18 GENNAIO 2015 ANNO XXXII - N. 930 G R AT I S Parrocchia Corpus Christi e Regina del Rosario - PP. Vocazionisti - Via Manzoni, 225 - 80123 Napoli Tel. 081.5756742 - 081.7690623 - 340.2449501 - www.ilgranellino.it - E-mail: [email protected] LA MISSIONE DI CHI HA VISTO IL SIGNORE di P. LORENZO MONTECALVO SDV “ Venite e vedrete” (Gv 1, 35-42) Q il Suo volto Santo, dalla sera al mattino. L’assiduità e la perseveranza alla vita della Chiesa è essenziale. Ecco perché Gesù esorta quelli che si mettono alla Sua sequela con queste parole: “Rimanete nel mio amore”. Come si rimane nel Suo amore? Attraverso l’obbedienza alla Parola che la Chiesa ti consegna. Non puoi prestare solo l’orecchio fisico al Vangelo che ti viene insegnato, la Parola ascoltata dev’essere custodita in un cuore umile, perché possa germogliare e diventare albero che, a tempo debito, porta frutto abbondante di amore soprannaturale. Si rimane nell’amore di Gesù anche attraverso l’Eucaristia. Ricevendo con fede l’Eucaristia, Gesù rimane in te e tu in Lui. L’unione intima e indissolubile tra te e Gesù si realizza concretamente attraverso l’accoglienza dell’Eucaristia. In questo caso si diventa ciò che si mangia. Perciò, prendendo e mangiando Gesù Ostia con fede, tu diventerai Gesù. Potrai dire come San Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo ual è il luogo privilegiato dove si può vedere e gustare la presenza di Gesù? Nella Chiesa. In una Chiesa, ovviamente, in cui i credenti, corpo mistico di Gesù, orientati e attratti al Signore, rivelano la dolcezza e la bellezza della vita eterna. La Chiesa è il luogo dove i credenti sono beati della presenza di Gesù e dove ogni fame e sete in Gesù si appaga e ogni ansia e tormento del cuore umano si placa nella bellezza di Gesù. Perciò, o uomo che vivi lontano dalla Chiesa, vieni e vedrai sul volto dei credenti la verità, la bellezza, la luce, l’amore, la santità di Gesù. Se sei assetato di bellezza pura, vieni in Chiesa! Se hai fame di amore, vieni in Chiesa! Se cerchi la verità, vieni in Chiesa! Se cerchi la fratellanza, vieni in Chiesa! Se cerchi l’amicizia, vieni in Chiesa! Se cerchi la vera gioia, vieni in Chiesa! Se verrai in Chiesa con l’intenzione e la volontà di vedere Gesù, non rimarrai deluQuesta generazione ha bisogno so. Gradualmente e successivadi donne che siano profondamente mente, attraverso il lavoro delle cristiane purificazioni interiori, delle illuminazioni e delle ascensioni, i tuoi occhi vedranno e gusteranno il volto di Gesù. Di conseguenza il tuo volto risplenderà della bellezza di Gesù. * * * U na volta messo piede in Chiesa, ci devi rimanere. Non pensare di vedere e gustare Gesù con visite sporadiche e fugaci. Non pretendere neppure da Gesù che ti riveli che vive in me” (Gal 2,20). Celebrando e ricevendo l’Eucaristia si instaura una comunione e unione mistica tra te e Gesù. Ecco perché ci ricorda: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui” (Gv 6.56). * * * I nfine, Gesù si rivela e si fa conoscere nell’assemblea dei credenti. Infatti Egli ha detto: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20). Nella Chiesa si vede e si sperimenta quello che Gesù compie quotidianamente nella vita dei discepoli che gli sono fedeli. Grazie a questa visione di Gesù-Chiesa, anche noi grideremo di gioia: “Abbiamo trovato il Messia!” (Gv 1,41). Solo il discepolo che ha fatto l’esperienza della visione di Dio ha il potere di aprire gli occhi ai ciechi, l’orecchio ai sordi e la lingua ai muti. Qual è l’intenzione e la volontà di chi ha visto Gesù? La risposta sta in questa preghiera di don Giustino: “Come vorrei, mio Signore, nutrire, vestire, alloggiare, occupare, provvedere a santità tutti i bisognosi! Come vorrei, mio Signore, consolare a santità tutti gli afflitti, guarire a santità tutti gli infermi, liberare a santità tutti i carcerati, convertire a santità tutti i peccatori, unire a santità tutti i coniugi. A questo, mio Signore, mi consumo con tutto l’essere, per tutta la vita! Prendimi tutto, impregnami tutto, o divino Amore, o divino Spirito, a servizio della tua missione, nell’opera della santificazione n universale!”. 2 il granellino LA CHIESA Marisa Di Martino La Chiesa ha una duplice configurazione. Una umana, materiale, l’altra spirituale, divina. La Chiesa è un luogo grande o piccolo, sfarzoso o povero, opera dell’uomo il quale, con i suoi simili vi si reca poi per celebrare la Messa, per sposarsi, per battezzare i propri figli, per piangere i propri cari tornati al Cielo, per pregare, per “parlare” con Dio. La Chiesa spirituale è quella voluta da Gesù, quella delle Leggi Divine, che ci insegna come vivere se vogliamo la pace, la gioia, la consolazione, la vita eterna. Essa ci parla di Dio, della sua volontà, dell’amore e dell’obbedienza di Gesù e ci consegna gli strumenti per la vita eterna: amore, carità, pazienza, altruismo, generosità. Nel Vangelo di Matteo troviamo per questo la regola d’oro: “Fa’ agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”. Questa è la volontà di Gesù. n Che possa essere anche la nostra! ONESTÀ Emilio Vittozzi Ci scrivono PECCATO MORTALE Caro Padre Lorenzo, durante il periodo natalizio mi sono andato a confessare perché era quasi un anno che non mi avvicinavo a questo sacramento. Dopo aver confessato i miei peccati il sacerdote mi ha detto che non avrei dovuto confessarmi perché, secondo lui, ci si confessa solo quando si commettono peccati mortali. Avrei voluto fargli delle domande… ma non è stato possibile perché c’era una lunga fila di fedeli che attendeva per confessarsi. Perciò, ora, quelle domande vorrei rivolgerle a te… Anzitutto, perché si dice “peccato mortale”? Cosa si richiede per commettere un peccato mortale? Perdonami per il misero contributo al Granellino. Errico Collima Caro Errico, il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell’uomo a causa di una violazione grave delle Legge di P oco tempo fa sono andato in banca a ritirare il mio stipendio di autoferrotranviere. Il cassiere, particolarmente agitato dopo una discussione verbale con il direttore dell’agenzia, mi porge un bel mazzetto di banconote: è quanto mi spetta per aver regolarmente lavorato. Come al solito, mi sposto a lato dello sportello e conto le banconote. Una volta, due volte, tre volte: ci sono un bel po’ di soldi in più di quanto avevo chiesto. Lo faccio notare al cassiere che, dopo aver contato la mazzetta, sbianca: mi aveva dato 480 € in più! Mi ringrazia, balbettando, mi vuole offrire un caffè, che rifiuto con decisione. Mi rendo conto che ho fatto un gesto che non tutti capiranno: ridare dei soldi in più, con cui avrei potuto acquistare il materasso nuovo di cui ho bisogno, o pagare gas-luce-acqua-telefono di casa, o rifarmi il guardaroba… Eppure, neanche per un istante, un solo istante, ho pensato di tenermi quei soldi in più! Stupido? Cretino? Illuso? No, io credo semplicemente onesto! Quando vado in giro per “presentazioni” di libri o ad animare manifestazioni e parlo di legalità, solidarietà, son cialità io ci credo veramente… Fino a ridare indietro 480 €. La Frase Per molti la libertà consiste in questo: Io posso dire quello che voglio, ma tu devi tacere! Dio (1885)… Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il principio vitale, che è la Carità, richiede una nuova iniziativa della misericordia di Dio e una conversione del cuore che normalmente si realizzano nel sacramento della Riconciliazione (1856). Perché un peccato sia “mortale” si richiede che concorrano tre condizioni: materia grave, piena consapevolezza e deliberato consenso. La materia grave è precisata dai dieci comandamenti. La piena consapevolezza presuppone la conoscenza della natura peccaminosa dell’atto. Il deliberato consenso è un consenso libero e senza costrizione. Per il resto, ogni tanto è bene confessare anche i peccati veniali deliberati. Anche i peccati veniali ci impediscono infatti di amare il Signore con tutto il cuore e di vedere il suo amore per noi. Ognuno di noi è chiamato alla santità… e pensa che il beato Don Giustino si confessava tutti i giorni! P. Lorenzo LA SOLITUDINE DELL’ANIMA Tina Gianoli D i primo mattino, inaspettatamente, ricevo una telefonata. Un’amica mi chiede di accompagnarla al mercatino rionale. I luoghi affollati dove regna la confusione non hanno mai attirato la mia attenzione. Di tanto in tanto, però, mi piace osservare le persone nella vita quotidiana dove, a mio parere, emerge l’essenziale. Quindi, alla fine, accetto riservandomi di rientrare a casa entro un orario stabilito. Per strada osservo le persone, molti volti appaiono appesantiti e smarriti, come chi è in una continua ricerca senza però sapere di che cosa, altri appaiono disadattati, con occhi spenti o assenti. Il mondo è diventato frenetico, la gente è ormai abituata a confrontarsi solo con la realtà esterna, influenzata da mode volgari, da idee fuorvianti diffuse dai media, finanche da leggi amorali, che condizionano tendenze e comportamenti. Tutte proposte ingannevoli a manipolate da principio. Seguirle comporterà la perdita della propria identità interiore. Di conseguenza, una mente offuscata da questo disordine finirà inevitabilmente per trascinare l’anima nella corruzione e questa, incatenata dal peccato, non sarà più in grado di elevarsi verso le realtà del Cielo. “Io sono la via, la verità, la vita” (Gv 14, 6), chi cammina per le vie di questo mondo senza la compagnia di Gesù, prima o poi è destinato a perdersi, a ritrovarsi con una solitudine interiore, perché la vera essenza dell’anima è divina, creata cioè per il Cielo. Per questo San Paolo afferma “La nostra vera patria è n nei cieli” (Fil 3,20). il granellino 3 LA VIA GLORIOSA UN SINTETICO LIBRETTO Milena Capozzi Fabrizio de Falco lorificate il Signore con la vostra vita, andate in pace!”. Con queste parole il sacerdote, finita la Messa, dopo la benedizione, congeda l’assemblea. È un’esortazione che, tutte le volte che l’ascolto, non mi lascia indifferente, anzi, serve a scuotere la mia coscienza! Anche se la Messa è finita, fuori Chiesa, ci aspetta la liturgia della nostra vita: vivere per, con, in Cristo. Gesù ci manda nel mondo, come suoi apostoli, a vivere la nostra quotidianità, testimoniando la Sua vita e ciò che di bello e di Divino ha manifestato nella nostra. Ma Gesù dice anche: “Molti sono chiamati, pochi eletti!” (Mt 22,114). Ci sono persone che lasciano la chiesa così come sono entrate, con la sola soddisfazione di aver partecipato (con il pensiero ma, non con il cuore) al culto domenicale. La Parola di Dio, l’Eucarestia non sono servite ad aprire i loro cuori chiusi ed appesantiti dall’egoismo e dalla materialità di questo mondo: vivono per glorificare se stessi! Ma il Signore s’innamora della povertà, leggerezza, tenerezza, semplicità della nostra anima: alimenti santi per la crescita del nostro spirito in Santità. Perché solo lo Spirito Santo (quando abita in noi) ci può guidare per le vie giuste e sante che portano a glorificare Dio. Glorificare il Signore è, innanzitutto, essere riconoscenti della vita che ci ha donato e, fare di questa vita una Missione d’Amore. È fare la volontà di Dio in ogni circostanza e servirLo con amore e gioia. È mettere Gesù al primo posto nel nostro cuore e nella nostra vita, perché senza di Lui non possiamo fare nulla! Sono punti cardine della Fede che mi danno forza, speranza, fiducia e, con la pace di Gesù nel cuore (che cerco, con la preghiera, di proteggere e custodire dagli attacchi di satana) mi impegno a percorrere le vie che il Vangelo ci insegna. Sono: la via della misericordia, del perdono; la via della saggezza; la via dell’acqua Viva, Celeste; la via della giustizia; la via delle opere di carità… la via della croce. Tutte portano nella stessa direzione: Amore! Perché senza l’amore di Gesù è difficile percorrere le Sue vie soprattutto quella della croce. La via Gloriosa che ci fa crescere in umiltà e mitezza; ce lo insegna Gesù che sulla Croce ha portato a compimento la Sua opera di salvezza glorificando il Padre Celeste ed il Padre ha glorificato Lui con la Sua resurrezione e tutti noi san remo glorificati se, ci ancoriamo al Suo Amore! rima di conoscere Padre Lorenzo ero un po’ prolisso nello scrivere. Allorquando ho cominciato, invece, a scrivere per il Granellino, ho compreso (ed apprezzato) il valore della sintesi. D’altronde, a ben riflettere, il successo di questo giornalino è dovuto soprattutto alla sua “snellezza” espositiva. Ebbene, alcuni anni fa, decisi di pubblicare un piccolo libro su Gesù, utilizzando proprio l’impostazione (semplice e sintetica) che adottavo nei miei articoli per il Granellino. Una casa editrice decise di pubblicarlo. Qualche giorno prima che mi venissero consegnate le prime copie, mi stavo recando a confessare presso la Chiesa del Gesù Nuovo. Prima di giungervi, il mio pensiero si soffermò sulla ormai prossima uscita del libro. E cominciai a pensare: “Ho sbagliato. È un libretto troppo sintetico. Avrei potuto e dovuto scrivere molto di più considerato che si parla di Gesù...”. Giunsi finalmente in chiesa e mi diressi verso il confessionale. Lì era seduto un anziano sacerdote dai capelli bianchi. Non lo conoscevo personalmente e, ovviamente, egli non era a conoscenza del mio scritto. Quando mi avvicinai al confessionale notai che aveva tra le mani un grosso volume (non ricordo chi fosse l’ autore). Mi guardò sorridendo e, con aria dolce, esclamò quasi un po’ divertito: “Guarda questo libro e vai all’ ultima pagina. Guarda un po’ da quante pagine è composto!”. Lo aprii e risposi: “Padre, sono 850 pagine”. E lui: “Ma come si fa a scrivere un libro di 850 pagine? Chi lo leggerà mai? Gesù, quando parlava, era sintetico ed essenziale. Quando si scrive bisogna essere sintetici!”. Restai senza parole. Sembrava, incredibilmente, che egli mi stesse aspettando nel confessionale e che conoscesse perfettamente i miei pensieri di qualche minuto prima. Mi ricordai, subito dopo, di quanto riferito da Gesù a Santa Faustina Kowalska: “Quando vai alla confessione sappi che Io stesso mi nascondo nel confessionale. Mi copro dietro il sacerdote ma sono Io che opero n nell’anima”. La gratitudine è un sentimento raro. Ed è raro anche nella vita coniugale T “G P JE NE SUIS PAS CHARLIE Vincenzo Topa utti con le matite! Tutti a inneggiare alla libertà di “satira”, al giornale “Charlie Hebdo”, che ha pagato con tanti morti l’infame intervento dei terroristi islamici! In tutta la Francia dilagano le magliette con la scritta: “Je suis Charlie”… Anch’io (ci mancherebbe!) chiedo giustizia e protezione contro questi macellai. Ma io non sono Charlie. Anzi, non mi piace affatto Charlie. Se devo dire la mia: le loro vignette mi fanno schifo. Fare della pornografia (e non sottile ironia) su soggetti sacri non ha niente a che vedere né con la satira né, tanto meno, con la libertà. Vi invito a fare qualche piccola ricerca su internet per farvene un’idea. E le vignette su Maometto sono quasi niente in confronto a quelle pubblicate sulla SS. Trinità o sulla Vergine Maria… Bene. Quindi partiamo dalla premessa che “io non sono Charlie”, perché so bene che “l’amore non manca di rispetto” – come dice San Paolo – e provo, pur con tutte le mie debolezze, ad affidarmi alla Grazia per ricordarmelo sempre, visto che il diavolo sta sempre là a tentarmi, porgendomi un kalashnikov perché risponda al male con il male. Così, di fronte a tutto quello che è successo, di fronte alle stragi di Parigi, di fronte a tanti morti e a tante “morti eterne”… non posso che ringraziare Dio di essere entrato per la grazia di Gesù Cristo nella Chiesa e di avere vissuto in una cultura che, seppure sempre meno, è ancora permeata di valori cristiani. Le radici giudaico-cristiane dell’Europa saranno pure state cancellate dalla Carta Costituzionale dai vili burocrati di Bruxelles, prigionieri di un buonismo senza fondamenta i cui frutti (come ora ben si vede) sono avvelenati, ma non possono essere sradicate né dalla storia né dai cuori. No. Per una vignetta, ma anche per qualcosa di più, come un qualsiasi “schiaffo” ingiusto, non è possibile condannare a morte nessuno… n A noi il discernimento, a Dio il giudizio. 4 il granellino LA RIVOLUZIONE GENTILE Carlo Gentile T empo fa fu detto che “lavoro”, letto al contrario, diventa “oroval”. E realmente vale oro qualsiasi lavoro, fisico o intellettuale, svolto con passione, competenza e amore. Inoltre, tale oro costituisce un capitale non soggetto a furto, espropriazione o imitazione. Può essere soltanto eguagliato perché è un valore alla portata di mano per tutti, tranne per gli sfaticati, cioè per coloro che non hanno voglia di lavorare. In Italia ci sono molte contraddizioni. La nostra Repubblica è fondata sul lavoro. Mai, però, lo Stato lo ha garantito a tutti e si è così sviluppata l’arte di arrangiarsi, a Napoli meglio che altrove. L’unico nostro Padrone, Dio Padre Onnipotente, proprio perché infinitamente buono, non può aver condannato l’uomo gravandolo di tante complicazioni per lavorare, né può aver lasciato a taluni uomini la discrezionalità del lavoro, facendo figli e figliastri. “Allora?”. Questo avverbio, con il punto interrogativo, coincide col titolo dell’ultimo libro di Carlo Gentile, che ha concluso che veramente la natura si è presa la sua rivincita. L’oro, bene in natura, che l’uomo nella Scienza Economica aveva posto a copertura dei soldi, proprio per i tanti soldi stampati dallo Stato, ha esaurito la sua funzione. Non esiste infatti, in natura, tanto oro per giustificare i tantissimi biglietti di carta colorata in circolazione. Gli economisti non hanno mai considerato soldi i titoli del debito pubblico e, al contrario, ritengono queLa donna che ama Dio è piena di tenerezza sto “il Problema” dell’economia italiana. Nel saggio “Allora?” il debito pubblico è, invece, visto come la ricchezza degli italiani, per cui si individua un solo modo per scacciare la crisi e ritornare al benessere diffuso per tutti: la teoria di Nelson Jacovini, economista vissuto nel secolo scorso. “Allora?” propone come superare la difficile situazione di milioni di italiani. La gioia che suscita sarà accompagnata da uno spettacolo gratuito con canti, danze e scatches cabarettistici, in allegria, per accogliere e festeggiare un evento che ha del sensazionale: consentire il lavoro a tutti, la piena occupazione. Vi invito a partecipare in massa, Venerdì 23 gennaio alle ore 19,00, allo spettacolo programmato nel teatro della Parrocchia del Corpus Christi e Regina del Rosario in Via Manzoni 225. Gioiremo insieme per l’inizio di un nuovo e meraviglioso anno per tanti giovani, tanti n esodati o simili e anche per tanti pensionati che ieri percepivano una pensione di fame. LA GRANDE SCOPERTA Fabio Caputo Q ual è la più grande scoperta che l’uomo possa fare durante la sua esistenza terrena? Che il Signore è buono e grande nell’amore. Questa scoperta viene fatta solo da chi accoglie con semplicità Gesù Cristo come Figlio dell’eterno Padre, che si è incarnato nel seno verginale di Maria di Nazareth, è nato a Betlemme, ha predicato il Vangelo, è morto ed è risorto per il perdono dei peccati e tornerà un giorno a giudicare i vivi e i morti. Gesù Cristo è il cuore del Padre celeste. Egli ci ha manifestato l’amore tenero e misericordioso di Dio Padre. Infatti, a Filippo Gesù disse: “Chi vede me vede il Padre, chi ascolta me ascolta il Padre”. Gesù, quindi, è la Verità: Dio è Amore! Gesù è la Via: senza Gesù non si conosce l’amore del Padre celeste. Gesù è la Vita. Gesù manifesta tutto l’amore di Dio. Ecco perché la volontà del Padre è che l’uomo conosca e ascolti Gesù. La voce del Padre, sul monte della trasfigurazione, disse: “Questi è il mio figlio diletto, ascoltatelo!”. Avendo conosciuto il Figlio, l’uomo si rivolge a Dio, fonte di ogni bene, con parole di benedizione. Tutto ciò che l’uomo è e ha, infatti, viene dall’amore di Dio. Comprende anche che, per i suoi peccati, non merita di essere amato così teneramente da Dio. L’amore di Dio è totalmente gratuito. Grazie a questa rivelazione, l’uomo fa sue le parole del salmista: “Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie, salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia. Buono e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore. Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe” (Sal 102). Infine lo Spirito Santo testimonia nell’uomo che tutto quello che Gesù ha detto e insegnato è Verità. San Giovanni ce lo ricorda con le parole: “Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui (Dio) ed egli in noi: Egli ci ha fatto dono del suo Spirito” (1Gv 4, 12). Cos’è la Chiesa? È il popolo dei credenti in Gesù Cristo. È il popolo che, ripieno dello Spirito Santo, continua l’opera di Gesù Cristo attraverso i secoli, affinché il mondo creda che Dio è buono e grande nell’amore e che tutti possano rivolgersi a Lui con la preghiera di Gesù: “Padre nostro, che n sei nei cieli…”. Supplemento al n. 1 (gennaio 2015) [anno LXXXVIII] della Rivista “Spiritus Domini” - Direttore responsabile: Ciro Sarnataro, Via Manzoni, 225 - 80123 Napoli - Autor. del Trib. di Napoli n. 1445 del 17-2-1961 - Stampa: Graphicus - Napoli - Tel. 334.308.15.15