OPERATORI DI PACE PER IL SOGNO DI DIO
MONS. ROMERO E IL REALISMO DELLA PROFEZIA
VEGLIA ITINERANTE DI PREGHIERA PER LA PACE
VENERDÌ 4 GIUGNO 2010
Sagrato parrocchia S. Ambrogio VARAZZE - ore 21.00
con la partecipazione di S.E. mons. Vittorio Lupi
in collaborazione con le due Parrocchie e la Vicaria
CANTO DI INIZIO: Dall’aurora al tramonto
Dall'aurora io cerco te
fino al tramonto ti chiamo
ha sete solo di te
l'anima mia come terra
deserta. (2v)
Non mi fermerò un solo istante
io racconterò le tue opere
perché sei il mio Dio
unico bene
nulla mai potrà
la notte contro di me.
Non mi fermerò un solo istante
sempre canterò la tua lode
perché sei il mio Dio
il mio riparo
mi proteggerai
all'ombra delle tue ali. Rit.
Dall'aurora io cerco te
fino al tramonto ti chiamo
ha sete solo di te
l'anima mia come terra deserta
(2v) …ha sete solo di te
l'anima mia come terra deserta
SEGNO DI CROCE E SALUTO (Vescovo)
INTRODUZIONE (Parroco di S. Ambrogio)
Operatori di pace per il sogno di Dio. Certo Dio ha un sogno che ha
messo nelle nostre mani: la creazione di un’umanità senza frontiere, che
non schiaccia l’altro per emergere, che non usa armi, ma sa usare il
cuore. Un’unica famiglia umana che cammina insieme verso Dio.
Compagno di viaggio in questa preghiera sarà il Servo di Dio Mons.
Oscar Arnulfo Romero, a 30 anni dalla morte avvenuta il 24 marzo del
1980, ucciso dagli squadroni della morte mentre celebrava la messa
nella cappella dell’ospedale Divina Provvidenza per malati di cancro di
San Salvador in Centro America.
Il suo messaggio oggi è forte più che mai, ci riavvicina alla nostra fede
facilmente assuefatta ai problemi e alle ingiustizie del mondo che ogni
giorno ascoltiamo dalla tv, dalla radio, dai giornali e alle quali, ormai,
non facciamo più caso. Le parole di Romero, fortemente gridate in
quelle assemblee eucaristiche stracolme di gente, di poveri, di disperati,
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di perseguitati, risuonano anche per noi oggi, come la voce del coraggio,
la voce di un profeta che vuole farci prendere coscienza delle grandi
possibilità e degli strumenti che Dio ci ha fornito per proclamare la sua
Giustizia. Perché la vita di ogni cristiano non può essere considerata vita,
se non si fa attenta alla realtà dei più bisognosi.
Mons. Romero è uno dei nostri profeti moderni, un profeta che ci
continua a parlare, un operatore di pace che ha lottato contro il male,
dal più grande al più piccolo, e ha operato per il bene, non di pochi ma
di tutti.
E ora ascoltiamo “il sogno di Dio”.
Dal Libro del profeta Isaia
2, 1-5
Messaggio che Isaia, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su
Gerusalemme. Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà
saldo sulla cima dei monti e s'innalzerà sopra i colli, e ad esso
affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: "Venite,
saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci
insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri". Poiché da
Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà
giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade
e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà
più la spada contro un'altra nazione, non impareranno più l'arte della
guerra. Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore.
SILENZIO
CANTO PROCESSIONALE: L’unico Maestro
Le mie mani, con le tue, possono fare meraviglie
possono stringere e perdonare e costruire cattedrali.
Possono dare da mangiare e far fiorire una preghiera.
Perché tu, solo tu, solo tu sei il mio maestro e insegnami
ad amare come hai fatto tu con me,
se lo vuoi, io lo grido a tutto il mondo che tu sei,
l’unico maestro sei per me.
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Questi piedi, con i tuoi possono fare strade nuove,
possono correre e riposare, sentirsi a casa in questo mondo.
Possono mettere radici e passo a passo camminare. Rit.
Questi occhi, con i tuoi, potran vedere meraviglie,
potranno piangere e luccicare, guardare oltre ogni frontiera.
Potranno amare più di ieri se sanno insieme a te sognare. Rit.
Tu sei il corpo, noi le membra, diciamo un’unica preghiera,
Tu sei il maestro, noi testimoni della parola del vangelo.
Possiamo vivere felici in questa chiesa che rinasce. Rit.
1 a PARTE
OPERATORE DI PACE: DOVERE DI TUTTI GLI UOMINI
Animata da Acli e Aifo
Dal Vangelo secondo Marco
10, 35-45
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli:
"Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo".
Egli disse loro: "Che cosa volete che io faccia per voi?". Gli risposero:
"Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua
sinistra". Gesù disse loro: "Voi non sapete quello che chiedete. Potete
bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono
battezzato?". Gli risposero: "Lo possiamo". E Gesù disse loro: "Il calice
che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono
battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla
mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato
preparato".
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e
Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: "Voi sapete che coloro
i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i
loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare
grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi
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sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per
farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti".
SILENZIO
DA UN’OMELIA DI MONS. ROMERO
“Siamo sazi di armi e di proiettili… La fame che abbiamo è di giustizia, di
cibo, di medicine, di educazione, di programmi realmente tesi a un equo
sviluppo. Se si arriverà a rispettare i diritti umani, ciò di cui meno
avremo bisogno saranno le armi e i metodi di morte… se vogliamo che la
violenza abbia termine e che abbiano termine tutte le presenti
sofferenze, bisogna andare alla radice. E la radice sta qui: nell’ingiustizia
sociale... La Chiesa proclama la sua fede nella pace; ma la pace non può
che essere frutto della giustizia. La violenza non cesserà sino a che non
ne saranno distrutte le radici... La Chiesa deve denunziare ciò che viola
la vita, la libertà e la dignità dell’uomo. Non chiede la vita, ma dà la vita
per difendere la vita”.
SILENZIO
CANONE: De noche
De noche iremos, de noche, que para encontrar la fuente,
sólo la sed nos alumbra, sólo la sed nos alumbra.
C’È UN DOVERE
Dalla Costituzione Pastorale Gaudium et Spes sulla Chiesa nel mondo
contemporaneo del Concilio Vaticano II (dal n. 78 e 93)
Tutti
Solista
Tutti
La pace non è la semplice assenza di guerra…,
ma viene definita opera della giustizia.
È il frutto dell’ordine impresso nella società umana dal suo
divino fondatore e che deve essere attuato dagli uomini che
aspirano ad una giustizia sempre più perfetta.
Tuttavia questo non basta.
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Solista
Tutti
Solista
Tutti
Solista
Tale pace non si può ottenere sulla terra se non è tutelato il
bene delle persone e se gli uomini non possono scambiarsi con
fiducia e liberamente le ricchezze del loro animo e del loro
ingegno. La ferma volontà di rispettare gli altri uomini e gli
altri popoli e la loro dignità, e l'assidua pratica della fratellanza
umana sono assolutamente necessarie per la costruzione
della pace.
In tal modo, la pace è frutto anche dell'amore,
il quale va oltre quanto può apportare la semplice giustizia. I
cristiani, ricordando le parole del Signore: “in questo
conosceranno tutti che siete i miei discepoli, se vi amerete gli
uni gli altri”, niente possono desiderare più ardentemente che
servire con maggiore generosità ed efficacia gli uomini del
mondo contemporaneo.
Perciò, aderendo fedelmente al Vangelo,
e beneficiando della sua forza,
i cristiani, uniti con tutti coloro
che amano e praticano la giustizia,
hanno assunto un compito immenso
da adempiere su questa terra:
di esso dovranno rendere conto a colui che tutti giudicherà
nell'ultimo giorno. Infatti non tutti quelli che dicono: “Signore,
Signore”, entreranno nel regno dei cieli, ma quelli che fanno la
volontà del Padre e coraggiosamente agiscono.
PRIMO CANTO PROCESSIONALE: Vivere la vita
Vivere la vita con le gioie e coi dolori di ogni giorno,
è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita e inabissarsi nell’amore è il tuo destino,
è quello che Dio vuole da te.
Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui,
correre con i fratelli tuoi.
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai.
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Vivere la vita è l’avventura più stupenda dell’amore,
è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita e generare ogni momento il paradiso,
è quello che Dio vuole da te.
Vivere perché ritorni al mondo l’unità,
perché Dio sta nei fratelli tuoi.
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai. (2v)
SECONDO CANTO PROCESSIONALE: Danza la vita
Cammina sulle orme del Signore
Canta con la voce e con il cuore,
Non solo con i piedi ma
con la bocca e con la vita,
Usa soprattutto il cuore
canta senza stonature,
Ama… chi è con te.
la verità…del cuore.
Cammina con lo zaino sulle
Canta come cantano i viandanti:
spalle:
Non solo per riempire il tempo,
La fatica aiuta a crescere
Ma per sostenere lo sforzo
Nella condivisione
Canta e cammina
Canta e cammina
Se poi, credi non possa bastare,
Se poi, credi non possa bastare,
segui il tempo
segui il tempo
stai pronto e…
stai pronto e…
Rit. Danza la vita al ritmo dello
Rit. Danza la vita …
spirito oh. Danza, danza al ritmo
che c'è in te.
2a PARTE
L’OPERATORE DI PACE LOTTA CONTRO IL MALE DAL PIÙ GRANDE AL PIÙ PICCOLO
Animata dal Centro Missionario diocesano
Dal Libro del profeta Isaia
58, 4-11
Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non
digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È
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forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si
mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere
per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al
Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni
giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,
nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi
nudo, senza trascurare i tuoi parenti? Allora la tua luce sorgerà come
l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la
tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora invocherai e il Signore
ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!".
Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito e il parlare
empio, se aprirai il tuo cuore all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il
meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una
sorgente le cui acque non inaridiscono.
SILENZIO
DALL’OMELIA DI MONS. ROMERO DEL 9 OTTOBRE 1977
“La massa di gente povera, dissero i vescovi in Medellin, sono un
peccato, un’ingiustizia che fa piangere il cielo. L’emarginazione, la fame,
l’analfabetismo, la malnutrizione e tante altre cose miserabili che
invadono il nostro essere, sono conseguenza del peccato. Del peccato di
quelli che lo accumulano tutto e non lo tengano per il demonio. E anche
del peccato di quelli che, non avendo niente, non lottano per la loro
promozione; sono conformisti, pigri, non lottano per promuoversi. Però
molte volte non lottano, non per colpa loro. È che hanno una serie di
condizionamenti, di strutture, che non li lasciano progredire”.
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DALLA SECONDA CARTA PASTORALE DELL’AGOSTO 1977
“Come Cristo, la Chiesa deve continuare a denunciare i peccati dei nostri
giorni, deve denunciare l’egoismo, che si nasconde nel cuore di tutti gli
uomini, il peccato che rende disumane le persone, che disgrega le
famiglie, che converte al denaro, al possesso, al profitto e al potere
come unico fine degli uomini. E, come colei che ha un minimo di
lungimiranza, una minima capacità di analisi, la Chiesa deve denunciare
quello che, a ragione, è stato definito il ‘peccato strutturale’, vale a dire,
quelle strutture socioeconomiche, culturali e politiche che emarginano
in modo spaventoso la maggioranza degli uomini. Quando la chiesa
sente il grido degli oppressi il minimo che deve fare è denunciare gli
organismi e gli elementi sociali che causano e perpetuano la povertà
dalla quale sorge il grido d’aiuto. Però, così come ci ha insegnato Cristo,
la denuncia della chiesa non si ispira all’odio ne al risentimento, ma
punta alla conversione dei cuori e alla salvezza di tutti”.
SILENZIO
CANONE: La ténèbre
La ténèbre n’est pas ténèbre, devant toi, la nuit comme le jour est lumière.
TESTIMONIANZA
GIULIANO BASSO, operatore della Organizzazione Non Governativa Cmlc
(Comunità laici missionari cattolici). Il male del Debito estero e la sua
remissione nella Guinea Conakry.
CANTO PROCESSIONALE: Il canto dell’amore
1. Se dovrai attraversare il deserto
non temere io sarò con te
se dovrai camminare nel fuoco
la sua fiamma non ti brucerà
seguirai la mia luce nella notte
sentirai la mia forza nel cammino
sono io il tuo Dio, il Signore.
2. Sono io che ti ho fatto e plasmato
ti ho chiamato per nome
io da sempre ti ho conosciuto
e ti ho dato il mio amore
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai.
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3. Non pensare alle cose di ieri
cose nuove fioriscono già
aprirò nel deserto sentieri
darò acqua nell'aridità
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai.
4. Io ti sarò accanto sarò con te
per tutto il tuo viaggio sarò con te
io ti sarò accanto sarò con te
per tutto il tuo viaggio sarò con te.
3a PARTE
L’OPERATORE DI PACE CERCA IL BENE NON DI POCHI MA DI TUTTI
Animata dalla Comunità cristiana di Varazze
Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Romani
12, 9-21
La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi
gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda.
Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite
il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione,
perseveranti nella preghiera. Condividete le necessità dei santi; siate
premurosi nell'ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite
e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete
con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni
verso gli altri; non nutrite desideri di grandezza; volgetevi piuttosto a ciò
che è umile. Non stimatevi sapienti da voi stessi. Non rendete a nessuno
male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se
possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti.
Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina.
Sta scritto infatti: Spetta a me fare giustizia, io darò a ciascuno il suo,
dice il Signore. Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare;
se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, accumulerai carboni
ardenti sopra il suo capo.
Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.
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SILENZIO
DA UN’INTERVISTA A MONS. ROMERO
“Sono stato frequentemente minacciato di morte. Come cristiano, non
credo nella morte senza resurrezione: se mi uccidono, risorgerò nel
popolo salvadoregno. Lo dico senza presunzione, con la più grande
umiltà. Come pastore sono obbligato per mandato divino a dare la vita
per coloro che amo, cioè tutti i salvadoregni, anche quelli che mi
uccidessero. Se le minacce dovessero compiersi, già da adesso offro a
Dio il mio sangue per la redenzione e la resurrezione del Salvador. Il
martirio è una grazia di Dio che non credo di meritare, ma se Dio accetta
il sacrificio della mia vita, che il mio sangue sia seme di libertà e segno
che la speranza si tramuterà ben presto in realtà. La mia morte, se
accettata da Dio, sia per la liberazione del mio popolo e come una
testimonianza di speranza nel futuro. Lei può dire, se arrivassero ad
uccidermi, che io perdono e benedico quelli che lo faranno. Forse, così,
si convinceranno di perdere il loro tempo: un vescovo morirà, ma la
Chiesa di Dio, che è il popolo, non perirà mai.
…Quanto più un popolo si incammina per le vie della pace, della
giustizia, della fraternità, dell’amore, tanto più Cristo è glorificato. Cristo
è nella storia e la storia lo riflette come gioia dei popoli, come fiducia
degli uomini”.
SILENZIO
CANONE: Ubi caritas et amor
Ubi caritas et amor, ubi caritas Deus ibi est.
TESTIMONIANZA
MICHELE CAVIGLIA medico, capo scout del Gruppo Varazze 1.
PREGHIERA “IO SOGNO” proposta da alcune realtà ecclesiali di Varazze
Oratorio Salesiani. Io sogno che un giorno gli uomini si riconoscano tutti
uguali. Sogno che nessuno sia giudicato dal colore della pelle o dalla sua
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nazionalità. Io sogno che la fame sia cancellata dal vocabolario dei
popoli. Sogno che la madre terra sia il tuo, il mio, il nostro giardino.
Tutti AMEN E COSÌ SIA
Gruppo Famiglie. Io sogno le pareti delle case e le strade del mondo non
più intrise di sangue. Sogno che il lutto e il pianto di tutte le madri
trovino lo stesso conforto. Io sogno che la verità da nessuno sia ritenuta
sua proprietà. Sogno uomini sinceri e onesti, contrari ad ogni rigidità e
intolleranza. Tutti AMEN E COSÌ SIA
Agesci. Io sogno che l’unità dei cristiani sia un desiderio coltivato da
tutti. Sogno che la fraternità universale trovi respiro nella preghiera di
tutti i credenti. Io sogno che la forza dell’amore sia più forte della
violenza. Sogno che guerre e divisioni non abitino i pensieri degli uomini.
Tutti AMEN E COSÌ SIA
Gruppo Kairos. Io sogno una casa grande e luminosa, dove tutti siedano
insieme alla stessa tavola. Sogno la Terra promessa di una fratellanza
che si chiama giustizia, pace e libertà. Io sogno che tu ed io possiamo
coltivare le stesse speranze. Che il nostro sogno possa essere
espressione di quello di Dio! Tutti AMEN E COSÌ SIA
CANTO PROCESSIONALE: Resta accanto a me
Rit. Ora vado sulla mia strada
con l'amore tuo che mi guida
o Signore ovunque io vada
resta accanto a me.
Io ti prego, stammi vicino
ogni passo del mio cammino
ogni notte, ogni mattino
resta accanto a me.
Il tuo sguardo puro
sia luce per me
e la tua parola sia voce per me.
Che io trovi il senso del mio andare
solo in Te, nel tuo fedele amare il
mio perché.
Rit. Ora vado …
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Fa' che chi mi guarda
non veda che Te.
Fa' che Chi mi ascolta
non senta che Te
e chi pensa a me,
fa' che nel cuore pensi a Te
e trovi quell’amore
che hai dato a me.
Rit. Ora vado …
4a PARTE
IN CHIESA: CON MONS. ROMERO DIO È PASSATO PER IL SALVADOR
Animata dall’Azione Cattolica diocesana
Dal Vangelo secondo Matteo
25, 31-46
Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui,
siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i
popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore
dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora
il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre
mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del
mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto
sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi
avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a
trovarmi". Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo
visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo
dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo
accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto
malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". E il re risponderà loro: "In
verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei
fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me,
maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli,
perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e
non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e
non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato".
Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto
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affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti
abbiamo servito?". Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto
quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete
fatto a me". E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece
alla vita eterna".
INTERVENTO DEL VESCOVO
SEGNO: Accompagnati dal canto, ognuno di noi è invitato a staccare la
goccia d’acqua che trova nel libretto e a depositarla nell’ampolla davanti
all’altare.
Canto dei tre giovani
Noi ti lodiamo Signore,
a Te la lode e la gloria per sempre.
Noi lodiamo il tuo nome,
a Te la lode e la gloria per sempre.
Noi loderemo il Signor,
canteremo il suo amor
che durerà per sempre. (2v)
Astri del cielo lodate il Signore,
a Lui l'onore e la gloria per sempre.
Acque del cielo lodate il Signore,
a Lui l'onore e la gloria per sempre.
Sole e luna lodate il Signore,
a Lui l'onore e la gloria per sempre.
Piogge e rugiade lodate il Signore,
a Lui l'onore e la gloria per sempre.
O venti tutti lodate il Signore,
a Lui l'onore e la gloria per sempre.
Fuoco e calore lodate il Signore,
a Lui l'onore e la gloria per sempre.
Notte e giorno lodate il Signore,
a Lui l'onore e la gloria per sempre.
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Nuvole e lampi lodate il Signore,
a Lui l'onore e la gloria per sempre.
Uomini tutti lodate il Signore,
a Lui l'onore e la gloria per sempre.
Tutta la terra dia lode al Signore,
a Lui l'onore e la gloria per sempre.
DIALOGO CON IL SERVO DI DIO MONS. ROMERO
(da uno scritto di Mons. Tonino Bello)
Tutti. Noi t’invochiamo, vescovo dei poveri,
coraggioso difensore della giustizia,
martire della pace:
ottienici dal Signore
forza e coraggio
nel seguire la sua Parola.
Aiutaci a intuirne la bellezza
e a sostenerne la potenza.
Uomini. Liberaci dalla tentazione di sminuirla,
per paura dei potenti.
Di addomesticarla,
per piacere a chi comanda.
Di svilirla,
per timore che ci coinvolga.
Donne. Dacci una mano,
perché possiamo incarnarla nella vita,
nella piccola vita personale e comunitaria,
e produca così storia di salvezza.
Aiutaci a comprendere che i poveri
sono il luogo dove Dio si manifesta
e il roveto inconsumabile da cui egli ci parla.
Solista. Prega, Servo di Dio, perché la Chiesa di Cristo, per amore
loro, non taccia. Implora lo Spirito perché le rovesci addosso tanta
libertà da farle deporre, finalmente, le sottigliezze del linguaggio
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misurato e farle dire a viso aperto che la produzione e il commercio
degli strumenti di morte sono un crimine, che il mancato rispetto dei
diritti umani è un oltraggio alla dignità dei popoli.
Tutti. Noi t’invochiamo, vescovo dei poveri,
coraggioso difensore della giustizia,
martire della pace.
Solista. Prega, vescovo Romero, perché tutti i vescovi della terra si
facciano banditori della giustizia e operatori di pace, e assumano la
nonviolenza come stile del loro impegno pastorale.
Tutti. Noi t’invochiamo, vescovo dei poveri,
coraggioso difensore della giustizia,
martire della pace.
Solista. Prega, vescovo Romero, per tutti i popoli del terzo e del
quarto mondo oppressi dal debito. Facilita, con la tua implorazione
presso Dio, la remissione di questi disumani fardelli di schiavitù.
Intenerisci il cuore dei “faraoni”. Accelera i tempi in cui un nuovo
ordine economico internazionale liberi il mondo da tutti gli aspiranti
al ruolo di Dio.
Tutti. E infine, vescovo Romero,
prega per noi qui presenti,
perché il Signore ci aiuti a essere prossimi,
verso coloro che faticano a vivere.
Operatori di pace nell’impegno contro le ingiustizie.
Operatori di pace nel creare fraternità. Amen.
Preghiamo
O Dio nostro Padre, con il tuo Spirito e nella tua Chiesa, rimani accanto a
noi e guida i nostri passi nella costruzione quotidiana della pace. Sul
modello del tuo Figlio Gesù, con i nostri fratelli di ogni continente,
lotteremo insieme contro il male, dal più grande al più piccolo, e
cercheremo in ogni nostra azione il bene, non di pochi ma di tutti.
Te lo chiediamo per Cristo, nostro Signore. AMEN
BENEDIZIONE FINALE
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CANTO FINALE: Pace sia, pace a voi
Rit. Pace sia, pace a voi:
la tua pace sarà sulla terra com'è nei cieli.
Pace sia, pace a voi:
la tua pace sarà gioia nei nostri occhi, nei cuori.
Pace sia, pace a voi:
la tua pace sarà luce limpida nei pensieri.
Pace sia, pace a voi:
la tua pace sarà una casa per tutti.
Pace a voi: sia il tuo dono visibile.
Pace a voi: la tua eredità.
Pace a voi: come un canto all'unisono
che sale dalle nostre città. Rit.
Pace a voi: sia un'impronta nei secoli.
Pace a voi: segno d'unità.
Pace a voi: sia l'abbraccio tra i popoli,
la tua promessa all'umanità. Rit.
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BREVE BIOGRAFIA
Oscar Arnulfo Romero, nasce il 15 marzo del 1917 a Ciudad Barrios di
El Salvador, da una famiglia modesta. Appena terminati gli studi, decide
di seguire la sua chiamata vocazionale al sacerdozio dedicandosi con
passione all’attività pastorale come parroco, in seguito come direttore
del seminario interdiocesano di San Salvador, poi come segretario della
Conferenza Episcopale dell’America Centrale e di Panama.
Nel 1977, viene ordinato arcivescovo di El Salvador, in un momento
di profonde contraddizioni ideologiche tra Chiesa e Governo, che si
trovano coinvolti nelle continue lotte per la spartizione della terra nelle
mani dei grandi proprietari terrieri. Il divario tra ricchi e poveri diventa
sempre più evidente, mentre la drammaticità degli atti di violenza dei
militari, toglie ai contadini e ai poveri qualsiasi speranza di
sopravvivenza.
L’incontro e la morte del gesuita e suo amico Rutilio Grande fa
intraprendere a questo uomo di Dio un nuovo percorso di conversione
dal conservatorismo ecclesiastico in cui si era formato, a cuore pulsante
del suo popolo. La sua conversione è infatti una “conversione ai poveri”,
che gli fa dimenticare le molte paure che aveva per se stesso e per la
Chiesa. Da questo momento in poi tutte le sue omelie e i suoi discorsi
saranno orientati alla denuncia della lotta armata, della violenza, della
repressione e alla difesa dei diritti umani.
Divenuto ormai bersaglio del regime dittatoriale del paese, il 24
marzo del 1980, Oscar Arnulfo Romero mentre celebrava la messa,
viene ucciso da un sicario con un colpo di fucile al cuore che gli toglie la
vita.
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Sarebbe bello che chi ha
qualcosa, distribuisse e
dividesse come fratello, come
compagno del povero.
Tu sei un mendicante. Anch’ io
sono un mendicante, perché ciò
che possiedo Dio me lo ha
prestato. Prestato. Nell'ora
della morte dovrò restituirlo
tutto. Questo è quello che
predica la Chiesa: Dio ha dato a
tutti, perché tutti avessimo
potuto fare del mondo, creato
da Dio per la felicità di tutti,
un'anteprima del regno dei cieli.
Mons. Romero
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veglia itinerante di preghiera per la pace venerdì 4