della diocesi di como Periodico Settimanale | Poste Italiane S.P.A. | Sped. In Abbonamento Postale | D.L. 353/2003 (Conv. In L. 27/02/2004 N° 46) Art. 1, Comma 1, Dcb Como Anno XXXV - 12 febbraio 2011 - € 1,20 Mondo 5e8 Cultura 6 7 Como Sondrio 19 Da Davos a Dakar, sul filo dell’economia I nostri bambini “filosofi”... che ci fanno pensare! “Tiene” la pesca professionale sul lago di Como La “Natività della Vergine” in mostra opo il “World EcoD nomic Forum” a Davos , il “Forum Socia- e domande dei più L piccoli interpellano anche gli adulti a farsi ono 69 i pescatori S professionisti del Lario, ed è il coregone resso il Museo ValP tellinese il prezioso dipinto sarà visibile fino le Mondiale” in Africa. Editoriale L’Unione Europea forse si muove domande e rispondere. il pesce più pescato. 29 a venerdì 8 aprile. Roma. 4 bambini morti nel rogo della baracca di Gianni Borsa L’ Unione europea ritiene fondate le aspirazioni dei popoli egiziano e tunisino, “scarica” Mubarak e sostiene l’urgenza di riforme democratiche e di libere elezioni nei due Paesi. Le titubanze non sono mancate in sede Ue, alcuni leader di Stati membri hanno espresso opinioni risultate poi “fuori dal coro”: ma infine il Consiglio dei capi di Stato e di governo dei 27, riunito il 4 febbraio a Bruxelles, si è espresso all’unanimità. Nessun appoggio esplicito a forze politiche o partiti di opposizione, né per quanto riguarda Tunisi né per il Cairo, eppure dietro le quinte la gran parte dell’Europa comunitaria punta alla stabilità dell’area mediterranea e si augura che personaggi laici e moderati possano ottenere l’appoggio elettorale e guidare i due Stati nordafricani verso una compiuta democrazia. “Il Consiglio europeo segue con estrema preoccupazione il deterioramento della situazione in Egitto”, si legge nelle Conclusioni del summit. L’Ue condanna “con la massima fermezza la violenza e tutte le persone che vi fanno ricorso e la incoraggiano”. Sottolinea “il diritto di tutti i cittadini di manifestare liberamente e pacificamente, con la dovuta protezione da parte delle autorità”. I 27 non possono tollerare alcun tentativo di limitare la libera circolazione delle informazioni e si schierano dalla parte dei giornalisti e dei difensori dei diritti umani attivi sulle rive del Nilo. Il Consiglio europeo, dopo un dibattito al proprio interno, ha quindi messo nero su bianco le frasi decisive del documento finale, affermando che tutte le parti “dovrebbero dar prova di moderazione”, “nonché dare avvio a un’ordinata transizione verso un governo che goda di ampio sostegno”; “tale processo di transizione deve cominciare adesso”. Non ci sono solo auspici e buone parole. L’Ue, per sostenere i processi di “transizione verso la governance democratica, il pluralismo, migliori possibilità di prosperità economica e di inclusione sociale e una maggiore stabilità regionale”, si impegna in un nuovo partenariato “che comporti un sostegno più efficace in futuro ai Paesi che stanno attuando riforme politiche ed economiche, anche attraverso la politica europea di vicinato e l’Unione per il Mediterraneo”. Concretamente ciò richiede la messa a punto di un “pacchetto di misure mediante le quali prestare il sostegno dell’Unione europea ai processi di transizione e trasformazione”. Pacchetto del quale è incaricata Catherine Ashton, Alto rappresentante per la politica estera Ue, che ha già preparato le valigie per un imminente viaggio che la porterà in Tunisia ed Egitto. Finalmente la solidarietà e l’appoggio europei sono in arrivo. Dolore e rabbia Sono oltre 50 i bambini Rom morti nella Capitale negli ultimi 20 anni. Dopo il piccolo Mario, deceduto nel rogo della baracca in cui viveva il 27 agosto scorso, un altro incendio la sera di domenica 6 febbraio ha distrutto le giovanissime vite di Sebastian, Patrizia, Fernando e Raul. Ce ne parla in una intervista Paolo Ciani, della Comunità di Sant’Egidio, che ha seguito da vicino la vicenda. 4 Giovani 3 A metà marzo il nuovo Catechismo verso la GMG Libretto Benedizione delle famiglie 2011 Chiesa locale 10 Una rilettura cristiana dell’Unità d’Italia Como 17 Anche Como aderisce alla Giornata del farmaco Lavena Ponte Tresa 28 Scritti in memoria di don Giorgio Quaglia Per prenotare: 031-263533 da lunedì a venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 Idee e opinioni 2 Sabato, 12 febbraio 2011 S pesso esclamiamo: “avessimo il tempo per dialogare!”. Istintivamente, nel nostro immaginario, la parola dialogo richiama il parlare e non l’ascoltare. Noi insegniamo a parlare, ed è bello; ci meravigliamo di fronte ad un bambino che inizia a parlare. Ma insegniamo ad un bambino ad ascoltare? Ci commoviamo quando lo vediamo ascoltare? Non sappiamo più ascoltare. Basta osservare un qualsiasi dibattito televisivo: tutti parlano, gli uni sopra gli altri, gli uni nonostante gli altri, ma nessuno ascolta. Si gridano le proprie presunte ragioni, ma non si ha la capacità di ascoltare le ragioni degli altri. Spesso viviamo in un quotidiano rumoroso, sottoposti ad un deliro di appelli, ad un accavallarsi di voci che apparentemente parlano, ma distolgono solo dal dialogo. Ci troviamo alle prese con i nostri stessi progetti che ci rendono ansiosi, preoccupati di che cosa fare, di che cosa dire. Se le ✎ FUORI DAL CORO | di Arcangelo Bagni Il frastuono delle parole che emargina la Parola parole hanno il sapore del vuoto, diventano la strada che porta alla menzogna praticata anche se non voluta. Allora non puoi più fidarti dell’altro, ti senti usato dall’altro per altre finalità. Tutto diventa incerto, non più nulla su cui ci si può appoggiare. E’ un clima diffuso che si avverte conversando con tante persone: il desiderio di essere ascoltati, ma raramente accade di trovare qualcuno a cui raccontare la propria storia. Anche tra i cristiani l’ascolto fa problema. Ascolto dell’uomo concreto, della sua storia, delle sue ansie e della sua voglia di una vita sensata, seppure attraversata da problemi e incertezze. Ascolto delle domande profonde che sorgono in tanti uomini e donne che vivono assieme ad essi la stupenda avventura di giorni sempre nuovi e diversi. La mancanza di ascolto genera un continuo lamento. Ecco allora i rappresentanti del “pessimismo religioso” (che non è religioso!) che nei loro documenti e nelle loro omelie predicano l’esilio di Dio, l’assenza di Dio in questo mondo perverso, un mondo che non fa spazio a Dio. E poi, come se nulla fosse, eccoli nelle chiese cantare: “I cieli e la terra sono pieni della tua gloria” e: “Che cos’è il figlio dell’uomo perché tu venga a visitarlo?”. Il Dio della Bibbia è un Dio che si ricorda dell’uomo, di ogni uomo. E non può essere assente da questo mondo. Assenza di Dio da questo mondo, o sua presenza in tempi e modi diversi dalle nostre attese? Si producono documenti su documenti, progetti e piani di lavoro per cercare di comprendere come e perché i nostri tempi sono quelli che sono. E non raramente le parole dell’uomo prescindono dall’ascolto della Parola: tanti documenti su di essa, ma poca pratica di lettura-ascolto. Mi ritorna alla mente questo aneddoto ebraico raccontato da Moni Ovadia, in una conversazione con Gabriella Caramore: «Gli ebrei decidono di non essere più ebrei, perché ne sono stanchi. Così dicono al Padre Eterno: “Non vogliamo più essere ebrei, vogliamo essere un popolo qualsiasi, siamo stufi, ne abbiamo passate troppe”. Il Padre Eterno con molta comprensione , risponde:”Va bene, va bene come dite voi; però almeno restituitemi quello che vi ho dato”. Così partono verso il cielo milioni di vagoni con tonnellate di libri, di fogli, di discorsi, di carte, finché esce la mano dell’Eterno a bloccare il carico e la sua voce ironica spiega: “Eh no, ragazzi! Un momento. Io di libri uno ve ne ho dato. Tutto il resto tenetelo voi”». Ecco, se capitasse a noi di restare solamente con il Libro, forse saremmo in grado di dire parole altre, di leggere in modo altro la storia. Sarebbe la forza della novità del Libro al quale spesso ci richiamiamo ma che non leggiamo, al quale spesso rimandiamo ma dal quale non ci lasciamo interpellare. Ci fidiamo più delle nostre carte e dei nostri documenti. E continuiamo a parlare di “assenza” di Dio… COLPO D’OCCHIO | di Piero Isola Quale “cura” per i ragazzi fragili? D ue notizie che lasciano tristezza Diciassettenne impiccatasi infinita e domande senza a scuola per una delusione risposta. A Monterotondo, di amore, sedicenne che vicino a Roma, una ragazza di 17 ha cercato la morte perché anni s’impicca nel bagno della scuola. “Mi sento inutile perché gli avevano proibito la vorrei riprendermi e star bene, ma Playstation... e quel diario non posso. Vorrei solo capire perché tutto questo? Perché a me?”: l’ultimo di Anna Frank messaggio, su Facebook, alla sua decisioni da parte dei giovani. I migliore amica. E, in una lettera ai genitori, il motivo nostri ragazzi sono fragili. Noi li abbiamo fatti diventare del suo gesto: “Mi ammazzo perché lui mi ha lasciato così. Noi e il benessere, la troppa libertà, le comodità, per un’altra”. A Novoli, in quel di Lecce, un ragazzo di 16 la disponibilità di tutto. Pochi giorni fa è stato celebrato anni si spara all’addome con la pistola del padre perché il Giorno della memoria, in ricordo della Shoah. Tra le a casa gli avevano proibito di giocare alla Playstation. Ne vittime di quella tragedia è stata ricordata anche in molte era diventato dipendente. Non si è ucciso per miracolo, scuole Anna Frank. Mi domando quanti giovani abbiano è grave all’ospedale. Notizie come queste non sono le letto, veramente e bene, il suo Diario. Un suggerimento? prime e neppure le ultime. Gli psicologi “spiegano” senza Regaliamolo ai nostri ragazzi. Sì, d’accordo, si potrebbe spiegare, i commentatori e il popolino (per dire tutti noi) cinicamente osservare che Anna Frank non poteva si pongono le solite, banali domande: “Si può decidere avere gli stessi problemi delle ragazzine d’oggi. Ma di morire a 16, 17 anni, o anche prima, per le prime pene sicuramente aveva altri problemi: la mancanza di libertà; d’amore, perché lui o lei ti ha lasciato? Perché ti hanno le privazioni alimentari, a malapena mitigate dalle tolto la Playstation? Sì, evidentemente si può. Per questi patate rancide e dalle bucce dei piselli; l’impossibilità di e altri motivi che agli occhi di quanti, adulti, ne hanno vivere un’esistenza normale come tante sue coetanee; passate di ben più gravi e terribili, possono apparire i fastidi di quella forzata clausura; la minaccia che cosucce risibili, inezie. E ogni volta i consigli e le analisi venisse scoperto l’alloggio segreto. Eppure, scriveva nel si sprecano. La fragilità, soprattutto, è al primo posto tra 1944: “È un gran miracolo che io non abbia rinunciato le cause individuate alle quali addebitare queste estreme a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde Aforismi ■ Gómez Dávila Se Dio fosse il punto d’arrivo di un ragionamento, non sentirei alcuna necessità di adorarlo. Ma Dio non è solo la sostanza di ciò che spero, è anche la sostanza di ciò che vivo. Nicolás Gómez Dávila (Cajicá 1913 - Bogotá 1994) Scrittore e aforista colombiano In margine a un testo implicito, Adelphi 2001, pagina 47 V e li ricordate i 33 minatori cileni rimasti per 70 giorni ad oltre 600 metri di profondità, nel ventre della terra? Quando il mese di agosto si avviava al termine cominciarono le perforazioni della speranza, e, in anticipo sulle previsioni dell’operazione di salvataggio, il 9 ottobre la capsula raggiunse i minatori e cominciò a riportarli in superficie. Salvi tutti e 33. Una bella notizia, che fece gridare di gioia il mondo intero. Che ne è stato di loro, dopo quel 13 ottobre 2010 che li ha immortalati, insieme, alla luce del sole? Uno di loro l’abbiamo visto cantare su Raiuno la notte di Natale, e aveva già corso la maratona di New York, e qualche giorno dopo avrebbe fatto una cappatina a Memphis per un pellegrinaggio nei luoghi di Elvis Presley. E il lavoro? Sembra che i 33 minatori abbiano ottenuto una indennità di malattia al posto dello stipendio, e qualcuno ha ✎ Corsivo | e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui saranno forse ancora attuabili”. Che i nostri ragazzi, venuti su fragili, possano leggere e comprendere il messaggio lasciatoci da questa ragazzina gracile nell’aspetto ma forte nella sostanza, e rendersi conto che i loro problemi, il più delle volte, sono al confronto un nonnulla. Un nonnulla che non merita la rinuncia alla vita. Quella vita che in Anna altri hanno deciso di spezzare. Non lei, che voleva, semplicemente, vivere. Nonostante tutto. di Agostino Clerici “Los 33”: storia di minatori diventati... famosi pensato bene di usare della celebrità ottenuta per andare su e giù per il mondo. Ed ora, unitamente a Edison Peña, altri dieci minatori rischiano di perdere il sussidio, che avrebbe dovuto servire a risanare il corpo e la mente, e che imponeva loro controllo medici regolari., a cui invece si sono sottratti... per troppi impegni di rappresentanza: studi televisivi Cnn ad Atlanta, partita del Real Madrid, Hollywood, Disney World. Con tanto di familiari al seguito. Insomma una gallina dalle uova d’oro, da sfruttare finché si può, sino a quando, almeno, il jet set e il circo mediatico decideranno che il reality di Atacama paga. Quattro mesi sono passati e sembrano già tanti, eppure c’è chi si è trasferito di casa per essere più vicino alle telecamere e chi riceve inviti per conferenze in cui raccontare come si affrontano le avversità della vita. Viene da domandarsi: è il modo migliore per godersi il sussidio? Non è che i minatori cileni hanno imboccato la strada della ben nota “ubriacatura” da star inaspettate e improvvisate? Dopo i 10.000 dollari donati da un miliardario cileno a ciascuno dei mineros, ora sembra che siano in arrivo i diritti d’autore per libri e articoli, e una sceneggiatura di film sulla vicenda. Eppure tutto il mondo li aveva osannati come lavoratori tenaci, come uomini non patinati. Forse tornare in miniera era chiedere troppo, ma non era il caso di rimettersi a lavorare, diffondendo l’immagine di uomini veri che, di ritorno dall’inferno, vincono le sirene di malsicuri paradisi terrestri? Una pizza con gli amici e una vacanza con la famiglia ci stanno, ma ora i minatori si sono trasformati - non si sa fino a quando - in globetrotter della fama. A dire il vero uno dei 33, il boliviano del gruppo, Carlos Mamani, se ne è tornato nella sua baracca di periferia, senza acqua e fognature, e si è visto rifiutare dal municipio di Copiapò l’assegnazione di un terreno per costruirsi una casa decente. Peccato. Quella richiesta era giusta. Vedete in che mondo viviamo? All’unico che, dopo essere stato sottoterra, voleva tenere i piedi per terra, hanno detto di no. Attualità Sabato, 12 febbraio 2011 3 ✎ Così il Papa... ● A metà marzo la pubblicazione di YouCat in 13 lingue ● Con la premessa di Benedetto XVI, è il testo per la GMG 2011 ● Intervista a Manfred Lütz, uno degli ideatori del catechismo La fede spiegata ai giovani P erché un giovane che va alla GMG dovrebbe aprire YouCat… «La Giornata mondiale della Gioventù non è solo un evento fatto di sentimenti e di emozioni, ma è anche un’occasione per i giovani per apprendere la fede della Chiesa. Il Santo Padre spesso ripete che “è importante conoscere la fede della Chiesa”, ma occorre una «porta» al catechismo della Chiesa cattolica e questo è YouCat. Il compendio era stato già dato ai giovani alle GMG di Colonia o di Sidney, ma i giovani avevano difficoltà nel comprenderlo perché poco adatto a loro. Un giovane non si chiede, ad esempio, se “ la Madonna è l’icona escatologica della Chiesa”... Incentivati da questa costatazione, abbiamo iniziato a lavorare con 50 giovani per capire quali erano le domande che loro si pongono e con l’aiuto di qualche teologo si sono date delle risposte e delle spiegazioni in un modo, in un linguaggio più vicino a quello dei ragazzi. YouCat dà rilevanza anche all’aspetto visivo, attraverso disegni, foto ecc. ma allo stesso tempo, i giovani vi troveranno tutta la fede della Chiesa cattolica» non è possibile?” ed è importante dare una spiegazione, non solo in modo formale ma anche con delle argomentazioni» Giovani di che età sono stati coinvolti fattivamente nell’ideazione? «Dai 14 anni ai 20 anni circa e YouCat ha anche un po’ questo linguaggio, anche se non è esclusivo dei giovani, perché penso che sia uno strumento adatto anche agli adulti che spesso possono avere qualche problema nella lettura del compendio che è più teorico» Città nuova ha accolto una sfida coraggiosa… «Penso che YouCat diventi un bestseller. In Germania avrà una distribuzione ampia, si prevedono 300.000 copie, e altrettanta importanza avrà in Italia. Uno strumento utile anche per la preparazione alla prima comunione, della confermazione, per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole e per gli eventi legati ai giovani. Oggi viviamo in una società che non è più cristiana, Mi faccia un esempio di domanda che è stata fatta dai giovani a proposito della fede... «Una domanda che i giovani si pongono è: ”perché la sessualità prima del matrimonio per un cattolico ma che si configura come una società “secolare” e YouCat ha le risposte a questi quesiti. Un testo importante perché è l’età dai 14 ai 20 anni quello in cui si sviluppano le decisoni nell’ambito della fede» Penso che lei per professione abbia maturato una grande esperienza nel conoscere l’animo umano. Ho visto che oltre alla parte dottrinale del catechismo avete scelto di accompagnare il testo dando la parola ai testimoni. Perché? «È importante che un testo della fede della Chiesa sia un testo teorico, ma abbiamo raccolto anche citazioni di santi, di filosofi, anche non cristiani che rivestono di “carne queste ossa” perché i giovani possano vedere quanto la fede sia penetrata nell’umanità e nella storia» A proposito della testimonianza. Il papa insiste molto nella prefazione sul fatto che i giovani comincino a studiarlo, a leggerlo con gli amici anche attraverso i networks.Le sembra utopico? «No, penso che la prefazione del Santo Padre dica una cosa molto importante. Il papa ha accompagnato questo progetto fin dagli inizi con parole molto incoraggianti. Spero che molti giovani accolgano questa sfida leggendo questo testo e trovare occasione poi per spiegare la fede ai loro coetanei e ai propri genitori». A guardarlo sembra un libro di quelli che porteresti tranquillamente per una lettura sul treno, eppure, come dice papa Benedetto XVI nella premessa: «un romanzo criminale è avvincente perché ci coinvolge nella sorte di altre persone, ma che potrebbe essere anche la nostra; questo libro è avvincente perché ci parla del nostro stesso destino e perciò riguarda ciascuno di noi». Si tratta di YouCat, acronimo di Youth Catechism. Uno strumento di 300 pagine creato e pensato “da e per” i giovani che vogliono approfondire la fede della Chiesa. Nato nell’ambito della Conferenza episcopale austriaca, il lavoro ha avuto la supervisione del cardinale di Vienna Christoph Schönborn, coinvolgendo teologi, esperti di catechesi e un gruppo di cinquanta giovani. Tredici le lingue in cui verrà pubblicato, il testo verrà “Youth Catechism”, nello zaino e... nel cuore accompagnato dalla premessa di papa Benedetto XVI - di cui abbiamo offerto uno stralcio in anteprima -, riunendo idealmente nella condivisione della propria fede i giovani di diverse culture e di diverse parti del mondo. L’editrice Città nuova è coinvolta in prima fila in questo grande progetto per la traduzione e la pubblicazione italiana, disponibile da marzo e che avrà, la supervisione del card. Angelo Scola. Uno strumento agile che andrà, per le principali lingue, nella “sacca del pellegrino”, dei giovani che prenderanno parte alla GMG di Madrid dal 16 al 21 agosto 2011. Il volume, dalla copertina di colore giallo ed una “Y” composta da croci di diverse fogge, è suddiviso al suo interno in quattro sezioni: «Che cosa crediamo»; «La celebrazione del mistero cristiano»; «La vita in Cristo» e «La preghiera nella vita cristiana». Una sfida alla diffusa opinione che troppo spesso considera i giovani ovattati dalla superficialità e intorpiditi dalla modernità. Sono in molti, invece, i ragazzi che si interrogano sulla ricerca autentica di un senso delle vita, sulla fede, e conoscere può aiutare a restare saldi e ad avere forza di fronte alle sfide del tempo: «dovete conoscere quello che credete – continua Benedetto XVI nella premessa -; dovete conoscere la vostra fede con la stessa precisione con cui uno specialista conosce il sistema operativo di un computer». A questo proposito abbiamo intervistato Manfred Lütz, medico psichiatra, membro della Pontificia accademia per la vita, del Pontificio consiglio per i laici, consultore della Congregazione per il clero e tra gli ideatori di YouCat. a cura di Mariagrazia Baroni e Maddalena Maltese - www.cittanuova.it Ecco uno stralcio della prefazione che Benedetto XVI ha scritto per il Catechismo dei Giovani. (...) Devo confessare che anche oggi mi sembra un miracolo il fatto che questo progetto alla fine sia riuscito. (...) Come prima cosa si dovette definire la struttura del libro: doveva essere semplice, perché i singoli gruppi di autori potessero ricevere un compito chiaro e non dovessero forzare in un sistema complicato le loro affermazioni. È la stessa struttura di questo libro; essa è tratta semplicemente da un’esperienza catechetica lunga di secoli: che cosa crediamo / in che modo celebriamo i misteri cristiani / in che modo abbiamo la vita in Cristo / in che modo dobbiamo pregare. (...) Alcune persone mi dicono che il catechismo non interessa la gioventù odierna; ma io non credo a questa affermazione e sono sicuro di avere ragione. Essa non è così superficiale come la si accusa di essere; i giovani vogliono sapere in cosa consiste davvero la vita. Un romanzo criminale è avvincente perché ci coinvolge nella sorte di altre persone, ma che potrebbe essere anche la nostra; questo libro è avvincente perché ci parla del nostro stesso destino e perciò riguarda da vicino ognuno di noi. Per questo vi invito: studiate il catechismo! Questo è il mio augurio di cuore. Questo sussidio al catechismo non vi adula; non offre facili soluzioni; esige una nuova vita da parte vostra; vi presenta il messaggio del Vangelo come la “perla preziosa” (Mt 13, 45) per la quale bisogno dare ogni cosa. Per questo vi chiedo: studiate il catechismo con passione e perseveranza! Sacrificate il vostro tempo per esso! Studiatelo nel silenzio della vostra camera, leggetelo in due, se siete amici, formate gruppi e reti di studio, scambiatevi idee su Internet. Rimanete ad ogni modo in dialogo sulla vostra fede! Dovete conoscere quello che credete; dovete conoscere la vostra fede con la stessa precisione con cui uno specialista di informatica conosce il sistema operativo di un computer; dovete conoscerla come un musicista conosce il suo pezzo; sì, dovete essere ben più profondamente radicati nella fede della generazione dei vostri genitori, per poter resistere con forza e decisione alle sfide e alle tentazioni di questo tempo. Avete bisogno dell’aiuto divino, se la vostra fede non vuole inaridirsi come una goccia di rugiada al sole, se non volete soccombere alle tentazioni del consumismo, se non volete che il vostro amore anneghi nella pornografia, se non volete tradire i deboli e le vittime di soprusi e violenza. Se vi dedicate con passione allo studio del catechismo, vorrei ancora darvi un ultimo consiglio: sapete tutti in che modo la comunità dei credenti è stata negli ultimi tempi ferita dagli attacchi del male, dalla penetrazione del peccato all’interno, anzi nel cuore della Chiesa. Non prendete questo a pretesto per fuggire il cospetto di Dio; voi stessi siete il corpo di Cristo, la Chiesa! Portate il fuoco intatto del vostro amore in questa Chiesa ogni volta che gli uomini ne hanno oscurato il volto. “Non siate pigri nello zelo, lasciatevi infiammare dallo Spirito e servite il Signore” (Rm 12, 11). Quando Israele era nel punto più buio della sua storia, Dio chiamò in soccorso non i grandi e le persone stimate, ma un giovane di nome Geremia; Geremia si sentì investito di una missione troppo grande: “Ah, mio Signore e mio Dio, non riesco neppure a parlare, sono ancora così giovane!” (Ger 1, 6). Ma Dio non si lasciò fuorviare: “Non dire: “Sono ancora così giovane”. Dove ti mando, là tu devi andare, e quello che io ti comando, quello devi annunciare” (Ger 1, 7). Italia 4 Sabato, 12 febbraio 2011 L’amministratore delegato ha dato ad intendere che la Fiat potrebbe trasferire la sua sede a Detroit Marchionne e quel suo... parlare a metà! D iavolo d’un Marchionne. Cento ne fa e cento ne pensa. Quelle che pensa poi le dice: a metà. E qui è il problema. Non lo capiscono, perché parla a metà. Sembra che ci provi gusto, con questa sua tattica, a provocare dopo ogni sua dichiarazione le inevitabili richieste di chiarimenti da parte di politici, sindacalisti, amministratori locali, industriali e giornalisti. Se in tanti – comuni mortali – non lo capiscono di primo acchito, è la prova provata che siamo in presenza di un genio. Incompreso, come tutti i geni. Puntuale anche questa volta, parlando in una tavola rotonda a San Francisco, Marchionne ha dato a intendere che nel giro di due o tre anni, dopo la fusione con la Chrysler, la Fiat potrebbe trasferire armi e bagagli a Detroit, lasciando in asso, per non dire con un palmo di naso, Torino e i torinesi, l’Italia e gli italiani. Probabilmente, anzi quasi sicuramente, le cose non stanno proprio così, ma è quanto hanno ✎ Triste record I n Italia record di giovani senza lavoro. Un titolo che non vorremmo mai scrivere in nessun giornale. Purtroppo fotografa la realtà. Quasi il trenta per cento, precisamente il ventinove, dei nostri giovani dai 15 ai 24 anni è disoccupato. Un dieci per cento in più della media europea. Eppure siamo sotto di almeno un punto relativamente alla situazione europea degli adulti senza una occupazione. Significa che il lavoro è tenuto stretto dal mondo degli adulti che non riescono a procurarlo alle giovani generazioni. Di fatto quasi uno su tre dei nostri giovani sta tutto il giorno con le mani in mano. Eppure chiunque abbia una attività imprenditoriale ogni giorno riceve sul suo tavolo o sul desk del suo computer domande e curricoli di giovani che hanno un diploma, una o anche due lauree, più master, conoscenze di più lingue, e spesso tanti lavori fatti, di tutti i tipi, pur di raggranellare qualche soldino. Il paradosso è che la società italiana ed europea è una comunità vecchia. Non riesce neppure a soddisfare il cosiddetto rimpiazzo generazionale. L’immigrazione, prima ancora che un bisogno dei popoli poveri, è una nostra necessità. Ma proprio perché siamo una società di anziani, i timori per i nuovi arrivati - indispensabili in moltissimi lavori - sono più consistenti. Si dirà che i giovani non accettano alcuni lavori più umili. Che sono un po’ “bamboccioni” per un surplus di protezione da parte di mamme e papà. Non è falso. Ma qualcuno dovrebbe spiegare loro perché il mondo adulto insiste che la nostra è la società del “know how”, cioè della conoscenza. Eppure dopo che hanno acquisito una montagna di diplomi e abilitazioni non sappiamo dove occuparli. Tutti i supplementi “Lavoro” dei quotidiani rivelano pagina dopo pagina che i giovani, che si affacciano sul mercato del lavoro, sono chiamati ad una sorta di quadratura del cerchio. È richiesta un’esperienza di due o tre anni nel settore d’attività. Conseguenza: niente lavoro senza esperienza, niente esperienza senza lavoro. Ma non basta. Anche quando si riesce ad entrare in un ciclo produttivo si viene assunti in forma precaria. Le aziende, soprattutto in questa situazione di mercati volatili e difficili, chiedono flessibilità. Ma la flessibilità poi si cronicizza come certe malattie. E come una infezione si diffonde nella vita. Così precari diventano gli affetti. Provvisorie diventano le unioni. Ma esse stesse, le convivenze, si cronicizzano per diventare nell’instabilità del posto di lavoro l’unica stabilità. Ecco, allora, i dati allarmanti sull’istituto familiare, il matrimonio, troppe volte in disuso tra le giovani generazioni. Ovviamente il fattore lavoro incide insieme ad altri fattori di tipo sociale, valoriale, educativo. A questo punto l’interrogativo sull’assenza e precarietà del lavoro riguarda impresa e politica, società e religione. Quale futuro si prepara per i nostri popoli? Non stiamo rottamando i nostri figli? Spegnendo la speranza? Non sono domande pessimiste. Sono reali. Sottovalutate. Nel nostro “vecchio” Continente. Bruno Cescon, direttore ‘Il Popolo’ (Concordia-Pordenone) capito o creduto di capire in molti qui in Italia, e non soltanto i più prevenuti nei confronti dell’amministratore delegato della Fiat e delle sue strategie (leggi Fiom e Cgil). Di qui, ancora una volta, le perplessità e le richieste di chiarimenti per conoscere l’esatto contenuto del pensiero marchionniano o, per lo meno, la sua parte (la metà) rimasta recondita. Ora è annunciato prossimo un incontro con Berlusconi – si attende il ritorno di Marchionne dall’America e sembra che l’incontro con il Governo avverrà sabato 12 febbraio – e non solo: ci saranno anche i ministri Tremonti, Romani e Sacconi e il sottosegretario Gianni Letta. Vedremo se tutti costoro riusciranno a chiarire e capire le intenzioni dell’amministratore delegato Fiat. Al quale, tra l’altro, si rimprovera di passare più tempo in America che in Italia e di guardare troppo a Detroit. Insomma, si sarebbe calato perfettamente nei panni del personaggio della celebre canzonetta di Carosone “Tu vuo’ fa l’americano”. Il fatto è che, arrivando al sodo e parlando in soldoni, forse Marchionne dal suo punto di vista di manager genio dalle larghe e innovative vedute, qualche ragione ce l’ha. Il mercato americano sta tirando e vende; quello europeo non promette bene, con l’Italia in ulteriore calo. Tutto qui. Però, la gloriosa Fiat, a parte ogni altra considerazione, non può trasformarsi di punto in bianco in Fabbrica Italoamericana Automobili Detroit. Sarebbe un tradimento, anche della sigla. P.I. Tragedia campo Rom. 4 bambini morti nel rogo della baracca Strage degli innocenti S ono oltre 50 i bambini Rom morti distrutto in umanità rispetto agli zingari, Il racconto di mons. nella Capitale negli ultimi 20 anni. rispetto ai rom. Perché il problema è che L’ultimo è stato il piccolo Mario, se ancora si può vivere così, è perché Giancarlo Perego morto nel rogo del 27 agosto per troppi anni si è seminato antipatia, scorso che ha distrutto la baracca in cui spesso odio rispetto a queste (Migrantes) e l’intervista disprezzo, viveva nel campo abusivo della Magliana. popolazioni. La famiglia che ha perso Oggi a questi 50 bambini, vanno aggiunti i 4 bambini, sta in Italia da 10 anni ed a Paolo Ciani i nomi di Sebastian, 11 anni, Patrizia è stata sgomberata 30 volte da diversi 8, Fernando 5 e Raul, il più piccolo, 4 insediamenti. Si è trovata a vivere in un (Sant’Egidio): anni. Sono morti carbonizzati quando accampamento di poche baracchette un incendio è divampato alle 21.30 nascoste tra la via Appia e Tor Fiscale. È “muoiomo i bambini di domenica 6 febbraio nella baracca normale, allora, che vivendo in situazione di abusiva dove dormivano. La tragedia miseria e precarietà, tragedie come queste perché sono i più indifesi” è avvenuta proprio nel giorno in cui la possano accadere. Ora il problema non è Chiesa celebrava la Giornata per la vita. trovare di chi sia la colpa. È chiaro che in Questo dramma, commenta mons. Giancarlo Perego, direttore situazioni estreme possano accadere cose simili”. generale della Fondazione Migrantes, diventa “un nuovo appello per la tutela della vita di ogni persona e in ogni famiglia, anche C’è una proposta percorribile? di chi arriva da un altro Paese europeo o è di una minoranza che “Ad un mese dalla morte del piccolo Mario, il bambino Rom non è ancora riconosciuta. Mentre, come Migrantes, siamo vicini morto bruciato questa estate sempre a Roma, la Comunità di a Mircea ed Elena, il papà e la mamma dei piccoli, la speranza Sant’Egidio ha organizzato in sua memoria una veglia di preghiera ci fa chiedere un impegno maggiore per riconoscere i diritti e durante la quale abbiamo ricordato i nomi di tutti i bambini la cittadinanza a chi vive nelle nostre città, impegnandoci in morti in questi anni nei campi, bruciati, o per il freddo o per una cura maggiore perché il minimo vitale sia garantito a tutti e incidenti. Si tratta di una vera e propria strage degli innocenti a soprattutto i minori siano tutelati”. Alcuni banchi di una scuola cui oggi aggiungiamo i 4 bambini morti nella notte a Roma. Si di Roma, aggiunge mons. Perego, oggi “non avranno quattro sente l’urgenza di fare cose concrete, smettere intanto di pensare scolari”. I rom in Italia sono una “piccola città”: 150 mila persone, che queste siano popolazioni nomadi la cui collocazione sono metà dei quali minori e cittadini italiani. “Non si può costruire e i campi. Bisogna piuttosto cominciare a fare una politica seria celebrare l’Unità d’Italia escludendo dalla nostra cura, dai nostri d’inserimento abitativo di lungo termine. Questa è l’unica strada. piani – conclude mons. Perego – un tassello della nostra storia e Di fronte ad altri 4 morti, bisogna dire basta”. del nostro Paese”. Abbiamo raggiunto Paolo Ciani, responsabile del settore Rom e Sinti della Comunità di Sant’Egidio. Perché muoiono sempre i bambini? Muoiono i bambini, perché sono i più indifesi, sono i più Come è andata? piccoli, sono quelli che meno sanno difendersi in situazione di “Una grande tragedia. Di fronte a quattro bambini che pericolo. I bambini – in questa ultimissima tragedia – stavano muoiono bruciati la prima cosa che bisogna fare è tacere, dormendo nella baracca al momento dell’incendio e non sono stringersi attorno ad una famiglia così fortemente provata e riusciti ad uscire, a buttarsi fuori. Bisogna però dire anche che provare anche la vergogna di una città come Roma dove ancora se è vero che in situazioni tragiche muoiono sempre e di più i nel 2011 si può morire bruciati in baracca. Senza con questo bambini, purtroppo è altrettanto vero che muoiono anche gli moltiplicare le parole in polemiche spesso sterili e strumentali”. altri. Sono situazioni talmente misere per cui anche la speranza di vita si abbassa tantissimo. Si muore giovani rispetto alla Che fare? media perché si vive male e in condizioni di precarietà. Magari “Credo che ci dobbiamo tutti domandare che cosa in questi fa meno notizia ma la realtà è questa”. anni la nostra società e la nostra cultura hanno costruito e a cura di MARIA CHIARA BIAGIONI Europa svizzera Sabato, 12 febbraio 2011 5 irlanda austria francia turchia Una monaca poetessa al servizio di Dio Santa Brigida di Kildare, patrona di carità Garantire un’assistenza palliativa qualificata per tutti Vincent Fauvel, nuovo responsabile per i media Ad oltre sei mesi dal brutale omicidio di mons. Padovese ”Vivere alla presenza di Dio - ora e per sempre”. Così la Conferenza episcopale svizzera in una nota diffusa il 2 febbraio, Giornata per la vita consacrata. intitola il proprio omaggio a suor Hedwig (Silja) Walter, monaca benedettina morta il 31 gennaio all’età di 91 anni nel convento di Fahr. Il 1° febbraio, memoria liturgica di santa Brigida di Kildare patrona d’Irlanda, l’Irish Chaplaincy in Britain (ICB), charity che offre servizi e assistenza in Gran Bretagna agli emigranti irlandesi più poveri e a rischio emarginazione, ha deciso di adottare la Santa, vissuta probabilmente tra il 452 e il 525 d.C., come sua patrona. Incrementare l’assistenza palliativa: è quanto chiede l’hospice della Caritas Socialis di Vienna. “Poter morire in pace e con dignità, in un reparto di cure palliative, un hospice, a casa o in un ospizio, è un diritto umano”, ha affermato il 27 gennaio Robert Oberndorfer, direttore dell’organizzazione. Vincent Fauvel è, dal 1° febbraio 2011, responsabile delle relazioni con i media, affincando nell’incarico il vescovo Bernard Podvin, segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale di Francia. Lo ha nominato il Consiglio permanente della Cef. Nato nel 1959, è sposato ed è padre di 4 bambini. “Non si hanno notizie circa un eventuale processo all’omicida di mons. Padovese. Magari le indagini stanno andando avanti ma non sappiamo nulla. Murat Altun è stato mandato ad Istanbul per una controperizia medica. Aspettiamo di sapere”. A fare il punto sulla vicenda è padre Domenico Bertogli, parroco di Antiochia. n ue - mo do “World Economic Forum” di Davos - 26/30 gennaio 2011 Le stesse preoccupazioni dei palazzi delle istituzioni europee D alle nevi della località alpina svizzera di Davos ai palazzi delle istituzioni Ue di Bruxelles: molti chilometri di distanza, ma le medesime preoccupazioni per l’economia mondiale e continentale. Dall’Unione europea si raccolgono, almeno a parole, i segnali d’allarme. L’appuntamento annuale di Davos ha visto la consueta carrellata di big della politica, dell’economia, delle imprese. Aumentano gli squilibri planetari, si affacciano sulla scena nuovi competitori (Mozambico, Uganda, Vietnam, Uzbekistan, America latina…), che vedono consolidare il Prodotto interno lordo senza peraltro accrescere la distribuzione delle ricchezze fra la popolazione. Lo sguardo è a tutto tondo: la finanza, le fonti energetiche e il prezzo del petrolio, le riforme di sistema per ammodernare lavoro, welfare, pensioni. Intervengono i principali leader europei: la tedesca Angela Merkel (politicamente in cima a una Germania che è tornata a correre), il francese Nicolas Sarkozy, il britannico David Cameron. Ognuno ha la propria ricetta, ma tutti convergono nel sottolineare la necessità della stabilità finanziaria e di prevenire nuove possibili crisi, l’urgenza di affrontare i debiti pubblici che bloccano la crescita e di rafforzare il mercato interno e la partnership con gli Stati Uniti. Si torna a Bruxelles e la musica è la stessa. Si affrontano i nodi dell’energia, delle materie prime, della ricerca; il fondo di stabilità finanziaria (ribattezzato “salvastati”) da potenziare, le agenzie per il controllo macrofinanziario da rendere efficaci, il “semestre europeo”, appena avviato, inteso a promuovere un risposta dell’Ue e dei Paesi aderenti alla crisi economica e finanziaria: per questo è stato invitato il presidente della Banca centrale europea, JeanClaude Trichet. La discussione preparerà il prossimo summit di marzo, interamente dedicato all’economia. “L’energia e l’innovazione sono elementi essenziali per lo sviluppo economico e il rilancio dei nostri mercati” pesantemente provati dalla crisi. José Manuel Barroso ha ribadito, alla vigilia del Consiglio europeo, alcune osservazioni sulla situazione, insistendo sulla perdita dei posti di lavoro e sulle pesanti realtà debitorie di vari Paesi. Ma ha cercato anche di “guardare avanti”, di individuare una “strategia di uscita”, come va predicando da mesi. “Energia e innovazione sono anche i campi in cui il livello comunitario può costituire un valore aggiunto”: per questo occorre concordare azioni “e muoversi a livello di Ue”. Vanno individuati per Barroso - “obiettivi concreti e realizzabili. Ad esempio sul piano Il World Economic Forum svoltosi a Davos dal 26 dell’approvvigionamento al 30 gennaio 2011 punta l’indice sugli squilibri dei energetico dobbiamo mercati, sui pesanti debiti nazionali che frenano lo approfondire la nostra sviluppo dell’Occidente, sulla crescita irruenta ma collaborazione, come disomogenea e sregolata dei Paesi perennemente “in indica il Trattato di via di sviluppo”. Nel mondo si accentuano anche le Lisbona” e bisogna diseguaglianze sociali e la povertà, cui si guarda con scommettere “sulla preoccupazione: troppi Stati - lo ricordano i casi di dimensione esterna Tunisia ed Egitto - corrono il rischio di “esplodere”. della politica energetica” per essere “più forti” sui mercati definiti. Fra questi Van Rompuy indica mondiali. Ma il politico la sicurezza energetica: “Da un lato, portoghese non ha trascurato di citare essa richiede il rapido completamento il risparmio e l’efficienza energetica, di un mercato interno interconnesso. annunciando un “piano d’azione”. Dobbiamo discutere le implicazioni A proposito dell’innovazione ha di questo obiettivo, sia in termini di affermato: “Siamo già in emergenza. regolamentazione sia di infrastrutture L’Ue è in ritardo sul piano della ricerca fisiche. D’altra parte, la sicurezza e delle nuove applicazioni tecnologiche. energetica è determinata anche dai Nonostante il difficile periodo nostri rapporti con i partner chiave”. finanziario, dobbiamo aumentare gli Il presidente indica una riflessione investimenti”. doverosa sulle relazioni con la Russia. Il Consiglio si deve poi soffermare sulla SIR EUROPA Segnali d’allarme reale coordinamento delle politiche economiche e di bilancio. Si tratta di punti posti all’ordine del giorno del summit del 4 febbraio, inizialmente convocato per trattare solo di energia e innovazione, salvo poi ricalibrare l’attenzione sulle urgenze imposte dalla cronaca, con una priorità per le rivolte popolari in nord Africa. Energia, economia e innovazione sono comunque rimasti - accanto alla politica estera - i tre temi fondamentali attorno ai quali ruota il Consiglio europeo, straordinariamente fissato a inizio febbraio. La lettera di invito ai 27 capi di Stato e di governo Ue, spedita dal presidente Herman Van Rompuy, segnala che sul “futuro orientamento della nostra politica energetica” è già stato compiuto “un grande lavoro di preparazione”, ma alcuni aspetti essenziali devono essere Università in Europa. I lavori del Congresso europeo di Monaco (27-30 gennaio 2011) In realtà diverse, ma comunque “presenti” “L a Chiesa deve essere presente dentro le università che sono luoghi importantissimi per la formazione umana, la ricerca scientifica e il futuro stesso dell’umanità”. È questa la convinzione del card. Rheinard Marx, arcivescovo di Monaco e Freising e vice presidente della Comece, espressa durante l’incontro con i giornalisti in occasione del Congresso europeo della pastorale universitaria, che si è svolto a Monaco dal 27 al 30 gennaio, organizzato dal Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee). L’evento ha visto la partecipazione di 60 delegati di 23 conferenze episcopali e rappresentanti di associazioni e movimenti universitari, che hanno riflettuto sul tema “Formazione, educazione e Vangelo. Prospettive della pastorale universitaria in Europa”. Il cardinale ha anche sottolineato che l’università è il luogo migliore “dove fare esperienze di dialogo e di convivenza: lo sforzo che per esempio fanno le nostre comunità cristiane universitarie per organiz- zare momenti di confronto tra studenti di religioni diverse, soprattutto musulmani, aiutano le due parti ad approfondire il proprio punto di vista ma anche a non usare le proprie convinzioni gli uni contro gli altri”. Nel corso del congresso sono state analizzate le situazioni delle pastorali universitarie, che sono molto diverse a seconda dei Paesi. In Germania ci sono 100 università e 270 scuole tecniche superiori, 1 università cattolica, 9 università di ordini religiosi e 6 facoltà di ispirazione cattolica. In tutto il Paese ci sono 125 “comunità universitarie cattoliche” e 240 responsabili della pastorale, di cui 90 sacerdoti; solo il 17% degli studenti tedeschi sono interessati alle tematiche religiose, molti non hanno avuto nessuna esperienza di socializzazione religiosa classica e le conoscenze di fede “scarseggiano”. Nel descrivere la situazione delle università, per lo più laiche, dell’Inghilterra e del Nord Europa, Christopher McCoy, sacerdote del Movimento internazionale degli studenti cattolici, ha parlato di un “mercato” che “offre molte proposte spirituali diverse, che attraggono i giovani”. Per padre Augustín del Agua Pérez, direttore della Sottocommissione per le università della Conferenza episcopale spagnola, “oggi è indispensabile fare in ogni università l’opzione per la formazione permanente, che riguardi non solo gli studenti ma anche i professori”. Si è chiesto invece se “è possibile che l’università diventi ‘campus di evangelizzazione” mons. Sergio Lanza, docente della Pontificia università lateranense. La risposta è stata sì “perché dopo secoli di tragica separazione tra fede e cultura si profila per la comunità cristiana l’opportunità di un’assunzione di un ruolo profetico”. Per mons. Lanza la pastorale universitaria deve diventare “pastorale dell’intelligenza” di un pensiero cristiano, che di fronte al “pensiero debole” recupera “la propria dignità culturale”, “rivisita i classici del pensiero cristiano”, “indaga a fondo il sorgere e svolgersi della modernità”. 6 Mondo Sabato, 12 febbraio 2011 Notizie flash ■ Premio Nobel Scontri al confine tra Cambogia e Thailandia Sono ripresi nei giorni scorsi gli scontri tra soldati cambogiani e tailandesi nella zona di confine vicino al tempio di Preah Vihear. Dallo scorso venerdì le vittime sarebbero almeno cinque i morti e diversi i feriti nonostante sia stato concordato un cessate-il-fuoco. Intanto, i due paesi si accusano a vicenda e la Cambogia ha presentato una richiesta alle Nazioni Unite chiedendo l’invio di una missione di caschi La candidatura della “donna africana” Le donne africane sono ufficialmente candidate a ricevere il Premio Nobel per la pace 2011. È stato infatti spedito alla Commissione di Oslo il dossier con cui la Campagna Noppaw (Nobel Peace Prize for African Women), promossa da Solidarietà e Cooperazione Cipsi e ChiAma l’Africa, candida la collettività delle donne africane a ricevere il riconoscimento. La proposta di candidatura al Nobel vuole “far conoscere e riconoscere a livello internazionale come senza il lavoro nascosto e assiduo delle sue donne, gran parte della società africana si troverebbe senz’altro in una situazione molto più deteriorata, sia dal punto di vista economico che sociale”. blu al confine e accusando i vicini di aver danneggiato il tempo. Mai veramente demarcata, la frontiera tra i due Paesi diviene di fatto questione critica proprio attorno a questo tempio, rivendicato da entrambi ma assegnato alla Cambogia da una sentenza del 1962 della Corte internazionale di giustizia. L’area attorno al tempio è però controllata dalla Thailandia così come i principali accessi. L’economista. Cosa c’è dietro l’inflazione degli ultimi mesi ■ Cuba Liberati altri due dissidenti politici Il regime cubano ha rilasciato un altro prigioniero politico, Guido Sigler, che aveva precedentemente rifiutato l’esilio in Spagna. Insieme a lui è stato liberato anche un altro dissidente Angel Moya. I due uomini fanno parte di un gruppo di 52 dissidenti che le autorità comuniste hanno accettato di liberare in luglio dopo un accordo con la Chiesa cattolica cubana. Undici rimangono però in carcere perché rifiutano l’esilio. Angel Moya era stato arrestato nel 2003 a seguito di una protesta contro il regime. Rivolte in Egitto Continuano le proteste al Cairo Ad ormai due settimane dallo scoppio della proteste in Egitto, piazza Tahrir continua ad essere occupara dai dimostranti che chiedono le dimissioni del presidente Mubarak. Intanto il vice-presidente Omar Suleiman, ha incontrato i gruppi di opposizione, compresi i Fratelli musulmani, per cercare una mediazione verso le riforme. Suleiman ha, però, escluso le dimissioni di Mubarak, raccogliendo il secco “no” delle opposizioni. S ono state necessarie rivolte, anche sanguinose, in diversi Paesi del mondo per riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’aumento, ormai fuori controllo, dei prezzi dei generi alimentari. A lanciare l’allarme è intervenuta anche la Fao che ha denunciato come nel mese di gennaio si sia raggiunto il record assoluto degli ultimi 20 anni con una crescita rispetto al mese precedente del 3,4%. Grano, mais, soia e zucchero hanno visto aumentare esponenzialmente Il gennaio 2011 ha fatto registrare la crescita più alta degli ultimi vent’anni nei prezzi degli alimentari il loro prezzo, mentre il 15 per cento della popolazione mondiale non riesce a mangiare a sufficienza tutti i giorni. Tanto che il direttore della Fao, Diouf, e il ministro dell’agricoltura francese, Le Maire, hanno affermato che c’è il rischio di nuove rivolte e proteste per fame. Rincari certamente influenzati da eventi meteorologici come inondazioni e siccità che hanno colpito l’agricoltura di grandi Paesi produttori quali Stati Uniti, Russia, Brasile e Argentina ma, la cui vera causa, sarebbe da riscontrare nella speculazione La speculazione che affama il mondo finanziaria. I principali responsabili sarebbero i titoli “derivati” come ha spiegato, in un’intervista a Radio Vaticana, l’economista Riccardo Moro, direttore della Fondazione “Giustizia e Solidarietà”. E’ lo stesso economista a spiegarne il meccanismo: “Sui mercati finanziari internazionali vengono emessi titoli “derivati”, cioè titoli che derivano il loro rendimento dall’andamento di un’altra grandezza. Questi titoli sono legati ad un evento esterno e a seconda di come va l’evento esterno, possono avere rendimenti diversi. Le grandi lobby agricole, che sono anche lobby finanziarie, investono sul mercato finanziario e contestualmente sottraggono il prodotto dal mercato internazionale alimentare per fare aumentare i prezzi artificiosamente; in questo modo i loro titoli derivati, in cui hanno investito, rendono molto di più: alla scadenza dei titoli incassano il guadagno e a quel punto possono mettere il prodotto alimentare sul mercato”. Una pratica già utilizzata nell’autunno del 2008 quando, nello spazio di un mese, i prezzi alimentari si sono ridotti di 2, 4 volte, cioè dello stesso aumento che si era determinato nell’anno precedente, e non è capitato nulla se non la maturazione del rendimento di quei titoli. “Allora – precisa Moro – non escludendo la possibile presenza di altre concause, si arriva a ricondurre questo surriscaldamento dei prezzi a cui stiamo assistendo, proprio alla speculazione finanziaria, consentita da una mancanza di regolamentazioni”. Per riuscire a porre un freno a questi meccanismi finanziari, secondo Moro, sarebbe sufficiente un’intesa a cominciare almeno dal G20, tra tutti i Paesi che sono sedi di mercati finanziari. “Non si tratta – continua l’economista - di impedire il mercato finanziario che rappresenta uno strumento prezioso per rendere efficiente l’uso della moneta. Il problema è evitare che un uso senza regole del mercato abbia ricadute di questo tipo”. Secondo lo stesso Moro, come già avvenuto nel 2008, c’è da aspettarsi per i prossimi mesi un calo dei prezzi. ■ A sei mesi dalle alluvioni che hanno colpito il Paese asiatico ■ Multinazionali La Nestlè punta ai mercati africani Angola, Repubblica democratica del Congo e Mozambico costituiranno le prossime tappe dell’espansione africana di Nestlé, la prima multinazionale al mondo nel settore alimentare. Le linee strategiche dell’avanzata a sud del Sahara sono state presentate dall’amministratore delegato Paul Bulcke durante la cerimonia di inaugurazione di un impianto per la produzione di dadi da brodo nello Stato nigeriano di Ogun, non lontano da Lagos. Secondo il dirigente, nell’arco di due anni la Nestlé investirà in Africa un miliardo di dollari con l’obiettivo di portare dal 3 al 6% la quota di profitti generati a Sud del Sahara. In quest’area la multinazionale è già presente in 27 paesi. (M.L.) Pakistan, continua l’ emergenza A sei mesi dalle alluvioni in Pakistan, che hanno colpito 20 milioni di persone, sommerso un quinto del Paese e distrutto 2 milioni di abitazioni, Caritas internationalis fa un primo bilancio degli aiuti. Finora sono stati stanziati 20 milioni di dollari, ma secondo mons. Joseph Coutts, presidente di Caritas Pakistan e vescovo di Faisalabad, “sono necessari altri aiuti”, perché “in alcune zone si è ancora nella fase di emergenza, serve cibo e acqua pulita”, mentre in altre aree del Paese si comincia già a pensare alla ricostruzione. Tre le priorità elencate dal vescovo: alloggio, sanità e mezzi di sussistenza (soprattutto agricoltura e allevamento). “A livello nazionale – spiega mons. Coutts – il Pakistan non ha ricevuto abbastanza aiuti e questo comporta ricadute sul nostro lavoro. Per la ricostruzione delle infrastrutture, delle strade e delle linee ferroviarie servirà tanto denaro, che il governo non ha”. A denunciare la situazione di difficoltà del Paese è anche l’Unicef che in una nota sottolinea il suo impegno a favore della popolazione, in particolare dei bambini. Dinanzi alle dimensioni enormi del disastro, l’Unicef ha lanciato un appello di raccolta fondi di 251 milioni di dollari: ad oggi, i fondi mancanti ammontano a 52 milioni di dollari, il 21% del totale, con un totale di 198 milioni di dollari finora ricevuti (tra donazioni e promesse). E’ in questa situazione che si sta assistendo all’aumento dei prezzi dei generi alimentari. Secondo Tadateru Konoe, presidente della Federazione Internazionale della Croce Rossa, le piogge torrenziali hanno distrutto i raccolti, soprattutto nella regione del Punjab e del Sindh,trascinando il paese in un vortice inflazionistico. In particolare, si è registrato un forte aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, che ha reso ancora più fragili le prospettive di vita della popolazione. E’ per questo che secondo lo stesso Konoe si teme lo scoppio di proteste popolari come quelle in corso in altri Paesi. M.L. Cultura I nostri bambini “filosofi”... che ci fanno pensare! Le loro domande rivelano la natura ragionevole di cui siamo impastati. Un libro del filosofo francese Roger-Pol Droit U na delle cose più certe della vita è che i bambini fanno domande. Ci sarebbe da disquisire sulla qualità di tali domande. La televisione le ha modificate, quasi mai migliorandole, e talvolta allungando maldestramente le sue risposte banali. di Agostino Clerici Eppure non è riuscita - e mai riuscirà - a spegnerle, perché l’immagine non riesce ad annullare la parola (con tanto di punto interrogativo) che s’annida nelle piccole menti dei nostri bambini. è filosofia “spicciola”? Il filosofo francese Roger-Pol Droit è convinto che sì, i nostri bambini sono filosofi, e le loro domande meritano un grande rispetto, e richiedono un “dialogo filosofico” e non quei soliti comodi rinvii e palleggiamenti disimpegnati, del tipo: “Vai da papà (o dalla mamma)! ... Lo capirai quando sarai grande ... Meglio se chiedi a scuola .... Non è il momento adesso per queste cose!”. Scrive il Droit: “I genitori - in preda allo sconcerto, ma ancor più in balia della propria personale ignoranza, che sovente non vogliono ammettere - finiscono per schivare il fuoco di fila. Eppure - aggiunge - basta esaminare anche sommariamente le domande dei bambini per scoprire che la maggior parte sono vere e proprie questioni filosofiche e che, dietro l’apparente ingenuità, si nascondono ansie metafisiche. Sono domande che portano dritto all’essenziale”. Il mio bambino è un filosofo (San Paolo 2011, euro 10,00) è un piccolo libro, volutamente disordinato e non esaustivo, che cerca di offrire qualche indicazione per orientarsi e non sfuggire, così, la preziosa opportunità che le domande dei piccoli offrono per la crescita del bambino e anche dell’adulto. Roger-Pol Droit - che ha dedicato diversi libri al tema, alcuni dei quali tradotti presso l’editore Archinto, non ultimo la Piccola filosofia portatile uscita per i tipi di Rizzoli nel 2001 - rifiuta l’opposizione tra bambino e filosofo, come se abitassero cosmi separati, quasi che la filosofia sorgesse improvvisamente come esigenza della ragione adulta mentre il bimbo è relegato nel mondo dei sentimenti irriflessi. Ed ha ragione a difendere questo naturale bisogno di ragionevolezza che si manifesta assai presto nella mente umana. Semmai bisognerebbe domandarsi come mai si sia addormentato - oggi precocemente, ahimé - nella mente dei cosiddetti adulti, i quali non sanno rispondere alle domande dei bambini perché quelle domande non se le pongono più o credono di aver risposto ad esse una volta per tutte, quando erano... più piccoli. Il bene e il male, il vivere e il morire, l’amare e il detestare, il bello e il brutto, il giusto e l’ingiusto, la natura e la società, il ridere e il piangere... sono solo alcune delle coppie su cui è costruita la trama del libro. Sono le domande di sempre, non solo quelle dei bambini. è la filosofia del cuore dell’uomo. E vale la pena dialogare filosoficamente su di esse, senza paura di dare delle risposte, per quanto non siano esaustive. è vero, le domande spesso sono provocazione, e anche il Vangelo conosce domande fatte da Gesù a cui egli non risponde. Ma è anche rischioso ridurre tutto a un domandare. Esistono delle risposte, che ci piaccia o no. Esiste pure l’evidenza, perché la realtà viene prima della nostra problematicità, ed ha una funzione maieutica: tira fuori risposte che sono già scritte dentro di noi. Due soli appunti vorrei fare al libro del filosofo francese. Il primo è un invito alla prudenza, a non cadere in una forma di adultismo dei bambini: lasciamoli giocare con la fantasia, e usiamola anche noi per rispondere, senza permettere alla ragione di esercitare l’egemonia. Il secondo appunto riguarda il capitolo su Dio: i genitori e gli educatori cristiani possono dire di più, possono rispondere ai bambini attingendo al Dio di Gesù Cristo. è sana filosofia cristiana. La “Lettera da Roma” di don Bosco (Elledici) Nel maggio 1884 Don Bosco spedisce da Roma una lettera all’Oratorio di Torino Valdocco. Ma quel testo, quella Lettera da Roma può ancora dare delle “dritte” per la pedagogia e la pastorale giovanile. (euro 10,00). ■ Mario Chiarapini Genitori alle prese con l’educazione (Paoline) Difficoltà, superlavoro, stress, disorientamento, solitudini, forti e distorti modelli di vita da parte dei media: sono mille i motivi che rendono oggi l’azione educativa particolarmente pesante. Molti genitori sono tentati di “gettare la spugna”. Padre Mario Chiarapino propone 40 brevi capitoletti su argomenti che lui stesso ha affrontato in molte scuole, con soddisfacente riscontro da parte di genitori, dirigenti e coordinatori scolastici, per incoraggiare genitori e educatori (euro 12,00). ■ Franco Del Casale Accompagnare il bambino nello sviluppo (Paoline) Il testo prende in considerazione lo sviluppo del bambino da zero a sette anni, analizzandone le varie fasi e offrendo così un valido aiuto per capire la genesi di eventuali conflitti e individuarne le motivazioni. Il saggio coniuga la necessità di offrire elementi teorici irrinunciabili con la necessità di offrire ai genitori dettagli concreti che l’Autore attinge alla sua lunga esperienza di terapeuta. Ogni capitolo si chiude con una scheda riassuntiva dell’argomento trattato (euro 16,00). Tutti facciamo esperienza dell’aggressività: a volte ci sentiamo vittime dall’aggressività altrui, altre volte siamo noi ad aggredire. Eppure c’è una aggressività che non distrugge ma crea e l’Autrice spiega come superare l’aggressività negativa e propone tracce per utilizzare quella positiva. Il segreto sta nel riconoscere la dignità della persona, ed evitare tutto ciò che la sminuisce. Attraverso il rispetto, tutti possono ristabilire la dignità, propria e altrui (euro 11,00). Il matematico e fisico Alfio Briguglia e lo storico e filosofo Giuseppe Savagnone difendono la necessità di un confronto aperto dall’una e dall’altra parte - affermano gli autori in un’intervista - In campo religioso (cristiano, anche se non cattolico) ha trovato una certa diffusione la cosiddetta “teoria del Disegno Intelligente”, che ha portato, negli Stati Uniti, a vari tentativi di introdurre nelle scuole un insegnamento alternativo alla teoria darwiniana. Sul fronte opposto, si registra una nuova fioritura di opere che sostengono con decisione una visione atea del mondo e della vita, affermando che essa è l’unica possibile dopo gli sviluppi della scienza moderna e contemporanea”. Briguglia e Savagnone ricordano quanto scrisse Giovanni Paolo II in una famosa lettera al rev. George Coyne, Direttore della Specola Novità in libreria ■ Reinhard Gesing Rispettarsi e rispettare, contro l’aggressività (Paoline) La pazienza del dialogo U 7 ■ De La Garanderie Il rapporto tra scienza e fede no scienziato può essere credente? Si può ancora aver fede nelle grandi narrazioni bibliche? Le scienze, dopo la teoria di Darwin e la scoperta del Big Bang, non hanno reso inutile l’”ipotesi Dio”? E’ ancora ragionevole parlare di anima nell’epoca delle neuroscienze? La morale si può ancora basare su princìpi e valori, oppure è solo il frutto di meccanismi evolutivi che ne spiegano l’origine e ne delimitano il peso normativo ? La scienza è in grado di fondare un’etica “laica”, che non faccia riferimento alla filosofia e alla religione? Sono domande che riguardano il rapporto scienza-fede e che oggi si pongono anche tanti “non addetti ai lavori”. Domande la cui portata non è solo teorica, ma che hanno a che fare con le scelte esistenziali, e dalla cui risposta dipende anche il rapporto degli uomini e delle donne del nostro tempo con la religione e con la Chiesa. Su questi temi si sofferma il nuovo libro di Alfio Briguglia e Giuseppe Savagnone Scienza e fede. La pazienza del dialogo (Elledici, pagine 208, euro 14,00). “Oggi rifioriscono posizioni estreme Sabato, 12 febbraio 2011 Vaticana, del 1 giugno 1988: “La scienza può purificare la religione dall’errore e dalla superstizione; la religione può purificare la scienza dall’idolatria e dai falsi assoluti. Ciascuna può aiutare l’altra ad entrare in un mondo più ampio, un mondo in cui possono prosperare entrambe”. Il confronto va mantenuto aperto, dunque, “nella consapevolezza che una sana conflittualità è fonte di reciproca conoscenza e un arricchimento in tutte le grandi esperienze relazionali della vita umana”. Ma convinti anche che “un conflitto ben vissuto si differenzia dal cieco scontro perché comporta, da parte dei soggetti in gioco, la rinunzia a posizioni precostituite e una reale capacità di ascolto”. ■ Guido Tallone Un’esperienza originale di parrocchia (EDB) Il volume descrive un’esperienza pastorale piuttosto speciale: quella della parrocchia di Olmi, alla periferia est di Treviso, località che rischia di trasformarsi in un grosso quartiere dormitorio. Dal 1991 la comunità ha cominciato a riaggregarsi attorno alla parrocchia, dopo anni di progressivo appiattimento, coinvolgendo un gran numero di persone (euro 15,00). a cura di Agostino Clerici Economia 8 Sabato, 12 febbraio 2011 Forum Sociale Mondiale di Dakar. Nostra intervista al cardinal Théodore Adrien Sarr al termine della Santa Messa a cui hanno partecipato migliaia di cattolici Bisogna ascoltare i popoli I cristiani non possono “tacere sulle rivolte popolari contro chi si appropria del potere solo per vantaggio personale, per le proprie famiglie e amici, come in Tunisia e in Egitto e senza dubbio anche in altri Paesi”. I cristiani devono “rifiutare e lottare contro ogni forma di corruzione del potere”, per mettersi invece al servizio del prossimo”. È una posizione chiara e netta su quanto sta accadendo in Tunisia ed Egitto, e un riferimento a situazioni esistenti in tanti altri Paesi africani, quella espressa il 6 febbraio dal cardinale Théodore Adrien Sarr, arcivescovo di Dakar, durante la Messa che per migliaia di cattolici ha segnato l’apertura del Forum sociale mondiale (6-11 febbraio) nella capitale senegalese. Nella parrocchia dei Martiri dell’Uganda erano presenti rappresentanti della rete Caritas, di organizzazioni non governative, associazioni, sacerdoti e religiosi/e senegalesi e di tutto il mondo. Nell’omelia il card. Sarr ha invitato i partecipanti ad essere “cristiani luminosi, coraggiosi e impegnati” e a “non restare indifferenti rispetto alla sorte dei nostri simili, cercando le cause delle loro sofferenze, denunciando e combattendo le ingiustizie, per essere luce nelle tenebre del malgoverno e delle ingiustizie dei sistemi economici nazionali e mondiali”. Lo abbiamo intervistato a conclusione della Messa. Eminenza, cosa pensa delle rivolte popolari che stanno infiammando l’Egitto, la Tunisia e rischiano di estendersi anche in altri Paesi? “Quello che sta accadendo oggi in Egitto e Tunisia interpella i governi di tutta l’Africa. Le popolazioni stanno sviluppo, e la situazione difficilissima dei profughi e degli sfollati”. Quali responsabilità? “Bisogna fare appello ai governi africani perché promuovano il benessere, la salute, l’educazione della popolazione. Ma ricordiamo che i governi africani non sono gli unici responsabili di questa situazione. Ci sono interventi esterni non positivi, che antepongono i propri interessi a quelli della popolazione. I Paesi africani più ricchi di minerali e risorse naturali sono l’oggetto primario di questo interesse. Perché la Repubblica democratica del Congo, da decenni, non riesce ancora a conoscere la pace e la democrazia? È a causa delle sue ricchezze enormi. Chiedo, quindi, alle potenze straniere di prestare attenzione al bene delle nostre popolazioni. La Tunisia non ha tenuto conto Nell’omelia il card. Sarr ha invitato i partecipanti ad essere cristiani luminosi e coraggiosi dimostrando che possono reagire in massa per mostrare il loro scontento ed esprimere le loro attese. Queste manifestazioni popolari possono convincere i governi che il loro modo di agire non è il migliore. Non è ciò di cui hanno bisogno le popolazioni”. Intravede la possibilità di una “nuova primavera” orientata verso la democrazia? “Se le situazioni saranno ben gestite potranno contribuire ad una nuova era per le popolazioni maghrebine, ma anche per molti Paesi africani. Le popolazioni stanno prendendo coscienza che possono esprimere bisogni, aspettative e desideri, e manifestare delusione nei confronti dei governi. Di fronte alla pressione popolare i governi saranno obbligati a tener conto della gente”. Situazioni di questo tipo riguardano anche il Senegal? “Sì. Qui, ad esempio, la gente protesta in piazza contro la mancanza di corrente elettrica. Le manifestazioni dovrebbero essere più coordinate, coerenti e di massa. Ma oggi la gente manifesta ed esprime il proprio scontento, per cui il governo dovrà mettere tra le priorità d’azione la fornitura di energia elettrica”. Tra i tanti problemi dell’Africa quali, secondo lei, le priorità? “Parlare di tutta l’Africa vuol dire generalizzare, comunque ci sono degli aspetti positivi che i media occidentali non vogliono vedere. A livello sociale ed ecclesiale in alcuni Paesi africani sono stati fatti grandi progressi: in campo educativo, sanitario, nella formazione universitaria, politica, a livello di democrazia. Le elezioni sono sempre più credibili. Ma persistono gravi e reali problemi: in ambito sanitario abbiamo ancora la malaria, il virus Hiv, ecc.; la scolarizzazione non è ancora universale in molti Paesi; lo sviluppo economico è rallentato da fenomeni di corruzione e da politiche governative poco lungimiranti nell’agricoltura, nella lotta alla disoccupazione, in campo energetico. In più ci sono i conflitti, che rappresentano un freno enorme allo Il forum permetterà alle società civili africane di prendere coscienza della propria forza dei bisogni della gente. Ma anche Paesi come gli Usa e la Francia devono fare attenzione e chiedersi se gli africani sono soddisfatti”. Il Forum sociale mondiale per la prima volta a Dakar: cosa si aspetta? “È una buona cosa che quest’anno il Forum si svolga a Dakar, perché permetterà alle società civili africane di esprimersi, di prendere coscienza della propria forza e fare pressione sui governi”. a cura di PATRIZIA CAIFFA (inviata SIR a Dakar) Nota economica. Evasione fiscale di 50 miliardi di euro accertata in Italia per il 2010 Il livello medio di moralità è soddisfacente? A volte chiedo: il livello medio di moralità e cultura degli italiani è soddisfacente? Rettitudine, cultura e morigeratezza paiono subire gravi affronti. La Campania, ad esempio, pare in mano alla malavita, all’incompetenza e alla disonestà di politici e funzionari pubblici, nonché all’ignavia dei cittadini. Per la verità, anche il resto d’Italia presenta lati oscuri, ove malaffare, disonestà e truffe si intrecciano. La Guardia di Finanza, alla Commissione competente della Camera, ha dichiarato: l’evasione fiscale nel 2010, è stata di circa 50 miliardi. Il mondo politico presenta personaggi e fatti da brivido. I cattolici, per reiterate omissioni, sono corresponsabili del degrado, che abbruttisce la società civile e politica. Dato per ammesso e non concesso che quanto addebitato al Presidente del Consiglio sia vero, resta da dire che i “facili costumi” sono diffusissimi. Basti pensare alla diffusione della prostituzione, all’uso di stupefacenti, al malaffare che travolge politici, imprenditori e Istituzioni e all’alto numero di aborti. Intendo dire, che vi è ipocrisia e strumentalizzazione nello stigmatizzare le colpe presunte di Berlusconi, ma ciò non lo giustifica e tanto meno può far presumere che possa rappresentare i cattolici. Non è più tempo di parlare di rigore morale, di competenze latitanti, di cultura debole, di mancanza di passione civile, è ora di opporsi al degrado morale, culturale, economico e politico del Paese ed i cattolici debbono porsi in prima fila. Come? A mio avviso preparando una nuova classe dirigente, competente, legata ai valori di legalità e democrazia, munita di etica e religiosità. Opera impegnativa da perseguire con realismo e pazienza. I dirigenti Fiom, come i politici di governo e di opposizione, pare non abbiano compreso che, senza crescita reale, la società impoverisce e produce danni sociali e politici, destinati a bloccare il welfare progressivo (pen- sioni dignitose, assistenza medica e ospedaliera, scuola e università d’eccellenza) e ad indirizzare verso pericolose tensioni sociaIi. Imprenditori e sindacalisti debbono superare l’antica contrapposizione capitale/lavoro e assumere comportamenti compatibili con le condizioni poste dal mercato globale, dominato da Paesi in via di sviluppo. Una società per progredire deve darsi regole imperative e sapersi rinnovare. Uguali criteri valgono per il mondo delle imprese e del sindacato i quali debbono ridefinire costantemente, i criteri di rappresentanza, contrattazione e sciopero e quelli delle strutture e dei criteri operativi. La sclerosi dianzi richiamata è imputabile soprattutto al fallimento culturale ed educativo della scuola, della famiglia e del mondo intellettuale. Dei cattolici non parlo, la loro bancarotta è evidente. GIANNI MUNARINI Pace e libertà religiosa Sabato, 12 febbraio 2011 Gran Bretagna: bisogno di valori forti? S econdo un rapporto appena pubblicato dalla organizzazione “Faith matters”, ovvero “La fede conta”, i cittadini britannici che abbandonerebbero la religione di origine per diventare musulmani sarebbero ogni anno circa 5.200, il 62% donne. Il tipico convertito britannico entra nell’Islam a 27 anni e non ha come ragione della conversione il matrimonio. Fra le prime fonti di conversione sono citati i libri, seguiti da amici musulmani e Internet. Abbiamo chiesto un commento a Sara Silvestri, esperta di Islam, docente di religione e politica alla City University di Londra e all’università di Cambridge. Cinquemila nuovi musulmani l’anno, secondo un rapporto di “Faith matters”. Intervista a Sara Silvestri, docente a Cambridge e a Londra ● Mancato accordo tra i 27 ministri degli Esteri dell’Unione Europea ● L’italiano Franco Frattini ● Opposizione è venuta da ha tentato invano di far Irlanda, Lussemburgo, approvare il testo Portogallo e Spagna Cristiani perseguitati: l’Europa non indietreggi! F a discutere il mancato accordo dello scorso 31 gennaio tra i 27 ministri degli Esteri Ue su una dichiarazione congiunta di condanna delle persecuzioni religiose, saltato per l’omissione nella bozza del testo di un riferimento esplicito al caso delle minoranze cristiane in Medio Oriente. Sul tema delle persecuzioni contro i cristiani Italia, Francia, Ungheria e Polonia avevano sollecitato un dibattito dopo gli attentati nella chiesa di Baghdad dello scorso ottobre che ha causato 46 vittime, e quello nella chiesa copta di Alessandria d’Egitto, a dicembre, nel quale hanno perso la vita 21 persone. A chiedere il ritiro della bozza perché “generica” e priva di un minimo di impegni concreti a tutela delle comunità perseguitate - dopo gli energici pronunciamenti del Parlamento europeo (20 gennaio) e del Consiglio d’Europa (27 gennaio) - è stato, dopo il fallito tentativo di far approvare alcune modifiche al testo, il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini (nella foto con Barroso)che aveva fatto mettere la questione all’ordine del giorno. Contro gli emendamenti proposti dall’Italia si sono pronunciati Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Spagna. L’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Catherine Ashton, si è impegnata a presentare una nuova bozza per una prossima riunione dei capi delle diplomazie Ue. “Il mancato raggiungimento di un accordo per una comune dichiarazione dei ministri degli Esteri dei Paesi membri dell’Unione europea circa la protezione dei cristiani e la libertà di religione nel mondo ci preoccupa e ci deve interrogare”, ha dichiarato il 2 febbraio a SIR Europa padre Duarte da Cunha, segretario generale del Ccee (Consiglio Conferenze episcopali d’Europa), auspicando che “questo rinvio non sia a tempo indeterminato” ma costituisca piuttosto “un’occasione per migliorare la dichiarazione”. “I cristiani - afferma il segretario Ccee -, siano essi in maggioranza o in minoranza, hanno il diritto, come tutte le persone, di essere protetti in modo esplicito. L’Unione europea deve essere in prima linea in questa difesa con affermazioni chiare e politiche conseguenti. È previsto infatti che l’accordo venga discusso e, speriamo approvato, nel corso di una prossima sessione. Nel caso in cui ciò non avvenisse sarebbe una forma di imbavagliamento della verità”. Secondo padre da Cunha, “nessuna disposizione motivata da considerazioni di carattere nazionale, economico, religioso o culturale può legittimamente contravvenire ai principi sanciti dagli strumenti di cui l’Europa si è dotata quali il Trattato sull’Unione europea, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, e alle dichiarazioni del Consiglio europeo. Sarebbe un passo indietro per l’Europa, sarebbe un passo indietro rispetto a quanto compiuto qualche giorno fa dal Comitato dei ministri dei 47 Paesi del Consiglio d’Europa e soprattutto dall’Assemblea parlamentare che non solo aveva denunciato le persecuzioni dei cristiani ma dato anche indicazioni chiare per un impegno concreto da parte dei Paesi membri e del CdE”. Gli atti di violenza “cui abbiamo assistito conclude il segretario Ccee - testimoniano chiaramente che il modello democratico è molto precario e che la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è ancora lontana dall’essere iscritta nel cuore degli uomini” Episcopati europei (Comece): “rammarico” I n una nota diffusa il 1° febbraio la Comece (Commissione episcopati Comunità europea) esprime “rammarico” per la vicenda e si aspetta che gli impegni al riguardo contenuti nei Trattati Ue vengano tradotti “in azioni politiche significative”. “Questa titubanza diplomatica è tanto più incomprensibile” in quanto vite innocenti sono oggetto di “atroci attacchi contro i cristiani e le altre minoranze in tutto il mondo”, afferma la Comece sottolineando che causa del mancato accordo è stato “il disaccordo interno tra i ministri sull’inserimento” nel testo di “uno specifico riferimento ai cristiani come vittime di persecuzione religiosa”. La Comece esprime “stupore” per questa “titubanza dal momento che l’opinione pubblica europea è già stata resa consapevole della particolare situazione dei cristiani in Medio Oriente dopo i recenti attacchi alle chiese in Iraq ed Egitto”, e rammenta che l’Europarlamento, con l’esplicita risoluzione di condanna delle persecuzioni contro i cristiani adottata il 20 gennaio, e il Consiglio d’Europa, con l’analoga raccomandazione del 27 gennaio, “hanno già aperto la strada alla specifica condanna” di tali violenze”. Secondo la Comece “i recenti attacchi contro i cristiani non sono casi isolati” e le persecuzioni anticristiane sono “particolarmente allarmanti”. Poiché “l’impegno dell’Ue di proteggere i diritti fondamentali e la libertà religiosa è chiaramente affermato nel Trattato sull’Ue e nella Carta dei diritti fondamentali”, ed è stato “ribadito in diverse dichiarazioni”, la Comece “si aspetta che l’Ue intraprenda misure concrete per tradurre questi principi in azioni politiche significative”. Che cosa pensa della validità scientifica di questo studio? “È uno studio importante perché è uno dei pochi sui convertiti in Gran Bretagna, ma quello che vuole ottenere è un ‘guess estimate’, ovvero soltanto una ipotesi sul numero di chi entra nell’Islam. Gli unici dati certi riguardano la Scozia e sono tratti dallo Scottish Census, il Censimento del 2001. Ho riserve sul campione di persone intervistate online, soltanto 122, un numero per nulla rilevante in termini statistici. Ne occorrerebbero almeno 500”. È significativo sapere se i convertiti aumentano o no? “Non si può sapere se aumentano o no perché non c’è un punto di riferimento iniziale. I rappresentanti delle moschee ovviamente ci tengono a dire che l’Islam è in aumento, ma si tratta di affermazioni non sostanziate”. Ci sono verità che escono da questo rapporto che sono sostanziate anche da altri studi? “Certo, per esempio emerge un dato: il desiderio di chi si avvicina all’Islam provenendo da altre religioni o di chi, già musulmano, vi ritorna dopo essersi allontanato, è quello di avere un punto di riferimento in una società globalizzata che ha perso valori tradizionali, una società individualista dove non conta più tanto la famiglia. L’Islam propone valori molto forti, conservatori, che danno un senso alla persona e lo inseriscono in modo forte nella comunità e nella famiglia. Chi si sente spiazzato dalle dinamiche della società postmoderna è attratto dall’Islam. Quello che viene prescritto è anche molto semplice, non complica una vita già complicata. Fai una professione di fede, prega cinque volte al giorno, vestiti in un certo modo, digiuna. Non è neppure necessario andare in moschea. Quindi siamo di fronte ad una ricerca di valori conservatori in una realtà moderna. Anche il Papa ha detto, proprio qui in Gran Bretagna, che l’Europa non può diventare troppo relativista. E se uno è preoccupato per l’espansione dell’Islam certamente uno dei metodi per fermare l’espansione dell’Islam non è allargare ancora di più gli aspetti liberali o diventare ancora più relativisti perché più si apre il fronte relativista e liberale più l’Islam si presenta come baluardo della moralità e dei valori eterni e universali”. Pensa che la Gran Bretagna sia un terreno fertile per la diffusione dell’Islam? “Le persone che hanno un senso di spiritualità, di trascendenza, si sentono isolate qui dove la religione non ha spazio pubblico, viene ridicolizzata e il secolarismo è molto aggressivo”. E come vivono questi valori tradizionali dell’Islam i musulmani cresciuti qui che lei incontra durante le sue lezioni all’università? “I miei ragazzi ci tengono moltissimo a far vedere di essere dei bravi musulmani, di seguire per esempio il Ramadan e nello stesso tempo essere moderni, avanzati. È un modo di affermare la propria identità e mostrare all’esterno la loro scelta interiore”. 9 Vita diocesana 10 Sabato, 12 febbraio 2011 Agenda del Vescovo Unità d’Italia. Incontri promossi dalla fondazione card. Ferrari Da venerdì 11 a domenica 13 Visita pastorale alla zona Bassa Valtellina: ospedale di Morbegno; “Casa Madonna del Lavoro” Nuova Olonio; parrocchie di Albaredo, Dazio, Bema. Una rilettura cristiana... Lunedì 14 A Como, al mattino, udienze e colloqui personali; nel pomeriggio, in Seminario, colloqui con i seminaristi. Martedì 15 A Como, al mattino, in Curia, Consiglio per gli affari economici; nel pomeriggio, udienze e colloqui personali. Mercoledì 16 A Pellio Intelvi, incontro con il clero giovane (fino al settimo di Messa). Venerdì 18 A Como, in Curia, Collegio dei Consultori; in serata, Commissione per il diaconato permanente. Sabato 19 A Nuova Olonio, dalle ore 15.00, Consiglio Pastorale Diocesano. Domenica 20 A Como, Assemblea diocesana dell’Azione cattolica. ■ Ufficio Liturgia Cresima degli adulti: il 5 marzo a Como Il prossimo appuntamento per la celebrazione del sacramento è sabato 5 marzo a Como; con incontro preparatorio sabato 26 febbraio, dalle ore 16.00 alle ore 18.00 (sono attesi cresimandi e padrini, con i necessari documenti) nella sala di via Maestri Comacini, 4. I parroci che stanno ultimando la preparazione di candidati maggiorenni sono pregati di segnalarlo al più presto telefonando all’Ufficio per la Liturgia (031/3312216 oppure 252 dal lunedì al venerdì, ore 09.00- 12.30) ■ Ufficio Liturgia Incontro per i ministri straordinari della Comunione I ministri straordinari della Comunione che hanno ricevuto per la prima volta il mandato nella Solennità di Cristo Re nel novembre 2010 sono invitati a completare la loro preparazione. Il prossimo è sabato 19 febbraio: a Sondrio, presso l’Istituto Pio XII, via Carducci 12, dalle ore 14.00 alle ore 16.15. A Como, presso l’Istituto Canossa, via Balestra 10, dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Tema: La Parola e il Pane: una sola mensa per l’uomo. Spiritualità eucaristica e vita quotidiana. I l 17 marzo 1861 nasceva lo Stato ecclesiale. Un appuntamento davvero Il primo incontro italiano unitario. Un punto d’arrivo, molto utile per mettere a fuoco gli ultimi ma anche un punto di partenza. 150 anni di storia italiana, al di là dei luoghi con il prof. Vecchio Non solo perché, come si disse, comuni e delle semplificazioni sempre “fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. Ma un po’ ideologiche della storiografia ha permesso di anche perché da quella data ha preso contemporanea. avvio una stagione assai complessa Impossibile dar conto di tutti i passaggi riscoprire aspetti dei rapporti fra Chiesa e neonato Stato svolti del relatore nel suo intervento. Per italiano. Una stagione di reciproco chi lo volesse è disponibile la registrazione fondamentali della arroccamento, di muro contro muro. Da audio presso la segreteria del Centro una parte le leggi di confisca dei beni Cardinal Ferrari. tortuosa e tormentata ecclesiastici (1866), la breccia di Porta Rimane l’impressione di fondo. Quanto Pia e la fine del potere temporale del sia utile e importante la rivisitazione, storia civile italiana Papa (1870), i ripetuti episodi di acceso con occhio sapido e critico, del nostro anticlericalismo, spesso di matrice passato. Ci aiuta a capire meglio il presente massonica, sul finire del secolo. Dall’altro Il Sillabo di Pio IX e a proiettarci con cognizione di causa verso il futuro da (1867), con la sua condanna perentoria dei tempi moderni costruire. Lo sguardo dello storico è spesso impietoso, ma mai e dei diritti di libertà, il non expedit alla partecipazione giudicante. Non cade nella trappola di valutare negativamente dei cattolici alla competizione politica dello Stato italiano, ciò che deve essere inquadrato nel suo contesto. Sa che gli accenti intransigenti della predicazione ecclesiastica. sarebbe oltremodo ingeneroso giudicare il passato sulla base Una spaccatura, un dissidio profondo. Una ferita rimasta della nostra attuale autocoscienza, che proprio quel passato, lungamente aperta nella coscienza politica dei cittadini anche attraverso molteplici errori e ristrettezze di visuale, cattolici italiani, e definitivamente rimarginata solo con il ha contribuito a plasmare. Ciononostante lo storico scava, Concilio Vaticano II, passando per la mattanza della Grande indaga, fa saltar fuori – o almeno cerca di farlo – la verità dei Guerra, i Patti Lateranensi del ‘29, il magistero illuminato di fatti storici, nella consapevolezza che essa è più un aiuto Pio XII sulla democrazia e la forma laica dello Stato. Una ferita per migliorare il presente che non un giudizio sul passato. solo in parte compensata dallo straordinario radicamento Così, giudicata sui tempi lunghi di Dio, l’unificazione politica sociale del cattolicesimo, la sua penetrazione capillare fra i ceti italiana e la fine del potere temporale della Chiesa ha da essere poveri e le masse popolari (l’800 è stato il secolo dei santi, della interpretata, con papa Paolo VI, come un evento drammatico formidabile fioritura di opere e istituti religiosi – se ne contano ma certo provvidenziale. Difficilmente, però, potevano più di duecento –, in genere con una forte valenza sociale e risuonare allo stesso modo le cannonate dei garibaldini alle umanitaria: Giovanni Bosco, il Cottolengo…). orecchie di Pio IX asserragliato dentro le mura vaticane… Insomma, 150 anni di scontri e di incontri fra Stato italiano Alla fine ciò che ci è dato di riscoprire, attraverso i drammi e mondo cattolico. Su tutto questo ci ha aiutato a riflettere il della storia, è la bellezza e l’altezza della vocazione cristiana prof. Giorgio Vecchio, nativo comasco e ordinario di Storia ad essere fino in fondo figli della Chiesa e cittadini leali della contemporanea presso l’Università di Parma, lunedì 7 febbraio, nostra patria. In fondo Stato e Chiesa, pur nella dialettica presso l’aula magna della Biblioteca comunale (“I cattolici, spesso infuocata e non priva di chiusure unilaterali, hanno il Risorgimento e l’unità d’Italia”). Si è trattato del primo di finito per crescere insieme, migliorandosi e arricchendosi un ciclo di incontri culturali promosso dalla Fondazione vicendevolmente. Cardinal Ferrari per favorire una rilettura credente dei 150 anni Prossimo appuntamento venerdì 11 marzo, sempre in di unificazione dello Stato italiano. Eloquio fluente, dovizia Biblioteca. Il prof. Langella ci aiuterà ad approfondire il tema di particolari, puntigliose analisi storiche, il prof. Vecchio dell’unità d’Italia sotto il profilo della letteratura. ha preso per mano l’uditorio, guidandolo a ripercorrere i complessi tornanti della nostra più recente storia civile ed monsignor ANGELO RIVA Parola fra noi Domenica 13 febbraio O ggi, nel Vangelo, sono presentate alcune antitesi: fu detto... ma io vi dico che spiegano la giustizia secondo Gesù: non solo non uccidere, ma non infuriarti; non solo non commettere adulterio, ma anche non desiderare di commetterlo; non solo non giurare il falso, ma non giurare affatto: sì se è sì, no se è no. Quando Gesù pronunciava queste Sir 15, 16-21; parole, spiegando agli uomini la fratellanza universale, a 1Cor 2, 6-10; Roma gli schiavi venivano bastonati a sangue. Il padrone Mt 5, 20-37 aveva su di loro diritto di vita e di morte. Gesù parla del tra le persone e con Dio. regno e corregge il concetto Per noi l’Altro, che sia Dio o di giustizia: la nuova giustizia, il prossimo, è al centro della più grande, è basata su ciò che vita. Così nella relazione c’è sotto, su ciò che c’è prima tra uomo e donna; fino al delle azioni, sulle intenzioni, punto che nel cristianesimo sui desideri, sui pensieri che questa relazione è immagine, abitano il cuore. Se c’è una sacramento, del rapporto con cosa tutta particolare della Dio. Non puoi adorare Dio se fede cristiana è la relazione prima non ami l’uomo. Il volto vero di ogni relazione è nel cuore, nell’intimo profondo di ogni persona. Il cuore, nella Scrittura, non è solo il luogo delle emozioni e dei sentimenti, ma anche dell’intelligenza e della volontà. Per questo anche le azioni esterne nascono dentro. In natura è lo stesso: le radici per l’albero, le fondamenta per i palazzi. Non serve giurare. In Gesù, Dio si è fatto nostro prossimo: in ogni persona e in ogni avvenimento ci incontriamo con Lui. Giurare sarebbe dubitare di questa sua presenza e il nostro “sì, sì; no, no”, vuol dire che la vita è tutta vissuta alla sua presenza, direttamente, senza barriere o mediatori. Il problema è che l’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda al cuore. Il di più della nuova legge, quella del cuore, chiede di fare dei passi avanti nella fraternità, nell’amore, nella sincerità. ANGELO SCEPPACERCA Vita della Chiesa ● La celebrazione della Giornata delle Vita Consacrata in diocesi ● L’incontro del Vescovo Diego con i religiosi a Sondrio e a Como ● Un momento di condivisione e di vera ecclesialità Liberi nell’obbedienza Sabato, 12 febbraio 2011 ■ Como Incontro Salesiani cooperatori Il prossimo appuntamento dei Salesiani Cooperatori è in programma presso il Salesianum di Tavernola sabato 12 febbraio, a partire dalle ore 15.30: sono previsti momenti formativi e informativi. A Milano, il prossimo 19 febbraio, ci sarà un incontro di formazione, a partire dalle ore 15.00, presso la sede di via Copernico 19. ■ Il 20 febbraio L’assemblea elettiva dell’Azione cattolica A nche quest’anno la festa liturgica della presentazione di Gesù al tempio, unita alla celebrazione della Giornata Mondiale della Vita Consacrata, è stata l’occasione per i membri dei diversi istituti religiosi della Diocesi di rendere grazie al Signore, assieme al vescovo, per il dono della vita consacrata. «Fatevi servi dei fratelli per amore di Cristo» è stato il forte invito rivolto da monsignor Diego Coletti durante l’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto nella Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio a Sondrio, alla presenza dei religiosi di ordini maschili e femminili dell’intera provincia. «Traccio per voi un indice – ha detto monsignor Coletti nell’omelia – di parole su cui vorrei meditaste personalmente e vi confrontaste nelle vostre comunità».Il vescovo ha elencato tre coppie di atteggiamenti in apparente contrasto tra di loro, eppure tutte necessarie per vivere da consacrati. I primi ad essere presi in considerazione sono stati i termini «libertà» e «obbedienza»: «Maria e Giuseppe – ha spiegato – obbediscono alla legge, eppure il Vangelo non ci presenta due creature più libere di loro. Si sono trovati chiamati a mettere in gioco fino in fondo la loro libertà. Si potrebbe pensare che chi obbedisce non è libero e che chi è libero non possa obbedire. Nella vita cristiana però non è così, perché Dio non sa cosa farsene di schiavi rassegnati. Ha bisogno di amici, figlie e spose che sono pronti a fare liberamente ciò che piace al loro amico, padre e sposo. Allora l’assunzione gioiosa di un’obbedienza è la vera libertà». Toccando poi i temi di «unità» e «diversità», monsignor Coletti ha ironizzato sul colpo d’occhio che si aveva osservando l’assemblea liturgica presente in Collegiata. «Io vi guardo – ha detto – e vedo la fantasia delle sartorie ecclesiastiche. Questa diversità che si esprime nel vostro abito è segno di carismi diversi, scelte precise e particolari. La fantasia dello Spirito è orientata alla costituzione dell’unico e diversificato Corpo di Cristo. E noi siamo qui come unica comunità e unica Chiesa». Ricordando il proprio motto episcopale, “Consummati in unum”, monsignor Coletti ha sottolineato l’importanza dell’unità nell’unico Cristo. È lo Spirito Santo che suscita queste diversità che concorrono però tutte all’unità di una sola Chiesa fondata in Cristo. Non sopravvivremo se trasformeremo le diversità in concorrenza». Affrontando l’ultima coppia di termini, «uguaglianza» e «diversità», il vescovo ha invitato i religiosi a non chiudersi nelle loro comunità. «Gesù arriva nel tempio come altre decine di bambini. Nessuno se n’è accorto – ha proseguito monsignor Coletti –. Eppure lì arrivava colui che doveva fare la differenza. Ciò che ci rende differenti dal mondo deve esser vissuto in una profonda consapevolezza di uguaglianza. Noi siamo poveri peccatori e non dobbiamo quindi fare della differenza una rapina da custodire gelosamente. Le nostre comunità non rischiano di essere un circolo chiuso, un’isola felice? L’essere diversi dagli altri battezzati dovrebbe essere speso nel servire e nell’amare, nella prossimità e nella condivisione. Per essere vicini ai nostri fratelli non dobbiamo certo ridurre la differenza che c’è tra la vita religiosa e quella degli altri cristiani, ma dobbiamo mantenerla e sottolinearla. Non dimenticando però di chiedere la grazia di condividere con i nostri fratelli e sorelle la fatica di credere, sperare ed amare». Al termine dell’omelia, guidati dal vescovo, i religiosi hanno vissuto una preghiera di ringraziamento per il dono della vita consacrata. Con alcune formule hanno rinnovato la propria volontà di aderire ai consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza, come pure alla regola di vita del proprio istituto religioso. A significare che la vita religiosa non è data una volta per sempre, ma che anche per i consacrati è necessario rinnovare periodicamente la propria scelta. Al termine della celebrazione, cui hanno concelebrato il vicario episcopale per la vita consacrata, don Attilio Mazzola, e il vicario episcopale per la provincia di Sondrio, monsignor Battista Galli, assieme a numerosi altri sacerdoti, i religiosi hanno voluto porgere al vescovo un segno concreto della loro vita aperta al mondo: hanno consegnato a monsignor Coletti delle offerte che saranno destinate al Fondo diocesano di solidarietà «Famiglia e lavoro». ALBERTO GIANOLI Un ritrovo di sincera comunione e ringraziamento V eramente festosa, ricca di luci, di canti, di preghiere, anche di giovinezza spirituale è stata , il 2 febbraio, la celebrazione eucaristica nella festa della Presentazione di Gesù al tempio, che da anni coincide opportunamente con la Giornata della Vita Consacrata. Quest’anno, a Como, stabilita nel Santuario del Sacro Cuore, chiesa del don Guanella santo religioso diocesano che fra poco sarà ufficialmente elevato agli onori degli altari. Così Religiosi, Religiose, Consacrati di Istituti Secolari e dell’Ordo Virginum, veramente molto numerosi, si sono ritrovati per fare comunione, per dire visibilmente che ci sono, per ringraziare il Signore della chiamata che, pur realizzata in differenti carismi, è dono unico dello Spirito. La Messa solenne è stata affidata dal Vescovo a don Attilio Mazzola, Vicario Episcopale per la Vita Consacrata, concelebrata con il Vicario Generale monsignor Giuliano Zanotta e padre Luigi Guccini dehoniano. La liturgia della luce, con la benedizione delle candele, nell’ampio spazio esterno alla chiesa, ha dato subito visibile tono di festa alla cerimonia che poi si è mantenuta devota e gioiosa. Anche il rinnovo delle promesse battesimali e il ringraziamento a Dio per il dono della consacrazione ha avuto il suo profondo significato ma tanto ha colpito l’immaginazione dei presenti la processione, verso l’altare di alcuni membri dei diversi Istituti che ha consegnato la cera per alimentare un’unica fiamma . E insieme anche pezzi per un puzzle per realizzare una icona con il Cristo in croce. Ed è proprio in questi simbolici passaggi che si è calata la pregnante omelia di don Mazzola il quale ha offerto tre interessanti sottolineature tipicamente specifiche per consacrati. Il rito di presentazione del Bambino Gesù al tempio suggella l’esclusività di appartenenza a Dio, da sempre, per sempre. Il desiderio profondo di Simeone di essere con Dio traccia una strada insostituibile per i consacrati. E l’attesa di Anna trasmette impegno e irrinunciabile fedeltà. E’ su questi cardini che si annoda “la pastorale della santità” che in diocesi fa programma sicuro per la vita consacrata. E in questo contesto non poteva mancare un accenno a don Guanella, che in questo attuale discorso moderno ci sta bene col suo antico programmatico motto “pane e paradiso”. CIA MARAZZI Si intitola “Vivere la fede, amare la vita - Fare strada con la Chiesa nella nostra diocesi” l’assemblea diocesana elettiva in calendario a Como il prossimo 20 febbraio presso il Collegio Gallio. Ecco il programma della giornata: ore 9.00: arrivi - accoglienza; ore 9.30: lodi mattutine; ore 10.00: relazione (segue dibattito); ore 12.00: Santa Messa; ore 13.00: pranzo; ore 14.30: mandato ai presidenti territoriali; ore 15.00: proclamazione degli eletti al nuovo Consiglio diocesano; ore 15.30: intervento di monsignor Diego Coletti; ore 16.30: preghiera conclusiva. NOTE Apertura dei seggi per le votazioni dalle ore 11.00 alle ore 14.00. Contributo pranzo: euro 15,00 (per chi prenota entro il 14 febbraio: euro 13,00). Possibilità di consumare la colazione al sacco in un ambiente coperto e al caldo I ragazzi potranno vivere l’esperienza dell’Assemblea diocesana a loro misura: comunicare numero ed età dei ragazzi. Segreteria Ac: telefono 031-265181; e-mail: [email protected] ■ Benedetto XVI Le parole dell’Angelus «Chiamati a donare nuovo sapore al mondo, e a preservarlo dalla corruzione»: questo è il compito dei discepoli di Cristo, come ha ricordato stamattina Benedetto XVI, prima di guidare la recita l’Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in piazza San Pietro. Donare nuovo sapore al mondo. “Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo”: il Papa ha sottolineato che «mediante queste immagini ricche di significato Cristo vuole trasmettere ai discepoli il senso della loro missione e della loro testimonianza». Così «uniti a Lui, i cristiani possono diffondere in mezzo alle tenebre dell’indifferenza e dell’egoismo la luce dell’amore di Dio, vera sapienza che dona significato all’esistenza e all’agire degli uomini». Il Santo Padre ha, quindi, ricordato che il prossimo 11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes, si celebrerà la Giornata mondiale del malato. «Essa – ha sostenuto - è occasione propizia per riflettere, per pregare e per accrescere la sensibilità delle comunità ecclesiali e della società civile verso i fratelli e le sorelle malati». Il Papa ha anche ricordato la “Giornata per la vita” e ha auspicato che «tutti si impegnino per far crescere la cultura della vita, per mettere al centro, in ogni circostanza, il valore dell’essere umano». Un pensiero il Papa lo ha rivolto anche alla situazione egiziana. 11 Vita diocesana 12 Sabato, 12 febbraio 2011 Dall’11 al 13 febbraio continua la visita alla Bassa Valtellina Diocesi Di como Visita Pastorale o d e r alba La storia e le chiese L Diocesi Di como Visita Pastorale a realtà parrocchiale comprende il comune di Albaredo per S.Marco e le frazioni di Valle e Campoerbolo in comune di Morbegno. La chiesa di Albaredo di Dentro sotto il titolo di S.Rocco e S.Sebastiano venne edificata nel 1250 e consacrata nel giorno di giovedì 25 novembre 1490 da Mons. Bernardino Vacca vescovo Ascalonense e coadiutore di Antonio Trivulzio vescovo di Como. Il 17 aprile 1563 con atto del notaio Giovanni Curtone si sottrasse alla chiesa di Valle, ora frazione di Morbegno, e, fu eretta in parrocchia. All’interno della chiesa sull’altare maggiore è posta in una nicchia la statua lignea della Madonna di Montenero che la tradizione vuole trasportata a spalle da Livorno, attraverso il passo di S.Marco, dagli emigranti che nella città labronica prestavano il loro lavoro nella regia dogana portuale. La festa della Madonna di Montenero viene celebrata con grande partecipazione popolare la prima domenica di luglio. Nella cappella laterale destra è collocata la statua del patrono S.Rocco di cui ricorre la festa il 16 di agosto in occasione della quale viene organizzata una grande e partecipata sagra popolare. L’entrata della chiesa è sovrastata dall’organo costruito da Carlo Bossi di Bergamo nel 1819. La torre campanaria presenta 5 campane: S.Rocco, S.Sebastiano, S.Caterina, Pinina, Maria (Assunta) provenienti dalla storica fonderia Pruneri di Grosio. La chiesa di S.Matteo di Valle (al tempo Albaredo di Fuori) fu eretta intorno al 1400 e consacrata nel 1437. Nel 1480 fu dichiarata parrocchia sottraendosi a Morbegno. Fu per due secoli matrice anche della chiesa parrocchiale di S.Giovanni di Arzo. La chiesa venne restaurata e nuovamente consacrata nel 1793 da mons. Rovelli. Presenta tre altari ed oltre a quello maggiore i due laterali dedicati a S.Orsola ed alla Beata Vergine del Rosario. La ricorrenza della Madonna di Montenero si celebra alla terza domenica di luglio e quella del patrono S.Matteo alla terza domenica di settembre. Lungo la storica Via Priula verso il Passo di S.Marco è collocata la bianca chiesetta dedicata alla Vergine delle Grazie conosciuta come “Madonnina” ultimata nella costruzione nel 1724. Durante il periodo estivo vi si celebra la prima messa domenicale ed alla terza domenica di settembre si svolge una partecipata messa con la processione con la statua della Madonna di Fatima. Salendo attraverso i maggenghi e nei pressi degli alpeggi in località Dosso Chierico è collocata una cappella privata intitolata a S.Chiara e costruita nel 1897. N Dopo l’improvvisa scomparsa del parroco don Antonio Corti, la parrocchia sta cercando di rilanciare e rafforzare la sua attività pastorale al servizio della Valle. ella comunità parrocchiale di Albaredo per S.Marco fervono i preparativi per accogliere degnamente il Vescovo Diego nella visita pastorale di sabato12 febbraio. L’occasione è particolarmente sentita anche perché i ragazzi che si sono preparati per la Cresima riceveranno il sigillo direttamente dal Vescovo. Ritrovare il Vescovo, per la comunità religiosa, è ritrovare una persona cara, un amico che abbiamo sentito particolarmente vicino nel momento doloroso della perdita dell’amato parroco don Antonio Corti, pastore fedele e umile che ha dispensato a piene mani “alla mia gente”, come amava dire con una lieve nota di alla morte di don Antonio, è stata affidata commozione, ogni sorta di aiuto in oltre la parrocchia. Con don Francesco Quadrio 61 anni di presenza. Don Antonio, pur nel e don Feliciano Rizzella, ci ha aiutati in rigore della formazione religiosa ricevuta, quella delicata fase, a mantenere unita e ha educato intere generazioni di albarede- vitale la comunità. I cambiamenti radisi infondendo nell’anima delle persone il cali, venutisi a creare hanno anche porsignificato più autentico della fede, della tato nuova linfa alla comunità dei fedeli solidarietà. Ha lasciato un grande vuoto trovando nella stessa tanti volontari che nella comunità, un grande senso di smar- hanno certamente contribuito al manrimento e sconforto soprattutto nelle per- tenimento della comunità con la diretta sone più anziane. La sua improvvisa di- partecipazione in varie attività da quelle partita ha ridestato però una nuova voglia strettamente correlate all’attività liturgica di fare, di essere partecipi della vita parroc- con la formazione del coro liturgico, dei chiale. Questa nuova, rinnovata disponi- lettori, dei ministranti a quelle più strettabilità è stata raccolta e ben coordinata, con mente manuali inerenti sia la chiesa che l’aiuto in loco dei componenti il Consiglio la casa parrocchiale. A dare una mano, saPastorale, da don Andrea Salandi, arcipre- lendo da Roma grazie ai cordiali rapporti te di Morbegno, al quale, successivamente tra la locale sezione ANA ed il direttore del collegio S.Paolo padre John Marconcini, è stato anche don Filippo Taban, figlio della giovane chiesa africana, che in ripetute occasioni ha dato supporto alla comunità parrocchiale ricevendo dalla stessa ospitalità e sostegno per la sua formazione ecclesiastica non ancora terminata. Dal febbraio 2010 è presente in Albaredo mons. Gabriele Comani. Da subito operativo ha portato fervore nella parrocchia e si sta adoperando per consolidare le basi per una più continua pastorale di comunità. La sua presenza è da considerarsi motivo di gioia e dono sul quale provare a costruire il futuro della comunità parrocchiale. PAGINA A CURA DI ETTORE DEL NERO Val Gerola. Dopo aver incontrato le comuità di Gerola, Sacco e Radura il Vescovo visiterà Albaredo e Bema. Insieme per dare un futuro alla Valle del Bitto N el comune di Albaredo per S.Marco, nella Valle del Bitto di Albaredo, risiedono attualmente 352 abitanti. Le famiglie sono 149; gli anziani con più di 65 anni sono 86; i giovani da 0 a 18 anni sono 41; i giovani da 19 a 25 anni sono 31; l’età media è di 47 anni. Albaredo per S.Marco è sede di Comune con una realtà associativa molto dinamica, non ancora sistematica, in particolare nel campo ricreativo e culturale, con la presenza di 7 associazioni. Le attività produttive sono legate all’agricoltura con l’allevamento zootecnico; all’artigianato con attività nel settore edile; al commercio con un negozio di alimentari e la latteria comunale; al turismo con la presenza di due rifugi, di un ristorante, di una locanda con alloggio; ai servizi erogati da una cooperativa che opera nel settore dei servizi; ad uno studio di consulenza per l’organizzazione di eventi. Il grosso dei lavoratori è comunque occupato in attività produttive sul fondo valle con la discesa dal paese il mattino e rientro allo stesso alla sera. Come in tutti i paesi di montagna, dove i servizi primari, scuola in particolare, sono in dismissione per l’accentramento presso plessi sul fondovalle, anche la popolazione è in costante diminuzione. Noi crediamo che comunque un futuro certamente ci sarà se riusciremo a coinvolgere i bambini, i ragazzi, i giovani; a mantenere vicini quanti già stanno dando una mano; a non dimenticarci degli anziani, degli ammalati e diversamente abili. Sarà inoltre fondamentale costruire un percorso da condividere con tutte le componenti della comunità partendo dalla centralità della parrocchia. Diocesi Di como Visita Pastorale Vita diocesana Calendario ■ Parrocchie Dall’11 al 13 febbraio: Albaredo, Dazio e Bema; Dal 25 al 27 febbraio: Morbegno; Dal 19 al 20 marzo: Campovico e Desco, Piantedo; Dal 25 al 27 marzo: Caspano-Cevo, Roncaglia-Civo e Mello; Dal 2 al 3 aprile: Traona; Dall’ 8 al 10 aprile: Buglio, Villapinta e Ardenno; Dal 6 al 7 maggio: Nuova Olonio; Dal 20 al 22 maggio: Cercino, Mantello, Cino; Dal 3 al 5 giugno: Sirta, Campo Tartano, Tartano, Talamona; Il 17 e 18 giugno: val Masino (Biolo - Cataeggio e S. Martino) ■ Ammalati Diocesi Di como Visita Pastorale Nella mattinata di venerdì 11 febbraio il Vescovo visita la casa di riposo dei Guanelliani a Nuova Olonio all’interno del complesso Casa Madonna del Lavoro. Nel pomeriggio incontrerà, invece, i degenti e il personale dell’Ospedale Civile di Morbegno. Il Vescovo nella costa dei Cek, la visita a Dazio FOTO DI MASSIMO DEI CAS La piccola comunità della Bassa Valtellina è cresciuta nei secoli anche grazie all’apporto degli emigranti nella capitale. “Dazio si adagia nel verde della piana compresa tra la Còlmen ed i maggenghi del Colino, a 568 metri di altezza sul livello del mare... il paese da sempre ospitò un populus bone indolis ac morigeratus (brava gente di buoni costumi), come sottolineava il vescovo di Como Battista Mugiasca nel 1770”. Seguendo la recente pubblicazione Dazio tra storia ed arte, promossa dal Comune di Dazio e dall’associazione culturale Ad Fontes, muoveremo a conoscere questo paese della costa dei Cèk, raggiungibile da Morbegno, ma anche dal Ponte del Baffo, in passato importante via per i commerci e la transumanza verso l’alta Valmasino. Tra le possibili origini del nome proponiamo “dafa”, cioè fronde e ramo d’abete delle abetaie della Colmen. Nel medioevo fu sede di un castrum (luogo fortificato) et villa (villaggio sparso) dei Vicedomini: gli edifici, i portali in pietra, gli affreschi votivi (cincèt) sui muri delle case, l’oratorio della Madonna, la casa e soprattutto la chiesa parrocchiale di San Provino, ricca di statue, tele, arredi, paramenti sacri, stemmi ed epigrafi, testimoniano la storia della comunità. Dipendente in origine dalla plebana di Ardenno, San Provino se ne staccò nel 1452, epoca a cui risale una stupenda croce processionale. Sabato, 12 febbraio 2011 13 Dell’arredo sacro faceva parte anche la bellissima statua di artista anonimo della Madonna in trono con Bambino, databile tra il XV e il XVI secolo. Quando il tempio fu rifatto a metà ‘600, fu trasferita nell’oratorio della Madonna, dove si trova tuttora. Tra le famiglie nobiliari di Dazio ricordiamo i Paravicini per il loro prodigarsi per il paese e la sua chiesa, a cui dettero un grande contributo anche gli emigrati a Roma. Loro primo dono è un prezioso calice con la scritta “Rectore Carolo Lupo (parroco Carlo De Lupi) -1609- Compagnia di Roma”; nel 1613, seguì la tela votiva dei santi Carlo, Rocco e Sebastiano, restaurata lo scorso anno dalla Famiglia Valtellinese di Roma. Quando il vescovo Carafino visitò la chiesa nel 1629, essa “già rivelava il più e il meglio di ciò che si sarebbe consolidato nei secoli”, ma appariva ormai “inadeguata per la comunità e a custodire la dotazione di ricchezze”. Per questo, mentre era parroco Francesco Giulini (1645-1694), il tempio fu ristrutturato grazie alla munificenza della famiglia Paravicini. Nella navata furono previste cinque cappelle. La prima, a destra dell’ingresso, fu dedicata a Filippo Neri, il grande santo della Roma del ‘500. La cappella maggiore della Madonna del Rosario divenne il mausoleo della famiglia benefattrice: contiene i ritratti di Pietro e Anna Paravicini e lo stemma del casato. Sul lato sud fu edificata quella di San Francesco di Sales. Altri interventi furono realizzati nel secolo successivo: sopra tutti, tra il 1697 e il 1706 il monumentale ciborio attribuito ad Antonio Pino, scolpito e intagliato con grande maestria; la cappella dei santi più venerati dalla tradizione locale (Carlo, Rocco, Sebastiano) si arricchì della memoria di Luigi Gonzaga. La magnifica tela che li raffigurava, ritenuta dalla critica opera di Pietro Ligari, oggi attende un restauro conservativo e una ricollocazione. Nell’800 sulla controfacciata fu costruito un nuovo organo, mentre finalmente nel 1914-15 l’edificio fu completato con l’abside circolare, che il pittore Eliseo Fumagalli decorò con tecnica mista ad affresco e modellato. Infine, “L’aiuto venne ancora una volta dall’Urbe” col dono degli stalli dietro al ciborio: “Nel cartiglio al centro dell’artistico manufatto ligneo sta scritto: Il coro è dono dei benefattori romani. Anno 1926”. PI. ME. Val Gerola. La comunità di Bema si prepara ad accogliere mons. Diego Coletti. S e non vi lasciate impressionare troppo dalla suggestiva, ma in alcuni punti veramente impervia, strada d’accesso, quando giungete a Bema vi trovate immersi in ambiente silenzioso, tranquillo, pulito e ordinatissimo. Il paese sorge isolato sull’ampio dosso che divide la valle del Bitto nei due rami di Gerola e di Albaredo. La sua storia è molto antica e si perde nei secoli, ben oltre il limite al quale possono arrivare i documenti scritti. Già il suo nome, semplicissimo e immutato nel tempo, presenta una singolare coincidenza con il termine greco bema, che significa luogo rialzato, sgabello, tribuna. I più antichi documenti scritti, che risalgono al Duecento, ci testimoniano la presenza dei grandi monasteri, come quello di Sant’Abbondio di Como e di San Dionigi di Milano. Sotto l’aspetto amministrativo, all’inizio del Trecento Bema risulta già Comune autonomo, nel quale svolgono un ruolo importante le antiche parentele Passamonti, Balicandi, Obizoni e Migazzi. Successivamente acquistano una particolare rinomanza due famiglie che prendono il nome dalle località in cui abitano, la Fontana e la Foppa, soprattutto quando alcuni membri scendono a Morbegno e danno poi alla comunità un gran numero di ecclesiastici e di notai, tra i quali il celebre Carlo Giacinto Fontana, raccoglitore e studioso di documenti antichi. Fin dai tempi più antichi la povertà di mezzi ha spinto gli abitanti ad emigrare, prima verso le città del Veneto, poi più lontano, a Livorno, Ancona, Tra i due rami della Valle FOTO DI MASSIMO DEI CAS Il piccolo borgo sorge a cavallo tra i due rami della Valle del Bitto. Da sempre terra di emigrazione ha mantenuto una popolazione costante attraverso i secoli. Roma e Napoli. Antichissime anche le testimonianze della vita religiosa, come dimostra una croce astile, trovata murata in una parete della sacrestia durante i lavori di restauro. Il prezioso reperto è un «raro pezzo di oreficeria, unico nel suo genere nel territorio valtellinese, attualmente custodito presso il Museo Civico di Sondrio». La precedente datazione, che la collocava nel XII secolo, viene attualmente retrocessa di un secolo o due, in quanto gli studiosi tendono ad attribuirla al periodo ottoniano. Nel corso del Trecento gli abitanti di Bema hanno aspirato ad ottenere l’autonomia anche sul piano religioso, staccandosi dalla chiesa madre di San Martino di Morbegno, con un processo non facile, che è iniziato nel 1378 e si è concluso solo nel 1453. L’antica chiesa dedicata a S. Bartolomeo è stata gradualmente arricchita di arredi sacri, tra i quali la bella statua della Madonna con il Bambino e la pala d’altare raffigurante i Santi Sebastiano, Bartolomeo e Rocco, del pittore Abbondio Baruta. L’antico edificio è stato restaurato e ampliato nel 1622, come dimostra la data incisa sull’architrave che ora è adibito a panchina lungo il lato Ovest della chiesa. Altri importanti lavori sono stati compiuti a metà del Novecento. Nella storia del paese ha svolto un ruolo molto importante, per l’assistenza ai poveri, il monte di pietà, fondato nel 1591 con un generoso lascito di Pietro Antonio Fontana. Da un’altra donazione fatta nel 1622 da Tommaso Migazzi (un emigrato a Napoli) ha preso vita la cappellania, per cui, per vario tempo, la parrocchia di Bema ha visto la presenza di ben due sacerdoti: un’abbondanza davvero impensabile oggi. La popolazione di Bema ha sempre avuto una singolare stabilità, se consideriamo che gli abitanti erano 222 nel 1664, in occasione della visita pastorale del Vescovo Ciceri e ancora 220 nel censimento del 1971. Oggi i residenti sono 144, ma, come tutti i paesi di montagna, Bema svolge anche un’importante funzione come residenza secondaria nei periodi di vacanza. CIRILLO RUFFONI Vita diocesana Diocesi Di como Visita Pastorale 14 Sabato, 12 febbraio 2011 ✎ Regoledo Diocesi Di como Visita Pastorale Gioia, entusiasmo e partecipazione sono certamente i sentimenti che il nostro Vescovo suscita, ma credo anche personalmente provi, in occasione di ogni incontro con le parrocchie da lui visitate. A Regoledo il Vescovo è arrivato nel pomeriggio di venerdì 4 febbraio per incontrarsi coi ragazzi, con gli adolescenti e con il mondo del lavoro. L’incontro con la comunità parrocchiale è avvenuto sabato 5 febbraio, nella sala teatro “P.G. Frassati” piena di gente. Accolto con un applauso carico di entusiasmo, egli ha manifestato il suo stupore e la sua gioia nel vederci così numerosi e ha sottolineato come questa partecipazione fosse una cosa bella per i nostri preti, per lui, a cui si dimostrava un’accoglienza piena, e per Gesù. E’ Lui il personaggio chiave della nostra vita di cristiani, secondo il vescovo che, durante la serata, ci ha incalzati con domande del tipo: chi di voi ha letto il vangelo almeno tre volte?; a che cosa serve la chiesa o la parrocchia?; quali sono i criteri che guidano le vostre scelte nel formare i catechisti, nel fare le feste in oratorio, nella pastorale familiare?; qual è il vostro tasso di amicizia personale con Gesù ?; perché non ci sono più vocazioni? Dopo averci provocato, non per avere risposte, ma per svegliarci dal torpore e stimolare a riflettere, mons. Coletti ha fornito delle spiegazioni a queste domande: ha sottolineato l’importanza di leggere il vangelo per conoscere Cristo, paragonando metaforicamente il Vangelo al cellulare di Gesù: se lo si tiene chiuso, non sarà possibile comunicare e avere rapporti con lui. Ha ribadito che la parrocchia esiste per aiutarci a vivere secondo il Vangelo, perché attraverso coloro che la costituiscono tutti possano vedere e incontrare il Cristo. Ha sottolineato che, naturalmente, tutto questo deve essere vissuto in modo personale, sentendo come rivolte a ognuno di noi le parole che Gesù disse ai suoi apostoli: “ voi mi sarete testimoni”. Le domande poste hanno suscitato riflessioni e hanno sollecitato a trovare risposte e a fare approfondite e necessarie analisi, perché troppi cristiani spesso, pur definendosi praticanti e fedeli convinti, sono animati “da un tasso molto basso di passione per Gesù”. E’ questa , secondo mons. Coletti, la ragione profonda che ci fa essere così inconsistenti come cristiani, così poco motivati e convincenti, non solo nei confronti degli agnostici o atei che vivono nei nostri paesi, ma spesso anche con i giovani della nostra stessa famiglia. Con la sua visita e con le sue parole, che ci hanno sollecitato anche durante la messa domenicale ,il Vescovo ci ha dato più di una sferzata pungente, benché espressa in toni molto amabili che sottolineavano anche gli aspetti positivi del nostro modo di vivere gli insegnamenti di Gesù. Anche per questo suo tratto siamo grati al nostro vescovo che ci ha dato un risveglio, stimolandoci a cercare con rinnovato entusiasmo nuove motivazioni per essere cristiani, e ha ribadito la certezza di avere sempre Gesù con noi anche se ci comportiamo come i discepoli di Emmaus: siamo incapaci di comprendere che egli cammina con noi . ELENA PIRONDINI Le parole del Vescovo “M ons. Diego Coletti in tour! Diego wants you!” Così riportano un paio dei tanti inviti appesi alle pareti del teatro Piergiorgio Frassati dell’Oratorio di Regoledo. Inviti rivolti ai ragazzi e scritti dagli stessi per invitare i loro coetanei a questo incontro in un venerdì davvero speciale! Ed ecco come il Vescovo li ha accolti: “Vi devo dire veramente grazie perché, senza alcuna vergogna, fa bene al cuore vedere dei giovani trascorrere un po’ del loro tempo assieme al proprio Vescovo. Grazie davvero. Mi fa molto piacere: siete una speranza per il futuro. Avete la vita davanti! Dovete sentirvi responsabilizzati, anche se sembra che tutti comandino ma, se avrete pazienza, sarà vostra la partita di questo mondo. Cosa ne sapete delle responsabilità che vi verranno affidate dalla provvidenza? Avete in mano una vita con delle risorse di cui non potete valutarne i confini. Non potete escludere che la provvidenza di Dio vi riservi qualcosa d’importante: importante è costruire cose belle e buone per tutti. La crescita della vostra libertà dovrebbe crescere insieme alle passioni liete e belle che voi avete”. “Fate bene – ha continuato il Vescovo ALCUNE IMMAGINI DELLA VISITA A REGOLEDO - a chiedere e pretendere di essere liberi: a voi stessi, a Dio, agli adulti… La speranza di un entusiasmo bello: sono convinto di questo! Sono felice di restare qui: voi mi state a cuore. Se sono Vescovo devo essere pronto a morire per voi. In diocesi siamo più di mezzo milione. Mi piacerebbe conoscervi personalmente, come vi chiamate, come la pensate, cosa avete nel cuore… Ma non è possibile… Non c’è abbastanza tempo. Fate attenzione: vi stanno rubando la vita (senza cattiveria)… E’ una specie di atmosfera in cui viviamo per cui i ragazzi e le ragazze come voi devono essere gente sveglia: sesso, spinello, sbronza… Vi propongono un modo di vivere fatto soprattutto di consumo, che è immediata ricerca del piacere, attraverso immagini e non attraverso le parole. Guai se pensaste con le vostre teste, guai alle belle idee, belle teste per essere liberi. C’è qualcosa o qualcuno per cui vivete? C’è qualcuno o qualcosa per cui sareste pronti a morire? Se rispondete a queste domande avete l’anima integra. Se vivete per voi stessi siete perduti. Nessuno vi farà mai questo discorso. Ci sono parecchi messaggi subliminali, messaggi relativi al potere, relativi all’essere al centro del mondo: messaggi che vi stanno rubando la vita. A me interessa che nelle strade del mondo ci sia un’umanità bella, pronta a vivere e a morire, grandi progetti per il futuro con radici radicate nel passato, servire, lavare i piedi all’altro. Dio l’ha fatto. Il bello nella vita non sta nel prendere, ma nel donare. Chi di voi ha letto la vita di un Santo? Chi di voi ha letto almeno un Vangelo? L’unico modo per vivere una vita fantastica è prendere sul serio il Vangelo di Gesù! Bisogna svegliarsi. Bisogna che qualcuno s’innamori di Gesù, desideri ascoltarLo: provare per credere! La fede viene dall’ascolto, dalla riflessione: se pensate diventate pericolosi per il sistema”. E’ stato un incontro davvero arricchente, stimolante e ricco di spunti di riflessione: i ragazzi hanno sentitamente ringraziato di persona il Vescovo per la Sua presenza vera e schietta in mezzo a loro. Ma come è possibile testimoniare ciò che mons. Coletti ha detto? Con la testimonianza, dall’amore che avrete gli uni verso gli altri. Se qualcosa ritorna bene, ma non vi aspettate nulla in cambio! Chi vuole salvare sé stesso è perduto… Leggetelo! Lo trovate nel Vangelo di Giovanni!! comunità la visita di un Vescovo sia ancora un evento importante. Molto intensa la celebrazione, con i canti della corale parrocchiale, la processione offertoriale con i bambini e i ragazzi che hanno portato i doni all’altare. Prima di congedarsi, a malincuore, il Vescovo Diego ha esortato i presenti a dedicare quotidianamente alcuni minuti alla lettura di un brano di Vangelo, da fare anche in famiglia. E altra raccomandazione, quella di imparare a memoria la preghiera scritta nell’immagine distribuita a tutti i presenti a ricordo della visita. Le comunità di Cosio e Piagno hanno donato al Vescovo un pastorale, intagliato a mano, opera di un’artista locale. Al canto finale poi è stato salutato da un festoso agitare di bandierine bianche e gialle. Con la sua consueta disponibilità alla fine non si è sottratto alle numerosissime fotografie di rito, con don Mario, i chierichetti, i sacrestani e tutti quelli che hanno voluto fissare un ricordo di questa importante giornata in cui tante persone gli hanno stretto la mano, conversato con lui e sentito la vicinanza di questo fratello che ci precede e ci guida con la sua autorità nel cammino della vita ma stando in mezzo a noi. Ultimo momento con le comunità di Cosio e Piagno, sempre in piazza S. Martino con il rinfresco preparato dal gruppo Alpini e da quello di Protezione Civile che l’avevano accolto sul sagrato e presenti in prima fila alla celebrazione della S. Messa a chiudere un incontro purtroppo breve ma molto intenso. Grazie Vescovo Diego per averci confermato nella fede e fatto sentire la tua vicinanza! A noi il compito di mettere in pratica i tuoi insegnamenti. SANDRA BOLOGNINI Cosio e Pignano La Visita N el pomeriggio di sabato 5 febbraio, con semplicità e con calore, le comunità di Cosio e Piagno hanno accolto il Vescovo Diego Coletti nell’ambito della visita pastorale che è stata preceduta da un incontro di preghiera il giovedì precedente, mentre il parroco don Mario sulle pagine del bollettino parrocchiale aveva illustrato il motivo e il fine della visita. Il Vescovo Diego è giunto a Cosio nel primo pomeriggio ed ha visitato alcuni ammalati. Alle ore 16.30 è giunto in piazza S. Martino e dopo aver scambiato un breve saluto informale con la popolazione è entrato in chiesa parrocchiale per l’incontro con le comunità. Ricevuto il saluto di don Mario a e del Sindaco Fausta Svanella, il Vescovo nel suo intervento ha toccato vari argomenti, stimolato anche dalle domande giunte rispettivamente da una catechista che gli chiedeva della difficoltà di fare partecipare bambini e ragazzi alla S. Messa domenicale e di un rappresentante del Consiglio Pastorale riguardo alle nuove realtà di immigrazione presenti nei nostri paesi, sul come accoglierle e come rapportarsi. Alle 17.30 è stata celebrata la S. Messa in una chiesa di S. Martino che nel frattempo si era riempita all’inverosimile, una tangibile dimostrazione di come nelle piccole In Missione Sabato, 12 febbraio 2011 15 Don Giorgio Quaglia. Un ricordo dal Perù. “Un uomo libero che amava la Chiesa” Don Umberto Gosparini e don Savio Castelli hanno condiviso con lui gli anni delle missione in Argentina. Pubblichiamo una lettera arrivata in redazione dai nostri missionari fidei donum in Perù. Un ricordo di don Giorgio Quaglia scomparso lo scorso primo febbraio a Ponte Tresa dove era parroco. G iorgio era e rimane un amico fraterno da una vita. Sempre alla ricerca di nuovi rapporti, ma capace di affetti profondi e duraturi. Come compagno di missione per tanti anni, il suo ricordo si mescola e si sovrappone con la terra, le strade polverose, il sole, il vento, la gente di Santiago dell’Estero. Abbiamo vissuto insieme una bella esperienza in Argentina. E ora, dopo i primi momenti di tristezza per la sua partenza, ci è facile pensarlo insieme e accanto a noi sulle strade di San Pedro di Carabayllo, per certi aspetti simili a quelli di Forres, Beltran e Garza. Ci siamo accompagnati, con semplicità e comprensione reciproca, anche negli ultimi anni di esperienza pastorale in Italia, per lui a Ponte Tresa. Era contento della sua gente, della sua Chiesa, del suo paese. “Qui le cose vanno bene” ce lo ha detto l’ultima volta che lo abbiamo sentito. La missione a Ponte Tresa, come a Forres, era la sua vita. Era spinto prima di tutto, dalla Fede in Cristo e nel Vangelo. Da tanti anni partecipava fedelmente agli incontri di “Jesus Caritas” dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucauld. Era animato dall’affetto della “sua gent e e per la sua gente” soprattutto i più poveri. Sentiva il bisogno di questo affetto e lo cercava. Aveva una grande passione per la Chiesa che a volte criticava, perché avrebbe desiderato che fosse più evangelica. Nelle immagini don Giorgio durante una visita in Argentina alle parrocchie che facevano parte della missione diocesana di santiago del estero Giorgio era sempre di corsa, come volesse arrivare dovunque, incontrare tutti, provare le più diverse esperienze. Era libero. Si sentiva soddisfatto della sua vita, abbiamo sorriso con simpatia, rileggendo ancora una volta nelle sue riflessioni del giorno prima di andarsene, la citazione di un poeta latinoamericano che gli piaceva: “Confesso di aver vissuto”. Adesso vive una vita ancora più libera e bella. Può volare dove vuole. Lo sentiamo vicino. Dall’Argentina. La lettera di don Angelo Introzzi da Clodomira - Santiago del Estero E i fu. Quanti chilometri… Sei arrivato al cielo! Fosti nominato Vicario a Fino mentre io ero alunno di Teologia. Eri atipico. (Un sacerdote amico, di Santiago, ha detto di te , in questi giorni, “un anormale”). Mai avevo conosciuto un prete così! Non era solo questione di carattere, avevi nella testa una teologia diversa che si transformava in vita, che liberava, che si incarnava, si faceva carità e fantasia di Dio con la gente occasionale che ti cercava con la propria umanità ferita dalla povertà, dall’ handicap, dall’ignoranza religiosa o culturale o con coloro che recentemente arrivavano dalla terra del Sud e si trasformarono nella tua amatissima “Andrate”. Mi colpivano e mi affascinavano le tue liturgie: piene di vita, di partecipazione, di attenzione alla gente, alle situazioni; soprattutto gli sposalizi diventavano spazi di felicità dove l`amore di Dio invadeva visibilmente la vita di quelle coppie fortunate ad averti come celebrante. Le Messe cariche di sensibilità che facevano proprie le abitudini e la religiosità popolare di chi veniva da altre culture: avvertivi un Dio che si relazionava con gli uomini e li interpellava. Uscivi dalla Chiesa e ti sentivi vivo, pieno di entusiasmo...non avevi sopportato una cerimonia in più. “Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio, sorge or commosso al subito sparir di tanto raggio” ( Cinque maggio di Alessandro Manzoni - in morte di Napoleone). Sulla porta di casa un invito ti faceva sentire accolto, aspettato, che appartenevi a quella canonica dove ti accingevi a entrare. In caratteri cubitali, nel salottino circondato da cassette di Con gratitudine... LA CHIESA COSTRUITA DA DON GIORGIO IN ARGENTINA Nella pagina dedicata alle Valli Varesine (pag. 28) pubblichiamo un testo scritto proprio da don Giorgio il giorno prima di morire e destinato al libretto in preparazione per la quaresima di fraternità Il 5 febbraio a Colico la consulta missionaria diocesana i è riunita sabato 5 febbraio a S Colico la consulta missionaria diocesana. L’incontro è stato frutta ripitturate che servivano da panche per sederci, campeggiava una frase di San Agostino: “ama e fa ciò che vuoi”. Penso sia stato il programma della tua vita. Quanti amici, soprattutto immigrati, quanti “diversi”, quanti incontri... Un giorno partisti per l´Argentina. La ricorresti tutta da Ovest a Est, da Nord a Sud: ovunque per incontri di comunità di base, di catechesi, per visitare parrocchie e amici che poco per volta aumentarono fino ad essere notizia nazionale nei canali televisivi e nelle testate dei giornali il tuo viaggio al cielo. Forres, Brea Pozo, Santiago del Estero “racchiusero” la tua vita missionaria in terra Latino-Americana. Tu non fosti missionario per essere partito introdotto dalla riflessione di padre Claudio Madasi, sacerdote originario di Como, ma incardinato nella diocesi di Macapà in Brasile, che ha commentato il brano di Vangelo che racconta la vicenda dei discepoli di Emmaus. Successivamente Gabriella Roncoroni, direttore dell’Ufficio Missionario diocesano, ha presentato alla Consulta il Vademecum per le parrocchie, frutto dei lavori delle precedenti consulte e dell’ultima assemblea missionaria. Si tratta di un documento contenente alcune indicazioni pratiche per l’animazione missionaria nelle zone e nelle comunità della diocesi. Il testo, approvato dalla Consulta, sarà ora sottoposto al Vescovo che deciderà sulla sua eventuale diffusione. Durante la riunione sono stati presentante anche le nuove equipe verso altre terre, lo eri in seminario, da vicario a Fino, in Sudamerica e ultimamente a Ponte Tresa. Tutto il tuo essere vibrava di quello spirito che animò pionieri e fondatori di congregazioni “ad gentes”. Dovunque la vita ti condusse sempre dimostrasti un’intelligenza critica e una capacità grande di costruire il Regno in strutture che il più delle volte sentivi strette come quando indossi un capo di vestiario di alcune taglie inferiori alla tua. Sei nato artista, con tutte le contraddizioni proprie dei geni. “Noi chiniam la fronte al Massimo Fattor, che volle in lui del Creator Suo Spirito, piu´ vasta orma stampar” ( Cinque maggio di Alessandro Manzoni - in morte di Napoleone). Molti non abbiamo inteso le tue opere d´arte, questo non significa che non lo fossero. Il tuo ministero sacerdotale è la più bella opera d´arte che ci hai lasciato! I poveri, i lontani, gli esclusi gli immigrati lo hanno apprezzato e lo porteranno vivo nel loro cuore e nella loro mente. Una luce si è spenta: ci sentiamo più poveri senza di te, qui in Santiago e sicuramente anche nella nostra amatissima diocesi di Como. Voglia lo Spirito che questa luce risplenda in tutti coloro che ti hanno apprezzato e amato. Benedetta sia Ponte Tresa che accoglie le tue spoglie mortali nell´attesa del reincontro nell´eternità. “A egregie cose accendono le alme le urne dei forti e bella e santa fanno al peregrin la terra che le ricetta”. (Ugo Foscolo dei sepolcri). Con gratitudine per avere respirato, anche se in tempi diversi, la stessa aria, in Seminario - a Trento - a Fino Mornasco e Andrate – in Argentina - a Rebbio - e nelle Valli Varesine. della Commissione missionaria: l’equipe che si occupa delle proposte per i giovani, l’equipe “comunicazione” che si occupa della collaborzione con “Il Settimanale” e del sito internet www. centromissionariocomo.it e, infine, la nuova equipe “mondo” che ha l’obiettivo di proporre incontri di riflessione e approfondimento su tematiche di interesse missionario ma anche sociale. ComoCronaca 16 Sabato, 12 febbraio 2011 I 15 enti comaschi convenzionati ai quali andranno i farmaci E Il logo della fondazione banco farmaceutico onlus cco l’elenco degli enti comaschi che saranno beneficiari dalla raccolta dei farmaci: Cooperativa Sociale Arca (Como ); associazione Cometa (Como ); Piccola Casa Federico Ozanam (Como); Centro di Solidarietà di Como U.I.L.D.M. sez.Como; Casa Santa Luisa (Como ); Plocrs Casa Alloggio “La Sorgente “ (Como ); associazione “Telefono Donna” (Como); Suore Missionarie Comboniane (Erba ); Suore Cristo Re (Erba); Anffas Onlus Centro Lario e Valli (Grandola e Uniti); Cooperativa Sociale Arca 88 (Olgiate Comasco ); Mondo X - Cielo ‘91 - Campus (Orsenigo ); Villa S.Maria Società Cooperativa (Tavernerio); Caritas parrocchia S.Maria Assunta (Villa Guardia). Anche a Como la Giornata del farmaco Undicesimo appuntamento nazionale, sabato 12 febbraio, dedicato all’acquisto di farmaci di banco, che verranno donati alle persone in difficoltà del territorio A nche Como aderisce alla “XI Giornata nazionale di raccolta del farmaco”, in programma per sabato 12 febbraio. In questa occasione, in tutta Italia, recandosi presso una delle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, si potrà acquistare e donare un farmaco da banco a chi oggi vive ai limiti della sussistenza (7 milioni 810 mila persone, dati ISTAT povertà relativa, 2009). La Giornata è organizzata dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus in collaborazione con la Compagnia delle Opere - Opere Sociali. L’iniziativa si terrà in oltre 3200 farmacie distribuite in 83 province e in più di 1.200 comuni. Nella provincia di Como 45 farmacie saranno presidiate dai volontari del Banco a Como che spiegheranno l’iniziativa ai cittadini. Gli stessi farmacisti consiglieranno il tipo di farmaco da banco (cioè che non necessita di prescrizione medica) di cui è maggiormente avvertita la necessità. A beneficiare della raccolta saranno le persone che quotidianamente vengono assistite dai 15 enti caritatevoli convenzionati con il Banco Farmaceutico nella provincia di Como. Per approfondire il senso di questa giornata abbiamo contattato il dott. Massimo Galli, delegato per la Provincia di Como della Fondazione Banco Farmaceutico ONLUS. Dott. Galli perché è importante aderire alla Giornata Nazionale di raccolta del farmaco? «Il Banco Farmaceutico, mediante l’iniziativa della Giornata Nazionale del Farmaco, vuole sensibilizzare le persone ad un bisogno reale come quello della spesa sanitaria in caso di malattia. L’ in 10 anni due milioni di farmaci Recandosi in una delle farmacie che espongono la locandina del Banco sarà possibile acquistare e donare un medicinale a chi oggi vive ai limiti della sussistenza. L’iniziativa sarà proposta in oltre 3200 farmacie in Italia. 45 quelle convenzionate sul territorio comasco. 15 gli enti comaschi che ne beneficeranno a cura di Marco Gatti associazione Banco Farmaceutico onlus è nata nel 2000 dall’incontro tra la professionalità della Lombarda (associazione fra titolari di farmaci di Milano Lodi e provincia) e l’esperienza nel settore sociale della Compagnia delle Opere. Il suo scopo è quello di aiutare le persone indigenti rispondendo al loro bisogno di farmaci tramite la collaborazione con gli enti assistenziali che già operano localmente. I Soprattutto oggi che il numero di persone povere è in aumento, i beni di prima necessità non sono solo il cibo, l’abitazione, gli indumenti, ma anche i farmaci. Con il semplice gesto di acquisto di 1 o più farmaci “da banco”, possono essere aiutati gli enti assistenziali a fornire un sostegno anche sotto il profilo sanitario. Antinfiammatori, analgesici, antipiretici, tutti farmaci “da banco” che però rappresentano una necessità per molti. Per tutti coloro che partecipano è un gesto di generosità semplice, ma profondo, in cui rendersi conto che vale la pena regalare qualcosa per qualcuno in difficoltà. Quando si vedono altri che stanno peggio di noi, ci sentiamo spinti ad aiutarli. Come diceva don Luigi Giussani “Tale esigenza è talmente naturale che è in noi prima ancora che ne siamo coscienti”, in tutti i casi (generosità, impeto naturale, carità cristiana), partecipare alla Giornata di raccolta del farmaco è un giudizio che costringe a cambiare se stessi e tutta la società». Qual è il percorso dei farmaci che saranno acquistati e donati nel corso della giornata? «Le farmacie che hanno aderito all’iniziativa sono collegate a un determinato ente assistenziale della zona, quindi tutti i farmaci acquistati nella farmacia andranno devoluti a quell’ente. Questo tipo di organizzazione permette farmaci raccolti vengono poi distribuiti gratuitamente agli enti convenzionati. Grande attenzione viene dedicata anche all’aspetto formativo dei volontari, oltre che al monitoraggio e alla raccolta dati sul fabbisogno farmaceutico degli indigenti in Italia, in partnership enti e istituzioni nazionali. Le farmacie che aderiscono alla “Giornata” fungono da ‘magazzini temporanei’ sul territorio, provvedendo allo stoccaggio e successivamente alla consegna non solo di agevolare la distribuzione dei farmaci, ma anche di ottimizzare la raccolta. Siccome gli enti agiscono in diversi settori (minori, comunità di tossico-dipendenti…) anche la raccolta è specifica per l’ente beneficiario: in farmacia il farmacista e i volontari presenti, molti dei quali appartenenti all’ente stesso, indicheranno a chi dona quali sono i farmaci di cui si ha maggiormente bisogno». è possibile effettuare donazioni anche durante il resto dell’anno? «L’unico modo per donare i farmaci tramite il “Banco Farmaceutico” è aderire alla Giornata nazionale della raccolta del farmaco che ricorre una volta l’anno, il secondo sabato di febbraio, cioè sabato 12 prossimo. Altri tipi di donazioni possono essere fatte mediante bonifico bancario all’Associazione Banco Farmaceutico o devolvendo ad essa il “5 per 1000”». Quanti sono i volontari comaschi legati al Banco farmaceutico? «I volontari comaschi che partecipano all’iniziativa sono più di 200, migliaia in tutta Italia, persone di tutte le età del Banco Farmaceutico (tutti sono benvenuti!) e volontari che già fanno parte degli enti beneficiari della raccolta». Come opera il Banco Farmaceutico in provincia di Como nel corso dell’anno? «Il Banco Farmaceutico in provincia di Como partecipa alla Giornata nazionale della raccolta del farmaco. A livello nazionale, invece, sostiene in modo stabile gli enti assistenziali convenzionati, fornendo gratuitamente i farmaci necessari. L’approvvigionamento dei farmaci avviene sia attraverso la Giornata di raccolta del farmaco, sia usufruendo di donazioni delle Aziende Farmaceutiche, con le quali il Banco mantiene stabili contatti durante tutto l’arco dell’anno». dei farmaci donati agli enti locali convenzionati. L’attività del Banco è svolta in massima parte da volontari. La Giornata ha consentito di raccogliere, in 10 anni, oltre 2.010.000 farmaci per un valore economico di circa 13,1 milioni di euro. La gamma dei farmaci trattati è sempre più completa fino ad includere quasi tutte le categorie dei farmaci da banco: antitosse (9%), antipiretici adulti (15%), antinfiammatori orali (11%), antinfluenzali (11%), antipiretici bambini (9%), antitosse (9%), antisettici per la gola (5%), decongestionanti nasali (2%), antiacidi (4%), lassativi (4%), antimicotici (2%), antistaminici (2%), colliri (3%), cicatrizzanti (2%), disinfettanti (5%). Per ulteriori informazioni e per trovare l’elenco aggiornato delle farmacie che aderiscono alla giornata è possibile visitare il sito www.bancofarmaceutico.org ComoCronaca a Frontier I dati relativi al 2010 parlano di un incremento dei transiti commerciali pari al 6,6% Dogana di Chiasso Brogeda crescono i veicoli pesanti U Notizie flash ■ Unitalsi Incontro di preghiera in S. Giorgio Il Gruppo Unitalsi di Como organizza, per venerdì 11 febbraio, alle ore 21, presso la chiesa di S. Giorgio, in via Borgovico, un incontro di preghiera con recita del S. Rosario. ■ Tavernerio n incremento dei transiti commerciali del 6,6%, pari a 1.101.536 mezzi pesanti, ha caratterizzato l’attività alla dogana di Chiasso Brogeda nel 2010. Un sintomo di come gli scambi commerciali tra nord e sud Europa sono ripresi dopo due anni di calo continuo anche se i passaggi non sono ancora paragonabili a quelli registrati nel 2007 quando furono conteggiati 1.124.857 veicoli pesanti in transito dal valico autostradale di Pranzo di beneficienza per lo Sri Lanka Domenica 20 febbraio le “Amiche di suor Cristina” organizzano un pranzo al costo di 20 euro alle ore 12.30 preso i Padri Saveriani di Tavernerio. Seguirà una tombolata. Tutto il ricavato sarà devoluto alla “Casa famiglia” per persone anziane rimaste sole, dopo la tregedia dello Tsunami, gestita da suor Cristina in Sri Lanka. Per motivi organizzativi il pagamento dovrà essere effettuato alla prenotazione (entro il 15 febbraio) rivolgendosi, ore pasti, a: Marilina (tel. o31-360464), Chiara (tel. 031-555444), Giovanna (tel. 031-220191). Un camion ogni cinque non è regolare: dal peso del mezzo all’alterazione del conducente confine. è questo il dato saliente contenuto nel bilancio sull’attività 2010 svolta alle dogane tra Como ed il Canton Ticino effettuato dalla Direzione delle dogane di Lugano. L’anno scorso è stata registrata una punta massima giornaliera di 4.095 camion in transito: un numero però al di sotto anche dei livelli raggiunti nel 2008 quando tale dato si attestò a quota 4.379. A preoccupare, però, gli operatori al di qua ed al di là del confine sono i numeri relativi ai fenomeni di evasione. Ammontano infatti ad oltre 3 milioni le pratiche doganali evase mentre un camion, ogni cinque controllati, presentava irregolarità che spaziavano dal peso fuori norma (1.124 casi) allo stato di non idoneità fisica del Sabato, 12 febbraio 2011 17 ■ Mostre Packaging Art in via Natta per Comocuore conducente per assunzione di alcool, sostanze stupefacenti o medicamenti (19), al mancato rispetto del riposo obbligatorio (20), alla mancanza del rispetto delle procedure di sicurezza per il trasporto della merce (81). Sono risultati in aumento anche gli episodi di falsificazione di marchi, dei diritti d’autore, di design, dei brevetti, che sono stati 51 (17 nel 2009). Le falsificazioni hanno riguardato in particolare articoli di valigeria, abiti e orologi. Le infrazioni doganali perseguite nel 2010 dagli uffici, nel campo delle merci commerciali, sono diminuite del 65% e sono state complessivamente 371 (1.089 nel 2009), in gran parte per messa in pericolo dei diritti doganali e imposta sul valore aggiunto (IVA). In contrapposizione sono state inasprite le sanzioni amministrative che, per i Qualche numero Ecco la quantità complessiva di veicoli pesanti transitati, negli ultimi quattro anni, dalla dogana di Chiasso. Chiasso Brogeda merci: automezzi carichi 906.975 nel 2007 (max giorno 4.251), 900.663 nel 2008 (max giorno 4.379), 827.541 (max giorno 3.951) nel 2009 e 903.215 nel 2010 (max giorno 4.095); Chiasso autostrada: automezzi vuoti 217.882 nel 2007 (max giorno 1.085), 223.300 nel 2008 (max giorno 1.374), 205.778 nel 2009 (max giorno 2.019) e 198.321 nel 2010 (max giorno 1029). Il totale di veicoli pesanti, carichi e vuoti, transitati dalla dogana di Chiasso è stato: 1.124.857 nel 2007, 1.123.963 nel 2008, 1.033.319 nel 2009 e 1.101.536 nel 2010.Il totale di veicoli pesanti, carichi e vuoti, transitati dalla dogana di Chiasso è stato: 1.124.857 nel 2007, 1.123.963 nel 2008, 1.033.319 nel 2009 e 1.101.536 nel 2010. casi gravi e di dolo, possono portare al divieto di esercitare la professione e al divieto della ditta di operare in dogana. In Canton Ticino, infine, le inchieste penali per contrabbando organizzato, Novità rifiuti svolte dalla sezione antifrode doganale di Lugano, sono state 226 (366 nel 2009), nella maggior parte dei casi per sottrazione dell’imposta sul valore aggiunto e del dazio. luigi clerici Dall’11 al 27 febbraio, lo Spazio Natta (Via Natta, 18) ospita la mostra “Packaging Art: i segni di un’epoca” dell’artista Giordano Redaelli. La rassegna d’arte contemporanea è organizzata dal Rotaract Club Como, e i proventi raccolti dalla vendita di due opere donate dall’artista andranno all’associazione ComoCuore Onlus.e. ■ Albese Le radici del ricorso. Storia e drammi dell’Istria L’associazione culturale “In - Oltre”, con il patrocinio del Comune di Albese con Cassano organizza, venerdì 11 febbraio, una conferenza dal titolo: “Le radici del ricordo. Storia e drammi dell’Istria” presso il centro civico Fabio Casartelli, in via Roma, 21, ad Albese con Cassano. Interverranno: Guido Giraudo, giornalista e Federico Goglio, scrittore e cantautore. Tutti sono invitati per fare memoria di una pagina buia della nostra storia. E partita, in questi giorni, la progressiva rimozione dei contenitori cittadini Plastica: addio alle campane I n attesa dell’entrata in vigore del nuovo appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti e di pulizia delle strade per la città di Como, quelle che saranno alcune caratteristiche del nuovo modo in cui i cittadini dovranno conferire gli scarti del proprio vivere quotidiano sono già entrate in vigore. Il primo passo, su questo punto, è avvenuto proprio a partire da questa settimana quando è cominciata la progressiva rimozione delle campane per la raccolta della plastica ancora presenti in Como. «Si tratta di una decisione presa con una duplice finalità – sottolinea l’Assessore all’Ambiente, Diego Peverelli -. Innanzitutto igienica in quanto, purtroppo, vengono utilizzate impropriamente e sono diventati siti per il deposito di rifiuti di qualsiasi tipo e genere. E poi di decoro urbano. Del resto sono vecchie e ormai superflue, oltre che essere scomode per i cittadini in quanto il servizio di raccolta della plastica è già da tempo garantito con il ritiro del sacco viola che viene effettuato porta a porta una o più volte la settimana a seconda della zona di residenza. Quindi colgo l’occasione per invitare i cittadini ad utilizzare esclusivamente il sacco viola per la raccolta di questa tipologia di rifiuti». Posizionate a partire dagli anni ’90, il numero di tali contenitori è in un primo tempo cresciuto fino a toccare quota 90 per poi progressivamente diminuire. Infatti, come già sottolineato dallo stesso Assessore Peverelli, con l’introduzione del sacco viola (nel quale si raccolgono gli stessi materiali e risulta più comodo per il cittadino in quanto ritirato a domicilio) l’utilizzo delle campane si è progressivamente ridotto. A questo fattore va aggiunto il fenomeno del loro deterioramento ed i ripetuti casi di vandalizzazione (che hanno raggiunto il loro apice nel 2007 quando ne vennero distrutte o date alle fiamme ben 14, oltre ad altre 15 per la raccolta del vetro) che ne hanno impedito la riparazione ed il recupero. A tutte queste ragioni bisogna inoltre aggiungere che tali contenitori sono ormai costantemente utilizzati come luogo per abbandonare rifiuti di qualsiasi specie o natura. Per questo motivo è stata decisa la loro completa eliminazione che ha già avuto inizio. Questa decisione rappresenta un primo passo verso la gestione futura della raccolta dei rifiuti. Il nuovo appalto prevederà anche la rimozione delle 31 campane per la raccolta del vetro, introducendo anche per questa tipologia di rifiuto il ritiro a domicilio. l.cl. ComoCronaca 18 Sabato, 12 febbraio 2011 turismo. Il settore si conferma in buona salute Turismo ■ Stranieri Presenze sempre più internazionali Il turismo nostrano continua ad essere sempre più internazionale. Secondo i dati dell’assessorato provinciale al turismo gli stranieri rappresentano il 62% delle presenze sul Lario. La forbiche con i turisti italiani continua ad allargarsi. ■ Provenienze A rrivare in dieci anni a raddoppiare i flussi turistici sul Lario. E’ questo l’obiettivo dell’assessorato al turismo della Provincia che ha recentemente pubblicato i dati relativi agli arrivi e alle presenze del 2010. Un obiettivo che non sembra così distante se consideriamo come, nonostante la crisi economica dell’ultimo biennio, i flussi turistici dal 2005 ad oggi siano aumentati di 300 mila Un obiettivo ambizioso arrivare, entro il 2020 a raddoppiare i flussi sul nostro lago unità (più 50%) con un totale di 982 mila arrivi (il numero di singoli turisti) nel solo 2010 e 2 milioni e 540 mila presenze (numero di giorni trascorsi). “I dati sono senz’altro positivi”, ha commentato l’assessore provinciale al turismo Achille Mojoli che si sta preparando al BIT, la Borsa internazionale del Turismo, una delle più importanti esposizione al mondo di offerta turistica in programma a Milano dal 17 al 20 febbraio. “Como, lo scorso anno, – prosegue – ha registrato una crescita maggiore rispetto alla Dal 2005 sul Lario 300 mila turisti in più media lombarda e quella nazionale, arrivata al più 2%”. Guardando al solo 2010 si è registrata un incremento degli arrivi del 5,46% con 50 mila turisti in più. A fare la parte del leone continuano ad essere gli ospiti stranieri in particolare provenienti dall’Europa centrale (Germania in testa) ma anche statunitensi e inglesi. Non mancano, però, nuovi mercati su cui concentrarsi. “Stiamo cercando di lavorare – ha spiegato l’assessore – per attirare sempre più turisti dai Paesi emergenti come Russia, Giappone e Cina. Paesi con cui già esistono importanti legami ma a cui guardiamo con interesse considerando la loro crescita economica. Nei prossimi anni avremo milioni di turisti che da questi Paesi inizieranno a viaggiare verso l’Europa. Per questo sarà necessario lavorare per inserire nei pacchetti previsti per l’Italia anche una tappa sul Lario”. Per quanto riguarda la distribuzione dei flussi durante l’anno, la maggioranza delle presenze è concentrata nei mesi estivi. Un trend che conferma quello degli scorsi anni. S “tassa” di soggiorno i pareri u una cosa sono tutti d’accordo: “non chiamatela tassa”. E’ questo il primo commento dell’assessore Mojoli e del presidente degli albergatori comaschi Proserpio sulla possibile introduzione, all’interno del decreto sul federalismo comunale, di una tassa di soggiorno. Una decisione che aveva scatenato le proteste di Federalbergatori che non ha escluso manifestazioni di protesta. “Se verrà introdotta una tassa di soggiorno – spiega Mojoli – è importante “Sono due gli ambiti in cui dobbiamo lavorare per potenziare il settore turistico – ha spiegato Mojoli - . Da un lato dobbiamo cercare di far aumentare il numero di giorni che i turisti passano da noi (in media 2,67 giorni a testa ndr), aumentando l’offerta turistica e facendo scoprire anche quelle realtà oggi poco conosciute e valorizzare. Dall’altro dobbiamo fare in modo che le presenze non siano concentrate solo nel periodo estivo ma anche negli altri mesi dell’anno, sviluppando un turismo di tipo invernale, legato agli sport invernali, ma anche culturale”. Risultati positivi che sono stati accolti con entusiasmo dagli stessi albergatori. “Abbiamo ottenuto risultati meravigliosi - ha spiegato il presidente degli albergatori comaschi, Alberto Proserpio - che dimostrano l’importanza di continuare a lavorare in squadra tra albergatori, istituzioni e Camera di Commercio”. Una soddisfazione che aumenta guardando alle prenotazioni per il 2011 che, a detta del presidente degli albergatori, sembrano indicare un ulteriore crescita. MICHELE LUPPI prima di tutto che questa vada a pesare sui turisti e non sugli albergatori. Dall’altra parte credo sia necessario estenderla a tutti i Comuni e non solo al capoluogo che nel caso di Como, corrisponde solo al 20% dei flussi turistici. Al di là di queste considerazione penso, però, che sarebbe meglio evitare di introdurre questa tassa destinando, invece, allo sviluppo del settore turistico una percentuale dell’IVA (il 2,5%) incassata dagli operatori del settore”. “Indipendentemente A guidare la classifica dei Paesi di provenienza dei turisti in visita al Lario resta la Germania con 343 mila presenze, seguita da Regno Unito (263 mila), Paesi Bassi (248 mila), Svizzera e Liechtestein (164 mila), Usa (121 mila), Francia (115 mila), Belgio (58 mila). Più indietro Russia (22 mila), Giappone (15 mila) e Cina (10 mila). ■ Strutture Crescono alberghi di lusso e B&B Per quanto riguarda la struttura ricettive a crescere sono gli alberghi di lusso (più 8,17% di presenza) ma anche i bed and breakfast (più 22%). In calo, invece, sono gli agriturismo (meno 7,24%). Stazionari i campeggi. ■ Risorse Per il 2010 spesi 170 mila euro L’assessore Mojoli ha espresso il suo disappunto per le scarse risorse destinate al turismo. Nel 2010 il budget è stato di 170 mila euro. Nello stesso anno il vicino Canton Ticino ha investito in promozione circa 5 milioni di euro. da questo – continua Mojoli – è importante aumentare le risorse a disposizione del settore turistico. Lo scorso anno il budget della Provincia è stato di 170 mila euro. A pochi chilometri da noi il solo Canton Ticino ha investito in promozione 7 milioni di franchi, qualcosa come 5 milioni di euro”. Più sottile il presidente degli albergatori comaschi Proserpio. “Non è bello accogliere i turisti facendogli pagare una tassa – spiega - . Piuttosto si potrebbe Appuntamenti Tavernerio Erba Mostre Franz Liszt a Como. Conferenza in città Luna e dintorni con gli Astrofili Lariani I mercoledì culturali con “La Martesana” “Arcimboldo” a Milano Venerdì 11 febbraio, alle ore 21.15, presso il Centro Civico “Rosario Livatino” di Tavernerio, in via Risorgimento 21, il Gruppo Astrofili Lariani propone “Luna e dintorni”, una chiacchierata a cura di Marco Papi propedeutica all’osservazione all’esterno del Centro Civico del satellite terrestre e delle meraviglie del cielo invernale. L’ingresso è libero. Per informazioni, la sede del Gruppo Astrofili Lariani si trova in via Risorgimento 21 a Tavernerio, presso il Centro Civico “Rosario Livatino”; tel. 328.0976491 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21); e-mail: [email protected]; sito web: www.astrofililariani.org. Prosegue il ciclo di incontri dal titolo “I mercoledì culturali”, organizzati dall’Associazione “La Martesana”, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di Erba, con inizio alle ore 21 presso la Sala Civica di Villa CerianiBressi a Crevenna di Erba (via U. Foscolo 23). Mercoledì 9 marzo Claudio Ponzoni tratterà “La navigabilità dal lago di Como verso Milano negli studi di Leonardo da Vinci”; mercoledì 13 aprile Marino Marieni, presenterà “Itinerari sui monti lariani”, mentre mercoledì 11 maggio è la volta de “I Battisteri tra iconografia e storia”, a cura di Alberto Perego e Antonello Marieni. L’ingresso è libero. In occasione del bicentenario della nascita di Franz Liszt, la Cappella Musicale della Basilica di San Fedele di Como organizza una conferenza con proiezioni dal titolo “Franz Liszt a Como”, che si terrà alle 16.30 di sabato 12 febbraio presso la sala parrocchia di S. Fedele, in via Vittorio Emanuele 94, a Como, e sarà curata dal relatore Oscar Tajetti. Mercoledì 16 febbraio, alle ore 21 presso la Basilica di San Fedele, si svolgerà invece il concerto, su musiche di Liszt, dal titolo “Elevazione spirituale”, a opera dell’organista Paolo Oreni, tra i pochi al mondo che suonano questo strumento completamente a memoria. E’ tedesco il turista più affezionato al Lario “R far pagare una somma di uno o due euro ai turisti ma offrendogli in cambio una tessera che dia diritto a sconti ed opportunità. Penso a convenzioni con ristoranti, enti culturali, mezzi di trasporto, migliroando l’offerta dei servizi. Comunque come albergatori siamo contrari all’introduzione di qualsiasi novità nel corso di quest’anno perché abbiamo già chiuso tutti i contratti e questi rincari comporterebbero un danno per il settore”. osso Cobalto” e l’Associazione Culturale “Mondo Turistico” propongono per domenica 20 febbraio una visita guidata alla mostra “Arcimboldo”, allestita a Milano presso Palazzo Reale. L’incontro con la guida davanti all’ingresso di Palazzo Reale (di fianco al Duomo) è fissato per le ore 14.45; si procederà poi alla visita guidata della mostra, che approfondisce la vita e le opere del celebre artista milanese di grande successo alla corte degli Asburgo. Arcimboldo, artista che si colloca fra Leonardo e Caravaggio, propone un’arte stravagante e di forte impatto che, partendo dalla scuola di Leonardo, ha saputo sviluppare uno stile personale e innovativo. Le opere non lasciano indifferenti, emozionano, stupiscono e, talvolta, fanno sorridere. La quota di partecipazione è di 14 euro per i soci, di 15 euro per i non soci, ingresso incluso. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339.4163108; e-mail: [email protected]. ComoCronaca Sabato, 12 febbraio 2011 19 “Tiene” la pesca di professione sul lago 69 risultano, attualmente, gli addetti impegnati in questo tipo di attività sul nostro territorio. A breve partirà un corso obbligatorio, gratuito, per gli operatori interessati a questo lavoro L a pesca, un mestiere antico che ancora resiste sul Lario. La Provincia di Como organizza (iscrizioni entro il 21 febbraio, ore 9) un corso obbligatorio per poter esercitare la pesca di professione nelle acque delle province di Como e Lecco. Lo slancio per dare continuità ad un’attività ancora viva sulle nostre acque, pur fortemente ridimensionata rispetto al passato. Agli inizi del secolo scorso i pescatori professionisti sul Lario erano circa 1200, oggi sono 69, quasi tutti ditte individuali. «All’epoca – ci spiega Carlo Romanò, responsabile dell’ufficio di Gestione ittica della Provincia di Como -, si viveva in un’altra dimensione economica e sociale. Allora una buona parte dei pescatori di professione traeva il proprio sostentamento diretto dall’attività della pesca, cioè mangiava quanto pescato». E oggi? È a rischio il futuro della pesca professionale sul nostro lago? «Nel Lario e nel lago di Mezzola la raccolta sistematica dei dati del pescato professionale è iniziata nel 1996, con l’introduzione di un libretto segnapesci individuale la cui compilazione è obbligatoria. Per mantenere la licenza ogni anno i pescatori professionisti (cioè quanti traggono dall’attività della pesca la totalità o la parte principale del proprio sostentamento) devono dimostrare, dichiarazione dei redditi alla mano, che la maggior parte del proprio reddito deriva da questa attività. Sulla base dei numeri di cui disponiamo emerge, nel corso di questo ventennio, una buona stabilità del pescato professionale. Non si può dire, in sostanza, che la pesca stia aumentando, ma nemmeno che stia impoverendo, nel suo insieme. Ci troviamo dunque in condizioni di stabilità». Un lavoro di grande fatica… «Certo dipende dai punti di vista - continua Romanò -, ma di sicuro si tratta di una vitaccia, affascinante, ma fisicamente molto impegnativa. Le Il corso ■ Abilitazione Le iscrizioni entro il 21 febbraio Sono aperte le iscrizioni al corso (che è obbligatorio) per poter esercitare la pesca di professione nelle acque delle province di Como e Lecco. Il corso, a cadenza annuale, viene tenuto alternativamente dalle due Province in collaborazione con la principale associazione dei pescatori di mestiere (APAT). La durata delle lezioni è di due settimane: la prima è dedicata alla teoria e si svolge negli uffici provinciali di via Sirtori 3 a Como, la seconda è dedicata alla pratica (posa reti, filettatura, etc.) e si terrà sul lago, in località da definire. Le iscrizioni si chiudono il 21 febbraio, ore 9.00. Informazioni “Sportello Pesca” Provincia di Como (tel. 031-230843), mail: [email protected]. Un mestiere duro che obbliga a fare i conti con l’acqua gelida e il vento sferzante d’inverno, ma anche con la calura estiva. Levatacce notturne e tanta fatica. Ma c’è chi ancora ci crede e vive questa professione con passione quotidiana. è il coregone il pesce più pescato sul Lario. Nel 2009 nelle reti ne sono finite più di 100 tonnellate a cura di Marco Gatti reti (perché la pesca è consentita solo con questo mezzo) normalmente si calano al pomeriggio o alla sera e si levano al mattino. Durante la bella stagione la levata è di primissimo mattino, se non in piena notte, perché, quando l’acqua è calda occorre lasciar trascorrere il minor tempo possibile, altrimenti si corre il rischio di rovinare il pesce. Quindi, nei periodi più caldi, la maggior parte dei pescatori posa le reti verso le 17-18 e le ritira tra l’1 e le 4 del mattino. D’inverno gli orari sono meno stringenti. Il rovescio della medaglia, però, è che non sempre è piacevole trovarsi sul lago quando la temperatura è magari sotto zero, sferzati da un vento gelido e costretti ad estrarre a mano reti collocate a profondità anche vicine agli 80 metri». Vi sono zone di maggiore concentrazione dei pesci, dunque più pescose? «No, la presenza del pescato è distribuita sul lago in maniera abbastanza omogenea. La scelta delle aree di pesca è più legata ai luoghi di residenza dei pescatori. Oggi, per ragioni di pura casualità, risulta una maggiore concentrazione di pescatori nel ramo di Como, rispetto a quello lecchese». Che cosa si pesca, in maggior quantità, nelle nostre acque? «A farla padrone sono, prevalentemente tre specie. Le altre rivestono, per lo più, un ruolo accessorio, essendo meno importanti da un punto di vista meramente economico e quantitativo. Il pane dei pescatori è caratterizzato dai coregoni, che costituiscono circa il 50-60% del pescato totale, a seconda degli anni. Mediamente siamo attorno alle 100 tonnellate di coregoni pescati all’anno nelle acque del lago (112 tonnellate nel 2009). Seguono, più o meno, a pari merito gli agoni e i pesci persici, diciamo nell’ordine delle 30 tonnellate l’anno per gli agoni (33 tonnellate nel 2009) e 20 per i persici (25 tonnellate nel 2009)» Ci sono tetti alla quantità di pescato? «No. Tutta la regolamentazione sul prelievo si basa sugli attrezzi. Sono “normate” le dimensioni della maglia delle reti (stabilita in modo tale da catturare gli esemplari che si sono già riprodotti almeno una volta), le metrature delle reti che il pescatore può impiegare e i periodi di posa (non durante il deposito delle uova). Stando entro questi canoni si può pescare quanto si vuole». Veniamo alla formazione. Perché un corso per pescatori professionisti? «Due sono le argomentazioni da sostenere in merito. La prima è che non è pensabile che una persona possa entrare nel lago, sfruttando economicamente una risorsa che è un bene comune, anche dal punto di vista faunistico, senza avere un minimo di consapevolezza di quello che fa. Si pensi, e a me sembra una follia, che la normativa in vigore questo passaggio non lo prevede. Il corso, obbligatorio, è un’iniziativa delle Province di Como e Lecco, che si sono infilate nelle pieghe non dette della legge. In altre località non è previsto. Per pescare, da professinisti, nel Comasco, occorre dunque, oltre alla licenza di pesca professionale, anche l’abilitazione, ottenibile con questo corso. Il secondo aspetto da considerare è che se vogliamo assicurare un minimo di prospettiva a questo lavoro occorre anche dargli un po’ di dignità. Il fatto che prima bastasse una domanda per accedervi faceva sì che, sovente, gente che non sapeva dove sbattere la testa finisse nel lago. Questo corso certo non cambiera la vita, ma, a nostro avviso, rappresenta il minimo indispensabile per compiere un passo consapevole dentro questo mondo». ❚❚ Spesso i ristoratori prediligono la grande distribuzione Pesce di lago, ma al ristorante... S correndo i dati relativi all’andamento del pescato sui nostri laghi (Lago di Como più Mezzola) si nota come nel 2009 le acque abbiano offerto qualcosa come 200 tonnellate di pesce. Finisce tutto sulle tavole dei ristoranti lariani, lecchesi o dell’alto lago? «Si tratta in realtà di una scelta dei singoli pescatori - continua Carlo Romanò -. La mia valutazione è che la maggior parte del pesce pescato non vada, in realtà, alla ristorazione. Il pescatore, appena può, infatti predilige la vendita al privato». Perché? «Sono pochi, purtroppo, anche da noi, i ristoratori in grado di valorizzare questo prodotto, nonostante la pesca di professione ci sia da sempre. Questo per un motivo preciso: la pesca non è d’allevamento, dunque il pescato, per sua natura, risulta incostante nel tempo, sia come quantità sia come qualità. Ciò impedisce, ad esempio, di poter avere tutti giorni la stessa quantità di coregoni. Può ac- cadere il giorno fortunato di averne 50 kg, e quello invece di non averne nessuno. La ristorazione di oggi, purtroppo, ha scarsissima voglia di correre dietro questa altale- nanza, come invece dovrebbe fare. Chi offre pesce di lago, dunque, siccome ha l’esigenza primaria di mettere a menù un piatto che sia sempre quello, tutti i giorni, va spesso a cercarlo nella grande distribuzione. Ed ecco che, sulle nostre tavole, si possono così trovare coregoni del lago di Bolsena piuttosto che persici dell’Estonia. Va detto, però, che ci sono anche ristoranti interessati a lavorare con prodotti del posto. Così come sarebbe giusto. Anche se, purtroppo, non sono poi così tanti». Una questione di comodità ma anche di costi… «Affidarsi alla grande distribuzione, oltre che dare la garanzia di poter assicurare sempre lo stesso prodotto sulla tavola del cliente, permette al ristoratore anche costi più contenuti. Pensiamo, ad esempio, ad un filetto di persico. Se lo acquistiamo da un pescatore del nostro lago non lo troviamo a meno di 30-35 euro al kg, il persico che arriva dall’Estonia costa invece 18… e i conti son presto fatti…». ComoCronaca 20 Sabato, 12 febbraio 2011 Seminario ■ 13 febbraio Appuntamento con il “Quarto Family Extralarge” Domenica 13 febbraio, presso il Seminario Diocesano di Como in via Baserga, si terrà il “Quarto Family Extralarge”, il raduno delle famiglie numerose lariane che per la città è già divenuto un appuntamento ormai “tradizionale”, promosso dall’Associazione Famiglie Numerose della provincia si Como. Unico requisito richiesto per l’ammissione è la presenza di un nucleo familiare composto, oltre che dai genitori, da almeno quattro figli, senza distinzioni di sorta tra quelli naturali, adottivi o affidati. Obiettivo della manifestazione, in linea con le finalità perseguite dall’Associazione nazionale famiglie numerose, è quello di richiamare l’attenzione sull’importanza della famiglia come luogo deputato alla formazione e all’educazione di base dei giovani, vale a dire dei cittadini di domani, nella consapevolezza che l’attuale crisi dell’identità familiare rappresenta un pericoloso fattore di disgregazione sociale e civile da contrastare con ogni energia, e non certo quel segno di “emancipazione” e di “progresso” al quale vorrebbero abituarci gli esponenti della cultura laica. Il programma della giornata prevede l’accoglienza tra le 10 e le 10.30. Alle 11 sarà celebrata la S. Messa, presieduta da don Ivan Manzoni. Alle 12.30: pranzo. Ore 14.15: accoglienza pomeridiana (con giochi di animazione per bambini). Ore 14.30: apertura dei lavori: “Dal generare biologico al ‘generare sociale”, relatori: Mauro e Chiara Magatti. Ore 16.30: quattro chiacchiere in famiglie… con assaggi dei prodotti Gaf. Ore 17.15 chiusura dei lavori e saluti. Ad animare l’attività dei bambini e dei ragazzi saranno presenti degli scout di Como. Durante la giornata sarà possibile rinnovare l’iscrizione all’associazione. Comocuore apre le porte alla prevenzione L’associazione sarà a disposizione della popolazione sabato 12 e lunedì 14 febbraio per effettuare delle visite grauite I controlli saranno effettuati presso la sede cittadina di via Rovelli. Ci si potrà consultare anche con dei cardiologi L’ associazione comasca Comocuore apre le porte della sua sede per un’iniziativa senza precedenti. Il 12 e il 14 febbraio, in occasione della Giornata europea del Cuore - appuntamento che porta alla ribalta i temi più attuali legati alla prevenzione delle malattie cardiovascolari - l’associazione sarà aperta al pubblico per effettuare una serie di visite gratuite. Sarà possibile, infatti, sottoporsi allo screening dell’Aneurisma dell’aorta addominale, a controlli di pressione arteriosa e colesterolo (saranno a disposizione le infermiere volontarie della Croce Rossa), nonché consultarsi con i cardiologi per conoscere i fattori di rischio d’infarto e delle malattie che colpiscono l’apparato cardiocircolatorio. Agli interessati sarà fornita la ‘Carta dei Rischio’, un utile vademecum per scoprire se il proprio stile di vita rappresenti l’anticamera ai problemi del cuore. L’apertura avverrà sabato 12 dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17; lunedì 14 dalle 14.30 alle 17. Sabato 12, inoltre, alle 11.30 il presidente dott. Giovanni Ferrari terrà un incontro aperto al pubblico per spiegare i rischi dell’aneurisma dell’aorta addominale. Lo screening dell’aneurisma dell’aorta addominale (A.A.A.) consiste nella ◆ Villa Saporiti ■ Confindustria Energia e ambiente: un corso U n corso per aiutare gli amministratori e i tecnici dei Comuni comaschi a recepire le nuove direttive in campo energetico e ambientale, così da non ricorrere in future sanzioni e sfruttare al meglio i fondi messi a disposizione da Enti Pubblici e fondazioni private. E’ questo l’obiettivo dell’assessorato all’ecologia ed ambiente della Provincia di Como che promuove un ciclo di cinque incontri su temi ambientali ed energetici a Villa Gallia. Si inizia il 16 febbraio, alle 14.30, tema: controllo e sicurezza degli impianti termici. Seguiranno altri quattro appuntamenti: emissioni in atmosfera, fonti di energie rinnova- Il Risorgimento e la rivoluzione industriale bili, gestione dei rifiuti urbani, incentivi e cofinanziamenti per l’efficienza energetica, educazione ambientale nelle scuole. “Negli ultimi dieci anni – spiega l’assessore provinciale all’Ambiente, Paolo Mascetti – tra Regione, Provincia e fondazioni, a livello regionale, sono stati destinati a bandi in questi settori 60 milioni di euro. Circa il 10% è arrivato in provincia di Como”. Vi sono, però, bandi che non sono stati sfruttati come quello promosso, proprio dalla Provincia, per progetti nel settore micro-idroelettrico. “In questo settore la Provincia – spiega Mascetti – ha promosso nel 2010 un bando da 100 mila euro, ma 25 di questi non sono stati assegnati per mancanza di richieste. Lo stesso vale per molti progetti a livello regionale di cui gli amministratori dei nostri Comuni non sempre sono a conoscenza. Per questo diventa fondamentale l’informazione”. Dall’altra parte, mette in guardia Mascetti, non bisogna dimenticare la necessità di adeguarsi alle nuove normative ed agli obiettivi da raggiungere entro il 2020: taglio del 20% dei consumi, miglioramento del 20% dell’efficienza energetica e raggiungimento del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili. M. L. Corso di autodifesa femminile P valutazione ecografica dei diametri dell’aorta addominale da parte di specialisti radiologi e cardiologi ed è riservato ai soggetti di età superiore ai 60 anni. L’ Aneurisma dell’Aorta Addominale è una patologia insidiosa, spesso ignorata, che se non diagnosticata per tempo, può portare a gravi complicanze spesso mortali. Colpisce prevalentemente soggetti di sesso maschile oltre i 65 anni e dalle varie casistiche risulta che ne sono interessati il 4-8% di tale popolazione. Il sesso femminile è meno colpito, nella misura dello 05-1.5% . Fumo, ipertensione arteriosa e diabete sono i maggiori responsabili della insorgenza di questa malattia, addirittura il fumo aumenta di 6 volte il rischio di incorrervi. Ma cos’è l’A.A.A.?: è una dilatazione del lume dell’aorta legato al cedimento della parete colpita dal processo degenerativo aterosclerotico che può andare incontro a rottura quando il diametro raggiunge dimensioni critiche, in genere rappresentate dal limite dei 5 cm ( a fronte dei valori normali di 2 cm.). Occorre quindi identificare per tempo la presenza della patologia che potrà essere seguita nella sua evoluzione fino al momento in cui sarà necessario procedere alla terapia. Terapia che oggi è rappresentata dalla chirurgia che prevede la sostituzione del tratto di aorta interessato o dalla applicazione di una endoprotesi per via percutanea nei pazienti più anziani, affetti da altre patologie e per i quali il rischio operatorio chirurgico appare maggiore. Entrambi gli interventi programmati ed eseguiti in elezione si accompagnano a un basso rischio di complicanze e consentono una normale sopravvivenza. Allo scopo di individuare le persone affette da questa patologia, l’associazione ha messo a punto un progetto di screening denominato “AAA cercasi” , rivolto a soggetti ambosessi di età superiore ai 60 anni. Lo screening consiste nella valutazione ecografica dei diametri dell’aorta addominale da parte di specialisti radiologi e cardiologi presso la sede di Comocuore, previo appuntamento. In presenza di un diametro superiore ai 3 cm il paziente verrà avviato con la collaborazione del medico curante ad ulteriori esami con ecodoppler completo dei grandi vasi addominali ed eventualmente ad AngioTac e successivamente indirizzato a un centro specializzato per la diagnosi e l’eventuale trattamento chirurgico o endovascolare. romosso dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Como, rappresentato da Anna Veronelli, torna l’appuntamento con il corso di Autodifesa femminile, giunto alla IX edizione: “Come affrontare e gestire le situazioni di pericolo” organizzato dal gruppo Explorer. Una respirazione corretta, un allenamento del corpo con l’utilizzo di tecniche psicofisiche e di street fighting portano, infatti, ad una maggiore sicurezza, psicologica e fisica, in qualsiasi circostanza. Il corso si svolgerà presso l’asilo nido Mami Gioc (in via Linati 7) a Como ogni lunedì dalle 19 alle 20.15 per quattro mesi (da Marzo a Giugno). Il costo è di 45 euro mensili. Per iscrizioni e informazioni: 329-3827767, www.tizianomuzzana.it. Le iscrizioni si chiudono il 28 febbraio. Prosegue anche per il 2011 il ciclo di incontri organizzati da Confindustria Como, dedicati a differenti temi e aperti al pubblico. Il prossimo convegno si terrà alle 20.30 di giovedì 17 febbraio presso la sala conferenza di Confindustria Como, in via Raimondi 1, sul tema: “Risorgimento: la via italiana alla rivoluzione industriale. Perché l’Italia si è unita e perché vale la pena che resti tale”. Interverranno, tra gli altri, il corrispondente Rai da Londra Antonio Caprarica e il giornalista del “Sole 24 Ore” Stefano Salis. ■ Albate Musica che unisce con Agorà Albate “Musica che unisce” è il titolo del percorso di educazione all’ascolto organizzato dall’associazione Agorà di Albate e che si svolgerà, a cura del docente di Musica e critico musicale della “Provincia” Stefano Lamon, presso la Sala della Comunità di Via S. Antonino 45. Il calendario prevede tre incontri: Musica, tu mi prendi al cuore; Viva V.E.R.D.I.; Inni, simbolo di popolo e di popoli, che avranno luogo, con inizio alle 20.45, nelle giornate di lunedì 14, 21 e 28 febbraio. ComoCronaca Una famiglia intelvese alla corte di Vienna nell ‘700 Carlo Innocenzo Carloni, Ritratto di Maria Anna Beroldingen moglie di Donato Felice ggi a n o s per N ell’ambito della mostra “Omaggio ai Maestri Intelvesi Ercole Ferrata e Carlo Innocenzo Carloni”, sabato 12 febbraio, alle ore 16.00, presso la Pinacoteca Civica di via Diaz a Como si terrà l’incontro “Una famiglia intelvese alla corte di Vienna nel ‘700. Il piacere di vestire alla moda”, a cura di Marialuisa Rizzini, docente di storia del costume. Al termine seguirà un Happy Hour (5 euro) e la possibilità di visitare le Sabato, 12 febbraio 2011 21 sale del Medioevo e della Quadreria della Pinacoteca. La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici Etnoantropologici, dal Comune di Como Musei Civici, da APPACuVI e dal Museo Diocesano di Arte Sacra di Scaria Intelvi; sarà aperta fino al 13 febbraio da martedì a sabato (9.30-12.30 e 14.00-17.00) e domenica (10.0013.00), chiuso il lunedì. Auditorium Don Guanella. Sabato 12 febbraio Con più gioia e speranza. Ricordo di don Pellegrini S abato 12 febbraio, alle ore 15.30, presso l’Auditorium “Don Guanella” (via T. Grossi 18, ampio parcheggio interno) si terrà la presentazione del libro “Con più gioia e speranza. Ricordo di don Piero Pellegrini”, coordinato da padre Alfonso Crippa, suor Franca Vendramin e Graziella Pellegrini per l’Editrice Nuove Frontiere di Roma. Don Piero Pellegrini, chiamato confidenzialmente don Pierino, nato il 2 maggio 1928 a Rebbio, entrò giovanissimo nella Congregazione dei Servi della Carità, dove ricoprì con grande umiltà, intelligenza e generosità importanti incarichi: professore e formatore, superiore provinciale, segretario, archivista e cultore delle memorie storiche del Fondatore. Per conoscere e apprezzare la sua opera di studioso e di storico ricordiamo in particolare il saggio storico “Luigi Guanella: gli anni della formazione”, il libro “Don Guanella inedito”, la biografia di Suor Chiara Bosatta “La storia di Chiara”, scritto con Maria Luisa Oliva e i diversi articoli su “Archivio storico della Diocesi di Como”. Don Piero morì a Como il 18 maggio 2003, dopo una lunga sofferenza. Questa pubblicazione è un omaggio corale (numerose e significative sono le testimonianze raccolte), mai nostalgico o puramente apologetico, alla sua memoria, ma soprattutto un invito a seguire il suo esempio di discepolo illuminato e fedele di don Guanella, un uomo - come don Pellegrini stesso lo definisce - «che dei suoi limiti non ha fatto problema e sulle sue qualità non ha voluto costruire se stesso, ma una fetta di felicità per gli altri. Ammirarlo o solo pregarlo sarebbe certamente poco». Il titolo scelto “Con più gioia e speranza” A. Crippa, F. Vendramin, G. Pellegrini Con più gioia e speranza RICORDO DI DON PIERO PELLEGRINI riprende proprio l’atteggiamento interiore con cui don Pierino guardava al mondo, al presente e al futuro. «La gioia di essere accanto a Dio in un mondo che, certamente, cresce verso di Lui, e la speranza, che non confonde, che il buon seme germoglierà a suo tempo non per l’impegno di chi lo semina o lo irriga, ma per la grazia di Colui che, solo, può dargli sviluppo». Padre Alfonso Crippa, Superiore Generale dei Servi della Carità, nella sua presentazione si augura che «la testimonianza che don Pierino ci consegna, divenga per chiunque ne venga a contatto, motivo per vivere la propria vita con questa stessa carica di Visite Mondo Turistico e Giuseppe Garibaldi L’ Associazione Culturale “Mondo Turistico” organizza per sabato 19 febbraio una visita guidata al Museo Storico “Giuseppe Garibaldi” e all’ex chiesa di S. Francesco a Como. L’appuntamento è fissato per le ore 14.30 a Como, davanti all’ingresso del Museo, in Piazza Medaglie d’Oro. Il museo storico “Giuseppe Garibaldi”, fu inaugurato nel 1932 in Palazzo Olginati, dove l’ “Eroe dei due mondi” soggiornò nel 1866; tra i pezzi degni di nota vi sono diverse camicie rosse e oggetti personali appartenuti a Garibaldi e ai garibaldini di origine comasca, oltre ai ricordi militari delle due Guerre Mondiali. In seguito si visiterà l’ex chiesa di S. Francesco (oggi sede espositiva) che fu parte di un importante convento soppresso nel 1798 e diventato sede di una caserma austriaca, abbandonata nel 1859 dopo la sconfitta di S. Fermo. La quota di partecipazione è di 8 euro per i soci, di 9 euro per i non soci (ingresso incluso). Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339-4163108. di un padre affettuoso, un maestro forte e autorevole, un sincero amico, un prezioso consigliere, una guida attenta e sensibile, un uomo di cuore, carità e cultura, un vero “dono della Provvidenza”. La terza parte “Il patire e l’arrivederci” racconta, sempre attraverso stralci di lettere e testimonianze, l’ultima parte della vita di don Piero, quando continuò con umiltà e pazienza abato 12 febbraio 2011, ore 15.30, a dedicarsi allo Auditorium “Don Guanella” (Via T. Grossi 18) studio e al lavoro Saluto (don Remigio Oprandi, nell’archivio storico superiore Provincia “Sacro Cuore” SdC) di Como, resistendo “Adelante!” Album dei ricordi di don Pierino con tenacia al male (Mario Luraschi e Graziella Pellegrini) che progressivamente Don Pierino: mio compagno di cammino lo avrebbe ridotto (don Pietro Pasquali, superiore generale emerito SdC) all’infermità Un’idea … un progetto (suor Franca Vendramin, FSMP) pressoché completa, La figura e il messaggio di don Pierino nel testo nel totale abbandono “Con più gioia e speranza” nelle mani di Dio. (padre Alfonso Crippa, superiore generale SdC) La conclusione Don Pierino, una scia… (dr. Vito Viganò, psicologo) del volume è Don Pierino: un “dono” per la Chiesa di Como affidata alla nipote (mons. Carlo Calori, prevosto Basilica S. Fedele in Como) Graziella Pellegrini, Don Pierino ci parla ancora … consapevole che “fare (don Angelo Gottardi, rettore Santuario Sacro Cuore in Como) memoria” significhi “portare qualcosa con A seguire Celebrazione Eucaristica nel Santuario del Sacro sé”, e ad un’intensa Cuore presieduta dal superiore generale SDC, padre Alfonso e coinvolgente Crippa e buffet offerto dalla Provincia “Sacro Cuore” postfazione di mons. Saverio Xeres: «È proprio la debolezza, dunque, che ha “più gioia e speranza”». reso “forte” don Pierino, per dirla con Nella prima parte del volume “La storia”, l’apostolo Paolo. Il suo insegnamento, la figura di don Piero Pellegrini viene il suo esempio, anzi la sua presenza, tratteggiata mettendo in rilievo la sua richiamano ciascuno di noi, e l’intera storia personale, il suo profilo umano Chiesa di Como, ad accorgerci e trarre e spirituale, la sua grande passione frutto da quella ricchezza umana e per la figura e le memorie storiche spirituale che sono i piccoli, i semplici, del Fondatore. La seconda parte “Il e i sofferenti. Che è poi la grande, messaggio”, raccoglie alcune sue lettere e specifica testimonianza apportata da moltissimi ricordi di confratelli, parenti, don Luigi Guanella alla Chiesa locale e amici, collaboratori nello studio e nella universale, con la sua vita santa, con le ricerca (tra essi ricordiamo mons. Carlo sue opere benemerite, nelle sue Figlie Calori, già direttore responsabile del e nei suoi Figli. Tra questi anche il caro, nostro “Settimanale” e mons. Saverio indimenticabile, don Pierino». Xeres, già direttore del “Centro Studi Nicolò Rusca”). Ne esce la figura silvia fasana Il programma S Si cerca energia oltre confine V erificare l’esistenza di potenziali fonti energetiche nel sottosuolo ticinese è l’obiettivo che l’Azienda elettrica ticinese (AET) si è data con il progetto TiGeo i cui lavori preparatori sono iniziati la scorsa settimana a ridosso del confine con la provincia di Como. Il progetto altro non è che un’indagine conoscitiva, in ambito geologico, per sondare le possibilità offerte dal sottosuolo del mendrisiotto nell’ambito dell’approvvigionamento energetico in quanto, a tutt’oggi, Italia. Il progetto AET TiGeo non sono molte le conoscenze su è stato avviato lungo una queste potenzialità. Le ricerche linea, denominata “test” che riguardano soprattutto la ricerca si estende dall’Alpe di Brusino di un’eventuale presenza di risorse (sul Serpiano) a Pedrinate energetiche naturali, soprattutto di (Chiasso), passando attraverso natura geotermica, fonte di energia le località di Meride, Tremona, rinnovabile. Questa indagine è Besazio, Rancate, Mendrisio, guardata ovviamente con interesse Genestrerio, Novazzano e anche nelle aree di confine in quanto Seseglio. Nel caso in cui la la natura del sottosuolo è identica prima ‘linea test’ dovesse e, in caso di riscontri positivi, dare risultati incoraggianti, potrebbero aprirsi scenari per un si amplierà l’area d’indagine analogo sfruttamento anche in al fine di ottenere un quadro geologico approfondito. Tra la scorsa estate e autunno sono già stati raccolti dati sulla conformazione degli strati del sottosuolo attraverso la lettura di onde di ritorno (indagine sismica). Una prima fase dell’indagine che, avendo dato riscontri positivi, ha giustificato ora l’avvio di analisi più approfondite su una superficie più ampia. l.cl. ComoCronaca 22 Sabato, 12 febbraio 2011 Fondazione Cometa Foto william Una città che cresce nella città U Firmato, la scorsa na città che cresce… nella città. È stato firmato settimana in Regione, la scorsa settimana,in un accordo per realizzare, regione, l’atto integrativo entro il 2012, un edificio dell’accordo di programma per il progetto “La città nella città” che ecocompatibile di cui punta alla realizzazione alle porte sarà parte integrante di Como,presso la Fondazione Cometa di via Madruzza 36, spazi la scuola Oliver Twist ecocompatibili per l’accoglienza di minori in affido e la formazione dei giovani. A firmare Lombardia e l’atto, a Palazzo Pirelli, c’erano Regione Lombardia, le istituzioni Provincia, Comune, Camera di Commercio di Como pubbliche e e Fondazione Cometa. Presenti il presidente della private lariane sull’Accordo di programma sottoscritto Regione Roberto Formigoni, l’assessore regionale il 24 luglio 2008 per realizzare il progetto ‘La città nella all’Istruzione, Formazione e Lavoro Gianni Rossoni, il città’. Il piano dei lavori prevede il completamento, sindaco di Como Stefano Bruni, l’assessore al Bilancio entro il mese di dicembre del 2012, di un edificio e ai Trasporti della Provincia di Como Patrizio Tambini, ecocompatibile e certificato in classe energetica A il consigliere della Camera di Commercio Mauro Frangi nell’ambito del progetto regionale ‘Enercittà’. “È una e il presidente della Fondazione Cometa Innocente realizzazione all’avanguardia anche dal punto di vista Figini. “Obiettivo di questo nuovo passo in avanti dell’alimentazione energetica - ha spiegato ancora il ha spiegato Formigoni - è dare continuità e garantire presidente -, in grado di rispettare tutte le normative strutture adeguate a un insieme integrato di servizi e più avanzate europee. Anche per questo siamo azioni di accoglienza, sostegno, formazione e lavoro orgogliosi di essere protagonisti di questa iniziativa”. destinati ai giovani, realizzati secondo l’approccio Il nuovo complesso a 4 piani - di cui è parte integrante dell’unità dell’esperienza e della presa in carico la scuola professionale per 250 allievi intitolata a Oliver globale”. Twist, inaugurata da Formigoni nel mese di settembre La firma dell’atto dà continuità all’intesa tra Regione del 2009, - comprenderà spazi per accogliere tre nuove S. valentino innamorati dell’arte I n occasione della festa di San Valentino i Musei Civici di Como aderiscono anche quest’anno all’iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal titolo “Innamorati dell’Arte”, proponendo una serie di iniziative dedicate al tema dell’amore, che permettano di approfondire la conoscenza e suscitare amore per l’arte. Il programma comasco prevede un percorso guidato alla scoperta di tre storie d’amore, raccontate da tre opere conservate nelle collezioni civiche: quella tra Garibaldi e Anita (Museo Storico) e quelle tra Ester e Assuero e Giuditta e Oloferne (Pinacoteca Civica). Il ritrovo è previsto per le ore 11.00 di domenica 13 febbraio presso il Museo Storico “Giuseppe Garibaldi” (piazza comunità familiari, laboratori e botteghe artigiane, uno spogliatoio per il campo sportivo polivalente, piazzette e giardini. Le attività previste coinvolgeranno circa 350 bambini e ragazzi e oltre 400 persone tra operatori, collaboratori e volontari. Parte importante dell’atto integrativo dell’Accordo di programma è la continuazione dell’attività della Contrada degli artigiani, lo spazio per attività artistiche e tradizionali nel quale sono già stati avviati dal 2008 percorsi formativi dedicati alla falegnameria, alla tappezzeria, al restauro e alla decorazione per la sperimentazione del modello regionale di ‘Bottega scuola’. Il costo degli interventi previsti nell’atto integrato dell’Accordo è di 7 milioni di euro, di cui 3,2 messi a disposizione da Regione Lombardia». Medaglie d’Oro 1). Si potrà accostare la lettura del quadro “Garibaldi trasporta Anita morente” di P. Brunati, copia della tela del Bouvier, che raffigura il trasporto di Anita ormai agonizzante attraverso le valli di Comacchio alla ricerca di un sicuro rifugio, svanite ormai le speranze di portare aiuto all’assediata Repubblica di Venezia. A seguire, verso le 11.30, con ritrovo presso la Pinacoteca Civica (via Diaz 84), ci sarà la lettura dei dipinti “Ester e Assuero” e “Giuditta e Oloferne” di Giovan Pietro Gnocchi, tratti dai due celebri episodi biblici. Si tratta di due grandi tele in origine collocate sulle pareti laterali della cappella del Rosario nella chiesa domenicana di San Giovanni in Pedemonte a Como, successivamente acquistate dal Comune subito dopo la soppressione del convento avvenuta nel 1810. L’ingresso è libero. Per informazioni: tel. 031.252550; e-mail musei. [email protected], sito internet: http://museicivici.comune. como.it. 11 febbraio. Incontro pubblico in Villa Saporiti “A mministratori di sostegno e persone con fragilità: Dalla teoria alla pratica”. È questo il titolo del convegno, in programma venerdì 11 febbraio a Villa Gallia, alle ore 15. La prima tappa di un cammino che ha visto un gruppo di associazioni comasche sottoscrivere un protocollo d’intesa per realizzare in provincia di Como un progetto che sostenga la diffusione e il consolidamento dell’istituto dell’amministratore di sostegno, figura istituita dalla legge n° 6 del 2004 con la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente. Il progetto si propone di sviluppare reti sociali che, partendo dalle organizzazioni di volontariato che si occupano di anziani, dipendenza, disabilità, malattia mentale, costruiscano una rete interassociativa stabile per l’incremento di servizi per la protezione giuridica. «L’invito è rivolto prima di tutto alle famiglie e alle persone che sono in condizione di fragilità e necessità di protezione giuridica - precisa Maria Assunta Peluso, referente del Progetto AdS Como - e all’associazionismo perché sostenga questo processo. Una ventina di associazioni, diverse per aree, già lavorano in rete non solo a livello di partenariato promotore, ma collaborando attivamente in ogni ambito territoriale. Con l’Asl di Como, Amministratore di sostegno Una figura istituita allo scopo di tutelare le persone prive di autonomia nell’espletamento delle funzioni quotidiane Ufficio della Protezione Giuridica, è stato firmato in dicembre 2010 un protocollo operativo, che insieme al Giudice Massimo Croci del Tribunale di Como, sta permettendo già di gettare le basi per una fattiva collaborazione. Lo scopo è mettere progressivamente in collegamento tutte le esperienze di sostegno alla protezione giuridica da realizzare e già in atto sia del privato sociale che istituzionali. Proprio in quest’ottica, con la preziosa collaborazione dell’assessore ai servizi sociali della Provincia Simona Saladini, insieme ai rappresentanti di tutti gli Uffici di Piano e della Asl Como, abbiamo steso un protocollo d’intesa, che getta le basi di una rete provinciale più allargata, ora alla approvazione di ogni ente per essere poi firmato il giorno 11». Promotori del progetto AdS Como sono Rete Comasca Disabilità (Ente Capofila), ADA Ass. per i Diritti degli Anziani , Aism Como, ANFFAS Centro Lario e Valli, ANFFAS Como, ANFFAS Onlus Alto Lario, ANTEAS Como, Arcobaleno Onlus, Auser Como, Comitato lombardo per la Vita Indipendente delle persone con disabilità, Cumball, FNP- Federazione Nazionale Pensionati, Fondazione Valerio Origgi Il lago dei cigni, La Mongolfiera Onlus, Primavera Onlus, So.La.Re. - Social Lario Rete, SPI Sindacato Pensionati Italiano, Talea, Uildm Como, UILP Como. I partner Istituzionali: Asl di ComoUfficio per la protezione giuridica, Provincia di Como - Assessorato Servizi Sociali, Sanità e Pari Opportunità, Uffici di Piano della Provincia di Como, Associazione del Volontariato Comasco Centro Servizi per il Volontariato. Hanno manifestato interesse e appoggio: Giudice tutelare Massimo Croci del Tribunale di Como, Fondazione Provinciale Comunità Comasca. Per informazioni e prenotazioni rispetto all’incontro di venersì tel. 331.1559010; [email protected]; www. como.progettoads.net. 24 Sabato, 12 febbraio 2011 ComoCronaca Un futuro da progettare “Mestieri” per... trovare lavoro S Un consorzio in prima e dovessimo paragonare l’attuale mercato del lavoro linea sul fronte dei servizi ad un montagna, certamente al reinserimento lavorativo sarebbe tra le più dure da e l’opportunità di un conquistare. Forse ancora di più per chi di esperienza ne ha poca e sostegno professionale ancora non sa bene dove poggiare grazie alla proposta lo scarpone, quali sono le rocce di cui ci si può fidare e quali rischiano di doti per tirocinanti invece di farti precipitare o rimanere modo di aiutarlo ad accrescere le sue fermo aggrappato ad un appiglio incerto che di sicuro competenze attraverso un’esperienza diretta sul campo. non conduce alla vetta. Per venire in aiuto a questi A chi si rivolge giovani scalatori, le guide esperte del Consorzio Mestieri Il progetto è rivolto a giovani di entrambi i sessi, di Como, da anni in prima linea sul fronte dei servizi disoccupati o inoccupati in possesso di una laurea al reinserimento lavorativo, promuovono un progetto specialistica conseguita da non più di 12 mesi e con per sostenerne l’inserimento professionale, a partire un’età anagrafica non superiore ai 29 anni. dall’avviso dell’Amministrazione Provinciale di Como Cosa prevede che mette a disposizione dei giovani Doti per tirocini. Il candidato avrà la possibilità di maturare un’esperienza Nello specifico, il giovane candidato avrà l’opportunità di lavorativa significativa nel settore d’interesse, mediante sperimentare le conoscenze acquisite durante gli studi l’attivazione di un tirocinio con sussidio di una borsa compiuti, in contesti lavorativi che sappiano individuare, lavoro (sino ad un massimo di 3.520 euro) della durata accogliere e dare valore alle sue aspettative e alle sue di 704 ore, attraverso l’attribuzione di una risorsa aspirazioni professionali, attraverso lo strumento economica denominata Dote. del tirocinio quale esperienza pre-professionale, Obiettivi e modalità formativa e curricolare. Seguendo una via tracciata da Obiettivo del progetto è quello di accelerare un orientatore esperto dello staff del nostro Consorzio, l’inserimento nel mercato del lavoro di giovani laureati. il giovane potrà scoprire quale è il suo talento, quali Il beneficiario della dote verrà affiancato da un tutor sono le sue attitudini personali ed al contempo avrà esperto che lo supporterà nella ricerca di potenziali aziende ospitanti, dopo un iniziale percorso di bilancio delle competenze volto ad individuare il settore preferenziale, nonché a fare emergere le sue aspirazioni e potenzialità . Come partecipare Per avere ulteriori informazioni e per attivare il percorso di dote è necessario contattare il Consorzio Mestieri al n. 031/307398 e fissare un primo colloquio conoscitivo con un operatore che verificherà l’esistenza di condizioni per accedere al progetto. Sede La sede del Consorzio Mestieri è situata in via Martino Anzi 8 a Como, nei pressi dell’Ospedale Valduce. Per saperne di più : Consorzio Mestieri - tel. 031-307398, e-mail: [email protected]. pagina a cura di confcooperative unione provinciale di como www.eurekacomo.it A colloquio con un giovane laureato che ha aderito alla proposta di tirocinio a t s i v r inte «La mia esperienza con “Mestieri”» D i seguito pubblichiamo un’intervista ad un giovane laureato che ha aderito alla proposta di tirocinio. Come ha saputo della proposta di tirocinio? «Ho scoperto questa possibilità per caso, leggendo un articolo sul giornale. Quando mi è stato proposto di aderire al progetto per giovani laureati ho subito accettato. Mi è sembrato uno strumento utile e al contempo originale per scoprire il mondo del lavoro». Come è stata la sua esperienza a Mestieri? «A Mestieri ho avuto la fortuna di incontrare un ambiente familiare, dove mi sono subito sentito accolto. Il mio tutor mi ha aiutato a dare forma al mio talento, alle mie attitudini, a fare emergere le mie aspirazioni ed i miei valori professionali. Mi hanno aiutato ad identificarmi e ad orientami in un contesto sociale ed economico che difficilmente si riesce a cogliere da studenti. Si è trattato di un accompagnamento non traumatico, rassicurante e curato verso il mio futuro professionale». Che idea aveva del mondo del lavoro e se e come è cambiata in seguito a questa esperienza? «All’inizio ero pieno di dubbi, di timori, di senso di incapacità. Percepivo il mondo del lavoro come un ambiente ostile, distante dai banchi accoglienti delle aule universitarie, dagli amici, dai familiari. Ma grazie a questo progetto ho avuto modo di affrontare le mie paure, di superare i miei limiti. Insieme al mio tutor, attraverso un’attività di ricerca condivisa, abbiamo individuato un contesto lavorativo adeguato ai miei valori professionali e alle mie caratteristiche di personalità, dove potrò sperimentare le risorse migliori che mi contraddistinguono, le mie unicità. L’idea di potermi misurare con un ambiente a me affine mi da maggiore sicurezza nonché fiducia circa le mie possibilità di successo». Cosa pensa possa darle lo strumento del tirocinio? «Ritengo che il tirocinio non sia soltanto uno strumento per arricchire un curriculum vuoto di esperienze, ma credo possa avere quel valore aggiunto che mi aiuterà ad aprire le porte di un mondo sino ad ora sconosciuto, una chiave di lettura per un accesso non traumatico, piuttosto naturale e sciolto nel mondo del lavoro in genere. Inoltre penso possa essere un buon metodo empirico per valutare se effettivamente ciò che mi aspetto, ciò che desidero corrisponde alla realtà delle cose. Vivrò il tirocinio come una opportunità per misurare sul campo un’idea sino ad ora chiusa solo nel mondo dei miei sogni, che forse servirà per dare ancora più forza a questi sogni o forse per sognarne di nuovi, fino ad ora mai navigati, mai immaginati». Qual è stato il valore aggiunto del servizio ricevuto e cosa si aspetta per il suo futuro? «La forza di Mestieri sta nelle persone che vi lavorano, nella loro capacità di entrare in relazione, di saper ascoltare ogni insicurezza, di saper cogliere ed esaltare ogni risorsa peculiare che ciascuno possiede dentro di sé. Sta nell’entusiasmo che si percepisce quando ci si confronta con chi ama ciò che fa, il proprio lavoro. Ciò che mi auguro è di riuscire un giorno, grazie al mio lavoro, a trasmettere lo stesso entusiasmo che ho avuto la fortuna di ricevere oggi. Ciò che mi auguro per il mio futuro è di fare ciò che amo, perché ritengo che le persone vengano fuori al meglio di ciò che sono qualora siano messe in condizione di esprimere le potenzialità che hanno dentro, che hanno da offrire, creando un sistema basato sulla condivisione di talenti, a beneficio dell’intera collettività». Qualche dato Formazione lavoro: i numeri del 2010 Di seguito alcuni indicatori generici sulle doti formazione lavoro relativi all’anno 2010. 559/250 è stato il rapporto tra il numero di candidati che si sono rivolti allo sportello e il numero di persone inserite su progetti di accompagnamento al lavoro; 75 il numero di numero di tirocini lavorativi avviati; 13 il numero di percorsi di formazione avviati. ComoCronaca Gravedona ed Uniti. Il nuovo comune del lago “G ravedona ed uniti”. Questo il nome del neonato comune lariano, frutto della fusione dei Comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona. A decretarlo è stato, martedì scorso, il Consiglio regionale della Lombardia che ha approvato con votazione segreta (46 sì; 24 no e 3 astenuti) il progetto di legge per la sua istituzione. Si dà così continuità ad un progetto di fusione approvato dal Consiglio nel settembre scorso. Il Pirellone non ha dunque cambiato strada nonostante la contrarietà alla fusione espressa dalla popolazione dei tre comuni in un referendum consultivo svoltosi nel novembre scorso al quale aveva partecipato soltanto il 55% degli aventi diritto. L’immediata entrata in vigore della legge “il giorno successivo alla sua pubblicazione sul BURL”, consentirà al nuovo Comune di presentarsi alle consultazioni amministrative della prossima primavera. Le celebrazioni P ■ Campionato Il Como pareggia 1-1 a Reggio Emilia Torna da Reggio Emilia con un punto il rinnovato Como dai tanti nuovi arrivi. Gli azzurri hanno pareggiato per 1-1 ed ora si trovano a quota 22 in classifica, in coabitazione con il Pergocrema, e con una lunghezza di vantaggio sul Monza. Ben più staccata la Paganese che chiude la graduatoria a quota 13. Le emozioni dell’incontro di domenica scorsa sono racchiuse in soli tre minuti della ripresa. Como in vantaggio al 23° grazie ad un forte tiro di Franco su punizione. La risposta ospite è arrivata immediatamente con Tamelin su un calcio di rigore. Un punto che va bene per il nuovo Como che ha fatto debuttare Semenzato in difesa, Filippini e Germinale in avanti. Da segnalare che oltre a tanti arrivi la settimana scorsa ha visto anche una partenza eccellente. Nini Binda ha deciso di lasciare la sua quota di minoranza nel capitale sociale del Como: «Mi dispiace che abbia mollato perché in questi anni ha dimostrato attaccamento alla squadra. Bisogna dirgli grazie per quello che ha fatto, ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, ciò che altri non hanno saputo fare - ha sottolineato il presidente azzurro, Antonio Di Bari - Probabilmente ha preferito farsi da parte perché ha visto che non c’è un legame stretto con la città e con l’amministrazione». Ancora incerto il futuro delle quote rimaste al momento senza padrone. “Scopo della fusione – ha spiegato il presidente della Commissione consiliare Affari istituzionali, Sante Zuffada (PdL), relatore del provvedimento - é razionalizzare le risorse finanziarie, economiche, patrimoniali, strumentali e umane per dare luogo ad una migliore gestione complessiva e dei servizi per i cittadini. Inserita anche la possibilità di usufruire di incentivi economici per le spese di investimento legate alla fusione” . ■ Confindustria Studenti d’impresa: tra scuola e lavoro Pellio e la festa della Candelora recedute da una adeguata preparazione nella scorsa settimana si sono svolte le solenni celebrazioni per la Madonna venerata a Pellio Inferiore. Martedì 2 febbraio - giorno specifico della festa liturgica - è stata celebrata la Santa Messa da padre Simone, il quale ha sottolineato l’importanza di una vita cristiana da esprimere nel tessuto quotidiano nella luce della fede. Al termine ha avuto luogo la benedizione delle candele, seguita dalla benedizione della gola (il giorno successivo infatti era San Biagio). Sabato 5 alle ore 18 è stata celebrata un Santa Messa per tutti i Confratelli e Consorelle viventi e defunti, durante la quale don Giampaolo Romano ha imperniato l’omelia sul brano del Vangelo domenicale, sviluppando il tema del sale della terra, al quale tutti noi cristiani dobbiamo richiamarci. Forte anche il richiamo ai laici impegnati come i Confratelli. La Confraternita di Pellio Inferiore - pur contenuta nei propri appartenenti - è più che mai attiva e, guidata dal proprio cancelliere Giovanni Grandi, svolge parecchi servizi Sabato, 12 febbraio 2011 25 Una adeguata preparazione e poi una festa solenne. La riproposizione di un rito ormai antico per la locale comunità di decoro alle funzioni, nonché attività di gestione operativa e di manutenzione della chiesa parrocchiale. Al termine sui prati vicino alla chiesa un bellissimo falò ha attirato l’attenzione di tanta gente. Nella giornata di domenica 7 febbraio la comunità di Pellio ha quindi festeggiato la propria Madonna con una solenne Santa Messa alle ore 10 (accompagnata dalla locale cantoria) durante la quale sempre padre Simone ha ricordato che i cristiani non devono vivere di luce riflessa come la luna, ma brillare di luce (la fede vera) come il sole. Il sacerdote ha altresì richiamato la figura di Simeone, ben raffigurato nella stupenda pala d’altare con la “Presentazione al Tempio”, opera di Carlo Innocenzo Carloni (famoso pittore intelvese di Scaria). Nel pomeriggio ha avuto luogo la processione, durante la quale il simulacro della Vergine - una bellissima settecentesca statua lignea della Vergine con Bambino dedicata alla Candelora – è stato portato per le strade del paese adornate di fiori di carta ed altri ornamenti. Una Processione semplice, ma partecipata e molto raccolta, seguita dal bacio della reliquia. Nel corso di tutte le celebrazioni i sacerdoti presenti hanno sempre ricordato don Franco Bernasconi, che da alcuni mesi ha lasciato dopo 53 anni, per motivi di età la parrocchia di San Michele Arcangelo, assente in queste giornate per motivi di salute. Costantino Canevali Si chiama “Studenti d’impresa” il progetto che Confindustria Como ha pensato per offrire agli studenti degli istituti scolastici della provincia. Una occasione di formazione durante l’alternanza scuola-lavoro e durante gli stage, sia curriculari che estivi. L’iniziativa è rivolta ai giovani iscritti agli istituti del territorio che aderiranno al progetto e permetterà a ciascuno di svolgere un periodo di tirocinio formativo e di orientamento presso le aziende associate a Confindustria Como. Un’opportunità unica per mettere alla prova, sul campo, le conoscenze acquisite sui banchi di scuola. Compito dell’azienda ospitante sarà quello di offrire agli studenti un’esperienza di impresa capace di agevolarli nelle loro scelte professionali. Oltre alla sperimentazione del lavoro aziendale, le imprese garantiranno anche una adeguata formazione umana. Data l’ importanza del tema sicurezza nell’ambito lavorativo Confindustria Como fornirà ai ragazzi che parteciperanno al progetto 8 ore di formazione presso i centri Enfapi prima dell’inizio dello stage, così che gli stagisti acquisiscano nozioni specifiche. Confindustria Como si impegnerà inoltre a sensibilizzare le aziende ospitanti per far sì che prevedano un compenso da offrire ai ragazzi. celebrazioni. Il 5 e 6 febbraio scorsi Abbadia in festa per Santa Apollonia “S iamo stanchi ma in compenso felici e soddisfatti”. Si riassume in questa breve frase, pronunciata e condivisa da chi tra i quaranta volontari della parrocchia di San Lorenzo in Abbadia Lariana, ha fatto gruppo per dare all’annuale festa dedicata a Santa Apollonia un mix di freschezza e novità. La maggior parte dei giovani della comunità abbadiense si è stretta attorno al neo parroco don Vittorio Bianchi per celebrare degnamente la ricorrenza che, tradizionalmente, alla parte prettamente religiosa affianca anche a monenti ludici e di aggregazione sociale. Soddisfatti i protagonisti: “Lui ci ha dato la carica, ci ha coinvolti e speriamo ciò avvenga anche in altre occasioni”. Il sacerdote forte dell’esperienza maturata nella parrocchia di Cermenate, Giuliano l’apostata che “dopo aver cercato lasciata per il nuovo incarico lo scorso invano di sottoporla a varie torture le fece dicembre 2010, ha portato sulle rive del estirpare i denti con paletti acuminati lago quella voglia di fare, di mettersi in e una tenaglia, per poi finirla a colpi di gioco nella quotidianità, per conquistare spada” come viene narrato ne ‘Il grande nuovi traguardi. Il lavoro intapreso libro dei Santi’ dizionario enciclopedico da don Giovanni Villa ha lasciato, edizioni San Paolo. Nella parrocchiale presso la comunità di Abbadia, segni di San Lorenzo in Abbadia, dove è indelebili di un lavoro che ha sempre venerata la reliquia della Santa Apollonia, tenuto vivo il contatto con il mondo la domenica 6 febbraio nella S. Messa giovanile. Un anello questo, di una catena solenne, don Vittorio ha concelebrato il che il successore non ha interrotto e rito, attorniato all’altare dagli ex vicari del vuole giorno dopo giorno rafforzare. centro rivierasco, don Enrico Malinverno Parlavamo di una comunità in festa il e don Sergio Croci. Nel momento centrale 5 e 6 febbraio nel ricordo di una santa, della S.Messa i doni offertoriali sono stati Apollonia il cui culto si diffuse prima in portati all’altare dal sindaco di Abbadia Oriente, poi in Occidente. La martire, Cristina Bartesaghi e dal vice Domenico protettrice dei denti, considerata figlia Di Grazia. Poi fuori dalla chiesa, ha avuto di un senatore romano, fu vittima di Grande soddisfazione per un appuntamento atteso e ben preparato grazie a molti volontari luogo la parte ludica della festa, con le bancarelle lungo la passeggiata a lago e gli stand dell’associazionismo e del volontariato locale. Parecchie le persone che indossavano una maglietta gialla con la scritta “Nun de la Badia sem che’ per la cumpagnia” coniata all’uopo da don Vittorio. Tra questi molti giovani facenti parte dello staff oratoriano, impegnati a divedersi tra un un punto e l’altro della festa. “Santa Apollonia... peccato duri solo un giorno!” recitavano i manifesti diffusi dall’Amministrazione comunale in occasione di questo appuntamento. E noi vorremmo aggiungere: è stato solo l’inizio... Alberto Bottani ComoCronaca 26 Sabato, 12 febbraio 2011 Menaggio. La scomparsa, in Argentina, di don Barindelli A Dio, don Carlo I l 20 gennaio scorso è morto a Villa Madero in Argentina don Carlo Barindelli. Don Carlo era nato a Menaggio il 5 aprile 1924. Entrò nell’ordine dei Servi della Carità di don Luigi Guanella e venne ordinato sacerdote il 13 giugno 1948. Nel 1958 venne inviato a svolgere la sua missione in Argentina: a Santa Fe e a Villa Madero nelle vicinanze di Buenos Aires, dove operava tuttora, nella parrocchia di San Josè Obrero (San Giuseppe lavoratore). Da allora ritornava in Italia solo per brevi periodi di riposo, l’ultimo nel 2008 in tale occasione venne festeggiato da famiglia e parrocchia per i suoi 60 anni di sacerdozio. Don Carlos (come veniva affettuosamente chiamato dai suoi parrocchiani) non tornerà più a Menaggio, è stato sepolto in Argentina secondo la sua volontà. N “V ieni servo buono e fedele”. Lasciamo all’amore misericordioso del Padre dare pieno valore alla bontà e alla fedeltà di Don Carlo, ma anche a noi, che l’abbiamo conosciuto, stimato e amato, viene spontaneo l’apprezzamento della sua genuina cordialità di approccio con tutti, della sua innata bontà d’animo e della fedeltà al compimento della sua testimonianza sacerdotale missionaria. è morto improvvisamente il 20 gennaio scorso: pronto per la celebrazione della Nativo del paese lacustre era entrato nell’ordine dei Servi della Carità di don Guanella. Svolgeva il suo servizio nei pressi di Buenos Aires Musso ha accolto il vescovo per celebrare S. Biagio La festa patronale è stata caratterizzata dalla presenza di mons. Coletti che ha presieduto la celebrazione eucaristica Non solo un’omelia ma una vera e propria lezione di vita quella del presule, attorniato dal calore dei fedeli. «La vita è un dono meraviglioso» affetto, e alla quale, ogni anno, in occasione della festa patronale di Santo Stefano mandava gli auguri, è orgogliosa di averLo avuto e di aver dato alla Chiesa un testimone che ha saputo amare e rendersi amabile a tutti. un parrocchiano V ivere una festa è sempre un momento di gioia, un qualcosa di speciale, che sa far contente e lascia un segno in tutte le persone che la vivono. Anche quest’anno, giovedì 3 febbraio, la comunità di Musso ha celebrato la Festa Patronale di San Biagio. Un appuntamento sempre gioioso che vede la grande partecipazione di tanti fedeli. La giornata è stata caratterizzata dalla tradizionale benedizione della gola che ha visto un pellegrinaggio ininterrotto sin dalla prima mattina. La S. Messa è stata celebrata al mattino da P. Illuminato Colombo, Guardiano del Convento Francescano “Madonna delle Lacrime” di Dongo. Nell’omelia è stata sottolineata la figura di San Biagio, un uomo con un cuore grande che ha saputo difendere anche a costo della propria vita l’amore immenso per la fede in Dio. Un santo tanto antico quanto moderno dal quale prendere esempio per la sua umiltà ma che ha saputo prendere posizioni ferme e santa messa, è stato chiamato dal Dio sull’altare del supremo sacrificio della propria vita. Se pur consigliato più volte dai parenti e dagli amici a tornare in Italia, ha scelto di darsi tutto a tutti fino alla fine, rimanendo in trincea nonostante le condizioni di salute non più ottimali e la notevole somma di anni ( 86) sulle inarrendibili spalle menaggine. La Comunità di Menaggio, alla quale è stato costantemente legato da sincero convinte nella propria esistenza terrena. Il momento più atteso è stata la solenne concelebrazione eucaristica delle ore 15.30 presieduta dal vescovo Diego Coletti. Si è vista una grandissima partecipazione di persone e di sacerdoti non solo di Musso ma anche dei paesi vicini che si sono voluti raccogliere in preghiera con il proprio pastore ad invocare la protezione di San Biagio. Non solo un’omelia ma una vera lezione di vita quella di mons. vescovo: la vita non deve essere vissuta con sufficienza ricordando che, se veramente crediamo in Dio, essa è un dono meraviglioso. La prima porta nella quale dobbiamo entrare è quella dell’umiltà, della condivisione, della fratellanza e capire il senso che deve essere, per noi fedeli, la comunità. Troppo facile, ogni qualvolta si incontra una difficoltà, addossare tutte le colpe al Signore senza comprendere che, in verità, è solo l’egoismo che ci isola. Condividere significa anche chiedere aiuto, essere consapevoli che di fianco a noi ci sono dei fratelli che ci possono aiutare anche se con limiti umani. Uno dei mali peggiori nella vita moderna è la superbia, il pensare di esser super uomini capaci di affrontare qualsiasi situazione senza il bisogno di nessuno ed utilizzare la religione solo come facciata. Se veramente ci si ritrova a celebrare l’Eucaristia si presume che tutti crediamo, ma anche il credere è un dono che ci è stato dato da Dio. È fondamentale, quindi, prender coscienza di ciò impegnandosi come comunità intera a collaborare per un bene collettivo. Ovvio che la società è formata da persone, quindi con pregi e difetti ma, se guidati da quel Signore che non si stanca mai di dirci che siamo tutti fratelli, i frutti inizieranno a diventare maturi. Questo è il messaggio che ha recepito pienamente San Biagio e, tutt’oggi, con la sua vita ci insegna che prima di tutto bisogna essere uomini veri. Non sono poi mancati i ringraziamenti del prevosto di Musso, don Giampaolo Cozzi, al presule per la sua presenza, ai sacerdoti concelebranti e a tutte quelle persone che hanno contribuito con generosità alla buona riuscita della festa, unite dalla fede e dall’amore che insegna a stare insieme, a lavorare con un sorriso e a saper condividere una gioia grande che è quella di chiamarci tutti fratelli non solo in Cristo ma anche nel dono più importante che ci ha dato: la nostra vita. rocco poncia oi, menaggini coetanei di don Carlo Barindelli, con il quale mantenevamo rapporti epistolari in occasione del Natale e della Pasqua, addolorati per la sua repentina scomparsa, esprimiamo la nostra sofferenza ai parenti e alla comunità. Invochiamo per lui un ben meritato riposo eterno presso il Signore, riconoscendo i suoi meriti per l’impegno missionario che per lungo tempo ha svolto presso la parrocchia si San Josè Obrero a Villa Madero alla periferia di Buenos Aires. Dal cielo ci aiuti a seguirlo nell’offerta della nostra vita per il bene delle anime e della Chiesa. maestra Lidia Notizie flash ■ Insubria Onorificenza per il prof Renzo Dionigi Il professor Renzo Dionigi, direttore della Prima Chirurgia Generale dell’Ospedale Circolo di Varese e magnifico rettore dell’Università dell’Insubria, è stato eletto all’unanimità membro dell’American Surgical Association, la più autorevole società chirurgica del mondo. Tra le motivazioni, le sue ricerche sull’immunologia del paziente neoplastico e l’introduzione in Europa delle tecniche di nutrizione artificiale. ■ Capiago Riprende la stagione del teatro-auditorium Presso la parrocchia dei Santi Vincenzo e Anastasio di Capiago riprende la stagione del teatro-auditorium, con spettacoli per l’infanzia, commedie in lingua e dialetto, concerti ed eventi di musica sacra. Dedicati ai bambini tra i tre e i dieci anni gli spettacoli domenicali del 6 febbraio, 13 marzo, 27 marzo e 17 aprile, mentre la stagione musicale si articolerà in quattro concerti (musica sacra, Haydin, Coro Friuli e Liszt) nelle giornate di sabato del 26 febbraio, 12 marzo, 9 aprile e 28 maggio. Il teatro, infine, avrà luogo domenica 13 febbraio alle 15.30 con la recita “Il figlio di Pulcinella”; sabato 26 marzo con “Me la tusa e tre valis”; sabato 16 aprile con l’esibizione della Sim-paty band; e sabato 30 aprile con lo spettacolo musico-teatralegiocolieristico dei giovani di Capiago. Giornata per la Vita Morbegno. L’incontro fra i volontari, gli operatori e il Vescovo Un lavoro prezioso a difesa e tutela della vita B ilancio tutto in positivo per la “Giornata della Vita”, celebrata a Morbegno lo scorso 6 febbraio. Un momento diocesano che ha visto una «partecipazione sinceramente superiore alle aspettative», confidano gli organizzatori, con l’incontro fra operatori, volontari e vescovo che ha fornito moltissimi spunti di riflessione e un nuovo slancio per le attività e le iniziative proposte. È stato proprio questo appuntamento ad aprire il pomeriggio di confronto a partire dal messaggio per la giornata nazionale e intitolato “Educare alla pienezza della vita”. Presso i locali del nuovo Centro San Giuseppe i referenti dei cinque Centri di aiuto alla vita presenti sul territorio diocesano (Como – con uno sportello a Rovellasca –, Sondrio, Morbegno – con una gemmazione a Chiavenna –, Mandello del Lario, Laveno) hanno dialogato con monsignor Coletti. Dopo una presentazione generale delle caratteristiche di ciascuno dei centri, è stata ribadita la volontà di implementare il coordinamento fra le diverse realtà, per uno scambio di esperienze e il reciproco arricchimento (sono stati messi in calendario almeno due incontri l’anno). Nonostante l’opera di sensibilizzazione e di informazione promossa dai Cav e, in ambito italiano, dal Movimento per la Vita, sono ancora troppi gli aborti praticati, senza contare il difficile dibattito culturale e medico su argomenti come il fine vita, la disabilità, le malattie fortemente invalidanti. Nel comasco, considerando soltanto gli ospedali Sant’Anna e Sant’Antonio Abate di Cantù, nel 2010 sono state eseguite circa 650 interruzioni volontarie di gravidanza. In provincia di Sondrio, fra il nosocomio del capoluogo e quello di Sondalo, il dato arriva a quota 191 (in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente). «Oggi – riflette la presidente del Cav di Morbegno Graziella Simonini – con l’introduzione di metodi medicinali rispetto a quelli chirurgici (come la pillola abortiva), la soppressione del nascituro viene affrontata con maggiore superficialità». Lo scorso anno, considerando tutti i cinque Centri aiuto alla vita, sono state circa 500 le donne seguite e sostenute nella propria maternità: qualcuna in difficoltà economica, altre spaventate dalla gravidanza, tutte molto sole e disorientate di fronte a un dono così bello come quello di una nuova vita. La maggior parte delle mamme è straniera, anche se negli ultimi due anni stanno aumentando le italiane. Per molte di loro, specie per le immigrate, l’aiuto nella gravidanza diventa anche occasione per la conquista dell’autonomia e dell’integrazione, con l’ospitalità temporanea in alloggi protetti, l’iscrizione a corsi professionali o di lingua, la ricerca di un lavoro. «Esprimo tutta la mia gratitudine agli operatori dei Cav – ha detto il vescovo Diego – la vostra attività è preziosa per la promozione e l’educazione a una vera cultura della vita. Una cultura che chiede un coinvolgimento corale anche di vari aspetti della pastorale diocesana, come la famiglia, i giovani, la catechesi. Voi volontari siete chiamati alla santità: con la vostra attività siete emanazione di Cristo fra la gente. Potete essere davvero di stimolo per la società e le istituzioni affinché maturi una vera attenzione a sostegno della maternità e della famiglia, per le quali non si fa ancora abbastanza». Un lavoro silenzioso e importante, che mette in primo piano la persona, accolta nella sua integralità. A Morbegno, nella chiesa di san Giuseppe, l’incontro di preghiera nel segno della speranza soprattutto per i giovani chiamati per primi alla tutela della vita I Testimonianze ■ Mandello Una giornata ricca di avvenimenti importanti Quest’anno la “Giornata per la Vita” è stata per noi del Centro di aiuto alla Vita di Mandello particolarmente ricca di avvenimenti importanti. L’abbiamo preparata il 28 gennaio con l’incontro con il giudice Giuseppe Anzani che ci ha gratificato, all’esordio della serata, dichiarando che per lui l’essere tra noi era un ritrovarsi tra amici. L’esposizione del tema che gli avevamo proposto: “Se ami la vita, la vita ricambia il tuo amore”, è stata accolta con vivo apprezzamento dal numeroso pubblico presente, che si è trovato in sintonia con l’oratore tanto da essere avvicinato, al termine, da giovani madri che lo hanno ringraziato dell’aiuto fornito per la loro azione educativa in famiglia. Le stesse ci hanno sollecitato ad invitarlo per la Giornata per la Vita 2012 per confrontarsi con gli adolescenti che hanno tanto bisogno di sentire parlare della vita e dell’amore da un vero testimone di questi valori. è stata una grande soddisfazione, per noi del Cav, avere un riscontro così positivo alla nostra azione di stimolo culturale a favore della vita nel territorio. Il 29 gennaio è iniziata la Mostra del Libro formativo-educativo-religioso che terminerà domenica 16 febbraio e che sta registrando un buon livello d’interesse, grazie anche a un’ampia offerta di testi per tutte l’età e le esigenze. La vita è relazione fra le persone nvitati speciali alla veglia diocesana per la vita di domenica scorsa a Morbegno sono state le mamme in attesa – che hanno ricevuto una particolare benedizione ai piedi dell’altare dal Vescovo di Como, Diego Coletti - e i genitori con i bimbi battezzati nel 2010. Presenti anche numerose famiglie dalle parrocchie della Sondrio e i volontari dei Centri Aiuto alla Vita (CAV) della diocesi con un pullman proveniente da Como. “La vita è relazione tra le persone in risposta all’individualismo imperante – ha sottolineato il Vescovo Coletti - è dono che siamo chiamati a ricevere, donare e condividere, per cui la difesa delle vita è la difesa della relazione con l’altro”. In San Giuseppe a Morbegno, dove si trova per la Visita Pastorale, il Vescovo si è rivolto ai genitori presenti: “Grazie per il coraggio e la passione che dimostrate nei confronti della vita – ha sottolineato - segno di speranza nel futuro”. È di Papa Benedetto XVI la Sabato, 12 febbraio 2011 27 convinzione che alla radice della crisi dell’educazione c’è la sfiducia nella vita, con l’incapacità di progettare che ne consegue. “Ma i segnali di speranza sono tanti – ha spiegato Coletti – e vengono dai giovani, dai laici, dai consacrati, dai sacerdoti: “Occorre diffondere un nuovo umanesimo per capire fino in fondo il dono che Dio ha fatto all’umanità e imparare a difenderlo - ha concluso il sacerdote – non difendiamo un battito cardiaco o un apparato digerente, ma la possibilità data da Dio ad un essere umano di essere centro d’amore”. Un momento di preghiera breve, quello presieduto dal Vescovo, a misura dei bambini presenti che dai primi banchi hanno ben presto dimostrato la loro voglia di muoversi attratti dal fascio di palloncini colorati deposti ai piedi del Vescovo e distribuiti al termine della cerimonia dai sacerdoti presenti. Nel primo pomeriggio di domenica, sempre a San Giuseppe, Coletti ha incontrato simpatizzanti e operatori dei CAV della diocesi ai quali il Vescovo ha voluto rivolgere un sentito grazie per il servizio svolto e condividendo quattro Il 5 e 6 febbraio, Giornata per la Vita, in tutte le parrocchie è stato possibile manifestare la nostra presenza di volontari animando le Sante Messe e offrendo primule, come fiore simbolo della vita rinascente dopo il freddo inverno, allo scopo anche di finanziare l’attività della nostra associazione. Infine nel pomeriggio del 6 febbraio siamo riusciti ad organizzare un pulmino per andare all’incontro col Vescovo a Morbegno nell’ambito della Veglia per la Vita. semplici spunti, ovvero l’importanza di educare alla vita in una società in cui il suo valore sembra venire sempre meno, il far sentire la propria voce, di operatori del CAV, in politica, presso le amministrazioni, perché le necessità delle famiglie vengano prese seriamente in considerazione, l’invito a pregare e a far sì che la preghiera diventi testimonianza. Infine l’invito a dialogare tra centri e con le altre agenzie educative presenti sul territorio a partire dai genitori e dalla scuola materna. Il tutto riassumibile nell’obiettivo, che i CAV diocesani hanno ben presente dal 1978, di riscoprire l’importanza di educare alla cultura della vita nella sua pienezza. “Auspichiamo e vogliamo impegnarci per educare alla pienezza della vita dice il messaggio dei Vescovi italiani per questa trentatreesima Giornata Nazionale della Vita -, sostenendo e facendo crescere, a partire dalle nuove generazioni, una cultura della vita che la accolga e la custodisca dal concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre, anche quando è debole e bisognosa di aiuto”. C.D.B. Per noi, che abbiamo partecipato, è stata una sferzata rivitalizzante che ci permetterà di continuare con maggior impegno il nostro dedicarci a chi si rivolge a noi. Monsignor Diego Coletti, parlando separatamente ai volontari dei Cav della Diocesi, si è espresso con queste parole esaltanti: “l’essere tra voi è segno gradito, doveroso, cercato, di stima, di gratitudine a nome di una intera cultura che non riesce più a far breccia nell’opinione pubblica, che la respinge come un muro di gomma, perciò vi dico grazie e coraggio”. Cosa si voleva di più?! Si cercherà di trasmettere, anche a chi è rimasto a casa, questo autorevole stimolo tanto necessario nei momenti di scoraggiamento o semplicemente di stanchezza. La preghiera per la Vita, nella moderna Chiesa di San Giuseppe, arricchita da canti condivisi, alla presenza di tante famiglie con bimbi in carrozzina e mamme in attesa, ha riempito i cuori di speranza e di gioia ed è stata una felice conclusione della 33° Giornata per la Vita. Paola Ciampitti presidente Cav Mandello Valli Varesine 28 Sabato, 12 febbraio 2011 Un testo speciale. Il 1 febbraio è scomparso improvvisamente don Quaglia, parroco di Lavena Ponte Tresa: qui di seguito un suo scritto per la «Quaresima missionaria» Don Giorgio: Grazie alla vita D a tempo avrei voluto scrivere un libro intitolato “Confesso che ho vissuto… gracias a Dios”, soprattutto raccontando la mia lunga e intensa esperienza di “fidei donum” in Argentina. Poi dicono che le autobiografie mentono perché si raccontano i propri pregi e non i difetti, così ho lasciato perdere. Ancora più difficile è raccontare in una pagina una vita ormai lunga, comunque ci provo. Sono nato 67 anni fa a Clivio, un paesino del varesotto, con la casa a 10 metri dalla Svizzera. A quattro anni la mia famiglia si è trasferita a Como in una casa popolare. A 8 anni è morto nostro padre e avevo tre fratelli più piccoli. Mia madre, santa donna, si è messa alla macchina da cucire e ha lavorato tutta la vita per mantenerci in tempo di povertà sia nella nostra famiglia che in Italia. Io mi sono sentito grande troppo presto, mia mamma diceva che ero l’uomo di casa (a 8 anni!). Sempre ho frequentato l’oratorio e la chiesa anche con esperienza di Azione cattolica e catechesi. Ho fatto le Commerciali poi al lavoro. 6 mesi in una tipografia, poi 5 anni in un negozio di alta moda in centro di Como. Ho cominciato a frequentare un santo prete, in quel tempo vicario, scomparso ancora giovane. Mi sono detto voglio essere come lui… A quasi 20 anni sono entrato a Trento in un seminario per vocazioni adulte che venivano dal lavoro, ci sono stato 3 anni, frequentando in modo accelerato ginnasio e liceo, proprio negli anni del Concilio, del quale leggevamo a mensa i documenti mano a mano che si sfornavano. Anni splendidi pieni di vitalità e di cambiamenti. Lì ho maturato la mia vocazione missionaria. Un anno di Propedeutica nel Seminario di Como e poi 4 vicinanza mi perseguita dalla nascita…). Un paese di 6000 abitanti con due parrocchie. La mia è molto nuova, non ha ancora 50 anni ed è formata par la quasi totalità di immigrati del Sud. Ho preso come motto dell’evangelizzazione un brano della prima lettera di Pietro: “Voi che un tempo eravate non-popolo, adesso siete il popolo di Dio”. E anche qui, contrariamente ai miei principi di prete giovane, ho dovuto costruire… Il tempio grande non era mai stato finito, non aveva pavimento, né intonaco, era buio e triste. Con due anni di lavoro e una grandissima collaborazione della gente, lo abbiamo reso luminoso e bello, degno per celebrare la liturgia del Signore. Anche qui evangelizzazione, insistenza sulla lettura della Parola di Dio, liturgia viva, molta attenzione alle giovani coppie e servizio ai poveri, che sono molti dal sud del mondo. Non c’è più spazio e concludo Da sempre la vita in Oratorio: poi l’incontro con un santo prete e la vocazione adulta. anni di teologia nel Seminario per l’America Latina a Verona. Anche lì una esperienza intensissima, con il passaggio di molti vescovi latinoamericani, con esperienze di pastorale fuori dal Seminario. Erano gli anni del ‘68 e noi lo abbiamo vissuto a livello ecclesiale.Peccato che non c’è lo spazio per raccontarli. Ordinato il 20 giugno del 1971 e destinato alla parrocchia di Fino Mornasco, dove ho lavorato soprattutto in un ghetto di immigrati di un paese della Calabria, con impegno sociale, scuola media serale accompagnato dai giovani della Fuci e altri volontari. Il 14 febbraio 1979 sono partito per l’Argentina dove da anni la diocesi era impegnata in una missione. Era ancora il tempo del governo militare, con “desaparecidos”, mancanza di libertà. La diocesi di Santiago del Estero a 1000 km al nord di Buenos Aires, è ancora una delle più povere dell’Argentina. E lì un sacco di lavoro e un sacco di chilometri, le parrocchie che seguivo erano su una linea di 120 km, una trentina di comunità. Abbiamo cercato di evangelizzare partendo dalla religiosità popolare, dalla realtà di Povertà. Formazione di comunità di base, catechesi familiare, molta diffusione della parola di Dio. E l’evangelizzazione ci impegnava molto anche nel combattere la povertà. Abbiamo costituito una cooperativa di donne In memoria che tessevano con telai primitivi, aiutandole nella commercializzazione. Ho dovuto costruire anche un bella chiesa, una decine di cappelle e una scuola materna per 250 bambini, anche se da giovane prete dicevo che io dovevo aiutare a costruire la Chiesa e non le chiese, ma è andata così.. Ho insegnato anche Dottrina Sociale della Chiesa nell’Università Cattolica, cercando di creare un ponte con i poveri della campagna. Ho detto all’inizio che bisognerebbe scrivere un libro per raccontare qualcosa di quello che Dio ha fatto in mezzo ai poveri. Su richiesta del Vescovo sono tornato in Italia il 2 febbraio del 2000, anche se mi sembrava che l’esperienza non fosse conclusa. Dal settembre 2000 sono parroco a Ponte Tresa, a 100 metri dalla Svizzera (la sua Una vita per la missione: in Argentina prima, poi il rientro in Italia undici anni fa. dicendo che ho ricevuto tanto dalla vita, da Dio, da mia madre e dai miei fratelli, da tantissimi amici fedeli, da tanti poveri e da tanta bella gente ho incontrato in ogni parte del mondo, da tanti preti santi, vivaci, che anche in vite legate a un piccolo paese, hanno dato testimonianza di Gesù. Non ho raccontato i peccati e i fallimenti, a quelli ci penserà la misericordia di Gesù. Adesso la vita va in discesa ma “l’amore di Gesù ci spinge…”. “non che io sia già arrivato alla mèta, ma mi sforzo di afferrarla, perché anch’io sono stato afferrato da Cristo Gesù. Lo scorso 3 febbraio le esequie presiedute dal Vescovo e concelebrate da cinquanta sacerdoti Un prete sempre in ascolto... U na folla immensa, ancora sgomenta per l’improvvisa scomparsa per il suo sacerdote tanto amato, ha partecipato giovedì 3 febbraio alla Santa Messa funebre presieduta dal vescovo monsignor Diego Coletti e da decine di confratelli preti. La chiesa del Santissimo Crocifisso, pur nella sua ampiezza, non ha potuto contenere tutti i fedeli intervenuti, tanto che molti hanno seguito dall’esterno la celebrazione diffusa dagli altoparlanti. Sull’altare, come detto, almeno una cinquantina di sacerdoti seguivano il celebrante che, nell’omelia, ha ricordato la figura di don Giorgio, facendo leggere quanto aveva scritto su di sé sul bollettino di informazione parrocchiale, uscito in occasione del Natale. «Facciamo parlare lui stesso, come se fosse ancora qui fra noi», ha detto il Vescovo. È stato un momento di grande commozione perché sembrava di ascoltare la lettura del suo testamento spirituale, quasi un invito a tutta la comunità a perseverare nella fede, nella carità e nell’umiltà. E come fosse amato don Giorgio lo dimostravano le lacrime che rigavano il volto di chi ascoltava, perché lui era sì il parroco di Ponte Tresa, ma era il prete di tutti. Venti anni di vita missionaria in Argentina, dove ogni anno ritornava a far visita alle sue cento parrocchie, lo avevano portato a fare di questa terra di confine, lungo un decennio di vita sacerdotale, luogo di nuova missione. Sempre pronto a una parola di conforto, ad aiutare chi si trovava in difficoltà, a una stretta di mano, a un confidenziale colpetto sulla spalla o a un abbraccio fraterno, a un incontro con chi si sentiva solo. Senza per questo tralasciare interventi strutturali dei quali necessitava la chiesa, che volle dotare anche di un organo da lui stesso recuperato da una cattedrale di Hannover. Espressione di tale messaggio evangelico è stata la presenza oceanica, di chi l’ha conosciuto, nel giorno in cui don Giorgio ci ha lasciato per sempre. Ha fatto di un “non popolo”, un popolo di Dio. Una Chiesa che saprà innalzargli un coro di lode, accompagnato dalle note calde del nuovo strumento musicale, lì, a concretizzare il suo ultimo desiderio. ANTONIO SANNA Consiglio pastorale parrocchiale e zonale Sondrio Cronaca Don Bosco E rano circa 100 gli ex allievi e cooperatori salesiani che si sono ritrovati in Tirano per la festa di don Bosco, il 31 gennaio scorso. È stata un’intera giornata dedicata al carisma salesiano che a Tirano è rappresentato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Iniziati con la messa delle ore 10.00, i festeggiamenti sono proseguiti con un pranzo insieme: suore, cooperatori ed ex allievi per poi continuare nel pomeriggio presso l’oratorio per il “Grinv”. Un pomeriggio di musica, canti salesiani e una lotteria il cui ricavato è stato devoluto a don Luciano Tenni e don mario Robustellini, entrambi missionari salesiani. «Anche una recita sulla vita del santo si è tenuta illustrando così momenti della vita di don bosco, nel suo stesso stile», ricorda suor Emilia. E poi ancora, aggiunge suor Franci «giochi e momento di preghiera per don Bosco - il cui tema è stato un punto forte sella spiritualità del santo piemontese - “ uno solo è il mio desiderio: vedervi felici nel tempo e nell’eternità”». ROBERT WALTER NAZZARI Cure dentistiche in Ospedale L’ Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna (Aovv) ha approvato un progetto sperimentale di riorganizzazione dell’erogazione delle prestazioni di odontoiatria che sarà reso progressivamente operativo nel corso dell’anno a partire dagli ambulatori di Sondrio. La normativa regionale che disciplina l’accesso alle terapie odontoiatriche, ha posto in evidenza la vulnerabilità di alcune categorie di pazienti: ai loro disagi l’Aovv intende offrire una diabete insulino-dipendente, possibile soluzione nell’ambito delle Broncopneumopatia Cronica autonomie organizzative riconosciute Ostruttiva (Bpco), asma dai regolamenti regionali. Vediamo allergica, Sindrome di Sjogren e meglio ed in sintesi le novità. I a coloro che risultano allergici moduli informativi, che spiegano ad anestetici locali. Per i l’organizzazione del servizio e i criteri soggetti portatori di invalidità o di accesso, diretti agli utenti e a coloro affetti da patologie sistemiche che li affiancano (operatori sanitari non incluse nei Lea è stata resa e non) sono stati rielaborati con disponibile l’erogazione di maggiore chiarezza. Le prestazioni alcune prestazioni essenziali odontoiatriche di routine nei Livelli di odontoiatria, remunerate Essenziali di Assistenza (Lea) sono dal paziente in base ad uno state estese ai pazienti affetti da specifico tariffario aziendale. Sondrio. Preziosa esposizione, presso il Museo Valtellinese di Storia e Arte, di Ferrari fino al prossimo venerdì 8 aprile “La Nascita della Vergine” a Palazzo Sassi de Lavizzari F Sabato, 12 febbraio 2011 29 ino all’8 aprile il Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio, in collaborazione con la Confraternita della Beata Vergine Assunta, la parrocchia di Morbegno e la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, ospiterà nelle sale a piano terra di Palazzo Sassi (via Maurizio Quadrio 27) l’importante tela della “Nascita della Vergine” di Gaudenzio Ferrari del Santuario dell’Assunta di Morbegno. è stato inviato alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate (Mendrisio) per la mostra, appena conclusasi, Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini, il prezioso dipinto è stato concesso in prestito per due mesi al Museo di Sondrio per una speciale esposizione al pubblico valtellinese. Gaudenzio Ferrari, artista piemontese vissuto a cavallo tra il ‘400 ed il ‘500, è uno dei massimi esponenti della pittura italiana del XVI secolo. Influenzato da Leonardo e Bramante, ma anche con suggestioni provenienti dal Perugino e Raffaello, ha operato soprattutto in Italia settentrionale. La tela morbegnese è una delle opere pittoriche più importanti conservate nella provincia di Sondrio. Eseguita tra il 1524 e il 1525 su commissione della locale Compagnia dei Battuti per il Santuario dell’Assunta di Morbegno, rappresenta l’unica porzione giunta fino a noi delle ante della grandiosa ancona, della stesura pittorica fino a far scolpita da Giovan Angelo intravedere in alcune zone il e Tiburzio Del Maino e dipinta disegno preparatorio. L’intervento tra il 1520 e il 1526 da Gaudenzio di restauro eseguito nel 1973, come e dal suo collaboratore Fermo testimonia un’iscrizione realizzata Stella. La presenza di Gaudenzio su un regolo del telaio, ormai e di Fermo Stella in Valtellina ricoperto da uno spesso strato di lascia tracce evidenti nel contesto depositi atmosferici, offuscava artistico locale: quelle ante, le cromie originali, rendendo insieme ad altre opere, purtroppo difficile la corretta lettura dei valori perdute, dovettero rappresentare tonali originali. Il supporto tessile, un testo imprescindibile per la originariamente realizzato cucendo formazione degli artisti lombardi insieme tre porzioni di tela poste delle generazioni successive: verticalmente rispetto alla base, era Di quel felice periodo artistico, stato in quell’occasione foderato movimentato da Ambrogio Grezzi, Bernardino Luini, Gaudenzio, Stella per risarcire le lacerazioni della superficie con piccoli inserti di tela, e altri rimangono oggi poche, ma di tramatura e consistenza diversa significative, testimonianze che da quella originale cromaticamente portano i segni del tempo. accordati alle stesure pittoriche. È anche il caso della “Nascita della Con il tempo le reintegrazioni si Vergine”: l’estrema delicatezza erano alterate e risultavano molto della tecnica utilizzata dall’artista, invadenti. una tempera su tela, ha portato Il nuovo progetto di recupero del nel tempo a un assottigliamento dipinto, proposto da Sandra Sicoli, ispettore della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico di Milano, è stato eseguito dallo studio di Barbara Ferriani di Milano con il contributo della Fondazione Creval. Per permettere una migliore fruizione dell’opera sono stati quindi rimossi i depositi atmosferici: non potendo operare con i tradizionali metodi di pulitura a base di solventi, si è scelto di effettuare la pulitura a secco. Il restauro è proseguito con la revisione degli inserti tessili cercando di annullare o quantomeno di rendere meno evidenti i dislivelli. Infine si è provveduto alla reintegrazione pittorica volta all’accompagnamento tonale degli incavi e alla ricostruzione, laddove possibile, delle tessiture cromatiche originali. Il risultato dell’intervento è notevole: la qualità dell’opera di Gaudenzio si rivela molto alta nella sicura impostazione spaziale e nel delicato equilibrio dei rapporti tonali, il tono squillante, intenso del rosso della coperta riporta l’attenzione alla madre di Maria, circondata amorevolmente da un universo femminile in azione. Segnalato come miglior restauro dell’anno 2010 da Flaminio Guardoni sul “Giornale dell’Arte” (gennaio 2011). L’esposizione, con ingresso libero, presso Palazzo Sassi de Lavizzari (via Maurizio Quadrio 27 - Sondrio) fino all’8 aprile avrà i seguenti orari di visita: da martedì a venerdì, al mattino dalle ore 9.00 alle ore 12.00, il pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 18.00; sabato e festivi, solo il pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Per informazioni, telefonare allo 0342-526269, oppure 0342-526553; e-mail: [email protected]. ANGELA DELL’OCA Direttore del Museo Valtellinese di Storia e Arte Inoltre, per tutti i pazienti, è stata attivata l’erogazione delle prestazioni di chirurgia orale di particolare complessità come denti del giudizio inclusi, cisti odontogene etc... Informazioni più dettagliate ed i nuovi moduli possono essere richiesti direttamente presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico, l’attivazione progressiva del progetto sarà comunicata attraverso il sito aziendale www.aovv.it. Notizie flash ■ Morbegno Corso di giornalismo per i ragazzi delle superiori La cooperativa sociale Insieme di Morbegno propone, a tutti gli studenti delle scuole superiori, un corso serale di giornalismo. Undici ore di lezioni fino a mercoledì 9 marzo. «Ami scrivere? Vuoi dare sfogo alle tue emozioni? Hai qualcosa da comunicare al mondo ma non sai come e con quale mezzo – scrivono i promotori dell’iniziativa sul volantino illustrativo –?. Allora sei un giornalista, solo che ancora non lo sai! “Giornaliamo” è per tutti i ragazzi che frequentano le scuole superiori e desiderano maggiore conoscenza e competenza sugli aspetti fondamentali del giornalismo». Il corso sarà in parte teorico ma soprattutto pratico, con laboratori tenuti da docenti preparati su questi argomenti: “Profilo del giornalista”; “La notizia, la struttura dell’articolo, cronaca, giornalismo on line, giornalismo sportivo, informazione ed opinione personale”; “Lavoro di gruppo nell’esperienza giornalistica”; “Sondaggio ed intervista”; “Scrivere articoli insieme”; “Giornale scolastico on line”. Il corso si svolge presso la sede della Cooperativa Sociale Insieme, in via beato Andrea, 16 a Morbegno. Il corso, iniziato il 9 febbraio, si svolgerà mercoledì 16-23 febbraio e il 2 marzo dalle ore 20.15 alle ore 22.30; l’ultimo giorno, mercoledì 9 marzo, dalle ore 17.00 alle ore 20.00 (con cena). Info: Cooperativa Sociale Insieme 0342 614587 oppure 340 1778338 Indirizzo e-mail: [email protected] ■ Sondrio Bomboniere solidali con il «commercio equo» Alla Bottega della Solidarietà di Sondrio è arrivata una nuova collezione di bomboniere. Fino al 19 febbraio presso la sede del capoluogo valtellinese viene presentata la nuova collezione di ricordi del commercio equo e solidale con l’evento dedicato al matrimonio “Emozioni solidali Altromercato”. Un’occasione per conoscere più da vicino il mondo delle bomboniere solidali, prodotte e commercializzate seguendo criteri finalizzati a garantire ai produttori del sud del mondo un trattamento economico e sociale dignitoso. Sarà possibile vedere molti modelli di bomboniera per ogni ricorrenza, ordinare in anteprima le nuove bomboniere 2011 (per battesimo, comunione, laurea, anniversari e matrimoni), tutte realizzate con materiali naturali e rispettosi dell’ambiente e conoscere i progetti che li hanno realizzati, per scegliere un dono responsabile oltre che bello e per arricchire la propria festa con un messaggio di solidarietà. Valchiavenna 30 Sabato, 12 febbraio 2011 Chiavenna: in preghiera per la vita, da difendere e custodire Sabato 5 febbraio, presso la chiesa di San Fedele, il tradizionale incontro per confrontarsi e riflettere su un argomento tanto importante C ome avviene ormai da parecchi anni, la chiesa di San Fedele in Chiavenna ha ospitato, sabato 5 febbraio, la veglia di preghiera zonale in preparazione alla XXXIII Giornata Nazionale per la Vita che si è celebrata domenica 6 febbraio. “Educare alla pienezza della vita” è il titolo del messaggio dei Vescovi sul quale la comunità è stata invitata a riflettere. Positiva ed incoraggiante la risposta, vista la chiesa gremita non solo di adulti, ma anche di numerosi bambini e ragazzi, coinvolti in modo attivo attraverso i gruppi di catechismo, che per alcuni incontri hanno lavorato sull’approfondimento delle tematiche proposte dal messaggio di quest’anno. Al centro della veglia, tre significative testimonianze. La mamma di Alessio, bambino affetto da gravissime patologie fin dalla nascita, ha raccontato con rara intensità non solo ansie e difficoltà, ma anche la sua crescita spirituale nel penoso contatto quotidiano con la disabilità. Clemente, sulla sua sedia a rotelle, ha portato la sua esperienza fatta di disagi da superare, di solitudine, ma anche di ricerca di affetti, di inserimento nel mondo del lavoro e di relazioni sociali significative. Infine, Sara ha trasmesso a tutti il suo entusiasmo per la recente esperienza di mamma adottiva di tre fratellini colombiani che si stanno gradualmente integrando, anche con l’aiuto di un intero paese. I bambini poi, con le loro preghiere e riflessioni, con i loro canti e con i loro disegni proiettati accanto al grande crocifisso che domina la chiesa, hanno contribuito con spontaneità e freschezza a fornire a tutti spunti di riflessione. Viviamo tempi di generale disorientamento, dove è difficile riconoscere gli ideali veri, dove i modelli di comportamento sono quanto mai ambigui e dove anche la moralità pubblica non è certo d’esempio per nessuno. Chiamiamo tutto questo “emergenza educativa”, con una chiara preoccupazione verso ciò che la nostra società è in grado di trasmettere alle giovani generazioni. E non a caso i vescovi parlano, nel loro messaggio, di “educare alla pienezza della vita”. È ancora la parola educazione, intesa nel senso più alto, che viene messa al centro, in stretta connessione con la parola vita. Anche Benedetto XVI pone l’accento su questo binomio quando dice: «alla radice della crisi dell’educazione c’è una crisi di fiducia nella vita». Il momento di incontro e di preghiera in san Fedele, così ben riuscito per la folta partecipazione e grazie anche all’impegno di molte persone, ci aiuta a vedere come ancora sia alta l’attenzione verso un tema di fondo come quello della vita, del suo valore e del suo rispetto anche, come ancora suggerisce il messaggio dei Vescovi, “quando è debole e bisognosa di aiuto”. E.M. Chiavenna. Dalla Comunità Montana offerti alla Caritas alcuni locali per dare spazio adeguato al nuovo magazzino Un punto di riferimento per essere di vero aiuto ✎ Alcuni dati L a Comunità montana della Valchiavennna informa di aver offerto in “comodato d’uso” alcuni locali dell’ex Convento dei Cappuccini, già sede della “Unimi - Stazione della Valchiavenna per lo studio dell’ambiente alpino”, al Centro di ascolto della Caritas zonale. L’inaugurazione di questo spazio, ampio e comodo, destinato a magazzino, è avvenuta alla fine dell’anno 2010. La decisone della Giunta dell’ente comprensoriale, secondo i principi che regolano e motivano l’organizzazione caritatevole, vuole garantire alla popolazione un punto di riferimento più spazioso sia per aiutare le persone in difficoltà sia la comunità cristiana a diventare soggetto attivo nel rispondere ai bisogni della povertà presenti sul territorio. «Il nuovo centro è più spazioso, rispetto al precedente e merita tutta la nostra attenzione - ha detto suor Teresanna delle Figlie della Croce, che si è occupata dell’inaugurazione nella nuova sede di Chiavenna - . La gratitudine nei confronti della Comunità montana della Valchiavenna è tanta, perché questo ente e le persone che ci lavorano, hanno saputo dare la propria disponibilità su un argomento sociale di grande rilevanza e hanno dimostrato di saper Navicella” e con la “Fondazione ascoltare l’importante esigenza del Suor Maria Laura”) e con le territorio: la povertà. Ne siamo tutti parrocchie della Valchiavenna particolarmente colpiti e lusingati». nella gestione di casi di grave Il Centro di ascolto Caritas offre emarginazione. Propone incontri e consulenza e ascolto alle persone in corsi di formazione all’interno delle difficoltà, accoglienza temporanea comunità parrocchiali. a persone senza alloggio e gestisce Per ulteriori informazioni, “l’arsenale della solidarietà” (vestiti, mobili, attrezzature varie). Collabora contattare suor Teresanna delle Figlie della Croce al numero 0343con gli Enti pubblici, le associazioni 32375 oppure 0343-32530. (in particolare con “Aphantesis”, “La Interventi a difesa del Parco delle Marmitte dei Giganti Il Banco Alimentare. Forse non uno strumento in grado di fotografare la realtà alla perfezione, ma di sicuro un buon termometro per cercare di capire a che livello è arrivato il disagio economico delle famiglie. Numeri in pesante crescita per il punto che raccoglie e distribuisce i viveri alle famiglie in difficoltà in Valchiavenna. I dati parlano di circa 140 famiglie attualmente iscritte, segnalate dai servizi sociali o dalle parrocchie, che si trovano in situazioni di precarietà economica tale da essere costrette a rivolgersi al Banco per una mano. Un numero importante su una popolazione valligiana di poco superiore ai 23mila abitanti in una zona non proprio tradizionalmente povera. Il Banco Alimentare ha come obiettivo la valorizzazione sociale delle eccedenze alimentari che vengono distribuite ai bisognosi. I prodotti raccolti e distribuiti dal Banco Alimentare sono essenzialmente quelli in scatola o facilmente conservabili: carne, latte, yogurt, burro, formaggio, legumi, pasta secca, riso, pane e affini, dolci, frutta, succhi di frutta, olio, salse e condimenti, zucchero, uova, bevande, omogeneizzati, farine. Ovviamente prodotti che non possono soddisfare tutte le esigenze alimentari. Per questo al Banco arriva anche l’aiuto delle amministrazioni municipali della valle. Lo scorso anno per i prodotti freschi il contributo è stato di 6mila euro. La Comunità montana della Valchiavenna informa che Regione Lombardia ha ammesso a finanziamento per 90mila sul biennio 2011-2012 il progetto di “Valorizzazione del patrimonio ambientale nella riserva naturale del Parco Marmitte dei Giganti, con la messa in sicurezza delle infrastrutture sentieristiche esistenti”. La somma è destinata al primo lotto di intervento del costo complessivo di 106.500 euro D. PRA. (l’intero progetto, che prevede interventi anche su altri lotti, è stato realizzato dall’architetto Giorgio Succetti e prevede un impegno economico complessivo di 350mila euro). «La nostra comunità montana - sottolinea il presidente Severino De Stefani - promuove la valorizzazione dei beni ambientali e culturali per una migliore fruizione pubblica. L’ambiente è uno dei valori aggiunti del nostro territorio». Sondrio Salute Valchiavenna Sabato,12 febbraio 2011 31 La cooperativa “Arca” propone un progetto di Centro Diurno Integrato per le demenze senili Una necessità per il territorio L a cooperativa “L’arca” punta su un centro diurno integrato specializzato nel trattamento delle demenze. Nei giorni scorsi, il presidente Alfredo Ravasio e la direttrice Elena Del Re hanno scritto ai vertici degli enti locali per illustrare un progetto incentrato su specifiche esigenze del territorio. In Italia la condizione di demenza interessa il 5% delle persone sopra i 65 anni di età, ma a volte colpisce anche cittadini più giovani. I dati dell’Asl di Sondrio rispecchiano queste percentuali al 6,4%, con un incremento del 12,5% in sei anni. E questo dato è destinato a crescere con il costante invecchiamento della popolazione. «Da qualche anno, raccogliendo un bisogno che sta diventando sempre più pressante, abbiamo avviato una serie di iniziative a favore di persone affette da demenze e attività di supporto ai familiari - spiega Elena Del Re, direttore de “L’arca” -. Da un paio d’anni assistiamo alla crescita di richieste di inserimento nei nostri centri di anziani con problemi cognitivi. Non sempre siamo in grado di rispondere, sia per la mancanza di posti, sia perché gli attuali servizi non sono strutturati per accogliere persone con disturbi comportamentali». Finora la cooperativa è riuscita ad acquisire l’immobile di via Giovan Battista Cerletti che fino a un paio d’anni fa ospitava il Cse. L’Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna lo ha ceduto in comodato gratuito per dieci anni a fronte delle spese che “L’arca” dovrà sostenere per rendere agibile l’immobile. Servono almeno centomila euro. Il nuovo centro diurno integrato potrà accoglie- re venti persone con disturbi cognitivi e del comportamento. È fondamentale, quindi, la discussione di queste tematiche da parte delle amministrazioni locali. «Ora è in corso una ricerca di fondi e un’opera di condivisione del progetto - aggiunge la direttrice -. Siamo ancora lontani dalla meta e solamente la collaborazione delle istituzioni e della cittadinanza potrà aiutarci a offrire una risposta adeguata ai malati». La cooperativa ha iniziato i lavori di ristrutturazione del primo piano,che dovrebbero essere completati entro marzo. Le opere al piano terra sono condizionati dai finanziamenti. Nella migliore delle ipotesi potrebbero iniziare a giugno. STEFANO BARBUSCA Neve e cuore. Consigli su come affrontare l’attività sportiva in tutta sicurezza I n queste settimane si sono verificati sulle nostre montagne, nelle nostre stazioni turistiche, degli attacchi cardiaci che hanno colpito delle persone mentre sciavano o facevano escursioni con le ciaspole. Paradossalmente spesso questa patologia colpisce in prevalenza soggetti apparentemente sani che non sapevano di essere cardiopatici. In alcune situazioni il tempestivo intervento del 118 ha consentito di praticare le prime cure con il trasferimento immediato nella più vicina unità di terapia intensiva cardiologica, in altri casi drammatici purtroppo la malattia cardiaca è stata fatale. Nella letteratura scientifica internazionale è stata, anche recentemente, segnalata, la correlazione tra attività amatoriale sulla neve ed incremento degli attacchi cardiaci. È noto che l’esposizione a basse temperature provoca nel corpo umano un’importante vasocostrizione delle arterie, con innalzamento della pressione arteriosa, e possibile ridotto apporto di sangue di ossigeno al cuore quando le arterie coronariche sono ispessite con riduzione del loro diametro. È classica l’immagine del malato, che esposto al freddo, viene colto da un attacco di angina pectoris. Inoltre l’attività fisica, aumenta la frequenza cardiaca, con la richiesta di un maggior apporto di sangue al cuore che è la pompa che immette il sangue nelle arterie che lo distribuiscono ai vari organi. Quindi l’associazione del freddo con lo sforzo fisico in soggetti a rischio, Sette regole di comportamento Nelle ultime settimane la cronaca ha riportato casi di malori in montagna: non si devono sottovalutare i rischi e vanno ascoltati i segnali del proprio fisico ma apparentemente sani e pertanto inconsapevoli, può costituire la causa determinante dell’infarto miocardio acuto fino all’arresto cardiaco. Come si possono e debbono prevenire questi eventi cardiaci? Si suggeriscono queste sette brevi regole che dovrebbero essere conosciute almeno dalle persone al di sopra dei cinquanta anni che intendono praticare attività invernale amatoriale. 1) Conoscere il proprio rischio cardiovascolare globale che è la risultante di fattori modificabili, fumo, ipertensione arteriosa, aumento del colesterolo nel sangue, diabete ecc., e non modificabili come la famigliarità. 2) Iniziare l’attività sulla neve con una preparazione ed un allenamento adeguato. 3) Eseguire un elettrocardiogramma ed eventualmente un test da sforzo al cicloergometro in particolare quando si è portatori di un rischio cardiovascolare più elevato o si intende eseguire attività a maggiore impegno fisico. 4) Adottare un abbigliamento adeguato evitando l’esposizione alle basse temperature in particolare delle mani ed evitare un’alimentazione eccessiva e l’assunzione di alcolici 5) Riconoscere i sintomi premonitori come un dolore al petto durante lo sforzo o al freddo o la mancanza di respiro durante attività fisica e recarsi immediatamente dal medico. 6) Nelle persone portatrici di malattia cardiovascolare intraprendere questa attività con il consiglio del medico curante. 7) Chiamare prontamente il 118 o farsi portare al più vicino pronto soccorso, in caso di vicinanza, in caso di malore. Sette semplici regole che, se rispettate, possono contribuire a ridurre eventi cardiovascolari importanti e a trasformare un’attività del tempo libero, benefica e salutare, in un attentato alla propria salute. GIANFRANCO CUCCHI Avis Valchiavenna. Chiusura tutta in positivo per il bilancio 2010 dell’associazione In aumento donatori e donazioni di sangue P iù donazioni, più donatori. Si è chiuso con un bilancio eccellente il 2010 per la sezione chiavennasca dell’Avis. Durante la recente assemblea dei soci sono stati diffusi i dati sull’attività dell’anno scorso e le sorprese positive non sono mancate. Rispetto al 2009 il totale delle unità raccolte è passato da 1322 a 1547. Questo sommando le unità di sangue raccolte a Chiavenna con quelle di plasma raccolte a Sondrio. Due i motivi di questo significativo passo avanti. Il primo riguarda l’inserimento (a maggio) di una ulteriore giornata di raccolta ogni mese, il secondo le trasferte a Sondrio per la plasmaferesi. Da quest’anno gli avisini chiavennaschi infatti possono contare su un servizio di trasporto con pullmino che permette la trasferta ad una quindicina di soci ogni settimana, contro gli 8 che riuscivano a muoversi in auto- mobile negli anni precedenti. «La sezione Avis di Chiavenna - ha spiegato il direttore sanitario Maurizio De Pedrini - ha notevoli potenzialità, che in passato non erano completamente espresse per problemi organizzativi, Ora in parte sono stati risolti e i risultati si vedono. Siamo passati da un indice di donazione, cioè quante volte ogni avisino dona il sangue, di 1,22 a 1,38. Possiamo fare di più visto che le regole prevedono fino a 2 donazioni all’anno». Importanti anche i dati “sociali” diffusi durante l’assemblea. Dati che dimostrano una continua crescita della sezione e il fatto che la stessa non patisca il fenomeno, comune a molte associazioni, del mancato ricambio generazionale. La sezione dedicata a Pietro Mosca è passata in un anno da 1089 a 1120 soci. Le nuove entrate non solo hanno ampiamente compensato i soci che hanno smesso di donare o si sono trasferiti, ma garantiscono l’entrata di nuove leve giovani. La percentuale di soci con meno di 25 anni è costante negli anni e nel 2010 ha raggiunto il 10,27% del totale. «Un altro fattore che va tenuto in considerazione - ha sottolineato De Pedrini - è il progressivo avvicinamento dei dati riguardanti i donatori di sesso femminile e maschile. La forbice si sta progressivamente riducendo e lo scorso anno abbiamo fatto registrare un dato del 40,98% di donatrici con una crescita lenta ma costante dello 0,5% circa». L’ultimo dato riguarda la progressiva crescita di soci provenienti da altre località, fuori dalla Valchiavenna. Ben 12 soci provengono da Colico e 33 da altre località. Segno che la macchina chiavennasca della donazione funziona bene. D. PRA. 32 Sabato, 12 febbraio 2011 ■ Scrittori Sondrio Cultura Unitre Sondrio. Riflessione sui migliori libri della nostra vita Il valtellinese Gianoncelli vince con il suo racconto Con il racconto “Lassù sulle montagne” il valtellinese Giorgio Gianoncelli di Tresivio si è aggiudicato il titolo di miglior scrittore 50&Più dell’edizione 2011 del concorso “Poeti e Scrittori in Lombardia – 50&Più per la cultura”, promosso dall’associazione 50&Più lombarda attiva all’interno di Confcommercio. Gli elaborati (suddivisi in due sezioni: “50&Più” per i soci e una aperta a tutti i lombardi con più di 18 anni) sono stati esaminati e giudicati da una commissione composta dai poeti e critici letterari Filippo Ravizza (presidente), Sebastiano Aglieco e Mauro Germani. Da quest’anno inoltre si affianca al Premio una collana di libri che, a ogni concorso, presentano i testi vincitori dell’anno precedente. Il primo volume della neonata collana è stato presentato e distribuito al pubblico. Le premiazioni si sono svolte presso Unione Confcommercio Milano, alla presenza del presidente della 50&Più nazionale Giorgio Re. I vincitori hanno ricevuto buoni acquisto per libri, una targa e un diploma. All’evento ha assistito anche Valente Zoaldi, presidente della 50&Più della provincia di Sondrio, insieme al consigliere Giovan Battista Vaninetti. «Siamo molto orgogliosi – afferma Zoaldi – per questo nuovo successo della provincia di Sondrio: mi complimento con il nostro Giorgio Gianoncelli per la sua bravura». «Sono molto lusingato – dichiara Gianoncelli –, visto l’ampio numero di partecipanti, tra cui molti laureati e abituati alla scrittura, al contrario di me che ho fatto il commerciante. Il mio racconto “Lassù sulle montagne” è frutto in parte della fantasia, in parte della realtà: mi sono ispirato al mondo dell’alpinismo e, in particolare, alla figura della signora Giacomina Fiorelli, che appartiene alla dinastia dei rifugisti della nostra splendida Valmasino». ■ Convegni Notariato alpino: a Trento si parla anche di Sondrio Tra il 24 e il 26 febbraio a Trento, l’Università degli Studi - Dipartimento di Scienze Giuridiche e Dipartimento di Filosofia Storia e Beni Culturali -, la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e la Fondazione Bruno Kessler promuovono il convegno “Il notariato nell’alpino. Produzione e conservazione delle carte notarili tra medioevo ed età moderna”. L’obiettivo è indagare i due aspetti indicati, confrontando le prospettive di storici e archivisti, per trarre un bilancio per tutta l’area alpina meridionale da Occidente a Oriente (con aperture comparative a quella settentrionale). A discuterne saranno studiosi di diversa specializzazione, chiamati a fornire inquadramenti generali e sintetici, ma soprattutto ad analizzare in modo approfondito l’area alpina piemontese, il comasco e la Valtellina - Marta Luigina Mangini: “Scripture per notarium in quaternis imbrevientur et conserventur”. Imbreviature notarili tra Como e le Alpi (secc. XII–XVI); Rita Pezzola: Carte contese. Istituzioni e poteri in conflitto nella costruzione degli Archivi notarili di Como e di Sondrio -, il feltrinobellunese e le Alpi orientali. ■ Chiavenna In primavera torna “LettureInPrimaSerata” Mercoledì 9 febbraio alle ore 20.30 nella sede di via Della Marmirola 3 a Chiavenna, grazie al contributo della Comunità Montana, la Biblioteca della Valchiavenna ha riproposto “LettureInPrimaSerata Primavera 2011”. Per l’occasione gli Aedo Pop hanno presentato “Il Profumo” di Patrick Suskind con Giorgio Personelli voce narrante, Pierangelo Frugoli chitarra e Daniele Ghisleri elettronica. Libri: amici con i quali crescere «N on mi interessano i libri di pura evasione… credo di essere uno dei pochi italiani che non hanno letto nemmeno un giallo di Camilleri… non perché non li apprezzi, semplicemente non ne ho il tempo… Ho invece un dialogo quasi quotidiano con autori come Primo Levi e Italo Calvino, perché ci aiutano a scoprire qualcosa di più su di noi e sul mondo che ci circonda, ci aiutano nel lavoro di autocostruzione che ogni giorno ci aspetta». Non sono affermazioni di chi si atteggia ad un anticonformismo di maniera, ma di un personaggio il quale, nella sua lunga attività professionale, dai libri è stato letteralmente sommerso, ma soprattutto ha avuto la fortuna di conoscere personalmente gli autori e di stringere con loro anche salde amicizie. Ernesto Ferrero, infatti, ha ricoperto il delicato ruolo di direttore editoriale di importanti case editrici. È stato cioè una di quelle figure dalle quali dipende il destino di un libro: la stampa oppure il rifiuto. Oggi è direttore del Salone internazionale del libro di Torino, collabora con vari giornali e naturalmente ha voluto cimentarsi anche lui con amati. Ernesto Ferrero ha ricordato la scrittura, ottenendo, nel 2000, il premio Strega con il romanzo “N”, che quando Primo Levi si è presentato da lui, allora semplice addetto ha come protagonista Napoleone. stampa, con le bozze del romanzo «L’estate scorsa ho scritto un libro “La tregua”. «Serenamente curioso dedicato ad Emilio Salgàri (a Torino e modesto; davanti alla casta dei abito in una casa vicina a quella che letterati faceva professione di umiltà, era la sua)… Cerco di imparare da lui dichiarando di sentirsi uno scrittore i segreti del buon artigianato della della domenica… Faceva di tutto per scrittura». cancellare le tracce del suo passaggio, Ferrero, che dal 1977 è «valtellinese proprio come Italo Calvino. Da di adozione», in quanto trascorre le quell’incontro è nata anche una vacanze a Teglio, venerdì 4 febbraio grande amicizia, che mi ha arricchito ha tenuto un’affascinante relazione per tutta la vita». I libri costituiscono presso l’Unitre di Sondrio. Davanti per noi un arricchimento, soprattutto al pubblico delle grandi occasioni, il quando contengono riflessioni relatore ha esordito tessendo l’elogio profonde, come quelle che Cesare del lettore o, meglio, delle lettrici. I Pavese fa davanti al cadavere di lettori ideali (ha affermato) sono le un repubblichino (ne “La casa in donne, «perché hanno speciali doti collina”): «ogni guerra è una guerra di sensibilità e di immaginazione… civile… anche vinto, il nemico è non sono ricettrici passive, ma sono qualcuno… ogni caduto assomiglia coautrici e coprotagoniste… Esse, a chi resta e gliene chiede ragione». infatti, animano il testo, danno Molto vivace e sentita la rievocazine corpo e sangue agli elementi che degli incontri con Italo Calvino e con l’autore suggerisce…». L’incontro si Emilio Gadda, il primo riservato, è poi sviluppato sul filo dei ricordi taciturno, sostenitore dell’importanza personali e, soprattutto, con la lettura dell’impegno, del lavoro coscienzioso di lunghi passi degli autori più Ernesto Ferrero, direttore del Salone internazionale del Libro di Torino, afferma: «La lettura è arricchimento, non mi interessano i testi di evasione, ma quelli che ci fanno conoscere il mondo». e dell’autodisciplina, il secondo estroso, bizzarro, ma anche preda delle sue manie e delle sue nevrosi. Un’altra scrittrice che Ernesto Ferrero ama particolarmente è Marguerite Yourcenar, perchè, ha affermato, «quel programma di governo che viene descritto nel libro Le memorie di Adriano assomiglia molto all’ideale che animava noi che lavoravamo nell’editoria, quando volevamo cambiare il mondo con i buoni libri». (Questo periodo è stato rievocato da Ferrero anche nell’opera I migliori anni della nostra vita). L’imperatore Adriano dichiara infatti: «… mi sentivo responsabile della bellezza del mondo… desideravo che ogni cosa funzionasse senza inciampi… che i folosofi avessero il loro posto e i danzatori il loro». «Noi a volte dissipiamo le energie in opere stupide o inutili - ha concluso il relatore -. I grandi libri, invece, ci fanno capire il mondo e ci aiutano ad avere una speranza». Incontri Unitre Sondrio e Tirano CIRILLO RUFFONI A tutta cultura Ad Ardenno una serata sulla multietnicità Gli appuntamenti di questa settimana Morbegno Al “Festival pianistico” c’è Federico Gianello Nell’ambito del progetto “A tutta cultura!”, e all’interno della sezione “La cultura dell’incontro”, sabato 12 febbraio, alle ore 20.45, presso la Sala Consiliare del Comune di Ardenno, si terrà un incontro con Cheikh Mbakhe Lo che presenterà il suo libro “Chiamami Negro”, nel quale sono contenuti quattro racconti e una favola. La presentazione sarà preceduta dalla proiezione del videodocumentario-intervista, realizzato da Davide Pesca sul tema della multietnicità in provincia di Sondrio. Info telefonando allo 0342-662282 (Biblioteca di Ardenno) o allo 0342-614587 (Coop. Insieme). Questi gli appuntamenti di Unitre di Sondrio nella terza settimana di febbraio: lunedì 14, Luciano Suss, ordinario di entomologia all’Università degli Studi di Milano, parlerà di “Insetti ectoparassiti dell’uomo e parassitosi immaginarie”; mercoledì 16 alle ore 16.00, ci sarà l’incontro preliminare per il secondo ciclo di uscite con Unitre alle Terme di Bormio (una alla settimana, giovedì pomeriggio, per 4/6 uscite con partenza alle 13.50; ci si iscrive in segreteria entro il 23 febbraio); mercoledì 16, l’enologo Casimiro Maule svolgerà il tema ”Il vino di Valtellina: problematiche e prospettive di mercato”; venerdì 18, Maria Grazia Balzarini, docente di Storia dell’Arte nei corsi di specializzazione della Cattolica di Milano, presenterà “Marc Chagall: la magia del quotidiano e l’anelito del divino”. Tutte le lezioni iniziano alle ore 15.30. Due gli incontri del periodo all’Unitre di Tirano: martedì 15 ore 15.00, il prevosto di Tirano, don Remo Orsini, parlerà de “L’Agnello e il libro sigillato (Apocalisse 4-8,1)”; venerdì 18 ore 15.00, Franco Clementi presenterà e guiderà l’ascolto della prima parte de “I Lombardi alla prima crociata di Giuseppe Verdi”. Venerdì 11 febbraio, alle ore 21.00, presso l’Auditorium Sant’Antonio, il Festival Pianistico “Cittá di Morbegno” ospiterà il secondo dei sei concerti dedicati al pianoforte. La stagione, promossa dall’Amministrazione Comunale, si avvale della direzione artistica del Maestro Michele Montemurro. Quattro concerti saranno tenuti da giovani artisti italiani di fama internazionale serie Master - e due da giovani promesse della Provincia - serie Giovani talenti. Protagonista è il pianista Federico Gianello, vincitore di concorsi nazionali ed internazionali. Eseguirà musiche di Schumann, Chopin e Liszt. Sondrio Cronaca Aler Valtellina e Valchiavenna Tirano Il 13 febbraio incontro in Oratorio Approvato il contributo di solidarietà del 2010 Turismo Albergatori: no alla tassa di soggiorno Domenica 13 febbraio si terrà presso l’Oratorio di Tirano una giornata di riflessione sui temi– sfida suggeriti dal vescovo Diego Coletti sul tema della qualità della fede; della fraternità; della riorganizzazione della comunità cristiana. Monsignor Flavio Feroldi, vicario episcopale per la Pastorale, interverrà spiegando cosa il vescovo chiede e i motivi che hanno portato a queste scelte. L’incontro avrà inizio con la Santa Messa delle ore 10.30 in parrocchia. Si proseguirà nel pomeriggio; dalle ore 14.15 con dibattito e risposte alle domande dei gruppi di fedeli. Concluderà l’incontro un momento di preghiera alle ore 17.30. Uno stanziamento di 100mila euro per 231 famiglie di tutta la provincia di Sondrio, con un contributo medio di 432 euro per ciascun nucleo. Sono le indicazioni giunte dall’ente per l’edilizia residenziale pubblica di Valtellina e Valchiavenna, che anche per il 2010 ha messo a bilancio una cifra importante per il “contributo di solidarietà” a favore delle famiglie che non riescono a far fronte al pagamento del canone di locazione e dei servizi prestati. Il fondo permette di aiutare un numero significativo di famiglie, il 15% di tutti i nuclei assegnatari di un alloggio Aler. Più del 50% del contributo è stato erogato a Sondrio, dove insistono la maggior parte dei fabbricati Aler. L’ente ha anche partecipato a un bando della Pro Valtellina per il “sostegno alle famiglie residenti in alloggi di edilizia residenziale pubblica sottoposte ad azione di sfratto” per un valore di 50mila euro. Il progetto consentirà di aiutare chi si trova in gravi difficoltà soprattutto a causa della perdita del lavoro, con attenzione alle situazioni di precarietà delle componenti più fragili della comunità. Se necessario ci sarà un ulteriore stanziamento di fondi. Tassa di soggiorno? No grazie! Anche l’associazione albergatori della provincia di Sondrio afferma in maniera decisa il suo no all’ipotesi di introduzione di una tassa di soggiorno inserita all’interno del Decreto Legge sul federalismo fiscale. «Ci auguriamo – dichiara il presidente di Federalberghi Sondrio Aurelio Paruscio – che questa nuova ipotesi di tassazione non trovi attuazione. Si tratterebbe, infatti, di un ulteriore elemento di penalizzazione dell’economia turistica di tutto il paese e anche del nostro territorio rispetto ad altre realtà alpine europee». Bandi solidali. Da Fondazione Cariplo fondi per 222mila euro Sabato, 12 febbraio 2011 33 Notizie flash ■ Oncologia Una nuova onlus nel nome di Giuliana Cerretti Venerdì 11 febbraio, presso “La Fiorida” di Mantello, si svolge una cena di beneficenza nel corso della quale verrà presentata la nuova onlus “Associazione Giuliana Cerretti” che sarà il riferimento per l’Oncologia Medica dell’Ospedale di Sondrio. Giuliana, paziente di questo reparto, è stata per il giornalismo della provincia di Sondrio una vera punta di eccellenza. La nuova associazione è sostenuta da pazienti, da familiari, da operatori e da altre associazioni. L’associazione Giuliana Cerretti nasce dedicata a lei, ma il suo nome sarà il simbolo che rappresenta tutti i pazienti che sono stati curati nella struttura sondriese. «Associare il nome di Giuliana all’attività della nuova Onlus ci è parso corretto – spiega il primario Alessandro Bertolini –, in quanto nella sua vita professionale ha svolto una intensa attività pubblica e rimetterla in pubblico non è motivo di offesa. Tramite il suo nome, grazie alla disponibilità del figlio Paolo, ricorderemo tutti i nostri cari pazienti». Info e iscrizioni alla cena telefonando allo 0342-680846. ■ Sondrio Conferenza su genitorialità e conflitti In provincia di Sondrio sono stati finanziati tre progetti per iniziative di grande interesse F ondazione Cariplo ha approvato negli ultimi due mesi il sostegno di tre importanti progetti a Sondrio e provincia per un importo complessivo di 222mila euro. Marco Dell’Acqua, membro della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo, e rappresentante del territorio, ha espresso soddisfazione e ha rinnovato l’interesse nei confronti dei progetti più meritevoli proposti dalle associazioni locali. I bandi 2011 saranno presentati a Sondrio venerdì 18 febbraio, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, presso la Sala del Consiglio della Provincia, in corso XXV aprile, 22. Per partecipare occorre registrarsi al sito www.fondazionecariplo.it. I tre progetti che sono stati ammessi a contributo sui bandi 2010 sono questi. Innanzitutto l’Associazione Solidarietà Terzo Mondo di Sondrio, progetto Milano-Jessore A/R, che ha ricevuto un sostegno di 42mila euro. Le donne delle cooperative artigiane del Bangladesh sono consapevoli di Solidarietà e cultura in primo piano aver raggiunto, attraverso il lavoro,un livello di indipendenza altrimenti inimmaginabile e di avere ottenuto un posto nella società. Questo le spinge a lottare per superare le difficoltà che incontrano, da quando è venuto a mancare padre Abbiati che le aveva sostenute con la sua fiducia e la capacità organizzativa. Occorre però colmare le lacune emerse in questa nuova situazione, dal punto di vista organizzativo e gestionale, e sotto l’aspetto produttivo. L’isolamento culturale impedisce alle produttrici di stare al passo con le progressive esigenze del mercato occidentale e agli operatori di conoscere le potenzialità delle antiche tecniche di lavorazione. Il progetto è stato strutturato per agire in entrambi i contesti come ponte per superare questa “frattura”, favorire l’interscambio culturale ed economico e consentire il rafforzamento delle capacità di crescita professionale presenti nella comunità locale. A beneficiare del sostegno Cariplo è anche il Comune di Ardenno, con il progetto pilota “Recupero e Incontrarsi nel nome della comune radice di fede cristiana rivitalizzazione nucleo frazionale Masino”, cui sono stati riconosciuti 30mila euro. Infine l’Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, con il progetto “Comunicare la famiglia ed educare alla famiglia progetto pilota per la divulgazione dei patrimoni archivistici familiari presenti in Italia”. Qui è andato il contributo più sostanzioso: 150mila euro. Il progetto prevede la costruzione e lo sviluppo di un portale online che aggreghi e permetta una fruizione integrata di alcuni dei più importanti “archivi di famiglia”, attualmente sparsi in tutto il territorio nazionale per poter divenire consultabili da parte della collettività tutta. Si punta anche alla comunicazione e alla divulgazione dei contenuti e dei risultati della ricerca sul tema dell’educazione nella famiglia e nella scuola a partire dalle carte delle famiglie Credaro (Valtellina), SicilianiDe Cumis (Roma-Asti), Goria (Asti) e altri (Petronà - comunità montana della presila catanzarese). «Un incontro positivo dedicato all’ecumenismo». Questo in sintesi il giudizio che il parroco don Remo Orsini da dell’incontro tenutosi il 16 gennaio a Poschiavo. «È stata una cerimonia semplice, con l’ascolto della Parola di Dio, il sermone del pastore di Poschiavo Antonio Di Passa e le riflessione dei sacerdoti della valposchiavina. L’anno scorso erano venuti da noi, quest’anno siamo stati noi ad accettare il loro invito». Sono momenti importanti per i cristiani. Spiega don Orsini: «È anche un’esigenza di confronto sereno molto sentita; loro - cattolici e riformati poschiavini - si trovano già in altri appuntamenti civili e la collaborazione è molto positiva, anche sul piano educativo». L’opportunità di un dialogo aperto è «vista di buon occhio da entrambe le parti». Il confronto tra le due confessioni è occasione per dare risposta a domande comuni. Si è dibattuto riguardo le Gli “Amici della Biblioteca di Sondrio” e la cooperativa sociale “Progetto sogno d’aiuto” di Sondrio invitano ad un incontro pubblico sul tema “Genitorialità e conflitti” in programma venerdì 11 febbraio alle ore 16.30 presso la Biblioteca civica “Pio Rajna” in via IV Novembre a Sondrio. Interverranno: Michele Augurio, giudice onorario al Tribunale per i minori di Milano, autore di “Adozione tra ragione e sentimento”; Antonio Fatigati, presidente dell’associazione “Genitori si diventa”. L’ingresso è libero. Il tema affrontato è delicato e merita un approfondimento. «Essere genitori è un’esperienza complessa, spesso difficile e problematica. Incontri come questo cercano di dare una risposta a dei bisogni emergenti e intendono essere un’occasione di approfondimento e di riflessione – spiegano gli “Amici della Biblioteca di Sondrio” –. Come sempre, diamo ospitalità ad iniziative che hanno come punto di partenza un libro, in questo caso il testo del dottor Augurio. Invitiamo tutti i genitori, i futuri genitori, gli insegnanti e ogni persona interessata all’argomento a partecipare e ricordiamo che la biblioteca dispone di molti testi in materia, utilissime occasioni di lettura e dibattito». ■ Sondrio Conferenza su informazione e media La Banca Popolare di Sondrio organizza, venerdì 18 febbraio, alle ore 18.00, nella sala Besta di Sondrio, un incontro con il giornalista della Radiotelevisione Svizzera Italiana Michele Fazioli. Tema della serata: “Informazione in controluce. Bellezze e insidie della rivoluzione mediatica”. letture commentate dal pastore Di Passa; oggetto delle riflessioni è stata la frase degli Atti degli Apostoli scelta per la settimana dedicata all’unità dei cristiani. L’occasione di dialogo ha portato anche un gesto tangibile di concordia rappresentato dalla comune raccolta di fondi da destinare al sostegno dei cristiani della Palestina. «Sarebbe bello - conclude don Remo rendere stabile l’appuntamento». R.W.N. Spettacoli 34 Sabato, 12 febbraio 2011 ✎ il telecomando | Scelti per voi Pranzo di ferragosto Gianni ha un lavoro: occuparsi dell’anziana madre, una nobildonna decaduta, capricciosa e un tantino opprimente. Madre e figlio vivono soli in un fatiscente appartamento nel centro di Roma e faticano a tirare avanti, ricoperti di debiti come sono. Nel bel mezzo dell’afa estiva Alfonso, l’amministratore, si presenta alla loro porta per riscuotere quanto gli è dovuto, ma propone a Gianni l’estinzione di tutte le spese condominiali in cambio di un favore: ospitare la madre per la notte e il successivo pranzo di ferragosto in modo che lui possa partire per le terme. In seguito arriva una seconda signora, la zia di Alfonso, una simpatica anziana con qualche problema di memoria. Gianni è costretto, suo malgrado, a dare asilo anche a una terza “mamma abbandonata” quando l’amico dottore gli chiede di potergliela affidare per non lasciarla sola durante il turno di notte. In pochi avrebbero avuto il coraggio di portare sullo schermo una storia di “vecchiette”. Il regista fa riflettere sulla condizione dell’anziano, troppo spesso relegato in ospizi dai propri figli. Martedì 15 febbraio, 21.05, Rai 5 T. Z. Domenica 13. Frontiere dello spirito. C5, 8,50. Rivolte nel M.Oriente e Nord Africa. Alice nel paese delle meraviglie, It1,14,15. Film tv per la famiglia con W. Golberg. E.T l’extraterrestre It1, 19,00. Ottimo film di Spielberg, Gianni Morandi, Rai Storia 21,00. Biografia. Effetto notte, Tv200, 21,30. Rubrica di cinema. Presa diretta, Rai3, 21,30. Le mie prigioni, le carceri in Italia. Niente di personale, La7, 21,30. Attualità con A. Piroso. Speciale Tg1, Rai1, 23,35. Lunedì 14. La nuova classe dirigente, Rai Storia 21,00. Doc. L’infedele, La7, 21,10. Attualità con Gad Lerner. La caduta- gli ultimi giorni di Hitler, Rai3, 21,05. Ottimo film storico con Bruno Ganz. Correva l’anno, Rai3, 23,50. Loren e Magnani - il mito e la storia. Martedì 15. A spasso con Daisy, Rai movie, 17,05. Delizioso film sulla terza età. La morte ti fa bella, R4, 21,10. Ironico e pungente film sulla società dell’apparire con attrici straordinarie. Pranzo di ferragosto, Rai5, 21,05. Commedia italiana godibilissima sul mondo degli anziani. Da vedere (scheda a fianco). Filo d’oro e Mondadori, Rai storia, 21,00. Biografie di due realtà molto diverse. Mercoledì 16. Superpaperissima, C5, 21,10. Il meglio. Il petroliere, R4, 21,10. Film drammatico con D. D. Lewis un minatore texano che nella ricerca del petrolio perde ogni morale. Barry Lyndon, Iris, 21,00. Un film di Kubrick eccezionale, per regia, costumi, recitazione, riprese. Giovedì 17. Barry Lyndon, R4, 16,20. Replica del film di ieri sera. A lunga durata, C5, 21,00. Varietà con R. Arbore. Match point, Un W. Allen ispirato gira un film profondo e drammatico. Tempesta di ghiaccio, R4,23,45. Film di Ang Lee sui problemi all’interno di una Un incontro per orientarsi in TV Al cinema: Il discorso del re È Guida all’opera Martedì 22 febbraio a Como, all’interno del Centro Pastorale Cardinal Ferrari si terrà un incontro dal titolo: “la TV dai cento canali: come orientarsi”. La serata è organizzata dalla zona pastorale di Como centro e dall’associazione Aiart di Como. A guidare l’incontro sarà don Tiziano Raffaini, vice-direttore dell’Ufficio diocesano Cinema e Spettacolo. L’incontro è aperto a tutti con un invito particolare a genitori, catechiesti, educatori ed insegnanti. Il film inglese sta conoscendo un grande successo nel mondo ma non in Italia dove si preferiscono le commedie nostrane. con cui instaurerà, dopo un primo momento di diffidenza, una profonda relazione d’amicizia. La pellicola si affida ad una sceneggiatura perfetta, dai dialoghi cesellati e pieni di sottile ironia, e alla bravura dei suoi attori, capace di dare spessore e umanità ai personaggi che interpretano. Il re interpretato da Colin Firth diventa così un uomo come noi che deve mettersi alla prova e trovare la fiducia in se stesso. Il logopedista interpretato da Rush è capace di tirare fuori con pazienza e costanza, nonostante la barriera iniziale che il reale sembra porgli, il coraggio di un uomo che deve affrontare le sue paure più grandi. Helena Boham Carter interpreta un’energica Elisabetta I disposta a tutto pur di aiutare il marito. Il film non si avvale di effetti speciali, non ha grandi scenari né ambientazioni, è quasi un film famiglia. Essenziale. Venerdì 18. Tiziano, Rai5, 20,30. Doc. C’era una volta la guerra fredda, Rai storia, 21,00. Documentario. Zelig, C5, 21,10. Per fare 4 risate. Time cop indagine dal futuro, Rai4, 21,10. Film di Fantascienza. Il grande talk, Tv2000, 21,40. Talk che analizza la tv. Sabato 19. Sulla via di Damasco, Rai2, 10,15. Rubrica religiosa. Tv Talk, Rai3, 14,50. Talk su televisioni e affini. Lourdes, Tv2000, 21,00. Fiction con A.Gassman. Artic tale, Rai3, 21,30. Uno straordinario documentario della National Geographic Society. Uibù fantasmino fifone, It1, 21,10. Film d’animazione per famiglie. La corrida, C5, 21,10. Varietà con F. Insinna. L’ispettore Barnaby, La7, 21,30. Uccelli da preda. Resistenza dimenticata, Rai Storia, 21,00. Documentario. Tg2 dossier, Rai2, 23,35. Attualità. Notizie flash ■ Come Centro Candidato a 12 premi Oscar candidato a ben 12 Oscar, tra cui i più importanti (attore, regia, film), ma in Italia non sta conoscendo un buon successo di pubblico, che gli preferisce le commedie italiane (tutte ai primi posti del box office). Eppure “Il discorso del re”, diretto da Tom Hooper, e interpretato magistralmente da Colin Firth e Geoffrey Rush è un film bellissimo, una commedia all’inglese piena di humor e di profonda umanità. Vi si racconta la storia vera di re Giorgio VI, il re “balbuziente”, che si ritrova a guidare l’Inghilterra all’inizio della seconda guerra mondiale e deve dare forza alla sua nazione, in quel periodo così travagliato, attraverso i suoi discorsi alla radio, divenuta in quegli anni il mezzo di comunicazione più importante. Giorgio VI prende il posto del fratello Edoardo VIII che abdica al trono per poter sposare l’americana pluri-divorziata Wally Simpson, e deve affrontare la sfida più grande della sua vita: riuscire a parlare in pubblico, nonostante sia affetto fin da bambino da una pronunciata balbuzie. Aiutato dall’energica moglie (la madre dell’attuale Elisabetta d’Inghilterra), si affida alle cure di uno strano logopedista australiano, dai metodi poco ortodossi, di Tiziano Raffaini ZONA PASTORALE COMO CENTRO e AIART - COMO “da camera”, molto teatrale, la sua forza sta nella capacità di raccontare una storia in grado di emozionare, una storia che parla di un re ma che lo presenta come se fosse uno di noi e che ci racconta le nostre paure, le sfide che dobbiamo, ognuno a proprio modo, affrontare. Ci parla anche di amicizia, un’amicizia che travalica i ranghi sociali, e che vince su ogni etichetta e parla anche dell’amore, che è in grado di sostenere ognuno di fronte a delle difficoltà. Un piccolo grande film, dunque, che ci dimostra come al cinema serva poco per fare un capolavoro: una bella storia, ottimi attori, una profonda umanità. Il cinema che parla dell’uomo e per l’uomo, che pone al centro le sue fragilità ma che ci mostra come si possa combatterle e superarle, affidandosi all’aiuto degli altri. PAOLA DALLA TORRE organizzano presso Centro Pastorale “Cardinal Ferrari” viale C. Battisti 8 - Como martedì 22 febbraio 2011, ore 21.00 Incontro pubblico sul tema: La TV dai 100 canali Come orientarsi Guiderà l’incontro don Tiziano Raffaini Vicedirettore Ufficio diocesano Cinema e Spettacolo L’incontro, aperto a tutti, è rivolto in particolare a genitori, docenti, catechisti, educatori di Alberto Cima Verdi: Oberto, conte di San Bonifacio O berto, conte di San Bonifacio è la prima opera di Giuseppe Verdi (1813-1901). E’ un dramma in due atti composto su libretto di Antonio Piazza rielaborato da Temistocle Solera. In origine si trattava di un libretto intitolato Rochester o Lord Hamilton per il quale Verdi aveva composto la musica nel 1836, utilizzata poi per l’Oberto, conte di San Bonifacio. La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro alla Scala di Milano il 17 novembre 1839 e ottenne un discreto successo. Gli interpreti della prima furono il mezzosoprano Mary Shaw (Cuniza), il tenore Lorenzo Salvi (Riccardo), il basso Ignazio Marini (Oberto), il soprano Antonietta Rainieri Marini (Leonora) e il mezzosoprano Marietta Sacchi (Imelda); direttore d’orchestra Eugenio Cavallini. Il musicologo Massimo Mila osservò: “Opera a tinte cupe, un poco nel gusto donizettiano; ma il taglio delle scene, l’energia quasi feroce dei ritmi e dell’orchestrazione, l’assenza di sentimentalismo arcadico, rivelano certe qualità di concisione e d’essenzialità drammatica che saranno solamente di Verdi”. L’azione si svolge nel 1228 a Bassano, nel castello di Ezzelino e zone limitrofe. Il libretto e lo spartito furono acquistati per la pubblicazione dall’editore Giulio Ricordi per la somma di mille lire austriache: a quel tempo un buon prezzo. E’ un’opera, nel complesso, piuttosto diseguale: alcune soluzioni evidenziano varie ingenuità, eppure sono già ravvisabili numerosi tratti nuovi e del tutto personali. Non si deve dimenticare che è la prima opera ufficiale nel catalogo verdiano ed è stata scritta quando il musicista aveva poco più di ventitre anni. Sicuramente Verdi ripose in quest’opera le speranze di una significativa affermazione e solo il grande successo ottenuto da Nabucco, dopo il fiasco di Un giorno di regno, lo portò a tralasciarla per vario tempo al punto che cadde in oblio. Solo in tempi recenti, a seguito della rivalutazione della produzione giovanile verdiana, anche l’Oberto tornò a essere preso nella giusta considerazione. Seppure possieda un livello inferiore a quello delle opere che la seguiranno, resta comunque una pagina ammirevole e del tutto godibile. Atto I: Sotto il paterno tetto (Leonora); Non ti bastò il periglio (Oberto e Leonora); Il pensier d’un amore felice (Cuniza e Riccardo). Atto II: La vergogna ed il dispetto (Riccardo, Leonora,Cuniza e Oberto); Ciel pietoso, ciel clemente (Riccardo); Sciagurata! A questo lido…Senza padre, maledetta (Leonora). Lettere e Rubriche PAROLE PAROLE / 77 Guazzabuglio Composto di “guazza”, dal latino medievale “aquacea”, che significa “pozzanghera”, e da “bollire”, dal tardo latino “bullire”, verbo onomatopeico, che rende il borbottio dell’acqua che bolle. Il Manzoni parla di “guazzabuglio del cuore umano”, per dire che nel nostro cuore si mescolano impulsi ed emozioni contrastanti. In questa confusione la ragione sceglie la soluzione che ritiene “giusta” e decide responsabilmente, respingendo gli impulsi contrastanti. Per Sabato, 12 febbraio 2011 35 questo motivo mi pare grave violazione della libertà di coscienza di ognuno diffondere con il pettegolezzo (gossip, in inglese) ormai invasivo nei mass-media, quanto si è carpito dallo spionaggio (magari dal “buco della chiave”) della vita intima delle persone, mentre spesso non hanno ancora concluso il contrastato e laborioso iter verso la scelta della posizione su cui impegnarsi responsabilmente, di fronte a Dio ed alla società. Conta il risultato finale, ✎ I malati e la Lettera a Eugenia Roccella. Fondo sanitario Vergine di Lourdes L’aborto è malattia o infortunio? Riceviamo - per conoscenza e con preghiera di pubblicazione - questa lettera inviata al Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, on. Eugenia Roccella. C on il presente appello faccio riferimento alla Sua sensibilità ai temi etici, e mi permetto di scriverle per segnalarle quanto segue. Sono un ex dipendente del San Paolo, in pensione, e come tale da anni sono iscritto alla Cassa di Assistenza SanPaolo IMI che, per il personale in quiescenza, si regge esclusivamente sulle contribuzioni degli iscritti, e presenta un saldo attivo, per l’eccedenza delle contribuzioni rispetto alle prestazioni erogate. Mi giunge ora una comunicazione con la quale mi si informa che, senza aver interpellato in alcun modo gli interessati, la predetta Cassa confluirà, e conferirà il proprio saldo attivo, nel nuovo Fondo Sanitario citato. Già questa è una decisione sulla quale si potrebbe discutere, perché a mio parere configura una destinazione dei fondi raccolti dagli iscritti diversa da quella originaria. Inoltre, nei principi generali si afferma che il Fondo sostiene economicamente chi si trova ad affrontare “eventi patologici qualificati come malattia o come infortunio” e si precisa che, ai fini dell’accordo in oggetto, convenzionalmente, per malattia si intende “ogni alterazione, congenita od acquisita, dello stato di salute non dipendente da infortunio”; invece quando si va a scorrere l’elenco delle prestazioni previste compaiono delle sorprese: ad esempio si legge che “sono equiparati ad intervento chirurgico i seguenti trattamenti: ”… “Inseminazione artificiale” ... e nella riga successiva si legge che “In caso di ricovero… per parto od aborto nonché interruzione di gravidanza volontaria” il Fondo rimborsa le spese per onorari del chirurgo, dell’aiuto, ecc, le rette di degenza, ecc. In un successivo paragrafo è previsto altresì l’intervento del Fondo per le spese conseguenti alle intossicazioni per abuso di alcolici o uso non terapeutico di psicofarmaci o stupefacenti. Ne consegue che l’eventuale adesione al Fondo comporterebbe la mia indiretta partecipazione alle spese per le prestazioni di cui sopra, e in particolare alle spese riguardanti la genetica, che sopra ho citato, e costituiscono una “novità” del Fondo rispetto alla prece- Questa Parola è nel cuore dell’inno che Paolo canta alla bellezza della vita cristiana, alla sua novità e libertà, frutto del battesimo e della fede in Gesù che ci innestano pienamente in lui, e per lui nel dinamismo della vita trinitaria. Diventando una persona sola con Cristo, ne condividiamo lo Spirito e tutti i suoi frutti, primo fra ogni altro la figliolanza di Dio. Anche se Paolo parla di “adozione”, lo fa soltanto per distinguerla dalla posizione di figlio naturale che compete solo all’unico Figlio di Dio. La nostra non è una relazione col Padre puramente giuridica come sarebbe quella di figli adottivi, ma qualcosa di sostanziale, che muta la nostra stessa natura, come per una nuova nascita. Perché tutta la nostra vita viene animata da un principio nuovo, da uno spirito nuovo che è lo stesso Spirito di Dio. Editrice de Il Settimanale della Diocesi Soc. Coop. a r.l. Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti, 8 - 22100 Como Telefono 031-26.35.33 Fax Redazione 031-30.00.33 E-mail Redazione [email protected] Fax Segreteria 031-31.09.325 E-mail Segreteria [email protected] conto corrente postale C dente Cassa, che nulla hanno a che fare con le malattie, come sono definite nelle premesse ma anche nell’accezione comune del termine (v. dizionario Devoto Oli), o gli infortuni, ma rispondono solo ad una ideologia assolutamente inaccettabile per chi intende rispettare la vita in tutte le sue forme. L’unica soluzione, se le cose rimangono così, è quella di rifiutare l’iscrizione al nuovo Fondo rinunciando alla relativa copertura e gettando al vento il credito accumulato in tanti anni di contribuzione, cui si sono contrapposte prestazioni di minore importanza, versamenti fatti proprio al fine di garantirmi una certa copertura, che diventa sempre più importante con l’avanzare dell’età e in considerazione dello stato in cui versa la sanità pubblica, specie in termini di attenzione al conforto del paziente e dei suoi famigliari e di tempi di attesa. In conclusione, confido che un Suo autorevole intervento possa risolvere questa situazione che, a mio parere, configura l’ennesima violenza morale a carico di tutti coloro che si trovano nella mia stessa situazione e hanno sensibilità sui temi etici. Lettera firmata - Como ✎ parola di vita | «Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio» (Rm 8,14) quando ognuno di noi si esprime e si espone pubblicamente. Il processo che si è concluso con la decisione può a volte, se messo indebitamente a nudo, manifestare contrasti con la scelta definitiva fatta, appunto, nel “guazzabuglio” manzoniano. Ciò non mi pare ipocrisia, che significa consapevole e voluto contrasto tra ciò che si afferma pubblicamente e ciò che si è “scelto” interiormente. ATTILIO SANGIANI aro Direttore, Le giunga questa mia riflessione in occasione della Giornata del malato che si svolgerà l’11 febbraio, in coincidenza della prima apparizione della Vergine di Lourdes. Così sembrerà del tutto logico volersi imbarcare in certe esperienze e schemi che al giorno d’oggi sono indispensabili per avvicinarsi sempre più alla fede, specialmente quando non ce la facciamo forse più ad andare avanti con le nostre difficoltà emotive: subentra allora un qualcosa di superiore a noi per proseguire il nostro cammino di vita. Dunque, solo chi ha fede nella Madonna di Lourdes è consapevole di questa fragilità ed è pronto a rifugiarsi in Lei per qualsiasi necessità umana perchè noi, senza Dio e Maria, alla fine ci sentiamo smarriti e non abbiamo alcun riferimento concreto. Al sottoscritto l’esperienza di recarmi a Lourdes per ben tredici volte forse è servita per due diverse motivazioni: lo scoprire il dolore degli altri costituisce un aspetto di solidarietà e di ampia comunione con i miei simili. Daltronde la vita non è tutta uguale. Dentro ogni personale esistenza vi è un rimando per arrivare a Gesù Cristo, attraverso Maria. GIANNI NOLI Lettere al direttore posta V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como fax 031.3109325 mail [email protected] di Chiara Lubich Febbraio 2011: Lo Spirito Santo introduce nella nostra vita cristiana un dinamismo nuovo E non si finirebbe più di cantare, con Paolo, il miracolo di morte e resurrezione che opera in noi la grazia del battesimo. «Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio». Questa Parola ci dice qualcosa che ha a che fare con la nostra vita di cristiani, nella quale lo Spirito di Gesù introduce un dinamismo, una tensione che Paolo condensa nella contrapposizione fra carne e spirito, intendendo per carne l’uomo intero (corpo e anima) con tutta la sua costituzionale fragilità e il suo egoismo continuamente in lotta con la legge dell’amore, n. 20059226 intestato a: Il Settimanale della Diocesi di Como Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio Telefono e Fax 0342-21.00.43 E-mail [email protected] Stampa: A. G. Bellavite S.r.l. Missaglia (Lc) Registrazione Tribunale di Como numero 24/76 del 23.12.1976 Pubblicità: anzi con l’Amore stesso che è stato riversato nei nostri cuori. Coloro infatti che sono guidati dallo Spirito, devono affrontare ogni giorno il «buon combattimento della fede» per poter rintuzzare tutte le inclinazioni al male e vivere secondo la fede professata nel battesimo. Ma come? Si sa che, perché lo Spirito Santo agisca, occorre la nostra corrispondenza, e san Paolo, scrivendo questa Parola, pensava soprattutto a quel dovere dei seguaci di Cristo, che è proprio il rinnegamento di sé, la lotta contro l’egoismo nelle sue forme più svariate. Ma è questa morte a noi stessi che produce vita, così che ogni taglio, ogni potatura, ogni no al nostro io egoistico è sorgente di luce nuova, di pace, di gioia, di amore, di libertà interiore; è porta aperta allo Spirito. Rendendo più libero lo Spirito Santo che è nei nostri cuori, egli potrà elargirci con più abbondanza i suoi doni, e potrà guidarci nel cammino della vita. «Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio». Come vivere allora questa Parola? Dobbiamo anzitutto renderci sempre più coscienti della Direttore responsabile: Agostino Clerici La Provincia Essepiemme Pubblicità Via Pasquale Paoli, 21 - 22100 Como Telefono 031-58.22.11 Fax 031-52.64.50 Tariffe: euro 31 a modulo commerciale Prezzo abbonamenti 2011: Annuale euro 50 Europeo ed extraeuropeo euro 50 più spese postali La testata Il settimanale della diocesi di Como fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. Questo giornale è associato alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) e all’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) - presenza dello Spirito Santo in noi: portiamo nel nostro intimo un tesoro immenso; ma non ce ne rendiamo abbastanza conto. Possediamo una ricchezza straordinaria; ma resta per lo più inutilizzata. Poi, affinché la sua voce sia da noi sentita e seguita, dobbiamo dire di no a tutto ciò che è contro la volontà di Dio e dire di sì a tutto il suo volere: no alle tentazioni, tagliando corto con le relative suggestioni; sì ai compiti che Dio ci ha affidato; sì all’amore verso tutti i prossimi; sì alle prove e alle difficoltà che incontriamo… Se così faremo lo Spirito Santo ci guiderà dando alla nostra vita cristiana quel sapore, quel vigore, quel mordente, quella luminosità, che non può non avere se è autentica. Allora anche chi è vicino a noi s’accorgerà che non siamo solo figli della nostra famiglia umana, ma figli di Dio. Informativa per gli abbonati: La società Editrice de Il Settimanale della Diocesi di Como, titolare del trattamento, tratta i dati, liberamente conferiti per ricevere il ns. periodico in abbonamento, in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003. 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