stagione 2006-2007, numero 13, 3 marzo 2007
Roberto Bolle
& Friends
La
Presidentessa
regia di Gigi Proietti
con Sabrina Ferrilli,
Maurizio Micheli
Assassins
di Stephen Sondheim
con gli allievi della
Bernstein School
of Musical Theatre
di Bologna
Galà di danza
con Roberto Bolle
étoile del Teatro alla Scala di Milano
étoile internazionale
e con
Silvia Azzoni
Prima Ballerina dell’Hamburg Ballett
Anton Bogov Primo Ballerino del Teatro dell’Opera di Maribor
Alen Bottaini
Primo Ballerino del Bayerisches Staatsballett
Sabrina Brazzo
Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano
Lisa-Maree Cullum Prima Ballerina del Bayerisches Staatsballett
Francesco Nappa
Primo Solista Les Ballets de Monte-Carlo
Natasha Novotná
guest artist internazionale
Monica Perego
guest artist internazionale
Aleksander Riabko
Primo Ballerino dell’Hamburg Ballett
Marta Romagna Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano
produzione Artedanza srl
Roberto Bolle
& friends
Roberto Bolle
& Friends
diretto da Antonio Calenda
RECITA STRAORDINARIA
FUORI ABBONAMENTO
DOMENICA 4 MARZO
ORE 20.30
POLITEAMA
ROSSETTI
TRIESTE
3 e 4 marzo 2007
Politeama Rossetti
dal 3 al 4 marzo 2007
durata dello spettacolo
2 ore circa
con intervallo
danza & dintorni
Da un decennio, nel mondo del balletto,
italiano e internazionale, non si parla che di
Roberto Bolle. L’allievo modello della Scuola di
Ballo del Teatro alla Scala non aveva mancato
di impressionare i suoi maîtres, e nell’ambiente
già si sapeva di un talento che molto prometteva: per doti naturali, bravura tecnica, proporzioni ideali, determinazione di ferro. Così,
le sue prime apparizioni da protagonista sulle
scene della Scala di Milano, ebbero un effetto
dirompente nel mondo allora un po’ annoiato
del balletto, che non ricordava di un ballerino
capace di entusiasmare il pubblico e la stampa,
ritrovando finalmente la voglia di tornare a
teatro.
Il talento ancora acerbo eppure già affascinante del ventenne ballerino era lì, in tutta la
sua evidenza, nei primi ruoli da protagonista
che l’entusiasmo della direzione scaligera gli
affidava senza timori.
Ed erano i grandi titoli del balletto
dell’Ottocento e del Novecento, quelli che già
indirizzavano le sue preferenze artistiche: in
Giselle Bolle si imponeva come l’unico principe
contemporaneo del balletto di repertorio, nel
neoclassico Apollon Musagète rivelava il gusto
per quella moderna bellezza di forme e scrittura che ancora guida le sue scelte, in Romeo
e Giulietta la toccante interpretazione del
giovane amante svelava il suo côté romantico
e appassionato. Sull’onda dei primi successi
italiani, il richiamo dei teatri stranieri non si
faceva attendere e il ventenne primo ballerino
della Scala si lanciava con giovanile irruenza e
trionfali risultati in una carriera internazionale
senza paragoni. Che pure si fecero: a Rudolf
Nureyev – il primo grande a battezzare il suo
talento adolescente - era quasi ovvio paragonarlo: non tanto per le caratteristiche tecniche
e interpretative che continuano a differenziarli,
quanto per quella comune capacità di appassionare grandi folle: un fatto unico per un’arte
élitaria com’è il balletto.
Ma nessun nostro ballerino, neppure in quegli
anni ’70 del Novecento in cui la danza godeva
anche in Italia della dignità di spettacolo
quasi “popolare”, aveva mai raggiunto simili
traguardi. L’apparizione di Roberto Bolle, simbolicamente, sembra invece rinnovare i fasti
degli ultimi decenni dell’Ottocento, quando la
scuola italiana, e scaligera in primis, era riconosciuta superiore, per tecnica e virtuosismo,
a quella francese e persino russa, e capace di
portare indispensabile linfa, grazie a un ballerino e maître quale fu Enrico Cecchetti, al
balletto tardo-romantico pietroburghese forgiato da Petipa e, poco dopo, al rinato balletto
europeo, che scopriva, con i Ballets Russes di
Djagilev, le meraviglie dell’avanguardia. Vero è
che Bolle, nelle scelte della sua carriera internazionale, non ha mai dimenticato la propria
responsabilità di ambasciatore della danza
italiana, riportandola, dopo un secolo di oblio,
agli onori della storia.
Certo, i tempi sono cambiati, ma la conquista
incondizionata dei templi del balletto quali
ancora sono l’Opéra di Parigi, il Mariinskij di
San Pietroburgo, il Bol’soj di Mosca, il Covent
Garden di Londra, non deve avere per Bolle
solo il dolce sapore del trionfo personale,
ma anche il consapevole appagamento di
un’affermazione storica. In questi anni anche le
sue attente scelte artistiche sono andate nella
direzione di una sempre maggiore consapevolezza: all’esplorazione di ogni nuances tecnica
e virtuosistica dei tanti principi del repertorio
dell’Ottocento, riportati miracolosamente in
vita nella nostra difficile era post-moderna con
Giselle, Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata,
è seguito l’appassionato calarsi nelle figure più
romantiche del balletto del Novecento, con
balletti quali Romeo e Giulietta, L’Histoire
de Manon, La Dama delle Camelie, rinnovato
da qualche tempo da una sempre più accesa
curiosità per i grandi titoli moderni di Roland
Petit, Jirí Kylián, William Forsythe, autori che
gli fanno oggi desiderare di continuare la
scoperta della complessità contemporanea.
Intanto, con scelte artistiche e mediatiche che
hanno sempre contemplato, come una nobile
missione, il suo desiderio di riportare la danza
italiana agli antichi splendori e alla conoscenza
del grande pubblico, anche grazie ai Galà con
il suo nome, la notorietà artistica di Roberto
Bolle è ormai incontestabilmente diventata
una travolgente popolarità.
Valentina Bonelli
giornalista, critico di danza
Roberto
Bolle
Teatro alla Scala, Milano
étoile internazionale
Nato a Casale Monferrato,
Roberto Bolle entra giovanissimo alla Scuola di
Ballo del Teatro alla Scala.
Il primo a notare il suo
talento è Rudolf Nureyev,
che lo sceglie per interpretare il ruolo di Tadzio
nell’opera Morte a Venezia
di Benjamin Britten.
Nel 1996, appena due
anni dopo il suo ingresso
nel balletto scaligero, viene
nominato Primo Ballerino
dall’allora direttrice del
Ballo, Elisabetta Terabust.
Da allora è protagonista
dei maggiori balletti classici e contemporanei e si
intensifica la sua carriera
internazionale.
Danza con il Royal Ballet, il
Balletto Nazionale Canadese,
il Balletto di Stoccarda,
il Balletto Nazionale
Finlandese, la Staatsoper di
Berlino, il Teatro dell’Opera
di Vienna, la Staatsoper di
Dresda, il Teatro dell’Opera
di Monaco di Baviera, il
Wiesbaden Festival, il Tokyo
Ballet, l’Opera di Roma, il
San Carlo di Napoli, il
Comunale di Firenze.
Derek Deane, direttore dell’English National Ballet,
crea per lui nel 1997 Il
lago dei cigni e l’anno
seguente Romeo e Giulietta,
rappresentati alla Royal
Albert Hall di Londra.
In occasione del 10°
anniversario dell’Opera
del Cairo, partecipa a
una spettacolare Aida alle
Piramidi di Giza e successivamente all’Arena di
Verona per una nuova versione dell’opera trasmessa
in Mondovisione.
Nel 1999, in occasione
della riapertura della Royal
Opera House di Londra,
viene invitato a ballare
Lo Schiaccianoci, per la
prima volta con la stella
del balletto inglese Darcey
Bussell.
Nell’ottobre del 2000
inaugura la stagione del
Covent Garden con Il lago
dei cigni nella versione
di Anthony Dowell e in
novembre viene invitato al Teatro Bol’shoj di
Mosca per celebrare il
75° anniversario di Maija
Plisetskaja alla presenza
del Presidente Putin. Il
1° giugno 2002 danza al
Golden Jubilee della Regina
Elisabetta a Buckingham
Palace. L’evento
viene
trasmesso in mondovisione
dalla BBC.
Nella stagione 2003/2004
gli viene riconosciuto il
titolo di étoile del Teatro
alla Scala. Il 1° Aprile
2004 balla al cospetto di
Sua Santità Giovanni Paolo
II sul sagrato di Piazza
San Pietro, per la Giornata
della Gioventù.
In maggio viene invitato
all’Opéra di Parigi, per
interpretare Don Chisciotte
e, a dicembre, La Bella
addormentata. In occasione dell’inaugurazione della
Scala di Milano dopo il
restauro, danza al fianco di
Alessandra Ferri nell’opera
Europa Riconosciuta. Nel
febbraio del 2006 danza
alla cerimonia di apertura,
trasmessa in mondovisione, dei Giochi Olimpici
Invernali di Torino, interpretando una coreografia
creata appositamente per
lui da Enzo Cosimi.
Il 9 settembre 2006 inaugura con Alessandra Ferri
la quarta edizione della
Notte Bianca a Roma.
La piazza del Campidoglio
è il suggestivo scenario
per la sua interpretazione di Romeo e Giulietta,
coreografato da Amedeo
Amodio.
Ha danzato con partner
famose a livello internazionale tra le quali: Altynai
Asylmuratova,
Darcey
Bussell, Alessandra Ferri,
Carla Fracci, Sylvie Guillem,
Lucia Lacarra, Tamara Rojo,
Polina Semionova, Svetlana
Zakharova.
Nella sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi prestigiosi.
Dal 1999 è “Ambasciatore
di buona volontà” per
l’UNICEF per cui partecipa
a una serie numerosa e
significativa di iniziative,
fino ad arrivare, nell’estate
2006, all’importante viaggio nel Sud del Sudan, al
fine di riportare testimonianza diretta della tragica
situazione in cui versano le
popolazioni del luogo.
Silvia
Azzoni
Anton
Bogov
Alen
Bottaini
Sabrina
Brazzo
Hamburg Ballett
Opera di Maribor
Bayerisches Staatsballett
Teatro alla Scala
Nata a Torino, Silvia Azzoni ha iniziato a studiare
danza nella sua città e
ha completato gli studi
ad Amburgo alla Scuola
dell’Hamburg Ballett. Nel
1993 è entrata a far parte
dell’Hamburg Ballett diretto da John Neumeier che
l’ha nominata Solista nel
1997 e Prima Ballerina
nel 2001. Il suo repertorio include i primi ruoli in
tutti i più celebri balletti
di Neumeier: Sogno di una
notte di mezza estate, La
Dama delle camelie, Romeo
e Giulietta, Cenerentola,
Giselle, Peer Gynt, Illusionslike Swan Lake, Now and
then, La Passione di San
Matteo, Third Symphony
of Gustav Mahler, Sounds
of Empty Pages, Morte a
Venezia, Nijinskij. Ha anche
danzato coreografie di Mats
Ek, Christopher Wheeldon, Natalia Makarova. In
Germania ha vinto il Dr.
Wilhhelm-Oberdorffer-Prize.
Anton Bogov è nato a
Omsko, in Russia.
Si è diplomato alla Scuola
di Balletto di Alma-Ata e
nel 1992 è entrato nella
compagnia del Teatro.
Nel 1993 ha vinto il Concorso di Mosca e l’anno
seguente è entrato nella
Compagnia del Teatro dell’Opera di Maribor.
Ha danzato nei più importanti balletti del repertorio
classico e del Novecento,
quali Giselle, Coppelia, Il
lago dei cigni, La Sylphide,
La fille mal gardée, Don
Chisciotte, La Bayadère,
Le spectre de la rose,
Shéhérazade, Romeo e Giulietta, Carmen, Spartacus.
Ha effettuato tournées in
tutta Europa e ha vinto
importanti premi in concorsi internazionali.
Nato a Viareggio, Alen
Bottaini ha studiato a
Monte-Carlo con Marika
Besobrasova, a Londra alla
Scuola del Royal Ballet, e
succesivamente è entrato
all’Accademia Vaganova di
San Pietroburgo, dove si è
diplomato. Dopo le prime
esperienze professionali a
Monte-Carlo, in Canada e a
Londra, nel 1993 è entrato
nel Balletto dell’Opera di
Monaco di Baviera, dove
nel 1999 è stato promosso
primo ballerino. Nel 1996
ha vinto la medaglia d’oro
al Concorso Internazionale
di Varna, l’anno seguente i
Premi “Danza & Danza” e
“Positano”. Nel suo repertorio figurano i ruoli principali dei grandi balletti
classici e molti titoli moderni e contemporanei. Alen
Bottaini è regolarmente
ospite di importanti compagnie di balletto in Italia,
Cuba, Giappone, Australia,
Portogallo, Cile, Russia.
Diplomatasi alla Scuola di
Ballo del Teatro alla Scala
di Milano, Sabrina Brazzo
ha danzato per due anni
con la compagnia della
Deutsche Oper Ham Rhein
di Heinz Spoerli. In seguito è tornata a far parte
del Balletto della Scala,
dove è interprete dei ruoli
principali dei grandi titoli
classici, moderni e contemporanei del repetorio della
compagnia. Nella stagione
1998/1999 è stata premiata dalla critica con il
premio “Danza e Danza”
come migliore interprete.
Nella stagione 2000/2001
è stata scelta da Sylvie
Guillem per interpretare il
ruolo principale nella sua
Giselle, andata in scena al
Teatro alla Scala, al Lincoln Center di New York, al
Covent Garden di Londra,
dove è stata nominata sul
campo Prima Ballerina. Nel
2002 le è stato conferito il
“Premio Leonide Massine”.
Lisa-Maree
Cullum
Francesco
Nappa
Natasha
Novotná
Monica
Perego
Bayerisches Staatsballett
Les Ballets de Monte-Carlo
Guest astist internazionale
Guest astist internazionale
Nata in Nuova Zelanda,
Lisa-Maree Cullum ha studiato all’Accademia Princesse Grace di Monte-Carlo
con Marika Besobrasova. A
diciassette anni è entrata
all’English National Ballet,
nel 1991 è stata invitata
a far parte del Balletto
della Deutsche Oper di
Berlino da Peter Schaufuss,
che l’ha promossa Prima
Ballerina. Dalla stagione
1998-1999 è Étoile del
Bayerisches Staatsballett.
Nel suo repertorio figurano i ruoli protagonistici
dei grandi balletti classici e molti titoli moderni
e contemporanei. Come
guest artist internazionale
si è esibita con il Balletto
Mariinskij, il Balletto della
Scala, il Balletto Reale Danese, il Balletto del Teatro
dell’Opera di Roma. Ha
vinto numerosi premi tra i
quali il “Prix de Lausanne”,
l’”Adeline Genee”, il “Premio Positano”.
Nato a Napoli, Francesco Nappa ha iniziato gli
studi di danza classica
all’Accademia Napoletana
di Danza diretta da Mara
Fusco. Dal 1988 al 1990
ha fatto parte del Balletto
di Napoli. Nel 1992 è stato
scritturato da Les Ballets
de Montecarlo, dove è diventato Solista nel 1994 e
Solista Principale nel 1997.
Nel 1994 ha vinto il premio “Leonide Massine” e
nel 1998 il premio “Danza
& Danza”. Nel 2000 è stato scritturato dal Balletto
Reale Danese e nel 2001
ha vinto il premio Svenage
Larsen. Nel 2002 è entrato nel Nederlands Dans
Theater. Nel 2005 è stato
riscritturato da Les Ballets
de Montecarlo. Per l’NDT
Workshop ha coreografato Our Bench nel 2004 e
Per Mamma nel 2005. Ha
composto musica per Jacopo Godani e altri giovani
coreografi contemporanei.
Nata in Cecosclovacchia,
Natasha Novotná, dopo
aver studiato danza al
Conservatorio Janacek di
Ostrava è entrata nella compagnia junior del
Netherlands Dans Theatre/
NDT2 diretto da Jirí Kylián.
Nel 2000 si è trasferita in
Svezia, per danzare con il
Goteborgse Ballet e come
ospite nella compagnia di
Tero Saarinen.
Nel 2002 è tornata in
Olanda per entrare nel
Netherlands Dans Theater
/NDT1.
Tra gli altri ha lavorato
con coreografi quali Jirí
Kylián, William Forsythe,
Mats Ek, Paul Lightfoot.
Dall’estate 2006 ha iniziato la sua carriera di freelance con l’International
Summer Ballet di Copenhagen e per il coreografo
Saburo Teshigawara nel
nuovo Glass Tooth, creato
per il New National Theatre di Tokyo.
Nel 1990 Monica Perego ha
vinto il primo premio al
concorso “Benetton Danza”
e una borsa di studio presso la Royal Ballet School di
Londra. Successivamente è
entrata a far parte dell’English National Ballet divenendone Principal Dancer
nel 1997.
Vi ha interpretato da protagonista Il lago dei cigni,
La Bella addormentata,
Romeo e Giulietta, Giselle,
Cenerentola, Coppelia, Don
Chisciotte, Who Cares?. Dal
2002 ha danzato come
étoile ospite con il Balletto di Roma, il Tokyo City
Ballet, il Teatro dell’Opera
di Stoccolma, lo Shangai
Ballet. Ha interpretato un
ruolo nel film Alexander di
Oliver Stone e ha partecipato alla trasmissione Amici di Maria de Filippi. Tra
i numerosi riconoscimenti
il “Premio Positano” nel
1999 e la “Ginestra d’Oro”
nel 2003.
Aleksander
Riabko
Marta
Romagna
Hamburg Ballett
Teatro alla Scala
PRIMA PARTE
DON CHISCIOTTE
coreografia di Marius Petipa musica di Ludwig Minkus
interpreti Monica Perego – Anton Bogov
Apollon Musagète
coreografia di George Balanchine
musica di Igor’ Stravinskij
interpreti Marta Romagna – Roberto Bolle
L’Angelo della Terza Sinfonia
di Gustav Mahler
coreografia di John Neumeier musica di Gustav Mahler
interpreti Silvia Azzoni – Aleksander Riabko
Whereabouts Unknown
coreografia di Jirí Kylián musica di Charles Ives
interpreti Nataša Novotná – Francesco Nappa
Carmen
coreografia di Roland Petit musica di Georges Bizet
interpreti Sabrina Brazzo – Roberto Bolle
SECONDA PARTE
Le Corsaire
coreografia di Marius Petipa musica di Riccardo Drigo
interpreti Lisa-Maree Cullum – Anton Bogov
Petite Mort
coreografia di Jirí Kilián
musica di Wolfgang Amadeus Mozart
interpreti Nataša Novotná – Roberto Bolle
^
Marta Romagna si è diplomata alla Scuola di Ballo
del Teatro alla Scala, per
poi entrare nel Corpo di
Ballo del Teatro alla Scala,
dove nel 2001 è stata nominata Prima Ballerina.
Nel suo repertorio figurano
i ruoli principali nei balletti La Sylphide, Giselle, La
Bayadère, Don Chisciotte, Il
lago dei cigni, Paquita, Lo
Schiaccianoci, Excelsior, così
come in Études di Lander,
Romeo e Giulietta e L’histoire de Manon di MacMillan, Cenerentola di Nureyev,
Apollon musagète, La sonnambula, Il Figliol prodigo,
Serenade, Agon, Il sogno di
una notte di mezza estate,
Rubies, Theme and Variations di Balanchine, Les six
danses de Chabrier di Petit,
In the Middle Somewhat
Elevated di Forsythe.
^
Nato a Kiev, Alexander
Riabko si è formato alla
Scuola di Balletto di Kiev
e poi alla Scuola dell’Hamburg Ballett.
Nel 1996 è entrato a far
parte dell’Hamburg Ballett
diretto da John Neumeier
che lo ha nominato Solista
nel 1999 e Primo Ballerino
nel 2001.
Il suo repertorio include i
primi ruoli in tutti i più
celebri balletti di John
Neumeier: Sogno di una
notte di mezza estate, Illusions – like Swan Lake,
Nijinskij, Giselle, La Dama
delle Camelie, Peer Gynt,
Don Giovanni, La Passione di San Matteo, Spring
and Fall, Morte a Venezia,
Messiah.
Ha danzato anche coreografie di Mats Ek, Nacho Duato, Jirí Kylián, Christopher
Wheeldon. È stato finalista
al Prix de Lausanne ed ha
vinto il Dr. Wilhhelm-Oberdorffer-Prize.
Le Bourgeois
coreografia di Ben van Cauwenbergh
musica di Jacques Brel interpreti Alen Bottaini
Tarantella
coreografia di George Balanchine
musica di Louis Moreau Gottschalk
interpreti Monica Perego – Alen Bottaini
La Dama delle Camelie
coreografia di John Neumeier
musica di Fryderyk Chopin
interpreti Silvia Azzoni – Aleksander Riabko
In the Middle Somewhat Elevated
coreografia di William Forsythe
musica di Thom Willems
interpreti
Sabrina Brazzo – Marta Romagna – Roberto Bolle
La presidentessa
di Maurice Hannequin e Pierre Veber
versione italiana e regia di Gigi Proietti
scene di Alessandro Chiti
costumi di Mariolina Bono
musiche a cura del m° Mario Vicari
con Sabrina Ferilli, Maurizio Micheli,
Paila Pavese,Virgilio Zernitz,
Miro Landoni, Massimiliano Giovanetti,
Gianni Cannavacciuolo, Daniela Terrieri,
Andrea Pirolli, Susanna Proietti, Ernesto Forlini
produzione Politeama srl - Premiere srl
durata dello spettacolo
2 ore e 30’
circa con intervallo
Politeama Rossetti
dal 6 all’11 marzo 2007
prosa
Quasi sempre, per dare un’idea delle architetture drammaturgiche del teatro francese “fin
de siécle”, di quel teatro brillante che basa la
propria comicità su equivoci e tresche amorose in vorticosa successione, si fa riferimento a un “meccanismo a orologeria”. In effetti
sono necessarie la precisione, la sapienza
e l’arte un po’ misteriosa di un orologiaio
per inventare il virtuosismo delle entrate e
delle uscite, degli scontri e degli incontri fra
i diversi personaggi, dei fraintendimenti e dei
malintesi, delle bugie e delle rivelazioni che
freneticamente animano ogni testo di vaudeville.
E una volta affinato il lavoro dell’autore, tocca
al regista coniugare verve e meticolosità,
dando corpo sulla scena alla leggerezza, al
ritmo travolgente e all’irresistibile efficacia
comica del copione. Lo stesso vale per gli
attori, impegnati a rappresentare personaggi
che agiscono con la precisione di marionette meccaniche nell’incredibile intreccio di
intrighi, ammiccamenti, colpi ad effetto dello
spettacolo, ma che non si presentano affatto
come maschere o marionette, anzi posseggono le sfumature di figure complete, reali, scolpite a tutto tondo e con caratterizzazioni che
– quando ci sono – appaiono incisive, ma mai
pesanti... Emerge dunque chiaramente che
per esprimere l’irresistibile spirito del vaudeville – che agli occhi del pubblico ha tutta
la levità e il colorato divertimento di una farfalla – siano necessari impegno e accuratezza
veramente notevolissimi.
Un’alchimia per nulla scontata, che si realizza pienamente nell’allestimento de La
Presidentessa di Maurice Hennequin e Pierre
Veber, ospite allo Stabile regionale, grazie
all’intelligente lavoro compiuto da una squadra di artisti d’altissimo livello: Gigi Proietti a
curare la regia e l’adattamento, Sabrina Ferilli
e Maurizio Micheli a donare la loro generosa
energia ai due protagonisti, attorniati – a
detta anche dei critici più severi – da un cast
affiatato e impeccabile, dal primo all’ultimo
ruolo. Non sono da meno i ricchi e variopinti
contributi della scenografia di Alessandro
Chiti, dei costumi di Mariolina Bono e delle
musiche a cura di Mario Vicari.
Il risultato è uno spettacolo di classe, che
conquista giocando con la vitalità e con tutti
gli elementi del vaudeville – compresi gli
immancabili ammiccamenti e le salaci allusioni
sulla vita amorosa – senza però accondiscendere mai alla volgarità. La Presidentessa,
piéce scritta nel 1912, da sempre amata da
interpreti e registi (ha raggiunto addirittura il grande schermo, nel 1952 in un film
di Germi, con la Pampanini e Dapporto, e
nel 1977 in una pellicola firmata da Luciano
Salce e interpretata da Mariangela Melato e
Johnny Dorelli) si conferma – fin dal debutto
al Teatro Brancaccio nella passata stagione,
salutato da un grandissimo successo – ancora
capace di conquistare e far divertire le platee.
Per togliere leziosità allo spettacolo, per avvicinarlo un po’ al pubblico dei nostri teatri,
Gigi Proietti ha scelto di modificarne l’ambientazione: non la Francia ma l’Italia giolittiana, non Parigi ma Roma e una vaga provincia
del meridione. Per il resto rispetta il testo
e i canoni del genere francese, puntando sul
ritmo inarrestabile, sull’esattezza dei tempi,
sullo studio delle figure e delle situazioni,
per amplificare ogni potenzialità del testo.
Agli attori, concede il calore e la comicità di
diverse cadenze dialettali, ma per il resto il
loro lavoro è rigoroso.
Deus ex machina della storia è Gobette (che
ha il volto e l’appassionata interpretazione
della Ferilli) spregiudicata diva del Varietà, che
allontanata dalla capitale si rifugia in provincia
proprio a casa di un morigerato magistrato
(cui Maurizio Micheli dona ansie e spassosi momenti di spaesamento): basta un soffio perché la ballerina sia scambiata per sua
moglie, e perché si dia il via a un infernale
successione di equivoci... A complicare la già
esplosiva situazione, giunge l’ispezione ufficiosa del Ministro della Giustizia, integerrimo e
giunto proprio per verificare la moralità della
magistratura. Ne nasce una girandola irresistibile di avvenimenti, tresche sentimentali,
sotterfugi, che – come tradizione vuole – si
sciolgono in un gioioso finale: la Presidentessa
Gobette seduce il Ministro e assicura al suo
magistrato una clamorosa carriera a Roma.
Ilaria Lucari
Gigi
Proietti
versione italiana e regia
Attore, regista, doppiatore,
cantante, applaudito a teatro, al cinema, in televisione, Gigi Proietti è fra gli
artisti più completi che la
nostra scena possa vantare:
frequentava la Facoltà di
Giurisprudenza
quando
si divertiva a comporre
brani musicali per feste
di studenti e improvvisava
satire e mini-show.
Con Giancarlo Cobelli, che
conosce in quegli anni,
debutta nel vero cabaret
con Il can-can degli italiani
e La caserma delle fate,
per i quali compone le
musiche.
Prende poi parte alla sperimentazione del teatro-cantina che era vivissimo negli
anni Sessanta, collaborando
con il “Gruppo Centouno”
di Antonio Calenda.
Con il regista inizia un
sodalizio significativo che
lo porta a interpretare
Nella giungla delle città
di Brecht, poi Coriolano
di Shakespeare, alternando
il teatro all’esperienza del
doppiaggio (dà la voce a
Richard Burton in Chi ha
paura di Virginia Wolf?).
Con lo Stabile dell’Aquila e sempre guidato da
Calenda recita il Dio Kurt
di Moravia e Operetta
di Gombrowicz. Nel 1967
inaugura anche la sua
carriera cinematografica,
partecipando ai film The
appointment di Lumet
e La Matriarca di Festa
Campanile.
L’anno successivo è scritturato in televisione e partecipa a molti progetti, fra
cui vanno citati almeno I
grandi camaleonti di Zardi
e Come ridevano gli italiani (Petrolini) di Angelucci.
Dalla tv lo distolgono
Garinei e Giovannini che
lo chiamano a interpretare accanto a Renato
Rascel Alleluja brava gente:
un’interpretazione che gli
vale la Maschera d’Argento. Intanto procede
l’attività cinematografica:
Brancaleone alle crociate di Monicelli, Bubu di
Montparnasse di Bolognini,
Gli ordini sono ordini di
Giraldi, addirittura Tosca di
Luigi Magni in cui è Mario
Cavaradossi.
Ritorna al teatro e nel
1974 recita con Carmelo
Bene La cena delle beffe e
subito dopo è in televisione con uno show personale
che impone definitivamente
il suo talento all’attenzio-
ne del grande pubblico
– Sabato sera dalle nove
alle dieci – cui segue,
sempre con la collaborazione di Ugo Gregoretti, Le
tigri di Mompracem; con
Ornella Vanoni conduce lo
show Fatti e Fattacci che
vince un prestigioso riconoscimento.
Il suo impegno cinematografico continua costante fino ad oggi: recita diretto da Lattuada,
Festa Campanile, Bolognini
(che lo vuole, accanto ad
Anthony Quinn in L’eredità
Ferramo), Altman...
Nel 1976 inventa A me
gli occhi, please: un successo esplosivo, eclatante
per uno show-recital in
cui mette in luce il suo
multiforme talento e che
continuerà a portare in
tour per anni. Nel 1978 gli
viene affidata la direzione
del Teatro Brancaccio di
Roma (che ha ottenuto
nuovamente di recente);
10
all’attività teatrale, alterna
costantemente film e tv.
Fra i titoli teatrali non si
possono scordare Cirano
(una grande produzione
degli anni Ottanta cui partecipano anche gli allievi
della sua scuola di teatro),
I Sette re di Roma (in
musical al Sistina), Kean
per Taormina Arte, A me
gli occhi bis e poi Prove
per un recital (nuovo
applauditissimo one-man
show), l’evento Socrate di
Cerami e con musiche di
Piovani e l’ormai mitico
Io, Toto e gli altri, con cui
riesce a riempire anche
gli stadi e dove il pubblico diviene ormai parte
dello show, partecipando
alle sue più amate gag.
Grande anche il successo
televisivo che negli ultimi
anni lo ha visto vincente
con l’audience e con la
critica, soprattutto quale
protagonista della fiction Il
Maresciallo Rocca.
Sabrina
Ferrilli
Maurizio
Micheli
Gobette
Ministro della Giustizia
È fra le più apprezzate
attrici del cinema e della
televisione italiana, Sabrina
Ferilli, applaudita anche a
teatro nella commedia musicale (ricordiamo Rugantino e
Un paio d’ali con la storica
ditta Garinei e Giovannini)
come pure – proprio grazie
a La Presidentessa che segna
il suo esordio nel genere –
nella prosa pura. Proprio da
piccole parti sul palcoscenico
e in film cinematografici è
iniziata la parabola artistica
di Sabrina Ferilli, negli anni
Ottanta: per i primi veri ruoli
e perché il suo talento sia
veramente notato deve arrivare però Alessandro D’Alatri
che la sceglie per il film
Americano Rosso. Poco dopo
la cerca Marco Ferreri per
Diario di un vizio (1993), e
nello stesso anno è la volta
de Il giudice ragazzino di
Alessandro di Robillant che
riceve il Premio della Critica al Festival di Berlino.
Inizia un proficuo sodalizio
con Paolo Virzì che la dirige
ne La bella vita e poi in
Ferie d’agosto, per cui l’attrice ottiene il Premio Sacher
d’Oro. Dalla metà degli anni
Novanta la Ferilli s’impone
come interprete richiesta e
ammirata, protagonista sia di
film leggeri (come ad esempio Ritorno a Casa Gori), sia
di pellicole impegnate tra
cui va menzionato, di quel
periodo, almeno Tu ridi dei
Fratelli Taviani. Seguono il
ruolo di una bella prostituta
nel film di Francesco Nuti Il
Signor Quindicipalle, e poi titoli di successo come A ruota
libera di Vincenzo Salemme e
L’acqua... Il fuoco di Emmer,
in cui le vengono affidati
addirittura tre personaggi.
Ha interpretato fiction molto
seguite (fra cui Commesse,
Le ali della vita e il recente
Dalida, dove ha donato una
intensa prova interpretativa).
Per la televisione ha rivelato
doti di show-woman presentando il Festival di Sanremo
nel 1998 al fianco di Pippo
Baudo e più di recente conducendo con Lucio Dalla La
bella e la bestia.
Nato a Livorno, cresciuto a
Bari, diplomatosi a Milano,
alla Scuola del Piccolo Teatro, e laureato in Lettere e
Spettacolo a Bologna, sotto
la guida di Luigi Squarzina,
Maurizio Micheli si rivela
un personaggio dalle mille
sfaccettature e dalle sorprendenti, eclettiche potenzialità.
L’esordio in palcoscenico è
al Piccolo Teatro di Milano,
dove recita diretto da Patrice
Chereau, passa poi al Teatro
Stabile dell’Aquila con Aldo
Trionfo, per scegliere negli
anni Settanta la strada del
cabaret, e trasferirsi a Milano. Dimostra uno spiccato
talento anche come autore e
dal 1971 al 1977 scrive e
interpreta quindici spettacoli
accolti tutti calorosamente.
Del 1978 è il suo successo
più importante, Mi voleva
Strehler, scritto a quattro
mani con Umberto Simonetta e acclamato per oltre
400 repliche. La sua verve,
le capacità interpretative, la
rara attitudine a far ridere
con eleganza e spirito sotti11
le, fa di Micheli uno dei più
apprezzati attori del teatro
leggero, che ama sperimentare in diverse forme: nel 1981
è diretto da Dario Fo in un
testo del Nobel intitolato
L’opera dello sghignazzo, diretto da Risi, nel 1985 recita
al Festival di Spoleto ne Il
contrabbasso di Suskind, lo
dirigono poi Squarzina in Romance Romance, e nel 1990
Nanni Loy in una commedia
di Neil Simon... A metà anni
Novanta approda al Sistina e
diviene un protagonista del
teatro musicale: ha ruoli di
primo piano e suscita ampi
consensi in Buonanotte Bettina, Un paio d’ali (in coppia con Sabrina Ferilli) e Un
mandarino per Teo tutti di
Garinei e Giovannini. Più recente è in Polvere di Stelle,
tratto dall’omonimo film di
Alberto Sordi. Alla carriera
teatrale ha intrecciato impegni televisivi (tra cui spiccano
soprattutto le conduzioni di
show) e non sono mancati i
ruoli cinematografici in film
molto amati dal pubblico.
Assassins
personaggi
interpreti
Caterina Praderio/
Proprietor
Ildy Schiavoncini
Giorgio Borghes
Leon Czolgosz
Nicola Casadei
John Hinckley
Mattia Lanteri
Charles Guiteau
Ferdinando Schiavone
Giuseppe Zangara
Alex Fabbri
Samuel Byck
Lynette ‘Squeeky’ Fromme Emanuela Fontana/
Caterina Donzelli
Giulia Marangoni/
Sarah Jane Moore
Claudia Dell’Utri
Fabio Vagnarelli
John Wilkes Booth
Luca Masselli/
Balladeer
Alessandro Brachetti
Sara Monzali/
Emma Goldman
Elena Nuvolone
Luca Masselli
Lee Harvey Oswald Alessandro Brachetti
Maria Galantino
Pianoforte
regia e direzione musicale
Shawna Farrell
Vincenzo Li Causi
assistente musicale
Andrea Ascari
traduzione
Coreografia della Ballad of Czolgosz
Francesca Taverni
Marcello Fanni
Luci Sala Bartoli
dal 10 all’11 marzo 2007
altri musical
musica e liriche di Stephen Sondheim
libretto di John Weidman
I NUMERI MUSICALI
Everybody’s Got the Right
The Ballad of Booth
How I Saved Roosevelt
Gun Song
The Ballad of Czolgosz
Unworthy of Your Love
The Ballad of Guiteau
Another National Anthem
Something Just Broke
Everybody’s Got the Right (Reprise)
I PERSONAGGI
JOHN WILKES BOOTH (1838-1865) Assassinò il Presidente Abraham Lincoln durante una rappresentazione di “Our American Cousins” al Ford Theater di Washington il 14 Aprile 1865.
CHARLES GUITEAU (1838-1882) Assassinò il Presidente
James Garfield nella sala d’aspetto della stazione Baltimore and
Ptonomac a Washington D.C., il 2 luglio 1881.
LEON CSOLGOSZ (1873-1901) Assassinò il Presidente
William McKinley durante un ricevimento pubblico al Temple of
Music Pavillion alla Fiera Pan-Americana a Buffalo, New York, il
6 settembre 1901.
GIUSEPPE ZANGARA (1900-1933) Tentò di assassinare
il Presidente Franklin D. Roosevelt mentre questi salutava i suoi
sostenitori al Bayfront Park di Miami, il 15 Febbraio 1933.
SAMUEL BYCK (1930-1974) Tentò di assassinare il Presidente Richard M. Nixon, e tentò di dirottare un aereo di linea con
l’intenzione di farlo precipitare sulla Casa Bianca all’aereoporto
Baltimore International di Washington, il 22 Febbraio 1974.
LYNETTE “SQUITTINA” FROMME (1948-) Tentò di
assassinare il Presidente Gerald Ford mentre questi usciva dal
Senator Hotel di Sacramento, California, il 5 Settembre 1975.
SARA JANE MOORE (1930-) Tentò di assassinare il Presidente Gerald Ford mentre questi usciva dal St. Francis Hotel
di San Francisco, California, il 22 settembre 1975.
JOHN HINCKLEY (1955-) Tentò di assassinare il Presidente Ronald Reagan mentre usciva dal Washington Hilton Hotel a
Washington D.C. il 30 Marzo 1981.
LEE HARVEY OSVALD (1939-1963) Assassinò il Presidente John F. Kennedy sparandogli dal sesto piano della Texas
School Book Depository a Dallas, Texas, il 22 Novembre 1963.
Gli Stati Uniti d’America hanno dovuto convivere con la paura dell’assassinio politico fin dal
1835, quando un imbianchino impazzito tentò
di assassinare il Presidente Andrew Jackson.
A questa lunga scia di sangue si è ispirato per
comporre Assassins Stephen Sondheim, uno
dei più importanti e raffinati autori di musical
(Sweeney Todd, Company, Follies), celebratissimo nel mondo anglossassone (con allestimenti
messi in scena anche nei teatri lirici) ma assai
poco conosciuto in Italia.
I protagonisti di questo musical insolito e
spiazzante sono i nove personaggi che commisero (o tentarono di commettere) un assassinio politico in America attraverso un periodo
di due secoli. Il primo allestimento di Assassins
aprì al teatro off-Broadway Playwright
Horizons il 27 gennaio 1991, diretto da Jerry
Zaks. Lo spettacolo arrivò a Broadway solo nel
2004 (dopo un rinvio di qualche anno dovuto
all’impatto psicologico degli attentati dell’11
settembre), in un allestimento applauditissimo
dalla critica e che ottenne ben 5 Tony Award,
tra cui quello per il miglior revival di un musical, quello per la miglior regia (Joe Mantello)
e quello per il miglior attore protagonista
(Michael Cerveris).
Il secondo appuntamento della rassegna “altri
musical alla Sala Bartoli”, organizzata in collaborazione con la Bernstein School of Musical
Theatre diretta da Shawna Farrell, rappresenta
una forte continuità tematica con Ragtime, il
musical messo in scena dagli allievi della scuola
bolognese nel dicembre scorso: entrambi gli
spettacoli ritraggono degli spaccati di storia
americana - a testimonianza che il musical può
affrontare non solo storie tutte lustrini e cotillons, ma anche argomenti ben più seri e impegnativi, sia dal punto di vista drammaturgico
che contenutistico - e in tutti e due i copioni
sono presenti personaggi storici realmente esistiti (l’agitatrice anarchica paladina del
femminismo di Emma Goldman è addirittura
presente in tutti e due i musical).
Abbattendo le barriere del tempo e dello spazio, gli “Assassins” si commiserano a vicenda
e spiegano il loro gesto con orgoglio, dolore
e umorismo nero, divenendo un coro di individui accomunati dalle loro azioni e dalle loro
tormentate motivazioni. Il pubblico assiste al
male che connette con il male, mentre viene
coinvolto e continuamente spiazzato dal ritmo
e dal tono dello spettacolo. Man mano che le
tessere del puzzle trovano una collocazione,
gli assassini acquistano una identità collettiva, e divengono la personificazione dell’altra
faccia del “Sogno Americano”, un sogno all’incontrario nel quale chiunque può diventare,
piuttosto che un presidente, l’assassino di un
presidente. Invece di ritrarre gli assassini come
aberrazioni al margine della società, Stephen
Sondheim e John Wiedman li vedono come
vittime delle grandi aspettative e promesse
della nostra cultura, e come discepoli di un
sogno americano “diverso”. In Assassins, i nove
personaggi principali cantano “Un Altro Inno
Nazionale” (Another National Anthem) proprio
perchè si sentono esclusi dai contesti patriottici e autocelebrativi nei quali si è soliti cantare
il vero inno. Mentre veniamo attirati nelle folli
complessità delle menti degli assassini, siamo
costretti a riconoscere fino a che punto la
violenza sia divenuta un luogo comune nella
nostra vita di tutti i giorni. Come scrisse il
critico Frank Rich nella sua recensione sul
New York Times, «c’è una zona d’ombra in
America. Un’America avvelenata di chi non
possiede nulla, che deve essere riconosciuta
dalla maggioranza prosperosa, se vogliamo
comprendere e finalmente sconfiggere la violenza che caratterizza la nostra storia».
Assassins è un’opera di teatro viscerale, brutale
e offensiva, esaltante e terrificante al contempo. Fin dal momento in cui ascoltiamo “Hail
to the Chief” (letteralmente “Saluto al Capo”,
marcia militare tradizionale americana che
accompagna le apparizioni presidenziali) in tre
quarti – il tempo sbagliato – sappiamo che le
cose sono fuori posto. Questa non è l’America
tranquilla e relativamente sicura a cui siamo
abituati. Questa è un’America in cui è possibile
benissimo smarrire la strada. Spaventosamente,
questa è anche l’America reale, un’America di
cui il mondo scopre l’esistenza solo quando
l’uragano Katrina sommerge una città e ne fa
emergere tutte le contraddizioni, un’America
che gioca con le armi come se fossero delle
palle di bowling.
13
i prossimi appuntamenti
prosa
altri musical
musical
altri percorsi
prosa
La
Presidentessa
Assassins
Slava’s
Snowshow
Lei
dunque
capirà
Arlecchino
servitore di
due padroni
Politeama rossetti
SALA BARTOLI
Politeama rossetti
SALA BARTOLI
POLITEAMA ROSSETTI
di Maurice Hennequin
e Pierre Veber
regia di Gigi Proietti, con
Sabrina Ferilli, Maurizio Micheli
di Stephen Sondheim, con gli
allievi della Bernstein School
of Musical Theatre di Bologna
diretta da Shawna Farrell
calendario recite
di Claudio Magris
con Daniela Giovanetti
regia di Antonio Calenda
di Carlo Goldoni
regia di Giorgio Strehler
con Ferruccio Soleri
calendario recite
calendario recite
calendario recite
calendario recite
MAR 6 marzo
h. 20.30 turno PRI
SAB 10 marzo
h. 21
VEN 16 marzo
h. 21 turno libero
MAR 20 marzo
h. 20.30 turno PRI
MER 7 marzo
h. 16.00 turno E
DOM 11 marzo
h. 16.30
SAB 17 marzo
h. 21 turno libero
MER 21 marzo
h. 16.00 turno E
DOM 18 marzo
h. 17 turno libero
GIO 22 marzo
h. 20.30 turno A
MAR 20 marzo
h. 21 turno libero
VEN 23 marzo
h. 20.30 turno B
MER 21 marzo
h. 21 turno libero
SAB 24 marzo
h. 16 turno FAM
GIO 22 marzo
h. 21 turno libero
SAB 24 marzo
h. 20.30 turno C
VEN 23 marzo
h. 21 turno libero
DOM 25 marzo
h. 16 turno D
SAB 24 marzo
h. 21 turno libero
prezzo dei biglietti
Platea A-B
Interi € 28
Ridotti € 23
GIO 8 marzo
h. 20.30 turno A
VEN 9 marzo
h. 20.30 turno B
SAB 10 marzo
h. 20.30 turno C
DOM 11 marzo
h. 16 turno D
prezzo dei biglietti
Platea A-B
Interi € 38
Ridotti € 31
Platea C
Interi € 35
Ridotti € 29
Prima Galleria
Interi € 29
Ridotti € 24
Seconda Galleria
Interi € 24
Ridotti € 19
Loggione € 7,50
MER 14 marzo
h. 20.30 turno M
GIO 15 marzo
h. 20.30 turno libero
VEN 16 marzo
h. 20.30 turno O
SAB 17 marzo
h. 16 turno FAM
SAB 17 marzo
h. 20.30 turno N
Giovedì 8 marzo
ore 17.30
Sala Bartoli
Conferenza
di presentazione
dei musical di
Stephen Sondheim
a cura di
Danilo Soli
presidente onorario
Associazione
Internazionale
dell’Operetta
del Friuli-Venezia Giulia
- ingresso libero -
DOM 18 marzo
h. 16 turno P
prezzo dei biglietti
Platea A-B
Interi € 38
Ridotti € 31
Platea C
Interi € 35
Ridotti € 29
Prima Galleria
Interi € 29
Ridotti € 24
Seconda Galleria
Interi € 24
Ridotti € 19
Loggione € 7,50
abbonamento
con le stelle
prezzo dei biglietti
Platea A-B 4*
Posto unico
Platea C e I Galleria 3*
Interi € 15
II Galleria 2*
Ridotti € 12,50
DOM 25 marzo
h. 17 turno libero
prezzo dei biglietti
Posto unico
Interi € 15
Ridotti € 12,50
abbonamento
con le stelle
Posto unico 1*
Platea C
Interi € 20
Ridotti € 16
Gallerie
Interi € 15
Ridotti € 12
abbonamento
con le stelle
Platea A-B 2*
Platea C e Gallerie 1*
il Rossetti News
La danza di
José Limon ad
aprile al Rossetti
In occasione dei festeggiamenti per il 60° anniversario
della storica Compagnia di
danza moderna fondata da
José Limón, Daniele Cipriani
Entertainment presenterà al
Politeama Rossetti di Trieste
giovedì 5 aprile un evento
esclusivo che vede protagonista la danza spettacolare
della Limón Dance Company.
Acclamata per la sua espressività teatrale e per la
padronanza tecnica, per lo
stile vigoroso e teatrale,
attento a temi sociali e spirituali, la Compagnia rappresenta l’eredità vivente della
tecnica del movimento e
della filosofia teatrale di José
Limón, i cui innovativi lavori
sono stati riconosciuti come
grandi capolavori della danza
moderna e contemporanea.
Fondata nel 1946 da José
Limón e Doris Humphrey, è
attualmente diretta da Carla
Maxwell, che ha lavorato
a stretto contatto con il
Maestro fondatore prima di
assumere la guida della
compagnia nel 1978.
Il programma che la
Compagnia presenta al
Rossetti comprende la
Suite from A Choreographic
Offering su musiche di Bach,
La Pavana del Moro su
musiche di Purcell e Psalm
su musiche di Magnussen.
diretto da Antonio Calenda
“Trieste a Teatro”
Periodico del Teatro Stabile
del Friuli-Venezia Giulia
www.ilrossetti.com/triesteteatro.asp
Anno XVI - numero 145 - 3 marzo 2007
redazione Viale XX Settembre, 45 - 34126 Trieste
tel. 040-3593511 fax 040-3593555
www.ilrossetti.it e-mail [email protected]
Autorizz. Tribunale di Trieste n° 846 del 30.7.1992
stampa Stella Arti Grafiche,Trieste
direttore responsabile Stefano Curti
redazione Ilaria Lucari, Ivis Lasagna
presenta
Trieste
York a
da New
in breveGiovedi 5 Aprile
Direzione Artistica CARLA MAXWELL
Coreografie JOSÉ LIMÓN
La compagnia KATHRYN ALTER,
RAPHAËL BOUMAÏLA, KATIE DIAMOND,
KURT DOUGLAS, DANIEL FETECUA SOTO,
KRISTEN FOOTE, JONATHAN FREDRICKSON,
ROXANE D’ORLÉANS JUSTE, RYOKO KUDO, BRENNA
MONROE-COOK, FRANCISCO RUVALCABA,
ROEL SEEBER, BRADLEY SHELVER
Giovedì 8 marzo
alle 17.30 il presidente onorario
dell’Associazione
Internazionale
dell’Operetta
terrà una conferenza di
presentazione sull’opera
di Stephen Sondheim.
Oltre a illustrare la carriera dell’autore americano, Soli presenterà
alcuni video, tra cui quello
della storica serata del
1957 a New York, che
vide Sondheim diventare celebre a 27 anni
come autore delle liriche
per West Side Story di
Bernstein. Vedremo poi
Parte
giovedì 8 marzo la
prevendita dei
biglietti per gli
spettacoli
in
scena al Rossetti
e alla Sala Bartoli a
marzo, aprile e maggio.
Tra questi vi è un’importante novità aggiuntasi
da poco al già ricchissimo cartellone 2006-07:
giovedì 19 aprile arriverà
infatti al Rossetti Andreas
Vollenweider, il compositore e arpista svizzero
che ha recentemente
ottenuto una nomina-
Mentore Artistico DONALD McKAYLE,
Artista Associato ROXANE D’ORLÉANS JUSTE,
Direttore Esecutivo RANDAL FIPPINGER,
General Manager JOHN CLAASSEN
Manager Italiano DANIELE CIPRIANI,
Assistente ANNA AMADEI,
Ufficio stampa DCE ANTONELLA MUCCIACCIO,
Promozione DCE SILVIA SCIUBBA
alcuni frammenti tratti dal film A
funny thing happened on the
way to forum,
primo successo del compositore nel
‘62, seguito da pagine di
Company, Follies, da Julie
Andrews in Send in the
clowns (dal film A little
night music) e da Sweeney
Todd. Soli presenterà
anche gli altri successi di
Sondheim: Merrily we roll
along, Putting it together,
Sunday in the park with
George, Assassins e Into
the woods, che vedremo
alla Bartoli a fine mese.
tion ai Grammy
Awards per la
colonna sonora del suo dvd
The Magical
Journeys. Gli
altri spettacoli per i quali
inizia prevendita sono Il
maestro e Marta, Quella
del piano di sopra, Si vive
una volta. Sola con Geppi
Cucciari, Geronimo Stilton
Supershow, Look back in
anger e il concerto di
Tozzi e Masini (che si
terrà il 18 maggio e non
il 19 aprile come precedentemente annunciato).
diretto da Antonio Calenda
V.le XX Settembre, 45 - 34126 TRIESTE Tel.: 040 3593511 - Fax: 040 3593555 - www.ilrossetti.it - www.danielecipriani.it
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La Presidentessa Assassins Roberto Bolle & Friends