Voce vallesina della Anno 61° - N. 36 settimanale della Diocesi di Jesi www.vocedellavallesina.it Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi CARITAS DIOCESANA: ASCOLTO COSTANTE E NUOVA COSTRUZIONE Diamo vita alla prossimità In Caritas stiamo programmando un nuovo anno di servizio, di ascolto, di formazione con delle novità: l’equipe diocesana si arricchisce di due nuovi volontari che si affiancheranno al direttore e ai volontari per un servizio necessariamente più qualificato e maggiormente rispondente alle necessità. La Caritas è in costante e continuo ascolto dei forti mutamenti sociali che stanno producendo situazioni difficili e problematiche: la mancanza di lavoro, la vita familiare in crisi nei rapporti e nel poter sostenere spese per gli affitti e le utenze, la mancanza di proposte abitative a basso costo e questo sta portando sempre più persone a cercare riparo in luoghi occasionali e l’inverno è alle porte. Caritas diocesana sta rielaborando progetti che in primo luogo siano coordinamento con tutte le Caritas parrocchiali e i gruppi caritativi per una lettura costante della realtà. Questo ci permetterà di predisporre progetti di aiuto e, di sostegno e di accompagnamento con la caratteristica che non debbano creare dipendenza ma siano un aiuto perché la persona sappia ritrovare il suo percorso e la sua dignità. Certamente in questo percorso è fondamentale la formazione del singolo e delle comunità per una scelta di fede che scaturisca nella carità e in scelte personali e comunitarie. In questo percorso sarà importare continuare e dare maggior forza alla collaborazione con gli enti pubblici e le associazioni che svolgono attività caritative. Si è fatto molto in questi anni ma le continue novità ci impongono un’azione comune che ci aiuti a valorizzare le risorse presenti per renderle maggiormente efficaci e meno dispersive. La Caritas crede ci siano delle priorità per essere risposta e non cadere nella pura elemosina: progetti per dare lavoro, progetti per assicurare una casa o un letto, una mensa con un pensiero particolare a tanti anziani che soli e con una piccola pensione non riescono ad arrivare a fine mese. Certamente un’attenzione per tante famiglie che vivono situazioni di profonda difficoltà. Caritas diocesana sta pre- parando un corso di formazione per volontari perché il loro servizio sia frutto di una scelta motivata ma anche di conoscenze e dinamiche specifiche per il servizio da svolgere. Certamente la Caritas diocesana in questo momento opera, grazie alla Parrocchia di S. Giuseppe, in ambienti che ogni giorno diventano sempre più ristretti e non sempre adatti ad accogliere con dignità gli utenti. Da anni stiamo cercando una nuova sede e solo da poco siamo riusciti a dare inizio ai lavori. È inevitabile che andremo incontro a perplessità, paure, critiche ma è nostra convinzione che tale realizzazione sia un dovere verso le voci dei poveri e degli ultimi che chiedono non tanto elemosina ma giustizia e dignità. Ci auguriamo che anche gli enti possano dar vita a strutture di accoglienza. In questo momento è doveroso un grazie ai tanti volontari e a quanti sostengono le iniziative della Caritas diocesana. Il direttore della Caritas diocesana Don Nello Barboni Domenica 26 ottobre 2014 Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi Benessere sociale Venerdì 24 ottobre alle 16 presso il Teatro “Valeria Moriconi” in P.zza Federico II, si svolgerà il Convegno dal titolo “Sport e benessere sociale” organizzato dall’Associazione Oikos Onlus di Jesi in collaborazione con il Csi - Comitato regionale Marche - e con il patrocinio del Comune di Jesi. Il Convegno che ospita diversi personaggi che ruotano attorno al mondo dello sport, dell’educazione alla persona e della prevenzione, tratterà esperienze educative e di promozione del benessere sociale basato sulla pratica dell’attività sportiva. Tra i diversi relatori interverranno Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Nazionale Allenatori di Calcio; Mauro Raffaeli, Responsabile della Commissione sport e marginalità Comitato Provinciale Csi Roma. Al termine del Convegno, alle 21 si svolgerà un concerto di beneficienza a favore delle attività e dei progetti di Oikos Onlus, con l’esibizione della nota soprano Valeria Esposito, accompagnata dalle note di Fabio Esposito al pianoforte, Massimo Manzi alla batteria, Ludovico Carmentati al contrabbasso, Giacomo Uncini alla tromba. A seguire, alle 21 il concerto “Lirica in Jazz II”. CONFERMA DEL BONUS DI 80 EURO, MENO TASSE PER LE INDUSTRIE, AIUTO ALLE FAMIGLIE, NIENTE CONTRIBUTI SULLE ASSUNZIONI Il bilancio dello Stato 2015 segna una importante svolta Gli stati membri dell’Unione Europea sono obbligati a presentare le previsioni di bilancio (detto Legge di Stabilità) entro la metà di ottobre. Cosa che anche l’Italia ha già fatto. Ora attendiamo, per la fine del mese, il parere del “governo europeo”. È una previsione di entrate e di spese che ha suscitato applausi e critiche, come avviene sempre. Però in questa occasione, per la prima volta, c’è un effettivo sgravio fiscale di ben 18 miliardi distribuiti in diverso modo, ma soprattutto a favore delle industrie e di quelle che assumono dipendenti in via definitiva. Insomma: l’intendimento numero uno della manovra è quello di dare una spinta alla ripresa produttiva. Che vuol dire aumento dei posti di lavoro e del Pil (prodotto interno lordo). É la via per spezzare la spirale negati- va del calo della ricchezza pubblica e della disoccupazione. Ma vediamo qualche cifra. Nel prossimo anno avremo 36 miliardi di entrate in più dell’anno passato e altrettante spese che andranno distribuite per lo sgravio fiscale di cui sopra, per la conferma del buono di 80 euro per certe categorie, per il fondo famiglie numerose, per favorire i detentori della partita IVA, per la ricerca, per la scuola e per altri settori ancora. Le entrate sono date dalla riduzione delle spese dello stato e degli enti pubblici, da un ulteriore recupero dell’evasione fiscale, dal rafforzo della tassa sui giochi d’azzardo, da un aumento fiscale sulle rendite finanziarie e, allo scopo di far tornare i conti, da un ulteriore debito di 11 miliardi. Viene introdotta, per alcune categorie, la possibilità di anticipare in rate mensili il TFR (trattamento di fine rapporto): una novità assoluta e utile per aiutare la ripresa. Chi ha dimostrato piena soddisfazione è stata la Confindustria perché, tanto per fare un esempio, un’impresa che ha un giro di un milione circa, risparmierà diecimila euro all’anno. Oltre a non pagare i contributo per tre anni sulle nuove assunzioni definitive. Di fronte a questi aiuti i sindacati hanno brontolato, ma non troppo. Chi invece ha manifestato enorme preoccupazione e una iniziale forte opposizione al progetto, sono state le Regioni che si vedono decurtate i contributi di ben quattro miliardi (e tre miliardi in meno anche per province e comuni). Si prevede che ci saranno incontri tra governo e Regioni, ma la linea ferma di Renzi e di Padoan è che potranno essere diversamente destinati alcuni tagli all’interno delle tante spese, specialmente per la sanità, ma il totale delle decurtazioni deve rimanere intoccabile. E il buon senso ci fa dire che il taglio alle Regioni è ben assestato dopo che tutti abbiamo toccato con mano lo scempio che nel passato le stesse hanno fatto del danaro pubblico grazie all’irresponsabile comportamento dei gruppi consiliari, dei singoli consiglieri e anche di alcuni presidenti. Auto blu e interessi personali ad abundantiam. E mi pare che Renzi abbia perfettamente ragione quando esorta a rivedere i settori dove si spreca. Basterebbe pensare alle monumentali sedi che tutte le regioni si sono costruite, al di là di ogni vera esigenza. C’è stata una megalomania che, per esempio, ha portato questi enti a creare uffici permanenti in tante nazioni con spese di acquisti, di affittii e di personale del tutto sproporzionati. Per non dire delle disparità tra regione e regione negli acquisti sanitari. Segno che c’è chi razzola molto male. É vero che questa Legge di Stabilità è al limite dei patti europei. Ma è anche vero che qualcuno l’ha trovata così pertinente alla situazione italiana da poter essere modello per altre nazioni che ancora soffrono, come noi, della crisi aperta nel 2008. Una volta entrata in vigore secondo il ministro Padoan, dopo un anno o due dovremmo avere un inizio di ripresa nel settore del lavoro di circa 800mila nuovi posti. É difficile dire se la previsione è solo ottimismo. É certo che queste nuove radicali premesse appaiono indovinate. I frutti non dovrebbero mancare. Vittorio Massaccesi [email protected] 2 | cultura_società 26 ottobre 2014 | Voce della Vallesina Anche Jesi ha partecipato alla Marcia della pace Perugia-Assisi con due pullman, domenica 19 ottobre. Uno organizzato dalla Consulta della Pace e dalla diocesi di Jesi, un altro dalla Cgil, per un totale di circa cento partecipanti. L’Azione Cattolica ha organizzato una mini-partecipazione autonoma con mezzi privati. Nella prima foto il gruppo del primo pullman. Nella seconda foto alcuni partecipanti davanti alla basilica S. Francesco. Foto Ernesto Barocci Almeno 100mila persone hanno partecipato alla Marcia per la pace di 24 chilometri da Perugia ad Assisi sul tema “Cento anni di guerre bastano”, ricordando i cento anni dall’inizio della Prima Guerra Mondiale. alle discipline della salute sottolineeranno l’ottimismo, la prosperità e la freschezza d’intelletto che si riflettevano sulla quotidianità dei primi anni del secolo, definiti la belle epoque. Questo il filone che plasmerà anche le attività laboratoriali: lingua, teatro, cinema, musica, bridge. In programma escursioni e uscite culturali nei luoghi evocativi della storia del ‘900. La presidente dell’Università Letizia Saturni ha ringraziato gli iscritti dell’ateneo, gli 88 docenti volontari, il nuovo presidente dell’Unione dei Comuni Mirco Brega e la giunta. «Un grazie particolare – ha detto - ai membri del direttivo dell’associazione, l’attuale e il primo che ha iniziato l’attività nel novembre 2005 con il presidente Folco Fioretti e l’ideatore, insieme al compianto Aldo Lorenzetti, Gabriele Giampaoletti.» Il sindaco di Monte Roberto, nonché assessore alla Cultura dell’Unione dei Comuni della Media Vallesina, ha portato il saluto dell’Istituzione sovracomunale e augurato un anno intenso e proficuo ai tanti iscritti all’università. Le lezioni, già avviate secondo un calendario mensile, si svolgono nelle sedi di Villa Salvati a Pianello Vallesina, del Centro comunale 6001 a Moie e nella sezione aggregata di Cupramontana. I corsi di italiano per stranieri si svolgeranno a Montecarotto e Angeli di Rosora. Tiziana Tobaldi MOSTRA ARTISTI STRANIERI CO LO RI A M O foto_notizia le e per anni presidente provinciale di Ancona. La Fondazione dell’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra (ANMIG) promuove incontri per le giovani generazioni per mantenere vivo il ricordo del sacrificio e del contributo degli invalidi di guerra alla configurazione dell’attuale Società civile. Anche a Jesi sono presenti i volontari di questa fondazione che hanno promosso, lo scorso aprile, un incontro all’Istituto “P. Cuppari” dedicato alla storia locale. È stato inaugurato domenica 12 ottobre alle 17.30, presso la Biblioteca La Fornace di Moie, il decimo anno accademico dell’Università degli Adulti della Media Vallesina. Ospite della cerimonia Marco Grandi, professore emerito dell’Università di Genova, con la Lectio Magistralis La belle epoque finisce a Sarajevo. Nipote di Domenico, ministro della Guerra nel governo Salandra, originario di Corinaldo, ha spiegato che «la storia è maestra di vita. Le scelte che determinano gli eventi guidano verso alcune strade, non altre. Così è stato nel 1914, anno della scelta, per l’Italia sull’entrata in guerra. È importante studiare, approfondire e capire gli eventi passati: per non ripetere gli errori di chi ci ha preceduto.» Al centro del suo intervento il contesto storico e le cause del primo conflitto mondiale, gli equilibri del continente, le conseguenze politiche, economiche e sociali della prima guerra mondiale e le «preoccupanti consonanze fra l’estate 1914 e il momento attuale, con una sottovalutazione della gravità della crisi e dei problemi.» Il centenario della prima guerra mondiale e i primi cinquanta anni del ‘900, il secolo breve, saranno il tema trasversale delle attività dell’anno accademico 2014-2015. La didattica curriculare, letteratura, filosofia, scienze, musica, arte, storia fino O N D L’associazione e fondazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, comitato regionale Marche e sezione di Jesi, propone il convegno regionale dedicato alla commemorazione della prima e della seconda guerra mondiale sabato 25 ottobre alle 9,30 presso la Sala della Seconda Circoscrizione di Jesi in via San Francesco. La manifestazione si svolge con il patrocinio del comune di Jesi e della diocesi di Jesi e ha il sostegno della Geosfera Viaggi. La presidente di Jesi, Beatrice Bartolini, invita la cittadinanza e i giovani a prendere parte alla conferenza nel corso della quale si alterneranno testimonianze e relazioni. Si aprirà con il saluto del vescovo Gerardo Rocconi che, riferendosi alla recente visita di papa Francesco al sacrario militare di Redipuglia, sottolineerà l’impegno necessario per la pace. Le relazioni saranno a cura del giornalista Riccardo Ceccarelli e del cineamatore jesino Geniale Olivieri. Parteciperanno gli studenti di due classi dell’Istituto “Galilei” di Jesi e sarà presentato il progetto dedicato ai giovani “Pietre della Memoria”. Le conclusioni saranno a cura del presidente regionale dell’associazione Anmig comm. Franco Ortolani. Il commendatore Ortolani, nato nel 1921, è stato un combattente della seconda guerra mondiale nel reggimento divisione motorizzata Trento-Bolzano. È stato partigiano dal 24 settembre del 1943 al 13 luglio del 1944 nel gruppo Cingoli della provincia di Macerata. Per una decina d’anni è stato anche presidente del Comitato Provinciale dell’associazione nazionale partigiani d’Italia sezione di Ancona. Porterà il suo saluto il presidente nazionale Bernardo Traversano, eletto a guida dell’associazione dal 2012 e socio dal 1946. Nato nel 1926 a Rapallo, in provincia di Genova, durante la Seconda Guerra Mondiale ha partecipato alla Resistenza nella Divisione Garibaldina “Codurri” che operava nella VI Zona Ligure. Traversano, nell’ottobre del 1944, è stato ferito nel corso di un conflitto a fuoco e scampò alla cattura perché rimase sotto la neve fino a quando fu soccorso dai compagni. Nel corso del convegno sarà ricordato il prof. Claudio Palloni di Falconara Marittima, recentemente scomparso, membro della direzione naziona- L’anno dell’entrata in guerra O M Un convegno sulle due guerre mondiali UNIVERSITÀ DEGLI ADULTI DELLA MEDIA VALLESINA IL ASSOCIAZIONE MUTILATI E INVALIDI DI GUERRA: A JESI IL 25 OTTOBRE JESI - GALLERIA PALAZZO DEI CONVEGNI CORSO MATTEOTTI 19 INAUGURAZIONE 1° NOVEMBRE ORE 18,30 orario 10/12-18/20 ASSOCIAZIONI CRISTIANE LAVORATORI ITALIANI ANCONA FINO AL 09 NOVEMBRE MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI REGIONE MARCHE - COMUNITÀ JESI 2 lunedì chiuso CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI JESI regione | 3 Voce della Vallesina | 26 ottobre 2014 scusateilbisticcio 31° STAGIONE TEATRO RAGAZZI. TREDICI SPETTACOLI DA OTTOBRE A FEBBRAIO A teatro per crescere, imparare, sorridere (ghiribizzi lessicali) PeterPun (con la u) www.peterpun.it CURIOSITÀ INTER-LINGUISTICA OPA: leggendo questa brevissima parola, un italiano intende: offerta pubblica di acquisto; mentre un tedesco vi ravviserebbe il termine diminutivo-vezzeggiativo per indicare quello che noi chiamiamo “nonnino”. AFFINITÀ D’INTENTI Cambio di vocale aristo-democratico Sapete qual è la differenza tra un pallavolista e un cabarettista? Nessuna: sia il primo che il secondo aspira a piazzare la “battuta vincente”. INCONTENTABILI E NON Che differenza c’è tra un fumatore dai gusti raffinati e un ronzino molto frugale? Il primo pretende esclusivamente sigari avana. Il secondo si accontenta di un fascio d’avena. ANAGRAMMI CAMPANILISTICI Sapete perché i Vercellesi dovrebbero avere un quoziente intellettuale piuttosto elevato? Perché “chi dice Vercelli dice cervelli”. Sapete perché i Pesaresi hanno fama di ottime forchette? Perché “chi dice Pesaro dice sapore”. Perché chi soffre d’insonnia dovrebbe trasferirsi a Frosinone? Perché “chi di dice Frosinone dice sonnifero”. NOMI DI BATTESIMO Giovanni Fidanza, Juan de Yepes y Àlvarez, Francesco Forgione: quali notissimi Santi – rispettivamente del XIII, del XVI e del XX secolo – si celano dietro questi che sono i loro rispettivi nomi e cognomi per… l’anagrafe? SCHERZIAMOCI UN PO’ SOPRA (perplessità di un non grecista) Chissà se pandemonio e pandemia hanno in comune l’etimologia… *** Risposte al quesito precedente: BAG sacco/borsa – to BRAG vantarsi – CRAG roccia – to DRAG trascinare – FAG cicca – FLAG bandiera – GAG bavaglio/scherzo – LAG ritardo/rivestimento – NAG ronzino/brontolone – RAG straccio – to SAG incurvarsi – SLAG scorie – STAG cervo – TAG cartellino/etichetta – to WAG agitare/agitarsi. lacitazione a cura di Riccardo Ceccarelli Il carnefice nero esibito in Tv L’uomo che uccide è un uomo morto; morto nell’anima, nell’intelligenza, nella dignità. La ferocia esibita con evidente compiacimento, fiera di seminare orrore nel mondo, si colloca al di sotto dell’umano, è radice dei crimini contro l’umanità che dovrebbero essere esecrati da tutti ed ogni istituzione – politica, culturale e religiosa – dovrebbe prenderne la distanza in modo chiaro, pubblico e definitivo. Card. Angelo Bagnasco, prolusione all’Assemblea C.E.I. del 22 settembre, “Avvenire”, 23 settembre 2014. lapulce I° e II° grado. La rassegna, che intende affiancare le attività didattiche, cioè di fare ‘teatro per crescere’, include anche spettacoli in lingua inglese, nonché progetti educativi ed iniziative simili a quelle promosse con successo in passato. Tra queste sono il ‘Compleanno a teatro’, con ingresso a prezzo ridotto per gli amici del festeggiato e il ‘Teatro delle cose’, concorso riservato alle scuole, che invita quest’anno ad inventare un mini burattino con un materiale minimo riciclabile: lo stecco di un gelato da passeggio. I vincitori avranno come premio buoni sconto in Libreria o posti riservati in teatro per tutti i loro compagni di classe. Verranno anche effettuati sondaggi sul gradimento degli spettacoli. Dopo il ‘Robinson Crusoe’ con attori, marionette e musiche originali, ecco il massima sintesi il calendario dei prossimi spettacoli dedicati a bambini dai tre ai cinque anni. Saranno presentati quasi tutti di domenica, sempre alle ore 17 : ‘La bella addormentata’ (26 ottobre, Chiaravalle); ‘Zac, colpito al cuore’( Sabato I° novembre, Montecarotto); ‘Bu bu settete’ (9 novembre, Maiolati Spontini); ‘Torsolo’ (16 novembre, Jesi); ‘Le avventure di pulcino’ (23 novembre, Monte San Vito); ‘Il tesoro dei pirati’ (30 novembre, Chiaravalle); ‘7 in un colpo’ (11 gennaio, Falconara Marittima); ‘Una giornata con Giulio Coniglio’ (18 gennaio, Jesi); ‘La mucca e l’uccellino’ (25 gennaio, Maiolati Spontini); ‘I tre porcellini. Lupus in fabula’ (1° febbraio, Jesi); ‘Le altre storie di Cappuccetto Rosso’ (8 febbraio, Falconara Marittima); ‘Il gatto con gli stivali’ (22 febbraio, Chiaravalle). A questi spettacoli sono da aggiungere quelli riservati agli istituti comprensivi e dedicati sia a studenti che ad insegnanti. Alcuni toccano temi educativi importanti che potranno permettere approfondimenti di carattere storico, sociale, culturale, letterario. Ecco alcuni titoli: ‘Robinson Crusoe’, naturalmente, ma anche ‘Il piccolo Principe’, ‘Viaggio ad Auschwitz A/R’, ‘Faceless’, ‘Sposa Sirena’, ‘Romeo and Juliet… maybe!’, ‘La favola di Orfeo’, ‘Don Chisciotte’. Buon teatro a tutti. A.F.C. IL MUSEO DIOCESANO MILANO OSPITA UN’AFFASCINANTE MOSTRA DEL PITTORE RUSSO “Chagall e la Bibbia” in esposizione a Milano Dal 17 settembre al 1° febbraio 2015 il Museo Diocesano Milano ospita Chagall e la Bibbia, un’interessante esposizione di alcune opere di Chagall, realizzate tra il 1922 e la fine degli anni ’50, e aventi come soggetti temi biblici. Il Museo Diocesano Milano, situato nel pieno centro del capoluogo lombardo, accoglie i visitatori in uno spazio espositivo in cui gli interessati si muovono liberamente tra decine e decine di opere che fanno da cornice alla mostra del pittore. Alla fine degli anni ’20 l’editore Ambrose Vollard commissiona a Chagall una Bibbia illustrata per la quale il pittore impiega molti anni di lavoro. La guerra costringe l’artista a spostarsi dalla Francia alla Spagna, ma Chagall porta con sé le 22 gouaches pre-prepatorie, tutte esposte nelle sale di Milano. Questi primi lavori guidano l’artista nella realizzazione delle opere finali, alcune terminate solo nel 1959. Il tratto distintivo di Chagall emerge in ogni opera, ma ciò che più affascina sono le linee morbide degli schizzi che esprimono in pieno le idee, i pensieri e le emozioni nel momento del bozzetto; inoltre, nonostante l’unidimensionalità, lo spettatore riesce a percepire in pieno lo spazio in cui le figure sono collocate. La spiritualità è presente in ogni lavoro, e se in alcune Chagall insiste sulla perseveranza della fede come luce per illuminare la vita dei fedeli, in altre pone l’accento sul tema del perdono, la cui massima espressione è il quadro ritraente la parabola evangelica del Figliol Prodigo. Tra le opere esposte troviamo la splendida gouache Noè libera la colomba, realizzata nel 1931, al suo fianco l’opera finita del 1956. La possibilità di mettere a confronto l’idea con la sostanza, ovvero il bozzetto con il lavoro compiuto, dà allo spettatore maggiori chiavi di lettura e comprensione; in alcuni casi troviamo la gouache prepreparatoria, la gouache preparatoria, l’opera e una scultura in marmo ritraente il soggetto. La mostra, non potendo puntare su un elevato numero di opere, in totale i lavori esposti sono sessanta, fa leva sulla possibilità di cogliere in pieno tutti i significati dell’opera dando la possibilità ai visitatori di camminare mano nella mano con il pittore e osservare tutte le fasi di realizzazione dell’opera. Matteo Rossini ASSISI: inaugurazione dei restauri a Chiesa Nuova San Francesco il 30 ottobre Riconoscenza L’altro giorno mi son trovato in terrazzo un bellissimo, inatteso dono: una piuma! Me l’hanno lasciata una coppia di tortorelle abituali frequentatrici del mio dehors. L’ho riguardata come delicata gratitudine per le briciole che semino lì ogni mattina. Come non incantarsi per la leggerezza, le sfumature dei grigi, l’eleganza dei sinuosi “rametti” tenuti assieme dall’impermeabile e calda lanuggine? E poi: quando ne arriva una, aspettati pure l’altra. Commovente fedeltà coniugale, senza problemi di gender! Delegazione ASSONAUTICA Con un nuovo spettacolo prodotto dal Teatro Pirata, ‘Robinson Crusoe, l’avventura’, si è inaugurata il 19 ottobre la 31° Stagione Teatro Ragazzi. La rassegna che coinvolge i comuni di Jesi, Chiaravalle, Falconara Marittima, Maiolati Spontini, Montecarotto, Monte San Vito, si avvale del sostegno di queste municipalità unitamente a quello del Ministero dei Beni e delle attività culturali e della Regione Marche, come pure della collaborazione della Fondazione Pergolesi Spontini, della Fondazione Montessori di Chiaravalle, di Tram Teatro Ragazzi Marche in rete, Assitej e Unima Marche. Sponsorizzano la Banca Popolare di Ancona e la Libreria dei ragazzi di Jesi. La rassegna è curata da una nuova associazione, ATGTP, che ha riunito il Teatro Pirata di Jesi e l’Associazione Teatro Giovani di Serra San Quirico. Riservati a bambini e ragazzi compresi in una fascia d’età dai 3 ai 13 anni, sono stati realizzati 13 spettacoli da presentare nei teatri dei comuni in rete. Previste 40 recite riservate alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di Ritrovati gli affreschi coperti dall’intonaco Da fine ottobre sarà possibile vedere l’interno di Chiesa Nuova San Francesco Converso di Assisi come originariamente era, nel 1615. Alle 15,30 di giovedì 30 Fra Michael Anthony Perry ministro generale dell’Ordine Frati Minori, Claudio Ricci sindaco di Assisi e Armando Ginesi console onorario Federazione Russa in Italia Autoscuole CORINALDESI s.r.l. presenteranno, all’interno della chiesa, l’evento di portata storica. Grazie alla munifica generosità del cittadino russo Sergey Matvienko di San Pietroburgo, di religione ortodossa, e alla sensibilità del professor Ginesi sono ritornati alla luce gli affreschi che nel 1925 erano stati coperti da uno strato di intonaco finto-oro Point AUTOMOBIL CLUB d’ITALIA e ipotizzati grazie a un libretto del 1700. Da allora, fino a oggi, nessuno poteva immaginare ciò che è emerso dopo il lavoro di restauro, tanto che le scoperte venute alla luce grazie a questo intervento restaurativo costituiranno materia di studio per iconologi, storici e studiosi del francescanesimo. Autoscuole – Scuola Nautica – Corsi di recupero punti per patenti – Corsi di Formazione Professionale CQC – per merci pericolose A.D.R. – per Autotrasportatori – Studi di consulenza Automobilistica e nautica Jesi, Via Mura Occidentali, 31 - tel. 0731 209147 c.a. - fax. 0731 212487 - Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel. 0731 200809 - fax 0731 201914 Jesi, Via Gallodoro, 65 - tel. 0731 200809 - sede Consorzio Autoscuole Corinaldesi Jesi, Via Marx, Zipa - operazioni collaudi Senigallia, via R. Sanzio, 71 - tel. 07160062 Altre sedi: Falconara M.ma (Corinaldesi - Adriatica - Falconarese) - Ostra - Marina di Montemarciano - Marzocca di Senigallia 4 | attualità 26 ottobre 2014 | Voce della Vallesina L’ATTUALE CULTURA DELL’APPARENZA E DELL’EFFIMERO L’auspicato “ritorno” dei valori Con la famiglia di Remo Uncini In preparazione all’Assemblea Sinodale dell’ottobre 2015, i vescovi provenienti da diverse parti del mondo stanno discutendo su un tema delicato e importante caro alla Chiesa che riguarda la famiglia con tutti i problemi vecchi e nuovi intercorsi. Dalle notizie che provengono dai lavori consiliari si coglie la novità importante che è quella di mettersi in ascolto non pregiudizialmente, ma entrando nel merito con una paziente azione di riflessione. Non si vuole esaminare una così impegnativa problematica che ha impegnato per diversi giorni centinaia di vescovi da tutto il mondo i quali con un documento di 60 e più pagine hanno concluso la loro assemblea affidandosi al papa Francesco che le esaminerà. Si è voluto mettere al centro la famiglia che oggi più che mai risente del cambiamento epocale avvenuto nella società. Ne risente a tal punto che le sue fondamenta vengono messe in crisi. Il cardinale Godfied Danneels primate del Belgio, parlando dei lavori sinodali spiega: “Ci sono passaggi nei vari contributi emersi che davvero sono espressione di una grande misericordia per le difficoltà di tante coppie. Non si dice in nessuna parte dei testi emersi che il matrimonio non sia indissolubile, piuttosto si ricorda la necessità di avere uno sguardo di amore e di bontà per tante coppie che sono in difficoltà e nella necessità”. Indubbiamente questa è una posizione che si confronta tra le tante che vedono il pericolo di cedere sulle questioni di principio. La crisi della famiglia parte da lontano e ha radici sociali e politiche. La Chiesa cerca di difenderla di fronte al secolarismo che cambia le sue basi di convivenza. Non si possono non riconoscere le difficoltà che vanno superate, per noi cristiani, con un atto di fede e di coraggio, non eludendo i problemi che la famiglia deve affrontare. Bisogna avere la carità nei confronti dei divorziati accettando la loro sofferenza senza disconoscere il valore dell’integrità della coppia, coinvolgendoli in un progetto di conversione per recuperare il rapporto che, per ragioni diverse, si è frantumato e contribuire a un percorso di pace. Quale luogo migliore per queste persone ferite se non quello di una Chiesa accogliente, che ascolta, prega e cerca, con loro, l’unità famigliare perduta? Le convivenze lasciano la coppia in una specie di terra di nessuno, dando il senso di maggiore libertà. Non è nient’altro che la paura di assumersi le responsabilità di fronte all’avvenire sociale e politico sempre più incerto. La famiglia vive nel futuro e si concretizza nel programmare la vita scandita dalla nascita e dalla morte, dalle fasi che si percorrono insieme. Quale posto migliore delle nostre comunità per dare pace a chi in un momento di sbandamento mette in crisi la vita propria e, spesso, quella dei figli? Accoglierli non vuol dire mettere in discussione l’unità della coppia, perché il divorzio va contro il principio del “volersi bene”, è contro lo stile del perdono, fondamentale per noi cristiani che lo consideriamo mezzo d’incontro con l’altro. Il perdono deve essere il metro di giudizio anche per coloro che scelgono unioni diverse, persone che vanno rispettate. La Chiesa non può accettare matrimoni tra persone dello stesso sesso o addirittura che si riconosca la loro unione come famiglia. Non può condividere la possibilità di andare ad acquistare un figlio in un altro Paese. Questo ci separa pur accettandoli umanamente: altra questione è la parità di diritti e di doveri civili. Lo Spirito sta soffiando nella Chiesa che vive nella diaspora. Ma la diaspora è la condizione normale del cristiano nel mondo che in una società secolarizzata ricerca di essere momento di comunione, specialmente per i più poveri e i peccatori che solo con Gesù hanno la possibilità di salvarsi. 27 dicembre-3 gennaio: pellegrinaggio in Terra Santa Pellegrinaggio diocesano in Terra Santa in collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi dal 27 dicembre al 3 gennaio. I luoghi e le pietre sulle quali ha camminato Gesù Cristo, sono per ogni cristiano cariche di memoria e di continuo annuncio della Buona Novella, la Terra Santa è come il “Quinto Vangelo” che testimonia sempre la prima venuta del nostro Signore. Per informazioni: don Giovanni Rossi tel.0731 58636 cell. 333 5717211 – [email protected] di Riccardo Ceccarelli L’epoca della comunicazione veloce e sintetica, l’epoca dei twitter e dei whatsApp, può indurre inavvertitamente all’effimero, più ancora induce alla cultura del dinamismo, dell’apparenza e dell’immagine disancorata da contenuti radicati nella vita e nella coscienza. Il mezzo è diventato il contenuto. E la spasmodica attesa e rincorsa per l’acquisto dell’ultimo prodotto tecnologico manifesta una frenesia inconcepibile, se non nell’ottica di vedersi realizzati solo nel suo possesso quasi ad identificarsi in esso. Difficile, quasi impossibile andare controcorrente. Si debbono tenere presenti queste modalità espressive per tentare di recuperare e suggerire attraverso di esse pensieri e valori altrimenti comunicabili con fatica. Da più parti si dice che sta emergendo la necessità di valori forti, specialmente da parte dei giovani. Gran parte di essi però, e non solo giovani, rimane abbacinata dai risultati momentanei, da quello che si può provare “ora e adesso”, dall’avere tutto e subito. È quell’atmosfera di nichilismo diffuso che accomuna un po’ tutti che si esprime nel vivere alla giornata senza alcun orizzonte, senza una mèta, senza un perché e ovviamente senza alcuna risposta al perché. «Nella società liquida il nichilismo, scrive il filosofo Vittorio Possenti – è ovunque: non è più l’ospite inquietante e inatteso che bussa alla porta, ma una presenza costante a cui ci adeguiamo abbastanza agevolmente. […] Il nichilismo, portatore dell’assun- cui si sente la fame da parte dei giovani. to che l’esistenza è priva di senso, si è A dirlo, tra gli altri, sono due coniugi diffuso a ogni livello: morale, politico, Imelda e Gianfelice Demarie di Toriantropologico» (“Avvenire”, 13 luglio no, responsabili nazionali di “Incontro 2014, p. 22). Altri, giovani e non solo, Matrimoniale” (IM), espressione italiacome si diceva, “hanno fame di valori na di Worldwide Marriage Encounter forti”, segno forse che lo stesso nichili- (WWME), nato nel 1952 in Spagna smo, a dire dello stesso Possenti, sia in con l’obiettivo di migliorare la relazione ritirata. «Il nichilismo ha da tempo ridi- sponsale e oggi diffuso in tanti paesi del mensionato l’esplicito intento di edifica- mondo. Essi sono impegnati nell’ascolto re “l’oltreuomo”, affidandosi alla tecnica delle famiglie in difficoltà e nell’accompiù che alla volontà. Negli orizzonti del pagnare i giovani verso la formazione presente […] si incontra l’individuo ca- di una famiglia. «I giovani riconoscono suale delle nostre società, che non cer- – dicono – che la fedeltà, la stabilità, la ca più una salvezza finale: anzi spesso responsabilità sono principi che fanno il desiderio di salvezza si è mutato in bene alla coppia. Ma dobbiamo impararichiesta di salute e benessere. Il nichi- re a spiegarlo in modo efficace» (“Avvelismo ha già da tempo dato tutto quello nire”, 12 ottobre, p. 6). I valori forti arriche poteva esprimere a livello teoreti- vano a destinazione non predicati solo co, politico, giuridico. […] La novità è o appiccicati come un francobollo, ma che, nonostante la diffusa presenza del fatti comprendere e condivisi come fonnichilismo, esso non appare più come damento, senso e perché dell’esistenza un tempo gravido di promesse. È facile e delle sue espressioni quali la vita, la osservare che il pensiero debole, nono- famiglia, l’amore, la sofferenza e la stesstante la sua capillare diffusione soste- sa morte. Dentro il “cuore” dell’uomo nuta 25 o 30 anni fa e l’aria che se ne imbottito e sopraffatto dal “nulla” delle respira ancora, non possiede più oggi la mille cose che ha fatto e che fa, in un forza baldanzosa di allora, e possibilità angolo remoto non tarda, prima o poi che sembravano definitivamente chiuse o più o meno indistinta, a farsi sentire iniziano a farsi avanti». Dice Possenti: la domanda di senso. È forse un twit«Lentamente riprende quota il discorso ter come si dice oggi, un cinguettio, un ontologico con la sua capacità di andare messaggio, da non respingere anzi da al cuore dell’essere e della vita. Si sa che accogliere e iniziare un colloquio per tra nichilismo e metafisica esiste una la ricostituzione del «cuore dell’essere e profonda inimicizia: quando uno pro- della vita». Un ascolto anticonformista spera l’altra declina e viceversa». Non che non si sbraca di fronte al pensiero facciamoci intimorire dal termine “on- dominante: l’ultima spiaggia per rendetologico” o “metafisica”; in parole pove- re vera la grandezza dell’uomo, la nostra re potremo dire “valori forti”. Quelli di grandezza che è poi la nostra verità. terrelementari Falso autunno di Silvano Sbarbati • Le temperature, il sole che scalda e costringe a indossare abbigliamenti estivi mentre gli alberi a foglia caduca perdono le foglie e la sera viene presto: l’autunno quest’anno parla una lingua diversa e fa sì che tutti ne siano coinvolti, anche non volendo. Si suda “a sproposito” come dice un mio vecchio amico di scuola, e soprattutto le giornate sono scandite dentro un clima meteorologico a cui non siamo abituati da tempo. Nessuno può rimediare, certo, ma tutti sono costretti a farci i conti, ribadendo come in fondo in fondo, qualche cosa di “naturale” ci costringe a fare i conti con qualche cosa che non è determinato dallo spread, il jobs, la crisi, il tfr, l’articolo 18, i panettoni, le piste ciclabili. Dobbiamo occuparcene da soli, ognuno a casa propria, cercando un abbigliamento idoneo e soprattutto un atteggiamento idoneo verso questo qualche cosa di “naturale” che è tanto “naturale” da giungere inaspettato. Vuoi vedere che la natura …non ci aspetta? • Due dei miei implacabili lettori mi avvicinano con decisione per invitarmi a prendere atto del momento difficile che sta vivendo la Caritas. La Caritas, dico io, l’organizzazione che si occupa di aiutare chi davvero stenta a gestire la giornata, anche a pranzo? La Caritas, riaffermano loro, che trova contrasti contro la scelta di investire per migliorare i propri servizi, costruendo una propria struttura in una zona della città. Dove, chiedo ancora? Nei quartieri alti, mi informano loro. Non può essere, insisto, proprio nella zona dove più esistono le possibilità di aiutare chi davvero stenta a gestire la giornata, anche a pranzo? Non può essere, sarà un equivoco. E la discussione procede accalorando le menti e le anime, fino a che l’ora di pranzo ci costringe a sciogliere la riunione. Noi che a pranzo andiamo ciascuno a casa nostra… • All’ora di pranzo, con le finestre aperte per il caldo, ripenso a quanto successo in mattinata e mi viene un aggettivo per questo autunno: falso… notizie_brevi COLLI ESINI FRASASSI SCOMMETTE SUL TURISMO Il 20 ottobre a Fabriano si sono svolti i workshop commerciali in cui oltre cento realtà del territorio (strutture ricettive ma anche associazioni, imprese turistiche e culturali, aziende agricole) hanno avuto l’opportunità di proporsi ai 56 buyer presenti: 42 italiani e 14 esteri (tour operator provenienti da Gran Bretagna, Germania, Austria, Polonia, Romania e Ungheria) per la Borsa del Turismo Rurale e Scolastico jesi_vallesina | 5 Voce della Vallesina | 26 ottobre 2014 GRAZIE A CHI HA SOSTENUTO IL PROGETTO PER I BAMBINI MORRO D’ALBA:allestimento di Rocchetti e Damiani È capitato a tutti di rimanere incantati di fronte a un’orchestra che accorda gli strumenti… le luci del teatro si abbassano e voilà… la magia sta per iniziare… Ecco il primo suono… percepiamo ogni minima vibrazione… lo accogliamo, lo trasformiamo, chiudiamo gli occhi e respiriamo… La musica è per tutti, piccoli e grandi, belli e brutti! La musica è capace di far emergere qualcosa al nostro interno, di trasformarci, di liberare stati emotivi, di aprire il cuore. … a un certo punto siamo certi di essere lì con loro… a stento tratteniamo la mano che vuol imitare quella del direttore… alle volte poi ecco il “tocco del tacco” della scarpa aggiungersi agli strumenti dell’orchestra… siamo qualcos’altro… La musica è vita… ogni giorno prendo atto di questo potere trasformativo della musica lavorando come musico terapeuta con bambini diversamente abili e con i bambini ricoverati all’interno del reparto di onco-ematologia pediatrica presso l’ospedale “G. Salesi” di Ancona. “ … con Luca possiamo suonare, cantare, ascoltare la musica, stare in silenzio, parlare…”; “sempre più spesso dimentico di essere malato…” Paesaggi dal timbro colorato nella loro molteplicità quotidiana hanno incantato sia i piccoli che gli adolescenti, come gli adulti di famiglie italiane o straniere, sia già ambientate come quelle del Bangladesh o di passaggio provenienti dal Nord offerto vari stand culinari alternati ai mercatini artigianali, quest’ultimi esposti in maniera circolare attorno le mura del castello, o nell’auditorium di Santa Teleucania. Spesso nelle tappe pomeridiane riservate agli assaggi tipici o nelle soste in paese, di tarda Europa. L’esposizione fotografica è stata allestita da Luigi Damiani ed Elisabetta Rocchetti nella chiesa di Santa Annunziata di Morro d’Alba, in occasione della festa della Lacrima e Tartufo che si è protratta dal 17 al 19 ottobre. L’organizzazione locale ha mattinata domenicale, le persone erano invitate a scendere nei sotterranei dell’antica chiesa di Santa Annunziata incuriosite dai colori e dalle luci create dai gruppi di immagini e dalla conformazione degli spazi. Incontri alla mostra “… perché la musica, è vita!!!” La musicoterapia rende più accessibile l’acquisizione di competenze sul piano sensoriale, espressivo, comunicativo, cognitivo al fine di una maggiore integrazione. Con la musicoterapia viene raccolto il grido d’aiuto, lo stato di sofferenza del paziente per trasformarlo in qualcos’altro. Questo cambiamento avviene soprattutto attraverso questa competenza musicale di base che noi tutti abbiamo fin da bambini nel saper manipolare con estrema naturalezza e spontaneità gli elementi del suono e della musica. Qualche mese fa vi ho chiesto un aiuto per poter acquistare degli strumenti musicali molto costosi particolarmente idonei per lo svolgimento delle sedute di musicoterapia. Nel mese di settembre finalmente sono riuscito ad averli. Ringrazio in particolar modo mia madre Elena Mancinelli che dedicato al progetto i proventi del suo libro “Storie”, zia Gabriella e tutti voi che avete accolto questa mia preghiera. Luca Mancini Elisabetta Rocchetti CUPRAMONTANA E LUIGI BARTOLINI, UN’OFFICINA CREATIVA PER IERI E OGGI TEATRO PERGOLESI: POLEMICHE IN CORSO mali inerenti alla comune quotiDopo gli appuntamenti della sagra dell’Uva, a Cupramontadiana esistenza”. Continuando a cercare segni lana proseguono gli eventi con la mostra “I Musei, Officine Cresciati dal personaggio troviamo oltre 70 libri pubblicati con le ative” che si è inaugurata domemaggiori case editrici italiane, nica 12 ottobre presso il Museo tra le quali Arnoldo MondadoInternazionale dell’Etichetta del Vino e che sarà visitabile fino a ri editore e Longanesi, solo per lunedì 10 novembre ogni sacitarne alcune. Poeta, narratore, saggista, polemista vivace, con bato e domenica dalle 15.30 alle una produzione di importanza 18.30. Le creazioni dei giovani pari a quella artistica. E come artisti di questa seconda tappa un faro spicca un titolo nella sua del progetto ci forniscono l’ocbibliografia: il romanzo Ladri casione per fare un salto alla di biciclette, uscito dalla sua scoperta di un tesoro “nascosto” penna e pubblicato nel 1946 per tra le mura della città di Cupral’editore romano Polin. Proprio montana: il poliedrico artista del Novecento Luigi Bartolini, che qui è nato nel 1892, e quel romanzo, tradotto in ben 20 lingue, dal quale la sua collezione di incisioni raccolte presso la Pinaco- Cesare Zavattini trasse spunto per la sceneggiatura teca a lui dedicata. Di solito sulla scia del detto “l’erba dell’omonimo film con Vittorio De Sica, un classico del vicino è sempre più verde” siamo portati a pensare del cinema che è ritenuto uno dei massimi capolavori che i grandi della storia e dell’arte italiana, siano sem- del neorealismo cinematografico italiano. pre nati o vissuti in grandi città o lontano dalla nostra Una tale ricchezza fa di Cupramontana un’officina piccola regione. Eppure alla lettera B, voce “Bartolini, creativa di ieri, risvegliata dalle capacità artistiche dai Luigi” dell’Enciclopedia Treccani una scheda scien- sette giovani marchigiani che oggi hanno deciso di tifica fissa in maniera definita tra i maggiori incisori reinterpretare la collezione di Bartolini alla luce del linguaggio contemporaneo. italiani del Novecento il nostro conterraneo cuprense. Si perché Bartolini è posto al pari del bolognese Giorgio Morandi e del pisano Giuseppe Viviani “I musei, officine creative” è un progetto dell’Assonell’arte calcografica. Percorrendo le trame della sua ciazione “Sistema Museale della Provincia di Ancovita, scopriamo che proprio con Morandi ottenne il na”, con il partenariato di: Comune di Cupramontana, massimo premio alla mostra di incisione a Firenze nel Comune di Falconara Marittima, Comune di Osimo, 1932, primo di una lunga serie di riconoscimenti. Fu Associazione MusicAncona, Scuola Internazionale di presente a tutte le più importanti manifestazioni ar- Comics di Jesi, ARTES Società Cooperativa, Camera tistiche del suo tempo; partecipò, su invito, sia come Work. incisore sia come pittore a quasi tutte le edizioni della Il progetto si avvale del cofinanziamento della RegioBiennale di Venezia dal 1928 al 1962. ne Marche – Assessorato alle Politiche Giovanili e AsLe sue incisioni dal segno schietto, immediato e puro sessorato alla Cultura, e della Presidenza del Consiglio fermano e approfondiscono visioni ispirate dalla terra dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servie dalla campagna marchigiana che abbraccia Cupra- zio Civile Nazionale. montana, sottolineano l’amore per gli animali, si fanno specchio di una vita istintiva. Come Bartolini stesso www.imuseiofficinecreative.it amava definire, le sue acqueforti rappresentano “un Info: www.musan.it, Numero Verde 800.439392 viatico con cui riesco a sopportare, schivare, superare i Ingresso mostra: Intero 2 euro, Ridotto 1.50 euro Il vespaio suscitato dal ‘Don Giovanni’ con cui si è inaugurata quest’anno la Stagione Lirica lascia perplessi. Non poche proteste si sono sollevate da diversi fronti. La minaccia più spesso ascoltata sul versante del pubblico è l’intenzione di non rinnovare l’abbonamento alla prossima Stagione Lirica e di non offrire più in futuro un volontario sostegno economico alla Fondazione. Calma. Proviamo a ragionare sui fatti cercando di capire soprattutto a chi giova o gioverà un simile subbuglio. Per la verità in passato c’erano state avvisaglie a proposito di qualche regia alquanto ‘stravagante’. Certe intemperanze, certe trasgressioni non erano state molto volentieri accolte da chi è dell’avviso che in uno spettacolo lirico ci debba essere coerenza tra forma e contenuto; che pure un’opera non vada né strapazzata né strumentalizzata se non altro per rispetto di chi l’ha prodotta e non può difenderla perché defunto da parecchi lustri. Non si è tenuto conto di simili sensati giudizi; anzi, si è rincarata la dose. E di pari passo, ovviamente, è cresciuta la disapprovazione fino ad arrivare a quanto è di recente accaduto. Stando così le cose non è fuori luogo azzardare qualche previsione. Se nell’immediato futuro verranno a mancare, come minacciato, sia il pubblico che i sostegni economici dei privati, anche le risorse dall’alto troveranno giustificazione per Il poliedrico artista del Novecento Attenti al trabocchetto non essere più erogate. Una simile anemia indebolirà allora il Pergolesi a tal punto che, in ristrettezze, sarà costretto a chiudere i battenti: con buona pace di tutti coloro, e sono tanti, che nel teatro e per il teatro lavorano. Qualcuno comunque si stropiccerà le mani; chi, cioè, pensa solo a racimolare risorse economiche per sanare danni, debiti e incompetenza altrui o vorrebbe che il teatro fosse adibito ad altri usi magari del tutto estranei alla musica. Non è allora fuori luogo sospettare che il recente, irriverentissimo ‘Don Giovanni’ sia stato un trabocchetto in cui molti sono caduti o rischiano di cadere: non solo spettatori, ma anche maestranze e operatoti a tutti i livelli. Saremmo contenti di questo? Probabilmente no, sia perché la lirica produce un indotto che giova parecchio al territorio, sia perché il teatro jesino ha sempre fatto onore non solo alla città, alla provincia, alla regione, ma all’arte musicale nel mondo. Se ci si rende conto allora della possibile esistenza di subdole speculazioni tendenti a danneggiare o ridurre la sua attività è necessario correre si ripari; non, però levando inefficaci proteste e voltando con indignazione le spalle al teatro, ma avanzando palesemente ed energicamente la richiesta di bandire dal Pergolesi ‘scoop’ simili a quelli che hanno fatto scricchiolare quest’anno le tavole del nostro palcoscenico. Augusta Franco Cardinali 6 | psicologia_società 26 ottobre 2014 | Voce della Vallesina CHIARAVALLE:la missione di “Contempl-attivi” Spiritualità come Dio La mente e l’anima Malala, la speranza Interessante e particolare la presentazione del diario di Etty Hillesum a cura di Alessandra Marcuccini, insegnante di religione presso il Liceo classico di Jesi, ospitata dalla parrocchia di Chiaravalle lo scorso venerdì 17. La relatrice ha dipinto la protagonista a partire da spezzoni del suo diario e ha voluto in particolare evidenziarne la componente umana: il rischio nel leggere le testimonianze di tutti i grandi protagonisti della storia è quello di renderli evanescenti e di disincarnarli idealizzandoli in una perfezione irraggiungibile. Ester Hillesum è una donna come tante, con le sue contraddizioni e le sue paure, la sua spiritualità e le sue relazioni. Nasce nel 1914 in Olanda da una famiglia agiata, in un clima culturale stimolante che la porta al conse- Silvia Marcucci di Federico Cardinali In questi ultimi giorni hanno occupato le cronache alcuni ragazzi. Lontani nella geografia del pianeta, ma vicini per età. Malala Yousafzai 17 anni, pakistana; Vincenzo 14 anni, e un altro Vincenzo che di anni ne ha 24, italiani. Malala riceve il Nobel per la pace per la sua lotta in favore del diritto delle bambine e ragazze all’istruzione. Vincenzo, di 14 anni, viene violentato e ridotto in fin di vita dal ventiquattrenne Vincenzo, con la complicità, più o meno diretta di altri suoi coetanei. È difficile non cadere in luoghi comuni e non fare del moralismo spicciolo e fin troppo facile. Ma credo che fermarci un momento a riflettere su questi fatti non possa che aiutarci a guardare quali sono i valori che sottostanno a episodi di questo genere, senza cadere nel solito lamento sul male dei nostri tempi. Malala, una ragazzina pakistana, a quattordici anni viene aggredita da un gruppo di talebani che le sparano alla testa. Ora sono passati due anni da quel giorno. E lei sta bene. La sua colpa: andare a scuola e lottare perché tutte le bambine possano andarci e ricevere l’istruzione cui ogni essere umano ha diritto. Ma secondo i talebani la sua è una lotta contro la legge del Corano, e “chi lotta contro la sharia deve essere punito con la stessa sharia”. Dei talebani abbiamo sentito parlare spesso in questi ultimi anni. Sono gli studenti delle scuole coraniche (talib = studente). Musulmani fondamentalisti, cioè fanatici, che operano in Iran, Afghanistan e Pakistan, e che intendono imporre ovunque la sharia, la cosiddetta legge coranica che, secondo loro, sarebbe fondata sugli insegnamenti del Profeta. Approfitto, di fronte a questa continua confusione, per invitare i musulmani veri a far sentire di più la loro voce. Per dirci che, come si dissociano dai fanatici del cosiddetto Stato Islamico (ISIS), così essi rifiutano di riconoscersi in Boko haram o nei talebani. Abbiamo bisogno di sentirci dire che l’islam non è violenza verso gli infedeli (= i non musulmani) né sopraffazione verso le donne. Che il Creatore, che essi chiamano Allah, è il Padre dei suoi figli e delle sue figlie. E che tutti e tutte hanno la medesima dignità. Fratelli musulmani, aiutateci: di fronte a tanta violenza perpetrata in nome del Corano, abbiamo bisogno di sentire la vostra voce. Di veri credenti. Ma torniamo a Malala. Perché lei ci porta la voce della speranza. Nella tradizione cristiana, la speranza è considerata una forza (= virtù) che viene da Dio. Insieme alla fiducia (= fede) e all’amore. Virtù teologali le diciamo. Energia buona, cioè, che ci accompagna nell’incontro con il Creatore. La speranza che ci porta Malala è la speranza in un mondo migliore. In un mondo in cui uomini e donne possano vivere insieme nel rispetto reciproco e nella condivisione di valori che parlano di Vita. Vedere una ragazzina che a quattordici anni sa lottare per difendere il diritto all’istruzione e all’uguaglianza di genere, porta una grande luce in un tempo in cui rischiamo di perderci nella confusione dei valori e nella superficialità di un quotidiano, colorato certe volte di vuoto. Perché è a questo vuoto che, invece, rischia di portarci l’altro episodio suc- cesso, negli stessi giorni, qui in Italia. Alcuni ragazzi, tra cui un giovane ventiquattrenne, marito e padre di un bambino di due anni, per uno stupido gioco hanno rischiato di ammazzare Vincenzo, un ragazzino di quattordici anni. La sua colpa? Avere qualche chilo di troppo, quindi meritevole, non solo di essere preso in giro, ma di venire ‘gonfiato ben bene’. Così si sono giustificati, con tutta la loro stupidità, i suoi aggressori. Stupidità aggravata dalle urla dei familiari di uno di loro che si sono precipitati a chiamare gioco un fatto di quel genere. Come se fosse accettabile che a ventiquattr’anni, per giocare, si possa aggredire un ragazzino fino a ridurlo in fin di vita. Ma tant’è, i genitori-educatori certe volte sembrano una categoria in estinzione. Se pensiamo a quante volte sentiamo di insegnanti aggrediti (a parole e non solo) da un padre o da una madre quando il figlio riceve un votaccio o un richiamo disciplinare. Ciò che è ancora più triste è che questa brutta storia non è avvenuta in una nazione del terzo o quarto mondo. No. È qui a casa nostra, in un paese che diciamo civile, che siamo capaci di esprimere tanta superficialità e di tanto vuoto. Si dice che ci sono due modi di stare al mondo: per costruire o per distruggere. Non so cosa ne pensiate voi: a me non piace ragionare in termini così assolutistici. Ma dentro simili fatti mi è difficile trovare energia che costruisce. Malala ci parla di speranza. Mi piace pensare che il mondo sia pieno di giovani come Malala. Gli angeli del fango che questi giorni hanno invaso Genova mi confermano in questo pensiero. Chi vuole scrivere allo psicologo può farlo o per e-mail ([email protected] o [email protected]) o per posta a Voce della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.za Federico II, 8 - 60035 JESI Si ringrazia pensieriecolori.it onlus guimento di due lauree, la prima in Giurisprudenza la seconda in Lingue e Letterature Slave ad Amsterdam. All’inizio della Guerra fa’ la conoscenza del chiropratico Julius Spier che diventa presto una delle persone più significative della sua vita nonché suo amante. Sarà proprio Julius a spingerla a scrivere un diario, stimolando un forte interesse per lo spirito in lei che era agnostica; diario che lei stessa si preoccuperà di far sopravvivere consegnandolo a un suo amico scrittore per mano di un’amica. Muore nel 1943 deportata nel campo di concentramento di Auschwitz. Il Diario copre circa un anno e mezzo della sua vita dal 9 marzo 1941 al 7 settembre 1942. Il rapporto uomoDio viene sovvertito: è all’uomo che spetta di aiutare Dio, e non il contrario, perché Dio non può sopravvivere se non nell’interiorità dell’uomo e non ha il potere di cambiare il corso della storia. È preservando lo spazio di libertà che salviamo Dio e noi stessi. Anche l’incontro con il prossimo viene profondamente rivalutato per diventare incontro di due possibilità divine. Quando si ascolta l’interiorità dell’altro si instaura una relazione “Dio a Dio”. “La vita è profondamente buona nella sua inesplicabile profondità” così Etty in una delle sue pagine. Come può un’ebrea che vive gli orrori della Shoah fare un’affermazione che sembra quasi ipocrita e ingenua? Qui un’altra sfaccettatura della sua visione spirituale. L’uomo di fronte all’inarrestabilità della sofferenza deve scegliere di trasformare il proprio essere in casa accogliente per Dio e per il prossimo perché il potere più grande del male è quello di contaminare tutto ciò che tocca. E ancora “ Voglio essere un’unica, grande preghiera”: la protagonista non può fare altro che soffrire, perché se Dio non salva, almeno soffre negli uomini, insieme a loro, in quell’interiorità di fronte alla quale non si può che “togliersi i sandali”, detto con le parole di Papa Francesco. Compito dell’uomo è l’espressione di “quel pezzetto di eternità che ci portiamo dentro”, l’uso consapevole e attento della propria autonomia e soprattutto l’attribuire senso attraverso una costante analisi di lettura del presente. Etty Hillesum consegna un cammino spirituale e una meta verso cui tendere senza lasciare che la violenza distragga l’uomo dall’imitazione dell’amore incondizionato di Dio. Per dirlo con le sue parole “Una pace futura potrà essere tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso- se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo(…), se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore (…)”. colloqui con lo psicologo Anche le parole possono uccidere. No alla discriminazione. L’altro è come me. #migliorisipuò Con il patrocinio di In collaborazione con vita_ecclesiale | 7 Voce della Vallesina | 26 ottobre 2014 La chiesa locale Il diario del vescovo Gerardo a cura di don Corrado Magnani [email protected] La parola della domenica Giovedì 23 ottobre Ore 10: Incontro con CSI e Oratori Ore 21: Mazzangrugno, Incontro di preghiera per la missione giovani Sabato 25 ottobre Ore 10.30: Jesi, Convegno invalidi e mutilati di guerra Ore 18.30: San Giuseppe, Ammissione fra i Candidati al Ministro ordinato di C.A. Domenica 26 ottobre Ore 9.30: Parrocchia S. Francesco di Paola, Inizio Visita Pastorale e S. Messa e Cresima Ore 11.15: San Sebastiano, S. Messa e Cresima Ore 19: Seminario, S. Messa con i Missionari della Missione Giovani Ore 21.30: Seminario, Incontro con i Missionari della Missione Giovani Lunedì 27 ottobre Ore 21: Missione Giovani, Liturgia penitenziale Martedì 28 ottobre Ore 10-12: Visita past. a S. Francesco di Paola, Visita ai malati in casa Ore 15-19: Il vescovo riceve in Duomo per Confessioni o colloqui Ore 21.00: Missione Giovani, incontro di preghiera Mercoledì 29 ottobre Ore 9.30: Ancona, Assemblea dei Vescovi Marchigiani Ore 16: Istituto Teologico Marchigiano, inaugurazione anno accademico Ore 19: Duomo, Missione Giovani, S. Messa e Mandato ai missionari Ore 21.30: Missione Giovani, Adorazione Eucaristica Venerdì 31 ottobre Ore 17: Parrocchia San Francesco, incontro con i Bambini per la Festa dei Santi Ore 18: Visita past. a S. Francesco di Paola, S. Messa Ore 21: Parrocchia San Giuseppe, Incontro con i Fidanzati Sabato 1° novembre Visita Pastorale a San Francesco di Paola Ore 9.30: S. Messa Ore 11.30: S. Messa Dal Vangelo secondo Matteo (22,34-40) Uno+uno=uno Leggendo i vangeli, si scopre che Gesù Maestro ha messo a punto un metodo un po’ strano per fare le operazioni matematiche. Ad esempio, nel racconto della “moltiplicazione del pane” afferma di fatto che per moltiplicare bisogna dividere il pane (condividere). In altri testi dice spesso a chi lo vuole seguire che, per ottenere un risultato grande nella vita, bisogna sottrarre. Basta ricordare gli imperativi di Gesù: “lascia”, “taglia”, “perdi”, “rinuncia”…). Ma anche con le addizioni, Gesù non ci va liscio: risultano sorprendenti. Vediamo il vangelo di oggi. Al tempo di Gesù, nella religione ebraica si contavano ben 613 regole, precetti (365 cominciavano col “no”, e 248 con un “devi”). Poi c’erano centinaia di prescrizioni, pedanti fino all’esasperazione, che riguardavano il “riposo del sabato” (corrispondente al nostro “precetto” della domenica). Gesù non si lascia imprigionare dentro quella fratta di regole morali, liturgiche e dottrinali. Interrogato da un esperto delle legge sacra, Gesù addiziona i comandamenti insegnati in quel tempo. E sommando il tutto - i 365 “no” con i 248 “devi”- ottiene 2 come risultato. La somma è proprio due: amore di Dio e amore del prossimo. Poi procede oltre, mettendo insieme quei due comandamenti. E il risultato finale è UNO. Quindi 1 + 1 = 1. Amore di Dio e amore del prossimo sono la stessa cosa: formano un unico blocco. Noi ci troviamo in difficoltà con questa matematica di Gesù. Noi riusciamo meglio con i numeri alti. Preferiamo una serie di precetti vari, specifici, mescolati insieme senza una priorità di valore. Così alcuni precetti secondari diventano importanti e viceversa.; non riusciamo più a scorgere l’essenziale. Così discutiamo di questi accanitamente, mettiamo in croce chi non li osserva. Ci incartiamo dentro queste regole, perché ci danno sicurezza. Vogliamo sapere tutto sul lecito e sul proibito in quella sola materia, per certuni essenziale (per esempio: il sesso). Invece l’essenziale ce lo perdiamo. Gesù, con la sua stupefacente matematica, non ci consegna due numeri, ma due volti. Anzi uno solo che si riflette in milioni di facce: Una sola presenza assente che ci fa rendere attenti a infinite altre presenze. Ma - si obietta – non c’è niente di nuovo. Già nell’Antico Testamento esisteva La splendida figura del santo di Pietrelcina Domenica 2 novembre Ore 11.30: Duomo, Missione Giovani, S. Messa di ringraziamento Ore 21: Episcopio, Lectio Divina 28 ottobre: Parrocchia San Francesco d’Assisi Da alcuni anni la comunità parrocchiale si riunisce in chiesa una volta al mese, alle 21, per un’Ora di preghiera e di adorazione, in cui l’ascolto della Parola, i canti, le invocazioni si alternano a pause di silenzio per consentire l’offerta di sé e l’adorazione personale nell’intima comunione con Dio. Nel corso del nuovo Anno Pastorale (2014-2015) l’incontro di preghiera e di adorazione comunitaria si svolgerà insieme al Gruppo parrocchiale “Giovani famiglie”, la sera del quarto (4°) martedì di ogni mese, a partire da martedì 28 ottobre (ore 21). (m.c.) SETTIMANALE DI ISPIRAZIONE CATTOLICA DELLA DIOCESI DI JESI FONDATO NEL 1953 il comandamento primario dell’amore di Dio. Già nell’Antico Testamento la volontà di Dio si manifestava nell’amore al prossimo (vedi prima lettura della Messa). La novità sta nel fatto che Gesù somma insieme due precetti tutt’altro che nuovi: Dt. 6,4-8 e Lv. 19,18. Gesù salda, unisce i due comandamenti (amare Dio e amare il prossimo) così strettamente da renderli inseparabili. Per cui l’amore (senza A maiuscolo) è la misura della fede. “CHI DICE DI AMARE DIO CHE NON VEDE, E NON AMA IL FRATELLO CHE VEDE E’ UN BUGIARDO” ( 1Gv 4,20). Allora esprimiamo il nostro amore a Dio non solo quando preghiamo, o frequentiamo i sacramenti, ma soprattutto quando lottiamo per una società più giusta, facciamo pulizia dentro e fuori di noi; mostriamo rispetto e accoglienza verso chi è disprezzato, scartato; varchiamo la soglia delle solitudini; ci facciamo carico delle difficoltà del vicino di casa…. Allora, cos’è più importante, cos’è l’essenziale? AMARE . Il “primo” atto di fede in Dio è l’amore all’uomo. L’essenziale per la vita non è aderire a una dottrina. L’essenziale ha sempre una faccia ben visibile da amare. JESI: IL GRUPPO SAN PIO NELLA PARROCCHIA DI SAN PIETRO MARTIRE Ore 15: S. Messa al Cimitero Voce dellaVallesina tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipende tutta la legge e i Profeti». I farisei, udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». Gli rispose: «“Amerai il Signore Dio tuo con 26 ottobre 2014 30A Domenica del tempo ordinario Ci sono testimoni così luminosi del Vangelo, che ricordarne il nome è così semplice e familiare, che basta un pensiero, una preghiera, un ricordo per far tornare alla mente la. loro vita e la loro storia. Così è per la splendida figura del Santo di Pietrelcina: Padre Pio. Il testimone fedele di Cristo che si è santificato, santificato tanti suoi figli spirituali, seguendo Direttore responsabile Beatrice Testadiferro Comitato editoriale: Vittorio Massaccesi, Giuseppe Quagliani, Antonio Lombardi Responsabile amministrativo Antonio Quaranta Proprietà: Diocesi di Jesi Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del 10.1.1953 Composizione grafica Giampiero Barchiesi Stampa Rotopress International s.r.l, Loreto Spedizione in abbonamento postale Associato alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) le orme del poverello d’Assisi. Ha profuso nel suo tempo il buon profumo della Misericordia e dell’amore di Cristo. E se anche oggi, ci raggiunge questo profumo, è grazie alla sua corsa spirituale che non è stata vana. Un altro miracolo del Santo è stato quello di far nascere nel mondo tanti gruppi di preghiera intitolati al suo nome. Anche a Jesi il gruppo San Pio da Pietrelcina ha commemorato la nascita al cielo del Santo il 23 settembre scorso. Nella chiesa dei Cappuccini di San Pietro Martire ci sono momenti importanti: l’Adorazione, la Santa Messa presieduta da padre Luigi Coppari dirigente dei Frati Minori nel Benin, e una suggestiva fiaccolata davanti alla statua di Padre Pio. Si ricorda a tutti gli aderenti al gruppo e a chiunque voglia partecipare che gli incontri saranno due: il primo sabato del mese l’ora di spiritualità alle 16,30; il terzo sabato l’adorazione Eucaristica e la S. Messa alle 17,30. Che il Santo continui ad accompagnare il nostro cammino fino alle porte del Paradiso dove lui, come promesso, ci attende. Questo numero è stato chiuso in redazione martedì 21 ottobre alle 17 e stampato alle 18 del 21 ottobre. Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Saranno La presidente Angela Sagramola utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali e per conformarsi ad obblighi di legge. Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An Tel. 0731.208145, Fax 0731.208145 [email protected] www.vocedellavallesina.it c/c postale 13334602 Codice fiscale 00285690426 Questo giornale è stampato su carta riciclata. ABBONAMENTO ANNUO 35 EURO DI AMICIZIA 40 EURO SOSTENITORE 50 EURO 8 | in_ricordo 26 ottobre 2014 | Voce della Vallesina “APOSTOLATO DELLA PREGHIERA” E MEMORIA DI SANTA MARGHERITA MARIA Sorgente inesauribile d’amore rivelato in Gesù, ma si rivela anche, “Perché il Signore conceda pace alle nel silenzio, a ogni persona che sia regioni del mondo martoriate daldocile, umile e attenta; si rivela in la guerra e dalla violenza”. “ Perché modo che noi lo comprendiamo la Giornata Missionaria Mondiale con il cuore. Infatti sant’Agostino risvegli in ogni fedele la passione di dice che Gesù ci attira con il suo portare a tuto il mondo il Vangelo”. linguaggio d’amore». Ricordando “ Perché i cattolici italiani diano il Santa Margherita don Gerardo loro contributo alla crescita della fa notare la sua semplicità e chiacoerenza morale nella vita pubblica e privata”. Sono queste le rezza nell’esprimere ciò che vede e intenzioni di preghiera per il mese di Gesù e la Festa del Sacro Cuo- che sente: «In una lettera dice che di ottobre, affidate dal Papa e dai re che si celebra il primo vener- il Cuore di Gesù è una sorgente Vescovi all’associazione “Apostola- dì dopo il “Corpus Domini”. Alla inesauribile da cui scendono ininto della Preghiera”, presente e ope- preghiera e al pensiero spirituale terrottamente tre canali: miserirante in tutto il mondo allo scopo di don Vittorio è seguita la presen- cordia, carità, luce. E ci fa capire di far conoscere, amare e imitare tazione, da parte di Lucina Longhi, che il Cuore di Gesù è un abisso Gesù Cristo. Una spiritualità ca- del programma del nuovo Anno di bene, di gioia, d’amore, in cui ratterizzata dalla devozione al Sa- sociale che si concluderà il 12 giu- possiamo riversare tutte le nostre cro Cuore di Gesù che si esprime gno, con la Festa del Sacro Cuore. miserie e che ci permette di essere nella preghiera quotidiana di “Of- Una novità accolta con gioia: Mar- testimoni del Signore». ferta della giornata” (secondo le ta Mennini, a nome del Gruppo Un’eredità spirituale molto ricca intenzioni del Papa e dei Vescovi) missionario, ha concordato con la ci viene da Santa Margherita da e con la testimonianza della vita. presidente AdP, per il 3 dicembre, accogliere lodando e ringrazianI soci e gli amici dell’Apostolato un incontro di preparazione al Na- do il Signore per le meraviglie che della Preghiera della Diocesi di tale dei due Gruppi ecclesiali. compie sempre. Con la sua vita la Jesi, con l’assistente spirituale don Santa esorta i fedeli, in particolaVittorio Magnanelli e la presidente “Ti benedico, o Padre...” re i soci dell’AdP, a riconoscere il Lucina Longhi, insieme ad alcuni Con il canto “Ti esalto Dio, mio primato della preghiera che deve soci dell’Opera della Regalità, si Re....” è iniziata la Santa Messa, ce- orientare l’azione. Gesù ha detto: sono incontrati nella sala-riunioni lebrata dal Vescovo Gerardo con “Senza di me non potete fare niente” della parrocchia “San Francesco don Vittorio Magnanelli. Il Vesco- (Gv15,5). di Paola”, nel pomeriggio del 16 vo, illustrando nell’omelia il signiMaria Crisafulli ottobre, giorno in cui la Chiesa fa ficato di alcune parole-chiave di un memoria di una grande mistica celebre brano del Vangelo di Mat- Il gruppo dell’Apostolato della Prefrancese, Santa Margherita Maria teo (Mt 11,25-30), ha detto: «“Ti ghiera si riunisce l’ultimo giovedì Alacoque (1647-1690), Patrona benedico, o Padre”, “ti sei rivelato di ogni mese, nella chiesa di San dell’AdP. Dalle rivelazioni avute ai piccoli...”: Gesù loda il Padre; di Francesco di Paola, con il seguente dalla Santa a Paray-le -Monial, eb- Dio si può dire solo bene perché programma: ore17-18 Adorazione bero origine la devozione al Cuore egli ama le sue creature. Dio si è eucaristica; ore 18 Santa Messa. notizie_brevi 24 ottobre: incontro dei direttori dei settimanali diocesani L’incontro regionale Fisc (Federazione Italiana Settimanali cattolici) si svolgerà a Macerata venerdì 24 ottobre con ritrovo alle 10 presso la Domus S. Giuliano. I lavori inizieranno alle 10.30 con il saluto di mons. Nazzareno Marconi, neo Vescovo. All’ordine del giorno il resoconto del consiglio nazionale Fisc a Roma (Contributi all’editoria, prossimi appuntamenti Fisc, campagna istituzionale “Avvenire” e “Famiglia Cristiana”); progetto sito web Cei-Fisc-Unitelm; progetto App (versione digitale del giornale) e secondo meeting giornali online di S. Benedetto del Tronto. 25 ottobre: incontro a Osimo Sabato 25 ottobre alle 16.30 presso l’Aula Magna di Palazzo Campana di Osimo prende il via il ciclo di incontri “Viaggio nel Medioevo”, organizzati dall’Istituto Campana per l’Istruzione Permanente in collaborazione con l’Unitre-Osimo, con la conferenza “C’era una volta il Medioevo”, tenuta dal prof. Francesco Pirani dell’Università di Macerata. Seguirà buffet con ricette medievali. 26 ottobre: convegno Divina Misericordia Domenica 26 ottobre al Palarossini di Ancona si svolgerà il terzo congresso regionale dei “Discepoli Divina Misericordia”. È una iniziativa dell’Agenzia Shalom Viaggi con il nulla osta dell’Arcivescovo di Ancona-Osimo. L’avvenimento che avrà inizio alle 8 e si concluderà con l’esposizione del Santissimo Sacramento dalle 20 alle 21, sarà in diretta streaming su www.guardacon.me Moderatore della giornata sarà padre Gianfranco Priori, rettore del santuario della Madonna dell’Ambro. 7 novembre: concerto nell’Ottavario “Meditazioni sui Novissimi e sui Benefici di Dio” in programma nella parrocchia San Francesco d’Assisi a Jesi, venerdì 7 novembre alle 21 in occasione dell’Ottavario dei Defunti. Un’interessante occasione per vivere in spiritualità l’Ottavario dei Defunti è quella curata dal dott. Donato Mori - Storico dell’Arte Studioso d’Iconografia, e dal maestro Marco Ferretti - Flautista Compositore. La proposta mira a riscoprire la spiritualità francescana vissuta e predicata da San Pietro d’Alcántara dei Minori Osservanti Scalzi di Spagna (1499-1562), attraverso l’ascolto delle Meditazioni sui Novissimi e sui Benefici di Dio, rispolverate dal Trattato dell’Oratione e Meditatione, composto dal Santo d’Alcántara. La voce di Donato Mori e la musica e il flauto di Marco Ferretti accompagneranno i fedeli in un percorso tra “esame di coscienza, precarietà della vita, morte, giudizio, pene dell’inferno, fino alla beatitudine del Paradiso e alla considerazione dei benefici che otteniamo da Dio quotidianamente”. 7 novembre: ricordi del Novecento Venerdì 7 novembre alle 21 presso la biblioteca La Fornace di Moie l’ing. Giancarlo Carbini e il prof. Cesare Bellini presenteranno il libro di Franco Cascia: “Figure del ‘900 di Maiolati e dintorni”. Ritratti di Alberto Borioni, Raffaele Molinelli, Giuseppe Gaetti, Oscar Serfilippi, Danilo Delpriori, Alfio Borgiani, Guerrino Cucchi, un Cavaliere di Vittorio Veneto medaglia d’argento della Grande Guerra e altri personaggi. Saranno esposte opere pittoriche di Adelio Novelli autore, tra l’altro della riproduzione del quadro “Natività di Maria” di cui si parla nel libro. Il libro è reperibile presso la Libreria Cattolica di Jesi. Ricordo 5° Anniversario Haylina Dydyk Libero Stronati Nata a Kalne-Kozova (UKR) il 27 dicembre 1981 e deceduta a Jesi il 2 ottobre 2014. Giovane mamma di una ragazza di 15 anni, arrivata in Italia tre anni orsono, ha svolto l’attività di badante, accudendo per ultimo un anziano signore gravemente ammalato ultra novantenne, con dedizione e spirito di grande umanità. Purtroppo la cara Halyna il mattino del 2 ottobre, colta da un malore nella casa dove prestava assistenza, è stata soccorsa, ma appena giunta all’ospedale, ha cessato di vivere. Grandissimo è stato lo sconcerto della famiglia sia per l’improvviso evento che per la giovane età della signora. Grande disagio anche per la provenienza di Halyna: straniera e lontanissima dalla sua terra ucraina. Immediato e generoso è stato l’intervento dei familiari dell’anziano che hanno manifestato un grande cuore sia sotto il profilo umano che materiale. La solidarietà è tempestivamente emersa anche dalle connazionali che svolgono a Jesi e nei dintorni l’attività di badante, per assicurare un degno svolgimento del funerale e per costituire una disponibilità finanziaria importante da destinare alla famiglia di Halyna. Da questo giornale, raccolta l’insistenza delle connazionali ucraine qui residenti, si vuole dietro forte e commossa richiesta della famiglia della carissima Halyna, costituita dalla giovanissima figlia, dalla mamma inferma e da due fratelli, esprimere un profondo e sentito ringraziamento per quanto il datore di lavoro presso il quale la cara estinta lavorava, ha fatto sostenendo tutte le spese del funerale incluso l’onere per il trasferimento della salma in Ucraina. Ci manchi tanto, Libero, ma il tuo ricordo ci dà la forza per affrontare la vita come hai fatto tu. Ti vogliamo bene e ti sentiamo sempre accanto a noi. Una santa Messa in memoria di Libero sarà celebrata il 26 ottobre alle 18,30 nella chiesa di San Giuseppe a Jesi. Anniversario Franco Contadini Caro Franco, è passato un altro anno dalla tua scomparsa e continuiamo a sentirti sempre vicino. Nella preghiera troviamo conforto nel pensare che sei vicino a tuo fratello Stefano e che insieme siete circondati dall’Amore di Dio Padre misericordioso. I genitori Una Santa Messa in suo ricordo sarà celebrata sabato 8 novembre alle 18 nella chiesa parrocchiale di San Benedetto a Pianello Vallesina. Dal comune di Jesi “Ho ricevuto l’istanza di alcuni avvocati sulla nuova sede della Caritas di viale Papa Giovanni XXIII” conferma il sindaco Massimo Bacci che aggiunge: “Ho già chiesto all’Area Servizi Tecnici di avere una informativa completa sull’intera pratica amministrativa che è stata adottata ed approvata dal Consiglio comunale nel 2011 e dunque nel corso della precedente legislatura. Ho per altro avuto modo già di incontrare il Vescovo evidenziando il disagio espresso da taluni su questa realizzazione. Il Vescovo - continua il sindaco - ha accettato la mia richiesta di un incontro con i firmatari dell’istanza. Di questa disponibilità lo ringrazio ed ho pertanto dato disposizione che l’incontro sia presto convocato in Comune”. pastorale | 9 Voce della Vallesina | 26 ottobre 2014 LORETO: A UN ANNO DAL CONVEGNO ECCLESIALE REGIONALE Il pericolo della cartastraccia Mi fece una certa impressione, la battuta di un prete (peraltro di buona pasta, intendiamoci) riguardo al libro (ora introvabile) degli Atti del 1° Convegno ecclesiale marchigiano del 1993: “Tutta cartastraccia!”. Per dire che - pur preparato con grande impegno e coinvolgimento di teste d’uovo di clero e laicato cattolico regionale (partecipò alla fase preparatoria anche il filosofo-teologo urbinate don Italo Mancini) – di quell’evento rimasero in realtà solo poche tracce. Personalmente ho sentito un vescovo di primo livello esprimersi così: “Ci è servito se non altro a conoscerci e collaborare un po’ di più fra noi (vescovi)!”. A dire il vero, però, sarebbe un po’ pochino, la classica montagna che partorisce il topolino. Anche perché i vescovi son soggetti anche loro all’alternanza. Né ci si può consolare con la pur positiva, generale ammissione che “è stata una bella esperienza il solo ritrovarsi come chiesa regionale”. Ebbene, nella Pasqua di quest’anno no andava considerato come quasi è stato diffuso un volume-mattone nato-morto, come già superato. di ben 750 pagine con gli Atti del II Con tutti questi timori e perplesconvegno regionale (22-24 novem- sità insomma sabato 18 ottobre bre 2013). Vi sono riportare non sono stati convocati a Montorso solo le relazioni fondamentali, ma di Loreto 200 dei 700 partecipanti anche tutti i saluti delle autorità, al Convegno del 2013. Gran prola cronaca delle giornate, gli inter- tettore è stato il santo del giorno, venti, i grafici delle presenze, ecc: s. Luca, redattore di un vangelo non manca niente. O meglio, man- che si prolunga in quegli Atti degli ca il più: cioè le conclusioni ope- apostoli percorsi dal dinamismo di rative per la pastorale nella nostra una chiesa tutta missionaria. Inregione. Come volume per l’archi- tanto si è messa una “pezza” allo vio è ottimo, un po’ meno utile per slogan originale aggiungendo ad quando ci chiediamo: ma ora cosa “Alzati a va’” un bergogliano “Una dobbiamo fare in concreto? Anche Chiesa in uscita”. E i lavori sono perché questo convegno manco stati scanditi come segue. All’inia farlo apposta è terminato nel zio quattro relatori hanno esposto giorno stesso (24 novembre!) in i risultati delle sintesi dei quattro cui papa Francesco firmava la sua “ambiti”: 1. chiesa in ascolto 2. chieormai citatissima esortazione pa- sa madre 3. chiesa famiglia 4. chiesa storale Evangelii gaudium con cui missionaria. Su di essi avevano laimprimeva una poderosa spinta al vorato le 24 commissioni durante rinnovamento della chiesa tutta. il Convegno 2013. Poi un esperto Proprio lo slogan-programma di (don Paolo Asolan) ha offerto con Ancona-Loreto “Alzati e va’!”. Per due sostanziose relazioni alcune cui c’è stato qualcuno che ha te- chiavi di lettura mirate a collegare muto che il convegno marchigia- “Loreto” con l’Evangelii gaudium. CURSILLOS DI CRISTIANITÀ: CHIUSURA DEL 26° CORSO - DONNE “Non dare tregua al Signore” Ore 21 del 12 ottobre 2014. Nel Centro Pastorale di via Lotto un folto gruppo di Corsisti, insieme al Vescovo Gerardo, sta aspettando il ritorno delle “nuove” sorelle, Silvia, Lucia, Roberta e Paola, che hanno vissuto l’esperienza del 26° Corso, a Maiolati, nella Casa Paolo VI. L’attesa è piena di preghiera e di canti gioiosi. Eccole, arrivano finalmente cantando “De colores” e l’assemblea le accoglie con uno scroscio di applausi. Sono accompagnate dalla rettrice Elena Torelli con la sua èquipe e da quattro sacerdoti: don Marco Cecconi (padre spirituale), don Giovanni Ferracci, don Aldo Anderlucci, don Mario Massaccio. I loro volti appaiono un po’ stanchi ma pieni di gioia perché stare tre giorni con Cristo ti rinnova la vita. A festeggiarli sono venuti Corsisti da ogni parte della Diocesi, ma anche da Camerino, Fabriano, Macerata, Senigallia, tutti ansiosi di ascoltare le loro testimonianze e di prendere parte alla loro gioia. Don Marco ha dato inizio all’incontro con la preghiera allo Spirito Santo e con la lettura meditata dell’Inno alla carità di San Paolo. Le testimonianze più toccanti, comuni un po’ a tutti, sono state: la visita al Tabernacolo, esperienza unica in cui - nel colloquio a tu per tu con il Signore - l’anima si spalanca facendo emergere le sue profondità più intime; il senso forte dell’amicizia e la scoperta della comunione fraterna. Il Vescovo, pur apprezzando le varie testimonianze, ha estrapolato le più significative invitando i presenti a riflettere su tre punti: 1) Il senso di appartenenza alla Chiesa, come comunità, come famiglia. Gesù è voluto passare per la Chiesa, attraverso noi. Essenziale è non perdere mai il senso della comunità. 2) Il richiamo all’Eucaristia, all’esperienza forte davanti al Tabernacolo, da cui ognuno ha ricevuto gioia, forza e consolazione. Adorare Gesù seguendo l’esortazione del profeta Isaia: “Non dare tregua al Signore”. 3) Sentire la chiamata, consapevoli che prima della nostra scelta, c’è stata la chiamata del Signore. L’amico che ti invita al Corso è soltanto un mezzo, il Signore ci chiama per offrirci un dono e i doni di Dio sono irrevocabili: non ce li toglie mai. San Paolo esorta così il discepolo Timoteo:“ Se c’è stanchezza, ravviva il dono di Dio che è in te”. Solo dall’incontro forte con Gesù nasce il desiderio di comunicare agli altri la nostra esperienza. Essere capaci di annunciare Gesù, a partire dalla famiglia. Evangelizzare è la grande sfida di oggi. Gesù infatti ci ha detto: “Voi siete il sale della terra e la luce del mondo”. Infine il Vescovo ha benedetto e consegnato i crocifissi. La festa si è conclusa con la Benedizione finale e il canto “Vittoria”: “... Vittoria...,vittoria e gloria a Te, o Cristo amico e Re!....” . Raffaela Domenichetti Foto Stefano Fantini Sono poi seguite le discussioni per chigiane con lo scopo di vigilare gruppi di diocesi (noi eravamo con sull’attuazione del convegno nelle la vicina Senigallia) per favorire diocesi, sollecitandone la messa in eventuali collaborazioni. Alla fine opera e tenendone desta la memodell’intensa giornata il nostro ve- ria. E se – ha concluso don Gerardo scovo Gerardo, incaricato dall’epi- – realisticamente si deve riconoscescopato regionale a seguire l’attua- re che il Convegno non ha avuto zione del Convegno, ha concluso i una grande risonanza a livello di lavori con una breve ma sostanzio- base nella fase preparatoria, ora sa sintesi. Intanto ha comunicato invece deve averne nell’impegno atche è stato istituito il SeRAC (sigla tuativo. Non si tratta di supina esepoco eufonica ma efficace che sta cuzione di norme giuridiche, bensì per “servizio regionale attuazione di docilità a quello Spirito che parla convegno”). Insomma una sorta di alla chiesa e la spinge sempre verso organismo-sentinella composto da i nuovi orizzonti della missione del 23 rappresentanti (a livello di vicari vangelo. generali e simili) delle diocesi [email protected] 10 | in_diocesi 26 ottobre 2014 | Voce della Vallesina INTERVISTA CON DON ASOLAN, INVITATO A LORETO SABATO 18 OTTOBRE PER IL CONVEGNO ALZATI E VA’ Avviare occasioni e cammini di conoscenza Don Paolo Asolan è stato chiamato dalla Conferenza Episcopale Marchigiana a offrire il suo contributo all’incontro del 18 ottobre a Loreto. Don Asolan ha un’ampia e significativa esperienza maturata negli studi, nell’attività presbiteriale, nell’insegnamento e in luoghi di lavoro dove ha sperimentato attività di pastorale sociale. Nato il 22 luglio 1967 a Cittadella (Padova) è stato ordinato sacerdote il 15 maggio del 1993; incardinato nella diocesi di Treviso ha svolto svariati mandati di ministero, in particolare di responsabilità vicariale per la pastorale sociale e del lavoro (1993-1999). Attualmente, tra altri importanti incarichi, è consultore del Pontificio Consiglio Cor Unum (2010) e Cappellano nell’azienda comunale ACEA di Roma (2013). Gli abbiamo rivolto alcune domande per focalizzare alcune questioni che l’Evangelii Gaudium pone in rilievo per avviare una nuova pastorale missionaria nella Chiesa universale. Il linguaggio di papa Francesco, così peculiare e riconoscibile, è considerato in grado di raggiungere più facilmente l’interiorità delle persone. Antonio Spadaro, direttore di “Civiltà Cattolica” lo chiama linguaggio della prossimità e il vescovo di Albano mons. Marcello Semeraro, nell’introduzione all’edizione dell’EG della San Paolo, lo ritiene addirittura un modello da utilizzare nella nuova evangelizzazione. Concorda con questi giudizi? Diffido sempre delle semplificazioni: dovendo studiare ciò che il Papa dice – non solo a Santa Marta – ci si accorge in realtà di più registri, naturalmente adeguati di volta in volta ai diversi interlocutori. Ciò che colpisce e va nella direzione che lei dice sono le omelie e più in generale i discorsi rivolti al popolo, dove spiccano i tratti dell’immediatezza, dell’immediata comprensibilità (anche immaginativa), della comprensione della vita concreta e di ciò che la rende bisognosa di essere compresa e vissuta alla luce di Gesù. Molti hanno l’impressione, ascoltandolo, che il Papa li conosca personalmente e stia parlando proprio di loro. Perciò mi commuove a volte riconoscere nelle sue parole e nel suo stile attenzioni ed esperienze sottostanti che hanno a che fare con vissuti dolorosi, difficili o tentati dal ripiegamento su di sé. In questo senso è uno stile di linguaggio proprio di chi ama la vita delle persone cui parla, e questo è l’inizio di ogni processo di evangelizzazione. Nuova o vecchia che sia. L’Esortazione apostolica giudica l’attività missionaria della Chiesa la massima sfida e indica come esempio da imitare l’esperienza latinoamericana per passare da una pastorale di semplice conservazione a una pastorale decisamente missionaria. Ne sarà capace la Chiesa italiana? Non sono un oracolo e come tutti vedo elementi che farebbero rispondere di sì e altri che invece potrebbero scoraggiare una prospettiva del genere. Il Concilio stesso insegna che la chiesa è “per sua natura missionaria”: una vita che non circola, muore. La vita di Cristo in noi ci è stata donata per dare vita ad altri; questa è la radice della missione, tolta la quale c’è morte, noia, e un’evidente incapacità di comprendere la necessità stessa della fede. Di fatto, ancora vent’anni fa, a Palermo, il Convegno nazionale si espresse risolutamente per una pastorale missionaria, affermando: “il nostro non è il tempo della semplice conservazione dell’esistente, ma della missione”. Dunque la riflessione è avviata da tempo in tutta la Chiesa e nella Chiesa italiana in particolare. Chi opera nel vivo delle comunità cristiane lo sa, come sa anche che se la diagnosi è chiara e condivisa, non così la terapia o il progetto circa il futuro – quest’ultimo da elaborare nella piena e assoluta fiducia che (come disse Giovanni Paolo II a Palermo, in occasione dello stesso convegno) “a Cristo appartiene il futuro non meno del passato”. L’esortazione rappresenta un passaggio ulteriore, offre delle chiavi per l’azione e soprattutto uno stile sul quale sarebbe importante convergere. Certo, si tratta di una conversione, e tutte le conversioni richiedono tempo, umiltà, capacità di riconoscere i propri peccati, esperienza della Grazia e della redenzione del Signore. Sia in quanto singoli, sia in quanto comunità. Il rinnovamento della Chiesa emerge come un’altra esigenza insopprimibile, essenziale per una coerente pastorale in conversione. L’EG richiama l’appello al rinnovamento di Paolo VI alla Chiesa intera, per approfondire la coscienza di se stessa. Il Concilio Vaticano II ha presentato la conversione ecclesiale come l’apertura a una permanente riforma di sé per fedeltà a Gesù Cristo. Senza vita nuova e autentico spirito evangelico, qualsiasi nuova struttura si corrompe. E’ la via per una pastorale credibile? A patto che non si riduca a uno slogan retorico. La conversione non è un obiettivo esterno, estrinseco, da raggiungere facendo cose. È un modo di essere che consiste nel lasciarsi dare la forma di Cristo, avendo del suo mistero un’intelligenza sempre maggiore, incarnandolo sempre più nella vita quotidiana, così come essa si presenta e ci è data. In questo mondo e con queste sfide, che sono la strada buona sulla quale siamo stati posti a camminare. In questo senso, abbiamo certamente bisogno della Tradizione (non tutto il passato è improponibile o da buttare: anche lì lo Spirito di Cristo ha agito e ha dato forma alla vita dei cristiani) non meno che del futuro e della novità (lo Spirito, scrive Paolo VI in Octogesima Adveniens 37, “scompiglia senza posa gli orizzonti dove la sua intelligenza ama trovare le proprie sicurezze e sposta i limiti dove vorrebbe chiudere volentieri la sua azione”). Dovremmo sbilanciarci verso questa novità: questa, in sintesi, potrebbe essere il senso della “nuova” evangelizzazione. L’aggettivo non è ornamentale. Tuttavia con la cura che ci viene dalla consapevolezza che nessun corpo cresce per strappi, ma per sviluppo interno. Questo lavoro lo fa lo Spirito, noi lo possiamo/ dobbiamo assecondare con molto amore e molta fiducia. Egli sa dove ci sta portando. Come è possibile comunicare efficacemente alle persone il cuore del messaggio di Gesù Cristo? Papa Francesco mette in guardia dai rischi che derivano, oggi, dalla velocità della comunicazione e dalla selezione interessata dei contenuti che estrapolano aspetti secondari senza chiarire e spiegare il contesto. Tutto va sempre collegato al nucleo essenziale del Vangelo che gli conferisce senso, bellezza e attrattiva. Quali consigli offrire nel rapporto con gli strumenti della comunicazione anche nella scelta dei messaggi? In realtà sono curioso di sentire come il convegno risponderà a questa domanda. Ne sono io stesso molto interessato. Ci sarebbero infinite risposte possibili a una domanda del genere, e più in generale al posto che occupano oggi per noi gli strumenti della comunicazione, i quali hanno prodotto e vanno producendo una vera e propria mutazione antropologica, cioè un diverso rapporto dell’essere umano con se stesso, i suoi simili e il mondo in generale. Dobbiamo cioè chiederci non solo come noi possiamo usare questi strumenti, ma anche - in un certo senso - come essi usano noi, come ci stanno manipolando e come essi stessi siano soggetti a un cammino di conversione. Resto del parere, tuttavia, che nelle cose della fede nessuno strumento tecnico, nessuna comunità virtuale, possa sostituire la relazione da persona a persona. La sola che consente una circolazione di vita e non solo di informazioni. Gesù Cristo è un avvenimento che accade, ricordò molto bene papa Benedetto all’inizio della sua prima enciclica: il che significa che non è un’informazione che si trasmette con qualche bit. Parrocchia, istituzioni ecclesiali, movimenti e associazioni, quale cammino intraprendere per aiutare un nuovo “fervore evangelizzatore”? Anche questa è una domanda alla quale ogni diocesi immagino dovrà rispondere. Se posso suggerire una priorità, una “cosa” da attivare per prima rispetto ad altre, è quella di avviare occasioni e cammini di effettiva conoscenza e fraternità tra cristiani, dove si riesca a mettere in moto uno stile di riconciliazione e di effettiva amicizia. Questo sarebbe già un grande risultato, un vero dono dello Spirito Santo. Il fervore, o meglio la gioia dell’evangelizzazione, la capacità di vedere e amare il prossimo, hanno a che fare con esperienze concrete e non saltuarie di condivisione, di passione per la vita degli altri sentita (e non solo intellettualmente saputa) come propria, come parte della propria. Sia ad intra che ad extra della Chiesa. Ho l’impressione che nelle vostre diocesi si facciano molte attività, ma che non sempre generino comunione, entusiasmo o quel camminare insieme che aiuta a portare lievemente i gioghi della vita e/o del ministero pastorale. Tra gli altri temi e questioni per orientare una nuova tappa evangelizzatrice, Papa Francesco indica l’omelia e la sua preparazione. Quale salto di qualità dovrebbe compiere tutta la Chiesa per riportare l’immensa potenzialità della Parola di Dio al centro della sua azione? Non mi stancherei di chiarire che Parola di Dio è Gesù Cristo, il Verbo fatto carne. Non si tratta di mettere al centro un libro, ma di eseguire quella sinfonia della Parola di cui parla l’esortazione Verbum Domini di papa Benedetto. Proprio in quel documento si chiede di “animare biblicamente la pastorale”: il che non significa semplicemente attivare corsi biblici o portare il vangelo casa per casa, o sostituire la Lectio divina alle devozioni tradizionale. Anche questo! Ma questi casomai sono strumenti grazie ai quali i grandi paradigmi della storia della salvezza vengono conosciuti e reinterpretati da noi, dalle nostre vite personali e comunitarie. Sono vie per le quali il pensiero, lo sguardo e il cuore del Signore entrano e agiscono in noi. Perciò l’omelia rimane fondamentale per capire in che senso le Scritture proclamate non solo parlino a noi ma parlino di noi. Colpisce il forte richiamo sulle modalità da seguire nella pastorale missionaria, la quale esige di abbandonare il comodo criterio del “si è fatto sempre così.” Occorrerebbero forti ripensamenti e nuove scelte creative. Quali suggerimenti potrebbero essere forniti su questo aspetto essenziale per una maggiore efficacia dell’azione della Chiesa? Ne suggerisco due. Il primo è smettere sempre più di ripetere quello che si è sempre fatto; e non per passare ad altro o a tutt’altro, ma per discernere che cosa adesso generi l’incontro tra noi e il Signore, noi e i nostri fratelli. Che cosa effettivamente ci fa crescere nella carità verso Dio e verso il prossimo. Credo che in tempi di crisi il potere vada diffuso e non concentrato, e che dunque sia necessario provare e verificare con saggezza nuove esperienze. Non solo provare: provare e verificare. Con quella saggezza che è figlia della carità. Il secondo è una maggior apertura sui temi sociali, sull’assunzione di quei problemi che – non affrontati – impediscono, rallentano o rendono incredibile il cammino della fede. Tali problemi noi li condividiamo con tutta la gente alla quale siamo mandati in missione, e non sono mai solo risolvibili con soluzioni tecniche, perché di mezzo c’è sempre l’uomo e il suo rapporto con la società, con il lavoro, con il denaro, con la cultura. Se non ci misuriamo con questa vita concreta, la fede resta sempre a latere. Dobbiamo assumerne i ritmi, le modalità, “avviare processi” come dice EG, e capire che modelli di vita quotidiana il vangelo è capace di esprimere in queste nostre condizioni. Su questi ambiti siamo obiettivamente latitanti, pur con generose eccezioni. Penso al lavoro delle vostre Caritas. Nell’incontro di sabato 18 ottobre lei avrà il ruolo significativo di “facilitatore”, di aiutare le Chiese locali delle Marche a concludere un itinerario snodatosi in due anni pastorali per disegnare l’azione futura dell’attività missionaria di una Chiesa in uscita, pienamente aderente alle sollecitazioni dell’Evangelii Gaudium. Come affronterà tale compito e quali indicazioni suggerirà ai Vescovi e ai 628 delegati invitati al convegno? Sono naturalmente sorpreso da tanta fiducia. Ho letto molto del lavoro che avete fatto al Convegno ecclesiale. Penso di poter dare un piccolo contributo, e cercherò di individuare quello che di essenziale e di comune si può ricavare da tanto lavoro e da tanto confronto. Ci sto lavorando, confido nella vostra benevolenza. a cura di Sauro Brandoni pastorale | 11 Voce della Vallesina | 26 ottobre 2014 TORNANO IN DIOCESI DON PAOLO RAVASI E PADRE GIOVANNI MARIA PER COLLABORARE A S. MARIA NUOVA, A PANTIERE E AL DIVINO AMORE L’uomo dell’incontro che scende a valle, in periferia Due nuovi sacerdoti sono arrivati in diocesi accolti dal vescovo Gerardo in un momento di estrema necessità di operai nella Vigna del Signore. Dopo un periodo di discernimento don Paolo Ravasi ordinato sacerdote da padre Oscar Serfilippi il 6.12.1997 e padre Giovanni Maria Fregonese ordinato nella diocesi di Benevento il 29 settembre 1994, hanno deciso di dedicarsi alla Pastorale nella Diocesi di Jesi. Entrambi hanno scelto di venire a Jesi per i legami che avevano con il territorio: padre Giovanni Maria è stato nella Comunità Oasi della Pace presente nell’ex convento dei Passionisti a Montelatiere (1994-1997) e don Paolo Ravasi era nella Congregazione dei Fratelli di Nostra Signora della Misericordia che a Jesi gestisce il Collegio Pergolesi (prima per gli studenti delle medie e del liceo, oggi casa per anziani). La loro scelta è derivata dall’esigenza di essere sacerdoti in mezzo alla gente: la loro formazione specifica li ha portati a interessarsi dei giovani o vivere in una comunità monacale con una formazione di cui ribadiscono comunque la validità. Seguito il cammino suggerito dal Vescovo Gerardo nel discernimento della loro vita hanno scelto come servire meglio la Chiesa, mettendosi a disposizione come Pastori che vogliono incontrare il loro gregge. Padre Gio- vanni Maria andrà nella Parrocchia di Santa Maria Nuova; don Paolo Ravasi nella parrocchia del Divino Amore e a Pantiere. Il messaggio di Papa Francesco di andare nelle periferie del mondo, di interessarsi sempre più dell’uomo condividendone le gioie, le sofferenze, impone ai sacerdoti di confondersi con il popolo di Dio. Ciò vuol dire portare il messaggio evangelico nella secolarità del mondo, vivere da vicino la quotidianità nella fatica della condivisione, annullando la distanza che alle volte è percepita tra la vita reale e principi evangelici. Il sacerdote è l’uomo di Dio, l’incarnazione del Mistero che lui rappresenta. È l’uomo dell’incontro, della preghiera, dell’ascolto che non sta in cima al monte, ma scende a valle, dove la fatica del vivere riguarda anche lui perché evangelizza nella condivisione con il popolo, nell’essere vicino alla gente si avvicina a Gesù che ebbe compassione di chi era venuto ad ascoltarlo. Ricorda di quando i discepoli, arrivata l’ora del pranzo, presentando le poche cose che avevano da dare per sfamare un popolo in attesa, Gesù benedisse quei pani e quei pesci e diede ordine di distribuirli. Il sacerdote è l’uomo che continuamente distribuisce il pane di vita, per sfamare lo Spirito che è sentito come esigenza per chi ricerca, per chi sente che la morsa della morte ha una sua salvezza nel credere al Salvatore. La Parrocchia è il luogo dell’incontro, della comunità e dello Spirito che prega, dove tutte le miserie umane hanno una speranza, dove il sacerdote deve cercare di comunicare il Mistero. Auguriamo a don Paolo e padre Giovanni Maria di essere il seme che muore ma che porta frutto, come dice papa Francesco, di stare nella periferia del mondo, e ogni giorno innalzare canti di lode nel percorso della pastorale diocesana. Siano sensibili e sappiano essere, per il popolo loro affidato, padre, fratello, amico di tutti, perché rappresentano lo Spirito di Gesù che anche quando era in croce di fronte al richiamo sofferto di chi stava morendo vicino a Lui, ebbe compassione, dicendogli che oggi stesso sarebbe andato in Paradiso. Remo Uncini Don Paolo Ravasi è nato a Vimercate (MB) il 26 luglio del 1965. Studi e insegnamento nella scuola primaria e secondaria di secondo grado a Busnago (MI) e per quasi un ventennio a Roma presso la Scuola Pontificia PIO IX. Lettorato e Accolitato ricevuti a Jesi, è stato ordinato diacono (19. 4.1997) e sacerdote (6.12.1997) a Jesi in Duomo dal FESTA DELLA COMUNITÀ DI SANTA MARIA DEL PIANO Don Paolo Ravasi Vescovo P. Oscar Serfilippi al quale da sempre è stato molto legato per amicizia e cammino spirituale e che lo ha coinvolto nella parrocchia di Castelbellino Stazione. A Roma ha avuto modo di lavorare in parrocchia a Santa Maria delle Grazie alle Fornaci (vicino a San Pietro in Vaticano) soprattutto per le Confessioni e come presbitero di una comunità neocatecumenale per circa 10 anni. Per don Paolo, tutto questo tempo, ricco di esperienze e di doni di Dio, è un “tempo benedetto”. P. Giovanni Maria ha frequentato il biennio filosofico e il primo anno di teologia nell’Università Pontificia Salesiana a Roma; ha concluso gli studi nell’Istituto teologico Madon- Padre Giovanni Maria Fregonese na delle Grazie a Benevento dove è stato ordinato sacerdote il 29 ottobre ‘94 nel santuario di S. Lucia a Sassinoro, nella Diocesi di Benevento. Vicario parrocchiale a Toffia, nella Diocesi di Sabina Poggio Mirteto (Ri); parroco e responsabile del Santuario di S. Lucia a Sassinoro, nella Diocesi di Benevento. Più volte in missione in Brasile nella regione della Paraiba, nella diocesi di Quixadà. Da vent’anni si dedica alla pastorale famigliare nei luoghi dove risiede la sua comunità religiosa. Il Vescovo di Jesi lo ha nominato Vicario Parrocchiale di Sant’ Antonio di Padova a Santa Maria Nuova e gli ha chiesto di collaborare con il parroco a Collina e Mazzangrugno e nell’Unità Pastorale. RASSEGNA DI MUSICA PRÆCENTIO A SAN GIOVANNI BATTISTA Una grande festa per Maria!! Il patrimonio della tradizione musicale Iniziata venerdì 10 ottobre, la festa della parrocchia di S. Maria del Piano, per celebrare il mese dedicato alla Madonna, ha visto numerose iniziative nell’arco di due settimane circa. Ha dato inizio il concerto d’organo di Nicola Procaccini per la xx rassegna organistica “Suoni del passato” dell’Associazione Organistica Vallesina di Staffolo. Il giovane musicista ha eseguito brani di vari autori con sobrietà, freschezza e scioltezza, trasmettendo forti emozioni agli spettatori. Nella stessa settimana ci sono state le confessioni dei parrocchiani e ha avuto inizio il catechismo con i bambini che hanno poi animato la S. Messa del sabato sera, seguita da una processione molto partecipata per le vie del quartiere, la quale è terminata davanti la chiesa e si è conclusa con la benedizione dei bambini e dei ragazzi. In seguito si sono ritrovati tutti nel teatrino parrocchiale per condividere una cena in allegria e armonia. La domenica seguente un pullman pieno di parrocchiani è partito dalla chiesa di Santa Maria del Piano per Loreto. Durante il viaggio i pellegrini si sono rivolti a Maria con la preghiera dell’affidamento, per poi recitare i vespri nella cappella del Salterio e terminare con la S. Messa concelebrata da don Luca e don Saverio. Da questa settimana sono ripresi, sempre a Termina l’Anno liturgico in corso (Ciclo A) e inizia la fase “invernale”, legata all’Avvento (Ciclo B), della musica colta di Musica Præcentio, curata e organizzata dal Direttore artistico M° Mariella Martelli presso la chiesa jesina di San Giovanni Battista. Una realtà culturale ecclesiale che vanta una tradizione consolidata nella Diocesi, nata dalla collaborazione tra la Biblioteca Diocesana Petrucciana, la parrocchia retta da Mons. Attilio Pastori, il Laboratorio Marchigiano di Musica Contemporanea e il Coro “Cardinal Petrucci” diretto dal M° Martelli. Al pari di tanti altri carismi, Musica Præcentio è da intendersi “un servizio al bene comune”, come rilevava Papa Francesco in occasione delle celebrazioni RAI (Sala Nervi, 18 gennaio 2014). Giunta alla XXII edizione, essa è stata costantemente al servizio della Liturgia, secondo le disposizioni del Concilio Vaticano II: “La tradizione musicale della Chiesa costituisce un patrimonio d’inestimabile valore, che eccelle tra le altre espressioni dell’arte, specialmente perché il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria e integrante della liturgia solenne. Perciò la musica sacra sarà tanto più santa quanto più strettamente sarà unita all’azione liturgica, sia dando alla preghiera un’espressione più soave e favorendo l’unanimità sia arricchendo di maggior solennità i riti sacri” (SC 112). Dopo il successo conseguito col concerto per organo solista, tenuto il 4 ottobre scorso presso la Chiesa di San Bartolomeo in Brugherio (MI), che apriva la Rassegna internazionale ImagoMagi, il M° Martelli ha realizzato un programma musicale ricco di novità e di alto livello esegetico. Nella solennità di Tutti i Santi (sabato 1° novembre, ore 11) sarà ospite il duo dei liutisti Santa Maria del Piano, gl’incontri sulla Parola, tenuti ogni martedì dalla guida di don Corrado Magnani. La festa si concluderà con la celebrazione Eucaristica per anziani e malati e con la somministrazione del Sacramento dell’Unzione degli infermi, per chi lo desideri, poiché quella degli anniversari di matrimonio è stata rinviata al 7 dicembre, vista la Santa Cresima che si terrà domenica 26 a San Sebastiano. Una festa lunga e coinvolgente, dunque, la quale ha permesso alla comunità di ritrovarsi per pregare e accrescere insieme la proprio fede. Federico Maria Balestra Francesco Schiro e Giuliano Lucini (Conservatorio di Pavia), che proporrà un repertorio di brani inglesi e italiani della seconda metà del Cinquecento. Il Coro “Cardinal Petrucci” interpreterà brani coevi a quelli eseguiti dai liutisti e altri di Canto gregoriano proprio del giorno liturgico. Un programma raffinato, questo in particolare, che dà ragione all’affermazione del musicista tedesco Paul Hindemith (1895-1963) secondo il quale «La musica, sotto qualsivoglia suono o struttura si presenti, non è altro che rumore senza significato finché non raggiunge una mente capace a riceverla». Lunedì 8 dicembre, alle ore 11, solennità dell’Immacolata, l’organo solista del M° Martelli darà spazio alle partiture di compositori del Cinque-Seicento inglese, cui seguirà l’animazione liturgica del Coro tra cui spicca il Pater Noster nel modo gregoriano. Il Natale (giovedì 25 dicembre, ore 11) offre una vetrina di autori italiani (XVI-XVIII sec.) eseguiti dal violino di Francesca Landi, accompagnato dal basso continuo, alternato da alcuni brani all’organo solista del M° Martelli. La parte affidata al Coro “Cardinal Petrucci” prevede anche alcuni testi del presbitero spagnolo Francisco Soto de Langa (1608), uno dei compositori più importanti coevi di San Filippo Neri. Unico appuntamento del 2015 è la solennità dell’Epifania (martedì 6 gennaio, ore 11), utile per riscoprire tesori musicali appartenenti a Scuole nazionali di tutta Europa, dal XII al XVIII sec.: un repertorio eseguito raramente, proprio del Tempo di Natale che finisce con questa solennità e che per Musica Præcentio rappresenta il termine dell’impegno musicale avventizio e natalizio del Ciclo B. Oreste Mendolìa Gallino 12 | arte_spettacolo 26 ottobre 2014 | Voce della Vallesina ‘SOCIAL OPERA’: IN SCENA AL PERGOLESI I SAGGI DI FINE CORSO DI DUE LABORATORI TEATRALI Incontro con Mozart: le magie del flauto magico Domenica 12 ottobre sono stati presentati al Pergolesi i saggi conclusivi di due laboratori teatrali, ‘Opera H’ e ‘La lirica non mente’. Fanno parte del progetto Social Opera 2013/2014 a cui ha aderito un gran numero di operatori e collaboratori. Speriamo di non dimenticarne nessuno: il Comune di Jesi e quello di Maiolati Spontini; ASP (Azienda Pubblica Servizi alla Persona); Asur, UMEA, Dipartimento di Salute mentale e Coos Marche: tutti, naturalmente, sotto l’egida della Fondazione Pergolesi Spontini. A loro si sono aggiunti il Liceo artistico ‘E. Mannucci’ di Jesi che, nell’ambito del progetto ‘Banco di scena’, nuovo corso di formazione in scenografia teatrale e scenotecnica ideato da Massimo Ippoliti e Paolo F. Appignanesi, ha realizzato le scene dei due saggi ideati da Silvano Sbarbati e messi a punto dal Teatro Pirata. ‘Il palcoscenico per star bene con gli altri e comunicare’ è stato l’impegnativo progetto educativo che ha coinvolto il mondo della scuola, della disabilità e del disagio sociale. Sono stati necessari mesi e mesi di addestramento per riuscire ad aprire il cuore e la mente di quanti hanno voluto provare l’avventura del palcoscenico. L’impresa, quest’anno, era particolarmente avvincente perché ad essere elaborato è stato un capolavoro di Mozart: ‘Il flauto magico’, una fiaba musicale che, racchiudendo significati simbolici profondi, può essere diversamente comprensi- bile da bambini e da filosofi. Del Disney. Diversamente dal film e melodramma, il cui titolo è stato dalla fiaba però non è stata la scartrasformato ne ‘Il flauto magico… petta di cristallo a decidere la scela modo nostro’, il primo dei due ta di un principe goffo e tontolone. brevi saggi ha sintetizzato gli epi- Tutto si è concluso comunque in sodi del primo atto, commentati allegria nella cornice scenografica dalla musica di Mozart e raccon- di un giardino immaginario in stile tati da un attore che, fuori campo, naïf. A Mozart si è pensato di più ha impersonato lo stesso compo- durante l’intervallo dei due saggi, sitore. Gli interpreti si sono mossi quando due flautisti della Bansul palcoscenico con sicurezza e da Città di Jesi, Lucia Santinelli affiatamento. Suggestiva la scena e Federico Spagnoletti, hanno realizzata dagli allievi del Liceo eseguito alcuni frammenti dell’oArtistico ‘E. Mannucci’: un mostro pera. Bene: la musica è di per sé terrificante con grandi ali da pipi- una molto efficace medicina dello strello spiegate intorno al palco- spirito. Al termine applausi a profusioscenico. Nel secondo saggio l’opera mo- ne dal pubblico al palcoscenico e zartiana è apparsa poco più di un viceversa. Che cosa è piaciuto di pretesto. La ricerca da parte di più? L’esultanza degli interpreti, Tamino della principessa Pamina felici di aver lavorato serenamente era intrecciata con la fiaba di Ce- insieme nell’incontro con una munerentola, la musica di Mozart con sica meravigliosa. quella dell’omonimo film di Walt Augusta Franco Cardinali PROMOSSA DALL’ASSOCIAZIONE DEI MUSEI D’ARTE CONTEMPORANEA ITALIANI FINO AL 2 NOVEMBRE I giorni e le opere della Giornata del Contemporaneo Dobbiamo essere nuovamente grati agli organizzatori delle mostre disseminate nel centro storico, in particolare all’operato intelligente di Simona Cardinale. Il problema è capire come poter passare dall’attimo in cui la città si ferma per interrogarsi sulla propria identità e memoria, a una promozione artistica diffusa e meno ‘liquida’. Il problema è come poter essere rigorosi in questo campo, visto il ruolo che l’arte contemporanea può giocare nel delicato passaggio a un modello di società non più centrato sul manifatturiero. Se l’arte è mimesi, Aristotele ricorda pure che la rappresentazione è sempre figlia della conoscenza e del piacere di conoscere. Per questo, in una società come la nostra, definita da alcuni come società della conoscenza, l’arte è conoscenza sui generis intorno agli interrogativi profondi di una collettività. Il dialogo tra l’artista e la comunità serve a dare un’anima a un presente che rischia di alimentarsi solo di se stesso. L’ermeneutica pare la filosofia migliore per tenere insieme rigore della res politica e libertà creativa. C’è da chiedersi se non sia questa tensione alta, tutt’altro che liquida, a dare un senso, o meglio un legame, alle tante cose che abbiamo visto, disseminate tra la Pinacoteca, il Palazzo dei convegni, il Palazzo della Signoria e Palazzo Santoni, compreso quel “Deposito in Gioco” del Museo diocesano: un gioco per famiglie per rendere il museo meno museo. Interessante mi pare anche quel legame affettivo che si sta instaurando soprattutto fra i tanti giovani e gli artisti locali, alcuni giovani emergenti, altri di consolidata fama. L’arte diventa così di dominio pubblico, rompe il cerchio di addetti a lavori, curatori, critici militanti, esce da criptiche e concettuali gallerie, invade gli spazi pubblici, si ritaglia uno spazio di curiosa attenzione. L’estetica diventa bene comune, per quanto la scuola l’abbia relegata fra le pieghe dei programmi ministeriali -come puoi insegnare Storia, Italiano, Religione cattolica una pertinente educazione intorno al bello, come possiamo pretendere una vita con rigore se i nostri giovani sanno solo un po’ d’Inglese e un po’ d’Informatica? L’arte, non ultimo, rompe l’isola- mento, lo spirito di campanile, allarga la visuale ad altre umanità. Bene, dunque, aver persino spaziato con l’antropologa Yohanka Alfonso sulla componente rituale nella cultura cubana e direi caraibica in generale (il 10 ottobre a palazzo dei Convegni). Fatta questa premessa, personalmente mi ha colpito favorevolmente la presenza di Andrea (the la materia diventa un Morpho LeSpider) Paleri a Palazzo Santoni. pidottero o la fotosintesi nel moAvevamo già avuto modo di atten- mento in cui la scatola s’illumina zionare l’artista quest’estate alla davanti allo spettatore. Da qui il Mole Vanvitelliana con i suoi dise- pertinente titolo dell’esposizione gni e soprattutto i video d’incon- “Check your (f)light seat”. tenibile, reiterata, allucinante e al Elegante e raffinata la proposta di tempo stesso controllata espressivi- Elena Giustozzi (nella foto), ancora tà. I suoi Lightbox sono scatole che sotto forma di lightbox. I suoi lavosi accendono illuminando sottili ri, come scrive Simona Cardinali, pellicole ingiallite. I disegni richia- avviano “una profonda riflessione mano i segni dell’arte arcaica incisa artistica sul processo di estinzione nella roccia –come i misteriosi pe- dell’anima a partire da ritratti di fatroglifi di Sego Canyon nell’Utah. Il miglia fotografici trovati nella Fotosegno secco, incisivo, sicuro come teca digitalizzata della Biblioteca Coun mantra, ricorda anche la gra- munale Mozzi Borgetti di Macerata”. fica di autori tedeschi come Hans Meno convincente Affondo la granBellmer (del resto il giovane artista de scultura di Massimo Ippoliti, anconetano ha studiato pure alla posta nel cortile del Palazzo delStadeschule di Francoforte). Qui a la Signoria, omaggio non proprio Jesi prevale però la cifra di un’arte riuscito, nella sua prevedibilità e biomorfica ed entomologica, dove incertezza formale, al mondo della scherma. Spostandoci al Palazzo dei Convegni, in realtà sempre più degradato contenitore per mostre di difficile leggibilità e razionalità, mi preme segnalare, oltre i maestri Dondero e Cemak, ancora una volta gli intelligenti lavori di Guglielmo Girolimini, così affascinato dall’estetica del frammento, della tessera che rifrange la realtà, sebbene spesso campeggi una sfera solare, quasi a garantire una trascendente unità. Che dire poi della potente visionarietà di Gino Sampaolesi? Qui mi ha particolarmente colpito il suo forte Argo a Largo, dipinto a grandi pennellate su un separé. Un’opera davvero interessante, tenendo conto che, come affermava E. Delacroix, solo i veri maestri sanno interessare. Gabriele Bevilacqua vallesina | 13 Voce della Vallesina | 26 ottobre 2014 SAN PAOLO DI JESI: le giornate della “Festa del vi’ de Visciola” ACLI A LORETO: c reare prossimità, fare cultura I bambini stipulano il “Patto di adozione” LEFermare il declino del Paese Un modo per avvicinare i giovani alle tradizioni e all’agricoltura. È stata anche questa la valenza del progetto “Adotta un visciolo” portato avanti dal Comune e dalla Pro loco di San Paolo di Jesi, in collaborazione con l’Istituto comprensivo “Beniamino Gigli”, nell’ambito dell’ultima edizione della “Festa del vi’ de Visciola” in programma nel weekend a San Paolo di Jesi. Una manifestazione, quella che ha portato nel piccolo centro collinare migliaia di persone, da tutta la regione, che si carica di tante valenze e guarda ad un preciso obiettivo: partire dalla promozione e valo- loco e piantumate in spazi pubblici, parchi e terreni rizzazione di un prodotto di eccellenza del territorio, comunali. L’iniziativa “Adotta un visciolo” è stata idecome il vino di visciola, per farne un veicolo di rilan- ata dall’agronomo ed ex assessore comunale all’Agricio e di sviluppo dell’economia. Un modo, insomma, coltura e alle Attività produttive Angelo Zannotti, che per guardare al futuro con uno slancio positivo. Ecco è entrato nelle classi, nelle scorse settimane, proprio allora l’idea di collegare la manifestazione ad un pro- per spiegare ai bambini il significato e l’importanza del progetto. getto che coinvolgesse le nuove generazioni. La presentazione c’è stata sabato 18 ottobre, nella Sala “È stato davvero bello – ha raccontato Zannotti – veconsiliare del Comune, durante il convegno dal titolo dere l’entusiasmo e l’interesse dei ragazzini. Hanno “Adottare una visciola per far crescere un’educazione”. capito il valore delle tradizioni, cos’è la genuinità dei L’incontro è stato aperto dai saluti del sindaco Sandro cibi e il rispetto per la natura. E visto il riscontro, c’è Barcaglioni, del vicesindaco Massimiliano Cesaroni e da essere davvero soddisfatti”. Accompagnati dalle indell’assessore comunale Stefania Gasparini. In un’aula segnanti, da Zannotti e dal vicesindaco Massimiliano consiliare gremita di bambini della scuola primaria, il Cesaroni gli alunni hanno piantumato e posto delle primo cittadino si è rivolto a loro invitandoli a riflette- targhette con i propri nomi nelle piante di visciolo. re sul fatto che “una pianta è come un’opera pubblica E sabato, al termine del convegno, c’è stato l’atto finale, con la consegna ai bambini, da parte del sindaco, del che va seguita e coltivata”. Ad introdurre il tema e moderare l’incontro è sta- Patto di adozione del visciolo, che recita: “Mi impegno to Angelo Zannotti. Molto interessanti gli interventi ad accudire la pianta di visciolo contrassegnata con dell’enologo Dino Porfiri sul processo “Dal frutto al il mio nome. Sarà mio dovere farla crescere vigorosa e vino di visciole” e di Maria Luisa Cascetti, dirigente non fargli mancare acqua e concime, e toglierò le erbe scolastico dell’Istituto comprensivo “Beniamino Gigli”, infestanti attorno a lei. In compenso delle mie cure poche ha sottolineato come “seguire la pianta adottata trò raccogliere tutte le visciole che la pianta produrrà”. servirà a prendersi cura della propria terra. Ciò ha Firmato: sindaco Barcaglioni e il nome di ogni bamuna valenza educativa considerevole, ben compresa e bino. sostenuta dai genitori”. La Festa della visciola ha coin- Intanto la Festa della visciola si chiude con un bilancio volto, quindi, in un modo del tutto speciale, una cin- molto positivo in termini di presenze e di gradimenquantina di bambini del paese. Hanno lavorato insie- to del pubblico, che ha partecipato ai concerti e alle me con le insegnanti al progetto per diventare custodi tante iniziative, ma anche affollato le locande, ricavate e tutori delle piante di visciola acquistate dalla Pro nel cuore del centro storico addobbato a tema. PERCHÉ È M E G L I O AV E R E UN TETTO A D E L E V AT A PROTEZION RC HÉ È M EG LI È M EGL IO O AV ER E UN AV E TE TT RE U N TE TTO O AD EL EV AT A AD E L E VA PR OT EZ IO NE TA P ROT TE RM IC La Presidenza regionale Acli Marche www.citroen.it E TERMICA? ? EZIO C NE T ER A PE CHÉ logo dell’Università Cattolica di Milano, e da Benedetta Polini, dell’Università Politecnica di Ancona, che stanno curando per le Acli delle Marche una ricerca sulle relazioni familiari. I risultati dei due laboratori sono stati poi discussi con Giovanni Santarelli, dirigente della Programmazione sociale della Regione Marche. La ricerca delle Acli marchigiane su Giovani, lavoro e famiglia proseguirà nei prossimi mesi tramite un questionario elaborato da Colombi e Polini, ma intanto dal lavoro svolto a Loreto sono già emerse alcune indicazioni importanti per le Acli e per tutto il mondo dell’associazionismo: occorre una assunzione di responsabilità che coinvolga tutti i luoghi (i duecento Circoli nel caso delle Acli marchigiane) e gli strumenti che le associazioni hanno a disposizione; bisogna tornare a produrre pensiero e a fare cultura per contrastare la cultura individualista e consumista oggi dominante; è necessario, infine, ricucire relazioni, sostenere esperienze di prossimità, produrre nuove sintesi e in questo modo costruire insieme il futuro, dando speranza a un Paese che ha imboccato la strada del declino non solo a livello economico, ma anche a livello culturale e sociale. I PER Si è tenuto a Loreto nei giorni 11 e 12 ottobre il tradizionale corso di formazione delle Acli marchigiane, incentrato quest’anno sul tema “Responsabili insieme”. Il corso si è aperto con una relazione di Emiliano Manfredonia, responsabile nazionale dello Sviluppo associativo, dedicata al tema “Costruire insieme il futuro”. Aprirsi al cambiamento, ascoltare i bisogni del territorio, acquisire capacità di progettare, fare rete e dare speranza: queste alcune delle indicazioni contenute nella relazione di Manfredonia. Nella seconda sessione, dopo una relazione sui Settanta anni dell’Associazione tenuta da Marco Moroni, coordinatore del Centro Studi Acli Marche, i partecipanti al corso hanno affrontato in tre laboratori il tema di una migliore integrazione di sistema: anche nelle Marche le Acli sono una galassia di associazioni e di servizi che devono integrarsi meglio per riuscire a rispondere in modo più efficace ai bisogni del territorio regionale. Il 12 ottobre la terza sessione è stata dedicata al tema “Famiglia, giovani e lavoro”. Introdotta da Fabio Corradini, responsabile dell’Ufficio Welfare e politiche sociali delle Acli regionali, la sessione si è aperta con due laboratori guidati da Massimiliano Colombi, socio- M A? NUOVA CITROËN C4 CACTUS CON TETTO IN VETRO PANORAMICO AD ELEVATA PROTEZIONE TERMICA. Nuova Citroën C4 Cactus, associando un design innovativo ad una tecnologia utile, è l’auto che risponde alle domande di oggi. Grazie al tetto in vetro panoramico ad elevata protezione termica, un’esclusiva mondiale, l’abitacolo si riempie di luce. L’ampio spazio interno di Nuova Citroën C4 Cactus moltiplica le tue sensazioni di benessere. Il suo trattamento innovativo permette un isolamento acustico e termico ai massimi livelli e senza precedenti. Le sue proprietà filtranti proteggono i passeggeri dai raggi UV. Nuova Citroën C4 Cactus ti invita ad un viaggio sereno e luminoso. TI ASPETTIAMO XXXXXXXXXXXXX. 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A questo punto devo dedurre che la notizia è vera e che si fonda sulla “deprecabile” iniziativa di aver abbattuto tanti pini e anche sul fatto che il costruendo edificio non sarà una bella villa per nobili e benestanti, ma Centro di Accoglienza per immigrati in cerca di un primo orientamento, in cerca di aiuto, in cerca di lavoro, in cerca di un letto di emergenza per qualche notte. Ma possibile che i poveri e i diseredati – soprattutto molti immigrati – debbano “circolare” in questa nostra zona così bella, così ampia, così piena di verde e di ville con giardini così ben ordinati? Sarà il caos! E poi tutta la zona subirà un deprezzamento! Poveri soldi nostri e povera pace nostra. Io non ho avuto modo di leggere la petizione (pare che ancora non si sa chi siano i promotori), ma penso di non essere lontano dal vero nell’indovinare le preoccupazioni e i pensieri di chi tanto si affanna per cacciare via la Caritas proprio dove solo la intitolazione del viale potrebbe essere (o dovrebbe essere?), un invito all’abbraccio di tanti fratelli che già soffrono le pene dell’inferno nell’Aldiquà. Ecco: l’abbraccio proprio non si chiede, non si può chiedere a chi promuove e a chi firma una tal petizione. Si chiede solo lo sforzo di guardare avanti, di capire che quelle persone – sono persone! – che vor- rebbero rimanessero nei quartieri bassi, fra qualche decennio saranno maggioranza in Italia (entro il 2060 secondo gli studiosi di statistica). E saranno presenti dappertutto. Il mondo va verso il meticciato a passi rapidissimi. Cercar di fermare questa realtà – che piaccia o non piaccia – è pura illusione. A meno che chi la pensa così non viva sulla luna. E allora? Allora la cosa più bella è incominciare ad educare noi stessi e, più ancora, i nostri figli e i nostri nipoti, a vedere un amico, anzi un fratello in tutti quelli che non sono italiani, soprattutto in quelli che sono sbandati, poveri, bisognosi di tanto. Tutti noi (o quasi), siamo veramente egoisti e chiusi di fronte all’immigrante. Per cui che ci sia qualcuno, al posto nostro, che li accoglie, che li aiuta, che li comprende, che li ama dovremmo essere contenti e grati. Questo qualcuno è la Chiesa di Jesi, sono i tanti generosi che in modo del tutto volontario e convinto danno qualche ora del loro tempo. Saremo, magari, anche noi e quelli che firmeranno la carta che, non potendo dare un aiuto concreto alla futura Caritas di viale papa Giovanni, daremo un modesto obolo o un qualche vestito di troppo o un paio di scarpe semi-nuove. Non è questo forse il modo migliore per affrontare il difficile avvenire che attende i nostri figli e i nostri nipoti? Perché ingannarli e non far conoscere la realtà? Tanto più che la petizione, oltre ad allarmare inutilmente senza alcun motivo vero, non potrà essere presa in considerazione dal sindaco per mille e un motivo. Domenica 19 ottobre nel Centro sociale di San Giuseppe, di fronte alla palestra Carbonari, si è tenuta l’assemblea dei musulmani residenti Jesi e provenienti da diversi paesi del mondo con la partecipazione del vice sindaco Luca Butini. Il tema della convivenza a Jesi è stato presentato a un’assemblea di oltre duecento cittadini musulmani, alcuni con gli abiti tradizionali della loro cultura, che in religioso silenzio hanno partecipato, con una forte esigenza di essere integrati in una società come la nostra. Il vice sindaco, oltre a portare il saluto del sindaco Bacci e della giunta, si è impegnato a trovare una soluzione per la Moschea. Questa esigenza parte dalla impraticabilità di quella che stanno usando nei locali in via Erbarella, troppo vicina alla strada e senza possibilità di parcheggio e di accoglienza per le famiglie con bambini. Hanno sottolineato come la loro tradizione religiosa sia fortemente incarnata nel vissuto quotidiano e come si sforzino di vivere al meglio il tempo del Ramadam e la festa finale e la ricorrenza del sacrificio di Abramo. Hanno discusso di diversi problemi, non ultimo quello della mancanza di lavoro che perdura da diverso tempo. Si percepisce una grande solidarie- Dalla Fondazione Crj all’Asur Marche notizie_brevi Rischio idrogeologico Confartigianato per gli imprenditori Saper presentarsi, e saper presentare la propria attività o una idea particolarmente innovativa a clienti e potenziali investitori richiede all’imprenditore un mix di competenze. Confartigianato organizza a Jesi mercoledì 22 ottobre presso la sede di via Pasquinelli 2/a alle 21 il workshop “Il Pitch: modalità e tecniche per una efficace presentazione degli asset aziendali a potenziali clienti, investitori o partner”. Pitch è un termine mutuato dal baseball da cui riprende il significato di lanciare la palla, in questo caso una idea, nell’obiettivo che venga accolta favorevolmente. Per la realizzazione di questo evento la Confartigianato si avvale della collaborazione e dell’esperienza di Michele Luconi, Presidente della internet company E-xtrategy di Monsano, che illustrerà metodi e esperienze di successo realizzate nelle aziende clienti. R.U. PASSAGGIO DI PROPRIETÀ DEL BLOCCO OPERATORIO DEL “CARLO URBANI” v.m. Il Ministro dell’Ambiente ha sottoscritto il 14 ottobre scorso l’Atto Integrativo all’Accordo di Programma sulla mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Marche. «Esprimo grande apprezzamento – dichiara l’onorevole Piergiorgio Carrescia - per la conclusione di una vicenda che nei mesi scorsi era stata oggetto anche di una mia interrogazione parlamentare per sollecitare il Ministero alla rapida conclusione dell’iter. La firma dell’Atto integrativo consente ora di dare seguito, fra gli altri, anche agli interventi per la cassa di espansione, prevista a Bettolelle-Brugnetto, per la difesa di Senigallia dal rischio di alluvioni, un’opera fondamentale per evitare il ripetersi di quegli eventi che purtroppo, nei mesi scorsi, hanno pesantemente colpito quel territorio». L’Accordo di programma, ora integrato, prevede alcune decine di interventi contro il dissesto idrogeologico nelle Marche, per una spesa complessiva di circa 42 milioni di euro che, mi auguro, possano essere tutti rapidamente utilizzati. tà tra di loro a partire dalle relazioni che si svolgono nel rispetto: la religiosità, dal saluto al parlare, è fondamentale e tutto viene visto nella misericordia del loro Dio. Erano presenti uomini con bambini vestiti con le loro tuniche. La convivenza è diventato il loro problema più importante, perché vogliono integrarsi, vogliono che i loro figli vadano nelle nostre scuole, si vogliono radicare in una società che offre spazi di libertà e di concretezza del futuro. Provengono spesso da paesi martoriati dalla fame e dalla guerra ed hanno sempre la paura di essere stranieri. Hanno il consigliere straniero aggiunto in Consiglio Comunale. Il vice sindaco si è dimostrato accogliente quando prendendo la parola per il saluto ha voluto sottolineare l’importanza della loro presenza che è un arricchimento culturale, sociale e umano per tutti e li ha invitati a integrarsi sempre più. Nella esortazione apostolica “Evangelii gaudium” al n. 253, il papa ha il coraggio di dire: «Noi cristiani dovremmo accogliere con affetto e rispetto gli immigrati dell’Islam che arrivano nei nostri Paesi!». Il 21 ottobre alle 10 presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, si è perfezionato con la sottoscrizione dell’atto notarile da parte del Presidente della Fondazione, Alfio Bassotti, e il direttore generale dell’Asur Marche, Gianni Genga, il complesso e articolato iter che ha condotto alla donazione da parte della Fondazione CRJ del blocco operatorio a servizio del nuovo Presidio Ospedaliero “Carlo Urbani” di Jesi all’Asur Marche. Ultimati i lavori per la realizzazione, il blocco operatorio è stato presentato ufficialmente il 5 luglio scorso. Successivamente nel corso dell’estate sono state condotte, e concluse positivamente, tutte le verifiche di conformità e i collaudi funzionali sulle complesse tecnologie sanitarie e impiantistiche presenti all’interno delle sale operatorie. Lo scorso 16 ottobre è stato emesso il certificato finale di collaudo tecnico dell’intera opera, attestante che i lavori, eseguiti dall’ATI guidata dalla Società DRAEGER MEDICAL ITALIA S.p.A., sono stati completati in ogni loro parte, eseguiti a regola d’arte, aderenti alle normative sanitarie vigenti e perfettamente funzionanti. Il nuovo blocco operatorio, interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e dalla stessa appaltato con procedura ad evidenza pubblica cui hanno partecipato i 3 leader mondiali del settore, è costituito da sei sale chirurgiche con annessi accessori e servizi, di cui cinque completamente attrezzate con tecnologie all’avanguardia. Il contenuto tecnologico voluto dalla Fondazione CRJ per il blocco operatorio di Jesi è oggettivamente poderoso e caratterizzato dalla cosiddetta “alta integrazione” dell’intero blocco, ovvero perfettamente allestito per la registrazione e la distribuzione streaming di tutti i segnali video 3D presenti in una sala operatoria dedicata ed allo scopo attrezzata. Ciò darà sicuramente ulteriore impulso e maggiori performance alle attuali e moderne tecniche laparoscopiche, già diffusamente impiegate da anni dalla chirurgia jesina. Tale donazione, del valore complessivo di € 2.650.000 consentirà certamente di garantire la piena e razionale funzionalità del nuovo ospedale cittadino, a oggi già parzialmente operativo, e che entro il mese di novembre vedrà la sua definitiva entrata in funzione a pieno regime. sport_tempo libero | 15 Voce della Vallesina | 26 ottobre 2014 SCHERMA:Prova nazionale il 4 e 5 ottobre alla fiera di Como GRANDE SUCCESSO AL VILLAGGIO DELLO SPORT DEL CSI La stagione 2014/15 del Club Scherma Jesi è iniziata subito alla grande. Nella prima prova nazionale di fioretto femminile che si era svolta il 4 e 5 ottobre alla fiera di Como, il sodalizio jesino aveva monopolizzato il podio: Elisa Di Francisca, Valentina Vezzali e Claudia Pigliapoco avevano guardato dall’alto tutte le quasi trecento partecipanti. Nella finalissima della prova in terra lombarda era andato in scena l’ennesimo derby tra Di Francisca e Vezzali; un incontro molto tattico, caratterizzato da una scherma di attesa e di studio, come avviene spesso tra avversarie che si conoscono molto bene. A gioire alla fine era stata Elisa con uno striminzito sei a cinque al termine del tempo massimo. Nel suo cammino la campionessa olimpica di Londra 2012 aveva eliminato agevolmente tutte le sue avversarie, mentre per la Vezzali la strada verso la finale era stata più complicata: nei quarti aveva battuto 15 a 12 Martina Batini, argento agli ultimi mondiali a Kazan ed in semifinale aveva superato indenne il derby con un’ottima Claudia Pigliapoco (15-8), giunta poi terza. Questo risultato, unito ai buoni piazzamenti delle altre ragazze del Club Scherma, non può che rendere soddisfatto il presidente Alberto Proietti Mosca. «A gioire di più è stato l’intero corpo docente - aveva affermato - che ha visto premiato il proprio lavoro in sala a partire dalla preparatrice atletica Annalisa Coltorti, alla maestra Giovanna Trillini che allena la Di Francisca, a Doriana Pigliapoco che allena la Vezzali e alla maestre Proietti e Sparaciari, che oltre ad allenare Claudia Pigliapoco allenano anche tutte le altre partecipanti». Nella classifica finale “Posso giocare anch’io?” Dopo aver guardato per un po’ i loro figli a bordo campo, i genitori non hanno potuto resistere. Il risultato? Bambini, ragazzi e adulti spalla a spalla, dentro lo stesso campo, dentro la stessa sfida… almeno nei giochi in cui era materialmente possibile. Questo racchiude il cuore dell’avventura jesina del Villaggio dello Sport, allestito dal Centro Sportivo Italiano in Piazza della Repubblica sabato 18 ottobre dalle 15 a mezzanotte e domenica 19 ottobre dalle 9 alle 22. Una quasi non-stop che cade in un anno di doppia coincidenza, in cui Jesi festeggia il riconoscimento di “Città europea dello sport 2014” e il Csi la ricorrenza dei suoi primi settant’anni. Dopo il montaggio delle attrezzature, avvenuto sabato mattina, la piazza centrale della città, luogo emblematico e simbolo dell’“incontrarsi”, ha offerto a tutti, indistintamente, aree gratuite di gioco. Uno spazio e un tempo per ritrovarsi, cioè per riscoprire se stessi in una dimensione inconsueta e per sperimentare “sul campo” la condivisione. Molte, moltissime le famiglie intervenute. Calcino per bimbi, scivolo, salterino e basket gonfiabili, calcio balilla umano, calcio di rigore, calcio 3x3, tennis tavolo, percorsi ludico-motori: questo l’elenco dei giochi. Buon inizio per il Club Scherma Jesi Nella piazza centrale della città infatti, la società fondata dal maestro Ezio Triccoli aveva piazzato al 18mo posto la debuttante Susanna Napoli, al 27° Alessandra Petrignani, al 36° Elena Tangherlini, al 56° Sofia Romagnoli, al 69° Rachele Zenobi ed al 144° Martina Manzoli. Buone notizie erano arrivate anche dal fioretto maschile, dove Francesco Ingargiola aveva ottenuto un buon sesto posto (su trecentosessanta partecipanti). Il neo diciottenne, che gareggiava per la prima volta con le Fiamme Oro ma si allena con il Club Scherma sotto la guida della maestra Maria Elena Proietti, era stato battuto nei quarti da Alessandro Paroli dell’Aeronautica Militare con un risicato 15 a 14. Grazie alla prestazione di Como, Ingargiola si era guadagnato la convocazione nella squadra nazionale per la prova di Coppa del Mondo categoria A, a San Francisco negli Stati Uniti, in programma dal 17 al 19 ottobre. Nella classifica finale il Club Scherma aveva piazzato anche altri ragazzi: al 16° posto il non ancora diciottenne Riccardo Baleani, 36° Riccardo Giachetta, 47° Vincenzo Erman, 48° Michele Di Francisca e poi di seguito Giovanni e Stefano Luzi, Andrea Falappa, Tommaso Cantarini, Matteo Bartozzi e Omar Arab. Gip AL CIRCOLO CITTADINO IL GIORNALISTA GIANNI CLERICI “La storia del gioco del tennis” Ritrovamento straordinario a Jesi. Solo Man- gno “La storia del gioco del tennis”, promosso tova fino a oggi poteva vantarne la scoperta. da Comune e Circolo Cittadino di Jesi e tenuSi tratta 9 “balette”, piccole palle di cuoio uti- tosi nei locali dello stesso Circolo. I vari inlizzate in quello che nel ‘500 veniva chiama- terventi del pomeriggio hanno fatto luce sulle to “Giuoco di Rachetta” o “Giuoco di Balla” o molte e illustri ascendenze storico-antropo“Baletta” e che oggi chiamiamo tennis. logiche della versione moderna del tennis. Ne aveva dato notizia il noto giornalista spor- Presenti i massimi esperti e studiosi del settotivo Gianni Clerici, considerato uno dei mag- re. Primo tra tutti proprio Gianni Clerici. Ingiori esperti di tennis al mondo. Nel suo ar- sieme a lui Alessandro Tosi, docente di Storia ticolo, pubblicato sul quotidiano Repubblica dell’Arte Moderna presso l’Università di Pisa, domenica 7 marzo 2013, si riferiva però alle Ugo Bazzotti, già direttore del Palazzo Te di sei rinvenute nel Palazzo Te di Mantova. Fino Mantova, Egizio Trombetta, Giornalista e ria quel momento delle antenate delle nostre cercatore, Alessandra Castellani Torta, ricerpalline da tennis si pensava esistessero sol- catrice e saggista, e Franco Alciati, presidente dell’Associazione Collezionisti di Tennis. Il tanto raffigurazioni. A questa scoperta però fa oggi da contraltare tutto con la moderazione di Loretta Mozzoni, quella avvenuta a Jesi. Loretta Mozzoni, allo- colei che ha dato notizia del ritrovamento jera dirigente del Servizio Cultura e direttrice sino. Si tratta di una scoperta di natura eccedella Pinacoteca Civica, leggendo l’articolo si zionale, grazie alla quale Jesi, possedendo dei accorse di aver rinvenuto pure lei, tempo pri- cimeli di raro pregio, si è meritata una pagina ma, in un vecchio ripostiglio di Palazzo della importante nella storia mondiale dello sport. Signoria, nove esemplari di “balette” simili a Tanto più che le è stato attribuito il titolo di “Città europea dello sport 2014”. quelle descritte da Clerici. Di questo si è parlato sabato scorso al ConveMarco Bevilacqua Per chi voleva sporcarsi le mani c’era la possibilità di lavorare l’argilla al tornio. Anche qui grazie alla condivisione. Il meccanismo veniva infatti attivato dai pedali di una piccola bicicletta capovolta e adattata allo scopo: una persona si trasformava in forza lavoro, mentre l’altra diventava l’artista, guidato dalle mani di un’esperta. I più intellettuali potevano invece partecipare ai laboratori di lingua e di lettura inglese della scuola The Victoria Company di Jesi. Presente anche un angolo Truccambimbi di McDonald. E per continuare anche nel dopo cena, stand gastronomici con catering a cura del ristorante La Perla di Fano. Osservando la quantità ininterrotta dell’afflusso, si potrebbe pensare che la gente abbia semplicemente tanta voglia di sport e di gioco. Una più attenta lettura rivela però una richiesta di leggerezza buona sotto l’insegna di una comune etichetta: “INSIEME”. Marco Bevilacqua 16 | attualità 26 ottobre 2014 | Voce della Vallesina A JESI “CITTÀ DELLO SPORT” NASCE IL LICEO SCIENTIFICO SPORTIVO. OSPITE D’ONORE AL TEATRO MORICONI L’ATLETA LUCA MARCHEGIANI Confronto a più voci su “Sport e cittadinanza” Entrando nel Teatro Moriconi, venerdì 17 ottobre, si apre ai nostri occhi lo scenario di una platea intergenerazionale e multiculturale di studenti, insegnanti e dirigenti scolastici giovani e anziani, di atleti, giornalisti e politici della regione Marche e dei Comuni di Jesi e della Vallesina. Il confronto a più voci sul tema “Sport e cittadinanza” coinvolge tutti. Protagonisti gli studenti del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Jesi e, in particolare, i diplomati del 20014 e i 32 ragazzi iscritti alla prima classe del “Liceo Scientifico Sportivo”, inaugurato quest’anno nella “Città dello Sport”. Ospite d’onore Luca Marchegiani, l’atleta jesino già portiere della Nazionale di Calcio, vincitore di Scudetto, di Coppe e Supercoppe, e campione mondiale; dal 2005 tele-comunicatore sportivo. In apertura, rievocando la storia del Liceo Scientifico di Jesi dal 1947 ad oggi, la vice - preside Daniela Papalini, docente di Matematica, ricorda il suo alunno Luca e ne evidenzia “lo sguardo mite, il sorriso, l’intelligenza vivace, l’impegno, la capacità di conciliare sport e studio...”. A Giovanni Filosa che lo intervista su formazione scolastica e percorso sportivo, Luca risponde: «Al Liceo si entra bambini e si esce quasi adulti. Bisogna migliorare e superare i limiti... Di tutte le cose il coronamento è stata la vittoria dello Scudetto». E ricorda il suo allenatore Dino Zoff «portiere straordinario, un uomo che ha fatto tanto ma non si poneva sul piedistallo! Il Calcio era uno sport, allora: il giocatore faceva una vita regolare ed era preparato. Poi il Calcio è diventato uno show business, dove conta la popolarità. Il Liceo Sportivo deve dare ai ragazzi la possibilità di impegnarsi nello sport, ma creare anche un interesse specifico, una passione. L’Italia ha bisogno di insegnanti qualificati». La testimonianza di Ugo Coltorti, Assessore allo Sport del Comune di Jesi: «Dal terzo liceo mi sono impegnato negli allenamenti e se non avessi avuto il sostegno della prof. Umbertina Perticaroli, avrei fatto molta fatica… Ho continuato a fare sport e a studiare... Mi sento fortunato perché portare avanti lo sport è una cosa bella e una responsabilità». Scuola di eccellenza Un messaggio di ottimismo viene dalla di- CINGOLI: IL 26 OTTOBRE DALLE 16,30 Maestri di cappella L’Associazione Organistica Vallesina Onlus comunica che il 26 ottobre, a partire dalle 16.30 si terrà a Cingoli, presso la Collegiata di S. Esuperanzio l’evento “Maestri di Cappella e musicisti illustri a Cingoli”. Si tratta della prima esecuzione in epoca moderna di brani di F. Giattini, G. Cerquetelli, C. Dini e A. Speranza, in collaborazione con l’Accademia Lirica Mario Binci. Eseguiranno i brani la Corale Polifonica Cingolana, Fabiola Frontalini all’organo e Serena Cavalletti al violino. Saranno presentati anche gli atti del convegno La Famiglia Cioccolani di Cingoli e l’arte organaria marchigiana dell’Ottocento, tenutosi lo scorso anno a Cingoli, a cura dell’Associazione. La Corale Polifonica Cingolana, diretta da Ilde Maggioni, propone un repertorio che comprende musiche del XVI secolo, polifonia classica, brani di Bach, Mozart, brani spirituals, di musicals e di musica contemporanea; in collaborazione con cori operanti in regione si è esibita in Italia e all’estero in importanti festival e rassegne, eseguendo prestigiose composizioni corali. Fabiola Frontalini, diplomata in di Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio di Pesaro; attualmente insegna organo al Liceo Musicale “Rinaldini” di Ancona, ed è organista titolare della Cattedrale S. Ciriaco. Serena Cavalletti, cingolana, ha iniziato lo studio del violino all’età di sette anni con David Taglioni e Nicolae Negoita, e si è poi diplomata in violino al conservatorio di Pesaro, con il massimo dei voti. Svolge attività concertistica prevalentemente in ambito cameristico, in Italia e all’estero. Dal 2005 è primo violino dell’ensemble di Ulises Passarella e recentemente ha suonato in Vaticano, per l’esecuzione della Messa Quoelet dedicata a Papa Francesco, registrata e trasmessa da Radio Vaticana. Marina De Luca Le conoscenze e il metodo di studio hanno contribuito all’ inserimento nelle Università. Ci sono state le Olimpiadi di filosofia, di matematica, di informatica; e nel settore delle Neuroscienze i primi 13 vincitori a livello regionale sono di Jesi. Ora vogliamo che l’indirizzo sportivo sia serio, fortemente incardinato alla cultura liceale». Congratulandosi con la dirigente il sindaco di Jesi, Massimo Bacci, ringrazia la Regione Marche “per avere riconosciuto al Liceo di Jesi il merito di essere formativo” e afferma che una preparazione multidisciplinare offre buone prospettive. Interviene Gianmario Spacca, presidente della Regione Marche: «Il Liceo Scientifico di Jesi è un modello di riferimento per le altre scuole secondarie delle Marche. Nulla si ottiene senza fatica. Lo sport non è solo un esercizio del corpo, ma un habitus mentale...». Fabio Sturani, dirigente del Coni regionale, auspica una “politica formativa”: «Siamo l’unico paese europeo che non ha una cultura dello sport come materia formativa nella scuola. Gli sportivi devono dialogare con i giovani: bravi quelli che si impegnano anche nelle altre discipline. Fate Rete con i Comuni e la Regione». “Formazione,” “politica formativa”, “responsabilità” richiamano il tema della Cittadinanza in quanto parole-spia di un sentire comune che vede nella relazione dinamica scuola-vita la via maestra per la crescita del ragazzo come uomo e come cittadino responsabile nella comunità. A conclusione dell’incontro, i sindaci di Jesi e della Vallesina insieme a Luca Marchegiarigente scolastica, prof. Bruna Aguzzi, che ni hanno consegnato i diplomi ai 171 alunparla “a nome dei docenti e degli studenti”: ni che si sono diplomati nell’anno scolasti«La qualità del Liceo deriva da una grande co 2013/14. Tra questi, 14 studenti hanno passione: la qualità della formazione per avuto il punteggio di “100”; Riccardo Ricci tutti. Oggi abbiamo a Jesi il Liceo Scientifi- e Agnese Galàtolo hanno conseguito “100 co tradizionale, il Linguistico, il Tecnologi- e lode”. co e il Liceo Sportivo (con 32 ragazzi vivaci, Maria Crisafulli aperti, educati), per un totale di 44 classi. Binci Fotografia Jesi DAL CLASSICO ALLA COMMISSIONE EUROPEA PER IL PROGETTO BACK TO SCHOOL Gli studenti e la storia di Enrico Pesaresi Il programma “Back to School” è un’iniziativa della Commissione Europea nella quale i funzionari delle istituzioni dell’Unione Europea incontrano gli studenti delle scuole nelle quali effettuarono gli studi secondari per condividere le proprie esperienze in ambito europeo. Il ritorno dei “lavoratori dell’UE” nelle scuole dei propri luoghi di origine, organizzato nell’ambito del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, vuole avvicinare l’Unione Europea ai contesti locali e illustrare agli studenti il percorso che li ha portati a lavorare per le istituzioni europee. Enrico Pesaresi ha conseguito la maturità classica presso il Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” di Jesi nel 1998. È funzionario della Commissione Europea e si occupa di regolamentazione e politica della concorrenza presso la Direzione Generale della Concorrenza a Bruxelles. La direzione del Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” di Jesi, avendo tra i propri ex studenti un allievo di tale spessore, ha aderito con grande piacere all’iniziativa invi- tando il dott. Pesaresi per una due Marche, ha trovato la propria digiorni di incontri con gli studenti mensione professionale e personale delle classi quarte e quinte, pro- in un contesto europeo ed internamuovendo un confronto aperto sul zionale. ruolo e le funzioni delle istituzioni “I ragazzi sono molto attenti e cueuropee, nonché sulle opportu- riosi per me è stato un grande pianità formative e professionali che cere incontrarli e confrontarli con l’Unione Europea offre a studenti loro. Non ho trovato sentimenti che si accingono ad intraprendere anti-europeisti mentre c’è preocil proprio percorso universitario. Il cupazione per il futuro lavorativo dott. Pesaresi offre la propria testi- ed attenzione per le opportunità monianza di giovane italiano che, offerte dall’Europa” ha detto Enrico provenendo dalla realtà locale delle Pesaresi.