stagione 2006-2007, numero 13, 3 marzo 2007 Roberto Bolle & Friends La Presidentessa regia di Gigi Proietti con Sabrina Ferrilli, Maurizio Micheli Assassins di Stephen Sondheim con gli allievi della Bernstein School of Musical Theatre di Bologna Galà di danza con Roberto Bolle étoile del Teatro alla Scala di Milano étoile internazionale e con Silvia Azzoni Prima Ballerina dell’Hamburg Ballett Anton Bogov Primo Ballerino del Teatro dell’Opera di Maribor Alen Bottaini Primo Ballerino del Bayerisches Staatsballett Sabrina Brazzo Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano Lisa-Maree Cullum Prima Ballerina del Bayerisches Staatsballett Francesco Nappa Primo Solista Les Ballets de Monte-Carlo Natasha Novotná guest artist internazionale Monica Perego guest artist internazionale Aleksander Riabko Primo Ballerino dell’Hamburg Ballett Marta Romagna Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano produzione Artedanza srl Roberto Bolle & friends Roberto Bolle & Friends diretto da Antonio Calenda RECITA STRAORDINARIA FUORI ABBONAMENTO DOMENICA 4 MARZO ORE 20.30 POLITEAMA ROSSETTI TRIESTE 3 e 4 marzo 2007 Politeama Rossetti dal 3 al 4 marzo 2007 durata dello spettacolo 2 ore circa con intervallo danza & dintorni Da un decennio, nel mondo del balletto, italiano e internazionale, non si parla che di Roberto Bolle. L’allievo modello della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala non aveva mancato di impressionare i suoi maîtres, e nell’ambiente già si sapeva di un talento che molto prometteva: per doti naturali, bravura tecnica, proporzioni ideali, determinazione di ferro. Così, le sue prime apparizioni da protagonista sulle scene della Scala di Milano, ebbero un effetto dirompente nel mondo allora un po’ annoiato del balletto, che non ricordava di un ballerino capace di entusiasmare il pubblico e la stampa, ritrovando finalmente la voglia di tornare a teatro. Il talento ancora acerbo eppure già affascinante del ventenne ballerino era lì, in tutta la sua evidenza, nei primi ruoli da protagonista che l’entusiasmo della direzione scaligera gli affidava senza timori. Ed erano i grandi titoli del balletto dell’Ottocento e del Novecento, quelli che già indirizzavano le sue preferenze artistiche: in Giselle Bolle si imponeva come l’unico principe contemporaneo del balletto di repertorio, nel neoclassico Apollon Musagète rivelava il gusto per quella moderna bellezza di forme e scrittura che ancora guida le sue scelte, in Romeo e Giulietta la toccante interpretazione del giovane amante svelava il suo côté romantico e appassionato. Sull’onda dei primi successi italiani, il richiamo dei teatri stranieri non si faceva attendere e il ventenne primo ballerino della Scala si lanciava con giovanile irruenza e trionfali risultati in una carriera internazionale senza paragoni. Che pure si fecero: a Rudolf Nureyev – il primo grande a battezzare il suo talento adolescente - era quasi ovvio paragonarlo: non tanto per le caratteristiche tecniche e interpretative che continuano a differenziarli, quanto per quella comune capacità di appassionare grandi folle: un fatto unico per un’arte élitaria com’è il balletto. Ma nessun nostro ballerino, neppure in quegli anni ’70 del Novecento in cui la danza godeva anche in Italia della dignità di spettacolo quasi “popolare”, aveva mai raggiunto simili traguardi. L’apparizione di Roberto Bolle, simbolicamente, sembra invece rinnovare i fasti degli ultimi decenni dell’Ottocento, quando la scuola italiana, e scaligera in primis, era riconosciuta superiore, per tecnica e virtuosismo, a quella francese e persino russa, e capace di portare indispensabile linfa, grazie a un ballerino e maître quale fu Enrico Cecchetti, al balletto tardo-romantico pietroburghese forgiato da Petipa e, poco dopo, al rinato balletto europeo, che scopriva, con i Ballets Russes di Djagilev, le meraviglie dell’avanguardia. Vero è che Bolle, nelle scelte della sua carriera internazionale, non ha mai dimenticato la propria responsabilità di ambasciatore della danza italiana, riportandola, dopo un secolo di oblio, agli onori della storia. Certo, i tempi sono cambiati, ma la conquista incondizionata dei templi del balletto quali ancora sono l’Opéra di Parigi, il Mariinskij di San Pietroburgo, il Bol’soj di Mosca, il Covent Garden di Londra, non deve avere per Bolle solo il dolce sapore del trionfo personale, ma anche il consapevole appagamento di un’affermazione storica. In questi anni anche le sue attente scelte artistiche sono andate nella direzione di una sempre maggiore consapevolezza: all’esplorazione di ogni nuances tecnica e virtuosistica dei tanti principi del repertorio dell’Ottocento, riportati miracolosamente in vita nella nostra difficile era post-moderna con Giselle, Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata, è seguito l’appassionato calarsi nelle figure più romantiche del balletto del Novecento, con balletti quali Romeo e Giulietta, L’Histoire de Manon, La Dama delle Camelie, rinnovato da qualche tempo da una sempre più accesa curiosità per i grandi titoli moderni di Roland Petit, Jirí Kylián, William Forsythe, autori che gli fanno oggi desiderare di continuare la scoperta della complessità contemporanea. Intanto, con scelte artistiche e mediatiche che hanno sempre contemplato, come una nobile missione, il suo desiderio di riportare la danza italiana agli antichi splendori e alla conoscenza del grande pubblico, anche grazie ai Galà con il suo nome, la notorietà artistica di Roberto Bolle è ormai incontestabilmente diventata una travolgente popolarità. Valentina Bonelli giornalista, critico di danza Roberto Bolle Teatro alla Scala, Milano étoile internazionale Nato a Casale Monferrato, Roberto Bolle entra giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Il primo a notare il suo talento è Rudolf Nureyev, che lo sceglie per interpretare il ruolo di Tadzio nell’opera Morte a Venezia di Benjamin Britten. Nel 1996, appena due anni dopo il suo ingresso nel balletto scaligero, viene nominato Primo Ballerino dall’allora direttrice del Ballo, Elisabetta Terabust. Da allora è protagonista dei maggiori balletti classici e contemporanei e si intensifica la sua carriera internazionale. Danza con il Royal Ballet, il Balletto Nazionale Canadese, il Balletto di Stoccarda, il Balletto Nazionale Finlandese, la Staatsoper di Berlino, il Teatro dell’Opera di Vienna, la Staatsoper di Dresda, il Teatro dell’Opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival, il Tokyo Ballet, l’Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Comunale di Firenze. Derek Deane, direttore dell’English National Ballet, crea per lui nel 1997 Il lago dei cigni e l’anno seguente Romeo e Giulietta, rappresentati alla Royal Albert Hall di Londra. In occasione del 10° anniversario dell’Opera del Cairo, partecipa a una spettacolare Aida alle Piramidi di Giza e successivamente all’Arena di Verona per una nuova versione dell’opera trasmessa in Mondovisione. Nel 1999, in occasione della riapertura della Royal Opera House di Londra, viene invitato a ballare Lo Schiaccianoci, per la prima volta con la stella del balletto inglese Darcey Bussell. Nell’ottobre del 2000 inaugura la stagione del Covent Garden con Il lago dei cigni nella versione di Anthony Dowell e in novembre viene invitato al Teatro Bol’shoj di Mosca per celebrare il 75° anniversario di Maija Plisetskaja alla presenza del Presidente Putin. Il 1° giugno 2002 danza al Golden Jubilee della Regina Elisabetta a Buckingham Palace. L’evento viene trasmesso in mondovisione dalla BBC. Nella stagione 2003/2004 gli viene riconosciuto il titolo di étoile del Teatro alla Scala. Il 1° Aprile 2004 balla al cospetto di Sua Santità Giovanni Paolo II sul sagrato di Piazza San Pietro, per la Giornata della Gioventù. In maggio viene invitato all’Opéra di Parigi, per interpretare Don Chisciotte e, a dicembre, La Bella addormentata. In occasione dell’inaugurazione della Scala di Milano dopo il restauro, danza al fianco di Alessandra Ferri nell’opera Europa Riconosciuta. Nel febbraio del 2006 danza alla cerimonia di apertura, trasmessa in mondovisione, dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, interpretando una coreografia creata appositamente per lui da Enzo Cosimi. Il 9 settembre 2006 inaugura con Alessandra Ferri la quarta edizione della Notte Bianca a Roma. La piazza del Campidoglio è il suggestivo scenario per la sua interpretazione di Romeo e Giulietta, coreografato da Amedeo Amodio. Ha danzato con partner famose a livello internazionale tra le quali: Altynai Asylmuratova, Darcey Bussell, Alessandra Ferri, Carla Fracci, Sylvie Guillem, Lucia Lacarra, Tamara Rojo, Polina Semionova, Svetlana Zakharova. Nella sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi prestigiosi. Dal 1999 è “Ambasciatore di buona volontà” per l’UNICEF per cui partecipa a una serie numerosa e significativa di iniziative, fino ad arrivare, nell’estate 2006, all’importante viaggio nel Sud del Sudan, al fine di riportare testimonianza diretta della tragica situazione in cui versano le popolazioni del luogo. Silvia Azzoni Anton Bogov Alen Bottaini Sabrina Brazzo Hamburg Ballett Opera di Maribor Bayerisches Staatsballett Teatro alla Scala Nata a Torino, Silvia Azzoni ha iniziato a studiare danza nella sua città e ha completato gli studi ad Amburgo alla Scuola dell’Hamburg Ballett. Nel 1993 è entrata a far parte dell’Hamburg Ballett diretto da John Neumeier che l’ha nominata Solista nel 1997 e Prima Ballerina nel 2001. Il suo repertorio include i primi ruoli in tutti i più celebri balletti di Neumeier: Sogno di una notte di mezza estate, La Dama delle camelie, Romeo e Giulietta, Cenerentola, Giselle, Peer Gynt, Illusionslike Swan Lake, Now and then, La Passione di San Matteo, Third Symphony of Gustav Mahler, Sounds of Empty Pages, Morte a Venezia, Nijinskij. Ha anche danzato coreografie di Mats Ek, Christopher Wheeldon, Natalia Makarova. In Germania ha vinto il Dr. Wilhhelm-Oberdorffer-Prize. Anton Bogov è nato a Omsko, in Russia. Si è diplomato alla Scuola di Balletto di Alma-Ata e nel 1992 è entrato nella compagnia del Teatro. Nel 1993 ha vinto il Concorso di Mosca e l’anno seguente è entrato nella Compagnia del Teatro dell’Opera di Maribor. Ha danzato nei più importanti balletti del repertorio classico e del Novecento, quali Giselle, Coppelia, Il lago dei cigni, La Sylphide, La fille mal gardée, Don Chisciotte, La Bayadère, Le spectre de la rose, Shéhérazade, Romeo e Giulietta, Carmen, Spartacus. Ha effettuato tournées in tutta Europa e ha vinto importanti premi in concorsi internazionali. Nato a Viareggio, Alen Bottaini ha studiato a Monte-Carlo con Marika Besobrasova, a Londra alla Scuola del Royal Ballet, e succesivamente è entrato all’Accademia Vaganova di San Pietroburgo, dove si è diplomato. Dopo le prime esperienze professionali a Monte-Carlo, in Canada e a Londra, nel 1993 è entrato nel Balletto dell’Opera di Monaco di Baviera, dove nel 1999 è stato promosso primo ballerino. Nel 1996 ha vinto la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Varna, l’anno seguente i Premi “Danza & Danza” e “Positano”. Nel suo repertorio figurano i ruoli principali dei grandi balletti classici e molti titoli moderni e contemporanei. Alen Bottaini è regolarmente ospite di importanti compagnie di balletto in Italia, Cuba, Giappone, Australia, Portogallo, Cile, Russia. Diplomatasi alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, Sabrina Brazzo ha danzato per due anni con la compagnia della Deutsche Oper Ham Rhein di Heinz Spoerli. In seguito è tornata a far parte del Balletto della Scala, dove è interprete dei ruoli principali dei grandi titoli classici, moderni e contemporanei del repetorio della compagnia. Nella stagione 1998/1999 è stata premiata dalla critica con il premio “Danza e Danza” come migliore interprete. Nella stagione 2000/2001 è stata scelta da Sylvie Guillem per interpretare il ruolo principale nella sua Giselle, andata in scena al Teatro alla Scala, al Lincoln Center di New York, al Covent Garden di Londra, dove è stata nominata sul campo Prima Ballerina. Nel 2002 le è stato conferito il “Premio Leonide Massine”. Lisa-Maree Cullum Francesco Nappa Natasha Novotná Monica Perego Bayerisches Staatsballett Les Ballets de Monte-Carlo Guest astist internazionale Guest astist internazionale Nata in Nuova Zelanda, Lisa-Maree Cullum ha studiato all’Accademia Princesse Grace di Monte-Carlo con Marika Besobrasova. A diciassette anni è entrata all’English National Ballet, nel 1991 è stata invitata a far parte del Balletto della Deutsche Oper di Berlino da Peter Schaufuss, che l’ha promossa Prima Ballerina. Dalla stagione 1998-1999 è Étoile del Bayerisches Staatsballett. Nel suo repertorio figurano i ruoli protagonistici dei grandi balletti classici e molti titoli moderni e contemporanei. Come guest artist internazionale si è esibita con il Balletto Mariinskij, il Balletto della Scala, il Balletto Reale Danese, il Balletto del Teatro dell’Opera di Roma. Ha vinto numerosi premi tra i quali il “Prix de Lausanne”, l’”Adeline Genee”, il “Premio Positano”. Nato a Napoli, Francesco Nappa ha iniziato gli studi di danza classica all’Accademia Napoletana di Danza diretta da Mara Fusco. Dal 1988 al 1990 ha fatto parte del Balletto di Napoli. Nel 1992 è stato scritturato da Les Ballets de Montecarlo, dove è diventato Solista nel 1994 e Solista Principale nel 1997. Nel 1994 ha vinto il premio “Leonide Massine” e nel 1998 il premio “Danza & Danza”. Nel 2000 è stato scritturato dal Balletto Reale Danese e nel 2001 ha vinto il premio Svenage Larsen. Nel 2002 è entrato nel Nederlands Dans Theater. Nel 2005 è stato riscritturato da Les Ballets de Montecarlo. Per l’NDT Workshop ha coreografato Our Bench nel 2004 e Per Mamma nel 2005. Ha composto musica per Jacopo Godani e altri giovani coreografi contemporanei. Nata in Cecosclovacchia, Natasha Novotná, dopo aver studiato danza al Conservatorio Janacek di Ostrava è entrata nella compagnia junior del Netherlands Dans Theatre/ NDT2 diretto da Jirí Kylián. Nel 2000 si è trasferita in Svezia, per danzare con il Goteborgse Ballet e come ospite nella compagnia di Tero Saarinen. Nel 2002 è tornata in Olanda per entrare nel Netherlands Dans Theater /NDT1. Tra gli altri ha lavorato con coreografi quali Jirí Kylián, William Forsythe, Mats Ek, Paul Lightfoot. Dall’estate 2006 ha iniziato la sua carriera di freelance con l’International Summer Ballet di Copenhagen e per il coreografo Saburo Teshigawara nel nuovo Glass Tooth, creato per il New National Theatre di Tokyo. Nel 1990 Monica Perego ha vinto il primo premio al concorso “Benetton Danza” e una borsa di studio presso la Royal Ballet School di Londra. Successivamente è entrata a far parte dell’English National Ballet divenendone Principal Dancer nel 1997. Vi ha interpretato da protagonista Il lago dei cigni, La Bella addormentata, Romeo e Giulietta, Giselle, Cenerentola, Coppelia, Don Chisciotte, Who Cares?. Dal 2002 ha danzato come étoile ospite con il Balletto di Roma, il Tokyo City Ballet, il Teatro dell’Opera di Stoccolma, lo Shangai Ballet. Ha interpretato un ruolo nel film Alexander di Oliver Stone e ha partecipato alla trasmissione Amici di Maria de Filippi. Tra i numerosi riconoscimenti il “Premio Positano” nel 1999 e la “Ginestra d’Oro” nel 2003. Aleksander Riabko Marta Romagna Hamburg Ballett Teatro alla Scala PRIMA PARTE DON CHISCIOTTE coreografia di Marius Petipa musica di Ludwig Minkus interpreti Monica Perego – Anton Bogov Apollon Musagète coreografia di George Balanchine musica di Igor’ Stravinskij interpreti Marta Romagna – Roberto Bolle L’Angelo della Terza Sinfonia di Gustav Mahler coreografia di John Neumeier musica di Gustav Mahler interpreti Silvia Azzoni – Aleksander Riabko Whereabouts Unknown coreografia di Jirí Kylián musica di Charles Ives interpreti Nataša Novotná – Francesco Nappa Carmen coreografia di Roland Petit musica di Georges Bizet interpreti Sabrina Brazzo – Roberto Bolle SECONDA PARTE Le Corsaire coreografia di Marius Petipa musica di Riccardo Drigo interpreti Lisa-Maree Cullum – Anton Bogov Petite Mort coreografia di Jirí Kilián musica di Wolfgang Amadeus Mozart interpreti Nataša Novotná – Roberto Bolle ^ Marta Romagna si è diplomata alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, per poi entrare nel Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, dove nel 2001 è stata nominata Prima Ballerina. Nel suo repertorio figurano i ruoli principali nei balletti La Sylphide, Giselle, La Bayadère, Don Chisciotte, Il lago dei cigni, Paquita, Lo Schiaccianoci, Excelsior, così come in Études di Lander, Romeo e Giulietta e L’histoire de Manon di MacMillan, Cenerentola di Nureyev, Apollon musagète, La sonnambula, Il Figliol prodigo, Serenade, Agon, Il sogno di una notte di mezza estate, Rubies, Theme and Variations di Balanchine, Les six danses de Chabrier di Petit, In the Middle Somewhat Elevated di Forsythe. ^ Nato a Kiev, Alexander Riabko si è formato alla Scuola di Balletto di Kiev e poi alla Scuola dell’Hamburg Ballett. Nel 1996 è entrato a far parte dell’Hamburg Ballett diretto da John Neumeier che lo ha nominato Solista nel 1999 e Primo Ballerino nel 2001. Il suo repertorio include i primi ruoli in tutti i più celebri balletti di John Neumeier: Sogno di una notte di mezza estate, Illusions – like Swan Lake, Nijinskij, Giselle, La Dama delle Camelie, Peer Gynt, Don Giovanni, La Passione di San Matteo, Spring and Fall, Morte a Venezia, Messiah. Ha danzato anche coreografie di Mats Ek, Nacho Duato, Jirí Kylián, Christopher Wheeldon. È stato finalista al Prix de Lausanne ed ha vinto il Dr. Wilhhelm-Oberdorffer-Prize. Le Bourgeois coreografia di Ben van Cauwenbergh musica di Jacques Brel interpreti Alen Bottaini Tarantella coreografia di George Balanchine musica di Louis Moreau Gottschalk interpreti Monica Perego – Alen Bottaini La Dama delle Camelie coreografia di John Neumeier musica di Fryderyk Chopin interpreti Silvia Azzoni – Aleksander Riabko In the Middle Somewhat Elevated coreografia di William Forsythe musica di Thom Willems interpreti Sabrina Brazzo – Marta Romagna – Roberto Bolle La presidentessa di Maurice Hannequin e Pierre Veber versione italiana e regia di Gigi Proietti scene di Alessandro Chiti costumi di Mariolina Bono musiche a cura del m° Mario Vicari con Sabrina Ferilli, Maurizio Micheli, Paila Pavese,Virgilio Zernitz, Miro Landoni, Massimiliano Giovanetti, Gianni Cannavacciuolo, Daniela Terrieri, Andrea Pirolli, Susanna Proietti, Ernesto Forlini produzione Politeama srl - Premiere srl durata dello spettacolo 2 ore e 30’ circa con intervallo Politeama Rossetti dal 6 all’11 marzo 2007 prosa Quasi sempre, per dare un’idea delle architetture drammaturgiche del teatro francese “fin de siécle”, di quel teatro brillante che basa la propria comicità su equivoci e tresche amorose in vorticosa successione, si fa riferimento a un “meccanismo a orologeria”. In effetti sono necessarie la precisione, la sapienza e l’arte un po’ misteriosa di un orologiaio per inventare il virtuosismo delle entrate e delle uscite, degli scontri e degli incontri fra i diversi personaggi, dei fraintendimenti e dei malintesi, delle bugie e delle rivelazioni che freneticamente animano ogni testo di vaudeville. E una volta affinato il lavoro dell’autore, tocca al regista coniugare verve e meticolosità, dando corpo sulla scena alla leggerezza, al ritmo travolgente e all’irresistibile efficacia comica del copione. Lo stesso vale per gli attori, impegnati a rappresentare personaggi che agiscono con la precisione di marionette meccaniche nell’incredibile intreccio di intrighi, ammiccamenti, colpi ad effetto dello spettacolo, ma che non si presentano affatto come maschere o marionette, anzi posseggono le sfumature di figure complete, reali, scolpite a tutto tondo e con caratterizzazioni che – quando ci sono – appaiono incisive, ma mai pesanti... Emerge dunque chiaramente che per esprimere l’irresistibile spirito del vaudeville – che agli occhi del pubblico ha tutta la levità e il colorato divertimento di una farfalla – siano necessari impegno e accuratezza veramente notevolissimi. Un’alchimia per nulla scontata, che si realizza pienamente nell’allestimento de La Presidentessa di Maurice Hennequin e Pierre Veber, ospite allo Stabile regionale, grazie all’intelligente lavoro compiuto da una squadra di artisti d’altissimo livello: Gigi Proietti a curare la regia e l’adattamento, Sabrina Ferilli e Maurizio Micheli a donare la loro generosa energia ai due protagonisti, attorniati – a detta anche dei critici più severi – da un cast affiatato e impeccabile, dal primo all’ultimo ruolo. Non sono da meno i ricchi e variopinti contributi della scenografia di Alessandro Chiti, dei costumi di Mariolina Bono e delle musiche a cura di Mario Vicari. Il risultato è uno spettacolo di classe, che conquista giocando con la vitalità e con tutti gli elementi del vaudeville – compresi gli immancabili ammiccamenti e le salaci allusioni sulla vita amorosa – senza però accondiscendere mai alla volgarità. La Presidentessa, piéce scritta nel 1912, da sempre amata da interpreti e registi (ha raggiunto addirittura il grande schermo, nel 1952 in un film di Germi, con la Pampanini e Dapporto, e nel 1977 in una pellicola firmata da Luciano Salce e interpretata da Mariangela Melato e Johnny Dorelli) si conferma – fin dal debutto al Teatro Brancaccio nella passata stagione, salutato da un grandissimo successo – ancora capace di conquistare e far divertire le platee. Per togliere leziosità allo spettacolo, per avvicinarlo un po’ al pubblico dei nostri teatri, Gigi Proietti ha scelto di modificarne l’ambientazione: non la Francia ma l’Italia giolittiana, non Parigi ma Roma e una vaga provincia del meridione. Per il resto rispetta il testo e i canoni del genere francese, puntando sul ritmo inarrestabile, sull’esattezza dei tempi, sullo studio delle figure e delle situazioni, per amplificare ogni potenzialità del testo. Agli attori, concede il calore e la comicità di diverse cadenze dialettali, ma per il resto il loro lavoro è rigoroso. Deus ex machina della storia è Gobette (che ha il volto e l’appassionata interpretazione della Ferilli) spregiudicata diva del Varietà, che allontanata dalla capitale si rifugia in provincia proprio a casa di un morigerato magistrato (cui Maurizio Micheli dona ansie e spassosi momenti di spaesamento): basta un soffio perché la ballerina sia scambiata per sua moglie, e perché si dia il via a un infernale successione di equivoci... A complicare la già esplosiva situazione, giunge l’ispezione ufficiosa del Ministro della Giustizia, integerrimo e giunto proprio per verificare la moralità della magistratura. Ne nasce una girandola irresistibile di avvenimenti, tresche sentimentali, sotterfugi, che – come tradizione vuole – si sciolgono in un gioioso finale: la Presidentessa Gobette seduce il Ministro e assicura al suo magistrato una clamorosa carriera a Roma. Ilaria Lucari Gigi Proietti versione italiana e regia Attore, regista, doppiatore, cantante, applaudito a teatro, al cinema, in televisione, Gigi Proietti è fra gli artisti più completi che la nostra scena possa vantare: frequentava la Facoltà di Giurisprudenza quando si divertiva a comporre brani musicali per feste di studenti e improvvisava satire e mini-show. Con Giancarlo Cobelli, che conosce in quegli anni, debutta nel vero cabaret con Il can-can degli italiani e La caserma delle fate, per i quali compone le musiche. Prende poi parte alla sperimentazione del teatro-cantina che era vivissimo negli anni Sessanta, collaborando con il “Gruppo Centouno” di Antonio Calenda. Con il regista inizia un sodalizio significativo che lo porta a interpretare Nella giungla delle città di Brecht, poi Coriolano di Shakespeare, alternando il teatro all’esperienza del doppiaggio (dà la voce a Richard Burton in Chi ha paura di Virginia Wolf?). Con lo Stabile dell’Aquila e sempre guidato da Calenda recita il Dio Kurt di Moravia e Operetta di Gombrowicz. Nel 1967 inaugura anche la sua carriera cinematografica, partecipando ai film The appointment di Lumet e La Matriarca di Festa Campanile. L’anno successivo è scritturato in televisione e partecipa a molti progetti, fra cui vanno citati almeno I grandi camaleonti di Zardi e Come ridevano gli italiani (Petrolini) di Angelucci. Dalla tv lo distolgono Garinei e Giovannini che lo chiamano a interpretare accanto a Renato Rascel Alleluja brava gente: un’interpretazione che gli vale la Maschera d’Argento. Intanto procede l’attività cinematografica: Brancaleone alle crociate di Monicelli, Bubu di Montparnasse di Bolognini, Gli ordini sono ordini di Giraldi, addirittura Tosca di Luigi Magni in cui è Mario Cavaradossi. Ritorna al teatro e nel 1974 recita con Carmelo Bene La cena delle beffe e subito dopo è in televisione con uno show personale che impone definitivamente il suo talento all’attenzio- ne del grande pubblico – Sabato sera dalle nove alle dieci – cui segue, sempre con la collaborazione di Ugo Gregoretti, Le tigri di Mompracem; con Ornella Vanoni conduce lo show Fatti e Fattacci che vince un prestigioso riconoscimento. Il suo impegno cinematografico continua costante fino ad oggi: recita diretto da Lattuada, Festa Campanile, Bolognini (che lo vuole, accanto ad Anthony Quinn in L’eredità Ferramo), Altman... Nel 1976 inventa A me gli occhi, please: un successo esplosivo, eclatante per uno show-recital in cui mette in luce il suo multiforme talento e che continuerà a portare in tour per anni. Nel 1978 gli viene affidata la direzione del Teatro Brancaccio di Roma (che ha ottenuto nuovamente di recente); 10 all’attività teatrale, alterna costantemente film e tv. Fra i titoli teatrali non si possono scordare Cirano (una grande produzione degli anni Ottanta cui partecipano anche gli allievi della sua scuola di teatro), I Sette re di Roma (in musical al Sistina), Kean per Taormina Arte, A me gli occhi bis e poi Prove per un recital (nuovo applauditissimo one-man show), l’evento Socrate di Cerami e con musiche di Piovani e l’ormai mitico Io, Toto e gli altri, con cui riesce a riempire anche gli stadi e dove il pubblico diviene ormai parte dello show, partecipando alle sue più amate gag. Grande anche il successo televisivo che negli ultimi anni lo ha visto vincente con l’audience e con la critica, soprattutto quale protagonista della fiction Il Maresciallo Rocca. Sabrina Ferrilli Maurizio Micheli Gobette Ministro della Giustizia È fra le più apprezzate attrici del cinema e della televisione italiana, Sabrina Ferilli, applaudita anche a teatro nella commedia musicale (ricordiamo Rugantino e Un paio d’ali con la storica ditta Garinei e Giovannini) come pure – proprio grazie a La Presidentessa che segna il suo esordio nel genere – nella prosa pura. Proprio da piccole parti sul palcoscenico e in film cinematografici è iniziata la parabola artistica di Sabrina Ferilli, negli anni Ottanta: per i primi veri ruoli e perché il suo talento sia veramente notato deve arrivare però Alessandro D’Alatri che la sceglie per il film Americano Rosso. Poco dopo la cerca Marco Ferreri per Diario di un vizio (1993), e nello stesso anno è la volta de Il giudice ragazzino di Alessandro di Robillant che riceve il Premio della Critica al Festival di Berlino. Inizia un proficuo sodalizio con Paolo Virzì che la dirige ne La bella vita e poi in Ferie d’agosto, per cui l’attrice ottiene il Premio Sacher d’Oro. Dalla metà degli anni Novanta la Ferilli s’impone come interprete richiesta e ammirata, protagonista sia di film leggeri (come ad esempio Ritorno a Casa Gori), sia di pellicole impegnate tra cui va menzionato, di quel periodo, almeno Tu ridi dei Fratelli Taviani. Seguono il ruolo di una bella prostituta nel film di Francesco Nuti Il Signor Quindicipalle, e poi titoli di successo come A ruota libera di Vincenzo Salemme e L’acqua... Il fuoco di Emmer, in cui le vengono affidati addirittura tre personaggi. Ha interpretato fiction molto seguite (fra cui Commesse, Le ali della vita e il recente Dalida, dove ha donato una intensa prova interpretativa). Per la televisione ha rivelato doti di show-woman presentando il Festival di Sanremo nel 1998 al fianco di Pippo Baudo e più di recente conducendo con Lucio Dalla La bella e la bestia. Nato a Livorno, cresciuto a Bari, diplomatosi a Milano, alla Scuola del Piccolo Teatro, e laureato in Lettere e Spettacolo a Bologna, sotto la guida di Luigi Squarzina, Maurizio Micheli si rivela un personaggio dalle mille sfaccettature e dalle sorprendenti, eclettiche potenzialità. L’esordio in palcoscenico è al Piccolo Teatro di Milano, dove recita diretto da Patrice Chereau, passa poi al Teatro Stabile dell’Aquila con Aldo Trionfo, per scegliere negli anni Settanta la strada del cabaret, e trasferirsi a Milano. Dimostra uno spiccato talento anche come autore e dal 1971 al 1977 scrive e interpreta quindici spettacoli accolti tutti calorosamente. Del 1978 è il suo successo più importante, Mi voleva Strehler, scritto a quattro mani con Umberto Simonetta e acclamato per oltre 400 repliche. La sua verve, le capacità interpretative, la rara attitudine a far ridere con eleganza e spirito sotti11 le, fa di Micheli uno dei più apprezzati attori del teatro leggero, che ama sperimentare in diverse forme: nel 1981 è diretto da Dario Fo in un testo del Nobel intitolato L’opera dello sghignazzo, diretto da Risi, nel 1985 recita al Festival di Spoleto ne Il contrabbasso di Suskind, lo dirigono poi Squarzina in Romance Romance, e nel 1990 Nanni Loy in una commedia di Neil Simon... A metà anni Novanta approda al Sistina e diviene un protagonista del teatro musicale: ha ruoli di primo piano e suscita ampi consensi in Buonanotte Bettina, Un paio d’ali (in coppia con Sabrina Ferilli) e Un mandarino per Teo tutti di Garinei e Giovannini. Più recente è in Polvere di Stelle, tratto dall’omonimo film di Alberto Sordi. Alla carriera teatrale ha intrecciato impegni televisivi (tra cui spiccano soprattutto le conduzioni di show) e non sono mancati i ruoli cinematografici in film molto amati dal pubblico. Assassins personaggi interpreti Caterina Praderio/ Proprietor Ildy Schiavoncini Giorgio Borghes Leon Czolgosz Nicola Casadei John Hinckley Mattia Lanteri Charles Guiteau Ferdinando Schiavone Giuseppe Zangara Alex Fabbri Samuel Byck Lynette ‘Squeeky’ Fromme Emanuela Fontana/ Caterina Donzelli Giulia Marangoni/ Sarah Jane Moore Claudia Dell’Utri Fabio Vagnarelli John Wilkes Booth Luca Masselli/ Balladeer Alessandro Brachetti Sara Monzali/ Emma Goldman Elena Nuvolone Luca Masselli Lee Harvey Oswald Alessandro Brachetti Maria Galantino Pianoforte regia e direzione musicale Shawna Farrell Vincenzo Li Causi assistente musicale Andrea Ascari traduzione Coreografia della Ballad of Czolgosz Francesca Taverni Marcello Fanni Luci Sala Bartoli dal 10 all’11 marzo 2007 altri musical musica e liriche di Stephen Sondheim libretto di John Weidman I NUMERI MUSICALI Everybody’s Got the Right The Ballad of Booth How I Saved Roosevelt Gun Song The Ballad of Czolgosz Unworthy of Your Love The Ballad of Guiteau Another National Anthem Something Just Broke Everybody’s Got the Right (Reprise) I PERSONAGGI JOHN WILKES BOOTH (1838-1865) Assassinò il Presidente Abraham Lincoln durante una rappresentazione di “Our American Cousins” al Ford Theater di Washington il 14 Aprile 1865. CHARLES GUITEAU (1838-1882) Assassinò il Presidente James Garfield nella sala d’aspetto della stazione Baltimore and Ptonomac a Washington D.C., il 2 luglio 1881. LEON CSOLGOSZ (1873-1901) Assassinò il Presidente William McKinley durante un ricevimento pubblico al Temple of Music Pavillion alla Fiera Pan-Americana a Buffalo, New York, il 6 settembre 1901. GIUSEPPE ZANGARA (1900-1933) Tentò di assassinare il Presidente Franklin D. Roosevelt mentre questi salutava i suoi sostenitori al Bayfront Park di Miami, il 15 Febbraio 1933. SAMUEL BYCK (1930-1974) Tentò di assassinare il Presidente Richard M. Nixon, e tentò di dirottare un aereo di linea con l’intenzione di farlo precipitare sulla Casa Bianca all’aereoporto Baltimore International di Washington, il 22 Febbraio 1974. LYNETTE “SQUITTINA” FROMME (1948-) Tentò di assassinare il Presidente Gerald Ford mentre questi usciva dal Senator Hotel di Sacramento, California, il 5 Settembre 1975. SARA JANE MOORE (1930-) Tentò di assassinare il Presidente Gerald Ford mentre questi usciva dal St. Francis Hotel di San Francisco, California, il 22 settembre 1975. JOHN HINCKLEY (1955-) Tentò di assassinare il Presidente Ronald Reagan mentre usciva dal Washington Hilton Hotel a Washington D.C. il 30 Marzo 1981. LEE HARVEY OSVALD (1939-1963) Assassinò il Presidente John F. Kennedy sparandogli dal sesto piano della Texas School Book Depository a Dallas, Texas, il 22 Novembre 1963. Gli Stati Uniti d’America hanno dovuto convivere con la paura dell’assassinio politico fin dal 1835, quando un imbianchino impazzito tentò di assassinare il Presidente Andrew Jackson. A questa lunga scia di sangue si è ispirato per comporre Assassins Stephen Sondheim, uno dei più importanti e raffinati autori di musical (Sweeney Todd, Company, Follies), celebratissimo nel mondo anglossassone (con allestimenti messi in scena anche nei teatri lirici) ma assai poco conosciuto in Italia. I protagonisti di questo musical insolito e spiazzante sono i nove personaggi che commisero (o tentarono di commettere) un assassinio politico in America attraverso un periodo di due secoli. Il primo allestimento di Assassins aprì al teatro off-Broadway Playwright Horizons il 27 gennaio 1991, diretto da Jerry Zaks. Lo spettacolo arrivò a Broadway solo nel 2004 (dopo un rinvio di qualche anno dovuto all’impatto psicologico degli attentati dell’11 settembre), in un allestimento applauditissimo dalla critica e che ottenne ben 5 Tony Award, tra cui quello per il miglior revival di un musical, quello per la miglior regia (Joe Mantello) e quello per il miglior attore protagonista (Michael Cerveris). Il secondo appuntamento della rassegna “altri musical alla Sala Bartoli”, organizzata in collaborazione con la Bernstein School of Musical Theatre diretta da Shawna Farrell, rappresenta una forte continuità tematica con Ragtime, il musical messo in scena dagli allievi della scuola bolognese nel dicembre scorso: entrambi gli spettacoli ritraggono degli spaccati di storia americana - a testimonianza che il musical può affrontare non solo storie tutte lustrini e cotillons, ma anche argomenti ben più seri e impegnativi, sia dal punto di vista drammaturgico che contenutistico - e in tutti e due i copioni sono presenti personaggi storici realmente esistiti (l’agitatrice anarchica paladina del femminismo di Emma Goldman è addirittura presente in tutti e due i musical). Abbattendo le barriere del tempo e dello spazio, gli “Assassins” si commiserano a vicenda e spiegano il loro gesto con orgoglio, dolore e umorismo nero, divenendo un coro di individui accomunati dalle loro azioni e dalle loro tormentate motivazioni. Il pubblico assiste al male che connette con il male, mentre viene coinvolto e continuamente spiazzato dal ritmo e dal tono dello spettacolo. Man mano che le tessere del puzzle trovano una collocazione, gli assassini acquistano una identità collettiva, e divengono la personificazione dell’altra faccia del “Sogno Americano”, un sogno all’incontrario nel quale chiunque può diventare, piuttosto che un presidente, l’assassino di un presidente. Invece di ritrarre gli assassini come aberrazioni al margine della società, Stephen Sondheim e John Wiedman li vedono come vittime delle grandi aspettative e promesse della nostra cultura, e come discepoli di un sogno americano “diverso”. In Assassins, i nove personaggi principali cantano “Un Altro Inno Nazionale” (Another National Anthem) proprio perchè si sentono esclusi dai contesti patriottici e autocelebrativi nei quali si è soliti cantare il vero inno. Mentre veniamo attirati nelle folli complessità delle menti degli assassini, siamo costretti a riconoscere fino a che punto la violenza sia divenuta un luogo comune nella nostra vita di tutti i giorni. Come scrisse il critico Frank Rich nella sua recensione sul New York Times, «c’è una zona d’ombra in America. Un’America avvelenata di chi non possiede nulla, che deve essere riconosciuta dalla maggioranza prosperosa, se vogliamo comprendere e finalmente sconfiggere la violenza che caratterizza la nostra storia». Assassins è un’opera di teatro viscerale, brutale e offensiva, esaltante e terrificante al contempo. Fin dal momento in cui ascoltiamo “Hail to the Chief” (letteralmente “Saluto al Capo”, marcia militare tradizionale americana che accompagna le apparizioni presidenziali) in tre quarti – il tempo sbagliato – sappiamo che le cose sono fuori posto. Questa non è l’America tranquilla e relativamente sicura a cui siamo abituati. Questa è un’America in cui è possibile benissimo smarrire la strada. Spaventosamente, questa è anche l’America reale, un’America di cui il mondo scopre l’esistenza solo quando l’uragano Katrina sommerge una città e ne fa emergere tutte le contraddizioni, un’America che gioca con le armi come se fossero delle palle di bowling. 13 i prossimi appuntamenti prosa altri musical musical altri percorsi prosa La Presidentessa Assassins Slava’s Snowshow Lei dunque capirà Arlecchino servitore di due padroni Politeama rossetti SALA BARTOLI Politeama rossetti SALA BARTOLI POLITEAMA ROSSETTI di Maurice Hennequin e Pierre Veber regia di Gigi Proietti, con Sabrina Ferilli, Maurizio Micheli di Stephen Sondheim, con gli allievi della Bernstein School of Musical Theatre di Bologna diretta da Shawna Farrell calendario recite di Claudio Magris con Daniela Giovanetti regia di Antonio Calenda di Carlo Goldoni regia di Giorgio Strehler con Ferruccio Soleri calendario recite calendario recite calendario recite calendario recite MAR 6 marzo h. 20.30 turno PRI SAB 10 marzo h. 21 VEN 16 marzo h. 21 turno libero MAR 20 marzo h. 20.30 turno PRI MER 7 marzo h. 16.00 turno E DOM 11 marzo h. 16.30 SAB 17 marzo h. 21 turno libero MER 21 marzo h. 16.00 turno E DOM 18 marzo h. 17 turno libero GIO 22 marzo h. 20.30 turno A MAR 20 marzo h. 21 turno libero VEN 23 marzo h. 20.30 turno B MER 21 marzo h. 21 turno libero SAB 24 marzo h. 16 turno FAM GIO 22 marzo h. 21 turno libero SAB 24 marzo h. 20.30 turno C VEN 23 marzo h. 21 turno libero DOM 25 marzo h. 16 turno D SAB 24 marzo h. 21 turno libero prezzo dei biglietti Platea A-B Interi € 28 Ridotti € 23 GIO 8 marzo h. 20.30 turno A VEN 9 marzo h. 20.30 turno B SAB 10 marzo h. 20.30 turno C DOM 11 marzo h. 16 turno D prezzo dei biglietti Platea A-B Interi € 38 Ridotti € 31 Platea C Interi € 35 Ridotti € 29 Prima Galleria Interi € 29 Ridotti € 24 Seconda Galleria Interi € 24 Ridotti € 19 Loggione € 7,50 MER 14 marzo h. 20.30 turno M GIO 15 marzo h. 20.30 turno libero VEN 16 marzo h. 20.30 turno O SAB 17 marzo h. 16 turno FAM SAB 17 marzo h. 20.30 turno N Giovedì 8 marzo ore 17.30 Sala Bartoli Conferenza di presentazione dei musical di Stephen Sondheim a cura di Danilo Soli presidente onorario Associazione Internazionale dell’Operetta del Friuli-Venezia Giulia - ingresso libero - DOM 18 marzo h. 16 turno P prezzo dei biglietti Platea A-B Interi € 38 Ridotti € 31 Platea C Interi € 35 Ridotti € 29 Prima Galleria Interi € 29 Ridotti € 24 Seconda Galleria Interi € 24 Ridotti € 19 Loggione € 7,50 abbonamento con le stelle prezzo dei biglietti Platea A-B 4* Posto unico Platea C e I Galleria 3* Interi € 15 II Galleria 2* Ridotti € 12,50 DOM 25 marzo h. 17 turno libero prezzo dei biglietti Posto unico Interi € 15 Ridotti € 12,50 abbonamento con le stelle Posto unico 1* Platea C Interi € 20 Ridotti € 16 Gallerie Interi € 15 Ridotti € 12 abbonamento con le stelle Platea A-B 2* Platea C e Gallerie 1* il Rossetti News La danza di José Limon ad aprile al Rossetti In occasione dei festeggiamenti per il 60° anniversario della storica Compagnia di danza moderna fondata da José Limón, Daniele Cipriani Entertainment presenterà al Politeama Rossetti di Trieste giovedì 5 aprile un evento esclusivo che vede protagonista la danza spettacolare della Limón Dance Company. Acclamata per la sua espressività teatrale e per la padronanza tecnica, per lo stile vigoroso e teatrale, attento a temi sociali e spirituali, la Compagnia rappresenta l’eredità vivente della tecnica del movimento e della filosofia teatrale di José Limón, i cui innovativi lavori sono stati riconosciuti come grandi capolavori della danza moderna e contemporanea. Fondata nel 1946 da José Limón e Doris Humphrey, è attualmente diretta da Carla Maxwell, che ha lavorato a stretto contatto con il Maestro fondatore prima di assumere la guida della compagnia nel 1978. Il programma che la Compagnia presenta al Rossetti comprende la Suite from A Choreographic Offering su musiche di Bach, La Pavana del Moro su musiche di Purcell e Psalm su musiche di Magnussen. diretto da Antonio Calenda “Trieste a Teatro” Periodico del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia www.ilrossetti.com/triesteteatro.asp Anno XVI - numero 145 - 3 marzo 2007 redazione Viale XX Settembre, 45 - 34126 Trieste tel. 040-3593511 fax 040-3593555 www.ilrossetti.it e-mail [email protected] Autorizz. Tribunale di Trieste n° 846 del 30.7.1992 stampa Stella Arti Grafiche,Trieste direttore responsabile Stefano Curti redazione Ilaria Lucari, Ivis Lasagna presenta Trieste York a da New in breveGiovedi 5 Aprile Direzione Artistica CARLA MAXWELL Coreografie JOSÉ LIMÓN La compagnia KATHRYN ALTER, RAPHAËL BOUMAÏLA, KATIE DIAMOND, KURT DOUGLAS, DANIEL FETECUA SOTO, KRISTEN FOOTE, JONATHAN FREDRICKSON, ROXANE D’ORLÉANS JUSTE, RYOKO KUDO, BRENNA MONROE-COOK, FRANCISCO RUVALCABA, ROEL SEEBER, BRADLEY SHELVER Giovedì 8 marzo alle 17.30 il presidente onorario dell’Associazione Internazionale dell’Operetta terrà una conferenza di presentazione sull’opera di Stephen Sondheim. Oltre a illustrare la carriera dell’autore americano, Soli presenterà alcuni video, tra cui quello della storica serata del 1957 a New York, che vide Sondheim diventare celebre a 27 anni come autore delle liriche per West Side Story di Bernstein. Vedremo poi Parte giovedì 8 marzo la prevendita dei biglietti per gli spettacoli in scena al Rossetti e alla Sala Bartoli a marzo, aprile e maggio. Tra questi vi è un’importante novità aggiuntasi da poco al già ricchissimo cartellone 2006-07: giovedì 19 aprile arriverà infatti al Rossetti Andreas Vollenweider, il compositore e arpista svizzero che ha recentemente ottenuto una nomina- Mentore Artistico DONALD McKAYLE, Artista Associato ROXANE D’ORLÉANS JUSTE, Direttore Esecutivo RANDAL FIPPINGER, General Manager JOHN CLAASSEN Manager Italiano DANIELE CIPRIANI, Assistente ANNA AMADEI, Ufficio stampa DCE ANTONELLA MUCCIACCIO, Promozione DCE SILVIA SCIUBBA alcuni frammenti tratti dal film A funny thing happened on the way to forum, primo successo del compositore nel ‘62, seguito da pagine di Company, Follies, da Julie Andrews in Send in the clowns (dal film A little night music) e da Sweeney Todd. Soli presenterà anche gli altri successi di Sondheim: Merrily we roll along, Putting it together, Sunday in the park with George, Assassins e Into the woods, che vedremo alla Bartoli a fine mese. tion ai Grammy Awards per la colonna sonora del suo dvd The Magical Journeys. Gli altri spettacoli per i quali inizia prevendita sono Il maestro e Marta, Quella del piano di sopra, Si vive una volta. Sola con Geppi Cucciari, Geronimo Stilton Supershow, Look back in anger e il concerto di Tozzi e Masini (che si terrà il 18 maggio e non il 19 aprile come precedentemente annunciato). diretto da Antonio Calenda V.le XX Settembre, 45 - 34126 TRIESTE Tel.: 040 3593511 - Fax: 040 3593555 - www.ilrossetti.it - www.danielecipriani.it