SPOSARSI
IN CHIESA
Notizie e istruzioni
ad uso delle coppie
che si interrogano circa la
possibilità
di vivere con Cristo
e insieme agli altri Cristiani
la loro storia d’amore
pag. 1
pag. 2
LE PORTE E LE FINESTRE
TOGLITI I SANDALI DAI PIEDI
ovvero la paura di amare
Mi succede di chiedermi che
cosa sia questa emozione, che mi
prende pure il corpo, fino a sentirla spingere negli occhi, ogni
volta che due creature, dentro
una chiesa o dentro un comune,
osano dire sposandosi parole
tanto assolute e tanto tenere ad
un tempo.
Mi è accaduto ancora una volta
giorni fa dentro il silenzio stupito di una chiesa romanica a
cui ti affacci, per scalata di fede,
al colmo del biancore di una
lunga scalinata. Mi risposi che
a commuovermi è il legame di
assolutezza e di tenerezza che
abitano queste parole. Non mi
prendono il cuore minimamente
le parole assolute se sono intrise
di gelo, il gelo del dogmatismo.
Ma queste altre parole che dicono amore incondizionato, che
sfidano il futuro senza essere
sfrontate, consapevoli di una fragilità, nel dono di una tenerezza
infinita, queste sì, mi prendono il
cuore.
Forse, ti dirò, è anche stupore,
perché le sento pronunciare dentro una stagione, dove nell’aria,
tra le mille paure, respiri anche
questa paura, strana paura, la
paura di amare. Dentro una stagione come la nostra, in cui si
vuole salva e custodita, se possibile, una via di fuga alle spalle. E
non me la sto prendendo, come
spesso avviene con il fenomeno
delle convivenze, fenomeno in
grande inarrestabile espansione.
Non è detto che abiti lì o sempre
lì la paura di amare.
Ricordo che anni fa mi capitò
di leggere un articolo di Xavier
Lacroix, teologo francese, padre
di famiglia, direttore dell’Istituto
di Scienze della Famiglia a Lione, che invitava a guardare
più da vicino il fenomeno: “La
situazione non è più quella di
trenta anni fa, quando scegliere la convivenza equivaleva
a contestare il matrimonio.
Oggi, per esempio, la maggior
parte vive un certo senso della
pag. 3
LE PORTE E LE FINESTRE
fedeltà, e la coabitazione non ha il
significato dell’amore libero: ci si
augura durata, più dell’80% delle
coppie spera di “tenere”, si concepiscono bambini e i genitori li riconoscono. Inoltre, senza saperlo,
molti fanno il percorso di storici e
etnologi, recuperando e riscoprendo forme antiche di matrimonio in
uso prima del XII secolo, prima che
la Chiesa istituzionalizzasse il rito
con lo scambio di consensi.(...) Non
è che chi non si sposa non si impegna: la promessa può benissimo
essere scambiata nell’intimo della
coppia ed è questo l’essenziale.
Ma talvolta l’essenziale non basta”.
Il luogo della paura di amare, così
mi sembra di capire, non è necessariamente una situazione sociale, è una stanza più interiore, è il
cuore di ognuno di noi.
Spesso la paura di amare è paura
di uscire da se stessi dove sai, o ti
illudi di sapere, paura di abbandonarsi all’altro, paura di rischiare
l’avventura delle mani di una donna o di un uomo cui ti stai affidando. Spesso è anche paura di soffrire. O di essere ferito. Una paura
che non trattenne il Signore Gesù.
Non lo trattenne dal consegnarsi.
Lui ben consapevole di che cosa
può accadere quando sei nelle
mani degli uomini. E furono mani
di croce.
Purtroppo della logica del cautelarsi e del non rischiare, della paura di amare con vera e non pallida
passione, abbiamo dato ampia
dimostrazione lungo i secoli. Nel
suo libro “Equivoci, mondo moderno e Cristo” Padre Bevilacqua
ricordava le parole, senza misericordia né reticenze, di alcuni testimoni del nostro tempo, parole
che andavano a fotografare volti
di credenti. Secondo Mounier “esseri che pesano e misurano il gesto al millimetro, eroi linfatici,, vasi
di noia, sacri sillogismi, ombre di
ombre”. Trent’anni prima Péguy
ne aveva smontato il meccanismo
psicologico dicendo: “Perché non
hanno forza per essere della natura, credono di appartenere alla
grazia.
Perchè non hanno il coraggio temporale credono di essere penetrati
dall’eterno, Perché non possono
appartenere al mondo che rifiutano, credono di appartenere a Dio”.
pag. 4
LE PORTE E LE FINESTRE
Parole non prive di durezza in cui
senti la delusione per un amore
che si dichiara tale ma, per paura
di sofferenze o di falsi moralismi,
tiene, ad ogni buon conto, una
buona riserva di distanza.
A volte è anche, e lo dobbiamo
ammettere, paura di essere invasi.
Le storie di amori che furono invasioni non vanno certo a rassicurare il cuore. Non sarà, mi chiedo, che il segreto per togliere dal
cuore dell’altro la paura di amare
non stia anche nel vivere amori
che non siano per nulla nel segno
dell’invasione dell’altro, nel segno dell’occupazione dell’altro, nel
segno della riduzione dell’altro ad
oggetto.
Mi ritornano al cuore le parole di
un amico, Erri De Luca: un giorno
lui si trovò fra le mani il libro della Bibbia e tale fu il fascino che
dovette per passione andare al
sapore delle parole così come suonavano nell’antico testo e da allora, al chiarore delle luci del mattino interroga con gli occhi e le
dita le grafie sacre. In un suo testo
che mi fecero conoscere anni fa
due amici, Federica e Tomaso, mi
capitò di leggere una poesia, non
più dimenticata, che mi piace qui
trascrivere, parola per parola, quasi toccandole:
Ho visto l’amore delle frecce,
“io amo te”: arco teso
contro un bersaglio, dove io è il
soggetto
e te un complemento, oggetto di
una mira,
un caso accusativo.
Ho letto in una lingua antica:
E amerai “al” tuo compagno come
te stesso,
(veaavtà lereacà camòca).
Un errore in grammatica,
non un errore in cuore.
Porta amore a qualcuno
porgi il te stesso
ma fino alla soglia.
Fa’ che si chini per alzarlo a sé,
mai che debba staccarselo
di dosso.
Fa’ che non sia proiettile
contro sagoma attinta,
ma la deposta offerta.
pag. 5
LE PORTE E LE FINESTRE
Quando Federica e Tomaso mi lessero la poesia, che poi trovò posto
nel libretto del loro matrimonio, a
colpirmi fu da principio la stranezza del dativo. Nella traduzioni che
per lo più abbiamo fra le mani, è
scritto: “Amerai il prossimo tuo
come te stesso” (Lv 19,18). E la traduzione grammaticalmente funziona.
Nel testo originale, annota Erri De
Luca, sta scritto: “Amerai al tuo
compagno come te stesso”. “Al tuo
compagno”, al dativo. “Un errore
in grammatica” ma, aggiunge Erri
De Luca, “non un errore in cuore”.
pag. 6
don Angelo Casati
Le tappe del corso
prematrimoniale
da OTTOBRE a gennaio
Le coppie di catechisti sono:
••Gianluca Donati e Antonella
Sono previsti una serie di incontri inPapanicola
troduttivi:
(026481006 - 3297456664)
•• a) uno con il parroco di conoscen••Massimo Sandre e Loretta
za e per chiarire le motivazioni che
Luiselli
stanno dietro la richiesta del ma(026457517 - 3408703691)
trimonio religioso e per l’iscrizione
•• b) uno di inizio ufficiale con tutte
le coppie che parteciperanno
all’itinerario che sarà domenica
19 ottobre dalle 17.30 alle 20.30
Con una di queste coppie, che verrà
indicata in occasione dell’incontro
iniziale - domenica 20 ottobre
- ci si accorderà per stabilire le
date degli incontri in base alle
proprie e altrui disponibilità.
•• c) due con alcuni esperti (ginecologo, psicologo, avvocato)
del consultorio familiare nelle Da gennaio a maggio
domeniche 23 novembre e 14 Da gennaio a maggio ci saranno gli
dicembre dalle 17.30 alle 20.30 incontri di approfondimento della
vita di fede in prospettiva familiare:
•• d) due con una coppia di catechisti per conoscere la loro esperienza •• a) anche questi incontri saranno
e per mettere a fuoco i contenuti
la domenica sera dalle ore 17.30
fondamentali della vita matrialle 20.30 (compresa una cena
moniale e della prospettiva della
autogestita alla quale non si può
fede a proposito del matrimonio.
mancare assolutamente)
pag. 7
Le tappe del corso
prematrimoniale
•• b) le date sono:
18 gennaio
8 febbraio
15 marzo
19 aprile
•• c) tali incontri saranno integrati da un tempo di convivenza
e ritiro spirituale dal pomeriggio del 30 alla sera del 31 maggio a Valtournenche (Cervinia)
Domenica 25 gennaio 2014
alla celebrazione dell’Eucaristia
delle ore 10.30 i fidanzati
riceveranno
una
particolare
benedizione dalle coppie già sposate presenti in Chiesa, tra le quali
sarebbe bello che ci fossero anche
i rispettivi genitori di ciascuno dei
fidanzati stessi.
Al termine verrà offerto un
aperitivo.
Infine il cammino
in preparazione
al matrimonio
Va inteso come un vero e proprio
cammino di fede, ciò significa che
gioveranno allo stesso cammino
tutti quei gesti che nutrono la fede
quotidiana del cristiano quali la
preghiera, la lettura del Vangelo,
la celebrazione dell’Eucaristia alla
domenica, la carità per i poveri,
la pratica del perdono, l’amore ai
nemici, la partecipazione responsabile al progresso della vita sociale ed economica della società.
pag. 8
Adempimenti
Burocratici
1. Valore civile del
Matrimonio in Chiesa
2. Procedura
Circa 2 mesi prima della celebra1.Il Matrimonio in Chiesa, normal- zione del matrimonio
mente, ha valore anche civile,
1.Si portano al Parroco innanzicioè lo stesso matrimonio celetutto i Certificati di Battesimo e
brato in chiesa ha valore anche
di Cresima di entrambi gli sposi,
per lo Stato: difatti il parroco
che vanno chiesti (specificando
procede alla celebrazione solo
la richiesta “per uso matrimoquando è in possesso del Nulnio”) al parroco della chiesa
la-Osta del Comune, durante
dove fu amministrato il Battesla celebrazione legge agli spoimo. Se sull’atto di Battesimo
si anche gli articoli del Codice
non figura anche la Cresima, è
Civile riguardanti il matrimonio;
necessario richiedere il Certifidopo la celebrazione fa firmare
cato di Cresima al parroco della
agli sposi e testimoni un atto di
chiesa dove fu ricevuta la Cresimatrimonio che trasmetterà apma.
pena possibile al Comune.
2.Se uno degli sposi (o anche en2.Attenzione! Quando si va intrambi) non hanno ricevuto la
sieme al Comune per i documenCresima, bisogna generalmente
ti, non ci si sposa civilmente,
provvedere prima del matrimoma si fa solo la richiesta per il
nio, accordandosi con il parroco
consenso civile: l’unico matricirca i tempi e le modalità.
monio, (fatte salve le debite
eccezioni) civile e religioso in- 3.Se uno degli sposi ha abitato
sieme, è quello in chiesa.
fuori della diocesi della sua attuale residenza per qualche
tempo (più di un anno) dopo
aver compiuto i 16 anni, è necespag. 9
Adempimenti
Burocratici
(pubblicazioni, richiesta al Cosario produrre il Certificato di
mune, registro dei matrimoni).
Stato Libero. Tale certificato
può essere fatto (alla presenza
7.Si fissi con il parroco la data del
di due testimoni) dal parroco
Consenso religioso, verificando
stesso che sta raccogliendo i
che tutti i documenti richiesti
documenti o dal parroco dove
siano stati consegnati.
si è abitato.
4.In questa occasione è necessario consegnare la parroco 3. Il Consenso Religioso
l’Attestato di Frequenza al Corso
dal Parroco
di Preparazione al Matrimonio
1.Innanzitutto il Consenso reli(se tale corso è stato frequengioso consiste nella verifica di
tato presso un’altra parrocchia).
tutti i documenti: che ci siano e
5.Per l’estrema esattezza dei dati
che siano in ordine.
anagrafici attualmente la Con2.In secondo luogo, separataferenza Episcopale Italiana
mente e sotto giuramento, il
(CEI) richiede anche il Certifiparroco verifica la correttezza
cato anagrafico contestuale di
delle intenzioni dei due futuri
residenza, cittadinanza e stato
sposi, facendo firmare tutte le
civile rilasciato dal Comune (nel
dichiarazioni rilasciate.
caso il competente ufficio comunale si rifiuti a produrre tale 3.Il parroco compila e consegna
certificato si ricorra al docuagli sposi la richiesta di pubblicamento della Curia arcivescovile
zioni civili (Mod.X), che gli sposi
fornito dal parroco).
porteranno al comune quando
andranno per il consenso civile.
6.Si consegni infine anche il foglio con tutti i dati necessari
per compilare i vari documenti
pag. 10
Adempimenti
Burocratici
(mod. X).
4.Il parroco redige inoltre la
richiesta
di
pubblicazio2.Chiedere in Comune quando
ni religiose (Mod. VIII/IX) da
sarà possibile tornare per riticonsegnare al parroco di quello
rare il Nulla-Osta del Sindaco per
dei due che non abita nella parla celebrazione del Matrimonio
rocchia dove si sta facendo il con(da consegnare poi al parroco),
senso. Eventualmente il parroco
tenendo presente che – anche
richiederà, quando è necessaper le pubblicazioni civili – è
rio, altre pubblicazioni per altre
necessario che passino almeno
chiese. Si tenga presente che le
due domeniche di seguito dal
pubblicazioni devono rimanere
momento del consenso civile.
esposte in chiesa per almeno
due domeniche di seguito, dopo
di che possono essere ritirate.
5. Ultimi adempimenti
1.Consegnare al Parroco sia le
pubblicazioni religiose firmate
4. Il Consenso Civile
e timbrate dal parroco (o dai
in Comune
parroci) presso il quale erano
1.È sufficiente (almeno per il Costate esposte, sia il nulla-osta
mune di Milano) che i futuri
ritirato in Comune.
sposi muniti di carta di identità
(basta anche la fotocopia) op- 2.A questo punto, se il matrimonio sarà celebrato altrove, il Parpure uno dei due (con anche la
roco rilascia i documenti necescarta di identità dell’altro) opsari da consegnare al parroco
pure un parente munito di deleche celebrerà il rito. Oppure da
ga (comprese la carta di identità
consegnare in Curia per essere
di entrambi gli sposi) si rechi
vidimati se il rito dovrà essere
in Comune per consegnare la
celebrato in altra diocesi.
richiesta compilata dal parroco
pag. 11
Adempimenti
Burocratici
6. Note sulla celebra- 3.Se gli sposi desiderano che il
matrimonio sia celebrato da un
zione
altro prete diverso dal proprio
1.Se il rito verrà celebrato in
parroco, avvisino per tempo
questa Parrocchia, i futuri sposi
il parroco, comunicandogli il
potranno indicare al parroco le
nominativo del prete scelto.
letture bibliche scelte per la celebrazione. È opportuno che sia- 4.Si tenga presente che il matrimonio va celebrato entro 6
no gli stessi sposi a incaricare
mesi dalla data del primo cerqualche conoscente o amico per
tificato prodotto, perché tutti
la proclamazione della Parola di
i documenti hanno validità seDio durante la celebrazione del
mestrale. Se scadono, tutta la
matrimonio.
procedura deve essere ripetuta
2.Dato che è molto opportuno
daccapo.
che durante la celebrazione
eucaristica del matrimonio gli 5.L’addobbo floreale della chiesa
è a carico e a discrezione desposi ricevano la Comunione,
gli interessati. Si consiglia la
in questa occasione si fisserà
moderazione: gli sprechi sono
con il parroco un appuntamensempre fuori luogo e le esagerto per la Confessione (qualazioni sempre di cattivo gusto.
che giorno prima del matriSe dovessero capitare due matmonio), a meno che gli stessi
rimoni lo stesso giorno nella stsposi prevedano di confessarsi
essa chiesa, è cosa ottima che le
altrove. Nella stessa occasiodue coppie si accordino.
ne o comunque due /tre giorni
prima del matrimonio si farà 6.Gli sposi, se credono, possono
una “prova” della celebrazione.
prepararsi un libretto partico-
lare da distribuire a tutti per
seguire meglio il rito.
pag. 12
Adempimenti
Burocratici
7.Tocca agli sposi preoccuparsi 9.Quanto al “riso” forse la cultura
che abbiamo e la sensibilità che
dell’accompagnamento musiabbiamo maturato verso tante
cale della celebrazione. Se gli
situazioni di miseria potrebbe
sposi vogliono fare intervenire
aiutarci a prendere le distanze
qualcuno che canti la tradizioda questa usanza che sta divennale “Avemaria” o qualcosa del
tando esagerata e pacchiana e
genere, si sappia che ciò è posquindi a invitare parenti e amici
sibile solo a cerimonia conclusa
a inventare qualche modo più
(cioè durante la firma del regisfantasioso e fine per esprimere
tro e dell’atto di matrimonio).
gli auguri.
8.È usanza che si lasci alla chiesa,
in questa occasione, un’offerta
per le necessità della stessa
Parrocchia. Non esistono tariffe
in proposito.
pag. 13
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
PRIMA LETTURA
Dal libro della Genesi 1,26-28.31
Dio disse: “Facciamo l’uomo a
nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del
mare e sugli uccelli del cielo, sul
bestiame, su tutte le bestie selvatiche è su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’uomo a
sua immagine; a immagine di Dio
lo creò; maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e disse loro: “Siate
fecondi e moltiplicatevi, riempite
la terra; soggiogatela e dominate
sui pesci del mare e sugli uccelli
del cielo e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra”. Dio vide
quanto aveva fatto, ed ecco, era
cosa molto buona.
Dal libro della Genesi 2,18-24
Signore Dio disse: “Non è bene
che l’uomo sia solo: gli voglio fare
un aiuto che gli sia simile”. Allora il
Signore Dio plasmò dal suolo ogni
sorta di bestie selvatiche e tutti
gli uccelli del cielo e li condusse
all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo
l’uomo avesse chiamato ognuno
degli esseri viventi, quello doveva
essere il suo nome. Così l’uomo
impose nomi a tutto il bestiame, a
tutti gli uccelli del cielo e a tutte le
bestie selvatiche, ma l’uomo non
trovò un aiuto che gli fosse simile.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si
addormentò; gli tolse una delle
costole e rinchiuse la carne al suo
posto. Il Signore Dio plasmò con la
costola, che aveva tolta all’uomo,
una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse: Questa volta
essa è carne dalla mia carne e osso
dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta”.
Per questo l’uomo abbandonerà
suo padre e sua madre e si unirà
a sua moglie e i due saranno una
sola carne.
pag. 14
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
Dal libro della Genesi 24 48- ni. Benedissero Rebecca e le dissero: “Tu, sorella nostra, diventa
51.58-67
migliaia di miriadi e la tua stirpe
In quei giorni, il servo di Abramo
conquisti la porta dei suoi nemidisse a Labano: “Benedissi il Sici!”. Così Rebecca e le sue ancelle
gnore, Dio del mio padrone Abrasi alzarono, montarono sui cammo, il quale mi aveva guidato per
melli e seguirono quell’uomo.
la via giusta a prendere per suo
Il servo prese con sé Rebecca e
figlio, come sposa, la figlia del
partì. Intanto Isacco rientrava dal
fratello del mio padrone. Ora, se
pozzo di Lacai-Roi; abitava infatti
intendete usare benevolenza e
nel territorio del Negheb. Isacco
lealtà verso il mio padrone, fateuscì sul far della sera per svagarsi
melo sapere; se no, fatemelo sain campagna e, alzando gli occhi,
pere ugualmente, perché io mi
vide venire i cammelli. Alzò gli
rivolga altrove”. Allora Labano e
occhi anche Rebecca, vide Isacco
Betuel risposero: “La cosa dal Sie scese subito dal cammello. E
gnore procede: non possiamo
disse al servo: “Chi è quell’uomo
dirti nulla. Ecco Rebecca davanti
che viene attraverso la campagna
a te: prendila e va’ e sia la moglie
incontro a noi?”. Il servo rispose:
del figlio del tuo padrone, come
“È il mio padrone”. Allora essa
ha parlato il Signore”. Chiamaprese il velo e si coprì. Il servo racrono dunque Rebecca e le dissero:
contò ad Isacco tutte le cose che
“Vuoi partire con quest’uomo?”.
aveva fatte. Isacco introdusse ReEssa
rispose:
“Andrò”.
becca nella tenda che era stata di
Allora essi lasciarono partire Resua madre Sara; si prese in moglie
becca con la nutrice, insieme con
Rebecca e l’amò. Isacco trovò conil servo di Abramo e i suoi uomiforto dopo la morte della madre.
pag. 15
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
Dal libro di Tobia 7,6-14
In quei giorni Raguele abbracciò
Tobia e pianse. Poi gli disse: “Sii
benedetto, figliolo! Sei il figlio di
un ottimo padre. Che sventura
per un uomo giusto e largo di elemosine essere diventato cieco!”.
Si gettò al collo del parente Tobia
e pianse. Pianse anche la moglie
Edna e pianse anche la loro figlia
Sara. Poi egli macellò un montone
del gregge e fece loro una calorosa accoglienza. Si lavarono, fecero
le abluzioni e, quando si furono
messi a tavola, Tobia disse a Raffaele: “Fratello Azaria, domanda a
Raguele che mi dia in moglie mia
cugina Sara”. Raguele udì queste
parole e disse al giovane: “Mangia, bevi e sta’ allegro per questa
sera, poiché nessuno all’infuori
di te, mio parente, ha il diritto di
prendere mia figlia Sara, come del
resto neppure io ho la facoltà di
darla a un altro uomo all’infuori di
te, poiché tu sei il mio parente più
stretto. Però, figlio, voglio dirti
con franchezza la verità. L’ho data
a sette mariti, scelti tra i nostri
fratelli, e tutti sono morti la notte
stessa delle nozze. Ora mangia e
bevi, figliolo; II Signore provvederà. Ma Tobia disse: “Non mangerò affatto ne berrò, prima che tu
abbia preso una decisione a mio
riguardo”. Rispose Raguele: “Lo
farò! Essa ti viene data secondo il
decreto del libro di Mosè e come
dal cielo è stato stabilito che ti sia
data. Prendi dunque tua cugina,
d’ora in poi tu sei suo fratello e
lei tua sorella. Ti viene concessa
da oggi per sempre. Il Signore del
cielo vi assista questa notte, figlio
mio, e vi concede la sua misericordia e la sua pace”. Raguele chiamò la figlia Sara e quando essa
venne la prese per mano e l’affido
a Tobia con queste parole: “Prendila; secondo la legge e il decreto
scritto nel libro di Mosè ti viene
concessa in moglie. Tienila e sana
e salva conducila da tuo padre. Il
Dio del cielo vi assista con la sua
pag. 16
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
pace”. Chiamò poi la madre di lei e
le disse di portare un foglio e stese
il documento di matrimonio, secondo il quale concedeva in moglie
a Tobia la propria figlia, in base al
decreto della legge di Mosè. Dopo
di ciò cominciarono a mangiare e
a bere.
Dal libro di Tobia 8,4-8
La sera delle nozze, Tobia disse a
Sara: “Sorella, alzati! Preghiamo e
domandiamo al Signore che ci dia
grazia e salvezza”. Essa si alzò e si
misero a pregare e a chiedere che
venisse su di loro la salvezza, dicendo: Benedetto sei tu, Dio dei
nostri padri, e benedetto per tutte
le generazioni e il tuo nome! Ti
benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli! Tu hai creato
Adamo e hai creato Eva sue moglie,
perché gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il
genere umano. Tu hai detto: non è
cosa buona che l’uomo resti solo:
facciamogli un aiuto simile a lui.
Ora non per lussuria io prendo
questa mia parente, ma con rettitudine d’intenzione. Degnati di
aver misericordia di me e di lei e
di farci giungere insieme alla vecchiaia. E dissero insieme: “Amen,
amen!”
Dal libro dei Proverbi 31,1013.19-20.30-31
Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il
suo valore. In lei confida il cuore
del marito e non verrà a mancargli
il profitto. Essa gli dà felicità e non
dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lane e lino
e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia
e gira il fuso con le dita. Apre le sue
mani al misero, stende la mano al
povero. Fallace è la grazia e vana è
la bellezza, ma la donna che teme
Dio è da lodare. Datele del frutto
delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.
pag. 17
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
Dal Cantico dei Cantici 2,8- Dal libro di Siracide 26,1-4.13-16
10.14.16;8,6-7
Beato il marito di una donna virUna voce! Il mio diletto! Eccolo, tuosa; il numero dei suoi giorni
viene saltando per i monti, bal- sarà doppio. Una brava moglie è la
zando per le colline. Somiglia il gioia del marito, questi trascorremio diletto a un capriolo o ad un rà gli anni in pace. Una donna vircerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il tuosa è una buona sorte, viene asnostro muro; guarda dalla fines- segnata a chi teme il Signore. Ricco
tra, spia attraverso le inferriate. o povero il cuore di lui ne gioisce,
Ora parla il mio diletto e mi dice: in ogni tempo il suo volto appare
“Alzati, amica mia, mia tutta bella, sereno. La grazia di una donna ale vieni! O mia colomba, che stai lieta il marito, la sua scienza gli
nelle fenditure della roccia, nei rinvigorisce le ossa. È un dono
nascondigli dei dirupi, mostrami del Signore una donna silenziosa,
il tuo viso, fammi sentire la tua non c’è compenso per una donna
voce, perché la tua voce è soave, educata. Grazia su grazia è una
il tuo viso è leggiadro”. Il mio di- donna pudica, non si può valutare
letto è per me e io per lui. Egli mi il pregio di un’anima modesta. Il
dice: “Mettimi come sigillo sul tuo sole risplende sulle montagne del
cuore, come sigillo sul tuo brac- Signore, la bellezza di una donna
cio; perché forte come la morte virtuosa adorna la sua casa.
è l’amore, tenace come gli inferi
è la gelosia: le sue vampe son
vampe di fuoco, una fiamma del
Signore! Le grandi acque non possono spegnere l’amore ne i fiumi
travolgerlo”.
pag. 18
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
Dal libro del profeta Geremìa
31,31-32.33-34
SECONDA LETTURA
Dal libro dell’Apocalisse di san
“Ecco verranno giorni - dice il Si- Giovanni apostolo 19,1.5-9
gnore - nei quali con la casa di
Israele e con la casa di Giuda io Io, Giovanni, udii come una voce
concluderò una alleanza nuova. potente di una folla immensa nel
Non come l’alleanza che ho con- cielo che diceva: “Alleluia! Salvezclusa con i loro padri, quando li za, gloria è potenza sono del nospresi per mano per farli uscire dal tro Dio”. Partì dal trono una voce
paese d’Egitto. Questa sarà l’al- che diceva: “Lodate il nostro Dio,
leanza che io concluderò con la voi tutti suoi servi voi che lo tecasa di Israele dopo quei giorni, mete, piccoli e grandi!”. Udii poi
dice il Signore: porrò la mia legge come una voce di una immensa
nel loro animo, la scriverò sul loro folla simile a fragore di grandi
cuore. Allora io sarò il loro Dio ed acque e a rombo di tuoni possenti,
essi il mio popolo. Non dovranno che gridavano: “Alleluia. Ha preso
più istruirsi gli uni gli altri, dicen- possesso del suo regno il Signore,
do: Riconoscete il Signore, perché il nostro Dio, l’Onnipotente. Raltutti mi conosceranno, dal più pic- legriamoci ed esultiamo, rendiamo
colo al più grande, dice il Signore”. a lui gloria, perché son giunte le
nozze dell’Agnello; la sua sposa è
pronta, le hanno dato una veste di
lino puro splendente”. La veste di
lino sono le opere giuste dei santi.
Allora l’angelo mi disse: “Scrivi:
Beati gli invitati al banchetto delle
nozze dell’Agnello!”.
pag. 19
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
Dalla lettera di san Paolo
apostolo ai Romani 12,1-2.9-18
Dalla lettera di san Paolo
apostolo ai Romani
8,31-35.37-39
Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà
contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo
ha dato per tutti noi, come non ci
donerà ogni cosa insieme con lui?
Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio
giustifica. Chi condannerà? Cristo
Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e
intercede per noi? Chi ci separerà
dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? In tutte queste cose
noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono
infatti persuaso che né morte né
vita, né angeli né principati, né
presente né avvenire, né potenze,
né altezza né profondità, né alcuna altra creature potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo
Gesù, nostro Signore.
Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi
come sacrificio vivente, santo e
gradito a Dio; è questo il vostro
culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo,
ma trasformatevi rinnovando la
vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è
buono, a lui gradito e perfetto. La
carità non abbia finzioni: fuggite
il male con orrore, attaccatevi al
bene; amatevi gli uni gli altri con
affetto fraterno, gareggiate nello
stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zero; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore.
Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella
preghiera, solleciti per le necessità
dei fratelli, premurosi nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite.
Rallegratevi con quelli che sono
nella gioia, piangete con quel-
pag. 20
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
li che sono nel pianto. Abbiate i
medesimi sentimenti gli uni verso
gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle
umili. Non fatevi un’idea troppo
alta di voi stessi. Non rendete a
nessuno male per male. Cercate
di compiere il bene davanti a tutti
gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete
in pace con tutti.
Dalla lettera di san Paolo
apostolo ai Romani
15,1-3.5-7.13
Fratelli, noi abbiamo il dovere di
sopportare l’infermità dei deboli,
senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di compiacere
il prossimo nel bene, per edificarlo. Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso. Il Dio della perseveranza e della consolazione vi
conceda di avere gli uni verso gli
altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù, perché con un
solo animo e una voce sola rendia-
te gloria a Dio, Padre del Signore
nostro Gesù Cristo. Accoglietevi
perciò gli uni gli altri come Cristo
accolse voi, per la gloria di Dio. Il
Dio della speranza vi riempia di
ogni gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speranza
per la virtù dello Spirito Santo.
Dalla prima lettera
Paolo apostolo ai
6,13-15.17-20
di san
Corinzi
Fratelli, il corpo non è per l’impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che
ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
Non sapete che i vostri corpi sono
membra di Cristo? Ma chi si unisce
al Signore forma con lui un solo
spirito. Fuggite la fornicazione!
Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si
dà all’impudicizia, pecca contro il
proprio corpo. O non sapete che il
vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da
pag. 21
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
interesse, non si adira, non tiene
conto del male ricevuto, non gode
dell’ingiustizia, ma si compiace
della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La
Dalla prima lettera di san Paolo
carità non avrà mai fine.
apostolo ai Corinzi 12,31-13,8
Dalla lettera di san Paolo
Fratelli, aspirate ai carismi più
apostolo agli Efesìni 4,1-6
grandi! E io vi mostrerò una via
migliore di tutte. Se anche parlassi Fratelli, vi esorto io, il prigioniero
le lingue degli uomini e degli an- del Signore, a comportarvi in mageli, ma non avessi la carità, sono niera degna della vocazione che
come un bronzo che risuona o un avete ricevuto, con ogni umiltà,
cembalo che tintinna. E se avessi mansuetudine e pazienza, sopil dono della profezia e conoscessi portandovi a vicenda con amotutti i misteri e tutta la scienza, e re, cercando di conservare l’unità
possedessi la pienezza della fede dello spirito per mezzo del vincolo
così da trasportare le montagne, della pace. Un solo corpo, un solo
ma non avessi la carità, non sono Spirito, come una sola è la sperannulla. E se anche distribuissi tut- za alla quale siete stati chiamati,
te le mie sostanze e dessi il mio quella della vostra vocazione; un
corpo per esser bruciato, ma non solo Signore, una sola fede, un
avessi la carità, niente mi giova. solo battesimo. Un solo Dio Padre
La carità è paziente, è benigna la di tutti, che è al di sopra di tutti,
carità; non è invidiosa la carità, agisce per mezzo di tutti ed è prenon si vanta, non si gonfia, non sente in tutti.
manca di rispetto, non cerca il suo
Dio, e che non appartenete a voi
stessi? Infatti siete stati comprati
a caro prezzo. Glorificate dunque
Dio nel vostro corpo!
pag. 22
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
Dalla lettera di san Paolo aposto- chi ama la propria moglie ama se
stesso. Nessuno mai infatti ha prelo agli Efesìni 5,2.21-33
so in odio la propria carne; al conFratelli, camminate nella carità,
trario la nutre e la cura, come fa
nel modo che anche Cristo vi ha
Cristo con la Chiesa, poiché siamo
amato e ha dato se stesso per noi.
membra del suo corpo. “Per queSiate sottomessi gli uni agli altri
sto l’uomo lascerà suo padre e sua
nel timore di Cristo. Le mogli siamadre e si unirà alla sua donna e
no sottomesse ai mariti come al
i due formeranno una carne sola”.
Signore; il marito infatti è capo
Questo mistero è grande; lo dico
della moglie, come anche Cristo
in riferimento a Cristo e alla Chieè capo della Chiesa, lui che è il
sa! Quindi anche voi, ciascuno da
salvatore del suo corpo. E come
parte sua, ami la propria moglie
la Chiesa sta sottomessa a Cristo,
come se stesso, e la donna sia ricosì anche le mogli siano soggette
spettosa verso il marito.
ai loro mariti in tutto. E voi, mariti,
amate le vostre mogli, come Cri- Dalla lettera di san Paolo apostosto ha amato la Chiesa e ha dato lo ai Filippesi 4,4-9
se stesso per lei, per renderla sanFratelli, rallegratevi nel Signore,
ta, purificandola per mezzo del
sempre; ve lo ripeto ancora, rallavacro dell’acqua accompagnato
legratevi. La vostra affabilità sia
dalla parola, al fine di farsi comnota a tutti gli uomini. Il Signore
parire davanti la sua Chiesa tutta
è vicino! Non angustiatevi per nulgloriosa, senza macchia ne ruga
la, ma in ogni necessità esponete
o alcunché di simile, ma santa e
a Dio le vostre richieste, con preimmacolata. Così anche i mariti
ghiere, suppliche e ringraziamenhanno il dovere di amare le moti; e la pace di Dio, che sorpassa
gli come il proprio corpo, perché
pag. 23
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
ogni intelligenza, custodirà i vostri
cuori e i vostri pensieri in Cristo
Gesù. In conclusione, fratelli, tutto
quello che è vero, nobile, giusto,
puro, amabile, onorato, quello che
è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Ciò che avete imparato, ricevuto,
ascoltato e veduto in me, è quello
che dovete fare. E il Dio della pace
sarà con voi!
chiamati in un solo corpo. E siate
riconoscenti! La parola di Cristo
dimori tra voi abbondantemente;
ammaestratevi e ammonitevi con
ogni sapienza, cantando a Dio di
cuore e con gratitudine salmi, inni
e cantici spirituali. E tutto quello
che fate in parole ed opere, tutto si
compia nel nome del Signore Gesù,
rendendo per mezzo di lui grazie a
Dio Padre.
lettera
Dalla lettera di san Paolo Dalla
13,1-4.5-6
apostolo ai Colossesi 3,12-17
Fratelli, rivestitevi, come eletti di
Dio, santi e amati, di sentimenti di
misericordia, di bontà, di umiltà, di
mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei
riguardi degli altri. Come il Signore
vi ha perdonato, così fate anche voi.
A1 di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati
agli
Ebrei
Fratelli, perseverate nell’amore
fraterno. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno
accolto degli angeli senza saperlo. Ricordatevi dei carcerati, come
se foste loro compagni di carcere,
e di quelli che soffrono, essendo
anche voi in un corpo mortale. Il
matrimonio sia rispettato da tutti
e il talamo sia senza macchia. La
vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che
avete, perché Dio stesso ha detto:
pag. 24
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
Non ti lascerò e non ti abbandonerò. Così possiamo dire con fiducia:
“Il Signore è il mio aiuto, non temerò. Che mi potrà fare l’uomo?”.
Dalla prima lettera di san Pietro
apostolo 2,1l;3,1-9
Carissimi, io vi esorto nel nome
del Signore: voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti perché,
anche se alcuni si rifiutano di credere alla parola, vengano conquistati dalla condotta delle mogli,
senza bisogno di parole, considerando la vostra condotta casta
e rispettosa. Il vostro ornamento
non sia quello esteriore -capelli intrecciati, collane d’oro, sfoggio di vestiti-; cercate piuttosto
di adornare l’interno del vostro
cuore con un’anima incorruttibile piena di mitezza e di pace: ecco
ciò che è prezioso davanti Dio.
Così una volta si ornavano le sante donne che speravano in Dio;
esse stavano sottomesse ai loro
mariti, come Sara che obbediva
ad Abramo, chiamandolo signore. Di essa siete diventate figlie,
se operate il bene e non vi lasciate
sgomentare da alcuna minaccia.
E ugualmente voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli,
perché il loro corpo è più debole,
e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così non saranno impedite
le vostre preghiere. E finalmente
siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili; non rendete male
per male, né ingiuria per ingiuria,
ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a questo siete
stati chiamati per avere in eredità
la benedizione.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 3,18-24
Figlioli, non amiamo a parole né
con la lingua, ma coi fatti e nella
verità. Da questo conosceremo
che siamo nati dalla verità e da-
pag. 25
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
vanti a lui rassicureremo il nostro
cuore qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci
rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché
osserviamo i suoi comandamenti
e facciamo quel che è gradito a
lui. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo
gli uni gli altri, secondo il precetto
che ci ha dato. Chi osserva i suoi
comandamenti dimora in Dio ed
egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Dio per noi: Dio ha mandato il suo
unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In
questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che
ha amato noi e ha mandato il suo
Figlio come vittima di espiazione
per i nostri peccati. Carissimi, se
Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo
gli uni gli altri, Dio rimane in noi e
l’amore di lui è perfetto in noi.
VANGELO
Dal vangelo secondo Matteo
5,1-12
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 4,7-12
In quel tempo, vedendo le folle,
Gesù salì sulla montagna e, messoCarissimi, amiamoci gli uni gli altri,
si a sedere, gli si avvicinarono i suoi
perché l’amore è da Dio: chiunque
discepoli. Prendendo allora la paroama è generato da Dio e conosce
la, li ammaestrava dicendo: “Beati i
Dio. Chi non ama non ha conopoveri in spirito, perché di essi è il
sciuto Dio, perché Dio è amore. In
regno dei cieli. Beati gli afflitti, perquesto si è manifestato l’amore di
pag. 26
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
ché saranno consolati. Beati i miti,
perché erediteranno la terra. Beati
quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di
cuore, perché vedranno Dio. Beati
gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno,
vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro
di voi r causa mia. Rallegratevi ed
esultate, perché grande è la vostra
ricompensa nei cieli”.
mondo; non può restare nascosta
una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per
metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce
a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano
le vostre opere buone e rendano
gloria al vostro Padre che è nei
cieli.
Dal vangelo secondo Matteo
7,21.24-29
In quel tempo, Gesù disse ai suoi
discepoli: “Non chiunque mi dice:
Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la voDal vangelo secondo Matteo
lontà del Padre mio che è nei cieli.
5,13-16
Perciò chiunque ascolta queste
In quel tempo, Gesù disse ai suoi
mie parole e le mette in pratica,
discepoli: “Voi siete il sale della
è simile a un uomo saggio che ha
terra; ma se il sale perdesse il sacostruito la sua casa sulla roccia.
pore, con che cosa lo si potrà renCadde la pioggia, strariparono i
der salato? A null’altro serve che
fiumi, soffiarono i venti e si abbatad essere gettato via e calpestato
terono su quella casa, ed essa non
dagli uomini. Voi siete la luce del
cadde, perché era fondata sopra
pag. 27
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in
pratica, è simile a un uomo stolto
che ha costruito la sua casa sulla
sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti
e si abbatterono su quella casa,
ed essa cadde, e la sua rovina fu
grande”. Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento:
egli infatti insegnava loro come
uno che ha autorità e non come i
loro scribi.
che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha
congiunto, l’uomo non lo separi.
Dal vangelo secondo Matteo
22,35-40
In quel tempo, un dottore della
legge interrogò Gesù per metterlo alla prova: “Maestro, qual è il
più grande comandamento della
legge?”. Gli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore,
con tutta la tua anima e con tutta
la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E
Dal vangelo secondo Matteo
il secondo è simile al primo: Ame19,3-6
rai il prossimo tuo come te stesso.
In quel tempo, si avvicinarono a Da questi due comandamenti diGesù alcuni farisei per metterlo pende tutta la Legge e i Profeti”.
alla prova e gli chiesero: “È lecito
Dal vangelo secondo Giovanni
ad un uomo ripudiare la propria
2,1-11
moglie per qualsiasi motivo?”. Ed
egli rispose: “Non avete letto che In quel tempo, ci fu uno sposaliil Creatore da principio li creò ma- zio a Cana di Galilea e c’era la maschio e femmina e disse: Per que- dre di Gesù. Fu invitato alle nozze
sto l’uomo lascerà suo padre e sua anche Gesù con i suoi discepoli.
madre e si unirà a sua moglie e i Nel frattempo, venuto a mancare
due saranno una carne sola? Così il vino, la madre di Gesù gli dispag. 28
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
se: “Non hanno più vino”. E Gesù
rispose: “Che ho da fare con te, o
donna? Non è ancora giunta la mia
ora”. La madre dice ai servi: “Fate
quello che vi dirà”. Vi erano là sei
giare di pietra per la purificazione
dei Giudei, contenenti ciascuna
due o tre barili. E Gesù disse loro:
“Riempite d’acqua le giare”; e le
riempirono fino all’orlo. Disse loro
di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi
gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il
maestro di tavola, che non sapeva
di dove venisse (ma lo sapevano i
servi che avevano attinto l’acqua),
chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti
servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli,
quello meno buono; tu invece hai
conservato fino ad ora il vino buono”. Così Gesù diede inizio ai suoi
miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Dal vangelo secondo Giovanni
15,9-12
In quel tempo, Gesù disse ai
suoi discepoli: “Come il Padre ha
amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore,
come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho
detto perché la mia gioia sia in
voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento:
che vi amiate gli uni gli altri, come
io vi ho amati”.
Dal vangelo secondo Giovanni
15,12-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi
discepoli: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli
altri, come io vi ho amati. Nessuno
ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se farete ciò
che io vi comando. Non vi chiamo
pag. 29
Per imparare a
raccontarsi con le
parole di Dio
perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai
amati come hai amato me. Padre,
voglio che anche quelli che mi hai
dato, siano con me dove sono io,
perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché
tu mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il
mondo non ti ha conosciuto, ma
io ti ho conosciuto; questi sanno
che tu mi hai mandato. E io ho fatDal vangelo secondo Giovanni
to conoscere loro il tuo nome e
17,20-26
lo farò conoscere, perché l’amoIn quel tempo Gesù, alzati gli occhi re con il quale mi hai amato sia in
al cielo, pregava dicendo: “Padre essi e io in loro”.
santo, non prego solo per questi,
ma anche per quelli che per la loro
parola crederanno in me; perché
tutti siano una sola cosa. Come
tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola,
perché il mondo creda che tu mi
hai mandato. E la gloria che tu hai
dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.
Io in loro e tu in me, perché siano
più servi, perché il servo non sa
quello che fa il suo padrone; ma
vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho
fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi
e vi ho costituiti perché andiate
e portiate frutto e il vostro frutto
rimanga; perché tutto quello che
chiederete al Padre nel mio nome,
ve lo conceda”.
pag. 30
Il consenso religioso
ESAME DEL FIDANZATO/
FIDANZATA
CONSENSO MATRIMONIALE
Queste domande concludono la
preparazione al matrimonio che
l’ha aiutata a prendere coscienza
dei valori e degli impegni del matrimonio.
1.Perché sceglie di sposarsi in
chiesa?
- Crede nel matrimonio come
sacramento?
- Ha qualche difficoltà nell’accettare l’insegnamento della
Chiesa sul matrimonio? Quale?
Accetta di rispondere alle seguenti domande sotto il vincolo di giu2.Il matrimonio comporta una
ramento?
decisione pienamente libera.
- Si sposa per sua scelta, libeSTATO LIBERO
ramente e per amore, oppure è
costretto da qualche necessità?
1.Dopo il compimento dei sedici
- Si sente spinto al matrimonio
anni ha dimorato per più
dai suoi familiari o da quelli
di un anno in altra diocesi?
della fidanzata/fidanzato?
(diocesi=realtà ecclesiale che fa
capo a un vescovo).
3.Il matrimonio è comunione di
Dove?
tutta la vita tra un uomo e una
donna.
- Vuole il matrimonio come uni2.Ha mai contratto matrimonio,
co e si impegna alla fedeltà coanche solo civile?
niugale?
- Quando e con chi? Come è
cessato questo vincolo?
4.È volere di Dio che il vincolo
- Ha avuto figli?
matrimoniale duri fino alla
morte di uno dei coniugi.
- Vuole il matrimonio come indissolubile e quindi esclude
pag. 31
Il consenso religioso
N.B: il fidanzato deve essere
interrogato
separatamente
dalla fidanzata e viceversa.
5.Il matrimonio è di sua natura
Se non è conosciuto/a personalordinato al bene dei coniugi,
mente dal parroco, si richieda un
alla procreazione ed educazidocumento di identità. Si faccia
one della prole.
presente che le risposte alle doman- Accetta il compito della paterde di questo esame devono essere
nità/maternità, senza escludere
date sotto vincolo di giuramento e
il bene della procreazione?
che esse sono tutelate dal segreto
- Intende dare ai figli
d’ufficio (cfr. Decreto generale, 10).
un’educazione cattolica?
Le
risposte
siano
verbalizzate e, al termine, siano rilette
6.Pone condizioni al matrimoall’interessato/a. Bisogna fare in
nio? Quali?
modo che le risposte non si riduca7.La sua fidanzata/fidanzato acno genericamente al «sì» o al «no»,
cetta il matrimonio-sacramento
ma che esprimano più significaticome unico e indissolubile,
vamente l’intenzione dei nubendi.
oppure ha qualche riserva in
proposito (infedeltà, divorzio)?
- È sicuro/a che sposa lei liberamente per amore?
di scioglierlo mediante il divorzio?
8.Nel fidanzamento ha avuto motivi per dubitare della riuscita
del suo matrimonio?
- Ha tenuto nascosto qualcosa
che possa turbare gravemente
la vita coniugale?
pag. 32
Nozze solidali. Cosa sono?
Le alternative al “consumismo
da altare” sono idee semplici per
risparmiare senza dimenticarsi degli altri. A volte ci mancano soltanto quelle e dei recapiti concreti.
Ecco alcune proposte.
LE STRUTTURE E I PRANZI
La cooperativa sociale “Meta” previene il disagio giovanile e affitta
spazi e tavoli della cascina “Costa
Alta” del Parco di Monza (Mi) (tel.
039.321900).
tering multietnico di “L’Alveare”
(tel: 02/29403597) o di “Proficua”
(tel:02/780811).
PARTECIPAZIONI, INVITI E
LIBRETTI DI NOZZE
La cooperativa sociale “La Bottega Creativa” (tel. 039.321174) può
chiamare a raccolta i vostri amici
con partecipazioni, inviti e libretti
di nozze preparate dai soci svantaggiati.
La cooperativa agricola “Fraternità Nibai” a Cernusco sul Naviglio
(Mi) (tel. 02.9249433) prepara LISTE DI NOZZE
pranzi di nozze a prezzi ragioneSul fronte del commercio equo ha
voli.
aperto da poco lo “Spazio Cose
Un altro parco ricco di fascino e dell’altro mondo”, prima bottesolidarietà per una festa all’aper- ga del commercio equo dedicata
to è quello dell’ex-ospedale psi- solo alle nozze, promossa da “Cose
chiatrico Paolo Pini: chiedete dell’altro mondo”. Lo spazio si può
lumi all’associazione Olinda (tel. visitare tutti i giorni su appuntamento (tel. 02.8940175), venerdì
02.66212315).
pomeriggio dalle 16.00 alle 19.00
Se lo spazio c’è già ma il cibo no
e sabato dalle 10.00 alle 13.00 e
affidatevi al “catering sociale” deldalle 15.00 alle 19.00. Gli sposi
la cooperativa “Il Laboratorio”,
potranno scegliere partecipazioche inserisce al lavoro ragazzi
ni, bomboniere e creare la procon problemi di disagio psichipria lista di nozze equa e solidale.
co (tel. 02.330296812); o al capag. 33
Nozze solidali. Cosa sono?
Non mancano prodotti artigianali
lavorati dalle cooperative sociali
italiane che impiegano persone
svantaggiate. Anche le “Botteghe
del Mondo” di commercio equo e
solidale propongono liste nozze
e bomboniere. Chi vuole regalare
solidarietà può “donare” agli sposi un contributo a un progetto nel
Sud del mondo.
ABITI
Gli abiti da sposa, salvo eccezioni,
vengono usati una sola volta. Se
vuolete evitare questo spreco andate al negozio “Di mano in mano”
dell’assoc. Comunità e Famiglia,
in V. Durazzo 5 (cell. 333-4741314,
per gli orari); oppure all’Officina
delle Fate, in piazza S. Erasmo 5
(tel.02.29060969)
te di Vidas, (Eleonora Giusti, tel.
02.72511224 oppure email: [email protected])
LUNA DI MIELE
Sognate Santo Domingo o Cuba?
Andateci al volo, ma con rispetto.
Tures (tel. 030-292212) e Pindorama (tel. 02-39218714, [email protected]), agenzie di viaggio
e di turismo responsabile, propongono lune di miele dal Brasile al Venezuela. Il settore “Viaggi
e miraggi” della cooperativa Pace
e Sviluppo di Treviso (tel. 0422301424) propone altri viaggi.
Altre soluzioni le propongono i
vari gruppi di “Bilanci di giustizia”: pranzi, abiti e feste autoprodotte e tanta semplicità: bilanci@
libero.it
BOMBONIERE
Una bomboniera speciale? Vidas
propone una donazione all’associazione, che verrà comunicata a
parenti ed amici tramite un cartoncino di ringraziamento da parpag. 34
pag. 35
Parrocchia san Bernardo
Piazza cardinale Pietro Gasparri,
11 - 20161 Milano
Tel. 0266227777 / 3771186236 fax 0293661372
pag. 36
www.sanbernardocomasina.it
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Presentazione 2 - Parrocchia San Bernardo