Inaugurazione
dell’anno accademico 2014-2015
712° dalla fondazione
La Sapienza che vogliamo
Prolusione di Eugenio Gaudio,
Magnifico Rettore della Sapienza Università di Roma
3
La Sapienza vista dallo studente
Silvia Compagno, studentessa di Psicologia
della comunicazione e del marketing
17
L’Università nella società della conoscenza
Adriana Magarotto,
direttore del Sistema bibliotecario Sapienza
21
Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research.
Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza
Aris Anagnostopoulos,
ricercatore del Dipartimento di Ingegneria informatica,
25
automatica e gestionale Antonio Ruberti
Noi e l’Italia di Dante
Giulio Ferroni,
professore emerito di Letteratura italiana
31
MuSa Classica, MuSa Jazz​​e MuSa Coro
diretti dal Maestro Francesco Vizioli​eseguiranno:
• Toccata dall’Orfeo
di Claudio Monteverdi
• GaudeaMuS..
rielaborazione​ ​del​ ​Maestro Silverio Cortesi,​
orchestrazione di Gabriele Blasco,
Maestri del Coro Paolo Camiz e Giorgio Monari
www.musicasapienza.uniroma1.it
La Sapienza che vogliamo
Prolusione di Eugenio Gaudio,
Magnifico Rettore della Sapienza Università di Roma
Il bottaio deve intendersi di botti
(…) credete di conoscere la vita.
Credete che il vostro occhio abbracci un vasto orizzonte, forse,
in realtà vedete solo l’interno della botte.
Non riuscite a innalzarvi fino all’orlo
e vedere il mondo di cose al di là,
e a un tempo vedere voi stessi.
Siete sommersi nella botte di voi stessi –
tabù e regole e apparenze
sono le doghe della botte.
Spezzatele e rompete la magia
di credere che la botte sia la vita,
e che voi conosciate la vita.
(Edgar Lee Masters, Griffy the Cooper)
Oggi inauguriamo solennemente
1. Introduzione
l’anno accademico 2014-2015,
Signore e Signori, oggi 15 gennaio 2015
712° dalla fondazione e 70° dal moderno
la Comunità accademica della Sapienza
e attuale insediamento
si ritrova in Aula magna per discutere
nella Città universitaria. Ripartiamo
dell’Università italiana e del nostro Ateneo.
dalla tradizione, dalla Bolla
Innanzitutto porgo il saluto della Sapienza
di Bonifacio VIII del 1303,
alle Autorità civili, militari e religiose,
dalla sede storica di Sant’Ivo alla Sapienza,
agli studenti, ai docenti, al personale,
fino alla realizzazione negli anni ‘30
qui convenuti per l’inaugurazione
da parte di Marcello Piacentini
dell’anno accademico.
del primo esempio di campus universitario
Nell’arco della nostra storia plurisecolare,
in Italia, arricchito dalla pittura murale
che affonda le sue radici alle origini stesse
di Mario Sironi che fa da cornice
della civiltà europea, al tempo di quella
e da sfondo a tutte le grandi manifestazioni
che è stata potentemente definita
dell’Ateneo, e completato nel 1948
da Hobsbawm e Ranger come invenzione
con la costruzione della Cappella
della tradizione, la Sapienza ha affrontato
della Divina Sapienza. Non a caso,
profonde evoluzioni: partiamo dunque
un felice slogan, scelto pochi anni fa,
dal presente, forti del nostro passato,
ha voluto sottolineare
che “Il futuro è passato qui”.
per costruire il futuro.
3
La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
Rispetto a un’ispirazione così antica,
2. Il contesto universitario
italiano: più valutazione
e meno risorse
il presente lascia però pochi dubbi
in merito al ritmo e alle proporzioni
dei cambiamenti, che appaiono
senza precedenti nella lunga storia
In Italia, la contrazione del Fondo
dell’Università italiana. Mai gli atenei
di finanziamento ordinario
si erano trovati a fronteggiare un complesso
delle università (Ffo) ha portato
così imponente di trasformazioni
al risultato che le risorse per il 2013
istituzionali e contestuali.
risultano inferiori all’ammontare
Siamo alla fine di una stagione che si era
delle spese fisse a carico dei singoli atenei.
presentata con una forte promessa
Questo picco negativo assume
di cambiamento, di cui la stessa
un significato ben più inquietante
innovazione normativa
se si osserva l’andamento del Ffo
che ha caratterizzato gli ultimi anni
a valori correnti e a valori deflazionati
appare ormai come un segnale
fra il 1996 e il 2013. In termini reali,
ambivalente: da un lato una sempre
esso è rimasto quasi stabile dal 2001
più assillante pressione
al 2009, per poi scendere del 5%
degli adempimenti burocratici
ogni anno, configurando, secondo
per i docenti, dall’altro, la speranza
le stime del Cun, un calo
che i provvedimenti legislativi abbiano
complessivo pari al 20% circa.
l’effetto di innescare processi
Tale riduzione va correlata alla minore
e trasformazioni destinati ad andare
spesa per stipendi dovuta alla riduzione
oltre il cambiamento formale. Occorre
degli organici. Anche al netto
ammettere infatti che se talvolta
dei contributi per le retribuzioni,
le innovazioni delle cornici normative
il saldo resta comunque negativo,
producono l’effetto (non sempre
con una riduzione sostanziale delle
intenzionale) di spostare in avanti,
risorse a disposizione degli atenei,
verso l’innovazione, il sistema istituzionale
nonostante le misure di parziale
e i suoi attori, questo risultato
compensazione adottate
può essere compromesso
recentemente dal governo.
se non si restituisce certezza
Ad acuire le criticità del sistema,
e serenità a una comunità universitaria
e ben al di là degli obiettivi dichiarati,
continuamente bersagliata da obblighi
si è scelto di aggiungere
burocratici contrastanti con gli imperativi
a una non selettiva spending review
di un’autentica e trasparente cultura
una concezione della valutazione
della valutazione.
nel suo significato restrittivo
4
La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
di strumento di controllo e di selezione
il sistema universitario alla fine
delle poche risorse da dedicare al sistema
degli anni Novanta hanno portato a una
universitario. La base di questo modello
forte espansione dell’offerta formativa e
di valutazione è la stima della produttività
delle strutture del nostro Ateneo.
attraverso il confronto dei risultati.
A partire dal 2009 è iniziato un processo
La scelta sarebbe a prima vista
di riordino che ha portato all’adozione
ragionevole se non fosse che tale
nel 2010 del nuovo Statuto, ulteriormente
valutazione si fonda su dati spesso poco
modificato nel 2012 a seguito
attendibili, non tenendo conto
della legge 240/2010.
delle differenze, dei contesti
Al di là delle innegabili esigenze
e dei mezzi in capo ai singoli atenei.
di “manutenzione” dell’autonomia,
Sarebbe necessaria una più rigorosa politica
occorre riconoscere che la riforma del “3+2”
degli indicatori e qualche confronto
è stata inizialmente decisiva
internazionale: per fare un solo esempio,
nell’abbassare le “barriere” all’entrata
Yale ha un decimo degli studenti
e all’uscita, rivelandosi così un potente
della Sapienza, circa lo stesso numero
moltiplicatore della domanda di studi,
di docenti e quasi un amministrativo
anzitutto sul piano della percezione
per studente.
e, dunque, della “immagine” pubblica
Questo modello di valutazione
dell’Università.
– mancando peraltro un riferimento certo
Da questo punto di vista, non si può fare
per le scienze umane e sociali –
a meno di sottolineare che al centro
basato su classifiche, premi e punizioni
della riflessione sull’Università
rischia di trasformare l’università
e sulla sua innovazione debba essere oggi
in una gara, che tralascia i problemi reali,
la didattica, insieme con la ricerca:
che vanno affrontati con serietà
una missione storica che rappresenta oggi
e ragionevolezza.
la dimensione più riconoscibile,
quella da cui la società trae
una chiara percezione dell’istituzione.
3. La missione didattica
e il processo di formazione
3.1. La Sapienza alla prova
della sua missione storica
La Sapienza è il più grande ateneo
d’Europa e tra i più grandi al mondo
con oltre 100.000 studenti e circa 8.000
La Sapienza, nonostante la perdurante
tra professori, tecnici e amministrativi.
crisi economica e la riduzione
Le riforme che hanno riguardato
dei finanziamenti pubblici al sistema
5
La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
universitario, sta compiendo
sette corsi di laurea magistrale erogati
grandi sforzi per mantenere e rafforzare
esclusivamente in lingua inglese,
il ruolo prioritario della didattica
tra cui il corso di laurea
e della ricerca. Le risorse destinate
in Medicina e chirurgia.
alle spese generali, attestate intorno
Nel 2014 la Sapienza ha portato alla
a un quinto del totale, presentano infatti
laurea 19.280 studenti (una cifra stabile
una tendenza costante alla riduzione.
rispetto all’anno precedente), con una
Ma nel 2013, a fronte di un calo
votazione media di 102/110.
delle spese di funzionamento rispetto
Numeri imponenti che, da soli, danno conto
al 2012, le risorse a favore della didattica
delle dimensioni del servizio reso dall’Ateneo
sono aumentate al 45%; allo stesso tempo,
per la formazione delle nuove generazioni.
le risorse destinate alla ricerca
Coerentemente, la Sapienza
sono rimaste invariate rispetto al 2012.
ha negli ultimi anni avviato una decisa
Per quanto riguarda le risorse
politica per la riduzione degli studenti
per la didattica, nel 2013 sono aumentate
fuori corso, favorendo forme di tutorato
le spese per il sostegno agli studenti,
specifico, passaggio al regime part-time
fra cui i finanziamenti per programmi
e rimodulazione delle tasse.
di mobilità e borse di dottorato.
I dati del Miur mostrano che il numero
La Sapienza ha mantenuto
degli immatricolati in Italia ha raggiunto
un valido standard in termini di servizio
il massimo nell’a.a. 2003-2004
pur in presenza di una diminuzione
per diminuire progressivamente
dell’organico complessivo.
con una contrazione del 17,8%. Il calo
L’offerta formativa della Sapienza
si è concentrato nelle fasce di età
comprende oggi oltre 269 corsi di studio,
più elevate. La riduzione è stata del 7,6%
115 scuole di specializzazione, 251 master.
tra i giovani con età compresa tra i 18
L’internazionalizzazione dell’offerta
e i 22 anni e del 75,8% tra gli studenti
formativa ha assunto negli ultimi anni
di 23 anni e oltre, con calo dell’età media,
una dimensione significativa:
passata da 23 anni dell’a.a. 2005-2006
nell’anno accademico 2014-2015
a meno di 21 anni dell’a.a. 2011-2012.
saranno erogati 12 corsi di laurea
La Sapienza ha subito in questi anni
e 25 corsi di laurea magistrale con
un calo degli iscritti, in parte dovuto
percorso formativo
a un calo delle immatricolazioni
volto al conseguimento di un titolo
più sensibile rispetto
doppio o multiplo; un corso di laurea
agli altri atenei romani.
magistrale con università straniere,
Va ricordato che l’aumento
con conseguimento di un titolo congiunto;
delle immatricolazioni di studenti
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La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
in età matura registrato agli inizi del 2000
è necessaria con il sistema produttivo,
deriva in parte dal programma
che vorremmo più ambizioso, capace
“Laureare l’esperienza”, che dava
di investire di più in ricerca e sviluppo
la possibilità alle università
e di vagliare e valorizzare i nostri laureati.
di riconoscere dei crediti formativi
alle esperienze maturate in ambito
professionale o culturale. La revisione
3.3. Il numero dei laureati.
Tra prospettiva internazionale
e “migrazioni interne” al paese
della normativa con la quale il Ministero
ha limitato fortemente la quantità
di crediti riconosciuti ha prodotto
un ridimensionamento
In tutti i Paesi europei si è registrato
dell’immatricolazione
un aumento della quota di popolazione
di studenti “maturi”.
in possesso di un titolo di istruzione
di terzo livello, ma la crescita osservata
in Italia è tra le più lente in Europa:
con il 14% dei laureati nella popolazione
3.2. L’orientamento
e il dialogo scuola-università
in età compresa tra i 24 e i 64 anni
nell’anno 2013, l’Italia si colloca
Vorrei spendere una parola
al terzultimo posto. Sempre nella stessa
sul nostro rapporto con la scuola. Si tratta
posizione si colloca la percentuale
di un impegno comune nella filiera
dei laureati in Italia nella popolazione
della costruzione e trasmissione
di età tra i 24 e i 34 anni.
della conoscenza. Il rapporto con la scuola
L’andamento annuale del numero
e con l’orientamento deve assumere
di laureati nelle università italiane mostra,
una valenza strategica ed essere
tra il 2002 e il 2005, un notevole aumento
uno degli elementi caratterizzanti
a seguito dell’introduzione della riforma
della nostra missione, continuando
del 3+2. Con la progressiva entrata
a promuovere e rafforzare i progetti
a regime della riforma, gli immatricolati
e gli appuntamenti su cui la Sapienza
ai corsi di nuovo ordinamento
investe da anni: tra i tanti, possiamo
che proseguono gli studi dopo la laurea
ricordare i progetti “Un ponte tra scuola
triennale conseguono anche il titolo
e università”, “Orientamento in rete”,
di laurea specialistica o magistrale.
l’iniziativa “Porte aperte alla Sapienza”,
Sebbene aumenti il numero dei titoli
il questionario “Conosci te stesso”.
ogni anno rilasciati dalle università
Analogamente maggiore sinergia
italiane, non è proporzionale
anche nell’ambito della formazione
l’incremento nel numero di laureati.
7
La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
Analizzando l’articolazione dei laureati
della condizione occupazionale
per regione in cui ha sede il corso,
dei laureati sul mercato del lavoro in Italia
emerge che il maggior numero dei laureati
ci mostra chiaramente come la laurea
è, come da tradizione, in Lombardia;
rappresenti ancora oggi un investimento
ma è importante segnalare che il Lazio
fondamentale per i giovani. Anche se
segue immediatamente, mentre la prima
la crisi economica ha ridotto
regione meridionale a emergere
le opportunità di lavoro per tutti
in una situazione complessivamente
i giovani, l’istruzione terziaria continua
critica è la Campania.
a garantire prospettive occupazionali
Del resto, «i giovani stanno lasciando il Sud.
migliori rispetto al diploma.
E quelli che restano, stanno lasciando gli studi».
I dati Istat – Rilevazione sulle forze
È questo l’asciutto e significativo incipit
di lavoro – contrastano infatti la percezione
di un articolo di Pietro Greco comparso
diffusa che la laurea abbia perso valore
la scorsa primavera su Roars e anticipato
e forniscono indicatori inconfutabili
nei giorni precedenti su “l’Unità”.
di come l’investimento nell’istruzione
Greco ricorda in proposito il Rapporto
sia strategicamente
sullo stato del sistema universitario
ed economicamente vincente.
e della ricerca 2013, pubblicato dall’Anvur,
in cui si evidenzia, sullo sfondo
dell’ormai noto calo di circa il 20%
4. La missione ricerca
delle immatricolazioni, la distribuzione
geografica dell’esodo dei giovani
4.1. Per una cultura
della valutazione e della qualità
dai luoghi della formazione universitaria:
-10% al Nord, -25% al Centro
Da tempo sosteniamo la tesi
e -30% nel Mezzogiorno.
che i ricercatori italiani sono
Ma è ancor più interessante notare come,
pochi ma buoni; ma è sicuramente
specularmente alle migrazioni da Sud
un bel riconoscimento vederla confermata
a Nord motivate dalla ricerca
da Nature, autorevolissima rivista
di un posto di lavoro, si rilevi
scientifica internazionale. In primo luogo,
un fenomeno migratorio che porta
lo standard di qualità degli articoli
i giovani meridionali a scegliere gli atenei
scientifici pubblicati da ricercatori italiani,
fuori dalla propria regione di origine (il
ottenuto a partire dal numero di citazioni,
25% circa); una quota consistente
è costantemente aumentato
di questi, si rivolge ad atenei
negli ultimi dieci anni. Oggi, la qualità
del Centro e del Nord.
media delle pubblicazioni italiane
Peraltro, l’analisi oggettiva
8
La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
è superata solo da quella dei ricercatori
al Field Weighted Citation Impact (Fwci),
svizzeri e inglesi. Una performance
che riassume la qualità degli articoli
davvero straordinaria, che ci ha consentito
sulla base del numero di citazioni
di superare gli Stati Uniti. La circostanza
rapportato alla media di citazioni
che il numero medio di citazioni
dei singoli settori scientifico-disciplinari.
per un articolo di un ricercatore italiano
Da questa angolazione, l’Italia risulta
superi quello di un collega statunitense
in terza posizione.
avrebbe meritato ben altra attenzione
Per di più, l’Italia raggiunge risultati
da parte delle Istituzioni e dei mezzi
eccellenti anche per il numero di articoli
d’informazione.
e di citazioni in rapporto agli investimenti
Il confronto internazionale conferma
in ricerca e sviluppo piazzandosi ancora
ancora una volta la necessità e l’utilità
una volta al terzo posto in entrambe
di una cultura della valutazione,
le graduatorie. L’Italia consegue gli stessi
ovviamente se concepita per apprezzare
risultati incoraggianti anche esaminando
e valorizzare il patrimonio di intelligenze,
il numero di articoli e il numero
ricercatori e studenti, che ci consente
di citazioni riferibili ai soli investimenti
di competere, in termini di produzione
in ricerca universitaria: in questo caso,
scientifica, con realtà caratterizzate
siamo al quarto posto, condiviso
da politiche di sostegno ben più favorevoli.
con il Regno Unito per gli articoli
Alcuni riscontri significativi sono forniti
e con gli Stati Uniti per le citazioni.
in proposito dall’International Comparative
Ma la nostra vera eccellenza
Performance of the UK Research Base 2013,
va individuata nella produttività
il report specializzato redatto dalla società
del nostro capitale intellettuale.
Elsevier per incarico del Department
Il trend relativo al numero di articoli
of Business, Innovation and Skills
pubblicati e alle citazioni per ricercatore
del governo britannico. Pur enfatizzando
risulta il più alto fra tutti i paesi valutati,
la situazione del Regno Unito, il report
anche se una nota del rapporto esprime
fornisce utili informazioni comparative
il dubbio che il risultato possa essere
su alcuni dei paesi più industrializzati
inficiato da una sottostima del numero
del mondo, fra cui l’Italia.
dei ricercatori italiani.
Un ulteriore e indiscutibile esempio di
assoluta eccellenza concerne il numero
di start up e spin off: anche qui,
4.2. “Visti da fuori”: il caso italiano
l’Italia è prima, davanti a Regno Unito
Concentrandoci sul “caso italiano”,
e Spagna. Quello che difetta
il primo elemento che colpisce è relativo
è il successivo passaggio produttivo,
9
La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
per la carenza di venture capitals in Italia.
non comparabile con ciò di cui
Un dato singolare rispetto agli altri paesi
disponiamo; la spesa per studente
è quello per cui arrivano in Italia
è in Italia nettamente inferiore rispetto
più ricercatori provenienti dalle industrie,
agli altri paesi. Sono dati che attestano
che scelgono una vocazione universitaria,
la permanente motivazione etica
mentre al contrario i ricercatori italiani
dei nostri docenti e ricercatori:
di matrice accademica puntano
anche grazie ai loro sforzi, essi riducono
prevalentemente sulle imprese estere.
le distanze tra il nostro e gli altri paesi.
Riassumendo, l’insieme di questi dati,
Purché non si continui a tirare troppo
correlato agli scarsi investimenti pubblici
la corda. Anche perché le condizioni
e privati in ricerca e sviluppo,
di lavoro in cui docenti e ricercatori
attesta un’elevata qualità della ricerca
italiani operano sono nettamente
scientifica italiana, che andrebbe
inadeguate: nella valutazione Ocse
ben diversamente riconosciuta
il confronto tra ore lavorate
e valorizzata a livello decisionale
e produttività rapportata
e di governo.
allo standard Usa attesta che l’Italia
Mentre esportiamo “cervelli” dalla nostra
è il paese in cui si lavora di più
accademia al mondo privato, proprio
e si riesce a produrre di meno.
da quest’ultimo settore arrivano
ricercatori che incrementano
il pluralismo dei nostri atenei.
4.3. Il caso Sapienza
In conclusione, interroghiamoci
sui livelli cui potrebbe aspirare l’Italia
Per quanto riguarda il nostro Ateneo,
se, adottando più convintamente
le entrate finalizzate alla ricerca
i migliori esempi internazionali, si dotasse
per l’anno 2013 si attestano nel complesso
di un modello di sviluppo socio-economico
su un totale di circa 73.7M €,
fondato sulla ricerca scientifica,
in aumento rispetto all’anno precedente.
e dunque su valorizzazione dei giovani
Ma la disaggregazione delle singole voci
e sull’ampliamento di una comunità
mostra dati in diminuzione, rispetto
scientifica qualificata come la nostra.
al 2012, per quanto attiene le entrate
È giusto inoltre ricordare che i docenti di
dalla UE, dal Miur, da imprese italiane
Regno Unito, Germania e Francia
ed estere.
sono il doppio di quelli italiani;
Positivo il posizionamento della Sapienza
le condizioni strutturali dei loro atenei
nell’ambito dell’ultimo bando Prin,
sono decisamente migliori; i fondi
con trentanove progetti presentati
per la ricerca sono un multiplo
(di cui un terzo da noi coordinati);
10
La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
buona anche la posizione
il sistema italiano è tradizionalmente
entro il programma Firb 2013,
sottostimato, la Sapienza è comunque
con tre progetti coordinati
con Bologna in testa tra gli atenei italiani,
e cinque progetti in cui è prevista
risultando ai primi posti
la partecipazione come unità locale.
nei principali report:
L’attività contrattuale, brevettuale
• US News e World Report: Sapienza 139,
e di trasferimento merita un’attenta
Bologna 146, Padova 146, Milano 155;
• Arwu Shangai: Bologna 173,
riflessione. Raggiunto l’apice
di un percorso di crescita nel 2010,
Milano 186, Padova 188, Pisa 190,
il trend ha assunto un andamento
Sapienza 191;
• QS World University Ranking:
discendente; l’analisi delle singole voci
evidenzia che nel 2013 si è ulteriormente
Bologna 182, Sapienza 202,
ridotta la voce dei contratti di ricerca
Politecnico Milano 229;
• World University Ranking SA:
e si sono sostanzialmente ridotte
le prestazioni tariffate, mentre è
Sapienza 95, Bologna 99, Pisa 184,
aumentata la voce relativa ai contratti con
Milano 193.
sperimentazione. Si osserva un continuo
calo di attività commissionate da soggetti
privati, con un leggero incremento
5. La terza missione
per quelli pubblici. I valori in assoluto
per l’anno 2013 mantengono comunque
Divulgare la conoscenza nel territorio,
la Sapienza in buona posizione nazionale
promuovere la scienza e la cultura,
in confronto agli altri atenei.
valorizzare i risultati della ricerca
Nell’area del trasferimento tecnologico,
scientifica: tutto questo fa parte
nel corso del 2014 sono state presentate
della terza missione degli atenei,
287 domande per un totale di 66 brevetti
significativo indicatore anche
concessi in Italia e 29 all’estero.
nella valutazione delle performance
Anche l’attività di partecipazione
del sistema universitario.
a spin off, nonostante l’impegno profuso,
La Sapienza nel corso del 2014 ha offerto
richiede un’azione di supporto,
alla cittadinanza oltre 700 eventi,
pur nella consapevolezza delle difficoltà
nel 90% dei casi gratuiti,
del sistema paese: i proventi nel 2013
tra cui conferenze scientifiche,
dei 21 spin-off attivi
seminari e giornate di studio
sono stati trascurabili.
sugli argomenti più diversi, concerti,
Per quanto riguarda la vexata quaestio
spettacoli teatrali, aperture straordinarie
dei ranking internazionali, in cui
dei musei, manifestazioni di orientamento
11
La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
per gli studenti e di placement
di tutta la didattica e la ricerca
per i laureati, iniziative sociali
del Polo Pontino: attraverso la
e di solidarietà. Le ricerche scientifiche
valorizzazione delle attività svolte, sarà
e le scoperte divulgate attraverso
possibile riconoscere pienamente
i media sono state oltre 40.
la qualità del lavoro dei docenti
Peculiarità e valore aggiunto dell’Ateneo
che hanno contribuito alla crescita
sono i policlinici universitari, il cui ruolo
di un progetto il cui successo
dovrà essere rilanciato e rafforzato,
sta nella sinergia tra una pluralità
valorizzando l’inscindibilità delle funzioni
di discipline.
didattico-scientifico-assistenziali
del personale sanitario universitario,
garantendo l’obbligo dell’esercizio
6. Conclusioni:
la Sapienza che vogliamo
dell’attività assistenziale per i settori
clinici, assicurando una valutazione
dei medici universitari
In questo scenario, l’Università italiana
in base a tutte e tre le funzioni
può e deve tornare a percepire se stessa
e non solo a quella assistenziale.
come sistema dinamico di relazioni
In questo quadro,
e di valori, aprendosi all’universalismo
urgenze imprescindibili
che le è connaturato, e a un contatto
sono la ristrutturazione
rigenerante e fecondo con i diversi
del Policlinico Umberto I
“portatori di interessi”. Una Università
da realizzare in tempi brevi
al centro di una rete di interazioni
(considerando anche la costruzione
e di valori moderni e strategici,
ex-novo presso lo Sdo) da concordare
da rilanciare dentro e fuori la comunità
con Regione e Ministeri;
accademica fino a coinvolgere, di fatto,
per l’Ospedale universitario Sant’Andrea,
la società italiana e le sue principali
eccellenza assistenziale già riconosciuta,
dimensioni: il lavoro e l’economia,
vi è l’urgenza di implementare
la cultura e, non ultima, la politica.
la parte didattico-scientifica mediante
L’auspicata convergenza di valori
la costruzione del building per la didattica
non solo economici, ma anzitutto culturali
e la ricerca, con fondi già deliberati
e civili sulla conoscenza e sul sapere
dal nostro CdA, e di operare una decisa
– investimenti che sono, per definizione,
trasformazione in azienda
a elevato tasso di rischio
universitario-ospedaliera.
e redditività differita nel tempo –
È altresì necessario consolidare l’attività
impone di lasciarsi alle spalle chiavi
assistenziale nell’ambito dello sviluppo
di lettura mistificanti della reale portata
12
La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
dei cambiamenti, fra cui quella aziendalista.
allo studio, valore-guida strategico
Serve al contrario una più convinta
che è necessario garantire all’interno
capacità di autocritica e di ascolto
dell’intero sistema-Sapienza
da parte dei decisori pubblici.
per aumentare la sua attrattività
La scommessa italiana dovrà essere
verso gli studenti italiani e stranieri,
quella di sintonizzare i tempi concitati
e guidare gli uni e gli altri in un percorso
del sistema politico (sempre meno capace
che non è solo formativo, ma anche
di parlare ai giovani e di guardare
di crescita personale, all’interno
al futuro) con le prospettive
di un campus reso vivibile per tutti.
dello sviluppo e dell’innovazione.
Per realizzare questi obiettivi,
Non vi è dubbio che – come abbiamo
la complessità e l’articolazione
cercato di dimostrare – il vero problema
a più livelli della “macchina” gestionale
da affrontare è quello delle risorse tuttora
della Sapienza richiede risposte efficaci,
insufficienti destinate all’Università,
da garantire mediante
con la conseguente necessità
una semplificazione amministrativa
di programmare un piano di assunzioni
e regolamentare che abbiamo
che renda l’organico degli atenei,
immediatamente avviato.
in linea con i più avanzati standard europei,
La ricerca scientifica costituisce
come sapientemente più volte ricordato
uno degli elementi a maggior valore
dal Presidente della Repubblica
aggiunto dell’Ateneo: premiare
Giorgio Napolitano.
le eccellenze nella ricerca con sostegni
Per quanto riguarda la nostra
concreti e favorirne il miglioramento
responsabilità, l’impegno sarà rivolto
continuo è un obiettivo strategico
a specifici punti programmatici:
da realizzarsi, anche attraverso misure
l’internazionalizzazione della didattica
di supporto ai soggetti meno attivi,
e della ricerca è obiettivo strategico
puntando a ridimensionare drasticamente
fondamentale, rispetto al quale
l’impatto dei docenti “inattivi”,
la Sapienza deve porsi come leader
al momento uno dei punti
di processo. A questo scopo, occorre
di maggior criticità del nostro Ateneo.
anzitutto definire un progetto culturale
La Sapienza, con il suo notevole
di ampio respiro, che ponga il più grande
patrimonio culturale e scientifico,
ateneo italiano in prima linea
ricco di realtà multidisciplinari,
nella costruzione dell’Europa della
rappresenta una risorsa cruciale
conoscenza, in piena adesione al Processo
per la società della conoscenza:
di Bologna. Un ulteriore e fondamentale
dovrà essere sempre di più un centro
punto programmatico è il diritto
promotore di innovazione
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La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
e di alta formazione nel paese
positivo di una globalizzazione governata
e nel territorio, pienamente inserito
dalla cultura. Una Università
nei meccanismi di sviluppo locale.
che coniughi la preparazione specialistica
Occorrono un impegno quotidiano
– indispensabile in un mondo
e un’azione sistematica diretti a creare
postmoderno competitivo ed efficientista –
le condizioni per un rapporto continuo
con la crescita complessiva
e fecondo con il mondo esterno,
della personalità dei giovani,
con pieno riconoscimento
non riducibile a una mera alienante
delle attività di terza missione.
professionalizzazione, ma aperta
Ma qual è l’Università che vogliamo?
alla ricerca del significato più profondo
E qual è il suo ruolo
della propria esistenza e vocazione,
nella crisi che viviamo?
nel confronto critico
Innanzitutto, vogliamo una Università
che una comunità accademica
che trovi le sue radici e la sua legittimazione
deve garantire ai suoi membri.
nella società in cui opera e nel sostegno
Una Università che superi l’apparente
dell’opinione pubblica, troppo spesso oggi
contrasto fra specialismi e generalismo,
ingiustamente e qualunquisticamente
fra il sapere scientifico-tecnologico
critica verso tutte le istituzioni,
e quello umanistico e li ricomponga
che devono però rilegittimarsi
in una superiore visione olistica,
per guidare la rinascita, prima morale
contrastando gli eccessi
e poi politica ed economica, del paese.
di parcellizzazione del sapere
C’è bisogno di uno scatto culturale
che sono il rischio connesso all’enorme
e di consapevolezza da parte del paese,
sviluppo delle conoscenze
rifuggendo da facili demagogie e comodi
e delle tecnologie. Una Università
buonismi, per indicare ai giovani
coerente con il proprio compito
e ai non più giovani la strada maestra
di trasmettere e innovare il sapere,
della cultura, dell’impegno, del sacrificio,
in un continuum generazionale
della disponibilità e della ricerca del vero
che incarna la sua stessa essenza:
come unica e ineludibile premessa
la domanda di conoscenza e la ricerca
a una rigenerazione personale e collettiva.
della verità.
Vogliamo, ancora, una Università
È questa la sfida che abbiamo di fronte:
che garantisca a tutti le pari opportunità
una strategia di sviluppo armonico
di accesso e di fruizione, per sviluppare
del paese, che sappia offrire sostegno
i talenti di cui ciascuno è portatore,
reale alle sue zone più deboli,
in un confronto locale, nazionale
a partire dal Mezzogiorno.
e internazionale che è il vero portato
L’Italia e dunque ognuno di noi
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La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
deve comprendere che si potrà uscire
dalla crisi solo investendo
nella formazione dei giovani,
nella riproposizione dei valori
della cultura come antidoto
al pessimismo e al nichilismo dominanti
nell’immaginario pubblico.
La lunga crisi che stiamo attraversando
è morale e culturale prima che economica
e finanziaria. Ci sfida più profondamente
di quanto possa sembrare, e non bastano
scorciatoie economicistiche
o alchimie finanziarie.
Per uscire dalla crisi, serve l’esercizio
rigoroso della nostra responsabilità,
che l’ottimismo della volontà
deve contrapporre
al pessimismo della ragione.
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La Sapienza che vogliamo Prolusione del Rettore
La Sapienza vista dallo studente
Silvia Compagno, studentessa di Psicologia
della comunicazione e del marketing
Magnifico Rettore,
a insegnare o a svolgere la propria
cari Professori, Studenti, Ospiti,
professione. Il punto principale
dell’evoluzione delle università nei vari
quando mi è stato proposto di intervenire
paesi del mondo consistein larga parte
all’inaugurazione dell’anno accademico,
nel modo con cui avviene il distacco
mi sono a lungo interrogata sul tema
dello studente dall’università presso
di cui si è voluto sottolineare l’importanza
la quale ha frequentato gli studi.
quest’anno. E nel momento di iniziare
a scrivere mi sono tornate alla mente,
Qual è dunque il ruolo dell’Università?
con estremo piacere, varie conversazioni
avute con numerosi studenti di differenti
I ruoli che l’Università è chiamata
facoltà e università nel mondo;
a ricoprire sono molteplici, ma uno
è per me motivo di grande onore
dei più importanti è a mio parere
e privilegio avere la possibilità
quello di preparare gli studenti
di contribuire a questo importante evento
al distacco, a entrare nel mondo
con un breve intervento, sperando
del lavoro, ad affrontare la vita.
che possa testimoniare una prospettiva
individuale, e uno sguardo anche
Al fine di raggiungere i suoi scopi
internazionale sulle aspettative
formativi ed educativi, bisognerebbe
universitarie di uno studente.
concentrarsi su alcuni punti chiave,
sulle aspettative e sulle speranze che ogni
L’Università, fin dalla sua fondazione
studente sviluppa nell’intraprendere
medioevale, ricopre la duplice funzione
il proprio percorso di studi, che,
di studium generale, cioè luogo
pur presentando diversi ostacoli,
di studi accessibile a tutti, e universitas
dovrebbe condurre infine
studiorum, cioè corporazione che gestiva
a immense soddisfazioni.
gli istituti d’insegnamento, e al contempo
corporazione dei maestri e degli studenti.
La prima e più importante aspettativa
Al termine del suo percorso di studi
che uno studente possiede nei confronti
lo studente, dopo aver superato un esame,
dell’Università è che questa possa fungere
riceveva da questa Università
da ponte tra gli studenti e il mondo
la licentia ubique docendi e, una volta
del lavoro. Ci si aspetta che il sudore,
diventato doctor o magister, non rimaneva
gli sforzi e il tempo investiti nello studio
nella Università presso la quale
e nel seguire le lezioni possano fornire
aveva studiato, ma si recava altrove
agli studenti gli strumenti per affrontare
17
La Sapienza vista dallo studente Silvia Compagno
al meglio la futura vita lavorativa,
Viviamo in un mondo in continua
insegnando a superare
evoluzione che ci invita sempre più
i problemi che si presenteranno,
a diventare cittadini globali, ad aprire
anche grazie all’ampliamento culturale
i nostri orizzonti verso l’esterno
delle conoscenze e competenze possedute.
e a guardare agli altri paesi come
esempio da cui trarre ispirazione.
Qualsiasi studente si aspetta
L’Università dovrebbe fornire un respiro
che in qualche modo l’Università faciliti
internazionale all’interno della didattica,
il suo inserimento nel mondo del lavoro
del corpo docente e di quello studentesco.
fungendo da punto di congiunzione,
Ciò che gli studenti si aspettano, nel corso
attraverso tirocini, laboratori, workshop,
del percorso accademico, è la possibilità
eventi e iniziative mirate a preparare
di incontrare nuove culture, nuovi
lo studente e a metterlo in contatto
punti di vista, nuovi metodi e materie
in maniera immediata e tangibile
d’apprendimento per entrare in contatto
con il futuro.
con la diversità e riconoscere i propri
limiti e punti di forza, nell’obiettivo
L’Università dovrebbe inoltre
di tendere al miglioramento,
e preparare gli studenti al cambiamento
senza escludere che questo
e alla crescita.
apprendimento della diversità
e dell’apertura prepari ad affrontare
“Innovazione” infatti è una delle parole
un possibile trasferimento all’estero
chiave di cui dovrebbe essere simbolo
o possibili esperienze internazionali
l’Università. Gli studenti si aspettano
e multiculturali.
la possibilità di studiare in un ambiente
in continua crescita, che possa fornire
Il tema della conoscenza e degli scambi
stimoli a creare, che possa fare crescere
internazionali è tra quelli a me più cari.
in loro fame e desiderio di conoscenza
Anche come presidente dell’associazione
e progresso, che li spinga ad agire
studentesca di Aiesec Roma Sapienza,
sul presente attivamente e a essere primi
ho avuto modo di toccare con mano cosa
protagonisti del cambiamento.
significhi far parte di una città e di atenei
come quelli romani, dove all’ordine
Ultimi, ma non per importanza, i temi
del giorno vi è l’incontro e lo scambio
legati alla multiculturalità e a un ampio
reciproco tra persone e culture diverse.
respiro internazionale della conoscenza,
Tutto questo rappresenta il significato
che si palesano tra le più vive aspettative
più nobile dell’essere cittadini del mondo:
di ogni studente universitario.
io stessa l’ho potuto sperimentare,
18
La Sapienza vista dallo studente Silvia Compagno
anche grazie all’esperienza vissuta
sempre supportato, guidato e spronato
alla conferenza internazionale di Taiwan,
da una Università viva, attenta
a cui ho avuto modo di partecipare
all’innovazione e a un respiro
la scorsa estate, arricchendo
internazionale come fonte
una prospettiva di lettura
di avvicinamento tra giovani
delle problematiche globali
e mondo del lavoro!
una prospettiva diversa delle problematiche
globali che affliggono le università
Grazie della vostra attenzione.
del mondo e gli studenti.
In conclusione, cosa mi aspetto
dall’Università?
Mi sento di dire che, una volta terminata
la carriera di studente, mi aspetto
di essere pronta a dimostrare
le conoscenze acquisite, potendo
in tal modo affrontare un nuovo lavoro
e un nuovo ambiente d’apprendimento,
così da accettare una sfida professionale,
mettendomi in gioco; superando
quei limiti, geografici e non,
che impediscono di trarre insegnamento
e ispirazione da altri paesi e consentano
di essere motivo di vanto per l’Italia,
portando all’estero il bagaglio culturale
acquisito alla Sapienza. Tutto questo
sempre accompagnata dalla voglia
di crescita e dalla fame di conoscenza,
che è più forte in quelli
che non hanno paura di innovarsi
e migliorare il mondo che li circonda
e il proprio futuro.
Questo è ciò che sento di augurare a
ciascuno studente: che possa essere
19
La Sapienza vista dallo studente Silvia Compagno
L’Università nella società della conoscenza
Adriana Magarotto,
direttore del Sistema bibliotecario Sapienza
Magnifico Rettore, Autorità,
che mi è stato concesso
Colleghi e Studenti, gentili Ospiti,
in rappresentanza di tutto il personale Tab
e anche del Sistema bibliotecario che,
desidero introdurre le mie brevi
al pari di altre strutture, è frutto
considerazioni con una citazione
dei processi di innovazione e sviluppo
di Lorenzo Valla, tratta dalla Oratio
in corso nella Sapienza.
in principio studii per l’anno accademico
1455-1456, in cui l’Autore scrive
La mia esperienza personale prende
«che nessuna cosa possa fare progressi
le mosse dal mondo delle biblioteche e,
e svilupparsi, qualora non venga
come bibliotecaria, vorrei ricordare
concertata, elaborata e coltivata
che quest’anno ricorre fra l’altro
da moltissimi individui, soprattutto
il cinquecentenario della morte
se rivaleggiano uno con l’altro
di Aldo Manuzio (1449-1515), umanista
e si contendono la gloria».
e innovatore nel campo dell’editoria.
Manuzio mise in commercio i primi libri
A distanza di oltre cinque secoli,
“tascabili” che favorirono l’incremento
questa riflessione esprime, a mio avviso,
dei lettori e la circolazione delle idee.
ancor’oggi i valori fondanti
Esperienza, tecnica, cultura e ricerca,
e la ragione di essere dell’Università,
alla base dell’attività di Manuzio, sono
la cui missione consiste nello sviluppo
anche appannaggio del sistema scolastico
della conoscenza attraverso
e dell’Università e rappresentano fattori
la condivisione dei saperi e l’esercizio
di crescita culturale e sociale, motori
della ricerca, in un ambiente stimolato
fondamentali dello sviluppo, anche
dalla emulazione e dalla concertazione,
se oggi l’Università pubblica viene
vale a dire armonia nella comune tensione
spesso percepita come costo,
finalizzata al conseguimento di un
se non addirittura come spreco, piuttosto
obiettivo comune, uni-versitas appunto.
che come risorsa comune.
L’inaugurazione dell’anno accademico
Il 2015 si presenta dunque come
ha una lunga tradizione, rinnovata
un anno denso di impegni e di sfide,
in tempi recenti con l’invito
a cui far fronte collettivamente
a partecipare a tutte le componenti
rafforzando la tensione ai valori su cui
dell’Università (docenti, studenti,
si fonda la società democratica, ripresi
personale tecnico-amministrativo); colgo
anche nel Codice Etico di cui si è dotata
l’occasione per ringraziare dell’onore
la nostra comunità universitaria:
21
L’Università nella società della conoscenza Adriana Magarotto
il pluralismo delle culture e delle idee;
La necessità, a mio parere,
la responsabilità sociale nella formazione
di non considerare se stessi come passivi
e nella ricerca; l’orientamento al servizio
fornitori di servizi bensì come co-attori
– in primo luogo nei confronti
dello sviluppo sociale, in una Università
degli studenti; la partecipazione
che considera gli studenti non solo come
di tutte le componenti costitutive
utenti ma come persone fortemente
della comunità allo sviluppo;
motivate ad apprendere che hanno
la competitività nell’ambito del sistema
pertanto pieno diritto di incontrare,
universitario, che implica un apparato
nel corso della loro esperienza
di valutazione in tutte le diverse attività
universitaria, personale preparato
istituzionali; la trasparenza e l’orientamento
e consapevole che partecipa attivamente
al miglioramento continuo, a livello
ai processi innovativi.
sia organizzativo che individuale.
Il personale tecnico, amministrativo
Oggi, la responsabilità sociale nella Scuola
e bibliotecario condivide infatti
e dell’Università in particolare
la responsabilità nella gestione di risorse
è ancora più evidente, in considerazione
umane, economiche e patrimoniali
del fatto che nel mondo ha assunto
e di molteplici attività connesse
sempre maggior rilievo la cosiddetta
al funzionamento dell’Università. È
economia della conoscenza, intesa
dunque necessario che la tensione al
come produzione di idee e conoscenze
rafforzamento del valore dell’Università,
suscettibili di trasformare in nuova
intesa come res publica, venga fatta
ricchezza economica e sociale il capitale
propria da ognuno di noi, per sconfiggere
di risorse, sia materiali che umane.
con la coltura la sterilità di un’esistenza
autoreferenziale. Il personale presta
L’Università è il luogo dove le nuove
la propria attività in strutture
generazioni imparano ad apprendere,
che svolgono un ruolo di supporto
per fare il loro ingresso
alla didattica e alla ricerca. Il termine
in modo consapevole nella società
supporto non deve essere inteso come
della conoscenza, in cui ogni attività
una funzione meramente ancillare,
si svolge utilizzando le conoscenze di cui
in quanto esse sono o possono essere
si dispone per produrne sempre di nuove.
in modo più manifesto componenti attive
del processo formativo e della ricerca,
Quali ripercussioni possono esserci
nel rapporto quotidiano con studenti
con riferimento alla esperienza quotidiana
di tutti i gradi, tirocinanti e stagisti.
di vita e di lavoro nelle nostre strutture?
Credo che tutti noi stiamo assumendo
22
L’Università nella società della conoscenza Adriana Magarotto
progressivamente maggiori
La valutazione sulla efficienza ed efficacia
responsabilità, consapevoli
è volta anch’essa a rendere accettabile
della differenza che intercorre tra un agire
la spesa pubblica per il funzionamento
neutrale e ripetitivo e un comportamento
dell’Università. Ci piacerebbe leggere
idoneo al contesto universitario, volto
sulla stampa non solo notizie su scandali
al miglioramento e all’innovazione tecnica
e malaffare nella pubblica amministrazione,
e culturale. In quest’ottica, mansioni
che vanno combattuti senza incertezze,
e responsabilità, valutazione e merito,
ma anche notizie positive,
se orientati a coltivare il progresso
sul comportamento virtuoso dei pubblici
dei fattori di apprendimento e di ricerca,
dipendenti, volto all’ottimizzazione
non danno luogo a conflitti. L’Università
delle risorse disponibili. Per l’Università,
ha il compito di instaurare comportamenti
in particolare, è importante mettere
organizzativi positivi, gli individui
a disposizione, oltre a un’offerta didattica
il dovere di recepire la trasformazione
e a una ricerca eccellenti, strutture
e contribuire al rinnovamento continuo.
e servizi adeguati, aventi un valore
educativo oltre la mera efficienza.
Una maggiore attenzione alla trasparenza
Non è superfluo ricordare che i servizi
e il superamento dei compartimenti
dematerializzati della rete
che tendono a separare le diverse
non si autoalimentano, ma necessitano
componenti dell’università sono
di investimenti sistematici e continuativi,
gli altri elementi che, nella mia esperienza,
delle competenze e della responsabilità
caratterizzano il nostro ambiente
delle persone cui spetta il compito
di lavoro, radicalmente mutato
di tenerli aggiornati.
dalle nuove tecnologie dell’informazione
e della comunicazione che creano
Per concludere, vorrei fare un accenno
situazioni globali inedite e rendono
alla terza missione dell’Università
necessario lavorare in gruppo
che consiste nel diffondere in misura
per trovare le soluzioni più adeguate.
più estesa le conoscenze prodotte.
Questo rapporto, non del tutto nuovo,
La trasparenza si realizza tramite
tra Università e società si traduce
la comunicazione dei risultati, la ricerca
non solo in uno scambio
del consenso sulle attività svolte,
con le imprese che attingono
la partecipazione delle persone coinvolte,
conoscenze per l’innovazione,
cittadini e studenti, gli incontri pubblici
ma anche in un vantaggio
e la presenza sui mezzi di comunicazione
per i cittadini che acquisiscono
e nella rete.
il sapere necessario per il loro benessere
23
L’Università nella società della conoscenza Adriana Magarotto
e la loro integrazione sociale. La presenza
della Sapienza sulle piattaforme on-line
per l’insegnamento libero
è già significativa, ma può essere
rafforzata con una politica più chiara
verso l’accesso aperto che,
dalla dichiarazione di Berlino del 2003
in poi, incoraggia i ricercatori a pubblicare
in archivi istituzionali aperti. A tal fine
è essenziale il lavoro coordinato
delle diverse strutture della Sapienza,
per dare un maggiore impatto sociale
al sistema scolastico e universitario
e per far crescere il nostro Paese
«investendo nella conoscenza»,
come autorevolmente ha ricordato
il governatore della Banca d’Italia
Ignazio Visco e, in un suo recente saggio,
Giovanni Solimine.
24
L’Università nella società della conoscenza Adriana Magarotto
Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research.
Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza
Aris Anagnostopoulos,
ricercatore del Dipartimento di Ingegneria informatica,
automatica e gestionale Antonio Ruberti
Magnifico Rettore, Autorità,
investigando le potenzialità d’uso
Colleghi, Comunità universitaria tutta,
di tecniche matematiche e statistiche
gentili ospiti,
per migliorare i motori di ricerca del tipo
Google e Yahoo. E così, dopo la fine
del Dottorato mi sono trovato
nella Silicon Valley, dove ho lavorato
Il mio percorso
per 2 anni come post-doc
Quando ho cominciato la mia carriera
in Yahoo Research, in quel periodo
scientifica non avrei mai immaginato
uno dei posti più stimolanti per ricerche
questo momento: essere alla Sapienza
su aspetti connessi a Internet.
come ricercatore e partecipare
Ho affrontato problemi
all’inaugurazione di un anno accademico
di diverse tipologie, maturando
con un mio contributo. Nei prossimi
un forte interesse per lo studio
minuti racconterò brevemente il percorso
delle reti sociali. In particolare
che mi ha portato fin qui.
ho iniziato a comprendere meglio
i processi di diffusione del comportamento
Nel 2000 mi sono laureato in Ingegneria
tramite queste reti, processi che hanno
Informatica presso l’Università
sia un valore scientifico in vari campi
di Patrasso in Grecia, successivamente
(epidemiologia, economia, sociologia),
mi sono recato negli Stati Uniti, presso
sia un valore applicativo nell’area
la Brown University, per approfondire
del marketing, con applicazioni
le discipline dell’informatica teorica
come il marketing virale. Questo è stato
e della matematica, le mie passioni
l’inizio della mia ricerca nel campo
in quel momento. Nel 2006 ho ricevuto
del Data Science, di cui fra poco
un Dottorato in Computer Science,
vi parlerò.
lavorando principalmente su problemi
informatici teorici, sviluppando
e analizzando algoritmi per reti
Perché l’Italia
di calcolatori. Durante i miei studi
ho anche trascorso due periodi estivi
Verso la fine del mio post-doc in Yahoo
presso la Ibm Research a New York,
avevo deciso di tornare in Europa
dove ho lavorato su problemi più pratici
e di rientrare nel mondo accademico.
25
Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos
Cercando tra le posizioni disponibili
Alla fine, tuttavia, la consapevolezza
in vari Paesi, ho appreso della possibilità
maturata negli anni sulla possibilità
di svolgere attività di ricerca
di poter continuare a svolgere ricerche
nel Dipartimento di Ingegneria
in campi innovativi nella Sapienza
informatica, automatica e gestionale
è stata più forte dei dubbi. Ho rifiutato
della Sapienza. Non avevo mai incontrato
le altre offerte e ho accettato la posizione
i ricercatori del Dipartimento,
di ricercatore, primo straniero
conoscevo alcuni di loro come nomi noti
del mio Dipartimento. Nei tre anni trascorsi
nel mio campo di ricerca e pertanto
ho iniziato a contribuire alla vita
decisi di venire qui. È stata una scelta
del Dipartimento e al momento
rischiosa perché, purtroppo, l’Italia
sono felicemente e orgogliosamente
non è il primo Paese cui si pensa
alla guida del laboratorio “Web
parlando di ricerca nel settore
Algorithmics and Data Mining” nel quale,
dell’informatica. Avevo comunque
ora, lavorano altri 2 docenti, 2 post-doc
una buona sensazione, ho rifiutato
e 6 dottorandi.
altre offerte e mi sono trovato
in questa nostra Università prima
La tipica domanda che mi viene rivolta
come Post-Doc e poi come borsista
da chi incontro per la prima volta è perché
Marie Curie.
ho lasciato gli Stati Uniti per insegnare
e svolgere attività di ricerca in Italia,
Verso la fine della mia borsa Marie Curie,
e questo mi fa riflettere. Per un ricercatore
mentre in Europa cercavo di stabilire
che opera nel campo dell’informatica,
il mio prossimo passo alla ricerca
operare negli Stati Uniti significa essere
di una posizione stabile, fortunatamente
in un ambiente continuamente innovativo,
sono stati banditi alla Sapienza
da cui hanno origine quasi tutte
alcuni posti da ricercatore, gli ultimi
le nuove tecnologie. In più, fare ricerca
a tempo indeterminato pre-Gelmini.
in Italia non è facilissimo per le ragioni
Ho partecipato a uno di questi concorsi
che tutti conosciamo. Ad esempio,
all’inizio del 2012 e, da vincitore,
ricordo ancora come ho impiegato giorni
ho dovuto affrontare una seconda
per trovare un modo utile a pagare servizi
decisione molto più difficile, sia perché
ricevuti on-line, mentre i miei colleghi
avevo offerte per altre posizioni
in Germania non avrebbero speso più
in diverse università, sia per la grande
di 10min! E devo ringraziare i colleghi
incertezza economica europea
e il personale amministrativo
con la minaccia che la crisi greca potesse
del Dipartimento che, nonostante
approdare in Italia.
rigide procedure sovente imposte
26
Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos
da disposizioni legislative che
che nei prossimi anni ci sarà qualche
impediscono la velocità necessaria
cambiamento nella politica italiana
per essere competitivi in un ambiente
su questo aspetto. Per essere ottimisti
internazionale, mi hanno sempre aiutato,
è necessario che anche nel nostro Paese
lavorando insieme per superare
la ricerca e sviluppo sia considerata
i vari problemi.
una priorità vera, perché la crescita
di un paese è fortemente condizionata
A mio giudizio questo è il valore principale
dal suo tasso di innovazione e quindi
della Sapienza: il suo capitale umano.
è assolutamente necessario che siano
Nonostante tutti i problemi si può essere
allocate risorse nei settori considerati
ricercatori molto produttivi grazie al forte
strategici che possano consentire
clima collaborativo. Sebbene all’estero
ai ricercatori junior e senior di svolgere
l’Università italiana sia a volte criticata,
il loro compito in favore della società.
la mia esperienza è completamente
diversa. Nel mio Dipartimento,
Tornando alla mia storia, nei tre anni
e da quella che è la mia conoscenza
da ricercatore ho continuato
di colleghi che lavorano presso altri
le mie ricerche sui problemi algoritmici
dipartimenti, il livello accademico
e di analisi dati, cercando di trovare
è molto vicino al top europeo e mondiale.
applicazioni in vari settori, sempre
E io mi sento privilegiato nell’essere parte
in contatto anche con l’industria.
del corpo docente del nostro Ateneo.
Il nostro laboratorio è cresciuto e diverse
sono state le attività di collaborazione
La mia preoccupazione, credo condivisa,
internazionale. L’anno passato, ho avuto
è la scarsa priorità che la politica italiana
l’onore di essere uno dei premiati
dà all’educazione e alla ricerca, da cui nascono
con il Google Focused Research Award.
molti problemi delle università.
Google conferisce questi premi a gruppi
Su tale aspetto, il confronto lo eseguo
importanti che si occupano di ricerche
con le università greche, che hanno
di alta rilevanza con le proprie esigenze
simili problemi. Negli ultimi 5 anni
e, oltre al supporto economico, consente
sono stato testimone di una rapida
anche di rafforzare la collaborazione
e triste fuga di un grande numero
fra Google e unità di ricerca,
di professori dalla Grecia verso
con la creazione di un canale per visite
il resto del mondo, senza distinzione
e collaborazioni fra ricercatori di Google,
di età e questo depauperamento
docenti e studenti. A ciò si aggiunge
del capitale umano richiederà molti
anche la possibilità di usare la propria
anni per essere recuperato. Mi auguro
struttura computazionale. Il premio
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Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos
vinto prevede un contributo economico
problemi in informatica, biologia,
superiore a 1 milione dollari, per un
sociologia, business, marketing, ecc,
supporto triennale alla nostra ricerca.
analizzando dati disponibili e lavorando
Non sono l’unico artefice del premio,
insieme a esperti in queste discipline.
la squadra è composta da Stefano
Data Science ha già avuto un impatto
Leonardi del mio Dipartimento,
enorme in vari settori, cambia il modo
da Flavio Chierichetti
in cui possiamo fare ricerca applicando
e Alessandro Panconesi
un approccio più quantitativo rispetto
del Dipartimento di Informatica e da due
a quello tipico del passato.
docenti dell’Università degli Studi
di Milano, Paolo Boldi e Sebastiano Vigna.
Vediamo alcuni esempi di applicazioni
Ci sentiamo particolarmente orgogliosi
con successo.
di questo premio, perché Google finora
ha premiato pochissimi gruppi in tutto
Google è una grande success story.
il mondo (<80), ed è la prima volta
Google è riuscito a diventare il motore
che il premio è assegnato a un gruppo
di ricerca top, perché è stato in grado
interamente italiano. Il titolo del progetto
di dare automaticamente a ogni pagina
premiato è “Web Algorithmics
web uno score che rappresenta
for Large-Scale Data Analysis” e si occupa
il suo valore, la sua importanza. Come fa?
dello sviluppo di algoritmi per l’analisi
In breve, Google assegna uno score alto
di dati su grande scala, elemento
a una pagina P se ci sono molte altre
necessario per il Data Science, un campo
pagine che hanno link verso la pagina P.
di ricerca ampio e multidisciplinare
L’idea principale è che ogni link
in cui investo una grande parte
da una pagina verso la pagina P
del mio tempo.
è una attestazione della qualità di P.
Google ha basato su questa idea il suo
algoritmo di scoring delle pagine web,
riuscendo a raccogliere le interconnessioni
Che cosa è il Data Science
delle varie pagine web (miliardi di pagine)
Che cosa è il Data Science? L’idea principale
così calcolando il loro score in modo
è l’estrazione di conoscenze dopo analisi
molto efficace. In questo modo,
elaborata di dati, spesso su larga scala,
quando svolgiamo una ricerca,
e ha applicazioni in diverse altre discipline.
Google può esaminare gli score
Un data scientist è un esperto in statistica,
delle pagine e porre in testa all’esito
informatica e matematica, applica
le pagine rilevanti con uno score
le proprie competenze per risolvere
molto alto.
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Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos
Un altro esempio dimostra come
di articoli scientifici. Lo stesso
analizzando le tracce che si lasciano
per le teorie sul complotto: utenti
mentre cerchiamo nei motori di ricerca
che credono a tali teorie sono molto
possiamo trovare informazioni nascoste
connessi fra di loro, e questo
con applicazioni inaspettate, come
ha un impatto enorme sulla loro
in farmacologia. La paroxetina
diffusione. Inoltre, abbiamo misurato
è un farmaco antidepressivo
come si diffonde l’informazione
e la pravastatina è usata per abbassare
che è chiaramente falsa, trovando
il colesterolo. Ricercatori Microsoft,
che può diventare virale grazie
Stanford e Columbia hanno osservato
alla propagazione da persone che
le ricerche effettuate da milioni di persone
“vogliono” crederci. È un effetto
sulla paroxetina e sulla pravastatina.
del fenomeno che in psicologia
Analizzando le altre ricerche effettuate
e sociologia si chiama “bias di conferma”
di queste persone, sono riusciti a scoprire
(confirmation bias). La nostra ricerca
che l’interazione di queste due sostanze
è un passo per spiegare il processo per
può creare iperglicemia – molto di più
cui l’informazione falsa diviene popolare
rispetto all’uso di solo una di esse. Il fatto
così generando problemi, come è successo
interessante è che l’interazione di queste
recentemente nel caso del virus Ebola.
due sostanze non era ancora conosciuta!
Twitter è un’altra grande sorgente
Ho accennato prima alla diffusione
di informazione. Una percentuale
dell’informazione e all’importanza
crescente della popolazione usa twitter
di comprendere i processi di diffusione.
per esprimere cosa vede o cosa pensa
Con colleghi al mio Dipartimento,
in vari momenti e luoghi. Analizzando
a Imt Lucca e al Cnr volevamo confrontare
tali informazioni a volte emerge
la diffusione di informazioni
la saggezza della folla. Vorrei però solo
di diverse tipologie: usando Facebook,
menzionare che analizzando i tweet
abbiamo individuato utenti che sono
si può prevedere il fallimento di banche
interessati ad articoli di scienza e utenti
con alta accuratezza, oppure è possibile
che sono interessati a teorie sul complotto.
scoprire automaticamente dove
Analizzando le interconnessioni
in una città avrà luogo
fra milioni di utenti, abbiamo scoperto
un evento straordinario.
che utenti che si fidano molto
della scienza hanno la tendenza ad avere
Potrei parlare a lungo sull’applicazione
amici dello stesso tipo e questo
del data science in molti altri settori: scienza
ha un grande impatto sulla diffusione
politica, letteratura, studio della cultura,
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Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos
psicologia, giornalismo, assistenza sanitaria,
In conclusione, spero di avervi dato
campagne elettorali, sport, salute personale…
un’idea del percorso di un ricercatore
Per esempio, durante le vacanze di Natale
straniero che ha deciso di venire
è uscito un articolo che descriveva
alla Sapienza per realizzare la propria
come alcuni ricercatori di bioinformatica
carriera. E posso affermare che,
a Toronto, applicando tecniche avanzate
nonostante le varie difficoltà,
di machine learning su una grande quantità
anche in Italia un giovane motivato
di dati, hanno scoperto come zone
con idee innovative che abbracciano più settori
del genoma Dna che prima si ritenevano
scientifici, non deve scoraggiarsi e può trovare
inutili (junk Dna) contengono
la propria strada e il supporto alle proprie
informazioni e come mutazioni in queste
ricerche. È però necessario confrontarsi
zone possano essere causa di malattie.
a livello internazionale
e occorre saper scegliere una università
Uno degli effetti del data science
dove le competenze sono tante
è che permette alle scienze umanistiche,
e riconosciute, come avviene
tradizionalmente soft sciences, di usare
alla Sapienza. Devo dire che durante
tecniche hard tramite la raccolta dei dati
la mia vita professionale ho fino a ora
e la loro analisi quantitativa.
studiato e lavorato in molti luoghi,
Questa nuova metodologia ha già avuto
per periodi lunghi o brevi, e ho visto
risultati positivi, pur essendo
diversi ambienti lavorativi. Mi sento
ancora all’inizio.
molto fortunato e orgoglioso di essere
un ricercatore della Sapienza. Infatti,
Poiché un data scientist necessita
a volte mi chiedo se non potessi lavorare
di una formazione multidisciplinare,
qui, dove vorrei essere, e non trovo
negli ultimi anni molte delle università
molte altre soluzioni. Per questo vorrei
top del mondo hanno cominciato a offrire
ringraziare i miei colleghi, gli studenti,
didattica specializzata in questa area.
e tutto il personale del Dipartimento
Durante l’anno passato, abbiamo lavorato
in cui lavoro per avermi accolto con
nella nostra Facoltà per la creazione
grande entusiasmo e generosità durante
di un tale programma anche
questi anni. Vorrei infine ringraziare
nella Sapienza, e con un po’ di fortuna
il Rettore per avermi dato l’opportunità
dal prossimo anno accademico Sapienza
di raccontarvi la mia storia e ringraziare
sarà la prima università in Italia
tutti voi per averla ascoltata.
da offrire una laurea magistrale
multidisciplinare in Data Science.
Grazie e buon anno accademico a tutti.
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Da Patrasso alla Brown University a Yahoo Research. Perché un ricercatore ha scelto la Sapienza Aris Anagnostopoulos
Noi e l’Italia di Dante
Giulio Ferroni,
professore emerito di Letteratura italiana
Magnifico Rettore, Autorità,
dal pellegrino guidato da Virgilio
Colleghi, Comunità universitaria tutta,
e poi da Beatrice: e percorrendo a piedi
gentili Ospiti,
l’inferno e il purgatorio e poi volando
nello spazio celeste Dante disegna quegli
nel prossimo mese di giugno, quando
spazi con una evidenza assoluta,
corsi e moduli dell’anno accademico
li impone come qualcosa di effettivamente
saranno più o meno giunti a conclusione
reale, fisicamente consistente,
e ferveranno gli esami, in un giorno
materialmente transitabile. Lo hanno
imprecisato e imprecisabile, saranno
ben compreso tanti poeti del Novecento:
passati settecentocinquanta anni
così Dino Campana seguendo
dalla nascita di Dante Alighieri:
le orme di Dante in una prosa dei suoi
nato nel 1265 sotto il segno dei Gemelli.
Canti Orfici, su La Verna, ha parlato
Nel suo grande poema, mentre attraversa
della sua «poesia di movimento»;
a volo il Paradiso, gli capita di toccare la
e il grande poeta russo Osip Mandel’štam
costellazione dei Gemelli, nel cielo delle
ha notato come «L’Inferno, e ancor di più
stelle fisse (l’ottavo della sua cosmologia
il Purgatorio, celebrano la camminata
paradisiaca) e di guardare giù alla terra,
umana, la misura e il ritmo dei passi,
«L’aiuola che ci fa tanto feroci,/
il piede e la sua forma. Del passo,
volgendom’io con li etterni Gemelli,/
congiunto alla respirazione e saturo
tutta m’apparve da’ colli alle foci»
di pensiero, Dante fa un criterio prosodico.
(Paradiso, XXII, 151-153). Un’aiuola, certo,
Egli segna l’andare e il venire…
piena di assurda violenza, eppure,
In Dante, filosofia e poesia sono sempre
pur mentre attraversa l’immensità
in cammino, sempre in piedi»).
del cosmo, fino a raggiungere il cielo
fuori dai cieli, fuori dallo spazio
Ma, oltre che in quell’oltremondo
e dal tempo, dove è Dio con la rosa
“inventato”, Dante appare sempre
dei beati, Dante resta sempre implicato
in cammino anche nello spazio geografico
nella realtà più concreta di questo spazio
reale, quello della nostra e sua «aiuola»,
terreno, ne evoca variamente luoghi, siti,
i cui luoghi più diversi
percorsi, vicende, con eccezionale cura
sono continuamente evocati durante
geografica e topografica.
quell’immaginario viaggiare, da lui stesso
e dalle anime che incontra. Nel nominarli
Nella Commedia c’è una geografia
egli parte sempre da dati concreti,
“inventata”, quella della ferrea struttura
che ricava o da diretta frequentazione
dei tre regni oltremondani visitati
o dalla scienza contemporanea
31
Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni
(per lui del resto non c’è nessuna
l’identità linguistica, riconoscendo
opposizione tra poesia e scienza:
nel contempo la sua identità geografica,
in nessun momento egli non rinuncia
fisica, antropologica. Certo per lui
a un’ottica “scientifica”, ovviamente entro
e per il suo tempo non si trattava ancora
tutti i limiti e le condizioni della scienza
di identità nazionale in senso moderno:
medievale). Quei luoghi la sua poesia
ma, contrariamente a quanto hanno
sembra proprio farceli vedere e toccare.
sostenuto studiosi più o meno recenti,
Quasi ce ne impone la presenza.
di una forte e ben definita identità
Li fa come aggettare nello spazio: è come
si trattava comunque (anche
se ci stessimo dentro, se ne percepissimo
nella percezione che se ne aveva
i reali contorni, ne respirassimo l’aria
al di là delle Alpi). E Dante si è posto
e la polvere. Questa assoluta evidenza
in una prospettiva integralmente
è affidata in primo luogo alla forza
“italiana”, pur partendo
immediata del nominare: al poeta basta
dalla sua condizione fiorentina,
nominare i luoghi, dire i loro nomi propri
dal suo saldo radicamento nel proprio
entro il procedere delle sue terzine
orizzonte municipale: e ha individuato
per far risaltare fulmineamente spazi
nettamente l’Italia in una turbinosa
e ambienti, per dare loro corpo e volume.
e contraddittoria consistenza, linguistica,
Totale è in effetti la sua sicurezza
geografica, politica, morale,
sulla consistenza della realtà: e oggi
nelle sue speranze e nei suoi fallimenti.
possiamo confrontarla con la sempre
più eterogenea evanescenza dei luoghi
Partendo dalla riflessione sulla lingua
e degli spazi che è caratteristica del nostro
egli definisce un’immagine unitaria
mondo del viaggiare infinito, della nostra
dell’Italia, già prima della Commedia,
velocità di movimento, che rischia
nel Convivio e nel De vulgari eloquentia:
di cancellare la consistenza stessa
in questo incompiuto trattato in latino
dei luoghi, di farci perdere i loro caratteri
egli la riconosce come un organismo
specifici, riducendoli a «non luoghi»,
nello stesso tempo unitario e disgregato,
omologando ogni identità.
che, per la sua stessa molteplice
configurazione, aspira a quella
Nello svolgersi del poema si affacciano
che egli chiama una curia, un luogo
immagini e nomi di tanti luoghi
di identificazione comune; e nel Convivio
del mondo e soprattutto di luoghi
identifica il suo pubblico proprio
dell’Italia, di questo nostro paese
negli italici (Convivio, I, 4, 6), in quelli
di cui Dante si è trovato a fondare
che usano l’«italica loquela» (ivi, I, 10, 7).
con uno scatto vigoroso
La Commedia evoca più volte l’Italia
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Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni
in un più stretto nesso geografico, etnico
della digressione sull’origine di Mantova,
e linguistico, contemplato
che Virgilio stesso fa in Inferno, XX 61-81:
con un appassionato e doloroso senso
l’individuazione del luogo in cui si rifugia
di appartenenza. Ecco l’«umile Italia»,
la maga Manto, fondatrice della città,
nominata subito nel canto I dell’Inferno
è data da una immagine del lago di Garda
(v.106), il «bel paese là dove ʼsì suona»
(Benaco), misurata nella prospettiva delle
(così indicato in Inferno, XXXIII, 80)
Alpi a nord e delle acque che scendono
e la «serva Italia, di dolore ostello»:
in esso dalle valli circostanti. Del lago
e quante volte possiamo ripetere le prime
viene indicato un immaginario punto
parole dell’invettiva del canto VI
centrale come punto geometrico
del Purgatorio, di fronte a sfacelo, vanità,
di convergenza dei confini
storture, sciatteria, crimini che infestano
di tre giurisdizioni ecclesiastiche diverse
il nostro paese, portati come Dante,
(Trento, Brescia e Verona); poi si scende
a riconoscere e affermare la specificità
verso sud, individuando il sorgere
italiana nel conflitto e nella lacerazione,
dell’emissario Mincio presso la fortezza
in uno stato di disgregazione
di Peschiera (presentata nel suo forte
che avvelena lo splendore e ingabbia
carattere militare) e seguendo il percorso
le qualità di quello che in quello stesso
del fiume fino al suo immettersi nel Po
canto egli chiama «giardin dell’impero».
presso Governolo e tornando infine
indietro al suo impaludarsi in una lama,
Ma fittissima è nella Commedia
con i piccoli laghi accanto
la geografia italiana, dai rilievi sulle
a cui sorge Mantova.
situazioni di diverse regioni che Dante
si trovò a frequentare (dalla Toscana
Un altro vastissimo slargo geografico
alla Romagna alla Marca Trevigiana),
si dà per bocca di Carlo Martello
agli scorci che balenano entro formidabili
(Paradiso, VIII 58-75), spirito beato
similitudini, come i luoghi selvaggi incolti
che appare a Dante nel cielo di Venere
della Maremma evocati per la selva
e traccia una carta dei suoi virtuali
dei suicidi (Inferno, XIII, 7-9)
domini, iniziando dalla Provenza
o le varie coste scoscese per indicare
e dal regno di Napoli che aspettavano
il ripido pendio della montagna
di attribuirgli lo scettro: due fiumi,
del Purgatorio (Purgatorio, IV, 25-27).
Rodano e Sorga, fanno da segnale
Ci sono inoltre alcuni formidabili scorci
individuante nel caso della Provenza,
panoramici, che spesso dispongono
mentre per il regno meridionale ancora
i particolari geografici in una vastissima
due fiumi (Verde e Tronto) segnano
orchestrazione. Si può fare l’esempio
i confini settentrionali,
33
Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni
dopo che gli altri confini sono segnati
modelli universali, la cui specificità
da località abitate (Bari, Gaeta e Catona),
“nazionale” si è sempre proiettata
in cui l’intero spazio considerato s’imborga;
su di un orizzonte “internazionale”.
viene designata poi, sempre attraverso
Nella letteratura si è così riconosciuta
il richiamo allo scorrere di un altro fiume,
per tanti secoli la specificità e la coscienza
il Danubio che parte dalle ripe tedesche,
del nostro paese: e credo sia davvero
l’Ungheria, del cui regno Carlo era
essenziale, anche da un più generale
già stato insignito, e si accenna
orizzonte politico ed economico,
alla Sicilia, regno perduto dagli Angioini
continuare a confrontarci
(che Dante non considera parte dell’Italia,
con la sua tradizione, per interrogare
ma comunque a essa collegata), che entro
in profondità il rilievo culturale
il limite dei due capi meridionale
del nostro paese, del suo storico
e settentrionale (Pachino e Peloro) si copre
contributo alla cultura mondiale
di fumi (caliga) che danno una più distesa
e degli spazi ancora possibili.
evidenza all’immagine del golfo di Catania
Le immagini e le proiezioni che nei secoli
e dell’Etna, evocato con un richiamo
ne ha dato il linguaggio della letteratura
mitologico corretto da una notazione
possono guidarci a fare luce sul senso
scientifica (il nascente solfo come causa
e sull’uso attuale di quei beni culturali
dell’eruzione vulcanica). Da questi ultimi
che l’Italia ha accumulato nei secoli,
dati scaturisce il richiamo a un episodio
nell’arte e nella scienza, nell’architettura,
storico relativamente recente,
nell’urbanistica, nello spettacolo
quello dei Vespri siciliani,
e nella musica, radicati dentro
la cui esplosione a Palermo viene fissata
il suo ambiente e il suo paesaggio:
nel grido di battaglia degli insorti.
ricchezza che è nostro dovere difendere
e conservare, tanto più
Non va dimenticato d’altra parte
che non è comparabile
che l’Italia dantesca è tutta radicata
con nessun altro tipo di ricchezza
dentro un orizzonte europeo, che oggi
e per giunta è disseminata e insediata
noi possiamo leggere e svolgere
nei luoghi più diversi, dalle grandi città
in una prospettiva di aperta e libera
ai più piccoli borghi, dal fitto intrico
universalità. Come inaugurazione
degli artefatti umani all’arioso svelarsi
assoluta della grande letteratura italiana,
degli scenari naturali.
l’opera di Dante apre la strada a un suo
carattere determinante:
Come comunità universitaria dovremmo
al suo disporsi su di un piano
avere una cura particolare del bene
integralmente europeo, disegnando
rappresentato da questo ambiente
34
Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni
che è nostro ed è parte essenziale
di quello che viene chiamato
“patrimonio dell’umanità”. Compito
essenziale delle giovani generazioni
è anche quello di salvaguardare
lo spazio vitale e culturale del nostro
paese, la sua bellezza e la storia che,
pur tra infiniti conflitti e contraddizioni,
l’ha costruita: per farne vivere la ricchezza
senza guastarla e dilapidarla. Sapranno
farlo adeguatamente se sapranno
percepire l’Italia nella sua consistenza,
nella sua densità fisica: come qualcosa
che è lì e che deve persistere,
carico di passato e di vita presente, abitato
da sensazioni, da passioni, da oggetti
concreti che richiedono lavoro, progetti,
in un innovare che sia acquisto
e non distruzione. La parola di Dante,
pur nella sua distanza storica,
ci invita proprio a sentire la concretezza
dello spazio italiano e la necessità
di attraversarlo: a confrontarci
con la resistenza della realtà,
con un mondo di cui dobbiamo saper
riconoscere i limiti, che ci chiede
una conoscenza concreta, che sfugga
a ogni evanescenza e a ogni illusoria
virtualizzazione. Insomma poesia e scienza,
immaginazione e ragione, passione
e calcolo, perché i nostri luoghi
siano vissuti in piena coscienza,
perché ciascuno si muova dentro di essi
cercando quanto di essenziale
possano dargli per la sua vita
e per la vita di tutti.
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Noi e l’Italia di Dante Giulio Ferroni
impaginazione: settore Ufficio stampa e comunicazione
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Inaugurazione dell`anno accademico 2014-2015 712