SOFFIO DI NOVITÀ ANNO 12 N. 5 – GENNAIO 2009 Periodico registrato presso il Tribunale di Verbania con provvedimento n. 1 del 28 gennaio 2008 Periodico ufficiale dell’Oratorio San Vittore di Verbania Con le esperienze invernali riparte l’anno del nostro Oratorio... sempre protagonista! SOFFIO DI NOVITÀ ANNO 12 N. 5 – GENNAIO 2009 Periodico registrato presso il Tribunale di Verbania con provvedimento n. 1 del 28 gennaio 2008 Periodico ufficiale dell’Oratorio San Vittore di Verbania IN QUESTO NUMERO - L’Editoriale di Don Fabrizio Æ pag. 3 - Il presepe viventeÆ pag. 4 - Capodanno a Taizè Æ pag. 6 - Campo Scuola a Re Æ pag. 8 - Viaggio in Terra Santa Æ pag. 10 - L’animatore del mese: Alex Aromando Æ pag. 12 - Separati alla nascitaÆ pag. 14 - Il Canto e la musica sacraÆ pag. 15 - Una vita in Oratorio: Mario Piola Æ pag. 18 - La canzone del mese Æ pag. 20 - Il TestÆ pag. 22 - Carnevale 2009: il programmaÆ 23 - Gli appuntamenti Æ 24 -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------PROPRIETARIO ED EDITORE Æ CIRCOLO C.S.I. SAN VITTORE DIRETTORE RESPONSABILE Æ MASSIMILIANO MARTINI CAPO REDATTORE ÆPAOLO RICCI IN REDAZIONEÆFABIOLA CLEMENTE, JOEL GUNELLA, SILVIA MAULINI, MARGHERITA SIRONI HANNO COLLABORATO Æ FRANCESCA BELLI, ROBERTO BIANCHI, MATTEO BIGONI, VERA CARDOLETTI, DAMIANO COLOMBO, DON FABRIZIO CORNO, IRENE FANARI, VALENTINA GREGGIO PER SCRIVERE ALLA REDAZIONEÆ [email protected] PER SCRIVERE A DON FABRIZIOÆ [email protected] oppure indirizzare le proprie lettere “cartacee” all’indirizzo dell’Oratorio: Via Rosmini, 24. SITO INTERNETÆ www.circolosanvittore.net STAMPATO IN PROPRIO, C/O CIRCOLO C.S.I. SAN VITTORE, VIA ROSMINI, VERBANIA ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ FACCE DA “SOFFIO” Fulvia Castelli Manda la tua “Faccia da Soffio”, ripresa mentre leggi il giornalino, alla redazione di Soffio di Novità! FACEBOOK, VECCHI AMICI E IL MIO LETTORE MP3 Che fantastica storia è la vita! DI DON FABRIZIO CORNO Sempre abituato a Ben venga allora quel si- sa! Basta volerlo e basta leg- lenzio che fa tanta paura, gere con gli occhi giusti la ma di cui tanto abbiamo bi- propria storia e quella degli sogno! E’ stato questo il ‘do- altri. Non solo ricordi passa- no’ delle mie corde vocali… ti di un tempo e di un mon- Ci voleva! do che non esistono più … E in questo silenzio chi sal- perché “adesso con te io ta fuori? Vecchi amici o sto vivendo qui con te il semplicemente persone che tempo migliore è il mio abbiamo incrociato nella vi- presente qui con te!” ta e che ci hanno ‘detto’ o come direbbe un altro can- ‘dato’ qualcosa … magari an- tante, Gianni Morandi. che solo per poco tempo ... E E allora eccomi con il mio molti di questi attraverso la lettore Mp3 col quale a nuova moda di facebook, il volte mi addormento ria- social network più in voga. scoltando le canzoni che mi parlare, pro- E allora ritrovo Cristina, piacciono di più perché fan- gettare, cor- Matteo, Ronni, Carola, Cri- no vibrare quelle corde se- rere … buon segno, no? Vuol stian e rivedo Mattia, Ales- grete dire che sei vivo! Ma quando sia, Silvia, Juri, Andrea e l’esperienza hanno creato. pensi che vuoi continuare a tanti altri … non solo nomi, Penso al mio sogno, penso portare avanti quel sogno non solo volti, ma persone in alle persone che il Signore che fin da ragazzo ti ha affa- carne ed ossa che hanno se- mi ha dato la grazia di in- scinato e cioè quello di a- gnato il mio cammino! Ra- contrare, ieri come oggi, … mare, un amore che è dare gazzi che ho incrociato da mi sto addormentando: ora all’altro te ragazzo o da seminarista e la canzone che sto ascoltan- (l’amore oblativo, per usare che oggi trovo cresciuti in do è di Antonello Venditti: una parola difficile), allora ti molti sensi … “Che fantastica storia è il meglio di che la vita e accorgi che non puoi far I migliori anni della la vita!”: sì, sempre e co- questo senza prenderti il nostra vita? Come direbbe munque la vita è una fanta- tempo giusto per scavare Renato Zero? Guardare al stica storia! Pagine già scrit- dentro di te, per ‘volerti be- passato come ‘migliore’ ri- te, pagine che stiamo scri- ne’ e per pescare da tutto spetto al presente potrebbe vendo, pagine che ci atten- quel tesoro che il Signore ti essere una tentazione. Inve- dono … ma sempre pagine ha donato in esperienze, in- ce “penso che ogni gior- intrise del profumo di quelle contri, gioie e dolori e che no sia come una pesca persone che Dio ci ha messo hanno bisogno di essere ac- miracolosa!” accanto per dare senso alla colte, meditate, anzi ‘ruminate’ nel cuore! Se davvero ci accorgessimo nostra esistenza … e qui, di questo! Ogni giorno è ancora una volta, puoi davvero una pesca miracolo- trovare Dio! 3 L’Oratorio scende in piazza per testimoniare la magia del Natale Bambini, genitori, nonni, animatori: domenica 21 dicembre tutto l’Oratorio ha partecipato alla rappresentazione del Presepe vivente. In uno scenario del tutto nuovo come piazza Ranzoni, e non più “in notturna”, abbiamo cercato di ricostruire le botteghe e i costumi della Betlemme di 2008 anni prima. La bella giornata di sole ha agevolato la riuscita della manifestazione. Centinaia di persone (1.171 quelle registrate al censimento) hanno passeggiato tra gli antichi mestieri e pranzato sotto il tendone della “locanda”. Un viavai di visitatori che è proseguito fino alle 17, quando è arrivato l’attesissimo momento della nascita di Gesù. Una giornata da non dimenticare non solo perché l’”esperimento” di piazza Ranzoni è riuscito ma anche perché in quell’occasione si è potuto toccare con mano lo spirito di unione, di condivisione, di un’intera comunità, quella del nostro Circolo, che ha partecipato in massa all’evento e che aveva davvero voglia di contagiare con il suo amore e la sua gioia tutta la città. Abbiamo affidato a un papà, uno dei tanti che hanno contribuito a costruire il villaggio di Betlemme, di raccontarci le sue impressioni. Alcuni Miriam Soffritti, Mattia Alberganti e la piccola Emma nei panni della Santa Famiglia BETLEMME? È IN PIAZZA RANZONI _________________ __ DI ROBERTO BIANCHI Dopo alcune concitate riunioni, nonostante le preoccupazioni per le tante novità di quest’anno, dovute soprattutto all’indisponibilità di piazza San Vittore, nel pomeriggio di sabato 20 dicembre sono finalmente iniziati i lavori per la preparazione del Presepe Vivente. Gli intoppi e gli inconvenienti non sono mancati, ma sono stati tutti prontamente risolti grazie all’affiatamento e allo spirito di gruppo che, con la magia del Natale, ha legato un nutrito gruppo di papà, mamme e animatori. E così domenica 21, di prima mattina, era già tutto pronto per l’arrivo arrivo degli angioletti. Potrei descrivere come si sono svolte le cose, i colori dei vestiti degli abitanti, dei pastori, delle guardie, la luce di una splendida giornata di sole e le fiaccole che hanno accompagnato il corteo dei luccicanti angioletti, i sorrisi delle persone (veramente tante) che si sono fermate al censimento. Potrei ricordare le musiche che hanno accompagnato tutta la giornata, i canti dei bambini del coro, il battere del martello del fabbro, il tintinnio dell’arrotino, i colpi di accetta del boscaiolo, le urla dei pescatori e del verduriere, il belare delle pecore e il raglio dell’asino, le risate dei bambini che giocavano nel pomeriggio nei vari mestieri. Potrei raccontare i profumi del vin brulè , della cioccolata, del pane fresco che usciva dal forno del panettiere, i sapori della polenta e del tapelucco. Potrei mostrarvi i manoscritti dello scriba, i ricami e i pizzi delle merlettaie, i tessuti delle sarte. Ma vorrei soprattutto saper esprimere le sensazioni e le emozioni che quest’anno sono state veramente protagoniste dell’evento. La soddisfazione di tutti, dopo aver terminato di smontare le casette e il tendone, ha fatto subito dimenticare le fatiche di quelle due giornate. Tutte queste immagini, questi suoni, questi profumi, questi sapori, col tempo saranno dimenticati. Difficilmente, però, dimenticheremo lo spirito di questo Presepio vivente, la soddisfazione, l’affiatamento che solo la magia del Natale vissuto insieme, testimoniando che ancora crediamo in quel Bambino venuto per noi, ci può regalare. Alla prossima…….. In questa pagina alcuni degli animatori, bambini e adulti che hanno vissuto l’esperienza del Presepe Vivente Il CENTRO DI AIUTO ALLA VITA di Verbania promuove per domenica 1 febbraio la GIORNATA PER LA VITA 2009, con lo slogan “La forza della vita nella sofferenza”. Un’iniziativa con cui l’associazione vuole ribadire il concetto che “La vita umana è un bene inviolabile e indisponibile”. Il CAV ha sede in piazza Matteotti 34, a Intra, ed è aperto il mercoledì (14-16) e il giovedì (9.3011.30). In caso di gravidanza inattesa, i volontari offrono alle donne ascolto, incoraggiamento, amicizia e sostegno concreto. Il numero verde Sos Vita è 8008.13000. Capodanno a Taizè Dal 29 dicembre al 2 gennaio Bruxelles si è riempita di giovani per l’annuale raduno di Taizè. Hanno partecipato alle giornate anche 5 ragazzi del nostro Oratorio. Ecco il racconto di uno di loro ECCO COS’È TAIZÈ _________________ __ __ DI DAMIANO COLOMBO * È proprio il caso di dirlo: è una cosa che a raccontarla non ci si crederebbe con tanta facilità. Se qualcuno vi dicesse che a Bruxelles il 31 gennaio scorso 40.000 giovani hanno accolto il nuovo anno pregando insieme e meditando l’amore di Dio verso di noi, ci credereste? Eppure è una cosa vera! Infatti ogni anno, da ormai diversi decenni, la comunità interconfessionale di Taizè, un piccolo paese nei pressi di Cluny in Francia, organizza per il Capodanno un’esperienza rivolta ai giovani da 15 a 35 anni. Si tratta di un soggiorno della durata di 5 o 6 giorni che ogni anno si svolge in una cittadina europea diversa e, quest’anno ha avuto luogo a Bruxelles, capitale del Bel- gio, dal 29 dicembre al 2 gennaio. La partecipazione a questo incontro prevede la possibilità di vestire i panni di semplice pellegrino, vivendo insieme le attività proposte, oppure quelli di volontario come parte integrante dello staff dell’evento. Cinque i ragazzi del nostro oratorio che hanno partecipato: Irene Fanari, Simona Gagliardi, Giuseppe Fanari, Paolo Ricci e Simona Gagliardi, oltre a me. L’intero gruppo ha voluto aderire alla proposta di essere volontario ed è partito il 27 dicembre per poter svolgere i lavori di preparazione. L’esperienza è molto semplice. Si viene ospitati da famiglie o istituti religiosi nel territorio di una parrocchia, dove ogni mattina si inizia la giornata con la preghiera comunitaria in chiesa. Alle 11.30 si raggiunge un apposito spazio, dove viene distribuito il pranzo, e alle 13 si celebra insieme la prima preghiera con tutti i giovani presenti per l’incontro. Spesso, visto il gran numero di partecipanti, i giovani si dividono in 2 o 3 padiglioni con 1015.000 persone l’uno. Nel pomeriggio vengono proposte delle attività di confronto in vari punti della città. Alle 18.30 la cena e alle 20 la preghiera serale, che conclude la giornata. Queste preghiere sono particolari perché pensate per unire Cattolici, Protestanti e Ortodossi, cercando non i punti di divisione ma quelli di contatto e creando, così, il presupposto per un dialogo tra confessioni diverse. Molto importante e curato è I 5 ragazzi dell’Oratorio che sono stati a Bruxelles: da sinistra a destra, Simona Gagliardi, Giuseppe Fanari, Paolo Ricci, Damiano Colombo e Irene Fanari il canto nella preghiera. Esso viene, a giusta ragione, considerato fondamentale per favorire il raccoglimento e la meditazione. Un’altra caratteristica di questa esperienza è lo stile: sobrio ed essenziale all’insegna della ricerca di ciò che davvero conta e non del superfluo. Questi giorni sono stati utili per ritemprare il corpo ma soprattutto lo spirito e per trovare spunti e stimoli per la nostra vita di Cristiani. In queste giornate abbiamo sperimentato quanto sia davvero possibile un mondo più tollerante e fraterno. Giovani tra di loro sconosciuti, con tradizioni e costumi diversi, si confrontavano, anche duramente, ognuno con le proprie convinzioni; ma, allo stesso tempo, quegli stessi ragazzi si abbracciavano con un calore immenso per dimostrare ai “grandi” che, nella fede in Gesù Cristo, unico Dio e Signore, vivere nella pace è un sogno possibile. * HA COLLABORATO IRENE FANARI IL MESSAGGIO DI FRERE ALOIS Gli incontri di fine anno proposti dalla Comunità di Taizè sono incentrati sulla lettera scritta per l’occasione dal frere a capo della comunità. Ne pubblichiamo alcuni passaggi. Potete trovare la versione integrale della letteraall’indirizzo http://www.taize.fr/it_article7812.html Dovunque nel mondo, la società ed i comportamenti si modificano rapidamente. Prodigiose possibilità di sviluppo si moltiplicano, ma compaiono anche delle instabilità e, di fronte all’avvenire, si accentuano le inquietudini. Affinché il progresso tecnico ed economico vada di pari passo con una maggiore umanità, è indispensabile cercare un senso più profondo dell’esistenza. Di fronte allo sconforto ed allo smarrimento di molti, emerge una domanda: qual è la nostra sorgente di vita? Alcuni secoli prima di Cristo, il profeta Isaia già indicava una sorgente quando scriveva: «Quanti sperano nel Signore riacquistano la forza, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi.» Molte più persone, rispetto al passato, non trovano questa sorgente. Anche il nome di Dio è caricato di ambiguità o del tutto dimenticato. Può esserci un legame fra questa rimozione della fede e la perdita del gusto di vivere? Come sbloccare in noi la sorgente? Certamente nel porre attenzione alla presenza di Dio. Da lì possiamo attingere la speranza e la gioia. Allora la sorgente ricomincia a scorrere e la nostra vita acquista senso. Diventiamo capaci di farci carico della nostra esistenza: riceverla come un dono e donarla a nostra volta per coloro che ci sono affidati. Anche con una fede piccolissima si realizza un ribaltamento: non viviamo più centrati su noi stessi. Aprendo a Dio le porte del nostro cuore, prepariamo anche la strada della sua venuta per molti altri. Sì, Dio è presente in ciascuno, credente o non credente. Fin dalla sua prima pagina, la Bibbia descrive con grande bellezza poetica il dono del suo soffio di vita che Dio fa ad ogni essere umano. […] Se Dio è in noi, egli è anche davanti a noi. Ci accetta tali e quali noi siamo, ma anche ci fa uscire da noi stessi. Viene talvolta a turbare la nostra esistenza, sconvolgendo i nostri piani ed i nostri progetti. La vita di Gesù ci trascina ad entrare in questa prospettiva.[…] Troppi giovani si sentono soli nel loro cammino interiore. In due o tre è già possibile sostenersi, condividere e pregare insieme, anche con chi dice di essere più vicini al dubbio che alla fede. Una tale condivisione trova un grande appoggio se integrata nella Chiesa locale. Essa è la comunità delle comunità, dove tutte le generazioni si ritrovano e dove non ci si sceglie. La Chiesa è la famiglia di Dio: quella comunione che ci porta fuori dall’isolamento. In essa siamo accolti, in essa è reso attuale il sì di Dio alla nostra vita e troviamo l’indispensabile consolazione di Dio. […] Le comunicazioni diventano sempre più facili ma allo stesso tempo le società restano divise in compartimenti stagni. Il rischio dell’indifferenza reciproca non cessa di aumentare. Andiamo oltre l’incomunicabilità delle nostre società! Andiamo verso coloro che soffrono! […] Dovunque noi siamo, cerchiamo, soli o insieme, quale gesto compiere nelle situazioni di sofferenza. Scopriremo così la presenza di Cristo anche laddove non ce la saremmo mai aspettata. Risorto, egli è là, in mezzo agli esseri umani. Ci precede sul cammino della compassione. E già, con lo Spirito santo, rinnova la faccia della terra. Campo Scuola a RE Si è svolto a Re, dal 2 al 5 gennaio, il Campo Scuola invernale per i ragazzi delle Superiori del nostro Oratorio e per quelli dell’Oratorio di Cannobio. Scopriamo insieme come è andata! IL DONO DI UNA VITA _________________ __ __ DI SILVIA MAULINI Dal 2 al 5 gennaio i ragazzi delle superiori dell'oratorio di Cannobio e Intra si sono ritrovati nella casa di Re per passare insieme gli ultimi giorni prima dell’Epifania e del rientro a scuola (purtroppo!). Eravamo una quarantina in tutto. Siamo arrivati nel pomeriggio e, dopo aver scaricato borse borsoni e sci, siamo scesi al piano della mensa per dividerci nelle stanze. Inizialmente eravamo davvero molto divisi, la tavolata del S. Vittore (con due posti vuoti) e la tavolata di Cannobio. Dopo esserci sistemati nelle stanze siamo andati all'ultimo piano, nella mansarda, per fare la prima attività. Invece di fare il solito imbarazzante giro dei nomi, età, hobby, eccetera, Alex e gli altri animatori ci hanno proposto una cosa ancora più imbarazzante: un foglio appeso al collo su cui scrivere voto in italiano, peso, hobby, mese di nascita, numero di scarpe, mancino/destro. Dopo abbiamo dovuto dividerci in gruppi e fare delle scenette assurde, ma è proprio da qui che sono nati i nomi dei gruppi: DUPLO, SIMPSON, CANARINI, PANATINE E CARTA IGIENICA. Così mentre mangiavamo, gli animatori hanno preparato il fatidico tabellone dei turni di lavoro. Finita la cena siamo andati in Cappellina, dove ci è stato dato un libretto che doveva servire da "guida" per il campo: “IL DONO DI UNA VITA”. Abbiamo riflettuto molto sulla nostra vita, sui nostri difetti e i nostri pregi, su quello che vorremmo fare, i nostri obiettivi per il nuovo anno. Con l'attività nella mattinata dell'ultimo giorno abbiamo poi preso degli impegni che ci siamo ripromessi di mantenere, magari con l'aiuto di qualcuno più grande di noi o con una scadenza temporale. È difficile pensare a queste cose… ma quando ti trovi da solo, nel silenzio, magari con una montagna innevata davanti, non puoi non pensare, non puoi non chiederti perché sei lì in quel momento. Tornano a galla dei pensieri che magari avevi sotterrato da tempo... ti riempi di domande, ti chiedi chi te l'ha fatto fare di stare li a pensare. Poi ognuno trova le sue risposte, con un consiglio magari. In quei momenti ti senti vicino a Dio... che è l'unico che c'è sempre. Anche quando pensi di essere solo, non lo sei mai. Io personalmente ho pensato molto, mi si è riempita la testa di domande e… non riuscivo a trovare una risposta a niente. Poi ho parlato con una persona e ho capito tante cose... davvero tante. A volte basta ascoltare. Inoltre ho conosciuto nuove persone e ho fatto nuove amicizie. Ma oltre a essermi divertita questa esperienza mi è servita per staccare un po' dalla frenesia di tutti i giorni e da tutte le preoccupazioni. Nei pomeriggi spesso andavamo a pattinare alla bellissima pista di pattinaggio di Malesco oppure sulla neve in un prato vicino alla casa. Noi ragazzi “sanvittoriani” abbiamo legato molto con l'altro oratorio con cui abbiamo condiviso questa esperienza così forte, ci siamo trovati veramente molto bene. Non avrei mai pensato di poter conoscere qualcuno in tre giorni e mantenere i contatti progettando già per dei campi futuri. Infatti, e parlo a nome mio e di molti dei ragazzi del campo, vorrei fare una richiesta un po' particolare a Don Fabrizio: proponiamo di fare a Pasqua o, se non si riesce, nelle vacanze estive un campo insieme a Cannobio, magari a Prascondù, dato che molti di loro non ci sono mai stati e la casa è grande. Per non perderci di vista e per fare assieme un'altra esperienza bella come questa. Ovviamente i ragazzi di Cannobio faranno la stessa proposta a Don Emilio. Ho raccolto qualche commento a qualche ragazzo al campo. Eccoli. Elena F. (Cannobio): oltre a essermi divertita, ho riflettuto molto e mi è stato molto d'aiuto e non vedo l'ora che ci sia un altro campo. Simone M. (Intra): è stato un campo di riflessione impegnativo dal punto di vista spirituale. Grandissimi gli animatori e tutti noi raga!!! Silvia M. (io, quindi Intra): gli ingredienti di questo campo sono stati sicu- ramente il divertimento e la riflessione, la preghiera ma a volte anche molta confusione. Un ottimo modo per iniziare l'anno. È stato veramente un bellissimo campo ci voleva proprio! Grazie! Infine un ringraziamento particolare a tutti gli animatori: DANIELE, RICCARDO, ARIANNA e STEFANO per Cannobio; ALEX E SARA per San Vittore; alla nostra cuoca VALENTINA e a GIANNI; a DON FABRIZIO e DON EMILIO. Viaggio in Terra Santa Tra i 35 partecipanti al viaggio in Terra Santa organizzato da don Angelo Nigro nell’ambito del progetto giovanile “Nuova Realtà”, c’erano anche alcune persone del nostro Oratorio. Ecco la testimonianza di chi ha vissuto anche solo pochi giorni in questo angolo di Medio Oriente che lascia un segno indelebile in chiunque lo visiti. CHE EMOZIONE questo momento, e al quarto tentativo mi è andata bene. Quindi è un regalo che mi è venuto dal cielo, e non è un’esagerazione. Si vede che per me il momento era questo. In viaggio, poi, ho scoperto che quasi tutti aspettavano una tale occasione, chi da più chi da meno tempo, ma sta di fatto che l’attesa era una situazione che ciascuno aveva provato e vissuto a suo modo. Quando poi, sul posto, tutto, poco per volta, si sviluppava nel migliore dei modi, ci siamo resi conto che siamo stati ampiamente ripagati. Meraviglia e ricarica. Non sono parole forzate. Razionalizzando un po’, ma non troppo perché non ci riesco, da subito ho fatto un po’ fatica a rendermi conto che ero veramente a Nazareth, sul Monte delle Beatitudini, a Cafarnao, a Tabgha, dove Gesù ha moltiplicato i pani e i pesci, e poco più in là ha conferito a Pietro il primato. Conosci gli episodi della sua vita ma vedere i posti dove sono successi è tutta un’altra cosa. Ci dicevano che Paolo VI sottolineava che il quinto Vangelo sono i luoghi in cui è vissuto Gesù e questa è un’affermazione molto forte soprattutto se sei lì. Ho anche letto, ma non ricordo dove, che il quinto Vangelo è quello che scrive ciascuno di noi. Ciascun momento, comunque, era vissuto bene e senza eccessiva fretta, calibrato sulle persone, e ciò ha permesso di viverli tranquillamente; semmai rimaneva il desiderio di ritornarci o di poterci restare più a lungo. Sia la compagnia, sia i posti e i momenti di raccoglimento, hanno contribuito a “ricaricare” lo spirito e a CAMMINARE SULLE ORME DI GESÙ DI VERA CARDOLETTI L’esperienza di questo viaggio che ho avuto, finalmente, l’opportunità di effettuare, è qualche cosa che non si riesce a comunicare totalmente, soprattutto dovendo metterla nero su bianco. Pertanto ciò che di seguito leggerete sarà una parte di quanto ciascuno dei 36 partecipanti ha portato a casa. Premesso questo, e dopo aver ringraziato don Angelo e il dottor Facciotto (che ha organizzato il tutto), mi vengono in mente alcune parole attorno alle quali posso dire qualche cosa. Attesa. Era da otto anni, dal 2000, che aspettavo Foto di gruppo per i partecipanti al pellegrinaggio insieme le stesse cose: ritornare al Calvario, al luogo dell’unzione o dentro il Sepolcro toccando la lastra su cui è stato posto Gesù e baciarla, sempre in ginocchio. Era la stessa esperienza che ci univa e lo capivi guardandosi negli occhi e abbracciandosi. E non sono sentimentalismi da donne. motivare diversamente (per ora) le varie cose che svolgo ogni giorno. Svago Non è mancato, soprattutto in Giordania, dove ho avuto la possibilità di vedere paesaggi incredibili, come Petra e il deserto di Wadi Rum (quello di Lawrence d’Arabia, per intenderci). Il tramonto nel deserto lascia senza parole, ti passa la voglia di dire qualche cosa perché lo vivi e basta, ammiri e resti così - in ammirazione appunto - , ma non ti senti solo. Andare sul cammello è stato bellissimo, come fare il bagno nel Mar Morto: effettivamente è incredibile galleggiare meglio e ciò che proprio non mi aspettavo uscendo è stato di sentirmi “pesante”, perché ovviamente quando sei fuori dall’acqua tutti i chili che hai addosso te li senti. E poi le coltivazioni di chilometri di pomodori con raccolto a ciclo continuo da Aqaba verso Nord, verso il Mar Morto, sempre in Giordania, unite alle melanzane: colpiscono perché dove irrigano cresce di tutto, e abbondantemente, e pochi metri più in là, dove l’acqua non viene portata, c’è il deserto. Cultura Intesa come componente della giornata a Masada e Qumram, ad esempio, sempre con cielo splendido, o come storia, che ci ha accompagnato per tutto il viaggio, soprattutto in Giordania dove la guida Ahmad, musulmano, ci raccontava di tutto e di più sulla storia di quel Paese, dei popoli che si sono insediati nel tempo in queste terre. Io mi perdevo Il “serpente innalzato”, sul Monte Nebo, a ricordo di Mosé che aveva ucciso un serpente e lo innalzava per guarire chi era stato morsicato dal rettile. Il monumento è anche simbolo del Salvatore innalzato sulla Croce regolarmente in questi discorsi, e un paio di volte ho preso appunti per capirci qualche cosa. E poi Betlemme: per arrivarci devi passare il check point israeliano e il muro di cemento alto sei metri e monitorato da sensori, costruito dagli israeliani nel 2002 per paura degli attentati che in quel periodo erano frequenti… e lì ti interroghi e resti senza risposte… Troppo lungo da spiegare qui, ma è significativa la frase che un palestinese che vendeva collane e altro mi ha detto in perfetto italiano: “Ma non vedi come viviamo qui?”… e ho comprato le collane. Preghiera La nostra preghiera sul pullman, seguita dal canto di alcune Sure del Corano da parte di Ahmad che poi ci traduceva; preghiera personale, prolungata quanto possibile, a Betlemme e Gerusalemme al S. Sepolcro. Preghiera intensa e a volte col desiderio di condividerla, per me soprattutto con Lorenza. Bastava fare Bambini Quelli dell’ospedale di Betlemme di Sr Sophie, vincenziana francese che tira avanti con poche altre suore, fra cui l’italiana sr Maria che ci traduceva, una bella struttura con 50 bambini, una dozzina dei quali abbandonati alla nascita, altri con problemi vari in famiglia. Bambini in giro in Giordania, sempre sorridenti che ti vendono le cicche per qualche centesimo di euro, sanno le frasi per i turisti, ti salutano mentre passi con il pullman lasciando i loro giochi fuori casa. Bambini beduini a Petra, che vendono i souvenirs mentre i genitori sono a casa, ma lì hanno il loro banchetto e sei invitato a comprare perché “italiano, tutto sconto del 50%”. E così non puoi non comprare le statuette in arenaria, scolpite all’esterno e all’interno, tipico artigianato beduino. Di contro, i bambini ebrei di Gerusalemme non si volevano far fotografare e, arrabbiati, portavano via i fratellini più piccoli. Erano comunque tutti in giro da soli. Il resto è dentro ciascuno. Sarà scontato, ma l’augurio è quello di poterci andare. così mi attaccavo a lei (rom- ti ha dato maggiori soddi- pendole un po’ le scatole). Nei sfazioni? centri estivi e le domeniche pomeriggio andavo lì. Poi mi sono “trasferito” al Circolo. Alex Aromando 2) Chi ti ha fatto conoscere l’oratorio, quale è stata la Nuova puntata della rubrica con la quale conosciamo meglio gli animatori del nostro Oratorio. Dopo Clarissa Spotti (che di anni ne ha 25 e non 24 come erroneamente pubblicato) è il turno di un altro animatore di Free Spirit (poi abbiamo finito) nonché tuttofare dell’Oratorio: Alex Aromando “TUTTO È NATO DA UN ALLENAMENTO COL GERRY” _________________ __ _____ INTERVISTA DI JOEL GUNELLA “spinta ad entrare”? Il mio arrivo è coinciso con l’arrivo di Don Angelo. Ho fatto per prima cosa il centro estivo. Poi ricordo che un sabato pomeriggio mia mamma mi ha portato al circolo, Don Angelo mi ha accompagnato al campo Beh è difficile scegliere perché da calcio, dove la squadra di tutte danno soddisfazioni chi Gerry stava facendo allena- più chi meno. Se devo scegliere mento. dico il cammino con Free Spirit Mi sono unito a loro (anche se che giocavo da un’altra parte) e da quest’anno sta dando molte li ho cominciato a frequentare. soddisfazioni, ma dico anche è ancora lungo ma (tralasciando i campi scuola e il Nome – Alex Cognome – Aromando Età – 23 anni Gruppo animato – Free Spirit (IV Superiore) 3) Ammesso di avere spa- centro estivo che sono straor- zio sufficiente, puoi elen- dinari) “La favola che non c’è”, carci tutte le attività che il teatro fatto al vip. hai svolto e che svolgi all’oratorio? 5) È meglio “fare” o “esse- Dunque, faccio un elenco “ve- re”? loce”: qualche mese di ACR; Domanda marzulliana: direi centri estivi, campi scuola, tea- essere te stesso per poter fare. 1) Ciao Alex, certamente tri, presepe vivente, consiglio molti ti conoscono già, pe- del circolo e… Free Spirit! rò forse è meglio rinfrescare un po’ la memoria. porzione, si dà o si riceve 4) Quale di queste attività All’oratorio, sei arrivato col biberon o avevi già una certa età? Ci sono arrivato con il biberon ma in un altro Oratorio. Frequentavo l’Oratorio di San Luigi fin da piccolo perché mia zia faceva l’animatrice e 6) Ma ad animare, in prodi più? Sembra scontato dire che si “Se stai con i bambini ti trovi davanti a domande, situazioni che ti fanno riflettere sulla semplicità e sulla spontaneità, se stai con i ragazzi più grandi spesso ti mettono di fronte alla tua vita, e prima di rispondere a loro devi rispondere a te stesso.” dà, ma pensandoci bene la dose che si riceve è in quantità industriale, bisogna solo avere pazienza che prima o poi i frutti si vedono. 7) Ma cosa significa per te INTERVISTE GIÀ PUBBLICATE PUBBLICATE animare? Dare l’anima per i tuoi ragazzi, dare l’anima in quello che fai anche se è a volte è difficile e ti potresti scoraggiare Vuol dire accompagnare crescendo: crescono i ragazzi e cresci anche tu, forse più di loro. Ecco l’elenco degli “animatori del mese” degli scorsi numeri. Chi desidera ricevere l’intervista via mail scriva a [email protected] Se invece qualche animatore vuole proporsi come animatore del mese può mandare una mail allo stesso indirizzo. Al più presto riceverà una risposta con il numero di conto corrente del Direttore e del Capo Redattore e l’importo del contributo da versare. Se stai con i bambini ti trovi davanti a domande, situazioni Ottobre 2007 GABRIELLA DRI che ti fanno riflettere sulla Novembre 2007 DAMIANO COLOMBO semplicità e sulla spontaneità, Dicembre 2007 SIMONE PINTORI se stai con i ragazzi più grandi spesso ti mettono di fronte alla Gennaio 2008 ELENA LASSO tua vita, e prima di rispondere Marzo 2008 ELISA PARISI a loro devi rispondere a te stes- Aprile 2008 MARCO ROLLA so. Una bella palestra insom- Maggio 2008 DIEGO CHEVALLARD ma… Novembre 2008 ELISABETTA EPIFANI Dicembre 2008 CLARISSA SPOTTI 8) Se animare significa anche trasmettere valori cristiani, cosa fa un animatore del tuo “calibro” per approfondire e vivere il cristianesimo nella quotidianità? Domanda difficile. Diciamo che si comincia con il vivere in coerenza quello che dice e fa con i ragazzi. Poi nella quotidianità il cristianesimo c’è sempre, basta saperlo vedere. Io non sono perfetto e non dico che vivo il cristianesimo tutti i giorni, perché sarei falso, non è facile. Magari non mi impegno più di tanto, intanto però cerco di dare il massimo per i miei ragazzi… Questo è già vivere il cristianesimo, no????!!!!! Gennaio 2009 ALEX AROMANDO 9) Ultima parli in domanda: due righe ci del gruppo Free Spirit? Due righe non bastano… Free Spirit è un mix di tutto. Free Spirit è un gruppo che cresce, giorno dopo giorno, che ti fa crescere, che ti mette in difficoltà, che sta insieme nel momento del bisogno, che si sa mettere in gioco e che si sente responsabile (non ancora in tutto…). Cinque anni di gruppo (c’è anche da considerare quello di terza media) sono tanti e se siamo ancora qui vuol dire che stare insieme è bello e ci fa bene. E la cosa più bella è che c’è ancora tanto cammino da fare. Un’immagine consueta di questi ultimi anni di Centro Estivo: Alex Aromando con il microfono in mano SEPARATI ALLA NASCITA ? ELENA MAULINI – DEMI LOVATO A SINISTRA ELENA MAULINI, ANIMATRICE DI “SI DAI”, MOLTO SOMIGLIANTE A DEMI LOVATO, GIOVANISSIMA ATTRICE E CANTANTE STATUNITENSE PROTAGONISTA DELLA PRODUZIONE DISNEY “CAMP ROCK” Hai altre somiglianze da proporre? Scrivi anche tu a [email protected] A chi mi scrive regalo una figurina. IL BORSINO DELL’ORATORIO A CURA DI MARCO ROLLA KAKÀ Con la rinuncia al ricco contratto offerto dagli arabi, l’asso brasiliano dimostra di essere stato inviato da Dio in terra per illuminare il nostro cammino. Venite adoremus! AL GORE E IL SUO RISCALDAMENTO GLOBALE E’ la media tra un SU ed un GIU’. Vi chiedo: avete avuto caldo quest’anno? Avete sentito gli effetti del riscaldamento globale? No?!?! Infatti mi pare di non sentire più tante notizie su Al Gore e del riscaldamento globale… Tuttavia, vista l’estate piovosa e l’inverno rigido mi vien da pensare che se anche Al Gore avesse ragione non si starebbe poi così male… DON FABRIZIO CORNO E’ deciso: giovedì 24 dicembre ore 22.30 ritrovo al Circolo, Messa di mezzanotte e a seguire scambio di regali. La serata sarà dunque completamente diversa da quella alla camomilla ideata da don Fabrizio per quest’anno e dunque sarà una bella serata Il canto e la musica sacra Questa rubrica raccoglie un breve percorso che il Coro dei Giovani dell’Oratorio San Vittore sta iniziando per imparare qualcosa di nuovo sul canto e sulla musica che accompagnano la Messa. In ogni puntata verrà trattato un tema specifico e sarà presentata una breve scheda degli autori o dei gruppi che hanno composto i canti che attualmente usiamo per animare i momenti di preghiera e la Messa delle 10. Abbiamo pensato di intervistare i maggiori esperti dell’argomento e quindi sono nati questi colloqui con i maestri che in tempi più o meno recenti hanno diretto il nostro coro. PUNTATA N.1 TRA ANTICO E MODERNO: LA “MUSICA SACRA” INTERVISTA A MIRKO PRAMPARO A CURA DI MATTEO BIGONI Caro Mirko Pramparo, da anni vicino al nostro Oratorio e anche al no- stro coro, che cos'è la musica sacra? Gli esperti considerano "musica sacra" quella musica europea vicina alla religione, in particolare Cristiana, destinata alla liturgia, alla preghiera o alla meditazione religiosa. Perché l'uomo utilizza la musica e il canto per le cerimonie religiose? La musica è di sicuro è una forma di espressione insita nell'uomo e come tale usata per tutte quelle attività vicine alle emozioni più forti sin dai primordi della specie umana. Si fa musica nei momenti speciali, quando si ama, quando si vuole trasmettere gioia, quando si vuole pregare con gli altri. In particolare il canto, rispetto al suonare uno strumento, esprime senza falsità il nostro essere, come se la nostra voce fosse qualcosa di intimo; non per nulla molti si vergognano di cantare. Normalmente una cerimonia prevede dei momenti prefissati e non di rado alcuni di questi momenti sono cantati; il canto conferisce loro più “forza”, più “espressione”, come il Santo della messa, che è il canto di gioia per l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, oppure il kyrie, cioè la richiesta di perdono per i nostri peccati. Si può pregare cantando e suonando? Certamente, la dimostrazione per me più forte arriva dai canti di Taizè, in cui il canto corrisponde alla preghiera stessa. Troppo spesso utilizziamo questi canti in modo improprio, io l'ho capito solo passando un periodo di tempo alla Comunità di Taizè. Ritengo però più difficile pregare e suonare insieme poiché il suonare richiede più concentrazione; il suono prodotto va prima pensato e ciò distoglie concentrazione alla preghiera. Probabilmente la fase della preghiera più adatta al suonare è l'adorazione, in cui ogni pensiero è finalizzato al “solo” lodare Dio. Che tipi di musica sacra ci sono stati nella storia della Chiesa? La musica sacra si è sviluppata in base alle direttive della Chiesa e alle mode del tempo, intersecandosi con le vicende storiche. Possiamo pensare a un percorso che nasce dal canto ebraico dei salmi diventando canto gregoriano, poi pian piano dalla voce singola le voci aumentano fino alla polifonia del rinascimento con i compositori fiamminghi. Il Concilio di Trento del 1530 ha fortemente influenzato la polifonia rendendo il testo più comprensibile e ab- bracciando lo stile del compositore Palestrina in contrapposizione alla nascente chiesa protestante. Nel periodo barocco (1600) vengono introdotti gli strumenti, a partire da Venezia. con Monteverdi e Vivaldi. Intanto, il nascente melodramma italiano sta per “travolgere” tutta Europa e influenzare anche la musica sacra con l'Oratorio e le Passioni (due tipi di composizione, ndr). L'aggregazione delle signorie barocche negli stati moderni vede il genio di Mozart dettare lo stile musicale fino al periodo romantico dell' 800 in cui la maestosità delle grandi orchestre ben si adatta a brani di musica su testi sacri. Il '900 vede i nazionalismi “abbracciare” o meno la chiesa a seconda del fine politico e la musica sacra “sfaldarsi” in molti stili diversi a seconda della creatività del compositore. Dopo le due guerre mondiali, dal Concilio Vaticano Se- Mirko Pram Pramparo con la piccola Em Emma condo fino a oggi, la musica sacra, come tutta la classica in generale, diventa una musica di “nicchia”. Esiste una musica sacra moderna? Esiste una musica sacra contemporanea che solo tra molti anni potremo classificare. Con il termine “musica sacra moderna” potremmo intendere tutta quella musica che oggi utilizziamo nelle celebrazioni e che non ha ancora uno stile preciso: i nostri vecchi canti si rifanno al canto gregoriano, mentre la musica di Taizè è una sorta di polifonia semplificata. Troviamo anche quella di “Rinnovamento dello Spirito” e affini, del tutto simile alla musica leggera e pop, nonché spesso con elementi del rock! E si fa breccia anche quella composta da Monsignor Frisina, che sintetizza bene polifonia popolare e antica. Esistono altri tipi di musica sacra diversa da quella “occidentale” che conosciamo noi oggi? Non credo di poter rispondere in maniera esaustiva, ma pensando ai canti gospel, alla musica yiddish, ai canti degli indiani d'America, a quella antica cinese, alla cantillazione ebraica fino al “canto a tenore” della Sardegna, trovo innumerevoli esempi dello stesso ten- tativo di andare oltre la parola utilizzando la musica come mezzo per trasmettere il sentimento di devozione e supplica a Dio. Spesso, però, molti artisti bravissimi producono musica sacra pur disprezzando il Sacro; in fondo la musica rimane un mezzo, uno strumento, che può essere utilizzato per pregare, ma tutto dipende dalla fede di chi lo utilizza. Qual è il ruolo della musica sacra nelle celebrazioni di oggi, e quale dovrebbe essere il suo stile? Oggi possiamo solo provare a mettere in “competizione” uno stile con un altro, e il “migliore” vincerà. D'altronde le musiche del passato che riteniamo importanti hanno “vinto” contro quelle che sono state scartate, e se andiamo a vedere bene, la storia della musica non procede così a “blocchi” ma i vari momenti si intersecano e spesso convivono. Penso, per esempio, a come interpretiamo sempre la musica di Beethoven in maniera “burbera” mentre la sua prima produzione era contemporanea a quella spensierata di Mozart. Dobbiamo sperimentare cercando di avere più gusto possibile. Per quanto riguarda il ruolo della musica liturgica, alcuni pensano che dovrebbe coinvolgere l'assemblea, altri che deve sottolineare i vari momenti; io propendo per questo secondo parere, ma i momenti non possono essere sottolineati se l'assemblea non ne viene coinvolta quantomeno nell'ascolto. È stato facile comporre l'Inno del Centenario dell'Oratorio, “Siamo noi la luce”? Non si tratta certo di un capolavoro. Inizialmente ho pensato che il ritornello dovesse essere breve e facilmente memorizzabile, poi ho lasciato andare la fantasia mentre giocavo con mia figlia e registravo quello che cantavo. Con il materiale creato avrei potuto comporre molti altri inni, ma il risultato mi è sembrato accettabile solo dopo la prima volta che lo ho ascoltato cantare dal Coro dell'Oratorio. LA SCHEDA I FOCOLARINI (GEN ROSSO E GEN VERDE) TRA ROCK E POP Sicuramente leggendo i titoli di queste canzoni a qualcuno verrà in mente di averle cantate in qualche occasione: Resta qui con noi; Un’altra umanità; Chi?; Vieni e seguimi; La legge della vita; Servo per amore; Ora è tempo di gioia; Benedici o Signore (Nebbia e freddo…); Grandi cose; Un giorno fra le mie mani; Resurrezione; Come Maria, etc, etc. E qualcun altro ricorderà anche: Ogni mia parola; Tu al centro del mio cuore; Vivere la vita; Ecco quel che abbiamo; Pace sia, pace a voi. Molto famosi sono anche gli autori di questi canti: il gruppo maschile di “musica pop-rock cristiana” chiamato GEN ROSSO per i primi titoli citati, e l’analogo gruppo al femminile chiamato GEN VERDE per gli altri. Le origini e la missione! Entrambi i gruppi nascono nel 1966 a Lopiano (Firenze). Questa è la sede centrale del Movimento dei Focolarini, dove famiglie e giovani di tutto il mondo vivono seguendo in modo più fedele possibile il Vangelo. La fondatrice è Chiara Lubich (scomparsa a Roma proprio l’anno scorso). Durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale a Trento, in un momento in cui a causa della guerra tutto veniva meno, Chiara Lubich a 23 anni intuisce che «ogni cosa materiale può crollare ma non Dio, che è Amore». Quindi insieme ad altre ragazze e ragazzi fonda questo movimento, che oggi conta più di 6 milioni di persone sparse in tutto il mondo, che vivono in piccole comunità, mettendo al primo posto la fedeltà al messaggio di Gesù e come slogan hanno scelto una frase del Vangelo di Giovanni: “Che tutti siano uno”. La missione scelta infatti è proprio quella della ricerca dell’unità tra le persone, attraverso il dialogo, la condivisione e la solidarietà. Una batteria per cominciare a fare musica… Nel 1966, per Natale, Chiara regala una batteria ROSSA a un gruppo di ragazzi e un’altra batteria VERDE a un gruppo di ragazze del movimento dei Focolarini. Nascono così i due gruppi che si definiscono “International Performing Arts Group” per comunicare, attraverso la musica, i messaggi di pace e fratellanza universale e concorrere così alla realizzazione di un mondo più unito. Un successo internazionale… Dalla sua origine a oggi, il Gen Rosso ha visto la partecipazione di oltre 200 tra artisti e tecnici; ha toccato 47 nazioni in Europa, Asia, Nord e Sud America, Africa e Medio Oriente con 2500 spettacoli, 220 tournée, 24 lingue cantate, 60 grandi manifestazioni internazionali, 250 workshop e oltre 5.000.000 di spettatori. La produzione discografica conta 54 album e 325 canzoni pubblicate. Attualmente è composto da 18 persone provenienti da 10 nazioni: Brasile, Congo, Kenya, Tanzania, Argentina, Spagna, Italia, Svizzera, Filippine, Polonia. Le persone che hanno fatto parte del Gen Verde sono invece più di 100 (attualmente sono 24 provenienti da 13 nazioni: Brasile, Italia, USA, Congo, Corea del Sud, Filippine, Ecuador, Scozia, Argentina, Panama, Spagna, Cile, Portogallo). Gli album prodotti sono 60, tra quelli italiani e internazionali; 5 sono i musical, 1300 spettacoli internazionali in Europa, Asia, Nord e Sud America e migliaia di concerti in 102 di tournées. Per chi vuole saperne di più: www.focolare.org; www.genrosso.com; www.genverde.it Mario Piola Dopo Alda Veneziani e Rita Menzaghi è giusto che anche gli uomini siano rappresentati in questa rubrica che ci consente di conoscere i personaggi che hanno fatto la storia del nostro Oratorio. In questa puntata diamo spazio a Mario Piola che ci racconta l’Oratorio dei primi anni Cinquanta. molto frequentato. Tutti “guardiani” che controllava- noi ragazzi andavamo lì no la situazione. per giocare e ritrovarci, E i gruppi, c’erano già? anche perchè non c’erano S’, c’erano diversi gruppi a poi molti altri posti. Lì tro- seconda delle età: fino a 10 vavamo tutto ciò di cui po- anni c’era il gruppo dei “fan- tevamo aver bisogno: diver- ciulli cattolici”, dai 10 ai 14 timento ed educazione. E anni gli “aspiranti”, fino ai c’era un campo da calcio do- 20 anni i “seniores” e infine ve passavamo intere giorna- gli uomini. Queste erano le te: iniziavamo in un certo numero ma a fine giornata eravamo molti di TANTO ORATORIO PER IMPARARE COSA SONO LEALTÀ E AMICIZIA _______________________ INTERVISTA GREGGIO DI VALENTINA La casa dove Mario Piola vive con la moglie è a Intra, all’altezza della Coop, molto vicina all’Oratorio dunque. Parliamo della sua avventura in Oratorio: come, quando e perché è iniziata? Erano gli anni Cinquanta e anche allora l’Oratorio era quattro spesso più perché altri gioca- tori entra- vano grandi “Posso dire di aver imparato grazie all’Oratorio il vero senso dell’amicizia, la lealtà e la sincerità” cate- gorie. Quali valori le ha trasmesso la lunga esperienza in Orato- rio? Devo in dire campo a partita in corso. Al che io ho iniziato a frequen- Circolo ho passato assidua- tare l’Oratorio verso i 18 an- mente gli anni della mia gio- ni e ho proseguito perché ho ventù, fino a quando mi so- ricevuto la gioia di vivere. no sposato. Anche negli anni Insomma, lì c’era tanto, ve- successivi ho comunque se- ramente tanto! Posso dire di guito da vicino e con grande aver affetto quanto accadeva. all’Oratorio il vero senso Ma c’era il prete? dell’amicizia, la lealtà e la Sì certo il prete c’era anche sincerità. se non abitava lì al Circolo ma alloggiava in canonica e veniva per “animare” i gruppi e assistere i ragazzi. C’erano, in ogni caso, i imparato grazie Ma la città come vedeva l’Oratorio? Bene, anche perché la vita e la stessa città erano diverse: conoscevamo ci tutti! L’Oratorio era visto molto bene perché in ogni caso ci si divertiva e tornavamo a casa tutti “educati”. Un tempo c’era MARIO PIOLA a sinistra com’era qualche molta più gente che frequentava anno fa e sopra com’è oggi la Parrocchia e quindi non era così strano frequentare l’Oratorio; anzi, era nelle abitudini quotidiane, un pas- ro, anche perché pure loro partecipavano all’Azione Cattolica. Adesso il prete è più presente, an- saggio naturale direi… Che differenze ci sono “Una volta Davvero le ragazze e i ragazzi non potevano vedersi in Oratorio? Davvero, e non è poi nemmeno da tantissimi anni che ragazzi e ragazze hanno tra l’Oratorio di oggi e le ragazze non l’Oratorio di un tempo, potevano entrare l’Oratorio insieme. Oggi può in Oratorio. apparire strano, però una quando lo frequentava lei assiduamente? E tra i Oggi può apparire giovani? Mah, tra i giovani secondo me non ci sono poi così tante differenze. Sull’Oratorio in sé direi che, a parte i strano, però una volta era questa la mentalità” frequentare volta era questa la mentalità e noi ci adattavamo, magari con qualche trucchetto… Tipo? Beh, capitava che, quando strada, qualcuno di noi gio- dernamenti che ha portato il che grazie al fatto che abita tempo, un lì: ecco, questa è una diffe- tempo non era particolar- renza. Però la differenza mente diverso rispetto a principale rispetto ad oggi è quello di oggi. C’erano sem- che una volta le ragazze non pre anche gli scout: aveva- potevano entrare in Orato- mo un buon legame con lo- rio ma stavano dalle suore. di a passavano le ragazze per cambiamenti e gli ammol’Oratorio iniziato cando a ping pong tirasse la pallina così lontano da dover uscire a raccoglierla. A quel punto però si trovava davanti le ragazze… “…ti viene da prendere un treno e andare lontano”, nei quali ti senti fragile e ti viene da piangere o addirittura ti viene da pensare che la vita sia proprio finita, questa canzone sembra fin una presa in giro, non si Nuovo appuntamento con la rubrica nella quale i ragazzi dell’Oratorio propongono ai lettori le loro canzoni preferite e le commentano. FRANCESCA BELLI, animatrice del gruppo di III Media, ha scelto di presentarci “Com’è straordinaria la vita”, una canzone di Dolcenera . Una scelta forse casuale ma azzeccata, visto che questo mese, l’11 gennaio, si è celebrato il decimo anniversario della morte di Fabrizio De Andrè. Emanuela Trane ha infatti scelto il nome d’arte Dolcenera proprio per rendere omaggio all’omonima canzone di De Andrè. - COM’È STRAORDINARIA LA VITA Autore: Autore: DOLCENERA Album:: UN MONDO PERFETTO Album Anno: Anno: 2006 IL COMMENTO DI FRANCESCA BELLI Questo mese è toccato a me “commentare” la canzone… non pensavo fosse così faticoso! Non riuscivo a scegliere una canzone sola, volevo mischiare un po’ di frasi prese da molte canzoni, ma non potevo. Dato che in ogni canzone trovavo qualche spunto, ho deciso di tirare a sorte ed è uscita questa canzone che, se prima mi sembrava al livello delle altre, adesso che devo commentarla mi sembra la più difficile! Vorrei raccontarvi cos’è per me questa canzone. Ci provo! Premetto che non è una delle canzoni che ascolto spesso. A volte la evito. In momenti non proprio facili, quei momenti nei quali condivide il testo e solo il titolo fa arrabbiare. Penso che sia, però, uno stimolo a cercare, in quei momenti di inferno, l’ eccezionalità della propria vita, della quale questa canzone parla, di cercare una sensazione, COM’È STRAORDINARIA LA VITA Dolcenera Ci sono momenti che passano in fretta e il tempo che vola sa di sigaretta. Ci sono momenti che pensi alla vita ed altri in cui credi che è proprio finita. E ti viene da vivere, e ti viene da piangere e ti viene da prendere un treno andare lontano, lasciare tutto com’è, che qui non è facile, ti senti fragile, qui, dove tutto quello che conta è quello che senti... è sentire com’è... sentire com’è... Com’è straordinaria la vita, com’è, coi suoi segreti, i sorrisi, gli inganni. Com’è straordinaria la vita, che un giorno ti senti come in un sogno e poi ti ritrovi all’inferno. Com’è straordinaria la vita, che non si ferma mai,si, non si ferma mai. E ti viene da vivere, e ti viene da piangere, e ti viene da crederci ancora, provare a lottare e dare il meglio di te, che qui non è facile, ti senti fragile, qui, dove tutto quello che conta è quello che senti... e sentire com’è... Com’è straordinaria la vita, com’è, che ti fa credere, amare, gridare Com’è straordinaria la vita, che un giorno ti senti come in un sogno e poi ti ritrovi all’inferno. Com’è straordinaria la vita, che non si ferma mai,si, non si ferma mai. Com’è straordinaria la vita che un giorno ti senti come in un sogno e poi ti ritrovi all’inferno Com’è straordinaria la vita che non si ferma mai,si, non si ferma mai. nostro dolore, un sorriso, una lacrima, un urlo o una canzoncina, dando, il più possibile, il meglio di noi. Sono la prima a dire che a parole è tutto facile ma che trasformare le parole in fatti è difficile; sono la prima che si demoralizza se qualcosa non va come spera, sono la prima che davanti a un ostacolo si ferma, indietreggia, ma poi mi accorgo che, come ripete spesso la canzone, la vita non si ferma mai e allora faccio in modo di recuperare i passi E mi viene da ridere E mi viene da vivere E... fatti, di saltare l’ostacolo e di camminare in avanti, a volte lentamente altre più velocemente. Sono una ragazza che se si prende un impegno cerca sempre di mantenerlo… un’emozione, una soluzione che può in qualche modo aspirare alla straordinarietà. Forse bisogna prenderla come una sfida, provando a lottare, a combattere (anche se so benissimo che non è per niente facile e che spesso è più semplice lasciarsi trasportare da quello che ci circonda) per fare in modo che questa canzone possa diventare la nostra realtà… Sono andata a cercare sul vocabolario la definizione di straordinario: “che non rientra nei limiti di ciò che è solito”. L’ho intesa in due modi: il primo è che la vita, e si sa, non segue determinate regole, o un programma, ma è qualcosa di eccezionale, è un dono e, in genere, i doni sono delle sorprese. Il secondo è che anche noi dobbiamo “sentire fuori dal normale” questa vita, cercando di non comportarci e agire per abitudine, pensando che è la routine e vivendo come se tutto fosse scontato, ma mettendo in tutto ciò che facciamo un po’ di noi stessi, un pizzico della nostra gioia ma anche del adesso mi sono presa l’impegno di sentire com’è straordinaria la vita… spero di riuscire a mantenerlo!! Finisco augurandomi e augurandovi di, un giorno, poter fare nostre queste parole che ho letto in un libro di Fabio Volo: “Questa vita che per fortuna ho avuto il coraggio di amare. Questa vita che mi sono preso e che ho voluto vivere fino a farla stancare…(e io aggiungo) questa vita che, nonostante tutto, è stata straordinaria”. IL TEST: CONOSCI VERBANIA? Verifica anche tu quanto conosci della tua città rispondendo a queste simpatiche domande 1 – Quanti abitanti ha Verbania? A – Circa 25.000 B – Circa 30.000 C – Circa 40.000 D – Circa 750.000 2 – Quale figura storica si ritiene abbia dato origine a Verbania? A – Gebediah Springfield B – Pietro Verbania C – Marco Intra D – Nessuno 3 – Quale di queste città non è gemellata con Verbania? A – Bourg De Peage (F) B – Crikvenica (HR) C – Mindelheim (D) D – Milano (I) 4 – Come noto Verbania è l’insieme di più frazioni. Quale tra queste è l’intrusa? A – Antoliva B – Unchio C – Arizzano D – Trobaso 5 – Quale fra questi noti personaggi verbanesi è stato nominato “verbanese del secolo” da un noto quotidiano locale? A – Beniamino Bonomi B – don Claudio Mariani C – Piero Ricca D – Valerio Colombo 6 – Quale tra queste gradevoli iniziative non è organizzata dal Comune di Verbania? A – l’attesa Mostra delle Camelie B – l’ineffabile Corso Fiorito C – l’annuale rassegna Editoria e Giardini D – l’interessante Fiera del Giglio 7 – Quale tra questi programmi televisivi non ha mai visto una sua puntata girata a Verbania? A – la trasmissione musicale “Festivalbar” B – il programma “Karaoke” condotto da Fiorello C – il contenitore quotidiano “La Vita in diretta” D – la rubrica settimanale “Protestantesimo” LA FANTASIA FA’ VOLARE CARNEVALE 2009 2009 ORATORIO SAN VITTORE INTRA GIOVEDI’ 19 FEBBRAIO ore 20.30 SABATO 21 FEBBRAIO ore 14.30 Ore 20.45 DOMENICA 22 FEBBRAIO ore 10.45 E’ ARRIVATO IL GRAN GIORNO: la corte reale al debutto con le Autorità e gli altri Regnanti della Città nella tradizionale ‘GIUBIASCIA’ al Teatro Sant’Anna. A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE: giochi divertenti per bambini e ragazzi. CORRIDA ‘SHOW’: dilettanti allo sbaraglio! Spettacolo dei gruppi e di chiunque abbia preparato qualcosa di divertente! DOPO LA MESSA DELLE 10 IN BASILICA Re Ciod 63°, Regina Stecheta con tutta la Corte ci aspettano per il tradizionale discorso in piazza Ranzoni. Segue ‘pranzo delle maschere’ per ragazzi e famiglie (costo 5 euro, prenotarsi al bar dell’Oratorio entro giovedì 19 febbraio). ore 13.30 ore 16.30 MARTEDI’ 24 FEBBRAIO RITROVO AL CIRCOLO PER PREPARARSI ALLA sfilata cittadina da piazza Cobianchi. SI APRONO LE DANZE: tradizionale ballo dei bambini alla presenza della Corte (cioccolata e chiacchiere per tutti). ore 14.30 GRAN BALLO DELLE MASCHERE: ore 19.30 IL GRAN GALA’: Cena con la corte aperta a tutti (costo 12 ore 21.00 ADDIO RE CIOD …: serata danzante con gara Balli e giochi per bimbi e ragazzi con la Corte del Re (cioccolata e chiacchiere per tutti). euro, prenotarsi al bar dell’Oratorio entro sabato 2 febbraio). di ballo ed elezione della coppia migliore. Testamento e morte di Re Ciod 62°.