L’ organizzazione turistica in Italia e nel mondo* 16 Ottobre 2009 *Fonte: Maria Chiara Minciaroni, Touring Club Italiano ECONOMIA E MARKETING DEL TURISMO (SECS-P/08) (LTPGT) a.a. 2009/2010 Stefan Marchioro L’organizzazione turistica. Il quadro di riferimento. Excursus normativo: • L. 863/1910: prima legge organica sul turismo • L. 217/1983: "Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell'offerta turistica" • L. 135/2001: "Riforma della Legislazione Nazionale del Turismo“ • L. Costituzionale n.3/2001: “Modifiche al Titolo V, Parte II della Costituzione” La Riforma del titolo V parte II della Costituzione: art. 117 Ante Riforma Post Riforma • Turismo e industria • Turismo e industria alberghiera sono di alberghiera sono di competenza competenza concorrente tra Stato esclusiva e Regioni delle Regioni La Riforma della legislazione nazionale del turismo L.135/2001 Principi ispiratori (art. 1) • Novità introdotte: - “Conferenza nazionale del turismo” (art. 3) - “Promozione dei diritti del turista” (art. 4) - “Sistemi turistici locali” (art. 5) - “Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico” (art. 10) D.P.C.M. 13 settembre 2002: Recepisce un accordo fondamentale tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano sui principi per l’armonizzazione, la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico allo scopo di assicurare l’unitarietà del comparto. Spetta alle Regioni e province autonome attuare autonomamente ma concordemente quanto disposto dalla l.135/2001 e D.P.C.M. per garantire l’unitarietà del settore. Carta dei diritti del turista (l. 135/2001 art. 4) Rappresenta una sorta di Vademecum del turista consapevole • • E’ redatta in almeno 4 lingue straniere Contiene raccomandazioni e consigli per un turismo più civile e consapevole. In particolare contiene info su: • Diritti del consumatore in merito ai servizi turistici ricettivi e mezzi di trasporto • Diritti e doveri del consumatore come utente di AdV, viaggi organizzati e pacchetti • Info sulle norme relative al rispetto e alla tutela del sistema artistico nazionale e BBCC • Usi e consuetudini locali • Ecc… • Ha scarsa rilevanza giuridica e non prevede sanzioni Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico (l. 135/2001 art. 10) • Rispetta uno dei principi ispiratori della legge secondo cui “si promuovono azioni per il superamento degli ostacoli che si frappongono alla fruizione dei servizi turistici da parte dei cittadini, con particolare riferimento ai giovani, agli anziani percettori di redditi minimi e ai soggetti con ridotte capacità motorie e sensoriali…” • FUNZIONE: erogare prestiti turistici a tassi agevolati e favorire il risparmio turistico delle famiglie e dei singoli con reddito al di sotto di un limite fissato ogni tre anni [...]. (comma 2) I BUONI VACANZA E L’ASSOCIAZIONE BVI • 2004: F.I.Tu.S. avvia l’esperienza di Buoni Vacanze in Italia. • 2005: F.I.Tu.S. e Federalberghi costituiscono l’associazione no-profit “Buoni Vacanze Italia” finalizzata a migliorare l’accesso al turismo per tutti i cittadini italiani, anche a coloro che oggi ne sono esclusi. Di recente hanno aderito anche Confturismo, Federturismo e Assoturismo • 3 luglio 2009: il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo che affida in esclusiva a BVI la gestione del sistema di bonus vacanze. • per approfondimenti: www.fitus.it; www.buonivacanze.it Sistemi Turistici Locali (l.135/2001 art.5) (1/6) DEFINIZIONE Si definiscono sistemi turistici locali i contesti turistici omogeneni o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzati dall’offerta integrata dei beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate. (comma 1) Legislazione di principio che lascia “libertà” nell’individuazione degli strumenti, degli istituti e delle forme giuridiche e organizzative Sistemi Turistici Locali (l.135/2001 art.5) (2/6) PROMOZIONE Gli enti locali o soggetti provati, singoli o associati, promuovono i sistemi turistici locali attraverso forme di concertazione con gli enti funzionali, con le associazioni di categoria che concorrono alla formazione dell’offerta turistica, nonché con i soggetti pubblici e privati interessati. (comma 2) Processo di promozione di tipo bottom-up Sistemi Turistici Locali (l.135/2001 art.5) (3/6) RICONOSCIMENTO Nell'ambito delle proprie funzioni di programmazione e per favorire l'integrazione tra politiche del turismo e politiche di governo del territorio e di sviluppo economico, le Regioni provvedono, ai sensi del capo V del titolo II della parte I del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e del titolo II, capo III, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, a riconoscere i sistemi turistici locali di cui al presente articolo.(comma 3) Sistemi Turistici Locali (l.135/2001 art.5) (4/6) FINALITÀ [... ] le Regioni, nei limiti delle risorse rivenienti dal Fondo di cui all'articolo 6 della presente legge, definiscono le modalità e la misura del finanziamento dei progetti di sviluppo dei sistemi turistici locali, predisposti da soggetti pubblici o privati, in forma singola o associata, che perseguono, in particolare, le seguenti finalità: a) … attività di aggregazione e di integrazione tra le imprese turistiche… b) … interventi intersettoriali ed infrastrutturali necessari alla qualificazione dell’offerta turistica…; c) sostenere l'innovazione tecnologica …promozione degli standard dei servizi… d) sostenere la riqualificazione delle imprese turistiche… sviluppo di marchi di qualita', di certificazione ecologica e di qualita', e di club di prodotto, nonche' alla tutela dell'immagine del prodotto turistico locale; e) promuovere il marketing telematico dei progetti turistici (comma 4) Sistemi Turistici Locali (l.135/2001 art.5) (5/6) RISORSE FINANZIARIE Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, a decorrere dall’esercizio finanziario 2001, nell’ambito delle disponibilità assegnate dalla legge finanziaria al Fondo unico per gli incentivi alle imprese, di cui all’articolo 52 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, provvede agli interventi di cofinanziamento a favore dei sistemi turistici locali per i progetti di sviluppo che presentino ambiti interregionali o sovra-regionali. Possono essere destinante ulteriori provvidenze ed agevolazioni allo sviluppo dei sistemi turistici locali (commi 5 e 6) Sistemi Turistici Locali. (l.135/2001 art.5) (6/6 • • • • • IN SINTESI Con gli STL si favoriscono aggregazioni territoriali per vocazione turistica Si introduce il concetto di integrazione tra risorse del territorio Diventa praticamente obbligatoria la collaborazione tra soggetti pubblici e privati Concertazione come strumento per favorire la cooperazione tra pubblico e privato Necessità del coordinamento tra le Regioni Sistemi Turistici Locali: le diverse applicazioni nelle Regioni (1/3) Le esperienze normative regionali sinora condotte presentano caratteristiche tutt’altro che univoche: – alcune Regioni hanno rinunciato a introdurre i STL (es. Toscana) – altre hanno adeguato la propria struttura alla linea tracciata dalla legge quadro (es. Umbria) • Tendenza a personalizzare il concetto di STL espresso dalla l.135/2001 alle differenti esperienze locali • In ogni caso, i STL previsti sono sempre stati improntati alla logica della massima flessibilità Sistemi Turistici Locali: le diverse applicazioni nelle Regioni (2/3) Fondamentale è la questione della forma giuridica del STL: • Una tendenza è quella di evitare un’eccessiva “entificazione” per non essere costretti a sostenere alte spese di gestione della struttura e avere pochi fondi per la valorizzazione/promozione del territorio • Di pari passo si afferma una tendenza verso la forma societaria del STL che meglio riesce a mettere insieme l’anima pubblica e quella privata • In ogni caso lo spirito della 135 (e quindi auspicabilmente anche quello dei diversi recepimenti regionali) è di dare maggiore importanza al Programma di sviluppo da cui dovrebbe discendere, funzionalmente, la forma di gestione più idonea Turistici Locali: le diverse applicazioni nelle Regioni (3/3) Gli attori del sistema Italia. Governo e turismo: dall’abrogazione del Ministero del Turismo (’93) ad oggi 1959 – con L 617/1959 viene istituito il Ministero del Turismo e dello Spettacolo 1993 – con referendum abrogativo viene soppresso il Ministero e interviene subito la L.97/1995 che trasferisce alle Regioni funzioni e competenze amministrative del soppresso Ministero, salvo quelle attribuite espressamente allo Stato. Viene creato il Dipartimento del Turismo 2001 – Il turismo passa sotto la competenza del Ministero delle Attività Produttive – Dipartimento delle Imprese che, tra le varie Direzioni, comprende anche la Direzione Generale per il Turismo 2006 – con dl 181/2006 convertito dalla l. 233/2006 e mod. succ., viene soppressa la DG Turismo. La competenza in materia è attribuita alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che istituisce al suo interno il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo. FUNZIONI DEL DIPARTIMENTO: programmazione e controllo, supporto tecnico alla produzione normativa e regolamentare di settore, definizione di iniziative normative e incentivazione del settore turistico nazionale, tutela del turista, promozione della qualità del prodotto turistico e delle relazioni internazionali e funzioni di studio, ricerca e valutazione Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo 2006 – con DPR 207/2006 viene istituito l'Osservatorio Nazionale del Turismo presso il Dipartimento. Con DPCM 16 feb 2007 si definisce la sua organizzazione, composizione, funzionamento e risorse FUNZIONI dell’OSSERVATORIO: studio, analisi e monitoraggio delle dinamiche economico-sociali del turismo. 2009 – con DPR 8 maggio 2009 l’on. Michela Vittoria Brambilla è nominata Ministro del Turismo senza portafoglio DPCM 15 maggio 2009: le vengono delegate nuove funzioni in materia di turismo DPCM 2 lug 2009: viene prevista la riorganizzazione del Dipartimento come struttura di supporto al Ministero del Turismo per assolvere compiti quali: intensificazione relazioni istituzionali con le Regioni per attuare forme di programmazione concordata; intensificazione attività di ideazione di grandi eventi; cooperazione istituzionale per definire u indirizzo politico unitario in materia di formazione. La riorganizzazione è subordinata a un decreto del Ministro del Turismo che definirà la riorganizzazione L’Ont: il stio web – www.ontit.it Il sito internet dell’osservatorio nazionale del turismo è suddiviso nelle seguenti sezioni: • ricerche prodotte dall’Ont; • statistiche (fonti Istat e Banca d’Italia); • indagini (raccoglie lavori di differenti fonti prodotti siain Italia sia all’estero); • Regioni (raccoglie tutti i documenti ufficiali di studio e ricerca delle Regioni italiane sul turismo); • politiche (raccoglie tutti i documenti di rilevanza e contenuto prevalentemente politico, strategico, o pianificatorio in materia di turismo); • eventi; • formazione (ospita il data-base completo di tutti gli istituti superiori, i corsi universitari e i master universitari inerenti al turismo); • area stampa; • pagine bianche (raccolgono indirizzi e contatti dei diversi soggetti che operano a vario titolo nel settore turistico). La Conferenza nazionale del turismo • PERIODICITÀ: deve riunirsi almeno ogni 2 anni su iniziativa del Ministero dell’Industria, commercio e artigianato d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano • CHI PARTECIPA: organi istituzionali e locali, rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative degli imprenditori turistici, dei consumatori, delle associazioni Pro-loco e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori. • OBIETTIVI: verificare l’attuazione delle linee guida con particolare riferimento alle politiche turistiche e a quelle intersettoriali riferite al turismo, esprimere orientamenti per la definizione e gli aggiornamenti del documento contenente le linee guida, favorire il confronto tra le istituzioni e le rappresentanze del settore ENIT: excursus storico • 1919 - Nasce l’ENIT, Ente Nazionale per l’incremento dell’industria turistica • 1960 – Riordinamento dell’ENIT che assume la denominazione di Ente Nazionale Italiano per il Turismo e viene sottoposto alla vigilanza del Ministero del Turismo e dello Spettacolo • 2005 – Nell’ambito del “decreto competitività” (L.14 mag 2005 n.80, Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale) l’ENIT viene trasformato in ENIT- Agenzia nazionale del turismo (art.12 L.80/2005) L’ENIT si conferma come il soggetto nazionale deputato alla promozione dell’Italia turistica all’estero ENIT: organi Presidente: Matteo Marzotto (DG: Eugenio Magnani) Consiglio di amministrazione: svolge compiti di programmazione, organizzazione, indirizzo e controllo strategico Composizione: 6 membri in rappresentanza delle Regioni, 2 designati dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali, 1 designato dal Ministero degli Affari esteri, 1 designato da Unioncamere, 3 designati dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative, il Coordinatore degli assessori regionali al turismo. Il Collegio dei Revisori: controlla la regolarità amministrativa e contabile dell’azienda Composizione: 4 membri, compreso il Presidente. Presso l’Agenzia è inoltre istituito il Comitato tecnico consultivo con funzioni consultive sull’attività dell’Enit Composizione: 40 membri tra cui 12 rappresentanti delle Regioni, 13 rappresentanti dei Ministeri, 2 membri designati dalla conferenza unificata, 13 rappresentanti delle principali associazioni imprenditoriali, sindacali e di turismo sociale, 1 rappresentante delle Camere di Commercio, 1 rappresentante delle associazioni di categoria del turismo congressuale ENIT: finalità e struttura FINALITÀ Promuovere l’immagine unitaria dell’offerta turistica italiana e favorirne la commercializzazione STRUTTURA ORGANIZZATIVA • Sede centrale: Roma • Sedi estere: è presente in 21 nazioni di cui 12 Paesi europei (con 15 sedi) e 9 Paesi extraeuropei (con 11 sedi) L’organizzazione turistica nelle Regioni Italiane. Legislazione turistica regionale, una panoramica La struttura dell’organizzazione turistica, un confronto regionale (1/2) La struttura dell’organizzazione turistica, un confronto regionale (1/2 - segue) La struttura dell’organizzazione turistica, un confronto regionale (1/2 - segue) La struttura dell’organizzazione turistica, un confronto regionale (2/2) La struttura dell’organizzazione turistica, un confronto regionale (2/2 - segue)