RISPARMIO # DIRITTI # PREVIDENZA # CONSUMI
GIUGNO 2007
La bolletta è pesante
senza il nucleare
L
eggete con attenzione la tabella che pubblichiamo in
questa pagina e pensate a come vi siete comportati vent’anni
fa, se avevate l’età per votare, al referendum sul nucleare, sponsorizzato da Pannella e Craxi. Quel giorno quasi nove su dieci di
voi hanno deciso che l’Italia
doveva rinunciare a utilizzaUN DISASTRO ITALIANO
re l’energia atomica per proUtilizzo del nucleare e tariffe elettriche per 100 KWh in Europa
durre elettricità.Un anno prima c’era stato l’incidente di
Paese
% Nucleare
Tariffa
Tariffa
elettricità
famiglie (€)
imprese (€)
Chernobyl,per mesi gli italiani non avevano mangiato l’inFRANCIA
78,5
12,05
5,78
salata e un certo Mattioli,fisiBELGIO
55,6
14,42
9,69
co con ambizioni politiche,
aveva passato decine di ore
SVEZIA
44,9
14,35
5,93
in tv a spiegarci che entro 15SLOVENIA
42,4
10,49
6,51
20 anni sarebbero aumentati
i casi di tumore alla tiroide.
UNGHERIA
37,2
10,75
7,61
Inutilmente persino premi
FINLANDIA
32,9
10,78
5,63
Nobel ci avevano detto che le
GERMANIA
31
18,32
9,94
centrali occidentali erano sicure e che, comunque, una
REGNO UNITO
19,9
10,2
8,22
centrale nucleare non è una
SPAGNA
19,6
11,47
7,57
bomba atomica e gli effetti catastrofici di un incidente graITALIA
0
21,08
12,08
ve sarebbero sempre meno
Fonte: Aiea, Eurostat. Dati 2005
catastrofici dell’esplosione di
certe fabbriche chimiche.Le conseguenze sono lì,nella tabella:in Italia non si sono registrati aumenti di tumori alla tiroide, in compenso
siamo il Paese europeo con il più alto costo delle tariffe elettriche,un
macigno legato alle caviglie dell’economia perché significa minor
competitività delle imprese, più spese per le famiglie, minori consumi. Pensiamoci quando facciamo gli anti Tav o strologhiamo di elettrosmog e uranio impoverito, tutte cose senza riscontri scientifici.
DICHIARAZIONI
La stagione
2
2
3
4
del Fisco è arrivata
Tutto sull’Irpef
Che cos’è l’Unico
Chiese e Onlus
IMMOBILI
Questioni di casa
5
DIRITTI
Per gli anziani ci sono
le assistenti familiari 6
PREVIDENZA
I contributi volontari
8
solo se autorizzati
ARTIGIANI
Sono a rischio
5mila officine
11
CREDITO
Il conto corrente
è multicanale
12
PIANTE
Il “pollice verde”,
un hobby che costa 14
In evidenza
PERCHÉ PAGHIAMO LE TARIFFE PIÙ ALTE
COLLEZIONISMO
Un vecchio film,
grande passione
16
FINANZA
I fondi si vendono
al supermercato
18
Risparmio gestito 20
A CURA DI 2C EDIZIONI
NOTES
1
GIUGNO 2007
D I C H I A R A Z I O N I
D I C H I A R A Z I O N I
CHE COS’È L’UNICO
PER IL VERSAMENTO
ALTRE DUE STRADE
La stagione
del Fisco
QUEST’ANNO UN CALENDARIO ANTICIPATO PER LA PRESENTAZIONE DEI MODELLI E PER I PAGAMENTI.
DIVERSE LE NOVITÀ CHE SI APPLICANO GIÀ AI REDDITI DEL 2006. TRA LE ALTRE, DEBUTTA L’ICI IN UNICO
il conto alla roÈ partito
vescia per la dichiarazione dei redditi e quest’anno con un certo
anticipo rispetto al passato. Tra le novità previste dal governo Prodi in
materia di fisco, infatti,
spicca il neocalendario delle presentazioni con l’anticipazione di alcuni versamenti.Ma va segnalato che
le variazioni alle aliquote
e detrazioni decise dall’Esecutivo non si applicano ancora all’attuale presenta-
zione di Unico e 730 che,
riguardando l’anno d’imposta 2006, fanno riferimento alle vecchie regole.
Occorre tuttavia prestare
attenzione nella compilazione dei modelli in quanto sono diverse le innovazioni introdotte e già oggi
operative.
Tra le modifiche al debutto,cambia la percentuale per gli sconti sulle ristrutturazioni edilizie (è al
36 o al 41% in base all’anno
dei lavori) e scatta l’obbligo
TUTTO SULL’IRPEF
L’Irpef è l’imposta sul reddito delle persone fisiche, che si fonda sul
possesso di redditi, in denaro o in natura. Si tratta inoltre di una tassa progressiva, cioè il prelievo aumenta in modo più che proporzionale rispetto al reddito ed è di carattere personale. Ma vediamo le regole a cui attenersi per compilare la dichiarazione 2007 (redditi 2006):
Aliquote e scaglioni. Aliquota minima del 23% fino a 26mila euro,
massima del 43% oltre i 100mila euro.
No tax area. 7mila euro per i pensionati; 7.500 per i dipendenti;
4.500 per i lavoratori autonomi; 3mila euro per chi detiene altri redditi.
Family area. Il meccanismo non cambia: le deduzioni massime sono di 3.200 euro per il coniuge e 2.900 per i figli a carico.
2
GIUGNO 2007
NOTES
di acconto anche per l’addizionale comunale Irpef.
IN VIGORE LA NUOVA
AGENDA DELLE TASSE
La stagione delle dichiarazioni risulta più
“stretta”, tuttavia meno
del previsto, per effetto delle novità annunciate dall’Agenzia delle
Entrate e che saranno
oggetto di un futuro decreto del governo. In
particolare, la consegna ai
Caf del modulo 730,prima
decisa al 31 maggio, è stata spostata al 15 giugno;
resta invece ferma l’anticipazione di due mesi per
l’invio via Internet del modello Unico/2007 (telematico) per le persone fisiche non Iva: il termine dal
31 ottobre passa al 31 luglio. Nessuna proroga, invece, per la versione cartacea da portare in banca o
alle poste entro il 2 luglio.
Mentre per l’invio online
da parte di chi è titolare di
redditi d’impresa e di lavoro autonomo si slitta al 25
settembre. Per quanto riguarda i pagamenti vanno
fatti dalla maggior parte
dei contribuenti nel corso
di una sola giornata che
d’ora in poi non sarà più
il 20 del mese di giugno,
ma il 16: è stato battezzato come “Tax day”,che però, cadendo di sabato, slitta al 18 giugno.La riorganizzazione del calendario di
presentazione,dunque,ha
comportato anche un piccolo anticipo nell’agenda
dei pagamenti. Obiettivo:
razionalizzare le scadenze,
facendo confluire il pagamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni nei
versamenti unificati,in scadenza il 16 di ogni mese e
permettendo compensazioni tra le imposte.
Pertanto entro il termine del 16 giugno si dovranno versare l’Irpef e
l’acconto dell’Ici che prima era fissato al 30 giugno;mentre a dicembre,la
data per il versamento del
saldo Ici sarà il giorno 17 e
non più il 20.
Per il pagamento delle imposte e dei contributi risultanti dal modello Unico restano ferme due opportunità:
l’estinzione dei debiti
con un certo ritardo;
oppure la scelta di pagare a rate, valutando quali
tasse rateizzare e il relativo numero di quote in cui
suddividere il versamento.
Il numero delle quote deciso va indicato nel modello “F24” nella colonna “rateazione” e se, per esempio, si versa la prima di sei
rate si scriverà 01-06,mentre per i pagamenti in
un’unica soluzione si usa
la formula 01-01.
Se si decide di versare
dopo il 18 giugno ed entro il 16 luglio, è bene sapere che si andrà incontro
a una maggiorazione dello
0,4% (come nel 2006).
Se, invece di saldare in
un’unica soluzione, si preferisce dilazionare va tenuto presente che il tasso
d’interesse è stato mantenuto alto, nella misura del
6%.Ciò significa che la prima rata sarà pari al totale
suddiviso per il numero
delle tranche prescelte,ma
dalla seconda si cominceranno a calcolare anche gli interessi al tasso del 6% annuo, 0,5% al mese. Le rate
vanno corrisposte entro il
giorno 16 di ogni mese dai
titolari di partita Iva ed entro l’ultimo giorno del mese dagli altri.
Per fare un esempio, se
non si possiede la partita
Iva e si rispetta la scadenza
del 18 giugno si dovrà pagare nuovamente entro il
2 luglio (il 30 infatti cade
di sabato) quando andrà
corrisposta la prima rata
l modello Unico Persone fisiche
serve per dichiarare tutto ciò
che si è guadagnato, speso e
posseduto. Pertanto è il modulo
sintetico da cui risulta l’intera
“vita” fiscale del contribuente e
in cui figurano i versamenti da
effettuare a favore allo Stato.
In pratica è uno schema unificato che rende possibile adempiere a più dichiarazioni fiscali. Viene contrassegnato da alcune sigle
a seconda del tipo di contribuente: “PF” indica così il modello
unico riservato alle persone fisiche; “SC” alle società di capitali; “SP” alle società di persone
ed equiparate e così via. Devono presentare il modello “Unico
2007 Persone Fisiche” i contribuenti che nel 2006 abbiano posseduto: redditi d’impresa, anche
in forma di partecipazione; redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni abituali, anche in
forma associata; redditi “diver-
I
con interessi dello 0,2%.
Successivamente l’appuntamento sarà alla fine di
ogni mese e ogni rata conoscerà un aumento dello
0,5%,vale a dire 0,7% al 31
luglio, 1,2% il 31 agosto e
così via.
Lo stesso meccanismo
si applica ai titolari di partita Iva per i quali però le
scadenze successive alla
prima non scattano a fine
mese ma sempre il giorno
16. Così come vale (fatto
salvo l’aumento d’imposta
dello 0,4%) anche per chi incomincia a pagare dal 16
luglio e vuole rateizzare:in
questa ipotesi la prima scadenza sarà il 31 luglio per
chi è senza partita Iva (o il
16 agosto per chi la possiede, ma di solito la scadenza di metà agosto viene spostata in avanti).
Va tuttavia ricordato che
l’iter si deve concludere
entro il mese di novembre
e comunque non si può
dilazionare l’importo del
secondo o unico acconto
del mese di novembre che
va perciò saldato in una
volta sola.
Più trasparenza anche
nel quadro relativo ai redditi immobiliari con i controlli incrociati.
Come si è già detto,il Fisco quest’anno ha preso di
mira anche l’Ici, anticipan-
done innanzitutto le scadenze per i versamenti.Ma
il principale cambiamento
riguarda il fatto che per
combattere l’evasione è
ora obbligatorio indicare
nei modelli 730 e Unico,
per ogni immobile posseduto,l’importo Ici dovuto per
il 2006 anche se non versato. L’altra novità che riguarda l’Ici è la possibilità
di pagare l’imposta comunale utilizzando l’eventuale credito delle altre imposte sui redditi.
I redditi immobiliari
in dichiarazione. Per la
prima volta nel quadro RB
di Unico sono state inserite due nuove colonne in
cui devono essere indicati, per ciascun immobile, il
codice del Comune e l’Ici
dovuta per il 2006, dove
per Ici “dovuta”,al fine del
si”, ad esempio proventi derivanti dalla cessione totale o parziale di aziende, dall’affitto e dalla
concessione di usufrutto di aziende, ecc.); chi deve presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: Iva, Irap, sostituti d’imposta (venditori porta a porta ecc.);
chi deve presentare la dichiarazione per conto dei contribuenti deceduti; chi nel 2006 ha percepito
solo redditi di lavoro dipendente erogati esclusivamente da datori di lavoro non obbligati ad effettuare le ritenute d’acconto (come i collaboratori familiari).
Mentre i redditi che possono essere dichiarati con il modello 730
sono: i redditi di lavoro dipendente e di pensione; i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente; i redditi di terreni e fabbricati; i redditi di capitale; i redditi di lavoro autonomo; alcuni
redditi diversi; alcuni redditi soggetti a tassazione separata.
controllo del Fisco, si intende l’imposta di pertinenza di ogni singolo immobile e che è stata versata complessivamente tra
acconto e saldo. Pertanto
per la prima casa occorre
riportare l’importo dell’Ici
al netto della detrazione
per l’abitazione principale. Nel caso in cui non si
sia tenuti a pagare nulla in
quanto la detrazione compensa l’imposta, allora la
colonna va lasciata in
bianco.
Va però ricordato che
l’abitazione principale e le
sue pertinenze (ad esempio il box auto),vale a dire
dove si vive abitualmente
e si ha la residenza,da tempo non sono più soggette
alle imposte sui redditi;
quindi il pensionato che,
oltre alla pensione, è pro-
NOTES
3
GIUGNO 2007
D I C H I A R A Z I O N I
prietario solo della casa in
cui vive non è più tenuto
a presentare il modello
Unico salvo il caso in cui
non intenda far valere oneri o spese deducibili.
In compenso interviene
l’Ici anche se per l’abitazione principale si ha diritto
a una detrazione di 103,29
euro, che però la maggior
parte dei Comuni ha ormai
arrotondato a 104 euro.Tra
l’altro,è rimesso alle singole amministrazioni comunali la facoltà di incrementare questa detrazione fino
eventualmente ad esonerare la casa principale.
Senza contare che l’ente
locale può addirittura decidere di equiparare alla
prima casa le abitazioni di
anziani ricoverati, purché
non concesse in affitto,oppure l’appartamento in cui
abita un familiare in forza
di un uso gratuito.Va precisato che lo sconto scatta
per i mesi in cui si è registrato l’utilizzo diretto e
inoltre la detrazione va divisa in parti uguali tra i comproprietari che abitano nella stessa casa: se però solo
uno dei due vanta la residenza sarà anche l’unico a
godere dello sconto. Inoltre per le pertinenze,si tenga presente il box,è richiesta la stessa aliquota dell’immobile a cui sono legate: di conseguenza il box
della prima casa gioverà
dell’aliquota agevolata e anche della detrazione.
Discorso diverso, invece, vale per le seconde case di cui si ha la disponibilità o date in affitto. Sono
infatti obbligati alla denuncia tutti coloro che sono
titolari di un diritto di proprietà o un altro diritto reale – come uso, usufrutto o
abitazione – su un immobile.Pertanto,il coniuge superstite che vive nella casa di famiglia anche con i
figli, sarà tenuto a compilare la dichiarazione.
Il meccanismo della
compensazione. La Finanziaria 2007 ha stabilito che
anche l’Ici diventi compensabile con le imposte
dovute in base alla dichiarazione dei redditi relativi
al 2006. In particolare, si
può decidere se destinare
PER CHIESE E ONLUS
L’8 PER MILLE. È il meccanismo con cui lo Stato italiano, attraverso la scelta dei contribuenti, devolve l’8
per mille dell’intero gettito fiscale Irpef allo Stato, a
sostegno della Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose, per scopi definiti dalla legge.
IL 5 PER MILLE. È il meccanismo con cui è possibile destinare il 5 per mille delle propria Irpef a favore
di enti che svolgano attività socialmente rilevanti (non
profit, ricerca scientifica e sanitaria). Quest’anno è
possibile scegliere fra tre tipologie di soggetti: Onlus, associazioni di promozione sociale e associazioni riconosciute; enti di ricerca scientifica e dell’Università; enti della ricerca sanitaria.
Per ognuna sono stati redatti degli elenchi ad hoc.
Per presentare domanda di iscrizione e per la compilazione del modulo si può consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it).
4
GIUGNO 2007
NOTES
al pagamento dell’Ici l’intero credito risultante dalla liquidazione della dichiarazione oppure indicare la
quota dell’Ici che si desidera compensare.
L’ULTIMA VOLTA
DELLA FAMILY AREA
Per dichiarare nei
modelli Unico o 730 i
redditi percepiti nel
2006 non ci sono novità sul metodo di calcolo dell’imposta sul reddito e non cambiano le
aliquote, la misura dell’acconto per il 2007 –
pari al 99% dell’imposta relativa al 2006 – gli
scaglioni, le misure della no tax area e della family area.
Le aliquote. L’imposta sui
redditi è progressiva a scaglioni con deduzione alla
base, cioè le aliquote aumentano al crescere del
reddito, in quanto chi più
guadagna più paga: le aliquote si applicano successivamente e ciascuna però
incide soltanto su una parte specifica del reddito.
Inoltre la dichiarazione di
quest’anno,per effetto della legge Finanziaria 2007,
sarà l’ultima che prevede le deduzioni
della
“no tax
area” e
della “family area”.
La no tax
area. Consiste in una porzione di reddito di cui lo Stato non può appropriarsi: la franchigia è stata introdotta nel 2003 per
garantire la progressività
dell’imposizione fiscale in-
taccata dall’innalzamento
della soglia della prima aliquota passata dal 18% al
23% e della seconda dal
24% al 29% del 2003 e, dal
2005, al 33%. La franchigia
dipende dal tipo di attività svolta e diminuisce gradualmente al crescere del
reddito. In particolare, la
deduzione base per tutti i
contribuenti è pari a 3mila
euro.
Tuttavia la deduzione ha
un’applicazione limitata,
vale a dire si può definire la
soglia di reddito a cui la
franchigia si azzera e al di sopra della quale non vale la
pena calcolarla: per i pensionati è pari a 33mila euro, 33.500 per i dipendenti, 30.500 per i lavoratori
autonomi e titolari di reddito d’impresa minore,29mila per i possessori di altri
redditi, per esempio quelli
da fabbricati.
La family area. A partire
dal 2005, quando ci sono
familiari a carico – come
il coniuge e i figli – spettano una serie di deduzioni, ossia bonus monetari
che vanno a ridurre il reddito imponibile su cui si
computa l’Irpef. Come accade per la no tax area, le
deduzioni per carichi di
famiglia vengono applicate per intero ai nuclei familiari meno abbienti e diminuiscono gradualmente, ancora una volta, al crescere del reddito,fino ad azzerarsi del tutto oltre a un
certo tetto che gravita intorno agli 80mila euro.
Più dettagliatamente, l’importo esatto varia caso
per caso, secondo il numero dei familiari a carico e all’ammontare di
oneri deducibili che ogni
contribuente vanta.
I
M
M
O
B
I
L
I
LAVORI DELLA TERRAZZA: A CHI SPETTANO LE SPESE
AMMINISTRATORE, UN LAVORO
APERTO (PURTROPPO) A TUTTI
S
F. G. - Roma
Non esiste alcun limite per l’attività di amministrato-
Secondo l’interpretazione più accreditata dalla giurisprudenza, è a carico di chi ha l’uso esclusivo della terrazza
solo un terzo della spesa complessiva (quindi non ha
alcuna importanza quanti millesimi possieda il proprietario della terrazza). I condomini coperti (escluso il proprietario della terrazza), si assumono il resto dei due terzi della spesa in proporzione ai propri millesimi di proprietà, opportunamente riparametrati. Quindi chi ha in
uso la terrazza non partecipa in percentuale ai due terzi
(a meno che, naturalmente, possieda anche un appartamento sottostante).
Nel caso di terrazza a livello che faccia da tetto solo ad
alcuni appartamenti sottostanti, i 2/3 competono solo
ai condomini che possiedono appartamenti nella proiezione verticale della terrazza stessa. Ai fini del calcolo,
non ha alcun rilievo se un condomino sottostante sia
coperto solo in parte o per intero dalla terrazza stessa.
re condominiale, né dal punto di vista di titolo di studio
né dal punto di vista dell’iscrizione ad albi o ruoli. Se
l'attività è esercitata non occasionalmente (è il caso di
chi lo fa nel proprio stabile, magari a rotazione) occorre senz'altro aprire una partita Iva.
Bisogna tener conto, però, che si tratta di un’attività particolarmente complessa che impone diverse competenze e diversi obblighi, con conoscenze che senz’altro debbono spaziare non solo nel campo civilistico (diritto del
condominio), ma anche dal campo fiscale a quello urbanistico (permessi per opere) a quello impiantistico
(nome di sicurezza e risparmio energetico), al diritto del
lavoro (disciplina assunzioni, contratti, contributi del
portiere).
L’elenco delle incombenze è molto lungo e, benché siano molto delicate, nessuna norma impedisce, purtroppo,
a persone molto poco competenti di occuparsene. E i
risultati si vedono tutti i giorni. È quantomeno opportuno frequentare un corso indetto dalle principali organizzazioni del settore, sperando che sia ben fatto. Non sempre è così.
A cura di Silvio Rezzonico
Questioni di Casa
VOI DOMANDATE - GLI ESPERTI RISPONDONO
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rimborsando il contributo spese al lettore.
Nome e Cognome
Via (o piazza)
Cap
Città
Provincia
Telefono
Per informazioni su questo servizio si può telefonare
ogni mercoledì – dalle 14 alle 15 – al numero 02.36.53.83.08.
NOTES
5
GIUGNO 2007
D
I
R
I
T
T
I
Non più badanti, agli anziani
pensano le assistenti familiari
DAL 1° MARZO È IN VIGORE IL NUOVO
CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO DEL
SETTORE DOMESTICO CHE, TENENDO CONTO
DEL FENOMENO DELL’IMMIGRAZIONE,
HA RITOCCATO MANSIONI E STIPENDI
l’anziano la vita
P erquotidiana
è gravata
da pesi a cui spesso
non riesce a far fronte
da solo, perciò sempre
più di frequente le famiglie ricorrono all’impiego
di una persona che lo aiuti nei lavori domestici, lo
assista e gli faccia compagnia.
LO SCENARIO IN ITALIA
E LE COLF STRANIERE
Tanto che oggi sono
circa 600mila i lavoratori domestici iscritti all’Inps, di cui la maggior
parte stranieri, e si ritiene almeno uguale il
numero di quelli assunti “a nero”. Pertanto,
il lavoro domestico rappresenta una parte consistente del mercato del lavoro italiano. In particola6
GIUGNO 2007
NOTES
re negli ultimi anni l’aumentare della presenza di
immigrati ha arricchito
l’offerta di prestazioni, affermando nuove figure
professionali: ne è così
scaturita la definizione di
“badante”, in luogo della
più tradizionale ma insufficiente “colf” o “collaboratrice domestica”. Ecco
perché, stimata la portata
del fenomeno, sindacati e
associazioni dei datori del
lavoro dopo due anni di
trattative hanno finalmente raggiunto un accordo
con il nuovo Contratto
collettivo nazionale del Lavoro domestico, in vigore
dal 1 marzo 2007 al 28
febbraio 2011. Il documento introduce il ruolo
delle badanti, riconducendole alla categoria delle
assistenti familiari, recupe-
rando vecchi ruoli come
governanti e maggiordomi: i lavoratori vengono
classificati a seconda delle
mansioni svolte in ben otto livelli con differenti
profili, a cui corrispondono differenti livelli retributivi.
Lo stipendio base è pari
a 550 euro per un collaboratore familiare con meno di 12 mesi di esperienza e non addetto all’assistenza di persone, fino a
uno stipendio base di
1.050 euro per lavoratori
conviventi della quarta categoria livello super.
COME FUNZIONA IL
RAPPORTO LAVORATIVO
Ma come ha inizio un
rapporto di lavoro domestico? In base all’articolo 4 del Ccnl “Ai fini dell’assunzione il lavoratore
deve consegnare al datore di lavoro i documenti
necessari in conformità
con la normativa in vigore e presentare in visione
i documenti assicurativi e
previdenziali, nonché ogni
altro documento sanitario
aggiornato con tutte le attestazioni previste dalle
norme di legge vigenti, un
documento di identità
personale non scaduto ed
eventuali diplomi o attestati professionali specifici (...). Il lavoratore extra-
comunitario può essere
assunto se in possesso del
permesso di soggiorno valido per lo svolgimento di
lavoro subordinato”.
L’assunzione avviene
con la stipula del contratto di lavoro o lettera di assunzione. Nel contratto le
parti devono indicare: la
data dell’inizio del rapporto e il livello di appartenenza come previsto dal
Ccnl. Inoltre è necessario
specificare se il lavoratore rientri nel livello A, così come l’eventuale periodo di prova (che non può
superare gli 8 giorni o i
30 per i collaboratori del
livello D e D super) oltre
alla relativa sua durata; in
ogni caso il periodo di
prova va retribuito. Infine
deve essere indicato se il
lavoratore vive nella casa
in cui svolge l’attività,
nonché tutte le ulteriori
condizioni (tra cui orario
di lavoro, periodi di riposo, la retribuzione).
Se l’assunzione è a tempo determinato, allora il
contratto deve avere la
forma scritta e al termine
della stipula bisognerà poi
provvedere allo scambio
della relativa lettera di assunzione tra le parti, in
cui occorrerà specificare
le ragioni che hanno indotto a optare per questa
soluzione. Alcuni esempi
vengono indicati a titolo
esemplificativo nel Ccnl
(articolo 7 n. 4) e in sintesi possono riguardare la
sostituzione temporanea
di un lavoratore domestico,
per maternità, malattia, oppure l’esecuzione di un
compito definito o predeterminato nel tempo come l’assistenza extradomiciliare a persone ricoverate in ospedale. La forma
scritta non è invece necessaria nel caso di rapporto
di lavoro occasionale cioè
per una prestazione che
non superi i 12 giorni.
Il lavoro domestico è regolato dal Codice civile
agli articoli 2.240-2.246,
nonché dalla legge
339/1958 e viene definito
come il rapporto di lavoro che ha per oggetto la
prestazione di servizi di
carattere domestico, con
D
I
la finalità di migliorare la
qualità della vita familiare;
ma l’attuale normativa
non specifica in alcun modo il tipo di attività, le
mansioni e i luoghi di
svolgimento della prestazione; ecco perché può essere utile consultare le tabelle previste dal Ccnl riportate in queste pagine.
Infine va sottolineato
che, se nel corso del rapporto di lavoro vengono
richieste mansioni di livello superiore, il lavoratore
avrà diritto alla retribuzione propria del tipo di
mansione effettivamente
svolta e nel caso di prestazioni plurime rispetto a
quelle dichiarate nel contratto, il lavoratore avrà diritto all’inquadramento nel
livello corrispondente alle mansioni prevalenti.
R
I
I
I diversi profili, i livelli
di professionalità
e le differenti retribuzioni
LIVELLI
PROFILO
RETRIBUZIONI (euro)
LIVELLO A
Appartengono a questo livello i collaboratori familiari generici, non addetti all’assistenza di persone,
sprovvisti di esperienza professionale o con esperienza professionale (maturata anche presso datori
di lavoro diversi) non superiore a 12 mesi, nonché i
lavoratori che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con competenza le proprie mansioni, relative ai profili lavorativi indicati, a livello esecutivo e sotto il diretto controllo del datore di lavoro.
550,00 conviventi
LIVELLO A
SUPER
1) Addetto alla compagnia. Svolge esclusive mansioni di mera compagnia a persone autosufficienti,
senza effettuare alcuna prestazione di lavoro;
2) Baby sitter. Svolge mansioni occasionali e/o saltuarie di vigilanza di bambini in occasione di assenze
dei familiari, con esclusione di qualsiasi prestazione di cura.
650,00 conviventi
LIVELLO B
Appartengono a questo livello i collaboratori familiari che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con specifica competenza le proprie mansioni,
ancorché a livello esecutivo.
700,00 conviventi
Assistente a persone autosufficienti. Svolge mansioni di assistenza a persone (anziani o bambini) autosufficienti, ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti.
700,00 conviventi
Appartengono a questo livello i collaboratori familiari che, in possesso di specifiche conoscenze di base, sia teoriche che tecniche, relative allo svolgimento dei compiti assegnati, operano con totale autonomia e responsabilità.
800,00 conviventi
Assistente a persone non autosufficienti (non formato). Svolge mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, ivi comprese, se richieste, le attività
connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della
casa ove vivono gli assistiti.
850,00 conviventi
LIVELLO B
SUPER
LIVELLO C
È dovere del lavoratore
Prestare la propria opera con la dovuta diligenza secondo le necessità e gli interessi della
famiglia per la quale lavora, seguendo le disposizioni del datore di lavoro;
assicurare la necessaria riservatezza in
relazione alla famiglia presso la quale
svolge il proprio servizio.
T
I COLLABORATORI
SI FANNO IN OTTO
LA LEGGE 339/1958
L’articolo 6 precisa i diritti e i doveri di entrambe le parti
T
LIVELLO C
SUPER
LIVELLO D Appartengono a questo livello i collaboratori familia-
È dovere del datore di lavoro
Corrispondere
al lavoratore la retribuzione secondo quanto stabilito nel contratto e comunque
a periodi di tempo non superiori al mese;
fornire al lavoratore, nel caso in cui vi sia l’impegno del vitto e dell’alloggio, un ambiente che
non sia nocivo all’integrità fisica e morale del
lavoratore, nonché una nutrizione sana e sufficiente;
tutelarne la salute particolarmente
qualora vi siano in famiglia fonti di infezione.
ri che, in possesso dei necessari requisiti professionali, ricoprono specifiche posizioni di lavoro caratterizzate da responsabilità, autonomia decisionale
e/o coordinamento.
LIVELLO D 1) Assistente a persone non autosufficienti (formato). Svolge mansioni di assistenza a persone non auSUPER
tosufficienti, ivi comprese, se richieste, le attività
connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della
casa ove vivono gli assistiti;
2) Direttore di casa. Svolge mansioni di gestione e
di coordinamento relative a tutte le esigenze connesse all'andamento della casa.
4,00 valori orari
per i non conviventi
4,70 valori orari
per i non conviventi
5,00 valori orari
per i non conviventi
5,30 valori orari
per i non conviventi
862,50 assistenza notturna
ad autosufficienti
5,30 valori orari
per i non conviventi
5,90 valori orari
per i non conviventi
977,50 assistenza notturna
a non autosufficienti
1.000,00 conviventi
+ indennità 150,00
6,80 valori orari
per i non conviventi
1.050,00 conviventi
+ indennità 150,00
7,10 valori orari
per i non conviventi
1.207,50 assistenza notturna
a non autosufficienti
Nota: per personale formato o qualificato si intende quello in possesso di un diploma nello specifico campo oggetto della propria mansione, conseguito in Italia o all’estero, purché equipollente, anche con corsi di
formazione aventi la durata minima prevista dalla legislazione regionale e comunque non inferiore a 500 ore.
Il Ccnl prevede inoltre le tabelle per la presenza notturna, nonché quelle per l’indennità e quelle inerenti i
lavoratori di cui all’articolo 15, 2 comma.
NOTES
7
GIUGNO 2007
P R E V I D E N Z A
Per versare i contributi volontari
serve un’autorizzazione specifica
LE SOMME DA CORRISPONDERE DIPENDONO DALLA TIPOLOGIA DEL RAPPORTO DI LAVORO A CUI SI È LEGATI.
IN OGNI CASO, E PER TUTTI QUANTI, VALGONO GLI STESSI TERMINI PREVISTI PER EFFETTUARE IL PAGAMENTO
utti i numeri riguar-
danti i versamenti voTlontari
per l’anno 2007
li ha comunicati l’Inps
con le circolari n. 54 e
58, rispettivamente del
7 e del 14 marzo 2007.
A questo proposito occorre passare in rassegna le
principali regole in materia in modo da capire
quando convenga ricorrere allo strumento della
contribuzione volontaria,
o meno, in particolare per
coloro che hanno perso il
lavoro e magari si trovano
vicini alla pensione.
I REQUISITI CAMBIANO
IN BASE ALL’ATTIVITÀ
Innanzitutto vediamo
quali sono i requisiti
necessari per ottenere
l’autorizzazione poiché
sono diversi a seconda
della categoria di lavoratore.
Lavoratori dipendenti:
Per chi è legato da un rapporto di lavoro subordinato l’autorizzazione può essere concessa quando siano stati versati:
cinque anni di contributi effettivi, riguardanti
qualsiasi epoca lavorativa;
oppure, in alternativa al
requisito precedente, tre
anni di contributi nei cinque precedenti la domanda di autorizzazione e in
particolare: operai agricoli, 279 contributi giornalieri per gli uomini e 186
contributi giornalieri per
le donne e i giovani; domestici, 156 contributi
settimanali;
un anno di contributi,
nei cinque anni precedenti la domanda, per i soggetti che svolgono, dall’anno 1997 in poi, un lavoro
a tempo parziale, tenendo presente che l’autorizzazione, a differenza degli
altri casi, può essere rilasciata solo con il rapporto
in corso e non dopo la
cessazione;
un anno di contributi,
nei cinque anni precedenti la domanda, per i soggetti che svolgono lavoro
dipendente in forma stagionale, temporanea e discontinua, per i periodi
dopo il 31 dicembre 1996
e non coperti da contri-
L’ITER DA SEGUIRE
Per ottenere l’autorizzazione ai
versamenti volontari è necessario
presentare la domanda all’Inps
sull’apposito modello (010/M).
Alla stessa domanda andranno
allegati alcuni documenti attestanti la
cessata attività, dipendente o
autonoma e in particolare:
per i lavoratori dipendenti è utile
allegare il modello Cud relativo
8
GIUGNO 2007
NOTES
all’ultimo periodo di occupazione e
all’anno precedente della domanda,
con l’indicazione la data di
cessazione del rapporto di lavoro;
per gli artigiani e i commercianti è
utile presentare la cancellazione
dagli elenchi di categoria e le copie
delle ricevute dei versamenti
effettuati nell’anno precedente la
domanda.
buti obbligatori o figurativi; in questi casi, l’autorizzazione è rilasciata con
decorrenza posteriore al
termine o alla sospensione del lavoro.
Lavoratori autonomi:
Per questi lavoratori il via
libera ai versamenti volontari può essere concesso,
quando siano stati versati:
Per gli artigiani e i
commercianti, cinque anni di contribuzione effettiva riferita a qualsiasi epoca, oppure, in via alternativa, tre anni di contributi
versati nei cinque precedenti la domanda di autorizzazione;
Per i lavoratori parasubordinati, un anno di contribuzione versato nei cinque anni precedenti la domanda di autorizzazione.
È da ricordare che dal 1°
gennaio 2001 è possibile
ottenere l’autorizzazione
alla prosecuzione volontaria nella gestione anche
sulla base del requisito alternativo di cinque anni
di effettiva contribuzione,
introdotto dalla legge
388/2000. Il requisito contributivo necessario per
l’autorizzazione, deve essere perfezionato sulla base delle sole contribuzioni
versate nella gestione separata.
L’AMMONTARE
DEGLI IMPORTI
Anche le somme da versare sono differenti a seconda della tipologia di
lavoratore. In particolare
le regole sono quelle che
seguono.
Lavoratori dipendenti:
Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti non
agricoli, l’importo da versare viene determinato, in
P R E V I D E N Z A
seguito all’abolizione delle classi di contribuzione
dal decreto legislativo
184/1997, applicando l’aliquota contributiva prevista per ciascun anno alla
retribuzione media percepita nelle 52 settimane
precedenti la data di presentazione della domanda. Il provvedimento ha previsto
che la retribuzione
minima settimanale su cui calcolare i
contributi è il 40%
dell’importo del trattamento minimo fissato al 1° gennaio di
ogni anno.
Per l’anno 2007, essendo il trattamento minimo pari a 436,14 euro, avremo che la retribuzione minima settimanale
sarà pari a 174,46 euro.
La prima fascia di retribuzione annuale, oltre la
quale è prevista l’applicazione dell’aliquota aggiuntiva dell’1 per cento è di
40.083,00 euro.
Invece, il massimale da
applicare ai prosecutori
volontari titolari di contribuzione non anteriore al
1° gennaio 1996 o che
avendone il requisito esercitino l’opzione per la liquidazione della pensione con il sistema contributivo, è di 87.187,00 euro.
Dal 1° gennaio scorso,
in base alla legge Finanziaria per il 2007 (la
296/2006), l’aliquota contributiva di finanziamento per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle gestioni pensionistiche sostitutive ed
esclusive dell’ordinamento generale è elevata dello 0,30%, per la quota a carico del lavoratore, con ri-
percussioni sull’aliquota
dovuta per il versamento
della contribuzione volontaria.
Pertanto ne consegue
che l’aliquota IVS relativa
ai lavoratori dipendenti
non agricoli, autorizzati alla prosecuzio-
ne volontaria nel FPLD da
decorrenza compresa entro
il 31 dicembre 1995, sale
dal 27,57% al 27,87%.
Con effetto dal 1° gennaio 2007 i lavoratori dipendenti non agricoli, autorizzati alla prosecuzione
volontaria nel FPLD da decorrenza successiva al 31 dicembre 1995, sono anche
interessati dall’incremento dello 0,50% previsto dal
Per fare i
pagamenti, ogni
tre mesi, si
devono utilizzare
i bollettini inviati
dall’Inps, una
volta ottenuto il
via libera da
parte dell’Ente
IL CALENDARIO DELLE SCADENZE
Il pagamento dei contributi
avviene per trimestre e dovrà
essere effettuato con i
bollettini di conto corrente
postale che l’Inps invia
direttamente a casa degli
interessati successivamente
all’autorizzazione.
In particolare, l’elenco delle
scadenze da rispettare è
quello che segue:
30 giugno, per il versamento dei contributi riguardanti il
primo trimestre dell’anno, cioè
gennaio, febbraio e marzo;
30 settembre, per il versamento dei contributi riguardanti il secondo trimestre dell’anno, cioè aprile, maggio e giugno;
31 dicembre , per il versamento dei contributi riguardanti il terzo trimestre dell’anno,
cioè luglio, agosto e settembre;
31 marzo, per il versamento dei contributi riguardanti
l’ultimo trimestre dell’anno,
cioè ottobre, novembre e dicembre.
Va evidenziato che l’importo
del contributo assegnato è vincolante.
Quindi, nel caso di versamento di una somma inferiore, si
avrà una contrazione proporzionale del periodo da accre-
ditare da parte dell’Inps.
Invece, nell’ipotesi di versamento superiore, si avrà un
rimborso della somma versata in eccedenza.
È rilevante la data di
pagamento in quanto il
versamento effettuato in
ritardo, anche di un solo
giorno rispetto alla
scadenza, provoca il
mancato riconoscimento del
periodo da accreditare e
l’importo versato sarà
rimborsato.
In questo caso l’assicurato
potrà anche chiedere che il
versamento venga ritenuto
utile per coprire il trimestre
successivo.
Per capire meglio è bene
fare riferimento a un
esempio.
Se per la scadenza del 30
giugno 2007, riguardante il
trimestre gennaio-marzo, il
versamento viene effettuato
il 6 luglio, l’assicurato, in
alternativa alla restituzione,
potrà chiedere che lo stesso
sia tenuto valido per il
trimestre successivo, cioè
aprile-giugno, tenendo
presente che, in ogni caso, il
trimestre gennaio-marzo,
rimarrà scoperto da
contribuzione.
NOTES
9
GIUGNO 2007
P R E V I D E N Z A
SE LA DOMANDA
DI PENSIONE È RESPINTA
nche la domanda di pensione
respinta è considerata dall’Inps
come richiesta di autorizzazione ai
versamenti volontari. In questo caso,
se l’assicurato è in possesso dei
requisiti, può ottenere l’autorizzazione
alla prosecuzione volontaria.
I contributi, generalmente, tranne
alcune eccezioni a cui si è fatto
cenno, si versano per i periodi
successivi all’autorizzazione; da
qualche anno è data la possibilità di
versare anche per i sei mesi
precedenti la data della domanda.
Dal 12 luglio 1997, fermo restando la
decorrenza dell’autorizzazione, è
possibile coprire volontariamente
anche i sei mesi precedenti la
domanda, sempre che non esistano
cause ostative, quali la presenza di
contribuzione, anche figurativa, nel
semestre interessato.
A
I requisiti per
l’autorizzazione
e i contributi da
versare
cambiano se si è
lavoratore
dipendente,
autonomo o
collaboratore
10
GIUGNO 2007
decreto legge 669/1996
convertito nella legge
30/1997. E di conseguenza, per effetto del duplice
incremento l’aliquota contributiva a loro carico per
l’anno 2007 sale dal
30,07% al 30,87%.
Per coloro che sono autorizzati dopo il 31 dicembre 1995, abbiamo riportato di seguito le aliquote
IVS per anno solare dal
1997 a oggi e anche i minimali di retribuzione settimanale, gli importi della
prima fascia di retribuzione annuale e i massimali
di cui alla legge 335/1995.
Lavoratori autonomi:
Per quanto riguarda gli artigiani e i commercianti,
l’importo dei contributi
viene determinato applicando le aliquote stabilite
per il versamento dei contributi obbligatori (legge
233/1990) al reddito medio
NOTES
di ognuna delle previste
otto classi di reddito.
Di conseguenza, l’importo dei contributi volontari
si calcolerà per l’anno
2007 con le seguenti aliquote:
Artigiani: 19,50%,per i titolari di qualunque età e
per i collaboratori di età
superiore a 21 anni;
16,500%, per i collaboratori di età non superiore
a 21 anni;
Commercianti: 19,59%,
per i titolari di qualunque
età e per i collaboratori di
età superiore a 21 anni;
16,59%, per i collaboratori di età non superiore a
21 anni.
È da sottolineare che la
classe di reddito da attribuire sarà quella il cui reddito medio è pari o immediatamente inferiore alla
media dei redditi sui quali sono stati versati i contributi negli ultimi tre anni.
Parasubordinati: per gli
iscritti alla Gestione separata,l’importo del contributo volontario andrà determinato applicando all’importo medio dei compensi percepiti nell’anno di
contribuzione precedente la data della domanda,
l’aliquota IVS di finanziamento della gestione.
Più specificatamente,
dovrà essere applicata
l’aliquota IVS attualmente
vigente per coloro che sono sprovvisti di tutele previdenziali, cioè non assicurati ad altra gestione e
non pensionati, che per
l’anno 2007 è pari al
23,00%.
Tenendo conto che la
contribuzione obbligatoria degli iscritti alla gestione separata viene accreditata su base mensile, anche il relativo contributo
volontario sarà calcolato
a mese e versato per trimestri solari alle scadenze, di cui parleremo in seguito, previste per la generalità dei soggetti autorizzati alla prosecuzione
volontaria.
COME INTEGRARE
NEL PART-TIME
L’Inps, con la circolare 54/2007, ha precisato
che l’autorizzazione rilasciata in base al Dlgs
564/1996 è un’autorizzazione speciale con efficacia a tempo determi-
nato che consente unicamente di integrare in
forma volontaria la contribuzione obbligatoria dei
periodi di attività svolta a
tempo parziale,in deroga ai
principi generali della prosecuzione volontaria, che
ammettono versamenti solo per periodi interessati da sospensione/cessazione dell’attività lavorativa e
del correlato obbligo contributivo.
Per quanto precede si
ritiene che i versamenti
volontari integrativi della contribuzione obbligatoria dei periodi di lavoro part-time non siano incompatibili con la contestuale contribuzione accreditata nella Gestione
separata di cui alla legge
335/1995, a differenza
dei versamenti effettuati
su autorizzazioni alla
prosecuzione volontaria,
concesse in applicazione del Dlgs 184/ 1997.
PER LA GESTIONE SEPARATA
La copertura assicurativa di un intero anno solare si ha con il versamento contributivo non inferiore al
valore ottenuto moltiplicando l’aliquota IVS al minimale di reddito dei
commercianti, pari per il 2007 a
13.598,00 euro annuali e 1.133,17
euro mensili.
Tenuto conto del minimale e dell’aliquota vigente per gli iscritti alla gestione separata, pari a
23,00%, l’importo minimo dovuto
da coloro che sono autorizzati alla
prosecuzione volontaria non potrà
essere inferiore a 3.127,56 euro annui e 260,63 euro mensili.
G
A
R
T
I
G
I
A
N
I
G
Blocco delle tariffe, a rischio
oltre 5mila officine di revisione
PER IL CONTROLLO DELL’AUTO IN ITALIA SI PAGANO 25,85 EURO DAL 1999 CONTRO UNA MEDIA EUROPEA CHE
SUPERA I 50 EURO. MA IL CONSIGLIO DI STATO HA FERMATO L’ADEGUAMENTO RICHIESTO DALLA CATEGORIA
l Consiglio di Stato ha
sospeso il decreto
Isull’adeguamento
delle tariffe di revisione
dei veicoli a motore,
previsto dalla legge Finanziaria per il 2007
(la 296/2006).
La sentenza contesta,
sia dal punto di vista formale che tecnico, i dati forniti dal ministero dei Trasporti in base a uno studio della Motorizzazione
Civile sui costi dei Centri
di revisione.
Un provvedimento che,
fa sapere in una nota l’Associazione revisori auto
di Confartigianato (Anara),“mette a rischio la sopravvivenza di oltre 5mila
aziende del settore revisione auto”. Ancora: “I
Centri privati di revisione
– spiega la nota – stanno
pagando sulla propria pelle un servizio reso al cittadino. Infatti, incassano
25,85 euro per ogni revisione: una tariffa ferma
dal 1999, di gran lunga inferiore alla tariffa media
europea che supera i 50
euro e comunque insufficiente a coprire il costo
del servizio e a garantire
la qualità della prestazione”.
Lo studio elaborato dalla Motorizzazione Civile
per l’adeguamento della
tariffa, inoltre, teneva conto dei costi del 2004 e oggi, nel 2007, è già ampiamente superato e neces-
siterebbe di un’ulteriore
revisione per allineare la tariffa italiana alla media europea. «La revisione – sottolinea Roberto Landini,
presidente di Anara Confartigianato – è un importante strumento a tutela della sicurezza stradale e riconoscere il giusto compenso significa garantire
la qualità della prestazione».
Ma non è tutto: «L’introduzione di attrezzature e
strumenti informatici,
spesso ridondanti, – aggiunge Landini – ha comportato un notevole aggravio di costi e reso l’attività notevolmente più
impegnativa rispetto al
’99. Finora i nostri centri
hanno fatto fronte a questo impegno nonostante
l’indifferenza delle Istituzioni, ma ormai da tempo
non ci sono più margini: o
si adegua la prestazione
al compenso percepito o
si è costretti a chiudere».
E ancora: «Solo per effetto dell’inflazione gli
imprenditori del comparto hanno perso oltre 400
milioni di euro. Se poi
consideriamo l’aumento
dei costi, sono oltre 960
i milioni di euro persi dal
1998 al 2007».
Una situazione che Anara considera ancor più insostenibile a fronte delle
campagne sulla sicurezza
stradale che raccomandano la corretta manutenzione dei veicoli. Ma Confartigianato promette battaglia. In assenza di misure urgenti per recuperare questa battuta di arresto
sosterrà la categoria dei
revisori auto in ogni azione che sarà ritenuta opportuna per garantire agli
operatori di svolgere serenamente le funzioni delegate loro dallo Stato.
NOTES
11
GIUGNO 2007
G
C
R
E
D
I
T
O
G
G
Con il conto corrente multicanale
si può disporre di più “sportelli”
Con “Senza spese web”del
Credito Emiliano la commissione supplementare è
di ben 3 euro. E ancora,
“Doppio Zero” di Deutsche Bank non ha canone
ma commissione aggiuntiva di 2 euro per ogni
operazione in filiale.
Per comprendere meglio il meccanismo della
“doppia commissione”facciamo un esempio: un
cliente di Intesa Sanpaolo
con un conto Zerotondo
vuole fare un bonifico.Via
Internet non paga nulla;in
filiale se è la prima operazione del mese che fa,
sborsa 2,5 euro se verso
altra filiale del gruppo o
3,5 euro se verso altra banca;sempre in filiale,se ha già
fatto un’operazione durante il mese, oltre ai 2,5 o ai
3,5 euro paga altri 2,5 euro. In più, in molti casi,
questi conti non prevedo-
MOLTE BANCHE OFFRONO ORMAI SOLUZIONI “A PACCHETTO” CHE PERMETTONO DI OPERARE EVITANDO DI
RECARSI IN FILIALE, UTILIZZANDO STRUMENTI COME INTERNET E IL TELEFONO. SOLO COSÌ I COSTI SCENDONO
di Internet nel
L’ arrivo
settore bancario nei
primi anni non ha determinato grandi cambiamenti per i
clienti degli istituti di credito. Le
prime applicazioni
consentivano,spesso a pagamento,di eseguire un numero limitato di
operazioni a distanza. Poi
arrivarono conti
correnti specializzati, dedicati a
chi esegue molte
operazioni in
Borsa.Prodotti per sistemi
informativi e
dalle commissioni di compravendita ridotte ma di
nicchia. Con il passare del
tempo le operazioni bancarie eseguibili via web sono aumentate sempre più
e questo canale ha conquistato importanza fino a diventare il principale antagonista della filiale.
Le banche, nel frattempo, hanno scoperto che,
incrementando l’utilizzo
dei canali diretti (sportello automatico,telefono,Internet), a fronte di investimenti iniziali consistenti
avrebbero beneficiato nel
lungo periodo della riduzione del costo del personale e delle singole operazioni.Oggi si è andati oltre
e sono nati i conti “multicanale”,spesso con la formula cosiddetta “a pacchetto”.
L’abbinata di queste due
12
GIUGNO 2007
NOTES
caratteristiche consente al
cliente di fare un numero
elevato o illimitato di operazioni a fronte di un costo fisso mensile e utilizzando qualunque canale.
Ma la situazione si è evoluta ancora e ciò che prima
era gratuito è diventato a
pagamento e viceversa.Infatti oggi l’Internet banking non prevede più il pagamento di un canone
supplementare e a essere
penalizzate sono le operazioni fatte in filiale.
In pochi anni le modalità di interazione cliente-
banca si sono ribaltate e
oggi per contenere le spese di gestione del conto
corrente e degli investimenti c’è solo una via da
seguire:tenersi lontano dalla banca. Se il cliente, infatti,se la sbriga da solo quando deve fare un bonifico,
pagare un bollettino o le
tasse, la banca nella maggior parte dei casi lo premia abbattendo i costi per
le attività “self-service”e penalizzandolo quando varca la soglia della filiale.
Con Bnl “Revolution”,
per esempio,non è previsto
alcun canone mensile. Però a fronte di una o più
operazioni svolta in filiale
viene addebitato un canone, ma sarebbe forse più
opportuno dire una penale,di 6,9 euro per quel singolo mese.
“Zerotondo” di Intesa
Sanpaolo,invece,concede
un’operazione gratuita al
mese in filiale. Con le successive, oltre alla commissione prevista per quella
specifica operazione (tipo
bonifico,versamento,compravendita titoli) si applica una “penale”di 2,5 euro.
C
R
E
no nemmeno la remunerazione delle giacenze.
Sembrano, insomma, una
riedizione aggiornata con
i tempi dei conti “niente
spese e niente interessi”
disponibili a fine anni Novanta, ma allora in banca
si poteva entrare tutte le
volte che si voleva senza
pagare “penali”.
Con i più diffusi conti
correnti a pacchetto multicanale la situazione è meno critica,nel senso che le
commissioni previste per i
vari canali sono meno differenziate.Tuttavia anche
con questi prodotti un bonifico online costa meno
che in filiale e se ci si rivolge all’impiegato per
prelevare piccoli importi
in contanti anziché allo
sportello automatico può
essere applicato un supplemento di un euro.
Ma se si è disposti a un
D
I
T
opo un lungo periodo di rodaggio sembra finalmente muoversi il settore dei prestiti vitalizi ipotecari. Fino a poche settimane fa solo un
operatore, prima con il nome di Finanza Attiva e ora di Euvis
(www.euvis.it), aveva colto l’opportunità. Dall’inizio di maggio, invece, anche Banca Monte dei Paschi di Siena è entrata in questo settore
con PrestiSenior, un prestito vitalizio ipotecario accessibile ai proprietari di abitazione con almeno 70 anni d’età. Il meccanismo è semplice: sull’abitazione viene iscritta un’ipoteca in cambio della quale si ottiene un finanziamento o una rendita della durata di 20 anni. L’importo concesso è calcolato tenendo conto del valore dell’immobile e dell’età del beneficiario. Quest’ultimo non è tenuto a pagare o rimborsare
nulla fintanto che è in vita. Una volta deceduto, gli eredi possono decidere se rimborsare il prestito più gli interessi maturati, ereditando così l’abitazione, oppure possono rinunciare e in tal caso non dovranno
nulla alla banca, nemmeno se nel frattempo l’immobile si è deprezzato. Il tasso di interesse di PrestiSenior è pari all’Irs 30 anni rilevato il primo giorno del mese più uno spread dell’1,9 per cento. Oggi è circa il 6,4%.
D
utilizzo intenso dei canali diretti, in particolare di
Internet, allora è bene sapere che ci sono conti
ben più convenienti.
Si tratta dei veri e propri conti correnti bancari
completi da gestire quasi
Le condizioni e le caratteristiche relative a conti correnti multicanale messe a confronto
CONTO
CANONE
OPERAZIONI
ALLO SPORTELLO
TASSO
CREDITORE
ESTRATTO
CONTO
ASSEGNO
CARTA
DI DEBITO
COMMISSIONE
PRELIEVI ATM
CARTA
DI CREDITO
BONIFICO
ONLINE
CONTO TUO CLIC
1€
al mese
2,5 €, tranne
versamenti
1,5%
Gratuito
annuale
Gratuito
Gratuita
0 euro stessa banca 2 prelievi al mese
gratuiti presso altre
banche
Gratuita
0,8 €
REVOLUTION
zero
Addebito di 6,9 €
al mese a fronte
di almeno una
operazione
allo sportello
0,01%
Gratuito
annuale
0,1 €
Gratuita
0 € stessa banca 1,81 altre banche
Gratuita il primo
anno - poi 31 euro
ma rimborsati con
spese per almeno
5mila euro
Gratuito
SENZA SPESE WEB
zero
3 € per ogni
operazione
zero fino
a 3mila euro;
0,0625% oltre
i 3mila euro
Gratuito
annuale
Gratuito
Gratuita
0 € stessa banca altre banche 30
gratuiti poi 2,2 euro
Gratuita il primo
anno - poi 26 €
rimborsati con spese
per almeno 2.500 €
Gratuito
DOPPIO ZERO
zero
3 € per ogni
operazione*
zero
Gratuito
annuale
Gratuito
Gratuita
Gratuita revolving
0 € stessa banca altre banche 24 all’anno
gratuiti poi 1,8 €
Gratuito
ZEROTONDO
zero
Ogni mese
zero
un’operazione
gratuita,
poi 2,5 € oltre
alle commissioni
applicabili*
Gratuito
annuale
Gratuito
Gratuita
0 euro stessa banca 2 euro altre banche
Revolving - 35 euro
all’anno - gratuita a
fronte di una spesa
di almeno 5mila
euro
Gratuito
GENIUS ONE
12 €
all’anno
2 € per ogni
operazione
Gratuito
annuale
Gratuito
Gratuita
0 euro stessa banca 2,3 euro altre banche
Gratuita revolving
0,5 euro stessa
banca - 1 euro
altre banche
0,01%
G
A 70 ANNI C’È UN ALTRO VITALIZIO
PER ENTRARE NEL PROPRIO ISTITUTO DI CREDITO BASTA UN “CLIC”
BANCA
O
esclusivamente a distanza
(tra i più noti quelli di Fineco,IWBank,Banca Sella,
Banca popolare di Milano).
A fronte di costi di gestione fissi prossimi allo
zero per la maggior parte
delle operazioni si beneficia di un tasso di interesse creditore tra i più alti
del mercato, dal 2% in su.
Inoltre il deposito titoli è
sempre incluso e le soluzioni di investimento
quanto mai varie. I prelievi di contante da sportelli
automatici con carta bancomat sono gratuiti in tutta
Italia e non si ha una carta
di credito revolving ma
una ben più economica
carta a saldo. Certo, anche
in questo caso quando si
decide di utilizzare uno
sportello bancario (se esistente perché alcune banche non hanno una vera e
propria rete) o un consulente, le commissioni possono essere elevate, ma con
un po’di attenzione possono essere contenute e vengono compensate dagli interessi maturati sulla giacenza.
Per i clienti
più evoluti,
l’alternativa può
essere stipulare
un conto corrente
che consenta un
accesso quasi
esclusivamente
via web
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L’OCCASIONE È NEI VIVAI
Il “pollice verde” è un hobby
che richiede pazienza e denaro
PER RIDURRE LE SPESE OCCORRE FARE ATTENZIONE A UNA SERIE DI REGOLE CHE VANNO DAL CANALE
TRAMITE CUI SI COMPRA AGLI ACCORGIMENTI DA SEGUIRE PER ABBELLIRE CON I FIORI LA PROPRIA CASA
“C glia di colori che porlub 3” ha colto la vo-
ta con sé la primavera
e ha pubblicato, ad
aprile e maggio, due
guide su come far fiorire la casa e il giardino.
Ora l’inserto “Notes” vuole dare qualche suggeriDecorare la
mento per ottimizzare anpropria casa con che a livello economico la
fiori e piante è
voglia di piante e fiori, in
una passione che quanto circondarsi di verpuò costare cara. de può essere costoso.
È bene quindi
Basta fare due conti: un
razionalizzare le
balconcino di dimensioni
spese ed essere
medio/piccole può ospitainformati sulla
re circa sei vasi, tre in alto
normativa valida e tre appoggiati a terra.Un
in materia
vaso di fiori stagionali,
quindi economici, i gerani
per esempio, costa circa 3
euro:18 euro in tutto a balconcino.
14
GIUGNO 2007
NOTES
La situazione non migliora
con i fiori recisi,anche se il
prezzo cambia in base al
tipo:il costo di un bouquet
per il salotto non scende
sotto i 25 euro,si risparmia
qualcosa scegliendo mazzetti mono-fiore; per le rose, la spesa varia a seconda della lunghezza dello
stelo, della specie e della
provenienza.
DOVE SI ACQUISTA
È FONDAMENTALE
L’acquisto via Internet
è senz’altro il più comodo ma non sempre è
conveniente. Negozi, vivai e servizi internazionali di consegna (come
Interflora - www.interflora.it ) utilizzano molto
questo canale.
Il bouquet più economico di Interflora è di soli 29
euro ma si trovano anche
mazzi di 24 rose al prezzo
di 233 euro, oppure è possibile ordinare composizioni personalizzate per le
quali il prezzo sarà legato
alla richiesta.
“Giardino di Loto”, vivaio romano, spedisce piante e mazzi di fiori in tutto il
mondo con una spesa di
consegna di 18 euro (così
sul sito www.ilgiardinodiloto.com); i prezzi dei bouquet partono da 25 euro fino ai 250 per il fascio di 50
rose per San Valentino, ma
si possono arrivare a spendere 4.700 euro per lo stesso fascio composto da
1000 rose.
Comprare poi un mazzo
di fiori dai chioschi sotto
casa – che fanno delle
composizioni
floreali
un’arte e quindi sono ottimi punti di riferimento per
le occasioni speciali – costerà sicuramente meno che rivolgersi ai negozi .
Fiori coloratissimi e insoliti tenuti insieme da un
nastro di foglie,vasi ornati
con sabbia colorata o sassolini di vetro: elementi che
trasformano piante e fiori
in esplosioni di creatività.
A Milano, per esempio,
Vincenzo Dascanio (www.
vincenzodascanio.it) non
è un fiorista ma un vero e
proprio laboratorio di design e arte.Un vaso con un
ramo di orchidea phalaenopsis in queste gallerie
d’arte può costare più di
80 euro ma l’effetto è assicurato. Se non si bada al
glamour le phalaenopsis si
trovano al mercato floricolo,ai centri di Garden e Brico-center o al supermercato anche a 12 euro e dai
25 ai 40 costa dai fiorai
classici.
Proprio la grande distribuzione sta assumendo un
ruolo rilevante in questo
campo:Esselunga e GS,per
esempio, hanno sezioni
sempre più estese dedicate al verde.Ma l’amante del
verde, oltre alla disponibilità economica, deve considerare le regole condominiali e comunali.
Per terrazze con giardini pensili è necessario rivolgersi ad esperti:non solo giardinieri ma anche architetti.È fondamentale conoscere il carico che il terrazzo può sopportare e utilizzare i giusti rivestimenti per impermeabilizzare il
pavimento in modo che
annaffiando le piante l’acqua non coli rovinando il
piano sottostante.
Più semplice è per i balconi ma anche qui bisogna
stare attenti: facendo parte della facciata (interna o
esterna) sono soggetti alle
direttive condominiali e
pertanto di solito i vasi decorativi sono accettati ma
è bene informarsi con
l’amministratore.
LA LEGISLAZIONE
PER I BALCONI
Condominio a parte,
leggi ben precise regolano la disposizione dei
vasi sui balconi. Le fioriere devono essere saldamente ancorate alla ringhiera, meglio se all’interno. Se così non fosse vi
rendereste colpevoli del
reato di “collocamento pericoloso di cose” ai sensi
degli articoli 674 e 675 del
Codice penale. Si legge all’articolo 675:“Chiunque,
senza le debite cautele,pone o sospende cose, che,
cadendo in un luogo di
pubblico transito, o in un
luogo privato ma di comune o di altrui uso,possano
offendere o imbrattare o
molestare persone, è punito con l’ammenda…”In
caso di effettivo danno a
persone e cose, sia il Codice civile (articolo 2.043
- Risarcimento per fatto illecito) che il Codice penale (Articolo 185 - Restituzione e risarcimento del
danno) prevedono un risarcimento da parte del
padrone del balcone.
Posizionati i vasi,il compito del padrone di casa
non è però finito, in quan-
Acquistare alla base della
filiera conviene. Rivolgersi
direttamente ai vivai che
praticano la vendita al dettaglio
è forse meno agevole rispetto
al negozio sotto casa, ma
decisamente più economico.
Ecco un esempio di prezzi
(indicativi) praticati dai vivai su
alcune piante che, secondo
un’indagine Istat di marzo
2007, risultano tra le più
acquistate dagli italiani: il Ficus
Benjamina (altezza 1 m), il
costo è dai 18 ai 35 euro; il
limone ornamentale (vaso
diametro 22 cm) dagli 8 ai 30
euro; i gerani a partire da 2
euro. Alcuni indirizzi di vivai
con vendita al dettaglio:
I PEIRANO VIVAI
Sede centr. Via Somalia 14 16146 Genova
Tel. 010 3620800
I VIVAI ASSOCIATI GARDEN
Via Vittorio Emanuele II 31/a -
to anche annaffiarli può
creare problemi. Nessuna
norma di legge disciplina
l’innaffiamento ma la materia è definita dai regolamenti condominiali e di
Polizia urbana in vigore in
ogni Comune.
L’acqua che cola dai vasi
può danneggiare la facciata o il soffitto dell’inquilino sottostante:la riparazio-
35020 Saonara (PD)
Tel. 049 644955
I SERRA MUNGAI
PRODUZIONE VENDITA
PIANTE
Via Montalese - 51100 Chiesina
Montalese (PT)
Tel. 0573 479894
I VIVAI VALPESCA GARDEN
DI MICHELE
Via Circuito 333 - 65124
Pescara Tel. 085 4154200
I MANGIAPANE AZIENDA
AGRICOLA
Località Ceresia - 88046
Lamezia Terme (CZ)
Tel. 0968 209012
I CARENO GARDEN HOUSE
Via Sordo Sampieri 236, C.da
San Filippo - 97100 Modica
(RA)
Tel. 0932 903753
I VIVAI PRATO VERDE SNC
Loc. Lu Mulinu - 07021
Arzachena (Olbia)
Tel. 0789 83581
ne o l’imbiancatura resa
necessaria da macchie causate da acque percolanti
sono a carico del padrone
delle piante, così come i
danni provocati dall’acqua
che gocciola sui piani sottostanti o sui passanti (per
esempio vestiti macchiati
da acqua sporca di terra
colata dai vostri vasi).
COME RISPARMIARE SUI VASI
Se siete amanti del “fai da te”
la passione per il verde può essere un’ottima occasione per dare
sfogo alla vostra fantasia e creatività.
Vi avanza un piatto? Riempitelo
di terra e seminate mughetti o
bulbi di altri fiorellini bianchi, se
poi il piatto fosse d’argento il
contrasto di colori sarà elegan-
tissimo. Vasi o contenitori alti di
vetro trasparente sono l’ideale
per “coltivare” tulipani: comprate i bulbi, mettete nel vaso poche dita d’acqua e in pochi giorni potrete ammirare la pianta
dalla radice ai petali.
Una borsa di paglia colorata usata come porta vaso regala un tocco d’estate ai balconi. Vecchi
servizi da tè, pentole ormai inutilizzabili posso diventare ottimi
vasi di fiori; scatole di latta colorate e persino vecchie valige,
invece, originali porta vaso.
Piantine di orchidee e rose possono diventare raffinate composizioni con portavasi bianchi e
una cassettina di legno che conteneva una bottiglia di vino.
NOTES
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Rivedere un vecchio film d’autore
è una passione alla portata di tutti
pe di videocassette nuove. Se abbiamo un videoregistratore vale la pena di
tuffarsi alla ricerca dei nostri film preferiti.
LA RIVOLUZIONE
DAL VHS AL DVD
«Le case produttrici
stanno trasformando i
cataloghi da vhs a dvd
e così le videocassette
sono vendute a partire
da circa un
euro»
spiega Giovanni Spada, direttore della rassegna cinematografica torinese
“Nona Visione”.
Dai vhs ai dvd sono tanti i modi per risparmiare guardando le
pellicole che hanno fatto
la storia del cinema. Il vhs,
che significa “video home
system”,cioè sistema video
da casa, sta scomparendo
insieme ai videoregistratori, per questo videoteche
e supermercati svendono
le pellicole.Ora lo standard
che permette una qualità
migliore è il dvd che sta
per “digital versatile disc”
o disco video digitale.
Un lettore di dvd si può
acquistare a partire da 39
euro circa, mentre un lettore che permette anche
di registrare parte da 125
euro, secondo la segnala-
zione del comparatore di
prezzi online www.
kelkoo.it.Per esempio,il recorder Lg - Dr175 viene
proposto da 139 euro in
su.Per chi si sposta spesso
esistono i lettori portatili
a partire da 50 euro e per
spendere ancora meno
può essere utile consultare le offerte dei centri
commerciali. Senza contare che la funzione di lettura e registrazione dei dvd
viene fornita anche dai
computer sia portatili che
da scrivania.
IN EDICOLA
E IN BIBLIOTECA
E per risparmiare sui
film del passato? «Esistono le biblioteche di
quartiere, spesso fornite di sale video o di videocassette o dvd in
prestito gratuito» aggiunge Spada.
Oppure si può andare in
edicola: sempre di più i
dvd dei “classici”sono venduti insieme a riviste e
S
quotidiani intorno ai 9 euro se non a meno.Anche ai
mercatini delle pulci si possono scovare dvd e vhs usati, a pochi euro, così come
nelle grandi catene di noleggio di film come “Blockbuster”.
Da “Vacanze Romane”
con Gregory Peck e il premio Oscar Audrey Hepburn al “Gigante” con James Dean e Rock Hudson,
ALLE RASSEGNE UN TUFFO NEL PASSATO
«I cinema negli anni Cinquanta
e Sessanta erano veri luoghi di
aggregazione, sempre affollati,
dove ci si poteva incontrare e si
poteva anche fumare – dice Spada, direttore della kermesse cinematografica torinese “Nona
Visione” – .Un modo per risparmiare e ritrovare le atmosfere di
allora sono le rassegne di cinema
di quartiere organizzate dalle cir16
GIUGNO 2007
NOTES
coscrizioni e dai comuni, in
quanto gli spettatori possono assistere ai film gratis e incontrarsi con curiosi e appassionati».
Il sito di “Nona Visione” si trova
tra i link della circoscrizione 9 di
Torino all’indirizzo: www.
comune.torino.it/circ9/.
Per informazioni sulle rassegne
di cinema territoriale è bene rivolgersi agli uffici relazione con
il pubblico della propria città.
Il direttore della rassegna torinese ricorda tre pellicole degli
anni Cinquanta: «Tra i film americani uno molto divertente prodotto dalla Metro Golden Mayer
è “Annibale e la vestale” una parodia musicale di George Sidney del ’55, con Esther Williams, in cui Annibale si innamora di una patrizia».
Ancora: «“Fantômas contro Fantômas” di Robert Vernay, del ’48,
è invece una specie di Spider
Man contro Spider Man ma con
un supereroe negativo» aggiunge l’esperto. Tra i film italiani di quel
periodo Spada evidenzia “Il marito” di Nanny Loy e Gianni Puccini del 1957 con Alberto Sordi.
Su www.internetbookshop.it si
legge la trama: “Un costruttore,
G
PER DOCUMENTARSI
ono tanti i libri per conoscere le pellicole e scoprire la vita di attrici e attori. Tra le enciclopedie di cinema c’è “Il Morandini”, un dizionario dei film aggiornato ogni anno, edito da Zanichelli e in vendita a 26 euro e 50.
Altro dizionario è il “Farinotti” realizzato in collaborazione con il sito www.mymovies.it, edito da San Paolo Edizioni a 29 euro e 90.
Tra i libri dedicati a volti famosi va ricordato “Sostiene Totò” di Matilde Amorosi e Liliana De Curtis edito da Rizzoli a 14 euro. Arricchito di fotografie sia ufficiali che di famiglia è “Audrey Hepburn,
un’anima elegante” scritto da Sean Hepburn Ferrer,
figlio dell’attrice, edito da Tea al costo di 25 euro.
PER RITROVARE LE EMOZIONI DI UN TEMPO BASTA
GUSTARSI IN POLTRONA UNA DELLE PELLICOLE CHE
HANNO SEGNATO LA STORIA DEL CINEMA. E LE
OPPORTUNITÀ PER RISPARMIARE NON MANCANO
e ceste all’ingresso
La casa
della videoteca vicino
sono piene zep-
C O L L E Z I O N I S M O
sottomesso dalla moglie e dalla suocera, pensa di riacquistare il rispetto degli altri diventando un capitalista del
mattone: l’impresa, però, non
è facile”. Il film è disponibile
in dvd a 10 euro e 90 su
http://www.internetbookshop.it/
dvd/ser/serdsp.asp?shop=1563
&e=8026120163809 o si può
prenotare in videoteca.
sono tanti i film degli anni
’50 e ’60 che trasmettono
ancora emozioni e ricordi.
Tra i molti “Ben Hur” che
vinse 11 premi Oscar e
può essere comprato in
dvd sul sito www.dvd.it a
9 euro circa.Altro titolo famoso è “Lawrence d’Arabia” del 1962. Il film, che
Zivago” tratto dal libro di
Pasternak, con Omar Sharif: vinse cinque premi
Oscar e narra di Zivago,
medico russo che,in piena
rivoluzione bolscevica, si
innamora di Lara,ma i due
vengono separati a più riprese dagli avvenimenti
storici. Su www.internetbookshop.it è in vendita a
25 euro e 77 centesimi.
vinse sette premi Oscar,diretto da David Lean, con
Peter O’Toole e Anthony
Quinn racconta dell’archeologo e agente dei servizi segreti britannici Thomas Edward Lawrence; è
disponibile su www.internetbookshop.it a 12 euro e 90.
Sempre di Lean è “Il Dottor
C’È MOLTO SU INTERNET
Il cinema è in Rete. Su Internet è
possibile trovare informazioni e offerte su
molti film del passato.
Un’enciclopedia online su pellicole dal
1895 a oggi è il sito www.mymovies.it:
digitando il titolo desiderato si possono
trovare le recensioni, i cast completi, la
durata, le trame, le immagini delle
locandine e le biografie di attori e registi.
Sul web poi ci sono anche siti dedicati a
singoli film: per esempio “Le Notti di
Cabiria” di Federico Fellini del 1956,
vincitore dell’Oscar come miglior film
straniero, ha un suo spazio su
www.cinemaitalia.com/fellini/notticab.ht
ml. Amedeo Nazzari, che ha recitato più
volte insieme a Yvonne Sanson, è uno
degli interpreti del film, insieme a
Giulietta Masina. Il dvd del film di Fellini
è in vendita su www.dvd.it a 14 euro e 99
centesimi.
Sull’enciclopedia libera Wikipedia molto
spazio è dedicato ad attori e attrici
famose, per esempio su Anna Magnani
ci sono varie pagine all’indirizzo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Magnani
Sul sito di aste e-bay all’indirizzo
http://film.ebay.it è possibile acquistare
le locandine originali dei film degli anni
Sessanta a partire da 6 euro spese
incluse. I manifesti si possono trovare
anche tra i banchi dei mercatini delle
pulci.
Per acquistare è molto fornito il sito
www.dvd.it che dispone anche di un
sistema di assistenza online.
Ricca di titoli la libreria online
internetbookshop con una sezione di
vendita di dvd all’indirizzo:
www.internetbookshop.it/dvd.
Per avere notizie aggiornate e indicazioni
sulla storia del cinema vale la pena
cliccare su www.cinemadelsilenzio.it e
per saperne di più sui film in
programmazione nelle sale basta un click
su www.35mm.it.
NOTES
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I prodotti e i servizi finanziari
sono in vendita al supermercato
ANCHE IN ITALIA, PRENDENDO ESEMPIO DALL’ESTERO, LE CATENE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE STANNO
LANCIANDO CARTE DI CREDITO, ASSICURAZIONI E FONDI DESTINATI ALLA CLIENTELA DEL LARGO CONSUMO
cusi, dove posso trova-
“S re i fondi pensione?”.
“Ultima corsia a destra, dopo il banco surgelati”. Una
battuta surreale, ma non
troppo: da Coop a Esselunga, da Conad a Iper, da
Auchan a Carrefour, le insegne della Gdo (Grande
distribuzione organizzata)
si stanno infatti sempre
più lanciando nell’offerta
di servizi e prodotti finanziari per i propri clienti retail (cioè, al dettaglio).
Carte di credito e prepagate, ma anche finanziamenti, mutui e prodotti
d’investimento più sofisticati come fondi comuni e
polizze assicurative. Prodotti che talvolta vengono formulati e offerti in
partnership con istituti finanziari esterni, o addirittura attraverso banche
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GIUGNO 2007
NOTES
create appositamente dalle stesse società della Gdo,
come hanno fatto l’inglese Sainsbury’s e i francesi
di Auchan.
MERCATO IN CRESCITA
SECONDO LA KPMG
Una tendenza già affermata all’estero e che
sta progressivamente
prendendo piede anche in Italia, come rileva una recente ricerca
della società di consulenza Kpmg che ha analizzato e confrontato i
mercati retail (al dettaglio)
e banking (bancario) presenti in vari Paesi, per valutare le potenzialità e le
opportunità di crescita
dell’offerta di prodotti finanziari alla clientela del
largo consumo nei diversi Paesi.
In particolare, utilizzando il tasso di concentrazione del mercato come
indicatore del livello di
modernizzazione dei mercati, il lavoro ha evidenziato come Francia e Inghilterra siano più evolute su entrambi i mercati mentre la
Germania sia caratterizzata da un livello di concentrazione alto nel retail ma
basso nel banking, al contrario degli Stati Uniti (alta concentrazione nel banking e ridotta nel retail).
L’Italia, infine, risulta il Paese più “arretrato”, con un
tasso di concentrazione inferiore alla media in entrambi i mercati. Ma lo
spazio per recuperare terreno non manca.
«Sicuramente per la
grande distribuzione ci
sono possibilità di svilup-
po – dice Antonella Altavilla, Senior manager di
Kpmg Advisory ed esperta di strategie per il settore della grande distribuzione –. L’entry point di
questa tipologia di servizi è il credito al consumo
e su questo il retail si è già
mosso. L’allargamento dell’offerta a servizi di natura
finanziaria e assicurativa
è invece la parte di servizio più evoluta e su questo alcuni operatori sono
più avanti di altri. In Italia
è il caso di Coop, delle
francesi Auchan e Carrefour e di Esselunga, che
sta iniziando ora a offrire
questo tipo di servizi.
Mentre Coop presenta
un’offerta più articolata,
le francesi sono più avanti in Francia che in Italia.
Oltralpe, infatti, il numero dei servizi offerti è
maggiore rispetto al nostro Paese e in questo ambito gli operatori possono proporsi come alternativa al sistema bancario
e assicurativo oppure
stringere partnership con
soggetti operanti nel
mondo bancario, assicurativo, finanziario».
Minaccia o opportunità per gli attori del mercato bancario-assicurativo? «Probabilmente dipende dal tipo di modello
di sviluppo, perché potrebbero porsi come concorrenti – prosegue Altavilla –. In Inghilterra è già
F
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IL “PACCHETTO” DI OFFERTE
econdo Kpmg in Italia il mercato
“grocery” (alimentari e affini)
ha un valore di 161,4 miliardi di
euro (dato 2004). Nel nostro Paese
esistono numerose Centrali
d’acquisto: nate con l’obiettivo di
rafforzare la posizione negoziale
della distribuzione nei confronti
dell’industria di marca, si stanno
evolvendo per diventare anche
Centrali di marketing.
Conad e Carrefour sono tra i primi
attori del settore per quota di
mercato insieme a Coop, la cui
offerta finanziaria è per ora la più
completa messa a disposizione da
un’insegna retail nel nostro Paese.
Oltre a diverse carte che offrono
condizioni differenti nelle diverse
cooperative, per esempio Coop
Lombardia offre una carta fedeltà
(anche in versione Visa) che
S
così per Sainsbury’s, che
ha creato una propria banca con un modello assolutamente concorrente rispetto al mercato bancario. Sempre nel Regno
Unito,Tesco si appoggia
su partnership con aziende del mondo del mercato
finanziario. Gli operatori
francesi, invece, da quello
che abbiamo avuto modo
di vedere, puntano su partnership con le società del
mondo bancario».
permette la raccolta punti con
addebito sul proprio conto corrente
o sul libretto Prestito Soci e una
carta di pagamento “revolving”,
sempre abilitata per il circuito
Visa. Inoltre Coop offre la
possibilità di detenere libretti di
deposito a risparmio e ha fondato
una società (SimGest) che si
occupa di intermediazione
finanziaria (prestiti e mutui),
sviluppando accordi con società
finanziarie o assicurazioni.
L’offerta di Conad riguarda
esclusivamente carte di credito e
debito (anche Visa), come
Esselunga (carte Fìdaty Oro e la
CartaSì Fìdaty Oro Plus).
Più articolata l’offerta di Carrefour
e Auchan, che accanto a carte
revolving mettono a disposizione
finanziamenti (attivabili anche per
telefono) che si possono coprire
con un’assicurazione. Per
concludere, Finiper (punti vendita a
marchio Iper, ndr) offre carte di
credito revolving e prestiti
personali, per i quali ha sviluppato
una partnership con Bipielle
Ducato e servizi assicurativi
in collaborazione con Zuritel.
Alcuni punti vendita offrono
finanziamenti ad hoc.
OPERATIVITÀ “DI BASE”
E NON INVESTIMENTI
In ogni caso, l’offerta di servizi finanziari
da parte della Grande
distribuzione è un tipico esempio di quella
che gli economisti chiamano convergenza settoriale.
«Si tratta di un fenomeno
di cui si è cominciato a
parlare a metà degli anni
Ottanta, in modo particolare con riferimento alle
alte tecnologie – dice Renato Fiocca, docente di
Marketing all’Università
Cattolica di Milano –: imprese che appartengono
a settori fondamentalmente diversi convergono sullo stesso business perché
trovano aree di comunanza e territori competitivi
contendibili».
Un caso classico è la
progressiva integrazione
tra Internet,televisione e telecomunicazioni, che si sta
realizzando sotto gli occhi
di tutti. Ma oggi, più che
l’aspetto tecnologico, ha
assunto importanza la
A
G
conquista del cliente dal
punto di vista competitivo: «Ciò che determina o
meno la convergenza è il
gradimento espresso dal
cliente – dice Fiocca – e
qui si inserisce anche la
Gdo che, avendo una relazione forte e continuativa
con il consumatore, si è
chiesta: perché non offriamo ai nostri clienti servizi di più ampia portata e
quindi anche finanziari?
Tanto più che nei confronti di certe insegne della
Gdo ormai i consumatori
hanno sviluppato una relazione di fiducia tale da
poter immaginare una credibilità anche sul fronte
del finanziamento».
Un genere di offerta che
si indirizza anche a una
clientela in età matura:
«Tradizionalmente, per le
operazioni più semplici, i
consumatori meno giovani si sono spesso appoggiati alle Poste più che alle
banche – conclude Renato Fiocca –, per cui anche
in questo caso immagino
formule molto semplici,
perché la logica di relazione con il cliente non è
quella degli investimenti,
ma quella del conto corrente e poco più».
Una convinzione che
trova d’accordo Alessandra Altavilla: «Forse è più
facile avere a che fare con
un’insegna retail che non
con una banca, con cui
magari si hanno minori
abitudini alla relazione.
L’offerta di questi servizi
nel mondo retail presuppone la messa a punto di
pacchetti d’offerta semplici e chiari, un elemento
che può favorire l’accesso da parte di una clientela anche più matura».
NOTES
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TFR: CHE COSA SUCCEDE SE NON SI SCEGLIE?
io figlio lavora in un’azienda privata con
più di 50 dipendenti e come molti deve
scegliere sulla destinazione del Trattamento di
fine rapporto. Dal momento che non abbiamo le
idee molto chiare, vorrebbe sapere che cosa
succede se non esprime alcuna preferenza.
M
Alessandro C. - Aosta
I Non è obbligatorio scegliere la destinazione
del Trattamento di fine rapporto (Tfr), ma se il lavoratore non decide entro il 30 giugno 2007 (o
entro sei mesi dalla data di assunzione per chi si
è impiegato dopo il 1° gennaio 2007), l’azienda
verserà automaticamente il Tfr maturando alla
previdenza complementare. In particolare, le somme saranno destinate alla forma pensionistica
collettiva prevista dagli accordi o dai contratti collettivi, anche territoriali, a meno che non sia intervenuta una diversa intesa aziendale tra le parti che prevede la destinazione a un’altra forma
previdenziale. Se non si verifica nessuno di questi casi, il Tfr è trasferito al fondo pensione al quale ha aderito il maggior numero di lavoratori dell’impresa o, come ultima possibilità escludendo le
altre, alla forma pensionistica istituita presso l’Inps
(FondInps).
IN BORSA SI INVESTE
ANCHE SULL'ORO
Ho letto recentemente un articolo su un fon-
do che investe direttamente in oro, il Lyxor gold
bullion securities. Come funziona e si può acGiuseppe F. - Asti
quistare in Italia?
I Il Lyxor gold bullion securities fa parte della
famiglia degli Exchange traded gold (Etg), fondi
strettamente correlati con l’andamento del prezzo dell’oro, in quanto hanno come sottostante i
lingotti. Analogamente agli Exchange traded fund
(Etf), essi sono negoziati in Borsa come azioni.
Il comparto di Lyxor (gruppo Société Générale)
ha debuttato lo scorso 20 aprile sulla Borsa italiana, nell’ETFplus, il segmento interamente dedicato a tali strumenti.
Lanciato tre anni fa, ha una capitalizzazione di
quasi 1,45 miliardi di euro, garantita da 88 tonnellate d’oro. Il meccanismo di replica è semplice:
ogni titolo emesso è garantito da circa 1/10 di
oncia d’oro detenuto presso il caveau di Londra della
20
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banca depositaria HSBC. Gli investitori istituzionali autorizzati possono sottoscrivere o chiedere il rimborso dei titoli consegnando o ritirando oro fisico. La commissione di gestione è dello 0,4% l'anno, non sono previste commissioni di entrata,
uscita, performance e i costi di negoziazione pagati alla propria banca o sim per l’acquisto o la
vendita del titolo sono in linea con quelle previste
per le azioni italiane.
Gli Etg, promossi dal World Gold council, l’organizzazione dei principali produttori auriferi insieme a diverse case di investimento, sono quotati da
tempo su sette mercati mondiali (New York, Londra, Parigi, Sidney, Johannesburg, Città del Messico e Singapore).
Risparmio gestito
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LA GERMANIA VA MEGLIO
LE AZIONI NE RISENTONO
Ho un portafoglio di fondi molto ampio e
geograficamente diversificato, ma mi piacerebbe inserire qualche comparto specializzato
nei singoli Paesi europei. Ho pensato, in particolare, alla Germania. Quali sono le prospettive economiche e finanziarie?
Francesca L. - Cerveteri
I La Borsa tedesca è stata tra le migliori nel 2006
con un rialzo del 24% e ha continuato la sua corsa nel primo trimestre di quest’anno (+4,8%). Il mercato beneficia di un quadro macro in continuo
miglioramento. Le profonde ristrutturazioni degli ultimi anni hanno cominciato a dare frutto. In
particolare, la disoccupazione, che si colloca al
9,2%, è al livello più basso dalla riunificazione;
inoltre il costo del lavoro per unità di prodotto è
sceso negli ultimi anni, mentre in Europa è mediamente aumentato. Le esportazioni giocano un
ruolo da protagoniste nella crescita e, per il momento, non hanno risentito della forza dell'euro sul
dollaro. Inoltre, sono in ripresa sia gli investimenti sia i consumi privati. Negli ultimi tempi, ha registrato segnali incoraggianti anche il settore edilizio, dopo anni di crisi. In un recente studio di
Julius Bear, gli analisti sostengono che le azioni
tedesche sono interessanti, perché hanno valutazioni mediamente più basse della media mondiale e rendimenti da dividendi elevati. Inoltre, i processi di consolidamento potrebbero coinvolgere
diverse industrie a beneficio degli investitori.
di Sara Silano
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