L’attività del Teatro Comunale Mario Del Monaco e del Teatro Eden è organizzata da Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. in collaborazione con Arteven, col sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e la partecipazione della Regione Veneto Ateatro Un’altra bella stagione di teatro è alle porte. Fondazione Cassamarca è orgogliosa di presentare all’affezionato pubblico un cartellone di spettacoli di tutto rispetto che spazia dall’opera lirica a classici della prosa, alla commedia, al jazz, ai concerti cameristici fino ai recital di grandi solisti internazionali. La cultura con la C maiuscola è l’obbiettivo che da sempre sta alla base delle molteplici attività di Fondazione, un obbiettivo che essa intende perseguire con ogni mezzo nonostante il momento, confidiamo contingente, renda più difficile il suo avanzare. Grazie al suo continuo impegno e alle numerose collaborazioni messe in atto, Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. propone un programma ricco di qualità, originalità, tradizione e novità, con la particolare, consueta, attenzione alle giovani promesse dello spettacolo: dai cantanti vincitori della XLI edizione del Concorso Toti Dal Monte, che saranno interpreti di Madama Butterfly, all’Orchestra dell’Accademia del Teatro Alla Scala, ai giovani talenti del jazz, dello Junior Balletto di Toscana, fino a Giuseppe Guarrera, vincitore del prestigioso Premio Venezia 2010. Accanto a questi vi saranno concertisti di fama internazionale – quali Enrico Dindo, Mariella Devia, Alexander Lonquich – e prestigiosi ensemble cameristici come l’ensemble Europa Galante, il Quartetto di Tokyo, I Solisti di Pavia. Tra gli attori si segnala la presenza di Umberto Orsini, Ivana Monti, Alessandro Preziosi oltre al graditissimo ritorno di Glauco Mauri e Roberto Sturno. E anche in questa stagione, Teatro Stabile del Veneto e Teatri e Umanesimo Latino S.p.A, nell’ottica della rivalutazione del repertorio teatrale veneto, collaboreranno alla produzione di una commedia che quest’anno sarà Il ventaglio di Carlo Goldoni. La stagione jazzistica, che si svolgerà come sempre all’Eden, non mancherà di soddisfare il pubblico degli appassionati a questo genere che riscuote sempre grandi consensi nella nostra città; così la stagione di danza che prevede un’alternanza di spettacoli del repertorio classico e di perfomance innovative interpretati da compagnie come il Balletto di Roma, il Malandain Ballet Biarritz, il Danceworks Chicago. E infine l’opera lirica: oltre alla già citata Madama Butterfly, nella prossima stagione andranno in scena lo spassoso Don Pasquale di Donizetti, la farsa di Rossini L’occasione fa il ladro, per la regia dell’indimenticato Jean-Pierre Ponnelle, e l’interessante dittico formato dall’opera comica The Telephone di Gian Carlo Menotti e da La voix humaine, tragedia lirica di Jean Cocteau musicata da Francis Poulenc. Fiduciosi di aver messo a punto una stagione che coniuga armoniosamente tradizione e innovazione, auspichiamo di soddisfare ancora una volta i gusti del nostro pubblico e insieme di attrarne di nuovo, specie giovane. Auguriamo a tutti una bella stagione a teatro. Avv. On. Dino De Poli Presidente Fondazione Cassamarca Sommario Pagina Quadro sinottico 4 Concerti 8 Danza 18 Opera 24 Prosa 32 Evento speciale 42 Jazz 46 Nell’inserto staccabile Calendario cronologico degli spettacoli Prezzi Piantine dei teatri Calendario vendite Orari biglietterie Informazioni e avvertenze 4 Quadro sinottico Stagione 2011 / 2012 Teatro Comunale Mario Del Monaco | Concerti Ottobre Giovedì 6 Novembre Mercoledì 23 20.45 I SOLISTI DI PAVIA ENRICO DINDO solista e direttore Dicembre Martedì 6 20.45 QUARTETTO DI TOKYO Martedì 13 20.45 GIUSEPPE GUARRERA pianoforte (Premio Venezia 2010) Gennaio Giovedì 19 20.45 YUJA WANG pianoforte Martedì 31 20.45 SONATORI DE LA GIOIOSA MARCA Febbraio Lunedì 27 20.45 MARIELLA DEVIA soprano MASSIMILIANO BULLO pianoforte Marzo Martedì 6 20.45 ORCHESTRA DA CAMERA ARCHI MASSIMO QUARTA solista e direttore Martedì 27 20.45 LISZT PIANO DUO Aprile Mercoledì 11 20.45 20.45 ALEXANDER LONQUICH pianoforte CAROLIN WIDMANN violino ISABEL CHARISIUS viola NICOLAS ALTSTAEDT violoncello EUROPA GALANTE FABIO BIONDI solista e direttore Teatro Comunale Mario Del Monaco | Danza in collaborazione con Arteven Novembre Martedì 22 20.45 BALLETTO DI ROMA THE ARENA LOVE Dicembre Martedì 20 20.45 JUNIOR BALLETTO DI TOSCANA COPPELIA Gennaio Martedì 24 20.45 MALANDAIN BALLET BIARRITZ ROMEO AND JULIET Febbraio Sabato 25 20.45 FLAMENQUEVIVE DON JUAN Marzo Giovedì 8 20.45 ATERBALLETTO FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA SERATA STRAVINSKIJ Aprile Mercoledì 18 20.45 DANCEWORKS CHICAGO ALWAYS MOVING Teatro Comunale Mario Del Monaco | Opera Novembre Mercoledì 9 Venerdì 11 20.45 Domenica 13 16.00 Martedì 15 20.45 Dicembre Sabato 3 15.00 Sabato 3 Domenica 4 20.45 16.00 Gennaio Lunedì 9 17.00 Mercoledì 11 20.45 Venerdì 13 20.45 Domenica 15 16.00 17.00 A C B A C A B C DON PASQUALE (Anteprima giovani) DON PASQUALE DON PASQUALE DON PASQUALE L’OCCASIONE FA IL LADRO (Anteprima giovani) L’OCCASIONE FA IL LADRO L’OCCASIONE FA IL LADRO MADAMA BUTTERFLY (Anteprima giovani) MADAMA BUTTERFLY MADAMA BUTTERFLY MADAMA BUTTERFLY 5 Quadro sinottico Stagione 2011 / 2012 Febbraio Mercoledì 15 17.00 Venerdì 17 20.45 Domenica 19 16.00 A B LA VOIX HUMAINE – THE TELEPHONE (Anteprima giovani) LA VOIX HUMAINE – THE TELEPHONE LA VOIX HUMAINE – THE TELEPHONE Teatro Comunale Mario Del Monaco | Prosa Ottobre Venerdì 21 20.45 Sabato 22 20.45 Domenica 23 16.00 A B C QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI Novembre Venerdì 18 20.45 Sabato 19 20.45 Domenica 20 16.00 A B C ELEKTRA ELEKTRA ELEKTRA Venerdì 25 20.45 Sabato 26 20.45 Domenica 27 16.00 A B C PER NON MORIRE DI MAFIA PER NON MORIRE DI MAFIA PER NON MORIRE DI MAFIA Dicembre Venerdì 16 20.45 Sabato 17 20.45 Domenica 18 16.00 A B C ROMEO E GIULIETTA ROMEO E GIULIETTA ROMEO E GIULIETTA Gennaio Venerdì 20 20.45 Sabato 21 20.45 Domenica 22 16.00 A B C LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI Febbraio Venerdì 3 Sabato 4 Domenica 5 20.45 20.45 16.00 A B C SIGNORINA GIULIA SIGNORINA GIULIA SIGNORINA GIULIA Marzo Venerdì 2 Sabato 3 Domenica 4 20.45 20.45 16.00 A B C IL VENTAGLIO IL VENTAGLIO IL VENTAGLIO Venerdì 16 20.45 Sabato 17 20.45 Domenica 18 16.00 A B C LE ALLEGRe COMARI DI WINDSOR LE ALLEGRe COMaRI DI WINDSOR LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR Marzo/Aprile Venerdì 30 Sabato 31 Domenica 1 20.45 20.45 16.00 A B C CYRANO DE BERGERAC CYRANO DE BERGERAC CYRANO DE BERGERAC Aprile Venerdì 13 20.45 Sabato 14 20.45 Domenica 15 16.00 A B C L’INNOCENTE L’INNOCENTE L’INNOCENTE Teatro Comunale Mario Del Monaco | Evento speciale Fuori abbonamento Gennaio Lunedì 16 20.45 COM’È LA NOTTE…?...CHIARA…? Teatro Eden | Jazz Ottobre Venerdì 28 20.45 JOHN ABERCROMBIE QUARTET Novembre Giovedì 10 20.45 DRAKE MEETS THE BO-BO DUO Dicembre Lunedì 5 20.45 KENNY BARRON pianoforte Gennaio Venerdì 20 20.45 ASTRA QUARTET Febbraio Venerdì 10 20.45 PORSCHE LIVE – GIOVANI E JAZZ Marzo Lunedì 5 20.45 TRIANGOLI Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti, Danza, Opera, Prosa 8 Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti Giovedì 6 ottobre ore 20.45 ALEXANDER LONQUICH pianoforte CAROLIN WIDMANN violino ISABEL CHARISIUS viola NICOLAS ALTSTAEDT violoncello Carl Philipp Emanuel Bach Wolfgang Amadeus Mozart Franz Schubert Wolfgang Amadeus Mozart C.P.E. Bachs Empfindungen: Freie Fantasie für Klavier Quartetto in mi bem. magg. K 493 Trio per archi n. 1 in si bem. magg. D 471 Quartetto in sol min. K 478 Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto Il celebre pianista tedesco, Alexander Lonquich, in formazione cameristica, propone un programma che da Carl Philipp Emanuel Bach va fino a Schubert, passando per Mozart. Di C.P.E. Bach, il quarto e più famoso dei venti figli di Bach, si potrà ascoltare la Freie Fantasie für Klavier, eloquente esempio della maestria compositiva raggiunta dal compositore nello sviluppo del genere della fantasia. Di Mozart invece l’ensemble interpreterà i due quartetti per pianoforte e archi, il Quartetto in sol min. K 478 e il Quartetto in mi bem. magg. K 493. Il quartetto con pianoforte e archi è un genere comunemente poco frequentato, Mozart vi si cimenta a cominciare dalla fine del 1785, realizzando con esso una perfetta sintesi di due mondi opposti, quello del Concerto, in cui il solista dialoga con l’orchestra, e quello introspettivo e intimista del quartetto d’archi. I due quartetti si compongono di tre movimenti ciascuno di cui il finale è in forma di Rondò; la parte pianistica presenta virtuosismi e difficoltà tipiche di un Concerto ma manca di cadenze e di assoli di una certa ampiezza; gli archi, dal canto loro, fungono tutt’altro che da accompagnamento: a volte i loro interventi si alternano a quelli del pianoforte, in altri momenti emergono in veste puramente cameristica, apportando la loro parte essenziale di tensione all’elaborazione contrappuntistica. Il programma include anche il Trio per archi D 471, primo dei due trii per archi di Schubert, scritto nel 1816 e rimasto incompiuto. L’unico movimento di cui si compone è un Allegro in forma di Sonata e segna ancora una fase di ricerca nell’elaborazione del linguaggio personale del compositore in ambito cameristico. 9 Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti Mercoledì 23 novembre ore 20.45 I SOLISTI DI PAVIA ENRICO DINDO solista e direttore Astor Piazzolla Adios nonino per violoncello e archi Roberto Molinelli Astor Piazzolla Twin legends per violoncello e archi Le Grand Tango per violoncello e archi Las cuatro estaciones porteñas per violoncello e archi (arr. di Roberto Molinelli) (arr. di Enrico Dindo) (arr. di Jorge Bosso) Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto Il violoncellista e direttore Enrico Dindo sul podio dei Solisti di Pavia, l’orchestra da camera fondata a Pavia nel dicembre 2001 dall’Associazione I Quattro Cavalieri, presenta un programma appassionante che include alcune celebri composizioni di Astor Piazzolla oltre a Twin legends di Roberto Molinelli, violista e compositore, che ha al proprio attivo prestigiose collaborazioni internazionali con artisti quali lo stesso Enrico Dindo, al quale il brano in programma è dedicato, Andrea Bocelli, Sara Brightman, Cecilia Gasdia e molti altri, per i quali ha realizzato arrangiamenti e lavori inediti. Di Astor Piazzolla, straordinario musicista argentino che ha rivoluzionato il tango ridandogli nuova vita e nobiltà, si ascolterà Adios Nonino, un tango che il compositore dedicò a suo padre (Nonino, “nonnino”, era il nomignolo affettuoso con cui Piazzolla gli si rivolgeva) pochi giorni dopo la morte di questi. Composto nel lontano 1959 a New York, questo pezzo viene considerato come uno dei suoi pezzi più rappresentativi; in un’intervista del 1990 lo stesso Piazzolla dichiarò che Adios Nonino è il suo tango numero 1 e che molte volte aveva provato a superarlo, senza successo. Gli ultimi due brani in programma sono Le Grand Tango, nella versione per violoncello e archi di Enrico Dindo, e Las Cuatro estaciones porteñas, opera composta fra il 1965 e il 1970, rappresentativa di uno dei più alti punti di incontro fra tango e tradizione musicale colta. 10 Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti Martedì 6 dicembre ore 20.45 QUARTETTO DI TOKYO Martin Beaver violino Kikuei Ikeda violino Kazuhide Isomura viola Clive Greensmith violoncello Wolfgang Amadeus Mozart Franz Joseph Haydn Robert Schumann Quartetto in si bem. magg. K 589 Quartetto in do magg. op. 74 n. 1 Hob: III 72 Quartetto in la magg. op. 41 n. 3 Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto Fondato nel 1969 alla Juilliard School of Music di New York, il Quartetto di Tokyo è considerato uno dei più importanti ensemble da camera del mondo. Il programma si apre con il Quartetto K 589 di Mozart composto nel 1789, alla fine di un periodo di stasi creativa, su commissione del re di Prussia Federico Guglielmo II. È il più breve dei quartetti della maturità del compositore e si compone di un Allegro dalla sonorità colorita, di uno splendido Larghetto essenzialmente melodico in cui dominano i “solo” del violoncello, di un Minuetto dall’andamento lento e cerimonioso e di un brevissimo Allegro assai, pieno di sorprese e di virtuosismi contrappuntistici. Il Quartetto in do magg. op. 74 n. 1 di Haydn è uno dei più eseguiti e noti del catalogo del compositore e si distingue per ampiezza di concezione e per profonda unità interna. Si apre con un Allegro moderato cui segue un Andantino grazioso in forma di Sonata, dall’armonia molto sofisticata, e dal carattere di minuetto lento. Il movimento successivo è uno scherzo e deriva in parte dall’Allegro iniziale, così come lo straordinario Vivace finale. L’ultimo quartetto in programma è il n. 3 op. 41 di Robert Schumann, il più ambizioso e audace dei tre quartetti scritti dal compositore nel 1842. Si suddivide in quattro movimenti: Andante espressivo - Allegro molto moderato, dalla grazia squisita; Assai agitato, intermezzo romantico strutturato come tema con variazioni; Adagio molto, una delle pagine più sublimi del repertorio schumanniano, e Finale: Allegro molto vivace, concepito come una sorta di carnevale in forma di rondò. © Henry J. Fair 11 Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti Martedì 13 dicembre ore 20.45 GIUSEPPE GUARRERA pianoforte Premio Venezia 2010 Fryderyk Chopin Sergej Rachmaninov Sergej Prokof’ev Barcarolle op. 60 dai Ventiquattro Preludi op. 28, nn. 13 e 24 Preludi op. 23 nn. 3 e 6, op. 32 nn. 4, 8 e 10 Sonata n. 7 op. 83 Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto Nato a Enna nel 1991, il giovane vincitore del prestigioso Premio Venezia si è diplomato al Conservatorio Tartini di Trieste perfezionandosi in seguito sotto la guida di Sijavus Gadjiev. La prima parte del programma proposto è dedicata a Chopin di cui si ascolteranno la Barcarolle op 60 in fa diesis minore, composta tra l’autunno del 1854 e l’estate del 1846, e due dei Ventiquattro Preludi op. 28. La raccolta dei Ventiquattro Preludi fu scritta tra il 1835 e il 1839, principalmente durante il soggiorno del compositore a Valdemossa, una località vicina a Palma de Maiorca dove si era recato insieme alla scrittrice George Sand per motivi di salute. La pubblicazione dei Preludi provocò molto scalpore nell’ambiente musicale dell’epoca, principalmente per due motivi: da una parte, Chopin sfidava qualsiasi regola classica, votando le sue creazioni a una mancanza di forma evidente, e dall’altra, sfidava le convenzioni del periodo per la breve durata delle composizioni. La seconda parte del concerto presenta due grandi compositori russi a confronto, Sergej Rachmaninov e Sergej Prokof’ev; del primo saranno eseguiti alcuni Preludi tratti dalle opp. 23 e 32, un banco di prova ineludibile per ogni concertista; del secondo si potrà ascoltare la Sonata n. 7 op. 83: nota anche come “Stalingrado”, questa sonata, irta di difficoltà e di dissonanze, è la seconda delle tre “sonate di guerra”. Fu composta tra il 1939 e il 1942 ed eseguita per la prima volta a Mosca nel 1943 da Sviatoslav Richter. Il concerto è realizzato grazie al sostegno della Regione Veneto © Michele Crosera 12 Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti Giovedì 19 gennaio ore 20.45 YUJA WANG pianoforte Johannes Brahms Aleksander Skrjabin Claude Debussy Isaac Albéniz Maurice Ravel Gabriel Fauré 7 Fantasie op. 116 Sonata n. 5 op. 53 Estampes: n. 2 La soirée dans Grenade Triana in fa diesis min. (da Iberia, II libro) Alborada del gracioso (da Miroirs) Ballata in fa diesis magg. op. 19 Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto Nata a Pechino nel 1987, Yuja Wang ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di sei anni, per poi proseguirlo al Conservatorio Centrale di Pechino con Ling Yuan e Zhou Guangren. Tra il 1999 ed il 2001 si è trasferita in Canada dove ha studiato con Hung Kuan Chen e Tema Blackstone al Conservatorio del Mount Royal College. A quindici anni, ha vinto il Concorso del Festival di Aspen e si è trasferita negli Stati Uniti per studiare con Gary Graffman al Curtis Institute of Music di Filadelfia, dove si è diplomata nel 2008. Yuja Wang è rinomata per la sua tecnica prodigiosa e per le sue interpretazioni che combinano la spontaneità e l’intraprendenza della gioventù con la disciplina e la precisione di un’artista matura. In seguito al suo debutto nel 2005 con la National Arts Center Orchestra diretta da Pinchas Zukerman, Yuja Wang è apparsa con tutte le principali orchestre del mondo, tra cui le Orchestre Sinfoniche di Baltimora, Boston, Chicago, Dallas, Detroit, Houston, Shanghai, la Tonhalle di Zurigo, la Filarmonica Cinese, le filarmoniche di Los Angeles, Londra, New York, San Pietroburgo, la NHK di Tokyo, l’Academy of St. Martin in the Fields, l’Orchestra del Festival di Lucerna, la Russian National Orchestra. Nel 2009 è stata solista della You Tube Symphony Orchestra diretta da Michael Tilson Thomas alla Carnegie Hall. Yuja Wang ha collaborato con i principali direttori d’orchestra del mondo, tra cui Claudio Abbado, Charles Dutoit, Robert Spano, Michael Stern, Yuri Temirkanov, Osmo Vänskä e Pinchas Zukerman. Registra in esclusiva per Deutsche Grammophon. © Felix Broede / DG 13 Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti Martedì 31 gennaio ore 20.45 SONATORI DE LA GIOIOSA MARCA Giorgio Fava e Giovanni Dalla Vecchia violini concertanti Massimiliano Tieppo, Mauro Spinazzè, Maria Luisa Barbon, Giorgio Pavan, Claudio Rado, Massimiliano Simonetto violini Judit Földes, Clelia Gozzo viole Walter Vestidello, Edvige Forlanelli violoncelli Giancarlo Pavan violone Alberto Macchini timpani Wilhelm Friedemann Bach Wolfgang Amadeus Mozart Suite in sol min. per archi BWV 1070 Divertimento in re magg. K 136 per archi Divertimento in si bem. magg. K 137 per archi Divertimento in fa magg. K 138 per archi Serenata notturna in re magg. K 239 per archi e timpani Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto Il concerto dei Sonatori si apre con la Suite in sol minore per archi di Wilhelm Friedemann Bach, figlio maggiore di Johann Sebastian, nato a Weimar nel 1970. Il resto del programma è dedicato a Mozart di cui si ascolteranno i tre Divertimenti per archi. Scritti nel 1772 a Salisburgo, appartengono alla produzione strumentale di un Mozart sedicenne, che assorbe e assimila esperienze e stili della scuola barocca e della sinfonia d’opera italiana. Come le Cassazioni, le Serenate e le musiche notturne, anche i Divertimenti sono legati al gusto settecentesco di far musica insieme e alternano movimenti di danza a passaggi solistici. La Serenata notturna K 239, del gennaio del 1776, rientrava, con tutta probabilità, nelle musiche di intrattenimento: pensando ad un interno come luogo per l’esecuzione, il compositore scelse un organico di soli archi suddivisi in due gruppi, ai quali aggiunse i timpani che danno alla composizione un carattere quasi guerresco. 14 Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti Lunedì 27 febbraio ore 20.45 MARIELLA DEVIA soprano MASSIMILIANO BULLO pianoforte Fryderyk Chopin / Pauline Viardot-Garcia Gioachino Rossini Jules Massenet Gaetano Donizetti Francesco Paolo Tosti Giuseppe Verdi Vincenzo Bellini L’oiselet - La dance La promessa - L’invito La pastorella delle Alpi da Manon: Adieu notre petite table da Anna Bolena: Al dolce guidami castel natio da Lucia di Lammermoor: Regnava nel silenzio L’alba separa dalla luce l’ombra - Sogno Il pescatore canta da I Vespri siciliani: Mercè dilette amiche da Norma: Casta diva e cabaletta Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto “Ho un particolare affetto per la città di Treviso perché qui ho sostenuto il primo ed unico concorso internazionale della mia carriera. Era il 1973, feci la domanda un po’ per caso, quasi al limite sui tempi tecnici d’iscrizione. Arrivai, cantai, vinsi il concorso. Solo tempo più tardi avrei capito che ci sono molti modi per cantare Lucia di Lammermoor e che forse ci sono diverse età della vita in cui si possono costruire Lucie anche molto lontane. Quando arrivai a Treviso ero proprio alle prime armi. Ricordo che ero in un piccolo alberghetto e soprattutto che a Treviso ho mangiato divinamente. Poi conobbi due grandissimi cantanti, che per noi giovani rasentavano il mito: Mario del Monaco e Toti dal Monte. Credo che Treviso sia stata la più importante palestra per la mia vita artistica: con la preparazione dell’opera e il debutto in stagione, venivi proiettato da subito nel mondo del professionismo. A Treviso mi sono sentita davvero per la prima volta una professionista, pur in un ambiente famigliare e caldo e Lucia, l’opera del mio debutto, da Treviso mi ha accompagnata sui palcoscenici di tutto il mondo.” Mariella Devia Testo tratto da “Il Concorso Internazionale per Cantanti Toti Dal Monte - Un quarantennio di debutti a Treviso” di Elena Filini, Antiga Edizioni. 15 Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti Martedì 6 marzo ore 20.45 ORCHESTRA DA CAMERA ARCHI MASSIMO QUARTA solista e direttore Johann Sebastian Bach Pëtr Il’ič Čajkovskij Concerto per violino in la min. BWV 1041 Concerto per violino in mi magg. BWV 1042 Souvenir de Florence op. 70 (versione per orchestra d’archi di Lucas Drew) Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto Massimo Quarta, vincitore di numerosi concorsi, tra i quali il celebre Paganini di Genova, e di premi quali il “Foyer Des Artistes” ed il “Gino Tani per le Arti dello Spettacolo”, negli ultimi anni ha gradualmente affiancato alla sua intensa attività di solista quella di direttore d’orchestra. Con la giovane Orchestra da Camera Archi sarà interprete dei Concerti per violino BWV 1041 e BWV 1042 di Bach e della versione per orchestra d’archi del Souvenir de Florence di Čajkovskij. I concerti per violino solo, archi e basso continuo di Bach sono strutturati sul modello del concerto italiano in tre tempi (i due esterni veloci, quello centrale lento), divenuto fenomeno di moda in Europa grazie alla diffusione a mezzo stampa delle partiture vivaldiane. Bach utilizza il modello del concerto italiano con grande libertà, come abbrivio per la propria ispirazione, filtrandolo ogni volta attraverso la propria sensibilità e creatività con impostazioni e scelte assai differenziate. Nella seconda parte del concerto l’orchestra eseguirà la versione per archi del Souvenir de Florence di Čajkovskij. Quest’opera appartiene al momento più felice sia della vita che della carriera del compositore, quello che precede la rottura con la protettrice e finanziatrice Nadežda von Meck. Dopo la prima trionfale della Bella addormentata nel bosco, il 15 gennaio del 1890, Čajkovskij partì per Firenze dove compose con entusiasmo la Dama di picche; subito dopo, ritornato nella sua casa di Klin, cominciò a comporre un’opera “riposante”, un sestetto per archi che dedicò alla Società di Musica da Camera Russa. L’opera ebbe una prima esecuzione privata nel dicembre del 1890 e debuttò ufficialmente solo nel 1892 a San Pietroburgo. Il sestetto è articolato classicamente in quattro movimenti, con la sola particolarità del terzo che non è uno Scherzo ma un nostalgico Intermezzo. 16 Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti Martedì 27 marzo ore 20.45 LISZT PIANO DUO Vittorio Bresciani pianoforte Francesco Nicolosi pianoforte Franz Liszt Eine Faust-Symphonie Eine Symphonie in drei Charakterbildern S. 108 Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto Vittorio Bresciani e Francesco Nicolosi sono due solisti che nel 1998 si sono uniti con l’obiettivo di divulgare l’opera sinfonica di Franz Liszt attraverso le versioni originali per due pianoforti. Allievi di Vincenzo Vitale, i due pianisti hanno condiviso per lungo tempo i medesimi interessi per il repertorio lisztiano e il virtuosismo ottocentesco, ponendo le figure di Franz Liszt e Sigismund Thalberg al centro delle proprie rispettive carriere solistiche. L’attività del Duo ha preso l’avvio con la Faust-Symphonie di Franz Liszt, l’opera più significativa del compositore ungherese, per poi proseguire con l’altra grande sinfonia lisztiana, la Dante-Symphonie. Scritta nel 1854 nella versione originale per orchestra, la Faust-Symphonie è ispirata al Faust di Goethe. Fu eseguita per la prima volta a Weimar nel 1857 per l’inaugurazione di un monumento a Goethe e a Schiller. Il primo movimento, Faust, è una Forma-Sonata molto allentata con uno sviluppo centrale corto e una ripresa prolungata. Si potrebbe dire che questo movimento rappresenti la sintesi stessa dell’intera Sinfonia. Il tema d’apertura evoca il Faust tenebroso e sognatore alla ricerca continua della verità e della conoscenza. Segue il cosiddetto tema “della nostalgia” che, alla conclusione di un crescendo lento, lascia il posto ad un appassionato Allegro violento. Il secondo movimento, Gretchen, è una dolce ed affettuosa melodia che esprime l’innocenza di Gretchen e la sua struggente passione per Faust. Il movimento finale, Mefistofele, prende tutti i temi dal primo movimento per mutilarli distorcendoli in modo ironico e diabolico per mezzo di continui cromatismi, salti e fantastici passaggi ritmici. 17 Teatro Comunale Mario Del Monaco Concerti Mercoledì 11 aprile ore 20.45 europa galante FABIO BIONDI solista e direttore Georg Philipp Telemann Arcangelo Corelli Antonio Vivaldi Ouverture-Suite in sol magg. TWV 55: G 10 “Burlesque de Quixotte” Concerto grosso op. 6 n. 4 in re magg. Le quattro stagioni Alle ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto Europa Galante nasce nel 1990 dal desiderio del suo direttore artistico, Fabio Biondi, di fondare un gruppo dedito alle interpretazioni su strumenti d’epoca del repertorio barocco e classico. L’ensemble ottiene un grande successo fin dalla pubblicazione del primo disco. Da allora Europa Galante si è esibito nelle più importanti sale da concerto e teatri del mondo: dalla Scala di Milano alla Royal Albert Hall di Londra, al Lincoln Center di New York. Nel 2002, Fabio Biondi ed Europa Galante hanno ottenuto il premio Abbiati della critica musicale italiana. Il programma si apre con la Burlesque de Quixotte di Telemann, un’ouverture-suite suddivisa in otto movimenti: Ouverture, Le réveil de Quichotte, Son attaque des moulins à vent, Ses soupirs amoureux après la Princesse Dulcinée, Sanche Panse berné, Le galope de Rosinante, Celui d’ane de Sanche Panse e Le couché de Quichotte. Coevo di Johann Sebastian Bach, Telemann fu un compositore progressista, precursore delle tendenze che si sarebbero affermate nella seconda metà del Settecento, specie per la musica strumentale tedesca. In vita fu celebratissimo e dopo uno stato di servizio onorevole presso corti ed istituzioni ecclesiastiche fu assunto come direttore generale della musica ad Amburgo, la carica musicale più prestigiosa della Germania settentrionale. Di Arcangelo Corelli si ascolterà il quarto dei 12 Concerti grossi dell’op.6, che pubblicata nel 1714, rappresenta la principale raccolta di composizioni del musicista non solo per la perfezione tecnica e l’altissimo valore espressivo, ma anche per la risonanza che essa ebbe a livello internazionale, ponendosi all’inizio della fortuna europea del genere. Nella seconda parte del concerto saranno eseguite le celebri Stagioni di Vivaldi, primi quattro dei dodici concerti che compongono l’op. 8, intitolata Il cimento dell’armonia e dell’inventione, scritta tra il 1723 e il 1725. 18 Teatro Comunale Mario Del Monaco Danza Martedì 22 novembre ore 20.45 BALLETTO DI ROMA THE ARENA LOVE coreografia Michele Pogliani musica Antonio Vivaldi, Amon Tobin, Wade Robson, Frankie Cutlass Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti Michele Pogliani ha ricevuto nel 1998 il premio Danza & Danza come miglior coreografo-danzatore. Questo suo lavoro si basa su una complessa sincronia tra movimento e disegno luci, resa ancor più intensa da un collage musicale che vede le note di Antonio Vivaldi affiancate alle sonorità hip hop di Wade Robson e al suono elettronico di Amon Tobin. Lo spettacolo ha debuttato a Den Haag (L’Aia) nell’autunno del 2008 in occasione del trentesimo anniversario della compagnia storica olandese Dansgroep Krisztina de Châtel. In The Arena Love, ambientato in un futuro senza tempo, si parla della diversità dell’amore: un intreccio tra desiderio, fantasia erotica e subconscio che dispiega la versatilità e il talento del Balletto di Roma. L’opera, attraverso l’uso del linguaggio contemporaneo, vuole raccontare l’essenza dell’uomo tanto abilmente celata dietro l’armatura dell’apparenza, ricca di finti e inutili orpelli barocchi. 19 Teatro Comunale Mario Del Monaco Danza Martedì 20 dicembre ore 20.45 JUNIOR BALLETTO DI TOSCANA COPPELIA coreografia Fabrizio Monteverde musica Leo Délibes Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti Coppelia, nel repertorio della tradizione classica, è un balletto ispirato al racconto Der Sandmann (L’uomo di sabbia) di E.T.A. Hoffmann in cui è narrata la storia del mago Coppelius che sogna di dare un’anima ad una bambola da lui costruita. Coppelia, la bambola, fa innamorare di sè Franz che, accortosi di essere stato ingannato, torna pentito dalla sua amata Swanilda. Con un grand divertissement finale tutti si riconciliano lasciando solo Coppelius con la sua bambola inanimata. Coppelia è uno dei balletti che più ha colpito la fantasia dei coreografi che ne hanno infatti realizzato numerosissime versioni, tra le quali si ricordano quelle celebri di Karl Telle (Vienna 1876), Paolo Taglioni (Berlino, 1881), Marius Petipa (Pietroburgo 1884) e Aurel Milloss (Roma1939). Aterballetto presenta questa nuova creazione con giovani talenti tutti formatisi nella Scuola del BdT. Guidati da Fabrizio Monteverde e Cristina Bozzolini riprendono un percorso di solidale e feconda collaborazione artistica con questa Coppelia interpretata da 8 coppie, che diventa testimonianza probante nonché marchio di fabbrica di valori di eccellenza del ‘made in Italy’, anche nei panorami della produzione artistica di danza. Coppelia vuole essere il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero, l’Amore. È solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza. 20 Teatro Comunale Mario Del Monaco Danza Martedì 24 gennaio ore 20.45 MALANDAIN BALLET BIARRITZ ROMEO AND JULIET coreografia Thierry Malandain musica Hector Berlioz Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti Il Malandain Ballet Biarritz, diretto dal coreografo Thierry Malandain, è attualmente il principale centro coreografico francese di stile contemporaneoneoclassico ed è senza dubbio uno dei più importanti del paese per riconoscimento internazionale e per numero di spettacoli sul suo territorio e all’estero. Composto da 18 danzatori permanenti, tutti di formazione accademica classica, il Ballet Biarritz dà priorità al corpo danzante, alla sua potenza, al suo virtuosismo, alla sua sensualità. E, qualunque sia la forma, astratta o narrativa, l’Uomo e la Danza sono nel cuore e nel corpo di questa compagnia. Le caratteristiche principali dello stile Malandain sono la musicalità, la ricerca formale e la precisione tecnica in un percorso che non è mai puramente plastico ed estetico, ma pieno di poesia nella sua linearità e di preziosi dettagli pur nei momenti di estrema forza ed energia. Grande estimatore del balletto classico, il coreografo ne rispetta e ne esalta lo spirito pur inventando continuamente nuovi codici e nuove letture, evidenti soprattutto nei suoi famosi ensemble, che richiamano i corpi di ballo del repertorio romantico e del ‘900 in una chiave attuale, vitalizzata da un utilizzo ingegnoso del ritmo e dello spazio. Malandain si cimenta ora con un’altra celebre partitura classica, Romeo e Giulietta che Hector Berlioz compose nel 1839: un capolavoro in sette parti che ha il suo clou nella “scena d’amore” che lo stesso compositore considerava la sua “opera meglio riuscita”. A quarantaquattro anni di distanza dal Romeo e Giulietta di Maurice Béjart (anche quello su musica di Berlioz) che assurse a inno contro la guerra, Malandain rilegge Berlioz contrapponendo l’amore non alla guerra ma a un mondo sempre più privo di ideali. 21 Teatro Comunale Mario Del Monaco Danza Sabato 25 febbraio ore 20.45 FLAMENQUEVIVE DON JUAN coreografia Gianna Raccagni musica Alberto Rodriguez, Marco Perona Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti Il più grande seduttore, l’amante del gioco, dell’inganno e della seduzione raccontato secondo il linguaggio forte ed incisivo del flamenco. Don Juan non è individuo, né idea, ma qualcosa di più fluttuante ed immortale come l’erotismo e la seduzione, sentimenti che la musica e la danza andalusa esprimono ed interpretano alla perfezione. Il famoso libertino agisce grazie ad un naturale istinto delle pulsioni e per merito della spontaneità di una forza tragica che è prerogativa di tutti gli uomini. Il suo è un amore sempre ripetuto, senza dialettica, che si esprime in una serie continua di attimi, meraviglioso solo per il suo impeto di rinnovarsi, per la sua inesauribile energia che diviene simbolo della natura umana e della vita stessa. Il flamenco è dunque perfetto per descriverlo. Manifestazione artistica in grado di gridare ogni sentimento umano senza pudore e limiti, senza freni e razionalità. Don Juan e Don Giovanni sono due figure che rappresentano la stessa faccia del mito, da sempre contese tra Spagna ed Italia, fiere nel rivendicarne l’origine. Lo spettacolo racconta i vari volti del personaggio che si esprimono sul palco senza le censure moralistiche e teologiche del tempo. Libero di agire senza freni Don Juan assume via via l’aspetto del Burlador de Sevilla, di Don Juan Tenorio, del Don Juan di Molière e del Don Giovanni di Mozart. Donne sedotte, tradite, abbandonate, ingannate si sostituiranno al castigo divino nella loro vendetta. La Compagnia di musica e danza flamenca ”FlamenQueVive” di formazione italo–spagnola è diretta da Gianna Raccagni e si compone di musicisti e danzatori che, dopo aver approfondito lo studio del flamenco in varie ed importanti accademie spagnole, hanno deciso di collaborare per far conoscere quella cultura misteriosa, profonda e ricca di mistero e magia che è il flamenco. 22 Teatro Comunale Mario Del Monaco Danza Giovedì 8 marzo ore 20.45 ATERBALLETTO FONDAZIONE NAZIONALE DELLA DANZA SERATA STRAVINSKIJ coreografia Mauro Bigonzetti musica Igor Stravinskij Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti La compagnia Aterballetto diretta da Mauro Bigonzetti, coreografo che ha saputo rinnovarne l’identità artistica dandole un profilo internazionale, presenta due dei più celebri spettacoli della tradizione ballettistica, La sagra della primavera e Le nozze. Sono molti gli esponenti del mondo della danza che hanno sentito, prima o poi, l’esigenza di confrontarsi con La sagra, opera spartiacque del Novecento, andata in scena per la prima volta a Parigi, il 29 maggio del 1913 con le scene e i costumi disegnati da Roerich e la coreografia di Vaslav Nižinskij. Questo capolavoro ha spinto vari coreografi a lavorare alla rilettura della danza dei Ballets Russes di Diaghilev affrontando l’atto ‘primitivista’ sacrificale in essa presente. Nella Sagra Bigonzetti decide di non percorrere un’unica via, preferendo perlopiù amalgamare nella propria opera differenti matrici compositive. Così a elementi che richiamano, se pur vagamente, l’aspetto drammaturgico del rito sacrificale, il coreografo associa frenate e ripartenze continue che segmentano e spezzano il tessuto drammatico, evidenziando una predilezione per il frammento. Passi a due e soli presentano le tipiche ‘complicazioni corporali’ bigonzettiane, mentre l’ensemble designa e isola diverse figure femminili atte a incarnare il ruolo dell’eletta. Le nozze, composizione del 1923, è una delle opere più ardue e complesse del repertorio storico della danza. Aterballetto la ripropopone con attenzione filologica: la Compagnia ha ristudiato la partitura coreografica, ha ripreso in mano le musiche e infine si è distaccata dalla creazione originaria di Diaghilev per tentare una coreografia fedele nell’essenza e nello spirito, ma eterodossa nel concreto. Infatti è un balletto astratto, formale, dalla gestualità rigida e precisa, quasi statuaria che richiama ad un tipo di bellezza estetizzante ed algida. Il colore è assente per lasciare spazio ad un preciso bianco e nero con una lieve punta di rosso; il gesto è pulito, rigoroso per sottolineare la forza del rito che si sta compiendo. I costumi nella loro raffinatezza sono quasi stilizzati, precisi nelle loro mille pieghe. © Raffaella Cavalieri 23 Teatro Comunale Mario Del Monaco Danza Mercoledì 18 aprile ore 20.45 DANCEWORKS CHICAGO ALWAYS MOVING coreografia Edgar Zendejas, Gina Patterson, Brian Enos, Christian Spuck, Harrison McEldowney musica Edgar Zendejas, Sons of the Never Wrong, Yuri Lane, Wolfgang Amadeus Mozart Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti Vibrante e innovativa, la giovane compagnia DanceWorks di Chicago, sotto la guida del direttore artistico Julie Nakagawa e di Andreas Böttcher, il duo che ha fondato Hubbard Street 2, si compone di 6 ballerini di altissimo livello che garantiscono integrità, passione ed eccellenza di prestazioni. Costruire un nuovo repertorio così come la fase creativa dei diversi balletti costituiscono un veicolo che permette ai danzatori ed al pubblico di testare un’ampia gamma di tecniche, stili e differenti approcci artistici. Sia attraverso lavori di gruppo sia attraverso la più intima creazione di un “solo”, i danzatori ed i coreografi lavorano assieme per intraprendere un viaggio esplorativo nelle diverse influenze, spaziando dal balletto all’hip-hop fino all’improvvisazione, creando così un repertorio vario e di stili differenti. Il motto di DanceWorks Chicago è “Always Moving”, Sempre in movimento, nella ricerca di nuovi stili coreografici. © Cheryl Mann 25 Teatro Comunale Mario Del Monaco Opera Mercoledì 9 novembre ore 17.00 – Anteprima Giovani Venerdì 11 novembre ore 20.45 – Turno A Domenica 13 novembre ore 16.00 – Turno C Martedì 15 novembre ore 20.45 – Turno B DON PASQUALE dramma buffo in tre atti libretto di Giovanni Ruffini musica di Gaetano Donizetti Norina Don Pasquale Ernesto Dottor Malatesta Un Notaro Alessandra Marianelli Lorenzo Regazzo Dionigi D’Ostuni Roberto De Candia Gian Luca Tumino maestro concertatore e direttore regia scene e costumi disegno luci Sergio Alapont Italo Nunziata Pasquale Grossi Patrick Latronica Orchestra di Padova e del Veneto direttore del coro Voxonus Choir Alessandro Toffolo coproduzione fra Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. Fondazione Teatro La Fenice di Venezia allestimento Martedì 8, ore 17.00, Ridotto del Teatro: incontro con gli artisti Il Don Pasquale è un dramma buffo ambientato a Roma agli inizi del XIX secolo. Fu composto in undici giorni e rappresentato per la prima volta al Théâtre des Italiens di Parigi il 3 gennaio 1843, quando Donizetti aveva 46 anni ed era dunque ad un punto di maturità della sua carriera artistica (aveva già scritto più di settanta opere). Il Don Pasquale è una commedia musicale borghese che inaugura il genere comico-sentimentale; non si tratta di tono larmoyant, bensì di una nuova vena patetica, affettuosa, nella quale il musicista avvolge le sue creature: “I personaggi hanno tutti una loro caratteristica individuazione melodica e ritmica, e nella fluidità dell’azione ciascuno serba la sua indipendenza, eppure tutti si fondono” (Sartori). Tipica del Don Pasquale è l’efficacia con cui il lirismo e la malinconia si contrappongono al sorriso malizioso o anche alla schietta risata: era istintivo in Donizetti innamorarsi di certi momenti lirici indipendentemente dal fatto scenico e ricavarne melodie struggenti. Il librettista del Don Pasquale fu Giovanni Ruffini che, contrariato dalle numerose modifiche apportate al testo da Donizetti, si rifiutò di far figurare il proprio nome nel libretto, sul frontespizio del quale appare l’indicazione “Dramma buffo in tre atti di M. A.”, sigla che risponde a Michele Accursi, amico sia di Donizetti sia di Ruffini. Il libretto è caratterizzato da ritmo serrato e teatralità che lo rendono, operisticamente parlando, eccellente. 27 Teatro Comunale Mario Del Monaco Opera Sabato 3 dicembre ore 15.00 – Anteprima Giovani Sabato 3 dicembre ore 20.45 – Turno A Domenica 4 dicembre ore 16.00 – Turno C L’OCCASIONE FA IL LADRO Farsa in un atto libretto di Luigi Prividali musica di Gioachino Rossini Don Eusebio Berenice Conte Alberto Don Parmenione Ernestina Martino Fabrizio Mercurio Pretty Yende / Marika Gulordava Leonardo Cortellazzi / Filippo Adami Christian Senn / Filippo Polinelli Valeria Tornatore / Evis Mula Davide Pellissero / Valeri Turmanov maestro concertatore e direttore Daniele Rustioni regia, scene e costumi Jean-Pierre Ponnelle ripresa di regia Sonja Frisell Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala coproduzione fra Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. e Fondazione Ravenna Manifestazioni Rossini Opera Festival di Pesaro allestimento Venerdì 2 ore 17.00, Ridotto del Teatro: incontro con gli artisti Composta, a quanto pare, in soli undici giorni, L’occasione fa il ladro è la quarta delle cinque farse in un atto che Rossini compose tra il 1810 ed il 1813 per il Teatro San Moisè di Venezia e che costituiscono un passo fondamentale nella definizione del suo stile comico. La vicenda è basata su un topos dell’opera comica: lo scambio di persona, in questo caso doppio ed incrociato. Don Parmenione ed il conte Alberto, che si sono riparati da un temporale in una locanda, sono alla ricerca di due donne: il primo cerca la figlia di un amico, fuggita con un amante; il secondo è in viaggio verso la donna che il padre, in punto di morte, gli ha destinato, la marchesa Berenice. Nel ripartire dalla locanda, i due si scambiano casualmente le valigie: Don Parmenione, aperta la valigia del conte, vi trova il ritratto di una bellissima donna, che ritiene essere la marchesa (si scoprirà soltanto alla fine dell’opera che il ritratto era in realtà quello della sorella del conte): affascinato, decide di sostituirsi ad Alberto. La scena si trasferisce poi nella casa di Berenice che, per essere certa delle buone intenzioni del promesso sposo, chiede all’amica Ernestina, sua ospite, di assumere la sua identità, fingendo nel contempo di essere una cameriera. Alberto si innamora di Berenice nonostante la sua apparente condizione di cameriera, mentre Parmenione si invaghisce di Ernestina, la quale altri non è che la giovane fuggita dal padre che Parmenione stava cercando: abbandonata dall’amante, accetta la proposta di matrimonio di Parmenione. Il lieto fine è assicurato per entrambe le coppie. 29 Teatro Comunale Mario Del Monaco Opera Lunedì 9 gennaio ore 17.00 – Anteprima Giovani Mercoledì 11 gennaio ore 20.45 – Turno A Venerdì 13 gennaio ore 20.45 – Turno B Domenica 15 gennaio ore 16.00 – Turno C MADAMA BUTTERFLY Tragedia giapponese in tre atti libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa musica di Giacomo Puccini Madama Butterfly Pinkerton Suzuki Sharpless Goro Yasko Sato* Giuseppe Talamo Evgeniya Rakova* Gonzalo Ezequiel Moya* Eduardo Hurtado Rampoldi* * Vincitori del XLI Concorso Internazionale per Cantanti “Toti Dal Monte” maestro concertatore e direttore regia scene costumi lighting design Nicola Marasco Fabio Ceresa Giada Tiana Claudia Abiendi Massimo Carlotto Roberto Lunari direttore del coro Orchestra Regionale Filarmonia Veneta coproduzione fra Teatro Sociale di Rovigo, Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. Fondazione Teatro Comunale di Bologna allestimento Coro Lirico Veneto Giuliano Fracasso con la partecipazione di Domenica 8 ore 17.00, Ridotto del Teatro: incontro con gli artisti Nell’estate del 1900 Puccini aveva assistito a Londra alla rappresentazione della Madama Butterfly di David Belasco, a sua volta ispirato al breve racconto di John Luther Long. Affascinato dalla triste vicenda umana della protagonista e dall’ambientazione esotica, Puccini iniziò la composizione della Butterfly nel 1901 e affidò la stesura del libretto a Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. La prima rappresentazione dell’opera avvenne il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala di Milano. Fu un totale insuccesso che portò all’interruzione immediata delle rappresentazioni e a una serie di tagli radicali e revisioni che resero l’opera più proporzionata e alleggerita. A distanza di poco più di tre mesi, il 28 maggio 1904 la nuova Madama Butterfly venne rappresentata al Teatro Grande di Brescia, questa volta con enorme successo. La vicenda si svolge a Nagasaki: Pinkerton, ufficiale della Marina degli Stati Uniti, per vanità e spirito d’avventura si unisce in matrimonio con una geisha quindicenne di nome Cio-Cio-San che abbandona poco dopo per ritornare in patria. Ma questa, forte di un amore ardente, pur struggendosi nell’attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua a sperare nel ritorno dell’amato. Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma accompagnato da una donna, da lui sposata negli Stati Uniti: è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless. Di fronte all’evidenza dei fatti Butterfly decide di porre fine alla propria sofferenza suicidandosi. © Franco Tutino 31 Teatro Comunale Mario Del Monaco Opera Mercoledì 15 febbraio ore 17.00 – Anteprima Giovani Venerdì 17 febbraio ore 20.45 – Turno A Domenica 19 febbraio ore 16.00 – Turno B LA VOIX HUMAINE Tragedia lirica in un atto dalla tragedia omonima di Jean Cocteau musica di Francis Poulenc Una donna Daniela Mazzuccato THE TELEPHONE Opera buffa in un atto su libretto proprio musica di Gian Carlo Menotti Lucy Ben Mariacarla Seraponte Carlo Morini maestro concertatore e direttore Claudio Desderi regia Sandro Paqualetto scene e costumi Cristina Alaimo lighting design Claudio Schmid Orchestra di Padova e del Veneto allestimento Fondazione Teatro Comunale e Auditorium di Bolzano Martedì 14 ore 17.00, Ridotto del Teatro: incontro con gli artisti Rappresentata per la prima volta all’Opéra-Comique di Parigi il 6 febbraio 1959, La voix humaine è un testo letterario di grande impatto emotivo di Jean Cocteau, messo in musica da Francis Poulenc a metà del secolo passato. La trama narra di un uomo e una donna che decidono di lasciarsi per sempre. Per l’ultimo colloquio, quello dell’addio, scelgono il telefono. Dei due amanti, si sente solo la voce della donna, che passa da momenti di intensa tenerezza ad altri carichi di passione e di violenza. L’uomo, dall’altro capo del filo, resta invisibile per tutto il tempo. La sua presenza viene evocata solamente dalle pause nel parlare della donna. Talvolta il concitato colloquio si interrompe, ma nessuno dei due ha il coraggio di troncare l’ultima e disperata conversazione. Incertezze, dubbi, proteste, implorazioni, accenti di cupa disperazione... Infine la donna, esausta, si getta sul letto e il telefono è l’ultimo tenue legame con l’amante. Aggrappata all’apparecchio, la donna lo scongiura di riattaccare e il dramma finisce fra grida e parole soffocate, mentre il ricevitore abbandonato cade a terra. Gian Carlo Menotti scrisse The Telephone su invito della Ballet Society di New York, un breve atto unico, rappresentato per la volta al Teatro Heckscher di New York nel 1947. La vicenda prende le mosse dall’arrivo di Ben a casa di Lucy: vuole chiederle la mano prima di partire per un viaggio. Nonostante i numerosi tentativi di “proposta”, Lucy sarà sempre occupata in interminabili conversazioni al telefono, ignorando quasi del tutto Ben. Rassegnato e preoccupato di perdere il treno, Ben parte senza chiedere a Lucy di sposarlo. Ma prima di andarsene fa un ultimo tentativo: chiama Lucy da una cabina telefonica e fa la sua proposta di matrimonio. Lei acconsente e i due si uniscono in un romantico duetto telefonico. 32 Teatro Comunale Mario Del Monaco Prosa Venerdì 21 ottobre ore 20.45 – Turno A Sabato 22 ottobre ore 20.45 – Turno B Domenica 23 ottobre ore 16.00 – Turno C Anteprima nazionale Compagnia Mauri Sturno QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI di Leonid Nicolaevič Andreev libera versione di Glauco Mauri con Glauco Mauri, Roberto Sturno regia Glauco Mauri Sabato 22 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti La “favola” che raccontiamo si chiama Quello che prende gli schiaffi ed è una libera versione tratta dall’omonimo testo teatrale di Leonid Nikolaevič Andreev (1871–1919), che fu subito un grandissimo successo nella Russia del primo Novecento. La libera versione di questo testo è motivata dal desiderio di mettere in maggiore evidenza il comico e il tragico che sono presenti nella nostra vita. Un uomo vuole fuggire dalla società nella quale vive, dove tutto è dominato dall’egoismo, dall’indifferenza e dal denaro con cui tutto si compra, anche i sentimenti più puri. E allora diventerà un clown! Salirà su un palcoscenico da dove comincerà la sua nuova vita; potrà ridere del suo dolore e potrà gridare la sua ribellione. È un pazzo? No! È uno di quei rari uomini che sperano si possa costruire un mondo migliore. Un colpo di scena metterà fine al suo sogno, ma in noi resta la commossa gratitudine per tutti quelli che ancora credono in quelle cose alle quali non siamo più abituati a credere.Clown, domatrici di leoni, ballerine mute, ignobili seduttori, uomini sconfitti dalla vita, canzoni, dramma, farsa: dove siamo? È il luogo dove, attraverso la finzione, si raccontano le verità della vita. E cos’è il Teatro se non questo! 33 Teatro Comunale Mario Del Monaco Prosa Venerdì 18 novembre ore 20.45 – Turno A Sabato 19 novembre ore 20.45 – Turno B Domenica 20 novembre ore 16.00 – Turno C Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” ELEKTRA di Hugo von Hofmannsthal traduzione Carmelo Rifici con Elisabetta Pozzi e con Alberto Fasoli, Denis Fasolo, Mariangela Granelli, Marta Richeldi, Francesca Botti, Giovanna Mangiù, Silvia Masotti, Chiara Saleri, Lucia Schierano regia Carmelo Rifici Sabato 19 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti Scritta da Hugo von Hofmannsthal, Elektra è sicuramente tra i capolavori del decadentismo e dello Jugendstil. Il testo poetico si allontana dalla tragedia ispiratrice, l’Elettra di Sofocle, scritta in una lingua evocativa ed epica. La lingua di Hofmannsthal non evoca perché strabordante, non è metaforica perché il suo contenente è già il suo contenuto. Le parole in poesia del poeta tedesco hanno il compito di scagliare addosso allo spettatore una serie di immagini e suoni atroci e bestiali che lo conducono immediatamente in uno spazioprigione popolato da mostri, personaggi deformi nel corpo e nell’anima. La vera ispirazione dell’autore quindi non va cercata nella Grecia di Sofocle ma nell’universo poetico di Shakespeare, Elektra assomiglia infatti molto di più ad Amleto che alla sua omonima classica. Il dubbio se “essere o non essere” sta alla base dell’anelito di Elektra, che vuole uccidere ma non riesce a farlo. Un essere impossibilitato ad agire, chiuso in una prigione, così appare in quel tempo a Hofmannstahl l’uomo contemporaneo, e così vede se stesso. Prigioniera Elektra, e non meno di lei la sorella Crisotemide e l’odiata madre Clitennestra, tutte prigioniere della loro stessa follia, nel recinto angusto e isolato del cortile, delle loro angosce, delle loro ossessioni. La Grecia di Hofmannsthal è quindi un’invenzione onirica del poeta, un incubo ossessivo dell’autore, insomma un sogno. (Carmelo Rifici) © Photomovie / Gm Chieregato 34 Prosa Teatro Comunale Mario Del Monaco Venerdì 25 novembre ore 20.45 – Turno A Sabato 26 novembre ore 20.45 – Turno B Domenica 27 novembre ore 16.00 – Turno C Sicilia Teatro PER NON MORIRE DI MAFIA di Pietro Grasso con Sebastiano Lo Monaco regia Alessio Pizzech Sabato 26 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti Non un semplice spettacolo ma un ritratto, un’indagine emotiva di un uomo che ha dedicato e sta dedicando la sua vita alla lotta contro il crimine per il trionfo della legalità. Un uomo/attore che intreccia con il pubblico un dialogo lucido in cui i segni tracciati sulla lavagna diventano il concretizzarsi di un percorso di pensiero che scava nella memoria e fa della storia il proprio strumento di orientamento. Il nostro protagonista si stacca dalla vicenda squisitamente autobiografica e diviene teatralmente simbolo di un nuovo cittadino. Un racconto che parte dalla Sicilia per aprirsi alla globalizzazione in cui si compie la tragedia contemporanea del fenomeno mafioso. Uno spettacolo che trae il suo interesse dalla capacità di sollecitare domande, analisi e una maggiore consapevolezza negli occhi degli spettatori. Un monologo che riconduce il teatro alla sua funzione civile ed evocativa, cercando di suscitare nello spettatore una presa di posizione e l’assunzione di una speranza possibile per le nuove generazioni. © Margherita Mirabella 35 Teatro Comunale Mario Del Monaco Prosa Venerdì 16 dicembre ore 20.45 – Turno A Sabato 17 dicembre ore 20.45 – Turno B Domenica 18 dicembre ore 16.00 – Turno C Società per Attori & Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e Accademia “Palcoscenico” - Padova ROMEO E GIULIETTA di William Shakespeare traduzione Massimiliano Palmese con Compagnia di Giuseppe Marini regia Giuseppe Marini Sabato 17 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti Con Romeo e Giulietta, Shakespeare porta in scena la più alta e suprema indagine poetica sulla vera natura dell’Amore e, insieme, una profonda meditazione sulle insidie del linguaggio, incapace di contenere e rappresentare il Reale, quindi, in ultima analisi, sulla propria Arte. Un amore che muore della propria irriducibilità, del proprio “troppo”. Un amore “nato sotto cattiva stella” che, al suo primo apparire, incontra e copula con l’ombra della morte, perché soltanto la morte e la tragedia attendono e ispirano una passione talmente pura e assoluta da non sospettare neppure la possibilità del calcolo, del compromesso, della convenienza. La morte, dunque, è presente e operosa in questa prima vera tragedia di Shakespeare e rivela sin da subito qual è l’oggetto preferito del suo assalto: i giovani, fiori prematuramente recisi nel loro desiderio erotico più intenso, nel pieno del loro tumulto ormonale, nel più dilagante trionfo di vita, di passione, di sensi. Nella “bella” Verona del Prologo, una città-tomba dilaniata da risse, duelli, da un odio violento, di cui non si conoscono neanche più le ragioni d’origine, ma che ferve di vita, di movimento, di banchetti, di feste, di balli, di maschere… di Teatro, non c’è spazio per i giovani e per l’Amore. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme, ma soltanto in una cripta, in una sorta di macabro legame eterno, raggelato e “premiato” dalle insulse statue d’oro che la dabbenaggine mercificante del Potere e degli Adulti erigerà a loro ricordo. 36 Prosa Teatro Comunale Mario Del Monaco Venerdì 20 gennaio ore 20.45 – Turno A Sabato 21 gennaio ore 20.45 – Turno B Domenica 22 gennaio ore 16.00 – Turno C Associazione Teatro di Roma – ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI di Bertolt Brecht traduzione Mario Carpitella con Umberto Orsini, Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati, Antonio Tintis regia Claudio Longhi Sabato 21 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti Uno dei lasciti più decisivi della stagione teatrale novecentesca è rappresentato senza ombra di dubbio dal teatro di Bertolt Brecht, pietra di paragone per ogni sperimentazione successiva e oggi classico indiscusso. La resistibile ascesa di Arturo Ui è una parabola satirica sull’avvento del nazismo nella Germania dei tardi anni Venti e dei primi anni Trenta: Brecht, quando ormai la seconda guerra mondiale si sta combattendo da due anni, sceglie di tornare alle origini di uno sfacelo politico che stava costando il peggio a milioni di esseri umani e, a se stesso, da nove anni, l’esilio. L’indagine che sceglie d’avviare sui meccanismi perversi del potere e della demagogia sfocia in un allucinato e macabro affresco che egli ambienta non in Europa bensì oltreoceano, in una fantastica Chicago, nella quale ripercorre le fasi della costruzione del consenso per Adolf Hitler sulla falsariga di quelle dell’ascesa criminale di Al Capone. La messa in scena intende assecondare il registro grottesco di questa «farsa storica». L’incisiva brevità dei singoli “numeri”, la retorica della sopraffazione mafiosa, la serie rocambolesca dei fatti di cronaca narrati e messi alla berlina attraverso la lucida comicità di cui Brecht si serve come arma storico-critica, traducono la parabola in una “rivista” briosa e nitida, caustica ed elegante, sul tragico nonsenso del nostro passato. Un apologo feroce e violento sulla tragedia europea del Nazismo, sull’intreccio terribile e puntuale di economia e terrore, di gangsterismo politico e consenso di massa. © Marcello Norberth 37 Teatro Comunale Mario Del Monaco Prosa Venerdì 3 febbraio ore 20.45 – Turno A Sabato 4 febbraio ore 20.45 – Turno B Domenica 5 febbraio ore 16.00 – Turno C Fondazione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Teatro di Dioniso SIGNORINA GIULIA di August Strindberg traduzione Valter Malosti con Valeria Solarino, Valter Malosti, Federica Fracassi regia Valter Malosti Sabato 4 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti La signorina Julie, tragedia di August Strindberg, si svolge nel Midsommarnatten, la notte di mezza estate, notte magica di San Giovanni, occasione rituale di scatenamenti orgiastici, che spinge Julie, la padrona, e Jean, il servo, a sperimentare il superamento di maschile e femminile, ma anche la contrapposizione di classe, lo sconvolgimento dei ruoli, la sperimentazione del diverso. È un mondo infero, quello che vediamo rappresentato, si scende giù per andare nella cucina, regno sprofondato della servitù dove gli alberi si intravedono appena e un raggio di luce del mattino è un’apparizione sacra: l’ora del sacrificio. Julie ha un sogno ricorrente, sogna di voler cadere e sprofondare sempre più giù, giù sottoterra; e questa cucina dove si respirano fumi infernali è una sorta di anticamera dell’inferno che può essere il “teatro della memoria”; ma Julie diviene anche per Strindberg una di quelle attrici/isteriche di un esperimento di ipnosi al cui “spettacolo” aveva assistito a Parigi presso l’ospedale della Salpêtrière per opera di Charcot, e con una singolare seduta di ipnosi, cui l’autore invita a partecipare tutta la comunità degli spettatori, si chiude tragicamente la parabola di Julie. Nella parte di Julie Valeria Solarino, attrice nata artisticamente a Torino nella Scuola del Teatro Stabile, e che si è affermata come interprete cinematografica lavorando con Giovanni Veronesi, Wilma Labate, Roberto Andò, Alessandro d’Alatri, Mimmo Calopresti, Michele Placido. La Signorina Giulia è il suo ritorno al teatro. Valter Malosti ha affrontato Strindberg dopo una stagione di successi, un Premio Ubu 2009 e il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro. © Tommaso Le Pera 38 Teatro Comunale Mario Del Monaco Prosa Venerdì 2 marzo ore 20.45 – Turno A Sabato 3 marzo ore 20.45 – Turno B Domenica 4 marzo ore 16.00 – Turno C Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” – Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. IL VENTAGLIO di Carlo Goldoni con Alessandro Albertin, Daniele Bonaiuti, Silvia Paoli regia Damiano Michieletto Sabato 3 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti Il Ventaglio è uno dei capolavori di Carlo Goldoni che segna il ritorno agli equivoci e ai colpi di scena della commedia dell’arte, soprattutto al suo ritmo e al vorticoso avvicendarsi delle situazioni. Commedia d’insieme, ma non senza caratterizzazioni dalla forte personalità, racconta la vicenda di Candida che parlando con l’amato Evaristo al balcone, lascia cadere il ventaglio che va in pezzi. Evaristo allora, compra un ventaglio dalla merciaia Susanna e lo consegna alla contadina Giannina perché lo rechi a Candida come suo dono, per sostituirlo con quello infranto. Ma il ventaglio sembra dotato di una vitalità propria, tanto da creare un indiavolato e vivissimo intreccio, in cui quattro donne sono impegnatissime col loro cicaleccio e con un garbato pettegolezzo, a rendere complicatissima una vicenda in sé assai semplice. Nascono una serie inevitabile di equivoci: il Calzolaio Crespino e l’Oste Coronato, innamorato di Giannina, smaniano perché temono che Evaristo sia un loro rivale. Candida offende Giannina e, per vendicarsi di Evaristo, promette la propria mano al Barone del Cedro, che gliela chiede per mano del Conte di Rocca Marina, nobile spiantato e presuntuoso. Il ventaglio passa così di mano in mano imbrogliando la matassa, alla fine dipanata con la pace fra Candida e Evaristo e il fidanzamento di Giannino e Crispino. Ma il ventaglio come simbolo dello svelamento di se stessi nell’eterno gioco dell’amore è il vero protagonista di questa commedia. Il progetto di recupero della drammaturgia veneta realizzato in questi anni dal Teatro Stabile del Veneto e da Teatri e Umanesimo Latino S.p.A., dopo Arturo Rossato e Gian Capo, Eugenio Ferdinando Palmieri, Giacinto Gallina, Renato Simoni e Gino Rocca, approda al grande maestro drammaturgo veneto e a uno dei suoi capolavori. 39 Teatro Comunale Mario Del Monaco Prosa Venerdì 16 marzo ore 20.45 – Turno A Sabato 17 marzo ore 20.45 – Turno B Domenica 18 marzo ore 16.00 – Turno C Teatro Eliseo LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR di William Shakespeare traduzione e adattamento Fabio Grossi e Simonetta Traversetti con Leo Gullotta, Alessandro Baldinotti, Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi, Fabio Pasquini e con Rita Abela, Fabrizio Amicucci, Valentina Gristina regia Fabio Grossi Sabato 17 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti Fu per volontà della regina Elisabetta I che il Bardo riesumò Sir John Falstaff, fatto morire nella sua precedente opera, l’Enrico V: nacque così Le allegre comari di Windsor. La smania della regina derivava da un suo divertito “invaghimento” per la poderosa figura comica di Falstaff, che le istillò il desiderio di vederlo in un altro dramma, e per di più innamorato. Sicché Shakespeare avrebbe, non già “resuscitato” Falstaff, ma escogitato l’intreccio narrativo delle Allegre comari collocandone la vicenda in un tempo immediatamente precedente alla morte del cavaliere, raccontata da Mistress Quickly, altro personaggio riproposto nell’Enrico V. Protagonista della vicenda è Sir John, con la sua sovrabbondante figura, la sua simpatia cialtrona, il suo amore per la crapula e il bicchiere e la sua irresistibile disonestà viziosa e bonaria. La tessitura registica racconta di una società che vive sotto l’occhio della corte, dove il dileggio dell’altro è un quotidiano passatempo. Un ventaglio di più svariata umanità farà da protagonista della vicenda ma su tutti trionferanno le donne, le qua raccontate Comari, che con furbizia e lungimirante intelligenza, collocheranno in maniera indolore per la comunità, la parola fine alla vicenda. Quindi, amori e amanti, mariti gelosi e golosi mercanti, mercenari allettanti ed infingardi, ci racconteranno fra momenti a volte comici, a volte grotteschi o romantici. Alla fine, l’amore giovanile uscirà trionfante, lasciando il nostro personaggio principale a tirar le fila di una vita vissuta ai margini, ma con l’onore d’una filosofica consapevolezza. 40 Teatro Comunale Mario Del Monaco Prosa Venerdì 30 marzo ore 20.45 – Turno A Sabato 31 marzo ore 20.45 – Turno B Domenica 1 aprile ore 16.00 – Turno C Khora.teatro CYRANO DE BERGERAC di Edmond Rostand con Alessandro Preziosi regia Alessandro Preziosi Sabato 31 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti La celebre commedia teatrale in cinque atti, pubblicata nel 1897 dal poeta drammatico francese Edmond Rostand (1868-1918) è ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese, precursore della letteratura fantascientifica. La vicenda in breve racconta di Cyrano de Bergerac, cadetto di Guascogna, ammiratore temuto per la sua infallibile spada e per i suoi motti spiritosi e taglienti, che essendo afflitto da un naso mostruoso, non ha il coraggio di manifestare alla cugina Rossana il suo amore per lei. Costei, ignara dei sentimenti del cugino, lo prega di prendere sotto la sua protezione il giovane Cristiano de Neuvillette del quale è innamorata. Poiché questi non riesce a esprimere in belle frasi il suo sentimento, Cyrano gliele suggerisce e fa in modo che Cristiano possa sposare Rossana a dispetto del Conte De Guiche innamorato della donna. Questi, adirato, trasferisce subito Cristiano e Cyrano al fronte per combattere: da qui, de Bergerac, a nome di Cristiano, scrive numerose lettere d’appassionata poesia per Rossana mantenendo sempre per sé questo segreto anche quando il giovane muore combattendo. Solo al termine della propria vita, trascorsi molti anni, Cyrano, seppur involontariamente, confesserà all’amata il suo sentimento, ma quando lei ricambierà sarà ormai troppo tardi. 41 Teatro Comunale Mario Del Monaco Prosa Venerdì 13 aprile ore 20.45 – Turno A Sabato 14 aprile ore 20.45 – Turno B Domenica 15 aprile ore 16.00 – Turno C La Piccionaia – I Carrara. Teatro Stabile di Innovazione – Molise Spettacoli L’INNOCENTE di Giancarlo Marinelli da Gabriele D’Annunzio con Ivana Monti, Rosario Coppolino, Anna Vinci regia Giancarlo Marinelli Sabato 14 ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti La storia di un infanticidio, di una malattia psichica, di un amore nevrotico, ma, innanzitutto, la storia di una confessione. Il protagonista, Tullio Hermil, è il tipico antieroe dannunziano, giovane esteta vittima di una sensualità disperata che lo porta a tradire ripetutamente la moglie Giovanna. Proprio a causa di questi continui tradimenti Giovanna si spingerà tra le braccia di uno dei più letti scrittori dell’epoca. Una grave malattia, contratta dalla stessa Giovanna, porterà Tullio a riavvicinarsi a lei nonostante la scoperta del tradimento. Sarà però la scoperta che la moglie aspetta un bambino, frutto della relazione extraconiugale, che getterà Tullio in una profonda crisi. Conscio che la propria totale mancanza di attenzioni ha spinto Giovanna tra le braccia dell’amante, il nostro protagonista deciderà di perdonare la moglie dirigendo il suo odio verso il bambino. Mascherando il suo tormento durante la gravidanza prenderà forma l’idea di uccidere il nascituro, con il tacito consenso di Giovanna. La sensibilità del Vate è di una contemporaneità lacerante, profetica; lo aveva capito il genio di Luchino Visconti che, dall’innocente trasse un film di perfetta, universale bellezza. Lo spettacolo si avvale della collaborazione del direttore del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri, e di grandi nomi del palcoscenico italiano, per ridare al Vate ciò che è del Vate: un genio che ha scritto e letto il futuro. Un talento della pagina e del teatro che ha esplorato, in tempi non sospetti, i palpiti più impercettibili, le nevrosi più nascoste, gli strappi invisibili di un terremoto prossimo ad esplodere. 43 Teatro Comunale Mario Del Monaco Evento speciale Fuori abbonamento Lunedì 16 gennaio ore 20.45 Compagnia Mauri Sturno COM’È LA NOTTE…? ...CHIARA…? recital con gli attori e i musicisti della Compagnia Mauri Sturno musica Germano Mazzocchetti Sofocle, Shakespeare, Molière, Goethe, Pirandello, Beckett: vette del teatro di ogni tempo e paese, e altrettanti capisaldi dell’attività di Glauco Mauri e della sua Compagnia, nelle molte stagioni ormai trascorse a partire dall’anno 1981, quando Mauri decise di percorrere una strada propria e autonoma. A sollecitare la passione teatrale di Mauri verso la nuova organizzazione della propria attività non fu altro che un’esausta ricerca della qualità poetica dello spettacolo, unita alla consapevolezza che soltanto la totale indipendenza delle strutture e delle scelte avrebbe potuto garantire la libertà degli intenti artistici. Mauri si avvia a raggiungere il traguardo dei due decenni di capocomico al fianco di Roberto Sturno che lungo tutto questo periodo è stato il suo prezioso collaboratore; con la sua Compagnia ha definitivamente consolidato una peculiare capacità di affrontare i testi sommi della storia del teatro con una propria sigla interpretativa. La scrupolosa competenza della fase propriamente drammaturgica, l’intensità del segno registico dove si contemperano le esigenze dell’intelletto e dell’emozione, e soprattutto la creatività sempre nuova e ponderata della recitazione: a tutti questi valori si raccomanda il comune riconoscimento di una sostanziale eccellenza, che è il contrassegno d’onore della Compagnia e del suo artefice. Teatro Eden Jazz in collaborazione con Porsche Italia e Zoogami 46 Teatro Eden Jazz Venerdì 28 ottobre ore 20.45 JOHN ABERCROMBIE QUARTET John Abercrombie chitarra Mark Feldman violino Thomas Morgan contrabbasso Joey Baron batteria Il quartetto di John Abercrombie riesce a mettere d’accordo senza rigidezze e asperità uno straordinario rispetto, ricco di grazia e delicatezza, verso il liricismo con un’agile e flessuosa sensibilità verso una concezione estremamente dinamica e focosa del ritmo. Il chitarrista americano è sempre stato, anche per sua personale ammissione, nello stesso tempo un “tradizionalista e un musicista free”. Lo stesso si può dire per questo straordinario quartetto che condivide un’attenzione sempre molto netta e precisa nei confronti della struttura formale anche durante le improvvisazioni collettive più libere e creative. Lo stesso Abercrombie dice di questo suo nuovo quartetto: le improvvisazioni free suonano qui come qualcosa di più simile alla musica da camera classica che al free jazz, e questo non è solo un riflesso della peculiare enfasi di questo quartetto rispetto agli strumenti a corda – chitarra, violino e contrabbasso – ma è anche e soprattutto dovuto all’avanzata conoscenza e coscienza armonica di ogni singolo componente della band. © Chriss Tribble / EMC Records 47 Teatro Eden Jazz Giovedì 10 novembre ore 20.45 DRAKE MEETS THE BO-BO DUO Fabrizio Bosso tromba Rosario Bonaccorso contrabbasso Hamid Drake batteria, percussioni In questo progetto inedito creato ad hoc da Rosario Bonaccorso all’inizio dell’ estate 2011 per il noto Festival Jazz Percfest , troviamo tre assoluti talenti della musica contemporanea. Il Duo Bo-Bo, nickname che prende origine dalle iniziali dei cognomi di Bosso e Bonaccorso è nato come un frutto spontaneo a confermare quella sorta di sinergia naturale che lega i due artisti ed una serie di belle collaborazioni musicali. È così che il Bo-Bo Duo incontra uno tra i più interessanti ed eclettici artisti contemporanei creando un incontro musicale ad alto voltaggio jazz. Hamid Drake è uno dei più richiesti percussionisti del mondo in grado di conquistare il pubblico con lo charme e la profondità di un linguaggio che ne hanno fatto negli anni protagonista indiscusso della musica afroamericana. Fabrizio Bosso e Rosario Bonaccorso sono artisti sensibili e apprezzati da molti anni su diversi fronti musicali, che oltre ad essere leader dei rispettivi gruppi sono allo stesso tempo collaboratori di tanti progetti musicali con cui hanno portano in giro per il mondo la qualità del jazz italiano. Bosso è un grande della tromba, capace di stupirci per l’assoluta virtuosità, per la poesia del suo linguaggio, la sua comtemporaneità e l’amore per la musica. Bonaccorso riesce sempre appassionatamente a trasportarci in un mondo sonoro dove col suo contrabbasso sa viaggiare tra i confini della tradizione e delle nuove tendenze. Il gruppo condivide soluzioni di avanguardia con pulsazioni swing tradizionali, il blues, momenti estatico/etnici ed ancora timbri cameristici, il tutto in un mix personale di emozionante immediatezza. 48 Teatro Eden Jazz Lunedì 5 dicembre ore 20.45 KENNY BARRON pianoforte Kenny Barron nasce a Philadelphia il 9 giugno 1943 ed inizia a suonare il pianoforte all’età di dodici anni sotto la guida del fratello del pianista Ray Bryant. Sviluppa molto velocemente il suo talento e già nel 1959 si trova ad accompagnare John Coltrane; suona con i fratelli Percy e Jimmy Heath, Lee Morgan e Philly Joe Jones. Nel 1960 entra nel gruppo di Yuseef Lateef e nel 1961 si trasferisce da Detroit a New York, dove accompagna il veterano sassofonista James Moody. Quest’ultimo lo raccomanda a Dizzy Gillespie, che sta cercando un nuovo pianista per sostituire Lalo Schifrin. A cavallo fra gli anni ‘60 e ‘70 è il pianista delle formazioni di Stanley Turrentine, Freddie Hubbard, Jimmy Owens e Milt Jackson. Continua ad arricchire il suo curriculum con collaborazioni prestigiose sino alla fine degli anni ‘70. Dopo esser tornato a suonare con James Moody entra nei gruppi di Buddy Rich e di Ron Carter. Tratti distintivi del linguaggio pianistico di Barron, di derivazione boppistica ma estremamente personale, sono un fraseggio incisivo e brillante, ma anche una cura quasi maniacale della sonorità. La raffinata concezione armonica del musicista, più moderna di quanto a prima vista potrebbe apparire, esalta la sua originalità soprattutto quando è sostenuta da ritmi latini. © John Sann 49 Teatro Eden Jazz Venerdì 20 gennaio ore 20.45 ASTRA QUARTET Arina Tarasova piano Benedict Ovidio clarinetto Adriano Brunelli contrabbasso Lele Barbieri batteria La proposta dell’Astra Quartet mira ad avvicinare musica classica e jazz, per creare una espressione artistica libera da schemi e barriere, basata sull’incontro di differenti provenienze musicali, geografiche e culturali, per ricombinare in forme nuove il patrimonio individuale al servizio di un collettivo. L’idea nasce dalla pianista Arina Tarasova, nata in Russia nel 1968; il suo percorso musicale inizia sotto la guida della madre, pianista classica. Dopo il diploma alla Scuola di Belle Arti e all’Istituto Musicale di San Pietroburgo si laurea in pianoforte nel 1994 al Conservatorio Rimski Korsakov. Si perfeziona con i più grandi maestri dalla scuola pianistica russa tra cui Ekaterina Murina e Tatiana Voronina, a sua volta allieva di Dmitrij Shostakovic. Vince una borsa di studio all’Accademia di Santa Cecilia di Roma e si trasferisce in Italia, studiando con Sergio Perticaroli. Vanta un’intensa attività concertistica, sia come solista che con formazioni jazz e cantanti. Al suo fianco, alcuni musicisti di grande esperienza, ispirati dalla frase di Uri Caine: “Fra classica e jazz non esiste più confine”. 50 Teatro Eden Jazz Venerdì 10 febbraio ore 20.45 PORSCHE LIVE – GIOVANI E JAZZ In scena le migliori jazz band emergenti dell’area del Nordovest che hanno partecipato alla seconda edizione della selezione “Porsche Live. Giovani e Jazz”. La selezione nasce da un’idea di Porsche Italia e dalla collaborazione con la Scuola di Musica “G. Gershwin” e con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e ha l’obiettivo di individuare gruppi di musicisti jazz, di qualsivoglia strumento musicale e di qualsiasi età e nazionalità, che siano allievi di Conservatori con cattedra di jazz o di Scuole di Musica Jazz e che non abbiano già pubblicato un cd a proprio nome, allo scopo di valorizzare i talenti emergenti del panorama jazzistico nazionale. Il progetto si sviluppa in un’ottica quadriennale, concentrando l’attenzione su alcune macro-aree di riferimento per ogni edizione: nel 2010 il Nordest, nel 2011 il Nordovest, nel 2012 il Centro-Sud d’Italia, nel 2013 le Isole. 51 Teatro Eden Jazz Lunedì 5 marzo ore 20.45 TRIANGOLI Diana Torto voce John Taylor pianoforte Anders Jormin contrabbasso Triangoli è il nome prescelto dai musicisti per questa band. Non un solo triangolo bensì tre triangoli. Il significato essenziale di questo plurale è molto semplice: ogni musicista è un punto di partenza così come un punto di arrivo. Ogni vertice del triangolo suggerisce o riceve spunti e idee o dialoga con gli altri. Triangoli si è sviluppato dalla precedente collaborazione in duo di Diana Torto e John Taylor, che ormai esiste da ben sei anni con concerti in Italia, Inghilterra (fra gli altri la prestigiosa Wigmore Hall dove il duo è stato invitato ad aprire la serie di duetti jazz programmati da Brad Mehldau), Germania, Olanda, Belgio, Austria. Il duo nel corso del tempo ha raggiunto un perfetto equilibrio in cui le componenti musicali, espressive e virtuosistiche sono magistralmente definite e amalgamate tra loro. Il terzo componente di Triangoli è il favoloso contrabbassista svedese Anders Jormin: un partner ed amico di lunga data di John Taylor. Anders Jormin è senz’altro un partner ideale del duo: non sapremmo infatti immaginare un apporto più discreto e allo stesso tempo presente e preciso alle sottili e trasparenti dinamiche del duo. Nel settembre 2009 Triangoli ha realizzato un cd dall’omonimo titolo, e proprio dopo il concerto di Treviso entrerà in studio una seconda volta per registrare il suo secondo cd. Società strumentale della Fondazione Cassamarca Amministratore Unico Gianfranco Gagliardi Collegio Sindacale Presidente Roberto Gazzola Revisori Pietro Basciano Roberta Marcolin Segreteria Generale Natascia Mulato Orsola Teot Responsabile Servizi Amministrativi Alessandra Giusto Amministrazione Federica Salin Roberta Bonatto Area Eventi e Spettacoli Direttore Artistico Gabriele Gandini Direttore Organizzativo Federico Pupo Ufficio Stampa Luisa Bassetto Segreteria di Produzione Cinzia Andreoni Responsabile Servizi per il Pubblico Carla Baldan Responsabile Servizi Tecnici Roberto Gritti Personale Tecnico Andrea Gritti Pierpaolo Minuto Davide Daniotti Fonico Stefano Bruzzolo Attività di Formazione Cinzia Puglisi Piazza San Leonardo, 1 - 31100 TREVISO Tel. 0422 513 300 Fax 0422 513 306 [email protected] www.teatrispa.it A cura dell’Ufficio Stampa di Teatri e Umanesimo Latino S.p.A. Chiuso in tipografia il 5 agosto 2011 Progetto grafico: Ethic - www.ethicagency.de Stampa: Trevisostampa - Villorba (TV) Teatri e Umanesimo Latino SpA con il patrocinio del Comune di Treviso