Il mensile del vivere naturale
distribuzione gratuita
Povero mais, povera terra
Contro il negazionismo
Tutela del Carso in 3D
Il Konrad dei piccoli:
Un po’ Beethoven un po’ pifferaio magico
Gli appuntamenti di novembre
N.191
NOVEMBRE 2013
KONRAD
KONRAD 191
Da venticinque anni questo giornale è realizzato da un gruppo di esseri umani non infallibili,
che cercano di scoprire cosa è successo nel mondo, spesso interrogando altre persone
che a volte sono riluttanti a parlare, a volte oppongono un deciso ostruzionismo e in altre
occasioni parlano troppo. I costi di KONRAD sono interamente ricoperti dagli annunci e
dalle inserzioni esplicitamente pubblicitarie. Ma la sua uscita sarebbe impossibile se tutta la
redazione, direttore compreso, non collaborasse gratuitamente.
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novembre 2013
Konrad
Sommario
3 Contro il negazionismo, per la libertà della
3 L’oro e il fango
4 Dalla “Repubblica delle banane” alla
ricerca storica
“Repubblica del mais OGM”?
5 Il filo di paglia: Povero mais, povera terra
6 Un mondo di montagne
7 Tutela del Carso in 3D
9 La botte piena e la moglie ubriaca!
9 Erasmus+, cultura e sport le armi vincenti
10 Libri: L’ultimo scalo del Tramp Steamer
11 Mutis: non più gabbiere, gabbiano forse
12 Firenze migranda
13 Arte: EContemporary
15-19 Il Konrad dei piccoli
20 Alimentazione: Zucca, l’arancione che fa bene alla
21 Pillole di cucina naturale
22 Cinema: Amarcord dell’America anni Settanta e il
ritorno di Star Trek
23 Teatri di confine: Si apre il sipario
24 Colonna vertebrale
25 Senza guinzaglio: Carattere e comportamento
26 Crisi e paure: come reagire alla pressione?
27 Gli appuntamenti di novembre
Mensile di informazione
di Naturalcubo s.n.c.
Redatto dall’Associazione Konrad
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Hanno collaborato:
Vesna Benedetič, Nadia e Giacomo Bo,
Michele Colucci, Stefano Crisafulli, Stefano De
Franceschi, Giorgio Dendi, Furio Finocchiaro,
Sergio Franco, Giada Genzo, Francesco
Gizdic, Marco Iacono, Simonetta Lorigliola,
Simonetta Marenzi, Annalisa Metus, Elia Mioni,
Luisella Pacco, Laura Paris, Claudio Petracco,
Giuliano Prandini, Riccardo Ravalli, Riccardo
Redivo, Fabiana Salvador, Lino Santoro, Marco
Segina, Lucia Sirocco, Gianni Ursini, Francesca
Versienti, Massimo Visintin
Progetto grafico e impaginazione:
Erratacorrige, Trieste
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NOVEMBRE 2013
2
In copertina:
Illustrazione di Giuliano Comelli
Stampa su carta FSC:
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3
Contro il negazionismo, per la
libertà della ricerca storica
Il Ministro della Giustizia Mastella, secondo
quanto anticipato dai media, proporrà un
disegno di legge che dovrebbe prevedere la
condanna, e anche la reclusione, per chi neghi l’esistenza storica della Shoah. Il governo
Prodi dovrebbe presentare questo progetto
di legge il giorno della memoria.
Come storici e come cittadini siamo sinceramente preoccupati che si cerchi di affrontare
e risolvere un problema culturale e sociale
certamente rilevante (il negazionismo e il
suo possibile diffondersi soprattutto tra i
giovani) attraverso la pratica giudiziaria e la
minaccia di reclusione e condanna. Proprio
negli ultimi tempi, il negazionismo è stato
troppo spesso al centro dell’attenzione dei
media, moltiplicandone inevitabilmente e in
modo controproducente l’eco.
Sostituire a una necessaria battaglia culturale, a una pratica educativa, e alla tensione morale necessarie per
fare diventare coscienza comune e consapevolezza etica introiettata
la verità storica della Shoah, una soluzione basata sulla minaccia della
legge, ci sembra particolarmente pericoloso per diversi ordini di motivi:
1) si offre ai negazionisti, com’è già avvenuto, la possibilità di ergersi a
difensori della libertà d’espressione, le cui posizioni ci si rifiuterebbe di
contestare e smontare sanzionandole penalmente.
2) si stabilisce una verità di Stato in fatto di passato storico, che rischia
di delegittimare quella stessa verità storica, invece di ottenere il risultato opposto sperato. Ogni verità imposta dall’autorità statale (l’“antifascismo” nella DDR, il socialismo nei regimi comunisti, il negazionismo
del genocidio armeno in Turchia, l’inesistenza di piazza Tiananmen in
Cina) non può che minare la fiducia nel libero confronto di posizioni e
nella libera ricerca storiografica e intellettuale.
3) si accentua l’idea, assai discussa anche tra gli storici, della “unicità
della Shoah”, non in quanto evento singolare, ma in quanto incommensurabile e non confrontabile con ogni altro evento storico, ponendolo di
Marcello Flores, Università di Siena
Simon Levis Sullam, University of California, Berkeley
Enzo Traverso, Università de Picardie Jules Verne
con l’adesione di altri 137 storici tra i quali:
Simona Colarizi, Università di Roma La Sapienza
Paul Ginsborg, Università di Firenze
Carlo Ginzburg, Scuola Normale Superiore, Pisa
Giovanni Gozzini, Università di Siena
Andrea Graziosi, Università di Napoli Federico II
Mario Isnenghi, Università di Venezia
Fabio Levi, Università di Torino
Giovanni Levi, Università di Venezia
Sergio Luzzatto, Università di Torino
Giovanni Miccoli, Università di Trieste
Giorgio Rochat, Università di Torino
(l’elenco completo dei sottoscrittori è disponibile nel sito
http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=14457)
L’ORO E IL FANGO
La comoda ipocrisia della commozione
Letta ha dichiarato che gli immigrati annegati sono diventati cittadini italiani. Quindi la politica rifiuta di dare la cittadinanza italiana ha chi ne
ha bisogno, ma la da a chi non ne ha più bisogno, non ha fatto nessuna
domanda ed è morto. Insomma, meglio una cittadinanza ai morti che un
ponte – aereo o navale che sia – ai vivi.
Temo che la verità sia molto più banale e volgare di quello che si pensi:
quei nuovi corpi in fondo al mare preparano solamente il posto ad altri
corpi, cuscini per altri cuscini per altri cuscini per… E portarli in superficie
è sempre troppo tardi perché le piume sono già perdute.
La disperazione, come il dolore, è sempre stata una cosa di tutti, ma è
scomoda, non piace sentirla dire: chi potrà esserne all’altezza? Soprattutto con la facile scusa che siamo già disperati e doloranti. Eppure, non
anneghiamo dopo lutti e sangue, dopo stupri e sangue, violenze, deserti
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Il testo promosso da:
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Prosegue in questi giorni in Parlamento l’iter di un incredibile disegno
di legge “contro il negazionismo”. Giova quindi riproporre la lettera
aperta firmata nel gennaio 2007 da tutti i più importanti storici italiani, in
occasione di un’analoga iniziativa.
fatto al di fuori della storia o al
vertice di una presunta classifica dei mali assoluti del mondo
contemporaneo.
L’Italia, che ha ancora tanti silenzi e tante omissioni sul proprio passato
coloniale, dovrebbe impegnarsi a favorire con ogni mezzo che la storia
recente e i suoi crimini tornino a far parte della coscienza collettiva,
attraverso le più diverse iniziative e campagne educative.
La strada della verità storica di Stato non ci
sembra utile per contrastare fenomeni, molto
spesso collegati a dichiarazioni negazioniste (e
certamente pericolosi e gravi), di incitazione alla
violenza, all’odio razziale, all’apologia di reati
ripugnanti e offensivi per l’umanità; per i quali
esistono già, nel nostro ordinamento, articoli di
legge sufficienti a perseguire i comportamenti
criminali che si dovessero manifestare su questo
terreno.
È la società civile, attraverso una costante battaglia culturale, etica e politica, che può creare
gli unici anticorpi capaci di estirpare o almeno
ridimensionare ed emarginare le posizioni negazioniste. Che lo Stato aiuti la società civile, senza
sostituirsi ad essa con una legge che rischia di
essere inutile o, peggio, controproducente.
e sangue. Al massimo ci suicidiamo, con qualche caro ancora
in vita, vestiti bene e con la pancia piena. La verità è volgare
perché il punto di vista si è invertito: l’oro è fango e il fango oro.
No, noi sappiamo nuotare e ci inginocchiamo a una
quantità (311 ad es.) e non al senso che l’ha generata.
Riccardo Redivo
4
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sabilità per l’avvenuta trebbiatura di alcuni campi di mais ogm.
Hanno vinto i difensori delle multinazionali della manipolazione
genetica, che hanno così testato la propria fede, compiendo gesti
“esemplari” per creare consenso e dividere il mondo agricolo,
sperimentare il proprio supporto legale, lanciare il messaggio della
“disubbidienza organizzata” per il prossimo anno.
Soprattutto hanno dimostrato che l’avversario è “una tigre di carta”.
È la confusione totale a cui la cattiva politica ha portato la Repubblica. Lo Stato che fa leggi (5/2005) che poi la Corte Costituzionale
disbosca con sentenza, lasciando però in vita qualche articolo pur
utile. Un decreto interministeriale che per essere approvato, nonostante unanimi ordini del giorno di questo o quel ramo del Parlamento, attende mesi che consentono prima la semina, poi vietano
la coltivazione, ma forse no.
La vignetta di colucci
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Elia Mioni
TEST PRONTO!
La redazione di Konrad vorrebbe effettuare una
piccola indagine per conoscere meglio i suoi lettori, e
cosa pensano del giornale. Pensiamo costantemente a
modi possibili per migliorare, ma ci rendiamo conto che
non sempre riusciamo a vedere con gli occhi dei lettori.
Stiamo preparando un breve questionario per raccogliere le vostre opinioni. Vi ruberemo poco del vostro tempo
prezioso perché crediamo che poche domande precise
siano meglio di molte domande fumose. Vi sarà però
anche spazio per chi volesse esprimere diffusamente le
proprie idee ed opinioni.
Ci piacerebbe che fossero gli stessi lettori ad offrirsi
volontari e non verremo quindi a cercarvi, ma vi chiederemmo di inviare un messaggio di posta elettronica
all’indirizzo: [email protected], dando la vostra
disponibilità.
Vi invieremo quindi il questionario, sempre per posta
elettronica.
Ovviamente sappiamo che i lettori sono molto diversi
tra loro, e noi vorremmo l’opinione di tutti. Non dovete
per forza sentirvi lettori fedeli o convinti sostenitori delle
cause di Konrad per dare la vostra opinione.
Grazie a tutti i lettori che hanno dato la loro
disponibilità. Ancora qualcuno e il sondaggio
parte ...
‘
KONRAD
Il Friuli Venezia Giulia nelle scorse settimane ha avuto il suo attimo
di gloria nei media nazionali. In pochi giorni hanno fatto flop decreti
statali, ordinanze regionali, ispezioni e controlli. Ed è partito un
rapido scambio di dichiarazioni per allontanare da sé ogni respon-
La Regione che fa
una legge (5/2011),
applaudita al tempo
dalle associazioni del
fronte no-ogm, ma mai
notificata alla Commissione Europea e quindi inservibile. Resta un
orientamento politico no-ogm ma anche qui, dopo la modifica della
citata legge, “sul campo” non si cava un ragno dal buco.
Chissà se, in quei frangenti, a qualcuno è venuto mai in mente di
costringere attorno ad un tavolo ministeri e regioni, chi scrive le norme
e chi dovrebbe applicarle, magari
per chiarirsi fra loro…
Sullo sfondo un altro pezzo della
Repubblica, la Magistratura, non
pare meglio in salute: c’è chi indaga sull’inquinamento genetico
e chi benedice gli ogm, chi ritiene
utilizzabile il decreto e chi invece
inapplicabile.
Non è sembrato il caso, in quei
giorni, di “stare o con lo Stato o con
la Regione”. Tantomeno di stare
contro entrambi.
Ma di prendere atto, “un po’ irritati”,
che i cittadini, soprattutto in vicende
simili, hanno bisogno di avere una
Repubblica dalla loro parte. Perché
appartiene a loro, anche se per farla funzionare serve molto di
più che un voto.
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NOVEMBRE 2013
DALLA “REPUBBLICA DELLE BANANE”
ALLA “REPUBBLICA DEL MAIS OGM”?
POVERO MAIS, POVERA TERRA
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Pianta sacra e benedetta. Un tempo.
La pianta Zea mais cresce con facilità,
resiste, si adatta ai climi caldi e alla siccità. È molto produttiva e nutriente. I Maya
l’adoravano come divinità. I conquistadores
prima e i coloni americani poi ne colsero le
potenzialità. La sua coltura cominciò a diffondersi nel Nord America ed in Europa a partire
dal Cinquecento. Dal secondo Novecento
tutto cambiò. La chimica dagli anni 20 scoprì
azoto, potassio e nitrati di sintesi. Nutrimento
chimico per le colture. Negli USA del secondo
dopoguerra la produzione di esplosivi e munizioni si convertì in industria del fertilizzante.
Entrambe si basavano sul nitrato di ammonio,
di cui restavano immense scorte. Partì l’agricoltura chimica ed estensiva,
applicata in particolare al mais, data la sua estrema duttilità. Divenne il
primo prodotto agricolo. E poi, in breve: crisi di sovrapproduzione, calo
dei prezzi, contadini sul lastrico. Dagli anni 50 il via ai sussidi. Da allora
lo Stato (ossia i cittadini) paga per mantenere in vita un sistema assurdo
e dannoso.
Dagli USA al Friuli, stessa storia
Questo modello, su scala diversa, funziona anche in Europa. Qui, in
alcune regioni, la coltivazione del mais è quasi prevalente, come nella
Pianura Padana o in Friuli che ne è lembo estremo. Si produce in modo
intensivo (circa 10 steli per mq) su campi che sono deserti biologici: piante tenute in vita da concimazioni a base di azoto sintetico, antiparassitari,
erbicidi e pesticidi. In regime di sussidi. Le falde acquifere e l’aria che
respiriamo sono i luoghi in cui il surplus di chimica che la terra vomita va
a finire. L’altro modello è l’apertura alla rischiosissima coltivazione Ogm,
come dimostra il noto caso di Vivaro (PN). Su questo basti dire che nel
luglio 2013 l’Italia, con decreto, ha vietato il mais Ogm della Monsanto
Mon810, non tutto il mais Ogm. In Europa siamo in assenza di una normativa stringente per gli Stati membri, ma alcune colture Ogm sono già
autorizzate tra cui 66 tipi di mais, 15 di soia, 4 di patate (fonte ISAAA).
Chi consumerà tutto quel mais?
La capacità mimetica del sistema produttivo post fordista non ha fine.
Dagli anni 70 in poi partì l’industria alimentare del mais. Vennero inventati centinaia di prodotti. Olio di mais, Farina di mais, Fiocchi di mais,
Amido di mais, Sciroppo di glucosio o Glucosio, Fruttosio, Sorbitolo,
Amido modificato, Destrine e Maltodestrine, Mono, Di e Tri gliceridi degli
acidi grassi (da cui la fatidica margarina), Glutammato monosodico, Acido ascorbico, Acido citrico, Lecitina, Gomma xantana, Caramello. Additivi
alimentari che servono a migliorare aspetto, consistenza, sapore, conservazione di un prodotto. E, spesso, a mascherarne la scarsa qualità.
Con il mais si produce di tutto. E noi ce lo mangiamo ogni giorno. Basta
leggere le etichette per scoprirlo. Ed evitarlo.
La tragica catena del mais
Per produrre il mais in modo intensivo, per smistarlo e trasformarlo,
i costi ambientali sono esorbitanti. Il mais riceve sul campo prodotti
di sintesi derivati dal petrolio. Il petrolio alimenta i giganteschi macchinari agricoli e di essiccazione; petrolio per i serbatoi dei camion
che lo trasportano. Energia, cioè petrolio, e acqua per
alimentare i processi di trasformazione alimentare.
Non stiamo certo parlando del mais multicolore e
biodiverso del popolo Maya. E nemmeno del piccolo
mais rossastro che piantava mio nonno quando ero
bambina, e che mio zio Jacu coltiva e conserva in
direzione ostinata e contraria al corso delle cose.
Parliamo di un mais giallo le cui varietà sono classificate con lettere e numeri di matricola: DKC6815,
mais ibrido sperimentale ad alta densità. Cresciuto
sinteticamente, raccolto meccanicamente in campi
desertificati, stoccato in enormi silos. Se ammuffisce
non è un problema. In Friuli ci raccontano di una
quotidianità in cui il mais altamente contaminato da
micotossine (tossiche e cancerogene) finisce nella
catena alimentare per carenza di controlli - emblematico il caso Cospalat di pochi mesi fa - e forse anche
per la triste e diffusa mancanza di responsabilità di
chi lo coltiva. Catena alimentare significa il nostro
piatto, anche di carne. Quel mais è spesso destinato
ad alimentazione animale (in Italia oltre l’80%). Nutrire gli animali
con mais contaminato porterà qualche serio problema. O lo ha già
portato. Inoltre le mucche e i vitelli sono dei ruminanti. E i ruminanti
sono erbivori. Ad allevare bovini in spazi asfissianti non solo li si
condanna a condizioni infami, ma li si nutre contro natura. Al posto
di erba e fieno, mais: è più calorico e gli animali ingrassano presto.
Ma i corpi di questi erbivori non sono d’accordo: le bestie digeriscono male, l’intestino si gonfia, insorgono infiammazioni ed infezioni.
E allora? Cocktail di farmaci. A differenza che negli USA, in Europa
ormoni e antibiotici a scopo preventivo sono vietati. Vietati a scopo
preventivo. Chi stabilisce il confine sulla necessità della somministrazione? Chi lo controlla?
Il profitto dei soliti noti
La catena mondiale del mais è in poche mani. I grandi gruppi
agroalimentari gestiscono le produzione di sementi ibride (e Ogm),
fertilizzanti, pesticidi e farmaci. Novartis, Cargill e compagnia bella.
Lobbies potentissime, anche nei Parlamenti. A chi vadano profitto e
beneficio appare chiaro e lampante. Non all’agricoltore, che ormai
ha una fabbrica e non più un campo. Non all’allevatore, che ha
officine ospedaliere e non stalle. Non certo al consumatore, che
paga per sussidi e prodotti. E se ancora l’alimentazione animale ed
umana non bastano perché, per quanto popoli obesi, più di tanto
non possiamo mangiare, l’industria della pannocchia sintetica si è
inventata etanolo e biomasse, i combustibili naturali che per essere
prodotti richiedono barili e barili di petrolio. Mai ossimoro ecologico fu più grande. Povero mais. E povera terra.
Simonetta Lorigliola
[email protected]
La lettura del mese
Michael Pollan “Il dilemma dell’onnivoro” Adelphi, 2008
KONRAD
Mais. Alimento millenario originario della Valle di Tehuacàn, Oaxaca, in
Messico dove viene coltivato e consumato dal 1500 a.C., arrivò in Europa con uno tra i conquistadores più spietati, Hernán Cortés. In Italia si
chiamò - incongrua etimologia - granoturco, un tempo coltura e cibo per i
poveri. Polenta per tutti. Fu calunniato per la pellagra. Ma non era colpa
del mais. Quello che conosciamo oggi è altra
cosa, è il corn degli americani, pardon, degli
statunitensi. Ed è proprio là che sono iniziati i
guai. Andiamo con ordine.
NOVEMBRE 2013
Dalla corn belt USA al Friuli padanizzato regnano la
chimica e la devastazione ambientale. Fino al nostro piatto
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Il filo di paglia
NOVEMBRE 2013
KONRAD
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UN MONDO DI MONTAGNE
Ho letto con piacere su Konrad l’intervista di Francesca
a Massimo Rossetto, Presidente dell’Associazione Friuli
Nepal Mandi Namasté, e ho voluto vedere anch’io il film di Giorgio.
Da alpinista ed amante della montagna e del suo ambiente, mi
aspettavo in verità di assistere a
qualche salita. Invece dallo schermo ecco le immagini che raccontano di ragazzi, di compiti e lezioni, di
trasferimenti a piedi lungo disagiati
percorsi per raggiungere le scuole.
Un po’ come facevano nel Mugello
gli scolari, espulsi dalla nostra
vecchia e cara scuola, e accolti in
quella di don Milani a Barbiana.
Raccontano di due mondi, distanti
nello spazio e nel tempo migliaia
di chilometri e forse più di 100 anni
dal nostro Friuli, accumunati nel
documentario, dalla difficoltà di
vivere in aree al limite. Per fortuna,
tante mani tese creano un ponte
affettivo, materiale e culturale, tra
Paesaggio del Nepal
comunità.
È stato come fare un viaggio nel
nostro passato. Potremmo evidenziarne tanti aspetti: un ambiente
incontaminato, condito da fame ed ignoranza, con scuola e cultura
assenti o per pochi e classi sociali a compartimenti stagni e molto
altro. Analoghi spunti avevo trovato in un libro dal titolo Quark economia, scritto anni or sono dall’inossidabile Piero Angela, che confrontava l’Italia di 100 anni fa con altre regioni del mondo e tra queste
con l’America del Sud di oggi, rimarcandone analogie e differenze, in
termini di mortalità infantile, analfabetismo, durata di vita.
Alcuni aspetti li ho potuti toccare con mano in Perù dove ho conosciuto un ragazzo locale diventato guida alpina in Svizzera, grazie
al contributo dello Stato e che avrebbe poi restituito man mano,
svolgendo la sua attività in un ambiente eccezionale. Allora senza
alcuna struttura, ora invece, mi raccontano, con super percorsi
ciclabili, una serie di rifugi alpini dove si possono appoggiare gli
alpinisti o meglio gli ”andisti”, visto il luogo.
Strutture ed accorgimenti che oggi, nonostante tutto, limitano gli
impatti della presenza umana in alta quota. Ricordo il candido
ghiacciaio dell’Alpamayo, ora devastato dal riscaldamento globale
ma, già in anni successivi alla mia visita, anche da rifiuti di ogni
La Bottega delle Spezie
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dott. Manuela Zippo
spezie e tè dal mondo - cioccolate selezionate
integratori alimentari - fitocosmesi
genere, eredità dei campi avanzati. Un po’ come
succede ancora ai piedi dell’Everest e non solo,
nonostante l’impegno di alcune Associazioni.
Oggi per fortuna, si possono confrontare tanti interventi positivi,
come appunto quello relativo al Nepal, e pure quello di un’altra Associazione “Mountain Wilderness” che nel Pamir e nell’ Hindu Kush
afgano, aree di elevatissimo interesse ambientale, in Pakistan
nell’Alto Hunza, abbina
la formazione tecnica per
future guide alpine, alla
tutela dell’ambiente e,
aspetto ancor più rilevante,
coinvolge contemporaneamente uomini e donne di
diverse etnie e religioni.
Ripenso ancora alla scuola in Nepal, abbarbicata
sul versante meridionale
dell’Himalaya. Non so
come siano raggiungibili
questi centri d’inverno, tra
neve e pioggia, a quelle
quote. E mi domando,
dopo lo studio che prospettive, che futuro? Emigrano
in pianura? Quanto resisteranno gli insegnanti?
Per realizzare questi basilari, positivi, interventi sono necessarie
risorse extra anche private e l’impegno personale di molti, europei
e locali, a fronte di problemi ancora irrisolti.
Basti pensare che solo recentemente è stato realizzato un presidio
sanitario per i circa 10.000 sherpa nepalesi che vivono nei dintorni
e che così risparmiano 3 giorni di cammino.
Spero siano tappe di un percorso che possa portare in futuro ad
una più stretta ed auspicata collaborazione tra le diverse Associazioni, magari sotto un’egida comune, per garantire insieme
alle strutture del luogo ai ragazzi/e nepalesi, pakistani, afgani, un
lavoro e una vita più normale, per far loro liberamente scegliere un
futuro con corde e ramponi piuttosto che il kalashnikov, utilizzato in
guerre civili ed altre sanguinose lotte.
Un altro traguardo è rendere il territorio di bassa quota non un inutile tratto da attraversare per raggiungere gli 8000 ma una tappa di
un percorso di un turismo solidale, a misura, e risorsa per evitare
l’emigrazione dei “cervelli”, di questi ragazzi che oggi cominciano a
studiare.
Per contribuire anche a mantenere integro e vivibile un ambiente
che potrà subire anch’esso le ingiurie del riscaldamento climatico.
Potremo così scacciare i demoni della guerra che dalle pianure
tentano di contaminare anche le immacolate cime dell’Himalaya e
bloccare sul nascere quella violenza, recentemente scatenasi al
campo base dell’Everest.
Dovrà essere solo un brutto ricordo e non l’inizio di un
altro fronte di scontro tribale.
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cadere.
Passano gli anni e le varie SIC e ZPS
rispondono alle normative europee, sorVanno tutelati anche gli aspetti
gono le riserve regionali, la Val Rosandra,
geomorfologici dell’ambiente carsico
Doberdò, Lanaro e monte Orsario. E di
nuovo continua la divaricazione tra protezione
e
valorizzazione
del Carso, inteso come contenitore di flora
La lettura del materiale che costituirà la base del piano di gee
fauna,
mentre
ben
poco
viene fatto soprattutto per le morfologie
stione del Carso è, per un geologo, motivo di tristezza. Non è
carsiche
epigee.
una sorpresa, ma solamente la conferma che la protezione della
Diversa la situazione per le cavità
natura, in Italia, è impostata solo
carsiche, che risultano protette sia in
ed esclusivamente sulla difesa del
quanto bene archeologico e paesagbiodiversità.
gistico sia in quanto abitate dai chiGeologia, idrogeologia, le forme
rotteri, anche se sono frequenti le sedel paesaggio che raccontano l’ingnalazioni di cavità carsiche distrutte e
terazione, nei tempi geologici tra
soprattutto utilizzate come discariche.
forze endogene e processi esogeni
Recentemente c’è stata una fiammata
sono sullo sfondo. Rappresentano
di interesse su vari giornali, anche a
certo un substrato che condiziona,
carattere nazionale.
insieme al microclima e all’azione
Vorrei però riportare l’attenzione sulle
antropica, lo sviluppo delle diverse
morfologie superficiali: doline, campi
associazioni vegetali e delle specie
solcati, kamenitze, grize, torrioni resianimali che popolano il territorio ed
duali. Grize e campi solcati che hanno
in questa ottica vanno difese. Ma
da un punto di vista geomorfologico
non hanno valore proprio. Questi
significati completamente diversi, e
principi vengono applicati anche
anche diversa valenza estetica, vensul Carso triestino, su un territorio
gono accomunati in un unico habitat
che deve la sua fama mondiale ai
i “pavimenti calcarei”. Le kamenitze
processi carsici ed alle morfologie
vengo associate e catalogate insieme
che ne derivano, anzi, è il luogo
ad altre raccolte d’acqua nel catasto
simbolo dove il carsismo è nato,
degli stagni. In questo elenco è stata
il luogo che dà il nome a tutti i
introdotta una categorie siglata “VDA”
Carsi del mondo. E se studiosi
ovvero “invasi naturali formati da caramericani, russi, cinesi, vengono a
sismo di superficie adattati dall’uomo
vedere il Carso triestino, non vencon utilizzo di calcestruzzo o altro
gono certamente a vedere la flora
materiale da costruzione” Di VDA sul
dell’altopiano, bensì a vedere grotCarso triestino e monfalconese ce ne
te, doline, campi solcati, kamenitze Campo solcato alterato per ricavarne uno stagno artificiale all’interno
della
Riserva
Naturale
del
Monte
Orsario
sono 105 !! Accetterebbe un botanico
(vaschette di corrosione)!
(foto di F. Finocchiaro)
un’aiuola di ortensie in mezzo alla lanCerto che a Trieste siamo stati
da carsica…??
antesignani. Questo stato di fatto
Se
la
gestione
di
un
territorio
carsico è intesa come gestione
nasce negli anni ’60, con la legge Belci. L’on. Corrado Belci acdelle
risorse
agricole,
come
equilibrio
tra esigenze naturalistiche
compagnò al sua proposta di legge con due ponderose relazioni
ed
esigenze
produttive,
i
geologi
hanno
poca voce in capitolo. Ma
scientifiche, la prima dei professori. Mezzena e Poldini, botanici,
gestione
del
territorio
carsico
significa
anche
turismo e il territorio
l’altra del prof. D’Ambrosi, geologo. La lettura di questi documenti
va
valorizzato
nei
suoi
aspetti
fisici
e
geomorfologici.
E soprattutè ancora facilmente possibile sia consultando on line gli atti parto
non
dimentichiamo
che
il
Carso
è
un
volume
tridimensionale,
lamentari, sia gli atti dei Civici Musei. Le due relazioni hanno pesi
con la sua superficie topografica, un suo interno, una massa
e approfondimenti diversi e dimostrano che Mezzena e Poldini
rocciosa carsificata, un livello di base che sostiene un acquifero,
avevano una conoscenza del territorio della provincia di Trieste
alimentato dalle acque che lo attraversano. La protezione e le
più approfondita di quella di D’Ambrosi. Senza che questo suoni
valorizzazione di questo Carso in 3D, coinvolge certamente la
come una critica ad un grande geologo. Ecco quindi che l’estenbiodiversità, ma anche il paesaggio, i geositi, la gestione transione delle zone da proteggere fu dettata fondamentalmente da
sfrontaliera delle acque. E su questi temi i geologi possoesigenze botaniche, anche se D’Ambrosi suggerì l’inclusione di
no e vogliono dire la loro.
alcuni settori, non indicati da Mezzena e Poldini, come ad esempio l’area dei torrioni di Monrupino; nella stesura definitiva appro
Furio Finocchiaro
vata dal Parlamento questo suggerimento venne però lasciato
KONRAD
TUTELA DEL CARSO IN 3D
NOVEMBRE 2013
7
‘
‘
Simonetta Marenzi
impresamoderna.wordpress.
ERASMUS+, CULTURA E SPORT LE ARMI VINCENTI
Il programma per studiare all’estero non viene abolito ma potenziato
di borsa di studio, ridurre quelle doppie e diminuire la frammentazione così da poter aumentare l’efficienza. Inoltre nei progetti verranno coinvolte aree tematiche finora toccate solo marginalmente
come lo sport, diventato una delle competenze formative dell’Unione. A poter accedere quindi non
saranno solo gli universitari ma anche studenti di scuole professionali,
insegnanti e formatori, tirocinanti e
giovani lavoratori che potranno dedicarsi a progetti di studio, scambio
culturale, insegnamento e volontariato.
Per uscire dalla crisi dunque si punta sui giovani e sul miglioramento
delle conoscenze culturali, delle
lingue e dell’acquisizione di competenze essenziali per il mondo del
lavoro.
Cultura, cooperazione, mobilità. Queste le parole chiave che l’UE
usa per il nuovo progetto. Speriamo che non rimangano
solo sulla carta che ma che si attuino proficuamente.
Come sempre allora auguriamoci, Buona Fortuna.
Francesca Versienti
‘
Tre milioni di studenti. Ventotto stati. Venticinque anni di storia.
Sono questi i numeri di Erasmus, il programma dell’Unione Europea per studiare all’estero.
Dal primo gennaio 2014 si cambia; una volta ogni tanto si spera
in meglio. Dopo i primi annunci
terrorizzanti da parte dell’UE sulla
possibilità di un ridimensionamento
o di un’abolizione del programma
di scambio culturale, ora finalmente il commissario per l’Istruzione e
la Cultura, Androulla Vassiliou, ha
chiarito le carte in tavola. Erasmus
cambierà nome e verrà potenziato.
Erasmus + dunque metterà a
disposizione più fondi: 19 miliardi
di Euro per il periodo 2014-2021,
il 43% in più rispetto a quelli stanziati per gli anni 2007-2013, permetteranno ad oltre il doppio delle
persone, 4 milioni il bacino dei possibili beneficiari, di affrontare un
periodo di formazione fuori dal proprio paese.
Più occasioni e più possibilità. Erasmus + riunirà in un solo programma tutti i progetti di mobilità, educazione, formazione e gioventù finora previsti come il “Leonardo da Vinci”, il “Comenius” o
“Gioventù in azione”. Lo scopo è quello di semplificare le domande
NOVEMBRE 2013
Leggo nei giornali di questi giorni la notizia del possibile
ingresso delle Poste in Alitalia. Per la modica cifra di 75 milioni di
euro, Poste acquisterà il 12% della compagnia di volo. Per capire
la portata di questa notizia dobbiamo
ritornare con la memoria al 2008 quando
l’Alitalia era una società pubblica oberata di debiti, che necessitava di capitale
fresco e di una nuova gestione. Il governo Prodi cercò di vendere Alitalia ad
Air France KLM, ma a causa del clima
politico interno, in piena campagna elettorale, la trattativa non andò a buon
fine. Berlusconi, candidato premier del
PDL, proponeva di preservare l’Italianità
della compagnia aerea andando a coinvolgere una cordata di imprenditori italiani che ne rilevassero la parte “sana” mentre la parte “malata” della
compagnia - cioè i debiti - restavano sul groppone dello Stato. Questi
imprenditori italiani, allora definiti “capitani coraggiosi” acquistarono
la parte sana di Alitalia ad un prezzo nettamente inferiore rispetto a
quanto aveva offerto Air France KLM e soprattutto gli esuberi furono
molto più numerosi, ben settemila contro i circa 2000 proposti dalla
compagnia francese. Per quanto riguarda invece la parte “malata”
della vecchia Alitalia, questa ci è costata circa 4,5 miliardi euro.
Potremmo dire, con il senno di poi, che la privatizzazione non è
stata un gran successo. Il fatto interessante è che la nuova Alitalia,
ora in mano ai “capitani coraggiosi”, si trova in uno stato di dissesto
economico e finanziario per più ragioni ed ha accumulato, in soli 4
anni, perdite per circa 1130 milioni di euro. Gli azionisti vedrebbero
quindi di buon occhio l’ingresso di un socio pubblico che possa por-
tare liquidità a costo zero per la compagnia, per un ammontare pari
a 75 milioni, ma già si vocifera di ulteriori sovvenzioni da parte della
Cassa depositi e prestiti (quindi denaro di risparmiatori). Se confrontiamo la cifra di 75 milioni rispetto a quella che la compagnia aerea
brucia annualmente ci rendiamo subito conto di quanto sia irrisoria e
presumibilmente insufficiente a risanare l’impresa, ma utile semmai
solo a ritardarne l’agonia, magari in attesa di aumentare la quota di
partecipazione pubblica in modo che
gli azionisti possano ricavare qualcosa dalla vendita delle loro azioni.
E se le cose andranno male che si
potrà fare? Smembreranno di nuovo
la società in due parti e lasceranno la
parte malata allo Stato per vendere
quella sana ai privati ad un prezzo
allettante?
Errare è umano ma perseverare è
diabolico. Considerando la spesa
pubblica per riparare i costi generati
dalle imprese private quali Ilva, Alitalia, Monte dei Paschi di Siena etc.
etc., mi chiedo se ciò che i neoliberisti sostengono quando dicono no
agli interventi pubblici sia in realtà un sì ai soldi per riparare ai danni
creati su territorio e popolazione da parte di alcune attività economiche e finanziarie, ma un no alle regole che possano limitare tali
attività. In pratica chi è favorevole alla deregolamentazione vuole la
botte piena e la moglie ubriaca, ma non si possono avere entrambe;
a meno che non si attinga alla botte altrui, cosa che puntualmente
avviene.
Cerchiamo almeno di non ripetere errori già commessi: a questo
serve la storia di uomini e paesi.
KONRAD
LA BOTTE PIENA E
LA MOGLIE UBRIACA!
‘
‘
9
NOVEMBRE 2013
KONRAD
‘
Libri
L’ultimo scalo del Tramp Steamer
il nome, Alción, anche se
soltanto poche lettere finali
sopravvivono alla ruggino-
Ci sono persone che hanno una curiosità infinita, e del
sa rovina dello scafo.
mondo esplorerebbero tutte le regioni, i deserti e i mari.
Ma quando lo rivede in altre tre occasioni, in opposti angoli del
Sono persone fortunate, lo sguardo affamato e insaziaglobo, gli corre un brivido lungo la schiena e il suo legame col
bile, il cuore vergine e bambino, e la presunzione folle che verrà
vecchio mercantile diventa indissolubile e misterioso, un segno
dato loro il tempo per esaudire ogni desiderio.
indecifrabile di quella cosa bellissima, forse
Io no, e me ne dispiace. Ho lo sguardo concengenerosa forse crudele, rozzamente detta
trato solo su poche pagine d’atlante, ho un cuodestino.
re spezzato che seleziona, prende e respinge.
Ancora più incredibile e significativo è che
E quanto all’avere tutto il tempo, poi, davvero
durante un ennesimo viaggio, su una chiatta
non ci credo più.
fluviale, il narratore incontri il basco Jon Iturri,
Così, ho maturato una passione profonda per
che proprio di quel mercantile fu capitano.
alcuni luoghi, mentre di altri non mi importa
Tra i due uomini, peregrini in un mondo che
assolutamente niente. Sono luoghi da cui non
sembra grande quanto un fazzoletto, nascono
mi sento attesa né voluta, e come per ripicca
spontanee l’amicizia e la confidenza. Favorito
io stessa finisco per rifiutarli. Da cosa dipenda,
dalle notte nella palude, sotto il cielo stellato,
non lo so. Uno di questi luoghi è l’America del
di una tiepida, palpitante fosforescenza, sui
Sud, tutta.
ritmi del fiume che scende lento e intimo come
Sono consapevole della mia menomazione idiouna confessione, il marinaio racconta la sua
ta, di tutto ciò che mi perdo per la mia cocciuta
storia, la sua storia d’amore con la bellissima
avversione, ma è una consapevolezza gelida
Warda, e soprattutto la storia dell’Alción (che,
che non mi smuove di un millimetro. Non posso
sì, davvero si chiamava così...).
farci niente.
Vicende di cui non vi dico nulla, perché questo
Va da sé che non ho mai amato gli autori subreve romanzo va goduto, annusato e bevuto
Álvaro Mutis
damericani e se qualcuno sbirciasse nella mia
come una coppa di vino, ascoltato come una
L’ultimo scalo del Tramp Steamer
libreria coglierebbe al volo il misero vuoto che
voce calda che narri all’orecchio una favola
ne deriva. Tra i pochi nomi presenti, lo scrittore Traduzione di Gabriella Bonetta
triste. E non sarebbe bene conoscerla già.
gli Adelphi, 1997
colombiano Álvaro Mutis, morto novantenne lo
La morte di Mutis tocca Trieste in maniera
pp. 107 € 8,00
scorso settembre, a cui voglio rendere omaggio
particolare. Alcuni suoi personaggi sono pasaccennandovi al suo romanzo L’ultimo scalo
sati da queste parti e Mutis stesso è stato qui,
del Tramp Steamer.
anche se tardivamente, solo nel 1999. Il piacevole libretto Mutis
L’ho letto molti anni fa e da allora è rimasto presente nella mia
a Trieste (a cura di Gaetano Longo, Franco Puzzo Editore) ripervita. Quotidianamente (non esagero), in una qualche ora del giorcorre con affetto quella visita e mostra nelle fotografie un poeta
no o della sera, ogni volta che guardo il mare, gli rivolgo un penrilassato e sorridente sotto i baffi, che scopre volentieri una città
siero. Sottile, istantaneo, inevitabile, come capita con i chiodi fissi, che lo stava aspettando adagiata come un’amante.
i ricordi intimi, gli amori antichi, le vaghe nostalgie.
Mutis deve aver guardato il nostro mare, in quei giorni, lo stesso
Che sia pioggia o sole, che sia inverno o estate, dalle rive, con i
mare che guardo io e dove ogni giorno ritrovo l’Alción affaticarsi
piedi a due metri dall’acqua, oppure da un balcone che consente
sulle onde, portatore di chissà quale tormento o speranza.
solo una fetta rubata di golfo - che sia come sia, per un breve mo- Magari lontano, così lontano da doverlo immaginare, così smarrito
mento, ogni giorno succede...
nella nebbia da doverlo indovinare, così perduto nella
Succede che vedo qualcosa, là in fondo all’orizzonte, qualcosa
notte da doverlo sognare. Eppure la sua sagoma c’è, c’è
di cui non conosco il nome... Per me, che di cose di mare non so
sempre.
nulla, cargo peschereccio mercantile rimorchiatore o bastimento,
sono bellissime parole dense di suggestioni e di odori, ma quanto
Luisella Pacco
alle differenze pratiche tra la forma dell’uno e dell’altro, il mistero
luisellapacco.wordpress.com
mi rimane fitto...
Ma in quell’attimo, gli occhi stretti sulla linea lontana, succede
che io veda un Tramp Steamer.
Bencich Anita
Con questa espressione, com’è noto, si definiscono i mercantili
di scarso tonnellaggio, non appartenenti alle grandi compagnie
di navigazione, che viaggiano di porto in porto cercando carichi
occasionali da trasportare dove che sia. E così tirano a campare, trascinando la loro sagoma malconcia assai più a lungo di
CO RS I
CONSULENZE
quanto potrebbero far prevedere le loro precarie condizioni.
Così, ci spiega la voce narrante del romanzo, un uomo che per
lavoro viaggia molto e che per la prima volta vede il mercantile
al porto di Helsinki.
Entrò all’improvviso nel mio campo visivo, con la lentezza di un
INFORMAZIONI
sauro ferito a morte.
cell. 339.3204963
Per quel Tramp Steamer malandato e sudicio, per il ritmo [email protected]
nesso delle sue bielle, per la scia opaca delle sue pene, il narwww.bencichanita.it
ratore sente da subito una calda simpatia. Ne indovina persino
‘
10
Scuola di Pensiero Taoista
Qi Gong Medico
Tao yoga posturale
Tao Curativo
Yi Pai
Yoga bambini
Feng Shui
I Ching
‘
11
Squarcio del mattino
Cala tu miseria,
sondéala, conoce sus más escondidas cavernas.
Aceita los engranajes de tu miseria,
ponla en tu camino, ábrete paso con ella
y en cada puerta golpea
con los blancos cartílagos de tu miseria.
Compárala con la de otras gentes
y mide bien el asombro de sus diferencias,
la singular agudeza de sus bordes.
[…]
No mezcles tu miseria en los asuntos de cada día.
Aprende a guardarla para las horas de tu solaz
y teje con ella la verdadera,
la sola materia perdurable
de tu episodio sobre la tierra.
Penetra la tua miseria,
sondala, scoprine le cavità più nascoste.
Lubrifica gli ingranaggi della tua miseria,
mettila sul tuo cammino, fatti strada con lei
e a ogni porta bussa
con le bianche nocche della miseria.
Accostala a quella di altra gente
e misura bene lo stupore nato dalle differenze,
il filo singolare dei suoi bordi.
[…]
Non mescolare la tua miseria nelle faccende di ogni giorno.
Impara a serbarla per il tempo dello svago
e ad adoperarla per tessere la vera
la sola materia duratura
dell’episodio tuo sulla terra.
‘
Grieta matinal
KONRAD
E anche Mutis se n’è andato (22 settembre 2013). Che dire di lui? Chi non ha incontrato la sua umanità nei suoi libri, forse
non la meritava, per non dire di quelli che non hanno nemmeno incontrato i suoi libri. A quei pochi che avranno le capacità di
rimediare, ecco alcuni versi di aiuto – parziali – scelti a mio gusto e affetto:
NOVEMBRE 2013
MUTIS: NON PIù GABBIERE, GABBIANO FORSE
Notizie su vita versi e romanzi le potete trovare in rete. Posso evidenziare cinque cose: la prima è narrativa (un personaggio femminile dei suoi
libri – non dico apposta quale – era originario di Trieste), la seconda biografica (ha ricevuto nel 2000 il Premio Internazionale Trieste Poesia – II
Edizione *); la terza musicale (alcuni suoi versi sono stato vivisezionati, elaborati e cantati da Fabrizio De André in Smisurata preghiera),
la quarta aneddotica (Marquez, su Twitter, ha scritto – triste, laconico e vero –: “Mutis”) e la quinta è una coincidenza (una cifra tonda lo
separa da Neruda, morto quarant’anni esatti prima, nello stesso mese ma un giorno dopo).
MEDICINA TAOISTA DELL’INFORMAZIONE
Attivare l’energia mentale attraverso il respiro. Le varie
forme di respiro apportano dei cambiamenti alla chimica
interna del corpo, vale la pena prendersi lo spazio necessario per imparare, una corretta pratica della giusta respirazione. Lo Shen è quella
forma di energia altamente raffinata spirituale e mentale, che circola in
tutto il corpo e va coltivata e potenziata. L’energia mentale è conservata soprattutto nella loggia del fuoco-cuore e poi si distribuisce sotto
forma di sentimenti nei vari organi e funzioni, seguendo lo schema dei
5 elementi o movimenti; ciò porta a modifiche della chimica interna. È
capacità intellettiva, affettività, coordinazione motoria, articolazione del
linguaggio, vivacità dello sguardo. Questa energia va attivata mediante
l’utilizzo del respiro. Si può respirare in l0 modi differenti, che sono
connessi alla sfera psichica.
- Respiro dell’altruismo rallenta tutte le attività fisiche e mentali, ci
permette di entrare in meditazione profonda, raggiungendo il massimo
livello di adattamento all’ambiente circostante, perdendo cosi il nostro
egocentrismo.
- Respiro dell’armonia ci rende centrati, presenti a noi stessi, aumentando la consapevolezza per relazionarci armonicamente con ciò che
ci circonda.
- Respiro della fiducia armonizza le nostre facoltà psichiche, mentali,
fisiche, sviluppando la forza interiore, preparandoci agli adattamenti
ambientali in rapido cambiamento.
- Respiro dell’azione ci sblocca mentalmente e fisicamente, attiva
tutte le funzioni fisiche, mentali e spirituali. Ci rende capaci di intraprendere iniziative in qualsiasi contesto ambientale.
- Respiro della personalità questa tecnica potenzia il nostro metabolismo fisico e mentale e fa emergere la nostra personalità.
- Respiro della fisicità produce energia fisica e stabilità mentale,
ci rende fermi e difficilmente influenzabili. Aumenta la temperatura
corporea e accelera le funzioni dell’apparato circolatorio e digerente,
favorisce la longevità e la buona salute.
- Respiro del potere energizzante per l’intero organismo, sviluppa
dentro di noi la perseveranza, la pazienza, la tolleranza e ci fornisce
potere spirituale.
- Respiro dell’amore calma e rende armoniche le pulsazioni cardiache, la circolazione sanguigna e linfatica. Genera sentimenti di sensibilità, amore, comprensione e compassione per l’ambiente circostante.
- Respiro dell’intelligenza acutizza la nostra sensibilità e favorisce la
concentrazione fisica e mentale. Sviluppa lo spirito di apprendimento e
di osservazione stimolando l’intelligenza.
- Respiro della spiritualizzazione (spiritualizza), amplia la
coscienza e potenzia al massimo la comprensione dell’universalità degli eventi.
Anita Bencich
REDAZIONALE A CURA DELL’INSERZIONISTA
‘
Poesia, sarà l’apertura di ogni appuntamento con i versi di quattro
autori che quest’anno il mondo della letteratura ha salutato: Séamus Heany, Álvaro Mutis, Edvino Ugolini e Edoardo Kanzian. Per
qualsiasi approfondimento: www.triestepoesia.org.
‘
* Quest’anno il premio andrà al brasiliano Eduardo Degrazia e si
svolgerà dal 25 al 30 novembre. Oltre ad avere varie e singolari
sedi (librerie e caffè letterari, ma non solo: anche un negozio di
tè o un autobus) a distinguere il XVI Festival Internazionale della
Riccardo Redivo
NOVEMBRE 2013
KONRAD
‘
FIRENZE MIGRANDA
Visitare Firenze nel mese di agosto è da irresponsabili.
Il caldo tocca i quaranta gradi e le masse di turisti fanno
scrivere ai graffitari in un inglese approssimativo ma efficace che “il
turismo è peggio di un esercito di occupazione”.
Non ci facciamo intimorire e
decidiamo comunque di partire,
vogliamo rivedere la “Cacciata
dei progenitori dall’Eden” di Masaccio alla Cappella Brancacci e
l’“Annunciazione” di Beato Angelico al Convento di San Marco,
gli Uffizi e il Pitti.
E poi anche a Firenze l’organizzazione di turismo responsabile
Viaggi Solidali, assieme alla Ong
Oxfam Italia e alla Cooperativa
Walden viaggi a piedi, organizza
visite con guide “migranti” ai
quartieri multietnici della città.
In piazza Santa Maria Novella
incontriamo Guilherme, un
brasiliano di mezza età da sei
anni a Firenze, che ci racconta
la storia dell’immigrazione nella
città. L’integrazione fra diverse
comunità risale ai Medici, che
nel XV secolo avevano portato
il Concilio con lo scopo di riunire
la Chiesa Cattolica e quella
Ortodossa. Più tardi, nel ‘700, il
gran tour con i giovani, soprattutto anglosassoni venuti per
Dall’alto: Jackline e Guilherme
arricchire la loro cultura e poi,
lo scorso secolo, all’inizio degli anni ‘60 l’arrivo di americani, greci,
iraniani. Vent’anni dopo con gli arrivi da Nord Africa e Sud America nei
quartieri del centro e dell’Isolotto la percezione della città nei confronti
dell’emigrazione cambia, adesso è di natura economica e Firenze
diventa uno dei dodici Comuni in Italia con più residenti stranieri
(sono 53.400 secondo il censimento del 2011 su una popolazione di
370.000 abitanti). Prevalgono i romeni e poi gli albanesi e i cinesi.
Siamo sotto la targa che ricorda il soggiorno nell’800 dello scrittore e
poeta statunitense Henry Wadsworth Longfellow, traduttore di Dante,
e con la moglie Nina ci avviciniamo a quello che nel ‘200 era l’ospedale di San Paolo destinato all’accoglienza dei pellegrini che andavano a Roma, poi ospedale per i poveri, convalescenziario, scuola
per zitelle povere, sede del museo Alinari della Fotografia.
Nicoletta è romena, in Italia da tredici anni, fa la badante, è entusiasta della gente, della città che conosce meglio di qualche fiorentino
e quando va in Romania non vede l’ora di scappare a Firenze. Ci
mostra gli obelischi voluti da Cosimo II, attorno ai quali per trecento
anni, alla vigilia della festa di San Giovanni, il 23 giugno, si svolgeva
il Palio dei Cocchi.
Jackline, keniota, è in Italia da ventun anni, qui si è sposata e ha
un bambino di otto anni, lavora in un negozio. All’inizio anche
lei ha fatto assistenza agli anziani; in Kenya aveva frequentato
l’università:“è stato uno shock, ma l’ho accettato, a casa avevo mia
madre e due fratelli, c’erano giorni no, alcune richieste di quel lavoro
erano veramente, veramente difficili, a ventidue anni non puoi vedere
il sole da dentro una casa”.
Ci fermiamo sul sagrato della chiesa di San Paolo, citata dal Boccaccio nel Decameron, nella novella di Simona e Pasquino, qui sepolti;
Jackline si stupiva che qui le persone venivano sepolte nelle chiese:
nel suo paese, lei è kikuyu, si viene tumulati nel proprio campo. Vicino alla chiesa l’associazione “Gli Anelli Mancanti” aggrega italiani e
migranti, organizza corsi di italiano, offre consulenza medica e legale.
In via Palazzuolo entriamo in un negozio somalo dove una giovane e
loquace signora velata mostra di sapere di politica (“Renzi è bravo”)
più di noi, passiamo accanto a un parrucchiere nigeriano, poi è la volta di un ristorante egiziano.
A seguito della crisi economica degli anni ‘90 Nadiya, pediatra
ucraina, con due figli a casa da mantenere, arriva senza documenti
e anche lei accetta di lavorare come badante. Racconta di tante filippine sequestrate in casa, tenute come schiave, ostaggio dei datori di
lavoro. Trova sollievo nell’incontro con un prete ucraino della Chiesa
cattolica dei Santi Simone e Giuda: lì le donne parlano, cantano, la
vita migliora. Siamo passati da un rione popolare ai palazzi borghesi
del Borgo Ognissanti. Nella piazza la chiesa barocca, una delle poche
a Firenze, già dei frati Umiliati, attivi nella lavorazione della lana e del
vetro, con le opere di Botticelli e Ghirlandaio, l’Istituto di Cultura Francese, e nella zona gli edifici della famiglia Vespucci con Amerigo che
qui è nato. Della comunità russa ricorda i Demidoff, nobile famiglia di
industriali e banchieri che nell’800 vissero a Firenze, finanziarono la
facciata del Duomo, alcune chiese come quella russa ortodossa in via
Leone X, si dedicarono a opere umanitarie.
Aušra è venuta dalla Lituania vent’anni fa. “La mia integrazione è stata molto difficile. I primi due anni piangevo tutti i giorni...poi la mia vita
è cambiata con la nascita di due bambini e mi si è aperto il mondo”.
Vicino a noi la chiesa battista, lì dove alla fine del ‘700 c’era il Teatro
dei Solleciti e dove nacque la maschera di Stenterello. Anche questa
chiesa è luogo d’incontro: “sono molto accoglienti, invitano anche me
e i bambini, partecipiamo alle feste, alla Pasqua”. Aušra si è avvicinata alla spiritualità grazie alla fisica quantistica che le ha mostrato
il punto in comune fra le diverse religioni. Per Max Planck, ci dice,
“la matrice divina è l’unica energia che governa la particella, per cui
se vuoi cambiare la materia stessa incomincia dal vuoto che cambia
anche la materia”.
Di fronte ai frequenti attacchi razzisti rispondono che è con la crescita culturale che verranno evitati ed è ancora il livello culturale che
garantirà l’integrazione degli immigrati. Sono cittadini “speciali”: pur
venendo da contesti e storie molto diverse, si sono integrati, hanno
spesse volte ripreso e approfondito i loro studi, in molti casi hanno trovato conforto in una religione, riconoscono le chiusure anche da parte
delle loro comunità. Chissà quante di queste e altre storie si
possono ritrovare negli altri cinquantamila che risiedono a
Firenze.
Giuliano Prandini
‘
12
‘
13
Arte
NOVEMBRE 2013
Passeggiando in una via arcinota ma poco frequentata del
centro di Trieste, ecco d’improvviso schiudersi una “stanza”
di uno sfolgorante bianco. Alle pareti si scorgono delle suggestive
fotografie: sono quelle di Cristina Coral che i versi di Anna Cargnello,
sospesi e al contempo “bloccati” all’interno di sfere trasparenti, interpretano fino a fondersi con esse, dando vita
alla mostra Luce progioniera.
Mi accingo ad entrare nello spazio ampio,
essenziale e scarno. Alla mia destra vi è
una fila di quattro sedie a ribalta in legno
(mi ricordano vecchi teatrini, ricreatori e
sale parrocchiali e danno un tocco vintage
che non guasta mai!), all’estremità opposta
dell’ambiente, dietro ad un piccolo scrittoio,
c’è invece Elena Cantori: curatrice della
galleria in cui mi trovo.
Lei ancora non mi conosce, ma si offre
disponibile per darmi qualche informazione.
Declino gentilmente, non per disinteresse,
ma perché cerco sempre di far in modo che
il primo sguardo che “lancio” ad una mostra
non risenta della lettura di qualcun altro.
Una volta gustate una per una le intense e
perturbanti fotografie, riapro la conversazione. Elena ne è ben lieta perché, come
precisa fin da subito, spera che il suo
spazio diventi un luogo e un’occasione
di contatto e contatti, un contesto in cui
incontrarsi, relazionarsi e dove la gente non
abbia paura di entrare, chiedere, conoscere
persone ed artisti nuovi. Rivolgo quindi
anche a lei le ormai tradizionali domande di
questa rubrica…
e con il desiderio di poter dare la possibilità a me e agli artisti che
promuovo di esprimersi più liberamente sia nell’aspetto artistico che
di allestimento. Infatti una cura particolare viene dato a quest’ultimo
aspetto che rende le esposizioni ancora più incisive e dando alla galleria una connotazione ancora più marcatamente contemporanea.
Lo spazio EContemporary, quindi, prende vita il 18 maggio scorso
in una via centrale di Trieste, ma non “canonica” per questo tipo di
attività.
Perché è nato EContemporary?
Innanzitutto ho evidenziato che a Trieste manca uno
spazio realmente dedicato all’arte contemporanea
e soprattutto arte contemporanea di qualità, ma
accessibile per i potenziali acquirenti. Inoltre, come
già accennato, avevo bisogno sia personalmente
che per gli artisti con cui collaboro di avere più
libertà creativa.
KONRAD
ECONTEMPORARY
Un sogno nel cassetto per EContemporary?
Mi piacerebbe, che con il tempo e un serio e attento
lavoro, EContemporary diventasse un punto di
riferimento nella promozione di arte contemporanea
in città e di riuscire a creare nuove connessioni tra
artisti, collezionisti e fruitori d’arte. Un ulteriore obiettivo è quello di far apprezzare e godere dell’arte
anche coloro che hanno poca esperienza o poca
conoscenza sviluppata in questo settore, ma che
per curiosità e sensibilità personale sono attratti dal
mondo dell’arte e della creatività.
Tre aggettivi per descrivere EContemporary
Spazio Contemporaneo, creativo ed accogliente.
Tre aggettivi per descrivere Trieste
Scontrosa, magica, e purtroppo a volte un po’
“immobile”.
Che cos’è EContemporary?
EContemporary -o meglio Elena Cantori
Contemporary- è uno spazio espositivo
d’arte contemporanea a 360° che promuove, attraverso l’organizzazione di mostre
ed eventi collaterali, artisti con un valido
percorso nella pittura, scultura, fotografia e
design.
La chiacchierata scorre gradevole mentre fuori il
sole tramonta accentuando ulteriormente il contrasto tra il grigiore esterno della trafficata via Crispi ed
il rilassante e caldo biancore della “culla artistica”
Nelle immagini, dall’alto:
di Elena. La salutiamo infine con la
– Dalla mostra Luce prigioniera (foto di Cristina
promessa di tornare presto a trovarla,
Coral)
– Opera di Andrea Princivalli (foto di Carlo Bugna) cosa che ci sentiamo assolutamente di
suggerirvi di fare, approfittando del fatto
che sabato 9 novembre verrà inauguata una nuova mostra
Chi c’è dietro EContemporary?
dell’artista Andrea Princivalli dal titolo Di fuoco in fiamme (visitabile
L’anima della galleria è Elena Cantori appassionata d’arte e soprattutto sino ai primi di gennaio).
amante della creatività espressa in tutte le sue forme, ma oltre a me ci
sono gli artisti con cui collaboro e con cui si è instaurato un bellissimo
Econtemporary
legame.
Via Crispi 28, Trieste
Giovedì, Venerdì e Sabato, dalle 17 alle 20 o su appuntaCome/Dove/Quando è nato EContemporary?
mento. www.elenacantori.com
L’idea di uno spazio tutto mio matura dopo molti anni di attività come
curatrice indipendente ospite di spazi espositivi gestiti da altri colleghi
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ci trovi a TRIESTE, Galleria Fenice, 2
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A TU PER TU CON LA SCIENZA
a cura di
Scienza Express edizioni
I COLORI DELLE FOGLIE
In autunno le foglie degli alberi cambiano colore: da gialle diventano rosse o marroni e poi cadono a
terra secche. Quando le calpesti senti il rumore che fanno mentre le scarpe le spezzano...
Vi siete mai domandati perché succede tutto questo? Cose'è cambiato nelle foglie?
LA PAROLA ALLO SCIENZIATO UMBERTO
Gli alberi in primavera e in estate crescono, poi in autunno le foglie cambiano colore e cadono. Ora ti
racconto perché. È tutto merito della CLOROFILLA: è lei a dare il colore verde alle foglie e a
farle crescere!
ECCO PERCHÉ 1
Durante la primavera e l’estate, quando il sole è molto intenso, la pianta riesce a produrre
clorofilla in continuazione e quindi CRESCE (prima le foglie, poi i fiori, infine i frutti).
ECCO PERCHÉ 2
Le foglie in autunno e in inverno ingialliscono e gli alberi vanno in una specie di “letargo”! In queste
stagioni, infatti, c’è meno sole e le giornate sono più brevi: la pianta non riesce più a produrre clorofilla
e quindi non cresce… A questo punto il colore verde piano piano va via, lasciando il posto agli altri colori
delle foglie: in certi casi IL GIALLO, in altri L'ARANCIONE, oppure IL ROSSO - sono i colori che rendono
l’autunno così bello e magico!
ADESSO TOCCA A TE
Anche tu in questa stagione puoi divertirti a osservare quali alberi hanno le foglie ancora verdi, quali le
hanno gialle, marroni o rosse e quali, invece, non le hanno più.
Scoprirai:
le SEMPREVERDI (o SEMPREUGUALI), quelle che si colorano di più, quelle di meno... quelle che
cambiano colore prima e quelle invece più "pigre"che lo fanno dopo.
E ora disegna il tuo albero preferito! Può essere un albero che hai visto sotto casa, o al parco, oppure in
campagna. Se preferisci puoi anche disegnare una albero che esiste solo nella tua fantasia, un albero
davvero specialissimo!
NONNO ALBERO, QUANTI ANNI HAI?
Il tronco di un albero, al suo interno, ha tanti cerchi, uno dentro l’altro. Ogni
albero genera un nuovo cerchio ogni anno. Contando il numero dei cerchi
si può ottenere l’età dell’albero. Per esempio, contate 10 anelli? Allora… 10
anni! Ma se il tuo albero cresce rigoglioso in un giardino come si fa? Di certo
non lo tagliamo per contare i cerchi che ha dentro!
Prova invece a misurare la circonferenza del tronco a 130 cm da terra e poi
dividi la lunghezza che hai misurato per 2,5. Allora, quanti anni hanno gli
alberi del tuo quartiere?
E del tuo giardino preferito?
Tratto da "Avventure e scoperte in giardino "
di Marta Vitale e Rosita Deluigi
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LE FAVOLE DEGLI ANIMALI
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Un luogo magico.
Non a caso anche
Lojze Spacal vi traLa poesia negli acquerelli di Vesna Benedetic
scorse un periodo. Ed
Ecco la nuova meraviglia di Vesna Benedetič! 57 tavole
è il posto scelto per organizzare l’anno prossimo un festival delle
illustrano Le favole degli animali, in una curata edizione di Griarti, Teranga na Krasu, (Teranga in senegalese significa ospibaudo. I testi tratti da Esopo, Fedro, Leonardo da Vinci, La Fontai- talità), dove ancora una volta le diversità si incontreranno grazie
ne, Schopenauer, Tolstoj, Kipling e Leon Battista Alberti sono stati all’entusiasmo dirompente della sua ideatrice.
rivisti da Enrica Ricciardi con agilità e ironia. Canzoncine e filaMa l’appuntamento più prossimo con Vesna è il 15 novembre ore
strocche vivacizzano la lettura
18.30 alla Bottega del Mondo di via Torrebianca 29/b
e ne variano il ritmo. L’insieme
per la presentazione del libro. Una selezione delle
è armonioso, un abbraccio
sue tavole resterà in esposizione per una quindicina
equilibrato di parole e immagidi giorni. Una mostra che ha già il suo catalogo.
ni. Le suggestioni sono molteUn’occasione unica in una cornice inconsueta, il cui
plici. Vesna sceglie l’acquerello
nome sposa pienamente la filosofia dell’autrice. Sen(e le matite acquerellate) per
za Confini Brez Meja.
questo mondo incantato. Ama
Per ulteriori informazioni:
infatti le trasparenze, lavorare
[email protected];
con la luce e la brillantezza del
http:/benedetic.blogspot.com
colore direttamente sul foglio
bagnato. La considera una
Fabiana Salvador
tecnica veloce, immediata,
estremamente spirituale, che
espande il pensiero e fa volare.
Ma è anche l’appunto che conVesna Benedetič
tiene l’essenza. Più di vent’anni (foto di Maria Luisa Runti)
di esperienza e la consapevolezza che è il dettaglio a far la
differenza, perché anche un solo puntino, un richiamo di colore
o la ripetizione di una linea appena accennata può mutare la
percezione visiva e l’emozione. Conquistano i primi piani che ci
avvicinano quasi fisicamente ai personaggi, invitando a conoscerli
e a comprenderne la natura. I colori giocano con contrasti leggeri suggerendo immagini quasi riflesse, osservate con gli occhi
della mente, del cuore, del trasporto, insomma della poesia. Le
illustrazioni di Vesna contengono tutto l’equilibrio e il rispetto per
l’armonia, per il bello, per i pensieri semplici, per le piccole grandi
cose che spesso non vediamo più o non ci hanno mai insegnato
a guardare. Contengono poi un bagaglio di culture diverse che si
intrecciano con disinvoltura. Tutta la sua storia. Tutta la sua vita.
In questo libro di favole classicissime, c’è l’adorato Senegal, il
paese del marito, che ritroviamo in alcuni sfondi infiniti e nei Rammatou Mi, gli uccellini rossi portafortuna presenti in molte pagine,
come fossero il vero filo conduttore. Ma c’è anche il Carso con le
sue case dai tipici zoccoli azzurri e le facciate gialle e l’immancabile oleandro davanti all’entrata, a rappresentare il luogo dove
lei ha scelto di vivere. Škrbina, piccolo villaggio vicino a Komen
in Slovenia, è un luogo dove si ha la sensazione di raggiungere il
mondo ma anche, all’occorrenza, di lasciarlo altrove.
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KONRAD NOVEMBRE 2013
“Il Konrad dei piccoli” vuole essere uno spazio di informazione ed aggregazione per
mamme e papà curiosi di sapere cosa succede a Trieste e nei dintorni per i loro
bambini. Da questo germe auspichiamo prenda avvio uno spazio virtuale e reale di
dialogo, confronto e crescita, in un’ottica di solidarietà e attenzione alla qualità
ilkonraddeipiccoli
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AN DAN DEST, OLTRE IL
GENERE BAMBINESCO
Dal medio Friuli al resto
del mondo: una chicca musicale
Non ne posso più dei tormentoni di “musiche per bambini”.
Cosa vuol dire? Pile di riedizioni degli zecchini d’oro in versione
libretto+cd. Che noia mortale. Canzonette televisive banali e
melense in cui la musica è solo orpello e le parole lasciamo stare. Nenie che fanno strippare i timpani dei genitori che tuttavia
le impongono come silenziatore dei figli nei viaggi in auto o le
subiscono come richiesta bambinesca della sola cosa che offre
il convento. Il convento offre molto di più oggi. Ci sono proposte
raffinate e di grande piacevolezza, cresciute nel giardino fiorente
di Nati per la musica e dintorni. Ma una chicca come questa vale
la pena di essere segnalata.
An dan dest. Cd con libretto, uscito nel 2011 ma nuovo di zecca.
Filastrocche, è vero. Illustrate con acquerelli di grande leggerezza. Idiomi multiformi: dal friulano al francese all’ucraino allo
spagnolo. Musicalità delle lingue, accompagnata da creazioni
ed arrangiamenti musicali di grande maestria che spaziano dal
blues al folk, passando per le musiche da saltimbanchi e arrivando ad assonanze di Voci bulgare. Segnalo due pezzi da inchino,
di musicalità potente, che scuotono per la contemporaneità di
suoni e voci. Altro che musica da bambini. Il primo è una ninna
nanna ucraina in cui una voce nomade e in ricerca dà vita ad un
dialogo surrealista tra il Sonno ed il Dormiveglia. Sonorità di pura
poesia. Ute Lemper sbircia da lontano. Il secondo è una potente
ninna nanna napoletana, brevissima, cantata da una voce calda
e potente, vagheggiando una Janis
Joplin folkeggiante,
scacciapensieri in
tasca. Gli interpreti
non vengono nominati e naturalmente
gli autori dei testi
sono nell’oralità
tramandata. Il cd – edito dalla ottima Sinnos- nasce dal lavoro nelle Biblioteche del Medio Friuli ed è stato realizzato con i contributi
dei lettori volontari, che immaginiamo – e speriamo- siano anche
interpreti dei pezzi. Gran bel lavoro nell’ambito di Nati per leggere. Insomma, è uno spasso questo cd. Io e il mio bambino ce lo
godiamo a tutto volume, dividendo la felicità di un ascolto senza
rinunce e sacrifici per nessuno, condiviso e gustato insieme,
ognuno con il proprio metro.
An dan dest. Filastrocche per giocare insieme.
illustrazioni di Paola Coduzzi; musiche a cura di Giovanna Pezzetta e Leo Virgili; ideazione Chiara Carminati
Ed. Sinnos, 2010, 42 pag, euro 12,50 (libro+CD)
Simonetta Lorigliola
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TRENTINO: LA MAGIA DELL’AUTUNNO
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Sono mille e più i motivi per visitare insieme ai propri figli
il vicino Trentino, una regione all’avanguardia nel campo turistico
soprattutto per quanto riguarda l’ospitalità e le proposte rivolte alle
famiglie. Una scelta
ben precisa che non
si adagia sugli allori
conquistati nel passato
ma si alimenta continuamente con offerte e
iniziative sempre nuove
e coinvolgenti, anche
nelle stagioni intermedie come l’autunno.
Per chi ha figli in età
scolare il primo consiglio è quello di andare
a Trento per visitare
il Muse - lo splendido
Cataste & Canzei
Museo delle scienze la
cui nuova sede, firmata dall’architetto Renzo Piano è stata inaugurata la scorsa estate. L’edificio, articolato su sei piani, mette a
disposizione ben 12.000 mq tutti dedicati alla scienza, alla natura,
alla scoperta, in uno spazio architettonico che racconta in modo
divertente ma scientificamente corretto le caratteristiche della Alpi,
i ghiacciai, la fauna, la flora, la biodiversità al variare dell’altitudine,
la nascita dell’uomo e la sua impronta nell’Universo. Non mancano spazi interattivi dedicati alla scoperta in prima persona della
scienza, laboratori per la creazione di oggetti, un’area esclusiva
dedicata ai bambini da zero a cinque anni, la più grande mostra
di dinosauri dell’arco alpino e una serra tropicale montana (www.
muse.it)
Chi lo desidera può approfondire il discorso legato alla Preistoria
visitando anche l’interessante Museo delle Palafitte del Lago di
Ledro (non distante da Riva del Garda) dove oggetti di vita quotidiana di 4000 anni fa sono esposti, sullo sfondo dei resti
dell’antico villaggio palafitticolo, in modo da rendere comprensibile la vita durante l’Età del Bronzo (www.palafitteledro.it)
Un’autentica chicca, ancora poco conosciuta ma assolutamente da non perdere è Mezzano di Primiero, un piccolo villaggio di 2000 anime che dal marzo 2010 è entrato a far parte
dell’esclusivo e prestigioso club de “I Borghi più belli d’Italia”.
Qui, grazie a degli amministratori sensibili e lungimiranti,
l’eredità contadina del paese è stata valorizzata attraverso il
progetto “Segni sparsi del rurale”, un modo di leggere il paese
attraverso i cinque temi fondamentali che lo contraddistinguono: l’architettura, gli affreschi, le scritte, gli orti e le acque.
Cui più di recente si è aggiunto il tema “Cataste & Canzei”
grazie al quale le cataste di legna da ardere che da sempre
sorgono negli anditi o sui poggioli delle case di montagna,
complice il coinvolgimento di un gruppo di artisti oltremodo
fantasiosi, pur mantenendo la loro funzione ancestrale sono
assurte a vere e proprie opere d’arte davanti alle quali si
rimane ammirati e senza parole (www.mezzanoromantica.it)
Se il tempo è bello vale la pena percorrere ancora qualche chilometro e scivolare, magari in bicicletta, lungo la “Strada della
mela e dei sapori nelle Valli di Non e di Sole”. È questo il regno
della famosa mela Melinda, l’unica DOP in Italia, e anche se
la grande festa del raccolto si è svolta tra settembre e ottobre,
i frutteti perfettamente allineati ed il paesaggio ordinato trasmettono un senso
di operosità e di pace. Chi lo desidera può anche aderire alla simpatica iniziativa “Adotta un melo”: in tal modo il prossimo autunno
avrà diritto a portarsi a casa un’intera cassetta di mele, colte dalla
sua pianta, per gustarle in famiglia o con gli
amici (www.stradedelvinodeltrentino.it)
A questo punto vi sarà venuta fame per cui
non resta che sedersi a tavola, magari in uno
dei 74 ristoranti che espone il marchio “Osteria Tipica Trentina” che certifica la qualità
dell’offerta e dei prodotti enogastronomici.
Qui in atmosfere sempre accoglienti e tipiche,
cordiali e piacevoli, i prodotti portati in tavola
sono di origine rigorosamente trentina e i vini
serviti sono rigorosamente locali, tutti certificati
per qualità e genuinità (www.stradedelvinodeltrentino.it)
Per quanto riguarda l’ospitalità e le possibilità
di alloggio e pernottamento l’offerta sull’intero
territorio è tra le più varie e propone soluzioni
per tutti i portafogli: si va dai classici agriturismi alle baite, dagli
Hotel di charme ai Dolomiti Walking Hotel, dalle proposte “Cuore
rurale” a quelle Vita Nova Trentino Wellness Hotel & Resort (www.
visittrentino.it) A tutto ciò va ad aggiungersi il club Giocovacanza che dal 2006
raggruppa ben 21 alberghi per famiglie situati nelle località più
belle del Trentino: dall’alta montagna, al lago di Garda, alla montagna dolce. Qui le famiglie con bambini non solo sono le benvenute ma sono accolte con calore e un’attenzione di riguardo, per
far vivere a grandi e piccini un’esperienza ricca di emozioni
e di scoperte che solo la montagna sa regalare (www.giocovacanza.it). Stefano De Franceschi
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KONRAD NOVEMBRE 2013
ilkonraddeipiccoli
KONRAD NOVEMBRE 2013
ilkonraddeipiccoli
11 NOVEMBRE 2013: FESTA DEI SEMI E DELLE
STOPPIE NEGLI ORTI IN CONDOTTA DI TRIESTE
Carissimi amici degli Orti in Condotta!
C’è un importante appuntamento che ci aspetta
nel mese di novembre, ossia la giornata
nazionale degli Orti in Condotta, curata da
Slow Food Italia. Anche nei quasi 70 orti delle
scuole dei Trieste ci si prepara ai festeggiamenti:
la mattina saranno organizzate attività didattiche,
ludiche, laboratori, letture sul tema degli orti che
riposano.
Il pomeriggio ritrovo in piazza Unità dove, nella
sala Matrimoni, ci sarà alle 16.30 la premiazione
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comune di trieste
dei nonni ortolani e alle 17 il tè con il Sindaco,
fatto con le essenze degli orti dei bambini.
Durante tutta la giornata una mostra dei materiali
di documentazione degli orti dell’anno scolastico
passato. Venite a trovarci!
Inoltre, nel mese di ottobre e novembre si
avviano gli incontri formativi per i referenti degli
Orti in Condotta nella scuola Addobbati di
salita di Gretta (ore 16.30 -19.30).
Per tutte le informazioni: www.retecivica.
trieste.it/educazione
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IL COMUNE DI TRIESTE PER I DIRITTI DEI BAMBINI
Il 20 novembre 2013 è il 23° anniversario della firma della Convenzione Internazionale di New York sui Diritti dell’Infanzia e
dell’Adolescenza”. Il Comune di Trieste vuole sottolineare la ricorrenza della firma della convenzione di New York sui diritti dei
bambini con un calendario di eventi a favore della cultura e del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. I dettagli del programma sul sito
del Comune di Trieste (www.retecivica.trieste.it):
6 novembre: Formazione per il Consiglio comunale dei Ragazzi con
Ass. Kallipolis (Polo di Aggregazione Giovanile Toti, ore16.30-18.30)
11 novembre: Festa nazionale degli Orti in Condotta e il Tè con il
sindaco
12 novembre: Formazione sul diabete nelle scuole (irccs burlo
garofolo, ass n.1, usr – ENAIP, 9.00-16.00)
13 novembre: Presentazione progetti ambientali per le scuole
(Mib - ore 16.00)
18-24 novembre: Settimana mondiale dell’Unesco per
l’educazione ambientale
20 novembre: Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e
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dell’Adolescenza;
tavola rotonda sull’articolo 12
Un giorno con i Pompieri - Unicef
Nati per leggere - Il sindaco legge una favola in Biblioteca
Iniziative nei servizi/scuole
21 novembre: Festa dell’Albero (con verde pubblico, usr e biblioteche
comunali)
4 dicembre: Formazione sull’abuso/maltrattamento IRCCS
Burlo Garofolo – 1° incontro
5 dicembre: Formazione sull’abuso/maltrattamento IRCCS
Burlo Garofolo– 2° incontro
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KONRAD NOVEMBRE 2013
la soluzione sul prossimo numero
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I GIOCHI DELLA ZIA LUCIA
ilkonraddeipiccoli
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le illustrazioni di questo numero di konradeipiccoli sono di Vesna Benedetic
UN PO’ BEETHOVEN, UN PO’ PIFFERAIO MAGICO
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Eravamo rimasti al signore con tanti capelli, Ludwig
van Beethoven, giusto?
In questi giorni se tenete aperti occhi e orecchie vi accorgerete che la sua musica si sposta di teatro in teatro e arriva
persino nelle case! Dal 5 all’11 novembre infatti a Trieste lo si
festeggerà con concerti piccoli, grandi e grandissimi: se non
avete mai sentito da vicino un’orchestra, avrete una settimana di occasioni per farlo!
E adesso lasciamo perdere le grandi orchestre e concentriamoci su uno strumento piccolino.
Sembra solo un pezzo di legno con dei buchi, ma se finisce
in mano alla persona giusta può fare meraviglie: sto parlando
del flauto.
Immaginate poi se si tratta di un flauto con poteri magici...
Sto pensando alla fiaba che sicuramente conoscete, quella
del pifferaio che aveva liberato dai topi la città di Hamelin.
Se ricordate bene la storia, però, era successo anche che il
sindaco della città, volendo fare il
furbo, non aveva
pagato il pifferaio
per il suo lavoro e
che il pifferaio si era
vendicato suonando
ancora una volta
il suo misterioso
flauto portando
questa volta via
con sé tutti i bam-
illustrazione di Annalisa Metus
bini della città.
A questo punto esistono tante versioni e tanti finali diversi per
la storia: a me piace quello che la fa finire bene! Aggiungiamo
quindi il particolare del bambino che era rimasto indietro perché camminava più lentamente degli altri e che così aveva
visto da lontano la grotta in cui erano stati rinchiusi i suoi
compagni. Era riuscito a liberarli grazie a un flauto che aveva
costruito da solo e a riportarli ad Hamelin, dove vennero festeggiati per giorni e notti dagli abitanti della città e dal sindaco, molto pentito per quello che aveva fatto.
Il 2 dicembre arriverà da lontano Norbert Rodenkirchen e
racconterà con i suoi flauti la storia della città di Hamelin, facendoci ascoltare musica antica e misteriosa.
Venite ad ascoltarlo al Teatro Rossetti di Trieste e
non fatevi spaventare dalle favole che sembrano
finire male.
Annalisa Metus
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NOVEMBRE 2013
KONRAD
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Alimentazione
ZUCCA, L’ARANCIONE CHE FA BENE ALLA SALUTE
Povera ma buona. La zucca, ortaggio ingiustamente bistrattato e dimenticato, che una volta era il cibo dei poveri
e di cui non si butta via niente, come col maiale, oggi compare sempre di meno sulle tavole e sembra relegata a diventar
lanterne per la festa di Halloween. E pensare che, invece, è uno
scrigno di salute.
La sua potente azione benefica si
estende principalmente su numerosi campi: benessere della pelle,
regolamentazione dell’attività
intestinale, controllo della glicemia
ed effetti antitumorali. Partiamo
da quest’ultimo aspetto: “È una
particolarità oramai documentata.
I fitoestrogeni presenti nella polpa
contrastano l’insorgenza delle
neoplasie causate da ormoni,
soprattutto alla mammella e alla
prostata, mentre l’estratto oleoso
dei semi riduce i sintomi dei tumori
benigni alla prostata”, dice Emilio Maestri, direttore del servizio di
endocrinologia dell’ospedale di Guastalla (Reggio Emilia).
Poi, le elevate quantità di vitamina A ed E hanno un importante
effetto antiossidante e contrastano l’azione dei radicali liberi, considerati una concausa del cancro. Attenzione però: la zucca va
cucinata esclusivamente al vapore o al forno, perché la bollitura
uccide le vitamine.
Interessanti anche le altre qualità. La polpa è ricca di vitamina A,
utilissima per la salute della pelle e di tutte le cellule epiteliali che
ricoprono i vari organi, mentre la vitamina E (contenuta nei semi)
è importante per favorire la fertilità femminile e superare meglio la
menopausa.
In più, la zucca, che a differenza di altri vegetali non ha fibre irritanti, si rivela benefica in caso di attacchi di diarrea o di enteriti ed
è curiosamente capace di regolare i movimenti intestinali: li rallenta in caso di dissenteria e li stimola in caso di stitichezza.
Mangiata ridotta in poltiglia, cattura le sostanze nocive nascoste
negli altri alimenti (nitrati, polifosfati, coloranti, conservanti) e le
elimina con le feci impedendo così che l’intestino le assorba. In
cardiopatici e ipertesi agevola l’effetto terapeutico dei farmaci normalmente somministrati per il controllo della pressione. Non solo:
ricca di acqua e a bassissimo livello di sodio (un milligrammo per
etto), ha effetto diuretico e decongestionante sulle vie urinarie e
protegge dai calcoli ai reni.
Infine, possiede proprietà antidiabetiche e antipertensive, come
rileva uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Uni-
versità del Massachusetts e pubblicato sul “Journal of Medicinal
Food”. I ricercatori hanno osservato che tra i nativi americani
il diabete di tipo 2, l’ ipertensione e l’obesità mostrano un’alta
incidenza, ed è opinione comune che ciò sia dovuto al brusco
cambiamento di dieta avvenuto in queste popolazioni. Da una
dieta tradizionale a basso contenuto
di zuccheri, i nativi americani sono
passati a una ipercalorica, basata su
cereali raffinati, bevande dolcificate,
grassi saturi e idrogenati e simili. Per
gli studiosi si è trattato di stabilire
se un ritorno alla dieta tradizionale,
a base soprattutto di mais, fagioli e
zucca, fosse stato in grado di aiutare
la comunità degli indiani a combattere
queste malattie.
La risposta è stata positiva: dagli studi
condotti è risultato che, tra questi tre
alimenti, il più efficace nel controllo
del metabolismo degli zuccheri, e
quindi nel mantenere regolari i livelli di glicemia nel sangue e nel
favorire un riequilibrio del peso corporeo, è di gran lunga la zucca,
che diventa l’ortaggio più indicato nella prevenzione e nella cura
del diabete, ma anche del sovrappeso e dell’ipertensione.
Un’altra ricerca sulle virtù antidiabetiche della zucca è stata
pubblicata sulla rivista “Chemistry and Industry”.Questo secondo
studio arriva alla conclusione che la zucca, grazie alla sua proprietà di riparare le cellule pancreatiche danneggiate dal diabete,
potrebbe in futuro essere utilmente impiegata, in forma di estratto,
come un efficace sostituto dell’insulina.
Anche i semi di zucca sono preziosi: ricchi di proteine (18,7%)
e carboidrati (24%), contengono anche elevate quantità di sali
minerali, come zinco e fosforo. I loro principi attivi fondamentali
sono le cucurbitine, i deltasteroli, le fitosterine, le globuline vegetali, oltre alle vitamine F ed E. Queste ultime svolgono un’azione
protettrice delle membrane cellulari e un’azione antiossidante, soprattutto la vitamina E abbinata al selenio, che nei semi di zucca è
ben rappresentato.
A tali principi attivi è inoltre riconosciuta un’azione preventiva nei
disturbi dell’apparato urinario, sia maschile sia femminile. Per
usufruire delle loro proprietà, basta consumarne un cucchiaio al
giorno, come spuntino oppure spolverizzati su verdure, insalate,
cereali.
La zucca si consuma cucinata al forno, al vapore, nel risotto o
nelle minestre, fritta nella pastella. Sebbene siamo soliti togliere
la buccia, andrebbe invece mangiata anche questa perché più
ricca di sali minerali. Si abbina benissimo a spinaci, formaggi,
mandorle, funghi e tartufi, ideale per il ripieno dei famosi tortelloni
emiliani o gli gnocchi. Ottimo anche il risotto alla zucca o la pasta
condita con una crema di cipolle, aglio e zucca.
Quando acquistate una zucca è importante che sia soda e ben
matura: il picciolo deve essere morbido e ben attaccato all’ortaggio. La buccia deve essere priva di ammaccature. Se la comprate
già affettata o a tocchetti, accertatevi che il frutto sia ben maturo
e sodo e che il pezzo tagliato non sia asciutto, mentre i semi
dovranno essere umidi e scivolosi. La zucca va conservata in
ambiente fresco e asciutto anche per tutto l’inverno; la sua polpa
può essere anche congelata, meglio se preventivamente
sbollentata.
Nadia e Giacomo Bo
www.ricerchedivita.it
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ZUCCA PICCANTE AL LATTE
DI COCCO E MANDORLE
Procedimento
Frullare zenzero, cipolla, aglio, peperoncino, masala, peperoncino, curcuma, buccia grattugiata di limone e mandorle
tostate. In una casseruola rosolare con poco olio questo
pesto e i semi di senape, fino a che l’olio si separa. Aggiungere quindi l’aceto, il latte di cocco, l’acqua e la zucca tagliata
a cubetti. Cucinare coperto a fuoco medio, finché la zucca
è morbida ma non spappolata. Aggiustare di sale e servire
Ingredienti
4 cucchiai di semi di coriandolo
1 cucchiaio di semi di cumino
mezzo cucchiaio di pepe nero in grani (anche meno)
1 cucchiaino e mezzo di zenzero in polvere
1 cucchiaino di bacche di cardamomo
1 cucchiaino chiodi di garofano
2 bastoncini di cannella
1-2 piccoli peperoncini
1 cucchiaino di foglie d’alloro tritate
Procedimento
NOVEMBRE 2013
750 gr di polpa di zucca lavata e mondata
4 cm di zenzero
1 cipolla grande
1 spicchi d’aglio
1 peperoncino fresco senza semi o la punta di un cucchiaino
di polvere di peperoncino
1 cucchiaio di semi di senape
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaio di garam masala
buccia grattugiata di mezzo lime o limone
una manciata di mandorle pelate, tostate e tritate
3 cucchiai di aceto di mele (o succo di tamarindo)
250 ml di latte di cocco
250 ml di acqua
sale
foglie di coriandolo o cipollina fresca per guarnire
olio evo qb
Garam Masala
Tostare a fiamma bassa per tre/quattro minuti tutte le spezie tranne lo
zenzero e il peperoncino in una padella dal fondo pesante senza farle
bruciare o annerire. Spegnere e lasciar raffreddare. Estrarre i semini dalle
bacche di cardamomo, aggiungere lo zenzero e il peperoncino, macinare
il tutto con un mortaio o un macinacaffe. Utilizzare al momento o riporre
in un barattolo di vetro o acciaio a chiusura ermetica. Il garam masala è
una miscela di spezie di origine indiana, letteralmente: “Spezia piccante”.
Prepararlo al momento, facendo solo una piccola scorta, farà sprigionare
al vostro piatto il gusto e le proprietà benefiche contenute nelle spezie.
Claudio Petracco
Cuoco professionista
Insegnante di Cucina Naturale
www.cucinarebio.it
Scegli cibi
senza residui chimici.
L’ortofrutta e i prodotti al taglio che trovi
da BioLife sono certificati da ICEA che
controlla ogni fase della loro vendita.
KONRAD
Ingredienti per due o tre persone
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guarnito da foglie di coriandolo o cipollina fresca. Ottima
accompagnata a riso basmati cotto per assorbimento o
pane chapati indiano.
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Pillole di cucina naturale
NOVEMBRE 2013
KONRAD
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Cinema
AMARCORD DELL’AMERICA DEGLI ANNI
SETTANTA E IL RITORNO DI STAR TREK
In attesa di commentare qualcuna delle pellicole recentemente premiate a Venezia, mi limiterò a parlare di due film passati
nelle sale alcuni mesi fa e poi velocemente usciti in DVD. In realtà
il primo, La regola del silenzio, è uscito in pieno inverno ed è uno
dei tanti che mi sono scappati, ma è abbastanza interessante da
parlarne anche dopo tanto tempo. Diretto ed interpretato da Robert
Redford, è una specie di amara rivisitazione della contestazione
degli anni Settanta. Gli americani non si sono dovuti curare gli Anni
di Piombo come noi europei, ma in compenso hanno avuto la loro
Guerra del Vietnam, con la coscrizione militare obbligatoria seguita
da innumerevoli proteste che sfociarono anche in forme molto violente. In qualche caso dei gruppi di giovani arrivarono perfino ad organizzare rapine in banca per finanziare il Movimento. Il film di Robert
Redford si concentra appunto sul destino di alcuni di essi, segnati
per sempre da un tentativo di rapina finito male. Nel corso di essa un
vigilante era rimasto ucciso ed il responsabile dell’omicidio catturato,
condannato e poi morto in carcere. Ma i suoi complici erano fuggiti
ed avevano cambiato identità per rifarsi una vita. Gli era andata
bene. Dopo 40 anni infatti li ritroviamo tutti piuttosto anzianotti in una
condizione agiata e rispettabile. In particolare Jim Grant (Robert Redford) non ha nulla da lamentarsi: vive da solo con la figlioletta e di
professione fa l’avvocato. Tutto cambia quando una componente del
gruppo pacifista originale viene arrestata per complicità in omicidio.
Negli USA quel tipo di crimini non vanno mai in prescrizione. Come
se non bastasse, un giovane giornalista, Ben Shephard (Shia Labeouf), avvia una serie di indagini. La prima ed eclatante scoperta è
legata proprio a Grant. L’avvocato ha un falso nome e ha fatto parte
del gruppo. Su di lui pende un’accusa di omicidio durante una rapina
in banca. Grant è costretto ad affidare la figlia al fratello e a fuggire.
L’FBI e Shepard, separatamente e con motivazioni diverse, si mettono sulle sue tracce. In particolare l’FBI mette in piedi una vera e
propria caccia all’uomo, con gran dispiego di uomini e mezzi, come
se si trattasse di un serial killer. A questo punto mi sono chiesto: ma
con tutto quello che succede ogni giorno negli USA, l’FBI non aveva
nulla di meglio da fare?
Tutto quell’accanimento mi è sembrato
sinceramente esagerato, e politicamente sospetto. Inutile dilungarsi sulla trama e sulle
peripezie dell’avvocato Jim Grant. È più interessante il tentativo di
scavo psicologico nella personalità dei vari protagonisti. Qualcuno ha
cercato di dimenticare, altri covano nascosti sensi di colpa, altri ancora continuano la loro
irriducibile lotta contro
il sistema, magari con
metodi poco ortodossi,
come il contrabbando di
marijuana. Naturalmente
tutte le mie simpatie politiche vanno a coloro che
nel film non si pentono
di quello che hanno fatto, ma era giusto usare
la violenza estrema per
fini pacifisti? Il regista
Robert Redford afferma
decisamente di no,
come non è giusto far
pagare ai figli le colpe
dei genitori. Sarà vero,
ma non ho apprezzato
molto il melenso finale
che innalza un inno alla
sacralità della famiglia,
di fronte alla quale ogni
impegno politico diventa
irrilevante. Questa sarà
pure l’opinione di Robert
Redford, ma conosco tanta gente che non sarebbe d’accordo. Ed
ora dalla politica passiamo alla fantascienza. Con tutto quello che sta
succedendo oggi in Italia, il salto mi sembra piuttosto breve. Certo
che nel film Into Darkness - Star Trek, nonostante la prestigiosa
regia di J.J. Abrams, della serie televisiva originale creata nel 1966
da Gene Roddenberry rimane ben poco. Ritroviamo gli stessi personaggi del film Star Trek – Il futuro ha inizio (2009), e cioè i protagonisti della vecchia serie visti ai tempi della loro gioventù. Con questo
stratagemma gli gnomi hollywoodiani hanno potuto utilizzare degli
attori giovani per la nuova saga, visto che per le inesorabili leggi
della biologia quelli precedenti erano ormai decrepiti ed in gran parte
passati a miglior vita. E con ciò siamo arrivati al dodicesimo film della
serie, iniziata nel lontano 1979 con il magniloquente Star Trek – The
Motion Picture. Dopo 34 anni però tutto è cambiato. Devo dire che
questi nuovi film di fantascienza americani assomigliano sempre di
più a dei videogame. In Into Darkness - Star Trek durante i primi dieci minuti i protagonisti si calano nel cratere di un vulcano in eruzione,
sprofondano negli abissi marini, vengono inseguiti da una turba di
selvaggi inferociti e se la cavano per il rotto della cuffia. Nel resto del
film le scene di azione si susseguono con un ritmo così incalzante
che non lasciano nemmeno il tempo di tirare il fiato. Capisco che
bisogna valorizzare a tutti i costi la tecnica 3D, ma qui si esagera!
Evidentemente però questo è quello che piace al pubblico, perché
finanziariamente il film ha avuto un successo strepitoso. Certo che
nelle poche scene di dialogo i personaggi hanno una profondità psicologica che manca agli altri kolossal fantascientifici usciti nel 2013
come After Earth e Pacific Rim, però la visione del film mi ha
procurato lo stesso un gran mal di testa. Ma forse sono io
che sto diventando vecchio.
Gianni Ursini
‘
22
Teatri di confine
TEATRO: SI APRE IL SIPARIO
Comunale di
Monfalcone, nella stagione del suo trentennale,
che viene festeggiato con uno spettacolo di Marco
Paolini e César Brie, con lo stesso Paolini e Mario
Brunello: Verdi, narrar cantando (26 e 27/11). Sempre
nell’ambito delle contrAZIONI, Giuliana Musso porta il suo La fabbrica
dei preti il 31/1, mentre il 10 e 11/12 il Teatro 2 presenterà Le rane di
Aristofane.
Al Verdi di Gorizia si segnalano lo spettacolo di Corrado Augias, il
19/12, La vera storia di Traviata, e quello di Lina Sastri Linapolina. Le
stanze del cuore, il 3/4, oltre al Tutto Shakespeare in 90 minuti con
Zuzzurro e Gaspare, il 5/3.
UDINE
Andiamo al Giovanni da Udine, che può calare l’asso
con Le voci di dentro di Eduardo De Filippo, interpretato
dai fratelli Servillo, Peppe e Toni, il 20 e 21 novembre. Vanno segnalati
anche: Decamerone. Amori e sghignazzi di Ugo Chiti dal 28 febbraio
al 2 marzo, nella sezione CrossOver, un Otello in forma di tango del
Teatro Arti in Scena, diretto da Massimo Navone, il 5/11, e Karenina.
Prove aperte d’infelicità per la regia di Giuseppe Bertolucci, con
Sonia Bergamasco, sabato 15 marzo 2014. Per il Teatro Contatto
Ascanio Celestini porterà al Palamostre i Discorsi alla nazione (28/11),
‘
Siamo tutti intelligenti
LA GRAFFETTA
Mi sono documentato un po’ nelle scorse settimane,
quando stavo preparando il mio intervento per il Congresso della
Bocconi che si è tenuto a Firenze e che ha visto una massiccia
partecipazione di insegnanti di tutta Italia, al punto che si sono
dovute bloccare le iscrizioni, in quanto si sarebbe superata la
capienza dei teatri prenotati.
Fra le pagine che ho consultato, mi sono imbattuto in articoli e
conferenze dell’inglese Ken Robinson, uno dei massimi esperti in
campo educativo, in particolare nello studio della creatività.
Ken Robinson critica aspramente i sistemi educativi attuali, che,
a suo dire, anestetizzano i ragazzi e bloccano il pensiero creativo
dei singoli individui. Riprendendo un pensiero di Picasso, tutti i
bambini nascono artisti, però questa creatività viene bloccata, a
causa degli insegnamenti ricevuti, che devono rendere gli studenti
tutti uguali, con una crescita scolastica standardizzata.
Un esempio di quanta creatività ci sia, è dato dai risultati di un
test, nel quale è stato chiesto a tante persone di trovare molteplici
risposte ad una medesima domanda. E la domanda era: trovare
modi diversi di utilizzare un fermaglio per la carta, del tipo di quelli
che usiamo in ufficio.
Ebbene, a parte il fatto che nessuno ci obbliga a usare fermagli
tutti della stessa dimensione, si è verificato che i bambini piccoli
A Trieste tiene banco il Politeama Rossetti, con
una proposta variegata e composita. Partiamo da La
torre d’avorio di Ronald Harwood (dall’11 al 15/12) con Massimo De
Francovich e Luca Zingaretti, che cura anche la regia. RIII - Riccardo
III di e con Alessandro Gassman (dal
29/1 al 2/2/2014) è una prova molto attesa. Si scivola poi alla Ballata di uomini
e cani, dal 2 al 6/4, di Marco Paolini per
giungere a Marta Cuscunà e al suo La
semplicità ingannata (8 e 9/4). Per la
danza da ricordare gli Spellbound con
Le quattro stagioni, il 3/12. Per la stagione della Contrada, al Bobbio si potrà
vedere Dell’umiliazione e della vendetta
scritto e diretto da Marcela Serli (4/12) e
la trasposizione del film Eva contro Eva,
con Pamela Villoresi dal 31/1 al 3/2. Al Teatro Sloveno, che ha scelto
come motto per la nuova stagione Le tracce del cuore, ci sono titoli di
un certo interesse, come ad esempio L’uragano di Ostrovski, diretto da
Jernej Lorenci, il 21 e 22/12 e i Cinque nô moderni di Yukio Mishima,
per la regia di Mateja Koležnik, dal 9 al 25/5.
Al Teatro Comunale G. Verdi si segnalano, in
particolare, due monologhi d’autore: ‘Na specie
di cadavere lunghissimo (11/12), diretto da Giuseppe Bertolucci e
pensato e realizzato, sulla base della storia e degli scritti di Pier Paolo
Pasolini, da Fabrizio Gifuni e La fondazione di Raffaello Baldini, con
Ivano Marescotti e la regia di Valerio Binasco (13, 14 e 15/12). Per la
danza, il 5/12 andrà in scena Ghost Track, una coreografia di Andrea
Leine e Harijono Roebana, che prova ad intrecciare la danza
d’oriente e d’occidente.
PORDENONE
Stefano Crisafulli
hanno dato molte più risposte di ragazzi più grandi e
di adulti: man mano che
l’età cresce, si verifica
che sono sempre minori
le idee sull’utilizzo della
graffetta. Però un dato è
curioso: tutte le persone
testate hanno frequentato
la scuola, e a scuola hanno
appreso sempre che ogni problema prevede una risposta unica,
da trovare sempre da soli. E alla fine tutti gli studenti si convincono
che la graffetta può esser usata solo come graffetta. Tutti invece,
con un po’ di tempo dedicato alla nostra creatività, possiamo trovare circa 10 o 20 utilizzi diversi. Qualcuno riesce anche a trovarne
un centinaio, e non si deve assolutamente bloccare questa sua
voglia di inventare, anzi, si deve far sì che collaborando con i suoi
coetanei, ogni studente ne riesca a trovare ancora altri (ricordiamo
che la graffetta non deve esser fatta necessariamente di ferro, e
può essere anche alta un metro).
Si può vedere il filmato di Robinson al mio sito www.giorgiodendi.it,
cliccando su FIRENZE BOCCONI.
Ma… noi, quanti diversi modi di utilizzare la graffetta abbiamo
trovato?
© Giorgio Dendi
NOVEMBRE 2013
TRIESTE
KONRAD
MONFALCONE E GORIZIA Si parte dal
mentre il grande Battiston si misura il 13/12 con
L’invenzione della solitudine di Paul Auster.
‘
L’estate se n’è andata e le vacanze sono solo un ricordo?
Pensate almeno che con l’autunno si torna a teatro. Magra consolazione, direte voi, e avete ragione. Ma, come ogni anno, questa rubrica vi
fornirà alcune coordinate per orientarvi nell’offerta teatrale regionale, in
modo del tutto parziale e con i criteri del teatro di confine. Vale a dire, bando ai musical e largo a tutto ciò
che porta una ventata di coraggio e novità, senza per
questo escludere i grandi classici. La danza? Meglio
se contemporanea.
23
NOVEMBRE 2013
KONRAD
REDAZIONALE A CURA DELL’INSERZIONISTA
‘
Colonna vertebrale
Se fosse necessario l’intervento
chirurgico… cosa ci aspetta dopo?
Quello che succede ad anni di distanza
dall’intervento chirurgico per scoliosi non è ancora
ben conosciuto, questa carenza è principalmente
correlata con il fatto che molti pazienti non tornano
alle visite di controllo.
Tale problematica si presenta, seppur con minor
incidenza anche negli altri interventi chirurgici (ernia, stenosi ecc.)
Infatti, in molti studi effettuati ad anni di distanza
dall’intervento i pazienti che hanno accettato l’invito
dei chirurghi ad effettuare una visita di controllo
sono relativamente pochi. E’ comprensibile che
dopo aver avuto questo tipo di esperienza in giovane età ci sia poi una sorta di rifiuto nei confronti
di qualsiasi forma di ospedalizzazione o di qualsiasi contatto con l’ambiente sanitario.
Questo fenomeno genera una carenza nei dati a
disposizione davvero significativa, infatti in media
circa il 40% dei soggetti invitati a fare una visita di
controllo rifiuta quest’opportunità. Tra coloro che
rispondono in genere circa il 60% è ancora soddisfatto. Il restante 40% lamenta dolore e disabilità
di entità variabile. Resta il dubbio che coloro che
rifiutano i controlli a distanza lo facciano anche perché non sono soddisfatti dei risultati dell’intervento.
I dati a disposizione ci dicono che più grave è
la scoliosi prima dell’intervento e maggiore sarà
la probabilità di complicanze ad anni di distanza
dall’intervento.
Nel caso degli interventi per scoliosi severe,
il problema principale è che i mezzi di sintesi,
ovvero le barre di Harrington, favoriscono la degenerazione dei segmenti liberi vicini alle regioni
bloccate. Questo ovviamente non vuol dire che
ci saranno per forza dei problemi, ma solo che
l’invecchiamento è più precoce (e invecchiare non
vuol dire per forza avere dolori).
Talvolta l’assetto globale della colonna operata
presenta una biomeccanica svantaggiosa, ovvero
favorente la degenerazione delle strutture e di
conseguenza il dolore. Questo non si può sapere
prima: se è così, lavorare sulle altre strutture che
possono compensare aiuta ad invecchiare meglio
e ridurre gli svantaggi biomeccanici.
Premesso tutto questo, il consiglio è di non trascurarsi, tenersi monitorati facendo le visite mediche ed
i controlli. Gli specialisti esperti nel trattamento delle
patologie vertebrali potranno indirizzarvi verso gli
esami diagnostici più appropriati e i trattamenti con
maggiori probabilità di miglioramento dei sintomi.
Sottoporsi ad esami diagnostici senza un visita od
un controllo approfondito rischia di dimostrarsi una
semplice perdita di tempo e risorse senza poi risol-
vere il problema. Anzi, può addirittura essere pericoloso quando mostra un problema che in realtà
è asintomatico al momento e la causa sta altrove:
pratica pericolosa perché il non sapere, porta a
conclusioni errate che possono aumentare i dolori,
i disturbi, la depressione, l’ansia.
La Risonanza Magnetica in particolare è un esame
molto sensibile, che quindi mostra mille cose non
necessariamente correlate al problema, e che
sarebbe meglio eseguire solo in quei casi in cui
si voglia mettere in evidenza una sofferenza delle
strutture nervose già accertata con una visita,
negli altri casi è inutile. ESEMPIO: Immaginate di
trovare un’ernia. Automaticamente dareste la colpa
a questa. Eppure chi è del settore, sà che ci deve
essere concordanza tra l’immagine ed i sintomi
DI LATO (ossia deve essere dalla stessa parte) e
DI LIVELLO (ossia deve essere nel punto da cui
possono partire i sintomi che vengono riferiti ed i
segni che vengono trovati alla visita). Se manca
una di queste cose, allora noi con la nostra competenza saremo in grado di dire che quell’ernia
NON C’ENTRA NULLA con i problemi del paziente.
Un paziente in genere non lo può fare senza essere un medico o del settore. Ed allora quell’ernia a
quella Risonanza Magnetica, che non c’entra nulla,
trova solo un problema e non offre una soluzione,
perché genera la falsa idea di avere scoperto una
causa che invece non c’è… Quindi: prima la visita
e poi la RM, mai il contrario !
In molti casi poi, per la scoliosi, anche operata,
esercizi specifici regolari impostati da fisioterapisti
esperti nel settore permettono di controllare meglio
il dolore. In alcuni casi inoltre nonostante la stabilizzazione chirurgica la scoliosi tende a peggiorare;
gli esercizi contribuiscono a rallentare e spesso ad
arrestare quest’evoluzione.
Vi propongo di guardare la situazione da un altro
punto di vista, fare lo sforzo di fare controlli regolari
e non dimenticare completamente l’intervento
chirurgico. Oltre a contribuire al proprio personale
stato di salute, permette a chi è del settore di
capire qualcosa in più su quello che succede anni
dopo l’intervento, anche per poter dare risposte
più coerenti a tutti coloro che, come voi, a distanza
dall’intervento si ritrovano nuovamente ad affrontare un problema di colonna vertebrale. Inoltre
l’accrescimento delle conoscenze ci permetterà di
offrire un quadro più completo a è all’inizio
della patologia e cerca risposte dai vari
specialisti.
Dott. Ft. Marco Segina
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KONRAD
Negli articoli precedenti sono state descritte le doti del
carattere del cane, le qualità naturali ereditate dai genitori
che influenzano il modo di comportarsi del soggetto. Esse sono:
il temperamento (e la soglia di stimolo), la tempra, la docilità, la
socialità, la vigilanza (e il tempo di attenzione), l’aggressività, la
combattività, la possessività, la curiosità.
Il carattere, assieme alle esperienze di vita,
all’addestramento e alle abitudini apprese dal
proprietario, determinano il modo di agire, corretto o meno, dell’animale. Il comportamento
canino quindi è assolutamente modificabile, a
differenza del carattere, che rimarrà tale per
tutta la vita.
I primi passi da muovere sono di conseguenza:
la comprensione della personalità del quattro
zampe, anche avvalendosi dell’aiuto di esperti
addestratori, e l’instaurazione sin dal suo arrivo
in casa di un corretto rapporto cane-padrone.
Il nostro amico, soprattutto se cucciolo, avrà
bisogno di socializzare con altri cani, umani,
ambienti, ed essere sottoposto a stimoli, nuovi e graduali, che lo
aiuteranno a “fare esperienza” ed a integrarsi nella caotica società
moderna. La famiglia dovrà stabilire delle regole e insegnarle al
cane iniziando con pazienza a occuparsi della sua educazione.
Per una piacevole convivenza l’animale dovrà sporcare fuori casa,
rimanere solo e interagire correttamente con le persone e con gli
altri animali.
Ma come fa il cane ad imparare a comportarsi bene, ad agire in un
determinato modo?
Come l’essere umano anche il cane utilizza i cinque sensi per
“decifrare” le informazioni e
successivamente agire. Essi
sono (per ordine di importanza a fini addestrativi): l’udito, il fiuto, la vista, il tatto, il gusto.
Attraverso le memorie a sua disposizione lui “immagazzina” le
nozioni ricevute (stimoli) che determinano un suo comportamento.
Esse sono: la memoria affettiva, la memoria meccanica, la memoria associativa.
Il proprietario ha il compito di incentivare determinati comportamenti e correggere quelli sbagliati. Conoscendo e utilizzando i meccanismi di
apprendimento, che ci permettono di rinforzare
positivamente e negativamente l’azione del cane.
Essi sono: l’assuefazione, l’associazione (di primo
e secondo tipo), l’apprendimento intuitivo e quello
latente, la mimesi.
È basilare comunicare correttamente. Spesso
il padrone tende a rivolgersi al cane con un
linguaggio a lui incomprensibile, pronunciando
frasi lunghe e prive di enfasi. Per costruire una
relazione sana e collaborativa è fondamentale
utilizzare parole semplici, con tonalità diverse, intervallate da una pausa, accompagnate da mimica
corporea.
Nei prossimi articoli analizzeremo i concetti sopra esposti in maniera dettagliata, i quali ci permetteranno di capire la semplicità
dell’animale-cane. La maggior parte dei problemi e dei disagi è
causata da una scorretta gestione e dalla pessima comprensione
tra le parti.
NOVEMBRE 2013
CARATTERE E COMPORTAMENTO
‘
‘
Senza guinzaglio
NOVEMBRE 2013
KONRAD
REDAZIONALE A CURA DELL’INSERZIONISTA
‘
CRISI E PAURE: COME
REAGIRE ALLA PRESSIONE?
“Signora, è solo stress”, “Sei stressato, fatti una passeggiata che
ti passa” ed altri modi di dire analoghi presuppongono che uno dei
fenomeni più noti del nostro tempo, lo stress, sia una condizione
di malessere facilmente risolvibile. Le cose non stanno proprio
così.
Lo stress non è semplice stanchezza e non è sinonimo di ansia.
Tutti gli eventi imprevisti ed improvvisi, quindi stressanti, sono da
noi raccolti attraverso un filtro percettivo da cui dipende la reazione conseguente. In pratica, il nostro intero organismo, che si
configura attraverso emozioni,
reazioni fisiologiche, sensazioni,
posture, pensieri, ricordi, ecc.
ecc. reagisce a ciò che colpisce
questo filtro percettivo. Anche
la nostra storia personale influisce su questo filtro, in quanto
le nostre esperienze permangono nella nostra memoria è
influenzano la percezione di ciò
che accade qui ed ora. Se, ad
esempio, le esperienze di lavoro che ho sviluppato nell’area
commerciale sono state sempre
fonte di agitazione ed ansia,
ogni qualvolta mi sarà richiesto di andare a proporre un prodotto
o un servizio ad una persona potenzialmente interessata, il mio
organismo reagirà attivandosi non come ci si aspetterebbe in
condizioni di sicurezza e calma, ma con un “quid in più” legato alle
esperienze negative precedenti. Queste esperienze negative non
sono necessariamente consapevoli ma si fanno ben sentire nel
momento della reazione a situazioni analoghe.
Il termine “memoria” è inteso colloquialmente in senso restrittivo.
La memoria è considerata di solito in quanto facoltà mentale che
permette di ricordare fatti ed informazioni apprese, una facoltà
basata per lo più su consapevolezza ed intenzionalità. In realtà,
la memoria non è solo mentale (o più precisamente “cognitiva”) e
ciò si può notare proprio nel momento in cui reagiamo sotto pressione.
Uno studio svolto nel 2004, dal Dipartimento di Psichiatria dell’Università della California, ha analizzato due gruppi di donne distinti
perché il primo era composto da madri di figli sani mentre il secondo da madri di malati cronici. La ricerca ha utilizzato test di valutazione oggettiva dello stress e test di autovalutazione ma anche
analisi fisiologiche (delle urine e delle cellule immunitarie). Oltre
a verificare il fatto che il secondo gruppo era più stressato del
primo, lo studio ha evidenziato quanto le madri sottoposte ad uno
stress cronico, cioè continuativo nel tempo, avessero indici di invecchiamento cellulare marcatamente più elevati (maggiore stress
ossidativo e minore attività della telomerasi, minore lunghezza
dei telomeri cioè della parte finale dei
cromosomi).
Ricerche di questo tipo si sono moltiplicate negli ultimi vent’anni e non fanno
altro che sottolineare quanto le nostre
esperienze non portino solo a ricordi “cognitivi” o a traumi evidenti
ma restino impresse in tutto il nostro organismo. Molti ricercatori
hanno osservato, negli anni, il funzionamento della cosiddetta
“memoria periferica” dell’organismo, notando che spesso segue
percorsi di attivazione indipendenti dal sistema nervoso centrale.
Tutto ciò lo sentiamo concretamente in certe situazioni. Ad esempio, uno studente si prepara per due mesi al fine di affrontare un
esame, poi al momento di entrare in aula per sostenerlo, le gambe
letteralmente non lo reggono, il respiro è troppo corto e il ricordo
delle informazioni apprese
svanisce istantaneamente.
Di fronte alle esperienze
fortemente stressanti, se
non addirittura traumatiche,
possiamo reagire almeno in
tre modi diversi:
1. sentendoci più fragili e
regredendo sempre di più
nella nostra capacità di
reazione a situazioni analoghe: lo studente smette
di studiare fino a lasciare
l’Università;
2.ritrovando una situazione
di calma e sperando che la volta successiva la situazione sia
meno stressante: lo studente potrebbe cercare di sostenere l’esame durante appelli meno affollati o di cambiare piano di studi;
3.sviluppando nuove risorse e capacità: lo studente potrebbe
aumentare la propria conoscenza della materia e apprendere contemporaneamente nuovi modi di reagire allo stress da esame.
Molte persone si fermano al punto 1, almeno fino a quando la
situazione è sopportabile (e il livello di sopportabilità è molto soggettivo). Quando la tensione e l’ansia sono eccessive anche per
le capacità della propria soglia di sopportazione, molte persone
passano al punto 2, cioè trovano piccole strategie per modificare
la situazione esterna (il lavoro eccessivo, il matrimonio insoddisfacente, ecc.). In entrambi i casi, però, non c’è una reale evoluzione
e la persona può trovarsi in qualsiasi momento a dover affrontare
il disturbo dovuto ad una nuova situazione stressogena. Solo il
punto 3, fornisce garanzie di superamento di ciò che ci indebolisce
e ci limita.
In un periodo in cui i mass media stanno evidenziando tutte le
peggiori paure e i possibili motivi di preoccupazione, gli operatori sanitari, medici e psicologi in primis, sono chiamati in modo
sempre più pressante ad essere esperti nel conoscere e
trattare lo stress e i disturbi stress correlati.
Marco Iacono
Psicologo, psicoterapeuta
‘
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4 dalle ore 19.15 le serate di meditazione
gratuite, aperte sia agli esperti che ai neofiti, presso il Centro di Promozione Sociale
in Via Filzi 8, V piano. Info e iscrizioni
040 761040, Segreteria via Filzi 8, lun-ven
ore 10-12, [email protected]
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Il Tai Chi propone un modo di muoversi
in cui si fondono rilassamento, equilibrio,
concentrazione. Provare per… stare meglio.
Prova lunedì o giovedì ore 17.45 presso la
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Transizione in atto e il Salto quantico; meditazione di Luce per la Terra e l’Umanità, in
connessione con i regni-Deva della natura,
il cuore di Gaia, la Fratellanza di Luce
interna e galattica; dopo la meditazione
seguono sempre i Messaggi di aggiornamento sull’Ascensione, la situazione attuale
del passaggio di frequenza e cambiamento
di coscienza della Terra. Ogni lunedì alle
20.30 presso Assoc. Lam-Il Sentiero, in
piazza Benco 4. Info 347 2154583,
[email protected]
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I diversi
Si nasce o si diventa Donne? - i nuovi
Misogini. Incontro e dibattito nell’ambito
del progetto Maschio e Femmina li creò
sull’umiliazione di genere di Marcela
Serli, Compagnia teatrale Atopos/Teatro
Stabile La Contrada con il sostegno della
Provincia di Trieste e della Commissione
Pari Opportunità della Provincia di Trieste.
5-26 ogni martedì
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incontri condotti da Susheela Cignola
Bhandari. Dal 5 novembre dalle 17.30,
si termina con un assaggio condiviso di
quanto cucinato. Ci sarà modo di conoscere alcuni aspetti della vita sociale e
culturale dell’India di oggi. Info e iscrizioni 040 911602, ore serali Renata. Quanto
ricavato sarà devoluto ad un progetto di
scolarizzazione in India.
6 mercoledì
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Come diventare canali e strumenti per
l’energia vitale: conoscere, percepire e
trattare il nostro sistema energetico per
migliorare il benessere fisico ed emotivo.
Conferenza alle ore 18 al New Age
Center in via Nordio 4. Info Elisa
340 6858339, www.iphitalia.it
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Chiesa 11, ore 9.30. Spettacolo teatrale
riservato alle scuole superiori organizzato
dal Comune di Trieste nell’ambito del
progetto intitolato No alla violenza ideato dal
Laboratorio di Psicologia Sociale e Comunità dell’Università di Trieste in collaborazione
con L’Una e L’Altra Teatro.
7-28 ogni giovedì ingresso libero
Rigassificatore e piano regolatore?
Incontro pubblico, invito alle associazioni
ambientaliste e ai singoli cittadini a confrontarsi sulle iniziative da intraprendere
in merito a questi due importanti problemi
di urgente scadenze che incombono e
determineranno la qualità della vita nella
nostra città. Sono gradite proposte e suggerimenti in merito. Orario 18.30 presso lo
Sportello ambiente del Multiculturacenter
in via XXX Ottobre 8/a. Info 338 2118453,
[email protected],
[email protected],
[email protected]
8 venerdì ingresso libero
Tecniche di ringiovanimento tibetano
Conferenza con Monica Lazzara, naturopata, alle ore 20.30 alla Bioteca in via
Villa Glori 41.
8 venerdì ingresso libero
Presentazione corso di teatroterapia
Presentazione del nuovo ciclo quadrimestrale di incontri di Teatroterapia, presso la
sala dello Studio fisioterapico Comin, via
Franca 18, alle ore 18.30. L’inizio del corso
è previsto per martedì 12. Info Alessandro
329 3794329, Emmanuele 349 6470293.
9 sabato
Nei gong-qi kung
“Lavorare per costruire la forza interna”. I°
livello con il M. Costantino Valente allievo di
Shifu Luo Kangqi e Shifu Zou Gang Shen.
Ass. ArieVarie, Passo della Portizza 1. Info
328 2487818, www.shiatsunuevo.it
9-10 sabato e domenica
Thai foot massage
Corso di Massaggio del piede in stile
Tradizionale Thailandese orientato all’acquisizione pratica delle manipolazioni del
piede con l’utilizzo dello stick-wood e della
crema, abbinate allo stretching caratteristico, tipicamente thailandese, originale della
Scuola di Medicina e Massaggio Tradizionale del Wat Po di Bangkok in Thailandia.
Cristina Radivo, Asokananda’s authorized
teacher. Iscrizioni entro giovedi 7.ore 9.3013 e 14.30-18.30. [email protected]. Ass.
culturale Shanti, via Carducci 12.
10 domenica
Le relazioni incartate
Le vostre relazioni hanno sempre lo stesso
sapore? L’Io Capovolto di Elena Milocco e
Patrizia Mazzuchin Counsellor Professioniste presenta il seminario Le relazioni
incartate. Info 335 7564352, 345 7652654.
10 domenica
Si, tu puoi - Chris di Meo Accrescere la consapevolezza di ciò che
si è e di ciò che si vuole, comprendere
la propria realtà, conoscere i propri stati
emozionali, creare il proprio percorso di
crescita individuale; Avere successo e
realizzarsi ponendosi obiettivi motivanti.
C/o Fisioforma Studio Galleria Fenice 2
Trieste. Info 333 6023567, 393 0519405,
[email protected]
11 lunedì ingresso libero
Progetto r.o.s.a.- gruppo autoaiuto
Progetto gratuito rivolto a donne sole,
separate, divorziate con o senza figli.
Gruppo di autoaiuto: incontri a cadenza
quindicinale in un gruppo di pari, condotti
da professionisti, nei quali condividere le
esperienze, ricevere supporto emotivo
e imparare strategie di fronteggiamento
dello stress, in un contesto senza giudizi ore 20.30-22.30. A.B.C. Via Filzi,8 Trieste.
Info e iscrizioni 338 8040215, Dr.ssa Parri
366 3534220, [email protected]
11-18 lunedì
ingresso libero
In moto per il benessere e felicità
Per il mese di novembre presso l’ass.
Moto Perpetuo-Trajno Gibanje è possibile provare le nostre varie attività (qi gong,
taijiwuxigong, meditazione) in tutta libertà
e gratis. Vieni anche tu! Info e iscrizioni
335 5751544 Paolo,
[email protected], www.motoptg.it
12-26 martedì
ingresso libero
Corso di teatroterapia
Andare dallo psicologo e diventare attori... possibile? Fare il corso di teatro per
curarsi la zucca...? A partire da martedì
12 alle 19.30, riprendono gli incontri
di Teatroterapia a cura di Alessandro
Predonzan e Emmanuele De Filippo,
presso la sala della Fisioterapia Comin
in via Franca 18. Primo incontro prova
gratuito. Info Alessandro 329 3794329,
Emmanuele 349 6470293.
12 martedì ingresso libero
Space clearing e eft
La tua casa sembra un campo di battaglia?
Se vuoi far ordine nella tua casa e nella
tua vita, scopri come con Barbara Žetko.
Sarata informativa alle 18 presso lo Studio
Viola, via Carducci, 39 (primo piano).
Info 347 2787410, [email protected]
12 martedì ingresso libero
Nuovi occhi per i media:
il ruolo dell’educazione. Incontro-dibattito
organizzato dal Comune di Trieste rivolto
ai dipendenti dell’Ente, a tutta la cittadinanza e alle scuole sull’importanza della
comunicazione dei media dell’immagine femminile. Auditorium del Civico
Museo Revoltella via Diaz 27, ore 17.
Appuntamento inserito in “Abitare la vita
senza violenza”, eventi coordinati dalla
Provincia di Trieste in occasione del 25
novembre giornata internazionale contro
la violenza sulle donne.
13 mercoledì
ingresso libero
Metamedicina: scopri tè stesso
Conferenza a cura di Yvan Herin in
occasione del seminario Meta1 (per la
prima volta a Trieste 11-17 novembre)
Libreria Lovat ore 18. Info 345 1597470,
[email protected],
www.metamedicina.it
13 mercoledì
ingresso libero
Incontra i tuoi talenti, inventa...
...la tua vita. Conferenza rivolta a
chi vuole trovare il proprio Sistema
Personale dei Talenti, alle ore 17.30 alla
Libreria Borsatti. Alla conferenza seguirà
un laboratorio mercoledì 20 novembre
ore 20.30-22.30, con la Dr.ssa Federica
Parri, psicologa e psicoterapeuta. Info
366 3534220, [email protected]
13 mercoledì
ingresso libero
Meditazione e chakra
Introduzione teorico-pratica al 2° chakra
(Svadhisthana) per riscoprire la forza del
piacere e usarla per la propria evoluzione
interiore. Ass. Espande, ore 20.30, v.
Coroneo 15. Info 380 7385996,
www.trieste.espande.it
14 giovedì ingresso libero
Il simbolismo astrologico...
sintesi di matematica, musica e filosofia.
Conferenza del Dr Guido Marotta Direttore del CEGEN Centro Studi Generali Dr
David Ferriz Olivares ore 17.30 Libreria
del Centro (Borsatti) Via Ponchielli 3 Trieste. Info 333 4236902, 040 2602395.
15 venerdì ingresso libero
Equilibrio psicofisico
ottenerlo e mantenerlo con l’aiuto della
fitoterapia. Incontro con l’erborista Raffaela Ruju, alle ore 20.30 presso Institute
of Yogic Culture, via San Francesco 34.
Info 040 635718.
15 venerdì ingresso libero
I bambini nella Nuova Terra
Accogliere i bambini nella Nuova Terra; ci
sono modifiche e novità nelle anime che
si incarnano oggi durante la Transizione
planetaria, nessuna esclusa; come e cosa
vive l’ anima nei mondi sottili durante la
gestazione e la nascita, cosa porta con
sè sulla Terra, e le modifiche Dna; inoltre,
i bambini indaco-cristallo, comprenderne
i segni e i modelli comportamentali, la
comunicazione e le interazioni familiari,
una splendida occasione di crescita e di
evoluzione di coscienza per entrambi. Per
tutti i bambini, per tutti i genitori, nonni,
fratelli, educatori...; Messaggi di luce
sull’ Ascensione planetaria, sempre sulla
via del Cuore, aiuti te stesso, gli altri, il
mondo. con Arleen Sidhe, alle ore 20.15
presso assoc. LAM-Il Sentiero, in piazza
Benco 4. Info 347 2154583, [email protected]
27
NOVEMBRE 2013
Trieste
APPUNTAMENTI DI NOVEMBRE
KONRAD
Su www.konradnews.it gli annunci di dicembre e gennaio entro il 20 novembre
28
APPUNTAMENTI DI NOVEMBRE
KONRAD
NOVEMBRE 2013
Trieste
15 venerdì ingresso libero
Potere transitorio
Mostra d’arte di Lucia Flego, Graziella
Menozzi, Annalisa Pisoni, Banafsheh, a
cura di Elisabetta Bacci. Evento realizzato
dall’Associazione Juliet, alle ore 18.30 allo
Spazio Luisi, via San Nicolò 4. La mostra
rimane aperta fino a sabato 7 dicembre.
Appuntamento inserito in “Abitare la vita
senza violenza”, eventi coordinati dalla
Provincia di Trieste in occasione del 25
novembre giornata internazionale contro
la violenza sulle donne.
16 sabato ingresso libero
L’uomo come manifestazione divina...
... sulla Terra. Ognuno è unico ed in
ciascuno di noi vi è un sogno di Dio.
Conferenza con Mariuccia Lauricella alle
ore 20, all’Associazione Leviedelblu in
via San Francesco 15.
16 sabato ingresso libero
Esprimiamoci attraverso il fumetto
Laboratorio gratuito per Bambini condotto dall’artista Leonardo Calvo presso la
Scuola d’Arte Sintesi ELIC, via Mazzini
30, 5 piano, ore: 16.00-17.30, info 333
4784293, 040 2602395.
16 sabato
Guarire e creare lo spazio quantico
Pratiche semplici alla portata di tutti,
tecniche di trasformazione e guarigione
quantistica, meditazioni e gesti semplici
ma di grande potenza, da poter attuare ed
applicare anche nei momenti della routine
quotidiana, in pochi attimi, di grande effetto;
per vivere meglio il Cambiamento e la transizione nelle nuove dimensioni e coscienza
di luce, dove il potere più grande è quello
del Cuore; per il corpo, per l’ anima, per
tutti gli eventi della vita e del quoitidiano.
Seminario pratico-esperenziale con Arleen
Sidhe, dalle 14.30 alle 19.30, presso assoc.
Lam in piazza Benco 4. Info 347 2154583,
[email protected]
16-17 sabato e domenica
ingresso libero
Laboratorio di scrittura
“Da me a te al mondo-da te a me al
mondo”. Casa Internazionale delle Donne,
via Pisoni 3, orario: 9.30-13 e 14.30-18.30.
Laboratorio di scrittura sulla soggettività e
la relazione promosso dalla Casa Internazionale delle Donne e condotto da Gabriella
Musetti, della Società Italiana delle Letterate
nell’ambito del progetto sull’umiliazione di
genere di Marcela Serli, Compagnia teatrale
Atopos/Teatro Stabile La Contrada con il
sostegno della Provincia di Trieste e della
Commissione Pari Opportunità della Provincia di Trieste. Appuntamento inserito in “Abitare la vita senza violenza”, eventi coordinati
dalla Provincia di Trieste in occasione del 25
novembre giornata internazionale contro la
violenza sulle donne.
17 domenica
Liberiamo l’energia!
Una mattinata di esercizi di Bioenergetica per portare il corpo in uno stato
di vibrazione così da riattivare il flusso
energetico che ci collega alla vitalità ed
al piacere. Ass. Espande, V. Coroneo 15.
Info 380 7385996, www.trieste.espande.it
Su www.konradnews.it gli annunci di dicembre e gennaio entro il 20 novembre
17 domenica
Yi Pai - Bioenergetica Taoista Stage intensivo di Bioenergetica Taoista,
come gestire autonomamente la circolazione bioenergetica per mantenersi
in buona salute. programma: anatomia
energetica, pulizia e equilibrio dei chakra,
Xiangong, pulizia meridiani e i sette livelli
dell’Aura, canali Alfa. Orario dalle 9.3012.30 alla Scuola di Pensiero Taoista di
via Torre Bianca 43. Info 339 3204963,
www.bencichanita.it, [email protected]
18 lunedì ingresso libero
Leonardo da Vinci: la meraviglia...
dell’uomo universale. Scuola d’Arte
Sintesi - UNINT Magna Fraternitas
Universalis. Conferenza dell’artista Leonardo Calvo alle ore 17.30 alla Libreria
del Centro (Borsatti) in via Ponchielli 3.
Info 333 4784293, 040 2602395.
18 lunedì ingresso libero
Decreto legge anti femminicidio Sala del Consiglio della Provincia di Trieste.
Piazza Vittorio Veneto 4 - ore 16.30. Riunione straordinaria del Consiglio provinciale
con l’intervento di Natalina Folla, Docente
di Diritto penale presso l’Università degli
Studi di Trieste che illustrerà il recente provvedimento contro il femminicidio approvato
dal Parlamento. Appuntamento inserito in
“Abitare la vita senza violenza”, eventi coordinati dalla Provincia di Trieste in occasione
del 25 novembre giornata internazionale
contro la violenza sulle donne.
19 martedì ingresso libero
L’alimentazione in funzione di 3 E
Economia, Ecologia, Evoluzione.
Relatore: Dr Guido Marotta Direttore
del CEGEN Centro di Studi Generali Dr
David Ferriz Olivares. Ore 17.30 Libreria
del Centro (Borsatti) Via Ponchielli 3.
Info 333 4236902, 040 2602395.
19 martedì ingresso libero
Parole di uomini@sulle donne
Magazzino delle Idee - Corso Cavour,
ingresso lato mare - Ore 17.30. Recital
organizzato dalla Consulta femminile
di Trieste. Selezione di testi in prosa e
versi di autori dal passato più remoto
sino ad arrivare ai nostri contemporanei.
Appuntamento inserito in “Abitare la vita
senza violenza”, eventi coordinati dalla
Provincia di Trieste in occasione del 25
novembre giornata internazionale contro
la violenza sulle donne.
21 giovedì ingresso libero
Lo faccio per te!
Egoismo e altruismo, collaborazione e
competizione, colpa e amore declinati al
maschile e al femminile. Conferenza con
il Dr. Giandomenico Bagatin, psicologo,
psicoterapeuta, alle ore 18 alla libreria
Borsatti, un ciclo di conferenze sugli
Stereotipi femminili.
21 giovedì ingresso libero
Uomini e violenza, educare per
cambiare
Magazzino delle Idee, Corso Cavour,
ingresso lato mare - Ore 17. Incontro
dibattito con Chiara Volpato, autrice
di “Psicologia del maschilismo”, Lucia
Beltramini autrice di “La negazione della
violenza nella costruzione della mascolinità”, Patrizia Romito e Caterina Grego autrici
di “Madri(femministe) e figli (maschi)”. Introduce e coordina Daniela Paci. L’incontro
promosso dalla Casa internazionale delle
Donne di Trieste si svolge in collaborazione
con la Consigliera di Parità della Provincia
di Trieste, l’associazione La Settima Onda
e con il patrocinio dell’Università di Trieste.
Aderisce all’iniziativa il Centro Universitario
Studi e Ricerca per la Pace, Università di
Trieste. Appuntamento inserito in “Abitare
la vita senza violenza”, eventi coordinati
dalla Provincia di Trieste in occasione del
25 novembre giornata internazionale contro
la violenza sulle donne.
23-24 sabato e domenica
Materia e psiche
Convegno ECM di due giorni promosso
da AMeC sul dualismo Materia e Psiche
con relatori di grande levatura a Trieste il
23 e 24 novembre. Programma e iscrizioni 040 3481631, www.smileservice.it
23-24 sabato e domenica
Qi ray® - tutto è energia !
Interagire consapevolmente con gli aspetti
Energetici che ci animano e circondano,
migliorare i rapporti con le persone, i
luoghi, gli spazi che ci avvolgono. Corso
aperto a tutti, di interessante supporto a
chi già opera nel campo Energetico.Master Reiki: Sonia Rizzi. Info 338 7592945,
[email protected], www.qi-ray.it
23-24 sab. e dom.
ingresso libero
Laboratorio di scrittura
Casa Internazionale delle Donne. Via
Pisoni n. 3. Dalle 9.30 alle 13 e dalle
14.30 alle 18.30. Da me a te al mondo-da
te a me al mondo Laboratorio di scrittura
sulla soggettività e la relazione promosso
dalla Casa Internazionale delle Donne
e condotto da Gabriella Musetti, della
Società Italiana delle Letterate nell’ambito
del progetto sull’umiliazione di genere di
Marcela Serli, Compagnia teatrale Atopos/
Teatro Stabile La Contrada con il sostegno
della Provincia di Trieste e della Commissione Pari Opportunità della Provincia di
Trieste. Appuntamento inserito in “Abitare
la vita senza violenza”, eventi coordinati
dalla Provincia di Trieste in occasione
del 25 novembre giornata internazionale
contro la violenza sulle donne.
25 lunedì ingresso libero
Archetipi: la dimensione occulta...
... nell’arte. Scuola d’Arte Sintesi - UNINT
Magna Fraternitas Universalis. Conferenza
dell’artista Leonardo Calvo. Ore 17.30 - Libreria del Centro (Borsatti) via Ponchielli 3.
Info 333 4784293, 040 2602395.
25 lunedì
ingresso libero
Finchè morte non ci separi
Lettura–evento di un testo unico con Sara
Alzetta, che si svolge in contemporanea
nelle principali città italiane e che ha per
oggetto il femminicidio. Due donne parlano
con ironia, passione e rammarico per essere state appena uccise dal proprio compagno. L’evento è organizzato dal Comune di
Trieste in collaborazione con l’associazione
Liberi pensatori “Paul Valery”. Alle ore 21
nella Sala del Consiglio comunale in piazza
dell’Unità. Appuntamento inserito in “Abitare la vita senza violenza”, eventi coordinati
dalla Provincia di Trieste in occasione del
25 novembre giornata internazionale contro
la violenza sulle donne.
26 martedì ingresso libero
Ulisse: il viaggio come metafora...
della vita e prova per raggiungere la
conoscenza. Conferenza del Dr Guido
Marotta Direttore del CEGEN Centro di Studi
Generali Dr David Ferriz Olivares. Ore 17.30
Libreria del Centro (Borsatti) Via Ponchielli 3.
Info 333 4236902, 040 2602395.
28 giovedì ingresso libero
Emergenza femminicidio:
retaggio culturale o fenomeno moderno? Conferenza dibattito organizzato
dalla sezione di Trieste dell’Associazione Mogli Medici Italiani sul grave problema del femminicidio, con la partecipazione dell’Associazione GOAP, Centro
antiviolenza di Trieste e della Polizia
Municipale del Comune di Trieste. Alle
ore 17 all’Ordine dei Medici in piazza
Goldoni 10. Appuntamento inserito in
“Abitare la vita senza violenza”, eventi
coordinati dalla Provincia di Trieste in
occasione del 25 novembre giornata
internazionale contro la violenza sulle
donne.
29 venerdì ingresso libero
Medicina taoista
La Medicina Taoista dell’informazione, le
basi per la comprensione delle disarmonie, ascoltare il proprio corpo, comprendere e saper interragire, utilizzando i vari
motori corporei per aumentare il proprio
Qi-energia vitale. La conferenza si
terra alle ore 20 alla Scuola di Pensiero
Taoista, via Torre Bianca 43. Info 339
3204963, [email protected],
www.bencichanita.it
30 sabato ingresso libero
Attività alternative o integrative?
Per il decennale di attività shiatsu
l’A.I.A.S. Trieste organizza un Convegno
alla Stazione Marittima dalle 9 alle 19 per
un approfondimento sulle attività complementari presenti in Regione e in Italia per
le persone con disabilità. Introduzione:
traguardi cognitivo comportamentali e
socio adattativi in neuro riabilitazione.
Mattina: attività psicomotoria, medicina
cinese/disabilità, shiatsu, tuina pediatrico, attività con gli animali. Pomeriggio:
musica, fotografia, pittura, Cellule
Staminali/disabilità, Tavola Rotonda. Info
e programma 040 311222, 040 823850,
335 6068248, [email protected]
30-1 sabato e domenica
Puoi guarire la tua vita - l. hay
Seminario Intensivo di trasformazione utilizzando il metodo Louise Hay. Luisa Serra
insegnante certificata HEAL YOUR LIFE®.
sab 30/11 - dom 1/12 orario 9.30-18 info
333 4577536, [email protected],
www.luisaserra.com
Incontri con Legambiente
Puoi trovarci ogni mercoledì dalle 18 alle
20 nella sede di via Donizetti, 5/a (presso
il punto informativo dei soci di Trieste
della Banca Popolare Etica). Circolo
Verdeazzurro di Legambiente Trieste.
Info 366 3430369, 366 5239111, fax
040 9890553, [email protected].
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Campane tibetane Il suono delle campane tibetane, del tamburo e del gong “Terredaria”. Proposta
del prof. Giancarlo Gasser per singole
persone e piccoli gruppi.
Info 040 220696, 368 7233752,
www.assaquilone.net al lunedì 18 - 19.
Corsi di Restauro Ligneo Il Laboratorio D’Eliso & Tomè organizza,
presso la propria sede, corsi amatoriali di
restauro del mobile e dei manufatti lignei.
Potete visitarci in via Alfieri 10\a, a Trieste.
Info 040 763116, www.restaurodelisotome.it
Corsi yoga ed “altro” Corsi dalle 7 alle 21 di hathayoga, meditazione powery, aerobicpilates, pilates, y.
gravidanza y. neonato, y. riconnessione,
Topolšica 77 | 3326 Topolšica
T +386 3 896 31 00 | F +386 3 896 34 00
[email protected]
ashtanga, y. dinamico, ginnastica dolce,
zumba. Info 347 1312034 Metamorfosys,
via Milano 18, www.metamorfosys.org
Il potere dei mantra-krishna das
Sabato 7 dicembre ore 15.30-19 e
domenica 8 dicembre ore 10-13: Curarsi
con la musica secondo l’antica filosofia
vedica - Il potere dei Mantra. Seminario
condotto da Krishna Das. Iscrizioni entro
venerdi 29 novembre. Concerto sabato
7 dicembre ore 21.15 su prenotazione.
www.krishnadas.it. Info e prenotazioni
040 347445, [email protected], ass.
culturale Shanti Trieste, via Carducci 12.
Servizi per anziani Accompagnamento anziani, (mettiamo a
disposizione anche la carrozzina), ritiro
ricette dal medico, consegna medicinali
a domicilio, commissioni varie. Info 040
761040 dalle ore 10 alle ore 12, 328
5336354 Andrea. Movimento Donne
Trieste per i problemi sociali, via Filzi
8 (V° Piano), Trieste, fax 040 761040,
[email protected]
Corsi di informatica Corsi di vari livelli per adulti e ragazzi,
per chi usa già il computer oppure per chi
fosse a un primo approccio. Segreteria
scuola popolare presso multicultura
center: via XXX ottobre 8/a dal lunedì al
sabato dalle 10 alle 13.30 e dalle 15.30
alle 20. Info 338 2118453,
[email protected]
Sloveno lingua d’ambiente Approccio graduale allo studio della lingua
slovena da sempre parlata nella fascia confinaria della nostra regione. Le lezioni sono
accompagnate da momenti di conoscenza
della storia, cultura e tradizioni del popolo
della attigua repubblica di slovenia. Info via
Cure essene l’Aura e Forme Pensiero Il percorso delle terapie essene e la lettura dell’Aura sono una medicina di luce
e di guarigione quantistica messe oggi al
Servizio per la Transizione nella Nuova
Energia, facilitando il passaggio quantico;
Un incontro con sè stessi, di guarigione e
armonia interiore, fisica e sottile, disturbi
del corpo e anima; il legame e origine
delle malattie e le Forme Pensiero, come
trasmutarle in luce; le modifiche del Dna
in corso; il sistema dei chakra e relativi
organi, la circolazione pranica e sottile
dei nadi, il Suono, gli oli essenziali, i
campi aurici. Incontri, conferenze e
trattamenti individuali con Arleen Sidhe,
terapeuta essena certificata alla scuola
di formazione di Anne Givaudan e del
dott. Antoine Achram. Info 347 2154583,
[email protected]
Yoga della musica e suoni di luce L’uso del suono e della voce quale mezzo
terapeutico, artistico e del benessere
psicofisico; Nada e MantraYoga; Rilevamento del proprio Suono fondamentale,
note e sinfonia individuale; Effetti e
uso consapevole delle scale e intervalli
musicali; Risonanza corporea, cellulare e
organi interni; Gestualità, voce e corpo,
e Canto; Ri-accordartura del Sè,i suoni
dei chakra e dei corpi sottili; Il Canto
Armonico, toning e Overtones; canalizzazione suoni di luce, per l’ anima, la
Terra e l’ ambiente. Sedute terapeutiche,
lezioni individuali; corsi, terapie di gruppo,
laboratori e seminari collettivi anche a
richiesta; con Arleen Sidhe.
Info 347 2154583,
[email protected]
Musica e canto celtico Corsi di Canto tradizionale (stile, espressione e lingue delle aree celtiche) dal
sacro al popolare, e degli strumenti in uso
nella tradizione: feadog (flauto irlandese),
bodhran (tamburo celtico), chitarra per
accompagnamento. A cura di Arleen
Sidhe, cantante, musicista e insegnante
formatrice del settore.
Info 347 2154583,
[email protected]
Canti e danze sacre dal mondo Per i Canti, lezioni individuali o di gruppo
sono sempre attive durante tutto l’anno;
Si organizzano periodicamente, anche
a richiesta di gruppi ed associazioni,
corsi e seminari di Canti e Danze sacre
in cerchio delle culture dei popoli, di
guarigione, di meditazione, ritualità e
cicli della Natura, gli Elementi, la Terra e
il Cosmo, la celebrazione alla Vita. Con
Arleen Sidhe, esperta e insegnante di
canti e danze sacre e popolari, tradizioni
e spiritualità, musicista, cantante e
musicodanzaterapeuta.
Info 347 2154583,
[email protected]
KONRAD
Celtic Ogham Reiki® 1° livello Sab. 21 e Dom. 22 Dicembre. La magica
Energia dell’antico alfabeto Celtico per
il benessere e l’evoluzione personale.
Trainer: Maurizio Battistella PhD. Info 338
7592945, [email protected], www.
reiki-trieste.it
NOVEMBRE 2013
Valdirivo 30 dalle 17 alle 19, 040 761470,
[email protected]
APPUNTAMENTI DI NOVEMBRE
KONRAD
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Gorizia
9-10 sabato e domenica
Che stress! corso teorico/pratico
Capire cos’è lo stress, come funziona,
e imparare tecniche ed esercizi per
gestirlo, rilassarsi e recuperare energie
fisiche, mentali ed emotive. Ore 9.30-18
c/o la Subida a Cormons. Costo:150
euro, pranzi compresi. Info 342 3143146,
[email protected]
23-24 sabato e domenica
Corso di comunicazione efficace
Comunicare a volte è difficile: scopriamo
insieme come fare ... Ore 9.30-18 c/o
la Subida a Cormons. Costo: 150 euro
comprensivo di pranzi. Info 342 3143146,
Michela.bottaz@ gmail.com
25 lunedì ingresso libero
Metodi di guarigione olistica
Approcci olistici e presentazione Scuola
di naturopatia evolutiva, alle 20.30 a
Cormons, Sala civica Palazzo Locatelli
piazza XXIV maggio 22. Info
334 2744011, www.naturopathia.si
28 giovedì ingresso libero
Metodi di guarigione olistica
Approcci olistici e presentazione Scuola
di naturopatia evolutiva, alle 20.30 presso il Centro Polivalente in via Baiamonti
22, Gorizia. Info [email protected],
www.naturopathia.si
Associazione Spazio organizza Corsi di Yoga Hatha-Raja il lunedì dalle
ore 9 alle ore 10.30 ed il martedì dalle
ore 17.30 alle ore 19; - corsi di Qi Gong
(ginnastica tradizionale cinese) il giovedì
dalle ore 17.15 alle ore 18.15. Presso la
Palestra Spazio via Marega 26 Lucinico.
Info 0481 32990.
Associazione Corpo Libero organizza corsi di Yoga Hatha-Raja ogni
lunedì e mercoledì dalle ore 18 alle ore
19.30 e dalle ore 20 alle ore 21.30 ed
ogni giovedì mattina dalle ore 9.30 alle
‘
Su www.konradnews.it gli annunci di dicembre e gennaio entro il 20 novembre
ore 11, a Ronco dei Legionari presso la
Palestra Corpo Libero via Roma 15.
Info 0481 777737, Anna 0481 32990.
Pordenone
30 sabato - 1 domenica
Corso di massaggio di base
Opportunità per fare e farsi del Bene
o possibile sbocco professionale con affiancamento. Tecnico/Operatore olistico: professioni del futuro! Operatività immediata.
Info 334 9161209, www.centrolos.it
Udine
4 lunedì ingresso libero
Costruirsi la propria realtà:
costruirsi la propria realtà: come liberarsi
dalle credenze nocive. Conferenza con Albano Zucco, psicologo-psicoterapeuta alle
ore 20.30 alla Bioteca in via Villa Glori 41.
4 lunedì
Corsi Yoga & Ayurveda a Sangha E’ ancora possibile iscriversi ai corsi Yoga.
Contattateci o visitate i siti, per conoscere gli
orari e le giornate di frequenza. Info Gianna
340 2233994, [email protected],
www.sanghaudine.com
8 venerdì ingresso libero
Prova le costellazioni familiari
Vieni a sperimentare in prima persona questo metodo che fa emergere le vere cause
dei problemi di vita e le risolve. Rimarrai
stupito! Ore 20.30, via S. Rocco 142. Info
Giacomo Bo, www.ricerchedivita.it
8 venerdì
ingresso libero
Namaste a Sangha!
Presentazione del team e introduzione alle
future programmazioni. Ore 20.30 presso
Sangha Viale Tricesimo 103. Info Gianna
340 2233994, [email protected],
www.sanghaudine.com
13 mercoledì
ingresso libero
Conosci le costellazioni familiari
Vuoi provare a vedere se i tuoi problemi si
possono risolvere? Vieni a sperimentare
in prima persona questo metodo e troverai
la risposta. Ore 20.30, via S. Rocco 142.
Info Giacomo Bo, www.ricerchedivita.it
15 venerdì ingresso libero
Alimenti e omeopatia
Presentazione dello studio medico:
alimenti e omeopatia. Incontro con la
dott.ssa Teresa De Monte, pediatra e
ayurveda charya, alle ore 20.30 alla
Bioteca in via Villa Glori 41.
22 venerdì ingresso libero
Ognuno ha il suo cammino… ognuno ha il suo cammino… verso Santiago de Compostela, 3a parte, Incontro
con Vera Paoletti, pellegrina, alle ore
20,30 alla Bioteca in via Villa Glori 41.
23 sabato
Conosci le costellazioni familiari!
Incontro esperienziale condotto dal dr
Mario Franchi. Si potrà richiedere un lavoro personale. Via Canova 13 a Feletto;
ore 15-18.30. Info e costi 335 5977306,
www.ilmutamento.it
23-24 sabato e domenica
L’amore nella relazione di coppia
Corso intensivo di Costellazioni Familiari
dedicato interamente alla relazione di
coppia, alle sue problematiche ma anche
alle sue grandi potenzialità che possono
diventare reali. Info Giacomo Bo
0432 728071, www.ricerchedivita.it
24 domenica
Danza il tuo corpo con Sangha
Dalle ore 14.30 alle 18.30. Progetto danza il
tuo Corpo, secondo step: Gambe! Espressione corporea, improvvisazione, auto-massaggio, esperienza sensoriali. Presso Waira Aiar,
Udine, via San Rocco, 2. Info Gianna
340 2233994, [email protected],
www.sanghaudine.com
25 lunedì
Costellazioni familiari
Incontro Esperienziale: portando alla luce
ciò che agisce nel profondo, veniamo
accompagnati in una nuova visione,
sciogliendo i legami al disagio, ore
20-23.30. Info e adesioni 347 5555802,
[email protected]
etico-sociale e di concerti, attraverso incontri mensili da ottobre
a maggio, rivolti a tutta la cittadinanza.
Incontrarci per parlare del femminile nel cristianesimo
risponde al comandamento dell’amore, cioè fa parte
della nostra etica, che supera ogni divisione e si apre
al nostro prossimo senza limiti.
Venerdì 8 novembre, ore 16.00
Basilica S. Silvestro Cristo Salvatore, Trieste
Sabato 9 novembre, ore 9.30
Aula luterana di Via San Lazzaro 19, Trieste
LA DONNA NEL NUOVO TESTAMENTO
Venerdì 8 e sabato9 novembre, a cura del
Centro Studi albert Schweitzer di Trieste si terrà
il Convegno LA DONNA NEL NUOVO TESTAMENTO
E NELLE CHIESE OGGI.
Il Centro Studi “Albert Schweitzer” è un organismo
autonomo, sostenuto dalle chiese evangeliche
elvetico-valdese, lute-rana e metodista di Trieste.
Esso è impe-gnato a promuovere attività di cultura
storico-religiosa, di approfondimento di temi di attualità
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erboristeria Il Fiore dell’arte di sanare
del dott. Dario Blasich
Ronchi dei Legionari (GO) - Via Carducci 21 - Tel. 0481 475545
29 venerdì ingresso libero
Mindfullness
Il cuore nel corpo della meditazione: introduzione alla Mindfullness. Conferenza
con la dott.ssa Vida Luciana, psicologa
psicoterapeuta, alle ore 20.30 alla Bioteca in via Villa Glori 41.
Sangha open day Domenica 1 Dicembre, Sangha Open
day! Dalle ore 9.30 in poi, un’intera
giornata per riprendere contatto
con il tuo corpo, meditare, praticare
Yoga, ricevere Massaggi, Trattamenti
Reiki. Il team Sangha a tua completa
disposizione. Contattaci per fissare i
tuoi trattamenti prova. E conoscere
la programmazione oraria delle varie
discipline. Info Gianna 340 2233994,
[email protected],
www.sanghaudine.com
La pratica del perdono Domenica 1 dicembre: Stage teorico–
esperienziale per sperimentare ed
acquisire la pratica del perdono come
prezioso strumento evolutivo, condotto
da Nicoletta Campisi, counsellor professionista. Info e adesioni 347 5555802,
www.centropharus.it
Tecnico ed operatore olistico Professioni del futuro! Massaggio e crescita
personale. Operatività immediata. Certificazioni qualificanti e riconosciute. Affiancamento operativo. Frequenza week-end.
nfo 334 9161209, www.centrolos.it
Fuori regione
16-17 sabato e domenica
Tantra alle terme - Montegrotto PD
Incontri in acqua termale per rilassarsi,
meditare, coccolarsi... pura magia!
Aperto a singles e coppie, non servono
pre-requisiti né capacità natatorie.
Info 334 9161209, www.centrolos.it
Escursioni
17 domenica
ingresso libero
Yoga e natura Escursione sul Carso, alla riscoperta di
ambienti “vicini”, con semplici pratiche
yoga, guidata da Franco Salvi dell’Institute of Yogic Culture. Info e adesioni
040 635718 (per l’organizzazione!).
www.facebook.com/konradnews
Essenze,
fiori di Bach,
aura-soma, incensi,
cristalli,
fitocosmesi, miele,
alimenti biologici,
libri...
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a Dioscorea villosa, comunemente chiamata Wild
Yam, è una pianta originaria dell’America settentrionale e centrale, utilizzata tradizionalmente fin
dai tempi degli Atzechi in Messico, come calmante
nei dolori mestruali e del parto.
Wild Yam è una fonte vegetale di sostanze come la
diosgenina e fitosteroli e l’uso moderno l’ha resa
utile per contrastare i disturbi del ciclo mestruale e
della menopausa.
sgeni
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La diminuzione dei livelli ormonali nella donna, che
avviene infatti in modo progressivo con l’età, per
giungere a drastica riduzione proprio con la menopausa, può perciò portare alla comparsa di disturbi
quali vampate di calore, secchezza vaginale, stanchezza, nervosismo, irritabilità, insonnia.
Wild Yam (specie botanica Dioscorea villosa) è una
pianta che non risulta tossica e non ha mostrato
evidenti effetti collaterali alle dosi somministrate.
Wild Yam (Dioscorrea villosa) della Natural Point,
prodotta secondo elevati standard qualitativi, è
titolata al 20% in diosgenina ed è priva di sostanze
allergeniche.
È disponibile in capsule con due dosaggi:
Wild Yam 100 - da 80 capsule
Wild Yam 300 - da 50 capsule
In vendita nelle erboristerie, negozi di
alimentazione naturale e farmacie.
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Si consiglia di assumere alla sera, da 1 a 3 capsule
da 100 mg, oppure 1 capsula da 300 mg.
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