REGIONE ABRUZZO
UFFICIO STAMPA
Dott. ssa MAURA DEL GIOVINE
12 Febbraio 2003
Indirizzo Internet: www.aslteramo.it
Ufficio Stampa
Tel. e fax 0861-420248 e-mail [email protected] cell. 3478889256
Italia Oggi
Il vicepresidente di Bull, Napolitano, spiega a Italia Oggi le caratteristiche del progetto Drive
L'ospedale si apre alle tecnologie
Al San Raffaele l'informatica in aiuto di pazienti e manager
N
asce a Milano il primo ospedale del futuro. È il San Raffaele e, per la sua elevata informatizzazione, che consentirà di ottimizzare i rapporti tra medici e pazienti e la stessa gestione organizzativa dell'istituto, può ben essere
definito il primo ospedale intelligente realizzato in Europa. Il progetto Drive (Drug in virtual enterprise), presentato ieri a Milano, è
frutto della collaborazione di Bull
Italia con il team coordinato dalla
Fondazione San Raffaele di Milano composto, tra gli altri, da
GlaxoSmithKline, AstraZeneca,
Atos origin, Politecnico di Milano e
dal Joint research centre dell'Unione europea. «La Bull sta puntando su diversi settori di ricerca
ritenuti cruciali sia a livello nazionale sia internazionale, come le telecomunicazioni, l'energia, l'ambiente, i trasporti e, appunto, la sanità. La missione del gruppo è infatti quella di fornire ai propri
clienti servizi e soluzioni tecnologicamente avanzate in grado di conseguire il massimo vantaggio dai
nuovi sistemi organizzativi», dice
a ItaliaOggi Riccardo Napolitano,
vicepresidente responsabile per
gli affari istituzionali del gruppo
Bull. «Nel caso di Drive, Bull ha
messo a disposizione le
proprie competenze per
creare un sistema d'avanguardia in grado di
tracciare e controllare
ogni singolo evento del
processo di cura, gestire
le prescrizioni diagnostico-terapeutiche e, nel
contempo, monitorare e
ridurre gli errori derivanti da scambio di identità. Il tutto con la finalità di garantire una migliore qualità del processo di cura, una maggiore
tutela del paziente in termini di sicurezza, una gestione ottimale delle risorse disponibili fornendo allo stesso tempo un sistema adattabile a differenti modelli
organizzativi».
Domanda. Come funziona il
progetto?
Risposta. Incidendo in modo
ottimale sull'organizzazione, l'infrastruttura informatica capillare
e autonoma di Drive permette agli
operatori sanitari di concentrarsi
più sulle necessità primarie del
paziente che sulle necessità della
propria organizzazione.
D. Scendendo nel dettaglio... ?
R. Il «carrello intelligente» con-
sente la registrazione del ciclo
completo del farmaco (attività terapeutica più frequente), degli
esami di laboratorio (attività diagnostica in vitro più frequente) e
dei parametri vitali (attività diagnostica in vivo più frequente, come la rilevazione della pressione,
della temperatura, della saturazione o del battito cardiaco) di ogni
paziente.
Il sistema si avvale di software
dedicati che gli consentono di supportare, per esempio, le decisioni
del medico o di validare la prescrizione di tutte le terapie a medici e
infermieri. Il carrello è quindi in
grado di agire sulle
D. E per quanto riguarda la tuaree di criticità dell'in- tela del paziente e la sua sicureztero processo ed è di- za?
mostrata la sua capaR, La privacy del paziente, e la
cità di abbattere il ri- sua indiscutibile identità, viene
schio di errori. Il repar- garantita dall'utilizzo di un bracto, poi, è integrato in cialetto che riporta i relativi dati
tempo reale con i servi- clinici e amministrativi in un codizi di medicina, di labo- ce bidimensionale, illeggibile da
ratorio e farmacia per occhio umano ma decifrabile dal
la condivisione delle lettore ottico presente sul carrello.
informazioni cliniche Ogni operatore, poi, viene dotato
sul paziente e sui fab- di una smart card contenente tutbisogni del farmaco. Il te le informazioni relative all'utencarrello intelligente è te e la firma digitale. È previsto un
stato studiato per inte- processo di anonimizzazione dei
grarsi con altri moduli dati relativi ai pazienti, per poterli
sviluppati dagli altri partner per utilizzare in studi epidemiologici e
consentire la gestione degli ordini farmacologici, e un processo di
interni, tra farmacia e reparto, ed pseudonimizzazione dei dati degli
esterni, tra farmacia e produttore. operatori, per poter tracciare gli
Grazie alla condivisione. delle accessi al sistema e le richieste di
informazioni tra i vari attori attra- informazioni riservate, normalverso tecnologie Internet, viene mente celate al personale medicoassicurato un livello di scorta suffi- infermieristico.
ciente nei reparti; con evidente riD. Drive è un punto di arrivo o di
duzione dei tempi di approvvigio- partenza?
namento e di gestione del magazR, È indubbiamente un punto di
zino. Inoltre il carrello sarà in gra- partenza, in quanto la Bull sta già
do di tenere traccia della movi- lavorando all'introduzione di nuomentazione e delle scadenze dei ve funzionalità che consentano
medicinali attraverso l'identifica- un'interazione diretta tra medico
zione e la lettura delle etichette e paziente anche al di fuori della
con Tag a radiofrequenza.
struttura ospedaliera.
Il Sole 24 Ore
Elettronica in corsia / II progetto del San Raffaele di Milano
Drive, l'ospedale del futuro
MILANOi Un progetto da
4, 1 milioni di euro per realizzare il prototipo dell'ospedale del futuro: una struttura
che dovrà coniugare la sicurezza del paziente e l'efficacia della cura con la necessità
di limitare gli sprechi dei farmaci nei magazzini e utilizzare al meglio il tempo di medici e infermieri. Drive (Drug
in virtual enterprise) — questo il nome del progetto messo a punto dall'Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano, con il contributo della Commissione europea — è il prototipo di un
sistema ospedaliere nel quale la tecnologia collega i punti critici del processo di cura
dell'ospedale. «Un sistema
che — ha spiegato il capo-
progetto Alberto Sanna riconosce pazienti, operatori
e prodotti (farmaci, provette,
ecc. ) e interagisce con loro
per prevenire errori, tanto banali quanto insidiosi, che
mettono a rischio la sicurez-
paziente che riporta in forma
digitale (codice bidimensionale) i dati di identificazione
(compresi quelli critici relativi per esempio a patologilparticolari e allergie); l'etichetta informatizzata applicata sul farmaco; il carrello intelligente, versione
tecnologica
del carrello
utilizzato in
corsia,
in
grado di gestire tutte le informazioni del sistema (può dedicarsi a 20 pazienti e costa
circa 25mila euro). E poi
due subsistemi: la logistica
ospedaliera (tra reparto e farmacia) e collaborativa (con
altri ospedali e fornitori), e
Un braccialetto ottimizzerà
la degenza del paziente
za dei pazienti. Inoltre registrando autonomamente i
consumi di farmaci supporta
la gestione delle scorte disponibili nei reparti».
Drive funziona attraverso
una serie di elementi: il braccialetto informatizzato per il
II carrello intelligente
Abbattimento percentuale del riscf io di errore ottenuto con
l'introduzione del carrello intelligen e
l'infrastruttura che garanti-. uni- Preparazione farmaco
(via orale-sublinguale)
sce la sicurezza dei dati e
della privacy.
Preparazione farmaco
Per la prima sperimentazio(via endovenosà-intramuscolare
ne (600 i pazienti coinvolti)
intradermica)
del genere in Europa il San
Preparazione farmaco
Raffaele si è avvalso del fi(altre vie)
nanziamento di due multinazionali farmaceutiche (AstraIdentificazione paziente
Zeneca e GlaxoSmithKline),
dell'aiuto di partner tecnoloSomministrazione farmaco
gici (Atos Origin, Bull, Fave(via endovenosà-Intramuscolare
ro health project) e della colintradermica)
laborazione di alcuni centri
di ricerca europei: Centro comune di ricerca della Com- mente avanzate, ma per tutte
missione europea, Karolinska le realtà ospedaliere. I risultaInstitutet di Stoccolma, Poli- ti preliminari indicano un abtecnico di Milano, Università battimento anche del 71%
tecnica di Danzica.
per il rischio di errori durante
«È un sistema — ha affer- la fase, altamente critica, di
mato Sanna — concepito non preparazione del farmaco e la
solo per strutture tecnologica- diminuzione anche del 21%
nella somministrazione».
Alla presentazione di ieri
erano presenti a Milano anche il ministro delle Attività
produttive, Antonio Marzanò, e il presidente di Farmindustria Giampietro Leoni.
LUCA VERONESE
Il Messaggero
La procura di Verona ha ipotizzato i reati di corruzione e comparaggio. Perquisiti dalla Guardia di Finanza gli uffici della multinazionale
Viaggi e regali, sotto inchiesta tremila medici
L'accusa: milioni di euro in cambio di prescrizioni facili. La Glaxo: solo convegni scientifici
di ANTONIO DE FLORIO
ROMA - Sotto inchiesta un
esercito di medici -circa tremila in tult'Italia- e un colosso dell'industria farmaceutica per
aver promosso la prescrizione di medicinali in
cambio di regali per decine di milioni
di curo.
Le ipotesi
di reato formulate dalla procura della
Repubblica di Verona vanno
dalla corruzione al "comparaggio": una norma specifica
prevede infatti una sanzione
penale per chi offre incentivi
di varia natura a medici per
ottenere che un farmaco sia
preferito ad
altri.
Le indagini svolte dal
nucleo regionale di polizia tributaria
del Veneto
hanno provocato un vero
e proprio terremoto: nel
mirino della
Finanza non
sono f i n i t i
soltanto la
multinazionale farmaceutica Già-"
xo e migliaia
di medici di
base convenzionati con le aziende sanitarie locali, ma anche docenti
universitari, i cui nomi sono
per ora top secret. Indaga la
stessa procura della Corte
dei conti.
LA) schema della corruzione, secondo le ipotesi accusatone, sarebbe stato quello di
incoraggiare i medici a prescrivere i prodotti della casa
farmaceutica veronese anziché quelli delle ditte concorrenti. Sarebbero stali offerti
viaggi, vacanze, testi scientifici e «liberalità in denaro».
Con l'iscrizione nel registro degli indagati sono scattale decine di perquisizioni
in studi medici e negli uffici
della Glaxo. Con il sequestro
di floppy disk e di agende.
Gli agenti della Fiamme gialle avrebbero intcrccltato centinaia di conversazioni.
«Posso confermare - dice
il direttore medico della Glaxo, Giuseppe Recchia - che
venerdì alcuni dirigenti della
società e una quarantina di
informatori scienlifici hanno
ricevuto la visita della Finanza con il sequestro di alcuni
documenti. Siamo sorpresi
perché siamo un'azienda leader non solo nella produzione di farmaci ma anche nella
ricerca. Abbiamo c o n t a t t i
con migliaia di medici per
svolgere a t t i v i t à di corretta
informazione scientifica e aggiornamento. Non facciamo
turismo sessuale: organizziamo convegni scientifici, in
base a un codice etico che abbiamo da anni. Siamo sicuri
che sarà chiarito ogni aspello
della vicenda».
Un comunicato
diFarmindustria:
«Fiducia
nella magistratura»
Fino a che punto arrivava
la semplice promozione di
un prodotto e dove invece si
sarebbero concretizzate vere
e proprie ipotesi cornittive?
È questo il nodo centrale dell'inchiesta. La Finanza ha
smentito la noti/ia pubblicata da un quotidiano locale
del Veneto, secondo cui ad al-
Al Regina Elena
Morto l'anziano
con la mandibola
trapiantata
ROMA - È morto all'ospedale
Regina Elena di Roma l'uomo
che un mese fa era stato sottoposto del primo trapianto di
mandibola da cadavere. L'anziano è stato stroncato da una
polmonite causata da un germe aggressivo, lo pseudomonas. L'infezione è sopraggiunta domenica sera e il fisico debilitato del paziente non è riuscito a superarla. «Sino a domenica - commentano i medici
- il decorso post operatorio era
stato favorevole. IJL mandibola aveva attecchito perfettamente, senza dare alcun segno
di rigetto, tanto che il paziente
aveva già ripreso a parlare e
ad alimentarsi e le sue condizioni generali facevano sperare in una vicina dimissione».
L'eccezionale intervento era
stato eseguito il 16 gennaio
scorso dopo il parere favorevole del comitato etico dell'Istituto e in collaborazione con l'Istituto Rizzoli di Bologna, dove
era stata espiantata la mandibola del donatore.
cimi medici sarebbero stati
offerti personal computer da
5. 000 euro in cambio della
prescrizione di farmaci della
Glaxo.
Il presidente di Farminduslria Gian Pietro Leoni, esprime «piena fiducia nell'operato delle istituzioni competenti e della magistratura». H ag-
giunge: «Farminduslria nel
campo dell'informazione
scientifica sui farmaci recentemente ha dichiarato, in più
sedi, la propria volontà di
procedere all'introduzione di
nuove e più rigoroso norme
deontofogichc in grado di tutelare l'immagine dcll'associazione e dell'intero settore».
Il Tempo
Irene Velia, 32 anni, impiegata all'Omnitel non ha potuto usufruire di permessi speciali. L'intervento è andato bene
Va in ferie per poter donare il rene al marito
La signora: la legge deve essere cambiata perché tutela solo gli iscritti alle liste dei donatori di midollo
Bisogna incoraggiare i trapianti
da viventi perché accorciano
i tempi d'attesa dei pazienti
e hanno buone possibilità di riuscita
MILANO — Luigi Pagana,
32 anni, ha una bimba di 3
che si chiama Donatella, e
abita a Pisa. Ha giocato a
calcetto tutta la vita e ora
allena una squadra di A2.
È alto un metro e novanta,
ma il suo fisico è forte solo
in apparenza. Da tempo
soffre di una grave malattia renale chiamata sindrome di Berger; per anni la
tiene a bada ma nel 2000 il
medico è stato chiaro: l'organo è fuori uso e il trapianto è l'unica speranza.
Le liste d'attesa per ricevere un rene da cadavere superano i 10 anni e la moglie Irene Velia, anche lei
32 anni, impiegata alla Omnitel, decide di donare al
compagno l'organo che lo
terrà in vita. Nell'autunno
del 2002 arriva, purtroppo,
l'ultimatum dei dottori. Il
tempo stringe e la coppia
si convince a iniziare l'iter
pre-intervento. Irene parla
coi datori di lavoro e scopre che «la legge italiana
non tutela chi vuole donare un organo a un proprio
caro». Avere un permesso
«era impossibile - racconta
Irene - e così sono stata
costretta a prendere le ferie». Venti giorni in tutto,
«10 in più di quelle che
avevo a disposizione».
Oggi Irene ha un debito
di ferie di 10 giorni e un
rene in meno. Giovedì
scorso è stata operata e ha
potuto così coronare il suo
desiderio: donare il rene al
marito. L'intervento, al Reparto di nefrologia dell'
ospedale di Cisanello, è andato «perfettamente.
«Sono stata dim'essa domenica e Luigi uscirà forse
giovedì» dice Irene commossa. Tutto bene, ripete
la giovane madre, «e so anche che i miei principali,
persone disponibilissime e
al corrente di tutto, mi aiuteranno. Ma la legge va
cambiata per aiutare chi è
meno fortunato di noi».
Irene è serena e soddisfatta del suo gesto. Ma è
convinta che «le cose devono cambiare per incoraggiare casi come il nostro.
Perché non è detto - spiega - che tutti siano disposti a ignorare certi ostacoli
come abbiamo fatto noi e
andare fino in fondo». Con
voce sorridente la giovane
ripercorre una storia che,
più che un esempio, vuole
essere «una testimonianza
e un'occasione per migliorare le cose nel nostro Paese. Da quando ho deciso
di aiutare Luigi, infatti,
non ho mai avuto dubbi e
niente e nessuno mi avrebbe fermato».
Ma «così non va», sottolinea Irene. «Non è giusto dice - che solo chi è iscrit-
to nelle liste dei donatori
di midollo abbia diritto a
un permesso quando deve
donare. Mi appoggia anche il presidente dell'Aldo,
perché pare che anche loro abbiano ottenuto una
normativa più equa da un
anno appena». E ora tocca
anche a chi vuole donare
un organo, ripete Irene,
che in questi mesi ha già
mobilitato la stampa locale e giovedì sarà ospite di
un programma radiofonico della Rai condotto dalla
giornalista Barbara Palombelli.
Tra l'altro, fa notare an-
cora Irene, «incoraggiare i
trapianti di rene da donatore vivente, che hanno ottime possibilità di riuscita,
conviene anche allo Stato». Non fosse che per evitare ai pazienti in lista d'attesa «anni e anni di dialisi:
ogni seduta dura 4 ore e
costa 700-800 mila vecchie
lire, e a ciascun malato servono 3 sedute alla settimana». Ora per Luigi «niente
più macchine a cui stare
attaccato. Adesso finalmente potremo andarcene tutti e tre in vacanza. Però
qualcosa in Italia dovrà assolutamente cambiare».
Il Messaggero
MEDICINA E SOLIDARIETÀ
Israele ringrazia l'Italia: «Curati 19 bimbi palestinesi»
Talassemia, a Gerusalemme annunciato un accordo fra il Centro di Pesaro e gli stati del Mediterraneo
degli stati
stati dell'area
dell'area mediterradegli
dal nostro
nostro inviato
dal
LUCIANO DI DOMENICO
GERUSALEMME - «Molte grazie italiani», l'. i u . m l u i
12 anni. E' di Hebron e- oia
può tornare a giocate nella
sua città in Palestina I I . , tu
bito il trapianto di in u l u l i »
perché era malato di annui. i
mediterranea. Era talassici i
co. Ringrazia il nostro i
che gli ha salvato la v i t a 1
come lui lo ringraziano alni
quattro bambini operati nel
Centro trapianti dell'ospedale San Salvatore di IV
Sono tutti palestinesi I'
di loro altri 14 sono stati -.. il
vati con il trapianto da questa malattia (insufficienza di
globuli rossi nel sangue) che
si cura solo con continue tu
sfusioni e che porta alla m»i
te prima dei trent'anni. Il K
lo rimedio è il t r a p i a n t o di
midollo tra soggetti COMI i ut i
bili. E l'Italia si è impegnata
al G8 di Genova a prendersi
cura di questo piohlema a livello mondiale, perché il
Centro t i a p u m l i i l i l'esaro.
gra/ic al piolessoi ( i n u l o I. ucarclli, pioniere da vcnl'anni
di questi i n t e r v e n t i (ne ha
eseguiti 1. 400), è ritenuto il
migliore del mondo. E da
ogni Paese del Mcdioriente e
dell'Oriente arrivano continue richieste.
A Palermo il primo caso
di trapianto di tìbia in Italia
PALERMO - È stato eseguito ieri a Palermo il primo intenerito in Italia di trapianto
della ulna. L'operazione è stata effettuata
da Bi-wilrtto Pinto, 44enne chirurgo ortopedico, presso la Casa di cura Orestano.
La IH» il ii sta Dell'utilizzo di una tibia fornita dalla Imnca delle ossa Allosource di Denver, Colorado. Per la prima volta in Italia,
si è cosi potuto ricorrere a una tibia prelevata ila cadavere e trattata con una innovativa
tecnica ehe permette una elevata compatibilita dell' organo e un'ottima integrazione
dello stesso nell'organismo del paziente.
Alcuni dei bambini palestinesi al loro arrivo a Pesaro
Sono trecentomila i malati
nell'area del Mediterraneo a
fronte di dieci milioni di portatori sani che vivono in Europa, tre milioni solo in Italia. Quando una coppia di
portatori sani fa un figlio c'è
un rischio del 25% che possa
nascere con il morbo di Cooley, appunto quella grave forma di anemia che prima o
poi porta alla morte.
I Paesi poveri non hanno
alcuna possibilità di salvare i
loro malati e i territori palestinesi sono tra questi. Domenica con un aereo della Presidenza del Consiglio i cinque
baiulMiii guariti insieme ai loro I nielli e sorelle che hanno
donato parte del midollo per
il t i . i pianto sono tornati a casa, dal vice ministro dell'Economia Mario Baldassarri in
rappieseiitanza del governo
i t a l i a n o . Con loro anche il
piolessoi 1 ucarelli e il dottor
llja dardi, direttore fino ad
alcuni giorni fa dell'ospedale
San Salvatore di Pesaro. Insieme i due scienziati hanno
v a i a l o il progetto di creare a
Pesaro un centro internazionale per la cura della talassemia con annessa scuola per
la specializzazione dei medici provenienti da tutto il
mondo. Ora, dopo un lungo
braccio di ferro tra il ministro della Sanità Sirchia e la
Regione Marche, che non ha
aivettato che l'ospedale San
Salvatore divenisse un istituto di ricerca passando dalla
Regione allo Stato, il centro
del progetto è diventato
l'ospedale Regina Elena di
Roma.
«I a settimana prossima ha annunciato a Gerusalemme il vice ministro Baldassarri al ministro della Sanità israeliana Rav Wissin
Dahan - verrà creata la fondazione nazionale per la cura
della talassemia, con la parte-
cipazione dei ministeri degli
Esteri e della Salute e il concorso della Regione Lazio.
Questa stipulerà una convenzione con il San Salvatore di
Pesaro per continuare ad accogliere bambini malati da
tutta l'area del Mediterraneo.
Quindi verrà aperta la scuola
di formazione, come deliberato dal Parlamento nel dicembre scorso. Il tutto già finanziato con 45 milioni di euro
in tre anni».
Tutto il progetto italiano
prevede oltre che la cura e la
formazione dei medici stranieri anche il trasferimento
di tecnologia negli ospedali
nea al fine di creare una rete
specialistica, con base in Italia, che valga ad affrontare la
lotta alla talassemia con il
massimo di forze in campo.
E questa iniziativa umanitaria sta raccogliendo sinceri
consensi al nostro Paese.
«Voi siete portatori di pace
- ha detto infatti il ministro
israeliano della Sanità - voi
avete avuto successo lì dove
noi abbiamo fallito. Siete riusciti a far collaborare medici
israeliani e palestinesi». Infatti i bambini dei territori palestinesi vengono curati anche
nel grande centro medico di
Rambam ad Haifa. E da Betlemme ad Hebron a Ramallah, città ferite dalla guerra
israelo-palestinese, vengono
appelli accorati a continuare,
a non abbandonare i bimbi
malati. «Fate presto con il vostro progetto - ha pregato il
sindaco di Betlemme Hannaj
Nassar - la morte non concede rinvii ai nostri figli». E
da Ramallah, a due passi dagli uffici "prigione" di Arafat, il sindaco Ajoub Rabah
«il vostro arrivo e la vostra
iniziativa sono raggi di sole
in questo clima di guerra.
Voi siete la pace e la dimostrazione di come le barriere
tra noi e gli israeliani possano cadere grazie all'aiuto che
diamo ai bimbi malati».
Il Centro
L'INIZIATIVA
«Alimenti più sicuri»
Accordo Regione
e Zooprofilattico
PESCARA. Sicurezza alimentare, qualità dei cibi, controlli sui capi animali e le produzioni industriali. Questi almeno sulla carta gli obiettivi
di una iniziativa promossa
dalla Regione Abruzzo. L'obiettivo è quello di analizzare
e intercettare cibi adulterati
che possono nuocere alla salute.
La giunta regionale ha infatti approvato alcuni provvedimenti in materia di sicurezza alimentare e di emergenze
veterinarie, affidando all'Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise
«Giuseppe Caporale», l'incarico di effettuare tutti gli adem-
Controlli su produzione e qualità
controllo
veterinario
In Abruzzo
nuove misure
di sicurezza
pimenti previsti in materia di
controllo sui prodotti alimentari.
In particolare l'Istituto Zooprofilattico dovrà attivare e
gestire il sistema regionale di
sorveglianza della sicurezza
degli alimenti, raccogliendo
ed analizzando i dati necessari per caratterizzare e monito-
rare i rischi che hanno un impatto diretto e indiretto sulla
sicurezza degli alimenti destinati all'uomo e agli animali.
Dall'accordo è scaturita anche una iniziativa di controllo della qualità dei cibi, nel segno di una maggiore attenzione ai prodotti biologici, ci
sarà infatti una sorta di «trac-
ciabilità» di tutta la filiera di
produzione.
L'Istituto, è stato deciso nell'intesa promossa dalla giunta regionale, dovrà anche fornire il supporto tecnico e
scientifico alla Regione
Abruzzo per la definizione degli obiettivi di sicurezza alimentare in Abruzzo e sulle
valutazioni del rischio legato
agli alimenti «dall'aratro al
piatto», ovvero nell'ambito
delle fasi di produzione, trasformazione, commercializzazione, somministrazione e
consumo degli alimenti.
Infine sono stati programmati anche iniziative in merito alle emergenze che posso-
no riguardare la catena alimentare. In ordine alle emergenze veterinarie, la giunta
regionale ha quindi affidato
al presidente della Regione,
Giovanni Pace, il coordinamento della gestione delle
emergenze connesse all'insorgenza di malattie infettive e
diffusive degli animali, compreso la preparazione dei piani di contingenza necessari
ad affrontarla. A supportare
Pace sarà sempre l'Istituto
Zooprofilattico, quale strumento operativo, ed in particolare per coordinare, a livello regionale, tutte le azioni necessarie alla gestione delle
emergenze.
Il Centro
Il sistema sanitario teatino rischia la paralisi: la mobilitazione dei sindacati
LA POLEMICA
CHIETI. Rischia la paralisi il sistema della Asl teatina. Lanciano l'allarme i rappresentanti di Cgil-Fp, Cisl-Fps, Uil-Fpl, Rdb e
Nursing-up, dopo le direttive regionali sul
blocco delle assunzioni e sul contenimento
delle spese per risanare i bilanci.
Bloccoassunzioniespesedimezzate
a cardiochirurgia negata garza sterile
Un giro di vite che per i sindacati si traduce in un drastico taglio dei servizi e delle prestazioni.
«La direzione generale della Asl di Chieti» attaccano Angela Scottu, Mauro Carabella,
Adriano Ciccarone, Mario
Frittelli e Sergio D'Intino, «intende bloccare l'assunzione
di personale anche delle figure professionali maggiormente carenti e necessario per far
fronte a emergenze assistenziali, nonché l'acquisto di materiale indispensabile per il
funzionamento del servizio sanitario, dal momento che si
impone lo stesso budget del
della linea dura adottata dalla
direzione generale si è avuto
un paio di giorni fa nell'ospedale di Colle dell'Ara. «La cardiochirurgia ha richiesto un
telo sterile JHT un paziente trapiantato di cuore», racconta
la segretaria della Cgil-Fp, Angela Scottu. «ina il direttore
sanitario avrebbe consigliato
di rivolgersi al comitato etico
per verificare se l'acquisto
rientrava nelle urgenze poiché la Asl non ha soldi da
spendere. Tutto questo è assurdo», rimarca, «e da l'idea
del collasso finanziario che
sta vivendo l'azienda teatina,
la quale sembra non essere
II policlinico
di Chieti
I sindacati
temono
la paralisi
del sistema
sanitario
2000, mentre le prestazioni so
no aumentate almeno del l i )
per cento negli ultimi due; m
ni. Si tratta di provvedimeli 11
che si ripercuotono sulla p i ' I
le dei malati e dei cittadini»,
sottolineano i sindacalisti che
contestano il nuovo piano di
azione e chiedono un incontro
gente con il manager Conga per esaminare i problemi fi
nanziari e sanitari dell' A s l .
oltre a individuare solu/ioni
alternaive. Il primo sergnale
più in grado di assicurare i livelli essenziali di assistenza».
la Scottu evidenzia inoltre
che la dotazione organica dell'azienda è ferma al '96, quindi con il blocco delle assunzio
ni la situazione diventerebbe
ancora più drammatica. «Le
direttive della Regione», afferma, «contrastano con la Finan/iaria 2003, nella quale
esulano dal blocco le assunzio_ni del personale infermieristico, mentre per i sanitari le assunzioni sono autorizzate nel
limite del 50% delle cessazioni dal servizio nell'anno
2002».
Paola Di Brino
Il piromane è scomparso da un mese
ma l'obiettivo sicurezza non è vicino
II Messaggero
Ospedale, summit dal Prefetto
Mancano ancora le telecamere e la sala operativa
Dal 17 gennaio il piromane
dell'ospedale è scomparso.
Non è un caso. Misure di sicure//a e vigilan/a sono state estremamente rafforzate
dopo l'ultimo rogo, il ter/o
in due mesi (i precedenti erano avvenuti il 21 e 24 novembre 2002) e il più distruttivo anche visto che ha messo fuori uso le sale operatorie.
Per fare il punto della situazione, ieri mattina in Prefettura, si è tenuto un nuovo
summit coordinato dal Prefetto Andrea Gentile cui hanno partecipato il questore
Angelo Lo Scalzo (accompagnato da Giorgio Nardi, capo di gabinetto), il comandante dei carabinieri Amedeo Specchia, il tenente colonnello della Finanza Paolo
Damata e il direttore generale della Asl Angelo Cordone.
Molto è stato latto e molto resta da lare. li' stata raddoppiata la presen/a delleguardie giurate, un unici) turno notturno, di sei vigilantes: in parte presidiano l'accesso del Pronto Soccorso,
in parte controllano esterno
e interno del nosocomio, secondo le necessità.
Per quasi un mese, le forze dell'ordine hanno control-
ROGO/1
II primo incendio in ospedale
avvenne il 21 novembre
2002 e scoppiò nel reparto
di Rianimazione. Molti furono
i danni e molta fu la paura
dei pazienti, poi trasferiti in altri nosocomi. Gli investigatori
pensarono a un corto-circuito.
ROGO/2
II secondo incendio avvenne
appena tre giorni dopo, il 24
novembre 2002. Fu certamente doloso, visto che venlato la struttura per 24 ore al
giorno grazie a una misura
speciale voluta dal Ministero
dell'Interno: carabinieri e polizia venivano da presidi vicini, non da Pescara. Questo
provvedimento speciale era
previsto sino al 10 febbraio,
t u t t a v i a vige ancora al di là
della scadenza: carabinieri e
agenti continuano a vigilare
sul "Santo Spirito" pur se costano fatica a caserme e Questura che devono provvedere
con una diversa e non semplice organizzazione dei servizi.
ne appiccato con esche di
tessuti impregnati di benzina
in un locale seminterrato.
ROGO/3
II terzo incendio si verìficò il
17 gennaio e fu estremamente aggressivo perché furono
messe fuori uso tutte le sale
operatorie.
INDAGINI
Le indagini della Polizia non
hanno trascurato nessuna pista e ultimamente hanno considerato soprattutto l'ipotesi
della vendetta di un dipendente. Contro chi, non si sa.
Sono stati ridotti i varchi
di accesso all'ospedale. Sono
in tutto 40 e restano aperti
di giorno ma scendono a
uno solo di notte: quello del
Pronto Soccorso necessariamente deve essere attivo 24
ore al giorno.
Resta da fare tutto il resto: per esempio bisogna installare le telecamere fisse. Il
lavoro burocratico è andato
avanti in maniera spedita, i
sopralluoghi dei tecnici si
stanno effettuando in questi
giorni, c'è da ritenere che nell'arco delle prossime settimane il lavoro sarà concluso.
Più complessa la sistemazione dei gabbiotti di controllo
dinanzi agli ingressi più frequentati e la cost ni/ione della sala operativa che, da
un'unica posta/ione dovrebbe permettere di controllare
l'intera struttura attraverso i
monitor diffusi in special
modo nei sotterranei. Una
volta realizzata, la sala operativa concederà di intervenire
rapidamente qualora se ne
ravvedesse la necessità.
In ultimo si sta studiando
l'ipotesi di fornire al personale i badge magnetici che potrebbero consentire di regolare, una volta per tutte, l'accesso a determinati servizi o
a determinati reparti dell'ospedale.
Per mettere a norma il
"Santo Spirito" ci vorrà ancora un mese o forse più un
mese e mezzo. Un tempo ritenuto indispensabile e neanche troppo lungo dalla Asl,
considerata la mole dei danni da riparare.
Per quanto riguarda il versante delle indagini, va detto
che la Squadra Mobile è massicciamente impegnata nello
sforzo di dare un'identità ai
piromani. Chi sono questi
folli che attentano alla vita
di persone malate e sofferenti?
Il Tempo
False dottoresse Asl
derubano un anziano
Allarme malattie infettive
L'umanità
è minacciata
dai topi
SYDNEY. Le malattie infettive portate dai topi sono una
tromba a orologeria per l'umanità a causa della loro crescente diffusione con l'espandersi delle città nei paesi in
via di sviluppo. E' l'allarme
lanciato dagli studiosi di 39
paesi, riuniti a Canberra, in
Australia. Di topi ne nascono
3, 6 milioni ogni giorno, dieci
per ogni essere umano, e sono i «giganti addormentati
delle malattie nel mondo», ha
detto Lyn Hinds, dell'ente nazionale australiano di ricerca
Csiro. E' già noto che sono
portatori di 70 malattie infettive a cominciare da tifo e peste bubbonica, ma c'è il timore che ne covino decine di altre, ha avvertito. «Con ogni
probabilità avremo livelli
sempre più alti di malattie debilitanti causate dai ratti, con
la crescente densità della popolazione umana», ha previsto la studiosa.
Il Centro
LA BUONA NOTIZIA
Un figlio dopo i 30 anni
riduce i rischi di cancro
Per le donne che hanno l'ultimo figlio fra i 30 e i 40 anni il rischio di contrarre cancro alle ovaie è dimezzato rispetto a chi
finisce di avere figli prima dei 25 anni Lo rivela una ricerca
australiana del Queensland institute of medicai research pubblicata dalla rivista «Cancer, epidemiology, biomarkers and
prevention», che ha studiato 800 donne con il cancro alle ovaie
e altrettante senza.
ANZIANI ancora vittime
di furti. Due episodi si sono verificati nelle ultime
ore a Pescaia e Civitaquana ai danni di ignari "vecchietti" che hanno avuto
solo la "colpa" di aprire
la porta di casa a sconosciuti, fl primo furto è stato messo a segno in città
in via Maestri del Lavoro
dove AA, 64 anni mentre stava rincasando, è
stato avvicinato da due
donne che spacciatesi
per dottoresse del locale
nosocomio sono con una
scusa riuscite ad introdursi in casa dell'uomo da
dove hanno poi portato
via oggetti in oro. All'arrivo del figlio dell'anziano
le tre donne, verosibilmente di etnia rom, sono
poi riuscite a fuggire, fl
secondo episodio ha avuto luogo a Civitaquana
dove due giovani presentatisi a casa di un ottantenne come impiegati dellìnps sono riusciti a farsi
consegnare il libretto della pensione con in mezzo
1500 euro in contanti e
alcuni buoni postali (subito bloccati) per un valore
di 2. 000 euro. La testimonianza della "vittima" è
però servita ai carabinieri
per risalire ali' autrice del
furto. Per lei, E. S., 29 anni di Pescara, è scattata
la denuncia per furto. Proseguono le indagini per
risalire al suo complice.
Pao. Ren.
Istituti Rizzoli di Bologna: successo
di un intervento senza precedenti
Rivoluzionaria
tecnica italiana per
il trapianto d'osso
nei bambini
Un eccezionale trapianto
Gli Istituti Ortopedici Rizzoli
d'osso in una bambina ha
Bologna
consentito la ricostruzione del
femore e la crescita normale dell'arto, evitandone
l'amputazione
Un'innovativa tecnica chirurgica, utilizzata nella ricostruzione
dell'anca in una bambina di 4 anni affetta da una rara forma di
tumore al femore, ha consentito per la prima volta l'accrescimento
normale dell'osso. L'intervento è avvenuto circa cinque anni fa, ma
risultati sono stati pubblicati solo in questi giorni su «Lancet», dopo
essere stati verificati e confermati nel corso dello sviluppo della
piccola paziente.
I risultati hanno superato le aspettative degli stessi medici che hanno
eseguito l'intervento: l'equipe del dottor Marco Manfrini del
Dipartimento di oncologia muscolo-scheletrica degli Istituti Ortopedico
Rizzoli di Bologna. L'entusiasmo è del tutto giustificato. Infatti,
quando è necessario asportare una parte di femore a un bambino, i
metodi tradizionali di ricostruzione non permettono la crescita
normale dell'arto; e ciò non solo rende impossibile lo svolgimento delle
attività normali, come camminare, andare in bicicletta o nuotare, ciò
spesso comporta l'amputazione dell'arto.
Nel 1997, dopo un trattamento chemioterapico, i chirurghi bolognesi
hanno sottoposto la bambina all'asportazione della parte prossimal
del femore. La ricostruzione è stata realizzata mediante
autotrapianto: parte del perone, con i suoi vasi, è stata inserita nel
cavità che ospita la testa del femore, alloggiata in una porzione di
osso femorale proveniente da un donatore; l'intera struttura è stati
fissata mediante una piastra di titanio. L'aspetto straordinario è che
perone innestato ha continuato a crescere, alimentato dai propri vasi
sanguigni, diventando simile a un normale femore e fondendosi coi
l'osso del donatore rendendolo vitale.
In passato, il gruppo di Manfrini aveva già utilizzato il trapianto di
perone per la ricostruzione di altre strutture ossee (scapole e polsi]
nei ragazzi; ma l'anca rappresentava una sfida più difficile poiché
deve sostenere il peso di tutto il corpo. La bimba, divenuta ormai i
ragazzina, non presenta difficoltà nel movimento della caviglia e de
ginocchio, perché il perone è stato rimosso senza danneggiare i nei
della gamba. La funzionalità dell'anca è tale da consentirle di
camminare, nuotare e pedalare. Il lavoro degli specialisti del Rizzoli
ancora lungo: resta ancora da capire grazie a quali fattori, genetici
ambientali, un perone possa trasformarsi in un femore capace di
crescere.
Il Tempo
Abacus: una coppia su tre è in crisi per lo stress causato dal lavoro
Anziani, il sesso è ancora tabù
Se il desiderio e l'attrazione si spengono con l'età non è un problema
me affronterebber o un periodo negativo, rispondono,
UNA COPPIA su tre è in odo nell'otto per c e n t o dei
crisi per colpa dello stress casi, «andrei da mi medico
della vita quotidiana e per per un consiglio». Circa il
il lavoro sempre più carico tre per cento s'informerebdi tensioni. Questo è il dato be sulle nuove terapie. Il
fondamentale della ricerca sessantatre per cento degli
promossa dall'Abacus e pre- italiani, un numero die rapsentata ieri dal direttore Pa- presenta una prevalenza asgnoncelli a Roma. La cop- soluta, afferma che, in caso
pia secondo il venti per cen- di difficoltà, chierebbe il
to d e g l i i n t e r v i s t a t i dall'Aba- sostegno del partner..
cus ha. poco tempo per l'inUna donna su tre infine
t i m i t à e la situazione, nel accompagnerebbe il partnel quindici percento dei casi, ner dal medico, mentre tutè aggravata da crisi persona- te le altre sarebbero dispoli. Queste difficoltà sono so- ste da dare un non ben preprattutto d o v u t e a problemi cisato sostegno al loro comeconomic i e di comprensio
paigno di v i t a . In sostanza
e del partener. In sostanquando il sesso diventa un
za l'efficienza sessuale di problema finiscono per preuno dei componenti la cop- valere ignoranza ed i tabù.
pia, passa in seconda linea Un italiano su tre infine ririspetto a deficit di altra na- tiene che dopo una certa
tura.
età non sta bene pensare al
Gli italiani, in sostanza, sesso o parlare di quest'arnon danno molto credito ai gomento ancora consideraproblemi d'efficienza ses- to «scabroso» da molti. Un
suale ed alla domanda co- quarto degli italiani inoltre
di GIANCARLO CALZOLARI
è convinto che ad una certa
età il desiderio si spegne,
dal momento che si tratta
di «cose da giovani». Addirittura il ventitré per cento delle donne, meno di una su
quattro, approverebbe il ricorso del partner ad una
pillola che potesse dare un
aiuto.
Eppure nel corso della
stessa indagine che ha coinvolto 1001 italiani, uomini e
donne, di età compresa tra
i venticinque ed i settanta
anni, realizzata nel corso
del convegno «L'amore non
ha tempo» promosso dalla
società i t a l i a n a d i . a n d r o logia e di androlo|gia medica,
la relazione di coppia e assolutamente fondamentale
per almeno il sessanta per
cento delle persone i n t e r v i state. Solo per il trentaquattro per cento, la relazione
di coppia pur essendo importante non è fondamentale. Ma c'è anche chi afferma che è meglio non avere
nessun legame anche se
rappresenta solo l'uno per
cento degli intervistati.
L'pttantanove per cento
degli italiani, in ogni modo,
concorda sull'affermazione
che la relazione d'amore
«arricchisce ed aiuta ad affrontare la vita».
Che cosa è dunque importante per un rapporto
d'amore veramente soddisfacente? Il 57 per cento degli intervistati non ha avuto
dubbi ed ha indicato nel
dialogo la panacea per risolvere tutti i problemi. Invece
figura solo al quarto posto
una buona intesa sessuale
dopo la «complicità» e la
condivisione dei problemi.
L'aspetto al quale è rivolta
la maggiore attenzione è il
corteggiamento, indispensabile nel 54 per cento degli
italiani i quali sono d'accordo nell'afermare che i preliminari sono sicuramente
meglio del rapporto sessuale vero e proprio.
Il Tempo
Il leader di Al Qaeda chiama a raccolta i fratelli musulmani di tutto il mondo per la guerra santa. La Cia: è la sua voce
Osama: Islam difendi l'Iraq contro gli infedeli
Il messaggio trasmesso da Al Jazeera: «Fate attentati suicidi negli Usa e nei Paesi suoi alletati»
di MAURIZIO PICCIRILLI
L'OMBRA cupa dello sceicco del terrore si allunga sull'allarme che in queste ore
sta percorre il mondo nel
timore di attacchi con a rmi
non convenzionali. È stato
il segretario di stato Usa, Colin Powell, ad annunciare
durante un'audizione al Senato di un prossimo messaggio di Osama Bin Laden nel
quale si minacciano stragi
devastanti. Nella registrazione, trasmessa da Al Jazeera,
auntenticata dalla Cia, il leader di Al Qaeda torna a lanciare proclami di morte contro l'alleanza dei «crociati»
voluta da Bush e gli ebrei.
«Il diavolo sarà sopraffatto e
sconfitto», dice Bin Laden,
con al solita voce cantinelante. Non solo nella registrazione Osama chiede
l'unità dell'Ummah (la nazione islamica) per combattere la jihad contro l'Amerci. a_g. l'alleanza di crociati in
difesa dell'Iraq. «Hanno le
armi, hanno gli aerei, ma
Dio li sconfiggerà», Bin Laden chiama a raccolta «tutti
i fratelli per combattere contro gli infedeli». Incita gli
iracheni a combattere gli
americani e ricorda la resistenza fatta da lui stesso in
Afghanistan nel 2001: «II mi-
glior modo di combattere
una guerra è costruire le
trincee - e dando la strategia di difesa continua - Le
bombe intelligenti non
avranno efficacia, perché
hanno bisogno di bersagli.
Ma se costruite trincee, non
avranno bersagli. Usate la
terra come protezione», Osama Bin Laden ha esortato il
popolo iracheno a compiere
attentati suicidi contro gli
americani. E ancora rivolto
agli iracheni e ai musulmani in genere «ad essere ottimisti sull'esito finale: il numero non conta, non pensate alla sconfitta, ma alla vittoria, perché Dio è con voi».
Ha accusato i crociati di
combattere per gli uomini
di affari e i trafficanti d'armi. «Stiamo seguendo molto attentamente la preparazione della crociata per attaccare l'Iraq ed istaurare
un regime che ha in Washington e Tei Aviv le basi» continua il messaggio. Ma non
solo questo, facendo riferimento ai bambini iracheni
uccisi dai «crociati», così come quelli «palestinesi» da
Israle, Osama chiama a raccolta l'Isiam: «Ci libereremo
dalla schiavitù dell'America.
Libereremo la terra santa
dell' Arabia Saudita». Naturalmete in nome di «Allah
misericordioso». Nel suo
messaggio Bin Laden invita
tutti «buoni musulmani» ad
«aiutare in ogni modo» per
«rovesciare la leadership di1
coloro che sono schiavi dell
America». Citando poi esplicitamente i paesi islamici
moderati, come Giordania,
Marocco, Arabia Saudita, Nigeria, ha rivolto loro un preciso monito: «tutti questi paesi devono stare attenti».
Le strutture antiterrorismo Usa, europee e mediorientali hanno messo in
guardia sul rischio di atacchi terroristici. Nei rapporti
si fa riferimento al pencolo
di «attacchi chimici, oiologiche e con dirty bomb». Gli
stessi rapporti fanno riferimento a un alto rischio nel-
le principali città: a New
York, Washington, Los Angeles, San Francisco, Sydney,
Singapore, Londra, Parigi,
Roma, Berlino, Mosca, Tei
Aviv e Riad.
L'innalzamento dell'allarme negli Usa fino al «livello
arancione», deciso la scorsa
settimana, è legato a minacce di attentati di Al Qaeda
negli Stati Uniti e nella penisola arabica. Lo ha detto il
direttore della Cia, George
Tenet, testimoniando di
fronte al Congresso. L'allarme di questi giorni, ha spiegato il capo della Cia, è legato a indicazioni arrivate da
varie fonti «con forti legami
con Al Qaeda».
IN IRAQ, secondo una stima della coalizione di associazioni «Stop all'uso dei
bambini soldato!», sin dal
1991 almeno 23mila minori
sono sono stati oggetto di
programmi di addestramento militare da parte dell'esercito, con il nome di «Gioventù di Saddam». Oggi ricorre
il primo anniversario dell'entrata in vigore del trattato
internazionale che vieta l'utilizzo dei bambini soldato e
la coalizione ammonisce,
«che il problema dell'impie-
go dei bambini nei conflitti
armati, lungi dall'essere risolto, è ancora molto diffuso»: solo in Myanmar, circa
70mila bambini sono impiegati negli eserciti regolari.
Ha dichiarato Casey Kelso, coordinatore dell'associazione: «esorteremo la comunità internazionale a non trascurare il problema confidando che gli Stati rispettino il divieto sancito dal diritto internazionale». Nonostante il trattato sia stato firmato da 111 paesi, solo 46 si
sono impegnati legalmente
per ratificare il protocollo
opzionale. Per Davide Gavazza, coordinatore italiano «il
primo anniversario del Protocollo, deve essere un'occasione per appellarsi agli altri
paesi affinchè si uniscano alla comunità internazionale
nel condannare questa pratica spaventosa».
Anche il segretario generale Onu, Kofi Annan, ha presentato, in dicembre, al Consiglio di Sicurezza un rapporto che identifica 23 parti in
conflitto in 5 paesi che utilizzano bambini soldato.
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12 Febbraio 2003