ANNO 66º - Nº 9 (748) • MENSILE saluto 23 DICEMBRE 2012 Una copia 50 centesimi ti fratello! Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodici Italiani Editore: Opera San Pio X - R.O.C. n. 7337 - Direttore responsabile: Ferruccio Lucio Bonomo - Registrazione c/o Tribunale di Treviso n. 8 del 19 settembre 1948 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 nº 46) art. 1, comma 1 NE/TV. Stampa L’Artegrafica - Casale sul Sile (TV). I dati, liberamente conferiti all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento, sono raccolti in una banca dati presso gli uffici di Via Longhin n. 7 a Treviso e trattati secondo quanto previsto dal D. Lgs 196/03. Per i diritti di cui all’art. 7 del suddetto Decreto, rivolgersi al responsabile del trattamento dei dati. Ufficio Pastorale della Salute Casa Toniolo - Via Longhin 7 31100 TREVISO - Tel. 0422 576850 - C/C Postale 72954605 he Francesco fosse un santo tutti ne erano convinti. Ma che fosse, talora, anche un po' folle, a molti pareva evidente, come quando si spogliò davanti a tutti in piazza ad Assisi, rendendo al padre i propri vestiti; o come quando trovava per stra- C Certi volti sono una “voce” che è ascoltata anche da coloro che non ascoltano le parole della fede. Certe esistenze ci parlano di Dio al solo vederle da un ramo d'albero e lo usava a modo di archetto di un immaginario strumento musicale, suonando e cantando melodie provenzali. Un Natale indimenticabile Così accadde anche quella notte a Greggio, quando volle ricostruire la scena del presepio. Fu tre anni prima della sua morte. Francesco venne colto dall'ardente desiderio di poter “vedere in qualche modo, con gli occhi del corpo, i disagi per la mancanza delle cose necessarie ad un neonato”. Chiese, allora, che fosse ricostruita la capanna di Betlemme, con gli animali, la mangiatoia i pastori. La gente accorreva da tutte le parti felice di partecipare ad un tale evento. Ma ciò che maggiormente colpì i presenti, e che il biografo sottolineò, fu la ...voce di Francesco. Essa venne accuratamente così descritta: “Ecco la sua voce, voce forte, voce dolce, voce chiara, voce sonora che invita tutti ai premi celesti” Con voce di gioia 2 LA PRIMA VOCE 23 DICEMBRE 2012 Dalla Fonti Francescane sappiamo che Francesco aveva una bella voce e che spesso cantava nella lingua di sua madre, il francese. Tommaso da Celano, narrando lo stupore di quella notte, ricorda che le parole con cui Francesco commentò, in qualità di diacono, il vangelo, erano “dolcissime”, e che quando doveva pronunciare il nome “Gesù”, “passava la lingua sulle labbra, gustando con felice palato e inghiottendo la dolcezza di quella parola”. E se pronunciava la parola “Bethlehem” lo faceva imitando quasi il ... belato di una pecora. Un annuncio convinto Perché tanta attenzione alla “voce” di Francesco, alle sue tonalità? Lo sappiamo tutti per esperienza: non basta dire qualcosa, anche di importante, perché ne rimaniamo colpiti. Ciò che ci colpisce immediatamente è il tono della voce, il modo con cui qualcosa ci viene detto. Del resto la parola stessa non può essere intesa senza la voce che la trasmette. Tutto ciò sta a ricordarci quanto sia importante il modo con cui parliamo di Dio, della nostra fede. A volte ci sembra che quella persona non sia convinta di ciò che sta dicendo, dal momento che si esprime con tono fiacco, affrettato o annoiato... E' soprattutto nell'ambito della fede che avvertiamo l'importanza del “modo” di parlare su Dio. Come dimenticare la dolcezza di Papa Luciani o la forza di Giovanni Paolo II? “La voce” ci dice quanta cura dobbiamo avere nel trasmettere la fede. La vita stessa di un cristiano può diventare voce che trasmette la gioia del vangelo. Padre Charles de Foucauld, monaco nel deserto del Sahara, diceva: “Voglio gridare il Vangelo con la mia vita!”. Alla Vergine Maria, prima missionaria del Vangelo, bastò solo salutare con gioia Elisabetta, perché Giovanni, ancora nel grembo della madre, facesse “un salto di gioia”. Una vita che parla In questo tempo di crisi della fede siamo tutti chiamati a una “nuova evangelizzazione”, cioè ad un annuncio del Vangelo fatto con rinnovato ardore e modalità. Come non pensare a chi, nella sofferenza o nell'età anziana, sa, a volte, trasmettere la sua fiducia nel Signore anche con poche parole, o solo con un sorriso. Certi volti sono una “voce” che viene ascoltata anche da coloro che non ascoltano le parole della fede. Certe esistenze ci parlano di Dio al solo vederle. Il Natale ritorna provocandoci ad essere sempre più . come gli angeli, annunciatori “di una grande gioia”. Tra tante voci cattive, vuote o stanche, possa risuonare la voce buona e gioiosa di noi cristiani. Possa chi ci incontra in questo Natale fare “un salto di gioia”. DON ANTONIO GUIDOLIN AVO INSIEME ACCANTO AI MALATI Esperienza di coppia arricchente l volontariato è una risorsa ed una ricchezza, essere volontario è un modo per aiutare “l’altro”, ma anche la gioia di sentirsi utili a qualcuno. Siamo Daniela e Giorgio, viviamo a Salzano da quasi 20 anni e, in questo paese così ricco e prodigo di associazionismo, abbiamo proseguito e affinato la nostra inclinazione al servizio degli altri, in un’offerta e disponibilità spontanee e naturali. Dobbiamo essere grati a don Giuseppe Marigo, parroco della parrocchia di S. Nicolò di Mira, da cui proveniamo, per esserci accostati a quello che è stato il nostro primo servizio, cioè aiutare e guidare le coppie che si preparavano a ricevere il sacramento del matrimonio, in una verifica di situazione di fede e di conoscenza. Qui a Salzano abbiamo trovato terreno fertile e, nel nostro cammino d’esperienze in ambiente parrocchiale, un’amica, già inserita nell’associazione, ci ha prospettato la possibilità di seguire un Corso di formazione ed aggiornamento per volontari A.V.O. Chi fa parte di questa associazione presta il suo servizio nell’ambiente ospedaliero, accanto al malato, aiutandolo a superare la sofferenza, la solitudine, la perdita di punti di riferimento. Daniela ed io, dopo aver frequentato gli incontri previsti, siamo entrati in organico, con l’animo disposto a poter essere di aiuto e di conforto a chi vive l’esperienza del dolore. L’A.V.O. ci dà la possibilità di aiutare anche tutti coloro che trovano difficoltà, al loro ingresso in ospedale, nella prenotazione o nell’erogazione di una visita od esame. L’A.V.O. è presente ed assiste, con i suoi VOLONTARI IN CORSIA 23 DICEMBRE 2012 3 I volontari, gli ammalati nelle corsie degli ospedali, a Mirano nei reparti di Chirurgia, di Medicina, di Neurologia, a Noale siamo di conforto ai ricoverati in Lungodegenza, a Villa Salus nei reparti di Riabilitazione e Medicina. Essere volontario A.V.O. è anche uno scambio dare-avere, perché nel donare conforto, compagnia, nel regalare un sorriso, si riceve gratitudine, amicizia e tanta, tanta soddisfazione. Essere volontario A.V.O. è molto semplice, per diventarlo è sufficiente partecipare ad una serie di 5 incontri settimanali, tenuti da psicologi, medici, esperti, in un corso annuale, nei mesi di novembre e dicembre. Dopo un periodo d’accompagnamento, nel reparto assegnato, s’inizia il proprio cammino nel conforto e nel sostegno al malato, una missione che è di alcuni ma che può diventare privilegio di tutti coloro che si sentono disposti a dedicare due ore settimanali a chi soffre, a chi è nel dolore, a chi guarda al volontario avosino come “angelo custode”. Il corridoio di un ospedale con due volontarie Avo 4 S SPAZIO SALUTE 23 DICEMBRE 2012 iamo ad un bivio che richiede di lavorare insieme con intelligenza, trasparenza e onestà intellettuale”. Gualtiero Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane (www.osservasalute.it) nato per iniziativa dell'Università cattolica, commenta la Relazione sullo stato sanitario del Paese 2011, presentata l’11 dicembre a Roma dal ministro della Salute Renato Balduzzi, secondo il quale, nel 2011 la spesa sanitaria pubblica italiana è cresciuta di appena l'1,6% annuo a fronte del 4% del complesso dei Paesi Ocse. A seguito della riorganizzazione delle reti ospedaliere prevista dal Patto per la salute 2010-2012, i posti letto sono diminuiti del 4,3%. Come valuta le misure adottate dal governo? Questo governo si è trovato nella difficile situazione di dover far contribuire alla manovra di rientro dei conti pubblici un settore che di per sé già spende molto meno rispetto ai principali Paesi Ocse, ma al di sotto di certe cifre la sanità non può essere adeguatamente finanziata. La nostra spesa pubblica pro capite è inferiore del 30% rispetto a quella dei francesi e del 40% rispetto a quella tedesca. Pur evitando gli sprechi, è evidente l’impossibilità di garantire con queste risorse una buona assistenza medica. Gran parte della manovra, come ha spiegato il ministro, sarà giocata sui cittadini, La sanità pubblica ad un bivio Osservatorio nazionale: “Occorre lavorare con intelligenza, trasparenza e onestà intellettuale” sulla loro capacità di colmare questo gap attraverso i ticket, anche se non ritengo giusto addossare loro un compito che spetterebbe allo Stato. Secondo lei, i cittadini sono consapevoli della non sostenibilità del Servizio sanitario nazionale? Occorre maggiore trasparenza. Lo Stato dovrebbe ragionare sulle risorse disponibili attraverso il prelievo fiscale e precisare le prestazioni erogabili con tali risorse, chiedendo ai cittadini di contribuire per il resto, ma in funzione del proprio reddito: ai poveri non si può chiedere più di tanto. Per quanto riguarda il Servizio sanitario nazionale, una grande conquista di civiltà ma oggi in profonda crisi, siamo ad un bivio e non si può far credere all’opinione pubblica che il ridimensionamento degli sprechi, argomento emotivamente sensibile ma non decisivo, sia sufficiente a garantire un servizio migliore. La spesa sanitaria procapite, già in passato cresciuta meno della media Ocse, nel futuro è destinata a diminuire. Per l’anno in corso il taglio è di quasi 1 miliardo e mezzo; nel 2013 sarà di 2 miliardi e mezzo e nel 2014 di ulteriori 5 miliardi. Un trend che limiterà ulteriormente l’offerta dei servizi. Come si è arrivati a questo punto? “Diversi gli errori compiuti in passato. Tra questi l’elabora- zione di un sistema sanitario regionalizzato, che ha di fatto moltiplicato per 21 i centri decisionali e, ad eccezione di alcune regioni ‘virtuose’, le altre sono commissariate e in piano di rientro. Uno dei dati che colpiscono di più l’opinione pubblica è la chiusura degli ospedali e il taglio dei posti letto… Una misura che risponde alla necessità di razionalizzare la rete dei servizi. Rispetto alla media europea abbiamo una rete ospedaliera in gran parte costituita da piccoli o piccolissimi nosocomi (50 - 60 posti letto). A fronte della chiusura dei piccoli ospedali occorre però integrare l’offerta con una rete assistenziale di servizi sul territorio che garantisca continuità. Penso in particolare ai pazienti anziani cronici dimessi dopo un episodio acuto: senza una risposta intermedia tra ospedale e casa, si rischia di gravare di un peso insostenibile famiglie già provate. Un ulteriore nodo è l’attuazione della riforma della medicina di famiglia… Un passo importante nella giusta direzione di una maggiore collaborazione. Tuttavia se i medici di famiglia associati in una stessa struttura aperta 24 ore su 24, non vengono dotati di adeguati strumenti, i cittadini continueranno ad affollare i pronto soccorso degli ospedali. ono pensate con la mente e scritte con il cuore le trenta brevi meditazioni, tutte incentrate sulla storia della salvezza, che Anna Maria Canopi, abbadessa dell'abbazia benedettina «Mater Ecclesiae» sull'Isola San Giulio (Novara), ci offre con “Fondati sulla roccia”, Edizioni Paoline, € 7.50. Preziose riflessioni per accompagnarci durante l'«Anno della fede» voluto da papa Benedetto. Semplici nella loro proposta, agili nel loro articolarsi, profonde nei loro rimandi, nate con il proposito farci comprendere che «la storia della salvezza è tutta posta sotto il segno dell'alleanza che Dio ha stabilito con il suo popolo, impegnandosi a rimanere fedele per sempre». Una ricerca teologica che, pagina dopo pagina, ci conduce alla scoperta della fede nel quotidiano, per farci comprendere che è con essa che Dio entra nella nostra giornata, nelle gioie e negli affanni che il vivere stesso comporta. La fede, ci ricorda Madre Anna Maria, è «fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si ve- LETTI PER VOI S 23 DICEMBRE 2012 5 Trenta brevi meditazioni di Anna Maria Canopi, abbadessa benedettina La fede e l’albero dell’amore de», è «la più alta e nobile espressione della persona umana, atto umile e insieme audace». E' «ricevere una gioia che nessuno può togliere e nulla turbare». “Fondati sulla roccia” ripercorre molte pagine bibliche per ricercare in esse le ragioni del nostro credere, il senso di essere cristiani, per scoprire i vari volti nella fede nelle grandi figure di Mosè, - «la fede, forza della preghiera»-, di Abramo - «credette nella speranza contro ogni speranza», di Davide – «l'umile fede nella prova», di Geremia - «il grido della fede provata nella sofferenza», di Giosuè – «la fede nell'incoraggiante presenza del Signore». Tutti modelli dell'abbandono fiducioso in Dio, del credere senza nem- meno domandarsi l'esito della scelta. Di Lui ci si può fidare. Su Lui si può scommettere, come Maria «modello e maestra di fede» con quel “Sì” che cambia la sua giovane vita di poco più che adolescente in mamma di Gesù... Lasciarono subito tutto... Eppure, «non è facile credere: dobbiamo sempre fare i conti con la nostra fragilità umana, con i dubbi, le tentazioni, le stanchezze...». Ci riesce spesso difficile scorgere, dietro gli impegni, le responsabilità, le persone che ci circondano, soprattutto dietro la sofferenza, il disegno che Dio ha preparato per noi. Ci è faticoso emulare gli apostoli e quel “lasciarono subito tutto” per un'avventura che irrompe nella loro giornata di pescatori: non conoscono cosa avrebbe comportato quel loro subitaneo ubbidire, ma «credendo, iniziano il loro cammino che li renderà testimoni dell'amore». La fede è tutta qui, nell'umile abbandonarsi alla volontà del Signore, nel «salto che bisogna fare ogni giorno nelle scelte», nel contare sicuro, quando soffia il vento della tempesta e la speranza sembra naufragare, in quel “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. La fede è coraggio, al di là dei possibili compromessi, al di là del timore «di essere franchi e coerenti»: non si può essere cristiani di nome e pagani di fatto. Chi si identifica nel messaggio di Cristo diventa testimone di speranza. (Mario Cutuli) 6 ACCANTO A CHI SOFFRE 23 DICEMBRE 2012 ell’opera “La lavanda dei piedi” (vedi immagine nella pagina) di Sierger Koder nel catino dell’acqua, il volto riflesso di Gesù è somigliante a quello di Pietro: perché Gesù ha il volto di ognuno di noi! E’ il commento che padre Luigino Zanchetta, camilliano, cappellano dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, fa nel libriccino che ha da poco dato alle stampe, dal titolo “Togliti i sandali”: i verbi del servizio al sofferente”. “L’immagine – sottolinea p. Luigino ci dice: se noi cristiani stiamo cercando il volto di Cristo, dobbiamo forse lasciarci condurre ai piedi degli altri, impe- N I verbi del servizio Cerchiamo il volto di Cristo ai piedi degli altri gnarci in un servizio che riconosce la dignità, che accetta il bisogno dell’altro. Ma come vivere questo servizio senza offendere l’altro, se non lasciandoci lavare da una mano amica i nostri piedi, riconoscendoci bisognosi?”. Questo libretto nasce La ricerca scientifica e le sue applicazioni pratiche, in rapida evoluzione, polarizzano sempre più la nostra attenzione tralasciando la dimensione etica del servizio al malato. Oggi si avverte l’esigenza di un’assistenza fondata sui valori, attenta ai bisogni dell’uomo in ogni momento della sua vita. Queste pagine vogliono contribuire, sia Un semplice e profondo vademecum curato da padre Luigino Zanchetta pure con una flebile voce, a migliorare il servizio ai sofferenti attraverso alcuni atteggiamenti, alcuni verbi che ci orientino a imitare i gesti stessi del Signore, l’autentico Samaritano della storia. Seguendone l’esempio, anche il nostro servizio potrà portare nel buio della sofferenza una piccola voce di speranza. TOGLIERSI I SANDALI Togliti i sandali della tua superiorità, quando ti accosti al malato. Togliti i sandali dei tuoi pregiudizi, prima di entrare in dialogo con lui. Mettiti in ginocchio e prega, perché la persona che hai davanti è terra sconosciuta, tabernacolo inaccessibile, mistero d’amore. Sì, davanti a chi soffre rimani in silenzio e ascolta Dio che ti parla. Non pronunciare parole che altri ti han detto. Sappi che ogni sofferente è una persona diversa da ogni altra, ma dove è presente lo stesso Dio che ha creato anche te e che ora ti chiama a servirlo con totale umiltà. Togliti i sandali della superbia, perché là dove si soffre c’è il tuo Dio che ti ama e ti aspetta. L’iniziativa del Dipartimento neonatale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, in collaborazione con l’associazione “Il Pulcino”. Ogni anno in Veneto nascono 1200 bambini prima del termine INSIEME IN CORSIA 23 DICEMBRE 2012 7 Un progetto per operatori e genitori dei piccoli prematuri gni anno nel Dipartimento Neonatale dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso vengono alla luce 350 neonati pretermine, tra questi un centinaio ha un peso inferiore a 1.500 grammi. Per gestire questo genere di casi l’Azienda Ulss 9 ha avviato un percorso formativo per la Terapia Intensiva Neonatale (TIN) che permette a medici, infermieri e genitori di sviluppare una vera e propria alleanza terapeutica per la cura del neonato pretermine. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’associazione “Il Pulcino”, è stato realizzato dall’Unità Operativa Complessa di Patologia Neonatale del Dipartimento Materno Infantile e dal Servizio Formazione e Aggiornamento. A sostenere l’iniziativa la Provincia di Treviso e alcuni istituti di credito. In Veneto ogni anno nascono 1.200 bambini che necessitano un ricovero in Terapia Intensiva Neonatale. Recenti studi mettono in evidenza come la prematurità sia un fattore di rischio per il processo di crescita e come il trauma psicologico dei genitori alteri lo sviluppo delle funzioni genitoriali. Nella TIN il sostegno delle relazioni genitori-bambino fornito dagli operatori ai genitori è uno dei prin- O cipali fattori di protezione per lo sviluppo globale del neonato. Per sostenere la genitorialità agli operatori è richiesta la consapevolezza del ruolo che ricoprono. Inoltre, il coinvolgimento dei famigliari in un’ottica di costruzione di una alleanza terapeutica rappresenta oggi una strategia trasversale. Per questo è stato avviato all’interno della Patologia Neonatale diretta dal dott. Stefano Visentin in colla- borazione con la dottoressa Nadia Battajon un innovativo percorso di formazione con il coinvolgimento di operatori e genitori. I risultati sono stati presentati in un convegno. Nel mese di ottobre c’è stato anche il taglio del nastro di tre nuovi servizi: l’Area pediatrica di urgenza e osservazione breve intensiva, il Day hospital oncoemtologico ed il Centro Fibrosi cistica. Una mostra fotografica per i 100 anni di Pediatria rimasta aperta al pubblico fino al 23 dicembre negli spazi della Loggia dei Cavalieri la mostra fotografica dedicata ai 100 anni della Pediatria del Ca' Foncello di Treviso. Un itinerario fotografico realizzato dalla fotografa Anna Bussolotto che proponeva un omaggio al Dipartimento Materno Infantile trevigiano, al personale che vi opera sot- E to la direzione della prof.ssa Liviana Da Dalt, alle famiglie e ai bambini che popolano il reparto, animandolo quotidianamente di storie profondamente umane. Un percorso che tratteggia le linee di un’evoluzione che vedono oggi il reparto uno dei punti di riferimento a livello regionale per la cura delle patologie pediatriche. Peregrinatio Santa SOTTOSEZIONE DI TREVISO ernardette a Treviso Le reliquie della Santa in Diocesi nei giorni 11, 12, 13 gennaio 2013 Venerdì 11 gennaio Sabato 12 gennaio Domenica 13 gennaio 10.00 Treviso: arrivo dell’Urna alla Casa del Clero. 12.00 Chiesa di S. Stefano (via A. Diaz 27, Treviso) presso le Suore “Figlie della Chiesa”. 16.00 Basilica di S. Maria Maggiore: esposizione delle Reliquie della Santa per la Venerazione. 18.00 S. Rosario meditato. 19.00 Celebrazione eucaristica: presiede il Vescovo mons. Paolo Magnani. Esposizione delle Reliquie ÀQRDOOH 9.15 Castelfranco: processione dalla Casa di riposo “On. Domenico Sartor” alla Chiesa dell’Ospedale. 10.30 Santa Messa presieduta da mons. Adriano Cevolotto. (VSRVL]LRQH GHOO·8UQD FRQ YHQHUD]LRQH 16.30 Riese Pio X: processione dalla Casa natale di S. Pio X alla Chiesa parrocchiale. 18.30 S. Messa concelebrata con mons. Pietro Vangelista, Cappellano della Grotta di Lourdes, già Assistente Unitalsi Sottosezione di Treviso. 20.30 Castelfranco (Fraternità prin- 10.00 Treviso, presso la Chiesa del Monastero della Visitazione: ingresso processionale e apertura Anno “Sociale dell’Unitalsi”. Santa Messa presieduta dal Vicario Generale mons. Giuseppe Rizzo WUDVPLVVLRQH LQGLUHWWDVX5HWH9HQHWD Corale “Amici in coro” di Falzè, diretta dal M.o Boin Maurizio. 14.00 S. Martino di Lupari, presso il Duomo di Cristo Re: Esposizione e venerazione dell’Urna con Veglia di preghiera e recita del Santo 5RVDULRÀQRDOOH cipale delle “Discepole del Vangelo”, Via Poisolo 34): Santo Rosario e Veglia di preghiera notturna.