Les mineurs non-accompagnés:
entre la Convention des droits de
l’enfant et la politique d’asile
Présentation de Claudio Bolzman,
Professeur à la HES-SO et à l’Université de Genève,
Université de Calabre,
le 9 mai 2011
Problematiche
• Premessa : lo status di RAMNA si trova a metà tra lo status di
richiedente asilo e di minore. Una posizione contraddittoria quella
del RAMNA che determina delle ambiguità nei processi di presa in
carico dei minori stessi.
• La problematica e gli interrogativi della ricerca
• Qual è la costruzione sociale della categoria di RAMNA da parte
della legislazione, delle istituzioni di accoglienza,dei media, delle
professionalità del servizio sociale (immagini, categorie,
rappresentazioni, saperi….)?
• Quali sono le caratteristiche dei dispositivi di accoglienza e di presa
in carico dei minori? Come vengono articolate le azioni in relazione
al duplice status di « minori » e di « richiedenti asilo » ?
• Quali sono le conseguenze sul vissuto dell’esperienza dell’esilio e le
traiettorie sociali dei MNA ?
• Come avvertono lo sguardo degli altri e quali sono le strategie
identitarie che i minori sviluppano?
Definizione giuridica
• Il RAMNA giunge in Svizzera senza
l’accompagnamento dei genitori, ha meno di 18
anni e nel momento in cui deposita la sua
domanda di asilo non è riconosciuto come
maggiorenne nel suo paese di origine.
• In Svizzera la problematica dei MNA ha
riguardato soprattutto i richiedenti asilo. Si
riscontrano poche presenze di minori identificati
come soli dalle autorità preposte.
Le orgini del fenomeno
• La problematica dei RAMNA in Svizzera risale agli anni ‘90
(Educateur Magazine, 4/1996).
• Malgrado una prima direttiva (sommaire) dell’ODR del 1989, gli
organismi coinvolti sottolineano alcune carenze nella presa in carico
istituzionale e giuridica dei minori contribuendo così a fornire
visibilità a questa categoria di richiedenti asilo destinata a divenire
un « problème social » spécifico.
• La denuncia nell’ottobre del 1991 al Consiglio Federale (Governo
Svizzero) del rimpatrio di due minori alloggiati nel cantone di Vaud,
dava origine, in merito al trattamento dei RAMNA, ad un conflitto di
competenze tra le istituzioni a difesa del diritto di asilo e le autorità
locali e nazionali.
• In generale la questione ruota attorno a due diverse forme di tutela:
quella della protezione del minore e il diritto di asilo (Convention des
droits de l’enfant de 1989, signée par la Suisse en 1991 et entrée en
vigueur en 1997).
Les RAMNA en chiffres
Année
2007
2008
2009
Nombre
total de RA
Nombre et
% MNA
% entre 1518 ans
% hommes
10’844
16’606
16’005
219 (2%)
631 (3,7%) 427 (2,6%)
90,8%
95,5%
90,8%
83,6%
82,4%
86,6%
Pays+
Erythrée,
Afghanistan,
Irak, Guinée
Somalie,
Nigeria, Guinée,
Gambie, Irak
Nigeria, Afghanistan,
Somalie, Sri Lanka,
Guinée
Les RAMNA en chiffres
Année
2000
Nombre
727
MNA
% entre 15- 83,5%
18 ans
% hommes 82,6%
Pays+
2001
2002
1387
1673
88,4%
91,7%
88,9%
89,5%
Sierra Leone,
Guinée, Sierra
Guinée, Albanie, Leone, Algérie,
Somalie
Somalie
Guinée, Nigeria,
Sierra Leone
I RAMNA nella Legge sul diritto
d’asilo
• I RAMNA sono considerati come richiedenti asilo e in quanto tali
debbono seguire le procedure previste per gli altri richiedenti.
• Tuttavia esiste qualche differenza tra le procedure: il percorso del
minore si distinguerà da quello dell’adulto per il carattere prioritario
che assume la sua richiesta presso il Centre d’enregistrement pour
requérants d’asile (CERA); nell’adeguamento delle audizioni;
nell’esame delle sue capacità di discernimento e di accertamento
della sua reale età; nella nomina di un rappresentante legale; nella
scelta della sua assegnazione ad un cantone e l’accertamento di
ragioni specifiche che potrebbero rendere inapplicabile un suo
eventuale rimpatrio.
• E’ da notare tuttavia che la legge non stabilisce alcuna differenza
riguardo l’assegnazione degli alloggi e le motivazioni dell’asilo.
Problemi 1
• Le condizioni del rimpatrio:
• Alcune decisioni riguardo il rimpatrio dei minori
richiedenti asilo sono effettuate senza tenere conto dei
pericoli nei quali questi bambini abbandonati alla loro
sorte potrebbero incorrere nei paesi di origine.
• Successivamente ai ricorsi oggi i minori sono meglio
tutelati dal rischio di esplusione: "l'exécution du renvoi
peut ne pas être raisonnablement exigée si elle implique
une mise en danger concrète, mais aussi pour d'autres
raisons ».
• Ma questo principio si applica unicamente ai RAMNA
che « coopèrent avec les autorités ». Questo implica ad
esempio che un minore che non collabora ai fini
dell’accertamento della sua minore età può essere
espulso.
Problemi 2
• I motivi della richiesta d’asilo:
• Le condizioni per l’ottenimento dello status di rifugiato
sono identiche a quelle applicabili agli adulti. Così i
richiedenti asilo devono rendere verosimili le condizioni
di persecuzione vissute in uno Stato, o almeno
dimostrare che lo Stato che disciplina la sua zona di
origine non intende proteggerlo dalle minacce che lo
riguardano. Questo implica in genere che il richiedente
asilo faccia parte di un movimento politico e che abbia
posto in essere un’azione che mette in pericolo la sua
persona.
• Evidentemente questo risulta estremamente raro per un
minore riuscire ad avanzare queste motivazioni. Così in
Svizzera la precentuale di RAMNA che ottiene lo status
di rifugiati risulta meno dell’1%.
Problemi3
• L’età dei minori:
• La verifica dell’età dei richiedenti asilo costituisce un altro punto
critico delle procedure applicate ai minori. La minore età di un
richiedente asilo ne garantisce una maggiore tutela dal punto di
vista delle espulsioni, ma occorre anche considerare che la maggior
parte dei richiedenti dichiara un’età inferiore a quella reale, o
almeno di prolungare il loro periodo di soggiorno in Svizzera.
• Pertanto, le autorità procedono regolarmente a svolgere gli
accertamenti di tipo medico per determinare l'età biologica dei
richiedenti asilo presunti minori. Secondo il Conseil fédéral, tali
procedure di verifica hanno la finalità di "meglio tutelare il principio
del superiore interesse dei fanciulli, e per assicurare ai richiedenti
asilo “realmente” minori una supervisione adeguata ed evitare così
gli abusi frequenti rilevati in tale ambito”.
• Problema: il margine di errore degli esami ossei o della mascella è
di 2 anni, ma i tests possono prevedere la non entrée en matière
Problemi4
• Il rappresentante legale:
• Il Codice civile svizzero (CCS) indica nell’articolo 368 que "tout
mineur qui n'est pas sous autorité parentale sera pourvu d'un
tuteur". Quindi è considerato minore ogni persona di età inferiore ai
18 anni . In riferimento a questo principio la procedura di asilo non
accetta eccezioni nei casi in cui la maggiore età viene stabilita
diversamente nei paesi di orgine dei minori.
• I cantoni devono nominare un rappresentante legale per i minori non
accompagnanti richiedenti asilo, ma molti cantoni non nominano un
rappresentante legale , questa procedura che non rispetta la legge
blocca i passaggi successivi.
• A volte la « personne de confiance » che viene nominata non
conosce in maniera sufficiente la legge o i suoi interessi non
coincidono con quelli del minore.
Problemi5
• La capacità di discernimento:
• La definizione contenuta nel Codice civile si presta ad un’ampia
interpretazione: "toute personne qui n’est pas dépourvue de la
faculté d’agir raisonnablement à cause de son jeune âge, ou qui
n’en est pas privée par suite de maladie mentale, de faiblesse
d’esprit, d’ivresse ou d’autres causes semblables, est capable de
discernement dans le sens de la présente loi« .
• Ma le autorità la interpretano in maniera restrittiva: "aucune
évaluation de ce qui est le mieux pour le bien de l'enfant n'est faite
[…]. L'office fédéral refuse jusqu'à présent d'entrer en matière sur ce
débat. Les mineurs non-accompagnés qui se présentent dans les
centres d'enregistrement sont automatiquement mis dans la
procédure d'asile, aucune discussion n'est menée avec les autorités
tutélaires pour déterminer ce qui convient à l'enfant. […] La capacité
de discernement est présumée de manière systématique« .
Problemi6
• Détention ou emprisonnement
• Nel momento dell’adozione della Convenzione sui diritti del fanciullo
"riserva sull’art. 37, lettre c" che "la séparation des jeunes et des
adultes privés de liberté n'est pas garantie sans exception ».
• Questa riserva si applica soprattutto ai minori richiedenti asilo di età
superiore ai 15 anni di età i quali possono essere detenuti per un
periodo di tre mesi rinnovabile in vista della sua espulsione dalla
Svizzera. La legittimità di una tale riserva può sembrare discutibile
nella misura in cui l'articolo 37.b della CDE precisa che
"l'arrestation, la détention ou l'emprisonnement d'un enfant doit être
en conformité avec la loi, n'être qu'une mesure de dernier ressort, et
être d'une durée aussi brève que possible" .
• La legislazione Svizzera è quindi comparabile a quella di altri paesi
europei, a parte le possibili variazioni nella durata della detenzione.
Note sullo status giuridico
• Sul piano dei dispositivi legislativi, la legge sui richiedenti
asilo si rivela in primo luogo restrittiva. I minori esuli sono
considerati dalle autorità in primo luogo come dei
« richiedenti asilo », piuttosto che dei « fanciulli ». Inoltre
le concessioni progressivamente accordate in relazione
al loro condizione di minore, sono spesso ambigue e a
vantaggio di un numero ridotto di casi. Da qui deriva la
necessità di attribuire un maggiore significato
all’accertamento dell’età al fine di allargare il numero di
coloro che potrebbero beneficiare della protezione rivolta
ai minori.
• Inoltre non vengono contemplate per i minori delle
motivazioni specifiche per ottenere il diritto di asilo.
I dispositivi di accoglienza
• La Svizzera è uno Stato federale ed
evidentemente i dispositivi di accoglienza
variano da un cantone all’altro.
• La relazione fornirà i principi base in
relazione ai seguenti ambiti:
• L’alloggio, l'accesso alla formazione, al
lavoro, all’assistenza finanziaria e
sanitaria.
L’alloggio
• La grande maggioranza dei giovani sono
inseriti in foyers per richiedenti asilo,
spesso in ali separate.
• I minori che hanno meno di 15 anni nelle
famiglie.
• Nei foyers, la percentuale degli educatori
in rapporto ai minori è inferiore rispetto a
quella dei foyers nei quali sono presenti
altri giovani. (0.12% vs 0.40%).
Formazione
• Fino ai 15 anni i RAMNA sono inseriti nel
percorso della scuola obbligatoria (classes
d’accueil, puis « ordinaires »).
• Dopo i 15 anni, il loro accesso alla
formazione è limitato. P. ex. Genève SCAI
o corsi di francese, che non danno
accesso ad una formazione riconosciuta
=> rischi elevati di abbandono della
formazione
Lavoro1
• Dopo i primi tre mesi di soggiorno in Svizzera, durante il quale è
vietato a qualsiasi richiedente asilo di lavorare,, il JESP può trovare
impiego alle stesse condizioni dei giovani svizzeri nell'ambito della
legge sul lavoro (divieto di accesso al mondo del lavoro prima dei15
anni, eccezioni e speciali misure di protezione per i lavoratori sotto i
20 anni.)
• In quanto richiedenti asilo i minori sono
sottoposti a due
significative limitazioni : da una parte riguardo il loro salario
(10% del loro salario lordo calcolato sulla base della legislazione
sull’AVS verrà trattenuta automaticamente per rimborsare le loro
spese di assistenza e di espulsione ; inoltre non potranno che
accedere ad occupazioni che la popolazione locale e gli immigrati
legalmente residenti non vorrebbero mai svolgere, quindi i lavori
precari nel settore alberghiero e della ristorazione
•
Lavoro2
• Questi elementi non possono che dissuadere i minori dal restare
inseriti in un sistema di presa in carico, sia ad accettare un lavoro
precario i cui effetti si manifestano a più livelli : "ce sont, en résumé,
les conséquences négatives du chômage de longue durée pour le
demandeur d'asile, l'augmentation du travail au noir et la
confirmation des préjugés xénophobes à l'égard des étrangers sans
emploi et "parasitaires", ainsi que les frais d'assistance qui en
découlent pour la Confédération" (Oerster, 1985, p.32).
• Lo status giuridico del richiedente asilo può di per sé costituire un
ostacolo all'accesso ad un occupazione ed interdire, a volte per
anni, l'accesso al mercato del lavoro emerso.
Assistenza finanziaria1
• L'Ufficio federale dei rifugiati (ODR) trasferisce ai Cantoni un
importo minimo a persona per l’assistenza dei richiedenti asilo. Su
questa base, i minori non accompagnati ricevono per coprire le loro
spese alimentari, l’abbigliamento e il tempo libero un importo
mensile di 426 franchi in contanti se il minore ha almeno diciassette
anni e 372 franchi se ha un’età compresa tra i sedici anni e i 18 [2].
E 'con questo stesso importo che i minori devono affrontare le spese
che si presentano nella quotidianità: la lavanderia, ecc.]
• 2 Si noti che i beneficiari dell’assistenza sociale ricevono un importo
di 1.146 franchi al mese. L'importo minimo pagato dal AVS è di circa
1.055 franchi
Assistenza finanziaria 2
•
I giovani inseriti in un percorso di scolarizzazione ricevono un importo
supplementare di 200 franchi, compresa la possibilità di usufruire delle
mense scolastiche per il pranzo. I minori hanno anche la possibilità di
conseguire "extra-TUC“ per i “lavori socialmente utili - pulizia, manutenzione
di edifici, ecc. – pulizie straordinarie del foyer. Una volta assegnati i loro
compiti, i giovani che senza giustificato motivo, non eseguono il loro
consueto TUC, vedono ritirarsi da parte degli educatori un importo di dieci
franchi sul loro aiuto finanziario. L’extra-TUC, tuttavia dà diritto ad un
aumento di 100 franchi al mese. Inoltre i giovani possono essere rimborsati
per le spese relative alla loro scolarizzazione, e utilizzare (aux services
d'œuvres d'entraide) i servizi delle organizzazioni di volontariato
relativamente alle esigenze che sussistono nel momento del loro arrivo nel
Cantone (utensili da cucina, vestiti) o, in alcuni casi vedersi finanziare corsi
di lingua o di formazione presso istituti privati.
L’accesso alle prestazioni
sanitarie
• Per quanto riguarda l'accesso alle cure sanitarie, è
importante ricordare che i richiedenti asilo in quanto tali,
non possono curare ogni tipo di malattia. Infatti, la legge
sulla sanità prevede all'articolo 32 che le prestazioni
sanitarie devono essere “efficaces, appropriées et
économiques ». Sulla base di questi principi si
potrebbero quindi rifiutare ai richiedenti asilo: cure
sanitarie a lungo termine in considerazione del fatto che
potrebbero essere espulsi.
• I MNA sono quindi soggetti al « gate keeping ». Delle
infermiere che decidono se effettivamente hanno
bisogno di consultare un medico.
La rappresentazione dei professionisti del
servizio sociale presso i giovani
• Abbiamo rivolto 23 interviste semistrutturate ad operatori sociali - il più delle
volte direttamente – e a RAMNA presenti
a Ginevra e a Zurigo.
Definizioni
• Dei giovani come gli altri, ma collocati in
una condizione di estrema incertezza.
• Essi rischiano di essere espulsi in
qualsiasi momento
• Dei giovani « polis » (gentili nei modi di
fare) in rapporto ai giovani locali
Preneurs vs non-Preneurs
• "Pour moi il y a deux sortes de mineurs. Il y a ceux qui
peuvent être preneurs de ce qu'on propose, que ce soit
au niveau de l'école, au niveau de la formation, ou
même de petits travaux qu'on peut donner ici; et puis
ceux qui n'en ont rien à faire, parce que c'est très, très
clair. A mon avis, au départ ils ne sont pas forcément
demandeurs, parce qu'ils ne savent pas où ils
atterrissent. Donc ils ne savent pas ce que c'est qu'un
assistant, ils ne savent pas ce qu'on peut leur donner, ils
ne savent pas si on travaille avec la police ou pas, si on
travaille avec Berne ou pas [...] Après, bon ben ça
discute beaucoup dans les étages, après il y en a qui
peuvent demander, nous, on propose aussi, et voilà".
I professionisti del servizio sociale
nella relazione con i minori
• La percezione del minore richiedente asilo si
collega ad una percezione complessivamente
positiva dei richiedenti asilo in generale.
• I professionisti del servizio sociale raccontano di
contatti particolarmente intensi e coinvolgenti
con i giovani, esprimendo una qualche forma di
attaccamento o di ammirazione, dovuta anche al
riconoscimento del viaggio doloroso vissuto da
questi adolescenti.
Un sentiment très positif
• "Malgré les apparences, moi j'ai beaucoup d'estime pour ces
jeunes. Même s’ils sont là pour des raisons économiques, c'est des
parcours de vie qui ne sont vraiment pas évidents. Ils sont partis tôt
de chez eux, ils se baladent de droite à gauche, d'un pays à l'autre,
avec très peu d'espoir d'avenir. Moi je leur dis quand même
chapeau, à ceux qui arrivent à aller à l'école - avec des difficultés,
bien entendu ce n'est pas simple. Mais moi j'ai beaucoup
d'admiration pour ces jeunes-là".
• "Ca fait partie de la réalité de notre planète et de rapports très
compliqués qu'entretiennent le Nord et le Sud, finalement. Mais
entre-temps, ici, nous parlons des personnes. De ce petit jeune, là,
qui a 14 ans, ou de cette jeunette, très sympathique, aux beaux
yeux, qui a 15 ans, et qui est seule, déboussolée; c'est des
personnes".
Il diniego del diritto d’asilo
•
•
"Le jour où la lettre arrive et que c'est définitif, c'est extrêmement pénible;
extrêmement pénible. Parce qu’on les connaît, en tant qu'éducateur on sait
qu'on ne doit pas s'attacher aux jeunes, ou aux exclus, ou aux personnes
âgées, aux handicapés... ça c'est la façade. Je pense qu'on réussit tous, du
moins à avoir cette façade, et au fond de nous c'est extrêmement dur. [...]
Par rapport à eux, des fois on est un peu gêné, en [se] disant [qu']on est
vraiment des nantis, par rapport à cette population là".
"Pour moi c'est dur aussi de leur dire 'mais accroche-toi, on va essayer de
faire recours'[...]. Parce qu'ils disent 'mais pourquoi? je fais des efforts, ça
marche pas, je vais à l'école...' Mais effectivement, quoi, il faut voir ce qu'il a
donné comme motifs d'asile... Et moi c'est une chose ou, malgré le temps,
je continue à avoir de la peine - bon, pas pour tous, hein, franchement, mais
je continue à avoir de la peine à gérer ces moments là avec eux parce
que... [...] Oui, on est complètement impuissants par rapport à ça; en plus,
bien, je veux dire, il y a notre propre éthique, nos propres idéaux, on est
d'accord ou pas d'accord avec la politique d'asile, je veux dire - en tout cas
moi ça me renvoie à beaucoup de chose à moi, quoi. Il faut travailler avec
ça".
Condizioni e ambiente di lavoro
• Nonostante la soddisfazione espressa dagli operatori del
servizio sociale nella relazione con i giovani richiedenti
asilo, e le motivazioni che ritrovano nel loro lavoro, dalle
interviste emerge una rappresentazione negativa
dell’ambiente di lavoro.
• Nella quotidianità avvertono, in primo luogo, una grande
sproporzione tra il tempo dedicato al lavoro
amministrativo e il tempo effettivamente rivolto al
contatto interpersonale con i giovani.
• Di consenguenza un sentimento di impotenza assale gli
operatori i quali si trovano nell’impossibilità di aiutare
questi giovani. Gli ostacoli individuati a questo proposito
possono riguardare la complessità della situazione
personale dei minori, il funzionamento degli istituti, i
vincoli finanziari e legali, o ancora le tendenze politiche.
Un exemple
• "En tout cas c’est quelquefois désespérant parce que
chaque fois on fait la même chose, on prépare une
chambre, on essaie de faire joli, on accueille, on
informe… Puis quand même, c’est de l’énergie, hein ;
parce que quand ils ne parlent pas le français, bien tu
les prends par la main pour tout expliquer, etc.,
l’intégration à l’école, et tout ça, administrativement c’est
du boulot. […] Bon, on met tout en place, et puis tout
d’un coup, bien une fois que tout est là, bien l’enfant s’en
va, et puis il ne prend même pas les habits achetés.
Alors c’est vrai que des fois, c’est vraiment très, très
désespérant".
Le traiettorie migratorie e i racconti
dei MNA
• Abbiamo intervistato 14 MNA (9) e ex MNA (5 interviste
rivolte a giovani donne, e 9 a ragazzi). 5 interviste sono
state condotte a Ginevra, Zurigo e 3-6 interviste sono
state condotte in forma scritta in Bosnia, da parte di
giovani ritornati nei loro paesi di origine. La maggioranza
dei giovani aveva tra i 16 ei 19 anni, e provenivano da
vari paesi come Afghanistan, Albania, Angola, Etiopia,
Iraq, Madagascar, Repubblica Democratica del Congo,
Somalia ..
• Le testimonianze più intense sono quelle fornite da exMNA, attualmente residenti in Svizzera in modo stabile. I
MNA hanno parlato molto poco del loro passato,
temendo di essere espulsi.
Le ragioni del loro arrivo
in Svizzera
• Scarse informazioni
• Esiliati in fuga dalla violenza e dalle
persecuzioni
• Inviati con la missione di aiutare la loro
famiglia
• I sogni di un Eldorado migliore
Primo contatto con la Svizzera: le
choc de la rencontre
• Un « anziano » MNA descrive il primo contatto con la Svizzera come
un misto di terrore e di ingenuità: "Quand vous arrivez et que vous
ne parlez pas la langue, vous êtes perdu, mais perdu. La personne
qui arrive en face de vous, même si c'est le dernier diable sur terre,
vous croyez que c'est le bon dieu qui vous l'a envoyée, vous croyez
tout. La méchanceté vous croyez, la gentillesse vous croyez, vous
êtes naïf à cent pour cent [...] Aujourd'hui ça fait dix ans que je suis
ici, je n'ai toujours pas compris la manière dont les Suisses vivent.
Alors imaginez comme le premier jour vous arrivez, vous êtes
terrorisé, je veux dire, on ne comprend rien du tout. Est-ce qu'il faut
parler, comment il faut parler... vous êtes constamment en question
en vous même. Comment je dois me comporter, comment je dois y
aller, comment... Le premier jour, effectivement, c'est une
catastrophe".
Il vissuto della procedura di
richiesta d’asilo
•
•
•
Incompréhension et sentiment d’injustice:
Je garde encore la date, et puis c'est la plus mauvaise date depuis que je
suis ici en Suisse. Une audition de plus de cinq heures de temps. […] Ils
posent des questions… Ce sont des questions, ils les posent, et puis on
répond, et puis tout ce que vous répondez… moi-même quand j'ai lu le
texte, là où j'ai bégayé, la dame a écrit - je trouve ça un peu drôle, quoi - 'il
a bourdonné'!".
Une jeune suppose même des procédés totalement arbitraires : "Ils ne
suivent pas la loi. Ils devraient suivre les lois, mais ils ne le font pas. Ce
n’est que la chance, pas la loi. Ma décision, par exemple, il y a une autre
fille de [nom du pays] avec exactement le même problème, mais elle a eu
F, et moi j’ai eu N. Elle m’a dit, ils font des piles avec les dossiers, et peutêtre il y a beaucoup de dossiers qui commencent par la même lettre que
moi, et ils prennent la pile et font négatif pour tout le monde, sans même
regarder le problème. Et une fois que tu as négatif, c’est fini, même si tu fais
recours, ils donnent la même décision qu’avant, sans regarder, ça va
toujours être négatif".
Le vécu du dispositif
• I giovani intervistati si sentono complessivamente
soddisfatti della loro vita nel foyer di accoglienza
nonostante alcuni aspetti legati alla coabitazione
vengono vissuti male.
• Un giovane si lamenta della condivisione delle strutture
sanitarie, citando il problema della pulizia, "les Africains
ils sont nuls". Un altro MNA che frequenta la scuola si
lamenta dei rumori occasionali causati dagli altri
compagni del foyer.
• Una giovane richiedente asilo, che ha da poco compiuto
18 anni, parla del suo difficile passaggio verso la
maggiore età: trasferita in un altro foyer, ella si sente
abbandonata alla sua sorte dalla supervisione educativa
che l’aveva accompagnata fino ad allora.
Il problema della promiscuità
• La promiscuité est présente dans les discours de tous les jeunes
interviewés.
• "Tu t’imagines un peu, comment tu te lèves… quand tu te lèves le
matin, tout le monde veut faire la douche, seulement une toilette,
tout le monde doit attendre (tape sur sa montre avec les doigts), tout
le monde doit faire comme ça (tape avec la main sur la table). Mais
tout le monde entre en même temps, à 8 heures et demie. Donc
toutes les personnes là doivent faire la douche le matin. Il faut que
tu attendes, il faut que tu te réveilles tôt pour faire la douche. C’est
beaucoup de stress".
• Partager une chambre, mais surtout des installations sanitaires
souvent considérées comme insalubres pose des problèmes à tous
et toutes, et peux même renforcer certains préjugés entre MNA de
différentes origines.
Le perquisizioni della polizia
• Nei casi sotto riportati le perquisizioni nelle case
riportano degli elementi particolarmente sgradevoli.
• Un giovane ricorda l’irruzione della polizia avvenuto di
mattina presto, mentre si stava preparando per andare a
scuola. I poliziotti sono arrivati « con dei grossi cani »,
hanno fatto uscire tutti dalle stanze e « hanno rotto tutto
senza trovare niente ». I giovani avevano soprattutto
paura di arrivare in ritardo a scuola.
• "Apparemment ils fouillent comme ça, ils ont des clés
des appartements, ils n’ont aucune… Il n’y a pas de
respect. Il y a… je veux dire c’est un numéro. Tel
monsieur un numéro, telle madame un numéro, on vous
appelle et on vous convoque quand on veut.
Le relazioni con i giovani svizzeri
•
•
•
Pour tous les MNA interrogés, établir des contacts avec des jeunes
d’origine suisse est difficile.
"Oui, ils sont différents, surtout en ce qui concerne l’expérience. J’ai
beaucoup vécu, et je crois que je suis plus avancé. Eux aussi font des
expériences, mais c’est différent. Beaucoup de choses qu’ils vivent
maintenant, moi je les ai déjà vécues dans mon enfance. En fait, j’ai vécu
mon enfance comme un adulte. C’est pour ça que je ne suis pas comme les
autres. Et souvent, je me sens un peu seul. Souvent, je ne me sens pas à
l’aise avec les "amis" (Kollegen). Souvent, c’est aussi dommage, que je ne
vois pas les choses comme eux. Les voitures, les habits, par exemple, ne
m’intéressent pas du tout".
"Pour moi, ce qui était dur, c'est que quand j'arrivais, par rapport à mon
vécu... j'étais plus jeune, j'avais dix-sept ans, mais j'avais trente ans
d'expérience dans la tête, et les gens que je voyais, les gens ils parlaient
'qu'est-ce que tu as fait hier soir?...' Et comme moi je n'avais rien fait hier
soir, je n'avais aucun intérêt à le raconter. Donc j'avais un blocage; les gens
de mon âge, je n'avais aucune communication. Les adultes, ils étaient trop
vieux, donc on n'avait forcément pas beaucoup de choses à dire. [...] Je me
trouvais toute seule".
Les barrières du dispositif et
linguistiques
• Occorre sottolineare che i luoghi che frequentano i MNA e i giovani
« di qui » non sono gli stessi il più delle volte. Questi ostacoli
impediscono i contatti 'naturels' con gli Svizzeri.
• "Non, ce n’est pas difficile…, mais… oui… il faut que ça vienne
naturellement, non. Mais ça ne peut pas être naturel, parce qu'on
n’a rien en commun. Parce que si on parle, si on a les mêmes
problèmes, ou si on se trouve toujours aux mêmes endroits, là c’est
naturel. Mais sinon, comme on n’a pas vraiment, comme on n’a pas
fait la même école ensemble,… je ne sais pas…".
• Le barriere linguistiche e finanziarie vengono spesso menzionate
dai giovani
• "J’aimerais avoir des amis suisses, parce que j’aimerais aussi mieux
connaître leur vie, le système. Mais ce n’est pas possible […]. Ma
vie, actuellement, c’est la maison, l’école, la maison. Je ne peux pas
faire du shopping avec des autres, parce que je n’ai pas d’argent, je
ne peux même pas prendre un café avec eux. Comment je peux
avoir des amis ?".
Le relazioni con la comunità
d’origine
•
•
•
•
Per la maggior parte dei giovani, la comunità di origine assume una grande
importanza. E’ più facile stringere amicizie e, soffrendo dell’assenza dei propri cari,
ritrovare una parvenza di famiglia. Ma il contatto con la comunità può anche dare
dare origine a comportamenti devianti.
E’ il caso di un giovane che ha trascorso un periodo in prigione. "Je me suis sorti de
cette merde", dit-il en parlant de la consommation et de la vente de drogue; il ne veut
plus y être mêlé et ne veut plus avoir de contact avec les jeunes originaires du même
pays que lui, qui pourraient l'y ramener.
Un « anziano » MNA evoca le divisioni presenti nella popolazione del paese di origine
e ricostruite in Svizzera all'interno della comunità:
"La communauté de [pays d'origine]? Pour moi, c'était tout clair et net qu'il fallait
éviter. J'ai évité parce que... il y a deux choses. Premièrement, je suis là pour
problèmes familiaux, problèmes ethniques, problèmes... S'il n'y avait pas ça, les
[personnes originaire de ce pays] ne seraient pas là. Et ce problème, on l'a ramené
ici, on l'a pas laissé en [pays d'origine]. Et puis je ne voulais pas forcément réveiller
des blessures que je voulais effacer. [...] Il y a des avantages et des inconvénients. Il
y a des avantages parce que en tant que [personne originaire de ce pays], comme je
n'ai personne ici, si j'ai besoin de quoi que ce soit, [...] toute la communauté va venir.
Alors pour ça, c'est l'avantage".
Razzismo / Discriminazione
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Il tema del razzismo o di discriminazione è stato menzionato
spontaneamente da quasi tutti gli intervistati. La discriminazione è stata
osservata a due livelli: il primo, piuttosto strutturale, si trova al livello di
presa in carico.
Une jeune fille s’interroge par exemple au sujet de l’état de l’habitation. "Je
ne suis pas à l’aise, parce que…déjà, la fenêtre s’est cassée, tout est cassé
dans la maison, je ne sais pas….si c’est parce qu’on est 'Asyl', si c’est pour
ça qu’on donne les appartements comme ça. Même l’ampoule s’est cassée,
nous on veut faire les devoirs, on est obligé de faire comme ça".
Il problema della formazione e dell'occupazione è stata menzionata da
diversi intervistati. Una disparità di trattamento è evidente, i giovani non
capiscono perché non possono lavorare,fare un percorso di apprendistato o
di formazione, come altri adolescenti.
I problemi con le autorità, compresa la polizia, sono stati evidenziati anche
in diverse occasioni. Questo presuppone motivazioni razziste emerse in
occasione di alcuni controlli sulla loro identità.
L’importance des rencontres
positives
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"Il y a un patron que j'ai beaucoup aimé. Parce que c'est lui qui m'a aidée. Si je suis
arrivée, c'est grâce à lui. Parce qu'il a fermé les yeux – j'avais un permis F, ou N, je
ne sais pas". Elle disposait d'une liste des places d'apprentissage, fournie par l'Office
d'orientation professionnelle. "Pour arriver à mes fins, au patron, [les réceptionnistes]
disaient: 'c'est pour quelle raison?' alors je faisais comme ça: 'écoutez, c'est
personnel'. La personne, elle est coincée, elle ne peut plus rien dire. Alors à ce
moment je prends mes rendez-vous. Je suis allée à tous mes rendez-vous, tous les
patrons je les ai vus. Et certains m'on dit clairement: 'on n'a jamais engagé quelqu'un
de couleur'. [...] A l'époque il n'y avait pas trente-six mille trucs. La banque, il fallait
oublier. Faire l'apprentissage de la banque, il fallait oublier. [...] Tout ce qui était
administratif, c'était aussi oublié. [...] La seule chose, c'était vendeur. Donc moi je ne
voulais pas, vendre des légumes, je ne pouvais pas. La première chose que j'ai dite:
'ce sera la bijouterie, ou rien'. Et je ne m'attaquais qu'à la rue du Rhône, hein. [...]
Que la haute joallerie. Et tant pis si j'arrive. Tant mieux pour moi. Et si on me refuse,
tant pis aussi. Donc je voulais prouver... au lieu de tabler sur le petit, j'allais aux
grands. Juste pour me prouver à moi". Elle obtint un apprentissage à son quarante et
unième entretien. "Un jour, je suis tombée sur ce patron. C'était un patron qui était
français, et il travaillait à l'aéroport. [...] J'ai eu le rendez-vous par l'histoire de 'c'est
personnel', et lui il ne comprenait pas... Avec lui j'ai expliqué le cas, je n'ai rien caché,
j'ai dit 'si je pars d'ici, je ne chercherai plus rien'. [Il a fallu cela] pour qu'il y ait un être
humain, quelque part, qu'il y ait une écoute
L’avvenire
• Proiettarsi verso il futuro non è un esercizio
facile per il MNA. Il carattere provvisorio del loro
soggiorno e la difficoltà, per alcuni, di
frequentare una scuola 'regolare', rende difficile
formulare degli obiettivi o definire delle
aspettative in merito ad un futuro percorso
scolastico, lavorativo e personale.
• "Le fait que j’aie le permis F, ça m’occupe
beaucoup. Je dois aller au gymnase, mais peutêtre, tout à coup je dois partir. Je suis incertain,
et souvent je ne peux pas me concentrer sur les
choses, je n’arrive pas à prendre des décisions".
La questione del ritorno
• I giovani percepiscono l’espulsione come un rischio reale a breve o
medio termine. E tutti temono un ritorno nel paese di origine prima
o dopo.
• Un giovane, di quasi diciotto anni, che frequentava un corso di studi
post scuola dell’obbligo, spiega l’impossibilità di proseguire la
propria formazione nel paese di origine: troppo anziano, non
sarebbe stato accettato nelle scuole secondarie.
• La quasi totalità degli intervistati non riesce ad immaginare la
propria vita nell’eventualità del ritorno.
• "J’y pense tout le temps. Mais c’est tout noir, je ne peux même pas
imaginer ce qui va arriver".
• I giovani hanno paura del ritorno e non dispongono delle prospettive
reali di vita nel paese di origine.
• "Si je retourne, je serai peut-être clochard".
Osservazioni finali
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Poiché le modalità di controllo sui minori non permettono di realizzare
progetti a lungo termine, queste provocano delle mancanze nella
definizione di una futura integrazione sociale dei RAMNA sia in Svizzera,
sia nel loro paese d'origine e sia ancora in un paese terzo.
Alla stessa maniera sia l'impegno dei giovani, che quello degli operatori
sociali possono andare in corto circuito in qualsiasi momento a seconda
delle decisioni amministrative adottate dalle autorità locali e nazionali al
raggiungimento della maggiore età da parte del minore. Uno dei maggiori
problemi riguardo questo punto è relativo all’assenza di coordinamento tra
le autorità competenti a deliberare in materia di asilo e gli operatori sociali
che seguono i giovani. Solitamente predominano i criteri giuridici senza
considerare gli aspetti sociali ed educativi di presa in carico dei minori.
I RAMNA vorrebbero gradualmente costruire un futuro di adulti, ma il peso
dell’etichetta di “richiedenti asilo” rende difficile questo lavoro di costruzione.
Le loro esperienze potrebbero essere sintetizzate dall’affermazione: ‘Noi
siamo come gli altri giovani, ma non possiamo essere come gli altri giovani'.
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Les mineurs non-accompagnés Bolzman