Poste Italiane Spa - Sped. A.P. - D.L.335/2003
(conv. in L.27/02/04 n.46) art.1, comma 2, DCB - BL
Anno LXXX - n. 3 - Ss. Pietro e Paolo 2014
www.agordo.diocesi.it
Taxe perçue - Tassa riscossa
32100 BELLUNO - ITALIA
BIMESTRALE DELLA PIEVE ARCIDIACONALE DI SANTA MARIA DI AGORDO
...questa volta vorrei parlarti
dei nostri ragazzi, soprattutto
di quelli che sembrano non
volerne più sapere di Dio,
Caro San Piero...
della Chiesa, dei preti. Di quei
ragazzi che assomigliano a te
quando per paura hai rinnegato il tuo Signore, ma poi non
sanno ritrovare la capacità
di riconoscere lo sbaglio e di
lavarlo con le lacrime, come
invece hai saputo fare tu, che
“piangesti amaramente”.
Devo dire che mi sono interrogato (ma non solo io…
chissà quanti genitori, nonni,
amici lo fanno!) tante volte sul
perché di questi “abbandoni”
che sembrano essere ormai
“di massa”. Di chi è la colpa?
Perché lo fanno? Come aiutarli
a non lasciarsi inquinare da un
mondo adulto che li attira, ma
che non si cura del loro vero
bene, continuando ad offrire
loro strumenti di morte come le
droghe che annientano il fisico e
lo spirito, i giochi d’azzardo che
rovinano famiglie intere, miraggi di arricchimento facile e
magari anche disonesto, esempi
sconfortanti di corruzione e di
malaffare?
Alla fine concludo - ma dimmi tu se ho torto o ragione - che
questi nostri ragazzi che dicono
“basta” con la Chiesa e con
Dio, sono figli arrabbiati, ma
non necessariamente cattivi, e
nemmeno persi per sempre!
Vedi: mi viene in mente una
delle più belle parabole di Gesù
che tu hai sentito raccontare
allora: quella del padre miseri-
Sommario
Settimana della famiglia
Spigolando in Archivio
Vita della comunità
Da Macerata a Loreto
Pastorale giovanile
La pagina foraniale
Dal mondo della scuola
...con tanti premi!
Il racconto di Cielo Blu
Solidarietà/Volontariato
Cronachetta agordina
Lo stato dei fiumi
Omaggio alla “Gigia”
Il paese del graffito 5°
Il miracolo di S.Vincenzo
Le elezioni ad Agordo
La scoperta dell’uranio
La pagina dei ricordi
Sport ieri e oggi
In memoria/anagrafe
Il piccolo esploratore
" 2
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“ 21
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" 40
" 44
Sono le sei del mattino di mercoledì 11 giugno quando l'obbiettivo
di Cesare Benvegnù, sempre alla ricerca di motivi particolari, si
ferma a fissare in questa immagine il risveglio di Agordo dalla zona
di Mozzach. Il primo spicchio di luce del nuovo giorno cade sulla
vecchia e abbandonata Torresella: che sia un buon presagio anche
per il... risveglio dei nostri giovani?
Domenica 29 Giugno - Ss. PIETRO E PAOLO
Patroni di Agordo e dell’Agordino
ore 10,00 - Solenne pontificale
presieduto dall’arcidiacono
cordioso (o del figlio prodigo).
Il padre permette che il figlio
parta per un paese lontano, ma
non chiude definitivamente la
porta. Ecco: chi si allontana dalla vita cristiana è un po’ come
quel figlio che si allontana non
solo da un luogo fisico, ma da
se stesso, dalla sua dignità. Ma,
un giorno o l’altro, se saprà che
la porta rimane aperta, ritroverà
la via del ritorno a casa.
Allora, caro San Piero, aiutami a far capire ai genitori, ai
nonni, ai familiari di tanti nostri
ragazzi che, se uno di loro li
rattrista perché non partecipa
più alla messa, non frequenta
più la parrocchia, non ne vuole
sapere di sposarsi in chiesa, non
si arrabbino e non se la prendano, nemmeno con se stessi,
pensando di avere sbagliato
qualcosa nel loro impegno
educativo…
Al contrario, abbiano il
coraggio di continuare ad accompagnare chi fa scelte che
fanno soffrire, sapendo che,
se accompagnare non significa
condividere, vuol dire però essere vicini, presenti, o in altre
parole significa “lasciare aperta
la porta per il ritorno”.
Caro San Pietro, nella tua
prima Lettera ci hai chiesto
di saper rendere ragione della
speranza che è in noi, “con dolcezza e rispetto”. Aiutaci allora
ad essere, anche nei confronti
di questi ragazzi di cui ti ho
parlato, uomini e donne che non
perdano mai la speranza di un
“ritorno”, perché sono assolutamente certi che se qualcuno
abbandona il Signore, Lui però
non abbandona mai nessuno e
attende… il ritorno. E, di questo, tu sei buon testimone!
Un caro, filiale saluto in attesa
di onorarti e pregarti con tutta
la Comunità.
Tuo,
Don Giorgio
S. Pietro 2014
2
Il 17 maggio ad Agordo
La IVa settimana del diritto
alla famiglia
Il capoluogo di vallata è stato uno dei 200 Comuni d’Italia
(quattro del Veneto) che hanno aderito all’iniziativa promossa
dalla Federazione progetto famiglia e dall’Editrice punto famiglia, in collaborazione con decine di enti fra scuole, parrocchie,
comuni e organizzazioni no-profit, e che hanno ospitato la manifestazione dal 9 al 18 maggio sul tema «I bambini vinceranno la
crisi. Generare e accogliere la vita al tempo della crisi globale».
«200 eventi in 200 città»: sono momenti di incontro e occasioni
di riflessione in cui i volti della solidarietà e la voce degli esperti
ogni anno convergono attorno a un tema che afferma il valore
ineguagliabile della famiglia.
“I bambini vinceranno la
crisi”; questo lo slogan della
settimana della famiglia, un’iniziativa promossa a livello nazionale ed accolta da 200 comuni
d’Italia, fra i quali Agordo.
Sabato 17 maggio un nutrito
gruppo di bambini ha invaso il
Broi di Agordo per far sapere
a tutti che il futuro è nelle loro
mani e che le loro mani sanno
essere giuste, buone, sensibili,
dolci, equilibrate, ma anche
severe e decise.
Mani di cui potersi fidare con
speranza e fiducia, insomma.
Per iniziare il pomeriggio,
i piccoli hanno spiegato agli
astanti quali sono i loro diritti
e doveri, aiutandosi con dei
meravigliosi disegni realizzati
a scuola e sistemati in un percorso allestito sotto il tendone
montato per l’occasione.
In seguito qualche breve
sketch preparato assieme alle
insegnanti ha approfondito
meglio l’argomento.
I Ricci ci hanno insegnato
che è importante stare vicini
gli uni agli altri ma occorre
sempre rispettare lo spazio di
chi ti è accanto.
I cartelloni hanno messo a
fuoco diritti e doveri dei bimbi
(e degli adulti) nella loro complementarietà.
A seguire, il gruppo giovani
animatori della parrocchia si è
adoperato per tradurre in pratica
quanto appena appreso, aiutando i bambini ad esercitare uno
dei loro diritti più importanti: il
diritto al gioco, che sottintende
il diritto/dovere alla condivisione, alla serenità, all’aiuto
reciproco, alla crescita, allo
stare insieme.
Un paio d’ore che come sempre quando si è in buona compagnia sono volate, fra corse, salti
con la corda, giochi di agilità e
varie sfide tra le quattro squadre
formate sul momento.
Nel frattempo al centro parrocchiale «Monsignor Vincenzo Savio», i genitori, purtroppo
pochi, hanno partecipato ad
un incontro con l’arcidiacono
mons. Giorgio Lise, l’assistente sociale Carmen Rossi
e il professor Giulio Bianchi,
introdotti da Sisto Da Roit in
rappresentanza del comune di
Agordo. Aprendo i lavori mons.
Lise ha sviluppato il tema dirittidesideri dei bambini.
Il diritto alla famiglia è già un
innato desiderio, così il diritto
al gioco, alla socializzazione
e non da ultimo il diritto alla
religione, quindi all’incontro
con Dio.
A seguire, Carmen Rossi,
con un intervento molto pratico e concreto, ha evidenziato
l’importanza di coltivare le
relazioni con chi ci è più prossimo, famiglia, amici, vicini…
questo ci permette di cogliere
quei segnali di disagio, talvolta
molto velati, che una persona
lancia quando è in difficoltà e
che solo una buona sensibilità
permette di avvertire.
Talvolta un gesto, una parola,
Echi di Agordo
Un Pomeriggio in Famiglia
La gioiosa invasione del Brói da parte dei nostri bambini.
la semplice vicinanza anche se
non richiesti, ma per questo non
meno graditi, possono essere
significativi.
Il professor Giulio Bianchi,
commentando i dati demografici della provincia di Belluno,
ha evidenziato la tendenza al
ribasso della popolazione, ma
ha anche spiegato concretamente quali conseguenze pratiche
avrà sulla vita di tutti noi.
Ci saranno squilibri sia sul
piano economico sia su quello
assistenziale con una popolazione sempre più vecchia senza il
naturale ricambio se non quello,
peraltro parziale, delle giovani
famiglie di immigrati.
Quando, al termine dell’incontro, i genitori sono tornati
sul Broi, preoccupati per i loro
figlioli e certi di trovarli stanchi e affamati, questi ultimi li
hanno accolti con un “Possiamo
rimanere ancora un po’?” e un
sorriso colorato di nutella…
La festa si è così prolungata
fino ad esaurimento forze.
In conclusione, la giornata
ci ha dato veramente modo di
comprendere una cosa fondamentale: è la famiglia che deve
fornire al bambino i valori di
base che sono i pilastri che poi
loro condivideranno e metteranno insieme per costruire il
mondo.
E loro, come in un pomeriggio
insieme hanno saputo vincere la
timidezza iniziale, la stanchezza
e la diffidenza, scoprendo che
giocare con gli altri è meglio che
da soli, così sapranno di certo
vincere anche la crisi.
Famiglia Schena
L’incontro dei genitori con l’arcidiacono al Centro parrocchiale
“Vincenzo Savio”.
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
a cura di GABRIELE BERNARDI
Il nobile Luigi de Manzoni
In più occasioni abbiamo
ricordato la presenza nella
nostra chiesa arcidiaconale
del ricco patrimonio di opere
d’arte. Abbiamo avuto modo di
esprimere il nostro plauso agli
autori in modo del tutto particolare nei numeri speciali editi
in occasione del 140° e 150°
anno dalla sua inaugurazione
dopo la radicale ricostruzione
del 1852 (Echi n°4/1992 e n°
4/2002).
Vorremmo ora riprendere
l’argomento “Le sculture
dell’arcidiaconale” (Echi n°
1/1993), non tanto per descrivere le opere che sono alla visione
di tutti, bensì per tracciare una
breve sintesi biografica dei loro
autori.
Iniziamo quindi prendendo
in considerazione lo scultore
Luigi Ferrari, autore del busto
del nobile benefattore Luigi
de Manzoni, collocato nella
navata laterale, sopra la porta
che conduce alla sacrestia.
Come più volte detto, il busto
in marmo è stato voluto dagli
agordini, a spese del Comune,
quale segno di riconoscenza
per il generoso contributo dato
dal de Manzoni nelle ingenti
spese sostenute per il rinnovo
del tempio.
L’operazione “Busto de Manzoni” con iscrizione ha inizio
con il Consiglio Comunale
Straordinario del 19 gennaio
1852 che approva all’unanimità la proposta (votazione
segreta, 21 voti favorevoli,
nessuno contrario) con cui:
viene accettato il progetto incaricando “...l’esimio scultore
Sig.r Ferrari…”; è accettata
pure e ritenuta congrua la spesa
di 1200 £ austriache, come da
offerta fatta dallo scultore Luigi
Ferrari (contattato dall’amico
architetto Segusini), “…tutta-
Gli artisti nell’Arcidiaconale
Lo scultore
Luigi Ferrari
Busto e collocazione in Chiesa (vedi Echi 8.9.2002 e Settembre 1992)
via, se occoresse di spendere
qualche centinaio di Lire
dippiù ciò non debba essere di
ostacolo all’impresa importando più d’ogni altra cosa che il
lavoro venga bene eseguito...”;
“...Che il pagamento si divida
in due anni, e si allestisca il
fondo caricandone i censiti
mediante sovrimposta che se
stante alcuni progetti in corso
di vendita di boschi o stabili
comunali, si potesse ricavarne
un capitale sufficiente, il Consiglio determina di valersene in
via di anticipazione; ed in questo caso i censiti rifonderebbe-
ro la spesa invece che in due
anni soli, in tre od in quattro a
seconda de’ minori o maggiori
aggravii a cui andranno in
seguito sottoposti.”.
Come avviene spesso, “…il
professionista e celebre scultore Luigi Ferrari espone le condizioni alle quali si assumerebbe di erigere il busto in marmo
di carrara… Diffatti il prezzo
sarebbe di Austriache £ 240.
superiore di quello ammesso
dal Consiglio, somma che non
dovrebbe destare opposizioni,
qualora vengano maturamente
calcolate le difficoltà che si
3
incontrerebbero nell’avere
un’opera degna dello scopo,
abbandonando il partito di
valersene del sullodato Sig.r
Ferrari”.
Alla fine viene accettato
l’aumento portando così il
costo dell’opera a 1440 £
austriache. A questo punto la
proposta Consigliare viene
inoltrata all’Autorità Tutoria
che però non rilascia subito
l’autorizzazione ma pretende
di verificare la contabilità
per riconoscere la legittimità
dell’atto e oltre a ciò richiede
di valutare la consistenza delle
somme elargite a tal proposito
dal Nobile de Manzoni “…
dovendo il Censo Comunale
rispondere della spesa nel riguardo a questo busto, e perché
poi questo Censo vi si presti,
necessario divenendo l’assenso Superiore, non puossi
prescindere da una cognizione
esatta delle vere causali che
impongono l’oneroso atto di
riconoscenza in tempi che del
pubblico denaro vuolsi fare la
maggior economia…”.
In merito a tale esigenza, l’11
giugno l’arcidiacono mons.
Fullini invia una lettera al I.R
Commissariato Distrettuale e
così si esprime: “…essendo
che sono solo 5 anni all’incirca
che io mi trovo qui, così non
posso avere giusta notizia…
crederei non andar lungi dal
vero asserendo che abbia
sborsato del suo meglio che
A. £ 200.000".
Tra le tante perplessità suggerite dall’Autorità Superiore
si prospetta pure la difficoltà
di valutazione sull’opportunità
di commemorare un vivente,
costringendo la Deputazione
Amministrativa di Agordo
ad approfondire la delicata
questione interpellando l’interessato. Quindi il 26 maggio
1852 tolta ogni perplessità la
Deputazione agordina invia la
seguente missiva: “…Al Nobile
ed Illustre Signor De Manzoni
primo Deputato Comunale, benemerito Patriotta di Agordo
Il Comune di Agordo, testimonio delle beneficenze
da Lei prodigategli, memore
di tante elargizioni profuse e
pella riedificazione di questa
Chiesa Arcidiaconale, e delle
altre innumeri prestazioni a
comune vantaggio, col mezzo
del Consiglio che si raccolse
nel dì 19 genn.o pp, non sapeva meglio esternare i sensi
della propria gratitudine, che
(segue a pag. 5)
S. Pietro 2014
4
Echi di Agordo
(segue da pag.4)
Lo scultore
Luigi Ferrari
coll’inaugurarle un busto in
marmo, rappresentante la di
Lei effige, per indi collocarlo
nella Chiesa.
Assoggettato il progetto
all’Autorità Superiore, questa
prima di impartire la sua approvazione incaricò la Deputazione di assicurarsi s’Ella, o
benemerito Signore fosse per
accettare l’offerta.
Per ciò la Deputazione unitasi ai sottoscritti Consiglieri, si
dà il pregio di farle l’inchiesta
e si lusinga ch’Ella vorrà avere
gradito questo tenue segno di
riconoscenza e di gratitudine
che consacra il Comune di
Agordo al suo Patriota, al suo
Benefattore.
E per far constatare alla Superiorità ch’Ella accondiscese
alla nostra preghiera, La si
prega a voler apporre qui in
calce la propria dichiarazione,
e restituirla…”.
In calce alla lettera la risposta
del Sig. de Manzoni:
“Non posso rifiutare il
testimonio d’affetto sebbene
troppo solenne che m’offrono
i miei buoni compatrioti. Il
timore di sembrare superbo,
non accettandolo mi fà vincere
quei riguardi che m’imporebbe la coscienza di sentirmene
immeritevole.
Luigi de Manzoni”
Finalmente, con le accennate precisazioni, la Delegazione Provinciale il 3 luglio
1852, diede il suo parere
favorevole e un anno dopo, il
busto verrà collocato accompagnato dall’iscrizione che
così recita:
Luigi de Manzoni accetta l’omaggio degli agordini.
L’artista Luigi Ferrari nacque
a Venezia il 21 giugno 1810 da
Bartolomeo, scultore. Alunno
di L. Zandomeneghi presso
l’Accademia delle belle arti di
Venezia, all’età di undici anni
espose il suo primo saggio
scolastico raffigurante la Testa
della Vergine in marmo. Allievo
precoce e di talento, nel 1822,
si aggiudicò il primo premio in
accessit (cioè si è avvicinato al
voto che indica l’ottimo) per la
scuola di scultura col modello
della testa e due anni dopo lo
vinse di nuovo con una Testa
del Redentore. Anche nel 1826
raggiunse tale grado con un
nudo riunito in gruppo.
Ben presto nelle sue opere si
andava manifestando il gusto
tardo neoclassico e già nel 1831
espose con grande successo il
gruppo in scagliola Piramo e
Tisbe (la storia di un amore
disperato - Ovidio). Molte
sono le sue opere in questo periodo giovanile, ma il maggior
successo gli venne dal gruppo
in gesso “Laocoonte”, presentato all’Esposizione di Brera
del 1837 e a Venezia l’anno
successivo.
Piace qui ricordare l’alone di
mistero che avvolge la scultura
del “Laocooonte”, (I sec. a.C.)
IL GIORNO IV SETTEMBRE MDCCCLIII
LA PATRIA RICONOSCENTE
QUI LOCAVA LA EFFIGIE
DI
LUIGI NOBILE DE MANZONI D’AGORDO
OTTIMO BENIFICENTISSIMO
ALLE CUI LARGIZIONI E CURE MASSIMAMENTE E’
DOVUTO
SE IL TEMPIO ANGUSTO E DISADORNO
FU DALLA PIETA’ DEGLI AGORDINI
IN PIU’ SPLENDIDA FORMA AMPLIATO
E D’IMMORTALI DIPINTI DI PREZIOSI ARREDI
ABBELLITO
capolavoro celebrato da Plinio,
gruppo scultoreo disperso e
ritrovato il 14 gennaio del
1506 (il centro della vicenda
è la grave colpa commessa dal
Sacerdote Laocoonte, figlio di
Priamo re di Troia, nell’unirsi
con la moglie Antiope davanti
all’altare di Apollo e per questo
sacrilegio punito con la morte
data e con queste due opere
si può affermare che l’artista
abbandona l’accademismo neoclassico per sperimentare temi
di gusto “romantico”. Ciò appare anche dai titoli delle sue opere
che spesso sono monumenti
funebri: Bambina che legge;
Endimione accarezza il cane;
Il marito che prega all’amata
consorte; La Vergine; Angelo
della Resurrezione; Angelo
della Carità; molte altre, alcune
delle quali risultano disperse.
Del 1842 è da ricordare il
monumento in memoria del
medico e letterato Francesco
Aglietti (amico fraterno e
medico personale di Antonio
Canova, lo assistì anche nel
momento del trapasso) ora nella
sala terrena dell’Ateneo Veneto
a Venezia.
Nel periodo dei moti rivo-
Ateneo Veneto. Particolare. L’angelo incide il cognome Aglietti.
assieme ai due figli Antifate e
Timbreo, stritolati dai due serpenti Porcete e Caribea).
In tale periodo molti artisti
sentono il bisogno di confrontarsi con l’arte antica sviluppando nei loro lavori il mito.
Anche Luigi presenta la sua
inaspettata interpretazione. In
essa l’autore vede quasi un
dramma familiare, il tormento
di Laocoonte non è più il proprio
dolore fisico anzi, il sacerdote
troiano, sembra quasi incurante
del serpente che si avvinghia al
suo braccio sinistro ed è invece
inorridito alla vista di uno dei
figli a terra già morto.
Uguale successo ebbe un’altra opera, presentata a Brera nel
1838, raffigurante la “Malinconia”, ora dispersa; da questa
luzionari del 1848 il Ferrari
abbandonò l’attività artistica
e venne eletto all’Assemblea
dei deputati della provincia
di Venezia e quindi membro
dell’Assemblea legislativa. Nel
1850 riceve la supplenza alla
cattedra di scultura dell’Accademia di belle arti di Venezia e
l’anno successivo viene nominato professore effettivo, carica
che tenne fino al 1890. Accettata
la carica dal ministro Imperiale,
dimostrando coerenza e attaccamento a Venezia rifiutò tuttavia
di eseguire una statua in ricordo
della vittoria Austriaca nell’assedio veneziano del 1849.
Molto impegnati e produttivi
gli anni successivi, vasta la sua
(continua alla pag. seguente)
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
Lo scultore Luigi Ferrari
produzione: realizzò sculture
per chiese, il nostro busto
(1852-53), due angeli adoranti
per la chiesa veneziana di S. Silvestro, S.S. Michele e Vito per
la chiesa di s. Vito d’Asio, per
cimiteri, la tomba Papadopoli
per il cimitero di S. Michele, due
statue con la Musica e la Drammatica per il teatro Imperiale di
Vienna, figure allegoriche per la
stazione ferroviaria di Padova
e molto altro.
Degno di particolare menzione, il gruppo scultoreo “Il doge
Francesco Foscari inginocchiato dinnanzi al Leone andante” per la porta della Carta
in palazzo Ducale, eseguito nel
1885. È la ricostruzione del
gruppo scultoreo originale distrutto dai francesi al momento
della loro occupazione della
città e della contemporanea
fine della Repubblica Serenissima avvenuta nel 1797, mille
e cento anni esatti dopo la sua
costituzione.
È da ricordare che la Porta
della Carta di palazzo Ducale
era l’ingresso della sede del
potere politico della Repubblica
di Venezia e deve il suo nome
all’usanza di affiggervi le nuove
leggi e decreti, alla presenza
degli scrivani pubblici o anche
al fatto che vi fossero nei pressi
gli archivi di documenti statali.
Fu costruita in stile gotico dai
fratelli veneziani Giovanni e
Bartolomeo Bon, famosissimi
5
VITA DELLA COMUNITÀ
La tradizionale Via Crucis
al Cristo delle Pianizze
Ateneo Veneto. Monumento a
Francesco Aglietti.
scultori e architetti. Al centro
del gruppo scultoreo della porta,
è rappresentato il doge Francesco Foscari (il potere politico,
la Città) in ginocchio davanti
al Leone marciano (la Chiesa,
il potere teologico).
Oltre alla cattedra di scultura
all’Accademia di Venezia, Luigi Ferrari fu direttore dell’Istituto Accademico dal 1879 al
1886 e professore onorario dal
1879 al 1892. Fu socio di varie
accademie e congregazioni ed
anche Commendatore della
Corona d’Italia.
Morì a Venezia il 13 Maggio
1894.
(Bibliografia: docum. Arch. St.
Arcidiaconale - Internet, Dizion.
Biografico Treccani)
La stazione della Via Crucis in notturna, al Cimitero.
Come da antica tradizione, si è svolta anche quest’anno, il venerdì che precede la settimana di passione, la via Crucis pubblica
in notturna all’antico sacello del Cristo delle Pianizze lungo la
regionale che da Agordo porta a Voltago.
Formatosi in via Insurrezione, il corteo di fedeli, munito di fiaccole e torce, si è snodato in una suggestiva e raccolta processione,
guidata dall’arcidiacono monsignor Lise, compiendo le 14 soste
previste dalle stazioni, per concludersi al capitello.
Qui è conservato un prezioso Crocifisso che la tradizione vuole
sia stato miracolosamente recuperato da un contadino del luogo
mentre arava un campo sul quale poi, a ricordo del fatto, la devozione popolare ha voluto erigere il piccolo edificio sacro.
Al termine, si sono uniti anche i fedeli della parrocchia di Voltago accompagnati dal parroco don Stefano Pontil. L’Arcidiacono,
concludendo la Via Crucis e riferendosi alle luci provenienti dal
sottostante centro di Agordo, ha invitato i presenti a illuminare
con la luce della fede le sofferenze quotidiane e a vivere la Settimana Santa con vera partecipazione per prepararsi degnamente
alla festa di Pasqua accogliendo l’invito dell’Apostolo: “Svègliati
dal sonno: Cristo ti illuminerà!”.
La conclusione della via Crucis di venerdì 11 aprile al Cristo delle
Pianizze.
Venezia. Porta della Carta a Palazzo Ducale. Monumento al Doge
Foscari.
LA COMUNITA’ PARROCCHIALE DI
AGORDO
porge il più cordiale benvenuto ai graditi ospiti
e augura loro buone vacanze!
6
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
VITA DELLA COMUNITÀ VITA DELLA COMUNITA’
Immagini della
Settimana Santa 2014
Sequenza foto: la domenica delle Palme; sotto e a dx.: giovedì santo (lavanda dei piedi), venerdì santo (processione), sabato santo e
domenica di Pasqua. (foto Federico Costa)
Come sempre, numerosa e
attenta la partecipazione al Triduo
Sacro, culminato nella solenne
Veglia Pasquale e nelle Messe
di Pasqua.
Nell’omelia pasquale, l’Arcidiacono, riferendosi alle imminenti
elezioni europee e comunali, ha
detto tra l’altro:
“la novità pasquale non è
qualcosa di intimistico, che tocca
e rinnova solo la nostra vita spi-
rituale, ma si innesta nella nostra
esistenza dando nuova linfa;
entra a pieno titolo nella società
in cui viviamo e operiamo, può
guidare le nostre scelte nelle
concrete situazioni della vita sociale: prossimamente ci saranno
elezioni amministrative e politiche
che riguardano rispettivamente
la nostra comunità cittadina e la
grande casa comune europea:
il cristiano non deve mai essere
assente dalle responsabilità
civili. Vi si deve immettere con
competenza, con coerenza, con i
propri principi morali irrinunciabili,
con perseveranza nelle difficoltà,
con spirito di servizio e non di
tornaconto, con l’animo di chi si
dispone sempre a collaborare
per il bene comune. Il cristiano
non sta alla finestra aspettando,
non si accompagna acriticamente
al lamento di tanti – fosse anche
giustificato - ma partecipa corresponsabilizzandosi, offrendo la
collaborazione delle idee e, se
necessario, mettendosi in gioco
in prima persona.
Con una certezza: il mondo –
che tutti vogliamo migliore, più
buono e più sano – non migliora
da se stesso, ma con la collaborazione fattiva di tutti e con l’azione
decisa e carica di speranza di chi
sa che la novità del Cristo Risorto
può rivoluzionare anche la cosa
pubblica”.
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
7
VITA DELLA COMUNITÀ VITA DELLA COMUNITA’
Un grazie ai nostri Cori per
il prezioso servizio liturgico
Immancabile la foto-ricordo dei chierichetti con il Vescovo.
Domenica 15 giugno:
S. Cresima per 55 ragazzi
Cresimati di prima media
(27):
Benvegnù Angela, Bondi Benedetta, Bressan Nicola, Campanini Francesco, Chissalè Elisa,
Chissalè Tomas, Costa Irene,
De Cassan Debora, De Martin
Caterina, De Zaiacomo Lorenzo, Del Chin David, Fadigà
Nicolò, Farenzena Valentino,
Fontanive Giacomo, Fullin Stefano, Fusina Filippo, Galasso
Patrick, Gavaz Simone, Guerrini Sofia, Masoch Alessandro,
Mezzacasa Elisa, Momo Sara,
Selle Susanna, Tibolla Lorenzo,
Torriglia Nicolas, Zasso Alessandro, Zasso Enrico.
***
I cresimandi di prima e seconda Media hanno ricevuto il sacramento della Confermazione dalle mani del
Vescovo, mons. Giuseppe Andrich. Quindici giorni prima, assieme a molti genitori e padrini, si erano preparati con una giornata di ritiro spirituale al Centro Papa Luciani di Col Cumano. (Foto Luly Della Lucia)
Cresimati di seconda media
(28):
Bernardi Giacomo, Bogo Giulia, Bressan Elisa, Cadorin Elisa, Cadorin Marianna, Candiani
Marco, Carlin Nicola, Case
Martina, Chenet Rebecca, Chenet Zoe, Colaiacomo Simone,
Costa Giorgia, De Biasio Luca,
De Nardin Arianna, Ferrara
Dominique, Francavilla Lorenzo, Frena Martina, Giacomini
Lorenzo, Lena Elisa, Marchioro
Stephanie, Monni Gaia, Parissenti Anna, Sbardella Simone,
Soppelsa Maurizio, Soppelsa
Nicole, Tormen Jenny, Trevisan
Angelica, Zasso Liam.
S. Pietro 2014
8
Echi di Agordo
VITA DELLA COMUNITÀ VITA DELLA COMUNITA’
Mancano ancora settimane ma
già inizio a pensarci, a cercare di
organizzare gli impegni in modo da
essere libero. Poi il tempo scorre
e come per tutte le cose piacevoli,
man mano che si avvicinano,
sembra rallentare.
Il gruppo di amici con i quali
condivido l’esperienza si va consolidando negli anni, quando ci
incontriamo un accenno va spesso
al pellegrinaggio, a ricordare
qualche particolare dei precedenti,
una battuta, o l’ultima previsione
meteo sul fine settimana del
cammino.
E arriva il giorno, la maggior parte del gruppo si ritrova a Belluno,
altri si uniscono strada facendo,
alcuni sono veterani del pellegrinaggio, altri alla prima volta, si
riconoscono gli amici con i quali
abbiamo già camminato, ci si presenta a quelli che incontriamo per
la prima volta, ma tutti ci diciamo
semplicemente “ciao” come se
questa esperienza ci rendesse
tutti ugualmente e semplicemente
amici, senza differenze.
Il paesaggio scorre oltre i finestrini del pullman, lasciamo le
montagne, le valli, corriamo nella
pianura dove si allungano verso
l’orizzonte distese di campi nei
quali papaveri rossi occhieggiano
qua e la in mezzo al verde e al
giallo del mais e del grano.
Poi le colline anch’esse coltivate, ancora grano, orzo, vigneti ma
spesso anche girasoli, e su alcune
sono cresciuti pure pannelli solari.
Sulla sinistra cominciamo ad intravedere il mare, non manca molto,
infatti poco dopo vediamo il colle
dove sorge Loreto, la mèta che ci
accoglierà domani mattina.
E infine usciamo dall’autostrada, la poderosa organizzazione
dell’evento si fa già vedere: volontari ci accolgono ed indicano
la direzione da prendere.
Percorriamo per un tratto a
ritroso la strada lungo la quale
cammineremo la notte, ci indichiamo a vicenda punti di riferimento
che riconosciamo, l’incrocio, l’edificio, un tratto alberato, facciamo
ipotesi sul colore del cappellino
di quest’anno ed infine saliamo
Gli agordini al 36° Pellegrinaggio
Macerata-Loreto
“di cosa abbiamo bisogno per vivere?”
verso lo stadio dove si radunano
tutti i pellegrini.
L’esterno è già affollato ma
l’esperta gestione degli organizzatori fa si che non si creino ingorghi
o disagi, scendiamo velocemente
dal pullman, e ritiriamo il materiale dei pellegrini: il cappellino
(quest’anno rosso), il rosario e il
libretto con canti e preghiere.
Ci dirigiamo verso l’interno dello
stadio tramite gli accessi che ci
vengono indicati, quest’anno
siamo sugli spalti nella zona
centrale, di fronte all’altare. Iniziano i canti, alcuni noti, altri ci
ci chiede di pregare perché questo
obiettivo si possa concretizzare.
Poi ancora rivolto a noi “...non
abbiate paura di sognare un
mondo più giusto, di domandare,
di dubitare e di approfondire. Voi
sapete che la fede non è un’eredità
che riceviamo dagli altri, la fede
non è un prodotto che si compri,
ma è una risposta d’amore che
diamo liberamente e costruiamo
quotidianamente con pazienza, tra
successi e fallimenti. Non temete
di lanciarvi nelle braccia di Dio...”
“...Non lasciatevi scoraggiare dai
perdenti o dai paurosi che vogliono
L’arrivo in piazza a Loreto.
vengono insegnati al momento
accompagnati da un bel coro, poi
i discorsi di benvenuto del sindaco, del vescovo, ma la sorpresa
più grande è una telefonata in
diretta: è Papa Francesco che
suscita l’entusiasmo di tutti noi! Ci
saluta, scambia qualche battuta,
poi scherzosamente chiede se
può dire qualcosa: ci ricorda che
cammineremo verso il giorno di
Pentecoste e che vi sarà un importante incontro in Vaticano per
invocare la pace in Terra Santa, in
medio oriente e in tutto il mondo,
Il gruppo degli agordini col cappellino rosso.
togliere il sogno, che vi vogliono
rinchiudere nelle loro mentalità
buie invece di lasciarvi volare nella
luce della speranza...” “...Sappiate
che la negatività è contagiosa, ma
anche la positività è contagiosa.
La disperazione è contagiosa, ma
anche la gioia è contagiosa. Non
seguite persone negative, ma
continuate ad irradiare intorno a
voi luce e speranza...” poi un’ultima battuta quando ci chiede di
pregare per lui, poi specifica “Ma
pregate a favore, non contro!”. La
forza nella semplicità.
Poi, la Santa Messa, in alcuni
momenti il silenzio è tale che sembra impossibile trovarsi in mezzo
a oltre 100.000 persone. Alla fine
della preghiera eucaristica si aprono centinaia di ombrelli bianchi
che segnano i punti dove poter
ricevere la Comunione ed infine
ci prepariamo a partire.
L’uscita dallo stadio per quanto
ordinata trova un inevitabile collo
di bottiglia all’inizio della discesa
che ci porta fuori dalla città. Tutti
i gruppetti cercano di rimanere
uniti e subito gli occhi spaziano
sopra la marea di cappellini rossi
per cercare fra i cartelli ondeggianti che identificano il luoghi di
provenienza, quelli più originali
e simpatici strappando spesso
qualche sorriso.
La locandina del pellegrinaggio.
Come sempre i tigli in fiore ci
accolgono con il loro profumo
intenso mentre la brezza piacevolmente tiepida ci accarezza e il
crepuscolo cede definitivamente
il posto alla notte.
Uniamo le nostre voci nei canti,
nelle preghiere, nella recita del rosario, ascoltiamo le testimonianze
e le intenzioni mentre camminiamo nella notte, attraverso paesi
dove la gente attende alzata per
vederci passare. Veniamo accolti
da una chiesa dove viene esposto
il Santissimo Sacramento e passando tutti ci inchiniamo. Lungo
tutto il percorso siamo rassicurati
dalla presenza di punti di soccorso
ben forniti di strumenti e personale
che in più di un caso danno sollievo ad alcuni pellegrini. A metà
cammino ci vengono consegnate
le candele flambeaux e la strada,
che prima era punteggiata solo
dalla luce dei ledi che illuminano
i cartelli, diviene un lungo festone
colorato che si snoda nel buio della
notte attraverso la campagna e la
stanchezza lascia il posto all’emozione quando, giungendo in un
punto più alto, si può osservare
questa scia luminosa serpeggiare
per chilometri.
Poco dopo inizia lo spettacolo
pirotecnico che illumina il cielo
notturno e in certi momenti sembra
quasi fondersi con le luci delle
candele in lontananza davanti
a noi.
Il cammino prosegue e comincia
ad albeggiare, venere è ancora
un punto luminoso all’orizzonte
mentre iniziano le prime salite
che segnano la parte finale del
pellegrinaggio, le candele si sono
consumate e ci avviciniamo al
punto di ristoro dove volontari operosi distribuiscono brioches, dolci,
acqua, the caldo, caffè, quest’anno anche frutta, che cerchiamo
di prendere in velocità per non
ostacolare il cammino degli altri.
Chi ha già fatto il pellegrinaggio sa
che non manca molto alla mèta, gli
ultimi colli, gli ultimi campi di grano
e girasoli ci fiancheggiano mentre
affrontiamo le salite finali, ed ecco,
d’improvviso dopo una curva,
illuminato dalle luci dell’alba, il
Santuario che si staglia di fronte
(continua alla pag. seguente)
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
9
VITA DELLA COMUNITÀ VITA DELLA COMUNITA’
(continua da pag. 8)
Da Macerata a Loreto
a noi al limite del colle.
Gli ultimi tornanti lungo la salita
bordeggiata da pini ci portano nella
parte alta della città e, permettono
un colpo d’occhio sul fiume di
persone che scorre verso Loreto;
ci addentriamo fra le case dove
molti abitanti si affacciano per salutarci, e cantiamo gioiosamente
per accompagnare l’entusiasmo e
allontanare la stanchezza: “...pieni
di forza, di grazia e di gloria...”,
quello che è ormai diventato l’inno
del pellegrinaggio.
La Madonna di Loreto ci accoglie alla fine di una discesa poco
prima della piazza in modo da
poter essere vista da tutti i pellegrini, sarà riportata in chiesa alla
fine della processione con l’arrivo
degli ultimi in cammino.
Chi riesce va a visitare il Santuario e la Santa Casa, poi ci si
sposta nella zona parcheggi dove
i volontari ci aiutano a trovare
velocemente il nostro autobus fra
le centinaia, in uno dei numerosi
livelli.
La soddisfazione lascia pian
piano il posto alla stanchezza,
chiedo trepidante ai miei amici
come è andata, cerco conferme
nei loro sguardi, nei loro sorrisi
e spero sinceramente che l’anno
prossimo cammineremo ancora
assieme.
Ma anche un altro pellegrinaggio si sta consolidando molto
più vicino a noi, è quello che va
da Agordo a Santa Maria delle
Grazie (fra Alleghe e Caprile),
l’appuntamento è per lunedì 11
agosto con partenza alle ore 5.00
di fronte alla Chiesa Arcidiaconale
di Agordo.
A.
Una forte esperienza di fede
Anche quest’anno alcuni
componenti del Coro giovani
hanno voluto partecipare al
pellegrinaggio a piedi da Macerata a Loreto.
L’iniziativa nasce nel 1978,
anno dell’elezione di Giovanni
Paolo II. Un insegnante di religione di Macerata, don Giancarlo Vecerrica (oggi monsignore), la propone agli studenti
come gesto di ringraziamento
alla Madonna a conclusione
dell’anno scolastico.
Al primo pellegrinaggio partecipano poco più di trecento
persone, negli anni successivi
si assiste ad una eccezionale
progressione numerica, fino
ad arrivare alle centomila di
quest’anno provenienti da tutta
Italia e anche dall’estero.
Il 19 giugno 1993 il pellegrinaggio ha ricevuto un gran
dono: la presenza del Santo
Padre Giovanni Paolo II. Egli,
dopo aver celebrato la S.
Messa, consegnando la Croce,
disse: “Ora affido a voi, cari
giovani, la Croce che vi farà da
guida al vostro pellegrinaggio
al santuario di Loreto. Imparate
dall’esperienza di questa notte
a seguire, anche sulle strade
del vostro quotidiano cammino,
la Croce di Cristo, nella quale è
salvezza, vita e resurrezione”.
Quella Croce, da allora, apre il
pellegrinaggio.
Il percorso si snoda per
circa 27 chilometri attraverso
le campagne maceratesi. La
marcia notturna è scandita da
momenti di preghiera, canti,
letture, testimonianze.
Lungo il percorso i pellegrini
ricevono le fiaccole che accompagneranno il cammino fino
all’alba, formando un suggestivo “serpentone” luminoso.
Verso il sorgere del sole si
giunge a Chiarino dove è offerto
a tutti i pellegrini un ristoro.
Intorno alle 6-6.30 del mattino
si scorge finalmente la basilica
di Loreto, si recita l’Angelus e
ci si scambia un gesto di pace.
All’arrivo a Loreto, tutti insieme
si compie l’Atto di Consacrazione alla Madonna.
Ai suoi piedi viene collocato
un braciere acceso: lì vengono
posti migliaia di fogliettini con
le intenzioni di preghiera e le
richieste di grazie che, attraverso il fumo, salgono in cielo
per essere esaudite.
Sonia
Al gruppo di agordini partecipanti al pellegrinaggio si è amichevolmente aggregata la mamma di don Fabiano.
S. Pietro 2014
10
Echi di Agordo
VITA DELLA COMUNITÀ VITA DELLA COMUNITA’
Attività di
Pastorale Giovanile
Buone vacanze!
Durante tutto quest’anno il
gruppo giovani si è impegnato
a promuovere alcune attività rivolte soprattutto ai più
piccoli abitanti della nostra
comunità.
va che abbiamo portato avanti è
stata una serie di incontri rivolti
ai bambini delle scuole elementari, ogni sabato da dicembre
alla settimana prima della Santa
Pasqua. Questi pomeriggi hanGiovanni XXIII di Belluno,
seguita poi dalla celebrazione
in Duomo presieduta dal Monsignor Andrich.
Molto interessante è stata
anche la partecipazione al video
concerto “il mondo di Lucy”
pensato per informare la gente
riguardo alla terribile sindrome
di Dandy-Walker. Ovviamente
non potevano mancare all’interno di un gruppo di giovani i
momenti di svago: dalle pizze (e
i gelati!) ai film in compagnia,
che non fanno altro che accrescere il nostro affiatamento!
Con l’arrivo dell’estate il
nostro impegno si concentrerà sulla gestione delle due
settimane di campeggio, con
l’intenzione di riprendere a
settembre le abituali iniziative
arricchite da tante novità.
Marco De Bastiani
La 29a Giornata della Gioventù
Una pausa a casa Gaz.
L’appuntamento più atteso è
sicuramente il pomeriggio di
giochi alla sagra del fanciullo,
il giorno di San Vincenzo:
nonostante le avverse condizioni meteorologiche si sono
divertiti grandi e piccini, sotto
alla tettoia “fai da te” abilmente
posizionata durante la mattinata
con l’aiuto del gruppo Scout.
Un’altra interessante iniziati-
no avuto un discreto successo:
la partecipazione è un po’ calata
negli ultimi incontri ma non la
qualità del divertimento, nostro
e soprattutto dei bambini!
Il nostro gruppo ha avuto occasioni di crescita anche grazie
ad alcune attività organizzate
dalla Diocesi: prima su tutte
la Giornata della Gioventù, la
domenica delle Palme, al centro
Il nostro carnevale.
Domenica 13 aprile i gruppi
giovani di Agordo e La Valle, in
occasione della domenica delle
Palme, si sono diretti a Belluno
per la giornata della gioventù
incentrata sul tema “Cosa mi
manca per essere felice?”.
L’incontro si è svolto al
centro Giovanni XXIII. Qui i
presenti sono stati allietati dai
Fratelli Al, due comici giocolieri che hanno fatto piangere
dal ridere!
Molto emozionante dal punto
di vista spirituale, invece, la
testimonianza del cantautore
bellunese Giorgio Fornasier
che ha affascinato tutti con
la sua passione per la musica
e l’importanza che ha avuto
nella sua vita: tant’è vero che
non è conosciuto solo in Italia
ma anche all’estero.
Incontro molto toccante
anche quello di un immigrato
scappato dalle guerre del suo
paese, la Costa d’Avorio, e
arrivato in Italia da pochi anni,
dove ha dovuto ripartire da capo
con un nuovo lavoro e nuove
abitudini di vita.
La giornata è proseguita con
la processione delle Palme e la
S. Messa nel Duomo di Belluno
presieduta dal Vescovo Giuseppe Andrich. La sera i gruppi
sono rimpatriati stanchi ma
felici, come ogni anno, della
bella esperienza.
Marika Farenzena
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
11
VITA DELLA COMUNITÀ VITA DELLA COMUNITA’
Pastorale
Giovanile
Si lavora a
preparare
la sagra
Durante il mese di marzo siamo
stati occupati il sabato pomeriggio
a intrattenere i bambini alla Casa
della Gioventù con giochi e attività
legati alla storia del Re Leone,
mentre nel mese di aprile alcuni
di questi bambini hanno ripopolato insieme a noi Casa Gaz e ci
hanno aiutato nella preparazione
del materiale per i giochi che abbiamo organizzato nel pomeriggio
di San Vincenzo.
Lunedì 21 aprile eccoci pronti
per i giochi, svoltisi come di
consueto su la Lòbia di Parech.
Purtroppo anche quest’anno la
pioggia non è mancata, ma di
certo non sono state due gocce
a fermarci: infatti, grazie all’aiuto
degli scout, abbiamo ingegnato
una soluzione degna di un architetto! Con dei teli abbiamo
ricoperto un tratto di strada dove
abbiamo fatto i giochi da poter
svolgere in uno spazio limitato:
conta i bottoni, il new entry soffia
i ceci per i piccoli, il palo metrico,
il pesa e magna, la pesca e sul
palco il calcio balilla. Mentre
sotto un gazebo a parte c’erano
i conigli ad attendere i giocatori
dietro alle caselle.
Nonostante il brutto tempo il
pubblico non è mancato e i soldi
che abbiamo raccolto verranno
devoluti in beneficienza alle suore
Gianelline della missione di Hortas, in Palestina. Confidiamo nel
bel tempo per il prossimo anno!
A presto
Flavia Favretto
Il “pòp” al lavatoio.
I chierichetti con don Giorgio alla Messa solenne delle 10.
Il 21 aprile
il nostro San Vincenzo
Anche quest’anno a Prompicai
si è rinnovato l’appuntamento con
la tradizionale Sagra del Fanciullo.
Molto sentiti sono stati i momenti
delle funzioni religiose cui hanno
partecipato numerosi bambini
e ragazzi che hanno ricevuto la
benedizione al termine della S.
Messa delle ore 10. Messa un po’
diversa dal solito poiché, essendo
solenne, per la prima volta è stato
usato l’incenso anche nell’antica
chiesetta di S. Vincenzo!
Peccato solo che oltre ai bambini neanche la pioggia abbia
voluto perdersi la festa! Questo
piccolo intoppo però non ha certo
scoraggiato i più temerari che
si sono snodati lungo il sempre
suggestivo percorso dei “pòp”
realizzato dai membri del gruppo
“Chéi da na òlta”. Come nel 2013
è stato dedicato un “pòp” a Tita
Zasso rappresentato, vicino alla
fotografia da cui il “pòp” ha preso
spunto, mentre suona il corno
delle Alpi.
Altri due graffiti hanno arricchito
Il “pòp” che
ha raffigurato
l’indimenticato
Tita, artefice
della rinascita
e valorizzazione della Sagra
del Fanciullo di
Prompicai.
Foto-ricordo del
gruppo giovani impegnato nella festa
di San Vincenzo.
le frazioni di Paréch e Tóccol, il
primo riguarda il diritto all’istruzione, il secondo, che non a caso è
stato realizzato sulla facciata del
“casèlo”, riguarda invece il lavoro
che qui veniva svolto.
Nel pomeriggio i ragazzi della
parrocchia hanno intrattenuto i
bambini con i tradizionali giochi
svolti sulla Lòbia di Parech.
Un sentito ringraziamento a
tutti coloro che, direttamente o
indirettamente, si sono adoperati
per la riuscita della sagra, a tutte
le associazioni presenti, alle volontarie e ai volontari che hanno
pulito e addobbato la chiesa, al
gruppo “Chéi da na òlta”, al gruppo
“Campregana” e all’U.S. Le Ville,
ai ragazzi del gruppo giovani, agli
artisti per la realizzazione dei graffiti
assieme ai bambini delle scuole
elementari che hanno inoltre proposto il “mercatino dei giocattoli
usati”, ai sempre bravi chierichetti
che hanno servito con serietà la
S. Messa e che tutti gli anni sono
presenti per rendere la festa più
bella e gioiosa.
Sperando di non aver dimenticato nessuno rinnovo già da ora
l’invito, non solo ai bambini ma anche agli adulti, a essere presenti il
prossimo anno per passare ancora
una giornata in allegria!
Silvia Zasso
S. Pietro 2014
12
Echi di Agordo
VITA DELLA COMUNITÀ VITA DELLA COMUNITA’
Domenica
18 maggio
La gioiosa
giornata
della
scuola
dell’infanzia
Don Giorgio, all'omelia, ha
chiesto ai genitori presenti di
aiutare i loro figli a seguire
Gesù, l’unico Maestro, mettendo in guardia da alcuni
“lupi rapaci” ai quali in realtà
non interessa il vero bene dei
nostri ragazzi.
Foto-ricordo della Giornata della Scuola dell’Infanzia, con i bambini e il parroco.
Sabato 31 maggio
Chiusura del
mese mariano
a Pian de Crós
APPUNTAMENTI CON L’ESTATE
Il Grest e...
Nelle mattinate (ore 9.00 –
12.00) dal 1° al 31 luglio, con
esclusione del sabato e della
domenica, anche quest’anno, grazie all’impegno delle
nostre Suore, viene organizzato il GREST estivo, che
può essere frequentato in
tutto o in parte da ragazzi e
ragazze, sia delle elementari
che delle medie.
Nei volantini in distribuzione potrete trovare le
indicazioni circa gli orari e le
modalità di iscrizione, che va
fatta direttamente presso le
Suore, entro il 22 c.m.
...i Campeggi
Le prime due settimane di
luglio avranno luogo anche
i campeggi programmati da
tempo, a Malga “Copada”:
- dal 30 giugno al 5 luglio
per le elementari con 37
iscritti e dal 7 al 12 luglio per
le medie con 41 iscritti.
Saranno guidati da don
Fabiano Del Favero, coadiuvato da una quindicina
di educatori.
Come da tradizione, la comunità parrocchiale ha concluso il mese di maggio con la
processione partita dal Col di
Foglia, proseguita con la recita
del rosario e terminata con una
Liturgia della Parola al capitello
di Pian de Crós, uno dei quattro
punti cardinali simbolo della
devozione popolare agordina,
che custodisce un prezioso
dipinto murale di Giuliano De
Rocco, raffigurante il trasporto
della salma di san Lucano dalla
omonima valle alla cattedrale di
Belluno. Ha accompagnato la
preghiera il coro dei giovani e
alla fine c’è stata un po’ di festa
insieme.
L’iniziativa di concludere il
mese di maggio e l’anno catechistico a Pian de Crós è resa
possibile grazie alla collaborazione di tanti che preparano
pulito e falciato il luogo della
processione e della preghiera
finale. Grazie a tutti, di cuore.
E con l’occasione, è doveroso
ringraziare alla fine dell’anno
catechistico i tre autisti - Stefano Parissenti, Angelo Tomè
e Valentino Da Ronch - che
durante tutto l’anno si sono
alternati nell’accompagnare
i ragazzi dal luogo del doposcuola al centro parrocchiale e
viceversa. Grazie anche a loro
per la disponibilità!
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
13
la pagina foraniale la pagina foraniale la pagina foraniale
Conclusi gli incontri di
coppia” seguito quest’anno, è
stato prezioso per gli approfondimenti ed anche per creare
unità nel percorso. Anche se,
bisogna dire, che il vero terreno fertile è stato l’impegno di
ciascuno e l’unità d’intenti.
Proponiamo due testimonianze che, meglio di tanti
discorsi, parlano di questa
esperienza.
“Famiglie in Parrocchia” è
stato un breve ma intenso cammino basato sullo scambio, il
confronto e la condivisione di
ricordi, emozioni ed esperienze. La partecipazione al Gruppo Famiglie si è rilevata per
noi un interessante percorso
di riflessione e di crescita individuale e di coppia”. (Imma,
Sandro, Ginevra)
“Ho creduto fin dall’inizio
all’utilità di un cammino
comune tra persone che sono
in ricerca nella stessa fede. I
fatti non mi hanno smentito.
È stato per me, un prendere
in mano il mio vissuto, riconoscerlo, a volte accettarlo,
ma sicuramente capire meglio
il significato che, finora, ha
avuto per me la mia vita. È
stato trovarmi tra persone che
mi hanno accolto così come
sono, senza giudicarmi. È stato
riscoprire la grandezza della
misericordia di Dio che opera
in mezzo a noi. Sentirmi parte
di una comunità” (Floriana)
la società e a portare il loro
“sentire” cristiano nella vita
di ogni giorno. Al termine
della Messa tutta l’Assem-
blea ha rinnovato l’Atto di
affidamento delle famiglie a
Maria. Una pizza consumata
in fraternità ha poi concluso
per molti dei partecipanti la
giornata, divenuta ormai una
bella tradizione annuale per
tutta la Forania.
Famiglie in Parrocchia
“Come si diventa coppia”
Si è concluso domenica 22
giugno, in valle di San Lucano, il terzo anno di incontri
programmati dalle famiglie
della forania. Vi hanno aderito
una quindicina di coppie di
Agordo, Taibon, Frassenè, con
una presenza costante di oltre
venti persone.
Il sussidio “Come si diventa
Il 18 maggio
Pellegrinaggio
a santa Maria
di Follina
La forania di Agordo e il
decanato di Livinallongo
hanno organizzato l’annuale pellegrinaggio mariano
all’Abbazia di santa Maria
di Follina, che si è svolto
domenica 18 maggio, con
partenza dalle varie parrocchie e ritrovo in piazza ad
Agordo da dove, alle 13.00,
è partito il pullman. Dopo la
celebrazione della S. Messa ,
alle 15.00, c’è stata la visita
dell’Abbazia cistercense con
la sua millenaria storia.
All’omelia l’Arcidiacono
che ha presieduto l’Eucaristia, ha invitato le famiglie
ad essere consapevoli del
loro ruolo insostituibile nel-
S. Pietro 2014
14
Echi di Agordo
dal mondo della scuola dal mondo della scuola dal mondo della
Alla Scuola dell’Infanzia
Emozioni di un anno...
Alla scuola dell’infanzia «Monsignor Luigi Cappello» siamo
giunti anche quest’anno alla fine di un meraviglioso viaggio
insieme. È stato un anno scolastico ricco di sorprese e preziosi
incontri.
La progettazione didattica ha
visto impegnati i bambini sulla
tematica della casa con i suoi
ambienti, come contesto vissuto
da essi nelle diverse tipologie
incontrate nella quotidianità: la
propria abitazione famigliare, la
scuola, la chiesa.
Numerose anche in quest’occasione le uscite educative. I
grandi di cinque anni, nell’ambito del “Progetto continuità”,
sono stati accompagnati alla
scuola primaria per visitare la
nuova realtà che li vedrà coinvolti nel prossimo anno scolastico e avere una prima forma di
familiarizzazione ad essa.
Domenica 18 maggio si è
all’unione della famiglia sul
Broi di Agordo. È seguito un
ricco rinfresco e la visione di
un dvd, testimonianza di un
anno trascorso insieme; infine
le insegnanti hanno coinvolto
genitori e figli in un piacevole
momento di divertimento con
dei giochi a premi.
Non sono mancate poi alcune
uscite a sorpresa, tra le quali la
presenza all’arrivo della festosa
“Carovana rosa” in centro ad
Agordo e la visita guidata per
osservare da vicino gli animali
del circo, per conoscere specie
che vivono in altri continenti.
Il 3 giugno, tra gli applausi dei
genitori, i piccoli alunni si sono
L’uscita a sorpresa per l’arrivo della festosa “Carovana rosa” in
centro ad Agordo.
Alla giornata dedicata all’unione della famiglia sul Broi di Agordo,
sabato 17 maggio e, il giorno dopo, la tradizionale giornata per la
scuola dell’infanzia con la partecipazione alla S. Messa nella Chiesa
arcidiaconale.
svolta poi la tradizionale giornata per la scuola dell’infanzia con
la partecipazione alla S. Messa
nella Chiesa arcidiaconale, nella quale sono intervenuti anche
i nostri bambini. La giornata è
continuata nel bellissimo Centro Parrocchiale della comunità,
allestito per l’occasione dalle
insegnanti con una piccola
mostra di disegni realizzati dai
bambini sul tema della famiglia,
lavoretti già precedentemente
esposti alla giornata dedicata
esibiti in alcuni canti per la festa
di fine anno scolastico.
Questo nostro viaggio insieme si è concluso con la partecipazione alla gita nel “Villaggio
degli Gnomi” di Asiago cui
anno aderito numerose famiglie
della scuola.
Un grazie a tutti coloro che
hanno collaborato per rendere
quest’anno prezioso per l’educazione dei nostri bambini.
Arrivederci all’anno prossimo.
ChebellalanostraScuolamaterna!
Che bella la nostra Scuola Materna “mons. Luigi Cappello”
Che bella la nostra Scuola. Un
giorno di questa trascorsa imprevedibile primavera sono rimasto
incantato ad osservare l’edificio
immerso nel prato verde carico di
fiori bianchi e gialli, forse ogni anno
l’avrò visto così, ma questa volta
mi è parso ancora più bello.
Poi i pensieri mi hanno portato
all’interno dove i bimbi stavano
“lavorando” per la loro crescita e
li ho visti carichi di voglia di fare,
di apprendere, di relazionarsi,
stimolati da un corpo insegnante
sensibile, capace di interpretare
nuove linee educative e desideroso di infondere quei valori di
autonomia e di socialità e, ciò
che conta di più, di solidarietà,
necessari per prepararsi alla vita. Il
tutto evidentemente non disgiunto
dagli insegnamenti e dall’impegno
della famiglia.
(continua alla pag. seguente)
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
15
dal mondo della scuola dal mondo della scuola dal mondo della
Roma: “La Chiesa per la Scuola”
(altro articolo sull'argomento a pag. 37)
Le nostre insegnanti
incontrano Papa Francesco
In una giornata di febbraio,
tramite un comunicato rivolto alle
insegnanti della Scuola dell’Infanzia “Mons. Luigi Cappello”,
scoprimmo con gioia di avere la
possibilità di recarci a Roma da
Papa Francesco in occasione
dell’incontro “la Chiesa per la
Scuola”. Da subito entusiaste
ci siamo organizzate e abbiamo
atteso trepidanti l’arrivo di quel
giorno… e finalmente, il 9 maggio,
dopo il lavoro, siamo partite alla
volta della capitale in compagnia
di collaboratori e insegnanti di tutta la diocesi Belluno-Feltre, sotto
la guida del nostro capogruppo
don Graziano Della Caneva,
responsabile dell’ufficio scolastico di Belluno. Le lunghe ore di
viaggio che tanto ci spaventavano
all’inizio sono passate in allegria
e ci hanno dato la possibilità di
conoscere nuove persone, di confrontarci con loro e di condividere
questo momento entusiasmante
e profondo.
L’incontro era fissato per il sabato pomeriggio, così tutti insieme ci
(continua da pag. 13)
siamo recati in piazza san Pietro
già dalla mattina per poter visitare
la splendida basilica e prepararci
all’arrivo dal Santo Padre. Tutta la
piazza con via della Conciliazione
e la viuzze laterali erano gremite
di persone provenienti da tutta
Italia e da varie parti del mondo,
tutti riuniti lì per uno scopo, per
un’idea comune, con uno spirito
comune! L’energia che si respirava ci ha travolte.
Tutta la manifestazione era stata organizzata nei minimi dettagli
con una coinvolgente animazione
che ci ha accompagnato durante
l’attesa. Poi, finalmente, l’arrivo
di Papa Francesco! Vederlo da
vicino, ricevere il suo saluto e la
sua benedizione ha scatenato
dentro di noi i sentimenti più profondi, tra applausi, canti e lacrime
di gioia; il pomeriggio è volato tra
gli interventi di numerose autorità,
comici, attori, cantanti e ministri,
ognuno dei quali ha esposto la
propria esperienza, il proprio
significato di scuola, dando luce
alle mille sfaccettature del mondo
Che bella la nostra scuola!
Che bella la nostra Scuola,
anche per l’ordine e la pulizia
che i nostri addetti, coadiuvati dal
personale del Comune, riescono
a mantenere.
Ogni anno, quando mi appresto
a raccogliere i vari elementi per
fare un bilancio dell’anno scolastico appena concluso, trovo molta
difficoltà: c’è all’attivo un così
grande numero di belle attività che
temo, elencandole, di commettere
un peccato di “autoreferenzialità”.
Ma è inutile negarlo, le cose fatte
ci sono, sono tutte belle e posso,
senza tema di smentita, sentirmi
orgoglioso e onorato di poter collaborare in una Scuola dell’infanzia
di così alto livello.
Un improvviso impedimento non
mi ha permesso di essere presente alla consegna dei diplomi, mi
è dispiaciuto molto: è questo un
momento che ogni anno aspetto
con impazienza e commozione,
perché ogni volta vedo quei piccoli
amici, diventati grandi, pronti a
incontrare il prossimo impegno, il
primo passo tra i tanti che dovranno superare lungo il cammino della
loro formazione morale, sociale e
culturale.
Rivolgo loro il più grande augurio
per un futuro scolastico sereno e
carico di soddisfazioni.
Un caro saluto anche ai piccoli
e ai mezzani, che attendiamo tra
qualche mese, un po’ cresciuti,
per iniziare un nuovo corso di vita
insieme. Un affettuoso saluto anche ai nuovi piccoli e piccolissimi
che il prossimo settembre saranno
con noi a cominciare i primi passi
lontani da mamma e papà.
Termino queste poche righe di
saluto con un pensiero riconoscente anzitutto alle insegnanti
per il loro delicato compito che
svolgono con amore, fantasia e
professionalità; quindi al servizio
di cucina per la preparazione di
sani e ottimi menù, suggeriti e
controllati dall’Usl, che sono sempre ben accetti dai piccoli utenti, e
al servizio delle pulizie per il loro
impeccabile lavoro.
Grazie pure agli autisti dei pulmini che con sicurezza e armonia
accompagnano i bimbi nel loro
tragitto quotidiano, alla signora
Tiziana che ci ha donato un servizio di assistenza encomiabile e al
Comune con il suo personale per
la costante presenza nelle varie
necessità della nostra attività.
Ringrazio inoltre tutti coloro che
generosamente hanno offerto il
loro contributo, particolarmente
Luxottica e Bim-Consorzio.
Grazie al Consiglio di Amministrazione che mi ha aiutato
nel difficile compito gestionale.
Ma non posso terminare senza
aver ringraziato la insostituibile
Segretaria signora Anna Maria
Armellini per la sua preziosa,
competente, rigorosa e assidua
presenza nella Scuola Materna
di Agordo, offrendo il suo tempo
ormai da oltre cinquant’anni. Grazie di cuore.
Che bella la nostra Scuola Materna “mons.Luigi Cappello”.
Con questo sentimento di soddisfazione e di gratitudine auguro
a tutti una serena estate.
Gabriele Bernardi
dell’educazione.
Per ultimo il tanto atteso intervento di Papa Francesco, che
con la sua stupenda semplicità
ha esordito ringraziando tutti per
aver realizzato “una cosa proprio
bella!”; questo incontro mondiale
PER la scuola, pensato, malgrado
le conosciute lacune, i problemi,
la mancanza di fondi, non per
criticare, ma per festeggiare l’Istituzione Scuola, per testimoniare
il fatto che malgrado le difficoltà,
crediamo nell’istruzione e nell’importanza che essa ha per la società, che non da solo conoscenza
e cultura, ma da valori, insegna a
capire il senso della vita, aiuta a
scoprire quello che siamo e quello
che vogliamo diventare, “la vera
educazione ci fa amare la vita, ci
apre alla pienezza della vita”.
Fondamentale a nostro parere
la riflessione centrale del Papa
sulla responsabilità dell’educazione che spesso nella vita reale
viene messa da parte e vista
come compito riservato alle istituzioni, e Francesco ce lo spiega
con un simpatico detto africano:
“Per educare un figlio ci vuole
un villaggio”; l’educazione non
deve essere una prerogativa della
scuola e degli insegnanti, ma il
frutto di una fiduciosa collaborazione tra essi, coinvolgendo non
solo la famiglia, che svolge un
ruolo fondamentale, ma l’intera
comunità! Ed è proprio questo
quello di cui la società di oggi ha
bisogno “creare un incontro con
obiettivi comuni”.
L’intenso discorso del Papa ha
concluso quella giornata ricca di
travolgenti emozioni sulle quali,
insieme ai nostri compagni di
avventura, abbiamo potuto riflettere l’indomani durante il viaggio
di ritorno, dopo aver visitato le
bellezze della città.
Un’esperienza breve ma intensa, ricca di sentimenti indescrivibili, che caldo, digiuno e
stanchezza non hanno saputo
intaccare. Il fatto che migliaia di
persone provenienti da ogni angolo della terra si fossero mosse
e riunite per festeggiare la scuola,
per condividere insieme l’amore
che proviamo per il nostro lavoro,
ricordandone difficoltà, responsabilità e importanza, ci ha riempite
di energia nuova che, come una
ventata di aria fresca, ha risvegliato gli animi e rinnovato lo spirito
e che siamo pronte a trasmettere
ogni giorno nel nostro operato.
Silvia, Mara, Laura e Luigia
S. Pietro 2014
16
Echi di Agordo
dal mondo della scuola dal mondo della scuola dal mondo della
Primaria “T. L. Burattini”
e Media “A. Pertile”
A Sedico, Torino, S.Giorgio delle P.
Medaglie e premi in concorsi
nazionale di poesia
Una fucina di piccoli «poeti
in erba». È quella dell’Istituto
comprensivo di Agordo, i cui
giovani allievi ogni anno mietono allori in selezioni regionali
e nazionali. Dopo aver vinto il
primo premio al concorso «Versi liberi» di Sedico, la classe
Prima A della scuola secondaria
di primo grado (media «Antonio
Pertile»), si è aggiudicata la
prestigiosa medaglia del presidente della Repubblica, con la
composizione «Profughi», al
concorso nazionale di poesie
e filastrocche «Non rubateci la
luna» di Torino.
A sua volta la classe Seconda
B della scuola primaria «Tito
Livio Burattini» di Agordo ha
vinto il terzo premio, sempre al
concorso di Torino, con la lirica
«Magico viaggio», e le poesie
scritte dalla Seconda A («Rime
lunari», «L’amicizia» e «Giochi
del vento»), sono state ritenute
meritevoli di essere pubblicate,
assieme a quelle della sezione B,
nel volumetto «Non rubateci la
luna» edito da «Il capitello».
Per la cerimonia di premiazione si sono recati a Torino una
rappresentanza delle classi seconde della scuola primaria e la
maggior parte degli alunni della
Prima A della media, accompagnati da genitori e insegnanti.
Torino. La premiazione degli alunni della Media «Pertile» e della Primaria «T.L.Burattini» di Agordo
al concorso di poesie e filastrocche
«Non rubateci la luna».
so Parco del Valentino dove il
mago Marco Calandri, fratello
di Claudio noto giocatore di
basket che vive ad Agordo, ha
offerto la graditissima sorpresa di uno spettacolino da tutti
molto apprezzato.
A completare l’incetta di successi, va segnalato ancora che
un alunno della Prima A della
scuola media, Samuel Tormen,
ha vinto il primo premio alla sesta
edizione del concorso di poesia
È stata un’occasione propizia
non solo per ritirare i premi ma
anche per una proficua «gita
d’istruzione». Infatti, all’arrivo
nel capoluogo piemontese, nel
pomeriggio, i bambini della
primaria hanno visitato il Museo della Scuola e del libro per
l’infanzia, e successivamente
la mole Antonelliana potendo
così ammirare dall’alto, in
una splendida giornata di sole,
la città e il paesaggio che la
circonda.
Gli alunni delle medie, invece, sono andati al Museo
San Giorgio delle Pertiche (PD). L’alunno Samuel Tormen, della
Prima A della Media «Pertile», vincitore del concorso di poesia
«Fides Milani Finotti», a tema libero.
Egizio, al Museo del Cinema e
alla Mole. Qualche juventino
ha approfittato per fare shopping in un negozio di articoli
bianconeri.
Il giorno seguente, le premiazione nella sala conferenze
della Galleria D’Arte Moderna,
gremita di bambini provenienti
da molte regioni d’Italia: un
momento di grande coinvolgimento specie nell’ascoltare
grandi e piccini recitare con
grande emozione, ma con impegno, i loro componimenti. La
trasferta si è conclusa nel famo-
«Fides Milani Finotti», a tema
libero, bandito dal comune di
San Giorgio delle Pertiche (Padova), consistente in mille euro
divisi equamente fra lo studente
e la scuola.
La premiazione si è tenuta nella
sala consiliare del municipio della località patavina, alla presenza
del sindaco e di esperti nel campo
letterario e giornalistico.
Da ricordare, infine, che questi
brillanti risultati sono frutto della
collaborazione fra le insegnanti
Francesca Verrastro, Ilaria Moretti e Giusi Zanchi.
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
17
dal mondo della scuola dal mondo della scuola dal mondo della
Nel primo decennale dalla sua
fondazione, e alla vigilia dell’atteso
saggio che precede la conclusione
delle lezioni, la Corale de I Musici
è stata insignita di un nuovo e
inatteso riconoscimento.
Una comunicazione a firma di
Luigi Berlinguer, già Ministro della
Pubblica Istruzione dal 1996 al
2000 e tuttora instancabile presidente del Comitato nazionale
per l’apprendimento pratico della
musica a Scuola, ha attestato
l’assegnazione del terzo posto al
Concorso Nazionale Indicibili In
(canti) 2014 indetto dal Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e
Nuovo riconoscimento a “I Musici”
al Concorso nazionale
Indicibili In (canti) 2014
della Ricerca per valorizzare le
buone pratiche musicali presenti
nella Scuola italiana di ogni ordine
e grado, per diffondere la cultura
musicale attraverso l’apprendimento pratico della musica, per
potenziare l’attività strumentale e
corale nella scuola e per educare
La poesia degli alunni di prima A della media, premiata a Torino:
Profughi
Abbiamo visto…
la morte in divisa venirci incontro
grappoli di bombe piovere dal cielo
distese di cadaveri su strade insanguinate
il terrore negli sguardi dei sopravvissuti
adulti e bambini impugnare armi
occhi svuotati di lacrime come aridi pozzi.
“La luna è di tutti, la vita è di tutti”.
all’incanto per la musica.
La classifica è stata redatta in
seguito alla selezione dei DVD
inviati da centinaia di Scuole,
contenenti la registrazione di 15
minuti di brani eseguiti dai cori in
recenti esibizioni.
La premiazione, con l’intervento
del Ministro Stefania Giannini e di
numerosi virtuosi del bel canto, è
intervenuta mercoledì 4 giugno
in occasione di una coinvolgente
cerimonia organizzata nel cortile della Minerva del Palazzo
dell’Istruzione in Viale Trastevere
di stima a quanti riescono ad
ottimizzare con riconfermato entusiasmo l’aiuto che ci viene dato
dalle famiglie, in particolare alla
professoressa Marina Nessenzia,
alla maestra Daniela Lena, alla
pianista Manuela Ben.
La corale de I Musici è preziosa
per più motivi, almeno tre dei quali
meritano di essere sintetizzati di
seguito; è decisiva:
1) perché concorre a migliorare l’assestamento dell’Istituto
Comprensivo di Agordo, nato il
primo settembre del 2009 e ancora
bisognoso di molte attenzioni, e
perché persegue questo obiettivo
dimostrando che è possibile raggiungerlo in un modo allo stesso
tempo efficace e gioioso;
2) perché agevola il collegamento tra Scuola e contesto territoriale
favorendo il coinvolgimento dei genitori degli alunni mediante l’avvio
Abbiamo udito…
il rombo fulmineo di aerei killer
avvicinarsi come rapaci, affamati di esistenze
urla strazianti, disperate,di angoscia e di dolore
di orfani e madri.
“La luna è di tutti, le speranze son di tutti.
Abbiamo conosciuto…
macerie di paesi, ruderi di sogni
continue guerriglie e carestie
il ghigno spietato della dittatura
indicibili violenze e torture
i mercanti di morte, venditori di miraggi.
“La luna è di tutti, i sogni son di tutti”.
Senza identità, primo diritto
ricchi di povertà avvolta in un fagotto
siamo fuggiti,
attraverso strade sterrate e tortuose
negli occhi la polvere
nelle orecchie il sibilo dei proiettili.
Persone o cose? Non fa differenza!
“La luna è di tutti, i diritti son di tutti”.
Su carrette del mare
solchiamo l’infinito deserto blu
ammucchiati come sacchi
senza respiro, senza intimità.
Come tetto un cielo stellato o minaccioso
onde e pensieri
ci cullano o ci travolgono:
baceremo la terra straniera?
Sprofonderemo nei gelidi abissi?
Ci accoglieranno l’odio o la pietà?
“Fratelli, donateci il futuro, non rubateci la luna!”
Motivazione: “Con immagini densamente e dolorosamente
crude vengono fotografate l’attualità e la drammaticità dei
profughi, coinvolgendo il pathos del lettore”.
Roma. Il momento della consegna del riconoscimento attribuito a
«I Musici» nel cortile della Minerva, al Palazzo dell’Istruzione in
viale Trastevere. Da sn.: il ministro Stefania Giannini, l’ex ministro
Luigi Berlinguer, oggi presidente del comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica a scuola, il dirigente scolastico
Bernardino Chiocchetti, la direttrice del complesso Marina Nessenzia
e la maestra Daniela Lena dell’Istituto comprensivo di Agordo.
a Roma.
La luminosa stella de I Musici,
che il 19 maggio dello scorso
anno aveva diffuso il suo bagliore
dopo il conseguimento del premio
speciale della Giuria e la fascia oro
in occasione della XXXII edizione
del severo concorso di Quartiano
(Lodi), ha ora preso a brillare in
modo ancora più acceso, dando
una grandissima soddisfazione
a tutto l’Istituto Comprensivo di
Agordo con il quale vive in naturale
simbiosi.
I migliori complimenti quindi agli
alunni del laboratorio musicale
provenienti dalle scuole primarie
di Agordo e di Taibon, ai ragazzi
della scuola secondaria di primo
grado iscritti alla corale e alle
studentesse ed agli studenti delle Scuole superiori, quattro dei
quali ormai prossimi all’esame di
maturità, che hanno confermato
l’apprezzato loro impegno nel
complesso musicale.
E poi una piena attestazione
e il potenziamento di apprezzate
forme di collaborazione;
3) perché riveste un insostituibile
ruolo verso l’esterno: I Musici sono
i nostri portavoce nei confronti
delle altre Scuole della comunità
agordina e del bellunese; sono i
nostri rappresentanti nel rapporto
con gli altri Istituti della Regione;
sono i nostri ambasciatori nel confronto con le altre realtà regionali;
sono la nostra delegazione diplomatica in una dimensione che a
questo punto del loro percorso si
configura a tutti gli effetti di livello
nazionale.
Lunga vita alla Corale quindi,
descritta in uno dei numerosi attestati come felice espressione di
un territorio così ricco di fermenti
e di valori, ancora più importanti
perché capaci di offrire alle generazioni più giovani modelli di
crescita costruttivi.
Bernardino Chiocchetti
Dirigente scolastico Istituto
Comprensivo di Agordo
S. Pietro 2014
18
Echi di Agordo
dal mondo della scuola dal mondo della scuola dal mondo della
Splendida serata di addio
alla Scuola Elementare delle
classi quinte di Agordo all’Auditorium del Centro Parrocchiale «Monsignor Vincenzo
Savio».
Spettacolo emozionante e sapientemente imbastito dall’insegnante Daniela Lena, coadiuvata dalle sue colleghe Chiara
Andrich, Lidia Zanin, Barbara
Chenet, M.Giulia Mezzacasa,
Enza Dagai, Mariella Pelosi.
Serata all’insegna dei ricordi;
segno indelebile di un percorso
durato cinque anni e volato via,
in un soffio...
Ma niente passa mai del tutto;
ciò che con cura, dedizione e
sapienza è stato seminato porterà i suoi frutti in ogni nuova
stagione. Un grazie davvero
sentito va a tutte le insegnanti
per aver accompagnato i nostri
figli con dedizione e professionalità impagabili; per essersi
sapute reinventare ogni giorno
con creatività e flessibilità,
esaltando le doti di ogni singolo
Il Perito geotecnico minerario...
«Tunneling, stato dell’arte»,
ovvero la scelta finale del metodo di scavo di una galleria.
Questo il tema trattato nell’incontro svoltosi recentemente
nel laboratorio di tecniche degli
scavi e valorizzazione delle
risorse al Polo scolastico «Follador» di Agordo. Un incontro
aperto non solo agli studenti,
ma anche al pubblico esterno,
brillantemente tenuto dall’ingegner Silvio Schmalzbauer,
amministratore e tecnico della
società Timeco Srl di Gessate
(Milano).
Una società che fin dal 1976
opera in particolare nel settore
«tunnelling» che comprende sia
le macchine (scudi, TBM) per
lo scavo di gallerie di grande
diametro a piena sezione, che
quelle per la realizzazione di
gallerie di piccolo diametro,
perforazioni orizzontali, attraversamenti con tecnologia
«trenchless», cioè senza scavo
a cielo aperto (microtunnelling
guidato con smarino idraulico
o a coclea; directional drilling
HDD/TOC).
Alla conferenza hanno partecipato, con grande interesse per
l’argomento trattato, numerosi
Ancora dalla Primaria “T.L.Burattini”
L’addio delle 5e alle elementari
Polo Scolastico
“Umberto Follador”
alunno. Le basi gettate oggi
contribuiranno sicuramente a
rendere migliore la società di
domani. Grazie, davvero!
Una mamma
...un diploma
sempre attuale
titolo di studio proposto (perito
geotecnico minerario), da molti
anni si presentano al Follador,
per sostenere l’esame di stato,
numerosi candidati privatisti
provenienti da altre regioni
anche se in possesso di laurea
o di altri diplomi tecnici.
I partecipanti all’incontro di
studio al «Follador», con nel
riquadro il relatore ingegner
Silvio Schmalzbauer, e un’immagine della macchina di scavo a piena sezione che detiene
attualmente il record mondiale
di grandezza.
docenti nonché tutti gli studenti
del 4°e 5° anno della specializzazione mineraria che hanno
così potuto sfruttare un’altra
delle iniziative che da tempo la
scuola intrattiene con il mondo
del lavoro al fine dell’aggiornamento dei programmi di studio
e del continuo miglioramento
dell’offerta formativa che
rappresenta il marchio distintivo della scuola di Agordo.
A conferma dell’attualità del
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
19
dal mondo della scuola dal mondo della scuola dal mondo della
Università Adulti/Anziani
L’Anno accademico 2013-14
e il IX Congresso provinciale
L’autentico coronamento della vita
si sviluppa in quattro processi: il
primo, di liberazione dagli stereotipi fatui condizionanti; il secondo, la
ricerca del senso, cioè la capacità
di andare oltre le cose per coglierne il significato; il terzo, lo sviluppo
della capacità relazionale, che
caratterizza l’uomo, fonte per
lui di continua innovazione nella
continuità; il quarto consiste nel
favorire una riprogettazione della
intravedere nella scarsa partefelci, dal biotopo di Gares alle
vita... Rigenerare quindi significa
cipazione al concorso creatività
Dolomiti, dalla etnoarcheologia
favorire la crescita e lo sviluppo
dove solo due iscritti volenterosi
con i siti pastorali al fiume “la
di ciò che è presente allo stato
hanno rappresentato la nostra sePiave” nei suoi aspetti naturali
latente come potenzialità in ogni
zione sul giornale “Sempreverde”.
ma anche storici, dall’analisi del
persona, creando nella persona
L’anno
si
è
quindi
concluso
il
malessere
sociale
dei
contadini
Alla fine di ogni anno si tenta
autonomia e libertà nella scelta
24 maggio a Pedavena con il
ottocenteschi, alle battaglie contro
di fare un po’ di bilancio, di tirare
dei mezzi con cui rispondere agli
IX°
Convegno
provinciale,
orgaNapoleone,
che
abbiamo
inconle somme. A dire il vero anche
stimoli esterni…”.
nizzato dalla sezione di Cismon
trato non solo a Polpet, ma anche
quest’ultimo anno è stato veraUn ottimo pranzo e l’intratteBellunese,
che
ha
compreso
nella
visita
in
battello
alle
ville
della
mente soddisfacente, la partecinimento musicale della Banda
anche la celebrazione dei 30 anni
riviera del Brenta, ville che sono
pazione è stata buona e le lezioni
Comunale di Arsiè hanno concluso
dell’Università Adulti/Anziani di
gioielli dell’architettura palladiana,
di grande soddisfazione.
la festa a Pedavena.
Belluno e l’accoglienza della 13a
spiegata esaurientemente dalla
L’Anno Accademico è iniziato il
Con i partecipanti della sezione
Sezione, la “Conca del Piave”.
prof,ssa Rui in una lezione ad hoc.
1° ottobre 2013 con il ricordo del
di Alleghe (21 persone) e di Agordo
Dopo l’apertura ufficiale da
Abbiamo vissuto la severità
Vajont, ricorrendo in quei giorni il
(23), sia per contenere i costi ma
parte del nostro presidente don
della Pasqua nel mistero della
50° anno dalla catastrofe, grazie
anche per approfittare e sfruttare
Menia e i saluti delle autorità, tra
Resurrezione attraverso la musica
a un’interessante e puntuale
la buona occasione di ritrovarsi
cui il vescovo, è stato il professor
di Haydn e, intrecciando le dita,
lezione offerta dal prof. Maurizio
assieme, siamo scesi a Pedavena
Giuseppe Dal Ferro, presidente
abbiamo appreso le direttive per la
Reberschak, affermato studioso
in gruppo e al termine
e ricercatore storico,
del convegno abbiamo
che ha cercato di far
avuto l’opportunità di
comprendere cause e
portare un saluto al
concause che hanno
nostro caro e indideterminato l’immane
menticato mons. Lino
tragedia.
Mottes, che ci ha fatto
Le lezioni successive
dono, oltre che del suo
ci hanno portato a covolume su “Il vescovo
noscere meglio il nostro
Muccin – Indimentiterritorio sulle carte,
cabile presenza”, di
con la toponomastica
una approfondita visita
antica, con i suoi fiori,
dei vari reperti, pitture,
con le biodiversità, con
sculture, oggetti di
l’acqua “bene comuelevato valore, esposti
ne”. Abbiamo potuto
nel Museo Diocesano
ammirare le bellezze
d’Arte Sacra, sofferdell’arte pittorica con
mandosi in particolare
il cammino di fede di
sulle opere del territorio
Tiziano ma anche con
bellunese inserite nella
i tesori dell’arte nelle
mostra “Costantino
chiese. Siamo stati con
e Silvestro”, allestita
le immagini nei luoghi
per ricordare il 17°
magici dei monasteri
centenario dell’Editto
della Romania, nell’indi Milano, con il quale
cantata San Pietroburl’imperatore Costantino
go e negli incredibili
nel 313 garantiva – non
Cremlini e monasteri
dell’Anello d’oro e tutto Feltre, Museo diocesano, 24 maggio. Il felice incontro delle sezioni di Agordo e Alto soltanto per i cristiani
– la libertà di culto,
ciò accompagnati da Cordevole con monsignor Lino Mottes.
inaugurando dopo sebelle musiche e dalla
coli di persecuzioni un
stesura
del
testamento
biologico
in
nazionale
della
FEDERUNI
a
voce amica del caro
periodo di tolleranza religiosa e
vita. Conclusi felicemente anche i
svolgere la relazione accademica,
Claudio Mei, che non dimentichedi grande innovazione politica e
laboratori di Arte e di Informatica.
dal titolo “La Cultura rigenera la
remo mai.
culturale.
Ottimo successo anche per le
Vita”. Interessante ed esauriente
Altre lezioni ci hanno coinvolto
Don Lino ci ha accolto con
gite organizzate per la visita alla
disquisizione sul tema dell’apnella storia locale, nei 150 anni del
particolare entusiasmo, felice per
mostra di pittura “Verso Monet” e
prendimento nella terza età. Lo
CAI, nel giornalismo, nel diritto,
l’affetto dei suoi “vecchi” parrocalla città di Verona e per la visita
studioso è partito con una battuta
nella medicina, nelle epigrafi latine
chiani e studenti (aveva iniziato
alle ville Pisani di Stra, Widmann
dicendo che “l’UA/A di Belluno
e nell’ascolto delle satire romanel 1996 e per 13 anni aveva
e Malcontenta lungo la riviera del
nonostante abbia compiuto 30
nesche che ci hanno strappato
condotto la Sezione in qualità di
Brenta.
anni è giovane perché la cultura
qualche gustosa e sonora risata.
coordinatore).
Insomma un insieme di elementi
rigenera la vita”. Poi ha proseguito
La seconda parte dell’anno è iniDon Lino ha ricevuto nell’ocche hanno coinvolto gli studenti
spiegando che la Terza età è “…
ziata il 4 febbraio con il presidente
casione anche i complimenti e il
con la loro attenzione e costante
l’età in cui la libertà dalle pressioni
prof. Don Attilio Menia che ha dato
ringraziamento del coordinatore
presenza. Dobbiamo a questo
del lavoro e da molte responsaun senso chiaro alle domande
di Alleghe, Celestino Vallazza, e
punto ringraziare i docenti che
bilità famigliari si accompagna a
“Più Europa come? Perché?”.
il compiacimento di tutti i presenti.
hanno
saputo
dosare
minuziocondizioni
di
salute
fisica
e
mentaPoi si è passati a considerare la
L’immancabile foto di gruppo, che
samente le lezioni suscitando
le ancora sufficientemente buone,
tutela del consumatore con i suoi
qui pubblichiamo, ha concluso il
interesse
e
la
giusta
riflessione
tali
da
permettere
all’individuo
di
risvolti di responsabilità civile. Altri
felice incontro. Grazie don Lino.
culturale. Se dobbiamo evidenziafare di questi anni il periodo della
argomenti sono stati gli aspetti
re
un
aspetto
negativo
lo
possiamo
propria
realizzazione
personale...
Gabriele Bernardi
eco-ambientali, dalla patata alle
20
Questo racconto ha come protagonisti due dei nostri sensi, forse
quelli meno considerati: l’olfatto
e il gusto. Annusare, gustare,
sentire l’odore e il sapore, ma non
intendo tutti i sapori e gli odori,
voglio soffermarmi e prendere in
considerazione solo quelli antichi.
Quelli che ci riportano indietro nel
tempo, che spesso sono custoditi
nella memoria e periodicamente
tornano nella nostra vita per
ricordarci quello che eravamo e
quello che siamo.
L’idea di questo viaggio attraverso odori e sapori mi è venuta
da un colloquio con mia figlia. Una
mattina tolgo dal frigo del pollo
e le dico che lo avrei preparavo
arrosto per mezzogiorno. Lei mi
ha risposto: “No, non farlo arrosto,
fallo come lo faceva la nonna Ida
che a noi piace di più. Perché
non mi racconti qualcosa di lei?”
allora ho cominciato a parlarle
di mia nonna, della sua vita, del
suo essere e le ho spiegato che
quel pollo alla Marengo lo aveva
imparato a fare in
Toscana quando era
andata a servì come
aiutante domestica.
Il pollo l’ho cotto alla
Marengo, con limone
e noce moscata, ed
è stato apprezzato
da tutti. Ho pensato:
“che bello ricordare
mia nonna attraverso quello che mi
aveva insegnato e
sono sicura che lei
sarebbe contenta
di sapere che è nei
nostri pensieri, anche
se non c’è più e non
ha mai conosciuto i
miei bambini”.
Molte volte alcuni
sapori e odori, oltre
che riportarci indietro nel tempo, fanno
affiorare ricordi e
conseguentemente
emozioni, spesso celate dentro di noi, che
vengono in superficie
attraverso olfatto e
gusto, trasformando
questi momenti in attimi di benessere e di gioia.
Da quando ho capito la grande
potenzialità di questi due sensi, ho
modificato il mio modo di cucinare,
rendendolo più semplice, più naturale e con un occhio di riguardo a
quello che vedevo fare dagli adulti
quand’ero piccola. La mia cucina
segue rigorosamente l’andamento delle stagioni, attingendo dalla
Natura tutto quello che mi serve,
ma con rispetto e gratitudine per
quanto mi viene offerto. Siamo in
primavera ed è tempo di asparagi
selvatici che non hanno niente a
che vedere con quelli coltivati. Il
gusto forte rivela la loro natura,
il territorio aspro e difficile in cui
crescono. Io li ho sempre mangiati
e sono abituata al loro sapore che
ti piace o non ti piace. Primavera
è tempo di ortiche e sgrìsoi ottimi
per risotti e minestre. Da piccola,
vedevo aggiungere le ortiche alla
S. Pietro 2014
Il racconto di Cielo Blu
Odori e sapori
di un tempo
minestra d’orzo che le conferivano
un sapore particolare. Questo è
il periodo dei radìci da levina,
una prelibatezza che mi piace
raccogliere, pulire, cucinare e
invasare per consumarli durante
tutto l’anno. Avere dei vasetti di
cibo confezionati da me mi rende
orgogliosa.
La mia cucina predilige la qualità alla quantità, per questo uso
materie prime buone e possibilmente locali. Ho iniziato a curare
personalmente un campo, dove
ho seminato vari ortaggi che mi
permetteranno di non comprare
più verdure per tutta l’estate. Se
va ben oltre la coltivazione delle
verdure. Con questo lavoro ho
recuperato il contatto con la Terra.
Nella semina ho coinvolto anche i
miei figli affidandogli una pianta di
zucchino ciascuno perché imparino ad amare, rispettare e capire
la terra; questa è l’unica strada
verso un futuro responsabile. Nel
mio orto è comparso anche uno
spaventapasseri, che non credo
serva molto al suo ruolo, ma è
stata un’occasione per condividere un lavoro con i miei bambini,
stimolando la loro fantasia.
Ci sono altre cose che la coltivazione di un orto ti insegna:
si considerano il lavoro e il costo
di tenere un campo, sicuramente
conviene comperare le verdure,
ma non c’è prezzo che sostituisca
il sapore e l’odore della verdure
prodotte da te, dove hai la certezza di non aver usato sostanze
chimiche. Se le patate non sono
belle grandi non importa, quello
che conta è che hanno un altro
gusto: quello della genuinità.
Quest’anno mentre preparavo il
campo e seminavo, cercavo di
ricordare come faceva mia nonna
e i suoi trucchi per rendere più
produttive le piante. Pensavo
soddisfatta che in ciò che stavo
facendo, riviveva in me una parte
di lei e contemporaneamente
portavo avanti una tradizione.
Il giorno che sono arrivata nel
campo e ho visto che le patate
e i fagioli erano nati mi sono
emozionata e ho capito che tutto
il mio lavoro ha un senso che
ad avere pazienza, a rispettare
i tempi della natura che spesso
non sono i nostri, a prenderti cura
di qualcosa che va a migliorare la
qualità della tua vita e conseguentemente ad avere più rispetto e
consapevolezza di te stesso. Un
minestrone preparato con verdure
proprie e cotto lentamente ha un
gusto che mi riporta all’infanzia,
quando mia nonna lo faceva e ce
lo distribuiva fumante in scodelle
colorate e ognuno aveva la sua.
E il gusto della polenta cotta sul
fuoco nel caldról per quasi un’ora,
chi non se lo ricorda? Stavo seduta sulla sedia vicino alla stufa
e aspettavo pazientemente che
si formassero le croste della polenta per mangiarle in anteprima.
Questo è uno dei ricordi più belli
della mia infanzia che conservo
gelosamente e ogni volta che
vedo fare la polenta in quel modo
rivivo quell’attimo magico del mio
Echi di Agordo
essere bambina. Al profumo e al
gusto della polenta associo quello del coniglio cotto in técia con
salvia e rosmarino che allietava
le nostre domeniche.
Quando ero piccola, mia nonna, per le feste, ci preparava una
crostata davvero speciale con
un gusto e un aroma unici. Da
quando non c’è più, non ne ho
mai mangiata una così buona e
nonostante la ricetta, non sono
mai riuscita a farla con quel
gusto, Lei usava materie prime
contadine e burro del casèlo, ma
penso che il vero segreto per la riuscita fosse la cottura. La faceva
cuocere a fuoco lento nell’unico
forno che aveva: quello a legna.
Un altro concetto chiave per
recuperare i sapori di un tempo
è proprio la lentezza, la cottura
effettuata piano, preferibilmente
sulla piastra di una stufa a legna.
La cottura che rispetta gli alimenti
che trattiamo. Mi rendo conto che
i ritmi di vita di oggi non concordano con la lentezza e spesso
siamo costretti a
cucinare in modo
differente. Io mi impongo, quando possibile, di prendermi
quel pezzettino di
tempo che mi aiuta
a cucinare meglio e
conseguentemente a vivere meglio.
Anche il pranzo e la
cena sono un’occasione di condivisione e un buon cibo
aiuta a stare insieme
in modo diverso, più
appropriato.
Voglio finire questo viaggio con due
odori molto comuni,
che non riguardano il
cibo, ma che sicuramente conosciamo
in molti e ci farà
piacere ricordare,
perché sono parte
viva e integrante di
noi: l’odore del fieno
e l’odore della legna
appena tagliata.
Il profumo del fieno: l’odore
dell’estate, del sole; ma anche
l’aroma della nostra terra, delle
nostre tradizioni, della nostra
infanzia che ci inebria ci fa stare
bene e ci porta nella dimensione
della pace e del ricordo.
Il profumo della legna: l’odore
dell’autunno, l’aroma del bosco,
del ciclo delle stagioni, dell’inverno alle porte che arriva. L’odore
della fatica e del sudore, ma
fatica e sudore costruttivi che
servono all’uomo.
Questi sono alcuni dei tanti
odori e sapori che hanno caratterizzato la mia vita e che mi piace
ricordare perché mi regalano
attimi magici di gioia. Ora invito
voi a scavare nei meandri del
vostro essere usando sapori e
odori per rievocare sensazioni
ed emozioni nascoste.
Buon viaggio!
Blu sky
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
21
solidarietà volontariato solidarietà volontariato solidarietà volontariato
“Vi sono diversi carismi, ma
uno solo è lo Spirito; vi sono
diversi ministeri, ma uno solo
è il Signore; vi sono diverse
attività, ma uno solo è Dio, che
opera tutto in tutti. A ciascuno
è data una manifestazione
particolare dello Spirito per il
bene comune”
Credo che questa Parola di
San Paolo rivolta ai Corinzi si
sia realizzata anche Domenica
25 maggio quando, in occasione
della Festa di beneficenza per
una raccolta fondi pro-Centro
Parrocchiale “Monsignor Vincenzo Savio” di Agordo, sono
stata testimone del grande
fervore con cui molte persone
si sono prodigate affinché la
festa fosse un successo, non
solo materiale, ma anche di
gioia e di unione fraterna della
Parrocchia.
Tutto è iniziato quando, a
seguito di una richiesta di aiuto
finanziario da parte del parroco, mons. Giorgio Lise rivolta
ai Priori delle Confraternite,
nacque l’idea di coinvolgere
i Parrocchiani in una festa di
beneficenza; in fondo il Centro
Parrocchiale è stato realizzato
proprio perché i parrocchiani
tutti (che fossero bambini
giovani adulti anziani e che si
presentassero come singoli o
come associazioni o famiglie
o gruppi senza appartenenze
particolari sia laiche che religiose) avessero la possibilità di
avere un punto di ritrovo e di
incontro, che fosse accogliente,
dignitoso e versatile per tutte le
necessità.
La festa dicevo… certamente in una parrocchia la festa
inizia dall’incontro che dà la
Solidarietà al Centro parrocchiale
La festa delle Confraternite
L’ammirevole e insostituibile apporto dato anche in
quest’occasione dal volontariato della nostra comunità
Domenica 25 maggio. Un evento particolare e del tutto inedito,
grazie alla sensibilità delle nostre storiche Confraternite.
vera gioia e quindi con la partecipazione alla S. Messa, per
poi trasferirsi tutti al Centro
parrocchiale e partecipare al
pranzo comunitario. Nell’intimo giardino dietro il Centro
sono stati allestiti due tendoni
con file ordinate di tavoli subito
gremiti di allegri parrocchiani
che di buon grado hanno comprato il biglietto per il pranzo
e molti, coloratissimi biglietti
della lotteria! Poi è stato un
piacere servirli del pranzo e il
loro chiacchiericcio che saliva
man mano di tono è stato un
ottimo indice di gradimento del
cibo e della convivialità!
Il mitico complesso del “Taca banda’ che ha allietato la festa con la sua
generosità le sue note piene di buona musica e di tanta allegria.
Dopo il dolce e perfino il caffè
servito ai tavoli l’ensable dei
“Taca Banda” ha riempito l’aria
di note allegre e svolazzanti e
sul bel patio liscio c’è chi non
ha perso l’occasione per farsi
rapire in un giro di valzer o di
una mazurca!
Nel pomeriggio poi sono
stati premiati i vincitori di alcuni giochi allestiti dal Gruppo
Giovani, i quali hanno dato
tutto il ricavato pro-Centro
parrocchiale e mi sono commossa pensando alla vedova
che ha dato al tempio solo due
monete ma era tutto quello che
aveva… e proprio così hanno
fatto i giovani, non che abbiamo
donato poco ma hanno donato
tutto…
I riflettori si sono poi puntati sull’organizzatore capo e
trascinatore di questa giornata,
Luigino Da Ronch che con
l’aiuto di un ragazzo volenteroso, ha dato fondo ai biglietti
della lotteria abbinandoli ai
premi, dispensando come un
personaggio mitologico doni
da una cornucopia!
Il sole è stato un prezioso
alleato nella riuscita di questa
festa, peccato che mancassero
molti bambini e le loro famiglie
impegnati proprio nella stessa
giornata ad un incontro foraniale per la chiusura dell’anno
catechistico.
E tutto questo è stato possibile
grazie ad un grande, grandissimo lavoro di squadra e certamente non posso esimermi dal
ringraziare per la logistica, per
il cibo, per i dolci e i “stragoi”,
per i regali… beh ognuno sa per
che cosa…: il gruppo Alpini, il
gruppo Scout che merita una
menzione speciale per lo spirito
di servizio, il gruppo giovani,
l’U.S. Le Ville, i bòce da Rif,
l’Auser Tiser, i mitici Taca Banda, la Cooperativa Agordino
latteria di Vallata, Macelleria
Corazza, Walber e Coop, vari
commercianti di Agordo, e
tutti coloro che in varie forme
hanno donato il loro tempo e il
loro lavoro per un bene comune, senza dimenticare Sandro
Zasso e, ovviamente, Luigino
Da Ronch, trascinatore delle
Confraternite.
Tutto il ricavato (2.450 euro
al netto delle spese) è stato
devoluto al pagamento di una
piccola parte del mutuo del
Centro Parrocchiale.
Trovarsi assieme è stato certamente bello e incoraggiante ma
mi permetto di invitare chi può,
chi crede che il Centro possa
essere un luogo importante per
la crescita anche morale e spirituale delle nostre famiglie, a
prendersi un impegno mensile,
magari per un periodo limitato
(6 mesi, un anno) anche per
un importo piccolo (10, 20,
30 euro), attivando un Rid dal
proprio conto corrente a quello
della Parrocchia di Agordo. Si
sa, tante gocce formano il mare
e il fatto di avere un incasso
continuo potrà dare un po’ più
di tranquillità anche al nostro
Parroco.
E le Confraternite? Vi ricordiamo che in Agordo esistono:
la Confraternita di S. Agostino,
la confraternita di S. Giuseppe,
la Confraternita di S. Lucia, la
Confraternita della Madonna
del Buonconsiglio e la Confraternita della Beata Vergine
della Salute
Anch’esse hanno raggiunto
un importante obiettivo: la conferma che unire le forze porta
risultati migliori, e se qualcuno
avrà maturato il desiderio di
iscriversi a una Confraternita
per condividere il destino di
queste secolari associazioni e
sostenerle nei loro progetti di
solidarietà, sarà il benvenuto!
Adriana Alfonsi
Priora della Confraternita della
B.V. della Salute
S. Pietro 2014
22
Echi di Agordo
solidarietà volontariato solidarietà volontariato solidarietà volontariato
La trasferta nel Cilento
fra arte e natura
Una trasferta in una terra
molto bella e accogliente, il
Cilento, tra storia arte natura e
sapori, dal 14 al18 maggio.
Partenza alle 6 del mattino da
Agordo in pullman, un gruppo
di 30 persone, con tempo incerto, ci aspetta una lunga giornata
da trascorrere in viaggio: sono
circa 900 i km che separano
Agordo da Paestum, base della
nostra permanenza nel parco
nazionale del Cilento. Breve
fermata in Valdichiana per il
pranzo e poi ancora in viaggio
lungo l’autostrada. Ad Ercolano ci attende la nostra guida,
Luciano, nonché organizzatore del tour, da alcuni di noi
conosciuto in occasione della
gita a Napoli nel 2006, rimarrà
con noi per tutto il tempo. Una
breve sosta a Vietri sul mare per
una fugace veduta della costiera
amalfitana e finalmente arrivo
in albergo a Paestum, cena e
pernottamento.
Giovedi 15 partenza alle 8
del mattino per trascorrere una
giornata tra Palinuro e Velia.
A Palinuro breve crociera, su
imbarcazione attrezzata, con
visita alle varie grotte della costiera e in particolare alla Grotta
Azzurra bella quanto la più
famosa di Capri. Trasferimento
ad Ascea Marina per il pranzo
e nel pomeriggio visita a Velia,
antica colonia greca fondata nel
VI secolo a.c. e nel I° a.c. municipio romano. Qui devo dire
che, come accade in Italia per
molti siti storico-archeoligici,
si nota uno stato di abbandono
dove sembra che la natura abbia
il sopravvento su ciò che rimane, e questo dispiace perché è
un patrimonio che andrebbe
conservato e valorizzato in
modo adeguato.
Venerdi 16 trasferta a Padula
per la visita alla Certosa più
grande d’Europa, costruita da
Tomaso Sanseverino, signore del Vallo di Diano, dove
operarono i monaci certosini
“Sancti Brunonis”. Ottimo
pranzo in un ristorante locale
e quindi partenza per la visita
17 maggio 2014. Visita al sito archeologico di Paestum.
città romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio assieme a
Pompei. Ultimata la breve,
ma significativa visita agli
scavi, partenza per il rientro
ad Agordo conservando un
piacevole ricordo del Cilento
con le sue perle e la cordialità
della sua gente.
Questa gradevole parentesi
non fa certo dimenticare il
quotidiano lavoro nella sede
della nostra associazione, con i
nostri volontari che ogni giorno,
sopratutto in questi tempi di
crisi, rispondono con aiuto e
solidarietà ai primari bisogni
delle persone in difficoltà, sempre pronti e disponibili.
Si sta definendo il “Progetto
Sollievo” voluto dalla Regione
Veneto, coordinato dal Distretto
Sociosanitario di Agordo, con
l’adesione del GAV, gruppo di
assistenza volontaria e l’Auser
“el Broi” con i loro volontari. Il
progetto è rivolto alle persone
La festa di compleanno del 1° trimestre 2014.
alle grotte carsiche di Pertosa, le
più ampie del Sud Italia, quindi
rientro in albergo non senza uno
sguardo ai vari paesaggi lungo
il percorso.
Sabato 17, sempre con partenza alle 8, nella mattinata
visita alla città di Salerno,
il Duomo dove è sepolto S.
Matteo uno dei dodici apostoli,
il rinnovato centro storico, il
porto in continuo aumento del
traffico marittimo e il bellissimo lungomare. Ottimo pranzo e
partenza per il sito archeologico
di Paestum con la sua millenaria
storia, i suoi templi e il museo
con i suoi reperti greci.
La sera in albergo scambio
di auguri con Luciano e il suo
staff e brindisi di un possibile
arrivederci, anche se il mattino
seguente, domenica, ci accompagnerà ancora per una breve
visita agli scavi di Ercolano, la
affette da demenza, nella cui
definizione generica rientrano
diverse malattie, per dare un
aiuto in particolare alla famiglia
che necessita di un sostegno nel
carico assistenziale.
È in preparazione il programma per il II° semestre 2014
che prevede, oltre ai consueti
appuntamenti nella sede del
circolo, una gita a Verona
all’Arena per Madama Butterfly, a Marostica per la partita a
scacchi, due giorni a Ravenna,
Portogruaro con pranzo di pesce e pranzo sociale.
Vorrei ricordare che le porte
della nostra associazione sono
sempre aperte a tutte le persone
che si sentono di dare una mano,
basta un poco del nostro tempo, senza obbligo alcuno, per
avere un grazie da chi è meno
fortunato.
Alvio Peratoner
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
23
solidarietà volontariato solidarietà volontariato solidarietà volontariato
Il volo del pettirosso
continua...
con una impostazione filosofica,
in cui si è evidenziato come la
filosofia può aiutare “a vivere una
vita che si accorge di vivere, a
dare un senso alla vita, a dare un
senso al tempo di vita”.
L’ultima conferenza del corso
è stata quella del dott. Luigi
Colusso e di Gigi Zoldan. Tema
affrontato: “Elaborazione del
lutto”. Che cosa significa elaborare una perdita? Che cosa
c’è da elaborare? Quando si può
affermare che una perdita è stata
elaborata?
La dott.ssa Laura Miana il 15
maggio, in un clima di confronto, ha raccolto le riflessioni e i
dubbi emersi durante il “forum”
di discussione.
Tutti I volontari hanno manifestato il loro apprezzamento
per gli argomenti trattati e per
la qualità dei relatori e la loro
grande empatia rassicurante. È
importante sottolineare come gli
stessi volontari si siano impegnati in più direzioni, da un lato
approfondendo le conoscenze e
Un’altra meta è stata raggiunta: introduzione delle cure palliative
si è concluso il 2°Corso di for- nelle attività di cura del Reparto
di Medicina.
mazione per volontari.
Nell’incontro del 10 aprile,
È un evento importante per
l’Associazione che continua a invece, il dott. Spiridione Della
crescere sul territorio e a raffor- Lucia , affrontando il tema “Etica
e cure palliative”, ha sottolinezare gli obiettivi conquistati.
Dopo un anteprima di orien- ato come ciò che definisce il
tamento e di conoscenza, con successo delle cure di fine vita
accenni alle cure palliative, il è riuscire a far morire “bene” il
6 marzo, presso la sala riunioni malato, è adoperarsi per lenire
dell’ex Municipio di Taibon il dolore.
Negli altri incontri sono stati
Agordino, è iniziato il Corso
vero e proprio. Gli aspiranti approfonditi diversi temi come
volontari iscritti sono stati 16 e “Gli aspetti psicologici del
tutti hanno concluso il percorso malato e la sua famiglia”, con
di formazione il 22 maggio. Le la dott.ssa Lucia De Cosimo
conferenze sono state seguite che, in toni pacati ma fermi, ha
anche da persone interessate alle evidenziato i pericoli che corre
tematiche trattate, dal Consiglio l’equilibrio familiare minacDirettivo e dai volontari già ciato dalla malattia. O come
formati nel Corso precedente;
nel complesso
in sala erano
presenti sempre
25-30 persone.
Fin dal primo incontro è
stato delineato
l’aspetto complesso e delicato dei vari temi
in discussione.
Il relatore dott.
Franco Pellegrino ha infatti
parlato del malato grave e delle
cure palliative
che hanno come
Foto di gruppo a conclusione del 2° Corso di formazione per volontari.
obiettivo il raggiungimento
della migliore qualità di vita “Il codice deontologico e Core gli aspetti scientifici, psicologici,
possibile per i malati e per le Curriculum” illustrato dalla spirituali del malato e della faloro famiglie, il controllo del dott.ssa Laura Miana, psicologa miglia, dall’altro operando una
dolore, il rispetto della dignità dell’associazione. O come “Il conoscenza intima del proprio
e dei valori umani, spirituali e Volontario, il malato e la fami- essere di fronte alla malattia
sociali.
glia: la relazione d’aiuto”, tema terminale. Adesso sono pronti
Nel secondo incontro il dott. affrontato dalla dott.ssa Cristina per promuovere e diffondere
Agostino Mascanzoni ha portato Zaetta, che ha avuto forte im- la consapevolezza dei diritti
all’attenzione della platea l’ar- patto sul “volontario” che ha del malato e della sua famiglia
ticolo 3 dei doveri del medico: potuto riflettere sull’importanza nell’ambito delle cure palliative;
“Dovere del medico è la tutela della “relazione” con il malato, e a breve inizieranno i colloqui
della vita, della salute fisica e sulla capacità di costruirla con con la psicologa, dott.ssa Miana,
psichica dell’uomo e il sollievo l’ascolto attivo e l’empatia e per capire la propria attitudine se
dalla sofferenza nel rispetto della sulla capacità di affrontare il al volontariato diretto o a quello
libertà e dignità…”; mentre la silenzio. O come “La dimen- indiretto.
Il corso si è concluso il 22
dott.ssa Ileana Corazzin ha forni- sione esistenziale e spirituale di
to informazioni sulla situazione fronte al morire”, tema trattato maggio con la presenza del Didell’Ospedale di Agordo e sulla dalla dott.ssa Laura Campanello rettore Generale dell’ULSS 1.
Il dott. Pietro Paolo Faronato ha
espresso le sue congratulazioni
per l’evento e insieme alla presidente Nadia Dell’Agnola, che
ha consegnato gli attestati di
partecipazione, ha usato infine
parole di incoraggiamento per i
volontari. Sono stati graditi gli
auguri per il nuovo cammino che
verrà intrapreso.
Nello stilare un bilancio finale dell’iniziativa è doveroso
ringraziare l’Amministrazione
comunale di Taibon Agordino, e in
particolare il sindaco uscente Sig.
ra Loretta Ben, che con generosità
ha partecipato alla serata conclusiva e, gentilmente, ha concesso
l’utilizzo della sala ex Municipio
di Taibon Agordino.
Un altro evento importante è
stato “La GIORNATA del SOLLIEVO!”.
Il 25 maggio,
domenica mattina ad Alleghe e
a Caviola, il 31
maggio e il 1°
giugno ad Agordo, i Volontari
sono stati presenti in piazza,
come ogni anno,
con i loro gazebo per celebrare
la “Giornata del
Sollievo”.
Il panificio Da
Roit di La Valle Agordina, la
pasticceria Saint
Honorè e il panificio Carlin di
Agordo, hanno
aderito all’iniziativa offrendo
grissini e dolci confezionati.
Le offerte raccolte sono andate
all’Associazione e nei gazebo i
volontari hanno anche distribuito
volantini e fornito informazioni.
Il 2 agosto è in previsione il
concerto estivo a Taibon Agordino e nell’auspicio di poter
concretizzare l’ormai consueto
incontro invitiamo già fin da ora
a partecipare...
Il Pettirosso Agordino ringrazia
tutti coloro che lo sostengono in
volo...
Tina Rotilio
per il Consiglio Direttivo
S. Pietro 2014
24
Echi di Agordo
solidarietà volontariato solidarietà volontariato solidarietà volontariato
Dall’Istituto
comprensivo e
US Le Ville
«Cari studenti della scuola
primaria di Agordo, G.S. Le Ville
e cara Barbara,
a nome del direttivo della
IPWSO, Organizzazione Internazionale della Sindrome di PraderWilli, desidero esprimere la nostra
immensa gratitudine per la vostra
donazione, così generosa, per la
nostra causa. Sappiamo del grande impegno che avete sostenuto
nel raccogliere questa somma
con la vendita dei vostri vecchi
giocattoli che rende questo dono
ancora più speciale per tutti noi.
Grazie a questa donazione,
abbiamo la possibilità di coprire
le spese di alcuni tests genetici
di laboratorio, per diagnosticare
la sindrome di Prader-Willi nelle
persone che vivono in paesi dove
questo esame non è disponibile
o è troppo costoso per le famiglie
povere. Offriamo questo servizio
a tutti coloro che ce lo richiedono, senza alcun onere per le
famiglie.
Una volta che i genitori conoscono per certo la malattia
del loro figlio, noi provvediamo
a informarli su come prendersi
cura del loro bambino e li mettiamo in contatto con altre famiglie
che hanno figli con la medesima
sindrome. È molto importante e
di grande aiuto per loro, sapere
di non essere soli.
La vostra donazione rende possibile tutto questo! Non è, dunque,
solo un dono fatto alla IPWSO, ma
a tutte queste famiglie.
Vi ringraziamo tutti per la vostra gentilezza e generosità e vi
auguriamo ogni bene.
Tutti voi avete veramente un
grande cuore.
Io spero che ci siano ancora
molte persone e gruppi nel mondo
Solidarietà per la sindrome Prader-Willi Il cuore grande
San Vincenzo: il mercatino
dei giochi usati per Ipwso
che si impegnano come avete
fatto voi.
Spero che abbiate gradito molto
il canto del nostro Giorgio!
Cordiali saluti,
Dr. Suzanne Cassidy
Presidente della IPWSO»
Con queste parole di ringraziamento si è definitivamente
concluso il progetto del “Mercatino
dei giochi usati” della Sagra di San
Vincenzo che ha avuto come protagonisti gli alunni e le insegnanti
delle scuole Primarie e dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo di
Agordo, coordinati dall’efficiente
gruppo sportivo “Le Ville”.
Nella mattinata del sei giugno,
alla Scuola Primaria di Agordo,
alla presenza del Dirigente sco-
lastico, Bernardino Chiocchetti,
dei rappresentanti di classe,
del presidente e vicepresidente
dell’U.S. Le Ville, Roberto Chissalè e Andrea Rumor, con la signora
Cristina Dal Mas, degli alunni e
delle insegnanti, è stato donato
il ricavato di mille euro all’Associazione IPWSO, Organizzazione
Internazionale della Sindrome di
Prader-Willi, rappresentata dal
signor Giorgio Fornasier e da
Daniele, suo carissimo e simpaticissimo figlio.
Quindi il cantautore bellunese
si è esibito in un fantastico repertorio che ai presenti, non più
giovanissimi, ha sicuramente fatto
fare una sorta di “flashback”, un
tuffo nel loro passato di bambini,
quando “al posto della televisione
a colori c’erano delle pazienti
6 giugno. Il presidente dell’U.S. Le Ville, Roberto Chissalè, con Andrea Rumor e Cristina Dal Mas, consegna il ricavato di mille euro del
mercatino dei giochi usati all’Associazione IPWSO, Organizzazione
Internazionale della Sindrome di Prader-Willi, rappresentata da
Giorgio Fornasier e dal figlio Daniele.
Grazie al papà Massimo Feltrin, che ha rinnovato l’aula di informatica con i computer seminuovi concessi dalla Ditta Invensis.
e generoso
dei bambini
Giorgio Fornasier
nonne in bianco e nero” che amavano raccontare ai loro nipotini
delle semplicissime storie o delle
filastrocche musicate, legate alla
vita contadina del tempo.
I nostri alunni, invece, trasportati
dalle note della sua chitarra e della
sua voce hanno avuto il piacere
di ascoltare e cantare insieme a
lui delle storie coinvolgenti che
probabilmente nessuno ha mai
raccontato loro e che porteranno
sempre nel cuore.
È stata una mattinata davvero
fantastica e ricca di emozioni.
Nella stessa occasione, il Preside ha ringraziato una mamma
che gentilmente ha offerto un
contributo alla scuola primaria
di Agordo e un papà, il signor
Massimo Feltrin, che ha rinnovato
l’aula di informatica con i computer
seminuovi concessi dalla Ditta
Invensis, dedicando, in collaborazione con la maestra Enza, molto
del suo tempo all’installazione dei
programmi.
Grazie a tutti!
Barbara De Menech
Il coinvolgente “flashback” del noto cantaurore bellunese che ha
letteralmente ammaliato i bambini e non solo...
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
25
solidarietà volontariato solidarietà volontariato solidarietà volontariato
L’unione fa la forza: l’esempio della
Cassa di solidarietà aziendale
Lavoratori Luxottica
La storia ci insegna che nei
momenti di crisi ci si mette
assieme, soprattutto fra più
deboli, per affrontare meglio
le avversità.
È quello che hanno fatto a fine
Ottocento gli operai costituendo
le Società di mutuo soccorso e
successivamente inventando il
Sindacato.
Con lo stesso spirito di mutualità e solidarietà nel 1996,
nel corso di una importante crisi
politico-economica i lavoratori
Luxottica hanno fondato la
Cassa Solidarietà Aziendale
Lavoratori Luxottica (CSA), il
primo esempio di welfare aziendale contrattato in Provincia di
Belluno.
Il motivo principale che ha
fatto nascere una Cassa interna
è stata l’esigenza di avere uno
strumento strutturato in grado di
aiutare tempestivamente i Soci
in difficoltà economica a fronte
di gravi ed imprevedibili eventi,
senza dover ricorrere ad estemporanee raccolte fondi (era
ancora recente l’esperienza di
un collega deceduto nell’esplosione della sua abitazione).
Fortunatamente i casi trattati
nel tempo sono stati un numero
limitato, ma l’intervento della
CSA è stato spesso risolutivo e
con cifre assai significative. Un
esempio per tutti riguarda un
Socio affetto da patologia degenerativa costretto a lavorare a
part time; riceve da oltre 10 anni
un’integrazione al reddito che
nel tempo ha raggiunto l’ammontare di oltre 60.000 euro.
Per fare fronte a questi interventi, lo Statuto dell’associazione
ha previsto la costituzione di
un fondo dedicato, che ad oggi
ammonta a 210.000 euro. Possono sembrare tanti, ma l’onda
lunga della crisi sta travolgendo
anche svariate famiglie di nostri
colleghi, non solo in pianura,
ma persino nell’”isola felice”
Agordina…
Sin dall’inizio, a fronte di
un evidente cedimento delle
prestazioni erogate dal Servizio
Sanitario Nazionale, abbiamo
ravvisato la necessità di rimborsare parzialmente una serie di
spese sostenute dai Soci e loro
familiari fiscalmente a carico.
Così, alle visite specialistiche,
alle diagnostiche strumentali,
agli articoli sanitari e alle cure
dentarie, negli anni si sono
aggiunte le lenti da vista, i
trattamenti fisioterapici e la
logopedia; sono state inoltre
implementate le prestazioni al
di fuori del campo sanitario con
l’erogazione di un assegno di
maternità per ogni figlio nato
o adottato.
Negli ultimi anni sono state
introdotte nuove prestazioni
che rappresentano un’evoluzione culturale della CSA, non
contributi uguali per tutti, ma in
misura inversamente proporzionale alla “ricchezza familiare”
del Socio richiedente; in questo
modo si applica concretamente
il principio della solidarietà per
dare di più a chi ha più bisogno!
Questo principio viene applicato ai contributi per apparecchi
ortodontici (fino all’81% della
spesa!), agli ausili per disabilità
e alle borse di studio per studenti universitari. Nel tempo,
sotto forma di contributi sono
tornati nelle tasche dei lavoratori Luxottica circa 1.5 milioni
di euro.
L’iscrizione alla CSA è volontaria e prevede il versamento di
una quota associativa: ad oggi
conta oltre 2.200 iscritti fra
lavoratori attivi e pensionati;
è presente negli stabilimenti di
Agordo, Cencenighe, Sedico
produzione, Sedico logistica,
Pederobba (TV) e Lauriano
(TO) dove si avvale di una rete
di Soci collaboratori.
La CSA è frutto di un accordo sindacale, dunque il ruolo
dell’azienda è significativo; si
estrinseca attraverso un contributo alla quota associativa
dei singoli Soci e il diritto a
nominare un Consigliere di Amministrazione e il Presidente del
Collegio dei Sindaci oltre alla
concessione di spazi interni agli
stabilimenti per lo svolgimento
dell’attività.
Un importante aspetto positivo è che la CSA è stata ideata,
costituita e gestita in toto dagli
stessi lavoratori attraverso
una loro rappresentanza eletta
democraticamente che opera
in forma volontaria e gratuita;
questo è un merito che va reso
a chi non aspetta supinamente
aiuto da terzi, ma prende decisamente in mano il proprio
destino.
L’unico rammarico è che a
goderne dei benefici possono
essere solo le famiglie dei
dipendenti Luxottica, (già
avvantaggiati per molti aspetti
rispetto ad altri) dove è stato
possibile realizzare questa
esperienza grazie alla lunga tradizione contrattuale e
all’enorme bacino di utenza;
infatti quale altra azienda locale
avrebbe la massa critica sufficiente a replicare la CSA?
Allora, sarebbe scandaloso
immaginare la costituzione
di un fondo territoriale con
caratteristiche analoghe, a
cui tutti i dipendenti (magari
con il contributo delle proprie
aziende/enti), le casalinghe e i
pensionati possano aderire per
parare i colpi di una crisi infinita
e con la prospettiva tristemente
concreta di un welfare pubblico
sempre più in affanno?
Paolo Chissalè
Vècia Pòpa” solidale con il CEOD
Anche quest’anno il Comitato Vècia Pòpa, archiviata la riuscita tradizionale manifestazione di
metà quaresima, ha voluto continuare la festa con
gli amici del locale gruppo Ceod.
Come avviene ormai da parecchi anni, e come vediamo dalla foto, Giorgio Favero e i compagni del
Comitato hanno trascorso alcune ore in allegra
compagnia con i ragazzi del Centro presso la sede
del Polifunzionale, per ringraziarli della loro preziosa disponibilità prestata ancora una volta nella
decorazione dei “botói” della Vècia Pòpa, distribuiti
e apprezzati sul Brói, domenica 30 marzo.
26
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
solidarietà volontariato solidarietà volontariato solidarietà volontariato
Il 1° maggio a Rif
Allegria nella Solidarietà
Quest’anno abbiamo festeggiato i 50 anni della nostra Chiesetta,
nel consueto clima di festa, allegria e sempre all’insegna della
solidarietà.
La chiesetta alpina dedicata a
san Giuseppe lavoratore, bellissima già di suo, era tutta adornata
per l’occasione con fiori freschi e
confezionati dalle abili mani delle
nostre mamme. Se dobbiamo
essere sinceri, non si notava poi
molto la differenza, tanto erano
perfetti quelli di carta!
Quest’anno la Messa, alle 11.00,
è stata celebrata da padre Fortunato De Pellegrin, originario di
Colvignas, oggi parroco di S. Maria
delle Grazie, particolarmente lieto
di ritornare nei luoghi della sua
giovinezza.
È quello inaugurato mercoledì 14 maggio nell’ospedale
del capoluogo di vallata dal
direttore generale della Ulss1,
Pietro Paolo Faronato e dalla
presidente provinciale dell’Associazione bellunese dei volontari del sangue, Gina Bortot.
Si tratta di un punto di prelievo che all’inizio dell’anno,
in seguito a un’ispezione, era
stato considerato non idoneo,
non conforme alle direttivo
da determinare la necessità di
un intervento adeguato e tale
da consegnare ai donatori una
struttura all’avanguardia e più
funzionale.
I lavori erano iniziati lo
scorso 20 febbraio e sono stati
completati entro i termini stabiliti di 90 giorni. Per Stefano
Momenti della festa: la S.Messa celebrata da p. Fortunato De Pellegrin,
la foto ricordo al termine del rito e i bambini alla caccia al tesoro.
Nuovo centro di raccolta sangue
all’avanguardia per l’Agordino
Molte le persone che si sono
cimentate nei vari giochi. I grandi
hanno partecipato con allegria alla
tombola guidata dal nostro amico
Pino mentre i numerosi bambini
hanno dato vita alla caccia al tesoro per le “canesèle” del villaggio,
vinta quest’anno dal gruppo dei
verdi che si sono cosi aggiudicati
una bella pizza in compagnia. A
fine gara, merenda speciale per
tutti con la meravigliosa torta offerta dal nostro amico Toni, della
pasticceria Fiabane di Belluno.
Spazio, ovviamente anche alla
pesca di beneficienza, al mercatino delle mamme (dalle mani
d’oro), a quello agricolo e artigianale e alla frasca con polénta e
valch a pède, al tiro al gòt e altri
giochi. In serata, la cena con piatti
tipici e con canti e balli all’aperto
accompagnati da Eros e Oscar
con tanta amicizia e allegria.
Quest’anno il ricavato della
manifestazione andrà alla Scuola
superiore di secondo grado di
Agordo per l’acquisto di materiale
per il laboratorio di chimica.
Na balìna de na òlta
Capelli, direttore della struttura
trasfusionale della Usl 1, «è un
risultato importante per tutti,
con piena gratificazione dei
donatori bellunesi e agordini
(che attendevano da tempo il
necessrio intervento e le cui
donazioni sono state in continua crescita anche nel 2013,
ndr) che garantiscono sangue
a sufficienza per gli ospedali
della provincia con il 40% delle
eccedenze inviato agli ospedali
della Regione».
Gina Bortot, presidente provinciale dell’Associazione bellunese
dei volontari del sangue, taglia
il nastro inaugurale del nuovo
centro trasfusionale, assistita dal
direttore generale Uls, Faronato
e dall’allora sindaco di Agordo,
Gavaz.
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
27
cronachetta agordina - cronachetta agordina - cronachetta agordina
Guido Poloniato, filatelico agordino
Ambasciatore di cultura
La filatelia, intesa come
raccolta di francobolli, è una
passione che da giovani ci ha
coinvolto un po’ tutti. Ma sarebbe riduttivo fermarsi a tale
semplice definizione perché il
termine con cui si identifica
questo tipo di collezionismo,
coniato nel XIX secolo, è in
effetti l’insieme delle attività
connesse non solo con la raccolta, ma anche con lo studio,
spesso approfondito, del francobollo, un vero e proprio fatto
culturale.
Ce ne dà conferma un filatelico agordino, Guido Poloniato,
che dedica ormai da una vita il
suo tempo libero dagli impegni
(in passato di commerciante,
oggi, in pensione, di nonno di
diversi nipoti e di volontario nel
sociale), a raccogliere e catalogare francobolli, specializzandosi nella particolare tematica
della musica, che continua a
dargli grosse soddisfazioni,
ma anche nella storia dei Papi
e nella Divina Commedia.
Poloniato è stato uno dei
fondatori, nel 1968, del Circolo
filatelico numismatico agordino di cui è tuttora membro
del direttivo. Persona peraltro
discreta, silenziosa, meticolosa,
dedita a una ricerca sempre
rivolta a nuove mete, dopo
aver raggiunto vari ambìti
traguardi, fra cui il prestigioso
«Premio Fenaroli» nel 2011, ne
inseguiva un altro, che ancora
mancava al suo ricco palmares,
a coronamento di un’attività
svolta sempre con rigorosa e
seria applicazione.
Si tratta del Premio internazionale Massari (musicista
italiano, 1887-1970) nel quale aveva già colto la piazza
d’onore nel 2010 a Saluzzo. Ha
quindi riportato la sua tematica
sugli Inni nazionali alla recente
rassegna svoltasi a Lambesc
(Francia), ma anche questa
volta la vittoria è sfumata per un
soffio ed è andata all’austriaco
Zehenter, più che altro per il discutibile comportamento di un
membro della giuria, una donna
francese che ha palesemente penalizzato i concorrenti italiani,
fra cui proprio Poloniato.
Secondo l’unico giurato
italiano, infatti, l’agordino in
finale era considerato favorito,
ma l’elevato punteggio attribuito dalla francese al filatelico
austriaco, lo ha per un solo
punto relegato al 2° posto.
Svanito per poco il sogno
dell’importante riconoscimento, Poloniato si è visto comunque assegnare il Premio «Illio
Gasparri» (l’inventore del Premio Massari), quale titolare
della collezione più votata dal
pubblico: un’affermazione non
meno importante a riconoscimento della sua passione, della
sua tenacia e del suo incessante
impegno culturale.
Un’altra sua bella e significativa soddisfazione è poi
quella di essere stato chiamato
dal CIFT (Centro Italiano di
Filatelia Tematica) a far parte
del gruppo di lavoro, formato
da 34 soci tematici qualificati,
per lo sviluppo del «Progetto
Dante – La Divina Commedia
attraverso la filatelia tematica»
all’interno del quale ciascuno
dei tematici doveva commentare, con materiale esclusivamente postale (francobolli, buste,
cartoline max, annulli ecc.),
prima un canto dell’Inferno
poi del Purgatorio e infine del
Paradiso con un elaborato di 12
pagine per ogni canto.
Guido Poloniato, con due nipotini che mostrano orgogliosi la targa
del premio Fenaroli 2011.
Sponsorizzato da Poste italiane il progetto è andato in porto,
con la raccolta e la stampa dei
lavori in tre eleganti volumi. A
Poloniato erano stati assegnati
il canto XIV dell’Inferno, il I°
del Purgatorio e, infine, il primo
anche del Paradiso del quale
le sue dodici pagine aprono
il corposo terzo volume edito
dalle Poste.
Da ricordare, infine, che continua a collaborare da anni con
i bollettino nazionali di filatelia
«Il Tematico» dell’ATFT e
«Il Podio» del CIFT (sezione
musica).
Quale la prossima sfida di
Poloniato? Al momento rimane ignota, ma è certo che
la sua voglia di ricerca e del
nuovo lo poterà verso nuovi
prestigiosi successi filatelici.
E, sfatando una buona volta
il «Nemo propheta in patria»,
non sarebbe male se l’Agordino
si ricordasse anche di lui, ambasciatore con i francobolli di
Agordo e della vallata in Italia
e all’estero. (ls)
La Divina Commedia
attraverso
la filatelia tematica
Una delle dodici pagine tematiche
dedicate da Poloniato al primo canto del Paradiso riportate all’inizio
del volume di Poste Italiane.
Mondo Scout
Uscita del Challenge 2014
È stata una grande emozione,
quando il 17 maggio sono partito
per il Challenge, una delle più importanti competizioni per il nostro
Distretto.
Se ne era parlato a lungo nel
nostro Clan, tutti i preparativi erano
stati fatti, ero pronto per questa
nuova avventura. Così alle due
di un sabato pomeriggio che non
prometteva una bella giornata,
sono partito alla volta del passo
del Cimirlo, una zona molto bella
non molto distante da Trento. Sono
arrivato all’incirca alle quattro e
mezza e, dopo le ultime direttive
in loco, sono partito preceduto
dagli altri Clan che erano lì per
l’uscita.
Il percorso della giornata seguiva un lungo sentiero costeggiante
il monte Marzola da cui si può
godere un panorama magnifico.
Arrivati nei pressi di Chegùl, mi
sono cimentato nelle prime sfide
della competizione: il riconoscimento di spezie in base al tatto e al
gusto; la misurazione di distanze,
pesi e lunghezze basandomi sulle
unità di misura del mio corpo e la
mia capacità di approssimazione;
infine sulle conoscenze infermieristiche riguardo al soccorso di una
persona ferita. Dopo tutto questo
era ormai sera e, dopo aver mangiato, mi sono diretto al punto di
ritrovo stabilito per tutti i Clan, dove
abbiamo passato la notte.
È stata un’esperienza davvero
suggestiva sentire durante la
messa il richiamo della civetta in
mezzo al bosco, e penso che se
ci foste stati anche voi avreste
pensato la stessa cosa. La mattina
dopo, il 18 maggio, il tempo era
decisamente migliorato: c’era un
sole davvero gradevole e il vento
aveva spazzato via le nuvole cariche di pioggia.
Con la speranza di una nuova
avventura sono ripartito dal luogo
di pernottamento incamminandomi su nuovo percorso indicatomi
la mattina stessa. Meta, la zona
del monte Celva. Le prove erano
ben diverse e stimolavano molto
di più l’intuito e la capacità di
adattamento: dalla cottura di un
uovo con i materiali più diversi
al riconoscimento sonoro degli
animali che vivono nelle nostre
regioni montane, alla capacità
di lettura dei segnali MORSE e
la costruzione di un percorso di
resistenza fisica. Dopo tutte queste
prove sono ritornato al passo, dove
ho pranzato in mezzo ai boschi e
dove è avvenuta la premiazione
in base allo svolgimento delle
prove fatte.
Per me c’è stato un terzo posto
in classifica, e non potete immaginare la gioia che ho provato per il
traguardo. È stata un’esperienza
che non dimenticherò facilmente
e che ha messo sicuramente alla
prova le mie capacità, ma anche
la mia tenacia e la mia forza.
Christian Luciani
Clan “Nuovi Orizzonti”
Agordo
S. Pietro 2014
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Echi di Agordo
cronachetta agordina - cronachetta agordina - cronachetta agordina
Circolo Culturale Agordino
A Portobuffolè: Comune
della bandiera arancione
Sabato 17 maggio si è svolta
l’annuale gita sociale del Circolo
culturale agordino. Con la fortuna
di avere una bella giornata di sole,
ci siamo deliziate tra le stradine di
Portobuffolè, uno dei nove comuni veneti insigniti della Bandiera
Arancione destinata alle piccole
località che si distinguono per la
bellezza dell’ambiente.
Portobuffolè si trova in provincia
di Treviso e risale al IX secolo; era
un importante scalo fluviale sulla
Livenza già conosciuto ai tempi
dei Romani. Accompagnate da
una brava guida locale, abbiamo
rivissuto anni di storia visitando
la Torre Comunale, Casa Gaia
e il Duomo. La Torre è l’ultima
restante delle antiche sette torri
del castello risalente al X secolo, è alta 28 metri e costruita in
laterizio. Ora ospita un museo
di arnesi del lavoro di un tempo
che abbiamo potuto visitare. Gaia
da Camino era una nobildonna
bellissima, immortalata da Dante
nel XVI canto del Purgatorio, e la
sua Casa è una splendida dimora
del Trecento con bifore e un bel
portico e al suo interno ci sono
degli affreschi ben conservati.
Ospita anche un museo del ciclismo. Il Duomo si trova di fianco
all’antico ghetto e ha una storia
un po’ particolare essendo stato
una Sinagoga ebraica prima di
essere consacrato nel 1559 e
restaurato più volte. Al suo interno
c’è un organo Callido.
Uscendo dal borgo attraverso
Porta Friuli detta “Toresin” perché
costruita sui resti di una delle torri
medievali, abbiamo fatto una breve passeggiata per arrivare a Villa
Giustinian dove abbiamo potuto
visitare l’oratorio di Santa Teresa,
una chiesetta annessa alla villa le
cui finestre sono di vetro colorato
e le statue dipinte danno l’impressione di essere vere.
Dopo pranzo con l’aiuto di
una guida molto preparata,
abbiamo visitato la Chiesa dei
Templari a Tempio di Ormelle.
Costruita probabilmente nel XII
secolo dall’Ordine dei Cavalieri
Templari si trova all’interno di
una “masòn”, ossia una enclave
templare, oggi si erge quale unica
testimonianza di tale periodo. È
attorniata da pochi edifici di epoca
giovannita, dal Lia un corso d’acqua navigabile (questo corso ha
una particolarità, le sue acque
scorrono al contrario cioè verso
il monte per circa un chilometro)
e da due importanti strade: la via
Opitergium Tridentum e la via
Postumia che ne facevano una
zona di passaggio per i pellegrini
diretti o di ritorno dalla Terra Santa
o da Roma. Le arcate del portico
della Chiesa sono impreziosite
da affreschi dove si può notare
la presenza del colore rosso
simbolo dei Templari. L’interno
è stato rimodernato senza tener
troppo in considerazione ciò che
il luogo rappresenta.
Tornando verso casa ci siamo
fermati a San Polo di Piave per
visitare la chiesa di san Giorgio.
La chiesa si trova lungo la strada
che da Oderzo portava a Trento,
percorso molto importante costruito in epoca pre-romana dai
Paleoveneti, ed è famosa per
un ciclo di affreschi del pittore
Giovanni Di Francia. Molto belli
sono i due quadri superstiti della
storia di San Giorgio e l’Ultima
Cena nella quale i commensali
mangiano gamberi di fiume e
bevono vino rosso, peculiarità
tipiche di questa zona
Dopo aver trascorso una giornata in serenità il nostro grazie va
alle persone che hanno permesso
che ciò accadesse: la nostra
presidente che riesce a stupirci
sempre facendoci apprezzare
cose sconosciute che si trovano
vicino a noi, e Leda che con la sua
amica Gloria ha materialmente
progettato la gita. Tanti altri posti
belli e facili da raggiungere ci
aspettano, se volete partecipare
sarete i benvenuti. In biblioteca
sono disponibili dei libri per chi
volesse saperne di più sui luoghi
visitati.
Giovanna Ganz
Da “Agordo Musica”
MUSICA
NELL’AGORDINO
XXI edizione
Estate 2014
domenica 3 agosto
Rivamonte - Chiesa parrocchiale
Rinaldo Padoin, flauto
Roberto Padoin, organo
lunedì 4 agosto
Alleghe - Chiesa parrocchiale
Roberta Bortolozzo, soprano
Giovanni Feltrin, organo
mercoledì 6 agosto
San Tomaso Agordino - Chiesa parrocchiale
Nicolò Sari, organo
giovedì 7 agosto
Canale d’Agordo - Chiesa arcipretale
Claudio Caretta, organo
sabato 9 agosto
Falcade - Chiesa parrocchiale
Thomas Gelain, organo
domenica 10 agosto
Agordo - Chiesa arcidiaconale
Daniele Toffolo, organo
sabato 23 agosto
Falcade - Chiesa parrocchiale
Orchestra mitteleuropea “Lorenzo Da Ponte”
Direttore Roberto Zarpellon
Violino solista Maristella Patuzzi
M. Bruch Concerto per violino n.1
P. Ciaikowski Sinfonia n 5
Portobuffolè, 17 maggio. I gitanti per le vie del borgo antico.
Inizio concerti ore 21 - ingresso libero
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
29
cronachetta agordina - cronachetta agordina - cronachetta agordina
Un ciclo di incontri per rispondere alla domanda sulla «salute»
dei nostri fiumi. Lo ha organizzato
la Sezione agordina del Cai in
collaborazione con la Cooperativa
Mazaról, il Cirf (Centro italiano per
la riqualificazione fluviale), il Bacino di pesca n° 5 e con il patrocinio
dell’Unione montana agordina.
Un’iniziativa che ha incontrato
l’interesse e il favore non solo dei
soci visto che sono state più di
cinquanta le persone che hanno
seguito la serie di incontri, svolti
nella sede di piazzale Marconi,
e aventi il titolo di «Conoscere
i nostri fiumi. Habitat, processi
ecologici, paesaggio fluviale».
Questi gli altri temi trattati: «Come
stanno e come funzionano i nostri
fiumi? Aspetti idromorfologici,
biologici e chimico-fisici», relatori
Andrea Goltara e Bruno Boz del
Cirf; «I corridoi fluviali, ambienti
di transizione fra terra e acqua: la
vegetazione e la fauna», a cura di
Alberto Scariot, botanico, e Mauro
Varaschin, guida naturalisticoambientale della Cooperativa
Mazarol); «L’effetto sui fiumi delle
attività umane. Dall’analisi degli
impatti sugli ecosistemi fluviali
agli interventi di riqualificazione
fluviale», relatore: Bruno Boz
del Cirf; l’ultimo, in programma
il 29 maggio: «L’acqua ieri, oggi,
domani. Gli usi storici dell’acqua
e l’evoluzione del paesaggio fluviale. L’idroelettrico in provincia
di Belluno», presentato da Yuri
Casanova, guida naturalisticoambientale cooperativa Mazarol e
Lucia Ruffato del Comitato Acqua
Bene Comune.
«Come stanno i nostri fiumi?
Quali elementi vanno considerati
per capirlo? Quali sono i principali
impatti che ne degradano la qualità? Cosa si può fare per mitigarli
ed evitarli?», queste alcune delle
domande che hanno suggerito al
socio della sezione, Carlo Sartor,
di avanzare la proposta. «Da
quando la direttiva quadro sulle
acque, nel 2000, ha imposto che
tutti i fiumi europei debbano essere
in condizioni buone entro il 2015»,
dice Sartor, «queste domande
sono divenute inevitabili e hanno
innescato un importante percorso
per migliorare la conoscenza e
le informazioni sui processi che
regolano il funzionamento dei
corsi d’acqua. Tuttavia, i risultati
di questo percorso faticano ancora
a uscire dall’ambito ristretto degli
addetti ai lavori».
Ecco dunque il senso del corso:
condividere con tutti i partecipanti
quegli elementi di conoscenza di
base che si rendono necessari per
comprendere i problemi dei fiumi
e per assumere una posizione
informata in relazione alle possibili soluzioni. Infatti, nonostante i
corsi d’acqua attraversino in modo
CAI - Sezione Agordina
Un corso sullo stato dei fiumi
L’acqua dei nostri fiumi.
Si è svolta, nella sede di viale
Sommariva ad Agordo, l’annuale assemblea dell’Associazione
Nazionale Carabinieri Sezione
«Conca Agordina».
Erano presenti numerosi soci
e benemerite, l’assessore Urpi
in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Agordo, il capitano Dario Di Iorio,
comandante la Compagnia
Carabinieri di Belluno, i coman-
Foto di gruppo
all’assemblea dei
carabinieri della
«Sezione Conca
Agordina».
capillare il nostro territorio, l’impressione è quella che essi siano
ancora poco conosciuti. Se ne parla perlopiù in occasione di eventi
negativi (dissesto, alluvioni...) o
di conflitti locali per l’uso della
risorsa (produzione idroelettrica,
escavazioni...) e i giudizi sono
spesso basati su argomentazioni
preconcette e non al passo con
i significativi progressi che sono
stati fatti nella comprensione dei
meccanismi che li regolano e dei
servizi ambientali che possono
offrire, anche nell’ottica di una
fruizione turistica e del loro valore
paesaggistico.
Il corso, per il cui positivo esito
si è detto molto soddisfatto il
presidente della sezione, Antonella Cibien, ha previsto anche
momenti pratici con due uscite
in ambiente per l’osservazione
delle forme fluviali, dei processi
geomorfologici in atto e dei popolamenti vegetazionali in alveo
e nei corridoi fluviali uscite: una
effettuata il 24 maggio e l’altra,
sabato 31 maggio, a conclusione
degli incontri.
Carabinieri in assemblea
danti delle stazioni di Agordo
e Cencenighe, il coordinatore
provinciale e il capogruppo
degli Alpini di Agordo, Taibon
e Rivamonte, Lauro Gavaz.
Il presidente Silvano Fossali
ha illustrato le attività svolte
nell’anno 2013 e sono stati
approvati i bilanci consuntivo
e preventivo.
Si è quindi discusso in merito
ai raduni regionale e nazionale
in occasione del 200° anniversario di fondazione dell’Arma
e al termine è stato consegnato
al capitano Di Iorio un quadro raffigurante la Fiamma
dell’Arma.
30
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
cronachetta agordina - cronachetta agordina - cronachetta agordina
E’ nata “Meteoriti Italia”
col marchio del “Follador”
Grazie all’impegno e al comune
interesse scientifico di cinque
amici bellunesi, è stata fondata
di recente «Meteoriti Italia»,
un’associazione di promozione
socio-culturale che si propone
principalmente di divulgare la
conoscenza delle meteoriti, sensibilizzare il pubblico sull’importanza degli studi ad esse dedicati e
pubblicizzare in Italia e all’estero
il patrimonio meteoritico italiano.
Il nuovo sodalizio ha sede a Feltre
ed è guidato da un Consiglio direttivo formato da Umberto Repetti,
presidente, Adriano Guerriero,
segretario, Tomaso Avoscan,
Danilo Giordano e Gianluca Nani,
consiglieri. Singolare il fatto che,
ad eccezione di Nani, per gli altri vi
sia in comune l’Istituto «Follador»
di Agordo dove Repetti, Guerriero
e Avoscan si sono diplomati periti
minerari e dove attualmente operano come insegnanti Giordano,
geologo, e lo stesso Avoscan,
ingegnere.
Di sicuro interesse la materia. Le meteoriti, infatti, sono
«sassi»staccatisi da asteroidi,
pianeti, satelliti e comete del Sistema solare che concludono il
loro viaggio spaziale atterrando
sul nostro pianeta. Sono dette
anche il «brutto anatroccolo» del
regno minerale perché, causa
l’attraversamento della fascia
dell’atmosfera terrestre a velocità
incredibile (anche più di 30Km al
secondo), sono tozze, ricoperte
da una crosta di fusione nerastra
e poco attraenti per i visitatori
dei musei ma, al loro interno,
racchiudono informazioni così
straordinarie da offuscare anche
il campione mineralogico terrestre
più spettacolare che un museo
possa esibire. Provenendo da
varie parti del Sistema solare, le
meteoriti permettono di studiarne
la formazione e l’evoluzione e
alcune, in quanto parti di corpi
cosmici simili alla Terra, danno
informazioni fondamentali sulla
struttura interna del nostro pianeta. «Sono i reperti più antichi che
si possono trovare sulla terra»,
spiega il presidente Repetti, «la
maggior parte delle meteoriti ha
un’età di 4,56 miliardi di anni, età
di formazione del Sistema solare,
e alcune contengono addirittura
granuli di polvere di stelle esplose
prima della sua formazione. La
cosa più straordinaria, però, è
che alcune meteoriti contengono
acqua e vari composti organici
quali idrocarburi a catena lunga e
amminoacidi, elementi fondamentali per la nostra esistenza. Proprio
sulla base di questi ritrovamenti
molti scienziati sono convinti che
dallo studio delle meteoriti si troverà finalmente la risposta alla
domanda che da sempre tutti si
sono posti: dove, come e quando si è formata la materia di cui
siamo fatti?».
«Con la consapevolezza delle
straordinarie informazioni che si
possono ricavare dalle meteoriti»,
affermano i promotori dell’associazione, «è logico ipotizzare che
un paese tecnologico come l’Italia
dedichi fondi sufficienti alle istituzioni preposte per il loro studio,
purtroppo, non è così. A differenza
di molti altri stati, in Italia non esiste
una rete di monitoraggio dei nostri
cieli che permetta di identificare
e registrare esplosioni di grosse
meteore (bolidi) e determinarne il
luogo di caduta. Le autorità locali
coinvolte in eventuali cadute non
hanno la preparazione adeguata
per poter assicurare il massimo
Il Consiglio direttivo della nuova associazione «Meteoriti Italia».
e corretto recupero di meteoriti.
I nostri pochi studiosi di meteoriti
devono lavorare con fondi insufficienti e, quel che è peggio, non
essendoci in Italia un laboratorio
attrezzato per il loro studio completo, per le analisi più complesse
sono costretti a rivolgersi a strutture straniere con grave perdita
sia della nostra identità scientifica
sia dei nostri campioni più importanti che, purtroppo, sono richiesti
come indispensabile forma di
pagamento aggiuntivo».
«Meteoriti Italia» è sorta dunque
con la convinzione che, con il
sostegno di chi è interessato alle
meteoriti o anche solo mosso
dal senso civico per rimediare a
queste mancanze, sia possibile
riuscire a rendere popolari le meteoriti e, almeno in questo settore,
riportare l’Italia al posto scientifico
che le compete.
Chi è interessato a partecipare
a questo progetto può contattare Meteoriti Italia all’indirizzo
e-mail:
[email protected]
o ai seguenti cellulari:
346-2347319 (presidente);
320-6208319 (segretario).
Omaggio alla “Gigia”
Gli scatti della Agordo di ieri per
pensare al domani. A distanza di
vent’anni dalla prematura scomparsa (2 aprile 1994), Agordo ha
dimostrato che il ricordo di Luigina
De Nardin, meglio nota come Gigia, è ancora vivo nella memoria
di quanti l’hanno conosciuta.
In sala “don Tamis”, infatti,
di fronte a tanta gente è stata
inaugurata sabato 3 maggio (v.
foto in alto) la mostra fotografica
intitolata «Agordo era così, negli
scatti in b&n di Gigia De Nardin»
ed è stato presentato il catalogo
in cui sono riprodotte le foto della
mostra stessa (foto a destra).
Fotografa di professione, ma
figura eclettica e carismatica
nell’ambito della vita sociale e
culturale della città, manifestata in
un impegno personale e concreto
di interesse e partecipazione
volontaristica nel mondo della
montagna, della musica, dell’arte,
dello sport e del turismo, la Gigia
si spense a soli 57 anni dopo
aver strenuamente combattuto
per due anni contro un male che
non perdona.
La manifestazione, voluta
dal Circolo fotografico agordino
(intitolato proprio a Gigia De
Nardin), dal fratello Dario, da
enti e amici, è stata presentata
da Dino Bridda il quale ha prima
rimarcato il carattere professionale della fotografia di Gigia De
Nardin, quindi ha riflettuto sulla
Agordo di ieri, per capire meglio
la Agordo di oggi e immaginare
quella di domani.
Il centinaio di fotografie in
bianco e nero in mostra nella
sala rappresentano infatti uno
spaccato della vita di Agordo degli
anni ’60 e ’70.
Per Bridda le foto della Gigia
sono un dizionario per capire e
conoscere la Agordo viva e pulsante di quel tempo in cui avevano
un ruolo di primo piano le idee e
il carisma di persone come Toni
Guadagnini e Gigi Lise.
“C’è ancora quella Agordo?”, ha
chiesto Bridda. Per lui, il compito
dei giovani, ma anche dei cinque
candidati sindaci per le prossime
elezioni comunali, è ora quello di
saper leggere questo dizionario,
di rispondere alla domanda e, in
caso di risposta negativa, pensare a ciò che si debba fare per
recuperare quella vitalità e per
dire di nuovo con orgoglio che
“ad Agordo è così”.
La mostra rimasta aperta fino
a domenica 11 maggio è stata
visitata da tanti vecchi amici e
anche da tanta gente non solo
di Agordo. (gs)
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
31
cronachetta agordina - cronachetta agordina - cronachetta agordina
Nuovo Direttivo per
“Ad Agordo Proloco”
Il nuovo consiglio direttivo
di «Ad Agordo Proloco», eletto nell’assemblea dei soci del
31 marzo scorso, si è riunito
in questi giorni per procedere alla designazione delle
rispettive cariche alla guida
dell’associazione. All’unanimità il consiglio ha nominato
presidente Gianluca De Pra,
che sarà affiancato da Gabriele
Trento e Giuliana Facciotto in
qualità di vicepresidenti e Andrea Savio come segretario e
tesoriere. I due rappresentanti
all’interno del consorzio Pro
loco agordino saranno lo stesso
presidente De Pra e Cinzia
Baroni. Gli altri componenti
del direttivo sono: Matteo
Chissalè, Giada Conedera,
Viviana De Rocco, Enrico
Farenzena, Daniele Galligani,
Alessandro Nessenzia, Stefano Parissenti, Roberto Schena,
Paolo Selva Moretti e Roberto
Soramaè; revisori dei conti:
Maurizio D’Isep, Gian Pietro
Guadagnini e Dino Preloran.
Con l’occasione «Ad Agordo
Proloco» rinnova l’impegno
a promuovere e organizzare
manifestazioni e attrattive nel
comune di Agordo, segnalando in proposito i principali
eventi dell’estate 2014, dopo
aver collaborato il 10 maggio
all’ottima riuscita della 9 a
edizione di Sport in piazza: la
tradizionale sagra di San Piero
(28-29 giugno) e i mercoledì
sera di AgordoBaleno (30
luglio, 6 e 13 agosto).
Intanto, assieme al Circolo
fotografico agordino «Gigia
De Nardin», la Pro loco ha dato
il via alla seconda edizione del
corso di fotografia visto il buon
successo riscosso dalla prima.
Il corso si è tenuto ad Agordo
in sala «don Tamis» nei giorni
20, 22, 27, 29 maggio e 3 giugno. Durante le lezioni sono
stati presi in considerazione
gli aspetti generali sulla fotografia, come ripasso per coloro
che hanno già frequentato il
primo corso, ma anche come
nozioni necessarie per i nuovi
iscritti. Quindi si si è entrati
più nello specifico sulla fotografia del paesaggio, tema
quest’ultimo affrontato da
Roberto Favero, poi su un approfondimento sulla macchina
fotografica, a cura di Valter
Foto Ottica FB di Annone
Veneto, e infine sulle nuove
tecniche di fotografia con il
circolo fotografico. É stata
inoltre organizzata un’uscita
sul campo in cui i partecipanti
hanno potuto scattare delle
fotografie che sono state poi
commentate assieme ai docenti nelle successive lezioni. Per
info su eventi, manifestazioni
In nuovo presidente di Ad Agordo Proloco, Gianluca De Pra e
Gabriele Trento, presidente uscente.
Il Giro d’Italia
ad Agordo e in Agordino
Dopo essere partita da Belluno
a mezzogiorno e un quarto la
carovana del Giro d’Italia 2014 è
passata anche in terra agordina,
prima di raggiungere il Trentino
attraverso il Passo San Pellegrino. Un momento di visibilità per
la vallata, dunque, in particolare
per Agordo e per la Valle del
Bióis che hanno visto transitare
i corridori nella primissima parte
della 18a tappa. Poche emozioni,
d’accordo, ma come sempre la
corsa rosa ha il suo fascino e la
gente che si è assiepata a bordo
strada in particolare in alcuni punti
del tracciato lo ha confermato.
Lasciato il capoluogo il gruppo
compatto ha raggiungo il Mas di
Sedico, per poi salire lungo la
regionale 203 che proprio in questi
ultimi tempi è stata interessata
da lavori di consolidamento delle
pareti rocciose.
Agordo è stata quindi la successiva tappa. In piazza Libertà, dalle
11 circa si è fermata la Carovana
pubblicitaria del Giro d’Italia, con
spettacoli e distribuzione di gadget
e iniziative: www.agordo.net o
pagina facebook Ad Agordo
Proloco.
per le scolaresche, le associazioni
e i bambini. Una sosta concessa,
ha spiegato l’assessore comunale
allo sport, Angelo Ramazzina, a
seguito degli ottimi rapporti tra
gli organizzatori del Giro e il Comune di Agordo, iniziati nel 2007
con la partenza della 16^ tappa
(Agordo–Lienz) e proseguiti con
i passaggi degli anni successivi
e con la sosta della carovana in
occasione della 17^ tappa dell’edizione 2012.
Qualche palloncino e nastro
rosa (non molta roba a dire il vero)
e due ali di gente hanno accolto
il gruppone che è quindi proseguito verso l’alto, Cencenighe e
poi verso la Valle del Bióis. Ed è
poco dopo il bivio, lungo la 346
del San Pellegrino, che il gruppo
si divide e in questa maniera,
alle 13.10, arriva all’ingresso di
Canale dove i ciclisti erano attesi
dagli alunni delle scuole pronti a
ricevere qualche gadget. Sulla
prima salita di giornata, quella
del San Pellegrino, si è registrata
anche la prima fuga. (gs)
Agordo, 29 maggio 2014. Il passaggio della carovana in piazza Libertà
Proposte
dall’Apim
Quattro serate
geo-minerarie
«Maggio Agordino: quattro
serate a tema Geo-minerario»
è il titolo di un ciclo di incontri
organizzato dall’Apim, l’Associazione dei periti minerari di
Agordo, presieduta da Silvano
Da Roit, e svoltosi nello scorso
mese di maggio.
Le conferenze si sono tenute
nella sala don Tamis dell’Unione montana agordina di via 27
aprile, con questo programma:
- giovedì 1 maggio: «Le miniere del Fursil di Colle S.Lucia
(BL). Un significativo esempio
di recupero in corso d’opera ai
fini turistico-culturali», relatore
Vittorio Fenti, geologo, già insegnante all’Istituto Follador;
- venerdì 16: «Il diamante, dalla miniera al gioiello.
Come si estrae, come si taglia,
come si valuta», relatore Luigi
Costantini, perito minerario,
gemmologo;
- venerdì 23: «Le pietre di
colore, rubini, zaffiri, smeraldi.
Da nostra madre terra all’oggetto prezioso», ancora a cura di
Luigi Costantini.
- Il ciclo si è concluso venerdì
30 maggio con una relazione su
«Mine-rari, minerali poco conosciuti delle Dolomiti e dintorni»
svolta da Danilo Giordano,
geologo e docente alla sezione
minerari del Follador.
Buona la partecipazione agli
incontri (ad ingresso libero), a
conferma dell’interesse per gli
argomenti e della bontà dell’iniziativa dell’Apim.
32
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
cronachetta agordina - cronachetta agordina - cronachetta agordina
“Il paese del graffito”, atto 5°
il progetto continua...
Con le due opere realizzate quest’anno, il progetto “Agordo
paese del graffito” ideato dall’artista Dunio Piccolin, ha raggiunto quota dieci.
Tanti ormai sono, infatti, i graffiti che abbelliscono le pareti
delle frazioni di Tóccol e Paréch e che richiamano l’occhio del
visitatore attento e appassionato di arte e tradizione.
Alla realizzazione del graffito
sulla parete dell’abitazione dei
signori Barison (foto sopra)
hanno collaborato, con entusiasmo e impegno, gli alunni
delle classi quinte della scuola
Primaria di Agordo, coordinati
dalle loro insegnanti.
La soddisfazione per il lavoro
eseguito è stata notevole, in
particolare quando la signora
Elsa Marchiori, presente al
momento dell’inaugurazione,
è intervenuta pronunciando le
seguenti parole:
«Questo graffito mi commuove profondamente! Nella parte
destra io “leggo” la maestra che
però è una maestra che non ha
confini. Infatti la sedia va oltre
il perimetro del graffito e dietro
di essa, vi è una finestra aperta
sul mondo. Sopra c’è la luce. La
cultura ci illumina e ci unisce,
tanto che l’ombra che avvolge
le due bambine è unica e le tiene
assieme.
Poi arrivano le lettere. Le
lettere sono quei simboli che
noi usiamo per comunicare con
gli altri e nel graffito sembrano
arrivare dal cielo, con una luce
azzurra come l’acqua che scorre.
L’acqua che è tanto importante
per noi, ma che non sempre ci
rendiamo conto di quale valore
abbia. Ed è proprio da lì che que-
Al momento dello scoprimento del graffito realizzato
dall’artista Manuela Sabatini
sulla facciata del “casèlo” di
Tóccol, invece, vi è stata, da
parte del pubblico presente,
una manifestazione collettiva di
entusiastica approvazione.
L’opera si integra perfettamente sulla parete di questo
vecchio edificio che ha visto nascere nel 1892, sull’esempio di
don Antonio Della Lucia, come
ha spiegato Roberto Chissalè,
la Cooperativa Sociale della
Latteria di Toccol e che per ben
cento anni, ha ospitato l’attività
di lavorazione e trasformazione
del latte.
Ora l’edificio non ha più
questa funzione, ma il casaro, la
donna con il secchio del latte e il
bambino che fa girare la zangola
rappresentati sulla parete, hanno fatto “rivivere” per sempre
questo luogo e riaffiorare nella
mente di qualcuno un malinconico rimpianto, per quanto ormai
trascorso e lontano.
A Manuela (nella foto),
dunque, un grazie di cuore per
aver dato vita, attraverso l’arte,
a una delle nostre più amate
tradizioni, contribuendo inoltre
con la sua opera a rendere più
ricco e completo il progetto portato avanti dal direttore artistico
Dunio Piccolin.
A fine lavori è doveroso rivolgere un particolare ringraziamento a tutti coloro che, anche
quest’anno, hanno collaborato
e contribuito alla realizzazione
sti bambini attingono le lettere
per parlare agli altri.
Molto bella è anche la parte
a sinistra. - La matematica è
musica! - diceva uno scienziato. Allora ecco la campanella
che suona la musica per questi
bambini e i numeri, che sono il
linguaggio universale poiché si
scrivono così in tutte le lingue,
scendono verso di loro. Insomma, a me piace tantissimo!»
Sono bastate queste parole
della signora Elsa a gratificare
alunni, insegnanti, artisti e organizzatori e a dare un ulteriore
impulso a tutti, per la realizzazione dei lavori futuri.
Immagini dell’inaugurazione del graffito realizzato con Dunio dagli
alunni della scuola primaria sulla casa dei coniugi Barison a Paréch e del
graffito eseguito da Manuela Sabatini sul vecchio «casèlo» di Tóccol.
del progetto graffito, a cominciare dall’attivissimo gruppo
dell’U.S. Le Ville, guidato da
Roberto Chissalè, al Comune
di Agordo, alla Pro Loco, alla
Cassa Rurale Val di Fassa e
Agordino, al Consorzio BIM
Piave, nonché a due persone:
Stefano Bristot che con grande dedizione ha coordinato e
seguito assieme a Dunio gli
alunni durante le “graffiature”
e Italo Schena che, con la sua
inseparabile videocamera, ha pazientemente documentato tutto il
progetto che rimarrà per sempre
memorizzato nel tempo.
Barbara De Menech
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
33
cronachetta agordina - cronachetta agordina - cronachetta agordina
...e continua anche
Il miracolo di S.Vincenzo
e del volontariato
La «Sagra del fanciullo»,
autentica tradizione popolare,
nella ricorrenza di San Vincenzo
Ferrer continua a rivivere nel villaggio di Prompicai di Agordo,
divenuto oggi anche il «paese
del graffito».
La festa del giorno di pasquetta
è sempre un momento atteso
di coinvolgente aggregazione,
sia religiosa che sociale per la
gente della vallata ma anche
di fuori, con molteplici spunti
culturali e di solidarietà, oltre
naturalmente alle immancabili
occasioni ludiche per la gioia
soprattutto dei fanciulli, ma
anche dei grandi.
1659) dedicato a San Vincenzo
Ferrer, e si è proseguito poi fra
gli immancabili divertimenti
come il torneo «bati i vóf» e «i
giochi dei bòce» organizzati dai
giovani del gruppo parrocchiale
su La Lòbia di Paréch.
Non è mancato anche quest’anno il richiamo alla tradizione con
i «pòp» (fantocci), frutto della
Il ristoro, affidato ai collaudati
chioschi dell’Us Le Ville, sulla
piazzetta antistante la chiesetta,
e al gruppo Campregana al Molìn
de la Pìpi hanno funzionato alla
grande e a chiusura della festa,
nella serata, non sono mancati
la musica e il ballo all’aperto
e l’estrazione dei premi della
lotteria di san Vincenzo.
(International Prader-Willi Syndrome Organisation), una malattia genetica molto eterogenea,
che si manifesta già alla nascita
con una grave ipotonia, che comporta problemi alla deglutizione
e all’allattamento.
Non sono mancati infine la
Il tutto grazie all’instancabile
volontariato dell’Us Le Ville,
dei giovani della parrocchia
e di altri gruppi spontanei del
luogo.
Lunedì 21 aprile ha visto
quindi riproposti gli eventi
consolidati da anni. Si è iniziato con la celebrazione di
due Messe, alle 8 e alle 10
(con benedizione dei fanciulli)
nell’antico oratorio (risalente al
fantasia dei soliti volontari del
gruppo «Chéi de na òlta» capitanati da Renato Bien, disposti
lungo il corso del torrente Campregana, raffiguranti la vita e
le attività di un tempo, e la 10a
edizione del concorso di disegno in memoria di Tita Zasso,
riservato agli alunni delle classi
quinte delle elementari, che ha
come tema proprio «La sagra del
fanciullo di San Vincenzo».
Ma grande importanza e spazio
sono stati riservati come sempre
all’aspetto umanitario e solidale.
E’ continuata anzitutto anche
quest’anno (come riferiamo in altra parte) l’ammirevole iniziativa
della raccolta e vendita di giochi
usati da parte di tutti gli alunni
delle Scuole Primarie e dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo
di Agordo, il cui ricavato è stato
devolute questa volta alla Ipwso
pesca di beneficienza del Gruppo
Insieme si Può di Agordo, rivolta
quest’anno all’emergenza fame
nel Sud Sudan sconvolto dalla
guerra, lo stand di Emergency
a favore dell’ospedale di Sulaimaniya in Iraq, quello del Ceod
di Agordo e in beneficienza, nel
ricordo di Tita Zasso, è andato
pure il ricavato del pranzo al
Molìn de la Pìpi.
(Foto di Mario Scussel)
S. Pietro 2014
34
Elezioni del 25 maggio
Sisto Da Roit
nuovo
Sindaco di Agordo
Buon
lavoro!
Echi di Agordo
Un sincero augurio di buon lavoro al nuovo Sindaco, dottor
Sisto Da Roit e ai suoi collaboratori, anche di minoranza, perché
tutti insieme sono chiamati ad agire per il bene della comunità
di Agordo.
Vorrei riassumere l’augurio con uno slogan: che tutti i nostri
Amministratori, di fronte a programmi, progetti, situazioni positive o negative, sappiano sempre “pensare in grande, agendo
in piccolo”!
Buon lavoro di cuore.
L’Arcidiacono
Il 25 maggio la nostra lista “Agordo bene comune: solidarietà
responsabile” è stata scelta per amministrare il Comune.
La soddisfazione di vedere premiata la nostra proposta è,
evidentemente, grande. Ora è il momento di operare, di portare
avanti quanto indicato nel programma con lo spirito di chi è
consapevole che la vera “ricchezza” di una comunità non sta solo
nelle risorse e tantomeno nel denaro a disposizione, ma bensì
nella volontà di lavorare per gli altri, per il bene comune, senza
calcolo e ritorno immediato.
A nome di tutta la lista di “Agordo bene comune: solidarietà
responsabile” esprimo un sentimento di gratitudine a quanti, con
il loro voto, hanno voluto porre la fiducia in noi.
Un grazie lo voglio pure estendere a tutte quelle persone che,
con correttezza, hanno contribuito a far riscoprire il desiderio
di partecipazione alla vita della nostra Comunità, agli aspiranti
Sindaci, ai loro candidati e ai loro elettori.
Desideriamo riuscire a essere l’Amministrazione di tutti e per
tutti i Cittadini di Agordo!
Siamo consapevoli del difficile compito che ci aspetta e delle
difficoltà che incontreremo, ma siamo anche certi che le sapremo
affrontare con coscienza, responsabilità e tanta umiltà.
Proprio la responsabilità e l’umiltà ci aprono la strada verso
la più ampia collaborazione con quanti vorranno contribuire,
aiutandoci quotidianamente, a migliorare la qualità della vita
della nostra Agordo.
Grazie ancora a tutti.
Sisto Da Roit
Risultati
delle
europee
Fonte dati:
“Corriere delle Alpi”
Echi di Agordo
Era l’estate 1956 ed io,
studente promosso al quarto
anno dell’Istituto Minerario
“U. Folaldor”, ero ritornato,
come nelle vacanze dell’anno
precedente, a lavorare a livello
di apprendista presso la Impresa
Del Favero & Caldart che stava
costruendo, per conto della
SADE, la centrale idroelettrica
in caverna di Malga Ciapèla,
sotto la Marmolada.
I miei compiti erano vari,
tra cui seguire il topografo,
imparare a saldare in officina,
aiutare il ragioniere a preparare
le paghe degli operai e spesso
ad accompagnare il Capo cantiere in galleria per controllare
la buona esecuzione dei lavori
di scavo e di getto.
In pratica mi istruivano per
una futura assunzione nell’impresa Del Favero, a studi
completati. Mi piaceva molto
quello che facevo, il sabato pomeriggio rientravo ad Agordo
in bicicletta, vedevo gli amici
e ritornavo il lunedì mattina,
per essere in cantiere alle nove.
Devo ammettere che la salita di
Rocca Pietore e l’ultimo tratto
dei Serrai di Sottoguda li facevo
spingendo la bici. Erano salite
S. Pietro 2014
Quando i tirocinanti del “Follador”
scoprirono l’uranio
Siamo negli anni ’50 del secolo scorso, quando i tirocinii
estivi degli studenti del Minerario erano una cosa seria sia
dal punto di vista della formazione umana che professionale.
Come ci racconta in questa straordinaria esperienza del 1956
l’amico perito minerario agordino Pino Croce, che ringraziamo per aver voluto regalare a “Echi” questa sua coinvolgente
memoria.
Acceglio (Cuneo). Estate 1956. Da sn.: Andrea Apollonia, dottor
Lorenzoni, Bruno Buttol, Enzo Pirastru e Achille Reolon.
tremende e non ce la facevo
proprio a pedalare.
***
Un bel mattino venne a trovarmi in cantiere mio padre
Acceglio (Cuneo). Estate 1956. Renato Case (davanti), Achille Reolon, Enzo Pirastru, Bruno Buttol, Pino Croce.
informandomi che il Preside
dell’Istituto, l’ingegner Carlo
Piva, aveva ricevuto una richiesta da parte del CNRN (Comitato Nazionale per le Ricerche
Nucleari) di voler inviare, per
il restante periodo estivo delle
vacanze scolastiche, tre studenti a Cuneo per collaborare
alla ricerca mineraria di uranio
in quella provincia, dove già
operavano periti minerari e altri
allievi di Agordo.
***
Non valsero i tentativi interessati del Capo cantiere, geometra
Toniut (che ricordo con affetto),
a restare; avevano ipotecato
il mio futuro a fine studi ma,
dopo aver valutato il tutto
decisi di intraprendere questa
nuova avventura di cercatore di
uranio - l’energia del futuro -,
con la possibilità di incontrare
un mondo diverso, di aggiungere una nuova esperienza e di
viaggiare. Lasciai a malincuore
il cantiere, però la scelta mi
sembrò giustificata.
***
Mio padre non seppe dirmi
chi fossero gli altri due allievi
selezionati dal Preside e grande
fu la sorpresa quando il giorno
stabilito della partenza ci trovammo alle ore 7.20 in piazza
di Agordo , davanti all’ex asilo
delle suore, valigia in mano,
dove sostava la corriera di linea
di Buzzatti, io, Renato Case e
35
Renzo Troi, affiatati compagni
di classe. Fu molto bello fare il
viaggio insieme, farneticando
sul genere di lavoro, sui luoghi
della destinazione, chi e cosa
avremmo trovato. Ogni tanto
Renato controllava preoccupato
che la lettera di presentazione
data dal Preside al più anziano
dei tre, da consegnare al Direttore del Gruppo del CNRN
quando saremmo arrivati a
Cuneo, non si sgualcisse nella
tasca della giacca. Eravamo
emozionati, curiosi e carichi di
entusiasmo.
Dopo un lungo viaggio con
il treno arrivammo accaldati
in serata a Cuneo e fu una lieta
sorpresa trovare ad aspettarci
in stazione il perito minerario
Enzo Pirastru che con la sua
auto Moretti ci portò in albergo
ai Galli Neri e poi, dopo esserci
rifocillati, anche al cinema.
***
La nostra destinazione, trasferiti con fuoristrada FIAT campagnola targato Roma - Servizio
di Stato, fu il paese di Acceglio
in Val Maira, una sessantina
di chilometri da Cuneo vicino
al confine con la Francia, che
era la base delle operazioni di
ricerca di uranio del CNRN in
quel periodo.
Lì trovammo, oltre al perito
minerario Bruno Buttol e il
direttore dott. Lorenzoni, gli
altri studenti che ci avevano
preceduto e cioè Andrea Apollonia e Achille Reolon.
Con questa paesana compagnia fu facile ambientarci e
apprendere il lavoro da svolgere
e… come passare il tempo
libero: il paese era luogo di
villeggiatura, con molti giovani,
bar con pista da ballo, ecc. e
noi, “quelli dell’uranio”, godevamo di una certa curiosità e
mistero e… di gelosie nei nostri
confronti.
***
Il lavoro: ognuno di noi fu
dotato di uno strumento di
rilevazione radioattiva, il cosiddetto contatore Geiger-Muller,
pesante circa tre chili, che si
porta a tracolla e dal quale esce
un cavetto elettrico di un metro
che termina in un tubo metallico
(catodo) contenente un gas a
bassa pressione. Lungo l’asse
del tubo è teso un filo (anodo)
isolato dal tubo stesso. Tra il
tubo e il filo si stabilisce una
differenza di potenziale, rile(continua alla pag. seguente)
36
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
1956. Alla scoperta
dell’uranio con i tirocinanti del Follador
(continua da pag. 35)
vata poi dal contatore in caso
di radioattività. Il filo è assai
fragile e facilmente si può rompere per urto, anche in seguito
a mala caduta.
Mi soffermo su questi particolari tecnici utili a capire l’importanza di questo “tubo” nella
vicenda che sto raccontando.
Negli itinerari assegnati a
ciascuno di noi, lungo sentieri
e terreni anche accidentati,
bisognava prospettare tutti gli
affioramenti rocciosi e i detriti
di falda esistenti avvicinando il
tubo Geiger ad essi e ascoltando
in continuo con una cuffia gli
impulsi radioattivi tenendo
d’occhio anche il voltmetro situato sull’apparecchio… ma la
radioattività che si riscontrava
era da più giorni solo quella cosmica (10-14 impulsi/secondo),
cioè nulla.
Quel giorno, la campagnola ci
aveva portati io, Renzo e Renato
in Vallone di Preit, una località
a 1540 m di quota, dopo il paese
di Canosio, e ci incamminammo
divisi verso le rocce del versante sinistro orografico, sotto il
Bric Balacorda con l’intesa di
ritrovarci verso le ore 14 lungo
strada dove ci eravamo lasciati
il mattino. Lì sarebbe venuta la
campagnola per riportarci in
albergo ad Acceglio.
***
La giornata era calda e afosa
e alla fine la fatica si faceva
sentire dopo aver camminato
per ore sul versante esposto al
sole e senza acqua per l’aridità
dei terreni.
Eravamo spossati, ma avevamo finito la giornata.
In attesa del sospirato arrivo
della campagnola ci buttammo
letteralmente distesi su un prato
erboso un po’ sopra la strada,
sul versante destro della valle,
nei pressi del casolare isolato
di Grange Serre per goderci
un po’ di riposo e di fresco
dell’erba, dopo esserci tolti gli
scarponcini per far respirare i
piedi e scaricato dalle spalle il
pesante contatore Geiger.
***
Nel silenzio estatico di quegli
attimi di relax sento Renzo che
mi dice: “Pino, hai lasciato
acceso lo strumento, si sentono fin qui gracchiare le cuffie,
anzi fanno un insolito rumore
mai sentito”. Probabilmente,
Acceglio (Cuneo). Estate 1956. Achille Reolon, Enzo Pirastru, Renzo
Troi, Bruno Buttol, Pino Croce.
Il contatore Geiger-Muller tipo R 40 E.
pensammo, si sarà spezzato il
delicato filo del tubo Geiger
che, rotto, faceva corto circuito
con il “tubo”. “Spegnilo”, disse,
“anche perché si consumano
inutilmente le batterie, per oggi
basta!”.
Mi avvicino per spegnerlo e
anche Renato si alza per controllare che non fosse il suo
strumento a gracchiare. Invece
era spento, ma per scrupolo lo
accende e si accorge che anche
il suo si comportava come il
mio contatore: cuffie urlanti a
migliaia di impulsi e lancetta
del voltmetro/contatore fuori
scala. A quel punto anche Renzo
accende il suo e la “musica” era
al massimo. Gli strumenti erano
quindi funzionanti ed efficienti,
le temute rotture dei tubi Geiger non c’erano. Allarmati e
increduli, giravamo attorno a
misurare tutto, tutto segnava
radioattività persino i muri
del casolare Grange Serre che
era stato costruito interamente
con sassi radioattivi (micascisti
quarzosi) tanti anni fa.
Eravamo in mezzo e sopra a
un probabile giacimento di uranio, forse autunite dal colore dei
sassi del casolare e lo avevamo
scoperto noi tre, compagni di
scuola dell’Istituto Minerario
di Agordo, nel modo casuale
delle più classiche leggende
metropolitane.
Inutile raccontare l’euforia
nostra e quella, in seguito, del
capo gruppo e della squadra per
la scoperta di questa importante
anomalia radioattiva. Nei giorni
seguenti furono fatte le misure
radiometriche a maglie per capire l’estensione dell’anomalia
e dopo questo rilievo terminava
la competenza di ricerca del
CNRN.
In seguito furono dapprima
effettuati lavori di scasso superficiali e vennero in luce due
livelli fortemente mineralizzati
ad uranio, oggetto poi di lavori
minerari da parte della società
Somirem del gruppo E.N.I.
I lavori minerari hanno messo in evidenza concentrazioni
uranifere di un certo rilievo e
il giacimento è stato delimitato
con lo scavo di ben 1.080 metri
di gallerie a Grange Serre e altri
900 metri sopra Grange Serre,
a Salabessa
Dopo questi lavori durati
pressapoco due anni, tutto si
è fermato e la miniera è stata
sigillata. L’uranio è ancora
tutto lì sotto e il giacimento
è diventato riserva strategica
nazionale.
Chi passa per il posto, ancor
oggi può notare il segno dei
lavori effettuati a quote diverse
consistenti in un paio di discariche delle rocce scavate.
Dopo quella fortunata estate
del 1956 io, Renzo e Renato
siamo tornati a scuola e, dopo
il diploma conseguito nel 1958,
abbiamo percorso strade diverse, ma per un incredibile destino
ci siamo ritrovati dopo pochi
anni a lavorare assieme, e per
molti anni ancora, nella Società
Italesplosivi di Milano tra cui,
per un lungo tempo, proprio
a Cuneo, nella costruzione
dell’impianto idroelettrico del
Chiotas a Entracque.
Un caro ricordo a Renato e
Renzo che purtroppo ci hanno
lasciato prematuramente e ai
quali dedico questa mia (nostra)
memoria.
Giuseppe Croce
Pino per gli amici
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
37
Da Agordo a papa Francesco, Le felicitazioni e gli auguri
di “Echi” a...
maestro di Scuola
Nozze d’Oro
Tutto comincia da un “sì” all’invito dell’Ufficio scuola formulato
da don Graziano Dalla Caneva
espresso da persone che vivono
o lavorano ad Agordo: Patrizia
De Nardin, Luigia Marcon, Mara
Savio, Laura Agnibeni, Sivia
Farenzena, Paola Rita Soccol,
Barbara Tomaselli e Marta Bianchi
(foto in basso).
Le otto “agordine” salgono a
Belluno sulla corriera predisposta
dalla Diocesi e a metà mattina
di sabato 10 maggio sono in
piazza San Pietro, sedute vicino all’obelisco centrale. Tante
le ore di attesa. Verso le 15.00
comincia l’animazione con simpatiche rappresentazioni dei tipici
momenti della vita scolastica: la
tragica sveglia della mattina, lo
zaino pesante (anche quello dei
professori non è uno scherzo!), la
campanella che suona, la paura di
essere interrogati, le tabelline, la
ginnastica e l’intervallo. In piazza
ci sono tanti, tanti studenti.
Alle 16.00 arriva il papa. Passa
due volte a pochi metri dal gruppo
agordino. “La seconda volta - ci
tiene a dire una partecipante con
evidente entusiasmo - abbiamo
potuto vedere uno splendido volto, di una persona proprio molto
bella con cui ci saremmo fermati
volentieri a parlare”. Il papa parla
alle 18 circa. Tutti hanno aspettato
con intensa attesa le sue parole
(qualche gruppo, tra la folla,
ogni tanto ha urlato “Francesco,
Francesco”… trascurando perfino
testimonianze sull’esperienza
scolastica, pur significative, offerte
prima dell’intervento papale).
Il papa afferma innanzitutto che
il senso e lo scopo dell’incontro
non è il lamentarsi, ma il “fare
festa”. “Questo - dice un’altra
partecipante - ha dato un taglio
positivo al nostro essere lì e al
nostro modo di vedere la scuola:
luogo in cui ci si incontra, in cui si
legge la realtà, in cui si dialoga (il
papa ha sottolineato l’importanza
del dialogo tra scuola e famiglie), si
incontra il vero, il bene, il bello”.
Per tre volte papa Francesco
fa ripetere un proverbio africano
che recita: “Per educare un figlio
ci vuole un villaggio”. Intende
mettere in evidenza la necessità
del coinvolgimento di tutti per far
crescere al meglio i ragazzi di
oggi, che saranno gli adulti del
domani. Il papa conclude con
la frase: “Non lasciamoci rubare
l’amore per la scuola!”. E’ un invito
che le “agordine” presenti a Roma
vogliono accogliere, interiorizzare,
comunicare.
Dopo questa esperienza, esse
danno volentieri un consiglio: vale
la pena dire di sì a queste esperienze forti, che lasciano un segno
nella vita e danno forza!
Marta e Patrizia
Paola Foppa e Giancarlo Scanavino, che il 30 marzo scorso
a Marina di Ravenna hanno festeggiato il traguardo del mezzo
secolo di unione, ricordando il giorno del loro “sì”, pronunciato
il 30 marzo 1964 nella chiesa arcidiaconale di Agordo.
Laurea
Eleonora Matten, che il 12
marzo scorso ha conseguito,
presso l’Università Ca’ Foscari
di Venezia, la laurea triennale
in Lingue e Civiltà Moderne
e Contemporanee, discutendo
con il relatore Flavio Gregori,
la tesi dal titolo: "Hamlet in the
silent era of the early Twentieth
Century with a special reference to Hamlet directed by
Eleuterio Rodolfi”.
S. Pietro 2014
38
Echi di Agordo
Sport oggi. Basket: il trionfo
dei nostri esordienti
La Valle 5 agosto 1946, Madòna de la Néif
Davanti : Marcella Penasa e Anna Maria Facciotto Bulgheroni.
Dietro: villeggiante, Emma Agnoli, villeggiante, Marcella Agnoli,
Erminia De Menego.
Dagli anni ’60 a oggi in Binatega
con i “Gnòfi” da Farénzena
Binatega primi anni ’60: Rosa Farenzena, classe ’46 e la mamma
Giovanna Dorigo, moglie di Guerrino Farenzena (Gnòfo).
Gli esordienti dell’Aba Agordo, campioni provinciali di basket, con
l’allenatore Adriana Mezzacasa e il collaboratore Andrea Ronchi.
Il quintetto dell’Aba di Agordo si
è laureato campione provinciale di
basket esordienti 2013-14. Questo
il responso di un campionato che
ha coinvolto le realtà cestistiche
della nostra provincia e che ha
messo in particolare luce una
compagine, quella agordina, in
grado non solo di primeggiare ma
anche di conservare l’imbattibilità
per l’intera stagione.
La partita decisiva, che ha di fatto
sancito il primato, si è disputata
contro gli agguerritissimi ragazzi
del Mas-Valbelluna ed è terminata
con il punteggio di 44 a 38 a favore
dei giovani dell’Aba.
È stata una gara bellissima e
avvincente, caratterizzata da alterni sorpassi, che ha evidenziato
interessanti individualità e, fatto
assai positivo, un gioco corale da
parte di entrambe le squadre.
Questa vittoria, che riporta un
trofeo nella bacheca agordina, è
motivo di grande soddisfazione
per la società e in particolare per
il suo infaticabile presidente, Dario
Mezzacasa.
Ma ha pure meritatamente appagato i giocatori perché questo
alloro è giunto al termine di una
stagione durante la quale tutti
hanno dimostrato una grande
passione per la pallacanestro e
attaccamento ai colori sociali con
un costante impegno negli allenamenti. Il brillante risultato finale li
ha premiati e fa ben sperare per
il ricambio generazionale di cui la
prima squadra ha forte bisogno.
Anche quest’anno, infatti, la
prima squadra, impegnata nel
campionato di promozione veneta,
ha faticato tra molteplici difficoltà
nell’inseguire la salvezza, conseguita al primo turno di play out,
chiudendo la serie 2 a 1 contro il
Motta di Livenza.
Un sentito ringraziamento è stato
espresso dalla dirigenza al coach,
Adriana Mezzacasa, vero punto di
riferimento e di forza della compagine per l’entusiasmo e la passione
che la contraddistinguono, nonché
ad Andrea Ronchi per la preziosa
collaborazione.
Lo sportivo
Novità per Le Miglia di Agordo 2014
Estate 2013.
Incontro tra
cugini. Giuseppe Farenzena (Gnòfo)
e la sorella
Rosa, con al
centro Padre
Fortunato
De Pellegrin
(Tarùs).
La 23a edizione della corsa podistica non avrà solo un anticipo dei
tempi rispetto a quelli tradizionali, ma anche la variazione del giorno
della settimana e del tracciato. Il calendario Fidal ha infatti ufficializzato che la manifestazione organizzata dal Team Le Miglia e dal Fiori
Barp si correrà domenica 6 luglio 2014. Le novità riguardano anche
il programma (in tutto saranno dodici le gare) che, con l'apporto di
Gabriele De Nard, è stato reso più serrato e corto. L’inizio delle gare
resta lo stesso, cioè alle 16.15, ma l’ultima, quella con i big, scatterà
alle 20.30, vale a dire un'ora prima rispetto al passato. A tale gara
parteciperanno anche i Master 40, 45 vista la cancellazione da parte
della Fidal della categoria Amatori. Il Comitato Veneto della Fidal ha
inoltre escluso dalle attività agonistiche la categoria Esordienti che a
Le Miglia correrà sulla stessa distanza delle edizioni precedenti con la
formula della “non competitiva”.
Infine, un nuovo percorso di gara più agile e spettacolare, un giro di
1340 metri (il precedente era di 1108), con senso di corsa antiorario,
che si sviluppa completamente nel “cuore” della città. Si partirà in piazza
Libertà e si svolterà a destra su piazza Santa Maria, quindi il giro della
chiesa arcidiaconale e poi a destra per via 27 aprile alla sede dell'Unione montana per imboccare via Insurrezione e viale Sommariva fino a
Piazzale Marconi. Poi per Corso Patrioti, in piazza e al monumento ai
Caduti e a sinistra per la salita di via Rova dove si potrebbe decidere
la corsa. Da Piazzetta Vecchia si scenderà infine per via San Pietro e
si giungerà al traguardo di Piazza Libertà.
Echi di Agordo
Le sfide
calcistiche
anni ’90 tra
veterani agordini..
S. Pietro 2014
i ricordi dello sport
a cura di Dario De Nardin
APPUNTI PER UNA STORIA
DELLO SPORT AGORDINO
Falcade 1990. In piedi da sn.: Costa M., Peloso, Manfroi, Paganin, Costa P., Ben, Maschio, Pollazzon A., Decima, Crignola. Davanti: Savaris, De Biasio, Fiocco, Dorigo Ivano, De Dea, Mezzacasa, De Prà, Forcella.
A sn.: La nazionale artisti TV
di Falcade dell’estate 1990 e...
agordini…). Per i nostri veterani
segnarono due volte Paganin e
C.Manfroi. La nazionale artisti era
formata da: Bellavia, Milano, Kim,
De Romedis, Maldera, Luca, Gian
Pieretti, Victor, Daiano, Micheloni,
Bresciani, Givaschi e Fontana.
Arbitrò il nostro Attilio Moretti.
Nell’estate del 1992 la nazionale artisti tv torna dalle nostre
parti, questa volta su invito di
Mirco Mezzacasa per incontrare
la squadra di Radio Più.
La partita si giocò allo stadio
di Polane in Agordo, ma questa
volta pochi erano i componenti
della squadra agordina ad avere
esperienza calcistica maturata in
attività di un certo livello.
Lo stesso Marino Maschio, presente nel 1990 nella formazione
dei veterani, non poté scendere in
campo qui da giocatore a causa
di un infortunio subito nel precedente incontro, e sedette invece
in panchina come allenatore.
L’incontro finì con una pioggia
di palloni tutti nella stessa rete
agordina, 7-0 (o 7-1?), comunque
per gli artisti tv.
39
...e nazionale
artisti TV,
a Falcade e
Agordo
Nell’estate del 1990 il Comitato
agordino per la TAC, tra le sue
iniziative per aiutare l’ospedale
di Agordo nella dotazione del
tomografo assiale computerizzato, organizzava un particolare
incontro di calcio tra una squadra
di veterani agordini contrapposta
alla nazionale artisti tv.
L’idea di tale manifestazione
sportiva era stata lanciata da
Marco Resnati, mentre Angelo
De Pra ebbe l’incarico di reclutare ex calciatori di varie squadre
agordine.
Come si legge in una cronaca
del tempo di Mirko Mezzacasa,
l’incontro ebbe luogo sul campo di
Falcade, con grande entusiasmo
sia dei calciatori agordini sia dei
nazionali tv e con grande successo
di pubblico che fruttò un incasso
di quasi 5 milioni di lire da donare
all’ospedale di Agordo.
Grande emozione anche per il
pubblico che vide entrare in rete
sei palloni, tre per parte, in quanto
la partita finì in pareggio: 3-3.
(“Li abbiamo lasciati pareggiare”, afferma oggi uno dei giocatori
...quella di Agordo, a destra, del
1992, con Bonolis, Laurenti, De
Romedis, Tedeschi, Milano, Bellavia, Mastrotta, Oppini ecc..
Agordo 1992. In piedi da sn.: Maschio, Dorigo, Davare A., De Nardin L., Favero W, Case D., Gaz Michele, Savio
M., Gusatto F.,. Davanti: Fusina G., Tormen M., Riva M., Mezzacasa Mirko, Benvegnù M., Gaz Mirko.
40
In un’arcidiaconale gremita di
gente il ricordo di Claudio Mei
si è perpetuato, la sera del 29
maggio scorso, in un appuntamento musicale di grande afflato
sia tecnico che spirituale.
È sembrato a tutti, infatti,
di vederlo ancora presente, il
giovane insegnante del liceo
«Dal Piaz» di Feltre, stroncato
da improvviso infarto a soli 48
anni lo scorso 13 settembre, lì
al microfono a presentare con
la sua inconfondibile voce e
competenza tanti bei concerti o
accanto all’organo Cipriani a far
emozionare con la sua splendida
e curata voce tenorile durante
tante cerimonie religiose.
Il suo ricordo è rivissuto così
nel suo paese d’origine, dove
risiedono i famigliari (i genitori
Bianca e Gabriele presenti con
le sorelle) e dove ha lasciato un
grande rimpianto, grazie al coinvolgente concerto, «Ricordando
Claudio», proposto dal Gruppo
Corale «Musicaliceo» del Liceo
Dal Piaz di Feltre e dal prestigioso complesso polacco «Chor
I LO im. B. Nowodworrskiego»
di Cracovia, gemellato con il
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
IN MEMORIA DI
Voci, suoni, cuori italiani e polacchi
per ricordare
CLAUDIO MEI
Il Gruppo Corale «Musicaliceo» del Liceo Dal Piaz di Feltre.
Dal Piaz.
Introdotto dal dirigente scolastico dell’Istituto feltrino,
Il complesso polacco « Chor I LO im. B. Nowodworrskiego» di Cracovia, nell’applauditissimo concerto nell’arcidiaconale di Agordo.
(AgordoFoto)
Il saluto di don Giorgio. Il preside del liceo Dal Piaz di Feltre, Da
Rugna, e i genitori di Claudio Bianca e Gabriele.
Gianpietro Da Rugna, è stato
un altro momento, carico di
significati e di commozione, con
cui «I Fedeli d’Amore» continuano a parlare con l’arte, questa
volta attraverso il bel canto in
un crescendo di appuntamenti
in memoria del loro insegnante
Claudio Mei.
Il coro feltrino, che al completo oggi conta circa 80 elementi,
diretto da Maria Canton, si è
fatto apprezzare per un suo
repertorio comprendente brani
Fabio Vaccaro, morto a
Trissino (VI), all’età di 86 anni
(era nato a Este l’1.3.1926).
Diplomato al Follador nel 1948,
era orgoglioso di essere stato studente dell’ITIM e quindi Perito
Minerario. Come affermano la
moglie Regina e il figlio Nicola,
in quegli anni (che ricordava
sempre con affetto e nostalgia,
come scrisse sovente a questo
giornale), maturò un rapporto
duraturo con Agordo, le sue
montagne, la sua natura e la sua
parrocchia e imparò ad amare i
minerali e le rocce, a capirne
l’intimo linguaggio; quelle rocce
che utilizzerà poi nel suo lavoro.
Nonostante la lontananza ritornò
spesso nella Conca Agordina
(come dimostra questa recente foto all’ITIM), rimanendo
affezionatissimo a “Echi” con
cui si teneva in contatto con la
comunità locale.
di musica classica, tradizionale e moderna. I giovani di
Cracovia, sotto la guida del
maestro Ryszard Zròbek, hanno
a loro volta entusiasmato con
alcuni brani sacri e altri della
tradizione polacca, denotando
l’inconfondibile preparazione
e cultura musicale propria dei
paesi dell’Est.
Al termine dell’esecuzione,
don Giorgio Lise ha messo
in risalto l’aspetto simbolico
dell’incontro: «…l’ascolto
di questi splendidi canti», ha
detto, «ci ha fatto sentire più
che mai vivo e presente ancora
in mezzo a noi Claudio e il
suo indimenticabile esempio
di appassionato cultore di cose
belle, espresse attraverso l’arte
in genere, con particolare ardore
per la musica. Una passione che
ha trasmesso, quale ottimo insegnante, ai giovani allievi che ne
conservato affettuosa e concreta
memoria, e che invitano anche
noi, con queste loro espressioni
artistiche, ad essere testimoni
appassionati in tutte le manifestazioni della nostra vita».
Echi di Agordo
S. Pietro 2014
41
IN MEMORIA DI
Salvatore Santomaso, nel 7°
anniversario della prematura
scomparsa (14 maggio 2007)
è sempre vivo il suo ricordo
nella sua famiglia, nei fratelli,
nel “suo” Coro Agordo, nei tanti
amici, ma anche con affettuosa
riconoscenza nella nostra comunità per i lodevoli servizi
generosamente offerti per tanti
anni alla chiesa arcidiaconale.
Don Carlo De Bernard, nel
32° anniversario della morte
(23 giugno 1982), la nostra Comunità gli rivolge un costante
grato pensiero, ricordando il
suo generoso e prezioso ministero svolto per 25 anni quale
arcidiacono di Agordo dal febbraio 1953 al giugno 1977.
Sauro Santomaso, in prossimità della ricorrenza del quarto
anniversario della morte (17
agosto 2010), è ricordato con
immutato grande affetto dalla
moglie Anna con i fligli, nipoti
congiunti e parenti.
Maria (Lina) Piccoli, ved.
Zasso, nel 5° anniversario (7
giugno 2009) viene ricordata
con immutato affetto e grande rimpianto dai figli Carla e
Roberto, dai nipoti, congiunti
e parenti tutti.
Giovanni Miola, nel 19° anniversario della sua morte (in
tragico incidente stradale il 19
luglio 1995). Il suo ricordo è
sempre presente in coloro che
l’hanno conosciuto e amato.
Giuseppina Santomaso, ved.
Scussel “Sono ormai due anni
(3 luglio) che sei volata lassù,
per andare a riposare le tue
esili membra accanto a Gesù
e al tuo Romano. Ci manchi
tanto, ma il ricordo della tua
bontà e del tuo amore sono e
resteranno sempre vivi, con
tanto affettuoso rimpianto, nel
nostro cuore. Grazie mamma!
I tuoi cari”.
Nel decennale della morte (29 maggio 2004), Giuliana Cupidi resta
viva nell’affettuoso ricordo dei figli, nipoti, congiunti e parenti assieme al marito Bruno Zanetti, scomparso il 6 settembre 2006.
Emilia Mattarel, ved. Mattana, in prossimità del 2°
anniversario della morte (2
agosto 2012), è ricordata con
immenso affetto e nostalgia
dalle figlie e dai congiunti che
conservano salda memoria della sua intensa vicenda umana,
segnata dalla povertà della vita
di montagna, da tanti sacrifici e
privazioni, da molte sofferenze,
ma contraddistinta sempre da
solida Fede, grande dignità
dimostrata concretamente nel
lavoro e nell’amore di una vita
lunga e laboriosa interamente
spesa per la famiglia.
Antonio Maschio, nel 4° anniversario (8 maggio 2010).
“Vogliamo ricordarti com’eri,
pensare che ancora vivi. Vogliamo pensare che ancora
ci ascolti, che come allora
sorridi”. I tuoi cari con tanto
affetto.
Emanuele Zasso. “Il 1° giugno
sono stati tre anni da quando ci
hai lasciati, ma resti costantemente vivo nei nostri pensieri e
nel nostro cuore con immutato
amore.
Tua moglie Bianca e i tuoi figli
Claudio e Fulvio”.
Rosa Maria Casagrande,
ved. Farenzena, nell’ottavo
anniversario della morte (16
marzo 2006), è stata ricordata
con tanto affetto e nostalgia
dai figli, unitamente ai nipoti,
congiunti e parenti.
S. Pietro 2014
42
IN MEMORIA DI
Carla Rumor, a otto anni dalla
sua prematura scomparsa (1°
luglio 2006), rimane costantemente nel ricordo affettuoso
del marito, dei figli, nipote e
parenti.
Elda Zanatta, ved. Talamini,
nel 9° anniversario della morte (19 maggio 2005), i figli, i
nipoti, i famigliari e i parenti
tutti, la ricordano sempre con
rimpianto e immenso affetto.
Nel 18° anniversario della morte di Adele Fossen (9 febbraio
1996) e nel prossimo 33° di Noé De Pellegrin (5 agosto 1981), i
figli, con le rispettive famiglie, li ricordano con immutato affetto
e tanta nostalgia.
Echi di Agordo
Rinaldo Ganz, alpino
medico condotto d’altri tempi
Con la morte del dottor Rinaldo Ganz, 91 anni, avvenuta
sabato 26 aprile all’ospedale
di Agordo in seguito a una
broncopolmonite, se ne è andata una delle ultime stimate
figure storiche dei «medici
condotti» di vecchio stampo,
come voleva essere definito, di
quelli presenti e disponibili 24
ore su 24, sia nei giorni feriali
che festivi.
Era nato il 10 novembre
1922 ad Agordo, dove il padre
Celeste, originario di Falcade,
è stato per anni segretario
comunale, mentre la madre
Giovanna Apollonia, una vita
da ostetrica, è ricordata ancor
oggi per la sua professionalità
e grande umanità.
Primo di tre fratelli (Renzo
che fu chirurgo a Feltre e poi
primario ad Agordo e Riccardo
generale di corpo d’armata degli alpini a Bolzano, entrambi
già deceduti), si era laureato in
medicina e chirurgia all’Università di Padova alla fine degli
anni ’40 del secolo scorso e
aveva iniziato la professione di
condotto prima a Cencenighe
(1950-51), poi a Perarolo di
Cadore per assumere quindi,
il 1° gennaio 1958, quella di
Taibon e La Valle, esercitata
e apprezzata ininterrottamente
fino al termine del 1986 con
l’andata in pensione.
Orgoglioso di essere stato
alpino (l’8 settembre 1943
era a Merano al corso allievi
ufficiali, partecipava sempre
alle adunate nazionali ed aveva stretto profonda amicizia
con Mario Buttol, reduce di
Russia e già sindaco di Taibon,
recentemente scomparso), re-
Il dott. Ganz con il cappello alpino.
criminava peraltro l’ingiustizia
di essere stato chiamato alle
armi, ancora minorenne, in
periodo di guerra, nonostante
fosse il primogenito di madre
vedova già da due anni. Resta
singolare la vicenda della sua
carriera militare, iniziata nel
1943, frequentando il corso
allievi ufficiali nel 5° Reggimento Alpini di Merano, con la
qualifica di mitragliere, durato
quasi cinquant’anni. Infatti,
per le note vicissitudini e cause
belliche, la nomina di ufficiale
non gli fu più attribuita fino al 17
novembre del 2000 quando, dal
Ministero della Difesa, arrivò
il tanto atteso conferimento del
grado di sottotenente.
Gli sportivi anziani lo ricordano anche come forte terzino delle
vecchie glorie dell’US Agordo
degli anni ’40. Rimasto vedovo
della moglie Olga Zanetti, morta
nel 1973, il dottor Rinaldo ha lasciato le figlie Giovanna e Laura.
I funerali si sono svolti nell’arcidiaconale di Agordo, con larga
partecipazione di parenti, amici
e pazienti, non solo della conca
agordina, a testimonianza della
stima che lo circondava e del
generale cordoglio suscitato
dalla sua scomparsa.
Emilia Fossen e Angelo (Carletto) Benvegnù. “Il trascorrere
degli anni non ci può separare da voi, il vostro ricordo ci accompagna ovunque, con tanta nostalgia siete sempre nei nostri
cuori. Le vostre figlie”.
“Accogli la sua anima nella tua pace. Aumenta la nostra
fede! Noi sappiamo che chi non è più con noi non è lontano
da noi perché ha creduto e sperato in te”.
(Carlo Maria Martini)
Il dottor Rinaldo Ganz, a sinistra, in una foto di qualche anno fa con
il fratello Riccardo, generale di corpo d’armata degli alpini.
S. Pietro 2014
Echi di Agordo
Anagrafe parrocchiale
43
Ricordando con affetto...
DEFUNTI
Riposino in pace
14. De Nat Fioretta Emilia
ved. Casagrande, di anni 80,
l’11 aprile
15. Ganz Rinaldo, di anni 91,
il 26 aprile.
19. Scola Gioconda ved.
Strabelli, di anni 91, il 27
maggio.
20. Tomè Dino, di anni 63, il
30 maggio.
Foto scattata il 21 maggio 1972 in occasione del matrimonio
di Celeste e Nidia De Nardin, che desiderano rivolgere un pensiero grato alle quattro sorelle Da Barp: da sn. Ilaria (la minore
unica vivente), Angela (la maggiore, mamma di Nidia, +2005),
Giuseppina (la terza +2014), Lucia (la seconda +2008), al centro
la mamma e nonna Giovanna Gaz (1898-1997).
MATRIMONI
Perché siano una cosa sola
1. Fontanive Alberto e Tomè Valentina, il 14 giugno.
BATTEZZATI
Rinati nell’acqua alla luce
16. Lena Bruna ved. Chierzi,
di anni 83, il 6 maggio.
21. Tomè Danila, di anni 59,
il 16 giugno.
17. Falchi Edda ved. Spanò,
di anni 87, il 22 maggio.
Fuori parrocchia
18. Gaz Beniamino, di anni
83, il 24 maggio.
17. De Nardin Bruna, di anni
93, il 18 maggio (morta a Milano e sepolta ad Agordo).
3. Milìa Davide, b. il 21 aprile (n. il 08.05.2012)
4. Mosca Alessandro, b. il 23 aprile (n. il 15.07.2013)
5. Dorigo Marisole, b. il 4 maggio (n. il 23.06.2013)
6. Paganin Arianna, b. il 1° giugno (n. il 10.12.2013)
7. Matten Nicola, b. l’8 giugno (n. 29.12.2013)
“ECHI di AGORDO”
Anno LXXX - n. 3 - 2014
registrazione del Tribunale di Belluno n. 12/90 dell’ 8/8/1990;
col permesso dell'Autorità Ecclesiastica.
Mons. Giorgio Lise, Arcidiacono - Direttore Responsabile
32021 Agordo (BL) - Dolomiti - tel. 0437/62143.
Spedizione in abb. postale D.L.335/2003 (conv. in L.27.2.2004,
n.46), art.1, c.2, DCB, BL.
c.c.p. n. 10163327
Composizione e impaginazione computerizzate a cura di
Loris Santomaso e Toni Pampanin
e-mail:[email protected] - [email protected]
www.agordo.diocesi.it
Stampa: Tipografia Piave - Belluno
44
(Seconda parte)
A questo punto avvenne un
“miracolo”: in una piccola valletta, fra le pietre, trovai tre piccole
pozze d’acqua piovana: in una
mi lavai il viso, nella seconda mi
rinfrescai i piedi e nella terza bevvi
a volontà. Ho chiamato “miracolo”
il ritrovamento dell’acqua perché
ritengo che fu il motivo della mia
sopravvivenza in quella avventura, tenendo presente che, in quella
zona del deserto egiziano, piove
una volta ogni dieci anni!
Non potevo fermarmi, dovevo riprendere la via di casa. Poco dopo
si fece buio e io trovai una piccola
grotta dove mi coricai e mi addormentai. Ad un certo momento della
notte venni svegliato da un forte
rumore; pareva fosse passato un
branco di animali, mi alzai ed emisi
un grido, ma ritornò tutto silenzio.
Nel deserto egiziano in quei luoghi
non esistono bestie feroci, vi sono
gazzelle, stambecchi, volpi del tipo
Fennek, pernici e starne, vi sono,
però, animali pericolosi: grossi
scorpioni e vipere del tipo cornuto.
Io, fortunatamente, non ho mai
incontrato alcun animale durante
quei giorni di smarrimento.
Intanto era sorta la luna, era
plenilunio e illuminava tutto il paesaggio. Non avevo più sonno, mi
sono allora rivolto alla luna chiedendole perché non mi insegnava
la strada... così, al chiaro di luna
son partito..., deciso a riprendere
il cammino verso casa; la luna mi
illuminava la via da percorrere e
io cavalcavo sempre le colline
in linea retta. A questo punto mi
accorsi che un’ombra mi stava
inseguendo, quando ero in cima
alla collina la vedevo ai piedi e
quando ero ai piedi la vedevo in
cima. Dopo un certo percorso continuavo a vedere l’ombra e decisi
di tornare indietro a verificare, ma
non trovai niente. Anche l’ombra
era tornata indietro e non ci feci
più caso e quando venne giorno
l’ombra sparì. Non ho mai trovato
spiegazione a questo fenomeno,
qualcuno mi disse che era l’angelo
custode e, probabilmente, aveva
ragione.
La giornata passava mentre io
continuavo il cammino, secondo
me, verso casa, purtroppo, invece,
andavo nella direzione opposta. Ai
piedi avevo delle pantofole confe-
S. Pietro 2014
Ricordi d’infanzia
Il piccolo esploratore
del deserto
Il racconto di Loris Conedera, bèca, pubblicato sul precedente numero
di “Echi”, è stato accolto con grande interesse dai nostri lettori, suscitando in loro la curiosità di conoscere il seguito e la conclusione della
singolare e avvincente avventura del “piccolo esploratore del deserto”,
perito minerario da Le Fòche, che oggi vive a Matelica (Macerata): eccoli
accontentati, mentre rinnoviamo il nostro grazie a Loris per questo suo
apprezzato contributo.
Le Montagne alte dove trovarono Loris (segnate con crocetta) e il
padre Arcangelo nel deserto con il binocolo.
Sotto, da sn: anno 1937. Mattio (Matteo) padre di Felice Da Costa,
Emilio e Arcangelo Conedera e Bepi De Col. Davanti i fratellini Edda
e Loris, figli di Arcangelo, e uno stambecco appena catturato.
zionate da mia madre “i scarpét” e
mi accorsi che si stavano consumando. In previsione di rimanere
senza, e pensando al lavoro che
avrebbe dovuto fare mia madre
per ripararle, decisi di proseguire
a piedi nudi. Dopo qualche tempo
i piedi mi facevano male, allora
cominciai a calzarne una sì e una
no invertendo l’ordine quando il
piede nudo mi faceva male. Per
quest’ultimo fatto fui poi nominato
“Loris dei scarpét”.
Venne sera e l’ombra di casa
non si vedeva. Dovetti cercare,
per dormire, un altro rifugio come
la sera precedente e lo trovai
in una piccola grotta sotto una
grossa pietra. Ero molto stanco
e dormii tutta la notte e sognai
di essere a casa e di andare a
bere l’acqua dal rubinetto. Alla
mattina ripresi il cammino ma le
Gebel Duy 1952. Da sinistra: Ernesto Conedera “bèca”, il beduino Bescir e Loris. “Lavoravo allora alla miniera di Gebel Duy e mi
venne a incontrare Bescir, che m’aveva trovato nel deserto nel 1936.
Si rinsaldò così l’amicizia e ogni tanto veniva a casa mia”.
forze incominciavano a calare.
La sete infuocava la mia gola e i
piedi bruciavano, ciononostante
continuavo a camminare seppur
lentamente.
La sete! La sete! La sete! Non
ne potevo più. A un certo punto
provai a fare la pipì in un incavo di
pietra e berla ma, bagnate le labbra, ne ebbi tanto schifo che non
riuscii a bere. Tengo a precisare
che durante tutta la mia odissea
non ho mai avuto paura, bensì
una grande angoscia e senso di
impotenza per non essere capace
di tornare a casa. Non ho mai
avuto fame ma una terribile sete.
Continuai a camminare, seppur
lentamente, fino circa alle 4 del
pomeriggio quando, a un certo
punto, sentii un fischio; subito
intuii che si stava avvicinando
qualcuno, allora mi arrampicai sulla collina e mi nascosi tra le rocce
dicendo a me stesso: “se vedo
qualcuno che conosco mi faccio
vivo altrimenti sto qui nascosto”.
Dopo poco tempo vidi spuntare tre
persone. Erano beduini (Abbadi)
e uno dei tre era Bescir, quello
del quale frequentavo casa, mangiavo i datteri secchi e la piadina
Echi di Agordo
cotta della moglie.
Scesi dalla collina e mi avvicinai
a loro e chiesi subito acqua ma non
ne avevano. Mi diedero un’arancia
ma non mi soddisfaceva, volevo
acqua. Di lì a poco ci raggiunse un
camioncino che mi portò a casa.
L’ acqua però me la diedero a
piccoli sorsi e ci volle tempo per
soddisfare la mia arsura. Durante
la mia assenza si erano fermati
i lavori nella miniera e, al mio
rientro in casa, operai e impiegati
vennero tutti a trovarmi. Io ero a
letto e tutti, uno a uno, entravano
in casa, mi si avvicinavano, mi
toccavano e se ne andavano;
al momento non capivo bene il
motivo di quell’andirivieni, facevano questo con spirito religioso
perché io, secondo loro, ero un
miracolato di Allah.
Mio nonno Pietro alle Foche,
intanto, mi aveva raccomandato
a S. Antonio da Padova facendo
un voto. L’estate successiva a
questa storia i miei genitori mi
rimandarono in Italia alle Foche
con i nonni. A settembre, all’età
di 7 anni, iniziai le scuole frequentando la prima elementare
ad Agordo. Nel 1950 mi sono diplomato perito minerario e l’anno
successivo fui assunto a Kosseir
dalla società Fosfati dove rimasi
a lavorare fino al 1956.
Andai anch’io a caccia di
gazzelle nei periodi dell’anno
meno caldi e sempre di venerdì.
Frequentai la zona di Abutundum
dove avevo trascorso quegli anni
della mia infanzia; sono tornato
anche in quel famoso labirinto
e mi sono reso conto delle difficoltà orientative che uno può
avere ad entrarci, poi, però, presi
come riferimento le montagne
della formazione fosfatica che
si vedevano in lontananza e che
avevano un colore più chiaro di
quelle del luogo.
Ho ripercorso più volte tutta
quella parte di deserto, ma non
ho mai più trovato una pozza
di acqua piovana... Spesso ho
ripensato e ripenso ancora con
commozione alla straordinaria
avventura del mio smarrimento
rendendomi conto di quanti rischi
abbia corso e di quanto sia stato
coraggioso e fortunato.
I fatti di questo racconto sono
veritieri, realmente accaduti e
vissuti. Nessuna fantasia. Ho
scritto questa storia per lasciare
ai miei nipoti una memoria del loro
nonno e a loro la dedico. Con i
lettori mi scuso per l’imperfezione
dello scritto e delle descrizioni
frettolose. Perdonatemi: sono un
bisnonno di 84 anni. (2 – fine)
Loris Conedera
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Echi-3-2014 - Parrocchia di Agordo