FONDO EUROPEO
AGRICOLO PER LO
SVILUPPO RURALE:
L’EUROPA INVESTE NELLE
ZONE RURALI
MINISTERO DELLE POLITICHE
AGRICOLE, ALIMENTARI E
FORESTALI
REGIONE
CALABRIA
ASSESSORATO
ALL’AGRICOLTURA
, FORESTE E
FORESTAZIONE
COMUNITA’
MONTANA MONTI
REVENTINO,
TIRIOLO E
MANCUSO
PSR CALABRIA
2007-2013
SEMINIAMO
SVILUPPO
GAL MONTI
REVENTINO
FILIERA DEL CASTAGNO e DELLA
RURALITA’
Comunità Montana Monti
Reventino, Tiriolo e Mancuso
P.S.R. CALABRIA 2007-2013
P.I.F. – misura 111 az. 03
Attività di Ricognizione
OBIETTIVI
Esaminare la realtà delle aziende castanicole
presenti sul territorio del Reventino
FINALITA’
Ottenere dati utili per valutare le prospettive
future del comparto
Offrire nuove opportunità di sviluppo agli
operatori del settore
Attività di Ricognizione
CARATTERISTICHE DELL’INDAGINE
Strumenti di indagine:
Questionari strutturati
Soggetti coinvolti:
Aziende di produzione/singoli produttori
Aziende di lavorazione/trasformazione
Aziende di commercializzazione
Dati raccolti:
Quantitativi
Qualitativi
Documentazione fotografica
Attività di Ricognizione
STRUTTURA DEI QUESTIONARI
Aziende di produzione/produttori privati
Struttura dei questionari:
- Anagrafica e localizzazione
- Caratteristiche aziendali
- Caratteristiche colturali
- Caratteristiche produttive
Attività di Ricognizione
STRUTTURA DEI QUESTIONARI
Aziende di lavorazione/trasformazione
Struttura dei questionari:
- Anagrafica e localizzazione
- Tipologie di lavorazioni/trasformazioni
- Grado di differenziazione/diversificazione attività
- Principali mercati di approvvigionamento e costo medio
d’acquisto
- Mercati di sbocco
Attività di Ricognizione
STRUTTURA DEI QUESTIONARI
Aziende di commercializzazione
Struttura dei questionari:
- Anagrafica e localizzazione
- Mercato di approvvigionamento
- Grado di innovazione tecnologica aziendale
- Gradi di differenziazione e diversificazione dei canali
commerciali
- Caratteristiche del mercato di sbocco – localizzazione e
tipologia di canale
Aziende di produzione
Castanicoltori del territorio del
Reventino
La tipologia di produttori prevalente è quella dei
privati che coltivano stagionalmente piccoli-medi
appezzamenti (1-4 ettari) con l’impiego di proprie
risorse e manodopera di tipo familiare oppure
adottando accordi con raccoglitori locali
Altre tipologie sono le aziende agricole ad indirizzo
ortofrutticolo che riuniscono più appezzamenti fino
a 5-6 ettari di superficie; impiegano mezzi agricoli e
manodopera presente in azienda
Aziende di produzione
Situazione attuale
e in futuro, quale gestione?
Le pratiche usuali di gestione dei castagneti sono quelle legate alle tecniche colturali
tradizionali che prevedono la pulitura manuale del sottobosco in fase di pre-raccolta dei
frutti e gli interventi di potatura solo se strettamente necessari; generalmente non si
utilizzano concimazioni né colture associate sotto copertura, ma si praticano cure con
dispendio minimo di ore e risorse non essendo remunerativo il raccolto.
I popolamenti più diffusi hanno età compresa tra 80 e 100 anni, generalmente con
densità pari o superiore a 100-150 piante ad ettaro. I soprassuoli più giovani hanno
densità pari a circa 100 piante ad ettaro. Sono pochi i nuovi impianti con varietà
selezionate.
I castagneti totalmente abbandonati sono pochi ma negli ultimi anni si assiste ad un
aumento dell’evoluzione spontanea del bosco.
Castagneti degradati perché …
Onerosità operazioni colturali
Scarsità manodopera
Calo della redditività
Aziende di produzione
Stato fitosanitario
La presenza ampiamente diffusa del cinipide del castagno sta causando
condizioni di deperimento e calo della fruttificazione da diversi
anni: nell’anno in corso l’attacco è stato meno impattante rispetto al
2011.
Le forti radiazioni e temperature dell’estate hanno causato forti
disseccamenti delle parti superiori delle chiome dei castagni.
L’allarmante stato di siccità nell’autunno corrente ha determinato
l’arresto della maturazione dei frutti e la loro caduta precoce.
Nell’anno 2012 l’ARSSA per conto del Ministero dell’Agricoltura e
Foreste ha effettuato dei lanci dell’antagonista naturale del cinipide
per la lotta biologica sul territorio regionale; anche la Comunità
Montana ha contribuito con propri fondi alla realizzazione di
maggiori interventi sul proprio territorio.
Aziende di produzione
Produzioni, problemi e possibili
soluzioni per i castagneti da frutto
• Da circa tre-quattro anni le produzioni sono scese repentinamente a causa
della diffusione del cinipide del castagno fino al picco negativo del 2011,
in cui la produzione è scesa quasi a zero in tutto il territorio dei comuni di
Serrastretta, Decollatura, San Pietro Apostolo: quest’anno si prevedeva
una raccolta di modesta entità, vista la buona fioritura primaverile ma lo
stato di siccità estivo-autunnale ha causato notevoli danni alle produzioni.
• Nelle annate migliori i raccolti garantivano una produzione di circa 1015q/ha, in condizioni medie dei soprassuoli.
COSA FARE?
Si rende necessario investire negli interventi colturali, nella lotta
biologica e nelle eventuali riconversioni con varietà locali meno
suscettibili al cinipide del castagno
L’importanza delle azioni di conservazione e miglioramento dei castagneti
da frutto nel nostro territorio riveste un ruolo chiave non solo sotto
nell’incentivare l’economia rurale, mitigando l’abbandono dei territori
montani, ma anche a livello ambientale per il contenimento dei fenomeni
di dissesto idrogeologico
Aziende di produzione
Cultivar presenti sul territorio
Lucente: varietà locale di pezzatura
piccola, generalmente usata per
pastille
Corvise: varietà locale di pezzatura
media, colore scuro, usata per pastille
o infornate
ALTRI ECOTIPI LOCALI …
Quali meno suscettibili al cinipide?
Dall’analisi delle colture e delle varietà locali, alcune delle quali risultate più resistenti di altre,
appare evidente la necessità di garantire cure colturali specifiche per il miglioramento
dell’efficienza produttiva dei castagneti, in modo da aumentare la capacità di resistenza alle
avversità e la conseguente crescita delle produzioni
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Gesuffatta
Pietro Aiello
Veva
Vallanara
Carigliettara
Ricciola
Pompa
Tinghi
Gaetano Mazza
U Travu
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Fidile
Milanese
Rusellara
Curcia
Mamma
Nserta
Aziende di produzione
Prezzi di vendita dei prodotti riferiti
agli anni precedenti il 2011
•
Castagne fresche 0,50 - 0,80 €/kg vendute dal produttore all’ingrosso tramite
mediatori locali che rivendono alle industrie di trasformazione ; questo tipo di
prodotto è il maggiormente venduto, in quanto non richiede dispendio di risorse
per la selezionatura delle castagne, ed è il prodotto più richiesto negli ultimi 5
anni;
•
Castagne secche‘Pastille’ 3,50-3,90 €/kg vendute all’ingrosso; fino a diversi anni
fa (10-20 anni circa) era il prodotto più in uso, ogni produttore utilizzava il proprio
essiccatoio ‘Pastillara’, mentre oggi la maggior parte sono in disuso e spesso in
fase di crollo strutturale
•
Castagne secche‘Pastille’ 5,00 €/kg vendute ai privati laddove il produttore si
inserisce in canali di vendita di prodotti tipici locali in maniera diretta o tramite
canali di commercializzazione verso clienti di nicchia
•
Collane ‘I Filari’ 2,50 -3,50 €/pz. vendute ai privati o ai commercianti di prodotti
di nicchia; per questo tipo di prodotto è in corso il riconoscimento da parte di Slow
Food che consentirebbe di valorizzare economicamente la produzione e ristabilire
l’uso tradizionale delle castagne, con possibili sbocchi di mercato nuovi e l’apertura
di attività correlate al turismo rurale.
Aziende di produzione
UN TERRITORIO D’ELEVATO PREGIO
AMBIENTALE, PRODOTTI GENUINI E
UN’ANTICA TRADIZIONE DA TUTELARE
Aziende di trasformazione/commercializzazione
PRINCIPALI LAVORAZIONI
•
•
•
•
•
•
pelatura per vendita castagne fresche
castagne secche
farina di castagne
marmellata di castagne
castagne allo sciroppo
castagne al forno
MOTIVAZIONI
• Mercato di sbocco – regionale, nazionale, estero (Francia,
Usa, Australia, Venezuela, Canada)• Mercato di approvvigionamento –produzione propria,
mercato regionale (provincia CS, KR, CZ) e nazionale
• Know how
Aziende di trasformazione/commercializzazione
GRADO DI INNOVAZIONE
TECNOLOGICA
Dotazione di macchinari idonei alle lavorazioni
aziendali …..
…. tuttavia…
… necessità di effettuare investimenti per
incrementare l’automazione e
l’informatizzazione
Aziende di trasformazione/commercializzazione
MERCATI DI APPROVVIGIONAMENTO E
QUANTITATIVI
Mercati di approvvigionamento della materia prima
•
•
•
•
Locale (principalmente Cicala e località limitrofe, Serrastretta,
Sorbo San Basile, Gimigliano)
Regionale (prov. CZ, CS,KR)
Nazionale
Produzione propria
Quantitativo totale di materia prima acquistata
+ di 15.000 q.li
Quantitativi medi di materia prima acquistati
annualmente per azienda
5.100 q.li
Aziende di trasformazione/commercializzazione
COSTI MEDI DI ACQUISTO
MATERIA PRIMA
AZIENDE DI TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE
•
•
•
€ 1,00 - 1.40/kg - acquisto di castagne da lavorare
€ 1,90 – 2,10/Kg - acquisto di castagne da immettere sul mercato
del fresco ( castagne già calibrate )
€ 0,30/Kg
- acquisto per la produzione di farina di castagne
GROSSISTI/MEDIATORI
•
€ 0.70-0.80/Kg tutte le varietà di castagne locali (varietà più
richieste: “riggiola”, “nserta”, “palermitana”, “della mamma”)
RIVENDITA ALLE AZIENDE DI TRASFORMAZIONE AD UN
PREZZO MEDIO MAGGIORATO DEL 10%
Aziende di trasformazione/commercializzazione
MERCATI DI SBOCCO
Principali mercati di sbocco
• Regionale
• Nazionale
• Internazionale (Francia, Canada, Usa, Australia, Venezuela)
Canali di vendita utilizzati
• Canale corto
• Canale lungo
Aziende di trasformazione/commercializzazione
MERCATI DI SBOCCO
Produzioni più richieste dal mercato e relativi
prezzi di vendita
• Castagne fresche: € 2,00/Kg (variabile in base alle epoche di
produzione e alla situazione di mercato del momento)
• Castagne secche: € 4,00/Kg
• Farina di castagne: € 3,00/Kg
Modalità di vendita delle produzioni
maggiormente richieste
• Sacchi da 5/10/25 kg
• Buste da 500 g
PRINCIPALI CRITICITA‘
e POSSIBILI SOLUZIONI
IN AMBITO PRODUTTIVO
•
Scarsa produzione dovuta a problematiche fitosanitarie, siccità e
degrado dei soprassuoli per mancate cure colturali:
la produzione relativa all’anno 2011 è stata prossima allo zero

•
supporto professionale per la ricerca e l’accesso a fonti di
finanziamento necessarie ad INVESTIRE nel
miglioramento dell’efficienza produttiva dei castagneti
( controllo fitosanitario, lotta biologica, etc.. )
Bassi quantitativi di materia prima per singola azienda ed elevati
costi per la trasformazione artigianale del prodotto



unione dei quantitativi prodotti per singola azienda
abbattimento dei costi di produzione
ottenimento del potere contrattuale necessario a negoziare
l’accesso a mercati di nicchia
PRINCIPALI CRITICITA‘
e POSSIBILI SOLUZIONI
negli ambiti della trasformazione e della
commercializzazione
•
AUTOMAZIONE ED INNOVAZIONE TECNOLOGICA:
necessità di investimenti per il miglioramento tecnologico della
linea produttiva

•
acquisizione di maggiore FORZA CONTRATTUALE nelle
negoziazioni per l’acquisto di macchinari dai costi molto
elevati
MERCATO DI APPROVVIGIONAMENTO LOCALE:
difficoltà a reperire la materia prima sul mercato locale
accesso alla produzione locale e conseguente abbattimento
dei costi di approvvigionamento ( trasporto, etc… ) su
mercati
extra-locali

I VANTAGGI della FILIERA
PER I CASTANICOLTORI
• Maggiore potere contrattuale
nei tavoli di concertazione con gli Enti
competenti
• Facilitazioni nell’accesso ai contributi comunitari del PSR Calabria 20142020, indispensabili per effettuare investimenti in miglioramenti fondiari
e produttivi ( consulenze specialistiche da parte di professionisti del
settore, ecc… )
• Creazione
di un Marchio Comune a garanzia della qualità e
dell’origine del prodotto, al fine di tutelare i consumatori ed accedere a
mercati sempre più remunerativi
• Possibilità
di sostenere investimenti in aree, macchinari ed attrezzature
necessari:
• alla trasformazione e commercializzazione del prodotto,
• alla diversificazione della produzioni (lavorazioni artigianali e
industriali ) e degli sbocchi commerciali (mercati di massa e
mercati di nicchia )
I VANTAGGI DELLA FILIERA
PER LE AZIENDE DI TRASFORMAZION E DI
COMMERCIALIZZAZIONE
•
Il miglioramento dei castagneti garantirebbe una maggiore
produttività locale e la conseguente possibilità di reperire la
materia prima direttamente sul territorio
 riduzione dei costi di approvvigionamento,
 possibilità di acquistare differenti varietà produttive tipiche, etc…
•
Possibilità di accedere, in maniera competitiva, alle risorse
finanziarie che l’Unione Europea mette a disposizione delle
aziende associate in Filiere
•
Contributo
alla
gestione
sostenibile
del
territorio:
l’approvvigionamento locale garantirebbe il sostentamento dei
castagneti e genererebbe indotti socio-economici positivi sul
territorio, nonché un elevato ritorno di immagine per le aziende
locali
GRAZIE PER L’ATTENZIONE
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presentazione quadro sintetico del settore castanicolo sul territorio