della diocesi di como
Periodico Settimanale | Poste Italiane S.P.A. | Sped. In Abbonamento Postale |
D.L. 353/2003 (Conv. In L. 27/02/2004 N° 46) Art. 1, Comma 1, Dcb Como
Anno XXXV - 12 febbraio 2011 - € 1,20
Mondo
5e8
Cultura
6
7
Como
Sondrio
19
Da Davos a
Dakar, sul filo
dell’economia
I nostri bambini
“filosofi”... che ci
fanno pensare!
“Tiene” la pesca
professionale sul
lago di Como
La “Natività
della Vergine”
in mostra
opo il “World EcoD
nomic Forum” a
Davos , il “Forum Socia-
e domande dei più
L
piccoli interpellano
anche gli adulti a farsi
ono 69 i pescatori
S
professionisti del
Lario, ed è il coregone
resso il Museo ValP
tellinese il prezioso
dipinto sarà visibile fino
le Mondiale” in Africa.
Editoriale
L’Unione Europea
forse si muove
domande e rispondere.
il pesce più pescato.
29
a venerdì 8 aprile.
Roma. 4 bambini morti nel rogo della baracca
di Gianni Borsa
L’
Unione europea ritiene
fondate le aspirazioni
dei popoli egiziano e
tunisino, “scarica” Mubarak
e sostiene l’urgenza di riforme
democratiche e di libere elezioni nei
due Paesi. Le titubanze non sono
mancate in sede Ue, alcuni leader
di Stati membri hanno espresso
opinioni risultate poi “fuori dal
coro”: ma infine il Consiglio dei
capi di Stato e di governo dei 27,
riunito il 4 febbraio a Bruxelles, si
è espresso all’unanimità. Nessun
appoggio esplicito a forze politiche
o partiti di opposizione, né per
quanto riguarda Tunisi né per il
Cairo, eppure dietro le quinte la gran
parte dell’Europa comunitaria punta
alla stabilità dell’area mediterranea
e si augura che personaggi laici e
moderati possano ottenere l’appoggio
elettorale e guidare i due Stati
nordafricani verso una compiuta
democrazia. “Il Consiglio europeo
segue con estrema preoccupazione
il deterioramento della situazione
in Egitto”, si legge nelle Conclusioni
del summit. L’Ue condanna “con la
massima fermezza la violenza e tutte
le persone che vi fanno ricorso e la
incoraggiano”. Sottolinea “il diritto
di tutti i cittadini di manifestare
liberamente e pacificamente, con
la dovuta protezione da parte delle
autorità”. I 27 non possono tollerare
alcun tentativo di limitare la libera
circolazione delle informazioni e si
schierano dalla parte dei giornalisti
e dei difensori dei diritti umani
attivi sulle rive del Nilo. Il Consiglio
europeo, dopo un dibattito al
proprio interno, ha quindi messo
nero su bianco le frasi decisive del
documento finale, affermando
che tutte le parti “dovrebbero dar
prova di moderazione”, “nonché
dare avvio a un’ordinata transizione
verso un governo che goda di
ampio sostegno”; “tale processo di
transizione deve cominciare adesso”.
Non ci sono solo auspici e buone
parole. L’Ue, per sostenere i processi
di “transizione verso la governance
democratica, il pluralismo, migliori
possibilità di prosperità economica e
di inclusione sociale e una maggiore
stabilità regionale”, si impegna in un
nuovo partenariato “che comporti
un sostegno più efficace in futuro
ai Paesi che stanno attuando
riforme politiche ed economiche,
anche attraverso la politica
europea di vicinato e l’Unione per
il Mediterraneo”. Concretamente
ciò richiede la messa a punto di un
“pacchetto di misure mediante le
quali prestare il sostegno dell’Unione
europea ai processi di transizione e
trasformazione”. Pacchetto del quale
è incaricata Catherine Ashton, Alto
rappresentante per la politica estera
Ue, che ha già preparato le valigie per
un imminente viaggio che la porterà
in Tunisia ed Egitto. Finalmente la
solidarietà e l’appoggio europei sono
in arrivo.
Dolore
e rabbia
Sono oltre 50 i bambini Rom
morti nella Capitale negli
ultimi 20 anni. Dopo il piccolo
Mario, deceduto nel rogo della
baracca in cui viveva il 27
agosto scorso, un altro incendio
la sera di domenica 6 febbraio
ha distrutto le giovanissime vite
di Sebastian, Patrizia, Fernando
e Raul. Ce ne parla in una
intervista Paolo Ciani, della
Comunità di Sant’Egidio, che ha
seguito da vicino la vicenda. 4
Giovani
3
A metà marzo il nuovo
Catechismo verso la GMG
Libretto Benedizione
delle famiglie 2011
Chiesa locale
10
Una rilettura cristiana
dell’Unità d’Italia
Como
17
Anche Como aderisce alla
Giornata del farmaco
Lavena Ponte Tresa 28
Scritti in memoria
di don Giorgio Quaglia
Per prenotare:
031-263533
da lunedì a venerdì,
dalle ore 9.00 alle ore 18.00
Idee e opinioni
2 Sabato, 12 febbraio 2011
S
pesso esclamiamo:
“avessimo il tempo per
dialogare!”. Istintivamente,
nel nostro immaginario,
la parola dialogo richiama il
parlare e non l’ascoltare. Noi
insegniamo a parlare, ed è bello;
ci meravigliamo di fronte ad un
bambino che inizia a parlare.
Ma insegniamo ad un bambino
ad ascoltare? Ci commoviamo
quando lo vediamo ascoltare?
Non sappiamo più ascoltare.
Basta osservare un qualsiasi
dibattito televisivo: tutti parlano,
gli uni sopra gli altri, gli uni
nonostante gli altri, ma nessuno
ascolta. Si gridano le proprie
presunte ragioni, ma non si ha
la capacità di ascoltare le ragioni
degli altri. Spesso viviamo
in un quotidiano rumoroso,
sottoposti ad un deliro di appelli,
ad un accavallarsi di voci che
apparentemente parlano, ma
distolgono solo dal dialogo. Ci
troviamo alle prese con i nostri
stessi progetti che ci rendono
ansiosi, preoccupati di che
cosa fare, di che cosa dire. Se le
✎ FUORI DAL CORO |
di Arcangelo Bagni
Il frastuono delle parole
che emargina la Parola
parole hanno il sapore del vuoto,
diventano la strada che porta
alla menzogna praticata anche
se non voluta. Allora non puoi
più fidarti dell’altro, ti senti usato
dall’altro per altre finalità. Tutto
diventa incerto, non più nulla
su cui ci si può appoggiare. E’
un clima diffuso che si avverte
conversando con tante persone:
il desiderio di essere ascoltati,
ma raramente accade di trovare
qualcuno a cui raccontare
la propria storia. Anche tra i
cristiani l’ascolto fa problema.
Ascolto dell’uomo concreto, della
sua storia, delle sue ansie e della
sua voglia di una vita sensata,
seppure attraversata da problemi
e incertezze. Ascolto delle
domande profonde che sorgono
in tanti uomini e donne che
vivono assieme ad essi la stupenda
avventura di giorni sempre nuovi
e diversi. La mancanza di ascolto
genera un continuo lamento.
Ecco allora i rappresentanti del
“pessimismo religioso” (che non è
religioso!) che nei loro documenti
e nelle loro omelie predicano
l’esilio di Dio, l’assenza di Dio
in questo mondo perverso, un
mondo che non fa spazio a Dio.
E poi, come se nulla fosse, eccoli
nelle chiese cantare: “I cieli e la
terra sono pieni della tua gloria”
e: “Che cos’è il figlio dell’uomo
perché tu venga a visitarlo?”. Il
Dio della Bibbia è un Dio che si
ricorda dell’uomo, di ogni uomo.
E non può essere assente da
questo mondo. Assenza di Dio
da questo mondo, o sua presenza
in tempi e modi diversi dalle
nostre attese? Si producono
documenti su documenti,
progetti e piani di lavoro
per cercare di comprendere
come e perché i nostri tempi
sono quelli che sono. E non
raramente le parole dell’uomo
prescindono dall’ascolto della
Parola: tanti documenti su
di essa, ma poca pratica di
lettura-ascolto. Mi ritorna alla
mente questo aneddoto ebraico
raccontato da Moni Ovadia, in
una conversazione con Gabriella
Caramore: «Gli ebrei decidono
di non essere più ebrei, perché
ne sono stanchi. Così dicono al
Padre Eterno: “Non vogliamo più
essere ebrei, vogliamo essere un
popolo qualsiasi, siamo stufi, ne
abbiamo passate troppe”. Il Padre
Eterno con molta comprensione
, risponde:”Va bene, va bene
come dite voi; però almeno
restituitemi quello che vi ho dato”.
Così partono verso il cielo milioni
di vagoni con tonnellate di libri,
di fogli, di discorsi, di carte,
finché esce la mano dell’Eterno
a bloccare il carico e la sua voce
ironica spiega: “Eh no, ragazzi!
Un momento. Io di libri uno ve
ne ho dato. Tutto il resto tenetelo
voi”». Ecco, se capitasse a noi di
restare solamente con il Libro,
forse saremmo in grado di dire
parole altre, di leggere in modo
altro la storia. Sarebbe la forza
della novità del Libro al quale
spesso ci richiamiamo ma che
non leggiamo, al quale spesso
rimandiamo ma dal quale non ci
lasciamo interpellare. Ci fidiamo
più delle nostre carte e dei nostri
documenti. E continuiamo a
parlare di “assenza” di Dio…
COLPO D’OCCHIO | di Piero Isola
Quale “cura” per
i ragazzi fragili?
D
ue notizie che lasciano tristezza Diciassettenne impiccatasi
infinita e domande senza
a scuola per una delusione
risposta. A Monterotondo,
di amore, sedicenne che
vicino a Roma, una ragazza di 17
ha cercato la morte perché
anni s’impicca nel bagno della
scuola. “Mi sento inutile perché
gli avevano proibito la
vorrei riprendermi e star bene, ma
Playstation... e quel diario
non posso. Vorrei solo capire perché
tutto questo? Perché a me?”: l’ultimo
di Anna Frank
messaggio, su Facebook, alla sua
decisioni da parte dei giovani. I
migliore amica. E, in una lettera ai genitori, il motivo
nostri ragazzi sono fragili. Noi li abbiamo fatti diventare
del suo gesto: “Mi ammazzo perché lui mi ha lasciato
così. Noi e il benessere, la troppa libertà, le comodità,
per un’altra”. A Novoli, in quel di Lecce, un ragazzo di 16
la disponibilità di tutto. Pochi giorni fa è stato celebrato
anni si spara all’addome con la pistola del padre perché
il Giorno della memoria, in ricordo della Shoah. Tra le
a casa gli avevano proibito di giocare alla Playstation. Ne
vittime di quella tragedia è stata ricordata anche in molte
era diventato dipendente. Non si è ucciso per miracolo,
scuole Anna Frank. Mi domando quanti giovani abbiano
è grave all’ospedale. Notizie come queste non sono le
letto, veramente e bene, il suo Diario. Un suggerimento?
prime e neppure le ultime. Gli psicologi “spiegano” senza Regaliamolo ai nostri ragazzi. Sì, d’accordo, si potrebbe
spiegare, i commentatori e il popolino (per dire tutti noi) cinicamente osservare che Anna Frank non poteva
si pongono le solite, banali domande: “Si può decidere
avere gli stessi problemi delle ragazzine d’oggi. Ma
di morire a 16, 17 anni, o anche prima, per le prime pene sicuramente aveva altri problemi: la mancanza di libertà;
d’amore, perché lui o lei ti ha lasciato? Perché ti hanno
le privazioni alimentari, a malapena mitigate dalle
tolto la Playstation? Sì, evidentemente si può. Per questi
patate rancide e dalle bucce dei piselli; l’impossibilità di
e altri motivi che agli occhi di quanti, adulti, ne hanno
vivere un’esistenza normale come tante sue coetanee;
passate di ben più gravi e terribili, possono apparire
i fastidi di quella forzata clausura; la minaccia che
cosucce risibili, inezie. E ogni volta i consigli e le analisi
venisse scoperto l’alloggio segreto. Eppure, scriveva nel
si sprecano. La fragilità, soprattutto, è al primo posto tra
1944: “È un gran miracolo che io non abbia rinunciato
le cause individuate alle quali addebitare queste estreme a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde
Aforismi
■ Gómez Dávila
Se Dio fosse il
punto d’arrivo di
un ragionamento,
non sentirei alcuna
necessità di adorarlo.
Ma Dio non è solo
la sostanza di ciò
che spero, è anche la
sostanza di ciò che vivo.
Nicolás Gómez Dávila
(Cajicá 1913 - Bogotá 1994)
Scrittore e aforista colombiano
In margine a un testo implicito,
Adelphi 2001, pagina 47
V
e li ricordate i 33
minatori cileni rimasti
per 70 giorni ad oltre 600
metri di profondità, nel ventre
della terra? Quando il mese
di agosto si avviava al termine
cominciarono le perforazioni
della speranza, e, in anticipo
sulle previsioni dell’operazione
di salvataggio, il 9 ottobre la
capsula raggiunse i minatori
e cominciò a riportarli in
superficie. Salvi tutti e 33. Una
bella notizia, che fece gridare
di gioia il mondo intero. Che
ne è stato di loro, dopo quel
13 ottobre 2010 che li ha
immortalati, insieme, alla luce
del sole? Uno di loro l’abbiamo
visto cantare su Raiuno la
notte di Natale, e aveva già
corso la maratona di New
York, e qualche giorno dopo
avrebbe fatto una cappatina a
Memphis per un pellegrinaggio
nei luoghi di Elvis Presley.
E il lavoro? Sembra che i 33
minatori abbiano ottenuto una
indennità di malattia al posto
dello stipendio, e qualcuno ha
✎ Corsivo |
e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto,
perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.
Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte,
della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi
lentamente in un deserto, odo sempre più forte
l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo
al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il
cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che
anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno
l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare
intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui saranno forse
ancora attuabili”. Che i nostri ragazzi, venuti su fragili,
possano leggere e comprendere il messaggio lasciatoci
da questa ragazzina gracile nell’aspetto ma forte nella
sostanza, e rendersi conto che i loro problemi, il più
delle volte, sono al confronto un nonnulla. Un nonnulla
che non merita la rinuncia alla vita. Quella vita che in
Anna altri hanno deciso di spezzare. Non lei, che voleva,
semplicemente, vivere. Nonostante tutto.
di Agostino Clerici
“Los 33”: storia di minatori
diventati... famosi
pensato bene di usare della
celebrità ottenuta per andare
su e giù per il mondo. Ed ora,
unitamente a Edison Peña,
altri dieci minatori rischiano di
perdere il sussidio, che avrebbe
dovuto servire a risanare
il corpo e la mente, e che
imponeva loro controllo medici
regolari., a cui invece si sono
sottratti... per troppi impegni di
rappresentanza: studi televisivi
Cnn ad Atlanta, partita del Real
Madrid, Hollywood, Disney
World. Con tanto di familiari al
seguito. Insomma una gallina
dalle uova d’oro, da sfruttare
finché si può, sino a quando,
almeno, il jet set e il circo
mediatico decideranno che il
reality di Atacama paga. Quattro
mesi sono passati e sembrano
già tanti, eppure c’è chi si è
trasferito di casa per essere
più vicino alle telecamere e
chi riceve inviti per conferenze
in cui raccontare come si
affrontano le avversità della vita.
Viene da domandarsi: è il modo
migliore per godersi il sussidio?
Non è che i minatori cileni
hanno imboccato la strada della
ben nota “ubriacatura” da star
inaspettate e improvvisate?
Dopo i 10.000 dollari donati
da un miliardario cileno a
ciascuno dei mineros, ora
sembra che siano in arrivo
i diritti d’autore per libri e
articoli, e una sceneggiatura
di film sulla vicenda. Eppure
tutto il mondo li aveva osannati
come lavoratori tenaci,
come uomini non patinati.
Forse tornare in miniera era
chiedere troppo, ma non era
il caso di rimettersi a lavorare,
diffondendo l’immagine di
uomini veri che, di ritorno
dall’inferno, vincono le sirene
di malsicuri paradisi terrestri?
Una pizza con gli amici e una
vacanza con la famiglia ci
stanno, ma ora i minatori si
sono trasformati - non si sa
fino a quando - in globetrotter
della fama. A dire il vero uno
dei 33, il boliviano del gruppo,
Carlos Mamani, se ne è tornato
nella sua baracca di periferia,
senza acqua e fognature, e si
è visto rifiutare dal municipio
di Copiapò l’assegnazione
di un terreno per costruirsi
una casa decente. Peccato.
Quella richiesta era giusta.
Vedete in che mondo viviamo?
All’unico che, dopo essere stato
sottoterra, voleva tenere i piedi
per terra, hanno detto di no.
Attualità
Sabato, 12 febbraio 2011
3
✎ Così il Papa...
● A metà marzo la
pubblicazione di
YouCat in 13 lingue
● Con la premessa di
Benedetto XVI, è il
testo per la GMG 2011
● Intervista a Manfred
Lütz, uno degli ideatori
del catechismo
La fede spiegata ai giovani
P
erché un giovane che va alla
GMG dovrebbe aprire YouCat…
«La Giornata mondiale della
Gioventù non è solo un evento
fatto di sentimenti e di emozioni, ma
è anche un’occasione per i giovani per
apprendere la fede della Chiesa. Il Santo
Padre spesso ripete che “è importante
conoscere la fede della Chiesa”, ma
occorre una «porta» al catechismo della
Chiesa cattolica e questo è YouCat. Il
compendio era stato già dato ai giovani
alle GMG di Colonia o di Sidney,
ma i giovani avevano difficoltà nel
comprenderlo perché poco adatto a loro.
Un giovane non si chiede, ad esempio,
se “ la Madonna è l’icona escatologica
della Chiesa”... Incentivati da questa
costatazione, abbiamo iniziato a lavorare
con 50 giovani per capire quali erano
le domande che loro si pongono e con
l’aiuto di qualche teologo si sono date
delle risposte e delle spiegazioni in un
modo, in un linguaggio più vicino a
quello dei ragazzi. YouCat dà rilevanza
anche all’aspetto visivo, attraverso
disegni, foto ecc. ma allo stesso tempo, i
giovani vi troveranno tutta la
fede della Chiesa cattolica»
non è possibile?” ed è importante
dare una spiegazione, non solo in
modo formale ma anche con delle
argomentazioni»
Giovani di che età sono stati coinvolti
fattivamente nell’ideazione?
«Dai 14 anni ai 20 anni circa e YouCat ha
anche un po’ questo linguaggio, anche
se non è esclusivo dei giovani, perché
penso che sia uno strumento adatto
anche agli adulti che spesso possono
avere qualche problema nella lettura del
compendio che è più teorico»
Città nuova ha accolto una sfida
coraggiosa…
«Penso che YouCat diventi un bestseller.
In Germania avrà una distribuzione
ampia, si prevedono 300.000 copie, e
altrettanta importanza avrà in Italia.
Uno strumento utile anche per la
preparazione alla prima comunione,
della confermazione, per l’insegnamento
della religione cattolica nelle scuole e per
gli eventi legati ai giovani. Oggi viviamo
in una società che non è più cristiana,
Mi faccia un esempio di
domanda che è stata fatta
dai giovani a proposito
della fede...
«Una domanda che i giovani
si pongono è: ”perché
la sessualità prima del
matrimonio per un cattolico
ma che si configura come una società
“secolare” e YouCat ha le risposte a questi
quesiti. Un testo importante perché è l’età
dai 14 ai 20 anni quello in cui si sviluppano
le decisoni nell’ambito della fede»
Penso che lei per professione abbia
maturato una grande esperienza
nel conoscere l’animo umano. Ho
visto che oltre alla parte dottrinale
del catechismo avete scelto di
accompagnare il testo dando la parola
ai testimoni. Perché?
«È importante che un testo della fede
della Chiesa sia un testo teorico, ma
abbiamo raccolto anche citazioni di
santi, di filosofi, anche non cristiani che
rivestono di “carne queste ossa” perché
i giovani possano vedere quanto la fede
sia penetrata nell’umanità e nella storia»
A proposito della testimonianza. Il papa
insiste molto nella prefazione sul fatto
che i giovani comincino a studiarlo, a
leggerlo con gli amici anche attraverso i
networks.Le sembra utopico?
«No, penso che la prefazione del Santo
Padre dica una cosa molto
importante. Il papa ha
accompagnato questo
progetto fin dagli inizi con
parole molto incoraggianti.
Spero che molti giovani
accolgano questa sfida
leggendo questo testo e
trovare occasione poi per
spiegare la fede ai loro
coetanei e ai propri genitori».
A
guardarlo sembra
un libro di quelli
che porteresti
tranquillamente per una
lettura sul treno, eppure, come
dice papa Benedetto XVI
nella premessa: «un romanzo
criminale è avvincente perché
ci coinvolge nella sorte di altre
persone, ma che potrebbe essere
anche la nostra; questo libro è
avvincente perché ci parla del
nostro stesso destino e perciò
riguarda ciascuno di noi». Si
tratta di YouCat, acronimo
di Youth Catechism. Uno
strumento di 300 pagine creato
e pensato “da e per” i giovani
che vogliono approfondire
la fede della Chiesa. Nato
nell’ambito della Conferenza
episcopale austriaca, il lavoro
ha avuto la supervisione del
cardinale di Vienna Christoph
Schönborn, coinvolgendo
teologi, esperti di catechesi
e un gruppo di cinquanta
giovani. Tredici le lingue in cui
verrà pubblicato, il testo verrà
“Youth Catechism”,
nello zaino e... nel cuore
accompagnato dalla premessa
di papa Benedetto XVI - di cui
abbiamo offerto uno stralcio
in anteprima -, riunendo
idealmente nella condivisione
della propria fede i giovani
di diverse culture e di diverse
parti del mondo. L’editrice Città
nuova è coinvolta in prima fila
in questo grande progetto per la
traduzione e la pubblicazione
italiana, disponibile da marzo
e che avrà, la supervisione
del card. Angelo Scola. Uno
strumento agile che andrà, per
le principali lingue, nella “sacca
del pellegrino”, dei giovani che
prenderanno parte alla GMG
di Madrid dal 16 al 21 agosto
2011. Il volume, dalla copertina
di colore giallo ed una “Y”
composta da croci di diverse
fogge, è suddiviso al suo interno
in quattro sezioni: «Che cosa
crediamo»; «La celebrazione
del mistero cristiano»; «La vita
in Cristo» e «La preghiera nella
vita cristiana». Una sfida alla
diffusa opinione che troppo
spesso considera i giovani
ovattati dalla superficialità e
intorpiditi dalla modernità.
Sono in molti, invece, i ragazzi
che si interrogano sulla ricerca
autentica di un senso delle
vita, sulla fede, e conoscere
può aiutare a restare saldi e ad
avere forza di fronte alle sfide
del tempo: «dovete conoscere
quello che credete – continua
Benedetto XVI nella premessa
-; dovete conoscere la vostra
fede con la stessa precisione
con cui uno specialista conosce
il sistema operativo di un
computer». A questo proposito
abbiamo intervistato
Manfred Lütz, medico
psichiatra, membro della
Pontificia accademia per la
vita, del Pontificio consiglio
per i laici, consultore della
Congregazione per il clero e
tra gli ideatori di YouCat.
a cura di Mariagrazia
Baroni e Maddalena
Maltese - www.cittanuova.it
Ecco uno stralcio della prefazione
che Benedetto XVI ha scritto per il
Catechismo dei Giovani.
(...) Devo confessare che anche oggi mi
sembra un miracolo il fatto che questo
progetto alla fine sia riuscito. (...) Come
prima cosa si dovette definire la struttura
del libro: doveva essere semplice, perché i
singoli gruppi di autori potessero ricevere un
compito chiaro e non dovessero forzare in un
sistema complicato le loro affermazioni. È la
stessa struttura di questo libro; essa è tratta
semplicemente da un’esperienza catechetica
lunga di secoli: che cosa crediamo / in che
modo celebriamo i misteri cristiani / in che
modo abbiamo la vita in Cristo / in che
modo dobbiamo pregare. (...)
Alcune persone mi dicono che il catechismo
non interessa la gioventù odierna; ma io non
credo a questa affermazione e sono sicuro
di avere ragione. Essa non è così superficiale
come la si accusa di essere; i giovani vogliono
sapere in cosa consiste davvero la vita. Un
romanzo criminale è avvincente perché ci
coinvolge nella sorte di altre persone, ma che
potrebbe essere anche la nostra; questo libro
è avvincente perché ci parla del nostro stesso
destino e perciò riguarda da vicino ognuno
di noi. Per questo vi invito: studiate il
catechismo! Questo è il mio augurio di cuore.
Questo sussidio al catechismo non vi adula;
non offre facili soluzioni; esige una nuova
vita da parte vostra; vi presenta il messaggio
del Vangelo come la “perla preziosa” (Mt
13, 45) per la quale bisogno dare ogni cosa.
Per questo vi chiedo: studiate il catechismo
con passione e perseveranza! Sacrificate il
vostro tempo per esso! Studiatelo nel silenzio
della vostra camera, leggetelo in due, se
siete amici, formate gruppi e reti di studio,
scambiatevi idee su Internet. Rimanete ad
ogni modo in dialogo sulla vostra fede!
Dovete conoscere quello che credete;
dovete conoscere la vostra fede con la
stessa precisione con cui uno specialista di
informatica conosce il sistema operativo di
un computer; dovete conoscerla come un
musicista conosce il suo pezzo; sì, dovete
essere ben più profondamente radicati nella
fede della generazione dei vostri genitori,
per poter resistere con forza e decisione alle
sfide e alle tentazioni di questo tempo. Avete
bisogno dell’aiuto divino, se la vostra fede
non vuole inaridirsi come una goccia di
rugiada al sole, se non volete soccombere alle
tentazioni del consumismo, se non volete che
il vostro amore anneghi nella pornografia,
se non volete tradire i deboli e le vittime
di soprusi e violenza. Se vi dedicate con
passione allo studio del catechismo, vorrei
ancora darvi un ultimo consiglio: sapete
tutti in che modo la comunità dei credenti è
stata negli ultimi tempi ferita dagli attacchi
del male, dalla penetrazione del peccato
all’interno, anzi nel cuore della Chiesa.
Non prendete questo a pretesto per fuggire
il cospetto di Dio; voi stessi siete il corpo di
Cristo, la Chiesa! Portate il fuoco intatto del
vostro amore in questa Chiesa ogni volta che
gli uomini ne hanno oscurato il volto. “Non
siate pigri nello zelo, lasciatevi infiammare
dallo Spirito e servite il Signore” (Rm 12, 11).
Quando Israele era nel punto più buio della
sua storia, Dio chiamò in soccorso non i
grandi e le persone stimate, ma un giovane
di nome Geremia; Geremia si sentì investito
di una missione troppo grande: “Ah, mio
Signore e mio Dio, non riesco neppure a
parlare, sono ancora così giovane!” (Ger 1,
6). Ma Dio non si lasciò fuorviare: “Non dire:
“Sono ancora così giovane”. Dove ti mando,
là tu devi andare, e quello che io ti comando,
quello devi annunciare” (Ger 1, 7).
Italia
4 Sabato, 12 febbraio 2011
L’amministratore delegato ha dato ad intendere che la Fiat potrebbe trasferire la sua sede a Detroit
Marchionne e quel suo... parlare a metà!
D
iavolo d’un Marchionne. Cento
ne fa e cento ne pensa. Quelle che
pensa poi le dice: a metà. E qui
è il problema. Non lo capiscono,
perché parla a metà. Sembra che ci provi
gusto, con questa sua tattica, a provocare
dopo ogni sua dichiarazione le inevitabili
richieste di chiarimenti da parte di
politici, sindacalisti, amministratori
locali, industriali e giornalisti. Se in tanti
– comuni mortali – non lo capiscono
di primo acchito, è la prova provata
che siamo in presenza di un genio.
Incompreso, come tutti i geni. Puntuale anche questa volta, parlando in
una tavola rotonda a San Francisco, Marchionne ha dato a intendere che
nel giro di due o tre anni, dopo la fusione con la Chrysler, la Fiat potrebbe
trasferire armi e bagagli a Detroit, lasciando in asso, per non dire con un
palmo di naso, Torino e i torinesi, l’Italia e gli italiani. Probabilmente, anzi
quasi sicuramente, le cose non stanno proprio così, ma è quanto hanno
✎ Triste record
I
n Italia record di giovani senza lavoro.
Un titolo che non vorremmo mai
scrivere in nessun giornale. Purtroppo
fotografa la realtà. Quasi il trenta per
cento, precisamente il ventinove, dei nostri
giovani dai 15 ai 24 anni è disoccupato. Un
dieci per cento in più della media europea.
Eppure siamo sotto di almeno un punto
relativamente alla situazione europea degli
adulti senza una occupazione. Significa che
il lavoro è tenuto stretto dal mondo degli
adulti che non riescono a procurarlo alle
giovani generazioni. Di fatto quasi uno su
tre dei nostri giovani sta tutto il giorno con
le mani in mano. Eppure chiunque abbia
una attività imprenditoriale ogni giorno
riceve sul suo tavolo o sul desk del suo
computer domande e curricoli di giovani
che hanno un diploma, una o anche due
lauree, più master, conoscenze di più
lingue, e spesso tanti lavori fatti, di tutti i
tipi, pur di raggranellare qualche soldino.
Il paradosso è che la società italiana ed
europea è una comunità vecchia. Non riesce
neppure a soddisfare il cosiddetto rimpiazzo
generazionale. L’immigrazione, prima
ancora che un bisogno dei popoli poveri,
è una nostra necessità. Ma proprio perché
siamo una società di anziani, i timori per i
nuovi arrivati - indispensabili in moltissimi
lavori - sono più consistenti. Si dirà che i
giovani non accettano alcuni lavori più
umili. Che sono un po’ “bamboccioni” per
un surplus di protezione da parte di mamme
e papà. Non è falso. Ma qualcuno dovrebbe
spiegare loro perché il mondo adulto insiste
che la nostra è la società del “know how”,
cioè della conoscenza. Eppure dopo che
hanno acquisito una montagna di diplomi
e abilitazioni non sappiamo dove occuparli.
Tutti i supplementi “Lavoro” dei quotidiani
rivelano pagina dopo pagina che i giovani,
che si affacciano sul mercato del lavoro, sono
chiamati ad una sorta di quadratura del
cerchio. È richiesta un’esperienza di due o
tre anni nel settore d’attività. Conseguenza:
niente lavoro senza esperienza, niente
esperienza senza lavoro. Ma non basta.
Anche quando si riesce ad entrare in un
ciclo produttivo si viene assunti in forma
precaria. Le aziende, soprattutto in questa
situazione di mercati volatili e difficili,
chiedono flessibilità. Ma la flessibilità poi
si cronicizza come certe malattie. E come
una infezione si diffonde nella vita. Così
precari diventano gli affetti. Provvisorie
diventano le unioni. Ma esse stesse, le
convivenze, si cronicizzano per diventare
nell’instabilità del posto di lavoro l’unica
stabilità. Ecco, allora, i dati allarmanti
sull’istituto familiare, il matrimonio, troppe
volte in disuso tra le giovani generazioni.
Ovviamente il fattore lavoro incide insieme
ad altri fattori di tipo sociale, valoriale,
educativo. A questo punto l’interrogativo
sull’assenza e precarietà del lavoro riguarda
impresa e politica, società e religione. Quale
futuro si prepara per i nostri popoli? Non
stiamo rottamando i nostri figli? Spegnendo
la speranza? Non sono domande pessimiste.
Sono reali. Sottovalutate. Nel nostro
“vecchio” Continente.
Bruno Cescon, direttore
‘Il Popolo’ (Concordia-Pordenone)
capito o creduto di capire in molti qui in
Italia, e non soltanto i più prevenuti nei
confronti dell’amministratore delegato
della Fiat e delle sue strategie (leggi
Fiom e Cgil). Di qui, ancora una volta, le
perplessità e le richieste di chiarimenti
per conoscere l’esatto contenuto del
pensiero marchionniano o, per lo meno,
la sua parte (la metà) rimasta recondita.
Ora è annunciato prossimo un incontro
con Berlusconi – si attende il ritorno di
Marchionne dall’America e sembra che
l’incontro con il Governo avverrà sabato
12 febbraio – e non solo: ci saranno anche
i ministri Tremonti, Romani e Sacconi e
il sottosegretario Gianni Letta. Vedremo
se tutti costoro riusciranno a chiarire e
capire le intenzioni dell’amministratore
delegato Fiat. Al quale, tra l’altro, si
rimprovera di passare più tempo in
America che in Italia e di guardare troppo
a Detroit. Insomma, si sarebbe calato
perfettamente nei panni del personaggio
della celebre canzonetta di Carosone
“Tu vuo’ fa l’americano”. Il fatto è che,
arrivando al sodo e parlando in soldoni,
forse Marchionne dal suo punto di vista di
manager genio dalle larghe e innovative
vedute, qualche ragione ce l’ha. Il mercato
americano sta tirando e vende; quello
europeo non promette bene, con l’Italia in
ulteriore calo. Tutto qui. Però, la gloriosa
Fiat, a parte ogni altra considerazione,
non può trasformarsi di punto in bianco
in Fabbrica Italoamericana Automobili
Detroit. Sarebbe un tradimento, anche
della sigla.
P.I.
Tragedia campo Rom. 4 bambini morti nel rogo della baracca
Strage degli innocenti
S
ono oltre 50 i bambini Rom morti
distrutto in umanità rispetto agli zingari,
Il racconto di mons.
nella Capitale negli ultimi 20 anni.
rispetto ai rom. Perché il problema è che
L’ultimo è stato il piccolo Mario,
se ancora si può vivere così, è perché
Giancarlo Perego
morto nel rogo del 27 agosto
per troppi anni si è seminato antipatia,
scorso che ha distrutto la baracca in cui
spesso odio rispetto a queste
(Migrantes) e l’intervista disprezzo,
viveva nel campo abusivo della Magliana.
popolazioni. La famiglia che ha perso
Oggi a questi 50 bambini, vanno aggiunti
i 4 bambini, sta in Italia da 10 anni ed
a Paolo Ciani
i nomi di Sebastian, 11 anni, Patrizia
è stata sgomberata 30 volte da diversi
8, Fernando 5 e Raul, il più piccolo, 4
insediamenti. Si è trovata a vivere in un
(Sant’Egidio):
anni. Sono morti carbonizzati quando
accampamento di poche baracchette
un incendio è divampato alle 21.30
nascoste tra la via Appia e Tor Fiscale. È
“muoiomo
i
bambini
di domenica 6 febbraio nella baracca
normale, allora, che vivendo in situazione di
abusiva dove dormivano. La tragedia
miseria e precarietà, tragedie come queste
perché
sono
i
più
indifesi”
è avvenuta proprio nel giorno in cui la
possano accadere. Ora il problema non è
Chiesa celebrava la Giornata per la vita.
trovare di chi sia la colpa. È chiaro che in
Questo dramma, commenta mons. Giancarlo Perego, direttore
situazioni estreme possano accadere cose simili”.
generale della Fondazione Migrantes, diventa “un nuovo appello
per la tutela della vita di ogni persona e in ogni famiglia, anche
C’è una proposta percorribile?
di chi arriva da un altro Paese europeo o è di una minoranza che
“Ad un mese dalla morte del piccolo Mario, il bambino Rom
non è ancora riconosciuta. Mentre, come Migrantes, siamo vicini morto bruciato questa estate sempre a Roma, la Comunità di
a Mircea ed Elena, il papà e la mamma dei piccoli, la speranza
Sant’Egidio ha organizzato in sua memoria una veglia di preghiera
ci fa chiedere un impegno maggiore per riconoscere i diritti e
durante la quale abbiamo ricordato i nomi di tutti i bambini
la cittadinanza a chi vive nelle nostre città, impegnandoci in
morti in questi anni nei campi, bruciati, o per il freddo o per
una cura maggiore perché il minimo vitale sia garantito a tutti e
incidenti. Si tratta di una vera e propria strage degli innocenti a
soprattutto i minori siano tutelati”. Alcuni banchi di una scuola
cui oggi aggiungiamo i 4 bambini morti nella notte a Roma. Si
di Roma, aggiunge mons. Perego, oggi “non avranno quattro
sente l’urgenza di fare cose concrete, smettere intanto di pensare
scolari”. I rom in Italia sono una “piccola città”: 150 mila persone, che queste siano popolazioni nomadi la cui collocazione sono
metà dei quali minori e cittadini italiani. “Non si può costruire e
i campi. Bisogna piuttosto cominciare a fare una politica seria
celebrare l’Unità d’Italia escludendo dalla nostra cura, dai nostri
d’inserimento abitativo di lungo termine. Questa è l’unica strada.
piani – conclude mons. Perego – un tassello della nostra storia e
Di fronte ad altri 4 morti, bisogna dire basta”.
del nostro Paese”. Abbiamo raggiunto Paolo Ciani, responsabile
del settore Rom e Sinti della Comunità di Sant’Egidio.
Perché muoiono sempre i bambini?
Muoiono i bambini, perché sono i più indifesi, sono i più
Come è andata?
piccoli, sono quelli che meno sanno difendersi in situazione di
“Una grande tragedia. Di fronte a quattro bambini che
pericolo. I bambini – in questa ultimissima tragedia – stavano
muoiono bruciati la prima cosa che bisogna fare è tacere,
dormendo nella baracca al momento dell’incendio e non sono
stringersi attorno ad una famiglia così fortemente provata e
riusciti ad uscire, a buttarsi fuori. Bisogna però dire anche che
provare anche la vergogna di una città come Roma dove ancora se è vero che in situazioni tragiche muoiono sempre e di più i
nel 2011 si può morire bruciati in baracca. Senza con questo
bambini, purtroppo è altrettanto vero che muoiono anche gli
moltiplicare le parole in polemiche spesso sterili e strumentali”. altri. Sono situazioni talmente misere per cui anche la speranza
di vita si abbassa tantissimo. Si muore giovani rispetto alla
Che fare?
media perché si vive male e in condizioni di precarietà. Magari
“Credo che ci dobbiamo tutti domandare che cosa in questi
fa meno notizia ma la realtà è questa”.
anni la nostra società e la nostra cultura hanno costruito e
a cura di MARIA CHIARA BIAGIONI
Europa
svizzera
Sabato, 12 febbraio 2011
5
irlanda
austria
francia
turchia
Una monaca poetessa
al servizio di Dio
Santa Brigida di Kildare,
patrona di carità
Garantire un’assistenza
palliativa qualificata per tutti
Vincent Fauvel, nuovo
responsabile per i media
Ad oltre sei mesi dal brutale
omicidio di mons. Padovese
”Vivere alla presenza di Dio - ora
e per sempre”. Così la Conferenza
episcopale svizzera in una nota
diffusa il 2 febbraio, Giornata per la
vita consacrata. intitola il proprio
omaggio a suor Hedwig (Silja)
Walter, monaca benedettina morta
il 31 gennaio all’età di 91 anni nel
convento di Fahr.
Il 1° febbraio, memoria liturgica di santa
Brigida di Kildare patrona d’Irlanda,
l’Irish Chaplaincy in Britain (ICB),
charity che offre servizi e assistenza in
Gran Bretagna agli emigranti irlandesi
più poveri e a rischio emarginazione,
ha deciso di adottare la Santa, vissuta
probabilmente tra il 452 e il 525 d.C.,
come sua patrona.
Incrementare l’assistenza palliativa:
è quanto chiede l’hospice della
Caritas Socialis di Vienna. “Poter
morire in pace e con dignità, in
un reparto di cure palliative, un
hospice, a casa o in un ospizio, è un
diritto umano”, ha affermato il 27
gennaio Robert Oberndorfer, direttore
dell’organizzazione.
Vincent Fauvel è, dal 1° febbraio
2011, responsabile delle relazioni
con i media, affincando nell’incarico
il vescovo Bernard Podvin, segretario
generale e portavoce della Conferenza
episcopale di Francia. Lo ha nominato
il Consiglio permanente della Cef.
Nato nel 1959, è sposato ed è padre
di 4 bambini.
“Non si hanno notizie circa un eventuale
processo all’omicida di mons. Padovese.
Magari le indagini stanno andando
avanti ma non sappiamo nulla. Murat
Altun è stato mandato ad Istanbul per
una controperizia medica. Aspettiamo
di sapere”. A fare il punto sulla vicenda
è padre Domenico Bertogli, parroco di
Antiochia.
n
ue - mo
do
“World Economic Forum” di Davos - 26/30 gennaio 2011
Le stesse preoccupazioni dei
palazzi delle istituzioni europee
D
alle nevi della località
alpina svizzera di Davos
ai palazzi delle istituzioni
Ue di Bruxelles: molti
chilometri di distanza, ma le medesime
preoccupazioni per l’economia
mondiale e continentale. Dall’Unione
europea si raccolgono, almeno a parole,
i segnali d’allarme.
L’appuntamento annuale di Davos ha
visto la consueta carrellata di big della
politica, dell’economia, delle imprese.
Aumentano gli squilibri planetari,
si affacciano sulla scena nuovi
competitori (Mozambico, Uganda,
Vietnam, Uzbekistan, America latina…),
che vedono consolidare il Prodotto
interno lordo senza peraltro accrescere
la distribuzione delle ricchezze fra
la popolazione. Lo sguardo è a tutto
tondo: la finanza, le fonti energetiche
e il prezzo del petrolio, le riforme di
sistema per ammodernare lavoro,
welfare, pensioni. Intervengono i
principali leader europei: la tedesca
Angela Merkel (politicamente in cima a
una Germania che è tornata a correre),
il francese Nicolas Sarkozy, il britannico
David Cameron. Ognuno ha la propria
ricetta, ma tutti convergono nel
sottolineare la necessità della stabilità
finanziaria e di prevenire nuove
possibili crisi, l’urgenza di affrontare i
debiti pubblici che bloccano la crescita
e di rafforzare il mercato interno e la
partnership con gli Stati Uniti. Si torna
a Bruxelles e la musica è la stessa. Si
affrontano i nodi dell’energia, delle
materie prime, della ricerca; il fondo
di stabilità finanziaria (ribattezzato
“salvastati”) da potenziare, le agenzie
per il controllo macrofinanziario da
rendere efficaci, il “semestre europeo”,
appena avviato, inteso a promuovere un
risposta dell’Ue e dei Paesi aderenti
alla crisi economica e finanziaria: per
questo è stato invitato il presidente
della Banca centrale europea, JeanClaude Trichet. La discussione
preparerà il prossimo summit di marzo,
interamente dedicato all’economia.
“L’energia e l’innovazione sono
elementi essenziali per lo sviluppo
economico e il rilancio dei nostri
mercati” pesantemente provati dalla
crisi. José Manuel Barroso ha ribadito,
alla vigilia del Consiglio europeo,
alcune osservazioni sulla situazione,
insistendo sulla perdita dei posti di
lavoro e sulle pesanti realtà debitorie
di vari Paesi. Ma ha cercato anche
di “guardare avanti”, di individuare
una “strategia di uscita”, come va
predicando da mesi. “Energia e
innovazione sono anche i campi in cui
il livello comunitario può costituire un
valore aggiunto”: per questo occorre
concordare azioni “e
muoversi a livello di
Ue”. Vanno individuati per Barroso - “obiettivi
concreti e realizzabili.
Ad esempio sul piano
Il World Economic Forum svoltosi a Davos dal 26
dell’approvvigionamento
al 30 gennaio 2011 punta l’indice sugli squilibri dei
energetico dobbiamo
mercati, sui pesanti debiti nazionali che frenano lo
approfondire la nostra
sviluppo dell’Occidente, sulla crescita irruenta ma
collaborazione, come
disomogenea e sregolata dei Paesi perennemente “in
indica il Trattato di
via di sviluppo”. Nel mondo si accentuano anche le
Lisbona” e bisogna
diseguaglianze sociali e la povertà, cui si guarda con
scommettere “sulla
preoccupazione: troppi Stati - lo ricordano i casi di
dimensione esterna
Tunisia ed Egitto - corrono il rischio di “esplodere”.
della politica
energetica” per essere
“più forti” sui mercati
definiti. Fra questi Van Rompuy indica
mondiali. Ma il politico
la sicurezza energetica: “Da un lato,
portoghese non ha trascurato di citare
essa richiede il rapido completamento
il risparmio e l’efficienza energetica,
di un mercato interno interconnesso.
annunciando un “piano d’azione”.
Dobbiamo discutere le implicazioni
A proposito dell’innovazione ha
di questo obiettivo, sia in termini di
affermato: “Siamo già in emergenza.
regolamentazione sia di infrastrutture
L’Ue è in ritardo sul piano della ricerca
fisiche. D’altra parte, la sicurezza
e delle nuove applicazioni tecnologiche.
energetica è determinata anche dai
Nonostante il difficile periodo
nostri rapporti con i partner chiave”.
finanziario, dobbiamo aumentare gli
Il presidente indica una riflessione
investimenti”.
doverosa sulle relazioni con la Russia.
Il Consiglio si deve poi soffermare sulla
SIR EUROPA
Segnali d’allarme
reale coordinamento delle politiche
economiche e di bilancio. Si tratta di
punti posti all’ordine del giorno del
summit del 4 febbraio, inizialmente
convocato per trattare solo di energia
e innovazione, salvo poi ricalibrare
l’attenzione sulle urgenze imposte
dalla cronaca, con una priorità per le
rivolte popolari in nord Africa.
Energia, economia e innovazione
sono comunque rimasti - accanto alla
politica estera - i tre temi fondamentali
attorno ai quali ruota il Consiglio
europeo, straordinariamente fissato
a inizio febbraio. La lettera di invito
ai 27 capi di Stato e di governo Ue,
spedita dal presidente Herman Van
Rompuy, segnala che sul “futuro
orientamento della nostra politica
energetica” è già stato compiuto “un
grande lavoro di preparazione”, ma
alcuni aspetti essenziali devono essere
Università in Europa. I lavori del Congresso europeo di Monaco (27-30 gennaio 2011)
In realtà diverse, ma comunque “presenti”
“L
a Chiesa deve essere presente
dentro le università che sono luoghi importantissimi per la formazione umana, la ricerca scientifica e il futuro
stesso dell’umanità”. È questa la convinzione
del card. Rheinard Marx, arcivescovo di Monaco e Freising e vice presidente della Comece,
espressa durante l’incontro con i giornalisti in
occasione del Congresso europeo della pastorale universitaria, che si è svolto a Monaco dal
27 al 30 gennaio, organizzato dal Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee). L’evento ha visto la partecipazione di 60 delegati
di 23 conferenze episcopali e rappresentanti
di associazioni e movimenti universitari, che
hanno riflettuto sul tema “Formazione, educazione e Vangelo. Prospettive della pastorale
universitaria in Europa”. Il cardinale ha anche
sottolineato che l’università è il luogo migliore
“dove fare esperienze di dialogo e di convivenza: lo sforzo che per esempio fanno le nostre
comunità cristiane universitarie per organiz-
zare momenti di confronto tra studenti di religioni diverse, soprattutto musulmani, aiutano
le due parti ad approfondire il proprio punto
di vista ma anche a non usare le proprie convinzioni gli uni contro gli altri”.
Nel corso del congresso sono state analizzate le situazioni delle pastorali universitarie,
che sono molto diverse a seconda dei Paesi. In Germania ci sono 100 università e 270
scuole tecniche superiori, 1 università cattolica, 9 università di ordini religiosi e 6 facoltà di
ispirazione cattolica. In tutto il Paese ci sono
125 “comunità universitarie cattoliche” e 240
responsabili della pastorale, di cui 90 sacerdoti; solo il 17% degli studenti tedeschi sono
interessati alle tematiche religiose, molti non
hanno avuto nessuna esperienza di socializzazione religiosa classica e le conoscenze di fede “scarseggiano”. Nel descrivere la situazione
delle università, per lo più laiche, dell’Inghilterra e del Nord Europa, Christopher McCoy,
sacerdote del Movimento internazionale degli
studenti cattolici, ha parlato di un “mercato”
che “offre molte proposte spirituali diverse,
che attraggono i giovani”. Per padre Augustín
del Agua Pérez, direttore della Sottocommissione per le università della Conferenza episcopale spagnola, “oggi è indispensabile fare
in ogni università l’opzione per la formazione
permanente, che riguardi non solo gli studenti
ma anche i professori”. Si è chiesto invece se “è
possibile che l’università diventi ‘campus di
evangelizzazione” mons. Sergio Lanza, docente della Pontificia università lateranense. La risposta è stata sì “perché dopo secoli di tragica
separazione tra fede e cultura si profila per la
comunità cristiana l’opportunità di un’assunzione di un ruolo profetico”. Per mons. Lanza la
pastorale universitaria deve diventare “pastorale dell’intelligenza” di un pensiero cristiano,
che di fronte al “pensiero debole” recupera “la
propria dignità culturale”, “rivisita i classici del
pensiero cristiano”, “indaga a fondo il sorgere
e svolgersi della modernità”.
6
Mondo
Sabato, 12 febbraio 2011
Notizie flash
■ Premio Nobel
Scontri al confine tra Cambogia e Thailandia
Sono ripresi nei giorni scorsi gli scontri tra
soldati cambogiani e tailandesi nella zona di
confine vicino al tempio di Preah Vihear. Dallo
scorso venerdì le vittime sarebbero almeno
cinque i morti e diversi i feriti nonostante sia
stato concordato un cessate-il-fuoco. Intanto,
i due paesi si accusano a vicenda e la Cambogia
ha presentato una richiesta alle Nazioni Unite
chiedendo l’invio di una missione di caschi
La candidatura della
“donna africana”
Le donne africane sono ufficialmente
candidate a ricevere il Premio Nobel
per la pace 2011. È stato infatti
spedito alla Commissione di Oslo il
dossier con cui la Campagna Noppaw
(Nobel Peace Prize for African Women),
promossa da Solidarietà e Cooperazione
Cipsi e ChiAma l’Africa, candida la
collettività delle donne africane a
ricevere il riconoscimento. La proposta
di candidatura al Nobel vuole “far
conoscere e riconoscere a livello
internazionale come senza il lavoro
nascosto e assiduo delle sue donne,
gran parte della società africana si
troverebbe senz’altro in una situazione
molto più deteriorata, sia dal punto di
vista economico che sociale”.
blu al confine e accusando i vicini di aver
danneggiato il tempo. Mai veramente
demarcata, la frontiera tra i due Paesi diviene
di fatto questione critica proprio attorno a
questo tempio, rivendicato da entrambi ma
assegnato alla Cambogia da una sentenza del
1962 della Corte internazionale di giustizia.
L’area attorno al tempio è però controllata
dalla Thailandia così come i principali accessi.
L’economista. Cosa c’è dietro l’inflazione degli ultimi mesi
■ Cuba
Liberati altri due
dissidenti politici
Il regime cubano ha rilasciato un
altro prigioniero politico, Guido Sigler,
che aveva precedentemente rifiutato
l’esilio in Spagna. Insieme a lui è stato
liberato anche un altro dissidente
Angel Moya. I due uomini fanno parte
di un gruppo di 52 dissidenti che le
autorità comuniste hanno accettato
di liberare in luglio dopo un accordo
con la Chiesa cattolica cubana. Undici
rimangono però in carcere perché
rifiutano l’esilio. Angel Moya era stato
arrestato nel 2003 a seguito di una
protesta contro il regime.
Rivolte in Egitto
Continuano le
proteste al Cairo
Ad ormai due settimane dallo scoppio della
proteste in Egitto, piazza Tahrir continua
ad essere occupara dai dimostranti che
chiedono le dimissioni del presidente
Mubarak. Intanto il vice-presidente
Omar Suleiman, ha incontrato i gruppi di
opposizione, compresi i Fratelli musulmani,
per cercare una mediazione verso le
riforme. Suleiman ha, però, escluso le
dimissioni di Mubarak, raccogliendo il
secco “no” delle opposizioni.
S
ono state necessarie rivolte,
anche sanguinose, in diversi
Paesi del mondo per riportare
l’attenzione dell’opinione pubblica
sull’aumento, ormai fuori controllo, dei
prezzi dei generi alimentari. A lanciare
l’allarme è intervenuta anche la Fao
che ha denunciato come nel mese di
gennaio si sia raggiunto il record assoluto
degli ultimi 20 anni con una crescita
rispetto al mese precedente del 3,4%.
Grano, mais, soia e zucchero hanno
visto aumentare esponenzialmente
Il gennaio 2011 ha fatto
registrare la crescita più
alta degli ultimi vent’anni
nei prezzi degli alimentari
il loro prezzo, mentre il 15 per cento
della popolazione mondiale non riesce
a mangiare a sufficienza tutti i giorni.
Tanto che il direttore della Fao, Diouf, e
il ministro dell’agricoltura francese, Le
Maire, hanno affermato che c’è il rischio
di nuove rivolte e proteste per fame.
Rincari certamente influenzati da eventi
meteorologici come inondazioni e siccità
che hanno colpito l’agricoltura di grandi
Paesi produttori quali Stati Uniti, Russia,
Brasile e Argentina ma, la cui vera causa,
sarebbe da riscontrare nella speculazione
La speculazione
che affama il mondo
finanziaria. I principali responsabili
sarebbero i titoli “derivati” come ha
spiegato, in un’intervista a Radio
Vaticana, l’economista Riccardo Moro,
direttore della Fondazione “Giustizia e
Solidarietà”. E’ lo stesso economista a
spiegarne il meccanismo: “Sui mercati
finanziari internazionali vengono emessi
titoli “derivati”, cioè titoli che derivano
il loro rendimento dall’andamento
di un’altra grandezza. Questi titoli
sono legati ad un evento esterno e a
seconda di come va l’evento esterno,
possono avere rendimenti diversi.
Le grandi lobby agricole, che sono
anche lobby finanziarie, investono sul
mercato finanziario e contestualmente
sottraggono il prodotto dal mercato
internazionale alimentare per fare
aumentare i prezzi artificiosamente;
in questo modo i loro titoli derivati, in
cui hanno investito, rendono molto di
più: alla scadenza dei titoli incassano
il guadagno e a quel punto possono
mettere il prodotto alimentare sul
mercato”. Una pratica già utilizzata
nell’autunno del 2008 quando, nello
spazio di un mese, i prezzi alimentari
si sono ridotti di 2, 4 volte, cioè dello
stesso aumento che si era determinato
nell’anno precedente, e non è capitato
nulla se non la maturazione del
rendimento di quei titoli. “Allora – precisa
Moro – non escludendo la possibile
presenza di altre concause, si arriva a
ricondurre questo surriscaldamento dei
prezzi a cui stiamo assistendo, proprio
alla speculazione finanziaria, consentita
da una mancanza di regolamentazioni”.
Per riuscire a porre un freno a questi
meccanismi finanziari, secondo
Moro, sarebbe sufficiente un’intesa a
cominciare almeno dal G20, tra tutti i
Paesi che sono sedi di mercati finanziari.
“Non si tratta – continua l’economista
- di impedire il mercato finanziario che
rappresenta uno strumento prezioso per
rendere efficiente l’uso della moneta.
Il problema è evitare che un uso senza
regole del mercato abbia ricadute di
questo tipo”. Secondo lo stesso Moro,
come già avvenuto nel 2008, c’è da
aspettarsi per i prossimi mesi un calo dei
prezzi.
■ A sei mesi dalle alluvioni che hanno colpito il Paese asiatico
■ Multinazionali
La Nestlè punta ai
mercati africani
Angola, Repubblica democratica del
Congo e Mozambico costituiranno le
prossime tappe dell’espansione africana
di Nestlé, la prima multinazionale
al mondo nel settore alimentare. Le
linee strategiche dell’avanzata a sud
del Sahara sono state presentate
dall’amministratore delegato Paul Bulcke
durante la cerimonia di inaugurazione
di un impianto per la produzione di
dadi da brodo nello Stato nigeriano di
Ogun, non lontano da Lagos. Secondo il
dirigente, nell’arco di due anni la Nestlé
investirà in Africa un miliardo di dollari
con l’obiettivo di portare dal 3 al 6%
la quota di profitti generati a Sud del
Sahara. In quest’area la multinazionale è
già presente in 27 paesi.
(M.L.)
Pakistan, continua l’ emergenza
A
sei mesi dalle alluvioni in Pakistan, che
hanno colpito 20 milioni di persone,
sommerso un quinto del Paese e distrutto 2 milioni di abitazioni, Caritas
internationalis fa un primo bilancio degli aiuti.
Finora sono stati stanziati 20 milioni di dollari,
ma secondo mons. Joseph Coutts, presidente di
Caritas Pakistan e vescovo di Faisalabad, “sono
necessari altri aiuti”, perché “in alcune zone si
è ancora nella fase di emergenza, serve cibo e
acqua pulita”, mentre in altre aree del Paese si
comincia già a pensare alla ricostruzione. Tre le
priorità elencate dal vescovo: alloggio, sanità e
mezzi di sussistenza (soprattutto agricoltura e
allevamento). “A livello nazionale – spiega mons.
Coutts – il Pakistan non ha ricevuto abbastanza aiuti e questo comporta ricadute sul nostro
lavoro. Per la ricostruzione delle infrastrutture,
delle strade e delle linee ferroviarie servirà tanto
denaro, che il governo non ha”. A denunciare la
situazione di difficoltà del Paese è anche l’Unicef
che in una nota sottolinea il suo impegno a favore della popolazione, in particolare dei bambini.
Dinanzi alle dimensioni enormi del disastro, l’Unicef ha lanciato un appello di raccolta fondi di
251 milioni di dollari: ad oggi, i fondi mancanti
ammontano a 52 milioni di dollari, il 21% del totale, con un totale di 198 milioni di dollari finora
ricevuti (tra donazioni e promesse). E’ in questa
situazione che si sta assistendo all’aumento dei
prezzi dei generi alimentari. Secondo Tadateru
Konoe, presidente della Federazione Internazionale della Croce Rossa, le piogge torrenziali hanno distrutto i raccolti, soprattutto nella regione
del Punjab e del Sindh,trascinando il paese in un
vortice inflazionistico. In particolare, si è registrato un forte aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, che ha reso ancora più fragili le prospettive
di vita della popolazione. E’ per questo che secondo lo stesso Konoe si teme lo scoppio di proteste popolari come quelle in corso in altri Paesi.
M.L.
Cultura
I nostri bambini
“filosofi”... che
ci fanno pensare!
Le loro domande rivelano la natura
ragionevole di cui siamo impastati.
Un libro del filosofo francese Roger-Pol Droit
U
na delle cose più certe della vita
è che i bambini fanno domande.
Ci sarebbe da disquisire sulla
qualità di tali domande. La
televisione le ha modificate, quasi mai
migliorandole, e talvolta allungando
maldestramente le sue risposte banali.
di Agostino Clerici
Eppure non è riuscita - e mai riuscirà
- a spegnerle, perché l’immagine non
riesce ad annullare la parola (con tanto
di punto interrogativo) che s’annida nelle piccole menti dei nostri bambini.
è filosofia “spicciola”? Il filosofo francese Roger-Pol Droit è convinto che
sì, i nostri bambini sono filosofi, e le loro domande meritano un grande
rispetto, e richiedono un “dialogo filosofico” e non quei soliti comodi rinvii e
palleggiamenti disimpegnati, del tipo: “Vai da papà (o dalla mamma)! ... Lo
capirai quando sarai grande ... Meglio se chiedi a scuola .... Non è il momento
adesso per queste cose!”. Scrive il Droit: “I genitori - in preda allo sconcerto,
ma ancor più in balia della propria personale ignoranza, che sovente non
vogliono ammettere - finiscono per schivare il fuoco di fila. Eppure - aggiunge
- basta esaminare anche sommariamente le domande dei bambini per
scoprire che la maggior parte sono vere e proprie questioni filosofiche e che,
dietro l’apparente ingenuità, si nascondono ansie metafisiche. Sono domande
che portano dritto all’essenziale”. Il mio
bambino è un filosofo (San Paolo 2011,
euro 10,00) è un piccolo libro, volutamente
disordinato e non esaustivo, che cerca di
offrire qualche indicazione per orientarsi e
non sfuggire, così, la preziosa opportunità
che le domande dei piccoli offrono per la
crescita del bambino e anche dell’adulto.
Roger-Pol Droit - che ha dedicato diversi
libri al tema, alcuni dei quali tradotti
presso l’editore Archinto, non ultimo la
Piccola filosofia portatile uscita per i tipi
di Rizzoli nel 2001 - rifiuta l’opposizione
tra bambino e filosofo, come se abitassero
cosmi separati, quasi che la filosofia
sorgesse improvvisamente come esigenza
della ragione adulta mentre il bimbo è
relegato nel mondo dei sentimenti irriflessi.
Ed ha ragione a difendere questo naturale
bisogno di ragionevolezza che si manifesta
assai presto nella mente umana. Semmai
bisognerebbe domandarsi come mai si sia
addormentato - oggi precocemente, ahimé
- nella mente dei cosiddetti adulti, i quali
non sanno rispondere alle domande dei
bambini perché quelle domande non se le
pongono più o credono di aver risposto ad
esse una volta per tutte, quando erano... più
piccoli. Il bene e il male, il vivere e il morire,
l’amare e il detestare, il bello e il brutto, il
giusto e l’ingiusto, la natura e la società,
il ridere e il piangere... sono solo alcune
delle coppie su cui è costruita la trama del
libro. Sono le domande di sempre, non
solo quelle dei bambini. è la filosofia del
cuore dell’uomo. E vale la pena dialogare
filosoficamente su di esse, senza paura di
dare delle risposte, per quanto non siano
esaustive. è vero, le domande spesso sono
provocazione, e anche il Vangelo conosce
domande fatte da Gesù a cui egli non
risponde. Ma è anche rischioso ridurre tutto
a un domandare. Esistono delle risposte,
che ci piaccia o no. Esiste pure l’evidenza,
perché la realtà viene prima della nostra
problematicità, ed ha una funzione
maieutica: tira fuori risposte che sono già
scritte dentro di noi. Due soli appunti vorrei
fare al libro del filosofo francese. Il primo è
un invito alla prudenza, a non cadere in una
forma di adultismo dei bambini: lasciamoli
giocare con la fantasia, e usiamola anche
noi per rispondere, senza permettere alla
ragione di esercitare l’egemonia. Il secondo
appunto riguarda il capitolo su Dio: i genitori
e gli educatori cristiani possono dire di più,
possono rispondere ai bambini attingendo al
Dio di Gesù Cristo. è sana filosofia cristiana.
La “Lettera da Roma”
di don Bosco (Elledici)
Nel maggio 1884 Don Bosco spedisce da
Roma una lettera all’Oratorio di Torino
Valdocco. Ma quel testo, quella Lettera
da Roma può ancora dare delle “dritte”
per la pedagogia e la pastorale giovanile.
(euro 10,00).
■ Mario Chiarapini
Genitori alle prese con
l’educazione (Paoline)
Difficoltà, superlavoro,
stress, disorientamento,
solitudini, forti e distorti
modelli di vita da parte
dei media: sono mille i
motivi che rendono oggi
l’azione educativa
particolarmente pesante.
Molti genitori sono
tentati di “gettare la spugna”. Padre Mario
Chiarapino propone 40 brevi capitoletti su
argomenti che lui stesso ha affrontato in
molte scuole, con soddisfacente riscontro
da parte di genitori, dirigenti e
coordinatori scolastici, per incoraggiare
genitori e educatori (euro 12,00).
■ Franco Del Casale
Accompagnare il bambino
nello sviluppo (Paoline)
Il testo prende in
considerazione lo
sviluppo del bambino da
zero a sette anni,
analizzandone le varie
fasi e offrendo così un
valido aiuto per capire la
genesi di eventuali
conflitti e individuarne le
motivazioni. Il saggio coniuga la necessità
di offrire elementi teorici irrinunciabili con
la necessità di offrire ai genitori dettagli
concreti che l’Autore attinge alla sua lunga
esperienza di terapeuta. Ogni capitolo si
chiude con una scheda riassuntiva
dell’argomento trattato (euro 16,00).
Tutti facciamo esperienza
dell’aggressività: a volte
ci sentiamo vittime
dall’aggressività altrui,
altre volte siamo noi ad
aggredire. Eppure c’è una
aggressività che non
distrugge ma crea e
l’Autrice spiega come
superare l’aggressività negativa e propone
tracce per utilizzare quella positiva. Il
segreto sta nel riconoscere la dignità della
persona, ed evitare tutto ciò che la
sminuisce. Attraverso il rispetto, tutti
possono ristabilire la dignità, propria e
altrui (euro 11,00).
Il matematico e fisico
Alfio Briguglia e lo
storico e filosofo
Giuseppe Savagnone
difendono la necessità
di un confronto aperto
dall’una e dall’altra parte - affermano
gli autori in un’intervista - In campo
religioso (cristiano, anche se non
cattolico) ha trovato una certa diffusione
la cosiddetta “teoria del Disegno
Intelligente”, che ha portato, negli Stati
Uniti, a vari tentativi di introdurre nelle
scuole un insegnamento alternativo alla
teoria darwiniana. Sul fronte opposto,
si registra una nuova fioritura di opere
che sostengono con decisione una
visione atea del mondo e della vita,
affermando che essa è l’unica possibile
dopo gli sviluppi della scienza moderna
e contemporanea”. Briguglia e Savagnone
ricordano quanto scrisse Giovanni
Paolo II in una famosa lettera al rev.
George Coyne, Direttore della Specola
Novità in libreria
■ Reinhard Gesing
Rispettarsi e rispettare,
contro l’aggressività (Paoline)
La pazienza
del dialogo
U
7
■ De La Garanderie
Il rapporto tra scienza e fede
no scienziato può essere credente?
Si può ancora aver fede nelle
grandi narrazioni bibliche? Le
scienze, dopo la teoria di Darwin e
la scoperta del Big Bang, non hanno
reso inutile l’”ipotesi Dio”? E’ ancora
ragionevole parlare di anima nell’epoca
delle neuroscienze? La morale si può
ancora basare su princìpi e valori,
oppure è solo il frutto di meccanismi
evolutivi che ne spiegano l’origine e
ne delimitano il peso normativo ? La
scienza è in grado di fondare un’etica
“laica”, che non faccia riferimento alla
filosofia e alla religione? Sono domande
che riguardano il rapporto scienza-fede
e che oggi si pongono anche tanti “non
addetti ai lavori”. Domande la cui portata
non è solo teorica, ma che hanno a che
fare con le scelte esistenziali, e dalla cui
risposta dipende anche il rapporto degli
uomini e delle donne del nostro tempo
con la religione e con la Chiesa. Su
questi temi si sofferma il nuovo libro di
Alfio Briguglia e Giuseppe Savagnone
Scienza e fede. La pazienza del dialogo
(Elledici, pagine 208, euro 14,00).
“Oggi rifioriscono posizioni estreme
Sabato, 12 febbraio 2011
Vaticana, del 1 giugno 1988: “La scienza
può purificare la religione dall’errore
e dalla superstizione; la religione può
purificare la scienza dall’idolatria e dai
falsi assoluti. Ciascuna può aiutare l’altra
ad entrare in un mondo più ampio,
un mondo in cui possono prosperare
entrambe”. Il confronto va mantenuto
aperto, dunque, “nella consapevolezza
che una sana conflittualità è fonte
di reciproca conoscenza e un
arricchimento in tutte le grandi
esperienze relazionali della vita umana”.
Ma convinti anche che “un conflitto ben
vissuto si differenzia dal cieco scontro
perché comporta, da parte dei soggetti in
gioco, la rinunzia a posizioni precostituite
e una reale capacità di ascolto”.
■ Guido Tallone
Un’esperienza originale
di parrocchia (EDB)
Il volume descrive
un’esperienza pastorale
piuttosto speciale: quella
della parrocchia di Olmi,
alla periferia est di
Treviso, località che
rischia di trasformarsi in
un grosso quartiere
dormitorio. Dal 1991 la
comunità ha cominciato a riaggregarsi
attorno alla parrocchia, dopo anni di
progressivo appiattimento, coinvolgendo un
gran numero di persone (euro 15,00).
a cura di Agostino Clerici
Economia
8 Sabato, 12 febbraio 2011
Forum Sociale Mondiale di Dakar. Nostra intervista al cardinal Théodore Adrien
Sarr al termine della Santa Messa a cui hanno partecipato migliaia di cattolici
Bisogna ascoltare i popoli
I
cristiani non possono
“tacere sulle rivolte
popolari contro chi si
appropria del potere solo
per vantaggio personale, per le
proprie famiglie e amici, come
in Tunisia e in Egitto e senza
dubbio anche in altri Paesi”.
I cristiani devono “rifiutare e
lottare contro ogni forma di
corruzione del potere”, per
mettersi invece al servizio del
prossimo”. È una posizione
chiara e netta su quanto sta
accadendo in Tunisia ed
Egitto, e un riferimento a
situazioni esistenti in tanti
altri Paesi africani, quella
espressa il 6 febbraio dal
cardinale Théodore Adrien
Sarr, arcivescovo di Dakar,
durante la Messa che per
migliaia di cattolici ha segnato
l’apertura del Forum sociale
mondiale (6-11 febbraio)
nella capitale senegalese.
Nella parrocchia dei Martiri
dell’Uganda erano presenti
rappresentanti della rete
Caritas, di organizzazioni non
governative, associazioni,
sacerdoti e religiosi/e
senegalesi e di tutto il mondo.
Nell’omelia il card. Sarr ha
invitato i partecipanti ad
essere “cristiani luminosi,
coraggiosi e impegnati” e
a “non restare indifferenti
rispetto alla sorte dei
nostri simili, cercando le
cause delle loro sofferenze,
denunciando e combattendo
le ingiustizie, per essere luce
nelle tenebre del malgoverno
e delle ingiustizie dei
sistemi economici nazionali
e mondiali”. Lo abbiamo
intervistato a conclusione
della Messa.
Eminenza, cosa pensa delle
rivolte popolari che stanno
infiammando l’Egitto,
la Tunisia e rischiano di
estendersi anche in altri
Paesi?
“Quello che sta accadendo
oggi in Egitto e Tunisia
interpella i governi di tutta
l’Africa. Le popolazioni stanno
sviluppo, e la situazione
difficilissima dei profughi e
degli sfollati”.
Quali responsabilità?
“Bisogna fare appello ai
governi africani perché
promuovano il benessere,
la salute, l’educazione della
popolazione. Ma ricordiamo
che i governi africani non
sono gli unici responsabili
di questa situazione. Ci
sono interventi esterni non
positivi, che antepongono i
propri interessi a quelli della
popolazione. I Paesi africani
più ricchi di minerali e
risorse naturali sono l’oggetto
primario di questo interesse.
Perché la Repubblica
democratica del Congo, da
decenni, non riesce ancora
a conoscere la pace e la
democrazia? È a causa delle
sue ricchezze enormi. Chiedo,
quindi, alle potenze straniere
di prestare attenzione al bene
delle nostre popolazioni. La
Tunisia non ha tenuto conto
Nell’omelia il card.
Sarr ha invitato
i partecipanti ad
essere cristiani
luminosi e coraggiosi
dimostrando che possono
reagire in massa per mostrare
il loro scontento ed esprimere
le loro attese. Queste
manifestazioni popolari
possono convincere i governi
che il loro modo di agire non
è il migliore. Non è ciò di cui
hanno bisogno le popolazioni”.
Intravede la possibilità di
una “nuova primavera”
orientata verso la
democrazia?
“Se le situazioni saranno ben
gestite potranno contribuire
ad una nuova era per le
popolazioni maghrebine,
ma anche per molti Paesi
africani. Le popolazioni
stanno prendendo coscienza
che possono esprimere
bisogni, aspettative e desideri,
e manifestare delusione nei
confronti dei governi. Di
fronte alla pressione popolare
i governi saranno obbligati a
tener conto della gente”.
Situazioni di questo tipo
riguardano anche il Senegal?
“Sì. Qui, ad esempio, la gente
protesta in piazza contro
la mancanza di corrente
elettrica. Le manifestazioni
dovrebbero essere più
coordinate, coerenti e di
massa. Ma oggi la gente
manifesta ed esprime il
proprio scontento, per cui il
governo dovrà mettere tra le
priorità d’azione la fornitura di
energia elettrica”.
Tra i tanti problemi
dell’Africa quali, secondo lei,
le priorità?
“Parlare di tutta l’Africa
vuol dire generalizzare,
comunque ci sono degli
aspetti positivi che i media
occidentali non vogliono
vedere. A livello sociale ed
ecclesiale in alcuni Paesi
africani sono stati fatti grandi
progressi: in campo educativo,
sanitario, nella formazione
universitaria, politica, a
livello di democrazia. Le
elezioni sono sempre più
credibili. Ma persistono gravi
e reali problemi: in ambito
sanitario abbiamo ancora
la malaria, il virus Hiv, ecc.;
la scolarizzazione non è
ancora universale in molti
Paesi; lo sviluppo economico
è rallentato da fenomeni di
corruzione e da politiche
governative poco lungimiranti
nell’agricoltura, nella lotta
alla disoccupazione, in campo
energetico. In più ci sono i
conflitti, che rappresentano
un freno enorme allo
Il forum permetterà
alle società civili
africane di prendere
coscienza della
propria forza
dei bisogni della gente. Ma
anche Paesi come gli Usa
e la Francia devono fare
attenzione e chiedersi se gli
africani sono soddisfatti”.
Il Forum sociale mondiale
per la prima volta a Dakar:
cosa si aspetta?
“È una buona cosa che
quest’anno il Forum si svolga
a Dakar, perché permetterà
alle società civili africane
di esprimersi, di prendere
coscienza della propria forza e
fare pressione sui governi”.
a cura di PATRIZIA CAIFFA
(inviata SIR a Dakar)
Nota economica. Evasione fiscale di 50 miliardi di euro accertata in Italia per il 2010
Il livello medio di moralità è soddisfacente?
A
volte chiedo: il livello medio di moralità e cultura degli italiani è soddisfacente? Rettitudine, cultura e morigeratezza paiono subire gravi affronti. La Campania, ad esempio, pare in mano alla malavita,
all’incompetenza e alla disonestà di politici
e funzionari pubblici, nonché all’ignavia dei
cittadini. Per la verità, anche il resto d’Italia
presenta lati oscuri, ove malaffare, disonestà
e truffe si intrecciano. La Guardia di Finanza,
alla Commissione competente della Camera, ha dichiarato: l’evasione fiscale nel 2010,
è stata di circa 50 miliardi. Il mondo politico presenta personaggi e fatti da brivido. I
cattolici, per reiterate omissioni, sono corresponsabili del degrado, che abbruttisce la
società civile e politica.
Dato per ammesso e non concesso che quanto addebitato al Presidente del Consiglio sia
vero, resta da dire che i “facili costumi” sono diffusissimi. Basti pensare alla diffusione
della prostituzione, all’uso di stupefacenti,
al malaffare che travolge politici, imprenditori e Istituzioni e all’alto numero di aborti.
Intendo dire, che vi è ipocrisia e strumentalizzazione nello stigmatizzare le colpe presunte di Berlusconi, ma ciò non lo giustifica
e tanto meno può far presumere che possa
rappresentare i cattolici.
Non è più tempo di parlare di rigore morale,
di competenze latitanti, di cultura debole, di
mancanza di passione civile, è ora di opporsi
al degrado morale, culturale, economico e
politico del Paese ed i cattolici debbono porsi
in prima fila. Come? A mio avviso preparando una nuova classe dirigente, competente,
legata ai valori di legalità e democrazia, munita di etica e religiosità. Opera impegnativa
da perseguire con realismo e pazienza.
I dirigenti Fiom, come i politici di governo e
di opposizione, pare non abbiano compreso
che, senza crescita reale, la società impoverisce e produce danni sociali e politici, destinati a bloccare il welfare progressivo (pen-
sioni dignitose, assistenza medica e ospedaliera, scuola e università d’eccellenza) e ad
indirizzare verso pericolose tensioni sociaIi.
Imprenditori e sindacalisti debbono superare l’antica contrapposizione capitale/lavoro
e assumere comportamenti compatibili con
le condizioni poste dal mercato globale, dominato da Paesi in via di sviluppo.
Una società per progredire deve darsi regole
imperative e sapersi rinnovare. Uguali criteri valgono per il mondo delle imprese e del
sindacato i quali debbono ridefinire costantemente, i criteri di rappresentanza, contrattazione e sciopero e quelli delle strutture e
dei criteri operativi. La sclerosi dianzi richiamata è imputabile soprattutto al fallimento
culturale ed educativo della scuola, della famiglia e del mondo intellettuale.
Dei cattolici non parlo, la loro bancarotta è
evidente.
GIANNI MUNARINI
Pace e libertà religiosa
Sabato, 12 febbraio 2011
Gran Bretagna: bisogno di valori forti?
S
econdo un rapporto appena pubblicato dalla organizzazione
“Faith matters”, ovvero “La fede conta”, i cittadini britannici che
abbandonerebbero la religione di origine per diventare musulmani
sarebbero ogni anno circa 5.200, il 62% donne. Il tipico convertito
britannico entra nell’Islam a 27 anni e non ha come ragione della
conversione il matrimonio. Fra le prime fonti di conversione sono citati i
libri, seguiti da amici musulmani e Internet. Abbiamo chiesto un commento
a Sara Silvestri, esperta di Islam, docente di religione e politica alla City
University di Londra e all’università
di Cambridge.
Cinquemila nuovi
musulmani l’anno,
secondo un rapporto
di “Faith matters”.
Intervista a Sara
Silvestri, docente a
Cambridge e a Londra
● Mancato accordo tra i
27 ministri degli Esteri
dell’Unione Europea
● L’italiano Franco Frattini ● Opposizione è venuta da
ha tentato invano di far
Irlanda, Lussemburgo,
approvare il testo
Portogallo e Spagna
Cristiani perseguitati:
l’Europa non indietreggi!
F
a discutere il mancato accordo
dello scorso 31 gennaio tra i 27
ministri degli Esteri Ue su una
dichiarazione congiunta di condanna
delle persecuzioni religiose, saltato
per l’omissione nella bozza del testo di
un riferimento esplicito al caso delle
minoranze cristiane in Medio Oriente.
Sul tema delle persecuzioni contro
i cristiani Italia, Francia, Ungheria
e Polonia avevano sollecitato un
dibattito dopo gli attentati nella chiesa
di Baghdad dello scorso ottobre che
ha causato 46 vittime, e quello nella
chiesa copta di Alessandria d’Egitto,
a dicembre, nel quale hanno perso la
vita 21 persone. A chiedere il ritiro della
bozza perché “generica” e priva di un
minimo di impegni concreti a tutela
delle comunità perseguitate - dopo gli
energici pronunciamenti
del Parlamento europeo (20
gennaio) e del Consiglio
d’Europa (27 gennaio)
- è stato, dopo il fallito
tentativo di far approvare
alcune modifiche al testo, il
ministro degli Esteri italiano
Franco Frattini (nella foto
con Barroso)che aveva
fatto mettere la questione
all’ordine del giorno. Contro
gli emendamenti proposti
dall’Italia si sono pronunciati
Irlanda, Lussemburgo,
Portogallo e Spagna.
L’Alto rappresentante
per la politica estera e
di sicurezza, Catherine
Ashton, si è impegnata
a presentare una nuova
bozza per una prossima riunione dei
capi delle diplomazie Ue. “Il mancato
raggiungimento di un accordo per una
comune dichiarazione dei ministri degli
Esteri dei Paesi membri dell’Unione
europea circa la protezione dei cristiani
e la libertà di religione nel mondo ci
preoccupa e ci deve interrogare”, ha
dichiarato il 2 febbraio a SIR Europa padre
Duarte da Cunha, segretario generale del
Ccee (Consiglio Conferenze episcopali
d’Europa), auspicando che “questo rinvio
non sia a tempo indeterminato” ma
costituisca piuttosto “un’occasione per
migliorare la dichiarazione”. “I cristiani
- afferma il segretario Ccee -, siano essi
in maggioranza o in minoranza, hanno
il diritto, come tutte le persone, di essere
protetti in modo esplicito. L’Unione
europea deve essere in prima linea in
questa difesa con affermazioni chiare
e politiche conseguenti. È previsto
infatti che l’accordo venga discusso
e, speriamo approvato, nel corso di
una prossima sessione. Nel caso in
cui ciò non avvenisse sarebbe una
forma di imbavagliamento della verità”.
Secondo padre da Cunha, “nessuna
disposizione motivata da considerazioni
di carattere nazionale, economico,
religioso o culturale può legittimamente
contravvenire ai principi sanciti dagli
strumenti di cui l’Europa si è dotata
quali il Trattato sull’Unione europea, la
Convenzione europea per la salvaguardia
dei diritti dell’uomo e delle libertà
fondamentali, e alle dichiarazioni del
Consiglio europeo. Sarebbe un passo
indietro per l’Europa, sarebbe un passo
indietro rispetto a quanto compiuto
qualche giorno fa dal
Comitato dei ministri dei 47
Paesi del Consiglio d’Europa
e soprattutto dall’Assemblea
parlamentare che non
solo aveva denunciato le
persecuzioni dei cristiani
ma dato anche indicazioni
chiare per un impegno
concreto da parte dei
Paesi membri e del
CdE”. Gli atti di violenza
“cui abbiamo assistito conclude il segretario Ccee
- testimoniano chiaramente
che il modello democratico
è molto precario e che la
dichiarazione universale dei
diritti dell’uomo è ancora
lontana dall’essere iscritta
nel cuore degli uomini”
Episcopati europei (Comece): “rammarico”
I
n una nota diffusa il 1° febbraio la Comece (Commissione
episcopati Comunità europea) esprime “rammarico”
per la vicenda e si aspetta che gli impegni al riguardo
contenuti nei Trattati Ue vengano tradotti “in azioni politiche
significative”. “Questa titubanza diplomatica è tanto più
incomprensibile” in quanto vite innocenti sono oggetto di
“atroci attacchi contro i cristiani e le altre minoranze in tutto
il mondo”, afferma la Comece sottolineando che causa del
mancato accordo è stato “il disaccordo interno tra i ministri
sull’inserimento” nel testo di “uno specifico riferimento ai
cristiani come vittime di persecuzione religiosa”. La Comece
esprime “stupore” per questa “titubanza dal momento che
l’opinione pubblica europea è già stata resa consapevole della
particolare situazione dei cristiani in Medio Oriente dopo i
recenti attacchi alle chiese in Iraq ed Egitto”, e rammenta che
l’Europarlamento, con l’esplicita risoluzione di condanna
delle persecuzioni contro i cristiani adottata il 20 gennaio, e
il Consiglio d’Europa, con l’analoga raccomandazione del 27
gennaio, “hanno già aperto la strada alla specifica condanna”
di tali violenze”. Secondo la Comece “i recenti attacchi contro
i cristiani non sono casi isolati” e le persecuzioni anticristiane
sono “particolarmente allarmanti”. Poiché “l’impegno dell’Ue
di proteggere i diritti fondamentali e la libertà religiosa è
chiaramente affermato nel Trattato sull’Ue e nella Carta
dei diritti fondamentali”, ed è stato “ribadito in diverse
dichiarazioni”, la Comece “si aspetta che l’Ue intraprenda
misure concrete per tradurre questi principi in azioni politiche
significative”.
Che cosa pensa della validità
scientifica di questo studio?
“È uno studio importante perché
è uno dei pochi sui convertiti in
Gran Bretagna, ma quello che vuole
ottenere è un ‘guess estimate’, ovvero
soltanto una ipotesi sul numero di
chi entra nell’Islam. Gli unici dati
certi riguardano la Scozia e sono tratti
dallo Scottish Census, il Censimento
del 2001. Ho riserve sul campione di
persone intervistate online, soltanto
122, un numero per nulla rilevante in
termini statistici. Ne occorrerebbero
almeno 500”.
È significativo sapere se i convertiti
aumentano o no?
“Non si può sapere se aumentano o no
perché non c’è un punto di riferimento
iniziale. I rappresentanti delle
moschee ovviamente ci tengono a dire
che l’Islam è in aumento, ma si tratta
di affermazioni non sostanziate”.
Ci sono verità che escono da questo
rapporto che sono sostanziate
anche da altri studi?
“Certo, per esempio emerge un dato:
il desiderio di chi si avvicina all’Islam
provenendo da altre religioni o
di chi, già musulmano, vi ritorna
dopo essersi allontanato, è quello
di avere un punto di riferimento
in una società globalizzata che ha
perso valori tradizionali, una società
individualista dove non conta più
tanto la famiglia. L’Islam propone
valori molto forti, conservatori,
che danno un senso alla persona e
lo inseriscono in modo forte nella
comunità e nella famiglia. Chi si
sente spiazzato dalle dinamiche
della società postmoderna è attratto
dall’Islam. Quello che viene prescritto
è anche molto semplice, non
complica una vita già complicata.
Fai una professione di fede, prega
cinque volte al giorno, vestiti in un
certo modo, digiuna. Non è neppure
necessario andare in moschea.
Quindi siamo di fronte ad una ricerca
di valori conservatori in una realtà
moderna. Anche il Papa ha detto,
proprio qui in Gran Bretagna, che
l’Europa non può diventare troppo
relativista. E se uno è preoccupato per
l’espansione dell’Islam certamente
uno dei metodi per fermare
l’espansione dell’Islam non è allargare
ancora di più gli aspetti liberali o
diventare ancora più relativisti perché
più si apre il fronte relativista e liberale
più l’Islam si presenta come baluardo
della moralità e dei valori eterni e
universali”.
Pensa che la Gran Bretagna sia un
terreno fertile per la diffusione
dell’Islam?
“Le persone che hanno un senso
di spiritualità, di trascendenza, si
sentono isolate qui dove la religione
non ha spazio pubblico, viene
ridicolizzata e il secolarismo è molto
aggressivo”.
E come vivono questi valori
tradizionali dell’Islam i
musulmani cresciuti qui che lei
incontra durante le sue lezioni
all’università?
“I miei ragazzi ci tengono moltissimo
a far vedere di essere dei bravi
musulmani, di seguire per esempio
il Ramadan e nello stesso tempo
essere moderni, avanzati. È un modo
di affermare la propria identità e
mostrare all’esterno la loro scelta
interiore”.
9
Vita diocesana
10 Sabato, 12 febbraio 2011
Agenda
del Vescovo
Unità d’Italia. Incontri promossi dalla fondazione card. Ferrari
Da venerdì 11
a domenica 13
Visita pastorale alla zona Bassa
Valtellina: ospedale di Morbegno;
“Casa Madonna del Lavoro” Nuova
Olonio; parrocchie di Albaredo,
Dazio, Bema.
Una rilettura cristiana...
Lunedì 14
A Como, al mattino, udienze e
colloqui personali; nel pomeriggio, in
Seminario, colloqui con i seminaristi.
Martedì 15
A Como, al mattino, in Curia,
Consiglio per gli affari economici;
nel pomeriggio, udienze e colloqui
personali.
Mercoledì 16
A Pellio Intelvi, incontro con il clero
giovane (fino al settimo di Messa).
Venerdì 18
A Como, in Curia, Collegio dei
Consultori; in serata, Commissione
per il diaconato permanente.
Sabato 19
A Nuova Olonio, dalle ore 15.00,
Consiglio Pastorale Diocesano.
Domenica 20
A Como, Assemblea diocesana
dell’Azione cattolica.
■ Ufficio Liturgia
Cresima degli adulti:
il 5 marzo a Como
Il prossimo appuntamento per la
celebrazione del sacramento è sabato 5
marzo a Como; con incontro preparatorio
sabato 26 febbraio, dalle ore 16.00 alle
ore 18.00 (sono attesi cresimandi e
padrini, con i necessari documenti) nella
sala di via Maestri Comacini, 4. I parroci
che stanno ultimando la preparazione
di candidati maggiorenni sono pregati
di segnalarlo al più presto telefonando
all’Ufficio per la Liturgia (031/3312216
oppure 252 dal lunedì al venerdì, ore
09.00- 12.30)
■ Ufficio Liturgia
Incontro per i
ministri straordinari
della Comunione
I ministri straordinari della Comunione
che hanno ricevuto per la prima volta il
mandato nella Solennità di Cristo Re nel
novembre 2010 sono invitati a completare
la loro preparazione. Il prossimo è sabato
19 febbraio: a Sondrio, presso l’Istituto
Pio XII, via Carducci 12, dalle ore 14.00
alle ore 16.15. A Como, presso l’Istituto
Canossa, via Balestra 10, dalle ore 15.00
alle ore 18.00. Tema: La Parola e il Pane:
una sola mensa per l’uomo. Spiritualità
eucaristica e vita quotidiana.
I
l 17 marzo 1861 nasceva lo Stato
ecclesiale. Un appuntamento davvero
Il primo incontro
italiano unitario. Un punto d’arrivo,
molto utile per mettere a fuoco gli ultimi
ma anche un punto di partenza.
150 anni di storia italiana, al di là dei luoghi
con
il
prof.
Vecchio
Non solo perché, come si disse,
comuni e delle semplificazioni sempre
“fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. Ma
un po’ ideologiche della storiografia
ha
permesso
di
anche perché da quella data ha preso
contemporanea.
avvio una stagione assai complessa
Impossibile dar conto di tutti i passaggi
riscoprire
aspetti
dei rapporti fra Chiesa e neonato Stato
svolti del relatore nel suo intervento. Per
italiano. Una stagione di reciproco
chi lo volesse è disponibile la registrazione
fondamentali
della
arroccamento, di muro contro muro. Da
audio presso la segreteria del Centro
una parte le leggi di confisca dei beni
Cardinal Ferrari.
tortuosa
e
tormentata
ecclesiastici (1866), la breccia di Porta
Rimane l’impressione di fondo. Quanto
Pia e la fine del potere temporale del
sia utile e importante la rivisitazione,
storia
civile
italiana
Papa (1870), i ripetuti episodi di acceso
con occhio sapido e critico, del nostro
anticlericalismo, spesso di matrice
passato. Ci aiuta a capire meglio il presente
massonica, sul finire del secolo. Dall’altro Il Sillabo di Pio IX
e a proiettarci con cognizione di causa verso il futuro da
(1867), con la sua condanna perentoria dei tempi moderni
costruire. Lo sguardo dello storico è spesso impietoso, ma mai
e dei diritti di libertà, il non expedit alla partecipazione
giudicante. Non cade nella trappola di valutare negativamente
dei cattolici alla competizione politica dello Stato italiano,
ciò che deve essere inquadrato nel suo contesto. Sa che
gli accenti intransigenti della predicazione ecclesiastica.
sarebbe oltremodo ingeneroso giudicare il passato sulla base
Una spaccatura, un dissidio profondo. Una ferita rimasta
della nostra attuale autocoscienza, che proprio quel passato,
lungamente aperta nella coscienza politica dei cittadini
anche attraverso molteplici errori e ristrettezze di visuale,
cattolici italiani, e definitivamente rimarginata solo con il
ha contribuito a plasmare. Ciononostante lo storico scava,
Concilio Vaticano II, passando per la mattanza della Grande
indaga, fa saltar fuori – o almeno cerca di farlo – la verità dei
Guerra, i Patti Lateranensi del ‘29, il magistero illuminato di
fatti storici, nella consapevolezza che essa è più un aiuto
Pio XII sulla democrazia e la forma laica dello Stato. Una ferita
per migliorare il presente che non un giudizio sul passato.
solo in parte compensata dallo straordinario radicamento
Così, giudicata sui tempi lunghi di Dio, l’unificazione politica
sociale del cattolicesimo, la sua penetrazione capillare fra i ceti
italiana e la fine del potere temporale della Chiesa ha da essere
poveri e le masse popolari (l’800 è stato il secolo dei santi, della
interpretata, con papa Paolo VI, come un evento drammatico
formidabile fioritura di opere e istituti religiosi – se ne contano
ma certo provvidenziale. Difficilmente, però, potevano
più di duecento –, in genere con una forte valenza sociale e
risuonare allo stesso modo le cannonate dei garibaldini alle
umanitaria: Giovanni Bosco, il Cottolengo…).
orecchie di Pio IX asserragliato dentro le mura vaticane…
Insomma, 150 anni di scontri e di incontri fra Stato italiano
Alla fine ciò che ci è dato di riscoprire, attraverso i drammi
e mondo cattolico. Su tutto questo ci ha aiutato a riflettere il
della storia, è la bellezza e l’altezza della vocazione cristiana
prof. Giorgio Vecchio, nativo comasco e ordinario di Storia
ad essere fino in fondo figli della Chiesa e cittadini leali della
contemporanea presso l’Università di Parma, lunedì 7 febbraio, nostra patria. In fondo Stato e Chiesa, pur nella dialettica
presso l’aula magna della Biblioteca comunale (“I cattolici,
spesso infuocata e non priva di chiusure unilaterali, hanno
il Risorgimento e l’unità d’Italia”). Si è trattato del primo di
finito per crescere insieme, migliorandosi e arricchendosi
un ciclo di incontri culturali promosso dalla Fondazione
vicendevolmente.
Cardinal Ferrari per favorire una rilettura credente dei 150 anni Prossimo appuntamento venerdì 11 marzo, sempre in
di unificazione dello Stato italiano. Eloquio fluente, dovizia
Biblioteca. Il prof. Langella ci aiuterà ad approfondire il tema
di particolari, puntigliose analisi storiche, il prof. Vecchio
dell’unità d’Italia sotto il profilo della letteratura.
ha preso per mano l’uditorio, guidandolo a ripercorrere i
complessi tornanti della nostra più recente storia civile ed
monsignor ANGELO RIVA
Parola fra noi
Domenica 13 febbraio
O
ggi, nel Vangelo, sono presentate alcune antitesi: fu
detto... ma io vi dico che spiegano la giustizia secondo
Gesù: non solo non uccidere, ma non infuriarti; non solo
non commettere adulterio, ma anche non desiderare di
commetterlo; non solo non giurare il falso, ma non giurare affatto:
sì se è sì, no se è no. Quando
Gesù pronunciava queste
Sir 15, 16-21;
parole, spiegando agli uomini
la fratellanza universale, a
1Cor 2, 6-10;
Roma gli schiavi venivano
bastonati a sangue. Il padrone
Mt 5, 20-37
aveva su di loro diritto di vita
e di morte. Gesù parla del
tra le persone e con Dio.
regno e corregge il concetto
Per noi l’Altro, che sia Dio o
di giustizia: la nuova giustizia,
il prossimo, è al centro della
più grande, è basata su ciò che
vita. Così nella relazione
c’è sotto, su ciò che c’è prima
tra uomo e donna; fino al
delle azioni, sulle intenzioni,
punto che nel cristianesimo
sui desideri, sui pensieri che
questa relazione è immagine,
abitano il cuore. Se c’è una
sacramento, del rapporto con
cosa tutta particolare della
Dio. Non puoi adorare Dio se
fede cristiana è la relazione
prima non ami l’uomo. Il volto
vero di ogni relazione è nel
cuore, nell’intimo profondo
di ogni persona. Il cuore, nella
Scrittura, non è solo il luogo
delle emozioni e dei sentimenti,
ma anche dell’intelligenza
e della volontà. Per questo
anche le azioni esterne
nascono dentro. In natura è lo
stesso: le radici per l’albero, le
fondamenta per i palazzi. Non
serve giurare. In Gesù, Dio si è
fatto nostro prossimo: in ogni
persona e in ogni avvenimento
ci incontriamo con Lui. Giurare
sarebbe dubitare di questa
sua presenza e il nostro “sì, sì;
no, no”, vuol dire che la vita è
tutta vissuta alla sua presenza,
direttamente, senza barriere o
mediatori. Il problema è che
l’uomo guarda l’apparenza,
il Signore guarda al cuore. Il
di più della nuova legge, quella
del cuore, chiede di fare dei
passi avanti nella fraternità,
nell’amore, nella sincerità.
ANGELO SCEPPACERCA
Vita della Chiesa
● La celebrazione della
Giornata delle Vita
Consacrata in diocesi
● L’incontro del Vescovo
Diego con i religiosi a
Sondrio e a Como
● Un momento
di condivisione
e di vera ecclesialità
Liberi nell’obbedienza
Sabato, 12 febbraio 2011
■ Como
Incontro Salesiani
cooperatori
Il prossimo appuntamento dei Salesiani
Cooperatori è in programma presso
il Salesianum di Tavernola sabato 12
febbraio, a partire dalle ore 15.30:
sono previsti momenti formativi e
informativi. A Milano, il prossimo
19 febbraio, ci sarà un incontro di
formazione, a partire dalle ore 15.00,
presso la sede di via Copernico 19.
■ Il 20 febbraio
L’assemblea elettiva
dell’Azione cattolica
A
nche quest’anno la festa liturgica
della presentazione di Gesù al
tempio, unita alla celebrazione
della Giornata Mondiale della
Vita Consacrata, è stata l’occasione per i
membri dei diversi istituti religiosi della
Diocesi di rendere grazie al Signore,
assieme al vescovo, per il dono della vita
consacrata. «Fatevi servi dei fratelli per
amore di Cristo» è stato il forte invito
rivolto da monsignor Diego Coletti
durante l’omelia della celebrazione
eucaristica che ha presieduto nella
Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio
a Sondrio, alla presenza dei religiosi di
ordini maschili e femminili dell’intera
provincia. «Traccio per voi un indice –
ha detto monsignor Coletti nell’omelia
– di parole su cui vorrei meditaste
personalmente e vi confrontaste nelle
vostre comunità».Il vescovo ha elencato
tre coppie di atteggiamenti in apparente
contrasto tra di loro, eppure tutte
necessarie per vivere da consacrati. I
primi ad essere presi in considerazione
sono stati i termini «libertà» e
«obbedienza»: «Maria e Giuseppe – ha
spiegato – obbediscono alla legge, eppure
il Vangelo non ci presenta due creature
più libere di loro. Si sono trovati chiamati
a mettere in gioco fino in
fondo la loro libertà. Si
potrebbe pensare che chi
obbedisce non è libero e
che chi è libero non possa
obbedire. Nella vita cristiana
però non è così, perché
Dio non sa cosa farsene
di schiavi rassegnati. Ha
bisogno di amici, figlie e
spose che sono pronti a fare
liberamente ciò che piace al
loro amico, padre e sposo.
Allora l’assunzione gioiosa
di un’obbedienza è la vera
libertà».
Toccando poi i temi di
«unità» e «diversità»,
monsignor Coletti ha
ironizzato sul colpo d’occhio che si
aveva osservando l’assemblea liturgica
presente in Collegiata. «Io vi guardo
– ha detto – e vedo la fantasia delle
sartorie ecclesiastiche. Questa diversità
che si esprime nel vostro abito è segno
di carismi diversi, scelte precise e
particolari. La fantasia dello Spirito è
orientata alla costituzione dell’unico
e diversificato Corpo di Cristo. E noi
siamo qui come unica comunità e unica
Chiesa». Ricordando il proprio motto
episcopale, “Consummati in unum”,
monsignor Coletti ha sottolineato
l’importanza dell’unità nell’unico
Cristo. È lo Spirito Santo che suscita
queste diversità che concorrono
però tutte all’unità di una sola Chiesa
fondata in Cristo. Non sopravvivremo
se trasformeremo le diversità in
concorrenza». Affrontando l’ultima
coppia di termini, «uguaglianza» e
«diversità», il vescovo ha invitato i
religiosi a non chiudersi nelle loro
comunità. «Gesù arriva nel tempio come
altre decine di bambini. Nessuno se n’è
accorto – ha proseguito monsignor Coletti
–. Eppure lì arrivava colui che doveva fare
la differenza. Ciò che ci rende differenti
dal mondo deve esser vissuto in una
profonda consapevolezza di uguaglianza.
Noi siamo poveri peccatori e non
dobbiamo quindi fare della differenza
una rapina da custodire gelosamente. Le
nostre comunità non rischiano di essere
un circolo chiuso, un’isola felice? L’essere
diversi dagli altri battezzati dovrebbe
essere speso nel servire e nell’amare,
nella prossimità e nella condivisione.
Per essere vicini ai nostri fratelli non
dobbiamo certo ridurre la differenza
che c’è tra la vita religiosa e quella degli
altri cristiani, ma dobbiamo mantenerla
e sottolinearla. Non dimenticando però
di chiedere la grazia di condividere con i
nostri fratelli e sorelle la fatica di credere,
sperare ed amare».
Al termine dell’omelia, guidati dal
vescovo, i religiosi hanno vissuto una
preghiera di ringraziamento per il dono
della vita consacrata. Con alcune formule
hanno rinnovato la propria volontà di
aderire ai consigli evangelici di castità,
povertà e obbedienza, come pure alla
regola di vita del proprio istituto religioso.
A significare che la vita religiosa non è
data una volta per sempre, ma che anche
per i consacrati è necessario rinnovare
periodicamente la propria scelta.
Al termine della celebrazione, cui
hanno concelebrato il
vicario episcopale per
la vita consacrata, don
Attilio Mazzola, e il vicario
episcopale per la provincia
di Sondrio, monsignor
Battista Galli, assieme a
numerosi altri sacerdoti,
i religiosi hanno voluto
porgere al vescovo un segno
concreto della loro vita
aperta al mondo: hanno
consegnato a monsignor
Coletti delle offerte che
saranno destinate al Fondo
diocesano di solidarietà
«Famiglia e lavoro».
ALBERTO GIANOLI
Un ritrovo di sincera comunione e ringraziamento
V
eramente festosa,
ricca di luci, di
canti, di preghiere,
anche di giovinezza
spirituale è stata , il 2
febbraio, la celebrazione
eucaristica nella festa della
Presentazione di Gesù
al tempio, che da anni
coincide opportunamente
con la Giornata della Vita
Consacrata. Quest’anno, a
Como, stabilita nel Santuario
del Sacro Cuore, chiesa
del don Guanella santo
religioso diocesano che fra
poco sarà ufficialmente
elevato agli onori degli
altari. Così Religiosi,
Religiose, Consacrati di
Istituti Secolari e dell’Ordo
Virginum, veramente molto
numerosi, si sono ritrovati
per fare comunione, per dire
visibilmente che ci sono, per
ringraziare il Signore della
chiamata che, pur realizzata
in differenti carismi, è dono
unico dello Spirito. La Messa
solenne è stata affidata
dal Vescovo a don Attilio
Mazzola, Vicario Episcopale
per la Vita Consacrata,
concelebrata con il Vicario
Generale monsignor
Giuliano Zanotta e padre
Luigi Guccini dehoniano.
La liturgia della luce, con la
benedizione delle candele,
nell’ampio spazio esterno alla
chiesa, ha dato subito visibile
tono di festa alla cerimonia
che poi si è mantenuta devota
e gioiosa. Anche il rinnovo
delle promesse battesimali e
il ringraziamento a Dio per
il dono della consacrazione
ha avuto il suo profondo
significato ma tanto ha
colpito l’immaginazione
dei presenti la processione,
verso l’altare di alcuni
membri dei diversi Istituti
che ha consegnato la cera per
alimentare un’unica fiamma
. E insieme anche pezzi per
un puzzle per realizzare
una icona con il Cristo in
croce. Ed è proprio in questi
simbolici passaggi che si è
calata la pregnante omelia
di don Mazzola il quale
ha offerto tre interessanti
sottolineature tipicamente
specifiche per consacrati.
Il rito di presentazione del
Bambino Gesù al tempio
suggella l’esclusività di
appartenenza a Dio, da
sempre, per sempre. Il
desiderio profondo di
Simeone di essere con
Dio traccia una strada
insostituibile per i consacrati.
E l’attesa di Anna trasmette
impegno e irrinunciabile
fedeltà. E’ su questi cardini
che si annoda “la pastorale
della santità” che in diocesi
fa programma sicuro per la
vita consacrata. E in questo
contesto non poteva mancare
un accenno a don Guanella,
che in questo attuale discorso
moderno ci sta bene col suo
antico programmatico motto
“pane e paradiso”.
CIA MARAZZI
Si intitola “Vivere la fede, amare la vita
- Fare strada con la Chiesa nella nostra
diocesi” l’assemblea diocesana elettiva
in calendario a Como il prossimo 20
febbraio presso il Collegio Gallio. Ecco
il programma della giornata:
ore 9.00: arrivi - accoglienza;
ore 9.30: lodi mattutine;
ore 10.00: relazione (segue dibattito);
ore 12.00: Santa Messa;
ore 13.00: pranzo;
ore 14.30: mandato ai presidenti
territoriali;
ore 15.00: proclamazione degli eletti
al nuovo Consiglio diocesano;
ore 15.30: intervento di monsignor
Diego Coletti;
ore 16.30: preghiera conclusiva.
NOTE
Apertura dei seggi per le votazioni
dalle ore 11.00 alle ore 14.00.
Contributo pranzo: euro 15,00
(per chi prenota entro il 14 febbraio:
euro 13,00). Possibilità di consumare
la colazione al sacco in un ambiente
coperto e al caldo
I ragazzi potranno vivere l’esperienza
dell’Assemblea diocesana a loro misura:
comunicare numero ed età dei ragazzi.
Segreteria Ac: telefono 031-265181;
e-mail: [email protected]
■ Benedetto XVI
Le parole dell’Angelus
«Chiamati a donare nuovo sapore
al mondo, e a preservarlo dalla
corruzione»: questo è il compito dei
discepoli di Cristo, come ha ricordato
stamattina Benedetto XVI, prima di
guidare la recita l’Angelus con i fedeli
e i pellegrini convenuti in piazza
San Pietro. Donare nuovo sapore al
mondo. “Voi siete il sale della terra
… Voi siete la luce del mondo”: il
Papa ha sottolineato che «mediante
queste immagini ricche di significato
Cristo vuole trasmettere ai discepoli
il senso della loro missione e della
loro testimonianza». Così «uniti a
Lui, i cristiani possono diffondere in
mezzo alle tenebre dell’indifferenza e
dell’egoismo la luce dell’amore di Dio,
vera sapienza che dona significato
all’esistenza e all’agire degli uomini».
Il Santo Padre ha, quindi, ricordato che
il prossimo 11 febbraio, memoria della
Beata Vergine di Lourdes, si celebrerà
la Giornata mondiale del malato.
«Essa – ha sostenuto - è occasione
propizia per riflettere, per pregare e per
accrescere la sensibilità delle comunità
ecclesiali e della società civile verso
i fratelli e le sorelle malati». Il Papa
ha anche ricordato la “Giornata per
la vita” e ha auspicato che «tutti si
impegnino per far crescere la cultura
della vita, per mettere al centro, in
ogni circostanza, il valore dell’essere
umano». Un pensiero il Papa lo ha
rivolto anche alla situazione egiziana.
11
Vita diocesana
12 Sabato, 12 febbraio 2011
Dall’11 al 13 febbraio continua la visita alla Bassa Valtellina
Diocesi Di como
Visita
Pastorale
o
d
e
r
alba
La storia e le chiese
L
Diocesi Di como
Visita
Pastorale
a realtà parrocchiale comprende il
comune di Albaredo per S.Marco e
le frazioni di Valle e Campoerbolo
in comune di Morbegno. La chiesa di
Albaredo di Dentro sotto il titolo di
S.Rocco e S.Sebastiano venne edificata
nel 1250 e consacrata nel giorno di
giovedì 25 novembre 1490 da Mons.
Bernardino Vacca vescovo Ascalonense
e coadiutore di Antonio Trivulzio
vescovo di Como. Il 17 aprile 1563
con atto del notaio Giovanni Curtone
si sottrasse alla chiesa di Valle, ora
frazione di Morbegno, e, fu eretta in
parrocchia. All’interno della chiesa
sull’altare maggiore è posta in una
nicchia la statua lignea della Madonna
di Montenero che la tradizione vuole
trasportata a spalle da Livorno,
attraverso il passo di S.Marco, dagli
emigranti che nella città labronica
prestavano il loro lavoro nella regia
dogana portuale. La festa della
Madonna di Montenero viene celebrata
con grande partecipazione popolare
la prima domenica di luglio. Nella
cappella laterale destra è collocata
la statua del patrono S.Rocco di
cui ricorre la festa il 16 di agosto
in occasione della quale viene
organizzata una grande e partecipata
sagra popolare. L’entrata della chiesa
è sovrastata dall’organo costruito da
Carlo Bossi di Bergamo nel 1819.
La torre campanaria presenta 5
campane: S.Rocco, S.Sebastiano,
S.Caterina, Pinina, Maria (Assunta)
provenienti dalla storica fonderia
Pruneri di Grosio. La chiesa di
S.Matteo di Valle (al tempo Albaredo
di Fuori) fu eretta intorno al 1400
e consacrata nel 1437. Nel 1480 fu
dichiarata parrocchia sottraendosi a
Morbegno. Fu per due secoli matrice
anche della chiesa parrocchiale di
S.Giovanni di Arzo. La chiesa venne
restaurata e nuovamente consacrata
nel 1793 da mons. Rovelli. Presenta
tre altari ed oltre a quello maggiore
i due laterali dedicati a S.Orsola ed
alla Beata Vergine del Rosario. La
ricorrenza della Madonna di Montenero
si celebra alla terza domenica di
luglio e quella del patrono S.Matteo
alla terza domenica di settembre.
Lungo la storica Via Priula verso il
Passo di S.Marco è collocata la bianca
chiesetta dedicata alla Vergine delle
Grazie conosciuta come “Madonnina”
ultimata nella costruzione nel 1724.
Durante il periodo estivo vi si celebra
la prima messa domenicale ed alla
terza domenica di settembre si
svolge una partecipata messa con
la processione con la statua della
Madonna di Fatima. Salendo attraverso
i maggenghi e nei pressi degli alpeggi
in località Dosso Chierico è collocata
una cappella privata intitolata a
S.Chiara e costruita nel 1897.
N
Dopo l’improvvisa scomparsa
del parroco don Antonio Corti,
la parrocchia sta cercando di
rilanciare e rafforzare la sua attività
pastorale al servizio della Valle.
ella comunità parrocchiale di Albaredo per S.Marco fervono
i preparativi per accogliere degnamente il Vescovo Diego
nella visita pastorale di sabato12 febbraio. L’occasione è
particolarmente sentita anche perché i ragazzi che si sono preparati per la Cresima riceveranno il sigillo direttamente dal
Vescovo. Ritrovare il Vescovo, per la comunità religiosa, è ritrovare
una persona cara, un amico che abbiamo sentito particolarmente
vicino nel momento doloroso della perdita dell’amato parroco don
Antonio Corti, pastore fedele e umile che
ha dispensato a piene mani “alla mia gente”, come amava dire con una lieve nota di alla morte di don Antonio, è stata affidata
commozione, ogni sorta di aiuto in oltre la parrocchia. Con don Francesco Quadrio
61 anni di presenza. Don Antonio, pur nel e don Feliciano Rizzella, ci ha aiutati in
rigore della formazione religiosa ricevuta, quella delicata fase, a mantenere unita e
ha educato intere generazioni di albarede- vitale la comunità. I cambiamenti radisi infondendo nell’anima delle persone il cali, venutisi a creare hanno anche porsignificato più autentico della fede, della tato nuova linfa alla comunità dei fedeli
solidarietà. Ha lasciato un grande vuoto trovando nella stessa tanti volontari che
nella comunità, un grande senso di smar- hanno certamente contribuito al manrimento e sconforto soprattutto nelle per- tenimento della comunità con la diretta
sone più anziane. La sua improvvisa di- partecipazione in varie attività da quelle
partita ha ridestato però una nuova voglia strettamente correlate all’attività liturgica
di fare, di essere partecipi della vita parroc- con la formazione del coro liturgico, dei
chiale. Questa nuova, rinnovata disponi- lettori, dei ministranti a quelle più strettabilità è stata raccolta e ben coordinata, con mente manuali inerenti sia la chiesa che
l’aiuto in loco dei componenti il Consiglio la casa parrocchiale. A dare una mano, saPastorale, da don Andrea Salandi, arcipre- lendo da Roma grazie ai cordiali rapporti
te di Morbegno, al quale, successivamente tra la locale sezione ANA ed il direttore del
collegio S.Paolo padre John Marconcini, è
stato anche don Filippo Taban, figlio della giovane chiesa africana, che in ripetute
occasioni ha dato supporto alla comunità
parrocchiale ricevendo dalla stessa ospitalità e sostegno per la sua formazione ecclesiastica non ancora terminata. Dal febbraio 2010 è presente in Albaredo mons.
Gabriele Comani. Da subito operativo ha
portato fervore nella parrocchia e si sta
adoperando per consolidare le basi per
una più continua pastorale di comunità.
La sua presenza è da considerarsi motivo
di gioia e dono sul quale provare a costruire il futuro della comunità parrocchiale.
PAGINA A CURA DI
ETTORE DEL NERO
Val Gerola. Dopo aver incontrato le comuità di Gerola,
Sacco e Radura il Vescovo visiterà Albaredo e Bema.
Insieme per dare un
futuro alla Valle del Bitto
N
el comune di Albaredo
per S.Marco, nella
Valle del Bitto di
Albaredo, risiedono
attualmente 352 abitanti. Le
famiglie sono 149; gli anziani
con più di 65 anni sono 86; i
giovani da 0 a 18 anni sono 41;
i giovani da 19 a 25 anni sono
31; l’età media è di 47 anni.
Albaredo per S.Marco è sede
di Comune con una realtà
associativa molto dinamica,
non ancora sistematica,
in particolare nel campo
ricreativo e culturale, con la
presenza di 7 associazioni.
Le attività produttive sono
legate all’agricoltura con
l’allevamento zootecnico;
all’artigianato con attività nel
settore edile; al commercio
con un negozio di alimentari
e la latteria comunale; al
turismo con la presenza di due
rifugi, di un ristorante, di una
locanda con alloggio; ai servizi
erogati da una cooperativa che
opera nel settore dei servizi;
ad uno studio di consulenza
per l’organizzazione di eventi.
Il grosso dei lavoratori è
comunque occupato in attività
produttive sul fondo valle
con la discesa dal paese il
mattino e rientro allo stesso
alla sera. Come in tutti i paesi
di montagna, dove i servizi
primari, scuola in particolare,
sono in dismissione per
l’accentramento presso
plessi sul fondovalle, anche
la popolazione è in costante
diminuzione. Noi crediamo
che comunque un futuro
certamente ci sarà se
riusciremo a coinvolgere i
bambini, i ragazzi, i giovani;
a mantenere vicini quanti già
stanno dando una mano; a
non dimenticarci degli anziani,
degli ammalati e diversamente
abili. Sarà inoltre fondamentale
costruire un percorso da
condividere con tutte le
componenti della comunità
partendo dalla centralità della
parrocchia.
Diocesi Di como
Visita
Pastorale
Vita diocesana
Calendario
■ Parrocchie
Dall’11 al 13 febbraio: Albaredo, Dazio e
Bema; Dal 25 al 27 febbraio: Morbegno;
Dal 19 al 20 marzo: Campovico e Desco,
Piantedo; Dal 25 al 27 marzo: Caspano-Cevo,
Roncaglia-Civo e Mello; Dal 2 al 3 aprile:
Traona; Dall’ 8 al 10 aprile: Buglio, Villapinta
e Ardenno; Dal 6 al 7 maggio: Nuova Olonio;
Dal 20 al 22 maggio: Cercino, Mantello, Cino;
Dal 3 al 5 giugno: Sirta, Campo Tartano,
Tartano, Talamona; Il 17 e 18 giugno: val
Masino (Biolo - Cataeggio e S. Martino)
■ Ammalati
Diocesi Di como
Visita
Pastorale
Nella mattinata di venerdì 11 febbraio
il Vescovo visita la casa di riposo dei
Guanelliani a Nuova Olonio all’interno del
complesso Casa Madonna del Lavoro. Nel
pomeriggio incontrerà, invece, i degenti e il
personale dell’Ospedale Civile di Morbegno.
Il Vescovo nella
costa dei Cek,
la visita a Dazio
FOTO DI MASSIMO DEI CAS
La piccola comunità
della Bassa Valtellina è
cresciuta nei secoli anche
grazie all’apporto degli
emigranti nella capitale.
“Dazio si adagia nel verde della piana
compresa tra la Còlmen ed i maggenghi
del Colino, a 568 metri di altezza sul
livello del mare... il paese da sempre
ospitò un populus bone indolis ac
morigeratus (brava gente di buoni
costumi), come sottolineava il vescovo
di Como Battista Mugiasca nel 1770”.
Seguendo la recente pubblicazione
Dazio tra storia ed arte, promossa
dal Comune di Dazio e dall’associazione culturale Ad Fontes, muoveremo
a conoscere questo paese della costa dei Cèk, raggiungibile da Morbegno,
ma anche dal Ponte del Baffo, in passato importante via per i commerci
e la transumanza verso l’alta Valmasino. Tra le possibili origini del nome
proponiamo “dafa”, cioè fronde e ramo d’abete delle abetaie della Colmen.
Nel medioevo fu sede di un castrum (luogo fortificato) et villa (villaggio
sparso) dei Vicedomini: gli edifici, i portali in pietra, gli affreschi votivi
(cincèt) sui muri delle case, l’oratorio della Madonna, la casa e soprattutto
la chiesa parrocchiale di San Provino, ricca di statue, tele, arredi, paramenti
sacri, stemmi ed epigrafi, testimoniano la storia della comunità. Dipendente
in origine dalla plebana di Ardenno, San Provino se ne staccò nel 1452, epoca
a cui risale una stupenda croce processionale.
Sabato, 12 febbraio 2011 13
Dell’arredo sacro faceva parte anche
la bellissima statua di artista anonimo
della Madonna in trono con Bambino,
databile tra il XV e il XVI secolo. Quando il
tempio fu rifatto a metà ‘600, fu trasferita
nell’oratorio della Madonna, dove si
trova tuttora. Tra le famiglie nobiliari di
Dazio ricordiamo i Paravicini per il loro
prodigarsi per il paese e la sua chiesa, a
cui dettero un grande contributo anche gli
emigrati a Roma.
Loro primo dono è un prezioso calice con
la scritta “Rectore Carolo Lupo (parroco
Carlo De Lupi) -1609- Compagnia di
Roma”; nel 1613, seguì la tela votiva dei
santi Carlo, Rocco e Sebastiano, restaurata
lo scorso anno dalla Famiglia Valtellinese
di Roma. Quando il vescovo Carafino visitò
la chiesa nel 1629, essa “già rivelava il più e
il meglio di ciò che si sarebbe consolidato
nei secoli”, ma appariva ormai “inadeguata
per la comunità e a custodire la dotazione
di ricchezze”. Per questo, mentre era
parroco Francesco Giulini (1645-1694),
il tempio fu ristrutturato grazie alla
munificenza della famiglia Paravicini.
Nella navata furono previste cinque
cappelle. La prima, a destra dell’ingresso,
fu dedicata a Filippo Neri, il grande santo
della Roma del ‘500. La cappella maggiore
della Madonna del Rosario divenne il
mausoleo della famiglia benefattrice:
contiene i ritratti di Pietro e Anna
Paravicini e lo stemma del casato. Sul lato
sud fu edificata quella di San Francesco di
Sales. Altri interventi furono realizzati nel
secolo successivo: sopra tutti, tra il 1697 e
il 1706 il monumentale ciborio attribuito
ad Antonio Pino, scolpito e intagliato
con grande maestria; la cappella dei
santi più venerati dalla tradizione locale
(Carlo, Rocco, Sebastiano) si arricchì della
memoria di Luigi Gonzaga. La magnifica
tela che li raffigurava, ritenuta dalla critica
opera di Pietro Ligari, oggi attende un
restauro conservativo e una ricollocazione.
Nell’800 sulla controfacciata fu costruito
un nuovo organo, mentre finalmente
nel 1914-15 l’edificio fu completato con
l’abside circolare, che il pittore Eliseo
Fumagalli decorò con tecnica mista ad
affresco e modellato. Infine, “L’aiuto venne
ancora una volta dall’Urbe” col dono
degli stalli dietro al ciborio: “Nel cartiglio
al centro dell’artistico manufatto ligneo
sta scritto: Il coro è dono dei benefattori
romani. Anno 1926”.
PI. ME.
Val Gerola. La comunità di Bema si prepara ad accogliere mons. Diego Coletti.
S
e non vi lasciate impressionare
troppo dalla suggestiva, ma in
alcuni punti veramente impervia,
strada d’accesso, quando
giungete a Bema vi trovate immersi in
ambiente silenzioso, tranquillo, pulito
e ordinatissimo. Il paese sorge isolato
sull’ampio dosso che divide la valle
del Bitto nei due rami di Gerola e di
Albaredo. La sua storia è molto antica
e si perde nei secoli, ben oltre il limite
al quale possono arrivare i documenti
scritti. Già il suo nome, semplicissimo
e immutato nel tempo, presenta una
singolare coincidenza con il termine
greco bema, che significa luogo rialzato,
sgabello, tribuna. I più antichi documenti
scritti, che risalgono al Duecento, ci
testimoniano la presenza dei grandi
monasteri, come quello di Sant’Abbondio
di Como e di San Dionigi di Milano.
Sotto l’aspetto amministrativo, all’inizio
del Trecento Bema risulta già Comune
autonomo, nel quale svolgono un
ruolo importante le antiche parentele
Passamonti, Balicandi, Obizoni e Migazzi.
Successivamente acquistano una
particolare rinomanza due famiglie che
prendono il nome dalle località in cui
abitano, la Fontana e la Foppa, soprattutto
quando alcuni membri scendono a
Morbegno e danno poi alla comunità un
gran numero di ecclesiastici e di notai, tra
i quali il celebre Carlo Giacinto Fontana,
raccoglitore e studioso di documenti
antichi. Fin dai tempi più antichi la
povertà di mezzi ha spinto gli abitanti ad
emigrare, prima verso le città del Veneto,
poi più lontano, a Livorno, Ancona,
Tra i due rami
della Valle
FOTO DI MASSIMO DEI CAS
Il piccolo borgo sorge
a cavallo tra i due rami
della Valle del Bitto.
Da sempre terra di
emigrazione ha mantenuto
una popolazione costante
attraverso i secoli.
Roma e Napoli. Antichissime anche le
testimonianze della vita religiosa, come
dimostra una croce astile, trovata murata
in una parete della sacrestia durante i
lavori di restauro. Il prezioso reperto è
un «raro pezzo di oreficeria, unico nel
suo genere nel territorio valtellinese,
attualmente custodito presso il Museo
Civico di Sondrio». La precedente
datazione, che la collocava nel XII secolo,
viene attualmente retrocessa di un secolo
o due, in quanto gli studiosi tendono
ad attribuirla al periodo ottoniano. Nel
corso del Trecento gli abitanti di Bema
hanno aspirato ad ottenere l’autonomia
anche sul piano religioso, staccandosi
dalla chiesa madre di San Martino di
Morbegno, con un processo non facile,
che è iniziato nel 1378 e si è concluso
solo nel 1453. L’antica chiesa dedicata
a S. Bartolomeo è stata gradualmente
arricchita di arredi sacri, tra i quali
la bella statua della Madonna con il
Bambino e la pala d’altare raffigurante i
Santi Sebastiano, Bartolomeo e Rocco,
del pittore Abbondio Baruta. L’antico
edificio è stato restaurato e ampliato
nel 1622, come dimostra la data incisa
sull’architrave che ora è adibito a
panchina lungo il lato Ovest della
chiesa. Altri importanti lavori sono stati
compiuti a metà del Novecento. Nella
storia del paese ha svolto un ruolo molto
importante, per l’assistenza ai poveri,
il monte di pietà, fondato nel 1591 con
un generoso lascito di Pietro Antonio
Fontana. Da un’altra donazione fatta nel
1622 da Tommaso Migazzi (un emigrato
a Napoli) ha preso vita la cappellania,
per cui, per vario tempo, la parrocchia
di Bema ha visto la presenza di ben
due sacerdoti: un’abbondanza davvero
impensabile oggi. La popolazione di
Bema ha sempre avuto una singolare
stabilità, se consideriamo che gli abitanti
erano 222 nel 1664, in occasione della
visita pastorale del Vescovo Ciceri e
ancora 220 nel censimento del 1971.
Oggi i residenti sono 144, ma, come tutti
i paesi di montagna, Bema svolge anche
un’importante funzione come residenza
secondaria nei periodi di vacanza.
CIRILLO RUFFONI
Vita diocesana
Diocesi Di como
Visita
Pastorale
14 Sabato, 12 febbraio 2011
✎ Regoledo
Diocesi Di como
Visita
Pastorale
Gioia, entusiasmo e partecipazione sono
certamente i sentimenti che il nostro Vescovo
suscita, ma credo anche personalmente
provi, in occasione di ogni incontro con
le parrocchie da lui visitate. A Regoledo il
Vescovo è arrivato nel pomeriggio di venerdì
4 febbraio per incontrarsi coi ragazzi, con
gli adolescenti e con il mondo del lavoro.
L’incontro con la comunità parrocchiale è
avvenuto sabato 5 febbraio, nella sala teatro
“P.G. Frassati” piena di gente. Accolto con
un applauso carico di entusiasmo, egli ha
manifestato il suo stupore e la sua gioia nel
vederci così numerosi e ha sottolineato come
questa partecipazione fosse una cosa bella
per i nostri preti, per lui, a cui si dimostrava
un’accoglienza piena, e per Gesù. E’ Lui il
personaggio chiave della nostra vita di
cristiani, secondo il vescovo che, durante la
serata, ci ha incalzati con domande del tipo:
chi di voi ha letto il vangelo almeno tre volte?;
a che cosa serve la chiesa o la parrocchia?;
quali sono i criteri che guidano le vostre scelte
nel formare i catechisti, nel fare le feste in
oratorio, nella pastorale familiare?; qual è il
vostro tasso di amicizia personale con Gesù ?;
perché non ci sono più vocazioni?
Dopo averci provocato, non per avere
risposte, ma per svegliarci dal torpore e
stimolare a riflettere, mons. Coletti ha
fornito delle spiegazioni a queste domande:
ha sottolineato l’importanza di leggere il
vangelo per conoscere Cristo, paragonando
metaforicamente il Vangelo al cellulare di
Gesù: se lo si tiene chiuso, non sarà possibile
comunicare e avere rapporti con lui. Ha
ribadito che la parrocchia esiste per aiutarci
a vivere secondo il Vangelo, perché attraverso
coloro che la costituiscono tutti possano
vedere e incontrare il Cristo.
Ha sottolineato che, naturalmente, tutto
questo deve essere vissuto in modo personale,
sentendo come rivolte a ognuno di noi le
parole che Gesù disse ai suoi apostoli: “ voi
mi sarete testimoni”.
Le domande poste hanno suscitato riflessioni
e hanno sollecitato a trovare risposte e a
fare approfondite e necessarie analisi, perché
troppi cristiani spesso, pur definendosi
praticanti e fedeli convinti, sono animati “da
un tasso molto basso di passione per Gesù”.
E’ questa , secondo mons. Coletti, la ragione
profonda che ci fa essere così inconsistenti
come cristiani, così poco motivati e
convincenti, non solo nei confronti degli
agnostici o atei che vivono nei nostri paesi,
ma spesso anche con i giovani della nostra
stessa famiglia.
Con la sua visita e con le sue parole, che ci
hanno sollecitato anche durante la messa
domenicale ,il Vescovo ci ha dato più di una
sferzata pungente, benché espressa in toni
molto amabili che sottolineavano anche gli
aspetti positivi del nostro modo di vivere gli
insegnamenti di Gesù. Anche per questo suo
tratto siamo grati al nostro vescovo che ci ha
dato un risveglio, stimolandoci a cercare con
rinnovato entusiasmo nuove motivazioni
per essere cristiani, e ha ribadito la certezza
di avere sempre Gesù con noi anche se ci
comportiamo come i discepoli di Emmaus:
siamo incapaci di comprendere che egli
cammina con noi .
ELENA PIRONDINI
Le parole
del
Vescovo
“M
ons. Diego Coletti in
tour! Diego wants you!”
Così riportano un paio
dei tanti inviti appesi alle
pareti del teatro Piergiorgio Frassati
dell’Oratorio di Regoledo. Inviti rivolti
ai ragazzi e scritti dagli stessi per invitare
i loro coetanei a questo incontro in
un venerdì davvero speciale! Ed ecco
come il Vescovo li ha accolti: “Vi devo
dire veramente grazie perché, senza
alcuna vergogna, fa bene al cuore
vedere dei giovani trascorrere un po’
del loro tempo assieme al proprio
Vescovo. Grazie davvero. Mi fa molto
piacere: siete una speranza per il futuro.
Avete la vita davanti! Dovete sentirvi
responsabilizzati, anche se sembra che
tutti comandino ma, se avrete pazienza,
sarà vostra la partita di questo mondo.
Cosa ne sapete delle responsabilità che
vi verranno affidate dalla provvidenza?
Avete in mano una vita con delle risorse
di cui non potete valutarne i confini.
Non potete escludere che la provvidenza
di Dio vi riservi qualcosa d’importante:
importante è costruire cose belle e
buone per tutti. La crescita della vostra
libertà dovrebbe crescere insieme alle
passioni liete e belle che voi avete”.
“Fate bene – ha continuato il Vescovo
ALCUNE IMMAGINI DELLA VISITA A REGOLEDO
- a chiedere e pretendere di
essere liberi: a voi stessi, a Dio,
agli adulti…
La speranza di un entusiasmo bello:
sono convinto di questo!
Sono felice di restare qui: voi mi state
a cuore. Se sono Vescovo devo essere
pronto a morire per voi. In diocesi
siamo più di mezzo milione. Mi
piacerebbe conoscervi personalmente,
come vi chiamate, come la pensate,
cosa avete nel cuore… Ma non è
possibile… Non c’è abbastanza tempo.
Fate attenzione: vi stanno rubando la
vita (senza cattiveria)… E’ una specie
di atmosfera in cui viviamo per cui i
ragazzi e le ragazze come voi devono
essere gente sveglia: sesso, spinello,
sbronza… Vi propongono un modo di
vivere fatto soprattutto di consumo,
che è immediata ricerca del piacere,
attraverso immagini e non attraverso le
parole. Guai se pensaste con le vostre
teste, guai alle belle idee, belle teste per
essere liberi.
C’è qualcosa o qualcuno per cui vivete?
C’è qualcuno o qualcosa per cui sareste
pronti a morire? Se rispondete a
queste domande avete l’anima integra.
Se vivete per voi stessi siete perduti.
Nessuno vi farà mai questo discorso.
Ci sono parecchi messaggi subliminali,
messaggi relativi al potere, relativi
all’essere al centro del mondo: messaggi
che vi stanno rubando la vita. A me
interessa che nelle strade del mondo ci
sia un’umanità bella, pronta a vivere e
a morire, grandi progetti per il futuro
con radici radicate nel passato, servire,
lavare i piedi all’altro. Dio l’ha fatto.
Il bello nella vita non sta nel prendere,
ma nel donare.
Chi di voi ha letto la vita di un Santo?
Chi di voi ha letto almeno un Vangelo?
L’unico modo per vivere una vita
fantastica è prendere sul serio il Vangelo
di Gesù! Bisogna svegliarsi. Bisogna che
qualcuno s’innamori di Gesù, desideri
ascoltarLo: provare per credere!
La fede viene dall’ascolto, dalla
riflessione: se pensate diventate
pericolosi per il sistema”.
E’ stato un incontro davvero arricchente,
stimolante e ricco di spunti di
riflessione: i ragazzi hanno sentitamente
ringraziato di persona il Vescovo per la
Sua presenza vera e schietta in mezzo a
loro.
Ma come è possibile testimoniare ciò
che mons. Coletti ha detto? Con la
testimonianza, dall’amore che avrete gli
uni verso gli altri. Se qualcosa ritorna
bene, ma non vi aspettate nulla in
cambio! Chi vuole salvare sé stesso è
perduto… Leggetelo! Lo trovate nel
Vangelo di Giovanni!!
comunità la visita di un Vescovo sia
ancora un evento importante. Molto
intensa la celebrazione, con i canti della
corale parrocchiale, la processione
offertoriale con i bambini e i ragazzi
che hanno portato i doni all’altare.
Prima di congedarsi, a malincuore, il
Vescovo Diego ha esortato i presenti
a dedicare quotidianamente alcuni
minuti alla lettura di un brano di
Vangelo, da fare anche in famiglia.
E altra raccomandazione, quella di
imparare a memoria la preghiera
scritta nell’immagine distribuita a
tutti i presenti a ricordo della visita.
Le comunità di Cosio e Piagno hanno
donato al Vescovo un pastorale,
intagliato a mano, opera di un’artista
locale. Al canto finale poi è stato salutato
da un festoso agitare di bandierine
bianche e gialle. Con la sua consueta
disponibilità alla fine non si è sottratto
alle numerosissime fotografie di rito, con
don Mario, i chierichetti, i sacrestani e
tutti quelli che hanno voluto fissare un
ricordo di questa importante giornata
in cui tante persone gli hanno stretto
la mano, conversato con lui e sentito
la vicinanza di questo fratello che ci
precede e ci guida con la sua autorità
nel cammino della vita ma stando in
mezzo a noi. Ultimo momento con le
comunità di Cosio e Piagno, sempre
in piazza S. Martino con il rinfresco
preparato dal gruppo Alpini e da quello
di Protezione Civile che l’avevano
accolto sul sagrato e presenti in prima
fila alla celebrazione della S. Messa a
chiudere un incontro purtroppo breve
ma molto intenso.
Grazie Vescovo Diego per averci
confermato nella fede e fatto sentire
la tua vicinanza! A noi il compito di
mettere in pratica i tuoi insegnamenti.
SANDRA BOLOGNINI
Cosio e Pignano
La Visita
N
el pomeriggio di sabato 5
febbraio, con semplicità e con
calore, le comunità di Cosio
e Piagno hanno accolto il Vescovo
Diego Coletti nell’ambito della visita
pastorale che è stata preceduta da
un incontro di preghiera il giovedì
precedente, mentre il parroco don
Mario sulle pagine del bollettino
parrocchiale aveva illustrato il motivo
e il fine della visita. Il Vescovo Diego è
giunto a Cosio nel primo pomeriggio
ed ha visitato alcuni ammalati. Alle ore
16.30 è giunto in piazza S. Martino e
dopo aver scambiato un breve saluto
informale con la popolazione è entrato
in chiesa parrocchiale per l’incontro
con le comunità. Ricevuto il saluto
di don Mario a e del Sindaco Fausta
Svanella, il Vescovo nel suo intervento ha
toccato vari argomenti, stimolato anche
dalle domande giunte rispettivamente
da una catechista che gli chiedeva
della difficoltà di fare partecipare
bambini e ragazzi alla S. Messa
domenicale e di un rappresentante
del Consiglio Pastorale riguardo alle
nuove realtà di immigrazione presenti
nei nostri paesi, sul come accoglierle
e come rapportarsi. Alle 17.30 è stata
celebrata la S. Messa in una chiesa
di S. Martino che nel frattempo si era
riempita all’inverosimile, una tangibile
dimostrazione di come nelle piccole
In Missione
Sabato, 12 febbraio 2011 15
Don Giorgio Quaglia. Un ricordo dal Perù.
“Un uomo libero
che amava la Chiesa”
Don Umberto Gosparini e don Savio Castelli hanno
condiviso con lui gli anni delle missione in Argentina.
Pubblichiamo una lettera
arrivata in redazione dai
nostri missionari fidei donum
in Perù.
Un ricordo di don Giorgio
Quaglia scomparso lo scorso
primo febbraio a Ponte Tresa
dove era parroco.
G
iorgio era e rimane
un amico fraterno
da una vita. Sempre
alla ricerca di nuovi
rapporti, ma capace di affetti
profondi e duraturi.
Come compagno di missione
per tanti anni, il suo ricordo
si mescola e si sovrappone con
la terra, le strade polverose,
il sole, il vento, la gente di
Santiago dell’Estero. Abbiamo
vissuto insieme una bella
esperienza in Argentina. E
ora, dopo i primi momenti di
tristezza per la sua partenza,
ci è facile pensarlo insieme e
accanto a noi sulle strade di
San Pedro di Carabayllo, per
certi aspetti simili a quelli di
Forres, Beltran e Garza.
Ci siamo accompagnati, con
semplicità e comprensione
reciproca, anche negli ultimi
anni di esperienza pastorale
in Italia, per lui a Ponte Tresa.
Era contento della sua gente,
della sua Chiesa, del suo paese.
“Qui le cose vanno bene” ce lo
ha detto l’ultima volta che lo
abbiamo sentito. La missione
a Ponte Tresa, come a Forres,
era la sua vita. Era spinto
prima di tutto, dalla Fede in
Cristo e nel Vangelo. Da tanti
anni partecipava fedelmente
agli incontri di “Jesus Caritas”
dei Piccoli Fratelli di Charles
de Foucauld. Era animato
dall’affetto della “sua gent e
e per la sua gente” soprattutto
i più poveri. Sentiva il bisogno
di questo affetto e lo cercava.
Aveva una grande passione per
la Chiesa che a volte criticava,
perché avrebbe desiderato che
fosse più evangelica.
Nelle immagini don Giorgio
durante una visita in
Argentina alle parrocchie
che facevano parte della
missione diocesana di
santiago del estero
Giorgio era sempre di
corsa, come volesse arrivare
dovunque, incontrare
tutti, provare le più diverse
esperienze.
Era libero. Si sentiva
soddisfatto della sua vita,
abbiamo sorriso con simpatia,
rileggendo ancora una volta
nelle sue riflessioni del giorno
prima di andarsene, la
citazione di un poeta latinoamericano che gli piaceva:
“Confesso di aver vissuto”.
Adesso vive una vita ancora
più libera e bella. Può volare
dove vuole.
Lo sentiamo vicino.
Dall’Argentina. La lettera di don Angelo Introzzi da Clodomira - Santiago del Estero
E
i fu. Quanti chilometri… Sei
arrivato al cielo! Fosti nominato
Vicario a Fino mentre io ero
alunno di Teologia. Eri atipico.
(Un sacerdote amico, di Santiago, ha detto
di te , in questi giorni, “un anormale”).
Mai avevo conosciuto un prete così! Non
era solo questione di carattere, avevi
nella testa una teologia diversa che si
transformava in vita, che liberava, che
si incarnava, si faceva carità e fantasia
di Dio con la gente occasionale che ti
cercava con la propria umanità ferita dalla
povertà, dall’ handicap, dall’ignoranza
religiosa o culturale o con coloro che
recentemente arrivavano dalla terra
del Sud e si trasformarono nella tua
amatissima “Andrate”. Mi colpivano e mi
affascinavano le tue liturgie: piene di vita,
di partecipazione, di attenzione alla gente,
alle situazioni; soprattutto gli sposalizi
diventavano spazi di felicità dove l`amore
di Dio invadeva visibilmente la vita di
quelle coppie fortunate ad averti come
celebrante. Le Messe cariche di sensibilità
che facevano proprie le abitudini e la
religiosità popolare di chi veniva da altre
culture: avvertivi un Dio che si relazionava
con gli uomini e li interpellava. Uscivi
dalla Chiesa e ti sentivi vivo, pieno di
entusiasmo...non avevi sopportato una
cerimonia in più.
“Vergin di servo encomio e di codardo
oltraggio, sorge or commosso al subito
sparir di tanto raggio” ( Cinque maggio
di Alessandro Manzoni - in morte di
Napoleone). Sulla porta di casa un invito
ti faceva sentire accolto, aspettato, che
appartenevi a quella canonica dove ti
accingevi a entrare. In caratteri cubitali,
nel salottino circondato da cassette di
Con gratitudine...
LA CHIESA COSTRUITA DA DON GIORGIO IN ARGENTINA
Nella pagina dedicata
alle Valli Varesine (pag. 28)
pubblichiamo un testo
scritto proprio da
don Giorgio il giorno prima
di morire e destinato al
libretto in preparazione per
la quaresima di fraternità
Il 5 febbraio
a Colico
la consulta
missionaria
diocesana
i è riunita sabato 5 febbraio a
S
Colico la consulta missionaria
diocesana. L’incontro è stato
frutta ripitturate che servivano da panche
per sederci, campeggiava una frase di San
Agostino: “ama e fa ciò che vuoi”. Penso sia
stato il programma della tua vita. Quanti
amici, soprattutto immigrati, quanti
“diversi”, quanti incontri...
Un giorno partisti per l´Argentina. La
ricorresti tutta da Ovest a Est, da Nord a
Sud: ovunque per incontri di comunità di
base, di catechesi, per visitare parrocchie
e amici che poco per volta aumentarono
fino ad essere notizia nazionale nei canali
televisivi e nelle testate dei giornali il
tuo viaggio al cielo. Forres, Brea Pozo,
Santiago del Estero “racchiusero” la tua
vita missionaria in terra Latino-Americana.
Tu non fosti missionario per essere partito
introdotto dalla riflessione di padre
Claudio Madasi, sacerdote originario di
Como, ma incardinato nella diocesi di
Macapà in Brasile, che ha commentato
il brano di Vangelo che racconta la
vicenda dei discepoli di Emmaus.
Successivamente Gabriella Roncoroni,
direttore dell’Ufficio Missionario
diocesano, ha presentato alla Consulta
il Vademecum per le parrocchie, frutto
dei lavori delle precedenti consulte e
dell’ultima assemblea missionaria. Si
tratta di un documento contenente
alcune indicazioni pratiche per
l’animazione missionaria nelle zone e
nelle comunità della diocesi. Il testo,
approvato dalla Consulta, sarà ora
sottoposto al Vescovo che deciderà
sulla sua eventuale diffusione.
Durante la riunione sono stati
presentante anche le nuove equipe
verso altre terre, lo eri in seminario,
da vicario a Fino, in Sudamerica e
ultimamente a Ponte Tresa. Tutto il tuo
essere vibrava di quello spirito che animò
pionieri e fondatori di congregazioni “ad
gentes”. Dovunque la vita ti condusse
sempre dimostrasti un’intelligenza critica
e una capacità grande di costruire il Regno
in strutture che il più delle volte sentivi
strette come quando indossi un capo di
vestiario di alcune taglie inferiori alla tua.
Sei nato artista, con tutte le contraddizioni
proprie dei geni.
“Noi chiniam la fronte al Massimo Fattor,
che volle in lui del Creator Suo Spirito, piu´
vasta orma stampar” ( Cinque maggio
di Alessandro Manzoni - in morte di
Napoleone).
Molti non abbiamo inteso le tue opere
d´arte, questo non significa che non lo
fossero. Il tuo ministero sacerdotale è la
più bella opera d´arte che ci hai lasciato!
I poveri, i lontani, gli esclusi gli immigrati
lo hanno apprezzato e lo porteranno vivo
nel loro cuore e nella loro mente. Una luce
si è spenta: ci sentiamo più poveri senza
di te, qui in Santiago e sicuramente anche
nella nostra amatissima diocesi di Como.
Voglia lo Spirito che questa luce risplenda
in tutti coloro che ti hanno apprezzato
e amato. Benedetta sia Ponte Tresa che
accoglie le tue spoglie mortali nell´attesa
del reincontro nell´eternità.
“A egregie cose accendono le alme le urne
dei forti e bella e santa fanno al peregrin
la terra che le ricetta”. (Ugo Foscolo dei sepolcri). Con gratitudine per avere
respirato, anche se in tempi diversi, la
stessa aria, in Seminario - a Trento - a Fino
Mornasco e Andrate – in Argentina - a
Rebbio - e nelle Valli Varesine.
della Commissione missionaria:
l’equipe che si occupa delle
proposte per i giovani, l’equipe
“comunicazione” che si occupa
della collaborzione con “Il
Settimanale” e del sito internet www.
centromissionariocomo.it e, infine,
la nuova equipe “mondo” che ha
l’obiettivo di proporre incontri di
riflessione e approfondimento su
tematiche di interesse missionario ma
anche sociale.
ComoCronaca
16 Sabato, 12 febbraio 2011
I 15 enti comaschi
convenzionati
ai quali andranno
i farmaci
E
Il logo della fondazione banco farmaceutico onlus
cco l’elenco degli enti comaschi che saranno
beneficiari dalla raccolta dei farmaci:
Cooperativa Sociale Arca (Como );
associazione Cometa (Como ); Piccola
Casa Federico Ozanam (Como); Centro di
Solidarietà di Como U.I.L.D.M. sez.Como;
Casa Santa Luisa (Como ); Plocrs Casa
Alloggio “La Sorgente “ (Como ); associazione
“Telefono Donna” (Como); Suore Missionarie
Comboniane (Erba ); Suore Cristo Re (Erba);
Anffas Onlus Centro Lario e Valli (Grandola e
Uniti); Cooperativa Sociale Arca 88 (Olgiate
Comasco ); Mondo X - Cielo ‘91 - Campus
(Orsenigo ); Villa S.Maria Società Cooperativa
(Tavernerio); Caritas parrocchia S.Maria
Assunta (Villa Guardia).
Anche
a Como
la Giornata
del farmaco
Undicesimo appuntamento nazionale, sabato
12 febbraio, dedicato all’acquisto di farmaci
di banco, che verranno donati alle persone
in difficoltà del territorio
A
nche Como aderisce alla “XI
Giornata nazionale di raccolta del
farmaco”, in programma per sabato
12 febbraio. In questa occasione,
in tutta Italia, recandosi presso una delle
farmacie che espongono la locandina del
Banco Farmaceutico, si potrà acquistare e
donare un farmaco da banco a chi oggi vive
ai limiti della sussistenza (7 milioni 810
mila persone, dati ISTAT povertà relativa,
2009).
La Giornata è organizzata dalla
Fondazione Banco Farmaceutico Onlus
in collaborazione con la Compagnia delle
Opere - Opere Sociali.
L’iniziativa si terrà in oltre 3200 farmacie
distribuite in 83 province e in più di 1.200
comuni.
Nella provincia di Como 45 farmacie
saranno presidiate dai volontari del
Banco a Como che spiegheranno
l’iniziativa ai cittadini. Gli stessi farmacisti
consiglieranno il tipo di farmaco da banco
(cioè che non necessita di prescrizione
medica) di cui è maggiormente avvertita la
necessità.
A beneficiare della raccolta saranno
le persone che quotidianamente
vengono assistite dai 15 enti caritatevoli
convenzionati con il Banco Farmaceutico
nella provincia di Como.
Per approfondire il senso di questa
giornata abbiamo contattato il dott.
Massimo Galli, delegato per la Provincia
di Como della Fondazione Banco
Farmaceutico ONLUS.
Dott. Galli perché è importante aderire
alla Giornata Nazionale di raccolta del
farmaco?
«Il Banco Farmaceutico, mediante
l’iniziativa della Giornata Nazionale del
Farmaco, vuole sensibilizzare le persone
ad un bisogno reale come quello della
spesa sanitaria in caso di malattia.
L’
in 10 anni
due milioni
di farmaci
Recandosi in una
delle farmacie
che espongono
la locandina del
Banco sarà possibile
acquistare e donare
un medicinale a chi
oggi vive ai limiti della
sussistenza. L’iniziativa
sarà proposta in
oltre 3200 farmacie
in Italia. 45 quelle
convenzionate sul
territorio comasco. 15
gli enti comaschi che
ne beneficeranno
a cura di Marco Gatti
associazione Banco
Farmaceutico onlus è nata
nel 2000 dall’incontro
tra la professionalità della
Lombarda (associazione fra
titolari di farmaci di Milano Lodi
e provincia) e l’esperienza nel
settore sociale della Compagnia
delle Opere. Il suo scopo è quello
di aiutare le persone indigenti
rispondendo al loro bisogno di
farmaci tramite la collaborazione
con gli enti assistenziali che
già operano localmente. I
Soprattutto oggi
che il numero di
persone povere
è in aumento,
i beni di prima
necessità non
sono solo il cibo,
l’abitazione, gli
indumenti, ma
anche i farmaci.
Con il semplice
gesto di acquisto
di 1 o più farmaci
“da banco”,
possono essere
aiutati gli enti
assistenziali a fornire un sostegno anche
sotto il profilo sanitario. Antinfiammatori,
analgesici, antipiretici, tutti farmaci “da
banco” che però rappresentano una
necessità per molti. Per tutti coloro che
partecipano è un gesto di generosità
semplice, ma profondo, in cui rendersi
conto che vale la pena regalare qualcosa
per qualcuno in difficoltà. Quando si
vedono altri che stanno peggio di noi,
ci sentiamo spinti ad aiutarli. Come
diceva don Luigi Giussani “Tale esigenza
è talmente naturale che è in noi prima
ancora che ne siamo coscienti”, in tutti i
casi (generosità, impeto naturale, carità
cristiana), partecipare alla Giornata di
raccolta del farmaco è un giudizio che
costringe a cambiare se stessi e tutta la
società».
Qual è il percorso dei farmaci che
saranno acquistati e donati nel corso
della giornata?
«Le farmacie che hanno aderito
all’iniziativa sono collegate a un
determinato ente assistenziale della zona,
quindi tutti i farmaci acquistati nella
farmacia andranno devoluti a quell’ente.
Questo tipo di organizzazione permette
farmaci raccolti vengono poi
distribuiti gratuitamente agli enti
convenzionati. Grande attenzione
viene dedicata anche all’aspetto
formativo dei volontari, oltre che
al monitoraggio e alla raccolta dati
sul fabbisogno farmaceutico degli
indigenti in Italia, in partnership
enti e istituzioni nazionali.
Le farmacie che aderiscono alla
“Giornata” fungono da ‘magazzini
temporanei’ sul territorio,
provvedendo allo stoccaggio e
successivamente alla consegna
non solo di agevolare la distribuzione
dei farmaci, ma anche di ottimizzare
la raccolta. Siccome gli enti agiscono
in diversi settori (minori, comunità di
tossico-dipendenti…) anche la raccolta
è specifica per l’ente beneficiario: in
farmacia il farmacista e i volontari presenti,
molti dei quali appartenenti all’ente
stesso, indicheranno a chi dona quali
sono i farmaci di cui si ha maggiormente
bisogno».
è possibile effettuare donazioni anche
durante il resto dell’anno?
«L’unico modo per donare i farmaci
tramite il “Banco Farmaceutico” è aderire
alla Giornata nazionale della raccolta del
farmaco che ricorre una volta l’anno, il
secondo sabato di febbraio, cioè sabato 12
prossimo. Altri tipi di donazioni possono
essere fatte mediante bonifico bancario
all’Associazione Banco Farmaceutico o
devolvendo ad essa il “5 per 1000”».
Quanti sono i volontari comaschi legati
al Banco farmaceutico?
«I volontari comaschi che partecipano
all’iniziativa sono più di 200, migliaia
in tutta Italia, persone di tutte le età
del Banco Farmaceutico (tutti sono
benvenuti!) e volontari che già fanno parte
degli enti beneficiari della raccolta».
Come opera il Banco Farmaceutico in
provincia di Como nel corso dell’anno?
«Il Banco Farmaceutico in provincia di
Como partecipa alla Giornata nazionale
della raccolta del farmaco. A livello
nazionale, invece, sostiene in modo
stabile gli enti assistenziali convenzionati,
fornendo gratuitamente i farmaci
necessari. L’approvvigionamento dei
farmaci avviene sia attraverso la Giornata
di raccolta del farmaco, sia usufruendo di
donazioni delle Aziende Farmaceutiche,
con le quali il Banco mantiene stabili
contatti durante tutto l’arco dell’anno».
dei farmaci donati agli enti locali
convenzionati.
L’attività del Banco è svolta in
massima parte da volontari.
La Giornata ha consentito di
raccogliere, in 10 anni, oltre
2.010.000 farmaci per un valore
economico di circa 13,1 milioni
di euro. La gamma dei farmaci
trattati è sempre più completa
fino ad includere quasi tutte le
categorie dei farmaci da banco:
antitosse (9%), antipiretici adulti
(15%), antinfiammatori orali (11%),
antinfluenzali (11%), antipiretici
bambini (9%), antitosse (9%),
antisettici per la gola (5%),
decongestionanti nasali (2%),
antiacidi (4%), lassativi (4%),
antimicotici (2%), antistaminici
(2%), colliri (3%), cicatrizzanti
(2%), disinfettanti (5%).
Per ulteriori informazioni e per
trovare l’elenco aggiornato delle
farmacie che aderiscono alla
giornata è possibile visitare il sito
www.bancofarmaceutico.org
ComoCronaca
a
Frontier
I dati relativi al 2010 parlano di un incremento
dei transiti commerciali pari al 6,6%
Dogana di Chiasso Brogeda
crescono i veicoli pesanti
U
Notizie flash
■ Unitalsi
Incontro di preghiera
in S. Giorgio
Il Gruppo Unitalsi di Como organizza,
per venerdì 11 febbraio, alle ore 21,
presso la chiesa di S. Giorgio, in via
Borgovico, un incontro di preghiera con
recita del S. Rosario.
■ Tavernerio
n incremento dei
transiti commerciali
del 6,6%, pari a
1.101.536 mezzi
pesanti, ha caratterizzato
l’attività alla dogana di
Chiasso Brogeda nel 2010.
Un sintomo di come gli
scambi commerciali tra
nord e sud Europa sono
ripresi dopo due anni di
calo continuo anche se i
passaggi non sono ancora
paragonabili a quelli
registrati nel 2007 quando
furono conteggiati 1.124.857
veicoli pesanti in transito
dal valico autostradale di
Pranzo di beneficienza
per lo Sri Lanka
Domenica 20 febbraio le “Amiche di
suor Cristina” organizzano un pranzo al
costo di 20 euro alle ore 12.30 preso i
Padri Saveriani di Tavernerio. Seguirà
una tombolata. Tutto il ricavato sarà
devoluto alla “Casa famiglia” per
persone anziane rimaste sole, dopo
la tregedia dello Tsunami, gestita da
suor Cristina in Sri Lanka. Per motivi
organizzativi il pagamento dovrà essere
effettuato alla prenotazione (entro il
15 febbraio) rivolgendosi, ore pasti,
a: Marilina (tel. o31-360464), Chiara
(tel. 031-555444), Giovanna (tel.
031-220191).
Un camion ogni
cinque non è regolare:
dal peso del mezzo
all’alterazione
del conducente
confine. è questo il dato
saliente contenuto nel
bilancio sull’attività 2010
svolta alle dogane tra Como
ed il Canton Ticino effettuato
dalla Direzione delle dogane
di Lugano.
L’anno scorso è stata
registrata una punta
massima giornaliera di
4.095 camion in transito:
un numero però al di sotto
anche dei livelli raggiunti
nel 2008 quando tale dato
si attestò a quota 4.379.
A preoccupare, però, gli
operatori al di qua ed al
di là del confine sono i
numeri relativi ai fenomeni
di evasione. Ammontano
infatti ad oltre 3 milioni
le pratiche doganali
evase mentre un camion,
ogni cinque controllati,
presentava irregolarità che
spaziavano dal peso fuori
norma (1.124 casi) allo stato
di non idoneità fisica del
Sabato, 12 febbraio 2011 17
■ Mostre
Packaging Art in via
Natta per Comocuore
conducente per assunzione
di alcool, sostanze
stupefacenti o medicamenti
(19), al mancato rispetto del
riposo obbligatorio (20), alla
mancanza del rispetto delle
procedure di sicurezza per il
trasporto della merce (81).
Sono risultati in aumento
anche gli episodi di
falsificazione di marchi,
dei diritti d’autore, di
design, dei brevetti, che
sono stati 51 (17 nel 2009).
Le falsificazioni hanno
riguardato in particolare
articoli di valigeria, abiti
e orologi. Le infrazioni
doganali perseguite nel 2010
dagli uffici, nel campo delle
merci commerciali, sono
diminuite del 65% e sono
state complessivamente
371 (1.089 nel 2009), in gran
parte per messa in pericolo
dei diritti doganali e imposta
sul valore aggiunto (IVA).
In contrapposizione sono
state inasprite le sanzioni
amministrative che, per i
Qualche numero
Ecco la quantità complessiva di veicoli pesanti transitati,
negli ultimi quattro anni, dalla dogana di Chiasso. Chiasso
Brogeda merci: automezzi carichi 906.975 nel 2007 (max
giorno 4.251), 900.663 nel 2008 (max giorno 4.379),
827.541 (max giorno 3.951) nel 2009 e 903.215 nel 2010
(max giorno 4.095); Chiasso autostrada: automezzi vuoti
217.882 nel 2007 (max giorno 1.085), 223.300 nel 2008
(max giorno 1.374), 205.778 nel 2009 (max giorno 2.019)
e 198.321 nel 2010 (max giorno 1029). Il totale di veicoli
pesanti, carichi e vuoti, transitati dalla dogana di Chiasso è
stato: 1.124.857 nel 2007, 1.123.963 nel 2008, 1.033.319
nel 2009 e 1.101.536 nel 2010.Il totale di veicoli pesanti,
carichi e vuoti, transitati dalla dogana di Chiasso è stato:
1.124.857 nel 2007, 1.123.963 nel 2008, 1.033.319 nel
2009 e 1.101.536 nel 2010.
casi gravi e di dolo, possono
portare al divieto di
esercitare la professione e al
divieto della ditta di operare
in dogana.
In Canton Ticino, infine,
le inchieste penali per
contrabbando organizzato,
Novità rifiuti
svolte dalla sezione antifrode
doganale di Lugano, sono
state 226 (366 nel 2009),
nella maggior parte dei casi
per sottrazione dell’imposta
sul valore aggiunto e del
dazio.
luigi clerici
Dall’11 al 27 febbraio, lo Spazio
Natta (Via Natta, 18) ospita la mostra
“Packaging Art: i segni di un’epoca”
dell’artista Giordano Redaelli. La
rassegna d’arte contemporanea è
organizzata dal Rotaract Club Como,
e i proventi raccolti dalla vendita di
due opere donate dall’artista andranno
all’associazione ComoCuore Onlus.e.
■ Albese
Le radici del ricorso.
Storia e drammi
dell’Istria
L’associazione culturale “In - Oltre”,
con il patrocinio del Comune di Albese
con Cassano organizza, venerdì 11
febbraio, una conferenza dal titolo:
“Le radici del ricordo. Storia e drammi
dell’Istria” presso il centro civico Fabio
Casartelli, in via Roma, 21, ad Albese
con Cassano. Interverranno: Guido
Giraudo, giornalista e Federico Goglio,
scrittore e cantautore. Tutti sono
invitati per fare memoria di una pagina
buia della nostra storia.
E partita, in questi giorni, la progressiva
rimozione dei contenitori cittadini
Plastica: addio alle campane
I
n attesa dell’entrata in vigore del nuovo appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti e
di pulizia delle strade per la città di Como,
quelle che saranno alcune caratteristiche del
nuovo modo in cui i cittadini dovranno conferire gli scarti del proprio vivere quotidiano
sono già entrate in vigore. Il primo passo, su
questo punto, è avvenuto proprio a partire
da questa settimana quando è cominciata la
progressiva rimozione delle campane per la
raccolta della plastica ancora presenti in Como. «Si tratta di una decisione presa con una
duplice finalità – sottolinea l’Assessore all’Ambiente, Diego Peverelli -. Innanzitutto igienica
in quanto, purtroppo, vengono utilizzate impropriamente e sono diventati siti per il deposito di rifiuti di qualsiasi tipo e genere. E poi di
decoro urbano. Del resto sono vecchie e ormai superflue, oltre che essere scomode per i
cittadini in quanto il servizio di raccolta della
plastica è già da tempo garantito con il
ritiro del sacco viola che viene effettuato porta a porta una o più volte la settimana a seconda della zona di residenza.
Quindi colgo l’occasione per invitare i
cittadini ad utilizzare esclusivamente il
sacco viola per la raccolta di questa tipologia di rifiuti». Posizionate a partire
dagli anni ’90, il numero di tali contenitori è in un primo tempo cresciuto fino
a toccare quota 90 per poi progressivamente diminuire. Infatti, come già sottolineato dallo stesso Assessore Peverelli,
con l’introduzione del sacco viola (nel
quale si raccolgono gli stessi materiali e risulta più comodo per il cittadino
in quanto ritirato a domicilio) l’utilizzo
delle campane si è progressivamente
ridotto. A questo fattore va aggiunto il
fenomeno del loro deterioramento ed
i ripetuti casi di vandalizzazione (che
hanno raggiunto il loro apice nel 2007
quando ne vennero distrutte o date alle fiamme ben 14, oltre ad altre 15 per
la raccolta del vetro) che ne hanno impedito la riparazione ed il recupero. A
tutte queste ragioni bisogna inoltre aggiungere che tali contenitori sono ormai
costantemente utilizzati come luogo per
abbandonare rifiuti di qualsiasi specie o
natura. Per questo motivo è stata decisa
la loro completa eliminazione che ha già
avuto inizio. Questa decisione rappresenta un primo passo verso la gestione
futura della raccolta dei rifiuti. Il nuovo
appalto prevederà anche la rimozione
delle 31 campane per la raccolta del
vetro, introducendo anche per questa
tipologia di rifiuto il ritiro a domicilio.
l.cl.
ComoCronaca
18 Sabato, 12 febbraio 2011
turismo. Il settore si conferma in buona salute
Turismo
■ Stranieri
Presenze sempre
più internazionali
Il turismo nostrano continua ad essere
sempre più internazionale. Secondo i dati
dell’assessorato provinciale al turismo
gli stranieri rappresentano il 62% delle
presenze sul Lario. La forbiche con i turisti
italiani continua ad allargarsi.
■ Provenienze
A
rrivare in dieci anni a
raddoppiare i flussi turistici
sul Lario. E’ questo l’obiettivo
dell’assessorato al turismo
della Provincia che ha recentemente
pubblicato i dati relativi agli arrivi e alle
presenze del 2010. Un obiettivo che non
sembra così distante se consideriamo
come, nonostante la crisi economica
dell’ultimo biennio, i flussi turistici dal
2005 ad oggi siano aumentati di 300 mila
Un obiettivo ambizioso
arrivare, entro il 2020
a raddoppiare i flussi
sul nostro lago
unità (più 50%) con un totale di 982 mila
arrivi (il numero di singoli turisti) nel
solo 2010 e 2 milioni e 540 mila presenze
(numero di giorni trascorsi). “I dati
sono senz’altro positivi”, ha commentato
l’assessore provinciale al turismo Achille
Mojoli che si sta preparando al BIT, la
Borsa internazionale del Turismo, una
delle più importanti esposizione al
mondo di offerta turistica in programma
a Milano dal 17 al 20 febbraio. “Como, lo
scorso anno, – prosegue – ha registrato
una crescita maggiore rispetto alla
Dal 2005 sul Lario
300 mila turisti in più
media lombarda e quella nazionale,
arrivata al più 2%”. Guardando al solo
2010 si è registrata un incremento
degli arrivi del 5,46% con 50 mila
turisti in più. A fare la parte del leone
continuano ad essere gli ospiti stranieri
in particolare provenienti dall’Europa
centrale (Germania in testa) ma anche
statunitensi e inglesi. Non mancano,
però, nuovi mercati su cui concentrarsi.
“Stiamo cercando di lavorare – ha
spiegato l’assessore – per attirare sempre
più turisti dai Paesi emergenti come
Russia, Giappone e Cina. Paesi con cui
già esistono importanti legami ma a cui
guardiamo con interesse considerando
la loro crescita economica. Nei prossimi
anni avremo milioni di turisti che da
questi Paesi inizieranno a viaggiare verso
l’Europa. Per questo sarà necessario
lavorare per inserire nei pacchetti
previsti per l’Italia anche una tappa sul
Lario”.
Per quanto riguarda la distribuzione dei
flussi durante l’anno, la maggioranza
delle presenze è concentrata nei mesi
estivi. Un trend che conferma quello
degli scorsi anni.
S
“tassa”
di soggiorno
i pareri
u una cosa sono tutti
d’accordo: “non chiamatela
tassa”. E’ questo il primo
commento dell’assessore Mojoli e
del presidente degli albergatori
comaschi Proserpio sulla possibile
introduzione, all’interno del decreto
sul federalismo comunale, di una
tassa di soggiorno. Una decisione
che aveva scatenato le proteste di
Federalbergatori che non ha escluso
manifestazioni di protesta. “Se verrà
introdotta una tassa di soggiorno
– spiega Mojoli – è importante
“Sono due gli ambiti in cui dobbiamo
lavorare per potenziare il settore
turistico – ha spiegato Mojoli - . Da un
lato dobbiamo cercare di far aumentare
il numero di giorni che i turisti passano
da noi (in media 2,67 giorni a testa
ndr), aumentando l’offerta turistica e
facendo scoprire anche quelle realtà
oggi poco conosciute e valorizzare.
Dall’altro dobbiamo fare in modo che le
presenze non siano concentrate solo nel
periodo estivo ma anche negli altri mesi
dell’anno, sviluppando un turismo di
tipo invernale, legato agli sport invernali,
ma anche culturale”. Risultati positivi
che sono stati accolti con entusiasmo
dagli stessi albergatori. “Abbiamo
ottenuto risultati meravigliosi - ha
spiegato il presidente degli albergatori
comaschi, Alberto Proserpio - che
dimostrano l’importanza di continuare
a lavorare in squadra tra albergatori,
istituzioni e Camera di Commercio”. Una
soddisfazione che aumenta guardando
alle prenotazioni per il 2011 che, a
detta del presidente degli albergatori,
sembrano indicare un ulteriore crescita.
MICHELE LUPPI
prima di tutto che questa vada
a pesare sui turisti e non sugli
albergatori. Dall’altra parte credo
sia necessario estenderla a tutti
i Comuni e non solo al capoluogo
che nel caso di Como, corrisponde
solo al 20% dei flussi turistici. Al di
là di queste considerazione penso,
però, che sarebbe meglio evitare di
introdurre questa tassa destinando,
invece, allo sviluppo del settore
turistico una percentuale dell’IVA
(il 2,5%) incassata dagli operatori
del settore”. “Indipendentemente
A guidare la classifica dei Paesi di
provenienza dei turisti in visita al Lario
resta la Germania con 343 mila presenze,
seguita da Regno Unito (263 mila), Paesi
Bassi (248 mila), Svizzera e Liechtestein
(164 mila), Usa (121 mila), Francia (115
mila), Belgio (58 mila). Più indietro
Russia (22 mila), Giappone (15 mila) e
Cina (10 mila).
■ Strutture
Crescono alberghi
di lusso e B&B
Per quanto riguarda la struttura ricettive
a crescere sono gli alberghi di lusso (più
8,17% di presenza) ma anche i bed and
breakfast (più 22%). In calo, invece,
sono gli agriturismo (meno 7,24%).
Stazionari i campeggi.
■ Risorse
Per il 2010 spesi
170 mila euro
L’assessore Mojoli ha espresso il
suo disappunto per le scarse risorse
destinate al turismo. Nel 2010 il budget
è stato di 170 mila euro. Nello stesso
anno il vicino Canton Ticino ha investito
in promozione circa 5 milioni di euro.
da questo – continua Mojoli – è
importante aumentare le risorse a
disposizione del settore turistico.
Lo scorso anno il budget della
Provincia è stato di 170 mila
euro. A pochi chilometri da noi il
solo Canton Ticino ha investito in
promozione 7 milioni di franchi,
qualcosa come 5 milioni di euro”.
Più sottile il presidente degli
albergatori comaschi Proserpio.
“Non è bello accogliere i turisti
facendogli pagare una tassa –
spiega - . Piuttosto si potrebbe
Appuntamenti
Tavernerio
Erba
Mostre
Franz Liszt
a Como.
Conferenza
in città
Luna e dintorni
con gli Astrofili
Lariani
I mercoledì
culturali con
“La Martesana”
“Arcimboldo”
a Milano
Venerdì 11 febbraio, alle
ore 21.15, presso il Centro
Civico “Rosario Livatino” di
Tavernerio, in via Risorgimento
21, il Gruppo Astrofili Lariani
propone “Luna e dintorni”,
una chiacchierata a cura di
Marco Papi propedeutica
all’osservazione all’esterno
del Centro Civico del satellite
terrestre e delle meraviglie del
cielo invernale. L’ingresso è
libero. Per informazioni, la sede
del Gruppo Astrofili Lariani si
trova in via Risorgimento 21
a Tavernerio, presso il Centro
Civico “Rosario Livatino”; tel.
328.0976491 (dal lunedì al
venerdì dalle 9 alle 21); e-mail:
[email protected]; sito
web: www.astrofililariani.org.
Prosegue il ciclo di incontri dal
titolo “I mercoledì culturali”,
organizzati dall’Associazione
“La Martesana”, in
collaborazione con l’Assessorato
alla Cultura della Città di Erba,
con inizio alle ore 21 presso
la Sala Civica di Villa CerianiBressi a Crevenna di Erba (via U.
Foscolo 23). Mercoledì 9 marzo
Claudio Ponzoni tratterà “La
navigabilità dal lago di Como
verso Milano negli studi di
Leonardo da Vinci”; mercoledì
13 aprile Marino Marieni,
presenterà “Itinerari sui monti
lariani”, mentre mercoledì 11
maggio è la volta de “I Battisteri
tra iconografia e storia”, a cura
di Alberto Perego e Antonello
Marieni. L’ingresso è libero.
In occasione del bicentenario della
nascita di Franz Liszt, la Cappella
Musicale della Basilica di San Fedele di Como organizza una conferenza con proiezioni dal titolo “Franz
Liszt a Como”, che si terrà alle 16.30
di sabato 12 febbraio presso la sala
parrocchia di S. Fedele, in via Vittorio Emanuele 94, a Como, e sarà
curata dal relatore Oscar Tajetti.
Mercoledì 16 febbraio, alle ore 21
presso la Basilica di San Fedele, si
svolgerà invece il concerto, su musiche di Liszt, dal titolo “Elevazione
spirituale”, a opera dell’organista Paolo Oreni, tra i pochi al mondo che
suonano questo strumento completamente a memoria.
E’ tedesco il turista
più affezionato al Lario
“R
far pagare una somma di uno o
due euro ai turisti ma offrendogli
in cambio una tessera che dia
diritto a sconti ed opportunità.
Penso a convenzioni con ristoranti,
enti culturali, mezzi di trasporto,
migliroando l’offerta dei servizi.
Comunque come albergatori siamo
contrari all’introduzione di qualsiasi
novità nel corso di quest’anno
perché abbiamo già chiuso
tutti i contratti e questi rincari
comporterebbero un danno per il
settore”.
osso Cobalto” e
l’Associazione
Culturale “Mondo
Turistico” propongono per
domenica 20 febbraio una
visita guidata alla mostra
“Arcimboldo”, allestita a
Milano presso Palazzo Reale.
L’incontro con la guida davanti all’ingresso di Palazzo Reale
(di fianco al Duomo) è fissato per le ore 14.45; si procederà poi
alla visita guidata della mostra, che approfondisce la vita e le
opere del celebre artista milanese di grande successo alla corte
degli Asburgo. Arcimboldo, artista che si colloca fra Leonardo e
Caravaggio, propone un’arte stravagante e di forte impatto che,
partendo dalla scuola di Leonardo, ha saputo sviluppare uno
stile personale e innovativo. Le opere non lasciano indifferenti,
emozionano, stupiscono e, talvolta, fanno sorridere.
La quota di partecipazione è di 14 euro per i soci, di 15 euro per
i non soci, ingresso incluso. Per informazioni e prenotazioni
(obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339.4163108; e-mail:
[email protected].
ComoCronaca
Sabato, 12 febbraio 2011 19
“Tiene”
la pesca
di professione
sul lago
69 risultano, attualmente, gli addetti impegnati
in questo tipo di attività sul nostro territorio.
A breve partirà un corso obbligatorio, gratuito,
per gli operatori interessati a questo lavoro
L
a pesca, un mestiere antico che
ancora resiste sul Lario. La Provincia
di Como organizza (iscrizioni
entro il 21 febbraio, ore 9) un corso
obbligatorio per poter esercitare la pesca
di professione nelle acque delle province
di Como e Lecco. Lo slancio per dare
continuità ad un’attività ancora viva sulle
nostre acque, pur fortemente ridimensionata
rispetto al passato. Agli inizi del secolo
scorso i pescatori professionisti sul Lario
erano circa 1200, oggi sono 69, quasi tutti
ditte individuali. «All’epoca – ci spiega
Carlo Romanò, responsabile dell’ufficio di
Gestione ittica della Provincia di Como -, si
viveva in un’altra dimensione economica
e sociale. Allora una buona parte dei
pescatori di professione traeva il proprio
sostentamento diretto dall’attività della
pesca, cioè mangiava quanto pescato».
E oggi? È a rischio il futuro della pesca
professionale sul nostro lago? «Nel Lario e
nel lago di Mezzola la raccolta sistematica
dei dati del pescato professionale è iniziata
nel 1996, con l’introduzione di un libretto
segnapesci individuale la cui compilazione
è obbligatoria. Per mantenere la licenza
ogni anno i pescatori professionisti (cioè
quanti traggono dall’attività della pesca la
totalità o la parte principale del proprio
sostentamento) devono dimostrare,
dichiarazione dei redditi alla mano, che la
maggior parte del proprio reddito deriva
da questa attività. Sulla base dei numeri di
cui disponiamo emerge, nel corso di questo
ventennio, una buona stabilità del pescato
professionale. Non si può dire, in sostanza,
che la pesca stia aumentando, ma nemmeno
che stia impoverendo, nel suo insieme. Ci
troviamo dunque in condizioni di stabilità».
Un lavoro di grande fatica… «Certo dipende
dai punti di vista - continua Romanò -, ma di
sicuro si tratta di una vitaccia, affascinante,
ma fisicamente molto impegnativa. Le
Il corso
■ Abilitazione
Le iscrizioni
entro il 21 febbraio
Sono aperte le iscrizioni al corso (che
è obbligatorio) per poter esercitare
la pesca di professione nelle acque
delle province di Como e Lecco. Il
corso, a cadenza annuale, viene tenuto
alternativamente dalle due Province
in collaborazione con la principale
associazione dei pescatori di mestiere
(APAT). La durata delle lezioni è di
due settimane: la prima è dedicata
alla teoria e si svolge negli uffici
provinciali di via Sirtori 3 a Como, la
seconda è dedicata alla pratica (posa
reti, filettatura, etc.) e si terrà sul lago,
in località da definire. Le iscrizioni
si chiudono il 21 febbraio, ore 9.00.
Informazioni “Sportello Pesca”
Provincia di Como (tel. 031-230843),
mail: [email protected].
Un mestiere duro
che obbliga a fare
i conti con l’acqua
gelida e il vento
sferzante d’inverno,
ma anche con la calura
estiva. Levatacce
notturne e tanta fatica.
Ma c’è chi ancora ci
crede e vive questa
professione con
passione quotidiana.
è il coregone il pesce
più pescato sul Lario.
Nel 2009 nelle reti
ne sono finite più
di 100 tonnellate
a cura di Marco Gatti
reti (perché la pesca
è consentita solo
con questo mezzo)
normalmente si calano
al pomeriggio o alla sera
e si levano al mattino.
Durante la bella stagione
la levata è di primissimo
mattino, se non in piena
notte, perché, quando
l’acqua è calda occorre
lasciar trascorrere il
minor tempo possibile,
altrimenti si corre il
rischio di rovinare il pesce. Quindi, nei
periodi più caldi, la maggior parte dei
pescatori posa le reti verso le 17-18 e le
ritira tra l’1 e le 4 del mattino. D’inverno gli
orari sono meno stringenti. Il rovescio della
medaglia, però, è che non sempre è piacevole
trovarsi sul lago quando la temperatura è
magari sotto zero, sferzati da un vento gelido
e costretti ad estrarre a mano reti collocate
a profondità anche vicine agli 80 metri». Vi
sono zone di maggiore concentrazione dei
pesci, dunque più pescose? «No, la presenza
del pescato è distribuita sul lago in maniera
abbastanza omogenea. La scelta delle aree di
pesca è più legata ai luoghi di residenza dei
pescatori. Oggi, per ragioni di pura casualità,
risulta una maggiore concentrazione di
pescatori nel ramo di Como, rispetto a
quello lecchese». Che cosa si pesca, in
maggior quantità, nelle nostre acque? «A
farla padrone sono, prevalentemente tre
specie. Le altre rivestono, per lo più, un ruolo
accessorio, essendo meno importanti da
un punto di vista meramente economico
e quantitativo. Il pane dei pescatori è
caratterizzato dai coregoni, che costituiscono
circa il 50-60% del pescato totale, a seconda
degli anni. Mediamente siamo attorno
alle 100 tonnellate di coregoni pescati
all’anno nelle acque del lago (112 tonnellate
nel 2009). Seguono, più o meno, a pari
merito gli agoni e i pesci persici, diciamo
nell’ordine delle 30 tonnellate l’anno per
gli agoni (33 tonnellate nel 2009) e 20 per
i persici (25 tonnellate nel 2009)» Ci sono
tetti alla quantità di pescato? «No. Tutta la
regolamentazione sul prelievo si basa sugli
attrezzi. Sono “normate” le dimensioni
della maglia delle reti (stabilita in modo tale
da catturare gli esemplari che si sono già
riprodotti almeno una volta), le metrature
delle reti che il pescatore può impiegare e
i periodi di posa (non durante il deposito
delle uova). Stando entro questi canoni si
può pescare quanto si vuole». Veniamo alla
formazione. Perché un corso per pescatori
professionisti? «Due sono le argomentazioni
da sostenere in merito. La prima è che non
è pensabile che una persona possa entrare
nel lago, sfruttando economicamente una
risorsa che è un bene comune, anche dal
punto di vista faunistico, senza avere un
minimo di consapevolezza di quello che
fa. Si pensi, e a me sembra una follia, che
la normativa in vigore questo passaggio
non lo prevede. Il corso, obbligatorio, è
un’iniziativa delle Province di Como e
Lecco, che si sono infilate nelle pieghe
non dette della legge. In altre località non
è previsto. Per pescare, da professinisti, nel
Comasco, occorre dunque, oltre alla licenza
di pesca professionale, anche l’abilitazione,
ottenibile con questo corso. Il secondo
aspetto da considerare è che se vogliamo
assicurare un minimo di prospettiva a
questo lavoro occorre anche dargli un
po’ di dignità. Il fatto che prima bastasse
una domanda per accedervi faceva sì che,
sovente, gente che non sapeva dove sbattere
la testa finisse nel lago. Questo corso certo
non cambiera la vita, ma, a nostro avviso,
rappresenta il minimo indispensabile per
compiere un passo consapevole dentro
questo mondo».
❚❚ Spesso i ristoratori prediligono la grande distribuzione
Pesce di lago, ma al ristorante...
S
correndo i dati relativi all’andamento
del pescato sui nostri laghi (Lago di Como più Mezzola) si nota come nel 2009
le acque abbiano offerto qualcosa come 200
tonnellate di pesce. Finisce tutto sulle tavole
dei ristoranti lariani, lecchesi o dell’alto lago? «Si tratta in realtà di una scelta dei singoli pescatori - continua Carlo Romanò -. La mia
valutazione è che la maggior parte del pesce
pescato non vada, in realtà, alla ristorazione.
Il pescatore, appena può, infatti predilige la
vendita al privato».
Perché? «Sono pochi, purtroppo, anche da
noi, i ristoratori in grado di valorizzare questo
prodotto, nonostante la pesca di professione
ci sia da sempre. Questo per un motivo preciso: la pesca non è d’allevamento, dunque il
pescato, per sua natura, risulta incostante nel
tempo, sia come quantità sia come qualità.
Ciò impedisce, ad esempio, di poter avere tutti giorni la stessa quantità di coregoni. Può ac-
cadere il giorno fortunato di averne 50 kg, e
quello invece di non averne nessuno. La
ristorazione di oggi, purtroppo, ha scarsissima voglia di correre dietro questa altale-
nanza, come invece dovrebbe fare. Chi offre
pesce di lago, dunque, siccome ha l’esigenza primaria di mettere a menù un piatto che
sia sempre quello, tutti i giorni, va spesso a
cercarlo nella grande distribuzione. Ed ecco
che, sulle nostre tavole, si possono così trovare coregoni del lago di Bolsena piuttosto che
persici dell’Estonia. Va detto, però, che ci sono anche ristoranti interessati a lavorare con
prodotti del posto. Così come sarebbe giusto.
Anche se, purtroppo, non sono poi così tanti».
Una questione di comodità ma anche di costi… «Affidarsi alla grande distribuzione, oltre
che dare la garanzia di poter assicurare sempre lo stesso prodotto sulla tavola del cliente,
permette al ristoratore anche costi più contenuti. Pensiamo, ad esempio, ad un filetto di
persico. Se lo acquistiamo da un pescatore del
nostro lago non lo troviamo a meno di 30-35
euro al kg, il persico che arriva dall’Estonia
costa invece 18… e i conti son presto fatti…».
ComoCronaca
20 Sabato, 12 febbraio 2011
Seminario
■ 13 febbraio
Appuntamento
con il “Quarto
Family Extralarge”
Domenica 13 febbraio, presso il
Seminario Diocesano di Como in via
Baserga, si terrà il “Quarto Family
Extralarge”, il raduno delle famiglie
numerose lariane che per la città
è già divenuto un appuntamento
ormai “tradizionale”, promosso
dall’Associazione Famiglie Numerose
della provincia si Como.
Unico requisito richiesto per
l’ammissione è la presenza di un
nucleo familiare composto, oltre che
dai genitori, da almeno quattro figli,
senza distinzioni di sorta tra quelli
naturali, adottivi o affidati. Obiettivo
della manifestazione, in linea con le
finalità perseguite dall’Associazione
nazionale famiglie numerose, è
quello di richiamare l’attenzione
sull’importanza della famiglia come
luogo deputato alla formazione e
all’educazione di base dei giovani,
vale a dire dei cittadini di domani,
nella consapevolezza che l’attuale crisi
dell’identità familiare rappresenta un
pericoloso fattore di disgregazione
sociale e civile da contrastare con
ogni energia, e non certo quel segno
di “emancipazione” e di “progresso” al
quale vorrebbero abituarci gli esponenti
della cultura laica. Il programma della
giornata prevede l’accoglienza tra le
10 e le 10.30. Alle 11 sarà celebrata
la S. Messa, presieduta da don Ivan
Manzoni. Alle 12.30: pranzo. Ore 14.15:
accoglienza pomeridiana (con giochi di
animazione per bambini). Ore 14.30:
apertura dei lavori: “Dal generare
biologico al ‘generare sociale”, relatori:
Mauro e Chiara Magatti. Ore 16.30:
quattro chiacchiere in famiglie… con
assaggi dei prodotti Gaf. Ore 17.15
chiusura dei lavori e saluti. Ad animare
l’attività dei bambini e dei ragazzi
saranno presenti degli scout di Como.
Durante la giornata sarà possibile
rinnovare l’iscrizione all’associazione.
Comocuore
apre le porte
alla prevenzione
L’associazione sarà a disposizione della
popolazione sabato 12 e lunedì 14 febbraio
per effettuare delle visite grauite
I controlli saranno
effettuati presso la sede
cittadina di via Rovelli.
Ci si potrà consultare
anche con dei cardiologi
L’
associazione comasca
Comocuore apre le porte della
sua sede per un’iniziativa
senza precedenti. Il 12 e il 14
febbraio, in occasione della Giornata
europea del Cuore - appuntamento
che porta alla ribalta i temi più attuali
legati alla prevenzione delle malattie
cardiovascolari - l’associazione sarà
aperta al pubblico per effettuare
una serie di visite gratuite. Sarà possibile, infatti, sottoporsi allo screening
dell’Aneurisma dell’aorta addominale, a controlli di pressione arteriosa e
colesterolo (saranno a disposizione le infermiere volontarie della Croce Rossa),
nonché consultarsi con i cardiologi per conoscere i fattori di rischio d’infarto e
delle malattie che colpiscono l’apparato cardiocircolatorio. Agli interessati sarà
fornita la ‘Carta dei Rischio’, un utile vademecum per scoprire se il proprio stile
di vita rappresenti l’anticamera ai problemi del cuore.
L’apertura avverrà sabato 12 dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17; lunedì 14 dalle
14.30 alle 17. Sabato 12, inoltre, alle 11.30 il presidente dott. Giovanni Ferrari
terrà un incontro aperto al pubblico per spiegare i rischi dell’aneurisma
dell’aorta addominale.
Lo screening dell’aneurisma dell’aorta addominale (A.A.A.) consiste nella
◆ Villa Saporiti
■ Confindustria
Energia
e ambiente:
un corso
U
n corso per aiutare gli amministratori e i
tecnici dei Comuni comaschi a recepire
le nuove direttive in campo energetico
e ambientale, così da non ricorrere in future sanzioni e sfruttare al meglio i fondi messi
a disposizione da Enti Pubblici e fondazioni
private. E’ questo l’obiettivo dell’assessorato all’ecologia ed ambiente della Provincia di
Como che promuove un ciclo di cinque incontri su temi ambientali ed energetici a Villa
Gallia. Si inizia il 16 febbraio, alle 14.30, tema:
controllo e sicurezza degli impianti termici.
Seguiranno altri quattro appuntamenti: emissioni in atmosfera, fonti di energie rinnova-
Il Risorgimento e la
rivoluzione industriale
bili, gestione dei rifiuti urbani, incentivi
e cofinanziamenti per l’efficienza energetica, educazione ambientale nelle scuole.
“Negli ultimi dieci anni – spiega l’assessore
provinciale all’Ambiente, Paolo Mascetti
– tra Regione, Provincia e fondazioni, a livello regionale, sono stati destinati a bandi
in questi settori 60 milioni di euro. Circa il
10% è arrivato in provincia di Como”. Vi sono, però, bandi che non sono stati sfruttati
come quello promosso, proprio dalla Provincia, per progetti nel settore micro-idroelettrico. “In questo settore la Provincia –
spiega Mascetti – ha promosso nel 2010 un
bando da 100 mila euro, ma 25 di questi non
sono stati assegnati per mancanza di richieste. Lo stesso vale per molti progetti a livello
regionale di cui gli amministratori dei nostri
Comuni non sempre sono a conoscenza. Per
questo diventa fondamentale l’informazione”. Dall’altra parte, mette in guardia Mascetti,
non bisogna dimenticare la necessità di adeguarsi alle nuove normative ed agli obiettivi
da raggiungere entro il 2020: taglio del 20%
dei consumi, miglioramento del 20% dell’efficienza energetica e raggiungimento del 20%
di energia prodotta da fonti rinnovabili.
M. L.
Corso di autodifesa femminile
P
valutazione ecografica dei diametri
dell’aorta addominale da parte di specialisti
radiologi e cardiologi ed è riservato ai
soggetti di età superiore ai 60 anni. L’
Aneurisma dell’Aorta Addominale è una
patologia insidiosa, spesso ignorata, che se
non diagnosticata per tempo, può portare a
gravi complicanze spesso mortali. Colpisce
prevalentemente soggetti di sesso maschile
oltre i 65 anni e dalle varie casistiche
risulta che ne sono interessati il 4-8% di tale
popolazione. Il sesso femminile è meno
colpito, nella misura dello 05-1.5% .
Fumo, ipertensione arteriosa e diabete sono
i maggiori responsabili della insorgenza
di questa malattia, addirittura il fumo
aumenta di 6 volte il rischio di incorrervi.
Ma cos’è l’A.A.A.?: è una dilatazione del
lume dell’aorta legato al cedimento della
parete colpita dal processo degenerativo
aterosclerotico che può andare
incontro a rottura quando il diametro
raggiunge dimensioni critiche, in genere
rappresentate dal limite dei 5 cm ( a fronte
dei valori normali di 2 cm.). Occorre quindi
identificare per tempo la presenza della
patologia che potrà essere seguita nella
sua evoluzione fino al momento in cui sarà
necessario procedere alla terapia. Terapia
che oggi è rappresentata dalla chirurgia che
prevede la sostituzione del tratto di aorta
interessato o dalla applicazione di una
endoprotesi per via percutanea nei pazienti
più anziani, affetti da altre patologie e
per i quali il rischio operatorio chirurgico
appare maggiore. Entrambi gli interventi
programmati ed eseguiti in elezione si
accompagnano a un basso rischio di
complicanze e consentono una normale
sopravvivenza.
Allo scopo di individuare le persone affette
da questa patologia, l’associazione ha
messo a punto un progetto di screening
denominato “AAA cercasi” , rivolto a
soggetti ambosessi di età superiore ai
60 anni. Lo screening consiste nella
valutazione ecografica dei diametri
dell’aorta addominale da parte di specialisti
radiologi e cardiologi presso la sede di
Comocuore, previo appuntamento. In
presenza di un diametro superiore ai 3 cm il
paziente verrà avviato con la collaborazione
del medico curante ad ulteriori esami
con ecodoppler completo dei grandi vasi
addominali ed eventualmente ad AngioTac
e successivamente indirizzato a un centro
specializzato per la diagnosi e l’eventuale
trattamento chirurgico o endovascolare.
romosso dall’assessorato alle Pari
Opportunità del Comune di Como,
rappresentato da Anna Veronelli, torna
l’appuntamento con il corso di Autodifesa
femminile, giunto alla IX edizione: “Come
affrontare e gestire le situazioni di pericolo”
organizzato dal gruppo Explorer. Una respirazione
corretta, un allenamento del corpo con l’utilizzo
di tecniche psicofisiche e di street fighting
portano, infatti, ad una maggiore sicurezza,
psicologica e fisica, in qualsiasi circostanza.
Il corso si svolgerà presso l’asilo nido Mami
Gioc (in via Linati 7) a Como ogni lunedì dalle
19 alle 20.15 per quattro mesi (da Marzo a
Giugno). Il costo è di 45 euro mensili.
Per iscrizioni e informazioni: 329-3827767,
www.tizianomuzzana.it. Le iscrizioni
si chiudono il 28 febbraio.
Prosegue anche per il 2011 il ciclo di
incontri organizzati da Confindustria
Como, dedicati a differenti temi
e aperti al pubblico. Il prossimo
convegno si terrà alle 20.30 di giovedì
17 febbraio presso la sala conferenza di
Confindustria Como, in via Raimondi 1,
sul tema: “Risorgimento: la via italiana
alla rivoluzione industriale. Perché
l’Italia si è unita e perché vale la pena
che resti tale”. Interverranno, tra gli
altri, il corrispondente Rai da Londra
Antonio Caprarica e il giornalista del
“Sole 24 Ore” Stefano Salis.
■ Albate
Musica che unisce
con Agorà Albate
“Musica che unisce” è il titolo del
percorso di educazione all’ascolto
organizzato dall’associazione Agorà
di Albate e che si svolgerà, a cura del
docente di Musica e critico musicale
della “Provincia” Stefano Lamon,
presso la Sala della Comunità di Via
S. Antonino 45. Il calendario prevede
tre incontri: Musica, tu mi prendi al
cuore; Viva V.E.R.D.I.; Inni, simbolo di
popolo e di popoli, che avranno luogo,
con inizio alle 20.45, nelle giornate di
lunedì 14, 21 e 28 febbraio.
ComoCronaca
Una famiglia
intelvese
alla corte
di Vienna
nell ‘700
Carlo Innocenzo Carloni,
Ritratto di Maria Anna
Beroldingen moglie di
Donato Felice
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a
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o
s
per
N
ell’ambito della mostra
“Omaggio ai Maestri Intelvesi
Ercole Ferrata e Carlo
Innocenzo Carloni”, sabato 12
febbraio, alle ore 16.00, presso la
Pinacoteca Civica di via Diaz a Como
si terrà l’incontro “Una famiglia
intelvese alla corte di Vienna nel
‘700. Il piacere di vestire alla
moda”, a cura di Marialuisa Rizzini,
docente di storia del costume. Al
termine seguirà un Happy Hour (5
euro) e la possibilità di visitare le
Sabato, 12 febbraio 2011 21
sale del Medioevo e della Quadreria
della Pinacoteca. La mostra
è promossa dal Ministero per i
Beni e le Attività Culturali, dalla
Soprintendenza per i Beni Storici
Artistici Etnoantropologici, dal
Comune di Como Musei Civici, da
APPACuVI e dal Museo Diocesano
di Arte Sacra di Scaria Intelvi;
sarà aperta fino al 13 febbraio da
martedì a sabato (9.30-12.30 e
14.00-17.00) e domenica (10.0013.00), chiuso il lunedì.
Auditorium Don Guanella. Sabato 12 febbraio
Con più gioia e speranza.
Ricordo di don Pellegrini
S
abato 12 febbraio, alle ore
15.30, presso l’Auditorium “Don
Guanella” (via T. Grossi 18,
ampio parcheggio interno) si
terrà la presentazione del libro “Con più
gioia e speranza. Ricordo di don Piero
Pellegrini”, coordinato da padre Alfonso
Crippa, suor Franca Vendramin e
Graziella Pellegrini per l’Editrice Nuove
Frontiere di Roma.
Don Piero Pellegrini, chiamato
confidenzialmente don Pierino,
nato il 2 maggio 1928 a Rebbio, entrò
giovanissimo nella Congregazione dei
Servi della Carità, dove ricoprì con
grande umiltà, intelligenza e generosità
importanti incarichi: professore e
formatore, superiore provinciale,
segretario, archivista e cultore delle
memorie storiche del Fondatore. Per
conoscere e apprezzare la sua opera
di studioso e di storico ricordiamo
in particolare il saggio storico “Luigi
Guanella: gli anni della formazione”, il
libro “Don Guanella inedito”, la biografia
di Suor Chiara Bosatta “La storia di
Chiara”, scritto con Maria Luisa Oliva
e i diversi articoli su “Archivio storico
della Diocesi di Como”. Don Piero morì a
Como il 18 maggio 2003, dopo una lunga
sofferenza.
Questa pubblicazione è un omaggio
corale (numerose e significative sono le
testimonianze raccolte), mai nostalgico
o puramente apologetico, alla sua
memoria, ma soprattutto un invito a
seguire il suo esempio di discepolo
illuminato e fedele di don Guanella, un
uomo - come don Pellegrini stesso lo
definisce - «che dei suoi limiti non ha
fatto problema e sulle sue qualità non ha
voluto costruire se stesso, ma una fetta
di felicità per gli altri. Ammirarlo o solo
pregarlo sarebbe certamente poco».
Il titolo scelto “Con più gioia e speranza”
A. Crippa, F. Vendramin, G. Pellegrini
Con più gioia e speranza
RICORDO DI DON PIERO PELLEGRINI
riprende proprio l’atteggiamento
interiore con cui don Pierino guardava al
mondo, al presente e al futuro. «La gioia
di essere accanto a Dio in un mondo
che, certamente, cresce verso di Lui, e la
speranza, che non confonde, che il buon
seme germoglierà a suo tempo non per
l’impegno di chi lo semina o lo irriga,
ma per la grazia di Colui che, solo, può
dargli sviluppo». Padre Alfonso Crippa,
Superiore Generale dei Servi della
Carità, nella sua presentazione si augura
che «la testimonianza che don Pierino
ci consegna, divenga per chiunque ne
venga a contatto, motivo per vivere la
propria vita con questa stessa carica di
Visite
Mondo Turistico
e Giuseppe
Garibaldi
L’
Associazione
Culturale “Mondo
Turistico” organizza
per sabato 19 febbraio
una visita guidata al
Museo Storico “Giuseppe
Garibaldi” e all’ex chiesa
di S. Francesco a Como.
L’appuntamento è fissato per le ore 14.30 a Como, davanti
all’ingresso del Museo, in Piazza Medaglie d’Oro. Il museo storico
“Giuseppe Garibaldi”, fu inaugurato nel 1932 in Palazzo Olginati,
dove l’ “Eroe dei due mondi” soggiornò nel 1866; tra i pezzi
degni di nota vi sono diverse camicie rosse e oggetti personali
appartenuti a Garibaldi e ai garibaldini di origine comasca, oltre
ai ricordi militari delle due Guerre Mondiali. In seguito si visiterà
l’ex chiesa di S. Francesco (oggi sede espositiva) che fu parte di un
importante convento soppresso nel 1798 e diventato sede di una
caserma austriaca, abbandonata nel 1859 dopo la sconfitta di S.
Fermo. La quota di partecipazione è di 8 euro per i soci, di 9 euro
per i non soci (ingresso incluso). Per informazioni e prenotazioni
(obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339-4163108.
di un padre affettuoso, un maestro
forte e autorevole, un sincero amico,
un prezioso consigliere, una guida
attenta e sensibile, un uomo di cuore,
carità e cultura, un vero “dono della
Provvidenza”. La terza parte “Il patire e
l’arrivederci” racconta, sempre attraverso
stralci di lettere
e testimonianze,
l’ultima parte della
vita di don Piero,
quando continuò con
umiltà e pazienza
abato 12 febbraio 2011, ore 15.30,
a dedicarsi allo
Auditorium “Don Guanella” (Via T. Grossi 18)
studio e al lavoro
Saluto (don Remigio Oprandi,
nell’archivio storico
superiore Provincia “Sacro Cuore” SdC)
di Como, resistendo
“Adelante!” Album dei ricordi di don Pierino
con tenacia al male
(Mario Luraschi e Graziella Pellegrini)
che progressivamente
Don Pierino: mio compagno di cammino
lo avrebbe ridotto
(don Pietro Pasquali, superiore generale emerito SdC)
all’infermità
Un’idea … un progetto (suor Franca Vendramin, FSMP)
pressoché completa,
La figura e il messaggio di don Pierino nel testo
nel totale abbandono
“Con più gioia e speranza”
nelle mani di Dio.
(padre Alfonso Crippa, superiore generale SdC)
La conclusione
Don Pierino, una scia… (dr. Vito Viganò, psicologo)
del volume è
Don Pierino: un “dono” per la Chiesa di Como
affidata alla nipote
(mons. Carlo Calori, prevosto Basilica S. Fedele in Como)
Graziella Pellegrini,
Don Pierino ci parla ancora …
consapevole che “fare
(don Angelo Gottardi, rettore Santuario Sacro Cuore in Como)
memoria” significhi
“portare qualcosa con
A seguire Celebrazione Eucaristica nel Santuario del Sacro
sé”, e ad un’intensa
Cuore presieduta dal superiore generale SDC, padre Alfonso
e coinvolgente
Crippa e buffet offerto dalla Provincia “Sacro Cuore”
postfazione di mons.
Saverio Xeres: «È
proprio la debolezza,
dunque, che ha
“più gioia e speranza”».
reso “forte” don Pierino, per dirla con
Nella prima parte del volume “La storia”,
l’apostolo Paolo. Il suo insegnamento,
la figura di don Piero Pellegrini viene
il suo esempio, anzi la sua presenza,
tratteggiata mettendo in rilievo la sua
richiamano ciascuno di noi, e l’intera
storia personale, il suo profilo umano
Chiesa di Como, ad accorgerci e trarre
e spirituale, la sua grande passione
frutto da quella ricchezza umana e
per la figura e le memorie storiche
spirituale che sono i piccoli, i semplici,
del Fondatore. La seconda parte “Il
e i sofferenti. Che è poi la grande,
messaggio”, raccoglie alcune sue lettere e
specifica testimonianza apportata da
moltissimi ricordi di confratelli, parenti,
don Luigi Guanella alla Chiesa locale e
amici, collaboratori nello studio e nella
universale, con la sua vita santa, con le
ricerca (tra essi ricordiamo mons. Carlo
sue opere benemerite, nelle sue Figlie
Calori, già direttore responsabile del
e nei suoi Figli. Tra questi anche il caro,
nostro “Settimanale” e mons. Saverio
indimenticabile, don Pierino».
Xeres, già direttore del “Centro Studi
Nicolò Rusca”). Ne esce la figura
silvia fasana
Il programma
S
Si cerca energia
oltre confine
V
erificare l’esistenza di potenziali fonti energetiche nel
sottosuolo ticinese è l’obiettivo che l’Azienda elettrica
ticinese (AET) si è data con il progetto TiGeo i cui lavori
preparatori sono iniziati la scorsa settimana a ridosso del confine
con la provincia di Como. Il progetto altro non è che un’indagine
conoscitiva, in ambito geologico, per sondare le possibilità offerte
dal sottosuolo del mendrisiotto
nell’ambito dell’approvvigionamento
energetico in quanto, a tutt’oggi,
Italia. Il progetto AET TiGeo
non sono molte le conoscenze su
è stato avviato lungo una
queste potenzialità. Le ricerche
linea, denominata “test” che
riguardano soprattutto la ricerca
si estende dall’Alpe di Brusino
di un’eventuale presenza di risorse
(sul Serpiano) a Pedrinate
energetiche naturali, soprattutto di
(Chiasso), passando attraverso
natura geotermica, fonte di energia
le località di Meride, Tremona,
rinnovabile. Questa indagine è
Besazio, Rancate, Mendrisio,
guardata ovviamente con interesse
Genestrerio, Novazzano e
anche nelle aree di confine in quanto
Seseglio. Nel caso in cui la
la natura del sottosuolo è identica
prima ‘linea test’ dovesse
e, in caso di riscontri positivi,
dare risultati incoraggianti,
potrebbero aprirsi scenari per un
si amplierà l’area d’indagine
analogo sfruttamento anche in
al fine di ottenere un quadro
geologico approfondito. Tra
la scorsa estate e autunno
sono già stati raccolti dati sulla
conformazione degli strati del
sottosuolo attraverso la lettura
di onde di ritorno (indagine
sismica).
Una prima fase dell’indagine
che, avendo dato riscontri
positivi, ha giustificato
ora l’avvio di analisi più
approfondite su una superficie
più ampia.
l.cl.
ComoCronaca
22 Sabato, 12 febbraio 2011
Fondazione Cometa
Foto william
Una città che
cresce nella città
U
Firmato, la scorsa
na città che cresce…
nella città. È stato firmato
settimana in Regione,
la scorsa settimana,in
un accordo per realizzare,
regione, l’atto integrativo
entro il 2012, un edificio
dell’accordo di programma per il
progetto “La città nella città” che
ecocompatibile di cui
punta alla realizzazione alle porte
sarà parte integrante
di Como,presso la Fondazione
Cometa di via Madruzza 36, spazi
la scuola Oliver Twist
ecocompatibili per l’accoglienza di
minori in affido e la formazione dei giovani. A firmare
Lombardia e
l’atto, a Palazzo Pirelli, c’erano Regione Lombardia,
le istituzioni
Provincia, Comune, Camera di Commercio di Como
pubbliche e
e Fondazione Cometa. Presenti il presidente della
private lariane sull’Accordo di programma sottoscritto
Regione Roberto Formigoni, l’assessore regionale
il 24 luglio 2008 per realizzare il progetto ‘La città nella
all’Istruzione, Formazione e Lavoro Gianni Rossoni, il
città’. Il piano dei lavori prevede il completamento,
sindaco di Como Stefano Bruni, l’assessore al Bilancio
entro il mese di dicembre del 2012, di un edificio
e ai Trasporti della Provincia di Como Patrizio Tambini, ecocompatibile e certificato in classe energetica A
il consigliere della Camera di Commercio Mauro Frangi nell’ambito del progetto regionale ‘Enercittà’. “È una
e il presidente della Fondazione Cometa Innocente
realizzazione all’avanguardia anche dal punto di vista
Figini. “Obiettivo di questo nuovo passo in avanti dell’alimentazione energetica - ha spiegato ancora il
ha spiegato Formigoni - è dare continuità e garantire
presidente -, in grado di rispettare tutte le normative
strutture adeguate a un insieme integrato di servizi e
più avanzate europee. Anche per questo siamo
azioni di accoglienza, sostegno, formazione e lavoro
orgogliosi di essere protagonisti di questa iniziativa”.
destinati ai giovani, realizzati secondo l’approccio
Il nuovo complesso a 4 piani - di cui è parte integrante
dell’unità dell’esperienza e della presa in carico
la scuola professionale per 250 allievi intitolata a Oliver
globale”.
Twist, inaugurata da Formigoni nel mese di settembre
La firma dell’atto dà continuità all’intesa tra Regione
del 2009, - comprenderà spazi per accogliere tre nuove
S. valentino
innamorati
dell’arte
I
n occasione della festa di San
Valentino i Musei Civici di Como
aderiscono anche quest’anno
all’iniziativa del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali dal titolo
“Innamorati dell’Arte”, proponendo
una serie di iniziative dedicate al
tema dell’amore, che permettano
di approfondire la conoscenza e
suscitare amore per l’arte.
Il programma comasco prevede un
percorso guidato alla scoperta di
tre storie d’amore, raccontate da tre
opere conservate nelle collezioni
civiche: quella tra Garibaldi e Anita
(Museo Storico) e quelle tra Ester
e Assuero e Giuditta e Oloferne
(Pinacoteca Civica). Il ritrovo è
previsto per le ore 11.00 di domenica
13 febbraio presso il Museo Storico
“Giuseppe Garibaldi” (piazza
comunità familiari, laboratori e botteghe artigiane,
uno spogliatoio per il campo sportivo polivalente,
piazzette e giardini. Le attività previste coinvolgeranno
circa 350 bambini e ragazzi e oltre 400 persone tra
operatori, collaboratori e volontari. Parte importante
dell’atto integrativo dell’Accordo di programma è
la continuazione dell’attività della Contrada degli
artigiani, lo spazio per attività artistiche e tradizionali
nel quale sono già stati avviati dal 2008 percorsi
formativi dedicati alla falegnameria, alla tappezzeria,
al restauro e alla decorazione per la sperimentazione
del modello regionale di ‘Bottega scuola’. Il costo degli
interventi previsti nell’atto integrato dell’Accordo è di
7 milioni di euro, di cui 3,2 messi a disposizione da
Regione Lombardia».
Medaglie d’Oro 1). Si potrà accostare
la lettura del quadro “Garibaldi
trasporta Anita morente” di P.
Brunati, copia della tela del Bouvier,
che raffigura il trasporto di Anita
ormai agonizzante attraverso le valli
di Comacchio alla ricerca di un sicuro
rifugio, svanite ormai le speranze
di portare aiuto all’assediata
Repubblica di Venezia. A seguire,
verso le 11.30, con ritrovo presso
la Pinacoteca Civica (via Diaz 84),
ci sarà la lettura dei dipinti “Ester e
Assuero” e “Giuditta e Oloferne” di
Giovan Pietro Gnocchi, tratti dai due
celebri episodi biblici. Si tratta di
due grandi tele in origine collocate
sulle pareti laterali della cappella del
Rosario nella chiesa domenicana di
San Giovanni in Pedemonte a Como,
successivamente acquistate dal
Comune subito dopo la soppressione
del convento avvenuta nel 1810.
L’ingresso è libero. Per informazioni:
tel. 031.252550; e-mail musei.
[email protected], sito
internet: http://museicivici.comune.
como.it.
11 febbraio. Incontro pubblico in Villa Saporiti
“A
mministratori di
sostegno e persone con
fragilità: Dalla teoria alla
pratica”. È questo il titolo
del convegno, in programma venerdì
11 febbraio a Villa Gallia, alle ore 15. La
prima tappa di un cammino che ha visto
un gruppo di associazioni comasche
sottoscrivere un protocollo d’intesa
per realizzare in provincia di Como
un progetto che sostenga la diffusione
e il consolidamento dell’istituto
dell’amministratore di sostegno, figura
istituita dalla legge n° 6 del 2004 con
la finalità di tutelare, con la minore
limitazione possibile della capacità di
agire, le persone prive in tutto o in parte
di autonomia nell’espletamento delle
funzioni della vita quotidiana, mediante
interventi di sostegno temporaneo o
permanente. Il progetto si propone di
sviluppare reti sociali che, partendo
dalle organizzazioni di volontariato che
si occupano di anziani, dipendenza,
disabilità, malattia mentale, costruiscano
una rete interassociativa stabile per
l’incremento di servizi per la protezione
giuridica. «L’invito è rivolto prima di
tutto alle famiglie e alle persone che
sono in condizione di fragilità e necessità
di protezione giuridica - precisa Maria
Assunta Peluso, referente del Progetto
AdS Como - e all’associazionismo
perché sostenga questo processo.
Una ventina di associazioni, diverse
per aree, già lavorano in rete non solo
a livello di partenariato promotore,
ma collaborando attivamente in ogni
ambito territoriale. Con l’Asl di Como,
Amministratore
di sostegno
Una figura istituita
allo scopo di tutelare
le persone prive
di autonomia
nell’espletamento
delle funzioni quotidiane
Ufficio della Protezione Giuridica,
è stato firmato in dicembre 2010 un
protocollo operativo, che insieme al
Giudice Massimo Croci del Tribunale
di Como, sta permettendo già di gettare
le basi per una fattiva collaborazione.
Lo scopo è mettere progressivamente
in collegamento tutte le esperienze
di sostegno alla protezione giuridica
da realizzare e già in atto sia del
privato sociale che istituzionali.
Proprio in quest’ottica, con la preziosa
collaborazione dell’assessore ai servizi
sociali della Provincia Simona Saladini,
insieme ai rappresentanti di tutti
gli Uffici di Piano e della Asl Como,
abbiamo steso un protocollo d’intesa,
che getta le basi di una rete provinciale
più allargata, ora alla approvazione
di ogni ente per essere poi firmato il
giorno 11». Promotori del progetto AdS
Como sono Rete Comasca Disabilità
(Ente Capofila), ADA Ass. per i Diritti
degli Anziani , Aism Como, ANFFAS
Centro Lario e Valli, ANFFAS Como,
ANFFAS Onlus Alto Lario, ANTEAS
Como, Arcobaleno Onlus, Auser
Como, Comitato lombardo per la
Vita Indipendente delle persone con
disabilità, Cumball, FNP- Federazione
Nazionale Pensionati, Fondazione
Valerio Origgi Il lago dei cigni, La
Mongolfiera Onlus, Primavera Onlus,
So.La.Re. - Social Lario Rete, SPI Sindacato Pensionati Italiano, Talea,
Uildm Como, UILP Como.
I partner Istituzionali: Asl di ComoUfficio per la protezione giuridica,
Provincia di Como - Assessorato Servizi
Sociali, Sanità e Pari Opportunità,
Uffici di Piano della Provincia di Como,
Associazione del Volontariato Comasco Centro Servizi per il Volontariato.
Hanno manifestato interesse e appoggio:
Giudice tutelare Massimo Croci del
Tribunale di Como, Fondazione
Provinciale Comunità Comasca.
Per informazioni e prenotazioni rispetto
all’incontro di venersì tel. 331.1559010;
[email protected]; www.
como.progettoads.net.
24 Sabato, 12 febbraio 2011
ComoCronaca
Un futuro da progettare
“Mestieri” per...
trovare lavoro
S
Un consorzio in prima
e dovessimo paragonare
l’attuale mercato del lavoro
linea sul fronte dei servizi
ad un montagna, certamente
al reinserimento lavorativo
sarebbe tra le più dure da
e l’opportunità di un
conquistare. Forse ancora di più
per chi di esperienza ne ha poca e
sostegno professionale
ancora non sa bene dove poggiare
grazie alla proposta
lo scarpone, quali sono le rocce di
cui ci si può fidare e quali rischiano
di doti per tirocinanti
invece di farti precipitare o rimanere
modo di aiutarlo ad accrescere le sue
fermo aggrappato ad un appiglio incerto che di sicuro
competenze attraverso un’esperienza diretta sul campo.
non conduce alla vetta. Per venire in aiuto a questi
A chi si rivolge
giovani scalatori, le guide esperte del Consorzio Mestieri
Il progetto è rivolto a giovani di entrambi i sessi,
di Como, da anni in prima linea sul fronte dei servizi
disoccupati o inoccupati in possesso di una laurea
al reinserimento lavorativo, promuovono un progetto
specialistica conseguita da non più di 12 mesi e con
per sostenerne l’inserimento professionale, a partire
un’età anagrafica non superiore ai 29 anni.
dall’avviso dell’Amministrazione Provinciale di Como
Cosa prevede
che mette a disposizione dei giovani Doti per tirocini.
Il candidato avrà la possibilità di maturare un’esperienza
Nello specifico, il giovane candidato avrà l’opportunità di lavorativa significativa nel settore d’interesse, mediante
sperimentare le conoscenze acquisite durante gli studi
l’attivazione di un tirocinio con sussidio di una borsa
compiuti, in contesti lavorativi che sappiano individuare, lavoro (sino ad un massimo di 3.520 euro) della durata
accogliere e dare valore alle sue aspettative e alle sue
di 704 ore, attraverso l’attribuzione di una risorsa
aspirazioni professionali, attraverso lo strumento
economica denominata Dote.
del tirocinio quale esperienza pre-professionale,
Obiettivi e modalità
formativa e curricolare. Seguendo una via tracciata da
Obiettivo del progetto è quello di accelerare
un orientatore esperto dello staff del nostro Consorzio,
l’inserimento nel mercato del lavoro di giovani laureati.
il giovane potrà scoprire quale è il suo talento, quali
Il beneficiario della dote verrà affiancato da un tutor
sono le sue attitudini personali ed al contempo avrà
esperto che lo supporterà nella ricerca di potenziali
aziende ospitanti, dopo un iniziale percorso di bilancio
delle competenze volto ad individuare il settore
preferenziale, nonché a fare emergere le sue aspirazioni
e potenzialità .
Come partecipare
Per avere ulteriori informazioni e per attivare il percorso
di dote è necessario contattare il Consorzio Mestieri al n.
031/307398 e fissare un primo colloquio conoscitivo con
un operatore che verificherà l’esistenza di condizioni per
accedere al progetto.
Sede
La sede del Consorzio Mestieri è situata in via Martino
Anzi 8 a Como, nei pressi dell’Ospedale Valduce.
Per saperne di più : Consorzio Mestieri - tel. 031-307398,
e-mail: [email protected].
pagina a cura di confcooperative
unione provinciale di como
www.eurekacomo.it
A colloquio con un giovane laureato che ha aderito alla proposta di tirocinio
a
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s
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r
inte
«La mia esperienza con “Mestieri”»
D
i seguito pubblichiamo un’intervista ad un
giovane laureato che ha aderito alla proposta
di tirocinio. Come ha saputo della proposta di
tirocinio?
«Ho scoperto questa possibilità per caso, leggendo
un articolo sul giornale. Quando mi è stato proposto
di aderire al progetto per giovani laureati ho subito
accettato. Mi è sembrato uno strumento utile e al
contempo originale per scoprire il mondo del lavoro».
Come è stata la sua esperienza a Mestieri?
«A Mestieri ho avuto la fortuna di incontrare un ambiente
familiare, dove mi sono subito sentito accolto. Il mio
tutor mi ha aiutato a dare forma al mio talento, alle mie
attitudini, a fare emergere le mie aspirazioni ed i miei
valori professionali. Mi hanno aiutato ad identificarmi
e ad orientami in un contesto sociale ed economico che
difficilmente si riesce a cogliere da studenti.
Si è trattato di un accompagnamento non traumatico,
rassicurante e curato verso il mio futuro professionale».
Che idea aveva del mondo del lavoro e se e come è
cambiata in seguito a questa esperienza?
«All’inizio ero pieno di dubbi, di timori, di senso di
incapacità. Percepivo il mondo del lavoro come un
ambiente ostile, distante dai banchi accoglienti delle aule
universitarie, dagli amici, dai familiari.
Ma grazie a questo progetto ho avuto modo di affrontare
le mie paure, di superare i miei limiti.
Insieme al mio tutor, attraverso un’attività di ricerca
condivisa, abbiamo individuato un contesto lavorativo
adeguato ai miei valori professionali e alle mie
caratteristiche di personalità, dove potrò sperimentare
le risorse migliori che mi contraddistinguono, le mie
unicità. L’idea di potermi misurare con un ambiente a me
affine mi da maggiore sicurezza nonché fiducia circa le
mie possibilità di successo».
Cosa pensa possa darle lo strumento del tirocinio?
«Ritengo che il tirocinio non sia soltanto uno strumento
per arricchire un curriculum vuoto di esperienze, ma
credo possa avere quel valore aggiunto che mi aiuterà ad
aprire le porte di un mondo sino ad ora sconosciuto, una
chiave di lettura per un accesso non traumatico, piuttosto
naturale e sciolto nel mondo del lavoro in genere.
Inoltre penso possa essere un buon metodo empirico
per valutare se effettivamente ciò che mi aspetto, ciò
che desidero corrisponde alla realtà delle cose. Vivrò il
tirocinio come una opportunità per misurare sul campo
un’idea sino ad ora chiusa solo nel mondo dei miei sogni,
che forse servirà per dare ancora più forza a questi sogni
o forse per sognarne di nuovi, fino ad ora mai navigati,
mai immaginati».
Qual è stato il valore aggiunto del servizio ricevuto e
cosa si aspetta per il suo futuro?
«La forza di Mestieri sta nelle persone che vi lavorano,
nella loro capacità di entrare in relazione, di saper
ascoltare ogni insicurezza, di saper cogliere ed esaltare
ogni risorsa peculiare che ciascuno possiede dentro di
sé. Sta nell’entusiasmo che si percepisce quando ci si
confronta con chi ama ciò che fa, il proprio lavoro.
Ciò che mi auguro è di riuscire un giorno, grazie al mio
lavoro, a trasmettere lo stesso entusiasmo che ho avuto
la fortuna di ricevere oggi. Ciò che mi auguro per il mio
futuro è di fare ciò che amo, perché ritengo che le persone
vengano fuori al meglio di ciò che sono qualora siano
messe in condizione di esprimere le potenzialità che
hanno dentro, che hanno da offrire, creando un sistema
basato sulla condivisione di talenti, a beneficio dell’intera
collettività».
Qualche dato
Formazione lavoro:
i numeri del 2010
Di seguito alcuni indicatori generici sulle doti
formazione lavoro relativi all’anno 2010. 559/250
è stato il rapporto tra il numero di candidati che
si sono rivolti allo sportello e il numero di persone
inserite su progetti di accompagnamento al lavoro;
75 il numero di numero di tirocini lavorativi avviati;
13 il numero di percorsi di formazione avviati.
ComoCronaca
Gravedona
ed Uniti.
Il nuovo
comune
del lago
“G
ravedona ed uniti”. Questo
il nome del neonato comune
lariano, frutto della fusione dei
Comuni di Consiglio di Rumo, Germasino
e Gravedona. A decretarlo è stato,
martedì scorso, il Consiglio regionale
della Lombardia che ha approvato con
votazione segreta (46 sì; 24 no e 3
astenuti) il progetto di legge per la
sua istituzione. Si dà così continuità
ad un progetto di fusione approvato
dal Consiglio nel settembre scorso.
Il Pirellone non ha dunque cambiato
strada nonostante la contrarietà alla
fusione espressa dalla popolazione
dei tre comuni in un referendum
consultivo svoltosi nel novembre scorso
al quale aveva partecipato soltanto il
55% degli aventi diritto. L’immediata
entrata in vigore della legge “il giorno
successivo alla sua pubblicazione sul
BURL”, consentirà al nuovo Comune
di presentarsi alle consultazioni
amministrative della prossima primavera.
Le celebrazioni
P
■ Campionato
Il Como pareggia
1-1 a Reggio Emilia
Torna da Reggio Emilia con un punto il
rinnovato Como dai tanti nuovi arrivi.
Gli azzurri hanno pareggiato per 1-1 ed
ora si trovano a quota 22 in classifica,
in coabitazione con il Pergocrema, e
con una lunghezza di vantaggio sul
Monza. Ben più staccata la Paganese
che chiude la graduatoria a quota 13.
Le emozioni dell’incontro di domenica
scorsa sono racchiuse in soli tre minuti
della ripresa. Como in vantaggio al
23° grazie ad un forte tiro di Franco
su punizione. La risposta ospite è
arrivata immediatamente con Tamelin
su un calcio di rigore. Un punto che va
bene per il nuovo Como che ha fatto
debuttare Semenzato in difesa, Filippini
e Germinale in avanti. Da segnalare che
oltre a tanti arrivi la settimana scorsa
ha visto anche una partenza eccellente.
Nini Binda ha deciso di lasciare la
sua quota di minoranza nel capitale
sociale del Como: «Mi dispiace che
abbia mollato perché in questi anni ha
dimostrato attaccamento alla squadra.
Bisogna dirgli grazie per quello che ha
fatto, ha avuto il coraggio di mettersi
in gioco, ciò che altri non hanno saputo
fare - ha sottolineato il presidente
azzurro, Antonio Di Bari - Probabilmente
ha preferito farsi da parte perché ha
visto che non c’è un legame stretto
con la città e con l’amministrazione».
Ancora incerto il futuro delle quote
rimaste al momento senza padrone.
“Scopo della fusione – ha spiegato il
presidente della Commissione consiliare
Affari istituzionali, Sante Zuffada
(PdL), relatore del provvedimento - é
razionalizzare le risorse finanziarie,
economiche, patrimoniali, strumentali
e umane per dare luogo ad una migliore
gestione complessiva e dei servizi per i
cittadini. Inserita anche la possibilità
di usufruire di incentivi economici per
le spese di investimento legate alla
fusione” .
■ Confindustria
Studenti d’impresa:
tra scuola e lavoro
Pellio e la festa
della Candelora
recedute da una adeguata
preparazione nella scorsa
settimana si sono svolte le
solenni celebrazioni per la
Madonna venerata a Pellio Inferiore.
Martedì 2 febbraio - giorno specifico
della festa liturgica - è stata celebrata la
Santa Messa da padre Simone, il quale
ha sottolineato l’importanza di una
vita cristiana da esprimere nel tessuto
quotidiano nella luce della fede. Al
termine ha avuto luogo la benedizione
delle candele, seguita dalla benedizione
della gola (il giorno successivo infatti
era San Biagio). Sabato 5 alle ore 18
è stata celebrata un Santa Messa per
tutti i Confratelli e Consorelle viventi e
defunti, durante la quale don Giampaolo
Romano ha imperniato l’omelia sul brano
del Vangelo domenicale, sviluppando
il tema del sale della terra, al quale tutti
noi cristiani dobbiamo richiamarci.
Forte anche il richiamo ai laici impegnati
come i Confratelli. La Confraternita
di Pellio Inferiore - pur contenuta nei
propri appartenenti - è più che mai
attiva e, guidata dal proprio cancelliere
Giovanni Grandi, svolge parecchi servizi
Sabato, 12 febbraio 2011 25
Una adeguata
preparazione e poi
una festa solenne.
La riproposizione
di un rito ormai antico
per la locale comunità
di decoro alle funzioni, nonché attività
di gestione operativa e di manutenzione
della chiesa parrocchiale. Al termine sui
prati vicino alla chiesa un bellissimo falò
ha attirato l’attenzione di tanta gente.
Nella giornata di domenica 7 febbraio la
comunità di Pellio ha quindi festeggiato
la propria Madonna con una solenne
Santa Messa alle ore 10 (accompagnata
dalla locale cantoria) durante la quale
sempre padre Simone ha ricordato che i
cristiani non devono vivere di luce riflessa
come la luna, ma brillare di luce (la fede
vera) come il sole. Il sacerdote ha altresì
richiamato la figura di Simeone, ben
raffigurato nella stupenda pala d’altare
con la “Presentazione al Tempio”, opera di
Carlo Innocenzo Carloni (famoso pittore
intelvese di Scaria). Nel pomeriggio ha
avuto luogo la processione, durante la
quale il simulacro della Vergine - una
bellissima settecentesca statua lignea
della Vergine con Bambino dedicata alla
Candelora – è stato portato per le strade
del paese adornate di fiori di carta ed altri
ornamenti. Una Processione semplice,
ma partecipata e molto raccolta,
seguita dal bacio della reliquia.
Nel corso di tutte le celebrazioni i
sacerdoti presenti hanno sempre
ricordato don Franco Bernasconi, che da
alcuni mesi ha lasciato dopo 53 anni, per
motivi di età la parrocchia di San Michele
Arcangelo, assente in queste giornate per
motivi di salute.
Costantino Canevali
Si chiama “Studenti d’impresa” il
progetto che Confindustria Como ha
pensato per offrire agli studenti degli
istituti scolastici della provincia.
Una occasione di formazione durante
l’alternanza scuola-lavoro e durante
gli stage, sia curriculari che estivi.
L’iniziativa è rivolta ai giovani iscritti
agli istituti del territorio che aderiranno
al progetto e permetterà a ciascuno
di svolgere un periodo di tirocinio
formativo e di orientamento presso
le aziende associate a Confindustria
Como. Un’opportunità unica per mettere
alla prova, sul campo, le conoscenze
acquisite sui banchi di scuola. Compito
dell’azienda ospitante sarà quello di
offrire agli studenti un’esperienza
di impresa capace di agevolarli
nelle loro scelte professionali. Oltre
alla sperimentazione del lavoro
aziendale, le imprese garantiranno
anche una adeguata formazione
umana. Data l’ importanza del tema
sicurezza nell’ambito lavorativo
Confindustria Como fornirà ai ragazzi
che parteciperanno al progetto 8 ore
di formazione presso i centri Enfapi
prima dell’inizio dello stage, così che gli
stagisti acquisiscano nozioni specifiche.
Confindustria Como si impegnerà inoltre
a sensibilizzare le aziende ospitanti per
far sì che prevedano un compenso da
offrire ai ragazzi.
celebrazioni. Il 5 e 6 febbraio scorsi
Abbadia in festa
per Santa Apollonia
“S
iamo stanchi ma in compenso felici e soddisfatti”. Si riassume in questa
breve frase, pronunciata e condivisa da chi tra i quaranta volontari della
parrocchia di San Lorenzo in Abbadia Lariana, ha fatto gruppo per
dare all’annuale festa dedicata a Santa Apollonia un mix di freschezza e
novità. La maggior parte dei giovani della comunità abbadiense si è stretta attorno
al neo parroco don Vittorio Bianchi per celebrare degnamente la ricorrenza che,
tradizionalmente, alla parte prettamente religiosa affianca anche a monenti ludici e di
aggregazione sociale. Soddisfatti i protagonisti: “Lui ci ha dato la carica, ci ha coinvolti
e speriamo ciò avvenga anche in altre occasioni”. Il sacerdote forte dell’esperienza
maturata nella parrocchia di Cermenate,
Giuliano l’apostata che “dopo aver cercato
lasciata per il nuovo incarico lo scorso
invano di sottoporla a varie torture le fece
dicembre 2010, ha portato sulle rive del
estirpare i denti con paletti acuminati
lago quella voglia di fare, di mettersi in
e una tenaglia, per poi finirla a colpi di
gioco nella quotidianità, per conquistare
spada” come viene narrato ne ‘Il grande
nuovi traguardi. Il lavoro intapreso
libro dei Santi’ dizionario enciclopedico
da don Giovanni Villa ha lasciato,
edizioni San Paolo. Nella parrocchiale
presso la comunità di Abbadia, segni
di San Lorenzo in Abbadia, dove è
indelebili di un lavoro che ha sempre
venerata la reliquia della Santa Apollonia,
tenuto vivo il contatto con il mondo
la domenica 6 febbraio nella S. Messa
giovanile. Un anello questo, di una catena
solenne, don Vittorio ha concelebrato il
che il successore non ha interrotto e
rito, attorniato all’altare dagli ex vicari del
vuole giorno dopo giorno rafforzare.
centro rivierasco, don Enrico Malinverno
Parlavamo di una comunità in festa il
e don Sergio Croci. Nel momento centrale
5 e 6 febbraio nel ricordo di una santa,
della S.Messa i doni offertoriali sono stati
Apollonia il cui culto si diffuse prima in
portati all’altare dal sindaco di Abbadia
Oriente, poi in Occidente. La martire,
Cristina Bartesaghi e dal vice Domenico
protettrice dei denti, considerata figlia
Di Grazia. Poi fuori dalla chiesa, ha avuto
di un senatore romano, fu vittima di
Grande soddisfazione
per un appuntamento
atteso e ben preparato
grazie a molti volontari
luogo la parte ludica della festa, con le
bancarelle lungo la passeggiata a lago
e gli stand dell’associazionismo e del
volontariato locale. Parecchie le persone
che indossavano una maglietta gialla con
la scritta “Nun de la Badia sem che’ per
la cumpagnia” coniata all’uopo da don
Vittorio. Tra questi molti giovani facenti
parte dello staff oratoriano, impegnati a
divedersi tra un un punto e l’altro della
festa.
“Santa Apollonia... peccato duri solo un
giorno!” recitavano i manifesti diffusi
dall’Amministrazione comunale in
occasione di questo appuntamento. E
noi vorremmo aggiungere: è stato solo
l’inizio...
Alberto Bottani
ComoCronaca
26 Sabato, 12 febbraio 2011
Menaggio. La scomparsa, in Argentina, di don Barindelli
A Dio, don Carlo
I
l 20 gennaio scorso è morto a Villa
Madero in Argentina don Carlo
Barindelli.
Don Carlo era nato a Menaggio il 5
aprile 1924. Entrò nell’ordine dei Servi
della Carità di don Luigi Guanella e
venne ordinato sacerdote il 13 giugno
1948.
Nel 1958 venne inviato a svolgere la
sua missione in Argentina: a Santa
Fe e a Villa Madero nelle vicinanze di
Buenos Aires, dove operava tuttora,
nella parrocchia di San Josè Obrero
(San Giuseppe lavoratore). Da allora
ritornava in Italia solo per brevi periodi
di riposo, l’ultimo nel 2008 in tale
occasione venne festeggiato da famiglia
e parrocchia per i suoi 60 anni di
sacerdozio.
Don Carlos (come veniva affettuosamente
chiamato dai suoi parrocchiani) non
tornerà più a Menaggio, è stato sepolto in
Argentina secondo la sua volontà.
N
“V
ieni servo buono e
fedele”. Lasciamo
all’amore misericordioso
del Padre dare pieno
valore alla bontà e alla fedeltà di Don
Carlo, ma anche a noi, che l’abbiamo
conosciuto, stimato e amato, viene
spontaneo l’apprezzamento della sua
genuina cordialità di approccio con
tutti, della sua innata bontà d’animo e
della fedeltà al compimento della sua
testimonianza sacerdotale missionaria.
è morto improvvisamente il 20 gennaio
scorso: pronto per la celebrazione della
Nativo del paese lacustre
era entrato nell’ordine
dei Servi della Carità
di don Guanella.
Svolgeva il suo servizio
nei pressi di Buenos Aires
Musso ha accolto
il vescovo per
celebrare S. Biagio
La festa patronale è stata caratterizzata dalla
presenza di mons. Coletti che ha presieduto
la celebrazione eucaristica
Non solo un’omelia
ma una vera e propria
lezione di vita quella
del presule, attorniato dal
calore dei fedeli. «La vita
è un dono meraviglioso»
affetto, e alla quale, ogni anno, in
occasione della festa patronale di Santo
Stefano mandava gli auguri, è orgogliosa
di averLo avuto e di aver dato alla Chiesa
un testimone che ha saputo amare e
rendersi amabile a tutti.
un parrocchiano
V
ivere una festa è sempre un
momento di gioia, un qualcosa
di speciale, che sa far contente
e lascia un segno in tutte le persone
che la vivono. Anche quest’anno,
giovedì 3 febbraio, la comunità di
Musso ha celebrato la Festa Patronale
di San Biagio. Un appuntamento
sempre gioioso che vede la grande
partecipazione di tanti fedeli. La
giornata è stata caratterizzata dalla tradizionale benedizione della gola
che ha visto un pellegrinaggio ininterrotto sin dalla prima mattina. La S.
Messa è stata celebrata al mattino da P. Illuminato Colombo, Guardiano del
Convento Francescano “Madonna delle Lacrime” di Dongo. Nell’omelia è
stata sottolineata la figura di San Biagio, un uomo con un cuore grande che
ha saputo difendere anche a costo della propria vita l’amore immenso per
la fede in Dio. Un santo tanto antico quanto moderno dal quale prendere
esempio per la sua umiltà ma che ha saputo prendere posizioni ferme e
santa messa, è stato chiamato dal Dio
sull’altare del supremo sacrificio della
propria vita.
Se pur consigliato più volte dai parenti
e dagli amici a tornare in Italia, ha
scelto di darsi tutto a tutti fino alla fine,
rimanendo in trincea nonostante le
condizioni di salute non più ottimali e
la notevole somma di anni ( 86) sulle
inarrendibili spalle menaggine.
La Comunità di Menaggio, alla quale è
stato costantemente legato da sincero
convinte nella propria esistenza terrena.
Il momento più atteso è stata la solenne
concelebrazione eucaristica delle ore 15.30
presieduta dal vescovo Diego Coletti.
Si è vista una grandissima partecipazione
di persone e di sacerdoti non solo di Musso
ma anche dei paesi vicini che si sono voluti
raccogliere in preghiera con il proprio
pastore ad invocare la protezione di San
Biagio. Non solo un’omelia ma una vera
lezione di vita quella di mons. vescovo: la
vita non deve essere vissuta con sufficienza
ricordando che, se veramente crediamo
in Dio, essa è un dono meraviglioso. La
prima porta nella quale dobbiamo entrare
è quella dell’umiltà, della condivisione,
della fratellanza e capire il senso che
deve essere, per noi fedeli, la comunità.
Troppo facile, ogni qualvolta si incontra
una difficoltà, addossare tutte le colpe al
Signore senza comprendere che, in verità,
è solo l’egoismo che ci isola. Condividere
significa anche chiedere aiuto, essere
consapevoli che di fianco a noi ci sono dei
fratelli che ci possono aiutare anche se con
limiti umani. Uno dei mali peggiori nella
vita moderna è la superbia, il pensare di
esser super uomini capaci di affrontare
qualsiasi situazione senza il bisogno di
nessuno ed utilizzare la religione solo
come facciata. Se veramente ci si ritrova
a celebrare l’Eucaristia si presume che
tutti crediamo, ma anche il credere è
un dono che ci è stato dato da Dio. È
fondamentale, quindi, prender coscienza
di ciò impegnandosi come comunità intera
a collaborare per un bene collettivo. Ovvio
che la società è formata da persone, quindi
con pregi e difetti ma, se guidati da quel
Signore che non si stanca mai di dirci che
siamo tutti fratelli, i frutti inizieranno a
diventare maturi. Questo è il messaggio
che ha recepito pienamente San Biagio
e, tutt’oggi, con la sua vita ci insegna che
prima di tutto bisogna essere uomini veri.
Non sono poi mancati i ringraziamenti del
prevosto di Musso, don Giampaolo Cozzi,
al presule per la sua presenza, ai sacerdoti
concelebranti e a tutte quelle persone
che hanno contribuito con generosità
alla buona riuscita della festa, unite dalla
fede e dall’amore che insegna a stare
insieme, a lavorare con un sorriso e a saper
condividere una gioia grande che è quella
di chiamarci tutti fratelli non solo in Cristo
ma anche nel dono più importante che ci
ha dato: la nostra vita.
rocco poncia
oi, menaggini coetanei di
don Carlo Barindelli, con il
quale mantenevamo rapporti
epistolari in occasione del
Natale e della Pasqua, addolorati per la
sua repentina scomparsa, esprimiamo
la nostra sofferenza ai parenti e alla
comunità.
Invochiamo per lui un ben meritato
riposo eterno presso il Signore,
riconoscendo i suoi meriti per l’impegno
missionario che per lungo tempo ha
svolto presso la parrocchia si San Josè
Obrero a Villa Madero alla periferia di
Buenos Aires.
Dal cielo ci aiuti a seguirlo nell’offerta
della nostra vita per il bene delle anime e
della Chiesa.
maestra Lidia
Notizie flash
■ Insubria
Onorificenza per
il prof Renzo Dionigi
Il professor Renzo Dionigi, direttore
della Prima Chirurgia Generale
dell’Ospedale Circolo di Varese e
magnifico rettore dell’Università
dell’Insubria, è stato eletto
all’unanimità membro dell’American
Surgical Association, la più autorevole
società chirurgica del mondo. Tra
le motivazioni, le sue ricerche
sull’immunologia del paziente
neoplastico e l’introduzione in Europa
delle tecniche di nutrizione artificiale.
■ Capiago
Riprende la stagione
del teatro-auditorium
Presso la parrocchia dei Santi Vincenzo
e Anastasio di Capiago riprende la
stagione del teatro-auditorium, con
spettacoli per l’infanzia, commedie in
lingua e dialetto, concerti ed eventi
di musica sacra. Dedicati ai bambini
tra i tre e i dieci anni gli spettacoli
domenicali del 6 febbraio, 13 marzo, 27
marzo e 17 aprile, mentre la stagione
musicale si articolerà in quattro
concerti (musica sacra, Haydin, Coro
Friuli e Liszt) nelle giornate di sabato
del 26 febbraio, 12 marzo, 9 aprile e
28 maggio. Il teatro, infine, avrà luogo
domenica 13 febbraio alle 15.30 con la
recita “Il figlio di Pulcinella”; sabato
26 marzo con “Me la tusa e tre valis”;
sabato 16 aprile con l’esibizione della
Sim-paty band; e sabato 30 aprile
con lo spettacolo musico-teatralegiocolieristico dei giovani di Capiago.
Giornata per la Vita
Morbegno. L’incontro fra i volontari, gli operatori e il Vescovo
Un lavoro prezioso
a difesa e tutela della vita
B
ilancio tutto in positivo per la
“Giornata della Vita”, celebrata a
Morbegno lo scorso 6 febbraio.
Un momento diocesano che ha visto
una «partecipazione sinceramente
superiore alle aspettative», confidano
gli organizzatori, con l’incontro fra
operatori, volontari e vescovo che ha
fornito moltissimi spunti di riflessione
e un nuovo slancio per le attività e le
iniziative proposte. È stato proprio questo
appuntamento ad aprire il pomeriggio di
confronto a partire dal messaggio per la
giornata nazionale e intitolato “Educare
alla pienezza della vita”. Presso i locali del
nuovo Centro San Giuseppe i referenti dei
cinque Centri di aiuto alla vita presenti
sul territorio diocesano (Como – con
uno sportello a Rovellasca –, Sondrio,
Morbegno – con una gemmazione a
Chiavenna –, Mandello del Lario, Laveno)
hanno dialogato con monsignor Coletti.
Dopo una presentazione generale
delle caratteristiche di ciascuno dei
centri, è stata ribadita la volontà di
implementare il coordinamento fra
le diverse realtà, per uno scambio di
esperienze e il reciproco arricchimento
(sono stati messi in calendario almeno
due incontri l’anno). Nonostante l’opera
di sensibilizzazione e di informazione
promossa dai Cav e, in ambito italiano,
dal Movimento per la Vita, sono ancora
troppi gli aborti praticati, senza contare
il difficile dibattito culturale e medico su
argomenti come il fine vita, la disabilità,
le malattie fortemente invalidanti. Nel
comasco, considerando soltanto gli
ospedali Sant’Anna e Sant’Antonio Abate
di Cantù, nel 2010 sono state eseguite
circa 650 interruzioni volontarie di
gravidanza. In provincia di Sondrio, fra
il nosocomio del capoluogo e quello di
Sondalo, il dato arriva a quota 191 (in
leggera diminuzione rispetto all’anno
precedente). «Oggi – riflette la presidente
del Cav di Morbegno Graziella Simonini
– con l’introduzione di metodi medicinali
rispetto a quelli chirurgici (come
la pillola abortiva), la soppressione
del nascituro viene affrontata con
maggiore superficialità». Lo scorso
anno, considerando tutti i cinque
Centri aiuto alla vita, sono state circa
500 le donne seguite e sostenute nella
propria maternità: qualcuna in difficoltà
economica, altre spaventate dalla
gravidanza, tutte molto sole e disorientate
di fronte a un dono così bello come quello
di una nuova vita. La maggior parte
delle mamme è straniera, anche se negli
ultimi due anni stanno aumentando le
italiane. Per molte di loro, specie per
le immigrate, l’aiuto nella gravidanza
diventa anche occasione per la conquista
dell’autonomia e dell’integrazione,
con l’ospitalità temporanea in alloggi
protetti, l’iscrizione a corsi professionali
o di lingua, la ricerca di un lavoro.
«Esprimo tutta la mia gratitudine agli
operatori dei Cav – ha detto il vescovo
Diego – la vostra attività è preziosa per
la promozione e l’educazione a una
vera cultura della vita. Una cultura che
chiede un coinvolgimento corale anche
di vari aspetti della pastorale diocesana,
come la famiglia, i giovani, la catechesi.
Voi volontari siete chiamati alla santità:
con la vostra attività siete emanazione di
Cristo fra la gente. Potete essere davvero
di stimolo per la società e le istituzioni
affinché maturi una vera attenzione a
sostegno della maternità e della famiglia,
per le quali non si fa ancora abbastanza».
Un lavoro silenzioso e importante, che
mette in primo piano la persona, accolta
nella sua integralità.
A Morbegno, nella chiesa
di san Giuseppe,
l’incontro di preghiera
nel segno della speranza
soprattutto per i giovani
chiamati per primi
alla tutela della vita
I
Testimonianze
■ Mandello
Una giornata ricca di
avvenimenti importanti
Quest’anno la “Giornata per la Vita”
è stata per noi del Centro di aiuto
alla Vita di Mandello particolarmente
ricca di avvenimenti importanti.
L’abbiamo preparata il 28 gennaio
con l’incontro con il giudice Giuseppe
Anzani che ci ha gratificato,
all’esordio della serata, dichiarando
che per lui l’essere tra noi era un
ritrovarsi tra amici. L’esposizione
del tema che gli avevamo proposto:
“Se ami la vita, la vita ricambia
il tuo amore”, è stata accolta con
vivo apprezzamento dal numeroso
pubblico presente, che si è trovato in
sintonia con
l’oratore tanto
da essere
avvicinato, al
termine, da
giovani madri
che lo hanno
ringraziato
dell’aiuto
fornito per la
loro azione
educativa
in famiglia. Le stesse ci hanno
sollecitato ad invitarlo per la Giornata
per la Vita 2012 per confrontarsi
con gli adolescenti che hanno tanto
bisogno di sentire parlare della vita
e dell’amore da un vero testimone di
questi valori.
è stata una grande soddisfazione,
per noi del Cav, avere un riscontro
così positivo alla nostra azione di
stimolo culturale a favore della vita
nel territorio.
Il 29 gennaio è iniziata la Mostra del
Libro formativo-educativo-religioso
che terminerà domenica 16 febbraio
e che sta registrando un buon livello
d’interesse, grazie anche a un’ampia
offerta di testi per tutte l’età e le
esigenze.
La vita
è relazione
fra le
persone
nvitati speciali alla veglia diocesana
per la vita di domenica scorsa a
Morbegno sono state le mamme
in attesa – che hanno ricevuto
una particolare benedizione ai piedi
dell’altare dal Vescovo di Como,
Diego Coletti - e i genitori con i bimbi
battezzati nel 2010. Presenti anche
numerose famiglie dalle parrocchie
della Sondrio e i volontari dei Centri
Aiuto alla Vita (CAV) della diocesi con
un pullman proveniente da Como.
“La vita è relazione tra le persone in
risposta all’individualismo imperante
– ha sottolineato il Vescovo Coletti - è
dono che siamo chiamati a ricevere,
donare e condividere, per cui la difesa
delle vita è la difesa della relazione con
l’altro”. In San Giuseppe a Morbegno,
dove si trova per la Visita Pastorale, il
Vescovo si è rivolto ai genitori presenti:
“Grazie per il coraggio e la passione
che dimostrate nei confronti della vita
– ha sottolineato - segno di speranza
nel futuro”. È di Papa Benedetto XVI la
Sabato, 12 febbraio 2011 27
convinzione che alla radice
della crisi dell’educazione
c’è la sfiducia nella vita, con
l’incapacità di progettare che
ne consegue. “Ma i segnali
di speranza sono tanti – ha spiegato
Coletti – e vengono dai giovani, dai
laici, dai consacrati, dai sacerdoti:
“Occorre diffondere un nuovo
umanesimo per capire fino in fondo
il dono che Dio ha fatto all’umanità e
imparare a difenderlo - ha concluso il
sacerdote – non difendiamo un battito
cardiaco o un apparato digerente, ma
la possibilità data da Dio ad un essere
umano di essere centro d’amore”. Un
momento di preghiera breve, quello
presieduto dal Vescovo, a misura dei
bambini presenti che dai primi banchi
hanno ben presto dimostrato la loro
voglia di muoversi attratti dal fascio
di palloncini colorati deposti ai piedi
del Vescovo e distribuiti al termine
della cerimonia dai sacerdoti presenti.
Nel primo pomeriggio di domenica,
sempre a San Giuseppe, Coletti ha
incontrato simpatizzanti e operatori dei
CAV della diocesi ai quali il Vescovo ha
voluto rivolgere un sentito grazie per il
servizio svolto e condividendo quattro
Il 5 e 6 febbraio, Giornata per la Vita,
in tutte le parrocchie è stato possibile
manifestare la nostra presenza di
volontari animando le Sante Messe
e offrendo primule, come fiore
simbolo della vita rinascente dopo
il freddo inverno, allo scopo anche
di finanziare l’attività della nostra
associazione.
Infine nel pomeriggio del 6 febbraio
siamo riusciti ad organizzare un
pulmino per andare all’incontro col
Vescovo a Morbegno nell’ambito della
Veglia per la Vita.
semplici spunti, ovvero l’importanza
di educare alla vita in una società
in cui il suo valore sembra venire
sempre meno, il far sentire la propria
voce, di operatori del CAV, in politica,
presso le amministrazioni, perché
le necessità delle famiglie vengano
prese seriamente in considerazione,
l’invito a pregare e a far sì che la
preghiera diventi testimonianza. Infine
l’invito a dialogare tra centri e con le
altre agenzie educative presenti sul
territorio a partire dai genitori e dalla
scuola materna. Il tutto riassumibile
nell’obiettivo, che i CAV diocesani
hanno ben presente dal 1978, di
riscoprire l’importanza di educare alla
cultura della vita nella sua pienezza.
“Auspichiamo e vogliamo impegnarci
per educare alla pienezza della vita dice il messaggio dei Vescovi italiani
per questa trentatreesima Giornata
Nazionale della Vita -, sostenendo
e facendo crescere, a partire dalle
nuove generazioni, una cultura della
vita che la accolga e la custodisca dal
concepimento al suo termine naturale e
che la favorisca sempre, anche quando
è debole e bisognosa di aiuto”.
C.D.B.
Per noi, che abbiamo partecipato,
è stata una sferzata rivitalizzante
che ci permetterà di continuare con
maggior impegno il nostro dedicarci a
chi si rivolge a noi.
Monsignor Diego Coletti, parlando
separatamente ai volontari dei Cav
della Diocesi, si è espresso con queste
parole esaltanti: “l’essere tra voi è
segno gradito, doveroso, cercato, di
stima, di gratitudine a nome di una
intera cultura che non riesce più a far
breccia nell’opinione pubblica, che la
respinge come un muro di gomma,
perciò vi dico grazie e coraggio”.
Cosa si voleva di più?!
Si cercherà di trasmettere, anche
a chi è rimasto a casa, questo
autorevole stimolo tanto necessario
nei momenti di scoraggiamento o
semplicemente di stanchezza.
La preghiera per la Vita, nella
moderna Chiesa di San Giuseppe,
arricchita da canti condivisi, alla
presenza di tante famiglie con bimbi
in carrozzina e mamme in attesa, ha
riempito i cuori di speranza e di gioia
ed è stata una felice conclusione
della 33° Giornata per la Vita.
Paola Ciampitti
presidente Cav Mandello
Valli Varesine
28 Sabato, 12 febbraio 2011
Un testo speciale. Il 1 febbraio è scomparso improvvisamente don Quaglia, parroco
di Lavena Ponte Tresa: qui di seguito un suo scritto per la «Quaresima missionaria»
Don Giorgio: Grazie alla vita
D
a tempo avrei voluto
scrivere un libro
intitolato “Confesso
che ho vissuto…
gracias a Dios”, soprattutto
raccontando la mia lunga e
intensa esperienza di “fidei
donum” in Argentina. Poi
dicono che le autobiografie
mentono perché si raccontano
i propri pregi e non i difetti,
così ho lasciato perdere.
Ancora più difficile è
raccontare in una pagina una
vita ormai lunga, comunque ci
provo.
Sono nato 67 anni fa a Clivio,
un paesino del varesotto,
con la casa a 10 metri dalla
Svizzera. A quattro anni la
mia famiglia si è trasferita a
Como in una casa popolare.
A 8 anni è morto nostro padre
e avevo tre fratelli più piccoli.
Mia madre, santa donna, si è
messa alla macchina da cucire
e ha lavorato tutta la vita per
mantenerci in tempo di povertà
sia nella nostra famiglia che
in Italia. Io mi sono sentito
grande troppo presto, mia
mamma diceva che ero l’uomo
di casa (a 8 anni!). Sempre
ho frequentato l’oratorio e la
chiesa anche con esperienza
di Azione cattolica e catechesi.
Ho fatto le Commerciali poi al
lavoro. 6 mesi in una tipografia,
poi 5 anni in un negozio di alta
moda in centro di Como.
Ho cominciato a frequentare
un santo prete, in quel tempo
vicario, scomparso ancora
giovane. Mi sono detto
voglio essere come lui… A
quasi 20 anni sono entrato
a Trento in un seminario
per vocazioni adulte che
venivano dal lavoro, ci sono
stato 3 anni, frequentando in
modo accelerato ginnasio e
liceo, proprio negli anni del
Concilio, del quale leggevamo
a mensa i documenti mano a
mano che si sfornavano. Anni
splendidi pieni di vitalità e di
cambiamenti. Lì ho maturato
la mia vocazione missionaria.
Un anno di Propedeutica nel
Seminario di Como e poi 4
vicinanza mi perseguita dalla
nascita…). Un paese di 6000
abitanti con due parrocchie.
La mia è molto nuova, non ha
ancora 50 anni ed è formata par
la quasi totalità di immigrati
del Sud. Ho preso come motto
dell’evangelizzazione un brano
della prima lettera di Pietro:
“Voi che un tempo eravate
non-popolo, adesso siete il
popolo di Dio”.
E anche qui, contrariamente ai
miei principi di prete giovane,
ho dovuto costruire… Il tempio
grande non era mai stato
finito, non aveva pavimento,
né intonaco, era buio e triste.
Con due anni di lavoro e una
grandissima collaborazione
della gente, lo abbiamo reso
luminoso e bello, degno per
celebrare la liturgia del Signore.
Anche qui evangelizzazione,
insistenza sulla lettura della
Parola di Dio, liturgia viva,
molta attenzione alle giovani
coppie e servizio ai poveri, che
sono molti dal sud del mondo.
Non c’è più spazio e concludo
Da sempre la
vita in Oratorio:
poi l’incontro con
un santo prete e la
vocazione adulta.
anni di teologia nel Seminario
per l’America Latina a Verona.
Anche lì una esperienza
intensissima, con il passaggio
di molti vescovi latinoamericani, con esperienze di
pastorale fuori dal Seminario.
Erano gli anni del ‘68 e noi
lo abbiamo vissuto a livello
ecclesiale.Peccato che non
c’è lo spazio per raccontarli.
Ordinato il 20 giugno del 1971
e destinato alla parrocchia
di Fino Mornasco, dove ho
lavorato soprattutto in un
ghetto di immigrati di un paese
della Calabria, con impegno
sociale, scuola media serale
accompagnato dai giovani
della Fuci e altri volontari.
Il 14 febbraio 1979 sono partito
per l’Argentina dove da anni
la diocesi era impegnata in
una missione. Era ancora il
tempo del governo militare,
con “desaparecidos”, mancanza
di libertà. La diocesi di
Santiago del Estero a 1000
km al nord di Buenos Aires,
è ancora una delle più
povere dell’Argentina. E lì un
sacco di lavoro e un sacco di
chilometri, le parrocchie che
seguivo erano su una linea
di 120 km, una trentina di
comunità. Abbiamo cercato
di evangelizzare partendo
dalla religiosità popolare,
dalla realtà di Povertà.
Formazione di comunità di
base, catechesi familiare,
molta diffusione della parola
di Dio. E l’evangelizzazione
ci impegnava molto anche
nel combattere la povertà.
Abbiamo costituito una
cooperativa di donne
In memoria
che tessevano con telai
primitivi, aiutandole nella
commercializzazione. Ho
dovuto costruire anche un
bella chiesa, una decine di
cappelle e una scuola materna
per 250 bambini, anche se
da giovane prete dicevo che
io dovevo aiutare a costruire
la Chiesa e non le chiese, ma
è andata così.. Ho insegnato
anche Dottrina Sociale
della Chiesa nell’Università
Cattolica, cercando di creare
un ponte con i poveri della
campagna. Ho detto all’inizio
che bisognerebbe scrivere un
libro per raccontare qualcosa
di quello che Dio ha fatto in
mezzo ai poveri.
Su richiesta del Vescovo sono
tornato in Italia il 2 febbraio
del 2000, anche se mi sembrava
che l’esperienza non fosse
conclusa.
Dal settembre 2000 sono
parroco a Ponte Tresa, a 100
metri dalla Svizzera (la sua
Una vita per
la missione: in
Argentina prima,
poi il rientro in Italia
undici anni fa.
dicendo che ho ricevuto tanto
dalla vita, da Dio, da mia
madre e dai miei fratelli, da
tantissimi amici fedeli, da tanti
poveri e da tanta bella gente
ho incontrato in ogni parte del
mondo, da tanti preti santi,
vivaci, che anche in vite legate
a un piccolo paese, hanno dato
testimonianza di Gesù.
Non ho raccontato i peccati e i
fallimenti, a quelli ci penserà la
misericordia di Gesù.
Adesso la vita va in discesa ma
“l’amore di Gesù ci spinge…”.
“non che io sia già arrivato
alla mèta, ma mi sforzo di
afferrarla, perché anch’io sono
stato afferrato da Cristo Gesù.
Lo scorso 3 febbraio le esequie presiedute dal
Vescovo e concelebrate da cinquanta sacerdoti
Un prete sempre in ascolto...
U
na folla immensa, ancora sgomenta
per l’improvvisa scomparsa per il suo
sacerdote tanto amato, ha partecipato giovedì 3 febbraio alla Santa Messa funebre presieduta dal vescovo monsignor
Diego Coletti e da decine di confratelli preti.
La chiesa del Santissimo Crocifisso, pur nella
sua ampiezza, non ha potuto contenere tutti i fedeli intervenuti, tanto che molti hanno
seguito dall’esterno la celebrazione diffusa
dagli altoparlanti. Sull’altare, come detto, almeno una cinquantina di sacerdoti seguivano
il celebrante che, nell’omelia, ha ricordato la
figura di don Giorgio, facendo leggere quanto
aveva scritto su di sé sul bollettino di informazione parrocchiale, uscito in occasione del
Natale. «Facciamo parlare lui stesso, come se
fosse ancora qui fra noi», ha detto il Vescovo.
È stato un momento di grande commozione
perché sembrava di ascoltare la lettura
del suo testamento spirituale, quasi un
invito a tutta la comunità a perseverare nella fede, nella carità e nell’umiltà. E come fosse amato don Giorgio lo
dimostravano le lacrime che rigavano
il volto di chi ascoltava, perché lui era
sì il parroco di Ponte Tresa, ma era il
prete di tutti.
Venti anni di vita missionaria in Argentina, dove ogni anno ritornava a far visita alle sue cento parrocchie, lo avevano
portato a fare di questa terra di confine,
lungo un decennio di vita sacerdotale,
luogo di nuova missione. Sempre pronto a una parola di conforto, ad aiutare
chi si trovava in difficoltà, a una stretta
di mano, a un confidenziale colpetto
sulla spalla o a un abbraccio fraterno,
a un incontro con chi si sentiva solo.
Senza per questo tralasciare interventi
strutturali dei quali necessitava la chiesa, che volle dotare anche di un organo
da lui stesso recuperato da una cattedrale di Hannover. Espressione di tale
messaggio evangelico è stata la presenza oceanica, di chi l’ha conosciuto, nel
giorno in cui don Giorgio ci ha lasciato
per sempre. Ha fatto di un “non popolo”, un popolo di Dio. Una Chiesa che
saprà innalzargli un coro di lode, accompagnato dalle note calde del nuovo
strumento musicale, lì, a concretizzare
il suo ultimo desiderio.
ANTONIO SANNA
Consiglio pastorale
parrocchiale e zonale
Sondrio Cronaca
Don Bosco
E
rano circa 100 gli ex
allievi e cooperatori
salesiani che si sono
ritrovati in Tirano per la
festa di don Bosco, il 31
gennaio scorso. È stata
un’intera giornata dedicata
al carisma salesiano che
a Tirano è rappresentato
dalle Figlie di Maria
Ausiliatrice. Iniziati con
la messa delle ore 10.00,
i festeggiamenti sono
proseguiti con un pranzo insieme: suore, cooperatori ed ex
allievi per poi continuare nel pomeriggio presso l’oratorio per il
“Grinv”. Un pomeriggio di musica, canti salesiani e una lotteria
il cui ricavato è stato devoluto a don Luciano Tenni e don mario
Robustellini, entrambi missionari salesiani. «Anche una recita
sulla vita del santo si è tenuta illustrando così momenti della
vita di don bosco, nel suo stesso stile», ricorda suor Emilia.
E poi ancora, aggiunge suor Franci «giochi e momento di
preghiera per don Bosco - il cui tema è stato un punto forte sella
spiritualità del santo piemontese - “ uno solo è il mio desiderio:
vedervi felici nel tempo e nell’eternità”».
ROBERT WALTER NAZZARI
Cure dentistiche
in Ospedale
L’
Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna
(Aovv) ha approvato un progetto sperimentale di
riorganizzazione dell’erogazione delle prestazioni di
odontoiatria che sarà reso progressivamente operativo nel corso
dell’anno a partire dagli ambulatori di Sondrio. La normativa
regionale che disciplina l’accesso alle terapie odontoiatriche, ha
posto in evidenza la vulnerabilità
di alcune categorie di pazienti: ai
loro disagi l’Aovv intende offrire una
diabete insulino-dipendente,
possibile soluzione nell’ambito delle
Broncopneumopatia Cronica
autonomie organizzative riconosciute Ostruttiva (Bpco), asma
dai regolamenti regionali. Vediamo
allergica, Sindrome di Sjogren e
meglio ed in sintesi le novità. I
a coloro che risultano allergici
moduli informativi, che spiegano
ad anestetici locali. Per i
l’organizzazione del servizio e i criteri
soggetti portatori di invalidità o
di accesso, diretti agli utenti e a coloro affetti da patologie sistemiche
che li affiancano (operatori sanitari
non incluse nei Lea è stata resa
e non) sono stati rielaborati con
disponibile l’erogazione di
maggiore chiarezza. Le prestazioni
alcune prestazioni essenziali
odontoiatriche di routine nei Livelli
di odontoiatria, remunerate
Essenziali di Assistenza (Lea) sono
dal paziente in base ad uno
state estese ai pazienti affetti da
specifico tariffario aziendale.
Sondrio. Preziosa esposizione, presso il Museo Valtellinese
di Storia e Arte, di Ferrari fino al prossimo venerdì 8 aprile
“La Nascita della Vergine”
a Palazzo Sassi de Lavizzari
F
Sabato, 12 febbraio 2011 29
ino all’8 aprile il Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio, in
collaborazione con la Confraternita della Beata Vergine Assunta,
la parrocchia di Morbegno e la Fondazione Gruppo Credito
Valtellinese, ospiterà nelle sale a piano terra di Palazzo Sassi
(via Maurizio Quadrio 27) l’importante tela della “Nascita della Vergine”
di Gaudenzio Ferrari del Santuario dell’Assunta di Morbegno. è stato
inviato alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate (Mendrisio)
per la mostra, appena conclusasi, Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da
Bramantino a Bernardino Luini, il prezioso dipinto è stato concesso in
prestito per due mesi al Museo di Sondrio per una speciale esposizione al
pubblico valtellinese.
Gaudenzio Ferrari, artista
piemontese vissuto a
cavallo tra il ‘400 ed il
‘500, è uno dei massimi
esponenti della pittura
italiana del XVI secolo.
Influenzato da Leonardo e
Bramante, ma anche con
suggestioni provenienti
dal Perugino e Raffaello,
ha operato soprattutto in
Italia settentrionale. La
tela morbegnese è una
delle opere pittoriche più
importanti conservate
nella provincia di Sondrio.
Eseguita tra il 1524 e il
1525 su commissione
della locale Compagnia
dei Battuti per il
Santuario dell’Assunta di
Morbegno, rappresenta
l’unica porzione giunta
fino a noi delle ante
della grandiosa ancona,
della stesura pittorica fino a far
scolpita da Giovan Angelo
intravedere in alcune zone il
e Tiburzio Del Maino e dipinta
disegno preparatorio. L’intervento
tra il 1520 e il 1526 da Gaudenzio
di restauro eseguito nel 1973, come
e dal suo collaboratore Fermo
testimonia un’iscrizione realizzata
Stella. La presenza di Gaudenzio
su un regolo del telaio, ormai
e di Fermo Stella in Valtellina
ricoperto da uno spesso strato di
lascia tracce evidenti nel contesto
depositi atmosferici, offuscava
artistico locale: quelle ante,
le cromie originali, rendendo
insieme ad altre opere, purtroppo
difficile la corretta lettura dei valori
perdute, dovettero rappresentare
tonali originali. Il supporto tessile,
un testo imprescindibile per la
originariamente realizzato cucendo
formazione degli artisti lombardi
insieme tre porzioni di tela poste
delle generazioni successive:
verticalmente rispetto alla base, era
Di quel felice periodo artistico,
stato in quell’occasione foderato
movimentato da Ambrogio Grezzi,
Bernardino Luini, Gaudenzio, Stella per risarcire le lacerazioni della
superficie con piccoli inserti di tela,
e altri rimangono oggi poche, ma
di tramatura e consistenza diversa
significative, testimonianze che
da quella originale cromaticamente
portano i segni del tempo.
accordati alle stesure pittoriche.
È anche il caso della “Nascita della
Con il tempo le reintegrazioni si
Vergine”: l’estrema delicatezza
erano alterate e risultavano molto
della tecnica utilizzata dall’artista,
invadenti.
una tempera su tela, ha portato
Il nuovo progetto di recupero del
nel tempo a un assottigliamento
dipinto, proposto da Sandra Sicoli,
ispettore della Soprintendenza per
il Patrimonio Storico, Artistico e
Etnoantropologico di Milano, è stato
eseguito dallo studio di Barbara
Ferriani di Milano con il contributo
della Fondazione Creval. Per
permettere una migliore fruizione
dell’opera sono stati quindi rimossi
i depositi atmosferici: non potendo
operare con i tradizionali
metodi di pulitura a base
di solventi, si è scelto
di effettuare la pulitura
a secco. Il restauro è
proseguito con la revisione
degli inserti tessili
cercando di annullare o
quantomeno di rendere
meno evidenti i dislivelli.
Infine si è provveduto
alla reintegrazione
pittorica volta
all’accompagnamento
tonale degli incavi e alla
ricostruzione, laddove
possibile, delle tessiture
cromatiche originali.
Il risultato dell’intervento
è notevole: la qualità
dell’opera di Gaudenzio
si rivela molto alta nella
sicura impostazione
spaziale e nel delicato
equilibrio dei rapporti
tonali, il tono squillante,
intenso del rosso della
coperta riporta l’attenzione alla madre
di Maria, circondata amorevolmente
da un universo femminile in azione.
Segnalato come miglior restauro
dell’anno 2010 da Flaminio Guardoni
sul “Giornale dell’Arte” (gennaio 2011).
L’esposizione, con ingresso libero,
presso Palazzo Sassi de Lavizzari
(via Maurizio Quadrio 27 - Sondrio)
fino all’8 aprile avrà i seguenti orari
di visita: da martedì a venerdì, al
mattino dalle ore 9.00 alle ore 12.00,
il pomeriggio, dalle ore 15.00 alle
ore 18.00; sabato e festivi, solo il
pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore
18.00. Per informazioni, telefonare allo
0342-526269, oppure 0342-526553;
e-mail: [email protected].
ANGELA DELL’OCA
Direttore del Museo
Valtellinese di Storia e Arte
Inoltre, per tutti i pazienti, è
stata attivata l’erogazione delle
prestazioni di chirurgia orale di
particolare complessità come
denti del giudizio inclusi, cisti
odontogene etc... Informazioni
più dettagliate ed i nuovi
moduli possono essere richiesti
direttamente presso gli Uffici
Relazioni con il Pubblico,
l’attivazione progressiva del
progetto sarà comunicata
attraverso il sito aziendale
www.aovv.it.
Notizie flash
■ Morbegno
Corso di giornalismo per
i ragazzi delle superiori
La cooperativa sociale Insieme di
Morbegno propone, a tutti gli studenti
delle scuole superiori, un corso serale di
giornalismo. Undici ore di lezioni fino
a mercoledì 9 marzo. «Ami scrivere?
Vuoi dare sfogo alle tue emozioni? Hai
qualcosa da comunicare al mondo ma non
sai come e con quale mezzo – scrivono
i promotori dell’iniziativa sul volantino
illustrativo –?. Allora sei un giornalista,
solo che ancora non lo sai! “Giornaliamo”
è per tutti i ragazzi che frequentano le
scuole superiori e desiderano maggiore
conoscenza e competenza sugli aspetti
fondamentali del giornalismo». Il corso
sarà in parte teorico ma soprattutto
pratico, con laboratori tenuti da docenti
preparati su questi argomenti: “Profilo
del giornalista”; “La notizia, la struttura
dell’articolo, cronaca, giornalismo on line,
giornalismo sportivo, informazione ed
opinione personale”; “Lavoro di gruppo
nell’esperienza giornalistica”; “Sondaggio
ed intervista”; “Scrivere articoli insieme”;
“Giornale scolastico on line”. Il corso si
svolge presso la sede della Cooperativa
Sociale Insieme, in via beato Andrea, 16 a
Morbegno. Il corso, iniziato il 9 febbraio,
si svolgerà mercoledì 16-23 febbraio e il
2 marzo dalle ore 20.15 alle ore 22.30;
l’ultimo giorno, mercoledì 9 marzo, dalle
ore 17.00 alle ore 20.00 (con cena). Info:
Cooperativa Sociale Insieme 0342 614587
oppure 340 1778338 Indirizzo e-mail:
[email protected]
■ Sondrio
Bomboniere solidali
con il «commercio equo»
Alla Bottega della Solidarietà di Sondrio
è arrivata una nuova collezione di
bomboniere. Fino al 19 febbraio presso
la sede del capoluogo valtellinese viene
presentata la nuova collezione di ricordi
del commercio equo e solidale con l’evento
dedicato al matrimonio “Emozioni solidali
Altromercato”. Un’occasione per conoscere
più da vicino il mondo delle bomboniere
solidali, prodotte e commercializzate
seguendo criteri finalizzati a garantire
ai produttori del sud del mondo un
trattamento economico e sociale
dignitoso. Sarà possibile vedere molti
modelli di bomboniera per ogni ricorrenza,
ordinare in anteprima le nuove bomboniere
2011 (per battesimo, comunione, laurea,
anniversari e matrimoni), tutte realizzate
con materiali naturali e rispettosi
dell’ambiente e conoscere i progetti
che li hanno realizzati, per scegliere
un dono responsabile oltre che bello e
per arricchire la propria festa con un
messaggio di solidarietà.
Valchiavenna
30 Sabato, 12 febbraio 2011
Chiavenna:
in preghiera
per la vita,
da difendere
e custodire
Sabato 5 febbraio, presso la chiesa
di San Fedele, il tradizionale
incontro per confrontarsi e riflettere
su un argomento tanto importante
C
ome avviene ormai da parecchi
anni, la chiesa di San Fedele in
Chiavenna ha ospitato, sabato
5 febbraio, la veglia di preghiera
zonale in preparazione alla XXXIII
Giornata Nazionale per la Vita che
si è celebrata domenica 6 febbraio.
“Educare alla pienezza della vita” è il
titolo del messaggio dei Vescovi sul
quale la comunità è stata invitata a
riflettere. Positiva ed incoraggiante
la risposta, vista la chiesa gremita
non solo di adulti, ma anche di
numerosi bambini e ragazzi, coinvolti
in modo attivo attraverso i gruppi di
catechismo, che per alcuni incontri
hanno lavorato sull’approfondimento
delle tematiche proposte dal
messaggio di quest’anno. Al
centro della veglia, tre significative
testimonianze.
La mamma di Alessio, bambino
affetto da gravissime patologie fin
dalla nascita, ha raccontato con rara
intensità non solo ansie e difficoltà,
ma anche la sua crescita spirituale
nel penoso contatto quotidiano
con la disabilità. Clemente, sulla
sua sedia a rotelle, ha portato la
sua esperienza fatta di disagi da
superare, di solitudine, ma anche
di ricerca di affetti, di inserimento
nel mondo del lavoro e di relazioni
sociali significative. Infine, Sara ha
trasmesso a tutti il suo entusiasmo
per la recente esperienza di mamma
adottiva di tre fratellini colombiani
che si stanno gradualmente
integrando, anche con l’aiuto di un
intero paese.
I bambini poi, con le loro preghiere e
riflessioni, con i loro canti e con i loro
disegni proiettati accanto al grande
crocifisso che domina la chiesa,
hanno contribuito con spontaneità e
freschezza a fornire a tutti spunti di
riflessione. Viviamo tempi di generale
disorientamento, dove è difficile
riconoscere gli ideali veri, dove i
modelli di comportamento sono
quanto mai ambigui e dove anche
la moralità pubblica non è certo
d’esempio per nessuno. Chiamiamo
tutto questo “emergenza educativa”,
con una chiara preoccupazione verso
ciò che la nostra società è in grado di
trasmettere alle giovani generazioni.
E non a caso i vescovi parlano, nel
loro messaggio, di “educare alla
pienezza della vita”. È ancora la parola
educazione, intesa nel senso più alto,
che viene messa al centro, in stretta
connessione con la parola vita. Anche
Benedetto XVI pone l’accento su
questo binomio quando dice: «alla
radice della crisi dell’educazione
c’è una crisi di fiducia nella vita». Il
momento di incontro e di preghiera
in san Fedele, così ben riuscito per la
folta partecipazione e grazie anche
all’impegno di molte persone, ci
aiuta a vedere come ancora sia alta
l’attenzione verso un tema di fondo
come quello della vita, del suo valore
e del suo rispetto anche, come ancora
suggerisce il messaggio dei Vescovi,
“quando è debole e bisognosa di
aiuto”.
E.M.
Chiavenna. Dalla Comunità Montana offerti alla Caritas
alcuni locali per dare spazio adeguato al nuovo magazzino
Un punto di riferimento
per essere di vero aiuto
✎ Alcuni dati
L
a Comunità montana della Valchiavennna informa di aver offerto
in “comodato d’uso” alcuni locali dell’ex Convento dei Cappuccini,
già sede della “Unimi - Stazione della Valchiavenna per lo
studio dell’ambiente alpino”, al Centro di ascolto della Caritas
zonale. L’inaugurazione di questo spazio, ampio e comodo, destinato a
magazzino, è avvenuta alla fine dell’anno 2010. La decisone della Giunta
dell’ente comprensoriale, secondo i principi che regolano e motivano
l’organizzazione caritatevole, vuole garantire alla popolazione un punto
di riferimento più spazioso sia per aiutare le persone in difficoltà sia la
comunità cristiana a diventare soggetto attivo nel rispondere ai bisogni
della povertà presenti sul territorio. «Il nuovo centro è più spazioso, rispetto
al precedente e
merita tutta la nostra
attenzione - ha detto
suor Teresanna delle
Figlie della Croce,
che si è occupata
dell’inaugurazione
nella nuova sede
di Chiavenna - .
La gratitudine nei
confronti della
Comunità montana
della Valchiavenna è
tanta, perché questo
ente e le persone
che ci lavorano,
hanno saputo dare la
propria disponibilità
su un argomento
sociale di grande
rilevanza e hanno
dimostrato di saper
Navicella” e con la “Fondazione
ascoltare l’importante esigenza del
Suor Maria Laura”) e con le
territorio: la povertà. Ne siamo tutti
parrocchie della Valchiavenna
particolarmente colpiti e lusingati».
nella gestione di casi di grave
Il Centro di ascolto Caritas offre
emarginazione. Propone incontri e
consulenza e ascolto alle persone in
corsi di formazione all’interno delle
difficoltà, accoglienza temporanea
comunità parrocchiali.
a persone senza alloggio e gestisce
Per ulteriori informazioni,
“l’arsenale della solidarietà” (vestiti,
mobili, attrezzature varie). Collabora contattare suor Teresanna delle
Figlie della Croce al numero 0343con gli Enti pubblici, le associazioni
32375 oppure 0343-32530.
(in particolare con “Aphantesis”, “La
Interventi
a difesa
del Parco
delle
Marmitte
dei Giganti
Il Banco Alimentare. Forse non uno
strumento in grado di fotografare la
realtà alla perfezione, ma di sicuro un
buon termometro per cercare di capire a
che livello è arrivato il disagio economico
delle famiglie. Numeri in pesante crescita
per il punto che raccoglie e distribuisce
i viveri alle famiglie in difficoltà in
Valchiavenna. I dati parlano di
circa 140 famiglie attualmente
iscritte, segnalate dai servizi
sociali o dalle parrocchie, che si
trovano in situazioni di precarietà
economica tale da essere costrette
a rivolgersi al Banco per una
mano. Un numero importante
su una popolazione valligiana
di poco superiore ai 23mila
abitanti in una zona non proprio
tradizionalmente povera. Il Banco
Alimentare ha come obiettivo
la valorizzazione sociale delle
eccedenze alimentari che vengono
distribuite ai bisognosi. I prodotti
raccolti e distribuiti dal Banco
Alimentare sono essenzialmente
quelli in scatola o facilmente
conservabili: carne, latte, yogurt,
burro, formaggio, legumi, pasta
secca, riso, pane e affini, dolci,
frutta, succhi di frutta, olio, salse e
condimenti, zucchero, uova, bevande,
omogeneizzati, farine. Ovviamente
prodotti che non possono soddisfare
tutte le esigenze alimentari. Per questo
al Banco arriva anche l’aiuto delle
amministrazioni municipali della valle.
Lo scorso anno per i prodotti freschi il
contributo è stato di 6mila euro.
La Comunità montana della
Valchiavenna informa che
Regione Lombardia ha ammesso
a finanziamento per 90mila sul
biennio 2011-2012 il progetto di
“Valorizzazione del patrimonio
ambientale nella riserva naturale
del Parco Marmitte dei Giganti,
con la messa in sicurezza delle
infrastrutture sentieristiche
esistenti”. La somma è destinata
al primo lotto di intervento del
costo complessivo di 106.500 euro
D. PRA.
(l’intero progetto, che prevede
interventi anche su altri lotti, è
stato realizzato dall’architetto
Giorgio Succetti e prevede un
impegno economico complessivo
di 350mila euro). «La nostra
comunità montana - sottolinea
il presidente Severino De Stefani
- promuove la valorizzazione dei
beni ambientali e culturali per
una migliore fruizione pubblica.
L’ambiente è uno dei valori
aggiunti del nostro territorio».
Sondrio Salute
Valchiavenna
Sabato,12 febbraio 2011 31
La cooperativa “Arca” propone un progetto di
Centro Diurno Integrato per le demenze senili
Una necessità per il territorio
L
a cooperativa “L’arca” punta su un centro diurno integrato specializzato nel
trattamento delle demenze. Nei giorni
scorsi, il presidente Alfredo Ravasio e la direttrice Elena Del Re hanno scritto ai vertici
degli enti locali per illustrare un progetto incentrato su specifiche esigenze del territorio.
In Italia la condizione di demenza interessa
il 5% delle persone sopra i 65 anni di età, ma
a volte colpisce anche cittadini più giovani. I
dati dell’Asl di Sondrio rispecchiano queste
percentuali al 6,4%, con un incremento del
12,5% in sei anni. E questo dato è destinato a
crescere con il costante invecchiamento della
popolazione. «Da qualche anno, raccogliendo un bisogno che sta diventando sempre più
pressante, abbiamo avviato una serie di iniziative a favore di persone affette da demenze e attività di supporto ai familiari - spiega
Elena Del Re, direttore de “L’arca” -. Da
un paio d’anni assistiamo alla crescita
di richieste di inserimento nei nostri
centri di anziani con problemi cognitivi. Non sempre siamo in grado di rispondere, sia per la mancanza di posti,
sia perché gli attuali servizi non sono
strutturati per accogliere persone con
disturbi comportamentali». Finora la
cooperativa è riuscita ad acquisire l’immobile di via Giovan Battista Cerletti
che fino a un paio d’anni fa ospitava il
Cse. L’Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna lo ha ceduto in comodato gratuito per dieci anni a fronte
delle spese che “L’arca” dovrà sostenere per rendere agibile l’immobile. Servono almeno centomila euro. Il nuovo
centro diurno integrato potrà accoglie-
re venti persone con disturbi cognitivi
e del comportamento. È fondamentale,
quindi, la discussione di queste tematiche da parte delle amministrazioni locali. «Ora è in corso una ricerca di fondi
e un’opera di condivisione del progetto - aggiunge la direttrice -. Siamo ancora lontani dalla meta e solamente la
collaborazione delle istituzioni e della
cittadinanza potrà aiutarci a offrire una
risposta adeguata ai malati». La cooperativa ha iniziato i lavori di ristrutturazione del primo piano,che dovrebbero
essere completati entro marzo. Le opere al piano terra sono condizionati dai
finanziamenti. Nella migliore delle ipotesi potrebbero iniziare a giugno.
STEFANO BARBUSCA
Neve e cuore. Consigli su come affrontare l’attività sportiva in tutta sicurezza
I
n queste settimane si sono
verificati sulle nostre montagne,
nelle nostre stazioni turistiche,
degli attacchi cardiaci che hanno
colpito delle persone mentre sciavano
o facevano escursioni con le ciaspole.
Paradossalmente spesso questa
patologia colpisce in prevalenza soggetti
apparentemente sani che non sapevano
di essere cardiopatici. In alcune
situazioni il tempestivo intervento
del 118 ha consentito di praticare
le prime cure con il trasferimento
immediato nella più vicina unità di
terapia intensiva cardiologica, in altri
casi drammatici purtroppo la malattia
cardiaca è stata fatale. Nella letteratura
scientifica internazionale è stata, anche
recentemente, segnalata, la correlazione
tra attività amatoriale sulla neve ed
incremento degli attacchi cardiaci.
È noto che l’esposizione a basse
temperature provoca nel corpo umano
un’importante vasocostrizione delle
arterie, con innalzamento della
pressione arteriosa, e possibile ridotto
apporto di sangue di ossigeno al
cuore quando le arterie coronariche
sono ispessite con riduzione del loro
diametro. È classica l’immagine del
malato, che esposto al freddo, viene
colto da un attacco di angina pectoris.
Inoltre l’attività fisica, aumenta la
frequenza cardiaca, con la richiesta di
un maggior apporto di sangue al cuore
che è la pompa che immette il sangue
nelle arterie che lo distribuiscono ai vari
organi. Quindi l’associazione del freddo
con lo sforzo fisico in soggetti a rischio,
Sette regole di
comportamento
Nelle ultime settimane
la cronaca ha riportato
casi di malori in montagna:
non si devono sottovalutare
i rischi e vanno ascoltati
i segnali del proprio fisico
ma apparentemente sani e pertanto
inconsapevoli, può costituire la causa
determinante dell’infarto miocardio
acuto fino all’arresto cardiaco.
Come si possono e debbono prevenire
questi eventi cardiaci? Si suggeriscono
queste sette brevi regole che dovrebbero
essere conosciute almeno dalle persone
al di sopra dei cinquanta anni che
intendono praticare attività invernale
amatoriale.
1) Conoscere il proprio rischio
cardiovascolare globale che è la
risultante di fattori modificabili, fumo,
ipertensione arteriosa, aumento del
colesterolo nel sangue, diabete ecc., e
non modificabili come la famigliarità.
2) Iniziare l’attività sulla neve con
una preparazione ed un allenamento
adeguato.
3) Eseguire un elettrocardiogramma
ed eventualmente un test da sforzo al
cicloergometro in particolare quando si
è portatori di un rischio cardiovascolare
più elevato o si intende eseguire attività a
maggiore impegno fisico.
4) Adottare un abbigliamento adeguato
evitando l’esposizione alle basse
temperature in particolare delle mani
ed evitare un’alimentazione eccessiva e
l’assunzione di alcolici
5) Riconoscere i sintomi premonitori
come un dolore al petto durante lo
sforzo o al freddo o la mancanza di
respiro durante attività fisica e recarsi
immediatamente dal medico.
6) Nelle persone portatrici di malattia
cardiovascolare intraprendere questa
attività con il consiglio del medico
curante.
7) Chiamare prontamente il 118 o farsi
portare al più vicino pronto soccorso, in
caso di vicinanza, in caso di malore.
Sette semplici regole che, se rispettate,
possono contribuire a ridurre eventi
cardiovascolari importanti e a
trasformare un’attività del tempo libero,
benefica e salutare, in un attentato alla
propria salute.
GIANFRANCO CUCCHI
Avis Valchiavenna. Chiusura tutta in positivo per il bilancio 2010 dell’associazione
In aumento donatori e donazioni di sangue
P
iù donazioni, più donatori. Si è
chiuso con un bilancio eccellente
il 2010 per la sezione chiavennasca
dell’Avis. Durante la recente assemblea dei soci sono stati diffusi i dati sull’attività dell’anno scorso e le sorprese positive non sono mancate. Rispetto al 2009
il totale delle unità raccolte è passato da
1322 a 1547. Questo sommando le unità di
sangue raccolte a Chiavenna con quelle di
plasma raccolte a Sondrio.
Due i motivi di questo significativo passo
avanti. Il primo riguarda l’inserimento (a
maggio) di una ulteriore giornata di raccolta ogni mese, il secondo le trasferte a
Sondrio per la plasmaferesi. Da quest’anno gli avisini chiavennaschi infatti possono contare su un servizio di trasporto con
pullmino che permette la trasferta ad una
quindicina di soci ogni settimana, contro
gli 8 che riuscivano a muoversi in auto-
mobile negli anni precedenti. «La sezione
Avis di Chiavenna - ha spiegato il direttore
sanitario Maurizio De Pedrini - ha notevoli potenzialità, che in passato non erano
completamente espresse per problemi organizzativi, Ora in parte sono stati risolti e i
risultati si vedono. Siamo passati da un indice di donazione, cioè quante volte ogni
avisino dona il sangue, di 1,22 a 1,38. Possiamo fare di più visto che le regole prevedono fino a 2 donazioni all’anno». Importanti anche i dati “sociali” diffusi durante
l’assemblea. Dati che dimostrano una continua crescita della sezione e il fatto che la
stessa non patisca il fenomeno, comune a
molte associazioni, del mancato ricambio
generazionale.
La sezione dedicata a Pietro Mosca è passata in un anno da 1089 a 1120 soci. Le
nuove entrate non solo hanno ampiamente compensato i soci che hanno smesso
di donare o si sono trasferiti, ma garantiscono l’entrata di nuove leve giovani. La
percentuale di soci con meno di 25 anni è
costante negli anni e nel 2010 ha raggiunto
il 10,27% del totale. «Un altro fattore che
va tenuto in considerazione - ha sottolineato De Pedrini - è il progressivo avvicinamento dei dati riguardanti i donatori di
sesso femminile e maschile. La forbice si
sta progressivamente riducendo e lo scorso anno abbiamo fatto registrare un dato
del 40,98% di donatrici con una crescita
lenta ma costante dello 0,5% circa».
L’ultimo dato riguarda la progressiva crescita di soci provenienti da altre località,
fuori dalla Valchiavenna. Ben 12 soci provengono da Colico e 33 da altre località.
Segno che la macchina chiavennasca della
donazione funziona bene.
D. PRA.
32 Sabato, 12 febbraio 2011
■ Scrittori
Sondrio Cultura
Unitre Sondrio. Riflessione sui migliori libri della nostra vita
Il valtellinese Gianoncelli
vince con il suo racconto
Con il racconto “Lassù sulle montagne”
il valtellinese Giorgio Gianoncelli di
Tresivio si è aggiudicato il titolo di miglior
scrittore 50&Più dell’edizione 2011 del
concorso “Poeti e Scrittori in Lombardia
– 50&Più per la cultura”, promosso
dall’associazione 50&Più lombarda attiva
all’interno di Confcommercio. Gli elaborati
(suddivisi in due sezioni: “50&Più” per i
soci e una aperta a tutti i lombardi con
più di 18 anni) sono stati esaminati e
giudicati da una commissione composta
dai poeti e critici letterari Filippo Ravizza
(presidente), Sebastiano Aglieco e Mauro
Germani. Da quest’anno inoltre si affianca
al Premio una collana di libri che, a ogni
concorso, presentano i testi vincitori
dell’anno precedente. Il primo volume
della neonata collana è stato presentato e
distribuito al pubblico. Le premiazioni si
sono svolte presso Unione Confcommercio
Milano, alla presenza del presidente della
50&Più nazionale Giorgio Re. I vincitori
hanno ricevuto buoni acquisto per libri,
una targa e un diploma. All’evento ha
assistito anche Valente Zoaldi, presidente
della 50&Più della provincia di Sondrio,
insieme al consigliere Giovan Battista
Vaninetti. «Siamo molto orgogliosi
– afferma Zoaldi – per questo nuovo
successo della provincia di Sondrio:
mi complimento con il nostro Giorgio
Gianoncelli per la sua bravura». «Sono
molto lusingato – dichiara Gianoncelli
–, visto l’ampio numero di partecipanti,
tra cui molti laureati e abituati alla
scrittura, al contrario di me che ho fatto il
commerciante. Il mio racconto “Lassù sulle
montagne” è frutto in parte della fantasia,
in parte della realtà: mi sono ispirato al
mondo dell’alpinismo e, in particolare, alla
figura della signora Giacomina Fiorelli, che
appartiene alla dinastia dei rifugisti della
nostra splendida Valmasino».
■ Convegni
Notariato alpino: a Trento
si parla anche di Sondrio
Tra il 24 e il 26 febbraio a Trento,
l’Università degli Studi - Dipartimento
di Scienze Giuridiche e Dipartimento
di Filosofia Storia e Beni Culturali -, la
Fondazione Cassa di Risparmio di Trento
e Rovereto e la Fondazione Bruno Kessler
promuovono il convegno “Il notariato
nell’alpino. Produzione e conservazione
delle carte notarili tra medioevo ed
età moderna”. L’obiettivo è indagare i
due aspetti indicati, confrontando le
prospettive di storici e archivisti, per
trarre un bilancio per tutta l’area alpina
meridionale da Occidente a Oriente
(con aperture comparative a quella
settentrionale). A discuterne saranno
studiosi di diversa specializzazione,
chiamati a fornire inquadramenti generali
e sintetici, ma soprattutto ad analizzare
in modo approfondito l’area alpina
piemontese, il comasco e la Valtellina
- Marta Luigina Mangini: “Scripture per
notarium in quaternis imbrevientur et
conserventur”. Imbreviature notarili tra
Como e le Alpi (secc. XII–XVI); Rita
Pezzola: Carte contese. Istituzioni e poteri
in conflitto nella costruzione degli Archivi
notarili di Como e di Sondrio -, il feltrinobellunese e le Alpi orientali.
■ Chiavenna
In primavera torna
“LettureInPrimaSerata”
Mercoledì 9 febbraio alle ore 20.30 nella
sede di via Della Marmirola 3 a Chiavenna,
grazie al contributo della Comunità
Montana, la Biblioteca della Valchiavenna
ha riproposto “LettureInPrimaSerata Primavera 2011”. Per l’occasione gli Aedo
Pop hanno presentato “Il Profumo” di
Patrick Suskind con Giorgio Personelli voce
narrante, Pierangelo Frugoli chitarra e
Daniele Ghisleri elettronica.
Libri: amici
con i quali crescere
«N
on mi interessano i libri di pura evasione… credo di essere uno
dei pochi italiani che non hanno letto nemmeno un giallo di
Camilleri… non perché non li apprezzi, semplicemente non ne
ho il tempo… Ho invece un dialogo quasi quotidiano con autori
come Primo Levi e Italo Calvino, perché ci aiutano a scoprire qualcosa di più
su di noi e sul mondo che ci circonda, ci aiutano nel lavoro di autocostruzione
che ogni giorno ci aspetta». Non sono affermazioni di chi si atteggia ad un
anticonformismo di maniera, ma di un personaggio il quale, nella sua lunga
attività professionale, dai libri è stato letteralmente sommerso, ma soprattutto
ha avuto la fortuna di conoscere personalmente gli autori e di stringere con
loro anche salde amicizie. Ernesto Ferrero, infatti, ha ricoperto il delicato
ruolo di direttore editoriale di importanti case editrici. È stato cioè una di
quelle figure dalle quali dipende il destino di un libro: la stampa oppure il
rifiuto. Oggi è direttore del Salone internazionale del libro di Torino, collabora
con vari giornali e naturalmente
ha voluto cimentarsi anche lui con
amati. Ernesto Ferrero ha ricordato
la scrittura, ottenendo, nel 2000, il
premio Strega con il romanzo “N”, che quando Primo Levi si è presentato
da lui, allora semplice addetto
ha come protagonista Napoleone.
stampa, con le bozze del romanzo
«L’estate scorsa ho scritto un libro
“La tregua”. «Serenamente curioso
dedicato ad Emilio Salgàri (a Torino
e modesto; davanti alla casta dei
abito in una casa vicina a quella che
letterati faceva professione di umiltà,
era la sua)… Cerco di imparare da lui
dichiarando di sentirsi uno scrittore
i segreti del buon artigianato della
della domenica… Faceva di tutto per
scrittura».
cancellare le tracce del suo passaggio,
Ferrero, che dal 1977 è «valtellinese
proprio come Italo Calvino. Da
di adozione», in quanto trascorre le
quell’incontro è nata anche una
vacanze a Teglio, venerdì 4 febbraio
grande amicizia, che mi ha arricchito
ha tenuto un’affascinante relazione
per tutta la vita». I libri costituiscono
presso l’Unitre di Sondrio. Davanti
per noi un arricchimento, soprattutto
al pubblico delle grandi occasioni, il
quando contengono riflessioni
relatore ha esordito tessendo l’elogio
profonde, come quelle che Cesare
del lettore o, meglio, delle lettrici. I
Pavese fa davanti al cadavere di
lettori ideali (ha affermato) sono le
un repubblichino (ne “La casa in
donne, «perché hanno speciali doti
collina”): «ogni guerra è una guerra
di sensibilità e di immaginazione…
civile… anche vinto, il nemico è
non sono ricettrici passive, ma sono
qualcuno… ogni caduto assomiglia
coautrici e coprotagoniste… Esse,
a chi resta e gliene chiede ragione».
infatti, animano il testo, danno
Molto vivace e sentita la rievocazine
corpo e sangue agli elementi che
degli incontri con Italo Calvino e con
l’autore suggerisce…». L’incontro si
Emilio Gadda, il primo riservato,
è poi sviluppato sul filo dei ricordi
taciturno, sostenitore dell’importanza
personali e, soprattutto, con la lettura
dell’impegno, del lavoro coscienzioso
di lunghi passi degli autori più
Ernesto Ferrero, direttore
del Salone internazionale
del Libro di Torino, afferma:
«La lettura è arricchimento,
non mi interessano i testi
di evasione, ma quelli che ci
fanno conoscere il mondo».
e dell’autodisciplina, il secondo
estroso, bizzarro, ma anche preda
delle sue manie e delle sue nevrosi.
Un’altra scrittrice che Ernesto Ferrero
ama particolarmente è Marguerite
Yourcenar, perchè, ha affermato,
«quel programma di governo che
viene descritto nel libro Le memorie
di Adriano assomiglia molto all’ideale
che animava noi che lavoravamo
nell’editoria, quando volevamo
cambiare il mondo con i buoni libri».
(Questo periodo è stato rievocato da
Ferrero anche nell’opera I migliori
anni della nostra vita). L’imperatore
Adriano dichiara infatti: «… mi
sentivo responsabile della bellezza
del mondo… desideravo che ogni
cosa funzionasse senza inciampi…
che i folosofi avessero il loro posto
e i danzatori il loro». «Noi a volte
dissipiamo le energie in opere
stupide o inutili - ha concluso il
relatore -. I grandi libri, invece, ci
fanno capire il mondo e ci aiutano ad
avere una speranza».
Incontri Unitre Sondrio e Tirano
CIRILLO RUFFONI
A tutta cultura
Ad Ardenno
una serata sulla
multietnicità
Gli appuntamenti
di questa settimana
Morbegno
Al “Festival
pianistico” c’è
Federico Gianello
Nell’ambito del progetto “A
tutta cultura!”, e all’interno
della sezione “La cultura
dell’incontro”, sabato 12
febbraio, alle ore 20.45, presso
la Sala Consiliare del Comune di
Ardenno, si terrà un incontro
con Cheikh Mbakhe Lo che
presenterà il suo libro “Chiamami
Negro”, nel quale sono
contenuti quattro racconti e una
favola. La presentazione sarà
preceduta dalla proiezione del
videodocumentario-intervista,
realizzato da Davide Pesca
sul tema della multietnicità
in provincia di Sondrio. Info
telefonando allo 0342-662282
(Biblioteca di Ardenno) o allo
0342-614587 (Coop. Insieme).
Questi gli appuntamenti di Unitre di Sondrio nella terza
settimana di febbraio: lunedì 14, Luciano Suss, ordinario di
entomologia all’Università degli Studi di Milano, parlerà di
“Insetti ectoparassiti dell’uomo e parassitosi immaginarie”;
mercoledì 16 alle ore 16.00, ci sarà l’incontro preliminare
per il secondo ciclo di uscite con Unitre alle Terme di
Bormio (una alla settimana, giovedì pomeriggio, per
4/6 uscite con partenza alle 13.50; ci si iscrive in
segreteria entro il 23 febbraio); mercoledì 16, l’enologo
Casimiro Maule svolgerà il tema ”Il vino di Valtellina:
problematiche e prospettive di mercato”; venerdì 18, Maria
Grazia Balzarini, docente di Storia dell’Arte nei corsi di
specializzazione della Cattolica di Milano, presenterà “Marc
Chagall: la magia del quotidiano e l’anelito del divino”.
Tutte le lezioni iniziano alle ore 15.30. Due gli incontri
del periodo all’Unitre di Tirano: martedì 15 ore 15.00, il
prevosto di Tirano, don Remo Orsini, parlerà de “L’Agnello e
il libro sigillato (Apocalisse 4-8,1)”; venerdì 18 ore 15.00,
Franco Clementi presenterà e guiderà l’ascolto della prima
parte de “I Lombardi alla prima crociata di Giuseppe Verdi”.
Venerdì 11 febbraio, alle ore
21.00, presso l’Auditorium
Sant’Antonio, il Festival
Pianistico “Cittá di Morbegno”
ospiterà il secondo dei sei
concerti dedicati al pianoforte.
La stagione, promossa
dall’Amministrazione Comunale,
si avvale della direzione
artistica del Maestro Michele
Montemurro. Quattro concerti
saranno tenuti da giovani artisti
italiani di fama internazionale serie Master - e due da giovani
promesse della Provincia - serie
Giovani talenti. Protagonista è
il pianista Federico Gianello,
vincitore di concorsi nazionali ed
internazionali. Eseguirà musiche
di Schumann, Chopin e Liszt.
Sondrio Cronaca
Aler Valtellina e Valchiavenna
Tirano
Il 13 febbraio
incontro
in Oratorio
Approvato il contributo
di solidarietà del 2010
Turismo
Albergatori:
no alla tassa
di soggiorno
Domenica 13 febbraio si terrà
presso l’Oratorio di Tirano una
giornata di riflessione sui temi–
sfida suggeriti dal vescovo Diego
Coletti sul tema della qualità
della fede; della fraternità; della
riorganizzazione della comunità
cristiana. Monsignor Flavio
Feroldi, vicario episcopale per la
Pastorale, interverrà spiegando
cosa il vescovo chiede e i motivi
che hanno portato a queste
scelte. L’incontro avrà inizio con
la Santa Messa delle ore 10.30
in parrocchia. Si proseguirà nel
pomeriggio; dalle ore 14.15 con
dibattito e risposte alle domande
dei gruppi di fedeli. Concluderà
l’incontro un momento di
preghiera alle ore 17.30.
Uno stanziamento di 100mila euro per 231 famiglie di
tutta la provincia di Sondrio, con un contributo medio di
432 euro per ciascun nucleo. Sono le indicazioni giunte
dall’ente per l’edilizia residenziale pubblica di Valtellina e
Valchiavenna, che anche per il 2010 ha messo a bilancio
una cifra importante per il “contributo di solidarietà”
a favore delle famiglie che non riescono a far fronte al
pagamento del canone di locazione e dei servizi prestati.
Il fondo permette di aiutare un numero significativo di
famiglie, il 15% di tutti i nuclei assegnatari di un alloggio
Aler. Più del 50% del contributo è stato erogato a Sondrio,
dove insistono la maggior parte dei fabbricati Aler. L’ente
ha anche partecipato a un bando della Pro Valtellina per
il “sostegno alle famiglie residenti in alloggi di edilizia
residenziale pubblica sottoposte ad azione di sfratto”
per un valore di 50mila euro. Il progetto consentirà di
aiutare chi si trova in gravi difficoltà soprattutto a causa
della perdita del lavoro, con attenzione alle situazioni di
precarietà delle componenti più fragili della comunità. Se
necessario ci sarà un ulteriore stanziamento di fondi.
Tassa di soggiorno? No grazie!
Anche l’associazione albergatori
della provincia di Sondrio
afferma in maniera decisa il suo
no all’ipotesi di introduzione
di una tassa di soggiorno
inserita all’interno del Decreto
Legge sul federalismo fiscale.
«Ci auguriamo – dichiara il
presidente di Federalberghi
Sondrio Aurelio Paruscio –
che questa nuova ipotesi di
tassazione non trovi attuazione.
Si tratterebbe, infatti, di
un ulteriore elemento di
penalizzazione dell’economia
turistica di tutto il paese e
anche del nostro territorio
rispetto ad altre realtà alpine
europee».
Bandi solidali. Da Fondazione Cariplo fondi per 222mila euro
Sabato, 12 febbraio 2011
33
Notizie flash
■ Oncologia
Una nuova onlus nel
nome di Giuliana Cerretti
Venerdì 11 febbraio, presso “La Fiorida”
di Mantello, si svolge una cena di
beneficenza nel corso della quale verrà
presentata la nuova onlus “Associazione
Giuliana Cerretti” che sarà il riferimento
per l’Oncologia Medica dell’Ospedale di
Sondrio. Giuliana, paziente di questo
reparto, è stata per il giornalismo della
provincia di Sondrio una vera punta
di eccellenza. La nuova associazione
è sostenuta da pazienti, da familiari,
da operatori e da altre associazioni.
L’associazione Giuliana Cerretti nasce
dedicata a lei, ma il suo nome sarà il
simbolo che rappresenta tutti i pazienti
che sono stati curati nella struttura
sondriese. «Associare il nome di Giuliana
all’attività della nuova Onlus ci è parso
corretto – spiega il primario Alessandro
Bertolini –, in quanto nella sua vita
professionale ha svolto una intensa
attività pubblica e rimetterla in pubblico
non è motivo di offesa. Tramite il suo
nome, grazie alla disponibilità del figlio
Paolo, ricorderemo tutti i nostri cari
pazienti». Info e iscrizioni alla cena
telefonando allo 0342-680846.
■ Sondrio
Conferenza su
genitorialità e conflitti
In provincia di Sondrio
sono stati finanziati
tre progetti per iniziative
di grande interesse
F
ondazione Cariplo ha approvato
negli ultimi due mesi il sostegno
di tre importanti progetti a
Sondrio e provincia per un
importo complessivo di 222mila
euro. Marco Dell’Acqua, membro
della Commissione Centrale di
Beneficenza di Fondazione Cariplo,
e rappresentante del territorio,
ha espresso soddisfazione e ha
rinnovato l’interesse nei confronti
dei progetti più meritevoli proposti
dalle associazioni locali. I bandi 2011
saranno presentati a Sondrio venerdì
18 febbraio, dalle ore 10.00 alle ore
12.00, presso la Sala del Consiglio
della Provincia, in corso XXV aprile,
22. Per partecipare occorre registrarsi
al sito www.fondazionecariplo.it.
I tre progetti che sono stati ammessi a
contributo sui bandi 2010 sono questi.
Innanzitutto l’Associazione
Solidarietà Terzo Mondo di Sondrio,
progetto Milano-Jessore A/R, che ha
ricevuto un sostegno di 42mila euro.
Le donne delle cooperative artigiane
del Bangladesh sono consapevoli di
Solidarietà e cultura
in primo piano
aver raggiunto, attraverso il lavoro,un
livello di indipendenza altrimenti
inimmaginabile e di avere ottenuto un
posto nella società. Questo le spinge
a lottare per superare le difficoltà che
incontrano, da quando è venuto a
mancare padre Abbiati che le aveva
sostenute con la sua fiducia e la
capacità organizzativa. Occorre però
colmare le lacune emerse in questa
nuova situazione, dal punto di vista
organizzativo e gestionale, e sotto
l’aspetto produttivo. L’isolamento
culturale impedisce alle produttrici
di stare al passo con le progressive
esigenze del mercato occidentale e agli
operatori di conoscere le potenzialità
delle antiche tecniche di lavorazione.
Il progetto è stato strutturato per agire
in entrambi i contesti come ponte per
superare questa “frattura”, favorire
l’interscambio culturale ed economico
e consentire il rafforzamento delle
capacità di crescita professionale
presenti nella comunità locale.
A beneficiare del sostegno Cariplo
è anche il Comune di Ardenno,
con il progetto pilota “Recupero e
Incontrarsi
nel nome
della comune
radice di fede
cristiana
rivitalizzazione nucleo frazionale
Masino”, cui sono stati riconosciuti
30mila euro.
Infine l’Istituto Sondriese per la
Storia della Resistenza e dell’Età
Contemporanea, con il progetto
“Comunicare la famiglia ed educare
alla famiglia progetto pilota per
la divulgazione dei patrimoni
archivistici familiari presenti in
Italia”. Qui è andato il contributo più
sostanzioso: 150mila euro. Il progetto
prevede la costruzione e lo sviluppo
di un portale online che aggreghi e
permetta una fruizione integrata di
alcuni dei più importanti “archivi
di famiglia”, attualmente sparsi in
tutto il territorio nazionale per poter
divenire consultabili da parte della
collettività tutta. Si punta anche alla
comunicazione e alla divulgazione dei
contenuti e dei risultati della ricerca
sul tema dell’educazione nella famiglia
e nella scuola a partire dalle carte delle
famiglie Credaro (Valtellina), SicilianiDe Cumis (Roma-Asti), Goria (Asti)
e altri (Petronà - comunità montana
della presila catanzarese).
«Un incontro positivo dedicato
all’ecumenismo». Questo in sintesi il
giudizio che il parroco don Remo Orsini
da dell’incontro tenutosi il 16 gennaio
a Poschiavo. «È stata una cerimonia
semplice, con l’ascolto della Parola di
Dio, il sermone del pastore di Poschiavo
Antonio Di Passa e le riflessione dei
sacerdoti della valposchiavina. L’anno
scorso erano venuti da noi, quest’anno
siamo stati noi ad accettare il loro
invito». Sono momenti importanti
per i cristiani. Spiega don Orsini:
«È anche un’esigenza di confronto
sereno molto sentita; loro - cattolici
e riformati poschiavini - si trovano
già in altri appuntamenti civili e la
collaborazione è molto positiva, anche
sul piano educativo». L’opportunità
di un dialogo aperto è «vista di
buon occhio da entrambe le parti».
Il confronto tra le due confessioni è
occasione per dare risposta a domande
comuni. Si è dibattuto riguardo le
Gli “Amici della Biblioteca di Sondrio”
e la cooperativa sociale “Progetto
sogno d’aiuto” di Sondrio invitano
ad un incontro pubblico sul tema
“Genitorialità e conflitti” in programma
venerdì 11 febbraio alle ore 16.30
presso la Biblioteca civica “Pio
Rajna” in via IV Novembre a Sondrio.
Interverranno: Michele Augurio, giudice
onorario al Tribunale per i minori di
Milano, autore di “Adozione tra ragione
e sentimento”; Antonio Fatigati,
presidente dell’associazione “Genitori
si diventa”. L’ingresso è libero. Il
tema affrontato è delicato e merita un
approfondimento. «Essere genitori è
un’esperienza complessa, spesso difficile
e problematica. Incontri come questo
cercano di dare una risposta a dei
bisogni emergenti e intendono essere
un’occasione di approfondimento e di
riflessione – spiegano gli “Amici della
Biblioteca di Sondrio” –. Come sempre,
diamo ospitalità ad iniziative che hanno
come punto di partenza un libro, in
questo caso il testo del dottor Augurio.
Invitiamo tutti i genitori, i futuri
genitori, gli insegnanti e ogni persona
interessata all’argomento a partecipare
e ricordiamo che la biblioteca dispone
di molti testi in materia, utilissime
occasioni di lettura e dibattito».
■ Sondrio
Conferenza su
informazione e media
La Banca Popolare di Sondrio organizza,
venerdì 18 febbraio, alle ore 18.00,
nella sala Besta di Sondrio, un incontro
con il giornalista della Radiotelevisione
Svizzera Italiana Michele Fazioli. Tema
della serata: “Informazione in controluce.
Bellezze e insidie della rivoluzione
mediatica”.
letture commentate dal pastore Di
Passa; oggetto delle riflessioni è stata
la frase degli Atti degli Apostoli scelta
per la settimana dedicata all’unità dei
cristiani. L’occasione di dialogo ha
portato anche un gesto tangibile di
concordia rappresentato dalla comune
raccolta di fondi da destinare al
sostegno dei cristiani della Palestina.
«Sarebbe bello - conclude don Remo rendere stabile l’appuntamento».
R.W.N.
Spettacoli
34 Sabato, 12 febbraio 2011
✎ il telecomando |
Scelti per voi
Pranzo di ferragosto
Gianni ha un lavoro: occuparsi
dell’anziana madre, una
nobildonna decaduta,
capricciosa e un tantino
opprimente. Madre e figlio
vivono soli in un fatiscente
appartamento nel centro
di Roma e faticano a tirare
avanti, ricoperti di debiti come
sono. Nel bel mezzo dell’afa estiva Alfonso, l’amministratore, si
presenta alla loro porta per riscuotere quanto gli è dovuto, ma
propone a Gianni l’estinzione di tutte le spese condominiali in
cambio di un favore: ospitare la madre per la notte e il successivo
pranzo di ferragosto in modo che lui possa partire per le terme.
In seguito arriva una seconda signora, la zia di Alfonso, una
simpatica anziana con qualche problema di memoria. Gianni è
costretto, suo malgrado, a dare asilo anche a una terza “mamma
abbandonata” quando l’amico dottore gli chiede di potergliela
affidare per non lasciarla sola durante il turno di notte. In pochi
avrebbero avuto il coraggio di portare sullo schermo una storia di
“vecchiette”. Il regista fa riflettere sulla condizione dell’anziano,
troppo spesso relegato in ospizi dai propri figli.
Martedì 15 febbraio, 21.05, Rai 5
T. Z.
Domenica 13. Frontiere dello
spirito. C5, 8,50. Rivolte nel
M.Oriente e Nord Africa. Alice nel
paese delle meraviglie, It1,14,15.
Film tv per la famiglia con W.
Golberg. E.T l’extraterrestre It1,
19,00. Ottimo film di Spielberg,
Gianni Morandi, Rai Storia
21,00. Biografia. Effetto notte,
Tv200, 21,30. Rubrica di cinema.
Presa diretta, Rai3, 21,30. Le mie
prigioni, le carceri in Italia. Niente
di personale, La7, 21,30. Attualità
con A. Piroso. Speciale Tg1, Rai1,
23,35.
Lunedì 14. La nuova classe
dirigente, Rai Storia 21,00. Doc.
L’infedele, La7, 21,10. Attualità con
Gad Lerner. La caduta- gli ultimi
giorni di Hitler, Rai3, 21,05. Ottimo
film storico con Bruno Ganz.
Correva l’anno, Rai3, 23,50. Loren
e Magnani - il mito e la storia.
Martedì 15. A spasso con Daisy,
Rai movie, 17,05. Delizioso film
sulla terza età. La morte ti fa bella,
R4, 21,10. Ironico e pungente film
sulla società dell’apparire con
attrici straordinarie. Pranzo di
ferragosto, Rai5, 21,05. Commedia
italiana godibilissima sul mondo
degli anziani. Da vedere (scheda
a fianco). Filo d’oro e Mondadori,
Rai storia, 21,00. Biografie di due
realtà molto diverse.
Mercoledì 16. Superpaperissima,
C5, 21,10. Il meglio. Il petroliere,
R4, 21,10. Film drammatico con
D. D. Lewis un minatore texano
che nella ricerca del petrolio
perde ogni morale. Barry Lyndon,
Iris, 21,00. Un film di Kubrick
eccezionale, per regia, costumi,
recitazione, riprese.
Giovedì 17. Barry Lyndon, R4,
16,20. Replica del film di ieri sera.
A lunga durata, C5, 21,00. Varietà
con R. Arbore. Match point, Un
W. Allen ispirato gira un film
profondo e drammatico. Tempesta
di ghiaccio, R4,23,45. Film di Ang
Lee sui problemi all’interno di una
Un incontro per
orientarsi in TV
Al cinema:
Il discorso del re
È
Guida all’opera
Martedì 22 febbraio a Como, all’interno
del Centro Pastorale Cardinal Ferrari
si terrà un incontro dal titolo: “la TV
dai cento canali: come orientarsi”.
La serata è organizzata dalla
zona pastorale di Como centro e
dall’associazione Aiart di Como. A
guidare l’incontro sarà don Tiziano
Raffaini, vice-direttore dell’Ufficio
diocesano Cinema e Spettacolo.
L’incontro è aperto a tutti con un invito
particolare a genitori, catechiesti,
educatori ed insegnanti.
Il film inglese sta
conoscendo un grande
successo nel mondo
ma non in Italia dove
si preferiscono le
commedie nostrane.
con cui instaurerà, dopo un primo
momento di diffidenza, una profonda
relazione d’amicizia. La pellicola si affida
ad una sceneggiatura perfetta, dai dialoghi
cesellati e pieni di sottile ironia, e alla
bravura dei suoi attori, capace di dare
spessore e umanità ai personaggi che
interpretano. Il re interpretato da Colin
Firth diventa così un uomo come noi che
deve mettersi alla prova e trovare la fiducia
in se stesso. Il logopedista interpretato da
Rush è capace di tirare fuori con pazienza
e costanza, nonostante la barriera iniziale
che il reale sembra porgli, il coraggio
di un uomo che deve affrontare le sue
paure più grandi. Helena Boham Carter
interpreta un’energica Elisabetta I disposta
a tutto pur di aiutare il marito. Il film non
si avvale di effetti speciali, non ha grandi
scenari né ambientazioni, è quasi un film
famiglia. Essenziale.
Venerdì 18. Tiziano, Rai5,
20,30. Doc. C’era una volta la
guerra fredda, Rai storia, 21,00.
Documentario. Zelig, C5, 21,10.
Per fare 4 risate. Time cop indagine
dal futuro, Rai4, 21,10. Film di
Fantascienza. Il grande talk,
Tv2000, 21,40. Talk che analizza
la tv.
Sabato 19. Sulla via di Damasco,
Rai2, 10,15. Rubrica religiosa.
Tv Talk, Rai3, 14,50. Talk su
televisioni e affini. Lourdes,
Tv2000, 21,00. Fiction con
A.Gassman. Artic tale, Rai3, 21,30.
Uno straordinario documentario
della National Geographic Society.
Uibù fantasmino fifone, It1, 21,10.
Film d’animazione per famiglie. La
corrida, C5, 21,10. Varietà con F.
Insinna. L’ispettore Barnaby, La7,
21,30. Uccelli da preda. Resistenza
dimenticata, Rai Storia, 21,00.
Documentario. Tg2 dossier, Rai2,
23,35. Attualità.
Notizie flash
■ Come Centro
Candidato a 12 premi Oscar
candidato a ben 12 Oscar, tra cui i più
importanti (attore, regia, film), ma in
Italia non sta conoscendo un buon
successo di pubblico, che gli preferisce
le commedie italiane (tutte ai primi posti
del box office). Eppure “Il discorso del
re”, diretto da Tom Hooper, e interpretato
magistralmente da Colin Firth e Geoffrey
Rush è un film bellissimo, una commedia
all’inglese piena di humor e di profonda
umanità. Vi si racconta la storia vera di
re Giorgio VI, il re “balbuziente”, che si
ritrova a guidare l’Inghilterra all’inizio
della seconda guerra mondiale e deve dare
forza alla sua nazione, in quel periodo così
travagliato, attraverso i suoi discorsi alla
radio, divenuta in quegli anni il mezzo di
comunicazione più importante.
Giorgio VI prende il posto del fratello
Edoardo VIII che abdica al trono per poter
sposare l’americana pluri-divorziata Wally
Simpson, e deve affrontare la sfida più
grande della sua vita: riuscire a parlare
in pubblico, nonostante sia affetto fin da
bambino da una pronunciata balbuzie.
Aiutato dall’energica moglie (la madre
dell’attuale Elisabetta d’Inghilterra), si
affida alle cure di uno strano logopedista
australiano, dai metodi poco ortodossi,
di Tiziano Raffaini
ZONA PASTORALE COMO CENTRO e AIART - COMO
“da camera”, molto teatrale, la sua forza
sta nella capacità di raccontare una storia
in grado di emozionare, una storia che
parla di un re ma che lo presenta come se
fosse uno di noi e che ci racconta le nostre
paure, le sfide che dobbiamo, ognuno a
proprio modo, affrontare. Ci parla anche
di amicizia, un’amicizia che travalica i
ranghi sociali, e che vince su ogni etichetta
e parla anche dell’amore, che è in grado
di sostenere ognuno di fronte a delle
difficoltà. Un piccolo grande film, dunque,
che ci dimostra come al cinema serva poco
per fare un capolavoro: una bella storia,
ottimi attori, una profonda umanità. Il
cinema che parla dell’uomo e per l’uomo,
che pone al centro le sue fragilità ma che
ci mostra come si possa combatterle e
superarle, affidandosi all’aiuto degli altri.
PAOLA DALLA TORRE
organizzano
presso
Centro Pastorale “Cardinal Ferrari”
viale C. Battisti 8 - Como
martedì 22 febbraio 2011, ore 21.00
Incontro pubblico sul tema:
La TV dai
100 canali
Come
orientarsi
Guiderà l’incontro
don Tiziano Raffaini
Vicedirettore Ufficio diocesano
Cinema e Spettacolo
L’incontro, aperto a tutti, è rivolto in particolare a
genitori, docenti, catechisti, educatori
di Alberto Cima
Verdi: Oberto, conte di San Bonifacio
O
berto, conte di San Bonifacio è la
prima opera di Giuseppe Verdi
(1813-1901). E’ un dramma in
due atti composto su libretto di Antonio
Piazza rielaborato da Temistocle Solera. In
origine si trattava di un libretto intitolato
Rochester o Lord Hamilton per il quale
Verdi aveva composto la musica nel 1836,
utilizzata poi per l’Oberto, conte di San
Bonifacio. La prima rappresentazione
ebbe luogo al Teatro alla Scala di Milano
il 17 novembre 1839 e ottenne un discreto
successo. Gli interpreti della prima furono
il mezzosoprano Mary Shaw (Cuniza), il tenore Lorenzo Salvi (Riccardo), il
basso Ignazio Marini (Oberto), il soprano Antonietta Rainieri Marini (Leonora)
e il mezzosoprano Marietta Sacchi (Imelda); direttore d’orchestra Eugenio
Cavallini. Il musicologo Massimo Mila osservò: “Opera a tinte cupe, un poco
nel gusto donizettiano; ma il taglio delle scene, l’energia quasi feroce dei ritmi e
dell’orchestrazione, l’assenza di sentimentalismo arcadico, rivelano certe qualità
di concisione e d’essenzialità drammatica
che saranno solamente di Verdi”. L’azione
si svolge nel 1228 a Bassano, nel castello
di Ezzelino e zone limitrofe. Il libretto
e lo spartito furono acquistati per la
pubblicazione dall’editore Giulio Ricordi
per la somma di mille lire austriache: a quel
tempo un buon prezzo.
E’ un’opera, nel complesso, piuttosto
diseguale: alcune soluzioni evidenziano
varie ingenuità, eppure sono già ravvisabili
numerosi tratti nuovi e del tutto personali.
Non si deve dimenticare che è la prima
opera ufficiale nel catalogo verdiano ed
è stata scritta quando il musicista aveva
poco più di ventitre anni. Sicuramente
Verdi ripose in quest’opera le speranze
di una significativa affermazione e solo il
grande successo ottenuto da Nabucco, dopo
il fiasco di Un giorno di regno, lo portò a
tralasciarla per vario tempo al punto che
cadde in oblio. Solo in tempi recenti, a
seguito della rivalutazione della produzione
giovanile verdiana, anche l’Oberto tornò a
essere preso nella giusta considerazione.
Seppure possieda un livello inferiore a
quello delle opere che la seguiranno, resta
comunque una pagina ammirevole e del
tutto godibile.
Atto I: Sotto il paterno tetto (Leonora);
Non ti bastò il periglio (Oberto e Leonora);
Il pensier d’un amore felice (Cuniza e
Riccardo).
Atto II: La vergogna ed il dispetto (Riccardo,
Leonora,Cuniza e Oberto); Ciel pietoso, ciel
clemente (Riccardo); Sciagurata! A questo
lido…Senza padre, maledetta (Leonora).
Lettere e Rubriche
PAROLE
PAROLE / 77
Guazzabuglio
Composto di “guazza”, dal latino
medievale “aquacea”, che significa
“pozzanghera”, e da “bollire”, dal tardo
latino “bullire”, verbo onomatopeico, che
rende il borbottio dell’acqua che bolle.
Il Manzoni parla di “guazzabuglio del
cuore umano”, per dire che nel nostro
cuore si mescolano impulsi ed emozioni
contrastanti. In questa confusione la
ragione sceglie la soluzione che ritiene
“giusta” e decide responsabilmente,
respingendo gli impulsi contrastanti. Per
Sabato, 12 febbraio 2011 35
questo motivo mi pare grave violazione
della libertà di coscienza di ognuno
diffondere con il pettegolezzo (gossip, in
inglese) ormai invasivo nei mass-media,
quanto si è carpito dallo spionaggio
(magari dal “buco della chiave”) della
vita intima delle persone, mentre
spesso non hanno ancora concluso il
contrastato e laborioso iter verso la
scelta della posizione su cui impegnarsi
responsabilmente, di fronte a Dio ed
alla società. Conta il risultato finale,
✎ I malati e la
Lettera a Eugenia Roccella. Fondo sanitario
Vergine di Lourdes
L’aborto è malattia
o infortunio?
Riceviamo - per conoscenza e con
preghiera di pubblicazione - questa lettera inviata al Sottosegretario
di Stato al Ministero della Salute,
on. Eugenia Roccella.
C
on il presente appello faccio riferimento alla Sua sensibilità ai
temi etici, e mi permetto di scriverle per segnalarle quanto segue.
Sono un ex dipendente del San Paolo, in
pensione, e come tale da anni sono iscritto alla Cassa di Assistenza SanPaolo IMI
che, per il personale in quiescenza, si regge esclusivamente sulle contribuzioni degli iscritti, e presenta un saldo attivo, per
l’eccedenza delle contribuzioni rispetto alle prestazioni erogate. Mi giunge ora una
comunicazione con la quale mi si informa
che, senza aver interpellato in alcun modo
gli interessati, la predetta Cassa confluirà, e conferirà il proprio saldo attivo, nel
nuovo Fondo Sanitario citato. Già questa
è una decisione sulla quale si potrebbe discutere, perché a mio parere configura una
destinazione dei fondi raccolti dagli iscritti diversa da quella originaria. Inoltre, nei
principi generali si afferma che il Fondo
sostiene economicamente chi si trova ad
affrontare “eventi patologici qualificati come malattia o come infortunio” e si precisa
che, ai fini dell’accordo in oggetto, convenzionalmente, per malattia si intende “ogni
alterazione, congenita od acquisita, dello
stato di salute non dipendente da infortunio”; invece quando si va a scorrere l’elenco delle prestazioni previste compaiono delle sorprese: ad esempio si legge che
“sono equiparati ad intervento chirurgico
i seguenti trattamenti: ”… “Inseminazione
artificiale” ... e nella riga successiva si legge che “In caso di ricovero… per parto od
aborto nonché interruzione di gravidanza
volontaria” il Fondo rimborsa le spese per
onorari del chirurgo, dell’aiuto, ecc, le rette
di degenza, ecc. In un successivo paragrafo
è previsto altresì l’intervento del Fondo per
le spese conseguenti alle intossicazioni per
abuso di alcolici o uso non terapeutico di
psicofarmaci o stupefacenti. Ne consegue
che l’eventuale adesione al Fondo comporterebbe la mia indiretta partecipazione
alle spese per le prestazioni di cui sopra, e
in particolare alle spese riguardanti la genetica, che sopra ho citato, e costituiscono
una “novità” del Fondo rispetto alla prece-
Questa Parola è nel cuore
dell’inno che Paolo canta alla
bellezza della vita cristiana, alla
sua novità e libertà, frutto del
battesimo e della fede in Gesù che
ci innestano pienamente in lui, e
per lui nel dinamismo della vita
trinitaria. Diventando una persona
sola con Cristo, ne condividiamo
lo Spirito e tutti i suoi frutti, primo
fra ogni altro la figliolanza di Dio.
Anche se Paolo parla di
“adozione”, lo fa soltanto per
distinguerla dalla posizione di
figlio naturale che compete solo
all’unico Figlio di Dio.
La nostra non è una relazione col
Padre puramente giuridica come
sarebbe quella di figli adottivi, ma
qualcosa di sostanziale, che muta
la nostra stessa natura, come per
una nuova nascita. Perché tutta la
nostra vita viene animata da un
principio nuovo, da uno spirito
nuovo che è lo stesso Spirito di
Dio.
Editrice de Il Settimanale
della Diocesi Soc. Coop. a r.l.
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e amministrazione):
V.le Cesare Battisti, 8 - 22100 Como
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conto corrente postale
C
dente Cassa, che nulla hanno a che fare
con le malattie, come sono definite nelle
premesse ma anche nell’accezione comune del termine (v. dizionario Devoto Oli),
o gli infortuni, ma rispondono solo ad una
ideologia assolutamente inaccettabile per
chi intende rispettare la vita in tutte le sue
forme. L’unica soluzione, se le cose rimangono così, è quella di rifiutare l’iscrizione
al nuovo Fondo rinunciando alla relativa
copertura e gettando al vento il credito
accumulato in tanti anni di contribuzione, cui si sono contrapposte prestazioni di
minore importanza, versamenti fatti proprio al fine di garantirmi una certa copertura, che diventa sempre più importante
con l’avanzare dell’età e in considerazione
dello stato in cui versa la sanità pubblica,
specie in termini di attenzione al conforto
del paziente e dei suoi famigliari e di tempi
di attesa. In conclusione, confido che un
Suo autorevole intervento possa risolvere questa situazione che, a mio parere,
configura l’ennesima violenza morale a
carico di tutti coloro che si trovano nella
mia stessa situazione e hanno sensibilità
sui temi etici.
Lettera firmata - Como
✎ parola di vita |
«Tutti quelli che sono guidati
dallo Spirito di Dio, costoro sono
figli di Dio» (Rm 8,14)
quando ognuno di noi si esprime e
si espone pubblicamente. Il processo
che si è concluso con la decisione
può a volte, se messo indebitamente
a nudo, manifestare contrasti con
la scelta definitiva fatta, appunto,
nel “guazzabuglio” manzoniano. Ciò
non mi pare ipocrisia, che significa
consapevole e voluto contrasto tra ciò
che si afferma pubblicamente e ciò che
si è “scelto” interiormente.
ATTILIO SANGIANI
aro Direttore, Le giunga questa mia
riflessione in occasione della Giornata
del malato che si svolgerà l’11 febbraio,
in coincidenza della prima apparizione
della Vergine di Lourdes. Così sembrerà
del tutto logico volersi imbarcare in certe
esperienze e schemi che al giorno d’oggi sono
indispensabili per avvicinarsi sempre più
alla fede, specialmente quando non ce la
facciamo forse più ad andare avanti con le
nostre difficoltà emotive: subentra allora un
qualcosa di superiore a noi per proseguire
il nostro cammino di vita. Dunque, solo
chi ha fede nella Madonna di Lourdes è
consapevole di questa fragilità ed è pronto
a rifugiarsi in Lei per qualsiasi necessità
umana perchè noi, senza Dio e Maria, alla
fine ci sentiamo smarriti e non abbiamo
alcun riferimento concreto. Al sottoscritto
l’esperienza di recarmi a Lourdes per ben
tredici volte forse è servita per due diverse
motivazioni: lo scoprire il dolore degli
altri costituisce un aspetto di solidarietà
e di ampia comunione con i miei simili.
Daltronde la vita non è tutta uguale. Dentro
ogni personale esistenza vi è un rimando per
arrivare a Gesù Cristo, attraverso Maria.
GIANNI NOLI
Lettere al direttore
posta V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como
fax
031.3109325
mail
[email protected]
di Chiara Lubich
Febbraio 2011: Lo Spirito Santo introduce
nella nostra vita cristiana un dinamismo nuovo
E non si finirebbe più di cantare,
con Paolo, il miracolo di morte e
resurrezione che opera in noi la
grazia del battesimo.
«Tutti quelli che sono guidati
dallo Spirito di Dio, costoro sono
figli di Dio».
Questa Parola ci dice qualcosa che
ha a che fare con la nostra vita di
cristiani, nella quale lo Spirito di
Gesù introduce un dinamismo,
una tensione che Paolo condensa
nella contrapposizione fra carne
e spirito, intendendo per carne
l’uomo intero (corpo e anima) con
tutta la sua costituzionale fragilità
e il suo egoismo continuamente
in lotta con la legge dell’amore,
n. 20059226 intestato a:
Il Settimanale della Diocesi di Como
Redazione di Sondrio:
Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio
Telefono e Fax 0342-21.00.43
E-mail [email protected]
Stampa:
A. G. Bellavite S.r.l.
Missaglia (Lc)
Registrazione Tribunale di Como
numero 24/76 del 23.12.1976
Pubblicità:
anzi con l’Amore stesso che è stato
riversato nei nostri cuori.
Coloro infatti che sono
guidati dallo Spirito, devono
affrontare ogni giorno il «buon
combattimento della fede»
per poter rintuzzare tutte le
inclinazioni al male e vivere
secondo la fede professata nel
battesimo.
Ma come?
Si sa che, perché lo Spirito
Santo agisca, occorre la nostra
corrispondenza, e san Paolo,
scrivendo questa Parola, pensava
soprattutto a quel dovere dei
seguaci di Cristo, che è proprio il
rinnegamento di sé, la lotta contro
l’egoismo nelle sue forme più
svariate.
Ma è questa morte a noi stessi che
produce vita, così che ogni taglio,
ogni potatura, ogni no al nostro
io egoistico è sorgente di luce
nuova, di pace, di gioia, di amore,
di libertà interiore; è porta aperta
allo Spirito.
Rendendo più libero lo Spirito
Santo che è nei nostri cuori,
egli potrà elargirci con più
abbondanza i suoi doni, e potrà
guidarci nel cammino della vita.
«Tutti quelli che sono guidati
dallo Spirito di Dio, costoro sono
figli di Dio».
Come vivere allora questa Parola?
Dobbiamo anzitutto renderci
sempre più coscienti della
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presenza dello Spirito Santo in
noi: portiamo nel nostro intimo
un tesoro immenso; ma non ce
ne rendiamo abbastanza conto.
Possediamo una ricchezza
straordinaria; ma resta per lo più
inutilizzata.
Poi, affinché la sua voce sia da noi
sentita e seguita, dobbiamo dire
di no a tutto ciò che è contro la
volontà di Dio e dire di sì a tutto
il suo volere: no alle tentazioni,
tagliando corto con le relative
suggestioni; sì ai compiti che Dio
ci ha affidato; sì all’amore verso
tutti i prossimi; sì alle prove e alle
difficoltà che incontriamo…
Se così faremo lo Spirito Santo
ci guiderà dando alla nostra vita
cristiana quel sapore, quel vigore,
quel mordente, quella luminosità,
che non può non avere se è
autentica.
Allora anche chi è vicino a noi
s’accorgerà che non siamo solo
figli della nostra famiglia umana,
ma figli di Dio.
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