REGIONE ABRUZZO UFFICIO STAMPA Dott. ssa MAURA DEL GIOVINE 12 Febbraio 2003 Indirizzo Internet: www.aslteramo.it Ufficio Stampa Tel. e fax 0861-420248 e-mail [email protected] cell. 3478889256 Italia Oggi Il vicepresidente di Bull, Napolitano, spiega a Italia Oggi le caratteristiche del progetto Drive L'ospedale si apre alle tecnologie Al San Raffaele l'informatica in aiuto di pazienti e manager N asce a Milano il primo ospedale del futuro. È il San Raffaele e, per la sua elevata informatizzazione, che consentirà di ottimizzare i rapporti tra medici e pazienti e la stessa gestione organizzativa dell'istituto, può ben essere definito il primo ospedale intelligente realizzato in Europa. Il progetto Drive (Drug in virtual enterprise), presentato ieri a Milano, è frutto della collaborazione di Bull Italia con il team coordinato dalla Fondazione San Raffaele di Milano composto, tra gli altri, da GlaxoSmithKline, AstraZeneca, Atos origin, Politecnico di Milano e dal Joint research centre dell'Unione europea. «La Bull sta puntando su diversi settori di ricerca ritenuti cruciali sia a livello nazionale sia internazionale, come le telecomunicazioni, l'energia, l'ambiente, i trasporti e, appunto, la sanità. La missione del gruppo è infatti quella di fornire ai propri clienti servizi e soluzioni tecnologicamente avanzate in grado di conseguire il massimo vantaggio dai nuovi sistemi organizzativi», dice a ItaliaOggi Riccardo Napolitano, vicepresidente responsabile per gli affari istituzionali del gruppo Bull. «Nel caso di Drive, Bull ha messo a disposizione le proprie competenze per creare un sistema d'avanguardia in grado di tracciare e controllare ogni singolo evento del processo di cura, gestire le prescrizioni diagnostico-terapeutiche e, nel contempo, monitorare e ridurre gli errori derivanti da scambio di identità. Il tutto con la finalità di garantire una migliore qualità del processo di cura, una maggiore tutela del paziente in termini di sicurezza, una gestione ottimale delle risorse disponibili fornendo allo stesso tempo un sistema adattabile a differenti modelli organizzativi». Domanda. Come funziona il progetto? Risposta. Incidendo in modo ottimale sull'organizzazione, l'infrastruttura informatica capillare e autonoma di Drive permette agli operatori sanitari di concentrarsi più sulle necessità primarie del paziente che sulle necessità della propria organizzazione. D. Scendendo nel dettaglio... ? R. Il «carrello intelligente» con- sente la registrazione del ciclo completo del farmaco (attività terapeutica più frequente), degli esami di laboratorio (attività diagnostica in vitro più frequente) e dei parametri vitali (attività diagnostica in vivo più frequente, come la rilevazione della pressione, della temperatura, della saturazione o del battito cardiaco) di ogni paziente. Il sistema si avvale di software dedicati che gli consentono di supportare, per esempio, le decisioni del medico o di validare la prescrizione di tutte le terapie a medici e infermieri. Il carrello è quindi in grado di agire sulle D. E per quanto riguarda la tuaree di criticità dell'in- tela del paziente e la sua sicureztero processo ed è di- za? mostrata la sua capaR, La privacy del paziente, e la cità di abbattere il ri- sua indiscutibile identità, viene schio di errori. Il repar- garantita dall'utilizzo di un bracto, poi, è integrato in cialetto che riporta i relativi dati tempo reale con i servi- clinici e amministrativi in un codizi di medicina, di labo- ce bidimensionale, illeggibile da ratorio e farmacia per occhio umano ma decifrabile dal la condivisione delle lettore ottico presente sul carrello. informazioni cliniche Ogni operatore, poi, viene dotato sul paziente e sui fab- di una smart card contenente tutbisogni del farmaco. Il te le informazioni relative all'utencarrello intelligente è te e la firma digitale. È previsto un stato studiato per inte- processo di anonimizzazione dei grarsi con altri moduli dati relativi ai pazienti, per poterli sviluppati dagli altri partner per utilizzare in studi epidemiologici e consentire la gestione degli ordini farmacologici, e un processo di interni, tra farmacia e reparto, ed pseudonimizzazione dei dati degli esterni, tra farmacia e produttore. operatori, per poter tracciare gli Grazie alla condivisione. delle accessi al sistema e le richieste di informazioni tra i vari attori attra- informazioni riservate, normalverso tecnologie Internet, viene mente celate al personale medicoassicurato un livello di scorta suffi- infermieristico. ciente nei reparti; con evidente riD. Drive è un punto di arrivo o di duzione dei tempi di approvvigio- partenza? namento e di gestione del magazR, È indubbiamente un punto di zino. Inoltre il carrello sarà in gra- partenza, in quanto la Bull sta già do di tenere traccia della movi- lavorando all'introduzione di nuomentazione e delle scadenze dei ve funzionalità che consentano medicinali attraverso l'identifica- un'interazione diretta tra medico zione e la lettura delle etichette e paziente anche al di fuori della con Tag a radiofrequenza. struttura ospedaliera. Il Sole 24 Ore Elettronica in corsia / II progetto del San Raffaele di Milano Drive, l'ospedale del futuro MILANOi Un progetto da 4, 1 milioni di euro per realizzare il prototipo dell'ospedale del futuro: una struttura che dovrà coniugare la sicurezza del paziente e l'efficacia della cura con la necessità di limitare gli sprechi dei farmaci nei magazzini e utilizzare al meglio il tempo di medici e infermieri. Drive (Drug in virtual enterprise) — questo il nome del progetto messo a punto dall'Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano, con il contributo della Commissione europea — è il prototipo di un sistema ospedaliere nel quale la tecnologia collega i punti critici del processo di cura dell'ospedale. «Un sistema che — ha spiegato il capo- progetto Alberto Sanna riconosce pazienti, operatori e prodotti (farmaci, provette, ecc. ) e interagisce con loro per prevenire errori, tanto banali quanto insidiosi, che mettono a rischio la sicurez- paziente che riporta in forma digitale (codice bidimensionale) i dati di identificazione (compresi quelli critici relativi per esempio a patologilparticolari e allergie); l'etichetta informatizzata applicata sul farmaco; il carrello intelligente, versione tecnologica del carrello utilizzato in corsia, in grado di gestire tutte le informazioni del sistema (può dedicarsi a 20 pazienti e costa circa 25mila euro). E poi due subsistemi: la logistica ospedaliera (tra reparto e farmacia) e collaborativa (con altri ospedali e fornitori), e Un braccialetto ottimizzerà la degenza del paziente za dei pazienti. Inoltre registrando autonomamente i consumi di farmaci supporta la gestione delle scorte disponibili nei reparti». Drive funziona attraverso una serie di elementi: il braccialetto informatizzato per il II carrello intelligente Abbattimento percentuale del riscf io di errore ottenuto con l'introduzione del carrello intelligen e l'infrastruttura che garanti-. uni- Preparazione farmaco (via orale-sublinguale) sce la sicurezza dei dati e della privacy. Preparazione farmaco Per la prima sperimentazio(via endovenosà-intramuscolare ne (600 i pazienti coinvolti) intradermica) del genere in Europa il San Preparazione farmaco Raffaele si è avvalso del fi(altre vie) nanziamento di due multinazionali farmaceutiche (AstraIdentificazione paziente Zeneca e GlaxoSmithKline), dell'aiuto di partner tecnoloSomministrazione farmaco gici (Atos Origin, Bull, Fave(via endovenosà-Intramuscolare ro health project) e della colintradermica) laborazione di alcuni centri di ricerca europei: Centro comune di ricerca della Com- mente avanzate, ma per tutte missione europea, Karolinska le realtà ospedaliere. I risultaInstitutet di Stoccolma, Poli- ti preliminari indicano un abtecnico di Milano, Università battimento anche del 71% tecnica di Danzica. per il rischio di errori durante «È un sistema — ha affer- la fase, altamente critica, di mato Sanna — concepito non preparazione del farmaco e la solo per strutture tecnologica- diminuzione anche del 21% nella somministrazione». Alla presentazione di ieri erano presenti a Milano anche il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzanò, e il presidente di Farmindustria Giampietro Leoni. LUCA VERONESE Il Messaggero La procura di Verona ha ipotizzato i reati di corruzione e comparaggio. Perquisiti dalla Guardia di Finanza gli uffici della multinazionale Viaggi e regali, sotto inchiesta tremila medici L'accusa: milioni di euro in cambio di prescrizioni facili. La Glaxo: solo convegni scientifici di ANTONIO DE FLORIO ROMA - Sotto inchiesta un esercito di medici -circa tremila in tult'Italia- e un colosso dell'industria farmaceutica per aver promosso la prescrizione di medicinali in cambio di regali per decine di milioni di curo. Le ipotesi di reato formulate dalla procura della Repubblica di Verona vanno dalla corruzione al "comparaggio": una norma specifica prevede infatti una sanzione penale per chi offre incentivi di varia natura a medici per ottenere che un farmaco sia preferito ad altri. Le indagini svolte dal nucleo regionale di polizia tributaria del Veneto hanno provocato un vero e proprio terremoto: nel mirino della Finanza non sono f i n i t i soltanto la multinazionale farmaceutica Già-" xo e migliaia di medici di base convenzionati con le aziende sanitarie locali, ma anche docenti universitari, i cui nomi sono per ora top secret. Indaga la stessa procura della Corte dei conti. LA) schema della corruzione, secondo le ipotesi accusatone, sarebbe stato quello di incoraggiare i medici a prescrivere i prodotti della casa farmaceutica veronese anziché quelli delle ditte concorrenti. Sarebbero stali offerti viaggi, vacanze, testi scientifici e «liberalità in denaro». Con l'iscrizione nel registro degli indagati sono scattale decine di perquisizioni in studi medici e negli uffici della Glaxo. Con il sequestro di floppy disk e di agende. Gli agenti della Fiamme gialle avrebbero intcrccltato centinaia di conversazioni. «Posso confermare - dice il direttore medico della Glaxo, Giuseppe Recchia - che venerdì alcuni dirigenti della società e una quarantina di informatori scienlifici hanno ricevuto la visita della Finanza con il sequestro di alcuni documenti. Siamo sorpresi perché siamo un'azienda leader non solo nella produzione di farmaci ma anche nella ricerca. Abbiamo c o n t a t t i con migliaia di medici per svolgere a t t i v i t à di corretta informazione scientifica e aggiornamento. Non facciamo turismo sessuale: organizziamo convegni scientifici, in base a un codice etico che abbiamo da anni. Siamo sicuri che sarà chiarito ogni aspello della vicenda». Un comunicato diFarmindustria: «Fiducia nella magistratura» Fino a che punto arrivava la semplice promozione di un prodotto e dove invece si sarebbero concretizzate vere e proprie ipotesi cornittive? È questo il nodo centrale dell'inchiesta. La Finanza ha smentito la noti/ia pubblicata da un quotidiano locale del Veneto, secondo cui ad al- Al Regina Elena Morto l'anziano con la mandibola trapiantata ROMA - È morto all'ospedale Regina Elena di Roma l'uomo che un mese fa era stato sottoposto del primo trapianto di mandibola da cadavere. L'anziano è stato stroncato da una polmonite causata da un germe aggressivo, lo pseudomonas. L'infezione è sopraggiunta domenica sera e il fisico debilitato del paziente non è riuscito a superarla. «Sino a domenica - commentano i medici - il decorso post operatorio era stato favorevole. IJL mandibola aveva attecchito perfettamente, senza dare alcun segno di rigetto, tanto che il paziente aveva già ripreso a parlare e ad alimentarsi e le sue condizioni generali facevano sperare in una vicina dimissione». L'eccezionale intervento era stato eseguito il 16 gennaio scorso dopo il parere favorevole del comitato etico dell'Istituto e in collaborazione con l'Istituto Rizzoli di Bologna, dove era stata espiantata la mandibola del donatore. cimi medici sarebbero stati offerti personal computer da 5. 000 euro in cambio della prescrizione di farmaci della Glaxo. Il presidente di Farminduslria Gian Pietro Leoni, esprime «piena fiducia nell'operato delle istituzioni competenti e della magistratura». H ag- giunge: «Farminduslria nel campo dell'informazione scientifica sui farmaci recentemente ha dichiarato, in più sedi, la propria volontà di procedere all'introduzione di nuove e più rigoroso norme deontofogichc in grado di tutelare l'immagine dcll'associazione e dell'intero settore». Il Tempo Irene Velia, 32 anni, impiegata all'Omnitel non ha potuto usufruire di permessi speciali. L'intervento è andato bene Va in ferie per poter donare il rene al marito La signora: la legge deve essere cambiata perché tutela solo gli iscritti alle liste dei donatori di midollo Bisogna incoraggiare i trapianti da viventi perché accorciano i tempi d'attesa dei pazienti e hanno buone possibilità di riuscita MILANO — Luigi Pagana, 32 anni, ha una bimba di 3 che si chiama Donatella, e abita a Pisa. Ha giocato a calcetto tutta la vita e ora allena una squadra di A2. È alto un metro e novanta, ma il suo fisico è forte solo in apparenza. Da tempo soffre di una grave malattia renale chiamata sindrome di Berger; per anni la tiene a bada ma nel 2000 il medico è stato chiaro: l'organo è fuori uso e il trapianto è l'unica speranza. Le liste d'attesa per ricevere un rene da cadavere superano i 10 anni e la moglie Irene Velia, anche lei 32 anni, impiegata alla Omnitel, decide di donare al compagno l'organo che lo terrà in vita. Nell'autunno del 2002 arriva, purtroppo, l'ultimatum dei dottori. Il tempo stringe e la coppia si convince a iniziare l'iter pre-intervento. Irene parla coi datori di lavoro e scopre che «la legge italiana non tutela chi vuole donare un organo a un proprio caro». Avere un permesso «era impossibile - racconta Irene - e così sono stata costretta a prendere le ferie». Venti giorni in tutto, «10 in più di quelle che avevo a disposizione». Oggi Irene ha un debito di ferie di 10 giorni e un rene in meno. Giovedì scorso è stata operata e ha potuto così coronare il suo desiderio: donare il rene al marito. L'intervento, al Reparto di nefrologia dell' ospedale di Cisanello, è andato «perfettamente. «Sono stata dim'essa domenica e Luigi uscirà forse giovedì» dice Irene commossa. Tutto bene, ripete la giovane madre, «e so anche che i miei principali, persone disponibilissime e al corrente di tutto, mi aiuteranno. Ma la legge va cambiata per aiutare chi è meno fortunato di noi». Irene è serena e soddisfatta del suo gesto. Ma è convinta che «le cose devono cambiare per incoraggiare casi come il nostro. Perché non è detto - spiega - che tutti siano disposti a ignorare certi ostacoli come abbiamo fatto noi e andare fino in fondo». Con voce sorridente la giovane ripercorre una storia che, più che un esempio, vuole essere «una testimonianza e un'occasione per migliorare le cose nel nostro Paese. Da quando ho deciso di aiutare Luigi, infatti, non ho mai avuto dubbi e niente e nessuno mi avrebbe fermato». Ma «così non va», sottolinea Irene. «Non è giusto dice - che solo chi è iscrit- to nelle liste dei donatori di midollo abbia diritto a un permesso quando deve donare. Mi appoggia anche il presidente dell'Aldo, perché pare che anche loro abbiano ottenuto una normativa più equa da un anno appena». E ora tocca anche a chi vuole donare un organo, ripete Irene, che in questi mesi ha già mobilitato la stampa locale e giovedì sarà ospite di un programma radiofonico della Rai condotto dalla giornalista Barbara Palombelli. Tra l'altro, fa notare an- cora Irene, «incoraggiare i trapianti di rene da donatore vivente, che hanno ottime possibilità di riuscita, conviene anche allo Stato». Non fosse che per evitare ai pazienti in lista d'attesa «anni e anni di dialisi: ogni seduta dura 4 ore e costa 700-800 mila vecchie lire, e a ciascun malato servono 3 sedute alla settimana». Ora per Luigi «niente più macchine a cui stare attaccato. Adesso finalmente potremo andarcene tutti e tre in vacanza. Però qualcosa in Italia dovrà assolutamente cambiare». Il Messaggero MEDICINA E SOLIDARIETÀ Israele ringrazia l'Italia: «Curati 19 bimbi palestinesi» Talassemia, a Gerusalemme annunciato un accordo fra il Centro di Pesaro e gli stati del Mediterraneo degli stati stati dell'area dell'area mediterradegli dal nostro nostro inviato dal LUCIANO DI DOMENICO GERUSALEMME - «Molte grazie italiani», l'. i u . m l u i 12 anni. E' di Hebron e- oia può tornare a giocate nella sua città in Palestina I I . , tu bito il trapianto di in u l u l i » perché era malato di annui. i mediterranea. Era talassici i co. Ringrazia il nostro i che gli ha salvato la v i t a 1 come lui lo ringraziano alni quattro bambini operati nel Centro trapianti dell'ospedale San Salvatore di IV Sono tutti palestinesi I' di loro altri 14 sono stati -.. il vati con il trapianto da questa malattia (insufficienza di globuli rossi nel sangue) che si cura solo con continue tu sfusioni e che porta alla m»i te prima dei trent'anni. Il K lo rimedio è il t r a p i a n t o di midollo tra soggetti COMI i ut i bili. E l'Italia si è impegnata al G8 di Genova a prendersi cura di questo piohlema a livello mondiale, perché il Centro t i a p u m l i i l i l'esaro. gra/ic al piolessoi ( i n u l o I. ucarclli, pioniere da vcnl'anni di questi i n t e r v e n t i (ne ha eseguiti 1. 400), è ritenuto il migliore del mondo. E da ogni Paese del Mcdioriente e dell'Oriente arrivano continue richieste. A Palermo il primo caso di trapianto di tìbia in Italia PALERMO - È stato eseguito ieri a Palermo il primo intenerito in Italia di trapianto della ulna. L'operazione è stata effettuata da Bi-wilrtto Pinto, 44enne chirurgo ortopedico, presso la Casa di cura Orestano. La IH» il ii sta Dell'utilizzo di una tibia fornita dalla Imnca delle ossa Allosource di Denver, Colorado. Per la prima volta in Italia, si è cosi potuto ricorrere a una tibia prelevata ila cadavere e trattata con una innovativa tecnica ehe permette una elevata compatibilita dell' organo e un'ottima integrazione dello stesso nell'organismo del paziente. Alcuni dei bambini palestinesi al loro arrivo a Pesaro Sono trecentomila i malati nell'area del Mediterraneo a fronte di dieci milioni di portatori sani che vivono in Europa, tre milioni solo in Italia. Quando una coppia di portatori sani fa un figlio c'è un rischio del 25% che possa nascere con il morbo di Cooley, appunto quella grave forma di anemia che prima o poi porta alla morte. I Paesi poveri non hanno alcuna possibilità di salvare i loro malati e i territori palestinesi sono tra questi. Domenica con un aereo della Presidenza del Consiglio i cinque baiulMiii guariti insieme ai loro I nielli e sorelle che hanno donato parte del midollo per il t i . i pianto sono tornati a casa, dal vice ministro dell'Economia Mario Baldassarri in rappieseiitanza del governo i t a l i a n o . Con loro anche il piolessoi 1 ucarelli e il dottor llja dardi, direttore fino ad alcuni giorni fa dell'ospedale San Salvatore di Pesaro. Insieme i due scienziati hanno v a i a l o il progetto di creare a Pesaro un centro internazionale per la cura della talassemia con annessa scuola per la specializzazione dei medici provenienti da tutto il mondo. Ora, dopo un lungo braccio di ferro tra il ministro della Sanità Sirchia e la Regione Marche, che non ha aivettato che l'ospedale San Salvatore divenisse un istituto di ricerca passando dalla Regione allo Stato, il centro del progetto è diventato l'ospedale Regina Elena di Roma. «I a settimana prossima ha annunciato a Gerusalemme il vice ministro Baldassarri al ministro della Sanità israeliana Rav Wissin Dahan - verrà creata la fondazione nazionale per la cura della talassemia, con la parte- cipazione dei ministeri degli Esteri e della Salute e il concorso della Regione Lazio. Questa stipulerà una convenzione con il San Salvatore di Pesaro per continuare ad accogliere bambini malati da tutta l'area del Mediterraneo. Quindi verrà aperta la scuola di formazione, come deliberato dal Parlamento nel dicembre scorso. Il tutto già finanziato con 45 milioni di euro in tre anni». Tutto il progetto italiano prevede oltre che la cura e la formazione dei medici stranieri anche il trasferimento di tecnologia negli ospedali nea al fine di creare una rete specialistica, con base in Italia, che valga ad affrontare la lotta alla talassemia con il massimo di forze in campo. E questa iniziativa umanitaria sta raccogliendo sinceri consensi al nostro Paese. «Voi siete portatori di pace - ha detto infatti il ministro israeliano della Sanità - voi avete avuto successo lì dove noi abbiamo fallito. Siete riusciti a far collaborare medici israeliani e palestinesi». Infatti i bambini dei territori palestinesi vengono curati anche nel grande centro medico di Rambam ad Haifa. E da Betlemme ad Hebron a Ramallah, città ferite dalla guerra israelo-palestinese, vengono appelli accorati a continuare, a non abbandonare i bimbi malati. «Fate presto con il vostro progetto - ha pregato il sindaco di Betlemme Hannaj Nassar - la morte non concede rinvii ai nostri figli». E da Ramallah, a due passi dagli uffici "prigione" di Arafat, il sindaco Ajoub Rabah «il vostro arrivo e la vostra iniziativa sono raggi di sole in questo clima di guerra. Voi siete la pace e la dimostrazione di come le barriere tra noi e gli israeliani possano cadere grazie all'aiuto che diamo ai bimbi malati». Il Centro L'INIZIATIVA «Alimenti più sicuri» Accordo Regione e Zooprofilattico PESCARA. Sicurezza alimentare, qualità dei cibi, controlli sui capi animali e le produzioni industriali. Questi almeno sulla carta gli obiettivi di una iniziativa promossa dalla Regione Abruzzo. L'obiettivo è quello di analizzare e intercettare cibi adulterati che possono nuocere alla salute. La giunta regionale ha infatti approvato alcuni provvedimenti in materia di sicurezza alimentare e di emergenze veterinarie, affidando all'Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise «Giuseppe Caporale», l'incarico di effettuare tutti gli adem- Controlli su produzione e qualità controllo veterinario In Abruzzo nuove misure di sicurezza pimenti previsti in materia di controllo sui prodotti alimentari. In particolare l'Istituto Zooprofilattico dovrà attivare e gestire il sistema regionale di sorveglianza della sicurezza degli alimenti, raccogliendo ed analizzando i dati necessari per caratterizzare e monito- rare i rischi che hanno un impatto diretto e indiretto sulla sicurezza degli alimenti destinati all'uomo e agli animali. Dall'accordo è scaturita anche una iniziativa di controllo della qualità dei cibi, nel segno di una maggiore attenzione ai prodotti biologici, ci sarà infatti una sorta di «trac- ciabilità» di tutta la filiera di produzione. L'Istituto, è stato deciso nell'intesa promossa dalla giunta regionale, dovrà anche fornire il supporto tecnico e scientifico alla Regione Abruzzo per la definizione degli obiettivi di sicurezza alimentare in Abruzzo e sulle valutazioni del rischio legato agli alimenti «dall'aratro al piatto», ovvero nell'ambito delle fasi di produzione, trasformazione, commercializzazione, somministrazione e consumo degli alimenti. Infine sono stati programmati anche iniziative in merito alle emergenze che posso- no riguardare la catena alimentare. In ordine alle emergenze veterinarie, la giunta regionale ha quindi affidato al presidente della Regione, Giovanni Pace, il coordinamento della gestione delle emergenze connesse all'insorgenza di malattie infettive e diffusive degli animali, compreso la preparazione dei piani di contingenza necessari ad affrontarla. A supportare Pace sarà sempre l'Istituto Zooprofilattico, quale strumento operativo, ed in particolare per coordinare, a livello regionale, tutte le azioni necessarie alla gestione delle emergenze. Il Centro Il sistema sanitario teatino rischia la paralisi: la mobilitazione dei sindacati LA POLEMICA CHIETI. Rischia la paralisi il sistema della Asl teatina. Lanciano l'allarme i rappresentanti di Cgil-Fp, Cisl-Fps, Uil-Fpl, Rdb e Nursing-up, dopo le direttive regionali sul blocco delle assunzioni e sul contenimento delle spese per risanare i bilanci. Bloccoassunzioniespesedimezzate a cardiochirurgia negata garza sterile Un giro di vite che per i sindacati si traduce in un drastico taglio dei servizi e delle prestazioni. «La direzione generale della Asl di Chieti» attaccano Angela Scottu, Mauro Carabella, Adriano Ciccarone, Mario Frittelli e Sergio D'Intino, «intende bloccare l'assunzione di personale anche delle figure professionali maggiormente carenti e necessario per far fronte a emergenze assistenziali, nonché l'acquisto di materiale indispensabile per il funzionamento del servizio sanitario, dal momento che si impone lo stesso budget del della linea dura adottata dalla direzione generale si è avuto un paio di giorni fa nell'ospedale di Colle dell'Ara. «La cardiochirurgia ha richiesto un telo sterile JHT un paziente trapiantato di cuore», racconta la segretaria della Cgil-Fp, Angela Scottu. «ina il direttore sanitario avrebbe consigliato di rivolgersi al comitato etico per verificare se l'acquisto rientrava nelle urgenze poiché la Asl non ha soldi da spendere. Tutto questo è assurdo», rimarca, «e da l'idea del collasso finanziario che sta vivendo l'azienda teatina, la quale sembra non essere II policlinico di Chieti I sindacati temono la paralisi del sistema sanitario 2000, mentre le prestazioni so no aumentate almeno del l i ) per cento negli ultimi due; m ni. Si tratta di provvedimeli 11 che si ripercuotono sulla p i ' I le dei malati e dei cittadini», sottolineano i sindacalisti che contestano il nuovo piano di azione e chiedono un incontro gente con il manager Conga per esaminare i problemi fi nanziari e sanitari dell' A s l . oltre a individuare solu/ioni alternaive. Il primo sergnale più in grado di assicurare i livelli essenziali di assistenza». la Scottu evidenzia inoltre che la dotazione organica dell'azienda è ferma al '96, quindi con il blocco delle assunzio ni la situazione diventerebbe ancora più drammatica. «Le direttive della Regione», afferma, «contrastano con la Finan/iaria 2003, nella quale esulano dal blocco le assunzio_ni del personale infermieristico, mentre per i sanitari le assunzioni sono autorizzate nel limite del 50% delle cessazioni dal servizio nell'anno 2002». Paola Di Brino Il piromane è scomparso da un mese ma l'obiettivo sicurezza non è vicino II Messaggero Ospedale, summit dal Prefetto Mancano ancora le telecamere e la sala operativa Dal 17 gennaio il piromane dell'ospedale è scomparso. Non è un caso. Misure di sicure//a e vigilan/a sono state estremamente rafforzate dopo l'ultimo rogo, il ter/o in due mesi (i precedenti erano avvenuti il 21 e 24 novembre 2002) e il più distruttivo anche visto che ha messo fuori uso le sale operatorie. Per fare il punto della situazione, ieri mattina in Prefettura, si è tenuto un nuovo summit coordinato dal Prefetto Andrea Gentile cui hanno partecipato il questore Angelo Lo Scalzo (accompagnato da Giorgio Nardi, capo di gabinetto), il comandante dei carabinieri Amedeo Specchia, il tenente colonnello della Finanza Paolo Damata e il direttore generale della Asl Angelo Cordone. Molto è stato latto e molto resta da lare. li' stata raddoppiata la presen/a delleguardie giurate, un unici) turno notturno, di sei vigilantes: in parte presidiano l'accesso del Pronto Soccorso, in parte controllano esterno e interno del nosocomio, secondo le necessità. Per quasi un mese, le forze dell'ordine hanno control- ROGO/1 II primo incendio in ospedale avvenne il 21 novembre 2002 e scoppiò nel reparto di Rianimazione. Molti furono i danni e molta fu la paura dei pazienti, poi trasferiti in altri nosocomi. Gli investigatori pensarono a un corto-circuito. ROGO/2 II secondo incendio avvenne appena tre giorni dopo, il 24 novembre 2002. Fu certamente doloso, visto che venlato la struttura per 24 ore al giorno grazie a una misura speciale voluta dal Ministero dell'Interno: carabinieri e polizia venivano da presidi vicini, non da Pescara. Questo provvedimento speciale era previsto sino al 10 febbraio, t u t t a v i a vige ancora al di là della scadenza: carabinieri e agenti continuano a vigilare sul "Santo Spirito" pur se costano fatica a caserme e Questura che devono provvedere con una diversa e non semplice organizzazione dei servizi. ne appiccato con esche di tessuti impregnati di benzina in un locale seminterrato. ROGO/3 II terzo incendio si verìficò il 17 gennaio e fu estremamente aggressivo perché furono messe fuori uso tutte le sale operatorie. INDAGINI Le indagini della Polizia non hanno trascurato nessuna pista e ultimamente hanno considerato soprattutto l'ipotesi della vendetta di un dipendente. Contro chi, non si sa. Sono stati ridotti i varchi di accesso all'ospedale. Sono in tutto 40 e restano aperti di giorno ma scendono a uno solo di notte: quello del Pronto Soccorso necessariamente deve essere attivo 24 ore al giorno. Resta da fare tutto il resto: per esempio bisogna installare le telecamere fisse. Il lavoro burocratico è andato avanti in maniera spedita, i sopralluoghi dei tecnici si stanno effettuando in questi giorni, c'è da ritenere che nell'arco delle prossime settimane il lavoro sarà concluso. Più complessa la sistemazione dei gabbiotti di controllo dinanzi agli ingressi più frequentati e la cost ni/ione della sala operativa che, da un'unica posta/ione dovrebbe permettere di controllare l'intera struttura attraverso i monitor diffusi in special modo nei sotterranei. Una volta realizzata, la sala operativa concederà di intervenire rapidamente qualora se ne ravvedesse la necessità. In ultimo si sta studiando l'ipotesi di fornire al personale i badge magnetici che potrebbero consentire di regolare, una volta per tutte, l'accesso a determinati servizi o a determinati reparti dell'ospedale. Per mettere a norma il "Santo Spirito" ci vorrà ancora un mese o forse più un mese e mezzo. Un tempo ritenuto indispensabile e neanche troppo lungo dalla Asl, considerata la mole dei danni da riparare. Per quanto riguarda il versante delle indagini, va detto che la Squadra Mobile è massicciamente impegnata nello sforzo di dare un'identità ai piromani. Chi sono questi folli che attentano alla vita di persone malate e sofferenti? Il Tempo False dottoresse Asl derubano un anziano Allarme malattie infettive L'umanità è minacciata dai topi SYDNEY. Le malattie infettive portate dai topi sono una tromba a orologeria per l'umanità a causa della loro crescente diffusione con l'espandersi delle città nei paesi in via di sviluppo. E' l'allarme lanciato dagli studiosi di 39 paesi, riuniti a Canberra, in Australia. Di topi ne nascono 3, 6 milioni ogni giorno, dieci per ogni essere umano, e sono i «giganti addormentati delle malattie nel mondo», ha detto Lyn Hinds, dell'ente nazionale australiano di ricerca Csiro. E' già noto che sono portatori di 70 malattie infettive a cominciare da tifo e peste bubbonica, ma c'è il timore che ne covino decine di altre, ha avvertito. «Con ogni probabilità avremo livelli sempre più alti di malattie debilitanti causate dai ratti, con la crescente densità della popolazione umana», ha previsto la studiosa. Il Centro LA BUONA NOTIZIA Un figlio dopo i 30 anni riduce i rischi di cancro Per le donne che hanno l'ultimo figlio fra i 30 e i 40 anni il rischio di contrarre cancro alle ovaie è dimezzato rispetto a chi finisce di avere figli prima dei 25 anni Lo rivela una ricerca australiana del Queensland institute of medicai research pubblicata dalla rivista «Cancer, epidemiology, biomarkers and prevention», che ha studiato 800 donne con il cancro alle ovaie e altrettante senza. ANZIANI ancora vittime di furti. Due episodi si sono verificati nelle ultime ore a Pescaia e Civitaquana ai danni di ignari "vecchietti" che hanno avuto solo la "colpa" di aprire la porta di casa a sconosciuti, fl primo furto è stato messo a segno in città in via Maestri del Lavoro dove AA, 64 anni mentre stava rincasando, è stato avvicinato da due donne che spacciatesi per dottoresse del locale nosocomio sono con una scusa riuscite ad introdursi in casa dell'uomo da dove hanno poi portato via oggetti in oro. All'arrivo del figlio dell'anziano le tre donne, verosibilmente di etnia rom, sono poi riuscite a fuggire, fl secondo episodio ha avuto luogo a Civitaquana dove due giovani presentatisi a casa di un ottantenne come impiegati dellìnps sono riusciti a farsi consegnare il libretto della pensione con in mezzo 1500 euro in contanti e alcuni buoni postali (subito bloccati) per un valore di 2. 000 euro. La testimonianza della "vittima" è però servita ai carabinieri per risalire ali' autrice del furto. Per lei, E. S., 29 anni di Pescara, è scattata la denuncia per furto. Proseguono le indagini per risalire al suo complice. Pao. Ren. Istituti Rizzoli di Bologna: successo di un intervento senza precedenti Rivoluzionaria tecnica italiana per il trapianto d'osso nei bambini Un eccezionale trapianto Gli Istituti Ortopedici Rizzoli d'osso in una bambina ha Bologna consentito la ricostruzione del femore e la crescita normale dell'arto, evitandone l'amputazione Un'innovativa tecnica chirurgica, utilizzata nella ricostruzione dell'anca in una bambina di 4 anni affetta da una rara forma di tumore al femore, ha consentito per la prima volta l'accrescimento normale dell'osso. L'intervento è avvenuto circa cinque anni fa, ma risultati sono stati pubblicati solo in questi giorni su «Lancet», dopo essere stati verificati e confermati nel corso dello sviluppo della piccola paziente. I risultati hanno superato le aspettative degli stessi medici che hanno eseguito l'intervento: l'equipe del dottor Marco Manfrini del Dipartimento di oncologia muscolo-scheletrica degli Istituti Ortopedico Rizzoli di Bologna. L'entusiasmo è del tutto giustificato. Infatti, quando è necessario asportare una parte di femore a un bambino, i metodi tradizionali di ricostruzione non permettono la crescita normale dell'arto; e ciò non solo rende impossibile lo svolgimento delle attività normali, come camminare, andare in bicicletta o nuotare, ciò spesso comporta l'amputazione dell'arto. Nel 1997, dopo un trattamento chemioterapico, i chirurghi bolognesi hanno sottoposto la bambina all'asportazione della parte prossimal del femore. La ricostruzione è stata realizzata mediante autotrapianto: parte del perone, con i suoi vasi, è stata inserita nel cavità che ospita la testa del femore, alloggiata in una porzione di osso femorale proveniente da un donatore; l'intera struttura è stati fissata mediante una piastra di titanio. L'aspetto straordinario è che perone innestato ha continuato a crescere, alimentato dai propri vasi sanguigni, diventando simile a un normale femore e fondendosi coi l'osso del donatore rendendolo vitale. In passato, il gruppo di Manfrini aveva già utilizzato il trapianto di perone per la ricostruzione di altre strutture ossee (scapole e polsi] nei ragazzi; ma l'anca rappresentava una sfida più difficile poiché deve sostenere il peso di tutto il corpo. La bimba, divenuta ormai i ragazzina, non presenta difficoltà nel movimento della caviglia e de ginocchio, perché il perone è stato rimosso senza danneggiare i nei della gamba. La funzionalità dell'anca è tale da consentirle di camminare, nuotare e pedalare. Il lavoro degli specialisti del Rizzoli ancora lungo: resta ancora da capire grazie a quali fattori, genetici ambientali, un perone possa trasformarsi in un femore capace di crescere. Il Tempo Abacus: una coppia su tre è in crisi per lo stress causato dal lavoro Anziani, il sesso è ancora tabù Se il desiderio e l'attrazione si spengono con l'età non è un problema me affronterebber o un periodo negativo, rispondono, UNA COPPIA su tre è in odo nell'otto per c e n t o dei crisi per colpa dello stress casi, «andrei da mi medico della vita quotidiana e per per un consiglio». Circa il il lavoro sempre più carico tre per cento s'informerebdi tensioni. Questo è il dato be sulle nuove terapie. Il fondamentale della ricerca sessantatre per cento degli promossa dall'Abacus e pre- italiani, un numero die rapsentata ieri dal direttore Pa- presenta una prevalenza asgnoncelli a Roma. La cop- soluta, afferma che, in caso pia secondo il venti per cen- di difficoltà, chierebbe il to d e g l i i n t e r v i s t a t i dall'Aba- sostegno del partner.. cus ha. poco tempo per l'inUna donna su tre infine t i m i t à e la situazione, nel accompagnerebbe il partnel quindici percento dei casi, ner dal medico, mentre tutè aggravata da crisi persona- te le altre sarebbero dispoli. Queste difficoltà sono so- ste da dare un non ben preprattutto d o v u t e a problemi cisato sostegno al loro comeconomic i e di comprensio paigno di v i t a . In sostanza e del partener. In sostanquando il sesso diventa un za l'efficienza sessuale di problema finiscono per preuno dei componenti la cop- valere ignoranza ed i tabù. pia, passa in seconda linea Un italiano su tre infine ririspetto a deficit di altra na- tiene che dopo una certa tura. età non sta bene pensare al Gli italiani, in sostanza, sesso o parlare di quest'arnon danno molto credito ai gomento ancora consideraproblemi d'efficienza ses- to «scabroso» da molti. Un suale ed alla domanda co- quarto degli italiani inoltre di GIANCARLO CALZOLARI è convinto che ad una certa età il desiderio si spegne, dal momento che si tratta di «cose da giovani». Addirittura il ventitré per cento delle donne, meno di una su quattro, approverebbe il ricorso del partner ad una pillola che potesse dare un aiuto. Eppure nel corso della stessa indagine che ha coinvolto 1001 italiani, uomini e donne, di età compresa tra i venticinque ed i settanta anni, realizzata nel corso del convegno «L'amore non ha tempo» promosso dalla società i t a l i a n a d i . a n d r o logia e di androlo|gia medica, la relazione di coppia e assolutamente fondamentale per almeno il sessanta per cento delle persone i n t e r v i state. Solo per il trentaquattro per cento, la relazione di coppia pur essendo importante non è fondamentale. Ma c'è anche chi afferma che è meglio non avere nessun legame anche se rappresenta solo l'uno per cento degli intervistati. L'pttantanove per cento degli italiani, in ogni modo, concorda sull'affermazione che la relazione d'amore «arricchisce ed aiuta ad affrontare la vita». Che cosa è dunque importante per un rapporto d'amore veramente soddisfacente? Il 57 per cento degli intervistati non ha avuto dubbi ed ha indicato nel dialogo la panacea per risolvere tutti i problemi. Invece figura solo al quarto posto una buona intesa sessuale dopo la «complicità» e la condivisione dei problemi. L'aspetto al quale è rivolta la maggiore attenzione è il corteggiamento, indispensabile nel 54 per cento degli italiani i quali sono d'accordo nell'afermare che i preliminari sono sicuramente meglio del rapporto sessuale vero e proprio. Il Tempo Il leader di Al Qaeda chiama a raccolta i fratelli musulmani di tutto il mondo per la guerra santa. La Cia: è la sua voce Osama: Islam difendi l'Iraq contro gli infedeli Il messaggio trasmesso da Al Jazeera: «Fate attentati suicidi negli Usa e nei Paesi suoi alletati» di MAURIZIO PICCIRILLI L'OMBRA cupa dello sceicco del terrore si allunga sull'allarme che in queste ore sta percorre il mondo nel timore di attacchi con a rmi non convenzionali. È stato il segretario di stato Usa, Colin Powell, ad annunciare durante un'audizione al Senato di un prossimo messaggio di Osama Bin Laden nel quale si minacciano stragi devastanti. Nella registrazione, trasmessa da Al Jazeera, auntenticata dalla Cia, il leader di Al Qaeda torna a lanciare proclami di morte contro l'alleanza dei «crociati» voluta da Bush e gli ebrei. «Il diavolo sarà sopraffatto e sconfitto», dice Bin Laden, con al solita voce cantinelante. Non solo nella registrazione Osama chiede l'unità dell'Ummah (la nazione islamica) per combattere la jihad contro l'Amerci. a_g. l'alleanza di crociati in difesa dell'Iraq. «Hanno le armi, hanno gli aerei, ma Dio li sconfiggerà», Bin Laden chiama a raccolta «tutti i fratelli per combattere contro gli infedeli». Incita gli iracheni a combattere gli americani e ricorda la resistenza fatta da lui stesso in Afghanistan nel 2001: «II mi- glior modo di combattere una guerra è costruire le trincee - e dando la strategia di difesa continua - Le bombe intelligenti non avranno efficacia, perché hanno bisogno di bersagli. Ma se costruite trincee, non avranno bersagli. Usate la terra come protezione», Osama Bin Laden ha esortato il popolo iracheno a compiere attentati suicidi contro gli americani. E ancora rivolto agli iracheni e ai musulmani in genere «ad essere ottimisti sull'esito finale: il numero non conta, non pensate alla sconfitta, ma alla vittoria, perché Dio è con voi». Ha accusato i crociati di combattere per gli uomini di affari e i trafficanti d'armi. «Stiamo seguendo molto attentamente la preparazione della crociata per attaccare l'Iraq ed istaurare un regime che ha in Washington e Tei Aviv le basi» continua il messaggio. Ma non solo questo, facendo riferimento ai bambini iracheni uccisi dai «crociati», così come quelli «palestinesi» da Israle, Osama chiama a raccolta l'Isiam: «Ci libereremo dalla schiavitù dell'America. Libereremo la terra santa dell' Arabia Saudita». Naturalmete in nome di «Allah misericordioso». Nel suo messaggio Bin Laden invita tutti «buoni musulmani» ad «aiutare in ogni modo» per «rovesciare la leadership di1 coloro che sono schiavi dell America». Citando poi esplicitamente i paesi islamici moderati, come Giordania, Marocco, Arabia Saudita, Nigeria, ha rivolto loro un preciso monito: «tutti questi paesi devono stare attenti». Le strutture antiterrorismo Usa, europee e mediorientali hanno messo in guardia sul rischio di atacchi terroristici. Nei rapporti si fa riferimento al pencolo di «attacchi chimici, oiologiche e con dirty bomb». Gli stessi rapporti fanno riferimento a un alto rischio nel- le principali città: a New York, Washington, Los Angeles, San Francisco, Sydney, Singapore, Londra, Parigi, Roma, Berlino, Mosca, Tei Aviv e Riad. L'innalzamento dell'allarme negli Usa fino al «livello arancione», deciso la scorsa settimana, è legato a minacce di attentati di Al Qaeda negli Stati Uniti e nella penisola arabica. Lo ha detto il direttore della Cia, George Tenet, testimoniando di fronte al Congresso. L'allarme di questi giorni, ha spiegato il capo della Cia, è legato a indicazioni arrivate da varie fonti «con forti legami con Al Qaeda». IN IRAQ, secondo una stima della coalizione di associazioni «Stop all'uso dei bambini soldato!», sin dal 1991 almeno 23mila minori sono sono stati oggetto di programmi di addestramento militare da parte dell'esercito, con il nome di «Gioventù di Saddam». Oggi ricorre il primo anniversario dell'entrata in vigore del trattato internazionale che vieta l'utilizzo dei bambini soldato e la coalizione ammonisce, «che il problema dell'impie- go dei bambini nei conflitti armati, lungi dall'essere risolto, è ancora molto diffuso»: solo in Myanmar, circa 70mila bambini sono impiegati negli eserciti regolari. Ha dichiarato Casey Kelso, coordinatore dell'associazione: «esorteremo la comunità internazionale a non trascurare il problema confidando che gli Stati rispettino il divieto sancito dal diritto internazionale». Nonostante il trattato sia stato firmato da 111 paesi, solo 46 si sono impegnati legalmente per ratificare il protocollo opzionale. Per Davide Gavazza, coordinatore italiano «il primo anniversario del Protocollo, deve essere un'occasione per appellarsi agli altri paesi affinchè si uniscano alla comunità internazionale nel condannare questa pratica spaventosa». Anche il segretario generale Onu, Kofi Annan, ha presentato, in dicembre, al Consiglio di Sicurezza un rapporto che identifica 23 parti in conflitto in 5 paesi che utilizzano bambini soldato.