L’attività del Teatro Comunale Mario Del Monaco e del Teatro Eden
è organizzata da Teatri e Umanesimo Latino S.p.A.
in collaborazione con Arteven,
col sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
e la partecipazione della Regione Veneto
Ateatro
Un’altra bella stagione di teatro è alle porte. Fondazione Cassamarca è
orgogliosa di presentare all’affezionato pubblico un cartellone di spettacoli
di tutto rispetto che spazia dall’opera lirica a classici della prosa, alla
commedia, al jazz, ai concerti cameristici fino ai recital di grandi solisti
internazionali. La cultura con la C maiuscola è l’obbiettivo che da sempre
sta alla base delle molteplici attività di Fondazione, un obbiettivo che essa
intende perseguire con ogni mezzo nonostante il momento, confidiamo
contingente, renda più difficile il suo avanzare.
Grazie al suo continuo impegno e alle numerose collaborazioni messe in atto,
Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. propone un programma ricco di qualità,
originalità, tradizione e novità, con la particolare, consueta, attenzione alle
giovani promesse dello spettacolo: dai cantanti vincitori della XLI edizione
del Concorso Toti Dal Monte, che saranno interpreti di Madama Butterfly,
all’Orchestra dell’Accademia del Teatro Alla Scala, ai giovani talenti del
jazz, dello Junior Balletto di Toscana, fino a Giuseppe Guarrera, vincitore
del prestigioso Premio Venezia 2010. Accanto a questi vi saranno concertisti
di fama internazionale – quali Enrico Dindo, Mariella Devia, Alexander
Lonquich – e prestigiosi ensemble cameristici come l’ensemble Europa
Galante, il Quartetto di Tokyo, I Solisti di Pavia.
Tra gli attori si segnala la presenza di Umberto Orsini, Ivana Monti,
Alessandro Preziosi oltre al graditissimo ritorno di Glauco Mauri e Roberto
Sturno. E anche in questa stagione, Teatro Stabile del Veneto e Teatri e
Umanesimo Latino S.p.A, nell’ottica della rivalutazione del repertorio
teatrale veneto, collaboreranno alla produzione di una commedia che
quest’anno sarà Il ventaglio di Carlo Goldoni.
La stagione jazzistica, che si svolgerà come sempre all’Eden, non mancherà di
soddisfare il pubblico degli appassionati a questo genere che riscuote sempre
grandi consensi nella nostra città; così la stagione di danza che prevede
un’alternanza di spettacoli del repertorio classico e di perfomance innovative
interpretati da compagnie come il Balletto di Roma, il Malandain Ballet
Biarritz, il Danceworks Chicago. E infine l’opera lirica: oltre alla già citata
Madama Butterfly, nella prossima stagione andranno in scena lo spassoso
Don Pasquale di Donizetti, la farsa di Rossini L’occasione fa il ladro, per
la regia dell’indimenticato Jean-Pierre Ponnelle, e l’interessante dittico
formato dall’opera comica The Telephone di Gian Carlo Menotti e da La voix
humaine, tragedia lirica di Jean Cocteau musicata da Francis Poulenc.
Fiduciosi di aver messo a punto una stagione che coniuga armoniosamente
tradizione e innovazione, auspichiamo di soddisfare ancora una volta i
gusti del nostro pubblico e insieme di attrarne di nuovo, specie giovane.
Auguriamo a tutti una bella stagione a teatro.
Avv. On. Dino De Poli
Presidente Fondazione Cassamarca
Sommario
Pagina
Quadro sinottico
4
Concerti
8
Danza
18
Opera
24
Prosa
32
Evento speciale
42
Jazz
46
Nell’inserto staccabile
Calendario cronologico degli spettacoli
Prezzi
Piantine dei teatri
Calendario vendite
Orari biglietterie
Informazioni e avvertenze
4
Quadro sinottico
Stagione 2011 / 2012
Teatro Comunale Mario Del Monaco | Concerti
Ottobre
Giovedì 6
Novembre
Mercoledì 23 20.45
I SOLISTI DI PAVIA
ENRICO DINDO solista e direttore
Dicembre
Martedì 6
20.45
QUARTETTO DI TOKYO
Martedì 13
20.45
GIUSEPPE GUARRERA pianoforte
(Premio Venezia 2010)
Gennaio Giovedì 19
20.45
YUJA WANG pianoforte
Martedì 31
20.45
SONATORI DE LA GIOIOSA MARCA
Febbraio Lunedì 27
20.45
MARIELLA DEVIA soprano
MASSIMILIANO BULLO pianoforte
Marzo Martedì 6
20.45 ORCHESTRA DA CAMERA ARCHI
MASSIMO QUARTA solista e direttore
Martedì 27
20.45 LISZT PIANO DUO
Aprile
Mercoledì 11 20.45
20.45
ALEXANDER LONQUICH pianoforte
CAROLIN WIDMANN violino
ISABEL CHARISIUS viola
NICOLAS ALTSTAEDT violoncello
EUROPA GALANTE
FABIO BIONDI solista e direttore
Teatro Comunale Mario Del Monaco | Danza
in collaborazione con Arteven
Novembre Martedì 22 20.45
BALLETTO DI ROMA
THE ARENA LOVE
Dicembre Martedì 20
20.45
JUNIOR BALLETTO DI TOSCANA
COPPELIA
Gennaio Martedì 24
20.45
MALANDAIN BALLET BIARRITZ
ROMEO AND JULIET
Febbraio
Sabato 25
20.45
FLAMENQUEVIVE
DON JUAN
Marzo
Giovedì 8
20.45
ATERBALLETTO
FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA
SERATA STRAVINSKIJ
Aprile
Mercoledì 18 20.45
DANCEWORKS CHICAGO
ALWAYS MOVING
Teatro Comunale Mario Del Monaco | Opera
Novembre
Mercoledì 9
Venerdì 11 20.45
Domenica 13 16.00
Martedì 15 20.45
Dicembre
Sabato 3
15.00
Sabato 3 Domenica 4
20.45
16.00
Gennaio
Lunedì 9
17.00
Mercoledì 11 20.45
Venerdì 13 20.45
Domenica 15 16.00
17.00
A
C
B
A
C
A
B
C
DON PASQUALE
(Anteprima giovani)
DON PASQUALE
DON PASQUALE
DON PASQUALE
L’OCCASIONE FA IL LADRO
(Anteprima giovani)
L’OCCASIONE FA IL LADRO
L’OCCASIONE FA IL LADRO
MADAMA BUTTERFLY
(Anteprima giovani)
MADAMA BUTTERFLY
MADAMA BUTTERFLY
MADAMA BUTTERFLY
5
Quadro sinottico
Stagione 2011 / 2012
Febbraio
Mercoledì 15 17.00
Venerdì 17
20.45
Domenica 19 16.00
A
B
LA VOIX HUMAINE – THE TELEPHONE
(Anteprima giovani)
LA VOIX HUMAINE – THE TELEPHONE
LA VOIX HUMAINE – THE TELEPHONE
Teatro Comunale Mario Del Monaco | Prosa
Ottobre Venerdì 21
20.45
Sabato 22
20.45
Domenica 23 16.00
A
B
C
QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI
QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI
QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI
Novembre
Venerdì 18
20.45
Sabato 19
20.45
Domenica 20 16.00
A
B
C
ELEKTRA
ELEKTRA
ELEKTRA
Venerdì 25 20.45
Sabato 26
20.45
Domenica 27 16.00
A
B
C
PER NON MORIRE DI MAFIA
PER NON MORIRE DI MAFIA
PER NON MORIRE DI MAFIA
Dicembre
Venerdì 16
20.45
Sabato 17
20.45
Domenica 18 16.00
A
B
C
ROMEO E GIULIETTA
ROMEO E GIULIETTA
ROMEO E GIULIETTA
Gennaio
Venerdì 20 20.45
Sabato 21
20.45
Domenica 22 16.00
A
B
C
LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI
LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI
LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI
Febbraio
Venerdì 3
Sabato 4 Domenica 5
20.45
20.45
16.00
A
B
C
SIGNORINA GIULIA
SIGNORINA GIULIA
SIGNORINA GIULIA
Marzo
Venerdì 2
Sabato 3
Domenica 4
20.45
20.45
16.00
A
B
C
IL VENTAGLIO
IL VENTAGLIO
IL VENTAGLIO
Venerdì 16
20.45
Sabato 17
20.45
Domenica 18 16.00
A
B
C
LE ALLEGRe COMARI DI WINDSOR
LE ALLEGRe COMaRI DI WINDSOR
LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR
Marzo/Aprile
Venerdì 30
Sabato 31
Domenica 1
20.45
20.45
16.00
A
B
C
CYRANO DE BERGERAC
CYRANO DE BERGERAC
CYRANO DE BERGERAC
Aprile
Venerdì 13 20.45
Sabato 14 20.45
Domenica 15 16.00
A
B
C
L’INNOCENTE
L’INNOCENTE
L’INNOCENTE
Teatro Comunale Mario Del Monaco | Evento speciale
Fuori abbonamento
Gennaio
Lunedì 16
20.45
COM’È LA NOTTE…?...CHIARA…?
Teatro Eden | Jazz
Ottobre
Venerdì 28
20.45
JOHN ABERCROMBIE QUARTET
Novembre
Giovedì 10 20.45
DRAKE MEETS THE BO-BO DUO
Dicembre
Lunedì 5
20.45
KENNY BARRON pianoforte
Gennaio
Venerdì 20
20.45
ASTRA QUARTET
Febbraio
Venerdì 10
20.45
PORSCHE LIVE – GIOVANI E JAZZ
Marzo
Lunedì 5
20.45
TRIANGOLI
Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti, Danza, Opera, Prosa
8
Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti
Giovedì 6 ottobre ore 20.45
ALEXANDER LONQUICH pianoforte
CAROLIN WIDMANN violino
ISABEL CHARISIUS viola
NICOLAS ALTSTAEDT violoncello
Carl Philipp Emanuel Bach
Wolfgang Amadeus Mozart
Franz Schubert
Wolfgang Amadeus Mozart
C.P.E. Bachs Empfindungen:
Freie Fantasie für Klavier
Quartetto in mi bem. magg. K 493
Trio per archi n. 1 in si bem. magg. D 471
Quartetto in sol min. K 478
Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Il celebre pianista tedesco, Alexander Lonquich, in formazione cameristica,
propone un programma che da Carl Philipp Emanuel Bach va fino a Schubert,
passando per Mozart. Di C.P.E. Bach, il quarto e più famoso dei venti figli
di Bach, si potrà ascoltare la Freie Fantasie für Klavier, eloquente esempio
della maestria compositiva raggiunta dal compositore nello sviluppo del genere della fantasia. Di Mozart invece l’ensemble interpreterà i due quartetti
per pianoforte e archi, il Quartetto in sol min. K 478 e il Quartetto in mi bem.
magg. K 493. Il quartetto con pianoforte e archi è un genere comunemente
poco frequentato, Mozart vi si cimenta a cominciare dalla fine del 1785, realizzando con esso una perfetta sintesi di due mondi opposti, quello del Concerto,
in cui il solista dialoga con l’orchestra, e quello introspettivo e intimista del
quartetto d’archi. I due quartetti si compongono di tre movimenti ciascuno
di cui il finale è in forma di Rondò; la parte pianistica presenta virtuosismi
e difficoltà tipiche di un Concerto ma manca di cadenze e di assoli di una
certa ampiezza; gli archi, dal canto loro, fungono tutt’altro che da accompagnamento: a volte i loro interventi si alternano a quelli del pianoforte, in
altri momenti emergono in veste puramente cameristica, apportando la loro
parte essenziale di tensione all’elaborazione contrappuntistica. Il programma
include anche il Trio per archi D 471, primo dei due trii per archi di Schubert,
scritto nel 1816 e rimasto incompiuto. L’unico movimento di cui si compone è
un Allegro in forma di Sonata e segna ancora una fase di ricerca nell’elaborazione del linguaggio personale del compositore in ambito cameristico.
9
Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti
Mercoledì 23 novembre ore 20.45
I SOLISTI DI PAVIA
ENRICO DINDO solista e direttore
Astor Piazzolla
Adios nonino per violoncello e archi
Roberto Molinelli
Astor Piazzolla
Twin legends per violoncello e archi
Le Grand Tango per violoncello e archi
Las cuatro estaciones porteñas
per violoncello e archi
(arr. di Roberto Molinelli)
(arr. di Enrico Dindo)
(arr. di Jorge Bosso)
Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Il violoncellista e direttore Enrico Dindo sul podio dei Solisti di Pavia, l’orchestra da camera fondata a Pavia nel dicembre 2001 dall’Associazione I Quattro
Cavalieri, presenta un programma appassionante che include alcune celebri
composizioni di Astor Piazzolla oltre a Twin legends di Roberto Molinelli, violista e compositore, che ha al proprio attivo prestigiose collaborazioni internazionali con artisti quali lo stesso Enrico Dindo, al quale il brano in programma
è dedicato, Andrea Bocelli, Sara Brightman, Cecilia Gasdia e molti altri, per
i quali ha realizzato arrangiamenti e lavori inediti. Di Astor Piazzolla, straordinario musicista argentino che ha rivoluzionato il tango ridandogli nuova
vita e nobiltà, si ascolterà Adios Nonino, un tango che il compositore dedicò
a suo padre (Nonino, “nonnino”, era il nomignolo affettuoso con cui Piazzolla
gli si rivolgeva) pochi giorni dopo la morte di questi. Composto nel lontano
1959 a New York, questo pezzo viene considerato come uno dei suoi pezzi più
rappresentativi; in un’intervista del 1990 lo stesso Piazzolla dichiarò che Adios
Nonino è il suo tango numero 1 e che molte volte aveva provato a superarlo,
senza successo. Gli ultimi due brani in programma sono Le Grand Tango,
nella versione per violoncello e archi di Enrico Dindo, e Las Cuatro estaciones
porteñas, opera composta fra il 1965 e il 1970, rappresentativa di uno dei più
alti punti di incontro fra tango e tradizione musicale colta.
10
Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti
Martedì 6 dicembre ore 20.45
QUARTETTO DI TOKYO
Martin Beaver violino
Kikuei Ikeda violino
Kazuhide Isomura viola
Clive Greensmith violoncello
Wolfgang Amadeus Mozart
Franz Joseph Haydn
Robert Schumann
Quartetto in si bem. magg. K 589
Quartetto in do magg. op. 74 n. 1 Hob: III 72
Quartetto in la magg. op. 41 n. 3
Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Fondato nel 1969 alla Juilliard School of Music di New York, il Quartetto di
Tokyo è considerato uno dei più importanti ensemble da camera del mondo.
Il programma si apre con il Quartetto K 589 di Mozart composto nel 1789, alla
fine di un periodo di stasi creativa, su commissione del re di Prussia Federico
Guglielmo II. È il più breve dei quartetti della maturità del compositore e si
compone di un Allegro dalla sonorità colorita, di uno splendido Larghetto essenzialmente melodico in cui dominano i “solo” del violoncello, di un Minuetto
dall’andamento lento e cerimonioso e di un brevissimo Allegro assai, pieno
di sorprese e di virtuosismi contrappuntistici. Il Quartetto in do magg. op. 74
n. 1 di Haydn è uno dei più eseguiti e noti del catalogo del compositore e si
distingue per ampiezza di concezione e per profonda unità interna. Si apre
con un Allegro moderato cui segue un Andantino grazioso in forma di Sonata,
dall’armonia molto sofisticata, e dal carattere di minuetto lento. Il movimento
successivo è uno scherzo e deriva in parte dall’Allegro iniziale, così come lo
straordinario Vivace finale. L’ultimo quartetto in programma è il n. 3 op. 41
di Robert Schumann, il più ambizioso e audace dei tre quartetti scritti dal
compositore nel 1842. Si suddivide in quattro movimenti: Andante espressivo
- Allegro molto moderato, dalla grazia squisita; Assai agitato, intermezzo romantico strutturato come tema con variazioni; Adagio molto, una delle pagine
più sublimi del repertorio schumanniano, e Finale: Allegro molto vivace, concepito come una sorta di carnevale in forma di rondò.
© Henry J. Fair
11
Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti
Martedì 13 dicembre ore 20.45
GIUSEPPE GUARRERA pianoforte
Premio Venezia 2010
Fryderyk Chopin
Sergej Rachmaninov
Sergej Prokof’ev
Barcarolle op. 60
dai Ventiquattro Preludi op. 28, nn. 13 e 24
Preludi op. 23 nn. 3 e 6, op. 32 nn. 4, 8 e 10
Sonata n. 7 op. 83
Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Nato a Enna nel 1991, il giovane vincitore del prestigioso Premio Venezia si è
diplomato al Conservatorio Tartini di Trieste perfezionandosi in seguito sotto
la guida di Sijavus Gadjiev. La prima parte del programma proposto è dedicata
a Chopin di cui si ascolteranno la Barcarolle op 60 in fa diesis minore, composta tra l’autunno del 1854 e l’estate del 1846, e due dei Ventiquattro Preludi op.
28. La raccolta dei Ventiquattro Preludi fu scritta tra il 1835 e il 1839, principalmente durante il soggiorno del compositore a Valdemossa, una località vicina
a Palma de Maiorca dove si era recato insieme alla scrittrice George Sand per
motivi di salute. La pubblicazione dei Preludi provocò molto scalpore nell’ambiente musicale dell’epoca, principalmente per due motivi: da una parte, Chopin sfidava qualsiasi regola classica, votando le sue creazioni a una mancanza
di forma evidente, e dall’altra, sfidava le convenzioni del periodo per la breve
durata delle composizioni. La seconda parte del concerto presenta due grandi
compositori russi a confronto, Sergej Rachmaninov e Sergej Prokof’ev; del
primo saranno eseguiti alcuni Preludi tratti dalle opp. 23 e 32, un banco di
prova ineludibile per ogni concertista; del secondo si potrà ascoltare la Sonata
n. 7 op. 83: nota anche come “Stalingrado”, questa sonata, irta di difficoltà e di
dissonanze, è la seconda delle tre “sonate di guerra”. Fu composta tra il 1939
e il 1942 ed eseguita per la prima volta a Mosca nel 1943 da Sviatoslav Richter.
Il concerto è realizzato grazie al sostegno della Regione Veneto
© Michele Crosera
12
Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti
Giovedì 19 gennaio ore 20.45
YUJA WANG pianoforte
Johannes Brahms
Aleksander Skrjabin
Claude Debussy
Isaac Albéniz
Maurice Ravel
Gabriel Fauré
7 Fantasie op. 116
Sonata n. 5 op. 53
Estampes: n. 2 La soirée dans Grenade
Triana in fa diesis min. (da Iberia, II libro)
Alborada del gracioso (da Miroirs)
Ballata in fa diesis magg. op. 19
Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Nata a Pechino nel 1987, Yuja Wang ha iniziato lo studio del pianoforte all’età
di sei anni, per poi proseguirlo al Conservatorio Centrale di Pechino con Ling
Yuan e Zhou Guangren. Tra il 1999 ed il 2001 si è trasferita in Canada dove ha
studiato con Hung Kuan Chen e Tema Blackstone al Conservatorio del Mount
Royal College. A quindici anni, ha vinto il Concorso del Festival di Aspen e si
è trasferita negli Stati Uniti per studiare con Gary Graffman al Curtis Institute
of Music di Filadelfia, dove si è diplomata nel 2008. Yuja Wang è rinomata
per la sua tecnica prodigiosa e per le sue interpretazioni che combinano la
spontaneità e l’intraprendenza della gioventù con la disciplina e la precisione di un’artista matura. In seguito al suo debutto nel 2005 con la National
Arts Center Orchestra diretta da Pinchas Zukerman, Yuja Wang è apparsa
con tutte le principali orchestre del mondo, tra cui le Orchestre Sinfoniche di
Baltimora, Boston, Chicago, Dallas, Detroit, Houston, Shanghai, la Tonhalle
di Zurigo, la Filarmonica Cinese, le filarmoniche di Los Angeles, Londra, New
York, San Pietroburgo, la NHK di Tokyo, l’Academy of St. Martin in the Fields,
l’Orchestra del Festival di Lucerna, la Russian National Orchestra. Nel 2009
è stata solista della You Tube Symphony Orchestra diretta da Michael Tilson
Thomas alla Carnegie Hall. Yuja Wang ha collaborato con i principali direttori
d’orchestra del mondo, tra cui Claudio Abbado, Charles Dutoit, Robert Spano,
Michael Stern, Yuri Temirkanov, Osmo Vänskä e Pinchas Zukerman. Registra
in esclusiva per Deutsche Grammophon.
© Felix Broede / DG
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti
Martedì 31 gennaio ore 20.45
SONATORI DE LA GIOIOSA MARCA
Giorgio Fava e Giovanni Dalla Vecchia violini concertanti
Massimiliano Tieppo, Mauro Spinazzè, Maria Luisa Barbon,
Giorgio Pavan, Claudio Rado, Massimiliano Simonetto violini
Judit Földes, Clelia Gozzo viole
Walter Vestidello, Edvige Forlanelli violoncelli
Giancarlo Pavan violone
Alberto Macchini timpani
Wilhelm Friedemann Bach
Wolfgang Amadeus Mozart
Suite in sol min. per archi BWV 1070
Divertimento in re magg. K 136 per archi
Divertimento in si bem. magg. K 137 per archi
Divertimento in fa magg. K 138 per archi
Serenata notturna in re magg. K 239
per archi e timpani
Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Il concerto dei Sonatori si apre con la Suite in sol minore per archi di Wilhelm
Friedemann Bach, figlio maggiore di Johann Sebastian, nato a Weimar nel
1970. Il resto del programma è dedicato a Mozart di cui si ascolteranno i tre
Divertimenti per archi. Scritti nel 1772 a Salisburgo, appartengono alla produzione strumentale di un Mozart sedicenne, che assorbe e assimila esperienze e
stili della scuola barocca e della sinfonia d’opera italiana. Come le Cassazioni,
le Serenate e le musiche notturne, anche i Divertimenti sono legati al gusto
settecentesco di far musica insieme e alternano movimenti di danza a passaggi
solistici. La Serenata notturna K 239, del gennaio del 1776, rientrava, con tutta probabilità, nelle musiche di intrattenimento: pensando ad un interno come
luogo per l’esecuzione, il compositore scelse un organico di soli archi suddivisi
in due gruppi, ai quali aggiunse i timpani che danno alla composizione un carattere quasi guerresco.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti
Lunedì 27 febbraio ore 20.45
MARIELLA DEVIA soprano
MASSIMILIANO BULLO pianoforte
Fryderyk Chopin /
Pauline Viardot-Garcia
Gioachino Rossini
Jules Massenet
Gaetano Donizetti
Francesco Paolo Tosti
Giuseppe Verdi
Vincenzo Bellini
L’oiselet - La dance
La promessa - L’invito
La pastorella delle Alpi
da Manon: Adieu notre petite table
da Anna Bolena: Al dolce guidami castel natio
da Lucia di Lammermoor: Regnava nel silenzio
L’alba separa dalla luce l’ombra - Sogno
Il pescatore canta
da I Vespri siciliani: Mercè dilette amiche
da Norma: Casta diva e cabaletta
Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
“Ho un particolare affetto per la città di Treviso perché qui ho sostenuto il primo
ed unico concorso internazionale della mia carriera. Era il 1973, feci la domanda
un po’ per caso, quasi al limite sui tempi tecnici d’iscrizione. Arrivai, cantai, vinsi
il concorso. Solo tempo più tardi avrei capito che ci sono molti modi per cantare
Lucia di Lammermoor e che forse ci sono diverse età della vita in cui si possono
costruire Lucie anche molto lontane. Quando arrivai a Treviso ero proprio alle
prime armi. Ricordo che ero in un piccolo alberghetto e soprattutto che a Treviso
ho mangiato divinamente. Poi conobbi due grandissimi cantanti, che per noi giovani rasentavano il mito: Mario del Monaco e Toti dal Monte. Credo che Treviso
sia stata la più importante palestra per la mia vita artistica: con la preparazione
dell’opera e il debutto in stagione, venivi proiettato da subito nel mondo del professionismo. A Treviso mi sono sentita davvero per la prima volta una professionista, pur in un ambiente famigliare e caldo e Lucia, l’opera del mio debutto, da
Treviso mi ha accompagnata sui palcoscenici di tutto il mondo.”
Mariella Devia
Testo tratto da “Il Concorso Internazionale per Cantanti Toti Dal Monte - Un quarantennio
di debutti a Treviso” di Elena Filini, Antiga Edizioni.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti
Martedì 6 marzo ore 20.45
ORCHESTRA DA CAMERA ARCHI
MASSIMO QUARTA solista e direttore
Johann Sebastian Bach
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Concerto per violino in la min. BWV 1041
Concerto per violino in mi magg. BWV 1042
Souvenir de Florence op. 70
(versione per orchestra d’archi di Lucas Drew)
Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Massimo Quarta, vincitore di numerosi concorsi, tra i quali il celebre Paganini di Genova, e di premi quali il “Foyer Des Artistes” ed il “Gino Tani per le
Arti dello Spettacolo”, negli ultimi anni ha gradualmente affiancato alla sua
intensa attività di solista quella di direttore d’orchestra. Con la giovane Orchestra da Camera Archi sarà interprete dei Concerti per violino BWV 1041
e BWV 1042 di Bach e della versione per orchestra d’archi del Souvenir de
Florence di Čajkovskij. I concerti per violino solo, archi e basso continuo di
Bach sono strutturati sul modello del concerto italiano in tre tempi (i due
esterni veloci, quello centrale lento), divenuto fenomeno di moda in Europa
grazie alla diffusione a mezzo stampa delle partiture vivaldiane. Bach utilizza
il modello del concerto italiano con grande libertà, come abbrivio per la propria ispirazione, filtrandolo ogni volta attraverso la propria sensibilità e creatività con impostazioni e scelte assai differenziate. Nella seconda parte del
concerto l’orchestra eseguirà la versione per archi del Souvenir de Florence
di Čajkovskij. Quest’opera appartiene al momento più felice sia della vita che
della carriera del compositore, quello che precede la rottura con la protettrice e finanziatrice Nadežda von Meck. Dopo la prima trionfale della Bella
addormentata nel bosco, il 15 gennaio del 1890, Čajkovskij partì per Firenze
dove compose con entusiasmo la Dama di picche; subito dopo, ritornato nella
sua casa di Klin, cominciò a comporre un’opera “riposante”, un sestetto per
archi che dedicò alla Società di Musica da Camera Russa. L’opera ebbe una
prima esecuzione privata nel dicembre del 1890 e debuttò ufficialmente solo
nel 1892 a San Pietroburgo. Il sestetto è articolato classicamente in quattro
movimenti, con la sola particolarità del terzo che non è uno Scherzo ma un
nostalgico Intermezzo.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti
Martedì 27 marzo ore 20.45
LISZT PIANO DUO
Vittorio Bresciani pianoforte
Francesco Nicolosi pianoforte
Franz Liszt
Eine Faust-Symphonie
Eine Symphonie in drei Charakterbildern S. 108
Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Vittorio Bresciani e Francesco Nicolosi sono due solisti che nel 1998 si sono
uniti con l’obiettivo di divulgare l’opera sinfonica di Franz Liszt attraverso le
versioni originali per due pianoforti. Allievi di Vincenzo Vitale, i due pianisti
hanno condiviso per lungo tempo i medesimi interessi per il repertorio lisztiano e il virtuosismo ottocentesco, ponendo le figure di Franz Liszt e Sigismund
Thalberg al centro delle proprie rispettive carriere solistiche. L’attività del Duo
ha preso l’avvio con la Faust-Symphonie di Franz Liszt, l’opera più significativa
del compositore ungherese, per poi proseguire con l’altra grande sinfonia lisztiana, la Dante-Symphonie. Scritta nel 1854 nella versione originale per orchestra, la Faust-Symphonie è ispirata al Faust di Goethe. Fu eseguita per la
prima volta a Weimar nel 1857 per l’inaugurazione di un monumento a Goethe
e a Schiller. Il primo movimento, Faust, è una Forma-Sonata molto allentata
con uno sviluppo centrale corto e una ripresa prolungata. Si potrebbe dire che
questo movimento rappresenti la sintesi stessa dell’intera Sinfonia. Il tema
d’apertura evoca il Faust tenebroso e sognatore alla ricerca continua della
verità e della conoscenza. Segue il cosiddetto tema “della nostalgia” che, alla
conclusione di un crescendo lento, lascia il posto ad un appassionato Allegro
violento. Il secondo movimento, Gretchen, è una dolce ed affettuosa melodia
che esprime l’innocenza di Gretchen e la sua struggente passione per Faust.
Il movimento finale, Mefistofele, prende tutti i temi dal primo movimento per
mutilarli distorcendoli in modo ironico e diabolico per mezzo di continui cromatismi, salti e fantastici passaggi ritmici.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Concerti
Mercoledì 11 aprile ore 20.45
europa galante
FABIO BIONDI solista e direttore
Georg Philipp Telemann
Arcangelo Corelli
Antonio Vivaldi
Ouverture-Suite in sol magg. TWV 55: G 10
“Burlesque de Quixotte”
Concerto grosso op. 6 n. 4 in re magg.
Le quattro stagioni
Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Europa Galante nasce nel 1990 dal desiderio del suo direttore artistico, Fabio
Biondi, di fondare un gruppo dedito alle interpretazioni su strumenti d’epoca del repertorio barocco e classico. L’ensemble ottiene un grande successo
fin dalla pubblicazione del primo disco. Da allora Europa Galante si è esibito
nelle più importanti sale da concerto e teatri del mondo: dalla Scala di Milano
alla Royal Albert Hall di Londra, al Lincoln Center di New York. Nel 2002,
Fabio Biondi ed Europa Galante hanno ottenuto il premio Abbiati della critica
musicale italiana. Il programma si apre con la Burlesque de Quixotte di Telemann, un’ouverture-suite suddivisa in otto movimenti: Ouverture, Le réveil
de Quichotte, Son attaque des moulins à vent, Ses soupirs amoureux après
la Princesse Dulcinée, Sanche Panse berné, Le galope de Rosinante, Celui
d’ane de Sanche Panse e Le couché de Quichotte. Coevo di Johann Sebastian
Bach, Telemann fu un compositore progressista, precursore delle tendenze
che si sarebbero affermate nella seconda metà del Settecento, specie per
la musica strumentale tedesca. In vita fu celebratissimo e dopo uno stato di
servizio onorevole presso corti ed istituzioni ecclesiastiche fu assunto come
direttore generale della musica ad Amburgo, la carica musicale più prestigiosa della Germania settentrionale. Di Arcangelo Corelli si ascolterà il quarto dei 12 Concerti grossi dell’op.6, che pubblicata nel 1714, rappresenta la
principale raccolta di composizioni del musicista non solo per la perfezione
tecnica e l’altissimo valore espressivo, ma anche per la risonanza che essa
ebbe a livello internazionale, ponendosi all’inizio della fortuna europea del
genere. Nella seconda parte del concerto saranno eseguite le celebri Stagioni
di Vivaldi, primi quattro dei dodici concerti che compongono l’op. 8, intitolata
Il cimento dell’armonia e dell’inventione, scritta tra il 1723 e il 1725.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Danza
Martedì 22 novembre ore 20.45
BALLETTO DI ROMA
THE ARENA LOVE
coreografia Michele Pogliani
musica Antonio Vivaldi, Amon Tobin, Wade Robson, Frankie Cutlass
Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
Michele Pogliani ha ricevuto nel 1998 il premio Danza & Danza come miglior
coreografo-danzatore. Questo suo lavoro si basa su una complessa sincronia
tra movimento e disegno luci, resa ancor più intensa da un collage musicale
che vede le note di Antonio Vivaldi affiancate alle sonorità hip hop di Wade
Robson e al suono elettronico di Amon Tobin. Lo spettacolo ha debuttato a
Den Haag (L’Aia) nell’autunno del 2008 in occasione del trentesimo anniversario della compagnia storica olandese Dansgroep Krisztina de Châtel. In
The Arena Love, ambientato in un futuro senza tempo, si parla della diversità
dell’amore: un intreccio tra desiderio, fantasia erotica e subconscio che dispiega la versatilità e il talento del Balletto di Roma. L’opera, attraverso l’uso
del linguaggio contemporaneo, vuole raccontare l’essenza dell’uomo tanto
abilmente celata dietro l’armatura dell’apparenza, ricca di finti e inutili orpelli
barocchi.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Danza
Martedì 20 dicembre ore 20.45
JUNIOR BALLETTO DI TOSCANA
COPPELIA
coreografia Fabrizio Monteverde
musica Leo Délibes
Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
Coppelia, nel repertorio della tradizione classica, è un balletto ispirato al racconto Der Sandmann (L’uomo di sabbia) di E.T.A. Hoffmann in cui è narrata la
storia del mago Coppelius che sogna di dare un’anima ad una bambola da lui
costruita. Coppelia, la bambola, fa innamorare di sè Franz che, accortosi di
essere stato ingannato, torna pentito dalla sua amata Swanilda. Con un grand
divertissement finale tutti si riconciliano lasciando solo Coppelius con la sua
bambola inanimata. Coppelia è uno dei balletti che più ha colpito la fantasia dei coreografi che ne hanno infatti realizzato numerosissime versioni, tra
le quali si ricordano quelle celebri di Karl Telle (Vienna 1876), Paolo Taglioni
(Berlino, 1881), Marius Petipa (Pietroburgo 1884) e Aurel Milloss (Roma1939).
Aterballetto presenta questa nuova creazione con giovani talenti tutti formatisi nella Scuola del BdT. Guidati da Fabrizio Monteverde e Cristina Bozzolini
riprendono un percorso di solidale e feconda collaborazione artistica con
questa Coppelia interpretata da 8 coppie, che diventa testimonianza probante
nonché marchio di fabbrica di valori di eccellenza del ‘made in Italy’, anche nei
panorami della produzione artistica di danza. Coppelia vuole essere il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero,
l’Amore. È solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita
riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Danza
Martedì 24 gennaio ore 20.45
MALANDAIN BALLET BIARRITZ
ROMEO AND JULIET
coreografia Thierry Malandain
musica Hector Berlioz
Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
Il Malandain Ballet Biarritz, diretto dal coreografo Thierry Malandain, è attualmente il principale centro coreografico francese di stile contemporaneoneoclassico ed è senza dubbio uno dei più importanti del paese per riconoscimento internazionale e per numero di spettacoli sul suo territorio e all’estero.
Composto da 18 danzatori permanenti, tutti di formazione accademica classica, il Ballet Biarritz dà priorità al corpo danzante, alla sua potenza, al suo
virtuosismo, alla sua sensualità. E, qualunque sia la forma, astratta o narrativa, l’Uomo e la Danza sono nel cuore e nel corpo di questa compagnia. Le
caratteristiche principali dello stile Malandain sono la musicalità, la ricerca
formale e la precisione tecnica in un percorso che non è mai puramente plastico ed estetico, ma pieno di poesia nella sua linearità e di preziosi dettagli
pur nei momenti di estrema forza ed energia. Grande estimatore del balletto
classico, il coreografo ne rispetta e ne esalta lo spirito pur inventando continuamente nuovi codici e nuove letture, evidenti soprattutto nei suoi famosi
ensemble, che richiamano i corpi di ballo del repertorio romantico e del ‘900
in una chiave attuale, vitalizzata da un utilizzo ingegnoso del ritmo e dello spazio. Malandain si cimenta ora con un’altra celebre partitura classica, Romeo
e Giulietta che Hector Berlioz compose nel 1839: un capolavoro in sette parti
che ha il suo clou nella “scena d’amore” che lo stesso compositore considerava la sua “opera meglio riuscita”. A quarantaquattro anni di distanza dal
Romeo e Giulietta di Maurice Béjart (anche quello su musica di Berlioz) che
assurse a inno contro la guerra, Malandain rilegge Berlioz contrapponendo
l’amore non alla guerra ma a un mondo sempre più privo di ideali.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Danza
Sabato 25 febbraio ore 20.45
FLAMENQUEVIVE
DON JUAN
coreografia Gianna Raccagni
musica Alberto Rodriguez, Marco Perona
Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
Il più grande seduttore, l’amante del gioco, dell’inganno e della seduzione
raccontato secondo il linguaggio forte ed incisivo del flamenco. Don Juan non
è individuo, né idea, ma qualcosa di più fluttuante ed immortale come l’erotismo e la seduzione, sentimenti che la musica e la danza andalusa esprimono
ed interpretano alla perfezione. Il famoso libertino agisce grazie ad un naturale istinto delle pulsioni e per merito della spontaneità di una forza tragica
che è prerogativa di tutti gli uomini. Il suo è un amore sempre ripetuto, senza
dialettica, che si esprime in una serie continua di attimi, meraviglioso solo per
il suo impeto di rinnovarsi, per la sua inesauribile energia che diviene simbolo
della natura umana e della vita stessa. Il flamenco è dunque perfetto per descriverlo. Manifestazione artistica in grado di gridare ogni sentimento umano
senza pudore e limiti, senza freni e razionalità. Don Juan e Don Giovanni sono
due figure che rappresentano la stessa faccia del mito, da sempre contese
tra Spagna ed Italia, fiere nel rivendicarne l’origine. Lo spettacolo racconta i
vari volti del personaggio che si esprimono sul palco senza le censure moralistiche e teologiche del tempo. Libero di agire senza freni Don Juan assume
via via l’aspetto del Burlador de Sevilla, di Don Juan Tenorio, del Don Juan di
Molière e del Don Giovanni di Mozart. Donne sedotte, tradite, abbandonate,
ingannate si sostituiranno al castigo divino nella loro vendetta. La Compagnia
di musica e danza flamenca ”FlamenQueVive” di formazione italo–spagnola è
diretta da Gianna Raccagni e si compone di musicisti e danzatori che, dopo
aver approfondito lo studio del flamenco in varie ed importanti accademie
spagnole, hanno deciso di collaborare per far conoscere quella cultura misteriosa, profonda e ricca di mistero e magia che è il flamenco.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Danza
Giovedì 8 marzo ore 20.45
ATERBALLETTO
FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA
SERATA STRAVINSKIJ
coreografia Mauro Bigonzetti
musica Igor Stravinskij
Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
La compagnia Aterballetto diretta da Mauro Bigonzetti, coreografo che ha saputo
rinnovarne l’identità artistica dandole un profilo internazionale, presenta due dei
più celebri spettacoli della tradizione ballettistica, La sagra della primavera e Le
nozze. Sono molti gli esponenti del mondo della danza che hanno sentito, prima
o poi, l’esigenza di confrontarsi con La sagra, opera spartiacque del Novecento,
andata in scena per la prima volta a Parigi, il 29 maggio del 1913 con le scene e
i costumi disegnati da Roerich e la coreografia di Vaslav Nižinskij. Questo capolavoro ha spinto vari coreografi a lavorare alla rilettura della danza dei Ballets
Russes di Diaghilev affrontando l’atto ‘primitivista’ sacrificale in essa presente.
Nella Sagra Bigonzetti decide di non percorrere un’unica via, preferendo perlopiù
amalgamare nella propria opera differenti matrici compositive. Così a elementi
che richiamano, se pur vagamente, l’aspetto drammaturgico del rito sacrificale,
il coreografo associa frenate e ripartenze continue che segmentano e spezzano il
tessuto drammatico, evidenziando una predilezione per il frammento. Passi a due
e soli presentano le tipiche ‘complicazioni corporali’ bigonzettiane, mentre l’ensemble designa e isola diverse figure femminili atte a incarnare il ruolo dell’eletta.
Le nozze, composizione del 1923, è una delle opere più ardue e complesse del
repertorio storico della danza. Aterballetto la ripropopone con attenzione filologica: la Compagnia ha ristudiato la partitura coreografica, ha ripreso in mano le
musiche e infine si è distaccata dalla creazione originaria di Diaghilev per tentare
una coreografia fedele nell’essenza e nello spirito, ma eterodossa nel concreto.
Infatti è un balletto astratto, formale, dalla gestualità rigida e precisa, quasi statuaria che richiama ad un tipo di bellezza estetizzante ed algida. Il colore è assente per lasciare spazio ad un preciso bianco e nero con una lieve punta di rosso;
il gesto è pulito, rigoroso per sottolineare la forza del rito che si sta compiendo.
I costumi nella loro raffinatezza sono quasi stilizzati, precisi nelle loro mille pieghe.
© Raffaella Cavalieri
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Danza
Mercoledì 18 aprile ore 20.45
DANCEWORKS CHICAGO
ALWAYS MOVING
coreografia Edgar Zendejas, Gina Patterson, Brian Enos,
Christian Spuck, Harrison McEldowney
musica Edgar Zendejas, Sons of the Never Wrong, Yuri Lane,
Wolfgang Amadeus Mozart
Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
Vibrante e innovativa, la giovane compagnia DanceWorks di Chicago, sotto la
guida del direttore artistico Julie Nakagawa e di Andreas Böttcher, il duo che
ha fondato Hubbard Street 2, si compone di 6 ballerini di altissimo livello che
garantiscono integrità, passione ed eccellenza di prestazioni. Costruire un
nuovo repertorio così come la fase creativa dei diversi balletti costituiscono un
veicolo che permette ai danzatori ed al pubblico di testare un’ampia gamma di
tecniche, stili e differenti approcci artistici. Sia attraverso lavori di gruppo sia
attraverso la più intima creazione di un “solo”, i danzatori ed i coreografi lavorano assieme per intraprendere un viaggio esplorativo nelle diverse influenze,
spaziando dal balletto all’hip-hop fino all’improvvisazione, creando così un
repertorio vario e di stili differenti. Il motto di DanceWorks Chicago è “Always
Moving”, Sempre in movimento, nella ricerca di nuovi stili coreografici.
© Cheryl Mann
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Opera
Mercoledì 9 novembre ore 17.00 – Anteprima Giovani
Venerdì 11 novembre ore 20.45 – Turno A
Domenica 13 novembre ore 16.00 – Turno C
Martedì 15 novembre ore 20.45 – Turno B
DON PASQUALE
dramma buffo in tre atti
libretto di Giovanni Ruffini
musica di Gaetano Donizetti
Norina
Don Pasquale
Ernesto
Dottor Malatesta
Un Notaro
Alessandra Marianelli
Lorenzo Regazzo
Dionigi D’Ostuni
Roberto De Candia
Gian Luca Tumino
maestro concertatore e direttore regia
scene e costumi
disegno luci
Sergio Alapont
Italo Nunziata
Pasquale Grossi
Patrick Latronica
Orchestra di Padova e del Veneto
direttore del coro
Voxonus Choir
Alessandro Toffolo
coproduzione fra
Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
e Teatri e Umanesimo Latino S.p.A.
Fondazione Teatro La Fenice di Venezia
allestimento Martedì 8, ore 17.00, Ridotto del Teatro: incontro con gli artisti
Il Don Pasquale è un dramma buffo ambientato a Roma agli inizi del XIX secolo.
Fu composto in undici giorni e rappresentato per la prima volta al Théâtre
des Italiens di Parigi il 3 gennaio 1843, quando Donizetti aveva 46 anni ed era
dunque ad un punto di maturità della sua carriera artistica (aveva già scritto
più di settanta opere). Il Don Pasquale è una commedia musicale borghese
che inaugura il genere comico-sentimentale; non si tratta di tono larmoyant,
bensì di una nuova vena patetica, affettuosa, nella quale il musicista avvolge le
sue creature: “I personaggi hanno tutti una loro caratteristica individuazione
melodica e ritmica, e nella fluidità dell’azione ciascuno serba la sua indipendenza, eppure tutti si fondono” (Sartori). Tipica del Don Pasquale è l’efficacia
con cui il lirismo e la malinconia si contrappongono al sorriso malizioso o anche alla schietta risata: era istintivo in Donizetti innamorarsi di certi momenti
lirici indipendentemente dal fatto scenico e ricavarne melodie struggenti. Il
librettista del Don Pasquale fu Giovanni Ruffini che, contrariato dalle numerose modifiche apportate al testo da Donizetti, si rifiutò di far figurare il proprio
nome nel libretto, sul frontespizio del quale appare l’indicazione “Dramma
buffo in tre atti di M. A.”, sigla che risponde a Michele Accursi, amico sia di
Donizetti sia di Ruffini. Il libretto è caratterizzato da ritmo serrato e teatralità
che lo rendono, operisticamente parlando, eccellente.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Opera
Sabato 3 dicembre ore 15.00 – Anteprima Giovani
Sabato 3 dicembre ore 20.45 – Turno A
Domenica 4 dicembre ore 16.00 – Turno C
L’OCCASIONE FA IL LADRO
Farsa in un atto
libretto di Luigi Prividali
musica di Gioachino Rossini
Don Eusebio
Berenice
Conte Alberto
Don Parmenione
Ernestina
Martino
Fabrizio Mercurio
Pretty Yende / Marika Gulordava
Leonardo Cortellazzi / Filippo Adami
Christian Senn / Filippo Polinelli
Valeria Tornatore / Evis Mula
Davide Pellissero / Valeri Turmanov
maestro concertatore e direttore Daniele Rustioni
regia, scene e costumi
Jean-Pierre Ponnelle
ripresa di regia
Sonja Frisell
Orchestra dell’Accademia
del Teatro alla Scala
coproduzione fra
Fondazione I Teatri di Reggio Emilia,
Teatri e Umanesimo Latino S.p.A.
e Fondazione Ravenna Manifestazioni
Rossini Opera Festival di Pesaro
allestimento Venerdì 2 ore 17.00, Ridotto del Teatro: incontro con gli artisti
Composta, a quanto pare, in soli undici giorni, L’occasione fa il ladro è la quarta delle cinque farse in un atto che Rossini compose tra il 1810 ed il 1813 per il
Teatro San Moisè di Venezia e che costituiscono un passo fondamentale nella
definizione del suo stile comico. La vicenda è basata su un topos dell’opera comica: lo scambio di persona, in questo caso doppio ed incrociato. Don
Parmenione ed il conte Alberto, che si sono riparati da un temporale in una
locanda, sono alla ricerca di due donne: il primo cerca la figlia di un amico,
fuggita con un amante; il secondo è in viaggio verso la donna che il padre, in
punto di morte, gli ha destinato, la marchesa Berenice. Nel ripartire dalla locanda, i due si scambiano casualmente le valigie: Don Parmenione, aperta la
valigia del conte, vi trova il ritratto di una bellissima donna, che ritiene essere
la marchesa (si scoprirà soltanto alla fine dell’opera che il ritratto era in realtà
quello della sorella del conte): affascinato, decide di sostituirsi ad Alberto.
La scena si trasferisce poi nella casa di Berenice che, per essere certa delle
buone intenzioni del promesso sposo, chiede all’amica Ernestina, sua ospite,
di assumere la sua identità, fingendo nel contempo di essere una cameriera.
Alberto si innamora di Berenice nonostante la sua apparente condizione di
cameriera, mentre Parmenione si invaghisce di Ernestina, la quale altri non è
che la giovane fuggita dal padre che Parmenione stava cercando: abbandonata dall’amante, accetta la proposta di matrimonio di Parmenione. Il lieto fine
è assicurato per entrambe le coppie.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Opera
Lunedì 9 gennaio ore 17.00 – Anteprima Giovani
Mercoledì 11 gennaio ore 20.45 – Turno A
Venerdì 13 gennaio ore 20.45 – Turno B
Domenica 15 gennaio ore 16.00 – Turno C
MADAMA BUTTERFLY
Tragedia giapponese in tre atti
libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
musica di Giacomo Puccini
Madama Butterfly
Pinkerton
Suzuki
Sharpless
Goro
Yasko Sato*
Giuseppe Talamo
Evgeniya Rakova*
Gonzalo Ezequiel Moya*
Eduardo Hurtado Rampoldi*
* Vincitori del XLI Concorso Internazionale per Cantanti “Toti Dal Monte”
maestro concertatore e direttore
regia scene costumi lighting design Nicola Marasco
Fabio Ceresa
Giada Tiana Claudia Abiendi
Massimo Carlotto
Roberto Lunari
direttore del coro
Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
coproduzione fra Teatro Sociale di Rovigo,
Teatri e Umanesimo Latino S.p.A.
Fondazione Teatro Comunale di Bologna
allestimento Coro Lirico Veneto
Giuliano Fracasso
con la partecipazione di
Domenica 8 ore 17.00, Ridotto del Teatro: incontro con gli artisti
Nell’estate del 1900 Puccini aveva assistito a Londra alla rappresentazione
della Madama Butterfly di David Belasco, a sua volta ispirato al breve racconto
di John Luther Long. Affascinato dalla triste vicenda umana della protagonista
e dall’ambientazione esotica, Puccini iniziò la composizione della Butterfly nel
1901 e affidò la stesura del libretto a Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. La prima
rappresentazione dell’opera avvenne il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala
di Milano. Fu un totale insuccesso che portò all’interruzione immediata delle
rappresentazioni e a una serie di tagli radicali e revisioni che resero l’opera
più proporzionata e alleggerita. A distanza di poco più di tre mesi, il 28 maggio 1904 la nuova Madama Butterfly venne rappresentata al Teatro Grande di
Brescia, questa volta con enorme successo. La vicenda si svolge a Nagasaki:
Pinkerton, ufficiale della Marina degli Stati Uniti, per vanità e spirito d’avventura si unisce in matrimonio con una geisha quindicenne di nome Cio-Cio-San
che abbandona poco dopo per ritornare in patria. Ma questa, forte di un amore
ardente, pur struggendosi nell’attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze,
continua a sperare nel ritorno dell’amato. Pinkerton infatti ritorna dopo tre
anni, ma accompagnato da una donna, da lui sposata negli Stati Uniti: è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal
console Sharpless. Di fronte all’evidenza dei fatti Butterfly decide di porre fine
alla propria sofferenza suicidandosi.
© Franco Tutino
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Opera
Mercoledì 15 febbraio ore 17.00 – Anteprima Giovani
Venerdì 17 febbraio ore 20.45 – Turno A
Domenica 19 febbraio ore 16.00 – Turno B
LA VOIX HUMAINE
Tragedia lirica in un atto
dalla tragedia omonima di Jean Cocteau
musica di Francis Poulenc
Una donna
Daniela Mazzuccato
THE TELEPHONE
Opera buffa in un atto su libretto proprio
musica di Gian Carlo Menotti
Lucy
Ben
Mariacarla Seraponte
Carlo Morini
maestro concertatore e direttore Claudio Desderi
regia Sandro Paqualetto
scene e costumi Cristina Alaimo
lighting design Claudio Schmid
Orchestra di Padova e del Veneto
allestimento Fondazione Teatro Comunale
e Auditorium di Bolzano
Martedì 14 ore 17.00, Ridotto del Teatro: incontro con gli artisti
Rappresentata per la prima volta all’Opéra-Comique di Parigi il 6 febbraio 1959,
La voix humaine è un testo letterario di grande impatto emotivo di Jean Cocteau,
messo in musica da Francis Poulenc a metà del secolo passato. La trama narra di un uomo e una donna che decidono di lasciarsi per sempre. Per l’ultimo
colloquio, quello dell’addio, scelgono il telefono. Dei due amanti, si sente solo
la voce della donna, che passa da momenti di intensa tenerezza ad altri carichi di passione e di violenza. L’uomo, dall’altro capo del filo, resta invisibile per
tutto il tempo. La sua presenza viene evocata solamente dalle pause nel parlare della donna. Talvolta il concitato colloquio si interrompe, ma nessuno dei
due ha il coraggio di troncare l’ultima e disperata conversazione. Incertezze,
dubbi, proteste, implorazioni, accenti di cupa disperazione... Infine la donna,
esausta, si getta sul letto e il telefono è l’ultimo tenue legame con l’amante.
Aggrappata all’apparecchio, la donna lo scongiura di riattaccare e il dramma finisce fra grida e parole soffocate, mentre il ricevitore abbandonato cade a terra.
Gian Carlo Menotti scrisse The Telephone su invito della Ballet Society di New
York, un breve atto unico, rappresentato per la volta al Teatro Heckscher di
New York nel 1947. La vicenda prende le mosse dall’arrivo di Ben a casa di
Lucy: vuole chiederle la mano prima di partire per un viaggio. Nonostante i
numerosi tentativi di “proposta”, Lucy sarà sempre occupata in interminabili conversazioni al telefono, ignorando quasi del tutto Ben. Rassegnato e
preoccupato di perdere il treno, Ben parte senza chiedere a Lucy di sposarlo.
Ma prima di andarsene fa un ultimo tentativo: chiama Lucy da una cabina telefonica e fa la sua proposta di matrimonio. Lei acconsente e i due si uniscono
in un romantico duetto telefonico.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Prosa
Venerdì 21 ottobre ore 20.45 – Turno A
Sabato 22 ottobre ore 20.45 – Turno B
Domenica 23 ottobre ore 16.00 – Turno C
Anteprima nazionale
Compagnia Mauri Sturno
QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI
di Leonid Nicolaevič Andreev
libera versione di Glauco Mauri
con Glauco Mauri, Roberto Sturno
regia Glauco Mauri
Sabato 22 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
La “favola” che raccontiamo si chiama Quello che prende gli schiaffi ed è una
libera versione tratta dall’omonimo testo teatrale di Leonid Nikolaevič Andreev (1871–1919), che fu subito un grandissimo successo nella Russia del
primo Novecento. La libera versione di questo testo è motivata dal desiderio
di mettere in maggiore evidenza il comico e il tragico che sono presenti nella
nostra vita. Un uomo vuole fuggire dalla società nella quale vive, dove tutto è
dominato dall’egoismo, dall’indifferenza e dal denaro con cui tutto si compra,
anche i sentimenti più puri. E allora diventerà un clown! Salirà su un palcoscenico da dove comincerà la sua nuova vita; potrà ridere del suo dolore e
potrà gridare la sua ribellione. È un pazzo? No! È uno di quei rari uomini che
sperano si possa costruire un mondo migliore. Un colpo di scena metterà fine
al suo sogno, ma in noi resta la commossa gratitudine per tutti quelli che ancora credono in quelle cose alle quali non siamo più abituati a credere.Clown,
domatrici di leoni, ballerine mute, ignobili seduttori, uomini sconfitti dalla vita,
canzoni, dramma, farsa: dove siamo? È il luogo dove, attraverso la finzione, si
raccontano le verità della vita. E cos’è il Teatro se non questo!
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Prosa
Venerdì 18 novembre ore 20.45 – Turno A
Sabato 19 novembre ore 20.45 – Turno B
Domenica 20 novembre ore 16.00 – Turno C
Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”
ELEKTRA
di Hugo von Hofmannsthal
traduzione Carmelo Rifici
con Elisabetta Pozzi
e con Alberto Fasoli, Denis Fasolo, Mariangela Granelli, Marta Richeldi,
Francesca Botti, Giovanna Mangiù, Silvia Masotti, Chiara Saleri,
Lucia Schierano
regia Carmelo Rifici
Sabato 19 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
Scritta da Hugo von Hofmannsthal, Elektra è sicuramente tra i capolavori del
decadentismo e dello Jugendstil. Il testo poetico si allontana dalla tragedia
ispiratrice, l’Elettra di Sofocle, scritta in una lingua evocativa ed epica. La lingua di Hofmannsthal non evoca perché strabordante, non è metaforica perché
il suo contenente è già il suo contenuto. Le parole in poesia del poeta tedesco
hanno il compito di scagliare addosso allo spettatore una serie di immagini
e suoni atroci e bestiali che lo conducono immediatamente in uno spazioprigione popolato da mostri, personaggi deformi nel corpo e nell’anima. La
vera ispirazione dell’autore quindi non va cercata nella Grecia di Sofocle ma
nell’universo poetico di Shakespeare, Elektra assomiglia infatti molto di più
ad Amleto che alla sua omonima classica. Il dubbio se “essere o non essere”
sta alla base dell’anelito di Elektra, che vuole uccidere ma non riesce a farlo. Un essere impossibilitato ad agire, chiuso in una prigione, così appare in
quel tempo a Hofmannstahl l’uomo contemporaneo, e così vede se stesso.
Prigioniera Elektra, e non meno di lei la sorella Crisotemide e l’odiata madre Clitennestra, tutte prigioniere della loro stessa follia, nel recinto angusto
e isolato del cortile, delle loro angosce, delle loro ossessioni. La Grecia di
Hofmannsthal è quindi un’invenzione onirica del poeta, un incubo ossessivo
dell’autore, insomma un sogno. (Carmelo Rifici)
© Photomovie / Gm Chieregato
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Prosa
Teatro Comunale Mario Del Monaco
Venerdì 25 novembre ore 20.45 – Turno A
Sabato 26 novembre ore 20.45 – Turno B
Domenica 27 novembre ore 16.00 – Turno C
Sicilia Teatro
PER NON MORIRE DI MAFIA
di Pietro Grasso
con Sebastiano Lo Monaco
regia Alessio Pizzech
Sabato 26 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
Non un semplice spettacolo ma un ritratto, un’indagine emotiva di un uomo
che ha dedicato e sta dedicando la sua vita alla lotta contro il crimine per il
trionfo della legalità. Un uomo/attore che intreccia con il pubblico un dialogo
lucido in cui i segni tracciati sulla lavagna diventano il concretizzarsi di un
percorso di pensiero che scava nella memoria e fa della storia il proprio strumento di orientamento. Il nostro protagonista si stacca dalla vicenda squisitamente autobiografica e diviene teatralmente simbolo di un nuovo cittadino. Un
racconto che parte dalla Sicilia per aprirsi alla globalizzazione in cui si compie
la tragedia contemporanea del fenomeno mafioso. Uno spettacolo che trae il
suo interesse dalla capacità di sollecitare domande, analisi e una maggiore consapevolezza negli occhi degli spettatori. Un monologo che riconduce il
teatro alla sua funzione civile ed evocativa, cercando di suscitare nello spettatore una presa di posizione e l’assunzione di una speranza possibile per le
nuove generazioni.
© Margherita Mirabella
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Prosa
Venerdì 16 dicembre ore 20.45 – Turno A
Sabato 17 dicembre ore 20.45 – Turno B
Domenica 18 dicembre ore 16.00 – Turno C
Società per Attori & Teatro Stabile del Veneto
in collaborazione con Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”
e Accademia “Palcoscenico” - Padova
ROMEO E GIULIETTA
di William Shakespeare
traduzione Massimiliano Palmese
con Compagnia di Giuseppe Marini
regia Giuseppe Marini
Sabato 17 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
Con Romeo e Giulietta, Shakespeare porta in scena la più alta e suprema
indagine poetica sulla vera natura dell’Amore e, insieme, una profonda meditazione sulle insidie del linguaggio, incapace di contenere e rappresentare il
Reale, quindi, in ultima analisi, sulla propria Arte. Un amore che muore della
propria irriducibilità, del proprio “troppo”. Un amore “nato sotto cattiva stella”
che, al suo primo apparire, incontra e copula con l’ombra della morte, perché
soltanto la morte e la tragedia attendono e ispirano una passione talmente pura e assoluta da non sospettare neppure la possibilità del calcolo, del
compromesso, della convenienza. La morte, dunque, è presente e operosa
in questa prima vera tragedia di Shakespeare e rivela sin da subito qual è
l’oggetto preferito del suo assalto: i giovani, fiori prematuramente recisi nel
loro desiderio erotico più intenso, nel pieno del loro tumulto ormonale, nel più
dilagante trionfo di vita, di passione, di sensi. Nella “bella” Verona del Prologo,
una città-tomba dilaniata da risse, duelli, da un odio violento, di cui non si
conoscono neanche più le ragioni d’origine, ma che ferve di vita, di movimento, di banchetti, di feste, di balli, di maschere… di Teatro, non c’è spazio per i
giovani e per l’Amore. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme,
ma soltanto in una cripta, in una sorta di macabro legame eterno, raggelato
e “premiato” dalle insulse statue d’oro che la dabbenaggine mercificante del
Potere e degli Adulti erigerà a loro ricordo.
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Prosa
Teatro Comunale Mario Del Monaco
Venerdì 20 gennaio ore 20.45 – Turno A
Sabato 21 gennaio ore 20.45 – Turno B
Domenica 22 gennaio ore 16.00 – Turno C
Associazione Teatro di Roma – ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione
LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI
di Bertolt Brecht
traduzione Mario Carpitella
con Umberto Orsini, Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco,
Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri,
Giorgio Sangati, Antonio Tintis
regia Claudio Longhi
Sabato 21 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
Uno dei lasciti più decisivi della stagione teatrale novecentesca è rappresentato senza ombra di dubbio dal teatro di Bertolt Brecht, pietra di paragone
per ogni sperimentazione successiva e oggi classico indiscusso. La resistibile
ascesa di Arturo Ui è una parabola satirica sull’avvento del nazismo nella Germania dei tardi anni Venti e dei primi anni Trenta: Brecht, quando ormai la seconda guerra mondiale si sta combattendo da due anni, sceglie di tornare alle
origini di uno sfacelo politico che stava costando il peggio a milioni di esseri
umani e, a se stesso, da nove anni, l’esilio. L’indagine che sceglie d’avviare sui
meccanismi perversi del potere e della demagogia sfocia in un allucinato e
macabro affresco che egli ambienta non in Europa bensì oltreoceano, in una
fantastica Chicago, nella quale ripercorre le fasi della costruzione del consenso per Adolf Hitler sulla falsariga di quelle dell’ascesa criminale di Al Capone.
La messa in scena intende assecondare il registro grottesco di questa «farsa
storica». L’incisiva brevità dei singoli “numeri”, la retorica della sopraffazione
mafiosa, la serie rocambolesca dei fatti di cronaca narrati e messi alla berlina
attraverso la lucida comicità di cui Brecht si serve come arma storico-critica,
traducono la parabola in una “rivista” briosa e nitida, caustica ed elegante,
sul tragico nonsenso del nostro passato. Un apologo feroce e violento sulla
tragedia europea del Nazismo, sull’intreccio terribile e puntuale di economia
e terrore, di gangsterismo politico e consenso di massa.
© Marcello Norberth
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Prosa
Venerdì 3 febbraio ore 20.45 – Turno A
Sabato 4 febbraio ore 20.45 – Turno B
Domenica 5 febbraio ore 16.00 – Turno C
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
in collaborazione con Teatro di Dioniso
SIGNORINA GIULIA
di August Strindberg
traduzione Valter Malosti
con Valeria Solarino, Valter Malosti, Federica Fracassi
regia Valter Malosti
Sabato 4 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
La signorina Julie, tragedia di August Strindberg, si svolge nel Midsommarnatten, la notte di mezza estate, notte magica di San Giovanni, occasione rituale di
scatenamenti orgiastici, che spinge Julie, la padrona, e Jean, il servo, a sperimentare il superamento di maschile e femminile, ma anche la contrapposizione di classe, lo sconvolgimento dei ruoli, la sperimentazione del diverso. È un
mondo infero, quello che vediamo rappresentato, si scende giù per andare nella
cucina, regno sprofondato della servitù dove gli alberi si intravedono appena e un
raggio di luce del mattino è un’apparizione sacra: l’ora del sacrificio. Julie ha un
sogno ricorrente, sogna di voler cadere e sprofondare sempre più giù, giù sottoterra; e questa cucina dove si respirano fumi infernali è una sorta di anticamera
dell’inferno che può essere il “teatro della memoria”; ma Julie diviene anche per
Strindberg una di quelle attrici/isteriche di un esperimento di ipnosi al cui “spettacolo” aveva assistito a Parigi presso l’ospedale della Salpêtrière per opera di
Charcot, e con una singolare seduta di ipnosi, cui l’autore invita a partecipare tutta la comunità degli spettatori, si chiude tragicamente la parabola di Julie. Nella
parte di Julie Valeria Solarino, attrice nata artisticamente a Torino nella Scuola
del Teatro Stabile, e che si è affermata come interprete cinematografica lavorando con Giovanni Veronesi, Wilma Labate, Roberto Andò, Alessandro d’Alatri,
Mimmo Calopresti, Michele Placido. La Signorina Giulia è il suo ritorno al teatro.
Valter Malosti ha affrontato Strindberg dopo una stagione di successi, un Premio
Ubu 2009 e il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro.
© Tommaso Le Pera
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Prosa
Venerdì 2 marzo ore 20.45 – Turno A
Sabato 3 marzo ore 20.45 – Turno B
Domenica 4 marzo ore 16.00 – Turno C
Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” – Teatri e Umanesimo Latino S.p.A.
IL VENTAGLIO
di Carlo Goldoni
con Alessandro Albertin, Daniele Bonaiuti, Silvia Paoli
regia Damiano Michieletto
Sabato 3 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
Il Ventaglio è uno dei capolavori di Carlo Goldoni che segna il ritorno agli
equivoci e ai colpi di scena della commedia dell’arte, soprattutto al suo ritmo e al vorticoso avvicendarsi delle situazioni. Commedia d’insieme, ma non
senza caratterizzazioni dalla forte personalità, racconta la vicenda di Candida
che parlando con l’amato Evaristo al balcone, lascia cadere il ventaglio che
va in pezzi. Evaristo allora, compra un ventaglio dalla merciaia Susanna e lo
consegna alla contadina Giannina perché lo rechi a Candida come suo dono,
per sostituirlo con quello infranto. Ma il ventaglio sembra dotato di una vitalità propria, tanto da creare un indiavolato e vivissimo intreccio, in cui quattro
donne sono impegnatissime col loro cicaleccio e con un garbato pettegolezzo,
a rendere complicatissima una vicenda in sé assai semplice. Nascono una serie inevitabile di equivoci: il Calzolaio Crespino e l’Oste Coronato, innamorato
di Giannina, smaniano perché temono che Evaristo sia un loro rivale. Candida
offende Giannina e, per vendicarsi di Evaristo, promette la propria mano al
Barone del Cedro, che gliela chiede per mano del Conte di Rocca Marina,
nobile spiantato e presuntuoso. Il ventaglio passa così di mano in mano imbrogliando la matassa, alla fine dipanata con la pace fra Candida e Evaristo
e il fidanzamento di Giannino e Crispino. Ma il ventaglio come simbolo dello
svelamento di se stessi nell’eterno gioco dell’amore è il vero protagonista di
questa commedia. Il progetto di recupero della drammaturgia veneta realizzato in questi anni dal Teatro Stabile del Veneto e da Teatri e Umanesimo
Latino S.p.A., dopo Arturo Rossato e Gian Capo, Eugenio Ferdinando Palmieri,
Giacinto Gallina, Renato Simoni e Gino Rocca, approda al grande maestro
drammaturgo veneto e a uno dei suoi capolavori.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Prosa
Venerdì 16 marzo ore 20.45 – Turno A
Sabato 17 marzo ore 20.45 – Turno B
Domenica 18 marzo ore 16.00 – Turno C
Teatro Eliseo
LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR
di William Shakespeare
traduzione e adattamento Fabio Grossi e Simonetta Traversetti
con Leo Gullotta, Alessandro Baldinotti, Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi,
Fabio Pasquini
e con Rita Abela, Fabrizio Amicucci, Valentina Gristina
regia Fabio Grossi
Sabato 17 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
Fu per volontà della regina Elisabetta I che il Bardo riesumò Sir John Falstaff,
fatto morire nella sua precedente opera, l’Enrico V: nacque così Le allegre comari di Windsor. La smania della regina derivava da un suo divertito “invaghimento” per la poderosa figura comica di Falstaff, che le istillò il desiderio di vederlo in un altro dramma, e per di più innamorato. Sicché Shakespeare avrebbe,
non già “resuscitato” Falstaff, ma escogitato l’intreccio narrativo delle Allegre
comari collocandone la vicenda in un tempo immediatamente precedente alla
morte del cavaliere, raccontata da Mistress Quickly, altro personaggio riproposto
nell’Enrico V. Protagonista della vicenda è Sir John, con la sua sovrabbondante
figura, la sua simpatia cialtrona, il suo amore per la crapula e il bicchiere e la
sua irresistibile disonestà viziosa e bonaria. La tessitura registica racconta di
una società che vive sotto l’occhio della corte, dove il dileggio dell’altro è un quotidiano passatempo. Un ventaglio di più svariata umanità farà da protagonista
della vicenda ma su tutti trionferanno le donne, le qua raccontate Comari, che
con furbizia e lungimirante intelligenza, collocheranno in maniera indolore per
la comunità, la parola fine alla vicenda. Quindi, amori e amanti, mariti gelosi e
golosi mercanti, mercenari allettanti ed infingardi, ci racconteranno fra momenti
a volte comici, a volte grotteschi o romantici. Alla fine, l’amore giovanile uscirà
trionfante, lasciando il nostro personaggio principale a tirar le fila di una vita
vissuta ai margini, ma con l’onore d’una filosofica consapevolezza.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Prosa
Venerdì 30 marzo ore 20.45 – Turno A
Sabato 31 marzo ore 20.45 – Turno B
Domenica 1 aprile ore 16.00 – Turno C
Khora.teatro
CYRANO DE BERGERAC
di Edmond Rostand
con Alessandro Preziosi
regia Alessandro Preziosi
Sabato 31 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
La celebre commedia teatrale in cinque atti, pubblicata nel 1897 dal poeta
drammatico francese Edmond Rostand (1868-1918) è ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento
francese, precursore della letteratura fantascientifica. La vicenda in breve
racconta di Cyrano de Bergerac, cadetto di Guascogna, ammiratore temuto
per la sua infallibile spada e per i suoi motti spiritosi e taglienti, che essendo
afflitto da un naso mostruoso, non ha il coraggio di manifestare alla cugina
Rossana il suo amore per lei. Costei, ignara dei sentimenti del cugino, lo prega di prendere sotto la sua protezione il giovane Cristiano de Neuvillette del
quale è innamorata. Poiché questi non riesce a esprimere in belle frasi il suo
sentimento, Cyrano gliele suggerisce e fa in modo che Cristiano possa sposare Rossana a dispetto del Conte De Guiche innamorato della donna. Questi,
adirato, trasferisce subito Cristiano e Cyrano al fronte per combattere: da qui,
de Bergerac, a nome di Cristiano, scrive numerose lettere d’appassionata poesia per Rossana mantenendo sempre per sé questo segreto anche quando
il giovane muore combattendo. Solo al termine della propria vita, trascorsi
molti anni, Cyrano, seppur involontariamente, confesserà all’amata il suo
sentimento, ma quando lei ricambierà sarà ormai troppo tardi.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Prosa
Venerdì 13 aprile ore 20.45 – Turno A
Sabato 14 aprile ore 20.45 – Turno B
Domenica 15 aprile ore 16.00 – Turno C
La Piccionaia – I Carrara. Teatro Stabile di Innovazione – Molise Spettacoli
L’INNOCENTE
di Giancarlo Marinelli
da Gabriele D’Annunzio
con Ivana Monti, Rosario Coppolino, Anna Vinci
regia Giancarlo Marinelli
Sabato 14 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
La storia di un infanticidio, di una malattia psichica, di un amore nevrotico,
ma, innanzitutto, la storia di una confessione. Il protagonista, Tullio Hermil, è
il tipico antieroe dannunziano, giovane esteta vittima di una sensualità disperata che lo porta a tradire ripetutamente la moglie Giovanna. Proprio a causa
di questi continui tradimenti Giovanna si spingerà tra le braccia di uno dei più
letti scrittori dell’epoca. Una grave malattia, contratta dalla stessa Giovanna,
porterà Tullio a riavvicinarsi a lei nonostante la scoperta del tradimento. Sarà
però la scoperta che la moglie aspetta un bambino, frutto della relazione extraconiugale, che getterà Tullio in una profonda crisi. Conscio che la propria
totale mancanza di attenzioni ha spinto Giovanna tra le braccia dell’amante,
il nostro protagonista deciderà di perdonare la moglie dirigendo il suo odio
verso il bambino. Mascherando il suo tormento durante la gravidanza prenderà forma l’idea di uccidere il nascituro, con il tacito consenso di Giovanna.
La sensibilità del Vate è di una contemporaneità lacerante, profetica; lo aveva
capito il genio di Luchino Visconti che, dall’innocente trasse un film di perfetta, universale bellezza. Lo spettacolo si avvale della collaborazione del direttore del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri, e di grandi nomi del palcoscenico
italiano, per ridare al Vate ciò che è del Vate: un genio che ha scritto e letto
il futuro. Un talento della pagina e del teatro che ha esplorato, in tempi non
sospetti, i palpiti più impercettibili, le nevrosi più nascoste, gli strappi invisibili
di un terremoto prossimo ad esplodere.
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Teatro Comunale Mario Del Monaco
Evento speciale
Fuori abbonamento
Lunedì 16 gennaio ore 20.45
Compagnia Mauri Sturno
COM’È LA NOTTE…? ...CHIARA…?
recital con gli attori e i musicisti della Compagnia Mauri Sturno
musica Germano Mazzocchetti
Sofocle, Shakespeare, Molière, Goethe, Pirandello, Beckett: vette del teatro
di ogni tempo e paese, e altrettanti capisaldi dell’attività di Glauco Mauri e
della sua Compagnia, nelle molte stagioni ormai trascorse a partire dall’anno
1981, quando Mauri decise di percorrere una strada propria e autonoma.
A sollecitare la passione teatrale di Mauri verso la nuova organizzazione della
propria attività non fu altro che un’esausta ricerca della qualità poetica dello
spettacolo, unita alla consapevolezza che soltanto la totale indipendenza delle
strutture e delle scelte avrebbe potuto garantire la libertà degli intenti artistici.
Mauri si avvia a raggiungere il traguardo dei due decenni di capocomico al
fianco di Roberto Sturno che lungo tutto questo periodo è stato il suo prezioso
collaboratore; con la sua Compagnia ha definitivamente consolidato una peculiare capacità di affrontare i testi sommi della storia del teatro con una propria sigla interpretativa. La scrupolosa competenza della fase propriamente
drammaturgica, l’intensità del segno registico dove si contemperano le esigenze dell’intelletto e dell’emozione, e soprattutto la creatività sempre nuova
e ponderata della recitazione: a tutti questi valori si raccomanda il comune
riconoscimento di una sostanziale eccellenza, che è il contrassegno d’onore
della Compagnia e del suo artefice.
Teatro Eden
Jazz
in collaborazione con Porsche Italia e Zoogami
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Teatro Eden
Jazz
Venerdì 28 ottobre ore 20.45
JOHN ABERCROMBIE QUARTET
John Abercrombie chitarra
Mark Feldman violino
Thomas Morgan contrabbasso
Joey Baron batteria
Il quartetto di John Abercrombie riesce a mettere d’accordo senza rigidezze
e asperità uno straordinario rispetto, ricco di grazia e delicatezza, verso il
liricismo con un’agile e flessuosa sensibilità verso una concezione estremamente dinamica e focosa del ritmo. Il chitarrista americano è sempre stato,
anche per sua personale ammissione, nello stesso tempo un “tradizionalista
e un musicista free”. Lo stesso si può dire per questo straordinario quartetto che condivide un’attenzione sempre molto netta e precisa nei confronti
della struttura formale anche durante le improvvisazioni collettive più libere
e creative. Lo stesso Abercrombie dice di questo suo nuovo quartetto: le improvvisazioni free suonano qui come qualcosa di più simile alla musica da camera classica che al free jazz, e questo non è solo un riflesso della peculiare
enfasi di questo quartetto rispetto agli strumenti a corda – chitarra, violino e
contrabbasso – ma è anche e soprattutto dovuto all’avanzata conoscenza e
coscienza armonica di ogni singolo componente della band.
© Chriss Tribble / EMC Records
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Teatro Eden
Jazz
Giovedì 10 novembre ore 20.45
DRAKE MEETS THE BO-BO DUO
Fabrizio Bosso tromba
Rosario Bonaccorso contrabbasso
Hamid Drake batteria, percussioni
In questo progetto inedito creato ad hoc da Rosario Bonaccorso all’inizio dell’
estate 2011 per il noto Festival Jazz Percfest , troviamo tre assoluti talenti della musica contemporanea. Il Duo Bo-Bo, nickname che prende origine dalle
iniziali dei cognomi di Bosso e Bonaccorso è nato come un frutto spontaneo a
confermare quella sorta di sinergia naturale che lega i due artisti ed una serie
di belle collaborazioni musicali. È così che il Bo-Bo Duo incontra uno tra i più
interessanti ed eclettici artisti contemporanei creando un incontro musicale
ad alto voltaggio jazz. Hamid Drake è uno dei più richiesti percussionisti del
mondo in grado di conquistare il pubblico con lo charme e la profondità di un
linguaggio che ne hanno fatto negli anni protagonista indiscusso della musica
afroamericana. Fabrizio Bosso e Rosario Bonaccorso sono artisti sensibili e
apprezzati da molti anni su diversi fronti musicali, che oltre ad essere leader
dei rispettivi gruppi sono allo stesso tempo collaboratori di tanti progetti musicali con cui hanno portano in giro per il mondo la qualità del jazz italiano.
Bosso è un grande della tromba, capace di stupirci per l’assoluta virtuosità,
per la poesia del suo linguaggio, la sua comtemporaneità e l’amore per la
musica. Bonaccorso riesce sempre appassionatamente a trasportarci in un
mondo sonoro dove col suo contrabbasso sa viaggiare tra i confini della tradizione e delle nuove tendenze. Il gruppo condivide soluzioni di avanguardia
con pulsazioni swing tradizionali, il blues, momenti estatico/etnici ed ancora
timbri cameristici, il tutto in un mix personale di emozionante immediatezza.
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Teatro Eden
Jazz
Lunedì 5 dicembre ore 20.45
KENNY BARRON pianoforte
Kenny Barron nasce a Philadelphia il 9 giugno 1943 ed inizia a suonare il
pianoforte all’età di dodici anni sotto la guida del fratello del pianista Ray
Bryant. Sviluppa molto velocemente il suo talento e già nel 1959 si trova ad
accompagnare John Coltrane; suona con i fratelli Percy e Jimmy Heath, Lee
Morgan e Philly Joe Jones. Nel 1960 entra nel gruppo di Yuseef Lateef e nel
1961 si trasferisce da Detroit a New York, dove accompagna il veterano sassofonista James Moody. Quest’ultimo lo raccomanda a Dizzy Gillespie, che sta
cercando un nuovo pianista per sostituire Lalo Schifrin. A cavallo fra gli anni
‘60 e ‘70 è il pianista delle formazioni di Stanley Turrentine, Freddie Hubbard,
Jimmy Owens e Milt Jackson. Continua ad arricchire il suo curriculum con
collaborazioni prestigiose sino alla fine degli anni ‘70. Dopo esser tornato a
suonare con James Moody entra nei gruppi di Buddy Rich e di Ron Carter.
Tratti distintivi del linguaggio pianistico di Barron, di derivazione boppistica
ma estremamente personale, sono un fraseggio incisivo e brillante, ma anche
una cura quasi maniacale della sonorità. La raffinata concezione armonica
del musicista, più moderna di quanto a prima vista potrebbe apparire, esalta
la sua originalità soprattutto quando è sostenuta da ritmi latini.
© John Sann
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Teatro Eden
Jazz
Venerdì 20 gennaio ore 20.45
ASTRA QUARTET
Arina Tarasova piano
Benedict Ovidio clarinetto
Adriano Brunelli contrabbasso
Lele Barbieri batteria
La proposta dell’Astra Quartet mira ad avvicinare musica classica e jazz, per
creare una espressione artistica libera da schemi e barriere, basata sull’incontro di differenti provenienze musicali, geografiche e culturali, per ricombinare in forme nuove il patrimonio individuale al servizio di un collettivo. L’idea
nasce dalla pianista Arina Tarasova, nata in Russia nel 1968; il suo percorso
musicale inizia sotto la guida della madre, pianista classica. Dopo il diploma
alla Scuola di Belle Arti e all’Istituto Musicale di San Pietroburgo si laurea
in pianoforte nel 1994 al Conservatorio Rimski Korsakov. Si perfeziona con
i più grandi maestri dalla scuola pianistica russa tra cui Ekaterina Murina e
Tatiana Voronina, a sua volta allieva di Dmitrij Shostakovic. Vince una borsa
di studio all’Accademia di Santa Cecilia di Roma e si trasferisce in Italia, studiando con Sergio Perticaroli. Vanta un’intensa attività concertistica, sia come
solista che con formazioni jazz e cantanti. Al suo fianco, alcuni musicisti di
grande esperienza, ispirati dalla frase di Uri Caine: “Fra classica e jazz non
esiste più confine”.
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Teatro Eden
Jazz
Venerdì 10 febbraio ore 20.45
PORSCHE LIVE – GIOVANI E JAZZ
In scena le migliori jazz band emergenti dell’area del Nordovest che hanno
partecipato alla seconda edizione della selezione “Porsche Live. Giovani e
Jazz”. La selezione nasce da un’idea di Porsche Italia e dalla collaborazione
con la Scuola di Musica “G. Gershwin” e con l’Assessorato alla Cultura del
Comune di Padova e ha l’obiettivo di individuare gruppi di musicisti jazz, di
qualsivoglia strumento musicale e di qualsiasi età e nazionalità, che siano
allievi di Conservatori con cattedra di jazz o di Scuole di Musica Jazz e che
non abbiano già pubblicato un cd a proprio nome, allo scopo di valorizzare
i talenti emergenti del panorama jazzistico nazionale. Il progetto si sviluppa
in un’ottica quadriennale, concentrando l’attenzione su alcune macro-aree di
riferimento per ogni edizione: nel 2010 il Nordest, nel 2011 il Nordovest, nel
2012 il Centro-Sud d’Italia, nel 2013 le Isole.
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Teatro Eden
Jazz
Lunedì 5 marzo ore 20.45
TRIANGOLI
Diana Torto voce
John Taylor pianoforte
Anders Jormin contrabbasso
Triangoli è il nome prescelto dai musicisti per questa band. Non un solo
triangolo bensì tre triangoli. Il significato essenziale di questo plurale è molto
semplice: ogni musicista è un punto di partenza così come un punto di arrivo.
Ogni vertice del triangolo suggerisce o riceve spunti e idee o dialoga con gli
altri. Triangoli si è sviluppato dalla precedente collaborazione in duo di Diana
Torto e John Taylor, che ormai esiste da ben sei anni con concerti in Italia,
Inghilterra (fra gli altri la prestigiosa Wigmore Hall dove il duo è stato invitato
ad aprire la serie di duetti jazz programmati da Brad Mehldau), Germania,
Olanda, Belgio, Austria. Il duo nel corso del tempo ha raggiunto un perfetto
equilibrio in cui le componenti musicali, espressive e virtuosistiche sono magistralmente definite e amalgamate tra loro. Il terzo componente di Triangoli
è il favoloso contrabbassista svedese Anders Jormin: un partner ed amico di
lunga data di John Taylor. Anders Jormin è senz’altro un partner ideale del
duo: non sapremmo infatti immaginare un apporto più discreto e allo stesso
tempo presente e preciso alle sottili e trasparenti dinamiche del duo. Nel settembre 2009 Triangoli ha realizzato un cd dall’omonimo titolo, e proprio dopo
il concerto di Treviso entrerà in studio una seconda volta per registrare il suo
secondo cd.
Società strumentale della Fondazione Cassamarca
Amministratore Unico
Gianfranco Gagliardi
Collegio Sindacale
Presidente
Roberto Gazzola
Revisori
Pietro Basciano
Roberta Marcolin
Segreteria Generale
Natascia Mulato
Orsola Teot
Responsabile Servizi Amministrativi
Alessandra Giusto
Amministrazione
Federica Salin
Roberta Bonatto
Area Eventi e Spettacoli
Direttore Artistico
Gabriele Gandini
Direttore Organizzativo
Federico Pupo
Ufficio Stampa
Luisa Bassetto
Segreteria di Produzione
Cinzia Andreoni
Responsabile Servizi per il Pubblico
Carla Baldan
Responsabile Servizi Tecnici
Roberto Gritti
Personale Tecnico
Andrea Gritti
Pierpaolo Minuto
Davide Daniotti
Fonico
Stefano Bruzzolo
Attività di Formazione
Cinzia Puglisi
Piazza San Leonardo, 1 - 31100 TREVISO
Tel. 0422 513 300 Fax 0422 513 306
[email protected] www.teatrispa.it
A cura dell’Ufficio Stampa di Teatri e Umanesimo Latino S.p.A.
Chiuso in tipografia il 5 agosto 2011
Progetto grafico: Ethic - www.ethicagency.de
Stampa: Trevisostampa - Villorba (TV)
Teatri e
Umanesimo Latino SpA
con il patrocinio del Comune di Treviso
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