SETTIMANALE ANNO IX • NUMERO 32 SABATO 8 AGOSTO 2015 QUESTO GIORNALE NON RICEVE ALCUN FINANZIAMENTO PUBBLICO ICOME DIFENDERCII 1 EURO Testata: Il Giornale dell’Emilia Romagna - Iscritta al Tribunale di Reggio Emilia il 03/03/2006 al n. 1158 IIL PERSONAGGIOI ILA PAGINA ROSAI L’inquinamento domestico è un problema serio al quale in pochi pensano. Ecco da dove nasce e come combatterlo per tutelare la salute della vostra famiglia Intervista all’istruttore di nuoto Alessandro Cocchi: tra i suoi allievi alcuni ragazzi molto speciali come Kevin Casali e Cecilia Camellini Vanda Giampaoli: “Ho sempre amato il diritto e ora che sono presidente di un club femminile, sono felice di fare battaglia in difesa delle donne” A PAGINA 16 A PAGINA 9 A PAGINA 11 SABATO 8 AGOSTO 2015 I APPROFONDIMENTO DEL DIRETTORE Mangiare sano per restare in salute Rispetto a tanti altri Paesi, l’Italia ha una marcia in più riguardo l’alimentazione, grazie alla cosiddetta “dieta mediterranea” Le popolazioni che seguono tale regime alimentare hanno meno malattie coronariche rispetto a quelle popolazioni, per esempio americana, che consumano la stessa quantità di grassi I metodi di allevamento e di coltivazione, sono sicuramente cambiati e l’inquinamento, soprattutto dei mari, negli ultimi 50-60 anni, ha fatto sì che prodotti considerati imprescindibili per un’alimentazione sana, oggi sono addirittura tossici se consumati in quantità elevate MAURIZIO COSTANZO RISPETTO a tanti altri Paesi, l’Italia ha una marcia in più riguardo l’alimentazione, grazie alla cosiddetta “dieta mediterranea”. Si pensi che nel mese di novembre del 2010, l’Unesco, ha incluso la dieta mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, in seguito alla proposta avanzata dal Gruppo di lavoro Unesco del Ministero delle Politiche Agricole. Pur chiamandosi “dieta” è bene precisare che non si tratta di un programma dietetico ma di uno vero e proprio stile di vita. E’ un tipo di alimentazione, seguita anche da altri Paesi, non solo per il gusto ma perché costituita da una serie di alimenti che, se consumati quotidianamente e senza eccessi, sono alla base della prevenzione di malattie importanti: cardiovascolari, diabete, arteriosclerosi, obesità e altre. Il punto forte della dieta mediterranea, pare sia costituito non solo dall’apporto proteico dei singoli alimenti ma anche dal fatto che tale contenuto proteico è in perfetto equilibrio fra tutti gli alimenti. Basti pensare infatti, che, le popolazioni che seguono la dieta mediterranea, pur prevedendo quest’ultima, il consumo di una elevata quantità di grassi, hanno meno malattie coronariche rispetto a quelle popolazioni, per esempio americana, che consumano la stessa quantità di grassi. Questo si spiegherebbe perché l’eccesso di grassi, nella dieta mediterranea, sarebbe compensato da un alto consumo di olio di oliva che abbasserebbe i livelli del colesterolo e di vino che costituirebbe un fattore protettivo come antiossidante. L’attenzione verso la dieta mediterranea e in generale verso la necessità di curare l’alimentazione come prevenzione per la salute, risale ai primi anni del dopoguerra. Certo di tempo ne è passato e forse oggi dovremmo riflettere un po’ di più sul concetto di “sano” e oggi, affinché un prodotto sia sicuro dal punto di vista nutrizionale, è molto importante saperne la provenienza. I metodi di allevamento, di coltivazione, sono sicuramente cambiati e l’inquinamento, soprattutto dei mari, negli ultimi 50-60 anni ha fatto si che prodotti considerati imprescindibili per una alimentazione sana, oggi sono addirittura tossici se consumati in quantità elevate. Ma la tossicità degli alimenti non dipende solo dall’inquinamento e se, quando sentiamo parlare di prodotti alimentari tossici, il nostro pensiero va solitamente ai funghi, esistono tanti altri alimenti che insospettabilmente possono costituire un vero e proprio pericolo per la nostra salute. Le patate per esempio, contengono una sostanza tossica, la solanina, la cui tossicità aumenta quando la buccia dell’alimento diventa verde o germoglia o anche, tanto per restare in tema di prodotti alimentari di più largo consumo, il pomodoro che come la patata contiene la solanina che può provocare intolleranze o allergia. Il mangiar sano, ha una stretta correlazione con i tempi che viviamo, con ciò voglio dire che, con la Articolo pubblicato il 15 novembre 2014 Direttore: Maurizio Costanzo La testata telematica che ti aggiorna direttamente nella tua e-mail 2.757.815 e-mail informative inviate settimanalmente Più di 158 milioni di accessi al sito da Gennaio ad agosto 2014 Maurizio Costanzo direttore del nostro Settimanale e di 4Minuti.it vita frenetica che molti sono costretti a condurre, non si ha più il tempo di preparare con le dovute attenzioni una pietanza. Spesso si consumano pasti fuori casa, in qualche ristorante o pub, i cui obiettivi sono quelli di attuare una adeguata strategia commerciale per invogliare il cliente e ottimizzare il profitto, mettendo in secondo piano la salute del cittadino: non a caso si parla di cibo “spazzatura”. Il pasto frugale fatto fuori casa, oltre che essere dannoso per l’adulto, è anche diseducativo per il bambino che impara fin da piccolo a nutrirsi di cibi salati e unti, esponendolo perciò ad un rischio elevatissimo di obesità futura. Il problema di mangiar sano, compatibilmente con la vita moderna, è difficile da risolvere anche se paradossalmente, oggi, vi è un maggiore interesse per la qualità del cibo più che in passato. Gli esperti dell’alimentazione affermano che una buona base per un’alimentazione corretta è quella di mangiare esclusivamente frutta e verdura di stagione e che i cibi surgelati e in scatola dovrebbero costituire l’eccezione, non la regola o ancora di evitare i cibi fritti. Consigli da tenere in mente ma a me piacerebbe crescesse anche l’attenzione, nei confronti degli alimenti, da parte dei produttori, che lasciando un po’ da parte le strategie di marketing, capissero che in alcuni casi, il guadagno che si basa sulla qualità e non sulla quantità, ha molto più valore. SABATO 8 AGOSTO 2015 3 PRIMO PIANO La guida per organizzare la tua vacanza “pet friendly” Documenti, consigli, soluzioni e strutture amiche: ecco tutto quello che devi sapere Anche quando un esercizio è segnalato come pet friendly, può capitare che non accolga animali di tutte le taglie La Germania è molto accogliente e attenta nei confronti degli amici a 4 zampe, al punto che è frequente trovare ciotole con crocchette e acqua anche fuori dai servizi degli autogrill ANCHE quest’anno la redazione di PaesiOnLine (www.paesionline.it), portale specializzato in viaggi e turismo, torna a parlare di vacanze pet friendly. I divieti di accesso agli animali domestici nei luoghi pubblici sono ormai caduti in quasi tutti i comuni italiani e nelle città europee, ma, sebbene ufficialmente questi non esistano più, non sempre quando si va in vacanza, il nostro amico a 4 zampe è il benvenuto. Per aiutare i suoi utenti nella scelta delle destinazioni, PaesiOnLine ha deciso di offrire una panoramica delle spiagge italiane, come già proposto nel 2014, aggiungendo quest’anno informazioni su alcune città europee. La regione migliore per andare in spiaggia con il proprio cane si conferma l’Emilia Romagna, con 36 stabilimenti pet friendly, seguita da Toscana e Liguria. Maglia nera, invece, per la Campania dove, sebbene siano molte che strutture che accettano animali, andare in spiaggia con un amico a 4 zampe potrebbe diventare un problema. Di norma, però, prima di prenotare una vacanza o di recarsi presso lo stabilimento, è consigliabile telefonare al gestore chiedendo maggiori dettagli. Anche quando un esercizio è segnalato come pet friendly, può capitare che non accolga animali di tutte le taglie. Nel caso di stabilimenti balneari, è bene sapere che non in tutti i comuni i cani possono entrare in acqua, e che i servizi offerti variano in base alla struttura (veterinario presente, ciotola, appositi ripari…). Se, invece, si desidera trascorrere le vacanze all’estero, in una città europea, Fido sicuramente si troverà bene in Germania e Austria. La Germania è molto accogliente e attenta nei confronti degli amici a 4 zampe, al punto che è frequente trovare ciotole con crocchette e acqua anche fuori dai servizi degli autogrill. I cani hanno libero accesso a mezzi pubblici, parchi (in alcuni punti, addirittura possono essere lasciati liberi) e addirittura nei castelli e nei musei, con l’unico limite di consentire l’accesso solo ad un cane per gruppo. Stessa situazione anche in Austria, dove sono in molti a possedere un cane, anche tra i gestori di alberghi e campeggi, nei quali vengono accolti senza problemi anche animali di taglia grande. Destinazione ideale sono i numerosi agriturismi, dove gli animali possono essere lasciati liberi di scorrazzare per i prati. In altri paesi europei, gli animali sono accettati, anche se con un po’ meno entusiasmo e qualche restrizione in più. In Francia, ad esempio, non sono ammessi animali di età inferiore a 3 mesi. Cani e gatti devono avere microchip, passaporto veterinario ed essere stati vaccinati contro la rabbia. Gli animali sono ammessi in molti ristoranti, uffici pubblici, spiagge e negozi, ma ci sono ancora strutture che non li accettano. Stesse premesse per l’Olanda e i Paesi Bassi, dove sono richiesti di passaporto veterinario, microchip e vaccinazione antirabbica. Inoltre, alcune razze sono soggette a restrizioni, e obbligo di indossare sempre la museruola in luoghi pubblici. Tra questi i Pitbull e i Rottweiler. Ogni comune ha le sue regole, ma è bene sapere che spesso alberghi e appartamenti in affitto non accettino i cani, contrariamente a quanto avviene nei ristoranti e nelle spiagge, dove tendenzialmente sono meno rigidi ed ai cani viene offerta spesso una ciotola d’acqua. Nel Regno Unito le procedure per consentire l’ingresso di animali domestici si sono leggermente semplificate dal 2000 e nel 2012 è stata finalmente abolita la quarantena, ma restano, comunque più burocratiche rispetto agli altri paesi europei. Se si vuole fare una vacanza in Inghilterra o nell’Irlanda del Nord con il proprio cane, bisogna iniziare a muoversi con 6 mesi di anticipo. In quest’arco di tempo deve fare la vaccinazione contro la rabbia e provvedere a microchip e passaporto. Dopo un mese dalla vaccinazione, un campione dell’animale viene inviato ad uno specifico laboratorio che certifichi l’effettività della vaccinazione. Tra le 24 e le 48 ore prima della partenza, il cane deve essere sottoposto a visita veterinaria, per verificare che non sia affetto da parassiti. Il proprietario dell’animale deve inoltre dimostrare che il cane non deve essere stato fuori dai paesi considerati sicuri (UE, le isole Faroer, i dipartimenti francesi d’oltremare di Guadalupa, La Réunion e Martinica, la Groenlandia, Ceuta e Melilla, le isole Azzorre e Madeira) e possono entrare solo se viaggiano con determinate compagnie aeree. Non vuoi separarti dal tuo cane, gatto, furetto o canarino nemmeno durante le vacanze? Scopri tutto quello che c’è da sapere per un volo in piena regola. Abitualo al trasportino o alla gabbia, in caso di viaggio in stiva, almeno 5 giorni prima dagli regolarmente da bere prima della partenza in piccoli quantitativi. Dagli da mangiare fino a 4 ore prima della partenza ed assicurati che abbia cibo sufficiente per il viaggio consulta il veterinario per decidere se è necessario somministrare o meno eventuali tranquillanti. Il servizio di trasporto animali non è disponibile su tutti gli aeromobili e le dimensioni massime imbarcabili variano a seconda dell’aeromobile utilizzato, è quindi importante informarsi in anticipo presso le Assistenze Speciali. Cani, Gatti e Furetti Per viaggiare in UE, i cani e i gatti devono essere muniti di passaporto rilasciato da un veterinario, che riporti le vaccinazioni e lo stato di salute dell’animale tatuaggio leggibile o sistema elettronico di identificazione (transponder). Da ricordare che gli animali di età inferiore ai 3 mesi, quindi non ancora sottoposti al vaccino antirabbia, non possono viaggiare in Europa. Verificare eventuali disposizioni o restrizioni del Paese in cui ti rechi presso l’Ambasciata, il Consolato o consultando il Travel Information Manual della IATA che nel Regno Unito e in Irlanda non è consentito il trasporto di animali che il trasporto di cani guida o d’assistenza riconosciuti per passeggeri disabili è gratuito (i cani d’assistenza riconosciuti possono viaggiare nel Regno Unito e in Irlanda). Sono possibili altre limitazioni all’introduzione di alcune specie animali a seconda del paese di destinazione. Volatili Per prevenire la diffusione dell’influenza aviaria, l’UE e il Ministero della Salute hanno disposto il divieto assoluto di accettazione di volatili originari da paesi asiatici, Turchia, Russia, Sud Africa, Romania, Croazia e tutti gli stati della penisola balcanica. Per motivi si sicurezza sanitaria, non è possibile trasportare pappagalli e pappagallini. 4 SABATO 8 AGOSTO 2015 PRIMO PIANO Tutte le dritte per andare in vacanza con Fido Regole preziose, prima di partire, per non fare soffrire i nostri amici a quattro zampe. L’acqua non deve mai mancare: attenzione anche alla temperatura I cani che viaggiano in auto hanno bisogno di sgranchire le zampe e bere almeno ogni due ore, quindi prevedete soste frequenti Se viaggiate in auto applicate delle tendine parasole ai vetri in modo che il vostro amico rimanga all’ombra durante gli spostamenti ECCO i consigli per un viaggio sereno. - Prima di affrontare un lungo percorso, abituate gradualmente l’animale a viaggiare con voi. - Tenete sempre a portata di mano acqua, cibo e le relative ciotole. - Se andate in un posto freddo non dimenticate una coperta anche per loro. - Se viaggiate in auto non lasciate mai il vostro amico chiuso dentro, infatti la temperatura interna in estate può raggiungere i 70° anche con il finestrino un po’ abbassato e anche se avete parcheggiato in ombra (il sole cambia posizione velocemente!); come pure in inverno con temperature particolarmente rigide il vostro pet rischierebbe l’assideramento. - Se viaggiate in auto applicate delle tendine parasole ai vetri in modo che il vostro amico rimanga all’ombra durante gli spostamenti. - I cani che viaggiano in auto hanno bisogno di sgranchire le zampe e bere almeno ogni due ore, quindi prevedete soste frequenti, non dimenticate però che anche il gatto ha bisogno di bere. - Se Fido o Micio soffrono di mal d’auto, mal di mare o mal d’aria chiedete consiglio al veterinario per la somministrazione di eventuali farmaci specifici. - Per rendere meno traumatico lo spostamento è possibile calmare l’ansia del gatto con spray ai feromoni che si spruzzano direttamente nel trasportino e hanno un effetto tranquillizzante. - Non lasciate che il vostro cane sporga la testa dal finestrino durante il viaggio, potrebbe prendere colpi d’aria e rischiare mal d’orecchie e otiti. - Se viaggiate in treno evitate scompartimenti particolarmente affollati che potrebbero innervosire il vostro amico. - Se viaggiate in traghetto e il vostro quattrozampe deve stare recluso nel canile di bordo andate spesso a trovarlo per rassicurarlo e tenergli compagnia. - Se viaggiate in treno o aereo coprite il trasportino del vostro amico con un panno al fine di ridurre al minimo l’agitazione conseguente agli eccessivi stimoli. NUMERO VERDE “Purina per Voi” di Purina – azienda di riferimento del settore PetCare – è l’unico numero verde gratuito in Italia ad offrire oltre a informazioni e suggerimenti sui prodotti e i marchi dell’azienda, anche il sostegno di un Medico Veterinario. Grazie alla collaborazione con SCIVAC, in caso di bisogno Purina affianca tutti i possessori di animali da compagnia con una consulenza veterinaria di emergenza fornita da un veterinario professionista e indica la struttura veterinaria più vicina aperta e disponibile a fornire le cure adeguate. “Purina Per Voi” è un servizio attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. L’adesione al network è aperta a tutte le strutture veterinarie private. Per maggiori informazioni, segreteria SCIVAC 0372/460440. (Fonte ANMVI) CONSIGLI UTILI ECCO cinque punti fondamentali, da osservare prima di mettersi in viaggio con Fido o Micio. -La visita dal veterinario: portate Fido e Micio dal veterinario almeno due settimane prima della partenza per verificare che sia in buona salute. Segnalate al medico il luogo in cui vi recherete in modo che possa consigliarvi eventuali trattamenti preventivi necessari (ad esempio il trattamento contro la leishmaniosi o la filariosi). - Il libretto sanitario: verificate che il piano vaccinale del vostro amico sia in regola e non dimenticate di mettere in valigia il suo libretto sanitario. - La medaglietta: assicuratevi che la medaglietta identificativa del vostro pet sia in regola e contenga un numero di telefono scritto in modo chiaro e leggibile al quale sia possibile rintracciarvi in caso di smarrimento. - Il Passaporto Europeo: se viaggiate oltreconfine il vostro amico necessita del Passaporto Europeo obbligatorio per gli spostamenti nell’Unione Europea. - L’ultimo pasto: prima della partenza assicuratevi che il vostro amico abbia mangiato almeno da 8 ore per evitargli problemi di digestione durante il viaggio. - Il trasportino: se il vostro amico viaggia nel trasportino attrezzatelo con una coperta a lui familiare, lo aiuterà a tranquillizzarsi durante il viaggio. - Prevenire gli imprevisti: viaggiare con un quattrozampe implica non dare mai per scontato che gli sia consentito di accompagnarvi ovunque: non è detto infatti che possa accedere a ristoranti, musei, mezzi pubblici, battelli, Parchi Naturali, spiagge ecc... Per evitare imprevisti è bene quindi rivolgersi prima della partenza alle aziende di promozione turistica del posto per verificare divieti e aree accessibili ai nostri amici con la coda. A volte è meglio affidarsi ai “petsitter” NON sempre è opportuno scegliere di affrontare lunghi viaggi in compagnia di Fido, a volte è molto più saggio affidarsi a strutture o a conoscenti im grado di ospitare e curare i vostri amici a quattro zampe durante la vostra assenza. IL PETSITTER UNA delle soluzioni possibili per una Vacanza Bestiale per tutta la famiglia (quadrupedi compresi naturalmente!) potrebbe essere quella di cercare una persona di fiducia che si occupi del vostro amico con la coda in vostra assenza. Alcuni consigli: - Rivolgetevi alle associazioni animaliste, ai veterinari o ai negozi di prodotti per animali per richiedere la disponibilità di petsitter nella zona; - Preferite persone maggiorenni che abbiano già avuto esperienza nell’assistenza di cani o gatti e che quindi abbiano una certa familiarità con i quattrozampe; - Informatevi bene sulla disponibilità di tempo che il petsitter potrà offrire al vostro animale durante la giornata per passeggiate sufficientemente lunghe, accudimento (pulizia, cibo ecc...) non troppo frettoloso e una certa disponibilità di tempo anche per fornire semplicemente coccole; - Se possibile, fate in modo che il petsitter conosca gradualmente il vostro quattrozampe attraverso alcune visite precedenti alla data della vacanza; in questo modo potrete verificare il servizio e dare la possibilità al vostro pet di abituarsi al nuovo amico/a. SABATO 8 AGOSTO 2015 5 PRIMO PIANO Animali in treno: per viaggiare serve il certificato dell’anagrafe CONSIGLI UTILI Criceti: 5 regole per difenderli dal caldo A seguire 5 facili regole da seguire per far vivere bene i nostri criceti nonostante il caldo, ovviamente andiamo per ordine a seconda delle vostre disponibilità casalin- Un bel criceto ghe. 1- Se avete un condizionatore, una volta che in casa si superano i 28° circa, il criceto inizia a sentire veramente il caldo. Accendiamolo ma non lasciamolo puntato sulla gabbia. E’ infatti sufficiente che l’ambiente sia fresco, mentre se lo puntiamo sulla gabbia del criceto rischiamo di fargli prendere malattie respiratorie( riniti, pomoniti...). 2- Se non avete un condizionatore, è sufficiente un ventilatore che muova l’aria in casa. Anche questo non deve essere direttamente puntato sulla gabbia ma deve muovere l’aria circostante. 3- Se non avete nemmeno un ventilatore usate i siberini del freezer e disponeteli sotto la gabbia o adesi ai lati della gabbia. Il criceto spontaneamente andrà a dormire vicino alla parte di gabbia rinfrescata. MAI metterli dentro la gabbia ma sempre in esterna. 4- Nemmeno i siberini? Usate delle bottigliette di acqua da 500 ml ghiacciate e mettetele adese ai lati della gabbietta. 5- Le regole generali da seguire restano il non mettere il criceto sotto al sole diretto, non di fronte ad una finestra dove batta il sole e non su correnti d’aria, non sul balcone! Sì invece a piattini in ceramica rinfrescati in frigo su cui il criceto può dormire. Facciamo attenzione alla leishmaniosi LA LEISHMANIOSI animale è una malattia sostenuta da parassiti appartenenti ai protozoi. L’agente principale della leishmaniosi nelle aree mediterranee è la Leishmania infantum un parassita in grado di colpire soprattutto il cane, ma spesso anche gli esseri umani. La leishmaniosi viene veicolata in Europa dalla puntura del Phlebotomus papatasi, comunemente chiamato pappatacio, insetto simile alla zanzara, mentre nel nuovo mondo è trasmessa da flebotomi del genere Lutzomyia. Il pappatacio colpisce principalmente da maggio ad ottobre e preferibilmente dal tramonto all’alba. È presente in tutto il mondo, tranne, a quanto pare, in Australia, ma principalmente si trova in aree vicino al mare o nelle zone tropicali. La leishmaniosi può manifestarsi con una serie di sintomi che possono presentarsi assieme o singolarmente. Alcuni animali possono presentare prevalentemente la sintomatologia cutanea della malattia, in altri vengono colpiti gli organi interni, altri ancora manifestano sintomi di entrambi i tipi. La sintomatologia e i segni clinici possono pertanto essere, nei casi non conclamati, multiformi e talvolta difficili da inquadrare. Il Passaporto Europeo E’ in vigore il passaporto europeo per gli animali domestici che viaggiano in Unione Europea o che vi entrano o rientrano da Paesi terzi. La Commissione europea ha messo a punto un nuovo passaporto che semplificherà gli spostamenti all’interno dell’Unione per i proprietari che non vogliono separarsi dai loro animali. Fanno eccezione Irlanda, Svezia, Gran Bretagna e Malta, dove sono applicate regole più rigorose e un periodo di quarantena. Il passaporto certifica che l’animale sta bene, e’ vaccinato contro la rabbia e ha effettuato eventuali trattamenti antiparassitari obbligatori per l’ingresso in alcuni Paesi dell’UE. Ma potrà contenere anche indicazioni su altre vaccinazioni, non previste dalla legge, e informazioni sulla storia veterinaria dell’animale. ANMVI: ‘’Il nuovo passaporto permette ai medici-veterinari di conoscere rapidamente lo stato di salute dell’animale da compagnia in libera circolazione degli animali all’interno della UE”. (Fonte ANMVI) E’ POSSIBILE viaggiare con cane, gatto, furetto, coniglio, criceto, cavia o altro in treno? Certo, ma bisogna rispettare le indicazioni che Trenitalia e Italo forniscono per quanto riguarda il trasporto di animali. Informatevi bene prima di partire, una volta sul treno i controllori non ammetteranno ignoranza in materia e per evitare polemiche e discussioni vi conviene sapere tutto in partenza. Qui ho riassunto la normativa che si trova sui siti rispettivamente di Trenitalia e Italo. Trenitalia: come viaggiare con gli animali in treno Dal sito di Trenitalia apprendiamo come cani di piccola taglia, gatti e altri animali domestici da compagnia custoditi in un contenitore di dimensioni non superiori a 70x30x50 possono viaggiare gratis in prima e seconda classe (tutte le categorie di treni e nei livelli di servizio Executive, Business, Premium e Standard), ma si può trasportare solamente un contenitore per viaggiatore. Per quanto riguarda i cani, di qualsiasi taglia si tratti deve essere rigorosamente tenuto al guinzaglio e munito di museruola: sui treni Espressi, IC ed ICN in prima e in seconda classe sui treni Frecciabianca, Frecciarossa e Frecciargento, in prima e seconda classe e nei livelli di servizio Business e Standard (esclusi il livello di servizio Executive, Premium, l’Area del silenzio e i salottini) sui treni Regionali nel vestibolo o piattaforma dell’ultima carrozza (esclusione dell’orario dalle 7 alle 9 del mattino dei giorni feriali dal lunedì al venerdì) nelle carrozze letto, nelle carrozze cuccette e nelle vetture Excelsior, ma solo per compartimenti acquistati per intero. In questi casi per trasportare il cane bisogna comprare un biglietto di seconda classe o livello standard anche per il cane, ridotto del 50%. Gli animali non possono MAI occupare i posti dedicati ai viaggiatori e nel caso disturbino gli altri viaggiatori, il personale del treno potrà obbligare l’accompagnatore dell’animale a occupare un altro posto o scendere dal treno. Ovviamente gli animali non possono entrare nella carrozza ristorante/bar, a meno che non siano cani guida dei non vedenti. A questo proposito, i cani guida per non vedenti viaggiano gratuitamente e non hanno nessun obbligo. FIDO IN CARROZZA Per il trasporto dei cani, escluso il cane guida per non vedenti, bisogna avere sempre il certificato di iscrizione all’anagrafe canina (il documento del microchip) e il libretto sanitario (il passaporto del cane per i cittadini stranieri). Se non si hanno questi documenti, si è passibili di multa e si viene obbligati a scendere dal treno. FIDO AD ALTA VELOCITA’ Italo: come viaggiare con gli animali in treno Anche su Italo si può viaggiare con gli animali domestici: cani di piccola taglia, gatti e altri piccoli animali da compagnia di peso inferiore ai dieci chilogrammi possono viaggiare negli appositi contenitori o trasportini, uno per Viaggiatore. Questi contenitori vengono alloggiati o sulla bagagliera o vicino al posto. I cani dovranno essere accompagnati dal certificato di iscrizione all’anagrafe canina (documento di microchip), mentre chi arriva dall’estero deve avere sistemi di identificazione o passaporto. Vengono esclusi dal trasporto animali domestici pericolosi o affetti da malattie trasmissibili all’uomo. I cani guida per ipovedenti o non vedenti viaggiano gratuitamente e non hanno limiti di taglia o peso. PESI E MISURE I cani di peso superiore ai 10 chilogrammi possono viaggiare senza vincoli di orario e di tipologia di treno, ma dovranno avere museruola (deve essere fatta indossare in fase di salita, discesa o su richiesta del personale di bordo) e dovranno avere con se il certificato di iscrizione all’anagrafe canina. Il servizio deve essere però prenotato entro due ore prima del viaggio. In teoria su Italo il proprietario riceve anche un kit con tappetino igienizzante per far accucciare il cane. La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Tante le novità: con Italo il proprietario riceve anche un kit con tappetino igienizzante per far accucciare il cane Ovviamente gli animali non possono entrare nella carrozza ristorante/bar, a meno che non siano cani guida per non vedenti che viaggiano gratuitamente e non hanno nessun obbligo 6 SABATO 8 AGOSTO 2015 ECONOMIA E FINANZA Economia e società, un rapporto da migliorare Nei prossimi mesi arriveranno i nuovi obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite. Ci sarà Cop21, la conferenza sul climate change a Parigi. E si aprirà l’Anno Giubilare. Questi grandi eventi aiuteranno a promuovere il cambiamento? Torna Supercar, il Salone dell’auto da sogno dal 9 all’11 ottobre ALL’INIZIO dell’autunno torna Supercar, il Salone dell’auto da sogno organizzato da Fiera Roma, che per la sua seconda edizione sarà aperto al pubblico dal 9 all’11 ottobre. ‘’Siamo solo alla seconda edizione e Supercar è già un punto di riferimento per Roma - ha dichiarato il pilota Giancarlo Fisichella, primo testimonial del Salone - si sentiva la mancanza di un evento di questo tipo: i fan e gli appassionati sono tantissimi e il successo della prima edizione ne è stata la prova’’. Nella capitale si potranno ammirare vetture non convenzionali, artigianali e da competizione: dalle monoposto di Formula 1 Ferrari, Lotus e Toro Rosso alla Lamborghini Huracan, dalle Maserati alle McLaren, dalla Montecarlo Carlo Chiti all’Alfa Romeo 4C, dalla Tesla Model S alla Mazzanti Evantra e alla Jaguar F-Type ‘’La passione degli italiani per i motori non è certo una novità - ha dichiarato Marco Galletti di Roma Auto Show, organizzatore di Supercar insieme a Fiera Roma - da mesi stiamo lavorando per offrire uno spettacolo ancora più ricco e un parterre di vet- Pesce passione estiva: consumi in tavola +20% Anche i soggetti pubblici, in Europa e nel mondo, con le risorse messe oggi in campo, non riescono a rispondere alle esigenze d’innovazione sociale SONO sempre di più a livello mondiale le iniziative che promuovono una finanza e un’economia “a impatto”, dove l’obiettivo è la produzione di un impatto sociale positivo sulla collettività, accanto a un ritorno economico ragionevole. Una delle più organiche è la Siit (Social impact investment task force), varata nel 2013 in ambito G8. Nei giorni scorsi, a Londra, «è stata deliberata la trasformazione della task force in un comitato di coordinamento globale», spiega Giovanna Melandri, presidente di Human Foundation, che era presente come coordinatrice dell’Advisory board italiano della Siit. In pratica si è costituito una sorta di G20 dell’impact investment, con l’ingresso di Paesi quali Brasile, Cina, India, Israele, Messico, Portogallo. Prende così quota la riflessione sulla necessità che il sistema economico-finanziario realizzi quel “cambiamento” che nel suo viaggio in terra latinoamericana è stato invocato dallo stesso Papa Francesco, il quale già un anno fa aveva speso parole di apprezzamento per gli impact investor. Che potrebbero infatti dare un sostegno importante alla definizione di nuovi indicatori e metriche, nuove bussole, oltre il Pil, su cui orientare lo sviluppo. Da dove partire per avviare questo NEWS Arriva l’estate e, come ogni anno, aumenta la voglia degli italiani a casa e al ristoranti di mangiare pesci, crostacei e frutti di mare. Una passione dal tipico andamento stagionale, sottolinea la Federcoopesca-Confcooperative, che per quest’anno stima un aumento dei consumi fino al 20% rispetto al periodo invernale. Una buona prospettiva per i pescatori, anche se la ‘licenza a punti’ istituita dall’Ue per combattere le attività illegali, mette a rischio gli aiuti comunitari per l’imminente avvio “cambiamento”? Intanto dai mercati finanziari: il modo in cui funzionano oggi non ci soddisfa assolutamente, perché non rispondono ai bisogni sociali. Anche i soggetti pubblici, in Europa e nel mondo, con le risorse messe oggi in campo non riescono a rispondere alle esigenze d’innovazione sociale. Ne consegue che le esperienze, che pure si stanno attivando nel mondo, tese a soddisfare quei bisogni non possono raggiungere dimensioni adeguate. Ecco perché, come dice Muhammad Yunus, serve applicare lo spirito imprenditoriale alla soluzione di problemi sociali: può essere una straordinaria rivoluzione. Il nostro obiettivo è attivare una grande ondata d’investimenti a impatto sociale: una finanza “3D”, che oltre a rischio e rendimento utilizza come parametri indicatori d’impatto sociale. A livello macro le proposte di indicatori alternativi al Pil sono varie: dal Bes (Benessere equo e sostenibile) sviluppato da Istat e Cnel al Better Life Index dell’Ocse, allo Human Development Index di matrice Onu. Ma esiste il “perfetto” indicatore alternativo al Pil? Non credo. Anche se su un piano macroeconomico c’è senza dubbio la necessità di definire indicatori che superino quell’”idolo bugiardo” che è il Pil, come già lo chiamarono economisti quali Giorgio Ruffolo e Federico Caffè (di cui Melandri è stata allieva, ndr). Perché il Pil non registra il valore sociale, né quello creato, né quello distrutto. E a livello micro? Come Human Foundation per la valutazione d’impatto di progetti sociali utilizziamo lo Sroi (Social return on investment, ndr), che è interessante perché permette di apprezzare l’intera catena del valore sociale prodotto, non solo l’output ma l’outcome. Ma ci sono altri indicatori. E poi a volte misurazione e valutazione devono essere fatte caso per caso. Non dobbiamo costruire un altro “idolo”. Ma non dobbiamo neanche negare la necessità della misurazione. Perché definire indicatori di misurazione del valore sociale è determinante? Perché sono l’infrastruttura intangibile fondamentale per rendere possibile la rivoluzione di cui parlavo. Non si deve vivere la misurazione come finalizzata al controllo, bensì al miglioramento: gli indicatori sono prima di tutto uno strumento di supporto all’elaborazione di strategie. Certo, rappresentano una sfida: per l’erogatore pubblico, affinché la spesa sia più efficiente ed efficace; per le imprese, obbligate a ragionare ture emozionanti’’. L’eccellenza della tecnologia e del design sarà presente in diverse forme, con l’obiettivo di aumentare il numero degli appassionati intervenuti alla prima edizione del 2014 (oltre 42.800) che hanno visitato i padiglioni nell’arco dei tre giorni del Salone. L’evento si era articolato su 35.000 mq di spazi espositivi e 40.000 mq di aree esterne, con oltre cento espositori. Oltre all’esposizione statica, Supercar tornerà ad offrire spettacolo nei 40.000 mq di aree esterne, con una pista per le vetture da competizione, ma anche drifting, spettacoli di stuntman e altre esibizioni, quest’anno con alcune novità internazionali. Inoltre, è confermata fin da ora l’iniziativa della Driving Experience, un’occasione per provare le ultime novità del mercato. Infine, non mancheranno gli incontri sul palco, con focus sull’ecomobilità, sulla tecnologia e sulla sicurezza. Ci sarà ampio spazio anche per la parte Ecotechmobility, dove l’esposizione sarà affiancata da attività organizzate dal MES, il Polo Innovativo della Mobilità e Sicurezza Stradale di Fiera Roma, in collaborazione con l’Assessorato della Mobilità del Comune di Roma. Come già lo scorso anno, saranno realizzate delle attività di formazione alla guida sicura per gli studenti delle scuole medie e superiori. del fermo pesca 2015; il provvedimento, che nasce per garantire il ripopolamento dei pesci nei mari, infatti, partirà il 26 luglio nella zona costiera da Trieste a Rimini per poi concludersi il 18 ottobre nel tratto da Brindisi ad Imperia. Ma il pesce in Italia non mancherà anche perchè oltre il 60% del prodotto che arriva sulle tavole viene importato dall’estero, tra l’altro con un trend in costante crescita; basti pensare che nei primi due mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, gli arrivi di pesce oltreconfine sono aumentati del 14,17% per un totale di 345 milioni di euro spesi e circa 68 mila tonnellate di prodotti ittici. sul valore sociale e ambientale che producono o distruggono; per gli investitori istituzionali, chiamati a canalizzare parte delle loro risorse verso investimenti a impatto, con rendimenti moderati ma anche basso rischio e bassa volatilità; e per gli operatori del Terzo settore, che devono integrarli nelle strategie. Nei prossimi mesi arriveranno i nuovi Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite. Ci sarà Cop21, la conferenza sul climate change a Parigi. E si aprirà l’Anno Giubilare. Questi grandi eventi aiuteranno a promuovere il cambiamento? Ci sono esempi come il Portogallo, che con un investimento di oltre 100 milioni di euro tratti dai fondi strutturali comunitari ha varato un’agenda per attivare il mercato dell’impact investment: potremmo farlo anche in Italia, del resto è una delle 40 proposte avanzate da quasi un anno dal nostro Advisory board. Nell’anno del Giubileo sarebbe poi molto bello, è un sogno a cui stiamo lavorando, poter avere a livello di task force un nuovo incontro con Papa Francesco, che a Londra ad esempio è stato citatissimo, per confrontarci con lui su questi temi: come dare spazio a una finanza inclusiva, generativa, che attraverso la creazione di valore sociale, positivo e misurabile, affronta problemi sociali. SABATO 8 AGOSTO 2015 Mr. Neuro parla reggiano... 7 NOI CITTADINI FOCUS CONSUMATORI Ho scoperto il Trentino! Bollo auto: le esenzioni e agevolazioni per il 2015 Tutto quello che c’è da sapere sul bollo auto Sto facendo un tour dell’Italia, che mi permette di vedere il Paese sotto una luce nuova e stimolante: quella di confrontare tra loro le regioni, il grado di ospitalità, le differenze e soprattutto la situazione del benessere dei loro cittadini Charlie Gnocchi, Mr.Neuro CHARLIE GNOCCHI In questo periodo, con la mia fedele Volvo V70 e famiglia al seguito, sto facendo un tour dell’Italia, che mi permette di vedere il Paese sotto una luce nuova e stimolante: quella di confrontare tra loro le regioni, il grado di ospitalità, le differenze e soprattutto la situazione del benessere dei loro cittadini. Vi premetto che non sono campanilista, anche se amo con passione la mia Emilia Romagna, soprattutto per il grado di ospitalità e di generosità di noi emiliani e poi perchè amo Parmigiano Reggiano, Culatello e Lambrusco. Ma andiamo con ordine, le regioni vengono elencate alla rinfusa, senza un ordine logico e solo con impressioni personali, della mia signora e dei miei figli. Parto dal Lazio, che riteniamo molto più interessante di come venga descritto, con Rieti e la Sabina verdi e selvagge, la Tuscia di Viterbo piena di borghi antichi, Latina con le sue località di mare e Frosinone ciociara piena di eccellenze e storia. Purtroppo tutte fagocitate da una Roma mangiatutto per bellezza e degrado e anche per il carattere del romano, che è un po’ particolare e simpatico, un po’ generoso e menefreghista, molto sicuro di se e del suo passato. Il Lazio è bello, ma manca qualcosa e cosi passo velocemente in Toscana con Arezzo, bellissima città medievale e la Val di Chiana, il Vasari, la storia, poi vedo una Siena mozzafiato, che è per me la più bella città del mondo: tutto ben tenuto e valorizzato, con enogastronomia e vini da urlo. E di Firenze cosa possiamo dire che non sia già stato detto? Nulla! Prato, la Versilia, Lucca, Pisa, una meraviglia. La Toscana recita una parte importante nel panorama turistico italiano e i turisti arrivano dav- Uno splendido panorama trentino vero. Il modello toscano funziona e i capolavori di arte e territorio le danno una bella mano. Toscana è un marchio di bellezza e qualità meritato. Poi arrivo in Veneto, alla bellissima e romantica Verona, che grazie all’Arena è diventata anche capitale mondiale della musica. La città è splendida e pulita, i servizi funzionano e l’entroterra ci offre prosecco e Lago di Garda, senza parlare di Romeo e Giulietta e dell’’ottima gastronomia. I veneti? Bravi e lavoratori, ma un po’ mona, come si dice a Venezia! Venezia non vi dico e salgo direttamente a Trieste, per vedere la citta marittima ricca di storia e letteratura, pesca e stranezze, il Carso, i bianchi friulani, Joyce e Svevo... io vorrei vivere a Trieste e fare il bagno in Croazia. Il Friuli è bello tutto e la gente è simpatica con le spiagge e le montagne e le tante particolarità di quel territorio. Poi capito quasi per caso a Canazei, in Trentino e faccio la Val di Fiemme da Tesero a Stava, all’Alpe di Pampeago, Latemar, Moena,Predazzo. Siamo in mezzo alle alpi panoramiche, mozzafiato, a 2000 metri di altezza sul mare. Terre dure, storia priva di monumenti importanti, ma le rocce delle Dolomiti ti incantano e vorresti toccarle, sei immerso nella natura, nel verde, nelle montagne. I trentini forse sono un po’ “crucchi”, ma molto ospitali e si attaccano a tutto pur di farti apprezzare la loro terra. Che fatica andare in Trentino e non a Milano Marittima, farsi dello strudel e non una frittura globale, stare chiusi nelle giacche a vento invece che sfoderare il mocassino alla moda. Ma il Trentino non delude nessuno in famiglia: il suocero, i bambini, la moglie vanitosa, il buongustaio e soprattutto chi come me ama la tradizione delle cose ben fatte e oneste. La gente semplice del Trentino mi ha insegnato, che anche in tempi di crisi, ci si arrangia, non si piange e si cerca di offrire qualcosa di più e di nuovo a quella grande ricchezza che è il turista. Forse un po di nostra Italia ammalata di piagnisteo e pessimismo deve prendere ossigeno a Stava, dove nell’ottantacinque una sciagura causata da negligenza umana ha provocato 280 morti. Questi morti hanno ricordato il rispetto per la natura e per i luoghi e per me è stato molto emozionante vedere dal vivo il loro piccolo archivio fotografico, fatto di dignità e compostezza. Hanno ricostruito onorando chi ha perso la vita col lavoro e con l’ordine che tutti noi apprezziamo. Grande Stava, grande Tesero e onore ai trentini, che mi aiutano a rigenerare un sistema nervoso fatto di stress e cose inutili! P.S. ho visto anche il bambi, l’aquila e mangiato le fragoline di bosco. A presto, dal vostro Mr.Neuro. IL bollo auto, meglio definita come tassa automobilistica, è un tributo applicato a tutti gli autoveicoli e motoveicoli da pagare alla Regione nel quale il proprietario è residente. Il suo importo viene stabilito sulla base delle direttive regionali, della potenza del veicoli in kW e dell’impatto ambientale. Come per l’rc auto, rappresenta una tassa obbligatoria a cui non ci si può sottrarre. Tuttavia esistono delle particolari eccezioni ed è per questo che capire come si calcola il bollo auto e quali sono i soggetti esonerati potrebbe essere particolarmente utile per tutti i possessori di veicoli a motore. Per calcolare l’importo esatto da pagare è possibile accedere ai servizi gratuiti messi a disposizione dai siti dell’Agenzia dell’Entrate e dell’Aci, indicando semplicemente tutti i dati della vettura, la Regione di residenza e alcune informazioni indicate sul documento di circolazione. Fatto questo, non resta altro che procedere con il pagamento dell’importo indicato. Agevolazioni previste dal 2015 Dal 2015 sono state introdotte alcune modifiche in materia, prime fra tutte l’abolizione del Superbollo, previsto per quei veicoli con potenza superiore ai 185kW. A questa prima novità si sommano anche alcune esenzioni previste per particolari tipologie di veicoli, come quelli alimentati a GPL e metano, ibride ed elettriche. Infatti la legge di stabilità 2015 ha introdotto l’esenzione dal pagamento del bollo per i primi cinque anni successivi all’immatricolazione. L’esenzione è inoltre concessa anche ai disabili, se intestatari di un veicolo oppure se risultano essere fiscalmente a carico dal del proprietario del mezzo. I casi in cui non si deve pagare il bollo sono quelli relativi alla vendita, al furto o alla demolizione del veicolo, per i quali non è necessario trasmettere nessuna comunicazione. Come calcolare l’importo del bollo auto Per calcolare l’importo del bollo auto, bisogna tenere presente che dal 1 gennaio 1998 la tassa si riferisce alla poten- za effettiva del motore e non ai cavalli fiscali. Per entrare nel dettaglio, tutte le autovetture, gli autoveicoli ad uso promiscuo, gli autobus, gli autoveicoli ad uso speciale e i motocicli hanno l’obbligo di versare il bollo auto in base ai kilowatt di potenza riportati sulla carta di circolazione. Se il numero di kilowatt presenta dei decimali, è importante sapere che essi non vanno considerati. Quindi, ad esempio, se la potenza è di 47,80 Kw, il bollo auto sarà relativo a 47 Kw. Nel caso in cui non fosse indicata la potenza in Kw, si dovrà pagare la tassa in base alla potenza massima espressa in cavalli, comunque presente sulla Carta di Circolazione del veicolo. Una normativa introdotta il 1 gennaio 2007 prevede che le autovetture, gli autoveicoli ad uso promiscuo e i motocicli debbano pagare il bollo in base alle normative comunitarie vigenti sulle emissioni inquinanti. Sono dunque escluse da questa norma tutte le autovetture e gli autoveicoli che abbiano i seguenti tipi di alimentazione: Elettrica, Metano, Gpl, Idrogeno. Potenza superiore a 100 Kw Per quanto riguarda le autovetture ad uso promiscuo con potenza fiscale superiore a 100 Kw, corrispondenti a 136 cavalli, il calcolo del bollo va fatto moltiplicando l’importo base per 100 Kw e poi aggiungendo ogni Kw che supera i 100, moltiplicandolo per la tassa maggiorata. Motorini e Minicar Infine i ciclomotori e i quadricicli leggeri, altrimenti noti come Minicar: se la cilindrata è pari o inferiore a 50 centimetri cubici o comunque la potenza massima sia pari o inferiore a 4 Kw, non è necessario corrispondere il bollo ma solo la tassa di circolazione, con decorrenza da gennaio a dicembre. Per quanto riguarda le Minicar, questo discorso è valido solo se esse vengono utilizzate sulla pubblica strada. Fanno eccezione i residenti in Lombardia, che dal 1 gennaio 2014 sono esonerati dal pagamento della tassa di circolazione per i ciclomotori e le Minicar, come previsto dalla L.R. 24/2014. SABATO 8 AGOSTO 2015 9 IL PERSONAGGIO “E’ il momento dei ragazzi speciali” Intervista ad Alessandro Cocchi, istruttore di atleti speciali come Kevin Casali e Cecilia Camellini Kevin è un atleta autistico tra i più forti al mondo. Cecilia è una nuotatrice non vedente già campionessa olimpica, che ha fatto sognare una nazione intera AMEDEO FAINO REGOLA dice che le pagine di sport debbano seguire sempre quelle della cronaca, della politica. Lo sport finisce in coda, ma prorpio nello psort troviamo persone e valori che invece andrebbero sparati in copertina, a sei colonne. Alessandro Cocchi, ingegnere informatico, ha gettato nelle acque il suo computer per sposare a pieno il suo grande amore per la vita e per lo sport: il coach Cocchi è il maestro, l’istruttore di ragazzi speciali come Kevin Casali, nuotatore autistico che si è fatto conoscere in tutto il mondo grazie alle sue grandi doti atletiche ed umane. Non solo, Alessandro allena anche Cecilia Cammellini, nuotatrice non vedente che ha gettato sullo sport una ventata di ottimismo, di romanticismo. Conosciamo meglio Alessandro Cocchi, l’istruttore ci ha ospitato a bordo vasca, alla Melato, proprio mentre il nostro Kevin era in vasca. Qual è stato il tipo di percorso che ti ha portato a diventare allenatore di ragazzi così speciali? “Ho sempre praticato il nuoto a livello agonistico, finchè durante gli anni dell’università non ho deciso di intraprendere una carriera come istruttore in questo campo; ora oltre ad essere allenatore federale per società sportive mi occupo anche dei giovani ragazzi dell’A.S.D Tricolore” Tra i tuoi allievi troviamo Kevin Casale e Cecilia Cammellini, quali sensazioni provi a portare in vasca ragazzi tanto speciali? “Le cose che più avverto sono un forte senso di responsabilità nei loro confronti ed un grande orgoglio, in quanto si tratta di ragazzi fantastici e molto volenterosi che si affidano totalmente a me e alle mie competenze” Lo sport ha cambiato questi ragazzi, ma possiamo dire che questi ragazzi abbiano cambiato in parte lo sport? “Si, lo sport li ha cambiati e loro, in base alle loro caratteristiche, hanno cambiato il modo di fare sport, in quanto per raggiungere i risultati che hanno ottenuto in questo campo si sono dovuti dimostrare capaci di adattarsi alle esigenze del nuoto agonistico, che fa poche differenze fra normodotati e disabili. Sono convinto che lo sport abbia dato molto alla loro vita” Quali sono state le difficoltà più grandi che hai incontrato? “Inizialmente quella di instaurare un rapporto coi ragazzi basato sulla fiducia, cercando di capire le loro esigenze e, grazie alla mia professionalità, utilizzare queste esigenze e la mia preparazione per poter dare loro il modo di esprimersi al meglio e arrivare al top a livello personale Una piacevole discussione tra atleta e allenatore Alessandro Cocchi Alessandro Cocchi a bordo vasca in via Melato con Kevin Casali ma anche internazionale” La comunità come ha risposto alla presenza di questi ragazzi e al crescere del fatto che hanno iniziato a fare sport con una certa frequenza? “La risposta della comunità a livello locale è stata decisamente positiva ed estremamente sensibile ed attenta ai bisogni di questi ragazzi: abbiamo costruito queste ottime stagioni piene anche di esperienze internazionali grazie all’aiuto di sponsor locali. A volte però abbiamo anche riscontrato risposte sterili alle nostre richieste di aiuto, una volta che ci si è resi conto del fatto che i costi da sostenere a livello economico sono abbastanza alti ma grazie alla società Tricolore, che nel reggiano è l’unica ad occuparsi di gestire ragazzi ed atleti disabili, siamo riusciti a costruire un progetto che sta tutt’ora andando avanti” C’è qualcosa che vorresti cambiare in questo particolare settore dello sport? “Mi piacerebbe cambiare l’attenzione delle amministrazioni comunali che non sempre sono attente alle esigenze di questi ragazzi: molti dei costi sono per gli spazi acqua e, anche se non altissimi, Kevin Casali con la mamma, Mirella Antoniani, e con l’istruttore di nuoto comunque sono costi ai quali dobbiamo fare fronte, e non tutte le amministrazioni comunali si comportano allo stesso modo, vi sono differenze tra i vari comuni e le varie province” Hai un messaggio da lasciare a Kevin Casali? “Si, spero che questa sua carriera duri il più a lungo possibile” E per Cecilia Camellini? “Spero che riesca a concludere con onore la sua carriera e che riesca a fare della sua vita futura una vita piena di soddisfazioni” 10 SABATO 8 AGOSTO 2015 IL NOSTRO COMUNE Boretto: una gita a bordo della Motonave Stradivari Ormeggiata al Pontile Giudecca del Porto Turistico Fluviale Regionale: una grande attrazione per grandi e piccini APPUNTAMENTI E NEWS Wi Fi: ecco come scoprire quali sono le 44 zone dove la connessione è gratis L’elenco di tutti i giorni di mercato a Reggio e dintorni Mercati in città ECCO l’elenco completo dei giorni di mercato in provincia. LUNEDÌ Albinea, Castelnovo di Sotto, Luzzara, Montecchio Emilia, Rolo, Scandiano, Toano, Castelnovo né Monti. MARTEDÌ’ Reggio Emilia, Campegine, Quattro Castella MERCOLEDÌ Cadelbosco Sopra, Carpineti, Cavriago, Correggio, Guastalla, Toano, Vezzano. GIOVEDÌ Boretto, Brescello, Castellarano, Fabbrico, Novellara, San Polo d’Enza, Villa Minozzo, Villarotta di Luzzara, Praticello di Gattatico, Casalgrande, Santa Vittoria di Gualtieri. VENERDÌ Bagnolo in Piano, Reggio Emilia, Reggiolo, Gualtieri, Rio Saliceto, Collagna. SABATO Bibbiano, Casina, Campagnola Emilia, Ciano d’Enza, Rubiera, San Martino in Rio, Poviglio, Sant’Ilario d’Enza, Cerredolo di Toano, Guastalla, Scandiano. DOMENICA Vetto d’Enza, Baiso, Valestra di Carpineti, Gualtieri, Cavola di Toano, Viano, Salvaterra di Casalgrande. WI FI PUBBLICO SONO 44 i luoghi (hot spot) predisposti dal Comune di Reggio Emilia in cui puoi collegarti liberamente a internet con il tuo computer portatile, palmare, cellulare di nuova generazione, a qualunque ora e senza bisogno di fili. La connessione senza fili (Wi-Fi)* è un servizio che il Comune offre per garantire un accesso rapido a Internet: un altro passo importante verso una città aperta, tecnologicamente avanzata e proiettata verso il futuro. Info: mail a [email protected]. Sito web: Reggio Wi - Fi. Telefono: Per informazioni. Comune Informa Ufficio Relazioni con il Pubblico tel. 0522/456660 In alto la sala ristorante della Motonave Stradivari LA MOTONAVE Stradivari nasce per un pubblico esigente, alla ricerca di un’esperienza a contatto con la natura, senza dimenticare comfort e alta qualità. Il bacino del Po in cui è situata, consente, per la varietà di scenari naturalistici e culturali, un efficace connubio tra questi magici ingredienti. Stradivari assicura una varietà di servizi innovativi ed altamente qualificati attraverso l’articolazione degli spazi interni, curati nei dettagli ed elegantemente ospitali, e degli spazi esterni, come il ponte sole che permette di godere una panoramica visione degli spazi circostanti. La struttura della nave permette un utilizzo variato e flessibile a seconda del tipo di itinerario che si vuole effettuare, delle attività che si vogliono svolgere a bordo, del periodo dell’anno scelto per imbarcarsi e/o navigare, delle condizioni meteorologiche, del numero di persone presenti a bordo. Stradivari renderà indimenticabile ai vostri occhi ed a quelli dei vostri ospiti, ogni momento vissuto sulla nave. Varata nei cantieri di Cremona “Navalcantieri Spa” nel 1976, dopo molte vicissitudini è stata acquistata da 2 società reggiane. Dopo un importante e accurato restyling è attualmente gestita dalla Altobordo Srl con sede in Boretto (RE). Landini Giuliano è l’attuale amministratore della società e il Capitano della motonave. Lunga 62 mt. e larga 10 mt. la motonave Stradivari, è la più grande imbarcazione per acque interne, d’Italia. E’ dotata di tutti i più moderni confort: impianto di condiziona- mento e riscaldamento, impianto stereo in filodiffusione, pianoforte e una splendida vasca idromassaggio. Il tutto per offrirvi un comodo relax sul più bel fiume d’Italia. La motonave ha una capienza di 400 persone comodamente ospitate negli eleganti saloni interni e sul ponte sole/luna di c/a 400 mq. Sulla motonave il personale di cucina è in grado di offrire menù a tema, piatti tipici delle terre di fiume e delle migliori tradizioni culinarie italiane. Ormeggiata al porto turistico fluviale di Boretto (RE) e in condizioni idrometriche particolari del fiume, al porto di Viadana (MN). IL GRANDE FIUME La sua sorgente si trova in Piemonte in provincia di Cuneo sulle Alpi Cozie e precisamente in Località Pian del Re (comune di Crissolo) ai piedi del Monviso (3.841 m), sotto un grosso masso riportante la targa che ne indica l’origine. Arricchendosi notevolmente dell’apporto di altre innumerevoli sorgenti (non è errato affermare che “il Monviso stesso è la sorgente del Po”), prende a scorrere impetuoso nell’omonima valle. Da qui sbocca in pianura dopo appena una ventina di km lambendo i territori della città di Saluzzo. In questo tratto vari affluenti arricchiscono la portata del fiume che entra in breve nella provincia di Torino attraversandone lo stesso capoluogo. A Torino il fiume, nonostante abbia percorso solo un centinaio di km dalle sorgenti, è già un corso d’acqua notevole con un letto ampio una portata media già consi- derevole. Con andamento verso est, costeggia poi le estreme propaggini del Monferrato giungendo nella piana Vercellese dove si arricchisce dell’apporto di importanti affluenti come la Dora Baltea e la Sesia. Piegando con corso verso sud, continua poi a lambire in sponda destra il Monferrato in provincia di Alessandria, bagnando le città di Casale Monferrato e Valenza (Italia). Qui funge anche da confine regionale traPiemonte e Lombardia cominciando ad assumere dimensioni maestose. Presso Bassignana, il fiume punta definitivamente verso est per merito anche della forte spinta del Tanaro, suo principale tributario di destra. Dopo questa confluenza il Po, ormai possente nella portata, entra in territorio lombardo scorrendo in provincia di Pavia. Pochi km a sud del capoluogo pavese il fiume riceve il contributo essenziale del Ticino, suo principale tributario per volume d’acque, diventando così navigabile anche da grosse imbarcazioni sino alla foce. Dopo questa confluenza il fiume prende a scorrere per parecchi km nella zona di confine tra Lombardia e Emilia-Romagna, bagnando città importanti come Piacenza e Cremona, scorrendo all’interno della provincia di Mantova, ricevendo contributi notevoli dagli affluenti alpini Adda,Oglio e Mincio e moltissimi altri fiumi minori provenienti dall’Appennino. Giunto infine nella zona di Ferrara il fiume scorre “pensile” sul confine tra Veneto (provincia di Rovigo) ed Emilia-Romagna, nella regione storica del Polesine. Qui il fiume inizia il suo ampio delta (380 km), dividendosi in 5 rami principali (Po di Maestra, Po della Pila, Po delle Tolle, Po di Gnocca e Po di Goro) e 14 bocche; un ulteriore ramo secondario (il Po di Volano) che attraversa la città di Ferrara, è ora inattivo. Il grande fiume sfocia quindi nel Mare Adriatico, attraversando territori appartenenti ai Comuni di Ariano nel Polesine, Goro, Porto Tolle, Taglio di Po e Porto Viro. Il delta del Po, per la sua grande valenza ambientale, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Nel suo corso in pianura il Po si divide spesso in diversi rami formando diverse isole fluviali, la più grande delle quali (escludendo quelle presenti alla foce) è l’Isola Serafini, situata nei pressi della foce dell’Adda a Castelnuovo Bocca d’Adda, ma estesa circa 10 km all’interno del comune di Monticelli d’Ongina. Complessivamente il Po attraversa (dalla sorgente alla foce) 13 province: Cuneo, Torino, Vercelli e Alessandria (regione Piemonte), Pavia, Lodi, Cremona e Mantova (regione Lombardia), Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara (regione Emilia-Romagna) e Rovigo (regione Veneto). Sono 183 i comuni rivieraschi (che toccano le sponde del fiume) appartenenti alle 13 province rivierasche del Po. INFO E DETTAGLI Prenotazioni 333.3616208, Pacchetti turistici e eventi privati 333.9043511 SABATO 8 AGOSTO 2015 11 LA PAGINA ROSA Vanda Giampaoli, una vita fra sport, diritto e difesa delle donne L’avvocato è membro del Collegio nazionale di Garanzia del Coni e presidente del club femminile Zonta, col quale sta portando avanti iniziative a favore della tutela della donna “Ho sempre voluto fare l’avvocato perchè ho sempre amato il diritto. Anche per questo sono felice di portare avanti battaglie per le donne perché possano avere il ruolo che spetta loro nel mondo delle istituzioni, della politica e dello sport” “Amo nuoto, volley e basket e la sconfitta della Grissin Bon mi brucia ancora, ma lo sport è anche questo. Il team di Menetti ha dato tutto e avrebbe meritato lo scudetto. Cinciarini a Milano? Non poteva dire di no, certi treni passano una volta sola” LORENZO CHIERICI E’ UN avvocato, una grande sportiva ed il presidente di un club femminile, oltre ad essere una persona solare e pacevole, madre Nicola e Daniele e moglie di Roberto Rabitti, dirigente del Gruppo Ferrarini e presidente del Panathlon Club della nostra città. Stiamo parlando di Vanda Giampaoli, una tra le figure più conosciute di Reggio, stimatissima professionista, impegnata molto anche nel sociale. Da alcuni mesi è diventata presidente dello Zonta Club, col quale ha portato avanti varie iniziative benefiche, oltre a borse di studio ed altri progetti finalizzati alla valorizzazione e alla tutela delle donne. Vanda Giampaoli è stata anche nominata membro del Collegio nazionale di Garanzia del Coni, una carica davvero importante e prestigiosa, che porta un pezzo di Reggio nella stanza dei bottoni dello sport nazionale. Tanti in carichi conciliano con la vita familiare? “Io sono un’appassionata e una curiosa di tantissime cose. Quando mi butto in qualcosa lo faccio con grande passione e quindi la fatica la sento davvero poco perchè ci sono l’entusiasmo e il desiderio di fare ciò che sto facendo che mi spingono oltre. La famiglia e i figli, però, vengono al primo posto, per cui, quando c’è bisogno sono sempre lì, ciò non mi impedisce, organizzandomi molto, di arrivare un po’ dappertutto e di fare il mio mestiere di avvocato con altrettanta passione, pur essendo una professione a volte anche stressante”. Anche lo sport è una delle tue grandi passioni, vero? “Ho sempre avuto la passione per lo sport e per la difesa del mondo femminile all’interno delle istituzioni, della politica, dello sport, della sanità e di altri ambiti. Forse anche per la professione che faccio sono portata alle battaglie e quelle in difesa del ruolo della donna sono certamente energie ben spese”. Sei un avvocato civilista? “La mia tesi di laurea era in procedura penale: oggi al 70% faccio diritto civile e al 30% penale. Ho iniziato come penalista nello studio di un grande avvocato, Giulio Bigi, poi, negli anni, ho direzionato il mio interesse verso il civile, il commerciale e il diritto di famiglia. Il diritto, per me è tutto molto bello. Ho sempre desiderato fare l’avvocato e ci sono riuscita. Questo mestiere devo dire che non mi ha mai tradito: mi ha chiesto sacrifici, ma mi ha anche dato tanto perchè ho sempre amato molta questa materia, tutta, a 360 gradi”. Da dove nasce invece la tua passione per lo sport e in particolar modo per il nuoto? “Io amo tutto lo sport. Mio padre è strato uno sportivo a tutto tondo, mia madre idem. I miei preferiti sono tre: il nuoto, la pallavolo e il basket. Il nuoto l’ho fatto da ragazzina e lo hanno fatto anche i miei figli, assieme al basket; è uno sport difficilissimo, dove servono una grande lucidità e una notevole forza psicologica; io nuoto ormai per passione con una squadra amatoriale, la Tricolore e sono molto felice di farlo. Ci sono poi sport come il basket che sono entusiasmanti, travolgenti e coinvolgenti e quest’anno il campionato della Grissin Bon è stato proprio così. Peccato che Reggio non sia riuscita a portare a casa lo scudetto. Anche il volley lo considero altrettanto appassionante: con la mia famiglia ho seguito le Olimpiadi di Londra e questi tre sport li ho seguiti tutti da vicino”. Quanto hai sofferto per quei due punti persi in finale dalla Grissin Bon? “Sono oltre 40 anni che seguo la pallacanestro e vedere Reggio arrivare a Vanda Giampaoli si cimenta col karaoke assieme ad alcuni amici del Panathlon durante la “Serata sotto le stelle... in crociera sul Po” questi livelli senza riuscire a raggiungere un obiettivo così prestigioso, ma nel contempo così vicino, è stato molto triste, ma lo sport è questo: si vince e si perde. In questo cammino ho rivisto lo stesso entusiasmo di tanti anni fa che, a Reggio, non si respirava da tempo. Mi è dispiaciuto soprattutto per i giocatori, ma lo sport, d’altro canto è questo. Ci siamo molto divertiti e abbiamo visto del gran bel basket”. Cinciarini all’Armani Milano come lo vedi? Era giusto che lasciasse Reggio? “Sì, da buona pesarese... adesso forse lo vedrò a Pesaro. Io conosco molto bene Andrea, conosco bene la moglie e i suoi figli e so perfettamente di che pasta è fatto. Anche nello sport certe occasioni vanno colte quando si presentano: per me lui ha fatto grandissime cose col cuore e non posso criticarlo per la scelta che ha fatto”. Per la Grissin Bon, però, non sarà facile ripetere la scorsa stagione senza di lui? “L’anno scorso Andrea voleva fortemente questo scudetto e lo si vedeva anche dal trasporto che metteva in campo e dalla sua grande determinazione. Alla Grissin Bon, però, è arrivato il nuovo play, De Nicolao, che mi sembra davvero un ottimo acquisto. Se verrà inserito un altro paio di atleti in questa rosa, credo ci si potrà cercare di ripetere la stagione che si è da poco conclusa anche senza Cinciarini e lo dico con tutto il bene che gli voglio ovviamente”. Credi che la nuova Grissin Bon possa lottare per lo scudetto, oppure questa squadra ha dato più di quello che poteva? “No, ha fatto quello che poteva fare, non è andata al di là delle reali potenzialità. La società è estremamente seria e il patron Landi investe in prima persona. Per me, una finale scudetto, è uno step che si può tranquillamente ripetere: lo sport, però, certe volte si incasella con situazioni che possono essere favorevoli o meno. Quest’anno sono state favorevoli e quindi non dovremo rimanerci male se nelle prossime stagioni non arrivassimo alla medesima chiusura del cerchio, visto che i fattori che possano incidere sul risultato sono davvero troppi. Una cosa è comunque certa, noi siamo ormai nell’elite del Stefano e Tiziana Landi con Vanda e Roberto Rabitti con l’Eurocup della Grissin Bon basket italiano e questo è un fatto inconfutabile”. E la Reggiana calcio non la segui? “Mi piace molto anche il calcio, poi faccio parte del Collegio di Garanzia del Coni dove discutiamo spesso di ricorsi promossi nei confronti della Figc. Mi è dispiaciuto molto che la Reggiana non sia andata in B. L’entusiasmo per il calcio c’è sempre ed è una bella cosa”. Sei anche presidente dello Zonta Club nel biennio 2013-2014, un club totalmente al femminile. Ce ne parli? “Mi è piaciuta molto perché è molto dinamico; tra l’altro, di recente, sono entrate nuove socie. Il club è orientato alla valorizzazione del ruolo della donna e alla tutela della stessa in tutti i suoi aspetti, oltre a proporre anche iniziative di volontariato o iniziative specifiche, come borse di studio e via dicendo. Tra l’altro, ogni anno, in ambito medico, quest’anno abbiamo premiato una giovane biologa. Il club, tra l’altro è composto da donne molto in gamba di cui sono fiera di essere la presidente”. A proposito di Panathlon e Zonta, chudiamo questa nostra chiacchierata parlando proprio della mostra che tu e tuo marito Roberto Rabitti avete allestito... “Sì, quando ho visto il titolo di questa mostra organizzata dal Panathlon, ho parlato con mio marito cercando di portare a Reggio un’inizativa del genere e abbiamo fatto davvero una bella cosa. L’argomento è stato molto bello “L’emancipazione femminile vista attraverso i Giochi Olimpici”, un taglio molto nuovo che ha permesso alla mostra di avere una grande successo”. Vanda, parliamo un po’ di te e Roberto: ora che avete i figli grandi sembrate due fidanzatini... “Siamo insieme da ben 28 anni e abbiamo due gemelli, Nicola e Daniele che stanno entrambi studiando giurisprudenza a Milano. Io e mio marito siamo sempre stati accomunati dalle medesime passioni che abbiamo trasmesso ai nostri figli e di questi siamo orgogliosi e felici”. Hai ancora un sogno nel cassetto o li ha realizzati tutti? “No, non ancora. I sogni aiutano a vivere meglio e ciò che sogno ora è la realizzazione dei nostri giovani, a partire dai nostri figli, che sono la linfa per il proseguimento della vita di ognuno di noi, oltre che di loro stessi”. 12 SABATO 8 AGOSTO 2015 INTERVISTA IN CORSIA “Le ustioni solari? Possono causare anche tumori cutanei” Come proteggere la nostra pelle dal sole: i consigli del dermatologo Tiziano Cadioli Esistono anche lampade abbronzanti usate a scopo terapeutico, ma anche in questo caso la dose totale di energia va monitorata per evitare di superare le soglie di rischio Ogni volta che sulla pelle si notano neoformazioni, soprattutto se tendenti all’accrescimento o a sanguinamenti, ulcerazioni, cambiamenti di forma, è bene consultare il medico di famiglia o il dermatologo DANIELE MEGLIOLI REGGIO - Il Dottor Tiziano Cadioli, medico di medicina generale, specialista in Dermatologia, opera a Carpi dal 1978: con lui cerchiamo di capire come fare per prendere il sole in tutta sicurezza. Dott. Cadioli, il sole d’estate rappresenta un pericolo per la nostra pelle più di quanto non lo sia nei mesi invernali? «In estate, alle nostre latitudini, i raggi del sole ci raggiungono con una angolazione inferiore rispetto a quanto accade nelle altre stagioni per cui la loro potenza è maggiore e maggiori sono gli effetti, benefici ed anche negativi, sulla nostra pelle». Come e quanto esporsi al sole per abbronzarsi correttamente? Quali sono le buone norme da seguire? «Le radiazioni solari contengono, oltre alla luce visibile, raggi di vario tipo, tra cui UVA e UVB che sono una forma di energia capace di attivare molti meccanismi a livello della pelle e, come ogni energia, possono comportare benefici o danni a seconda di come questa energia viene applicata. Tra gli effetti del sole sulla cute c’è quello di stimolare la formazione di pigmento (abbronzatura) che ha il significato di una difesa. Il processo di abbronzatura è però condizionato da molti fattori: innanzitutto il “fototipo” cioè il tipo di pelle che ognuno di noi possiede sulla base di caratteristiche etniche ed ereditarie. Il soggetto “nordico”, con capelli rossi e pelle chiara, deve porre particolare attenzione all’esposizione solare, mentre il soggetto mediterraneo, dal colorito olivastro, è geneticamente più protetto e meno soggetto ai danni acuti e cronici legati all’esposizione. Sulla base di queste considerazioni i tempi di esposizione andranno regolati sul fototipo. Tempi brevi e molta foto protezione per le pelli chiare (e i bambini), maggior tolleranza per le pelli scure. In ogni caso la foto protezione è sempre caldamente consigliata». Scottature: quanto sono pericolose e come possiamo difenderci? «Le ustioni solari devono essere assolutamente evitate. Al di là del disagio che esse provocano nell’immediato (a volte vere e proprie ustioni di I°- II° grado su vaste superfici cutanee, e con reazioni generali quali febbre) possono, secondo le attuali conoscenze, facilitare anche a distanza di molti anni l’insorgenza di tumori cutanei». Vitamina D: qual è il suo ruolo nel nostro organismo? Quanto è importante assumerla attraverso l’esposizione alla luce solare? «Da quando siamo in grado di misurare nel sangue la Vitamina D vediamo che una larga parte della popolazione ha valori di Vitamina D insufficienti. Ora, se da una parte abbiamo sempre stimolato i pazienti, in particolare donne con tendenza all’osteoporosi, ad esporsi al sole per attivare la formazione di Vitamina D a livello cutaneo (processo ben noto), oggi abbiamo prodotti farmaceutici altamente efficaci che ci permettono di ovviare alle carenze. E’ vero che il sole attiva la Vitamina D, ma è anche vero che non può bastare una vacanza di due settimane al mare per coprire tutti i fabbisogni del resto dell’anno». Tumori della pelle: quali spie dobbiamo imparare a riconoscere? Esistono fattori scatenanti di carattere ambientale? Se si, quali sono e su quali possiamo intervenire attraverso la prevenzione? «Ogni volta che sulla pelle si nota la comparsa di nuove neoformazioni, soprattutto se tendenti all’accrescimento o a sanguinamenti, ulcerazioni, cambiamenti di forma, è bene consultare il ll dott. Tiziano Cadioli medico di famiglia o il dermatologo. Come accennato prima, le scottature solari e la lunga foto esposizione, anche per motivi di lavoro (penso a contadini, marinai, muratori, lattonie- ri ecc.) espone al rischio del danno cronico da sole, cioè invecchiamento precoce della pelle e comparsa di tumori cutanei». Parliamo di lampade e di sistemi di abbronzatura artificiali (creme autoabbronzanti ecc.): si tratta di metodi dannosi per la nostra pelle? «Per quanto riguarda le lampade abbronzanti vale quanto detto a proposito del sole naturale. Tutto dipende dalla dose cumulativa di energia a cui la nostra pelle viene sottoposta. Esistono comunque anche lampade abbronzanti usate a scopo terapeutico, ma anche in questo caso la dose totale di energia va monitorata per evitare di superare le soglie di rischio. Per quanto riguarda gli autoabbronzanti possiamo dire che questi non presentano particolari rischi se il paziente non è allergico o intollerante ai prodotti». Nei e macchie della pelle: quando è il caso di rivolgersi ad un esperto? L’esposizione ai raggi solari nei mesi estivi può modificare la loro natura? «II sole fa sicuramente aumentare la pigmentazione anche dei nei, per cui è consigliabile farli esaminare in assenza di abbronzatura. Anche le macchie tendono a comparire o ad incrementarsi con l’esposizione al sole. I nei vanno controllati da esperti. Personalmente consiglio di fare una prima visita all’età dell’adolescenza per stabilire un “punto 0” e poi seguire le neoformazioni pigmentate più significative nel corso degli anni». Pelle e alimentazione: quali consigli possiamo dare per mantenere la nostra pelle giovane nel corso del tempo? Ci sono alimenti che ci aiutano in questo senso? «Una dieta sana e varia, il più possibile ricca di verdura, frutta, pesce azzurro, legumi e cereali è senz’altro utile per l’organismo in generale e per la pelle in particolare». SABATO 8 AGOSTO 2015 13 LA PAGINA BIANCA “Io, volontaria della Croce Verde a vent’anni” Il nostro viaggio all’interno del mondo del volontariato reggiano ci porta a incontrare Francesca Lagravinese, una giovane che, dopo il diploma conseguito presso l’Istituto Superiore Liceale Matilde di Canossa, ha deciso di iniziare un percorso di volontariato presso la Croce Verde di Reggio Emilia FOCUS BIANCO La cooperazione nel sociale, un ponte tra Napoli e Reggio Emilia eggio - Sperimentarsi a 360 gradi nel mondo della cooperazione attraverso due percorsi diversi ma con un unico comun denominatore: fare esperienza diretta di cosa significa la cooperazione sociale a Reggio Emilia e non solo. E’ stato questo l’obiettivo del progetto “La cooperazione nel sociale” che ha visto protagonisti 16 studentesse e studenti del Liceo Galileo Galilei di Napoli, ospiti per due settimane di alcune cooperative del nostro territorio. Un’esperienza resa possibile dalla collaborazione con il Consorzio Quarantacinque e le cooperative sociali Augeo, Zora e Lo Stradello. Le attività del progetto, frutto di un bando dell’Unione Europea per i fondi FSE sono state presentate il 9 luglio, a conclusione dei 15 giorni di stage, presso la Sala Formazione della cooperativa Coopselios, dagli stessi tirocinanti. Erano presenti i rappresentanti delle cooperative aderenti al progetto, oltre a Fabrizio Montanari e Paola Macchi del Consorzio Quarantacinque. A fare gli onori di casa, Ilaria Morandi di Coopselios e Marco Tamagnini, presidente della cooperativa Il Fiore. “Nella cooperazione il coinvolgimento diretto delle persone è fondamentale ha sottolineato Tamagnini nel suo saluto ai ragazzi del liceo Galilei - e all’interno delle cooperative i soci sono i veri protagonisti. E’ infatti grazie al loro contributo che possiamo dare alla comunità un insieme di servizi molto importanti per il benessere di tutti i cittadini”. Ed è con questo spirito che i ragazzi, assistiti da tre insegnanti del Liceo Galilei, hanno lavorato insieme al personale delle coopera- R tive lungo questo percorso di formazione. I gruppi ospitati dalle cooperative Zora e Lo Stradello si sono invece cimentati nell’ideazione di un modello di cooperativa che vorrebbero riproporre sul territorio campano: a partire dall’esperienza diretta con gli utenti dei centri diurni gestiti da Zora e Lo Stradello, e dopo un’attenta analisi dei dati demografici e dei bisogni della regione Campania, hanno provato a immaginare la costituzione della cooperativa Norm&Dea, una cooperativa di tipo A (socio-asssitenziale) con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale delle persone con disabilità. Nel corso della loro permanenza a Reggio Emilia gli studenti napoletani hanno avuto incontri specifici sui temi della cooperazione sociale con il presidente di Legacoop Emilia Ovest Andrea Volta, il presidente del Consorzio Quarantancinque Piero Giannattasio, Matteo Pellegrini e Carlo Possa di Legacoop Emilia Ovest. “E’ stata un’esperienza utilissima - hanno commentato i ragazzi del Galilei - che ci ha permesso di confrontarci, di condividere emozioni, di scoprire nuove risorse in un territorio Francesca Lagravinese della Croce Verde. Nella foto piccola la sede della Croce Verde DANIELE MEGLIOLI IL NOSTRO viaggio all’interno del mondo del volontariato reggiano ci porta a incontrare Francesca Lagravinese, una giovane ragazza di 20 anni che, dopo il diploma conseguito presso l’Istituto Superiore Liceale Matilde di Canossa (Indirizzo Liceo Scienze della Comunicazione), ha deciso di iniziare un percorso di volontariato presso la Croce Verde di Reggio Emilia. La scelta di diventare volontaria in Croce Verde risponde ad una sua innata predisposizione ad aiutare le persone e, in questo senso, ci piace ricordare che Francesca è donatrice di sangue presso l’AVIS e donatrice di midollo osseo presso l’associazione ADMO. «Dopo la fine delle superiori, una volta ottenuto il diploma», ci racconta Francesca, «non sapevo bene cosa fare e così ho deciso di prendere un anno di tempo per riflettere sul mio futuro: nel frattempo mi sono iscritta al Servizio Civile per un posto in Croce Verde a Reggio Emilia ma, purtroppo, non sono stata presa». Ma Francesca, decisa ad entrare in Croce Verde, non molla: «nel mese di Novembre del 2014 sono entrata in Croce Verde come semplice volontaria, nella speranza di poter successivamente intraprendere il Servizio Civile». Frequenta così il corso base per diventare volontaria e, a questo, aggiunge poco dopo il corso per barelliere verde e segue, infine, il terzo e ultimo corso, quello di emergenza. Proprio l’esperienza maturata come volontaria in questi mesi le ha permesso non solo di essere presa per il bando del Servizio Civile nazionale, esperienza che la vedrà impegnata da Settembre per la durata di un anno presso la Croce Verde di Reggio Emilia, ma anche di arrivare prima in “graduatoria” per quel posto. Francesca ci descrive i suoi mesi da volontaria presso la Croce Verde come una «esperienza estremamente positiva, fatta di persone gentili e disponibili, un’esperienza che indubbiamente ti cambia. E’ vero, si è spesso a contatto con persone sofferenti», ci dice, «ma questo mi permette di guardare in faccia il dolore: un dolore che non mi spaventa ma che, al contrario, mi responsabilizza e mi fa pensare a quanto sia bella la vita. Sono molte le soddisfazioni che derivano dallo spendersi per gli altri e, per quanto mi riguarda», continua Francesca, «il solo sorriso di una persona anziana o un suo “grazie”, hanno il potere di farmi sentire molto importate: è vero, non siamo medici, ma penso che il nostro aiuto e il nostro contributo siano fondamentali poiché anche noi volontari possiamo essere determinanti nel salvare delle vite umane. Fondamentale poi», continua Francesca, «è il rispetto del paziente, un rispetto che deve tener conto del suo carattere, del suo stato di salute e della sua voglia di scambiare qualche parola con noi: un rispetto che si impara necessariamente sul campo». Quando le chiediamo a chi si sente di consigliare un’esperienza di questi tipo, Francesca ci dice che «il volontariato presso la Croce Verde è molto diversificato al suo interno: si va da mansioni di ufficio quali, ad esempio, i risponditori del centralino, fino ad arrivare a livelli più impegnativi, soprattutto dal punto di vista emotivo e umano, che vedono i volontari impegnati sulle ambulanze a diretto contatto con ammalati e persone sofferenti. Per svolgere questo tipo di volontariato occorre certamente sangue freddo, una certa empatia, voglia di fare, capacità di adattamento, un po’ di coraggio nelle situazioni difficili e sopratutto amore per gli altri. Svolgere questo servizio, inoltre, mi ha dato la possibilità di imparare manovre utili nella vita di tutti i giorni, manovre che tutti dovremmo conoscere». Per quanto riguarda i progetti per il futuro, Francesca è sicura che «concluso il servizio civile, continuerà il servizio di volontariato presso la Croce Verde, intraprendendo, perché no, il servizio di emergenza», anche se l’obiettivo più grande è rappresentato dal desiderio di iscriversi alla facoltà di Infermieristica o di Fisioterapia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. 14 SABATO 8 AGOSTO 2015 IN PROVINCIA A settembre il festivalfilosofia 2015 FOCUS Nel 2001 si registrarono “solo” 34mila visitatori In arrivo da tutta Europa: attesi più di 200 mila visitatori In programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 18 al 20 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città La quindicesima edizione della kermesse prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche La Ghirlandina, monumento storico di Modena DEDICATO al tema ereditare, il festivalfilosofia 2015, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 18 al 20 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a tema la diffusa percezione che si sia interrotta una continuità culturale, tanto nei rapporti tra le generazioni, quanto nella trasmissione dei saperi e dei valori. La quindicesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti. Il festival, che negli ultimi due anni ha superato le 200mila presenze, è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Provincia di Modena, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni contemporanee dell’ereditare: dagli attuali cambiamenti nelle forme della trasmissione culturale, ai mutati rapporti fra le generazioni; dal ruolo del patrimonio storico-artistico per la memoria all’urgenza educativa, nella scuola e non solo; dallo statuto – anche economico - del debito, alle frontiere dell’ereditarietà genetica, fino alla responsabilità verso le generazioni future che erediteranno il pianeta. Quest’anno tra i protagonisti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Gianrico Carofiglio, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Tullio Gregory, che fa parte del Comitato scientifico del Consorzio, Michela Marzano, Salvatore Natoli, Federico Rampini (lectio Rotary), Massimo Recalcati, Stefano Rodotà, Chiara Saraceno, Carlo Sini, Gustavo Zagrebelsky e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Nutrita la componente di filosofi stranieri: tra loro i francesi Jean-Luc Nancy, François Hartog, François Jullien e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio; i tedeschi Aleida Assmann, Jan Assmann e Christoph Wulf, i britannici Zygmunt Bauman e Richard Sennett, l’americano Robert Darnton, l’indiana Vandana Shiva. Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema dell’ereditare, dalla lezione di disobbedienza di Socrate alla dot- trina del tempo di Aristotele e a quella della memoria di Agostino. Per misurare la rilevanza del tema nell’epoca contemporanea cruciale è lo snodo di Sull’utilità e il danno della storia per la vita di Nietzsche, così come Materia e memoria di Bergson con la sua concezione della durata. Se Essere e tempo di Martin Heidegger pone la temporalità al cuore del discorso filosofico novecentesco, I sommersi e i salvati di Primo Levi passa contropelo gli stereotipi della testimonianza. Mentre le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo, in via di definizione, coinvolgerà narrazioni e performance, musica e spettacoli dal vivo, di cui saranno come d’abitudine protagonisti alcuni beniamini del pubblico. Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi. Una trentina le mostre proposte in occasione del festival, tra cui una personale di Carlo Mattioli e una di Franco Guerzoni (con il sostegno del Gruppo Hera), una grande collettiva di arte contemporanea, soprattutto americana, una sulle recenti acquisizioni nelle collezioni fotografiche di Fondazione Fotografia, una sui processi di industrializzazione alimentare per come sono rappresentati nelle figurine, una sul progetto perduto per la Collegiata di Carpi, e una sugli scavi del Tempio di Minerva a Montegibbio presso Sassuolo. E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory per i circa settanta ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 19 settembre è previsto il “Tiratardi”, con iniziative e aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole. MODENA - Dalle 34 mila presenze del 2001 alle oltre 206 mila del 2014: un pubblico sempre più numeroso per assistere a un programma sempre più ricco. I numeri lo confermano: la prima edizione del festivalfilosofia proponeva 98 iniziative, lo scorso anno – quattordicesima edizione gli eventi sono stati complessivamente 183 per una manifestazione che ha importanti ricadute non solo culturali e sociali, ma anche economiche, con un impatto diretto di oltre 3 milioni di euro. Era il settembre 2001 quando debuttava il festivalfilosofia, il primo caso europeo di festival filosofico in senso proprio. Avviato per iniziativa di un Comitato di Enti locali (i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Provincia di Modena, la Regione Emilia-Romagna) e di due Fondazioni (la Fondazione Collegio San Carlo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena), poi costituitisi in Consorzio per il festivalfilosofia, la manifestazione propone una formula, sostanzialmente inalterata nelle tredici edizioni realizzate, imperniata su un tema che muta ogni anno e ispira tutte le iniziative in programma. Felicità (2001), bellezza (2002), vita (2003), mondo (2004), sensi (2005), umanità (2006), sapere (2007), fantasia (2008), comunità (2009), fortuna (2010), natura (2011), cose (2012), amare (2013), gloria (2014), sono i temi affrontati fino ad ora dal festival: parole che individuano al tempo stesso concetti chiave della tradizione filosofica e questioni calde dell’esperienza contemporanea. Dalla prima edizione sono stati realizzati 2.132 eventi: tra questi sono ben 586 le lezioni magistrali tenute da 286 filosofi di cui quasi 60 stranieri. Sono proprio le lezioni magistrali il cuore del programma, tenute dai maggiori pensatori contemporanei italiani e stranieri, ciascuno dei quali presenta la propria tesi e risponde a domande del pubblico. A queste dal 2009 si sono aggiunte le lezioni dei classici, in cui studiosi di spicco commentano le opere che hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti nella storia del pensiero occidentale. Un vasto programma di iniziative declina poi il tema nei diversi ambiti della crea- zione, per sottolineare la stretta connessione tra forme dell’esperienza, dell’arte e del pensiero. Fino ad ora sono stati 1.797 gli eventi collaterali come mostre e installazioni (418), letture e conversazioni (103), concerti (165), spettacoli (127), film (195), attività per bambini e ragazzi (422). Il festival si presenta anche come occasione per condividere i piaceri della buona tavola. Tullio Gregory firma la sezione “cucina filosofica” fin dalla prima edizione: dal 2001 il filosofo e gourmet ha ideato ben 110 menù filosofici a tema. Quanto ai dati di pubblico, dalle 34 mila presenze del 2001 si è giunti alle oltre 206 mila del 2014, con un totale di oltre 1.800.000 presenze complessive nelle prime 14 edizioni. I dati qualitativi, poi, confermano il carattere nazionale e internazionale del festivalfilosofia: oltre la metà dei partecipanti arriva ogni anno da fuori provincia, soprattutto dal centro nord, ma con presenze significative anche dal sud e dalle isole e un numero crescente di presenze dall’estero. In sensibile aumento soprattutto i giovani, che costituiscono ormai quasi il 25% del pubblico. L’età media dei partecipanti è di 44 anni e il livello di scolarizzazione del pubblico risulta molto alto. Quasi il 60% ha una laurea, benché non si tratti di un pubblico di settore: più di una persona su sei non ha mai studiato filosofia, mentre il 30% di chi l’ha studiata lo ha fatto solo a scuola e non all’università. La permanenza media si attesta intorno ai 2,3 giorni, dunque sono pochi i visitatori che si fermano un giorno soltanto: un partecipante su tre si ferma anche a dormire generando un impatto economico diretto sul territorio di oltre 3 milioni di euro. SABATO 8 AGOSTO 2015 15 DALLA PARTE DEGLI ANIMALI L’intestino dei nostri amici? Come conoscere questo sconosciuto La guida alimentare del Dottor Sergio Canello, veterinario esperto in patologie legate ad alimentazione, omepatia e medicina naturale Lo sapevate che la serotonina, che è il neurotrasmettitore che regola l’umore, viene secreta per oltre il 90% proprio nell’intestino L’intestino, strutturato per dover gestire degli alimenti naturali, si trova più o meno costantemente di fronte a molecole sconosciute, conservanti o coloranti, antibiotici, ormoni, antifungini, diossina, metalli pesanti e antiparassitari LA SALUTE dei nostri animali diventa ogni giorno più importante e capire cosa fa bene diventa un’esigenza imprescindibile per migliorare la loro salute. Ogni settimana il Dottor Sergio Canello, Veterinario esperto in S.Canello patologie legate all’alimentazione, omepatia e medicina naturale, sulle pagine del GdR realizza una guida all’alimentazione e al benessere degli animali. Il tutto per conoscere fino in fondo quali sono i rischi che corrono i nostri compagni, persino quando si trovano davanti alla ciotola. L’intestino è diviso in due parti, il tenue e il crasso. Nella prima parte, la più lunga si completa la digestione, nella seconda, avviene il riassorbimento dell’acqua e dei sali minerali e la formazione delle feci. Pensate che circa il 40% delle feci è composto da cellule intestinali che hanno completato il loro ciclo di vita (cinque soli giorni di media). Sembra incredibile, ma è così, ciò perché il lavoro di questo organo è molto più complesso di quello che si potrebbe credere. E sappiate, in base alle conoscenze degli ultimi 20 anni, che l’intestino viene considerato il secondo cervello. Esistono delle interazioni e delle caratteristiche ancora poco o nulla conosciute di questo apparato non solo digestivo. L’esempio della serotonina Un semplice esempio: lo sapevate che la serotonina, neurotrasmettitore che regola l’umore, viene secreta per oltre il 90% proprio nell’intestino? E lo sapevate che un’alimentazione errata lo infiamma e impedisce la formazione di questo importantissimo neurotrasmettitore, provocando disturbi comportamentali molto seri, sia nel cane sia nel gatto. Fra questi disturbi, il più serio è l’imprevedibilità, atteggiamento che genera problemi molto gravi perché impedisce al proprietario di capire se il proprio animale si comporterà socievolmente o aggressivamente quando ne incontra un altro o un bambino o delle persone. Ma ce ne sono parecchi altri, quali l’impulsività, l’eccitabilità esagerata, l’abbaio continuo fino alla distruttività se lasciati soli, all’urinazione o defecazione inappropriata, all’esplorazione continua del proprio corpo o dell’ambiente o delle persone che incontra, ai disturbi del sonno e alla paura del temporale, che può arrivare a uno stato di terrore che lo porta a distruggere serramenti o altre suppellettili. Quanta chimica deve affrontare! Il povero intestino, strutturato per dover gestire degli alimenti naturali, si trova più o meno costantemente di fronte a molecole sconosciute, conservanti, coloranti, diserbanti, antibiotici, ormoni, antifungini, diossina, metalli pesanti, antiparassitari e chi più ne ha più ne metta. Risultato? Si ritrova con la propria flora batterica devastata e con i propri enzimi alterati, provocando frequenti torsioni dello stomaco, vomito a digiuno o alimentare, gonfiori esagerati, eruttazioni, desiderio continuo d’erba, coliti spaventose, diarree o flatulenza, stipsi o continua variabilità della consistenza, volume, odore e colore delle feci. Insomma, un bel pasticcio, che i farmaci, ovviamente, non possono risolvere. Se non si elimina la causa Il perché è elementare: per risolvere il problema è necessario rimuovere la causa, e l’unico modo veramente efficace è intervenire sull’alimentazione. Bisogna evidenziare che, fino agli anni ‘60, l’alimentazione era la prima medicina, ma da quella data, momento d’inizio dell’abuso di chimica in tutte le attività umane, è diventata anche il primo veleno. Cosa possiamo fare? Non è facile, ma possiamo adottare una serie di accorgimenti che permetteranno a questo organo vitale di riprendere il suo equilibrio funzionale. La prima cosa è eliminare gli alimenti più avvelenati, specie la carne derivante da allevamento intensivo, il nemico numero uno della salute del cane e del gatto (e, molto probabilmente, anche della nostra). Utili anche le materie prime di origine biologica. Gli alimenti biologici Utilizziamo materie prime biologiche, sicuramente migliori di quelle tradizionali sebbene anch’esse certamente contaminate, ma in maniera molto minore. La riprova sta nel fatto che cani e gatti che mangiano cibi biologici non accusano le patologie infiammatorie che presentano se mangiano specialmente il petfood basato sulla carne da allevamento intensivo. Il pesce pescato in mare, costituito soprattutto da pesce azzurro (sardine, acciughe, aringhe) che presenta un pericolo di presenza di mercurio e arsenico molto limitato, rappresenta, assieme alla carne biologica, la fonte proteica che garantisce la migliore qualità di vita a cani e gatti, e lo si vede dal fatto che gli animali alimentati in tal modo arrivano alla vecchiaia in una condizione molto migliore rispetto a quelli che utilizzano qualsiasi altra fonte di proteine. Un’esperienza trentennale attenta e costante attesta la validità del modello proposto, anche se non mancano sporadiche e logiche eccezioni. L’aspetto delle feci, un termometro molto preciso Un’altra semplice riprova sta proprio nella compattezza e nella scarsa quantità di feci che cani e gatti emettono alimentandosi con il pesce di mare. IPROBLEMA DI ALITO? ECCO COME FAREI Lo sapevate che l’alito attivo dei gatti e dei cani è derivante molto spesso dalle crocchette che mangiano? La causa e’ la solita, la carne contaminata dalla solita ossitetra. Essa dimostra di alterare l’equilibrio della flora batterica del cavo orale, ma se si usano alimenti privi di carne tradizionale, sostituendoli specie con quelli al pesce, si può vedere, nella maggioranza dei casi, scomparire l’alito cattivo in meno di dieci giorni. Ovvio che, se si è ottenuto il risultato sperato, bisogna continuare. Altrettanto ovvio che i risultati migliori si otterranno, in caso di presenza di placca e tartaro, attraverso la contemporanea pulizia dei denti. Lo sapevate che l’alito attivo dei gatti e dei cani è derivante molto spesso dalle crocchette che mangiano? La causa e’ la solita, la carne contaminata dalla solita ossitetra. Essa dimostra di alterare l’equilibrio della flora batterica del cavo orale, ma se si usano ali- menti privi di carne tradizionale, sostituendoli specie con quelli al pesce, si può vedere, nella maggioranza dei casi, scomparire l’alito cattivo in meno di dieci giorni. Ovvio che, se si è ottenuto il risultato sperato, bisogna continuare. Altrettanto ovvio che i risultati migliori si otterranno, in caso di presenza di placca e tartaro, attraverso la pulizia dei denti. 16 SABATO 8 AGOSTO 2015 MONDO BIO Inquinamento domestico, come ridurre le sostanze nocive E’ particolarmente insidioso: è tra i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, preceduto solo da pressione alta e fumo di sigaretta. Il 40% dei materiali utilizzati in edilizia e nelle pulizie domestiche possono avere effetti nocivi sulla salute degli abitanti L’inquinamento domestico è un problema serio e da non sottovalutare DANIELA FERRARI L’INQUINAMENTO domestico o inquinamento indoor è quello che si sviluppa all’interno delle case, degli uffici e dei luoghi chiusi in genere. Ma come? Nono siamo sicuri nemmeno fra le mura di casa nostra. Ebbene no, i rischi da inquinamento domesticono sono sempre in agguato. DI COSA SI TRATTA Non stiamo parlando purtroppo di uno dei tanti falsi allarmismi: secondo il Rapporto Globale 2014 dell’Organizzazione Mondiale della sanità, l’inquinamento domestico è il più insidioso visto che è tra i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, preceduto solo da pressione alta e fumo di sigaretta; l’inquinamento domestico, come fattore di rischio, supera addirittura l’abuso di alcol e droghe, l’alto indice di massa corporea, il colesterolo alto o il seguire un’alimentazione povera di verdure e frutta. QUALI SONO LE CAUSE Sempre da un rapporto dell’O.M.S. è emerso che circa il 40% dei materiali utilizzati in edilizia e nelle pulizie domestiche possono avere effetti nocivi sulla salute degli abitanti, in particolar modo su quella di bambini ed anziani; ulteriori fattori di peggioramento della qualità dell’aria domestica possono essere la presenza di mobili che emettono esalazioni di sostanze nocive, impianti di condizionamento non controllati a dovere, campi elettromagnetici pericolosi e infiltrazioni da radon. Detto così sembra tutto molto vago ma volendo semplificare le 4 principali sostanze nocive presenti nelle nostre case sono: polveri sottili, fumo di sigaretta, formaldeide e muffe. COME RIDURLO? Penso che ciascuno di voi desideri per sè e per la propria famiglia un ambiente il più salutare possibile, ecco quindi che abbiamo studiato alcuni piccoli accorgimenti che ora vi esponiamo: RIDURRE LE POLVERI SOTTILI E IL FUMO DI SIGARETTA La soluzione migliore per ridurre l’inquinamento domestico da polveri sottili e fumo di sigaretta è ovviamente quella di fumare fuori di casa e arieggiare spesso le diverse stanze meglio però evitare di farlo nelle ore di punta in cui in cui in strada c’è maggiore traffico. ELIMINARE LE MUFFE Le muffe sono un particolare tipo di fungo estremamente dannoso per l’organismo umano: le spore che rilasciano, infatti, possono essere fonte sia di allergie che di diversi tipi di infezioni pertanto è essenziale adottare i dovuti rimedi per risolvere il problema. Le cause della formazione della muffa sono due: insufficiente ventilazione dell’ambiente ed un eccessivo tasso di umidità (l’umidità di casa dovrebbe essere inferiore al 40-50%). Per una corretta lotta alle muffe, a parte rimuoverle con candeggina o prodotti specifici, è indispensabile operare per estirparne le cause: fare arieggiare quotidianamente le stanze ed i relativi mobili della casa, per almeno 5 minuti; fare uscire dall’abitazione i vapori che vengono prodotti cucinando attraverso una cappa aspirante; ricorrere, per gli ambienti molto umidi, all’acquisto di un deumidificatore. CHE COS’è LA FORMALDEIDE Molto più insidiosa da rimuovere è invece la formaldeide (un gas incolore accusato di favorire i tumori di naso, laringe e leucemie) in quanto presente in diversi oggetti di uso quotidiano quali colle, rivestimenti, mobili, schiume isolanti, trattamenti e finiture per pavimenti e parquet, fumo di camini e stufe, carta da parati, vernici, detergenti per la pulizia della casa, insetticidi, apparecchi elettronici come computer e fotocopiatrici. Se presente in quantità elevate può generare numerosi malesseri quali mal di testa, irritazioni agli occhi e spossatezza. Le soluzioni per ridurre la presenza di formaldeide senza intervenire a livello strutturale sulla casa, vista l’enormità di fonti di emissione, risultano solo parzialmente efficaci, ma meritano comunque una menzione: arieggiare frequentemente casa; evitare i prodotti chimici per le pulizie contenenti formaldeide e sostituirli con quelli realizzati in casa in maniera naturale; evitare i profumi spray per ambienti contenenti formaldeide; rinnovare le pareti di casa dipingendole con pitture atossiche ed ecologiche; posizionare in vari punti della casa alcune delle piante in grado di assorbire e neutralizzare la formaldeide come sanseverie, ficus, dracena ed edera. Se invece, spinti dalla possibilità di usufruire degli incentivi fiscali, state pensando di investire parte del budget domestico nel ristrutturare casa, una soluzione più efficace e definitiva per migliorare la qualità della vita tra le quattro pareti di casa può essere quella di installare pareti e controsoffitti con tecnologia Activ’Air®. Cos’è Activ’Air®? Si tratta di una tecnologia brevettata Saint-Gobain Gyproc che utilizza un componente in grado di captare e trasformare in composto inerte fino al 70% della formaldeide presente nell’aria degli ambienti chiusi. Le prestazioni di Activ’Air® sono convalidate da test effettuati dal CSTB e da Eurofins, laboratori indipendenti nel settore delle bioanalisi ambientali, agroalimentari e farmaceutiche, particolarmente rinomati a livello internazionale. FOCUS In molti si dichiarano “eco”, ma non lo sono affatto... Pulizia della casa ecologica: attenti alle autocertificazioni DA quando ho iniziato a cercare di acquistare prodotti per la pulizia della casa ecologica una domanda mi si è periodicamente presentata in testa - scrive la nostra collaboratrice Daniela Ferrari sul suo blog gongnatural.it - ma che differenza c’è tra detersivi ecologici Ecolabel e detersivi biologici certificati? La domanda mi sorge spontanea per un semplice e banale motivo: mentre riesco a trovare linee di prodotti Ecolabel a prezzi assolutamente abbordabili in ben più di una catena di supermercati della grande distribuzione della mia zona (Lidl, Esselunga e Coop ad esempio) per quanto riguarda il biologico certificato nei supermercati non trovo proprio nulla e le poche marche reperibili in zona (prevalentemente Almacabio, Ecor, Ecosì, Sonett) hanno prezzi ben più alti dell’Ecolabel e soprattutto ben più alti dei loro equivalenti non ecologici! Per non parlare poi delle sempre più numerose confezioni di prodotti della pulizia della casa che ammiccano dagli scaffali con le loro promesse “ecologico”, “naturale”, “green power”, “100% biodegradabile” e chi più ne ha più ne metta! 100% NATURALE Delle auto-certificazioni di ecologicità non mi fido proprio per nulla; sia chiaro, sono decisamente convinta che le mille scritte che inneggiano alla natura, all’ecologico, al biologico, siano solo specchietti per le allodole permessi dalla mancanza di una legge specifica e che non diano a noi consumatori nessuna garanzia sicura di pulizia della casa ecologica . Altra cosa di cui so di non potermi fidare è la scritta “biodegradabilità al 100%”: innanzi tutto perché quando si parla di biodegradabilità ci si riferisce solo ed esclusivamente ai tensioattivi mentre per tutti gli altri ingredienti non sono previsti test di biodegradabilità; per di più, non so se lo sapete, ma il metodo analitico che misura la biodegradabilità di un tensioattivo ha un margine di errore del +/- 10% e quindi capirete bene che non è matematicamente possibile dichiarare un prodotto biodegradabile al 100%. Viceversa quando leggo si leggono del tipo “prodotto facilmente, rapidamente e completamente biodegradabile” secondo normativa tedesca OECD capisco che chi sta dietro l’etichetta non ha cercato di fare il furbo e già di principio mi piace un po’ di più!! Venendo alle cose di cui mi fido, ovvero le certificazioni, vi spiego la differenza che ho capito esistere tra Ecolabel e biologico. ECOLABEL I detersivi ecologici certificati Ecolabel (contraddistinti in Europa dal simbolo di un fiore) non sono completamente biologici ma hanno degli standard ecologici molto alti, rispetto ai normali detersivi chimici; la differenza tra biologico ed Ecolabel è che quest’ultimo protocollo controlla l’efficacia del prodotto e il suo basso impatto finale sull’ambiente (anche a livello di imballaggio) ma non garantisce la fase iniziale, pertanto i detersivi ecologici Ecolabel possono anche essere totalmente di origine petrolchimica, quindi ottenuti da fonti non rinnovabili. Le linee di detersivi ecologici Ecolabel presenti nella grande distribuzione come Coop ed Esselunga comprendono detersivi ottimi per il loro rapporto qualità prezzo ma che arrivano a queste condizioni grazie a dei compromessi, ad esempio il fatto già citato di poter contenere ingredienti di origine petrolchimica e sbiancanti ottici. D’altra parte non tutti i possono permettersi di spendere cifre ben più elevate di quelle dei prodotti chimici quindi queste linee costituiscono indubbiamente un’ottima opportunità alla portata di tutti per ridurre il proprio impatto ambientale senza svuotare il portafogli. DETERSIVI BIOLOGICI Se arriviamo ai prodotti biologici c’è da dire che essi certificano la provenienza biologica delle materie prime, senza però prendere in considerazione né l’impatto ambientale né la qualità della prestazione. Per il momento solo la certificazione “detergenza pulita ICEA/AIAB” prescrive, per il detergente da certificare, un test prestazionale a confronto con un equivalente prodotto convenzionale e un calcolo sull’impatto ambientale del prodotto finito. Vi sono infine i marchi “equi e solidali” che, a loro volta, certificano che una certa quantità di materie prime proviene dal mercato equo e solidale ma non considerano né l’impatto ambientale né la prestazione. E per non farci mancare nulla a onor della cronaca bisogna anche citare l’esistenza di aziende che cercano di conciliare i vari punti di vista, per offrire prodotti equilibrati ed efficaci. Considerando quindi quanto sia ampia la scelta disponibile sul mercato l’unico commento che mi sorge spontaneo per concludere è che ciascuno di noi deve fare le proprie scelte secondo l’aspetto che ritiene più importante… e la vostra scelta qual’è? (d.f.) SABATO 8 AGOSTO 2015 17 IAMATORI CSII PAG. 20 Il Real Pratissolo ha festeggiato la vittoria del campionato: per la società scandianese si tratta del primo storico trofeo IMONDO MOTORII IRITIRI D’ESTATEI IRALLY E DINTORNII Grande spettacolo in occasione della gara di Miscoso: nella categoria Hobbycross vince Fabrizio Puglia, tra gli Amatori Marco Ronzoni, Ragadini tra gli Agonisti Le società emiliane continuano ad affollare, estate dopo estate, il Martelli Sport Village di Montefiorino. Una meta buona anche per le famiglie... Ha preso ufficialmente il via l’edizione 2015 del “Campionato Europeo Trial 4x4”: sono 108 gli equipaggi coinvolti nella manifestazione continentale A PAGINA 19 A PAGINA 22 E 23 A PAGINA 18 18 SABATO 8 AGOSTO 2015 MONDO MOTORI Eurotrial 2015: iniziano le emozioni del Campionato Europeo Ha preso ufficialmente il via l’edizione 2015 del “Campionato Europeo Trial 4x4”: sono 108 gli equipaggi che si affronteranno in questa manifestazione nella quale regna il fair play MERCOLEDÌ 22 luglio, con la prima riunione dei Team Leader delle squadre nazionali, ha preso ufficialmente il via l’edizione 2015 del “Campionato Europeo Trial 4x4”. L’organizzazione di “Eurotrial 2015” è stato un lavoro stressante e impegnativo portato avanti dai soci del “San Marino Fuoristrada Club” con l’importante apporto della Federazione Italiana Fuoristrada; ma ancor più gravosa è stata la realizzazione dei sedici tracciati con cui si confronteranno, sabato 25 e domenica 26, i 108 Equipaggi che si sono presentati ai nastri di partenza. La temperatura torrida ha reso estenuante e al limite della sopportazione fisica il lavoro dei ragazzi messi in campo dal Club Sanmarinese e dalla Federazione Italiana Fuoristrada che, nonostante la fatica e il copioso sudore, hanno portato a termine il lavoro affidato e la “Pista della Baldasserona” è pronta a ospitare le evoluzioni e gli equilibrismi dei migliori esponenti del Trial 4x4 continentale perennemente in lotta con le più elementari leggi della fisica. Sarà un grande spettacolo e il pubblico, sempre più numeroso e appassionato, avrà di che divertirsi e stupirsi nel vedere cosa si può fare con una vettura a quattro ruote motrici sia che si tratti di auto praticamente di serie che, passando per gli altri tre Gruppi di vetture, di quei “mostri integrali” che sono i Prototypes; non sarà infatti facile vedere le vetture impegnate con tutte e quattro le ruote a contatto con il terreno contemporaneamente. Giovedì 23 e venerdì 24 le vetture iscritte sono state sottoposte alle verifiche tecniche nel corso delle quali gli esperti Il team “Winx Warrior” alla 21° edizione della Dolomiti Superbike Mondiale Trial: una comeptizione che coinvolge tanti curiosi e tanti appassionati verificatori controlleranno che i mezzi siano in regola con le norme europee e che abbiano tutte le caratteristiche di sicurezza che garantiscono la incolumità dei concorrenti CADELBOSCO SOPRA – Il team ciclistico reggiano “Winx Warrior”, sponsorizzato da Bombardi Rettifiche ed Autointerni Faenza, ha partecipato nello scorso fine settimana alla 21° edizione della Dolomiti Superbike, che si è tenuta lo scorso fine settimana. Dolomiti Superbike è una gara divenuta leggendaria tra gli appassionati: un lungo percorso sulle Alpi in sella alla mountain bike. La gara più dura delle Dolomiti, un must per chi è appassionato di mountain bike, ma soprattutto è alla ricerca di una sfida estrema. Con questo spirito, al di fuori della competizione se non quella con sé stessi, ha partecipato all’evento il team Winx Warrior, sostenuto da Bombardi Rettifiche, l’azienda metalmeccanica di Cadelbosco Sopra, specializzata nel settore delle rettifiche in piano, e Autointerni di Faenza con un’esperienza ventennale sulla creazione di interni in pelle per auto. Nonostante in una competizione del genere l’aspetto agonistico conti meno della soddisfazione di portare a compimento il percorso, i risultati del team Winx Warrior sono stati di assoluto interesse: su un totale di circa 8.000 iscritti, nella categoria Master Women su un percorso di 60 km e 1700 metri di dislivello, Claudia Buzzi ha segnato un tempo di 3:51.22,7, con l’8° posto di categoria e il 37° posto assoluto; Donatella Balocchi con il tempo di 4:40.02,9 ha ottenuto il 26° posto di categoria e l’88° posto assoluto; Alessandra Cattani ha staccato il tempo di 6:46.56,7, anche in caso di incidenti. Due sono infatti le caratteristiche peculiari del Trial 4x4: l’impagabile spettacolo e la sicurezza fisica di Piloti e Copiloti.Anche in occasione di “Eurotrial 2015” sarà possibile constatare come nel Trial 4x4 sia presente una sincera amicizia che unisce tutti i concorrenti. All’Eurotrial le barriere dovute alla diversità delle lingue e delle culture svaniscono come per incanto e la festa finale altro non é se non la festa di questo fantastico e spettacolare sport. Buon fuoristrada a tuti. Il team ciclistico reggiano “Winx Warrior” 53° posto di categoria e 144° posto assoluto. Nella categoria Master Man con percorso di 60 km e dislivello 1700 metri, Max Giberti ha terminato con il tempo di 5:35.20,8, 341° posto di categoria e 672° posto assoluto. Nella categoria Master Man sul percorso di ben 113 Km e dislivello di 3300 metri, Vito Galli ha fermato il cronometro in 9:23.54,9, 61° posto di categoria e 337° posto assoluto. Marco Bellei sul percorso da 70 Km e dislivello di 2.500 metri per un problema meccanico purtroppo non è riuscito a portare a temine la gara. SABATO 8 AGOSTO 2015 19 MOTOCROSS Piola di Miscoso: ecco la classifica ufficiale Sul crossodromo di Piola di Miscoso è andato in scena l’appuntamento con la gara finale del Trofeo “Tre Terre” intitolato a Luca Zanni Nella categoria Hobbycross vince Fabrizio Puglia (EV Team), tra gli Amatori Marco Ronzoni (3C Racing), primo negli Esperti Davide Auri (Rivalorese), mentre Thomas Ragadini (Miscoso) sale sul gradino più alto del podio negli Agonisti APPENNINO - Domenica 12 luglio sul crossodromo Piola di Miscoso appuntamento con la gara finale del Trofeo Tre Terre intitolato a Luca Zanni. Giornata calda e fortunatamente poco ventilata, pubblico numeroso in fuga dalle alte temperature di città, sessanta i piloti iscritti tra cui Giorgia Montini, ai piedi del podio nella categoria Amatori. Tracciato in ottime condizioni, molto tecnico e impegnativo. Per le classifiche di giornata, nella categoria Hobbycross vince Fabrizio Puglia (EV Team), tra gli Amatori Marco Ronzoni (3C Racing), primo Esperti Davide Auri (Rivalorese) e vincitore Agonisti Thomas Ragadini (Miscoso). Cesti con prodotti tipici ramisetani ai primi cinque classificati di ogni categoria. La classifica finale del Trofeo Tre Terre, dato dalla somma dei piazzamenti ottenuti in tre gare (LesignanoRivarolo-Miscoso) senza differenza di categoria vede affermarsi sul gradino più alto del podio Davide Auri seguito da Marco Ronzoni e Luca Fontanesi, premiati i primi quindici classificati con una targa e buoni acquisto. A presiedere la premiazione il piccolo Filippo Zanni in compagnia della mamma Manuela Corti, i presidenti del Moto Club Miscoso Gianluca Dolci e del Moto Club Parma Erminio Pescini, Davide Auri in rappresentanza del Moto Club Rivarolo nonché vincitore del Trofeo. Aggiornamenti su Facebook: Motoclub Miscoso. Categoria Hobbycross SHOW Alcune foto inviateci dal Motoclub Miscoso 1° Puglia Fabrizio EV TEAM 2° Bagni Andrea BIG JUMP 3° Torri Alessandro 3C RACING 4° Rizzardi Thomas MISCOSO 5° Zorra Matteo MOTORMIX 8° Costi Valter MISCOSO 10° Pioli Gianluca MISCOSO 15° Croppi Juri MISCOSO 16° Francia Andrea MISCOSO Categoria Amatori 1° 2° 3° 4° 5° 6° Ronzoni Marco 3C RACING Costi Samuele MISCOSO Corradi Yuri MC CREMONA Montini Giorgia RIVAROLESE Mazzocchi Devis VENTASSO Costi Alessandro MISCOSO 5° Margini Patrick MOTORACING 8° Piccinini Andrea MISCOSO 5° Tagliatini Andrea MOTORACING Classifica finale Trofeo Tre Terre Categoria Esperti Categoria Agonisti 1° Auri Davide RIVALORESE 2° Agostini Matteo PIGARELLA 3° Briselli Victor MISCOSO 4° Galia Alessandro ALTA LUNIGIANA 1° 2° 3° 4° Ragadini Thomas MISCOSO Ferrari Federico 3C RACING Casa Nicolò CAVANDOLI Fontanesi Luca RIVALORESE 1° Auri Davide 2° Ronzoni Marco 3° Fontanesi Luca 4° Ferrari Federico 5° Costi Samuele 6° Torri Alessandro 7° Bagni Andrea 8° Monteleone Cristian 9° Puglia Fabrizio 10° Salati Stefano 11° Mazzocchi Devis 12° Parini Maicol 13° Pagliari Gianluca 14° Cavalli Maichol 15° Zorra Matteo 20 SABATO 8 AGOSTO 2015 CALCIO AMATORI Real Pratissolo sul tetto del campionato CSI Open A Una festa al Rock Village di Scandiano per concludere in bellezza quella che è stata una stagione indimenticabile Una squadra di Amatori ricca di qualità e passione, così i vertici del club: “Ringraziamo tutti i giocatori, il mister Beretti, i dirigenti, i ragazzi della vecchia guardia, i tifosi e gli sponsor” UNA squadra di amici, una squadra di ragazzi speciali che sono riusciti a cornonare il loro piccolo sogno: sono loro i vincitori del campionato provinciale di Amatori Open A CSI. Prima vittoria nella storia del Real Pratissolo, per la prima volta in assoluto nella grande enciclopedia del calcio reggiano. In queste due pagine di r”racconto estivo” riportiamo le foto dei festeggiamenti, organizzati dalla società presso il noto ristorante scandianese Rock Village e, ad arricchire le immagini, una lettera proveniente direttamente dalla sede della società di Pratissolo. “La vittoria è dedicata a tutti i giocatori, dirigenti, al grande mister e a tutti gli amici e conoscenti che conoscono questa squadra. Questo primo trofeo conquistato è merito di tanto impegno, spirito e dedizione che queste persone hanno dato in questa società sportiva composta da un numeroso gruppo di amici con la voglia di stare insieme per divertirsi e fare bene cercando di raggiungere obiettivi che permettono di portare grandi soddisfazioni. Ringraziamenti vanno anche agli sponsor Pizzeria Rock Village e Xion Tecnology che con il loro contributo permettono alla squadra di andare avanti per continuare a giocare cercando di mantenere il gruppo affiatato e unito. Questa vittoria ha portato grandi soddisfazioni a tutti noi, ha trasmesso una gioia che credo nessuno lo dimenticherà mai, perché questo risultato ottenuto è molto più che meritato grazie soprattutto ai giocatori e al mister che hanno creduto fino in fondo lottando sempre in campo. Complimenti vivissimi e un applauso speciale a tutti voi per ringraziarvi di tanto cuore dal presidente che ha sempre cercato di supportarvi per mantenere viva e fare crescere questa squadra” AI LETTORI INVITIAMO tutte le squadre impegnate nei campionati Amatori di inviare a [email protected] foto, contenuti e notizie riguardanti i campionati Amatori CSI e UISP, la nostra redazione sarà lieta di pubblicare, il prima possibile, tutto ciò che le società vorranno divulgare. Grazie e buon campionato a tutti. Alcune foto riguardanti la serata di festeggiamento SABATO 8 AGOSTO 2015 21 LE CARTOLINE Real Pratissolo: i campioni sono loro Amatori a cena per festeggiare la vittoria del campionato: una festa griffata Rock Village di Scandiano 22 SABATO 8 AGOSTO 2015 RITIRI D’ESTATE Martelli Sport Village: quando il grande calcio è di casa Dal Camp del Carpi Fc 1909 al ritiro della Juventus Club: tante le squadre che si affidano alla struttura di Montefiorino per prepararsi alla nuova stagione Non solo calcio: anche tante famiglie hanno scelto Martelli Sport Village per le loro vacanze estive AMEDEO FAINO DALLA Juventus Club al Sassuolo, dalla Reggiana al Verona, dal Modena al Fiorano Calcio. Tante, tantissime le realtà sportive che, negli anni, hannod eciso di affidare il proprio ritiro estivo alla professionalità, alla grande passione del Martelli Sport Village. Sempre di più la vera e propria sede del calcio emiliano d’agosto. Una meta apprezzata dagli sportivi, che raggiungono l’Hotel di Montefiorino abitualmente, in questo periodo, una metà che però negli anni è diventata anche a misura di famiglia: cresce il numero di reggiani e di modenesi che, vista anche la crisi economica, decidono di riposarsi ad una mezz’ora da casa piuttosto che prendere voli e raggiungere così mete lontane. Fare di necessità virtù senza però rinunciare al relax, al riposo. Parliamone con Max Martelli, padrone di casa al Martelli Sport Village. Non solo Grecia, Spagna e Malta tra le scelte dei reggiani, molti vacanzieri della città decidono di risparmiare restando vicino casa, passando così parte delle risicate vacanze in una delle tante località della nostra bellissima montagna. Parchi nazionali, località termali, laghi e molto altro ancora, il tutto da Cerreto Alpi fino ai piedi dei monti. Nota positiva da parte della nota struttura turistica “Martelli Sport Village”, hotel e ristorante a gestione famigliare che si trova a 2 minuti da Cerredolo, locale diventato nel corso dei decenni uno dei locali storici della montagna. Parliamone proprio con Max Martelli, manager a capo della struttura, azienda che vive una sorta di rilancio generale dopo qualche anno difficile ma oramai superato. Salve Max, chi sono i clienti tipo del Martelli Sport Village? “Molti pensano a noi come una meta riservata solo alle società sportive, ma in realtà sono tantissime le famiglie che scelgono il nostro hotel come meta per passare anche solamente una notte. La gente spesso arriva da Reggio Emilia al mattino, pranza da noi, passa la giornata in piscina al fresco, si trattengono la sera, il giorno dopo fanno una passeggiata tra i boschi oppure in paese e, dopo pranzo, con calma, tornano in città. Due giorni low cost, torni rilassato, senza subire code autostradali, senza spendere una follia” Ultimamente il flusso di vacanzieri tocca e fuggi è aumentato? “La gente non ha più tre settimane di ferie come una volta, inoltre non tutti hanno la possibilità di spendere per voli e alberghi. Le famiglie stanno aumentando e noi stiamo cercando di adattarci a quello che ci chiede il mercato” Del tipo? “Organizziamo corsi, gite in quad, passeggiate tra i boschi e tanto altro ancora. Attività che piacciono alle famiglie, attività non costosissime e divertenti, da fare alla domenica prima di tornare in ufficio” Perché scegliere il nostro Appennino? “Riposarsi e rilassarsi è necessario, dalle nostre parti ci sono gli ingredienti necessari per passare qualche ora in totale leggerezza. A volte, per stare meglio, non serve andare ai Caraibi” I costi? “Per tutteNON solo Grecia, Spagna e Malta tra le scelte dei reggiani, molti vacanzieri della città decidono di risparmiare restando vicino casa, passando così parte delle risicate vacanze in una delle tante località della nostra bellissima montagna. Parchi nazionali, località termali, laghi e molto altro ancora, il tutto da Cerreto Alpi fino ai piedi dei monti. Nota positiva da parte della nota struttura turistica “Martelli Sport Village”, hotel e ristorante a gestione famigliare, diventato nel corso dei decenni uno dei locali storici della montagna. Parliamone proprio con Max Martelli, manager a capo della struttura, azienda che vive una sorta di rilancio generale dopo qualche anno difficile ma oramai superato. VIP Alcune immagini rigiuardanti il camp del Carpi Fc 1909 al Martelli Sport Village. In alto mister Brotolas (Carpi) con la famiglia Martelli SABATO 8 AGOSTO 2015 23 LE CARTOLINE Tutte le foto del Camp griffato Carpi Fc 1909 Dal direttore sportivo Roberto Di Marzio a mister Enrico Bortolas: ecco tutte le foto del campo estivo 24 SABATO 8 AGOSTO 2015 FELICE D’ESTATE Felice... festa di Ferragosto IL COMMENTO Al Parco Fola di Albinea Ivana e Felice proporranno una serata coi fiocchi: gnocco fritto, vino, salume e soprattutto tanta musica. Ci sarà anche una grande lotteria con ricchi premi per tutti Girare l’Italia grazie al mio lavoro è una cosa che provoca emozioni indescrivibili. Girando conosco migliaia di persone, questo fatto mi arricchisce a livello culturale davvero tanto. Insomma giro un pò tutto il Nord d’ Italia, a volte anche nell’estremità dello stivale. Per quanto riguarda la gnoccata di ferragosto accorrete davvero numerosi, credetemi, non perché la festa la organizzo io, ma per il semplice fatto che l’anno scorso è stato un vero successone e la gente era ampiamente soddisfatta della serata trascorsa. Non potete immaginare quanto sono contento quando vedo molta gente nelle feste da me organizzate. Credetemi non è per una questione di denaro, ma ALESSANDRO FONTANESI FELICE Tavernelli e la Pro Loco di Albinea hanno organizzato una mega gnoccata per sabato 15 agosto. La cena inizierà alle ore 21 e si svolgerà all’interno del parco Fola. In esclusiva per i lettori de il Giornale di Reggio, ecco una speciale intervista a Felice Tavernelli, tanto amato soprattutto in Emilia. L’INTERVISTA Salve Felice, questa gnoccata è la seconda che fa qui ad Albinea con la sua orchestra, vero? “Certamente, l’anno scorso i posti a sedere erano tutti esauriti. Più di cinquecento persone hanno deciso di cenare all’insegna della bella musica e della compagnia. Qui torno sempre molto volentieri”. La scelta del luogo, quindi, non è stata fatta a caso? “Assolutamente si, ho cercato di optare per una location che non fosse troppo distante del centro abitato, ma allo stesso tempo fresca e confortevole, due fattori fondamentali se si vuole che la gente venga a cenare e a ballare con questo caldo”. Felice, lei è una calamita per gli over 60. Cos’è di lei che piace così tanto alla gente? “Penso che il segreto per piacere alla gente sia prima di tutta la simpatia. Inoltre non devono mai mancare altre qualità come la semplicità, la spontaneità e l’allegria”. E il territorio del nostro Appennino? E’ amato anche in quelle zone. Fa spesso concerti in Montagna? “Si, tutte le settimane faccio spettacoli sull’Appennino reggiano, modenese e parmense e il seguito non manca. Spero quindi mi vogliano bene anche in quelle zone. Non mancano inoltre le serate nelle montagne anche in altre località del Nord Italia”. Sulla penisola fin dove la conoscono? “Soprattutto al Nord, un po’ dappertutto. Siccome nei miei concerti a riprendere ci sono anche emittenti nazionali, credo che alla fine io sia conosciuto anche in molto più semplicemente, per una questione di soddisfazione del lavoro che si svolge dietro le quinte. Quindi sabato 15 agosto vi aspetto alla grandissima gnoccata di Albinea. Io Ivana e i ragazzi dell’ orchestra vi aspettiamo inoltre lunedì 10 agosto al circolo “il Campetto” serata di fine estate si cena e si balla. Giovedì 16 continuano le serate estive di Albinea ci sarò io accompagnato da Andrea Rossi alla chitarra e l’orchestra di Umberto Bassoli. Venerdì 17 grande tortellata serata di chiusura estiva presso la società sportiva la “Canolese” a Canolo di Correggio Sabato 18 serata danzata al circolo Mirandola di Reggio Emilia. SPAZIO DANZANTE - GLI APPUNTAMENTI In alto i maestri Bigi. Qui sopra Felice e Ivana in una delle loro serate altre regioni italiane”. Felice, spesso lei è a Canale Italia con la sua orchestra. I confini reggiani sono quindi valicati da tempo, vero? “Sì, ormai sono alcuni anni che propongo le mie canzoni e le mie serate su canali nazinali come Canale Italia e qualche volta faccio qualcosa anche per altre emittenti. Insomma, mi tengo impegnato e cerco di diffondere la mia musica che dà allegre alle persone”. E’ vero che in estate è il momento in cui lei è maggiormente richiesto? “Sì, in inverno suoniamo nelle balere e nei locali in generale, mentre in estate “tira” moltissimo la sagra paesana, nella quale non possono mancare lambrusco, gnocco fritto e ovviamente buona musica, che noi proponiamo sempre con grande passione”. Nelle sue serate propone delle “cover” oppure lancia brani suoi, anche inediti? “No, i pezzi fatti da altri tendenzialmente non li cantiamo, salvo qualche richiesta specifica da pare delle persone che sono in sala, mentre proponiamo puntualmente brani nostri che, per fortuna, incontrano il gusto della gente”. Tornando alla serata di Albinea del prossimo 15 agosto, ci sarà qualcosa di diverso? “Sì, ci saranno novità da non perdere, quindi invito tutti al Parco Fola di Albi- nea. Sarà una grande festa aperta a tutti nella quale proporremo anche una lotteria ricchissima di premi con tante estrazioni, per permettere a molta gente di vincere qualcosa”. E non mancheranno ovviamente le vostre note... “Ovviamente, ma saremo delicati: la cena delle persone sarà accompagnata dalle nostra canzoni in sottofondo, quasi sussurrate, per non disturbare, per poi tuffarci nella vera e propria festa dopo cena”. A proposito di cena, ci sarà anche l’intervento di alcune organizzazioni locali? “Sì, la Pro Loco di Albinea organizza assieme a me e ai miei collaboratori questa splendida festa alla quale, mi auguro, parteciperanno moltissime persone, tutti coloro che per Ferragosto non sono andate al mare e che vorranno gustare il ghocco fritto, accompagnato da salumi vari e altre prelibatezze della nostra splendida terra”. Con tutti gli appuntamenti ferragostani perché quacuno dovrebbe scegliere la festa di Albinea? “Perché parte del raccolto sarà devoluto a livello benefico, inoltre si mangia a basso prezzo e la qualità del cibo è eccellente, la musica non mancherà, così come le danze sfrenate. In pratica, la domanda è un’altra: perché non venire?” ECCO alcuni degli appuntamenti dei prossimi giorni a Reggio e provincia. Orchestra di Felice e Ivana Albinea (RE) – parco Fola. MARTEDI’ 11 AGOSTO Matteo Tarantino Olmo di Gattatico (RE) Festa del Grano. GIOVEDI’ 16 AGOSTO Felice Tavernelli Albinea (RE) – parco Fola. MERCOLEDI’ 12 AGOSTO Roberto Scaglioni Villalunga di Casalgrande (RE) - Festa dell’Unità del PD. SABATO 15 AGOSTO VENERDI’ 17 AGOSTO Orchestra di Felice e Ivana Centro sportivo la Canolese - Albinea (RE). SABATO 18 AGOSTO Orchestra di Felice e Ivana Circolo la Mirandola. SABATO 8 AGOSTO 2015 25 LE LETTERE AL GIORNALE Inviaci le tue lettere via e-mail a: [email protected] Reggio Emilia Roberto Rozzi Direttore responsabile Il Giornale di Reggio I CITTADINI GRADISCONO IL WI FI DIFFUSO DAL COMUNE DALLA PARTE DEI CITTADINI È inaccettabile l’ipotesi di riforma delle pensioni Adelmo Lasagni Segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale REGGIO EMILIA (11 luglio 2015) – Inaccettabile. È perentorio Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp (Federazione nazionale pensionati) Cisl Emilia Centrale nel commentare l’ipotesi di riforma delle pensioni che prevede di estendere a tutti la cosiddetta opzione donna, prevedendo il calcolo contributivo per l’intera pensione a fronte di un’uscita anticipata. Sono oltre 25mila i reggiani e più di 34mila i modenesi che sarebbero toccati da tale riforma. “La media delle pensioni – spiega Lasagni – si aggira sui 1000-1500 euro, la proposta di ingresso anticipato in pensione utilizzando il metodo contributivo invece che retributivo comporta un taglio tra il 20% e il 30%, quindi inaccettabile. Riteniamo si debbano rivedere i requisiti per uscire in anticipo sia per l’età anagrafica, sia per il minimo di contributi necessari”. “A decidere sulle modifiche da apportare al sistema pensionistico – prosegue il sindacalista –, dopo la rigidità introdotta dalla riforma Fornero, sarà comunque il Governo, che da parte sua continua a ribadire la linea secondo cui gli interventi saranno realizzati in sede di legge di stabilità, anche perché ogni correzione farà i conti con le risorse a disposizione. È al Governo che spetta fare le proposte di riforma ed è quindi da lui che le attendiamo. È necessario ripristinare la flessibilità in uscita di lavoratori e lavoratrici, oltre ad attivare un confronto serio che riguarda milioni di persone” Reggiani in vacanza IN VIAGGIO CON LA PREPAGATA O CON LA CARTA DI CREDITO? DALLA PARTE DEI CONSUMATORI iamo all’ultima settimana di vacanze, almeno per l’estate vera e propria, ed è ancora quindi tempo di dare qualche interessante informazione ai reggiani che si apprestano a partire o a terminare il loro meritato periodo di riposo. S I vantaggi introdotti dai pagamenti elettronici rappresentano una verità tangibile per tantissimi utenti che, anche durante soggiorni all’estero, hanno testato la praticità di poter effettuare prelievi e pagamenti senza porsi la preoccupazione del contante. Per garantirsi il prodotto migliore, la soluzione più rapida cui si sono rivolti gli italiani è stata quella di porre a confronto le carte del circuito Visa, MasterCard, American Express, anche con il supporto di comparatori online, per individuare quella dai costi più contenuti e dalle funzionalità rispondenti alle singole esigenze personali. L’Osservatorio SuperMoney ha perciò focalizzato la sua attenzione sulla scelta degli italiani di affidarsi alle carte di pagamento durante i propri viaggi all’estero (qui tutti i consigli del Ministero degli Esteri a questo proposito) e ha effettuato un’analisi confrontando le richieste di carte di credito e prepagate pervenute al portale tra maggio e agosto 2013 e tra maggio e giugno 2014. I risultati emersi hanno evidenziato che sette italiani su dieci, in vacanza, prediligono le prime per effettuare pagamenti e prelievi di contante: nel bimestre maggio-giugno 2014, il 71,80% degli italiani ha scelto di portare con sé la carta di credito, contrariamente al 28,20% che ha preferito rivolgersi a una prepagata, preferenza già registrata l’anno precedente quando a scegliere le carte di credito è stato il 63,90% degli italiani, contro il 35,10% dei fedeli alla prepagata. Per quanto documentato da dati registrati, questo esito può lasciare increduli: infatti, chi si sposta spesso oltreconfine si trova a proprio agio nell’utilizzare le prepagate che, in vari casi, si dimostrano più convenienti delle carte di credito. L’Osservatorio SuperMoney ha perciò indagato nel dettaglioi vantaggi e i limiti legati all’uso di entrambi i tipi di carte, mettendo in evidenza le caratteristiche legate alle commissioni e ai prelievi per chi opera dall’estero. Dal punto di vista dei costi iniziali, le prepagate prevedono degli importi maggiori rispetto a quelli delle carte di credito, ma non hanno commissioni né cambio sugli acquisti con divisa estera. La carta Kalixa Pay, ad esempio, prepagata dell’omonima banca, ha un costo di attivazione di 4,95 euro, ma non applica alcuna commissione sul cambio e sui pagamenti in divisa estera; We Swap, al contrario, non ha costi di attivazione, ma prevede una commissione dell’1% sul cambio valuta. Le carte di credito considerate dallo studio, invece, prevedono una commussione sul cambio e sugli acquisti in divisa estera che può variare dall’1% all’1,7%, ma non hanno costi di attivazione. Per quanto concerne i prelievi dagli sportelli ATM, queste cedono nuovamente il vantaggio alle prepagate poiché sono previste commissioni che variano dall’1% di carta Intesa Gold di Intesa San Paolo, al 4% di BNL Classic di Banca Bnl. Sorge quindi spontaneo l’interrogativo: perché gli italiani mostrano questa preferenza per le carte di credito se, ad una prima analisi, sembrerebbero più vantaggiose le prepagate? Per rispondere in modo esaustivo interviene Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney che spiega “Le carte di credito sono più versatili. Mettendo in valigia la carta di credito non si hanno problemi di liquidità, mentre può essere difficile ricaricare una carta prepagata dall’estero. Inoltre, quest’ultime hanno spesso un plafond di spesa limitato rispetto alle carte di credito”. “L’ideale” – prosegue Manfredi – “sarebbe avere nel portafoglio sia una carta di credito che una prepagata. La prima si può utilizzare per i pagamenti in hotel, per prenotare un volo o noleggiare un’auto, la seconda per effettuare prelievi e piccoli pagamenti”. Nel caso in cui, invece, ci si trovi in procinto di partire per l’estero, ma non si disponga di nessun tipo di carta, è bene prestare attenzione ad alcuni importanti dettagli come i tempi di richiesta e consegna della carta. Se si decide per una prepagata, che non ha bisogno di personalizzazione, questa viene consegnata direttamente in filiale e può essere ritirata entro pochi giorni dalla consegna. Nel caso in cui la scelta ricada su una carta di credito le tempistiche si allungano: la carta verrà infatti inviata a casa del cliente entro 15 o 20 giorni dalla richiesta, e solo successivamente verrà inviato anche il codice di attivazione e il pin. resce il gradimento degli utenti della rete Wi-fi del Comune di Reggio Emilia: a sei mesi dall’avvio della nuova modalità di iscrizione via sms alla rete, infatti, gli accessi segnano un aumento giornaliero di circa 60/70 utenti. Gli iscritti complessivi al servizio, da gennaio ad oggi, sono arrivati a 12.523. E’ di questi giorni inoltre la campagna di informazione sulle funzionalità del wi-fi pubblico, distribuita presso i locali del centro storico e in altri punti della città in prossimità degli hot spot: si tratta di un servizio ancora più utile soprattutto durante l’estate quando aumentano le presenze dei cittadini nelle piazze della città e con esse la richiesta di collegamento. L’innovazione relativa alla modalità di iscrizione alla rete Wi-fi via sms è una delle azioni del progetto Wifi ‘come a casa tua’, promosso lo scorso gennaio dall’Amministrazione comunale, Iren e Guglielmo, per rendere più semplice, agevole e veloce l’accesso wireless alla rete del Comune, anche potenziando la banda, in entrata e uscita. Il servizio di iscrizione via sms rende più veloce e semplice la procedura di iscrizione, eliminando la necessità di presentare le proprie credenziali anagrafiche presso uno degli sportelli abilitati. Per collegarsi è necessario essere nelle vicinanze di uno dei 57 hot spot presenti in città e indicati in un’apposita mappa consultabile sul sito del Comune. Una volta attivato il wi-fi sul C proprio dispositivo, basta selezionare Guglielmo dall’elenco delle reti disponibili, aprire il browser e seguire le semplicissime istruzioni. A questo punto si riceve un codice via sms, che deve essere inserito una sola volta sul cellulare per poter iniziare a navigare ogni volta che ci si troverà in una delle aree coperte dal Wi-fi del Comune di Reggio Emilia: la connessione al servizio sarà infatti automatica. L’sms iniziale sarà dunque l’unico passaggio necessario da compiere, poiché le connessioni successive saranno immediate. “L’aumento davvero significativo degli utenti collegati e delle connessioni effettuate mette in luce la semplicità del nuovo sistema di connessione e la potenziata funzionalità del servizio - ha ricordato l’assessore all’Agenda digitale Valeria Montanari -. La possibilità di navigare gratuitamente in rete in città è un servizio a disposizione dei reggiani, al quale l’Amministrazione tiene in modo particolare, poichè ne conosciamo l’importanza. Reggio Emilia vanta 57 hot spot attivati, un numero davvero significativo: ci auguriamo di poter promuovere altri nuovi punti, per poter arrivare presto ad un rapporto di 1 hot spot ogni 1000/1500 cittadini, nella convinzione che questo possa essere il modo migliore per promuovere la diffusione della rete e della navigazione on line.” Tutti i luoghi coperti dal servizio e i dettagli sulla connessione sono consultabili su www.comune.re.it/wifi 26 SABATO 8 AGOSTO 2015 LA DONNA DI CUORI Metti un tacco 10 a tua moglie e inizia a guardare lei... non le altre “I tacchi della tua vicina ti hanno dato alla testa: attento, gli “sconquassi” sono davvero dietro l’angolo”. “Tranquilla Lorena, la causa che hai in corso si risolverà in tempi non lunghi e qualche soldino ti arriverà” Francesca, la convivenza porta anche a questo, ma non dare per perso il tuo rapporto, perché fra voi vedo un futuro Questi tacchi ti hanno dato alla testa: fossi in te mi metterei tranquillo per evitare problemi seri Cara Bruna… ho 39 anni. Mi chiamo Francesca e sono bionda. Dopo anni e anni di fidanzamento finalmente sono andata a convivere con il mio moroso. Disastro!!! Pensavo oramai che la nostra routine fosse collaudata e invece, causa il grosso cambiamento e penso causa problemi lavorativi di entrambi, le cose stanno andando malissimo. Dici che sia giunta l’ora di cambiare o provo a portare pazienza… magari è proprio solo la novità della convivenza? Grazie. Ciao Bruna, ho 40 anni e i capelli neri. Non ti posso dire il mio nome. Mi sono trasferito a Reggio Emilia 6 anni fa con mia moglie e mio figlio. Sono pugliese. Ho letto di te sul Giornale di Reggio e ho pensato di scriverti. Da qualche mese mi sono completamente innamorato della nostra vicina di casa. La penso ogni momento e quando sento il rumore dei tacchi scendere le scale mi precipito con una scusa fuori casa per poterla incontrare (sempre se mia moglie è distratta o non è in casa). Non so più cosa fare? Ho veramente pensato di mollare tutto per stare con lei, ma non so nemmeno se il mio amore è contraccambiato. Ciao, grazie. Cara Francesca, secondo me dovresti tentare un accomodamento; non dare per perso il tuo rapporto, perché fra voi vedo un futuro. Vorrei, e questo lo dico al plurale, che non consideriate la situazione finanziaria come un deterrente per rompere un rapporto. Quando l’amore è solido supera anche questi problemi. Vedo un’altra figura attorno a te… ti consiglio però di lasciar perdere. Carissimo, questi tacchi ti hanno dato alla testa: fossi in te mi metterei tranquillo perché faresti solo un gran sconquasso. Eventualmente, se proprio vuoi trasgredire, fallo lontano da casa. Ti do un altro consiglio: fai mettere un bel 10 di tacco a tua moglie e inizia a guardare lei, che tra l’altro è molto carina. Ciao. Marina, non vincerai alla lotteria, ma vedo un camiamento di lavoro in tempi non lunghi Giorgio, non devi vederti carino tu, ma gli altri. Cerca di essere più simpatico e spigliato e vedrai che succederà Carissima Bruna, mi chiamo Marina, ho 25 anni, sono castana, e vorrei sapere se arriverà una vincita alla lotteria: di solito ci gioco, ma non ce l’ho mai fatta. Mi sono stufata di lavorare. Devo insistere? Gentilissima Bruna, mi chiamo Giorgio ho 19 anni e sono castano scuro, a me piacerebbe molto essere ammirato dalle ragazze, ma quando vado in giro nessuno mi fila. E’ colpa del mio aspetto, anche se, guardandomi allo specchio mi sembro anche carino. Cosa c’è che non va. So di non essere Brad Pitt, ma non sono neanche male. Cara Marina, se vedessi vincite alla lotteria te lo direi e soprattutto le farei per me stessa, oltre magari a far stare bene alcuni persone. Per te vedo invece un cambiamento sul lavoro in futuro: ti vedo in collaborazione con tante persone e tra queste ci sarà una persona che ti proporrà una nuova occupazione. Bruna informa i Lettori del Giornale, che le sue risposte saranno quanto più utili, quanto più specifiche e particolareggiate saranno le vostre domande. Ad esempio: Se parlate di un “lui” o di una “lei” dovete spe- Caro Giorgio, non ti devi vedere tu carino, ma devi trasmetterlo in un modo più semplice. Cerca di fare questo lavoro su di te e vedrai che, essendo più simpatico e brillante con le ragazze, qualche d’una, in futuro, si interesserà a te. cificarne il colore dei capelli e gli anni, come fate per voi. Se chiedete di lavoro, dovete specificare se lavorate già o no. Per consentire a tutti i Lettori di avere le risposte ai quesiti che Bruna Becchi La causa che la tua famiglia ha attualmente in ballo troverà un accomodamento e vedo che qualche soldino arriverà. Carissima Bruna. Mi chiamo Lorena. Ho aimè 75 anni. Questa mail la sto dettando a mio nipote che sa come si usa il computer. Mio figlia e mio genero abitano con me. Hanno un po’ di problemi economi e la mia pensione è molto bassa perciò non li riesco ad aiutare come vorrei. Secondo te riusciranno a risolvere la causa giudiziaria che hanno in corso e prendere un po’ del denaro che spetta loro così potremmo nuovamente tirare fiato? Sono tanti anni che siamo “in ballo”. Grazie. Un bacione Cara Lorena, siamo in dirittura di arrivo. La causa che la tua famiglia ha attualmente in ballo troverà un accomodamento e vedo che qualche soldino arriverà. Vedo comunque amore sulla vostra casa e oggi come oggi è molto importanti. Subito farai piccoli lavoretti, poi ti vedo inquadrato positivamente: tieni duro! Cara Bruna, mi chiamo Francesco, ho 20 anni, sono moro. Il mio sogno professionale sarebbe quello di fare il documentarista, ossia girare documentari sulla natura da proporre alle varie televisioni, locali o nazionali che siano. Ho fatto lo Zanelli, quindi di natura me ne intendo. Credi che io sia sulla buona strada oppure dovrò cambiare obiettivo? Caro Francesco, finamente uno che si interessa alla natura. Cerca di continuare a lottare e tieni duro: non mollare. Subito farai piccoli lavoretti, poi, invece, ti vedo inquadrato positivamente. pongono a Bruna, si prega di non ripetere più volte le domande sui medesimi argomenti se non a distanza di tempo ragionevole. Questo per rispetto degli altri Lettori e di Bruna. Inviaci le tue lettere e domande per BRUNA via e-mail a: [email protected] o scrivi una lettera a “La Donna di Cuori” • via Guicciardi, 7 • 42122 Reggio Emilia SABATO 8 AGOSTO 2015 27 LA CUCINA FACILE Salmone mediterraneo, bontà irresistibile “I RIMEDI DELLA NONNA” Tanti metodi per rendere morbidi polipi e seppie Molti evitano di cucinare seppie e polipi perchè li trovano sempre troppo duri e callosi. In realtà c’è un sistema per renderli morbidi e gradevoli: dopo averli puliti e lavati, metteteli su un piatto piano e cospargeteli di sale grosso. Dopo un’oretta circa sciacquateli e cucinateli senza timori. Un altro sistema per ammorbidire i polipi è quello di aggiungere all’acqua di bollitura un tappo di sughero. In particolare, si dice, il tappo di una bottiglia di vino bianco. I calamari e i totani invece diventano morbidissimi con un bel boccale di birra. Metteteli a bagno, in birra chiara, almeno per un’ora, e dopo potrete cucinarli con la vostra ricetta preferita. Sempre a proposito di calamari, capita spesso che quando si fanno ripieni la farcitura eccessiva ne causi lo scoppio. Per evitarlo intanto conviene farcirli solo per due terzi o poco pià, e poi si bucherellano qua e là con uno stuzzicadenti, come si fa per la salsiccia. Con acqua e aceto si toglie il “selvatico” al coniglio Per togliere il sapore di selvatico al coniglio, se ve ne siete procurato uno che non sia dichiaratamente di allevamento, in assenza di tempo per fare una frollatura in freezer con aromi procedete così: una volta pulito e tagliato a pezzi, mettetelo in una casseruola già calda, su fuoco basso, senza condimenti, e aspettate qualche minuto che trasudi del liquido. Questo andrà poi buttato, e potrete procedere con la vostra ricetta. Un altro metodo per togliere il sapore del selvatico al coniglio è quello di lasciarlo a bagno almeno mezza giornata, o meglio ancora per una notte in metà acqua e metà aceto. Infarinare le uova di contorno degli arrosti Nell’immagine qui sopra il Salmone mediterraneo magistralmente proposto sul piatto. Sotto il salmone fresco. Attenti che lo sia davvero DANIELA FERRARI ECCOCI all’angolo delle ricette. Questa settimana vi proporremo un paio di piatti semplici da fare, ma di assoluto livello culinario, entrambi rigorosamente a base di pesce, per i tanti amanti del genere. SALMONE MEDITERRANEO Questa ricetta ha un tempo di preparazione di non oltre una quindicina di minuti e un tempo di cottura di 15-20 minuti non di più, quindi un secondo gustoso e abbastanza veloce. Nel caso in cui i commensali desiderio assaporare qualche aroma in più occorre un tempo di riposo di una mezzoretta per la marinatura. Quella che stiamo preparando è una dose per quattro persone. GLI INGREDIENTI 800 grammi di filetto di salmone spinato; 200 grammi di pomodorini; 20 olive taggiasche in salamoia; 2 cucchiai di capperi; Origano secco; Prezzemolo; Il succo di mezzo limone; Vino bianco; Olio extravergine d’oliva; Sale e pepe. IL PROCEDIMENTO Il salmone non ha bisogno di presentazione: è sicuramente conosciuto in ogni angolo del pianeta come uno fra i pesci più gustosi Durante la preparazione di arrosti, rollate o polpettoni farciti con le uova sode, queste tendono a scivolare dalla loro posizione, rovinando poi l’effetto estetico quando si taglia per servire in tavola. Prima di collocarle nella loro posizione, infarinatele leggermente una ad una. Resteranno immobili. di sempre, tra l’altro ricco di Omega 3 che fa bene al cuore. In questa sede lo prepariamo al semplicemente forno, con i più classici ingredienti della cucina mediterranea. Gli ingredienti principali di questa ricetta davvero gustosa sono i capperi, le olive, i pomodirini e il Salmone. Oltre a un po’ di prezzemolo che, magari, a gusto, va aggiunto verso fine cottura. Tanto per iniziare, dividere il filetto in 8 tranci abbastanza regolari, bagnarlo con mezzo bicchiere di vino bianco, il succo del limone, coprirlo e passarlo in frigorifero per 30 minuti in modo che possa marinare. Nel frattempo dividere a metà i pomodorini, quelli rossi e rotondi ovviamente, e preriscaldate il forno a 190 gradi. A questo punto occorre scolare il pesce dalla marinata e tenete questa da parte. Disporre poi successivamente i filetti di salmone in una teglia, coperta da carta forno, sulla quale unire i pomodorini rigorosamente tagliati a metà, i capperi e le olive. Emulsionare quindi il tutto con una frusta inserendo il liquido della marinata al quale aggiungere, come dicevamo, con un cucchiaio di prezzemolo grossolanamente tritato, un cucchiaino di origano secco, sale, non molto, pepe e tre cucchiai di olio extravergine. Condire il tutto con l’emulsione che si è creata a parte e passare in forno per circa 15 minuti. Il piatto che ne uscirà sarà certamente gradevole al palato e, se presentato bene, farà fare agli artisti della cucina che lo avranno cucinato e “confezionato” un figurone con tutti i loro ospiti. 28 SABATO 8 AGOSTO 2015 We Write 2015 Ecco altri temi realizzati dai ragazzi Venerdì 24 aprile, presso la Sala Tricolore dell’Hotel Mercure Astoria di Reggio Emilia, 95 studenti, provenienti dai 26 istituti della provincia, hanno animato la terza edizione di We Write, premio letterario promosso dalla nostra testata e dal direttore editoriale Maurizio Costanzo. Tanti i TEMATICHE LAVORO PROPOSTE DA DITTA “FAGIOLI” temi d’attualità affrontati dai ragazzi, tante le personalità che hanno voluto salutare i ragazzi prima di avviare le macchine da scrivere. Alla mattinata hanno partecipato Roberto Mirabile (presidente della Caramella Buona), Alessandra Fagioli (a rappresentanza della nota azienda I temi in gara Fagioli, sostenitore del progetto letterario) oltre ai giornalisti di 4minuti.it e del Giornale di Reggio Settimanale, testata che nelle prossime settimane riporterà tutti gli scritti dei ragazzi in corsa per il premio. Una bella mattinata, dove le giovani menti creative hanno avuto la possibilità di con- TEMATICHE LAVORO PROPOSTE DA DITTA “FAGIOLI” 14. 13. Lavoro significa possibilità di realizzare un progetto di vita professionale e personale. La formazione è il miglior canale di accesso al lavoro e la volontà di migliorare costantemente è la chiave che tiene aperta la porta del successo. In cosa credi che la tua scuola, la tua famiglia, le tue esperienze in stage estivi, ti abbiano formato per affrontare le difficili sfide del mercato del lavoro che ti attendono. Silvia Torelli • 5ª O • “M. Carrara” Le superiori sono state, per me, soprattutto una scuola di vita. Ora che sono prossima all’esame di maturità, spesso ripenso alle tappe che mi hanno portata fin qui e agli ostacoli che ho dovuto superare. Più di quello che ho imparato a lezione e sui libri, sono state le persone che ho conosciuto e con cui ho imparato a rapportarmi che mi hanno formato e che mi hanno resa ciò che sono adesso. E’ grazie a tutti i professori e ai compagni con cui mi sono confrontata, con cui ho discusso e ai quali ho espresso la mia opinione, che mi sono fatta un’idea delle persone che potrei avere vicino in un futuro ambiente di lavoro. Tutti quei professori da cui sono stata giudicata non tanto per il mio rendimento scolastico, quanto più per le mie idee, o per il mio stile di abbigliamento, o perché semplicemente non rientravo nei loro parametri di “normalità”, o perché avevo un’opinione diversa dalla loro, sono stati quelli che mi hanno resa più forte. In passato, spesso tornavo a casa e mi lamentavo con i miei genitori di qualche compagno antipatico o di qualche professore che se l’era presa con me, e mi hanno sempre risposto che, quando sarei entrata nel mondo del lavoro, avrei incontrato tantissimi colleghi o miei superiori con i quali non sarei andata d’accordo, ma che avrei comunque dovuto imparare a sopportare senza discutere. Ho avuto la mia piccola rivincita durante lo stage in un ufficio comunale, dove ho trovato colleghe che mi hanno subito accolta come una di loro, che sono andate oltre l’aspetto estetico, che mi hanno giudicata per le mie capacità ed abilità e con le quali mi sono confrontata in modo costruttivo. Loro stesse mi hanno chiesto di tornare in quell’ufficio per gli stage successivi e mi hanno sempre ringraziata per l’aiuto che ho dato loro. Questa esperienza mi ha restituito fiducia e mi ha permesso di affrontare meglio gli ultimi anni di scuola superiore. All’inizio, probabilmente, non ero abbastanza matura da accettare il fatto che esistano persone così superficiali da fermarsi alle apparenze, così ottuse da ritenere sbagliata qualsiasi idea differente dalla loro. Ora ho capito che anche da queste persone posso imparare qualcosa, perché è grazie a loro che è cresciuta in me la determinazione che spero mi aiuterà quando dovrò affrontare il mondo del lavoro. Ogni difficoltà mi ha resa più sicura di me stessa e mi ha insegnato a distinguere tra quelli che si limitano a giudicarmi per il mio aspetto e le mie idee e quelli che, invece, vanno oltre i pregiudizi e mi danno modo di mostrare le mie qualità. Il mio primo colloquio di lavoro: ecco come e dove lo vorrei. Cosa vorrei dire di me, cosa vorrei fare, che caratteristiche di me vorrei emergessero. Carlotta Ventura • 5ª A • “Filippo Re” Sono a Parma, nella caserma dei RIS, dopo cinque anni di formazione universitaria finalmente ci siamo, il giorno più importante della mia vita è arrivato. Il colloquio che segnerà il mio futuro e che potrebbe distruggere il mio passato, spazzandolo via, come mera polvere. Nella vita volevo fare una cosa sola: operare come criminologa.Sono seduta su una sedia pieghevole nera, sento i battiti del mio cuore che sembrano perforarmi il petto. Sospiro e mi concentro. Inizio subito a mettere in pratica le mie conoscenze, mi immedesimo nel selezionatore, entro nella sua testa, ripercorro mentalmente ciò che ho imparato nel dipartimento di scienze psicologiche: il linguaggio del corpo, la postura, il tono di voce, i gesti; sono pronta a mostrargli ciò che sta cercando, me. Si pone di fronte alla mia figura un omone corpulento di media statura, coi capelli grigiastri e gli occhi spenti. Mi alzo, gli porgo la mano e misuro la forza con cui stringo la sua: non troppo forte, ma nemmeno delicatamente, devo dargli l'impressione di essere una persona sicura. Accenno un sorriso e mi presento: mi chiamo Carlotta Ventura, ho 25 anni, ho preso la laurea breve in Tecniche e Scienze Psicologiche, e ho continuato gli studi in Scienze delle investigazioni e Criminologia. Dopo i convenevoli mi conduce dentro una stanzina piccola, ma ben illuminata. Appena ci sediamo parte subito con quelle domande che col lavoro non hanno nulla a che vedere, ma che servono a determinare la tua persona: “Lei nel tempo libero di cosa si interessa?” senza nemmeno rifletterci rispondo: “del mondo”, sembra così banale, mi ricorda quelle scene dei film in cui la reginetta di bellezza, alla richiesta “esprimi un desiderio” dichiara di volere la pace nel mondo, ma demolisco subito l'ipotetico collegamento e spiego: “Trovo doveroso tenermi informata sugli avvenimenti terribili che affliggono i popoli lontani dal nostro paese, come il genocidio dei Tutsi in Ruanda degli anni novanta. La maggior parte dei miei coetanei non è nemmeno a conoscenza dell'esistenza di tale conflitto ed è vergognoso considerando che ha portato ad un milione di vittime. Tutto per una distinzione razziale inesistenze creata da un popolo esterno. Anche se accade lontano dalla mia terra, io, come essere umano, me ne devo interessare.” ed ecco la prima domanda bomba: “Come crede che ciò possa ritornarle utile nella carriera lavorativa?” come se ogni nostra azione e ogni nostro interesse debba essere finalizzato all'accrescimento personale. Sinceramente ho iniziato ad interessarmi a tali avvenimenti perché lo facevano in pochi, e a me piace essere un po' speciale, guardare dove non guarda nessuno, ascoltare la voce del silenzio, ma ovviamente questo non posso dirlo, per cui gli confido solo il secondo motivo: “Capire da dove nasce il conflitto, studiarne la storia, le radici più profonde ed antiche, credo possa rendermi più efficiente nel mio lavoro. Imparo a risalire alle fonti, al parto del pensiero criminale.” spero di risultare interessante, di fargli capire che sono determinata a continuare lo studio del crimine in ogni sua forma, il ché non sempre è scontato, in molti, una volta finiti gli studi ed ottenuto un lavoro, non si occupano più della propria formazione, non sono volenterosi di svolgere al meglio il proprio lavoro, lavorano e basta. Voglio che sappia che non sono quel tipo di persona. Guardandomi fisso negli occhi frontarsi e di conoscersi. Si aggiudicano questa edizione di We Write Giulia Cuda del Liceo Ariosto Spallanzani, Davide Grisendi del Liceo Canossa, Camilla Maria Davolio dello Scaruffi-Levi-Tricolore, Francesca Burani del Galvani Iodi, Elena Donscoi dell’Istituto Sec- chi e Francesco Nasi del Liceo Moro. Ai vincitori una borsa di studio pari a 500 euro. Anche la scuola d’appartenenza si è aggiudicata un premio dello stesso valore. Proseguiamo con la pubblicazione dei temi dei ragazzi che hanno partecipato a questa edizione. mi propone la domanda base: “Quali sono le caratteristiche personali che, a suo parare, la rendono idonea a questo tipo di lavoro?” ovunque tu andrai ti faranno una domanda simile, per cui bisogna prepararsi senza sembrare però troppo impostati e costruiti. Rispondo: “Le dirò cosa non sono e cosa sono: non sono facilmente impressionabile e sono una persona fortemente empatica, riesco a capire il perché delle azioni e delle scelte delle persone anche qualora possano risultare incomprensibili, e nonostante ciò riesco a mantenere un distacco emotivo” ho il timore di essere stata autocontraddittoria: una persona empatica che non si fa coinvolgere emotivamente? E poi sarà vero che non sono emotiva? Infondo quando la reporter Di Giovanni raccontò su Ted Talks di quando entrarono coi carrarmati in Bosnia, di come le madri “abbandonarono” i loro figli in mano a sconosciuti per metterli in salvo, mi commossi. Penso alle dodicimila sedie rosse posizionate, alla fine del conflitto, sulla piazza di Sarajevo per simboleggiare i caduti, alcune di esse erano più piccole, perché quelle erano per i bambini. Sono queste le storie che lasciano alle mie lacrime il permesso di solcare il mio volto. Quindi io sono una persona emotiva? quando studio ed analizzo i crimini passati non mi sento coinvolta quindi direi che non lo sono. Sembra strano, ma è un concetto diverso. Ciò mi fa capire come sia difficile raccontarsi quando nemmeno tu sai bene chi sei. Lui, forse per provare a mettermi in difficoltà o forse semplicemente perché sono stata poco chiara, mi chiede di fargli un esempio concreto, allora comincio a raccontare del così conosciuto «più mostruoso criminale della storia», rapiva i bambini, li uccideva e ne mangiava determinate parti del corpo. Spiegai la mia ipotesi sul perché delle sue gesta, del collegamento tra le sue azioni e le umiliazioni che ricevette in orfanotrofio (egli si nutriva delle parti sulle quali venne punito fisicamente da bambino), gli esposi le mie analisi psicologiche sperando di fargli notare che possiedo le competenze applicative, necessarie per svolgere il mio, forse, futuro lavoro. Questo perché non voglio che la mia laurea parli per me, il mio obbiettivo è spiegargli indirettamente chi sono; mi starà riuscendo bene? Sono positiva, non fallirò. “Carlotta, lei cosa pensa dei criminali?” devo ammettere che questa domanda mi spiazza alquanto, qualsiasi risposta io dia potrebbe essere sbagliata. Provo a rispondere nel modo più esaustivo possibile: “Ha presente l'esperimento della prigione di Stanford del '71?” - “Certamente, gli studenti suddivisi in prigionieri e guardie” - “Erano ragazzi normali, diversi tra loro, ma tutti nella media, eppure coloro che avevano il ruolo di guardia passarono dall'essere studenti come tanti al divenire aguzzini spietati: umiliarono i loro coetanei e dovettero interrompere l'esperimento prima del tempo. Questo perché hanno subito un processo di deindividualizzazione cadendo in uno stato eteronomico proprio come accadde dieci anni prima nell'esperimento di Milgram: un soggetto ordinava al candidato di infliggere scosse elettriche ad un terzo individuo nonostante egli implorasse di smetterla. Gli venne detto che era per uno studio sulla memoria, che era essenziale ai fini della ricerca che continuasse a somministrare le scosse. Ad ogni esitazione del candidato il primo soggetto doveva istigarlo a continuare. In realtà le scosse erano finte e il terzo individuo era un attore, ma, nonostante i candidati fossero ignari di ciò, continuarono la tortura andando contro alla propria morale e ai propri principi. Questo perché spinti da un primo individuo autoritario. Non percepivano il senso di responsabilità delle proprie azioni. Per cui credo che nessun uomo nasca malvagio, ma anzi, venga spinto a diventarlo dalle circostanze o dalle esperienze negative che ha vissuto, reagendo ad esse in modo sbagliato, in modo criminale.” Non potevo rispondere in modo più completo, sono soddisfatta di me stessa, ma spero che lui non lo noti. “Un ultima domanda: perché ha scelto di diventare criminologa?” penso che sia la domanda più insensata che si possa fare, ma d'altronde anche da Mc Donalds ti chiedono perché vuoi lavorare lì, per cui mi andava anche bene, visto che almeno io una riposta sincera posso darla: (continua pagina successiva) SABATO 8 AGOSTO 2015 29 We Write 2015 “Mi ha sempre affascinato la mentalità umana, fin da quando sono bambina, e allo stesso tempo odio le ingiustizie e ho sempre lottato contro di esse mettendomi in mezzo a situazioni di cui io non centravo nulla, perché mi infastidivano e mi sentivo in dovere di intervenire. La fusione di questi due fattori mi hanno portato alla decisione di divenire criminologa, ed è nata dentro di me in modo autonomo, come se fosse naturale e scontato che io debba intraprendere questa strada nella vita.” Voglio davvero studiare i criminali, voglio davvero catturarli per tenere al sicuro la società, voglio davvero dare giustizia alle famiglie delle vittime, voglio davvero questo lavoro. Non è andata divinamente, forse potevo far di meglio, ma meglio di così non sarei stata io. “Va bene, il colloquio è finito, arrivederci signorina Ventura” Adesso non mi resta che sperare che quello sia davvero un arrivederci. Gian Marco Gaudino • 4ª B • “A. Secchi” Buongiorno sono Gian Marco Gaudino e voglio parlarvi di me stesso, perché intendo farvi sapere ciò che penso, condividere con voi le mie idee e le caratteristiche che vorrei emergessero di me. Ah dimenticavo, oggi è il 24 Aprile 2015 e vi scrivo dal prestigioso Hotel Mercure Astoria, in occasione del premio letterario “We Write”. Non so come e dove vorrei il mio primo colloquio di lavoro, non ci penso, ma sono concentrato sul mio obbiettivo, diventare un dottore. Sono giovane, maggiorenne da poco, ma già consapevole di come voglio arricchire la mia vita, aiutando quella degli altri. Io mi reputo un ragazzo intelligente, aperto, gentile, che sa farsi rispettare, voglio sempre essere il leader della squadra. Tornando alla mia passione, aiutare il prossimo, credo che non ci sia cosa più bella e importante di dare qualcosa di noi stessi a qualcun altro, donare anche un piccolo infinito secondo ad un'altra persona. Quello che molti non sanno, è che quando fai qualcosa di bello, quando doni, in cambio ricevi tantissimo, ed è un emozione unica. Io posso provarlo perché nel mio piccolo cerco sempre di essere generoso, e nel momento in cui mi accorgo che una mia azione ha fatto sentire bene e provare belle emozioni a qualcun altro, bè, questo mi rende felicissimo. Io ho guardato dentro di me, ho visto un cuore grande che per essere sfamato ha bisogno di amore. Questa fame la sazio non solo con emozioni, ma con ambizioni: “ Sognate e mirate sempre più in alto di quello che ritenete alla vostra portata. Non cercate solo di superare i vostri contemporanei o i vostri predecessori. Cercate piuttosto di superare voi stessi” dice W.Faulkner, non altra citazione potrebbe essere più appropriata per descrivere il mio attuale modo di pensare. Io sono ambizioso, anticonformista, deciso di essere un attore in mezzo ai burattini, di seguire una giusta strada, io fisso i piedi sul cemento, ma ho gli occhi nel futuro. Io sono un attore, recito il copione della vita che io stesso ho scritto, interpreto il ruolo del dottore, un personaggio che vive in sintonia con la vita altrui, che si nutre di emozioni. Io sono giovane, maggiorenne da poco, consapevole che le mie idee possano mutare spesso, consapevole di poter inciampare sopra i miei passi o di qualcuno, ma io faccio il doppio laccio, e vivo. TEMATICA ATTUALITÀ 1. La mia App. Oggi oltre 700.000 Applicazioni sono a disposizione dei nostri smartphone e/o tablet: che ti piaccia giocare, fare vita mondana, tenerti aggiornato sulle ultime notizie e gli ultimi pettegolezzi, acquistare biglietti per il cinema o comprare azioni, o che tu voglia soltanto conoscere le previsioni del tempo, per tutto c’è una App. Racconta il tuo rapporto con queste svariate funzioni dei telefonini e racconta quale nuova App vorresti inventare. A cosa servirebbe? Che nome le daresti? A chi potrebbe essere rivolta? Noemi Sazio • 5 CP • Istituto Alberghiero A.Motti Posso affermare che la comparsa di internet è stata una grande innovazione per la società in cui viviamo, definendolo un importante strumento, quasi indispensabile per svariate situazioni e per la vita quotidiana. Esso, ha sostituito nella maggior parte dei casi i mezzi cartacei, ed è sempre presente in ogni posto in cui ci troviamo, è alla portata di tutti, di facile consultazione, e disponibile su numerosi mezzi di comunicazione, come i famosi smartphone e tablet. Questo strumento viene usato non solo dalle persone comuni, ma costituisce un mezzo lavorativo per tutte le strutture che producono beni ed erogano servizi. Inoltre, è possibile mettersi in collegamento e sapere cosa accade nel resto del mondo attraverso i famosi social network, blog, forum, siti web e le App stesse. Attraverso i mezzi di ultima generazione, posseduti dalla maggior parte delle persone, e soprattutto molto in voga tra i giovani, tramite una sezione presente nel nostro telefono, è possibile scaricare in maniera gratuita o dietro un pagamento, numerose applicazioni di svariato genere e di diverse utilità. Personalmente, possiedo un telefono con queste caratteristiche, non tanto per stare al passo con le mode d’oggi, ma piuttosto perché nell’arco di un rapido e deciso “click”, posso avere la risposta a tutto ciò che desidero conoscere o approfondire in qualsiasi situazione mi trovo. Le App presenti sul mio smartphone mi permettono di rimanere aggiornata sulla situazione scolastica, sulle previsioni del tempo, svagarmi sui social network, mandare e ricevere e-mail, condividere e scaricare musica, guardare video, mandare messaggi, fare chiamate, chattare, scaricare e leggere libri, rimanere aggiornata sulle notizie di attualità attraverso il giornale locale, utilizzare i maggiori motori di ricerca per trovare informazioni, avere una traduzione in più lingue e tanto altro. Insomma, tutto ciò che caratterizza la nostra vita. Posso dunque affermare che, per ogni bisogno corrisponde una App, ritenendo ciò molto innovativo e rapido, pieno di aspetti positivi sfruttabili al meglio. Per ogni aspetto positivo, ne seguono altrettanti di negativi, a parte tutti i comfort di cui possiamo usufruire, dobbiamo soffermarci anche su coloro che non sono in grado di utilizzare questo canale di comunicazione e di stare al passo con i tempi, un esempio può essere rappresentato dalle persone di età avanzata, che non hanno avuto modo di imparare a utilizzare questi strumenti o non ne hanno avuto i mezzi e nessuno che le seguisse nell’apprendimento di tale processo, e al contrario invece ai giorni d’oggi, sarà capitato a tutte le persone almeno una volta, di osservare genitori che permettono ai figli gia in età giovanissima di possedere uno smartphone, e per i più fortunati magari anche gli ultimi modelli sul mercato. Al contrario, in alcune parti del mondo in cui prevale la povertà, i bisogni primari non si indirizzano a possedere smartphone di ultima generazione, ma alla sopravvivenza. A mio parere, un ulteriore aspetto da mettere in evidenza è che con la comparsa di internet il contatto umano viene accantonato e sostituito da uno schermo, da cui avviene una conversazione tra due persone che piuttosto che vedersi decidono di scegliere la comodità di stare seduti su una sedia dietro un monitor e chattare. Alcuni affermano che si trovano bene cosi, altri rimpiangono i tempi in cui non esistevano questi sistemi avanzati, e veniva data ancora importanza a guardare il proprio interlocutore negli occhi, oppure di stabilire un contatto, e di osservare le sue reazioni. Ma alla fine non possiamo opporci allo sviluppo della società, ma possiamo fare in modo però, di non rimanerne intrappolati, e di mantenere ancora intatti e alti i principi che riteniamo più validi per la nostra formazione personale, senza reprimere noi stessi dietro un computer. In conclusione, se ne avessi gli strumenti e la possibilità, mi piacerebbe inventare una App che consenta di creare un abbigliamento personalizzato, il quale attraverso un collegamento con una fabbrica apposita o un determinato negozio, esso viene prodotto e spedito nella propria abitazione in tempo reale. Questo tipo di applicazione può essere rivolta a qualsiasi persona, dai giovani ai più anziani, che magari si trovano impossibilitati a eseguire spostamenti in un dato periodo. La chiamerei “Be Different”, poiché è importante essere se stessi in qualsiasi cosa facciamo, distinguersi dalla massa, e non reprimere la personalità presente in ognuno di noi. Serena Mailli • 5E • IIS Castelnovo Nè Monti Nella società attuale, la tecnologia, internet e i mezzi di comunicazione sono all' ordine del giorno, non solo ragazzi o adolescenti sono coinvolti, ma questo fenomeno sta interessando le varie generazioni. Attraverso smartphone e/o tablet riusciamo a conneterci dall'altre parte del mondo ed essere sempre aggiornati ovunque siamo, pazzesco no? Esistono un' infinità di applicazioni chiamate più comunemente App che ci permettono di fare ciò che più ci piace, dagli interessi personali, al lavoro, per essere sempre aggiornati sulle ultime notizie, possono essere utili per chi viaggia molto, insomma ormai si può fare un po' di tutto essendo che sono coinvolti molti campi! Personalmente ho un rapporto abbastanza stretto con queste svariate funzioni, da quando sono nate e ho iniziato così ad utilizzarle, poi non ho più smesso! Penso che non bisogna però, farne di queste un abuso, utilizzarle si, ma nella maniera e nei modi corretti senza esagerare e senza cadere in un “vizio” o “circolo vizioso”, se cosi si può definire. Spesse volte può accadere che bisogna disintossicarsi dalla tecnologia in generale e dalle App, proprio per l' uso sbagliato che se ne fa, si cade in un sistema in cui una persona non ne può più fare a meno e può diventare un problema grave, anche a livello psicologico. Ogni giorno scopro App diverse proprio per la quantità e diversità con cui sono inserite nel mercato, io sono interessata soprattutto ad applicazioni di moda e di musica, perchè sono le mie più grandi passioni; molte volte ricevo messaggi di novità, di promozioni dalle App che più mi interessano e questo mi entusiasma, mi dà la carica per coltivare sempre più i miei interessi. Mi piace acquistare prodotti online anche se bisogna adottare diverse accortezze per evitare di essere coinvolti in truffe o quant' altro, sperimento e scopro cose nuove addentrandomi in questo mondo, parlandone tra amici sono venuta a conoscenza di App e sistemi inesistenti, come ad esempio la possibilità di scaricare coupon attraverso particolari applicazioni per poi avere dei buoni sconto sui prodotti e servizi scelti. Se oggi dovessi inventarmi una nuova App, la chiamarei PROGETTA VITA, un' applicazione che permetta di fare una sorta di progetto, di pianificazione della vita delle persone, inserendo dati ed informazioni possa formare un prospetto base, possa aiutare tutte quelle persone in difficoltà che, come me, dopo il diploma di maturità, devono essere indirizzate nel mondo del lavoro o all' università. Rendere meno difficoltosa la scelta, essere guidato, avere un supporto morale, essere informato soprattutto per quanto riguarda l' università essendo una decisione delicata da compiere, penso sia necessario per poi poter svolgere in maniera ottima il proprio lavoro. Inoltre per esperienza personale, non è sempre possibile poter scegliere l' università che si desidera, per impedimenti di vario genere, come ad esempio la lontananza dal proprio paese e dal proprio nido familiare, che spesso limita ragazzi a seguire la strada del cuore, i costi sono molto elevati e questo è un altro fattore di cui si deve tener conto, quindi penso ci sia bisogno di un' App che controlli, gestisca e dia supporto a ragazzi in cerca della propria strada, potendo gestire con consapevolezza i propri studi senza vincolare nessuno a dover intraprenere scelte diverse rispetto a quelle desiderate per poi rischiare di pentirsi. I sacrifici, la voglia di mettresi in gioco e fare nuove esperienze ci devono essere, ma non possono vedersi sfumare in niente, una guida indirizzata potrebbe essere perciò efficace a costruirsi il successo e la carriera lavorativa, necessaria per l' esistenza umana. TEMATICA ATTUALITÀ 2. Ti danno la possibilità di avere uno stand a Milano per Expo 2015. Una zona tutta tua nel più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. Come ti organizzi? Come sfrutteresti il tuo spazio, con quali esposizioni, quali messaggi? Emanuele Simonazzi • IV • Liceo San Gregorio Magno “Nutriamoci di innovazione” Manca poco ormai all’apertura di Expo 2015 il più grande evento mai realizzato prima sull’alimentazione e la nutrizione. Vogliamo oggi anticiparvi alcune curiosità riguardo uno stand che ha attirato l’attenzione di numerosi esperti nel campo alimentare. Si parla del “Green Food” promosso da un giovane studente italiano che con l’aiuto di alcuni sponsor ha potuto mettere in piedi questo progetto. Si tratta, anche se per ora è soltanto un prototipo, di avviare una nuova catena di “fast food”, non con i soliti prodotti ma con alimenti che appartengono più strettamente alla nostra cultura. Durante l’Expo sarà allestito uno “stand” cha sarà un vero e proprio punto di ristorazione dove questa idea potrà essere testata dagli stessi consumatori. In una recente intervista al giovane ideatore del progetto Simonazzi Emanuele ci è stato raccontato come è nata questa idea. L’intento è quello di unire il concetto di “cibo veloce” a quello di cibo più sano, più tradizionale, tutto a un prezzo abbastanza contenuto in modo da essere accessibile a tutti. Anche in Italia che da sempre è conosciuta in Europa e nel mondo per la tradizione culinaria, stanno prendendo sempre più piede i fast food e i cibi preconfezionati. Allo stand verranno serviti piatti, nella stessa modalità dei fast food, con alimenti presi però dalla dieta mediterranea, che non da molto tempo è stata inserita nell’elenco dei beni non materiali dell’UNESCO. Al giorno d’oggi è importante investire sulle nostre tradizioni e anche sulla sanità di ciò che ci nutriamo, perché le malattie cardiovascolari e legate all’obesità sono in esponenziale aumento nel nostro secolo. Nella società moderna siamo abituati ad avere tutto subito e vivere una frenetica passando da luogo all’altro spesso per motivi di lavoro. Non c’è più tempo per fermarsi a tavola con la proprio famiglia per dialogare insieme. l luogo dove questi cibi verranno serviti non sarà il consueto locale da fast food ma qualcosa di meno caotico più silenzioso con tavoli riservati per le famiglie, in modo da favorire il dialogo. Ora non ci resta che aspettare l’inizio dell’esposizione per poter provare questo nuovo punto di ristorazione e chissà che non potremo trovarlo fra un po’ di tempo in tutte le piazze italiane. Sonia Lerose • 4A • ITG A. Secchi L' alimentazione è decisamente uno degli aspetti fondamentali e principali di ogni continente, nazione e città. Bisogna però riflettere sulla qualità e sulle possibili conseguenze che potrebbero portare i diversi piatti e alimenti su noi consumatori. Ecco perchè vorrei destinare questo grande punto interrogativo all' Expo 2015 di Milano, evento concentrato sulla nutrizione. Mi trovo dunque ad avere uno stand in questo ampio padiglione colmo di assaggi e di piatti tipici. Mi chiedo se sappiamo realmente cosa portiamo alla bocca e cosa entra nel nostro corpo, cosa assimiliamo e cosa diamo per "così buono da doverlo riprovare". E' una questione che mi sta molto a cuore e quindi decido di investire sul mio stand allestendolo basandomi sul famoso "mangiare sano". Questo perchè noi siamo ciò che mangiamo, e molti alimenti ormai sono creati in modo chimico e meccanico senza tener conto dell' aspetto salutare. Sono convinta del fatto che le aziende si preoccupano del fattore economico, anzichè assicurarsi di non avvelenare i consumatori. Le malattie appunto sono le principali conseguenze del fattore alimentazione al giorno d' oggi. Concentrerei quindi il mio stand su di un aspetto sano e pulito, ecco perchè mi organizzerei sistemando in cassette alimenti che provengono direttamente da coltivazioni, precisando che derivano da campi e zone controllate in modo che non siano state intaccate da concimi chimici e pericolosi. Non sarò certamente l' unica ad aver portato un fattore salutare all' Expo 2015 di Milano, ma il mio stand ha un' altra caratteristica fondamentale. Come possiamo pensare di salvaguardare la nostra salute, nonostente la accortezze che poniamo sul cibo, se l' acqua piovana è colma di acidi e di chissà quali componenti derivati da fumi di scarichi e camini industriali? Ed è qui che esporrò un modello plastico in cui è presente un individuo appartentemente sano, perchè alimentato nel modo più corretto che possa esserci. Allora inizierà a poggiarsi su di lui del vapore, il quale contiene tutto ciò che le aziende eliminano tramite camini e tubi di scarico. Ecco che il nostro individuo inizialmente sano inizierà ad ammalarsi. Tutto ciò per rendere chiara l' idea che non possiamo pensare ad una soluzione per un unico problema. Questa ormai diffusa soluzione, come il controllo degli alimenti per renderli sani e privi di elementi tossici, ci aiuterà a salvaguardare il nostro corpo dall' interno; ma è qui che si immettono ulteriori sistemi dall' esterno. Bisognerebbe perciò iniziare a rivoluzionare il pensiero mondiale, e io inizio proprio dall' Expo 2015 di Milano. 30 SABATO 8 AGOSTO 2015 We Write 2015 TEMATICA MIGRANTI 4. Il problema dell’accoglienza ai migranti, profughi o clandestini è di grande attualità: hai idea di quali possono essere le cause di tutto ciò? Quale ruolo hanno le istituzioni, la politica, la chiesa, i mass-media, i cittadini? Che soluzioni vedi nell’immediato? Qual è il tuo parere personale? Alessandro Gherardi • Scaruffi - Levi - Tricolore Il problema dell’accoglienza a migranti, profughi e clandestini è un tema fortemente attuale. Ignorarlo significherebbe fare parte del problema, restare indifferenti di fronte ad esso vorrebbe dire essere complici dei cosiddetti “mercanti di morte”, che sull’indifferenza delle istituzioni e della politica stanno costruendo un macabro impero basato sul commercio di vite umane. Vite umane che sprofondano nel mare del disinteresse mostrato da organi che non sono capaci di far seguire i fatti alle parole, che continuano ad annunciare soluzioni imminenti senza far seguire un riscontro nella realtà effettiva. Ciò che lascia interdetti, oltre a questi fattori, è la totale mancanza di umanità e compassione dimostrata da una larga maggioranza della popolazione italiana al rapportarsi con le stragi. Accolte da alcuni come una benedizione, commentate da altri con sprezzante e cinico sarcasmo, le morti dei migranti riescono a tirare fuori il lato peggiore di un paese che vive un’epoca di involuzione civile, morale e culturale. Di fronte alla morte di un profugo o di un clandestino, i più basilari principi di umanità vengono messi da parte per lasciare spazio all’odio e alla rabbia fomentati da partiti politici che alimentano tali sentimenti per racimolare consenso e voti, da mass media spesso faziosi che antepongono share ed incassi alla veridicità ed imparzialità delle notizie che propinano alla massa degli spettatori e dalla rete che, paradosso della società moderna, se da un lato permette la libera circolazione di informazioni slegate da un giornalismo spesso assoggettato alla politica, dall’altro è costellata di falsi miti e notizie sovente frutto di individui disinformati o volontariamente faziosi. Citando Machiavelli, “al mondo non è altro se non vulgo”, e il vulgo è facilmente manipolato dalla retorica degli uomini al potere e dal sentimento popolare, che nell’epoca di crisi che stiamo vivendo, cerca nello straniero e nel diverso la vittima su cui sfogare le proprie sofferenze. Anche chi esprime cordoglio e chiede legittimamente efficaci provvedimenti da parte delle istituzioni per salvare esseri umani viene discriminato. Ricordando le parole di Roberto Saviano, giornalista e scrittore conosciuto per la sua lotta alla criminalità organizzata che pochi giorni fa si è espresso sulle stragi di migranti, chi chiede una politica volta a salvare vite viene relegato nella frangia dei “moralisti da tastiera”, mentre chi fa appello all’umanità ed alla compassione viene definito buonista ed ipocrita. Politica e giornalismo non sono però la causa scatenante questo sentimento di odio nei confronti di chi cerca solamente una via di fuga da un inferno di guerra, fame e povertà. Sono bensì la diretta conseguenza, in quanto il politico e il giornalista nascono dal popolo, sono prima cittadini e prima ancora persone. Non sono altro che lo specchio della nostra società, e non entità da essa aliene. Non bisogna quindi cadere nell’errore di cercare la causa nella sua conseguenza, bensì essa va ricercata all’origine, nell’educazione e nella cultura di un paese che sottovalutando questi fattori si rende in parte complice dei mercanti di morte che agiscono spinti da questi moti di odio ingiustificato, frutto dell’ignoranza e della disinformazione, e che possono essere combattuti solamente insegnando agli uomini a ritrovare la loro umanità. Federico Alberti • 5 • IIS Castelnovo Nè Monti Quando leggiamo la parola “migranti” “clandestini” “neri” non ci poniamo mai delle domande. Perché queste persone si sono imbarcate su navi (che di navi han ben poco) e hanno lasciato tutto? Perché noi, popolo civile, abbiamo questo razzismo dentro di noi? Da dove proviene questo odio verso gente che di diverso non ha niente? A chi attribuiamo la colpa? A noi oppure ai nostri politici, giornalisti? Secondo il mio parere personale è colpa di noi stessi perché non capiamo la situazione che c’è dietro a queste persone, bisogna aiutarle! Il problema sta diventando sempre più grave e se non agiamo alla base di questo problema ci saranno sempre più morti e profughi in cerca di una vita migliore , come dice il nostro presidente della repubblica Mattarella :”dobbiamo evitare che il Mediterraneo diventi un cimitero di migranti”. L’UE deve intervenire in maniera forte e insieme alle istituzioni e altri Stati(Usa e Russia) per aiutare i paesi dove ogni giorno avvengo sbarchi, contrastare i mercenari di persone, catturare gli scafisti e condannarli capendo però chi li manda ad affrontare questi viaggi. Dietro a questi clandestini ci sono persone milionarie che per ogni persona che vuole salire su un barcone paga da 1000 a 3000 euro per poi non sapere se vivrà o morirà, lo stesso “ Re di Roma” arrestato pochi mesi fa, ha affermato che guadagnava di più con gli sbarchi e i clandestini che con la prostituzione e lo spaccio di droga, dopo aver ascoltato questa crudeltà mi si e accapponata la pelle e mi sono indignato con il mio Stato! Perché permettiamo tutto questo? Un giorno ero a scuola e ho parlato con un ragazzo del Mali che mi ha parlato della sua storia, mi ha spiegato come ha fatto ad arrivare in Italia con quali mezzi e tutte le difficoltà che ha superato dalla partenza dove ha lasciato la sua famiglia fino all’ arrivo a Lampedusa su un barcone dove erano schiacciati e frastornati dal viaggio durato 4 giorni, dopo questo racconto ho riflettuto un pomeriggio intero pensando a cosa ha passato questo ragazzo, che con il tempo e diventato un mio grande amico, e ho provato a immedesimarmi in lui e non è stato semplice bisogna avere una personalità forte e credere sempre che il meglio arriverà. Secondo il mio parere bisognerebbe limitare i social network I temi in gara ad alcune persone soprattutto ad alcuni politici che con le loro frasi quotidiane razziste fanno scatenare una serie di eventi che non riescono neanche più a gestire loro. Il razzismo e un argomento attuale che almeno una volta al giorno sentiamo, a me la parola razzismo dà fastidio come quando mi dicono “interrogazione a sorpresa” la eliminerei da qualsiasi libro, dizionario e lo toglierei dal lessico di alcune persone, alla fine secondo me siamo tutti uguali non giudichiamo le persone dal colore della pelle o perché parlano diversamente da noi! Il razzismo ha sempre rovinato tutte le generazioni fin dall’antichità, ci sono state persone che hanno lottato per i loro diritti come Martin Luther King e Nelson Mandela! Un critica la rivolgerei anche verso i mass media e i giornalisti che con i loro giornali e con i loro servizi fanno cambiare il parere personale alle persone e peggiorano le cose, noi cittadini purtroppo siamo troppo condizionati dai social network e dai giornali, secondo me, dobbiamo assumere una certa autonomia e pensare con la propria testa e arrivare a un ragionamento che sia equo e che non danneggi il prossimo e le generazioni attuali. Per cambiare opinione alle persone organizzerei delle giornate di incontro tra “bianchi” e “neri” e iniziare un confronto, con l’ascolto e la riflessione si possono capire molte cose dell’altro e si potrebbe cambiare il proprio pensiero in positivo. Ritornando al discorso dell’immigrazione costruirei dei centri di immigrazione nei vari paesi da dove avvengono le partenze e all’interno di questi centri metterei del personale qualificato e integrerei italiani, europei e africani per avere un senso di famiglia e collaborazione, questi centri dovrebbero essere finanziati dai vari Stati e enti. Un’altra iniziativa sarebbe ospitare queste persone nei vari Comuni facendoli lavorare e così facendo integrarli gradualmente nella società senza causare episodi sgradevoli di razzismo, incentiverei vari incontri nelle scuole per far cambiare puti di vista a molti ragazzi che seguono troppo le mode e per sentirsi accettati non rinunciano a niente. Secondo il mio parere la Chiesa in questo ultimo periodo è cambiata in modo positivo con il nuovo Papa Francesco il punto di vista sull’immigrazione è cambiato non si parla più di: ”immigrato in cerca di fortunata nei paesi sviluppati” ma di una persona che: ”ha bisogno di aiuto e crede in un futuro migliore”, la Chiesa e un “istituzione” che non può essere pro o contro l’immigrazione ma deve essere giusta nei confronti dei suoi seguaci, ha accusato giustamente, secondo me, gli atti crudeli accaduti in Nigeria dove delle povere persone cristiane sono state uccise solo perché non hanno la loro stessa religione. Questi ultimi mesi sono stati caratterizzati dagli islamici che hanno iniziato a mettere paure a gente che era relativamente tranquilla, hanno una concezione strana del mondo si basano sul principio del “panarabismo” tutti sotto allo Stato islamico. Con questi eventi l’immigrazione è aumentata e noi Europei non riusciamo a contrastare queste persone che arrecano danni a persone e strutture. In conclusione il mio pensiero va a tutte quelle persone che nel “viaggio della speranza” sono morte a causa di persone che vedono i migranti come carne da macello e non come persone bisognose e in cerca di fortuna. Anna Manfredi • Mario Carrara SOGNI E SPERANZE Una questione attuale di grande importanza sociale, politica ed economica, è il tema della migrazione. Questa questione ha colpito il nostro Paese già nella storia, quando tra il 1860 e il 1885 milioni di persone appartenenti a diverse regioni sia settentrionali sia meridionali, lasciarono la propria Terra, al fine di emigrare nella speranza di un futuro migliore. La causa principale che portò i contadini ad abbandonare le proprie terre fu la crisi agraria, poiché i raccolti di grano erano scarsi e, tra la popolazione, si diffusero due malattie mortali: al nord la pellagra e al sud la malaria. Le mete preferite dei migranti furono l’America del Sud, l’Argentina e il Brasile, luoghi ricchi di sogni e di speranze per i milioni di persone che partirono senza denaro e senza famiglia. Oggi, un luogo ricco di sogni e speranze, è diventato il nostro Paese per milioni di uomini, donne e bambini provenienti da diversi Paesi, quali l’Etiopia, il Congo, l’Algeria, l’Egitto e il Mali. Sogni e speranze per persone che fuggono da carestie, fame, guerre (per il controllo delle materie prime, come il gas, l’oro e il petrolio) persecuzione e morte. Il diritto alla vita, ecco cosa cercano. Il diritto che ha un bambino di sorridere, quello che ha un ragazzo di studiare, un uomo di lavorare e una donna di occuparsi della propria famiglia. Queste sono le illusioni, che dovrebbero essere realtà, per un uomo che attraversa il deserto e diventa oggetto di mercificazione umana. Durante la traversata nel deserto, per raggiungere le coste libiche, molti migranti vengono rapiti e resi schiavi. Un destino che nemmeno il peggior uomo sulla terra si meriterebbe. Un destino che quegli uomini, sono consapevoli di andare incontro, ma unico per seguire la loro volontà istintiva di sopravvivenza. Quando quegli uomini, quelle donne e quei bambini riescono ad arrivare sulle coste della Libia, credono di aver raggiunto il loro obiettivo: la salvezza. Non immaginano che la partenza verso la nostra Terra è solamente l’inizio della fine. Vengono caricati su barconi inagibili, che ospitano un numero nettamente superiore, in relazione alla grandezza e alla larghezza del veicolo. Viaggiano in condizioni disumane. Molte testimonianze raccontano di stupri alle donne, violenza, mercificazione di organi di bambini. Come può una società del ventunesimo secolo, accettare tutto questo? Perché Onu, Stato e Chiesa non intervengono in modo immediato per mettere fine a queste atrocità? Alcuni anni fa, in seguito ad una strage di morte che coinvolse 366 migranti, è stato attuato un trattato a cui hanno aderito molti paesi membri dell’Unione Europea, chiamato “Mare Nostrum”. Esso aveva lo scopo di salvaguardare le vite umane, di assicurare alla giustizia gli organizzatori del traffico di clandestini e offrire asilo politico a coloro che provenivano da Paesi in guerra. Con il passare degli anni e con i numeri alla mano, questo trattato non ha risolto la questione della migrazione clandestina, anzi è aumentata progressivamente. Frontex, agenzia che si occupa del controllo delle frontiere internazionali, con sede a Varsavia, ha lanciato un campanello d’allarme. L’Onu e lo Stato italiano hanno deciso di emanare un nuovo trattato denominato “Triton”, unione di “Mare Nostrum” e “Frontex Plus”. La differenza sostanziale è il controllo delle acque internazionali fino a 30 miglia dalle coste italiane. Questa tematica, che ha alla base la mercificazione umana, è vista con diffidenza dal popolo italiano. Come se questa questione non gli riguardasse, come se questi uomini non fossero uomini, ma solamente stranieri emigrati in Italia per “rubare” e “creare danni”. A parer mio, ogni cittadino libero dovrebbe riflettere sulla vita altrui, sulle motivazioni che spingono un uomo a lasciare la propria Terra. Un ruolo fondamentale è attribuito ai mass media, i quali ogni giorno documentano gli sbarchi e le testimonianze dei sopravvissuti. Solo così un telespettatore o un lettore può immedesimarsi e informarsi su ciò che accade nel proprio paese. La chiesa, in quanto istituzione che prima di tutte dovrebbe occuparsi della salvaguardia delle vite umane, dovrebbe intervenite sia a livello sociale che a livello politico. Le soluzioni, che condivido parzialmente, proposte dai vari organi competenti sono diverse. La prima è bloccare sulle coste libiche i barconi, per impedire che i migranti raggiungano le coste italiane. Un'altra soluzione è creare dei centri di accoglienza in loco, per ottenere dai migranti i nomi dei Paesi nei quali vorrebbero chiedere asilo politico, oppure intervenire con mezzi militari nel territorio libico. Codesti interventi andrebbero a creare dei conflitti tra l’Europa e la Libia e nessuno ritiene opportuno invadere militarmente un territorio islamico, sede di guerre politiche e religiose. L’Europa si è resa disponibile economicamente a risolvere questo problema ma a parer mio, oltre i fondi destinati alle migrazioni, l’Europa dovrebbe aiutare il nostro Paese diversamente. I milioni di migranti che arrivano sulle coste siciliane, dopo essere stati accolti nei centri di accoglienza preposti, dovrebbero essere divisi proporzionalmente in tutti i Paesi dell’Unione Europea. I paesi membri, non dovrebbero “aiutarci” solo finanziando i nostri centri, ma crearne dei nuovi nei loro territori accogliendo un numero equivalente rispetto a quello che accoglie l’Italia. In conclusione, penso che le istituzioni avrebbero dovuto imparare maggiormente dal passato, un passato fatto di guerre e persecuzioni, un passato che non dovrebbe e non deve più ripetersi. L’unica speranza per il futuro è costruire e assemblare una società migliore, priva di pregiudizi sullo straniero, ed adottare delle misure precauzionali per fare in modo che il diritto alla vita di ogni uomo non sia distrutto. Chiara Logagnani • 4ª B MD • I.I.S. Nobili MIGRANTI: PROBLEMI, DIFFICOLTÀ E POSSIBILI SOLUZIONI Oggigiorno moltissime persone, a causa di povertà e∕o guerre nei loro Paesi natali, decidono di cercare una vita migliore in altre parti del mondo, lasciando i loro cari e partendo su imbarcazioni di fortuna alla ricerca di un futuro migliore. La meta non è importante per queste persone, la disperazione è tale che la costa più vicina andrà bene; il vero problema rimane quello di sopravvivere alla lunga e sofferta traversata. Durante questi lunghi viaggi, che nei migliori dei casi durano settimane, i profughi stanno ammassati gli uni sugli altri, occupando ogni singolo angolo possibile della nave, senza scorte sufficienti di cibo e acqua. Da molti anni, ormai, centinaia e centinaia di profughi sbarcano sulle coste di Lampedusa, la meta più vicina per chi arriva dall’Africa. Ad accoglierli trovano volontari che li aiutano e li visitano, accertandosi delle loro condizioni di salute, che spesso sono critiche. Ma poi che fine fanno queste persone? In teoria dovrebbero essere accolte in case dove potere nutrirsi, lavarsi, ecc... e poi, una volta ottenuto il permesso di soggiorno, poco a poco inserirsi nella società, trovare un lavoro e fare le stesse cose che fanno tutti i cittadini. Ma la realtà è ben diversa: gli aiuti economici da parte delle nazioni europee scarseggiano, così come i posti nelle case di accoglienza italiane. Una soluzione a tutto questo ci sarebbe, e sarebbe quella di ‘smistare’ questi profughi tra le varie città d’Europa, nelle quali potrebbero ricevere maggiore aiuto, ma gli altri Paesi non vogliono farsi carico dell’accoglienza, lascando i volontari e i profughi in grandissima difficoltà. Le varie istituzioni, sia nazionali che a livello europeo, dovrebbero proporre, se non addirittura trovare, delle possibili soluzioni per il collocamento dei migranti, e soprattutto dovrebbero fare in modo che l’Europa non stia con le mani in mano, ma faccia qualcosa a riguardo; qualcosa che però non siano solo donazioni in denaro, ma anche strutture di accoglienza. Un’altra possibile soluzione potrebbe essere quella di organizzare raccolte di fondi finalizzate al sostegno economico delle organizzazioni italiane che si occupano dei profughi, e che possono essere fatte sia mediante donazioni da parte delle persone sia attraverso offerte raccolte, per esempio, nelle chiese o nelle scuole. La Chiesa, in particolare, poi, come proposto da papa Francesco, potrebbe devolvere alcuni dei fondi ricevuti per il mantenimento delle varie parrocchie a egli enti specifici per il sostegno di queste persone. Ma un problema ancora più grave al quale è difficile trovare rimedio è il disinteressamento da parte dei cittadini, che davanti a queste cose rimangono passivi. Questa passività comprende sia chi non fa nulla per aiutare, ma anche chi semplicemente non ascolta i telegiornali e non sa cosa sta succedendo in una realtà che ci è così vicina. I mass-media in particolare, ma anche le persone famose, o comunque di spessore dovrebbero cercare di attirare maggiormente la sensibilizzazione dei cittadini che, immedesimimati nei clandestini, capirebbero i loro bisogni e le loro necessità si renderebbero utili per la risoluzione del problema. In conclusione dobbiamo collaborare per cercare di aiutare i migranti, si in campo economico, ma anche in quello sociale. Dobbiamo fare in modo che nel nostro Paese si sentano al sicuro e trovino il benessere che non hanno mai avuto e dobbiamo assicurarci che i loro sogni di una vita migliore non vengano infranti da realtà non migliori rispetto a quelle che avevano prima. SABATO 8 AGOSTO 2015 III RUBRICA DEL TEMPO LIBERO IL METEO DELLA SETTIMANA SABATO 8 DOMENICA 9 LUNEDI’ 10 MARTEDI’ 11 MERCOLEDI’ 12 GIOVEDI’ 13 VENERDI’ 14 Velato o poco Giornata bella Velato o poco Sole e caldo Velato o poco Nubi sparse Pioggia nuvoloso e calda Min. 21 nuvoloso Min. 22 e schiarite Min. 21 Min. 22 Max. 33 Min. 25 Max. 32 Min. 22 I venti saranno Max. 35 Max. 35 Max. 34 nuvoloso Min. 22 I venti saranno I venti saranno prevalentemente prevalentemente deboli deboli e soffieranno Max. 37 ESE con intensità intensità di 6 km/h. di 6 km/h. Possibili raffiche Possibili raffiche fino fino a 13 km/h a 11 km/h Vento debole da Sud con intensità di 2 km/h. Vento da Sud-Est e soffierannoda da Est-Sud-Est con prevalentemente con intensità di 4 km/h. Raffiche fino a 10 km/h Max. 31 Vento debole da Vento debole da Est con intensità di 3 km/h. deboli e soffieranno Ovest-Sud-Ovest da Est-Sud-Est con con intensità intensità di 4 km/h. di 3 km/h. Temperatura Temperatura Possibili raffiche fino Raffiche fino percepita 33°, percepita 33°, a 10 km/h a 4 km/h umidità 44% umidità 46% Raffiche fino Raffiche fino a 3 km/h. a 5 km/h. L’OROSCOPO DELLA SETTIMANA ARIETE Favoriti i colloqui di lavoro o con i superiori per avanzamenti e chiarimenti : la Luna favorisce le vostre energie e farete tutto in modo pratico e concreto. In amore vince chi si mette in gioco completamente : cosa aspettate a farlo? LEONE Il vostro partner oggi si dimostrerà particolarmente geloso e potrebbe farvi qualche piccola scenata : non sottovalutate tuttavia questo sentimento che lo pervade. Con il tempo potrebbe assumere contorni sempre più netti. SAGITTARIO Successi professionali e sociali. Ti troverai al centro cleli’attenzione. Oggi la Luna ti renderà un po’ confuso. Possibili equivoci e malintesi. Oggi Venere potrebbe farvi desistere dall’amore : in fondo vi sentite oggetti che gli altri possono manipolare facilmente. TORO Con la prepotenza non otterrai risultati. Cerca di essere più dolce.Ti verrà in mente di fuggire o di sottrarti a qualche cosa. Piccole gelosie tra colleghi e amici : state attenti a che queste geosie non prendano il sopravvento sui rapporti d’amicizia e distruggano le relazioni fin qui intercorse. VERGINE Non è con l’impulsività che risolverete positivamente alcune tensioni che si sono create di recente. In amore siate più elastici e più aperti. Il vostro è un periodo molto creativo: è il momento di pensare a iniziative private e a nuovi progetti compreso cambiare lavoro. CAPRICORNO Oggi riceverete molti no e molte persone vi gireranno le spalle : non preoccupatevi eccessivamente e affrontate tutto con pazienza. A suo tempo tutto si risolverà. Non è assolutamente il momento per chiedere qualche prestito o dei mutui attendete tempi migliori. GEMELLI Intorno a voi una persona che conoscete da molto tempo vi attrae sensibilmente e particolarmente : se la vostra fantasia vi spinge a farlo evitate di prendere voi l’iniziativa. Qualche piccola noia e qualche grattacapo in arrivo, soprattutto in amore. BILANCIA Se siete single, oggi, risparmiate ogni sforzo : Venere non vi aiuterà. Se in coppia oggi evitate di incontrarvi con il partner, potrebbe essere una giornata monotona. La Luna tende a rendervi tristi e angosciati: mettete tutta la vostra carica per organizzare la serata e distrarvi. ACQUARIO Oggi vi sentirete incompresi e tutti i vostri sforzi vi sembreranno non avere risultati concreti. I nati di giovedi invece potrebbero trovare delle occasioni giuste per spiegarsi e raggiungere nuove intese soddisfacenti. CANCRO Saturno e Mercurio oggi sembrano essere impazziti per voi : non avrete voglia di essere loquaci e tenderete a chiudervi in voi stessi. La serata si preannuncia migliore e con qualche momento anche brillante. Parenti invadenti potrebbero procurarvi dei disagi. Siate più riservati. SCORPIONE Ignorate chi vi ha cagionato solo danno. Allontanado le persone negative vi sentirete molto meglio. Una persona cara potrebbe darti un suggerimento importante. Non lasciartelo scappare. PESCI Oggi non permettete a nessuno di distrarvi : concentratevi e bene su quello che state facendo e cercate di farlo al meglio. Stress in agguato per i troppi impegni presi. Per i nati di lunedi malintesi con il partner. Per i nati di domenica e mercoledi malumore a lavoro . IV SABATO 8 AGOSTO 2015 RUBRICA DEL TEMPO LIBERO PAROLE CROCIATE A LETTERE GEMELLE Si risolve come un normale cruciverba ma... tutte le lettere doppie vanno inserite in un'unica casella (es: A-BB-R-A-CC-I-O ) SUDOKU ORIZZONTALI: 1. Arcipelago corallino dell'Oceano Indiano - 8. Imperatore romano figlio di Livia - 14. Tiziano che dipinse il Baccanale - 15. Miscela per motori Diesel - 17. E' doppia nel tasso 18. Tesi al centro 19. Uccello dalle carni pregiate 20. Medio Oriente - 21. Un po naif - 22. Mantova - 23. Un colore primario - 24. Antonio Cabrini - 25. Il West dei cow-boy - 26. Palermo - 27. L'addenta il vampiro - 28. Possono essere da sole - 30. Grossa pentola 32. Capoluogo del Friuli - 33. Pianta da cui si estrae la tapioca - 34. Parte dal tronco - 35. Idea senza pari - 37. E' grande a Milano - 38. Si dice rifiutando - 39. Donne moscovite - 40. Il centro di Roma - 41. Cinquantuno romani - 42. Una nota - 43. Spettacolo di arte varia - 45. Mister in breve - 46. Dio dei boschi - 47. Un formaggio tenero - 48. A volte sono dolci... guai - 50. Antico palazzo - 51. Dipanava matasse. VERTICALI: 1. Si mangia in fiocchi - 2. E' finita... quella di Moretti - 3. Il ghiaccio inglese - 4. Un pezzo degli scacchi - 5. Il regista di "Alice" - 6. Città serba - 7. Torino - 8. E' REBUS (Frase: 6,2,4,4) a spillo, ma non punge - 9. Nome di donna - 10. Scrisse il Filostrato - 11. Hanno pale rotanti - 12. Cattiva, avversa - 13. La fine del viaggio - 15. Minerale per stucchi - 16. Scuri, bruni - 19. Papale... o di sapone - 20. Comune del Trentino - 22. Circondano le isole - 23. La segue la nave - 25. Sono ignoranti quelle di Ozpetek - 26. Spesso lo ha chi non ha denti - 27. Ortaggi amarognoli - 28. Tracce sulla sabbia - 29. Fiume siberiano - 30. Ci ha messi al mondo - 31. Indossano sai - 32. Imposta, tributo - 33. Può essere cotogna - 34. Una Maria Teresa della tv - 36. Pigmento per antiruggini - 39. Tratto dell'intestino - 40. Mammifero... poco socievole - 41. Stringhe per scarpe 43. Precede Gogh e Dyck - 44. Canta nell'Iris - 45. Prefisso per cognomi scozzesi - 46. Devota - 47. Cagliari 48. Pubbliche Relazioni - 49. Tele senza uguali. CURIOSITÀ (Frase: 5,8) DOVE È STATA GIRATA LA TRILOGIA DE 'IL SIGNORE DEGLI ANELLI'? (Frase: 6,8) Ambiente incontaminato e natura selvaggia: erano queste le necessità di Peter Jackson, regista della trilogia cinematografica de 'Il Signore degli Anelli', ispirata fedelmente alle vicende narrate negli omonimi libri di John Ronald Reuel Tolkien. La verosimiglianza cinematografica è stata ritrovata in Nuova Zelanda, terra contraddistinta dalla natura incontaminata: un ambiente vastissimo del quale sono state scelte ben 100 locations, in cui sono state poi girate le scene del film. Tuttavia non tutti i luoghi che ritroviamo nel film appartengono alla realtà: in alcuni casi la produzione ha avuto la necessità di modificare la flora originaria per adattarla alle esigenze narrative e cinematografiche. E' il caso di Hobbiville, ricostruita nella tenuta di Matmata. Altri luoghi, invece, sono stati riprodotti con modelli in scala, come Gran Burrone, Isengaard o Moria. (Frase: 5,8) PERCHÉ SI DICE "CIAO"? La parola ciao deriva dal dialetto veneto dove si usava il termine "schiavo" per dire "servo suo". L'espressione era utilizzata per mostrare riconoscimento al proprio interlocutore tanto da definirsi suo schiavo. Il termine venne poi abbreviato in s-cio fino a trasformarsi in ciao. Questo saluto che era quindi un gesto di remissività, divenne in seguito il termine più confidenziale per rivolgersi ad un'altra persona. TESTATA: “Il Giornale dell’Emilia Romagna” Iscritta al Tribunale di Reggio Emilia il 03/03/2006 al n. 1158 PROPRIETARIO: Caravel S.r.l. Viale Virgilio, 58/C 41123 Modena (MO) Fax (+39) 059.4905938 Cap.Soc. I.V. € 40.000,00 - P.Iva e C.f. 02135590350 Mail: [email protected] MARCHIO: IL GIORNALE DI REGGIO Domanda di registrazione depositata il 25/11/2004. Attestato di registrazione per il marchio d’impresa di primo deposito n.0001121989 rilasciato il 20 giugno 2008. DIREZIONE REDAZIONE E MAIL: Via Guicciardi, 7 - 42122 Reggio Emilia (RE) Tel. 0522.924021 - Fax 0522.019968 PUBBLICITÀ: UNINVEST SPA Via Guicciardi, 7 - 42122 Reggio Emilia Tel. 0522.924021 - Fax 0522.019968 [email protected] Orario: 9.00-13.00; 14.00-18.00 PERIODICITA’: SETTIMANALE Istanza di annotazione di variazione di periodicità depositata presso il Tribunale di Reggio Emilia in data 8 settembre 2014. DIRETTORE: Maurizio Costanzo DIRETTORE RESPONSABILE: Roberto Rozzi ([email protected]) STAMPA: Società Editrice Lombarda Sede Legale: Piazza del Comune, 9 - 26100 Cremona Amministrazione: Via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona - Tel. 0372.4981 Fax 0372.27303 Centro Stampa: Via Dè Berenzani, 6 - Loc. 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Chiozza 3 - 0 24/04/2008 Bagnolo in Piano CAPOCANNONIERE: Covili (Rubierese) MIGLIOR GIOCATORE: Guastalla (Progetto Intesa) MIGLIOR PORTIERE: Salati (Rubierese) Progetto Intesa - Carpi F.C. 4 - 1 24/04/2007 Bagnolo in Piano CAPOCANNONIERE: Loforese (Progetto Intesa) MIGLIOR GIOCATORE: Baraldini (Carpi FC) MIGLIOR PORTIERE: Pavarini (Falk)