La Banca del Tempo di Trento “Or volge il diciottesimo anno” (1996 - 2014) A cura di Olimpia Kanellatu Anna Maria Pola Tommasini Ai soci di ieri, di oggi e di domani. Il regalo più grande che tu possa fare a qualcuno è il tuo TEMPO. che cos’è È un’associazione senza scopo di lucro, nata nel 1996, in collaborazione con il Comune di Trento e la Consulta ‘Tempi e Orari della città’. Favorisce l’aiuto reciproco tra i soci attraverso lo scambio del tempo alla pari. FINALITÀ: FAVORIRE LO SCAMBIO DEL TEMPO TRA I SOCI CONDIVIDERE E VALORIZZARE CAPACITÀ E SAPERI PROPRI E DEGLI ALTRI FAR NASCERE NUOVE RELAZIONI SOCIALI RENDERSI PARTE ATTIVA DELLA COMUNITÀ LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO INDICE Saluto Presidente Consiglio regionale Diego Moltrer ........... pag. 9 Saluto Sindaco di Trento Alessandro Andreatta ................... pag. 11 Presentazione Dirigente Ag. prov. famiglia Luciano Malfer ... pag. 13 Introduzione Presidente CSV Giorgio Casagranda ............... pag. 15 Premessa Olimpia Kanellatu .............................................. pag. 17 Prefazione Paolo Coluccia .................................................. pag. 19 La nascita nel 1996: i primi passi della Banca del Tempo di Trento ...................................... pag. 25 1999 - 2006: grande spazio alla formazione e alla promozione ................................... pag. 39 2007 - 2013: la Banca del Tempo di Trento allarga i confini ................................................................ pag. 55 I numeri della Banca del Tempo di Trento ........................ pag. 71 Testimonianze di soci ....................................................... pag. 79 Per riflettere un po’ .......................................................... pag. 91 Conclusioni Anna Maria Pola Tommasini .......................... pag. 95 I Presidenti ...................................................................... pag. 97 RASSEGNA STAMPA ........................................................ pag. 99 Suggerimenti bibliografici ................................................. pag. 119 I recapiti .......................................................................... pag. 121 7 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO SALUTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DIEGO MOLTRER Il tempo è un tesoro sempre più prezioso nella nostra società. Le giornate si rincorrono a ritmo frenetico e le ore scorrono così velocemente che se ne perde il valore, ma questo elemento, invece, è ben riconosciuto dalla Banca del Tempo di Trento, una Associazione che, a diciotto anni dalla sua nascita, ha compiuto un percorso importante, divenendo un punto di riferimento per molte persone che l’hanno conosciuta ed apprezzata. Un concetto molto semplice, primordiale, quello dello scambio, applicato alla società di oggi: uno scambio di conoscenze, esperienze, capacità. Le ore sono contabilizzate e ciascuno usufruisce dei servizi che qualcun altro mette a disposizione, creando un circuito virtuoso. Non si tratta però di un semplice do ut des, bensì di un vero progresso sociale, poiché oltre alla praticità del servizio stesso, la Banca del Tempo rappresenta una forma di associazionismo assolutamente positiva, un atto di fiducia verso il prossimo. Sono convinto che il principio alla base delle Banche del Tempo sia qualcosa di straordinario, perché permette da una parte ai cittadini di usufruire di servizi, dall’altra di divenire essi stessi parte attiva nella vita della collettività e così si rafforza il tessuto sociale, creando una vera rete di solidarietà. L’impegno di coloro che partecipano all’associazione e mettono a disposizione le proprie capacità non rappresenta solamente un risparmio economico per coloro che ne usufruiscono ma è il frutto di una scelta per9 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO sonale concreta ed encomiabile che garantisce, a molti cittadini, di poter accedere a determinati servizi, spesso difficilmente accessibili, in cambio di una propria conoscenza specifica o semplicemente alla propria disponibilità. Se è vero che il meccanismo che muove l’Associazione è davvero simile a quello di una banca, con sportello e libretti d’assegno, il tempo che viene qui “raccolto” va al di là di qualsiasi monetizzazione. Desidero ringraziare, a nome personale e del Consiglio regionale, tutti i soci e coloro che si adoperano affinché la Banca del Tempo possa continuare a svolgere la sua importantissima attività, con l’auspicio che quanto viene fatto dall’Associazione possa essere sempre più conosciuto e che sempre più persone mettano il proprio tempo in Banca! Buon lavoro! Diego Moltrer Presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto-Adige 10 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO SALUTO DEL SINDACO DI TRENTO ALESSANDRO ANDREATTA Le nostre vite sono caratterizzate da una rincorsa continua del tempo che non c’è o che non è mai abbastanza: tendiamo a vedere troppo cosa ci manca o non riusciamo a fare, mentre non ci soffermiamo mai abbastanza a valorizzare quanto abbiamo e possiamo mettere a disposizione degli altri. La Banca del Tempo, nel suo percorso di esperienze e crescita, ci insegna che è possibile adottare una diversa prospettiva, dove ciascuna persona non solo può vivere meglio la propria quotidianità, ma intrecciando relazioni con altri, mettendo a disposizione il proprio saper fare e la propria disponibilità, può contribuire a rendere più semplice anche quella del vicino. Può apparire una logica fuori dal tempo, quasi utopia, ma così non è, come dimostra lo sviluppo di cui è protagonista questa realtà: partita come intuizione innovativa di un vicace gruppo di donne di uno dei nostri storici quartieri, è diventata un punto di riferimento importante in città e anche fuori, dove l’esperienza è stata estesa. Del resto questo mettersi in gioco, superando la logica del solo per me stesso è la vera ricchezza della nostra comunità. Trento può vantare un buon livello di coesione sociale, la nostra comunità cittadina ha buoni anticorpi per fronteggiare l’individualismo e la solitudine crescente della nostra società. Questo anche grazie alle tante realtà, ai numerosi cittadini di ogni età che mettendosi a disposizione degli altri, contribuiscono in modo importante a rendere migliore la nostra realtà. Tra queste c’è certamente la Banca del Tempo, una realtà viva e vitale che grazie alla passione, alla determinazione e all’impegno dei suoi soci fondatori, ha dato alla nostra città un’occasione in più per essere più aperta e solidale, più forte di fronte alla solitudine. 11 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Questa associazione ha anche il grande pregio di essere stata un motore di nuove relazioni sociali: tra i soci non ci si limita a scambiarsi servizi, si condividono sentire ed esperienze, ci si confronta, si sta insieme creando nuove reti di amicizie. Questo libro, ripercorrendo la storia e le vicende della Banca del Tempo di Trento, ci permette di conoscere un vissuto importante del nostro tessuto sociale, e ci insegna quanto prezioso possa essere il mettersi a disposizione anche degli altri. Alessandro Andreatta Sindaco di Trento 12 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO PRESENTAZIONE Una banca che non spende moneta a uno sportello bancario, ma offre qualcosa di innovativo ed originale nella nostra società: scambio di servizi e di solidarietà nelle comunità locali. E’ la Banca del Tempo e, quella di Trento, vanta un primato e una forte tradizione perchè è stata la prima realtà a nascere sul territorio provinciale e ha all’attivo 18 anni ininterrotti di attività. Questa associazione ha continuato a rappresentare un punto di riferimento per le famiglie che hanno trovato risposte puntuali alle diverse esigenze, pratiche e di relazione, portando le persone ad uscire da una logica individualistica, facilitando al contempla prevenzione di situazioni di disagio legate all’isolamento. Il costante impegno alla solidarietà ha permesso inoltre, di accrescere la coesione sociale nel territorio, incrementando il benessere comunitario. E’ in particolare all’interno di questo ultimo ambito che si è mosso l’interesse della Provincia a sostenere la Banca del Tempo di Trento, interagendo più volte con il direttivo per trovare quelle soluzioni che meglio rispondessero a un’azione “amica della famiglia”.L’Agenzia provinciale per la famiglia, come espresso nell’art.14 della L.P. 1/2011 sul Benessere familiare, si è impegnata a sostenere le Banche del Tempo, associazioni di promozione sociale iscritte nel registro previsto dalla L.P.8/1992. In questo momento di difficoltà economica è importante sostenere i percorsi di vita dei singoli cittadini e delle famiglie. La Provincia Autonoma di Trento, in particolare negli ultimi anni, ha messo in campo un’importante architettura di politiche per il benessere, fortemente ispirata all’intersettorialità e alla sussidiarietà. La mission della banca del Tempo ben 13 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO esemplifica l’integrazione delle politiche e delle azioni pubblico-privato sino ad ora avviate come risorsa strategica su cui puntare, per mettere in campo nuove progettualità e nuovi servizi all’interno di una rete territoriale fortemente orientata alla crescita sociale e allo sviluppo, anche economico, del territorio. La presente pubblicazione rappresenta senz’altro una qualificata sintesi delle attività che ben presentano il percorso storico e il significativo lavoro di rete di questa Associazione. dott. Luciano Malfer Dirigente Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili 14 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO INTRODUZIONE Siamo tutti ricchi; tutti noi possediamo una storia personale, delle esperienze vissute, dei talenti e delle conoscenze. E forse queste nostre ricchezze diventano davvero tali solo quando riusciamo a condividerle con chi ci sta attorno. Alla base di questi scambi troviamo la fiducia e la reciprocità, ingredienti fondamentali per la crescita personale. Per la Comunità, la gratuità e la mancanza di finalità seconde rafforzano le reti fiduciarie e aumentano la dotazione di capitale sociale. In breve, il dono ha la capacità di innescare processi a catena e ottenere infinite ricadute positive e deve essere considerato come un prezioso strumento di sviluppo locale. L’attuale crisi non solo economica e finanziaria, ma soprattutto culturale, evidenzia il bisogno di riaffermare valori fondamentali quali: libertà, centralità della persona, sussidiarietà, gratuità, accoglienza e democrazia partecipata, tutte qualità che concorrono a rafforzare la coesione sociale e il senso di comunità. In questo contesto la Banca del Tempo gioca un ruolo cruciale perché in grado di valorizzare i rapporti umani, promuovere la solidarietà e rafforzare l’autostima del singolo e della collettività attraverso lo scambio di competenze e saperi aprendo nuove porte e nuove opportunità. Per questo desideriamo ringraziare la Banca del tempo di Trento per il lavoro svolto in questi anni e augurarle un buon proseguimento per le importanti sfide che si accinge ad intraprendere. Giorgio Casagranda Presidente del Centro Servizi Volontariato 15 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO PREMESSA Questa pubblicazione sulla Banca del Tempo di Trento, alla soglia dei suoi diciotto anni di vita, è il frutto di un costante lavoro di raccolta dati e materiale informativo sui soci e sugli scambi effettuati, sulle iniziative intraprese sia internamente che all’esterno verso le istituzioni, le altre ‘Banche’ e la comunità. L’aver sempre curato il “giornalino” periodico e contribuito anche alla stesura della prima pubblicazione “Un paese nella città”, mi ha dato l’opportunità di poter affrontare insieme alla socia e amica Anna Maria questa nuova impresa con il solito spirito di collaborazione verso la Banca del Tempo di Trento, dalla quale ho anche ricevuto molto in termini di amicizia e di scambi, nei sedici anni di militanza. Per quanto riguarda le fonti, sono stati utilizzati per i primi tre anni il volumetto “Un paese nella città”; per i successivi anni materiale d’archivio, articoli di cronaca di giornale, atti dei convegni e dei corsi di formazione, registri contabili delle ore scambiate ai fini dei dati statistici, testimonianze dei soci. L’esposizione segue un criterio cronologico, senza voler essere esaustivi, dando spazio agli avvenimenti principali e utili a fornire un’idea chiara della realtà della Banca del Tempo di Trento, con le sue peculiarità organizzative, il suo spirito innovatore e propositivo nel proprio settore a livello locale, regionale e anche nazionale, ma anche e soprattutto del gruppo di persone in relazione tra loro con sincera partecipazione negli scambi e passione, che si riesce a cogliere attraverso le varie testimonianze dirette. Il testo è impreziosito dalla prefazione di Paolo Coluccia, uno dei massimi esperti del fenomeno delle Banche del Tempo in Italia, a cui la BdT di Trento è legata da anni con un rapporto di fiducia e stima reciproca. 17 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Ringrazio di cuore le presidenti che mi hanno preceduta e che nel tempo si sono avvicendate alla guida della Banca del Tempo, con intesa e senso di responsabilità, sostenendo con lo spirito di sempre anche questa pubblicazione. Ringrazio tutti i soci per la fiducia ed in special modo l’attuale Consiglio direttivo per il supporto. Ringrazio, infine, tutti coloro i quali hanno dato un aiuto a vario titolo, per la realizzazione del presente volume, nell’ideazione, nell’organizzazione, nella stesura e nella stampa. Olimpia Kanellatu Presidente della Banca del Tempo di Trento 18 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO PREFAZIONE La banca del tempo non è un’associazione qualsiasi. È molto particolare e complessa. Non si regge su grandi ideali (la pace, la donazione degli organi o del sangue, la carità, la filantropia ecc.) E non si materializza in maniera strutturata, tipica di tante associazioni famose, bensì si basa su un’idea semplice e condivisa, lo scambio alla pari di tempo regolato dal principio di reciprocità. L’azione dei suoi aderenti s’implementa giorno dopo giorno, mediante una trama interattiva coordinata e condivisa, per il raggiungimento di rapporti e relazioni stabili, oltre che per la soddisfazione di qualche bisogno contingente. Inoltre, da questo si evince chiaramente che la banca del tempo non è un’associazione di volontariato, né di beneficenza. La Banca del Tempo non è un progetto, ma un sistema sociale. Qual è la differenza? Un progetto è un programma per fare qualcosa, nel quale si cerca di redigere ogni parte o di esporre ogni passo in anticipo. A monte c’è sempre un capo-progetto o un gruppo di lavoro che ne determina il corso. Un sistema sociale, al contrario, è imprevedibile, ma può rispondere ai cambiamenti del suo ambiente. Una volta fondato può auto-regolarsi ed auto-determinarsi naturalmente per tutta la sua durata. Un sistema è un insieme complesso, un insieme di parti collegate e in relazione, che si adatta e si rigenera in continuazione. A monte c’è un gruppo di persone che con la propria azione implementano in maniera condivisa e conviviale il sistema stesso e lo fanno vivere. Non è importante che esista materialmente una Banca del Tempo in un comune o in qualche quartiere di città, con la sua sede, i suoi soci, le infrastrutture ecc. Questo è avvenuto (e ogni tanto ancora avviene) in un recente passato. Circa vent’anni fa era quasi diventata una moda per i comuni fregiarsi dell’importanza di avere nel proprio territorio una Banca 19 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO del Tempo. Qualcuno è riuscito persino a far carriera sfruttando l’idea. Ma gli esiti, per chi come noi osserva il fenomeno fin dall’inizio, sono stati purtroppo assai deludenti. Infatti, molte Banche del Tempo sono spesso nate solo sulla carta in qualche ufficio comunale. Altre, passato il breve periodo iniziale d’entusiasmo, si sono dissolte, alcune non hanno conservato la continuità dell’azione di scambio per svariati motivi. Qualcuna, invece, ha resistito nel tempo, si è rigenerata di tanto in tanto, ha riformulato i suoi obbiettivi e ancora oggi esiste, come la Banca del Tempo di Trento, fortemente voluta e animata da Anna Maria Pola Tommasini, che ne è stata presidente e che continua a stimolarne gli obbiettivi e il rinnovamento, insieme ad un gruppo straordinario e variegato di persone, soprattutto donne. Da questo si comprende chiaramente che una Banca del Tempo può esserci o meno in un luogo, ma non è questo ciò che conta. Ciò che conta è che le persone facciano Banca del Tempo e non che semplicemente abbiano la Banca del Tempo. Questo significa cogliere l’essenza ideale della reciprocità e praticare lo scambio sociale, vivere nello stesso tempo un’esperienza di ricerca e di azione, per la costruzione di rapporti sociali interpersonali stabili e fondati sulla parità, sul rispetto e sulla solidarietà e per la soddisfazione di piccoli bisogni quotidiani senza l’uso del denaro. La filosofia della Banca del Tempo si basa pertanto sull’azione di reciprocità generalizzata (diretta e indiretta) e sui principi della simmetria e dello scambio sociale, per il raggiungimento della solidarietà. Cos’è la reciprocità generalizzata? Si dà a qualcuno, per ricevere da qualcun altro o dallo stesso. Si scambiano così, senza l’intermediazione del denaro, beni, servizi e sapere. L’azione è necessariamente locale. Il fine è la solidarietà tra gli aderenti e di questi verso la comunità d’appartenenza. Tutti hanno la possibilità di dare e chiunque ha bisogno dell’altro per ricevere. Il comportamento individuale è il dare, il ricevere e il ricambiare. È uno scambio tra equivalenti, ma non di mercato, dove lo scambio segue la contrattazione diretta (qualcuno cede la merce in cambio del denaro di qualcun altro). In un sistema di reciprocità si dà a qualcuno per ricevere 20 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO da qualcun altro o dallo stesso in tempi e modi differenti. Al posto del contratto c’è il patto. Non è nemmeno assimilabile al baratto, come confusamente molti sottintendono, perché anche il baratto si svolge frontalmente tra gli equivalenti: si dà un oggetto in cambio di un altro d’uguale valore, d’uso o convenzionale non importa, sempre a seguito di contrattazione. “Il principio del baratto dipende per la sua efficacia dal modello di mercato”, ha osservato Polanyi. La simmetria è un principio fondamentale in questi rapporti interindividuali e si manifesta: a) nella produzione e nell’uso dell’informazione (tutti contribuiscono a creare il circuito informativo di ciò che si dà e di ciò che si riceve bollettino offerte-richieste); b) nella parità sostanziale degli individui in rapporto alla prestazione offerta nel sistema (un’ora dell’imbianchino vale quanto un’ora dell’esperto informatico); c) nel pareggio a saldo di tutti i conti individuali, in dare o in avere, considerato che tutti partono con un conto zero (quando qualcuno riceve si “indebita” mentre chi ha dato si “accredita” di ore di tempo o di unità locali di conto). Lo scambio sociale consiste della relazione di ego verso alter; finalizzata alla solidarietà del noi, al legame sociale (condivisione), alla comunicazione (azione-comune). La dimensione umana della reciprocità instaura un nuovo settore sociale: quello della spontaneità e del dono libero. Non si vuole soppiantare lo stato o il mercato - questo è importante, anche se non è tutto, e regola gli scambi della maggior parte degli individui - ma si cerca di immettere nel sistema sociale generale un’innovazione basata sui fondamenti antropologici e culturali del dono libero. “Le società hanno progredito nella misura in cui esse stesse, i loro sottogruppi e, infine, i loro individui, hanno saputo rendere stabili i loro rapporti, donare, ricevere e, infine, ricambiare!” (Marcel Mauss, Saggio sul dono). 21 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO La Banca del Tempo è un sistema sociale fortemente innovativo. È un termometro sociale con cui è possibile misurare la promozione di sé, la cittadinanza attiva, la solidarietà, la capacità di miglioramento della comunità d’appartenenza, nella coesione sociale e nella salvaguardia delle diversità individuali, psicologiche, culturali e generazionali. Questa esperienza di scambio locale non monetario è stata intravista in un documento di lavoro, effettuato da un gruppo di studiosi operanti nel Nucleo Valutazioni Prospettive della Presidenza della Commissione Europea nel 1999, che complessivamente disegnava cinque probabili “scenari” europei nell’anno 2010. In uno di questi scenari, il secondo, definito Iocentoofiori, caratterizzato da un “equilibrio instabile”, le Banche del Tempo e tante micro-iniziative innovative fanno capolino nella società europea per fronteggiare la crisi politica, economica, sociale e culturale determinatasi nel quinquennio 2000-2005. “Si assiste in questo periodo all’ascesa di collettività locali dinamiche”, si legge nel documento futuribile. “È ormai raro - continua lo studio - trovare un comune o un quartiere che non abbia la propria valuta e una Banca del Tempo in cui scambiare lezioni private, attività culturali e ogni tipo di servizi alla persona (come ripetizioni, assistenza a bambini e anziani e collaborazioni familiari). Le associazioni locali, spesso gestite da donne, pensionati o neolaureati, si sono moltiplicate e di fatto trasformate in piccole imprese”. Alcune, con l’aiuto delle autorità locali, svolgono un ruolo importante nell’erogazione di piccoli prestiti ai privati e alle imprese con problemi immediati di liquidità. Altre hanno istituito ‘casse comuni’ per finanziare reti di sostegno economico e, se necessario, persino offrire borse di studio o di riqualificazione professionale. Le più avanzate possono anche erogare “prestazioni sociali”. Le Banche del Tempo sono come le amicizie: nascono, crescono, diventano profonde, ma se non si curano continuamente rischiano di disperdersi. Sono poche le esperienze italiane che hanno saputo resistere nel tempo. Spesso la maggior parte ha trascurato di riprendere l’attività il 22 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO giorno dopo, d’inventarsi qualcosa di nuovo, di rigenerare gli scambi e gli obiettivi. Sono poche le Banche del Tempo nate alla prima ora che oggi festeggiano il 18° compleanno, come la Banca del Tempo di Trento. Un augurio finale da parte mia. Prossimo traguardo: il 25° compleanno. Paolo Coluccia Giornalista ed esperto in Sistemi di Scambio Locale non monetario Breve nota bio-bibliografica di Paolo COLUCCIA (http://digilander.libero.it/paolocoluccia) Dottore in Pedagogia, osservatore socio-economico indipendente e saggista, ad una formazione psicopedagogica e filosofica associa una buona conoscenza della legislazione sociale e del lavoro. Fra le altre cose, si è interessato di Sistemi di scambio locale non monetario e di Banche del tempo, intravisti come spazi sociali d’interazione e di comunicazione sociale, su cui ha scritto vari libri. L’elenco completo delle sue pubblicazioni è sul suo sito internet. 23 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO LA NASCITA NEL 1996: I PRIMI PASSI DELLA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 25 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO PREMESSA Il libretto raffigurato nell’immagine è stata la prima pubblicazione della Banca del Tempo di Trento, stampata nel 1999 in collaborazione con ‘Tempomat: Osservatorio nazionale sulle Banche del Tempo’. E’ stato il frutto di un’esperienza umana, forte, collettiva e interessante qual è la Banca del Tempo. Si ripropongono di seguito alcune pagine di quella pubblicazione per ripercorrere le tappe dello sviluppo e della realizzazione di un'idea nata per dare ai cittadini la possibilità di scambiare il tempo: tempo che non basta mai e del quale tutti, indistintamente, hanno sempre più bisogno. INIZIO DELLA STORIA: L'IDEAZIONE Il Circolo culturale di Piedicastello La Banca del Tempo di Trento è nata a Piedicastello, piccolo e antico rione della città per iniziativa del Circolo Culturale Femminile che Anna Maria Pola Tommasini ha fondato nel 1984 e ha presieduto per 10 anni. Il Circolo, costituito come associazione di fatto, senza scopo di lucro e libero da vincoli ideologici, ha offerto al quartiere, attraverso un'intensa attività, un modo diverso di stare insieme. Nel corso degli anni, ha proposto alla città dibattiti su grandi temi sociali come la droga, l'ambiente, il ruolo dei mass media, il disagio giovanile nella scuola. Temi che sono stati scelti alla luce dei risultati di tre questionari distribuiti nel rione e hanno permesso di conoscere la realtà e i bisogni locali. Sulla base di quanto emerso sul tema 'ambiente', il Circolo ha contribuito alla realizzazione di un parco pubblico nel quartiere raccogliendo le firme di oltre 600 abitanti su una petizione presentata al Comune. L'attività del Circolo, sia per le relazioni attivate che per i risultati ottenuti, è stata occasione di grande crescita per il suo gruppo che ha avuto così la possibilità di sviluppare momenti interessanti di riflessione. Durante uno di questi incontri, una socia ha fatto circolare un articolo del settimanale "Donna Moderna" che descriveva l'esperienza italiana della 26 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Banca del Tempo. L'idea è piaciuta moltissimo. Era nuova, interessante e curiosa e permetteva di fare qualcosa non limitatamente alla realtà della Circoscrizione di Piedicastello, ma utile a tutta la cittadinanza. I tempi erano maturi e questa era l'occasione per fare, in un certo senso, quel salto di qualità che il Circolo attendeva da qualche tempo senza, però, allontanarsi dai suoi principi costituenti di solidarietà e di parità tra le sue aderenti. Dopo alcuni incontri sull'argomento "Banca del Tempo" (fine 1995), solo un piccolo gruppo di socie del Circolo era interessato e motivato ad informarsi e ad elaborare il progetto per avviare una Banca del Tempo a Trento. I PRIMI PASSI ATTRAVERSO IL RACCONTO DI ANNA MARIA Informazioni e visite “Le prime informazioni le abbiamo cercate e trovate sulla stampa nazionale. Ritenevamo di fondamentale importanza ogni articolo nuovo relativo alle Banche del Tempo. Infatti, è stato uno di questi inserti che ci ha fornito l'indirizzo del Centro "Il Cittadino Ritrovato" presso l'Università di Siena, al quale ci siamo rivolte per chiedere gli atti della sua conferenza sul tema, tenuta a Bologna nel maggio 1995, e l'elenco delle banche esistenti in Italia al gennaio 1996. La risposta di Adele Grisendi, direttore del Centro, è arrivata subito assieme all'invito a un "Incontro di Lavoro" organizzato a Bologna ai primi di marzo del 1996. In occasione di tale incontro, oltre ad Adele, abbiamo conosciuto Grazia Colombo e Rosa Amorevole (le tre autrici, in seguito, della Guida 'La Banca del Tempo'). Le loro relazioni ed i colloqui con le coordinatrici di Banche del Tempo già funzionanti e presenti all'incontro ci hanno fornito numerosi spunti per ulteriori riflessioni e ci hanno chiarito parecchi interrogativi sul senso stesso di creare una Banca e sulla modalità per avviare una tale esperienza. Dopo questo primo approccio teorico, abbiamo deciso di visitare due realtà diverse fra loro per affrontare finalmente il lato pratico: il "Pro27 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO getto Talenti" in Alto Adige che, a differenza di altre ‘Banche’, usa come unità di scambio una moneta simbolica (il Talento) e la Banca del Tempo di Sant'Arcangelo di Romagna, dove abbiamo raccolto preziosi suggerimenti pratici. La banca di Trento, infatti, ha scelto l'ora come unità di misura per gli scambi anziché la moneta. Invece di seguire un modello standardizzato, abbiamo ideato un progetto di Banca del Tempo autonomo, specifico, modellato sul nostro gruppo e sul nostro territorio di riferimento, definendo le regole in funzione dei problemi sorti ad ogni scambio di tempo.” Solidarietà alla pari è conveniente “Il nostro interesse non era rivolto soltanto agli scambi materiali; ma abbiamo privilegiato i rapporti umani e sociali. Il gruppo ha stabilito che i soci avessero tutti pari dignità indipendentemente dall'età, dal reddito o dalla professione. Eravamo anche consapevoli che i risultati di qualità sarebbero arrivati dopo una attesa lunga; infatti, affinché ciascun socio possa entrare nella logica dello scambio, è necessario che avvenga un cambiamento culturale. All'inizio, non è facile capire che una persona può dare ciò che ama fare a qualcuno che ne ha bisogno e, in cambio, poi, potrà ricevere, anche non dalla stessa persona, ciò di cui, a sua volta, ha necessità. Questa esperienza è davvero capace di tirare fuori dalle persone, da ognuno di noi, capacità, interessi, disponibilità a volte insospettati. Nella banca, pertanto, non si realizzano soltanto dei semplici baratti: accade qualcosa di molto più ampio e ricco. Il gruppo ha iniziato subito a scambiare tempo usando un elaborato elementare: la lista dei servizi offerti e richiesti con indicati i nominativi di tutti i soci e il loro recapito telefonico. Per attestare gli scambi abbiamo usato assegni realizzati a mano, prendendo spunto da quelli degli Istituti di Credito. Tali assegni, inizialmente, erano suddivisi in due parti: la matrice, che rimaneva a chi usufruiva del servizio, e la 'figlia' da consegnare a chi lo effettuava. Le ore scambiate venivano, poi, registrate su un semplice foglio per avere la possibilità di verificare i movimenti di tempo. 28 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO A questo punto, avevamo le idee abbastanza chiare; si trattava, però, di fare delle scelte circa le attività da offrire e da richiedere. Abbiamo pensato di non offrire assistenza agli anziani non autosufficienti e ai bambini, vista la grande responsabilità che ne derivava e anche per non togliere niente alle strutture già esistenti. La nostra ‘Banca’ voleva coprire soltanto i piccoli bisogni emergenti, quali: il disbrigo di pratiche d'ufficio, il ritiro di documenti o di ricette mediche, l'accompagnamento in auto, fare la spesa per qualcuno, preparare dolci e cibi, piccole riparazioni domestiche, lavori femminili, compagnia per eventi culturali e gite. Il tutto senza invadere il campo delle professioni.” Il passaparola “Con il passaparola, infine, abbiamo sensibilizzato e coinvolto parenti, amici e colleghi, allargando così il gruppo iniziale. Ricevendo richieste di adesione, ci siamo poste l'esigenza di preparare la nostra prima scheda di iscrizione. Abbiamo deciso che il numero progressivo di iscrizione di ogni socio diventasse il suo numero del conto corrente individuale. Anche la banca avrebbe potuto scambiare tempo come un socio qualsiasi e, per questo, le abbiamo attribuito come numero di Conto Corrente lo zero. L'organizzazione e la progettazione della Banca del Tempo richiedevano grande impegno e tanto lavoro non retribuito. Siamo riuscite a portare avanti il progetto soltanto per la forte motivazione che ci spingeva tutte. Ne è derivato che tutte le altre attività del Circolo sono state sospese in vista di trasformarlo nella banca; in essa, infatti, intravedevamo grandi opportunità di crescita umana, di nuove amicizie, di nuove competenze ed anche per una migliore organizzazione della giornata di chi avrebbe aderito.” Fase sperimentale “Nella nuova sede, assegnataci dal Comune presso il Centro Associazioni Culturali ‘Disertori’, si è subito deciso di presentare alla città il progetto ‘Banca del Tempo di Trento’ promovendo un incontro pubblico 29 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO che si è svolto il 5 giugno 1996 e al quale sono stati invitati il Comune di Trento e tutte le associazioni femminili della città. La scelta di invitare queste associazioni è stata fatta nell'intento di presentare l'evoluzione del Circolo culturale di Piedicastello e la sua trasformazione in Banca del Tempo. Il periodo sperimentale è stato determinante ai fini dell'avvio concreto della ‘Bdt’. Infatti, ha permesso di constatare che, effettivamente, anche a Trento, poteva funzionare una Banca del Tempo. Lo dimostravano i primi risultati. Il gruppo iniziale era raddoppiato e abbiamo deciso di annunciare ufficialmente alla città l'apertura, con l'autunno 1996, del primo sportello di Banca del Tempo a Trento.” 30 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Logo dipinto e regalato alla BdT di Trento dall’artista Marcello Pola LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO È UNA REALTÀ La Banca del Tempo di Trento è stata presentata ufficialmente a Palazzo Geremia a Trento il 12 ottobre 1996 dal Circolo Culturale di Piedicastello in collaborazione con il Comune di Trento nell’ambito del ‘Progetto Tempi e Orari della città’. 31 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Dal giorno dell'inaugurazione ufficiale in poi, è proseguito l'impegno per la realizzazione del progetto iniziale con una fase propositiva che, alla luce dei risultati della sperimentazione, rivitalizzasse i rapporti interpersonali, favorisse la crescita quantitativa e qualitativa dei soci consolidando il gruppo. Il tutto nella prospettiva del successivo aumento degli sportelli della banca nei quartieri, nelle scuole, nell'Università, luoghi nei quali lo scambio di tempo può essere utile non soltanto per risolvere problemi materiali, ma per formare i futuri cittadini. Il gruppo iniziale, composto da quindici persone, dopo l'apertura dello sportello e tramite il passaparola, è subito raddoppiato. Tanto che, alla fine del 1996, i soci attivi e motivati erano già trentatré. Si è resa necessaria, anche per questo, l'elaborazione di una bozza di Statuto e di Regolamento interno che sono stati presentati, per l'approvazione, alla riunione dei soci. Nella stessa occasione è stata anche votata la fiducia alla presidente e al primo gruppo di coordinatori. Lo Sportello della banca di Trento viene aperto da allora tutti i mercoledì pomeriggio. Questo è un momento essenziale per fornire le informazioni sulla banca a chiunque le si rivolga e per procedere alle eventuali iscrizioni. Iscrizioni che avvengono dopo un colloquio preliminare dal quale può nascere quel rapporto di stima e fiducia reciproca necessarie a tutti i soci per scambi come ospitalità, compagnia a persone, custodia di case. Chi aderisce alla Bdt deve compilare una scheda di iscrizione con allegata la fotocopia di un documento di identità. Il nuovo socio specifica, oltre ai dati personali, le disponibilità di tempo, le attività che offre, quelle richieste ed effettua il versamento della quota annua. Ogni nuovo socio diviene titolare di un Conto Corrente il cui numero è assegnato in base all'ordine progressivo di iscrizione. Sempre al momento dell'iscrizione, riceve un libretto di assegni e la lista di tutti i soci, comprendente nominativo, indirizzo, numero di telefono, tempo disponibile, attività offerte e richieste. Ciò rende possibile lo scambio diretto fra gli aderenti che può anche non essere reciproco e che non è mai un impegno continuativo. Gli assegni in dotazione sono divisi in tre parti: la matrice che rimane come ricevuta al proprietario dello stesso; la cedola da depositare in banca, per la contabilità e l'aggiornamento periodico dei 32 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Conti correnti (c/c); infine, l'assegno vero e proprio che viene consegnato a chi ha effettuato un servizio. I soci hanno la possibilità di incontrarsi il primo mercoledì di ogni mese dalle ore 20.30 in poi per conoscersi, per chiedere disponibilità di servizi, per fare proposte di attività di gruppo. Il momento è fondamentale per la conoscenza reciproca, condizione per facilitare gli scambi tra i soci e tra essi e la banca. Assegno tempo Anno 1997, prima gita sociale a Innsbruck 33 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO LA FORMAZIONE La Bdt di Trento, da quando è nata, non è mai mancata ai vari incontri organizzati dall’Osservatorio nazionale Tempomat, come i convegni e i corsi di formazione a Bologna, Firenze, Sant'Arcangelo di Romagna, Padova e Rimini. È stata un’esperienza interessante che ha permesso all’associazione di progettare e organizzare a sua volta il primo convegno nel 1997 e di partire con la sensibilizzazione nel territorio per far conoscere la propria attività nelle circoscrizioni di Trento. Invito I° Convegno Interregionale La Banca del Tempo di Trento, per festeggiare il suo primo anno di attività, l'11 ottobre 1997, ha organizzato il primo Convegno Interregionale “Soluzioni e prospettive nel tempo - Confronto con le banche del Triveneto” con il patrocinio del Comune di Trento e della Regione Trentino Alto Adige. Ad esso sono state invitate le associazioni cittadine, le Bdt e altre associazioni del Triveneto, rappresentanti di pubbliche amministrazioni e privati cittadini. 34 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO L'incontro si è aperto con due importanti relazioni di impostazione teorica svolti, nel corso della mattinata, da: Paola Giacomoni, in rappresentanza del Comune di Trento che ha illustrato il programma della Consulta comunale nell’ambito del progetto 'Tempi e Orari della città e ha evidenziato l’importanza della Bdt che nasce, proprio, dalle nuove necessità della nostra società in continua trasformazione; Nino Bergagna del Comune di Trieste che ha sottolineato l'esigenza di mettere al centro delle iniziative possibili sul tema tempo il soggetto donna, in quanto la condizione di vita femminile riassume la quantità e la complessità di problemi in tale ambito e che riguardano tutti e tutta la società contemporanea; Grazia Colombo, sociologa, conosciuta tramite Tempomat, che ha messo in evidenza come il tempo non sia una merce, ma una risorsa da usare e da valorizzare anche con modalità innovative, diverse e ulteriori rispetto a quelle tradizionali. Nel pomeriggio si è svolto il laboratorio pratico con due gruppi di lavoro. Il primo, 'Risultati e sperimentazioni delle Banche del Tempo', gestito da Grazia Colombo, ha dato la possibilità alle banche presenti di confrontarsi. Il secondo, “Come nasce una Banca del Tempo: l'esperienza trentina”, gestito dalla presidente Anna Maria Pola Tommasini, ha permesso di trasmettere l'esperienza locale, con l’ausilio anche di dettagli pratici, alle persone presenti e interessate a costituire una banca. LE RELAZIONI CON LE ALTRE BANCHE Il Convegno, grazie alla partecipazione interessata del pubblico e delle altre banche intervenute, ha permesso di fare in poco tempo un salto di qualità. Alla riuscita della manifestazione hanno contribuito la collaborazione e i supporti tecnici offerti dal Comune e, notevolmente anche l'impegno della maggior parte dei soci nella realizzazione delle fasi preparatorie. Altro merito va alla stampa, alla TV e alla RAI locale che, pubblicizzando il Convegno e l'attività della banca, hanno contribuito al suo successo e all'incremento delle iscrizioni. 35 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Locandina I° Convegno Interregionale 36 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 11 ottobre 1997, Palazzo Geremia, Trento Due momenti del I° Convegno della BdT di Trento 37 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 1999 - 2006: GRANDE SPAZIO ALLA FORMAZIONE E ALLA PROMOZIONE Locandina II° Convegno 39 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO IL SECONDO E IL TERZO CONVEGNO Il secondo Convegno della BdT di Trento, intitolato “Lo scambio del Tempo per vivere meglio”, si è tenuto a Palazzo Geremia a Trento il 29 maggio 1999, occupandosi delle motivazioni che portano le persone a partecipare alla Banca del Tempo. È stata analizzata la tematica ‘tempo’ sia dal punto di vista sociologico affrontando il suo uso in Italia, sia dal punto di vista psicologico parlando di diversi vissuti contemporanei rispetto a questa variabile: “tempo amico, tempo nemico”. Sono stati messi a confronto i mutamenti che nel corso della storia ha subìto la concezione stessa di tempo. Nel corso del convegno si è dato spazio alla presentazione di varie esperienze da parte di rappresentanti di alcune Banche del Tempo del Triveneto, che hanno accolto l’invito a partecipare all’iniziativa. Invito II° Convegno Nel terzo Convegno della BdT di Trento, intitolato “Banche del Tempo in rete”, tenuto il 22 maggio 2004 alla Circoscrizione Oltrefersina di Trento, sono state analizzate le grandi opportunità che può offrire lo stringere dei legami con altre banche del Trentino Alto Adige e in prospettiva anche del Triveneto. 40 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Ormai è diventata centrale l’esigenza di stringere rapporti più stretti perché è utile scambiarsi informazioni e saper cosa succede alle associazioni vicine, pur mantenendo la propria identità. L’obiettivo rimane sempre quello di impegnarsi per privilegiare i rapporti umani, valorizzando soprattutto il tempo con modalità innovative. LE DUE MOSTRE SUL TEMPO La Banca del Tempo di Trento, con il sostegno della Regione Trentino Alto Adige e del Comune di Trento ha organizzato un’importante mostra dal titolo ‘E’ tempo’ presentata nel 2000 a Palazzo della Regione e riproposta, a richiesta, nel 2001 a Palazzo Geremia. Le esposizioni ricche di oggetti, immagini, dipinti, orologi, meridiane, frasi significative sul tema, una tesi di laurea sulla Banca del tempo di Trento, una ricerca sull’argomento ‘tempo’ in collaborazione con la Biblioteca Comunale e perfino una raccolta di proverbi trentini sul tempo hanno riscontrato grande interesse e partecipazione da parte del pubblico. Mostra “E’ tempo” 41 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO DEPLIANT MOSTRA “E’ TEMPO” - 2000 42 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO DEPLIANT MOSTRA “E’ TEMPO” - 2001 43 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO VIA ALLA BANCA DEL TEMPO ALL’OPERA UNIVERSITARIA Altre iniziative, per la diffusione della propria attività e dei propri principi, sono state intraprese in questi anni. Nel 2000 la Banca del Tempo di Trento è stata invitata a portare la propria esperienza all’Opera Universitaria di Trento per l’apertura di una Banca del Tempo utile agli studenti universitari, in quanto essi rappresentano a Trento una piccola “comunità nella comunità” con relazioni interpersonali. MATERIALE PUBBLICITARIO ESPERIENZA OPERA UNIVERSITARIA 44 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO L’ADIGE, 28 MARZO 2000 45 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO TESI DI LAUREA SULLA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 46 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO CRESCE LA BANCA DEL TEMPO Negli ultimi anni la Banca del Tempo di Trento ha visto aumentare i propri iscritti e di conseguenza ha sentito l’esigenza di avere una sede fissa. Grazie alla Circoscrizione Oltrefersina è stata inaugurata la sede in via Coni Zugna n° 9 a Trento nel mese di settembre 2003. L’inaugurazione della nuova sede Oltrefersina 47 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO LA SEDE 48 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Non sono mancati gli incontri pubblici e le conferenze. Nella sala della circoscrizione di via La Clarina a Trento Don Marcello Farina è intervenuto per due anni di seguito, riscontrando grande partecipazione e interesse da parte del pubblico: “Il tempo è la tua nave, e non la tua dimora” è il titolo dell’incontro del 2005 e “Fragilità del tempo, fragilità della vita” è il titolo dell’incontro del 2006. 49 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Serate pubbliche con il filosofo Don Marcello Farina 50 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 51 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO La storia di dieci anni di vita della Banca del Tempo di Trento, realizzata con il contributo della Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale. Questo filmato, frutto di un lungo lavoro, è finalizzato a promuovere e divulgare la propria attività. 52 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Immagini tratte dal filmato Banca del Tempo di Trento 1996-2006 53 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 2007 - 2013: LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ALLARGA I CONFINI NASCE LA PRIMA RETE DI ‘BANCHE’ “INTERBANKA SENZA CONFINI - Coordinamento delle Banche del Tempo del Trentino Alto Adige” - Associazione di II° livello Dopo un intenso lavoro iniziato fin dal 1999 di progettazione e di sperimentazione degli scambi allargati a livello regionale, il 13 ottobre 2007, si è legalmente costituita “Interbanka senza confini - Coordinamento delle Banche del Tempo del Trentino Alto Adige” che annovera tra i soci fondatori le Banche del Tempo di Trento, di Gries S. Quirino Bolzano, di Merano (Bz), di Brunico (Bz) e di Natturno (Bz). Si tratta di un’associazione di promozione sociale, senza finalità di lucro, che si propone di svolgere attività di unità sociale nei confronti degli associati e di terzi nei settori dell’aggregazione sociale, della cultura, dell’interscambio temporale, compiendo ogni azione diretta a promuovere e favorire il coordinamento, la collaborazione e il sostegno tra le Banche del Tempo provinciali, nazionali ed internazionali, garantendo altresì il collegamento e l’interazione tra i rispettivi associati. In particolare, l’Associazione può svolgere le seguenti attività: organizzare e prestare servizi di consulenza gestionale ed operativa alle Banche del Tempo provinciali, nazionali ed estere costituite ed in via di costituzione; pubblicare in forma cartacea, informativa ed audiovisiva scritti, documenti e materiali per la costituzione e l’attivazione di nuove Banche del Tempo e la promozione di quelle esistenti; promuovere l’interscambio temporale tra i soci delle Banche del Tempo associate; organizzare convegni, seminari, incontri esperienziali e ed attività culturali - ricreative tra le Banche del Tempo formalmente costituite; organizzare corsi e moduli formativi in favore dei rappresentanti delle Banche del Tempo e dei rispettivi associati; collaborare con gli Enti per la realizzazione congiunta 55 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO di attività di interesse comune, anche a titolo di rapporti contributivi e convenzionati. Un esempio dei servizi che possono essere scambiati: ospitalità, visite guidate nel territorio, gite di gruppo, esercizi linguistici, traduzione testi via e-mail, prestito libri ed oggetti, nonché tutti i servizi svolti dai soci delle singole Banche del Tempo associate al coordinamento. Ogni Banca del Trentino Alto Adige può associarsi versando una piccola quota che dà diritto al possesso del libretto di assegni interbancari, utili allo scambio delle varie attività tra i soci delle Banche. Elenco attività Interbanka 56 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Libretto assegni Interbanka Assegno utilizzato agli scambi di Interbanka 57 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO GLI SPORTELLI DI PERGINE VALSUGANA, LEVICO TERME, MEZZOLOMBARDO, MEZZOCORONA Il progetto della Banca del Tempo di Trento prevedeva fin dagli inizi l’allargamento nella provincia dell’attività dell’associazione. A seguito della particolare sensibilità di Amministratori Pubblici con i quali si è sempre cercato di instaurare rapporti di collaborazione al fine di rispondere ai bisogni del territorio di rispettiva competenza, la BdT di Trento ha proposto l’apertura di sportelli presso alcune realtà locali. Lo sportello, che altro non è che una ‘filiale distaccata’ della Banca del Tempo di Trento, consente una immediata operatività nell’attività di scambio per i futuri associati, evitando in tal modo il peso burocratico dell’organizzazione, della gestione e dell’investimento in capitale, sia monetario che umano, che comporta aprire una associazione ex-novo, nell’ottica futura di rendere libera e indipendente la struttura, una volta consolidata. Nel maggio 2008 e nel giugno 2009, in collaborazione e con il sostegno dei rispettivi Comuni, sono aperti e resi operativi gli sportelli di Pergine Valsugana e di Levico Terme. Entrambi gli sportelli sono gestiti dal socio Ettore che ha contribuito con la sua assidua presenza a mantenerli vivi. Nel mese di novembre del 2010, sempre con la collaborazione dell’Amministrazione comunale, è nato lo sportello di Mezzolombardo e, subito dopo, un motivato gruppo di signore di Mezzocorona ha contribuito all’apertura dello sportello anche in quella località. E’ nata così la prima “rete” tra i soci della Banca del Tempo di Trento, che potevano finalmente uscire dalla dimensione cittadina degli scambi per allargarsi in una realtà territoriale molto più ampia. Attraverso la rete creata dagli sportelli un socio di Levico Terme poteva scambiare il proprio tempo con un socio di Mezzocorona e viceversa. Tuttavia l’idea degli sportelli ha ancora bisogno di crescere e di maturare. Così come entrare nella logica dello scambio di tempo comporta per un socio un cambiamento culturale, a maggior ragione diventa difficoltoso per la persona pensare di poter realizzare questa attività a 50 km da casa propria! Inoltre la gestione di tutti gli sportelli comporta per l’associazione “madre” un tipo di organizzazione complessa, per la quale occorre essere piuttosto preparati. 58 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Ma la Banca del Tempo di Trento è in continuo divenire e si valuteranno nuove forme di gestione di queste strutture periferiche. Il socio Ettore racconta di seguito la propria esperienza: “Lo sportello di Pergine è stato il primo esempio di filiale della Banca del Tempo di Trento, creato grazie alla sensibilità e disponibilità del Comune, che ci ha concretamente sostenuto. L’inaugurazione ufficiale è stata accolta molto positivamente dalla comunità locale, tanto da raccogliere in breve tempo un numero significativo di adesioni. Nel frattempo avevamo destinato una serata di riunione mensile dedicata ai soci, serata che ha avuto dei positivi riscontri partecipativi per circa due anni. Nel tempo però la partecipazione dei soci si assottigliava sempre più e si faceva strada la volontà di preferire la frequentazione della riunione mensile di Trento, trovando più occasioni di conoscenza diretta e di scambio per il numero superiore di iscritti. Tuttavia, lo sportello nella città di Pergine, capoluogo della Valsugana, potrebbe assumere una maggiore importanza attraverso un’adeguata attenzione e una più intensa opera di divulgazione e promozione della BdT. Lo sportello di Levico Terme è stato la seconda filiale, aperta in collaborazione con il Comune e grazie alla sensibilità dell’Assessorato alle Attività Sociali e Associazioni, che ci ha sostenuti concretamente sia nell’organizzare la serata pubblica di presentazione della BdT nella Sala Consiliare di Levico Terme, sia nel metterci a disposizione la sede presso l’associazione AUSER, dove tuttora prosegue l’attività di sportello con l’utilizzo ogni martedì pomeriggio. La stessa BdT in un ottica di scambio, aderisce annualmente all’evento ‘Ortinparco’ dove congiuntamente si svolge la “Festa dell’Associazionismo”, durante il quale ha la possibilità di promuovere la propria attività in una postazione messa a disposizione dal Comune.” IL ‘PROGETTO’ DELLA BANCA DEL TEMPO DIVENTA UN MODELLO NEL TRENTINO ALTO ADIGE La Banca del Tempo di Trento in quanto prima Banca fondata nel Trentino Alto Adige, fin dai primi anni, è stata presa come modello di 59 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO riferimento per la realizzazione di altre Banche. Infatti, le amministrazioni comunali di Bolzano, Merano, Rovereto, Dro-Valle dei Laghi, Mezzana Val di Sole, Caldonazzo hanno invitato la BdT di Trento in varie conferenze ed incontri a portare l’esperienza maturata e illustrare il proprio progetto. LA FORMAZIONE CONTINUA… La Banca del Tempo di Trento ha realizzato con il sostegno del Comune e del Centro Servizi Volontariato della Provincia Autonoma due corsi di formazione. Il primo corso si è tenuto a Trento a Palazzo Geremia nei giorni 9 e 23 febbraio 2008, con il titolo “Socializzazione del tempo e ruolo della Banca del Tempo”. Il secondo corso di formazione dal titolo “La Banca del Tempo in Rete: un modello di economia solidale” si è svolto il 22 ottobre 2011 presso la Sala della Tromba in Via Cavour a Trento. Con queste iniziative la Banca del Tempo di Trento ha voluto offrire delle occasioni agli interessati di potenziare alcune loro competenze trasversali da mettere in gioco in una BdT. Chi si impegna in azioni di volontariato sa come sia importante, oltre a una buona dose di impegno personale e senso di responsabilità, operare con adeguate conoscenze e competenze. Credere in una iniziativa è il primo passo fondamentale cui deve seguire una attenta analisi, confronto e riflessione sugli obiettivi e sulle modalità di realizzazione dei progetti avviati onde evitare che gli sforzi di tutti siano alla fine vani. Con questi corsi si è voluto riflettere: sul senso di una Banca del Tempo; sulle motivazioni che portano alla sua realizzazione; sulle sue caratteristiche ed evoluzioni; su come impostare adeguatamente la sua organizzazione; sulla valorizzazione dei potenziali di ciascuno e sui bisogni che sono coinvolti; su alcuni elementi di carattere organizzativo e istituzionale. Gli interrogativi su cui molte persone si interrogano spesso, senza trovare risposte esaurienti, riguardano l’idea di una società più giusta, di un’economia più umana, il diritto di essere riconosciuti dagli altri. Ma come creare le basi di una società più giusta e più solidale, di un’econo60 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Corso formazione 2008 mia più equa e più distributiva, di un rapporto con gli altri più conciliante e più condiviso? Tutte queste domande se le pone chi guarda alla Banche del tempo come ad un luogo di scambio e di generosità, di aiuto per le difficoltà sociali ed economiche, come soluzione a qualche problema quotidiano pratico, come miglioramento della propria vita, come antidoto contro la solitudine. Molti sono i tentativi di risposta, magari ingenui ma sempre consapevoli di un nuovo modo di vivere la propria vita, che vengono dati da questa forma di associazione, a volte frutto dell’iniziativa spontanea di gruppi di cittadini, ma spesso promossi da enti e associazioni. La comunità è un luogo deputato alla reciprocità, alla solidarietà, alla condivisione e alla parità. Il denominatore comune di ogni rapporto sociale è il tempo, ma non il tempo della produzione, né il tempo libero, ma il tempo che si può dedicare a se stessi e agli altri. 61 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO LOCANDINA CORSO FORMAZIONE 2008 62 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO LOCANDINA CORSO FORMAZIONE 2011 63 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO GLI APPUNTAMENTI DELLA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO (2009-2013) 64 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 65 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO DIARIO DELL’ATTIVITÀ NELL’ULTIMO TRIENNIO EVENTI DI ANIMAZIONE: Torta Banca del Tempo Pranzo Bedollo 66 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Visita Castello di Montorio Veronese Parco Trauttmandorf - Merano 67 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO INCONTRI CON LA CITTÀ: ‘Fà la cosa giusta’ - 2009 68 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Mercatino di Natale Levico Serata FIDAPA - 2009 69 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Casetta del volontariato - Trento Corso formazione - 2011 70 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO I NUMERI DELLA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO GLI SCAMBI L’attività della Banca del Tempo di Trento si fonda sul principio dello scambio di servizi conteggiati secondo l’unità di misura tempo. Le ore sono, pertanto, contabilizzate e registrate come ore a debito o a credito. Per ogni scambio si determina un credito in numero di ore a favore del socio che presta il “servizio” e un debito di pari importo a carico di chi riceve il “servizio”. Ad ogni socio viene intestato un Conto Corrente costituito da un totale di ore attive, un totale di ore passive e il relativo saldo di ore a credito o a debito. La banca stessa, in quanto fornitore di “servizi” (es. organizzazione attività di gruppo) ha un proprio conto corrente. Periodicamente si controlla che il totale delle ore a credito sia equivalente al totale delle ore a debito per non perdere di vista l’impegno del pareggio. La registrazione dei movimenti tempo permette anche di elaborare i dati a fini statistici. Nei primi anni di attività la Banca ha registrato scambi per circa 2.000 ore all’anno, quindi livelli veramente alti a causa del grande sforzo organizzativo necessario nella fase di costituzione e avviamento. Tuttora i “servizi” offerti alla Banca (quali segreteria, partecipazione a incontri pubblici, attività di promozione) hanno un peso importante pari a circa il 30-40% sul totale delle ore scambiate. Ad esempio nel 2011 la Banca del Tempo di Trento ha organizzato un corso di formazione per far conoscere a tutti gli interessati la propria attività raggiungendo in tale anno le 2.000 ore scambiate. Il numero delle ore scambiate nell’ultimo quinquennio, pur fluttuando, ha superato comunque le 1.000 ore all’anno. Nel 2013 le ore scambiate sono pari a 1759. Tra le attività maggiormente scambiate sono le attività a favore della BdT, attività per gruppi di soci come escursioni e scambio di saperi, dalla cucina, alle lingue straniere e perfino canto, la compagnia e le emer- 71 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO genze domestiche. In 18 anni di vita della Banca si calcola siano state scambiate ben oltre 20.000 ore. I SOCI Nel corso degli anni La Banca del Tempo di Trento ha progressivamente potenziato la propria attività e gli scambi tra i soci. Si evidenzia una preponderanza della componente femminile, tra i soci, con percentuali pressoché stabili pari a quasi l’80% di donne sul totale, rispetto ad una quota maschile poco superiore al 20%. Attualmente i soci attivi, in regola con la quota associativa e con diritto di voto, sono 94 e quelli transitati dal 1996 ad oggi sono 800. SOCI ISCRITTI ALLA BDT ANNO 1996 ANNO 2013 UOMINI 7 21 DONNE 26 73 TOTALE 33 94 ORE SCAMBIATE ANNO 2008 2009 2010 2011 2012 2013 NUM. ORE 800 1200 1400 2000 1760 1759 72 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO LA QUANTIFICAZIONE DEGLI SCAMBI SECONDO LE VARIE TIPOLOGIE DEI SERVIZI NEL PERIODO GENNAIO-OTTOBRE 2013 ORE ATTIVITÀ OFFERTE E RICHIESTE SCAMBIATE % BABYSITTING/AIUTO COMPITI 28 2,75 COMMISSIONI/PRATICHE BUROCRATICHE 13 1,27 120 11,76 10 0,98 9 0,88 EMERGENZE DOMESTICHE 110 10,78 ESCURSIONI/GITE/VIAGGI 34 3,33 HOBBIES/SPORTS 41 4,02 9 0,88 PASSAGGIO AUTO 42 4,12 PIANTE/ORTO/GIARDINO 39 3,82 PREPARAZIONE CIBI/DOLCI 16 1,57 PRESTITO OGGETTI 6 0,59 SCAMBIO DI SAPERI 100 9,8 SEGRETERIA/SERVIZI BDT 400 39,22 43 4,22 1020 100% COMPAGNIA COMPUTER/INTERNET CURA ANIMALI PARTECIPAZIONE EVENTI CULTURALI SERVIZI DIVERSI TOTALE 73 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 74 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Grafico tratto dalla pubblicazione di Paolo Coluccia “La Banca del Tempo” - Bollati Borighieri 75 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 76 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 77 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO TESTIMONIANZE DI SOCI LA BANCA DEL TEMPO… SIAMO NOI! La Banca del Tempo di Trento mi ha, per così dire, “stregata”, dal lontano 1996, quando stava abbozzando i suoi primi passi nel campo immenso dell’associazionismo trentino. Sono stata subito conquistata dalla immediatezza dei rapporti umani che nascevano tra i pochi soci di allora, desiderosi di sperimentare questa nuova forma di associazione, così diversa da quelle di puro volontariato che pullulavano sul territorio. Qui ci si trovava a poter “chiedere” a qualcuno la soluzione di un piccolo problema, di una emergenza del quotidiano per te così importante da risolvere, e nello stesso tempo potevi “offrire” ai soci un servizio, semplice per te, ma così importante per loro. Attraverso questo semplice meccanismo di dare/avere ho potuto conoscere un grande numero di persone nuove, che hanno facilitato il mio inserimento nella comunità trentina, nuova per me, “immigrata lombarda”! Da allora non mi sono più staccata dall’associazione, ho continuato a collaborare attivamente, dapprima come socia, poi come Vicepresidente per molti anni affiancando la Presidente di allora, Annamaria, in questa avventura sempre nuova, ed infine come Presidente dal 2009 al febbraio 2013. Quest’ultima è stata un’esperienza veramente significativa e sono orgogliosa di aver potuto guidare per quattro anni una associazione come questa, durante i quali ho potuto toccarne il “cuore”, perché la Banca del Tempo è un’associazione VIVA! Ho potuto apprezzare il palpabile entusiasmo dei soci nel volersi incontrare, nell’organizzare momenti di incontro e socialità necessari agli scambi; sono stata coinvolta dagli slanci innovatori dei giovani soci che propongono nuove modalità di relazione e di gestione; ho colto i momenti di tristezza di quei soci che, non avendo trovato ciò che si illudevano di trovare, se ne sono andati sperando di colmare altrove qualche loro aspettativa irrisolta; ho sentito la tangibile preoccupazione del Direttivo sulle sorti future dell’Associazione, quando le cose non scorrevano come si sarebbe desiderato e la responsabilità gestionale si faceva pesante… 79 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Eppure io credo che la Banca del Tempo di Trento abbia un che di MAGICO, se dopo tanti anni siamo in tanti ad essere ancora qui, attivi e partecipi, a cercare sempre stimoli nuovi, a trovare una rinnovata carica per portare avanti attività interessanti, a non arrendersi alle difficoltà, a riempire di entusiasmo ogni cosa che facciamo, a ritrovare ogni volta la voglia di incontrarsi per condividere preziosi momenti di vita. Finché i soci racchiuderanno in loro tutto questo, l’Associazione non smetterà di esistere, perché la Banca del Tempo… siamo NOI! Patrizia Di Barca (secondo presidente) IL MIO ESORDIO NELLA BDT DI TRENTO! Dell’esistenza, seppur in modo frammentario, della Banca del Tempo di Trento, ne ero a conoscenza fin dal suo sorgere nel ottobre 1996. Però impegni di lavoro e di famiglia mi sottraevano il tempo residuo. Comunque desideravo dedicarmi nel sociale, non appena mi sarei reso più disponibile. La svolta che mi ha portato ad avvicinarmi concretamente alla BdT, è stata la dismissione dall’attività lavorativa e congiuntamente nel venire in possesso di una brochure che annunciava un imminente Corso di Formazione della Banca del Tempo di Trento, che si sarebbe tenuto nel febbraio 2008. Presi allora contatto con la sede della BdT e venni accolto da Anna Maria. Fin dal primo momento mi trasmise quel clima di familiarità: di trovarmi accolto in una famiglia allargata, in cui aleggiavano principi di solidarietà, condivisione e reciprocità, strumenti ed esempi di vita comune, di relazione e di crescita personale e collettiva. Erano i valori che andavo cercando e che mi hanno spinto ad aderire all’associazione. Inoltre, mi stimolava il fatto di vivere questa esperienza associativa in cui con il libero scambio, accompagnato da azioni di reciprocità indiretta, si ampliava la rete di conoscenze e a relazionarsi con individui dal bagaglio valoriale ed esperienziale diverso dal proprio, andando così ad accrescere il proprio capitale che si sviluppa all’interno della società. Mi piaceva quella cultura 80 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO portatrice di valori alternativi a quelli insiti nelle dinamiche economiche che hanno portato alla crisi che stiamo attraversando: trasparenza, democrazia, pari dignità, relazioni di buon vicinato, coesione sociale. Pertanto il mio esordio avvenne con la frequentazione del Corso di Formazione della Banca del Tempo di Trento che si tenne in due giornate, il 9 e 23 Febbraio del 2008 a Trento nella Sala Falconetto di Palazzo Geremia. Sono stati due giorni largamente partecipati, l’entusiasmo traspariva nei partecipanti, un organizzazione inappuntabile. I risultati di immagine non si sono fatti attendere e hanno segnato un punto di svolta in termini di rilancio dell’associazione, con nuovi soci, un gran fermento di iniziative, di soci che si rendevano disponibili ad occupare i vari tasselli con cui si regge la gestione ed amministrazione di una BdT. La cassa di risonanza del corso ha prodotto un onda lunga che si è propagata nei tre anni successivi, con un crescendo annuo considerevole di nuovi iscritti, fino a toccare il picco soci a fine 2011, con un innegabile beneficio della languida cassa dell’associazione, dovendosi essa “nutrire” essenzialmente con le quote associative. Si sono, strada facendo, affacciati e si sono dovuti affrontare non pochi nodi da sciogliere, poiché a tanta generosità e disponibilità “di mano d’opera”, non era sufficiente essere genericamente disponibili, ma occorreva acquisire consapevolezza del proprio agire e delle motivazioni sottese all’impegno in questo peculiare tipo di organizzazione, nonché dotarsi delle diverse competenze inerenti allo svolgimento delle attività che concorrono in modo efficace alla gestione della BdT. A cui vanno aggiunti anche gli inevitabili problemi di avvicendamento delle persone preposte. Problemi che sono stati affrontati ed in parte risolti con non poche difficoltà ed un gran dispendio di energie. Personalmente offro il servizio di segreteria allo sportello BdT, oltre la mia disponibilità al servizio Pedibus che mi occupa il mercoledì e venerdì nell’accompagnamento dei bambini della scuola primaria. In cambio chiedo e ricevo compagnia per gite ed eventi culturali e aiuto nelle piccole emergenze domestiche. Ritengo in particolare che l’esperienza dell’attività di sportello sia stata molto positiva e che la presentazione di una BdT consta principalmente di due aspetti principali: 81 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 1. Nel saper presentare in modo sintetico una BdT; non serve appesantire il concetto; serve focalizzarsi sui principi fondanti e regolatori della vita della BdT e sugli obiettivi. E’ uno strumento semplice, facile da capire, concreta nei fatti, ma anche difficile da spiegare, contraddittoria e rischiosa nei fondamenti perché nella relazione della reciprocità indiretta, dare a qualcuno per ricevere da qualcun altro, si accetta il rischio che si può dare e non ricevere quando si chiede; proprio qui sta la sua profonda innovazione sociale, tale però che può aiutarci a ricomprendere e a riproporre un modello più umano della nostra società. 2. Nell’avere una buona propensione all’ascolto: si riescono così ad intercettare aspetti significativi sulla personalità, sui motivi che portano una persona ad avvicinarsi alla BdT, cercando di valorizzare capacità e conoscenze e cogliendo piccoli bisogni e/o necessità. Spesso le persone tendono a sottovalutarsi ed ancora più spesso sono ritrose nel chiedere. Ritengo che i nuovi soci vadano, in qualche modo, stimolati nel chiedere; il sentirsi appagati è molto premiante e li esorta maggiormente ad avanzare nuove richieste, che costituiscono il vero motore dell’associazione. Concludendo, mi preme indirizzare il mio plauso ad Anna Maria e Patrizia, le Presidenti, “vere colonne portanti antisismiche”, che si sono avvicendate sin dal sorgere dell’associazione, nonostante le innumerevoli difficoltà incontrate; Emanuela, la New Entry Presidente, che con tenacia e determinazione ha preso per mano l’associazione; Olimpia e Dimma per il loro prezioso supporto, nonché lo staff della new generation, Laura, Alberto, Rocco, Alessandro, Simone e tutti gli altri che hanno portato una ventata di freschezza attiva e propositiva. Unitamente ci accingiamo nel 2014 a “raggiungere la maggiore età della BdT”; ritengo che un piccolo posticino nell’olimpo delle BdT ce lo siamo guadagnato e meritato. Ma che cosa ci inventeremo da “grandi”? Ettore 82 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO “A DIRE IL VERO... NON ABBIAMO MOLTO TEMPO...” Furono le nostre ultime parole famose. Poco dopo versavamo la quota e firmavamo il modulo di iscrizione alla Banca del Tempo di Trento. Quando Laura ed io, visitando la fiera “Fa' la Cosa Giusta” nell'autunno del 2012, ci eravamo fermati incuriositi davanti allo stand della BdT di Trento, ad accoglierci e a spiegarci il funzionamento e le finalità di questa misteriosa banca c'erano Silvia, Matteo e Anna Maria. Era stato proprio Matteo a smontare la nostra scusa della mancanza di tempo con una frase storica: “E' proprio quando non hai tempo che hai bisogno di una Banca del Tempo” Semplice ma geniale! Matteo ci aveva spiegato il funzionamento della BdT convincendoci del fatto che scambiare saperi e favori con altri soci poteva fare al caso nostro. In passato avevo già sentito parlare di Banche del Tempo ma non sapevo bene cosa fossero. Nella mia ignoranza avevo sempre sospettato che si trattasse dell'ennesima fregatura mascherata da idea geniale, forse perché un concetto così semplice come lo scambio di favori e saperi tra soci a costo zero, da compensare con pagamenti simbolici di assegni in “ore” e non in denaro, mi pareva troppo bello per essere vero. Dopotutto, vivendo in una società abituata a considerare solo il mero valore economico attribuito al tempo, è facile dimenticare quanto sia importante saperlo usare in un contesto diverso. Quindi ci siamo buttati a capofitto un po' incuriositi e un po' desiderosi di scoprirne di più e dal momento dell'iscrizione Laura ed io non ci siamo quasi mai persi una riunione dei soci. Ricordo che la prima volta, dopo aver detto durante la presentazione di rito dei nuovi iscritti, che tra le altre cose mi dilettavo di giardinaggio, fui letteralmente circondato da alcune socie che avevano bisogno di potare, chi delle rose, chi un gelsomino, chi il glicine... e così sono entrato “nel giro” e non ne sono più uscito. Non mi sono certo fermato al giardinaggio: ho effettuato numerosi scambi e sono riuscito, con un pizzico di orgoglio, a finire il blocchetto degli assegni (in dotazione ai soci) in meno di otto mesi con il conto in at- 83 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO tivo di 10 ore. Non ero mai riuscito in tutta la mia vita ad avere il bilancio di un conto in attivo pur staccando tanti assegni! Oltre a testimoniare l'avvenuto scambio di un servizio tra fruitore e prestatore e a memorizzare dati che possono essere utili alla Banca per fini statistici, gli assegni sono anche e soprattutto, così come disse Laura in uno slancio poetico, “un modo per dire grazie”. Questo significa che in questi pochi mesi di BdT ho già detto grazie una decina di volte e altrettante volte me lo sono sentito dire. Scusate se è poco! La gratitudine e la riconoscenza son diventate cose rare. Dal punto di vista pratico finora i nostri scambi sono stati utilissimi e a volte illuminanti come ad esempio quando Matteo mi ha insegnato a fare il pane con la pasta madre (pratica che tuttora porto avanti e che mi sta dando grandi soddisfazioni). Abbiamo avuto a disposizione tante brave cat-sitters (Adriana, Alessandra, Giulia) che si sono prese cura della nostra Minou e che hanno dato da bere alle piante sul balcone quando ci è capitato di star via per il weekend. Grazie ai soci che, durante i loro viaggi all'estero, hanno investito un po' del proprio tempo per fare un salto in una libreria, Laura ha potuto ampliare la sua collezione di “Piccolo Principe” in varie lingue. Il socio Luca ci è stato di grande aiuto nella fase pratica del trasloco quando abbiamo dovuto lasciare il vecchio appartamento mentre Adriana ed Emma ci hanno fornito scatole ed imballaggi per portare via le nostre cose. Il fatto stesso che avessimo scelto Zivignago (vicino a Pergine) come nuova dimora per noi e per il nostro cucciolo in arrivo, è anch'esso da collegare in un certo senso alla nostra appartenenza alla BdT di Trento, poiché abbiamo deciso di trasferirci qua solamente dopo aver visto il paese in occasione di un invito a cena da Silvia e Matteo, ora anche nostri vicini di casa. Oggi ci sentiamo sempre più coinvolti in questo progetto in cui crediamo fortemente, tanto che abbiamo iniziato a collaborare anche a livello di segreteria scrivendo l'e-mail riassuntiva delle riunioni, aggiornando l'elenco soci tutti i mesi e addirittura prendendo parte ad una riunione del direttivo che ci ha fatto capire quanto lavoro c'è dietro al funzionamento della BdT. Stamattina, quando ho iniziato a scrivere questa mia testimonianza, ho chiesto a Laura se ricordava quando era stata la nostra prima 84 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO riunione e quando me l'ha ricordato mi sono stupito di far parte della Banca del Tempo di Trento solo da un anno. Evidentemente il Tempo, una volta investito in questa Banca, scorre a velocità diverse e assume un valore inestimabile. Questo accade grazie alle persone che fanno parte di questo gruppo e al piacere di “condividere” con loro. Alberto e Laura ALLA BANCA HO RITROVATO L'ENERGIA POSITIVA! Diversi anni fa lessi una notizia molto allettante. Era nata a Trento la Banca del Tempo. Che bella idea! Avevo visto la validità di associazioni simili all'estero perciò ho subito aderito e mi sono iscritta. Anche in una città non tanto grande come la nostra, non sempre è facile intessere rapporti di collaborazione, condivisione e scambio di piccoli servizi e saperi in particolare per chi come me arriva da un'altra città. Alla BDT ho conosciuto persone dinamiche, positive, aperte a nuove esperienze con le quali ho partecipato a tante belle attività, poi le circostanze mi hanno tenuto a lungo lontano dalla Banca, pur rimanendo fedelmente sempre iscritta! Da alcuni mesi sono tornata ad essere socia attiva con grande soddisfazione. Il reinserimento è stato facile, alla Banca ho ritrovato l'energia positiva, il desiderio di condivisione, di solidarietà e l' amicizia di sempre! Roberta BARATTO, BYPASSANDO IL DENARO... Mi sono avvicinata alla banca del tempo perché Ettore mi ha contattata su facebook. Avevo già sentito e letto delle varie banche del tempo e mi era piaciuta subito la filosofia che muove questo tipo di associazione. Il tempo scambiato è qualcosa che mi fa ricordare il baratto, quando cioè le persone, bypassando il denaro, si aiutano attraverso un’altro modo di 85 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO dare-avere. Perciò quando mi è stata offerta questa opportunità l'ho subito accettata con entusiasmo. Purtroppo non sono così presente come vorrei perché i tanti impegni mi portano spesso a latitare. Ringrazio comunque tutti i soci per ciò che fanno e che danno, ognuno con le proprie risorse. Un caro saluto. Giliola IT’S TIME… Ci avevo pensato, più volte, da tempo, poi un passo in più, alcuni scalini ed eccomi in “famiglia”, per il piacere di conoscervi e l’entusiasmo di poter offrire amicizia, disponibilità e coinvolgimento, con nel cassetto un puzzle incompiuto con tessere diverse, interessanti e colorate da comporre insieme, con allegria e voglia di mettersi in gioco. È il mio augurio per un soddisfacente e proficuo viaggio… nel tempo. Con cordialità. Dimma LA BDT, UN’IDEA GENIALE! Ho conosciuto la banca del tempo due anni fa grazie ad uno stand in piazza Fiera, sono subito corsa ad iscrivermi. Mi è capitato di rendermi utile ed è stato gratificante. Sono stata aiutata diverse volte ed è stato fondamentale per me! Un'idea geniale questa della banca del tempo! Alessandra 86 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO IN LUGLIO A PINÈ: FESTA D’ESTATE Il 26 luglio si è svolta presso la Baita Alpina di Bedollo la Festa d'Estate della Banca del Tempo con il consueto successo, accompagnata fortunatamente da un bel sole e condita da braciole, salsicce, crauti e polenta!!! Nel pomeriggio il gruppo si è spostato ai laghetti di Brusago dove sono stati premiati i vincitori del Concorso a premi "Più scambi e più guadagni tempo!" riferito al 1° semestre 2009. Anna Maria P., Patrizia D. e Cristina D. sono state premiate con 10 ore di credito per aver raggiunto oltre 50 ore di debito in 6 mesi; Stefano M., Marco Z. e Milena T. sono stati premiati con 5 ore di credito per aver raggiunto oltre 25 ore di debito tra aprile e giugno; congratulazioni anche a Ettore B. con Adele A. per aver raggiunto oltre 30 ore di credito e Roberta B. con Ornella H. per aver aggiunto la parità sugli estratti conto! Ai soci che non hanno effettuato nemmeno un'ora di scambio la Banca del Tempo ha regalato un'ora di Credito per incentivare gli scambi. Patrizia D. LA LAMPADA DI ALADINO Se penso a una metafora per la Banca del Tempo mi viene subito alla mente la lampada di Aladino perché entrambe diffondono luce, calore e magia. E come Geni, i soci “appaiono” quando si desidera qualcosa. Mi sono iscritta appena andata in pensione perché questa associazione mi ha sempre incuriosita ed affascinata. Infatti vi ho trovato ciò che intuivo e speravo: aiuto reciproco, scambio di servizi, condivisione, solidarietà, sorrisi. Mi piace andare nella sua sede dove c'è sempre qualcuno, collaboro, quando posso, alle iniziative di promozione, mi avvalgo dei servizi dei soci. Tra questi come non nominare Sileno, un vero e proprio Genio della lampada? Socio speciale, non solo per il nome mitologico, ma per la sua disponibilità e spirito di solidarietà. 87 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Da tempo, in casa alcune lampade non funzionavano. Che fare? Non conoscevo elettricisti, non avevo tanto tempo per aspettare... pigrizia... uffa... Spulciando l'elenco soci e soprattutto chiacchierando durante una riunione della Banca, imparo che Sileno è capace di fare lavoretti vari, fra cui quelli da elettricista, mi accordo con lui ed ecco che il giorno dopo egli arriva e risolve il mio problema. Che sollievo e che piacere alla fine del lavoro e davanti a una tazza di tè (o era un bicchierino di cognac?), con lampade funzionanti, conversare con lui e mia figlia della nostra visione della vita, di filosofia, e soprattutto del mondo speciale che è la Banca del Tempo. Un luogo e un'idea concreti, calorosi, sorridenti. I sorrisi di Annamaria, di Patrizia, di Emanuela, Ettore, Amina, Dimma, Patrizia O. e tanti altri sono appunto sorrisi speciali, sereni, sorrisi di persone che sanno condividere e che sono attente “all'altro da sé”. Sono contenta di farne parte. Mirna IL CORSO DI BIEDERMEIER Mi sono iscritta al corso di biedermeier per curiosità e perché amo tutte le attività che comportano l’utilizzo delle mani in modo creativo. Insomma “creare” mi piace e così non appena Annamaria ha fissato le giornate ho subito aderito con entusiasmo. Per due sere, Rosanna, Olimpia ed io, ci siamo ritrovate a casa di Annamaria; una casa accogliente dove tutto parla della sobrietà con gusto e stile della padrona. Il mio era un piccolo gruppo, tre allieve, per cui la “maestra” ha potuto seguirci con calma una ad una. La pazienza e la bravura di Annamaria sono davvero infinite. Con pochi gesti le sue abili mani “magiche” realizzano stupendi lavori di composizioni. La cura nello scegliere gli elementi da abbinare, i colori sapientemente accostati e l’entusiasmo nello spiegare a noi “zuccone” i trucchi del mestiere, tutto creava un’atmosfera d’incanto. 88 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Per me è stato come ritornare bambina, quando con le mani ancora inesperte tentavo di fare i “lavoretti” per la mamma. Ma il corso di biedermeier è stato anche qualcosa di più di questo. È stata un’occasione per stare insieme, per fare qualcosa insieme, “riprendendoci” il nostro tempo. Un lusso al giorno d’oggi, in cui bisogna fare tutto di corsa. La disponibilità di Annamaria rende sereni, ti fa capire l’importanza di rallentare, di vivere il presente pienamente, senza frenesia. Ti fa riscoprire quanto è bello stare seduti attorno ad una tavola a parlare tranquillamente e nel frattempo a creare qualcosa con le tue mani. Cose quasi dimenticate, ma sempre belle. Ma questo corso è stato anche un’opportunità per vedere in modo nuovo la natura che ci circonda, scoprire le infinite diverse forme dei frutti, delle foglie e dei fiori delle piante e imparare a individuarne l’aspetto “artistico”. E cogliere l’armonia dei colori, e poi mescolare forme e colori con la propria fantasia e sensibilità. È proprio vero che la bellezza sta negli occhi di chi guarda! E che gioia nel riconoscere finalmente le piante… perché, miracolo dei miracoli, ora distinguo un faggio da una betulla, un pino da un abete e così via. Non sembra anche a voi che ne sia valsa davvero la pena frequentare questo corso? Da parte mia non vedo l’ora che ci sia la terza lezione, quella sugli alberelli. A quando il prossimo appuntamento? Patrizia O. 89 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO PER RIFLETTERE UN PO’ UNA “STRANA” STORIELLA Un giorno alcuni missionari riunirono in una chiesa del paese un folto gruppo di fanciulli per un quotidiano raduno di pochi minuti, prima dell’attività scolastica. Raccontarono loro una simpatica storiella su uno strano argomento: “Chi abita nell’inferno e chi abita nel paradiso?”. Fecero notare un paradosso: sia i primi sia i secondi erano costretti a nutrirsi, vista la notevole quantità di pietanze messe loro a disposizione, utilizzando soltanto lunghe forchette, di circa due metri, che, con molta difficoltà, potevano impugnare con una mano da una parte e infilzare i cibi con l’atra estremità. L’aspetto più problematico della situazione era perciò rappresentato dal serio impedimento di dirigere il cibo infilzato verso la propria bocca. Il braccio, infatti, molto più corto della lunga forchetta, non riusciva a ruotare l’estremità della stessa piena di cibo verso la bocca. In questo modo le vivande non potevano essere assaporate, masticate e ingerite. In condizioni e situazioni identiche per tutti, si notavano però tra gli abitanti dell’inferno e quelli del paradiso notevoli differenze, per così dire, somatiche: i primi erano “magri e smunti”, con le membra rinsecchite e il colorito pallido; i secondi, al contrario, erano “ben nutriti e coloriti”, gioiosi e sprizzanti, umanamente parlando, di buona salute. “Perché c’era questa differenza abissale tra i due gruppi di anime?”. Questa fu la fatidica domanda che i missionari rivolsero ai bambini. Questi ultimi avevano seguito il racconto con molta attenzione e interesse, ma nessuno di loro seppe dare una risposta esauriente al quesito. Il silenzio e lo sbigottimento regnavano assoluti, con un misto di curiosità e di impazienza. Alla fine i missionari fornirono questa risposta: “Gli abitanti dell’inferno cercavano inutilmente a portare il cibo infilzato con la lunga forchetta alla propria bocca. Purtroppo non avevano la possibilità di centrarla, così com’erano abituati a fare sulla terra con le 91 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO forchette normali. Pertanto, non potendo mangiare, dimagrivano e impallidivano sempre di più”. “Al contrario, gli abitanti del paradiso infilzavano il cibo con la lunga forchetta, ma, invece di perseverare nell’inutile tentativo di orientarla verso la propria bocca, la portavano a quella del proprio vicino. Quest’ultimo, a sua volta, faceva altrettanto. Così… uno nutriva l’altro”. In questo modo, riuscivano a superare le difficoltà della situazione. La soluzione era dunque nella collaborazione e nella reciprocità. Di conseguenza, tutti riuscivano a nutrirsi abbondantemente, anche se le condizioni di difficoltà erano le medesime dei loro malcapitati vicini dell’inferno. EL TEMP NEI PROVERBI (in dialetto Trentino) Rosso di séra Bon temp se spéra Rosso di mattìna O vento o piovesìna. Stèle ciare segn de bon temp. Stelle chiare segno di buon tempo. Bon temp e catif temp, nol dura tut el temp. Sia il bel tempo che il cattivo tempo, non durano per sempre. Del bon temp no se se stufa mai. Del bel tempo non ci si stanca mai. El temp el sgola. Il tempo vola. 92 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO FRASI DI FILOSOFI “Non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce” (EPICURO) “Vassene il tempo, e l’uom non se n’avvede” (DANTE ALIGHIERI) “Chi accusa il tempo di passare troppo velocemente, accusi se stesso di non sapere approfittare” (FRIEDRICH VON LOGAN) “Il tempo più importante è subito, poiché è l’unico momento di cui possiamo disporre” (LEV. N. TOLSTOJ) “Il tempo si trova al centro di tutto ciò che è veramente importante per gli esseri umani” (BERNARD D’ESPEGNAT) “Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità” (MARIA TERESA DI CALCUTTA) 93 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO CONCLUSIONI LA BANCA DEL TEMPO: RAPPORTI UMANI BASATI SULLA FIDUCIA E L’AMICIZIA Chi l’avrebbe mai pensato, quel lontano ottobre 1996, che la Banca del Tempo di Trento avrebbe fatto tanta strada? L’idea di fondare la Banca del Tempo, in una realtà come quella trentina, considerata allora un po’ “chiusa” alle novità, era ritenuta da molti quasi un’impresa. Ritrovandomi oggi a fare il punto di un percorso lungo 18 anni, mi ritengo soddisfatta e felice per aver contribuito, con la collaborazione di tanti, tantissimi soci, a realizzare questo piccolo “paese nella città”, nel significato più bello del termine, dove per paese si intende un centro di solidarietà, di scambio, di sostegno reciproco e amichevole, nel quale è possibile recuperare in forme nuove il piacere di relazioni umane tra pari, attraverso lo scambio del tempo, tempo che non basta mai e del quale tutti, indistintamente, ne hanno sempre più bisogno. Nell’arco della sua esistenza, la Banca del Tempo di Trento ha cercato di concretizzare molte iniziative pratiche, di informazione e di approfondimento, per favorire le reciproche conoscenze tra le persone. Sono infatti i soci che fanno funzionare la “Banca”, promuovendo sempre nuovi scambi e mantenendo viva la cultura della reciprocità. Infatti la cosa importante non è fare una “Banca”, ma fare “Banca”. “Nessuno è così povero da non avere un’ora da dare. Nessuno è così ricco da non aver bisogno di un’ora da ricevere”. 95 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Il mio augurio per il futuro è che la Banca del Tempo di Trento continui a coinvolgere un numero sempre maggiore di persone, che sia fonte inesauribile di soddisfazione per chi ne fa parte e che questo funga da stimolo per arricchire di relazioni significative e reciprocità la nostra comunità. Ringrazio tutti i soci che con la loro partecipazione attiva hanno dato una forte carica per continuare a tener vivo l’ideale di questa associazione: “lo scambio del tempo per vivere meglio”. Un particolare ringraziamento alla coautrice e attuale Presidente e a tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione di questa presente pubblicazione. Anna Maria Pola Tommasini (Socio fondatore e primo Presidente) 96 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO I PRESIDENTI ANNA MARIA POLA TOMMASINI (1996-2009) PATRIZIA DI BARCA (2009-2013) OLIMPIA KANELLATU IN CARICA DAL 2014 EMANUELA BUHL (2013-2014) 97 RASSEGNA STAMPA ARTICOLO L’ADIGE 7/6/1996 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 100 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO VITA TRENTINA 101 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO L’ADIGE 13/10/1996 102 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO ALTO ADIGE 103 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO L’ADIGE 104 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO L’ADIGE 105 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO L’ADIGE 106 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO VITA TRENTINA 107 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO ALTO ADIGE 19/11/2000 108 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO IL TRENTINO 109 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO IL TRENTINO 110 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO L’ADIGE 111 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO L’ADIGE 112 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO VITA TRENTINA 26/6/2005 113 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO L’ADIGE 15/12/2006 114 ARTICOLO L’ADIGE LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO 115 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO IL TRENTINO 116 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO ARTICOLO IL TRENTINO 117 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI Sono reperibili presso la sede della Banca del Tempo di Trento le seguenti pubblicazioni: - Tommasini, A. M., Di Barca, P., Kanellatu, O., Un paese nella città, La storia e le persone della banca del tempo di Trento, Roma, Tempomat, Osservatorio nazionale Banche del Tempo, 1999 - A spasso fra le pagine del tempo, Scelta di testi sull’argomento ‘tempo’ organizzati per percorsi tematici, a cura della Biblioteca Comunale di Trento, in occasione dell’evento “E’ tempo. Mostra di immagini, oggetti e parole”, Trento, 2000 - El temp nei proverbi, Raccolta di proverbi trentini contenenti la parola “Tempo”, a cura di Giuliani, A. e O., in occasione dell’evento “E’ tempo. Mostra di immagini, oggetti e parole”, Trento, 2000 - Atti corso di formazione,“Socializzazione del tempo e ruolo della Banca del Tempo”, realizzato dalla Banca del Tempo di Trento il 23 febbraio 2008 - Atti corso di formazione,“La Banca del Tempo in Rete: un modello di economia solidale”, realizzato dalla Banca del Tempo di Trento il 22 ottobre 2011 - Parisi, Tania, Tesi di laurea: Un’applicazione di network analysis al caso della Banca del Tempo di Trento, Facoltà di Sociologia, Trento, 2000. Altri volumi utili per approfondimenti e divagazioni sul tema: - Coluccia, Paolo, La Banca del Tempo, Torino, Bollati Boringhieri, 2001 - Coluccia, Paolo, La cultura della reciprocità, Casalecchio, Edizioni Arianna, 2002 - Coluccia, Paolo, Il tempo... non è denaro!, Pisa, BFS, 2003 - Jagger, Brenda, Gocce di tempo, Milano, Mondadori, 1985 - Robinson, Spider, I crocevia del tempo, Milano, Mondadori, 1991 - Junger, Ernst, Il libro dell’orologio a polvere, Milano, Adelphi, 1994 - Sasso, Gennaro, Tempo, evento, divenire, Bologna, Il mulino, 1996 - Rondoni, Davide, Il bar del tempo, Parma, Guanda, 1999. 119 LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO I RECAPITI LA BANCA DEL TEMPO DI TRENTO Associazione culturale di promozione sociale Informazioni e adesioni: mercoledì dalle ore 16.00 alle ore 18.00 presso la sede centrale: Via Coni Zugna n° 9, 38122 - Trento Tel. 338 2552858 Tel. 327 0735691 e-mail: [email protected] www.bancatempotrento.it SPORTELLI DELLA BDT DI TRENTO SUL TERRITORIO: Pergine Valsugana Levico Terme Mezzocorona Per informazioni e adesioni rivolgersi presso la sede centrale; contattando la Banca del Tempo di Trento si può prendere appuntamento per un colloquio sul territorio provinciale. DAL 1996 LA PRIMA BANCA DEL TEMPO NEL TRENTINO ALTO ADIGE 121 DIRITTI RISERVATI È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia, anche ad uso internet o didattico, non autorizzata. Finito di stampare nel mese di luglio 2014 a cura del Centro Stampa e Duplicazioni della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige