progetto
Decanato Venezia - Parrocchia SS. Redentore - Disponibile anche online su www.parrocchiaredentore.it
n°12 - Dicembre 2013
42°
anno
di Comunità aperta
Figure
Geometriche
Prepararsi al Natale
L
a cometa Ison è in arrivo. Potrebbe
essere un vero spettacolo nei giorni
di Natale. Già, una palla di ghiaccio che
si illumina quando è vicina al sole, mostrando una chioma di luce. Arriva dal
bordo del sistema solare e sfiora il nostro
astro per poi sparire e ripresentarsi chissà quando. Il tutto grazie alla sua traiettoria ellittica molto allungata: la maggior
parte della vita nel buio, l’accensione
per un fugace periodo e poi ancora nella
notte. E allora, chi si cura più di questo
fenomeno?
In questo Numero
Noi che ci prepariamo al Natale siamo un
po’ come questa cometa, con una fede
✔Dalla penna di don Natale
altalenante. A volte siamo vicini al sole
Figure Geometriche
di Gesù e brilliamo sprizzando significa✔Avvento a Sant’Ambrogio
to da ogni poro. Abbiamo l’impressione
Esercizi spirituali per giovani
che la fede sia luce per noi e per chi ci
✔Calendario parrocchiale
osserva. Altre volte siamo nell’oscurità e
Tutti gli appuntamenti del mese
ci sentiamo lontani da Dio nell’afelio della
✔Il saluto della nostra comunità
vita. Vista la storia dell’ellisse, ammettia Grazie Suor Alfre
✔La Casa del Pellicano
mo che stiamo la maggior parte del tem Dalla semina nasce un fiore
po in periferia esistenziale, insignificanti
✔La scuola d’infanzia SS Redentore
agli occhi del mondo. La festa del Na Una scelta importante e consapevole tale, se non è semplice emozione, ci fa
✔Dall’archivio parrocchiale Chi
tornare realmente vicini a Gesù: questa
arriva, chi si sposa, chi ci lascia
speranza ci salva dalla rassegnazione a
✔Dall’associazione G.R.A.T.I.S.
tirare in là nella banalità.
Piscina... a gratis, o no?
A pensarci bene l’ellisse non è l’unico
✔Pensieri dalla casa di accoglienza
modo di rappresentare la fede. Il capitolo
Permesso, grazie, scusa
terzo della Genesi dice per esempio che
✔Dalla lettera pastorale del card. Scola la relazione tra Dio e l’uomo rischia di es Il Campo è il Mondo
sere un’iperbole, che è una linea distorta.
✔Freschi di stampa
Più c’è Dio meno c’è l’uomo! Il sospetto
Libri appena usciti letti per voi
che Dio rubi all’uomo la sua libertà è il
✔Lavori in corso
nostro peccato originale. La proporziona Il Redentore Risorto
lità inversa tra il regno dei cieli e la no✔Cineforum I nostri film
stra identità definisce l’orgoglio di Erode,
✔Il nuovo libretto dei canti
nuovo Adamo. In questa figura iperboli Celebrare cantando
➲ Segue nella seconda pagina
✔ Indirizzi utili
Tre serate di
Esercizi Spirituali
d’Avvento per i
Giovani di Milano
P
er chi aveva già provato questa
esperienza negli anni passati,
o per chi vi si affacciava per la
prima volta, le tre serate dal 18 al 20
novembre sono state caratterizzate
dagli Esercizi Spirituali di Avvento,
in una delle più belle basiliche di
Milano, Sant’Ambrogio, diventata per
l’occasione il punto di ritrovo dei tanti
giovani della zona pastorale I della
città, in contemporanea con incontri
paralleli nelle altre zone milanesi. Il
tema “E venne ad abitare in mezzo
a noi” è stato analizzato riflettendo
su tre filoni: “Il mondo è stato fatto
per mezzo di Lui, di generazione in
generazione”, “Veniva nel mondo la
Luce vera” e, infine, “Il mondo non lo
ha riconosciuto”.
Chi come noi ha deciso di
partecipare si è trovato immerso in
➲ Segue nella seconda pagina
SkyandTelescope.com.
Il grafico della traiettoria della Cometa ISON
all’inizio di dicembre, a 40° di latitudine nord,
Denver-New York-Madrid. La cometa potrà
essere comunque visibile con binocoli di
notte, per la maggior parte delle latitudini
temperate del nord per poi svanire all’alba.
info: www.ilpost.it/2013/11/25/cometa-ison/
➲ Segue dalla prima pagina
ca l’espansione dell’uomo avviene nella
crescente oscurità. L’unico modo di illuminarla è quello della luce artificiale: non
a caso si è chiamata nobilmente illuminismo questa impostazione di vita. Oggi si
chiama volgarmente consumismo.
La figura geometrica più adeguata è invece la semplice retta: più c’è spazio per
Dio, più cresce l’uomo. Lo proviamo ogni
volta che ci troviamo di fronte al dramma
della morte, quando l’unica parola che
abbia senso è il Verbo che promette vita
risorta. Vale anche nell’altro verso: più c’è
autentica umanità più c’è presenza di Dio.
Quando una casa viene rallegrata da una
nuova nascita si tocca con mano che Dio
dona continuamente vita. Analogamente
siamo colpiti da gesti di attenzione disinteressata come se fossimo sfiorati dalla
carezza di Dio. Questa proporzionalità
diretta dice anche la profondità del mistero di Dio non immediatamente visibile: il
bambino di Betlemme rende visibile il Dio
del cielo perchè impariamo a riconoscerne la presenza in ogni nascita e in ogni
morte, in ogni volto umano e in ogni relazione accogliente. Come dice san Giovanni: “Nessuno mai ha visto Dio; se ci
amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e
l’amore di lui è perfetto in noi“.
don Natale
➲ Segue dalla prima pagina
un’atmosfera bellissima, ma ha anche
attivamente scelto di portare dentro
la Basilica tutto il necessario per
vivere al meglio questa esperienza:
concentrazione, apertura mentale,
voglia di preghiera e di profondità.
Siamo stati accolti nel cortile davanti
alla Basilica da figure disegnate
da lumini, riflessi sul vetro davanti
alla porta principale come una
costellazione. Lì si poteva lasciare
il mondo all’esterno, per poi entrare
effettivamente in chiesa. Non per
dimenticarlo, il mondo, ed alienarsi in
modo sterile, ma per portarlo in pegno
della propria esperienza quotidiana.
L’atmosfera che si respirava era
raccolta ma partecipativa, nonpesante e suggestiva. In particolare,
l’ingresso nella penombra delle
navate, scaldate dai canti del coro,
e poi illuminate, durante il Rito della
Luce: il ritornello “questa notte non
è più notte davanti a te” trasportava
in un ambiente adatto alla preghiera
e alla riflessione, mentre le luci si
accendevano piano piano. Sembrava
dire: “siamo stanchi per la giornata,
magari con preoccupazioni o
emozioni contrastanti, insomma,
con un piede nella notte. Ma adesso
siamo qui. È notte, fa freddo e piove,
è vero, ma l’oscurità viene rischiarata
dalla Tua luce che viene e che sa,
se accolta, superare la tentazione
dell’avversione.”
E l’aspetto più suggestivo, come
hanno anche riferito le persone che
hanno potuto trovarsi sull’altare,
era vedere le centinaia di volti
concentrati, attenti ma non tesi dei
ragazzi presenti. Le stesse persone
che nelle rappresentazioni mediatiche
o “da bar” vengono spesso dipinti
come vuoti, incapaci di profondità, di
obiettivi, di mete lontane o di scelte,
ma che in occasioni come queste
sanno dimostrare di meritare fiducia,
perché è vero il contrario. L’appello
di Papa Francesco ai giovani di
Piacenza e Bobbio, peraltro parla
chiaro: dobbiamo portare al futuro i
desideri che animano il nostro cuore:
bellezza, bontà e verità. Don Luca
Violoni, durante il suo commento, ha
parlato molto anche del protagonismo
dei giovani: non stancarsi di cercare
una luce che illumina il singolo e nello
stesso momento tutti gli uomini,
essere creativi, scoprirsi maturi nel
momento in cui non c’è controllo
sociale e applicare la reattività e
l’elasticità (come San Giuseppe, al
momento di scelte cruciali come
l’andare in Egitto). Queste alcune
delle nostre sfide più grandi.
L’impressione positiva che colpiva di
più era il silenzio, assoluto ma non
irreale, in cui il singolo partecipava
con la propria personalità, i propri
pensieri e riflessioni e la propria fede,
ma si sentiva parte di una comunità,
un tutto che tiene caldo. Non facile
in una città che, secondo le parole
citate da Don Luca, ha bisogno di
“deserto”, luoghi del cuore nei quali
meditare da soli o con la propria
comunità, per poi aprirsi alla casa,
alla piazza, all’amicizia; un’amicizia
che “permette di non commettere
errori”.
L’ultima sera, siamo stati coinvolti
come Comunità Giovani per
partecipare attivamente alla
preparazione della chiesa e
all’animazione della serata, con un
po’ di adrenalina in più per chi aveva
il compito di leggere o servire la
messa. Questo ci ha permesso di
sentirci parte integrante di un’attività
che ha coinvolto tante persone e
tantissimi nostri coetanei.
Il motivo che ha reso tre sere di
esercizi spirituali un successo, da cui
ognuno saprà trarre forza e materiale
per riflettere, è stato il sapersi
domandare cosa possiamo fare
oggi, nella vita di tutti i giorni, noi,
persone specifiche, per prepararci
al Natale, dato che non c’è Natale
se non sappiamo accoglierlo.
Per questo, alla fine di ognuna
delle tre serate, oltre all’invito alla
riflessione, alla preghiera e a non
“sprecare” l’opportunità di aver
potuto partecipare a questo evento,
sono state proposte alcune azioni
concrete: scegliere un gesto da fare
come singolo o come comunità, per
poi portarlo in dono a Natale. Un
dono al Signore per dimostrare la sua
importanza nella nostra vita, nello
stesso modo in cui i Magi attraverso
i loro doni hanno dimostrato a Gesù
l’importanza che vedevano in Lui.
Laura Bonatti, Comunità Giovani.
Calendario
parrocchiale
Dicembre
Lunedì 9 Immacolata Concezione
della B.V.Maria
Martedì 10 B.V. Maria di Loreto –
compatrona della nostra Parrocchia
Sabato 14 alle 20.45 nella Parrocchia
di San Gregorio, Concerto di Natale
dei cori del Decanato
Domenica 15 V domenica di AvventoIl Precursore
Lunedì 16 alle 18.00 Veglia di Natale
e cena in oratorio
Domenica 22 VI domenica di Avvento
della divina Maternità della B.V. Maria
Martedì 24 alle 7.15 e 9.30 S. Messe
del mattino. Alle 18.30 S. Messa della
vigilia di Natale. Alle 24.00 S. Messa
di mezzanotte
Mercoledì 25 Natale del Signore –
orario festivo delle S. Messe
Giovedì 26 S. Stefano - S. Messe alle
8.30 -10.00 -11.00 -18.30
Martedì 31 alle 18.30 S. Messa con
canto del Te Deum
Gennaio
Mercoledì 1 Ottava del Natale
Giornata mondiale della pace orario festivo delle Messe
Domenica 5 domenica dopo l’ottava
del Natale
Lunedì 6 Epifania del Signore - orario
festivo delle S.Messe
Domenica 12 Battesimo del Signore
Il saluto di tutta la nostra comunità
Grazie suor Alfre
C
i saluta il giorno della Festa di
Cristo Re, l’ultima domenica
dell’anno liturgico.
Chi è? Suor Alfreda. Tutto qui? Certo!
Suor Alfreda. Punto!
Quanti di noi sanno il cognome? Credo
nessuno. E quanti anni ha? Forse pochissimi (è un segreto che suor Alfre ha sempre custodito gelosamente dai curiosi)!
E’ strano come con certe persone l’amore,
che è una cosa difficile, diventi improvvisamente semplice. Forse perchè sono
loro ad essere impastate di una semplicità contagiosa, che ti si attacca quando ci
entri in contatto. L’impasto di suor Alfre, e
uso questo termine per una che tra l’altro
ci ha sempre presi per la gola, è lievitato
splendidamente, coma farina di cui parla
Gesù nel Vangelo... e ormai si è sciolto
nella nostra comunità dandole un profumo
e un sapore buono.
Pochi giorni fa riflettevo con suor Alfre:
“certo che per fare l’educatore devi essere
al passo coi tempi... i ragazzi cambiano e
tu non puoi stare indietro! Ma tu che lavori
in cucina: pensa a quanto il tuo dono sia
sempre buono, sempre nuovo!
Carissima suor Alfre, adesso che il Signore ti chiama a vivere in un altro luogo, vorremmo dirti grazie di cuore. Ci hai nutrito
di un pane concreto, ma nel tuo servizio
hai nutrito i nostri cuori con quella merce
rara che è la dedizione amorevole di tutta
una vita. Per questo sarai sempre con noi!
L’amore è una cosa difficile, ma tu ci hai
insegnato che giorno dopo giorno lo si può
rendere possibile. In semplicità. Grazie.
don Alessandro
e l’Oratorio del Redentore
Ringrazio di tutto cuore i genitori dei bambini della scuola
materna, i ragazzi dell’oratorio e tutte le persone che sempre
e particolarmente in occasione della mia partenza mi hanno
dimostrato un così grande affetto e simpatia.
Sarete tutti nel mio cuore e nelle mie preghiere. Vi voglio bene.
suor Alfreda
Dalla
semina nasce il Fiore
La casa del Pellicano - 1° incontro anno 2013/14
Numerose le iniziative per le famiglie della nostra scuola di infanzia del SS Redentore
D
omenica 27 ottobre presso la sala
del cinema Palestrina, si è svolto il
primo incontro del percorso che “la Casa
del Pellicano” ha organizzato per le famiglie dell’oratorio e della Scuola Materna
SS. Redentore. Il relatore è stato don
Alberto Càccaro del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) di Milano, sul tema
“La missione e la famiglia”. Don Alberto
ha vissuto parecchi anni come missionario in Cambogia e quindi ci si aspettava il
tipico racconto incentrato sulla povertà e
sulle difficoltà che i nostri preti incontrano
quando vengono in contatto con culture e
paesi molto lontani da noi (e tutto ciò sarebbe già stato comunque molto apprezzato). Invece ci siamo trovati di fronte a
una persona che è riuscita a suscitare una
serie di riflessioni importanti, con citazioni
di filosofi che ci hanno aperto sprazzi “illuminanti” circa il nostro difficile compito
di genitori. Egli ci ha esortato a sentirci
sempre un “cantiere aperto” verso gli altri,
proprio come la religione cristiana ci invita
a osservare un cielo aperto che va oltre
il già conosciuto e si apre al prossimo. E’
fondamentale non interrompere mai la comunicazione con gli altri. La nostra esperienza di genitori/educatori, deve sempre
ripartire da zero con libertà e fiducia, così
come il nostro approccio all’altro all’interno
della coppia. La metafora del cantiere ci
riporta istintivamente alla “casa”, che non
è solo un luogo fisico delimitato da mura,
ma è il luogo della famiglia intesa come
legame, come luogo della comunicazione.
Un altro concetto fondamentale è quello
di silenzio. Don Alberto ci ha raccontato
la sua esperienza di angoscia e spaesamento quando si ritrovava a tavola con i
ragazzi cambogiani, che lui accoglieva
nella sua casa di missionario edificata con
tanto impegno e fatica, e loro non parlavano. Ma che cosa ci crea realmente disagio quando i nostri figli stanno in silenzio?
Forse ciò che ci viene a mancare è quel
processo di rispecchiamento nell’altro di
cui abbiamo così tanto bisogno per sentirci accettati? Dobbiamo chiederci il senso
di questo malessere. Don Alberto ci invita
ad accettarlo, a lasciare a ognuno i propri
tempi di espressione. A questa riflessione
si collega la nostra ansia di dare risposte,
di utilizzare un linguaggio conclusivo come
se tutto fosse già stato detto. Ma così facendo rischiamo di commettere gravi errori, perché non è possibile ridurre a poche
parole il mistero dell’esserci. Il linguaggio
della poesia ci può venire incontro, perché
il poeta utilizza il linguaggio per “aprire” a
ulteriori significati, che vanno oltre l’apparenza e l’immediatezza del significato (a
tal proposito don Alberto consiglia la lettura del testo: “Fuoco centrale” della poetessa Mariangela Gualtieri). Quindi, qual
è il senso dell’educazione? L’educatore è
colui che getta semi (parole), che non si
arrende, che è disponibile a mettere da
parte ciò che già conosce per fare spazio
al nuovo, che non smette di interrogarsi
per rintracciare il senso e che continua a
parlare, “tollerando” i silenzi dei propri interlocutori ed esercitando la pazienza e la
fiducia certo che, prima o poi, dalla semina
nascerà un nuovo fiore. Annalisa Cantù
dall’archivio
parrocchiale
Sono rinati battezzati in Cristo
Alice Pettinato
Carlo Vajani Magnaghi
Leonardo Moscatelli
Nathaly De Leo
Cecilia Zanni
Scegliere la scuola materna del SS. Redentore
UNA SCELTA IMPORTANTE e CONSAPEVOLE
Molti parrocchiani del SS. Redentore
loro insegnamenti i più importanti
sono stati bambini felici di frequentare principi cristiani e non solo, uniscono
la “nostra” scuola materna, una volta
al rigore spirituale la gioia dell’educare
affidata alle suore Rosminiane, oggi
i bambini, anche se piccoli, ad un
coadiuvate da eccellenti maestre.
vivere felice e consapevole dei veri
Nel corso degli anni maestre e suore
valori della vita. Perciò mi permetto di
si sono avvicendate, ma conoscendo
esortare i giovani genitori che devono
questa scuola da circa 35 anni,
fare una scelta per i loro figli, a
come mamma di due piccoli allievi
visitare la scuola materna della nostra
prima e ora come volontaria, posso
Parrocchia. Potrete così verificare
testimoniare che suore e maestre
personalmente che lì si respira un’aria
che ho conosciuto e quelle che
buona:” l’aria di Gesù”.
attualmente frequento sanno declinare
molto bene con la loro vita e con i
Emma Della Valle Mella
Si sono sposati in Cristo:
Paolo Massimo Pontiggia e
Lucia Lorena Lema Cadena
Ci hanno preceduto
nella casa del Padre:
Dante Lamperti
di anni
Partenio Tognoli
“
Massimo Gargiulo
“
Antonia Cazafura
“
Anna Maria Fagnani
“
Fulvia Montagnini
“
Carolina Boschiroli
“
Calati Gianfranco
Pasquale Esposito
“
Giancarlo Santambrogio “
Ugo Tripoli
“
Rina Borgonovo
“
Laura Farioli
“
Adriana Raimondi
“
91
86
67
83
77
73
87
73
81
73
81
87
84
93
Un tutto al cuore
Piscina... a Gratis,
o no?
P
er chi di voi ha vissuto nei paraggi negli ultimi trent’anni, conoscerà molto bene la bella e lunghissima
storia dell’Associazione G.R.A.T.I.S.
onlus: tanti volontari in questi decenni
si sono succeduti in numerose attività
di sostegno a favore dei disabili e delle
loro famiglie, al punto che l’associazione è ormai conosciuta ben al di fuori
dei confini parrocchiali del “SS. Redentore”; l’attività che è andata più in
voga in questi anni è stato il nuoto: per
un’ora a settimana i nostri amici scendono dalle loro carrozzine e si tuffano
nelle acque della piscina “Bacone”.
Un’ora in cui per i disabili non ci sono
barriere, e i volontari si scoprono a loro
volta diversamente abili!
Come potete immaginare, questo
servizio è sempre stato offerto gratuitamente ai nostri amici, anche se
l’utilizzo della piscina ha i suoi costi.
La gestione della struttura “Bacone” è
stata affidata dal Comune alla società MilanoSport, e l’assessorato si è
sempre premurato negli anni di coprire
i costi relativi all’utilizzo dello spazio
acqua.
Purtroppo quest’anno ci è giunta notizia, dai vari uffici comunali, che questa
gratuità dal mese di Ottobre non sarebbe più stata possibile per mancanza di fondi; il che significherebbe per
l’associazione un esborso di circa 2
mila euro annui.
Naturalmente, non ci è mai venuto in
mente di riversare questo costo sulle
spalle delle famiglie già oberate da
Pensieri dalla nostra
casa di accoglienza
Permesso,
Grazie,
Scusa...
S
iamo vicini al Natale, riflettiamo su
queste tre parole. Parole preziose
per gli ospiti e i volontari della nostra
Casa di Accoglienza, ma rivolte a tutti
e attendiamo Gesù Bambino che, rispettando la libertà di ognuno, chiede
il permesso di entrare nelle nostre vite;
accogliamolo con amore, ringraziandolo
dei suoi doni e chiedendogli scusa per le
nostre disattenzioni e mancanze.
Papa Francesco lo scorso ottobre, in
occasione della Festa della Famiglia,
ha detto tre parole che devono essere
ricordate e pronunciate ogni giorno nelle
famiglie: permesso, grazie, scusa.
Il mio pensiero è volato subito alla “Casa
di accoglienza” della nostra Parrocchia.
Anche noi, ospiti e volontari, siamo una
famiglia! Dobbiamo perciò mettere in
pratica l’ammonimento del Papa.
Permesso. Stare vicino a chi soffre, a
chi ha gravi problemi è il nostro più vivo
desiderio, ma dobbiamo essere discreti,
chiedere il “permesso” di indagare sul
dolore dei nostri ospiti e partecipare alle
loro ansie con rispetto e riservatezza.
Grazie. E’ una parola magica, che esprime amicizia, educazione, gratitudine,
affetto…, che unisce le persone e nella
nostra Casa dobbiamo tenerla sempre
presente in una reciprocità di sentimenti
condivisi.
Scusa. Saper chiedere scusa è un gesto di umiltà, ma nel nostro caso vuol
dire essere con semplicità a disposizione di chi ha bisogno di una “famiglia”
amica ed accogliente.
Cecilia Ripamonti
molti altri problemi.
Dunque, al momento l’associazione si
sta premurando di pagare a MilanoSport le quote necessarie e questo
probabilmente vorrà dire riprogrammare le consuete attività; la spending
review ci obbligherà eventualmente
a chiedere ai volontari un contributo
per le attività; capite bene, però, che
molti volontari sono studenti o lavoratori precari e chiedere un contributo
potrebbe precludere la partecipazione
stessa dei volontari alle attività. E non
è nostra intenzione nemmeno arrivare
a ciò.
Ciò che abbiamo fatto in questi mesi è
stato contattare i diversi referenti istituzionali in Consiglio di Zona 3 od assessorati preposti, per far conoscere il nostro problema e chiedere un sostegno
economico, per un’attività dedicata
a persone disabili, la quale riteniamo
non possa essere considerata secondaria nelle voci di bilancio della città,
e dunque non facilmente depennabile.
Abbiamo ricevuto sostegno da diversi
consiglieri di zona che si stanno impegnando affinchè si provveda, di trimestre in trimestre, al recupero di fondi
necessari per la copertura delle quote
che l’associazione sta pagando. Se
ci sarà disponibilità economica allora
verrà erogato un rimborso .
In questi anni i nostri amici disabili ci
hanno insegnato ad essere sempre allegri e non demordere mai; e dunque
noi rimaniamo fiduciosi nella buona
sorte, nella Divina Provvidenza, nel
buon senso delle istituzioni e nella
sensibilità dei nostri, tanti e generosissimi benefattori; percorreremo tutte le
vie possibili affinché questo diritto delle persone a vivere una vita normale
non venga ostacolato dalla burocrazia
o da qualsiasi contingenza economica. Chi ci conosce lo sa bene: siamo
volontari cocciuti e ostinati. G.r.a.t.i.s.
c’è! Ancora qui, sempre al fianco dei
ragazzi e delle loro famiglie.
Claudio Sasso
Gruppo G.R.A.T.I.S.
Dalla lettera pastorale del cardinale Scola
Il Campo è il Mondo
Il seguito e nei prossimi numeri di Progetto, una sintesi della lettera
pastorale del cardinale Scola. Chi desidera leggerla per intero la può
trovare al banco della Buona stampa, situato all’interno della nostra chiesa.
Cap. 3. Dio viene
al nostro incontro
Il Figlio dell’uomo semina il seme buono
nel campo che è il mondo. Questo significa che tutto dell’uomo e tutti gli uomini
sono interlocutori di Gesù. Come comunicare che la fede è un dono alla portata di
tutti? La fede cristiana nasce ”nell’incontro con il Dio vivente”. Gesù Cristo si offre
alla nostra libertà nella forma familiare di
un incontro umano: la fede è riconoscerlo.
Una trama di relazioni
Noi viviamo, fin dal nostro concepimento, in relazione. Dio è entrato nella storia
come uno di noi e ha cambiato la vita degli uomini attraverso una trama di relazioni nata dall’incontro con lui. Dopo l’incontro con Gesù, infatti, nulla nella vita dei
discepoli e di chi lo seguiva fu più come
prima. Si tratta quindi di coltivare questa
relazione, di rimanere attaccati a questo
incontro, lasciandoci guarire dall’illusione
della nostra autosufficienza. Scopriamo
che la fede non toglie nulla all’umana avventura, anzi offre la piena possibilità di
compierla.
Il mondo, dimora degli uomini
“Dio ha tanto amato il mondo da dare il
Figlio unigenito”(Gv 3, 16.) Per questo il
Vangelo entra pazientemente nel tempo
e nello spazio attraversando la condizione umana senza paura di mischiarsi, con
quanto è segnato dal male (zizzania). In
sintesi, il mondo è la “città degli uomini” in
tutte le sue manifestazioni.
I cardini dell’esistenza quotidiana
Il buon seme è chiamato a diventare grano. La fede cristiana mostra a tutti gli uomini la sua universale fecondità aprendo
la libertà a tutte le dimensioni dell’esistenza. Esse si possono sintetizzare in tre elementi comuni: affetti, lavoro, riposo.
Affetti. Ognuno di noi è un io-in-relazione.
Oggi come sempre gli affetti sono decisivi. Nelle diverse età della vita i legami di
affetto possono decidere della felicità o
dell’infelicità di ogni persona. L’affetto che
si riduce a puro sentimento introduce un
fattore di fragilità di ogni rapporto. L’infelicità degli affetti infesta il campo come la
zizzania, anche se non riesce a soffocare
il desiderio del bell’amore.
Lavoro. Oggi la situazione del lavoro è
talmente drammatica da scoraggiare ogni
discorso che non parta dalla denuncia e
dalla protesta. La giustizia ci impone di
cercare scelte politiche ed interventi legislativi tesi a favorire una ripresa economica che offra prospettive occupazionali e
speranza a tutti. Purtroppo la fame di la-
Freschi di stampa
I libri consigliati in questa rubrica sono disponibili
al Banco della Buona Stampa situato in chiesa.
Frédérique Loew e Barroux
Papà aspetta un
bimbo!
Settenove pp. 56, € 16,00
“Alla tua mamma fanno
domande, le toccano
la pancia tonda. E io
che sono il tuo papà?...
Ehilà! Ci sono
anche io! Anche
io aspetto un
bimbo!! Anche io
sono tanto felice!
Anche io starò
sempre con te!”
Giancarlo Ricci
sos
creatività
Paoline edizioni
pp. 192, € 13,00
L’idea ispiratrice
del libro è quella
di prendere in esame alcuni
dei casi più frequenti su
cui i formatori vengono
interpellati da insegnanti,
catechisti, animatori,
genitori, allenatori: i
cosiddetti casi educativi
difficili.
voro può anche portare a forme di precarietà e di sfruttamento. Non bisogna mai
dimenticare che il lavoro è un bene comune e come tale è un fattore essenziale,
non accessorio, per la dignità dell’uomo
e la piena realizzazione della sua personalità.
Riposo. Quello al riposo è un diritto-dovere codificato fin dall’antichità. E’ tra i primi
comandamenti che Dio dà all’uomo (Es
20, 9-11). Ma “tempo libero” è sinonimo di
tempo non occupato dal lavoro o di tempo
della libertà? L’esperienza umana ha riconosciuto il tempo del riposo come tempo
dei desideri, della possibilità di dedicarsi a
ciò che è piacevole, che gratifica il corpo
e la mente, che esprime gli affetti, ma oggi
è insidiato dalle tentazioni dell’individualismo e della trasgressione, che mortificano la persona.
Importanti implicazioni: fragilità,
tradizione, giustizia
Questi ultimi ambiti sono implicati nei primi tre che sono quelli fondamentali per
descrivere l’esperienza originaria di ogni
uomo. Infatti la fragilità umana nelle sue
forme naturali (limite, disgrazia, sofferenza, morte) e morali (peccato) mette alla
prova l’esperienza affettiva, lavorativa e
di riposo dell’uomo. Anche l’edificazione
della vita buona fondata nella verità, nella
giustizia, nell’amore nella libertà chiede il
coinvolgimento delle tre dimensioni fondamentali affinchè la tradizione, intesa
come esperienza pratica, sia terreno su
cui far fiorire il nuovo. Verifichiamo dunque come normalmente viviamo fragilità,
tradizione e giustizia, importanti implicazioni delle tre dimensioni costitutive dell’esperienza comune ad ogni uomo.
Mariano Fazio
Con Papa Francesco.
Le chiavi del suo
pensiero
Ares editore
pp. 160, € 17,50
Il nuovo stile del 265°
successore di Pietro,
che fin dalle primissime
settimane del pontificato
ha fatto breccia nel
cuore non solo dei
cattolici, ma anche
dei fedeli di altra (o di
nessuna) religione.
Andrea Ciucci, Paolo Sartor
In cucina con i santi
San Paolo edizioni
pp. 160, € 14,00 Sessanta
ricette per scoprire e
gustare gli aromi e i sapori
che hanno accompagnato
i santi più amati e anche
informazioni, curiosità e
una breve biografia del
santo.
Il
Redentore Risorto
I restauri nella nostra Chiesa
F
orse in molti non se n’erano
nemmeno accorti, ma la statua
del Redentore, posta nell’edicola
sopra l’altare maggiore della nostra
Chiesa, mancava da tempo di un
dito, più precisamente delle due falangi del pollice della mano sinistra.
Non si sa quando ciò sia avvenuto e
neppure dove siano finiti i pezzi originali, ma vederla così stringeva un
po’ il cuore. Una giovane restauratrice ha provveduto nei giorni scorsi a
rimettere a posto le cose. Si è innanzitutto ripulito con appositi prodotti il
Cristo, che era diventato con gli anni
piuttosto grigio, riportandolo al colore
originale. Poi si è riparata con cura
la mano, che presentava anche esiti
di un incollaggio approssimativo delle altre dita con rilievi sulla superficie
del dorso brutti a vedersi.
E’ stato fatto un nuovo pollice nello
stesso materiale (vetroresina), messo al suo posto, incollato e successivamente scurito con vernice così
da portarlo al colore del resto della
statua. Anche le altre dita sono state
pazientemente levigate e riverniciate
in egual modo. Poi c’era il problema
della croce, che è stata messa e tolta
un paio di volte nel corso degli anni,
forse neppure presente nell’edizione
originale e comunque troppo bianca,
per cui il suo colore strideva con il
Cineforum
resto dell’opera. Si è provveduto pertanto ad applicare una vernice scurente, distesa con intensità progressivamente crescente andando verso
l’alto per compensare l’effetto delle
luci a LED.
Ora la statua si porge in maniera
più armoniosa alla vista dei fedeli. Il
Redentore risorto è in cammino, lo
sguardo fisso verso una meta lontana, la realizzazione del Regno di Dio.
Ecco la nostra guida; la mano sinistra
rivolta verso il basso, con il palmo
aperto quasi per invitarci a deporre
lì affanni, angosce, dolori, tristezze,
peccati, e con quella destra alta sul
petto vicino al cuore come per una
eterna divina promessa di prendersi
sempre cura di noi, come un tenero
gesto d’Amore per tutti.
E’ stato poi restaurato il Cristo deposto, situato nella teca sotto l’altare della Madonna addolorata, che
presentava alcune macchie bianche
in varie parti del corpo, dovute a distacchi di pittura, e alcune incrinature
nella corona di spine. Ora la statua
è tornata alla sua tragica bellezza di
una morte dolorosa, che però con i
tratti distesi del volto di Gesù già preannuncia la gioia della Resurrezione.
Roberto Bosisio
La statua del Redentore e le dita
della mano prima e dopo il restauro.
I film selezionati e proiettati questo mese nelle sale della nostre parrocchie.
Cinema PALESTRINA
Via Palestrina, 7 Milano
- proiezione pomeridiana
h. 17.00
- proiezione serale con
presentazione e dibattito
h. 21.00 a cura di G. Zappoli (My
Movies) e A. Autieri (Box Office).
12 dicembreanna karenina
19 dicembre una famiglia
perfetta
9 gennaio gli equilibristi
16 gennaio viva la libertà
23 gennaio il sospetto
Sala GREGORIANUM
Via Settala, 27 Milano
- proiezione domenicale h. 16.00
- proiezione del martedì con
presentazione e dibatitto h. 21.00.
info: www.gregorianum.com
10 dicembre
L’ultimo pastore di Marco
Bonfanti con R. Zucchelli, P.
Lombardi. Ita – 2012, Docum.
17 dicembre
Vogliamo vivere di Ernst
Lubitsch con C. Lombard, J. Benny,
R. Stack, F. Bressart, L. Atwill, USA –
1942 Comm. - Dramm.
Rassegna un cinema
per amico film di animazione
per ragazzi.
8 dicembre: Le avventure di
Zarafa di Rémi Bezançon, JeanChristophe Lie. - Francia, Belgio
2012.
15 dicembre: Le 5 leggende
di Peter Ramsey - USA 2012.
12 gennaio: Turbo
di David Soren. - USA 2013.
Celebrare
cantando
Presto pronto il nuovo libretto dei canti
O
ccorre però che i canti proposti
“L’azione liturgica riveste una forma
all’assemblea siano diversificati
più nobile quando è celebrata in
ed
aggiornati
per restare al passo con il
canto” (Musicam sacram, 1967).
Nella foto sopra: il coro del SS.
Redentore che solitamente si esibisce
alla celebrazione domenicale delle
11 ma anche in altre importanti
celebrazioni diretto dal maestro
Claudio Greco.
gusto e la sensibilità che evolvono con
il passare del tempo.
Per questo motivo il nostro libretto parrocchiale dei canti aveva bisogno di
essere rinnovato.
Dopo una introduzione sulla musica
liturgica proposta da don Luigi, la com-
PARROCCHIA SS. REDENTORE - Numeri e Indirizzi Utili
www.parrocchiaredentore.it
Orari S. Messe
Feriali: 7.15 - 9.30 - 16.00 (escluso
settembre)- 18.30 Prefestivi: 18.30
Festivi: 8.30 - 10.00 - 11.00 - 12.15 - 18.30
Segreteria Parrocchiale
9.30-12.00 da lunedì a sabato
15.30 - 18.30 solo il mercoledì
Tel. 02 6694498 Fax 02 6697251
Sagrestia 02 87240491
[email protected]
Centro Ascolto Caritas
Martedì e Giovedì: 16.00-18.00
Tel. 02 6705181
Casa Accoglienza
02 87240490
Associazione GRATIS
02 87241923
Oratorio
[email protected]
16.00-19.00 da lunedì a sabato
11.00-12.00 e 16.00-19.00
domenica Tel. 02 36756109
Scuola materna
Direzione
Tel. 02 6704677 Fax 02 66986082
Suore Comunità 02 6704677
SACERDOTI
Don Natale Castelli (Parroco)
02 6694498 347 8517657
Don Gigi Colombo (Vicario)
02 67384114 347 8033042
Don Alessandro Noseda (Vicario)
02 67384112 328 8861369
Don Piero Denna (Residente)
02 87241922
Don Luigi Parisi (Residente)
02 67384113
missione formata dai direttori dei vari
cori, ha affrontato il difficile compito,
con l’aiuto dei sacerdoti.
Si è così deciso di approntare un libretto che potesse contenere, oltre
alle preghiere come già ne “La nostra
Assemblea”, anche tutti i canti eseguiti nelle diverse celebrazioni dai vari
gruppi.
Il volume che ne è scaturito è piuttosto
sostanzioso, e ciò non deve stupire:
deve essere in grado di soddisfare le
esigenze delle diverse assemblee che
si riuniscono per la Liturgia.
La nostra speranza è che, grazie a
questo nuovo sussidio, si riesca a coinvolgere maggiormente l’assemblea e
ad aumentare il numero di coloro che
cantano: tante voci, ma un’unica lode.
Il canto dovrebbe aiutarci sia nella preghiera personale che nella partecipazione più attiva ai riti, dovrebbe essere sentito come “suo” dall’assemblea,
adatto alla propria spiritualità: quasi
un compagno di viaggio nel cammino
della vita, anche una volta usciti dalla
chiesa.
Spesso mi capita di cantare nella mente l’ultimo brano che abbiamo imparato con il coro, e lo ripeto per giorni, in
continuazione: è un bellissimo modo di
pregare.
D’altra parte, come diceva Sant’Agostino: “Chi canta bene, prega due volte”.
Il suo accento non era tanto su “bene”,
quanto su “prega” perché lo scopo del
cantare è rivolgersi al Signore per lodarlo, ringraziarlo, chiedergli aiuto e
consiglio: insomma per pregarlo.
Il canto liturgico è una preghiera unanime, ornata ed arricchita dalle note
musicali.
Claudio Greco
progetto
di Comunità Aperta
Parrocchia SS. Redentore
via L. Palestrina 5 - Milano
Direttore responsabile
Margherita Faustinelli
Per contatti:
[email protected]
Registrato presso il Tribunale
di Milano n° 426 del 19-11-1971
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