Numero Doppio: 2012 - 04 - Ottobre - Dicembre e 2013 - 01 - Gennaio - Marzo
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Cari lettori...
… è da parecchio tempo che non ricevete il Notiziario interparrocchiale “Insieme”. Il lavoro svolto in
questi mesi per il trasloco della Scuola dell’Infanzia nella nuova sede è stato impegnativo, ha assorbito
parecchio tempo. Cerco di farmi perdonare con questo numero doppio, dove unisco l’ultimo numero del
2012 e il primo del 2013 per riportarci cos’ in linea con le pubblicazioni previste. Buona lettura.
d. Augusto e la Redazione del Notiziario.
SOMMARIO
Cari lettori
Quaresima - Pasqua 2013
Pag. 1
Pag. 3
Le “dimissioni” di papa Benedetto XVI
Pag. 7
Indulgenza Plenaria nell’Anno della Fede
Pag. 8
Apertura Diocesana dell’Anno della Fede
Pag. 9
Giornata per la Vita 2013: Messaggio dei Vescovi
Pag. 11
Giornata Mondiale del malato: messaggio del papa
Pag. 12
La nuova sede della Scuola dell’Infanzia
Pag. 14
Carnevale in Alta Valle Serina
Gita con la Croce Verde Valserina
Pag. 15
Pag. 17
Il Corpo Musicale in gita
Società Sportiva Oltre il Colle
Santa Barbara 2012
Brevissime
Lettere dai nostri missionari
Intervista a p. Marco Ceroni
Comunicazioni dall’AMA
Incendio a Oltre il Colle
Lettura Spirituale
Elezioni 2013
Anagrafe Parrocchiale
Pag. 18
Pag. 18
Pag. 19
Pag. 20
Pag. 22
Pag. 25
Pag. 26
Pag. 26
Pag. 27
Pag. 29
Pag. 34
In copertina: Gesù nell’orto del Gethsemani. Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, Oltre il Colle
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DIOCESI E CHIESA UNIVERSALE
Quaresima - Pasqua 2013
i sussidi Diocesani
altro, perché senza il fratello da abbracciare,
consolare, aiutare nel nome del Signore non può
vivere-essere Vangelo.
La riflessione che accompagna i diversi itinerari è
orientata, come in Avvento-Natale, da un testo del
Concilio Vaticano II: la “GAUDIUM ET SPES”,
la Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo
contemporaneo. Questo ampio documento è stato
anche l’ultimo a essere promulgato dal Concilio e,
guardando al mondo, dice della Chiesa e dei
cristiani.
L’altro testo che traccia il percorso di QuaresimaPasqua è il brano degli Atti degli Apostoli
suggerito
dal vescovo Francesco che racconta IL
PRIMO CONCILIO DELLA CHIESA:
QUELLO DI GERUSALEMME. Il
mandato dato ai discepoli da Gesù di
raggiungere i confini della terra pone
delle questioni concrete da risolvere,
chiede un lavoro di discernimento e
preghiera, di reinterpretazione della
tradizione e di decisioni che preservino la
comunione dei fratelli. L’insegnamento
di tale brano è per noi oggetto di
riflessione
e
modello
su
cui
ricomprendere le nostre pratiche
pastorali.
Il commento iconografico di questa
Quaresima-Pasqua
è
affidato
al
bellissimo affresco (al momento nascosto
da una tela seicentesca) dell’ALBERO
DELLA VITA in santa Maria Maggiore.
I tondi-frutti dell’albero verde, che è la
croce di Cristo, raccontano la storia della
salvezza che nel Verbo incarnato ha il
suo principio e compimento; le scene
sono scandite secondo l’omonimo scritto
di san Bonaventura.
Durante le domeniche di Quaresima si
medita la passione di Gesù facendosi
ispirare
dall’opera
del
Maestro
dell’Albero della Vita e preparandosi alla
veglia pasquale e all’annuncio della
Resurrezione. In particolare l’immagine
che commenta il tempo di Pasqua è
l’Ascensione di Gesù, mentre vengono
preferite le parole del mandato
CHIAMATI A ESSERE NEL MONDO
Essere Chiesa nella missione
IL TEMA
Il tema di Quaresima-Pasqua corrisponde e dà
completezza a quello di Avvento-Natale: è la
VOCAZIONE MISSIONARIA DI OGNI
BATTEZZATO, vocazione che invita ciascuno a
essere testimone della buona novella in quanto
discepolo del Signore. Nel nucleo dei brani
pasquali la Chiesa riscopre l’invio di Gesù fino ai
confini della terra, invito che la costituisce come
tale: è un elemento essenziale della propria
identità. La Chiesa è corpo che, celebrando e
vivendo la comunione, si rivolge al mondo, a ogni
3
universale: l’itinerario di Quaresima si svela così
come una lunga meditazione della Passione,
Morte e Resurrezione in prospettiva della
MISSIONE DELLA CHIESA che coinvolge e
chiede a ciascuno il proprio apporto, il proprio
talento. L’albero della vita è il legno della croce
che continua a portare frutti nel mondo, frutti che
nascono dalla contemplazione del mistero della
passione di Dio per l’umanità comunicata nello
Spirito.
“Un nuovo secolo, un nuovo millennio si aprono
nella luce di Cristo. Non tutti però vedono questa
luce. Noi abbiamo il compito stupendo ed
esigente di esserne il «riflesso». È il mysterium
lunae così caro alla contemplazione dei Padri, i
quali indicavano con tale immagine la dipendenza
della Chiesa da Cristo, Sole di cui essa riflette la
luce. Era un modo per esprimere quanto Cristo
stesso dice, presentandosi come «luce del
mondo» (Gv 8,12) e chiedendo insieme ai suoi
discepoli di essere «la luce del mondo» (Mt 5,14).
È un compito, questo, che ci fa trepidare, se
guardiamo alla debolezza che ci rende tanto
spesso opachi e pieni di ombre. Ma è compito
possibile, se esponendoci alla luce di Cristo,
sappiamo aprirci alla grazia che ci rende uomini
nuovi” (Novo Millenio Ineunte, n. 54).
declinandoli rispetto al tema complessivo: “Essere
Chiesa nella missione”, mettendo in evidenza una
frase del documento conciliare “Gaudium et
Spes”. Li riportiamo qui di seguito:
Prima settimana: Essere con gli uomini: l’esempio
di Gesù. “Le gioie e le speranze, le tristezze e le
angosce degli uomini d'oggi, dei poveri
soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono
pure le gioie e le speranze, le tristezze e le
angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di
genuinamente umano che non trovi eco nel loro
cuore” (GS 1).
Seconda settimana: Essere testimoni: mettersi in
ascolto di Gesù. “Nessuna ambizione terrena
spinge la Chiesa; essa mira a questo solo:
continuare, sotto la guida dello Spirito
consolatore, l'opera stessa di Cristo, il quale è
venuto nel mondo a rendere testimonianza alla
verità, a salvare e non a condannare, a servire e
non a essere servito” (GS 3).
Terza settimana: Essere autentici: discernere
secondo il Vangelo. “È dovere permanente della
Chiesa di scrutare i segni dei tempi e di
interpretarli alla luce del Vangelo, così che, in
modo adatto a ciascuna generazione, possa
rispondere ai perenni interrogativi degli uomini
sul senso della vita presente e futura e sulle loro
relazioni reciproche” (GS 4).
Quarta settimana: Essere fraterni: imparare la
misericordia del Padre. “Nell'intimo della
coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a
darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa
voce lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a
fuggire il male. L'uomo ha in realtà una legge
scritta da Dio dentro al cuore; obbedire è la
dignità stessa dell'uomo, e secondo questa egli
sarà giudicato” (GS 16).
Quinta settimana: Essere liberanti: scoprire la
dignità dei figli di Dio. “La vera libertà è
nell'uomo un segno privilegiato dell'immagine
divina. Dio volle, infatti, lasciare l'uomo «in mano
al suo consiglio» che cerchi spontaneamente il
suo Creatore e giunga liberamente, aderendo a lui,
alla piena e beata perfezione. Perciò la dignità
dell'uomo richiede che egli agisca secondo scelte
consapevoli e libere” (GS 17).
Settimana santa: Essere al servizio del mistero
dell’Uomo. “Cristo è morto per tutti e la
vocazione ultima dell'uomo è effettivamente una
sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che
lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire
associati, nel modo che Dio conosce, al mistero
pasquale. Tale e così grande è il mistero
dell'uomo, questo mistero che la Rivelazione
cristiana fa brillare agli occhi dei credenti” GS
22”.
IL SUSSIDIO DELLA FAMIGLIA
LA FINALITÀ DEL SUSSIDIO
Il sussidio proposto per la preghiera in famiglia si
compone di un libretto che, giorno dopo giorno,
scandisce il tema del vivere la missione
incrociandolo con il particolare aspetto della
missionarietà espressa dalla nostra diocesi in
alcuni paesi del sud del mondo. Come si può
leggere
nell’introduzione:
“Il
percorso
d’iniziazione alla fede e la formazione
permanente, l’intreccio delle attività caritative e il
gusto della liturgia, le istituzioni e i gruppi con
diverse attenzioni, rimangono i riferimenti
costitutivi delle parrocchie, ma l’invito del
Concilio è ad andare “oltre”, al dialogo e
all’incontro con il mondo. I cristiani sono invitati
a frequentare la strada, a valorizzare le relazioni, a
essere lievito, proprio perché impegnati nella
quotidianità della vita”. Il sussidio della preghiera
sostiene così la possibilità di TROVARE NELLA
QUOTIDIANITÀ LA PROPRIA VOCAZIONE
MISSIONARIA COME FAMIGLIA APRENDO
LE PORTE DI CASA E ALLARGANDONE I
CONFINI.
LA STRUTTURA E I CONTENUTI DEL
SUSSIDIO
Ogni settimana è caratterizzata da un titolo che
aiuta a rileggere i vangeli della domenica
4
Pasqua: Essere sacramento dell’amore di Dio per
l’uomo. “Tutto ciò che di bene il popolo di Dio
può offrire all'umana famiglia, nel tempo del suo
pellegrinaggio terreno, scaturisce dal fatto che la
Chiesa è «l'universale sacramento della salvezza»
che svela e insieme realizza il mistero dell'amore
di Dio verso l'uomo” (GS 45).
Tempo di Pasqua: Essere discepoli: imparare a
servire il Signore nella storia. “I cristiani,
ricordando le parole del Signore: «in questo
conosceranno tutti che siete i miei discepoli, se vi
amerete gli uni gli altri» (Gv 13,35), niente
possono desiderare più ardentemente che servire
con maggiore generosità ed efficacia gli uomini
del mondo contemporaneo” (GS 93).
L’intero percorso è accompagnato dalle immagini
dell’Albero della Vita in santa Maria Maggiore
che aiuta una meditazione lungo tutta la
Quaresima della Passione, Morte e Resurrezione
del Signore. La bellezza degli affreschi medievali
e alcune intuizioni teologiche espresse attraverso
il segno pittorico (il legno della croce che è verde,
pieno di germogli, per esempio), messi in
evidenza dai commenti settimanali, aiutano la
preghiera e la meditazione, oltre ad aprire nuovi
orizzonti sul linguaggio artistico che da sempre
sostiene e arricchisce la fede cristiana.
IL SUSSIDIO PER I BAMBINI
L’intero percorso intende introdurre i ragazzi al
significato della missione, non come “cosa dei
missionari”, ma come compito e gioia per tutti i
cristiani, quindi anche per loro. Il sussidio si
compone di un LIBRETTO che contiene la storia
e le indicazioni per le attività quotidiane e un
CARTONCINO che presenta su un lato il
planisfero e sull’altro il rosone di una chiesa che
intende sottolineare come l’essere Chiesa
significhi per i cristiani essere nel mondo in un
andare e venire incessante, movimento che
ricorda quello vitale del cuore che si apre per
accogliere e si contrae per diffondere.
La storia che fa da cornice all’intero percorso ha
come protagonista una classe di catechesi di
coetanei dei nostri ragazzi che scopre il mondo
perché “mandata” dalla comunità cristiana per
allargarne lo sguardo e il cuore. Nella storia è così
raccontato il senso dell’aiuto reciproco e dello
scambio tra popoli, culture e religioni. Il senso di
questi viaggi è riassunto da una frase della
Gaudium et Spes riscritta, affinché risulti più
comprensibile ai ragazzi: “Tutto ciò che la Chiesa
può offrire di bello e di buono all’umanità nasce
dal mistero dell’amore di Dio per ogni
creatura” (GS 45). IN OGNI VIAGGIO I
RAGAZZI SONO INVITATI A PORTARE UN
OGGETTO,
SIMBOLO
DI
UN
ATTEGGIAMENTO
SUGGERITO
DAL
VANGELO DELLA DOMENICA CHE È
TESORO PER L’UMANITÀ INTERA e tornano
con un’esperienza indimenticabile, non solo per
ciò che hanno potuto vedere e sperimentare, ma
soprattutto per i nuovi amici che hanno
conosciuto.
LA STRUTTURA DEL SUSSIDIO
Ecco lo schema dei vari oggetti che, mentre
diventano testimoni da consegnare ad altri, sono
anche oggetto di revisione personale.
PRIMA SETTIMANA: lo SCUDO simbolo della
fortezza offerta dallo Spirito; le ALI simbolo del
sostegno nella prova.
SECONDA SETTIMANA: le STELLE simbolo
della bellezza da contemplare; il LIBRO simbolo
della parola di Dio da ascoltare.
TERZA SETTIMANA: una MELA simbolo dei
buoni frutti da portare seguendo Gesù; un
OROLOGIO simbolo della pazienza che
costruisce e non rompe.
QUARTA SETTIMANA: un ANELLO simbolo
della dignità umana; una CASA simbolo della
vita comune dei fratelli.
QUINTA SETTIMANA: un CUORE simbolo
della misericordia; le MANI che si stringono
simbolo del perdono reciproco.
SETTIMANA SANTA: una CROCE simbolo
dell’offerta e del sacrificio; del PANE simbolo del
la comunione nel Corpo di Gesù.
PASQUA: una CANDELA simbolo della fede
con cui accendere il mondo.
Si noti che la CANDELA, simbolo della fede e
dono di Pasqua, è da portare nella propria casa,
nella propria comunità, evidenziando una
contiguità tra il compimento dell’itinerario di
Quaresima e LA CELEBRAZIONE DELLA
VEGLIA PASQUALE CON LA PROCESSIONE
DEL CERO A CUI OGNI CANDELA ATTINGE
LUCE.
A lato del percorso un piccolo enigma letterario
coinvolge i bambini nella ricerca della soluzione:
cosa significano le lettere corrispondenti ai
numeri dei biglietti aerei?
Il lato del rosone aspetta i colori dei tondi
dell’Albero della Vita e quelli che il bambino
vorrà aggiungere di volta in volta. Il rosone è il
segno del Cielo che si specchia sulla terra
benedicendola. Come nelle antiche cattedrali nel
rosone è raccontata la vicenda di Gesù nel cui
centro è posta la Pasqua, inizio e fine della
creazione. L’invito a colorare le parti chiare del
rosone intende coinvolgere i bambini facendoli
sentire protagonisti: ANCHE LORO SONO
RESPONSABILI NEL RENDERE PIÙ BELLA
LA CHIESA. Intorno al rosone è riportato,
5
sempre riscritto, l’incipit della Gaudium et Spes:
“I cristiani imparano da Gesù a portare nel cuore
le gioie e le speranze, le tristezze e i dolori di tutti
gli uomini, soprattutto dei più poveri e soli” (GS
1).
IL SUSSIDIO PER I PREADOLESCENTI Inviati speciali - per preadolescenti in Missione
PROTAGONISTI DELLA MISSIONE
Il sussidio per i preadolescenti si compone di 7
fogli-mappe che scandiscono le settimane di
Quaresima fino a Pasqua. La struttura è quella
consolidata di una serie di attività-testi da leggere
che declinano il tema a volte in modo serio, altre
in modo faceto, affinché il percorso appaia
invitante, aperto a tutti quelli che hanno voglia di
mettere un passo dopo l’altro. La parola
MISSIONE svela ai ragazzi di essere degli
INVIATI SPECIALI che hanno ricevuto un
compito tanto arduo quanto affascinante e
avventuroso. Per questo viaggio hanno bisogno di
un particolare passaporto che ogni settimana
propone un simbolo comune al percorso dei
bambini (lo scudo, le stelle, l’orologio…).
Insieme al passaporto c’è l’invito ad aprire gli
occhi su una situazione particolare di coetanei nei
vari continenti: c’è un invito alla fraternità
indissolubile a quello della missione.
LA STRUTTURA DEL SUSSIDIO
Il titolo di ogni settimana permette di collegare
con poche parole il significato del vangelo della
domenica corrispondente al tema della missione
definendo, nel sottotitolo, l’atteggiamento da
assumere.
1 settimana: Missione resistente. Contro ogni
tentativo di sabotaggio
2 settimana: Missione manifesta. Contro ogni
possibile incomprensione
3 settimana: Missione fruttifera. Contro ogni
spreco di tempo
4 settimana: Missione convertibile. Contro ogni
resistenza al perdono
5 settimana: Missione liberante. Contro ogni
giudizio mortifero
Settimana santa: Missione compiuta. Contro ogni
logica umana
Pasqua: Missione incredibile. Contro ogni fine
Ogni settimana vengono lette alcune domande
contenute nel testo della Gaudium et Spes che
appartengono alle grandi domande dell’uomo e
vengono rigirate ai ragazzi: per una volta, invece
che di risposte, spesso facili e scontate, proviamo
a porre delle domande alle quali ognuno è
chiamato a prendere posizione, lasciamo che i
ragazzi inizino a fare fatica, A CAPIRE CHE LE
QUESTIONI CHE RIGUARDANO L’UOMO
SONO DAVVERO GRANDI. È anche questo un
modo per allargare i loro orizzonti.
Su una mappa antica che ricorda i viaggi dei
missionari di altri tempi, soprattutto quelli degli
apostoli
inviati
da
Gesù
dal
monte
dell’Ascensione, è appoggiata la pergamena del
vangelo della domenica con un breve commento,
insieme all’immagine della Passione che viene
letta facendo emergere la qualità simbolica
dell’affresco. Infine una volta celeste invita alla
preghiera attraverso un salmo riscritto.
(Da Diocesi di Bergamo - Itinerari pastorali per
Quaresima-Pasqua 2013)
Esercizi Spirituali dei diciottenni/diciannovenni
Durante il Triduo Pasquale, Presso il Seminario Diocesano
Con la presenza del Vescovo.
Un’esperienza alternativa, indimenticabile!!!
6
Benedetto XVI annuncia la sua
rinuncia al ministero petrino
barca di san Pietro e
annunciare il Vangelo, è
necessario anche il vigore
sia del corpo, sia
dell’animo, vigore che,
negli ultimi mesi, in me è
diminuito in modo tale da
dover riconoscere la mia
incapacità di amministrare
bene il ministero a me
affidato.
Per
questo,
ben
consapevole della gravità
di questo atto, con piena
libertà, dichiaro di
rinunciare al ministero di
Ves cov o di R om a,
Successore di San Pietro, a
me affidato per mano dei
Cardinali il 19 aprile 2005,
in modo che, dal 28
febbraio 2013, alle ore
20,00, la sede di Roma, la
sede di San Pietro, sarà
vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui
compete, il Conclave per l’elezione del nuovo
Sommo Pontefice.
Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per
tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con
me il peso del mio ministero, e chiedo perdono
per tutti i miei difetti.
Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo
Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e
imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché
assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali
nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice.
Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò
servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla
preghiera, la Santa Chiesa di Dio.
(da www.news.va)
Riportiamo il comunicato con il quale il nostro
caro Papa, Benedetto XVI, ha comunicato
l’intenzione di rinunciare al suo ruolo. Stiamogli
vicini con la preghiera.
2013-02-11 Radio Vaticana
Il Papa ha annunciato oggi la sua rinuncia al
ministero petrino. Questa la sua dichiarazione
stamani durante il Concistoro per tre
canonizzazioni:
Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per
le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi
una decisione di grande importanza per la vita
della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato
la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto
alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata,
non sono più adatte per esercitare in modo
adeguato il ministero petrino. Sono ben
consapevole che questo ministero, per la sua
essenza spirituale, deve essere compiuto non solo
con le opere e con le parole, ma non meno
soffrendo e pregando.
Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi
mutamenti e agitato da questioni di grande
rilevanza per la vita della fede, per governare la
7
Indulgenza Plenaria
nell’anno della fede
Estratto dal Decreto della Penitenzieria
Apostolica circa le indulgenze straordinarie
concesse nell’Anno della Fede (il testo completo
su www.vatican.va).
Durante tutto l’arco dell’Anno della fede, indetto
dall’11 Ottobre 2012 fino all’intero 24 Novembre
2013, potranno acquisire l’Indulgenza plenaria
della pena temporale per i propri peccati impartita
per la misericordia di Dio, applicabile in suffragio
alle anime dei fedeli defunti, tutti i singoli fedeli
veramente pentiti, debitamente confessati,
comunicati sacramentalmente, e che preghino
secondo le intenzioni del Sommo Pontefice:
catacomba cristiana, una Chiesa Cattedrale, un
luogo sacro designato dall’Ordinario del luogo
per l’Anno della fede (ad es. tra le Basiliche
Minori ed i Santuari dedicati alla Beata Vergine
Maria, ai Santi Apostoli ed ai Santi Patroni) e lì
parteciperanno a qualche sacra funzione o almeno
si soffermeranno per un congruo tempo di
raccoglimento con pie meditazioni, concludendo
con la recita del Padre Nostro, la Professione di
Fede in qualsiasi forma legittima, le invocazioni
alla Beata Vergine Maria e, secondo il caso, ai
Santi Apostoli o Patroni;
c.- ogniqualvolta, nei giorni determinati
dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad
es. nelle solennità del Signore, della Beata
Vergine Maria, nelle feste dei Santi Apostoli e
Patroni, nella Cattedra di San Pietro), in
qualunque luogo sacro parteciperanno ad una
solenne celebrazione eucaristica o alla liturgia
delle ore, aggiungendo la Professione di Fede in
qualsiasi forma legittima;
a.- ogniqualvolta parteciperanno ad almeno tre
momenti di predicazioni durante le Sacre
Missioni, oppure ad almeno tre lezioni sugli Atti
del Concilio Vaticano II e sugli Articoli del
Catechismo della Chiesa Cattolica, in qualsiasi
chiesa o luogo idoneo;
b.- ogniqualvolta visiteranno in forma di
pellegrinaggio una Basilica Papale, una
d.- un giorno liberamente scelto, durante
l’Anno della fede, per la pia visita del
battistero o altro luogo, nel quale
ricevettero il sacramento del Battesimo,
se rinnoveranno le promesse battesimali
in qualsiasi formula legittima.
Nella Diocesi di Bergamo
www.diocesi.bergamo.it)
(vedi
Il Vescovo Francesco ha stabilito quale
luogo sacro diocesano per lucrare
l’Indulgenza Plenaria, secondo quanto
disposto dal decreto della Santa Sede, il
santuario Mariano della Cornabusa in
Valle Imagna.
Per particolare disposizione della
Penitenzieria Apostolica, durante l’Anno
delle Fede la medesima indulgenza
plenaria può essere comunque lucrata
nella chiesa parrocchiale di Sotto il
Monte.
8
11 Ottobre 2012: Apertura dell’Anno della
fede a Sotto il monte - Omelia del Vescovo Francesco
Dice il Signore: “Io stesso cercherò le mie
pecore”. E’ una promessa, è anche una denuncia,
ma soprattutto noi contempliamo l’attuazione di
queste parole del Signore: le contempliamo in
Gesù, il buon pastore. Dirà di sè: “Il Figlio
dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò
che era perduto" (Lc 19,10).
Il dono di Papa Giovanni è questo: la ricerca del
cuore dell’uomo, di ogni uomo, di tutti gli
uomini.
Gli anni del suo Pontificato sono stati
contrassegnati da questa ricerca. Una ricerca che
ci ha sorpreso, e soprattutto ci ha meravigliato la
capacità di raggiungere ogni uomo. Non soltanto
di cercarlo, ma di raggiungerlo. Ogni uomo, ogni
donna, piccolo o grande, nella sua concreta
condizione, aprendogli il cuore alla speranza con
l’annuncio e la testimonianza del Vangelo.
Il grande Concilio si iscrive in questa personale
sensibilità, maturata attraverso le molteplici
esperienze vissute da Angelo Roncalli, non ultime
quelle legate alla sua famiglia, a questo paese, a
questa terra, a questa Chiesa bergamasca.
Una sensibilità che riconosciamo in maniera
luminosa nelle splendide e semplici parole con cui
inaugura il Concilio l’11 ottobre 1962: le parole
della speranza che sopravanzano quelle dei profeti
di sventura; le parole della luce che riconoscono
“i segni dei tempi” evangelici nonostante le
tenebre; le parole della misericordia che
sostituiscono quelle del giudizio e della condanna.
Cari fratelli e sorelle, torniamo a quelle parole;
torniamo alle parole del Concilio. Se le abbiamo
dimenticate, ricordiamole; se non le conosciamo,
conosciamole; se le abbiamo amate e attuate,
rinnoviamo questo amore e l’impegno ad attuarle.
Il Santo Padre nell’omelia della celebrazione
eucaristica con cui stamane ha aperto l’Anno della
Fede ci riconsegna queste parole: “Alla luce di
queste parole, si comprende quello che io stesso
allora ho avuto modo di sperimentare: durante il
Concilio vi era una tensione commovente nei
confronti del comune compito di far risplendere la
verità e la bellezza della fede nell’oggi del nostro
tempo, senza sacrificarla alle esigenze del
presente né tenerla legata al passato: nella fede
risuona l’eterno presente di Dio, che trascende il
tempo e tuttavia può essere accolto da noi
solamente nel nostro irripetibile oggi. Perciò
ritengo che la cosa più importante, specialmente
in una ricorrenza significativa come l’attuale, sia
ravvivare in tutta la Chiesa quella positiva
tensione, quell’anelito a riannunciare Cristo
all’uomo contemporaneo”.
E’ in questo contesto che Egli ci invita a riandare
ai testi del Concilio, al Catechismo della Chiesa
Cattolica nel 20mo anniversario della sua
edizione; è sempre in questo contesto che egli ha
indetto il Sinodo dei Vescovi che sta
approfondendo
il
tema
della
Nuova
Evangelizzazione.
Anche noi, abbiamo voluto raccogliere il suo
invito a celebrare con convinzione l’Anno della
Fede e mi è sembrato del tutto significativo
aprirlo in questa solenne liturgia che ogni anno si
tiene a Sotto il Monte nella memoria del Beato
Papa Giovanni. Ringrazio tutti voi che vi state
partecipando, così numerosi in questa chiesa,
nelle chiese che ci ospitano e anche all’esterno di
questa chiesa. Ringrazio i Vescovi, i sacerdoti, i
diaconi, le comunità religiose; ringrazio le
autorità civili e militari, ringrazio la cara
parrocchia di Sotto il Monte, particolarmente nel
suo parroco, nel signor sindaco, nella comunità
dei padri del PIME. Un saluto e un
ringraziamento particolare desidero rivolgerlo a
Sua Eccellenza Mons. Loris Capovilla, testimone
luminoso di Papa Giovanni e della sua opera. Lo
sforzo in atto per rinnovare l’accoglienza dei
pellegrini e offrire loro un itinerario spirituale, è
motivo di speranza e di gioia. Sarà questa una
delle tre Chiese giubilari, in cui sarà possibile
ricevere il dono delle indulgenze concesse in
questo Anno della Fede, insieme alla Chiesa
Cattedrale e al Santuario della Madonna della
Cornabusa, nei mesi di apertura.
Abbiamo ascoltato le parole dell’apostolo Paolo
che ci esortano a “conservare l’unità dello spirito
per mezzo del vincolo della pace”: da par suo ci
ricorda in maniera tanto solida, quanto poetica i
fondamenti di questa unità e di questa pace. “Un
solo corpo e un solo spirito, come una sola è la
speranza alla quale siete stati chiamati, quella
della vostra vocazione; un solo Signore, una sola
fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di
tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di
tutti ed è presente in tutti”.
Una sola fede, dice l’apostolo, quella fede che è
fondamento e meta dell’opera di tutta la Chiesa,
nella diversità delle esperienze, dei doni e delle
9
responsabilità: “finché - dice ancora San Paolo arriviamo tutti all'unità della fede e della
conoscenza del Figlio di Dio”.
L’apostolo richiama ad una fede condivisa e
coralmente professata: il Credo che tra poco
proclameremo in maniera solenne è l’espressione
di questa condivisione, di questa coralità, di
questa professione fatta con le parole nelle quali
ci riconosciamo come cristiani. Il Credo
apostolico sia la preghiera che accompagna tutti i
giorni di quest’Anno della Fede. Il Credo
nutrimento della nostra fede, strada sulla quale
incamminarci per una più profonda conoscenza di
Cristo, nella lettura e nell’ascolto della sua Parola,
nella catechesi, nella riflessione comunitaria e
personale.
La fraternità che ripropongo nella Lettera
pastorale è fraternità nella fede.
Ma il Santo Padre e la nostra personale e limitata
esperienza ci ricordano che la fede si alimenta
vivendola: quella fede di cui siamo capaci oggi,
perché ne abbiamo compreso l’importanza della
nostra vita, diventa la porta attraverso la quale
entrare in una fede più grande.
Non si può parlare soltanto della fede: la fede è
conoscenza che introduce ad un’esperienza ed è
un’esperienza che ci spinge ad una più grande
conoscenza.
Non possiamo accontentarci di questa fede, della
nostra fede, come non potremo accontentarci
dell’amore che di giorno in giorno, di stagione in
stagione, contiene in sè l’appello al rinnovamento.
Ed è proprio così: l’atto di fede diventa atto
d’amore.
Questa è la “prova” della fede: “mi ami tu?”, “mi
ami di più?”. È la domanda di Gesù a Pietro,
diventa la condizione per una rinnovata sequela e
soprattutto per il suo servizio di pastore. E’ la
domanda che interpella la coscienza di chi avverte
il fascino e l’inquietudine della prospettiva della
fede.
La fede come riconoscimento e consegna
all’amore di Dio, nella persona di Gesù Cristo:
l’inizio di una vita nuova in cui l’amore diventa la
regola, il comandamento di ogni relazione umana.
E allora è la fede che diventa testimonianza.
Se famose sono le parole del cosiddetto “discorso
della luna” la sera dell'11 ottobre 1962, non meno
pregnanti, anche se meno conosciute, sono quelle
che Papa Giovanni annotava per iscritto quella
sera: “Ringrazio il Signore che mi abbia fatto non
indegno dell’onore di aprire in nome suo questo
inizio di grandi grazie per la sua Chiesa Santa.
Egli dispose che la prima scintilla che preparò
durante tre anni questo avvenimento uscisse dalla
mia bocca e dal mio cuore. Ero disposto a
rinunciare anche alla gioia di questo inizio. Con la
stessa calma ripeto il “Fiat voluntas tua” circa il
mantenermi a questo primo posto di servizio per
tutto il tempo e per tutte le circostanze della mia
umile vita, e a sentirmi arrestato in qualunque
momento perché questo impegno di procedere, di
continuare e di finire, passi al mio successore.
Fiat voluntas tua, sicut in coelo et in terra”.
Questa è la fede del Beato Papa Giovanni: è il
dono del Papa, il dono del “nostro” Papa, perché
in questo Anno cresca la nostra fede e diventi
speranza per quell’umanità che incontreremo
lungo i giorni che il Signore ci consegnerà.
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Messaggio dei Vescovi per la Giornata per la vita anno 2013
Generare la vita vince la crisi
"Al sopravvenire dell'attuale gravissima crisi
economica, i clienti della nostra piccola azienda
sono drasticamente diminuiti e quelli rimasti
dilazionano sempre pi i pagamenti. Ci sono giorni
e notti nei quali viene da chiedersi come fare a
non perdere la speranza". In molti, nell'ascoltare
la drammatica testimonianza presentata da due
coniugi al Papa in occasione del VII Incontro
Mondiale delle famiglie (Milano, 1-3 giugno
2012), non abbiamo faticato a riconoscervi la
situazione di tante persone conosciute e a noi
care, provate dall'assenza di
prospettive sicure di lavoro e
dal persistere di un forte senso
di incertezza. "In città la gente
gira a testa bassa - confidavano
ancora i due -; nessuno ha più
fiducia di nessuno, manca la
speranza" Non ne è forse segno
la grave difficoltà nel fare
famiglia, a causa di condizioni
di precarietà che influenzano la
visione della vita e i rapporti
interpersonali,
suscitano
inquietudine e portano a
rimandare le scelte definitive e,
quindi, la trasmissione della
vita all'interno della coppia
coniugale e della famiglia? La
crisi del lavoro aggrava così la
crisi della natalità e accresce il preoccupante
squilibrio demografico che sta toccando il nostro
Paese: il progressivo invecchiamento della
popolazione priva la società dell'insostituibile
patrimonio che i figli rappresentano, crea
difficoltà relative al mantenimento di attività
lavorative e imprenditoriali importanti per il
territorio e paralizza il sorgere di nuove iniziative.
A fronte di questa difficile situazione, avvertiamo
che non è né giusto né sufficiente richiedere
ulteriori sacrifici alle famiglie che, al contrario,
necessitano di politiche di sostegno, anche nella
direzione di un deciso alleggerimento fiscale. Il
momento che stiamo vivendo pone domande serie
sullo stile di vita e sulla gerarchia di valori che
emerge nella cultura diffusa. Abbiamo bisogno di
riconfermare il valore fondamentale della vita, di
riscoprire e tutelare le primarie relazioni tra le
persone, in particolare quelle familiari, che hanno
nella dinamica del dono il loro carattere peculiare
e insostituibile per la crescita della persona e lo
sviluppo della società: "Solo l'incontro con il tu e
con il noi apre l' "io" a se stesso (Benedetto XVI,
Discorso alla 61a Assemblea Generale della CEI,
27 maggio 2010). Quest'esperienza alla radice
della vita e porta a essere prossimo a vivere la
gratuità, a far festa insieme, educandosi a offrire
qualcosa di noi stessi, il nostro tempo, la nostra
compagnia e il nostro aiuto. Non per nulla San
Giovanni può affermare che noi sappiamo che
siamo passati dalla morte alla vita, perché
amiamo i fratelli (1Gv 3,14). Troviamo traccia di
tale amore vivificante sia nel
contesto quotidiano che nelle
situazioni
straordinarie
di
bisogno, come accaduto anche
in occasione del terremoto che
ha colpito le regioni del Nord
Italia.
Accanto
al
dispiegamento di sostegni e
soccorsi, ha riscosso stupore e
gratitudine la grande generosità
e il cuore degli italiani che
hanno saputo farsi vicini a chi
soffriva. Molte persone sono
state capaci di dare se stesse
testimoniando,
in
forme
diverse, un Dio che non
troneggia a distanza, ma entra
nella nostra vita e nella nostra
sofferenza (Benedetto XVI,
Discorso nel Teatro alla Scala di Milano, 1
giugno 2012). In questa, come in tante altre
circostanze, si riconferma il valore della persona e
della vita umana, intangibile fin dal
concepimento; il primato della persona, infatti,
non è stato avvilito dalla crisi e dalla stretta
economica. Al contrario, la fattiva solidarietà
manifestata da tanti volontari ha mostrato una
forza inimmaginabile. Tutto questo ci sprona a
promuovere una cultura della vita accogliente e
solidale. Al riguardo, ci sono rimaste nel cuore le
puntuali indicazioni con cui Benedetto XVI
rispondeva alla coppia provata dalla crisi
economica: Le parole sono insufficienti Che cosa
possiamo fare noi? Io penso che forse gemellaggi
tra città, tra famiglie, tra parrocchie potrebbero
aiutare. Che realmente una famiglia assuma la
responsabilità di aiutare un'altra famiglia
(Intervento alla Festa delle testimonianze al
Parco di Bresso, 2 giugno 2012). La logica del
dono è la strada sulla quale si innesta il desiderio
11
di generare la vita, l'anelito a fare famiglia in una
prospettiva feconda, capace di andare all'origine in contrasto con tendenze fuorvianti e
demagogiche - della verità dell'esistere, dell'amare
e del generare. La disponibilità a generare, ancora
ben presente nella nostra cultura e nei giovani, è
tutt'uno con la possibilità di crescita e di sviluppo:
non si esce da questa fase critica generando meno
figli o peggio ancora soffocando la vita con
l'aborto, bensì facendo forza sulla verità della
persona umana, sulla logica della gratuità e sul
dono grande e unico del trasmettere la vita,
proprio in un una situazione di crisi. Donare e
generare la vita significa scegliere la via di un
futuro sostenibile per un'Italia che si rinnova:
questa è una scelta impegnativa ma possibile, che
richiede alla politica una gerarchia di interventi e
la decisione chiara di investire risorse sulla
persona e sulla famiglia, credendo ancora che la
vita vince, anche la crisi.
Roma, 7 ottobre 2012
Memoria della Beata Vergine del Rosario
Il Consiglio Permanente della CEI
11 febbraio 2013- Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la
XXI Giornata Mondiale del Malato
Il Buon Samaritano. "Va' e anche tu fa' lo stesso" (Lc 10,37)
Cari fratelli e sorelle!
1. L’11 febbraio 2013, memoria liturgica della
Beata Vergine Maria di Lourdes, si celebrerà in
forma solenne, presso il Santuario mariano di
Altötting, la XXI Giornata Mondiale del
Malato. Tale giornata è per i malati, per gli
operatori sanitari, per i fedeli cristiani e per tutte
le persone di buona volontà «momento forte di
preghiera, di condivisione, di offerta della
sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo
per tutti a riconoscere nel volto del fratello
infermo il Santo Volto di Cristo che, soffrendo,
morendo e risorgendo ha operato la salvezza
dell’umanità» (Giovanni Paolo II, Lettera
istitutiva della Giornata Mondiale del Malato, 13
maggio 1992, 3). In questa circostanza, mi sento
particolarmente vicino a ciascuno di voi, cari
ammalati che, nei luoghi di assistenza e di cura o
anche a casa, vivete un difficile momento di prova
a causa dell’infermità e della sofferenza. A tutti
giungano le parole rassicuranti dei Padri del
Concilio Ecumenico Vaticano II: «Non siete né
abbandonati, né inutili: voi siete chiamati da
Cristo,
voi
siete
la
sua
trasparente
immagine» (Messaggio ai poveri, ai malati e ai
sofferenti).
2. Per accompagnarvi nel pellegrinaggio spirituale
che da Lourdes, luogo e simbolo di speranza e di
grazia, ci conduce verso il Santuario di Altötting,
vorrei proporre alla vostra riflessione la figura
emblematica del Buon Samaritano (cfr Lc
10,25-37). La parabola evangelica narrata da san
Luca si inserisce in una serie di immagini e
racconti tratti dalla vita quotidiana, con cui Gesù
vuole far comprendere l’amore profondo di Dio
verso ogni essere umano, specialmente quando si
trova nella malattia e nel dolore. Ma, allo stesso
tempo, con le parole conclusive della parabola del
Buon Samaritano, «Va’ e anche tu fa’ lo
stesso» (Lc 10,37), il Signore indica qual è
l’atteggiamento che deve avere ogni suo
discepolo verso gli altri, particolarmente se
bisognosi di cura. Si tratta quindi di attingere
dall’amore infinito di Dio, attraverso un’intensa
relazione con Lui nella preghiera, la forza di
vivere quotidianamente un’attenzione concreta,
come il Buon Samaritano, nei confronti di chi è
ferito nel corpo e nello spirito, di chi chiede aiuto,
anche se sconosciuto e privo di risorse. Ciò vale
non solo per gli operatori pastorali e sanitari, ma
per tutti, anche per lo stesso malato, che può
vivere la propria condizione in una prospettiva di
fede: «Non è lo scansare la sofferenza, la fuga
davanti al dolore, che guarisce l’uomo, ma la
capacità di accettare la tribolazione e in essa di
maturare, di trovare senso mediante l’unione con
Cristo, che ha sofferto con infinito amore» (Spe
salvi, 37).
3. Vari Padri della Chiesa hanno visto nella figura
del Buon Samaritano Gesù stesso, e nell’uomo
incappato nei briganti Adamo, l’Umanità smarrita
e ferita per il proprio peccato (cfr Origene,
Omelia sul Vangelo di Luca XXXIV, 1-9;
Ambrogio, Commento al Vangelo di san Luca, 71
-84; Agostino, Discorso 171). Gesù è il Figlio di
Dio, Colui che rende presente l’amore del Padre,
amore fedele, eterno, senza barriere né confini.
Ma Gesù è anche Colui che “si spoglia” del suo
“abito divino”, che si abbassa dalla sua
“condizione” divina, per assumere forma umana
(Fil 2,6-8) e accostarsi al dolore dell’uomo, fino a
scendere negli inferi, come recitiamo nel Credo, e
12
portare speranza e luce. Egli non considera un
tesoro geloso il suo essere uguale a Dio, il suo
essere Dio (cfr Fil 2,6), ma si china, pieno di
misericordia, sull’abisso della sofferenza umana,
per versare l’olio della consolazione e il vino
della speranza.
4. L’Anno della fede che stiamo vivendo
costituisce un’occasione propizia per intensificare
la diaconia della carità nelle nostre comunità
ecclesiali, per essere ciascuno buon samaritano
verso l’altro, verso chi ci sta accanto. A questo
proposito, vorrei richiamare alcune figure, tra le
innumerevoli nella storia della Chiesa, che hanno
aiutato le persone malate a valorizzare la
sofferenza sul piano umano e spirituale, affinché
siano di esempio e di stimolo. Santa Teresa del
Bambino Gesù e del Volto Santo, “esperta della
scientia amoris” (Giovanni Paolo II, Lettera
Apostolica Novo Millennio ineunte, 42), seppe
vivere «in unione profonda alla Passione di
Gesù» la malattia che la condusse «alla morte
attraverso
grandi
sofferenze».
(Udienza
Generale, 6 aprile 2011). Il Venerabile Luigi
Novarese, del quale molti ancora oggi serbano
vivo il ricordo, nell’esercizio del suo ministero
avvertì in modo particolare l’importanza della
preghiera per e con gli ammalati e i sofferenti, che
accompagnava spesso nei Santuari mariani, in
speciale modo alla grotta di Lourdes. Mosso dalla
carità verso il prossimo, Raoul Follereau ha
dedicato la propria vita alla cura delle persone
affette dal morbo di Hansen sin nelle aree più
remote del pianeta, promuovendo fra l’altro la
Giornata Mondiale contro la Lebbra. La beata
Teresa di Calcutta iniziava sempre la sua
giornata incontrando Gesù nell’Eucaristia, per
uscire poi nelle strade con la corona del Rosario
in mano ad incontrare e servire il Signore presente
nei sofferenti, specialmente in coloro che sono
“non voluti, non amati, non curati”. Sant’Anna
Schäffer di Mindelstetten seppe, anche lei, in
modo esemplare unire le proprie sofferenze a
quelle di Cristo: «il letto di dolore diventò… cella
conventuale e la sofferenza costituì il suo servizio
missionario… Confortata dalla Comunione
quotidiana,
ella
diventò
un’instancabile
strumento di intercessione nella preghiera e un
riflesso dell’amore di Dio per molte persone che
cercavano il suo consiglio» (Omelia per la
canonizzazione, 21 ottobre 2012). Nel Vangelo
emerge la figura della Beata Vergine Maria, che
segue il Figlio sofferente fino al supremo
sacrificio sul Golgota. Ella non perde mai la
speranza nella vittoria di Dio sul male, sul dolore
e sulla morte, e sa accogliere con lo stesso
abbraccio di fede e di amore il Figlio di Dio nato
nella grotta di Betlemme e morto sulla croce. La
sua ferma fiducia nella potenza divina viene
illuminata dalla Risurrezione di Cristo, che dona
speranza a chi si trova nella sofferenza e rinnova
la certezza della vicinanza e della consolazione
del Signore.
5. Vorrei infine rivolgere il mio pensiero di viva
riconoscenza e di incoraggiamento alle istituzioni
sanitarie cattoliche e alla stessa società civile, alle
diocesi, alle comunità cristiane, alle famiglie
religiose impegnate nella pastorale sanitaria, alle
associazioni degli operatori sanitari e del
volontariato. In tutti possa crescere la
consapevolezza che «nell’accoglienza amorosa e
generosa di ogni vita umana, soprattutto se
debole e malata, la Chiesa vive oggi un momento
fondamentale della sua missione» (Giovanni
Paolo II, Esortazione Apostolica postsinodale
Christifideles laici, 38).
Affido questa XXI Giornata Mondiale del Malato
all’intercessione della Santissima Vergine Maria
delle Grazie venerata ad Altötting, affinché
accompagni sempre l’umanità sofferente, in cerca
di sollievo e di ferma speranza, aiuti tutti coloro
che sono coinvolti nell’apostolato della
misericordia a diventare dei buoni samaritani per i
loro fratelli e sorelle provati dalla malattia e dalla
sofferenza, mentre ben volentieri imparto la
Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, 2 gennaio 2013
Benedictus PP XVI
13
U N I T À P A S TO R A L E A LTA V A L L E S E R I N A
La nuova sede della Scuola dell’Infanzia
Quando pensavi che
non stessi guardando...
Il 7 Gennaio 2013, alla riapertura della Scuola
dopo le vacanze di Natale, i bambini della
“Gerolamo Palazzi” hanno trovato una novità: la
sede dell’Asilo è cambiata! Non più nell’edificio
“storico” dietro la Chiesa, ma in un nuovo locale
presso la Domus Mariae. Durante le vacanze si
sono completati i lavori iniziati a settembre con la
ristrutturazione di tre appartamenti, ormai sfitti da
anni, che sono stati individuati come possibile
nuovo asilo. La vecchia sede, pur bella e spaziosa,
presentava elevatissimi costi di gestione, al punto
che la spesa per mantenere viva la scuola nella
nostra comunità stava diventando insostenibile a
causa dell’accumulo di perdite di gestione ogni
anno elevate. Sarebbe stato un peccato dover
chiudere la nostra Scuola dell’Infanzia per
problemi economici! Allora si è pensato di trovare
una nuova sistemazione che permettesse di
risparmiare sul riscaldamento. Dopo lunga e
attenta riflessione, su suggerimento degli uffici di
Curia competenti abbiamo sentito un ingegnere
esperto nella costruzione di scuole che ci ha
guidati nell’impresa e, nel giro di poco tempo,
grazie all’esperienza dell’ingegnere, ai nostri
volontari e lavoratori, alla disponibilità
dall’Amministrazione Comunale, si è potuta
realizzare l’opera che i nostri bimbi possono
godere.
Il nuovo asilo è più piccolo del “vecchio”, anche
se gli spazi effettivamente usati sono circa uguali:
abbiamo pertanto meno dispersione di calore e
maggior controllo visivo sul gruppo dei bambini.
Il primo giorno è stato vissuto con gioia, con gli
occhi riempiti dai vivaci colori della nuova sede,
ma… mancava qualcosa. I bambini subito si sono
accorti dell’assenza: la statua della nostra
Madonnina. Allora con due “grandi”, recitando
l’Ave Maria, siamo saliti alla vecchia sede per
prendere la preziosa statuetta che insieme
abbiamo accolto e collocato nella nuova sede. A
qual punto tutto era al suo posto e abbiamo potuto
riprendere le gioiose giornate alla Scuola
dell’Infanzia “Gerolamo Palazzi”.
Grazie a tutti gli operai e volontari che hanno
contribuito alla realizzazione di questa impresa a
chi ha donato tempo e denaro (numerosi interventi
gratuiti o con sconto sul prezzo finale).
Sul prossimo numero conto di poter scrivere un
rendiconto economico dell’operazione.
d. Augusto.
Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho
visto appendere il mio primo disegno sul
frigorifero, ed immediatamente ho voluto
disegnarne un altro.
Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho
visto dare da mangiare ad un gatto smarrito ed ho
imparato che è bene essere gentili con gli animali.
Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho
visto fare per me il mio dolce preferito ed ho
imparato che le piccole cose possono essere le
cose speciali nella vita.
Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho
udito dire una preghiera ed ho capito che c’è un
Dio al quale io posso sempre parlare ed ho
imparato a fidarmi di Dio.
Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho
visto preparare un pasto e portarlo ad un amico
che era malato, ed ho imparato che tutti noi
dobbiamo aiutarci e prenderci cura gli uni degli
altri.
Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho
visto offrire il tuo tempo e il tuo denaro per
aiutare chi non aveva nulla ed ho imparato che
coloro che hanno qualcosa dovrebbero donarlo a
chi non ne ha.
Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho
visto prenderti cura della nostra casa e di ognuno
in essa ed ho imparato che dobbiamo prenderci
cura delle cose che ci sono state donate.
Quando pensavi che non stessi guardando, ho
visto come ti facevi carico delle tue
responsabilità, anche quando non ti sentivi bene
ed ho imparato che dovrei essere responsabile
quando crescerò.
Quando pensavi che non stessi guardando, ho
visto delle lacrime scendere dai tuoi occhi ed ho
imparato che talvolta le cose ci feriscono, ma va
bene piangere.
Quando pensavi che non stessi guardando, ho
visto che tu ci tenevi ed io volevo essere tutto
quello che potevo essere.
Quando pensavi che non stessi guardando, ho
imparato la maggior parte delle lezioni di vita che
devo conoscere per essere una persona brava e
produttiva quando crescerò.
Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho
guardato e volevo dire, “Grazie per tutte le cose
che ho visto quando tu pensavi che io non stessi
guardando”.
ATTENZIONE: nuovo numero di telefono
della Scuola dell’Infanzia: 334 8871 839
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Carnevale in Alta Valle Serina
Il Carnevale dei bambini della Scuola dell’Infanzia, Giovedì 7 Febbraio.
Sfilata a Oltre il Colle, Domenica 10 Febbraio.
15
Sfilata a Oltre il Colle, Domenica 10 Febbraio.
Giochi di Carnevale a Zambla Alta, Lunedì 11 Febbraio.
Serata Adolescenti, Domenica 10 Febbraio.
Serata Adolescenti, Domenica 10 Febbraio.
16
Gita con la Croce Verde Valserina
L’dea di una gita in pullman è nata in occasione
di una riunione del direttivo della Croce Verde di
Oltre il Colle Valserina e subito è stata accolta
con entusiasmo da molti volontari dell’
associazione.
che sono state perpetrate dai nazisti sui molti
prigionieri , circa 200.000 tra ebrei, italiani,
oppositori del regime e omosessuali rinchiusi nel
campo. Di questi 41.500 persero la vita perché
sfiniti dai lavori disumani a cui dovevano
sottostare o perché eliminati in vario modo.
In breve tempo, grazie al lavoro di alcuni
volontari, abbiamo organizzato un viaggio di due
giorni con meta Salisburgo, Dachau e Monaco. Il
gruppo dei partecipanti è stato di quarantotto
persone, in parte rappresentato da volontari
dell’associazione e in parte di loro famigliari o
simpatizzanti dell’associazione.
La visita al campo di concentramento è stata
veramente toccante e emozionante tanto che
l’intera visita è stata vissuta dal gruppo in un
silenzio quasi surreale. Sui volti di ognuno si
poteva leggere la sensazione di disgusto per le
atrocità che in quel luogo erano state fatte su
persone innocenti e indifese e l’aria che si
respirava sembrava ancora essere impregnata
dall’odore della morte .
La prima tappa è stata Salisburgo che è stata
raggiunta nella mattinata del giorno 6 ottobre.
Salisburgo città barocca, situata al nord
dell’Austria al confine con la Germania, è città
capitale della musica per avere dato i natali ai
Wolfgang Amadeus Mozart, uno dei più grandi
musicisti di tutti i tempi, e di Herbert von
Karajan, uno dei più grandi direttori d’orchestra, e
per la frequentazione nei tempi delle più grandi
celebrità della musica internazionale e per essere
sede perenne del festival della musica
internazionale. Con il contributo di una guida
abbiamo avuto l’occasione di conoscere, almeno
in parte, le bellezze colturali e artistiche di questa
splendida e verde città che è attraversata dal
fiume Salzach ed è costruita nell’avvallamento di
due piccole montagne.
Fortunatamente il morale si è risollevato nel
pomeriggio quando abbiamo fatto tappa a
Monaco dove era in corso la giornata finale
dell’Oktoberfest, la famosa festa popolare della
birra che richiama circa 6 milioni di visitatori
ogni anno.
Seppure con una certa difficoltà, per l’enorme
massa di gente presente, siamo riusciti in gruppi
divisi a prendere posto in uno degli stand della
festa popolare dove abbiamo festeggiato in
allegria ,nel fragore della musica, davanti ad un
bel “boccale” di birra.
In serata il gruppo si è finalmente rimesso in
viaggio per il ritorno a casa. L’apprezzamento
per questa iniziativa della croce Verde è stata
unanime da parte dei partecipanti e per questo
vorrei in particolare ringraziare Luisa Carrara e
Guido Giudici che hanno attivamente contribuito
nell’organizzare nel migliore dei modi la gita.
Nella serata abbiamo cenato tutti insieme in un
elegante Hotel, dove abbiamo anche dormito
durante la notte.
all’indomani di buon mattino ci siamo messi in
viaggio verso la seconda tappa del viaggio: il
campo di concentramento di Dachau.
Visto il successo ottenuto posso già annunciare
che l’iniziativa sarà ripetuta nel prossimo anno
con destinazione da programmare.
Con Auschwitz, Dachau rappresenta il simbolo
dei campi di concentramento nazisti. Una guida ci
ha accompagnato nella visita del campo e ci ha
fatto vivere con il pensiero le disumane sofferenze
dr. Valle Lorenzo
Il compleanno dei nostri don.
Il 31 Dicembre 2012 d. Giovanni Plebani ha compiuto 79 anni e il 21 Gennaio 2013 d. Gianni Cossali ne
ha compiuti 81. Con queste due righe, cari don, cogliamo l’occasione per esprimere il nostro
ringraziamento per il prezioso servizio pastorale che state svolgendo in mezzo a noi. GRAZIE!!!
17
Il Corpo Musicale in gita
Il giorno 23 settembre 2012, la Banda di Oltre il
Colle ha organizzato la gita a GARDALAND per
trovare momenti di piacevole relax. La gita era
aperta a tutti i musicanti effettivi e simpatizzanti
del gruppo. Di buon mattino la comitiva formata
da un buon gruppo di persone, è partita da Oltre il
Colle e una volta raggiunto il parco divertimenti
di Gardaland, si è divisa in gruppi per “provare” il
brivido delle numerose attrazioni. Il gruppo dei
giovani temerari ha cercato subito i giochi estremi
(Blue Tornado, ecc), le persone più attempate si
sono indirizzate verso divertimenti più rilassanti.
Per il primo gruppo le emozioni nell’affrontare i
divertimenti difficili si sono rivelate forti, anche
se lo spirito giovane ha attenuato molto la paura;
per il secondo gruppo, le emozioni hanno rivelato
una “paura” (vedi Mammut, Magic House) che ha
quasi centrato il novanta. Nonostante ciò la
giornata è stata divertente e piacevole, conclusa
con una “Pizzata” al ristorante “Ol Pirù”, dove i
ricordi delle emozioni vissute hanno dominato gli
argomenti della serata.
Personalmente ritengo che giornate come questa
serve alla banda per consolidare le relazioni,
socializzare, divertirsi, vivere momenti non
“musicali” importanti per l’amalgama del gruppo.
Mi complimento col Consiglio della Banda per
quest’iniziativa che ha ribadito la volontà di
costruire, mantenere un gruppo ultracentenario
che continua a diffondere cultura musicale e una
qualità eccellente. Veramente peccato per chi non
ha potuto condividere con noi questo momento
formativo, aggregante e ludico del corpo
musicale. Mi sono proprio divertito e come diceva
il grande comico Totò “tutto è musica”.
Ringraziando tutti per la bella iniziativa colgo
l’occasione per ripetere che la banda offre a tutti
anche queste opportunità. Aspettandovi sempre
numerosi ai nostri concerti, termino augurando in
anticipo “Buon Natale”.
Il Maestro Gianmarco Epis,
il Consiglio della Banda.
Società Sportiva Oltre il Colle
Anche quest'anno, grazie agli affezionati sponsor
(Gruppo Alpini Zorzone, Amici Ferrari Zorzone,
Sozzi Aldo, ditta Guerino Rosolo), abbiamo
potuto iscrivere due squadre al C.S.I. (Centro
Sportivo Italiano) di Bergamo, categoria
"Dilettanti a 7".
Il campionato è iniziato verso fine settembre.
Purtroppo i primi risultati non sono incoraggianti
anche se c'è tempo per recuperare. Quello su
cui noi puntiamo in particolare, oltre ad un
sano agonismo, è l'impegno e il rispetto da parte
dei giocatori per quelli che si spendono
gratuitamente per farli divertire attraverso il
gioco e in questo senso un doveroso plauso va
rivolto agli allenatori sempre pazienti e
disponibili.
Quest'anno abbiamo organizzato gratuitamente
anche la scuola Calcio per i bambini; sono
andato personalmente nella scuola di Oltre il
Colle a portare un avviso a tutti i ragazzi dove
spiegavo questa importante iniziativa che non è
solo "gioco" ma anche "socializzazione",
"maturazione umana" ...: purtroppo per ora ci
sono poche adesioni, ma noi continuiamo questa
esperienza con quelli che hanno deciso di
trascorrere un poco di tempo facendo sport
piuttosto che rimanere davanti al computer,
televisione, videogiochi...; quello che dispiace è
che ai bambini piacerebbe essere coinvolti ed
allora perché negargli questa opportunità?
Termino, invitandovi a venire a vedere e fare il
tifo per i nostri giocatori al campo comunale di
Oltre il Colle: questo li aiuterebbe a sentirsi
sostenuti e valorizzati. Ultima provocazione: è
possibile che quando andiamo a giocare in
trasferta c'è sempre un bel gruppo di appassionati
che viene a vedere l'incontro mentre al nostro
paese sono pochissimi i tifosi!
Pietro Palazzi
Presidente Società Sportiva Oltre il Colle
18
S. BARBARA. 2 dicembre ’12
Vissuta nel III secolo in una famiglia nobile, si
converte presto alla fede cristiana contro il volere
del Padre Dioscoro.
A causa di questa scelta fu perseguitata e si vide
costretta a fuggire di casa. Trovata fu consegnata
al prefetto Marciano che cercò di farle rinnegare
la sua fede, allo stesso modo lei cercava di
convertirli e questo le causò dolorose torture.
Il 4 dicembre fu condannata a morte per
decapitazione e l’esecuzione avvenne per mano
del Padre, per questo è usanza ricordarla in questa
data.
La leggenda dice che il Padre morì colpito da un
fulmine per questo motivo S. Barbara è invocata
contro i fulmini, il fuoco e la morte improvvisa.
E’ riconosciuta come patrona dei minatori, vigili
del fuoco e chiunque abbia a che fare con le
polveri da sparo.
I suoi resti si trovano nella cattedrale di Rieti.
Domenica 2 dicembre ’12 abbiamo voluto
festeggiarla insieme. La bella giornata ci ha
permesso di uscire in processione, anche
quest’anno resa solenne dalla presenza del Corpo
Musicale di Oltre il Colle.
Alla luce della Parola Liturgica di questa prima
domenica di Avvento e alle parole dell’omelia
abbiamo constatato che questa Santa ci ha
introdotto all’Avvento con l’esempio della
preghiera e coraggio dimostrato dando la vita per
Dio, insegnandoci a vegliare in attesa di quel
Gesù che viene per salvarci!
Ancora una volta siamo a ringraziare quanti con
le loro offerte e il loro impegno hanno contribuito
alla realizzazione di questa festa.
A zét e minadùr miràcol n’ n’à fàcc assé
E di quàder ex voto l’gh’è ché pié
O Santa Barbara nòsta Patròna
Sö en Paradìs parlì có la Madóna
Per intercessiù dol Signùr
E per la nòsta éta de dulùr
A’ se n’ sé mia tat dégn
Laghìm ü ségn
Fìm curunà l’invìs
De püdì rià ü dé en paradìs
Evviva Santa Barbara nòsta Patròna
Evviva a’ dol Fràssen la Madòna
Santüare dol Fràssen,
4 desèmber 2012
Santa Barbara Dumeladùdes
I minadùr de do alàde
Sta matina i à lagàt i so cuntràde
I è egnìcc ché a sto bèl Santüàre en Val de Ris
Per retroàss coi so amìs
‘ndol dé de Santa Barbara, só Patróna
I völ ringrassià dol Fràssen la Madóna
Che da sichsént agn l’è comparìda ché
E a sta zét la gh’à sémper ülìt bé
Ol nòst gràssie l’è sincér
Perché töce do i m’à protegìt söi nòs-cc sentér
E n’dol nòst laurà de sotràcc viv
I m’a semper protegìt
La deossiù per stó löc ché
Per la nòsta zét l’è stàcia granda assé
E tance pelegrì da pröf po’ a’ de lontà
A pé nücc i riàa ché a caminà
‘Nde sti sichsént agn la Madóna
Statua di santa Barbara - Zambla Bassa
19
intercessione per i nostri cari defunti. Nella messa
conclusiva abbiamo ricordato tutti i defunti
dell’anno.
Brevissime
Solennità dell’Immacolata
Concezione, Festa Patronale a
Zambla Alta.
Festa dell’Assunta a Zorzone
È dal lontano 1627 che questa solennità fa parte
della tradizione zorzonese ed è una delle più
sentite e partecipate nell’arco dell’anno. La
madonna della cintura è una delle figure più
amate e ammirate dai parrocchiani e non e viene
portata in processione per le vie del paese con
grande devozione e affetto. Per l’occasione il
paese viene meravigliosamente addobbato e il
Corpo Musicale S. Bartolomeo fa da cornice e
rende ancora più solenne e sentita la giornata. Un
ringraziamento speciale va anche ai fabbricieri e a
tutte el persone che rendono possibile la
realizzazione e la continuità di celebrazioni che
sono segno concreto e visibile di una fede
profonda. Il ricavato netto è stato di € 1562,00.
Grazie di cuore a tutti per la grande generosità.
Erika.
L’8 Dicembre abbiamo celebrato la festa
patronale della Comunità in Zambla Alta. La
preparazione spirituale è iniziata Giovedì 5 con la
celebrazione del Rosario, delle Sante Confessioni
e con un momento di catechesi per adulti. Il
Giovedì 6 con l’ora di Adorazione e una nuova
possibilità di accostarsi al Sacramento del
Perdono; Venerdì 7 di nuovo Confessioni e S.
Messa alle 20:30 nella vigilia. Le celebrazioni
hanno raggiunto il loro culmine Sabato 8 con la
celebrazione solenne della Messa (animata dalla
Corale dell’Alta valle Serina diretta dal nostro
don Gianni Cossali), seguita dalla processione
con il Corpo Musicale “S. Bartolomeo”. Nel
pomeriggio alle 16:00 abbiamo concluso le
liturgie con l’Esposizione, la celebrazione dei
vespri e la Benedizione Eucaristica.
Apertura dell’anno catechistico.
Quest’anno la Parrocchia di Zorzone ha avuto
l’onore di organizzare la giornata di apertura
dell’anno catechistico 2012/2013. Tutti i ragazzi
con le catechiste e le rispettive famiglie erano
invitate a partecipare alla S. Messa delle 11:00
dove d. Augusto ha parlato della famiglia come
dono prezioso e fondamento della comunità
cristiana.
Al Centro Parrocchiale è stato
preparato il pranzo dalle nostre bravissime
volontarie e la giornata è stata poi animata da
giochi preparati dagli animatori del CRE. Tutto si
è concluso con una buonissima merenda preparata
da nonne e mamme. È stata un’importante e bella
occasione d’incontro. La speranza è che sia
ancora più partecipata e apprezzata nei prossimi
anni.
Erika.
Capodanno alternativo.
Da tre anni a questa parte l’Unità Pastorale offre a
tutti la possibilità di vivere una veglia in attesa
dell’anno nuovo in modo alternativo, con un’ora
di adorazione Eucaristica. Si comincia alle 23:30
e si conclude alle 24:30. Sembrerà strano, ma
anche questo momento di preghiera è partecipato.
Quest’anno l’adorazione è stata animata dal
gruppo “Shalom” con la presenza del parroco e di
don Plebani.
Nuovo Consiglio Direttivo della
Pro Loco di Oltre il Colle.
Il 18 gennaio 2013 si sono svolte le elezioni per il
rinnovo delle cariche sociali della proloco di Oltre
il Colle. Al termine dello scrutinio è risultato
eletto il nuovo presidente Pierangelo Manenti,
Vice-Presidente è stato eletto Franco Modesti. Un
consiglio direttivo nuovo, giovane, che si propone
di guidare la Pro Loco nei prossimi anni. Il nuovo
consiglio di amministrazione si è insediato con
l’intento di un nuovo ed entusiasmante
programma di manifestazioni sociali, culturali e
sportive che ricoprirà tutto l’anno.
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
(eletto dall’assemblea dei Soci il 18 gennaio
2013): Pierangelo Manenti (presidente), Franco
Modesti (vice presidente), Yvonne Arioli,Viviana
Arrigoni, Alessandro Carrara, Romano Ceroni,
Claudio Ferrari, Elvis Palazzi, Samuele Palazzi,
Federica Tiraboschi, Giancarlo Tiraboschi.
Novembre: Mese dei defunti.
A novembre abbiamo celebrato la Solennità di
tutti i Santi, la commemorazione dei fedeli
defunti, l’ottavario dei defunti e i Tridui nelle
quattro Comunità.
Nell’anno della fede abbiamo voluto dare come
titolo “Aspetto la resurrezione dei morti e la vita
del mondo che verrà”, come recita il Credo.
Abbiamo quindi meditato sui temi dei Novissimi
utilizzando le pagine del libro di Cristoph
Schönborn, Al centro della nostra fede. Il «Credo» nel
catechismo della Chiesa cattolica, (Jaca Book, Como
1996, pp. 113-124). È stata una buona occasione per
meditare su misteri fondamentali della nostra
fede, di preghiera per la nostra conversione e di
20
Rappresentanti dell’Amministrazione Comunale:
Andrea Manenti, Paolo Maurizio.
(Da www.prolocooltreilcolle.com)
Sabato 26 e Domenica 27 Gennaio nelle
parrocchie del nostro Vicariato si è celebrata la
Giornata del Seminario, appuntamento annuale
per ricordare l’importanza del seminario nella
nostra Diocesi. Sono stati con noi due seminaristi
di quarta Teologia, Matteo e Marco, che nelle
Messe hanno raccontato qualcosa della loro
esperienza vocazionale. Il Sabato sera abbiamo
vissuto con loro un’ora di Adorazione Eucaristica
durante la quale abbiamo pregato in modo
particolare per tutti i seminaristi, per quelli che
saranno ordinati sacerdoti il 25 Maggio, per i
nostri Fabio, Giovanni, Ruben e Paolo. Preghiera
e elemosina: le offerte raccolte durante le Messe
sono state donate al Seminari per le proprie
necessità. Con i seminaristi i nostri ragazzi della
catechesi hanno vissuto anche la festa di S.
Giovanni Bosco. Domenica ci siamo trovati al
Centro Parrocchiale di Oltre il Colle per pranzare
insieme. Poi i seminaristi ci hanno proposto un
momento di preghiera a sfondo vocazionale ed
infine i nostri animatori hanno proposto un
bellissimo grande gioco con il quale abbiamo
conosciuto alcune massime di S. Giovanni Bosco.
Giornata del Seminario e Festa di
S. Giovanni Bosco.
20° Trofeo Angela Maurizio
A.M.
PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
Signore, che sogni in grande su ognuno di noi
e vuoi la felicità di ogni uomo,
nella Tua vita donata ci mostri quanto ci hai a
cuore:
il Tuo amore non ha prezzo, chiede solo il nostro
sì,
Signore, è davvero strepitosa la Tua proposta:
chi la prende al volo realizza i sogni più veri,
A chi accetta la Tua amicizia Tu dai il coraggio
e allontani tutte le paure!
Tieni vivo il desiderio di chi, entrato in seminario,
sta scoprendo come coltivare quest'amicizia.
Fa' che il legame profondo con Te,
che ha mosso il cuore dei sacerdoti,
sia la ricchezza che ancora li affascina
e li incoraggia a donarsi.
Accendi anche in tutti quelli che cercano la
propria strada
il desiderio di puntare in alto,
di non rifiutare il Tuo invito
che mantiene la felicità promessa.
Amen.
Oltre il Colle, 10.02.2013
Con una grande partecipazione di atleti, più di
200, si è gareggiato sulle piste bene innevate e
ottimamente preparate della Conca dell'Alben.
Presente anche un folto pubblico a supportare gli
atleti suddivisi nelle categorie, dai cuccioli ai
Senior, venuti a gareggiare nel nostro paese
giustamente chiamato "Piccola Patria del fondo",
per merito anche dei nostri tantissimi Atleti che si
sono sempre distinti nelle competizioni,
capeggiati da quel capostipite famoso che fu
Celeste Maurizio, Olimpionico nel 1936 a
Garmisch Partenchirchen e vincitore della
medaglia d'oro con la pattuglia militare. Si è
gareggiato per ricordare Angela Maurizio, sorella
di Giòba e Adolfo, indimenticabili campioni di sci
e anche lei nel suo DNA avrà avuto lo sci. Un
vivo grazie alla famiglia Ghinzani che con questo
trofeo ricordao la loro cara congiunta e almeno
per un giorno riportano nel nostro paese
quell'auge sportiva che caratterizzava le nostre
domeniche invernali, con tante competizioni
sciistiche. E grazie anche allo Sci Club Valserina,
che con sacrificio continua a portare avanti la
promozione dello sci, che ci hanno tramandato i
nostri lungimiranti antenati.
Sergio Fezzoli
21
Lettere dai nostri missionari
Thailandia. Abbiamo avuto modo di celebrare
questo anniversario a Luglio sia a Chiang Mai che
a Bangkok con tutta la nostra gente alla presenza
di P. Zanchi, nostro superiore generale. In 40 anni
sono stati circa 30 i missionari del Pime coinvolti
in questa avventura di adattamento ed inserimento
per poter parlare di Gesù a tanti qui. Migliaia
sono state le persone con le quali abbiamo
lavorato e collaborato. In particolare degno di
nota è il gruppetto di famiglie e adulti dell'ALP
che negli ultimi 15 anni si sono coinvolti con noi
nel lavoro missionario soprattutto nel campo dello
sviluppo e della carità con un taglio che ha
privilegiato e valorizzato la testimonianza.
L’8 Dicembre abbiamo partecipato alle
celebrazioni dei cento anni della Chiesa di
Kengtung in Myanmar. È una celebrazione
significativa anche per i missionari del Pime che,
iniziata questa presenza cento anni fa, hanno
avuto la gioia di vederne i frutti abbondanti. Le
celebrazioni con la grande partecipazione di
popolo e l'incontro con una Chiesa ormai
sviluppata ci ha fatto toccare la verità di ciò che
dice S. Paolo: uno pianta e un'altro raccoglie, ma
chi fa crescere è Dio solo. Uno dei segni
consolanti di questa Chiesa è che ora si fa
protagonista della missione cercando vie per
testimoniare oggi quello che i missionari del Pime
hanno testimoniato nel passato dando la vita.
Diversi infatti sono i missionari morti martiri in
quella zona di missione.
A ottobre scorso, grazie alla collaborazione della
Diocesi di Bangkok, un passo importante è
arrivato a maturazione: il nostro Centro è stato
ufficialmente approvato come Fondazione, ovvero
ente legalmente riconosciuto dallo Stato. Il nome
ufficiale in Inglese è "St. Martin Foundation".
Questo, a 14 anni da quando P. Adriano iniziò le
prime attività socio-caritative nelle baraccopoli
della nostra zona, ne rappresenta un
consolidamento. Inoltre ci permette di avere piena
copertura giuridica e ci consentirà di collaborare
più pienamente anche con altri organismi ed enti
pubblici operanti in campi simili al nostro.
Proprio in questo anno la nostra attività nelle
baraccopoli è stata caratterizzata da un maggior
sforzo per entrare in una rete di collaborazione
con autorità, persone ed organismi operanti in
loco, a beneficio della qualità dei nostri interventi.
Questo grazie anche alla presenza di Giuseppe,
uno psicologo volontario italiano che per la durata
del lavoro di ricerca per il suo dottorato in
Natale 2012, Bedele
A tutti gli amici dell'AMA:
in prossimità delle feste natalizie, voglio che
riceviate i miei auguri, sperando di trovarvi tutti
in buona salute.
Io sto bene e il mio lavoro qui a Bedele procede
bene, con le varie attività pastorali e la
conduzione dell'Asilo della missione con i suoi
122 bambini/e dai 4 ai 6 anni, divisi in 3 classi.
Sono di diverse tribù e religioni (ortodossi/
protestanti e musulmani). Così l'Asilo diventa la
prima scuola contro ogni razzismo religioso e
tribale.
Cerchiamo di aiutare soprattutto i bambini/e delle
famiglie più povere. 62 bambini/e non pagano
nulla, agli altri chiediamo 1 euro al mese, la paga
di una giornata lavorativa (al mese). In più diamo
colazione gratis a TUTTI.
Possiamo fare questo perchè ci sono persone
generose come VOI che AIUTATE.
Grazie a ciascuno e a tutti BUON NATALE e
felice Anno Nuovo.
p. Aldo
S. Natale 2012
Carissimi tutti,
amici, sostenitori e benefattori del Centro S.
Martino,
il tempo liturgico dell'Avvento con l'invito
pressante dei profeti a prepararci per ricevere il
Signore che viene a liberare il Suo popolo
portando giustizia pace e gioia, ci da' il vero senso
della celebrazione del Natale: festa per chi
accoglie questi doni, festa per chi si fa strumento
perché questi doni arrivino ai tanti che sono in
attesa anche oggi. Ciò richiede un cuore
disponibile come la grotta di Betlemme a fare
spazio a Dio che viene. Con questa disponibilità
vedo ciascuno di voi che ci legge, coinvolto in
questa rete di solidarietà e condivisione che parte
dall'amore di Dio che si è riversato su di noi nel
Cristo fattosi uomo e bambino. Così vi vedo parte
di quella stessa gioia che possiamo sperimentare
ad ogni latitudine anche quando tanti problemi e
preoccupazioni in noi e attorno a noi sembrano
come una nebbia fitta che fa scomparire il senso
della nostra vita ed il suo obiettivo. A Natale
celebriamo il sole che dirada ogni foschia e ci
permette di guardare al prossimo così come lo
guarda Gesù: da fratelli figli dello stesso Padre
che ci ama.
40 anni fa a Dicembre il Pime arrivava in
22
Antropologia ha generosamente messo a
disposizione la sua esperienza ed i frutti del suo
lavoro sul campo, che svolge soprattutto nelle
baraccopoli e nelle realtà in cui siamo presenti
anche noi.
Il percorso è delineato, ma il cammino rimane
difficile anche perché si tratta di condividere
questa visione coi nostri collaboratori e muoverci
poi insieme, ma guardiamo con speranza in
avanti. Nelle baraccopoli, dove seguiamo più di
600 bambini, mentre alcune emergenze cambiano,
grazie per esempio allo Stato che si prende cura
meglio dell'aspetto scolastico assicurando
istruzione gratuita per tutti, altre emergenze
rimangono. Ci stiamo allora impegnando, con
l'aiuto di tanti, per essere presenti nella
formazione ai valori coinvolgendo regolarmente
la realtà giovanile con varie attività. Anche il
Natale sarà un'occasione per radunare tanti dei
ragazzi che seguiamo ed offrire loro un momento
formativo. Già da Novembre sono stati tutti
coinvolti nella preparazione di stelline e culle con
Gesù Bambino, simboli che verranno consegnati
alle famiglie in occasione della visita di Natale.
Segni di Gesù che si fa vicino a tutti.
Alle Case della Speranza il lavoro di P. Daniele,
Suor Mieko e dei loro collaboratori ha permesso a
diversi bambini di ritrovare genitori o parenti che
erano scomparsi dalla loro vita e poi consolidare
questi legami con visite in famiglia e periodi spesi
coi genitori. E' come un lavoro di rammendo,
delicato e rispettoso, non si ferma davanti agli
ostacoli. Sondia per esempio e' una bimba di 4
anni nepalese la cui mamma è in carcere. Affidata
a noi dall'assistenza sociale, la bambina ha
imparato il thailandese e lo parla correttamente,
ma non sa il nepalese sua lingua materna. La
mamma sta sforzandosi di imparare il thailandese
per poter comunicare con la figlia quando si
incontrano per la visita periodica.
La Casa Betania, che accoglie donne in difficoltà
e bambini abbandonati che non hanno ancora
compiuto i 3 anni, anche grazie alla continua
disponibilità di Irene e Simone missionari laici
dell'ALP, ha visto aumentare il numero degli
ospiti: il piccolo servizio di asilo nido avviato lo
scorso anno vede ora due mamme-educatrici che
si prendono cura di 8 bambini. Un caso
particolare è quello della piccola Four, che
compirà 2 anni dopo Natale; la mamma se ne è
andata lasciando il marito con due bambini
piccoli, il papà pur inesperto ha cercato di
prendersene cura anche trascurando il lavoro ma
alla fine ha chiesto aiuto ai servizi sociali. Four
sta crescendo bene a casa Betania e il papà viene
spesso a trovarla.
Anche alla Casa degli Angeli continuano le
attività per i bambini disabili. L'assenza di Suor
Angela per un periodo di vacanza e formazione ha
creato la condizione per responsabilizzare di più
un gruppetto di volontari che ha aiutato nella
gestione ordinaria, affiancato dalle missionarie
Saveriane. Diversi volontari si sono succeduti alla
Casa degli Angeli creando opportunità di scambio
e crescita reciproca. Ultimi arrivi in questo
progetto, che cerca di aiutare sia i bimbi disabili
che le loro famiglie, sono Ta bimbo di 2 anni
gravemente disabile e la sua giovane mamma di
19 anni: si stanno inserendo in quella che vuoi
diventare per loro una casa e una famiglia.
A Novembre la festa di S. Martino di Tours,
patrono del Centro, ha visto quest'anno la
collaborazione di tanti, dalla parrocchia, dalle
baraccopoli, dalle varie realtà del Centro S.
Martino. La festa è riuscita bene ed è stata
caratterizzata da un clima di famiglia. È stata
occasione per ringraziare il Signore per tutto
quello ci ha donato attraverso la generosità di
molti benefattori e amici sia in Thailandia come
in Italia e in altri Paesi.
Mentre il Natale ci ricorda che Gesù è dono di
gioia, pace e giustizia per tutti quelli che lo
incontrano e accolgono, vi assicuriamo la nostra
gratitudine e le nostre preghiere, soprattutto per
23
quanti di voi affrontano crisi, difficoltà e malattie.
Vi porgiamo a nome di tutti i collaboratori del
Centro S. Martino e dei nostri bambini i più cari
auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Che il Signore Gesù ricompensi la vostra
generosità con pienezza di gioia e benedizioni per
voi e le vostre famiglie.
P. Raffaele, P. Daniele e P. Adriano
Potete inviare le vostre offerte alle organizzazioni
a cui fate riferimento per le adozioni
oppure a: MISSIONE DI BANGKOK FONDAZIONE PIME ONLUS
VIA MOSE'BIANCHI, 94-20149 MILANO Conto Corrente Postale 39208202
(la ricevuta dì versamento può essere utilizzata ai
fini
delle
detrazioni
fiscali
cfr.
www.pimemilano.com
oppure a: UN PONTE SUL MONDO ONLUS
Piazza Duomo 2 ~Vicenza - Conto Corrente
Postale 54536818
oppure direttamente a: CATHOLIC CHURCH Wat Phramaemahakarun (2)
THAI MILITARY BANK - Bank Public Company
Limited Acc.No,: 190-2-07534-8
- Acc. Swift
TMBKTHBK
destinato in una Parrocchia nella Diocesi dì S.
Luis, capitale dello Stato del Maranhào,
nordeste Brasile.
II giorno 28 di giugno, con i miei fedeli, ho
ringraziato i Signore per i 45 anni di
sacerdozio missionario di cui 41 in
Amazzonia.
Adesso, dopo 7 anni e mezzo, devo lasciare, il 31
di dicembre prossimo, la Parrocchia di S. Pietro
perché i Padri del Pime mi hanno votato di nuovo,
il giorno 22 di novembre scorso, come Superiore
Regionale per 4 anni. Dovrò iniziare II giorno 1 di
gennaio 2013. Come sapete, ero già stato
Superiore Regionale per 8 anni, due mandati, dal
1997 al 2005 e, sinceramente, non mi aspettavo,
con 73 anni, di ritornare a questo servizio. Vi
chiedo un ricordo nella preghiera perché possa
dare un servizio secondo la volontà del Padre.
E, nel mese di maggio, dovrò partecipare, nel
Vaticano, della Assemblea Generale de l PIME
quando dovremo votare il Superiore Generale e il
suo Consiglio.
Dopo l'Assemblea, passerò, dal 1 al 15 giugno, a
Oltre il Colle, prima di ritornare in Brasile.
Nella foto che mi hanno preparato qui in
Parrocchia ci sono i Patroni delle 5 Chiese Comunità che formano La Parrocchia di S. Pietro.
Il nuovo Parroco di S. Pietro è P. Italo mio amico
da quando eravamo nel Seminario PIME di Sotto
II Monte e nella nave che ci ha portati in Brasile
nel gennaio del 1971. A tutti un forte abbraccio,
un saluto cordiale con la promessa di ricordarvi
sempre nella preghiera.
[email protected]
Carissimi fratelli, cognate, nipoti, pronipoti,
compaesani, amici e benefattori,
siamo tutti contenti perché si avvicina una festa
attesa perché ci porta i doni di cui tutti noi
sentiamo la necessità: pace, serenità, luce, calore,
unione e la vera GIOIA che è Gesù! Durante
questo anno, che sta per finire, certamente tutti
abbiamo ricevuto da Dio molte grazie e perciò,
davanti al Presepio, sentiamo il dovere di
ringraziare il Bambino Gesù che, come sempre, ci
riceve con le braccia aperte. Anche qui a Macapà,
nella Parrocchia di S. Pietro, dobbiamo
ringraziare il Signore:
Par averci donato urna Religiosa Carmelitana:
Suor Anna Teresa. La sua Vocazione
Religiosa è iniziata nel 2005 quando sono
entrato in questa Parrocchia. Era una
catechista e mi ha chiesto di aiutarla a scoprire
la sua vocazione; nel 2006 ha deciso di farsi
Suora e è entrata nel Carmelo di Macapà; nel
2007 è stata inviata a Firenze dove c’è la Casa
Madre e a giugno di quest'anno ha emesso i
Voti. Adesso e stata destinata in Calabria.
II giorno 29 di dicembre, nella Cattedrale di
Macapà, verrà ordinato Sacerdote il nostro
Eduardo e, il giorno dopo, 30 di dicembre,
celebrerà la Prima Messa Solenne nella
Chiesa Parrocchiale di S. Pietro. È amico di
Padre Marcello, Missionario del PIME, che è
stato ordinato due anni fa. Eduardo è il primo
Cappuccino nella nostra Diocesi e sarà
Un giorno il Signore Gesù con tanta umiltà è nato
come ogni uomo, è sceso sulla terra perché egli ci
ha amato in modo illimitato. È nato per morire e
la sua morte è stata la nostra salvezza: ci ha fatto
un regalo: una vita eterna con Lui, Lui che è la
via, la vita, la verità. Questo è il più bel regalo che
possiamo ricevere. Accettarlo nel nostro cuore
come il nostro personale salvatore. Questo è il
vero significato della sua nascita. Auguri di buon
Natale e un ottimo anno 2013.
P. Marco Ceroni.
24
(Da “Famiglia Nostra”, rivista della congregazione della Sacra Famiglia , anno 93, n° 159, pp. 11-12)
«AMO IL BRASILE ED I POVERI,
TANTO DA CONSIDERARLI LA MIA CASA»
Abbiamo intervistato padre Marco Ceroni,
missionario in Brasile dal 1974, parroco presso
la «Parrocchia Sacra Famiglia» di Montes Claros, Minas Gerais
Seminario della Congregazione della «Sacra
Famiglia» ho emesso i Primi Voti religiosi nel
1965 e sono stato Ordinato sacerdote nel 1970.
■ Attualmente eserciti il tuo ministero di religioso
e sacerdote presso la Parrocchia «Sagrada
Família» di Montes Claros. Com’ è la tua
esperienza?
La realtà della Parrocchia Sacra Famiglia di
Montes Claros è molto complessa. È, infatti, una
comunità sita nella periferia di una grande città,
molto povera e ricca di disoccupazione. I
problemi più gravi sono legati alla droga tra i
giovani, alla prostituzione infantile, alla
marginalità, alla criminalità, alla fragilità delle
famiglie che si trovano distrutte, alla precaria
attenzione per l’istruzione. La Parrocchia, poi, è
articolata in comunità urbane e da comunità
rurali; il lavoro è molto ma non sono solo: con me
dal 2011 è arrivato, in qualità di coadiutore
parrocchiale, p. Aurelio Fratus. Per noi le priorità
pastorali sono: la famiglia, i bambini poveri, gli
adolescenti e i giovani. Il fatto di essere religioso
della Sacra Famiglia mi aiuta a privilegiare chi
non ha futuro, sia in senso ‘materiale’ che
‘spirituale’: è così che cerco di vivere il carisma e
la spiritualità ceriolana. Mentre io lavoro quasi
esclusivamente in Parrocchia, p. Aurelio vive
anche una bella collaborazione con le nostre
PERCORSO DI VITA IN BRASILE
17 novembre 1974: parte in nave da Genova con
arrivo a Santos (São Paulo) il 30 novembre
seguente; inizia l’esperienza missionaria come
coadiutore parrocchiale ad Itapevi (SP); 1975:
parroco della Comunità «São Pedro» em
Carapicuíba (SP); 1981: ritorno ad Itapevi come
coadiutore; 1982: diviene parroco della
Parrocchia «Nossa Senhora Aparecida» di Florida
Paulista (SP); 1986: è nominato parroco della
Parrocchia «São José» di Assaí (Parana) e
Superiore locale della comunità religiosa ivi
residente; 1993: parroco della Parrocchia «São
João Batista» (PR) e Superiore locale della
Comunità religiosa; 1998: è scelto dai Superiori
come cappellano delle Suore della Sacra Famiglia
di Montes Claros (MG) e diviene il primo parroco
dell’erigenda Parrocchia «Sagrada Família» dove
si incontra fino ad oggi; dal 2000 svolge anche il
compito di Giudice del Tribunale Ecclesiastico di
Montes Claros.
■ Caro padre Marco come è nata la tua
vocazione?
Nel 1955 avevo 10 anni ed osservando
l’Ordinazione sacerdotale di un giovane del mio
paese nativo (Oltre il Colle) ho sentito la chiamata
al sacerdozio; in modo speciale ho sentito che
avrei dovuto essere missionario. Entrato nel
25
Consorelle della Sacra Famiglia di Montes
Claros, impegnandosi presso il Centro dei
Bambini e Adolescenti Santa Paola Elisabetta
Cerioli, da loro organizzato presso la Casa madre.
■ Qual è l’esperienza, il ricordo più bello che
porti con te in tanti anni di missione brasiliana?
Posso affermare che il momento più bello dei
miei 38 anni di vita missionaria in Brasile è stato
vedere bambini rachitici, in fin di vita, rinascere e
crescere attraverso la Pastorale dei bambini
(Pastoral da Crança) che ho fondato nelle varie
parrocchie in cui sono stato. Bambini senza vita,
crescere forti e pieni di vita. É senz’altro
l’esperienza che più mi ha commosso. Un altro
elemento positivo che mi ha accompagnato nella
mia vita missionaria è stata l’esperienza di
camminare con i laici e per i laici.
■ E il ricordo più doloroso, più impegnativo e più
difficile?
Il momento più difficile e doloroso è stato quando
ho provato sulla mia carne l’ingratitudine umana
di alcune persone che avevo aiutato a vivere. Io
faccio parte della Chiesa brasiliana, una chiesa
che vuol vivere con il popolo, una chiesa che ha
cercato di applicare le scelte del Concilio
Vaticano II, una chiesa aperta all’ispirazione dello
Spirito Santo, una chiesa modello per i Paesi
dell’America Latina. Qualcuno ha ferito questi
miei ideali.
■ Montes Claros è una città che facilita il
contatto con i più poveri. Che cosa hai imparato
da loro? Che cosa fai con loro, per loro?
Come ho detto precedentemente la Parrocchia
«Sacra Famiglia» di Montes Claros, di cui sono
parroco, è una parrocchia con la presenza di molti
poveri. I poveri sperano di ricevere molto in
alimentazione, medicine, pagamento delle fatture
di acqua e luce, ecc. Nello stesso tempo noi
impariamo molto dai poveri, come l’accoglienza,
la generosità, l’aiuto mutuo, la disponibilità nel
servire che è più povero, soprattutto i bambini.
Come avevo fatto nelle parrocchie di Assai e
Peabiru, cosi appena nominato parroco della
Parrocchia Sacra Famiglia di Montes Claros ho
impiantato la Pastorale dei Bambini. In Parrocchia
ne seguiamo più di 1.300, nella zona urbana e
rurale. Chi segue questi bambini, necessariamente
entra in relazione con le loro famiglie. Chi si
preoccupa della salute dei bambini sono più di
100 persone volontarie, la maggior parte donne, a
loro volta provenienti da famiglie povere. Il
povero è più aperto alla sofferenza dell’altro.
Questi sono tutti elementi che insegnano a noi
religiosi una maggiore dedizione per chi è
necessitato e per chi non ha futuro. Molte persone
in Italia mi chiedono se non è arrivata l’ora di
ritornare in Italia. Non nego la necessità
dell’evangelizzazione in Italia, ma collocando le
due necessità tra Brasile e Italia preferisco
continuare in Brasile, sempre con il permesso dei
miei Superiori.
■ Cosa rappresenta per te il Brasile?
Cosa è stato per me il Brasile? In Brasile mi sono
sentito e mi sento realizzato come persona umana,
come cristiano, come religioso della
Congregazione della Sacra Famiglia di
Martinengo e come Sacerdote.
Comunicazione dall’A.M.A.
Il gruppo Interparrocchiale G.M.I. AMA, nella seduta di giovedi 24 gennaio ha deciso che tutte le
erogazioni in favore dei missionari e gli aiuti per le adozioni, dovranno da adesso in poi, essere
effettuate tramite bonifico bancario. Il gruppo ringrazia anche a nome dei missionari, per il continuo
sostegno e la fiducia ricevuti anche in questo difficile anno.
Coordinate bancarie:
IT35 V 03336 53270 00000003477
Incendio a Oltre il Colle
Nella mattina di lunedì 14 Gennaio un incendio ha distrutto l’abitazione di due famiglie di Oltre il Colle,
ha danneggiato un negozio di frutta e verdura e la mansarda di una casa adiacente. La scena è stata
terribile e i danni ingenti. Per aiutare le persone in difficoltà è stato aperto un conto corrente presso la
banca “Credito Bergamasco” di Oltre il Colle. Ad oggi (16 Febbraio) sono stati raccolti circa 15.000,00
Euro. È possibile continuare a donare con bonifico alle coordinate bancarie
IT 03 E 03336 53270 000000007000
26
Lettura Spirituale
Le lettere di Berlicche (titolo originale The
Screwtape Letters), pubblicato a Londra nel 1942
dallo scrittore Clive Steples Lewis, ma
originariamente apparso sulle pagine del
quotidiano The Guardian, è una racconto in
forma epistolare in cui un diavolo anziano, “sua
potente Abissale Sublimità il Sottosegretario
Berlicche”, istruisce suo nipote Malacoda, un
giovane diavolo apprendista tentatore. Noi non
vediamo le lettere di Malacoda a Berlicche, ma il
loro contenuto può essere dedotto dalle risposte
di Berlicche, il quale consiglia Malacoda su come
assicurare la dannazione dell'anima di un
giovane essere umano a lui assegnato, indicato
come il “paziente”, di fronte al Nemico (Dio). Le
epistole si presentano come una discussione
alternativa della dottrina cristiana raccontata per
antitesi. Il tono è molto divertente e così permette
con una certa facilità la trattazione di temi molto
delicati e non sempre facili da comprendere: in
aiuto infatti viene la geniale trovata di mettere il
lettore nei panni di Malacoda, per poter così
capire con maggior intuizione chi è veramente il
cristianio.
Clive Staples Lewis (Belfast, 29 novembre 1898 –
Oxford, 22 novembre 1963) è stato uno scrittore e
filologo irlandese. È l'autore del ciclo di romanzi
Le cronache di Narnia. Spesso indicato
semplicemente come C. S. Lewis, fu docente di
lingua e letteratura inglese all'università di
Oxford, dove divenne amico dello scrittore J. R.
R. Tolkien col quale - insieme anche a Charles
Williams ed altri - fondò il circolo informale
letterario degli Inklings.
DENTRO di lui; perciò al presente la sua
attenzione è rivolta principalmente ai suoi propri
stati mentali - o piuttosto a quella purgatissima
versione di essi che è tutto quanto tu dovresti
permetterti di fargli vedere. Incoraggialo in ciò.
Tiengli la mente lontano dai doveri più
elementari, sospingendolo verso quelli più
progrediti e più spirituali. Aggrava quella
caratteristica umana che è utilissima: l’orrore e la
negligenza delle cose ovvie. Devi condurlo ad una
condizione nella quale possa soffermarsi per
un’ora a far l’esame di coscienza senza riuscire a
scoprire neppure uno di quei fatti suoi personali
che son perfettamente chiari a chiunque abbia
vissuto con lui nella stessa casa o abbia lavorato
nello stesso ufficio.
2. È naturalmente impossibile impedirgli di
pregare per sua madre, ma noi possediamo dei
mezzi per rendere innocue le sue preghiere.
Assicurati che esse siano sempre assai
“spirituali”, e che egli si preoccupi sempre dello
stato dell’anima di lei e mai dei suoi dolori
reumatici. Ne seguiranno due vantaggi. In primo
luogo la sua attenzione sarà tenuta su quanto egli
considera i peccati di sua madre. E, con un poco
di manovra da parte tua, egli può venir indotto a
ritener tali quelle qualsiasi azioni di lei che gli
siano scomode e che lo irritino. Così• potrai
continuare a fregar le ferite della giornata e a
renderle un poco più dolorose perfino mentre sta
pregando in ginocchio. L’operazione non è per
nulla difficile e la troverai assai divertente. In
secondo luogo, dal momento che le sue idee
intorno all’anima di sua madre saranno
incomplete e spesso errate, egli, in qualche modo,
pregherà per una persona immaginaria, e sarà tuo
compito rendere quell’immaginaria persona ogni
giorno meno simile alla madre vera - a quella
vecchia signora che a tavola ha una lingua quanto
mai tagliente. Col tempo potrai ottenere che la
separazione sia tanto vasta che nessun pensiero,
nessun sentimento possa traboccare dalle sue
preghiere per la madre immaginata nel suo modo
di trattare la vera. Alcuni miei pazienti eran
diventati così maneggevoli che in un attimo si
riusciva a girarli dalla preghiera più spassionata
per “l’anima” della moglie o del figliuolo alle
battiture o all’insulto della vera moglie o del vero
figliuolo senza neppur l’ombra d’uno scrupolo.
3. Quando due esseri umani son vissuti insieme
per molti anni capita di solito che ciascuno ha toni
di voce ed espressioni di volto che riescon quasi
Mio caro Malacoda,
sono molto compiaciuto di quanto mi dici in
merito alle relazioni di questo giovanotto con sua
madre. Ma devi sfruttar più che puoi la posizione
vantaggiosa in cui ti trovi. Il Nemico lavorerà dal
centro alla superficie, portando la condotta del
paziente sempre più, gradualmente, al nuovo
livello, e, un momento o l’altro, potrà raggiungere
il suo modo di comportarsi con la vecchia
signora. È necessario che tu arrivi primo.
Mantienti in stretto contatto con il nostro collega
Farfarello che ha in custodia la madre, e vedete di
imbastire in quella casa un’atmosfera costante di
disturbo reciproco, di giornaliere trafitture di
spillo. Saranno utili i metodi seguenti:
1. Fissagli il pensiero sulla vita interiore. Egli
pensa che la sua conversione sia qualcosa che sta
27
insopportabilmente irritanti all’altro. Sotto al
lavoro, su questo fatto. Presenta alla piena
consapevolezza del tuo paziente quel modo
particolare che ha sua madre di alzar le
sopracciglia che non gli piaceva fin dall’infanzia,
e fallo pensare a quanto gli sia ora antipatico.
Fagli supporre che ella sa che ciò gli dà molta
noia e che lo fa apposta per dargli noia. Se mai il
mestiere egli non s’accorgerà neppure che una tal
supposizione è infinitamente improbabile. E,
naturalmente, non deve avere il minimo sospetto
che anch’egli ha modi di parlare e sguardi che allo
stesso modo recano noia a lei. Ciò si ottiene
facilmente, poiché non è in grado né di vedersi né
di ascoltarsi.
4. Nella vita dei popoli civili, l’odio domestico si
esprime di solito col dir cose che sulla carta
avrebbero un aspetto innocente (le PAROLE non
sono offensive) ma con quella tal voce, o in quel
tal momento, che le portano non molto lontano
dall’essere come uno schiaffo sulla faccia. Perché
questo gioco non abbia a cessare tu e Farfarello
dovete far in modo che ciascuno di questi due
sciocchi abbia una specie di misura duplice. Il tuo
paziente deve esigere che tutto quanto egli
esprime deve essere interpretato come si presenta
e giudicato semplicemente secondo le parole
dette, mentre, nello stesso tempo, giudicherà tutte
le espressioni di sua madre interpretando nel
modo più completo e più sensibile il tono della
voce, il contesto, l’intenzione sospetta. Ed essa
deve essere incoraggiata a far lo stesso nei suoi
riguardi. Così, alla fine di ogni lite ciascuno se ne
andrà convinto, o quasi convinto, di essere
perfettamente innocente. Tu sai che cosa succede:
Basta che le chieda l’ora del pranzo perché dia in
escandescenze. Una volta che questa abitudine ha
messo radici, nasce quella deliziosa situazione di
un essere umano che dice cose con il proposito
dichiarato di offendere, e che tuttavia si lamenta
quando l’altro si offende davvero. Da ultimo,
dimmi qualcosa sulla posizione religiosa della
vecchia. È, per caso, gelosa del nuovo elemento
della vita di suo figlio? - se la prende perché ha
dovuto imparare da altri, e tanto in ritardo, ciò che
ella crede di avergli offerto di conoscere con tanta
facilità fin dalla fanciullezza? Ha l’impressione
che stia facendo un po’ troppo “chiasso” - oppure
che se la prenda troppo alla leggera? Ricordati del
fratello maggiore nella storiella del Nemico. Tuo
affezionatissimo zio
BERLICCHE
AVVISO:
Il 16 Ottobre è ricominciata la Scuola di Preghiera
Vicariale guidata da d. Davide Rota. Si tratta di
un incontro al mese, il secondo martedì, alle ore
20:30 a rotazione nelle varie parrocchie del
Vicariato Selvino - Serina. L’argomento trattato è:
«L’Apocalisse di San Giovanni Apostolo». I
prossimi incontri saranno:
il 12 Marzo ad Amora;
il 9 Aprile a Trafficanti;
il 14 Aprile al Santuario del Perello (S. Messa
conclusiva). D. Davide è molto bravo a farci
gustare la Parola di Dio e ad attualizzarla: invito
in particolare i genitori a frequentare questi
incontri, che danno indicazioni anche
sull’educazione dei figli.
d. Augusto.
28
Elezioni 2013
Quando riceverete questo notiziario le elezioni
saranno concluse. Tuttavia pubblichiamo lo
stesso questa lettera che alcuni Uffici della
Diocesi di Bergamo hanno mandato (anche via
“L’Eco di Bergamo”) ai cattolici bergamaschi e
a quanti (cattolici) si candidano alle elezioni.
Sono riflessioni che possono essere utili per
leggere le scelte che i candidati eletti metteranno
in atto durante il loro mandato. È un testo rivolto
ai cattolici italiani, lungo, impegnativo, ma credo
valga la pena leggerlo.
richiamare i nostri figli al dovere che hanno di
partecipare attivamente alla vita pubblica e di
contribuire all’attuazione del bene comune della
famiglia umana e della propria comunità politica;
e di adoprarsi quindi, nella luce della fede e con
la forza dell’amore, perché le istituzioni a finalità
economiche, sociali, culturali e politiche, siano
tali da non creare ostacoli, ma piuttosto facilitare
o rendere meno arduo alle persone il loro
perfezionamento …” (Giovanni XXIII; Pacem in
Terris, 76).
Le azioni alle quali saranno chiamati i prossimi
governi nazionali e regionali richiederanno un
livello di esposizione e di coraggio nelle scelte da
compiere, impossibile da sostenere se privo di un
mandato popolare chiaro, di una rappresentatività
larga, di un consenso culturale ampio. Per questo
l’esercizio del diritto di voto risulta più che mai
un atto importante di responsabilità da compiere:
non si ceda alla tentazione di non partecipare, di
rassegnarsi, di delegare senza scegliere. La
legittimazione popolare, prima di essere esercitata
con senso del dovere, deve essere attribuita con
voto consapevole.
LA POLITICA COME PROGETTO.
Per costruire una proposta e scegliere un’offerta
politica riteniamo sia necessario far riferimento ai
valori della Costituzione Repubblicana e della
Dottrina Sociale della Chiesa, indiscutibili fonti
d’ispirazione per l’elaborazione di un progetto di
società dell’uomo e per l’uomo. E’ auspicabile
che gli eletti, nell’esercizio del proprio mandato,
sappiano convergere verso scelte tanto
responsabili
quanto
morali,
coniugando
competenze effettive e capacità di dialogo col
territorio con una solida spinta etica: “… si
richiede cioè che gli esseri umani, nell’interiorità
di se stessi, vivano il loro operare a contenuto
temporale come una sintesi di elementi scientifico
-tecnico-professionali
e
di
valori
spirituali” (Giovanni XXIII; Pacem in Terris,78).
LA POLITICA COME AZIONE.
Molti sono i versanti sui quali potrà giocarsi
l’attuale campagna elettorale, compito dei
cristiani è di esigere che il confronto si svolga con
chiarezza
attorno
ad
alcune
questioni
fondamentali, considerando in ciascuna di esse
come imprescindibili la centralità della persona,
della famiglia e della tutela della vita.
La questione istituzionale.
Sia rimessa al centro dell’agenda politica la
discussione sul rapporto tra nord e sud del Paese,
I CATTOLICI NELLE ELEZIONI 2013
Che paese immaginiamo e vogliamo costruire? Il
prossimo
passaggio
elettorale
ci
piace
considerarlo quale occasione preziosa per
stimolare candidati ed elettori ad un confronto
vero e serio. Certo, tutti i parametri economici ci
mostrano l’Italia come un paese in grande
sofferenza, incapace di avviare un percorso
credibile, in sostanza un Paese privo di quella
prospettiva che sarebbe compito della politica
delineare e offrire.
LA POLITICA COME DOVEROSO SERVIZIO.
Ci pare innanzitutto opportuno, in questa fase
delicata, richiamare tutti al vero senso dell’azione
politica, sottolineandone la connotazione più
nobile di servizio alla comunità in cammino verso
il bene comune. Per quanto oggi possa apparire
difficile, la politica era, è e rimarrà sempre la via
maestra per sviluppare una società più giusta, più
ricca, più solidale, più sana, più coesa. Parimenti i
soggetti protagonisti per eccellenza dell’azione
politica, i partiti, devono essere contenitori
trasparenti, luoghi di sintesi tra valori, idee, prassi
e interessi, e non possono essere relegati in un
angolo. Vanno stimolati a ritrovare autorevolezza
e credibilità, a rinnovarsi, ad aprirsi alla società,
vanno irrorati di qualità, competenza, onestà, ed
in questo i cristiani sono chiamati oggi più che
mai a fare la propria parte: “Coloro che sono o
possono diventare idonei per l'esercizio dell'arte
politica, così difficile, ma insieme così nobile vi si
preparino e si preoccupino di esercitarla senza
badare al proprio interesse e a vantaggi
materiali ...” (Gaudium et Spes, 75). Sarebbe
impossibile andare oltre questa fase d’involuzione
economica, sociale e morale che accomuna tutta
l’Europa, attraverso fughe in avanti o corse
solitarie e demagogiche. Ciascuno deve
contribuire coi propri talenti alla costruzione di un
percorso comune: “… ci permettiamo di
29
alla ricerca di un equilibrio funzionale tra livelli
di governo declinato in termini cooperativi e
sussidiari: unita e coesa l’Italia potrà e dovrà
esercitare un’azione propulsiva nel processo di
integrazione politica europea quale strumento di
garanzia di Pace tra i popoli. Attenzione
particolare sia posta nel ricalibrare i meccanismi
della rappresentanza, nel rinnovare gli strumenti
della partecipazione, nel ridurre i costi della
politica.
CONCLUSIONE
Si deve ricordare che non tutte le opzioni
politiche sono eticamente indifferenti: è compito
di ciascuno impegnarsi al discernimento tanto
individuale quanto comunitario, assumendosi la
responsabilità personale di andare oltre
demagogie e qualunquismi per cogliere,
attraverso l’attenta partecipazione, i valori alla
base dei programmi che i partiti propongono
“L’amore di Dio ci chiama ad uscire da ciò che è
limitato e non definitivo, ci dà il coraggio di
operare e di proseguire nella ricerca del bene di
tutti” (Benedetto XVI; Caritas in Veritate, 78).
La questione occupazionale.
Si torni ad elaborare e proporre politiche
economiche strutturali e si privilegi una via lungo
la quale si possano dare risposte all’emergenza
del lavoro, che è elemento fondante della nostra
Carta Costituzionale e luogo per eccellenza della
valorizzazione piena della persona.
LETTERA APERTA AI CANDIDATI
Il servizio alla buona politica
Le elezioni anticipate del Consiglio Regionale
della Lombardia e le elezioni politiche nazionali
del prossimo febbraio avvengono in un contesto
di grande incertezza e precarietà sul piano
personale, familiare e sociale.
La questione giovanile.
La crescita del tasso di disoccupazione giovanile
sembra inarrestabile ed ha raggiunto percentuali
senza precedenti nell’epoca repubblicana. Serve
un
grande
patto
generazionale
basato
sull’opportunità, il merito e la corresponsabilità
educativa, patto che consenta di tener viva la
speranza di costruzione di un progetto di vita
fondato sulla famiglia nel pieno rispetto
dell’art.31 della Costituzione e che trovi nella
scuola un forte aiuto nel compito educativo.
La grave situazione del Paese fa emergere un
forte incremento delle richieste di protezione
sociale che difficilmente si possono coniugare con
la pesante diminuzione delle risorse economiche
sia statali che regionali e locali. Vi è il fondato
timore che la situazione tenda ad aggravarsi con
l’aumento delle disuguaglianze. Al contrario la
coesione sociale ha come presupposto la presa in
carico delle situazioni di fragilità, non per
categorie di bisogno, ma per esercizio della
giustizia sociale e quindi nel rispetto pieno e
complessivo della dignità e singolarità della
persona.
La questione morale.
Ciò che è passato davanti ai nostri occhi in questi
mesi in termini di etica del comportamento non è
stato né appagante né stimolante: la politica si
riveli capace di porsi al di sopra di interessi
settoriali, lobbies e clientele, nel segno della
responsabilità e della coerenza nel proporre,
dell’equità nello scegliere, della legalità e della
sobrietà nell’agire.
All’inizio del nuovo anno Papa Benedetto XVI
affermava, nel suo discorso al Corpo
Diplomatico, che la crisi economica e finanziaria
"si è sviluppata perché troppo spesso è stato
assolutizzato il profitto, a scapito del lavoro e ci
si è avventurati senza freni sulle strade
dell'economia finanziaria, piuttosto che di quella
reale. Se nell'attuale crisi economica si combatte
lo ‘spread’ finanziario, bisogna combattere anche
quello ‘del benessere sociale’, e porre freno alle
"crescenti differenze fra pochi, sempre più ricchi,
e molti, irrimediabilmente più poveri […] Si
tratta insomma di non rassegnarsi allo 'spread
del benessere sociale', mentre si combatte quello
della finanza" (7 gennaio 2013).
La crisi sociale ed economica si inserisce in una
forte crisi delle istituzioni politiche del nostro
territorio. Pur in presenza di timidi risvegli di
interesse alla politica nella nostra provincia, si
assiste in generale a forme di antipolitica, cioè di
La questione demografica.
L’evoluzione del contesto socio-economico
occidentale verso la ‘crescita zero’, unita ai
consistenti flussi migratori che non da oggi
mettono a dura prova la nostra capacità di
accoglienza ed integrazione, richiedono uno
sforzo importante sia sul fronte delle politiche
dell’immigrazione (che non può essere
considerata un fenomeno da contrastare ma una
risorsa da valorizzare) che su quello del reale
sostegno a politiche familiari. Dalla lungimiranza
delle scelte future in quest’ambito, comprese
quelle sulla cittadinanza, si gioca la vera partita
dell’Italia e dell’Europa del domani.
30
un comune e diffuso rifiuto della politica in
quanto tale. Le questioni di moralità nella vita
pubblica, di poca onestà di alcuni politici, che
hanno contribuito ad anticipare le elezioni in
Lombardia, unite ad una diffusa incoerenza ed
inefficienza nei comportamenti pubblici di chi è
impegnato ad amministrare il bene comune,
hanno portato alla nascita di un governo di tecnici
in Italia e sono causa di molto smarrimento nel
sentire dei cittadini, alimentando forme di protesta
silenziosa che possono trovare nel non voto o
nell’astensione gli strumenti per manifestare
questo disagio.
buona per tutti i cittadini, in particolar modo per
coloro che si trovano a fare i conti con disagi e
fragilità. Il nostro sguardo è rivolto soprattutto
alla tutela delle persone e delle famiglie che con
più fatica raggiungono le condizioni di una vita
dignitosa.
Alla luce della dottrina sociale della Chiesa,
riteniamo opportuno che possiate esplicitare con
chiarezza i vostri orientamenti rispetto ad alcuni
riferimenti valoriali che per noi sono alla radice di
qualsiasi proposta politica.
Centralità della persona. La persona (quella
fragile in particolare, che vive emarginazione
e solitudine) deve rimanere il centro dei
sistemi di protezione sociale di cui la famiglia
costituisce il primo e più importante cardine.
A quest’ultima, già oggi gravata da grossi
compiti di assistenza e di supplenza nei
servizi, non devono essere attribuiti ruoli e
responsabilità ancora più grandi e difficili da
sopportare. Riteniamo che mettere al centro
l’uomo significhi lavorare per garantire alle
persone ed alle famiglie certezza nei loro
diritti sociali (salute, casa, lavoro, scuola,
cultura, …) richiamandoli al contempo ad una
corresponsabilità nella traduzione concreta.
Solo in questo modo è possibile pensare ad un
welfare costruito sulla responsabilità in cui
realmente sia riconosciuta e valorizzata la
capacità degli individui e delle famiglie. In
questo contesto si richiama con forza una
maggiore attenzione al fenomeno migratorio
ed in particolare all’opportunità per i minori
stranieri nati in Italia di vedersi riconoscere
finalmente il diritto alla cittadinanza italiana.
Un ulteriore rinvio di questa scelta non trova
più alcuna giustificazione se non in una
decisione politica ideologica di negare a priori
una società multietnica.
La presente lettera aperta è rivolta a voi Candidati
alle prossime elezioni del Consiglio Regionale o
del Parlamento italiano come espressione della
nostra terra di Bergamo. Il Papa Paolo VI
affermava che “la politica è una maniera esigente
di vivere l’impegno cristiano al servizio degli
altri” (Octogesima Adveniens, n. 46). A voi che
vi siete candidati – e in modo particolare ai
credenti –, ricordiamo che oggi più che mai si
“debba accettare il rischio della carità politica,
sottoposta per sua natura alla lacerazione delle
scelte difficili, alla fatica delle decisioni non da
tutti comprese, al disturbo delle contraddizioni e
delle conflittualità sistematiche, al margine
sempre più largo dell’errore costantemente in
agguato” (Tonino Bello, 27.02.87).
La scelta di candidarvi deve essere scelta di
servizio alla comunità.
Come ha detto il nostro Vescovo Francesco, “il
cattolicesimo lombardo ha una storia che arriva
da molto lontano e un'originalità rispetto al
cattolicesimo italiano ed europeo. Qui la fede è
generata da valori capaci di dare forma a realtà
concrete: la considerazione delle persone,
l'importanza della famiglia, la capacità di
assumersi responsabilità in prima persona,
imprese di solidarietà alte, imprese economiche
evolute” (L’Eco di Bergamo, 24.12.12).
Nell’attuale
fase
di
scomposizione
e
ricomposizione del quadro politico, i cattolici,
come ha ribadito più volte il Vescovo di
Bergamo, più che guardare alle appartenenze
politiche – pure necessarie – devono mettere al
centro i temi del futuro, del proprio territorio, sia
locale che nazionale. Sono i contenuti e non i
contenitori a determinare la validità delle
proposte.
L’impegno in politica, come una delle espressioni
più alte della carità, ha come fine ultimo la
costruzione delle migliori condizioni di sviluppo
del ben-essere per le famiglie e per le comunità,
ma soprattutto la possibilità di un futuro di vita
La
31
solidarietà. La responsabilità della
cittadinanza a livello personale, porta ad una
responsabilità condivisa a livello sociale. La
cultura dell’essere contribuisce alla crescita
della solidarietà. Papa Giovanni Paolo II
definì la solidarietà come “… determinazione
ferma e perseverante di impegnarsi per il bene
comune” (Sollicitudo rei socialis, n. 38). Il
bene comune non è la somma dei singoli beni
individuali. È il bene che anzitutto promuove i
legami che ‘tengono insieme’ la società. Sono
le relazioni personali e sociali dentro le quali
la persona esprime e vive la sua identità e
tramite le quali può realizzarsi come persona e
cittadino. Essere attenti alle politiche sociali
vuole dire incrociare concretamente la
realizzazione di una compiuta cittadinanza.
Non è fuori luogo il richiamo all’articolo 2
della Costituzione che afferma come “La
Repubblica riconosce e garantisce i diritti
inviolabili dell'uomo ...” e nel contempo “…
richiede
l'adempimento
dei
doveri
inderogabili
di
solidarietà
politica,
economica, sociale”.
sanitari, educativi; eguale trattamento di ogni
persona tenendo conto della natura dei bisogni
che essa presenta ed infine condivisione del
rischio finanziario, basato sulla solidarietà
fiscale, dove pertanto il contributo individuale
non è determinato - nel caso della salute - dal
rischio di malattia, ma dalla capacità
contributiva individuale. Uguaglianza richiede
inoltre la redistribuzione delle risorse con
particolare attenzione alla salvaguardia dei
diritti fondamentali e alla precedenza da
riservare alle persone in condizione di fragilità
sociale e povertà.
Tutela della famiglia. Promuovere politiche
sociali con al centro la famiglia richiede di
realizzare interventi che: favoriscono la
costituzione e lo sviluppo della famiglia come
soggetto sociale avente diritti propri, integrati
con i diritti individuali, in rapporto alle
funzioni sociali svolte dal nucleo familiare;
sanno promuovere la famiglia come luogo di
solidarietà intergenerazionale; sono capaci di
sostenere e potenziare le funzioni proprie e
autonome delle famiglie; sostengono la
solidarietà interna fra i membri della famiglia
(evitando incentivi alla frammentazione dei
nuclei) e la solidarietà tra le famiglie mediante
il potenziamento delle reti associative, specie
laddove si tratti di organizzazioni familiari e
di privato sociale che erogano servizi alle
persone.
Tutela dei diritti essenziali dal concepimento
alla morte di ogni cittadino. Non può essere il
criterio economico, talvolta paravento di
posizioni
ideologiche
preconcette,
a
determinare scelte che di fatto limitano la
dignità della vita delle persone più indifese,
sia nella scelta di mettere al mondo un figlio,
sia nella fase terminale della vita di ciascuno.
Il lavoro è parte integrante di qualsiasi progetto
di vita personale e familiare. La centralità del
lavoro quale fattore di inclusione e
promozione
umana
va
concretamente
riaffermata nel contesto dell’attuale crisi che
vede spesso cattivi lavori connessi a
precarietà, insicurezza, mancato rispetto delle
regole minime di tutela sul posto di lavoro,
frammentazione dei percorsi lavorativi e
dunque
delle
necessarie
forme
di
accompagnamento. È in particolare nel lavoro
che l’uomo scopre la propria dignità, sviluppa
relazioni sociali ed esercita il proprio dovere
di contribuire alla crescita e alla coesione
sociale. Pertanto, il lavoro torna ad essere
l’ambito in cui si misura la riuscita
dell’integrazione sociale. Se ciò vale per tutti,
a maggior ragione per i giovani. Per molti di
essi è oggi preclusa la possibilità di costruirsi
un futuro.
La sussidiarietà, intesa nel suo significato più
ampio, sia verticale che orizzontale, come
previsto dall’articolo 118 della Costituzione. Il
rispetto e la promozione effettiva del primato
della persona e della famiglia, per renderla
protagonista e non utente o cliente di risposte
parziali, passano necessariamente attraverso la
valorizzazione delle associazioni e delle
organizzazioni intermedie, nelle proprie scelte
fondamentali e in quelle che non possono
essere delegate o assunte da altri. Ciò vuol
dire garantire il funzionamento della rete di
welfare in una prospettiva di sistema,
chiarendo i ruoli e le responsabilità dei vari
livelli istituzionali: Stato, Regione e Comuni.
Si favorisce la sussidiarietà valorizzando la
libertà e la responsabilità delle persone e delle
formazioni sociali e promuovendo la loro
partecipazione alla costruzione di una città
sempre più a misura d’uomo.
La territorialità. È nostra convinzione che
soltanto nella ‘prossimità’, fortemente
condizionata dalla conoscenza e dal legame
con il territorio, è possibile ricavare le risposte
più efficaci strettamente connesse al bisogno,
specie in realtà così composite come sono le
province lombarde. Territorialità significa
riconoscere che i servizi per le fragilità sono
dotati anche di una dimensione di senso, per
cui la casa non è solo le ‘quattro mura’, ma
anche luogo di realizzazione di un sogno
personale, di coppia e familiare. Ciò è
garantito solo grazie a processi di salvaguardia
delle relazioni e dei beni immateriali che un
Uguaglianza.
Riteniamo
fondamentale
rammentare come l’articolo 3 della nostra
Costituzione affermi che tutti i cittadini hanno
pari dignità sociale e sono eguali davanti alla
legge, senza distinzione di sesso, di razza, di
lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali. Uguaglianza nel
sistema di welfare vuol dire allora pari
opportunità di accesso ai servizi sociali,
32
territorio esprime nella sua specificità. Nel
territorio possono essere letti più facilmente i
bisogni nel loro emergere e nelle loro
caratteristiche specifiche; nel territorio si può
unire
al
momento
assistenziale
la
progettazione dell’inserimento; nel territorio
l’ente pubblico può coinvolgere le esperienze
sociali e presentare un’immagine amichevole
alla popolazione per favorire relazioni
significative fra servizi e persone in difficoltà;
nel territorio si può promuovere realmente un
welfare delle responsabilità.
Negli ultimi mesi, accanto all’erosione della
credibilità dei partiti, si è colta una ripresa del
gusto e dell’entusiasmo nell’impegno alla
partecipazione politica. Sempre più la frontiera
della politica è tra la democrazia e il populismo,
alimentato da una esasperata personalizzazione e
visibilità mediatica, che spesso va a sostituirsi alla
tradizionale opposizione tra destra e sinistra e
semplifica pericolosamente e demagogicamente la
complessità dei problemi.
A voi Candidati allora chiediamo anzitutto di
custodire l’etica nei comportamenti e nelle
motivazioni che vi hanno spinto lodevolmente a
dare la vostra disponibilità. Come scrive Papa
Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in Veritate,
“la Chiesa non pretende minimamente
d’intromettersi nella politica degli Stati. Ha però
una missione di verità da compiere, in ogni tempo
ed evenienza, per una società a misura dell’uomo,
della sua dignità, della sua vocazione” (n.9).
La salvaguardia del creato. La tutela del
territorio, di chi lo abita, passa anche
attraverso il rispetto e la salvaguardia dello
stesso. In linea di principio tutti affermano di
cercare il bene comune. Ma poi si ritiene che
la politica non sia il luogo in cui si debbano
esprimere giudizi di valore, ma si debba
piuttosto utilizzare la categoria di utilità,
soprattutto di tipo economico. Si sostituisce
inavvertitamente il perseguimento del bene, in
particolare il rispetto e la salvaguardia
dell’ambiente,
soprattutto
nel
settore
urbanistico con quello di utilità sociale intesa
in termini di aumento della ricchezza
nazionale e della ricchezza individuale.
Viviamo un tempo che ci pone di fronte al
problema
dell’insostenibilità
dell’attuale
modello di sviluppo che ha messo in forte
discussione l’equilibrio tra l’uomo e il suo
territorio, proponendo soprattutto modelli di
vita consumistici poco attenti al valore non
puramente utilitario dell’ambiente.
A nessuno deve sfuggire l’importanza
dell’esercizio del diritto-dovere del voto
responsabilmente espresso: con esso si concorre a
determinare l’indirizzo politico del proprio Stato e
della propria realtà locale. Per questo motivo gli
scriventi Uffici pastorali diocesani si augurano
che il confronto tra le parti sia sereno e leale, si
svolga su programmi ben articolati, in modo che
gli elettori siano messi nella condizione di
conoscere e di compiere le scelte che giudicano le
più valide. Tramite il vostro impegno è necessario
che la politica sappia elaborare risposte all’altezza
della situazione, capaci non soltanto di farci
uscire dal periodo di difficoltà, ma anche di
migliorarci incoraggiando nuovi stili e scelte di
vita e un rinnovato esercizio della responsabilità
di cittadinanza.
In questo contesto il cuore del vostro agire e del
vostro impegno sia la questione sociale, così
come indicata dal Presidente della Repubblica, ciò
vuol dire più equità sociale, più tutela delle fasce
deboli, migliori servizi, più lavoro, sostegno alle
donne e alle famiglie, capacità di dare un futuro e
una speranza ai giovani.
Da tutti, ma dai cattolici in particolare, ci si
attende l’esercizio della responsabilità e il dovere
di un impegno a servizio della buona politica: che
siate realmente esemplari nel rigore morale,
attenti alla gente, professionali, capaci di rifiutare
ogni forma di corruzione, e di anteporre il bene
comune ai propri legittimi interessi di parte.
Può essere infine di aiuto il richiamare ciascuno cittadini e chi come voi intende mettersi a servizio
della comunità - ad un vita più sobria, meno
proclamata e più in ascolto dei bisogni del
L’educazione rappresenta una delle sfide oggi
più urgenti, che impegna la comunità cristiana
e civile. Educare alla vita buona vuol dire
anche valorizzare i luoghi e gli spazi dove
l’educazione è il cuore del servizio alla
comunità, soprattutto alle giovani generazioni.
Bergamo è un territorio ricco di luoghi
educativi
(scuole,
università,
oratori,
associazioni, ecc.) messi in difficoltà da una
scarsa considerazione dell’importanza della
funzione educativa e dalla continua riduzione
di un adeguato sostegno economico nel
costruire il nostro futuro e nel creare
solidarietà tra generazioni. La buona politica
deve raccogliere la sfida educativa e culturale
che il territorio propone per poter permettere a
tutti di costruire il proprio progetto di vita, nel
rispetto di una autentica libertà di scelta della
scuola da parte delle famiglie.
Conclusioni
33
(Continua a pagina 38)
ANAGRAFE PARROCCHIALE
B
A T T E S I M I
STEFANO QUISTINI
di Luca e Francesca Nervi
nato il 3 Giugno 2012
Battezzato il 12 Ottobre 2012
(Zambla Alta)
VIOLA TIRABOSCHI
di Fabio e Adriana Carobbio
nata il 3 Agosto 2012
Battezzata il 9 Dicembre 2012
(Zambla Alta)
MORRIS CARRARA
di Cristian e Dalila Fiore
nato il 26 Novembre 2011
Battezzato il 3 Febbraio 2013
(Oltre il Colle)
N
MAURIZIO ANGELA
di anni 83
defunto il 02/09/2012
(Svizzera - Oltre il Colle)
E L L A
V I T A
E T E R N A
CAMILLA RIZZI
di anni 98
defunta il 04/10/2012
(Bergamo - Zambla Bassa)
34
INES TIRABOSCHI
di anni 86
defunta l’11/10/2012
(Zambla Alta)
VANESSA FIORE
di anni 22
defunta il 16/10/2012
(Zambla Alta)
CASIMIRA EPIS
di anni 90
defunta il 27/10/2012
(Oltre il Colle)
Caro Lino,
adèss to è pròpe lagàt ol zàino a tèra,
chèl zàino lè tol ciapàet töce dè per endà a laurà
o sö per i mucc a caminà o i salvàdech a sircà,
brào cassadùr, l’èra öna di tò passiù.
To è ‘ncomensàt prèst a portà ol zàino
da zùen quando to curìet ‘nda squadra Nassionàl
di gare de sci to n’n’è enzìt mia mal.
‘Ncö a saludàt comè sò amìs
l’gh’è chè tanta zèt pò a’ la nif
la öl saludà ol sò campiù
che l’èra brào ‘ndi competissiù.
Col zàino a spala to è fàcc l’alpino militàr
e a la scöla alpina de Aosta
to è fàcc vèd de che stòfa rara
i è fàcc sö i Caràra.
Brào maèstro de sci l’ta piasìa ‘nsegnà a grancc e picinì.
Comè atlèta to avrèsset fàcc öna bèla carièra militàr,
ma la cà e l’tò paìs to è mai ulìt bandunàl.
Tracc ensèm la tò bèla famèa adèss che l’èra bèl possà
ol Signùr l’ t’à ulìt ciamà
comè fiùr noèl, per i giardì dol cèl.
Adèss to mancherè a la tò famèa,
al paìs ‘ndo töcc i èra tò amìs.
To mancherè ai alpini, ‘ndi nòste fèste ol tò mestèr
l’èra chèl de fà ol polentèr
e sperèm che ol zàino che to làghet a cà
ergu i l’la ciàpe ‘ndi mà.
Adèss en ta ederà piö inàcc e ‘ndrè da Còsta Lorès töce dè
a curà i tò piante de fröta, to gla metìet töta.
L’ta piasìa girà i mucc, co l’invìs de èss piö apröf al paradìs
adèss lè to sè riàt caro amìs,
‘ndo ol Signùr l’avrà preparàt per tè
öna pista ‘ndo scià töce dè.
Adèss da fò de là a la tò zèt dà’ amò öna mà
e regòrdes a’ de nòter che ‘n rèsta chè a trebulà.
Dio del celo, Signùr dol paradìs,
laghì ‘ndà sö per i mucc ol nòst amìs.
Ciao Lino, che l’fà rima con alpino.
Sergio Fezzoli, 31/10/2012
LINO CARRARA
di anni 64
defunto il 29/10/2012
(Oltre il Colle)
35
Caro Francesco,
quase per no destürbà, sénsa fa rumùr
caessì ‘ncö to laghét Cà di Anì.
L’ta egnerà ‘ncùntra ol tò fradèl Romanì
Mórt zùen in Alben per la so passiù di sci.
Col Padre Gino, ol Marcello e la tò cara moér
sa ‘ncuntrerì söl sentér
‘ndo i t’à apéna precedìt
per endà en paradìs.
La tó l’è stacia öna éta sensa vésse
nóma laurà e sacréfesse.
Coi tò fradèi ‘n sé leàcc sö ‘nsèma
e ‘l nost zögà l’éra légna e érba da portà a cà.
A parte póch mis de laurà
la minéra l’è stàcia la tò segónda cà
de piö de trent’agn sotràt a laurà.
“Che éta düra düsì baratà
la lüs dol sul per ü tochèl de pà”.
E’ncö tance tò compàgn de minéra i è ché
a salüdà ol tò ültem dé.
Adèss en ta ederà piö inàcc e ‘ndré
da Cà Pasì töce dé,
ma la tò memòria la sarà sémper ché.
“Pörtròp töt chèl che l’nàss el mör”
nóter a salüdàt l’ma löcia ‘l cör.
Ol Signur en gh’à de ringrassià
per la tò bùna éta che l’mà ülit donà.
Ciao Francesco amìs sincér
en ta regorderà sémper söi ‘nòscc sentér.
L’Eterno riposo donagli o Signore
splenda a Lui la luce perpetua
riposi in pace Amen.
Sergio Fezzoli 12.11.2012
FRANCESCO CERONI
di anni 70
defunto il 09/11/2012 (Oltre il Colle)
AGNESE VALLE
di anni 90
defunta il 26/11/2012 (Zambla Alta)
MAURIZIO GUSTAVO
di anni 76
defunto il 29/11/2012 (Oltre il Colle)
36
Cara Alma,
caessìna sénsa fà rumùr per nò destürbà
‘ncö to làghet la tò zét, la tò cà.
Ol paìs ‘ndo riàda zùena per laurà
el sarèss deentàt la tò cà.
To riàet da öna tèra fòrta, friulàna
e a’ ché to sa séret söbet integràda.
Mama bùna s’ta edìa pòch en gir a ciacolà.
Ma to cüràet bé la tò cà.
Ai tò suoceri to ga sé stàcia dré
e lu’ i ta ülìa ü grand bé.
Laurà en cà, famèa e Césa i éra i tò passiù
che to fàet con tanta discressiù.
I tò ültem agn la salüte la t’à fàcc trebüla,
ma a negü to l’ fàet pisà.
Ü sant’òm l’à décc: “chi mör a l’ospedàl
i à zamò fàcc la peniténsa de ogni màl”.
To sé sémper ‘ndàcia d’acorde co la tò zét
“Ol bé l’vé dal bé”
Cügnàde, cügnàcc e parècc sémper i regorderà,
ol bé che to é fàcc nda to cà.
Grassie per ol bù esémpe che al paìs to é lagàt,
da negü el vegnerà dementegàt.
Pörtròp töt chèl che l’ nass el mör,
nòter a salüdàt l’ma löcia ol cör.
En rèsta ché co l’invìs
da troàss ü dé en paradìs.
Ciao Alma, Spusa e Mama d’ü tép endré,
La tò memòria la sarà sémper ché.
Sergio Fezzoli
Ciao cara Alma,
cognata adorata ma soprattutto sorella, amica,
confidente. La tua lunga sofferenza sopportata
con cristiana rassegnazione è stata per tutti noi un
vero esempio di vita, quella vita che tu hai speso
per la tua famiglia ma anche per i nostri cari
Genitori. Tu sei stata per loro una figlia e loro per
te i tuoi genitori che hai dovuto lasciare ancora
giovane, lontani, per lavoro prima e per amore
poi. Eri felice quando riuscivamo a vederti e
venivamo a trovarti: sempre il sorriso nonostante
la sofferenza. A darti l'estremo saluto tante
persone perché chiunque ti conosceva ti voleva
bene. Osiamo carpire le meravigliose parole che i
tuoi cari hanno scelto per salutari: "Fai bei sogni,
amore mio. Grazie di tutto". Esse racchiudono in
poche parole tutto il significato di un grande
amore per un grande amore. Ciao.
I tuoi cognati Lazzaroni
Oltre il Colle, 23/01/2013
COSTANZA COLOMBO
di anni 79
defunta il 06/01/2013 (Varese - Zambla Bassa)
QUALIZZA ALMA
di anni 68
defunta il 12/01/2013 (Oltre il Colle)
ELDA GHILARDI
di anni 60
defunta il 01/02/2013 (Oltre il Colle)
37
Memoria per Maria Manenti
Cara zét paréc e amis
riacc che da tance pais
gnicc che per compagnà
la Maria di Carle ndol sò ùltem viass
bràa mama e spusa
semper contéta e cerusa
cresida en d'òna famèa de contadì
ùsada a fadighe sensa mai fì
a portà gabe e fraschére
l'ga dàa mia fastéde
restàda édoa con quater fiòi picini
i a leàcc sò granc e lauradùr
col timùr del Signùr
è ù ,P.Raffaele, l'è deentat prét missiunare
l'fa unùr ai nòste cùntrade
la Maria con tòt òl sò dafà
se l'ghera di malacc tòc la ndàa a troà
e a mà òde i la edia mai a rià
i sò ultèm tep i è stàcc de soferénza
sportàda con pasénsia
ol Signur el premierà
la sò buna olontà
la sò l'è stacia òna éta de laurà e pregà
chesto l'è ù bel esémpe chè el resterà
adess come to e sèmper facc
a la tò zét daga amò ona mà
e à ù pensér perchè i tegne ol bù senter
ciao Maria con té el và vià
la figùra d'òna mama d'u tep lontà
MANENTI MARIA
di anni 86
defunta l’11/02/2013 (Oltre il Colle)
(Continua da pagina 33)
territorio. Chi in particolare si professa cristiano
può trovare nella Lettera a Diogneto, scritta dai
primi cristiani, il riferimento ad un preciso stile di
vita ancora oggi valido e praticabile: “I cristiani
non si distinguono dagli altri uomini né per il
territorio, né per la lingua, né per i costumi. Non
abitano città proprie, né usano un gergo
particolare, né conducono uno speciale genere di
vita … Pur vivendo in città greche o barbare,
come a ciascuno è toccato, e uniformandosi alle
abitudini del luogo nel vestito, nel vitto e in tutto
il resto, danno l’esempio di una vita sociale
mirabile, o meglio – come dicono tutti –
paradossale. Abitano nella propria patria, ma
come pellegrini; partecipano alla vita pubblica come cittadini, ma da tutto sono trattati come stranieri;
ogni nazione è la loro patria e ogni patria è una nazione straniera … Obbediscono alle leggi vigenti, ma
con la loro vita superano le leggi. Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Sono poveri e arricchiscono
molti; sono privi di tutto e in tutto abbondano …”.
Utilizzando le parole di Papa Giovanni XXIII nella Enciclica Pacem in terris, a voi politici, come “A
tutti gli uomini di buona volontà spetta un compito immenso: il compito di ricomporre i rapporti della
convivenza nella verità, nella giustizia, nell’amore, nella libertà: i rapporti della convivenza tra i singoli
esseri umani; fra i cittadini e le rispettive comunità politiche; fra le stesse comunità politiche; fra
individui, famiglie, corpi intermedi e comunità politiche da una parte e dall’altra la comunità mondiale.
Compito nobilissimo quale è quello di attuare la vera pace nell’ordine stabilito da Dio” (87).
Accompagniamo con la stima e la preghiera il vostro servizio alla buona politica.
Ufficio pastorale Associazioni - Gruppi - Movimenti
Caritas diocesana bergamasca
Ufficio pastorale età evolutiva
Ufficio pastorale della famiglia
Ufficio migranti
Ufficio pastorale della salute – sofferenza - assistenza
Ufficio per la pastorale scolastica
Ufficio pastorale sociale, del lavoro e dell’economia
Ufficio pastorale del tempo libero, turismo e sport
Bergamo, 28.01.13
38
Anniversari di Matrimonio
Domenica 3 Marzo 2013 hanno festeggiato 70 anni di matrimonio
Tiraboschi Beniamina e Battista (Zambla)
Domenica 3 Marzo hanno festeggiato 50 anni di matrimonio
Tiraboschi Cristina e Palazzi Felice (Zorzone)
39
INSIEME
Responsabile: don Augusto Benigni
Comitato di redazione: Yvette Epis, Ivonne Arioli, Sergio
Fezzoli, Piera Palazzi, Milena Rizzi, Aurelia Tiraboschi, Oscar
Tiraboschi
Addetti alla consegna: Graziella Bonzi, Gianna Carrara, MarMartina Carrara, Eleonora Ceroni, Claudia Maurizio, Anna
Palazzi, Ofelia Palazzi, Piera Palazzi.
Periodico dell’Unità Pastorale Alta Valle Serina.
È distribuito gratuitamente a tutte le famiglie dell’Unità
Pastorale Alta Valle Serina (parrocchie di Oltre il Colle,
Zambla e Zorzone), a preti, religiose e religiosi nativi o che
hanno prestato servizio in parrocchia.
Per chi desidera riceverlo via posta chiediamo un contributo
SPESE DI SPEDIZIONE PER 4 NUMERI :
Italia: 8,00 Euro
Europa: 10,00 Euro
Africa - Asia - Americhe: 16,80 Euro
Oceania: 18,80 Euro
NUMERI TELEFONICI PARROCCHIALI
Don Augusto
0345 95095
Don Plebani
Don Cossali
0345 95611
Scuola materna 334 8871 839
www.webalice.it/gerolamopalazzi
Oltre il Colle, via Roma 560
Si riceve su appuntamento al tel 331/47.07.801
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Ottobre Dicembre (numero doppio)