Dissonanzen ‘09: "caminantes"
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Dissonanzen ‘09: "caminantes"
Pubblicato: February 8, 2010
di Francesca Odilia Bellino
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XIV edizione. Settimana di musica contemporanea
Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, Conservatorio San
Pietro a Majellla - Napoli - 6-14.11.2009
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La settimana organizzata dall'associazione/ensemble Dissonanzen di
Napoli è sempre un lieto evento in una città purtroppo avara di
"grandi" eventi musicali riservati alla musica contemporanea e a
quella elettronica. Quest'anno il festival è stato diviso in due parti,
una prima, "Caminantes," svoltasi a Napoli in Novembre, e una
seconda, "Le arti del suono," svoltasi a Cosenza in Dicembre.
A fare da trait d'union la presentazione della rivista "Le arti del
suono", seguita/preceduta da importanti concerti dell'Ensemble
Dissonanzen in collaborazione con la sezione "flautistica" del
Conservatorio di Cosenza. Il tema del festival, Caminantes,
evocativo dell'esperienza sonora di Luigi Nono, apre a prospettive
future, alla speranza, ma guarda anche alla fatica della quotidianità
del fare musica in un cammino non sempre agevole e piano...
Go-Organic Orchestra: pietrasanta project
Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietra Santa - Napoli 6.11.2009
Vale davvero la pena di soffermarsi su questo primo e originalissimo
progetto presentato al Festival, il cui "originale," Go: Organic
Orchestra, del compositore, improvvisatore-conduttore Adam
Rudolph è stato per l'occasione adattato ad un organico che ha
coinvolto rispettivamente l'Ensemble Dissonanzen, l'Isjazz Ensemble,
il Consort di flauti dolci del conservatorio di Cosenza e lo stesso
Adam Rudolph a condurre-improvvisare.
Nella sua forma originale la Go: Organic Orchestra è formato da
gruppi di diversa provenienza ed è composto da una consistente
sezione di fiati (flauti di vario tipo, clarinetti, oboe), un
percussionista e una sezione completa di archi, con un concetto di
direzione/performance che può essere pensato e adattato ovunque.
L'originalità e l'interesse di questa esecuzione risiede tuttavia nella
forma in cui Adam Rudolph dirige il suo ensemble, secondo un
"verticalismo ciclico" basato su poliritmi (usati nella musica africana)
combinati a ritmi ciclici (usati nella musica indiana). La
combinazione di queste forme musicali "in modo spontaneo" dà vita
a quanto Rudolph definisce un "audio syncretic music fabric" che
serve da piattaforma all'improvvisazione e all'epressione personale.
FREE MP3s
Nella sua forma live il progetto, che ha unito rigore e complessità
ritmica a grandi spazi di libertà espressiva, è stato di grande
interesse ed apertura, rappresentando senza dubbio uno dei
momenti più alti (musicalmente parlando) del Festival. Il meglio
integrato è risultato chiaramente il chitarrista Marco Cappelli che in
dialogo "improvvisato" con la sezione di fiati è risultato incisivo,
metallico, quasi ermetico in mezzo allle esplosioni ritmiche di
Rudolph e a quelle orchestrali dell'Isjazz Ensemble.
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North Sea Jazz
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JAZZ SESSION PODCAST
Si spera che quanto ascoltato in futuro trovi una pubblicazione
anche in forma di CD. [Non per mancanza di tatto, ma per grande
interesse nel progetto e nella tecnica di
conduzione/composizione/direzione ho ritenuto opportuno allegare
due video, in calce, con registrazioni della Go-Organic Orchestra che
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=4788
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Dissonanzen ‘09: "caminantes"
Free MP3 Download
The Cha Cha
Artist/Band
Edward Simon
Duration
02:25
Album
La Bikina
Record Label
Mythology Records
More Downloads
ospita nella sezione fiati Yusef Lateef. I due video sono
particolarmente utili per comprendere la tecnica del "verticalismo
ciclico"].
Sax machine
Conservatorio di musica di San Pietro a Majella - Sala Martucci Napoli - 12.11.2009
Il pomeriggio in
compagnia dei sassofoni
di Gianpaolo
Antongirolami (dalla
tecnica assolutamente
straordinaria) è trascorso
non senza difficoltà.
Complice è stato il difficile
progetto di ricerca, "saxmachine," di cui
Antongirolami ha
presentato una parte, con
pezzi per solo sax,
"storici" pezzi elettroacustici restaurati, elettronica, improvvisazione
e lavori per sax e live electronics, il tutto configurato come una
sorta di open-space nel quale mettere in musica lavori per i
sassofoni per l'appunto di matrice differente.
La carta presentata al festival offriva un "Thema" (per basso e
elettronica) del compositore argentino Horacio Vaggione, eseguito
con tecnica straordinaria, nei cambi di intensità sonora e in quel che
paiono dei "frullati". È seguito un pezzo deciso e forte di Roberto
Doati, "Il domestico di Edgard" (per sax alto, elettronica e live
electronics, 1994), la cui parte elettronica è sonologicamente e
formalmente stata ispirata a "Octandre" di Edgard Varèse. Su di
essa il sassofonista ha eseguito una partitura che eccheggiava motivi
di Charlie Parker (per ragioni biografiche e non solo legato a
Varèse), improvvisando secondo una procedura guidata. Il risultato
ha un che di intimo e dolce.
Ha lasciati più perplessi un "ØX" (per sax basso ed elettronica) della
compositrice Maja Ratkje, formato sull'alternanza di silenzi, elementi
di rumore e onde sinusoidali su differenti "registri" (pulviscolare,
sovracuto, sporco). Decisamente più intrigante "Kairós" di Agostino
Di Scipio, pezzo che va lentamente a spegnersi sulla sensibilità del
sassofonista, che lavora sulla propria ancia come se la lingua fosse
quasi un archetto, in iterazione continua con il live electronics curato
dallo stesso Di Scipio. Ha chiuso James Tenney con "Saxony" (per
sax baritono, tenore, alto, soprano e delay), ad accumulo di
sequenze memorizzate da un tape-delay comulativo di 12 secondi,
nel quale, come dice il compositore stesso, "tutto succede".
Della presentazione del progetto Nuit, CD con musiche di Sciarrino e
Ravel, ne abbiamo parlato approfonditamente nell'intervista a Ciro
Longobardi. Restano da fare due commenti.
Il primo riguarda Sciarrino in persona, la cui presentazione di se
stesso e del suo rapporto con Maurice Ravel, in dialogo con Mario
Gamba e con Ciro Longobardi, è stata meravigliosa [consiglio di
vederne uno stralcio nel video Youtube segnalato]. Dialettico
oltremodo, il compositore ha parlato di cosa prova per la musica di
certi compositori classici, dell'esercizio della trascrizione, del
rapporto (ingannevole e intrigante) tra antico, moderno e
contemporaneo in musica, o meglio secondo la sua percezione della
musica, infine della riscoperta di se stesso e di certi aspetti del fare
musica attraverso questo particolare lavoro con Ciro Longobardi.
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Il secondo riguarda l'esecuzione live di Longobardi, in particolare dei
"Notturno" n. 1 e 2 di Sciarrino e di "Ondine" di Ravel. Dopo la
conversazione leggera e vivace con Sciarrino non era facile entrare
nel climax noir di Nuit. Longobardi lo ha fatto squarciando
l'atmosfera con una forte emozionalità e tensione. La sua è stata
un'interpretazione nervosa, molto più che quella presente nel CD,
forse per conseguenza dell'incontro, ma non per questo meno
densa, piena, interessante, oscura in senso sciarriniano.
s.p.a.m. in concerto
Conservatorio di musica di San Pietro a Majella - Sala Martucci Napoli - 13.11.2009
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=4788
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Dissonanzen ‘09: "caminantes"
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Così come prassi delle passate
edizioni Dissonanzen, lo spazio
riservato ai giovani del
Conservatorio San Pietro a Majella è
importante. Il progetto s.p.a.m.
(che sta per Studio di Musica
Elettronica del San Pietro a Majella)
nasce come attività della Scuola di
Musica Elettronica del Conservatorio
di Napoli sotto l'attenta guida di Di
Scipio. Nel corso della serata sono
stati presentati i diversi progetti
musicali di Sergio Naddei
(elettronica digitale dal vivo),
Andrea Ancella (con un insolito
"tromblauto"), Fabio Selvafiorita,
Roberto Pugliese (video), Stefano
Silvestri (elettronica analogica e
digitale dal vivo), con regia del suono di Salvatore Carannate e
Maurizio Zoccola.
Adorno e dintorni
Conservatorio di musica di San Pietro a Majella - Sala Martucci Napoli - 14.11.2009
L'ultima serata è stata dedicata ad Adorno e alle sue riletture,
musicali e non. È stato presentato il volume di Giacomo Danese,
Theodor Wiesengrund Adorno il compositore dialettico [Rubettino
editore, 2008, 360 p.], risultato di una tesi dottorale su Adorno,
importante in quanto "per la prima volta è stata tematizzata e
sviscerata e in maniera autonoma e in maniera contestualizzata
(ossia in rapporto alle future elaborazioni-scelte teoriche), la
produzione compositiva del filosofo francofortese" (dalla Prefazione
di Elio Matassi).
È seguito il concerto del Quartetto formato da musicisti abruzzesi
Dis-Adorno (R. Marchese, L. Matani, S. Danese, D. Reggi) che ha
presentato un programma tra Stravinskij e Adorno, con "Tre pezzi
per archi Dense-Excentrique-Cantique" ad aprire e "Double Canon"
e "Raoul Dufy in memoriam," intervallato da i celebri pezzi di Adorno
(primo tentativo di adesione seriale ad opera del filosofocompositore francofortese secondo lo stesso Danese che ha curato il
libretto di sala) "Zwei Stucke op. 2 fur Streichquartett," "Bewegt" e
"Variationen".
Chiusura insolita nel segno di Adorno dunque, forse anche di senso
inverso a quella d'apertura, con una rilettura del filosofocompositore equilibrata e un po' impostata, per un festival che ha
saputo toccare con intelligenza ambiti assai diversi della musica
contemporanea.
Visita il sito di Dissonanzen.
Video correlati
Consiglio di vedere i seguenti video a margine del Festival.
1) Progetto GO: ORGANIC ORCHESTRA, "Amanita" (registrazione del
2003), composizione dove si usa il concetto di "Cyclic Verticalism",
con ospite Yusef Lateef ai flauti.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=4788
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Dissonanzen ‘09: "caminantes"
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2) Progetto GO: ORGANIC ORCHESTRA, "Morphic Resonance",
diretto e composto da Adam Rudolph con special guest Yusef Lateef
(registrazione del 2007).
3) Presentazione del cd "Nuit", musiche di S. Sciarrino e M. Ravel, al
Festival Dissonanzen (Napoli, novembre 2009), con Salvatore
Sciarrino, Ciro Longobardi, Mario Gamba. Sciarrino parla di Ravel.
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