Pubblicazione trimestrale - Spedizione in abbonamento postale - 70% Milano - Autorizzazione Tribunale di Milano n. 286 del 17/04/1989 nei Anno IV - Dicembre 2015 - Numero 4 ORGANO UFFICIALE DI ABITARE SOCIETÀ CO O P E R AT I VA 3 EDITORIALE SOMMARIO Comitato di Redazione 5 DISTIBUTORI DI ACQUA A DISPOSIZIONE DEI SOCI di Biagio Adduci 6 L’ASSISTENZA FISCALE PER I SOCI di Silvio Ostoni ed Emilia Viero Manicone 8 ANNO NUOVO... NUOVA CARTE DEI SERVIZI 2016 di Silvio Ostoni e Chiara Cariani 9 LE POTENZIALITÀ DELLE PERIFERIE di Massimilano Bignami 10 PRONTI PER LA NEVE di Neva Bellinzani 11 PRESTITO SOCIALE 12 IL CUORE AL CENTRO: DEFIBRILLATORI SALVAVITA di Beatrice Uguccioni 13 L’IMPORTANZA DELLA COOPERAZIONE di Giuseppe Sardena 14 INVESTIMENTI E INCENTIVI CONCRETI di Franco Mirabelli 16 LA MEGLIO GIOVENTÙ di Claudio Elli 18 IL TEATRO DELL’IMPEGNO di Renato Sarti 19 AMICIZIA: GIOIE E DOLORI dei ragazzi dello Spazio Giovani 20 LA VITA IN COOPERATIVA di Thomas Riccardo Wilson 21 IL MONDO È BELLO PERCHÉ È VARIO di Valeria Malvicini 22 INSIEME NEI CORTILI: UN ANNO DALLA COSTITUZIONE di Valter Giraudi 23 IDEE IN DIVENIRE DEL CIRCOLO Gli eventi del Circolo Calvino 24 NEWS DAL CENTRO CULTURALE DELLA COOPERATIVA di Maria Piera Bremmi 25 SAPER ESSERE CITTADINI di Lorenzo Mazzi 26 QUELLI DEL VILLAGGIO:CRESCE LA VOGLIA DI CULTURA a cura dell’Associazione 27 VALDOSSOLA: 50° ANNIVERSARIO di Onorina Argento 28 QUANDO VIAGGIO FA RIMA CON SOLIDALE di Simona P.K. Daviddi 29 AIUTO!! I COMPITI di Valeria Malvicini 30 MUNICIPALITÀ, A COSA SERVONO CHI LO SA? Direttore Responsabile Claudio Elli Direttore Editoriale Alessandra Russo Coordinamento editoriale Simona P.K. Daviddi Comitato di redazione Massimiliano Bignami, Emanuele Costamagna, Claudio Elli, Ermanno Pulici, Alessandra Russo Hanno collaborato a questo numero Biagio Adduci, Onorina Argento, Neva Bellinzani, Massimiliano Bignami, Maria Piera Bremmi, Chiara Cariani, Walter Cherubini, Simona P.K. Daviddi, Claudio Elli, Valter Giraudi, Valeria Malvicini, Lorenzo Mazzi, Franco Mirabelli, Silvio Ostoni, Carlo Pezzoni, Alessandra Russo, Giuseppe Sardena, Renato Sarti, Beatrice Uguccioni, Emilia Viero Manicone,Thomas Riccardo Wilson, Ufficio Patrimonio Abitare Soc. Coop. Impaginazione New Paper - Via San Vito 18 - 20123 Milano www.newpaper.it Stampa INPRIMART s.r.l. Contributi fotografici Associazione Insieme nei Quartieri, Associazione Italo Calvino, Associazione Quelli del Villaggio, Emiliano Boga, Simona P.K. Daviddi, EXPO Milano 2015, Cesare Losi, Pandora, Emanuele Reguzzoni, Alessandra Russo, Teatro della Cooperativa. Inserzioni pubblicitarie: [email protected] Redazione: Sala Ghiglione - Via Val di Ledro [email protected] Editore: Abitare Società Cooperativa Legale Rappresentante Presidente Silvio Ostoni Via Hermada 14 - 20162 Milano Tel. 02.66100118 - fax 02.6462036 www.abitare.coop [email protected] Cooperativa aderente a: di Walter Cherubini 32 QUEI RAGAZZI DELLA CASA DEI ROSSI di Carlo Pezzoni 2 n. 4 dicembre 2015 EDITORIALE • DICEMBRE 2015 E D I TO R I A L E C are Socie e cari Soci, siamo all’ultimo numero di quest’anno e, come Redazione, invece di spiegarvi cosa troverete all’interno del giornale vogliamo fare il punto della situazione. Abbiamo passato un anno impegnativo, anche nel giornale, che non è di così semplice composizione come potrebbe apparire esternamente. Abbiamo voluto modificare la grafica, ripensando sia alla testata sia alle copertine che, se avete notato, cambiano di volta in volta e richiedono quindi un ulteriore sforzo di immaginazione e di grafica. Abbiamo cercato di dare più contenuti, più spazio sia alle realtà che ci contraddistinguono sia a chi ci è vicino come nelle varie rubriche curate dal Senatore della Repubblica Italiana Franco Mirabelli, dalla Presidente di Zona 9 Beatrice Uguccioni e dal nostro impareggiabile Maestro Renato Sarti, a loro va il nostro più sentito ringraziamento per l’impegno e la passione che mettono in ogni articolo che redigono. Abbiamo voluto collaborare anche con Anpi, e allargare questa collaborazione non solo a Niguarda, bensì a tutta la Zona dove i nostri stupendi quartieri sono dislocati: per questo collaboreremo con loro, con un respiro più ampio. Abbiamo intessuto rapporti più stretti con i Soci, partecipando ai loro eventi (divertendoci un mondo!), approfondendo la conoscenza di nuove realtà e soprattutto di nuove persone, che altrimenti sarebbero rimaste solo e-mail trimestrali. Ci siamo impegnati per fornirvi la maggior parte di notizie necessarie per farvi sapere cosa succede in Cooperativa, con articoli mirati anche verso l’esterno del nostro mondo, che ci ha dato grandissime soddisfazioni grazie anche alle attenzioni internazionali ai nostri soci e al nostro patrimonio. Possiamo ben dire che Abitare è la bandiera di una cooperazione che resiste alla crisi, mettendocela tutta e lavorando ancora più duramente. La cosa più bella è stato l’entusiasmo che molti di voi ci hanno dimostrato a lettere o a parole, il supporto, le richieste che abbiamo potuto far nostre, la vicinanza di un corpo sociale che è tutto, ma non diviso. Abbiamo sperimentato anche la solitudine di lavorare per qualcosa che viene ritenuto a volte futile e inutile, ma che per noi è un veicolo importante di informazioni e che ci impegneremo ancor di più a sviluppare. Ci siamo rivolti ai ragazzi dello Spazio Giovani per fargli n. 4 dicembre 2015 scrivere i loro pensieri, in assoluta libertà, perché il rinnovamento passa anche e soprattutto dalle giovani menti che si affacciano al futuro, per fosco e instabile possa essere in questo momento per i più grandi. Vorremmo che i bambini ci seguissero e partecipassero attivamente mandandoci disegni/articoli/racconti scritti da loro, perché la nostra comunità non è fatta solo di storia da raccontare ma soprattutto di storia da scrivere. Sappiamo che il nostro cammino continuerà a essere lungo e faticoso; perché tirare le fila di tante realtà con cui dialoghiamo non è mai stato e mai sarà semplice: 23 quartieri e quasi altrettanti CdQ, gli uffici, la Presidenza, la Direzione, le nostre stupende Asoociazioni e Circoli non sono un giochino ma qualcosa di tremendamente serio e importante. Ma proprio a loro vanno i nostri più grandi ringraziamenti per gli spunti, i famosi shampoo del Presidente quando sbagliavamo un termine o un nome (figuriamoci quando è andato perduto un nome di uno dei nostri cari quartieri dalla prima copertina!!!), la collaborazione a qualsiasi ora (del giorno e della notte) di tutti, ma soprattutto delle magnifiche segretarie (Chiara e Paola…no, non il gruppo musicale!) e del grandissimo ufficio patrimonio, nonché del nostro ufficio tecnico che vigila sul campo coordinato dalla brava Neva. Per non parlare dell’ufficio amministrativo che a maggio per la spiegazione e la presentazione del budget è stato la colonna portante del numero, grazie anche al Direttore Carezzano e alla ex consigliere Emilia Viero Manicone ora Vice Presidente (finalmente una donna!) e di tutto il personale della nostra bella e forte Cooperativa. Per chiudere chiediamo ai nostri Soci e ai nostri CdQ, alle nostre Associazioni e Circoli che vogliano collaborare, di dare ancora di più, di starci vicini, perché abbiamo tante idee da mettere in opera e da soli non si va da nessuna parte. Non c’è posto per prime donne o pavoni che vogliano mettere in mostra solo se stessi, ma solo per persone volenterose e motivate che cercano sempre di migliorarsi e di migliorare il loro lavoro e i servizi offerti. Se vi riconoscete in questa descrizione contattateci, qualunque età abbiate: ci farebbe piacere conoscervi e collaborare insieme! Infine buone feste a tutti ma soprattutto che l’anno nuovo vi porti tanta serenità, salute e tranquillità! Buona lettura! Il Comitato di Redazione 3 INCONTRO CON I CONSIGLI DI QUARTIERE APERTO A TUTTI I SOCI I Consigli di Quartiere sono convocati MARTEDÌ 22 DICEMBRE 2015 alle ore 21.00 presso il Teatro della Cooperativa di via Hermada 8 all’incontro con il Consiglio di Amministrazione, aperto anche a tutti i Soci interessati a partecipare, con i seguenti punti all’ordine del giorno: 1) Informazioni del Presidente 2) Illustrazione progetti in corso 3) Illustrazione Budget 2016 Auspicando la più ampia partecipazione, restiamo in attesa di incontrarvi e inviamo i migliori saluti p. il Consiglio di Amministrazione Il Presidente Silvio Ostoni Sarà anche l’occasione per il tradizionale scambio di Auguri! LA COOPERATIVA DISTRIBUTORI DI ACQUA A DISPOSIZIONE DEI SOCI CHIARIMENTI NECESSARI AL SERVIZIO di Geom. BIAGIO ADDUCI - Area Tecnica Operativa C on queste poche righe ci auguriamo di chiarire ai Soci alcuni importanti aspetti relativi all’uso e la manutenzione dei distributori automatici di acqua presenti in alcuni Quartieri della Cooperativa. Come sempre l’Area Tecnica resta a disposizione per ogni ulteriore dubbio o necessità. Il termine “Case dell’Acqua” definisce gli impianti posti in luogo pubblico – o accessibili liberamente al pubblico – che sono gestiti dal Comune. Gli impianti presenti nei Quartieri di Abitare Società Cooperativa sono detti distributori automatici a uso privato e la potabilità dell’acqua è garantita dall’acquedotto comunale. Tali distributori automatici ad uso privato devono seguire le linee guida del D.M. n. 25 del 7/02/2012 perché vanno a modificare le caratteristiche dell’acqua destinata al consumo umano: l’acqua potabile, refrigerata e/o gasata, infatti viene filtrata per migliorare le caratteristiche organolettiche. Riassumiamo di seguito le caratteristiche dei distributori presenti nei nostri Quartieri: 1 L’apparecchiatura rispetta il Regolamento CE n. 1935/2004 2 I luoghi d’installazione sono idonei, con presenza di punti di prelievo campioni, scarichi liberi e collegati alla rete idrica a uso domestico 3 La manutenzione è svolta da personale tecnico qualificato e rispetta le norme riportate sul libretto d’uso e manutenzione, che viene aggiornato a ogni intervento: • pulizia e sanificazione della vaschetta di appoggio dei contenitori • pulizia ugello di innesto dei succhi • sostituzione del filtro a carbone attivo • analisi di controllo sui punti di prelievo (a ogni sostituzione del filtro) • diffusione dei risultati dei prelievi periodici riportanti caratteristiche organolettiche dell’acqua attraverso i Consigli di Quartiere. Ricordiamo che la società installatrice H2O sas risulta avere tutti gli attestati di categoria n. 4 dicembre 2015 Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo del CdQ di via Hermada/Ornato: Le indicazioni sopra elencate sono state inserite nel contratto che è stato sottoscritto da Abitare Soc. Coop. e H2O Sas, installatore e gestore dei distributori, tenendo conto anche delle sanitizzazioni e delle sostituzioni dei filtri. Per il distributore posizionato nel quartiere di Hermada-Ornato la Società H2O Sas ha provveduto alla sanitizzazione dell’apparecchio a maggio e a ripetere l’operazione a ottobre, includendo il cambio del filtro e i prelievi per le analisi di routine. I prelievi sono stati effettuati alla presenza dei membri del CdQ, che hanno accompagnato l’incaricato della Società al laboratorio accreditato. I risultati delle analisi hanno confermato il rispetto dei parametri previsti dalla legge. Siamo ben contenti dei risultati e soddisfatti degli interventi eseguiti da H2O Sas che, oltre a rispettare il contratto, si dimostra partner responsabile e particolarmente attento al buon funzionamento dell’erogatore posto nel nostro Quartiere. Ricordiamo infine che, a oggi, i distributori sono presenti nei Quartieri Hermada/Ornato, Cecchi, Maestri del Lavoro, Comasina, Val d’Ossola, Val di Ledro e Zanoli ed entro l’anno verranno installati anche nei Quartieri Empoli, Scherillo, Grassini e Carli. 5 LA COOPERATIVA L’ASSISTENZA FISCALE PER I SOCI STABILITO L’ACCORDO CON IL NUOVO CAF: ECCO TUTTI I SERVIZI EROGATI di SILVIO OSTONI ed EMILIA VIERO MANICONE A seguito delle nuove esigenze presentate dai Soci nel corso dell’anno e mantenendo l’impegno preso di ridurre tutti i costi della Cooperativa, la Presidenza si è impegnata in questi mesi a valutare diversi operatori del settore e Caf per proporre un servizio più competitivo ai nostri Soci. Al termine degli incontri di valutazione è stato deciso di concludere l’accordo di collaborazione, a titolo totalmente gratuito per la Cooperativa, con Ceser S.r.l. - corrispondente Caf Uil - che a partire dal prossimo 15 gennaio erogherà il servizio di assistenza fiscale a condizioni agevolate ai Soci di Abitare Soc. Coop. Il servizio sarà totalmente rinnovato, più competitivo, con maggiori garanzie e presidi nei nostri Quartieri e vedrà ampliati i servizi a disposizione dei Soci inoltre, come stabilito nell’accordo, di cui riportiamo di seguito i punti più significativi, la Uil si è impegnata a produrre report trimestrali al fine di verificare i servizi e ampliarli o migliorarli in corso d’opera. Ora che l’accordo è stato definito, il prossimo passo sarà stabilire i dettagli logistici e temporali, anche in accordo con i Referenti di Quartiere, per i presidi del servizio e che ci impegniamo a divulgare entro i primi giorni del 2016 attraverso gli avvisi nelle 6 bacheche, la newsletter e il sito della Cooperativa www.abitare.coop. Con l’auspicio che i Soci accolgano con favore il nuovo servizio e apprezzino il lavoro svolto, invitiamo a segnalarci eventuali indicazioni o problematiche per migliorarci e migliorare nel futuro. Silvio Ostoni (Presidente) e Emilia Viero Manicone (Vice Presidente) Come sopradetto, riteniamo utile riprodurre integralmente i punti principali contenuti nell’accordo di collaborazione sottoscritto: • la Cooperativa intende far svolgere l’assistenza fiscale, da parte di operatori Caf, direttamente anche nelle proprie sedi di: • Val di Ledro 23; • Abba 26; • Cecchi; • Zanoli 15; • in alternativa, sedi da definire in accordo con la Cooperativa stessa. • la società è interessata a svolgere l’assistenza fiscale richiesta. n. 4 dicembre 2015 LA COOPERATIVA Modello Fiscale TUTTO CIÒ PREMESSO Si conviene e si stipula quanto segue. ART. 1 Ceser S.r.l., accogliendo l’intenzione della Cooperativa di mettere a disposizione un servizio di assistenza fiscale in favore dei propri Soci, organizza l’attività secondo le sotto indicate modalità, a partire dal 15/01/2016: • Nei mesi compresi tra marzo e luglio, al fine di garantire lo stesso operatore appositamente dedicato allo svolgimento del servizio reso disponibile alla Cooperativa, saranno calendarizzate le aperture nelle giornate di lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì (una per sede) con i seguenti orari: dalle 09.00 alle 13.00 oppure dalle 14.00 alle 18.00 (da convenire sede per sede in virtù delle richieste e domande di assistenza fiscale). Considerata la chiusura di agosto, per i restanti mesi sarà garantita, nelle stesse giornate, la presenza dell’operatore Caf con i seguenti orari: dalle 09.00 alle 13.00 (oppure dalle 14.00 alle 18.00, da concordare con la Cooperativa). Nelle giornate di assistenza fiscale si auspica la presenza in sede anche di un referente della Cooperativa. • Nelle giornate concordate preventivamente con la Cooperativa, all’interno delle strutture rese disponibili dalla Cooperativa stessa dotate di stampante (qualora disponibile), Ceser S.r.l. corrispondente Caf Uil per la provincia di Milano -provvede alla raccolta dei modelli fiscali; • Sarà cura dell’Ente organizzare il flusso di richiedenti in appuntamenti; • I richiedenti l’assistenza fiscale dovranno presentare la documentazione utile in copia fotostatica, comprensiva del modello 730 dell’anno precedente e del documento di identità valido. ART. 2 Il Caf assicura il controllo e la verifica delle regolarità dei documenti prodotti e, ove previsto, rilascia la certificazione di conformità assistita da assicurazione, lo svolgimento di tutte le operazioni inerenti l’invio telematico agli Enti competenti. La conservazione della documentazione in originale, per il tempo legislativamente previsto, è a carico richiedente il servizio. ART. 3 Per i servizi soggetti a tariffazione i soci della cooperativa Abitare (loro nucleo familiare) potranno fruire, a seguito di esibizione copia tessera socio, delle seguenti tariffe fortemente agevolate rispetto a quelle applicate negli sportelli Caf Uil: n. 4 dicembre 2015 Tariffa applicata 730 singolo socio cooperativa € 20,00 730 congiunto socio cooperativa € 40,00 730 singolo familiare socio cooperativa (“Progetto famiglia”) € 30,00 730 congiunto familiare socio cooperativa (“Progetto famiglia”) € 60,00 Unico Persone Fisiche socio cooperativa € 30,00 Unico Persone Fisiche familiare socio cooperativa (“Progetto famiglia”) € 45,00 ART. 4 Qualora il socio della cooperativa fosse impossibilitato a recarsi nelle sedi elencate al punto 1 potrà, previo appuntamento da fissare in uno sportello Caf Uil Milano, usufruire dell’assistenza fiscale alle tariffe menzionate all’art. 3, attraverso la presentazione della tessera di socio della cooperativa. ART. 5 Il socio della cooperativa potrà altresì richiedere al Caf la compilazione, in forma gratuita, della Dsu ai sensi del d.p.c.m. 159/2013 per richiedere le seguenti agevolazioni: • Bonus energia, luce e gas; • Bonus bebè e famiglie numerose (almeno 3 figli minori); • Agevolazioni tariffarie sulle iscrizioni agli asili nido, mense scolastiche, dote scuola; • Tasse universitarie; • Tessera Atm over 65 a tariffa gratuita o ridotta; • Social card; • Canone Telecom; • Qualsiasi altra agevolazione collegata ai requisiti reddituali certificati attraverso l’IseeE Ed inoltre le seguenti certificazioni reddituali: • Modello Red Inps; • Dichiarazioni Invciv (Icric - Iclav - Accas/Ps). ART. 6 Le parti, per quanto di rispettiva competenza, si uniformano alle disposizioni del d.lgs. 196/03, con particolare riguardo agli standard stabiliti in materia di sicurezza dei dati personali e di responsabilità verso gli interessati. ART. 7 Il presente accordo ha durata sino al 31/12/2016 e si intenderà rinnovato per un ulteriore anno previa comunicazione scritta entro 15 giorni antecedenti la scadenza da formularsi a cura di una delle due parti. Per info: [email protected] 7 LA COOPERATIVA ANNO NUOVO… NUOVA CARTA DEI SERVIZI 2016 IN ESCLUSIVA PER I NOSTRI SOCI LETTORI, UNA BREVE ANTEPRIMA DEI CONTENUTI DELLA NUOVA CARTA DEI SERVIZI E CONVENZIONI 2016 a cura di SILVIO OSTONI e CHIARA CARIANI P erché pubblicare una Carta dei Servizi? Perché Abitare Soc. Coop. vanta una storia centenaria che ancora oggi porta avanti i valori originari e fondamentali della cooperazione: socialità, mutualità e partecipazione democratica. La capacità di coniugare principi di solidarietà ed economia si esprime efficacemente non solo nella gestione di migliaia di alloggi assegnati ai propri soci in godimento o in proprietà ma anche nell’attuazione di progetti di coesione sociale volti a soddisfare bisogni e interessi dei soci stessi e della comunità. La nostra Cooperativa mira a soddisfare tali bisogni attraverso la realizzazione di numerosi servizi, con la collaborazione di enti e associazioni a noi vicine, e di convenzioni con molte delle realtà commerciali della nostra zona. Tra i principali servizi rivolti ai Soci ricordiamo: • tutti gli strumenti a disposizione dei Soci volti a rispondere alle esigenze di remunerazione del prestito sociale apportato (carta prepagata, bonifici da/verso libretti, piani di accumulo ecc) • le nuove modalità di appuntamento con la struttura, per incontrare il referente adeguato a ogni necessità • gli sportelli di consulenza fiscale e amministrativa, per accedere alle agevolazioni reddituali o per un supporto nella gestione finanziaria familiare, con quattro incontri mensili su altrettante sedi dislocate in modo da garantire un’adeguata copertura del nostro territorio • L’Associazione di Promozione Sociale Insieme nei Cortili, nata con lo scopo di promuovere le attività sociali all’interno dei Quartieri, condividere diverse esperienze e individuare nuove opportunità di socialità. L’Associazione cura in autonomia e coordina tutte le iniziative sociali che vengono svolte dai Referenti di Quartiere e gestisce in comodato d’uso i locali sociali della Cooperativa. • Lo Spazio Giovani, un progetto dedicato ai giovani con l’obiettivo di incrementare la coesione sociale all’interno dei quartieri periferici di 8 Milano, attraverso il valore sociale della didattica e della pedagogia attraverso la realizzazione di corsi, laboratori e attività didattiche • Le numerose iniziative organizzate nelle nostre sale polifunzionali, dai corsi di lingue a quelli di ballo, teatro, ginnastica ecc... Esiste inoltre un ricco ventaglio di opportunità, sempre dedicate al nostro corpo sociale ma aperte anche al territorio, messe a disposizione dalla numerose associazioni vicine alla Cooperativa: dal Centro Culturale della Cooperativa al Circolo Culturale Italo Calvino, dal Teatro della Cooperativa all’Associazione Quelli del Villaggio fino ad arrivare alle iniziative della Coop. Pandora, delle Associazioni Zuccheribelli e Ape Zona 9, ai servizi della Cooperativa Filo di Arianna. Appuntamento dunque al nuovo anno, con la nuovissima Carta dei Servizi. Se sei un’attività commerciale e vuoi comparire sulla nostra Carta dei Servizi, scrivi a: [email protected] n. 4 dicembre 2015 LA COOPERATIVA LE POTENZIALITÀ DELLE PERIFERIE PARTIRE DAI BUONI ESEMPI PER MIGLIORARE TUTTA LA CITTÀ di MASSIMILIANO BIGNAMI Q uante volte si è parlato di periferie e della loro riqualificazione? Quante volte si è assistito a dibattiti accesi su come poter intervenire nelle zone periferiche di Milano? Cosa è veramente cambiato? Chi sono i protagonisti di questo cambiamento? Inutile fare della dialettica sulla situazione di alcune zone della città di Milano, le criticità sono conosciute e purtroppo da molti anni. Molto se ne è sentito parlare, poco si è visto intervenire. Ma dove le istituzioni non sono arrivate, il terzo settore e i privati si sono mobilitati. A Milano, negli ultimi anni, sono state create vere eccellenze replicabili in tutti i quartieri della città che potrebbero necessitarne. Eccellenze create dalla volontà e dal lavoro di semplici cittadini. Cittadini che hanno scommesso sulle periferie e che hanno vinto la loro partita. Dei molti esempi, oggi abbiamo deciso di occuparci di uno in particolare. Siamo a Niguarda, parte nord della città. Zona residenziale famosa per ospitare l’Ospedale Maggiore, meno per i luoghi di aggregazione. In questo quartiere, accanto alla piscina Scarioni (impianto dalle ottime potenzialità, ma non utilizzato al meglio), da quasi dieci anni giaceva in stato di completo abbandono un edificio che sarebbe dovuto diventare un bowling. Dieci anni durante i quali erbacce, immondizia e degrado hanno fatto da padroni. L’edificio ovviamente aveva risentito di questa situazione e aveva bisogno impellente di lavori di restauro. Ma perché uso il passato? Perché dove le istituzioni avevano abbandonato, un gruppo di giovani sportivi è intervenuto. Con investimenti privati, materiali di recupero e il loro stesso lavoro, Milan Monkeys (gruppo di giovani atleti di parkour) ha recuperato l’intera zona e donato al quartiere una vera eccellenza. L’edificio è stato trasformato in una innovativa palestra pensata per potersi allenare nel parkour e nel freerunning, oltre che per praticare yoga, boxe e arti marziali. Rappresenta al momento l’unico esempio in Italia di palestra che racchiuda questi urban sport in una sola sede. Un vanto per il quartiere e per la città, ma soprattutto un buon esempio di come si possano recuperare spazi inutilizzati e dare insieme un vero servizio di valenza sociale alla cittadinanza. Sono infatti già più di 1.800 gli associati alla palestra degli urban sport di Niguarda. A un anno e mezzo dall’apertura del n. 4 dicembre 2015 centro sportivo, la risposta del quartiere e della città è stata incredibile. Tutto questo è stato possibile grazie al grande lavoro dei giovani atleti e al forte supporto della Uisp (Unione Italiana Sport Per Tutti) e del suo direttore milanese Antonio Iannetta. “Penso che le periferie siano troppo spesso dimenticate dall’azione amministrativa – spiega Iannetta – dovrebbero essere invece riportate al centro della discussione tramite un concetto di città allargata. Il controllo del territorio e la capacità di creare coesione sociale saranno il pilastro su cui poggiare ogni strategia che riguarda la sicurezza dell’area metropolitana. È nelle periferie che si rigenerano energie vitali per il rilancio delle nostre aree metropolitane. La città dovrà essere policentrica, una metropoli che non guarda ai quartieri periferici come mondi complicati, ma come opportunità di crescita economica e partecipazione della cittadinanza attiva. Investire nella rigenerazione urbana, aprire spazi nuovi di aggregazione per giovani ma con uno sguardo alle necessità intergenerazionali, partendo dai bambini fino alla grande età. Oggi rilanciare luoghi per praticare attività motoria e culturale significa predisporre il tessuto cittadino a diventare incubatore di idee e proposte orientate alla qualità della vita in città”. Iannetta conclude asserendo che “le nostre periferie devono attrarre giovani per favorire proposte che ridisegnano gli spazi urbani all’altezza delle nuove sfide dell’abitare, praticare sport e fare cultura.” 9 LA COOPERATIVA PRONTI PER LA NEVE I COMPITI E I REFERENTI IN CASO DI EMERGENZA NEVE di NEVA BELLINZANI I n occasione delle festività natalizie, le portinerie resteranno chiuse nei seguenti giorni: Giovedì 24 dicembre pomeriggio, Giovedì 31 dicembre pomeriggio, e Sabato 02 gennaio 2016 con l’occasione porgiamo i migliori auguri di buone feste. PIANO NEVE Informiamo gli interessati che per reagire all’eventuale emergenza neve sono stati assegnati i seguenti compiti: 1 Compiti custodi: i custodi sono tenuti ad effettuare la spalatura della neve e spargimento sale sulle rampe box ove presenti e passaggi pedonali compreso marciapiede esterno come da planimetria in loro possesso negli orari di lavoro. 2 Spalatori di rinforzo: il personale delle imprese deve effettuare spalatura neve e spargimento sale sulle rampe box e passaggi pedonali compreso marciapiede esterno come da planimetrie in loro possesso, contemporaneamente in tutti i quartieri della cooperativa nei giorni feriali e festivi con i seguenti orari: 10 Dalle ore 06.00 alle ore 08.00 Dalle ore 12. 00 alle ore 14. 00 Dalle ore 18.00 alle ore 22.00 3 Coordinamento lavori: nei giorni feriali dalle 7,00 alle 19,00 il coordinamento del piano neve viene effettuato da: Arch. La lacona: Ornato 7 - Hermada 8 e 14 Val D’Ossola 19 - De Calboli 14 Geom. Adduci: Conte Verde 17 - Abba 26 Davanzati 28 - Livigno 20 - Di Vittorio 32 Novate Milanese Geom. Roberto: Cecchi 1 e 2 - M. del Lavoro 4 - Empoli 9 - Grassini 5 - Adriatico 30 Arch. Greco: Val di Ledro 23 - Scherillo 4 - Carli 34 - Comasina 87 Sig. Nastro: Cicerone 17 - Ornato 58 - Hermada 23 - Zanoli 15/19 - Armellini 10 Nei giorni festivi sono reperibili 2 coordinatori con turni da definire tra l’Arch. Greco, il geom. Adduci, il geom. Roberto e l’Arch. La lacona. 4 Responsabile magazzino: il sig. Busnaghi è responsabile del materiale di emergenza (sale, transenne, nastri segnalatori, pale, ecc.) e dei mezzi spazza neve di nostra proprietà che sono stati revisionati e pronti all’uso. n. 4 dicembre 2015 Il prestito sociale… i valori del passato con uno sguardo al futuro Numerose sono le evoluzioni del prestito sociale che Abitare ha messo in atto per andare incontro alle diverse esigenze di impiego della liquidità dei Soci. Una serie di strumenti e servizi utili ed un modo semplice, sicuro e remunerativo per risparmiare BONIFICI DA/VERSO LIBRETTO È attivo il nuovo sistema che consente di movimentare comodamente fondi mediante home banking dal proprio conto corrente bancario al libretto di risparmio e viceversa. Questo nuovo servizio è pensato per rispondere alle esigenze di gestione da remote dei propri risparmi in modo semplice e sicuro CARTA PREPAGATA ‘ABITARE’ PRESTITO LIBERO E VINCOLATO Il nuovo strumento alternativo che consente ai Soci di beneficiare di un forte risparmio sui costi di gestione dei conti correnti: la Carta Conto Abitare, nominativa prepagata e ricaricabile, dotata di Iban e quindi in grado di sostituire il conto corrente bancario per tutte le movimentazioni in entrata e in uscita (dall’accredito dello stipendio/pensione all’addebito delle utenze), oltre al normale utilizzo come carta bancomat o carta di credito, il tutto praticamente senza costi e in promozione Il risparmio nella sua forma più classica: rimborsabile a vista o vincolato a due, tre o cinque anni, tassi di interesse estremamente competitivi PIANO DI RISPARMIO • Libero - vincolato a due anni, tassi superiori al libretto ordinario, nessun costo di gestione, versamenti minimi di euro 30 effettuabili in qualunque momento, svincolabile liberamente • Ad accumulo - vincolato a tre anni, tassi di interesse competitivi, versamento mensile minimo di euro 50, possibilità di interrompere e riprendere i versamenti a piacere, svincolabile su richiesta, nessun costo di gestione • Per i nuovi Soci o nuovi Assegnatari - vincolato a tre anni rinnovabile, tassi di interesse competitivi, incrementabile con versamenti liberi, svincolabile su richiesta, spese di gestione ridotte Per maggiori informazioni rivolgersi agli sportelli negli orari di apertura al pubblico o contattare l’Ufficio Risparmio Sociale, al n. 02 89291.211 o via mail [email protected] www.abitare.coop IN ZONA IL CUORE AL CENTRO: DEFIBRILLATORI SALVAVITA QUANDO UN CELERE INTERVENTO FA LA DIFFERENZA TRA LA VITA E LA MORTE di BEATRICE UGUCCIONI - Presidente di Zona 9 A ttenzione alla persona e alla salute pubblica sono al centro di un’importante e lungimirante iniziativa che è stata promossa dall’Università Bicocca e dall’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (Areu), grazie all’attivismo del Rettore Cristina Messa e del responsabile di Areu Guido Villa: l’installazione di cinque defibrillatori automatici da esterno (Dea) da utilizzare in caso di crisi cardiache. Come Consiglio di Zona 9 eravamo presenti per esprimere il nostro apprezzamento e per confermare l’opportunità di intensificare i rapporti con un centro culturale e scientifico fondamentale per la nostra Zona e per la nostra Città com’è l’Università. Si è trattato di un passo in avanti per una pronta ed efficace gestione delle emergenze sanitarie nel campus universitario ma anche nel Quartiere Bicocca. I cinque defibrillatori (quattro a Milano e uno a Monza), completi ciascuno di relativa teca a muro e di cartello segnalatore bifacciale, sono stai installati in luoghi molto frequentati: in Piazza della Scienza (dove si affacciano gli edifici U1, U2, U3, U4); in Piazza dell’Ateneo Nuovo all’esterno dell’edificio U6; in viale dell’Innovazione 10 all’esterno dell’edificio U9; in via Cozzi 53 all’interno dell’edificio U5. È interessante e segno di grande impegno il fatto che l’Università abbia già formato ventiquattro persone all’uso del Dae in casi di emergenza, tra cui anche cinque studenti È sempre possibile iscriversi, comunque, al breve corso per apprendere le conoscenze di base per poter tempestivamente intervenire: infatti questi defibrillatori automatici sono utilizzabili da chiunque dopo un breve corso di formazione; sono dispositivi computerizzati che spiegano con semplici comandi vocali e visivi al soccorritore come intervenire in caso di arresto cardiaco. Il dispositivo 12 eroga una scossa elettrica al cuore attraverso piastre posizionate sul torace per riavviare il sistema elettrico del cuore. Un celere intervento fa la differenza tra la vita e la morte e così decine di defibrillatori entro la fine dell’anno verranno posizionati anche nelle le stazioni della metropolitana. In città gli apparecchi salvavita per le crisi cardiache sono più di duecentocinquanta: nelle stazioni ferroviarie, nelle farmacie, in scuole, uffici pubblici, chiese, palestre e anche in tante aziende private. E almeno cinquanta sono apparecchi pubblici, accessibili 24 ore su 24. Finalmente ci stiamo allineando all’Europa: in Lombardia ci sono 3.200 apparecchi e centomila persone formate per utilizzarli. Vi è una mappatura precisa di tutti gli apparecchi, così quando arriva una chiamata al 112 è possibile localizzare il più vicino. I dati, però, ci dicono che poche sono le società sportive che si sono dotate di questi strumenti anche se a partire da gennaio saranno obbligatori. Proprio per questo, come Consiglio di Zona, stiamo lavorando per sostenere con una serie di contributi l’acquisto di questi apparecchi da parte delle società sportive che operano con tanta passione nella nostra Zona. Un’iniziativa e un investimento importanti per garantire più sicurezza a tutti, in particolare ai bambini e ai giovani che svolgono attività sportive. Perché quando è in gioco la salute, non si scherza. n. 3 ottobre 2015 A VOI LA PAROLA L’IMPORTANZA DELLA COOPERAZIONE ETICA E PRATICA DELLA SOLIDARIETÀ di GIUSEPPE SARDENA S arà per il fatto che ho l’età dei datteri. Sarà perché la mia generazione è sopravvissuta ai bombardamenti dell’ultima guerra. Sarà che la generazione precedente ci lasciò solo macerie fumanti, non per sua volontà, ma le macerie esistevano eccome: non dimentichiamo che la montagnetta di San Siro è stata fatta con le macerie delle case di Milano poi coperta di terra e piantumata. Sarà per tutto questo e altro ancora, ma questo batterio della “solidarietà” non riesco proprio togliermelo e non voglio usare nessun vaccino per debellarlo. Vaccino chiamato indifferenza, opportunismo, egoismo e via elencando. Ritorno ancora con il rammentare l’origine della cooperazione: anno 1844 con una miseria materiale – e non solo – da far morire anche le pantegane per fame, malattie anzi epidemie di ogni tipo e la speranza di vita si fermava sui 50 anni per chi non lasciava le piume in qualche conflitto in difesa dell’onore del principe di turno. Cosa successe allora a Rochdale cittadina a nord di Manchester? Nulla di stravolgente, solo che un gruppo di tessitori del luogo si convinsero che singolarmente non avrebbero migliorato la propria esistenza, ma se si fossero uniti cooperando in modo solidale avrebbero potuto sicuramente trarne dei benefici collettivi, e quindi nacque la prima Cooperativa senza scopo di lucro ma di aiuto reciproco. Questa iniziativa si ripercosse in tutta Europa e, considerando che la miseria era spalmata in modo quasi scientifico, l’aiutarsi vicendevolmente divenne un credo quasi religioso, producendo effetti sorprendenti in moltissimi campi alleviando notevolmente da angosce non indifferenti moltissimi individui. Come il problema della casa, per quello che riguarda la nostra Abitare (nata dalla fusione delle tre Cooperative storiche della Zona 9 di Milano). Purtroppo in questa realtà sociale della cooperazione nazionale si sono infiltrati molti parassiti, i quali hanno stravolto il significato dello scopo sociale e hanno approfittato del termine “cooperativa” per lucrare in modo criminale, come fanno tutte le bande di malfattori senza il minimo scrupolo (se ne avessero non sarebbero più dei n. 4 dicembre 2015 malfattori!), facendo nascere anche il termine di “mafia capitale”, ma la nostra nazione è lunga e purtroppo c’è spazio per altri, e con abbondanza. Il danno non è solo quello finanziario che ricade su tutta la collettività: esiste anche quello sulla credibilità della cooperazione e non è un caso che molti giovani si esprimano negativamente in merito, esternando una grande diffidenza verso tutti. Non è così! Persone che credono nella solidarietà e nell’aiutarsi vicendevolmente in qualsiasi forma, in primis con la cooperazione, sono la stragrande maggioranza ed è offensivo farne di tutta l’erba un fascio (vecchio detto ma sempre esaustivo). Se poi si dovessero fare dei paragoni con le epoche passate come accennato in apertura, cari giovani non facciamoci illusioni, siamo nuovamente in guerra, senza bombardamenti ed eccidi, ma questa è una guerra finanziaria: non lascia morti (purtroppo qualche suicidio esiste) ma difficoltà economiche con una percentuale di disoccupazione spaventosa (mi ricorda gli Anni 45-48 e io esistevo già). Auguri a tutti i giovani, forza e meditate! 13 FILO DIRETTO INVESTIMENTI E INCENTIVI CONCRETI ECCO GLI INTERVENTI SULLA CASA E LE POLITICHE PER L’ABITARE CONTENUTI NELLA LEGGE DI STABILITÀ di FRANCO MIRABELLI - Senatore della Repubblica G li emendamenti approvati in Senato rendono ancora più significativi gli interventi sulla casa già contenuti nella Legge di Stabilità. Dopo molti anni di assenza di politiche pubbliche che andassero oltre l’emergenza, questo Governo ha fatto scelte coerenti per rispondere a una domanda abitativa che fatica a trovare risposte sul mercato. Si è favorita e incentivata l’offerta di case in affitto a canoni accessibili, si è lavorato per rilanciare un settore decisivo come quello dell’edilizia e per intervenire sul degrado di tanti quartieri popolari riqualificando il patrimonio pubblico e impegnandosi a mettere a disposizione dei bisognosi le migliaia di appartamenti che restano vuoti in mancanza di risorse anche per le piccole ma necessarie ristrutturazioni. Queste sono le linee contenute nel piano casa approvato lo scorso anno e, coerentemente, contenute oggi nella Legge di Stabilità. Dopo aver scelto di favorire i proprietari che affittano a canone concordato, prevedendo in tutti i Comuni ad alta pressione abitativa e colpiti da calamità naturali la cedolare secca al 10% fino al 31 dicembre 2017, con questa Legge di Stabilità si dà un ulteriore incentivo prevedendo che la somma tra Imu e Tasi per chi affitta a canone concordato non possa superare il 4% con il 25% di agevolazione. Questo provvedimento si aggiunge alla abolizione della Tasi sulla prima casa, scelta che può - riducendo la tassazione - ridurre la pressione fiscale e aiutare l’edilizia e ripartire. Al netto della tassazione Imu e Tasi che resta per gli alloggi di lusso, questo è un provvedimento giusto. In un Paese in cui oltre l’80% delle famiglie ha una casa di proprietà, togliere le tasse sull’abitazione principale significa consentire a tanti, anche in 14 difficoltà economica, di poter essere sgravati dal pagamento di una imposta che spesso si aggiunge al mutuo e avere così maggiore disponibilità e serenità. Aver chiarito al Senato che a queste esenzioni accedono anche gli alloggi sociali, le cooperative a proprietà indivisa, le persone che lasciano la propria abitazione in comodato d’uso a un famigliare di primo grado o a un parente disabile e gli alloggi destinati a residenza per gli studenti universitari, consente oggi di chiarire con grande evidenza il valore economico e sociale di questa operazione che, è giusto ribadirlo, non sarà finanziata da altre tasse comunali ma con un intervento del Governo che garantirà ai Comuni i tre miliardi e mezzo che servono per sostituire le mancate entrate che l’abolizione della Tasi produrrà. Per far emergere dal sommerso una parte significativa dell’affitto, invece, è stato inserito un emendamento che stabilisce sanzioni per i proprietari che fanno risultare nei contratti canoni inferiori a quelli pretesi e percepiti. Si sana così un vuoto legislativo lasciato dalla bocciatura, da parte della Corte Costituzionale, della precedente legge che cercava di favorire l’emersione incentivando la registrazione unilaterale dei contratti da parte degli inquilini. L’altro grande tema affrontato anche con la Legge di Stabilità riguarda il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Quindi una parte importante delle periferie delle grandi città, a cui oggi tutti guardiamo con attenzione con l’obiettivo di prevenire il degrado sociale e civile che c’è in alcune realtà e che ha segnato alcuni quartieri di Parigi o Bruxelles in cui hanno attecchito criminalità e terrorismo. Una parte importante dei finanziamenti sono su questo capitolo. Accanto ai 25 milioni appena delin. 4 dicembre 2015 FILO DIRETTO berati dal Consiglio dei Ministri per le case popolari, ci sono i 170 milioni da destinare alla ristrutturazione degli alloggi pubblici lasciati vuoti e bisognosi di piccole manutenzioni per essere assegnati. A ciò va aggiunta la scelta di estendere finalmente l’ecobonus anche agli ex Iacp per consentire interventi di efficientamento energetico con una detrazione fiscale del 65%. È una scelta che può consentire finalmente di intervenire sul degrado, riducendo drasticamente i costi, consentendo risparmio energetico e, agli inquilini, spese più basse. Insomma, sulla casa la Legge di Stabilità di quest’anno segna un altro passo avanti importante. Non ci sono scelte emergenziali ma investimenti e incentivi concreti che tentano di attivare un circolo virtuoso che possa, prima di tutto, dare risposte ai tanti che oggi faticano a trovare soluzioni abitative e che lo faccia mobilitando insieme risorse pubbliche, del privato sociale, della cooperazione, ma anche creando convenienze per i privati che contribuiscono a offrire opportunità accessibili. Tutto ciò, inoltre, può anche servire a rilanciare il settore edile che può ritrovare stimolo alla domanda da una tassazione sulla casa ridotta e, so- prattutto, può trovare molte opportunità di lavoro, specializzazione e innovazione nello stimolo che viene dato agli interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico. C’è la consapevolezza, nell’azione della maggioranza e del Governo, ma anche complessivamente del Parlamento, che il tema delle politiche abitative non vada affrontato come un tema settoriale. È un tema decisivo per definire la qualità sociale, civile delle nostre città e della nostra convivenza e per rilanciare imprese e ricerca nel settore mettendo al centro la qualità. OFFERTA DEDICATA AD ABITARE SOCIETÀ COOPERATIVA DI MILANO Crea una serenità su misura delle tue esigenze La tua mobilità - costi + serviZi La tua casa Assicura la tua auto e risparmia su RC Auto e su Incendio e Furto. 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La concessione del finanziamento è subordinata all’approvazione di Finitalia S.p.A. n. 4 dicembre 2015 Messaggi pubblicitari con finalità promozionale: - prima di aderire all’iniziativa, consultare le Informazioni europee di base sul credito ai consumatori (SECCI) e l’ulteriore documentazione prevista dalla legge disponibili in agenzia e sul sito www.finitaliaspa.it - prima della sottoscrizione della polizza leggere il Fascicolo Informativo disponibile in agenzia e sul sito www.unipolsai.it 15 LA COOPERATIVA E LA CULTURA LA MEGLIO GIOVENTÙ A 40 ANNI DALLA SCOMPARSA L’EREDITÀ DI PIER PAOLO PASOLINI di CLAUDIO ELLI L e miei zoventùt (La meglio gioventù) è una poesia in friulano dedicata ai giovani migranti in cerca di lavoro, che Pier Paolo Pasolini scrisse ispirato dai canti alpini veneti in cui si ricorda la “melo zoventù” caduta in guerra. L’autore creò quindi l’accostamento tra la sorte di quei soldati mandati a combattere per morire e i migranti, spesso espatriati, costretti per necessità ad abbandonare la terra che li ha cresciuti, i propri affetti, il loro humus vitale, atto doloroso che equivale a una morte dell’anima. Da qui la raccolta di poesie dallo stesso titolo, interamente scritta in dialetto friulano, pubblicata per la prima volta nel 1954 da Sansoni Editore, con dedica al critico letterario e filologo Gianfranco Contini. L’opera è divisa in due parti. La prima, intitolata Poesia a Casarsa, contiene gran parte delle prime poesie di Pasolini, già pubblicate nel 1942 a Bologna presso la Libreria Antiquaria di Mario Landi, oltre alla raccolta Suite friulana. La seconda, Romancero, oltre al poemetto eponimo, contiene El Testament Coràn, entrambi i componimenti dedicati alla condizione di povertà e sfruttamento dei contadini del Friuli nel secondo dopoguerra. Pier Paolo Pasolini (5 marzo 1922 - 2 novembre 1975) 16 La differenza tra le due sezioni non è cronologica, ma puramente stilistica. Se nella prima vi sono permanenze simbolistiche e liberty (in chiaro riferimento a Pascoli, Rimbaud, Mallarmé e Lorca), con elaborati poetici prevalentemente costituiti da terzine di endecasillabi e quartine di settenari, nella seconda prevale una metrica sperimentale e un contenuto di forma che richiama i modelli della poesia americana in luogo di una narrazione epica e discorsiva. L’intera opera è accompagnata dalla versione in italiano curata dallo stesso autore, dimostrando la volontà di Pasolini di diffondere un pensiero universalmente riconosciuto, più che un semplice affresco su vicende e condizioni della sua regione natale. EL TESTAMENT CORÀN Francesca Cadel, ne La lingua dei desideri. Il dialetto secondo Pier Paolo Pasolini (Manni Editori, 2002), affronta il percorso semantico e dialettale di Pasolini, con parte di un capitolo dedicata al componimento El Testament Coràn. In questa lirica, di 72 versi, l’autore racconta una storia ambientata nel 1944, durante la seconda guerra mondiale. Protagonista è un giovane ragazzo orfano di 16 anni, che una domenica incontra Neta, una ragazzina di tre anni più giovane mentre porta al pascolo la sua pecora. Ha un rapporto con lei, ma quando corre per raccontarlo ai suoi amici trova il paese deserto, la casa dei vicini in cui lavorava in fiamme e un morto nella piazza in una pozza di sangue raggrumato. Quattro tedeschi lo catturano, lo caricano sopra un camion e tre giorni dopo lo impiccano. La vicenda, narrata in prima persona, è preceduta dalla descrizione della vita del ragazzo, un autentico inno alla giovinezza in cui «con un cuore ruvido e disordinato» comincia a giocare a carte, a ungere i ricci, a ballare nei giorni di festa, indossando scarpe scure e camicia chiara. Di notte ama andare a rane con gli amici e di domenica a correre in bicicletta, come quando incontra Neta. Una vita assaporata in tutta la sua essenza bucolica, che si chiude tragicamente all’ombra di un gelso, ma con un’eredità descritta nell’ultima strofa che sembra voler superare la commozione per divenire l’afflato poetico del valore: «Lassi in reditàt la me imàdin / ta la cosientha dai siòrs... Coi todescs no ài vut timour / de tradì la me dovenetha. / Viva il coragiu, el dolòur / e la nothentha dei puarèth!» (lascio in eredità la mia immagine nella n. 4 dicembre 2015 LA COOPERATIVA E LA CULTURA coscienza dei ricchi... Con i tedeschi non ho avuto tenti in contrapposizione a qualsiasi esasperato mito paura di tradire la mia giovinezza. Viva il coraggio, consumistico individuale. La scomodità di Pasolini è il dolore e l’innocenza dei poveri). il diretto epigono della seconda parte della raccolta, Ne La lingua dei desideri il professore Sergio Vacdove riluce il già menzionato El Testament Coràn, cher ricorda in un’intervista il suo primo incontro più rivoluzionaria degli 11 poemetti de Le ceneri di con l’amico Pasolini, risalente al 1947 nel cortile della Gramsci pubblicati da Garzanti nel 1957, sui quali scuola di Valvasone, e la genesi de Il Testament CoGeno Pampaloni ebbe a dire «il Pasolini entra nella ràn, scritto nel dialetto di Bannia, ispirato dalla vita poesia socialista, ma vi entra ancora attraverso il dedei contadini di Marzinis (Pordenone) e il loro duro cadentismo», e che per epicità ha influito sulla produlavoro mal retribuito, vissuto tuttavia con un sorriso zione futura dell’artista friulano, soggetta a critiche e sempre cordiale sui volti che lo faceva divenire quasi censure come Ragazzi di vita e Una vita violenta in una sorta di privilegio. Il poeta vedeva in Vaccher narrativa, piuttosto che nel cinema con La ricotta, riun terreno fertile, non contaminato dalla borghesia costruzione sulla Passione di Cristo presente in Ro.Go. cittadina, che aveva avuto la fortuna di vivere accanPa.G (film ad espisodi che lo vede insieme a Rossellini, to a quella gente. Alla domanda sul significato del Godard e Gregoretti), medio metraggio sequestrato titolo del componimento, l’anziano professore così con l’accusa di “vilipendio alla religione di Stato”. Una risponde: «Coràn è un coriacea coerenza intellettuacognome molto diffule che nella poesia Il Pci ai so da queste parti. Cogiovani non cede alla tentaNON TEMERE LA SACRALITÀ E I ràn vuol dire cuoio. Il zione di cavalcare l’onda della senso di questo titolo contestazione, plaudendo con SENTIMENTI, DI CUI IL LAICISMO è espresso nell’ultima alcuni versi, dopo gli scontri a CONSUMISTICO HA PRIVATO strofa […]. Questo è il Valle Giulia del 1° marzo 1968, GLI UOMINI TRASFORMANDOLI testamento. La scelta i poliziotti «figli dei poveri» IN BRUTI E STUPIDI AUTOMI di Coràn, oltre che pur dalla parte del torto, conADORATORI DI FETICCI per il suo significato di tro gli studenti «facce di figli cuoio, può essere stata di papà» pur dalla parte della guidata dall’associazione con corbàn, […] che vuol ragione. Così come, nello Studio sulla rivoluzione dire robusto, coriaceo». Vaccher rivela tuttavia che antropologica in Italia, presente negli Scritti corla scelta, più che per il significato in sé, fu dovuta al sari, preconizza l’avvento di una nuova epoca storica suono della parola. Quella musicalità già ricercata che, oltre a cancellare i tratti della civiltà contadina precedentemente nell’uso del dialetto di Casarsa, a lui cara, avrebbe mutato “antropologicamente” gli in quanto strumento più duttile e armonico rispetto stessi italiani, tema ripreso dall’economista e storico alla lingua italiana. Giulio Sapelli in Modernizzazione senza sviluppo. Il capitalismo secondo Pasolini (Bruno Mondadori, L’EREDITÀ DI PASOLINI 2005). Di Pasolini si è sempre detto “un intellettuale scomoI versi de La meglio gioventù interpretano oggi i volti do”. Ma in che modo lo è stato? Nell’articolo Pasolini dei migranti che entrano in Europa con la sofferenza profeta più che mai di Wlodek Goldkorn, pubblicato nel cuore per la loro terra abbandonata, sottolineano sul sito de “l’Espresso”, Pasolini viene definito quale la fuga dei giovani “cervelli” italiani costretti a migrare profeta della catastrofe del presente, dove la moderall’estero per guadagnarsi una vita dignitosa negata nità è oggi foriera di legami affettivi spezzati e di un in Patria, sono quindi presenti negli occhi di Valeria imbarbarimento generale dei rapporti, inimmaginabili Solesin, la ragazza veneziana studentessa alla Sorbonel passato. L’uccisione di Pasolini avvenuta la sera del na, già militante di Emergency, uccisa dai terroristi 2 novembre 1975, in una dichiarazione della presidendell’Isis al Bataclan di Parigi. te nazionale dell’Arci Francesca Chiavacci (su arci.it), L’eredità di Pasolini consiste nell’affermare la singolaconcluse drammaticamente il “lungo 68” italiano che, rità umana contro ogni forma di sfruttamento e mengrazie all’incontro tra ceti medi, intellettuali, operai, zogna, a rifondare una nuova umanità sui valori laici, studenti e classi più popolari, aveva contribuito a dema non ottusamente “laicisti”, con un insegnamento mocratizzare la società italiana. In ogni caso, proprio che si può riassumere in questo aforisma: «Non tea partire da una rilettura de La meglio gioventù, mere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo c’è un’eredità di Pasolini che può essere raccolta per consumistico ha privato gli uomini trasformanricondurre l’umanità distratta di oggi a una riflessione doli in bruti e stupidi automi adoratori di feticci». sui quei valori in parte eclissati di libertà, solidarietà, Un’illuminazione, quella di Pasolini, proiettata nel cooperazione, intesa quest’ultima come sinergia d’infuturo. “ n. 4 dicembre 2015 ,, 17 BOCCA … SCENA! IL TEATRO DELL’IMPEGNO L’IMPEGNO DEL TEATRO di RENATO SARTI - Direttore Artistico del Teatro della Cooperativa Dario Fo e Franca Rame (Non si paga non si paga, Mistero buffo), li intellettuali non sono di Giorgio Strehler (L’opera da “Arschlöcher” (buchi di tre soldi, Il campiello) e il Vajont c…), come asseriva moldi Paolini, tanto per citarne soto provocatoriamente lo scrittore lo alcuni. Spettacoli che hanno austriaco Thomas Bernhard. Ma emozionato profondamente e lalui poteva permettersi certe uscisciato un segno perché facevano te. Anzi, così come per Pasolini, comprendere meglio come girava la provocazione “intellettuale” era il mondo e quello che succedeva una delle sue armi migliori, un’arin un Paese, il nostro, che molto ma che sapeva usare in maniera spesso, in modo quasi scientifiefficace e con grande maestria. co, faceva di tutto per non fare Il ruolo degli intellettuali – e della i conti con il proprio presente e cultura in generale – ha un’imporcon il proprio presente e il protanza fondamentale ma, in questa prio passato. Bisogna riconoscere e dar merito sede, vorrei limitarmi solamente a una parte del nostro teatro e all’ambito in cui opero, nella conFoto di scena: Renato Sarti in I me ciamava per vinzione che il teatro, in fin dei nome: 44787 © Teatro della Cooperativa soprattutto alla realtà teatrale conti, altro non sia che un mestiere milanese che, in frangenti non come tanti altri, con le sue regole, i suoi codici e il sempre facilissimi della nostra storia, è riuscita a ergersi come baluardo e a svolgere una funzione civile suo continuo cercare di rinnovarsi per stare al passo e culturale importante, rivestendo un ruolo che altri con i tempi. Fatto di luci, costumi, trucchi, finzione, battute imsettori, dalla televisione privata e pubblica alla scuola, parate a memoria, finte alla massima esponenzialità non sempre sono stati in grado di svolgere. rispetto alla vita vera, il mondo del teatro è tutto effiQuesto il grande compito e la grande responsabilità mero? Assolutamente no. che abbiamo ben presente quando scriviamo un testo Non sono mai stato troppo attratto da quei teatranti o lo mettiamo in scena. che spiegano i propri spettacoli con letture o teorie Ecco perché vogliamo lasciare una traccia, uno spunto troppo sofisticate, serie o strampalate che siano, o di riflessione, un seme importante nell’animo e nella che allestiscono messe in scena ricche di effetti, per mente dello spettatore che esce dalla nostra piccola quanto belle ed efficaci. Mai mi è passato per la mente sala teatrale di via Hermada, che è dedicata a Gina che fare teatro sia un più o meno raffinato esercizio Bianchi Galeotti, una partigiana conosciuta con il nodi dissertazione o di stile. me di battaglia Lia, uccisa dai nazisti, incinta di otto Gli spettacoli devono commuovere o divertire nient’almesi, il giorno prima della Liberazione; una donna che tro di più. Lo spettatore che paga, non chiede di più. ha sacrificato la vita sua, e della creatura che portava Per capirci meglio faccio qualche esempio. L’age dor, in grembo, per la libertà, la democrazia, la pace. uno spettacolo straordinario degli anni Settanta, diEcco in cosa consiste il nostro mestiere: tramite la retto da Ariane Mnouchkine, era una sorta di comrappresentazione teatrale e con i pochi mezzi che media dell’arte in cui, ridendo a crepapelle, si viveva solitamente ci troviamo a disposizione, cercare di l’esperienza di un Arlecchino di colore, algerino, che far conoscere e condividere, nel buio della sala, la lavorava come manovale in un cantiere di Parigi e sofferenza e la gioia umana, con la speranza ultima finiva tragicamente la sua esperienza di immigrato ca(utopica?) che in qualche modo si riesca a ridurre dendo da un ponteggio. Altri spettacoli indimenticabili l’odiosa disparità esistente fra un mondo ricco fino e significativi sono stati per me L’istruttoria di Peter all’opulenza, all’obesità e allo spreco, e un altro in cui Weiss del Collettivo di Parma, sul lager di Auschwitz, nemmeno per i bambini è possibile assicurare il mie L’Isola di Athol Fugard, con Ferdinando Bruni e Elio nimo indispensabile, la sopravvivenza. De Capitani dell’Elfo, sull’apartheid in Sudafrica. AlTragico o comico, questo credo che sia il teatro la lista posso aggiungere innumerevoli spettacoli di dell’impegno o meglio ancora l’impegno del teatro. G 18 n. 4 dicembre 2015 LE NOSTRE REALTÀ AMICIZIA: GIOIE E DOLORI I RAGAZZI DEL DOPOSCUOLA NE DISCUTONO TRA LORO di ALESSANDRO, DENNIS, DEV, DIEGO, FRANCESCO, GABRIELE, KEVIN, LUCA, MANUEL, MARCO, MARTIN, MIMMO, PETRA, RICCARDO, SARA, THOMAS RICCARDO, VLAD doposcuola un amico con cui andavo sempre d’accordo e ci incontravamo per venire insieme tutti i giorni; ci divertivamo anche solo a parlare. Noi due non abbiamo mai litigato anche se ci facevamo dei dispetti e ci prendevamo in giro. Questo anno purtroppo ci vediamo poco, lui ora è alle superiori, ma vorrei che lui mi raccontasse tante cose segrete che ancora non mi ha detto». Anche Thomas Riccardo ha scritto qualcosa sull’amicizia al doposcuola: «…quando mi sono iscritto questo anno al doposcuola mi ha tanto sorpreso che il mio migliore amico abbia fatto lo stesso (perché lui non è tanto un tipo che fa queste cose). Secondo me questo è proprio un segno di amicizia. Con lui ho un bellissimo e ottimo rapporto. Abbiamo cominciato a conoscerci in terza elementare e da lì siamo diventati ottimi amici. Mi invita sempre a casa sua il venerdì per mangiare e per andare insieme al doposcuola e invece il mercoledì lo invito io. Fra me e lui posso dire che c’è una bellissima amicizia!» Concludiamo con le parole di Francesco: «un amico è una persona affidabile con cui condividere i pensieri, i giochi e le emozioni. Ti aiuta nei momenti difficili e ti fa ritornare la felicità. Con gli amici si può litigare anche per motivi sciocchi, come per esempio la scelta del programma o del film da guardare. Avere un amico vuol dire sentirsi contento, perché senza di lui ci sarebbe più noia e ci si sentirebbe isolati». Come avete letto alcuni di noi hanno scelto di scrivere qualche riflessione personale su questo argomento, oltre ai pensieri che abbiamo condiviso tutti noi che frequentiamo il doposcuola, sia per fare i compiti sia per stare insieme e divertirci. Grazie mille di averci letto e a presto: è stato un piacere essere invitati a scrivere su questa rivista! n. 4 dicembre 2015 autori di tutte le nostre foto sempre lo staff dello Spazio Giovani Insieme nei Cortili L’ amicizia ha aspetti positivi e piacevoli, ma può anche causare dispiaceri. I rapporti con gli amici sono importanti, perché quando si è in compagnia si superano i momenti difficili e ci si sente meno soli. Ma per fare questo bisogna capirsi e ascoltarsi, avendo un dialogo, cosa che non riesce sempre. Andare d’accordo vuol dire condividere dei momenti felici, del tempo libero e del divertimento, come avviene durante lo sport, oppure al parco, a scuola e nel nostro doposcuola. L’amicizia secondo Thomas Riccardo, per esempio, significa compagnia: «… io quando sto con i miei amici mi sento proprio a mio agio. Questo per me è il lato positivo dell’amicizia, mentre quelli negativi sono la lontananza o il fatto che un giorno potrebbe finire. Io non vorrei mai che finisse l’amicizia tra me e un amico. E poi conoscere alcuni ragazzi (adesso che sono al doposcuola) e creare un rapporto e un legame con loro». Un amico è una persona con cui confidarsi, perché ci si sente accettati per come si è, con sincerità. Senza fiducia non si può essere amici. Non è facile a volte sacrificarsi e scusarsi, per rimediare agli errori e ai litigi; è importante però provarci! Come spiega Alessandro: «…un amico è una persona di cui nella vita non puoi fare a meno, perché ti capisce ed è un tuo coetaneo, ma è come fosse un genitore che ti protegge, ti aiuta e ti fa divertire tenendoti compagnia. Però gli amici non devono avere per forza la tua stessa età». Non si può essere amici di qualcuno che pensa di avere sempre ragione, questo è l’egoismo di chi pensa solo a se stesso senza condividere e in questo modo si finisce a litigare, anche per gelosia, invidia, noia, incomprensione e tradimenti. Gli amici veri sono quelli che non ti sfruttano, non fanno i dispetti e non prendono in giro. Thomas Riccardo pensa al nostro doposcuola e scrive: «…anche qui si creano amicizie. Mi piace tanto perché ci sono altri ragazzi e facciamo i compiti in compagnia. Questo rende lo studio più facile e divertente. Serve anche a creare nuove amicizie, per esempio io ho conosciuto nuovi ragazzi simpatici e abbiamo cominciato a parlarci. Credo che possa nascere un’amicizia. Poi c’è anche un mio compagno di classe, anche con lui andiamo d’accordo». Anche Francesco, che frequenta il nostro doposcuola da qualche anno, racconta della sua esperienza allo Spazio Giovani: «…l’anno scorso avevo al 19 LE NOSTRE REALTÀ LA VITA IN COOPERATIVA UNO DEI NOSTRI GIOVANI RACCONTA LA SUA ESPERIENZA di THOMAS RICCARDO WILSON C iao, mi chiamo Riccardo e volevo raccontarvi la mia vita qui in cooperativa. Innanzitutto una cosa importante è che abbiamo un bellissimo giardino in cui giocare con gli amici, però c’è solo un aspetto negativo: è anche un parcheggio! Io, che vivo qui da alcuni anni, ho fatto amicizia con alcuni vicini, per esempio i nonni di una mia cara amica, che ho conosciuto quando mi sono trasferito qui. Poi conosco bene anche un bambino piccolo e i suoi genitori, vivono esattamente sopra casa mia. Aaaa… giusto mi sono dimenticato anche di parlare di un’altra mia amica che abita sempre nel nostro caseggiato, anche con lei giochiamo spesso in cortile d’estate. A proposito, mi ricordo anche che durante le vacanze estive lo Spazio Giovani Abitare e la Redazione fanno le più calorose congratulazioni a papà Gabriele Nastro e alla famiglia per l’arrivo della bella Giada! 20 organizzava dei laboratori in cui, con dei pezzi di riciclo costruivamo dei giochi o pupazzi. Sono stato fortunato a venire qui, perché adesso grazie al doposcuola e alla cooperativa sto facendo nuove amicizie. Da un mese è iniziato il doposcuola e devo dire che è molto bello studiare qui, perché è più divertente e facile in compagnia che a casa. Spesso si fanno molte feste nel nostro palazzo, che è diviso in due numeri civici. Nel cortile ci sono canzoni, danze, in poche parole sono occasioni in cui la gente si diverte. Questa è la mia vita in cooperativa! n. 4 dicembre 2015 ABITARE E IL SOCIALE IL MONDO È BELLO PERCHÉ È VARIO LA BIODIVERSITÀ AL CENTRO DI UNA NUOVA ANIMAZIONE DI PANDORA PER COOP LOMBARDIA di VALERIA MALVICINI R iparte la scuola e ripartono le attività di educazione al consumo consapevole di Coop e quest’anno troviamo nuove proposte, che tendono a sviluppare in modo più articolato i temi “assaggiati” nell’Aula del Futuro in Expo. Tra questi il progetto “Il mondo è bello perché è vario”, che ragiona con i ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, sull’importanza della biodiversità e della sua salvaguardia. I nostri nonni conoscevano e raccoglievano nei campi tanti vegetali selvatici che, per esempio in Liguria, in primavera finivano nel “prebugiun”; utilizzavano molte varietà di frutti spontanei, e ne coltivavano altrettante, per non parlare delle 300 varietà di patata che coltiva ancora oggi Julio Hancco, un contadino delle Ande Peruviane, o dello spettacolo offerto dalle diverse tipologie di mais e fagioli al mercato di S. Cristobal de la Casa in Chiapas, Messico. Il mondo globale produce questi paradossi: in Perù, il Paese dove la patata è “nata” e dove gli agricoltori andini ne coltivano più di 3.000 varietà, nel 2014 sono state importate 24 mila tonnellate di patate precotte, quelle che si usano nei fast food per le patatine fritte! Eppure questi contadini hanno molto da insegnare a tutti noi: per sopravvivere in un ambiente difficile hanno osservato minuziosamente ogni pianta e hanno così selezionato migliaia di varietà. Più varietà vuole dire maggiori possibilità di sopravvivenza in caso di malattie, gelate, siccità. Oggi ci troviamo all’inizio di quella che appare un’era di estinzioni senza precedenti. Oggi lo sfruttamento esagerato dell’ambiente in cui viviamo, il disboscamento per fare posto alle coltivazioni intensive che fa avanzare i deserti, le paludi costiere prosciugate per scopi agricoli, mettono in pericolo la biodiver- n. 4 dicembre 2015 sità selvatica mentre la diffusione in tutto il mondo della stesse specie coltivate minaccia la biodiversità agricola, che è il frutto del lavoro di domesticazione, adattamento e conservazione che gli agricoltori hanno realizzato fin dagli inizi dell’agricoltura. La biodiversità agricola sta scomparendo a un ritmo sempre più serrato. Si stima che, durante la storia dell’uomo, siano state usate circa 10.000 specie per l’alimentazione umana e per l’agricoltura. Oggi, poco più di 120 specie di piante coltivate forniscono il 90% degli alimenti, mentre solo 12 specie vegetali e 5 animali forniscono più del 70% degli alimenti. Infine, solamente 4 specie vegetali (patate, riso, mais e grano) e 3 specie animali (bovini, suini, polli) ce ne forniscono più della metà. Questa progressiva perdita di biodiversità rappresenta un grave rischio per la salute dell’uomo e il futuro del pianeta e l’avvento delle biotecnologie tende ad accelerare il processo. Questi i temi che vengono affrontati con i ragazzi, con metodologie diverse a seconda delle età degli alunni. Con i più piccoli si parte con “Storie dall’orto”, con un approccio a tutto campo al mondo vegetale, poco conosciuto, ma affascinante per i bambini. La stagionalità, le parti commestibili della pianta, le varietà saranno avvicinate con giochi e racconti. Con i più grandicelli, con l’animazione “Buon campo non mente” si allargherà l’indagine alle trasformazioni avvenute in agricoltura, con l’abuso della chimica e la ricerca di metodi alternativi, più sostenibili e rispettosi della salute, per arrivare con i ragazzi più grandi, a un ragionamento sugli impatti delle biotecnologie in campo agroalimentare con il percorso “Geni in tavola”. Per informazioni: www.saperecoop.it - [email protected] 21 LE NOSTRE REALTÀ INSIEME NEI CORTILI: UN ANNO DALLA COSTITUZIONE RIFLESSIONI E SPUNTI DI LAVORO di VALTER GIRAUDI E d eccoci a fine anno, con la nostra associazione al suo primo giro di boa; in realtà è un mezzo giro poiché, se è vero che la data di fondazione è il 9 gennaio 2015, è altrettanto vero che abbiamo cominciato a lavorare “insieme” alla fine di maggio. Ma è comunque un momento di verifica importante, sia per il Direttivo sia per tutti i Consigli di Quartiere, che con la associazione sono stati proiettati improvvisamente in una dimensione inattesa. La formalizzazione del comodato d’uso, con il quale Abitare ci ha assegnato tutte le sale sociali dei quartieri, apre una fase nuova, che questo primo anno abbiamo solo sperimentato. Avere in comodato tutte le sale significa disporre di un patrimonio importante, che in termini sociali deve produrre risultati tangibili: deve crescere una nuova e diversa consapevolezza in ciascuna sezione dell’Associazione verso l’arricchimento delle attività nei quartieri. Partiti alla chetichella, abbiamo quasi cinquecento associati, grazie al paziente lavoro dei CdQ referenti che hanno risposto con tempi diversi, ciascuno individuando le modalità più consone al proprio quartiere per sensibilizzare i soci alla nuova opportunità, accolta con un iniziale scetticismo. Abbiamo un bilancio (economico) positivo in progressiva crescita, determinata dal lavoro costante delle sezioni di quartiere (CdQ/referenti: sono sempre loro!) che hanno organizzato gli eventi; e non è ancora né Natale, né fine anno, quando in tutti i quartieri si apriranno le sale per festeggiare in compagnia. Lo Spazio Giovani è entrato a far parte della nostra associazione e la collaborazione con i quartieri si è immediatamente concretizzata: dal 24 novembre è stato avviato, in sala Abba, un corso di italiano per i piccoli 22 stranieri, tenuto dai nostri docenti in collaborazione con le scuole di zona, a supporto della scolarizzazione dei giovani immigrati che abitano nelle nostre case e nel circondario. E si è anche intrapreso il percorso che prevede l’Associazione attiva nei quartieri in cui non è presente un CdQ che si faccia carico delle attività sociali. Non è stato difficile: come sempre, è sufficiente sapere ascoltare. È così che abbiamo raccolto la disponibilità di cinque socie di via Empoli a rivestire il ruolo di referenti di Insieme nei Cortili, prendendosi carico delle attività sociali e della gestione del relativo locale di quartiere, con le modalità previste dal nuovo regolamento: sinceramente grazie per averci creduto e per essere disponibili a dedicarci tempo ed energie. Abbiamo altri quartieri da “aprire”, la maggior parte a Niguarda dove alcuni sono “assopiti” da anni. Siamo certi che l’Associazione sia un’opportunità da cogliere e un modo più “leggero” (ma non meno faticoso) per iniziare a lavorare al servizio dei propri vicini di cortile, ma anche dei propri figlioli e dei propri anziani. Si stanno moltiplicando le proposte di docenti e professionisti per i corsi più disparati. Se il tango in Abba è una consuetudine, in Cicerone è una simpatica novità. Al consolidato tao chi di Dergano si potrebbe affiancare un corso di ju jitsu, mentre si moltiplicano le opportunità di attività fisica e ci si propone un corso di ginnastica dolce per anziani (ma non solo) che potrebbe trovare un terreno fertile in più quartieri. La sala Tavacca è una certezza di svago e cene, canti e balli a Dergano costituiscono una gradevole continuità, anche invernale, mentre in altri quartieri si affacciano proposte nuove rivolte anche ai giovani e ai nuovi residenti. In Grassini, per esempio, tutti i nuovi residenti sono stati invitati per un aperitivo con successivo pranzo a buffet. Ha aderito oltre la metà degli invitati e, se pensiamo a certe assemblee semideserte, dobbiamo riconoscere oggettivamente che l’iniziativa ha avuto successo. Ed è ancora in Grassini che la sala sociale è a disposizione delle ragazze e dei ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori per due pomeriggi alla settimana, per lo studio e le pause di svago, con l’attenzione del CdQ. La stessa sala è proposta ai soci per il pranzo di Natale o il cenone di capodanno: un modo intelligente per affermare la presenza e la disponibilità dell’associazione. E siamo solo al primo anno... n. 4 dicembre 2015 LE NOSTRE REALTÀ IDEE IN DIVENIRE DEL CIRCOLO LE ESPERIENZE GIÀ VISSUTE E QUELLE IN PROGRAMMA a cura del CIRCOLO CULTURALE ITALO CALVINO L a prima visita guidata dell’autunno è stata “Il percorso artistico-botanico tra Pinacoteca e Orto Botanico di Brera”. I partecipanti hanno passeggiato per un’ora tra le aiuole di salvia e rosmarino, tra gli olivi e altre piante mediterranee, per poi passare all’interno della Pinacoteca, dove 17 quadri mettevano in risalto la vegetazione vista e ammirata dal vivo. Questa proposta ha avuto un riscontro positivo tra persone di età diversa, a riprova che la bellezza, di cui è ricca la nostra città, se fatta conoscere, trova l’approvazione di molti. Il 16 gennaio proponiamo la visita guidata alla mostra di Gauguin al Mudec, Museo delle Culture. Per informazioni e prenotazioni, mandate una mail all’indirizzo sotto indicato. È partita la prima “Cinecena” della stagione, insieme all’associazione quelli del Villaggio. Come al solito, si è svolta all’Osteria del Biliardo e, dopo la proiezione del film “Chef”, si è cenato con sfiziosi piatti a base di salsicce e bacon. L’atmosfera conviviale ha favorito scambi di idee e proposte sui futuri incontri. Si è parlato del nuovo film da presentare in gennaio, magari scegliendone uno che abbia Tognazzi come protagonista. Come sempre accade intorno a una tavola apparecchiata, sono nate nuove amicizie tra i partecipanti che, non essendo tutti della nostra zona, hanno dimostrato interesse n. 4 dicembre 2015 per la vita delle nostre associazioni.In occasione della Giornata della memoria, il Circolo propone, in collaborazione con la Biblioteca di Villa Litta e l’Anpi, “Memoria resistente” che si terrà sabato 23 gennaio, alle 16,30 nel Salone delle Arti della Biblioteca. Questa iniziativa collega il passato al presente affinché la memoria sia tramandata e resti viva attraverso le azioni e le scelte consapevoli degli uomini d’oggi, posti di fronte a migrazioni e ingiustizie sociali. Si tratta di una lettura musicale di e con Angela Villa, che consiste in tre brevi monologhi di testimonianze raccolte personalmente dall’autrice. Seguirà un rosso aperitivo. Ci trovate su Facebook e sul nostro sito: circoloculturaleitalocalvino.it La nostra nuova mail è: [email protected] 23 LE NOSTRE REALTÀ CENTRO CULTURALE DELLA COOPERATIVA DICEMBRE 2015: TEMPO DI BILANCI, TEMPO DI PROGETTI di MARIA PIERA BREMMI L’ anno giunto al termine ci obbliga a un bilancio che possiamo tranquillamente definire positivo. Sul tappeto una ricca serie di iniziative che hanno toccato i più svariati argomenti, promosse dal Centro Culturale della Cooperativa in proprio o in collaborazione con altri, nella sede di via Hermada o in spazi differenti. Per chiudere vorremmo ricordare due serate, le più vicine in termini di data, ma anche le più partecipate. Il 31 ottobre all’Auditorium Ca’ Granda unitamente alle associazioni 9 x 9 e la Prima pietra, l’evento Il Mondo la Casa di tutti, a chiusura di Milano Expo 2015. Una serata scandita in tre tempi (mostra fotografica, concerto e proiezione del film Io sto con la sposa), che ha registrato il tutto esaurito raggiungendo così l’obiettivo del Consiglio di Zona 9 che l’ha sostenuta. Non possiamo poi tralasciare il nostro tradizionale, partecipatissimo Concerto di Natale giunto ormai alla quinta edizione e proprio per questo particolarmente ricco. Il 12 dicembre ha visto sul palco la Corale Ambrosiana composta da venti elementi, accompagnata da un quartetto d’archi e un pianoforte a mezza coda, realizzando così un concerto polifonico. Ancora una volta l’evento è stato ospitato nella settecentesca Villa Clerici, con la collaborazione dell’associazione Il Clavicembalo Verde per la parte musicale. Il fascino del passato è il fatto che è passato. L’aforisma di Oscar Wilde ci trova perfettamente d’accordo: veniamo perciò ai progetti per il nuovo anno. Qui a fianco una bozza del calendario del primo trimestre 2016, a cui si affiancherà la stagione concertistica del Clavicembalo Verde, a partire dal mese di febbraio. Teniamo invece a segnalarvi l’ultimo degli incontri citati nel calendario, il 18 marzo, che si terrà in una sede che indicheremo a breve. Si tratta di un film/documentario di grande interesse girato nel 2013 dal titolo: Incontro con una terra perduta - Palestina 1948, Jaffa: la caduta di una città (titolo originale Encounter with a lost land). Nel film ci sono i racconti di cittadini francesi nati a Jaffa, Betlemme, Gerusalemme, le cui CALENDARIO INCONTRI GENNAIO - MARZO 2016 famiglie, che avevano dato al Paese consoli, Venerdì 22 gennaio - ore 21 Venerdì 4 marzo - ore 21 chirurghi, uomini d’affari, vivevano in Palestina già negli Anni 20 e 30, ossia da quattro “Giulio Cesare, chi era costui?” 8 marzo, giornata mondiale della donna generazioni. Le loro storie raccontano le dinaChiacchiere storiche da un non storico “Rosa Genoni socialista, insegnante, miche quotidiane e la vita in Palestina in questi Con Attilio Menin, curioso ricercatore imprenditrice” tempi, ma sono anche osservatori e testimoni del passato Interviene Raffaella Podreider nipote di prima mano della vicenda palestinese, degli di Rosa Genoni eventi che sono successi nel Paese, conducenVenerdì 5 febbraio - ore 21 Introduzione di Carlo Antonio doci con i loro racconti, indietro nel tempo, “Louis Armstrong, un ragazzo venuto Barberini del Centro Filippo da New Orleans” Buonarroti agli Anni 50 e oltre. Il film, che è basato su Una biografia musicale cronologica archivi diplomatici, corrispondenza personaA cura di Stefano Bassalti Venerdì 18 marzo - ore 21 le, giornali, corrispondenza consolare, archi“Incontro con una terra perduta” vi audiovisivi mai pubblicati, è stato scritto e Venerdì 19 febbraio - ore 21 Palestina 1948 - Jaffa: la caduta di diretto da Maryse Gargour. Palestinese nata “Guerre di carta” una città a Jaffa, laurea all’Institut Français de Presse 1915-1918 Achille Beltrame e le (titolo orig. Encounter with a lost land) con dottorato in Scienze dell’Informazione a copertine della Domenica del Corriere 2013 - Film documento - produzione Parigi, produttrice e giornalista della televiRelatore Giovanni Galli Francia-Libano sione francese a Beirut, giornalista freelance Soggetto e regia di Maryse Gargour per le televisioni straniere a Parigi. Produce e dirige film dal 1988. 24 n. 4 dicembre 2015 LE NOSTRE REALTÀ SAPER ESSERE CITTADINI FORMAZIONE E DIVERTIMENTO PER I NOSTRI GIOVANI di LORENZO MAZZI M entre proseguono le attività ordinarie e i corsi/laboratori del nostro Spazio Giovani Insieme nei Cortili, vorremmo dedicare una riflessione al senso delle nostre iniziative all’interno di un’associazione di promozione sociale, che fa riferimento a una cooperativa edificatrice storica. Nelle parole “promozione sociale” e “cooperativa”, infatti, riteniamo siano contenuti i significati fondamentali della nostra azione didattica ed educativa, volta alla preparazione di cittadini consapevoli, a partire dalla nostra esperienza di vita comune cooperativa. La preparazione scolastica è un elemento fondamentale dei nostri doposcuola, come anche delle nostre attività collaterali (cito per esempio il corso di avviamento alla lingua latina per i ragazzi di terza media e dei primi anni delle superiori, tenuto da un qualificato ed esperto ex-dirigente scolastico e docente) e ha come fine ultimo la crescita individuale all’interno della società. Se lamentiamo l’assenza di regole civili nella vita quotidiana, come anche nella cronaca politica, di fronte al malcostume e alla corruzione, non possiamo pensare che non si debba ripartire dalla piccola dimensione e dallo stare insieme agli altri in modo costruttivo e rispettoso. Quello che cerchiamo di trasmettere ai nostri ragazzi è la bellezza e l’utilità dell’ascolto e del sostegno reciproco. Non sto dicendo che il nostro messaggio colga sempre nel segno, in un mondo che spesso ci assorbe e ci rema contro, ma di sicuro vale la pena provarci, come scrivono anche i nostri giovani giornalisti nei loro contributi sul tema dell’amicizia. Abbiamo accolto volentieri la proposta di creare una piccola redazione interna al nostro doposcuola medie, visto che è stata occasione di confronto e di dialogo con i nostri alunni. Avevamo già deciso di costruire in questo anno scolastico un percorso giornalistico, con la realizzazione di una trasmissione radiofonica da rendere pubblica attraverso internet, quindi ci è parsa preziosa la possibilità di fare gestire direttamente ai ragazzi una rubrica. Abbiamo raccolto le idee e le loro proposte, letto insieme i contributi collettivi e organizzato quelli che alcuni di loro individualmente hanno scritto, compiendo in poche settimane una piccola impresa, di cui siamo felici: dare spazio alla voce dei giovani dei nostri quartieri e della nostra cooperativa. Per questo cercheremo il più possibile in futuro di raggiungere tutti i quartieri e le zone della nostra cooperativa (per esempio sono partite dal 2015 alcune n. 4 dicembre 2015 nostre attività anche a Dergano e sono in programmazione iniziative a Niguarda). Perché offrire attività nei nostri caseggiati e lavorare con le scuole frequentate dai figli dei nostri soci vuol dire diffondere un modello che vede nella cultura e nella conoscenza un valore, per formare dei cittadini più responsabili e attivi. Agiamo nella convinzione che la partecipazione costruisca spazi di libertà e crescita e cerchiamo di promuovere all’interno delle nostre iniziative il dialogo tra modelli culturali e familiari a volte diversi e tra generazioni che qualche volta non riescono più a parlarsi. Il successo del nostro corso di informatica intergenerazionale per esempio, ci spinge sicuramente a riproporre questa iniziativa. Non solo per insegnare ai nonni a usare computer, tablet e smartphone, ma anche per creare occasioni di confronto e conoscenza tra i nostri giovani e le persone con più esperienza e anni di vita. E che dire della sorprendente accoglienza riservata dai nostri studenti al lavoro agricolo nel loro orto sociale? Anche in questa occasione lo scambio avuto con i soci abitanti dei nostri caseggiati ha permesso di migliorare i prodotti del nostro orto, ma anche di fare scoprire il valore del lavoro manuale. E vi possiamo assicurare che non è dispiaciuto affatto imparare a usare gli attrezzi e coltivare! Concludo rinnovando l’invito a contattarci per sapere di più sulle nostre attività, siamo a disposizione per qualsiasi informazione. Un saluto da tutti noi dello Spazio Giovani Insieme nei Cortili! Spazio Giovani Insieme nei Cortili Via Zanoli 15 [email protected] 02 45496525 25 LE NOSTRE REALTÀ “QUELLI DEL VILLAGGIO”: CRESCE LA VOGLIA DI CULTURA TANTI GLI APPUNTAMENTI ALL’INSEGNA DEL SAPERE foto di Francesco Felici a cura dell’ASSOCIAZIONE Q uello che si sta per concludere è stato un autunno denso di appuntamenti per l’associazione “quelli del Villaggio”. Con l’inizio dell’anno scolastico sono ripresi i laboratori e le attività del Gas e sono state lanciate nuove proposte culturali, accolte con grande entusiasmo da parte dei soci, con tante novità. L’obiettivo per il 2016 è raggiungere i 300 soci e continuare a coniugare le nostre attività con il modello villaggio dove abbiamo sede: vivere bene in contesti abitativi di grandi dimensioni si può fare e nel nostro piccolo ci proviamo ogni giorno. Sempre più importanti stanno diventando le collaborazioni con altre realtà del territorio e specialmente con il Circolo culturale Italo Calvino; lo scopo è quello di individuare percorsi comuni e unire le forze per dimostrare che far cultura vuol anche dire crescere divertendosi. propongono visite guidate ad alcuni dei monumenti storici più importanti di Milano. Ormai sono sette le chiede e le basiliche che abbiamo visitato. Obiettivo raggiunto: tornare a scoprire e amare le bellezze della nostra città. CICLISTI DI DERGANO Si sta consolidando la stretta collaborazione con i Ciclisti Dergano Milano che hanno organizzato una stimolante e partecipata serata con Paola Gianotti, detentrice del record mondiale del giro del mondo in bicicletta, ma stiamo già organizzando nuove idee per la primavera per proporre a tutti divertenti escursioni su due ruote. CINECENA ALL’OSTERIA DEL BILIARDO È partita la seconda stagione della Cinecena all’Osteria del Biliardo di via Cialdini 107, con aperitivo, visione del film e cena con menu che, ovviamente, prende spunto dalla pellicola che si è appena visti. Le serate sono organizzate insieme, con l’osteria del Biliardo e il prezioso contributo del Circolo Italo Calvino. PROSSIMO APPUNTAMENTO, FESTA DI NATALE Come ogni anno, ormai da sei, arriva la festa di Natale con balli, giochi, musica e animazioni e regali per i bambini. Anche quest’anno, grazie a un nostro socio, verranno messi in palio due bellissimo presepi interamente fatti a mano e il ricavato sarà devoluto al Centro Accoglienza Profughi presso l’Oratorio di via Acerbi 12 a Bruzzano, in collaborazione con la Casa della Carità. Per informazioni sull’acquisto dei biglietti potete passare dal lunedì al venerdì presso la sala blu di via Grazioli, 33. foto di Francesco Felici LE BASILICHE DI MILANO Sempre in collaborazione con il Circolo Culturale Italo Calvino e con il supporto dell’associazione culturale Italia Medievale, quelli del Villaggio 26 E TANTO ALTRO ANCORA Sia il cineforum sia le visite guidate alla Milano medievale riprenderanno a gennaio, con nuovi appuntamenti. Insieme a tante altre attività e laboratori per bambini, taglio e cucito, Tai Chi, ginnastica dolce, degustazione di vini, il Gruppo di Acquisto Solidale che ogni settimana propone una spesa di qualità che arriva al Villaggio direttamente dal produttore ([email protected]) Insomma, venite a trovarci su Facebook alla pagina “quelli del Villaggio” o iscrivetevi alla nostra newsletter: [email protected] n. 3 ottobre 2015 ABITARE E I CDQ BUON COMPLEANNO VALDOSSOLA 50° ANNIVERSARIO E FESTA DELL’UVA di ONORINA ARGENTO S abato 3 e domenica 4 ottobre il tempo ci ha favorito, nonostante le pessime previsioni, regalandoci tanto sole. Il nostro quartiere ha potuto così festeggiare, al contempo, i suoi cinquant’anni e la tradizionale Festa dell’Uva. In questo mezzo secolo le giovani coppie di allora, con spirito di sacrificio, hanno visto l’avvicendarsi di generazioni dove i figli sono diventati a loro volta genitori, contribuendo così alla crescita del quartiere. Molte sono le cose da dire e ricordare, molti lavori sono stati fatti per migliorarne il valore, tra le quali la costruzione di box sotterranei, il rifacimento di facciate, balconi, tetti e, da ultimo, il fotovoltaico. Ma vogliamo innanzitutto cogliere l’occasione per ringraziare tutti i soci e non soci che con dedizione e spirito comunitario hanno partecipato alla realizzazione di queste due giornate. Grazie IMPIANTI RISCALDAMENTO - CONDIZIONAMENTO IDRO-SANITARI - MANUTENZIONI - RISTRUTTURAZIONI TOTALI TERMOIDRAULICA TURCHETTI S.R.L. Via Val di Ledro 23 - 20162 Milano Tel. 02 64 38 691 - Fax 02 66 11 12 63 E-mail: [email protected] Cod. Fisc./P. IVA 07983080966 n. 4 dicembre 2015 27 LA COOPERATIVA E LA CULTURA QUANDO VIAGGIO FA RIMA CON SOLIDALE CI SONO TANTI MODI PER SCOPRIRE IL MONDO: FARLO AIUTANDO LE POPOLAZIONI LOCALI È SICURAMENTE IL MIGLIORE. COME QUELLA VOLTA IN ECUADOR... testo e foto di SIMONA P.K. DAVIDDI I l viaggio è scoperta, è evasione, è conoscenza. Ma è anche rispetto, salvaguardia, solidarietà. Questo è vero soprattutto quando ci ritroviamo a viaggiare in realtà economicamente più deboli della nostra, dove ogni scelta di ogni viaggiatore può fare la differenza. Con questa premessa, un paio di anni fa ho deciso di partire alla scoperta dell’Ecuador e delle meravigliose isole Galapàgos. Benché la meta non fosse di quelle ultra gettonate e di moda, navigando in Internet l’offerta di pacchetti, tour e servizi era comunque piuttosto varia e spaziava da proposte finte-spartane a viaggi di extra-lusso con hotel stellatissimi, yacht da Mille e una Notte e ristoranti internazionali, limitando quindi al minimo il contatto con le popolazioni e le tradizioni locali. La mia scelta, invece, è stata all’insegna del “local”, ovvero: niente catene alberghiere internazionali ma solo piccoli alberghetti a conduzione familiare, niente grandi tour operator ma solo guide andine, niente fast food o ristoranti per turisti ma solo ristorantini o chioschi lungo la strada, niente mezzi di trasporto invasivi ma solo piccole cooperative ecuadorene. 28 Ne è risutato un viaggio decisamente intenso, emozionante, fatto non solo di luoghi da visitare, ma di sguardi, parole, incontri, scambi: ricordi immateriali che dovrebbero riempire la valigia di ogni viaggiatore. L’Ecuador è una commistione unica di colori intensi e profumi speziati, di gente sorridente e paesaggi di incredibile bellezza, città dove perdersi e natura incontaminata: se Quito, la capitale, è una distesa infinita di case, la più appartata Cuenca, Patrimonio Unesco, affascina con un centro storico abbellito da lasciti coloniali di rara suggestione. La Cordigliera, invece, con le sue cime altissime, con i vulcani ancora attivi, seduce senza scampo: salire al Cotopaxi, per esempio, tra i vulcani attivi più alti del mondo, a 5.897 metri di altitudine, è un’esperienza difficile da dimenticare, così come ritrovarsi nel bel mezzo di una forsta pluviale incontaminata, nella porzione di Amazzonia ecuadorena. I piccoli villaggi, i grandi mercati – due su tutti, quello di Otavalo e quello di Guamote – ma anche uno dei treni con la percorrenza più alta del mondo, quello che porta alla Nariz del Diablo, e il sito archeologico di Ingapirca sono luoghi magici, da assoporare a tuttotondo, senza fretta e senza preconcetti. E poi, ci sono le Galapàgos, una manciata di isole che sembrano distanti anni luce dal mondo e che, proprio grazie a questo isolamento (e a un programma di protezione del Governo ecudoreno, che ne regola non solo gli accessi ma anche i singoli itinerari), hanno mantenuto intatte flora e fauna locale, con specie autoctone come le tartarughe giganti e altre rarissime come le sule patas azules, i buffi volatili con zampe e becco azzurro: ogni isola ha un ecosistema differente, con scenari naturali che spaziano dalle scure terre magmatiche alle brulle brughiere, dalle spiagge candide – regno incontrastato di foche, iguane e pinguini – alle coste frastagliate e rocciose, dove avvistare granchi di tutti i colori, in un turbinio di emozioni profumate di salmastro. n. 4 dicembre 2015 VICINO A NOI AIUTO!! I COMPITI A OTTOBRE È RIPARTITO IL SERVIZIO DI DOPOSCUOLA E DI STUDIO ASSISTITO A NIGUARDA, PER AFFRONTARE L’ANNO SCOLASTICO TRA COMPITI E INTERROGAZIONI di VALERIA MALAVICINI L’ avvio dell’anno scolastico comporta per le famiglie un notevole sforzo di organizzazione, considerando soprattutto la gestione pomeridiana di bambini e ragazzi e la necessità di svolgere i compiti e gestire lo studio per verifiche e interrogazioni. La Cooperativa Pandora, in collaborazione con Abitare, anche quest’anno promuove Spazio Doposcuola per il quartiere di Niguarda: per due pomeriggi alla settimana accoglie gli studenti delle medie e del biennio delle superiori. Il servizio, proposto alle famiglie del quartiere e progettato con formatori ed educatori di esperienza, supporta i ragazzi nello svolgimento dei compiti scolastici, e offre anche uno spazio che vuole essere punto di riferimento e socializzazione, in alternativa alla strada e a pomeriggi in solitudine. Oggi i nostri figli sono iperstimolati dal mondo televisivo e dall’utilizzo (spesso incontrollabile) di videogiochi e internet; a questi mezzi di comunicazione e svago occorre affiancare momenti di condivisione e socializzazione in modo da scon- n. 4 dicembre 2015 giurare un isolamento sociale e relazionale legato allo svolgimento di attività individuali. All’estremo opposto, c’è invece il richiamo della strada, che a volte comporta rischi sociali altrettanto seri. Lo Spazio Doposcuola si propone anche di supportare le famiglie di fronte a tutto ciò. Al quinto anno è infatti divenuto un punto di riferimento per molti dei nostri ragazzi e anche per le loro famiglie. Il servizio Spazio Doposcuola si svolge presso il salone di Abitare in via Ornato 7 il lunedì e il giovedì dalle 16,30 alle 18,30. Presso la sede della Cooperativa Pandora sarà possibile usufruire anche del servizio di studio assistito individuale, che risponde a esigenze specifiche di apprendimento e rinforzo scolastico. In questo caso lo studente viene affiancato individualmente dall’operatore che, nei giorni e per un tempo definiti con la famiglia, individua un percorso specifico di lavoro anche in accordo con la scuola, laddove necessario. Per informazioni: Coordinatrice Rosella Reverdito: 338 6029759 29 VICINO A NOI MUNICIPALITÀ, A COSA SERVONO CHI LO SA? COMPRENDERE COME VERRANNO ORGANIZZATE E DOVE ANDREMO A FINIRE CON LA NUOVA “BUROCRAZIA”, FORSE NON GUASTA di WALTER CHERUBINI “R ipartire dalle Periferie” è un po’ lo slogan del momento. In tale contesto si collocano la chiusura dei Consigli di Zona (non ne sentiremo la mancanza!) e l’apertura delle Municipalità (ne sentiremo la presenza?). Infatti, è partito il percorso per la trasformazione del Decentramento comunale. Dal punto di vista burocratico, il punto 2 all’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale di Milano dello scorso 8 settembre recitava così: Modifica del Titolo VII – “Decentramento” - articoli da 92 a 100 - e articolo XIV disposizioni transitorie e finali dello Statuto del Comune di Milano. “In ritardo”, come sottolineato dal consigliere Cormio, di quattro anni rispetto all’inizio dall’attuale Amministrazione, ma di oltre quarantacinque se ci riferiamo all’istituzione del Decentramento avvenuta il 18 luglio 1968, con l’approvazione del Regolamento del Decentramento e il successivo insediamento dei Consigli di Zona nel marzo 1969. Peraltro, c’è da osservare che 30 una serie di nuovi Regolamenti del Decentramento furono già approvati nel 1977 e nel 1997, solo che rimasero regolarmente … insabbiati (potere della “burocrazia”?). Nel dettaglio, il percorso per l’introduzione delle Municipalità è articolato in tre fasi. 1. La modifica dello Statuto del Comune di Milano (fase conclusa), per l’introduzione delle Municipalità. 2. La definizione della composizione e delle modalità di elezione (fase attuale). Rispetto alle ipotesi a suo tempo prospettate di nuova articolazione delle Zone (si parlava di 13 o 14, rispetto alle originarie 20 ed alle attuali 9), anche a causa dei tempi stretti (o dei “ritardi”?) le Zone dovrebbero rimanere 9. Verrà tralasciata anche qualche modi- n. 4 dicembre 2015 VICINO A NOI fica dei confini (la Zona 1 voleva allargarsi un po’, mentre per i Navigli, attualmente divisi tra le Zone 5 e 6, si ipotizzava l’assegnazione a una delle due Zone). Invece, il Presidente di ogni Municipalità dovrebbe essere eletto direttamente dai cittadini, mentre attualmente è eletto dai consiglieri, anche se c’è l’indicazione del candidato Presidente. Infine, i consiglieri passerebbero da 41 a 31 – l’ipotesi originaria era di 25, Presidente compreso – con la previsione di 3 Assessori (1 esterno). 3. La definizione del Regolamento di funzionamento (fase conclusiva), con competenze e poteri delle Municipalità. E questo sarà il nodo centrale, perché, al di là delle “forme”, pur importanti, quello che conta sarà la definizione delle competenze e dei contenuti. Infatti, un regolamento non vale l’altro e deve fare rima con periferia: perché se le Municipalità non sono per le periferie a cosa servono? Infatti, è ora di restituire ai territori degli antichi comuni la capacità amministrativa della quale furono espropriati, nel 1873 i Corpi Santi e nel periodo 1918-1923 i comuni del circondario milanese, quali Baggio, Trenno, Musocco, Affori, Niguarda, Chiaravalle, Greco, Gorlaprecotto, Turro, Crescenzago, Lambrate, Rogoredo, Chiaravalle, Vigentino, con Lorenteggio e Ronchetto. Allora, bisogna prevedere una gestione complessiva del territorio e delle numerose funzioni comunali che vi operano. Ciò riguarda anche la gestione del disastrato patrimonio edilizio pubblico che, invece, rimane ancora una cosa “altra”, staccata dal resto. Insomma, come è stato per i Consigli di Zona in questi quarantacinque anni, malgrado il Regolamento del Decentramento del 1977, rimasto inapplicato, prevedesse all’art. 19: «I Consigli di Zona deliberano le destinazioni d’uso e le affittanze di locali, edifici e aree del Comune con destinazione ad usi sociali e del patrimonio immobiliare di reddito… e anche il patrimonio edilizio dell’Iacp (oggi Aler/Metropolitana Milanese, ndr) nell’ambito di appositi accordi con tale ente secondo le compatibilità n. 4 dicembre 2015 di legge». Di tale previsione, come peraltro di quasi tutte le altre, non se ne fece nulla. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Da questo punto di vista, l’esperienza della cooperazione abitativa è un concreto punto di paragone, che può contribuire anche alla definizione delle modalità gestionali di Aler e Metropolitana Milanese. Non ci parrebbe una cosa proprio fuori luogo, se si vuole la partecipazione o, meglio, la “progettazione partecipata”. Altrimenti sono solo buone intenzioni … 31 RACCONTO QUEI RAGAZZI DELLA CASA DEI ROSSI di CARLO PEZZONI Q uando nel 1907, riferendosi al distretto di Budapest, Ferenc Molnàr aveva scritto il romanzo I ragazzi della via Pàl due eserciti di ragazzi che si contrapponevano in una guerra per la conquista di un’area di gioco che alla fine, quel campo tanto sognato e combattuto, ha dovuto lasciare il posto a un palazzo. Nel quartiere di Niguarda, c’eravamo noi: i ragazzi della via Ornato 7 e di via Hermada 14, noi due fratelli da poco tornati dal collegio dove per cinque anni il nostro spazio di gioco era quel cortile ciottolato, col fischietto di suor Michelina che quando i nostri giochi non corrispondevano ad un certo andazzo,ci fischiava il fuori gioco, a casa, l’impatto coi nostri compagni del cortile nell’uso di archi, frecce, fionde e cerbottane, non fu facile, ma col richiamo della foresta non ci volle molto per adeguarci e nella sterrata via Hermada, prima che fosse asfaltata, per renderla accessibile al traffico automobilistico, la via,era il nostro campo di gioco,con la sola pausa del Natale, quando in casa nostra si faceva il presepio. Il presepio, lo si costruiva sul divano della cucina coprendolo con delle tavole e sottraendolo a nostro padre, dove era solito farsi la pennichella pomeridiana, era un padre che mi mandava a comperare l’Unità 32 all’edicola di via Benefattori dell’Ospedale e i sigari dal tabaccaio di fronte, era un padre che non si nascondeva dietro il fumo dei suoi sigari, e non era disponibile a nascondere la sua approvazione per la nostra attenzione al presepio e a Gesù Bambino. Ma se si sarebbe accorto che noi per fare il laghetto del Presepio gli avevamo sottratto anche lo specchietto, che Lui appendeva alla maniglia della finestra per radersi la barba, quando la mamma si era accorta, lo ha subito tolto e noi al suo posto ci avevamo messo la carta stagnola. Che il nostro paese avesse una lunga tradizione cristiana era scontato, e la mamma volendo che noi entrati in collegio da scalmanati e ripetenti e usciti come degli angioletti, ci invitava a frequentare l’oratorio: si ciao! Qualche volta per accontentarla, con altri amici del cortile ci siamo andati, solo che il sacrista non vedendoci di frequente e volendo conoscerci meglio, ci aveva chiesto dove si abitava, quando gli avevamo detto che si abitava in via Ornato 7 e in via Hermada 14, ci disse: ”ahh?! nella casa dei rossi!”. Tornato a casa avevo chiesto alla mamma, cosa volesse dire abitare nella casa dei rossi, Lei, mi ha guardato, ma era difficile trovare le parole giuste per spiegare a un ragazzo di dodici anni appena uscito dal collegio che voleva vivere le proprie avventure separate dai grandi che, nella casa dei rossi c’era anche la portineria di via Ornato 7 dello zio Armando Brivio e della zia Chira Nava, chiamata il soccorso rosso, dove i due coniugi si prodigavano in aiuto ai partigiani. Intanto per tornare ai nostri giochi dove il pericolo sembrava sempre in agguato, ricordo la stizza che abbiamo preso col nostro amico Nicola Silbe che, nel corso di una gara di nuoto nel canale Villoresi, profondo tre metri con una forte corrente, non riuscendo a vincere, non la gara, ma la corrente del canale per poter uscire, ci siamo tuffati tutti e dopo aver formato una catena umana l’abbiamo portato in salvo lo spavento ci è durato un bel po’ma con la bella stagione gli entusiasmi e le curiosità non mollavano e in fondo alla via Hermada arrivava il Circo all’aperto del Cirillino, alla fine dello spettacolo il sorridente clown fuori dalle transenne girava con un piattino per raccogliere qualche liretta a un pubblico non pagante, ai bambini faceva una carezza, c’era il mangiafuoco e l’equilibrista sulla corda, il primo non si poteva imitare ma l’equilibrista lo si poteva fare e le carezze si n. 4 dicembre 2015 RACCONTO potevano dare. Per imitare l’equilibrista abbiamo scelto le transenne in ferro che legavano i dieci panettoni di marmo bianco che chiudevano la piazza dell’Ospedale Ca’ Granda, vinceva chi li passava tutti senza cadere. Quelle transenne e quei panettoni di marmo bianco, sono ancora li, tali e quali come allora e chissà se qualche volta passando mi capiterà di vedere dei bambini rifare quel nostro gioco. Oggi lo spazio che era occupato dal circo è stato dedicato a una martire della Resistenza Gina Galeotti Bianchi che con la sua vita ha fatto molto per la libertà. Il circo, ci ha incuriosito fino all’arrivo dei primi motorini, uno di questi il Cucciolo, gli avevano perfino dedicato una canzone “… vieni con me ti porterò sul Cucciolo, il motorino è piccolo ma batte come il mio cuor…”. Noi ragazzi eravamo affascinati dal rumore delle moto e, per imitarlo, prima che le nostre biciclette fossero abbandonate in cantine in mezzo a vecchi copertoni, e giocattoli impolverati, con delle mollette di legno, avevamo affrancato alla forcella anteriore, una cartolina, che pedalando a più non posso, toccando i raggi produceva più che il sibilo di una Rumi, il ronzio di uno sciame di zanzare incazzate. Non era d’accordo col rumore degli scappamenti delle nostre moto,lo zio Armando che,stanco del fragore di bombe, di sirene e di spari che durante l’ultima guerra ne aveva sentiti a iosa, interveniva quando noi amici del cortile,oramai tutti motorizzati e coinvolti per quei loro rombi, le mettevamo in moto nel portone d’uscita,facendo col rimbombo, un bel casino, tra lo spavento di chi, in quel momento si trovava a passare sul marciapiede,a quel punto l’Armando interveniva e ci diceva: te podet nò metela in moto in strada? (non potete metterle in moto quando siete in strada? ndA). Delle gite in moto, ho conservato la foto di Bellagio, seduti su quella ringhiera del molo, non ho la foto del famoso ristorante di Pusiano, dove eravamo andati, attratti da quel suo menù: piatto unico di riso con pesce persico, tutto annaffiato con del buon Verdicchio. Solo uno di noi aveva bevuto l’acqua minerale che, all’arrivo del conto non voleva in parti uguali perché non aveva bevuto il vino, ecco, a lui bisognava fargli una foto. Tutto si risolse, tra la soddisfazione del proprietario, con abbracci e qualche lacrima per i battibecchi di chi non voleva dividere. Succede, vino veritas. Tornando a casa, sulle curve del lago, tra i fumi dell’alcool e le bollicine dell’acqua minerale con la bassa nebbia che copriva la strada, un po’ più prudente sulla mia Vespa GS, osservavo le acrobazie dei nostri amici che allegramente abbordavano le curve. L’Italo con la sua 175 Gilera, el Gustin, con la sua Iso moto, in gara con la Guzzi 250 sport del Gino bumba chiamato così per il rombo della sua moto che affrontava le curve al limite, tanto da sembrare che ’aquila della casa di Mandello, stampigliata sul serbatoio, sembrava che in quelle pieghe, ritirasse le ali, pregavo che non accadesse nulla. La serata finì tranquilla a notte fonda al bar Ruell, quando i bar chiudevano non prima che ti venisse sonno. n. 4 dicembre 2015 AGENZIA VIAGGI E TURISMO TOUR e SOGGIORNI con i migliori TOUR OPERATOR LAST MINUTE • WEEK END • FLY & DRIVE CROCIERE • LISTE NOZZE Biglietteria Ferroviaria, Aerea, Marittima Assicurazioni • Noleggio Auto Bee Travels di Ghezzi Simona 20162 Milano - Via Luigi Ornato 7 Tel. 02 6473290 - Fax 02 66104964 e.mail: [email protected] - [email protected] 33 g i u g n o 2 013 43 SVILUPPO DEL PATRIMONIO OTTICA GIANSANTI • Sconto 35% a tutti i tesserati di Abitare e loro familiari su occhiali completi di lenti e montature da sole • Siamo specializzati nella costruzione di lenti curve per occhiali sportivi “bicicletta moto sci” anche con diottrie elevate • Eseguiamo velocemente riparazioni di montature con eventuale ritiro e consegna a domicilio • Eseguiamo fototessera di ogni formato per tutti i tipi di visto • Grande assortimento lenti a contatto • Presso la nostra sede, in pochi minuti il Test per individuare il glaucoma OTTICA GIANSANTI via Murat, 71 • 20159 Milano • tel 02 680043 via Ornato, 34 • 20162 Milano • tel 02 6438223 24 e-mail: [email protected] V N E T U D ! 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