SOFFIO DI NOVITÀ
ANNO 12 N. 5 – GENNAIO 2009
Periodico registrato presso il Tribunale di Verbania con provvedimento n. 1 del 28 gennaio 2008
Periodico ufficiale dell’Oratorio San Vittore di Verbania
Con le esperienze invernali
riparte l’anno del nostro
Oratorio... sempre
protagonista!
SOFFIO DI NOVITÀ
ANNO 12 N. 5 – GENNAIO 2009
Periodico registrato presso il Tribunale di Verbania con provvedimento n. 1 del 28 gennaio 2008
Periodico ufficiale dell’Oratorio San Vittore di Verbania
IN QUESTO NUMERO
- L’Editoriale di Don Fabrizio Æ pag. 3
- Il presepe viventeÆ pag. 4
- Capodanno a Taizè Æ pag. 6
- Campo Scuola a Re Æ pag. 8
- Viaggio in Terra Santa Æ pag. 10
- L’animatore del mese: Alex Aromando Æ pag. 12
- Separati alla nascitaÆ pag. 14
- Il Canto e la musica sacraÆ pag. 15
- Una vita in Oratorio: Mario Piola Æ pag. 18
- La canzone del mese Æ pag. 20
- Il TestÆ pag. 22
- Carnevale 2009: il programmaÆ 23
- Gli appuntamenti Æ 24
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------PROPRIETARIO ED EDITORE Æ CIRCOLO C.S.I. SAN VITTORE
DIRETTORE RESPONSABILE Æ MASSIMILIANO MARTINI
CAPO REDATTORE ÆPAOLO RICCI
IN REDAZIONEÆFABIOLA CLEMENTE, JOEL GUNELLA, SILVIA MAULINI, MARGHERITA SIRONI
HANNO COLLABORATO Æ FRANCESCA BELLI, ROBERTO BIANCHI, MATTEO BIGONI, VERA CARDOLETTI, DAMIANO
COLOMBO, DON FABRIZIO CORNO, IRENE FANARI, VALENTINA GREGGIO
PER SCRIVERE ALLA REDAZIONEÆ [email protected]
PER SCRIVERE A DON FABRIZIOÆ [email protected] oppure indirizzare le proprie lettere
“cartacee” all’indirizzo dell’Oratorio: Via Rosmini, 24.
SITO INTERNETÆ www.circolosanvittore.net
STAMPATO IN PROPRIO, C/O CIRCOLO C.S.I. SAN VITTORE, VIA ROSMINI, VERBANIA
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FACCE DA “SOFFIO”
Fulvia Castelli
Manda la tua “Faccia da
Soffio”, ripresa mentre leggi
il giornalino, alla redazione
di Soffio di Novità!
FACEBOOK,
VECCHI AMICI E IL
MIO LETTORE MP3
Che fantastica storia
è la vita!
DI DON FABRIZIO CORNO
Sempre abituato
a
Ben venga allora quel si-
sa! Basta volerlo e basta leg-
lenzio che fa tanta paura,
gere con gli occhi giusti la
ma di cui tanto abbiamo bi-
propria storia e quella degli
sogno! E’ stato questo il ‘do-
altri. Non solo ricordi passa-
no’ delle mie corde vocali…
ti di un tempo e di un mon-
Ci voleva!
do che non esistono più …
E in questo silenzio chi sal-
perché “adesso con te io
ta fuori? Vecchi amici o
sto vivendo qui con te il
semplicemente persone che
tempo migliore è il mio
abbiamo incrociato nella vi-
presente qui con te!”
ta e che ci hanno ‘detto’ o
come direbbe un altro can-
‘dato’ qualcosa … magari an-
tante, Gianni Morandi.
che solo per poco tempo ... E
E allora eccomi con il mio
molti di questi attraverso la
lettore Mp3 col quale a
nuova moda di facebook, il
volte mi addormento ria-
social network più in voga.
scoltando le canzoni che mi
parlare, pro-
E allora ritrovo Cristina,
piacciono di più perché fan-
gettare, cor-
Matteo, Ronni, Carola, Cri-
no vibrare quelle corde se-
rere … buon segno, no? Vuol
stian e rivedo Mattia, Ales-
grete
dire che sei vivo! Ma quando
sia, Silvia, Juri, Andrea e
l’esperienza hanno creato.
pensi che vuoi continuare a
tanti altri … non solo nomi,
Penso al mio sogno, penso
portare avanti quel sogno
non solo volti, ma persone in
alle persone che il Signore
che fin da ragazzo ti ha affa-
carne ed ossa che hanno se-
mi ha dato la grazia di in-
scinato e cioè quello di a-
gnato il mio cammino! Ra-
contrare, ieri come oggi, …
mare, un amore che è dare
gazzi che ho incrociato da
mi sto addormentando: ora
all’altro
te
ragazzo o da seminarista e
la canzone che sto ascoltan-
(l’amore oblativo, per usare
che oggi trovo cresciuti in
do è di Antonello Venditti:
una parola difficile), allora ti
molti sensi …
“Che fantastica storia è
il
meglio
di
che
la
vita
e
accorgi che non puoi far
I migliori anni della
la vita!”: sì, sempre e co-
questo senza prenderti il
nostra vita? Come direbbe
munque la vita è una fanta-
tempo giusto per scavare
Renato Zero? Guardare al
stica storia! Pagine già scrit-
dentro di te, per ‘volerti be-
passato come ‘migliore’ ri-
te, pagine che stiamo scri-
ne’ e per pescare da tutto
spetto al presente potrebbe
vendo, pagine che ci atten-
quel tesoro che il Signore ti
essere una tentazione. Inve-
dono … ma sempre pagine
ha donato in esperienze, in-
ce “penso che ogni gior-
intrise del profumo di quelle
contri, gioie e dolori e che
no sia come una pesca
persone che Dio ci ha messo
hanno bisogno di essere ac-
miracolosa!”
accanto per dare senso alla
colte, meditate, anzi ‘ruminate’ nel cuore!
Se davvero ci accorgessimo
nostra esistenza … e qui,
di questo! Ogni giorno è
ancora una volta, puoi
davvero una pesca miracolo-
trovare Dio!
3
L’Oratorio scende
in piazza per
testimoniare
la
magia del Natale
Bambini, genitori, nonni,
animatori: domenica 21
dicembre tutto l’Oratorio ha
partecipato alla
rappresentazione del
Presepe vivente. In uno
scenario del tutto nuovo
come piazza Ranzoni, e non
più “in notturna”, abbiamo
cercato di ricostruire le
botteghe e i costumi della
Betlemme di 2008 anni
prima. La bella giornata di
sole ha agevolato la riuscita
della manifestazione.
Centinaia di persone (1.171
quelle registrate al
censimento) hanno
passeggiato tra gli antichi
mestieri e pranzato sotto il
tendone della “locanda”.
Un viavai di visitatori che è
proseguito fino alle 17,
quando è arrivato
l’attesissimo momento della
nascita di Gesù.
Una giornata da non
dimenticare non solo perché
l’”esperimento” di piazza
Ranzoni è riuscito ma anche
perché in quell’occasione si
è potuto toccare con mano lo
spirito di unione, di
condivisione, di un’intera
comunità, quella del nostro
Circolo, che ha partecipato
in massa all’evento e che
aveva davvero voglia di
contagiare con il suo amore
e la sua gioia tutta la città.
Abbiamo affidato a un
papà, uno dei tanti che
hanno contribuito a
costruire il villaggio di
Betlemme, di raccontarci le
sue impressioni. Alcuni
Miriam Soffritti, Mattia Alberganti e la piccola
Emma nei panni della Santa Famiglia
BETLEMME? È IN
PIAZZA RANZONI
_________________ __
DI ROBERTO BIANCHI
Dopo
alcune
concitate
riunioni, nonostante le
preoccupazioni per le tante
novità
di
quest’anno,
dovute
soprattutto
all’indisponibilità di piazza
San Vittore, nel pomeriggio
di sabato 20 dicembre sono
finalmente iniziati i lavori
per la preparazione del
Presepe Vivente. Gli intoppi
e gli inconvenienti non sono
mancati, ma sono stati tutti
prontamente risolti grazie
all’affiatamento
e
allo
spirito di gruppo che, con la
magia del Natale, ha legato
un nutrito gruppo di papà,
mamme e animatori.
E così domenica 21, di
prima mattina, era già tutto
pronto per l’arrivo arrivo
degli angioletti.
Potrei
descrivere come si sono
svolte le cose, i colori dei
vestiti degli abitanti, dei
pastori, delle guardie, la
luce di una splendida
giornata di sole e le fiaccole
che hanno accompagnato il
corteo
dei
luccicanti
angioletti, i sorrisi delle
persone (veramente tante)
che si sono fermate al
censimento.
Potrei ricordare le musiche
che hanno accompagnato
tutta la giornata, i canti dei
bambini del coro, il battere
del martello del fabbro, il
tintinnio dell’arrotino, i
colpi
di
accetta
del
boscaiolo, le urla dei
pescatori e del verduriere,
il belare delle pecore e il
raglio dell’asino, le risate
dei bambini che giocavano
nel pomeriggio nei vari
mestieri. Potrei raccontare i
profumi del vin brulè , della
cioccolata, del pane fresco
che usciva dal forno del
panettiere, i sapori della
polenta e del tapelucco.
Potrei
mostrarvi
i
manoscritti dello scriba, i
ricami e
i pizzi delle
merlettaie, i tessuti delle
sarte.
Ma vorrei soprattutto saper
esprimere le sensazioni e le
emozioni che quest’anno
sono
state
veramente
protagoniste dell’evento.
La soddisfazione di tutti,
dopo aver terminato di
smontare le casette e il
tendone, ha fatto subito
dimenticare le fatiche di
quelle due giornate. Tutte
queste immagini, questi
suoni,
questi
profumi,
questi sapori, col tempo
saranno
dimenticati.
Difficilmente,
però,
dimenticheremo lo spirito
di questo Presepio vivente,
la
soddisfazione,
l’affiatamento che solo la
magia del Natale vissuto
insieme, testimoniando che
ancora crediamo in quel
Bambino venuto per noi, ci
può regalare.
Alla prossima……..
In questa
pagina
alcuni degli
animatori,
bambini e
adulti che
hanno
vissuto
l’esperienza
del Presepe
Vivente
Il CENTRO DI AIUTO ALLA VITA di Verbania
promuove per domenica 1 febbraio la
GIORNATA PER LA VITA 2009,
con lo slogan “La forza della vita nella sofferenza”.
Un’iniziativa con cui l’associazione vuole ribadire il
concetto che “La vita umana è un bene inviolabile e
indisponibile”. Il CAV ha sede in piazza Matteotti 34, a
Intra, ed è aperto il mercoledì (14-16) e il giovedì (9.3011.30). In caso di gravidanza inattesa, i volontari offrono
alle donne ascolto, incoraggiamento, amicizia e sostegno
concreto. Il numero verde Sos Vita è 8008.13000.
Capodanno a Taizè
Dal 29 dicembre al 2
gennaio Bruxelles si è
riempita di giovani per
l’annuale raduno di Taizè.
Hanno partecipato alle
giornate anche 5 ragazzi del
nostro Oratorio. Ecco il
racconto di uno di loro
ECCO COS’È TAIZÈ
_________________ __ __
DI DAMIANO COLOMBO *
È proprio il caso di dirlo: è
una cosa che a raccontarla
non ci si crederebbe con
tanta facilità. Se qualcuno vi
dicesse che a Bruxelles il 31
gennaio scorso 40.000 giovani hanno accolto il nuovo
anno pregando insieme e
meditando l’amore di Dio
verso di noi, ci credereste?
Eppure è una cosa vera!
Infatti ogni anno, da ormai
diversi decenni, la comunità
interconfessionale di Taizè,
un piccolo paese nei pressi
di Cluny in Francia, organizza per il Capodanno
un’esperienza rivolta ai giovani da 15 a 35 anni. Si tratta di un soggiorno della durata di 5 o 6 giorni che ogni
anno si svolge in una cittadina europea diversa e,
quest’anno ha avuto luogo a
Bruxelles, capitale del Bel-
gio, dal 29 dicembre al 2
gennaio. La partecipazione
a questo incontro prevede
la possibilità di vestire i
panni di semplice pellegrino, vivendo insieme le attività proposte, oppure quelli
di volontario come parte integrante
dello
staff
dell’evento. Cinque i ragazzi
del nostro oratorio che
hanno partecipato: Irene
Fanari, Simona Gagliardi,
Giuseppe Fanari, Paolo Ricci e Simona Gagliardi, oltre
a me. L’intero gruppo ha
voluto aderire alla proposta
di essere volontario ed è
partito il 27 dicembre per
poter svolgere i lavori di
preparazione.
L’esperienza è molto semplice. Si viene ospitati da
famiglie o istituti religiosi
nel territorio di una parrocchia, dove ogni mattina si
inizia la giornata con la
preghiera comunitaria in
chiesa. Alle 11.30 si raggiunge un apposito spazio,
dove viene distribuito il
pranzo, e alle 13 si celebra
insieme la prima preghiera
con tutti i giovani presenti
per l’incontro. Spesso, visto
il gran numero di partecipanti, i giovani si dividono
in 2 o 3 padiglioni con 1015.000 persone l’uno. Nel
pomeriggio vengono proposte delle attività di confronto in vari punti della città.
Alle 18.30 la cena e alle 20
la preghiera serale, che conclude la giornata. Queste
preghiere sono particolari
perché pensate per unire
Cattolici, Protestanti e Ortodossi, cercando non i
punti di divisione ma quelli
di contatto e creando, così,
il presupposto per un dialogo tra confessioni diverse.
Molto importante e curato è
I 5 ragazzi dell’Oratorio che sono stati a Bruxelles: da sinistra a destra, Simona Gagliardi, Giuseppe Fanari, Paolo Ricci, Damiano Colombo e Irene Fanari
il canto nella preghiera. Esso viene, a giusta ragione,
considerato fondamentale
per favorire il raccoglimento e la meditazione.
Un’altra caratteristica di
questa esperienza è lo stile:
sobrio
ed
essenziale
all’insegna della ricerca di
ciò che davvero conta e non
del superfluo. Questi giorni
sono stati utili per ritemprare il corpo ma soprattutto lo spirito e per trovare
spunti e stimoli per la nostra vita di Cristiani. In
queste giornate abbiamo
sperimentato quanto sia
davvero possibile un mondo
più tollerante e fraterno.
Giovani tra di loro sconosciuti, con tradizioni e costumi diversi, si confrontavano, anche duramente,
ognuno con le proprie convinzioni; ma, allo stesso
tempo, quegli stessi ragazzi
si abbracciavano con un calore immenso per dimostrare ai “grandi” che, nella fede
in Gesù Cristo, unico Dio e
Signore, vivere nella pace è
un sogno possibile.
* HA COLLABORATO IRENE FANARI
IL MESSAGGIO DI FRERE ALOIS
Gli incontri di fine anno proposti dalla Comunità di Taizè sono incentrati sulla
lettera scritta per l’occasione dal frere a capo della comunità. Ne pubblichiamo
alcuni passaggi. Potete trovare la versione integrale della letteraall’indirizzo
http://www.taize.fr/it_article7812.html
Dovunque nel mondo, la società ed i comportamenti si modificano rapidamente. Prodigiose possibilità di sviluppo si moltiplicano, ma compaiono
anche delle instabilità e, di fronte all’avvenire, si accentuano le inquietudini. Affinché il progresso tecnico ed economico vada di pari passo con una
maggiore umanità, è indispensabile cercare un senso più profondo
dell’esistenza. Di fronte allo sconforto ed allo smarrimento di molti, emerge una domanda: qual è la nostra sorgente di vita? Alcuni secoli prima di
Cristo, il profeta Isaia già indicava una sorgente quando scriveva: «Quanti
sperano nel Signore riacquistano la forza, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi.» Molte più persone, rispetto al passato, non trovano questa sorgente. Anche il nome di Dio è caricato di ambiguità o del
tutto dimenticato. Può esserci un legame fra questa rimozione della fede e
la perdita del gusto di vivere? Come sbloccare in noi la sorgente? Certamente nel porre attenzione alla presenza di Dio. Da lì possiamo attingere
la speranza e la gioia. Allora la sorgente ricomincia a scorrere e la nostra
vita acquista senso. Diventiamo capaci di farci carico della nostra esistenza: riceverla come un dono e donarla a nostra volta per coloro che ci sono
affidati.
Anche con una fede piccolissima si realizza un ribaltamento: non viviamo
più centrati su noi stessi. Aprendo a Dio le porte del nostro cuore, prepariamo anche la strada della sua venuta per molti altri.
Sì, Dio è presente in ciascuno, credente o non credente. Fin dalla sua prima pagina, la Bibbia descrive con grande bellezza poetica il dono del suo
soffio di vita che Dio fa ad ogni essere umano. […]
Se Dio è in noi, egli è anche davanti a noi. Ci accetta tali e quali noi siamo,
ma anche ci fa uscire da noi stessi. Viene talvolta a turbare la nostra esistenza, sconvolgendo i nostri piani ed i nostri progetti. La vita di Gesù ci
trascina ad entrare in questa prospettiva.[…]
Troppi giovani si sentono soli nel loro cammino interiore. In due o tre è già
possibile sostenersi, condividere e pregare insieme, anche con chi dice di
essere più vicini al dubbio che alla fede. Una tale condivisione trova un
grande appoggio se integrata nella Chiesa locale. Essa è la comunità delle
comunità, dove tutte le generazioni si ritrovano e dove non ci si sceglie. La
Chiesa è la famiglia di Dio: quella comunione che ci porta fuori
dall’isolamento. In essa siamo accolti, in essa è reso attuale il sì di Dio alla
nostra vita e troviamo l’indispensabile consolazione di Dio. […]
Le comunicazioni diventano sempre più facili ma allo stesso tempo le società restano divise in compartimenti stagni. Il rischio dell’indifferenza reciproca non cessa di aumentare. Andiamo oltre l’incomunicabilità delle nostre società! Andiamo verso coloro che soffrono! […]
Dovunque noi siamo, cerchiamo, soli o insieme, quale gesto compiere nelle
situazioni di sofferenza. Scopriremo così la presenza di Cristo anche laddove non ce la saremmo mai aspettata. Risorto, egli è là, in mezzo agli esseri umani. Ci precede sul cammino della compassione. E già, con lo Spirito santo, rinnova la faccia della terra.
Campo Scuola a RE
Si è svolto a Re, dal 2 al 5
gennaio, il Campo Scuola
invernale per i ragazzi delle
Superiori del nostro
Oratorio e per quelli
dell’Oratorio di Cannobio.
Scopriamo insieme
come è andata!
IL DONO DI UNA VITA
_________________ __ __
DI SILVIA MAULINI
Dal 2 al 5 gennaio i ragazzi
delle superiori dell'oratorio
di Cannobio e Intra si sono
ritrovati nella casa di Re per
passare insieme gli ultimi
giorni prima dell’Epifania e
del rientro a scuola (purtroppo!). Eravamo una quarantina in tutto. Siamo arrivati nel pomeriggio e, dopo aver scaricato borse borsoni e sci, siamo scesi al piano della mensa per dividerci nelle stanze. Inizialmente eravamo davvero
molto divisi, la tavolata del
S. Vittore (con due posti
vuoti) e la tavolata di Cannobio. Dopo esserci sistemati nelle stanze siamo andati all'ultimo piano, nella
mansarda, per fare la prima
attività. Invece di fare il solito imbarazzante giro dei
nomi, età, hobby, eccetera,
Alex e gli altri animatori ci
hanno proposto una cosa
ancora più imbarazzante:
un foglio appeso al collo su
cui scrivere voto in italiano,
peso, hobby, mese di nascita, numero di scarpe, mancino/destro. Dopo abbiamo
dovuto dividerci in gruppi e
fare delle scenette assurde,
ma è proprio da qui che sono nati i nomi dei gruppi:
DUPLO, SIMPSON, CANARINI, PANATINE E
CARTA IGIENICA. Così
mentre mangiavamo, gli animatori hanno preparato il
fatidico tabellone dei turni
di lavoro.
Finita la cena siamo andati in Cappellina, dove ci è
stato dato un libretto che
doveva servire da "guida"
per il campo: “IL DONO DI
UNA VITA”. Abbiamo riflettuto molto sulla nostra
vita, sui nostri difetti e i nostri pregi, su quello che vorremmo fare, i nostri obiettivi per il nuovo anno. Con
l'attività nella mattinata
dell'ultimo giorno abbiamo
poi preso degli impegni che
ci siamo ripromessi di mantenere, magari con l'aiuto di
qualcuno più grande di noi
o con una scadenza temporale. È difficile pensare a
queste cose… ma quando ti
trovi da solo, nel silenzio,
magari con una montagna
innevata davanti, non puoi
non pensare, non puoi non
chiederti perché sei lì in
quel momento. Tornano a
galla dei pensieri che magari avevi sotterrato da tempo... ti riempi di domande,
ti chiedi chi te l'ha fatto fare
di stare li a pensare. Poi ognuno trova le sue risposte,
con un consiglio magari. In
quei momenti ti senti vicino
a Dio... che è l'unico che c'è
sempre. Anche quando
pensi di essere solo, non lo
sei mai. Io personalmente
ho pensato molto, mi si è
riempita la testa di domande e… non riuscivo a trovare una risposta a niente. Poi
ho parlato con una persona
e ho capito tante cose...
davvero tante. A volte basta
ascoltare.
Inoltre ho conosciuto
nuove persone e ho fatto
nuove amicizie. Ma oltre a
essermi divertita questa esperienza mi è servita per
staccare un po' dalla frenesia di tutti i giorni e da tutte
le preoccupazioni. Nei pomeriggi spesso andavamo a
pattinare alla bellissima pista di pattinaggio di Malesco oppure sulla neve in un
prato vicino alla casa. Noi
ragazzi “sanvittoriani” abbiamo legato molto con l'altro oratorio con cui abbiamo condiviso questa esperienza così forte, ci siamo
trovati veramente molto
bene. Non avrei mai pensato di poter conoscere qualcuno in tre giorni e mantenere i contatti progettando
già per dei campi futuri. Infatti, e parlo a nome mio e
di molti dei ragazzi del
campo, vorrei fare una richiesta un po' particolare a
Don Fabrizio: proponiamo di fare a Pasqua o,
se non si riesce, nelle
vacanze estive un campo insieme a Cannobio,
magari a Prascondù,
dato che molti di loro
non ci sono mai stati e
la casa è grande. Per
non perderci di vista e
per fare assieme un'altra esperienza bella
come questa. Ovviamente i ragazzi di Cannobio faranno la stessa
proposta a Don Emilio.
Ho raccolto qualche
commento a qualche
ragazzo al campo. Eccoli.
Elena F. (Cannobio): oltre a essermi divertita, ho
riflettuto molto e mi è stato
molto d'aiuto e non vedo
l'ora che ci sia un altro
campo.
Simone M. (Intra): è stato un campo di riflessione
impegnativo dal punto di
vista spirituale. Grandissimi
gli animatori e tutti noi raga!!!
Silvia M. (io, quindi Intra): gli ingredienti di questo campo sono stati sicu-
ramente il divertimento e la
riflessione, la preghiera ma
a volte anche molta confusione. Un ottimo modo per
iniziare l'anno. È stato veramente
un
bellissimo
campo ci voleva proprio!
Grazie!
Infine un ringraziamento
particolare a tutti gli animatori: DANIELE, RICCARDO, ARIANNA e STEFANO per Cannobio; ALEX E
SARA per San Vittore; alla
nostra cuoca VALENTINA e
a GIANNI; a DON FABRIZIO e DON EMILIO.
Viaggio in Terra
Santa
Tra i 35 partecipanti al
viaggio in Terra Santa
organizzato da don Angelo
Nigro nell’ambito del
progetto giovanile “Nuova
Realtà”, c’erano anche
alcune persone del nostro
Oratorio. Ecco la
testimonianza di chi ha
vissuto anche solo pochi
giorni in questo angolo di
Medio Oriente che lascia un
segno indelebile in
chiunque lo visiti.
CHE EMOZIONE
questo momento, e al
quarto tentativo mi è
andata bene. Quindi è un
regalo che mi è venuto dal
cielo,
e
non
è
un’esagerazione. Si vede
che per me il momento era
questo. In viaggio, poi, ho
scoperto che quasi tutti
aspettavano
una
tale
occasione, chi da più chi da
meno tempo, ma sta di fatto
che
l’attesa
era
una
situazione che ciascuno
aveva provato e vissuto a
suo modo. Quando poi, sul
posto, tutto, poco per volta,
si sviluppava nel migliore
dei modi, ci siamo resi
conto che siamo stati
ampiamente ripagati.
Meraviglia e ricarica.
Non sono parole forzate.
Razionalizzando un po’, ma
non troppo perché non ci
riesco, da subito ho fatto un
po’ fatica a rendermi conto
che ero veramente a
Nazareth, sul Monte delle
Beatitudini, a Cafarnao, a
Tabgha, dove Gesù ha
moltiplicato i pani e i pesci,
e poco più in là ha conferito
a Pietro il primato. Conosci
gli episodi della sua vita ma
vedere i posti dove sono
successi è tutta un’altra
cosa. Ci dicevano che Paolo
VI sottolineava che il quinto
Vangelo sono i luoghi in cui
è vissuto Gesù e questa è
un’affermazione molto forte
soprattutto se sei lì. Ho
anche letto, ma non ricordo
dove, che il quinto Vangelo
è quello che scrive ciascuno
di noi. Ciascun momento,
comunque, era vissuto bene
e senza eccessiva fretta,
calibrato sulle persone, e
ciò ha permesso di viverli
tranquillamente;
semmai
rimaneva il desiderio di
ritornarci o di poterci
restare più a lungo. Sia la
compagnia, sia i posti e i
momenti di raccoglimento,
hanno
contribuito
a
“ricaricare” lo spirito e a
CAMMINARE SULLE
ORME DI GESÙ
DI VERA CARDOLETTI
L’esperienza di questo
viaggio che ho avuto,
finalmente, l’opportunità di
effettuare, è qualche cosa
che non si riesce a
comunicare
totalmente,
soprattutto
dovendo
metterla nero su bianco.
Pertanto ciò che di seguito
leggerete sarà una parte di
quanto ciascuno dei 36
partecipanti ha portato a
casa. Premesso questo, e
dopo aver ringraziato don
Angelo e il dottor Facciotto
(che ha organizzato il tutto),
mi vengono in mente alcune
parole attorno alle quali
posso dire qualche cosa.
Attesa. Era da otto anni,
dal 2000, che aspettavo
Foto di gruppo per i partecipanti al pellegrinaggio
insieme le stesse cose:
ritornare al Calvario, al
luogo dell’unzione o dentro
il Sepolcro toccando la
lastra su cui è stato posto
Gesù e baciarla, sempre in
ginocchio. Era la stessa
esperienza che ci univa e lo
capivi guardandosi negli
occhi e abbracciandosi. E
non sono sentimentalismi
da donne.
motivare diversamente (per
ora) le varie cose che svolgo
ogni giorno.
Svago Non è mancato,
soprattutto in Giordania,
dove ho avuto la possibilità
di
vedere
paesaggi
incredibili, come Petra e il
deserto di Wadi Rum
(quello
di
Lawrence
d’Arabia, per intenderci). Il
tramonto nel deserto lascia
senza parole, ti passa la
voglia di dire qualche cosa
perché lo vivi e basta,
ammiri e resti così - in
ammirazione appunto - ,
ma non ti senti solo. Andare
sul cammello è stato
bellissimo, come fare il
bagno nel Mar Morto:
effettivamente è incredibile
galleggiare meglio e ciò che
proprio non mi aspettavo
uscendo è stato di sentirmi
“pesante”,
perché
ovviamente quando sei
fuori dall’acqua tutti i chili
che hai addosso te li senti. E
poi le coltivazioni di
chilometri di pomodori con
raccolto a ciclo continuo da
Aqaba verso Nord, verso il
Mar Morto, sempre in
Giordania,
unite
alle
melanzane:
colpiscono
perché dove irrigano cresce
di
tutto,
e
abbondantemente, e pochi
metri più in là, dove l’acqua
non viene portata, c’è il
deserto.
Cultura Intesa come
componente della giornata
a Masada e Qumram, ad
esempio, sempre con cielo
splendido, o come storia,
che ci ha accompagnato per
tutto il viaggio, soprattutto
in Giordania dove la guida
Ahmad, musulmano, ci
raccontava di tutto e di più
sulla storia di quel Paese,
dei popoli che si sono
insediati nel tempo in
queste terre. Io mi perdevo
Il “serpente innalzato”, sul Monte
Nebo, a ricordo di Mosé che aveva
ucciso un serpente e lo innalzava per
guarire chi era stato morsicato dal
rettile. Il monumento è anche simbolo
del Salvatore innalzato sulla Croce
regolarmente in questi
discorsi, e un paio di volte
ho preso appunti per capirci
qualche
cosa.
E
poi
Betlemme: per arrivarci
devi passare il check point
israeliano e il muro di
cemento alto sei metri e
monitorato da sensori,
costruito dagli israeliani nel
2002 per paura degli
attentati che in quel
periodo erano frequenti… e
lì ti interroghi e resti senza
risposte… Troppo lungo da
spiegare
qui,
ma
è
significativa la frase che un
palestinese che vendeva
collane e altro mi ha detto
in perfetto italiano: “Ma
non vedi come viviamo
qui?”… e ho comprato le
collane.
Preghiera La nostra
preghiera sul pullman,
seguita dal canto di alcune
Sure del Corano da parte di
Ahmad che poi ci traduceva;
preghiera
personale,
prolungata quanto possibile,
a Betlemme e Gerusalemme
al S. Sepolcro. Preghiera
intensa e a volte col
desiderio di condividerla,
per me soprattutto con
Lorenza.
Bastava
fare
Bambini
Quelli
dell’ospedale di Betlemme
di Sr Sophie, vincenziana
francese che tira avanti con
poche altre suore, fra cui
l’italiana sr Maria che ci
traduceva,
una
bella
struttura con 50 bambini,
una dozzina dei quali
abbandonati alla nascita,
altri con problemi vari in
famiglia. Bambini in giro in
Giordania,
sempre
sorridenti che ti vendono le
cicche
per
qualche
centesimo di euro, sanno le
frasi per i turisti, ti salutano
mentre passi con il pullman
lasciando i loro giochi fuori
casa. Bambini beduini a
Petra, che vendono i
souvenirs mentre i genitori
sono a casa, ma lì hanno il
loro banchetto e sei invitato
a comprare perché “italiano,
tutto sconto del 50%”. E
così non puoi non comprare
le statuette in arenaria,
scolpite
all’esterno
e
all’interno,
tipico
artigianato beduino. Di
contro, i bambini ebrei di
Gerusalemme
non
si
volevano far fotografare e,
arrabbiati, portavano via i
fratellini più piccoli. Erano
comunque tutti in giro da
soli.
Il resto è dentro ciascuno.
Sarà scontato, ma l’augurio
è quello di poterci andare.
così mi attaccavo a lei (rom-
ti ha dato maggiori soddi-
pendole un po’ le scatole). Nei
sfazioni?
centri estivi e le domeniche
pomeriggio andavo lì. Poi mi
sono “trasferito” al Circolo.
Alex Aromando
2) Chi ti ha fatto conoscere
l’oratorio, quale è stata la
Nuova puntata della rubrica con
la quale conosciamo meglio gli
animatori del nostro Oratorio.
Dopo Clarissa Spotti (che di anni
ne ha 25 e non 24 come
erroneamente pubblicato) è il
turno di un altro animatore di
Free Spirit (poi abbiamo finito)
nonché tuttofare dell’Oratorio:
Alex Aromando
“TUTTO È NATO DA
UN ALLENAMENTO
COL GERRY”
_________________ __ _____
INTERVISTA DI JOEL GUNELLA
“spinta ad entrare”?
Il mio arrivo è coinciso con
l’arrivo di Don Angelo. Ho fatto
per prima cosa il centro estivo.
Poi ricordo che un sabato pomeriggio mia mamma mi ha
portato al circolo, Don Angelo
mi ha accompagnato al campo
Beh è difficile scegliere perché
da calcio, dove la squadra di
tutte danno soddisfazioni chi
Gerry stava facendo allena-
più chi meno. Se devo scegliere
mento.
dico il cammino con Free Spirit
Mi sono unito a loro (anche se
che
giocavo da un’altra parte) e da
quest’anno sta dando molte
li ho cominciato a frequentare.
soddisfazioni, ma dico anche
è
ancora
lungo
ma
(tralasciando i campi scuola e il
Nome – Alex
Cognome – Aromando
Età – 23 anni
Gruppo animato –
Free Spirit (IV Superiore)
3) Ammesso di avere spa-
centro estivo che sono straor-
zio sufficiente, puoi elen-
dinari) “La favola che non c’è”,
carci tutte le attività che
il teatro fatto al vip.
hai svolto e che svolgi
all’oratorio?
5) È meglio “fare” o “esse-
Dunque, faccio un elenco “ve-
re”?
loce”: qualche mese di ACR;
Domanda marzulliana: direi
centri estivi, campi scuola, tea-
essere te stesso per poter fare.
1) Ciao Alex, certamente
tri, presepe vivente, consiglio
molti ti conoscono già, pe-
del circolo e… Free Spirit!
rò forse è meglio rinfrescare un po’ la memoria.
porzione, si dà o si riceve
4) Quale di queste attività
All’oratorio, sei arrivato
col biberon o avevi già
una certa età?
Ci sono arrivato con il biberon
ma in un altro Oratorio. Frequentavo l’Oratorio di San
Luigi fin da piccolo perché
mia zia faceva l’animatrice e
6) Ma ad animare, in prodi più?
Sembra scontato dire che si
“Se stai con i bambini ti trovi davanti a domande, situazioni che ti
fanno riflettere sulla semplicità e
sulla spontaneità, se stai con i ragazzi più grandi spesso ti mettono
di fronte alla tua vita, e prima di rispondere a loro devi rispondere a
te stesso.”
dà, ma pensandoci bene la
dose che si riceve è in quantità industriale, bisogna solo
avere pazienza che prima o
poi i frutti si vedono.
7) Ma cosa significa per te
INTERVISTE GIÀ PUBBLICATE
PUBBLICATE
animare?
Dare l’anima per i tuoi ragazzi,
dare l’anima in quello che fai
anche se è a volte è difficile e ti
potresti scoraggiare Vuol dire
accompagnare crescendo: crescono i ragazzi e cresci anche
tu, forse più di loro.
Ecco l’elenco degli “animatori del mese” degli scorsi numeri.
Chi desidera ricevere l’intervista via mail scriva a
[email protected]
Se invece qualche animatore vuole proporsi come animatore del mese può
mandare una mail allo stesso indirizzo. Al più presto riceverà una risposta
con il numero di conto corrente del Direttore e del Capo Redattore e l’importo
del contributo da versare.
Se stai con i bambini ti trovi
davanti a domande, situazioni
Ottobre 2007 GABRIELLA DRI
che ti fanno riflettere sulla
Novembre 2007 DAMIANO COLOMBO
semplicità e sulla spontaneità,
Dicembre 2007 SIMONE PINTORI
se stai con i ragazzi più grandi
spesso ti mettono di fronte alla
Gennaio 2008 ELENA LASSO
tua vita, e prima di rispondere
Marzo 2008 ELISA PARISI
a loro devi rispondere a te stes-
Aprile 2008 MARCO ROLLA
so. Una bella palestra insom-
Maggio 2008 DIEGO CHEVALLARD
ma…
Novembre 2008 ELISABETTA EPIFANI
Dicembre 2008 CLARISSA SPOTTI
8) Se animare significa anche trasmettere valori cristiani, cosa fa un animatore del tuo “calibro” per
approfondire e vivere il
cristianesimo nella quotidianità?
Domanda difficile. Diciamo che
si comincia con il vivere in coerenza quello che dice e fa con i
ragazzi. Poi nella quotidianità
il cristianesimo c’è sempre, basta saperlo vedere. Io non sono
perfetto e non dico che vivo il
cristianesimo tutti i giorni,
perché sarei falso, non è facile.
Magari non mi impegno più di
tanto, intanto però cerco di dare il massimo per i miei ragazzi… Questo è già vivere il cristianesimo, no????!!!!!
Gennaio 2009 ALEX AROMANDO
9)
Ultima
parli
in
domanda:
due
righe
ci
del
gruppo Free Spirit?
Due righe non bastano…
Free Spirit è un mix di tutto.
Free Spirit è un gruppo che
cresce, giorno dopo giorno, che
ti fa crescere, che ti mette in
difficoltà, che sta insieme nel
momento del bisogno, che si sa
mettere in gioco e che si sente
responsabile (non ancora in
tutto…).
Cinque anni di gruppo (c’è anche da considerare quello di
terza media) sono tanti e se
siamo ancora qui vuol dire che
stare insieme è bello e ci fa bene. E la cosa più bella è che c’è
ancora tanto cammino da fare.
Un’immagine consueta di questi ultimi anni di Centro Estivo:
Alex Aromando con il microfono in mano
SEPARATI ALLA NASCITA ?
ELENA MAULINI – DEMI LOVATO
A SINISTRA ELENA MAULINI, ANIMATRICE DI “SI DAI”, MOLTO SOMIGLIANTE A DEMI LOVATO, GIOVANISSIMA ATTRICE E CANTANTE STATUNITENSE PROTAGONISTA DELLA PRODUZIONE DISNEY “CAMP ROCK”
Hai altre somiglianze da proporre? Scrivi anche tu a [email protected]
A chi mi scrive regalo una figurina.
IL BORSINO DELL’ORATORIO
A CURA DI MARCO ROLLA
KAKÀ
Con la rinuncia al ricco
contratto offerto dagli
arabi, l’asso brasiliano
dimostra di essere stato inviato da Dio in terra per illuminare il nostro cammino. Venite
adoremus!
AL GORE E IL
SUO
RISCALDAMENTO
GLOBALE
E’ la media tra un SU ed un GIU’.
Vi chiedo: avete avuto caldo
quest’anno? Avete sentito gli effetti del riscaldamento globale?
No?!?! Infatti mi pare di non sentire più tante notizie su Al Gore e
del riscaldamento globale… Tuttavia, vista l’estate piovosa e
l’inverno rigido mi vien da pensare
che se anche Al Gore avesse ragione non si starebbe poi così male…
DON
FABRIZIO
CORNO
E’ deciso: giovedì 24
dicembre ore 22.30
ritrovo al Circolo,
Messa di mezzanotte e a seguire
scambio di regali. La serata sarà
dunque completamente diversa da
quella alla camomilla ideata da
don Fabrizio per quest’anno e
dunque sarà una bella serata
Il canto e
la musica sacra
Questa rubrica raccoglie un
breve percorso che il Coro
dei Giovani dell’Oratorio
San Vittore sta iniziando
per imparare qualcosa di
nuovo sul canto e sulla
musica che accompagnano
la Messa. In ogni puntata
verrà trattato un tema
specifico e sarà presentata
una breve scheda degli
autori o dei gruppi che
hanno composto i canti che
attualmente usiamo per
animare i momenti di
preghiera e la Messa delle
10. Abbiamo pensato di
intervistare i maggiori
esperti dell’argomento e
quindi sono nati questi
colloqui con i maestri che
in tempi più o meno recenti
hanno diretto il nostro coro.
PUNTATA N.1
TRA ANTICO E
MODERNO:
LA “MUSICA
SACRA”
INTERVISTA A MIRKO
PRAMPARO
A CURA DI MATTEO BIGONI
Caro Mirko Pramparo,
da anni vicino al nostro
Oratorio e anche al no-
stro coro, che cos'è la
musica sacra?
Gli esperti considerano
"musica sacra" quella musica europea vicina alla religione, in particolare Cristiana, destinata alla liturgia, alla preghiera o alla
meditazione religiosa.
Perché l'uomo utilizza
la musica e il canto per
le cerimonie religiose?
La musica è di sicuro è una
forma di espressione insita
nell'uomo e come tale usata
per tutte quelle attività vicine alle emozioni più forti
sin dai primordi della specie umana. Si fa musica nei
momenti speciali, quando si
ama, quando si vuole trasmettere gioia, quando si
vuole pregare con gli altri.
In particolare il canto, rispetto al suonare uno strumento, esprime senza falsità il nostro essere, come se
la nostra voce fosse qualcosa di intimo; non per nulla
molti si vergognano di cantare. Normalmente una cerimonia prevede dei momenti prefissati e non di rado alcuni di questi momenti
sono cantati; il canto conferisce loro più “forza”, più
“espressione”, come il Santo della messa, che è il canto di gioia per l'ingresso di
Gesù a Gerusalemme, oppure il kyrie, cioè la richiesta di perdono per i nostri
peccati.
Si può pregare cantando e suonando?
Certamente, la dimostrazione per me più forte arriva dai canti di Taizè, in cui
il canto corrisponde alla
preghiera stessa. Troppo
spesso utilizziamo questi
canti in modo improprio, io
l'ho capito solo passando
un periodo di tempo alla
Comunità di Taizè. Ritengo
però più difficile pregare e
suonare insieme poiché il
suonare richiede più concentrazione; il suono prodotto va prima pensato e ciò
distoglie concentrazione alla preghiera. Probabilmente
la fase della preghiera più
adatta al suonare è l'adorazione, in cui ogni pensiero è
finalizzato al “solo” lodare
Dio.
Che tipi di musica sacra
ci sono stati nella storia
della Chiesa?
La musica sacra si è sviluppata in base alle direttive
della Chiesa e alle mode del
tempo, intersecandosi con
le vicende storiche. Possiamo pensare a un percorso
che nasce dal canto ebraico
dei salmi diventando canto
gregoriano, poi pian piano
dalla voce singola le voci
aumentano fino alla polifonia del rinascimento con i
compositori fiamminghi. Il
Concilio di Trento del 1530
ha fortemente influenzato
la polifonia rendendo il testo più comprensibile e ab-
bracciando lo stile del compositore Palestrina in contrapposizione alla nascente
chiesa protestante. Nel periodo barocco (1600) vengono introdotti gli strumenti, a partire da Venezia. con
Monteverdi e Vivaldi. Intanto, il nascente melodramma italiano sta per
“travolgere” tutta Europa e
influenzare anche la musica
sacra con l'Oratorio e le
Passioni (due tipi di composizione, ndr). L'aggregazione delle signorie barocche
negli stati moderni vede il
genio di Mozart dettare lo
stile musicale fino al periodo romantico dell' 800 in
cui la maestosità delle
grandi orchestre ben si adatta a brani di musica su
testi sacri. Il '900 vede i nazionalismi “abbracciare” o
meno la chiesa a seconda
del fine politico e la musica
sacra “sfaldarsi” in molti
stili diversi a seconda della
creatività del compositore.
Dopo le due guerre mondiali, dal Concilio Vaticano Se-
Mirko Pram
Pramparo con la
piccola Em
Emma
condo fino a oggi, la musica
sacra, come tutta la classica
in generale, diventa una
musica di “nicchia”.
Esiste una musica sacra
moderna?
Esiste una musica sacra
contemporanea che solo tra
molti anni potremo classificare. Con il termine “musica sacra moderna” potremmo intendere tutta
quella musica che oggi utilizziamo nelle celebrazioni e
che non ha ancora uno stile
preciso: i nostri vecchi canti
si rifanno al canto gregoriano, mentre la musica di
Taizè è una sorta di polifonia semplificata. Troviamo
anche quella di “Rinnovamento dello Spirito” e affini, del tutto simile alla musica leggera e pop, nonché
spesso con elementi del
rock! E si fa breccia anche
quella composta da Monsignor Frisina, che sintetizza
bene polifonia popolare e
antica.
Esistono altri tipi di
musica sacra diversa da
quella “occidentale” che
conosciamo noi oggi?
Non credo di poter rispondere in maniera esaustiva,
ma pensando ai canti gospel, alla musica yiddish, ai
canti degli indiani d'America, a quella antica cinese,
alla cantillazione ebraica fino al “canto a tenore” della
Sardegna, trovo innumerevoli esempi dello stesso ten-
tativo di andare oltre la parola utilizzando la musica
come mezzo per trasmettere il sentimento di devozione e supplica a Dio. Spesso,
però, molti artisti bravissimi producono musica sacra
pur disprezzando il Sacro;
in fondo la musica rimane
un mezzo, uno strumento,
che può essere utilizzato per
pregare, ma tutto dipende
dalla fede di chi lo utilizza.
Qual è il ruolo della
musica sacra nelle celebrazioni di oggi, e quale
dovrebbe essere il suo
stile?
Oggi possiamo solo provare
a mettere in “competizione”
uno stile con un altro, e il
“migliore” vincerà. D'altronde le musiche del passato che riteniamo importanti hanno “vinto” contro
quelle che sono state scartate, e se andiamo a vedere
bene, la storia della musica
non procede così a “blocchi”
ma i vari momenti si intersecano e spesso convivono.
Penso, per esempio, a come
interpretiamo sempre la
musica di Beethoven in
maniera “burbera” mentre
la sua prima produzione era
contemporanea a quella
spensierata
di
Mozart.
Dobbiamo
sperimentare
cercando di avere più gusto
possibile. Per quanto riguarda il ruolo della musica
liturgica, alcuni pensano
che dovrebbe coinvolgere
l'assemblea, altri che deve
sottolineare i vari momenti;
io propendo per questo secondo parere, ma i momenti non possono essere sottolineati se l'assemblea non
ne viene coinvolta quantomeno nell'ascolto.
È stato facile comporre
l'Inno del Centenario
dell'Oratorio,
“Siamo
noi la luce”?
Non si tratta certo di un capolavoro. Inizialmente ho
pensato che il ritornello dovesse essere breve e facilmente memorizzabile, poi
ho lasciato andare la fantasia mentre giocavo con mia
figlia e registravo quello che
cantavo. Con il materiale
creato avrei potuto comporre molti altri inni, ma il risultato mi è sembrato accettabile solo dopo la prima
volta che lo ho ascoltato
cantare dal Coro dell'Oratorio.
LA SCHEDA
I FOCOLARINI (GEN ROSSO E GEN VERDE)
TRA ROCK E POP
Sicuramente leggendo i titoli di queste canzoni a qualcuno verrà in mente di
averle cantate in qualche occasione: Resta qui con noi; Un’altra umanità;
Chi?; Vieni e seguimi; La legge della vita; Servo per amore; Ora è tempo di
gioia; Benedici o Signore (Nebbia e freddo…); Grandi cose; Un giorno fra le
mie mani; Resurrezione; Come Maria, etc, etc. E qualcun altro ricorderà anche: Ogni mia parola; Tu al centro del mio cuore; Vivere la vita; Ecco quel
che abbiamo; Pace sia, pace a voi.
Molto famosi sono anche gli autori di questi canti: il gruppo maschile di “musica pop-rock cristiana” chiamato GEN ROSSO per i primi titoli citati, e
l’analogo gruppo al femminile chiamato GEN VERDE per gli altri.
Le origini e la missione!
Entrambi i gruppi nascono nel 1966 a Lopiano (Firenze). Questa è la sede
centrale del Movimento dei Focolarini, dove famiglie e giovani di tutto il mondo vivono seguendo in modo più fedele possibile il Vangelo. La fondatrice è
Chiara Lubich (scomparsa a Roma proprio l’anno scorso). Durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale a Trento, in un momento in cui a
causa della guerra tutto veniva meno, Chiara Lubich a 23 anni intuisce che
«ogni cosa materiale può crollare ma non Dio, che è Amore». Quindi insieme
ad altre ragazze e ragazzi fonda questo movimento, che oggi conta più di 6
milioni di persone sparse in tutto il mondo, che vivono in piccole comunità,
mettendo al primo posto la fedeltà al messaggio di Gesù e come slogan hanno scelto una frase del Vangelo di Giovanni: “Che tutti siano uno”. La missione scelta infatti è proprio quella della ricerca dell’unità tra le persone, attraverso il dialogo, la condivisione e la solidarietà.
Una batteria per cominciare a fare musica…
Nel 1966, per Natale, Chiara regala una batteria ROSSA a un gruppo di ragazzi e un’altra batteria VERDE a un gruppo di ragazze del movimento dei
Focolarini. Nascono così i due gruppi che si definiscono “International Performing Arts Group” per comunicare, attraverso la musica, i messaggi di pace e fratellanza universale e concorrere così alla realizzazione di un mondo
più unito.
Un successo internazionale…
Dalla sua origine a oggi, il Gen Rosso ha visto la partecipazione di oltre 200
tra artisti e tecnici; ha toccato 47 nazioni in Europa, Asia, Nord e Sud America, Africa e Medio Oriente con 2500 spettacoli, 220 tournée, 24 lingue cantate, 60 grandi manifestazioni internazionali, 250 workshop e oltre 5.000.000 di
spettatori. La produzione discografica conta 54 album e 325 canzoni pubblicate. Attualmente è composto da 18 persone provenienti da 10 nazioni: Brasile, Congo, Kenya, Tanzania, Argentina, Spagna, Italia, Svizzera, Filippine,
Polonia. Le persone che hanno fatto parte del Gen Verde sono invece più di
100 (attualmente sono 24 provenienti da 13 nazioni: Brasile, Italia, USA,
Congo, Corea del Sud, Filippine, Ecuador, Scozia, Argentina, Panama, Spagna, Cile, Portogallo). Gli album prodotti sono 60, tra quelli italiani e internazionali; 5 sono i musical, 1300 spettacoli internazionali in Europa, Asia, Nord
e Sud America e migliaia di concerti in 102 di tournées.
Per chi vuole saperne di più: www.focolare.org; www.genrosso.com;
www.genverde.it
Mario Piola
Dopo Alda Veneziani e Rita Menzaghi è giusto che anche gli uomini siano rappresentati in questa rubrica che ci consente di conoscere i personaggi che hanno fatto la storia del nostro Oratorio. In questa puntata diamo spazio a Mario Piola che ci racconta l’Oratorio dei primi anni Cinquanta. molto frequentato. Tutti
“guardiani” che controllava-
noi ragazzi andavamo lì
no la situazione.
per giocare e ritrovarci,
E i gruppi, c’erano già?
anche perchè non c’erano
S’, c’erano diversi gruppi a
poi molti altri posti. Lì tro-
seconda delle età: fino a 10
vavamo tutto ciò di cui po-
anni c’era il gruppo dei “fan-
tevamo aver bisogno: diver-
ciulli cattolici”, dai 10 ai 14
timento ed educazione. E
anni gli “aspiranti”, fino ai
c’era un campo da calcio do-
20 anni i “seniores” e infine
ve passavamo intere giorna-
gli uomini. Queste erano le
te:
iniziavamo
in un certo
numero ma
a fine giornata eravamo molti di
TANTO ORATORIO
PER IMPARARE COSA
SONO LEALTÀ
E AMICIZIA
_______________________
INTERVISTA
GREGGIO
DI
VALENTINA
La casa dove Mario
Piola vive con la moglie
è a Intra, all’altezza della Coop, molto vicina
all’Oratorio
dunque.
Parliamo della sua avventura
in
Oratorio:
come, quando e perché
è iniziata?
Erano gli anni Cinquanta e
anche allora l’Oratorio era
quattro
spesso
più
perché
altri
gioca-
tori
entra-
vano
grandi
“Posso dire
di aver imparato
grazie all’Oratorio
il vero senso
dell’amicizia,
la lealtà e
la sincerità”
cate-
gorie.
Quali valori
le
ha
trasmesso
la lunga esperienza
in
Orato-
rio?
Devo
in
dire
campo a partita in corso. Al
che io ho iniziato a frequen-
Circolo ho passato assidua-
tare l’Oratorio verso i 18 an-
mente gli anni della mia gio-
ni e ho proseguito perché ho
ventù, fino a quando mi so-
ricevuto la gioia di vivere.
no sposato. Anche negli anni
Insomma, lì c’era tanto, ve-
successivi ho comunque se-
ramente tanto! Posso dire di
guito da vicino e con grande
aver
affetto quanto accadeva.
all’Oratorio il vero senso
Ma c’era il prete?
dell’amicizia, la lealtà e la
Sì certo il prete c’era anche
sincerità.
se non abitava lì al Circolo
ma alloggiava in canonica e
veniva
per
“animare”
i
gruppi e assistere i ragazzi.
C’erano, in ogni caso, i
imparato
grazie
Ma la città come vedeva l’Oratorio?
Bene, anche perché
la vita e la stessa città
erano
diverse:
conoscevamo
ci
tutti!
L’Oratorio era visto
molto bene perché in
ogni
caso
ci
si
divertiva
e
tornavamo
a
casa
tutti “educati”.
Un
tempo
c’era
MARIO PIOLA a sinistra com’era qualche
molta più gente che
frequentava
anno fa e sopra com’è oggi
la
Parrocchia e quindi non era
così
strano
frequentare
l’Oratorio; anzi, era nelle abitudini quotidiane, un pas-
ro, anche perché pure
loro
partecipavano
all’Azione Cattolica. Adesso
il prete è più presente, an-
saggio naturale direi…
Che differenze ci sono
“Una volta
Davvero le ragazze e i
ragazzi
non
potevano
vedersi in Oratorio?
Davvero, e non è poi
nemmeno da tantissimi anni
che ragazzi e ragazze hanno
tra l’Oratorio di oggi e
le ragazze non
l’Oratorio di un tempo,
potevano entrare
l’Oratorio insieme. Oggi può
in Oratorio.
apparire strano, però una
quando lo frequentava
lei assiduamente? E tra i
Oggi può apparire
giovani?
Mah, tra i giovani secondo
me non ci sono poi così tante differenze. Sull’Oratorio
in sé direi che, a parte i
strano, però una volta
era questa
la mentalità”
frequentare
volta era questa la mentalità
e noi ci adattavamo, magari
con qualche trucchetto…
Tipo?
Beh, capitava che, quando
strada, qualcuno di noi gio-
dernamenti che ha portato il
che grazie al fatto che abita
tempo,
un
lì: ecco, questa è una diffe-
tempo non era particolar-
renza. Però la differenza
mente diverso rispetto a
principale rispetto ad oggi è
quello di oggi. C’erano sem-
che una volta le ragazze non
pre anche gli scout: aveva-
potevano entrare in Orato-
mo un buon legame con lo-
rio ma stavano dalle suore.
di
a
passavano le ragazze per
cambiamenti e gli ammol’Oratorio
iniziato
cando a ping pong tirasse la
pallina così lontano da dover uscire a raccoglierla. A
quel punto però si trovava
davanti le ragazze…
“…ti viene da prendere un treno e andare
lontano”, nei quali ti senti fragile e ti viene
da piangere o addirittura ti viene da pensare che la vita sia proprio finita, questa canzone sembra fin una presa in giro, non si
Nuovo appuntamento con la rubrica nella
quale i ragazzi dell’Oratorio propongono
ai lettori le loro canzoni preferite e le
commentano. FRANCESCA BELLI,
animatrice del gruppo di III Media, ha
scelto di presentarci “Com’è straordinaria
la vita”, una canzone di Dolcenera . Una
scelta forse casuale ma azzeccata, visto che
questo mese, l’11 gennaio, si è celebrato il
decimo anniversario della morte di
Fabrizio De Andrè. Emanuela Trane ha
infatti scelto il nome d’arte Dolcenera
proprio per rendere omaggio all’omonima
canzone di De Andrè.
- COM’È STRAORDINARIA LA VITA
Autore:
Autore: DOLCENERA
Album:: UN MONDO PERFETTO
Album
Anno:
Anno: 2006
IL COMMENTO DI FRANCESCA BELLI
Questo mese è toccato a me “commentare” la canzone… non pensavo fosse così faticoso! Non riuscivo a scegliere una canzone
sola, volevo mischiare un po’ di frasi prese
da molte canzoni, ma non potevo. Dato che
in ogni canzone trovavo qualche spunto, ho
deciso di tirare a sorte ed è uscita questa
canzone che, se prima mi sembrava al livello delle altre, adesso che devo commentarla
mi sembra la più difficile! Vorrei raccontarvi cos’è per me questa canzone. Ci provo!
Premetto che non è una delle canzoni che
ascolto spesso. A volte la evito. In momenti
non proprio facili, quei momenti nei quali
condivide il testo e solo il titolo fa arrabbiare. Penso che sia, però, uno stimolo a cercare, in quei momenti di inferno, l’ eccezionalità della propria vita, della quale questa
canzone parla, di cercare una sensazione,
COM’È STRAORDINARIA LA VITA
Dolcenera
Ci sono momenti che passano in fretta
e il tempo che vola sa di sigaretta.
Ci sono momenti che pensi alla vita
ed altri in cui credi che è proprio finita.
E ti viene da vivere, e ti viene da piangere
e ti viene da prendere un treno
andare lontano, lasciare tutto com’è,
che qui non è facile, ti senti fragile,
qui, dove tutto quello che conta è quello che senti...
è sentire com’è... sentire com’è...
Com’è straordinaria la vita,
com’è, coi suoi segreti, i sorrisi, gli inganni.
Com’è straordinaria la vita,
che un giorno ti senti come in un sogno
e poi ti ritrovi all’inferno.
Com’è straordinaria la vita,
che non si ferma mai,si, non si ferma mai.
E ti viene da vivere, e ti viene da piangere,
e ti viene da crederci ancora,
provare a lottare e dare il meglio di te,
che qui non è facile, ti senti fragile,
qui, dove tutto quello che conta è quello che senti...
e sentire com’è...
Com’è straordinaria la vita,
com’è, che ti fa credere, amare, gridare
Com’è straordinaria la vita,
che un giorno ti senti come in un sogno
e poi ti ritrovi all’inferno.
Com’è straordinaria la vita,
che non si ferma mai,si, non si ferma mai.
Com’è straordinaria la vita
che un giorno ti senti come in un sogno
e poi ti ritrovi all’inferno
Com’è straordinaria la vita
che non si ferma mai,si, non si ferma mai.
nostro dolore, un sorriso, una lacrima, un
urlo o una canzoncina, dando, il più possibile, il meglio di noi.
Sono la prima a dire che a parole è tutto
facile ma che trasformare le parole in fatti è
difficile; sono la prima che si demoralizza se
qualcosa non va come spera, sono la prima
che davanti a un ostacolo si ferma, indietreggia, ma poi mi accorgo che, come ripete
spesso la canzone, la vita non si ferma mai e
allora faccio in modo di recuperare i passi
E mi viene da ridere
E mi viene da vivere
E...
fatti, di saltare l’ostacolo e di camminare in
avanti, a volte lentamente altre più velocemente. Sono una ragazza che se si prende
un impegno cerca sempre di mantenerlo…
un’emozione, una soluzione che può in
qualche modo aspirare alla straordinarietà.
Forse bisogna prenderla come una sfida,
provando a lottare, a combattere (anche se
so benissimo che non è per niente facile e
che spesso è più semplice lasciarsi trasportare da quello che ci circonda) per fare in
modo che questa canzone possa diventare
la nostra realtà…
Sono andata a cercare sul vocabolario la
definizione di straordinario: “che non rientra nei limiti di ciò che è solito”. L’ho intesa
in due modi: il primo è che la vita, e si sa,
non segue determinate regole, o un programma, ma è qualcosa di eccezionale, è un
dono e, in genere, i doni sono delle sorprese. Il secondo è che anche noi dobbiamo
“sentire fuori dal normale” questa vita, cercando di non comportarci e agire per abitudine, pensando che è la routine e vivendo
come se tutto fosse scontato, ma mettendo
in tutto ciò che facciamo un po’ di noi stessi,
un pizzico della nostra gioia ma anche del
adesso mi sono presa l’impegno di sentire
com’è straordinaria la vita… spero di riuscire a mantenerlo!!
Finisco augurandomi e augurandovi di,
un giorno, poter fare nostre queste parole
che ho letto in un libro di Fabio Volo:
“Questa vita che per fortuna ho avuto il coraggio di amare. Questa vita che mi sono
preso e che ho voluto vivere fino a farla
stancare…(e io aggiungo) questa vita che,
nonostante tutto, è stata straordinaria”.
IL TEST: CONOSCI VERBANIA?
Verifica anche tu quanto conosci della tua città rispondendo a queste simpatiche domande 1 – Quanti abitanti ha Verbania?
A – Circa 25.000
B – Circa 30.000
C – Circa 40.000
D – Circa 750.000
2 – Quale figura storica si ritiene abbia dato origine a Verbania?
A – Gebediah Springfield
B – Pietro Verbania
C – Marco Intra
D – Nessuno
3 – Quale di queste città non è gemellata con Verbania?
A – Bourg De Peage (F)
B – Crikvenica (HR)
C – Mindelheim (D)
D – Milano (I)
4 – Come noto Verbania è l’insieme di più frazioni. Quale tra queste è l’intrusa?
A – Antoliva
B – Unchio
C – Arizzano
D – Trobaso
5 – Quale fra questi noti personaggi verbanesi è stato nominato “verbanese del secolo”
da un noto quotidiano locale?
A – Beniamino Bonomi
B – don Claudio Mariani
C – Piero Ricca
D – Valerio Colombo
6 – Quale tra queste gradevoli iniziative non è organizzata dal Comune di Verbania?
A – l’attesa Mostra delle Camelie
B – l’ineffabile Corso Fiorito
C – l’annuale rassegna Editoria e Giardini
D – l’interessante Fiera del Giglio
7 – Quale tra questi programmi televisivi non ha mai visto una sua puntata girata a Verbania?
A – la trasmissione musicale “Festivalbar”
B – il programma “Karaoke” condotto da Fiorello
C – il contenitore quotidiano “La Vita in diretta”
D – la rubrica settimanale “Protestantesimo”
LA FANTASIA FA’ VOLARE
CARNEVALE
2009
2009
ORATORIO SAN VITTORE
INTRA
GIOVEDI’
19
FEBBRAIO
ore
20.30
SABATO
21
FEBBRAIO
ore
14.30
Ore
20.45
DOMENICA
22
FEBBRAIO
ore
10.45
E’ ARRIVATO IL GRAN GIORNO:
la corte reale al debutto con le Autorità e gli altri
Regnanti della Città nella tradizionale
‘GIUBIASCIA’ al Teatro Sant’Anna.
A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE:
giochi divertenti per bambini e ragazzi.
CORRIDA ‘SHOW’:
dilettanti allo sbaraglio! Spettacolo dei
gruppi e di chiunque abbia preparato
qualcosa di divertente!
DOPO LA MESSA DELLE 10 IN BASILICA
Re Ciod 63°, Regina Stecheta con tutta la Corte ci
aspettano per il tradizionale discorso in piazza
Ranzoni.
Segue ‘pranzo delle maschere’ per ragazzi e famiglie (costo 5
euro, prenotarsi al bar dell’Oratorio entro giovedì 19 febbraio).
ore
13.30
ore
16.30
MARTEDI’
24
FEBBRAIO
RITROVO AL CIRCOLO PER PREPARARSI
ALLA sfilata cittadina da piazza Cobianchi.
SI APRONO LE DANZE:
tradizionale ballo dei bambini alla presenza
della Corte (cioccolata e chiacchiere per tutti).
ore
14.30
GRAN BALLO DELLE MASCHERE:
ore
19.30
IL GRAN GALA’: Cena con la corte aperta a tutti (costo 12
ore
21.00
ADDIO RE CIOD …: serata danzante con gara
Balli e giochi per bimbi e ragazzi con la Corte
del Re (cioccolata e chiacchiere per tutti).
euro, prenotarsi al bar dell’Oratorio entro sabato 2 febbraio).
di ballo ed elezione della coppia migliore.
Testamento e morte di Re Ciod 62°.
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