OPERATORI DI PACE PER IL SOGNO DI DIO MONS. ROMERO E IL REALISMO DELLA PROFEZIA VEGLIA ITINERANTE DI PREGHIERA PER LA PACE VENERDÌ 4 GIUGNO 2010 Sagrato parrocchia S. Ambrogio VARAZZE - ore 21.00 con la partecipazione di S.E. mons. Vittorio Lupi in collaborazione con le due Parrocchie e la Vicaria CANTO DI INIZIO: Dall’aurora al tramonto Dall'aurora io cerco te fino al tramonto ti chiamo ha sete solo di te l'anima mia come terra deserta. (2v) Non mi fermerò un solo istante io racconterò le tue opere perché sei il mio Dio unico bene nulla mai potrà la notte contro di me. Non mi fermerò un solo istante sempre canterò la tua lode perché sei il mio Dio il mio riparo mi proteggerai all'ombra delle tue ali. Rit. Dall'aurora io cerco te fino al tramonto ti chiamo ha sete solo di te l'anima mia come terra deserta (2v) …ha sete solo di te l'anima mia come terra deserta SEGNO DI CROCE E SALUTO (Vescovo) INTRODUZIONE (Parroco di S. Ambrogio) Operatori di pace per il sogno di Dio. Certo Dio ha un sogno che ha messo nelle nostre mani: la creazione di un’umanità senza frontiere, che non schiaccia l’altro per emergere, che non usa armi, ma sa usare il cuore. Un’unica famiglia umana che cammina insieme verso Dio. Compagno di viaggio in questa preghiera sarà il Servo di Dio Mons. Oscar Arnulfo Romero, a 30 anni dalla morte avvenuta il 24 marzo del 1980, ucciso dagli squadroni della morte mentre celebrava la messa nella cappella dell’ospedale Divina Provvidenza per malati di cancro di San Salvador in Centro America. Il suo messaggio oggi è forte più che mai, ci riavvicina alla nostra fede facilmente assuefatta ai problemi e alle ingiustizie del mondo che ogni giorno ascoltiamo dalla tv, dalla radio, dai giornali e alle quali, ormai, non facciamo più caso. Le parole di Romero, fortemente gridate in quelle assemblee eucaristiche stracolme di gente, di poveri, di disperati, 1 di perseguitati, risuonano anche per noi oggi, come la voce del coraggio, la voce di un profeta che vuole farci prendere coscienza delle grandi possibilità e degli strumenti che Dio ci ha fornito per proclamare la sua Giustizia. Perché la vita di ogni cristiano non può essere considerata vita, se non si fa attenta alla realtà dei più bisognosi. Mons. Romero è uno dei nostri profeti moderni, un profeta che ci continua a parlare, un operatore di pace che ha lottato contro il male, dal più grande al più piccolo, e ha operato per il bene, non di pochi ma di tutti. E ora ascoltiamo “il sogno di Dio”. Dal Libro del profeta Isaia 2, 1-5 Messaggio che Isaia, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme. Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s'innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: "Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri". Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione, non impareranno più l'arte della guerra. Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore. SILENZIO CANTO PROCESSIONALE: L’unico Maestro Le mie mani, con le tue, possono fare meraviglie possono stringere e perdonare e costruire cattedrali. Possono dare da mangiare e far fiorire una preghiera. Perché tu, solo tu, solo tu sei il mio maestro e insegnami ad amare come hai fatto tu con me, se lo vuoi, io lo grido a tutto il mondo che tu sei, l’unico maestro sei per me. 2 Questi piedi, con i tuoi possono fare strade nuove, possono correre e riposare, sentirsi a casa in questo mondo. Possono mettere radici e passo a passo camminare. Rit. Questi occhi, con i tuoi, potran vedere meraviglie, potranno piangere e luccicare, guardare oltre ogni frontiera. Potranno amare più di ieri se sanno insieme a te sognare. Rit. Tu sei il corpo, noi le membra, diciamo un’unica preghiera, Tu sei il maestro, noi testimoni della parola del vangelo. Possiamo vivere felici in questa chiesa che rinasce. Rit. 1 a PARTE OPERATORE DI PACE: DOVERE DI TUTTI GLI UOMINI Animata da Acli e Aifo Dal Vangelo secondo Marco 10, 35-45 Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: "Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo". Egli disse loro: "Che cosa volete che io faccia per voi?". Gli risposero: "Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra". Gesù disse loro: "Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?". Gli risposero: "Lo possiamo". E Gesù disse loro: "Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato". Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: "Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi 3 sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti". SILENZIO DA UN’OMELIA DI MONS. ROMERO “Siamo sazi di armi e di proiettili… La fame che abbiamo è di giustizia, di cibo, di medicine, di educazione, di programmi realmente tesi a un equo sviluppo. Se si arriverà a rispettare i diritti umani, ciò di cui meno avremo bisogno saranno le armi e i metodi di morte… se vogliamo che la violenza abbia termine e che abbiano termine tutte le presenti sofferenze, bisogna andare alla radice. E la radice sta qui: nell’ingiustizia sociale... La Chiesa proclama la sua fede nella pace; ma la pace non può che essere frutto della giustizia. La violenza non cesserà sino a che non ne saranno distrutte le radici... La Chiesa deve denunziare ciò che viola la vita, la libertà e la dignità dell’uomo. Non chiede la vita, ma dà la vita per difendere la vita”. SILENZIO CANONE: De noche De noche iremos, de noche, que para encontrar la fuente, sólo la sed nos alumbra, sólo la sed nos alumbra. C’È UN DOVERE Dalla Costituzione Pastorale Gaudium et Spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo del Concilio Vaticano II (dal n. 78 e 93) Tutti Solista Tutti La pace non è la semplice assenza di guerra…, ma viene definita opera della giustizia. È il frutto dell’ordine impresso nella società umana dal suo divino fondatore e che deve essere attuato dagli uomini che aspirano ad una giustizia sempre più perfetta. Tuttavia questo non basta. 4 Solista Tutti Solista Tutti Solista Tale pace non si può ottenere sulla terra se non è tutelato il bene delle persone e se gli uomini non possono scambiarsi con fiducia e liberamente le ricchezze del loro animo e del loro ingegno. La ferma volontà di rispettare gli altri uomini e gli altri popoli e la loro dignità, e l'assidua pratica della fratellanza umana sono assolutamente necessarie per la costruzione della pace. In tal modo, la pace è frutto anche dell'amore, il quale va oltre quanto può apportare la semplice giustizia. I cristiani, ricordando le parole del Signore: “in questo conosceranno tutti che siete i miei discepoli, se vi amerete gli uni gli altri”, niente possono desiderare più ardentemente che servire con maggiore generosità ed efficacia gli uomini del mondo contemporaneo. Perciò, aderendo fedelmente al Vangelo, e beneficiando della sua forza, i cristiani, uniti con tutti coloro che amano e praticano la giustizia, hanno assunto un compito immenso da adempiere su questa terra: di esso dovranno rendere conto a colui che tutti giudicherà nell'ultimo giorno. Infatti non tutti quelli che dicono: “Signore, Signore”, entreranno nel regno dei cieli, ma quelli che fanno la volontà del Padre e coraggiosamente agiscono. PRIMO CANTO PROCESSIONALE: Vivere la vita Vivere la vita con le gioie e coi dolori di ogni giorno, è quello che Dio vuole da te. Vivere la vita e inabissarsi nell’amore è il tuo destino, è quello che Dio vuole da te. Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui, correre con i fratelli tuoi. Scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai. 5 Vivere la vita è l’avventura più stupenda dell’amore, è quello che Dio vuole da te. Vivere la vita e generare ogni momento il paradiso, è quello che Dio vuole da te. Vivere perché ritorni al mondo l’unità, perché Dio sta nei fratelli tuoi. Scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai. (2v) SECONDO CANTO PROCESSIONALE: Danza la vita Cammina sulle orme del Signore Canta con la voce e con il cuore, Non solo con i piedi ma con la bocca e con la vita, Usa soprattutto il cuore canta senza stonature, Ama… chi è con te. la verità…del cuore. Cammina con lo zaino sulle Canta come cantano i viandanti: spalle: Non solo per riempire il tempo, La fatica aiuta a crescere Ma per sostenere lo sforzo Nella condivisione Canta e cammina Canta e cammina Se poi, credi non possa bastare, Se poi, credi non possa bastare, segui il tempo segui il tempo stai pronto e… stai pronto e… Rit. Danza la vita al ritmo dello Rit. Danza la vita … spirito oh. Danza, danza al ritmo che c'è in te. 2a PARTE L’OPERATORE DI PACE LOTTA CONTRO IL MALE DAL PIÙ GRANDE AL PIÙ PICCOLO Animata dal Centro Missionario diocesano Dal Libro del profeta Isaia 58, 4-11 Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È 6 forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore? Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti? Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!". Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. SILENZIO DALL’OMELIA DI MONS. ROMERO DEL 9 OTTOBRE 1977 “La massa di gente povera, dissero i vescovi in Medellin, sono un peccato, un’ingiustizia che fa piangere il cielo. L’emarginazione, la fame, l’analfabetismo, la malnutrizione e tante altre cose miserabili che invadono il nostro essere, sono conseguenza del peccato. Del peccato di quelli che lo accumulano tutto e non lo tengano per il demonio. E anche del peccato di quelli che, non avendo niente, non lottano per la loro promozione; sono conformisti, pigri, non lottano per promuoversi. Però molte volte non lottano, non per colpa loro. È che hanno una serie di condizionamenti, di strutture, che non li lasciano progredire”. 7 DALLA SECONDA CARTA PASTORALE DELL’AGOSTO 1977 “Come Cristo, la Chiesa deve continuare a denunciare i peccati dei nostri giorni, deve denunciare l’egoismo, che si nasconde nel cuore di tutti gli uomini, il peccato che rende disumane le persone, che disgrega le famiglie, che converte al denaro, al possesso, al profitto e al potere come unico fine degli uomini. E, come colei che ha un minimo di lungimiranza, una minima capacità di analisi, la Chiesa deve denunciare quello che, a ragione, è stato definito il ‘peccato strutturale’, vale a dire, quelle strutture socioeconomiche, culturali e politiche che emarginano in modo spaventoso la maggioranza degli uomini. Quando la chiesa sente il grido degli oppressi il minimo che deve fare è denunciare gli organismi e gli elementi sociali che causano e perpetuano la povertà dalla quale sorge il grido d’aiuto. Però, così come ci ha insegnato Cristo, la denuncia della chiesa non si ispira all’odio ne al risentimento, ma punta alla conversione dei cuori e alla salvezza di tutti”. SILENZIO CANONE: La ténèbre La ténèbre n’est pas ténèbre, devant toi, la nuit comme le jour est lumière. TESTIMONIANZA GIULIANO BASSO, operatore della Organizzazione Non Governativa Cmlc (Comunità laici missionari cattolici). Il male del Debito estero e la sua remissione nella Guinea Conakry. CANTO PROCESSIONALE: Il canto dell’amore 1. Se dovrai attraversare il deserto non temere io sarò con te se dovrai camminare nel fuoco la sua fiamma non ti brucerà seguirai la mia luce nella notte sentirai la mia forza nel cammino sono io il tuo Dio, il Signore. 2. Sono io che ti ho fatto e plasmato ti ho chiamato per nome io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore perché tu sei prezioso ai miei occhi vali più del più grande dei tesori io sarò con te dovunque andrai. 8 3. Non pensare alle cose di ieri cose nuove fioriscono già aprirò nel deserto sentieri darò acqua nell'aridità perché tu sei prezioso ai miei occhi vali più del più grande dei tesori io sarò con te dovunque andrai perché tu sei prezioso ai miei occhi vali più del più grande dei tesori io sarò con te dovunque andrai. 4. Io ti sarò accanto sarò con te per tutto il tuo viaggio sarò con te io ti sarò accanto sarò con te per tutto il tuo viaggio sarò con te. 3a PARTE L’OPERATORE DI PACE CERCA IL BENE NON DI POCHI MA DI TUTTI Animata dalla Comunità cristiana di Varazze Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Romani 12, 9-21 La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell'ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non nutrite desideri di grandezza; volgetevi piuttosto a ciò che è umile. Non stimatevi sapienti da voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina. Sta scritto infatti: Spetta a me fare giustizia, io darò a ciascuno il suo, dice il Signore. Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, accumulerai carboni ardenti sopra il suo capo. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene. 9 SILENZIO DA UN’INTERVISTA A MONS. ROMERO “Sono stato frequentemente minacciato di morte. Come cristiano, non credo nella morte senza resurrezione: se mi uccidono, risorgerò nel popolo salvadoregno. Lo dico senza presunzione, con la più grande umiltà. Come pastore sono obbligato per mandato divino a dare la vita per coloro che amo, cioè tutti i salvadoregni, anche quelli che mi uccidessero. Se le minacce dovessero compiersi, già da adesso offro a Dio il mio sangue per la redenzione e la resurrezione del Salvador. Il martirio è una grazia di Dio che non credo di meritare, ma se Dio accetta il sacrificio della mia vita, che il mio sangue sia seme di libertà e segno che la speranza si tramuterà ben presto in realtà. La mia morte, se accettata da Dio, sia per la liberazione del mio popolo e come una testimonianza di speranza nel futuro. Lei può dire, se arrivassero ad uccidermi, che io perdono e benedico quelli che lo faranno. Forse, così, si convinceranno di perdere il loro tempo: un vescovo morirà, ma la Chiesa di Dio, che è il popolo, non perirà mai. …Quanto più un popolo si incammina per le vie della pace, della giustizia, della fraternità, dell’amore, tanto più Cristo è glorificato. Cristo è nella storia e la storia lo riflette come gioia dei popoli, come fiducia degli uomini”. SILENZIO CANONE: Ubi caritas et amor Ubi caritas et amor, ubi caritas Deus ibi est. TESTIMONIANZA MICHELE CAVIGLIA medico, capo scout del Gruppo Varazze 1. PREGHIERA “IO SOGNO” proposta da alcune realtà ecclesiali di Varazze Oratorio Salesiani. Io sogno che un giorno gli uomini si riconoscano tutti uguali. Sogno che nessuno sia giudicato dal colore della pelle o dalla sua 10 nazionalità. Io sogno che la fame sia cancellata dal vocabolario dei popoli. Sogno che la madre terra sia il tuo, il mio, il nostro giardino. Tutti AMEN E COSÌ SIA Gruppo Famiglie. Io sogno le pareti delle case e le strade del mondo non più intrise di sangue. Sogno che il lutto e il pianto di tutte le madri trovino lo stesso conforto. Io sogno che la verità da nessuno sia ritenuta sua proprietà. Sogno uomini sinceri e onesti, contrari ad ogni rigidità e intolleranza. Tutti AMEN E COSÌ SIA Agesci. Io sogno che l’unità dei cristiani sia un desiderio coltivato da tutti. Sogno che la fraternità universale trovi respiro nella preghiera di tutti i credenti. Io sogno che la forza dell’amore sia più forte della violenza. Sogno che guerre e divisioni non abitino i pensieri degli uomini. Tutti AMEN E COSÌ SIA Gruppo Kairos. Io sogno una casa grande e luminosa, dove tutti siedano insieme alla stessa tavola. Sogno la Terra promessa di una fratellanza che si chiama giustizia, pace e libertà. Io sogno che tu ed io possiamo coltivare le stesse speranze. Che il nostro sogno possa essere espressione di quello di Dio! Tutti AMEN E COSÌ SIA CANTO PROCESSIONALE: Resta accanto a me Rit. Ora vado sulla mia strada con l'amore tuo che mi guida o Signore ovunque io vada resta accanto a me. Io ti prego, stammi vicino ogni passo del mio cammino ogni notte, ogni mattino resta accanto a me. Il tuo sguardo puro sia luce per me e la tua parola sia voce per me. Che io trovi il senso del mio andare solo in Te, nel tuo fedele amare il mio perché. Rit. Ora vado … 11 Fa' che chi mi guarda non veda che Te. Fa' che Chi mi ascolta non senta che Te e chi pensa a me, fa' che nel cuore pensi a Te e trovi quell’amore che hai dato a me. Rit. Ora vado … 4a PARTE IN CHIESA: CON MONS. ROMERO DIO È PASSATO PER IL SALVADOR Animata dall’Azione Cattolica diocesana Dal Vangelo secondo Matteo 25, 31-46 Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi". Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato". Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto 12 affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?". Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me". E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna". INTERVENTO DEL VESCOVO SEGNO: Accompagnati dal canto, ognuno di noi è invitato a staccare la goccia d’acqua che trova nel libretto e a depositarla nell’ampolla davanti all’altare. Canto dei tre giovani Noi ti lodiamo Signore, a Te la lode e la gloria per sempre. Noi lodiamo il tuo nome, a Te la lode e la gloria per sempre. Noi loderemo il Signor, canteremo il suo amor che durerà per sempre. (2v) Astri del cielo lodate il Signore, a Lui l'onore e la gloria per sempre. Acque del cielo lodate il Signore, a Lui l'onore e la gloria per sempre. Sole e luna lodate il Signore, a Lui l'onore e la gloria per sempre. Piogge e rugiade lodate il Signore, a Lui l'onore e la gloria per sempre. O venti tutti lodate il Signore, a Lui l'onore e la gloria per sempre. Fuoco e calore lodate il Signore, a Lui l'onore e la gloria per sempre. Notte e giorno lodate il Signore, a Lui l'onore e la gloria per sempre. 13 Nuvole e lampi lodate il Signore, a Lui l'onore e la gloria per sempre. Uomini tutti lodate il Signore, a Lui l'onore e la gloria per sempre. Tutta la terra dia lode al Signore, a Lui l'onore e la gloria per sempre. DIALOGO CON IL SERVO DI DIO MONS. ROMERO (da uno scritto di Mons. Tonino Bello) Tutti. Noi t’invochiamo, vescovo dei poveri, coraggioso difensore della giustizia, martire della pace: ottienici dal Signore forza e coraggio nel seguire la sua Parola. Aiutaci a intuirne la bellezza e a sostenerne la potenza. Uomini. Liberaci dalla tentazione di sminuirla, per paura dei potenti. Di addomesticarla, per piacere a chi comanda. Di svilirla, per timore che ci coinvolga. Donne. Dacci una mano, perché possiamo incarnarla nella vita, nella piccola vita personale e comunitaria, e produca così storia di salvezza. Aiutaci a comprendere che i poveri sono il luogo dove Dio si manifesta e il roveto inconsumabile da cui egli ci parla. Solista. Prega, Servo di Dio, perché la Chiesa di Cristo, per amore loro, non taccia. Implora lo Spirito perché le rovesci addosso tanta libertà da farle deporre, finalmente, le sottigliezze del linguaggio 14 misurato e farle dire a viso aperto che la produzione e il commercio degli strumenti di morte sono un crimine, che il mancato rispetto dei diritti umani è un oltraggio alla dignità dei popoli. Tutti. Noi t’invochiamo, vescovo dei poveri, coraggioso difensore della giustizia, martire della pace. Solista. Prega, vescovo Romero, perché tutti i vescovi della terra si facciano banditori della giustizia e operatori di pace, e assumano la nonviolenza come stile del loro impegno pastorale. Tutti. Noi t’invochiamo, vescovo dei poveri, coraggioso difensore della giustizia, martire della pace. Solista. Prega, vescovo Romero, per tutti i popoli del terzo e del quarto mondo oppressi dal debito. Facilita, con la tua implorazione presso Dio, la remissione di questi disumani fardelli di schiavitù. Intenerisci il cuore dei “faraoni”. Accelera i tempi in cui un nuovo ordine economico internazionale liberi il mondo da tutti gli aspiranti al ruolo di Dio. Tutti. E infine, vescovo Romero, prega per noi qui presenti, perché il Signore ci aiuti a essere prossimi, verso coloro che faticano a vivere. Operatori di pace nell’impegno contro le ingiustizie. Operatori di pace nel creare fraternità. Amen. Preghiamo O Dio nostro Padre, con il tuo Spirito e nella tua Chiesa, rimani accanto a noi e guida i nostri passi nella costruzione quotidiana della pace. Sul modello del tuo Figlio Gesù, con i nostri fratelli di ogni continente, lotteremo insieme contro il male, dal più grande al più piccolo, e cercheremo in ogni nostra azione il bene, non di pochi ma di tutti. Te lo chiediamo per Cristo, nostro Signore. AMEN BENEDIZIONE FINALE 15 CANTO FINALE: Pace sia, pace a voi Rit. Pace sia, pace a voi: la tua pace sarà sulla terra com'è nei cieli. Pace sia, pace a voi: la tua pace sarà gioia nei nostri occhi, nei cuori. Pace sia, pace a voi: la tua pace sarà luce limpida nei pensieri. Pace sia, pace a voi: la tua pace sarà una casa per tutti. Pace a voi: sia il tuo dono visibile. Pace a voi: la tua eredità. Pace a voi: come un canto all'unisono che sale dalle nostre città. Rit. Pace a voi: sia un'impronta nei secoli. Pace a voi: segno d'unità. Pace a voi: sia l'abbraccio tra i popoli, la tua promessa all'umanità. Rit. 16 BREVE BIOGRAFIA Oscar Arnulfo Romero, nasce il 15 marzo del 1917 a Ciudad Barrios di El Salvador, da una famiglia modesta. Appena terminati gli studi, decide di seguire la sua chiamata vocazionale al sacerdozio dedicandosi con passione all’attività pastorale come parroco, in seguito come direttore del seminario interdiocesano di San Salvador, poi come segretario della Conferenza Episcopale dell’America Centrale e di Panama. Nel 1977, viene ordinato arcivescovo di El Salvador, in un momento di profonde contraddizioni ideologiche tra Chiesa e Governo, che si trovano coinvolti nelle continue lotte per la spartizione della terra nelle mani dei grandi proprietari terrieri. Il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più evidente, mentre la drammaticità degli atti di violenza dei militari, toglie ai contadini e ai poveri qualsiasi speranza di sopravvivenza. L’incontro e la morte del gesuita e suo amico Rutilio Grande fa intraprendere a questo uomo di Dio un nuovo percorso di conversione dal conservatorismo ecclesiastico in cui si era formato, a cuore pulsante del suo popolo. La sua conversione è infatti una “conversione ai poveri”, che gli fa dimenticare le molte paure che aveva per se stesso e per la Chiesa. Da questo momento in poi tutte le sue omelie e i suoi discorsi saranno orientati alla denuncia della lotta armata, della violenza, della repressione e alla difesa dei diritti umani. Divenuto ormai bersaglio del regime dittatoriale del paese, il 24 marzo del 1980, Oscar Arnulfo Romero mentre celebrava la messa, viene ucciso da un sicario con un colpo di fucile al cuore che gli toglie la vita. 17 Sarebbe bello che chi ha qualcosa, distribuisse e dividesse come fratello, come compagno del povero. Tu sei un mendicante. Anch’ io sono un mendicante, perché ciò che possiedo Dio me lo ha prestato. Prestato. Nell'ora della morte dovrò restituirlo tutto. Questo è quello che predica la Chiesa: Dio ha dato a tutti, perché tutti avessimo potuto fare del mondo, creato da Dio per la felicità di tutti, un'anteprima del regno dei cieli. Mons. Romero 18 19