Inaugurazione dell’anno accademico 2014-2015 712° dalla fondazione La Sapienza che vogliamo Prolusione di Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore della Sapienza Università di Roma 3 La Sapienza vista dallo studente Silvia Compagno, studentessa di Psicologia della comunicazione e del marketing 17 L’Università nella società della conoscenza Adriana Magarotto, direttore del Sistema bibliotecario Sapienza 21 Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria informatica, 25 automatica e gestionale Antonio Ruberti Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni, professore emerito di Letteratura italiana 31 MuSa Classica, MuSa Jazze MuSa Coro diretti dal Maestro Francesco Viziolieseguiranno: • Toccata dall’Orfeo di Claudio Monteverdi • GaudeaMuS.. rielaborazione del Maestro Silverio Cortesi, orchestrazione di Gabriele Blasco, Maestri del Coro Paolo Camiz e Giorgio Monari www.musicasapienza.uniroma1.it La Sapienza che vogliamo Prolusione di Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore della Sapienza Università di Roma Il bottaio deve intendersi di botti (…) credete di conoscere la vita. Credete che il vostro occhio abbracci un vasto orizzonte, forse, in realtà vedete solo l’interno della botte. Non riuscite a innalzarvi fino all’orlo e vedere il mondo di cose al di là, e a un tempo vedere voi stessi. Siete sommersi nella botte di voi stessi – tabù e regole e apparenze sono le doghe della botte. Spezzatele e rompete la magia di credere che la botte sia la vita, e che voi conosciate la vita. (Edgar Lee Masters, Griffy the Cooper) Oggi inauguriamo solennemente 1. Introduzione l’anno accademico 2014-2015, Signore e Signori, oggi 15 gennaio 2015 712° dalla fondazione e 70° dal moderno la Comunità accademica della Sapienza e attuale insediamento si ritrova in Aula magna per discutere nella Città universitaria. Ripartiamo dell’Università italiana e del nostro Ateneo. dalla tradizione, dalla Bolla Innanzitutto porgo il saluto della Sapienza di Bonifacio VIII del 1303, alle Autorità civili, militari e religiose, dalla sede storica di Sant’Ivo alla Sapienza, agli studenti, ai docenti, al personale, fino alla realizzazione negli anni ‘30 qui convenuti per l’inaugurazione da parte di Marcello Piacentini dell’anno accademico. del primo esempio di campus universitario Nell’arco della nostra storia plurisecolare, in Italia, arricchito dalla pittura murale che affonda le sue radici alle origini stesse di Mario Sironi che fa da cornice della civiltà europea, al tempo di quella e da sfondo a tutte le grandi manifestazioni che è stata potentemente definita dell’Ateneo, e completato nel 1948 da Hobsbawm e Ranger come invenzione con la costruzione della Cappella della tradizione, la Sapienza ha affrontato della Divina Sapienza. Non a caso, profonde evoluzioni: partiamo dunque un felice slogan, scelto pochi anni fa, dal presente, forti del nostro passato, ha voluto sottolineare che “Il futuro è passato qui”. per costruire il futuro. 3 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore Rispetto a un’ispirazione così antica, 2. Il contesto universitario italiano: più valutazione e meno risorse il presente lascia però pochi dubbi in merito al ritmo e alle proporzioni dei cambiamenti, che appaiono senza precedenti nella lunga storia In Italia, la contrazione del Fondo dell’Università italiana. Mai gli atenei di finanziamento ordinario si erano trovati a fronteggiare un complesso delle università (Ffo) ha portato così imponente di trasformazioni al risultato che le risorse per il 2013 istituzionali e contestuali. risultano inferiori all’ammontare Siamo alla fine di una stagione che si era delle spese fisse a carico dei singoli atenei. presentata con una forte promessa Questo picco negativo assume di cambiamento, di cui la stessa un significato ben più inquietante innovazione normativa se si osserva l’andamento del Ffo che ha caratterizzato gli ultimi anni a valori correnti e a valori deflazionati appare ormai come un segnale fra il 1996 e il 2013. In termini reali, ambivalente: da un lato una sempre esso è rimasto quasi stabile dal 2001 più assillante pressione al 2009, per poi scendere del 5% degli adempimenti burocratici ogni anno, configurando, secondo per i docenti, dall’altro, la speranza le stime del Cun, un calo che i provvedimenti legislativi abbiano complessivo pari al 20% circa. l’effetto di innescare processi Tale riduzione va correlata alla minore e trasformazioni destinati ad andare spesa per stipendi dovuta alla riduzione oltre il cambiamento formale. Occorre degli organici. Anche al netto ammettere infatti che se talvolta dei contributi per le retribuzioni, le innovazioni delle cornici normative il saldo resta comunque negativo, producono l’effetto (non sempre con una riduzione sostanziale delle intenzionale) di spostare in avanti, risorse a disposizione degli atenei, verso l’innovazione, il sistema istituzionale nonostante le misure di parziale e i suoi attori, questo risultato compensazione adottate può essere compromesso recentemente dal governo. se non si restituisce certezza Ad acuire le criticità del sistema, e serenità a una comunità universitaria e ben al di là degli obiettivi dichiarati, continuamente bersagliata da obblighi si è scelto di aggiungere burocratici contrastanti con gli imperativi a una non selettiva spending review di un’autentica e trasparente cultura una concezione della valutazione della valutazione. nel suo significato restrittivo 4 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore di strumento di controllo e di selezione il sistema universitario alla fine delle poche risorse da dedicare al sistema degli anni Novanta hanno portato a una universitario. La base di questo modello forte espansione dell’offerta formativa e di valutazione è la stima della produttività delle strutture del nostro Ateneo. attraverso il confronto dei risultati. A partire dal 2009 è iniziato un processo La scelta sarebbe a prima vista di riordino che ha portato all’adozione ragionevole se non fosse che tale nel 2010 del nuovo Statuto, ulteriormente valutazione si fonda su dati spesso poco modificato nel 2012 a seguito attendibili, non tenendo conto della legge 240/2010. delle differenze, dei contesti Al di là delle innegabili esigenze e dei mezzi in capo ai singoli atenei. di “manutenzione” dell’autonomia, Sarebbe necessaria una più rigorosa politica occorre riconoscere che la riforma del “3+2” degli indicatori e qualche confronto è stata inizialmente decisiva internazionale: per fare un solo esempio, nell’abbassare le “barriere” all’entrata Yale ha un decimo degli studenti e all’uscita, rivelandosi così un potente della Sapienza, circa lo stesso numero moltiplicatore della domanda di studi, di docenti e quasi un amministrativo anzitutto sul piano della percezione per studente. e, dunque, della “immagine” pubblica Questo modello di valutazione dell’Università. – mancando peraltro un riferimento certo Da questo punto di vista, non si può fare per le scienze umane e sociali – a meno di sottolineare che al centro basato su classifiche, premi e punizioni della riflessione sull’Università rischia di trasformare l’università e sulla sua innovazione debba essere oggi in una gara, che tralascia i problemi reali, la didattica, insieme con la ricerca: che vanno affrontati con serietà una missione storica che rappresenta oggi e ragionevolezza. la dimensione più riconoscibile, quella da cui la società trae una chiara percezione dell’istituzione. 3. La missione didattica e il processo di formazione 3.1. La Sapienza alla prova della sua missione storica La Sapienza è il più grande ateneo d’Europa e tra i più grandi al mondo con oltre 100.000 studenti e circa 8.000 La Sapienza, nonostante la perdurante tra professori, tecnici e amministrativi. crisi economica e la riduzione Le riforme che hanno riguardato dei finanziamenti pubblici al sistema 5 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore universitario, sta compiendo sette corsi di laurea magistrale erogati grandi sforzi per mantenere e rafforzare esclusivamente in lingua inglese, il ruolo prioritario della didattica tra cui il corso di laurea e della ricerca. Le risorse destinate in Medicina e chirurgia. alle spese generali, attestate intorno Nel 2014 la Sapienza ha portato alla a un quinto del totale, presentano infatti laurea 19.280 studenti (una cifra stabile una tendenza costante alla riduzione. rispetto all’anno precedente), con una Ma nel 2013, a fronte di un calo votazione media di 102/110. delle spese di funzionamento rispetto Numeri imponenti che, da soli, danno conto al 2012, le risorse a favore della didattica delle dimensioni del servizio reso dall’Ateneo sono aumentate al 45%; allo stesso tempo, per la formazione delle nuove generazioni. le risorse destinate alla ricerca Coerentemente, la Sapienza sono rimaste invariate rispetto al 2012. ha negli ultimi anni avviato una decisa Per quanto riguarda le risorse politica per la riduzione degli studenti per la didattica, nel 2013 sono aumentate fuori corso, favorendo forme di tutorato le spese per il sostegno agli studenti, specifico, passaggio al regime part-time fra cui i finanziamenti per programmi e rimodulazione delle tasse. di mobilità e borse di dottorato. I dati del Miur mostrano che il numero La Sapienza ha mantenuto degli immatricolati in Italia ha raggiunto un valido standard in termini di servizio il massimo nell’a.a. 2003-2004 pur in presenza di una diminuzione per diminuire progressivamente dell’organico complessivo. con una contrazione del 17,8%. Il calo L’offerta formativa della Sapienza si è concentrato nelle fasce di età comprende oggi oltre 269 corsi di studio, più elevate. La riduzione è stata del 7,6% 115 scuole di specializzazione, 251 master. tra i giovani con età compresa tra i 18 L’internazionalizzazione dell’offerta e i 22 anni e del 75,8% tra gli studenti formativa ha assunto negli ultimi anni di 23 anni e oltre, con calo dell’età media, una dimensione significativa: passata da 23 anni dell’a.a. 2005-2006 nell’anno accademico 2014-2015 a meno di 21 anni dell’a.a. 2011-2012. saranno erogati 12 corsi di laurea La Sapienza ha subito in questi anni e 25 corsi di laurea magistrale con un calo degli iscritti, in parte dovuto percorso formativo a un calo delle immatricolazioni volto al conseguimento di un titolo più sensibile rispetto doppio o multiplo; un corso di laurea agli altri atenei romani. magistrale con università straniere, Va ricordato che l’aumento con conseguimento di un titolo congiunto; delle immatricolazioni di studenti 6 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore in età matura registrato agli inizi del 2000 è necessaria con il sistema produttivo, deriva in parte dal programma che vorremmo più ambizioso, capace “Laureare l’esperienza”, che dava di investire di più in ricerca e sviluppo la possibilità alle università e di vagliare e valorizzare i nostri laureati. di riconoscere dei crediti formativi alle esperienze maturate in ambito professionale o culturale. La revisione 3.3. Il numero dei laureati. Tra prospettiva internazionale e “migrazioni interne” al paese della normativa con la quale il Ministero ha limitato fortemente la quantità di crediti riconosciuti ha prodotto un ridimensionamento In tutti i Paesi europei si è registrato dell’immatricolazione un aumento della quota di popolazione di studenti “maturi”. in possesso di un titolo di istruzione di terzo livello, ma la crescita osservata in Italia è tra le più lente in Europa: con il 14% dei laureati nella popolazione 3.2. L’orientamento e il dialogo scuola-università in età compresa tra i 24 e i 64 anni nell’anno 2013, l’Italia si colloca Vorrei spendere una parola al terzultimo posto. Sempre nella stessa sul nostro rapporto con la scuola. Si tratta posizione si colloca la percentuale di un impegno comune nella filiera dei laureati in Italia nella popolazione della costruzione e trasmissione di età tra i 24 e i 34 anni. della conoscenza. Il rapporto con la scuola L’andamento annuale del numero e con l’orientamento deve assumere di laureati nelle università italiane mostra, una valenza strategica ed essere tra il 2002 e il 2005, un notevole aumento uno degli elementi caratterizzanti a seguito dell’introduzione della riforma della nostra missione, continuando del 3+2. Con la progressiva entrata a promuovere e rafforzare i progetti a regime della riforma, gli immatricolati e gli appuntamenti su cui la Sapienza ai corsi di nuovo ordinamento investe da anni: tra i tanti, possiamo che proseguono gli studi dopo la laurea ricordare i progetti “Un ponte tra scuola triennale conseguono anche il titolo e università”, “Orientamento in rete”, di laurea specialistica o magistrale. l’iniziativa “Porte aperte alla Sapienza”, Sebbene aumenti il numero dei titoli il questionario “Conosci te stesso”. ogni anno rilasciati dalle università Analogamente maggiore sinergia italiane, non è proporzionale anche nell’ambito della formazione l’incremento nel numero di laureati. 7 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore Analizzando l’articolazione dei laureati della condizione occupazionale per regione in cui ha sede il corso, dei laureati sul mercato del lavoro in Italia emerge che il maggior numero dei laureati ci mostra chiaramente come la laurea è, come da tradizione, in Lombardia; rappresenti ancora oggi un investimento ma è importante segnalare che il Lazio fondamentale per i giovani. Anche se segue immediatamente, mentre la prima la crisi economica ha ridotto regione meridionale a emergere le opportunità di lavoro per tutti in una situazione complessivamente i giovani, l’istruzione terziaria continua critica è la Campania. a garantire prospettive occupazionali Del resto, «i giovani stanno lasciando il Sud. migliori rispetto al diploma. E quelli che restano, stanno lasciando gli studi». I dati Istat – Rilevazione sulle forze È questo l’asciutto e significativo incipit di lavoro – contrastano infatti la percezione di un articolo di Pietro Greco comparso diffusa che la laurea abbia perso valore la scorsa primavera su Roars e anticipato e forniscono indicatori inconfutabili nei giorni precedenti su “l’Unità”. di come l’investimento nell’istruzione Greco ricorda in proposito il Rapporto sia strategicamente sullo stato del sistema universitario ed economicamente vincente. e della ricerca 2013, pubblicato dall’Anvur, in cui si evidenzia, sullo sfondo dell’ormai noto calo di circa il 20% 4. La missione ricerca delle immatricolazioni, la distribuzione geografica dell’esodo dei giovani 4.1. Per una cultura della valutazione e della qualità dai luoghi della formazione universitaria: -10% al Nord, -25% al Centro Da tempo sosteniamo la tesi e -30% nel Mezzogiorno. che i ricercatori italiani sono Ma è ancor più interessante notare come, pochi ma buoni; ma è sicuramente specularmente alle migrazioni da Sud un bel riconoscimento vederla confermata a Nord motivate dalla ricerca da Nature, autorevolissima rivista di un posto di lavoro, si rilevi scientifica internazionale. In primo luogo, un fenomeno migratorio che porta lo standard di qualità degli articoli i giovani meridionali a scegliere gli atenei scientifici pubblicati da ricercatori italiani, fuori dalla propria regione di origine (il ottenuto a partire dal numero di citazioni, 25% circa); una quota consistente è costantemente aumentato di questi, si rivolge ad atenei negli ultimi dieci anni. Oggi, la qualità del Centro e del Nord. media delle pubblicazioni italiane Peraltro, l’analisi oggettiva 8 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore è superata solo da quella dei ricercatori al Field Weighted Citation Impact (Fwci), svizzeri e inglesi. Una performance che riassume la qualità degli articoli davvero straordinaria, che ci ha consentito sulla base del numero di citazioni di superare gli Stati Uniti. La circostanza rapportato alla media di citazioni che il numero medio di citazioni dei singoli settori scientifico-disciplinari. per un articolo di un ricercatore italiano Da questa angolazione, l’Italia risulta superi quello di un collega statunitense in terza posizione. avrebbe meritato ben altra attenzione Per di più, l’Italia raggiunge risultati da parte delle Istituzioni e dei mezzi eccellenti anche per il numero di articoli d’informazione. e di citazioni in rapporto agli investimenti Il confronto internazionale conferma in ricerca e sviluppo piazzandosi ancora ancora una volta la necessità e l’utilità una volta al terzo posto in entrambe di una cultura della valutazione, le graduatorie. L’Italia consegue gli stessi ovviamente se concepita per apprezzare risultati incoraggianti anche esaminando e valorizzare il patrimonio di intelligenze, il numero di articoli e il numero ricercatori e studenti, che ci consente di citazioni riferibili ai soli investimenti di competere, in termini di produzione in ricerca universitaria: in questo caso, scientifica, con realtà caratterizzate siamo al quarto posto, condiviso da politiche di sostegno ben più favorevoli. con il Regno Unito per gli articoli Alcuni riscontri significativi sono forniti e con gli Stati Uniti per le citazioni. in proposito dall’International Comparative Ma la nostra vera eccellenza Performance of the UK Research Base 2013, va individuata nella produttività il report specializzato redatto dalla società del nostro capitale intellettuale. Elsevier per incarico del Department Il trend relativo al numero di articoli of Business, Innovation and Skills pubblicati e alle citazioni per ricercatore del governo britannico. Pur enfatizzando risulta il più alto fra tutti i paesi valutati, la situazione del Regno Unito, il report anche se una nota del rapporto esprime fornisce utili informazioni comparative il dubbio che il risultato possa essere su alcuni dei paesi più industrializzati inficiato da una sottostima del numero del mondo, fra cui l’Italia. dei ricercatori italiani. Un ulteriore e indiscutibile esempio di assoluta eccellenza concerne il numero di start up e spin off: anche qui, 4.2. “Visti da fuori”: il caso italiano l’Italia è prima, davanti a Regno Unito Concentrandoci sul “caso italiano”, e Spagna. Quello che difetta il primo elemento che colpisce è relativo è il successivo passaggio produttivo, 9 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore per la carenza di venture capitals in Italia. non comparabile con ciò di cui Un dato singolare rispetto agli altri paesi disponiamo; la spesa per studente è quello per cui arrivano in Italia è in Italia nettamente inferiore rispetto più ricercatori provenienti dalle industrie, agli altri paesi. Sono dati che attestano che scelgono una vocazione universitaria, la permanente motivazione etica mentre al contrario i ricercatori italiani dei nostri docenti e ricercatori: di matrice accademica puntano anche grazie ai loro sforzi, essi riducono prevalentemente sulle imprese estere. le distanze tra il nostro e gli altri paesi. Riassumendo, l’insieme di questi dati, Purché non si continui a tirare troppo correlato agli scarsi investimenti pubblici la corda. Anche perché le condizioni e privati in ricerca e sviluppo, di lavoro in cui docenti e ricercatori attesta un’elevata qualità della ricerca italiani operano sono nettamente scientifica italiana, che andrebbe inadeguate: nella valutazione Ocse ben diversamente riconosciuta il confronto tra ore lavorate e valorizzata a livello decisionale e produttività rapportata e di governo. allo standard Usa attesta che l’Italia Mentre esportiamo “cervelli” dalla nostra è il paese in cui si lavora di più accademia al mondo privato, proprio e si riesce a produrre di meno. da quest’ultimo settore arrivano ricercatori che incrementano il pluralismo dei nostri atenei. 4.3. Il caso Sapienza In conclusione, interroghiamoci sui livelli cui potrebbe aspirare l’Italia Per quanto riguarda il nostro Ateneo, se, adottando più convintamente le entrate finalizzate alla ricerca i migliori esempi internazionali, si dotasse per l’anno 2013 si attestano nel complesso di un modello di sviluppo socio-economico su un totale di circa 73.7M €, fondato sulla ricerca scientifica, in aumento rispetto all’anno precedente. e dunque su valorizzazione dei giovani Ma la disaggregazione delle singole voci e sull’ampliamento di una comunità mostra dati in diminuzione, rispetto scientifica qualificata come la nostra. al 2012, per quanto attiene le entrate È giusto inoltre ricordare che i docenti di dalla UE, dal Miur, da imprese italiane Regno Unito, Germania e Francia ed estere. sono il doppio di quelli italiani; Positivo il posizionamento della Sapienza le condizioni strutturali dei loro atenei nell’ambito dell’ultimo bando Prin, sono decisamente migliori; i fondi con trentanove progetti presentati per la ricerca sono un multiplo (di cui un terzo da noi coordinati); 10 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore buona anche la posizione il sistema italiano è tradizionalmente entro il programma Firb 2013, sottostimato, la Sapienza è comunque con tre progetti coordinati con Bologna in testa tra gli atenei italiani, e cinque progetti in cui è prevista risultando ai primi posti la partecipazione come unità locale. nei principali report: L’attività contrattuale, brevettuale • US News e World Report: Sapienza 139, e di trasferimento merita un’attenta Bologna 146, Padova 146, Milano 155; • Arwu Shangai: Bologna 173, riflessione. Raggiunto l’apice di un percorso di crescita nel 2010, Milano 186, Padova 188, Pisa 190, il trend ha assunto un andamento Sapienza 191; • QS World University Ranking: discendente; l’analisi delle singole voci evidenzia che nel 2013 si è ulteriormente Bologna 182, Sapienza 202, ridotta la voce dei contratti di ricerca Politecnico Milano 229; • World University Ranking SA: e si sono sostanzialmente ridotte le prestazioni tariffate, mentre è Sapienza 95, Bologna 99, Pisa 184, aumentata la voce relativa ai contratti con Milano 193. sperimentazione. Si osserva un continuo calo di attività commissionate da soggetti privati, con un leggero incremento 5. La terza missione per quelli pubblici. I valori in assoluto per l’anno 2013 mantengono comunque Divulgare la conoscenza nel territorio, la Sapienza in buona posizione nazionale promuovere la scienza e la cultura, in confronto agli altri atenei. valorizzare i risultati della ricerca Nell’area del trasferimento tecnologico, scientifica: tutto questo fa parte nel corso del 2014 sono state presentate della terza missione degli atenei, 287 domande per un totale di 66 brevetti significativo indicatore anche concessi in Italia e 29 all’estero. nella valutazione delle performance Anche l’attività di partecipazione del sistema universitario. a spin off, nonostante l’impegno profuso, La Sapienza nel corso del 2014 ha offerto richiede un’azione di supporto, alla cittadinanza oltre 700 eventi, pur nella consapevolezza delle difficoltà nel 90% dei casi gratuiti, del sistema paese: i proventi nel 2013 tra cui conferenze scientifiche, dei 21 spin-off attivi seminari e giornate di studio sono stati trascurabili. sugli argomenti più diversi, concerti, Per quanto riguarda la vexata quaestio spettacoli teatrali, aperture straordinarie dei ranking internazionali, in cui dei musei, manifestazioni di orientamento 11 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore per gli studenti e di placement di tutta la didattica e la ricerca per i laureati, iniziative sociali del Polo Pontino: attraverso la e di solidarietà. Le ricerche scientifiche valorizzazione delle attività svolte, sarà e le scoperte divulgate attraverso possibile riconoscere pienamente i media sono state oltre 40. la qualità del lavoro dei docenti Peculiarità e valore aggiunto dell’Ateneo che hanno contribuito alla crescita sono i policlinici universitari, il cui ruolo di un progetto il cui successo dovrà essere rilanciato e rafforzato, sta nella sinergia tra una pluralità valorizzando l’inscindibilità delle funzioni di discipline. didattico-scientifico-assistenziali del personale sanitario universitario, garantendo l’obbligo dell’esercizio 6. Conclusioni: la Sapienza che vogliamo dell’attività assistenziale per i settori clinici, assicurando una valutazione dei medici universitari In questo scenario, l’Università italiana in base a tutte e tre le funzioni può e deve tornare a percepire se stessa e non solo a quella assistenziale. come sistema dinamico di relazioni In questo quadro, e di valori, aprendosi all’universalismo urgenze imprescindibili che le è connaturato, e a un contatto sono la ristrutturazione rigenerante e fecondo con i diversi del Policlinico Umberto I “portatori di interessi”. Una Università da realizzare in tempi brevi al centro di una rete di interazioni (considerando anche la costruzione e di valori moderni e strategici, ex-novo presso lo Sdo) da concordare da rilanciare dentro e fuori la comunità con Regione e Ministeri; accademica fino a coinvolgere, di fatto, per l’Ospedale universitario Sant’Andrea, la società italiana e le sue principali eccellenza assistenziale già riconosciuta, dimensioni: il lavoro e l’economia, vi è l’urgenza di implementare la cultura e, non ultima, la politica. la parte didattico-scientifica mediante L’auspicata convergenza di valori la costruzione del building per la didattica non solo economici, ma anzitutto culturali e la ricerca, con fondi già deliberati e civili sulla conoscenza e sul sapere dal nostro CdA, e di operare una decisa – investimenti che sono, per definizione, trasformazione in azienda a elevato tasso di rischio universitario-ospedaliera. e redditività differita nel tempo – È altresì necessario consolidare l’attività impone di lasciarsi alle spalle chiavi assistenziale nell’ambito dello sviluppo di lettura mistificanti della reale portata 12 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore dei cambiamenti, fra cui quella aziendalista. allo studio, valore-guida strategico Serve al contrario una più convinta che è necessario garantire all’interno capacità di autocritica e di ascolto dell’intero sistema-Sapienza da parte dei decisori pubblici. per aumentare la sua attrattività La scommessa italiana dovrà essere verso gli studenti italiani e stranieri, quella di sintonizzare i tempi concitati e guidare gli uni e gli altri in un percorso del sistema politico (sempre meno capace che non è solo formativo, ma anche di parlare ai giovani e di guardare di crescita personale, all’interno al futuro) con le prospettive di un campus reso vivibile per tutti. dello sviluppo e dell’innovazione. Per realizzare questi obiettivi, Non vi è dubbio che – come abbiamo la complessità e l’articolazione cercato di dimostrare – il vero problema a più livelli della “macchina” gestionale da affrontare è quello delle risorse tuttora della Sapienza richiede risposte efficaci, insufficienti destinate all’Università, da garantire mediante con la conseguente necessità una semplificazione amministrativa di programmare un piano di assunzioni e regolamentare che abbiamo che renda l’organico degli atenei, immediatamente avviato. in linea con i più avanzati standard europei, La ricerca scientifica costituisce come sapientemente più volte ricordato uno degli elementi a maggior valore dal Presidente della Repubblica aggiunto dell’Ateneo: premiare Giorgio Napolitano. le eccellenze nella ricerca con sostegni Per quanto riguarda la nostra concreti e favorirne il miglioramento responsabilità, l’impegno sarà rivolto continuo è un obiettivo strategico a specifici punti programmatici: da realizzarsi, anche attraverso misure l’internazionalizzazione della didattica di supporto ai soggetti meno attivi, e della ricerca è obiettivo strategico puntando a ridimensionare drasticamente fondamentale, rispetto al quale l’impatto dei docenti “inattivi”, la Sapienza deve porsi come leader al momento uno dei punti di processo. A questo scopo, occorre di maggior criticità del nostro Ateneo. anzitutto definire un progetto culturale La Sapienza, con il suo notevole di ampio respiro, che ponga il più grande patrimonio culturale e scientifico, ateneo italiano in prima linea ricco di realtà multidisciplinari, nella costruzione dell’Europa della rappresenta una risorsa cruciale conoscenza, in piena adesione al Processo per la società della conoscenza: di Bologna. Un ulteriore e fondamentale dovrà essere sempre di più un centro punto programmatico è il diritto promotore di innovazione 13 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore e di alta formazione nel paese positivo di una globalizzazione governata e nel territorio, pienamente inserito dalla cultura. Una Università nei meccanismi di sviluppo locale. che coniughi la preparazione specialistica Occorrono un impegno quotidiano – indispensabile in un mondo e un’azione sistematica diretti a creare postmoderno competitivo ed efficientista – le condizioni per un rapporto continuo con la crescita complessiva e fecondo con il mondo esterno, della personalità dei giovani, con pieno riconoscimento non riducibile a una mera alienante delle attività di terza missione. professionalizzazione, ma aperta Ma qual è l’Università che vogliamo? alla ricerca del significato più profondo E qual è il suo ruolo della propria esistenza e vocazione, nella crisi che viviamo? nel confronto critico Innanzitutto, vogliamo una Università che una comunità accademica che trovi le sue radici e la sua legittimazione deve garantire ai suoi membri. nella società in cui opera e nel sostegno Una Università che superi l’apparente dell’opinione pubblica, troppo spesso oggi contrasto fra specialismi e generalismo, ingiustamente e qualunquisticamente fra il sapere scientifico-tecnologico critica verso tutte le istituzioni, e quello umanistico e li ricomponga che devono però rilegittimarsi in una superiore visione olistica, per guidare la rinascita, prima morale contrastando gli eccessi e poi politica ed economica, del paese. di parcellizzazione del sapere C’è bisogno di uno scatto culturale che sono il rischio connesso all’enorme e di consapevolezza da parte del paese, sviluppo delle conoscenze rifuggendo da facili demagogie e comodi e delle tecnologie. Una Università buonismi, per indicare ai giovani coerente con il proprio compito e ai non più giovani la strada maestra di trasmettere e innovare il sapere, della cultura, dell’impegno, del sacrificio, in un continuum generazionale della disponibilità e della ricerca del vero che incarna la sua stessa essenza: come unica e ineludibile premessa la domanda di conoscenza e la ricerca a una rigenerazione personale e collettiva. della verità. Vogliamo, ancora, una Università È questa la sfida che abbiamo di fronte: che garantisca a tutti le pari opportunità una strategia di sviluppo armonico di accesso e di fruizione, per sviluppare del paese, che sappia offrire sostegno i talenti di cui ciascuno è portatore, reale alle sue zone più deboli, in un confronto locale, nazionale a partire dal Mezzogiorno. e internazionale che è il vero portato L’Italia e dunque ognuno di noi 14 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore deve comprendere che si potrà uscire dalla crisi solo investendo nella formazione dei giovani, nella riproposizione dei valori della cultura come antidoto al pessimismo e al nichilismo dominanti nell’immaginario pubblico. La lunga crisi che stiamo attraversando è morale e culturale prima che economica e finanziaria. Ci sfida più profondamente di quanto possa sembrare, e non bastano scorciatoie economicistiche o alchimie finanziarie. Per uscire dalla crisi, serve l’esercizio rigoroso della nostra responsabilità, che l’ottimismo della volontà deve contrapporre al pessimismo della ragione. 15 La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore La Sapienza vista dallo studente Silvia Compagno, studentessa di Psicologia della comunicazione e del marketing Magnifico Rettore, a insegnare o a svolgere la propria cari Professori, Studenti, Ospiti, professione. Il punto principale dell’evoluzione delle università nei vari quando mi è stato proposto di intervenire paesi del mondo consistein larga parte all’inaugurazione dell’anno accademico, nel modo con cui avviene il distacco mi sono a lungo interrogata sul tema dello studente dall’università presso di cui si è voluto sottolineare l’importanza la quale ha frequentato gli studi. quest’anno. E nel momento di iniziare a scrivere mi sono tornate alla mente, Qual è dunque il ruolo dell’Università? con estremo piacere, varie conversazioni avute con numerosi studenti di differenti I ruoli che l’Università è chiamata facoltà e università nel mondo; a ricoprire sono molteplici, ma uno è per me motivo di grande onore dei più importanti è a mio parere e privilegio avere la possibilità quello di preparare gli studenti di contribuire a questo importante evento al distacco, a entrare nel mondo con un breve intervento, sperando del lavoro, ad affrontare la vita. che possa testimoniare una prospettiva individuale, e uno sguardo anche Al fine di raggiungere i suoi scopi internazionale sulle aspettative formativi ed educativi, bisognerebbe universitarie di uno studente. concentrarsi su alcuni punti chiave, sulle aspettative e sulle speranze che ogni L’Università, fin dalla sua fondazione studente sviluppa nell’intraprendere medioevale, ricopre la duplice funzione il proprio percorso di studi, che, di studium generale, cioè luogo pur presentando diversi ostacoli, di studi accessibile a tutti, e universitas dovrebbe condurre infine studiorum, cioè corporazione che gestiva a immense soddisfazioni. gli istituti d’insegnamento, e al contempo corporazione dei maestri e degli studenti. La prima e più importante aspettativa Al termine del suo percorso di studi che uno studente possiede nei confronti lo studente, dopo aver superato un esame, dell’Università è che questa possa fungere riceveva da questa Università da ponte tra gli studenti e il mondo la licentia ubique docendi e, una volta del lavoro. Ci si aspetta che il sudore, diventato doctor o magister, non rimaneva gli sforzi e il tempo investiti nello studio nella Università presso la quale e nel seguire le lezioni possano fornire aveva studiato, ma si recava altrove agli studenti gli strumenti per affrontare 17 La Sapienza vista dallo studente Silvia Compagno al meglio la futura vita lavorativa, Viviamo in un mondo in continua insegnando a superare evoluzione che ci invita sempre più i problemi che si presenteranno, a diventare cittadini globali, ad aprire anche grazie all’ampliamento culturale i nostri orizzonti verso l’esterno delle conoscenze e competenze possedute. e a guardare agli altri paesi come esempio da cui trarre ispirazione. Qualsiasi studente si aspetta L’Università dovrebbe fornire un respiro che in qualche modo l’Università faciliti internazionale all’interno della didattica, il suo inserimento nel mondo del lavoro del corpo docente e di quello studentesco. fungendo da punto di congiunzione, Ciò che gli studenti si aspettano, nel corso attraverso tirocini, laboratori, workshop, del percorso accademico, è la possibilità eventi e iniziative mirate a preparare di incontrare nuove culture, nuovi lo studente e a metterlo in contatto punti di vista, nuovi metodi e materie in maniera immediata e tangibile d’apprendimento per entrare in contatto con il futuro. con la diversità e riconoscere i propri limiti e punti di forza, nell’obiettivo L’Università dovrebbe inoltre di tendere al miglioramento, e preparare gli studenti al cambiamento senza escludere che questo e alla crescita. apprendimento della diversità e dell’apertura prepari ad affrontare “Innovazione” infatti è una delle parole un possibile trasferimento all’estero chiave di cui dovrebbe essere simbolo o possibili esperienze internazionali l’Università. Gli studenti si aspettano e multiculturali. la possibilità di studiare in un ambiente in continua crescita, che possa fornire Il tema della conoscenza e degli scambi stimoli a creare, che possa fare crescere internazionali è tra quelli a me più cari. in loro fame e desiderio di conoscenza Anche come presidente dell’associazione e progresso, che li spinga ad agire studentesca di Aiesec Roma Sapienza, sul presente attivamente e a essere primi ho avuto modo di toccare con mano cosa protagonisti del cambiamento. significhi far parte di una città e di atenei come quelli romani, dove all’ordine Ultimi, ma non per importanza, i temi del giorno vi è l’incontro e lo scambio legati alla multiculturalità e a un ampio reciproco tra persone e culture diverse. respiro internazionale della conoscenza, Tutto questo rappresenta il significato che si palesano tra le più vive aspettative più nobile dell’essere cittadini del mondo: di ogni studente universitario. io stessa l’ho potuto sperimentare, 18 La Sapienza vista dallo studente Silvia Compagno anche grazie all’esperienza vissuta sempre supportato, guidato e spronato alla conferenza internazionale di Taiwan, da una Università viva, attenta a cui ho avuto modo di partecipare all’innovazione e a un respiro la scorsa estate, arricchendo internazionale come fonte una prospettiva di lettura di avvicinamento tra giovani delle problematiche globali e mondo del lavoro! una prospettiva diversa delle problematiche globali che affliggono le università Grazie della vostra attenzione. del mondo e gli studenti. In conclusione, cosa mi aspetto dall’Università? Mi sento di dire che, una volta terminata la carriera di studente, mi aspetto di essere pronta a dimostrare le conoscenze acquisite, potendo in tal modo affrontare un nuovo lavoro e un nuovo ambiente d’apprendimento, così da accettare una sfida professionale, mettendomi in gioco; superando quei limiti, geografici e non, che impediscono di trarre insegnamento e ispirazione da altri paesi e consentano di essere motivo di vanto per l’Italia, portando all’estero il bagaglio culturale acquisito alla Sapienza. Tutto questo sempre accompagnata dalla voglia di crescita e dalla fame di conoscenza, che è più forte in quelli che non hanno paura di innovarsi e migliorare il mondo che li circonda e il proprio futuro. Questo è ciò che sento di augurare a ciascuno studente: che possa essere 19 La Sapienza vista dallo studente Silvia Compagno L’Università nella società della conoscenza Adriana Magarotto, direttore del Sistema bibliotecario Sapienza Magnifico Rettore, Autorità, che mi è stato concesso Colleghi e Studenti, gentili Ospiti, in rappresentanza di tutto il personale Tab e anche del Sistema bibliotecario che, desidero introdurre le mie brevi al pari di altre strutture, è frutto considerazioni con una citazione dei processi di innovazione e sviluppo di Lorenzo Valla, tratta dalla Oratio in corso nella Sapienza. in principio studii per l’anno accademico 1455-1456, in cui l’Autore scrive La mia esperienza personale prende «che nessuna cosa possa fare progressi le mosse dal mondo delle biblioteche e, e svilupparsi, qualora non venga come bibliotecaria, vorrei ricordare concertata, elaborata e coltivata che quest’anno ricorre fra l’altro da moltissimi individui, soprattutto il cinquecentenario della morte se rivaleggiano uno con l’altro di Aldo Manuzio (1449-1515), umanista e si contendono la gloria». e innovatore nel campo dell’editoria. Manuzio mise in commercio i primi libri A distanza di oltre cinque secoli, “tascabili” che favorirono l’incremento questa riflessione esprime, a mio avviso, dei lettori e la circolazione delle idee. ancor’oggi i valori fondanti Esperienza, tecnica, cultura e ricerca, e la ragione di essere dell’Università, alla base dell’attività di Manuzio, sono la cui missione consiste nello sviluppo anche appannaggio del sistema scolastico della conoscenza attraverso e dell’Università e rappresentano fattori la condivisione dei saperi e l’esercizio di crescita culturale e sociale, motori della ricerca, in un ambiente stimolato fondamentali dello sviluppo, anche dalla emulazione e dalla concertazione, se oggi l’Università pubblica viene vale a dire armonia nella comune tensione spesso percepita come costo, finalizzata al conseguimento di un se non addirittura come spreco, piuttosto obiettivo comune, uni-versitas appunto. che come risorsa comune. L’inaugurazione dell’anno accademico Il 2015 si presenta dunque come ha una lunga tradizione, rinnovata un anno denso di impegni e di sfide, in tempi recenti con l’invito a cui far fronte collettivamente a partecipare a tutte le componenti rafforzando la tensione ai valori su cui dell’Università (docenti, studenti, si fonda la società democratica, ripresi personale tecnico-amministrativo); colgo anche nel Codice Etico di cui si è dotata l’occasione per ringraziare dell’onore la nostra comunità universitaria: 21 L’Università nella società della conoscenza Adriana Magarotto il pluralismo delle culture e delle idee; La necessità, a mio parere, la responsabilità sociale nella formazione di non considerare se stessi come passivi e nella ricerca; l’orientamento al servizio fornitori di servizi bensì come co-attori – in primo luogo nei confronti dello sviluppo sociale, in una Università degli studenti; la partecipazione che considera gli studenti non solo come di tutte le componenti costitutive utenti ma come persone fortemente della comunità allo sviluppo; motivate ad apprendere che hanno la competitività nell’ambito del sistema pertanto pieno diritto di incontrare, universitario, che implica un apparato nel corso della loro esperienza di valutazione in tutte le diverse attività universitaria, personale preparato istituzionali; la trasparenza e l’orientamento e consapevole che partecipa attivamente al miglioramento continuo, a livello ai processi innovativi. sia organizzativo che individuale. Il personale tecnico, amministrativo Oggi, la responsabilità sociale nella Scuola e bibliotecario condivide infatti e dell’Università in particolare la responsabilità nella gestione di risorse è ancora più evidente, in considerazione umane, economiche e patrimoniali del fatto che nel mondo ha assunto e di molteplici attività connesse sempre maggior rilievo la cosiddetta al funzionamento dell’Università. È economia della conoscenza, intesa dunque necessario che la tensione al come produzione di idee e conoscenze rafforzamento del valore dell’Università, suscettibili di trasformare in nuova intesa come res publica, venga fatta ricchezza economica e sociale il capitale propria da ognuno di noi, per sconfiggere di risorse, sia materiali che umane. con la coltura la sterilità di un’esistenza autoreferenziale. Il personale presta L’Università è il luogo dove le nuove la propria attività in strutture generazioni imparano ad apprendere, che svolgono un ruolo di supporto per fare il loro ingresso alla didattica e alla ricerca. Il termine in modo consapevole nella società supporto non deve essere inteso come della conoscenza, in cui ogni attività una funzione meramente ancillare, si svolge utilizzando le conoscenze di cui in quanto esse sono o possono essere si dispone per produrne sempre di nuove. in modo più manifesto componenti attive del processo formativo e della ricerca, Quali ripercussioni possono esserci nel rapporto quotidiano con studenti con riferimento alla esperienza quotidiana di tutti i gradi, tirocinanti e stagisti. di vita e di lavoro nelle nostre strutture? Credo che tutti noi stiamo assumendo 22 L’Università nella società della conoscenza Adriana Magarotto progressivamente maggiori La valutazione sulla efficienza ed efficacia responsabilità, consapevoli è volta anch’essa a rendere accettabile della differenza che intercorre tra un agire la spesa pubblica per il funzionamento neutrale e ripetitivo e un comportamento dell’Università. Ci piacerebbe leggere idoneo al contesto universitario, volto sulla stampa non solo notizie su scandali al miglioramento e all’innovazione tecnica e malaffare nella pubblica amministrazione, e culturale. In quest’ottica, mansioni che vanno combattuti senza incertezze, e responsabilità, valutazione e merito, ma anche notizie positive, se orientati a coltivare il progresso sul comportamento virtuoso dei pubblici dei fattori di apprendimento e di ricerca, dipendenti, volto all’ottimizzazione non danno luogo a conflitti. L’Università delle risorse disponibili. Per l’Università, ha il compito di instaurare comportamenti in particolare, è importante mettere organizzativi positivi, gli individui a disposizione, oltre a un’offerta didattica il dovere di recepire la trasformazione e a una ricerca eccellenti, strutture e contribuire al rinnovamento continuo. e servizi adeguati, aventi un valore educativo oltre la mera efficienza. Una maggiore attenzione alla trasparenza Non è superfluo ricordare che i servizi e il superamento dei compartimenti dematerializzati della rete che tendono a separare le diverse non si autoalimentano, ma necessitano componenti dell’università sono di investimenti sistematici e continuativi, gli altri elementi che, nella mia esperienza, delle competenze e della responsabilità caratterizzano il nostro ambiente delle persone cui spetta il compito di lavoro, radicalmente mutato di tenerli aggiornati. dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione che creano Per concludere, vorrei fare un accenno situazioni globali inedite e rendono alla terza missione dell’Università necessario lavorare in gruppo che consiste nel diffondere in misura per trovare le soluzioni più adeguate. più estesa le conoscenze prodotte. Questo rapporto, non del tutto nuovo, La trasparenza si realizza tramite tra Università e società si traduce la comunicazione dei risultati, la ricerca non solo in uno scambio del consenso sulle attività svolte, con le imprese che attingono la partecipazione delle persone coinvolte, conoscenze per l’innovazione, cittadini e studenti, gli incontri pubblici ma anche in un vantaggio e la presenza sui mezzi di comunicazione per i cittadini che acquisiscono e nella rete. il sapere necessario per il loro benessere 23 L’Università nella società della conoscenza Adriana Magarotto e la loro integrazione sociale. La presenza della Sapienza sulle piattaforme on-line per l’insegnamento libero è già significativa, ma può essere rafforzata con una politica più chiara verso l’accesso aperto che, dalla dichiarazione di Berlino del 2003 in poi, incoraggia i ricercatori a pubblicare in archivi istituzionali aperti. A tal fine è essenziale il lavoro coordinato delle diverse strutture della Sapienza, per dare un maggiore impatto sociale al sistema scolastico e universitario e per far crescere il nostro Paese «investendo nella conoscenza», come autorevolmente ha ricordato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e, in un suo recente saggio, Giovanni Solimine. 24 L’Università nella società della conoscenza Adriana Magarotto Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale Antonio Ruberti Magnifico Rettore, Autorità, investigando le potenzialità d’uso Colleghi, Comunità universitaria tutta, di tecniche matematiche e statistiche gentili ospiti, per migliorare i motori di ricerca del tipo Google e Yahoo. E così, dopo la fine del Dottorato mi sono trovato nella Silicon Valley, dove ho lavorato Il mio percorso per 2 anni come post-doc Quando ho cominciato la mia carriera in Yahoo Research, in quel periodo scientifica non avrei mai immaginato uno dei posti più stimolanti per ricerche questo momento: essere alla Sapienza su aspetti connessi a Internet. come ricercatore e partecipare Ho affrontato problemi all’inaugurazione di un anno accademico di diverse tipologie, maturando con un mio contributo. Nei prossimi un forte interesse per lo studio minuti racconterò brevemente il percorso delle reti sociali. In particolare che mi ha portato fin qui. ho iniziato a comprendere meglio i processi di diffusione del comportamento Nel 2000 mi sono laureato in Ingegneria tramite queste reti, processi che hanno Informatica presso l’Università sia un valore scientifico in vari campi di Patrasso in Grecia, successivamente (epidemiologia, economia, sociologia), mi sono recato negli Stati Uniti, presso sia un valore applicativo nell’area la Brown University, per approfondire del marketing, con applicazioni le discipline dell’informatica teorica come il marketing virale. Questo è stato e della matematica, le mie passioni l’inizio della mia ricerca nel campo in quel momento. Nel 2006 ho ricevuto del Data Science, di cui fra poco un Dottorato in Computer Science, vi parlerò. lavorando principalmente su problemi informatici teorici, sviluppando e analizzando algoritmi per reti Perché l’Italia di calcolatori. Durante i miei studi ho anche trascorso due periodi estivi Verso la fine del mio post-doc in Yahoo presso la Ibm Research a New York, avevo deciso di tornare in Europa dove ho lavorato su problemi più pratici e di rientrare nel mondo accademico. 25 Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos Cercando tra le posizioni disponibili Alla fine, tuttavia, la consapevolezza in vari Paesi, ho appreso della possibilità maturata negli anni sulla possibilità di svolgere attività di ricerca di poter continuare a svolgere ricerche nel Dipartimento di Ingegneria in campi innovativi nella Sapienza informatica, automatica e gestionale è stata più forte dei dubbi. Ho rifiutato della Sapienza. Non avevo mai incontrato le altre offerte e ho accettato la posizione i ricercatori del Dipartimento, di ricercatore, primo straniero conoscevo alcuni di loro come nomi noti del mio Dipartimento. Nei tre anni trascorsi nel mio campo di ricerca e pertanto ho iniziato a contribuire alla vita decisi di venire qui. È stata una scelta del Dipartimento e al momento rischiosa perché, purtroppo, l’Italia sono felicemente e orgogliosamente non è il primo Paese cui si pensa alla guida del laboratorio “Web parlando di ricerca nel settore Algorithmics and Data Mining” nel quale, dell’informatica. Avevo comunque ora, lavorano altri 2 docenti, 2 post-doc una buona sensazione, ho rifiutato e 6 dottorandi. altre offerte e mi sono trovato in questa nostra Università prima La tipica domanda che mi viene rivolta come Post-Doc e poi come borsista da chi incontro per la prima volta è perché Marie Curie. ho lasciato gli Stati Uniti per insegnare e svolgere attività di ricerca in Italia, Verso la fine della mia borsa Marie Curie, e questo mi fa riflettere. Per un ricercatore mentre in Europa cercavo di stabilire che opera nel campo dell’informatica, il mio prossimo passo alla ricerca operare negli Stati Uniti significa essere di una posizione stabile, fortunatamente in un ambiente continuamente innovativo, sono stati banditi alla Sapienza da cui hanno origine quasi tutte alcuni posti da ricercatore, gli ultimi le nuove tecnologie. In più, fare ricerca a tempo indeterminato pre-Gelmini. in Italia non è facilissimo per le ragioni Ho partecipato a uno di questi concorsi che tutti conosciamo. Ad esempio, all’inizio del 2012 e, da vincitore, ricordo ancora come ho impiegato giorni ho dovuto affrontare una seconda per trovare un modo utile a pagare servizi decisione molto più difficile, sia perché ricevuti on-line, mentre i miei colleghi avevo offerte per altre posizioni in Germania non avrebbero speso più in diverse università, sia per la grande di 10min! E devo ringraziare i colleghi incertezza economica europea e il personale amministrativo con la minaccia che la crisi greca potesse del Dipartimento che, nonostante approdare in Italia. rigide procedure sovente imposte 26 Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos da disposizioni legislative che che nei prossimi anni ci sarà qualche impediscono la velocità necessaria cambiamento nella politica italiana per essere competitivi in un ambiente su questo aspetto. Per essere ottimisti internazionale, mi hanno sempre aiutato, è necessario che anche nel nostro Paese lavorando insieme per superare la ricerca e sviluppo sia considerata i vari problemi. una priorità vera, perché la crescita di un paese è fortemente condizionata A mio giudizio questo è il valore principale dal suo tasso di innovazione e quindi della Sapienza: il suo capitale umano. è assolutamente necessario che siano Nonostante tutti i problemi si può essere allocate risorse nei settori considerati ricercatori molto produttivi grazie al forte strategici che possano consentire clima collaborativo. Sebbene all’estero ai ricercatori junior e senior di svolgere l’Università italiana sia a volte criticata, il loro compito in favore della società. la mia esperienza è completamente diversa. Nel mio Dipartimento, Tornando alla mia storia, nei tre anni e da quella che è la mia conoscenza da ricercatore ho continuato di colleghi che lavorano presso altri le mie ricerche sui problemi algoritmici dipartimenti, il livello accademico e di analisi dati, cercando di trovare è molto vicino al top europeo e mondiale. applicazioni in vari settori, sempre E io mi sento privilegiato nell’essere parte in contatto anche con l’industria. del corpo docente del nostro Ateneo. Il nostro laboratorio è cresciuto e diverse sono state le attività di collaborazione La mia preoccupazione, credo condivisa, internazionale. L’anno passato, ho avuto è la scarsa priorità che la politica italiana l’onore di essere uno dei premiati dà all’educazione e alla ricerca, da cui nascono con il Google Focused Research Award. molti problemi delle università. Google conferisce questi premi a gruppi Su tale aspetto, il confronto lo eseguo importanti che si occupano di ricerche con le università greche, che hanno di alta rilevanza con le proprie esigenze simili problemi. Negli ultimi 5 anni e, oltre al supporto economico, consente sono stato testimone di una rapida anche di rafforzare la collaborazione e triste fuga di un grande numero fra Google e unità di ricerca, di professori dalla Grecia verso con la creazione di un canale per visite il resto del mondo, senza distinzione e collaborazioni fra ricercatori di Google, di età e questo depauperamento docenti e studenti. A ciò si aggiunge del capitale umano richiederà molti anche la possibilità di usare la propria anni per essere recuperato. Mi auguro struttura computazionale. Il premio 27 Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos vinto prevede un contributo economico problemi in informatica, biologia, superiore a 1 milione dollari, per un sociologia, business, marketing, ecc, supporto triennale alla nostra ricerca. analizzando dati disponibili e lavorando Non sono l’unico artefice del premio, insieme a esperti in queste discipline. la squadra è composta da Stefano Data Science ha già avuto un impatto Leonardi del mio Dipartimento, enorme in vari settori, cambia il modo da Flavio Chierichetti in cui possiamo fare ricerca applicando e Alessandro Panconesi un approccio più quantitativo rispetto del Dipartimento di Informatica e da due a quello tipico del passato. docenti dell’Università degli Studi di Milano, Paolo Boldi e Sebastiano Vigna. Vediamo alcuni esempi di applicazioni Ci sentiamo particolarmente orgogliosi con successo. di questo premio, perché Google finora ha premiato pochissimi gruppi in tutto Google è una grande success story. il mondo (<80), ed è la prima volta Google è riuscito a diventare il motore che il premio è assegnato a un gruppo di ricerca top, perché è stato in grado interamente italiano. Il titolo del progetto di dare automaticamente a ogni pagina premiato è “Web Algorithmics web uno score che rappresenta for Large-Scale Data Analysis” e si occupa il suo valore, la sua importanza. Come fa? dello sviluppo di algoritmi per l’analisi In breve, Google assegna uno score alto di dati su grande scala, elemento a una pagina P se ci sono molte altre necessario per il Data Science, un campo pagine che hanno link verso la pagina P. di ricerca ampio e multidisciplinare L’idea principale è che ogni link in cui investo una grande parte da una pagina verso la pagina P del mio tempo. è una attestazione della qualità di P. Google ha basato su questa idea il suo algoritmo di scoring delle pagine web, riuscendo a raccogliere le interconnessioni Che cosa è il Data Science delle varie pagine web (miliardi di pagine) Che cosa è il Data Science? L’idea principale così calcolando il loro score in modo è l’estrazione di conoscenze dopo analisi molto efficace. In questo modo, elaborata di dati, spesso su larga scala, quando svolgiamo una ricerca, e ha applicazioni in diverse altre discipline. Google può esaminare gli score Un data scientist è un esperto in statistica, delle pagine e porre in testa all’esito informatica e matematica, applica le pagine rilevanti con uno score le proprie competenze per risolvere molto alto. 28 Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos Un altro esempio dimostra come di articoli scientifici. Lo stesso analizzando le tracce che si lasciano per le teorie sul complotto: utenti mentre cerchiamo nei motori di ricerca che credono a tali teorie sono molto possiamo trovare informazioni nascoste connessi fra di loro, e questo con applicazioni inaspettate, come ha un impatto enorme sulla loro in farmacologia. La paroxetina diffusione. Inoltre, abbiamo misurato è un farmaco antidepressivo come si diffonde l’informazione e la pravastatina è usata per abbassare che è chiaramente falsa, trovando il colesterolo. Ricercatori Microsoft, che può diventare virale grazie Stanford e Columbia hanno osservato alla propagazione da persone che le ricerche effettuate da milioni di persone “vogliono” crederci. È un effetto sulla paroxetina e sulla pravastatina. del fenomeno che in psicologia Analizzando le altre ricerche effettuate e sociologia si chiama “bias di conferma” di queste persone, sono riusciti a scoprire (confirmation bias). La nostra ricerca che l’interazione di queste due sostanze è un passo per spiegare il processo per può creare iperglicemia – molto di più cui l’informazione falsa diviene popolare rispetto all’uso di solo una di esse. Il fatto così generando problemi, come è successo interessante è che l’interazione di queste recentemente nel caso del virus Ebola. due sostanze non era ancora conosciuta! Twitter è un’altra grande sorgente Ho accennato prima alla diffusione di informazione. Una percentuale dell’informazione e all’importanza crescente della popolazione usa twitter di comprendere i processi di diffusione. per esprimere cosa vede o cosa pensa Con colleghi al mio Dipartimento, in vari momenti e luoghi. Analizzando a Imt Lucca e al Cnr volevamo confrontare tali informazioni a volte emerge la diffusione di informazioni la saggezza della folla. Vorrei però solo di diverse tipologie: usando Facebook, menzionare che analizzando i tweet abbiamo individuato utenti che sono si può prevedere il fallimento di banche interessati ad articoli di scienza e utenti con alta accuratezza, oppure è possibile che sono interessati a teorie sul complotto. scoprire automaticamente dove Analizzando le interconnessioni in una città avrà luogo fra milioni di utenti, abbiamo scoperto un evento straordinario. che utenti che si fidano molto della scienza hanno la tendenza ad avere Potrei parlare a lungo sull’applicazione amici dello stesso tipo e questo del data science in molti altri settori: scienza ha un grande impatto sulla diffusione politica, letteratura, studio della cultura, 29 Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos psicologia, giornalismo, assistenza sanitaria, In conclusione, spero di avervi dato campagne elettorali, sport, salute personale… un’idea del percorso di un ricercatore Per esempio, durante le vacanze di Natale straniero che ha deciso di venire è uscito un articolo che descriveva alla Sapienza per realizzare la propria come alcuni ricercatori di bioinformatica carriera. E posso affermare che, a Toronto, applicando tecniche avanzate nonostante le varie difficoltà, di machine learning su una grande quantità anche in Italia un giovane motivato di dati, hanno scoperto come zone con idee innovative che abbracciano più settori del genoma Dna che prima si ritenevano scientifici, non deve scoraggiarsi e può trovare inutili (junk Dna) contengono la propria strada e il supporto alle proprie informazioni e come mutazioni in queste ricerche. È però necessario confrontarsi zone possano essere causa di malattie. a livello internazionale e occorre saper scegliere una università Uno degli effetti del data science dove le competenze sono tante è che permette alle scienze umanistiche, e riconosciute, come avviene tradizionalmente soft sciences, di usare alla Sapienza. Devo dire che durante tecniche hard tramite la raccolta dei dati la mia vita professionale ho fino a ora e la loro analisi quantitativa. studiato e lavorato in molti luoghi, Questa nuova metodologia ha già avuto per periodi lunghi o brevi, e ho visto risultati positivi, pur essendo diversi ambienti lavorativi. Mi sento ancora all’inizio. molto fortunato e orgoglioso di essere un ricercatore della Sapienza. Infatti, Poiché un data scientist necessita a volte mi chiedo se non potessi lavorare di una formazione multidisciplinare, qui, dove vorrei essere, e non trovo negli ultimi anni molte delle università molte altre soluzioni. Per questo vorrei top del mondo hanno cominciato a offrire ringraziare i miei colleghi, gli studenti, didattica specializzata in questa area. e tutto il personale del Dipartimento Durante l’anno passato, abbiamo lavorato in cui lavoro per avermi accolto con nella nostra Facoltà per la creazione grande entusiasmo e generosità durante di un tale programma anche questi anni. Vorrei infine ringraziare nella Sapienza, e con un po’ di fortuna il Rettore per avermi dato l’opportunità dal prossimo anno accademico Sapienza di raccontarvi la mia storia e ringraziare sarà la prima università in Italia tutti voi per averla ascoltata. da offrire una laurea magistrale multidisciplinare in Data Science. Grazie e buon anno accademico a tutti. 30 Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni, professore emerito di Letteratura italiana Magnifico Rettore, Autorità, dal pellegrino guidato da Virgilio Colleghi, Comunità universitaria tutta, e poi da Beatrice: e percorrendo a piedi gentili Ospiti, l’inferno e il purgatorio e poi volando nello spazio celeste Dante disegna quegli nel prossimo mese di giugno, quando spazi con una evidenza assoluta, corsi e moduli dell’anno accademico li impone come qualcosa di effettivamente saranno più o meno giunti a conclusione reale, fisicamente consistente, e ferveranno gli esami, in un giorno materialmente transitabile. Lo hanno imprecisato e imprecisabile, saranno ben compreso tanti poeti del Novecento: passati settecentocinquanta anni così Dino Campana seguendo dalla nascita di Dante Alighieri: le orme di Dante in una prosa dei suoi nato nel 1265 sotto il segno dei Gemelli. Canti Orfici, su La Verna, ha parlato Nel suo grande poema, mentre attraversa della sua «poesia di movimento»; a volo il Paradiso, gli capita di toccare la e il grande poeta russo Osip Mandel’štam costellazione dei Gemelli, nel cielo delle ha notato come «L’Inferno, e ancor di più stelle fisse (l’ottavo della sua cosmologia il Purgatorio, celebrano la camminata paradisiaca) e di guardare giù alla terra, umana, la misura e il ritmo dei passi, «L’aiuola che ci fa tanto feroci,/ il piede e la sua forma. Del passo, volgendom’io con li etterni Gemelli,/ congiunto alla respirazione e saturo tutta m’apparve da’ colli alle foci» di pensiero, Dante fa un criterio prosodico. (Paradiso, XXII, 151-153). Un’aiuola, certo, Egli segna l’andare e il venire… piena di assurda violenza, eppure, In Dante, filosofia e poesia sono sempre pur mentre attraversa l’immensità in cammino, sempre in piedi»). del cosmo, fino a raggiungere il cielo fuori dai cieli, fuori dallo spazio Ma, oltre che in quell’oltremondo e dal tempo, dove è Dio con la rosa “inventato”, Dante appare sempre dei beati, Dante resta sempre implicato in cammino anche nello spazio geografico nella realtà più concreta di questo spazio reale, quello della nostra e sua «aiuola», terreno, ne evoca variamente luoghi, siti, i cui luoghi più diversi percorsi, vicende, con eccezionale cura sono continuamente evocati durante geografica e topografica. quell’immaginario viaggiare, da lui stesso e dalle anime che incontra. Nel nominarli Nella Commedia c’è una geografia egli parte sempre da dati concreti, “inventata”, quella della ferrea struttura che ricava o da diretta frequentazione dei tre regni oltremondani visitati o dalla scienza contemporanea 31 Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni (per lui del resto non c’è nessuna l’identità linguistica, riconoscendo opposizione tra poesia e scienza: nel contempo la sua identità geografica, in nessun momento egli non rinuncia fisica, antropologica. Certo per lui a un’ottica “scientifica”, ovviamente entro e per il suo tempo non si trattava ancora tutti i limiti e le condizioni della scienza di identità nazionale in senso moderno: medievale). Quei luoghi la sua poesia ma, contrariamente a quanto hanno sembra proprio farceli vedere e toccare. sostenuto studiosi più o meno recenti, Quasi ce ne impone la presenza. di una forte e ben definita identità Li fa come aggettare nello spazio: è come si trattava comunque (anche se ci stessimo dentro, se ne percepissimo nella percezione che se ne aveva i reali contorni, ne respirassimo l’aria al di là delle Alpi). E Dante si è posto e la polvere. Questa assoluta evidenza in una prospettiva integralmente è affidata in primo luogo alla forza “italiana”, pur partendo immediata del nominare: al poeta basta dalla sua condizione fiorentina, nominare i luoghi, dire i loro nomi propri dal suo saldo radicamento nel proprio entro il procedere delle sue terzine orizzonte municipale: e ha individuato per far risaltare fulmineamente spazi nettamente l’Italia in una turbinosa e ambienti, per dare loro corpo e volume. e contraddittoria consistenza, linguistica, Totale è in effetti la sua sicurezza geografica, politica, morale, sulla consistenza della realtà: e oggi nelle sue speranze e nei suoi fallimenti. possiamo confrontarla con la sempre più eterogenea evanescenza dei luoghi Partendo dalla riflessione sulla lingua e degli spazi che è caratteristica del nostro egli definisce un’immagine unitaria mondo del viaggiare infinito, della nostra dell’Italia, già prima della Commedia, velocità di movimento, che rischia nel Convivio e nel De vulgari eloquentia: di cancellare la consistenza stessa in questo incompiuto trattato in latino dei luoghi, di farci perdere i loro caratteri egli la riconosce come un organismo specifici, riducendoli a «non luoghi», nello stesso tempo unitario e disgregato, omologando ogni identità. che, per la sua stessa molteplice configurazione, aspira a quella Nello svolgersi del poema si affacciano che egli chiama una curia, un luogo immagini e nomi di tanti luoghi di identificazione comune; e nel Convivio del mondo e soprattutto di luoghi identifica il suo pubblico proprio dell’Italia, di questo nostro paese negli italici (Convivio, I, 4, 6), in quelli di cui Dante si è trovato a fondare che usano l’«italica loquela» (ivi, I, 10, 7). con uno scatto vigoroso La Commedia evoca più volte l’Italia 32 Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni in un più stretto nesso geografico, etnico della digressione sull’origine di Mantova, e linguistico, contemplato che Virgilio stesso fa in Inferno, XX 61-81: con un appassionato e doloroso senso l’individuazione del luogo in cui si rifugia di appartenenza. Ecco l’«umile Italia», la maga Manto, fondatrice della città, nominata subito nel canto I dell’Inferno è data da una immagine del lago di Garda (v.106), il «bel paese là dove ʼsì suona» (Benaco), misurata nella prospettiva delle (così indicato in Inferno, XXXIII, 80) Alpi a nord e delle acque che scendono e la «serva Italia, di dolore ostello»: in esso dalle valli circostanti. Del lago e quante volte possiamo ripetere le prime viene indicato un immaginario punto parole dell’invettiva del canto VI centrale come punto geometrico del Purgatorio, di fronte a sfacelo, vanità, di convergenza dei confini storture, sciatteria, crimini che infestano di tre giurisdizioni ecclesiastiche diverse il nostro paese, portati come Dante, (Trento, Brescia e Verona); poi si scende a riconoscere e affermare la specificità verso sud, individuando il sorgere italiana nel conflitto e nella lacerazione, dell’emissario Mincio presso la fortezza in uno stato di disgregazione di Peschiera (presentata nel suo forte che avvelena lo splendore e ingabbia carattere militare) e seguendo il percorso le qualità di quello che in quello stesso del fiume fino al suo immettersi nel Po canto egli chiama «giardin dell’impero». presso Governolo e tornando infine indietro al suo impaludarsi in una lama, Ma fittissima è nella Commedia con i piccoli laghi accanto la geografia italiana, dai rilievi sulle a cui sorge Mantova. situazioni di diverse regioni che Dante si trovò a frequentare (dalla Toscana Un altro vastissimo slargo geografico alla Romagna alla Marca Trevigiana), si dà per bocca di Carlo Martello agli scorci che balenano entro formidabili (Paradiso, VIII 58-75), spirito beato similitudini, come i luoghi selvaggi incolti che appare a Dante nel cielo di Venere della Maremma evocati per la selva e traccia una carta dei suoi virtuali dei suicidi (Inferno, XIII, 7-9) domini, iniziando dalla Provenza o le varie coste scoscese per indicare e dal regno di Napoli che aspettavano il ripido pendio della montagna di attribuirgli lo scettro: due fiumi, del Purgatorio (Purgatorio, IV, 25-27). Rodano e Sorga, fanno da segnale Ci sono inoltre alcuni formidabili scorci individuante nel caso della Provenza, panoramici, che spesso dispongono mentre per il regno meridionale ancora i particolari geografici in una vastissima due fiumi (Verde e Tronto) segnano orchestrazione. Si può fare l’esempio i confini settentrionali, 33 Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni dopo che gli altri confini sono segnati modelli universali, la cui specificità da località abitate (Bari, Gaeta e Catona), “nazionale” si è sempre proiettata in cui l’intero spazio considerato s’imborga; su di un orizzonte “internazionale”. viene designata poi, sempre attraverso Nella letteratura si è così riconosciuta il richiamo allo scorrere di un altro fiume, per tanti secoli la specificità e la coscienza il Danubio che parte dalle ripe tedesche, del nostro paese: e credo sia davvero l’Ungheria, del cui regno Carlo era essenziale, anche da un più generale già stato insignito, e si accenna orizzonte politico ed economico, alla Sicilia, regno perduto dagli Angioini continuare a confrontarci (che Dante non considera parte dell’Italia, con la sua tradizione, per interrogare ma comunque a essa collegata), che entro in profondità il rilievo culturale il limite dei due capi meridionale del nostro paese, del suo storico e settentrionale (Pachino e Peloro) si copre contributo alla cultura mondiale di fumi (caliga) che danno una più distesa e degli spazi ancora possibili. evidenza all’immagine del golfo di Catania Le immagini e le proiezioni che nei secoli e dell’Etna, evocato con un richiamo ne ha dato il linguaggio della letteratura mitologico corretto da una notazione possono guidarci a fare luce sul senso scientifica (il nascente solfo come causa e sull’uso attuale di quei beni culturali dell’eruzione vulcanica). Da questi ultimi che l’Italia ha accumulato nei secoli, dati scaturisce il richiamo a un episodio nell’arte e nella scienza, nell’architettura, storico relativamente recente, nell’urbanistica, nello spettacolo quello dei Vespri siciliani, e nella musica, radicati dentro la cui esplosione a Palermo viene fissata il suo ambiente e il suo paesaggio: nel grido di battaglia degli insorti. ricchezza che è nostro dovere difendere e conservare, tanto più Non va dimenticato d’altra parte che non è comparabile che l’Italia dantesca è tutta radicata con nessun altro tipo di ricchezza dentro un orizzonte europeo, che oggi e per giunta è disseminata e insediata noi possiamo leggere e svolgere nei luoghi più diversi, dalle grandi città in una prospettiva di aperta e libera ai più piccoli borghi, dal fitto intrico universalità. Come inaugurazione degli artefatti umani all’arioso svelarsi assoluta della grande letteratura italiana, degli scenari naturali. l’opera di Dante apre la strada a un suo carattere determinante: Come comunità universitaria dovremmo al suo disporsi su di un piano avere una cura particolare del bene integralmente europeo, disegnando rappresentato da questo ambiente 34 Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni che è nostro ed è parte essenziale di quello che viene chiamato “patrimonio dell’umanità”. Compito essenziale delle giovani generazioni è anche quello di salvaguardare lo spazio vitale e culturale del nostro paese, la sua bellezza e la storia che, pur tra infiniti conflitti e contraddizioni, l’ha costruita: per farne vivere la ricchezza senza guastarla e dilapidarla. Sapranno farlo adeguatamente se sapranno percepire l’Italia nella sua consistenza, nella sua densità fisica: come qualcosa che è lì e che deve persistere, carico di passato e di vita presente, abitato da sensazioni, da passioni, da oggetti concreti che richiedono lavoro, progetti, in un innovare che sia acquisto e non distruzione. La parola di Dante, pur nella sua distanza storica, ci invita proprio a sentire la concretezza dello spazio italiano e la necessità di attraversarlo: a confrontarci con la resistenza della realtà, con un mondo di cui dobbiamo saper riconoscere i limiti, che ci chiede una conoscenza concreta, che sfugga a ogni evanescenza e a ogni illusoria virtualizzazione. Insomma poesia e scienza, immaginazione e ragione, passione e calcolo, perché i nostri luoghi siano vissuti in piena coscienza, perché ciascuno si muova dentro di essi cercando quanto di essenziale possano dargli per la sua vita e per la vita di tutti. 35 Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni impaginazione: settore Ufficio stampa e comunicazione