Effects of Toxins and Physical Agents on the Nervous System: MARINE TOXINS Introduzione • Avvelenamenti causati da sostanze tossiche marine erano già noti fin dai tempi antichi • Un geroglifico sulla tomba del Faraone Egizio Ti - ~ 2700 aC - descrive, infatti, i pericoli correlati al pesce palla • L’Antico Testamento proibisce di mangiare specie ittiche che non hanno spine e squame • Galeno sostiene che le murene possono essere vettori di infezioni alimentari • La ciguatera, nota in Cina durante la dinastia T'ang - 618-907 dC - è stata più tardi descritta dai primi esploratori spagnoli e segnalata nei diari di Cook nel 1774 • Vancouver cita, -XVIII secolo - avvelenamenti per ingestione di molluschi nel NO del Pacifico - shellfish poisoning • Periodiche epidemie di intossicazioni marine dell’uomo o della fauna selvatica vengono attualmente segnalate suscitando preoccupazione e interesse clinico Introduzione • Molte tossine marine sono utilizzate nella ricerca, per comprendere la neurofisiologia cellulare e in particolare i flussi ionici e l’eccitabilità delle membrane • La gran parte di tali sostanze hanno origine da alghe flagellate unicellulari– dinoflagellati – • Durante il periodo di intensa proliferazione di quest’ultime, elevate concentrazioni di tossine si accumulano nei pesci e nei crostacei, che possono essere vettori di intossicazione per l’uomo • Pesci e molluschi di piccole dimensioni, in cui sono presenti agenti tossici, rappresentano prede per pesci giù grandi che a loro volta diventano veicoli di intossicazione Introduzione • La gran parte delle intossicazioni alimentari sostenute da tossine marine provoca segni e/o sintomi gastroenterici e neurologici • Molte di queste sostanze in genere agiscono sui canali del Na+ nel nervo periferico e possono causare lievi turbe sensitive fino a gravi deficit motori che possono mettere in pericolo la vita • La ciguatera da conto del più alto numero di casi, ma raramente è fatale • L’intossicazione da tetrodotossina (attraverso il pesce palla) è molto spesso fatale Introduzione • La proliferazione di microalghe che producono tossine marine dipende da fattori ambientali e dal clima • Epidemie di avvelenamenti di pesci e/o molluschi si verificano in genere durante le cosiddette maree rosse • Il fenomeno è caratterizzato da una intensa proliferazione di alghe con conseguente colorazione marrone rossastro delle acque • Tale evento biologico può provocare il decesso di pesci e molluschi in poche ore • Non tutte le maree rosse però sono dannose per l’ambiente marino e la contaminazione del pesce non necessariamente si verifica in tali situazioni • L’intossicazione da ciguatera ad esempio non sembra associarsi alla marea rossa maree rosse Introduzione • Le tossine marine sono incolori, inodori e insapori • Lo screening alimentare routinario e le tecniche di preparazione del pesce di solito non sono in grado di prevenire gli avvelenamenti • Tali sostanze sono in genere resistenti agli acidi e alle alte temperature • Queste caratteristiche le rendono particolarmente pericolose per il consumatore creando serie difficoltà nella formulazione di strategie per la prevenzione • La globalizzazione dell’industria alimentare, con i suoi efficienti metodi di trasporto, facilita la possibilità di intossicazioni con pesce o molluschi importati • I sanitari di fronte ad un caso sospetto, dovrebbero rivolgersi alle autorità competenti perché potrebbe trattarsi dell’inizio di una epidemia Introduzione • Quando possibile, il cibo contaminato va recuperato per poter effettuare la ricerca dell’agente tossico • Attualmente esistono diverse metodiche di laboratorio che permettono di evidenziare la tossina responsabile • La diagnosi si basa sui criteri anamnestici – ingestione di pesce e/o molluschi - e sulle caratteristiche del quadro clinico; la terapia è sintomatica • Anche se molte tossine marine causano una significativa morbidità, la maggior parte degli avvelenamenti ha breve durata e in genere non è responsabile di exitus Ciguatera • La ciguatera è un’intossicazione alimentare causata da ingestione di pesce contaminato ed è endemica nelle zone tropicali e subtropicali • Rappresenta la causa più frequente di avvelenamento a genesi non batterica negli USA • Le sostanze tossiche sono prodotte da alghe che vivono nell’ecosistema della barriera corallina tropicale e subtropicale tra parallelo 35°Nord e 35°Sud • Le alghe sono consumate da piccoli pesci erbivori, che rappresentano successivamente prede per quelli carnivori • I pesci più grossi e più vecchi, quali barracuda, anguille, spigole, cernie, sono quelli più frequentemente tossici • Qualsiasi pesce di scogliera consumato in grande quantità può indurre ciguatera (sono state implicate più di 400 varietà) • Focolai endemici possono verificarsi anche in zone temperate, nei soggetti che hanno consumato pesce importato dai tropici Ciguatera • I dati epidemiologici fino ad ora a disposizione risultano frammentari; non è possibile stimare l’incidenza dell’intossicazione • Si pensa che il numero di casi che si verifica nelle aree endemiche vari tra 20.000-50.000 / anno • Il 7% dei residenti di Porto Rico, secondo sondaggi telefonici, avrebbe presentato almeno 1 episodio di avvelenamento da ciguatera nel corso della vita • Sono stati segnalati ~1000 casi/anno in Canada in turisti al ritorno dai paesi endemici o per consumo di pesce importato • La mortalità è <5% e nessun exitus è stato fino ad ora segnalato negli USA Ciguatera • Diverse sono le sostanze responsabili della ciguatera, incluse ciguatossine e maitotossina • Le ciguatossine sono un gruppo di molecole polietiliche cicliche, altamente ossigenate e lipido-solubili, simili alle brevetossine • Le ciguatossine agiscono sui canali del Na+ sensibili alla tetrodotossina (TTX) a livello del nervo e del muscolo inducendo un aumento della permeabilità agli ioni sodio a riposo e quindi depolarizzazione della membrana • Si verifica una spontanea scarica neuronale che è molto probabilmente è responsabile dei segni e/o sintomi neurologici • La maitossina è un composto bisolfato solubile in acqua che provoca un incremento di Ca2+ all’interno della cellula attraverso i canali del sodio voltaggio indipendenti • E’ la più potente tossina non proteica nota (LD = 50ng/Kg intraperitoneale ) • Gambierolo e palitossina, la prima tossina solubile in lipidi e la seconda in acqua, sono anche implicate nell’avvelenamento da ciguatera Ciguatera Fish Poisoning • La gravità del quadro clinico è in genere dose-dipendente • Intossicazioni più severe si verificano per ingestione di alcune parti del pesce contaminato, ricche di tossina, quali testa, fegato, visceri • Dolori addominali, nausea, vomito e diarrea sono di solito i primi sintomi che si evidenziano e hanno una durata di 24-48h • I segni neurologici si presentano con pattern variabile e sono di frequente riscontro in corso di avvelenamento da pesce dell’Oceano Pacifico • I pazienti lamentano parestesie che si diffondono in senso centrifugo e interessano il cavo orale, faringe, arti, tronco e talora in modo sgradevole in sede perineale e genitale • Frequente è il riscontro di turbe della sensibilità termica con percezione paradossa di caldo e freddo • Il freddo, ad es., viene avvertito come bruciore o formicolio, o come caldo insopportabile • Cefalea, ipostenia, fatica, artromialgie, disgeusia (sapore metallico), e prurito sono di frequente riscontro Ciguatera Fish Poisoning • I pz. talora lamentano segni bizzarri - sensazione di perdere i denti- tanto da essere inviati da uno psichiatra se il medico che li vede non ha conoscenza di tale tipo di patologia • La sintomatologia, inoltre, peggiora con l’alcol, con l’attività fisica e/o sessuale e con particolari cibi • L’esame neurologico evidenzia di frequente un’allodinia al freddo nei segmenti distali degli arti • Spesso si riscontra una lieve neuropatia sensitiva e più raramente una polimiosite (con ipostenia) • Turbe cardiovascolari sono state segnalate per iperattività del parasimpatico • Segni e/o sintomi tendono a regredire nel giro di qualche settimana, anche se alcuni soggetti continuano a lamentare parestesie, astenia, debolezza muscolare, cefalea per mesi o anni Ciguatera Fish Poisoning • Tali disturbi, se protratti nel tempo, si associano spesso a un disturbo depressivo e possono simulare una sindrome da fatica cronica • E’ verosimile che l’accumulo della tossina nei lipidi e il suo lento rilascio potrebbero essere responsabili di tale evoluzione • La diagnosi viene posta sui segni specifici gastroenterici, neurologici e sulle turbe cardiovascolari • Il verificarsi degli stessi disturbi in soggetti che hanno consumato lo stesso tipo di pesce è ovviamente diagnostico • Tuttavia è presente una enorme variabilità nella sensibilità individuale, anche quando si mangia la stessa quantità di pesce Ciguatera Fish Poisoning • Attualmente sono in commercio test immunoenzimatici per evidenziare la ciguatossina nel pesce fresco • Tuttavia molto spesso risulta difficile ritrovare la tossina nei residui di pesce consumato • Lo studio neurofisiologico evidenzia un rallentamento delle velocità di conduzione motoria (VCM) e velocità di conduzione sensitiva (VCS), con incremento del periodo refrattario assoluto e relativo • Tali dati sono in accordo con la persistente e prolungata apertura del canali del Na+ a livello delle membrane cellulari dell’assone Ciguatera Fish Poisoning • La decontaminazione del tratto gastrointestinale con carbone attivo può essere utile nelle prime ore dopo l’ingestione • La somministrazione di mannitolo e.v (18%, 1.0g/kg a 500ml/h) è il trattamento di scelta indicata in caso di avvelenamento acuto • Il meccanismo d’azione di tale farmaco consiste verosimilmente nel ridurre l’edema presente nelle cellule di Schwann • La sua efficacia è supportata solo da studi non controllati, che, comunque, riportano un drammatico miglioramento del quadro clinico specie se tale terapia viene praticata precocemente • Un trial controllato effettuato su un limitato numero di soggetti (50 paz) non ha evidenziato differenze significative tra pazienti trattati con mannitolo e quelli con placebo (sol. fisiologica) • In entrambi i gruppi, però, la terapia era stata somministrata dopo 24h dall’ esordio dei sintomi Ciguatera Fish Poisoning • La terapia supportiva in fase acuta consiste nel controllo del bilancio idrico-salino, della bradicardia, dell’ ansia, cefalea e dolore • Calcio gluconato, antiepilettici e corticosteroidei sono stati adoperati con variabili risultati • I segni e/o sintomi cronici secondari all’intossicazione sono in parte resistenti alle terapie farmacologiche • Gabapentin, amitriptilina, antidepressivi triciclici possono essere efficaci nel ridurre il dolore neuropatico Avvelenamento da pesce palla • La tetrodotossina (TTX) è l’agente responsabile dell’avvelenamento da pesce palla - puffer fish poisoning • Il pesce palla (famiglia delle Tetraodontidae) è diffuso in tutto il mondo sia in acque dolci che salate, ma lo si riscontra con maggior frequenza nei mari del Giappone e della Cina • Ne sono state identificate ~100 specie, tutte che producono la TTX (pesce istrice, pesce luna, jugfish e blowfish) • Altre fonti di TTX sono: pesce luna oceanico, code di rospo, polpo ad anelli blu australiano, pesce pappagallo, molluschi gasteropodi, granchio a ferro di cavallo (uova), alcune specie di rane e salamandre • Le concentrazioni della tossina sono particolarmente elevate in alcuni tessuti, quali cute, fegato, uova, gonadi, mentre risultano basse, ad esempio, nei muscoli Puffer Fish Puffer Fish Avvelenamento da pesce palla • Il Fugu è una pietanza a base di pesce palla ed è considerata un piatto raffinato e gradevole in Giappone • Esistono chef la cui qualificazione è certificata da parte del governo giapponese che sono in grado di preparare tale pietanza evitando la possibile contaminazione da parte di visceri • Alcuni di questi esperti lavorano negli USA proprio per cucinare il Fugu • Nonostante tali precauzioni, si verificano in Giappone almeno 50 decessi all’anno per intossicazione da Fugu • La tossicità sembra essere stagionale; pertanto il pesce viene servito tra ottobre e marzo • La fonte di TTX nel pesce palla è dibattuta. Si pensa che possa essere di origine batterica, probabilmente il Vibrio, che colonizza il pesce e permette il sequestro della TTX. Fugu Avvelenamento da pesce palla • La TTX è una molecola eterociclica termostabile, solubile in acqua che blocca i canali del Na+ voltaggiodipendenti delle membrane eccitabili • Infatti altera l’influsso di tale ione all’interno delle cellule, indispensabile perché si realizzi un potenziale d’azione • La tossina blocca la conduzione degli impulsi nelle fibre nervose somatiche e autonomiche, riduce l’eccitabilità del muscolo striato e cardiaco e agisce sul tono vasomotorio e sui meccanismi centrali deputati alla respirazione • Una dose di TTX purificata di 1 o 2 mg è letale • La tossicità è stata documentata con un consumo anche minimo di fugu (1.4 once; 1 oncia = 28,35 grammi) Avvelenamento da pesce palla • I segni e/o sintomi di intossicazione da tetradotossina sono simili a quelli che si riscontrano per avvelenamento da sassitossina (STX) (avvelenamento da molluschi paralizzanti) • Parestesie della lingua, delle labbra e degli arti distalmente si evidenziano poche ore dopo l’ingestione del pesce • Nausea, vomito, diarrea, dolori addominali sono segni comuni • Nei casi più severi si riscontra una ipostenia ascendente a rapida ingravescenza; i riflessi osteotendinei nella prima fase sono conservati • Seguono disfonia, disfagia, dispnea associata a bradicardia e ipotensione; si può arrivare all’ epilessia ed al coma • Il rischio di exitus è elevato nei casi severi e si verifica per ipotensione, insufficienza respiratoria e/o disfunzione cardiaca • La terapia è sintomatica. Una lavanda gastrica con carbone attivo è indicata nelle fasi precoci Avvelenamento da pesce palla • La risposta con gli anticolinesterasici è varia, ma generalmente buona • I paz che superano la fase acuta dell’intossicazione (prime 24h) presentano un buon recupero funzionale, senza sequele neurologiche • Nei casi severi, l’ exitus di solito si verifica nelle prime ore • Il test radioimmunologico per la STX, può essere utilizzato per identificare la presenza di TTX nelle porzioni di pesce non consumato • La cromatografia liquida è in grado di rilevare la TTX sul siero e/o sulle urine in tali soggetti • Gli studi neurofisiologici evidenziano un incremento della soglia di stimolazione ed un rallentamento delle velocità di conduzione Sindrome sgombroide • L’avvelenamento da pesce scombride (nota anche come intossicazione da istamina o pseudo-allergica da pesce, o sindrome sgombroide) è la più frequente causa di intossicazione da pesce nel mondo • Si verifica dopo ingestione di pesce mal conservato, o di pesce fresco appartenente alla famiglia degli Scombridi (tonni, sgombri, pesce volante) e non (es. mahi mahi, sardine, alici, acciughe ect.) • Il pesce contaminato ha un sapore amaro, metallico e/o piccante • La fisiopatologia dell’intossicazione non è completamente nota • E’ verosimile che sia causata da batteri che sono responsabili della decarbossilazione dell’istidina ad amine biogene quali l’istamina • Tale fenomeno si verifica in genere a temperature >15°C Sgombri e sardine Diffuse reddening of the face, neck and upper chest and back Sindrome sgombroide • L’istamina è termostabile e quindi non può essere inattivata con la cottura • Normalmente, essa è contenuta nel pesce in concentrazioni basse < 0.1mg/100g, ma può raggiungere livelli tra 20-50mg/100g se contaminato • Il consumo di tali quantità di istamina potrebbe non causare segni clinici di pari entità; è verosimile che vi siano altri meccanismi responsabili dell’avvelenamento • I sintomi di più frequente riscontro sono prurito, cefalea pulsante, eritema cutaneo, lesioni orticarioidi, parestesie e sensazione di bruciore orali, tachicardia, turbe gastroenteriche • La sindrome può essere confusa con una grave reazione allergica • Il quadro clinico si evidenzia dopo pochi minuti dall’ingestione del pesce e dura in genere 3-6h • I soggetti in età avanzata e quelli con asma sono i più vulnerabili Scombroid Fish Poisoning • Pazienti che fanno uso di isoniazide e/o inibitori delle MAO presentano un pattern clinico più severo, secondario ad un blocco dell’attività enzimatica della istaminasi • E’ possibile sia determinare le concentrazioni di istamina nel pesce contaminato, sia dosare i livelli urinari di tale sostanza e della metil-istamina nei soggetti intossicati • In genere però tali indagini non vengono praticate • La somministrazione e.v. di antagonisti dei recettori dell’istamina tipo 1 e 2 (H1 e H2) migliora sensibilmente il quadro clinico • L’uso di epinefrina è indicato in caso di reazione allergica di entità severa, specie se v’è broncospasmo Avvelenamento da molluschi • Esistono 3 sindromi neurologiche causate da intossicazione di molluschi contaminati da tossine: avvelenamento paralitico da molluschi - paralytic shellfish poisoning – PSP – avvelenamento neurotossico da molluschi neurotoxic shellfish poisoning – NSP – avvelenamento amnesico da molluschi - amnestic shellfish poisoning – ASP – paralytic shellfish poisoning, amnesic shellfish poisoning and diarrhetic shellfish poisoning Shellfish Poisoning • Tali patologie sono correlate all’ingestione di molluschi bivalvevongole, cozze, ostriche – • Questi rappresentano un filtro in cui possono accumularsi sostanze tossiche provenienti da alghe a elevate concentrazioni • Raramente l’avvelenamento si verifica con altri frutti di mare e con i granchi che possono alimentarsi con molluschi contaminati • I focolai epidemici si verificano in genere durante la stagione estiva e durante le maree rosse, ma può avvenire in qualsiasi periodo dell’anno, anche in assenza di queste ultime • L’incidenza delle intossicazioni da molluschi negli USA appare ridotta, anche se è stato notato un netto incremento di alghe nocive • Ciò è verosimilmente dovuto ad una maggior sensibilizzazione da parte delle persone e dalle misure di sicurezza adottate dagli organi governativi, quali l’analisi continua dei molluschi e la chiusura degli allevamenti non a norma Paralytic Shellfish Poisoning • La PSP si verifica negli USA lungo la costa del New England, del NO del Pacifico ed in Alaska • E’ la più frequente e la più severa intossicazione da molluschi • La mortalità varia dal 1% al 12%, e risulta più elevata nelle aree sprovviste di unità di rianimazione ben attrezzate • I bambini sono più vulnerabili rispetto agli adulti • L’intensa proliferazione delle alghe si verifica tra Aprile ed Ottobre • I molluschi durante questa fase possono ingerire le microalghe tossiche e la loro tossicità può persistere per alcune settimane dopo il termine di tale fase di proliferazione • La sassitossina (STX) è una sostanza termostabile che agisce sul SNP, legandosi in modo reversibile ai canali del sodio voltaggiodipendenti del nervo e del muscolo • La sua azione è simile alla TTX Paralytic Shellfish Poisoning • I sintomi di intossicazione si manifestano poche ore dopo l’assunzione del cibo (30’-3h) • Sono caratterizzati da parestesie orali, periorali, facciali e a carico del collo, che si estendono in un secondo momento (di solito nei casi più gravi) agli arti e al tronco • Frequente è il riscontro di segni di sofferenza del tronco cerebrale quali disartria, disfagia, disfonia, oftalmoplegia, nistagmo, midriasi • Cefalea, atassia statica e dinamica, incoordinazione agli arti possono essere presenti con pattern variabile • In genere le turbe gastroenteriche sono modeste e/o assenti • La paralisi muscolare (nonostante il nome dato all’intossicazione) non sempre si estrinseca Paralytic Shellfish Poisoning • L’ipostenia, qualora sia presente, può interessare i mm. faciali, bulbari, il diaframma e quelli degli arti • L’insufficienza respiratoria si verifica, in genere, nelle prime 12h nel 3-6% dei casi ed è responsabile dell’exitus • Il recupero spontaneo inizia di solito dopo 12 h, e di solito è completo dopo pochi giorni • L’ipostenia può persistere per alcune settimane • Attualmente non si conosce alcun antidoto e la terapia è sintomatica • La diagnosi viene posta sui dati anamnestici e sulla obiettività clinica • Tests immunoenzimatici - ELISA – sono in commercio per dimostrare la presenza della STX Paralytic Shellfish Poisoning • Comunemente viene utilizzato il test su topo: l’unità topo è definita la minima dose necessaria per indurre la morte dell’ animale in 15’ • La dose letale per l’uomo è di circa 5000-20000 unità topo • Tale indagine viene usata per controllare la produzione di molluschi in gran parte del mondo • L’EMG/ENG evidenzia riduzione di ampiezza delle risposte evocate motorie e sensitive, con latenze distali incrementate, associate ad un rallentamento delle VCM/VCS • A differenza delle polineuropatie demielinizzanti acute, i reperti neurofisiologici sono evidenti già nelle fasi precoci della PSP e migliorano nel giro di alcuni giorni parallelamente alla clinica Neurotoxic Shellfish Poisoning • La NSP è endemica nel Golfo del Messico, nel Mar dei Caraibi e nelle acque della Nuova Zelanda • Presenta una distribuzione geografica più ristretta rispetto alla PSP • È causata da microalghe che sono famose perché responsabili delle maree rosse nelle acque della Florida • Producono eteri policiclici tossici chiamati brevetossine • Quest’ultime inducono depolarizzazione delle membrane eccitabili con attivazione persistente e ripetitiva del nervo e/o del muscolo, trasformando i canali del sodio voltaggio-dipendenti da rapidi a lenti • Le brevetossine sono più tossiche per la fauna marina che per l’uomo • Le maree rosse sostenute dalla proliferazione delle Gymnodinium breve, infatti, si associano all’uccisione in massa di pesci, invertebrati e uccelli Neurotoxic Shellfish Poisoning • I segni e/o i sintomi sono caratterizzati da un esordio simultaneo di disturbi gastroenterici e neurologici dopo alcune ore dall’ingestione di molluschi • Si verifica infatti nausea,vomito, bruciore rettale, mialgie, parestesie periorali, vertigini, atassia • Sintomi meno comuni sono: tremore, disfagia, midriasi ed iporeflessia osteotendinea. • In linea generale, la sintomatologia è meno grave della PSP • Alcuni segni neurologici (sensibilità inversa alla temperatura) ricordano la ciguatera • Una sindrome respiratoria è stata segnalata in sportivi di surf per inalazione di brevetossina • In soggetti particolarmente sensibili può evidenziarsi chemosi congiuntivale, rinorrea, tosse e broncospasmo • La prognosi di tale patologia è buona • Sono disponibili test radioimmunologici (RIA) ed immunoenzimatici (ELISA) e test su topo per evidenziare la presenza di brevetossina Amnestic Shellfish Poisoning • Nel novembre 1987, 107 canadesi presentarono un particolar tipo di intossicazione dopo aver degustato molluschi provenienti dalla isola Prince Edward • I segni e/o sintomi gastroenterici furono seguiti da turbe cognitive e cefalea • Tale tipo di patologia prese il nome di “avvelenamento amnesico da molluschi” • Essa è causata dalla tossina prodotta da alcune microalghe: l’acido domoico (DA) • Quest’ultimo è stato riscontrato in diverse zone costiere in tutto il mondo • La sostanza è altamente tossica per uccelli, molluschi, mammiferi Amnestic Shellfish Poisoning • L’ac domoico ha caratteristiche simili all’ ac. kainico e agisce come neurotrasmettitore eccitatorio in modelli animali • E’ circa 3 volte più potente dell’ac. kainico e 30 volte più dell’acido glutammico • La patologia neurologica che si manifesta è espressione di eccitotossicità che si evidenzia particolarmente sul sistema limbico • I segni e/o sintomi si manifestano alcune ore dopo l’ingestione di molluschi • La gran parte dei pazienti lamenta diarrea, vomito, dolori addominali • Circa il 50% dei paz presenta cefalea e circa il 25% turbe mnesiche che coinvolgono la memoria anterograda • Con pattern variabile sono presenti disorientamento, mutismo, epilessia, mioclono e disturbi della vigilanza fino al coma Amnestic Shellfish Poisoning • In pochi casi si è evidenziato emiplegia alternante ed oftalmoparesi completa • Il miglioramento è graduale e si verifica nel giro di 3 mesi circa • Frequentemente si nota la presenza di amnesia anterograda, con un relativo risparmio degli altri domini cognitivi; alcuni pz. possono manifestare un’epilessia focale residua • Nella sola epidemia citata, la mortalità è stata del 3%, verificatasi soprattutto in soggetti anziani • I reperti anatomo-patologici hanno mostrato depauperamento neuronale e astrocitosi nell’amigdala e nell’ippocampo Amnestic Shellfish Poisoning • La terapia è sintomatica: diazepam, fenobarbitale, rappresentano i farmaci di prima scelta per il controllo delle manifestazioni critiche • E’ opportuno non utilizzare la fenitoina • La diagnosi può essere effettuata usando la cromatografia liquida ad alta risoluzione (HPLC), mentre i tests su cavie sono ritenuti poco sensibili • Attualmente esiste un programma di sorveglianza in Canada sul mercato ittico, e in particolar modo per cozze e vongole, che vengono analizzate regolarmente per evidenziare l’eventuale presenza di ac. domoico Fish and Shellfish Poisoning Principal Toxins Toxin Source Transvector Pathophysiology Ciguatera fish poisoning Ciguatoxins maitotoxin others Dinoflagellates Gambierdiscus toxicus etc. Fish multiple species of reef fish Na and Ca channel activation Pufferfish poisoning TTX* Presumed bacterial Vibro spp.,? Pseudomonas spp ? Various pufferfish, salamanders, newt, etc. Na channel blockade Scombroid fish poisoning Histamine Presumed bacterial Scombroid fish tuna, mackerel, skipjack, etc. nonscombroid fish mahi-mahi, sardines, etc. Histaminergic effects Shellfish Na channel blockade Syndrome ? Vibrio Paralytic shellfish poisoning (PSP) Saxitoxin and derivatives Dinoflagellates (Alexandrium spp., Gymnodium catenatum, Pyrodinium bahamense) + 2+ + + Fish and Shellfish Poisoning Syndrome Principal Toxins Toxin Source Neurotoxic shellfish poisoning - NSP Brevetoxins Dinoflagellates Gymnodinium breve Shellfish Transforms fast + Na channels into slower ones Diatoms Pseudonitzschia spp., Nitzschia actydrophila, Amphora coffeiformis Shellfish; fish (?) Glutamate receptor activation Shellfish Serine/threonine protein phosphatase inhibition Amnestic shellfish Domoic acid and poisoning - ASP its cogeners Diarrhetic Okadaic acid Dinoflagellates shellfish poisoning and derivatives; Dinophysis spp., - DSP dinophysistoxins Prorocentrum spp., Proceratium reticulatum, Coolia spp. - Transvector Pathophysiology