STAGIONE 2005-2006 COMUNE DI BUDRIO LO SPETTACOLO DAL VIVO PER LA SCUOLA COMUNE DI BUDRIO Provincia di Bologna ASSESSORATO ALLA CULTURA, SCUOLA E TEATRO TEATRO CONSORZIALE DI BUDRIO STAGIONE 2005-2006 CONSORZIALE SCUOLA LO SPETTACOLO DAL VIVO PER LA SCUOLA «... le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, (...) una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi del destino: la giovinezza, dalla nascita che sovente porta in sè un auspicio o una condanna, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano...» (Italo Calvino) Il fascino dello spettacolo dal vivo. Storie, gesti, silenzi, immagini, respiri, emozioni, sonorità inaspettate: sono questi gli aspetti che possono rendere la vista e l’ascolto dal vivo di uno spettacolo un momento assai coinvolgente e affascinante. Da questa esperienza scaturiscono nel giovane pubblico mille curiosità e intuizioni che costituiscono uno degli elementi essenziali dei percorsi proposti. Agli Artisti è affidato il compito di mantenere vivo un dialogo con i ragazzi, fornire nuove conoscenze e condurre esecuzioni e performances che rendano ancor più efficace l’incontro con lo spettacolo Le linee guida del progetto Consorziale scuola sono la trasversalità e la continuità dei percorsi educativi e formativi che, pur nella specificità degli obbiettivi e delle metodologie dei diversi ordini e gradi di scuola, rimane, e tale deve essere, intrinsecamente unitario. Si è inteso potenziare la capacità di comprendere i linguaggi nella loro caratterizzazione storico-culturale e poetico-emozionale, e guidare gli studenti alla ricerca di proprie emotività, aspettative, modelli e regole. Per informazioni sulla programmazione e delucidazioni sugli spettacoli ci si può rivolgere: Direzione del Teatro Consorziale, via Mentana n. 32 - 40054 Budrio (BO) tel. 0516928244 - fax 051801300, e-mail: [email protected] nelle mattinate dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 13; Biglietteria del Teatro, Via Garibaldi n. 35 tel e fax 051-801300 dal martedì al venerdì dalle ore 16,30 alle ore 19. 2 indice prezzi e modalità di prenotazione pag. n. 4 spettacoli per : SCUOLA MATERNA pag. n. 5 spettacoli 24 e 25 GENNAIO “Storie di gnomi coraggiosi” 23 e 24 FEBBRAIO “Babar” 3 e 4 MAGGIO “Orsa Bianca e orsetto Brunetto” SCUOLA ELEMENTARE pag. n. 5 pag. n. 5 pag. n. 5 pag. n. 6 spettacoli 17 (e 18) GENNAIO “L’usignolo dell’imperatore” 24 e 25 GENNAIO “Storie di gnomi coraggiosi” 9 e (10) FEBBRAIO “Barbablù” 23 e 24 FEBBRAIO “Babar” 7 (e 8) MARZO “Lo scavo“ 16 MARZO “Il re morto di fame” 30 (e 31) MARZO “cera una volta... un pezzo di legno” 3 e 4 MAGGIO “Orsa Bianca e orsetto Brunetto” pag. n. pag. n. pag. n. pag. n. pag. n. pag. n. pag. n. pag. n. musica pag. n. 9 pag. n. 9 3 MARZO “Bastiano e Bastiana” di W. A. Mozart SCUOLA MEDIA INFERIORE pag. n. 10 spettacoli 9 e (10) FEBBRAIO “Barbablù” 21 FEBBRAIO “La Locandiera” 16 MARZO “Il re morto di fame” pag. n. 10 pag. n. 10 pag. n. 10 musica pag. n. 11 pag. n. 11 3 MARZO “Bastiano e Bastiana” di W. A. Mozart BIENNIO SCUOLA MEDIA SUPERIORE 6 6 6 7 7 8 8 8 pag. n. 12 spettacoli 21 FEBBRAIO “La Locandiera” 14 MARZO “La storia dello zoo” pag. n. 12 pag. n. 12 musica pag. n. 13 pag. n. 13 3 MARZO “Bastiano e Bastiana” di W. A. Mozart LABORATORI LIRICI pag. n. 14 IL TEATRO, uno spazio, una storia pag. n. 14 CRONOLOGIA DEGLI APPUNTAMENTI pag. n. 15 3 MODALITA’ DI PRENOTAZIONE E PREZZI Le adesioni per la partecipazione agli spettacoli dovranno pervenire a partire da lunedì 24 ottobre 2005 fino a sabato 12 novembre 2005, comunque fino ad esaurimento dei posti disponibili per ogni singola recita, alla Direzione del Teatro Consorziale, via Mentana n. 32 - 40054 Budrio tel 0516928244 - fax 051801300 o e-mail [email protected] .bo.it, nelle mattinate dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 13, oppure lasciare un messaggio nella segreteria telefonica, con le Vostre richieste e l’indicazione del responsabile e del suo telefono a cui dare risposta. Dopo il 12 novembre verranno accettate prenotazioni solamente su eventuali posti ancora disponibili per le recite in calendario. Le prenotazioni telefoniche devono essere confermate entro 15 giorni con lettera, inviata anche a mezzo fax (051801300) dalla Presidenza di appartenenza. Ciascun insegnante può esprimere, con la prenotazione, la propria preferenza per un determinato ordine di posti, di questa opzione si terrà conto, nel limite del possibile, al momento dell’assegnazione delle poltrone; per ciascuna rappresentazione, infatti, i bambini verranno disposti in teatro, a partire dalle prime file, in ordine crescente di età, e a pari età in ordine di arrivo in teatro. I Signori Insegnanti sono vivamente pregati di effettuare la prenotazione solo quando sono certi di poter accompagnare la classe in Teatro. I biglietti si ritireranno la mattina stessa dello spettacolo e pagheranno solo gli alunni effettivamente partecipanti. La non partecipazione dell’intera classe comunicata nella mattinata di spettacolo comporta il pagamento dei biglietti che verrà addebitato alla scuola di appartenenza. Il numero di spettacoli effettivamente rappresentati ed il numero di recite per ciascun spettacolo saranno determinati in relazione alle adesioni pervenuteci dalle scuole, pertanto è possibile che venga eliminata una prenotazione o che venga richiesto di spostarsi ad altra data. Le rappresentazioni verranno effettuate, di norma, una soltanto per mattinata, con inizio alle ore 9.30, salvo diversa indicazione contenuta nella scheda; si raccomanda la puntualità. E’ diseducativo far attendere i ragazzi in Teatro per aspettare l’arrivo dei ritardatari. PREZZI dei biglietti: (salvo diversa indicazione contenuta nella scheda di presentazione dello spettacolo) Platea e Prima galleria Seconda galleria * Intero Ridotto (** con contributo del Euro 5,00 Euro 3,50 Euro 3,50 Euro 2,00 Comune di appartenenza) * Per alcuni spettacoli, è possibile utilizzare anche la Seconda galleria del Teatro. La Direzione è a disposizione per fornire indicazioni su quali spettacoli (gli impedimento sono dovuti al tipo di messa in scena, all’età dei ragazzi, ed altro). ** Qualora il Vostro Comune di appartenenza, a cui è stata inviata lettera di richiesta di adesione si facesse carico della somma di Euro 1,50, per ciascun partecipante. Gli accompagnatori entrano gratuitamente. 4 SPETTACOLI PER LA SCUOLA MATERNA INIZIO SPETTACOLI ORE 9.30 GENNAIO, martedì 24 e mercoledì 25 Fondazione Aida di Verona in STORIE DI GNOMI CORAGGIOSI, il regno di sasso e pietra Liberamente ispirato a Lo gnomo del ricordo di Paola Favero - Testo e regia di Nicoletta Vicentini Costumi e pupazzi di Linda Di Giacomo, Scenografie di Daniele Adami, Musiche di Diego Carli TECNICHE: teatro d’attore con pupazzi e oggetti DURATA 60 minuti TRAMA: C’era una volta una bambina che ogni notte, prima di addormentarsi, chiamava vicino al suo lettino l’omino dei sogni, e per chiamarlo, quando scendeva il buio, accendeva una lucetta blu. Al suo lieve bagliore la stanza si riempiva di profumi e strani suoni, e il letto pullulava all’improvviso di gnomi che si nascondevano sotto le lenzuola, di elfi dispettosi e di buone fatine…lo spettacolo racconta storie piene di meraviglie del piccolo popolo degli gnomi e di altri mondi fatati, storie che parlano di un mondo luminoso e colorato come un quadro naif, con presepi di paesini in mezzo ai prati, e si rivolge a chi crede nel miracolo delle cose che parlano al cuore, tanto da sapere che un bosco con i suoi piccoli abitanti è tutto un fremito prodigioso di vita, che la fioritura di una prateria alpina è un manto di gialli, bianchi, rossi e turchesi, ben più squillante di un cartoon televisivo e che un tetto di stelle oramai risplende solo in montagna. Ci sono poi richiami alle montagne, alle valli, ai torrenti, un mondo misterioso che diventa via via più familiare, mentre la natura che lo permea tutto ci cattura con la sua forza, con le piante, gli animali, i ritmi del bosco e l’amore che sentiamo crescere dentro di noi. Ci sono i personaggi magici, gli gnomi, c’è infine il desiderio di salvare tutto questo mondo di fantasia e d’incanto, di natura e di racconto, perché le creature fatate non debbano scomparire per sempre dai nostri sogni. Lo spettacolo vuole stimolare la lettura e la narrazione perché l’immaginario occupa uno spazio preciso e importante. Occorre ritrovare l’importanza della fiaba con l’atmosfera di magia e di incanto che sa creare attorno a sé. FEBBRAIO, giovedì 23 e venerdì 24 Compagnia Corps Rompu di Sinalunga (SI) in Spettacolo musicale per bambini - Testo di Jean De Brunhoff - Musiche di Francis Poulenc Regia di Maria Claudia Massari - Pianoforte Silvia Belfiore BABAR TECNICHE: teatro d’attore e oggetti con pianoforte suonato dal vivo DURATA: 50 minuti TRAMA: La giungla è un paradiso. le scimmie volteggiano fra i rami, gli uccelli svolazzano fra gli alberi e su un’amaca un’elefantessa culla il suo cucciolo. È Babar, il futuro re degli elefanti che diventerà famoso per la sua intelligenza, per la sua saggezza, per la sua equità. Babar è un piccolo elefantino spontaneo, vivace, buono e coraggioso; è un personaggio che piace ai bambini ed è facile per loro identificarsi con lui. Tramite le avventure di Babar vengono toccati sentimenti ed idee: l’amore, la libertà, l’amicizia. Tratto da “ Histoire de Babar” di F. Poulenc. Un’operina dedicata ai bambini e all’infantile che rimane dentro a ogni adulto MAGGIO, mercoledì 3 e giovedì 4 Teatrino dell’Es di Villanova di Castenaso (BO) in ORSA BIANCA E ORSETTO BRUNETTO, ovvero le stagioni della fauna Testo di Medardo Vincenzi, scene di Marco Paci e Andrea Moriani, musiche di Mario Gasperi - Regia di Vittorio Zanella TECNICHE: teatro di figura con burattini e pupazzi DURATA: 6 0 minuti TRAMA: Il racconto è introdotto da due “cugini” orsi: Bianca la grande orsa polare dell’Alaska e Brunetto, un piccolo orso bruno Marsicano. I due si informano reciprocamente su abitudini di vita e rispettivi habitat e, quando il discorso cade sulle differenze di temperatura, si unisce a loro una delle stagioni (così legate, queste ultime, ai cicli della vita animale), e precisamente l’Autunno, il quale si gloria della propria temperatura moderata e dei proprio doni, in particolare della caduta di frutti maturi e nocciole di cui stipano i nidi gli scoiattoli. Introducendo brevi scene esemplificative e tavolette, anche le altre stagioni si alternano in scena a magnificare sé stesse e i propri doni alla vita faunistica. L’Inverno, che protegge soprattutto gli animali da pelliccia, favorendo in essi il mimetismo ambientale e la caduta in letargo. L’Estate, che ridona vigore a tutti gli esseri viventi, anche quelli a sangue freddo, ed estende la sua spiegazione alle latitudini dell’estate perenne africana, introducendo importanti nozioni sulla savana e i suoi predatori. La Primavera è l’ultima a descriversi. Lei, che fa schiudere le uova e propizia gli accoppiamenti, spiega il ritorno della fecondità negli esseri viventi allo stesso momento in cui risveglia il ritorno di erbe e frutti per sfamarli. Inoltre con le sue nidiate di pulcini e il belato dei nuovi agnelli apre anche un istruttivo discorso sugli animali domestici, così preziosi all’esistenza dell’agricoltore. Questi ultimi insegnamenti diventano importanti per i bambini che non vedono più una chioccia seguita dalla sua nidiata, né hanno l’opportunità di sbirciare dentro stalle, porcili, conigliere, popolati da esseri straordinari agli occhi di un bambino. Con questo spettacolo vorremmo riavvicinare i piccoli a quello che è il ciclo “naturale” della vita animale e vegetale in campagna. 5 SPETTACOLI PER LA SCUOLA ELEMENTARE INIZIO SPETTACOLI ORE 9.30 GENNAIO, martedì 17 (e mercoledì 18 Rosaspina un teatro in tenuto per una eventuale ulteriore replica) LʼUSIGNOLO DELLʼIMPERATORE Adattamento teatrale della fiaba di H. C. Andersen “lʼusignolo” di Aurelia Camporesi e Angelo Generali FASCIA D’ETÀ: per tutte le classi della scuola elementare TECNICHE: teatro dʼattore e ombre DURATA: 55 minuti TRAMA: l’imperatore della Cina scopre che nel bosco che circonda il suo immenso palazzo vive un piccolo uccello dal canto meraviglioso. Egli, da sempre rinchiuso nel recinto della sua dimora, non lo sapeva! Solo gli umili pescatori, che il bosco attraversano per recarsi al lavoro e solo i fanciulli ne conoscono le dolcissime melodie, che recano conforto alle fatiche quotidiane e scendono nell’animo come un balsamo. Invitatolo a corte l’imperatore si innamora del suo canto e per poterne disporre a piacimento rinchiude l’animale in una gabbia d’oro. Tempo dopo riceve in omaggio dall’imperatore del Giappone un uccellino meccanico, riccamente decorato di pietre preziose, capace di cantare melodie in tutto simili, ma solo simili, a quelle del vero usignolo e capace, per di più, di ripetere a volontà…. E sempre uguali. Nella distrazione suscitata dalla comparsa della meraviglia meccanica, l’usignolo guadagna nuovamente la sua libertà e l’imperatore lo bandisce come animale ingrato. Presto però l’automa canterino si usura e giunge il momento in cui l’uccello meccanico si inceppa … e nessuno è in grado di riparare i suoi complicatissimi meccanismi. Ma quando, ammalatosi, l’imperatore si trova ad affrontare gli spettri notturno della morte, sarà l’usignolo ad allontanare da lui la morte stessa ammaliandola con il suo canto e donando all’imperatore nuova forza e salute. GENNAIO, martedì 24 e mercoledì 25 Fondazione Aida di Verona in STORIE DI GNOMI CORAGGIOSI, il regno di sasso e pietra Liberamente ispirato a Lo gnomo del ricordo di Paola Favero - Testo e regia di Nicoletta Vicentini Costumi e pupazzi di Linda Di Giacomo, Scenografie di Daniele Adami, Musiche di Diego Carli FASCIA D’ETÀ: primo ciclo della scuola elementare TECNICHE: teatro d’attore con pupazzi e oggetti DURATA 60 minuti TRAMA: C’era una volta una bambina che ogni notte, prima di addormentarsi, chiamava vicino al suo lettino l’omino dei sogni, e per chiamarlo, quando scendeva il buio, accendeva una lucetta blu. Al suo lieve bagliore la stanza si riempiva di profumi e strani suoni, e il letto pullulava all’improvviso di gnomi che si nascondevano sotto le lenzuola, di elfi dispettosi e di buone fatine…lo spettacolo racconta storie piene di meraviglie del piccolo popolo degli gnomi e di altri mondi fatati, storie che parlano di un mondo luminoso e colorato come un quadro naif, con presepi di paesini in mezzo ai prati, e si rivolge a chi crede nel miracolo delle cose che parlano al cuore, tanto da sapere che un bosco con i suoi piccoli abitanti è tutto un fremito prodigioso di vita, che la fioritura di una prateria alpina è un manto di gialli, bianchi, rossi e turchesi, ben più squillante di un cartoon televisivo e che un tetto di stelle oramai risplende solo in montagna. Ci sono poi richiami alle montagne, alle valli, ai torrenti, un mondo misterioso che diventa via via più familiare, mentre la natura che lo permea tutto ci cattura con la sua forza, con le piante, gli animali, i ritmi del bosco e l’amore che sentiamo crescere dentro di noi. Ci sono i personaggi magici, gli gnomi, c’è infine il desiderio di salvare tutto questo mondo di fantasia e d’incanto, di natura e di racconto, perché le creature fatate non debbano scomparire per sempre dai nostri sogni. Lo spettacolo vuole stimolare la lettura e la narrazione perché l’immaginario occupa uno spazio preciso e importante. Occorre ritrovare l’importanza della fiaba con l’atmosfera di magia e di incanto che sa creare attorno a sè FEBBRAIO, giovedì 9 (e venerdì 10 Poliscena in BARBABLU’ tenuto per una eventuale ulteriore replica) dalla omonima fiaba di Charles Perrault; voce narrante di PAOLO POLI, adattamento di Alfonso De Filippis e Andrea Farri; scene e costumi di Emanuele Luzzati; musiche di Andrea Farri; Consulenza oggetti di scena Alessandro D’Antonio; regia di Alfonso De Filippis FASCIA D’ETÀ: per il secondo ciclo della scuola elementare TECNICHE: teatro d’attore, narrazione e mimo DURATA: 60 minuti TRAMA: La voce narrante di Paolo Poli accompagna il pubblico attraverso la trama della vicenda, animando i tre attori-mimi con l’uso di maschere. Le fanciulle da marito, per dirla con Collodi, si “palleggiano” lo sposo imbarazzante, finché la più giovane e inesperta si convince che quella barba non è poi così blu e lo sposa. Ma la sua temerarietà viene messa alla prova dal sospettoso marito finché il “giallo” esplode e si svelano le passate nequizie. La poverina è sul punto di pagare il fio della sua smodata curiosità quando un “fortunoso” intervento la salva e si arriva a festeggiare il “fortunato” finale. E’ una storia truculenta, che elabora elementi fiabeschi popolari (l’orco, la curiosità punita), ma è 6 anche collegata alle vicende di Gilles de Rais, compagno d’armi di Giovanna d’Arco. La fiaba elabora gli elementi tramite la fantasia: non a caso la barba diventa blu o azzurra, colore che solo la fata di Pinocchio può vantare. Le scenografie di Emanuele Luzzati, fedele collaboratore di quasi tutta la produzione artistica di Poli, sottolineano burlescamente il misterioso castello dell’avventura e le gaie campagne circonvicine. I costumi sontuosi e dai vivaci colori sottolineano l’ironica lettura della fiaba. Le bizzarre coreografie di Alfonso De Filippis e le allegre musiche di Andrea Farri accompagnano giocosamente i personaggi creando una sorta di incanto visionario per un’ora di spettacolo. Spettacolo fiabesco dalle inconfondibili ambientazioni teatrali create da Paolo Poli, dove miscelando sapientemente le atmosfere musicali con l’uso delle scene variopinte e dei superbi costumi attraverso la loro magia e fantasia evoca temi e linguaggi contemporanei. Il tema della fiaba ed il rapporto con il mondo fantastico e creativo dell’infanzia hanno da sempre costituito una fonte artistica per Paolo Poli. Egli stesso in gioventù è stato insegnante, nonché protagonista della mitica “TV dei Ragazzi”, ha raccolto negli anni un repertorio vasto e completo degli spettacoli classici per l’infanzia, che oggi Poliscena mette a disposizione delle giovani generazioni. FEBBRAIO, giovedì 23 e venerdì 24 Compagnia Corps Rompu di Sinalunga (SI) in Spettacolo musicale per bambini - Testo di Jean De Brunhoff - Musiche di Francis Poulenc Regia di Maria Claudia Massari - Pianoforte Silvia Belfiore BABAR FASCIA D’ETÀ: primo ciclo della scuola elementare TECNICHE: teatro d’attore e oggetti con pianoforte suonato dal vivo DURATA: 50 minuti TRAMA: La giungla è un paradiso. le scimmie volteggiano fra i rami, gli uccelli svolazzano fra gli alberi e su un’amaca un’elefantessa culla il suo cucciolo. È Babar, il futuro re degli elefanti che diventerà famoso per la sua intelligenza, per la sua saggezza, per la sua equità. Babar è un piccolo elefantino spontaneo, vivace, buono e coraggioso; è un personaggio che piace ai bambini ed è facile per loro identificarsi con lui. Tramite le avventure di Babar vengono toccati sentimenti ed idee: l’amore, la libertà, l’amicizia. Tratto da “ Histoire de Babar” di F. Poulenc. Un’operina dedicata ai bambini e all’infantile che rimane dentro a ogni adulto MARZO, martedì 7 (e mercoledì 8 Teatri Comunicanti di Fermo in tenuto per una eventuale ulteriore replica) LO SCAVO – viaggio al centro del teatro di Marco Renzi Scenografia di Paolo De Santi e Manuela Bregoli – musiche originali di Luciano Monceri Interpreti Oberdan Cesanelli e Piero Massimo Macchini - Regia di Paolo De Santi FASCIA D’ETÀ: Per tutte le classi della scuola elementare TECNICHE: teatro d’attore, teatro comico, videoproiezioni, interazioni con il pubblico DURATA: 60 minuti TRAMA: Un grande cumulo, un cantiere a cielo aperto; bidoni, strumenti, corde, elmetti, pale, secchi, terra, tanta terra, estratta da una buca che domina la scena. Due esploratori scandagliano il sottosuolo alla ricerca di qualche cosa di sensazionale rilevato dai loro strumenti di superficie, qualche cosa di cui ignorano le dimensioni e la fattezza, qualche cosa che mai nessuno ha misurato prima di allora. E’ certamente una presenza viva, ma si tratta di una vitalità anomala, diffusa e stranamente immobile. E’ sotto di loro. Il Centro Ricerche per il quale lavorano non può essere avvertito, il rischio che si tratti di un’eco riflesso o di un falso segnale è tra le possibilità e in tal caso la figuraccia sarebbe veramente grande. Da quattro mesi studiano e scavano, il Centro attende dati certi e non ipotesi fantasiose. Non hanno altra scelta che verificare nella realtà le loro intuizioni e soprattutto le loro misurazioni, la posta in gioco è enorme, potrebbe essere la scoperta scientifica più importante del secolo. Scavano allora, scavano con tenacia e coraggio e alla fine… Alla fine i loro calcoli risulteranno esatti, la tana che avevano localizzato effettivamente esiste, è piena come un uovo, piena di esseri vivi e stranamente immobili, seduti uno vicino all’altro, attenti ma non in letargo. L’avvicinarsi dell’esploratore viene seguito passo passo grazie al collegamento audio-video con il collega in superficie e questa volta la straordinaria scoperta non verrà mostrata per immagini ne per racconti ma nella sua viva e stupefacente realtà. Il teatro stesso è il nido, il pubblico la vitalità che lo riempie e che veniva nitidamente rilevata. Mentre l’azione di avvicinamento viene seguita in video, dal fondo sala, senza che nessuno se lo aspetti, entra nel teatro l’esploratore. Lo stupore è tanto, la sorpresa enorme, l’effetto buffo e coinvolgente. Dalla superficie arriva l’ordine di essere cauti, di percepire eventuali reazioni ostili e soprattutto di cercare un contatto con la nuova specie, possibilmente in fretta: i genitori saranno sicuramente in giro a procurarsi del cibo, potrebbero tornare da un momento all’altro e a giudicare dal numero dei figli, le loro dimensioni dovrebbero essere enormi. Si decide allora di osare prelevando due esemplari da portare in superficie, l’azione è estremamente delicata, si teme una reazione da parte degli altri, ma bisogna tentare. I due esemplari vengono individuati, prelevati e portati via dal nido facendoli uscire dal fondo sala. Quelli che seguono sono attimi di forte tensione e incertezza ma alla fine, dalla sommità del cumulo sul palco, 7 ecco uscire i due esemplari e l’intrepido esploratore. Una delle più audaci imprese scientifiche del secolo è stata portata a termine ed ora non resta che dare al mondo intero la notizia. I due esemplari vengono misurati, pesati, fotografati, ripresi in video ed anche intervistati. In un divertente ed esilarante crescendo verrà chiesto loro di raccontare la vita nel nido (città), di descrivere gli enormi genitori (famiglia) e le abitudini della vita a quelle profondità (società). Sarà l’allarme di un rilevatore a porre fine alla buffa intervista: degli esseri in avvicinamento al nido vengono localizzati, potrebbero essere i genitori, bisogna decidere il da farsi. La sorte dei due esemplari viene rimessa nelle loro stesse mani, vogliono tornare al nido insieme agli altri o seguire gli esploratori nel loro mondo? Comunque sia sarà una festa. Continua con questo spettacolo il tentativo della compagnia di creare un Teatro per i Ragazzi che abbia il carattere dell’originalità e della modernità, diverso (non migliore) dalle fiabe alle quali siamo abituati. Un Teatro di divertimento e di riflessione, dove si possa parlare anche di argomenti di grandissima attualità, sempre con la dovuta leggerezza ed allegria. Un Teatro che fa del Teatro il suo Teatro, dove lo spazio del palcoscenico pur grande che sia non basta più. Un Teatro che vuole saltare il recinto in cui si cerca di chiuderlo, che cresce, ribolle, si dilata e infine straborda, inglobando in un gioco entusiasmante tutti e tutto; spettatori, sedie, attori, corridoi, palchi, scale, velluti. Una festa del Teatro, del pubblico, dello stare insieme. MARZO, giovedì 16 Teatro Evento di Savignano sul Panaro (MO) in Liberamente ispirato alla fiaba popolare Sperso per il mondo raccolta da Italo Calvino - Scene e costumi di Vittorio Marangoni, luci e suono Andrea Bondi e Paolo Smerieri, movimenti scenici di Giancarlo Drusiani - Regia di Sergio Galassi - Con Cristina Bartolini e Massimo Madrigali IL RE MORTO DI FAME FASCIA D’ETÀ: per il 2° ciclo della scuola elementare TECNICHE: teatro d’attore con oggetti DURATA: 60 minuti TRAMA: liberamente ispirato alla fiaba popolare ”Sperso per il mondo” raccolta da Italo Calvino. Toni, giovane figlio di madre vedova, decide di partire per cercare fortuna altrove. Come tutti gli eroi delle fiabe, armato solo delle sue braccia e delle migliori intenzioni, intraprende un lungo viaggio alla ricerca di sé stesso e di un posto dove vivere del proprio lavoro. Farà ogni sorta di mestiere: il bovaro, il contadino, alla fine diventerà anche re, grazie all’aiuto di un bue magico, di un sole dormiglione e al suo profondo amore per la terra e la natura. In questa fiaba emergono la solitudine del protagonista di fronte al mondo pieno di insidie; lo scenario di povertà e di fatica che ha contraddistinto l’economia della società italiana fino a pochi anni fa, quando ancora le radici agricole si individuavano negli usi, nelle abitudini e nella cultura della gente comune, l’idea del viaggio, dell’andarsene, come un male necessario per sopravvivere, allo stesso modo in cui se ne andarono tanti italiani, soprattutto nel secolo scorso, ma non solo e come capita ora a tanti uomini e donne del cosiddetto Terzo Mondo che, spersi nel nostro, tentano una via di sopravvivenza. MARZO, giovedì 30 (e venerdì 31 tenuto per una eventuale ulteriore replica) Tir Danza di Modena in C’ERA UNA VOLTA… UN PEZZO DI LEGNO Spettacolo liberamente ispirato a Pinocchio di Carlo Collodi - Costumi ed elementi scenici, pupazzi e burattini, disegni e grafica di Sara Goldoni e Christian Del Grosso - Con Sara Goldoni, Christian Del Grosso, Martina La Ragione FASCIA D’ETÀ: per tutte le classi della scuola elementare TECNICHE: teatro d’attore, di figura e danza DURATA: 50 minuti TRAMA: Pinocchio non ha età né luogo. Accanto al burattino danzante, Pinocchio adulto osserva come un padre e partecipa come il bimbo che fu alla successione dei fatti e all’andirivieni dei personaggi nella sua storia. Le allegorie della storia affascinano: la fata Turchina, l’immaginario, vive fiduciosa in un teatrino invulnerabile; il Grillo Parlante, la coscienza, è una ciabatta che il burattino indossa; il Gatto e la Volpe, la volubilità dell’essere, sono pupazzi ripetitivi e incalzanti. La trasformazione di Pinocchio, da burattino a bambino vero, è legata al corpo; la dura prova del vivere il proprio corpo, i suoi cambiamenti e le sue debolezze, è l’esperienza per raggiungere consapevolezza. Nella danza si amplifica il senso di questo cercare, comprendere accettare il proprio essere nello spazio e nel tempo che viviamo. Pinocchio è allegoria del nostro vivere. MAGGIO, mercoledì 3 e giovedì 4 Teatrino dell’Es di Villanova di Castenaso (BO) in ORSA BIANCA E ORSETTO BRUNETTO, ovvero le stagioni della fauna Testo di Medardo Vincenzi, scene di Marco Paci e Andrea Moriani, musiche di Mario Gasperi - Regia di Vittorio Zanella FASCIA D’ETÀ: primo ciclo della scuola elementare TECNICHE: teatro di figura con burattini e pupazzi DURATA: 6 0 minuti TRAMA: Il racconto è introdotto da due “cugini” orsi: Bianca la grande orsa polare dell’Alaska e Brunetto, un piccolo orso bruno Morsicano. I due si informano reciprocamente su abitudini di vita e rispettivi habitat e, quando il discorso cade sulle differenze di temperatura, si unisce a loro una delle stagioni (così legate, queste ultime, ai cicli della vita animale), e precisamente l’Autunno, il quale si 8 gloria della propria temperatura moderata e dei proprio doni, in particolare della caduta di frutti maturi e nocciole di cui stipano i nidi gli scoiattoli. Introducendo brevi scene esemplificative e tavolette, anche le altre stagioni si alternano in scena a magnificare sé stesse e i propri doni alla vita faunistica. L’Inverno, che protegge soprattutto gli animali da pelliccia, favorendo in essi il mimetismo ambientale e la caduta in letargo. L’Estate, che ridona vigore a tutti gli esseri viventi, anche quelli a sangue freddo, ed estende la sua spiegazione alle latitudini dell’estate perenne africana, introducendo importanti nozioni sulla savana e i suoi predatori. La Primavera è l’ultima a descriversi. Lei, che fa schiudere le uova e propizia gli accoppiamenti, spiega il ritorno della fecondità negli esseri viventi allo stesso momento in cui risveglia il ritorno di erbe e frutti per sfamarli. Inoltre con le sue nidiate di pulcini e il belato dei nuovi agnelli apre anche un istruttivo discorso sugli animali domestici, così preziosi all’esistenza dell’agricoltore. Questi ultimi insegnamenti diventano importanti per i bambini che non vedono più una chioccia seguita dalla sua nidiata, né hanno l’opportunità di sbirciare dentro stalle, porcili, conigliere, popolati da esseri straordinari agli occhi di un bambino. Con questo spettacolo vorremmo riavvicinare i piccoli a quello che è il ciclo “naturale” della vita animale e vegetale in campagna. MUSICA MARZO, venerdì 3 ore 10 Associazione Culturale Scena Musicale e Teatro Consorziale di Budrio BASTIANO E BASTIANA (Bastien und Bastienne) Singspiel in un atto KV 50 Musica di WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791) (Opera comica in un atto) Libretto di Friedrich Wilhelm Weiskern, Johann Müller e Johann Andreas Schachtner Personaggi: Bastiana, una pastorella – soprano; Bastiano, il suo innamorato – tenore; Colas, presunto mago – basso. Interpretata da giovani cantanti selezionati con il Concorso Internazionale di Canto Lirico Anselmo Colzani - Ensemble musicale di Scena Musicale – Direttore Paolo Villa - Allestimento, scene e costumi a cura di Scena Musicale e Teatro Consorziale FASCIA D’ETÀ: classi 4° e 5° scuola elementare TECNICHE: piccola opera lirica DURATA: 45 minuti TRAMA: L’amore tra Bastiano e Bastiana si sta incrinando per le lusinghe che il mondo esterno esercita sul ragazzo, strappandolo all’idilliaca felicità campestre. Per riconquistarlo, Bastiana si rivolge al mago Colas che, esperto di malizie mondane, le suggerisce di ostentare indifferenza; pentito, il ragazzo ritornerà infatti dalla fedele compagna. Un numero straordinario di autori concorse a dar vita al pur breve e semplice libretto. La sua origine va fatta risalire al grande successo ottenuto a Parigi nel 1752 dall’intermezzo musicale Le devin du village di Jean-Jacques Rousseau, col quale l’autore volle offrire un’esemplificazione concreta delle sue teorie filosofiche ed estetiche in favore della semplicità e della naturalezza della vita pastorale. Fra le tante parodie quella approntata da Charles-Simon Favart, da sua moglie Marie-Justine-Benoite Favart e da Harny de Guerville nel 1753 col titolo Les amours de Bastien et Bastienne venne tradotta in tedesco da Friedrich Wilhelm Weiskern su commissione del conte Durazzo e rappresentata a Vienna nel 1764 come Bastien und Bastienne. Questo nuovo testo, con alcune aggiunte di Johann Müller, fu assunto dal dodicenne Mozart quale libretto per la sua partitura. Un ulteriore librettista s’aggiunse in seguito, il trombettista di corte, ed amico della famiglia Mozart, Johann Andreas Schachtner, in vista di una recita salisburghese per la quale era necessario operare la trasformazione del lavoro da Singspiel in opera: si trattava cioè di sostituire i dialoghi parlati con dialoghi cantati in stile di recitativo, volgendo in versi le parti originariamente in prosa. Solo i primi quattro nuovi dialoghi vennero però messi in musica da Mozart, in quanto l’auspicata esecuzione salisburghese non ebbe luogo. Nel testo definitivo il tema dell’autentica, innocente vita pastorale di roussoviana memoria, ultima moda tra i soggetti teatrali dell’epoca, si coniuga con scoperti, maliziosi riferimenti alla corruzione e al degrado morale in cui l’amore può incorrere, se attratto nell’orbita del danaro. Globalmente questo Singspiel rappresenta quanto di più originale il giovane compositore andasse componendo per il teatro in quegli anni, attingendo – nonostante l’apparente semplicità e immediatezza dell’espressione – a un grado di complessità di scrittura già del tutto personale; vi si trovano gesti vocali di carattere buffo degni dei capolavori della maturità, come quello che segnala lo scatto d’orgoglio di Bastiana, quando Colas osa supporre che anche lei possa essere infedele «Diverrei io pure una civetta». A un altro luogo della maturità mozartiana, al Flauto magico, rimanda invece la decisione di Bastiano di uccidersi, se non potrà avere l’amore di Bastiana, sembra di sentire i propositi di Papageno, e infatti anche in questo caso il suicidio è solo annunciato. Viene quindi descritto l’incedere un po’ vacuo dell’incostante Bastiano, mentre poco dopo il mago Colas esibisce i suoi poteri tra le formule esoteriche di un’aria memorabile «Diggi, Daggi, schurry, murry», ambientata, in perfetta maniera Sturm und Drang , nell’atmosfera cupa del do minore, e felicemente controbilanciata dal brano seguente, l’intenso, sereno minuetto di Bastiano «Della mia cara le guance amate», creando così un dittico inferi/campi elisi omologo all’ Orfeo ed Euridice gluckiano. 9 SPETTACOLI PER LA SCUOLA MEDIA INFERIORE INIZIO SPETTACOLI ORE 9.30 FEBBRAIO, giovedì 9 (e venerdì 10 Poliscena in BARBABLU’ tenuto per una eventuale ulteriore replica) dalla omonima fiaba di Charles Perrault; voce narrante di PAOLO POLI, adattamento di Alfonso De Filippis e Andrea Farri; scene e costumi di Emanuele Luzzati; musiche di Andrea Farri; Consulenza oggetti di scena Alessandro D’Antonio; regia di Alfonso De Filippis FASCIA D’ETÀ: Scuola media inferiore TECNICHE: teatro d’attore, narrazione e mimo DURATA: 60 minuti TRAMA: La voce narrante di Paolo Poli accompagna il pubblico attraverso la trama della vicenda, animando i tre attori-mimi con l’uso di maschere. Le fanciulle da marito, per dirla con Collodi, si “palleggiano” lo sposo imbarazzante, finché la più giovane e inesperta si convince che quella barba non è poi così blu e lo sposa. Ma la sua temerarietà viene messa alla prova dal sospettoso marito finché il “giallo” esplode e si svelano le passate nequizie. La poverina è sul punto di pagare il fio della sua smodata curiosità quando un “fortunoso” intervento la salva e si arriva a festeggiare il “fortunato” finale. E’ una storia truculenta, che elabora elementi fiabeschi popolari (l’orco, la curiosità punita), ma è anche collegata alle vicende di Gilles de Rais, compagno d’armi di Giovanna d’Arco. La fiaba elabora gli elementi tramite la fantasia: non a caso la barba diventa blu o azzurra, colore che solo la fata di Pinocchio può vantare. Le scenografie di Emanuele Luzzati, fedele collaboratore di quasi tutta la produzione artistica di Poli, sottolineano burlescamente il misterioso castello dell’avventura e le gaie campagne circonvicine. I costumi sontuosi e dai vivaci colori sottolineano l’ironica lettura della fiaba. Le bizzarre coreografie di Alfonso De Filippis e le allegre musiche di Andrea Farri accompagnano giocosamente i personaggi creando una sorta di incanto visionario per un’ora di spettacolo. Spettacolo fiabesco dalle inconfondibili ambientazioni teatrali create da Paolo Poli, dove miscelando sapientemente le atmosfere musicali con l’uso delle scene variopinte e dei superbi costumi attraverso la loro magia e fantasia evoca temi e linguaggi contemporanei. Il tema della fiaba ed il rapporto con il mondo fantastico e creativo dell’infanzia hanno da sempre costituito una fonte artistica per Paolo Poli. Egli stesso in gioventù è stato insegnante, nonché protagonista della mitica “TV dei Ragazzi”, ha raccolto negli anni un repertorio vasto e completo degli spettacoli classici per l’infanzia, che oggi Poliscena mette a disposizione delle giovani generazioni. FEBBRAIO, martedì 21 Teatro Espressione Nuova in LA LOCANDIERA commedia in tre atti di Carlo Goldoni Musiche di Ines Curzio, Costumi di Rosy Fichera, Luci di Paola Perrone, regia di Graziano Ferrari FASCIA D’ETÀ: Per le classi 3° della scuola media inferiore TECNICHE: teatro d’attore con una cantante, un flauto e un violino suonati dal vivo DURATA: lo spettacolo comprende tre atti con due intervalli per una durata totale di 2 ore circa TRAMA: Mirandolina, è un’ottima locandiera, tesa soprattutto a far funzionare alla perfezione il suo albergo, e con grande senso pratico, mescolato al sapiente uso dell’ingegno, più che delle armi di seduzione, finisce per chiedere a Fabrizio, onesto innamorato senza illusioni, di sposarla, facendosi beffe di tutti gli altri spasimanti. Gli altri personaggi invece, risultano irritanti e condannabili: il Conte parvenu e spendaccione; il Marchese spocchioso visionario di un’antica ricchezza ed una presente, inutile nobiltà e il Cavaliere misogino, sprezzante, ma più di ogni altro raggirabile e ingenuo. Mirandolina su tutti tesse la sua tela di donna esperta e pratica, che non si fa incantare da nulla, che intuisce ogni menzogna ( è l’unica a riconoscere il gioco delle due attrici sedicenti dame) e che, per suo piacere unico si diverte a conquistare il cuore di uomini presuntuosi, che poi inevitabilmente rifiuterà. D’altra parte, la storia di una donna che rifiuta Conti, Marchesi e Cavalieri, per impalmare Fabrizio, umile borghese quanto lei, al fine, neanche troppo dissimulato, di governare meglio la locanda, non può che essere una tipica allusione alla novità dei rapporti tra borghesia e nobiltà, in quel particolare momento storico. L’immagine che Mirandolina mostra di sé, ammiccando con il pubblico e con la “storia”, zittisce ogni commento critico sul suo personaggio: la locandiera, più che onesta o crudele,più che infida o virtuosa, è un’efficiente donna d’affari, che pone la locanda al centro della sua vita e che al suo buon andamento, subordinerà sempre e oltre qualsiasi apparenza, ogni motteggio e ogni lusinga. In questo forse è riconoscibile uno dei primi veri ritratti di donna “moderna” che il teatro ci ha offerto. MARZO, giovedì 16 Teatro Evento di Savignano sul Panaro (MO) in Liberamente ispirato alla fiaba popolare Sperso per il mondo raccolta da Italo Calvino - Scene e costumi di Vittorio Marangoni, luci e suono Andrea Bondi e Paolo Smerieri, movimenti scenici di Giancarlo Drusiani - Regia di Sergio Galassi - Con Cristina Bartolini e Massimo Madrigali IL RE MORTO DI FAME FASCIA D’ETÀ: scuola media inferiore TECNICHE: teatro d’attore con oggetti DURATA: 60 minuti TRAMA: liberamente ispirato alla fiaba popolare ”Sperso per il mondo” raccolta da Italo Calvino. 10 Toni, giovane figlio di madre vedova, decide di partire per cercare fortuna altrove. Come tutti gli eroi delle fiabe, armato solo delle sue braccia e delle migliori intenzioni, intraprende un lungo viaggio alla ricerca di sé stesso e di un posto dove vivere del proprio lavoro. Farà ogni sorta di mestiere: il bovaro, il contadino, alla fine diventerà anche re, grazie all’aiuto di un bue magico, di un sole dormiglione e al suo profondo amore per la terra e la natura. In questa fiaba emergono la solitudine del protagonista di fronte al mondo pieno di insidie; lo scenario di povertà e di fatica che ha contraddistinto l’economia della società italiana fino a pochi anni fa, quando ancora le radici agricole si individuavano negli usi, nelle abitudini e nella cultura della gente comune, l’idea del viaggio, dell’andarsene, come un male necessario per sopravvivere, allo stesso modo in cui se ne andarono tanti italiani, soprattutto nel secolo scorso, ma non solo e come capita ora a tanti uomini e donne del cosiddetto Terzo Mondo che, spersi nel nostro, tentano una via di sopravvivenza MUSICA MARZO, venerdì 3 ore 10 Associazione Culturale Scena Musicale e Teatro Consorziale di Budrio BASTIANO E BASTIANA (Bastien und Bastienne) Singspiel in un atto KV 50 (Opera comica in un atto) Musica di WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791) Libretto di Friedrich Wilhelm Weiskern, Johann Müller e Johann Andreas Schachtner Personaggi: Bastiana, una pastorella – soprano; Bastiano, il suo innamorato – tenore; Colas, presunto mago – basso. Interpretata da giovani cantanti selezionati con il Concorso Internazionale di Canto Lirico Anselmo Colzani - Ensemble musicale di Scena Musicale – Direttore Paolo Villa - Allestimento, scene e costumi a cura di Scena Musicale e Teatro Consorziale FASCIA D’ETÀ: scuola media inferiore TECNICHE: piccola opera lirica DURATA: 45 minuti TRAMA: L’amore tra Bastiano e Bastiana si sta incrinando per le lusinghe che il mondo esterno esercita sul ragazzo, strappandolo all’idilliaca felicità campestre. Per riconquistarlo, Bastiana si rivolge al mago Colas che, esperto di malizie mondane, le suggerisce di ostentare indifferenza; pentito, il ragazzo ritornerà infatti dalla fedele compagna. Un numero straordinario di autori concorse a dar vita al pur breve e semplice libretto. La sua origine va fatta risalire al grande successo ottenuto a Parigi nel 1752 dall’intermezzo musicale Le devin du village di Jean-Jacques Rousseau, col quale l’autore volle offrire un’esemplificazione concreta delle sue teorie filosofiche ed estetiche in favore della semplicità e della naturalezza della vita pastorale. Fra le tante parodie quella approntata da Charles-Simon Favart, da sua moglie Marie-Justine-Benoite Favart e da Harny de Guerville nel 1753 col titolo Les amours de Bastien et Bastienne venne tradotta in tedesco da Friedrich Wilhelm Weiskern su commissione del conte Durazzo e rappresentata a Vienna nel 1764 come Bastien und Bastienne. Questo nuovo testo, con alcune aggiunte di Johann Müller, fu assunto dal dodicenne Mozart quale libretto per la sua partitura. Un ulteriore librettista s’aggiunse in seguito, il trombettista di corte, ed amico della famiglia Mozart, Johann Andreas Schachtner, in vista di una recita salisburghese per la quale era necessario operare la trasformazione del lavoro da Singspiel in opera: si trattava cioè di sostituire i dialoghi parlati con dialoghi cantati in stile di recitativo, volgendo in versi le parti originariamente in prosa. Solo i primi quattro nuovi dialoghi vennero però messi in musica da Mozart, in quanto l’auspicata esecuzione salisburghese non ebbe luogo. Nel testo definitivo il tema dell’autentica, innocente vita pastorale di roussoviana memoria, ultima moda tra i soggetti teatrali dell’epoca, si coniuga con scoperti, maliziosi riferimenti alla corruzione e al degrado morale in cui l’amore può incorrere, se attratto nell’orbita del danaro. Globalmente questo Singspiel rappresenta quanto di più originale il giovane compositore andasse componendo per il teatro in quegli anni, attingendo – nonostante l’apparente semplicità e immediatezza dell’espressione – a un grado di complessità di scrittura già del tutto personale; vi si trovano gesti vocali di carattere buffo degni dei capolavori della maturità, come quello che segnala lo scatto d’orgoglio di Bastiana, quando Colas osa supporre che anche lei possa essere infedele «Diverrei io pure una civetta». A un altro luogo della maturità mozartiana, al Flauto magico, rimanda invece la decisione di Bastiano di uccidersi, se non potrà avere l’amore di Bastiana, sembra di sentire i propositi di Papageno, e infatti anche in questo caso il suicidio è solo annunciato. Viene quindi descritto l’incedere un po’ vacuo dell’incostante Bastiano, mentre poco dopo il mago Colas esibisce i suoi poteri tra le formule esoteriche di un’aria memorabile «Diggi, Daggi, schurry, murry», ambientata, in perfetta maniera Sturm und Drang , nell’atmosfera cupa del do minore, e felicemente controbilanciata dal brano seguente, l’intenso, sereno minuetto di Bastiano «Della mia cara le guance amate», creando così un dittico inferi/campi elisi omologo all’ Orfeo ed Euridice gluckiano. 11 SPETTACOLO PER LA SCUOLA MEDIA SUPERIORE INIZIO SPETTACOLI ORE 9.30 FEBBRAIO, martedì 21 Teatro Espressione Nuova in LA LOCANDIERA commedia in tre atti di Carlo Goldoni Musiche di Ines Curzio, Costumi di Rosy Fichera, Luci di Paola Perrone, regia di Graziano Ferrari FASCIA D’ETÀ: scuola media superiore TECNICHE: teatro d’attore con una cantante, un flauto e un violino suonati dal vivo DURATA: lo spettacolo comprende tre atti con due intervalli per una durata totale di 2 ore circa TRAMA: Mirandolina, è un’ottima locandiera, tesa soprattutto a far funzionare alla perfezione il suo albergo, e con grande senso pratico, mescolato al sapiente uso dell’ingegno, più che delle armi di seduzione, finisce per chiedere a Fabrizio, onesto innamorato senza illusioni, di sposarla, facendosi beffe di tutti gli altri spasimanti. Gli altri personaggi invece, risultano irritanti e condannabili: il Conte parvenu e spendaccione; il Marchese spocchioso visionario di un’antica ricchezza ed una presente, inutile nobiltà e il Cavaliere misogino, sprezzante, ma più di ogni altro raggirabile e ingenuo. Mirandolina su tutti tesse la sua tela di donna esperta e pratica, che non si fa incantare da nulla, che intuisce ogni menzogna ( è l’unica a riconoscere il gioco delle due attrici sedicenti dame) e che, per suo piacere unico si diverte a conquistare il cuore di uomini presuntuosi, che poi inevitabilmente rifiuterà. D’altra parte, la storia di una donna che rifiuta Conti, Marchesi e Cavalieri, per impalmare Fabrizio, umile borghese quanto lei, al fine, neanche troppo dissimulato, di governare meglio la locanda, non può che essere una tipica allusione alla novità dei rapporti tra borghesia e nobiltà, in quel particolare momento storico. L’immagine che Mirandolina mostra di sé, ammiccando con il pubblico e con la “storia”, zittisce ogni commento critico sul suo personaggio: la locandiera, più che onesta o crudele,più che infida o virtuosa, è un’efficiente donna d’affari, che pone la locanda al centro della sua vita e che al suo buon andamento, subordinerà sempre e oltre qualsiasi apparenza, ogni motteggio e ogni lusinga. In questo forse è riconoscibile uno dei primi veri ritratti di donna “moderna” che il teatro ci ha offerto. MARZO, martedì 14 Istituzione Teatro Giuseppe Borgatti di Cento in Atto unico per due attori e una panchina - Liberamente tratto da The Zoo Story di Edward Albee. Con Roberto Scaltriti e Andrea Giovannini - Regia di Matelda Cappelletti LA STORIA DELLO ZOO FASCIA D’ETÀ: Per tutte le classi della scuola media superiore TECNICHE: teatro d’attore DURATA: 60 minuti TRAMA: Peter è un uomo sulla quarantina, né grasso, né magro, né brutto, né bello. Dall’aspetto ben curato, fuma la pipa e legge, seduto su una panchina in una zona appartata di Central Park. Dimostra meno dei suoi anni. Jerry è un uomo di poco più giovane di Peter, a lui sconosciuto, malvestito e dall’aspetto trascurato. Appare evidente che fosse un bell’uomo prima che il suo corpo, un tempo snello e muscoloso, iniziasse a perdere la sua naturale grazia e ad acquistare qualche chilo di troppo. Si rivolge a Peter e gli dice: “Signore, sono stato allo zoo”. Peter è seccato, forse anche spaventato. La sua pace, il suo prezioso momento di privacy domenicale sulla sua panchina viene bruscamente interrotto da un estraneo che vuole parlare con lui. Fra loro si imbastisce, con fatica e con diffidenza reciproca, un dialogo, che spesso si fa monologo, ma che riesce anche a toccare i più inconsueti e profondi argomenti della comunicazione umana e della comprensione e che spingerà il contatto fra i due uomini al limite estremo punto. Questo spettacolo affronta l’argomento dei rapporti sociali in maniera spensierata e leggera, traendo da una situazione quasi comica, cioè quella di Peter disturbato dallo sconosciuto Jerry, contenuti di assoluta attualità. La comunicazione, il bisogno di un contatto, la paura dell’altro, del diverso, la solitudine, il possesso, l’appartenenza a qualcosa o a qualcuno, l’integrarsi o meno, il far parte o no di un gruppo, l’aderire ad un’idea preconfezionata di società o di famiglia. Questi temi che emergono dalla storia furono certamente avvertiti come rivoluzionari, quando l’autore la scrisse dieci anni prima del ’68, ma oggi non sono meno attuali, se si pensa con quanto fastidio e timore ci lasciamo avvicinare dagli sconosciuti, peggio che mai se stranieri o mal vestiti. Con quanto sospetto e con quanta fretta evitiamo chi ci rivolge la parola per strada, certi che voglia qualcosa da noi, che questo comporti una perdita di denaro o di tempo, e che il contatto debba essere per forza un male. 12 (Foto di scena da Il Re morto di fame) MUSICA MARZO, venerdì 3 ore 10 Associazione Culturale Scena Musicale e Teatro Consorziale di Budrio BASTIANO E BASTIANA (Bastien und Bastienne) Singspiel in un atto KV 50 (Opera comica in un atto) Musica di WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791) Libretto di Friedrich Wilhelm Weiskern, Johann Müller e Johann Andreas Schachtner Personaggi: Bastiana, una pastorella – soprano; Bastiano, il suo innamorato – tenore; Colas, presunto mago – basso. Interpretata da giovani cantanti selezionati con il Concorso Internazionale di Canto Lirico Anselmo Colzani - Ensemble musicale di Scena Musicale – Direttore Paolo Villa - Allestimento, scene e costumi a cura di Scena Musicale e Teatro Consorziale FASCIA D’ETÀ: Biennio scuola media superiore TECNICHE: piccola opera lirica DURATA: 45 minuti TRAMA: L’amore tra Bastiano e Bastiana si sta incrinando per le lusinghe che il mondo esterno esercita sul ragazzo, strappandolo all’idilliaca felicità campestre. Per riconquistarlo, Bastiana si rivolge al mago Colas che, esperto di malizie mondane, le suggerisce di ostentare indifferenza; pentito, il ragazzo ritornerà infatti dalla fedele compagna. Un numero straordinario di autori concorse a dar vita al pur breve e semplice libretto. La sua origine va fatta risalire al grande successo ottenuto a Parigi nel 1752 dall’intermezzo musicale Le devin du village di Jean-Jacques Rousseau, col quale l’autore volle offrire un’esemplificazione concreta delle sue teorie filosofiche ed estetiche in favore della semplicità e della naturalezza della vita pastorale. Fra le tante parodie quella approntata da Charles-Simon Favart, da sua moglie Marie-Justine-Benoite Favart e da Harny de Guerville nel 1753 col titolo Les amours de Bastien et Bastienne venne tradotta in tedesco da Friedrich Wilhelm Weiskern su commissione del conte Durazzo e rappresentata a Vienna nel 1764 come Bastien und Bastienne. Questo nuovo testo, con alcune aggiunte di Johann Müller, fu assunto dal dodicenne Mozart quale libretto per la sua partitura. Un ulteriore librettista s’aggiunse in seguito, il trombettista di corte, ed amico della famiglia Mozart, Johann Andreas Schachtner, in vista di una recita salisburghese per la quale era necessario operare la trasformazione del lavoro da Singspiel in opera: si trattava cioè di sostituire i dialoghi parlati con dialoghi cantati in stile di recitativo, volgendo in versi le parti originariamente in prosa. Solo i primi quattro nuovi dialoghi vennero però messi in musica da Mozart, in quanto l’auspicata esecuzione salisburghese non ebbe luogo. Nel testo definitivo il tema dell’autentica, innocente vita pastorale di roussoviana memoria, ultima moda tra i soggetti teatrali dell’epoca, si coniuga con scoperti, maliziosi riferimenti alla corruzione e al degrado morale in cui l’amore può incorrere, se attratto nell’orbita del danaro. Globalmente questo Singspiel rappresenta quanto di più originale il giovane compositore andasse componendo per il teatro in quegli anni, attingendo – nonostante l’apparente semplicità e immediatezza dell’espressione – a un grado di complessità di scrittura già del tutto personale; vi si trovano gesti vocali di carattere buffo degni dei capolavori della maturità, come quello che segnala lo scatto d’orgoglio di Bastiana, quando Colas osa supporre che anche lei possa essere infedele «Diverrei io pure una civetta». A un altro luogo della maturità mozartiana, al Flauto magico, rimanda invece la decisione di Bastiano di uccidersi, se non potrà avere l’amore di Bastiana, sembra di sentire i propositi di Papageno, e infatti anche in questo caso il suicidio è solo annunciato. Viene quindi descritto l’incedere un po’ vacuo dell’incostante Bastiano, mentre poco dopo il mago Colas esibisce i suoi poteri tra le formule esoteriche di un’aria memorabile «Diggi, Daggi, schurry, murry», ambientata, in perfetta maniera Sturm und Drang , nell’atmosfera cupa del do minore, e felicemente controbilanciata dal brano seguente, l’intenso, sereno minuetto di Bastiano «Della mia cara le guance amate», creando così un dittico inferi/campi elisi omologo all’ Orfeo ed Euridice gluckiano. (W. A. Mozart 13 LABORATORI LIRICI LʼAssociazione Culturale Scena Musicale e il Teatro Consorziale di Budrio nell’ambito dell’impegno alla formazione, propongono i Laboratorici Lirici legati alle opere: BASTIANO E BASTIANA di W. A. Mozart in scena il 3 e 5 marzo e OTELLO di Giuseppe Verdi che andrà in scena il 25 aprile alle ore 16,30 e il 27 aprile alle ore 21. Il calendario relativo ai Laboratori verrà fornito in dettaglio con largo anticipo a coloro che ne siano interessati e ne abbiano fatta richiesta alla Direzione del Teatro (0516928244). Essi sono offerti gratuitamente alle scuole. Comprenderanno discipline specialistiche e di cultura generale tenute da professionisti ed esperienze dirette di palcoscenico. Infatti, oltre a seguire lezioni relative a discipline come: - Storia della musica - Letteratura per il teatro - Lettura della partitura - Tecnica vocale - Direzione musicale, i partecipanti potranno: - assistere a prove di regia - seguire e/o partecipare alla preparazione di parte della scenografia - divertirsi con il gioco dei costumi. Scoprire così le meraviglie e i segreti dello spettacolo lirico. Inoltre potranno godere delle seguenti ulteriori offerte: partecipazione gratuita alle prove che possono essere di mattina o in orari pomeridiani; accesso ad un prezzo facilitato (6 euro) alla seconda replica. IMPORTANTE: i docenti interessati potranno chiedere di costruire un percorso concordato con il Teatro, idoneo alla propria attività didattica, ritagliato allʼinterno di questa offerta complessiva oppure scegliere solo alcuni di tali incontri e/o di tali esperienze. IL TEATRO, uno spazio, una storia.... Il percorso parte dalla visita guidata al teatro, durante la quale ne vengono esaminate in modo particolare lʼarchitettura e le attrezzature di base. Nel corso della visita sʼillustra la storia del teatro, dalla cavea greca al teatro allʼitaliana, allargando il discorso ad altri modelli architettonici. La visita, concordata con la Direzione del Teatro (tel. 0516928244) è gratuita. (Si propone per il secondo ciclo della scuola elementare) MUSEO DEI BURATTINI Via Garibaldi 29 - Budrio “ho detto che la baracca dei burattini è eminentemente educatrice e lo provo: ivi la vicenda drammatica è sempre quella: la lotta tra il bene e il male e il trionfo del bene.” (Antonio Pandolfini Barberi, Burattini e burattinai bolognesi) Esposizione di burattini, marionette, ombre, pupi, scenografie, teatrini storici del fantastico mondo dello spettacolo di figura. Per informazioni e prenotazione visite rivolgersi alla Biblioteca Comunale di Budrio (telef. 051801220 - 0516928264) (Foto di scena da Lo scavo) 14 Calendario degli avvenimenti ANNO 2005 DATA da lunedì 24 ottobre a sabato 12 novembre ORARIO dalle 9 alle 13 dalle 9 alle 13 Apertura prenotazioni Chiusura prenotazioni (dopo questa data si accettano prenotazioni solo su disponibilità nelle date definite) ANNO 2006 DATA orario TITOLO 17 GENNAIO 9,30 “L’usignolo dell’imperatore” (18 GENNAIO) eventuale altra replica 9,30 “L’usignolo dell’imperatore” 24 GENNAIO 9,30 “Storie di gnomi coraggiosi” 25 GENNAIO 9,30 “Storie di gnomi coraggiosi” 9 FEBBRAIO 9,30 “Barbablù” (10 FEBBRAIO) eventuale altra replica 9,30 “Barbablù” 21 FEBBRAIO 9,30 “La Locandiera” 23 FEBBRAIO 9,30 “Babar” 24 FEBBRAIO 9,30 “Babar” 3 MARZO 10,00 “Bastiano e Bastiana” 7 MARZO 9,30 “Lo scavo” (8 MARZO) eventuale altra replica 9,30 “Lo scavo” FASCIA D’ETÀ 1° e 2° ciclo elementari 1° e 2° ciclo elementari Materne e 1° ciclo elementarii Materne e 1° ciclo elementari 2° ciclo elementari Poliscena e Medie Inferiori 2° ciclo elementari Poliscena e Medie Inferiori Teatro espressione 3° Media Inferiore e biennio superiori nuova Materne e 1° ciclo Comp. Corps elementari Rompu Materne e 1° ciclo Comp. Corps elementari Rompu ciclo elem.Medie Scena Musicale 2° Inf. e biennio 1° e 2° ciclo Teatri elementari Comunicanti 1° e 2° ciclo Teatri elementari Comunicanti 14 MARZO 9,30 “La storia dello zoo” teatro Borgatti Medie superiori 16 MARZO 9,30 “Il re morto di fame” Teatro Evento 2° ciclo elementari e Medie Inferiori 1° e 2° ciclo elementari 1° e 2° ciclo elementari 2° ciclo elem.Medie Inf. e biennio Materne e 1° ciclo elementari Materne e 1° ciclo elementari “C’era una volta ... un pezzo di legno” (31 MARZO) “C’era una volta ... un pezzo di eventuale altra replica 9,30 legno” Otello dal 13 al 22 aprile 9.30 di Giuseppe Verdi 9,30 e “ Orsa Bianca e orsetto 3 MAGGIO 10,45 Brunetto” “ Orsa Bianca e orsetto 4 MAGGIO 9,30 Brunetto” 30 MARZO 9,30 COMPAGNIA Rosaspina, un teatro Rosaspina, un teatro Fondazione AIDA Fondazione AIDA Tir danza Tir danza prove dello spettacolo Teatrino dell’Es Teatrino dell’Es 15 BURATTINANDO A BUDRIO XIX Rassegna di Teatro per scuole Materne, Elementari, Medie Inferiori e Biennio Superiori Direzione Artistica del Teatrino dell’ES di Vittorio Zanella e Rita Pasqualini MUSICANDO Esperienze sonore per la scuola Organizzazione e Direzione Artistica dell’Associazione Diapason Progetti Musicali di Budrio LIRICA RAGAZZI III edizione di spettacoli lirici per la scuola Organizzazione e Direzione Artistica della Direzione del Teatro Consorziale e dell’Associazione Culturale Scena Musicale di Bologna Le iniziative di CONSORZIALE SCUOLA, sono state progettate in collaborazione tra L’Assessorato alla Cultura, Scuola e Teatro del Comune di Budrio, la Direzione del Teatro Consorziale con il Teatrino dell’Es e con le Associazioni Culturali Diapason Progetti Musicali e Scena Musicale. Per informazioni sulla programmazione e prenotazioni: Direzione del Teatro Consorziale, via Mentana n. 32 - 40054 Budrio (BO) tel. 0516928244 - fax 051801300 dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 13 e-mail: [email protected] Biglietteria del Teatro, Via Garibaldi n. 35 tel e fax 051-801300 dal martedì al venerdì dalle ore 16,30 alle ore 19.