Non cedere sul tuo desiderio!
J. LACAN
A cura di Alberto Rizzi
RITORNARE
A
FREUD
 L’inconscio
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non è passione irrazionale,
sentimento o frangia oscura che accompagna la
nostra percezione del mondo
 L’inconscio non è oscurità inaccessibile della
psiche. L’inconscio non è un sottosuolo della
ragione.
 L’inconscio è ragione dotata di una grammatica
propria
 C’è un’altra ragione che chiede di essere
riconosciuta che spossessa l’io dei suoi poteri, lo
obbliga ad ascoltare una ragione diversa rispetto
a quella della sua coscienza
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OLTRE
IL ROMANTICISMO
 L’inconscio
di Freud non è il sentimento che
travalica l’angustia della ragioni.
non rivela la classica opposizione tra
ragione e sentimento (romanticismo)
 Nuova
conflittualità: ragione dell’io e le sue
esigenze di controllo e di adattamento
all’esistente e una ragione dell’inconscio che
non si rassegna ad una vita piegata al
socialmente stabilito.
 C’è
una divisione che attraversa la ragione stessa
che deve essere difesa.
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 L’inconscio
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NUOVI
PERSONAGGI IN SCENA
La psicoanalisi riconoscere valore agli elementi più infimi della
vita psichica come nuovi significanti del soggetto

Nuovi personaggi sulla scena della ragione:

Lapsus pronto a sorprendere la parola dell’io;
L’apparente incuria e sbadataggine
L’atto mancato (dimenticanza)
Il grande affresco dei sogni



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
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NESSUNA CONFORMITA’
DELL’IO ALL’ESISTENTE
 L’inconscio
lacaniano è:
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-linguaggio
-intenzionalità che si manifesta come irriducibile
alla coscienza consapevole e calcolante
-progetto, azione orientata ad un fine
-desiderio eccentrico. Non espellere questa
istanza, ma riconoscila.
“Nessuna ortopedia dell’Io”
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UN SAPERE TROPPO
PERICOLOSO
L’inconscio è sapere che la coscienza ignora, rifiuta e
respinge allontanandolo da se stessa perché è un sapere
che può rivelarsi “troppo” per il soggetto: orrendo,
malsano, troppo scabroso, vergognoso

In questo senso, per Lacan, l’incontro con l’inconscio è
incontro con il nostro desiderio più nascosto
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
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E L’IO?
Lacan recupera la lezione di Freud sul narcisismo

Narcisismo indica il rapporto del soggetto con la propria
immagine ideale o meglio la funzione che l’immagine
ideale di sé svolge nella formazione del soggetto

L’io si forma attraverso immagini, attraverso
l’assorbimento identificatorio delle immagini dell’altro
(immagine del proprio corpo, immagine dei propri
genitori)

L’immagine ideale di sé ha un potere di cattura, di
trasformazione, di risucchio, di plasmazione
dell’immagine dell’altro sul soggetto
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
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L’IO CIPOLLA
Nell’identificazione con l’immagine ideale di sé, il
soggetto è totalmente aspirato dall’immagine.
 Alienazione: una riduzione del soggetto nell’altro che è
altro da sé.
 L’io cipolla: “l’io è un oggetto fatto come una cipolla, lo
si potrebbe pelare e si troverebbero delle identificazioni
successive che lo hanno costituito”.
 Sintesi: l’io non è la sostanza del soggetto perché l’io
stesso non ha una sostanzialità propria perché si disfa in
una molteplicità di identificazioni. Non c’è un cuore della
cipolla, ma solo stratificazioni di identificazioni
successive. L’io non è soggetto, ma oggetto costituito da
una serie di aggregazioni di identificazioni

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LO STADIO DELLO
SPECCHIO
L’esperienza dello specchio definisce un momento essenziale
dello sviluppo psichico del bambino.
 Stadio dello specchio: riconoscere la propria identità
attraverso l’individuazione della propria immagine che la
funzione dello specchio rende possibile.
 Il bambino può vedersi nell’immagine speculare può
riconoscersi come è nell’immagine dell’altro che lo specchio gli
restituisce.
 Lo specchio produce uno sdoppiamento del soggetto
 Il soggetto può oggettivarsi nell’immagine speculare, nell’altro
da sé, al fine di potersi riconoscere in una alterità (alienazione)
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che lo identifica. In una esteriorità che lo definisce.

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UNA DISCORDANZA
PRIMORDIALE
Riconoscermi in un’immagine: la nascita del soggetto come io
 L’io nasce narciso. La funzione genetica dell’immagine. Il
fascino dell’immagine cattura il soggetto e lo definisce su una
linea di finzione,misconoscimento, di illusione.
 L’immagine, infatti, è totalmente altro. Non è reale.
 L’unificazione del soggetto tramite un’immagine speculare
crea una “discordanza primordiale”. L’io si virtualizza, arriva
troppo in anticipo, rispetto alle condizioni reali di esistenza
dell’io.
 Dissociazione, lacerazione originale: l’immagine lo identifica e
contemporaneamente lo dissocia. Lo scarto tra l’al di qua
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dall’al di là dello specchio è irrisolvibile e insuperabile.

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PER LACAN IL SOGGETTO
È ALTRO
Lo stadio dello specchio ci suggerisce che:

il soggetto non è l’individuo, non consiste in se stesso e
non sta su di sé, ma è transindividuale perché assorbe
nel suo essere le immagini (parole, ideali, storie)
dell’Altro.

L’io non è altro che una molteplicità di identificazioni
con l’altro da sè (padre, madre, maestro, amante, ecc).

Es. mentre parlo mi accorgo che un certo gesto della mia
mano o un certo tono riprendono il mio docente di
filosofia all’università. Io sono nell’altro
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
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SII LEALE CON IL TUO
DESIDERIO
L’inconscio è il luogo di iscrizione del desiderio

Il desiderio dell’inconscio:
è indistruttibile e sorge dalle tue prime esperienze di
soddisfazione
non può essere addomesticato, misurato, esorcizzato,
governato
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
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CHI VERAMENTE DESIDERA QUANDO
IO DESIDERO?
“ L’unica colpa di un soggetto è quella di cedere sul proprio
desiderio”.

Abbandona le immagini e scava nei tuoi desideri

La clinica lacaniana:
- non è ortopedia dell’io
- non è conformismo alla realtà
- aiutare ad assumere con lealtà il proprio desiderio
-separarsi dalle aspettative dell’altro. Sono io che desidero o
semplicemente desidero ciò che l’altro desidera da me?
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
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