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Liturgie domenicali:
valorizzare i momenti precedenti e successivi alla celebrazione, una messa diversa, più distesa, che crei una
abitudine, uno stile celebrativo, un atteggiamento più partecipativo.
Progetto autonomo rispetto al prete celebrante.
Come?
Invito in tutte le messa ad arrivare in orario (con buona maniera)
10 minuti prima dell’orario stabilito; persone che accolgano alle porte della chiesa (magari anche il prete, se
può), essere lì, salutare. Dare qualcosa: un foglietto con la frase chiave della liturgia del giorno (giusto per
non ridursi al dar la mano a tutti) oppure un foglietto con il salmo responsoriale (se indichiamo che sia
cantato il salmo o il ritornello). Altro? Due domande sulle letture, parola chiave?
Dalle 10.30 dire i canti scelti per la celebrazione e provare qualche ritornello.
La messa:
a. Riti di entrata con processione con la croce, la Parola e le candele al fianco. Il prete solo con la stola.
b. atto penitenziale con un momento di silenzio (15 secondi) in cui ciascuno fa un breve esame di
coscienza per accogliere l’annuncio della misericordia.
Dopo le tre intenzioni (anche cantate) e l’assoluzione: il segno della pace. (senza canto)
c. Gloria a conclusione del momento di accoglienza
d. Liturgia della Parola: proposta per i bambini diversificata in cripta con le mamme catechiste, con una
loro proposta (dopo la colletta). Le letture vanno proclamate con cura da parte dei lettori. Il salmo
cantato (o ritornello, o cori alterni, o recuperare i salmi di Turoldo). Spazio di silenzio prima dell’omelia
per riflettere sul Vangelo. Il prete si siede dopo la lettura (30 secondi).
e. Omelia:
proposta più semplice: il prete non fa un’omelia vera e propria seppure si è preparato, ma suscita
domande e interventi. Scende tra la gente col microfono e offre la possibilità di un confronto con
l’assemblea ricordando il tema delle letture e alcune parole chiave. (15 minuti)
momento di silenzio
“Credo apostolico” stampato su di un foglietto plastificato e inserito nel libretto dei canti in chiesa (sul
retro anche il Niceno-Costantinopolitano) con possibilità in fondo alla chiesa di portarselo a casa per la
preghiera personale
f. preghiera dei fedeli: lettore dal primo banco propone quelle proposte dalla liturgia e lascia lo spazio
per preghiere spontanee anche dal posto se non se la sente di venire al microfono.
[alla fine Ritornano i bambini]
g. Preghiera eucaristica:
il sacerdote indossa la casula.
Offertorio normale con canto
Consacrazione con piccolo silenzio di adorazione prima del mistero della fede (cantato Bonfitto ?).
Amen (cantato)
Padre Nostro
Agnello di Dio (anche cantato)
Comunione sotto le due specie per intinzione (ministro con calice e patena, offre la scelta).
Silenzio dopo la comunione (a discrezione)
h. Benedizione e canto
 con l’invito di rimanere anche a conversare ed eventuale aperitivo
Dove? S. Benedetto
Quando? Una domenica al mese (partenza soft: a partire dalla seconda di novembre) alle 10.30.
11/11, 16/12; 20/01; 10/2; 10/03; 14/04; 05/05; 10/06
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Liturgie domenicali: valorizzare i momenti precedenti e successivi