SETTIMANALE
ANNO IX • NUMERO 32
SABATO 8 AGOSTO 2015
QUESTO GIORNALE NON RICEVE ALCUN FINANZIAMENTO PUBBLICO
ICOME DIFENDERCII
1 EURO
Testata: Il Giornale dell’Emilia Romagna - Iscritta al Tribunale di Reggio Emilia il 03/03/2006 al n. 1158
IIL PERSONAGGIOI
ILA PAGINA ROSAI
L’inquinamento domestico è un problema
serio al quale in pochi pensano. Ecco
da dove nasce e come combatterlo
per tutelare la salute della vostra famiglia
Intervista all’istruttore di nuoto
Alessandro Cocchi: tra i suoi allievi
alcuni ragazzi molto speciali come
Kevin Casali e Cecilia Camellini
Vanda Giampaoli: “Ho sempre amato
il diritto e ora che sono presidente
di un club femminile, sono felice di fare
battaglia in difesa delle donne”
A PAGINA 16
A PAGINA 9
A PAGINA 11
SABATO 8 AGOSTO 2015
I
APPROFONDIMENTO DEL DIRETTORE
Mangiare sano
per restare in salute
Rispetto a tanti
altri Paesi, l’Italia
ha una marcia in più
riguardo
l’alimentazione,
grazie alla
cosiddetta “dieta
mediterranea”
Le popolazioni che seguono
tale regime alimentare
hanno meno malattie
coronariche rispetto a quelle
popolazioni, per esempio
americana,
che consumano la stessa
quantità di grassi
I metodi di allevamento
e di coltivazione, sono
sicuramente cambiati
e l’inquinamento,
soprattutto dei mari,
negli ultimi 50-60 anni,
ha fatto sì che prodotti
considerati
imprescindibili per
un’alimentazione sana,
oggi sono addirittura
tossici se consumati
in quantità elevate
MAURIZIO COSTANZO
RISPETTO a tanti altri Paesi, l’Italia ha una marcia
in più riguardo l’alimentazione, grazie alla cosiddetta “dieta mediterranea”.
Si pensi che nel mese di novembre del 2010, l’Unesco, ha incluso la dieta mediterranea nella Lista
del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, in seguito alla proposta avanzata dal Gruppo
di lavoro Unesco del Ministero delle Politiche
Agricole.
Pur chiamandosi “dieta” è bene precisare che
non si tratta di un programma dietetico ma di uno
vero e proprio stile di vita.
E’ un tipo di alimentazione, seguita anche da
altri Paesi, non solo per il gusto ma perché costituita da una serie di alimenti che, se consumati quotidianamente e senza eccessi, sono alla base della
prevenzione di malattie importanti: cardiovascolari, diabete, arteriosclerosi, obesità e altre.
Il punto forte della dieta mediterranea, pare sia
costituito non solo dall’apporto proteico dei singoli
alimenti ma anche dal fatto che tale contenuto proteico è in perfetto equilibrio fra tutti gli alimenti.
Basti pensare infatti, che, le popolazioni che
seguono la dieta mediterranea, pur prevedendo
quest’ultima, il consumo di una elevata quantità di
grassi, hanno meno malattie coronariche rispetto a
quelle popolazioni, per esempio americana, che
consumano la stessa quantità di grassi.
Questo si spiegherebbe perché l’eccesso di grassi, nella dieta mediterranea, sarebbe compensato da
un alto consumo di olio di oliva che abbasserebbe
i livelli del colesterolo e di vino che costituirebbe
un fattore protettivo come antiossidante.
L’attenzione verso la dieta mediterranea e in
generale verso la necessità di curare l’alimentazione come prevenzione per la salute, risale ai primi
anni del dopoguerra.
Certo di tempo ne è passato e forse oggi dovremmo riflettere un po’ di più sul concetto di “sano” e
oggi, affinché un prodotto sia sicuro dal punto di
vista nutrizionale, è molto importante saperne la
provenienza.
I metodi di allevamento, di coltivazione, sono
sicuramente cambiati e l’inquinamento, soprattutto
dei mari, negli ultimi 50-60 anni ha fatto si che prodotti considerati imprescindibili per una alimentazione sana, oggi sono addirittura tossici se consumati in quantità elevate.
Ma la tossicità degli alimenti non dipende solo
dall’inquinamento e se, quando sentiamo parlare di
prodotti alimentari tossici, il nostro pensiero va
solitamente ai funghi, esistono tanti altri alimenti
che insospettabilmente possono costituire un vero
e proprio pericolo per la nostra salute.
Le patate per esempio, contengono una sostanza
tossica, la solanina, la cui tossicità aumenta quando
la buccia dell’alimento diventa verde o germoglia
o anche, tanto per restare in tema di prodotti alimentari di più largo consumo, il pomodoro che
come la patata contiene la solanina che può provocare intolleranze o allergia.
Il mangiar sano, ha una stretta correlazione con i
tempi che viviamo, con ciò voglio dire che, con la
Articolo pubblicato il 15 novembre 2014
Direttore: Maurizio Costanzo
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Maurizio Costanzo direttore del nostro Settimanale e di 4Minuti.it
vita frenetica che molti sono costretti a condurre,
non si ha più il tempo di preparare con le dovute
attenzioni una pietanza.
Spesso si consumano pasti fuori casa, in qualche
ristorante o pub, i cui obiettivi sono quelli di attuare una adeguata strategia commerciale per invogliare il cliente e ottimizzare il profitto, mettendo
in secondo piano la salute del cittadino: non a caso
si parla di cibo “spazzatura”.
Il pasto frugale fatto fuori casa, oltre che essere
dannoso per l’adulto, è anche diseducativo per il
bambino che impara fin da piccolo a nutrirsi di cibi
salati e unti, esponendolo perciò ad un rischio elevatissimo di obesità futura.
Il problema di mangiar sano, compatibilmente
con la vita moderna, è difficile da risolvere anche
se paradossalmente, oggi, vi è un maggiore interesse per la qualità del cibo più che in passato.
Gli esperti dell’alimentazione affermano che una
buona base per un’alimentazione corretta è quella
di mangiare esclusivamente frutta e verdura di stagione e che i cibi surgelati e in scatola dovrebbero
costituire l’eccezione, non la regola o ancora di
evitare i cibi fritti.
Consigli da tenere in mente ma a me piacerebbe
crescesse anche l’attenzione, nei confronti degli
alimenti, da parte dei produttori, che lasciando un
po’ da parte le strategie di marketing, capissero che
in alcuni casi, il guadagno che si basa sulla qualità
e non sulla quantità, ha molto più valore.
SABATO 8 AGOSTO 2015
3
PRIMO PIANO
La guida per organizzare
la tua vacanza “pet friendly”
Documenti,
consigli,
soluzioni
e strutture
amiche:
ecco tutto quello
che devi sapere
Anche quando un
esercizio è segnalato
come pet friendly,
può capitare che non
accolga animali
di tutte le taglie
La Germania
è molto
accogliente
e attenta nei
confronti degli
amici a 4 zampe,
al punto che
è frequente
trovare ciotole
con crocchette
e acqua anche
fuori dai servizi
degli autogrill
ANCHE quest’anno la redazione di
PaesiOnLine (www.paesionline.it),
portale specializzato in viaggi e turismo, torna a parlare di vacanze pet
friendly. I divieti di accesso agli animali domestici nei luoghi pubblici sono
ormai caduti in quasi tutti i comuni italiani e nelle città europee, ma, sebbene
ufficialmente questi non esistano più,
non sempre quando si va in vacanza, il
nostro amico a 4 zampe è il benvenuto.
Per aiutare i suoi utenti nella scelta
delle destinazioni, PaesiOnLine ha
deciso di offrire una panoramica delle
spiagge italiane, come già proposto nel
2014, aggiungendo quest’anno informazioni su alcune città europee.
La regione migliore per andare in
spiaggia con il proprio cane si conferma l’Emilia Romagna, con 36 stabilimenti pet friendly, seguita da Toscana e
Liguria. Maglia nera, invece, per la
Campania dove, sebbene siano molte
che strutture che accettano animali,
andare in spiaggia con un amico a 4
zampe potrebbe diventare un problema. Di norma, però, prima di prenotare
una vacanza o di recarsi presso lo stabilimento, è consigliabile telefonare al
gestore chiedendo maggiori dettagli.
Anche quando un esercizio è segnalato
come pet friendly, può capitare che non
accolga animali di tutte le taglie. Nel
caso di stabilimenti balneari, è bene
sapere che non in tutti i comuni i cani
possono entrare in acqua, e che i servizi offerti variano in base alla struttura
(veterinario presente, ciotola, appositi
ripari…).
Se, invece, si desidera trascorrere le
vacanze all’estero, in una città europea,
Fido sicuramente si troverà bene in
Germania e Austria. La Germania è
molto accogliente e attenta nei confronti degli amici a 4 zampe, al punto
che è frequente trovare ciotole con
crocchette e acqua anche fuori dai servizi degli autogrill. I cani hanno libero
accesso a mezzi pubblici, parchi (in
alcuni punti, addirittura possono essere
lasciati liberi) e addirittura nei castelli
e nei musei, con l’unico limite di consentire l’accesso solo ad un cane per
gruppo. Stessa situazione anche in
Austria, dove sono in molti a possedere un cane, anche tra i gestori di alberghi e campeggi, nei quali vengono
accolti senza problemi anche
animali di taglia grande. Destinazione ideale sono i numerosi
agriturismi, dove gli animali possono
essere lasciati liberi di scorrazzare per i
prati.
In altri paesi europei, gli animali
sono accettati, anche se con un po’
meno entusiasmo e qualche restrizione
in più. In Francia, ad esempio, non
sono ammessi animali di età inferiore a
3 mesi. Cani e gatti devono avere
microchip, passaporto veterinario ed
essere stati vaccinati contro la rabbia.
Gli animali sono ammessi in molti
ristoranti, uffici pubblici, spiagge e
negozi, ma ci sono ancora strutture che
non li accettano. Stesse premesse per
l’Olanda e i Paesi Bassi, dove sono
richiesti di passaporto veterinario,
microchip e vaccinazione antirabbica.
Inoltre, alcune razze sono soggette a
restrizioni, e obbligo di indossare sempre la museruola in luoghi pubblici.
Tra questi i Pitbull e i Rottweiler. Ogni
comune ha le sue regole, ma è bene
sapere che spesso alberghi e appartamenti in affitto non accettino i cani,
contrariamente a quanto avviene nei
ristoranti e nelle spiagge, dove tendenzialmente sono meno rigidi ed ai cani
viene offerta spesso una ciotola d’acqua.
Nel Regno Unito le procedure per
consentire l’ingresso di animali domestici si sono leggermente semplificate
dal 2000 e nel 2012 è stata finalmente
abolita la quarantena, ma restano,
comunque più burocratiche rispetto
agli altri paesi europei. Se si vuole fare
una vacanza in Inghilterra o nell’Irlanda del Nord con il proprio cane, bisogna iniziare a muoversi con 6 mesi di
anticipo. In quest’arco di tempo deve
fare la vaccinazione contro la rabbia e
provvedere a microchip e passaporto.
Dopo un mese dalla vaccinazione, un
campione dell’animale viene inviato
ad uno specifico laboratorio che certifichi l’effettività della vaccinazione. Tra
le 24 e le 48 ore prima della partenza,
il cane deve essere sottoposto a visita
veterinaria, per verificare che non sia
affetto da parassiti. Il proprietario
dell’animale deve inoltre dimostrare
che il cane non deve essere stato fuori
dai paesi considerati sicuri (UE, le
isole Faroer, i dipartimenti francesi
d’oltremare di Guadalupa, La Réunion
e Martinica, la Groenlandia, Ceuta e
Melilla, le isole Azzorre e Madeira) e
possono entrare solo se viaggiano con
determinate compagnie aeree.
Non vuoi separarti dal tuo cane,
gatto, furetto o canarino nemmeno
durante le vacanze?
Scopri tutto quello che c’è da sapere
per un volo in piena regola.
Abitualo al trasportino o alla gabbia,
in caso di viaggio in stiva, almeno 5
giorni prima
dagli regolarmente da bere prima
della partenza in piccoli quantitativi.
Dagli da mangiare fino a 4 ore prima
della partenza ed assicurati che abbia
cibo sufficiente per il viaggio
consulta il veterinario per decidere se
è necessario somministrare o meno
eventuali tranquillanti.
Il servizio di trasporto animali non è
disponibile su tutti gli aeromobili e le
dimensioni massime imbarcabili variano a seconda dell’aeromobile utilizzato, è quindi importante informarsi in
anticipo presso le Assistenze Speciali.
Cani, Gatti e Furetti
Per viaggiare in UE, i cani e i gatti
devono essere muniti di passaporto
rilasciato da un veterinario, che riporti
le vaccinazioni e lo stato di salute
dell’animale tatuaggio leggibile o
sistema elettronico di identificazione
(transponder).
Da ricordare che gli animali di età
inferiore ai 3 mesi, quindi non ancora
sottoposti al vaccino antirabbia, non
possono viaggiare in Europa. Verificare eventuali disposizioni o restrizioni
del Paese in cui ti rechi presso l’Ambasciata, il Consolato o consultando il
Travel Information Manual della IATA
che nel Regno Unito e in Irlanda non è
consentito il trasporto di animali che il
trasporto di cani guida o d’assistenza
riconosciuti per passeggeri disabili è
gratuito (i cani d’assistenza riconosciuti possono viaggiare nel Regno Unito e
in Irlanda). Sono possibili altre limitazioni all’introduzione di alcune specie
animali a seconda del paese di destinazione.
Volatili
Per prevenire la diffusione dell’influenza aviaria, l’UE e il Ministero
della Salute hanno disposto il divieto
assoluto di accettazione di volatili originari da paesi asiatici, Turchia, Russia, Sud Africa, Romania, Croazia e
tutti gli stati della penisola balcanica.
Per motivi si sicurezza sanitaria, non è
possibile trasportare pappagalli e pappagallini.
4
SABATO 8 AGOSTO 2015
PRIMO PIANO
Tutte le dritte per andare
in vacanza con Fido
Regole preziose,
prima di partire,
per non fare
soffrire i nostri
amici a quattro
zampe. L’acqua
non deve mai
mancare:
attenzione anche
alla temperatura
I cani che viaggiano
in auto hanno
bisogno di
sgranchire le zampe
e bere almeno ogni
due ore, quindi
prevedete soste
frequenti
Se viaggiate in
auto applicate
delle tendine
parasole ai vetri
in modo che il
vostro amico
rimanga
all’ombra
durante gli
spostamenti
ECCO i consigli per un viaggio sereno.
- Prima di affrontare un lungo percorso, abituate gradualmente l’animale a
viaggiare con voi.
- Tenete sempre a portata di mano
acqua, cibo e le relative ciotole.
- Se andate in un posto freddo non
dimenticate una coperta anche per loro.
- Se viaggiate in auto non lasciate mai
il vostro amico chiuso dentro, infatti la
temperatura interna in estate può raggiungere i 70° anche con il finestrino un
po’ abbassato e anche se avete parcheggiato in ombra (il sole cambia posizione
velocemente!); come pure in inverno
con temperature particolarmente rigide
il vostro pet rischierebbe l’assideramento.
- Se viaggiate in auto applicate delle
tendine parasole ai vetri in modo che il
vostro amico rimanga all’ombra durante gli spostamenti.
- I cani che viaggiano in auto hanno
bisogno di sgranchire le zampe e bere
almeno ogni due ore, quindi prevedete
soste frequenti, non dimenticate però
che anche il gatto ha bisogno di bere.
- Se Fido o Micio soffrono di mal
d’auto, mal di mare o mal d’aria chiedete consiglio al veterinario per la somministrazione di eventuali farmaci specifici.
- Per rendere meno traumatico lo
spostamento è possibile calmare l’ansia
del gatto con spray ai feromoni che si
spruzzano direttamente nel trasportino
e hanno un effetto tranquillizzante.
- Non lasciate che il vostro cane sporga la testa dal finestrino durante il viaggio, potrebbe prendere colpi d’aria e
rischiare mal d’orecchie e otiti.
- Se viaggiate in treno evitate scompartimenti particolarmente affollati che
potrebbero innervosire il vostro amico.
- Se viaggiate in traghetto e il vostro
quattrozampe deve stare recluso nel
canile di bordo andate spesso a trovarlo
per rassicurarlo e tenergli compagnia.
- Se viaggiate in treno o aereo coprite
il trasportino del vostro amico con un
panno al fine di
ridurre al minimo l’agitazione conseguente agli eccessivi stimoli.
NUMERO VERDE
“Purina per Voi” di Purina –
azienda di riferimento del settore PetCare – è l’unico numero
verde gratuito in Italia ad offrire
oltre a informazioni e suggerimenti
sui prodotti e i marchi dell’azienda,
anche il sostegno di un Medico Veterinario. Grazie alla collaborazione con
SCIVAC, in caso di bisogno Purina
affianca tutti i possessori di animali da
compagnia con una consulenza veterinaria di emergenza fornita da un veterinario professionista e indica la struttura
veterinaria più vicina aperta e disponibile a fornire le cure adeguate. “Purina
Per Voi” è un servizio attivo 24 ore su
24, 365 giorni l’anno. L’adesione al
network è aperta a tutte le strutture
veterinarie private. Per maggiori informazioni,
segreteria
SCIVAC
0372/460440. (Fonte ANMVI)
CONSIGLI UTILI
ECCO cinque punti fondamentali, da
osservare prima di mettersi in viaggio
con Fido o Micio.
-La visita dal veterinario: portate
Fido e Micio dal veterinario almeno due
settimane prima della partenza per verificare che sia in buona salute. Segnalate
al medico il luogo in cui vi recherete in
modo che possa consigliarvi eventuali
trattamenti preventivi necessari (ad
esempio il trattamento contro la leishmaniosi o la filariosi).
- Il libretto sanitario: verificate che il
piano vaccinale del vostro amico sia in
regola e non dimenticate di mettere in
valigia il suo libretto sanitario.
- La medaglietta: assicuratevi che la
medaglietta identificativa del vostro pet
sia in regola e contenga un numero di
telefono scritto in modo chiaro e leggibile al quale sia possibile rintracciarvi
in caso di smarrimento.
- Il Passaporto Europeo: se viaggiate
oltreconfine il vostro amico necessita
del Passaporto Europeo obbligatorio
per gli spostamenti nell’Unione Europea.
- L’ultimo pasto: prima della partenza
assicuratevi che il vostro amico abbia
mangiato almeno da 8 ore per evitargli
problemi di digestione durante il viaggio.
- Il trasportino: se il vostro amico
viaggia nel trasportino attrezzatelo con
una coperta a lui familiare, lo aiuterà a
tranquillizzarsi durante il viaggio.
- Prevenire gli imprevisti: viaggiare
con un quattrozampe implica non dare
mai per scontato che gli sia consentito
di accompagnarvi ovunque: non è detto
infatti che possa accedere a ristoranti,
musei, mezzi pubblici, battelli, Parchi
Naturali, spiagge ecc... Per evitare
imprevisti è bene quindi rivolgersi
prima della partenza alle aziende di promozione turistica del posto per verificare divieti e aree accessibili ai nostri
amici con la coda.
A volte
è meglio
affidarsi
ai “petsitter”
NON sempre è opportuno scegliere
di affrontare lunghi viaggi in compagnia di Fido, a volte è molto più saggio affidarsi a strutture o a conoscenti im grado di ospitare e curare i
vostri amici a quattro zampe durante
la vostra assenza.
IL PETSITTER
UNA delle soluzioni possibili per
una Vacanza Bestiale per tutta la
famiglia (quadrupedi compresi naturalmente!) potrebbe essere quella di
cercare una persona di fiducia che si
occupi del vostro amico con la coda
in vostra assenza.
Alcuni consigli:
- Rivolgetevi alle associazioni animaliste, ai veterinari o ai negozi di
prodotti per animali per richiedere la
disponibilità di petsitter nella zona;
- Preferite persone maggiorenni
che abbiano già avuto esperienza
nell’assistenza di cani o gatti e che
quindi abbiano una certa familiarità
con i quattrozampe;
- Informatevi bene sulla disponibilità di tempo che il petsitter potrà
offrire al vostro animale durante la
giornata per passeggiate sufficientemente lunghe, accudimento (pulizia,
cibo ecc...) non troppo frettoloso e
una certa disponibilità di tempo
anche per fornire semplicemente
coccole;
- Se possibile, fate in modo che il
petsitter conosca gradualmente il
vostro quattrozampe attraverso alcune visite precedenti alla data della
vacanza; in questo modo potrete
verificare il servizio e dare la possibilità al vostro pet di abituarsi al
nuovo amico/a.
SABATO 8 AGOSTO 2015
5
PRIMO PIANO
Animali in treno: per viaggiare
serve il certificato dell’anagrafe
CONSIGLI UTILI
Criceti: 5 regole per
difenderli dal caldo
A seguire 5
facili regole da
seguire per far
vivere bene i
nostri criceti
nonostante il
caldo, ovviamente andiamo
per ordine a
seconda delle
vostre disponibilità casalin- Un bel criceto
ghe.
1- Se avete un condizionatore, una
volta che in casa si superano i 28°
circa, il criceto inizia a sentire veramente il caldo. Accendiamolo ma non
lasciamolo puntato sulla gabbia. E’
infatti sufficiente che l’ambiente sia
fresco, mentre se lo puntiamo sulla
gabbia del criceto rischiamo di fargli
prendere malattie respiratorie( riniti,
pomoniti...).
2- Se non avete un condizionatore, è
sufficiente un ventilatore che muova
l’aria in casa. Anche questo non deve
essere direttamente puntato sulla gabbia ma deve muovere l’aria circostante.
3- Se non avete nemmeno un ventilatore usate i siberini del freezer e
disponeteli sotto la gabbia o adesi ai
lati della gabbia. Il criceto spontaneamente andrà a dormire vicino alla
parte di gabbia rinfrescata. MAI metterli dentro la gabbia ma sempre in
esterna.
4- Nemmeno i siberini? Usate delle
bottigliette di acqua da 500 ml ghiacciate e mettetele adese ai lati della
gabbietta.
5- Le regole generali da seguire
restano il non mettere il criceto sotto
al sole diretto, non di fronte ad una
finestra dove batta il sole e non su correnti d’aria, non sul balcone! Sì invece
a piattini in ceramica rinfrescati in
frigo su cui il criceto può dormire.
Facciamo
attenzione
alla
leishmaniosi
LA LEISHMANIOSI animale è una
malattia sostenuta da parassiti appartenenti ai protozoi. L’agente principale della leishmaniosi nelle aree
mediterranee è la Leishmania infantum un parassita in grado di colpire
soprattutto il cane, ma spesso anche
gli esseri umani. La leishmaniosi
viene veicolata in Europa dalla puntura del Phlebotomus papatasi,
comunemente chiamato pappatacio,
insetto simile alla zanzara, mentre
nel nuovo mondo è trasmessa da flebotomi del genere Lutzomyia. Il pappatacio colpisce principalmente da
maggio ad ottobre e preferibilmente
dal tramonto all’alba. È presente in
tutto il mondo, tranne, a quanto pare,
in Australia, ma principalmente si
trova in aree vicino al mare o nelle
zone tropicali. La leishmaniosi può
manifestarsi con una serie di sintomi
che possono presentarsi assieme o
singolarmente. Alcuni animali possono presentare prevalentemente la
sintomatologia cutanea della malattia, in altri vengono colpiti gli organi
interni, altri ancora manifestano sintomi di entrambi i tipi. La sintomatologia e i segni clinici possono pertanto essere, nei casi non conclamati,
multiformi e talvolta difficili da
inquadrare.
Il Passaporto Europeo
E’ in vigore il passaporto europeo
per gli animali domestici che viaggiano in Unione Europea o che vi entrano
o rientrano da Paesi terzi. La Commissione europea ha messo a punto un
nuovo passaporto che semplificherà
gli spostamenti all’interno dell’Unione per i proprietari che non vogliono
separarsi dai loro animali.
Fanno eccezione Irlanda, Svezia,
Gran Bretagna e Malta, dove sono
applicate regole più rigorose e un
periodo di quarantena. Il passaporto
certifica che l’animale sta bene, e’
vaccinato contro la rabbia e ha effettuato eventuali trattamenti antiparassitari obbligatori per l’ingresso in alcuni
Paesi dell’UE.
Ma potrà contenere anche indicazioni su altre vaccinazioni, non previste dalla legge, e informazioni sulla
storia veterinaria dell’animale.
ANMVI: ‘’Il nuovo passaporto permette ai medici-veterinari di conoscere rapidamente lo stato di salute dell’animale da compagnia in libera circolazione degli animali all’interno
della UE”.
(Fonte ANMVI)
E’ POSSIBILE viaggiare con cane, gatto, furetto, coniglio, criceto, cavia o altro in treno?
Certo, ma bisogna rispettare le indicazioni che
Trenitalia e Italo forniscono per quanto riguarda
il trasporto di animali. Informatevi bene prima di
partire, una volta sul treno i controllori non
ammetteranno ignoranza in materia e per evitare
polemiche e discussioni vi conviene sapere tutto
in partenza. Qui ho riassunto la normativa che si
trova sui siti rispettivamente di Trenitalia e Italo.
Trenitalia: come viaggiare con gli animali in
treno
Dal sito di Trenitalia apprendiamo come cani
di piccola taglia, gatti e altri animali domestici
da compagnia custoditi in un contenitore di
dimensioni non superiori a 70x30x50 possono
viaggiare gratis in prima e seconda classe (tutte
le categorie di treni e nei livelli di servizio Executive, Business, Premium e Standard), ma si
può trasportare solamente un contenitore per
viaggiatore. Per quanto riguarda i cani, di qualsiasi taglia si tratti deve essere rigorosamente
tenuto al guinzaglio e munito di museruola: sui
treni Espressi, IC ed ICN in prima e in seconda
classe
sui treni Frecciabianca, Frecciarossa e Frecciargento, in prima e seconda classe e nei livelli
di servizio Business e Standard (esclusi il livello
di servizio Executive, Premium, l’Area del
silenzio e i salottini)
sui treni Regionali nel vestibolo o piattaforma
dell’ultima carrozza (esclusione dell’orario dalle
7 alle 9 del mattino dei giorni feriali dal lunedì al
venerdì)
nelle carrozze letto, nelle carrozze cuccette e
nelle vetture Excelsior, ma solo per compartimenti acquistati per intero. In questi casi per trasportare il cane bisogna comprare un biglietto di
seconda classe o livello standard anche per il
cane, ridotto del 50%. Gli animali non possono
MAI occupare i posti dedicati ai viaggiatori e nel
caso disturbino gli altri viaggiatori, il personale
del treno potrà obbligare l’accompagnatore
dell’animale a occupare un altro posto o scendere dal treno. Ovviamente gli animali non possono entrare nella carrozza ristorante/bar, a meno
che non siano cani guida dei non vedenti. A
questo proposito, i cani guida per non
vedenti viaggiano gratuitamente e non
hanno nessun obbligo.
FIDO IN CARROZZA
Per il trasporto dei cani, escluso il cane guida
per non vedenti, bisogna avere sempre il certificato di iscrizione all’anagrafe canina (il documento del microchip) e il libretto sanitario (il
passaporto del cane per i cittadini stranieri). Se
non si hanno questi documenti, si è passibili di
multa e si viene obbligati a scendere dal treno.
FIDO AD ALTA VELOCITA’
Italo: come viaggiare con gli animali in treno
Anche su Italo si può viaggiare con gli animali
domestici: cani di piccola taglia, gatti e altri piccoli animali da compagnia di peso inferiore ai
dieci chilogrammi possono viaggiare negli
appositi contenitori o trasportini, uno per Viaggiatore. Questi contenitori vengono alloggiati o
sulla bagagliera o vicino al posto. I cani dovranno essere accompagnati dal certificato di iscrizione all’anagrafe canina (documento di microchip), mentre chi arriva dall’estero deve avere
sistemi di identificazione o passaporto.
Vengono esclusi dal trasporto animali domestici pericolosi o affetti da malattie trasmissibili
all’uomo. I cani guida per ipovedenti o non
vedenti viaggiano gratuitamente e non hanno
limiti di taglia o peso.
PESI E MISURE
I cani di peso superiore ai 10 chilogrammi
possono viaggiare senza vincoli di orario e di
tipologia di treno, ma dovranno avere museruola
(deve essere fatta indossare in fase di salita,
discesa o su richiesta del personale di bordo) e
dovranno avere con se il certificato di iscrizione
all’anagrafe canina. Il servizio deve essere però
prenotato entro due ore prima del viaggio. In
teoria su Italo il proprietario riceve anche un kit
con tappetino igienizzante per far accucciare il
cane.
La dottoressa veterinaria Manuela risponderà
volentieri ai vostri commenti o alle domande che
vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog.
Tante le novità:
con Italo
il proprietario
riceve anche
un kit
con tappetino
igienizzante
per far accucciare
il cane
Ovviamente gli
animali non
possono entrare
nella carrozza
ristorante/bar,
a meno che non
siano cani guida
per non vedenti
che viaggiano
gratuitamente
e non hanno
nessun obbligo
6
SABATO 8 AGOSTO 2015
ECONOMIA E FINANZA
Economia e società,
un rapporto
da migliorare
Nei prossimi mesi
arriveranno i nuovi
obiettivi del
Millennio delle
Nazioni Unite.
Ci sarà Cop21, la
conferenza sul
climate change a
Parigi. E si aprirà
l’Anno Giubilare.
Questi grandi
eventi aiuteranno
a promuovere il
cambiamento?
Torna Supercar,
il Salone dell’auto
da sogno dal 9
all’11 ottobre
ALL’INIZIO dell’autunno
torna Supercar, il Salone
dell’auto da sogno organizzato da Fiera Roma, che per
la sua seconda edizione sarà
aperto al pubblico dal 9
all’11 ottobre. ‘’Siamo solo
alla seconda edizione e
Supercar è già un punto di
riferimento per Roma - ha
dichiarato il pilota Giancarlo
Fisichella, primo testimonial
del Salone - si sentiva la
mancanza di un evento di
questo tipo: i fan e gli appassionati sono tantissimi e il
successo della prima edizione ne è stata la prova’’. Nella
capitale si potranno ammirare vetture non convenzionali, artigianali e da competizione: dalle monoposto di
Formula 1 Ferrari, Lotus e
Toro Rosso alla Lamborghini Huracan, dalle Maserati
alle McLaren, dalla Montecarlo Carlo Chiti all’Alfa
Romeo 4C, dalla Tesla
Model S alla Mazzanti
Evantra e alla Jaguar F-Type
‘’La passione degli italiani
per i motori non è certo una
novità - ha dichiarato Marco
Galletti di Roma Auto Show,
organizzatore di Supercar
insieme a Fiera Roma - da
mesi stiamo lavorando per
offrire uno spettacolo ancora
più ricco e un parterre di vet-
Pesce passione
estiva: consumi
in tavola +20%
Anche i soggetti
pubblici, in Europa
e nel mondo, con le
risorse messe oggi in
campo, non riescono
a rispondere
alle esigenze
d’innovazione sociale
SONO sempre di più a livello mondiale le iniziative che promuovono
una finanza e un’economia “a impatto”, dove l’obiettivo è la produzione
di un impatto sociale positivo sulla
collettività, accanto a un ritorno economico ragionevole. Una delle più
organiche è la Siit (Social impact
investment task force), varata nel
2013 in ambito G8. Nei giorni scorsi, a Londra, «è stata deliberata la
trasformazione della task force in un
comitato di coordinamento globale»,
spiega Giovanna Melandri, presidente di Human Foundation, che era
presente come coordinatrice dell’Advisory board italiano della Siit.
In pratica si è costituito una sorta di
G20 dell’impact investment, con
l’ingresso di Paesi quali Brasile,
Cina, India, Israele, Messico, Portogallo.
Prende così quota la riflessione
sulla necessità che il sistema economico-finanziario realizzi quel “cambiamento” che nel suo viaggio in
terra latinoamericana è stato invocato dallo stesso Papa Francesco, il
quale già un anno fa aveva speso
parole di apprezzamento per gli
impact investor. Che potrebbero
infatti dare un sostegno importante
alla definizione di nuovi indicatori e
metriche, nuove bussole, oltre il Pil,
su cui orientare lo sviluppo.
Da dove partire per avviare questo
NEWS
Arriva l’estate e, come ogni
anno, aumenta la voglia degli
italiani a casa e al ristoranti di
mangiare pesci, crostacei e
frutti di mare. Una passione
dal tipico andamento stagionale, sottolinea la Federcoopesca-Confcooperative, che per
quest’anno stima un aumento
dei consumi fino al 20%
rispetto al periodo invernale.
Una buona prospettiva per i
pescatori, anche se la ‘licenza
a punti’ istituita dall’Ue per
combattere le attività illegali,
mette a rischio gli aiuti comunitari per l’imminente avvio
“cambiamento”?
Intanto dai mercati finanziari: il
modo in cui funzionano oggi non ci
soddisfa assolutamente, perché non
rispondono ai bisogni sociali. Anche
i soggetti pubblici, in Europa e nel
mondo, con le risorse messe oggi in
campo non riescono a rispondere
alle esigenze d’innovazione sociale.
Ne consegue che le esperienze, che
pure si stanno attivando nel mondo,
tese a soddisfare quei bisogni non
possono raggiungere dimensioni
adeguate. Ecco perché, come dice
Muhammad Yunus, serve applicare
lo spirito imprenditoriale alla soluzione di problemi sociali: può essere
una straordinaria rivoluzione. Il
nostro obiettivo è attivare una grande ondata d’investimenti a impatto
sociale: una finanza “3D”, che oltre
a rischio e rendimento utilizza come
parametri indicatori d’impatto sociale.
A livello macro le proposte di indicatori alternativi al Pil sono varie:
dal Bes (Benessere equo e sostenibile) sviluppato da Istat e Cnel al Better Life Index dell’Ocse, allo Human
Development Index di matrice Onu.
Ma esiste il “perfetto” indicatore
alternativo al Pil?
Non credo. Anche se su un piano
macroeconomico c’è senza dubbio la
necessità di definire indicatori che
superino quell’”idolo bugiardo” che
è il Pil, come già lo chiamarono economisti quali Giorgio Ruffolo e
Federico Caffè (di cui Melandri è
stata allieva, ndr). Perché il Pil non
registra il valore sociale, né quello
creato, né quello distrutto.
E a livello micro?
Come Human Foundation per la
valutazione d’impatto di progetti
sociali utilizziamo lo Sroi (Social
return on investment, ndr), che è
interessante perché permette di
apprezzare l’intera catena del valore
sociale prodotto, non solo l’output
ma l’outcome. Ma ci sono altri indicatori. E poi a volte misurazione e
valutazione devono essere fatte caso
per caso. Non dobbiamo costruire un
altro “idolo”. Ma non dobbiamo
neanche negare la necessità della
misurazione.
Perché definire indicatori di misurazione del valore sociale è determinante?
Perché sono l’infrastruttura intangibile fondamentale per rendere possibile la rivoluzione di cui parlavo.
Non si deve vivere la misurazione
come finalizzata al controllo, bensì
al miglioramento: gli indicatori sono
prima di tutto uno strumento di supporto all’elaborazione di strategie.
Certo, rappresentano una sfida: per
l’erogatore pubblico, affinché la
spesa sia più efficiente ed efficace;
per le imprese, obbligate a ragionare
ture emozionanti’’.
L’eccellenza della tecnologia e del design sarà presente in diverse forme, con
l’obiettivo di aumentare il
numero degli appassionati
intervenuti alla prima edizione del 2014 (oltre
42.800) che hanno visitato i
padiglioni nell’arco dei tre
giorni del Salone. L’evento
si era articolato su 35.000
mq di spazi espositivi e
40.000 mq di aree esterne,
con oltre cento espositori.
Oltre all’esposizione statica,
Supercar tornerà ad offrire
spettacolo nei 40.000 mq di
aree esterne, con una pista
per le vetture da competizione, ma anche drifting, spettacoli di stuntman e altre esibizioni, quest’anno con
alcune novità internazionali.
Inoltre, è confermata fin da
ora l’iniziativa della Driving
Experience, un’occasione
per provare le ultime novità
del mercato. Infine, non
mancheranno gli incontri sul
palco, con focus sull’ecomobilità, sulla tecnologia e
sulla sicurezza. Ci sarà
ampio spazio anche per la
parte Ecotechmobility, dove
l’esposizione sarà affiancata
da attività organizzate dal
MES, il Polo Innovativo
della Mobilità e Sicurezza
Stradale di Fiera Roma, in
collaborazione con l’Assessorato della Mobilità del
Comune di Roma. Come già
lo scorso anno, saranno realizzate delle attività di formazione alla guida sicura
per gli studenti delle scuole
medie e superiori.
del fermo pesca 2015; il provvedimento, che nasce per
garantire il ripopolamento dei
pesci nei mari, infatti, partirà il
26 luglio nella zona costiera
da Trieste a Rimini per poi
concludersi il 18 ottobre nel
tratto da Brindisi ad Imperia.
Ma il pesce in Italia non
mancherà anche perchè oltre il
60% del prodotto che arriva
sulle tavole viene importato
dall’estero, tra l’altro con un
trend in costante crescita; basti
pensare che nei primi due
mesi del 2015 rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente, gli arrivi di pesce
oltreconfine sono aumentati
del 14,17% per un totale di
345 milioni di euro spesi e
circa 68 mila tonnellate di prodotti ittici.
sul valore sociale e ambientale che
producono o distruggono; per gli
investitori istituzionali, chiamati a
canalizzare parte delle loro risorse
verso investimenti a impatto, con
rendimenti moderati ma anche basso
rischio e bassa volatilità; e per gli
operatori del Terzo settore, che
devono integrarli nelle strategie.
Nei prossimi mesi arriveranno i
nuovi Obiettivi del Millennio delle
Nazioni Unite. Ci sarà Cop21, la
conferenza sul climate change a
Parigi. E si aprirà l’Anno Giubilare.
Questi grandi eventi aiuteranno a
promuovere il cambiamento?
Ci sono esempi come il Portogallo,
che con un investimento di oltre 100
milioni di euro tratti dai fondi strutturali comunitari ha varato un’agenda per attivare il mercato dell’impact
investment: potremmo farlo anche in
Italia, del resto è una delle 40 proposte avanzate da quasi un anno dal
nostro Advisory board. Nell’anno
del Giubileo sarebbe poi molto bello,
è un sogno a cui stiamo lavorando,
poter avere a livello di task force un
nuovo incontro con Papa Francesco,
che a Londra ad esempio è stato citatissimo, per confrontarci con lui su
questi temi: come dare spazio a una
finanza inclusiva, generativa, che
attraverso la creazione di valore
sociale, positivo e misurabile,
affronta problemi sociali.
SABATO 8 AGOSTO 2015
Mr. Neuro parla reggiano...
7
NOI CITTADINI
FOCUS CONSUMATORI
Ho scoperto
il Trentino!
Bollo auto: le esenzioni e agevolazioni per il 2015
Tutto quello che c’è da sapere
sul bollo auto
Sto facendo un
tour dell’Italia, che
mi permette
di vedere il Paese
sotto una luce
nuova e
stimolante: quella
di confrontare
tra loro le regioni,
il grado
di ospitalità,
le differenze
e soprattutto
la situazione del
benessere dei loro
cittadini
Charlie Gnocchi, Mr.Neuro
CHARLIE GNOCCHI
In questo periodo, con la mia fedele Volvo
V70 e famiglia al seguito, sto facendo un tour
dell’Italia, che mi permette di vedere il Paese
sotto una luce nuova e stimolante: quella di
confrontare tra loro le regioni, il grado di
ospitalità, le differenze e soprattutto la situazione del benessere dei loro cittadini. Vi premetto che non sono campanilista, anche se
amo con passione la mia Emilia Romagna,
soprattutto per il grado di ospitalità e di generosità di noi emiliani e poi perchè amo Parmigiano Reggiano, Culatello e Lambrusco. Ma
andiamo con ordine, le regioni vengono elencate alla rinfusa, senza un ordine logico e solo
con impressioni personali, della mia signora e
dei miei figli. Parto dal Lazio, che riteniamo
molto più interessante di come venga descritto, con Rieti e la Sabina verdi e selvagge, la
Tuscia di Viterbo piena di borghi antichi,
Latina con le sue località di mare e Frosinone
ciociara piena di eccellenze e storia. Purtroppo tutte fagocitate da una Roma mangiatutto
per bellezza e degrado e anche per il carattere
del romano, che è un po’ particolare e simpatico, un po’ generoso e menefreghista, molto
sicuro di se e del suo passato. Il Lazio è bello,
ma manca qualcosa e cosi passo velocemente
in Toscana con Arezzo, bellissima città
medievale e la Val di Chiana, il Vasari, la storia, poi vedo una Siena mozzafiato, che è per
me la più bella città del mondo: tutto ben
tenuto e valorizzato, con enogastronomia e
vini da urlo. E di Firenze cosa possiamo dire
che non sia già stato detto? Nulla! Prato, la
Versilia, Lucca, Pisa, una meraviglia. La
Toscana recita una parte importante nel panorama turistico italiano e i turisti arrivano dav-
Uno splendido panorama trentino
vero. Il modello toscano funziona e i capolavori di arte e territorio le danno una bella
mano. Toscana è un marchio di bellezza e
qualità meritato. Poi arrivo in Veneto, alla bellissima e romantica Verona, che grazie all’Arena è diventata anche capitale mondiale della
musica. La città è splendida e pulita, i servizi
funzionano e l’entroterra ci offre prosecco e
Lago di Garda, senza parlare di Romeo e Giulietta e dell’’ottima gastronomia. I veneti?
Bravi e lavoratori, ma un po’ mona, come si
dice a Venezia! Venezia non vi dico e salgo
direttamente a Trieste, per vedere la citta
marittima ricca di storia e letteratura, pesca e
stranezze, il Carso, i bianchi friulani, Joyce e
Svevo... io vorrei vivere a Trieste e fare il
bagno in Croazia. Il Friuli è bello tutto e la
gente è simpatica con le spiagge e le montagne e le tante particolarità di quel territorio.
Poi capito quasi per caso a Canazei, in Trentino e faccio la Val di Fiemme da Tesero a
Stava, all’Alpe di Pampeago, Latemar,
Moena,Predazzo. Siamo in mezzo alle alpi
panoramiche, mozzafiato, a 2000 metri di
altezza sul mare. Terre dure, storia priva di
monumenti importanti, ma le rocce delle
Dolomiti ti incantano e vorresti toccarle, sei
immerso nella natura, nel verde, nelle montagne. I trentini forse sono un po’ “crucchi”, ma
molto ospitali e si attaccano a tutto pur di farti
apprezzare la loro terra. Che fatica andare in
Trentino e non a Milano Marittima, farsi dello
strudel e non una frittura globale, stare chiusi
nelle giacche a vento invece che sfoderare il
mocassino alla moda. Ma il Trentino non
delude nessuno in famiglia: il suocero, i bambini, la moglie vanitosa, il buongustaio e
soprattutto chi come me ama la tradizione
delle cose ben fatte e oneste. La gente semplice del Trentino mi ha insegnato, che anche in
tempi di crisi, ci si arrangia, non si piange e si
cerca di offrire qualcosa di più e di nuovo a
quella grande ricchezza che è il turista. Forse
un po di nostra Italia ammalata di piagnisteo
e pessimismo deve prendere ossigeno a
Stava, dove nell’ottantacinque una sciagura
causata da negligenza umana ha provocato
280 morti. Questi morti hanno ricordato il
rispetto per la natura e per i luoghi e per me è
stato molto emozionante vedere dal vivo il
loro piccolo archivio fotografico, fatto di
dignità e compostezza. Hanno ricostruito
onorando chi ha perso la vita col lavoro e con
l’ordine che tutti noi apprezziamo. Grande
Stava, grande Tesero e onore ai trentini, che
mi aiutano a rigenerare un sistema nervoso
fatto di stress e cose inutili!
P.S. ho visto anche il bambi, l’aquila e mangiato le fragoline di bosco. A presto, dal
vostro Mr.Neuro.
IL bollo auto, meglio definita come tassa automobilistica,
è un tributo applicato a tutti
gli autoveicoli e motoveicoli
da pagare alla Regione nel
quale il proprietario è residente. Il suo importo viene stabilito sulla base delle direttive
regionali, della potenza del
veicoli in kW e dell’impatto
ambientale. Come per l’rc
auto, rappresenta una tassa
obbligatoria a cui non ci si
può sottrarre. Tuttavia esistono delle particolari eccezioni
ed è per questo che capire
come si calcola il bollo auto e
quali sono i soggetti esonerati
potrebbe essere particolarmente utile per tutti i possessori di veicoli a motore. Per
calcolare l’importo esatto da
pagare è possibile accedere ai
servizi gratuiti messi a disposizione dai siti dell’Agenzia
dell’Entrate e dell’Aci, indicando semplicemente tutti i
dati della vettura, la Regione
di residenza e alcune informazioni indicate sul documento
di circolazione. Fatto questo,
non resta altro che procedere
con il pagamento dell’importo
indicato.
Agevolazioni previste dal
2015
Dal 2015 sono state introdotte
alcune modifiche in materia,
prime fra tutte l’abolizione del
Superbollo, previsto per quei
veicoli con potenza superiore
ai 185kW. A questa prima
novità si sommano anche
alcune esenzioni previste per
particolari tipologie di veicoli,
come quelli alimentati a GPL
e metano, ibride ed elettriche.
Infatti la legge di stabilità
2015 ha introdotto l’esenzione
dal pagamento del bollo per i
primi cinque anni successivi
all’immatricolazione. L’esenzione è inoltre concessa anche
ai disabili, se intestatari di un
veicolo oppure se risultano
essere fiscalmente a carico dal
del proprietario del mezzo. I
casi in cui non si deve pagare
il bollo sono quelli relativi alla
vendita, al furto o alla demolizione del veicolo, per i quali
non è necessario trasmettere
nessuna comunicazione.
Come calcolare l’importo
del bollo auto
Per calcolare l’importo del
bollo auto, bisogna tenere presente che dal 1 gennaio 1998
la tassa si riferisce alla poten-
za effettiva del motore e non
ai cavalli fiscali. Per entrare
nel dettaglio, tutte le autovetture, gli autoveicoli ad uso
promiscuo, gli autobus, gli
autoveicoli ad uso speciale e i
motocicli hanno l’obbligo di
versare il bollo auto in base ai
kilowatt di potenza riportati
sulla carta di circolazione. Se
il numero di kilowatt presenta
dei decimali, è importante
sapere che essi non vanno
considerati. Quindi, ad esempio, se la potenza è di 47,80
Kw, il bollo auto sarà relativo
a 47 Kw. Nel caso in cui non
fosse indicata la potenza in
Kw, si dovrà pagare la tassa in
base alla potenza massima
espressa in cavalli, comunque
presente sulla Carta di Circolazione del veicolo. Una normativa introdotta il 1 gennaio
2007 prevede che le autovetture, gli autoveicoli ad uso
promiscuo e i motocicli debbano pagare il bollo in base
alle normative comunitarie
vigenti sulle emissioni inquinanti. Sono dunque escluse da
questa norma tutte le autovetture e gli autoveicoli che
abbiano i seguenti tipi di alimentazione: Elettrica, Metano, Gpl, Idrogeno.
Potenza superiore a 100 Kw
Per quanto riguarda le autovetture ad uso promiscuo con
potenza fiscale superiore a
100 Kw, corrispondenti a 136
cavalli, il calcolo del bollo va
fatto moltiplicando l’importo
base per 100 Kw e poi aggiungendo ogni Kw che supera i
100, moltiplicandolo per la
tassa maggiorata.
Motorini e Minicar
Infine i ciclomotori e i quadricicli leggeri, altrimenti noti
come Minicar: se la cilindrata
è pari o inferiore a 50 centimetri cubici o comunque la
potenza massima sia pari o
inferiore a 4 Kw, non è necessario corrispondere il bollo
ma solo la tassa di circolazione, con decorrenza da gennaio
a dicembre. Per quanto riguarda le Minicar, questo discorso
è valido solo se esse vengono
utilizzate sulla pubblica strada. Fanno eccezione i residenti in Lombardia, che dal 1
gennaio 2014 sono esonerati
dal pagamento della tassa di
circolazione per i ciclomotori
e le Minicar, come previsto
dalla L.R. 24/2014.
SABATO 8 AGOSTO 2015
9
IL PERSONAGGIO
“E’ il momento dei ragazzi
speciali”
Intervista
ad Alessandro
Cocchi,
istruttore
di atleti speciali
come Kevin
Casali e Cecilia
Camellini
Kevin è un atleta
autistico tra i più
forti al mondo.
Cecilia è una
nuotatrice non
vedente già
campionessa
olimpica, che ha
fatto sognare una
nazione intera
AMEDEO FAINO
REGOLA dice che le pagine di sport debbano seguire sempre quelle della cronaca,
della politica. Lo sport finisce in coda, ma
prorpio nello psort troviamo persone e
valori che invece andrebbero sparati in
copertina, a sei colonne. Alessandro
Cocchi, ingegnere informatico, ha gettato
nelle acque il suo computer per sposare a
pieno il suo grande amore per la vita e per
lo sport: il coach Cocchi è il maestro, l’istruttore di ragazzi speciali come Kevin
Casali, nuotatore autistico che si è fatto
conoscere in tutto il mondo grazie alle sue
grandi doti atletiche ed umane. Non solo,
Alessandro allena anche Cecilia Cammellini, nuotatrice non vedente che ha gettato
sullo sport una ventata di ottimismo, di
romanticismo. Conosciamo meglio Alessandro Cocchi, l’istruttore ci ha ospitato a
bordo vasca, alla Melato, proprio mentre
il nostro Kevin era in vasca.
Qual è stato il tipo di percorso che ti
ha portato a diventare allenatore di
ragazzi così speciali?
“Ho sempre praticato il nuoto a livello
agonistico, finchè durante gli anni dell’università non ho deciso di intraprendere
una carriera come istruttore in questo
campo; ora oltre ad essere allenatore
federale per società sportive mi occupo
anche dei giovani ragazzi dell’A.S.D Tricolore”
Tra i tuoi allievi troviamo Kevin Casale
e Cecilia Cammellini, quali sensazioni
provi a portare in vasca ragazzi tanto
speciali?
“Le cose che più avverto sono un forte
senso di responsabilità nei loro confronti
ed un grande orgoglio, in quanto si tratta
di ragazzi fantastici e molto volenterosi
che si affidano totalmente a me e alle mie
competenze”
Lo sport ha cambiato questi ragazzi,
ma possiamo dire che questi ragazzi
abbiano cambiato in parte lo sport?
“Si, lo sport li ha cambiati e loro, in
base alle loro caratteristiche, hanno cambiato il modo di fare sport, in quanto per
raggiungere i risultati che hanno ottenuto
in questo campo si sono dovuti dimostrare capaci di adattarsi alle esigenze del
nuoto agonistico, che fa poche differenze
fra normodotati e disabili. Sono convinto
che lo sport abbia dato molto alla loro
vita”
Quali sono state le difficoltà più grandi
che hai incontrato?
“Inizialmente quella di instaurare un
rapporto coi ragazzi basato sulla fiducia,
cercando di capire le loro esigenze e, grazie alla mia professionalità, utilizzare
queste esigenze e la mia preparazione per
poter dare loro il modo di esprimersi al
meglio e arrivare al top a livello personale
Una piacevole discussione tra atleta e allenatore
Alessandro Cocchi
Alessandro Cocchi a bordo vasca in via Melato con Kevin Casali
ma anche internazionale”
La comunità come ha risposto alla presenza di questi ragazzi e al crescere del
fatto che hanno iniziato a fare sport
con una certa frequenza?
“La risposta della comunità a livello
locale è stata decisamente positiva ed
estremamente sensibile ed attenta ai bisogni di questi ragazzi: abbiamo costruito
queste ottime stagioni piene anche di
esperienze internazionali grazie all’aiuto
di sponsor locali. A volte però abbiamo
anche riscontrato risposte sterili alle
nostre richieste di aiuto, una volta che ci
si è resi conto del fatto che i costi da
sostenere a livello economico sono abbastanza alti ma grazie alla società Tricolore, che nel reggiano è l’unica ad occuparsi
di gestire ragazzi ed atleti disabili, siamo
riusciti a costruire un progetto che sta
tutt’ora andando avanti”
C’è qualcosa che vorresti cambiare in
questo particolare settore dello sport?
“Mi piacerebbe cambiare l’attenzione
delle amministrazioni comunali che non
sempre sono attente alle esigenze di questi ragazzi: molti dei costi sono per gli
spazi acqua e, anche se non altissimi,
Kevin Casali con la mamma, Mirella Antoniani, e con l’istruttore di nuoto
comunque sono costi ai quali dobbiamo
fare fronte, e non tutte le amministrazioni
comunali si comportano allo stesso modo,
vi sono differenze tra i vari comuni e le
varie province”
Hai un messaggio da lasciare a Kevin
Casali?
“Si, spero che questa sua carriera duri il
più a lungo possibile”
E per Cecilia Camellini?
“Spero che riesca a concludere con
onore la sua carriera e che riesca a fare
della sua vita futura una vita piena di soddisfazioni”
10
SABATO 8 AGOSTO 2015
IL NOSTRO COMUNE
Boretto: una gita
a bordo della
Motonave Stradivari
Ormeggiata
al Pontile Giudecca
del Porto Turistico
Fluviale Regionale:
una grande
attrazione
per grandi e piccini
APPUNTAMENTI E NEWS
Wi Fi: ecco come scoprire quali sono le 44 zone dove la connessione è gratis
L’elenco di tutti i giorni di
mercato a Reggio e dintorni
Mercati in città
ECCO l’elenco completo dei
giorni di mercato in provincia.
LUNEDÌ
Albinea, Castelnovo di
Sotto, Luzzara, Montecchio
Emilia, Rolo, Scandiano,
Toano, Castelnovo né Monti.
MARTEDÌ’
Reggio Emilia, Campegine,
Quattro Castella
MERCOLEDÌ
Cadelbosco Sopra, Carpineti, Cavriago, Correggio,
Guastalla, Toano, Vezzano.
GIOVEDÌ
Boretto, Brescello, Castellarano, Fabbrico, Novellara,
San Polo d’Enza, Villa
Minozzo, Villarotta di Luzzara, Praticello di Gattatico,
Casalgrande, Santa Vittoria di
Gualtieri.
VENERDÌ
Bagnolo in Piano, Reggio
Emilia, Reggiolo, Gualtieri,
Rio Saliceto, Collagna.
SABATO
Bibbiano, Casina, Campagnola Emilia, Ciano d’Enza,
Rubiera, San Martino in Rio,
Poviglio, Sant’Ilario d’Enza,
Cerredolo di Toano, Guastalla, Scandiano.
DOMENICA
Vetto d’Enza, Baiso, Valestra di Carpineti, Gualtieri,
Cavola di Toano, Viano, Salvaterra di Casalgrande.
WI FI PUBBLICO
SONO 44 i luoghi (hot
spot) predisposti dal Comune
di Reggio Emilia in cui puoi
collegarti liberamente a internet con il tuo computer portatile, palmare, cellulare di
nuova generazione, a qualunque ora e senza bisogno di
fili. La connessione senza fili
(Wi-Fi)* è un servizio che il
Comune offre per garantire un
accesso rapido a Internet: un
altro passo importante verso
una città aperta, tecnologicamente avanzata e proiettata
verso il futuro. Info: mail a
[email protected]. Sito web: Reggio Wi
- Fi. Telefono: Per informazioni. Comune Informa Ufficio Relazioni con il Pubblico tel. 0522/456660
In alto la sala ristorante della Motonave Stradivari
LA MOTONAVE Stradivari nasce
per un pubblico esigente, alla ricerca di un’esperienza a contatto con
la natura, senza dimenticare
comfort e alta qualità. Il bacino del
Po in cui è situata, consente, per la
varietà di scenari naturalistici e culturali, un efficace connubio tra questi magici ingredienti. Stradivari
assicura una varietà di servizi innovativi ed altamente qualificati attraverso l’articolazione degli spazi
interni, curati nei dettagli ed elegantemente ospitali, e degli spazi
esterni, come il ponte sole che permette di godere una panoramica
visione degli spazi circostanti. La
struttura della nave permette un utilizzo variato e flessibile a seconda
del tipo di itinerario che si vuole
effettuare, delle attività che si
vogliono svolgere a bordo, del
periodo dell’anno scelto per imbarcarsi e/o navigare, delle condizioni
meteorologiche, del numero di persone presenti a bordo.
Stradivari renderà indimenticabile ai vostri occhi ed a quelli dei
vostri ospiti, ogni momento vissuto
sulla nave.
Varata nei cantieri di Cremona
“Navalcantieri Spa” nel 1976, dopo
molte vicissitudini è stata acquistata da 2 società reggiane. Dopo un
importante e accurato restyling è
attualmente gestita dalla Altobordo
Srl con sede in Boretto (RE).
Landini Giuliano è l’attuale
amministratore della società e il
Capitano della motonave. Lunga 62
mt. e larga 10 mt. la motonave Stradivari, è la più grande imbarcazione per acque interne, d’Italia. E’
dotata di tutti i più moderni
confort: impianto di condiziona-
mento e riscaldamento, impianto
stereo in filodiffusione, pianoforte
e una splendida vasca idromassaggio. Il tutto per offrirvi un comodo
relax sul più bel fiume d’Italia.
La motonave ha una capienza di
400 persone comodamente ospitate
negli eleganti saloni interni e sul
ponte sole/luna di c/a 400 mq. Sulla
motonave il personale di cucina è
in grado di offrire menù a tema,
piatti tipici delle terre di fiume e
delle migliori tradizioni culinarie
italiane. Ormeggiata al porto turistico fluviale di Boretto (RE) e in
condizioni idrometriche particolari
del fiume, al porto di Viadana
(MN).
IL GRANDE FIUME
La sua sorgente si trova in Piemonte in provincia di Cuneo sulle
Alpi Cozie e precisamente in Località Pian del Re (comune di Crissolo) ai piedi del Monviso (3.841
m), sotto un grosso masso riportante la targa che ne indica l’origine.
Arricchendosi notevolmente dell’apporto di altre innumerevoli sorgenti (non è errato affermare che “il
Monviso stesso è la sorgente del
Po”), prende a scorrere impetuoso
nell’omonima valle.
Da qui sbocca in pianura dopo
appena una ventina di km lambendo i territori della città di Saluzzo.
In questo tratto vari affluenti arricchiscono la portata del fiume che
entra in breve nella provincia di
Torino attraversandone lo stesso
capoluogo. A Torino il fiume, nonostante abbia percorso solo un centinaio di km dalle sorgenti, è già un
corso d’acqua notevole con un letto
ampio una portata media già consi-
derevole.
Con andamento verso est, costeggia poi le estreme propaggini del
Monferrato giungendo nella piana
Vercellese dove si arricchisce
dell’apporto di importanti affluenti
come la Dora Baltea e la Sesia. Piegando con corso verso sud, continua poi a lambire in sponda destra
il Monferrato in provincia di Alessandria, bagnando le città di Casale Monferrato e Valenza (Italia).
Qui funge anche da confine regionale traPiemonte e Lombardia
cominciando ad assumere dimensioni maestose.
Presso Bassignana, il fiume punta
definitivamente verso est per merito anche della forte spinta del Tanaro, suo principale tributario di
destra. Dopo questa confluenza il
Po, ormai possente nella portata,
entra in territorio lombardo scorrendo in provincia di Pavia. Pochi
km a sud del capoluogo pavese il
fiume riceve il contributo essenziale del Ticino, suo principale tributario per volume d’acque, diventando così navigabile anche da grosse
imbarcazioni sino alla foce.
Dopo questa confluenza il fiume
prende a scorrere per parecchi km
nella zona di confine tra Lombardia
e Emilia-Romagna, bagnando città
importanti come Piacenza e Cremona, scorrendo all’interno della provincia di Mantova, ricevendo contributi notevoli dagli affluenti alpini Adda,Oglio e Mincio e moltissimi altri fiumi minori provenienti
dall’Appennino.
Giunto infine nella zona di Ferrara il fiume scorre “pensile” sul confine tra Veneto (provincia di Rovigo) ed Emilia-Romagna, nella
regione storica del Polesine.
Qui il fiume inizia il suo ampio
delta (380 km), dividendosi in 5
rami principali (Po di Maestra, Po
della Pila, Po delle Tolle, Po di
Gnocca e Po di Goro) e 14 bocche;
un ulteriore ramo secondario (il Po
di Volano) che attraversa la città di
Ferrara, è ora inattivo. Il grande
fiume sfocia quindi nel Mare
Adriatico, attraversando territori
appartenenti ai Comuni di Ariano
nel Polesine, Goro, Porto Tolle,
Taglio di Po e Porto Viro.
Il delta del Po, per la sua grande
valenza ambientale, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
Nel suo corso in pianura il Po si
divide spesso in diversi rami formando diverse isole fluviali, la più
grande delle quali (escludendo
quelle presenti alla foce) è l’Isola
Serafini, situata nei pressi della
foce dell’Adda a Castelnuovo
Bocca d’Adda, ma estesa circa 10
km all’interno del comune di Monticelli d’Ongina.
Complessivamente il Po attraversa (dalla sorgente alla foce) 13 province: Cuneo, Torino, Vercelli e
Alessandria (regione Piemonte),
Pavia, Lodi, Cremona e Mantova
(regione Lombardia), Piacenza,
Parma, Reggio Emilia e Ferrara
(regione Emilia-Romagna) e Rovigo (regione Veneto). Sono 183 i
comuni rivieraschi (che toccano le
sponde del fiume) appartenenti alle
13 province rivierasche del Po.
INFO E DETTAGLI
Prenotazioni 333.3616208, Pacchetti turistici e eventi privati
333.9043511
SABATO 8 AGOSTO 2015
11
LA PAGINA ROSA
Vanda Giampaoli, una vita fra
sport, diritto e difesa delle donne
L’avvocato
è membro
del Collegio
nazionale
di Garanzia
del Coni
e presidente
del club
femminile Zonta,
col quale sta
portando avanti
iniziative
a favore
della tutela
della donna
“Ho sempre voluto fare
l’avvocato perchè ho
sempre amato il diritto.
Anche per questo sono
felice di portare avanti
battaglie per le donne
perché possano avere il
ruolo che spetta loro nel
mondo delle istituzioni,
della politica e dello
sport”
“Amo nuoto, volley
e basket e la
sconfitta della
Grissin Bon mi
brucia ancora, ma
lo sport è anche
questo. Il team di
Menetti ha dato
tutto e avrebbe
meritato lo
scudetto. Cinciarini
a Milano? Non
poteva dire di no,
certi treni passano
una volta sola”
LORENZO CHIERICI
E’ UN avvocato, una grande sportiva
ed il presidente di un club femminile,
oltre ad essere una persona solare e
pacevole, madre Nicola e Daniele e
moglie di Roberto Rabitti, dirigente del
Gruppo Ferrarini e presidente del
Panathlon Club della nostra città. Stiamo parlando di Vanda Giampaoli, una
tra le figure più conosciute di Reggio,
stimatissima professionista, impegnata
molto anche nel sociale. Da alcuni
mesi è diventata presidente dello Zonta
Club, col quale ha portato avanti varie
iniziative benefiche, oltre a borse di
studio ed altri progetti finalizzati alla
valorizzazione e alla tutela delle donne.
Vanda Giampaoli è stata anche nominata membro del Collegio nazionale di
Garanzia del Coni, una carica davvero
importante e prestigiosa, che porta un
pezzo di Reggio nella stanza dei bottoni dello sport nazionale.
Tanti in carichi conciliano con la vita
familiare?
“Io sono un’appassionata e una
curiosa di tantissime cose. Quando mi
butto in qualcosa lo faccio con grande
passione e quindi la fatica la sento davvero poco perchè ci sono l’entusiasmo
e il desiderio di fare ciò che sto facendo che mi spingono oltre. La famiglia e
i figli, però, vengono al primo posto,
per cui, quando c’è bisogno sono sempre lì, ciò non mi impedisce, organizzandomi molto, di arrivare un po’ dappertutto e di fare il mio mestiere di
avvocato con altrettanta passione, pur
essendo una professione a volte anche
stressante”.
Anche lo sport è una delle tue grandi
passioni, vero?
“Ho sempre avuto la passione per lo
sport e per la difesa del mondo femminile all’interno delle istituzioni, della
politica, dello sport, della sanità e di
altri ambiti. Forse anche per la professione che faccio sono portata alle battaglie e quelle in difesa del ruolo della
donna sono certamente energie ben
spese”.
Sei un avvocato civilista?
“La mia tesi di laurea era in procedura penale: oggi al 70% faccio diritto
civile e al 30% penale. Ho iniziato
come penalista nello studio di un grande avvocato, Giulio Bigi, poi, negli
anni, ho direzionato il mio interesse
verso il civile, il commerciale e il diritto di famiglia. Il diritto, per me è tutto
molto bello. Ho sempre desiderato fare
l’avvocato e ci sono riuscita. Questo
mestiere devo dire che non mi ha
mai tradito: mi ha chiesto sacrifici, ma mi ha anche dato tanto perchè ho sempre amato molta questa
materia, tutta, a 360 gradi”.
Da dove nasce invece la tua passione
per lo sport e in particolar modo per
il nuoto?
“Io amo tutto lo sport. Mio padre è
strato uno sportivo a tutto tondo, mia
madre idem. I miei preferiti sono tre: il
nuoto, la pallavolo e il basket. Il nuoto
l’ho fatto da ragazzina e lo hanno fatto
anche i miei figli, assieme al basket; è
uno sport difficilissimo, dove servono
una grande lucidità e una notevole
forza psicologica; io nuoto ormai per
passione con una squadra amatoriale,
la Tricolore e sono molto felice di
farlo. Ci sono poi sport come il basket
che sono entusiasmanti, travolgenti e
coinvolgenti e quest’anno il campionato della Grissin Bon è stato proprio
così. Peccato che Reggio non sia riuscita a portare a casa lo scudetto.
Anche il volley lo considero altrettanto
appassionante: con la mia famiglia ho
seguito le Olimpiadi di Londra e questi
tre sport li ho seguiti tutti da vicino”.
Quanto hai sofferto per quei due
punti persi in finale dalla Grissin
Bon?
“Sono oltre 40 anni che seguo la pallacanestro e vedere Reggio arrivare a
Vanda Giampaoli si cimenta col karaoke assieme ad alcuni amici del Panathlon durante la “Serata sotto le stelle... in crociera sul Po”
questi livelli senza riuscire a raggiungere un obiettivo così prestigioso, ma
nel contempo così vicino, è stato molto
triste, ma lo sport è questo: si vince e si
perde. In questo cammino ho rivisto lo
stesso entusiasmo di tanti anni fa che, a
Reggio, non si respirava da tempo. Mi
è dispiaciuto soprattutto per i giocatori,
ma lo sport, d’altro canto è questo. Ci
siamo molto divertiti e abbiamo visto
del gran bel basket”.
Cinciarini all’Armani Milano come
lo vedi? Era giusto che lasciasse Reggio?
“Sì, da buona pesarese... adesso forse
lo vedrò a Pesaro. Io conosco molto
bene Andrea, conosco bene la moglie e
i suoi figli e so perfettamente di che
pasta è fatto. Anche nello sport certe
occasioni vanno colte quando si presentano: per me lui ha fatto grandissime cose col cuore e non posso criticarlo per la scelta che ha fatto”.
Per la Grissin Bon, però, non sarà
facile ripetere la scorsa stagione
senza di lui?
“L’anno scorso Andrea voleva fortemente questo scudetto e lo si vedeva
anche dal trasporto che metteva in
campo e dalla sua grande determinazione. Alla Grissin Bon, però, è arrivato il nuovo play, De Nicolao, che mi
sembra davvero un ottimo acquisto. Se
verrà inserito un altro paio di atleti in
questa rosa, credo ci si potrà cercare di
ripetere la stagione che si è da poco
conclusa anche senza Cinciarini e lo
dico con tutto il bene che gli voglio
ovviamente”.
Credi che la nuova Grissin Bon
possa lottare per lo scudetto, oppure
questa squadra ha dato più di quello
che poteva?
“No, ha fatto quello che poteva fare,
non è andata al di là delle reali potenzialità. La società è estremamente seria
e il patron Landi investe in prima persona. Per me, una finale scudetto, è uno
step che si può tranquillamente ripetere: lo sport, però, certe volte si incasella con situazioni che possono essere
favorevoli o meno. Quest’anno sono
state favorevoli e quindi non dovremo
rimanerci male se nelle prossime stagioni non arrivassimo alla medesima
chiusura del cerchio, visto che i fattori
che possano incidere sul risultato sono
davvero troppi. Una cosa è comunque
certa, noi siamo ormai nell’elite del
Stefano e Tiziana Landi con Vanda e Roberto Rabitti con l’Eurocup della Grissin Bon
basket italiano e questo è un fatto
inconfutabile”.
E la Reggiana calcio non la segui?
“Mi piace molto anche il calcio, poi
faccio parte del Collegio di Garanzia
del Coni dove discutiamo spesso di
ricorsi promossi nei confronti della
Figc. Mi è dispiaciuto molto che la
Reggiana non sia andata in B. L’entusiasmo per il calcio c’è sempre ed è una
bella cosa”.
Sei anche presidente dello Zonta
Club nel biennio 2013-2014, un club
totalmente al femminile. Ce ne parli?
“Mi è piaciuta molto perché è molto
dinamico; tra l’altro, di recente, sono
entrate nuove socie. Il club è orientato
alla valorizzazione del ruolo della
donna e alla tutela della stessa in tutti i
suoi aspetti, oltre a proporre anche iniziative di volontariato o iniziative specifiche, come borse di studio e via
dicendo. Tra l’altro, ogni anno, in
ambito medico, quest’anno abbiamo
premiato una giovane biologa. Il club,
tra l’altro è composto da donne molto
in gamba di cui sono fiera di essere la
presidente”.
A proposito di Panathlon e Zonta,
chudiamo questa nostra chiacchierata parlando proprio della mostra che
tu e tuo marito Roberto Rabitti avete
allestito...
“Sì, quando ho visto il titolo di questa mostra organizzata dal Panathlon,
ho parlato con mio marito cercando di
portare a Reggio un’inizativa del genere e abbiamo fatto davvero una bella
cosa. L’argomento è stato molto bello
“L’emancipazione femminile vista
attraverso i Giochi Olimpici”, un taglio
molto nuovo che ha permesso alla
mostra di avere una grande successo”.
Vanda, parliamo un po’ di te e
Roberto: ora che avete i figli grandi
sembrate due fidanzatini...
“Siamo insieme da ben 28 anni e
abbiamo due gemelli, Nicola e Daniele
che stanno entrambi studiando giurisprudenza a Milano. Io e mio marito
siamo sempre stati accomunati dalle
medesime passioni che abbiamo trasmesso ai nostri figli e di questi siamo
orgogliosi e felici”.
Hai ancora un sogno nel cassetto o li
ha realizzati tutti?
“No, non ancora. I sogni aiutano a
vivere meglio e ciò che sogno ora è la
realizzazione dei nostri giovani, a partire dai nostri figli, che sono la linfa per
il proseguimento della vita di ognuno
di noi, oltre che di loro stessi”.
12
SABATO 8 AGOSTO 2015
INTERVISTA IN CORSIA
“Le ustioni solari? Possono
causare anche tumori cutanei”
Come
proteggere
la nostra pelle
dal sole:
i consigli
del dermatologo
Tiziano Cadioli
Esistono anche lampade
abbronzanti usate
a scopo terapeutico,
ma anche in questo caso
la dose totale di energia
va monitorata per evitare
di superare le soglie
di rischio
Ogni volta che sulla
pelle si notano
neoformazioni,
soprattutto
se tendenti
all’accrescimento
o a sanguinamenti,
ulcerazioni,
cambiamenti
di forma, è bene
consultare il medico
di famiglia
o il dermatologo
DANIELE MEGLIOLI
REGGIO - Il Dottor Tiziano Cadioli,
medico di medicina generale, specialista
in Dermatologia, opera a Carpi dal
1978: con lui cerchiamo di capire come
fare per prendere il sole in tutta sicurezza.
Dott. Cadioli, il sole d’estate rappresenta un pericolo per la nostra
pelle più di quanto non lo sia nei mesi
invernali?
«In estate, alle nostre latitudini, i raggi
del sole ci raggiungono con una angolazione inferiore rispetto a quanto accade
nelle altre stagioni per cui la loro potenza è maggiore e maggiori sono gli effetti, benefici ed anche negativi, sulla
nostra pelle».
Come e quanto esporsi al sole per
abbronzarsi correttamente? Quali
sono le buone norme da seguire?
«Le radiazioni solari contengono,
oltre alla luce visibile, raggi di vario
tipo, tra cui UVA e UVB che sono una
forma di energia capace di attivare molti
meccanismi a livello della pelle e, come
ogni energia, possono comportare benefici o danni a seconda di come questa
energia viene applicata.
Tra gli effetti del sole sulla cute c’è
quello di stimolare la formazione di pigmento (abbronzatura) che ha il significato di una difesa.
Il processo di abbronzatura è però
condizionato da molti fattori: innanzitutto il “fototipo” cioè il tipo di pelle
che ognuno di noi possiede sulla base di
caratteristiche etniche ed ereditarie.
Il soggetto “nordico”, con capelli rossi
e pelle chiara, deve porre particolare
attenzione all’esposizione solare, mentre il soggetto mediterraneo, dal colorito
olivastro, è geneticamente più protetto e
meno soggetto ai danni acuti e cronici
legati all’esposizione.
Sulla base di queste considerazioni i
tempi di esposizione andranno regolati
sul fototipo. Tempi brevi e molta foto
protezione per le pelli chiare (e i bambini), maggior tolleranza per le pelli
scure. In ogni caso la foto protezione è
sempre caldamente consigliata».
Scottature: quanto sono pericolose
e come possiamo difenderci?
«Le ustioni solari devono essere assolutamente evitate. Al di là
del disagio che esse provocano nell’immediato (a volte vere e proprie
ustioni di I°- II° grado su vaste superfici
cutanee, e con reazioni generali quali
febbre) possono, secondo le attuali
conoscenze, facilitare anche a distanza
di molti anni l’insorgenza di tumori
cutanei».
Vitamina D: qual è il suo ruolo nel
nostro organismo? Quanto è importante assumerla attraverso l’esposizione alla luce solare?
«Da quando siamo in grado di misurare nel sangue la Vitamina D vediamo
che una larga parte della popolazione ha
valori di Vitamina D insufficienti. Ora,
se da una parte abbiamo sempre stimolato i pazienti, in particolare donne con
tendenza all’osteoporosi, ad esporsi al
sole per attivare la formazione di Vitamina D a livello cutaneo (processo ben
noto), oggi abbiamo prodotti farmaceutici altamente efficaci che ci permettono
di ovviare alle carenze.
E’ vero che il sole attiva la Vitamina
D, ma è anche vero che non può bastare
una vacanza di due settimane al mare
per coprire tutti i fabbisogni del resto
dell’anno».
Tumori della pelle: quali spie dobbiamo imparare a riconoscere? Esistono fattori scatenanti di carattere
ambientale? Se si, quali sono e su
quali possiamo intervenire attraverso
la prevenzione?
«Ogni volta che sulla pelle si nota la
comparsa di nuove neoformazioni,
soprattutto se tendenti all’accrescimento
o a sanguinamenti, ulcerazioni, cambiamenti di forma, è bene consultare il
ll dott. Tiziano Cadioli
medico di famiglia o il dermatologo.
Come accennato prima, le scottature solari e la lunga foto esposizione,
anche per motivi di lavoro (penso a
contadini, marinai, muratori, lattonie-
ri ecc.) espone al rischio del danno
cronico da sole, cioè invecchiamento
precoce della pelle e comparsa di
tumori cutanei».
Parliamo di lampade e di sistemi
di abbronzatura artificiali (creme
autoabbronzanti ecc.): si tratta di
metodi dannosi per la nostra pelle?
«Per quanto riguarda le lampade
abbronzanti vale quanto detto a proposito del sole naturale.
Tutto dipende dalla dose cumulativa di energia a cui la nostra pelle
viene sottoposta.
Esistono comunque anche lampade
abbronzanti usate a scopo terapeutico, ma anche in questo caso la dose
totale di energia va monitorata per
evitare di superare le soglie di
rischio.
Per quanto riguarda gli autoabbronzanti possiamo dire che questi non
presentano particolari rischi se il
paziente non è allergico o intollerante
ai prodotti».
Nei e macchie della pelle: quando
è il caso di rivolgersi ad un esperto?
L’esposizione ai raggi solari nei
mesi estivi può modificare la loro
natura?
«II sole fa sicuramente aumentare
la pigmentazione anche dei nei, per
cui è consigliabile farli esaminare in
assenza di abbronzatura. Anche le
macchie tendono a comparire o ad
incrementarsi con l’esposizione al
sole. I nei vanno controllati da esperti.
Personalmente consiglio di fare una
prima visita all’età dell’adolescenza
per stabilire un “punto 0” e poi seguire le neoformazioni pigmentate più
significative nel corso degli anni».
Pelle e alimentazione: quali consigli possiamo dare per mantenere
la nostra pelle giovane nel corso del
tempo? Ci sono alimenti che ci aiutano in questo senso?
«Una dieta sana e varia, il più possibile ricca di verdura, frutta, pesce
azzurro, legumi e cereali è senz’altro
utile per l’organismo in generale e
per la pelle in particolare».
SABATO 8 AGOSTO 2015
13
LA PAGINA BIANCA
“Io, volontaria
della Croce Verde
a vent’anni”
Il nostro viaggio
all’interno del
mondo del
volontariato
reggiano ci porta
a incontrare
Francesca
Lagravinese,
una giovane che,
dopo il diploma
conseguito presso
l’Istituto Superiore
Liceale Matilde
di Canossa,
ha deciso di iniziare
un percorso
di volontariato
presso la Croce
Verde di Reggio
Emilia
FOCUS BIANCO
La cooperazione nel sociale, un
ponte tra Napoli e Reggio Emilia
eggio - Sperimentarsi
a 360 gradi nel
mondo della cooperazione attraverso due percorsi diversi ma con un
unico comun denominatore: fare esperienza diretta
di cosa significa la cooperazione sociale a Reggio Emilia e non solo. E’ stato questo l’obiettivo del progetto
“La cooperazione nel
sociale” che ha visto protagonisti 16 studentesse e studenti del Liceo Galileo
Galilei di Napoli, ospiti per
due settimane di alcune
cooperative del nostro territorio. Un’esperienza resa
possibile dalla collaborazione con il Consorzio Quarantacinque e le cooperative sociali Augeo, Zora e Lo
Stradello. Le attività del
progetto, frutto di un
bando dell’Unione Europea per i fondi FSE sono
state presentate il 9 luglio,
a conclusione dei 15 giorni
di stage, presso la Sala Formazione della cooperativa
Coopselios, dagli stessi
tirocinanti. Erano presenti
i rappresentanti delle cooperative aderenti al progetto, oltre a Fabrizio Montanari e Paola Macchi del
Consorzio Quarantacinque. A fare gli onori di
casa, Ilaria Morandi di
Coopselios e Marco Tamagnini, presidente della cooperativa Il Fiore.
“Nella cooperazione il coinvolgimento diretto delle
persone è fondamentale ha sottolineato Tamagnini
nel suo saluto ai ragazzi del
liceo Galilei - e all’interno
delle cooperative i soci sono
i veri protagonisti. E’ infatti grazie al loro contributo
che possiamo dare alla
comunità un insieme di servizi molto importanti per il
benessere di tutti i cittadini”. Ed è con questo spirito
che i ragazzi, assistiti da tre
insegnanti del Liceo Galilei, hanno lavorato insieme
al personale delle coopera-
R
tive lungo questo percorso
di formazione.
I gruppi ospitati dalle cooperative Zora e Lo Stradello si sono invece cimentati
nell’ideazione di un modello di cooperativa che vorrebbero riproporre sul territorio campano: a partire
dall’esperienza diretta con
gli utenti dei centri diurni
gestiti da Zora e Lo Stradello, e dopo un’attenta
analisi dei dati demografici
e dei bisogni della regione
Campania, hanno provato
a immaginare la costituzione
della
cooperativa
Norm&Dea, una cooperativa di tipo A (socio-asssitenziale) con l’obiettivo di
favorire l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale
delle persone con disabilità.
Nel corso della loro permanenza a Reggio Emilia gli
studenti napoletani hanno
avuto incontri specifici sui
temi della cooperazione
sociale con il presidente di
Legacoop Emilia Ovest
Andrea Volta, il presidente
del Consorzio Quarantancinque Piero Giannattasio,
Matteo Pellegrini e Carlo
Possa di Legacoop Emilia
Ovest.
“E’ stata un’esperienza utilissima - hanno commentato i ragazzi del Galilei - che
ci ha permesso di confrontarci, di condividere emozioni, di scoprire nuove
risorse in un territorio
Francesca Lagravinese della Croce Verde. Nella foto piccola la sede della Croce Verde
DANIELE MEGLIOLI
IL NOSTRO viaggio all’interno del
mondo del volontariato reggiano ci
porta a incontrare Francesca Lagravinese, una giovane ragazza di 20 anni
che, dopo il diploma conseguito presso l’Istituto Superiore Liceale Matilde
di Canossa (Indirizzo Liceo Scienze
della Comunicazione), ha deciso di
iniziare un percorso di volontariato
presso la Croce Verde di Reggio Emilia.
La scelta di diventare volontaria in
Croce Verde risponde ad una sua innata predisposizione ad aiutare le persone e, in questo senso, ci piace ricordare che Francesca è donatrice di sangue
presso l’AVIS e donatrice di midollo
osseo presso l’associazione ADMO.
«Dopo la fine delle superiori, una
volta ottenuto il diploma», ci racconta
Francesca, «non sapevo bene cosa
fare e così ho deciso di prendere un
anno di tempo per riflettere sul mio
futuro: nel frattempo mi sono iscritta
al Servizio Civile per un posto in
Croce Verde a Reggio Emilia ma, purtroppo, non sono stata presa».
Ma Francesca, decisa ad entrare in
Croce Verde, non molla: «nel mese di
Novembre del 2014 sono entrata in
Croce Verde come semplice volontaria, nella speranza di poter successivamente intraprendere il Servizio Civile».
Frequenta così il corso base per
diventare volontaria e, a questo,
aggiunge poco dopo il corso per barelliere verde e segue, infine, il terzo e
ultimo corso, quello di emergenza.
Proprio l’esperienza maturata come
volontaria in questi mesi le ha permesso non solo di essere presa per il
bando del Servizio Civile nazionale,
esperienza che la vedrà impegnata da
Settembre per la durata di un anno
presso la Croce Verde di Reggio Emilia, ma anche di arrivare prima in
“graduatoria” per quel posto.
Francesca ci descrive i suoi mesi da
volontaria presso la Croce Verde come
una «esperienza estremamente positiva, fatta di persone gentili e disponibili, un’esperienza che indubbiamente ti
cambia. E’ vero, si è spesso a contatto
con persone sofferenti», ci dice, «ma
questo mi permette di guardare in faccia il dolore: un dolore che non mi
spaventa ma che, al contrario, mi
responsabilizza e mi fa pensare a
quanto sia bella la vita. Sono molte le
soddisfazioni che derivano dallo spendersi per gli altri e, per quanto mi
riguarda», continua Francesca, «il
solo sorriso di una persona anziana o
un suo “grazie”, hanno il potere di
farmi sentire molto importate: è vero,
non siamo medici, ma penso che il
nostro aiuto e il nostro contributo
siano fondamentali poiché anche noi
volontari possiamo essere determinanti nel salvare delle vite umane.
Fondamentale poi», continua Francesca, «è il rispetto del paziente, un
rispetto che deve tener conto del suo
carattere, del suo stato di salute e della
sua voglia di scambiare qualche parola con noi: un rispetto che si impara
necessariamente sul campo».
Quando le chiediamo a chi si sente
di consigliare un’esperienza di questi
tipo, Francesca ci dice che «il volontariato presso la Croce Verde è molto
diversificato al suo interno: si va da
mansioni di ufficio quali, ad esempio,
i risponditori del centralino, fino ad
arrivare a livelli più impegnativi,
soprattutto dal punto di vista emotivo
e umano, che vedono i volontari impegnati sulle ambulanze a diretto contatto con ammalati e persone sofferenti.
Per svolgere questo tipo di volontariato occorre certamente sangue freddo,
una certa empatia, voglia di fare,
capacità di adattamento, un po’ di
coraggio nelle situazioni difficili e
sopratutto amore per gli altri. Svolgere questo servizio, inoltre, mi ha dato
la possibilità di imparare manovre
utili nella vita di tutti i giorni, manovre che tutti dovremmo conoscere».
Per quanto riguarda i progetti per il
futuro, Francesca è sicura che «concluso il servizio civile, continuerà il
servizio di volontariato presso la
Croce Verde, intraprendendo, perché
no, il servizio di emergenza», anche se
l’obiettivo più grande è rappresentato
dal desiderio di iscriversi alla facoltà
di Infermieristica o di Fisioterapia
presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.
14
SABATO 8 AGOSTO 2015
IN PROVINCIA
A settembre
il festivalfilosofia
2015
FOCUS
Nel 2001 si registrarono “solo” 34mila visitatori
In arrivo da tutta Europa:
attesi più di 200 mila visitatori
In programma
a Modena, Carpi
e Sassuolo dal 18
al 20 settembre
in 40 luoghi diversi
delle tre città
La quindicesima
edizione della
kermesse prevede
lezioni magistrali,
mostre, spettacoli,
letture, giochi per
bambini e cene
filosofiche
La Ghirlandina, monumento storico di Modena
DEDICATO al tema ereditare, il festivalfilosofia 2015, in programma a Modena, Carpi e
Sassuolo dal 18 al 20 settembre in 40 luoghi
diversi delle tre città, mette a tema la diffusa
percezione che si sia interrotta una continuità
culturale, tanto nei rapporti tra le generazioni, quanto nella trasmissione dei saperi e dei
valori. La quindicesima edizione del festival
prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e
tutti gratuiti.
Il festival, che negli ultimi due anni ha superato le 200mila presenze, è promosso dal
“Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui
sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Provincia di Modena, la Fondazione
Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni
magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sulle
varie declinazioni contemporanee dell’ereditare: dagli attuali cambiamenti nelle forme
della trasmissione culturale, ai mutati rapporti fra le generazioni; dal ruolo del patrimonio
storico-artistico per la memoria all’urgenza
educativa, nella scuola e non solo; dallo statuto – anche economico - del debito, alle
frontiere dell’ereditarietà genetica, fino alla
responsabilità verso le generazioni future che
erediteranno il pianeta.
Quest’anno tra i protagonisti si ricordano,
tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari,
Gianrico Carofiglio, Roberto Esposito,
Umberto Galimberti, Tullio Gregory, che fa
parte del Comitato scientifico del Consorzio,
Michela Marzano, Salvatore Natoli, Federico
Rampini (lectio Rotary), Massimo Recalcati,
Stefano Rodotà, Chiara Saraceno, Carlo Sini,
Gustavo Zagrebelsky e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio.
Nutrita la componente di filosofi stranieri: tra
loro i francesi Jean-Luc Nancy, François
Hartog, François Jullien e Marc Augé, che fa
parte del comitato scientifico del Consorzio;
i tedeschi Aleida Assmann, Jan Assmann e
Christoph Wulf, i britannici Zygmunt Bauman e Richard Sennett, l’americano Robert
Darnton, l’indiana Vandana Shiva.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi
che, nella storia del pensiero occidentale,
hanno costituito modelli o svolte concettuali
rilevanti per il tema dell’ereditare, dalla
lezione di disobbedienza di Socrate alla dot-
trina del tempo di Aristotele e a quella della
memoria di Agostino. Per misurare la rilevanza del tema nell’epoca contemporanea
cruciale è lo snodo di Sull’utilità e il danno
della storia per la vita di Nietzsche, così
come Materia e memoria di Bergson con la
sua concezione della durata. Se Essere e
tempo di Martin Heidegger pone la temporalità al cuore del discorso filosofico novecentesco, I sommersi e i salvati di Primo Levi
passa contropelo gli stereotipi della testimonianza.
Mentre le lezioni magistrali sono il cuore
della manifestazione, un vasto programma
creativo, in via di definizione, coinvolgerà
narrazioni e performance, musica e spettacoli
dal vivo, di cui saranno come d’abitudine
protagonisti alcuni beniamini del pubblico.
Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi.
Una trentina le mostre proposte in occasione del festival, tra cui una personale di Carlo
Mattioli e una di Franco Guerzoni (con il
sostegno del Gruppo Hera), una grande collettiva di arte contemporanea, soprattutto
americana, una sulle recenti acquisizioni
nelle collezioni fotografiche di Fondazione
Fotografia, una sui processi di industrializzazione alimentare per come sono rappresentati
nelle figurine, una sul progetto perduto per la
Collegiata di Carpi, e una sugli scavi del
Tempio di Minerva a Montegibbio presso
Sassuolo.
E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati
dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory
per i circa settanta ristoranti ed enoteche
delle tre città, nella notte di sabato 19 settembre è previsto il “Tiratardi”, con iniziative e
aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole.
MODENA - Dalle 34 mila
presenze del 2001 alle oltre
206 mila del 2014: un pubblico sempre più numeroso
per assistere a un programma sempre più ricco. I
numeri lo confermano: la
prima edizione del festivalfilosofia proponeva 98 iniziative, lo scorso anno –
quattordicesima edizione gli eventi sono stati complessivamente 183 per una
manifestazione che ha
importanti ricadute non solo
culturali e sociali, ma anche
economiche, con un impatto
diretto di oltre 3 milioni di
euro.
Era il settembre 2001
quando debuttava il festivalfilosofia, il primo caso europeo di festival filosofico in
senso proprio. Avviato per
iniziativa di un Comitato di
Enti locali (i Comuni di
Modena, Carpi e Sassuolo,
la Provincia di Modena, la
Regione Emilia-Romagna) e
di due Fondazioni (la Fondazione Collegio San Carlo
e la Fondazione Cassa di
Risparmio di Modena), poi
costituitisi in Consorzio per
il festivalfilosofia, la manifestazione propone una formula, sostanzialmente inalterata nelle tredici edizioni
realizzate, imperniata su un
tema che muta ogni anno e
ispira tutte le iniziative in
programma. Felicità (2001),
bellezza (2002), vita (2003),
mondo (2004), sensi (2005),
umanità (2006), sapere
(2007), fantasia (2008),
comunità (2009), fortuna
(2010), natura (2011), cose
(2012), amare (2013), gloria
(2014), sono i temi affrontati fino ad ora dal festival:
parole che individuano al
tempo stesso concetti chiave
della tradizione filosofica e
questioni calde dell’esperienza contemporanea.
Dalla prima edizione sono
stati realizzati 2.132 eventi:
tra questi sono ben 586 le
lezioni magistrali tenute da
286 filosofi di cui quasi 60
stranieri. Sono proprio le
lezioni magistrali il cuore
del programma, tenute dai
maggiori pensatori contemporanei italiani e stranieri,
ciascuno dei quali presenta
la propria tesi e risponde a
domande del pubblico. A
queste dal 2009 si sono
aggiunte le lezioni dei classici, in cui studiosi di spicco
commentano le opere che
hanno costituito modelli o
svolte concettuali rilevanti
nella storia del pensiero
occidentale.
Un vasto programma di
iniziative declina poi il tema
nei diversi ambiti della crea-
zione, per sottolineare la
stretta connessione tra forme
dell’esperienza, dell’arte e
del pensiero. Fino ad ora
sono stati 1.797 gli eventi
collaterali come mostre e
installazioni (418), letture e
conversazioni (103), concerti (165), spettacoli (127),
film (195), attività per bambini e ragazzi (422).
Il festival si presenta
anche come occasione per
condividere i piaceri della
buona tavola. Tullio Gregory firma la sezione “cucina filosofica” fin dalla prima
edizione: dal 2001 il filosofo
e gourmet ha ideato ben 110
menù filosofici a tema.
Quanto ai dati di pubblico,
dalle 34 mila presenze del
2001 si è giunti alle oltre
206 mila del 2014, con un
totale di oltre 1.800.000 presenze complessive nelle
prime 14 edizioni.
I dati qualitativi, poi, confermano il carattere nazionale e internazionale del festivalfilosofia: oltre la metà dei
partecipanti arriva ogni anno
da fuori provincia, soprattutto dal centro nord, ma con
presenze significative anche
dal sud e dalle isole e un
numero crescente di presenze dall’estero. In sensibile
aumento soprattutto i giovani, che costituiscono ormai
quasi il 25% del pubblico.
L’età media dei partecipanti
è di 44 anni e il livello di
scolarizzazione del pubblico
risulta molto alto. Quasi il
60% ha una laurea, benché
non si tratti di un pubblico di
settore: più di una persona
su sei non ha mai studiato
filosofia, mentre il 30% di
chi l’ha studiata lo ha fatto
solo a scuola e non all’università.
La permanenza media si
attesta intorno ai 2,3 giorni,
dunque sono pochi i visitatori che si fermano un giorno soltanto: un partecipante
su tre si ferma anche a dormire generando un impatto
economico diretto sul territorio di oltre 3 milioni di
euro.
SABATO 8 AGOSTO 2015
15
DALLA PARTE DEGLI ANIMALI
L’intestino dei nostri amici?
Come conoscere questo sconosciuto
La guida
alimentare
del Dottor
Sergio Canello,
veterinario
esperto
in patologie
legate ad
alimentazione,
omepatia
e medicina
naturale
Lo sapevate che la
serotonina, che è il
neurotrasmettitore che
regola l’umore, viene
secreta per oltre il 90%
proprio nell’intestino
L’intestino,
strutturato per
dover gestire
degli alimenti
naturali, si
trova più o
meno
costantemente
di fronte a
molecole
sconosciute,
conservanti o
coloranti,
antibiotici,
ormoni,
antifungini,
diossina, metalli
pesanti e
antiparassitari
LA SALUTE dei
nostri
animali
diventa ogni giorno più importante
e capire cosa fa
bene
diventa
un’esigenza
imprescindibile
per migliorare la
loro salute.
Ogni settimana
il Dottor Sergio
Canello, Veterinario esperto in S.Canello
patologie legate
all’alimentazione, omepatia e medicina
naturale, sulle pagine del GdR realizza
una guida all’alimentazione e al benessere degli animali. Il tutto per conoscere
fino in fondo quali sono i rischi che corrono i nostri compagni, persino quando
si trovano davanti alla ciotola.
L’intestino è diviso in due parti, il
tenue e il crasso. Nella prima parte, la
più lunga si completa la digestione,
nella seconda, avviene il riassorbimento
dell’acqua e dei sali minerali e la formazione delle feci. Pensate che circa il
40% delle feci è composto da cellule
intestinali che hanno completato il loro
ciclo di vita (cinque soli giorni di
media). Sembra incredibile, ma è così,
ciò perché il lavoro di questo organo è
molto più complesso di quello che si
potrebbe credere. E sappiate, in base
alle conoscenze degli ultimi 20 anni,
che l’intestino viene considerato il
secondo cervello. Esistono delle interazioni e delle caratteristiche ancora poco
o nulla conosciute di questo apparato
non solo digestivo.
L’esempio della serotonina
Un semplice esempio: lo sapevate che
la serotonina, neurotrasmettitore che
regola l’umore, viene secreta per oltre il
90% proprio nell’intestino? E lo sapevate che un’alimentazione errata lo
infiamma e impedisce la formazione di
questo importantissimo neurotrasmettitore, provocando disturbi comportamentali molto seri, sia nel cane sia nel
gatto. Fra questi disturbi, il più
serio è l’imprevedibilità, atteggiamento che genera problemi
molto gravi perché impedisce al proprietario di capire se il proprio animale
si comporterà socievolmente o aggressivamente quando ne incontra un altro o
un bambino o delle persone. Ma ce ne
sono parecchi altri, quali l’impulsività,
l’eccitabilità esagerata, l’abbaio continuo fino alla distruttività se lasciati soli,
all’urinazione o defecazione inappropriata, all’esplorazione continua del
proprio corpo o dell’ambiente o delle
persone che incontra, ai disturbi del
sonno e alla paura del temporale, che
può arrivare a uno stato di terrore che lo
porta a distruggere serramenti o altre
suppellettili.
Quanta chimica deve affrontare!
Il povero intestino, strutturato per
dover gestire degli alimenti naturali, si
trova più o meno costantemente di fronte a molecole sconosciute, conservanti,
coloranti, diserbanti, antibiotici, ormoni, antifungini, diossina, metalli pesanti,
antiparassitari e chi più ne ha più ne
metta. Risultato? Si ritrova con la propria flora batterica devastata e con i propri enzimi alterati, provocando frequenti
torsioni dello stomaco, vomito a digiuno
o alimentare, gonfiori esagerati, eruttazioni, desiderio continuo d’erba, coliti
spaventose, diarree o flatulenza, stipsi o
continua variabilità della consistenza,
volume, odore e colore delle feci.
Insomma, un bel pasticcio, che i farmaci, ovviamente, non possono risolvere.
Se non si elimina la causa
Il perché è elementare: per risolvere il
problema è necessario rimuovere la
causa, e l’unico modo veramente efficace è intervenire sull’alimentazione.
Bisogna evidenziare che, fino agli anni
‘60, l’alimentazione era la prima medicina, ma da quella data, momento d’inizio dell’abuso di chimica in tutte le attività umane, è diventata anche il primo
veleno.
Cosa possiamo fare?
Non è facile, ma possiamo adottare
una serie di accorgimenti che permetteranno a questo organo vitale di riprendere il suo equilibrio funzionale.
La prima cosa è eliminare gli alimenti
più avvelenati, specie la carne derivante
da allevamento intensivo, il nemico
numero uno della salute del cane e del
gatto (e, molto probabilmente, anche
della nostra). Utili anche le materie
prime di origine biologica.
Gli alimenti biologici
Utilizziamo materie prime biologiche,
sicuramente migliori di quelle tradizionali sebbene anch’esse certamente contaminate, ma in maniera molto minore.
La riprova sta nel fatto che cani e gatti
che mangiano cibi biologici non accusano le patologie infiammatorie che presentano se mangiano specialmente il
petfood basato sulla carne da allevamento intensivo. Il pesce pescato in
mare, costituito soprattutto da pesce
azzurro (sardine, acciughe, aringhe) che
presenta un pericolo di presenza di mercurio e arsenico molto limitato, rappresenta, assieme alla carne biologica, la
fonte proteica che garantisce la migliore
qualità di vita a cani e gatti, e lo si vede
dal fatto che gli animali alimentati in tal
modo arrivano alla vecchiaia in una
condizione molto migliore rispetto a
quelli che utilizzano qualsiasi altra fonte
di proteine. Un’esperienza trentennale
attenta e costante attesta la validità del
modello proposto, anche se non mancano sporadiche e logiche eccezioni.
L’aspetto delle feci, un termometro
molto preciso
Un’altra semplice riprova sta proprio
nella compattezza e nella scarsa quantità di feci che cani e gatti emettono alimentandosi con il pesce di mare.
IPROBLEMA DI ALITO? ECCO COME FAREI
Lo sapevate che l’alito attivo dei gatti e dei
cani è derivante molto spesso dalle crocchette
che mangiano? La causa e’ la solita, la carne
contaminata dalla solita ossitetra. Essa dimostra di alterare l’equilibrio della flora batterica
del cavo orale, ma se si usano alimenti privi
di carne tradizionale, sostituendoli specie con
quelli al pesce, si può vedere, nella maggioranza dei casi, scomparire l’alito cattivo in
meno di dieci giorni. Ovvio che, se si è ottenuto il risultato sperato, bisogna continuare.
Altrettanto ovvio che i risultati migliori si
otterranno, in caso di presenza di placca e tartaro, attraverso la contemporanea pulizia dei
denti. Lo sapevate che l’alito attivo dei gatti e
dei cani è derivante molto spesso dalle crocchette che mangiano? La causa e’ la solita, la
carne contaminata dalla solita ossitetra. Essa
dimostra di alterare l’equilibrio della flora
batterica del cavo orale, ma se si usano ali-
menti privi di carne tradizionale, sostituendoli
specie con quelli al pesce, si può vedere, nella
maggioranza dei casi, scomparire l’alito cattivo in meno di dieci giorni. Ovvio che, se si è
ottenuto il risultato sperato, bisogna continuare. Altrettanto ovvio che i risultati migliori si
otterranno, in caso di presenza di placca e tartaro, attraverso la pulizia dei denti.
16
SABATO 8 AGOSTO 2015
MONDO BIO
Inquinamento
domestico,
come ridurre
le sostanze nocive
E’ particolarmente
insidioso: è tra
i principali fattori
di rischio per le malattie
cardiovascolari,
preceduto solo
da pressione alta e fumo
di sigaretta.
Il 40% dei materiali
utilizzati in edilizia
e nelle pulizie
domestiche possono
avere effetti nocivi sulla
salute degli abitanti
L’inquinamento domestico è un problema serio e da non sottovalutare
DANIELA FERRARI
L’INQUINAMENTO domestico o inquinamento indoor è quello che si sviluppa
all’interno delle case, degli uffici e dei luoghi chiusi in genere. Ma come? Nono
siamo sicuri nemmeno fra le mura di casa
nostra. Ebbene no, i rischi da inquinamento
domesticono sono sempre in agguato.
DI COSA SI TRATTA
Non stiamo parlando purtroppo di uno
dei tanti falsi allarmismi: secondo il Rapporto Globale 2014 dell’Organizzazione
Mondiale della sanità, l’inquinamento
domestico è il più insidioso visto che è tra
i principali fattori di rischio per le malattie
cardiovascolari, preceduto solo da pressione alta e fumo di sigaretta; l’inquinamento
domestico, come fattore di rischio, supera
addirittura l’abuso di alcol e droghe, l’alto
indice di massa corporea, il colesterolo alto
o il seguire un’alimentazione povera di
verdure e frutta.
QUALI SONO LE CAUSE
Sempre da un rapporto dell’O.M.S. è
emerso che circa il 40% dei materiali utilizzati in edilizia e nelle pulizie domestiche
possono avere effetti nocivi sulla salute
degli abitanti, in particolar modo su quella
di bambini ed anziani; ulteriori fattori di
peggioramento della qualità dell’aria
domestica possono essere la presenza di
mobili che emettono esalazioni di sostanze
nocive, impianti di condizionamento non
controllati a dovere, campi elettromagnetici pericolosi e infiltrazioni da radon.
Detto così sembra tutto molto vago ma
volendo semplificare le 4 principali sostanze nocive presenti nelle nostre case sono:
polveri sottili, fumo di sigaretta, formaldeide e muffe.
COME RIDURLO?
Penso che ciascuno di voi desideri per sè
e per la propria famiglia un ambiente il più
salutare possibile, ecco quindi che abbiamo studiato alcuni piccoli accorgimenti
che ora vi esponiamo:
RIDURRE LE POLVERI SOTTILI
E IL FUMO DI SIGARETTA
La soluzione migliore per ridurre l’inquinamento domestico da polveri sottili e
fumo di sigaretta è ovviamente quella di
fumare fuori di casa e arieggiare spesso le
diverse stanze meglio però evitare di farlo
nelle ore di punta in cui in cui in strada c’è
maggiore traffico.
ELIMINARE LE MUFFE
Le muffe sono un particolare tipo di
fungo estremamente dannoso per l’organismo umano: le spore che rilasciano, infatti,
possono essere fonte sia di allergie che di
diversi tipi di infezioni pertanto è essenziale adottare i dovuti rimedi per risolvere il
problema. Le cause della formazione della
muffa sono due: insufficiente ventilazione
dell’ambiente ed un eccessivo tasso di
umidità (l’umidità di casa dovrebbe essere
inferiore al 40-50%). Per una corretta lotta
alle muffe, a parte rimuoverle con candeggina o prodotti specifici, è indispensabile
operare per estirparne le cause: fare arieggiare quotidianamente le stanze ed i relativi mobili della casa, per almeno 5 minuti;
fare uscire dall’abitazione i vapori che vengono prodotti cucinando attraverso una
cappa aspirante; ricorrere, per gli ambienti
molto umidi, all’acquisto di un deumidificatore.
CHE COS’è LA FORMALDEIDE
Molto più insidiosa da rimuovere è invece la formaldeide (un gas incolore accusato
di favorire i tumori di naso, laringe e leucemie) in quanto presente in diversi oggetti
di uso quotidiano quali colle, rivestimenti,
mobili, schiume isolanti, trattamenti e finiture per pavimenti e parquet, fumo di
camini e stufe, carta da parati, vernici,
detergenti per la pulizia della casa, insetticidi, apparecchi elettronici come computer
e fotocopiatrici. Se presente in quantità elevate può generare numerosi malesseri
quali mal di testa, irritazioni agli occhi e
spossatezza.
Le soluzioni per ridurre la presenza di
formaldeide senza intervenire a livello
strutturale sulla casa, vista l’enormità di
fonti di emissione, risultano solo parzialmente efficaci, ma meritano comunque una
menzione: arieggiare frequentemente casa;
evitare i prodotti chimici per le pulizie contenenti formaldeide e sostituirli con quelli
realizzati in casa in maniera naturale; evitare i profumi spray per ambienti contenenti formaldeide; rinnovare le pareti di casa
dipingendole con pitture atossiche ed ecologiche; posizionare in vari punti della casa
alcune delle piante in grado di assorbire e
neutralizzare la formaldeide come sanseverie, ficus, dracena ed edera.
Se invece, spinti dalla possibilità di usufruire degli incentivi fiscali, state pensando
di investire parte del budget domestico nel
ristrutturare casa, una soluzione più efficace e definitiva per migliorare la qualità
della vita tra le quattro pareti di casa può
essere quella di installare pareti e controsoffitti con tecnologia Activ’Air®.
Cos’è Activ’Air®? Si tratta di una tecnologia brevettata Saint-Gobain Gyproc
che utilizza un componente in grado di
captare e trasformare in composto inerte
fino al 70% della formaldeide presente nell’aria degli ambienti chiusi. Le prestazioni
di Activ’Air® sono convalidate da test
effettuati dal CSTB e da Eurofins, laboratori indipendenti nel settore delle bioanalisi
ambientali, agroalimentari e farmaceutiche, particolarmente rinomati a livello
internazionale.
FOCUS
In molti si dichiarano “eco”, ma non lo sono affatto...
Pulizia della casa ecologica:
attenti alle autocertificazioni
DA quando ho iniziato a cercare di acquistare prodotti per la
pulizia della casa ecologica una
domanda mi si è periodicamente presentata in testa - scrive la
nostra collaboratrice Daniela
Ferrari sul suo blog gongnatural.it - ma che differenza c’è tra
detersivi ecologici Ecolabel e
detersivi biologici certificati?
La domanda mi sorge spontanea per un semplice e banale
motivo: mentre riesco a trovare
linee di prodotti Ecolabel a
prezzi assolutamente abbordabili in ben più di una catena di
supermercati della grande
distribuzione della mia zona
(Lidl, Esselunga e Coop ad
esempio) per quanto riguarda il
biologico certificato nei supermercati non trovo proprio nulla
e le poche marche reperibili in
zona (prevalentemente Almacabio, Ecor, Ecosì, Sonett)
hanno prezzi ben più alti dell’Ecolabel e soprattutto ben più
alti dei loro equivalenti non
ecologici!
Per non parlare poi delle
sempre più numerose confezioni di prodotti della pulizia
della casa che ammiccano
dagli scaffali con le loro promesse “ecologico”, “naturale”,
“green power”, “100% biodegradabile” e chi più ne ha più
ne metta!
100% NATURALE
Delle auto-certificazioni di
ecologicità non mi fido proprio
per nulla; sia chiaro, sono decisamente convinta che le mille
scritte che inneggiano alla
natura, all’ecologico, al biologico, siano solo specchietti per
le allodole permessi dalla mancanza di una legge specifica e
che non diano a noi consumatori nessuna garanzia sicura di
pulizia della casa ecologica .
Altra cosa di cui so di non
potermi fidare è la scritta “biodegradabilità al 100%”: innanzi tutto perché quando si parla
di biodegradabilità ci si riferisce solo ed esclusivamente ai
tensioattivi mentre per tutti gli
altri ingredienti non sono previsti test di biodegradabilità;
per di più, non so se lo sapete,
ma il metodo analitico che
misura la biodegradabilità di
un tensioattivo ha un margine
di errore del +/- 10% e quindi
capirete bene che non è matematicamente possibile dichiarare un prodotto biodegradabile al 100%.
Viceversa quando leggo si
leggono del tipo “prodotto
facilmente, rapidamente e
completamente biodegradabile” secondo normativa tedesca
OECD capisco che chi sta dietro l’etichetta non ha cercato di
fare il furbo e già di principio
mi piace un po’ di più!!
Venendo alle cose di cui mi
fido, ovvero le certificazioni, vi
spiego la differenza che ho
capito esistere tra Ecolabel e
biologico.
ECOLABEL
I detersivi ecologici certificati Ecolabel (contraddistinti in
Europa dal simbolo di un fiore)
non sono completamente biologici ma hanno degli standard
ecologici molto alti, rispetto ai
normali detersivi chimici; la
differenza tra biologico ed
Ecolabel è che quest’ultimo
protocollo controlla l’efficacia
del prodotto e il suo basso
impatto finale sull’ambiente
(anche a livello di imballaggio)
ma non garantisce la fase iniziale, pertanto i detersivi ecologici Ecolabel possono anche
essere totalmente di origine
petrolchimica, quindi ottenuti
da fonti non rinnovabili.
Le linee di detersivi ecologici Ecolabel presenti nella grande distribuzione come Coop ed
Esselunga comprendono detersivi ottimi per il loro rapporto
qualità prezzo ma che arrivano
a queste condizioni grazie a dei
compromessi, ad esempio il
fatto già citato di poter contenere ingredienti di origine
petrolchimica e sbiancanti ottici.
D’altra parte non tutti i possono permettersi di spendere
cifre ben più elevate di quelle
dei prodotti chimici quindi
queste linee costituiscono
indubbiamente
un’ottima
opportunità alla portata di tutti
per ridurre il proprio impatto
ambientale senza svuotare il
portafogli.
DETERSIVI BIOLOGICI
Se arriviamo ai prodotti biologici c’è da dire che essi certificano la provenienza biologica
delle materie prime, senza però
prendere in considerazione né
l’impatto ambientale né la qualità della prestazione. Per il
momento solo la certificazione
“detergenza
pulita
ICEA/AIAB” prescrive, per il
detergente da certificare, un
test prestazionale a confronto
con un equivalente prodotto
convenzionale e un calcolo sull’impatto ambientale del prodotto finito.
Vi sono infine i marchi “equi
e solidali” che, a loro volta,
certificano che una certa quantità di materie prime proviene
dal mercato equo e solidale ma
non considerano né l’impatto
ambientale né la prestazione.
E per non farci mancare
nulla a onor della cronaca bisogna anche citare l’esistenza di
aziende che cercano di conciliare i vari punti di vista, per
offrire prodotti equilibrati ed
efficaci.
Considerando quindi quanto
sia ampia la scelta disponibile
sul mercato l’unico commento
che mi sorge spontaneo per
concludere è che ciascuno di
noi deve fare le proprie scelte
secondo l’aspetto che ritiene
più importante… e la vostra
scelta qual’è? (d.f.)
SABATO 8 AGOSTO 2015
17
IAMATORI CSII
PAG. 20
Il Real Pratissolo
ha festeggiato la
vittoria del
campionato: per la
società scandianese
si tratta del primo
storico trofeo
IMONDO MOTORII
IRITIRI D’ESTATEI
IRALLY E DINTORNII
Grande spettacolo in occasione della gara
di Miscoso: nella categoria Hobbycross
vince Fabrizio Puglia, tra gli Amatori
Marco Ronzoni, Ragadini tra gli Agonisti
Le società emiliane continuano ad
affollare, estate dopo estate, il Martelli
Sport Village di Montefiorino. Una meta
buona anche per le famiglie...
Ha preso ufficialmente il via l’edizione
2015 del “Campionato Europeo Trial
4x4”: sono 108 gli equipaggi coinvolti
nella manifestazione continentale
A PAGINA 19
A PAGINA 22 E 23
A PAGINA 18
18
SABATO 8 AGOSTO 2015
MONDO MOTORI
Eurotrial 2015: iniziano le emozioni
del Campionato Europeo
Ha preso ufficialmente il via l’edizione 2015 del “Campionato Europeo Trial 4x4”:
sono 108 gli equipaggi che si affronteranno in questa manifestazione nella quale regna
il fair play
MERCOLEDÌ 22 luglio, con la
prima riunione dei Team Leader
delle squadre nazionali, ha preso
ufficialmente il via l’edizione 2015
del “Campionato Europeo Trial
4x4”. L’organizzazione di “Eurotrial
2015” è stato un lavoro stressante e
impegnativo portato avanti dai soci
del “San Marino Fuoristrada Club”
con l’importante apporto della Federazione Italiana Fuoristrada; ma
ancor più gravosa è stata la realizzazione dei sedici tracciati con cui si
confronteranno, sabato 25 e domenica 26, i 108 Equipaggi che si sono
presentati ai nastri di partenza. La
temperatura torrida ha reso estenuante e al limite della sopportazione fisica il lavoro dei ragazzi messi
in campo dal Club Sanmarinese e
dalla Federazione Italiana Fuoristrada che, nonostante la fatica e il
copioso sudore, hanno portato a termine il lavoro affidato e la “Pista
della Baldasserona” è pronta a ospitare le evoluzioni e gli equilibrismi
dei migliori esponenti del Trial 4x4
continentale perennemente in lotta
con le più elementari leggi della fisica. Sarà un grande spettacolo e il
pubblico, sempre più numeroso e
appassionato, avrà di che divertirsi e
stupirsi nel vedere cosa si può fare
con una vettura a quattro ruote
motrici sia che si tratti di auto praticamente di serie che, passando per
gli altri tre Gruppi di vetture, di quei
“mostri integrali” che sono i Prototypes; non sarà infatti facile vedere le
vetture impegnate con tutte e quattro
le ruote a contatto con il terreno contemporaneamente. Giovedì 23 e
venerdì 24 le vetture iscritte sono
state sottoposte alle verifiche tecniche nel corso delle quali gli esperti
Il team “Winx
Warrior” alla
21° edizione
della Dolomiti
Superbike
Mondiale Trial: una comeptizione che coinvolge tanti curiosi e tanti appassionati
verificatori controlleranno che i
mezzi siano in regola con le norme
europee e che abbiano tutte le caratteristiche di sicurezza che garantiscono la incolumità dei concorrenti
CADELBOSCO SOPRA – Il team
ciclistico reggiano “Winx Warrior”,
sponsorizzato da Bombardi Rettifiche ed Autointerni Faenza, ha partecipato nello scorso fine settimana
alla 21° edizione della Dolomiti
Superbike, che si è tenuta lo scorso
fine settimana. Dolomiti Superbike è
una gara divenuta leggendaria tra gli
appassionati: un lungo percorso sulle
Alpi in sella alla mountain bike. La
gara più dura delle Dolomiti, un must
per chi è appassionato di mountain
bike, ma soprattutto è alla ricerca di
una sfida estrema. Con questo spirito, al di fuori della competizione se
non quella con sé stessi, ha partecipato all’evento il team Winx Warrior,
sostenuto da Bombardi Rettifiche,
l’azienda metalmeccanica di Cadelbosco Sopra, specializzata nel settore
delle rettifiche in piano, e Autointerni
di Faenza con un’esperienza ventennale sulla creazione di interni in pelle
per auto. Nonostante in una competizione del genere l’aspetto agonistico
conti meno della soddisfazione di
portare a compimento il percorso, i
risultati del team Winx Warrior sono
stati di assoluto interesse: su un totale
di circa 8.000 iscritti, nella categoria
Master Women su un percorso di 60
km e 1700 metri di dislivello, Claudia Buzzi ha segnato un tempo di
3:51.22,7, con l’8° posto di categoria
e il 37° posto assoluto; Donatella
Balocchi con il tempo di 4:40.02,9 ha
ottenuto il 26° posto di categoria e
l’88° posto assoluto; Alessandra Cattani ha staccato il tempo di 6:46.56,7,
anche in caso di incidenti.
Due sono infatti le caratteristiche
peculiari del Trial 4x4: l’impagabile
spettacolo e la sicurezza fisica di
Piloti e Copiloti.Anche in occasione
di “Eurotrial 2015” sarà possibile
constatare come nel Trial 4x4 sia
presente una sincera amicizia che
unisce tutti i concorrenti. All’Eurotrial le barriere dovute alla diversità
delle lingue e delle culture svaniscono come per incanto e la festa finale
altro non é se non la festa di questo
fantastico e spettacolare sport. Buon
fuoristrada a tuti.
Il team ciclistico reggiano “Winx Warrior”
53° posto di categoria e 144° posto
assoluto. Nella categoria Master Man
con percorso di 60 km e dislivello
1700 metri, Max Giberti ha terminato
con il tempo di 5:35.20,8, 341° posto
di categoria e 672° posto assoluto.
Nella categoria Master Man sul percorso di ben 113 Km e dislivello di
3300 metri, Vito Galli ha fermato il
cronometro in 9:23.54,9, 61° posto di
categoria e 337° posto assoluto.
Marco Bellei sul percorso da 70 Km
e dislivello di 2.500 metri per un
problema meccanico purtroppo non è
riuscito a portare a temine la gara.
SABATO 8 AGOSTO 2015
19
MOTOCROSS
Piola di Miscoso:
ecco la classifica ufficiale
Sul crossodromo
di Piola
di Miscoso
è andato in scena
l’appuntamento
con la gara finale
del Trofeo
“Tre Terre”
intitolato
a Luca Zanni
Nella categoria
Hobbycross vince
Fabrizio Puglia
(EV Team),
tra gli Amatori
Marco Ronzoni
(3C Racing),
primo negli
Esperti Davide
Auri
(Rivalorese),
mentre Thomas
Ragadini
(Miscoso) sale
sul gradino più
alto del podio
negli Agonisti
APPENNINO - Domenica 12 luglio
sul crossodromo Piola di Miscoso
appuntamento con la gara finale del
Trofeo Tre Terre intitolato a Luca
Zanni. Giornata calda e fortunatamente poco ventilata, pubblico
numeroso in fuga dalle alte temperature di città, sessanta i piloti iscritti
tra cui Giorgia Montini, ai piedi del
podio nella categoria Amatori. Tracciato in ottime condizioni, molto tecnico e impegnativo.
Per le classifiche di giornata, nella
categoria Hobbycross vince Fabrizio
Puglia (EV Team), tra gli Amatori
Marco Ronzoni (3C Racing), primo
Esperti Davide Auri (Rivalorese) e
vincitore Agonisti Thomas Ragadini
(Miscoso). Cesti con prodotti tipici
ramisetani ai primi cinque classificati di ogni categoria.
La classifica finale del Trofeo Tre
Terre, dato dalla somma dei piazzamenti ottenuti in tre gare (LesignanoRivarolo-Miscoso) senza differenza
di categoria vede affermarsi sul gradino più alto del podio Davide Auri
seguito da Marco Ronzoni e Luca
Fontanesi, premiati i primi quindici
classificati con una targa e buoni
acquisto.
A presiedere la premiazione il piccolo Filippo Zanni in compagnia
della mamma Manuela Corti, i presidenti del Moto Club Miscoso Gianluca Dolci e del Moto Club Parma
Erminio Pescini, Davide Auri in rappresentanza del Moto Club Rivarolo
nonché vincitore del Trofeo.
Aggiornamenti su Facebook:
Motoclub Miscoso.
Categoria Hobbycross
SHOW
Alcune foto
inviateci dal
Motoclub
Miscoso
1° Puglia Fabrizio EV TEAM
2° Bagni Andrea BIG JUMP
3° Torri Alessandro 3C RACING
4° Rizzardi Thomas MISCOSO
5° Zorra Matteo MOTORMIX
8° Costi Valter MISCOSO
10° Pioli Gianluca MISCOSO
15° Croppi Juri MISCOSO
16° Francia Andrea MISCOSO
Categoria Amatori
1°
2°
3°
4°
5°
6°
Ronzoni Marco 3C RACING
Costi Samuele MISCOSO
Corradi Yuri MC CREMONA
Montini Giorgia RIVAROLESE
Mazzocchi Devis VENTASSO
Costi Alessandro MISCOSO
5° Margini Patrick MOTORACING
8° Piccinini Andrea MISCOSO
5° Tagliatini Andrea MOTORACING
Classifica finale Trofeo Tre Terre
Categoria Esperti
Categoria Agonisti
1° Auri Davide RIVALORESE
2° Agostini Matteo PIGARELLA
3° Briselli Victor MISCOSO
4° Galia Alessandro ALTA LUNIGIANA
1°
2°
3°
4°
Ragadini Thomas MISCOSO
Ferrari Federico 3C RACING
Casa Nicolò CAVANDOLI
Fontanesi Luca RIVALORESE
1° Auri Davide
2° Ronzoni Marco
3° Fontanesi Luca
4° Ferrari Federico
5° Costi Samuele
6° Torri Alessandro
7° Bagni Andrea
8° Monteleone Cristian
9° Puglia Fabrizio
10° Salati Stefano
11° Mazzocchi Devis
12° Parini Maicol
13° Pagliari Gianluca
14° Cavalli Maichol
15° Zorra Matteo
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SABATO 8 AGOSTO 2015
CALCIO AMATORI
Real Pratissolo sul tetto
del campionato CSI Open A
Una festa
al Rock Village
di Scandiano
per concludere
in bellezza quella
che è stata
una stagione
indimenticabile
Una squadra
di Amatori ricca
di qualità
e passione,
così i vertici
del club:
“Ringraziamo
tutti i giocatori,
il mister Beretti,
i dirigenti,
i ragazzi della
vecchia guardia,
i tifosi e gli
sponsor”
UNA squadra di amici, una squadra
di ragazzi speciali che sono riusciti
a cornonare il loro piccolo sogno:
sono loro i vincitori del campionato
provinciale di Amatori Open A CSI.
Prima vittoria nella storia del Real
Pratissolo, per la prima volta in
assoluto nella grande enciclopedia
del calcio reggiano. In queste due
pagine di r”racconto estivo” riportiamo le foto dei festeggiamenti,
organizzati dalla società presso il
noto ristorante scandianese Rock
Village e, ad arricchire le immagini,
una lettera proveniente direttamente
dalla sede della società di Pratissolo.
“La vittoria è dedicata a tutti i giocatori, dirigenti, al grande mister e
a tutti gli amici e conoscenti che
conoscono questa squadra. Questo
primo trofeo conquistato è merito di
tanto impegno, spirito e dedizione
che queste persone hanno dato in
questa società sportiva composta da
un numeroso gruppo di amici con la
voglia di stare insieme per divertirsi
e fare bene cercando di raggiungere
obiettivi che permettono di portare
grandi soddisfazioni. Ringraziamenti vanno anche agli sponsor Pizzeria
Rock Village e Xion Tecnology che
con il loro contributo permettono
alla squadra di andare avanti per
continuare a giocare cercando di
mantenere il gruppo affiatato e
unito. Questa vittoria ha portato
grandi soddisfazioni a tutti noi, ha
trasmesso una gioia che credo nessuno lo dimenticherà mai, perché
questo risultato ottenuto è molto più
che meritato grazie soprattutto ai
giocatori e al mister che hanno creduto fino in fondo lottando sempre in campo. Complimenti
vivissimi e un applauso speciale a tutti voi per ringraziarvi di
tanto cuore dal presidente che ha
sempre cercato di supportarvi per
mantenere viva e fare crescere questa squadra”
AI LETTORI
INVITIAMO tutte le squadre
impegnate nei campionati Amatori
di inviare a [email protected] foto, contenuti e notizie
riguardanti i campionati Amatori
CSI e UISP, la nostra redazione sarà
lieta di pubblicare, il prima possibile, tutto ciò che le società vorranno
divulgare. Grazie e buon campionato a tutti.
Alcune foto
riguardanti la
serata di
festeggiamento
SABATO 8 AGOSTO 2015
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LE CARTOLINE
Real Pratissolo: i campioni sono loro
Amatori a cena
per festeggiare la vittoria
del campionato: una festa
griffata Rock Village
di Scandiano
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SABATO 8 AGOSTO 2015
RITIRI D’ESTATE
Martelli Sport Village: quando
il grande calcio è di casa
Dal Camp
del Carpi Fc 1909
al ritiro della
Juventus Club:
tante le squadre
che si affidano
alla struttura
di Montefiorino
per prepararsi
alla nuova
stagione
Non solo calcio:
anche tante
famiglie hanno
scelto Martelli
Sport Village
per le loro
vacanze estive
AMEDEO FAINO
DALLA Juventus Club al Sassuolo, dalla
Reggiana al Verona, dal Modena al Fiorano Calcio. Tante, tantissime le realtà sportive che, negli anni, hannod eciso di affidare il proprio ritiro estivo alla professionalità, alla grande passione del Martelli Sport
Village. Sempre di più la vera e propria
sede del calcio emiliano d’agosto. Una
meta apprezzata dagli sportivi, che raggiungono l’Hotel di Montefiorino abitualmente, in questo periodo, una metà che
però negli anni è diventata anche a misura
di famiglia: cresce il numero di reggiani e
di modenesi che, vista anche la crisi economica, decidono di riposarsi ad una
mezz’ora da casa piuttosto che prendere
voli e raggiungere così mete lontane. Fare
di necessità virtù senza però rinunciare al
relax, al riposo. Parliamone con Max Martelli, padrone di casa al Martelli Sport Village.
Non solo Grecia, Spagna e Malta tra le
scelte dei reggiani, molti vacanzieri della
città decidono di risparmiare restando vicino casa, passando così parte delle risicate
vacanze in una delle tante località della
nostra bellissima montagna. Parchi nazionali, località termali, laghi e molto altro
ancora, il tutto da Cerreto Alpi fino ai
piedi dei monti. Nota positiva da parte
della nota struttura turistica “Martelli
Sport Village”, hotel e ristorante a gestione
famigliare che si trova a 2 minuti da Cerredolo, locale diventato nel corso dei
decenni uno dei locali storici della montagna. Parliamone proprio con Max Martelli, manager a capo della struttura, azienda
che vive una sorta di rilancio generale
dopo qualche anno difficile ma oramai
superato.
Salve Max, chi sono i clienti tipo del
Martelli Sport Village?
“Molti pensano a noi come una meta
riservata solo alle società sportive,
ma in realtà sono tantissime le famiglie che scelgono il nostro hotel come
meta per passare anche solamente una
notte. La gente spesso arriva da Reggio
Emilia al mattino, pranza da noi, passa la
giornata in piscina al fresco, si trattengono
la sera, il giorno dopo fanno una passeggiata tra i boschi oppure in paese e, dopo
pranzo, con calma, tornano in città. Due
giorni low cost, torni rilassato, senza subire code autostradali, senza spendere una
follia”
Ultimamente il flusso di vacanzieri
tocca e fuggi è aumentato?
“La gente non ha più tre settimane di
ferie come una volta, inoltre non tutti
hanno la possibilità di spendere per voli e
alberghi. Le famiglie stanno aumentando e
noi stiamo cercando di adattarci a quello
che ci chiede il mercato”
Del tipo?
“Organizziamo corsi, gite in quad, passeggiate tra i boschi e tanto altro ancora.
Attività che piacciono alle famiglie, attività non costosissime e divertenti, da fare
alla domenica prima di tornare in ufficio”
Perché scegliere il nostro Appennino?
“Riposarsi e rilassarsi è necessario, dalle
nostre parti ci sono gli ingredienti necessari per passare qualche ora in totale leggerezza. A volte, per stare meglio, non serve
andare ai Caraibi”
I costi?
“Per tutteNON solo Grecia, Spagna e
Malta tra le scelte dei reggiani, molti
vacanzieri della città decidono di risparmiare restando vicino casa, passando così
parte delle risicate vacanze in una delle
tante località della nostra bellissima montagna. Parchi nazionali, località termali,
laghi e molto altro ancora, il tutto da Cerreto Alpi fino ai piedi dei monti. Nota
positiva da parte della nota struttura turistica “Martelli Sport Village”, hotel e ristorante a gestione famigliare, diventato nel
corso dei decenni uno dei locali storici
della montagna. Parliamone proprio con
Max Martelli, manager a capo della struttura, azienda che vive una sorta di rilancio
generale dopo qualche anno difficile ma
oramai superato.
VIP
Alcune
immagini
rigiuardanti il
camp del Carpi
Fc 1909 al
Martelli Sport
Village. In alto
mister Brotolas
(Carpi) con la
famiglia Martelli
SABATO 8 AGOSTO 2015
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LE CARTOLINE
Tutte le foto del Camp griffato Carpi Fc 1909
Dal direttore sportivo
Roberto Di Marzio
a mister Enrico Bortolas:
ecco tutte le foto
del campo estivo
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SABATO 8 AGOSTO 2015
FELICE D’ESTATE
Felice...
festa
di Ferragosto
IL COMMENTO
Al Parco Fola di Albinea
Ivana e Felice
proporranno una serata
coi fiocchi: gnocco fritto,
vino, salume e soprattutto
tanta musica.
Ci sarà anche
una grande lotteria
con ricchi premi per tutti
Girare l’Italia grazie al mio
lavoro è una cosa che provoca emozioni indescrivibili.
Girando conosco migliaia
di persone, questo fatto mi
arricchisce a livello culturale
davvero tanto.
Insomma giro un pò tutto il
Nord d’ Italia, a volte anche
nell’estremità dello stivale.
Per quanto riguarda la
gnoccata di ferragosto accorrete davvero numerosi, credetemi, non perché la festa la
organizzo io, ma per il semplice fatto che l’anno scorso
è stato un vero successone e
la gente era ampiamente soddisfatta della serata trascorsa.
Non potete immaginare
quanto sono contento quando vedo molta gente nelle
feste da me organizzate.
Credetemi non è per una
questione di denaro, ma
ALESSANDRO FONTANESI
FELICE Tavernelli e la Pro Loco di Albinea hanno organizzato una mega gnoccata
per sabato 15 agosto.
La cena inizierà alle ore 21 e si svolgerà
all’interno del parco Fola.
In esclusiva per i lettori de il Giornale
di Reggio, ecco una speciale intervista a
Felice Tavernelli, tanto amato soprattutto
in Emilia.
L’INTERVISTA
Salve Felice, questa gnoccata è la seconda che fa qui ad Albinea con la sua
orchestra, vero?
“Certamente, l’anno scorso i posti a
sedere erano tutti esauriti.
Più di cinquecento persone hanno deciso di cenare all’insegna della bella musica
e della compagnia. Qui torno sempre
molto volentieri”.
La scelta del luogo, quindi, non è stata
fatta a caso?
“Assolutamente si, ho cercato di optare
per una location che non fosse troppo
distante del centro abitato, ma allo stesso
tempo fresca e confortevole, due fattori
fondamentali se si vuole che la gente
venga a cenare e a ballare con questo
caldo”.
Felice, lei è una calamita per gli over
60. Cos’è di lei che piace così tanto alla
gente?
“Penso che il segreto per piacere alla
gente sia prima di tutta la simpatia. Inoltre
non devono mai mancare altre qualità
come la semplicità, la spontaneità e l’allegria”.
E il territorio del nostro Appennino? E’
amato anche in quelle zone. Fa spesso
concerti in Montagna?
“Si, tutte le settimane faccio spettacoli
sull’Appennino reggiano, modenese e
parmense e il seguito non manca. Spero
quindi mi vogliano bene anche in quelle
zone. Non mancano inoltre le serate nelle
montagne anche in altre località del Nord
Italia”.
Sulla penisola fin dove la conoscono?
“Soprattutto al Nord, un po’ dappertutto. Siccome nei miei concerti a riprendere
ci sono anche emittenti nazionali, credo
che alla fine io sia conosciuto anche in
molto più semplicemente,
per una questione di soddisfazione del lavoro che si
svolge dietro le quinte.
Quindi sabato 15 agosto vi
aspetto alla grandissima
gnoccata di Albinea.
Io Ivana e i ragazzi dell’
orchestra vi aspettiamo inoltre lunedì 10 agosto al circolo “il Campetto” serata di
fine estate si cena e si balla.
Giovedì 16 continuano le
serate estive di Albinea ci
sarò io accompagnato da
Andrea Rossi alla chitarra e
l’orchestra di Umberto Bassoli.
Venerdì 17 grande tortellata serata di chiusura estiva
presso la società sportiva la
“Canolese” a Canolo di Correggio
Sabato 18 serata danzata al
circolo Mirandola di Reggio
Emilia.
SPAZIO DANZANTE - GLI APPUNTAMENTI
In alto i maestri Bigi. Qui sopra Felice e Ivana in una delle loro serate
altre regioni italiane”.
Felice, spesso lei è a Canale Italia con la
sua orchestra. I confini reggiani sono
quindi valicati da tempo, vero?
“Sì, ormai sono alcuni anni che propongo le mie canzoni e le mie serate su canali
nazinali come Canale Italia e qualche
volta faccio qualcosa anche per altre emittenti. Insomma, mi tengo impegnato e
cerco di diffondere la mia musica che dà
allegre alle persone”.
E’ vero che in estate è il momento in cui
lei è maggiormente richiesto?
“Sì, in inverno suoniamo nelle balere e
nei locali in generale, mentre in estate
“tira” moltissimo la sagra paesana, nella
quale non possono mancare lambrusco,
gnocco fritto e ovviamente buona musica,
che noi proponiamo sempre con grande
passione”.
Nelle sue serate propone delle “cover”
oppure lancia brani suoi, anche inediti?
“No, i pezzi fatti da altri tendenzialmente non li cantiamo, salvo qualche richiesta
specifica da pare delle persone che sono
in sala, mentre proponiamo puntualmente
brani nostri che, per fortuna, incontrano il
gusto della gente”.
Tornando alla serata di Albinea del
prossimo 15 agosto, ci sarà qualcosa di
diverso?
“Sì, ci saranno novità da non perdere,
quindi invito tutti al Parco Fola di Albi-
nea. Sarà una grande festa aperta a tutti
nella quale proporremo anche una lotteria
ricchissima di premi con tante estrazioni,
per permettere a molta gente di vincere
qualcosa”.
E non mancheranno ovviamente le
vostre note...
“Ovviamente, ma saremo delicati: la
cena delle persone sarà accompagnata
dalle nostra canzoni in sottofondo, quasi
sussurrate, per non disturbare, per poi tuffarci nella vera e propria festa dopo cena”.
A proposito di cena, ci sarà anche l’intervento di alcune organizzazioni locali?
“Sì, la Pro Loco di Albinea organizza
assieme a me e ai miei collaboratori questa splendida festa alla quale, mi auguro,
parteciperanno moltissime persone, tutti
coloro che per Ferragosto non sono andate al mare e che vorranno gustare il ghocco fritto, accompagnato da salumi vari e
altre prelibatezze della nostra splendida
terra”.
Con tutti gli appuntamenti ferragostani
perché quacuno dovrebbe scegliere la
festa di Albinea?
“Perché parte del raccolto sarà devoluto
a livello benefico, inoltre si mangia a
basso prezzo e la qualità del cibo è eccellente, la musica non mancherà, così come
le danze sfrenate. In pratica, la domanda è
un’altra: perché non venire?”
ECCO alcuni degli appuntamenti dei prossimi giorni a
Reggio e provincia.
Orchestra di Felice e Ivana
Albinea (RE) – parco Fola.
MARTEDI’ 11 AGOSTO
Matteo Tarantino
Olmo di Gattatico (RE) Festa del Grano.
GIOVEDI’ 16 AGOSTO
Felice Tavernelli
Albinea (RE) – parco Fola.
MERCOLEDI’ 12 AGOSTO
Roberto Scaglioni
Villalunga di Casalgrande
(RE) - Festa dell’Unità del
PD.
SABATO 15 AGOSTO
VENERDI’ 17 AGOSTO
Orchestra di Felice e Ivana
Centro sportivo la Canolese
- Albinea (RE).
SABATO 18 AGOSTO
Orchestra di Felice e Ivana
Circolo la Mirandola.
SABATO 8 AGOSTO 2015
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LE LETTERE AL GIORNALE
Inviaci le tue lettere via e-mail a: [email protected]
Reggio Emilia
Roberto Rozzi
Direttore responsabile
Il Giornale di Reggio
I CITTADINI GRADISCONO IL
WI FI DIFFUSO DAL COMUNE
DALLA PARTE DEI CITTADINI
È inaccettabile l’ipotesi di riforma delle pensioni
Adelmo Lasagni
Segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale
REGGIO EMILIA (11 luglio 2015) – Inaccettabile. È perentorio Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp (Federazione
nazionale pensionati) Cisl Emilia Centrale nel commentare
l’ipotesi di riforma delle pensioni che prevede di estendere a
tutti la cosiddetta opzione donna, prevedendo il calcolo contributivo per l’intera pensione a fronte di un’uscita anticipata.
Sono oltre 25mila i reggiani e più di 34mila i modenesi che
sarebbero toccati da tale riforma.
“La media delle pensioni – spiega Lasagni – si aggira sui
1000-1500 euro, la proposta di ingresso anticipato in pensione utilizzando il metodo contributivo invece che retributivo
comporta un taglio tra il 20% e il 30%, quindi inaccettabile.
Riteniamo si debbano rivedere i requisiti per uscire in anticipo sia per l’età anagrafica, sia per il minimo di contributi
necessari”.
“A decidere sulle modifiche da apportare al sistema pensionistico – prosegue il sindacalista –, dopo la rigidità introdotta dalla riforma Fornero, sarà comunque il Governo, che da
parte sua continua a ribadire la linea secondo cui gli interventi saranno realizzati in sede di legge di stabilità, anche
perché ogni correzione farà i conti con le risorse a disposizione. È al Governo che spetta fare le proposte di riforma ed è
quindi da lui che le attendiamo. È necessario ripristinare la
flessibilità in uscita di lavoratori e lavoratrici, oltre ad attivare un confronto serio che riguarda milioni di persone”
Reggiani in vacanza
IN VIAGGIO CON LA PREPAGATA O CON LA CARTA DI CREDITO?
DALLA PARTE DEI CONSUMATORI
iamo all’ultima settimana di vacanze, almeno per l’estate vera e propria, ed è ancora quindi tempo di dare
qualche interessante informazione ai reggiani che si
apprestano a partire o a terminare il loro meritato periodo
di riposo.
S
I vantaggi introdotti dai pagamenti elettronici rappresentano una verità tangibile per tantissimi utenti che, anche
durante soggiorni all’estero, hanno testato la praticità di
poter effettuare prelievi e pagamenti senza porsi la preoccupazione del contante.
Per garantirsi il prodotto migliore, la soluzione più rapida
cui si sono rivolti gli italiani è stata quella di porre a confronto le carte del circuito Visa, MasterCard, American
Express, anche con il supporto di comparatori online, per
individuare quella dai costi più contenuti e dalle funzionalità rispondenti alle singole esigenze personali.
L’Osservatorio SuperMoney ha perciò focalizzato la sua
attenzione sulla scelta degli italiani di affidarsi alle carte di
pagamento durante i propri viaggi all’estero (qui tutti i
consigli del Ministero degli Esteri a questo proposito) e ha
effettuato un’analisi confrontando le richieste di carte di
credito e prepagate pervenute al portale tra maggio e agosto 2013 e tra maggio e giugno 2014.
I risultati emersi hanno evidenziato che sette italiani su
dieci, in vacanza, prediligono le prime per effettuare pagamenti e prelievi di contante: nel bimestre maggio-giugno
2014, il 71,80% degli italiani ha scelto di portare con sé la
carta di credito, contrariamente al 28,20% che ha preferito rivolgersi a una prepagata, preferenza già registrata
l’anno precedente quando a scegliere le carte di credito è
stato il 63,90% degli italiani, contro il 35,10% dei fedeli
alla prepagata.
Per quanto documentato da dati registrati, questo esito
può lasciare increduli: infatti, chi si sposta spesso oltreconfine si trova a proprio agio nell’utilizzare le prepagate che,
in vari casi, si dimostrano più convenienti delle carte di
credito.
L’Osservatorio SuperMoney ha perciò indagato nel dettaglioi vantaggi e i limiti legati all’uso di entrambi i tipi di
carte, mettendo in evidenza le caratteristiche legate alle
commissioni e ai prelievi per chi opera dall’estero.
Dal punto di vista dei costi iniziali, le prepagate prevedono
degli importi maggiori rispetto a quelli delle carte di credito, ma non hanno commissioni né cambio sugli acquisti con
divisa estera.
La carta Kalixa Pay, ad esempio, prepagata dell’omonima
banca, ha un costo di attivazione di 4,95 euro, ma non
applica alcuna commissione sul cambio e sui pagamenti in
divisa estera; We Swap, al contrario, non ha costi di attivazione, ma prevede una commissione dell’1% sul cambio
valuta.
Le carte di credito considerate dallo studio, invece, prevedono una commussione sul cambio e sugli acquisti in divisa
estera che può variare dall’1% all’1,7%, ma non hanno
costi di attivazione.
Per quanto concerne i prelievi dagli sportelli ATM, queste
cedono nuovamente il vantaggio alle prepagate poiché
sono previste commissioni che variano dall’1% di carta
Intesa Gold di Intesa San Paolo, al 4% di BNL Classic di
Banca Bnl.
Sorge quindi spontaneo l’interrogativo: perché gli italiani
mostrano questa preferenza per le carte di credito se, ad
una prima analisi, sembrerebbero più vantaggiose le prepagate?
Per rispondere in modo esaustivo interviene Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney che spiega
“Le carte di credito sono più versatili. Mettendo in valigia
la carta di credito non si hanno problemi di liquidità, mentre può essere difficile ricaricare una carta prepagata
dall’estero. Inoltre, quest’ultime hanno spesso un plafond
di spesa limitato rispetto alle carte di credito”.
“L’ideale” – prosegue Manfredi – “sarebbe avere nel portafoglio sia una carta di credito che una prepagata. La
prima si può utilizzare per i pagamenti in hotel, per prenotare un volo o noleggiare un’auto, la seconda per effettuare
prelievi e piccoli pagamenti”.
Nel caso in cui, invece, ci si trovi in procinto di partire per
l’estero, ma non si disponga di nessun tipo di carta, è bene
prestare attenzione ad alcuni importanti dettagli come i
tempi di richiesta e consegna della carta.
Se si decide per una prepagata, che non ha bisogno di personalizzazione, questa viene consegnata direttamente in
filiale e può essere ritirata entro pochi giorni dalla consegna.
Nel caso in cui la scelta ricada su una carta di credito le
tempistiche si allungano: la carta verrà infatti inviata a
casa del cliente entro 15 o 20 giorni dalla richiesta, e solo
successivamente verrà inviato anche il codice di attivazione e il pin.
resce il gradimento
degli utenti della
rete Wi-fi del Comune di Reggio Emilia: a sei
mesi dall’avvio della
nuova modalità di iscrizione via sms alla rete,
infatti, gli accessi segnano
un aumento giornaliero di
circa 60/70 utenti. Gli
iscritti complessivi al servizio, da gennaio ad oggi,
sono arrivati a 12.523. E’
di questi giorni inoltre la
campagna di informazione sulle funzionalità del
wi-fi pubblico, distribuita
presso i locali del centro
storico e in altri punti
della città in prossimità
degli hot spot: si tratta di
un servizio ancora più
utile soprattutto durante
l’estate quando aumentano le presenze dei cittadini
nelle piazze della città e
con esse la richiesta di collegamento.
L’innovazione
relativa
alla modalità di iscrizione
alla rete Wi-fi via sms è
una delle azioni del progetto Wifi ‘come a casa
tua’, promosso lo scorso
gennaio dall’Amministrazione comunale, Iren e
Guglielmo, per rendere
più semplice, agevole e
veloce l’accesso wireless
alla rete del Comune,
anche potenziando la
banda, in entrata e uscita.
Il servizio di iscrizione via
sms rende più veloce e
semplice la procedura di
iscrizione, eliminando la
necessità di presentare le
proprie credenziali anagrafiche presso uno degli
sportelli abilitati. Per collegarsi è necessario essere
nelle vicinanze di uno dei
57 hot spot presenti in
città e indicati in un’apposita mappa consultabile
sul sito del Comune. Una
volta attivato il wi-fi sul
C
proprio dispositivo, basta
selezionare Guglielmo dall’elenco delle reti disponibili, aprire il browser e
seguire le semplicissime
istruzioni. A questo punto
si riceve un codice via sms,
che deve essere inserito
una sola volta sul cellulare
per poter iniziare a navigare ogni volta che ci si
troverà in una delle aree
coperte dal Wi-fi del
Comune di Reggio Emilia:
la connessione al servizio
sarà infatti automatica.
L’sms iniziale sarà dunque
l’unico passaggio necessario da compiere, poiché le
connessioni
successive
saranno immediate.
“L’aumento
davvero
significativo degli utenti
collegati e delle connessioni effettuate mette in luce
la semplicità del nuovo
sistema di connessione e la
potenziata funzionalità
del servizio - ha ricordato
l’assessore
all’Agenda
digitale Valeria Montanari -. La possibilità di navigare gratuitamente in rete
in città è un servizio a
disposizione dei reggiani,
al quale l’Amministrazione tiene in modo particolare, poichè ne conosciamo l’importanza. Reggio
Emilia vanta 57 hot spot
attivati, un numero davvero significativo: ci auguriamo di poter promuovere altri nuovi punti, per
poter arrivare presto ad
un rapporto di 1 hot spot
ogni 1000/1500 cittadini,
nella convinzione che questo possa essere il modo
migliore per promuovere
la diffusione della rete e
della navigazione on line.”
Tutti i luoghi coperti dal
servizio e i dettagli sulla
connessione sono consultabili
su
www.comune.re.it/wifi
26
SABATO 8 AGOSTO 2015
LA DONNA DI CUORI
Metti un tacco 10
a tua moglie
e inizia a guardare
lei... non le altre
“I tacchi della tua vicina ti hanno dato alla testa: attento,
gli “sconquassi” sono davvero dietro l’angolo”.
“Tranquilla Lorena, la causa che hai in corso si risolverà
in tempi non lunghi e qualche soldino ti arriverà”
Francesca, la convivenza porta anche a
questo, ma non dare per perso il tuo
rapporto, perché fra voi vedo un futuro
Questi tacchi ti hanno dato alla testa: fossi
in te mi metterei tranquillo per evitare
problemi seri
Cara Bruna… ho 39 anni. Mi chiamo Francesca e sono bionda. Dopo anni e anni di fidanzamento finalmente sono andata a convivere con
il mio moroso. Disastro!!!
Pensavo oramai che la nostra routine fosse collaudata e invece, causa il grosso cambiamento
e penso causa problemi lavorativi di entrambi,
le cose stanno andando malissimo. Dici che sia
giunta l’ora di cambiare o provo a portare
pazienza… magari è proprio solo la novità
della convivenza? Grazie.
Ciao Bruna, ho 40 anni e i capelli neri. Non ti
posso dire il mio nome. Mi sono trasferito a
Reggio Emilia 6 anni fa con mia moglie e mio
figlio. Sono pugliese. Ho letto di te sul Giornale
di Reggio e ho pensato di scriverti. Da qualche
mese mi sono completamente innamorato della
nostra vicina di casa. La penso ogni momento e
quando sento il rumore dei tacchi scendere le
scale mi precipito con una scusa fuori casa per
poterla incontrare (sempre se mia moglie è
distratta o non è in casa).
Non so più cosa fare? Ho veramente pensato di
mollare tutto per stare con lei, ma non so nemmeno se il mio amore è contraccambiato.
Ciao, grazie.
Cara Francesca, secondo me dovresti tentare
un accomodamento; non dare per perso il
tuo rapporto, perché fra voi vedo un futuro.
Vorrei, e questo lo dico al plurale, che non
consideriate la situazione finanziaria come
un deterrente per rompere un rapporto.
Quando l’amore è solido supera anche questi
problemi. Vedo un’altra figura attorno a
te… ti consiglio però di lasciar perdere.
Carissimo, questi tacchi ti hanno dato alla
testa: fossi in te mi metterei tranquillo perché faresti solo un gran sconquasso. Eventualmente, se proprio vuoi trasgredire, fallo
lontano da casa. Ti do un altro consiglio: fai
mettere un bel 10 di tacco a tua moglie e inizia a guardare lei, che tra l’altro è molto
carina. Ciao.
Marina, non vincerai alla lotteria, ma
vedo un camiamento di lavoro in tempi
non lunghi
Giorgio, non devi vederti carino tu, ma gli
altri. Cerca di essere più simpatico e
spigliato e vedrai che succederà
Carissima Bruna, mi chiamo Marina, ho 25
anni, sono castana, e vorrei sapere se arriverà
una vincita alla lotteria: di solito ci gioco, ma
non ce l’ho mai fatta. Mi sono stufata di lavorare. Devo insistere?
Gentilissima Bruna, mi chiamo Giorgio ho 19
anni e sono castano scuro, a me piacerebbe
molto essere ammirato dalle ragazze, ma quando vado in giro nessuno mi fila. E’ colpa del
mio aspetto, anche se, guardandomi allo specchio mi sembro anche carino. Cosa c’è che non
va. So di non essere Brad Pitt, ma non sono
neanche male.
Cara Marina, se vedessi vincite alla lotteria
te lo direi e soprattutto le farei per me stessa,
oltre magari a far stare bene alcuni persone.
Per te vedo invece un cambiamento sul lavoro in futuro: ti vedo in collaborazione con
tante persone e tra queste ci sarà una persona che ti proporrà una nuova occupazione.
Bruna informa i Lettori del Giornale, che le sue risposte saranno quanto più utili, quanto più specifiche e particolareggiate saranno le vostre domande.
Ad esempio: Se parlate di un “lui” o di una “lei” dovete spe-
Caro Giorgio, non ti devi vedere tu carino,
ma devi trasmetterlo in un modo più semplice. Cerca di fare questo lavoro su di te e
vedrai che, essendo più simpatico e brillante
con le ragazze, qualche d’una, in futuro, si
interesserà a te.
cificarne il colore dei capelli e gli anni, come fate per voi.
Se chiedete di lavoro, dovete specificare se lavorate già o no.
Per consentire a tutti i Lettori di avere le risposte ai quesiti che
Bruna Becchi
La causa che la tua famiglia ha
attualmente in ballo troverà un
accomodamento e vedo che qualche
soldino arriverà.
Carissima Bruna. Mi chiamo Lorena. Ho aimè
75 anni. Questa mail la sto dettando a mio
nipote che sa come si usa il computer. Mio figlia
e mio genero abitano con me. Hanno un po’ di
problemi economi e la mia pensione è molto
bassa perciò non li riesco ad aiutare come vorrei. Secondo te riusciranno a risolvere la causa
giudiziaria che hanno in corso e prendere un
po’ del denaro che spetta loro così potremmo
nuovamente tirare fiato? Sono tanti anni che
siamo “in ballo”. Grazie. Un bacione
Cara Lorena, siamo in dirittura di arrivo. La
causa che la tua famiglia ha attualmente in
ballo troverà un accomodamento e vedo che
qualche soldino arriverà. Vedo comunque
amore sulla vostra casa e oggi come oggi è
molto importanti.
Subito farai piccoli lavoretti, poi ti vedo
inquadrato positivamente: tieni duro!
Cara Bruna, mi chiamo Francesco, ho 20 anni,
sono moro. Il mio sogno professionale sarebbe
quello di fare il documentarista, ossia girare
documentari sulla natura da proporre alle varie
televisioni, locali o nazionali che siano. Ho
fatto lo Zanelli, quindi di natura me ne intendo.
Credi che io sia sulla buona strada oppure
dovrò cambiare obiettivo?
Caro Francesco, finamente uno che si interessa alla natura. Cerca di continuare a lottare e tieni duro: non mollare. Subito farai
piccoli lavoretti, poi, invece, ti vedo inquadrato positivamente.
pongono a Bruna, si prega di non ripetere più volte le domande sui medesimi argomenti se non a distanza di tempo
ragionevole.
Questo per rispetto degli altri Lettori e di Bruna.
Inviaci le tue lettere e domande per BRUNA
via e-mail a: [email protected]
o scrivi una lettera a “La Donna di Cuori” • via Guicciardi, 7 • 42122 Reggio Emilia
SABATO 8 AGOSTO 2015
27
LA CUCINA FACILE
Salmone
mediterraneo,
bontà irresistibile
“I RIMEDI DELLA NONNA”
Tanti metodi per rendere
morbidi polipi e seppie
Molti evitano di cucinare
seppie e polipi perchè li
trovano sempre troppo duri e
callosi. In realtà c’è un
sistema per renderli morbidi e
gradevoli: dopo averli puliti e
lavati, metteteli su un piatto
piano e cospargeteli di sale
grosso. Dopo un’oretta circa
sciacquateli e cucinateli senza
timori. Un altro sistema per
ammorbidire i polipi è quello di
aggiungere all’acqua di
bollitura un tappo di sughero.
In particolare, si dice, il tappo
di una bottiglia di vino bianco.
I calamari e i totani invece
diventano morbidissimi con un
bel boccale di birra. Metteteli a
bagno, in birra chiara, almeno
per un’ora, e dopo potrete
cucinarli con la vostra ricetta
preferita. Sempre a proposito
di calamari, capita spesso che
quando si fanno ripieni la
farcitura eccessiva ne causi lo
scoppio. Per evitarlo intanto
conviene farcirli solo per due
terzi o poco pià, e poi si
bucherellano qua e là con uno
stuzzicadenti, come si fa per
la salsiccia.
Con acqua e aceto si toglie
il “selvatico” al coniglio
Per togliere il sapore di
selvatico al coniglio, se ve ne
siete procurato uno che non
sia dichiaratamente di
allevamento, in assenza di
tempo per fare una frollatura
in freezer con aromi
procedete così: una volta
pulito e tagliato a pezzi,
mettetelo in una casseruola
già calda, su fuoco basso,
senza condimenti, e aspettate
qualche minuto che trasudi
del liquido. Questo andrà poi
buttato, e potrete procedere
con la vostra ricetta. Un altro
metodo per togliere il sapore
del selvatico al coniglio è
quello di lasciarlo a bagno
almeno mezza giornata, o
meglio ancora per una notte in
metà acqua e metà aceto.
Infarinare le uova di
contorno degli arrosti
Nell’immagine qui sopra il Salmone mediterraneo magistralmente proposto sul piatto. Sotto il salmone fresco. Attenti che lo sia davvero
DANIELA FERRARI
ECCOCI all’angolo delle ricette. Questa
settimana vi proporremo un paio di piatti
semplici da fare, ma di assoluto livello culinario, entrambi rigorosamente a base di
pesce, per i tanti amanti del genere.
SALMONE MEDITERRANEO
Questa ricetta ha un tempo di preparazione di non oltre una quindicina di minuti e un
tempo di cottura di 15-20 minuti non di più,
quindi un secondo gustoso e abbastanza
veloce.
Nel caso in cui i commensali desiderio
assaporare qualche aroma in più occorre un
tempo di riposo di una mezzoretta per la
marinatura.
Quella che stiamo preparando è una dose
per quattro persone.
GLI INGREDIENTI
800 grammi di filetto di salmone spinato;
200 grammi di pomodorini;
20 olive taggiasche in salamoia;
2 cucchiai di capperi;
Origano secco;
Prezzemolo;
Il succo di mezzo limone;
Vino bianco;
Olio extravergine d’oliva;
Sale e pepe.
IL PROCEDIMENTO
Il salmone non ha bisogno di presentazione: è sicuramente conosciuto in ogni angolo
del pianeta come uno fra i pesci più gustosi
Durante la preparazione di
arrosti, rollate o polpettoni farciti
con le uova sode, queste
tendono a scivolare dalla loro
posizione, rovinando poi
l’effetto estetico quando si taglia
per servire in tavola. Prima di
collocarle nella loro posizione,
infarinatele leggermente una ad
una. Resteranno immobili.
di sempre, tra l’altro ricco di Omega 3 che
fa bene al cuore. In questa sede lo prepariamo al semplicemente forno, con i più classici ingredienti della cucina mediterranea.
Gli ingredienti principali di questa ricetta
davvero gustosa sono i capperi, le olive, i
pomodirini e il Salmone.
Oltre a un po’ di prezzemolo che, magari,
a gusto, va aggiunto verso fine cottura.
Tanto per iniziare, dividere il filetto in 8
tranci abbastanza regolari, bagnarlo con
mezzo bicchiere di vino bianco, il succo del
limone, coprirlo e passarlo in frigorifero per
30 minuti in modo che possa marinare.
Nel frattempo dividere a metà i pomodorini, quelli rossi e rotondi ovviamente, e
preriscaldate il forno a 190 gradi.
A questo punto occorre scolare il pesce
dalla marinata e tenete questa da parte.
Disporre poi successivamente i filetti di
salmone in una teglia, coperta da carta
forno, sulla quale unire i pomodorini rigorosamente tagliati a metà, i capperi e le
olive.
Emulsionare quindi il tutto con una frusta
inserendo il liquido della marinata al quale
aggiungere, come dicevamo, con un cucchiaio di prezzemolo grossolanamente tritato, un cucchiaino di origano secco, sale, non
molto, pepe e tre cucchiai di olio extravergine. Condire il tutto con l’emulsione che si
è creata a parte e passare in forno per circa
15 minuti.
Il piatto che ne uscirà sarà certamente
gradevole al palato e, se presentato bene,
farà fare agli artisti della cucina che lo
avranno cucinato e “confezionato” un figurone con tutti i loro ospiti.
28
SABATO 8 AGOSTO 2015
We Write 2015
Ecco altri
temi
realizzati
dai ragazzi
Venerdì 24 aprile, presso la
Sala Tricolore dell’Hotel Mercure Astoria di Reggio Emilia, 95
studenti, provenienti dai 26 istituti della provincia, hanno animato
la terza edizione di We Write,
premio letterario promosso dalla
nostra testata e dal direttore editoriale Maurizio Costanzo. Tanti i
TEMATICHE LAVORO
PROPOSTE DA DITTA “FAGIOLI”
temi d’attualità affrontati dai
ragazzi, tante le personalità che
hanno voluto salutare i ragazzi
prima di avviare le macchine da
scrivere. Alla mattinata hanno
partecipato Roberto Mirabile
(presidente della Caramella
Buona), Alessandra Fagioli (a
rappresentanza della nota azienda
I temi in gara
Fagioli, sostenitore del progetto
letterario) oltre ai giornalisti di
4minuti.it e del Giornale di Reggio Settimanale, testata che nelle
prossime settimane riporterà tutti
gli scritti dei ragazzi in corsa per
il premio. Una bella mattinata,
dove le giovani menti creative
hanno avuto la possibilità di con-
TEMATICHE LAVORO
PROPOSTE DA DITTA “FAGIOLI”
14.
13.
Lavoro significa possibilità di realizzare un progetto di vita
professionale e personale. La formazione è il miglior canale di accesso
al lavoro e la volontà di migliorare costantemente è la chiave che tiene
aperta la porta del successo. In cosa credi che la tua scuola, la tua famiglia, le tue esperienze in stage estivi, ti abbiano formato per affrontare le difficili sfide del mercato del lavoro che ti attendono.
Silvia Torelli • 5ª O • “M. Carrara”
Le superiori sono state, per me, soprattutto una
scuola di vita.
Ora che sono prossima all’esame di maturità,
spesso ripenso alle tappe che mi hanno portata fin
qui e agli ostacoli che ho dovuto superare.
Più di quello che ho imparato a lezione e sui libri,
sono state le persone che ho conosciuto e con cui ho
imparato a rapportarmi che mi hanno formato e che
mi hanno resa ciò che sono adesso.
E’ grazie a tutti i professori e ai compagni con cui mi sono confrontata, con cui ho discusso e ai quali ho espresso la mia opinione,
che mi sono fatta un’idea delle persone che potrei avere vicino in un
futuro ambiente di lavoro.
Tutti quei professori da cui sono stata giudicata non tanto per il
mio rendimento scolastico, quanto più per le mie idee, o per il mio
stile di abbigliamento, o perché semplicemente non rientravo nei
loro parametri di “normalità”, o perché avevo un’opinione diversa
dalla loro, sono stati quelli che mi hanno resa più forte.
In passato, spesso tornavo a casa e mi lamentavo con i miei genitori di qualche compagno antipatico o di qualche professore che se
l’era presa con me, e mi hanno sempre risposto che, quando sarei
entrata nel mondo del lavoro, avrei incontrato tantissimi colleghi o
miei superiori con i quali non sarei andata d’accordo, ma che avrei
comunque dovuto imparare a sopportare senza discutere.
Ho avuto la mia piccola rivincita durante lo stage in un ufficio comunale, dove ho trovato colleghe che mi hanno subito accolta come
una di loro, che sono andate oltre l’aspetto estetico, che mi hanno
giudicata per le mie capacità ed abilità e con le quali mi sono confrontata in modo costruttivo.
Loro stesse mi hanno chiesto di tornare in quell’ufficio per gli
stage successivi e mi hanno sempre ringraziata per l’aiuto che ho
dato loro.
Questa esperienza mi ha restituito fiducia e mi ha permesso di affrontare meglio gli ultimi anni di scuola superiore.
All’inizio, probabilmente, non ero abbastanza matura da accettare
il fatto che esistano persone così superficiali da fermarsi alle apparenze, così ottuse da ritenere sbagliata qualsiasi idea differente dalla
loro.
Ora ho capito che anche da queste persone posso imparare qualcosa, perché è grazie a loro che è cresciuta in me la determinazione
che spero mi aiuterà quando dovrò affrontare il mondo del lavoro.
Ogni difficoltà mi ha resa più sicura di me stessa e mi ha insegnato
a distinguere tra quelli che si limitano a giudicarmi per il mio aspetto
e le mie idee e quelli che, invece, vanno oltre i pregiudizi e mi danno
modo di mostrare le mie qualità.
Il mio primo colloquio di lavoro: ecco come e dove lo vorrei.
Cosa vorrei dire di me, cosa vorrei fare, che caratteristiche di me vorrei
emergessero.
Carlotta Ventura • 5ª A • “Filippo Re”
Sono a Parma, nella caserma dei RIS, dopo cinque anni di formazione universitaria finalmente ci
siamo, il giorno più importante della mia vita è arrivato. Il colloquio che segnerà il mio futuro e che
potrebbe distruggere il mio passato, spazzandolo
via, come mera polvere. Nella vita volevo fare una
cosa sola: operare come criminologa.Sono seduta
su una sedia pieghevole nera, sento i battiti del mio
cuore che sembrano perforarmi il petto. Sospiro e mi concentro.
Inizio subito a mettere in pratica le mie conoscenze, mi immedesimo nel selezionatore, entro nella sua testa, ripercorro mentalmente ciò che ho imparato nel dipartimento di scienze
psicologiche: il linguaggio del corpo, la postura, il tono di voce, i
gesti; sono pronta a mostrargli ciò che sta cercando, me. Si pone
di fronte alla mia figura un omone corpulento di media statura, coi
capelli grigiastri e gli occhi spenti. Mi alzo, gli porgo la mano e
misuro la forza con cui stringo la sua: non troppo forte, ma nemmeno delicatamente, devo dargli l'impressione di essere una persona sicura. Accenno un sorriso e mi presento: mi chiamo Carlotta
Ventura, ho 25 anni, ho preso la laurea breve in Tecniche e Scienze
Psicologiche, e ho continuato gli studi in Scienze delle investigazioni e Criminologia. Dopo i convenevoli mi conduce dentro una
stanzina piccola, ma ben illuminata. Appena ci sediamo parte subito con quelle domande che col lavoro non hanno nulla a che vedere, ma che servono a determinare la tua persona: “Lei nel tempo
libero di cosa si interessa?” senza nemmeno rifletterci rispondo:
“del mondo”, sembra così banale, mi ricorda quelle scene dei film
in cui la reginetta di bellezza, alla richiesta “esprimi un desiderio”
dichiara di volere la pace nel mondo, ma demolisco subito l'ipotetico collegamento e spiego: “Trovo doveroso tenermi informata
sugli avvenimenti terribili che affliggono i popoli lontani dal nostro
paese, come il genocidio dei Tutsi in Ruanda degli anni novanta.
La maggior parte dei miei coetanei non è nemmeno a conoscenza
dell'esistenza di tale conflitto ed è vergognoso considerando che
ha portato ad un milione di vittime. Tutto per una distinzione razziale inesistenze creata da un popolo esterno. Anche se accade lontano dalla mia terra, io, come essere umano, me ne devo
interessare.” ed ecco la prima domanda bomba: “Come crede che
ciò possa ritornarle utile nella carriera lavorativa?” come se ogni
nostra azione e ogni nostro interesse debba essere finalizzato all'accrescimento personale. Sinceramente ho iniziato ad interessarmi a tali avvenimenti perché lo facevano in pochi, e a me piace
essere un po' speciale, guardare dove non guarda nessuno, ascoltare
la voce del silenzio, ma ovviamente questo non posso dirlo, per
cui gli confido solo il secondo motivo: “Capire da dove nasce il
conflitto, studiarne la storia, le radici più profonde ed antiche,
credo possa rendermi più efficiente nel mio lavoro. Imparo a risalire alle fonti, al parto del pensiero criminale.” spero di risultare
interessante, di fargli capire che sono determinata a continuare lo
studio del crimine in ogni sua forma, il ché non sempre è scontato,
in molti, una volta finiti gli studi ed ottenuto un lavoro, non si occupano più della propria formazione, non sono volenterosi di svolgere al meglio il proprio lavoro, lavorano e basta. Voglio che sappia
che non sono quel tipo di persona. Guardandomi fisso negli occhi
frontarsi e di conoscersi.
Si aggiudicano questa edizione
di We Write Giulia Cuda del
Liceo Ariosto Spallanzani, Davide Grisendi del Liceo Canossa,
Camilla Maria Davolio dello
Scaruffi-Levi-Tricolore, Francesca Burani del Galvani Iodi,
Elena Donscoi dell’Istituto Sec-
chi e Francesco Nasi del Liceo
Moro. Ai vincitori una borsa di
studio pari a 500 euro. Anche la
scuola d’appartenenza si è aggiudicata un premio dello stesso
valore. Proseguiamo con la pubblicazione dei temi dei ragazzi
che hanno partecipato a questa
edizione.
mi propone la domanda base: “Quali sono le caratteristiche personali che, a suo parare, la rendono idonea a questo tipo di lavoro?”
ovunque tu andrai ti faranno una domanda simile, per cui bisogna
prepararsi senza sembrare però troppo impostati e costruiti. Rispondo: “Le dirò cosa non sono e cosa sono: non sono facilmente
impressionabile e sono una persona fortemente empatica, riesco a
capire il perché delle azioni e delle scelte delle persone anche qualora possano risultare incomprensibili, e nonostante ciò riesco a
mantenere un distacco emotivo” ho il timore di essere stata autocontraddittoria: una persona empatica che non si fa coinvolgere
emotivamente? E poi sarà vero che non sono emotiva? Infondo
quando la reporter Di Giovanni raccontò su Ted Talks di quando
entrarono coi carrarmati in Bosnia, di come le madri “abbandonarono” i loro figli in mano a sconosciuti per metterli in salvo, mi
commossi. Penso alle dodicimila sedie rosse posizionate, alla fine
del conflitto, sulla piazza di Sarajevo per simboleggiare i caduti,
alcune di esse erano più piccole, perché quelle erano per i bambini.
Sono queste le storie che lasciano alle mie lacrime il permesso di
solcare il mio volto. Quindi io sono una persona emotiva? quando
studio ed analizzo i crimini passati non mi sento coinvolta quindi
direi che non lo sono. Sembra strano, ma è un concetto diverso.
Ciò mi fa capire come sia difficile raccontarsi quando nemmeno
tu sai bene chi sei. Lui, forse per provare a mettermi in difficoltà o
forse semplicemente perché sono stata poco chiara, mi chiede di
fargli un esempio concreto, allora comincio a raccontare del così
conosciuto «più mostruoso criminale della storia», rapiva i bambini, li uccideva e ne mangiava determinate parti del corpo. Spiegai
la mia ipotesi sul perché delle sue gesta, del collegamento tra le
sue azioni e le umiliazioni che ricevette in orfanotrofio (egli si nutriva delle parti sulle quali venne punito fisicamente da bambino),
gli esposi le mie analisi psicologiche sperando di fargli notare che
possiedo le competenze applicative, necessarie per svolgere il mio,
forse, futuro lavoro. Questo perché non voglio che la mia laurea
parli per me, il mio obbiettivo è spiegargli indirettamente chi sono;
mi starà riuscendo bene? Sono positiva, non fallirò. “Carlotta, lei
cosa pensa dei criminali?” devo ammettere che questa domanda
mi spiazza alquanto, qualsiasi risposta io dia potrebbe essere sbagliata. Provo a rispondere nel modo più esaustivo possibile: “Ha
presente l'esperimento della prigione di Stanford del '71?” - “Certamente, gli studenti suddivisi in prigionieri e guardie” - “Erano
ragazzi normali, diversi tra loro, ma tutti nella media, eppure coloro
che avevano il ruolo di guardia passarono dall'essere studenti come
tanti al divenire aguzzini spietati: umiliarono i loro coetanei e dovettero interrompere l'esperimento prima del tempo. Questo perché
hanno subito un processo di deindividualizzazione cadendo in uno
stato eteronomico proprio come accadde dieci anni prima nell'esperimento di Milgram: un soggetto ordinava al candidato di infliggere scosse elettriche ad un terzo individuo nonostante egli
implorasse di smetterla. Gli venne detto che era per uno studio
sulla memoria, che era essenziale ai fini della ricerca che continuasse a somministrare le scosse. Ad ogni esitazione del candidato
il primo soggetto doveva istigarlo a continuare. In realtà le scosse
erano finte e il terzo individuo era un attore, ma, nonostante i candidati fossero ignari di ciò, continuarono la tortura andando contro
alla propria morale e ai propri principi. Questo perché spinti da un
primo individuo autoritario. Non percepivano il senso di responsabilità delle proprie azioni. Per cui credo che nessun uomo nasca
malvagio, ma anzi, venga spinto a diventarlo dalle circostanze o
dalle esperienze negative che ha vissuto, reagendo ad esse in modo
sbagliato, in modo criminale.” Non potevo rispondere in modo più
completo, sono soddisfatta di me stessa, ma spero che lui non lo
noti. “Un ultima domanda: perché ha scelto di diventare criminologa?” penso che sia la domanda più insensata che si possa fare,
ma d'altronde anche da Mc Donalds ti chiedono perché vuoi lavorare lì, per cui mi andava anche bene, visto che almeno io una riposta sincera posso darla:
(continua pagina successiva)
SABATO 8 AGOSTO 2015
29
We Write 2015
“Mi ha sempre affascinato la mentalità umana, fin da quando
sono bambina, e allo stesso tempo odio le ingiustizie e ho sempre
lottato contro di esse mettendomi in mezzo a situazioni di cui io
non centravo nulla, perché mi infastidivano e mi sentivo in dovere
di intervenire. La fusione di questi due fattori mi hanno portato
alla decisione di divenire criminologa, ed è nata dentro di me in
modo autonomo, come se fosse naturale e scontato che io debba
intraprendere questa strada nella vita.” Voglio davvero studiare i
criminali, voglio davvero catturarli per tenere al sicuro la società,
voglio davvero dare giustizia alle famiglie delle vittime, voglio
davvero questo lavoro. Non è andata divinamente, forse potevo far
di meglio, ma meglio di così non sarei stata io. “Va bene, il colloquio è finito, arrivederci signorina Ventura” Adesso non mi resta
che sperare che quello sia davvero un arrivederci.
Gian Marco Gaudino • 4ª B • “A. Secchi”
Buongiorno sono Gian Marco Gaudino e voglio
parlarvi di me stesso, perché intendo farvi sapere
ciò che penso, condividere con voi le mie idee e le
caratteristiche che vorrei emergessero di me. Ah
dimenticavo, oggi è il 24 Aprile 2015 e vi scrivo
dal prestigioso Hotel Mercure Astoria, in occasione del premio letterario “We Write”. Non so
come e dove vorrei il mio primo colloquio di lavoro, non ci penso, ma sono concentrato sul mio obbiettivo, diventare un dottore. Sono giovane, maggiorenne da poco, ma già
consapevole di come voglio arricchire la mia vita, aiutando quella
degli altri. Io mi reputo un ragazzo intelligente, aperto, gentile, che
sa farsi rispettare, voglio sempre essere il leader della squadra. Tornando alla mia passione, aiutare il prossimo, credo che non ci sia
cosa più bella e importante di dare qualcosa di noi stessi a qualcun
altro, donare anche un piccolo infinito secondo ad un'altra persona.
Quello che molti non sanno, è che quando fai qualcosa di bello,
quando doni, in cambio ricevi tantissimo, ed è un emozione unica.
Io posso provarlo perché nel mio piccolo cerco sempre di essere
generoso, e nel momento in cui mi accorgo che una mia azione ha
fatto sentire bene e provare belle emozioni a qualcun altro, bè, questo mi rende felicissimo. Io ho guardato dentro di me, ho visto un
cuore grande che per essere sfamato ha bisogno di amore. Questa
fame la sazio non solo con emozioni, ma con ambizioni: “ Sognate
e mirate sempre più in alto di quello che ritenete alla vostra portata.
Non cercate solo di superare i vostri contemporanei o i vostri predecessori. Cercate piuttosto di superare voi stessi” dice W.Faulkner, non altra citazione potrebbe essere più appropriata per
descrivere il mio attuale modo di pensare. Io sono ambizioso, anticonformista, deciso di essere un attore in mezzo ai burattini, di
seguire una giusta strada, io fisso i piedi sul cemento, ma ho gli
occhi nel futuro. Io sono un attore, recito il copione della vita che
io stesso ho scritto, interpreto il ruolo del dottore, un personaggio
che vive in sintonia con la vita altrui, che si nutre di emozioni. Io
sono giovane, maggiorenne da poco, consapevole che le mie idee
possano mutare spesso, consapevole di poter inciampare sopra i
miei passi o di qualcuno, ma io faccio il doppio laccio, e vivo.
TEMATICA ATTUALITÀ
1.
La mia App. Oggi oltre 700.000 Applicazioni sono a disposizione dei
nostri smartphone e/o tablet: che ti piaccia giocare, fare vita mondana, tenerti aggiornato sulle ultime notizie e gli ultimi pettegolezzi, acquistare biglietti per il cinema
o comprare azioni, o che tu voglia soltanto conoscere le previsioni del tempo, per
tutto c’è una App. Racconta il tuo rapporto con queste svariate funzioni dei telefonini
e racconta quale nuova App vorresti inventare. A cosa servirebbe? Che nome le daresti? A chi potrebbe essere rivolta?
Noemi Sazio • 5 CP • Istituto Alberghiero A.Motti
Posso affermare che la comparsa di internet è stata
una grande innovazione per la società in cui viviamo, definendolo un importante strumento, quasi
indispensabile per svariate situazioni e per la vita
quotidiana.
Esso, ha sostituito nella maggior parte dei casi i
mezzi cartacei, ed è sempre presente in ogni posto
in cui ci troviamo, è alla portata di tutti, di facile
consultazione, e disponibile su numerosi mezzi di comunicazione,
come i famosi smartphone e tablet.
Questo strumento viene usato non solo dalle persone comuni, ma costituisce un mezzo lavorativo per tutte le strutture che producono
beni ed erogano servizi.
Inoltre, è possibile mettersi in collegamento e sapere cosa accade nel
resto del mondo attraverso i famosi social network, blog, forum, siti
web e le App stesse.
Attraverso i mezzi di ultima generazione, posseduti dalla maggior
parte delle persone, e soprattutto molto in voga tra i giovani, tramite
una sezione presente nel nostro telefono, è possibile scaricare in maniera gratuita o dietro un pagamento, numerose applicazioni di svariato genere e di diverse utilità.
Personalmente, possiedo un telefono con queste caratteristiche, non
tanto per stare al passo con le mode d’oggi, ma piuttosto perché nell’arco di un rapido e deciso “click”, posso avere la risposta a tutto
ciò che desidero conoscere o approfondire in qualsiasi situazione mi
trovo.
Le App presenti sul mio smartphone mi permettono di rimanere aggiornata sulla situazione scolastica, sulle previsioni del tempo, svagarmi sui social network, mandare e ricevere e-mail, condividere e
scaricare musica, guardare video, mandare messaggi, fare chiamate,
chattare, scaricare e leggere libri, rimanere aggiornata sulle notizie
di attualità attraverso il giornale locale, utilizzare i maggiori motori
di ricerca per trovare informazioni, avere una traduzione in più lingue
e tanto altro.
Insomma, tutto ciò che caratterizza la nostra vita.
Posso dunque affermare che, per ogni bisogno corrisponde una App,
ritenendo ciò molto innovativo e rapido, pieno di aspetti positivi
sfruttabili al meglio.
Per ogni aspetto positivo, ne seguono altrettanti di negativi, a parte
tutti i comfort di cui possiamo usufruire, dobbiamo soffermarci anche
su coloro che non sono in grado di utilizzare questo canale di comunicazione e di stare al passo con i tempi, un esempio può essere rappresentato dalle persone di età avanzata, che non hanno avuto modo
di imparare a utilizzare questi strumenti o non ne hanno avuto i mezzi
e nessuno che le seguisse nell’apprendimento di tale processo, e al
contrario invece ai giorni d’oggi, sarà capitato a tutte le persone almeno una volta, di osservare genitori che permettono ai figli gia in
età giovanissima di possedere uno smartphone, e per i più fortunati
magari anche gli ultimi modelli sul mercato.
Al contrario, in alcune parti del mondo in cui prevale la povertà, i
bisogni primari non si indirizzano a possedere smartphone di ultima
generazione, ma alla sopravvivenza.
A mio parere, un ulteriore aspetto da mettere in evidenza è che con
la comparsa di internet il contatto umano viene accantonato e sostituito da uno schermo, da cui avviene una conversazione tra due persone che piuttosto che vedersi decidono di scegliere la comodità di
stare seduti su una sedia dietro un monitor e chattare.
Alcuni affermano che si trovano bene cosi, altri rimpiangono i tempi
in cui non esistevano questi sistemi avanzati, e veniva data ancora
importanza a guardare il proprio interlocutore negli occhi, oppure di
stabilire un contatto, e di osservare le sue reazioni.
Ma alla fine non possiamo opporci allo sviluppo della società, ma
possiamo fare in modo però, di non rimanerne intrappolati, e di mantenere ancora intatti e alti i principi che riteniamo più validi per la
nostra formazione personale, senza reprimere noi stessi dietro un
computer.
In conclusione, se ne avessi gli strumenti e la possibilità, mi piacerebbe inventare una App che consenta di creare un abbigliamento
personalizzato, il quale attraverso un collegamento con una fabbrica
apposita o un determinato negozio, esso viene prodotto e spedito
nella propria abitazione in tempo reale.
Questo tipo di applicazione può essere rivolta a qualsiasi persona,
dai giovani ai più anziani, che magari si trovano impossibilitati a eseguire spostamenti in un dato periodo.
La chiamerei “Be Different”, poiché è importante essere se stessi in
qualsiasi cosa facciamo, distinguersi dalla massa, e non reprimere la
personalità presente in ognuno di noi.
Serena Mailli • 5E • IIS Castelnovo Nè Monti
Nella società attuale, la tecnologia, internet e i mezzi
di comunicazione sono all' ordine del giorno, non
solo ragazzi o adolescenti sono coinvolti, ma questo
fenomeno sta interessando le varie generazioni.
Attraverso smartphone e/o tablet riusciamo a conneterci dall'altre parte del mondo ed essere sempre
aggiornati ovunque siamo, pazzesco no? Esistono
un' infinità di applicazioni chiamate più comunemente App che ci permettono di fare ciò che più ci piace, dagli interessi personali, al lavoro, per essere sempre aggiornati sulle ultime
notizie, possono essere utili per chi viaggia molto, insomma ormai
si può fare un po' di tutto essendo che sono coinvolti molti campi!
Personalmente ho un rapporto abbastanza stretto con queste svariate
funzioni, da quando sono nate e ho iniziato così ad utilizzarle, poi
non ho più smesso!
Penso che non bisogna però, farne di queste un abuso, utilizzarle si,
ma nella maniera e nei modi corretti senza esagerare e senza cadere
in un “vizio” o “circolo vizioso”, se cosi si può definire. Spesse volte
può accadere che bisogna disintossicarsi dalla tecnologia in generale
e dalle App, proprio per l' uso sbagliato che se ne fa, si cade in un sistema in cui una persona non ne può più fare a meno e può diventare
un problema grave, anche a livello psicologico.
Ogni giorno scopro App diverse proprio per la quantità e diversità
con cui sono inserite nel mercato, io sono interessata soprattutto ad
applicazioni di moda e di musica, perchè sono le mie più grandi passioni; molte volte ricevo messaggi di novità, di promozioni dalle App
che più mi interessano e questo mi entusiasma, mi dà la carica per
coltivare sempre più i miei interessi.
Mi piace acquistare prodotti online anche se bisogna adottare diverse
accortezze per evitare di essere coinvolti in truffe o quant' altro, sperimento e scopro cose nuove addentrandomi in questo mondo, parlandone tra amici sono venuta a conoscenza di App e sistemi
inesistenti, come ad esempio la possibilità di scaricare coupon attraverso particolari applicazioni per poi avere dei buoni sconto sui prodotti e servizi scelti.
Se oggi dovessi inventarmi una nuova App, la chiamarei PROGETTA VITA, un' applicazione che permetta di fare una sorta di progetto, di pianificazione della vita delle persone, inserendo dati ed
informazioni possa formare un prospetto base, possa aiutare tutte
quelle persone in difficoltà che, come me, dopo il diploma di maturità, devono essere indirizzate nel mondo del lavoro o all' università.
Rendere meno difficoltosa la scelta, essere guidato, avere un supporto morale, essere informato soprattutto per quanto riguarda l' università essendo una decisione delicata da compiere, penso sia
necessario per poi poter svolgere in maniera ottima il proprio lavoro.
Inoltre per esperienza personale, non è sempre possibile poter scegliere l' università che si desidera, per impedimenti di vario genere,
come ad esempio la lontananza dal proprio paese e dal proprio nido
familiare, che spesso limita ragazzi a seguire la strada del cuore, i
costi sono molto elevati e questo è un altro fattore di cui si deve tener
conto, quindi penso ci sia bisogno di un' App che controlli, gestisca
e dia supporto a ragazzi in cerca della propria strada, potendo gestire
con consapevolezza i propri studi senza vincolare nessuno a dover
intraprenere scelte diverse rispetto a quelle desiderate per poi rischiare di pentirsi.
I sacrifici, la voglia di mettresi in gioco e fare nuove esperienze ci
devono essere, ma non possono vedersi sfumare in niente, una guida
indirizzata potrebbe essere perciò efficace a costruirsi il successo e
la carriera lavorativa, necessaria per l' esistenza umana.
TEMATICA ATTUALITÀ
2.
Ti danno la possibilità di avere uno stand a Milano per Expo 2015.
Una zona tutta tua nel più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. Come ti organizzi? Come sfrutteresti il tuo spazio, con quali esposizioni,
quali messaggi?
Emanuele Simonazzi • IV • Liceo San Gregorio Magno
“Nutriamoci di innovazione”
Manca poco ormai all’apertura di Expo 2015 il più
grande evento mai realizzato prima sull’alimentazione e la nutrizione. Vogliamo oggi anticiparvi alcune curiosità riguardo uno stand che ha attirato
l’attenzione di numerosi esperti nel campo alimentare. Si parla del “Green Food” promosso da un giovane studente italiano che con l’aiuto di alcuni
sponsor ha potuto mettere in piedi questo progetto. Si tratta, anche
se per ora è soltanto un prototipo, di avviare una nuova catena di
“fast food”, non con i soliti prodotti ma con alimenti che appartengono più strettamente alla nostra cultura. Durante l’Expo sarà allestito uno “stand” cha sarà un vero e proprio punto di ristorazione
dove questa idea potrà essere testata dagli stessi consumatori. In
una recente intervista al giovane ideatore del progetto Simonazzi
Emanuele ci è stato raccontato come è nata questa idea. L’intento è
quello di unire il concetto di “cibo veloce” a quello di cibo più sano,
più tradizionale, tutto a un prezzo abbastanza contenuto in modo da
essere accessibile a tutti. Anche in Italia che da sempre è conosciuta
in Europa e nel mondo per la tradizione culinaria, stanno prendendo
sempre più piede i fast food e i cibi preconfezionati. Allo stand verranno serviti piatti, nella stessa modalità dei fast food, con alimenti
presi però dalla dieta mediterranea, che non da molto tempo è stata
inserita nell’elenco dei beni non materiali dell’UNESCO. Al giorno
d’oggi è importante investire sulle nostre tradizioni e anche sulla sanità di ciò che ci nutriamo, perché le malattie cardiovascolari e legate
all’obesità sono in esponenziale aumento nel nostro secolo.
Nella società moderna siamo abituati ad avere tutto subito e vivere
una frenetica passando da luogo all’altro spesso per motivi di lavoro.
Non c’è più tempo per fermarsi a tavola con la proprio famiglia per
dialogare insieme. l luogo dove questi cibi verranno serviti non sarà
il consueto locale da fast food ma qualcosa di meno caotico più silenzioso con tavoli riservati per le famiglie, in modo da favorire il
dialogo.
Ora non ci resta che aspettare l’inizio dell’esposizione per poter provare questo nuovo punto di ristorazione e chissà che non potremo
trovarlo fra un po’ di tempo in tutte le piazze italiane.
Sonia Lerose • 4A • ITG A. Secchi
L' alimentazione è decisamente uno degli aspetti
fondamentali e principali di ogni continente, nazione e città. Bisogna però riflettere sulla qualità e
sulle possibili conseguenze che potrebbero portare
i diversi piatti e alimenti su noi consumatori. Ecco
perchè vorrei destinare questo grande punto interrogativo all' Expo 2015 di Milano, evento concentrato sulla nutrizione.
Mi trovo dunque ad avere uno stand in questo ampio padiglione
colmo di assaggi e di piatti tipici. Mi chiedo se sappiamo realmente
cosa portiamo alla bocca e cosa entra nel nostro corpo, cosa assimiliamo e cosa diamo per "così buono da doverlo riprovare". E'
una questione che mi sta molto a cuore e quindi decido di investire
sul mio stand allestendolo basandomi sul famoso "mangiare sano".
Questo perchè noi siamo ciò che mangiamo, e molti alimenti ormai
sono creati in modo chimico e meccanico senza tener conto dell'
aspetto salutare. Sono convinta del fatto che le aziende si preoccupano del fattore economico, anzichè assicurarsi di non avvelenare i consumatori. Le malattie appunto sono le principali
conseguenze del fattore alimentazione al giorno d' oggi. Concentrerei quindi il mio stand su di un aspetto sano e pulito, ecco perchè
mi organizzerei sistemando in cassette alimenti che provengono
direttamente da coltivazioni, precisando che derivano da campi e
zone controllate in modo che non siano state intaccate da concimi
chimici e pericolosi. Non sarò certamente l' unica ad aver portato
un fattore salutare all' Expo 2015 di Milano, ma il mio stand ha un'
altra caratteristica fondamentale. Come possiamo pensare di salvaguardare la nostra salute, nonostente la accortezze che poniamo
sul cibo, se l' acqua piovana è colma di acidi e di chissà quali componenti derivati da fumi di scarichi e camini industriali?
Ed è qui che esporrò un modello plastico in cui è presente un individuo appartentemente sano, perchè alimentato nel modo più corretto che possa esserci. Allora inizierà a poggiarsi su di lui del
vapore, il quale contiene tutto ciò che le aziende eliminano tramite
camini e tubi di scarico. Ecco che il nostro individuo inizialmente
sano inizierà ad ammalarsi. Tutto ciò per rendere chiara l' idea che
non possiamo pensare ad una soluzione per un unico problema.
Questa ormai diffusa soluzione, come il controllo degli alimenti
per renderli sani e privi di elementi tossici, ci aiuterà a salvaguardare il nostro corpo dall' interno; ma è qui che si immettono ulteriori sistemi dall' esterno. Bisognerebbe perciò iniziare a
rivoluzionare il pensiero mondiale, e io inizio proprio dall' Expo
2015 di Milano.
30
SABATO 8 AGOSTO 2015
We Write 2015
TEMATICA MIGRANTI
4.
Il problema dell’accoglienza ai migranti, profughi o clandestini è di grande attualità: hai idea di quali possono essere le cause
di tutto ciò? Quale ruolo hanno le istituzioni, la politica, la chiesa, i
mass-media, i cittadini? Che soluzioni vedi nell’immediato? Qual è il
tuo parere personale?
Alessandro Gherardi • Scaruffi - Levi - Tricolore
Il problema dell’accoglienza a migranti, profughi
e clandestini è un tema fortemente attuale. Ignorarlo
significherebbe fare parte del problema, restare indifferenti di fronte ad esso vorrebbe dire essere complici dei cosiddetti “mercanti di morte”, che
sull’indifferenza delle istituzioni e della politica
stanno costruendo un macabro impero basato sul
commercio di vite umane. Vite umane che sprofondano nel mare del disinteresse mostrato da organi che non sono capaci
di far seguire i fatti alle parole, che continuano ad annunciare soluzioni imminenti senza far seguire un riscontro nella realtà effettiva.
Ciò che lascia interdetti, oltre a questi fattori, è la totale mancanza di
umanità e compassione dimostrata da una larga maggioranza della
popolazione italiana al rapportarsi con le stragi. Accolte da alcuni
come una benedizione, commentate da altri con sprezzante e cinico
sarcasmo, le morti dei migranti riescono a tirare fuori il lato peggiore
di un paese che vive un’epoca di involuzione civile, morale e culturale. Di fronte alla morte di un profugo o di un clandestino, i più basilari principi di umanità vengono messi da parte per lasciare spazio
all’odio e alla rabbia fomentati da partiti politici che alimentano tali
sentimenti per racimolare consenso e voti, da mass media spesso faziosi che antepongono share ed incassi alla veridicità ed imparzialità
delle notizie che propinano alla massa degli spettatori e dalla rete che,
paradosso della società moderna, se da un lato permette la libera circolazione di informazioni slegate da un giornalismo spesso assoggettato alla politica, dall’altro è costellata di falsi miti e notizie sovente
frutto di individui disinformati o volontariamente faziosi. Citando
Machiavelli, “al mondo non è altro se non vulgo”, e il vulgo è facilmente manipolato dalla retorica degli uomini al potere e dal sentimento popolare, che nell’epoca di crisi che stiamo vivendo, cerca
nello straniero e nel diverso la vittima su cui sfogare le proprie sofferenze. Anche chi esprime cordoglio e chiede legittimamente efficaci
provvedimenti da parte delle istituzioni per salvare esseri umani viene
discriminato. Ricordando le parole di Roberto Saviano, giornalista e
scrittore conosciuto per la sua lotta alla criminalità organizzata che
pochi giorni fa si è espresso sulle stragi di migranti, chi chiede una
politica volta a salvare vite viene relegato nella frangia dei “moralisti
da tastiera”, mentre chi fa appello all’umanità ed alla compassione
viene definito buonista ed ipocrita. Politica e giornalismo non sono
però la causa scatenante questo sentimento di odio nei confronti di
chi cerca solamente una via di fuga da un inferno di guerra, fame e
povertà. Sono bensì la diretta conseguenza, in quanto il politico e il
giornalista nascono dal popolo, sono prima cittadini e prima ancora
persone. Non sono altro che lo specchio della nostra società, e non
entità da essa aliene. Non bisogna quindi cadere nell’errore di cercare
la causa nella sua conseguenza, bensì essa va ricercata all’origine,
nell’educazione e nella cultura di un paese che sottovalutando questi
fattori si rende in parte complice dei mercanti di morte che agiscono
spinti da questi moti di odio ingiustificato, frutto dell’ignoranza e
della disinformazione, e che possono essere combattuti solamente insegnando agli uomini a ritrovare la loro umanità.
Federico Alberti • 5 • IIS Castelnovo Nè Monti
Quando leggiamo la parola “migranti” “clandestini”
“neri” non ci poniamo mai delle domande. Perché
queste persone si sono imbarcate su navi (che di navi
han ben poco) e hanno lasciato tutto? Perché noi, popolo civile, abbiamo questo razzismo dentro di noi?
Da dove proviene questo odio verso gente che di diverso non ha niente? A chi attribuiamo la colpa? A
noi oppure ai nostri politici, giornalisti? Secondo il
mio parere personale è colpa di noi stessi perché non capiamo la situazione che c’è dietro a queste persone, bisogna aiutarle! Il problema
sta diventando sempre più grave e se non agiamo alla base di questo
problema ci saranno sempre più morti e profughi in cerca di una vita
migliore , come dice il nostro presidente della repubblica Mattarella
:”dobbiamo evitare che il Mediterraneo diventi un cimitero di migranti”. L’UE deve intervenire in maniera forte e insieme alle istituzioni e altri Stati(Usa e Russia) per aiutare i paesi dove ogni giorno
avvengo sbarchi, contrastare i mercenari di persone, catturare gli scafisti e condannarli capendo però chi li manda ad affrontare questi
viaggi. Dietro a questi clandestini ci sono persone milionarie che per
ogni persona che vuole salire su un barcone paga da 1000 a 3000 euro
per poi non sapere se vivrà o morirà, lo stesso “ Re di Roma” arrestato
pochi mesi fa, ha affermato che guadagnava di più con gli sbarchi e
i clandestini che con la prostituzione e lo spaccio di droga, dopo aver
ascoltato questa crudeltà mi si e accapponata la pelle e mi sono indignato con il mio Stato! Perché permettiamo tutto questo? Un giorno
ero a scuola e ho parlato con un ragazzo del Mali che mi ha parlato
della sua storia, mi ha spiegato come ha fatto ad arrivare in Italia con
quali mezzi e tutte le difficoltà che ha superato dalla partenza dove
ha lasciato la sua famiglia fino all’ arrivo a Lampedusa su un barcone
dove erano schiacciati e frastornati dal viaggio durato 4 giorni, dopo
questo racconto ho riflettuto un pomeriggio intero pensando a cosa
ha passato questo ragazzo, che con il tempo e diventato un mio grande
amico, e ho provato a immedesimarmi in lui e non è stato semplice
bisogna avere una personalità forte e credere sempre che il meglio
arriverà. Secondo il mio parere bisognerebbe limitare i social network
I temi in gara
ad alcune persone soprattutto ad alcuni politici che con le loro frasi
quotidiane razziste fanno scatenare una serie di eventi che non riescono neanche più a gestire loro. Il razzismo e un argomento attuale
che almeno una volta al giorno sentiamo, a me la parola razzismo dà
fastidio come quando mi dicono “interrogazione a sorpresa” la eliminerei da qualsiasi libro, dizionario e lo toglierei dal lessico di alcune persone, alla fine secondo me siamo tutti uguali non
giudichiamo le persone dal colore della pelle o perché parlano diversamente da noi! Il razzismo ha sempre rovinato tutte le generazioni
fin dall’antichità, ci sono state persone che hanno lottato per i loro
diritti come Martin Luther King e Nelson Mandela! Un critica la rivolgerei anche verso i mass media e i giornalisti che con i loro giornali e con i loro servizi fanno cambiare il parere personale alle
persone e peggiorano le cose, noi cittadini purtroppo siamo troppo
condizionati dai social network e dai giornali, secondo me, dobbiamo
assumere una certa autonomia e pensare con la propria testa e arrivare
a un ragionamento che sia equo e che non danneggi il prossimo e le
generazioni attuali. Per cambiare opinione alle persone organizzerei
delle giornate di incontro tra “bianchi” e “neri” e iniziare un confronto, con l’ascolto e la riflessione si possono capire molte cose
dell’altro e si potrebbe cambiare il proprio pensiero in positivo. Ritornando al discorso dell’immigrazione costruirei dei centri di immigrazione nei vari paesi da dove avvengono le partenze e all’interno
di questi centri metterei del personale qualificato e integrerei italiani,
europei e africani per avere un senso di famiglia e collaborazione,
questi centri dovrebbero essere finanziati dai vari Stati e enti. Un’altra
iniziativa sarebbe ospitare queste persone nei vari Comuni facendoli
lavorare e così facendo integrarli gradualmente nella società senza
causare episodi sgradevoli di razzismo, incentiverei vari incontri nelle
scuole per far cambiare puti di vista a molti ragazzi che seguono
troppo le mode e per sentirsi accettati non rinunciano a niente. Secondo il mio parere la Chiesa in questo ultimo periodo è cambiata in
modo positivo con il nuovo Papa Francesco il punto di vista sull’immigrazione è cambiato non si parla più di: ”immigrato in cerca di fortunata nei paesi sviluppati” ma di una persona che: ”ha bisogno di
aiuto e crede in un futuro migliore”, la Chiesa e un “istituzione” che
non può essere pro o contro l’immigrazione ma deve essere giusta
nei confronti dei suoi seguaci, ha accusato giustamente, secondo me,
gli atti crudeli accaduti in Nigeria dove delle povere persone cristiane
sono state uccise solo perché non hanno la loro stessa religione. Questi ultimi mesi sono stati caratterizzati dagli islamici che hanno iniziato a mettere paure a gente che era relativamente tranquilla, hanno
una concezione strana del mondo si basano sul principio del “panarabismo” tutti sotto allo Stato islamico. Con questi eventi l’immigrazione è aumentata e noi Europei non riusciamo a contrastare queste
persone che arrecano danni a persone e strutture. In conclusione il
mio pensiero va a tutte quelle persone che nel “viaggio della speranza” sono morte a causa di persone che vedono i migranti come
carne da macello e non come persone bisognose e in cerca di fortuna.
Anna Manfredi • Mario Carrara
SOGNI E SPERANZE
Una questione attuale di grande importanza sociale,
politica ed economica, è il tema della migrazione.
Questa questione ha colpito il nostro Paese già nella
storia, quando tra il 1860 e il 1885 milioni di persone
appartenenti a diverse regioni sia settentrionali sia
meridionali, lasciarono la propria Terra, al fine di
emigrare nella speranza di un futuro migliore. La
causa principale che portò i contadini ad abbandonare le proprie terre
fu la crisi agraria, poiché i raccolti di grano erano scarsi e, tra la popolazione, si diffusero due malattie mortali: al nord la pellagra e al
sud la malaria. Le mete preferite dei migranti furono l’America del
Sud, l’Argentina e il Brasile, luoghi ricchi di sogni e di speranze per
i milioni di persone che partirono senza denaro e senza famiglia.
Oggi, un luogo ricco di sogni e speranze, è diventato il nostro Paese
per milioni di uomini, donne e bambini provenienti da diversi Paesi,
quali l’Etiopia, il Congo, l’Algeria, l’Egitto e il Mali. Sogni e speranze per persone che fuggono da carestie, fame, guerre (per il controllo delle materie prime, come il gas, l’oro e il petrolio)
persecuzione e morte. Il diritto alla vita, ecco cosa cercano. Il diritto
che ha un bambino di sorridere, quello che ha un ragazzo di studiare,
un uomo di lavorare e una donna di occuparsi della propria famiglia.
Queste sono le illusioni, che dovrebbero essere realtà, per un uomo
che attraversa il deserto e diventa oggetto di mercificazione umana.
Durante la traversata nel deserto, per raggiungere le coste libiche,
molti migranti vengono rapiti e resi schiavi. Un destino che nemmeno
il peggior uomo sulla terra si meriterebbe. Un destino che quegli uomini, sono consapevoli di andare incontro, ma unico per seguire la
loro volontà istintiva di sopravvivenza. Quando quegli uomini, quelle
donne e quei bambini riescono ad arrivare sulle coste della Libia, credono di aver raggiunto il loro obiettivo: la salvezza. Non immaginano
che la partenza verso la nostra Terra è solamente l’inizio della fine.
Vengono caricati su barconi inagibili, che ospitano un numero nettamente superiore, in relazione alla grandezza e alla larghezza del veicolo. Viaggiano in condizioni disumane. Molte testimonianze
raccontano di stupri alle donne, violenza, mercificazione di organi di
bambini.
Come può una società del ventunesimo secolo, accettare tutto questo?
Perché Onu, Stato e Chiesa non intervengono in modo immediato
per mettere fine a queste atrocità?
Alcuni anni fa, in seguito ad una strage di morte che coinvolse 366
migranti, è stato attuato un trattato a cui hanno aderito molti paesi
membri dell’Unione Europea, chiamato “Mare Nostrum”. Esso aveva
lo scopo di salvaguardare le vite umane, di assicurare alla giustizia
gli organizzatori del traffico di clandestini e offrire asilo politico a
coloro che provenivano da Paesi in guerra. Con il passare degli anni
e con i numeri alla mano, questo trattato non ha risolto la questione
della migrazione clandestina, anzi è aumentata progressivamente.
Frontex, agenzia che si occupa del controllo delle frontiere internazionali, con sede a Varsavia, ha lanciato un campanello d’allarme.
L’Onu e lo Stato italiano hanno deciso di emanare un nuovo trattato
denominato “Triton”, unione di “Mare Nostrum” e “Frontex Plus”.
La differenza sostanziale è il controllo delle acque internazionali fino
a 30 miglia dalle coste italiane.
Questa tematica, che ha alla base la mercificazione umana, è vista
con diffidenza dal popolo italiano. Come se questa questione non gli
riguardasse, come se questi uomini non fossero uomini, ma solamente
stranieri emigrati in Italia per “rubare” e “creare danni”. A parer mio,
ogni cittadino libero dovrebbe riflettere sulla vita altrui, sulle motivazioni che spingono un uomo a lasciare la propria Terra.
Un ruolo fondamentale è attribuito ai mass media, i quali ogni giorno
documentano gli sbarchi e le testimonianze dei sopravvissuti. Solo
così un telespettatore o un lettore può immedesimarsi e informarsi su
ciò che accade nel proprio paese.
La chiesa, in quanto istituzione che prima di tutte dovrebbe occuparsi
della salvaguardia delle vite umane, dovrebbe intervenite sia a livello
sociale che a livello politico.
Le soluzioni, che condivido parzialmente, proposte dai vari organi
competenti sono diverse. La prima è bloccare sulle coste libiche i barconi, per impedire che i migranti raggiungano le coste italiane. Un'altra soluzione è creare dei centri di accoglienza in loco, per ottenere
dai migranti i nomi dei Paesi nei quali vorrebbero chiedere asilo politico, oppure intervenire con mezzi militari nel territorio libico. Codesti interventi andrebbero a creare dei conflitti tra l’Europa e la Libia
e nessuno ritiene opportuno invadere militarmente un territorio islamico, sede di guerre politiche e religiose.
L’Europa si è resa disponibile economicamente a risolvere questo
problema ma a parer mio, oltre i fondi destinati alle migrazioni, l’Europa dovrebbe aiutare il nostro Paese diversamente. I milioni di migranti che arrivano sulle coste siciliane, dopo essere stati accolti nei
centri di accoglienza preposti, dovrebbero essere divisi proporzionalmente in tutti i Paesi dell’Unione Europea. I paesi membri, non dovrebbero “aiutarci” solo finanziando i nostri centri, ma crearne dei
nuovi nei loro territori accogliendo un numero equivalente rispetto a
quello che accoglie l’Italia.
In conclusione, penso che le istituzioni avrebbero dovuto imparare
maggiormente dal passato, un passato fatto di guerre e persecuzioni,
un passato che non dovrebbe e non deve più ripetersi. L’unica speranza per il futuro è costruire e assemblare una società migliore, priva
di pregiudizi sullo straniero, ed adottare delle misure precauzionali
per fare in modo che il diritto alla vita di ogni uomo non sia distrutto.
Chiara Logagnani • 4ª B MD • I.I.S. Nobili
MIGRANTI: PROBLEMI, DIFFICOLTÀ
E POSSIBILI SOLUZIONI
Oggigiorno moltissime persone, a causa di povertà e∕o
guerre nei loro Paesi natali, decidono di cercare una
vita migliore in altre parti del mondo, lasciando i loro
cari e partendo su imbarcazioni di fortuna alla ricerca
di un futuro migliore. La meta non è importante per
queste persone, la disperazione è tale che la costa più vicina andrà bene;
il vero problema rimane quello di sopravvivere alla lunga e sofferta traversata.
Durante questi lunghi viaggi, che nei migliori dei casi durano settimane,
i profughi stanno ammassati gli uni sugli altri, occupando ogni singolo
angolo possibile della nave, senza scorte sufficienti di cibo e acqua.
Da molti anni, ormai, centinaia e centinaia di profughi sbarcano sulle
coste di Lampedusa, la meta più vicina per chi arriva dall’Africa.
Ad accoglierli trovano volontari che li aiutano e li visitano, accertandosi
delle loro condizioni di salute, che spesso sono critiche.
Ma poi che fine fanno queste persone?
In teoria dovrebbero essere accolte in case dove potere nutrirsi, lavarsi,
ecc... e poi, una volta ottenuto il permesso di soggiorno, poco a poco
inserirsi nella società, trovare un lavoro e fare le stesse cose che fanno
tutti i cittadini.
Ma la realtà è ben diversa: gli aiuti economici da parte delle nazioni europee scarseggiano, così come i posti nelle case di accoglienza italiane.
Una soluzione a tutto questo ci sarebbe, e sarebbe quella di ‘smistare’
questi profughi tra le varie città d’Europa, nelle quali potrebbero ricevere maggiore aiuto, ma gli altri Paesi non vogliono farsi carico dell’accoglienza, lascando i volontari e i profughi in grandissima difficoltà.
Le varie istituzioni, sia nazionali che a livello europeo, dovrebbero proporre, se non addirittura trovare, delle possibili soluzioni per il collocamento dei migranti, e soprattutto dovrebbero fare in modo che
l’Europa non stia con le mani in mano, ma faccia qualcosa a riguardo;
qualcosa che però non siano solo donazioni in denaro, ma anche strutture di accoglienza.
Un’altra possibile soluzione potrebbe essere quella di organizzare raccolte di fondi finalizzate al sostegno economico delle organizzazioni
italiane che si occupano dei profughi, e che possono essere fatte sia mediante donazioni da parte delle persone sia attraverso offerte raccolte,
per esempio, nelle chiese o nelle scuole.
La Chiesa, in particolare, poi, come proposto da papa Francesco, potrebbe devolvere alcuni dei fondi ricevuti per il mantenimento delle
varie parrocchie a egli enti specifici per il sostegno di queste persone.
Ma un problema ancora più grave al quale è difficile trovare rimedio è
il disinteressamento da parte dei cittadini, che davanti a queste cose rimangono passivi. Questa passività comprende sia chi non fa nulla per
aiutare, ma anche chi semplicemente non ascolta i telegiornali e non sa
cosa sta succedendo in una realtà che ci è così vicina.
I mass-media in particolare, ma anche le persone famose, o comunque
di spessore dovrebbero cercare di attirare maggiormente la sensibilizzazione dei cittadini che, immedesimimati nei clandestini, capirebbero
i loro bisogni e le loro necessità si renderebbero utili per la risoluzione
del problema.
In conclusione dobbiamo collaborare per cercare di aiutare i migranti,
si in campo economico, ma anche in quello sociale.
Dobbiamo fare in modo che nel nostro Paese si sentano al sicuro e trovino il benessere che non hanno mai avuto e dobbiamo assicurarci che
i loro sogni di una vita migliore non vengano infranti da realtà non migliori rispetto a quelle che avevano prima.
SABATO 8 AGOSTO 2015
III
RUBRICA DEL TEMPO LIBERO
IL METEO DELLA SETTIMANA
SABATO 8
DOMENICA 9
LUNEDI’ 10
MARTEDI’ 11
MERCOLEDI’ 12
GIOVEDI’ 13
VENERDI’ 14
Velato o poco
Giornata bella
Velato o poco
Sole e caldo
Velato o poco
Nubi sparse
Pioggia
nuvoloso
e calda
Min. 21
nuvoloso
Min. 22
e schiarite
Min. 21
Min. 22
Max. 33
Min. 25
Max. 32
Min. 22
I venti saranno
Max. 35
Max. 35
Max. 34
nuvoloso
Min. 22
I venti saranno
I venti saranno
prevalentemente
prevalentemente
deboli
deboli e soffieranno
Max. 37
ESE con intensità
intensità di 6 km/h.
di 6 km/h.
Possibili raffiche
Possibili raffiche fino
fino a 13 km/h
a 11 km/h
Vento debole da
Sud con intensità
di 2 km/h.
Vento da Sud-Est
e soffierannoda
da Est-Sud-Est con
prevalentemente
con intensità
di 4 km/h. Raffiche
fino a 10 km/h
Max. 31
Vento debole da
Vento debole
da Est con intensità
di 3 km/h.
deboli e soffieranno
Ovest-Sud-Ovest
da Est-Sud-Est con
con intensità
intensità di 4 km/h.
di 3 km/h.
Temperatura
Temperatura
Possibili raffiche fino
Raffiche fino
percepita 33°,
percepita 33°,
a 10 km/h
a 4 km/h
umidità 44%
umidità 46%
Raffiche fino
Raffiche fino
a 3 km/h.
a 5 km/h.
L’OROSCOPO DELLA SETTIMANA
ARIETE
Favoriti i colloqui di lavoro
o con i superiori per avanzamenti e chiarimenti : la
Luna favorisce le vostre
energie e farete tutto in
modo pratico e concreto. In
amore vince chi si mette in
gioco completamente :
cosa aspettate a farlo?
LEONE
Il vostro partner oggi si
dimostrerà particolarmente
geloso e potrebbe farvi
qualche piccola scenata :
non sottovalutate tuttavia
questo sentimento che lo
pervade. Con il tempo
potrebbe assumere contorni sempre più netti.
SAGITTARIO
Successi professionali e
sociali. Ti troverai al centro cleli’attenzione. Oggi
la Luna ti renderà un po’
confuso. Possibili equivoci e malintesi. Oggi Venere
potrebbe farvi desistere
dall’amore : in fondo vi
sentite oggetti che gli altri
possono manipolare facilmente.
TORO
Con la prepotenza non
otterrai risultati. Cerca di
essere più dolce.Ti verrà in
mente di fuggire o di sottrarti a qualche cosa. Piccole gelosie tra colleghi e
amici : state attenti a che
queste geosie non prendano
il sopravvento sui rapporti
d’amicizia e distruggano le
relazioni fin qui intercorse.
VERGINE
Non è con l’impulsività che
risolverete positivamente
alcune tensioni che si sono
create di recente. In amore
siate più elastici e più aperti. Il vostro è un periodo
molto creativo: è il momento di pensare a iniziative
private e a nuovi progetti
compreso cambiare lavoro.
CAPRICORNO
Oggi riceverete molti no e
molte persone vi gireranno
le spalle : non preoccupatevi eccessivamente e affrontate tutto con pazienza. A
suo tempo tutto si risolverà.
Non è assolutamente il
momento per chiedere
qualche prestito o dei mutui
attendete tempi migliori.
GEMELLI
Intorno a voi una persona
che conoscete da molto
tempo vi attrae sensibilmente e particolarmente :
se la vostra fantasia vi
spinge a farlo evitate di
prendere voi l’iniziativa.
Qualche piccola noia e
qualche grattacapo in arrivo, soprattutto in amore.
BILANCIA
Se siete single, oggi, risparmiate ogni sforzo : Venere
non vi aiuterà. Se in coppia
oggi evitate di incontrarvi
con il partner, potrebbe
essere una giornata monotona. La Luna tende a rendervi tristi e angosciati:
mettete tutta la vostra carica per organizzare la serata
e distrarvi.
ACQUARIO
Oggi vi sentirete incompresi e tutti i vostri sforzi
vi sembreranno non avere
risultati concreti. I nati di
giovedi invece potrebbero
trovare delle occasioni
giuste per spiegarsi e raggiungere nuove intese soddisfacenti.
CANCRO
Saturno e Mercurio oggi
sembrano essere impazziti
per voi : non avrete voglia
di essere loquaci e tenderete a chiudervi in voi stessi.
La serata si preannuncia
migliore e con qualche
momento anche brillante.
Parenti invadenti potrebbero procurarvi dei disagi.
Siate più riservati.
SCORPIONE
Ignorate chi vi ha cagionato solo danno. Allontanado
le persone negative vi sentirete molto meglio.
Una persona cara potrebbe darti un suggerimento
importante. Non lasciartelo scappare.
PESCI
Oggi non permettete a nessuno di distrarvi : concentratevi e bene su quello che
state facendo e cercate di
farlo al meglio. Stress in
agguato per i troppi impegni
presi. Per i nati di lunedi
malintesi con il partner. Per
i nati di domenica e mercoledi malumore a lavoro .
IV
SABATO 8 AGOSTO 2015
RUBRICA DEL TEMPO LIBERO
PAROLE CROCIATE A LETTERE GEMELLE
Si risolve come un normale cruciverba ma...
tutte le lettere doppie vanno inserite
in un'unica casella (es: A-BB-R-A-CC-I-O )
SUDOKU
ORIZZONTALI:
1. Arcipelago corallino dell'Oceano
Indiano - 8. Imperatore romano figlio di Livia - 14.
Tiziano che dipinse
il Baccanale - 15.
Miscela per motori
Diesel - 17. E'
doppia nel tasso 18. Tesi al centro 19. Uccello dalle
carni pregiate 20.
Medio
Oriente - 21. Un
po naif - 22. Mantova - 23. Un colore primario - 24. Antonio Cabrini - 25.
Il West dei cow-boy - 26. Palermo - 27. L'addenta il vampiro - 28. Possono essere da sole - 30. Grossa pentola 32. Capoluogo del Friuli - 33. Pianta da cui si estrae la
tapioca - 34. Parte dal tronco - 35. Idea senza pari - 37.
E' grande a Milano - 38. Si dice rifiutando - 39. Donne
moscovite - 40. Il centro di Roma - 41. Cinquantuno romani - 42. Una nota - 43. Spettacolo di arte varia - 45.
Mister in breve - 46. Dio dei boschi - 47. Un formaggio
tenero - 48. A volte sono dolci... guai - 50. Antico palazzo
- 51. Dipanava matasse.
VERTICALI: 1. Si mangia in fiocchi - 2. E' finita... quella
di Moretti - 3. Il ghiaccio inglese - 4. Un pezzo degli scacchi
- 5. Il regista di "Alice" - 6. Città serba - 7. Torino - 8. E'
REBUS
(Frase: 6,2,4,4)
a spillo, ma non punge - 9. Nome di donna - 10. Scrisse il
Filostrato - 11. Hanno pale rotanti - 12. Cattiva, avversa
- 13. La fine del viaggio - 15. Minerale per stucchi - 16.
Scuri, bruni - 19. Papale... o di sapone - 20. Comune del
Trentino - 22. Circondano le isole - 23. La segue la nave
- 25. Sono ignoranti quelle di Ozpetek - 26. Spesso lo ha
chi non ha denti - 27. Ortaggi amarognoli - 28. Tracce
sulla sabbia - 29. Fiume siberiano - 30. Ci ha messi al
mondo - 31. Indossano sai - 32. Imposta, tributo - 33.
Può essere cotogna - 34. Una Maria Teresa della tv - 36.
Pigmento per antiruggini - 39. Tratto dell'intestino - 40.
Mammifero... poco socievole - 41. Stringhe per scarpe 43. Precede Gogh e Dyck - 44. Canta nell'Iris - 45. Prefisso per cognomi scozzesi - 46. Devota - 47. Cagliari 48. Pubbliche Relazioni - 49. Tele senza uguali.
CURIOSITÀ
(Frase: 5,8)
DOVE È STATA GIRATA LA TRILOGIA
DE 'IL SIGNORE DEGLI ANELLI'?
(Frase: 6,8)
Ambiente incontaminato e natura selvaggia: erano queste le necessità di Peter Jackson, regista della trilogia cinematografica de 'Il Signore degli Anelli', ispirata fedelmente alle vicende narrate negli omonimi libri di John Ronald Reuel Tolkien. La verosimiglianza
cinematografica è stata ritrovata in Nuova Zelanda, terra contraddistinta dalla natura incontaminata: un ambiente vastissimo del quale sono state scelte ben 100 locations, in cui
sono state poi girate le scene del film. Tuttavia non tutti i luoghi che ritroviamo nel film appartengono alla realtà: in alcuni casi la produzione ha avuto la necessità di modificare la
flora originaria per adattarla alle esigenze narrative e cinematografiche. E' il caso di Hobbiville, ricostruita nella tenuta di Matmata. Altri luoghi, invece, sono stati riprodotti con modelli in scala, come Gran Burrone, Isengaard o Moria.
(Frase: 5,8)
PERCHÉ SI DICE "CIAO"?
La parola ciao deriva dal dialetto veneto dove si usava il termine "schiavo" per dire "servo suo". L'espressione era utilizzata
per mostrare riconoscimento al proprio interlocutore tanto da definirsi suo schiavo. Il termine venne poi abbreviato in s-cio
fino a trasformarsi in ciao. Questo saluto che era quindi un gesto di remissività, divenne in seguito il termine più confidenziale
per rivolgersi ad un'altra persona.
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nona edizione 2014-2015 • FORMIGINE •
Formigine - Suzzara 3 - 0
19/05/2015 Bagnolo in Piano
CAPOCANNONIERE: Salvatore Contu (Juventus Club - 6 reti)
MIGLIOR GIOCATORE: Tomas Bellini (Formigine)
MIGLIOR PORTIERE: Francesco Schiavo (Suzzara)
sesta edizione 2011-2012 • SASSO MARCONI •
Sasso Marconi - Vignolese 2 - 0
Bagnolo in piano
ottava edizione 2013-2014 • SPORTING CHIOZZA •
Sporting Chiozza - Salsomaggiore 2 - 0
06/05/2014 Bagnolo in Piano
CAPOCANNONIERE: Marco Mitolo (Progetto Aurora - 7 reti)
MIGLIOR GIOCATORE: Daniele Battini (Sporting Chiozza)
MIGLIOR PORTIERE: Andrea Bonati (Salsomaggiore)
settima edizione 2012-2013 • VIRTUS VECOMP •
Reggio Calcio - Virtus Vecomp 1 - 2
08/05/2013 Bagnolo in Piano
CAPOCANNONIERE: Fabio Fontanesi (Reggio Calcio - 9 reti)
MIGLIOR GIOCATORE: Marco Balan (Virtus Vecomp)
MIGLIOR PORTIERE: Matteo Voltolini (Reggio Calcio)
quinta edizione 2010-2011 • JUVENTUS CLUB •
quarta edizione 2009-2010 • JUVENTUS CLUB •
Juventus Club - Progetto Intesa 1 - 0
27/04/2008 Bagnolo in Piano
Juventus Club - Sporting Chiozza 4 - 2
27/04/2007 Rubiera
CAPOCANNONIERE: Pasaro (Bassa Parmense)
MIGLIOR GIOCATORE: Oubakent (Sasso Marconi)
MIGLIOR PORTIERE: Manzini (Vignolese)
CAPOCANNONIERE: Romagnoli (Castelfranco)
MIGLIOR GIOCATORE: Bonini (Juventus Club)
MIGLIOR PORTIERE: Borghi (Progetto Intesa)
CAPOCANNONIERE: Bianco (Progetto Intesa)
MIGLIOR GIOCATORE: Cavalca (Juventus Club)
MIGLIOR PORTIERE: Francia (Casina)
terza edizione 2008-2009 • CASTELLARANO •
seconda edizione 2007-2008 • RUBIERESE •
prima edizione 2006-2007 • PROGETTO INTESA •
Castellarano - Formigine 5 - 3
06/05/2009 Bagnolo in Piano
CAPOCANNONIERE: Spadaccini (Castellarano)
MIGLIOR GIOCATORE: Campana (Castellarano)
MIGLIOR PORTIERE: Gargiulo (Formigine)
Rubierese - Sp. Chiozza 3 - 0
24/04/2008 Bagnolo in Piano
CAPOCANNONIERE: Covili (Rubierese)
MIGLIOR GIOCATORE: Guastalla (Progetto Intesa)
MIGLIOR PORTIERE: Salati (Rubierese)
Progetto Intesa - Carpi F.C. 4 - 1
24/04/2007 Bagnolo in Piano
CAPOCANNONIERE: Loforese (Progetto Intesa)
MIGLIOR GIOCATORE: Baraldini (Carpi FC)
MIGLIOR PORTIERE: Pavarini (Falk)
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