Numero Doppio: 2012 - 04 - Ottobre - Dicembre e 2013 - 01 - Gennaio - Marzo IN U N I T À P A S T O R A L E SiEME A 1 L T A V A L S E R I N A Cari lettori... … è da parecchio tempo che non ricevete il Notiziario interparrocchiale “Insieme”. Il lavoro svolto in questi mesi per il trasloco della Scuola dell’Infanzia nella nuova sede è stato impegnativo, ha assorbito parecchio tempo. Cerco di farmi perdonare con questo numero doppio, dove unisco l’ultimo numero del 2012 e il primo del 2013 per riportarci cos’ in linea con le pubblicazioni previste. Buona lettura. d. Augusto e la Redazione del Notiziario. SOMMARIO Cari lettori Quaresima - Pasqua 2013 Pag. 1 Pag. 3 Le “dimissioni” di papa Benedetto XVI Pag. 7 Indulgenza Plenaria nell’Anno della Fede Pag. 8 Apertura Diocesana dell’Anno della Fede Pag. 9 Giornata per la Vita 2013: Messaggio dei Vescovi Pag. 11 Giornata Mondiale del malato: messaggio del papa Pag. 12 La nuova sede della Scuola dell’Infanzia Pag. 14 Carnevale in Alta Valle Serina Gita con la Croce Verde Valserina Pag. 15 Pag. 17 Il Corpo Musicale in gita Società Sportiva Oltre il Colle Santa Barbara 2012 Brevissime Lettere dai nostri missionari Intervista a p. Marco Ceroni Comunicazioni dall’AMA Incendio a Oltre il Colle Lettura Spirituale Elezioni 2013 Anagrafe Parrocchiale Pag. 18 Pag. 18 Pag. 19 Pag. 20 Pag. 22 Pag. 25 Pag. 26 Pag. 26 Pag. 27 Pag. 29 Pag. 34 In copertina: Gesù nell’orto del Gethsemani. Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, Oltre il Colle 2 DIOCESI E CHIESA UNIVERSALE Quaresima - Pasqua 2013 i sussidi Diocesani altro, perché senza il fratello da abbracciare, consolare, aiutare nel nome del Signore non può vivere-essere Vangelo. La riflessione che accompagna i diversi itinerari è orientata, come in Avvento-Natale, da un testo del Concilio Vaticano II: la “GAUDIUM ET SPES”, la Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo. Questo ampio documento è stato anche l’ultimo a essere promulgato dal Concilio e, guardando al mondo, dice della Chiesa e dei cristiani. L’altro testo che traccia il percorso di QuaresimaPasqua è il brano degli Atti degli Apostoli suggerito dal vescovo Francesco che racconta IL PRIMO CONCILIO DELLA CHIESA: QUELLO DI GERUSALEMME. Il mandato dato ai discepoli da Gesù di raggiungere i confini della terra pone delle questioni concrete da risolvere, chiede un lavoro di discernimento e preghiera, di reinterpretazione della tradizione e di decisioni che preservino la comunione dei fratelli. L’insegnamento di tale brano è per noi oggetto di riflessione e modello su cui ricomprendere le nostre pratiche pastorali. Il commento iconografico di questa Quaresima-Pasqua è affidato al bellissimo affresco (al momento nascosto da una tela seicentesca) dell’ALBERO DELLA VITA in santa Maria Maggiore. I tondi-frutti dell’albero verde, che è la croce di Cristo, raccontano la storia della salvezza che nel Verbo incarnato ha il suo principio e compimento; le scene sono scandite secondo l’omonimo scritto di san Bonaventura. Durante le domeniche di Quaresima si medita la passione di Gesù facendosi ispirare dall’opera del Maestro dell’Albero della Vita e preparandosi alla veglia pasquale e all’annuncio della Resurrezione. In particolare l’immagine che commenta il tempo di Pasqua è l’Ascensione di Gesù, mentre vengono preferite le parole del mandato CHIAMATI A ESSERE NEL MONDO Essere Chiesa nella missione IL TEMA Il tema di Quaresima-Pasqua corrisponde e dà completezza a quello di Avvento-Natale: è la VOCAZIONE MISSIONARIA DI OGNI BATTEZZATO, vocazione che invita ciascuno a essere testimone della buona novella in quanto discepolo del Signore. Nel nucleo dei brani pasquali la Chiesa riscopre l’invio di Gesù fino ai confini della terra, invito che la costituisce come tale: è un elemento essenziale della propria identità. La Chiesa è corpo che, celebrando e vivendo la comunione, si rivolge al mondo, a ogni 3 universale: l’itinerario di Quaresima si svela così come una lunga meditazione della Passione, Morte e Resurrezione in prospettiva della MISSIONE DELLA CHIESA che coinvolge e chiede a ciascuno il proprio apporto, il proprio talento. L’albero della vita è il legno della croce che continua a portare frutti nel mondo, frutti che nascono dalla contemplazione del mistero della passione di Dio per l’umanità comunicata nello Spirito. “Un nuovo secolo, un nuovo millennio si aprono nella luce di Cristo. Non tutti però vedono questa luce. Noi abbiamo il compito stupendo ed esigente di esserne il «riflesso». È il mysterium lunae così caro alla contemplazione dei Padri, i quali indicavano con tale immagine la dipendenza della Chiesa da Cristo, Sole di cui essa riflette la luce. Era un modo per esprimere quanto Cristo stesso dice, presentandosi come «luce del mondo» (Gv 8,12) e chiedendo insieme ai suoi discepoli di essere «la luce del mondo» (Mt 5,14). È un compito, questo, che ci fa trepidare, se guardiamo alla debolezza che ci rende tanto spesso opachi e pieni di ombre. Ma è compito possibile, se esponendoci alla luce di Cristo, sappiamo aprirci alla grazia che ci rende uomini nuovi” (Novo Millenio Ineunte, n. 54). declinandoli rispetto al tema complessivo: “Essere Chiesa nella missione”, mettendo in evidenza una frase del documento conciliare “Gaudium et Spes”. Li riportiamo qui di seguito: Prima settimana: Essere con gli uomini: l’esempio di Gesù. “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore” (GS 1). Seconda settimana: Essere testimoni: mettersi in ascolto di Gesù. “Nessuna ambizione terrena spinge la Chiesa; essa mira a questo solo: continuare, sotto la guida dello Spirito consolatore, l'opera stessa di Cristo, il quale è venuto nel mondo a rendere testimonianza alla verità, a salvare e non a condannare, a servire e non a essere servito” (GS 3). Terza settimana: Essere autentici: discernere secondo il Vangelo. “È dovere permanente della Chiesa di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo, così che, in modo adatto a ciascuna generazione, possa rispondere ai perenni interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura e sulle loro relazioni reciproche” (GS 4). Quarta settimana: Essere fraterni: imparare la misericordia del Padre. “Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa voce lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male. L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al cuore; obbedire è la dignità stessa dell'uomo, e secondo questa egli sarà giudicato” (GS 16). Quinta settimana: Essere liberanti: scoprire la dignità dei figli di Dio. “La vera libertà è nell'uomo un segno privilegiato dell'immagine divina. Dio volle, infatti, lasciare l'uomo «in mano al suo consiglio» che cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente, aderendo a lui, alla piena e beata perfezione. Perciò la dignità dell'uomo richiede che egli agisca secondo scelte consapevoli e libere” (GS 17). Settimana santa: Essere al servizio del mistero dell’Uomo. “Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell'uomo è effettivamente una sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire associati, nel modo che Dio conosce, al mistero pasquale. Tale e così grande è il mistero dell'uomo, questo mistero che la Rivelazione cristiana fa brillare agli occhi dei credenti” GS 22”. IL SUSSIDIO DELLA FAMIGLIA LA FINALITÀ DEL SUSSIDIO Il sussidio proposto per la preghiera in famiglia si compone di un libretto che, giorno dopo giorno, scandisce il tema del vivere la missione incrociandolo con il particolare aspetto della missionarietà espressa dalla nostra diocesi in alcuni paesi del sud del mondo. Come si può leggere nell’introduzione: “Il percorso d’iniziazione alla fede e la formazione permanente, l’intreccio delle attività caritative e il gusto della liturgia, le istituzioni e i gruppi con diverse attenzioni, rimangono i riferimenti costitutivi delle parrocchie, ma l’invito del Concilio è ad andare “oltre”, al dialogo e all’incontro con il mondo. I cristiani sono invitati a frequentare la strada, a valorizzare le relazioni, a essere lievito, proprio perché impegnati nella quotidianità della vita”. Il sussidio della preghiera sostiene così la possibilità di TROVARE NELLA QUOTIDIANITÀ LA PROPRIA VOCAZIONE MISSIONARIA COME FAMIGLIA APRENDO LE PORTE DI CASA E ALLARGANDONE I CONFINI. LA STRUTTURA E I CONTENUTI DEL SUSSIDIO Ogni settimana è caratterizzata da un titolo che aiuta a rileggere i vangeli della domenica 4 Pasqua: Essere sacramento dell’amore di Dio per l’uomo. “Tutto ciò che di bene il popolo di Dio può offrire all'umana famiglia, nel tempo del suo pellegrinaggio terreno, scaturisce dal fatto che la Chiesa è «l'universale sacramento della salvezza» che svela e insieme realizza il mistero dell'amore di Dio verso l'uomo” (GS 45). Tempo di Pasqua: Essere discepoli: imparare a servire il Signore nella storia. “I cristiani, ricordando le parole del Signore: «in questo conosceranno tutti che siete i miei discepoli, se vi amerete gli uni gli altri» (Gv 13,35), niente possono desiderare più ardentemente che servire con maggiore generosità ed efficacia gli uomini del mondo contemporaneo” (GS 93). L’intero percorso è accompagnato dalle immagini dell’Albero della Vita in santa Maria Maggiore che aiuta una meditazione lungo tutta la Quaresima della Passione, Morte e Resurrezione del Signore. La bellezza degli affreschi medievali e alcune intuizioni teologiche espresse attraverso il segno pittorico (il legno della croce che è verde, pieno di germogli, per esempio), messi in evidenza dai commenti settimanali, aiutano la preghiera e la meditazione, oltre ad aprire nuovi orizzonti sul linguaggio artistico che da sempre sostiene e arricchisce la fede cristiana. IL SUSSIDIO PER I BAMBINI L’intero percorso intende introdurre i ragazzi al significato della missione, non come “cosa dei missionari”, ma come compito e gioia per tutti i cristiani, quindi anche per loro. Il sussidio si compone di un LIBRETTO che contiene la storia e le indicazioni per le attività quotidiane e un CARTONCINO che presenta su un lato il planisfero e sull’altro il rosone di una chiesa che intende sottolineare come l’essere Chiesa significhi per i cristiani essere nel mondo in un andare e venire incessante, movimento che ricorda quello vitale del cuore che si apre per accogliere e si contrae per diffondere. La storia che fa da cornice all’intero percorso ha come protagonista una classe di catechesi di coetanei dei nostri ragazzi che scopre il mondo perché “mandata” dalla comunità cristiana per allargarne lo sguardo e il cuore. Nella storia è così raccontato il senso dell’aiuto reciproco e dello scambio tra popoli, culture e religioni. Il senso di questi viaggi è riassunto da una frase della Gaudium et Spes riscritta, affinché risulti più comprensibile ai ragazzi: “Tutto ciò che la Chiesa può offrire di bello e di buono all’umanità nasce dal mistero dell’amore di Dio per ogni creatura” (GS 45). IN OGNI VIAGGIO I RAGAZZI SONO INVITATI A PORTARE UN OGGETTO, SIMBOLO DI UN ATTEGGIAMENTO SUGGERITO DAL VANGELO DELLA DOMENICA CHE È TESORO PER L’UMANITÀ INTERA e tornano con un’esperienza indimenticabile, non solo per ciò che hanno potuto vedere e sperimentare, ma soprattutto per i nuovi amici che hanno conosciuto. LA STRUTTURA DEL SUSSIDIO Ecco lo schema dei vari oggetti che, mentre diventano testimoni da consegnare ad altri, sono anche oggetto di revisione personale. PRIMA SETTIMANA: lo SCUDO simbolo della fortezza offerta dallo Spirito; le ALI simbolo del sostegno nella prova. SECONDA SETTIMANA: le STELLE simbolo della bellezza da contemplare; il LIBRO simbolo della parola di Dio da ascoltare. TERZA SETTIMANA: una MELA simbolo dei buoni frutti da portare seguendo Gesù; un OROLOGIO simbolo della pazienza che costruisce e non rompe. QUARTA SETTIMANA: un ANELLO simbolo della dignità umana; una CASA simbolo della vita comune dei fratelli. QUINTA SETTIMANA: un CUORE simbolo della misericordia; le MANI che si stringono simbolo del perdono reciproco. SETTIMANA SANTA: una CROCE simbolo dell’offerta e del sacrificio; del PANE simbolo del la comunione nel Corpo di Gesù. PASQUA: una CANDELA simbolo della fede con cui accendere il mondo. Si noti che la CANDELA, simbolo della fede e dono di Pasqua, è da portare nella propria casa, nella propria comunità, evidenziando una contiguità tra il compimento dell’itinerario di Quaresima e LA CELEBRAZIONE DELLA VEGLIA PASQUALE CON LA PROCESSIONE DEL CERO A CUI OGNI CANDELA ATTINGE LUCE. A lato del percorso un piccolo enigma letterario coinvolge i bambini nella ricerca della soluzione: cosa significano le lettere corrispondenti ai numeri dei biglietti aerei? Il lato del rosone aspetta i colori dei tondi dell’Albero della Vita e quelli che il bambino vorrà aggiungere di volta in volta. Il rosone è il segno del Cielo che si specchia sulla terra benedicendola. Come nelle antiche cattedrali nel rosone è raccontata la vicenda di Gesù nel cui centro è posta la Pasqua, inizio e fine della creazione. L’invito a colorare le parti chiare del rosone intende coinvolgere i bambini facendoli sentire protagonisti: ANCHE LORO SONO RESPONSABILI NEL RENDERE PIÙ BELLA LA CHIESA. Intorno al rosone è riportato, 5 sempre riscritto, l’incipit della Gaudium et Spes: “I cristiani imparano da Gesù a portare nel cuore le gioie e le speranze, le tristezze e i dolori di tutti gli uomini, soprattutto dei più poveri e soli” (GS 1). IL SUSSIDIO PER I PREADOLESCENTI Inviati speciali - per preadolescenti in Missione PROTAGONISTI DELLA MISSIONE Il sussidio per i preadolescenti si compone di 7 fogli-mappe che scandiscono le settimane di Quaresima fino a Pasqua. La struttura è quella consolidata di una serie di attività-testi da leggere che declinano il tema a volte in modo serio, altre in modo faceto, affinché il percorso appaia invitante, aperto a tutti quelli che hanno voglia di mettere un passo dopo l’altro. La parola MISSIONE svela ai ragazzi di essere degli INVIATI SPECIALI che hanno ricevuto un compito tanto arduo quanto affascinante e avventuroso. Per questo viaggio hanno bisogno di un particolare passaporto che ogni settimana propone un simbolo comune al percorso dei bambini (lo scudo, le stelle, l’orologio…). Insieme al passaporto c’è l’invito ad aprire gli occhi su una situazione particolare di coetanei nei vari continenti: c’è un invito alla fraternità indissolubile a quello della missione. LA STRUTTURA DEL SUSSIDIO Il titolo di ogni settimana permette di collegare con poche parole il significato del vangelo della domenica corrispondente al tema della missione definendo, nel sottotitolo, l’atteggiamento da assumere. 1 settimana: Missione resistente. Contro ogni tentativo di sabotaggio 2 settimana: Missione manifesta. Contro ogni possibile incomprensione 3 settimana: Missione fruttifera. Contro ogni spreco di tempo 4 settimana: Missione convertibile. Contro ogni resistenza al perdono 5 settimana: Missione liberante. Contro ogni giudizio mortifero Settimana santa: Missione compiuta. Contro ogni logica umana Pasqua: Missione incredibile. Contro ogni fine Ogni settimana vengono lette alcune domande contenute nel testo della Gaudium et Spes che appartengono alle grandi domande dell’uomo e vengono rigirate ai ragazzi: per una volta, invece che di risposte, spesso facili e scontate, proviamo a porre delle domande alle quali ognuno è chiamato a prendere posizione, lasciamo che i ragazzi inizino a fare fatica, A CAPIRE CHE LE QUESTIONI CHE RIGUARDANO L’UOMO SONO DAVVERO GRANDI. È anche questo un modo per allargare i loro orizzonti. Su una mappa antica che ricorda i viaggi dei missionari di altri tempi, soprattutto quelli degli apostoli inviati da Gesù dal monte dell’Ascensione, è appoggiata la pergamena del vangelo della domenica con un breve commento, insieme all’immagine della Passione che viene letta facendo emergere la qualità simbolica dell’affresco. Infine una volta celeste invita alla preghiera attraverso un salmo riscritto. (Da Diocesi di Bergamo - Itinerari pastorali per Quaresima-Pasqua 2013) Esercizi Spirituali dei diciottenni/diciannovenni Durante il Triduo Pasquale, Presso il Seminario Diocesano Con la presenza del Vescovo. Un’esperienza alternativa, indimenticabile!!! 6 Benedetto XVI annuncia la sua rinuncia al ministero petrino barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Ves cov o di R om a, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio. (da www.news.va) Riportiamo il comunicato con il quale il nostro caro Papa, Benedetto XVI, ha comunicato l’intenzione di rinunciare al suo ruolo. Stiamogli vicini con la preghiera. 2013-02-11 Radio Vaticana Il Papa ha annunciato oggi la sua rinuncia al ministero petrino. Questa la sua dichiarazione stamani durante il Concistoro per tre canonizzazioni: Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la 7 Indulgenza Plenaria nell’anno della fede Estratto dal Decreto della Penitenzieria Apostolica circa le indulgenze straordinarie concesse nell’Anno della Fede (il testo completo su www.vatican.va). Durante tutto l’arco dell’Anno della fede, indetto dall’11 Ottobre 2012 fino all’intero 24 Novembre 2013, potranno acquisire l’Indulgenza plenaria della pena temporale per i propri peccati impartita per la misericordia di Dio, applicabile in suffragio alle anime dei fedeli defunti, tutti i singoli fedeli veramente pentiti, debitamente confessati, comunicati sacramentalmente, e che preghino secondo le intenzioni del Sommo Pontefice: catacomba cristiana, una Chiesa Cattedrale, un luogo sacro designato dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. tra le Basiliche Minori ed i Santuari dedicati alla Beata Vergine Maria, ai Santi Apostoli ed ai Santi Patroni) e lì parteciperanno a qualche sacra funzione o almeno si soffermeranno per un congruo tempo di raccoglimento con pie meditazioni, concludendo con la recita del Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, le invocazioni alla Beata Vergine Maria e, secondo il caso, ai Santi Apostoli o Patroni; c.- ogniqualvolta, nei giorni determinati dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. nelle solennità del Signore, della Beata Vergine Maria, nelle feste dei Santi Apostoli e Patroni, nella Cattedra di San Pietro), in qualunque luogo sacro parteciperanno ad una solenne celebrazione eucaristica o alla liturgia delle ore, aggiungendo la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima; a.- ogniqualvolta parteciperanno ad almeno tre momenti di predicazioni durante le Sacre Missioni, oppure ad almeno tre lezioni sugli Atti del Concilio Vaticano II e sugli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica, in qualsiasi chiesa o luogo idoneo; b.- ogniqualvolta visiteranno in forma di pellegrinaggio una Basilica Papale, una d.- un giorno liberamente scelto, durante l’Anno della fede, per la pia visita del battistero o altro luogo, nel quale ricevettero il sacramento del Battesimo, se rinnoveranno le promesse battesimali in qualsiasi formula legittima. Nella Diocesi di Bergamo www.diocesi.bergamo.it) (vedi Il Vescovo Francesco ha stabilito quale luogo sacro diocesano per lucrare l’Indulgenza Plenaria, secondo quanto disposto dal decreto della Santa Sede, il santuario Mariano della Cornabusa in Valle Imagna. Per particolare disposizione della Penitenzieria Apostolica, durante l’Anno delle Fede la medesima indulgenza plenaria può essere comunque lucrata nella chiesa parrocchiale di Sotto il Monte. 8 11 Ottobre 2012: Apertura dell’Anno della fede a Sotto il monte - Omelia del Vescovo Francesco Dice il Signore: “Io stesso cercherò le mie pecore”. E’ una promessa, è anche una denuncia, ma soprattutto noi contempliamo l’attuazione di queste parole del Signore: le contempliamo in Gesù, il buon pastore. Dirà di sè: “Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto" (Lc 19,10). Il dono di Papa Giovanni è questo: la ricerca del cuore dell’uomo, di ogni uomo, di tutti gli uomini. Gli anni del suo Pontificato sono stati contrassegnati da questa ricerca. Una ricerca che ci ha sorpreso, e soprattutto ci ha meravigliato la capacità di raggiungere ogni uomo. Non soltanto di cercarlo, ma di raggiungerlo. Ogni uomo, ogni donna, piccolo o grande, nella sua concreta condizione, aprendogli il cuore alla speranza con l’annuncio e la testimonianza del Vangelo. Il grande Concilio si iscrive in questa personale sensibilità, maturata attraverso le molteplici esperienze vissute da Angelo Roncalli, non ultime quelle legate alla sua famiglia, a questo paese, a questa terra, a questa Chiesa bergamasca. Una sensibilità che riconosciamo in maniera luminosa nelle splendide e semplici parole con cui inaugura il Concilio l’11 ottobre 1962: le parole della speranza che sopravanzano quelle dei profeti di sventura; le parole della luce che riconoscono “i segni dei tempi” evangelici nonostante le tenebre; le parole della misericordia che sostituiscono quelle del giudizio e della condanna. Cari fratelli e sorelle, torniamo a quelle parole; torniamo alle parole del Concilio. Se le abbiamo dimenticate, ricordiamole; se non le conosciamo, conosciamole; se le abbiamo amate e attuate, rinnoviamo questo amore e l’impegno ad attuarle. Il Santo Padre nell’omelia della celebrazione eucaristica con cui stamane ha aperto l’Anno della Fede ci riconsegna queste parole: “Alla luce di queste parole, si comprende quello che io stesso allora ho avuto modo di sperimentare: durante il Concilio vi era una tensione commovente nei confronti del comune compito di far risplendere la verità e la bellezza della fede nell’oggi del nostro tempo, senza sacrificarla alle esigenze del presente né tenerla legata al passato: nella fede risuona l’eterno presente di Dio, che trascende il tempo e tuttavia può essere accolto da noi solamente nel nostro irripetibile oggi. Perciò ritengo che la cosa più importante, specialmente in una ricorrenza significativa come l’attuale, sia ravvivare in tutta la Chiesa quella positiva tensione, quell’anelito a riannunciare Cristo all’uomo contemporaneo”. E’ in questo contesto che Egli ci invita a riandare ai testi del Concilio, al Catechismo della Chiesa Cattolica nel 20mo anniversario della sua edizione; è sempre in questo contesto che egli ha indetto il Sinodo dei Vescovi che sta approfondendo il tema della Nuova Evangelizzazione. Anche noi, abbiamo voluto raccogliere il suo invito a celebrare con convinzione l’Anno della Fede e mi è sembrato del tutto significativo aprirlo in questa solenne liturgia che ogni anno si tiene a Sotto il Monte nella memoria del Beato Papa Giovanni. Ringrazio tutti voi che vi state partecipando, così numerosi in questa chiesa, nelle chiese che ci ospitano e anche all’esterno di questa chiesa. Ringrazio i Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, le comunità religiose; ringrazio le autorità civili e militari, ringrazio la cara parrocchia di Sotto il Monte, particolarmente nel suo parroco, nel signor sindaco, nella comunità dei padri del PIME. Un saluto e un ringraziamento particolare desidero rivolgerlo a Sua Eccellenza Mons. Loris Capovilla, testimone luminoso di Papa Giovanni e della sua opera. Lo sforzo in atto per rinnovare l’accoglienza dei pellegrini e offrire loro un itinerario spirituale, è motivo di speranza e di gioia. Sarà questa una delle tre Chiese giubilari, in cui sarà possibile ricevere il dono delle indulgenze concesse in questo Anno della Fede, insieme alla Chiesa Cattedrale e al Santuario della Madonna della Cornabusa, nei mesi di apertura. Abbiamo ascoltato le parole dell’apostolo Paolo che ci esortano a “conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace”: da par suo ci ricorda in maniera tanto solida, quanto poetica i fondamenti di questa unità e di questa pace. “Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti”. Una sola fede, dice l’apostolo, quella fede che è fondamento e meta dell’opera di tutta la Chiesa, nella diversità delle esperienze, dei doni e delle 9 responsabilità: “finché - dice ancora San Paolo arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio”. L’apostolo richiama ad una fede condivisa e coralmente professata: il Credo che tra poco proclameremo in maniera solenne è l’espressione di questa condivisione, di questa coralità, di questa professione fatta con le parole nelle quali ci riconosciamo come cristiani. Il Credo apostolico sia la preghiera che accompagna tutti i giorni di quest’Anno della Fede. Il Credo nutrimento della nostra fede, strada sulla quale incamminarci per una più profonda conoscenza di Cristo, nella lettura e nell’ascolto della sua Parola, nella catechesi, nella riflessione comunitaria e personale. La fraternità che ripropongo nella Lettera pastorale è fraternità nella fede. Ma il Santo Padre e la nostra personale e limitata esperienza ci ricordano che la fede si alimenta vivendola: quella fede di cui siamo capaci oggi, perché ne abbiamo compreso l’importanza della nostra vita, diventa la porta attraverso la quale entrare in una fede più grande. Non si può parlare soltanto della fede: la fede è conoscenza che introduce ad un’esperienza ed è un’esperienza che ci spinge ad una più grande conoscenza. Non possiamo accontentarci di questa fede, della nostra fede, come non potremo accontentarci dell’amore che di giorno in giorno, di stagione in stagione, contiene in sè l’appello al rinnovamento. Ed è proprio così: l’atto di fede diventa atto d’amore. Questa è la “prova” della fede: “mi ami tu?”, “mi ami di più?”. È la domanda di Gesù a Pietro, diventa la condizione per una rinnovata sequela e soprattutto per il suo servizio di pastore. E’ la domanda che interpella la coscienza di chi avverte il fascino e l’inquietudine della prospettiva della fede. La fede come riconoscimento e consegna all’amore di Dio, nella persona di Gesù Cristo: l’inizio di una vita nuova in cui l’amore diventa la regola, il comandamento di ogni relazione umana. E allora è la fede che diventa testimonianza. Se famose sono le parole del cosiddetto “discorso della luna” la sera dell'11 ottobre 1962, non meno pregnanti, anche se meno conosciute, sono quelle che Papa Giovanni annotava per iscritto quella sera: “Ringrazio il Signore che mi abbia fatto non indegno dell’onore di aprire in nome suo questo inizio di grandi grazie per la sua Chiesa Santa. Egli dispose che la prima scintilla che preparò durante tre anni questo avvenimento uscisse dalla mia bocca e dal mio cuore. Ero disposto a rinunciare anche alla gioia di questo inizio. Con la stessa calma ripeto il “Fiat voluntas tua” circa il mantenermi a questo primo posto di servizio per tutto il tempo e per tutte le circostanze della mia umile vita, e a sentirmi arrestato in qualunque momento perché questo impegno di procedere, di continuare e di finire, passi al mio successore. Fiat voluntas tua, sicut in coelo et in terra”. Questa è la fede del Beato Papa Giovanni: è il dono del Papa, il dono del “nostro” Papa, perché in questo Anno cresca la nostra fede e diventi speranza per quell’umanità che incontreremo lungo i giorni che il Signore ci consegnerà. 10 Messaggio dei Vescovi per la Giornata per la vita anno 2013 Generare la vita vince la crisi "Al sopravvenire dell'attuale gravissima crisi economica, i clienti della nostra piccola azienda sono drasticamente diminuiti e quelli rimasti dilazionano sempre pi i pagamenti. Ci sono giorni e notti nei quali viene da chiedersi come fare a non perdere la speranza". In molti, nell'ascoltare la drammatica testimonianza presentata da due coniugi al Papa in occasione del VII Incontro Mondiale delle famiglie (Milano, 1-3 giugno 2012), non abbiamo faticato a riconoscervi la situazione di tante persone conosciute e a noi care, provate dall'assenza di prospettive sicure di lavoro e dal persistere di un forte senso di incertezza. "In città la gente gira a testa bassa - confidavano ancora i due -; nessuno ha più fiducia di nessuno, manca la speranza" Non ne è forse segno la grave difficoltà nel fare famiglia, a causa di condizioni di precarietà che influenzano la visione della vita e i rapporti interpersonali, suscitano inquietudine e portano a rimandare le scelte definitive e, quindi, la trasmissione della vita all'interno della coppia coniugale e della famiglia? La crisi del lavoro aggrava così la crisi della natalità e accresce il preoccupante squilibrio demografico che sta toccando il nostro Paese: il progressivo invecchiamento della popolazione priva la società dell'insostituibile patrimonio che i figli rappresentano, crea difficoltà relative al mantenimento di attività lavorative e imprenditoriali importanti per il territorio e paralizza il sorgere di nuove iniziative. A fronte di questa difficile situazione, avvertiamo che non è né giusto né sufficiente richiedere ulteriori sacrifici alle famiglie che, al contrario, necessitano di politiche di sostegno, anche nella direzione di un deciso alleggerimento fiscale. Il momento che stiamo vivendo pone domande serie sullo stile di vita e sulla gerarchia di valori che emerge nella cultura diffusa. Abbiamo bisogno di riconfermare il valore fondamentale della vita, di riscoprire e tutelare le primarie relazioni tra le persone, in particolare quelle familiari, che hanno nella dinamica del dono il loro carattere peculiare e insostituibile per la crescita della persona e lo sviluppo della società: "Solo l'incontro con il tu e con il noi apre l' "io" a se stesso (Benedetto XVI, Discorso alla 61a Assemblea Generale della CEI, 27 maggio 2010). Quest'esperienza alla radice della vita e porta a essere prossimo a vivere la gratuità, a far festa insieme, educandosi a offrire qualcosa di noi stessi, il nostro tempo, la nostra compagnia e il nostro aiuto. Non per nulla San Giovanni può affermare che noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli (1Gv 3,14). Troviamo traccia di tale amore vivificante sia nel contesto quotidiano che nelle situazioni straordinarie di bisogno, come accaduto anche in occasione del terremoto che ha colpito le regioni del Nord Italia. Accanto al dispiegamento di sostegni e soccorsi, ha riscosso stupore e gratitudine la grande generosità e il cuore degli italiani che hanno saputo farsi vicini a chi soffriva. Molte persone sono state capaci di dare se stesse testimoniando, in forme diverse, un Dio che non troneggia a distanza, ma entra nella nostra vita e nella nostra sofferenza (Benedetto XVI, Discorso nel Teatro alla Scala di Milano, 1 giugno 2012). In questa, come in tante altre circostanze, si riconferma il valore della persona e della vita umana, intangibile fin dal concepimento; il primato della persona, infatti, non è stato avvilito dalla crisi e dalla stretta economica. Al contrario, la fattiva solidarietà manifestata da tanti volontari ha mostrato una forza inimmaginabile. Tutto questo ci sprona a promuovere una cultura della vita accogliente e solidale. Al riguardo, ci sono rimaste nel cuore le puntuali indicazioni con cui Benedetto XVI rispondeva alla coppia provata dalla crisi economica: Le parole sono insufficienti Che cosa possiamo fare noi? Io penso che forse gemellaggi tra città, tra famiglie, tra parrocchie potrebbero aiutare. Che realmente una famiglia assuma la responsabilità di aiutare un'altra famiglia (Intervento alla Festa delle testimonianze al Parco di Bresso, 2 giugno 2012). La logica del dono è la strada sulla quale si innesta il desiderio 11 di generare la vita, l'anelito a fare famiglia in una prospettiva feconda, capace di andare all'origine in contrasto con tendenze fuorvianti e demagogiche - della verità dell'esistere, dell'amare e del generare. La disponibilità a generare, ancora ben presente nella nostra cultura e nei giovani, è tutt'uno con la possibilità di crescita e di sviluppo: non si esce da questa fase critica generando meno figli o peggio ancora soffocando la vita con l'aborto, bensì facendo forza sulla verità della persona umana, sulla logica della gratuità e sul dono grande e unico del trasmettere la vita, proprio in un una situazione di crisi. Donare e generare la vita significa scegliere la via di un futuro sostenibile per un'Italia che si rinnova: questa è una scelta impegnativa ma possibile, che richiede alla politica una gerarchia di interventi e la decisione chiara di investire risorse sulla persona e sulla famiglia, credendo ancora che la vita vince, anche la crisi. Roma, 7 ottobre 2012 Memoria della Beata Vergine del Rosario Il Consiglio Permanente della CEI 11 febbraio 2013- Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXI Giornata Mondiale del Malato Il Buon Samaritano. "Va' e anche tu fa' lo stesso" (Lc 10,37) Cari fratelli e sorelle! 1. L’11 febbraio 2013, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, si celebrerà in forma solenne, presso il Santuario mariano di Altötting, la XXI Giornata Mondiale del Malato. Tale giornata è per i malati, per gli operatori sanitari, per i fedeli cristiani e per tutte le persone di buona volontà «momento forte di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il Santo Volto di Cristo che, soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell’umanità» (Giovanni Paolo II, Lettera istitutiva della Giornata Mondiale del Malato, 13 maggio 1992, 3). In questa circostanza, mi sento particolarmente vicino a ciascuno di voi, cari ammalati che, nei luoghi di assistenza e di cura o anche a casa, vivete un difficile momento di prova a causa dell’infermità e della sofferenza. A tutti giungano le parole rassicuranti dei Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II: «Non siete né abbandonati, né inutili: voi siete chiamati da Cristo, voi siete la sua trasparente immagine» (Messaggio ai poveri, ai malati e ai sofferenti). 2. Per accompagnarvi nel pellegrinaggio spirituale che da Lourdes, luogo e simbolo di speranza e di grazia, ci conduce verso il Santuario di Altötting, vorrei proporre alla vostra riflessione la figura emblematica del Buon Samaritano (cfr Lc 10,25-37). La parabola evangelica narrata da san Luca si inserisce in una serie di immagini e racconti tratti dalla vita quotidiana, con cui Gesù vuole far comprendere l’amore profondo di Dio verso ogni essere umano, specialmente quando si trova nella malattia e nel dolore. Ma, allo stesso tempo, con le parole conclusive della parabola del Buon Samaritano, «Va’ e anche tu fa’ lo stesso» (Lc 10,37), il Signore indica qual è l’atteggiamento che deve avere ogni suo discepolo verso gli altri, particolarmente se bisognosi di cura. Si tratta quindi di attingere dall’amore infinito di Dio, attraverso un’intensa relazione con Lui nella preghiera, la forza di vivere quotidianamente un’attenzione concreta, come il Buon Samaritano, nei confronti di chi è ferito nel corpo e nello spirito, di chi chiede aiuto, anche se sconosciuto e privo di risorse. Ciò vale non solo per gli operatori pastorali e sanitari, ma per tutti, anche per lo stesso malato, che può vivere la propria condizione in una prospettiva di fede: «Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l’uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l’unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore» (Spe salvi, 37). 3. Vari Padri della Chiesa hanno visto nella figura del Buon Samaritano Gesù stesso, e nell’uomo incappato nei briganti Adamo, l’Umanità smarrita e ferita per il proprio peccato (cfr Origene, Omelia sul Vangelo di Luca XXXIV, 1-9; Ambrogio, Commento al Vangelo di san Luca, 71 -84; Agostino, Discorso 171). Gesù è il Figlio di Dio, Colui che rende presente l’amore del Padre, amore fedele, eterno, senza barriere né confini. Ma Gesù è anche Colui che “si spoglia” del suo “abito divino”, che si abbassa dalla sua “condizione” divina, per assumere forma umana (Fil 2,6-8) e accostarsi al dolore dell’uomo, fino a scendere negli inferi, come recitiamo nel Credo, e 12 portare speranza e luce. Egli non considera un tesoro geloso il suo essere uguale a Dio, il suo essere Dio (cfr Fil 2,6), ma si china, pieno di misericordia, sull’abisso della sofferenza umana, per versare l’olio della consolazione e il vino della speranza. 4. L’Anno della fede che stiamo vivendo costituisce un’occasione propizia per intensificare la diaconia della carità nelle nostre comunità ecclesiali, per essere ciascuno buon samaritano verso l’altro, verso chi ci sta accanto. A questo proposito, vorrei richiamare alcune figure, tra le innumerevoli nella storia della Chiesa, che hanno aiutato le persone malate a valorizzare la sofferenza sul piano umano e spirituale, affinché siano di esempio e di stimolo. Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, “esperta della scientia amoris” (Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica Novo Millennio ineunte, 42), seppe vivere «in unione profonda alla Passione di Gesù» la malattia che la condusse «alla morte attraverso grandi sofferenze». (Udienza Generale, 6 aprile 2011). Il Venerabile Luigi Novarese, del quale molti ancora oggi serbano vivo il ricordo, nell’esercizio del suo ministero avvertì in modo particolare l’importanza della preghiera per e con gli ammalati e i sofferenti, che accompagnava spesso nei Santuari mariani, in speciale modo alla grotta di Lourdes. Mosso dalla carità verso il prossimo, Raoul Follereau ha dedicato la propria vita alla cura delle persone affette dal morbo di Hansen sin nelle aree più remote del pianeta, promuovendo fra l’altro la Giornata Mondiale contro la Lebbra. La beata Teresa di Calcutta iniziava sempre la sua giornata incontrando Gesù nell’Eucaristia, per uscire poi nelle strade con la corona del Rosario in mano ad incontrare e servire il Signore presente nei sofferenti, specialmente in coloro che sono “non voluti, non amati, non curati”. Sant’Anna Schäffer di Mindelstetten seppe, anche lei, in modo esemplare unire le proprie sofferenze a quelle di Cristo: «il letto di dolore diventò… cella conventuale e la sofferenza costituì il suo servizio missionario… Confortata dalla Comunione quotidiana, ella diventò un’instancabile strumento di intercessione nella preghiera e un riflesso dell’amore di Dio per molte persone che cercavano il suo consiglio» (Omelia per la canonizzazione, 21 ottobre 2012). Nel Vangelo emerge la figura della Beata Vergine Maria, che segue il Figlio sofferente fino al supremo sacrificio sul Golgota. Ella non perde mai la speranza nella vittoria di Dio sul male, sul dolore e sulla morte, e sa accogliere con lo stesso abbraccio di fede e di amore il Figlio di Dio nato nella grotta di Betlemme e morto sulla croce. La sua ferma fiducia nella potenza divina viene illuminata dalla Risurrezione di Cristo, che dona speranza a chi si trova nella sofferenza e rinnova la certezza della vicinanza e della consolazione del Signore. 5. Vorrei infine rivolgere il mio pensiero di viva riconoscenza e di incoraggiamento alle istituzioni sanitarie cattoliche e alla stessa società civile, alle diocesi, alle comunità cristiane, alle famiglie religiose impegnate nella pastorale sanitaria, alle associazioni degli operatori sanitari e del volontariato. In tutti possa crescere la consapevolezza che «nell’accoglienza amorosa e generosa di ogni vita umana, soprattutto se debole e malata, la Chiesa vive oggi un momento fondamentale della sua missione» (Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica postsinodale Christifideles laici, 38). Affido questa XXI Giornata Mondiale del Malato all’intercessione della Santissima Vergine Maria delle Grazie venerata ad Altötting, affinché accompagni sempre l’umanità sofferente, in cerca di sollievo e di ferma speranza, aiuti tutti coloro che sono coinvolti nell’apostolato della misericordia a diventare dei buoni samaritani per i loro fratelli e sorelle provati dalla malattia e dalla sofferenza, mentre ben volentieri imparto la Benedizione Apostolica. Dal Vaticano, 2 gennaio 2013 Benedictus PP XVI 13 U N I T À P A S TO R A L E A LTA V A L L E S E R I N A La nuova sede della Scuola dell’Infanzia Quando pensavi che non stessi guardando... Il 7 Gennaio 2013, alla riapertura della Scuola dopo le vacanze di Natale, i bambini della “Gerolamo Palazzi” hanno trovato una novità: la sede dell’Asilo è cambiata! Non più nell’edificio “storico” dietro la Chiesa, ma in un nuovo locale presso la Domus Mariae. Durante le vacanze si sono completati i lavori iniziati a settembre con la ristrutturazione di tre appartamenti, ormai sfitti da anni, che sono stati individuati come possibile nuovo asilo. La vecchia sede, pur bella e spaziosa, presentava elevatissimi costi di gestione, al punto che la spesa per mantenere viva la scuola nella nostra comunità stava diventando insostenibile a causa dell’accumulo di perdite di gestione ogni anno elevate. Sarebbe stato un peccato dover chiudere la nostra Scuola dell’Infanzia per problemi economici! Allora si è pensato di trovare una nuova sistemazione che permettesse di risparmiare sul riscaldamento. Dopo lunga e attenta riflessione, su suggerimento degli uffici di Curia competenti abbiamo sentito un ingegnere esperto nella costruzione di scuole che ci ha guidati nell’impresa e, nel giro di poco tempo, grazie all’esperienza dell’ingegnere, ai nostri volontari e lavoratori, alla disponibilità dall’Amministrazione Comunale, si è potuta realizzare l’opera che i nostri bimbi possono godere. Il nuovo asilo è più piccolo del “vecchio”, anche se gli spazi effettivamente usati sono circa uguali: abbiamo pertanto meno dispersione di calore e maggior controllo visivo sul gruppo dei bambini. Il primo giorno è stato vissuto con gioia, con gli occhi riempiti dai vivaci colori della nuova sede, ma… mancava qualcosa. I bambini subito si sono accorti dell’assenza: la statua della nostra Madonnina. Allora con due “grandi”, recitando l’Ave Maria, siamo saliti alla vecchia sede per prendere la preziosa statuetta che insieme abbiamo accolto e collocato nella nuova sede. A qual punto tutto era al suo posto e abbiamo potuto riprendere le gioiose giornate alla Scuola dell’Infanzia “Gerolamo Palazzi”. Grazie a tutti gli operai e volontari che hanno contribuito alla realizzazione di questa impresa a chi ha donato tempo e denaro (numerosi interventi gratuiti o con sconto sul prezzo finale). Sul prossimo numero conto di poter scrivere un rendiconto economico dell’operazione. d. Augusto. Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho visto appendere il mio primo disegno sul frigorifero, ed immediatamente ho voluto disegnarne un altro. Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho visto dare da mangiare ad un gatto smarrito ed ho imparato che è bene essere gentili con gli animali. Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho visto fare per me il mio dolce preferito ed ho imparato che le piccole cose possono essere le cose speciali nella vita. Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho udito dire una preghiera ed ho capito che c’è un Dio al quale io posso sempre parlare ed ho imparato a fidarmi di Dio. Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho visto preparare un pasto e portarlo ad un amico che era malato, ed ho imparato che tutti noi dobbiamo aiutarci e prenderci cura gli uni degli altri. Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho visto offrire il tuo tempo e il tuo denaro per aiutare chi non aveva nulla ed ho imparato che coloro che hanno qualcosa dovrebbero donarlo a chi non ne ha. Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho visto prenderti cura della nostra casa e di ognuno in essa ed ho imparato che dobbiamo prenderci cura delle cose che ci sono state donate. Quando pensavi che non stessi guardando, ho visto come ti facevi carico delle tue responsabilità, anche quando non ti sentivi bene ed ho imparato che dovrei essere responsabile quando crescerò. Quando pensavi che non stessi guardando, ho visto delle lacrime scendere dai tuoi occhi ed ho imparato che talvolta le cose ci feriscono, ma va bene piangere. Quando pensavi che non stessi guardando, ho visto che tu ci tenevi ed io volevo essere tutto quello che potevo essere. Quando pensavi che non stessi guardando, ho imparato la maggior parte delle lezioni di vita che devo conoscere per essere una persona brava e produttiva quando crescerò. Quando pensavi che non stessi guardando, ti ho guardato e volevo dire, “Grazie per tutte le cose che ho visto quando tu pensavi che io non stessi guardando”. ATTENZIONE: nuovo numero di telefono della Scuola dell’Infanzia: 334 8871 839 14 Carnevale in Alta Valle Serina Il Carnevale dei bambini della Scuola dell’Infanzia, Giovedì 7 Febbraio. Sfilata a Oltre il Colle, Domenica 10 Febbraio. 15 Sfilata a Oltre il Colle, Domenica 10 Febbraio. Giochi di Carnevale a Zambla Alta, Lunedì 11 Febbraio. Serata Adolescenti, Domenica 10 Febbraio. Serata Adolescenti, Domenica 10 Febbraio. 16 Gita con la Croce Verde Valserina L’dea di una gita in pullman è nata in occasione di una riunione del direttivo della Croce Verde di Oltre il Colle Valserina e subito è stata accolta con entusiasmo da molti volontari dell’ associazione. che sono state perpetrate dai nazisti sui molti prigionieri , circa 200.000 tra ebrei, italiani, oppositori del regime e omosessuali rinchiusi nel campo. Di questi 41.500 persero la vita perché sfiniti dai lavori disumani a cui dovevano sottostare o perché eliminati in vario modo. In breve tempo, grazie al lavoro di alcuni volontari, abbiamo organizzato un viaggio di due giorni con meta Salisburgo, Dachau e Monaco. Il gruppo dei partecipanti è stato di quarantotto persone, in parte rappresentato da volontari dell’associazione e in parte di loro famigliari o simpatizzanti dell’associazione. La visita al campo di concentramento è stata veramente toccante e emozionante tanto che l’intera visita è stata vissuta dal gruppo in un silenzio quasi surreale. Sui volti di ognuno si poteva leggere la sensazione di disgusto per le atrocità che in quel luogo erano state fatte su persone innocenti e indifese e l’aria che si respirava sembrava ancora essere impregnata dall’odore della morte . La prima tappa è stata Salisburgo che è stata raggiunta nella mattinata del giorno 6 ottobre. Salisburgo città barocca, situata al nord dell’Austria al confine con la Germania, è città capitale della musica per avere dato i natali ai Wolfgang Amadeus Mozart, uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, e di Herbert von Karajan, uno dei più grandi direttori d’orchestra, e per la frequentazione nei tempi delle più grandi celebrità della musica internazionale e per essere sede perenne del festival della musica internazionale. Con il contributo di una guida abbiamo avuto l’occasione di conoscere, almeno in parte, le bellezze colturali e artistiche di questa splendida e verde città che è attraversata dal fiume Salzach ed è costruita nell’avvallamento di due piccole montagne. Fortunatamente il morale si è risollevato nel pomeriggio quando abbiamo fatto tappa a Monaco dove era in corso la giornata finale dell’Oktoberfest, la famosa festa popolare della birra che richiama circa 6 milioni di visitatori ogni anno. Seppure con una certa difficoltà, per l’enorme massa di gente presente, siamo riusciti in gruppi divisi a prendere posto in uno degli stand della festa popolare dove abbiamo festeggiato in allegria ,nel fragore della musica, davanti ad un bel “boccale” di birra. In serata il gruppo si è finalmente rimesso in viaggio per il ritorno a casa. L’apprezzamento per questa iniziativa della croce Verde è stata unanime da parte dei partecipanti e per questo vorrei in particolare ringraziare Luisa Carrara e Guido Giudici che hanno attivamente contribuito nell’organizzare nel migliore dei modi la gita. Nella serata abbiamo cenato tutti insieme in un elegante Hotel, dove abbiamo anche dormito durante la notte. all’indomani di buon mattino ci siamo messi in viaggio verso la seconda tappa del viaggio: il campo di concentramento di Dachau. Visto il successo ottenuto posso già annunciare che l’iniziativa sarà ripetuta nel prossimo anno con destinazione da programmare. Con Auschwitz, Dachau rappresenta il simbolo dei campi di concentramento nazisti. Una guida ci ha accompagnato nella visita del campo e ci ha fatto vivere con il pensiero le disumane sofferenze dr. Valle Lorenzo Il compleanno dei nostri don. Il 31 Dicembre 2012 d. Giovanni Plebani ha compiuto 79 anni e il 21 Gennaio 2013 d. Gianni Cossali ne ha compiuti 81. Con queste due righe, cari don, cogliamo l’occasione per esprimere il nostro ringraziamento per il prezioso servizio pastorale che state svolgendo in mezzo a noi. GRAZIE!!! 17 Il Corpo Musicale in gita Il giorno 23 settembre 2012, la Banda di Oltre il Colle ha organizzato la gita a GARDALAND per trovare momenti di piacevole relax. La gita era aperta a tutti i musicanti effettivi e simpatizzanti del gruppo. Di buon mattino la comitiva formata da un buon gruppo di persone, è partita da Oltre il Colle e una volta raggiunto il parco divertimenti di Gardaland, si è divisa in gruppi per “provare” il brivido delle numerose attrazioni. Il gruppo dei giovani temerari ha cercato subito i giochi estremi (Blue Tornado, ecc), le persone più attempate si sono indirizzate verso divertimenti più rilassanti. Per il primo gruppo le emozioni nell’affrontare i divertimenti difficili si sono rivelate forti, anche se lo spirito giovane ha attenuato molto la paura; per il secondo gruppo, le emozioni hanno rivelato una “paura” (vedi Mammut, Magic House) che ha quasi centrato il novanta. Nonostante ciò la giornata è stata divertente e piacevole, conclusa con una “Pizzata” al ristorante “Ol Pirù”, dove i ricordi delle emozioni vissute hanno dominato gli argomenti della serata. Personalmente ritengo che giornate come questa serve alla banda per consolidare le relazioni, socializzare, divertirsi, vivere momenti non “musicali” importanti per l’amalgama del gruppo. Mi complimento col Consiglio della Banda per quest’iniziativa che ha ribadito la volontà di costruire, mantenere un gruppo ultracentenario che continua a diffondere cultura musicale e una qualità eccellente. Veramente peccato per chi non ha potuto condividere con noi questo momento formativo, aggregante e ludico del corpo musicale. Mi sono proprio divertito e come diceva il grande comico Totò “tutto è musica”. Ringraziando tutti per la bella iniziativa colgo l’occasione per ripetere che la banda offre a tutti anche queste opportunità. Aspettandovi sempre numerosi ai nostri concerti, termino augurando in anticipo “Buon Natale”. Il Maestro Gianmarco Epis, il Consiglio della Banda. Società Sportiva Oltre il Colle Anche quest'anno, grazie agli affezionati sponsor (Gruppo Alpini Zorzone, Amici Ferrari Zorzone, Sozzi Aldo, ditta Guerino Rosolo), abbiamo potuto iscrivere due squadre al C.S.I. (Centro Sportivo Italiano) di Bergamo, categoria "Dilettanti a 7". Il campionato è iniziato verso fine settembre. Purtroppo i primi risultati non sono incoraggianti anche se c'è tempo per recuperare. Quello su cui noi puntiamo in particolare, oltre ad un sano agonismo, è l'impegno e il rispetto da parte dei giocatori per quelli che si spendono gratuitamente per farli divertire attraverso il gioco e in questo senso un doveroso plauso va rivolto agli allenatori sempre pazienti e disponibili. Quest'anno abbiamo organizzato gratuitamente anche la scuola Calcio per i bambini; sono andato personalmente nella scuola di Oltre il Colle a portare un avviso a tutti i ragazzi dove spiegavo questa importante iniziativa che non è solo "gioco" ma anche "socializzazione", "maturazione umana" ...: purtroppo per ora ci sono poche adesioni, ma noi continuiamo questa esperienza con quelli che hanno deciso di trascorrere un poco di tempo facendo sport piuttosto che rimanere davanti al computer, televisione, videogiochi...; quello che dispiace è che ai bambini piacerebbe essere coinvolti ed allora perché negargli questa opportunità? Termino, invitandovi a venire a vedere e fare il tifo per i nostri giocatori al campo comunale di Oltre il Colle: questo li aiuterebbe a sentirsi sostenuti e valorizzati. Ultima provocazione: è possibile che quando andiamo a giocare in trasferta c'è sempre un bel gruppo di appassionati che viene a vedere l'incontro mentre al nostro paese sono pochissimi i tifosi! Pietro Palazzi Presidente Società Sportiva Oltre il Colle 18 S. BARBARA. 2 dicembre ’12 Vissuta nel III secolo in una famiglia nobile, si converte presto alla fede cristiana contro il volere del Padre Dioscoro. A causa di questa scelta fu perseguitata e si vide costretta a fuggire di casa. Trovata fu consegnata al prefetto Marciano che cercò di farle rinnegare la sua fede, allo stesso modo lei cercava di convertirli e questo le causò dolorose torture. Il 4 dicembre fu condannata a morte per decapitazione e l’esecuzione avvenne per mano del Padre, per questo è usanza ricordarla in questa data. La leggenda dice che il Padre morì colpito da un fulmine per questo motivo S. Barbara è invocata contro i fulmini, il fuoco e la morte improvvisa. E’ riconosciuta come patrona dei minatori, vigili del fuoco e chiunque abbia a che fare con le polveri da sparo. I suoi resti si trovano nella cattedrale di Rieti. Domenica 2 dicembre ’12 abbiamo voluto festeggiarla insieme. La bella giornata ci ha permesso di uscire in processione, anche quest’anno resa solenne dalla presenza del Corpo Musicale di Oltre il Colle. Alla luce della Parola Liturgica di questa prima domenica di Avvento e alle parole dell’omelia abbiamo constatato che questa Santa ci ha introdotto all’Avvento con l’esempio della preghiera e coraggio dimostrato dando la vita per Dio, insegnandoci a vegliare in attesa di quel Gesù che viene per salvarci! Ancora una volta siamo a ringraziare quanti con le loro offerte e il loro impegno hanno contribuito alla realizzazione di questa festa. A zét e minadùr miràcol n’ n’à fàcc assé E di quàder ex voto l’gh’è ché pié O Santa Barbara nòsta Patròna Sö en Paradìs parlì có la Madóna Per intercessiù dol Signùr E per la nòsta éta de dulùr A’ se n’ sé mia tat dégn Laghìm ü ségn Fìm curunà l’invìs De püdì rià ü dé en paradìs Evviva Santa Barbara nòsta Patròna Evviva a’ dol Fràssen la Madòna Santüare dol Fràssen, 4 desèmber 2012 Santa Barbara Dumeladùdes I minadùr de do alàde Sta matina i à lagàt i so cuntràde I è egnìcc ché a sto bèl Santüàre en Val de Ris Per retroàss coi so amìs ‘ndol dé de Santa Barbara, só Patróna I völ ringrassià dol Fràssen la Madóna Che da sichsént agn l’è comparìda ché E a sta zét la gh’à sémper ülìt bé Ol nòst gràssie l’è sincér Perché töce do i m’à protegìt söi nòs-cc sentér E n’dol nòst laurà de sotràcc viv I m’a semper protegìt La deossiù per stó löc ché Per la nòsta zét l’è stàcia granda assé E tance pelegrì da pröf po’ a’ de lontà A pé nücc i riàa ché a caminà ‘Nde sti sichsént agn la Madóna Statua di santa Barbara - Zambla Bassa 19 intercessione per i nostri cari defunti. Nella messa conclusiva abbiamo ricordato tutti i defunti dell’anno. Brevissime Solennità dell’Immacolata Concezione, Festa Patronale a Zambla Alta. Festa dell’Assunta a Zorzone È dal lontano 1627 che questa solennità fa parte della tradizione zorzonese ed è una delle più sentite e partecipate nell’arco dell’anno. La madonna della cintura è una delle figure più amate e ammirate dai parrocchiani e non e viene portata in processione per le vie del paese con grande devozione e affetto. Per l’occasione il paese viene meravigliosamente addobbato e il Corpo Musicale S. Bartolomeo fa da cornice e rende ancora più solenne e sentita la giornata. Un ringraziamento speciale va anche ai fabbricieri e a tutte el persone che rendono possibile la realizzazione e la continuità di celebrazioni che sono segno concreto e visibile di una fede profonda. Il ricavato netto è stato di € 1562,00. Grazie di cuore a tutti per la grande generosità. Erika. L’8 Dicembre abbiamo celebrato la festa patronale della Comunità in Zambla Alta. La preparazione spirituale è iniziata Giovedì 5 con la celebrazione del Rosario, delle Sante Confessioni e con un momento di catechesi per adulti. Il Giovedì 6 con l’ora di Adorazione e una nuova possibilità di accostarsi al Sacramento del Perdono; Venerdì 7 di nuovo Confessioni e S. Messa alle 20:30 nella vigilia. Le celebrazioni hanno raggiunto il loro culmine Sabato 8 con la celebrazione solenne della Messa (animata dalla Corale dell’Alta valle Serina diretta dal nostro don Gianni Cossali), seguita dalla processione con il Corpo Musicale “S. Bartolomeo”. Nel pomeriggio alle 16:00 abbiamo concluso le liturgie con l’Esposizione, la celebrazione dei vespri e la Benedizione Eucaristica. Apertura dell’anno catechistico. Quest’anno la Parrocchia di Zorzone ha avuto l’onore di organizzare la giornata di apertura dell’anno catechistico 2012/2013. Tutti i ragazzi con le catechiste e le rispettive famiglie erano invitate a partecipare alla S. Messa delle 11:00 dove d. Augusto ha parlato della famiglia come dono prezioso e fondamento della comunità cristiana. Al Centro Parrocchiale è stato preparato il pranzo dalle nostre bravissime volontarie e la giornata è stata poi animata da giochi preparati dagli animatori del CRE. Tutto si è concluso con una buonissima merenda preparata da nonne e mamme. È stata un’importante e bella occasione d’incontro. La speranza è che sia ancora più partecipata e apprezzata nei prossimi anni. Erika. Capodanno alternativo. Da tre anni a questa parte l’Unità Pastorale offre a tutti la possibilità di vivere una veglia in attesa dell’anno nuovo in modo alternativo, con un’ora di adorazione Eucaristica. Si comincia alle 23:30 e si conclude alle 24:30. Sembrerà strano, ma anche questo momento di preghiera è partecipato. Quest’anno l’adorazione è stata animata dal gruppo “Shalom” con la presenza del parroco e di don Plebani. Nuovo Consiglio Direttivo della Pro Loco di Oltre il Colle. Il 18 gennaio 2013 si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali della proloco di Oltre il Colle. Al termine dello scrutinio è risultato eletto il nuovo presidente Pierangelo Manenti, Vice-Presidente è stato eletto Franco Modesti. Un consiglio direttivo nuovo, giovane, che si propone di guidare la Pro Loco nei prossimi anni. Il nuovo consiglio di amministrazione si è insediato con l’intento di un nuovo ed entusiasmante programma di manifestazioni sociali, culturali e sportive che ricoprirà tutto l’anno. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (eletto dall’assemblea dei Soci il 18 gennaio 2013): Pierangelo Manenti (presidente), Franco Modesti (vice presidente), Yvonne Arioli,Viviana Arrigoni, Alessandro Carrara, Romano Ceroni, Claudio Ferrari, Elvis Palazzi, Samuele Palazzi, Federica Tiraboschi, Giancarlo Tiraboschi. Novembre: Mese dei defunti. A novembre abbiamo celebrato la Solennità di tutti i Santi, la commemorazione dei fedeli defunti, l’ottavario dei defunti e i Tridui nelle quattro Comunità. Nell’anno della fede abbiamo voluto dare come titolo “Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”, come recita il Credo. Abbiamo quindi meditato sui temi dei Novissimi utilizzando le pagine del libro di Cristoph Schönborn, Al centro della nostra fede. Il «Credo» nel catechismo della Chiesa cattolica, (Jaca Book, Como 1996, pp. 113-124). È stata una buona occasione per meditare su misteri fondamentali della nostra fede, di preghiera per la nostra conversione e di 20 Rappresentanti dell’Amministrazione Comunale: Andrea Manenti, Paolo Maurizio. (Da www.prolocooltreilcolle.com) Sabato 26 e Domenica 27 Gennaio nelle parrocchie del nostro Vicariato si è celebrata la Giornata del Seminario, appuntamento annuale per ricordare l’importanza del seminario nella nostra Diocesi. Sono stati con noi due seminaristi di quarta Teologia, Matteo e Marco, che nelle Messe hanno raccontato qualcosa della loro esperienza vocazionale. Il Sabato sera abbiamo vissuto con loro un’ora di Adorazione Eucaristica durante la quale abbiamo pregato in modo particolare per tutti i seminaristi, per quelli che saranno ordinati sacerdoti il 25 Maggio, per i nostri Fabio, Giovanni, Ruben e Paolo. Preghiera e elemosina: le offerte raccolte durante le Messe sono state donate al Seminari per le proprie necessità. Con i seminaristi i nostri ragazzi della catechesi hanno vissuto anche la festa di S. Giovanni Bosco. Domenica ci siamo trovati al Centro Parrocchiale di Oltre il Colle per pranzare insieme. Poi i seminaristi ci hanno proposto un momento di preghiera a sfondo vocazionale ed infine i nostri animatori hanno proposto un bellissimo grande gioco con il quale abbiamo conosciuto alcune massime di S. Giovanni Bosco. Giornata del Seminario e Festa di S. Giovanni Bosco. 20° Trofeo Angela Maurizio A.M. PREGHIERA PER LE VOCAZIONI Signore, che sogni in grande su ognuno di noi e vuoi la felicità di ogni uomo, nella Tua vita donata ci mostri quanto ci hai a cuore: il Tuo amore non ha prezzo, chiede solo il nostro sì, Signore, è davvero strepitosa la Tua proposta: chi la prende al volo realizza i sogni più veri, A chi accetta la Tua amicizia Tu dai il coraggio e allontani tutte le paure! Tieni vivo il desiderio di chi, entrato in seminario, sta scoprendo come coltivare quest'amicizia. Fa' che il legame profondo con Te, che ha mosso il cuore dei sacerdoti, sia la ricchezza che ancora li affascina e li incoraggia a donarsi. Accendi anche in tutti quelli che cercano la propria strada il desiderio di puntare in alto, di non rifiutare il Tuo invito che mantiene la felicità promessa. Amen. Oltre il Colle, 10.02.2013 Con una grande partecipazione di atleti, più di 200, si è gareggiato sulle piste bene innevate e ottimamente preparate della Conca dell'Alben. Presente anche un folto pubblico a supportare gli atleti suddivisi nelle categorie, dai cuccioli ai Senior, venuti a gareggiare nel nostro paese giustamente chiamato "Piccola Patria del fondo", per merito anche dei nostri tantissimi Atleti che si sono sempre distinti nelle competizioni, capeggiati da quel capostipite famoso che fu Celeste Maurizio, Olimpionico nel 1936 a Garmisch Partenchirchen e vincitore della medaglia d'oro con la pattuglia militare. Si è gareggiato per ricordare Angela Maurizio, sorella di Giòba e Adolfo, indimenticabili campioni di sci e anche lei nel suo DNA avrà avuto lo sci. Un vivo grazie alla famiglia Ghinzani che con questo trofeo ricordao la loro cara congiunta e almeno per un giorno riportano nel nostro paese quell'auge sportiva che caratterizzava le nostre domeniche invernali, con tante competizioni sciistiche. E grazie anche allo Sci Club Valserina, che con sacrificio continua a portare avanti la promozione dello sci, che ci hanno tramandato i nostri lungimiranti antenati. Sergio Fezzoli 21 Lettere dai nostri missionari Thailandia. Abbiamo avuto modo di celebrare questo anniversario a Luglio sia a Chiang Mai che a Bangkok con tutta la nostra gente alla presenza di P. Zanchi, nostro superiore generale. In 40 anni sono stati circa 30 i missionari del Pime coinvolti in questa avventura di adattamento ed inserimento per poter parlare di Gesù a tanti qui. Migliaia sono state le persone con le quali abbiamo lavorato e collaborato. In particolare degno di nota è il gruppetto di famiglie e adulti dell'ALP che negli ultimi 15 anni si sono coinvolti con noi nel lavoro missionario soprattutto nel campo dello sviluppo e della carità con un taglio che ha privilegiato e valorizzato la testimonianza. L’8 Dicembre abbiamo partecipato alle celebrazioni dei cento anni della Chiesa di Kengtung in Myanmar. È una celebrazione significativa anche per i missionari del Pime che, iniziata questa presenza cento anni fa, hanno avuto la gioia di vederne i frutti abbondanti. Le celebrazioni con la grande partecipazione di popolo e l'incontro con una Chiesa ormai sviluppata ci ha fatto toccare la verità di ciò che dice S. Paolo: uno pianta e un'altro raccoglie, ma chi fa crescere è Dio solo. Uno dei segni consolanti di questa Chiesa è che ora si fa protagonista della missione cercando vie per testimoniare oggi quello che i missionari del Pime hanno testimoniato nel passato dando la vita. Diversi infatti sono i missionari morti martiri in quella zona di missione. A ottobre scorso, grazie alla collaborazione della Diocesi di Bangkok, un passo importante è arrivato a maturazione: il nostro Centro è stato ufficialmente approvato come Fondazione, ovvero ente legalmente riconosciuto dallo Stato. Il nome ufficiale in Inglese è "St. Martin Foundation". Questo, a 14 anni da quando P. Adriano iniziò le prime attività socio-caritative nelle baraccopoli della nostra zona, ne rappresenta un consolidamento. Inoltre ci permette di avere piena copertura giuridica e ci consentirà di collaborare più pienamente anche con altri organismi ed enti pubblici operanti in campi simili al nostro. Proprio in questo anno la nostra attività nelle baraccopoli è stata caratterizzata da un maggior sforzo per entrare in una rete di collaborazione con autorità, persone ed organismi operanti in loco, a beneficio della qualità dei nostri interventi. Questo grazie anche alla presenza di Giuseppe, uno psicologo volontario italiano che per la durata del lavoro di ricerca per il suo dottorato in Natale 2012, Bedele A tutti gli amici dell'AMA: in prossimità delle feste natalizie, voglio che riceviate i miei auguri, sperando di trovarvi tutti in buona salute. Io sto bene e il mio lavoro qui a Bedele procede bene, con le varie attività pastorali e la conduzione dell'Asilo della missione con i suoi 122 bambini/e dai 4 ai 6 anni, divisi in 3 classi. Sono di diverse tribù e religioni (ortodossi/ protestanti e musulmani). Così l'Asilo diventa la prima scuola contro ogni razzismo religioso e tribale. Cerchiamo di aiutare soprattutto i bambini/e delle famiglie più povere. 62 bambini/e non pagano nulla, agli altri chiediamo 1 euro al mese, la paga di una giornata lavorativa (al mese). In più diamo colazione gratis a TUTTI. Possiamo fare questo perchè ci sono persone generose come VOI che AIUTATE. Grazie a ciascuno e a tutti BUON NATALE e felice Anno Nuovo. p. Aldo S. Natale 2012 Carissimi tutti, amici, sostenitori e benefattori del Centro S. Martino, il tempo liturgico dell'Avvento con l'invito pressante dei profeti a prepararci per ricevere il Signore che viene a liberare il Suo popolo portando giustizia pace e gioia, ci da' il vero senso della celebrazione del Natale: festa per chi accoglie questi doni, festa per chi si fa strumento perché questi doni arrivino ai tanti che sono in attesa anche oggi. Ciò richiede un cuore disponibile come la grotta di Betlemme a fare spazio a Dio che viene. Con questa disponibilità vedo ciascuno di voi che ci legge, coinvolto in questa rete di solidarietà e condivisione che parte dall'amore di Dio che si è riversato su di noi nel Cristo fattosi uomo e bambino. Così vi vedo parte di quella stessa gioia che possiamo sperimentare ad ogni latitudine anche quando tanti problemi e preoccupazioni in noi e attorno a noi sembrano come una nebbia fitta che fa scomparire il senso della nostra vita ed il suo obiettivo. A Natale celebriamo il sole che dirada ogni foschia e ci permette di guardare al prossimo così come lo guarda Gesù: da fratelli figli dello stesso Padre che ci ama. 40 anni fa a Dicembre il Pime arrivava in 22 Antropologia ha generosamente messo a disposizione la sua esperienza ed i frutti del suo lavoro sul campo, che svolge soprattutto nelle baraccopoli e nelle realtà in cui siamo presenti anche noi. Il percorso è delineato, ma il cammino rimane difficile anche perché si tratta di condividere questa visione coi nostri collaboratori e muoverci poi insieme, ma guardiamo con speranza in avanti. Nelle baraccopoli, dove seguiamo più di 600 bambini, mentre alcune emergenze cambiano, grazie per esempio allo Stato che si prende cura meglio dell'aspetto scolastico assicurando istruzione gratuita per tutti, altre emergenze rimangono. Ci stiamo allora impegnando, con l'aiuto di tanti, per essere presenti nella formazione ai valori coinvolgendo regolarmente la realtà giovanile con varie attività. Anche il Natale sarà un'occasione per radunare tanti dei ragazzi che seguiamo ed offrire loro un momento formativo. Già da Novembre sono stati tutti coinvolti nella preparazione di stelline e culle con Gesù Bambino, simboli che verranno consegnati alle famiglie in occasione della visita di Natale. Segni di Gesù che si fa vicino a tutti. Alle Case della Speranza il lavoro di P. Daniele, Suor Mieko e dei loro collaboratori ha permesso a diversi bambini di ritrovare genitori o parenti che erano scomparsi dalla loro vita e poi consolidare questi legami con visite in famiglia e periodi spesi coi genitori. E' come un lavoro di rammendo, delicato e rispettoso, non si ferma davanti agli ostacoli. Sondia per esempio e' una bimba di 4 anni nepalese la cui mamma è in carcere. Affidata a noi dall'assistenza sociale, la bambina ha imparato il thailandese e lo parla correttamente, ma non sa il nepalese sua lingua materna. La mamma sta sforzandosi di imparare il thailandese per poter comunicare con la figlia quando si incontrano per la visita periodica. La Casa Betania, che accoglie donne in difficoltà e bambini abbandonati che non hanno ancora compiuto i 3 anni, anche grazie alla continua disponibilità di Irene e Simone missionari laici dell'ALP, ha visto aumentare il numero degli ospiti: il piccolo servizio di asilo nido avviato lo scorso anno vede ora due mamme-educatrici che si prendono cura di 8 bambini. Un caso particolare è quello della piccola Four, che compirà 2 anni dopo Natale; la mamma se ne è andata lasciando il marito con due bambini piccoli, il papà pur inesperto ha cercato di prendersene cura anche trascurando il lavoro ma alla fine ha chiesto aiuto ai servizi sociali. Four sta crescendo bene a casa Betania e il papà viene spesso a trovarla. Anche alla Casa degli Angeli continuano le attività per i bambini disabili. L'assenza di Suor Angela per un periodo di vacanza e formazione ha creato la condizione per responsabilizzare di più un gruppetto di volontari che ha aiutato nella gestione ordinaria, affiancato dalle missionarie Saveriane. Diversi volontari si sono succeduti alla Casa degli Angeli creando opportunità di scambio e crescita reciproca. Ultimi arrivi in questo progetto, che cerca di aiutare sia i bimbi disabili che le loro famiglie, sono Ta bimbo di 2 anni gravemente disabile e la sua giovane mamma di 19 anni: si stanno inserendo in quella che vuoi diventare per loro una casa e una famiglia. A Novembre la festa di S. Martino di Tours, patrono del Centro, ha visto quest'anno la collaborazione di tanti, dalla parrocchia, dalle baraccopoli, dalle varie realtà del Centro S. Martino. La festa è riuscita bene ed è stata caratterizzata da un clima di famiglia. È stata occasione per ringraziare il Signore per tutto quello ci ha donato attraverso la generosità di molti benefattori e amici sia in Thailandia come in Italia e in altri Paesi. Mentre il Natale ci ricorda che Gesù è dono di gioia, pace e giustizia per tutti quelli che lo incontrano e accolgono, vi assicuriamo la nostra gratitudine e le nostre preghiere, soprattutto per 23 quanti di voi affrontano crisi, difficoltà e malattie. Vi porgiamo a nome di tutti i collaboratori del Centro S. Martino e dei nostri bambini i più cari auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Che il Signore Gesù ricompensi la vostra generosità con pienezza di gioia e benedizioni per voi e le vostre famiglie. P. Raffaele, P. Daniele e P. Adriano Potete inviare le vostre offerte alle organizzazioni a cui fate riferimento per le adozioni oppure a: MISSIONE DI BANGKOK FONDAZIONE PIME ONLUS VIA MOSE'BIANCHI, 94-20149 MILANO Conto Corrente Postale 39208202 (la ricevuta dì versamento può essere utilizzata ai fini delle detrazioni fiscali cfr. www.pimemilano.com oppure a: UN PONTE SUL MONDO ONLUS Piazza Duomo 2 ~Vicenza - Conto Corrente Postale 54536818 oppure direttamente a: CATHOLIC CHURCH Wat Phramaemahakarun (2) THAI MILITARY BANK - Bank Public Company Limited Acc.No,: 190-2-07534-8 - Acc. Swift TMBKTHBK destinato in una Parrocchia nella Diocesi dì S. Luis, capitale dello Stato del Maranhào, nordeste Brasile. II giorno 28 di giugno, con i miei fedeli, ho ringraziato i Signore per i 45 anni di sacerdozio missionario di cui 41 in Amazzonia. Adesso, dopo 7 anni e mezzo, devo lasciare, il 31 di dicembre prossimo, la Parrocchia di S. Pietro perché i Padri del Pime mi hanno votato di nuovo, il giorno 22 di novembre scorso, come Superiore Regionale per 4 anni. Dovrò iniziare II giorno 1 di gennaio 2013. Come sapete, ero già stato Superiore Regionale per 8 anni, due mandati, dal 1997 al 2005 e, sinceramente, non mi aspettavo, con 73 anni, di ritornare a questo servizio. Vi chiedo un ricordo nella preghiera perché possa dare un servizio secondo la volontà del Padre. E, nel mese di maggio, dovrò partecipare, nel Vaticano, della Assemblea Generale de l PIME quando dovremo votare il Superiore Generale e il suo Consiglio. Dopo l'Assemblea, passerò, dal 1 al 15 giugno, a Oltre il Colle, prima di ritornare in Brasile. Nella foto che mi hanno preparato qui in Parrocchia ci sono i Patroni delle 5 Chiese Comunità che formano La Parrocchia di S. Pietro. Il nuovo Parroco di S. Pietro è P. Italo mio amico da quando eravamo nel Seminario PIME di Sotto II Monte e nella nave che ci ha portati in Brasile nel gennaio del 1971. A tutti un forte abbraccio, un saluto cordiale con la promessa di ricordarvi sempre nella preghiera. [email protected] Carissimi fratelli, cognate, nipoti, pronipoti, compaesani, amici e benefattori, siamo tutti contenti perché si avvicina una festa attesa perché ci porta i doni di cui tutti noi sentiamo la necessità: pace, serenità, luce, calore, unione e la vera GIOIA che è Gesù! Durante questo anno, che sta per finire, certamente tutti abbiamo ricevuto da Dio molte grazie e perciò, davanti al Presepio, sentiamo il dovere di ringraziare il Bambino Gesù che, come sempre, ci riceve con le braccia aperte. Anche qui a Macapà, nella Parrocchia di S. Pietro, dobbiamo ringraziare il Signore: Par averci donato urna Religiosa Carmelitana: Suor Anna Teresa. La sua Vocazione Religiosa è iniziata nel 2005 quando sono entrato in questa Parrocchia. Era una catechista e mi ha chiesto di aiutarla a scoprire la sua vocazione; nel 2006 ha deciso di farsi Suora e è entrata nel Carmelo di Macapà; nel 2007 è stata inviata a Firenze dove c’è la Casa Madre e a giugno di quest'anno ha emesso i Voti. Adesso e stata destinata in Calabria. II giorno 29 di dicembre, nella Cattedrale di Macapà, verrà ordinato Sacerdote il nostro Eduardo e, il giorno dopo, 30 di dicembre, celebrerà la Prima Messa Solenne nella Chiesa Parrocchiale di S. Pietro. È amico di Padre Marcello, Missionario del PIME, che è stato ordinato due anni fa. Eduardo è il primo Cappuccino nella nostra Diocesi e sarà Un giorno il Signore Gesù con tanta umiltà è nato come ogni uomo, è sceso sulla terra perché egli ci ha amato in modo illimitato. È nato per morire e la sua morte è stata la nostra salvezza: ci ha fatto un regalo: una vita eterna con Lui, Lui che è la via, la vita, la verità. Questo è il più bel regalo che possiamo ricevere. Accettarlo nel nostro cuore come il nostro personale salvatore. Questo è il vero significato della sua nascita. Auguri di buon Natale e un ottimo anno 2013. P. Marco Ceroni. 24 (Da “Famiglia Nostra”, rivista della congregazione della Sacra Famiglia , anno 93, n° 159, pp. 11-12) «AMO IL BRASILE ED I POVERI, TANTO DA CONSIDERARLI LA MIA CASA» Abbiamo intervistato padre Marco Ceroni, missionario in Brasile dal 1974, parroco presso la «Parrocchia Sacra Famiglia» di Montes Claros, Minas Gerais Seminario della Congregazione della «Sacra Famiglia» ho emesso i Primi Voti religiosi nel 1965 e sono stato Ordinato sacerdote nel 1970. ■ Attualmente eserciti il tuo ministero di religioso e sacerdote presso la Parrocchia «Sagrada Família» di Montes Claros. Com’ è la tua esperienza? La realtà della Parrocchia Sacra Famiglia di Montes Claros è molto complessa. È, infatti, una comunità sita nella periferia di una grande città, molto povera e ricca di disoccupazione. I problemi più gravi sono legati alla droga tra i giovani, alla prostituzione infantile, alla marginalità, alla criminalità, alla fragilità delle famiglie che si trovano distrutte, alla precaria attenzione per l’istruzione. La Parrocchia, poi, è articolata in comunità urbane e da comunità rurali; il lavoro è molto ma non sono solo: con me dal 2011 è arrivato, in qualità di coadiutore parrocchiale, p. Aurelio Fratus. Per noi le priorità pastorali sono: la famiglia, i bambini poveri, gli adolescenti e i giovani. Il fatto di essere religioso della Sacra Famiglia mi aiuta a privilegiare chi non ha futuro, sia in senso ‘materiale’ che ‘spirituale’: è così che cerco di vivere il carisma e la spiritualità ceriolana. Mentre io lavoro quasi esclusivamente in Parrocchia, p. Aurelio vive anche una bella collaborazione con le nostre PERCORSO DI VITA IN BRASILE 17 novembre 1974: parte in nave da Genova con arrivo a Santos (São Paulo) il 30 novembre seguente; inizia l’esperienza missionaria come coadiutore parrocchiale ad Itapevi (SP); 1975: parroco della Comunità «São Pedro» em Carapicuíba (SP); 1981: ritorno ad Itapevi come coadiutore; 1982: diviene parroco della Parrocchia «Nossa Senhora Aparecida» di Florida Paulista (SP); 1986: è nominato parroco della Parrocchia «São José» di Assaí (Parana) e Superiore locale della comunità religiosa ivi residente; 1993: parroco della Parrocchia «São João Batista» (PR) e Superiore locale della Comunità religiosa; 1998: è scelto dai Superiori come cappellano delle Suore della Sacra Famiglia di Montes Claros (MG) e diviene il primo parroco dell’erigenda Parrocchia «Sagrada Família» dove si incontra fino ad oggi; dal 2000 svolge anche il compito di Giudice del Tribunale Ecclesiastico di Montes Claros. ■ Caro padre Marco come è nata la tua vocazione? Nel 1955 avevo 10 anni ed osservando l’Ordinazione sacerdotale di un giovane del mio paese nativo (Oltre il Colle) ho sentito la chiamata al sacerdozio; in modo speciale ho sentito che avrei dovuto essere missionario. Entrato nel 25 Consorelle della Sacra Famiglia di Montes Claros, impegnandosi presso il Centro dei Bambini e Adolescenti Santa Paola Elisabetta Cerioli, da loro organizzato presso la Casa madre. ■ Qual è l’esperienza, il ricordo più bello che porti con te in tanti anni di missione brasiliana? Posso affermare che il momento più bello dei miei 38 anni di vita missionaria in Brasile è stato vedere bambini rachitici, in fin di vita, rinascere e crescere attraverso la Pastorale dei bambini (Pastoral da Crança) che ho fondato nelle varie parrocchie in cui sono stato. Bambini senza vita, crescere forti e pieni di vita. É senz’altro l’esperienza che più mi ha commosso. Un altro elemento positivo che mi ha accompagnato nella mia vita missionaria è stata l’esperienza di camminare con i laici e per i laici. ■ E il ricordo più doloroso, più impegnativo e più difficile? Il momento più difficile e doloroso è stato quando ho provato sulla mia carne l’ingratitudine umana di alcune persone che avevo aiutato a vivere. Io faccio parte della Chiesa brasiliana, una chiesa che vuol vivere con il popolo, una chiesa che ha cercato di applicare le scelte del Concilio Vaticano II, una chiesa aperta all’ispirazione dello Spirito Santo, una chiesa modello per i Paesi dell’America Latina. Qualcuno ha ferito questi miei ideali. ■ Montes Claros è una città che facilita il contatto con i più poveri. Che cosa hai imparato da loro? Che cosa fai con loro, per loro? Come ho detto precedentemente la Parrocchia «Sacra Famiglia» di Montes Claros, di cui sono parroco, è una parrocchia con la presenza di molti poveri. I poveri sperano di ricevere molto in alimentazione, medicine, pagamento delle fatture di acqua e luce, ecc. Nello stesso tempo noi impariamo molto dai poveri, come l’accoglienza, la generosità, l’aiuto mutuo, la disponibilità nel servire che è più povero, soprattutto i bambini. Come avevo fatto nelle parrocchie di Assai e Peabiru, cosi appena nominato parroco della Parrocchia Sacra Famiglia di Montes Claros ho impiantato la Pastorale dei Bambini. In Parrocchia ne seguiamo più di 1.300, nella zona urbana e rurale. Chi segue questi bambini, necessariamente entra in relazione con le loro famiglie. Chi si preoccupa della salute dei bambini sono più di 100 persone volontarie, la maggior parte donne, a loro volta provenienti da famiglie povere. Il povero è più aperto alla sofferenza dell’altro. Questi sono tutti elementi che insegnano a noi religiosi una maggiore dedizione per chi è necessitato e per chi non ha futuro. Molte persone in Italia mi chiedono se non è arrivata l’ora di ritornare in Italia. Non nego la necessità dell’evangelizzazione in Italia, ma collocando le due necessità tra Brasile e Italia preferisco continuare in Brasile, sempre con il permesso dei miei Superiori. ■ Cosa rappresenta per te il Brasile? Cosa è stato per me il Brasile? In Brasile mi sono sentito e mi sento realizzato come persona umana, come cristiano, come religioso della Congregazione della Sacra Famiglia di Martinengo e come Sacerdote. Comunicazione dall’A.M.A. Il gruppo Interparrocchiale G.M.I. AMA, nella seduta di giovedi 24 gennaio ha deciso che tutte le erogazioni in favore dei missionari e gli aiuti per le adozioni, dovranno da adesso in poi, essere effettuate tramite bonifico bancario. Il gruppo ringrazia anche a nome dei missionari, per il continuo sostegno e la fiducia ricevuti anche in questo difficile anno. Coordinate bancarie: IT35 V 03336 53270 00000003477 Incendio a Oltre il Colle Nella mattina di lunedì 14 Gennaio un incendio ha distrutto l’abitazione di due famiglie di Oltre il Colle, ha danneggiato un negozio di frutta e verdura e la mansarda di una casa adiacente. La scena è stata terribile e i danni ingenti. Per aiutare le persone in difficoltà è stato aperto un conto corrente presso la banca “Credito Bergamasco” di Oltre il Colle. Ad oggi (16 Febbraio) sono stati raccolti circa 15.000,00 Euro. È possibile continuare a donare con bonifico alle coordinate bancarie IT 03 E 03336 53270 000000007000 26 Lettura Spirituale Le lettere di Berlicche (titolo originale The Screwtape Letters), pubblicato a Londra nel 1942 dallo scrittore Clive Steples Lewis, ma originariamente apparso sulle pagine del quotidiano The Guardian, è una racconto in forma epistolare in cui un diavolo anziano, “sua potente Abissale Sublimità il Sottosegretario Berlicche”, istruisce suo nipote Malacoda, un giovane diavolo apprendista tentatore. Noi non vediamo le lettere di Malacoda a Berlicche, ma il loro contenuto può essere dedotto dalle risposte di Berlicche, il quale consiglia Malacoda su come assicurare la dannazione dell'anima di un giovane essere umano a lui assegnato, indicato come il “paziente”, di fronte al Nemico (Dio). Le epistole si presentano come una discussione alternativa della dottrina cristiana raccontata per antitesi. Il tono è molto divertente e così permette con una certa facilità la trattazione di temi molto delicati e non sempre facili da comprendere: in aiuto infatti viene la geniale trovata di mettere il lettore nei panni di Malacoda, per poter così capire con maggior intuizione chi è veramente il cristianio. Clive Staples Lewis (Belfast, 29 novembre 1898 – Oxford, 22 novembre 1963) è stato uno scrittore e filologo irlandese. È l'autore del ciclo di romanzi Le cronache di Narnia. Spesso indicato semplicemente come C. S. Lewis, fu docente di lingua e letteratura inglese all'università di Oxford, dove divenne amico dello scrittore J. R. R. Tolkien col quale - insieme anche a Charles Williams ed altri - fondò il circolo informale letterario degli Inklings. DENTRO di lui; perciò al presente la sua attenzione è rivolta principalmente ai suoi propri stati mentali - o piuttosto a quella purgatissima versione di essi che è tutto quanto tu dovresti permetterti di fargli vedere. Incoraggialo in ciò. Tiengli la mente lontano dai doveri più elementari, sospingendolo verso quelli più progrediti e più spirituali. Aggrava quella caratteristica umana che è utilissima: l’orrore e la negligenza delle cose ovvie. Devi condurlo ad una condizione nella quale possa soffermarsi per un’ora a far l’esame di coscienza senza riuscire a scoprire neppure uno di quei fatti suoi personali che son perfettamente chiari a chiunque abbia vissuto con lui nella stessa casa o abbia lavorato nello stesso ufficio. 2. È naturalmente impossibile impedirgli di pregare per sua madre, ma noi possediamo dei mezzi per rendere innocue le sue preghiere. Assicurati che esse siano sempre assai “spirituali”, e che egli si preoccupi sempre dello stato dell’anima di lei e mai dei suoi dolori reumatici. Ne seguiranno due vantaggi. In primo luogo la sua attenzione sarà tenuta su quanto egli considera i peccati di sua madre. E, con un poco di manovra da parte tua, egli può venir indotto a ritener tali quelle qualsiasi azioni di lei che gli siano scomode e che lo irritino. Così• potrai continuare a fregar le ferite della giornata e a renderle un poco più dolorose perfino mentre sta pregando in ginocchio. L’operazione non è per nulla difficile e la troverai assai divertente. In secondo luogo, dal momento che le sue idee intorno all’anima di sua madre saranno incomplete e spesso errate, egli, in qualche modo, pregherà per una persona immaginaria, e sarà tuo compito rendere quell’immaginaria persona ogni giorno meno simile alla madre vera - a quella vecchia signora che a tavola ha una lingua quanto mai tagliente. Col tempo potrai ottenere che la separazione sia tanto vasta che nessun pensiero, nessun sentimento possa traboccare dalle sue preghiere per la madre immaginata nel suo modo di trattare la vera. Alcuni miei pazienti eran diventati così maneggevoli che in un attimo si riusciva a girarli dalla preghiera più spassionata per “l’anima” della moglie o del figliuolo alle battiture o all’insulto della vera moglie o del vero figliuolo senza neppur l’ombra d’uno scrupolo. 3. Quando due esseri umani son vissuti insieme per molti anni capita di solito che ciascuno ha toni di voce ed espressioni di volto che riescon quasi Mio caro Malacoda, sono molto compiaciuto di quanto mi dici in merito alle relazioni di questo giovanotto con sua madre. Ma devi sfruttar più che puoi la posizione vantaggiosa in cui ti trovi. Il Nemico lavorerà dal centro alla superficie, portando la condotta del paziente sempre più, gradualmente, al nuovo livello, e, un momento o l’altro, potrà raggiungere il suo modo di comportarsi con la vecchia signora. È necessario che tu arrivi primo. Mantienti in stretto contatto con il nostro collega Farfarello che ha in custodia la madre, e vedete di imbastire in quella casa un’atmosfera costante di disturbo reciproco, di giornaliere trafitture di spillo. Saranno utili i metodi seguenti: 1. Fissagli il pensiero sulla vita interiore. Egli pensa che la sua conversione sia qualcosa che sta 27 insopportabilmente irritanti all’altro. Sotto al lavoro, su questo fatto. Presenta alla piena consapevolezza del tuo paziente quel modo particolare che ha sua madre di alzar le sopracciglia che non gli piaceva fin dall’infanzia, e fallo pensare a quanto gli sia ora antipatico. Fagli supporre che ella sa che ciò gli dà molta noia e che lo fa apposta per dargli noia. Se mai il mestiere egli non s’accorgerà neppure che una tal supposizione è infinitamente improbabile. E, naturalmente, non deve avere il minimo sospetto che anch’egli ha modi di parlare e sguardi che allo stesso modo recano noia a lei. Ciò si ottiene facilmente, poiché non è in grado né di vedersi né di ascoltarsi. 4. Nella vita dei popoli civili, l’odio domestico si esprime di solito col dir cose che sulla carta avrebbero un aspetto innocente (le PAROLE non sono offensive) ma con quella tal voce, o in quel tal momento, che le portano non molto lontano dall’essere come uno schiaffo sulla faccia. Perché questo gioco non abbia a cessare tu e Farfarello dovete far in modo che ciascuno di questi due sciocchi abbia una specie di misura duplice. Il tuo paziente deve esigere che tutto quanto egli esprime deve essere interpretato come si presenta e giudicato semplicemente secondo le parole dette, mentre, nello stesso tempo, giudicherà tutte le espressioni di sua madre interpretando nel modo più completo e più sensibile il tono della voce, il contesto, l’intenzione sospetta. Ed essa deve essere incoraggiata a far lo stesso nei suoi riguardi. Così, alla fine di ogni lite ciascuno se ne andrà convinto, o quasi convinto, di essere perfettamente innocente. Tu sai che cosa succede: Basta che le chieda l’ora del pranzo perché dia in escandescenze. Una volta che questa abitudine ha messo radici, nasce quella deliziosa situazione di un essere umano che dice cose con il proposito dichiarato di offendere, e che tuttavia si lamenta quando l’altro si offende davvero. Da ultimo, dimmi qualcosa sulla posizione religiosa della vecchia. È, per caso, gelosa del nuovo elemento della vita di suo figlio? - se la prende perché ha dovuto imparare da altri, e tanto in ritardo, ciò che ella crede di avergli offerto di conoscere con tanta facilità fin dalla fanciullezza? Ha l’impressione che stia facendo un po’ troppo “chiasso” - oppure che se la prenda troppo alla leggera? Ricordati del fratello maggiore nella storiella del Nemico. Tuo affezionatissimo zio BERLICCHE AVVISO: Il 16 Ottobre è ricominciata la Scuola di Preghiera Vicariale guidata da d. Davide Rota. Si tratta di un incontro al mese, il secondo martedì, alle ore 20:30 a rotazione nelle varie parrocchie del Vicariato Selvino - Serina. L’argomento trattato è: «L’Apocalisse di San Giovanni Apostolo». I prossimi incontri saranno: il 12 Marzo ad Amora; il 9 Aprile a Trafficanti; il 14 Aprile al Santuario del Perello (S. Messa conclusiva). D. Davide è molto bravo a farci gustare la Parola di Dio e ad attualizzarla: invito in particolare i genitori a frequentare questi incontri, che danno indicazioni anche sull’educazione dei figli. d. Augusto. 28 Elezioni 2013 Quando riceverete questo notiziario le elezioni saranno concluse. Tuttavia pubblichiamo lo stesso questa lettera che alcuni Uffici della Diocesi di Bergamo hanno mandato (anche via “L’Eco di Bergamo”) ai cattolici bergamaschi e a quanti (cattolici) si candidano alle elezioni. Sono riflessioni che possono essere utili per leggere le scelte che i candidati eletti metteranno in atto durante il loro mandato. È un testo rivolto ai cattolici italiani, lungo, impegnativo, ma credo valga la pena leggerlo. richiamare i nostri figli al dovere che hanno di partecipare attivamente alla vita pubblica e di contribuire all’attuazione del bene comune della famiglia umana e della propria comunità politica; e di adoprarsi quindi, nella luce della fede e con la forza dell’amore, perché le istituzioni a finalità economiche, sociali, culturali e politiche, siano tali da non creare ostacoli, ma piuttosto facilitare o rendere meno arduo alle persone il loro perfezionamento …” (Giovanni XXIII; Pacem in Terris, 76). Le azioni alle quali saranno chiamati i prossimi governi nazionali e regionali richiederanno un livello di esposizione e di coraggio nelle scelte da compiere, impossibile da sostenere se privo di un mandato popolare chiaro, di una rappresentatività larga, di un consenso culturale ampio. Per questo l’esercizio del diritto di voto risulta più che mai un atto importante di responsabilità da compiere: non si ceda alla tentazione di non partecipare, di rassegnarsi, di delegare senza scegliere. La legittimazione popolare, prima di essere esercitata con senso del dovere, deve essere attribuita con voto consapevole. LA POLITICA COME PROGETTO. Per costruire una proposta e scegliere un’offerta politica riteniamo sia necessario far riferimento ai valori della Costituzione Repubblicana e della Dottrina Sociale della Chiesa, indiscutibili fonti d’ispirazione per l’elaborazione di un progetto di società dell’uomo e per l’uomo. E’ auspicabile che gli eletti, nell’esercizio del proprio mandato, sappiano convergere verso scelte tanto responsabili quanto morali, coniugando competenze effettive e capacità di dialogo col territorio con una solida spinta etica: “… si richiede cioè che gli esseri umani, nell’interiorità di se stessi, vivano il loro operare a contenuto temporale come una sintesi di elementi scientifico -tecnico-professionali e di valori spirituali” (Giovanni XXIII; Pacem in Terris,78). LA POLITICA COME AZIONE. Molti sono i versanti sui quali potrà giocarsi l’attuale campagna elettorale, compito dei cristiani è di esigere che il confronto si svolga con chiarezza attorno ad alcune questioni fondamentali, considerando in ciascuna di esse come imprescindibili la centralità della persona, della famiglia e della tutela della vita. La questione istituzionale. Sia rimessa al centro dell’agenda politica la discussione sul rapporto tra nord e sud del Paese, I CATTOLICI NELLE ELEZIONI 2013 Che paese immaginiamo e vogliamo costruire? Il prossimo passaggio elettorale ci piace considerarlo quale occasione preziosa per stimolare candidati ed elettori ad un confronto vero e serio. Certo, tutti i parametri economici ci mostrano l’Italia come un paese in grande sofferenza, incapace di avviare un percorso credibile, in sostanza un Paese privo di quella prospettiva che sarebbe compito della politica delineare e offrire. LA POLITICA COME DOVEROSO SERVIZIO. Ci pare innanzitutto opportuno, in questa fase delicata, richiamare tutti al vero senso dell’azione politica, sottolineandone la connotazione più nobile di servizio alla comunità in cammino verso il bene comune. Per quanto oggi possa apparire difficile, la politica era, è e rimarrà sempre la via maestra per sviluppare una società più giusta, più ricca, più solidale, più sana, più coesa. Parimenti i soggetti protagonisti per eccellenza dell’azione politica, i partiti, devono essere contenitori trasparenti, luoghi di sintesi tra valori, idee, prassi e interessi, e non possono essere relegati in un angolo. Vanno stimolati a ritrovare autorevolezza e credibilità, a rinnovarsi, ad aprirsi alla società, vanno irrorati di qualità, competenza, onestà, ed in questo i cristiani sono chiamati oggi più che mai a fare la propria parte: “Coloro che sono o possono diventare idonei per l'esercizio dell'arte politica, così difficile, ma insieme così nobile vi si preparino e si preoccupino di esercitarla senza badare al proprio interesse e a vantaggi materiali ...” (Gaudium et Spes, 75). Sarebbe impossibile andare oltre questa fase d’involuzione economica, sociale e morale che accomuna tutta l’Europa, attraverso fughe in avanti o corse solitarie e demagogiche. Ciascuno deve contribuire coi propri talenti alla costruzione di un percorso comune: “… ci permettiamo di 29 alla ricerca di un equilibrio funzionale tra livelli di governo declinato in termini cooperativi e sussidiari: unita e coesa l’Italia potrà e dovrà esercitare un’azione propulsiva nel processo di integrazione politica europea quale strumento di garanzia di Pace tra i popoli. Attenzione particolare sia posta nel ricalibrare i meccanismi della rappresentanza, nel rinnovare gli strumenti della partecipazione, nel ridurre i costi della politica. CONCLUSIONE Si deve ricordare che non tutte le opzioni politiche sono eticamente indifferenti: è compito di ciascuno impegnarsi al discernimento tanto individuale quanto comunitario, assumendosi la responsabilità personale di andare oltre demagogie e qualunquismi per cogliere, attraverso l’attenta partecipazione, i valori alla base dei programmi che i partiti propongono “L’amore di Dio ci chiama ad uscire da ciò che è limitato e non definitivo, ci dà il coraggio di operare e di proseguire nella ricerca del bene di tutti” (Benedetto XVI; Caritas in Veritate, 78). La questione occupazionale. Si torni ad elaborare e proporre politiche economiche strutturali e si privilegi una via lungo la quale si possano dare risposte all’emergenza del lavoro, che è elemento fondante della nostra Carta Costituzionale e luogo per eccellenza della valorizzazione piena della persona. LETTERA APERTA AI CANDIDATI Il servizio alla buona politica Le elezioni anticipate del Consiglio Regionale della Lombardia e le elezioni politiche nazionali del prossimo febbraio avvengono in un contesto di grande incertezza e precarietà sul piano personale, familiare e sociale. La questione giovanile. La crescita del tasso di disoccupazione giovanile sembra inarrestabile ed ha raggiunto percentuali senza precedenti nell’epoca repubblicana. Serve un grande patto generazionale basato sull’opportunità, il merito e la corresponsabilità educativa, patto che consenta di tener viva la speranza di costruzione di un progetto di vita fondato sulla famiglia nel pieno rispetto dell’art.31 della Costituzione e che trovi nella scuola un forte aiuto nel compito educativo. La grave situazione del Paese fa emergere un forte incremento delle richieste di protezione sociale che difficilmente si possono coniugare con la pesante diminuzione delle risorse economiche sia statali che regionali e locali. Vi è il fondato timore che la situazione tenda ad aggravarsi con l’aumento delle disuguaglianze. Al contrario la coesione sociale ha come presupposto la presa in carico delle situazioni di fragilità, non per categorie di bisogno, ma per esercizio della giustizia sociale e quindi nel rispetto pieno e complessivo della dignità e singolarità della persona. La questione morale. Ciò che è passato davanti ai nostri occhi in questi mesi in termini di etica del comportamento non è stato né appagante né stimolante: la politica si riveli capace di porsi al di sopra di interessi settoriali, lobbies e clientele, nel segno della responsabilità e della coerenza nel proporre, dell’equità nello scegliere, della legalità e della sobrietà nell’agire. All’inizio del nuovo anno Papa Benedetto XVI affermava, nel suo discorso al Corpo Diplomatico, che la crisi economica e finanziaria "si è sviluppata perché troppo spesso è stato assolutizzato il profitto, a scapito del lavoro e ci si è avventurati senza freni sulle strade dell'economia finanziaria, piuttosto che di quella reale. Se nell'attuale crisi economica si combatte lo ‘spread’ finanziario, bisogna combattere anche quello ‘del benessere sociale’, e porre freno alle "crescenti differenze fra pochi, sempre più ricchi, e molti, irrimediabilmente più poveri […] Si tratta insomma di non rassegnarsi allo 'spread del benessere sociale', mentre si combatte quello della finanza" (7 gennaio 2013). La crisi sociale ed economica si inserisce in una forte crisi delle istituzioni politiche del nostro territorio. Pur in presenza di timidi risvegli di interesse alla politica nella nostra provincia, si assiste in generale a forme di antipolitica, cioè di La questione demografica. L’evoluzione del contesto socio-economico occidentale verso la ‘crescita zero’, unita ai consistenti flussi migratori che non da oggi mettono a dura prova la nostra capacità di accoglienza ed integrazione, richiedono uno sforzo importante sia sul fronte delle politiche dell’immigrazione (che non può essere considerata un fenomeno da contrastare ma una risorsa da valorizzare) che su quello del reale sostegno a politiche familiari. Dalla lungimiranza delle scelte future in quest’ambito, comprese quelle sulla cittadinanza, si gioca la vera partita dell’Italia e dell’Europa del domani. 30 un comune e diffuso rifiuto della politica in quanto tale. Le questioni di moralità nella vita pubblica, di poca onestà di alcuni politici, che hanno contribuito ad anticipare le elezioni in Lombardia, unite ad una diffusa incoerenza ed inefficienza nei comportamenti pubblici di chi è impegnato ad amministrare il bene comune, hanno portato alla nascita di un governo di tecnici in Italia e sono causa di molto smarrimento nel sentire dei cittadini, alimentando forme di protesta silenziosa che possono trovare nel non voto o nell’astensione gli strumenti per manifestare questo disagio. buona per tutti i cittadini, in particolar modo per coloro che si trovano a fare i conti con disagi e fragilità. Il nostro sguardo è rivolto soprattutto alla tutela delle persone e delle famiglie che con più fatica raggiungono le condizioni di una vita dignitosa. Alla luce della dottrina sociale della Chiesa, riteniamo opportuno che possiate esplicitare con chiarezza i vostri orientamenti rispetto ad alcuni riferimenti valoriali che per noi sono alla radice di qualsiasi proposta politica. Centralità della persona. La persona (quella fragile in particolare, che vive emarginazione e solitudine) deve rimanere il centro dei sistemi di protezione sociale di cui la famiglia costituisce il primo e più importante cardine. A quest’ultima, già oggi gravata da grossi compiti di assistenza e di supplenza nei servizi, non devono essere attribuiti ruoli e responsabilità ancora più grandi e difficili da sopportare. Riteniamo che mettere al centro l’uomo significhi lavorare per garantire alle persone ed alle famiglie certezza nei loro diritti sociali (salute, casa, lavoro, scuola, cultura, …) richiamandoli al contempo ad una corresponsabilità nella traduzione concreta. Solo in questo modo è possibile pensare ad un welfare costruito sulla responsabilità in cui realmente sia riconosciuta e valorizzata la capacità degli individui e delle famiglie. In questo contesto si richiama con forza una maggiore attenzione al fenomeno migratorio ed in particolare all’opportunità per i minori stranieri nati in Italia di vedersi riconoscere finalmente il diritto alla cittadinanza italiana. Un ulteriore rinvio di questa scelta non trova più alcuna giustificazione se non in una decisione politica ideologica di negare a priori una società multietnica. La presente lettera aperta è rivolta a voi Candidati alle prossime elezioni del Consiglio Regionale o del Parlamento italiano come espressione della nostra terra di Bergamo. Il Papa Paolo VI affermava che “la politica è una maniera esigente di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri” (Octogesima Adveniens, n. 46). A voi che vi siete candidati – e in modo particolare ai credenti –, ricordiamo che oggi più che mai si “debba accettare il rischio della carità politica, sottoposta per sua natura alla lacerazione delle scelte difficili, alla fatica delle decisioni non da tutti comprese, al disturbo delle contraddizioni e delle conflittualità sistematiche, al margine sempre più largo dell’errore costantemente in agguato” (Tonino Bello, 27.02.87). La scelta di candidarvi deve essere scelta di servizio alla comunità. Come ha detto il nostro Vescovo Francesco, “il cattolicesimo lombardo ha una storia che arriva da molto lontano e un'originalità rispetto al cattolicesimo italiano ed europeo. Qui la fede è generata da valori capaci di dare forma a realtà concrete: la considerazione delle persone, l'importanza della famiglia, la capacità di assumersi responsabilità in prima persona, imprese di solidarietà alte, imprese economiche evolute” (L’Eco di Bergamo, 24.12.12). Nell’attuale fase di scomposizione e ricomposizione del quadro politico, i cattolici, come ha ribadito più volte il Vescovo di Bergamo, più che guardare alle appartenenze politiche – pure necessarie – devono mettere al centro i temi del futuro, del proprio territorio, sia locale che nazionale. Sono i contenuti e non i contenitori a determinare la validità delle proposte. L’impegno in politica, come una delle espressioni più alte della carità, ha come fine ultimo la costruzione delle migliori condizioni di sviluppo del ben-essere per le famiglie e per le comunità, ma soprattutto la possibilità di un futuro di vita La 31 solidarietà. La responsabilità della cittadinanza a livello personale, porta ad una responsabilità condivisa a livello sociale. La cultura dell’essere contribuisce alla crescita della solidarietà. Papa Giovanni Paolo II definì la solidarietà come “… determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune” (Sollicitudo rei socialis, n. 38). Il bene comune non è la somma dei singoli beni individuali. È il bene che anzitutto promuove i legami che ‘tengono insieme’ la società. Sono le relazioni personali e sociali dentro le quali la persona esprime e vive la sua identità e tramite le quali può realizzarsi come persona e cittadino. Essere attenti alle politiche sociali vuole dire incrociare concretamente la realizzazione di una compiuta cittadinanza. Non è fuori luogo il richiamo all’articolo 2 della Costituzione che afferma come “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo ...” e nel contempo “… richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale”. sanitari, educativi; eguale trattamento di ogni persona tenendo conto della natura dei bisogni che essa presenta ed infine condivisione del rischio finanziario, basato sulla solidarietà fiscale, dove pertanto il contributo individuale non è determinato - nel caso della salute - dal rischio di malattia, ma dalla capacità contributiva individuale. Uguaglianza richiede inoltre la redistribuzione delle risorse con particolare attenzione alla salvaguardia dei diritti fondamentali e alla precedenza da riservare alle persone in condizione di fragilità sociale e povertà. Tutela della famiglia. Promuovere politiche sociali con al centro la famiglia richiede di realizzare interventi che: favoriscono la costituzione e lo sviluppo della famiglia come soggetto sociale avente diritti propri, integrati con i diritti individuali, in rapporto alle funzioni sociali svolte dal nucleo familiare; sanno promuovere la famiglia come luogo di solidarietà intergenerazionale; sono capaci di sostenere e potenziare le funzioni proprie e autonome delle famiglie; sostengono la solidarietà interna fra i membri della famiglia (evitando incentivi alla frammentazione dei nuclei) e la solidarietà tra le famiglie mediante il potenziamento delle reti associative, specie laddove si tratti di organizzazioni familiari e di privato sociale che erogano servizi alle persone. Tutela dei diritti essenziali dal concepimento alla morte di ogni cittadino. Non può essere il criterio economico, talvolta paravento di posizioni ideologiche preconcette, a determinare scelte che di fatto limitano la dignità della vita delle persone più indifese, sia nella scelta di mettere al mondo un figlio, sia nella fase terminale della vita di ciascuno. Il lavoro è parte integrante di qualsiasi progetto di vita personale e familiare. La centralità del lavoro quale fattore di inclusione e promozione umana va concretamente riaffermata nel contesto dell’attuale crisi che vede spesso cattivi lavori connessi a precarietà, insicurezza, mancato rispetto delle regole minime di tutela sul posto di lavoro, frammentazione dei percorsi lavorativi e dunque delle necessarie forme di accompagnamento. È in particolare nel lavoro che l’uomo scopre la propria dignità, sviluppa relazioni sociali ed esercita il proprio dovere di contribuire alla crescita e alla coesione sociale. Pertanto, il lavoro torna ad essere l’ambito in cui si misura la riuscita dell’integrazione sociale. Se ciò vale per tutti, a maggior ragione per i giovani. Per molti di essi è oggi preclusa la possibilità di costruirsi un futuro. La sussidiarietà, intesa nel suo significato più ampio, sia verticale che orizzontale, come previsto dall’articolo 118 della Costituzione. Il rispetto e la promozione effettiva del primato della persona e della famiglia, per renderla protagonista e non utente o cliente di risposte parziali, passano necessariamente attraverso la valorizzazione delle associazioni e delle organizzazioni intermedie, nelle proprie scelte fondamentali e in quelle che non possono essere delegate o assunte da altri. Ciò vuol dire garantire il funzionamento della rete di welfare in una prospettiva di sistema, chiarendo i ruoli e le responsabilità dei vari livelli istituzionali: Stato, Regione e Comuni. Si favorisce la sussidiarietà valorizzando la libertà e la responsabilità delle persone e delle formazioni sociali e promuovendo la loro partecipazione alla costruzione di una città sempre più a misura d’uomo. La territorialità. È nostra convinzione che soltanto nella ‘prossimità’, fortemente condizionata dalla conoscenza e dal legame con il territorio, è possibile ricavare le risposte più efficaci strettamente connesse al bisogno, specie in realtà così composite come sono le province lombarde. Territorialità significa riconoscere che i servizi per le fragilità sono dotati anche di una dimensione di senso, per cui la casa non è solo le ‘quattro mura’, ma anche luogo di realizzazione di un sogno personale, di coppia e familiare. Ciò è garantito solo grazie a processi di salvaguardia delle relazioni e dei beni immateriali che un Uguaglianza. Riteniamo fondamentale rammentare come l’articolo 3 della nostra Costituzione affermi che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Uguaglianza nel sistema di welfare vuol dire allora pari opportunità di accesso ai servizi sociali, 32 territorio esprime nella sua specificità. Nel territorio possono essere letti più facilmente i bisogni nel loro emergere e nelle loro caratteristiche specifiche; nel territorio si può unire al momento assistenziale la progettazione dell’inserimento; nel territorio l’ente pubblico può coinvolgere le esperienze sociali e presentare un’immagine amichevole alla popolazione per favorire relazioni significative fra servizi e persone in difficoltà; nel territorio si può promuovere realmente un welfare delle responsabilità. Negli ultimi mesi, accanto all’erosione della credibilità dei partiti, si è colta una ripresa del gusto e dell’entusiasmo nell’impegno alla partecipazione politica. Sempre più la frontiera della politica è tra la democrazia e il populismo, alimentato da una esasperata personalizzazione e visibilità mediatica, che spesso va a sostituirsi alla tradizionale opposizione tra destra e sinistra e semplifica pericolosamente e demagogicamente la complessità dei problemi. A voi Candidati allora chiediamo anzitutto di custodire l’etica nei comportamenti e nelle motivazioni che vi hanno spinto lodevolmente a dare la vostra disponibilità. Come scrive Papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in Veritate, “la Chiesa non pretende minimamente d’intromettersi nella politica degli Stati. Ha però una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione” (n.9). La salvaguardia del creato. La tutela del territorio, di chi lo abita, passa anche attraverso il rispetto e la salvaguardia dello stesso. In linea di principio tutti affermano di cercare il bene comune. Ma poi si ritiene che la politica non sia il luogo in cui si debbano esprimere giudizi di valore, ma si debba piuttosto utilizzare la categoria di utilità, soprattutto di tipo economico. Si sostituisce inavvertitamente il perseguimento del bene, in particolare il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente, soprattutto nel settore urbanistico con quello di utilità sociale intesa in termini di aumento della ricchezza nazionale e della ricchezza individuale. Viviamo un tempo che ci pone di fronte al problema dell’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo che ha messo in forte discussione l’equilibrio tra l’uomo e il suo territorio, proponendo soprattutto modelli di vita consumistici poco attenti al valore non puramente utilitario dell’ambiente. A nessuno deve sfuggire l’importanza dell’esercizio del diritto-dovere del voto responsabilmente espresso: con esso si concorre a determinare l’indirizzo politico del proprio Stato e della propria realtà locale. Per questo motivo gli scriventi Uffici pastorali diocesani si augurano che il confronto tra le parti sia sereno e leale, si svolga su programmi ben articolati, in modo che gli elettori siano messi nella condizione di conoscere e di compiere le scelte che giudicano le più valide. Tramite il vostro impegno è necessario che la politica sappia elaborare risposte all’altezza della situazione, capaci non soltanto di farci uscire dal periodo di difficoltà, ma anche di migliorarci incoraggiando nuovi stili e scelte di vita e un rinnovato esercizio della responsabilità di cittadinanza. In questo contesto il cuore del vostro agire e del vostro impegno sia la questione sociale, così come indicata dal Presidente della Repubblica, ciò vuol dire più equità sociale, più tutela delle fasce deboli, migliori servizi, più lavoro, sostegno alle donne e alle famiglie, capacità di dare un futuro e una speranza ai giovani. Da tutti, ma dai cattolici in particolare, ci si attende l’esercizio della responsabilità e il dovere di un impegno a servizio della buona politica: che siate realmente esemplari nel rigore morale, attenti alla gente, professionali, capaci di rifiutare ogni forma di corruzione, e di anteporre il bene comune ai propri legittimi interessi di parte. Può essere infine di aiuto il richiamare ciascuno cittadini e chi come voi intende mettersi a servizio della comunità - ad un vita più sobria, meno proclamata e più in ascolto dei bisogni del L’educazione rappresenta una delle sfide oggi più urgenti, che impegna la comunità cristiana e civile. Educare alla vita buona vuol dire anche valorizzare i luoghi e gli spazi dove l’educazione è il cuore del servizio alla comunità, soprattutto alle giovani generazioni. Bergamo è un territorio ricco di luoghi educativi (scuole, università, oratori, associazioni, ecc.) messi in difficoltà da una scarsa considerazione dell’importanza della funzione educativa e dalla continua riduzione di un adeguato sostegno economico nel costruire il nostro futuro e nel creare solidarietà tra generazioni. La buona politica deve raccogliere la sfida educativa e culturale che il territorio propone per poter permettere a tutti di costruire il proprio progetto di vita, nel rispetto di una autentica libertà di scelta della scuola da parte delle famiglie. Conclusioni 33 (Continua a pagina 38) ANAGRAFE PARROCCHIALE B A T T E S I M I STEFANO QUISTINI di Luca e Francesca Nervi nato il 3 Giugno 2012 Battezzato il 12 Ottobre 2012 (Zambla Alta) VIOLA TIRABOSCHI di Fabio e Adriana Carobbio nata il 3 Agosto 2012 Battezzata il 9 Dicembre 2012 (Zambla Alta) MORRIS CARRARA di Cristian e Dalila Fiore nato il 26 Novembre 2011 Battezzato il 3 Febbraio 2013 (Oltre il Colle) N MAURIZIO ANGELA di anni 83 defunto il 02/09/2012 (Svizzera - Oltre il Colle) E L L A V I T A E T E R N A CAMILLA RIZZI di anni 98 defunta il 04/10/2012 (Bergamo - Zambla Bassa) 34 INES TIRABOSCHI di anni 86 defunta l’11/10/2012 (Zambla Alta) VANESSA FIORE di anni 22 defunta il 16/10/2012 (Zambla Alta) CASIMIRA EPIS di anni 90 defunta il 27/10/2012 (Oltre il Colle) Caro Lino, adèss to è pròpe lagàt ol zàino a tèra, chèl zàino lè tol ciapàet töce dè per endà a laurà o sö per i mucc a caminà o i salvàdech a sircà, brào cassadùr, l’èra öna di tò passiù. To è ‘ncomensàt prèst a portà ol zàino da zùen quando to curìet ‘nda squadra Nassionàl di gare de sci to n’n’è enzìt mia mal. ‘Ncö a saludàt comè sò amìs l’gh’è chè tanta zèt pò a’ la nif la öl saludà ol sò campiù che l’èra brào ‘ndi competissiù. Col zàino a spala to è fàcc l’alpino militàr e a la scöla alpina de Aosta to è fàcc vèd de che stòfa rara i è fàcc sö i Caràra. Brào maèstro de sci l’ta piasìa ‘nsegnà a grancc e picinì. Comè atlèta to avrèsset fàcc öna bèla carièra militàr, ma la cà e l’tò paìs to è mai ulìt bandunàl. Tracc ensèm la tò bèla famèa adèss che l’èra bèl possà ol Signùr l’ t’à ulìt ciamà comè fiùr noèl, per i giardì dol cèl. Adèss to mancherè a la tò famèa, al paìs ‘ndo töcc i èra tò amìs. To mancherè ai alpini, ‘ndi nòste fèste ol tò mestèr l’èra chèl de fà ol polentèr e sperèm che ol zàino che to làghet a cà ergu i l’la ciàpe ‘ndi mà. Adèss en ta ederà piö inàcc e ‘ndrè da Còsta Lorès töce dè a curà i tò piante de fröta, to gla metìet töta. L’ta piasìa girà i mucc, co l’invìs de èss piö apröf al paradìs adèss lè to sè riàt caro amìs, ‘ndo ol Signùr l’avrà preparàt per tè öna pista ‘ndo scià töce dè. Adèss da fò de là a la tò zèt dà’ amò öna mà e regòrdes a’ de nòter che ‘n rèsta chè a trebulà. Dio del celo, Signùr dol paradìs, laghì ‘ndà sö per i mucc ol nòst amìs. Ciao Lino, che l’fà rima con alpino. Sergio Fezzoli, 31/10/2012 LINO CARRARA di anni 64 defunto il 29/10/2012 (Oltre il Colle) 35 Caro Francesco, quase per no destürbà, sénsa fa rumùr caessì ‘ncö to laghét Cà di Anì. L’ta egnerà ‘ncùntra ol tò fradèl Romanì Mórt zùen in Alben per la so passiù di sci. Col Padre Gino, ol Marcello e la tò cara moér sa ‘ncuntrerì söl sentér ‘ndo i t’à apéna precedìt per endà en paradìs. La tó l’è stacia öna éta sensa vésse nóma laurà e sacréfesse. Coi tò fradèi ‘n sé leàcc sö ‘nsèma e ‘l nost zögà l’éra légna e érba da portà a cà. A parte póch mis de laurà la minéra l’è stàcia la tò segónda cà de piö de trent’agn sotràt a laurà. “Che éta düra düsì baratà la lüs dol sul per ü tochèl de pà”. E’ncö tance tò compàgn de minéra i è ché a salüdà ol tò ültem dé. Adèss en ta ederà piö inàcc e ‘ndré da Cà Pasì töce dé, ma la tò memòria la sarà sémper ché. “Pörtròp töt chèl che l’nàss el mör” nóter a salüdàt l’ma löcia ‘l cör. Ol Signur en gh’à de ringrassià per la tò bùna éta che l’mà ülit donà. Ciao Francesco amìs sincér en ta regorderà sémper söi ‘nòscc sentér. L’Eterno riposo donagli o Signore splenda a Lui la luce perpetua riposi in pace Amen. Sergio Fezzoli 12.11.2012 FRANCESCO CERONI di anni 70 defunto il 09/11/2012 (Oltre il Colle) AGNESE VALLE di anni 90 defunta il 26/11/2012 (Zambla Alta) MAURIZIO GUSTAVO di anni 76 defunto il 29/11/2012 (Oltre il Colle) 36 Cara Alma, caessìna sénsa fà rumùr per nò destürbà ‘ncö to làghet la tò zét, la tò cà. Ol paìs ‘ndo riàda zùena per laurà el sarèss deentàt la tò cà. To riàet da öna tèra fòrta, friulàna e a’ ché to sa séret söbet integràda. Mama bùna s’ta edìa pòch en gir a ciacolà. Ma to cüràet bé la tò cà. Ai tò suoceri to ga sé stàcia dré e lu’ i ta ülìa ü grand bé. Laurà en cà, famèa e Césa i éra i tò passiù che to fàet con tanta discressiù. I tò ültem agn la salüte la t’à fàcc trebüla, ma a negü to l’ fàet pisà. Ü sant’òm l’à décc: “chi mör a l’ospedàl i à zamò fàcc la peniténsa de ogni màl”. To sé sémper ‘ndàcia d’acorde co la tò zét “Ol bé l’vé dal bé” Cügnàde, cügnàcc e parècc sémper i regorderà, ol bé che to é fàcc nda to cà. Grassie per ol bù esémpe che al paìs to é lagàt, da negü el vegnerà dementegàt. Pörtròp töt chèl che l’ nass el mör, nòter a salüdàt l’ma löcia ol cör. En rèsta ché co l’invìs da troàss ü dé en paradìs. Ciao Alma, Spusa e Mama d’ü tép endré, La tò memòria la sarà sémper ché. Sergio Fezzoli Ciao cara Alma, cognata adorata ma soprattutto sorella, amica, confidente. La tua lunga sofferenza sopportata con cristiana rassegnazione è stata per tutti noi un vero esempio di vita, quella vita che tu hai speso per la tua famiglia ma anche per i nostri cari Genitori. Tu sei stata per loro una figlia e loro per te i tuoi genitori che hai dovuto lasciare ancora giovane, lontani, per lavoro prima e per amore poi. Eri felice quando riuscivamo a vederti e venivamo a trovarti: sempre il sorriso nonostante la sofferenza. A darti l'estremo saluto tante persone perché chiunque ti conosceva ti voleva bene. Osiamo carpire le meravigliose parole che i tuoi cari hanno scelto per salutari: "Fai bei sogni, amore mio. Grazie di tutto". Esse racchiudono in poche parole tutto il significato di un grande amore per un grande amore. Ciao. I tuoi cognati Lazzaroni Oltre il Colle, 23/01/2013 COSTANZA COLOMBO di anni 79 defunta il 06/01/2013 (Varese - Zambla Bassa) QUALIZZA ALMA di anni 68 defunta il 12/01/2013 (Oltre il Colle) ELDA GHILARDI di anni 60 defunta il 01/02/2013 (Oltre il Colle) 37 Memoria per Maria Manenti Cara zét paréc e amis riacc che da tance pais gnicc che per compagnà la Maria di Carle ndol sò ùltem viass bràa mama e spusa semper contéta e cerusa cresida en d'òna famèa de contadì ùsada a fadighe sensa mai fì a portà gabe e fraschére l'ga dàa mia fastéde restàda édoa con quater fiòi picini i a leàcc sò granc e lauradùr col timùr del Signùr è ù ,P.Raffaele, l'è deentat prét missiunare l'fa unùr ai nòste cùntrade la Maria con tòt òl sò dafà se l'ghera di malacc tòc la ndàa a troà e a mà òde i la edia mai a rià i sò ultèm tep i è stàcc de soferénza sportàda con pasénsia ol Signur el premierà la sò buna olontà la sò l'è stacia òna éta de laurà e pregà chesto l'è ù bel esémpe chè el resterà adess come to e sèmper facc a la tò zét daga amò ona mà e à ù pensér perchè i tegne ol bù senter ciao Maria con té el và vià la figùra d'òna mama d'u tep lontà MANENTI MARIA di anni 86 defunta l’11/02/2013 (Oltre il Colle) (Continua da pagina 33) territorio. Chi in particolare si professa cristiano può trovare nella Lettera a Diogneto, scritta dai primi cristiani, il riferimento ad un preciso stile di vita ancora oggi valido e praticabile: “I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per il territorio, né per la lingua, né per i costumi. Non abitano città proprie, né usano un gergo particolare, né conducono uno speciale genere di vita … Pur vivendo in città greche o barbare, come a ciascuno è toccato, e uniformandosi alle abitudini del luogo nel vestito, nel vitto e in tutto il resto, danno l’esempio di una vita sociale mirabile, o meglio – come dicono tutti – paradossale. Abitano nella propria patria, ma come pellegrini; partecipano alla vita pubblica come cittadini, ma da tutto sono trattati come stranieri; ogni nazione è la loro patria e ogni patria è una nazione straniera … Obbediscono alle leggi vigenti, ma con la loro vita superano le leggi. Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Sono poveri e arricchiscono molti; sono privi di tutto e in tutto abbondano …”. Utilizzando le parole di Papa Giovanni XXIII nella Enciclica Pacem in terris, a voi politici, come “A tutti gli uomini di buona volontà spetta un compito immenso: il compito di ricomporre i rapporti della convivenza nella verità, nella giustizia, nell’amore, nella libertà: i rapporti della convivenza tra i singoli esseri umani; fra i cittadini e le rispettive comunità politiche; fra le stesse comunità politiche; fra individui, famiglie, corpi intermedi e comunità politiche da una parte e dall’altra la comunità mondiale. Compito nobilissimo quale è quello di attuare la vera pace nell’ordine stabilito da Dio” (87). Accompagniamo con la stima e la preghiera il vostro servizio alla buona politica. Ufficio pastorale Associazioni - Gruppi - Movimenti Caritas diocesana bergamasca Ufficio pastorale età evolutiva Ufficio pastorale della famiglia Ufficio migranti Ufficio pastorale della salute – sofferenza - assistenza Ufficio per la pastorale scolastica Ufficio pastorale sociale, del lavoro e dell’economia Ufficio pastorale del tempo libero, turismo e sport Bergamo, 28.01.13 38 Anniversari di Matrimonio Domenica 3 Marzo 2013 hanno festeggiato 70 anni di matrimonio Tiraboschi Beniamina e Battista (Zambla) Domenica 3 Marzo hanno festeggiato 50 anni di matrimonio Tiraboschi Cristina e Palazzi Felice (Zorzone) 39 INSIEME Responsabile: don Augusto Benigni Comitato di redazione: Yvette Epis, Ivonne Arioli, Sergio Fezzoli, Piera Palazzi, Milena Rizzi, Aurelia Tiraboschi, Oscar Tiraboschi Addetti alla consegna: Graziella Bonzi, Gianna Carrara, MarMartina Carrara, Eleonora Ceroni, Claudia Maurizio, Anna Palazzi, Ofelia Palazzi, Piera Palazzi. Periodico dell’Unità Pastorale Alta Valle Serina. È distribuito gratuitamente a tutte le famiglie dell’Unità Pastorale Alta Valle Serina (parrocchie di Oltre il Colle, Zambla e Zorzone), a preti, religiose e religiosi nativi o che hanno prestato servizio in parrocchia. Per chi desidera riceverlo via posta chiediamo un contributo SPESE DI SPEDIZIONE PER 4 NUMERI : Italia: 8,00 Euro Europa: 10,00 Euro Africa - Asia - Americhe: 16,80 Euro Oceania: 18,80 Euro NUMERI TELEFONICI PARROCCHIALI Don Augusto 0345 95095 Don Plebani Don Cossali 0345 95611 Scuola materna 334 8871 839 www.webalice.it/gerolamopalazzi Oltre il Colle, via Roma 560 Si riceve su appuntamento al tel 331/47.07.801 40 0345 95119