Progettazione di una mostra temporanea
Nella progettazione di un allestimento temporaneo c’è un grado di
libertà molto maggiore di quello che ci si può permettere nella
progettazione di un allestimento permanente.
La scelta del tema e dei criteri o ‘linguaggi’ espositivi può
prescindere in larga parte da quella che è l’identità del museo,
al punto che un museo naturalistico può anche progettare e
realizzare legittimamente un mostra d’arte (non, però, una
qualsiasi mostra d’arte).
Il rispetto di quello che è il progetto culturale del museo potrà
suggerire di evitare soggetti e approcci ‘stonati’, ma non impedirà
di fare scelte ‘a 360 gradi’.
Anche sul piano tecnico nella progettazione di un allestimento
temporaneo sono possibili soluzioni che sono ‘vietate’, cioè da
evitare, nella progettazione di un allestimento permanente.
Abbiamo già visto, ad esempio, che è possibile utilizzare un certo
tipo di vetrine, più economiche:
Va detto subito, però, che esiste una grossissima (e grave)
indeterminatezza semantica o più semplicemente lessicale
nell’uso del termine ‘mostra temporanea’.
Che si parli sempre di ‘mostra temporanea’ e che non esista un
altro termine per indicare cose diversissime tra loro è un indice
della superficialità e della approssimazione di un mondo
contemporaneo che va troppo di fretta.
(Ricordiamo cosa disse Albert Camus: «dare un nome sbagliato
alle cose contribuisce all'infelicità del mondo».)
Le mostre italiane più visitate (2010-2011)
n° visitatori - Titolo della mostra - Museo - Città - Date
582.577
330.337
206.342
190.230
183.184
170.801
140.781
139.693
138.000
133.580
128.194
120.375
117.778
110.758
110.113
103.357
100.068
Caravaggio Scuderie del Quirinale Roma 19 feb. - 13 giu.
Salvador Dalí. Il sogno si avvicina Palazzo Reale Milano 22 set. ’10 - 30 gen. ’11
Edward Hopper Fondazione Roma Museo Roma 16 feb. - 13 giu.
Da Rembrandt a Gauguin a Picasso Castel Sismondo Rimini 10 ott. ’09 - 21 mar. ’10
Da Corot a Monet. Sinfonia della natura Complesso del Vittoriano Roma 6 mar. - 29 giu.
Biennale internazionale di architettura Giardini Arsenale Venezia 29 ago. - 21 nov.
Bronzino, pittore e poeta dei Medici Palazzo Strozzi Firenze 24 set. ’10 - 23 gen. ’11
Alexander Calder Palazzo delle Esposizioni Roma 23 ott. ’09 - 14 feb. ’10
I segreti della Città proibita Casa dei Carraresi Treviso 24 ott. ’09 - 9 mag. ’10
Ritorno al Barocco. Caravaggio-Vanvitelli Sedi varie Napoli 12 dic. ’09 - 11 apr. ’10
Steve McCurry «Sud-Est» Palazzo della Ragione Milano 11 nov. ’09 - 21 mar. ’10
L’età di Courbet e Monet Villa Manin Codroipo 26 set. ’09 - 7 mar. ’10
Serie Fuori Serie Triennale di Milano Milano 21 mar. ’09 - 28 feb. ’10
Gesù. Il corpo, il volto nell’arte Reggia di Venaria Reale Venaria 1 apr. - 5 set.
Cima da Conegliano Palazzo Sarcinelli Conegliano 26 feb. - 20 giu.
Schiele e il suo tempo Palazzo Reale Milano 25 feb. - 6 giu.
De Chirico, Ernst, Magritte, Balthus Palazzo Strozzi Firenze 26 feb. - 18 lug.
Alcune considerazioni.
Mostre che puntano a volumi di pubblico di 100.000-500.000
visitatori non hanno nulla a che vedere con mostre i cui
volumi di pubblico si misurano intorno agli 800-1.000 o anche
2.000-3.000 visitatori.
Mostre che totalizzano 100.000-500.000 visitatori (le “grandi
mostre”) hanno motivazioni, finalità e sostegni politici tali da
sbaragliare qualsiasi considerazione su identità e progetti culturali
dei musei che le avessero progettate e realizzate.
Di fatto, queste mostre hanno poco a che vedere con gli obiettivi
dei musei. Rivediamo la tabella:
Le mostre italiane più visitate (2010-2011)
n° visitatori - Titolo della mostra - Museo - Città - Date
582.577
330.337
206.342
190.230
183.184
170.801
140.781
139.693
138.000
133.580
128.194
120.375
117.778
110.758
110.113
103.357
100.068
Caravaggio Scuderie del Quirinale Roma 19 feb. - 13 giu.
Salvador Dalí. Il sogno si avvicina Palazzo Reale Milano 22 set. ’10 - 30 gen. ’11
Edward Hopper Fondazione Roma Museo Roma 16 feb. - 13 giu.
Da Rembrandt a Gauguin a Picasso Castel Sismondo Rimini 10 ott. ’09 - 21 mar. ’10
Da Corot a Monet. Sinfonia della natura Complesso del Vittoriano Roma 6 mar. - 29 giu.
Biennale internazionale di architettura Giardini Arsenale Venezia 29 ago. - 21 nov.
Bronzino, pittore e poeta dei Medici Palazzo Strozzi Firenze 24 set. ’10 - 23 gen. ’11
Alexander Calder Palazzo delle Esposizioni Roma 23 ott. ’09 - 14 feb. ’10
I segreti della Città proibita Casa dei Carraresi Treviso 24 ott. ’09 - 9 mag. ’10
Ritorno al Barocco. Caravaggio-Vanvitelli Sedi varie Napoli 12 dic. ’09 - 11 apr. ’10
Steve McCurry «Sud-Est» Palazzo della Ragione Milano 11 nov. ’09 - 21 mar. ’10
L’età di Courbet e Monet Villa Manin Codroipo 26 set. ’09 - 7 mar. ’10
Serie Fuori Serie Triennale di Milano Milano 21 mar. ’09 - 28 feb. ’10
Gesù. Il corpo, il volto nell’arte Reggia di Venaria Reale Venaria 1 apr. - 5 set.
Cima da Conegliano Palazzo Sarcinelli Conegliano 26 feb. - 20 giu.
Schiele e il suo tempo Palazzo Reale Milano 25 feb. - 6 giu.
De Chirico, Ernst, Magritte, Balthus Palazzo Strozzi Firenze 26 feb. - 18 lug.
Riguardo le 17 mostre che, in Italia, nel 2010-2011 hanno
totalizzato più di 100.000 visitatori:
- tanto per cominciare, nessuna era di soggetto scientificonaturalistico
- 13 erano mostre d’arte (solo 1 di fotografia, 1 di architettura
e 2 di soggetto‘altro’)
- in sostanza sono una ‘partita’ giocata tra poche grandi città
(Roma, Milano ecc.) o grandi città d’arte (Firenze, Venezia)
- ma soprattutto nessuna è stata progettata,realizzata e/o ospitata
da un museo!
Dunque si può dire che la la politica della grandi mostre ha creato
(o visto sorgere) dei poli di attrazione che sono, di fatto, dei nuovi
potenti competitori dei musei…
In definitiva la politica della grandi mostre ha rappresentato un
problema e non un’opportunità per i musei, considerati i loro
scopi e i loro interessi: ha sottratto e sottrae ai musei risorse,
sottrae attenzioni da parte delle amministrazioni proprietarie,
sottrae anche attenzioni da parte del pubblico.
Che i musei inseguano il miraggio di un loro ‘rilancio’ attraverso
le grandi mostre è autolesionista.
Però molti musei lo fanno perché le grandi mostre corrispondono
a un bisogno sentito dalla società di oggi (come dimostra il loro
successo).
Quindi bisogna occuparsene.
Il bilancio di una grande mostra si aggira in media sui 2-3
milioni di euro (il bilancio annuo di un museo ‘medio’, senza
contare le spese fisse, va dai 30.000 ai 100.000 euro).
Benché per la loro temporaneità le grandi mostre siano
tutt’altro che un ‘investimento’, di fatto vengono finanziate
come se lo fossero.
Ma soprattutto, perché siano delle ‘imprese’ realistiche e non
delle velleità:
- devono avere un bilancio proprio;
- devono avere una rigorosa programmazione e un’altrettanto
rigorosa tempistica;
- devono essere sostenute da precise e diversificate
professionalità.
Quanto al bilancio, le entrate non possono assolutamente
basarsi solo sui biglietti venduti. Una grande mostra deve
prevedere sempre un catalogo (lussuoso!) e articoli vari (dalle
cartoline ai bloc-notes ai poster ecc.) da mettere in vendita.
La programmazione deve prevedere i tempi minimi e massimi
per ogni fase della progettazione e della realizzazione.
A una grande mostra si comincia a lavorare almeno due anni
prima dell’inaugurazione.
Il controllo rigoroso della tempistica è fondamentale.
Quanto alle professionalità, può essere istruttivo un esempio
pratico…
Ferrara Arte è la fondazione costituita dal Comune
di Ferrara e dalla Provincia di Ferrara allo scopo di
organizzare grandi mostre di livello internazionale
nella sede di Palazzo dei Diamanti. Fino al 2012 era
una S.p.A.
Quello che segue è l’organigramma di una mostra-campione di qualche
anno fa, quando Ferrara Arte era ancora una S.p.A.:
Direzione
Dipartimento editoriale
Segreteria di direzione
Produzione e vendite
Coordinamento scientifico
Call center
Registrar
Illuminotecnica
Amministrazione e contabilità
Trasporti
Sicurezza
Ufficio stampa*
Allestimento
Impianti e assistenza tecnica sicurezza*
*Dipartimenti esternalizzati
Rivediamo chi è e cosa fa il Registrar :
4.3.3 Registrar: responsabile del servizio prestiti e della movimentazione
delle opere
Responsabilità, ambiti e compiti
Il registrar assicura dal punto di vista organizzativo la movimentazione delle
opere, la relativa documentazione e le procedure che la regolano, soprattutto
in connessione ai prestiti.
In particolare:
– redige, documenta e organizza gli atti relativi all’acquisizione, al prestito,
all’assicurazione, alla spedizione e alla sicurezza delle opere;
– segue l’iter inerente al trasferimento delle opere, all’esterno e all’interno del
museo;
– è responsabile delle procedure di prestito in entrata, nel caso di mostre
organizzate dal museo;
– collabora con il responsabile della sicurezza e della conservazione nello
svolgimento dei propri compiti.
(Dalla Carta delle professioni museali ICOM)
Ricordiamo anche la figura del Conservatore−curatore
4.3.1 bis Conservatore−curatore
Nel caso in cui l’attività del museo sia prevalentemente basata sulla produzione
di mostre temporanee, è prevista la figura del curatore - con i medesimi requisiti
per l’accesso all’incarico e modalità d’incarico del
conservatore - il quale:
– svolge attività di ricerca scientifica, di studio, consulenza ed elaborazione
– cura la progettazione scientifica nonché la realizzazione di mostre
temporanee
– verifica e controlla i progetti d’allestimento delle mostre temporanee,
– cura i cataloghi e le pubblicazioni relativi alle esposizioni da lui progettate e
contribuisce alle pubblicazioni correlate alla comunicazione, promozione e
pubblicizzazione dell’evento di cui è responsabile
– collabora alla progettazione delle attività didattiche e educative e degli
eventi collaterali connessi alle esposizioni
– contribuisce all’attivazione di network per la coproduzione degli eventi
espositivi
– partecipa alle strategie di valorizzazione dell’istituzione.
(Dalla Carta delle professioni museali ICOM)
In conclusione al ‘capitolo grandi mostre’ possiamo dire (e se ne
capirà facilmente il motivo) che le ormai famose vetrine
‘economiche’, non adatte a un allestimento permanente, non sono
adatte nemmeno all’allestimento di una grande mostra…
Infatti tutto un altro mondo (se non altro molto più ‘controllabile’)
rispetto alle grandi mostre è quello delle… mostre senza
aggettivi accrescitivi.
Le mostre che i musei sono in grado di gestire e di finalizzare ai
loro scopi e ai loro interessi sono queste ultime.
Vediamo quali sono le differenze rispetto alle ‘grandi mostre’:
• Le mostre ‘normali’ spesso vengono realizzate ‘in economia’ (cioè senza
ricorrere a debiti con soggetti esterni), e comunque il loro budget non è quasi
mai superiore a qualche migliaio di euro.
• Queste spese vengono sempre finanziate sul bilancio corrente del museo, mai
come ‘investimenti’.
• Una mostra ‘normale’ non ha un bilancio proprio (entrate / uscite),
semplicemente le spese trovano copertura sul bilancio in uscita del museo
e i ricavi vengono contabilizzati sul bilancio in entrata del museo.
./.
• Anche le mostre ‘normali’ devono avere una programmazione e una tempistica
abbastanza rigorose, ma non è raro che programmazione e tempistica vengano
modificate in corso d’opera (per le ‘grandi mostre’ è un ‘incidente’ molto grave).
• Le mostre ‘normali’ sono sostenute, in genere, dalle professionalità di cui
dispone il museo che le ha progettate e che le realizza. (Però, per alcuni
aspetti, si ricorre anche a professionalità esterne).
Per le ragioni che abbiamo visto prima in relazione agli aspetti contabili,
in sostanza non è necessario che una mostra ‘normale’ chiuda in
pareggio o addirittura in attivo. Di conseguenza la vendita (di cataloghi,
di gadgets, ecc.) può essere un aspetto del tutto accessorio o
addirittura non essere prevista. Non è raro che in queste mostre, se c’è
un piccolo catalogo, sia addirittura in distribuzione gratuita.
Anche per le mostre ‘normali’ è opportuno che la programmazione
preveda i tempi minimi e massimi per ogni fase della progettazione e
della realizzazione.
A una di queste mostre si comincia a lavorare intorno ai sei mesi
prima dell’inaugurazione, dunque, in genere, nell’ambito della
programmazione annuale.
Nessuna mostra, comunque, nemmeno quelle realizzate interamente in
economia, deve essere ‘improvvisata’.
Per ogni mostra che si vuole realizzare bisogna sempre domandarsi:
- Per prima cosa, trattandosi di mostre tematiche, perché si è scelto
quell’argomento (occorre evitare scelte ‘autoreferenziali’).
- Qual è il risultato, in termini di volumi di pubblico (n° visitatori) che si vuole
conseguire: in seguito si deve poter giudicare se la mostra è stata un successo
o meno.
- Qual è il risultato, in termini di gradimento o di altri riscontri, che si vuole
conseguire; in particolare che tipo di beneficio ci si aspetta per il museo.
- Qual è il target di pubblico a cui la mostra si rivolge: non esistono mostre buone
per tutte le età e per tutti i gusti.
- Quali azioni a supporto della mostra (es. attività didattiche) si vogliono mettere
in atto e come.
Infine, ma a mostra conclusa, che cosa era migliorabile e perché.
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Museologia sci.15A - Università degli Studi di Ferrara