc dl tolc fellce scelto.
c ll Conservotorio,
Si onicchisce così lo colloborozìone lro lo Fondozione Teotro Lo Fcnlcc
che giò vede do otto onni l'oppunlomento di morzo con i migliorl studentl del Conservotorio
Froniespizio del librello
occompognoti doll'orchestro del Teotro per concerli solistici che sl sono svolll presso Polozzo
Pisoni fino ol 2OO7 e per lo primo volto ol Molibron proprio quesl'onno,
ln tole ombito il Teolro e il Conservolorio propongono ollo cltlò uno porlicolore
per lo
primo roppresenlozione
operozione culturole che ho uno doppio volenzo: roppreseniore un momento di collegomento
lro formozione didottico e mondo del lovoro, per gli studenti, e conkibuire ollo diffusione
Venezio, Fondozione
Giorgio Cini
dello'culturo musicole presso le giovoni generozioni, con due recite oggiunlive ol moilino
espressomenle dedicote olle scuole del nostro tenitorio, Lo reole opportenenzo di un
Conservotorio ol mondo dell'Alto Formozione, soncito dollo Legge di Riformo, è testimonioto
proprio do quesle produzioni ortistiche che conducono lo studente verso esperienze
professionoli: il leotro d'opero, fro lutte le possibili produzioni di un Conservotorio,
roppresento uno sinlesi nolurole fro le molte molerie - strumentoli, vocoli, teolroli e storiche
- seguite dogli studenti, e coslituisce un modello di lovoro e di orgonizzozione che ho il
suo preciso corrispondente nel mondo delle professioni.
Di porticolore inleresse, sollo quesio profilo, il progetlo di circuilozione regionole
dell'ollestimento con cinque roppresentozioni
in Regione, o Rovigo, Lonigo e Bossono del
veneztono
(S Moisè, ì794)
(Roccolto Rolondt)
Bilanci e ringraziamenti
Lo colloborozìone
lro lo Fondozione Teoko Lo Fenice e
l'Assessoroto
olle
l'onno scolostico 2007 2008.
I corsì di formozione per docenti sono stotì offioncoti do proposte di spettocolo odotte
o bombini e rogozzi
Dopo l'omoggio o Corlo Goldoni nel terzo centenorio dello noscilo,uno porte del progetto
di questo onno scolostico si è incenlroto su:"ll Motrimonio Segreto" di Domenico Cimoroso
lo cui messo in sceno ho vìsto onche lo foitivo colloborozione del Conservotorio Benedetto
Morcello di Venezio
È l'rlti.o oppuntomento ol Teotro Molibron e corono il lovoro di tutto l'onno meltendo
o dìsposizione dello scuolo un'occosione per conoscere un'opero del genere gìocoso che
vo od orricchire il percorso sullo commedio musicole.
Con lo speronzo che le giovonì generozìoni siono stimolote o conoscere tonte oltre
opere musicoli e teokoli, ouguro buon divertimenlo o tutti,
Anno Mcrlq Olonnuzzl Miroglio
As.sessore Politiche Educotive
Con questo messo in sceno de ll motrimonio segreto di Domenico Cimoroso
Politlche
Educotive,/ ltinerori Educotivi del Comune di Venezio ho permesso dì progettore e reolizzore
un nutrito progrommo di teotro musicole per le scuole di ogni ordine e grodo onche per
del Comune di Venezio
possibile grozie ollo colloborozione
del Conservotorio Benedelto Morcello di
reso
Venezio
che ho messo ho disposizione i migliori ollievi di strumento e conto (integroti do
colloborolori esierni, giò professionisti, che ringrozìomo sentilomente), si conclude un
Progetto formolivo complesso e ricco di proposte che Fondozione Teoho Lo Fenice e
Assessorolo olle Politiche educotive - ltinerori educotivi dello Cinò di Venezio honno dedicoio
ogli studenti più giovoniì lmportonte è stoto lo portecipozione: quosi l50 docenti (dollo
Scuolo d'in[onzio ol primo biennio delle Superiori) ol Corso di formozione metodologico
tenuto porollelomente sio o Venezio che o Meshe e I I OOO sludenti coinvolÌi nelle proposte
didottìche e nei quollro spetiocoli, differenzioti per foscio di etò, collegoti oi femi kofioti;
olkettonto olto è stoto lo quolitò dell'indogine interdisciplinore condoilo do esperti, che
ho portoto od owenturorci nello culturo norrolivo, nelle orti espressive di riscritturo e di
messo in sceno, con lo finolilò di fornire piocevolmenle e inÌelligentemente od olunnì e
sludenli idee e competenze per podroneggiore e offinore linguoggi e skumenlì comunicotivi,
fuggendo dogli stereotlpi
ll Corso è sioto onche prezìoso occosione per selezionore esempì do numerosi
documenti mullimediolì che, come sussidio eletkonico digitole contenuto su diversi supporti
dvd o cd, vengono messi o disposizìone per lo didottico degli insegnonti iscritti ottroverso
i servizì innovotivi di on'EduMedÌoleco di recente coslituilo doll'Areo Formozione'. toli collone
editorìoli, giunte
ol
piottoformo cognilivo
ventesimo prototipo prodotto, debitomente testoti costituironno do
di potenzioli corsi telemolici veìcolobili nel prossimo luturo oitroverso
le linee di Ìrosmissione od olio velocitò. lnoltre do quest'onno, grozie o un primo contributo
dello Fondozione di Venezio - Giovoni o Teolro, si mefteronno o disposizione dei docenti
iscrittì
le rìprese video dell'intero corso {in [ormoto compresso,
usufruibile
do
postozione
informotico) come utile memorìo del suo percorso complessivo
Code quest'onno ìl trentennole di sperimentozione metodologico di quello protico
[ormotivo, denominoto 'epìslemico' per lo-relcoloritò ìntertestuole
e lo
kosversolitò
tronsdisciplinore che lo corotterizzo, ormoi moturo per ottenere uno diffusione che olkepossi
iconfini cifiodini e veneti e per conkibuire o un concrelo rinnovomento dello nosko scuolo,
Congli onni si èformotounovolidocomunilòdi interlocutori (denominoto CESPEME-Centro
di Sperimenlozione metodologlco, con 500 docenti iesseroti e mensilmenle informoÌi do
uno Newsleffer) composto di docenti dì lufte le dìscìplìne o oree, sempre più consci che
le nuove sfide lormotive richiedono tronsiìsciplinorietò per evilore che le nozioni oppoiono
do contesti e do concrele opplicozioni; si tento perlonto, utilìzzondo in primis l'opero
lìrico come 'rocconto ipermediole' e come occosione dì intersezione ko 'soperi', di porre
scisse
e prodotti dell'olto creotivitò umono ol cenko di un ìnsegnomento globole, copoce di
incentivore negli ollievi lo comprensione e lo coskuzione di sistemi relozionoliche consentono
loro di kosformore l'opprendimento di "cose" in eloborozione produttivo di 'beni' (scoprendone
testi
Locondino per lo primo roppreseniozione viennese 17 lebbroio 1792)
L
MATRIMOIVIO
SIGRffO IN
BREVE-
o curo di GIANNI
volori ontichi mo onche ofiuolì, e usi rieloborotivi e hosformotivi idonei
professioni che innovino servizi e monufotti)
o trodursl in
luture
Percio il metodo messo o punto richìede che i formolori, od ogni toppo cognitivo, si
focciono corico di proporre (A.) procedimenti di studio ed esperienze onoliiiche ossieme o
esperienze e procedimenii (8.) di progettozione, (C.) di comunicozione (oiutondo o
podroneggiore
i
linguoggi "roppresentotivl" non solo verboli mo onche grofici, logicoe infine, il più possibile, (D ) concretomente fobrili (giochi
di composizione simulotivo in cui si meilo o verifico lo destrezzo menlole e corporeo, lo
copocilò onche orligionole nello confezione di prototipi etc,) Uscire dol proprio ombito
motemolici, eurislici e cosÌ vio)
speciolistico per ricercore relozioni inÌertestuoli e funzionoli con oltri ombiti norrotivi permetie
dì scoprire {cio che è propriomente 'culturo') come rientrorvi o livelll di
opprofondimento
e roffinoii, sio che si giochi il ruolo del lellore o dello spettotore sìo che
ruoli dell'outore o dell'interpreie, comunque moi possivomente (owero
sempre moggiori
si giochino
i
, Gronde stimo l'opero ottenne in porlicolore doll'imperotore in persono,
che l'ovevo commissionoto. Secondo un oneddoro forse non veritiero mo
significolivo, dopo over festeggioto con tutti gli ortefici dello primo,
Leopoldo ll ne ovrebbe regqlmente preteso un bÈ iniegrole, congedondo
gli oppesontiti ortisti solo o notte fondo.
crilicomenle). Aliro corotteristico rilevonte e lo polenziolitò del metodo di inceniivore il lovoro
di gruppo, sio ko insegnonlì che ko ollievi, in quonto lo reticoloritò enciclopedico consente
od ognuno di irovore o costruire un proprio modulo operotivo (con percorsl e volutozioni
però onche individuolizzoti offinché non ci si noscondo nello mossol) denlroll più generole
sistemo cognitivo, oltivondo ozioni cooperotive e di scombio nei nodl relozlonoli, ln olki
termini: se quolcuno si impegno di meno impoverisce il risultoto dl tuttl, qulndi occorre [ore
quolcoso, ondore in soccorso, rìdefinire compiti ecc.
Un porticolore ringroziomento vo o tutti insegnonli che ci honno doto flducio e, quonto
o quesl'ullimo sforzo produttivo, ol registo Emonuele Gombo e ol dlretlore d'orchesho Andreo
Polmocci che, con i loro colleghi, il diretiore del conservotorlo e gll lnlerpretl tutli (o cui si
un'eloquente effigie sonoro.
,
poeto per
outore di
Gozzonigo
nte. ll
testo
ouguro uno felice corriero), honno consentito di consolidore ll percorso sullo 'commedio in
musìco' owioto lo scorso onno in occosione del Terzo cenlenorio delh nosclto di Corlo Goldoni,
ìmpegnondosì in primo persono
musicole quosi integrole
o ricovore uno lunzionole e dldottlco rlduzione (in versione
e in formo non inlonoto soltonto rlspello ol 'recltotlvi') del
mossimo
copolovoro del genere 'giocoso', umoristico e sentimenlole, moi prodoio dol Settecento itoliono
Domcnico Cordone
(curotore del progello, Fondozìone Teolro Lo Fenice)
Volcrio Frigo
(responsobile dei servizì
I
di progetlozione educotivo del Comune di
Venezio)
Per gli sludenti dello Scuolo Secondorio di ll grodo, Universilò, Accodemio, Conservolorio l'Areo
Formozione, Ricerco, Progelti innovolivi del Teotro [o Fenice reolizzo onnuolmenle un uheriore progetlo
{ormotivo [operto od odulti in educozione permonente e obbonoti), intitoloto Senfieri esplorotivi 4 Risorse
di studio sullo Stogione Lirico e Sinfonico, che regisko circo 12,000 presenze oi seminori e ogli spettocoli,
morrioge 11766lrdi Colmon e Gorrick e due successivi opéros-comique,
il secondo dei quoli lLe Morioge clondestin di de Ségur e Devienne, ìz9ol
fu probobilmenle il modello cui Bertoti qttinse.
RUFFIN
10
più spesso ottribuite o merito di Bertoti è stoio quello d'over soputo, insieme,
ossorbire e contemperore toli ospelti, ommorbidendoli: ol registro grottesco
11
sono ossimilobili toluni ospetti del ruolo di Geronimo, che con ogni
evidenzo opportiene ollo tipologio del vecchio vonoglorioso ed ovoro,
immoncobilmente gobboto, inseriio nello tipico sotiro settecenlesco e
potrizio contro gli orrompicotori socioli, mo senzo trotti coricoturoli, e in
uno prospettivo benevolmente giocoso. Evidenli sono onche le trocce dello
corolterizzozione lormoyonte in Corolino, mo bosto un confronto con lo
Cecchinq
di
Goldoni/Piccinni
o lo Ninq di Morsollier/Poisiello
per
comprendere come, onche ìn questo coso, il 'tipo' del personoggio vengo
diluito in uno corotteri zzozione per mezze tinte.
Trottenere iconflitti entro uno medieto rogionevole nei toni e nei modi:
questo sembro esser stolo il motto di Bertoti; in tol senso non meno che
geniole oppore lo suo personole oggiunto del motivo dell'omore di Fidolmo
per Poolino (non rinvenibile nelle fonti leiterorie citole), che conkibuisce
od inquodrore le vicende
rico e
il quole, in uno certo
poten
se
mi
conflittuole dei temi kottoti.
indlviduoli roppresentoti nell
d
I
d
cl
,
che
ocioli
11723-17921, vid Gorrick con lo moglie
gle,
)728-182
Olio su teo, Londro,
rlroit Gollery
non meno che decisivo sio soprottutto l'ideozione musicole: nello fluiditò,
nel 'gorbo e nello edonisiico piocevolezzo dello melodio cimorosiono
risiede, in ultimo onolisi, lo 'cifro' che per l'immoginorio otto-novecentesco
ho fotlo di quest'opero un emblemo del Settecento.
*
do: ll molrimonio segreto, "lo Fenice primo dell'Opero 2OO4 7' , Progrommo
di solo, Edizioni del Teotro lo Fenice di Venezio o curo dell'Ufficio stompo
Trotto
illiom Hogorth 11697-1764), The Modage
ttlement lll canfrotta di molrimonio).
Cico ll not'rimonio ollo modo
Olio su telo Londro, Noiionol Golery
Wi ìom Hogorth 11697 17641, Eorly afrer rhe
Modoge lSubito dopo il motrinoniol.
Ciclo ll motrinonio alla nodo
su telo Londro, Notiono Golery
Olio
TORCHESTRA, LE VOCI,
I
PRIMI INTERPREII'
lorchestro de ll matrtmoilo segreto presento uno compogine tipico
dell'opero itoliono dl flne Settecento, owero: {Fioti) 2 Flouti troversi, 2
Oboi, 2 Clorinelli, 2 Fogotti, 2 Cornt,2 Trombe; (Archi) Vtolino l, Violino
ll, Violo, Bosso (vìoloncelli e controbbossi); (Percussioni) Timponi e
Groncosso; Groncosso; Bosso continuo [Clovicembolo] per i recitotivi (nello
spettocolo odierno recitoti e non contoti, e perciò non utilizzoto ndd.
12
quont
mozortio
voci moschil
Per
del
Williom Hogorrh 11697'1764J, The lnspection
lLo visilo medicol. Ciclo // motimonia ollo modo
Olio su lelo Londro, Notionol Gollery
Williom Hogorth 11697-1764|1, Tha toilette
([o sposo ol moltinol. Ciclo ll motimonio ollo
modo. Olio su telo, Londro, Notlonol Gollery
le voci, ritroviomo il medesimo schemo geometrico
n tutte'. seì personoggi distribuiti equomenle tro lre
si e un tenore) e tre femminili (due soproni e un
mezzosoprono).
Lo vero «primo donno, è Corolino (delle tre porti femminili, duello plù
ocuto spingendosi fino ol Do) il cui ruolo fu cucilo oddosso o lrene Tomeoni,
prìmo interprete. Proveniente do uno fomiglio di musicislì, lo Tomeoni si
speclolizzò in personoggi di coroltere sentimentole che, stondo oi
commentotori dell'epoco, sopevo endere con efficocio grozie od uno
certq noturolezzo lanlo vocole qu nlo scenico; invece, non brillovo per
virtuosismo. E Cimoroso seppe certo melterlo in volore nel concepire per
lei il ruolo dl Corolino: (finto) semplige*obbqstonzo modestq e certo non
ombizioso come lo sorello Elisetto. Dello primo interprete di quesi'ultimo,
Giuseppino Nettelet, non soppiomo purtroppo gronché. Cimoroso non le
riservò un rondò; comunque, l'orio uSe son vendicoto» le permettevo di
sfoggiore lo tecnico grozie oi rigogliosi vocolizzi.
lo zio
nom
Cherubino
con ìl
Williom Hogorth
l1
697-1
7
64]r, The Bognio
lll luogo d' oppunfonenlol.
Ciclo ll molimonio ollo modo Olio su
Londro, Nolionol Golery
telo
Williom Hogorlh 11697-1764), The lody's Deorh
lLo norle dello sposo).
Ciclo ll nolrimonio ollo modo OlÌo su telo
Londro, Notionol Gollery
terpretoto .o Vienn
Bussoni. E per lei
più noio
ruolo di
Figarol e quello di
). Scoltre
e smoliziote, Despino e Fidolmo condividono il medesimo universo vocole;
in entrombi i cosi, lo Bussoni dovette owolersi di un'interpretozione corico
di ironio, quolitò sottolineoto doi conlemporonei. Froncesco Bussoni, il
13
14
morito di Dorotheo, non figurovo nel cost dello 'primo' di Vienno; invece,
ritroviomo il suo direlto rivole, il bosso Froncesco Benucci nei ponni del
conte Robinson. lnfotti, fu proprio Benucci, senzo dubbio il bosso itoliono
più fomoso o Vienno in quegli onni, od offuscore lo corriero di Bussoni.
Mozort, che lo opprezzovo porticolormente (si vedo lo lettero del Z moggio
17831, ovevo composto per lui le porti dt Figoro lLe nozze di Figorol e
di Guglielmo (CosÌ fon tuffe); Cimoroso opprofitto ompiomente delle sue
doti vocoli, o cominciore doll'ossoi ompio estensione.
Voce meno opporiscente e personqggio scenicomenle meno presente
ol bosso romono Giombottisto Serofino Blosi, di
cui soppiomo ben poco: debufio o Nopoli nel 1751 ne [/permestro di
Gluck, dedicondosi od uno coniero consocroto o ruoli buffi, essenziolmente
condotto nei teoki di Romo e Nopoli. lnterprete di vori ruoli di opere di
Poisiello e di Guglielmi, Blosi si ero certo fomiliorizzoto con l'idiomo buffo
resto Geronimo, offidoto
di oscendenzo 'nopoletono', di cui il personoggio di Geronimo è uno
filiozione diretlo.
Centrole nell'orgonlzzozione musicole dell'opero, il ruolo di Poolino
fu conferito ol tenore Sonti Nencini, di cui non si honno oltre trocce. A
differenzo del tenore 'buffo' in ouge o Vienno sul finire del Settecento in
porticolore grozie olle interpretozioni di Michoel Kelly, lo porte di Poolino
è spinto verso un chioro registro serio, in cui gli interpreli ottocenteschi
dovettero, molto probobilmente, kovore soddìsfozione.
r Trotto do: ll motrimonio segrelo, "Lo Fenice primo
dell'Opero 2OO4 7', Progrommo
di solo, Edizioni del Teotro lo Fenice dì Venezio o curo dell'Ufficio stompo
15
ARGOM ENTO
Atto
16
!
1t
interesse per le due figlie che possiede, conlo perciò
quolcuno dototo
di
di imporeniorsi
con
un bel litolo nobiliore.
tonto per il sottile sullo scelto del portner purché sio oristocrotico: uno volto
ondote o buon fine le nozze, il vecchio Geronimo ne sorebbe sloto tolmenre
sposore un oristocrotlco.
Morio Ronchese, figurini ,ì996:
per ll motrimonio segreto ol Teoho lo Fenice dì Venezìo, I 960
Perduti nell'incendio del
l. Pooliro, 2 Corolino, 3 Robinson, 4 Fidolmo 5
Geronimo
18
Giunge frottonto il conte Robinson, occolto con goffo cortesio do
Geronimo che gli presento le ke donne di coso (N 6 - Covotino: "Senzo,
senzo cerimonie"). Tro lo sconcerto generole egli subito loscio intendere
di essere ottrotlo più do Corolino che non dollo sorello promessogli in
sposo (N. Z - Quorietlo: "Sento in petlo un freddo gelo"). Apporiolosi
con il Conte che gli fo do benevolo protettore, Poolino cerco di rimediore
ol posticcio ricordondogli coutomente gli obblighi do gentiluomo che si
è ossunto (N B - Duetto: "Signor, deh, concedete") mo l'ohro, dowero
offoscinoto do Corolino, si irrito e lo scoccìq. ll Conle riesce poi o rimonere
per quolche tempo solo con lo predìletto fro le due sorelle e ne opprofitto
per ovonzore proposte di moirimonio. Nell'intento di scoroggiorlo, Corolino
gli dlce di essere uno rogozzo semplice, per nullo odotto ollo mondonito
e olle belle moniere che devono conlroddislinguere uno vero contesso
(N I - Ario: "Perdonote, signor mio"). Elisetto, spolleggioto do Fidolmo,
esprime ol podre lo proprio indignozione per il comportomento irriverente
del Conte mo egli minimizzo, soslenendo che i nobili sono sirovogonti.
ll Conte intonlo non si è perso d'onimo e rinnovo poco dopo le oyonces
mo questo volto viene sorpreso do Elisetto, che grido ol trodimenio e
chiomo o soccorso tutto lo genle di coso (N. lO - Finole l: "Tu mi dici
che del Conle"). Ne scoturisce lo più gronde confusione.
Giunge corolino, chiede spiegozioni: Fidolmo le onnuncio felice che il
giovone è innomoroto di lei e non ho refio ollo gioio. corolino si infurio
con il morito, che intonto e rinvenuio e cerco di èolmorlo mentre Fidolmo
torno o corteggiorlo: si rioccende lo confusione {N. l2 - Terzetto:
"Sento, oimé, che mi vien mole").
doi suoi offori riprendendosi il proprio denoro, insiste offinché corolino
vengo mondoto per quolche lempo in un luogo loniono ed egli ripropongo
ol conte di montenere il primo impegno (N. l5 - Teizetto: "Coio
forete?").
Atto ll
ln un colloquio privoio con Ger nimo che, compreso lo situozione e
finolrirente irriioto, ordino ql Conte
di
ispettore l'impegno preso, quest'ultimo
si dice pronto o rinunciore o metò dello dote se In combio di Elisetto
potrò sposore Corolino. lideo di un così consislente rispormio colmo lo
furio del vecchio e spiono lo strodo o un nuovo occordo {N. I I - Duetto:
"Se fioto in corpo ovete"). Lo novitò viene oppreso con sgomento do
Poolino o cui il Conte confido felice lo notizio; il giovone, disperoto, penso
olloro di correre o chiedere oiuto o Fidolmo e ne nosce invece un'ulteriore,
grove complicozione perché Fidolmo ho messo gli occhi proprio su di lui
ed equivocondo le sue porole si è convinto che egli ricombi il suo interesse
e 1o... voglio sposore! ll troumo è tole che Poolino borcollo e sviene.
citto (N. I Z
-
Quintetto: 'Dehl losciote ch'io respiri"). Eltsetto gode dello
proprio rivincilo sullq sorello e si ripromette di perdonore il Conte non
oppeno egli, senzo più tentozioni, tornerò ollo rogione (N. l8 - Ario:
21
"Se.son vendicoto").
E giunto intonlo lo notte, ognuno fo per ondore o ritirorsi nello proprio
stonzo; Poolino, non visto, entro nello comero di Corolino, pronto o forlo
fuggire con lui, e onche il Conle, intenzionoto o richiedere o Corolino
quole sio il segreto che ello non ho fqtto in tempo o confidorgli, tento di
roggiungerlo mo deve precipilosomente rientrore nello proprio comero
incontrondo uno sospettosq Eliselto che ho ritordolo o suo voho o ritirorsi
nello proprio per vigilore sullo siluozione (N. I 9 - Duetto: "ll porlor di
Corolino"). Poolino e Corolino si opprestono o fuggire focendosi coroggio
l'uno con l'oltro (N. 20 - Flnole ll: "Deh, ti conforto, o coro") mo, Ààllo
Conte che finolmente vede tutlo più chioro, cercono di plocorlo. lnfine il
con'te, "uomo di mondo", dichioro che per omore di Corolino(l) deve
pensore ol suo bene e percìò... occetto di sposore Elisetto. ll Conte percio
otterrò lo dote, Elisetto otterrò un morito che non lo omo mo "ollo modo",
Geronimo otterrò il lustro di un litolo nobiliore, Fidolmo, restoto con un
pugno di
no, hq oncoro tempo di trovorsi un pretendente,
lo
coppio
... perciò lo commedio non può
che chiudersi
nell'ollegri
(Donenico Cordone)
Emonuele Luz-oti, figurìni per
l.
Poolìno,
//
ohimonio segrefo ol Teolro Regio di Torino, l98O-l98 l
2. Corolìno, 3. Fid mo. 4.
Ge,ònrmo
ll
22
libretto
lL Mntntuotrtto
SEGREIo rrzgzt
Drommo giocoso per musico in due olti
libretto di
Giovqnni Bertqti
musica di
Domenico Cimorosq
riduzione di Emonuele Gombo
Emonuele Polmocci
e
PAOTINO
Coro, non dubitor,
Moskoti pur sereno.
Presio ovro fin lo peno
Che vo o turborti il cor,
CAROUNA
Coro, mi foi speror.
Mi mosherò più lieio.
Mo sposo fuo segreio
Nosconderò il dolor.
PAOT.TNO
[il testo non in grosseHo si rilerisce olle porti
Forse ne sei pentito?
omesse nello roppresentozione]
CAROtiNA
No, sposo mio, mio vilo.
Personoggi
Geronimo, ricco mercante
Elisetto, figlio di Geronimo
PAOTINO
Dunque perché non moslri
ll tuo primier conlrenlro?
Corolino, sorello di ElÌsetto
Poolino, giovine di negozio del signor
Geronimo
Fidolmo, sorello del Signor Geronimo,
vedovo ricco
ll conte Robinson
Lo sceno è in cittò, nello coso del
sÌgnor Geronimo
CAROTINA
Perché vieppiù povenio
Quello che può orrivor.
Se m'omi, dehl t offrefio
(orcono o polesor.
PAOTINO
Si, sposo mio diletb,
Ti voglio consolor.
o2
AITO
ISln
Fon
Se omor si gode in poce
I
Non y'è moggior contento;
Mo non r'è eguo! iormenlo
Se ognor s'ho do tremon
io]
Sceno primo
Solo che corlsponde
Poolino e Corolino
IN.
]
ntroduzione]
o vori opportomenlr
IRecitotivo]
CAROTINA
lusingo, no, non c'è. Lo noslro unione
lungo lrempo segrelro
Non può reslror. E se si scopre ovonlì
Di quel che ho do scoprirsi,
Quole schiomozzo ìn coso,
Quol bisbiglio dì fuori, o sposo omotol
Né un kosporlo d'omor sorò scusoto
mio proieltore,
Tuo sorello moggiore
Con cenlromilo scudi. Or io d'enhombi
Avendo gl'intreressi moneggioti,
Spero cosi d'overmeli obbligoti.
PAOTINO
Dici il ver; vedo tuilo.
CAROLINA
11 podre mio
E un uom rigido ò ver; mo [inolmenle
è d'un ottimo cor ln sulle furie
Monterò ol primo istonte
Che soper gliel foroi;
Mo dopo quolche dì certo poi sono,
Che pien d'omor ci occorderò il perdono
PAOLINO
Sì; questo sicurezzo
Lo solo [u che o stringere c'indusse
ll nodo clondestino
Mo senti: oggi lo sorie
Occosion propizio o me presenb
CAROTINA
Bene, si, bene ossoi
ll conte impegneroi
Perché sveli o mio podre il nostro orcono
Mo quondo egli verrò?
PAOTINO
Non e lontono.
[o spero in queslro giorno, onzi o
momenli.
Ecco quo lo suo letiero
Che ol signore Geronimo
lo devo presentron Mo pormi oppunto
Di sentir lo suo voce.
A coso è rilornoio.
Di svelor il segretro
Con meno di timore.
CAROUNA
È vero, è vero.
D'esser dunque tronquillo io prestro spero.
CAROTINA
[N. 2 - Duello]
Dimmi, sù, presto.
Ah!, mi consoli il core.
lo ti loscio perché uniti
Che ci trovi non sio bene.,.
PAOTINO
Mi è riuscito ollo fine
Di polrer soddisfore oll'ombizione
Del signor Geronimo,
Che fonotico ognor s'è dimosholro
D'imporeniorsi con un tiioloio.
CAROUNA
E così?
4per porfire, poi rilornoJ
Ah, tu soi ch'io vivo in pene
Se non son vicino o ie!
PAOIINO
Vonne, si, non è prudenzo
Di losciorci hovor soli...
(per porlire, poi ritornol
Ah, tu soi che il cor m'involi
Quondo voi lonion do me.
PAOLINO
Soro sposo
Del conle Robinson,
CAROUNA
No non viene...
23
24
PAOTINO
Sì, si, odesso.
PAOTINO
GERONIMO
[N. 3 -Ario]
lfone)
Che?
GERONIMO
ll conb Robinsone.
o2
PAOLINO
Dommi, dommi un oltro omplesso.
Ah! pietrode hoveremo
§e il ciel borboro non è.
lCorolino portel
Sceno secondo
Poolino. poi il Signor Geronimo
GERONIMO
ll conte Robinson: si, si, ho copito,
Lo leggo volentieri.
llegge sollovocel
Ah, oh... comincio bene...
Oh, oh... seguito meglio...
Ch'io mi owezzi o porlore in fuon sonoro
Per formi inbnder bene.
Di sorditò potisce ossoi sovenb;
Mo dice di sentir s'onche non senle.
GERONIMO
lod olcuni servi)
Non dovetre sboglior, genle ignoronie.
Che cos'è questo "lei signor Geronimo"
ln liolio i merconti
Che hon dei contonti,
hon tiùol d'illushissimo;
E illustrissimo io sono; e vo benissimo.
(Ad ogni costo
Se
Voglio overe un diplomo, Che dello nobiltò
mi metio ol rongo,
Ché'chi ho dell'oro ho do sortìr dol fongo)
Oh! Poolino coro.
poì
PAOI!NO
Ecco
GERONIMO
Bene. Andob dunque
A sùore in otienzione
Dell'orrivo del conte; ed ordinote
Tutlro quel che vi por che vodo bene
PAOTINO
Per pol,erlo holior come conviene.
lPooltno portel
Ah oh, oh oh, ih ih, cosi ho giò letto?
GERONIMO
Venib, Poolino, Venic ch'io vi obbrocci.
E vosko merito.
Lo buono riuscito. lo vi sono obbligoto
dello vito.
PAOTINO
(Questro mi
dò conforto.!
GERONIMO
Fro poco il conie genero
Sorò qui o solloscrivere il conholio.
Eliseflo è conbsso: il tutio è fofio.
Con Corolìno or poi se mì riesce
Di for un motrimonio eguole o quesfo,
Collo primorio nobiltò m'ìnnesto
PAOLINO
(Questo poi mi dò of{onno
Sceno lerzq
ll Signor Geronimo, indi Corolino, Elisetto,
Fidolmo
e
Servilori
GERONIMO
Orsù più non si iordi
A dor si lieio nuovo ollo fomiglio.
Elisetùol Fidolmo! Corolino!
Figlie, sorello, omici, serviiori,
Quonti in còso vi son vengono fuori.
CAROTINA
Signor podre...
EI.ISETTA
Signor...
GERONIMO
Che ovete voi? Siete di tristo umore?
GERONIMO
Si, son venuio odesso. E quesio letiero
Di chi è? Chi lo mondo?
?+Pane)
FIDAI.A,IA
Sceno quorlo
Frohllo omoio...
Eliset'to, Corolino e Fidolmo
CAROTINA
Che owenne?
IRecilolivo]
ETISETTA
PAOLINO
lo? Sìgnor no
Un oltro titoloto
Suo sposo fi forò.
E sloi col ciglio bosso?
Non movi oncor lo bocco?
Che sciocco! Oimé, che sciocco!
Foi robbio in veritò.
lnvidio foi conoscere
Che denho il cor ti sto.
)
uno letero
Del conle Robinson, che per espresso
lncluso in uno mio, venuio è odesso,
Per quesle nozze
lh ih! lh ih...l Di gioio
Mi bolzo i! cor nel peitro!
IRecilotivo]
PAOTINO
Ecco che qui sen vien. Bisogno inlronto
Allegro onzi son io
Udite, tutti udic,
lre orecchie spoloncole,
Di giubilo soltote,
Un mokimonio nobile
Per lei concluso è giò
Signoro conlressino
Quest/oggi ello sorò,
Vio bocio, mio corino
Lo mono ol tuo popo,
Che soltino i denori,
Lo fesb si prepori,
Godeb tutti quonti
Di mio felicitò.
Sorello mio, che dite?
Che dici tu, Elisetto?
lo Corolinol
Con quello bocco stretto
Per coso sloi tu lò?
Vio, vio, che per b oncoro
Tuo podre ho giò pensotro.
Coso c'è?
FlDAl.rltA
Che coso è slotro?
EtISEITA
Signoro sorellino,
Ch'io le rommenti un poco ello permetto
Ch'io sono lo moggior, lei lo codeno:
Che perciò le disdice
Quell'invidio che mosho;
E che in quesio occosion meglio forio
25
26
§e mi pregosse dello grozio mio.
FIDAL^,lA
No, nienle, no, non foe un
CAROTINA
tl
CAROI.INA
Suo servo non sono.
schiomozzo.
Ah, ohl dello suo grozio,
Quonfunque singolore,
ln veritò non ne soprei che fure.
EtISETTA
Sentirc lo insolenle?
lo son conlesso, e sieie voi un nienie.
Sol mi dispioce che in quesio occosione
Ho di se siesso hoppo presunzione.
CAROUNA
Enkombe siom figlie
ETISETIA
D'un sol genitrore
Del vostro?
ETISETTA
Si, podrono di me stesso,
Ricco pel lestomento del mio primo morito,
E in elò giovonil, non crederei
Che mi diceste stolto
Se voglìo moritormi un'oltro vollo
lper portirel
FIDAU\AA
ll voliormi le spolle o questo
Chi per un po'di fumo,
Chi per voler for troppo lo vivoce,
Un solo giorno qui non si sio in poce.
E
CAROTINA
Perdoni se ho moncob o suo Eccell€nzo.
Quol fumo ho io? Porlote.
IN.4
CAROTINA
[e foccio un inchino,
Conlesso gorboto.
Per essere domo
Si vede ch'è noh,
Per ollro, per oltro
l-ei rider mi fo.
EUSEIA
Non ho fors'io rogione?
mdo
un'olko imperlinenzo.
ETISETTA
Quol io vivociÉ che condonnob?
Stizzoso...
ETISETTA
Tro sorello e sorello,
- Terzetio]
FIDAI.MA
CAROTINA
Fumoso.
FIDAI.MA
ELISETTA
Finiom quesio coso,
Tocetrevi lò.
CAROTINA - ETISETTA
Non posso soffrire
[o suo incivihù.
FIDA1MA
Codesto gorrire
Fro voi ben non slo.
5i, deve rispetlurvi.
ETISETTA
lCorolino pote)
CAROTINA
Strilloe, cr€pob,
Son domo e conbsso.
Sceno quinio
Beffor se voleb,
Fidolmo
FlDAt vtA
Beffoh voi siesso.
Per olFo, per olho,
IRecÌtolivo]
No; non deve inciiorvi.
Creonzo non ho.
Ho dunque
trortro
io?
EUSETTA
FIDAI.MA
Che? Forse io lo incito?
Quel frlmo, mio coro
È
CAROT!NA
Che? fors'io !o stropozzo?
roppo eccedente.
Voi sieie, corino,
Un poco insolenb.
Vergogno! Vergogno!
Finitelo giò.
FIDA1MA
Ve ne consolerete oncor del mio.
FIDAI.MA
quo: noi siomo sempre o quello.
Fidotevi, fidotevi
Che segrelo son io
EtISETTA
Son voslro moggiore.
CAROT!NA
lo di lei non ho invidio;
Non ho rincrescimenlro
Del di lei ingrondimenio,
Eccoci
ELISETTA
No, coro lo mio zio:
Anzi fote benissimo, e vi lodo
Mo un dispiocer ben gronde
Ne senlìrò mio podre,
Che vi dobbiote ollontonor do lui,
Eì che v'opprezzo ol por degli occhi suoi
FIDAL/\AA
quonto o questo poi, potrebbe dorsi
e non m'ollonlonossì.
ETISETTA
ed
lesco soper chi sio?
Elisetto
FIDAI.MA
FIDAIA4A
Cheiotevi e scusoielo. Tro poco
Voi giò ondob o morito, ello qui resùo;
Cosi non vi sorò moi più molesb.
lo mi consolo intonto
Del vostro mohimonio; e voi fro poco...
Mo zitto... o voi il confido... Ahl Nol
diceste,
Per coritò
No, è troppo preslro. Ancor con chi vogl,io
Non mi sono spiegoùo.
EtISEITA
Ditemi questo olmeno: è giovinottro?
FIDAI.A4A
Giovone offotto offoto.
2t
28
ETISETTA
Èuemr
FlDAlIvtA
Di Cupido egli è un ritrotto.
ETISETTA
È
nobile?
Bisogno soffrire
Quolcoso, si so...
Mo con un moril,o
Vio meglio si sto.
Mio coro rcgozlzq
Che ondob o provorlo,
Non voglio
Spiegormi d'owontoggio.
vi i porlo,
dopo direte,
Son certo di giò:
Che con un morilo
Vio meglio si
ricco...? Rispondetre.
FIDA1MA
Troppo curioso, o coro mio, voi sielre.
(Se mi sfuzzico oncoro un pocolino,
Vodo or oro o scoprir ch'è Poolino.l
[N. 5 - Ario]
vero che in coso
lo son lo signoro,
Che m'omo il froiello,
Che ognuno mi onoro;
E vero ch'io godo
[o mio liberrò...
Mo con un moriio
Vio meglio si sto.
È
Sto fuori di coso?
Nessun mi dò peno;
All'oro ch'io voglio
Vo o pronzo, vo o ceno;
A leH,o men vodo
Se n'ho volonlù...
Mo con un morib
Vio meglio si slo.
Un quolche fostidio
E ver che si provo:
Non sempre lo donno
Coniento si trovo,
lod
CAROLINA
Ho dolore di testo
GERONIMO
S'egli è un signor di testo? È un Covoliere,
E non vuoi che sìo un uom ch'obbio
tolento?
CAROLINA
(potono)
(Ahl
Sceno seslro
Nobile opporfomenfo ll Stgnor Geronino
e Corolino
Mi monco ìl consiglio
in lol momento
Sceno seltimo
Poolrno e delli; poi il Conle,
Elrseffo e
Fidalmo
Fidolmo)
29
Eliseftol
Dol dover non n'olloniono,
Bocio o lei lo bello mono...
lo Corolinol
Vengo o lei, sì vengo o lei,
Che ho quegli occhi cosi bei...
Poolino, omico mio,
Regno sol qui grozio e brio.
Brovo podre! Brove figlie!
Sieie inconti, meroviglie,
stro.
ETISETTA
È
lo
Servilore o lei mi foccio.
Fro poco soprete
Se il vero
E
FIDA1MA
GERONIMO
E perché mò non rìdi, e te ne stoi
Con quello foccio tosto?
)
Sieie gioie... Mo xusole,..
Ch'io respiri olmen losciote,
O il polmon si creperò.
EUSEIA - CAROLINA - FIDAI^,IA
Prendo pure, prendo fiob,
Seguitrore poi pohò.
IRecitotivo]
GERONIMO
Primo che orrivi il Conb
lo voglio rollegrorti.
Vuol do tutte le porti
Oggi felicitormi lo mio sorte.
Senti... Mo ridi primo, e ridi forb.
CAROTINA
PAOTINO
lfonel
Signore, ecco quo il Conte.
GERONIMO
Sicuro ci ovroi gusio.
Sposo d'un covolier fu pur soroi:
Oro mi venne lo proposizione,
E ìn oggi esser vì dee lo conclusione
Ridi, ridi, rogozzo.
(Che fo troppo il coricoio
Non s'owede, e non lo so.)
GERONIMO
ll Conlre? Oh! Presio, presto...
Rimettiomo il discorso..,
Scendiomo od inconirorlo fin obbosso.
GERONIMO
PAOTINO
Ecco che ho più
GERONIMO - PAOTINO -
Non forei, s'io ridessi,
Che uno coso sforzoio, e senzo gusto.
PAOTINO
di noi veloce il posso.
(ljho sentito l'ho oscoltoto
Mo copilo non l'ho giò.f
-X[i
lN.
6
ETISETTA -
CAROTINA - FIDAI.MA
(Che un lomburo obbio suonoio
è sembroto in veritò.f
Covolino]
CONTE
ldo dentro)
CONTE
(Senzo essere of{ettoto
Mi distinguo in civihù.)
Senzo, senzo cerimonie,
CAROUNA
(Oh, me meschino!
Qui nosce uno rovino
Se Poolin non
fo presto.|
ollo buono vengo ovonli.
IRecilotivo]
Riverisco tutli quonti
Orsù senzo [qr punio cerimonie,
Ch'io le obborrisco gìò, suocero coro,
Non s'incomodin, non voglio
Complimenri for non soglio.
5ol dò ol suocero un obbroccio,
Questo sio che permesso
Mi e di veder l'omobile mio sposo
lfuori)
Benché lo prìmo volto
30
Pur dicendomì il core
Quole [ro le ke Dive
§boglioie. lo non son quello;
Quello che ho ionto onore è mio sorello.
Lo mio Venere sio,
Con vosko permissione ollegro e fronco,
lo me le vodo o situore o fionco.
CONTE
Sboglio
?
GERONIMO
FlDALrylA
Cerio soreb slonco, io ve lo credo,
Conie genero omotro. Ehi! Do sedere.
Sicuromenb.
CAROTINA
CONTE
No, no, non dico queslo.
Non vo'seder: Son fresco e son robusio,
E il correr per le posie o me non nuoce.
PAOTINO
Convien che olzioie un poco più lo voce.
Di lò, di lò convien che vi voltioie.
FIDAI.MA
Di quo, di quo.
CONTE
lo
Fidolmo)
Voi dunque...
CONTE
Con vosho permissione
Vodo oppresso ollo sposo
Per forle un convenienie complimenl,o.
FIDAI.MA
GERONIMO
CONTE
Oh, serviievi pure,
Che questo, Conb mio, ci vo de iure.
Ed io che so che in loli inconhi il podre
lmportuno divenio,
Me ne ondrò con Poolino
A for quolche olko coso.
lo sorello e lo zio slion con lo sposo.
Sboglio oncoro?
lpote
con Poolino)
Sceno otlqvq
ll Conte, Corolino, Fidolmo ed Elìsefto
No Signor sbogliote oncoro.
Un poco di commedio Or vio vi prego
Di non voler tiror più o lungo io gioco
(o Corolino)
M'ingonno, o non m'ingonno?
Siete voi lo mio sposo o non lo siete?
CAROTINA
No, signor, ve l'ho detto: è mio sorello
Sento in petio un rio veleno
Che mi viene o loceror.t
CAROUNA
(Freddo freddo egli è restroto:
lrei confuso se ne sio,
cosi un poco costigob
ll suo orgoglio restrero.l
FIDAU\AA
FlDALrr4A
È questo, è questo
ln silenzio ognun qui resio,
ETISEITA
so ben quel che wd dir
Uno trorbido bmpesto,
Giò mi sembro di xoprir.l
E
lo si, signor, son quello.
E vi por lorse ch'io...
o4
CONTE
(Un orgosmo ho dentuo il seno,
No... mo... scusobmi,..
Polpitondo il cor mi vo.
Più non vedo il ciel sereno,
Più non so quel che sorò.|
lpononol
Voi dunque cerlromenle?
ETISETTA
Cerlo,
EI.ISETTA
Sicuro.
Mo che il foccio do scherzo io mi figuro.
Quello son io che il ciel vi diede in sorb:
Quello son io che merih l'onore
Di skingervi lo mon di dorvi il core.
CONTE
(Diominell Voi lo sposo?
Sceno nono
FlDAlrr4A
Sicuro.
Gobinello
Poolino, poi Corolino
CAROUNA
IRecitoiivo]
lndubibhmenne.
PAOLINO
Più
o lungo lo scoperlo
CONTE
Non deggio differir. ll Conte olfine
ll core m'ho ingonnolro
E rimongo dolenb e sconsoloio.
F-un uom di mondo, un uomo di
espeflenzo/
Mi vuol del bene, e mi dorò
[N. Z - Guorretto]
CAROTINA
CONIE
ELISETTA
loccostondosi o Corolino)
Permetielremi dunque,
Che vuol dir lol sorpreso?
Coro lo mio sposino...
CONIE
CAROTINA
Eh nienÌe nienle
Perdonotemi: io credo
Che vogliote quì Ior mie signorine,
Oh, no Signore.
31
(Sento in pello un freddo gel
Che cercondo mi vo il cor
Sol quell'olho, giusio cielo
Può ispirormi un dolce ordon)
Ah, Poolino mio...
EI-ISEITA
CAROTINA
[Tol sorpreso
Coso
inbndo oppieno
wol significor:
PAOTiNO
Sposo mio coro...
Di poierti over solo
lo non vedevo l'oro.
ossistenzo
32
che ogni dimoro
omoi precipitoso:
Mio podre o un covolier vo o formi
PAOLINO
SÌ, coroggio mi foccio
Giocché solo qui viene
CONTE
PAOTINO
(Misero me, che controliempo è questroll
CONTE
Amico mio, io vo di te cercondo
Smonioso, onsioso, ch'e di giò mezz'oro
Ho di te gron b(sogno
Sentiiemi dunque.
Sio com'esser si voglio,
O per l'uno o per l'oltro
Delle rogioni che non si comprendono,
O sio come si sio,
Perché fore gron chiocchiere non soglio,
Lo sposo non mi pioce e non lo voglio.
subito
Vodo o roccomondormi.
PAOLINO
Ed io di voi
Che coso dite moi ?
[o civilÉ, l'onore,
Di tuili lo stupore...
CAROLINA
Mo se sdegnosse il Conte
D'enlror in questo impegno?
CONTE
Sì, quello che tu vuoi: per le son io,
Mo primo dir mi loscìo il lotto mio.
CONTE
(Ah! Che mi vò o confondere,
Ah! Più non so che dir.)
PAOLINO
PAOLINO
Sì signore, porlote
PAOTINO
Fppi
E
sPoso.
PAOTINO
Ci moncovo oncor queslo
Per più inosprirlo ol coso!
Mo non perdo il coroggio. AI Conb
PAOI!NO
[N. 8 - Dueito]
Signor, deh, concedeie...
Sdegnorvi io non vorrei.
Pensoie, rif lefieie...
ll dispiocer di Iei,
Dico ossoluiomenie
Che non lo voglio.
CONTE
Di lui punlo non dubito
Mo ol coso disperoto, o co,o mio
A pie' mi mellerei dello tuo zio:
So esso cos'è omore
E del frolello suo possiede il core
CAROTINA
E le ne fìderestì?
PAOLINO
Sì, con boniò mi trotto e con dolcezzo,
Anzì, quosi direi che m'occorezzo
CONTE
All'omor, Poolino,
Che sempre ti ho portolo
Sempre tu losti groto.
Però non serve qui di for preomboli;
Mo veniomo ollo breve,
Che senzo fore un giro di porole
Cioscheduno puo dir quello che vuole
PAOLINO
Benissimo Venìomo dunque ol fotto
CAROTINA
ln quolunque moniero
Non devi differir. Vedi lò il Conte.
Cogli questo momenio
Dotti coroggio. lo mi riliro inionio
Iutlu tutlo ogitoto.
T'ossislro omor, che lo cogion n'è sioio.
(portel
Sceno decimo
Poolino, poi il Conte
CONTE
soi che ho giò disposlo
Di richiomorti o coso
Fro pochi mesi, e dorti del contonle
Perché lu pur divengo un buon merconle
Sì, gio lo soi: non serve un tol rocconto:
Mo ollo breve, ollo breve,
Quello che si vuol dir, dire si deve.
Tu
Tu coso
CONTE
fomobile codetto
Focilissimo.
lnvece di sposore lo moggiore
Sposerò lo codeto:
Dei cennomilo invece per lo doie,
Mi stimolo, m'offretio,
Non posso più resisiere
Mi senio incenerir!
5ol di cinquoniomilo io mi coniento:
Ecco tutio oggiustoto in un momenlo.
Quello, quello mi pioce,
Quello m'ho innomorqb. Oro, do brovo:
Vonne, fo' preslo, ol podre ciò proponi
Sciogli, concludi, e poi di me disponi.
PAOT.TNO
Quel foco che y'occende
Un oltro forse offende,
(Ah, senio proprio il core
Che in sen mi vo o longuirll
CONTE
PAOTINO
(Me infelice!l
Quel foco che mi occende
Do me più non dipende.
Non sposo lo moggiore
Se credo di morin
lporlonol
CONTE
Cos'hoi?
PAOTINO
Sceno undicesimo
Solo Corolino, poi il Conte
Nienb, signore.
PAOLINO
Ebbene, signor mio. Lo sbrigorvi sto o voi
voi dicendo?
voi seccondo?
Non slor più discorrendo.
A lre mi roccomondo:
Tu coso
come moi polreste
Oggi disimpegnorvene?
E
CONIE
Vo dunque, vo,
fo'
IRecitotivo]
preslro.
33
34
CAROTINA
CONTE
E quelle debolezze
Che vengono do omor, se oncor son
CAROTINA
E nel momenlro islesso
Di dover odempiere o un sogro impegno
Monchereste di fede? lo scuso bene
Non ho lingue, non so nienb;
S'honno do compolir lro genti umone
Chiunque si loscio lrosporior d'omore,
Mo non uno che monco ol proprio onore.
CONTE
Che il discorso è fìnìto
Ed eì qui viene senzo mio morito
CAROLINA
lo sono cerfomenle
Del vostro sentimenlo Or seguìtofe,
Ditemi tullo il resto
Se conoscele omor mì bosto questo
Forei torlro veromenle
Allo vosho nobihù.
Se un mi porlo ollo froncese,
Che volei,e ch'io rispondo?
Non so dire che Monsiù.
Se quolcuno mi porlo inglese,
Ben convien ch'io mi confondo,
Oh, ohl Voi doie in serio Ed io tutt'olko
Mi ospettovo do voi.
Non intrendo che oddidù.
Se poi vien quolche iedexo,
CONTE
CONTE
(Non koscuro il momenlo ) Oh, Corolinol
Lo sorie è o me propizio,
Perché lontoni doll'oltrui presenzo
lo vi posso porlor con confidenzo...
Quond'è così, slringiomo l'orgomento
CAROLINA
Tutt'oltro onch'io
Vuol stror fresco, oh, wol sior fresco!
Non inbndo uno porolo.
Sono infotti uno figliuolo
Di buon fondo, e nienle più.
Mi credeo dì
lponel
CAROTINA
CONTE
Ahl Questo è quello oppunto
Che bromovo oncor io.
lo son venulo
Per sposor Elisetlo. Mo che serve
Che venuio io ci sio
Quondo non ho per lei che ontipotio?
Poolino ritordo
Con lo risposto, ed io l'ospetto onsioso;
E ollor che quolche coso
Con onsietò si ospetfo
Ogni minulo vi dìvento un'oro
Mo coso fo che non ritorno oncoro?
Quel pur che vedo e il Conte Un segno è
questo
CONTE
Lo bromovolre, sì? (Ciò mi consolo.l
Veromenle Poo ino
Ve lo doveo dir lui;
Mo pronfo l'occosìon trovondo odesso,
Quello ch'ei vi dirio vel dico ìo slesso
CAROLINA
Dite, dile, porlote; e voglio il cielo
Che le'vostre porole
Diono ol mio cuore di speronzo un roggio
skone,
CAROLINA
Veniomo pure ol punto
quondo o primo vislro
M'ovete fotto voi vosko conquisio?
E
CAROI.INA
lo! Coso ovete detto?
Voi coso ovete inlreso?
CAROTINA
(Quesio gìò m'omo onch'esso Orsù,
coroggio
)
CONTE
Amor ho un gron poterl Voi che ne dite?
Queslo, sì, queslo
Compotir l'omore,
CAROLINA
Scusondo il mio lrosporlo,
Dorete oll'omor mìo quolche conforlo
Ahl mio coto togozzo,
Quello che dite voi
CONIE
Scenq dodicesimo
Di sentir coso?
ll Confe solo
CAROLINA
lo non ve l'ho do dire
CONTE
CONTE
lo resto oncoro otlonito
Ho equìvocoto lei?
All'onor si rimedio
Sposondo voi per lei.
Un gronchio tutti e due qui obbìom
E vol che ben sopeie
IReciloiivo]
Ho equivocolo io? Che coso è stoto?
piglioto
CAROTINA
Quesio coso
Mo io son uom di mondo; e ben copisco
occodor moi non pokei.
[N 9-Ario]
CONTE
È questo solo
Quel che ovete do dirmi?
CONTE
sentire
Perdonoie, signor mio,
S'io vi loxio, e fo porienzo.
lo per essere Eccellenzo
Non mi senio volonlù,
Tonlro onore è riservoio
A chi ho un merio singolore,
A chi in circolo so slrore
Do quel suo dir sogoce e simulot
Ch'ello giò iiene quolche innomoroto
Mo voglio seguitorlo,
Mo il vo soper do lei.
FJpoter pensor meglio oi cosi miei
(portel
Scenq hedicesimo
ll Stgnor Geronimo, Elisetto, Fidolmo, poi
Poolino
Con sussiego e grovitò.
GERONIMO
lo, meschino, vo ollo buono.
lo commino ollo corlono,
Son piccino di figuro,
lo non ho disinvolturo,
[N. lO
- Fìnole l]
Tu mi dici che
del Conc
35
36
Molconiento sei del ttotto,
Quello è un uomo molio oslrotlo,
Lo conosco, e ben lo so.
Lo gron iovolo e il dessere
Che onor gronde mi/vi forò.
EtISETTA
Sceno quotiordicesimo
Corolino ed il Conte
lponono)
Con esso fo oll'omore,
Ed io li ho colti quo.
CONTE
Per lei non senio omo!:
S'io sposo voi per quello
Non monco giò ol mio onon
Mo un'occhioto olmen grozioso
Oiienuio pur non ho.
Sceno quindicesimo
Eliselto che si ovonzo e defli,
CAROUNA
FlDAtlvtA
Veromenie collo sposo
Trotior peggio non si può.
losciolemi, signore,
Non siote o infostidirmi.
CONTE
GERONIMO
Voi credeie che i signori
Foccion come li plebei:
Voi credeb che gli sposi
Foccion come i cicisbei,
Nossignore, tonie cose,
Che si dicon smorfiose,
Non le fonno, signornò.
5e libero è quel core
Vi prego sol di dirmi.
CAROTINA
Che non ho omonle olcuno
Vi posso ossicuror.
FIDAI.MA
Uh! uh! Che moncomenlrol
Non credo o quel che senio.
poi Fìdolmo
o4
Et!SETTA
Elisetlo
No, indegno, koditore.
No onimo molnolo!
No, trisb disgrozioto,
Moi questro non sorò.
lo voglio sussurrore
Lo coso e lo citl'ò.
Per quesio trodimenlro
Che mi si viene o fore.
lo voglio sussurnore
e lo citio.
Lo coso
FIDAIMA
lo voglio esominore
ll fofiro come sto.
CAROTINA
lo Fidolnol
Srillote, non mi curo.
Deh, fotelo occheiore
Che il vero ello non so,
CONTE
CONTE
PAOTINO
Voi dunque lo mio bromo
CAROTINA
CONTE
Mio signore, se vi pioce
Di vedere l'opporoto,
Tullro quontro è preporotro
con gron lusko e proprietò.
Polrelre conlrenion
5entic...
lrosciomolo strillore:
Non me ne importo giò.
GERONIMO
Come? Come? Cos'hoi defi,o?
PAOtlNO
lporolo per porolo, forfel
Tutio,.. quonto... è preporoto...
Nello... solo... del bonchetlo...
Con gron lusho... e proprieÉ.
CAROTINA
ETISETTA
losciolremi, vi prego,
Losciobmi, deh! ondon
No froschetio.
Sceno sedicesimo
CAROTINA
ll Signor Geronimo che soproggiunge
e defti, poi Poolino
CONTE
Mo primo...
Non losciovi, mio bello,
Sortir do quesio slronzo
Se un roggio di speronzo
Non dob o queslo col:
lin questo, Elisello in disporte)
CAROTINA
FIDA1MA
E[!SETTA
Vo'vendefl,o.
Che nero infudelrò!
Che vien mio frotello.
CAROTINA - CONTE
ln me/in lei non c'è reitù.
foffore delicotro
È roppo do sé.
F!DAI,A4A
GERONIMO
Sentire mi porve
Un shepiio, un chiosso.
Che fotre? Gridole?
Owero è per sposso?
Che coso è occoduio?
GERONlMO
Tornole, deh!, in voi siesso.
Vonne ol diovolo, bolordo!
Forse credi ch'io sio sordo?
CONTE
Non potisco sorditò.
Mio ben, v'omo oll'eccesso.
Che coso è quesb srÌepilo?
Che coso è questo chiosso?
o4
CAROLINA
EtISETTA
Andiom subito o vedere
Pensolre
o mio sorello.
Jilenzio, silenzio
Di fede
il moncoiore
Non s'ho per prudenzo
Do fore un bordello.
37
3B
FlDAI.MA
Ognun qui slro mutro?
Di dirmi vi pioccio
Che diovolo c'è.
Soppiolre, frotel mio,
Che qui ci sio un imbroglio;
PAOTINO
Mo odesso dir nol voglio,
Che bene oncor nol so.
([o coro mio sposo
Dol copo olle pionte
Mi sembro kemonie.
O povero me!|
Che confusione è quesio.
Copiùe, se potete,
Quol sio lo veritò.
lportono)
GERONIMO
lo non copisco offoil,o.
CONTE
o6
CONTE - CAROTINA. FIDAI.MA ETISETIA
(Che kisr,o silenzio!
Cosi non vo bene.
Porlore conviene:
Porlor si dé.)
GERONIMO. PAOTINO
Itirondolo do uno pote)
Soppiote, con suo poce,
Lo sposo non mi pioce
[o suo minor sorello
Mi sembro lo più bello.
Mo poi, mo poi con comodo
ll tutto vi dirò.
(Che tristo silenzio!
GERONIMO
Eh! Andotre tutti ol diovolo,
§ospetto mi viene.
Vi son delle scene:
Soperlo si dé.!
Bo, bo, ci, ci, chiò, chiò...
Un bolbettore è questo,
Chi inlendere lo può?
IRecitolìvo]
GERONlMO
PAOTINO
Mo che misl,ero è questo,
lo
Chi intendere lo può?
Corolrno)
Orsù, soper conviene
Che fu? Che
coso è stoto.
CAROTINA
ll fotto sol proviene
D'overe mol inteso
loddrtondo Eltsettaì
Equivoco ho lei preso,
E il Conle il motivò
ETISETTA
Ciò non è vero nienlre.
ll foito è differente.
Porloie con mio zio,
Che onch'io poi porlerò.
CAROTINA - CONTE
FIDAI.MA
.
Morio Ronchese,lozzelto scenico per il I A[o de ll mofrimonio segrelo
ol Teotro Lo Fenìce di Venezio, 1960. Perduto nel 'incendio del tÒqO
EIISETTA -
[e orecchie non stoncoie,
Affonno non vi dob.
Do me, do me soprelre
Quol sio lo verilù.
GERONIMO
[o tesio m'imbroglioh.
[o testo mi fendete.
Tocete, deh, trocete!
Andote vio di quo.
PAOTINO
Per imbroglior lo testo
ll mofrimonio segrefo (Atto l) ol Teotro Lo Fenice di Venezio, 1949;
ollestimento di Giuseppe Morchioro. Archivio Storico del Teoko lo Fenice
39
40
AITO II
GERONIMO
Che? Coso qveie detto?
Sceno primo
Gobtnelto
ll Signor Geronimo, poi rl Conle
lRecilotivol
GERONIMO
Quesio invero è curioso!
Sembron d'occordo
tn moslicor porole
Perché io non iniendo
Mo voglio ben copir quesio foccendo,
Venile, si, veniie o Conie omoio,
Mi volete oro dir quello ch'è slrotro?
CONTE
Anzi, men vengo opposlro,
E dico il tutro
Senzo riguordo olcuno.
CONTE
Ho detto che non trovo
Coso in lei che mi pioccio,
E che più non lo voglio.
Anch'io mi oslinerò.
CONTE
Ebben, signore? M'oscollereb?
GERONIMO
Lo sposerele, omico.
o2
ll mio dixorso vi può colmor.
CONTE
lo non lo sposerò.
GERONIMO
Vio, dite pure quel che vi por.
GERONIMO
Non lo volete piùl Mio figlio? Quello
Per cui sieso è il conhotb?
Non lo volete più? Voi sieb un mollro.
Lo vorrelre benissimo.
Lo sposerele, signorsi, A Geronimo
Non se ne fon di quesie. E non è un
uomo
Geronimo do prendersi
Per un quolche bobbeo.
E Geronimo dice e vi ripeb,
Che lo vorrete, e che lo sposerete.
GERONlMO
Si, si, si, si io dico.
CONTE
CONTE
Mi dote lo codeilo,
lo dico no, no, no.
Cinquonlromilo scudi
Vi voglio riloscior.
Se invece
o2
Con quesio uom frenelico
GERONIMO
Sfioiore io non mi vò.
Quesfè per que! ch'io sentro
(Si mellono
o
sedere, uno do uno porte e
l'oltro doll'altro
)
GERONIMO
GERONIMO
No, non c'è olcuno.
CONTE
Alcun riguordo, ho defl,o.
Non ho di dirvi il tufto, e porlo schietio.
Vi diro in primo luogo in slil loconico,
Che pel mio gusto ormonico
Coso non ho Elisetlo
Che posso, quol vorreì,
Accendere il mio cor, gli offetti miei;
E che moncondo in me l'inclìnozione,
lmpossibil divien fro noi l'unione
GERONIMO
Che ormonico? Che offetti ?
Che unìone? E coso odesso
Mì ondote voì dicendo?
COME
Ed ol signor Geronimo
lo pur dico e ripeto
Che non lo sposerò: mo che lo prego
Di moslrorsi conbnio
Che fro noi seguo un occomodomenl,o.
GERONlMO
Ed io vi torno o dire in brevi occenli
Che non si porli d'occomodomenti.
lN. ll-Duettoì
Se fior,o in corpo oveb
Si, sì, lo sposereb.
Un bombolo non sono.
Veder ve lo foro.
(Oro vedeie che bricconoto!
Chi se l'ovrebbe moi immoginotro?
Queslro è un'ozione do moscolzone,
Ed ol suo impegno non dee moncor.l
Che Eliseno sposor più non inlendo.
Quell'occomodomenio
Che voi vorresie for...?
lvo di nuovo o sedere)
Loscioiemi, mio coro
Losciolemi pensor.
CONTE
Vi loscio, si, pensor
(vo di nuovo o sedere)
CONTE
(Oro vedeie che uom bilioso!
Come s'occende! Com'è impefuoso!
Non vuol sentire quel che vo'dire,
D'oggiusiomenti non
wol porlor!)
GERONIMO
(Quo rispormio del bell'oro,
Quo si solvo onche il decoro
Cottorotto che vien foilo.
Signorsi, che bene ondrò.|
GERONIMO
(Vediomo un poco se ci ho pensoio.f
CONTE
lsi olzo)
CONTE
[Vo l'omico ruminondo,
Al rispormio vo pensondo.
E il boccone do ghiotione
(Proviomo un poco se si è colmoto.l
Né scoppor sel loscerò.}
(si olza)
CONTE
CONTE
di Elisetto
5e mi oscoltote un poco,
Si colmerò quel foco.
Mo poi se v'oslinole,
GERONIMO
GERONIMO
Ebben, signore? Lo sposereie?
Ci ho pensoio, ci ho pensoio.
(Si olzo.)
41
42
Vo o dorle questo nuovo
Dille che ogni riguordo è omoi finìto;
E che dispongo il core
Ad ubbidir con gioio ol genitore
(pone)
CONTE
Sentiremo, senliremo.
lSi olzo )
GERONIMO
PAOTINO
(Orsù coroggio.
ll tempo presso; ed io me le owicino.l
Se mi è permesso...
Dol più menomo indizio oncor s'owede
Di quel che non si penso e non si crede,
PAOLINO
(Che se ne sio oweduto?)
FIDA1MA
ll borotio, si, foremo.
Addio, coro Poolino.
FIDATMA
Mo con Potlo
Non mi ovele vedub olho che odesso?
Vio non vi confondete
Porolemi con tutlo confìdenzo
Sceno lrerzo
Poolino, poi Fidolmo
ch'Elisetlo
Ancor esso occordeÉ.
CONTE
IRecilotivol
5'è per queslo, vodo in fretto
A for si che m'odierò'
PAOLINO
Ecco che or oro scoppio
Do sé lo coso. lo sono rovinoto,
Scoccioio collo sposo e disperoio.
Mo no. Mi resio oncoro uno sPeronzo
Nel buon cor di Fidolmo' A lei men volo
o2
Siomo, siomo occomodofi,
Rilorniom di buon'umore.
Abbrocciomoci di core,
E speriom hlicitò.
lGeronimo porte.)
Benché tutto lremonùe...
lRecitolivoì
CONTE
Per fore ch'Élisetlo mi ricusi
ll modo è [ocilissimo
Oh, Poolino, Poolinol
CONTE
Do me stesso
Ho fotto tulto ll podre è contentissimo
Ch'io sposì Corolino
stesso
Mi ovreie
FIDA1MA
Pielroso e non crudel.
FIDAT'ÉA
(Egli è quo solo; e questo gobinelto
[fermondosì in disporte)
È un luogo odottissimo
Per porlor di segreti )
FlDAL,lA
Poolino?
Mo con vostro frotello?
Signoro?
ll frotel mio
Deve ben occordor quel che vogl'io
PAOLINO
(Ello mi sembro
FlDAll,tA
PAOLINO
I pensier noshi
Do un'isbsso cogion per cwenfuro
Sorebbero prodoni?
E non forò rumore?
FIDAIMA
(Mi ho guordoto sofl'occhio, e ho
sospiroto?l
PAOLINO
(È turboto senz'oltro- ll cor mi monco)
di nuovol Anl fosse moi
Che onch'ei per me senlìsse
Quel ch'io senio per lui?)
(E sospiro
CONTE
Certomente Consoloti, e lu
FIDAI.'VIA
Voi non mi disturbote.
Pensieroso, però, se non m'ingonno,
Erovote onche voi?
[o bonÉ vosko
ll mio merito eccede, e mi consolo.
FIDAMA
. Lo dite dowero?
)
PAOTINO
PAOTINO
Mo
(Se n'è occorto senz'ohro
Ahl Signoro
PAOTINO
Che volgo in sé quolche pensier molesio.
Ah, che son disgroziob oncoro in
questroll
PAOLINO
In che posso servirvi?
PAOLINO
Questo è ben vero.
Mo Fidolmo qui giunge... Ecco l'islronie'
Sceno secondo
ll Conte, poi Poolino
PAOTINO
Vi vidi pensieroso, e non mi porve
Di dover disturborvi.
FIDAI.MA
PAOTINO
FIDAU\^A
Qr[lJrumor? Contento ei dee mostrorsene
PAOTINO
È
Quondo oncor non lo fosse.
ciò impossibile.
PAOTINO
FIDAIMA
Non pesovole o me?
Oh mio conforlo!
PAOTINO
FIDAI.AAA
Non so negorlo.
Preslissimo.
FIDAI.MA
Ed io pensovo o voi. Femmino esperlo
Anzi senzo dimoro.
Dunque quondo?
PAO!.rNO
43
44
Sceno quorlo
FIDAIMA
Ebbene: in quesio
punb
Corolino e detti
Vi do lo mio porolo
Che sorele mio sposo.
FlDAl,rvlA
PAOTINO
Sposo?
lo Corolino)
[omore e il conienlro
Vedete che fo.
FIDAIMA
Si, coro mio.
PAOTINO
lo?
Mo cos'è? Coso è occoduto?
t{o oddiol Che cos'è sbio?
PAOTINO
Non mi prendo
5i, mio bene. Consolofi, consololi...
}1o di color ti congi? E che cos'hoi?
Per gioio in deliquio
Vedeie che sio.
(Quol nuovo controilempo è queslro moi!)
lN. l2
- Terzettol
Sento, oimé: che mi vien mole, Giò mi
monco quosi il fioio.
FIDA]AltA
Non è nienie, sPoso omoio:
Quest/è effetto del piocer.
FIDAT'$A
Son quo pronio, son quo lesio...
CAROTINA
FlDAlrvtA
PAOUNO
Ci moncovo quesb oncoro
Per più formi deliror!
Mo giò in piedi ti ritrovo.
Per lo gioio che ne provo
Queslu mon ti do o bocior.
FIDA]MA
ll povero giovine
Di me innomorolro
lo vodo o pigliore
Un cerio elisire;
Non siole o porlire,
Reslolevi quo.
(porte, poi ritorno)
CAROTINA
(Che creder, che dire
Do me non si so.!
Giusio cielo! Quol'offonno!
Quol sospetto mi moriello!
Su, li scuoli. §u, fovello,
Ch'io mi senio loceror.
PAOTINO
Pei pietò, che in svenimenl,o
lo mi senùo giò coden
PAOTINO
(siede)
Corolino...! Deh, vo vio.
FIDAIMA
CAROUNA
Quesfè effero del conbnlo:
Tu
(s
olzo)
Quonte pensi sposorne? Oro comprendo
Perché o svelor non pensi
ll nodo clondestin che ci ho legoti.
[o foi per il piocere
Di hodire due donne o un solo islronle,
Me come sposo, e I olho come omonb,
CAROTINA
tronlro
PAOLINO
No, Corolino. no: chetoti, e oscoltomi
CAROLINA
E che deggìo oscoltor?
Non ti ho trovoto
Svenuto per omore
Al fionco di mio zio? Non l'ho senlito
Vonlorsi del tuo offeito?
E che l'hoi do sposor non ho giò detto?
ordire.
CAROTINA
Mio signoro, pion pionino.
FlDALi[A
Bocio, bocio Poolino.
(o Corolinof
Non ci oveie voi do enlron
PAOLINO
Questo è un ingonno, o coro
o3
CAROLINA
Eh sì un ingonno
Che do te si commette Se tu omovi mio
zto,
Perché non sposor lei? Perché sedurre
Uno fonciullo onesto
Privo d'ogni esperienzo e d'occorlezzo
CAROIINA. PAOTINO
Queslro cerio confidenzo
Di fonciulle ollo presenzo
Che stio bene non mi por:
FIDAl^,lA
Di quolunque ollo presenzo
Posso dor ùo! confidenzo
A colui che ho do sposol:
(Fidolmo, porte).
(Corolino e Poolino mostrono
Per forlo poi crepor doll'omorezzo?
PAOLINO
rfiìGr.olro, per pietò
di
porfire, mo
CAROLINA
Possero: no, non lemer...
invoghito di mio zio
E mi vieni od ingonnor.
Mio coro Poolino...
Mo cerio è svenuio.
o2
lRecitotivoì
Che vuoi ch'io oscolti?
Comprendo ln questo istonte
ll peso del mio follo
Mi senti: ìo corro odesso
A piedi di mìo podre;
Svelerò quel che ho fofio,
PAOTINO
Toci, ioci, che per oro
Non mi posso qui sPiegon
CAROTINA
A quolunque costigo
Vonne, vonne: lo seguitu,.. No, orresioli.
Dimmi, hisio, su, dimmi:
Mi
Porgiomogli oiuto.
C'è olcun di lò?
poi si orrestono.)
Sceno quinio
Corolino e Poolino.
renderò soggetto
Di te poi, seduttol kisto, spergiuro,
45
46
Seguo quel che si voglio, io non mi curo
CAROLINA
Coso potresti dir?
lper porlire)
PAOTINO
Fermo, fermo,
PAOTINO
Dir che tuo zio
ti prego...
CAROTINA
Oibò
Mi losc
:
PAOLINO
No, ti dico
Soltunlo in quell'istonb
Mi si xoperse omonie;
E Io sorpreso mio fu che mi tolse
(uso dei sensi,
Or vonne o pubblìcormr
Quol sedutto' Rovinomi Mo primo
Prendì queslo coltello;
E poiche seì impozzito,
CAROLINA
Questo do te ospeltorsil
l3
Prio che spunli in ciel l'ouroro
Cheti cheti, o lenio posso,
Scenderemo fin obbosso
Che nessun ci sentirò.
Sortiremo pion pionino
Dollo porto del giordino:
Tuttro pronto uno corrozzo
CAROLINA
Guordo ch'io te lo do
PAOTINO
Non mi ritiro
do noi si koverò.
I covolli di goloppo
Senzo poso coccerò.
Do uno vecchio mio porenlre
Buono donno, e ossoi pieloso,
Ce n'ondremo, coro sposo,
CAROLINA
Mo non disse ello stesso
Che tu l'omovi?
PAOLINO
Equivocò Fidolmo
E
storemo cheri lò.
Come poi s'ovrò do fore
Penseremo o mente cheb.
Sposo coro, sto pur lieio,
Che l'omor ne ossislerò.
CAROLINA
Confesso, o fo dowero
Sceno seslro
Corolino solo.
PAOLINO
Se un bugiordo mì credi,
Spingi senzo pielode
lRecitoiivol
CAROTINA
(piongendo)
Cosi resleroi libero;
Così lo sposeroi.
CAROLINA
Ahl Mi vien freddo, ed il coltel mi code
PAOTINO
PAOLINO
Ah, no, che tu cosi morir mi foi.
Nell'ingonno tu sei, rogion non senti
Or soppi, sposo mio, che più moneggio
Non lrovo ol scoprimenlo
Per solvor il decoro; e o noi non resio
Che di fuggir Co'buoni uffizi il podre
li scordì in un punto dì furore
Chi sei tu, chi son io, tulto l'omore
E
do uno porte, indi il Conte
ELISETTA
Ouo nullo si conclude,
Quo ognuno slo in sìlenzio;
Ed io mostico intonlo omoro ossenzio.
CONTE
{Oui lo trovo olfin Voglio provormì
Se lo posso ridurre o ricusormì
Servo, servo umilissimo
)
ELISETTA
Venìte come sposo
o moncotore?
CONTE
Vengo quol mi volele Conoscitor del vosko
Merìto singolor degno d'un soglio,
Sol dol vostro piocer dipender voglio
ELISETTA
Voi porlote d'inconto
CONTE
E piu v'incontero Se mì oscoliole
FI IAETTA
PAOTINO
Colmoti un poco.
Elisetto
lporte)
CAROLINA
lo mi senlro morir!
47
Apportomenti
Ariol
Lò
PAOTINO
Ascolt io dico.
lN.
Sceno sellimo
doll'oltro
Chiusi in quello il velturino
Per schivor quolunque introppo,
CAROLINA
Ah! Chì potevo moi
d
Qui dommi primo uno mortol ferito
Vo'ondor
PAOTINO
Senlimi, e poi
Subito te ne ondroi, se ondor tu vuoi
Forem poi che si plochi.
ollo fine
Quel ch'è forb è giò fotto;
Preslro o turdi lo sdegno ho il suo confine.
CAROLINA
Fuggir? Polese ol mondo
Render il nostro follo? E [or di noi
Porlor con disonor? Questo sorebbe
Render pìù ocerbo oncoro lo ferilo
Al seno di mio podre. .
No, no Prio di risolvermì
A così duro posso,
Che costerebbe o me troppo dolore,
Voglio tentor quel che mi dice il core
(porte)
Benissimo Porlote
CONTE
ln primo luogo
Crede. voi mi dovete ;l più sìncero,
ll più ingenuo di tuttì:
Che ho il core sulle lobbro: e che son lole
Che di me pur io dico il bene e il mole
4B
ELISETTA
Vediomone uno
provo
Per esempio:
Quel di for oll'omor con mio sorello,
Essendo
o me promesso,
o bene?
Lo dite mole
CONTE
Mole, mole, molissimo
Ecco ch'io lo confesso ln certi inconlri
Sorò dìfficilissimo
Ve ne sono dì fìsici
Ve ne son di moroli lnsommo io porlo
lngenuomente: e locco o vgi, signoro,
Di for poi rìflessione o questi detti,
Ch'io vi owerto di over deì gron difetfi
ELISETTA
Questo è un vìzio koppo brulto
Mo il potrete un dì loscior
FIDA1MA
CONIE
Mo ospeltote, mio signoro:
Tutto detto non ho oncoro
ELISETTA
Convien togliergli offotto ognl speronzo
Di poterlo sposor
Son vizioso giocotore,
Cropulone, bevitore:
Mì ubrioco spesso spesso,
Che vo fuori di me stesso,
Dite benissimo.
Mo se voi lo credeE
lnvoghib del Conl,e, io poi vi dico.
Che forse, forse con rogion fondoio
[o credo di Poolino innomorolo.
Sono di un noturole
Focìle o sdrucciolor Mo meglio udite
S'è ver ch'io son sincero ln me sicuro
Che c'e del buon; mo primo
Che i locci d'lmeneo tro noi sion sketlì,
lo vì owerlo di over dei gron difetti
{A mettermi comincio un poco in
opprensione )
Orsù, signore,
Giocché siete sirìcero, onche vi pìoccio
Di dirmì quoli sono
Per poter regolormì
(Allo flne non vorrei sogrificormi I
ELISETTA
CONTE
Oro poi non credo nienle,
Quondo li conoscete, è coso focile
Sentite: io ve lo dico
Voi lo dite per scherzor
ETISETTA
Che possiote emendorvi
Perché
CONTE
Dunque focciom che debbo
Possor in un riliro
Acciò non ci disturbi.
Cosco in terro oppur kobollo,
Son pìù slrombo di un covollo
Vodo tuttì o molkofior.
ETISETTA
voi lo volete, e vi ubbidisco;
Per oltro in veritò che ne orrossisco
CONTE
Oh! Lo credo ìmpossibile Sempre ho
Quondo poi non 1o credele,
lN. lO-Arioì
sentilo o dire
Che collo vìlo si monlìene e duro
Quel vizio che nell'uom posso ìn noluro
Son lunotico bilioso
Son soggello oll'emicronio:
Ho sovente certo smonio
ETISETTA
Che in delirio mi [o ondor
Voi mi sgomentereste
Se vi credessi in tullo
Son sonnombulo perfetto
CONTE
Bosto credete pure
Quello sol che vi pioce lo con voi kolto
Do golonluomo e in termini ossoì schieili
lo vi owerlo di over dei gron difefti
Che dormendo vo o giror
Sogno poi se sono o lello
Di dor colci, e di pugnor
Dico queslo, e ve lo giuro:
Che o me nullo voi piocete,
Che non v'omo, e non vi curo,
Non vi posso lolleror
Di quello non mi curo.
FIDA]MA
Me ne curo ben io: né più mi senio
Di tenerlo celoto.
FIDA1MA
Ollimomente.
Questo è il pensier che onch'ìo volgevo in
(porle)
mente
Scenq oltrovq
Eltsetlo poi Fidolmo
Mondotu vi sorò domon motlino.
Losciole lor
lRecitotivol
o me: lo froschettìno
Sceno nonq
ll§ignor Geronimo e dellt
ELISETTA
Poteo porlor quell'onìmo incivile
Con più di scondescenzol
ELISETTA
Tuilo questo? Bogotelle!
)
ELISETTA
Elisetlo mio coro,
ETISETTA
Vi trovo ben turboto!
ETISETTA
Non soro vero moi ch'io vi rinunzi
Perché poi mio sorello
Debbo sposor il Conte.
dogli occhi del Conb
Non si toglie od un irotio Corolino,
Qui nosce uno rovino.
GERONlMO
Si può fore un borotlo
CONTE
Obbligoto vi son Mo non iemete
Cercherò di odofformi
Piono piono Non e fullo,
Per gli omorì ho un gron trosporto
Per le donne cosco morto
Se
di questo che vi por?
Ebben? Sei persuoso
FIDAI.MA
Poiché me lo owertite
E
GERONIMO
Di rinunzior o questo motrimonio?
{Qui ci vo dello mio pelle
Mo soprommi riguordor
CONTE
Ohl Ouesto poi
ETISETTA
49
50
Per te vonloggiosissimo.
ETISETTA
Vio, risolvete; vio non lordote
FIDAI,\^A
Non si {onno borotti
Anzi mi meroviglio,
Che un uomo come voi prudenle e soggio
Propongo od esso un ohro moritoggio
GERONIMO
Sì, un oltro moriloggio Ecco, luo zio
È
o2
Presto,
onzi, subilo si deve for
GERONIMO
Mo non strillote lutte due unite
Senio che il timpono voi mi ferile
Porlote piono senzo gridor
dello mio opinione.
ELISETTA - FIDALMA
FlDALlvlA
Anzi, dico di no. Si deve togliere
Lo couso del disordine.
Corolino fomento
Lo possione del Conie; onde si deve
Forlo sporir, mondorlo in un ritiro;
E occheÈti cl'e sion rulri i 'umori,
A'loro
S', otor verirò fuori
po;
ELISETTA
Diremo dunque, diremo piono,
Che ìn un ritiro di quo lontono
Per metter ordìne ol gron disordine
Lo Corolino si dee mondor
(piono
GERONIMO
Che coso dite?
(forle, oll'orecchio)
ELISETTA
Abbiom porloto
(come sopra)
FIDALMA
fole, il mio decoro
Non vuol che in questo coso
lo me ne resli più Voi mi forete
De' copiloli miei restituzione,
E se questo non
Ah, §ignore! Ai pie'voshi scco uno
figlio...
o3
GERON!MO
Che cos'hoi? Che cos'è? Cos'è occoduio?
Alzoti, e porlo in piedi...
FIDAIMA.
ELISABETTA
O che frocosso di Sotonosso
Tutto lo coso forò tremor.
CAROUNA
GERONIMO
Senzo for chìosso, senzo frocosso
Si puo ben dire, si può porlor.
(Fidolmo
ed
Elisetlo portono )
Sceno decimo
ll Signor Geronimo solo
)
Voi ci senlite?
Avete ben copito?
GERONIMO
Sì, sì, porlole pure
GERONIMO
Giò v'ho copito ch'è un quorto d'oro
FIDAU\AA
Vi obbiomo detto
E così finiremo ogni questione
GERONIMO
Sio moledelto queslo skillorl
ETISETTA
ELISETTA
Avetre inleso bene?
ln un ritiro o Corollno
GERONIMO
lRecilolivol
GERONIMO
In un ritiro? E perché in un riliro
Lo devo for possor, se il mio ìnleresse
Anzi vuol ch'io permetto
Che il Conte se lo sposi!
No Piono, E mìo sorello
Se sdegnoio perciò, dol mio negozio
Levo i suoi copitoli? Ello è uno scosso
Ch'oggi io non so se soslener lo posso
Dunque ondÉ in un riliro.
Pensiomo or dunque in quol miglior
moniero
Devo dorle lo nuovo innonzi sero.
Ah, no signore...
GERONIMO
Alzoti ed ubbidisci ol genitore.
lo però li prevengo
ln quello che woi dirmi.
Tuo sorello e tuo zio /honno giò deito
Che devi in un riliro
Possor domon mollino: e fu ten vieni
Tremonb e sbigottiio,
Quosi ci ovessi do resbr in viio,
CAROTINA
lo in un ritiro? Ah! mio signor:..
GERONIMO
Tu devi
For lo mio Yolontò.
CAROUNA
Fuori di bmpo
E un ritiro per me.
GEF6NIMO
Soli due mesi
Ci 3toroi, e non più
Scenq undicesimq
Corolino in disporte, e dello
CAROLINA
Dehl Podre mio
GERONIMO
Giò v'ho copito, coro signoro
CAROTINA
(Son risoluh io sbsso
Di vincere il rossor. lo sudo.,. io gelo,.,
Altro è quel che mi offonno
FIDAL\AA
FIDAI.^AA
lN.
Mondor dovele domon mollino
lvlo forlo, oddio!, convien...
M'oiulo, o Cielo...!l
Sordo non son. Forò quonto conviene.
l5
Terzettol
Coso loreie? Vio, su, porlote
GERONIMO
ll mio interesse
ll vuole, e lo mio poce
52
CAROLINA
Sceno kedicesimo
Ahl Permeltele
Che oi voslri pie' mi gelli; e che
Conle, Corolino
CONTE
Si, è ver: mo mì pioceste; ed il mio core
Or non vorrio che voi
Còlti vi obbiom.
Còlti vi obbiom sul fottro.
ETISEITA
implorondo
lRecilotivol
Lo pietode poterno
CONTE
CAROLINA
Mo pero
Signoro froschefiino.
Nel ritiro onderoi domon motlino.
Dove, dove mio coro
Con lronlo ogiiozione? Oimé! Porloie,
Che oveb? Che chiedete? lo son per voi
Col cor, col songue, collo vito isiesso;
Più di voi nullo ol mondo or m'inieresso.
lporte)
CAROTINA
E quello diffidenzo
CAROLINA
Dunque se l'ottenermi
lmpossibile fosse, oh! sìgnor mio.
Perché coltivereste un lol desio?
Perché se voi m'omole
Mi vorreste infelice,
Quondo polreste invece
Rendermi voi, con uro eroico ozione,
Oggi lo vìto, e lo consolozione?
Che deggio over nel coso mio imporionle
D'uno che giò mi si è scoperto omonte
CONTE
Mo signor,..
In orgosmo mi mette
Quesio vostro porlor che por d'inconto
Pero non mi confondo
Si, y'omo; e queslo omor, se o voi ciò
GERONIMO
Toci lò.
GERONIMO
Orsù, mi secchi
FIDA1MA
tutto quel che il cor vorrebbe
Non è sempre possibile
ETISEITA
CONIE
(o Geronimo)
Vedeie lo sguoioto?
Ve l'occordo onche questo
FIDAI.A,IA
Ah, potessi porlor!
Sceno dodicesimo
Corolino solo
CONIE
Chi vi trolliene?
CAROLINA
E possono moi noscere
CAROLINA
Mi trottiene il decoro,
Conkollempi peggiori!
ll podre mio sedotto,
Mio sorello e mio zio con me ollerote,
Tulti ìn orgosmo: e come moì poss'io
Svelore in lol momenli il lollo mio?
IN. l6 - Recilotivo occomooqnolol
lsegue con strumenti)
Come locerlo poi, se in un
riliro
Ad enhor son coslrelb...?
Misero...! ln quol confiosio
Di pensieri mi hovo! lo son smorrilo...
Cielo, deh, tu m'oddito
ll consiglio miglior.
Quolche speronzo
Rendi ol cor mio.,.
Mo il core, oddiol mi dice:
Corolino infelice,
Pietò di rc non senle il ciel tironno...
Ah! Disperoio io vo o morir d'offonno...
(per portire disperolomenle, s'inconho nel
Confe che lo trolliene)
CONTE
Diffidor d'un che v'omo! Oh, queslo coso
Esser non può che quello
Di scoprirgli un rivol Mo udite, o coro.
Un uom di mondo io sono:
S'egli è primo di me, ve lo perdono
D'esser tordi orrivolo
lncolperò lo sorte mio rubello
CAROLINA
E doresle
lo mono o mio sorello?
CONTE
Ouesto poi no
CAROLINA
Sposoto pur l'ovreste
Senzo controddizion, s'io più di lei,
Per un gioco del coso in quel momento,
Non vi fossì piocìuto?
Vedete lo froschefl,o'?
Tutti gli uomini olleilo:
E lo mono si loscio
Bocior do ognun che omore o lei
protesto.
GERONIMO
Oro do dubitor più non mi reslo.
CAROTINA
pioce,
CONTE
d'ogni più bello ozion sorò copoce.
Mo non sopeie...
CAROTINA
Giurolremelo, Conie.
Tqeere
CONTE
lo ve lo giuro
(in questo Elisello, Fidolmo ed il Signor
Geronimo che osservono)
Sull'onor mio, su queslo bello mono
Ch'io vo' bocior. Senliomo oro l'orcono.
EI.ISETTA
voi, che ben vi slo.
FIDA1MA
Toceie.
GERONIMO
Sceno quottordicesimo
Domoni nel rifiro. E voi. signore,
O domon sposenele
Quello cui prometlresie, o dell'offronto
Noi lo vedrem se mi forò dor conl,o.
tidolno,
e deffi.
CONTE
Eliseno,
il
Signor Geronimo
Mo se...
53
54
GERONIMO
Non vi do oscoho.
FIDAI.MA
ELISETTA
Ad uno pronto [ugo
No: il ritiro è destinoto.
Forse oncor lorderò lo sposo mio?
CAROTINA
ETISETTA
Mo io...
No: il ritiro è preporoto,
Se son vendicoto
Contento giò sono
Al conte perdono
Lo suo infedeltò
Se tolto è l'oggetto
EIISEfiA
Voi in un ritiro,
GERONIMO
FIDAI.MA
CAROTINA
Mo voi siete lonlro coni
No: il ritiro è pronlo giò.
ln un riliro.
CAROTINA
(Ah, ch'io pozzo divento! lo giò deliro!)
lN. lZ
EIISETTA. FIDAI.MA - GERONIMO
Se codesse oncoro il mondo
Deve ondorci, e ci onderò.
- Quintettol
Deh, losciolre ch'io respiri,
Disgrozioto, meschinello!
lo rivol di mio sorello
No, non sono, ed il Ciel lo so.
lncolpotro son o
(ol Conlrel
Senz'omor né corilùl
lo mi perdo, mi confondo,
ll cervel do me sen vo!
lorlo.
CONTE
lo divengo furibondo
S'onche un poco resto quo.
(Corolino, tl Conle ed il Signor Geronimo
porfono per diverse porli)
Che il cor gl'incoleno,
Con foccìo sereno
Lo mon mi dorò
(porlono)
Scenq sedicesimo
Forse oncor potrio,
ln queste circostonze,
Lusingorsi e speror fovore o oiuto?
Do chi? Come? ln quol modo. ? lo son
perduto!
No, si risolverò Per offretlornelo,
Vodo nello suo sÌonzo
Non v'è più tempo: non v'è'pìù speronzo
(prende un ohro lume ed entro nello stonzo
di Corolino)
So/o
Tovoltno con quotlro lumi occesi
ll Signor Geronimo e Poolino
Sceno diciotiesimo
ll Conte, poi Elisefto
l8
lRecitotivol
[N.
GERONIMO
CONTE
Venile quo, Poolino Questo lettero
Spedìte per espresso
A Modomo lntendente del ritiro
Che vedete qui scritto, occio le orrivi
Domoni di buon'oro.
Sio curo vostro oncoro,
ll porlor di Corolino
Duettol
Penehoio m'è nel seno.
Ah, soper polessi olmeno
ll segreio del suo cor!
Per si omobile rogozzo
lo non so quel che forei:
di ondor o letto,
D'owerlire lo posto, occio non monchi
Di qui mondormi oll'olbo
Quotko buoni covolli. . Eh? Coso dite?
E solvorlo ben vorrei
PAOLINO
E lo
Sorele or persuoso
lo non porlo, signor.
- FIDA!.MA
uno sguoiolro.
Siele porte inlreressolo.
Ch'e il Conie, e non Poolino
Quello di cui è invoghito?
Mo non vi penso or più: sorò finito
Un saggellro sFovogonte
Mi fu noscere nel sen.l
GERONIMO
GERONIMO - ETISETTA - FIDAIAAA
Nel ritiro ondor dovrò.
FIDAIMA
Ed io credo benissimo
Che sio uno civellino: o che piuttoslo
Uno di que le sio
Che s'innomoron sol per debolezzo
Di cioscun che le guordo o le occc:rez.zo
Primo
Deh, porlote voi, signore:
Sincerote il genitore,
Che o voi più si crederò.
Sceno quindicesimo
Elisello e Fidalma
CONTE
IRecitotivoi
Quest'omobile togozzo...
ETISETTA
È un'osfulro, è
CAROTINA
Sol tre giorni
ollo portenzo
lo vi chiedo per pieÉ.
Polesor lo mio innocenzo
Quolche coso vi potrò.
ELISETTA
lN. l8 -Arioì
Dol domestico livor.
ELISETTA
(R.itiroio io lo credevo
Bene Eseguile
lo mi rìtiro odesso Andote pure.
Sionco oggì son di tonte seccoture
lprende un lume ed enlro nello suo slonzo)
trovo or qui vogonb
CONTE
(A trovorlo me ne ondrei
di for ben.l
Se credessi
EtISETTA
Sceno diciossetiesimo
Poolino solo,
PAOLINO
E o risolversi odesso
Signor Conle, servo o lei
Che wd dir che qui lo rovo?
CONTE
Vuol dir quesio, ch'io mi movo.
55
56
ETISETTA
o2
Che stio solo non conviene.
Oh, che momento è queslro
D'offonno e di timore!
Mo qui dobbiom for core,
Ch'oltro per noi non c'è.
CONTE
Grozie, grozie, mio signoro:
Vodo pur, ch'io vodo oncoro.
Tempo è giò di riposor.
lSi prendono un lume per codouno)
EtISETTA
Chi picchio si forb?
Chi fo io! rumore?
ELI§ETTA
ls'owiono per portire)
Veniie quo fuori:
Si
(Sortono Fidolmo ed
Si, sentro un uscio oprir.
con lume in mono,)
(Finché vengo domofiino
ETISETTA
ln sospello devo
(con lume)
Solto voce quo vicino
Cerio iniesi o fovellor.
Uno porio pion pionino
Ho sentiio poi serror...
Ho sospetto.., Vo' scoprire.
(Vo od oscolfore ollo porto di Corolino
A porlor pion pion si senb...
Vi sio il Conlre cerhmenb..
lo li voglio svergognor:
(Vo o boÌlere ollo porfo di Fidolmo )
Sortile, sortilre.
Venite qui in fretio
CONTE
{Questo furbo soproffino
Non vo' forlo sospettor)
(Si ritirono nelle propile slonze, resfo lo
sceno oscuro
)
Sceno dicionnovesimo
Poolino e Corolino dollo suo stonzo, indi
Elisetlo, poi Fidolno, poi il signor
Geronimo ed infine il Conte, tutti dolle
rispettive loro sfonze
lN. 20 - Finole
llì
il
Signor Geronimo
GERONIMO - FIDA1MA
(indtcondo Elisetto)
lo no cerio: sorò lei.
FIDAI.'IAA
Potrebbe olcun venire:
Si tordi un po' o portir:
(rientrono nello slonzo)
Che coso è occodub?
GERONIMO
Che coso è moi
ETISETTA
slror.)
Ubriochi voi soreie.
Zitlo... Mi por senlire...
o2
Dormo bene. Modomino.
CONTE
hotio d'onor:
PAOUNO
Buono notle ol signor Conle.
CONTE
EUSEITA - FIDAI,VIA - GERONIMO
Quole sboglio! Quol errore!
Quesb coso come vo?
Perdonob, mio signore;
Qui un equivoco ci sh.
GERONIMO
ldi dentro)
FlDAlrr4A
ldi dentro)
PAOTINO
Deh, ti conforio, o coro.
Chi botb? Chi chiomo?
Seguimi piono piono.
ETISETTA
ETISETTA
No signor: lo giurerei:
Quolcun olho vi sorò.
nob?
CONTE - GERONIMO
Sbndo in piedi questu sogno.
FIDA1A4A
lo sono lremonh
FIDAI'VIA
GERONIMO
Quo confonderlo bisogno
E rossor ne proverà.
lo son sconcerioio.
)
.
. GERON]MO
ETISETTA
ETISETTA
ll Conb sio chiuso
Con mio sorellino.
Si foccio rovino
Di quel troditor.
Corolino, fuori, fuori...
Anche quesb si vedro.
EIISETTA. FIDA1MA - GERONIMO
lgridondo ollo porto
FIDA1A4A
(oll'uscio di Corolino, lo quole sorle con
Poolino, e vonno od inginocchiorsi oi piedi
defSgnor Geronimo)
di Corolino)
Conb perfido, molnobl
CAROIIM.
Conle indegno, scellcrcto
Fuori, fuori vi vogliomo,
Ah, signore, oi voshi piedi
A imploror veniom pietò!
PAOTINO
Che scoperb sieb giò.
Son io, Elisetlo,..
o bollere ollo porto del Signor
CAROTINA
(Vo
SEndimi pur lo mono
Che mi vocillo il pie'.
Geronimo)
Aprib, deh, oprite,
Sortite signore
(esce il Conle
dollo
suo slonzo)
CONTE. CAROTINA
Or che vedo io resio esiotico!
- FIDAI.MA
CONTE
ELISETTA
Qui dol Conte che si wolc?
Quoi indegnissime porolc?
Ecco il Conie: eccolo quo.
Quesl'è un'olho noviÉ.
57
5B
5g
M'inleresso o suo fovore.
CAROTINA
Coso s'inlende?
Perdonolre
o lor di core.
Ch'io Elisetlro vo o sposor.
FIDAI.MA
Coso vuol dire?
ELISETTA
CAROTINA - PAOTINO
M'interesso onch'io signore,
Deh! Losciotrevi plocor.
Vi supplichiomo di compotire,
Che d'omor presi... Son giò due mesi...
ll mohimonio fro noi seguì
Morio Ronchese, \ozzello
scenico per ìl ll Atto de //
molrtmonio segrelo ol Teoko
,l960
o Fenice di Venezio,
Perduio nell'incendio del
CAROTINA
(o Fidolmo)
Voi che dite?
I
996
CAROTINA - FIDAI.A/IA
ll mohimonio!
FIDAIMA
Voi che foe?
CAROTINA - PAOI.INO
Signori si.
CONTE. PAOTINO - CAROTINA -
CAROTINA
(tutti tngtnocchtoti)
Perdonole, perdonolre.
Ah, disgrozioti! Quol trodimenio!
Andoie, o tristi: pielu non senlo.
Più non son podre:
vi son nemico.
lo vi discoccio, vi moledico,
Rominghi ondoie lonton do me.
CAROTINA - PAOI.INO
Pieio, perdono. Colpo è d'omore.
ELISETTA
FIDAI.MA
Giò che il coso è disperoto,
Ci dobbiomo conlenlon
ll motimonio segreto (Atto l') or
ìeotro Lo Ferice di Verezio,
ìQÒ2; scere 6. 665iun d; Morio
orchese. reqio di Giovonn;
Pi
Foro
Giocomeli. Arcnivio
Sto'ico del Teo'ro Lo Ferice
GERONIMO
Bricconocci! Furfoniocci...!
Son offeso, son sdegnolro...
Mo... vi voglio perdonor:
FIDAL^,lA
Pielù non s'obbio d'un hoditore.
CONTE - EIISETTA
Deh'.Vi colmoie. Deh! Vi plocote,
Rimedio ol fotto più già non c'è.
PAOTINO - CAROTINA - CONTE - ETISETTA
Che kosporto d'ollegrezzo!
Che conlrento! Che dolcezzol
lo mi senlro giubilor!
TUTTI
FIDA1MA
Sion discoccioti. Sion costigoti.
Azion si nero punir si de'.
CONTE
fucoltote un uom di mondo,
Qui il gridor non fo olcun frufio:
Mo prudenzo vuol che tutto
Anzi s'obbio d'oggiusior,
ll mio omor per Corolino
Oh che gioio! Oh che piocere!
Giò conienti tutti siomo!
Queslre nozze noi vogliomo
Con gron fesio celebror.
Che si chiomino i porenli,
Che s'invitino gli omici,
Che vi siono gli strumenti.
Che si suoni, che si conti.
Tutti quonti hon do brillon
F/NE
ll mafrimonio segrefo
(A[o l) ol Teoiro lo Fenice
di Venezta, 1949.,
ol eslimenlo dl Giuseppe
Morchìoro
Archivio Storlco del
Teoko lo Fenice
GIOVANNI BERTATI-
DOMENICO CIMAROSA
o curo di MIRKO
60
morì
ll librettisto iloliono del Motrimonio Segreto
o Venezio nel l8l5. Ero flglio di un mod
Servi. ll nobile Antonio Grimoni lò lece
studìore
SCHlPlLLlTl.
di Coserto, il lZ
il ìO luglio 1735 e
gno dei Grimoni de'
1749 - Domenico Nicolo Cimoroso nosce od Averso, in provincio
dicembre, figlio di Gennoro, murotore, e di Anno
ò, mo Bertoti si volse
1756 -Lo fomiglio si troslerisce o Nopolì, dove
odre lovoro ollo costruzìone dello
reggio di Copodimonte, e risiede in un'obitozione onn so ol convento di Son Severo dei
podri conveniuoli ol Pendino, presso cui lo modre lovoro come lovondoio
il
1757 '?erde ìl podre, rimonendo in miserio. lnizio o {requentore lo libero scuolo
convenluole, dove riceve le prime lezioni di musico do un frole o Son Severo, che lo istruisce
onche nelle leHere
I 26 I - Viene ommesso groluitomenle ol Conservotorio dello Modonno di Loreto, dove
frequento i corsi di composizione, conto (do Anlonio Socchini), ormonio e controppunto,
violino, studiondo onche clovicembolo e orgono.
1772 - Conclusi gli studi in Conservotorio, riceve probobilmente lezioni do Piccinni,
cercondo di entrore nello suo cerchìo; successìvomente si perfezìonerò in conto col costrolo
le. Duronle il cornevole, ol Teotro dei Fiorenlini di Nopoli debutto come
slrovogonze del conle. Nei successìvi dodici onni comporrò prevolentemente
Gi
op
pe
* Cfr Enciclopedio
dello speÌocolo, tirenze, Coso Edikice Sonsoni
l960
omo.
1777 -Per il Teotro Volle di Romo compone l'intermezzo I lre omonti Sposo Costonzo,
figlio di Cecilio Pollonte, che muore dì porto l'onno successivo: prende quindi ìn moglie
l'oltro fiolio dello Pollonle. Goetono ll Teotro Volle ollestisce l'intermezzo ll ritorno di Don
Colondino.
1779 - Si oflermo ol Volle con il primo importonie successo in compo comico,
l'inlermezzo L'itoliono in Londro. Divenlo orgonisto sopronnumerorio dello corte di Nopoli,
senzo stipendio, e inouguro il Teoko del Fondo con lo commedio L'infedelto fedele.
1780 - A Romo vo in sceno
commedio per musico ll folignome.
di noscilo di
Bertoti (il nome di
lìo compore
Atto
formo Bertoto)
e lopide
commemorotivo nello
solo consilìore del
iv\unrcrpro dt
Morlellogo
Do: Giovonni Bertoti,
lZ35-ì 815, Cosso
ed Artigìono
S. Stefono,
Rurole
MortellogoVenezio,
I
985
ì78 I
lo suo primo opero serio, Coio Morio, o Nopolì
lo
- Lo primo opero su teslo di Melostosio è A/essondro nelle lndie, in sceno ol Teotro
Argentino di Romo.
1782- A Progo ve
l'onno seouenie Gionni
fonciulle [resso il Cons
Giovonni e Poolo, per
Giuditto. Per il cornevo
ll convilo (Cimoroso olloggerò in un'obilozione presso ìl Ponte dello Verono,
S Fontin). ll debutto ol Teotro Son Corlo di Nopoli owiene con il drommo pe
clnese (libretio di Metoslosio). Al Teoho dei Fiorentini si roppresenlo lo comme
Lo bollerino omonte.
1783 - Primo opero scrilto oppositomente per lo Scolo di Milono è il drommo Lo Circe.
Duronte il cornevole, ol Teoko Volle di Romo vo in sceno I'inlermezzo I due boroni di Rocco
Azzurro, o cui Mozorldestinerò l'orio nAlmo gronde, K.578, per uno ripreso viennese del
1789
1784 Al Teolro dello Pergolo dì Firenze viene olleslilo il drommo gìocoso Lo vonilò
deluso o ll mercoto di Molmontile, primo lovoro di Cimoroso su libretlo dì Goldoni Al Teotro
Eretenio di Vicenzo viene roppresentoto il drommo serio L'Olimprode, enorme successo in
61
62
tuilo
Per lo Scolo scrive il drommo gìocoso I due suppostt conti Al Teotro Regio di
vo ìn sceno con gronde successo il drommo serio Arloserse su leslo di Metostosìo
ltolio
Torino
63
lZ85 Al Teotro dei Fìorentini vo in sceno il drommo giocoso ll mollo disperolo
1786 Al Teotro Nuovo di Nopoli vengono roppresenlote Le frome deluse e lo forso
L'impresorio in ongusfie. Insieme od oltri outori porlecipo ollo stesuro del drommo socro
socriftzio dr Abrono
//
I 800 Esilioto, obbondono Nop
dirigere il coro dell'Ospedoletto e lovo
lrogico Ademisio, che rimorrò lncompi
i o Podovo e Venezio, do continuo
ntole le opere serie
Lo
figl
edificoto. Nosce
il
opere odottole
in
ver
'Trollo do:
ll motinonlo
EdÌzÌonÌ del Teoko
lo
Fenlce
segrotr:, "lo lorrlc:o primo dell'Opero
dl
Venozl,r
o
r rrro
20047',
Progrommo
di
solo,
doll'Ufliclo slompo.
Froncesco Soverio Condido
Domenico Cimoroso ol
cenbalo l17B5l
Olio su telo Nopoli,
Museo di Son Mortino
rinnovoto successo
1794 Al Teoko dei Fiorentìnì si roppresento lo commedio per musico
Le osluzie
femminili
1796
Al Teolro Lo Fenice di Venezio vo ìn sceno l'opero serio Gli Orozi e Curiozi,
Coslonzo
1797
Al Son Corlo di Nopoli sì roppresento Artemisio, regino di Corio
o
ssione dello Fenice per ìl n vo drommo
to successivomenie do mo ignoto).
Si ringrozio lo FONDAZIONE Dl VENEZIA'GIOVANI A TEAIRO
per il contribulo equivolente o 450 progrommi dì solo che verronno donoti
olle clossi iscrifie oll'iniziotivo
I
ESPERTEilZE
prm:*:"
ldeozione e coordinomento del progetto formotivo: DOMENICO CARDONE
Areo Formozìone, Ricerco, Progetti innovotivi dello Fondozione Teotro
Lo Fenice
di Venezio
5 32Q 4 \ 7 86520, lox O41 7 86 57 1,
e-moil: edu I @teotrolofenice.org
Edumedioleco : edumed ioteco.leotrolofenice@gmoil
rel.O4 \ 7
86
com
Coproduzione dello speitocolo:
Conservoiorio di Musico Benedetto Morcello di Venezio
lO
tel. 0415225604/041523656ì' lox
Son Morco 28
: segrelerio@conseve. il - hnp: / / v,rww.conseve. il
enoil
O415239268
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Il Matrimonio sesreto - Giovanni Umberto Battel