progetto Decanato Venezia - Parrocchia SS. Redentore - Disponibile anche online su www.parrocchiaredentore.it n°12 - Dicembre 2013 42° anno di Comunità aperta Figure Geometriche Prepararsi al Natale L a cometa Ison è in arrivo. Potrebbe essere un vero spettacolo nei giorni di Natale. Già, una palla di ghiaccio che si illumina quando è vicina al sole, mostrando una chioma di luce. Arriva dal bordo del sistema solare e sfiora il nostro astro per poi sparire e ripresentarsi chissà quando. Il tutto grazie alla sua traiettoria ellittica molto allungata: la maggior parte della vita nel buio, l’accensione per un fugace periodo e poi ancora nella notte. E allora, chi si cura più di questo fenomeno? In questo Numero Noi che ci prepariamo al Natale siamo un po’ come questa cometa, con una fede ✔Dalla penna di don Natale altalenante. A volte siamo vicini al sole Figure Geometriche di Gesù e brilliamo sprizzando significa✔Avvento a Sant’Ambrogio to da ogni poro. Abbiamo l’impressione Esercizi spirituali per giovani che la fede sia luce per noi e per chi ci ✔Calendario parrocchiale osserva. Altre volte siamo nell’oscurità e Tutti gli appuntamenti del mese ci sentiamo lontani da Dio nell’afelio della ✔Il saluto della nostra comunità vita. Vista la storia dell’ellisse, ammettia Grazie Suor Alfre ✔La Casa del Pellicano mo che stiamo la maggior parte del tem Dalla semina nasce un fiore po in periferia esistenziale, insignificanti ✔La scuola d’infanzia SS Redentore agli occhi del mondo. La festa del Na Una scelta importante e consapevole tale, se non è semplice emozione, ci fa ✔Dall’archivio parrocchiale Chi tornare realmente vicini a Gesù: questa arriva, chi si sposa, chi ci lascia speranza ci salva dalla rassegnazione a ✔Dall’associazione G.R.A.T.I.S. tirare in là nella banalità. Piscina... a gratis, o no? A pensarci bene l’ellisse non è l’unico ✔Pensieri dalla casa di accoglienza modo di rappresentare la fede. Il capitolo Permesso, grazie, scusa terzo della Genesi dice per esempio che ✔Dalla lettera pastorale del card. Scola la relazione tra Dio e l’uomo rischia di es Il Campo è il Mondo sere un’iperbole, che è una linea distorta. ✔Freschi di stampa Più c’è Dio meno c’è l’uomo! Il sospetto Libri appena usciti letti per voi che Dio rubi all’uomo la sua libertà è il ✔Lavori in corso nostro peccato originale. La proporziona Il Redentore Risorto lità inversa tra il regno dei cieli e la no✔Cineforum I nostri film stra identità definisce l’orgoglio di Erode, ✔Il nuovo libretto dei canti nuovo Adamo. In questa figura iperboli Celebrare cantando ➲ Segue nella seconda pagina ✔ Indirizzi utili Tre serate di Esercizi Spirituali d’Avvento per i Giovani di Milano P er chi aveva già provato questa esperienza negli anni passati, o per chi vi si affacciava per la prima volta, le tre serate dal 18 al 20 novembre sono state caratterizzate dagli Esercizi Spirituali di Avvento, in una delle più belle basiliche di Milano, Sant’Ambrogio, diventata per l’occasione il punto di ritrovo dei tanti giovani della zona pastorale I della città, in contemporanea con incontri paralleli nelle altre zone milanesi. Il tema “E venne ad abitare in mezzo a noi” è stato analizzato riflettendo su tre filoni: “Il mondo è stato fatto per mezzo di Lui, di generazione in generazione”, “Veniva nel mondo la Luce vera” e, infine, “Il mondo non lo ha riconosciuto”. Chi come noi ha deciso di partecipare si è trovato immerso in ➲ Segue nella seconda pagina SkyandTelescope.com. Il grafico della traiettoria della Cometa ISON all’inizio di dicembre, a 40° di latitudine nord, Denver-New York-Madrid. La cometa potrà essere comunque visibile con binocoli di notte, per la maggior parte delle latitudini temperate del nord per poi svanire all’alba. info: www.ilpost.it/2013/11/25/cometa-ison/ ➲ Segue dalla prima pagina ca l’espansione dell’uomo avviene nella crescente oscurità. L’unico modo di illuminarla è quello della luce artificiale: non a caso si è chiamata nobilmente illuminismo questa impostazione di vita. Oggi si chiama volgarmente consumismo. La figura geometrica più adeguata è invece la semplice retta: più c’è spazio per Dio, più cresce l’uomo. Lo proviamo ogni volta che ci troviamo di fronte al dramma della morte, quando l’unica parola che abbia senso è il Verbo che promette vita risorta. Vale anche nell’altro verso: più c’è autentica umanità più c’è presenza di Dio. Quando una casa viene rallegrata da una nuova nascita si tocca con mano che Dio dona continuamente vita. Analogamente siamo colpiti da gesti di attenzione disinteressata come se fossimo sfiorati dalla carezza di Dio. Questa proporzionalità diretta dice anche la profondità del mistero di Dio non immediatamente visibile: il bambino di Betlemme rende visibile il Dio del cielo perchè impariamo a riconoscerne la presenza in ogni nascita e in ogni morte, in ogni volto umano e in ogni relazione accogliente. Come dice san Giovanni: “Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi“. don Natale ➲ Segue dalla prima pagina un’atmosfera bellissima, ma ha anche attivamente scelto di portare dentro la Basilica tutto il necessario per vivere al meglio questa esperienza: concentrazione, apertura mentale, voglia di preghiera e di profondità. Siamo stati accolti nel cortile davanti alla Basilica da figure disegnate da lumini, riflessi sul vetro davanti alla porta principale come una costellazione. Lì si poteva lasciare il mondo all’esterno, per poi entrare effettivamente in chiesa. Non per dimenticarlo, il mondo, ed alienarsi in modo sterile, ma per portarlo in pegno della propria esperienza quotidiana. L’atmosfera che si respirava era raccolta ma partecipativa, nonpesante e suggestiva. In particolare, l’ingresso nella penombra delle navate, scaldate dai canti del coro, e poi illuminate, durante il Rito della Luce: il ritornello “questa notte non è più notte davanti a te” trasportava in un ambiente adatto alla preghiera e alla riflessione, mentre le luci si accendevano piano piano. Sembrava dire: “siamo stanchi per la giornata, magari con preoccupazioni o emozioni contrastanti, insomma, con un piede nella notte. Ma adesso siamo qui. È notte, fa freddo e piove, è vero, ma l’oscurità viene rischiarata dalla Tua luce che viene e che sa, se accolta, superare la tentazione dell’avversione.” E l’aspetto più suggestivo, come hanno anche riferito le persone che hanno potuto trovarsi sull’altare, era vedere le centinaia di volti concentrati, attenti ma non tesi dei ragazzi presenti. Le stesse persone che nelle rappresentazioni mediatiche o “da bar” vengono spesso dipinti come vuoti, incapaci di profondità, di obiettivi, di mete lontane o di scelte, ma che in occasioni come queste sanno dimostrare di meritare fiducia, perché è vero il contrario. L’appello di Papa Francesco ai giovani di Piacenza e Bobbio, peraltro parla chiaro: dobbiamo portare al futuro i desideri che animano il nostro cuore: bellezza, bontà e verità. Don Luca Violoni, durante il suo commento, ha parlato molto anche del protagonismo dei giovani: non stancarsi di cercare una luce che illumina il singolo e nello stesso momento tutti gli uomini, essere creativi, scoprirsi maturi nel momento in cui non c’è controllo sociale e applicare la reattività e l’elasticità (come San Giuseppe, al momento di scelte cruciali come l’andare in Egitto). Queste alcune delle nostre sfide più grandi. L’impressione positiva che colpiva di più era il silenzio, assoluto ma non irreale, in cui il singolo partecipava con la propria personalità, i propri pensieri e riflessioni e la propria fede, ma si sentiva parte di una comunità, un tutto che tiene caldo. Non facile in una città che, secondo le parole citate da Don Luca, ha bisogno di “deserto”, luoghi del cuore nei quali meditare da soli o con la propria comunità, per poi aprirsi alla casa, alla piazza, all’amicizia; un’amicizia che “permette di non commettere errori”. L’ultima sera, siamo stati coinvolti come Comunità Giovani per partecipare attivamente alla preparazione della chiesa e all’animazione della serata, con un po’ di adrenalina in più per chi aveva il compito di leggere o servire la messa. Questo ci ha permesso di sentirci parte integrante di un’attività che ha coinvolto tante persone e tantissimi nostri coetanei. Il motivo che ha reso tre sere di esercizi spirituali un successo, da cui ognuno saprà trarre forza e materiale per riflettere, è stato il sapersi domandare cosa possiamo fare oggi, nella vita di tutti i giorni, noi, persone specifiche, per prepararci al Natale, dato che non c’è Natale se non sappiamo accoglierlo. Per questo, alla fine di ognuna delle tre serate, oltre all’invito alla riflessione, alla preghiera e a non “sprecare” l’opportunità di aver potuto partecipare a questo evento, sono state proposte alcune azioni concrete: scegliere un gesto da fare come singolo o come comunità, per poi portarlo in dono a Natale. Un dono al Signore per dimostrare la sua importanza nella nostra vita, nello stesso modo in cui i Magi attraverso i loro doni hanno dimostrato a Gesù l’importanza che vedevano in Lui. Laura Bonatti, Comunità Giovani. Calendario parrocchiale Dicembre Lunedì 9 Immacolata Concezione della B.V.Maria Martedì 10 B.V. Maria di Loreto – compatrona della nostra Parrocchia Sabato 14 alle 20.45 nella Parrocchia di San Gregorio, Concerto di Natale dei cori del Decanato Domenica 15 V domenica di AvventoIl Precursore Lunedì 16 alle 18.00 Veglia di Natale e cena in oratorio Domenica 22 VI domenica di Avvento della divina Maternità della B.V. Maria Martedì 24 alle 7.15 e 9.30 S. Messe del mattino. Alle 18.30 S. Messa della vigilia di Natale. Alle 24.00 S. Messa di mezzanotte Mercoledì 25 Natale del Signore – orario festivo delle S. Messe Giovedì 26 S. Stefano - S. Messe alle 8.30 -10.00 -11.00 -18.30 Martedì 31 alle 18.30 S. Messa con canto del Te Deum Gennaio Mercoledì 1 Ottava del Natale Giornata mondiale della pace orario festivo delle Messe Domenica 5 domenica dopo l’ottava del Natale Lunedì 6 Epifania del Signore - orario festivo delle S.Messe Domenica 12 Battesimo del Signore Il saluto di tutta la nostra comunità Grazie suor Alfre C i saluta il giorno della Festa di Cristo Re, l’ultima domenica dell’anno liturgico. Chi è? Suor Alfreda. Tutto qui? Certo! Suor Alfreda. Punto! Quanti di noi sanno il cognome? Credo nessuno. E quanti anni ha? Forse pochissimi (è un segreto che suor Alfre ha sempre custodito gelosamente dai curiosi)! E’ strano come con certe persone l’amore, che è una cosa difficile, diventi improvvisamente semplice. Forse perchè sono loro ad essere impastate di una semplicità contagiosa, che ti si attacca quando ci entri in contatto. L’impasto di suor Alfre, e uso questo termine per una che tra l’altro ci ha sempre presi per la gola, è lievitato splendidamente, coma farina di cui parla Gesù nel Vangelo... e ormai si è sciolto nella nostra comunità dandole un profumo e un sapore buono. Pochi giorni fa riflettevo con suor Alfre: “certo che per fare l’educatore devi essere al passo coi tempi... i ragazzi cambiano e tu non puoi stare indietro! Ma tu che lavori in cucina: pensa a quanto il tuo dono sia sempre buono, sempre nuovo! Carissima suor Alfre, adesso che il Signore ti chiama a vivere in un altro luogo, vorremmo dirti grazie di cuore. Ci hai nutrito di un pane concreto, ma nel tuo servizio hai nutrito i nostri cuori con quella merce rara che è la dedizione amorevole di tutta una vita. Per questo sarai sempre con noi! L’amore è una cosa difficile, ma tu ci hai insegnato che giorno dopo giorno lo si può rendere possibile. In semplicità. Grazie. don Alessandro e l’Oratorio del Redentore Ringrazio di tutto cuore i genitori dei bambini della scuola materna, i ragazzi dell’oratorio e tutte le persone che sempre e particolarmente in occasione della mia partenza mi hanno dimostrato un così grande affetto e simpatia. Sarete tutti nel mio cuore e nelle mie preghiere. Vi voglio bene. suor Alfreda Dalla semina nasce il Fiore La casa del Pellicano - 1° incontro anno 2013/14 Numerose le iniziative per le famiglie della nostra scuola di infanzia del SS Redentore D omenica 27 ottobre presso la sala del cinema Palestrina, si è svolto il primo incontro del percorso che “la Casa del Pellicano” ha organizzato per le famiglie dell’oratorio e della Scuola Materna SS. Redentore. Il relatore è stato don Alberto Càccaro del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) di Milano, sul tema “La missione e la famiglia”. Don Alberto ha vissuto parecchi anni come missionario in Cambogia e quindi ci si aspettava il tipico racconto incentrato sulla povertà e sulle difficoltà che i nostri preti incontrano quando vengono in contatto con culture e paesi molto lontani da noi (e tutto ciò sarebbe già stato comunque molto apprezzato). Invece ci siamo trovati di fronte a una persona che è riuscita a suscitare una serie di riflessioni importanti, con citazioni di filosofi che ci hanno aperto sprazzi “illuminanti” circa il nostro difficile compito di genitori. Egli ci ha esortato a sentirci sempre un “cantiere aperto” verso gli altri, proprio come la religione cristiana ci invita a osservare un cielo aperto che va oltre il già conosciuto e si apre al prossimo. E’ fondamentale non interrompere mai la comunicazione con gli altri. La nostra esperienza di genitori/educatori, deve sempre ripartire da zero con libertà e fiducia, così come il nostro approccio all’altro all’interno della coppia. La metafora del cantiere ci riporta istintivamente alla “casa”, che non è solo un luogo fisico delimitato da mura, ma è il luogo della famiglia intesa come legame, come luogo della comunicazione. Un altro concetto fondamentale è quello di silenzio. Don Alberto ci ha raccontato la sua esperienza di angoscia e spaesamento quando si ritrovava a tavola con i ragazzi cambogiani, che lui accoglieva nella sua casa di missionario edificata con tanto impegno e fatica, e loro non parlavano. Ma che cosa ci crea realmente disagio quando i nostri figli stanno in silenzio? Forse ciò che ci viene a mancare è quel processo di rispecchiamento nell’altro di cui abbiamo così tanto bisogno per sentirci accettati? Dobbiamo chiederci il senso di questo malessere. Don Alberto ci invita ad accettarlo, a lasciare a ognuno i propri tempi di espressione. A questa riflessione si collega la nostra ansia di dare risposte, di utilizzare un linguaggio conclusivo come se tutto fosse già stato detto. Ma così facendo rischiamo di commettere gravi errori, perché non è possibile ridurre a poche parole il mistero dell’esserci. Il linguaggio della poesia ci può venire incontro, perché il poeta utilizza il linguaggio per “aprire” a ulteriori significati, che vanno oltre l’apparenza e l’immediatezza del significato (a tal proposito don Alberto consiglia la lettura del testo: “Fuoco centrale” della poetessa Mariangela Gualtieri). Quindi, qual è il senso dell’educazione? L’educatore è colui che getta semi (parole), che non si arrende, che è disponibile a mettere da parte ciò che già conosce per fare spazio al nuovo, che non smette di interrogarsi per rintracciare il senso e che continua a parlare, “tollerando” i silenzi dei propri interlocutori ed esercitando la pazienza e la fiducia certo che, prima o poi, dalla semina nascerà un nuovo fiore. Annalisa Cantù dall’archivio parrocchiale Sono rinati battezzati in Cristo Alice Pettinato Carlo Vajani Magnaghi Leonardo Moscatelli Nathaly De Leo Cecilia Zanni Scegliere la scuola materna del SS. Redentore UNA SCELTA IMPORTANTE e CONSAPEVOLE Molti parrocchiani del SS. Redentore loro insegnamenti i più importanti sono stati bambini felici di frequentare principi cristiani e non solo, uniscono la “nostra” scuola materna, una volta al rigore spirituale la gioia dell’educare affidata alle suore Rosminiane, oggi i bambini, anche se piccoli, ad un coadiuvate da eccellenti maestre. vivere felice e consapevole dei veri Nel corso degli anni maestre e suore valori della vita. Perciò mi permetto di si sono avvicendate, ma conoscendo esortare i giovani genitori che devono questa scuola da circa 35 anni, fare una scelta per i loro figli, a come mamma di due piccoli allievi visitare la scuola materna della nostra prima e ora come volontaria, posso Parrocchia. Potrete così verificare testimoniare che suore e maestre personalmente che lì si respira un’aria che ho conosciuto e quelle che buona:” l’aria di Gesù”. attualmente frequento sanno declinare molto bene con la loro vita e con i Emma Della Valle Mella Si sono sposati in Cristo: Paolo Massimo Pontiggia e Lucia Lorena Lema Cadena Ci hanno preceduto nella casa del Padre: Dante Lamperti di anni Partenio Tognoli “ Massimo Gargiulo “ Antonia Cazafura “ Anna Maria Fagnani “ Fulvia Montagnini “ Carolina Boschiroli “ Calati Gianfranco Pasquale Esposito “ Giancarlo Santambrogio “ Ugo Tripoli “ Rina Borgonovo “ Laura Farioli “ Adriana Raimondi “ 91 86 67 83 77 73 87 73 81 73 81 87 84 93 Un tutto al cuore Piscina... a Gratis, o no? P er chi di voi ha vissuto nei paraggi negli ultimi trent’anni, conoscerà molto bene la bella e lunghissima storia dell’Associazione G.R.A.T.I.S. onlus: tanti volontari in questi decenni si sono succeduti in numerose attività di sostegno a favore dei disabili e delle loro famiglie, al punto che l’associazione è ormai conosciuta ben al di fuori dei confini parrocchiali del “SS. Redentore”; l’attività che è andata più in voga in questi anni è stato il nuoto: per un’ora a settimana i nostri amici scendono dalle loro carrozzine e si tuffano nelle acque della piscina “Bacone”. Un’ora in cui per i disabili non ci sono barriere, e i volontari si scoprono a loro volta diversamente abili! Come potete immaginare, questo servizio è sempre stato offerto gratuitamente ai nostri amici, anche se l’utilizzo della piscina ha i suoi costi. La gestione della struttura “Bacone” è stata affidata dal Comune alla società MilanoSport, e l’assessorato si è sempre premurato negli anni di coprire i costi relativi all’utilizzo dello spazio acqua. Purtroppo quest’anno ci è giunta notizia, dai vari uffici comunali, che questa gratuità dal mese di Ottobre non sarebbe più stata possibile per mancanza di fondi; il che significherebbe per l’associazione un esborso di circa 2 mila euro annui. Naturalmente, non ci è mai venuto in mente di riversare questo costo sulle spalle delle famiglie già oberate da Pensieri dalla nostra casa di accoglienza Permesso, Grazie, Scusa... S iamo vicini al Natale, riflettiamo su queste tre parole. Parole preziose per gli ospiti e i volontari della nostra Casa di Accoglienza, ma rivolte a tutti e attendiamo Gesù Bambino che, rispettando la libertà di ognuno, chiede il permesso di entrare nelle nostre vite; accogliamolo con amore, ringraziandolo dei suoi doni e chiedendogli scusa per le nostre disattenzioni e mancanze. Papa Francesco lo scorso ottobre, in occasione della Festa della Famiglia, ha detto tre parole che devono essere ricordate e pronunciate ogni giorno nelle famiglie: permesso, grazie, scusa. Il mio pensiero è volato subito alla “Casa di accoglienza” della nostra Parrocchia. Anche noi, ospiti e volontari, siamo una famiglia! Dobbiamo perciò mettere in pratica l’ammonimento del Papa. Permesso. Stare vicino a chi soffre, a chi ha gravi problemi è il nostro più vivo desiderio, ma dobbiamo essere discreti, chiedere il “permesso” di indagare sul dolore dei nostri ospiti e partecipare alle loro ansie con rispetto e riservatezza. Grazie. E’ una parola magica, che esprime amicizia, educazione, gratitudine, affetto…, che unisce le persone e nella nostra Casa dobbiamo tenerla sempre presente in una reciprocità di sentimenti condivisi. Scusa. Saper chiedere scusa è un gesto di umiltà, ma nel nostro caso vuol dire essere con semplicità a disposizione di chi ha bisogno di una “famiglia” amica ed accogliente. Cecilia Ripamonti molti altri problemi. Dunque, al momento l’associazione si sta premurando di pagare a MilanoSport le quote necessarie e questo probabilmente vorrà dire riprogrammare le consuete attività; la spending review ci obbligherà eventualmente a chiedere ai volontari un contributo per le attività; capite bene, però, che molti volontari sono studenti o lavoratori precari e chiedere un contributo potrebbe precludere la partecipazione stessa dei volontari alle attività. E non è nostra intenzione nemmeno arrivare a ciò. Ciò che abbiamo fatto in questi mesi è stato contattare i diversi referenti istituzionali in Consiglio di Zona 3 od assessorati preposti, per far conoscere il nostro problema e chiedere un sostegno economico, per un’attività dedicata a persone disabili, la quale riteniamo non possa essere considerata secondaria nelle voci di bilancio della città, e dunque non facilmente depennabile. Abbiamo ricevuto sostegno da diversi consiglieri di zona che si stanno impegnando affinchè si provveda, di trimestre in trimestre, al recupero di fondi necessari per la copertura delle quote che l’associazione sta pagando. Se ci sarà disponibilità economica allora verrà erogato un rimborso . In questi anni i nostri amici disabili ci hanno insegnato ad essere sempre allegri e non demordere mai; e dunque noi rimaniamo fiduciosi nella buona sorte, nella Divina Provvidenza, nel buon senso delle istituzioni e nella sensibilità dei nostri, tanti e generosissimi benefattori; percorreremo tutte le vie possibili affinché questo diritto delle persone a vivere una vita normale non venga ostacolato dalla burocrazia o da qualsiasi contingenza economica. Chi ci conosce lo sa bene: siamo volontari cocciuti e ostinati. G.r.a.t.i.s. c’è! Ancora qui, sempre al fianco dei ragazzi e delle loro famiglie. Claudio Sasso Gruppo G.R.A.T.I.S. Dalla lettera pastorale del cardinale Scola Il Campo è il Mondo Il seguito e nei prossimi numeri di Progetto, una sintesi della lettera pastorale del cardinale Scola. Chi desidera leggerla per intero la può trovare al banco della Buona stampa, situato all’interno della nostra chiesa. Cap. 3. Dio viene al nostro incontro Il Figlio dell’uomo semina il seme buono nel campo che è il mondo. Questo significa che tutto dell’uomo e tutti gli uomini sono interlocutori di Gesù. Come comunicare che la fede è un dono alla portata di tutti? La fede cristiana nasce ”nell’incontro con il Dio vivente”. Gesù Cristo si offre alla nostra libertà nella forma familiare di un incontro umano: la fede è riconoscerlo. Una trama di relazioni Noi viviamo, fin dal nostro concepimento, in relazione. Dio è entrato nella storia come uno di noi e ha cambiato la vita degli uomini attraverso una trama di relazioni nata dall’incontro con lui. Dopo l’incontro con Gesù, infatti, nulla nella vita dei discepoli e di chi lo seguiva fu più come prima. Si tratta quindi di coltivare questa relazione, di rimanere attaccati a questo incontro, lasciandoci guarire dall’illusione della nostra autosufficienza. Scopriamo che la fede non toglie nulla all’umana avventura, anzi offre la piena possibilità di compierla. Il mondo, dimora degli uomini “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito”(Gv 3, 16.) Per questo il Vangelo entra pazientemente nel tempo e nello spazio attraversando la condizione umana senza paura di mischiarsi, con quanto è segnato dal male (zizzania). In sintesi, il mondo è la “città degli uomini” in tutte le sue manifestazioni. I cardini dell’esistenza quotidiana Il buon seme è chiamato a diventare grano. La fede cristiana mostra a tutti gli uomini la sua universale fecondità aprendo la libertà a tutte le dimensioni dell’esistenza. Esse si possono sintetizzare in tre elementi comuni: affetti, lavoro, riposo. Affetti. Ognuno di noi è un io-in-relazione. Oggi come sempre gli affetti sono decisivi. Nelle diverse età della vita i legami di affetto possono decidere della felicità o dell’infelicità di ogni persona. L’affetto che si riduce a puro sentimento introduce un fattore di fragilità di ogni rapporto. L’infelicità degli affetti infesta il campo come la zizzania, anche se non riesce a soffocare il desiderio del bell’amore. Lavoro. Oggi la situazione del lavoro è talmente drammatica da scoraggiare ogni discorso che non parta dalla denuncia e dalla protesta. La giustizia ci impone di cercare scelte politiche ed interventi legislativi tesi a favorire una ripresa economica che offra prospettive occupazionali e speranza a tutti. Purtroppo la fame di la- Freschi di stampa I libri consigliati in questa rubrica sono disponibili al Banco della Buona Stampa situato in chiesa. Frédérique Loew e Barroux Papà aspetta un bimbo! Settenove pp. 56, € 16,00 “Alla tua mamma fanno domande, le toccano la pancia tonda. E io che sono il tuo papà?... Ehilà! Ci sono anche io! Anche io aspetto un bimbo!! Anche io sono tanto felice! Anche io starò sempre con te!” Giancarlo Ricci sos creatività Paoline edizioni pp. 192, € 13,00 L’idea ispiratrice del libro è quella di prendere in esame alcuni dei casi più frequenti su cui i formatori vengono interpellati da insegnanti, catechisti, animatori, genitori, allenatori: i cosiddetti casi educativi difficili. voro può anche portare a forme di precarietà e di sfruttamento. Non bisogna mai dimenticare che il lavoro è un bene comune e come tale è un fattore essenziale, non accessorio, per la dignità dell’uomo e la piena realizzazione della sua personalità. Riposo. Quello al riposo è un diritto-dovere codificato fin dall’antichità. E’ tra i primi comandamenti che Dio dà all’uomo (Es 20, 9-11). Ma “tempo libero” è sinonimo di tempo non occupato dal lavoro o di tempo della libertà? L’esperienza umana ha riconosciuto il tempo del riposo come tempo dei desideri, della possibilità di dedicarsi a ciò che è piacevole, che gratifica il corpo e la mente, che esprime gli affetti, ma oggi è insidiato dalle tentazioni dell’individualismo e della trasgressione, che mortificano la persona. Importanti implicazioni: fragilità, tradizione, giustizia Questi ultimi ambiti sono implicati nei primi tre che sono quelli fondamentali per descrivere l’esperienza originaria di ogni uomo. Infatti la fragilità umana nelle sue forme naturali (limite, disgrazia, sofferenza, morte) e morali (peccato) mette alla prova l’esperienza affettiva, lavorativa e di riposo dell’uomo. Anche l’edificazione della vita buona fondata nella verità, nella giustizia, nell’amore nella libertà chiede il coinvolgimento delle tre dimensioni fondamentali affinchè la tradizione, intesa come esperienza pratica, sia terreno su cui far fiorire il nuovo. Verifichiamo dunque come normalmente viviamo fragilità, tradizione e giustizia, importanti implicazioni delle tre dimensioni costitutive dell’esperienza comune ad ogni uomo. Mariano Fazio Con Papa Francesco. Le chiavi del suo pensiero Ares editore pp. 160, € 17,50 Il nuovo stile del 265° successore di Pietro, che fin dalle primissime settimane del pontificato ha fatto breccia nel cuore non solo dei cattolici, ma anche dei fedeli di altra (o di nessuna) religione. Andrea Ciucci, Paolo Sartor In cucina con i santi San Paolo edizioni pp. 160, € 14,00 Sessanta ricette per scoprire e gustare gli aromi e i sapori che hanno accompagnato i santi più amati e anche informazioni, curiosità e una breve biografia del santo. Il Redentore Risorto I restauri nella nostra Chiesa F orse in molti non se n’erano nemmeno accorti, ma la statua del Redentore, posta nell’edicola sopra l’altare maggiore della nostra Chiesa, mancava da tempo di un dito, più precisamente delle due falangi del pollice della mano sinistra. Non si sa quando ciò sia avvenuto e neppure dove siano finiti i pezzi originali, ma vederla così stringeva un po’ il cuore. Una giovane restauratrice ha provveduto nei giorni scorsi a rimettere a posto le cose. Si è innanzitutto ripulito con appositi prodotti il Cristo, che era diventato con gli anni piuttosto grigio, riportandolo al colore originale. Poi si è riparata con cura la mano, che presentava anche esiti di un incollaggio approssimativo delle altre dita con rilievi sulla superficie del dorso brutti a vedersi. E’ stato fatto un nuovo pollice nello stesso materiale (vetroresina), messo al suo posto, incollato e successivamente scurito con vernice così da portarlo al colore del resto della statua. Anche le altre dita sono state pazientemente levigate e riverniciate in egual modo. Poi c’era il problema della croce, che è stata messa e tolta un paio di volte nel corso degli anni, forse neppure presente nell’edizione originale e comunque troppo bianca, per cui il suo colore strideva con il Cineforum resto dell’opera. Si è provveduto pertanto ad applicare una vernice scurente, distesa con intensità progressivamente crescente andando verso l’alto per compensare l’effetto delle luci a LED. Ora la statua si porge in maniera più armoniosa alla vista dei fedeli. Il Redentore risorto è in cammino, lo sguardo fisso verso una meta lontana, la realizzazione del Regno di Dio. Ecco la nostra guida; la mano sinistra rivolta verso il basso, con il palmo aperto quasi per invitarci a deporre lì affanni, angosce, dolori, tristezze, peccati, e con quella destra alta sul petto vicino al cuore come per una eterna divina promessa di prendersi sempre cura di noi, come un tenero gesto d’Amore per tutti. E’ stato poi restaurato il Cristo deposto, situato nella teca sotto l’altare della Madonna addolorata, che presentava alcune macchie bianche in varie parti del corpo, dovute a distacchi di pittura, e alcune incrinature nella corona di spine. Ora la statua è tornata alla sua tragica bellezza di una morte dolorosa, che però con i tratti distesi del volto di Gesù già preannuncia la gioia della Resurrezione. Roberto Bosisio La statua del Redentore e le dita della mano prima e dopo il restauro. I film selezionati e proiettati questo mese nelle sale della nostre parrocchie. Cinema PALESTRINA Via Palestrina, 7 Milano - proiezione pomeridiana h. 17.00 - proiezione serale con presentazione e dibattito h. 21.00 a cura di G. Zappoli (My Movies) e A. Autieri (Box Office). 12 dicembreanna karenina 19 dicembre una famiglia perfetta 9 gennaio gli equilibristi 16 gennaio viva la libertà 23 gennaio il sospetto Sala GREGORIANUM Via Settala, 27 Milano - proiezione domenicale h. 16.00 - proiezione del martedì con presentazione e dibatitto h. 21.00. info: www.gregorianum.com 10 dicembre L’ultimo pastore di Marco Bonfanti con R. Zucchelli, P. Lombardi. Ita – 2012, Docum. 17 dicembre Vogliamo vivere di Ernst Lubitsch con C. Lombard, J. Benny, R. Stack, F. Bressart, L. Atwill, USA – 1942 Comm. - Dramm. Rassegna un cinema per amico film di animazione per ragazzi. 8 dicembre: Le avventure di Zarafa di Rémi Bezançon, JeanChristophe Lie. - Francia, Belgio 2012. 15 dicembre: Le 5 leggende di Peter Ramsey - USA 2012. 12 gennaio: Turbo di David Soren. - USA 2013. Celebrare cantando Presto pronto il nuovo libretto dei canti O ccorre però che i canti proposti “L’azione liturgica riveste una forma all’assemblea siano diversificati più nobile quando è celebrata in ed aggiornati per restare al passo con il canto” (Musicam sacram, 1967). Nella foto sopra: il coro del SS. Redentore che solitamente si esibisce alla celebrazione domenicale delle 11 ma anche in altre importanti celebrazioni diretto dal maestro Claudio Greco. gusto e la sensibilità che evolvono con il passare del tempo. Per questo motivo il nostro libretto parrocchiale dei canti aveva bisogno di essere rinnovato. Dopo una introduzione sulla musica liturgica proposta da don Luigi, la com- PARROCCHIA SS. REDENTORE - Numeri e Indirizzi Utili www.parrocchiaredentore.it Orari S. Messe Feriali: 7.15 - 9.30 - 16.00 (escluso settembre)- 18.30 Prefestivi: 18.30 Festivi: 8.30 - 10.00 - 11.00 - 12.15 - 18.30 Segreteria Parrocchiale 9.30-12.00 da lunedì a sabato 15.30 - 18.30 solo il mercoledì Tel. 02 6694498 Fax 02 6697251 Sagrestia 02 87240491 [email protected] Centro Ascolto Caritas Martedì e Giovedì: 16.00-18.00 Tel. 02 6705181 Casa Accoglienza 02 87240490 Associazione GRATIS 02 87241923 Oratorio [email protected] 16.00-19.00 da lunedì a sabato 11.00-12.00 e 16.00-19.00 domenica Tel. 02 36756109 Scuola materna Direzione Tel. 02 6704677 Fax 02 66986082 Suore Comunità 02 6704677 SACERDOTI Don Natale Castelli (Parroco) 02 6694498 347 8517657 Don Gigi Colombo (Vicario) 02 67384114 347 8033042 Don Alessandro Noseda (Vicario) 02 67384112 328 8861369 Don Piero Denna (Residente) 02 87241922 Don Luigi Parisi (Residente) 02 67384113 missione formata dai direttori dei vari cori, ha affrontato il difficile compito, con l’aiuto dei sacerdoti. Si è così deciso di approntare un libretto che potesse contenere, oltre alle preghiere come già ne “La nostra Assemblea”, anche tutti i canti eseguiti nelle diverse celebrazioni dai vari gruppi. Il volume che ne è scaturito è piuttosto sostanzioso, e ciò non deve stupire: deve essere in grado di soddisfare le esigenze delle diverse assemblee che si riuniscono per la Liturgia. La nostra speranza è che, grazie a questo nuovo sussidio, si riesca a coinvolgere maggiormente l’assemblea e ad aumentare il numero di coloro che cantano: tante voci, ma un’unica lode. Il canto dovrebbe aiutarci sia nella preghiera personale che nella partecipazione più attiva ai riti, dovrebbe essere sentito come “suo” dall’assemblea, adatto alla propria spiritualità: quasi un compagno di viaggio nel cammino della vita, anche una volta usciti dalla chiesa. Spesso mi capita di cantare nella mente l’ultimo brano che abbiamo imparato con il coro, e lo ripeto per giorni, in continuazione: è un bellissimo modo di pregare. D’altra parte, come diceva Sant’Agostino: “Chi canta bene, prega due volte”. Il suo accento non era tanto su “bene”, quanto su “prega” perché lo scopo del cantare è rivolgersi al Signore per lodarlo, ringraziarlo, chiedergli aiuto e consiglio: insomma per pregarlo. Il canto liturgico è una preghiera unanime, ornata ed arricchita dalle note musicali. Claudio Greco progetto di Comunità Aperta Parrocchia SS. Redentore via L. Palestrina 5 - Milano Direttore responsabile Margherita Faustinelli Per contatti: [email protected] Registrato presso il Tribunale di Milano n° 426 del 19-11-1971 Stampa Pixart.it