VADEMECUM ANTI BROGLI
Perché questo manuale?
Questo "Vademecum antibrogli” è il frutto della raccolta e dell'elaborazione, in maniera organica e
meno frammentata, di materiali e informazioni reperibili su internet nonché di alcune riflessioni
conseguenti alla personale esperienza avuta come rappresentante di lista per il M5S alle elezioni
Comunali di Maggio 2014.
La constatazione di quanto possa essere alto il rischio brogli e le possibili conseguenze degli stessi
sui risultati elettorali unitamente al fatto che il prossimo 31 Maggio sono imminenti le elezioni in
ben 7 Regioni italiane (e non solo) 1 mi ha spinto a buttare giù questa piccola guida sperando che
possa essere di utile supporto agli attivisti del M5S per affrontare questa importantissima tornata
elettorale in modo da assicurare che l'incredibile impegno profuso da tutti (parlamentari, candidati
ed attivisti) non venga vanificato da operazioni illegali ed antidemocratiche.
Alcune precisazioni:
1. conformemente all'intelligenza collettiva e allo spirito del M5S, sarebbe auspicabile che
questo Vademecum venisse considerato un manuale "open source" aperto a tutti i
miglioramenti possibili grazie ad altre esperienze personali (sono benvenuti soprattutto i
consigli di chi è stato Presidente di seggio o scrutatore e chiunque abbia avuto
un'esperienza in qualche modo ricollegabile a un broglio o ad un tentativo di broglio); se
volete contribuire al miglioramento di questo manualetto potete inviare materiali e
segnalazioni all'indirizzo [email protected]. Una volta ricevuto un po' di
materiale cercherò di esporlo in forma organica per consentire un ulteriore progresso sotto
questo fronte;
2. la presente non è una guida sul perfetto sistema elettorale antibroglio (materia semmai di
competenza del Legislatore)2 ma un manuale di semplici indicazioni operative circa
accorgimenti adottare o controlli effettuare sul campo per prevenire i brogli (in tutto o,
almeno, in parte). Mi scuso in anticipo per eventuali errori o imprecisioni. Avrei voluto fare
più riscontri ma le elezioni sono imminenti e il tempo a disposizione va impiegato per
preparare al meglio possibile i rappresentanti di lista;
3. Non è per nulla detto che qualcuno tenterà di porre in essere dei brogli elettorali però,
chiaramente, essendo questo l'argomento della guida, vengono prospettate delle
potenziali criticità. Ai rappresentanti di lista basterà stare calmi, sempre presenti e vigili per
fare al meglio la propria parte. Nei limiti del possibile, non vi stressate più del dovuto.
Nelle pagg. 2 - 4 vengono svolte delle considerazioni e degli spunti di riflessione di carattere
generale; se vuoi passare subito al merito della questione brogli, vai direttamente a pagina 5.
1 - Domenica 31 Maggio 2015, infatti, si voterà in Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e
Veneto ma anche in 1089 Comuni, tra cui 18 capoluoghi.
2 Ad ogni modo, in via incidentale e sintetica occasionalmente si evidenzieranno anche alcune criticità del
nostro sistema elettorale o di fasi strumentali allo stesso.
REGIONALI 2015. PERCHÉ TORNATA ELETTORALE IMPORTANTISSIMA?
Per farla assolutamente breve, data la notevole estensione e competenza territoriale nonché le
ampie competenze amministrative e legislative (queste ultime o in concorso con lo Stato - nei limiti
dei principi fondamentali posti da questo - o in via esclusiva per ogni materia non espressamente
riservata alla legislazione dello Stato – art. 117 Costituzione), la rilevanza delle Regioni è
secondaria solo a quella del Parlamento nazionale e, di conseguenza, l'ingresso del M5S nelle
Istituzioni-Regioni si può considerare strategica: per consentire un'importante azione di controllo
anche per la possibilità di contribuire a formulare disposizioni di legge ad ampio raggio d'azione;
per assicurare una maggiore visibilità; per la possibilità di coprire “l'anello mancante” di raccordo
tra i nostri portavoce nazionali e quelli comunali.
Se, parallelamente alle elezioni Politiche del 2013 si fossero tenute anche le Amministrative
(Regionali e Comunali), l'onda d'urto del M5S in quel particolare momento storico sarebbe stato
tale da portare, verosimilmente, in più Regioni e Comuni, il MoVimento alla guida di diversi enti
pubblici territoriali. Ma così non è stato e, a volere trovare per forza il lato positivo delle cose, forse
ciò non è stato del tutto negativo. Il M5S aveva fisiologicamente bisogno di una tappa intermedia
per crescere e strutturarsi (ma anche per farsi gli anticorpi e l'esperienza giusta per "pulirsi" di
portavoce che non hanno saputo resistere alle tentazioni di un sistema geneticamente strutturato,
in senso più o meno lato, per “corrompere” nonché per imparare a selezionare meglio i propri
portavoce). In effetti lo stesso primo periodo in Parlamento è stato molto difficile in quanto i
portavoce si sono trovati, in tempo zero, a passare dalla sala parto alla maggiore età senza una
memoria storica che li aiutasse, senza alcun soggetto (singolo o collettivo) d'esperienza che li
prendesse per mano attraverso un “fronte di guerra bianca” pieno di insidie, tranelli e sistematici
tentativi di frammentare il MoVimento e spazzarlo via, giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo.
In un costante processo di crescita, anche grazie alle esperienze negative e agli errori, con qualche
fondamentale anno di maturità in più e con nuove intelligenze cresciute e maturate all'ombra di un
rinnovamento culturale già oggi incredibile (se si pensa a prima del 2013) il M5S è sempre più
pronto ad assumersi ulteriori responsabilità, anche di governo. Sotto questo aspetto, le 7 Regioni
ed i 1.089 Comuni "in gioco" in questa tornata possono considerarsi un ottimo banco di prova e di
risonanza. E si badi bene, anche se non si vincono le elezioni riuscire ad ottenere un consigliere in
più tra i banchi regionali e comunali può fare la differenza tra essere maggiormente incisivi
nell'azione di controllo e opposizione oppure no, con ovvie ripercussioni per le successive tornate
elettorali.
Tuttavia, è innegabile che, esaurita la spinta propulsiva del voto (in gran parte di protesta) delle
Politiche del 2013 che portò il M5S all'eccezionale 3 risultato del 25,56% e considerato che, ancora
più di prima, in questi due anni il MoVimento è stato osteggiato in modo pressoché generalizzato e
sistematico dai mezzi di informazione di massa4, ritengo che il M5S potrà riuscire nell'impresa di
3 Eccezionale perché fu ottenuto sul campo, partendo da zero e malgrado un sistema di informazione di
massa che aveva sistematicamente ignorato il MoVimento di Grillo.
4 Fermo restando il sacrosanto diritto di critica e di opinione, con il solo limite che i fatti non vengano
entrare nelle Regioni e nei Comuni (ormai allo stremo sotto ogni punto di vista: ambientale,
sociale, economico-finanziario, della sicurezza e della legalità) e a realizzare la sua opera di
“bonifica” dai partiti-parassiti e dai soggetti criminali e para-criminali (singoli e collettivi) ai quali i
primi sono profondamente collegati solo se riuscirà a radicarsi profondamente nel territorio;
dunque, in primo luogo, Comuni e, attraverso essi, le Regioni.
Evidenziata l'importanza strategica dell'azione sul territorio occorre tuttavia osservare che, anche
in caso di un efficace impegno degli attivisti ed un sensibile aumento del numero di persone che
scelgono M5S, certe situazioni “anomale” potrebbero comunque essere tali da non consentire
l'ingresso del MoVimento nell'amministrazione di un ente pubblico ovvero da consentirne
l'ingresso ma in misura inferiore a quella che si potrebbe avere in condizioni non “anomale”.
Ovviamente, il tipo di anomalie cui si fa riferimento è quello, eventuale, dei brogli.
La questione brogli è in verità di carattere generale e prescinde finanche dalla partecipazione o
meno del M5S alle competizioni elettorali (il MoVimento non è neppure presente, con proprie liste
certificate, in tutti i Comuni interessati alle attuali elezioni). Il rischio brogli, soprattutto con il
sistema elettorale attualmente vigente, è sempre potenzialmente concreto e LA POSTA IN GIOCO,
per i politici e i potentati è sempre molto alta: la conquista dell'amministrazione di un territorio
non ha un mero valore politico; essa dà accesso alla gestione diretta e indiretta di importanti
risorse pubbliche patrimoniali e finanziarie e di ingenti flussi di denaro e dove ci sono grossi giri di
denaro, sistematicamente, c'è il rischio di malaffare (per non dire di criminalità di tipo mafioso). In
un paese il cui livello di corruzione è enorme 5, non è possibile credere che, per quanto possibile (e
talvolta anche non possibile, almeno legalmente), i sistemi criminali (e politici) non si prodighino
fattivamente per accaparrarsi posizioni privilegiate di dominio e di gestione di fondamentali centri
di potere.
Pertanto, considerati gli interessi in gioco e la qualità (in negativo) degli antagonisti (in generale)
del MoVimento, occorre rimboccarsi le maniche per affrontare al meglio possibile le prossime
elezioni. Sotto questo aspetto, un importante impegno finalizzato a contrastare l'attuazione di
brogli elettorali potrebbe rivelarsi decisivo.
alterati e le dichiarazioni non vengano manipolate nonché che il metro di giudizio sia lo stesso per tutti i
soggetti politici.
5 L’Italia è prima per corruzione tra i paesi dell’Ue. Lo scrive nero su bianco l’ultima classifica della
corruzione percepita, il Corruption Perception Index 2014 di Transparency International, che riporta le
valutazioni degli osservatori internazionali sul livello di corruzione di 175 paesi del mondo. L’indice 2014
colloca il nostro paese al 69esimo posto della classifica generale, come nel 2013, fanalino di coda dei paesi
del G7 e ultimo tra i membri dell’Unione Europea. Rispetto al passato l’Italia ferma la sua rovinosa discesa
verso il basso della classifica (i valori sono uguali al 2011 e 2013), ma resta maglia nera tra gli Stati
occidentali. Anzi peggiora la sua situazione complessiva in Europa, dato che Bulgaria e Grecia la
raggiungono al 69esimo posto, migliorando la loro posizione in classifica. Adesso dietro all’Italia, in Ue, non
c’è più nessuno. Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/03/transparency-2014-italia-prima-ineuropa-per-corruzione-sorpassate-bulgaria-grecia/1246545/
BROGLI. TUTTO PARTE (E PASSA) DAL TERRITORIO COMUNALE.
Ma possono dei brogli veramente condizionare l'esito delle votazioni? O si tratta solo di tesi
complottiste? Certo, se consideriamo che, ancora oggi, c'è chi nega che la Mafia (nelle sue varie
organizzazioni più note) esista o che sia un fenomeno esclusivamente meridionale, forse è meglio
essere complottisti... Se poi si cominciano appena a considerare alcune importanti criticità del
nostro sistema elettorale6 e la vocazione delinquenziale di certi protagonisti della politica, il dubbio
che i brogli possano venire messi in atto appare più che fondato.
È intuitivo che il rischio che dei brogli possano essere determinanti dell'esito delle elezioni sia più
alto a livello di singoli Comuni; questo a causa:
•
di un più diretto rapporto tra i politici (e i potentati locali che li sostengono) ed il loro
bacino elettorale; la capacità di influenza/condizionamento (in termini di relazioni parentali
e amicali e di clientelismo in primo luogo) è molto più marcata su un territorio più
circoscritto;
•
del fatto che bastino numeri relativamente ridotti (al contrario delle più grosse
competizioni regionali e nazionali) per indirizzare il risultato delle elezioni verso una lista
piuttosto che verso un'altra; in certi frangenti potrebbero bastare anche interventi modesti
(si pensi a competizioni elettorali in cui i maggiori partiti/liste si trovano in condizioni di
sostanziale equilibrio e in cui la differenza per vincere le elezioni può essere costituita da
una vera e propria manciata di voti). In certi casi il broglio può essere circoscritto alla (sola)
scelta di un consigliere piuttosto che di un altro7.
Ad ogni modo, considerata la struttura gerarchica dei partiti e dei centri di potere di un sistema
ben collaudato in grado di coordinare ed indirizzare in modo capillare la sua azione (d'altro canto i
finanziamenti ai partiti servono anche a questo), pur tenendo bene a mente che comunque TUTTO
PARTE DAI TERRITORI COMUNALI, non si può ragionevolmente pensare che anche elezioni di più
ampia portata non possano essere influenzate facendo ricorso (in tutto o in parte) ai medesimi
meccanismi.
Ad ogni modo, se ci sono la volontà, il potere e la “conoscenza” per alterare i risultati elettorali,
bastano poche precise mosse preparatorie e verranno create le occasioni, nelle giuste circostanze
di tempo, per metterli in atto. Il tutto straordinariamente agevolato, purtroppo, dal DIFFUSO
DISINTERESSE DEI CITTADINI ONESTI MA DORMIENTI che tuttavia, puntualmente, si troveranno a
praticare lo sport nazionale della lamentela (e basta) alle spalle dei cattivi amministratori che loro
stessi, con il voto diretto o con l'astensione, hanno contribuito a fare eleggere.
6 In futuro, se ve ne sarà occasione, si affronterà anche questo argomento.
7 Circostanza non di poco conto se consideriamo lo scandalo “Gettonopoli” che ha di recente coinvolto il
Consiglio Comunale di Agrigento, ad esempio. In effetti, a causa dei rimborsi per i cc.dd. “gettoni di
presenza”, la carica di consigliere comunale si è rivelata essere fonte di un vero e proprio interessante
stipendio mensile a fronte di un impegno lavorativo abbastanza modesto (la durata di una seduta comunale
può essere anche di pochi minuti) !
NEL VIVO DELLA PROBLEMATICA. DOVE, COME E QUANDO?
I rischi (interni ed esterni)
Un'esposizione del rischio brogli può, per una semplice comodità espositiva, articolarsi in cause
che potremmo definire “esterne” o “interne”.
Le prime sono estranee al procedimento elettorale in senso stretto e sono collegate, ad esempio,
ad operazioni illegali di compravendita di voti (anche a causa della povertà e della crisi si sente dire
che un voto costa poco: una spesa al supermercato, una ricarica telefonica, 50 euro...); il presente
vademecum non si occupa, al momento, di questo profilo anche perché le possibilità di
prevenzione di tali fenomeni sfuggono ai privati cittadini8.
Le seconde sono, invece, quelle che vengono esaminate in questa sede; si tratta di operazioni
poste in essere nell'ambito del procedimento elettorale vero e proprio la cui disamina viene
articolata proprio in relazione a tali fasi distinte come più avanti esposto.
Non si deve pensare che i brogli inizino a partire dall'apertura delle operazioni elettorali; infatti, se
qualcuno ha deciso di incidere sull'esito delle votazioni, è possibile che vengano messe in atto delle
misure preparatorie e propedeutiche alla commissione degli illeciti in argomento.
Per ciascuna fase si evidenzieranno le criticità potenziali rilevate e le possibili contromisure. Ma
occorre anche sottolineare che lo strumento (preventivo) migliore contro il rischio brogli è la
presenza di calmi ma attenti rappresentanti di lista;
pertanto, è fondamentale assicurare la presenza costante di rappresentanti di lista alle imminenti
elezioni, in tutte le varie fasi, incluse quelle preliminari e quelle conclusive. La mancanza di questa
condizione può portare a brogli inimmaginabili, soprattutto in considerazione del fatto che se
malauguratamente più persone incaricate delle operazioni elettorali (scrutatori e rappresentanti di
lista) sono coinvolte, possono porre in essere operazioni che non verranno mai scoperte;
in secondo luogo, è importante assicurare la preparazione dei rappresentanti di lista. Un
vademecum che consenta loro di muoversi nel corso delle operazioni amministrative senza paura
di sbagliare; una persona preparata saprà meglio fare fronte alle anomalie che dovesse rilevare;
in terzo luogo, un adeguato supporto da parte di altri attivisti (fuori dai seggi) consentirebbe di
esercitare una funzione potenzialmente deterrente e di rilevazione di circostanze anomale.
8 Potrebbe essere un'idea utile quella di istituire, in occasione delle tornate elettorali, un servizio di
segnalazione compravendita di voti come quello attivato dal M5S in Sicilia per segnalare casi di corruzione.
La possibilità di individuare dei soggetti specifici che attivamente si adoperano per raccogliere e fare
convergere voti su alcuni soggetti potrebbe costituire fonte di impulso e segnalazioni per le autorità
competenti (fermo restando che coloro che vogliono portare avanti questo tipo di trattative opererebbero
lo stesso, magari in modo più prudente).
FASI:
1. Nomina dei membri delle Commissioni elettorali;
2. Giorno antecedente l'inizio delle operazioni di voto;
3. Fase delle votazioni;
4. Operazioni finali: redazione delle tabelle di scrutinio e redazione dei verbali.
1. Nomina dei membri delle Commissioni elettorali.
Per comprendere bene la prima criticità occorre comprendere chi ha il potere di nominare tali
soggetti.
Il consiglio comunale nella sua prima seduta (di insediamento) elegge tra i propri componenti la
Commissione elettorale comunale (di seguito Cec) che costituisce, di fatto, l'Ufficio elettorale,
presieduta dal Sindaco e composta da tre componenti effettivi e tre supplenti (nei Comuni al cui
consiglio sono assegnati fino a cinquanta consiglieri) o otto componenti effettivi e otto supplenti
(negli altri Comuni). La commissione rientra tra quelle indispensabili ai fini istituzionali del Comune
e, quindi, non può essere soppressa dall’ente locale.
Funzioni della commissione elettorale sono:
1. la tenuta e aggiornamento delle liste elettorali. In esse sono iscritti i cittadini che
possiedono i requisiti per essere elettori e non sono incorsi nella perdita definitiva o
temporanea del diritto elettorale attivo;
2. la nomina degli scrutatori di seggio9, che deve avvenire tra il venticinquesimo e il
ventesimo giorno antecedenti la data stabilita per la votazione (dunque tra il 6 e il 10
Maggio). A ogni seggio elettorale è assegnato un numero di scrutatori compreso fra due e
quattro; uno degli scrutatori svolgerà le funzioni di Vicepresidente del seggio.
Potenziali criticità
I membri della Commissione elettorale costituiscono espressione di quei partiti/liste civiche che in
linea di massima si presenteranno per competere anche alle successive elezioni, con nuovi o con
vecchi candidati; in quanto tali, essi si trovano "legittimamente" (esclusivamente nel senso che tale
loro competenza è prevista dalla legge) in una deprecabile situazione di sostanziale conflitto
d'interessi;
Ai sensi della normativa vigente10, la Cec deve procedere alla nomina degli scrutatori (da 2 a 4 per
9 Il presidente di seggio è nominato dal presidente della Corte d'Appello competente per territorio entro il
30º giorno antecedente la data delle votazioni. La legge prevede che il Presidente di seggio sia scelto «fra
i magistrati, gli avvocati e procuratori dell'Avvocatura dello Stato, che esercitano il loro ufficio nel
distretto della Corte stessa e, occorrendo, tra gli impiegati civili a riposo, i funzionari appartenenti al
personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, i notai e i vice pretori onorari e quei cittadini che, a
giudizio del Presidente medesimo [della corte d'appello], siano idonei all'ufficio. Coloro che desiderano
essere inseriti nell'apposito elenco delle persone idonee alla funzione debbono presentare domanda alla
corte d'appello competente, tramite il Sindaco del proprio Comune di residenza, entro il mese di ottobre
di ogni anno.
10 Articolo 6 della legge n. 95/1989 (che detta la disciplina per l’istituzione dell’albo e la scelta delle
persone idonee all’ufficio di scrutatore di seggio elettorale), così come modificato dalla legge 270/2005
(articolo 9, comma 4) e successivamente dalla legge 22/2006(articolo 3 -quinquies).
http://www.ilsole24ore.com/fc?
seggio elettorale) all’unanimità, scegliendoli fra i nominativi che rientrano nell’albo (anche i
sostituti devono essere scelti tra persone iscritte nell’albo); tuttavia, se l'unanimità non è raggiunta
allora ciascun membro della commissione elettorale vota solo per “un nome” con riferimento a
ciascun ufficio elettorale di sezione11 (seggio);
La scelta nominativa è, probabilmente, quanto di più nefasto ci possa essere in quanto,
contrariamente al sistema di designazione vigente nel periodo 1989-2005, in cui la legge prevedeva
che gli scrutatori fossero designati mediante sorteggio, questi ultimi, strategicamente, vengono (o
potrebbero venire) discrezionalmente12 scelti tra uomini di fiducia da chi (partiti o persone) dovrà
essere eletto alle successive votazioni. Astrazioni? Forse. O forse no... Può essere utile citare un
fatto di cronaca13.
Se, dunque, ad amministrare un Comune casualmente ci fosse qualche partito assetato di potere e
di soldi (anche se sappiamo che in Italia si tratta di casi molto rari...) potrebbe capitare che, se non
in tutti quantomeno in alcuni seggi particolarmente strategici per svariate ragioni (posizione isolata
rispetto agli altri, importanza del seggio dal punto di vista numerico, spiccata prevalenza di un
preciso orientamento politico degli elettori del seggio), venissero designati, quali scrutatori, degli
individui che, in spregio alle loro funzioni (Presidenti e scrutatori di seggio sono, per ogni effetto di
legge, pubblici ufficiali14), potrebbero cercare di porre in essere condotte idonee ad alterare, in
misura più o meno marcata, l'esito delle votazioni; è impossibile prevedere quale possa essere
l'ampiezza e l'incidenza di questi possibili artifici sui risultati elettorali; infatti, trattandosi di
fenomeni illegali le cui modalità di realizzazione spesso consentono di non lasciare alcuna traccia è
difficile elaborare dei dati; tenuto conto delle difficoltà (o addirittura impossibilità) di rilevarli a
posteriori la migliore contromisura si deve considerare senz'altro quella della PREVENZIONE, come
più avanti meglio esplicato.
Contromisure possibili
In via preventiva (ma per questa tornata elettorale forse è un po' tardi) si potrebbe fare una
campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e spingere le Cec dei Comuni a selezionare gli
scrutatori mediante operazioni di sorteggio (a maggior ragione se si tratta dei 1.089 Comuni
cmd=art&codid=20.0.1821279941&artType=Articolo&DocType=Libero&chId=32
11 È questa la novità disposta dall’articolo 3-quinquies della legge 22/2006, che ha ridotto da due a uno
solo i nominativi per la votazione. Saranno poi proclamati eletti coloro che abbiano ottenuto il maggior
numero di voti. Nel caso di parità di voti avrà la meglio il più anziano di età.
12 In alcuni casi vi sono disposizioni di legge (regionali) che in parte attenuano tale criticità: in FriuliVenezia-Giulia, ad esempio, una legge regionale stabilisce che gli scrutatori, preferibilmente devono
essere scelti tra coloro che non hanno un contratto di occupazione continuativa.
13 A titolo esemplificativo si fa rinvio ad un caso di questo in esame avvenuto a Gallipoli (LE) nel 2012 in cui
due componenti della Cec erano anche impegnati nell'imminente competizione elettorale e il terzo era
dirigente di spicco di una lista che partecipava alle elezioni; tali soggetti hanno designato come scrutatori
persone di loro predilezione con la conseguenza che il 75% degli scrutinatori era stato scelto tra persone
di
fiducia
da
soggetti
direttamente
interessati
nella
competizione
elettorale:
http://gallipoli.lecceprima.it/polemiche-elezioni-gallipoli-18-aprile-2012.html
14 Per le ragioni più avanti esposte, le figure più critiche sono, senz'altro, quelle degli scrutatori.
interessati direttamente alle elezioni locali e non solo a quelle Regionali); altra possibilità sarebbe,
quantomeno, di fare pressioni affinché vengano anticipati i criteri e sulla base di quelli procedere in
modo oggettivo (redditi bassi, disoccupati o inoccupati con carichi di famiglia numerosi, studenti
meritevoli sulla base dei voti conseguiti, ad esempio) che verranno utilizzati per la selezione degli
aventi titolo (che solitamente sono numerosi); meglio ancora se si riuscissero a combinare i due
criteri (sorteggio e criteri oggettivi e trasparenti) in quanto la semplice possibilità di scegliere comunque discrezionalmente - tra alcune delle categorie di persone con basso reddito o meritevoli
non pare totalmente sufficiente a garantire l'autonomia degli scrutatori dal potere politico; infatti il
vero problema è quello della discrezionalità delle designazioni (anche nell'ambito di determinate
categorie) da parte della Cec; bisogna dire che navigando su internet si trovano dei casi di buona
amministrazione (con fissazione di criteri precisi per consentire, peraltro mediante sorteggio, gli
scrutatori)15;
in subordine (qualora la prima soluzione non fosse percorribile – ed oggi vi è motivo per essere per
lo più pessimisti -), soprattutto per quei Comuni in cui l'Amministrazione in carica non ha brillato
per trasparenza, potrebbe essere utile, almeno nei Comuni non troppo grandi in cui la rete delle
conoscenze lo consente, esaminare i profili degli scrutatori nominati, cercando anche di capire chi
potrebbe essere nominato Vicepresidente (profilo di candidato più esperto rispetto agli altri
designati o più anziano); vedremo presto perché questa figura è così delicata; potrebbe essere
interessante, per i Comuni più grandi, cercare di acquisire informazioni sul profilo degli scrutatori
designati e sulle eventuali loro relazioni (con Sindaco, Consiglieri o altri soggetti politicamente
coinvolti nelle elezioni) magari da persone che si conoscono dentro il Comune. Ho letto su internet
che si consiglia anche di guardare sui social (tipo facebook o twitter) ma credo che questi dati, se
reperibili, andrebbero valutatati con tante riserve e comunque con estrema prudenza (a parte il
fatto che occorrerebbe un lavoro di ricerca notevole e difficilmente foriero di risultati attendibili);
riporto queste informazioni per completezza di esposizione e perché, comunque, potrebbero in
alcuni casi rivelarsi utili ad una rappresentazione più completa della situazione avvertendo, però, di
fare attenzione a non vedere fantasmi ovunque.
Se le designazioni fossero inficiate da qualche vizio sarebbe possibile proporre ricorso al Prefetto e
alla Commissione elettorale Circondariale. Non ho tuttavia avuto tempo e modo di approfondire il
punto e neanche di trovare provvedimenti di annullamento delle nomine per il fatto che le stesse
erano state discrezionali (d'altronde è la legge stessa che lo consente) ma solo qualcosa su vizi
procedurali (ad esempio, nomina degli scrutatori in assenza di Sindaco o membri della Cec assenti 16
o nomina di persone non iscritte all'albo delle persone idonee all'ufficio di scrutatore del
Comune17); probabilmente, il mero arbitrio delle nomine potrà essere censurabile solo dal punto di
vista politico.
15 http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/01/21/news/mogoro-criteri-per-la-nomina-
degli-scrutatori-1.8514139
16 http://www.internapoli.it/29488/villaricca-nomina-scrutatori-tutta-da-rifare-il-prefetto-accoglie-il-
ricorso-di-gaudieri
17 http://www.ideavision.it/notizie/cronaca/provincia-di-salerno/agro-nocerino/angri/12163-angrinomina-scrutatori-ricorso-in-prefettura-commissione-a-rischio
2. Giorno antecedente l'inizio delle operazioni di voto ;
Il giorno prima delle elezioni vere e proprie Presidente di seggio e scrutatori si riuniscono per
nominare vicepresidente, segretario, per preparare il seggio predisponendo tutto il materiale
occorrente per le votazioni (arrangiamento delle cabine elettorali, organizzazione degli spazi con
banchi e transenne, predisposizione delle urne e dei documenti, conteggio delle schede e
sottoscrizione/validazione delle stesse, controllo dei piccoli materiali come timbri, matite
copiative, buste, etc.).
Se alcuno o più scrutatori avessero cattive intenzioni questo potrebbe essere il momento perfetto
per porre in essere un artifizio assolutamente critico.
Potenziali criticità
Probabilmente il rischio più grande (ma basta e avanza) in tale fase è quello che "sparisca" una
scheda; è "sufficiente", infatti, fare sparire una scheda e qualsiasi controllo successivo risulterebbe
praticamente inutile. Delle ragioni per cui tale evento costituisce una criticità si parlerà più avanti
(Scheda trafugata - fase 3).
Con una criticità simile, soprattutto nei grandi Comuni o in quelli (anche più piccoli) in cui però la
criminalità organizzata risulta collegata al potere politico, l'incidenza dei brogli sull'esito delle
elezioni potrebbe essere significativamente alta.
In tale riunione, inoltre, si decide chi, tra gli scrutatori, sarà chiamato ad assolvere le funzioni di
Vicepresidente e chi di Segretario.
Fermo restando che, se all'interno dello stesso seggio più scrutatori sono coinvolti in rischio brogli
la situazione è difficilmente gestibile, comunque la posizione più critica, tra gli scrutatori, è proprio
quella di chi sarà chiamato a svolgere le funzioni di VICEPRESIDENTE in quanto, in temporanea
assenza del Presidente di seggio (ad esempio ad ora di pranzo o per qualche pausa), il
VICEPRESIDENTE sostituirà il Presidente (almeno uno dei due deve sempre presiedere il seggio).
Peraltro, strategicamente, la scelta, da parte della Commissione di seggio (in occasione di tale
prima riunione il giorno prima delle elezioni) del Vicepresidente tra gli scrutatori potrebbe essere
stata "tecnicamente" pilotata già all'atto della designazione degli scrutatori per ogni seggio da
parte della Cec perché di solito viene nominato vicepresidente il componente più anziano o quello
con più esperienza; il che vale a dire che la designazione degli scrutatori per ogni seggio da parte
della Cec potrebbe essere stata fatta a monte e a tavolino, in modo tale da rendere altamente
conseguenziale che (per ogni seggio o solo per alcuni particolarmente critici) venga nominato
vicepresidente proprio un determinato scrutatore per evidente maggiore esperienza e/o maggiore
anzianità.
Anche la posizione di segretario è molto delicata in quanto è il soggetto chiamato a compilare i
verbali. Anche tale soggetto, dunque, va tenuto particolarmente d'occhio.
Contromisure possibili
I rappresentanti di lista (di seguito anche RdL) hanno il diritto di presenziare alle operazioni
elettorali sin dalla riunione preliminare. Dato quanto in precedenza esposto è assolutamente
necessario che essi ARRIVINO PER PRIMI E VADANO VIA PER ULTIMI vigilando affinché tutte le
operazioni si svolgano regolarmente. Non si può pretendere di tenere gli occhi incollati su tutti gli
scrutatori che pongono in essere tutte le operazioni però, dal momento dell'apertura dei plichi
contenenti le schede elettorali, occorre fare la molta attenzione. In questa fase, infatti, si
procederà al conteggio delle schede trasmesse al seggio. Verranno contate un numero di schede
pari a quelle degli elettori aventi diritto in tale seggio che verranno firmate da uno degli scrutatori
devono essere chiuse e sigillate in un plico applicando del nastro adesivo su tutte le parti apribili.
Andranno chiuse e sigillate nello stesso modo in separato/i plico/chi anche le schede che non
verranno utilizzate (che devono rimanere bianche e non sottoscritte dagli scrutatori). Salvo
situazioni particolari18 e quelle di cui alla nota successiva, queste schede non dovranno più essere
utilizzate.
ATTENZIONE! Se durante le votazioni i componenti della Commissione e i rappresentanti di
lista (casi più frequenti) decidono di votare nel seggio in cui svolgono le loro funzioni
anziché in quello in cui dovrebbero normalmente votare, poiché essi non risultano iscritti
nelle liste elettorali del seggio per essi non sono state autenticate le schede; quindi, ogni
qualvolta che ad un elettore non iscritto siano consegnate schede autenticate, è necessario
che il Presidente prelevi altrettante schede dal pacco delle schede residue e le autentichi.
Tutti gli elettori aggiunti vengono iscritti, a cura dei presidenti, in calce alla lista degli
elettori della sezione e le loro generalità devono venire riportate nel verbale. La casistica è
in realtà più ampia e viene riportata in nota19.
18 Come nel caso (di mera scuola, data la bassa affluenza alle urne), ad esempio, in cui diverse schede si
sono strappate/rovinate e serve acquisirne delle altre a causa dell'eccezionale affluenza alle urne che
rende necessaria tale operazione perché quelle integre non bastano; in caso contrario basterà non
utilizzare le schede lacerate/rovinate.
19 Oltre agli elettori iscritti nelle liste della sezione, possono essere ammessi a votare, nel seggio stesso,
anche altri elettori non compresi nelle relative liste:
a) coloro che si presentino muniti di una sentenza che li dichiari elettori, ovvero dell’attestazione del
Sindaco di ammissione al voto;
b) i candidati possono votare in una sezione qualsiasi della circoscrizione dove sono proposti presentando la
tessera elettorale; 3
c) i membri del seggio (presidente, segretario, scrutatori), i rappresentanti di lista, gli ufficiali e gli agenti
della Forza pubblica in servizio di ordine pubblico possono essere ammesse al voto ma limitatamente
all'elezione del Consiglio Provinciale o Regionale, anche se non siano elettori del Comune, purché, però
siano elettori di altro Comune della Provincia ed in possesso della tessera elettorale;
f) i militari gli ufficiali e gli agenti di Polizia di Stato, gli appartenenti al corpo dei VF e le infermiere
volontarie della Croce Rossa Italiana sono ammessi a votare nel Comune in cui si trovano per causa di
servizio. Possono quindi esercitare il voto in qualsiasi sezione, in soprannumero rispetto agli elettori
iscritti nelle relative liste, e con precedenza su di essi, previa esibizione della tessera elettorale rilasciato
dal Comune nelle cui liste sono compresi.
g) i marittimi o gli aviatori fuori residenza per motivi di imbarco sono ammessi a votare nella sezione se in
possesso, oltre che della tessera elettorale, 1) del certificato del comandante del porto o del direttore
Se non provvedono spontaneamente gli scrutatori richiedete voi stessi che le schede sigillate e
quelle non utilizzate vengano riposte dentro dei plichi e sigillate. Richiedete di apporre anche la
vostra firma sopra i plichi in corrispondenza del nastro adesivo. Meglio apporre del nastro adesivo
piuttosto che colla e firmare anche sopra il nastro adesivo per evitare che i plichi possano venire
aperti senza lasciare tracce. Quando le operazioni preparatorie sono completate il seggio viene
chiuso a chiave e la chiave data ai poliziotti assegnati a presidio del seggio (ma se, per assurdo,
questi soggetti fossero anch'essi coinvolti essi avrebbero tutto il tempo che vogliono per porre in
essere degli atti illegali). Comunque, se i nastri adesivi (pur sempre poi siglati dai rappresentanti di
lista) vengono apposti anche a tutte le vie di accesso al seggio (porte e finestre) il rischio di
imbrogli (il giorno prima delle votazioni) probabilmente si azzera. Il giorno delle elezioni,
chiaramente, è NECESSARIO essere già presenti al momento dell'apertura del seggio, in modo da
potere verificare che tutti i sigilli siano ben integri (se qualcuno è già dentro il seggio e ha rimosso i
sigilli prima del vostro arrivo non potrete mai avere la sicurezza che nessuno sia entrato per fare
qualcosa). Badate bene, stiamo parlando di situazioni ipotetiche, ma non è male averle ben
presenti.
Contrariamente a quanto avverrà durante le operazioni di voto, in cui sarà ammesso all'interno del
seggio solo un rappresentante per ogni lista, in questa fase entrambi i rappresentanti di ogni lista
possono presenziare. Se avete la fortuna di essere talmente organizzati da potere essere due
rappresentanti per ogni seggio approfittatene. Non occorre essere tesi e diffidenti, anche perché,
se non vi sono validi motivi, è inutile creare delle tensioni; basta essere vigili. In alternativa (se
siete soli), se per diretti rapporti personali conoscete i rappresentanti di altre liste di cui pensate di
potervi fidare, dividetevi i compiti tenendo d'occhio quegli scrutatori che vi risultano essere più a
rischio. Il primo, neanche a dirlo, è il vicepresidente designato. Questo consiglio vale anche per le
operazioni di voto.
È opportuno prendere nota del numero di schede pervenute al seggio, di quelle vidimate (che deve
essere corrispondente al numero dei votanti) e di quelle sigillate in busta separata perché non
dovrebbero essere utilizzate. Se nella riunione preliminare notate qualcosa di strano tenetelo a
mente e riportatelo al gruppo. Valutare situazioni ambigue in gruppo è senz'altro meglio che da
soli.
dell’aeroporto, 2) del certificato del sindaco del comune in cui vota attestante l’avvenuta notifica
telegrafica della volontà espressa dal marittimo/aviere di votare in tale comune, al sindaco del comune
che ha rilasciato la tessera elettorale;
h) gli elettori fisicamente impediti (ciechi, amputati delle mani, gli affetti da paralisi o analogo impedimento
di uguale identità) possono esprimere il voto con l'assistenza di un elettore della propria famiglia o, in
mancanza, di altro elettore liberamente scelto, purché l'uno o l'altro siano iscritti nelle liste elettorali del
Comune (v. paragrafo Casi Speciali);
i) gli elettori non deambulanti. Tali elettori, iscritti nelle liste elettorali, di sezioni ubicate in edifici non
accessibili mediante sedia a rotella, sono ammessi a votare in una sezione elettorale del Comune allestita
in una sede priva di barriere architettoniche previa esibizione della tessera elettorale e di un’attestazione
medica (da allegare al verbale), rilasciata dall'USL ed attestante l’impedimento (v. paragrafo Casi
Speciali).
3. Fase delle votazioni
Tra tutte le fasi questa è quella che tutti conosciamo meglio; pertanto, passiamo subito al dunque.
Potenziali criticità e contromisure possibili
In questa fase vi sono diversi rischi sintetizzabili in pochi gruppi. Analizziamoli uno per uno.
1. La scheda trafugata (o contraffatta).
In cosa consiste? Innanzitutto, è possibile che una scheda originale sia stata trafugata nella
riunione preliminare o che ne venga trafugata una nel corso delle operazioni di voto. Se non
ci si accorge del momento in cui la scheda viene sottratta (ma potrebbe anche trattarsi di
una scheda contraffatta, una scheda falsa, insomma) è praticamente impossibile scoprire il
broglio.
Questo broglio può venire posto in essere per assicurare, a chi compra i voti, di essere
sicuro, precompilando la scheda trafugata (e quelle successive che gli verranno portate –
ovviamente a chi per lui), di avere il voto per cui ha pagato; i presupposti sostanziali sono
un'attitudine criminale molto spiccata da parte di chi lo compie e un degrado sociale tale da
consentire la vendita dei voti da parte degli elettori per una qualche utilità (denaro o altro);
una cosa simile è probabilmente più facile che venga posta in atto in una città piuttosto che
in un paese, in un paese con la criminalità organizzata che controlla il territorio piuttosto
che in una località fuori da queste logiche.
Come si attua? Uno scrutatore, il giorno prima delle votazioni o in occasione di una pausa
durante le operazioni di voto, non visto riesce ad appropriarsi di una scheda bianca e a
portarla fuori dal seggio. La scheda viene fatta pervenire al referente di turno che la
compila (o la fa compilare a persone di sua fiducia) come gli aggrada e la consegna ad un
elettore. Questi entra al seggio con la scheda precompilata in tasca, si fa consegnare la
scheda bianca per votare, entra in cabina e quando esce inserisce nell'urna la scheda
precompilata portandosi via quella bianca che consegna a chi di dovere; il gioco si ripete
finché possibile e, alla fine, lo scrutatore, al quale sarà stata consegnata l'ultima scheda
bianca uscita dal seggio (in occasione di un'altra pausa o in qualche altro modo), alla prima
occasione la reinfila tra le altre schede ancora da utilizzare completando il broglio.
È difficile? Tale broglio è uno dei più semplici come dinamica ma è di difficile attuazione in
presenza di un controllo serrato sui componenti del seggio. Potrebbe anche capitare che ci
si accorga che lo scrutatore ripone la scheda nel gruppo ma è un attimo e in assenza di
elementi di prova (altri testimoni, un video) è anche difficile sapere come comportarsi. Cosa
fare? Come dimostrare che l'imbroglio si è già compiuto? Diverso se lo si "becca" quando
esce con la scheda in tasca.
2. Attribuzione delle schede bianche
Questa criticità e le prossime sono state riprese da un "Manualetto antibrogli" scaricato da
un link20 inserito da un meetup di Catenanuova (Enna) – a sua volta ripreso da un sito
internet21 (TRC: teleradiocivitavecchia) - integrato da altre informazioni e considerazioni
personali. Non ho avuto tempo e modo di svolgere approfondimenti. Ma i contenuti sono
abbastanza chiari; vengono riportati in linea di massima nella stessa versione in cui li ho
reperiti; la presentazione è leggermente diversa da quella delle precedenti due fasi che ho
elaborato in autonomia ma, dati i tempi ristretti, meglio la sostanza della forma.
In cosa consiste? Le schede bianche vengono votate ed attribuite ad una lista.
Come si attua? Durante la fase di spoglio le schede prelevate dall’urna vengono
generalmente scrutinate e suddivise in mucchietti per agevolare il conteggio finale. Al
termine dello scrutinio le schede bianche vengono votate da un componente del seggio
elettorale ed attribuite alla lista da favorire.
È difficile? Tale broglio è forse il più semplice ma è di facile attuazione solo in caso di un
accordo tra tutti i componenti del seggio (ricordiamo che durante lo spoglio sia il
Presidente sia tutti gli scrutatori sono presenti). È oggettivamente difficile che un
componente del seggio possa votare le schede bianche prelevandole dal mucchietto senza
che gli altri se ne accorgano.
Una variante reperita su internet (video su youtube 22) fa vedere come si possa tracciare una
preferenza su una scheda bianca inserendo una piccola parte di mina della matita copiativa
nell'interno di un'unghia (azione resa più difficile da scoprire se lo scrutatore (donna) ha lo
smalto scuro nelle unghie).
Quando temere? Il broglio è seriamente
contemporaneamente le seguenti condizioni:
ipotizzabile
quando
sussistono
a) Il seggio è “monocolore” (tutti i componenti del seggio sono della stessa estrazione
politica);
b) Il numero delle schede bianche è stranamente basso rispetto alle votazioni precedenti
(indicativamente > 50%) e la legge elettorale non è cambiata rispetto alla volta precedente
(diverse modalità di voto, oppure una diversa legge elettorale, possono avere un impatto
diverso sull’elettorato che si può manifestare nel numero delle schede bianche, nulle e
nell’affluenza alle urne).
È rilevabile? No. Si tratta di uno dei brogli più sicuri. Nessun controllo fatto a posteriori può
rilevarlo in quanto sia le schede che i verbali risultano congruenti. Il Rappresentante di lista
20 http://files.meetup.com/5997442/Manualetto%20AntiBrogli.pdf
21 http://www.trcgiornale.it/news/politica/51269-manuale-anti-brogli-elettorali.html
22 https://www.youtube.com/watch?v=c0tyMgW-OVI
deve prestare la massima attenzione al “percorso” delle schede bianche. A seggi chiusi
deve richiedere al Presidente del seggio di far togliere le matite dai tavoli di scrutinio e, per
evitare operazioni illecite (proprio sulle schede bianche) approfittando della confusione,
RICHIEDERE che lo scrutinio avvenga con estrazione di una scheda alla volta. Sarà meno
veloce (e ci considereranno meno simpatici) ma almeno sarà più facile controllare
l'evoluzione dello spoglio e più difficile compiere irregolarità.
Altre contromisure possibili – Un rimedio PREVENTIVO importante può venire da
un'adeguata informazione agli elettori, facendo comprendere che, se proprio non
intendono esprimere una preferenza per qualche lista, è meglio annullare la scheda (con
dei segni che indubbiamente rivelano tale volontà) piuttosto che lasciarla bianca con il
rischio che la stessa venga usata illecitamente.
3. Annullamento di schede valide di liste avversarie.
Come si attua? Durante la fase di spoglio le schede prelevate dall’urna vengono scrutinate
e alcune tra quelle attribuite alla lista opposta vengono annullate da un componente del
seggio elettorale.
È difficile? in generale si tratta di un broglio piuttosto difficile senza l’accordo di tutti i
componenti del seggio. È oggettivamente difficile che un componente del seggio possa
rivotare delle schede (annullandole) senza che gli altri se ne accorgano. Bisogna considerare
che se lo scrutinio viene fatto rovesciando le schede sul tavolo per conteggiarle prima di
assegnarle allora, nel caos che si crea, può essere più facile annullarne qualcuna. Una
variante reperita su internet (video su youtube di fatto simile a quello in precedenza citato)
fa vedere come tracciare una preferenza (ulteriore) su una scheda di una lista avversaria –
invalidando la scheda - inserendo una piccola parte di mina della matita copiativa
nell'interno di un'unghia (azione resa più difficile da scoprire se lo scrutatore (donna) ha lo
smalto scuro nelle unghie).
Quando temere? Il broglio è ipotizzabile quando sussistono contemporaneamente le
seguenti condizioni:
a)
Il seggio è “monocolore” (tutti i componenti del seggio sono della stessa estrazione
politica);
b)
Il numero delle schede nulle è stranamente alto rispetto alle votazioni precedenti
(indicativamente > 50%) e la legge elettorale non è cambiata rispetto alla volta precedente
(diverse modalità di voto, oppure una diversa legge elettorale, possono avere un impatto
diverso sull’elettorato che si può manifestare nel numero delle schede bianche, nulle e
nell’affluenza alle urne).
È rilevabile? No. Si tratta di uno dei brogli più sicuri. Nessun controllo fatto a posteriori può
rilevarlo in quanto sia le schede che i verbali risultano congruenti. Il RdL deve prestare la
massima attenzione al “percorso” delle schede non ancora assegnate ad una lista e deve
richiedere al Presidente del seggio di far togliere le matite dai tavoli di scrutinio; inoltre
deve richiedere al Presidente del seggio di far togliere le matite dai tavoli di scrutinio e, per
evitare operazioni nella confusione (soprattutto sulle schede bianche), richiedere che lo
scrutinio avvenga con estrazione di una scheda alla volta. Sarà meno veloce (e ci
considereranno meno simpatici) ma almeno ci sarà meno confusione e soprattutto sarà più
facile controllare l'evoluzione dello spoglio.
Altre contromisure possibili – Un rimedio importante può venire da un'adeguata
informazione agli elettori, facendo comprendere che, considerato che in sede di spoglio si
cerca di assicurare che la reale volontà dell'elettore venga rispettata, qualora gli stessi
abbiano espresso anche la preferenza nominativa per un candidato consigliere regionale
sarà più difficile annullare la lista con una semplice croce sul simbolo di un'altra lista ( anche
una croce ben marcata sulla lista prescelta può essere d'aiuto).
4. Aumento del numero degli elettori votanti.
In cosa consiste? Nei seggi elettorali l’affluenza alle urne non è mai del 100% e quindi
esistono i margini per aumentare artificiosamente il numero dei votanti a favore della lista
desiderata. Ad esempio, se la sezione conta 1000 elettori e l’affluenza alle urne nella volta
precedente è stata dell’80%, si potrebbero tranquillamente mettere nell’urna 100 schede
con un aumento dei votanti pari al 10%.
Come si attua? Durante le operazioni di insediamento del seggio elettorale, al fine di
agevolare le operazioni del giorno successivo, vengono vidimate (firmate e timbrate) le
schede da utilizzare. Come spiegato in precedenza, salvo casi particolari il numero di
schede vidimate è uguale al numero degli elettori della sezione elettorale.
È quindi sufficiente che, in un momento favorevole (quando, contemporaneamente, non ci
sono votanti nel seggio e il Presidente e/o lo scrutatore che non fa parte dello stesso
schieramento politico vanno a pranzo o comunque sono in pausa) il Vicepresidente (uno tra
Presidente e Vicepresidente deve essere sempre presenti) o uno tra gli altri scrutatori
(complici) rimasti prelevi alcune schede vidimate, "le voti" per la lista da favorire e le
inserisca nell’urna; infine dovrà preoccuparsi di aggiornare opportunamente il registro dei
votanti avvalendosi della possibilità di riconoscere l’elettore senza riportare il riferimento al
documento di identità23, ovvero attribuirà al documento di identità un numero a caso e
23 L'identificazione degli elettori L’identificazione degli elettori può avvenire:
1 - mediante esibizione di uno dei seguenti documenti:
a) carta di identità e altri documenti d’identificazione rilasciati dalla Pubblica Amministrazione, anche
scaduti, sempre che la data di scadenza non risalga ad oltre tre anni prima del giorno dell'elezione;
b) tessera di riconoscimento rilasciata dall'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia, purché munita
di fotografia e convalidata da un Comando militare;
c) tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale purché munita di fotografia Queste
identificazioni non ammettono contestazioni sull'accertamento dell'identità personale dell'elettore,
quando il libretto o la tessera di riconoscimento presentino gli elementi formali di legalità e la fotografia
corrisponda all'immagine reale dell'esibitore;
congruente con quelli di altri documenti riportati sul registro. In generale quest’ultimo
aspetto è agevolato dal fatto che i membri di un seggio elettorale sono tendenzialmente
sempre gli stessi e pertanto “conoscono” gli elettori della sezione; Gli “elettori di copertura”
saranno scelti tra quelli più anziani oppure tra quelli che gli interessati sanno che non
andranno a votare, ovvero l’aggiornamento del registro viene completato nell’ultimo
quarto d’ora d’apertura del seggio scegliendo gli elettori a caso. Non dimentichiamo che,
quando gli scrutatori sono stati scelti come persone di fiducia dalla Cec (che esprime la
maggioranza che amministra il Comune), gli stessi, grazie alle informazioni interne al
Comune o di altro tipo, potrebbero anche avere conoscenza di persone che, ad esempio,
per gravi ragioni di salute sicuramente non andranno a votare. C’è comunque da dire che il
broglio potrebbe riuscire anche senza l’aggiornamento di tale registro.
È difficile? Non particolarmente difficile se attuato dal Presidente il quale ha generalmente
il controllo diretto delle schede vidimate e prelevate di volta in volta per la votazione. Il
broglio può essere attuato quando minore è l’attenzione nel seggio, ad esempio durante
l’ora di pranzo, quando nel seggio non ci sono elettori e quando i componenti si alternano
per il pranzo. In tale occasione il seggio può risultare presieduto anche solo da due persone
(che possono essere d’accordo per attuare il broglio) .
Quando temere? Il broglio è ipotizzabile quando il seggio è pressochè deserto. Inoltre il
numero dei votanti è stranamente alto rispetto alle votazioni precedenti (indicativamente >
4 %) e la legge elettorale non è cambiata rispetto alla volta precedente (diverse modalità di
voto, oppure una diversa legge elettorale, possono avere un impatto diverso sull’elettorato
che si può manifestare in una variazione, rispetto alle precedenti elezioni, nel numero delle
schede bianche, nulle e nell’affluenza alle urne).
È rilevabile? No. Si tratta di uno dei brogli più sicuri. Nessun controllo fatto a posteriori può
rilevarlo in quanto sia le schede che i verbali risultano congruenti. Si sono avuti comunque
casi di “broglio maldestro” in cui il numero dei votanti è risultato superiore al numero degli
iscritti alla sezione. Il RdL deve prestare la massima attenzione al seggio deserto e verificare
incongruenze tra il numero degli elettori votanti ed il numero di iscritti alla sezione.
2 - per attestazione di uno dei membri dell'Ufficio o per attestazione un altro elettore del Comune noto
all'Ufficio. Tale attestazione avviene con l'apposizione di colui che identifica nell'apposita colonna della
lista di sezione È da considerarsi noto all'Ufficio l'elettore che sia conosciuto personalmente da almeno
uno dei membri dell'Ufficio stesso o che sia stato ammesso a votare in base ad un regolare documento di
identificazione personale. Se dovesse nascere dissenso fra i membri dell'Ufficio o fra i rappresentanti di
lista circa l'accertamento dell'identità dell'elettore spetta al Presidente di decidere.
4. Operazioni finali - Redazione delle tabelle di scrutinio e redazione dei verbali;
Redazione delle tabelle di scrutinio durante lo spoglio.
BROGLIO - Al momento della redazione delle tabelle di scrutinio nelle quali viene segnata
una croce per ogni voto preso da ogni candidato sindaco, la croce può essere segnata nella
tabella del candidato T anzichè in quella del candidato M. Rimane invariato il valore totale
dei voti a discapito di M favorendo T.
DIFESA - Posizionarsi vicino, a vista, a chi compila le schede per accertarsi che i segni
vengano apposti nella tabella delle liste e dei candidati giusti. Consiglio: portatevi una
calcolatrice tascabile e dei fogli riepilogativi almeno delle liste in competizione di modo da
potere annotare attentamente tutte i voti assegnati alle varie liste. È opportuno ricordarsi
anche di chiedere il riconteggio delle schede non utilizzate una volta completate le
operazioni di scrutinio per controllare che le schede non utilizzate corrispondano nei
numeri.
Redazione dei verbali
In cosa consiste? Si tratta di riportare nei verbali ufficiali indicazioni di voto diverse da
quelle scrutinate.
Come si attua? Al termine delle operazioni di scrutinio, quando i rappresentanti di lista
corrono via per comunicare i risultati della sezione e nel seggio restano solo il presidente,
gli scrutatori ed il segretario. Al momento della compilazione dei verbali vengono riportati
risultati diversi da quelli scrutinati, sempre nel rispetto dei valori totali del numero di
schede. Ad esempio se dallo scrutinio sono risultati 50 voti per M5S e 10 per PD, nel
verbale viene indicato 10 voti per M5S e 50 voti per PD. Terminato lo spoglio le schede
vengono rinchiuse in apposite buste e da quel momento in poi gli unici dati ufficiali sono
quelli dei verbali. Negli uffici elettorali dei Comuni ed in tutte le fasi di comunicazione del
voto (inserimento dati nei computer), i dati vengono dedotti dai verbali dei Presidenti.
È difficile? Basta pochissimo tempo per spostare parecchi voti. È senz’altro il metodo più
redditizio in quanto con una compilazione infedele del verbale in pochissimo tempo si
possono spostare parecchi voti.
Quando temere? Il broglio è ipotizzabile alla fine delle operazioni di scrutinio quando, gli
scrutatori firmano i verbali con scarsa attenzione avendo fretta di andare a casa dopo due
giorni di seggio, il seggio è quasi deserto ed i componenti hanno fretta di andarsene. È
prossibile allora che la compilazione del verbale non sia fedele
È rilevabile? Dipende da alcune circostanze:
a) È rilevabile se il comune rende disponibili i dati degli scrutini per ogni singola sezione
(non tutti i Comuni lo fanno). In tal caso possono emergere le incongruenze con quanto
riportato dal Comune e quanto annotato dal rappresentante di Lista. In generale comunque
il rilievo richiede tempo e può essere effettuato dopo alcuni giorni dalla chiusura del voto
(quando il Comune rende disponibili i dati). Inoltre è necessario disporre dei dati “originali”
per ciascuna sezione;
b) non è rilevabile se il Comune pubblica solo il risultato complessivo e non quello per
singola sezione;
c) non è rilevabile se il Rappresentante di Lista non annota correttamente i risultati al
termine dello scrutinio;
d) in generale il broglio è sospettabile quando risultano variazioni percentuali importanti
rispetto alle votazioni precedenti (caso non applicabile se una lista si candida per la prima
volta alla competizione elettorale). Per dimostrare l’esistenza del broglio (o semplicemente
dell’errore), è necessario richiedere la verifica delle schede e questo non è semplice,
soprattutto se non si riesce ad individuare la sezione responsabile dell’anomalia.
Il RdL deve prendere diligentemente nota dei risultati emersi dallo scrutinio ed assistere
alla redazione dei verbali. Non può essere posto in atto se per ogni seggio del Comune i RdL
hanno svolto attentamente e correttamente tutte le rilevazioni necessarie.
ALTRE IPOTESI DI BROGLI
Si tratta di ipotesi che non ho avuto modo di approfondire (alcune sembrano inverosimili) e su cui,
comunque, i rappresentanti di lista non avrebbero possibilità di intervento; le richiamo per
completezza di esposizione, fermo restando che sarebbe auspicabile acquisire dei riscontri su tali
tipi di brogli.
MANCATO SBARRAMENTO DELLE SCHEDE BIANCHE O NULLE - In sede di riesame delle schede, i
verbali non fanno testo e sono sostituiti da quelli dello scrutinio in seconda istanza, mentre le
schede così non contrassegnate sono manipolabili.
SOSTITUZIONE DI SCHEDE VOTATE REGOLARMENTE - Sostituite con altre già compilate come
desiderato durante il trasporto al Comune ad esempio se i sacchi non sono adeguatamente sigillati.
RIEPILOGO FASI PARTICOLARMENTE CRITICHE IN CUI BISOGNA ASSICURARE LA MASSIMA
ATTENZIONE E PRESENZA.
1. GIORNO ANTECEDENTE LE VOTAZIONI QUANDO SI PREPARA IL SEGGIO E SI COMPIONO
TUTTE LE OPERAZIONI SULLE SCHEDE;
2. ORARI DI PRANZO/CENA/SCARSA AFFLUENZA DEI VOTANTI, MANCANZA DI ALCUNI DEGLI
SCRUTATORI (QUELLI CHE RIMANGONO POTREBBERO ATTUARE BROGLI) - La legge prevede
che nel seggio debbano rimanere sempre tre persone, una delle quali è il presidente o il
vicepresidente di seggio. Necessario alternarsi con gli altri rappresentanti di lista della
stessa parte politica.
3. MATITE SCOMPARSE - una matita può essere frammentata in numerosi pezzi ed ogni pezzo
affidato a chi trasporta le schede, a scrutatori, ai rappresentanti di lista, agli operatori
comunali in fase di riconteggio, ecc. per la manipolazione delle schede. Assicurarsi che i
sacchi siano ben sigillati.
4. ELETTORI SENZA DOCUMENTI RICONOSCIUTI DAGLI SCRUTATORI;
5. SEGGI CON PERCENTUALE DI VOTANTI SUPERIORE ALLA MEDIA;
6. SACCHI/SCATOLE/PLICHI NON SIGILLATI BENE ALLA CHIUSURA SEGGI - Il sabato pomeriggio
dopo le operazioni preliminari e dopo la redazione dei verbali di chiusura.
7. OPERAZIONI DI SPOGLIO – Attenzione particolare ad evitare confusione durante le
operazioni di spoglio e non lasciare il seggio finché le operazioni non si sono TOTALMENTE
completate.
CONCLUSIONI
Il broglio elettorale all'interno dei seggi è di più diffile attuazione se:
gli scrutatori sono stati nominati con criteri oggettivi (meglio ancora se Presidente e/o
scrutatori risultano anche persone note come veri attivisti/simpatizzanti M5S);
o, quantomeno, il seggio è politicamente rappresentato (ossia non è "monocolore");
comunque, non vi è complicità tra tutti o alcuni componenti del seggio elettorale;
sono costantemente presenti rappresentanti di lista di vari partiti (meglio ancora anche
M5S);
si presta un elevato livello di attenzione da parte dei rappresentanti di lista.
Quello che si può ragionevolmente immaginare è che i componenti di un seggio, se tutti disonesti e
consenzienti, applicherebbero una sorta di broglio-mix delle azioni sopra evidenziate, cercando di
non creare risultati ingiustificabili, anche per non incorrere nelle sanzioni previste. Pertanto un
broglio sostenibile a livello di seggio difficilmente sposterebbe più del 10-15% dei voti di quel
seggio.
Come evidenziato all'inizio, dei brogli attuati anche su pochi seggi potranno avere incidenza su
un'elezione Comunale mentre, per potere incidere su elezioni più ampie (Regionali, nel nostro
caso) dovrebbero riguardare davvero parecchi seggi. Quindi, STATE TRANQUILLI E VIGILATE. Sarà
sufficiente questo.
POTERI E RESPONSABILITÀ DEI RAPPRESENTANTI DI LISTA
I rappresentanti presso la sezione elettorale:
a. hanno diritto ad assistere a tutte le operazioni dell’ufficio elettorale di sezione, sedendo al
tavolo dell’Ufficio stesso od in prossimità;
b. possono far inserire, succintamente, nel verbale eventuali dichiarazioni od osservazioni a
proposito dello svolgimento delle operazioni elettorali e dell’attribuzione dei voti;
c. possono apporre la loro firma od il loro sigillo sulle strisce di chiusura delle urne, e la loro
firma nei verbali e sui plichi contenenti gli atti della votazione e dello scrutinio, relativi
all’elezione per la quale sono stati designati, nonché sui mezzi di segnalazione apposti alle
finestre ed agli accessi della sala delle elezioni.
Per l’esercizio delle loro funzioni i rappresentanti sono autorizzati a portare, all’interno della
sezione, un bracciale o altro distintivo recante il contrassegno della lista rappresentata. Possono
anche usare la copia delle liste degli elettori della sezione, di cui eventualmente siano in possesso,
annotandovi coloro che votano. Tutti i membri dell’ufficio elettorale, e quindi anche i
rappresentanti di lista, nell’esercizio delle loro funzioni, sono considerati ad ogni effetto di legge
pubblici ufficiali. E per i reati commessi in danno loro si procede con giudizio direttissimo.
Disciplina e sanzioni
I rappresentanti di lista che impediscano il regolare procedimento delle operazioni elettorali sono
puniti, a norma dell'art. 96, quarto comma, del T.U. n. 570 con la reclusione da due a cinque anni e
con la multa fino ad € 2.000,00.
Buon lavoro e a riveder le
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Vademecum antibrogli