Programma
Traviata
Preludio (Piano solo)
“Di Provenza il mar, il suol” (Baritono e Piano)
“Addio, del passato” (Soprano e Piano)
I Vespri Siciliani
“Mercè, dilette amiche” (Soprano e Piano)
Machbeth
“…Pietà rispetto amore” (Baritono e Piano)
Nabucco
Fantasia elegante sul Nabucco (Trascr. D. Krug, Piano solo)
MAURIZIO CARNELLI, (Maestro)
Ha studiato pianoforte, direzione d’orchestra e composizione e si è laureato in filosofia. Musicista dai vasti interessi, si è particolarmente dedicato
all’accompagnamento dei cantanti collaborando tra gli altri con Alfredo
Kraus, Giuseppe Di Stefano, Nicola Martinucci, Pietro Ballo, Luciana
Serra .Di particolare rilievo il suo sodalizio con Lucia Valentini Terrani ,
con cui, nel 1996, ha inciso una antologia di arie da camera di Haydn e
Rossini che gli ha valso il premio “cd classica”. Altrettanto significativa la
sua esperienza con Giorgio Gaslini, con cui ha studiato il “song” americano e del quale ha inciso, in prima mondiale, I “Canti della terra”.
Si è esibito in importanti teatri quali La Scala, il Lirico, il Conservatorio
di Milano, il Ponchielli di Cremona, il Fraschini di Pavia, il Pollini di Padova, il Regio di Torino, l’Olimpico di Roma , la Sala Nervi del Vaticano,
le Sale da congressi di Luzern e Lugano, la Sala del Parlamento di Budapest, Toshi Center Hall, Oji Hall e
Ishibashi Memorial Hall di Tokio, Hill State Centre di Seoul. Ha collaborato con celebri direttori (Romano
Gandolfi, Alberto Zedda, Massimiliano Caldi), attori e registi (Ottavia Piccolo, Fanny Ardant, Giorgio Albertazzi) ed è stato ospite di importanti festivals quali Musica nel nostro tempo, Aterforum, Rossini Opera
Festival, Festival Giordano, Festival Donizetti, Tokio Spring Festival.
Di recente uscita un doppio cd allegato al volume “il canto dei Poeti”, inciso con il tenore Fausto Tenzi e
patrocinato dalla presidenza della Repubblica Italiana e da quella della Confederazione elvetica.
In
occasione del
Bicentenario
della
Nascita
di
Giuseppe Verdi
ConcertO
musiche verdiane per pianoforte e canto
soprano:
Won Hung Pae - baritono: Kim Man Soo
direttore maestro: Maurizio Carnelli
Ernani “Surta è la notte… Ernani involami” (Soprano e Piano)
Falstaff “è sogno? O realtà?” (Piano solo)
Aida Marcia e finale (Piano solo)
Trovatore
“Mira d’acerbe lacrime” (Duetto: Baritono, Soprano e Piano)
Baritono: Kim Man Soo (Vincitore del primo premio assoluto alla seconda edizione del Concorso Lirico Internazionale Maria Malibran)
Soprano:
Won Jung Pae
Pianoforte:
Maestro Maurizio Carnelli
Won Jung Pae, (Soprano)
Nata a Seoul, si è laureata in canto lirico alla Korean National University
of Arts. Si è diplomata al Conservatorio di Livorno, e presso l’Accademia
Internazionale della Musica di Milano, con Ilia Aramayo. In seguito ha
partecipato ad una produzione di Boheme curata da Claudio Desderi. Ha
vinto il primo premio assoluto nei concorsi internazionali di Ravenna,
Conegliano Veneto, Maccagno . Nel 2007 si è classificata seconda al
concorso internazionale di Gorizia nella categoria speciale dedicata a G.
Gershwin. Si è esibita in importanti teatri quali l’ Alighieri di Ravenna,
Universita’ Statale e Teatro Dal Verme di Milano (con l’Orchestra dei
Pomeriggi Musicali), Teatro Donizetti di Bergamo (Festival Donizetti), Festival Giordano di Baveno, Teatrino di Villa Reale di Monza, Notturni in
Villa e al prestigioso Seoul Art Center con la Seoul Symphony Orchestra.
Ha interpretato piu’ volte “La Boheme” nel ruolo di Mimi, “Il Piccolo Spazzacamino” di Britten nel ruolo di
Rosa e “Turandot” di Puccini (2007, Festival di Baveno, ruolo di Liù); ha cantato Stabat Mater di Pergolesi
nella Chiesa di Sant’Angelo. Particolarmente interessata a linguaggi musicali piu’ moderni, accanto alla sua
attivita’ di soprano lirico ha iniziato nel 2008 un percorso di approfondimento del canto jazz e crossover,
insieme a Giorgio Gaslini. In seguito a questa esperienza è stata invitata al Festival della Lomellina ed al
Museo del ‘900 di Milano per un concerto di musiche americane, da Gershwin a Cole Porter. Inoltre ha
interpretato la parte di Maria in West Side Story, sotto la direzione di Carlo De Martini, per le rassegne
“Musei a cielo aperto” e “Notti trasfigurate”. Molto interessata ai rapporti culturali tra Italia e Korea e’
fondatrice e vicepresidente della Associazione Culturale Acitko.
Kim Man Soo, (Baritono)
Si è laureato a pieni voti presso l’Universita’ Kei Myung di Daegu. In
Italia ha studiato al Conservatorio G.Verdi.
Ha vinto importanti premi in concorsi nazionali ed internazionali: tra
questi ricordiamo il primo premio al Concorso Leoncavallo, al Concorso
Maria Malibran, al concorso Anselmo Colzani; il secondo premio al concorso Tagliavini e al Concorso Illica; il terzo premio al concorso Giacinto
Prandelli. Inoltre e’stato finalista al concorso Flaviano Labo’.
In Korea ha cantato nelle opera La Traviata (Verdi), La Rondine, Turandot
e Boheme (Puccini), The Telephone (Menotti), The old maid and the chief
In Italia ha cantato in Elisir d’amore ( ruolo di Belcore) e ne La Traviata
(ruolo di Germont).
Ringraziamenti a coloro che hanno collaborato:
Don Franco Trezzi, Società operaia di M.S. di Caldana,
Quality A&M.
Organizzazione: [email protected] cell. 3386178927
Mercoledì
14 agosto 2013
ore 21,00
Arie celebri da:
Traviata
I Vespri Siciliani
Machbeth
Chiesa Parrocchiale
S. Maria Assunta
Contrada Carnisio, 21
Caldana
Trevisago (VA)
Nabucco
Ernani
Falstaff
Aida
Trovatore
Elenco delle Opere Liriche
Giuseppe Fortunino
Francesco Verdi
(Roncole di Busseto, 10/10/1813 – Milano, 27/01/1901)
Giuseppe Verdi nacque a Le Roncole, vicino
a Busseto nel Ducato di Parma, da Carlo, un
oste e rivenditore di generi alimentari e da
Luigia Uttini, filatrice. Da subito manifestò
il suo talento musicale, esercitandosi su una
spinetta scordata che gli regalò il padre. I
primi rudimenti di composizione musicale
e pratica strumentale gli vengono impartiti
dal Maestro Provesi, proseguendo gli studi
con l’organista della Chiesa di San Michele
Arcangelo, Pietro Baistrocchi, che gratuitamente lo indirizzò allo studio dell’organo,
infine il Signor Antonio Barezzi, benestante
commerciante, appassionato di musica, caro
amico della famiglia Verdi e del piccolo Giuseppe, che comprese le potenzialità artistiche
del ragazzo, divenne suo mecenate, lo ospitò
nella sua casa e lo aiutò a proseguire negli
studi musicali, in modo regolare. Nel 1832 si
trasferisce a Milano, si presenta in Conservatorio, per esservi ammesso ma, “incredibilmente” non supera la prova di ammissione
per “superati limiti di età e per non avere
una giusta impostazione della mano”, mentre
supera l’esame di composizione. Molto
deluso ma determinato nel continuare a
comporre inizia a studiare privatamente, con
il ”Maestro al Cembalo” del Teatro alla Scala,
Vincenzo Lavigna. L’atmosfera culturale
milanese lo forgiò “la frequentazione dei teatri
milanesi gli permise una conoscenza diretta del
repertorio operistico contemporaneo”- così scrive
il suo più accreditato biografo, Pierluigi Petrobelli - negli anni della dominazione austriaca,
Verdi ebbe occasione di conoscere ed avvicinarsi al
repertorio dei classici viennesi, soprattutto quello
dei quartetti ad archi”. Inizia così a comporre:
a 34 anni era già un compositore internazionale e di fama, ricchissimo ed osannato.
Nel ’36, tornato a Busseto dopo aver vinto il
concorso per il ruolo di “Maestro di musica
del Comune”, sposa la figlia del suo mecenate, Margherita Barezzi, unione che vede
la nascita di due bimbi Virgina e Icilio. Sono
anni intensi in cui il giovane Verdi matura le
sue scelte musicali e stilistiche, sempre più
orientate al Teatro e l’Opera, portandolo a
comporre la sua prima opera “Oberto, Conte
di San Bonifacio” – rappresentata nel ’39, al
Teatro alla Scala di Milano, ed ottenendo un
discreto successo. Non altrettanta fortuna
arrise a “Un giorno di regno”, opera comica
che cadde alla Scala nello stesso anno in cui il
Maestro è colpito dalla morte dei due infanti,
seguita quasi subito dalla scomparsa della
moglie Margherita, a soli 26 anni.”
Lo strazio per questi dolori lo inducono ad
abbandonare la musica , ma Bartolomeo
Merelli, impresario della Scala, gli sottopone
un libretto di grande profondità storica e
narrativa, nasce così lo stupefacente “Nabucodonosor” che dopo la prima verrà chiamato
più semplicemente “Nabucco”, una delle più
grandi opere del teatro musicale, che viene
rappresentata al Teatro alla Scala, nel 1842;
due anni dopo i gravi lutti che lo avevano
colpito, ed è un grande successo. Verdi ha
solo 29 anni.
La parte di Abigaille la affiderà ad una
giovane artista, Giuseppina Strepponi, già
celebrato soprano. Iniziano anni pieni di
lavoro che lui stesso definirà “di galera” componendo con ritmi serratissimi: I Lombardi
alla prima Crociata (’43) – Ernani (’44) – I
due Foscari (‘44) – Macbeth (’45) – Attila
(’46) - I Masnadieri (’47). Nel ’47 compie
il primo viaggio a Parigi, dove inizia una
relazione sentimentale, molto romantica
con Giuseppina Strepponi, che colà insegna
canto, dopo essersi ritirata dalle scene. Il matrimonio avverrà anni dopo, in una piccola
cittadina dell’Alta Savoia, a Collonges-sousSelève. In diversi periodi si stabilisce a Parigi,
alla ricerca di nuovi stimoli culturali, che solo
la Francia della seconda metà dell’800 poteva
dare. Qui si confronterà con musicisti francesi
quali Meyerbeer, Halévy e Gounod. Prendono vita “Luisa Miller” (’49) opera che viene
considerata l’anello di congiunzione fra le
opere giovanili e la famosa “trilogia popolare”
composta da: Rigoletto (‘51) – Trovatore (‘53) –
Traviata (‘53 ).
Con “Rigoletto” l’arte verdiana raggiunge
uno dei suoi vertici più alti. “Questo grazie alla
perfetta concatenazione drammatica frutto anche
della fedeltà al modello di Victor Hugo, realizzata
con altrettanto perfetto equilibrio dei mezzi
musicali impiegati: la vendetta del buffone di corte
per l’oltraggio inflitto dal duca libertino alla figlia,
ricade spaventosa su di lui, tra lo scatenarsi degli
elementi naturali in tempesta.” (Pietrobelli).
Nel frattempo il desiderio di mettere radici
nella sua terra d’origine riaffiora prepotentemente: Verdi non ha dimenticato il fascino
della sua campagna, la calma della pianura
Padana, pertanto nel maggio del 1948 compra
Villa Sant’Agata a Villanova d’Arda. Villa
Verdi, verrà abitata ininterrottamente fin dal
1851. Il Maestro stesso ne curerà la ristrutturazione e si prenderà cura del grande parco
che la circonda, arricchendola negli anni,
di terreni agricoli tutto intorno. Non solo,
accetterà anche l’incarico di Consigliere
Comunale.
Il suo lavoro raggiunge alte vette, ricevendone allori ed onori. Compone “I Vespri siciliani”
(’55) – “Ballo in Maschera” (’59). Degno di
nota, dello stesso anno del Ballo, scrive
anche un Valzer Brillante per pianoforte che
in seguito sarà orchestrato da Nino Rota,
diventandone la colonna sonora del film di
Luchino Visconti “Il Gattopardo.
Nel 1861, sollecitato dal Cavour viene eletto
Deputato nel Primo Parlamento Italiano,
nel Collegio di Borgo San Donnino, l’attuale
Fidenza e nel ’74 diventa Senatore.
Per l’Esposizione Universale di Londra, nel
1862, compone “l’Inno delle Nazioni “, Cantata
su testo di Arrigo Boito che non verrà presa
in considerazione come Inno, in quanto non
rispettava la forma e il ritmo di una Marcia.
Partecipò da sempre alla vita pubblica, fu
un convinto patriota e dal suo epistolario,
nell’ultima parte della sua vita, traspare
l’amarezza per l’assenza di sentimento di
appartenenza nella nazione appena creata, ed
egli non cessò di additare modelli nei quali
riconoscere un patrimonio culturale comune.
Crea opere di grande forza e temperamento,
nascono altri capolavori: “La Forza del Destino” (’62), “Don Carlos” (’67), “Aida” che gli
viene commissionata dal Chedivé d’Egitto,
Jsmail Pachà, per l’inaugurazione del Canale
di Suez. La prima rappresentazione avvenne
al Cairo, il 24 dicembre 1871. Nel 1868, dopo
la morte di Rossini, Verdi propone a undici
compositori italiani, un omaggio collettivo
al compositore pesarese. Questo progetto
purtroppo, non si realizzò; per sé il Maestro
aveva riservato l’ultimo brano “Libera me,
Domine“ che in seguito inserì nella maestosa
“Messa di Requiem”, per le celebrazioni per
la morte di Alessandro Manzoni , e che fu
rappresentata per la prima volta nella Chiesa
di San Marco, in Milano il 22 maggio 1874.
Dopo “Aida” e la “ Messa da Requiem”
medita il ritiro dalle scene teatrali. Ha 68
anni, ha ottenuto onori e fama, ora il suo
desiderio è di ritirarsi a vivere una vita di
tranquillità, godendo degli affetti famigliari
, dell’amicizia di amici sinceri e dedicarsi
all’amministrazione delle sue tenute. Negli
anni seguenti l’amico e suo editore, Giulio
Ricordi, riesce a far riappacificare il Maestro
con Arrigo Boito, librettista, poeta, “scapigliato”, compositore , con il quale aveva avuto
diverse incomprensioni e da questa nuova e
preziosa collaborazione , nascono le ultime
due opere tratte dal suo autore preferito
Shakespeare : “Otello” che debutta alla Scala
(’87”), ottenendo un grandioso successo,
tanto che gli valse dal Comune di Milano, di
essere nominato cittadino onorario della città,
e “Falstaff” (’93) opera buffa, che riconfermò
la grandezza del Genio. Verdi ha 80 anni ,
dà per sempre l’addio al Teatro, ritirandosi
a Villa Sant’Agata. Pochi anni dopo, nel ’97
muore la moglie Giuseppina, lasciandolo
nella disperazione più cupa.
Fin dagli anni ‘80, nonostante gli impegni
artistici e politici, il Maestro si interessa verso
i più diseredati crea un ospedale a Villanova
d’Arda che viene inaugurato il 1888. Scrive
infatti “... per soccorrere i poveri malati, di questo
piccolo Comune.” Questa realizzazione fu per
lui l’avverarsi di un sogno! Fu interamente
da lui, finanziato, ispirò lo statuto, e lo seguì
personalmente fino alla morte.
Come non concludere ricordando “ colei”
che Giuseppe Fortunino Francesco, considerava la sua “Opera più bella”? Scriveva,
a proposito di Casa Verdi, la celebre Casa di
Riposo per musicisti, da lui creata e pensata
fin dal 1891: “Delle mie opere, quella che mi piace
di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per
accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti
dalla fortuna, o che non possedettero da giovani la
virtù del risparmio. Poveri e cari compagni della
mia vita! Credimi, amico, quella Casa è veramente
l’opera mia più bella!” (Giuseppe Verdi in una
lettera all’amico Giulio Monteverde ) Come
architetto scelse il fratello dell’amico Arrigo,
Camillo Boito. Fu l’ultima sua impegnativa
ideazione, la Fondazione venne istituita
il 16 dicembre 1899, impegno filantropico
per il quale lavorò negli ultimi due anni di
vita. Casa Verdi fu inaugurata il 10 ottobre
1902, su espressa volontà del Maestro che
voleva tale cerimonia, fatta solo dopo la sua
scomparsa, ed infatti i primi ospiti arrivarono
dopo l’inaugurazione. Questo perché, non
voleva sembrare borioso o superiore nei
confronti dei colleghi meno fortunati.
Giuseppe Verdi morì il 27 gennaio 1901 presso il Grand Hotel et de Milan in Centro Milano, nell’appartamento al primo piano dove
era solito alloggiare durante l’inverno. Fu
colto da malore e spirò dopo 6 giorni di agonia. I milanesi che tanto lo amarono, durante
quei giorni agonici, stesero della paglia sulle
pietre di porfido, perché si attutisse il rumore
degli zoccoli dei cavalli, in transito su Via
Manzoni, per non disturbare il grande Genio
nel momento del trapasso. Verdi desiderò
un funerale semplicissimo ed umile, come
erano le sue origini, senza musica e sfarzo,
infatti una folla silenziosa seguì il suo feretro.
Successivamente il “suo Teatro alla Scala”,
con Arturo Toscanini alla testa dell’orchestra,
ed un coro di ottocento persone, disposte su
una gradinata, intonarono il “Và, Pensiero”
dal Nabucco, dando l’addio dell’Italia Unita
al Cigno di Busseto. Finisce la sua vita ed
inizia la crescente fortuna della sua opera
musicale che non conosce fine e costituisce
vanto ed orgoglio italiano. Oggi Giuseppe e
Giuseppina Verdi riposano vicini nella Cripta
della sua “ Casa Verdi”, non senza una lapide
a perenne ricordo delle altre due donne che
lo hanno amato, seppure in modi diversi: la
prima moglie Margherita Barezzi e la soprano Teresa Stolz, altra grande interprete delle
opere della maturità, che sarà loro vicina,
fedele amica dei due anziani coniugi, per i
quali si rivelò un importante aiuto nella loro
vecchiaia.
Verdi fu per tutta la sua vita uno sperimentatore, proteso verso i più alti traguardi, dotato
di senso critico che gli permise di capire in
anticipo i gusti del pubblico, senza mai rinunciare ai propri convincimenti. Ci ha lasciato
un’enorme epistolario che, a buona ragione,
rappresenta un quadro perfetto della vita della storia italiana ,dalla metà degli anni trenta
alla conclusione del secolo XIX. Attraverso i
suoi scritti si scopre un vero uomo, “inedito”
talvolta, orgoglioso delle sue origini contadine, ma nello stesso tempo colto e, raffinato
osservatore dell’ambiente che lo circondava.
Fu un personaggio carismatico, inquieto, ma
visse da protagonista in un’epoca straordinaria. Con Giacomo Puccini, condivide amore e
stima che il pubblico internazionale riconosce
loro, è l’operista più rappresentato al mondo
ed occupa un posto privilegiato nell’olimpo
dei più grandi creatori musicali di tutti i
tempi.
M. G. Luisetti
• Oberto, Conte di San Bonifacio (Teatro alla Scala di Milano, 17 novembre 1839) - Dramma in due atti di Temistocle Solera
• Un giorno di regno (Teatro alla Scala di Milano, 5 settembre 1840) Melodramma giocoso in due atti di Felice Romani
• Nabucco (Teatro alla Scala di Milano 9 marzo 1842) Dramma lirico in quattro parti di Temistocle Solera
• I Lombardi alla prima crociata (Teatro alla Scala di Milano, 11 febbraio 1843) - Dramma lirico in quattro atti di Temistocle Solera
• Ernani (Teatro La Fenice di Venezia, 9 marzo 1844) Dramma lirico in quattro parti di Francesco Maria Piave
• I due Foscari (Teatro Argentina di Roma, 3 novembre 1844) Tragedia lirica in tre atti di Francesco Maria Piave
• Giovanna d’Arco (Teatro alla Scala di Milano, 15 febbraio 1845) - Dramma lirico in un prologo e tre atti di Temistocle Solera
• Alzira (Teatro San Carlo di Napoli, 12 agosto 1845) Tragedia lirica in un prologo e due atti di Salvadore Cammarano
• Attila (Teatro La Fenice di Venezia, 17 marzo 1846) Dramma lirico in un prologo e tre atti di Temistocle Solera
• Macbeth (Teatro della Pergola di Firenze, 14 marzo 1847) Melodramma in quattro parti di Francesco Maria Piave
• I masnadieri (Her Majesty’s Theatre di Londra, 22 luglio 1847) Melodramma tragico in quattro parti di Andrea Maffei
• Jérusalem (Teatro de l’Opéra di Parigi, 26 novembre 1847) Opera in quattro atti di Alphonses Royer e Gustave Vaëz,
rifacimento de I Lombardi alla prima crociata
• Il corsaro (Teatro Grande di Trieste, 25 ottobre 1848) Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave
• La battaglia di Legnano
(Teatro Argentina di Roma, 27 gennaio 1849) Tragedia lirica in quattro atti di Salvadore Cammarano
• Luisa Miller (Teatro San Carlo di Napoli, 8 dicembre 1849) Melodramma tragico in tre atti di Salvadore Cammarano
• Stiffelio (Teatro Grande di Trieste, 16 novembre 1850) Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave
• Rigoletto (Teatro La Fenice di Venezia, 11 marzo 1851) Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave
• Il trovatore (Teatro Apollo di Roma, 19 gennaio 1853) Dramma in quattro parti di Salvadore Cammarano,
con aggiunte di Leone Emanuele Bardare
• La traviata (Teatro La Fenice, 6 marzo 1853) Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave
• Les vêpres siciliennes
(Teatro dell’Opéra di Parigi, 13 giugno 1855) - Dramma in cinque atti di Eugène Scribe e Charles Duveyrier)
• Simon Boccanegra (Teatro La Fenice, 12 marzo 1857) Melodramma in un prologo e tre atti di Francesco Maria Piave; seconda versione,
su libretto rivisto e ampliato da Arrigo Boito (Teatro alla Scala di Milano, 24 marzo 1881)
• Aroldo (Teatro Nuovo di Rimini, 16 agosto 1857) Melodramma in quattro atti di Francesco Maria Piave, rifacimento di Stiffelio
• Un ballo in maschera
(Teatro Apollo di Roma, 17 febbraio 1859) Melodramma in tre atti di Antonio Somma
• La forza del destino (Teatro Imperiale di San Pietroburgo, 10 novembre 1862) Opera in quattro atti di Francesco Maria Piave
• Don Carlos (Teatro de l’Opéra di Parigi, 11 marzo 1867) Opera in cinque atti di Joseph Méry e Camille du Locle
• Aida (Teatro khediviale dell’Opera del Cairo, 24 dicembre 1871) Opera in quattro atti di Antonio Ghislanzoni
• Otello (Teatro alla Scala di Milano, 5 febbraio 1887) Dramma lirico in quattro atti di Arrigo Boito
• Falstaff (Teatro alla Scala di Milano, 9 febbraio 1893) Commedia lirica in tre atti di Arrigo Boito
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