PARROCCHIA B.V.M. IMMACOLATA CENA PASQUALE EBRAICA per i ragazzi della Prima Comunione Sabato 4 aprile 2009 - Ore 16,00 CAPPUCCINI ORISTANO 1° momento - La schiavitù del popolo d’Israele (I ragazzi sono incatenati come schiavi) Cat. Perché questo giorno di festa? Vogliamo ricordare e in qualche modo rivivere la Pasqua Ebraica, perché tra poco celebreremo la Pasqua di Gesù, la nostra Pasqua, e per comprendere meglio il significato del dono dell’Eucaristia che Gesù ha fatto alla sua Chiesa, cioè a noi battezzati, durante la sua ultima cena di Pasqua. La stessa Eucaristia, che voi ragazzi vi preparate a ricevere per la prima volta, nel mese di maggio. Dobbiamo pertanto ricollegarci alla storia del popolo d’Israele, il popolo che Dio si era scelto, guidandolo con amore e fedeltà. Il popolo ebreo onorava e ringraziava il Signore per tutti i benefici che aveva ricevuto da lui, con una festa settimanale, nel giorno di Sabato, e con altre durante tutto l’anno; ma la più importante fra queste era la Festa di Pasqua. Com’era nata? Gli Israeliti, anticamente un popolo nomade, a causa di una grave carestia, si rifugiarono in Egitto e lì rimasero per molto tempo. Col passare degli anni essi diventarono un popolo numeroso, forte e grande, ma gli Egiziani, per paura che gli Israeliti prendessero il sopravvento su di loro, li maltrattarono, li umiliarono ed imposero loro una dura schiavitù. Privati della libertà, e per le continue sofferenze vissute, gli Israeliti piangevano ed invocavano incessantemente Dio affinché venisse in loro aiuto. Dio ascoltò i loro lamenti ed esaudì le loro preghiere inviando Mosè a liberarli, il quale, secondo le indicazioni date da Dio, ordinò agli Israeliti di tenersi pronti per la partenza per uscire dall’Egitto ed avviarsi verso la 3 terra promessa. Quella sera, prima della partenza, ogni famiglia della comunità di Israele uccise un agnello; con il suo sangue segnò la porta della propria casa, ne mangiò la carne insieme a del pane non lievitato ed erbe amare. Adesso per ricordare l’uscita degli Ebrei dall’Egitto e quindi la loro liberazione, usciremo con le catene nelle mani, compiendo un percorso fino al salone che simboleggia il passaggio dallo stato di schiavitù a quello di libertà, e dopo aver invocato Dio con le parole: “Dio dei nostri Padri, ascoltaci!”, spezzeremo e lasceremo cadere a terra le catene come segno della ritrovata libertà. (Si va verso il salone e si fa l’invocazione) Ora, in segno di gioia e di ringraziamento, cantiamo con le stesse parole usate da Mosè e dagli Israeliti: È BELLO DAR LODE A DIO È bello dar lode a Dio, è bello cantare insieme, lodare il suo nome al mattino, cantare il suo amore la sera. Prendo la mia chitarra, vibra con il mio cuore, alzo gli occhi al cielo, guardo a te, Signor. È bello dar lode… Quanto è grande, o Dio, quello che hai creato: tutta la terra canta inni di lode a te. 4 2° momento - La schiavitù è finita, la gioia è ritrovata Come abbiamo appena sentito, gli Ebrei, prima della partenza, fecero una cena pasquale che, dopo la liberazione, di anno in anno, veniva celebrata con rito solenne detto Memoriale. Ricordare è richiamare alla mente; Memoriale è ripetere per rivivere, di generazione in generazione, quegli avvenimenti e quei gesti. Leggiamo ora dal Libro dell’Esodo in che modo Mosè, guidato dal Signore, aiutò il suo popolo. ( Esodo 12-1.14) LA PASQUA DEGLI EBREI Gli Ebrei celebravano la Pasqua, in primavera, riuniti nelle loro case, in gruppi di 12 e non più di 20 persone, con la cena pasquale che durava dal tramonto fino alla mezzanotte e oltre. Era un momento solenne, durante il quale essi raccontavano gli avvenimenti della liberazione e con preghiere, canti, segni e simboli ringraziavano il Signore Dio per il suo intervento in loro favore, e per rinnovare l’alleanza e l’amicizia con Lui, chiedendogli anche di continuare a guidarli e a proteggerli. In questa celebrazione il più piccolo della famiglia chiedeva spiegazioni ed il padre rispondeva alle sue domande. Sentiamo ora le vostre domande: 1) «Perché mai questa sera è diversa da tutte le altre sere?» Noi eravamo schiavi del Faraone in terra d’Egitto, ma il Signore nostro Dio con mano forte e braccio potente ci ha fatto uscire da lì e ci ha condotto in questo paese ordinandoci di celebrare questo giorno di generazione in generazione. 5 2) «Perché questo pane azzimo?» Questo pane non lievitato ricorda la fretta della partenza, quella sera infatti la pasta dei nostri Padri non ebbe il tempo di lievitare perché la fuga era imminente. 3) «Perché queste verdure amare?» Queste verdure, che si mangiano con il sale, l’aceto e il charoset, sono un ricordo della tristezza e della sofferenza della schiavitù in Egitto. 4) «Perché questa salsa?» Questa salsa, per il suo aspetto denso ci richiama alla mente il cemento e la malta che gli Israeliti dovevano preparare insieme ai mattoni, per costruire le città degli Egiziani. 5) «Ma mangiavano sempre anche l’agnello?» Sì, perché la notte della liberazione i nostri padri, oltre a mangiare l’agnello, col suo sangue segnarono le porte e gli stipiti delle case, così l’angelo del Signore vedendo quei segni, passò oltre risparmiando il popolo d’Israele dal castigo di Dio. 6) «Perché c’è anche l’uovo?» L’uovo sodo è stato aggiunto più tardi ed è un ricordo dell’offerta che veniva fatta ad ogni festa, inoltre esso contiene il germe della vita e la sua superficie è simbolo dell’eternità della vita stessa, senza inizio e senza fine. 7) «Perché queste cinque coppe?» Queste coppe non furono usate la notte della liberazione; furono usate successivamente per celebrarne il ricordo. Le prime quattro indicano le quattro espressioni della liberazione dalla schiavitù: “Vi farò uscire”; “Vi salverò”; “Vi libererò”; “Vi prenderò”. La quinta coppa con l’espressione “Vi condurrò” è segno di un’altra liberazione, quella messianica, di cui essi sono ancora in attesa… 6 Il canto che ora eseguiremo: «Benedetto sei tu, Dio dell’universo», vuol essere un ringraziamento per tutto quello che abbiamo detto e sentito e per i doni che il Signore continuamente ci elargisce. BENEDETTO SEI TU DIO DELL’UNIVERSO Benedetto sei tu, Dio dell'universo dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del nostro lavoro: lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna. Benedetto sei tu, Dio dell'universo dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo vino, frutto della vite e del nostro lavoro: lo presentiamo a Te, perché diventi per noi bevanda di salvezza. Benedetto sei tu Signor! Benedetto sei tu Signor! 7 3° momento (Lc 22-7.8) Venne il giorno degli azzimi nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua perché possiamo mangiare». (Si apparecchia la tavola) LA PASQUA CRISTIANA Cari ragazzi, come vedete, c’è una seconda tavola imbandita, nella quale sono presenti i segni essenziali dell’Eucaristia: il pane e il vino, che il sacerdote presenta a Dio Padre, durante la Santa Messa, per la consacrazione. Anche Gesù ha festeggiato durante la sua vita terrena la festa di Pasqua, con Maria e Giuseppe e i suoi parenti, e da piccolo avrà posto ai suoi genitori le stesse domande che voi avete rivolto a noi, ma, diventato grande, durante la sua vita pubblica, prima della sua passione e morte, celebrò con i suoi amici (gli apostoli) una Pasqua tutta speciale. 8 1) «Ma cosa mangiarono Gesù e gli apostoli la notte dell’Ultima Cena?» Non mangiarono l’agnello ma solo del pane e del vino, inoltre quella stessa sera Gesù istituì per la prima volta il sacramento dell’Eucaristia, poiché quel pane e quel vino si trasformarono in corpo e sangue di Gesù. 2) «Ma qual è la differenza tra la Pasqua Ebraica e quella che invece istituì Gesù nell’Ultima Cena?» Nella Pasqua Ebraica si festeggia la liberazione del popolo Ebreo dall’oppressione dell’Egitto, cioè il passaggio dalla schiavitù alla libertà. Nell’ultima cena invece è Gesù stesso che si sacrifica per noi e per la nostra salvezza, dona il Suo sangue per noi, perciò con la venuta di Cristo noi festeggiamo la Pasqua Cristiana, ovvero il passaggio dal peccato alla salvezza eterna. 3) «Con chi cenò Gesù quella sera?» Cenò con i suoi dodici apostoli compreso Giuda, che lo tradì e lo consegnò alle guardie in cambio di poche monete d’oro. 4) «Ma esiste un’altra Pasqua?» In realtà sì, ed è la Pasqua del Signore e ne parliamo ora nel quarto momento. 9 4° momento LA PASQUA DEL SIGNORE Questa è la Pasqua che noi ogni domenica celebriamo con il Signore durante la Messa Eucaristica; ma lasciamo che sia il sacerdote a parlarcene ed a spiegarci i segni presenti in questa tavola… Ringraziamo Gesù per averci dato la possibilità di chiamare Dio come Padre col canto del Padre Nostro. PADRE NOSTRO Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il nome Tuo, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà come in cielo, così in terra come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane dacci il nostro pane quotidiano rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male. E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male. 10