SPOSARSI IN CHIESA Notizie e istruzioni ad uso delle coppie che si interrogano circa la possibilità di vivere con Cristo e insieme agli altri Cristiani la loro storia d’amore pag. 1 pag. 2 LE PORTE E LE FINESTRE TOGLITI I SANDALI DAI PIEDI ovvero la paura di amare Mi succede di chiedermi che cosa sia questa emozione, che mi prende pure il corpo, fino a sentirla spingere negli occhi, ogni volta che due creature, dentro una chiesa o dentro un comune, osano dire sposandosi parole tanto assolute e tanto tenere ad un tempo. Mi è accaduto ancora una volta giorni fa dentro il silenzio stupito di una chiesa romanica a cui ti affacci, per scalata di fede, al colmo del biancore di una lunga scalinata. Mi risposi che a commuovermi è il legame di assolutezza e di tenerezza che abitano queste parole. Non mi prendono il cuore minimamente le parole assolute se sono intrise di gelo, il gelo del dogmatismo. Ma queste altre parole che dicono amore incondizionato, che sfidano il futuro senza essere sfrontate, consapevoli di una fragilità, nel dono di una tenerezza infinita, queste sì, mi prendono il cuore. Forse, ti dirò, è anche stupore, perché le sento pronunciare dentro una stagione, dove nell’aria, tra le mille paure, respiri anche questa paura, strana paura, la paura di amare. Dentro una stagione come la nostra, in cui si vuole salva e custodita, se possibile, una via di fuga alle spalle. E non me la sto prendendo, come spesso avviene con il fenomeno delle convivenze, fenomeno in grande inarrestabile espansione. Non è detto che abiti lì o sempre lì la paura di amare. Ricordo che anni fa mi capitò di leggere un articolo di Xavier Lacroix, teologo francese, padre di famiglia, direttore dell’Istituto di Scienze della Famiglia a Lione, che invitava a guardare più da vicino il fenomeno: “La situazione non è più quella di trenta anni fa, quando scegliere la convivenza equivaleva a contestare il matrimonio. Oggi, per esempio, la maggior parte vive un certo senso della pag. 3 LE PORTE E LE FINESTRE fedeltà, e la coabitazione non ha il significato dell’amore libero: ci si augura durata, più dell’80% delle coppie spera di “tenere”, si concepiscono bambini e i genitori li riconoscono. Inoltre, senza saperlo, molti fanno il percorso di storici e etnologi, recuperando e riscoprendo forme antiche di matrimonio in uso prima del XII secolo, prima che la Chiesa istituzionalizzasse il rito con lo scambio di consensi.(...) Non è che chi non si sposa non si impegna: la promessa può benissimo essere scambiata nell’intimo della coppia ed è questo l’essenziale. Ma talvolta l’essenziale non basta”. Il luogo della paura di amare, così mi sembra di capire, non è necessariamente una situazione sociale, è una stanza più interiore, è il cuore di ognuno di noi. Spesso la paura di amare è paura di uscire da se stessi dove sai, o ti illudi di sapere, paura di abbandonarsi all’altro, paura di rischiare l’avventura delle mani di una donna o di un uomo cui ti stai affidando. Spesso è anche paura di soffrire. O di essere ferito. Una paura che non trattenne il Signore Gesù. Non lo trattenne dal consegnarsi. Lui ben consapevole di che cosa può accadere quando sei nelle mani degli uomini. E furono mani di croce. Purtroppo della logica del cautelarsi e del non rischiare, della paura di amare con vera e non pallida passione, abbiamo dato ampia dimostrazione lungo i secoli. Nel suo libro “Equivoci, mondo moderno e Cristo” Padre Bevilacqua ricordava le parole, senza misericordia né reticenze, di alcuni testimoni del nostro tempo, parole che andavano a fotografare volti di credenti. Secondo Mounier “esseri che pesano e misurano il gesto al millimetro, eroi linfatici,, vasi di noia, sacri sillogismi, ombre di ombre”. Trent’anni prima Péguy ne aveva smontato il meccanismo psicologico dicendo: “Perché non hanno forza per essere della natura, credono di appartenere alla grazia. Perchè non hanno il coraggio temporale credono di essere penetrati dall’eterno, Perché non possono appartenere al mondo che rifiutano, credono di appartenere a Dio”. pag. 4 LE PORTE E LE FINESTRE Parole non prive di durezza in cui senti la delusione per un amore che si dichiara tale ma, per paura di sofferenze o di falsi moralismi, tiene, ad ogni buon conto, una buona riserva di distanza. A volte è anche, e lo dobbiamo ammettere, paura di essere invasi. Le storie di amori che furono invasioni non vanno certo a rassicurare il cuore. Non sarà, mi chiedo, che il segreto per togliere dal cuore dell’altro la paura di amare non stia anche nel vivere amori che non siano per nulla nel segno dell’invasione dell’altro, nel segno dell’occupazione dell’altro, nel segno della riduzione dell’altro ad oggetto. Mi ritornano al cuore le parole di un amico, Erri De Luca: un giorno lui si trovò fra le mani il libro della Bibbia e tale fu il fascino che dovette per passione andare al sapore delle parole così come suonavano nell’antico testo e da allora, al chiarore delle luci del mattino interroga con gli occhi e le dita le grafie sacre. In un suo testo che mi fecero conoscere anni fa due amici, Federica e Tomaso, mi capitò di leggere una poesia, non più dimenticata, che mi piace qui trascrivere, parola per parola, quasi toccandole: Ho visto l’amore delle frecce, “io amo te”: arco teso contro un bersaglio, dove io è il soggetto e te un complemento, oggetto di una mira, un caso accusativo. Ho letto in una lingua antica: E amerai “al” tuo compagno come te stesso, (veaavtà lereacà camòca). Un errore in grammatica, non un errore in cuore. Porta amore a qualcuno porgi il te stesso ma fino alla soglia. Fa’ che si chini per alzarlo a sé, mai che debba staccarselo di dosso. Fa’ che non sia proiettile contro sagoma attinta, ma la deposta offerta. pag. 5 LE PORTE E LE FINESTRE Quando Federica e Tomaso mi lessero la poesia, che poi trovò posto nel libretto del loro matrimonio, a colpirmi fu da principio la stranezza del dativo. Nella traduzioni che per lo più abbiamo fra le mani, è scritto: “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Lv 19,18). E la traduzione grammaticalmente funziona. Nel testo originale, annota Erri De Luca, sta scritto: “Amerai al tuo compagno come te stesso”. “Al tuo compagno”, al dativo. “Un errore in grammatica” ma, aggiunge Erri De Luca, “non un errore in cuore”. pag. 6 don Angelo Casati Le tappe del corso prematrimoniale da OTTOBRE a gennaio Le coppie di catechisti sono: ••Gianluca Donati e Antonella Sono previsti una serie di incontri inPapanicola troduttivi: (026481006 - 3297456664) •• a) uno con il parroco di conoscen••Massimo Sandre e Loretta za e per chiarire le motivazioni che Luiselli stanno dietro la richiesta del ma(026457517 - 3408703691) trimonio religioso e per l’iscrizione •• b) uno di inizio ufficiale con tutte le coppie che parteciperanno all’itinerario che sarà domenica 19 ottobre dalle 17.30 alle 20.30 Con una di queste coppie, che verrà indicata in occasione dell’incontro iniziale - domenica 20 ottobre - ci si accorderà per stabilire le date degli incontri in base alle proprie e altrui disponibilità. •• c) due con alcuni esperti (ginecologo, psicologo, avvocato) del consultorio familiare nelle Da gennaio a maggio domeniche 23 novembre e 14 Da gennaio a maggio ci saranno gli dicembre dalle 17.30 alle 20.30 incontri di approfondimento della vita di fede in prospettiva familiare: •• d) due con una coppia di catechisti per conoscere la loro esperienza •• a) anche questi incontri saranno e per mettere a fuoco i contenuti la domenica sera dalle ore 17.30 fondamentali della vita matrialle 20.30 (compresa una cena moniale e della prospettiva della autogestita alla quale non si può fede a proposito del matrimonio. mancare assolutamente) pag. 7 Le tappe del corso prematrimoniale •• b) le date sono: 18 gennaio 8 febbraio 15 marzo 19 aprile •• c) tali incontri saranno integrati da un tempo di convivenza e ritiro spirituale dal pomeriggio del 30 alla sera del 31 maggio a Valtournenche (Cervinia) Domenica 25 gennaio 2014 alla celebrazione dell’Eucaristia delle ore 10.30 i fidanzati riceveranno una particolare benedizione dalle coppie già sposate presenti in Chiesa, tra le quali sarebbe bello che ci fossero anche i rispettivi genitori di ciascuno dei fidanzati stessi. Al termine verrà offerto un aperitivo. Infine il cammino in preparazione al matrimonio Va inteso come un vero e proprio cammino di fede, ciò significa che gioveranno allo stesso cammino tutti quei gesti che nutrono la fede quotidiana del cristiano quali la preghiera, la lettura del Vangelo, la celebrazione dell’Eucaristia alla domenica, la carità per i poveri, la pratica del perdono, l’amore ai nemici, la partecipazione responsabile al progresso della vita sociale ed economica della società. pag. 8 Adempimenti Burocratici 1. Valore civile del Matrimonio in Chiesa 2. Procedura Circa 2 mesi prima della celebra1.Il Matrimonio in Chiesa, normal- zione del matrimonio mente, ha valore anche civile, 1.Si portano al Parroco innanzicioè lo stesso matrimonio celetutto i Certificati di Battesimo e brato in chiesa ha valore anche di Cresima di entrambi gli sposi, per lo Stato: difatti il parroco che vanno chiesti (specificando procede alla celebrazione solo la richiesta “per uso matrimoquando è in possesso del Nulnio”) al parroco della chiesa la-Osta del Comune, durante dove fu amministrato il Battesla celebrazione legge agli spoimo. Se sull’atto di Battesimo si anche gli articoli del Codice non figura anche la Cresima, è Civile riguardanti il matrimonio; necessario richiedere il Certifidopo la celebrazione fa firmare cato di Cresima al parroco della agli sposi e testimoni un atto di chiesa dove fu ricevuta la Cresimatrimonio che trasmetterà apma. pena possibile al Comune. 2.Se uno degli sposi (o anche en2.Attenzione! Quando si va intrambi) non hanno ricevuto la sieme al Comune per i documenCresima, bisogna generalmente ti, non ci si sposa civilmente, provvedere prima del matrimoma si fa solo la richiesta per il nio, accordandosi con il parroco consenso civile: l’unico matricirca i tempi e le modalità. monio, (fatte salve le debite eccezioni) civile e religioso in- 3.Se uno degli sposi ha abitato sieme, è quello in chiesa. fuori della diocesi della sua attuale residenza per qualche tempo (più di un anno) dopo aver compiuto i 16 anni, è necespag. 9 Adempimenti Burocratici (pubblicazioni, richiesta al Cosario produrre il Certificato di mune, registro dei matrimoni). Stato Libero. Tale certificato può essere fatto (alla presenza 7.Si fissi con il parroco la data del di due testimoni) dal parroco Consenso religioso, verificando stesso che sta raccogliendo i che tutti i documenti richiesti documenti o dal parroco dove siano stati consegnati. si è abitato. 4.In questa occasione è necessario consegnare la parroco 3. Il Consenso Religioso l’Attestato di Frequenza al Corso dal Parroco di Preparazione al Matrimonio 1.Innanzitutto il Consenso reli(se tale corso è stato frequengioso consiste nella verifica di tato presso un’altra parrocchia). tutti i documenti: che ci siano e 5.Per l’estrema esattezza dei dati che siano in ordine. anagrafici attualmente la Con2.In secondo luogo, separataferenza Episcopale Italiana mente e sotto giuramento, il (CEI) richiede anche il Certifiparroco verifica la correttezza cato anagrafico contestuale di delle intenzioni dei due futuri residenza, cittadinanza e stato sposi, facendo firmare tutte le civile rilasciato dal Comune (nel dichiarazioni rilasciate. caso il competente ufficio comunale si rifiuti a produrre tale 3.Il parroco compila e consegna certificato si ricorra al docuagli sposi la richiesta di pubblicamento della Curia arcivescovile zioni civili (Mod.X), che gli sposi fornito dal parroco). porteranno al comune quando andranno per il consenso civile. 6.Si consegni infine anche il foglio con tutti i dati necessari per compilare i vari documenti pag. 10 Adempimenti Burocratici (mod. X). 4.Il parroco redige inoltre la richiesta di pubblicazio2.Chiedere in Comune quando ni religiose (Mod. VIII/IX) da sarà possibile tornare per riticonsegnare al parroco di quello rare il Nulla-Osta del Sindaco per dei due che non abita nella parla celebrazione del Matrimonio rocchia dove si sta facendo il con(da consegnare poi al parroco), senso. Eventualmente il parroco tenendo presente che – anche richiederà, quando è necessaper le pubblicazioni civili – è rio, altre pubblicazioni per altre necessario che passino almeno chiese. Si tenga presente che le due domeniche di seguito dal pubblicazioni devono rimanere momento del consenso civile. esposte in chiesa per almeno due domeniche di seguito, dopo di che possono essere ritirate. 5. Ultimi adempimenti 1.Consegnare al Parroco sia le pubblicazioni religiose firmate 4. Il Consenso Civile e timbrate dal parroco (o dai in Comune parroci) presso il quale erano 1.È sufficiente (almeno per il Costate esposte, sia il nulla-osta mune di Milano) che i futuri ritirato in Comune. sposi muniti di carta di identità (basta anche la fotocopia) op- 2.A questo punto, se il matrimonio sarà celebrato altrove, il Parpure uno dei due (con anche la roco rilascia i documenti necescarta di identità dell’altro) opsari da consegnare al parroco pure un parente munito di deleche celebrerà il rito. Oppure da ga (comprese la carta di identità consegnare in Curia per essere di entrambi gli sposi) si rechi vidimati se il rito dovrà essere in Comune per consegnare la celebrato in altra diocesi. richiesta compilata dal parroco pag. 11 Adempimenti Burocratici 6. Note sulla celebra- 3.Se gli sposi desiderano che il matrimonio sia celebrato da un zione altro prete diverso dal proprio 1.Se il rito verrà celebrato in parroco, avvisino per tempo questa Parrocchia, i futuri sposi il parroco, comunicandogli il potranno indicare al parroco le nominativo del prete scelto. letture bibliche scelte per la celebrazione. È opportuno che sia- 4.Si tenga presente che il matrimonio va celebrato entro 6 no gli stessi sposi a incaricare mesi dalla data del primo cerqualche conoscente o amico per tificato prodotto, perché tutti la proclamazione della Parola di i documenti hanno validità seDio durante la celebrazione del mestrale. Se scadono, tutta la matrimonio. procedura deve essere ripetuta 2.Dato che è molto opportuno daccapo. che durante la celebrazione eucaristica del matrimonio gli 5.L’addobbo floreale della chiesa è a carico e a discrezione desposi ricevano la Comunione, gli interessati. Si consiglia la in questa occasione si fisserà moderazione: gli sprechi sono con il parroco un appuntamensempre fuori luogo e le esagerto per la Confessione (qualazioni sempre di cattivo gusto. che giorno prima del matriSe dovessero capitare due matmonio), a meno che gli stessi rimoni lo stesso giorno nella stsposi prevedano di confessarsi essa chiesa, è cosa ottima che le altrove. Nella stessa occasiodue coppie si accordino. ne o comunque due /tre giorni prima del matrimonio si farà 6.Gli sposi, se credono, possono una “prova” della celebrazione. prepararsi un libretto partico- lare da distribuire a tutti per seguire meglio il rito. pag. 12 Adempimenti Burocratici 7.Tocca agli sposi preoccuparsi 9.Quanto al “riso” forse la cultura che abbiamo e la sensibilità che dell’accompagnamento musiabbiamo maturato verso tante cale della celebrazione. Se gli situazioni di miseria potrebbe sposi vogliono fare intervenire aiutarci a prendere le distanze qualcuno che canti la tradizioda questa usanza che sta divennale “Avemaria” o qualcosa del tando esagerata e pacchiana e genere, si sappia che ciò è posquindi a invitare parenti e amici sibile solo a cerimonia conclusa a inventare qualche modo più (cioè durante la firma del regisfantasioso e fine per esprimere tro e dell’atto di matrimonio). gli auguri. 8.È usanza che si lasci alla chiesa, in questa occasione, un’offerta per le necessità della stessa Parrocchia. Non esistono tariffe in proposito. pag. 13 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio PRIMA LETTURA Dal libro della Genesi 1,26-28.31 Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche è su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra”. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. Dal libro della Genesi 2,18-24 Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”. Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta”. Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. pag. 14 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dal libro della Genesi 24 48- ni. Benedissero Rebecca e le dissero: “Tu, sorella nostra, diventa 51.58-67 migliaia di miriadi e la tua stirpe In quei giorni, il servo di Abramo conquisti la porta dei suoi nemidisse a Labano: “Benedissi il Sici!”. Così Rebecca e le sue ancelle gnore, Dio del mio padrone Abrasi alzarono, montarono sui cammo, il quale mi aveva guidato per melli e seguirono quell’uomo. la via giusta a prendere per suo Il servo prese con sé Rebecca e figlio, come sposa, la figlia del partì. Intanto Isacco rientrava dal fratello del mio padrone. Ora, se pozzo di Lacai-Roi; abitava infatti intendete usare benevolenza e nel territorio del Negheb. Isacco lealtà verso il mio padrone, fateuscì sul far della sera per svagarsi melo sapere; se no, fatemelo sain campagna e, alzando gli occhi, pere ugualmente, perché io mi vide venire i cammelli. Alzò gli rivolga altrove”. Allora Labano e occhi anche Rebecca, vide Isacco Betuel risposero: “La cosa dal Sie scese subito dal cammello. E gnore procede: non possiamo disse al servo: “Chi è quell’uomo dirti nulla. Ecco Rebecca davanti che viene attraverso la campagna a te: prendila e va’ e sia la moglie incontro a noi?”. Il servo rispose: del figlio del tuo padrone, come “È il mio padrone”. Allora essa ha parlato il Signore”. Chiamaprese il velo e si coprì. Il servo racrono dunque Rebecca e le dissero: contò ad Isacco tutte le cose che “Vuoi partire con quest’uomo?”. aveva fatte. Isacco introdusse ReEssa rispose: “Andrò”. becca nella tenda che era stata di Allora essi lasciarono partire Resua madre Sara; si prese in moglie becca con la nutrice, insieme con Rebecca e l’amò. Isacco trovò conil servo di Abramo e i suoi uomiforto dopo la morte della madre. pag. 15 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dal libro di Tobia 7,6-14 In quei giorni Raguele abbracciò Tobia e pianse. Poi gli disse: “Sii benedetto, figliolo! Sei il figlio di un ottimo padre. Che sventura per un uomo giusto e largo di elemosine essere diventato cieco!”. Si gettò al collo del parente Tobia e pianse. Pianse anche la moglie Edna e pianse anche la loro figlia Sara. Poi egli macellò un montone del gregge e fece loro una calorosa accoglienza. Si lavarono, fecero le abluzioni e, quando si furono messi a tavola, Tobia disse a Raffaele: “Fratello Azaria, domanda a Raguele che mi dia in moglie mia cugina Sara”. Raguele udì queste parole e disse al giovane: “Mangia, bevi e sta’ allegro per questa sera, poiché nessuno all’infuori di te, mio parente, ha il diritto di prendere mia figlia Sara, come del resto neppure io ho la facoltà di darla a un altro uomo all’infuori di te, poiché tu sei il mio parente più stretto. Però, figlio, voglio dirti con franchezza la verità. L’ho data a sette mariti, scelti tra i nostri fratelli, e tutti sono morti la notte stessa delle nozze. Ora mangia e bevi, figliolo; II Signore provvederà. Ma Tobia disse: “Non mangerò affatto ne berrò, prima che tu abbia preso una decisione a mio riguardo”. Rispose Raguele: “Lo farò! Essa ti viene data secondo il decreto del libro di Mosè e come dal cielo è stato stabilito che ti sia data. Prendi dunque tua cugina, d’ora in poi tu sei suo fratello e lei tua sorella. Ti viene concessa da oggi per sempre. Il Signore del cielo vi assista questa notte, figlio mio, e vi concede la sua misericordia e la sua pace”. Raguele chiamò la figlia Sara e quando essa venne la prese per mano e l’affido a Tobia con queste parole: “Prendila; secondo la legge e il decreto scritto nel libro di Mosè ti viene concessa in moglie. Tienila e sana e salva conducila da tuo padre. Il Dio del cielo vi assista con la sua pag. 16 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio pace”. Chiamò poi la madre di lei e le disse di portare un foglio e stese il documento di matrimonio, secondo il quale concedeva in moglie a Tobia la propria figlia, in base al decreto della legge di Mosè. Dopo di ciò cominciarono a mangiare e a bere. Dal libro di Tobia 8,4-8 La sera delle nozze, Tobia disse a Sara: “Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza”. Essa si alzò e si misero a pregare e a chiedere che venisse su di loro la salvezza, dicendo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto per tutte le generazioni e il tuo nome! Ti benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli! Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sue moglie, perché gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il genere umano. Tu hai detto: non è cosa buona che l’uomo resti solo: facciamogli un aiuto simile a lui. Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con rettitudine d’intenzione. Degnati di aver misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia. E dissero insieme: “Amen, amen!” Dal libro dei Proverbi 31,1013.19-20.30-31 Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. Essa gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lane e lino e li lavora volentieri con le mani. Stende la sua mano alla conocchia e gira il fuso con le dita. Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero. Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città. pag. 17 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dal Cantico dei Cantici 2,8- Dal libro di Siracide 26,1-4.13-16 10.14.16;8,6-7 Beato il marito di una donna virUna voce! Il mio diletto! Eccolo, tuosa; il numero dei suoi giorni viene saltando per i monti, bal- sarà doppio. Una brava moglie è la zando per le colline. Somiglia il gioia del marito, questi trascorremio diletto a un capriolo o ad un rà gli anni in pace. Una donna vircerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il tuosa è una buona sorte, viene asnostro muro; guarda dalla fines- segnata a chi teme il Signore. Ricco tra, spia attraverso le inferriate. o povero il cuore di lui ne gioisce, Ora parla il mio diletto e mi dice: in ogni tempo il suo volto appare “Alzati, amica mia, mia tutta bella, sereno. La grazia di una donna ale vieni! O mia colomba, che stai lieta il marito, la sua scienza gli nelle fenditure della roccia, nei rinvigorisce le ossa. È un dono nascondigli dei dirupi, mostrami del Signore una donna silenziosa, il tuo viso, fammi sentire la tua non c’è compenso per una donna voce, perché la tua voce è soave, educata. Grazia su grazia è una il tuo viso è leggiadro”. Il mio di- donna pudica, non si può valutare letto è per me e io per lui. Egli mi il pregio di un’anima modesta. Il dice: “Mettimi come sigillo sul tuo sole risplende sulle montagne del cuore, come sigillo sul tuo brac- Signore, la bellezza di una donna cio; perché forte come la morte virtuosa adorna la sua casa. è l’amore, tenace come gli inferi è la gelosia: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l’amore ne i fiumi travolgerlo”. pag. 18 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dal libro del profeta Geremìa 31,31-32.33-34 SECONDA LETTURA Dal libro dell’Apocalisse di san “Ecco verranno giorni - dice il Si- Giovanni apostolo 19,1.5-9 gnore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io Io, Giovanni, udii come una voce concluderò una alleanza nuova. potente di una folla immensa nel Non come l’alleanza che ho con- cielo che diceva: “Alleluia! Salvezclusa con i loro padri, quando li za, gloria è potenza sono del nospresi per mano per farli uscire dal tro Dio”. Partì dal trono una voce paese d’Egitto. Questa sarà l’al- che diceva: “Lodate il nostro Dio, leanza che io concluderò con la voi tutti suoi servi voi che lo tecasa di Israele dopo quei giorni, mete, piccoli e grandi!”. Udii poi dice il Signore: porrò la mia legge come una voce di una immensa nel loro animo, la scriverò sul loro folla simile a fragore di grandi cuore. Allora io sarò il loro Dio ed acque e a rombo di tuoni possenti, essi il mio popolo. Non dovranno che gridavano: “Alleluia. Ha preso più istruirsi gli uni gli altri, dicen- possesso del suo regno il Signore, do: Riconoscete il Signore, perché il nostro Dio, l’Onnipotente. Raltutti mi conosceranno, dal più pic- legriamoci ed esultiamo, rendiamo colo al più grande, dice il Signore”. a lui gloria, perché son giunte le nozze dell’Agnello; la sua sposa è pronta, le hanno dato una veste di lino puro splendente”. La veste di lino sono le opere giuste dei santi. Allora l’angelo mi disse: “Scrivi: Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!”. pag. 19 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 12,1-2.9-18 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8,31-35.37-39 Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcuna altra creature potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zero; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quel- pag. 20 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio li che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 15,1-3.5-7.13 Fratelli, noi abbiamo il dovere di sopportare l’infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo. Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso. Il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendia- te gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo. Dalla prima lettera Paolo apostolo ai 6,13-15.17-20 di san Corinzi Fratelli, il corpo non è per l’impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impudicizia, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da pag. 21 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La Dalla prima lettera di san Paolo carità non avrà mai fine. apostolo ai Corinzi 12,31-13,8 Dalla lettera di san Paolo Fratelli, aspirate ai carismi più apostolo agli Efesìni 4,1-6 grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte. Se anche parlassi Fratelli, vi esorto io, il prigioniero le lingue degli uomini e degli an- del Signore, a comportarvi in mageli, ma non avessi la carità, sono niera degna della vocazione che come un bronzo che risuona o un avete ricevuto, con ogni umiltà, cembalo che tintinna. E se avessi mansuetudine e pazienza, sopil dono della profezia e conoscessi portandovi a vicenda con amotutti i misteri e tutta la scienza, e re, cercando di conservare l’unità possedessi la pienezza della fede dello spirito per mezzo del vincolo così da trasportare le montagne, della pace. Un solo corpo, un solo ma non avessi la carità, non sono Spirito, come una sola è la sperannulla. E se anche distribuissi tut- za alla quale siete stati chiamati, te le mie sostanze e dessi il mio quella della vostra vocazione; un corpo per esser bruciato, ma non solo Signore, una sola fede, un avessi la carità, niente mi giova. solo battesimo. Un solo Dio Padre La carità è paziente, è benigna la di tutti, che è al di sopra di tutti, carità; non è invidiosa la carità, agisce per mezzo di tutti ed è prenon si vanta, non si gonfia, non sente in tutti. manca di rispetto, non cerca il suo Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! pag. 22 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dalla lettera di san Paolo aposto- chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha prelo agli Efesìni 5,2.21-33 so in odio la propria carne; al conFratelli, camminate nella carità, trario la nutre e la cura, come fa nel modo che anche Cristo vi ha Cristo con la Chiesa, poiché siamo amato e ha dato se stesso per noi. membra del suo corpo. “Per queSiate sottomessi gli uni agli altri sto l’uomo lascerà suo padre e sua nel timore di Cristo. Le mogli siamadre e si unirà alla sua donna e no sottomesse ai mariti come al i due formeranno una carne sola”. Signore; il marito infatti è capo Questo mistero è grande; lo dico della moglie, come anche Cristo in riferimento a Cristo e alla Chieè capo della Chiesa, lui che è il sa! Quindi anche voi, ciascuno da salvatore del suo corpo. E come parte sua, ami la propria moglie la Chiesa sta sottomessa a Cristo, come se stesso, e la donna sia ricosì anche le mogli siano soggette spettosa verso il marito. ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cri- Dalla lettera di san Paolo apostosto ha amato la Chiesa e ha dato lo ai Filippesi 4,4-9 se stesso per lei, per renderla sanFratelli, rallegratevi nel Signore, ta, purificandola per mezzo del sempre; ve lo ripeto ancora, rallavacro dell’acqua accompagnato legratevi. La vostra affabilità sia dalla parola, al fine di farsi comnota a tutti gli uomini. Il Signore parire davanti la sua Chiesa tutta è vicino! Non angustiatevi per nulgloriosa, senza macchia ne ruga la, ma in ogni necessità esponete o alcunché di simile, ma santa e a Dio le vostre richieste, con preimmacolata. Così anche i mariti ghiere, suppliche e ringraziamenhanno il dovere di amare le moti; e la pace di Dio, che sorpassa gli come il proprio corpo, perché pag. 23 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri. Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi! chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti! La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre. lettera Dalla lettera di san Paolo Dalla 13,1-4.5-6 apostolo ai Colossesi 3,12-17 Fratelli, rivestitevi, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. A1 di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati agli Ebrei Fratelli, perseverate nell’amore fraterno. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo. Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che soffrono, essendo anche voi in un corpo mortale. Il matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo sia senza macchia. La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: pag. 24 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Non ti lascerò e non ti abbandonerò. Così possiamo dire con fiducia: “Il Signore è il mio aiuto, non temerò. Che mi potrà fare l’uomo?”. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 2,1l;3,1-9 Carissimi, io vi esorto nel nome del Signore: voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti perché, anche se alcuni si rifiutano di credere alla parola, vengano conquistati dalla condotta delle mogli, senza bisogno di parole, considerando la vostra condotta casta e rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore -capelli intrecciati, collane d’oro, sfoggio di vestiti-; cercate piuttosto di adornare l’interno del vostro cuore con un’anima incorruttibile piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti Dio. Così una volta si ornavano le sante donne che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abramo, chiamandolo signore. Di essa siete diventate figlie, se operate il bene e non vi lasciate sgomentare da alcuna minaccia. E ugualmente voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così non saranno impedite le vostre preghiere. E finalmente siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili; non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati per avere in eredità la benedizione. Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 3,18-24 Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e da- pag. 25 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio vanti a lui rassicureremo il nostro cuore qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato. Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. VANGELO Dal vangelo secondo Matteo 5,1-12 Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 4,7-12 In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messoCarissimi, amiamoci gli uni gli altri, si a sedere, gli si avvicinarono i suoi perché l’amore è da Dio: chiunque discepoli. Prendendo allora la paroama è generato da Dio e conosce la, li ammaestrava dicendo: “Beati i Dio. Chi non ama non ha conopoveri in spirito, perché di essi è il sciuto Dio, perché Dio è amore. In regno dei cieli. Beati gli afflitti, perquesto si è manifestato l’amore di pag. 26 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio ché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi r causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”. mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. Dal vangelo secondo Matteo 7,21.24-29 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la voDal vangelo secondo Matteo lontà del Padre mio che è nei cieli. 5,13-16 Perciò chiunque ascolta queste In quel tempo, Gesù disse ai suoi mie parole e le mette in pratica, discepoli: “Voi siete il sale della è simile a un uomo saggio che ha terra; ma se il sale perdesse il sacostruito la sua casa sulla roccia. pore, con che cosa lo si potrà renCadde la pioggia, strariparono i der salato? A null’altro serve che fiumi, soffiarono i venti e si abbatad essere gettato via e calpestato terono su quella casa, ed essa non dagli uomini. Voi siete la luce del cadde, perché era fondata sopra pag. 27 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”. Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi. che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi. Dal vangelo secondo Matteo 22,35-40 In quel tempo, un dottore della legge interrogò Gesù per metterlo alla prova: “Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?”. Gli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E Dal vangelo secondo Matteo il secondo è simile al primo: Ame19,3-6 rai il prossimo tuo come te stesso. In quel tempo, si avvicinarono a Da questi due comandamenti diGesù alcuni farisei per metterlo pende tutta la Legge e i Profeti”. alla prova e gli chiesero: “È lecito Dal vangelo secondo Giovanni ad un uomo ripudiare la propria 2,1-11 moglie per qualsiasi motivo?”. Ed egli rispose: “Non avete letto che In quel tempo, ci fu uno sposaliil Creatore da principio li creò ma- zio a Cana di Galilea e c’era la maschio e femmina e disse: Per que- dre di Gesù. Fu invitato alle nozze sto l’uomo lascerà suo padre e sua anche Gesù con i suoi discepoli. madre e si unirà a sua moglie e i Nel frattempo, venuto a mancare due saranno una carne sola? Così il vino, la madre di Gesù gli dispag. 28 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio se: “Non hanno più vino”. E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”. Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”. Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Dal vangelo secondo Giovanni 15,9-12 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati”. Dal vangelo secondo Giovanni 15,12-16 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo pag. 29 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatDal vangelo secondo Giovanni to conoscere loro il tuo nome e 17,20-26 lo farò conoscere, perché l’amoIn quel tempo Gesù, alzati gli occhi re con il quale mi hai amato sia in al cielo, pregava dicendo: “Padre essi e io in loro”. santo, non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda”. pag. 30 Il consenso religioso ESAME DEL FIDANZATO/ FIDANZATA CONSENSO MATRIMONIALE Queste domande concludono la preparazione al matrimonio che l’ha aiutata a prendere coscienza dei valori e degli impegni del matrimonio. 1.Perché sceglie di sposarsi in chiesa? - Crede nel matrimonio come sacramento? - Ha qualche difficoltà nell’accettare l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio? Quale? Accetta di rispondere alle seguenti domande sotto il vincolo di giu2.Il matrimonio comporta una ramento? decisione pienamente libera. - Si sposa per sua scelta, libeSTATO LIBERO ramente e per amore, oppure è costretto da qualche necessità? 1.Dopo il compimento dei sedici - Si sente spinto al matrimonio anni ha dimorato per più dai suoi familiari o da quelli di un anno in altra diocesi? della fidanzata/fidanzato? (diocesi=realtà ecclesiale che fa capo a un vescovo). 3.Il matrimonio è comunione di Dove? tutta la vita tra un uomo e una donna. - Vuole il matrimonio come uni2.Ha mai contratto matrimonio, co e si impegna alla fedeltà coanche solo civile? niugale? - Quando e con chi? Come è cessato questo vincolo? 4.È volere di Dio che il vincolo - Ha avuto figli? matrimoniale duri fino alla morte di uno dei coniugi. - Vuole il matrimonio come indissolubile e quindi esclude pag. 31 Il consenso religioso N.B: il fidanzato deve essere interrogato separatamente dalla fidanzata e viceversa. 5.Il matrimonio è di sua natura Se non è conosciuto/a personalordinato al bene dei coniugi, mente dal parroco, si richieda un alla procreazione ed educazidocumento di identità. Si faccia one della prole. presente che le risposte alle doman- Accetta il compito della paterde di questo esame devono essere nità/maternità, senza escludere date sotto vincolo di giuramento e il bene della procreazione? che esse sono tutelate dal segreto - Intende dare ai figli d’ufficio (cfr. Decreto generale, 10). un’educazione cattolica? Le risposte siano verbalizzate e, al termine, siano rilette 6.Pone condizioni al matrimoall’interessato/a. Bisogna fare in nio? Quali? modo che le risposte non si riduca7.La sua fidanzata/fidanzato acno genericamente al «sì» o al «no», cetta il matrimonio-sacramento ma che esprimano più significaticome unico e indissolubile, vamente l’intenzione dei nubendi. oppure ha qualche riserva in proposito (infedeltà, divorzio)? - È sicuro/a che sposa lei liberamente per amore? di scioglierlo mediante il divorzio? 8.Nel fidanzamento ha avuto motivi per dubitare della riuscita del suo matrimonio? - Ha tenuto nascosto qualcosa che possa turbare gravemente la vita coniugale? pag. 32 Nozze solidali. Cosa sono? Le alternative al “consumismo da altare” sono idee semplici per risparmiare senza dimenticarsi degli altri. A volte ci mancano soltanto quelle e dei recapiti concreti. Ecco alcune proposte. LE STRUTTURE E I PRANZI La cooperativa sociale “Meta” previene il disagio giovanile e affitta spazi e tavoli della cascina “Costa Alta” del Parco di Monza (Mi) (tel. 039.321900). tering multietnico di “L’Alveare” (tel: 02/29403597) o di “Proficua” (tel:02/780811). PARTECIPAZIONI, INVITI E LIBRETTI DI NOZZE La cooperativa sociale “La Bottega Creativa” (tel. 039.321174) può chiamare a raccolta i vostri amici con partecipazioni, inviti e libretti di nozze preparate dai soci svantaggiati. La cooperativa agricola “Fraternità Nibai” a Cernusco sul Naviglio (Mi) (tel. 02.9249433) prepara LISTE DI NOZZE pranzi di nozze a prezzi ragioneSul fronte del commercio equo ha voli. aperto da poco lo “Spazio Cose Un altro parco ricco di fascino e dell’altro mondo”, prima bottesolidarietà per una festa all’aper- ga del commercio equo dedicata to è quello dell’ex-ospedale psi- solo alle nozze, promossa da “Cose chiatrico Paolo Pini: chiedete dell’altro mondo”. Lo spazio si può lumi all’associazione Olinda (tel. visitare tutti i giorni su appuntamento (tel. 02.8940175), venerdì 02.66212315). pomeriggio dalle 16.00 alle 19.00 Se lo spazio c’è già ma il cibo no e sabato dalle 10.00 alle 13.00 e affidatevi al “catering sociale” deldalle 15.00 alle 19.00. Gli sposi la cooperativa “Il Laboratorio”, potranno scegliere partecipazioche inserisce al lavoro ragazzi ni, bomboniere e creare la procon problemi di disagio psichipria lista di nozze equa e solidale. co (tel. 02.330296812); o al capag. 33 Nozze solidali. Cosa sono? Non mancano prodotti artigianali lavorati dalle cooperative sociali italiane che impiegano persone svantaggiate. Anche le “Botteghe del Mondo” di commercio equo e solidale propongono liste nozze e bomboniere. Chi vuole regalare solidarietà può “donare” agli sposi un contributo a un progetto nel Sud del mondo. ABITI Gli abiti da sposa, salvo eccezioni, vengono usati una sola volta. Se vuolete evitare questo spreco andate al negozio “Di mano in mano” dell’assoc. Comunità e Famiglia, in V. Durazzo 5 (cell. 333-4741314, per gli orari); oppure all’Officina delle Fate, in piazza S. Erasmo 5 (tel.02.29060969) te di Vidas, (Eleonora Giusti, tel. 02.72511224 oppure email: [email protected]) LUNA DI MIELE Sognate Santo Domingo o Cuba? Andateci al volo, ma con rispetto. Tures (tel. 030-292212) e Pindorama (tel. 02-39218714, [email protected]), agenzie di viaggio e di turismo responsabile, propongono lune di miele dal Brasile al Venezuela. Il settore “Viaggi e miraggi” della cooperativa Pace e Sviluppo di Treviso (tel. 0422301424) propone altri viaggi. Altre soluzioni le propongono i vari gruppi di “Bilanci di giustizia”: pranzi, abiti e feste autoprodotte e tanta semplicità: bilanci@ libero.it BOMBONIERE Una bomboniera speciale? Vidas propone una donazione all’associazione, che verrà comunicata a parenti ed amici tramite un cartoncino di ringraziamento da parpag. 34 pag. 35 Parrocchia san Bernardo Piazza cardinale Pietro Gasparri, 11 - 20161 Milano Tel. 0266227777 / 3771186236 fax 0293661372 pag. 36 www.sanbernardocomasina.it