VERBALE DELLA SEDUTA CONSILIARE DEL COMUNE
DI AGRIGENTO DEL 17/10/2006
INTERVENTO DEL PRESIDENTE (Di Maida) – Dopo l’appello siamo 17
presenti, 13 assenti, la seduta è valida. Propongo come
scrutatori della seduta i Consiglieri Hamel, Gramaglia e
Tortorici. Chi è d’accordo rimanga seduto, chi è contrario si
alzi. Il Consiglio approva.
Ci sono consiglieri che devono intervenire preliminarmente per
comunicazioni o richieste di prelievi? Prego Consigliere
Hamel. Dimenticavo di dire che mi ha telefonato poc’anzi il
Consigliere Vaianella che purtroppo ha avuto un contrattempo e
quindi perderà un
po’ di tempo. Mi ha pregato di
comunicarvelo.
CONSIGLIERE HAMEL – Noi avevamo stabilito una condotta di
fondo che era questa: noi siamo la componente di minoranza del
Consiglio comunale e la maggioranza deve garantirla la
maggioranza del Consiglio comunale.
Per rispetto delle
persone che sono venute qua, sono lavoratori, noi consentiamo
che si proseguano i lavori del Consiglio comunale rimanendo in
aula e
garantendo il numero legale, però è una vergogna
continua e costante che una maggioranza di 26, 25, 24
consiglieri comunali del centrodestra non riesca a garantire
il numero legale e la regolarità delle sedute. Se oggi si può
iniziare il dibattito è solo per un senso di responsabilità e
rispetto nei confronti della gente che è venuta, noi
deroghiamo temporaneamente alla nostra linea rigorosa che
avevamo stabilito e restiamo in aula.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Casesa, prego.
CONSIGLIERE CASESA – Presidente, Consiglieri, non vedo
Assessori. Io non entro nel merito delle dichiarazioni del
Consigliere Hamel che ha naturalmente fatto un ragionamento
politico che in parte condivido, ma ritengo opportuno, invece,
che questa sera il Consiglio, anche per il rispetto dei tanti
lavoratori che sono presenti, abbia il coraggio di dibattere
la questione che riguarda il Piano costruttivo degli 80
alloggi di edilizia agevolata. Ritengo che questa è una
questione altamente delicata, che vede senza dubbio una serie
di difficoltà in ordine giuridico e tecnico, però è opportuno
che
questo
Consiglio
comunale,
dimostrando
la
solita
trasparenza che lo contraddistingue, dibatta questo Piano
costruttivo. Io sono del parere che le questioni delicate si
devono affrontare di petto e qualora ci fossero delle
difficoltà da parte dei dirigenti, da parte di consiglieri
comunali che mi convincono, perché no, possiamo anche
bocciarlo, sia chiaro. Presidente, io chiedo questa sera il
1
prelievo del punto che riguarda il programma costruttivo,
sperando che il dirigente all’Urbanistica sia presente e che
la Signoria Vostra lo abbia naturalmente convocato. Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – La ringrazio Consigliere Casesa.
Lei chiede il prelievo del punto 9 avente ad oggetto: ”Riesame
della
deliberazione
di
Consiglio
comunale
N.
13
del
26/01/2005”. Se non ci sono interventi, è una proposta che io
metto subito ai voti per appello nominale. Chi è d’accordo
dica sì, chi è contrario dica no. Prendiamo atto
che si
allontana il Consigliere Indelicato. Esito della votazione:
sono 18 sì, il Consiglio approva all’unanimità.
Chi è che deve intervenire? Il Consigliere Putrone prego.
CONSIGLIERE PUTRONE – Presidente, chiedevo cinque minuti di
sospensione, grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Metto subito la sua proposta ai
voti per alzata e seduta: chi è d’accordo rimanga seduto chi è
contrario si alzi. Il Consiglio approva all’unanimità. La
seduta è sospesa per cinque minuti.
Dopo
la
sospensione
possiamo
richiamare
l’appello.
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presenti, 9 assenti, la seduta può continuare. Chiedeva di
intervenire il Consigliere Arnone.
CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, io ritengo che l’impegno
assunto dalla Conferenza dei capigruppo oggi dovrebbe essere
onorato, perché non vedo ragione per la quale noi dobbiamo
abbandonare il ragionamento assolutamente serio e lineare che
si è fatto questa mattina e che mi pare abbia avuto l’adesione
di tutti i presenti. Se così non è, leggiamo il relativo
verbale. Il ragionamento di questa mattina prevedeva il non
esame di alcun piano costruttivo per questa e per la prossima
settimana, in attesa che la prossima settimana il Consiglio
comunale dia voto definitivo all’iter del Piano Regolatore
Generale. A me non pare che ci siano argomenti che possano
disattendere un iter così lineare. Io apprezzo che cittadini
partecipino alle sedute del Consiglio comunale e che vengano
numerosi alle sedute del Consiglio comunale, come apprezzo che
le
sedute
del
Consiglio
comunale
vengano
trasmesse
gratuitamente nelle case dei cittadini dalla emittente
televisiva, che qui ancora una volta ringrazio. Ma ovviamente
ritengo preoccupante il tentativo che oggettivamente si può
percepire per quello che sta avvenendo questa sera di
intendere la presenza di soggetti interessati dentro questa
aula accorsi numerosi al fine di condizionare il libero
svolgimento delle sedute del Consiglio comunale. Vorrei
chiederle, perché ero assente, Presidente Di Maida, chi è il
Consigliere che ha chiesto il prelievo del punto? Il
Consigliere Casesa. E non mi tranquillizza affatto che questo
2
avviene ancora una volta, cioè disattendere un lineare
deliberato della Conferenza dei capigruppo su proposta del
Consigliere comunale che è qua dentro, tradizionalmente si è
fatto portatore di interessi privatistici in contrasto o
comunque in conflitto con interessi della collettività. Voglio
ricordare quello che è avvenuto con Carpi proprio con il
Consigliere Casesa che è venuto qui in questo scranno con in
mano
i
documenti
fornitigli
dall’imprenditore
Carmelo
Picarella per impedire che il Consiglio comunale facesse
chiarezza su un appalto truccato. Come oggi
abbiamo da un
lato il deliberato della Conferenza dei capigruppo che dice
una cosa che è certamente funzionale a interessi collettivi e
pubblici, prima il Piano Regolatore Generale che è già pronto
per essere discusso e che per essere discusso attende soltanto
che l’aereo con il progettista tra i passeggeri atterri in un
aeroporto siciliano e il progettista si rechi ad Agrigento,
evento che si verificherà la settimana prossima, e dall’altro
la volontà di operare una forzatura in un contesto che è di
grande delicatezza e che viene a incrinare la necessaria
serenità
con
la
quale
questo
Consiglio
comunale
deve
accingersi a esaminare e a votare il Piano costruttivo della
ditta Li Causi. Se il costruttore Li Causi ritiene che
qualcuno operi ostruzionismi a suo danno perché pretende da
lui, esplicitamente o implicitamente, con comportamenti o con
richieste esplicite regalie o qualcos’altro, che lo dica con
chiarezza. Se invece il punto è che si vuole forzare l’iter
procedurale corretto di questo Consiglio comunale, è un’altra
questione. Non vi è motivazione per la quale un Piano
costruttivo, che noi ci possiamo impegnare per iscritto ad
esaminare nell’ultima settimana di questo mese di ottobre,
debba avere la precedenza sul Piano Regolatore Generale. E non
si venga a dire che vi sono altri piani che noi abbiamo
esitato nei mesi passati, perché nei mesi passati noi non
avevamo non solo il Piano Regolatore già pronto, ma non
avevamo neanche tempi certi sull’esame del Piano Regolatore
Generale. Oggi noi l’abbiamo. La Commissione ha reso il suo
parere, le carte sono a disposizione di
tutti i consiglieri
comunali, vi è solo
da tenere le sedute conclusive ed
effettuare la relativa votazione. Ritengo che sia questo, che
stiamo vedendo questa sera, un modo di procedere assolutamente
inaccettabile, che non può che creare indignazione. Adesso io
proporrò a questo Consiglio comunale di votare un documento
che dica che il Consiglio pospone l’esame di questo Piano
costruttivo all’esame del Piano Regolatore Generale già
calendarizzato per la settimana prossima e si impegna comunque
a trattare questo Piano costruttivo nell’ultima settimana del
mese di ottobre. Siccome l’argomento è questo, dando anche la
3
priorità a questo se questo piano ha una urgenza particolare,
non ci si vuole assolutamente tirare indietro. Ma è chiaro che
la pianificazione corretta e ordinaria di questo Comune deve
avere la precedenza sulle approvazioni in via derogatoria. E
le azioni che noi dobbiamo porre in essere devono essere poste
in essere in
un quadro e in un contesto di assoluta
trasparenza e in assenza di forzature e smagliature che oggi
appaiono assolutamente evidenti. Io ritengo che un pezzo di
responsabilità per quello che avviene qua dentro ce l’abbia
l’autorità giudiziaria agrigentina, perché il consigliere
comunale non è uno che va a bere il caffè ad un bar e mentre
beve il caffè può manifestare simpatia per gli imbroglioni. In
un paese libero al bar si può bere il caffè e dire: a me
quello che ha fatto quel tale appalto truccato mi sta
estremamente simpatico, spero che l’appalto truccato gli vada
a buon fine e si fotta i soldi. Questo lo possiamo fare al
Bar, non lo possiamo fare in Consiglio comunale. E quando in
Consiglio comunale si esercita il mandato amministrativo
funzionalmente a interessi illeciti, quello è un reato di
concorso con coloro che hanno posto in essere gli atti
illeciti. Il Comune oggi paga fior di quattrini per l’appalto
truccato di Carpi, definito truccato oggi da un provvedimento
dell’autorità giudiziaria. Bene, a questo Consiglio comunale
un anno addietro fu impedito di fare chiarezza con
azioni
esplicite, verbalizzate, chiare, poste in essere da uno dei
consiglieri comunali. E oggi stiamo vedendo il ripetersi di
questo schema. Allora, signor Presidente, io propongo il
documento che ho appena illustrato: “Di votare il seguente
documento
in
ordine
al
punto
all’ordine
del
giorno,
ottemperarsi da parte del Consiglio comunale alle indicazioni
concordate questa mattina dalla Conferenza dei capigruppo
relative
all’anteporre
all’esame
dei
Piani
costruttivi
l’approvazione definitiva del Piano Regolatore Generale, già
calendarizzata per la settimana ventura, assumendo nel
contempo formale impegno di trattarsi questo Piano costruttivo
nella settimana successiva ancora, ovvero o martedì 31 o nella
seduta immediatamente successiva che, trattandosi giovedì 2
novembre, presumibilmente sarà martedì 7”. Questo io chiedo
che venga votato dal Consiglio comunale.
INTERVENTO
DEL
PRESIDENTE
–
Chiede
di
intervenire
il
Consigliere Casesa.
CONSIGLIERE CASESA – Presidente, colleghi Consiglieri, la
storia si ripete e ormai la conosciamo bene la storia. Questo
è in maniera molto semplice il metodo Arnone. È giusto che la
città sappia e il Consiglio comunale si renda conto perché il
Consigliere di minoranza, che tra l’altro questa sera ritenevo
non fosse nemmeno presente, visto che dovremmo trattare il
4
punto che riguarda la sua persona e per questa ragione
ritenevo in maniera semplice che fosse assente, probabilmente
continuasse il suo convegno a Firenze presso il partito della
Margherita o DS, partito che mi auguro stia cercando. Ancora
una volta vedremo
un altro consigliere che cambia partito e
probabilmente ci sarà anche questo passaggio: Totò cerca casa.
Lo abbiamo visto relatore, abbiamo sentito la notizia in città
che è stato relatore a un Convegno nazionale della Margherita
a Firenze, lui Arnone Giuseppe, Consigliere Comunale di
Agrigento e quindi stasera ancora una volta utilizza il suo
metodo. Il suo metodo è
l’intimidazione e ritiene,
intimidendo, terrorizzando, di spaventare qualcuno. Caro
amico, una volta amico e poi probabilmente stasera svelerò i
segreti di
una non amicizia, ma di una cordialità reciproca
in un particolare momento politico che ha visto la sua
elezione a Vice Presidente. Questa sera poi la sveleremo ai
consiglieri comunali e anche alla città. Ma voglio soffermarmi
sulla analisi che il Consigliere Arnone ha fatto. Io faccio
gli interessi privati. Se fare gli interessi privati significa
discutere una delibera, trattarla, una delibera che riguarda
la costruzione di alloggi, che riguarda l’attivazione di
finanziamenti,
che
riguarda
l’occupazione
di
giovani,
significa fare gli interessi privati, bene, sono felice di
fare gli interessi privati. Probabilmente lui fa altri
interessi, ormai lo
abbiamo scoperto con le mani nel sacco.
Quindi Arnone dice
una
cosa e poi ne fa un’altra, perché
ricordo, se non erro, durante il mese di luglio, quasi a fine
consiliatura, prima di entrare in un periodo balneare anche
per questo consesso, che il Vice Presidente del Consiglio non
vicario, tale Giuseppe Arnone, disse pubblicamente in questa
aula: dovremmo discutere questo Piano costruttivo, lo faremo a
settembre, bisogna parlarne, anche bocciandolo, ma bisogna
avere il coraggio di discuterlo. Io questa sera ho detto
proprio questo. Io sono del parere che
bisogna avere il
coraggio di discuterlo, ma non tanto per questa gente che
probabilmente è anche presa da una forma di esasperazione, ed
è giustificabile, cari amici, perché io non mi vorrei trovare
al loro posto rispetto alle considerazioni che dice Arnone.
Quello che dice Arnone
significa bocciarlo questo Piano,
significa farlo affondare, perché se mi si dimostra che
discuterlo dopo il P.R.G., e io voglio in questa sede avere il
conforto non solo dei dirigenti, ma dei consiglieri comunali,
significa non perdere i finanziamenti, significa non fare
affondare questo Piano, non affondarlo. Probabilmente potrei
essere d’accordo, ma se la volontà… e io
mi rivolgo, cari
amici, non tanto alla minoranza che in maniera anche politica
deve fare il suo ruolo, deve svolgere il suo compito di
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opposizione,
ma
mi
rivolgo
a
voi,
cari
colleghi
di
maggioranza, è necessaria una spina dorsale, è necessario
avere il coraggio di prendere le cose di petto, senza
spaventarsi e senza mascherare interessi. Qui alcuni hanno
interessi,
e
lo
sappiamo,
alcuni
probabilmente
hanno
interessi. Io non
entro nel merito perché non sono a
conoscenza di tali fatti, io rappresento gli interessi dei
cittadini. Se discutere un Piano costruttivo significa fare
gli interessi privati, sono contento di fare gli interessi
privati. E allora, Presidente, io sono contrario a questa
farsa, perché è solo una farsa, tranne che mi si dimostra
giuridicamente,
politicamente,
anche
il
dirigente
deve
confortarmi su questa linea, io, perché no, potrei anche
essere pronto qualora fossi confortato. Ma io mi rivolgo a
voi, cari consiglieri di maggioranza, abbiate il coraggio di
assumere le vostre scelte, anche di bocciare il Piano qualora
i pareri fossero negativi. E vi informo che tra questi c’è un
parere particolarmente complicato, che io ho letto e vi
assicuro che non ho ancora capito, è quello dell’Ufficio
Legale, che scrive una serie di considerazioni, che senza
dubbio sbandano il Consiglio comunale e se mi convincessi del
parere della dottoressa Vecchio, bene, anche io potrei
bocciarlo, sia chiaro. Ma dobbiamo avere il coraggio di
discuterlo, non ascoltate le sirene che vengono da questo
soggetto che vuole solo distruggere questa città, lo ha già
fatto e continua a farlo da dieci anni. Lui ha portato bene
avanti i suoi scopi su alcune vicende particolari delle quali
lui si è reso il paladino, anzi, è venuto qui a chiedere il
prelievo di questi punti e poi, piuttosto che votarli, avendo
fatto Conferenze stampa, avendo scritto fiumi di parole,
invece ha fatto la solita farsa. Questo è il gioco delle tre
carte, cari amici, dobbiamo scoprirle questa sera. Grazie
Presidente.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Gramaglia.
CONSIGLIERE GRAMAGLIA – Caro Presidente, venendo qua una
signora mi ha telefonato e mi ha detto: ma vai in Consiglio
comunale? – Dico sì. – Povero tu. Effettivamente me lo
aspettavo che c’era un Consiglio comunale molto animato. Il
Consigliere Arnone stamattina eravamo rimasti in Conferenza
dei capigruppo che si doveva effettivamente subire e seguire
un determinato percorso. Purtroppo, per colpa sua è venuto in
ritardo e questo percorso, che avevamo stabilito in Conferenza
dei capigruppo, è venuto meno, anche perché il Consigliere
Casesa non aveva avuto il tempo di informarsi con il suo
capogruppo e di conseguenza ci troviamo ad affrontare una
nuova realtà che de visu dobbiamo pigliare il toro per le
corna. Io sono disposto a pigliarlo il toro per le corna.
6
Qualche
volta
cadono
i
Consigli
comunali
solo
perché
ritardiamo di un minuto. Vengono qua e la gente ci dice che ci
pigliamo il gettone di presenza. Qualcuno se l’è preso, io non
sono riuscito neanche a pigliarmelo. Questa sera invece il
ritardo di qualcuno ha determinato una nuova situazione e di
fronte a questa cittadinanza che è venuta qua a rappresentare
quelli che sono gli interessi, interessi personali loro, non
di qualcun di noi, perché noi, caro Consigliere Casesa, non
abbiamo nessun interesse. L’interesse che noi abbiamo è il
bene della città e lo possiamo testimoniare forte e adagio,
senza paura di essere implicati in nessuna situazione.
L’interesse che abbiamo è che ci sono dei lavoratori, caro
Consigliere Arnone, era il 29 aprile del 2005 quando abbiamo
affrontato il problema dei Piani costruttivi e allora io di
fronte
all’interesse
del
Piano
Regolatore,
ho
detto
pubblicamente davanti a tutte queste personalità che era
giusto
che
il
Piano
Regolatore,
essendo
un
organismo
urbanistico di spessore sicuramente più elevato rispetto a un
Piano costruttivo, era giusto che aveva la (inc.), ma poi si
sono un verificati altri casi nel percorso, per esempio dicasi
il Piano di Vattano che abbiamo affrontato in maniera pubblica
e politicamente abbiamo espresso il nostro parere. Il Piano di
Vattano è stato approvato, abbiamo dato noi consiglieri
comunali un percorso nuovo che è quello di garantire ai
cittadini il lavoro. Oggi abbiamo un’altra occasione di
poterlo fare. Li possiamo approvare tutti se legittimamente il
responsabile, il dirigente tecnico ci dà il parere positivo.
Non abbiamo paura di approvarli e di esprimerci in quel
contesto che può creare sviluppo alla città di Agrigento. E lo
facciamo a testa alta e sono d’accordo con il Consigliere
Casesa, dobbiamo pigliare il toro per le corna. Non possiamo
mascherarci a dire che lo rinviamo dopo l’approvazione del
Piano Regolatore, perché a me mi viene in testa di chiedere al
responsabile dell’UTC, Ingegnere Di Francesco, ma da un punto
di vista pratico, approvando il Piano Regolatore, che tempo
abbiamo per la realizzazione del Piano costruttivo, che pur
essendo
nel
Piano
Regolatore
previsto
a
Palmentelle,
addirittura questo progetto potrebbe avere pure il vantaggio
di incrementare l’indice di edificabilità, ma quando noi
possiamo dire a questi operai potete andare a lavorare perché
vi abbiamo creato un posto di lavoro? Che tempi tecnici di
realizzazione abbiamo? Aspetteremo tre anni? Aspetteremo 180
giorni? Se lei è in grado di dirmi questo, allora possiamo
approvare il Piano Regolatore. Se lei non è in grado di
dirmelo, caro responsabile e dirigente, io sono disponibile ad
approvarlo, se è nella legittimità e lo consente il suo parere
e quello che è tutta la storia, cronistoria del progetto
7
medesimo, sono disponibile ad approvarlo anche stasera.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – L’Ingegnere Di Francesco è stato
sollecitato sia dall’intervento del Consigliere Casesa, sia da
parte del capogruppo Gramaglia. La domanda è questa, se ho
capito bene, posta prima dal Consigliere Casesa e poi dal
Consigliere Gramaglia, cioè se differendo la trattazione di
questa delibera a dopo l’approvazione del Piano Regolatore
Generale che cosa succede?
INGEGNERE DI FRANCESCO – Siamo in zona C2 e quindi è una zona
che avete destinato a edilizia residenziale pubblica. Con il
nuovo Piano Regolatore c’è un indice di 0 con quello adottato
a luglio dell’anno passato, un indice di 0,75; il Piano in
questione ha un indice di 0,80, quindi supergiù non ce ne
discostiamo molto con il nuovo Piano Regolatore. Il nuovo
Piano Regolatore prevede, prima di mandare le carte a Palermo,
dovete dare il parere sulle osservazioni. Questo parere poi
diventa a tutti gli effetti Piano Regolatore. Ce ne è una che
ho visto, che avete pure voi, la 637, presentata dalla ditta
che presenta il programma costruttivo. Con questa osservazione
addirittura l’indice territoriale ci diventa 1, quindi
superiore a quello che prevede nel programma costruttivo. Che
differenza sostanziale c’è tra approvarla oggi e approvarla
dopo?
Approvandola
oggi,
questo
qua
diventa
strumento
urbanistico a tutti gli effetti. Quindi si manda a Palermo con
la delibera di approvazione,
Palermo fa la sua relazione e
poi diventa a tutti gli effetti Piano Regolatore per quella
zona; approvandolo dopo, però noi lo adottiamo, lo adotta il
Consiglio comunale, l’approva l’Assessorato, dopo il Piano
Regolatore. Se invece arrivano a votare prima il Piano
Regolatore e si mandano le osservazioni e tutte le carte a
Palermo, questo Piano deve essere adeguato alle prescrizioni
del nuovo Piano Regolatore. Cosa vuol dire adeguato? Come
indici ci siamo, come fabbricati ci siamo pure. Sono quelli,
addirittura siamo… però c’è un problema sostanziale, cioè nel
nuovo Piano Regolatore sicuramente ci sono delle strade. (voce
fuori microfono) Non lo so se per esempio c’è una strada che
va a finire dove è previsto in questo Piano un fabbricato, per
cui questo Piano a questo punto entra in conflitto e non potrà
essere più approvato e bisogna ristudiarlo e rifarlo nuovo.
Questo è il discorso. Non è una questione di indice o di zona,
perché giustamente come indice… (voce fuori microfono) Mi
sollecitano come finanziamenti. I finanziamenti entro il 31
dicembre di quest’anno, bisogna che sia iniziato l’iter, però
formale, cioè ci sia un programma costruttivo approvato dal
Consiglio comunale o in variante o conforme. Io so che deve
iniziare l’iter del programma costruttivo, la delibera. (voce
fuori microfono) L’Ingegnere Li Causi dice la concessione. Il
8
discorso è questo. Tra l’altro i finanziamenti entro il 31
dicembre scadono. La Regione ha dei chiari di luna che li
sappiamo tutti quali sono. La Regione interviene con dei
contributi per pagare la differenza di interessi dei programmi
costruttivi, se scade il 31 dicembre, non è detto che come ha
fatto da dieci anni a questa parte, la Regione continua a
prorogare, perché lo sapete come è la situazione delle finanze
regionali, pure ritarda i trasferimenti a tutti, quindi… Il
problema della viabilità: questo programma prevede una
viabilità. Se lo approviamo in variante, la viabilità diventa
viabilità di Piano. Se invece approviamo prima il Piano
Regolatore, noi dobbiamo adeguare poi questo programma
costruttivo che andremo ad approvare direttamente in Consiglio
comunale, però deve essere adeguato come viabilità a quello
del Piano Regolatore Generale, però l’approva il Consiglio
comunale direttamente, non c’è più una approvazione regionale.
Quindi questa è la differenza di iter, è una questione
esclusivamente poi alla fin fine di viabilità, perché se la
viabilità coincide perfettamente, allora questo qua si potrà,
ma se c’è una strada spostata… (voce fuori microfono) ma il
Piano di viabilità di Piano Regolatore Generale, io ho questo
programma qua, cioè non ho in questo minuto le carte del Piano
Regolatore per vedere se la viabilità coincide perfettamente
con questo o meno, perché se coincide va bene, se non coincide
bisogna rifarne un altro. Bisogna pigliare le carte del Piano
e lo verifichiamo. Io in questo minuto le carte del Piano
Regolatore non ce le ho qua. Posso andare in ufficio e le
verifico, perché è l’unico discorso esclusivamente di strada,
perché poi arrivati a un certo punto i lotti, le palazzine…
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Va bene Ingegnere Di Francesco.
Prego Consigliere Capraro.
CONSIGLIERE CAPRARO – Innanzitutto mi rivolgo all’Ingegnere Di
Francesco di leggere la relazione che ha fatto la Commissione
consiliare, che appositamente sul problema della viabilità
diceva che questo programma costruttivo era condizionato già
al programma costruttivo che avevamo approvato, cioè il
progetto di questo Piano costruttivo è senza viabilità,
condizionato al progetto già approvato. È un programma
costruttivo presentato senza la viabilità. Secondo, non vedo
il motivo, caro Presidente, colleghi Consiglieri e signori
tutti che ci ascoltate, questa grande pressione sul Consiglio
comunale, che dite che il Consiglio comunale sta facendo
perdere i finanziamenti, non è vero, colleghi Consiglieri,
perché questa è una delibera che già noi avevamo esaminato e
che noi avevamo bocciato, che i pareri erano già negativi
allora. E non lo dico io, ma lo dice l’Ufficio Legale che
9
addirittura non doveva essere trasmessa in Consiglio comunale
questa cosa. Ma questa è una delibera, è un progetto già
bocciato. Siccome qua si usa all’interno di questo Consiglio
che su pressione e su bombe si portano le cose avanti e
stasera
ci
ritroviamo
con
tante
persone
qua
magari
condizionate di perdere il posto di lavoro e che non è così.
Qua c’è in palio un finanziamento di 5 milioni e 500 mila
euro, undici miliardi di lire che devono essere finanziati per
la costruzione di questo progetto. Ben vengano e però che sia
in regola. Purtroppo in questo progetto manca la viabilità che
non c’è, perché è condizionata al programma costruttivo, la
procedura espropriativa, il titolo di proprietà, che non c’è
il titolo di proprietà, c’è un compromesso condizionato
all’approvazione
del
titolo
di
proprietà;
i
parametri
edificatori che sono importanti. Mancano tutti questi, la
delibera è vuota. Non l’ho detto io, lo dice l’Ufficio Legale.
Questa è una delibera che già noi avevamo bocciato e oggi sono
rimasti in Conferenza di capigruppo di discutere altre cose e
il Consigliere Casesa, che è uno contrario ai programmi
costruttivi, che già lui l’aveva dichiarato negli altri
programmi
costruttivi,
all’approvazione
dei
programmi
costruttivi, stasera, forse convinto e vedendo tutta questa
brava gente di lavoratori, che noi ci apprestiamo in campagna
elettorale, fa la prima donna cercando di prelevare il punto e
mettere in discussione un Piano costruttivo che è inefficiente
su tutti i punti di vista. Addirittura questo finanziamento
non prevedeva la costruzione di magazzini commerciali o
artigiani. Il progettista ha inserito in questo progetto i
magazzini commerciali e artigiani, che la legge non lo
prevede,
che
i
box
devono
essere
di
appartenenza
esclusivamente alle abitazioni. E nella relazione del progetto
presentato all’Ufficio Tecnico, e qua mi può smentire
l’Ingegnere Di Francesco, il
progettista di questo progetto
nella relazione ha scritto che la legge prevede che la massima
altezza deve essere 2 metri e 70. Nella relazione invece c’è
scritto che la minima altezza deve essere 2 metri e 70, cioè
significa che
se noi approvavamo questo Piano costruttivo,
loro costruivano con la minima altezza di 2 metri e 70,
andavano all’insù fino a 3 metri e 50. Siccome nella relazione
c’era scritto magazzini artigiani, commerciali o box, allora
optavano per i magazzini
artigiani, commerciali e box,
costruendo queste cose con i soldi pubblici e non si può fare.
Poi questo
problema non lo vedo. Noi la prossima settimana
andiamo ad approvare un Piano Regolatore Generale che è da 40
anni che la città di Agrigento non ha mai avuto. Non ne ha mai
avuto perché questi grandi impresari hanno condizionato e
condizionano ancora tutt’oggi il Consiglio comunale e i
10
Consiglieri comunali, perché abbiamo visto pure, signor
Presidente e signori cittadini di Agrigento, voi, anche chi ci
ascolta da casa, non eravate presenti e non si sono visti, ma
il signor Li Causi, dopo che è caduto il numero legale, ha
aggredito verbalmente alcuni consiglieri comunali, compreso il
Presidente del Consiglio per la trattazione di questo punto.
Presidente, queste sono cose gravi e gravissime, perché non ci
facciano lavorare serenamente, perché vogliono a tutti i costi
che noi approviamo un Piano costruttivo falso, un Piano
costruttivo che manca di tutti i parametri, un Piano
costruttivo che manca di tutte cose. Perciò se il Piano
costruttivo era così valido e così perfetto… Ingegnere Li
Causi, lei me lo può insegnare perché è del mestiere, io non
lo faccio, il problema del finanziamento non lo perde, perché
se noi trasmettiamo il Piano Regolatore Generale la prossima
settimana a Palermo, lei il finanziamento non lo perde, può
andare a costruire. E l’ha detto pure l’Ingegnere Di
Francesco. Il problema è un altro, quello che il progetto è
incompleto. E lei aveva benissimo il tempo di poter rimodulare
il progetto, perché questo era un progetto già bocciato, era
un progetto già bocciato e su pressione di suo nipote, il
Consigliere Indelicato, che si è sostituito al capogruppo di
Forza Italia, qua ho io… la Conferenza dei capigruppo, dove ha
partecipato il Consigliere Indelicato in qualità di capogruppo
di 11 consiglieri comunali, ha sollecitato il Presidente del
Consiglio e altri capigruppo, di potere portare questa
delibera all’ordine del giorno. Signor Segretario, dobbiamo
trasmettere tutti gli atti alla Procura della Repubblica,
relativi a questi atti. Signor Segretario, la invito a
ricogliere tutti gli atti relativi a questo progetto di
delibera e la partecipazione del Consigliere Indelicato alla
Conferenza dei capigruppo, del 4 ottobre del 2005, che
sollecitava il Presidente del Consiglio a portare avanti
questa delibera. Qua, Conferenza dei capigruppo del 4 ottobre
e qua abbiamo il verbale…
SEGRETARIO GENERALE – Ad evitare equivoci, voglio precisare,
come ho fatto precedentemente, che gli atti alla Procura…
CONSIGLIERE CAPRARO – Mi scusi, signor Segretario, completo il
mio discorso e lei cortesemente poi mi risponde. Presidente,
queste carte che ho qua, sono le carte in cui noi il 26 di
gennaio del 2005
in questa sala abbiamo trattato e bocciato
questo
programma
costruttivo
che
stasera
si
dovrebbe
discutere. Il Consigliere Indelicato, che è nipote del signor
Li Causi, si dichiara incompatibile all’approvazione del Piano
Regolatore Generale… del programma costruttivo ed esce
dall’aula.
Il
26
di
gennaio
del
2005
si
dichiara
11
incompatibile. Il 4 ottobre del 2005, cioè 10 mesi dopo, lui
sollecita il Presidente del Consiglio e tutti gli altri
consiglieri di portare i programmi costruttivi alla revisione
di questo civico consenso. Signor Segretario, qua ci sono gli
atti da trasmettere alla Procura della Repubblica e ognuno di
noi si assume le responsabilità per quelle. L’Ingegnere ha
dichiarato che non si prende le (inc.), manca la viabilità.
L’Ufficio Legale ha dichiarato che è un progetto da rifare.
Ognuno si assume le responsabilità.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Prego Segretario.
SEGRETARIO GENERALE – Per mandare gli atti alla Procura,
siccome il Segretario non è organo esecutivo di un singolo
consigliere comunale, per trasmettere gli atti alla Procura ci
vuole un deliberato del Consiglio comunale, a meno che il
sottoscritto non intraveda un reato nei fatti e negli atti e
allora glieli mando senza che me lo dica il Consigliere
comunale. Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Vaianella prego.
CONSIGLIERE VAIANELLA – Signor Presidente, egregi colleghi,
cittadini di Agrigento. Io intanto la ringrazio perché so che
mi ha giustificato. Purtroppo ho avuto un inconveniente
spiacevole che mi ha sottratto almeno 45 minuti del mio tempo
libero per potere iniziare i lavori in tempo utile. Intanto
sono contento di avere trovato qui già con un prelievo fatto
di questo punto importante all’ordine del giorno, quale la
trattazione di questo benedetto Piano costruttivo, anche
perché per tutta una serie di motivazioni lo abbiamo rinviato
più volte. Motivazioni giustificate fino a qualche tempo fa,
perché ovviamente c’erano dei chiarimenti da parte di qualche
consigliere comunale e i chiarimenti si sono
avuti con il
parere espresso dall’Ufficio Legale. In merito al Piano,
egregi colleghi, personalmente sono sempre stato attento,
disponibile
a
discutere
dei
Piani
costruttivi,
perché
l’abbiamo detto più volte, per tutto quello che comportano
politicamente, per la valenza che hanno in sé e per sé, la
possibilità di far sì che i cittadini della nostra città
possano acquisire a prezzi economici, quantomeno compatibili,
una casa e ovviamente con l’indotto che ne scaturisce che è
quello occupazionale, che è assai rilevante. Un Consiglio
comunale deve valutare con attenzione gli aspetti che
influiscono sull’economia della città, purtroppo a brandelli.
E allora in altre occasioni mi sono meravigliato come il
Consiglio ha un po’ in maniera leggera accantonato e a volte
bocciato alcuni Piani costruttivi. Ho sempre detto che
bisognava stare molto attenti, non solo per i finanziamenti
che ci sono in corso, ma per tutto quello che comporta un
12
ritardo di un anno, le grosse responsabilità che ci assumiamo.
Sono responsabilità veramente serie. Il Consiglio comunale
ritengo che oggi come in passato ha delle responsabilità ben
precise, ma ritengo che le più importanti sono quelle sul
bilancio di previsione e quando si vanno a trattare delibere
come queste, che possono avere influenze economiche sulla
città… E su questo vi esorto veramente a stare molto attenti
nell’esprimere una propria valutazione in bene, cioè positivo
– negativo, in questo caso nella bocciatura o nella
approvazione della proposta di delibera all’ordine del giorno.
In effetti, per ciò che mi riguarda, i problemi di tipo
tecnico l’Ingegnere Di Francesco anche la volta scorsa, in
maniera molto chiara aveva informato l’aula sui pareri su cui
era stata sottoposta la delibera. Quando per esempio il
collega Capraro fa riferimento ai parametri, ma quali
parametri? Vogliamo essere più precisi? E lei, Ingegnere Di
Francesco, se ha percepito qualche dubbio del collega Capraro,
perché è giusto che tutti i dubbi vengano sviscerati in ogni
sua parte, perché dobbiamo avere le idee chiare. Qui abbiamo
tutto il tempo a disposizione, possiamo andare fino a domani
mattina. Per ciò che mi riguarda sono abbastanza disponibile a
protrarre i lavori fino a notte fonda, finché questa sera ce
ne possiamo uscire, anche questa notte, come abbiamo fatto in
altre occasioni per altre delibere rilevanti. Allora la prego,
Ingegnere Di Francesco, eventualmente qualora lei avesse
percepito a quali parametri si riferisce, di informare il
Consiglio in merito a cosa si può riferire il collega Capraro,
oppure invito lo stesso a esplicitare meglio quali sono queste
perplessità. In merito invece al problema della viabilità, li
mi soffermo e invito il Consiglio comunale a riflettere, a
ricordare, per avere anche una coerenza degli atti che si
votano in questo Consiglio e che si sono votati, se ne sono
votati parecchi, dove lì si è parlato anche di viabilità che
influenzano
determinate proposte. Allora,
per ciò che mi è
possibile esprimere un mio pensiero politico, il Consiglio
comunale a mio avviso si deve soffermare su aspetti rilevanti,
tecnici e politici soprattutto, ma direi che politici forse in
questo caso vanno veramente di pari passo, perché qui siamo di
fronte a una delibera che dal punto di vista tecnico per ciò
che mi riguarda non presenta grossi vizi, se non che quelle
perplessità chieste dal collega Capraro, a cui ha risposto il
nostro legale di ufficio. E anche lì ovviamente si lascia
molto libero il Consiglio di potere esprimere una propria
valutazione, perché quando parliamo di viabilità, ricordo ai
lor colleghi consiglieri che il Consiglio comunale in passato
ha votato anche delibere dove veniva influenzata la viabilità,
una su tutte per esempio la vicenda alla variante Moses. Vi
13
ricordate? Lì in quell’occasione personalmente feci un
intervento. Lì c’era un’arteria importante sulla viabilità,
una grande arteria che andava a snellire il traffico, se non
mi sbaglio, del Villaggio Mosè, un’arteria importante che
attraversava l’intera struttura che dovrebbe nascere perché il
Consiglio l’ha approvata. Io in quella occasione votai contro
perché politicamente una scelta, a mio avviso non rilevante,
cioè che non andava a incidere sulla economia della città
direttamente. E anche in quella occasione sul discorso della
viabilità,
se
non
mi
sbaglio,
anche
i
progettisti
intervenirono in merito, si disse che in effetti si possono
fare delle varianti al discorso della viabilità, si possono
anche cambiare. Quindi il senso è quello che il Consiglio
comunale si deve soffermare a riflettere sugli aspetti e sulle
finalità rilevanti che può avere una proposta. In questo
Consiglio abbiamo votato anche proposte, delibere in variante
al P.R.G. attuale e quello nuovo. Però ovviamente lo abbiamo
fatto perché pensavamo che i risvolti potessero essere
rilevanti dal punto di vista sociale. Vi ricordo varianti sul
discorso della Ferrovia e abbiamo valutato che era giusto
farlo,
perché
influenzava
positivamente
sulla
crescita
urbanistica della città. E anche in questo caso bisogna fare
delle valutazioni attente e precise, responsabili su quello
che andiamo a fare, perché il Consiglio comunale non ha molte
possibilità di potere discernere sul fatto se la delibera la
possiamo accantonare o meno. Qui bisogna decidere oggi,
dobbiamo essere chiari. E spero veramente che fino a notte
fonda usciremo con un voto da questa aula in senso positivo o
negativo su questa delibera. Quindi, l’Ingegnere Di Francesco
lo prego veramente di soffermarsi se mi può dare qualche
delucidazione in merito a cosa si intende per viabilità o se
comunque una volta approvato anche il P.R.G., una variante al
discorso della variabilità se si può fare o meno. E inoltre,
finché lei, Ingegnere, chiarisca questo aspetto, il collega
Capraro faceva riferimento al fatto che alcuni immobili sono
stati destinati… cioè la parte di sotto, i magazzini
cosiddetti, ad attività commerciale, ubicati al di sotto di
una unità immobiliare di tipo residenziale. E volevo capire se
può chiarire anche questo aspetto al Consiglio, può dare
questa risposta se è in contrasto con le leggi vigenti in
materia urbanistica. La ringrazio Presidente.
INTERVENTO DEL VICE PRESIDENTE (Cacciatore) – Prego Ingegnere
Di Francesco.
INGEGNERE DI FRANCESCO - (voce fuori microfono) In variante
noi l’adottiamo e l’approva l’Assessorato. Quando spediamo le
carte del P.R.G., deve essere perfettamente conforme perché
l’approva questo Consiglio. C’è la procedura diversa. Una
14
volta che si spediscono le carte, deve essere conforme al
Piano adottato e trasmesso, una volta che trasmettiamo le
carte con l’osservazione a Palermo. (voce fuori microfono) In
questa fase non si può fare in variante, perché non è
approvato il nuovo P.R.G., deve essere conforme al Piano
adottato e trasmesso. La variante la possiamo fare prima
dell’approvazione definitiva delle osservazioni, prima di
trasmettere le carte a Palermo. Poi deve essere conforme a
quelle carte. Una volta che poi… se torna da Palermo, poi si
può di nuovo fare la variante, ma dopo che sono esaurite tutte
le aree. Volevo dare una precisazione per quanto riguarda il
discorso che diceva il Consigliere Capraro poco fa per la
viabilità. Nella relazione che sostanzialmente ho fatto sia
per la Presidenza del Consiglio, per il Sindaco, del 26
aprile, c’era il punto 1 che diceva: la viabilità di accesso
venga raccordata con la viabilità del programma costruttivo
per la realizzazione di 252 alloggi, adottato recentemente dal
Consiglio comunale, raccordata, non si parla di studio. Nel
parere che ha dato la Commissione consiliare il 24 del mese di
maggio alle ore 10 e 30, la viabilità di accesso deve essere
raccordata con la viabilità al programma costruttivo per la
realizzazione di 252 alloggi approvato recentemente dal
Consiglio… (voce fuori microfono) Qua c’è l’elenco.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Erano presenti alla riunione del
24 del mese di maggio alle 10 e 30 i Consiglieri Calabrese
nella qualità di Presidente, Putrone, Principato, Mandracchia
e Tedesco Davide in sostituzione del Consigliere Casesa. (voce
fuori microfono) Il parere l’hanno dato i presenti, cioè
Calabrese, Putrone, Principato, Mandracchia, Tedesco… (voce
fuori microfono) Dobbiamo leggere il verbale. Nel verbale non
si rivela,
poi si verbalizza chi è che si allontana dalla
seduta.
Stante a quello che c’è scritto nel verbale i
consiglieri erano Calabrese, Putrone, Principato. Poi erano
presenti pure Mandracchia e Tedesco in sostituzione del
Consigliere Casesa.
INGEGNERE DI FRANCESCO – Per quanto riguarda il discorso di
altezza dei piani terra, volevo dire che in base all’articolo
28 del regolamento edilizio, per i locali commerciali è
prevista una altezza superiore ai 3 metri. Nello specifico i
locali del piano terra hanno altezza di 2 metri e 70, come del
resto tutti gli altri appartamenti, con 2 metri e 70 possono
fare box per auto, ma non assolutamente commerciali. (voce
fuori microfono) In ogni caso, in base alle norme non hanno
altezza per farci attività commerciale. Viene approvato un
programma con determinate altezze, con degli indici ed è
quello, non è che poi si può andare a variare, perché questo
15
diventa strumento urbanistico a tutti gli effetti, l’altezza
che poi si trasforma in volume ed in indice, e sono questi.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Alfano.
CONSIGLIERE ALFANO – Presidente, potrebbe spiegarmi un po’
meglio questo raccordo con la strada? La viabilità me la può
spiegare un po’ meglio?
INGEGNERE DI FRANCESCO – La strada si deve raccordare, la
strada deve essere fatta nell’ambito dell’altro programma
costruttivo, quello dei 252 alloggi, perché il programma
costruttivo presentato ora dall’impresa Li Causi non è sul
viale Sicilia direttamente, è a monte di viale Sicilia. Poi il
Consiglio comunale ha approvato alcuni mesi fa un altro
programma costruttivo che proprio andava a finire sul viale
Sicilia. Volevo dire una cosa al… ormai il programma
costruttivo ha normato urbanisticamente quella zona, il
programma costruttivo dei 252 alloggi, con le strade, i
palazzi. Chiaramente dove sono previste le strade, dovranno
farci le strade, non è che… a prescindere se lui fallisce o
non fallisce, là la strada si ci dovrà andare a fare. (voce
fuori microfono) Urbanisticamente c’è il programma dei 252
alloggi che già è definito e quindi è questo ormai
urbanistico. Questo si va a raccordare in questo dei 252
alloggi come viabilità. (voce fuori microfono) Certo, si deve
raccordare con quella. È stata già definita quella dei 252
alloggi. Se approviamo questa, resta definita, ma se non
l’approviamo, poi diventa la viabilità quella del Piano
Regolatore…
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Bottone e poi c’era il
Consigliere Hamel.
CONSIGLIERE BOTTONE Signor Presidente, sarebbe stato
opportuno per il procedimento che stiamo cercando di discutere
stasera, che l’Ingegnere forse prendeva nota di tutte le
osservazioni che facevamo e poi rispondesse alla fine in modo
da chiarire, perché se no diventa un ping pong, può darsi
anche utile tra il consigliere che parla e l’Ingegnere Di
Francesco. Come si è visto abbiamo avuto il coraggio,
Consigliere Casesa, di prelevare il punto. Abbiamo avuto il
coraggio, ne stiamo parlando, sperando con gli esiti che poi
vedremo quali saranno. Io chiedo che più che venire qua a fare
spesso anche discorsi demagogici, politici o di influenzare il
voto poi dei consiglieri, sarebbe opportuno pure fare parlare
le carte. E siccome il nostro Presidente del Consiglio ha
chiesto all’avvocato del Comune un parere, io leggo qua…
siccome ho ascoltato bene l’Ingegnere Di Francesco e prendo
nota di quello che dichiara anche l’avvocato del Comune,
sollecitato dal Presidente del Consiglio a tutela di noi
consiglieri. A un certo punto, leggo testualmente quello che
16
dice, che “il progetto presentato dalla ditta Li Causi,
essendo difforme dai parametri edificatori del nuovo P.R.G.,
in relazione alla densità edilizia territoriale e fondiaria,
anche se venisse approvato in sede di riesame del Consiglio
comunale, non potrebbe essere seguito dal tempestivo rilascio
della concessione edilizia”. E questo è il primo punto che io
vorrei che l’Ingegnere Di Francesco chiarisse. Leggo quello
che scrive l’avvocato, non sono parole mie, io sto leggendo
quello che dice l’avvocato: “Anche per questo motivo, teso a
salvaguardare il nuovo assetto del territorio programmato dal
Comune, il Consiglio comunale ha ritenuto di non approvare
all’epoca a maggioranza dei presenti, il programma costruttivo
presentato dalla ditta Li Causi. Vi è da aggiungere che
l’approvazione del programma costruttivo in variante al P.R.G.
vigente ed in difformità ai parametri edificatori, previsti
dal
nuovo
P.R.G.
adottato,
potrebbe
ingenerare
nell’interessato
un
legittimo
affidamento
al
successivo
rilascio della concessione edilizia e quindi esporre questa
amministrazione a un contenzioso per il risarcimento del danno
all'impresa, derivante dal provvedimento di diniego al
rilascio della concessione edilizia stessa, per mancato
rispetto dei nuovi parametri edilizi fissati dal nuovo P.R.G.,
che nel frattempo venisse approvato dall’organo regionale”.
Tralascio
di
leggere
tutte
le
osservazioni
fatte
dall’avvocato, io vorrei puntare su questo aspetto, cioè dare
fiducia a quello che dice il dirigente all’Urbanistica,
l’Ingegnere Di Francesco, o fare prevalere all’interno del
Consiglio comunale e quindi in sede di votazioni, quello che
ci dice l’avvocato, sollecitato dal Presidente del Consiglio a
tutela, nella serenità del voto dei consiglieri comunali. Io
lascio questo punto interrogativo a voi consiglieri, ce l’ho
pure io e quindi concludo per ora il mio intervento così,
sperando
che
l’Ingegnere
Di
Francesco
chiarisca.
Era
importante che ci fosse pure stasera l’Avvocato Vecchio, che
chiarisse…
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – A tal proposito, ho detto
stamattina in Conferenza dei capigruppo, io l’ho invitata sia
alla Conferenza dei capigruppo che a essere presente nel corso
di questa attuale seduta. Però la dottoressa Vecchio ha
mandato una nota, dicendo che sarebbe stata superflua la sua
presenza, in quanto già ha reso il parere e quindi non si
discosta rispetto alle cose che ha scritto.
CONSIGLIERE
BOTTONE
–
Ora
dare
ragione
allo
stimato
professionista che è qua a sinistra, oppure dare ragione alle
perplessità
evidenziate
dalla
dottoressa
Vecchio.
Noi
consiglieri abbiamo di fronte non dico due pareri difformi, ma
che almeno a parere dell’avvocato lasciano qualche perplessità
17
su questa delibera. Per cui qua abbiamo la fortuna di avere
l’Ingegnere Di Francesco che chiarisse…
INGEGNERE DI FRANCESCO – Quando viene approvato un programma
costruttivo, viene adottato dal Comune e poi la Regione ce lo
trasmette approvato,
lo strumento urbanistico per l’area
interessata diventa il programma costruttivo. Quindi le
concessioni edilizie vengono rilasciate se rispettano i
parametri del programma costruttivo, e non si applicano le
norme
di
salvaguardia,
perché
quella
zona
è
normata
urbanisticamente a quel punto. Così è stato fatto per Cugno
Sala, che questo Consiglio in sede di riesame ha approvato il
programma
costruttivo,
l’ha
adottato,
la
Regione
l’ha
restituito approvato e il mio ufficio ha già rilasciato le
concessioni
edilizie,
senza
aspettare
il
nuovo
Piano
Regolatore. Analogamente, quando questo Piano se verrà
adottato da questo Consiglio, approvato dalla Regione,
successivamente l’Ufficio rilascerà le concessioni edilizie
che siano conformi a questo piano. Cioè la zona viene normata
dal programma costruttivo e non c’entrano niente le norme di
salvaguardia.
Le
norme
di
salvaguardia
che
richiama
l’avvocato, si riferiscono alle concessioni edilizie singole
in zone che rientrano nelle previsioni del nuovo strumento
urbanistico adottato; ma nello specifico gli immobili che
ricadono
all’interno
delle
aree
normate
dai
programmi
costruttivi, devono essere conformi ai programmi costruttivi
quando vengono approvati dalla Regione. E si rilasciano le
concessioni, come si sta facendo per quelli che il Consiglio
comunale ha adottato e la Regione poi ha approvato. Quindi non
è un problema questo, anzi è un falso problema.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Prego Consigliere Arnone.
CONSIGLIERE ARNONE
– Ingegnere Di Francesco, io vorrei
chiederle un chiarimento di carattere tecnico rispetto a
quello che lei ha detto. Leggo il parere del legale del Comune
e qui dobbiamo capire chi è che erra, se erra il legale del
Comune o se erra chi ha istruito la pratica. Scrive il legale
del Comune: “Entrando nel merito della questione già il
dirigente del settore VIII, Architetto Campanella, nella
relazione tecnica del 09/12/2004, allegata alla proposta di
deliberazione trasmessa all’esame del Consiglio comunale,
faceva rilevare che il programma costruttivo presentato dalla
ditta Li Causi, in variante al P.R.G. vigente, era in
contrasto con il nuovo P.R.G. adottato a quella data non
ancora definitivamente dal Consiglio comunale, in quanto non
erano rispettati i parametri edificatori fissati dal nuovo
Piano. Si faceva riferimento ai seguenti parametri: indice di
fabbricabilità territoriale 0,50 metri cubi su un metro quadro
18
e indice di fabbricabilità fondiaria di massimo
metro 1,2
metro cubo su un metro quadro, previsti dal nuovo P.R.G.,
mentre nel programma costruttivo della ditta Li Causi venivano
osservati i seguenti parametri, indice di fabbricabilità
territoriale di 0,92 metri cubi su un metro quadro e indice di
fabbricabilità fondiaria di 2,95 metri cubi su un metro
quadro. Con la relazione esplicativa del parere di regolarità
tecnica del 09/12/2004, a firma dell’Ingegner Di Francesco,
trasmessa al Presidente del Consiglio comunale e al Sindaco, è
stato confermato il parere reso dall’Architetto Campanella,
precedente dirigente del settore, precisando, con riferimento
ai parametri edificatori stabiliti dal nuovo P.R.G., che
l’indice di edificabilità territoriale in contrada Palmentelle
è di 0,75 metri cubi su un metro quadro. L’indice di
fabbricabilità fondiario è di 2 metri cubi su un metro quadro,
con altezza massima di 15 metri. Considerato che il nuovo
P.R.G. è stato adottato dal Consiglio comunale e pubblicato,
anche se non ancora trasmesso all’organo regionale competente
per l’approvazione, né approvato e che con determinazione
dirigenziale
22/04
sono
state
adottate
le
misure
di
salvaguardia, per cui i procedimenti di rilascio delle
concessioni edilizie a seguito di istanze presentate ai
privati che siano in contrasto con lo strumento urbanistico
adottato, saranno sospesi per il periodo previsto dalla legge
dalla data di delibera di adozione del P.R.G.. Il progetto
presentato dalla ditta Li Causi, essendo difforme dai
parametri edificatori del nuovo P.R.G., in relazione alla
densità edilizia territoriale e fondiaria, anche se venisse
approvato in sede di riesame del Consiglio comunale, non
potrebbe essere eseguito dal tempestivo rilascio della
concessione edilizia. Anche per questo motivo, teso a
salvaguardare il nuovo assetto del territorio programmato… il
Consiglio comunale non ha ritenuto di approvare a maggioranza
dei presenti il programma costruttivo della ditta Li Causi. Vi
è
da
aggiungere
che
con
l’approvazione
del
programma
costruttivo in variante al P.R.G. vigente, in difformità dei
parametri
edificatori,
densità
territoriale
ed
edilizia
previsti nel nuovo P.R.G. adottato, potrebbe ingenerarsi
nell’interessato
un
legittimo
affidamento
al
successivo
rilascio della concessione edilizia e quindi esporre questa
Amministrazione a un contenzioso per il risarcimento del danno
all’impresa derivante dal provvedimento di diniego al rilascio
della concessione edilizia stessa per mancato rispetto dei
nuovi parametri edilizi fissati nel nuovo P.R.G., che nel
frattempo venisse approvato dall’organo regionale”. Ora la mia
domanda: sbaglia l’avvocato del Comune nello scrivere che vi è
una difformità tra i parametri edificatori fissati dal nuovo
19
Piano Regolatore o sbaglia lei quando poc’anzi ha detto che
questo Piano è in tutto e per tutto conforme al nuovo Piano
Regolatore? La prego di chiarire questo punto e dopo avere
letto le pagine che ho letto, ritengo di dovere soffermarmi su
un aspetto che è assai rilevante. Se è vero quello che dice
l’Avvocato Vecchio, noi cosa stiamo facendo? Noi stiamo, a una
settimana
dall’approvazione
del
nuovo
Piano
Regolatore,
ponendo
in
essere
una
operazione
che
è
assolutamente
scorretta. Noi abbiamo centinaia di cittadini e un numero
imprecisato di imprese, di ditte, di cooperative, che si
vedono limitati nella loro potenzialità edificatoria, dal
nuovo Piano Regolatore Generale. Cioè noi abbiamo centinaia di
soggetti che con il vecchio Piano Regolatore potevano
realizzare determinate cose e che con il nuovo Piano
Regolatore non lo possono più realizzare, perché il nuovo
Piano Regolatore prevede un certo tipo di sviluppo in una
determinata direzione e non prevede più un certo tipo di
edificabilità in altra direzione. Per ragioni professionali a
me è capitato di dovere esaminare determinati documenti
relativi al vecchio Piano Regolatore Generale, a proprietà
site in quel di San Giusippuzzu e quei tizi, tra il nuovo e il
vecchio, hanno perso la possibilità di realizzare le cose
perché avevano presentato il progetto al Comune di Agrigento,
ottenendo anche parere favorevole dalla Commissione edilizia
addirittura. Questa è la logica degli strumenti urbanistici.
Nel momento in cui uno strumento urbanistico decide alcune
cose, vi sono soggetti che sono penalizzati dalle legittime
decisioni del Consiglio comunale, che potevano con il vecchio
strumento fare qualcosa e con il nuovo strumento non lo
possono più fare. Ora la situazione dell’impresa Li Causi a me
pare identica, tra l’altro, a quella di numerosi altri
soggetti interessati a Piani costruttivi che giacciono negli
uffici del Comune di Agrigento da tempo. Francamente a me
appare incomprensibile il volere, come scrive l'avvocato del
Comune, e ve lo ripeto, forzare la salvaguardia del nuovo
assetto territoriale programmato dal Comune, approvando un
Piano costruttivo a una settimana dal Piano Regolatore
Generale. Io ritengo che l’impresa Li Causi aveva un dovere e
tale dovere era pure degli uffici comunali, quello di
presentare un Piano costruttivo conforme al Piano Regolatore
Generale del Comune di Agrigento, al nuovo Piano Regolatore
del Comune di Agrigento, che questo Consiglio comunale ha
approvato nell’aprile del 2004, cioè due anni addietro. Allora
io devo trarne una inequivoca conclusione, che attraverso la
forzatura di queste approvazioni in deroga, si è voluto porre
in essere una violenza al nuovo Piano Regolatore Generale, di
cui si sapeva la consistenza, le previsioni, ciò che il
20
Consiglio comunale aveva deciso e deliberato già dall'aprile
dell’anno 2004. Questo è il dato di sostanza. Il progetto suo
è del 2003, come tanti altri progetti, Ingegnere Li Causi. Io
conosco progetti che sono del 92 o del 91 e oggi non possono
andare avanti perché questo Consiglio comunale ha approvato un
nuovo Piano Regolatore Generale, che disegna, in relazione
all’interesse
pubblico
di
tutti
gli
agrigentini,
un
determinato tipo di sviluppo. Noi abbiamo un dovere nei
confronti della città, di segnare lo sviluppo urbanistico che
riteniamo sia più confacente agli interessi degli agrigentini,
considerati come categoria generale, non all’interesse di
quella impresa o di quell’altra impresa o di quell’altra
impresa ancora. Lei nel 2003 ha presentato un progetto.
Nell’aprile del 2004 sapeva che il Consiglio comunale in
quella zona aveva deciso determinate cose, probabilmente cose
che
semplicemente
ridimensionavano
le
sue
aspettative
imprenditoriali, aveva il dovere, e gli uffici avevano il
dovere di richiamarla al rispetto di questo dovere, di
ridisegnare il suo Piano e ridimensionarlo in relazione a
quello che il Piano Regolatore, approvato da questo Comune
legittimamente nell’aprile 2004 prevedeva. Questo è il punto
di sostanza e su questo punto noi oggi dobbiamo confrontarci,
se è vero che lei vuole realizzare a una settimana
dall’approvazione definitiva del Piano Regolatore del Comune
di Agrigento cose diverse da quelle che prevede quel Piano
Regolatore. E a questo punto perché noi dobbiamo avere la
gallina pinta in mezzo a centinaia o migliaia di agrigentini
che sono galline bianche, perché solo per lei noi andremo a
fare il regalo, a una settimana dall’approvazione del Piano
Regolatore del Comune di Agrigento, di farla andare in deroga
al Piano Regolatore del Comune di Agrigento. Non se ne
comprende la ragione, non se ne comprende assolutamente la
ragione, perché la sua situazione è identica, Ingegnere Li
Causi, a quella di decine, se non centinaia di cooperative e
di imprese che hanno Piani costruttivi. (voce fuori microfono)
Io le posso garantire che mi batterò fino alla mia ultima
energia, perché il suo Piano, ridimensionato, credo che non ci
voglia molto, venga immediatamente approvato in Consiglio
comunale. Lei deve assumere l’impegno di ridisegnare il Piano,
per come comanda il nostro Piano Regolatore. E io assumo
l’impegno con il sangue di battermi qua dentro come non ho mai
fatto, perché il suo Piano, reso conforme al Piano Regolatore
Generale, venga approvato. E la invito a occupare con me
l’aula consiliare se non riusciremo a fare questo. Lei ha una
impresa, ha tecnici, ha persone valide. È in grado, da qui a
quindici giorni di rinfornare all’Ufficio Urbarnistica del
Comune il Piano, modificato per come prevede il Piano
21
Regolatore Generale. E io le garantisco che farò l’inferno. E
lei sa che significa se io dico che farò l’inferno, perché qua
dentro questo Piano sia approvato nei tempi più urgenti
possibili. Lei ha il mio impegno solenne, che credo che in
questa città conti qualcosa. (voce fuori microfono) Io l’avevo
appreso prima dell’estate e infatti lo stiamo affrontando.
Abbiamo ottenuto i pareri legali. I pareri legali prevedono
questo. Ingegnere Li Causi, se lei porta a questo Comune…
(voce fuori microfono) Il tempo materiale lei ce l’ha. Qua il
punto politico è uno, è uno soltanto. Voi probabilmente per le
sponsorizzazioni politiche che avete avuto, avete provato a
sfondare la volontà del Consiglio comunale per andare in
deroga alla pianificazione di quell’area. Io ho una coerenza
di comportamenti. (voce fuori microfono) Per la stessa
ragione, Ingegnere Li Causi, perché ora siamo a una settimana,
prima eravamo a mesi e a tempi indefiniti. Per me la legge è
uguale per tutti. Io mi sono fatto portavoce della bocciatura
del Piano di Puccio, perché era non coerente con un disegno
che si era dato questo Consiglio comunale. Qui occorre darsi
delle regole e su quelle regole eseguire. Qui ognuno può
assumersi le responsabilità che vuole, ma deve essere chiaro
il gioco che si fa. A una settimana dall’approvazione del
Piano Regolatore Generale noi andiamo ad operare uno sfregio
al Piano Regolatore Generale. Questo è il punto. E lo facciamo
con un parere legale che dice determinate cose. Se il parere
legale è vero, qui la questione è che con il nuovo Piano
Regolatore si può costruire 10, con la variante che si vuole
approvare a una settimana dal nuovo Piano si può costruire 15
o 20. E io francamente non ritengo che una cosa simile possa
essere avallata, perché se no è inutile che ci diamo strumenti
urbanistici, approviamo Piani Regolatori, pensiamo di avere un
ruolo di direzione dello sviluppo. Le cose che dice Casesa
hanno assoluta coerenza con il ruolo che ha lui, con il ruolo
che hanno avuto persone vicino a lui e lì è facile anche
comprendere livori e minacce che vengono proposte. Ma su
questo tornerò eventualmente con un intervento per fatto
personale. Io le chiedo, a questo punto, Ingegnere Di
Francesco, se lei condivide o meno quello che scrive
l’avvocato del Comune nel parere che lei conosce, dato in data
1 agosto 2006.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Prego Ingegnere Di Francesco.
INGEGNERE DI FRANCESCO – Io la risposta alla domanda che mi
ha fatto il Consigliere Arnone
l’avevo già data poco fa,
quando ho detto che già le concessioni edilizie per il
programma di Cugno Sala io le ho rilasciate ed è stata
approvata in variante da questo… (voce fuori microfono) Non è
vero. Spiego perché non è vero, perché ho detto che le norme
22
di salvaguardia vanno… (voce fuori microfono) Sugli indici di
edificabilità noi l’andiamo ad approvare in variante e questo
diventa il nuovo strumento urbanistico, questo che andiamo ad
approvare. Quindi devono essere conformi a questo. Sul
discorso che lei mi dice dello 0,75, le volevo dire che ora
tra una settimana ci saranno le osservazioni che dovrete
approvare. Se lei si va a vedere l’osservazione 637, l’indice
di edificabilità lo portano a 1 in quella zona tra una
settimana. Quindi tra una settimana non ci sarà nemmeno questo
problema di indice. Ora il discorso è di celerità, di certezza
di
finanziamenti,
scadenza
al
31
dicembre,
questo
è
sostanzialmente.
Io
quando
dico
che
ho
rilasciato
le
concessioni, pure il vero dico. (voce fuori microfono)
L’indice di edificabilità della delibera 108 è 0,75, e qua è
più alto. L’andiamo ad approvare in variante. Questo è il
punto. Però le stavo dicendo, c’è l’osservazione, la 637, che
l’indice lo porta a 1.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Prego Consigliere Casesa.
CONSIGLIERE CASESA – Presidente, mi sembra stasera di
assistere a un interrogatorio ed è bravo l’avvocato esperto in
affari civili e legali, ma non è un interrogatorio, non siamo
in un’aula di Tribunale, voglio ricordare ai cari colleghi, né
possiamo, cari amici e cari colleghi, mettere in croce l’amico
dirigente. Cioè non possiamo fargli dire le cose che
convengono a noi, solo perché questa sera dobbiamo fare la
farsa. Cari amici, Arnone è bravo a fare la frittata ed è
molto astuto. Ma le cose sono ben diverse. La nostra, cari
amici, è una valutazione politica. Il Consigliere Arnone fa
riferimento, ma in maniera robusta, a un parere espresso…
(voci fuori microfono) Presidente, se ci sono problemi, mi
rimetto alla sua volontà.
INTERVENTO DEL VICE PRESIDENTE (Cacciatore) – Il Consiglio è
sospeso per cinque minuti.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE
(Di Maida) - Chiamiamo l’appello.
Siamo 20 presenti, 10 assenti, la seduta può proseguire
regolarmente. Consigliere Hamel, prego.
CONSIGLIERE HAMEL – Io non so da qui a poco quale sarà la
decisione che verrà comunicata dato che ancora una volta le
valutazioni non si fanno assemblearmente, ma si fanno nel
chiuso di alcune riunioni, però volevo sottolineare alla
vostra attenzione alcuni aspetti, soprattutto alle persone che
sono qui venute ad assistere a questi lavori e che si sono
sacrificate per tante ore ad assistere a questi balletti che
ci sono stati in Consiglio comunale. Noi stiamo discutendo di
una delibera che è già venuta in Consiglio comunale, una
delibera che tra l’altro è stata sollecitata nella prima
valutazione del Consiglio comunale da parte di numerosi
23
consiglieri comunali i quali dicevano: dobbiamo subito
approvarla perché se passano i 45 giorni verrà il Commissario
ad acta e l’approverà. E siccome questa delibera è sbagliata,
noi dobbiamo discuterla in Consiglio comunale
e bocciarla.
Questa è stata la volontà espressa da una larga parte dei
consiglieri comunali in quella sede e la delibera è stata
bocciata. È stata bocciata
senza che nessuno si prendesse
minimamente il pensiero e la cura se i lavoratori perdevano il
lavoro, se c’era il disagio delle famiglie e c’erano tutta
questa serie di problemi che venivano a crearsi. Lo dico
questo perché vorrei che la vostra attenzione fosse richiamata
su questo argomento, io non posso accettare l’ipocrisia di chi
oggi viene a fare il ragionamento del posto di lavoro e dei
lavoratori che perdono il lavoro dopo che nella delibera
portata qui nel gennaio del 2005, ha votato contro questa
delibera. Qual è il sistema di coerenza che porta ad esempio
il Consigliere Casesa a fare questo patrocino così accorato
rispetto all’approvazione di questa delibera, se la stessa
identica delibera nel gennaio del 2005 è stata bocciata con il
voto negativo del Consigliere Casesa, così come gli altri
consiglieri comunali della maggioranza? Cioè una scelta che
è stata fatta allora, razionale, precisa, una manifestazione
di volontà chiara, esplicita, oggi viene a essere rimangiata e
viene a proporsi il ragionamento della valenza sociale di
questa delibera, che è un
ragionamento giusto, legittimo,
forte per chi ha sensibilità rispetto a questo tipo di
problemi, però voi dovete rendervi conto di una cosa, che in
questo dibattito aleggia un fantasma e il fantasma che aleggia
in questo dibattito è l’Amministrazione comunale. Non si può,
rispetto a problemi di questa dimensione, che hanno anche una
refluenza sul lavoro e sulla gente, non si può essere assenti.
Se in questi anni ci fosse stato un ruolo attivo da parte
dell’Amministrazione comunale, che interloquiva con l’impresa
Li Causi, che discuteva su questi argomenti, una soluzione si
trovava, un percorso da praticare per riuscire ad approvare
questa delibera si trovava e si poteva trovare. I correttivi
di cui si parlava anche stasera si potevano sperimentare e
proporre anche nel passato e a quest’ora non saremmo arrivati
a questo punto. C’è una latitanza politica di gestione della
vita amministrativa della città di Agrigento. Oggi si discute
su un problema di urbanistica fondamentale importante e non
c’è
nessuno
dell’Amministrazione
comunale
che
dia
testimonianza e
manifesti quale è la volontà politica della
maggioranza, di chi gestisce ed è alla guida e ha la
responsabilità del Comune di Agrigento.
Quindi è chiaro che
sui problemi anche di natura sociale le responsabilità devono
essere individuate in maniera precisa, perché ci può essere
24
sicuramente da parte dell’impresa una
volontà di realizzare
uno strumento che sia anche vantaggioso, è nel suo diritto
cercare di presentarlo nella maniera più vantaggiosa, pur
sempre nei limiti della legalità e della legittimità. Però, se
ciò non era possibile, doveva realizzarsi una interlocuzione o
un dialogo, attraverso cui si potevano modificare le proposte
e fare in modo che potesse passare in maniera tranquilla,
senza tutto questo bailamme, tutto questo manicomio che c’è
stato questa sera e che c’è stato anche in passato. Però
questi passaggi non li dovete dimenticare. C’è stato qui
dentro chi si è battuto in maniera dura e pesante perché la
delibera venisse portata in Consiglio comunale e venisse
bocciata dal Consiglio comunale. E non è stata certamente la
minoranza. Non è stato certamente chi non ha la responsabilità
politica e amministrativa della gestione del Comune di
Agrigento. È stata la latitanza, l’assenza e la volontà di
costoro a realizzare le condizioni che stiamo vivendo questa
sera. Noi ad inizio di seduta abbiamo dato un segnale molto
preciso e chiaro e abbiamo detto: avevamo stabilito in linea
di principio che se la maggioranza non aveva i numeri per
garantire la validità della seduta, il numero legale, 16
presenze, noi in ogni caso andavamo via. Rispetto a questa
delibera abbiamo derogato dalla nostra decisione, abbiamo
detto: noi rimaniamo in aula perché non vogliamo dare alibi a
nessuno e vogliamo che chi a parole vuole sfruttare anche
quello che è il bisogno, l’aspettativa, l’ansia delle
famiglie, deve dimostrare poi nel concreto e con gesti precisi
che ragionamento e che obiettivo vuole realizzare, se no è
soltanto pura demagogia ed è soltanto un tentativo di pigliare
in giro le persone. Noi siamo qui presenti e lo siamo anche in
questo momento e se uscissimo fuori il discorso sarebbe
finito, perché la seduta cade perché non c’è il numero legale.
Noi siamo qui presenti per portare un ragionamento che è
quello che nella città di Agrigento, se si devono fare scelte,
se si deve amministrare, se si deve dare un futuro alla città,
bisogna che ci sia coerenza di comportamento e lealtà nei
confronti della gente. Nessuno deve cercare di mistificare qua
dentro quali sono i ragionamenti. Ci sono delle perplessità,
ci sono delle cose che possono essere discusse su questa
delibera, ma questo doveva essere fatto anche nei tempi dovuti
e nei tempi giusti, in modo tale da consentire che si
potessero fare queste variazioni, perché adesso il discorso e
il ragionamento è tutto in salita e le difficoltà ci saranno.
E non si può chiedere al Consiglio comunale di ripiegare,
rispetto ad alcune esigenze, solo perché c’è chi è stato
latitante rispetto a un comportamento che doveva assicurare,
invece, un percorso tranquillo e sereno a questa delibera e a
25
tutte le altre che si interessano dei Piani costruttivi,
perché il Comune di Agrigento è diventato una sorta di
mercato, nel quale i Piani costruttivi entrano ed escono. Non
esiste da nessuna parte, non lo sto dicendo per questa
deliberazione, ma non esiste da nessuna parte, se non come
fatto eccezionale, straordinario che una delibera che sia
stata bocciata dal Consiglio comunale venga riportata in
Consiglio comunale. È come se ci fosse stata una sentenza di
un Giudice di primo grado, giusta o sbagliata che essa sia e
dopo pochi giorni qualcuno dice: va bè, ma il Giudice poteva
avere qualche perplessità, rifacciamo la sentenza di primo
grado. Non è possibile. Si va all’appello, ma ci devono essere
condizioni, termini e motivazioni. Se tutto questo si è
creato, non si è creato certamente per colpa nostra e a
nessuno consentiamo in questo momento di sbandierare e di
farsi araldo e portatore degli interessi dei lavoratori. Gli
interessi dei lavoratori vogliamo difenderli noi, ma li
vogliamo difendere additando le responsabilità di chi ha
creato questa situazione, di chi ha creato le aspettative di
approvazione di questa stessa delibera, perché se ci fosse
stato un discorso onesto, chiaro e leale nei confronti
dell’impresa, dicendo “le difficoltà sono queste, i limiti
sono questi, le cose che non si possono fare sono queste”, si
poteva già da mesi e mesi trovare una soluzione e andare
tranquillamente,
senza
nessuna
polemica,
senza
nessuna
difficoltà,
senza
nessuna
perplessità
sulla
legittimità
all’approvazione. Oggi ci troviamo in questa situazione o bere
o affogare. Vediamo cosa ha deciso la maggioranza, se vuole
bere o se vuole affogare.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Chi chiede di intervenire?
Consigliere Alfano.
CONSIGLIERE ALFANO Signor Presidente, signori colleghi
Consiglieri, signori tutti. Certo quando si tratta di
affrontare questo tipo di problemi le discussioni si fanno
sempre serrate e si inseguono l’una con l’altra, anche così i
pareri che poco fa sono stati alcuni letti e altri profferiti,
di cui abbiamo rilevato anche una certa conflittualità che
lascia talora perplessi, però rientra in quella logica di
tutti coloro che mi hanno preceduto e anche di coloro che
questa sera non hanno potuto parlare o non hanno voluto
parlare, della salvaguardia del posto di lavoro e dell’aiuto
da dare alle imprese e ai lavoratori. È una conseguenza logica
e questa conseguenza logica noialtri la dobbiamo incastonare
in una visione un po’ più ampia, più decente, più completa. Ha
fatto bene il Consigliere Casesa, anche se non ha seguito
quelle indicazioni a sua insaputa di quanto avevamo stabilito
in Conferenza dei capigruppo, a sollevare questo problema. Se
26
ne è discusso e se ne discute ancora abbondantemente, penso
che anche dopo di me potrebbero esserci anche altre persone
che possono intervenire. E questa è una cosa positiva per
questo Consiglio comunale, cioè discutere di un Piano
costruttivo, discutere sul lavoro delle persone, però tutto
quanto essere ricondotto a una visione un po’ più ampia.
Volendo in un certo qual
modo dare delle certezze alle
persone e essere fattivo anche nella proposta politica, di
assicurare il lavoro alla gente e di perseverare in questo,
penso che se tutti noi, se è vero che ci sta a cuore di
portare avanti questa situazione, prendendo l’impegno non
soltanto politico ma morale di persone, di uomini, di definire
il tutto in una prossima seduta, che non può essere buttata lì
alle calende greche o con date troppo lunghe, potrebbe essere
proposta una data certa, che sarebbe quella entro il 31 del
mese di ottobre, con un impegno formale, non soltanto quello
mio personale, ma quello del mio gruppo e penso di quello
anche degli altri, tale da non procurare danno né alle
imprese, né alle persone, però in un contesto che rispetti
anche il Piano Regolatore Generale che noialtri abbiamo
condiviso e votato. Potrebbe sembrare un po’ difficile questo
percorso. Ne rilevo la perplessità che potrebbe sorgere in
taluni, ma dipende tutto da noi, perché mi pare che questa
sera non ci siano delle condizioni psicologiche e politiche
molto favorevoli. Invece penso che per dare la possibilità a
tutti quanti di partecipare e di dare una risposta precisa,
assumendosi la responsabilità dinanzi a tutti come persone e
come uomini di potere portare a compimento questo e anche gli
altri piani costruttivi, perché non ce n’è soltanto uno, ma ce
ne sono anche altri, che potrebbero e dovrebbero essere
conclusi qui in questa sede. Pertanto invito tutti i
consiglieri, se vogliono partecipare, se vogliono essere qui
con me questa sera nel dare questo tipo di indirizzo, oppure
se praticamente vogliono scegliere un’altra via, ognuno è
libero, ma nella fattispecie è un impegno morale che dobbiamo
assicurare alle imprese e ai lavoratori certezze e sicurezza.
Penso di non aggiungere altro, però mi premeva parlare di un
aspetto che non è marginale in questa faccenda, ma che
potrebbe divenire sostanziale e che ha un aspetto invece un
po’ particolare. Circa il Consigliere Indelicato ho voluto
farmi dare, dal consigliere che mi aveva preceduto, quanto
scritto nel verbale dei capigruppo, che leggo: “In conclusione
i capigruppo stabiliscono all’unanimità di inserire le
delibere di che trattasi, dando mandato al Presidente di
chiedere agli uffici un elenco completo dei programmi
costruttivi in itinere. Si stabilisce altresì che le delibere
in questione, così come prevede il regolamento, vengano
27
discusse per i prescritti pareri in seno alla Commissione
consiliare permanente competente”. Mi sembra che non ci sia
alcun problema di incompatibilità. E questo per contribuire a
dare certezza al discorso che abbiamo iniziato, perché non è
secondario, ma anche per definire la posizione di un
consigliere che in quel momento mi aveva sostituito.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Vaianella, prego.
CONSIGLIERE VAIANELLA – Signor Presidente, egregi colleghi.
Dall’intervento del collega Alfano mi pare che è emerso il
fatto di rinviare la votazione di tale punto fino al 31
ottobre, mi pare che questa sia stata la proposta. È la prima
volta, forse, eccezionalmente non mi trova d’accordo con il
collega Alfano su questa proposta, perché ritengo che questa
sera, grazie a un dirigente che ha espresso in maniera chiara,
assumendosi tutte le responsabilità su una domanda incalzante
del qui presente Avvocato Arnone, sul fatto se il parere
dell’Avvocato Legale del Comune lui lo condividesse o meno, mi
pare che è stato chiaro. E siccome è stato chiaro, a (inc.)
proprio semplice, mi pare che noi consiglieri questa sera
potremmo essere nelle condizioni serene di esprimere una
valutazione. Abbiamo un
funzionario che
scrive all’Ufficio
Legale, che esprime una certa cosa. Giustamente, a seguito
della discussione sono emerse perplessità e il dirigente Di
Francesco, debbo dire coraggiosamente, Ingegnere, lei questa
sera in maniera chiara e inequivocabile
ha espresso un
parere. Cosa che purtroppo non è così e lo sappiamo quante
volte altri dirigenti hanno tratto il Consiglio in inganno
anche a delle valutazioni, perché non sono mai state decise,
sempre con entra ed esci. Bisogna essere chiari e l’Ingegnere
Di Francesco è stato chiaro. Pertanto alla luce delle
considerazioni del parere espresso, ritengo che il Consiglio a
mio avviso
questa sera è nelle condizioni di potersi
esprimere. Pertanto onestamente non condivido la proposta di
rinviarlo altri dieci giorni, perché poi sono convinto che il
Consiglio potrebbe mantenere questa, però non si sa mai cosa
può succedere. Io ritengo che
come mi ero espresso già in
quella occasione, perché io, ribadisco, non votai contro
questa delibera a suo tempo, avevo anzi proposto al Consiglio
“stiamo attenti… stiamo liquidando così facilmente questa
proposta, state attenti, colleghi, ci sono finanziamenti e
tutto quello che ruota attorno ai finanziamenti, pertanto
stiamo attenti, potevamo dare un indirizzo forte”, mi ricordo
allora io… ecco alla Regione, quando inviò il Commissario di
attenzionare questa proposta e far sì che non incombesse
l’ombra immediata del Commissario. Poteva il Consiglio a mio
avviso dare in quella occasione un indirizzo forte di questo
tipo, giustificato dal fatto che avevamo un Piano Regolatore
28
che doveva venire poi tra breve in aula, poi non fu così, poi
purtroppo abbiamo perso un anno e questo è dispiaciuto a tutti
noi. E lì debbo dire, infatti condivido quello che diceva il
collega Hamel. Una delibera non dovrebbe tornare due volte in
Consiglio
comunale,
non
dovrebbe,
onestamente.
Bisogna
attenzionarla una sola volta. Eventualmente anche rinviarla.
Egregie imprese, quando il Consiglio non la può trattare,
evidentemente ha delle motivazioni e condivido il perché ed è
stato giusto che il Consiglio ha soprasseduto fino ad adesso
sulle perplessità mostrate dai colleghi consiglieri, dal
collega Capraro e da altri. Abbiamo avuto il parere, abbiamo
avuto tutto quanto. Ritengo che siamo nelle condizioni di
esprimerci. Allora io, signor Presidente, veramente richiamai
il Consiglio, io e altri colleghi consiglieri che non
bocciarono
questi
programmi
costruttivi.
Richiamai
il
Consiglio di attenzionarlo e di rinviarlo perché era troppo
semplice così liquidarla in quella serata stessa. Questa sera
vedo che si vuole prendere qualche altro giorno. Io non
condivido tale proposta e pertanto voterò contrario, qualora
ci sarà la proposta di rinvio. Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Tortorici.
CONSIGLIERE
TORTORICI
–
Grazie
Presidente,
colleghi
Consiglieri. Cari Consiglieri, innanzitutto mi voglio rifare
al discorso del capogruppo Alfano, che secondo me è stato
saggio. Questa sera noi, dopo tutto quello che è successo, che
domani si vedrà in televisione su Teleacras, certo la gente
non si farà un buon concetto. Siccome io sono una persona
molto costruttiva, e caro Consigliere Vaianella, io non lo so
cosa succede stasera, se questa delibera che è da tre anni che
naviga e poi tutto assieme stasera a sacco d’ossa viene
bocciata e tagliamo la testa al toro. Io sono convinto, perché
parlando con alcuni consiglieri, che non hanno le idee chiare,
che è opportuno, a questo punto, rinviare a giorno 31,
assumendoci le nostre responsabilità. Cari Consiglieri, io i
Piani costruttivi, quelli che ho votato, e mi rivolgo alle
minoranze, io li ho votati sempre, non sono stato mai contro i
Piani costruttivi, perché i Piani costruttivi sono lavoro,
quello
che
abbiamo
visto
stasera,
tutti
gli
operai
dell’impresa che sono venuti qua, che per loro il lavoro è
oro, in una situazione così difficile che sta attraversando la
città di Agrigento e tutta la provincia che non c’è lavoro e
guai a chi tocca il lavoro. Dobbiamo togliere pure quel poco
di lavoro che c’è? Questo no. Caro Consigliere Vaianella,
siamo uomini e ci dobbiamo assumere le responsabilità. Noi
stasera possiamo votare un documento a supporto di quello che
si è discusso stasera, di tutto quello che è successo, perché
io non me la sento di assumermi la responsabilità che stasera
29
la delibera viene bocciata. Visto e considerato che sono
trascorsi tre anni, non cambia niente nel giro di 13 giorni se
noi
stasera
tutti
assieme,
minoranza,
maggioranza,
ci
assumiamo, votando un documento unitario, tutti assieme.
Presidente,
quando
abbiamo
all’ordine
del
giorno
le
osservazioni dei cittadini al P.R.G.?
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Ho programmato con l’Ingegnere
Giacobazzi che sarà presente la prossima settimana nei giorni
di martedì, mercoledì e giovedì.
CONSIGLIERE TORTORICI – Allora io penso che nei giorni di
martedì, mercoledì e giovedì noi ce ne usciamo, perché ne
abbiamo parlato in Commissione, ne abbiamo parlato tutti i
consiglieri di come abbiamo articolato in Commissione le
osservazioni dei cittadini, in tre giorni ce ne usciamo. Ne
sono convinto perché abbiamo conglobato le 250 osservazioni
che sono favorevoli, abbiamo conglobato quelli parzialmente
favorevoli e abbiamo lasciato quelli che erano sfavorevoli. E
i tre giorni… ne siamo tutti consapevoli, ne abbiamo discusso,
corridoi, corridoi, che noi entro questo mese ce ne dobbiamo
uscire. Noi, Presidente, cari Consiglieri, votiamo stasera un
documento unitario, tutti assieme quelli che siamo presenti in
questo Consiglio, dove ci assumiamo le nostre responsabilità
nei confronti dell’impresa, dei lavoratori e di tutte quelle
cooperative che verranno dopo, perché io ho paura stasera che
questa delibera viene bocciata. Caro Consigliere Vaianella,
non ci vado a mosca cieca, non ho la palla magica, non lo so
cosa
succede
stasera
nella
votazione.
Perché
dobbiamo
penalizzare noi questa sera nel giro di due settimane e dare
la possibilità che tutto vada in porto? Non cambia niente. La
mia proposta è di sottoscrivere un documento unitario, tutti
assieme i consiglieri che stasera siamo presenti, per
discutere anche venerdì stesso o lunedì stesso, quando noi
chiudiamo il Piano Regolatore, di trattare la delibera in
questione. Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Prego Consigliere Casesa.
CONSIGLIERE CASESA – Presidente, siamo alla conclusione del
dibattito che ha visto in maniera molto accesa e animata
l’approfondimento sulla tematica che ho sollevato, una
tematica che probabilmente non ho concordato con il mio
capogruppo, nonostante sia stata decisa stamattina nella
Conferenza dei capigruppo una volontà ben precisa. E questa
sera comunque, ribadendo le considerazioni che avevo espresso,
ritengo che non ci siano le condizioni perché la delibera sia
approvata. Lo percepisco e probabilmente l’intervento del
collega Tortorici fa emergere queste considerazioni. Io sono
pronto, e lo ribadisco questa sera, a esprimere il mio voto
favorevole. E lo sono convinto anche successivamente… il
30
parere espresso dal dirigente Di Francesco, che ha sgombrato
ogni dubbio, ha sgombrato anche qualunque dubbio sulla
documentazione o sul parere che aveva espresso il dirigente
dell’Ufficio Legale, la dottoressa Vecchio e sono pronto a
votarlo in qualunque maniera perché ritengo che i Piani
costruttivi, e in questo lancio anche una battuta al collega
di minoranza Hamel, ritengo che rappresentino sempre un
momento importante di occupazione e di sviluppo per la città
di Agrigento. Veda, Consigliere Hamel, lei fa parte di quella
categoria della cosiddetta intelligenza artificiale, che fanno
riferimento a un grande scrittore Ilsen, che dicono una cosa e
poi
fanno
una
cosa
completamente
diversa.
C’erano
oggettivamente condizioni diverse quando nel gennaio 2005
bocciammo la delibera del Piano costruttivo. Una di queste
condizioni era un parere assolutamente condizionatorio del
dirigente, l’Architetto Campanella, il quale in previsione del
Piano Regolatore Generale, ci informava di notevoli difficoltà
in atto e secondo la più importante, e riveste un momento
squisitamente sociale, non c’era in atto la possibilità che si
perdevano
finanziamenti.
E
quindi
c’è
una
valutazione
completamente diversa. Quindi nel gennaio 2005 ci fu una
volontà di preferire il Piano Regolatore Generale, dando
priorità assoluta. Oggi le condizioni sociali sono ben
diverse. Il Piano Regolatore Generale è in fase definitiva e i
Piani costruttivi, questo in particolare è perfettamente
collegato al Piano Regolatore Generale e qualora non lo
approvassimo stasera, rischieremmo, cosa che non facemmo nel
gennaio 2005, di perdere i finanziamenti, quindi di mandare a
casa decine e decine di operai. C’è una netta differenza.
Forse lei questa differenza sottile non l’ha analizzata, caro
collega Hamel, è sottilissima, ma squisitamente sociale. Io lo
bocciai perché ritenevo in quel contesto prioritaria la
discussione sul Piano Regolatore Generale. Oggi le condizioni
sociali sono ben diverse. Comunque, collega Hamel, mi
riferisco alla discussione odierna e anche all’intervento del
capogruppo Alfano, capisco e comprendo alcune difficoltà
psicologiche che emergono da alcuni colleghi consiglieri,
anche di maggioranza. Io sono dell’idea di votare questa sera
e sono pronto ad esprimere il mio voto favorevole. Comunque
voglio che si trovi una soluzione al provvedimento, perché
rischieremmo stasera di impallinare il Piano costruttivo, non
mi sentirei di farlo, ve lo assicuro. Quindi sono aperto anche
a una possibile soluzione, senza che questo comporti una
diversità della linea della maggioranza. Spesso la maggioranza
e Forza Italia deve anche esprimere una linea critica, la
diversità comunque nell’unità. Io sono dell’idea che bisogna
salvare l’economia della città e bisogna comunque arrivare a
31
una soluzione per salvare il Piano costruttivo. Io ribadisco,
sono pronto a votarlo in questo momento, esprimendo il mio
voto favorevole. Però capisco che in atto ci sono grosse
difficoltà da parte di miei colleghi consiglieri. Lascio al
capogruppo la volontà di stabilire la linea e io sono pronto
anche ad adeguarmi, grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Gramaglia.
CONSIGLIERE GRAMAGLIA – Caro Presidente, siamo arrivati alla
fine del dibattito. Io ho sentito, prima di prendere la
parola, i miei consiglieri del gruppo e ho visto che ci sono
delle titubanze in merito all’approvazione dell’atto questa
sera, titubanze che io onestamente non ho, però mi sembra
giusto che per evitare che si rischi una rottura e che poi
prevalga
non
il
processo
costruttivo,
ma
un
processo
disfattista che si conclude con la bocciatura della delibera,
onestamente sposo la linea del capogruppo di Forza Italia,
però pigliando l’impegno, come diceva lui e diceva bene, un
impegno morale per risolvere questo problema dell’impresa Li
Causi; morale perché il percorso che ha subito è un percorso
che dura un anno, morale perché in altre situazioni il
Consiglio ha adottato atteggiamenti diversi, morale perché
viene fuori quella che è l’indicazione di massima di noi
consiglieri che dovremmo fare e facciamo l’interesse della
città, che di fronte a una situazione di quasi contemporaneità
dell’approvazione del Piano Regolatore e del Programma
costruttivo di Li Causi, sentendo anche quello che è il parere
tecnico, e vi devo dire che questa sera sono rimasto contento
perché il parere tecnico è stato assolutamente favorevole,
dobbiamo prenderci l’impegno, e questo al di là degli
schieramenti politici, Consigliere Hamel, ma come obiettivo
unitario di tutto il Consiglio che il 31, data stabilita dal
capogruppo di Forza Italia, entro il 31 si raggiunga questo
accordo unitario, che permette da un lato l’approvazione in
seno al Consiglio del programma costruttivo, dall’altro lato
uno snellimento della procedura, avendo fiducia che tutti noi
consiglieri in questi tre giorni, che verrà Giacobazzi, ci
pigliamo a cuore il programma di risolvere definitivamente il
Piano Regolatore Generale e quindi includeremo subito dopo il
Piano costruttivo di Li Causi. Spero in questo anche gli
operai che sono qua, che hanno ascoltato il nostro dibattito,
che al di là di tutto è un dibattito magari serrato, qualche
volta pignolo e meticoloso, però al di là di tutto c’è quello
che è l’interesse di creare lavoro, occupazione e sviluppo per
la nostra città.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Arnone, poi c’è Vetro,
Bonomo e Burgio.
32
CONSIGLIERE ARNONE – Io annuncio che ritiro la mia proposta e
mi associo a quella illustrata dal Consigliere Alfano, ma
voglio anche aggiungere qualcos’altro. Noi abbiamo assistito
negli ultimi interventi a un singolare cambio delle carte in
tavola. Dall’intervento del dirigente Di Francesco non è
venuto fuori una conferma della linearità della vicenda di
questo
Piano
costruttivo,
è
venuto
fuori
esattamente
l’opposto, è venuta fuori la denunzia netta e chiara della
vergognosa
attività
posta
in
essere
questa
sera
dal
Consigliere Casesa e da coloro che si sono accodati alla sua
posizione. Di Francesco ci ha detto che tra approvare questa
sera il Piano costruttivo e approvarlo dopo il Piano
Regolatore cambia moltissimo e cambia moltissimo sotto più
profili: uno, il profilo della viabilità. Dopo l’approvazione
del Piano Regolatore, il Piano costruttivo dovrà essere reso
conforme a quello che prevede il Piano Regolatore in termini
di viabilità. Significa che dalle tasche dei costruttori
cascano un bel po' di quattrini che vanno a vantaggio della
collettività agrigentina. Se si approva prima, invece,
si
vengono ad eludere gli aspetti della viabilità previsti dal
Piano Regolatore Generale. E ancora
Di Francesco, seppur
purtroppo, e ciò non gli fa onore, inizialmente con qualche
tortuosità, poi è stato costretto ad ammettere. E qui non
siamo in Tribunale, Consigliere Casesa, queste sciocchezze
dovrebbe evitare di dirle, qui facciamo atti amministrativi
che vanno fatti in modo preciso e puntuale. Certo lei è
abituato con le vicende dell’appalto della nettezza urbana
forse, ma questo riguarda un discorso da fare in separata
sede, per cui preferisce gli atti fatti magari direttamente
nei computer delle imprese che devono vincere gli appalti, ma
sono altre logiche. Noi qui gli atti li dobbiamo fare e
conoscere in modo puntuale. E non è essere in Tribunale
chiedere al dirigente: scusi, ma l’avvocato del Comune
ha
ragione o torto quando scrive che l’edificabilità del Piano
costruttivo per come è proposta oggi è ben maggiore di quella
che prevede oggi il Piano Regolatore del Comune di Agrigento?
E la risposta di Di Francesco poi è stata chiara, nel senso
che l’Avvocato del Comune, Agata Vecchio, aveva assolutamente
ragione e aveva visto bene e prima di lei aveva ragione il
Consigliere Capraro che sollevò la questione, che questo Piano
costruttivo è in difformità dal nuovo Piano Regolatore
Generale, non solo per quanto riguarda la viabilità, ma anche
per quanto riguarda l’edificabilità, perché ne prevede in
quantità ben maggiore di quella che prevede il nuovo Piano
Regolatore. Mi si può dire: ma il nuovo Piano Regolatore,
quando approverà le osservazioni potrà aumentarla. Bene,
potremo aumentarla. Se l’aumenteremo, sarà una decisione
33
ponderata di questo Consiglio comunale che darà una regola
liberamente che riguarda tutti. Questa sera sarebbe un regalo
che riguarderebbe uno soltanto. Allora questo è il punto
centrale di questa vicenda, Consigliere Casesa. E deve
imparare, Consigliere Casesa, perché forse è tra i pochi che
non l’hanno imparato, che chi parla in questo momento non è
minimamente persona che si può fare intimidire dal linguaggio
di Grandangolo che lei vuole portare qua dentro: “Metodo
Arnone, sveleremo i segreti, mani nel sacco, intimidazione,
Arnone che distrugge questa città”. Ma a chi la racconta?
Quale città vogliamo distruggere quella nella quale si trucca
l’appalto della nettezza urbana per fare guadagnare più soldi
alle imprese e fare pagare più tasse ai cittadini? Glielo vada
a spiegare agli agrigentini la storia dell’appalto della
nettezza urbana, glielo vada a spiegare come ex
Assessore
alla Nettezza Urbana, come persona che conosce bene queste
cose, come esponente della maggioranza del Sindaco Piazza.
Questo è distruggere la città di Agrigento? Pretendere regole
per tutti? pretendere legalità per tutti? Che segreti svela,
Consigliere Casesa, i segreti di Pulcinella? I segreti di
Pulcinella del tentativo di radicare in questa città un
confronto civile tra maggioranza e opposizione, tra esponenti
della maggioranza e dell’opposizione, e il fatto disdicevole è
che a incontri seri che hanno per tema tematiche assolutamente
rilevanti per la città di Agrigento, mentre io conducevo,
quando conducevo altre persone, persone serie, non sempre da
parte degli esponenti di maggioranza si conducevano persone
serie. E devo dire che io qualche dubbio l’ho avuto e al mio
interlocutore politico, sui discorsi del futuro della città,
che poi sono i discorsi che sono riportati nei verbali di
questo Consiglio comunale, che riguardavano i dirigenti, che
riguardavano l’assetto e la burocrazia, in un’occasione dissi:
ma tu ritieni che vale la pena di portare le persone che ti
porti a parlare di argomenti così seri? Io qualche dubbio ce
l’ho.
– Mi disse: no, io sto facendo crescere una classe
dirigente di grande livello e qualità. Ed è la classe
dirigente che abbiamo visto che ritiene a tutela di piani
costruttivi privatistici, prospettare che da questi scranni
rivelerà i segreti di Pulcinella. E dico i segreti di
Pulcinella probabilmente come dire nel senso più letterale del
termine, che sono segreti, che verranno rivelati da persone
che in effetti sono della levatura della nota maschera
napoletana. Quindi, andiamo a concludere questa seduta del
Consiglio comunale, e l’andiamo a concludere nel migliore dei
modi, cioè sancendo l’impegno, e qui c’è anche il dirigente
competente, di fare chiarezza su tutti i Piani costruttivi,
ricondurli ai criteri del nuovo Piano Regolatore Generale e
34
approvarli nei tempi più brevi. Chi ha da dire cose le dica
chiaramente, Consigliere Casesa. Sentivo poc’anzi un suo
accenno che ho interpretato come un accenno alla vicenda della
delibera di Moses, abbastanza esplicito. Lo racconti al
Consigliere Alfano il turpe commercio che c’era dietro Moses,
che l’ha votata quella delibera. La racconti al Consigliere
Putrone questa vicenda del turpe commercio dietro Moses, che
l’ha votata quella delibera. La racconti al Consigliere
Gramaglia che l’ha votata e l’ha difesa accoratamente a spada
tratta per mesi quella delibera. La vada a raccontare al
Sindaco Piazza e vi chiarite magari le idee, visto che il
Sindaco Piazza l’ha portata in questo Consiglio comunale e
l’ha sottoscritta. Perché quando uno parla di pulcinellate, fa
riferimento esattamente a cose di questo tipo, un gruppo,
quello di Forza Italia, che fa proprio un atto deliberativo,
che lo vota, e un membro del gruppo di Forza Italia che si
ritiene il più alto e il più autorevole, che qui ritiene di
mettere il fango, per non usare un altro termine nel
ventilatore, e di spruzzarlo addosso a tutti, in primo luogo a
quelli del suo stesso partito. Concludo, Presidente, e quindi
annuncio il mio voto favorevole alla proposta del Consigliere
Alfano.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Vetro.
CONSIGLIERE VETRO - Signor Presidente, colleghi Consiglieri.
Penso che qui tutti i consiglieri agiamo per il bene della
città. Io in prima persona ho sempre votato qualsiasi delibera
che avrebbe portato alla città di Agrigento una certa ripresa
nell’economia, specialmente dove di mezzo ci sono persone che
a sua volta hanno famiglie e queste persone, lavorando,
potrebbero portare uno stipendio a casa, non mi sono mai
tirato indietro, le ho sempre votate, specialmente quando
dietro queste delibere ci sono dei pareri favorevoli dei
tecnici. Però, se dovessi mettere in una bilancia, in questo
caso la bocciatura della delibera, perché sinceramente ne ho
sentore, vedo che c’è una certa stanchezza, si sono sentiti
interventi che hanno avuto direzioni diverse. Qui ho sentito
l’Ingegnere Di Francesco, però io ho anche una altra lettera
dell’Avvocato Vecchio. È vero che l’Ingegnere Di Francesco
dice la sua, però nello stesso tempo vorrei anche sentire la
campana dell’avvocato. In questo caso io la lettera l’ho
letta, come diceva oggi lei, Presidente, però qui non c’è e
volevo sentire anche quello che diceva l’avvocato. Perciò, se
dall’altra parte potrei mettere il rinvio della proposta, che
il capogruppo di Forza Italia diceva, preferisco appunto
proporre, come diceva Alfano, il rinvio della delibera entro
giorno 31, che non bocciarla oggi. Perciò propongo di rinviare
la delibera entro giorno 31, ma nello stesso tempo sono
35
favorevole a quello che poc’anzi diceva il capogruppo di Forza
Italia.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Bonomo.
CONSIGLIERE BONOMO – Signor Presidente, colleghi Consiglieri,
debbo dire che questa sera è la serata delle contraddizioni
palesi, contraddizioni che emergono ogni seduta in maniera più
forte e più marcata. Si preleva un punto, immediatamente dopo
questo punto che si preleva, la stessa maggioranza lo ritira.
Io non capisco e abbiamo perso un’altra occasione che noi
della minoranza abbiamo offerto, perché il nostro permanere in
aula era proprio indicativo all’inizio, Consigliere Vetro, era
proprio per consentire alla maggioranza di mettere in atto la
sua strategia, se la maggioranza avesse una strategia. Dopo
varie riunioni e varie sospensioni, la strategia della
maggioranza è quella di rimangiarsi di nuovo da capo quanto
aveva detto. Io a questo gioco non ci sto. Sono una persona
corretta e coerente, pertanto annuncio il mio voto contrario
alla proposta Alfano. Mi dispiace che la proposta porti il
nome del Consigliere Alfano che sa godere della mia grande
stima, ma purtroppo devo dire questa sera abbiamo superato
ogni limite, perché tutti hanno detto da questo podio di
essere d’accordo con quanto espresso dal dirigente. Tutti
hanno detto di essere soddisfatti da quanto detto dal
dirigente, tutti hanno ribadito di essere sereni e tranquilli,
ma tutti ribadiscono che però c’è un clima. E allora questo
clima perché dovrebbe cambiare in dieci giorni, signori
Consiglieri? Questo clima perché dovrebbe sovvertirsi in dieci
giorni? Che dovrebbe succedere in questi dieci giorni? O
dovremmo cominciare a sospettare che qualcosa dovrebbe
succedere o che qualcuno aspetti che succeda qualcosa? Noi
siamo qui perché si faccia tutto nel massimo della limpidezza.
Pertanto, il mio voto contrario alla proposta è in questo
spirito e vuole sottolineare la incapacità assoluta di una
maggioranza di procedere. Credo di interpretare anche,
nell’esprimere il voto contrario, la volontà dei consiglieri
Hamel e Licata, proprio perché in questa direzione e la nostra
presenza voleva sancire questo rispetto nei confronti dei
lavoratori che questa sera avete tutti osannato, tutti avete
detto, ma avete fatto anche stancare, perché se ne sono andati
ad uno ad uno, in rispetto di quei lavoratori siamo rimasti in
aula per mantenere quel numero legale che non avevate
all’inizio della seduta e che nemmeno ora c’è. E allora dico:
non
avete
saputo
cogliere
neanche
questa
occasione,
aspetteremo il miracolo dei dieci giorni, ma vedrete che
questo miracolo fra dieci giorni sarà un miracolo evanescente,
un miracolo che non riuscirà ad attecchire e se attecchirà
sarà pieno e colmo di pensieri buoni e cattivi. Perché se
36
stasera le condizioni erano tutte positive, come è stato detto
e dichiarato più volte, non comprendo e non capisco ancora una
volta perché qua si parla di petto in fuori, di assumersi
responsabilità,
di
divenire
paladini
di
questo
o
di
quell’altra cosa. La verità, cari colleghi, ed è una triste
verità, è che è cominciata una brutta e squallida campagna
elettorale che sta prendendo i temi più brutti della politica.
Io chiedo a questo Consiglio di innalzare i toni e di
assumersi veramente le responsabilità che deve assumersi,
dicendo concretamente, non con le due facce, le cose che vuole
fare e le cose che non vuole fare. Se questa maggioranza c’è,
che batta un colpo, se non c’è, l’ho detto una volta e lo
ripeto, il malato è terminale, cominciamo a pensare di tirare
la spina, perché questo ammalato probabilmente non vuole
saperne di altro. La mia è una dichiarazione di voto.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Burgio.
CONSIGLIERE BURGIO – Signor Presidente, colleghi Consiglieri.
Io personalmente questo programma costruttivo già nel 2005 non
l’avevo bocciato, ma avevamo chiesto insieme all’allora
capogruppo Vaianella che questa proposta fosse accantonata
fino a quando il P.R.G. appunto non fosse stato definito,
perché allora non sapevamo che questi terreni ricadevano nella
zona C2, quindi l’edilizia economica agevolata. È per questo,
appunto, che essendo che questo programma costruttivo ricade
in zona di edilizia economica agevolata e che la variante ha
riguardo soltanto all’indice di fabbricabilità e di viabilità,
che io anche grazie alla luce di quanto espresso dal dirigente
Di Francesco, perché sì, è vero, noi abbiamo avuto un parere
del legale Vecchio che un po’ ci ha spiazzati, perché, è
inutile
negarlo,
venivano
messi
in
mostra
diverse
problematiche, che questa sera comunque l’Ingegnere Di
Francesco ci ha aiutato a dirimere. Ecco perché all’inizio
pensavo di essere contraria alla proposta del dottore Alfano.
Tuttavia mi dispiace, Consigliere Bonomo, per me è più
importante che questo programma arrivi comunque alla fine,
piuttosto che venga bocciato. E se i consiglieri comunali
possono avere questi dieci giorni di tempo per fare ancora
chiarezza, perché come ho avvertito anche dalle parole del
Consigliere Vetro, lui si sente dibattuto tra questi due
diversi pareri, se è corretto che possa… (voce fuori
microfono) Non è discorso di pochi mesi, il parere della
Vecchio è pervenuto l’1 agosto o il 9 agosto, quindi ci sono
state le ferie, c’è stato il tempo di discutere. Lei lo sa che
l’aspettavamo in Conferenza dei capigruppo, perché anche lei
fa parte delle Conferenze dei capigruppo e l’Avvocatessa
Vecchio non è venuta. Quindi è chiaro che noi abbiamo avuto
come referente, come persona con cui potere avere chiarimenti
37
su questo suo stesso parere, l’Ingegnere Di Francesco, che
questa sera ha confermato quanto ci ha detto anche oggi in
Conferenza dei capigruppo. Ora è chiaro che se c’è qualcuno
che ha bisogno di un po’ più di tempo per fare chiarezza,
piuttosto che venga bocciato questo programma costruttivo, io
acconsento a che questo tempo venga concesso e quindi do il
mio voto favorevole alla proposta del dottore Alfano. Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Consigliere Patti.
CONSIGLIERE PATTI – Signor Presidente, signori Consiglieri. Io
posso parlare con estrema serenità e senza problemi, perché
essendo, unitamente al Consigliere Vetro e al Consigliere
Marchetta gli ultimi arrivati in questo Consiglio comunale,
perché siamo entrati per surroga, adesso anche unitamente al
Consigliere Bonomo, siamo quelli che in tutte queste vicende
riguardanti l’Urbanistica e quindi il P.R.G., i Piani
costruttivi, non possono avere voce in capitolo, in quanto per
quanto riguarda il P.R.G. tutta una serie di passaggi si sono
consumati, mentre noi non eravamo in questo Consiglio. E
questo è un fatto notorio. La mia posizione, l’ho anche detta
più volte, in occasione del P.R.G. e dei Piani costruttivi, è
stata quella di astenermi perché io non ho avuto alcun ruolo e
non ritengo avallare le operazioni nel bene o nel male fatte
da altri soggetti, da altri consiglieri, operazioni di
attenzione, anche atti deliberativi che possono essere più o
meno legittimi. Però questa sera mi rendo conto che ancora una
volta questo Consiglio ha perso una buona occasione. Dobbiamo
stigmatizzare per l’ennesima volta, intanto, la mancanza della
presenza di un componente della Giunta. E questo purtroppo è
un dato politico ineludibile. Dice bene il Consigliere Bonomo,
dice: la Giunta ormai è latitante, è agonizzante. Io in
occasione del bilancio preventivo avevo fatto una proposta,
bocciamo il bilancio preventivo, il Consiglio comunale se ne
va a casa, diamo un segnale politico forte alla città. Il
Consiglio comunale che è composto in gran parte da elementi
del centrodestra non danno più la maggioranza a questa
Amministrazione.
Gli
Assessori
avrebbero
rassegnato
le
dimissioni, il Sindaco si sarebbe dimesso, almeno credo.
Purtroppo in quella occasione tutti sapete come sono andati i
fatti, il bilancio preventivo è stato votato da una
maggioranza granitica. E, ahimè per noi, oggi ci troviamo di
nuovo
qua
a
dover
criticare
la
totale
assenza
dell’Amministrazione.
Le
delibere
le
propone
l’Amministrazione.
Sarebbe
dovuto
venire
l’Assessore
all’Urbanistica a spiegarci i motivi per i quali questa
delibera tornava in Consiglio comunale, quali erano le novità
rispetto a un atto deliberativo che in precedenza, un anno
addietro, era stato bocciato. Purtroppo l’Assessore è assente
38
e quindi queste novità non ce le ha potuto dire. Abbiamo visto
che c’è una situazione di autentico stallo perché da un lato
c’è il dirigente, il dottore Di Francesco che dice che per
certi aspetti sotto un profilo tecnico si può votare,
dall’altro c’è un parere troncante dell’Ufficio Legale che
dice che questa delibera ha dei vizi di legittimità e non si
può votare. Io capisco la situazione di stallo perché i
consiglieri, voi consiglieri, quelli eletti nel 2001, oggi si
trovano in una situazione di dire: ma che dobbiamo fare?
Dobbiamo dare una risposta alla città. Ma capisco ancora di
più le ragioni degli imprenditori, perché purtroppo questo
Consiglio comunale, voi sapete tutti la mia posizione critica,
a destra, a sinistra, non me ne frega proprio niente, perché a
me il pane non me lo dà la politica, me lo dà la mia
professione e quindi quando vengo qua parlo e critico a 360
gradi, perché nessuno mi può staccare la spina, questo lo
sapete, è un fatto notorio. Faccio il libero professionista e
lavoro con i privati, non ho enti pubblici. Quindi, ritornando
al
discorso
degli
imprenditori.
Gli
imprenditori
sono
arrabbiati perché purtroppo hanno visto che questo Consiglio
comunale in questi ultimi tempi ha avuto un andamento
ondivago, qualche Piano costruttivo è passato, qualche altro
non è passato. Giustamente dicono: ma perché succede questo? E
non voglio rievocare la famosa variante allo strumento
urbanistico, la famosa delibera Moses, che tutti ricorderete,
la delibera da 100 milioni di euro, una variante allo
strumento urbanistico, c’è stato un dibattito fortissimo, un
dibattito serrato, ma qui quella variante allo strumento
urbanistico, al nuovo P.R.G. è passata. Capisco quindi oggi le
lamentele dell’imprenditore Li Causi, capisco anche le
lamentele future dell’altro imprenditore Puccio che si è visto
bocciare il suo Piano costruttivo e gli altri imprenditori che
giustamente non capiscono quale è il criterio che adotta
questo Consiglio comunale, ci sono figli e figliastri. E mi
dispiace stasera che il Consigliere, questo Consigliere Arnone
abbia criticato pesantemente il Consigliere Casesa, perché se
la delibera è all’ordine del giorno, un consigliere comunale
ha nei suoi pieni poteri di chiedere anche il prelievo e di
trattarla. Il Consigliere Casesa ha voluto intestarsi una
battaglia politica nel bene o nel male. Ed è stato anche
confortato da ciò che ha detto l’Ingegnere Di Francesco.
Quindi le critiche che sono state mosse al Consigliere Casesa
sono critiche veramente meschine e fuorvianti, perché si vuole
sempre mescolare, si vuole cercare sempre nel torbido e anche
infangare l’immagine di un consigliere comunale che si è
sempre comportato bene, perché io lo conosco da vecchia data e
ha fatto sempre gli interessi della città. In questo caso sta
39
portando avanti la delibera che riguarda un Piano costruttivo
dell'impresa Li Causi, ma lo sta facendo alla luce del sole.
Chi lo accusa ha un passato e qualche scheletruccio
nell’armadio ce l’ha, perché gli atti processuali è inutile
che qua mi criticate che io faccio ogni tanto come se fossi la
sezione distaccata della Procura che vi porto a conoscenza di
ipotesi di reato a destra e a sinistra. Io devo portarvi a
conoscenza di un atto che credo che vi servirà a tutti per
capire chi è il Consigliere Arnone e vi servirà anche quando
andremo a votare la decadenza. Ai cittadini, agli imprenditori
e soprattutto all’imprenditore Li Causi a capire chi era il
Consigliere Arnone negli anni 90. Questo chiaramente non è un
atto che mi sogno, che ho creato io, questa è la richiesta di
archiviazione della Direzione Distrettuale Antimafia. Se voi
forse non lo sapete, il Consigliere Arnone nell’anno 2000 2001 è stato oggetto di indagine da parte della Commissione
Distrettuale Antimafia di Palermo per reato di concorso in
associazione esterna mafiosa. Non so se mi sono spiegato.
L’esposto è stato proposto a suo tempo dall’ex
Sindaco
Senatore Sodano e dall’ex Deputato Onorevole Scozzari. Voglio
ricordare, e un po’ anche a qualcuno delucidare qualche
passaggio, che l’Onorevole Scozzari era colui il quale è stato
indicato nel 1993 dal Consigliere Arnone, candidato Sindaco,
per fortuna non è stato eletto, quale Assessore al Contenzioso
e alla Legalità. Quindi, il Consigliere Arnone godeva della
massima fiducia dell’Avvocato Scozzari, tanto è vero che
l’aveva proposto come componente della sua Giunta e guidare
l’Ufficio Contenzioso e l’Ufficio Legalità. Voi dovete anche
capire chi è l’Arnone. Ormai lo conoscono tutti e lo evitano
tutti come nel XVI secolo si evitavano i soggetti con la
peste. Che cosa è successo? Sodano e Scozzari presentano un
esposto alla Direzione Antimafia, chiaramente e onestamente,
perché le carte vanno anche lette nella sua interezza; la
Direzione
Investigativa
Antimafia
ha
proposto
poi
di
archiviare il caso, però in queste nove paginette c’è qualche
passaggio importante, che vi fa capire chi è il soggetto
Arnone, colui il quale viene qua a parlare, a moralizzare la
città. Lui è il buono e gli altri sono i cattivi. Lui è il
moralizzatore e gli altri sono gli immorali. Lui è onesto e
gli altri sono disonesti. Ora vi faccio capire chi è, così
capirete chi è onesto e chi è disonesto. Chiaramente questo
atto è a disposizione di tutti, chiunque lo potrà leggere.
Vado a pagina 7 secondo capoverso, scrive la Direzione
Investigativa Antimafia… Faccio un inciso, nella persona del
dottore Gaspare Sturzo, che il Consigliere Arnone doveva
querelare, perché si è permesso di scrivere qualcosa di brutto
nei confronti del Consigliere Arnone, non l’ha mai querelato.
40
Parliamo di Direzione Investigativa Antimafia, Palermo. Scrive
il dottore Gaspare Sturzo: così ancora si chiedeva l’esponente
che cosa abbia potuto fornire in cambio l’Arnone al gruppo
Salamone e Micciché che tutti conoscete, indicando due
interventi, nel primo in Consiglio comunale di Agrigento,
allegato 12, nel 1993 e nel 1995 in favore dell’affidamento a
trattativa privata di appalti al gruppo imprenditoriale di cui
sopra, Salamone e Micciché; un inciso, sapete che sia Salamone
e Micciché sono stati condannati in primo grado per
associazione e reati di mafia, ma non voglio chiaramente
andare oltre. Delle letture delle delibere citate e allegate,
non vi è dubbio che in tutti e due i casi l’Arnone è
intervenuto in favore del gruppo Impresem, sollecitando
l’affidamento degli appalti al gruppo imprenditoriale, secondo
l’articolo 36 lettera F della legge 21/85.
Quindi l’Arnone
cura gli interessi della città? No. Negli anni 90, in piena
Tangentopoli, l’Arnone curava gli interessi di un gruppo
imprenditoriale, che sappiamo come è andata a finire. Ma non
lo dice Marco Patti, lo dice il dottor Gaspare Sturzo della
Direzione Investigativa Antimafia. Andiamo avanti, pagina 9,
se volete si può anche leggere tutte le nove pagine, non ci
saranno di certo aspetti edificanti. Ultimo capoverso… poi ne
parleremo magari in un’altra occasione, perché dato che siamo
vicino alla scadenza elettorale, è giusto che gli agrigentini
sappiano chi è Arnone, quello che viene qua a parlare, le
truffe, le gare d’appalto truccate. Lui attacca, critica
tutti, viene a fare le sue requisitorie penali, ma quando lui
sbaglia non riconosce mai, perché non ha neanche la dignità di
riconoscere di avere sbagliato. Vi ricordo a tutti l’ultima
vicenda
giudiziaria,
la
famosa
truffa
della
piscina,
l’Akraholiday. Sono stati tutti assolti, financo la Procura,
il P.M. in sede di dibattimento ha chiesto l’assoluzione
perché si è reso conto che dalle carte processuali non c’era
niente. Tutti i (inc.), tra l’altro c’era anche coinvolto il
dottore Vinciguerra, sono stati assolti. L’Arnone non ha
neanche la dignità di venire qua e dire: scusate, ho
sbagliato, ho preso un abbaglio. No, viene sempre qua in
questo Consiglio a fare le sue requisitorie di un nostalgico,
di uno che ha tentato negli anni passati il concorso a
magistrato ed è stato trombato, come è stato trombato a
Sindaco, a candidato della Regione, alle europee, è stato
eternamente trombato. E siccome lui vive di nostalgia, viene
qua, ha creato la sezione distaccata alla Procura della
Repubblica e ci viene a raccontare tutte le ipotesi di reato,
le truffe, tutto. Il 90 per cento dei casi si sono chiusi
tutti questi procedimenti penali con l’assoluzione e forse i
cittadini non lo sanno. Il Comune di Agrigento dal ‘92 ad
41
oggi, per tutte le inchieste promosse con gli esposti del
Consigliere Arnone ha uscito qualcosa come 12 milioni di euro,
milione
in
più
milione
meno,
sono
24
miliardi
che
l’Amministrazione ha dovuto pagare per le parcelle degli
avvocati, che chiaramente tutti gli amministratori e i
dirigenti hanno nel corso di questi anni dovuto incaricare per
le proprie difese. (voce fuori microfono) D’altro canto quando
lei mi parla di cifre lei è molto abile e generoso anche ad
ingigantire. Non lo so, dovremmo andare a fare, se lei vuole
possiamo anche insieme andare all’Ufficio, non lo so, andiamo
dal dottore Albano e chiediamo… (voce fuori microfono) La può
fare, la faccia anche al dottore Sturzo della Direzione
Investigativa Antimafia, perché è da quattro che lo deve
querelare. Torniamo a pagina 9. Dice sempre il dottore Sturzo
della Direzione Investigativa Antimafia… io sto leggendo
pedissequamente la richiesta di archiviazione. Essere entrati
sul libro paga di questi imprenditori può essere oggi ritenuto
disdicevole, sia per le note vicende di tangentopoli, sia per
le odierne vicende giudiziarie di mafiopoli. Ma certamente non
può condurre alla contestazione di una condotta tipizzante, la
fattispecie di cui all’articolo 110
416 bis. Quindi il
dottore Sturzo che cosa dice? Che il Consigliere Arnone era
sul libro paga della impresa Salamone e Micciché. Io non
voglio fare chissà che cosa, sarà poi Arnone a spiegarvi che
il libro paga significa che era un libretto messo là, che lui
non ha preso mai i soldi. Sarà lui a spiegarlo. Ma credo che
l’italiano, questa è una interpretazione (inc.), libro paga
credo che quello che penso io pensano tutti gli agrigentini e
non credo che ci sia bisogno di fare qualche altro commento.
Conclude, perché questo è un passaggio che credo che sarà
molto importante e penso che la Direzione Investigativa
Antimafia, che per ora sta indagando sulla vicenda Moses,
dovrebbe anche utilizzarlo ai fini di avere un quadro
probatorio più chiaro. Non è infine compito di questo ufficio,
cioè
della
Direzione
Investigativa
Antimafia,
valutare
l’aspetto politico dell’intera vicenda oggetto della doglianza
del Sodano e dello Scozzari sui rapporti tra l’Arnone e gli
imprenditori, allo stato ritenuti mafiosi. Non si può, infine,
dimenticare, che lo stesso Arnone, con l’esposto dell’11
febbraio 99 ha contestato, state bene attenti perché questo è
il passaggio fondamentale poi anche della vicenda Moses, ha
contestato eguali accuse di contiguità mafiosa contro il
Sindaco di Agrigento e contro lo stesso Onorevole Scozzari,
ribaltando su di essi un ragionamento che è identico a quello
che ha portato avanti da costoro per una speculazione di 100
miliardi al Villaggio Mosè nei suoi confronti. La famosa
speculazione
di
100
miliardi,
gli
alloggi
alle
forze
42
dell’ordine, questa famosa speculazione è stata bloccata
dall’intervento energico di Arnone e poi vi dirò anche i
motivi per i quali il Consigliere Arnone è intervenuto.
Chiudendo… questo perché? Per fare capire agli imprenditori di
Agrigento chi è questo soggetto che oggi si permette qua di
aggredire chicchessia, di aggredire imprenditori edili che nel
bene o nel male vengono a perorare le loro legittime richieste
e per far capire ai consiglieri comunali, anche nel prossimo
proseguo, quando andremo a votare la decadenza del Consigliere
Arnone, chi è questo soggetto? Questa è la richiesta di
archiviazione che è a disposizione di tutti i consiglieri.
Concludo, formulando le mie più sentite condoglianze ai
consiglieri della Margherita Nello Hamel, Licata e Bonomo,
perché mi riferisce il Senatore Benedetto Adragna che nei
giorni passati il Consigliere Arnone ha chiesto… è andato a
piangere, ha chiesto di essere inserito nella lista della
Margherita. Io vi faccio le mie più sentite condoglianze per
questo acquisto. Se avevate la possibilità di vincere le
elezioni nel 2007, con questo acquisto avete perso anche
questa possibilità. Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Per fatto personale il Consigliere
Arnone.
CONSIGLIERE ARNONE – Consigliere Patti, come lei sa io l’ho
già perdonata una volta e lei per più di anno ha tenuto una
buona condotta. L’ho perdonata quando da questo scranno si
permise di parlare di mio figlio. E allora le inviai una
lettera con la quale, appunto, l’ho sollecitata a cambiare
atteggiamento, perché altrimenti sarei stato costretto ad
impartirgli la giusta lezione, adicendo le vie legali che
ampiamente sono in corso nei confronti di suo padre. (voce
fuori microfono) Consigliere Patti, veda quale è la differenza
tra un soggetto maturo e consapevole dei suoi anni e delle sue
responsabilità e chi invece ha logiche abbastanza infantili.
Lei ha scaricato su di me le cose che tutti hanno sentito. Io
non mi sono minimamente permesso di interromperla, anche
quando ha detto cose radicalmente false e tanto false quanto
offensive. Ora lei non riesce a sopportare il mio intervento
perché si rende conto dove andremo a parare. Io ho una idea
del suo modo di agire che colloca le azioni che abbiamo appena
visto in un contesto di infantilismo. E questo mi porta ad
avere nei suoi confronti un atteggiamento buonista. Io la
invito, quando io terminerò il mio intervento, a prendere la
parola e a porgere innanzitutto agli agrigentini e poi alla
mia persona le scuse per tutte le falsità che lei ha detto. Le
concedo questa possibilità perché altrimenti sarò costretto ad
agire al fine di sanzionare le sue responsabilità. E se lei
dice: ah, ma lei con mio padre ha perso una causa. Io dico:
43
sì, a giorni avremo la sentenza d’appello. E le ricordo che,
ad esempio, anche con il Senatore Sodano io persi la prima
causa civile. La prima vicenda tra me e Sodano che andò a
sentenza esecutiva era una causa che per un errore nella
difesa nel processo civile da parte mia io ho perso, gli pagai
25 milioni. Voleva venire a farmi il pignoramento a casa, si
stava preparando con un camion per portarmi via i mobili,
l’Avvocato era esattamente suo padre e io gli feci dire: no,
guardate, non c’è problema. Qui c’è l’assegno. Ma la
situazione che si crea è come quella del nano Bagonghi che ha
modo di dare un pugno sui testicoli a Tyson. Sì, lui il pugno
glielo dà, poi quello che succede dopo è tutto da vedere. Gli
sarà restituito ampiamente. Si faccia dire dal Senatore Sodano
quanto ha pagato all’Avvocato Arnone per risarcimenti,
parcelle alla Legambiente e al WWF. E vedrà che la cifra è per
10, 12 volte di quei 25 milioni usciti nella fase iniziale. E
così è la vita. Chi ha le ragioni alla fine se le vede
riconosciute. Io comprendo che in questo Consiglio comunale vi
sono rampolli che vengono qui a distillare in continuazione
odio. Lo comprendo, perché sono rampolli che portano nelle
loro menti, nel loro DNA, nel loro sangue, le malefatte
familiari. Suo padre, vogliamo dirlo, è sottoposto per le
denunce
di
questo
Consiglio
comunale
a
un
bellissimo
procedimento penale per truffa aggravata in danno del Comune
di Agrigento. Lei certamente è un professionista di livello
non locale ma nazionale e forse internazionale, ma, come dire,
il tenore di vita della sua famiglia è certamente legato ai
miliardi di lire che sono stati sborsati da questo Comune
nell’ambito di attività da me denunziate come truffaldine,
peraltro con l’appoggio di larghissima parte di questo
Consiglio comunale e riconosciute come tale dalla Guardia di
Finanza, dai consulenti della Procura e oggi dalla Procura
della Repubblica di Agrigento. Quindi, quando lei viene qui e
abusa della estrema signorilità del Presidente Di Maida,
perché se un intervento simile l’avessi tirato fuori io contro
un qualsiasi consigliere comunale mentre si parlava di un
Piano costruttivo, io tiravo un atto giudiziario che non
c’entrava niente con il Piano costruttivo, qui sarebbero
volate certamente le sedie. Questo è chiaro a tutti. Di Maida
è un grande signore. Io ho le spalle estremamente larghe e
robuste e quindi non ho problemi a subire la sceneggiata che
lei ha posto in essere. Però la invito nel suo interesse,
Consigliere Patti. Si ricorda quando l’ho diffidata? Poi ha
tenuto, dopo che l’Ufficiale Giudiziario è venuto, le ha
notificato la diffida da parte mia, per un certo periodo ha
tenuto un comportamento consono. Se lo ricorda? Io la diffida
che le ho fatto e che le ho fatto poi firmare da parte
44
dell’Ufficiale Giudiziario ovviamente la tengo conservata. Ora
la invito, Consigliere Patti… (voce fuori microfono) Le
diffide le faccio come qualsiasi cittadino. Io la invito,
Consigliere Patti, dopo che finisco di parlare, a venire qui e
dire: mi sono sbagliato, mi sono gravemente sbagliato, ho
peccato contro la città di Agrigento raccontando agli
agrigentini un cumulo di frottole. Per esempio io Marco Patti
ho mentito innanzi alla città di Agrigento, dicendo che Arnone
ha provocato 24 milioni di debiti di euro per cause perse. Ho
mentito e ho mentito gravemente e io Marco Patti mi scuso. O
dice questo o dovrà poi provare quello che ha detto e viene
abbastanza complicato perché è assolutamente falso. Basta
vedere le condanne di Sodano per capire come le vicende
giudiziarie che noi abbiamo sollevato e nelle quali poi
abbiamo anche avuto un ruolo processuale, sono vicende,
assolutamente fondate. Voi siete gli avvocati di Sodano, lei
lo ha anche difeso, sfortunatamente per Sodano, perché è
finito con una condanna, lo ricorderà, a Catania. Ma non gli
fate un buon servizio a provocare in continuazione discussioni
sulle condanne di Sodano. Sono 7 anni e mezzo o sbagliamo,
Consigliere Patti, siamo lì no? E poi ora c’è il processo
dell’immondizia che è pure una vicenda abbastanza brutta, che
coinvolge funzionari che hanno truffato, 40 miliardi di
truffa. Poi la mafia. Ma no la mafia degli scherzi, la mafia
vera, quella delle telefonate. Abbiamo pagato le tangenti ad
Hamel e ai Sodano. Lei lo conosce no? (voce fuori microfono)
Hamel non era il Consigliere Nello Hamel, non aveva nessuno
ruolo, non poteva essere lui, era con ogni probabilità un
Assessore della Giunta Sodano e Nello non lo è mai stato. Però
sono fatti di ben altra sostanza le tangenti agli Hamel e ai
Sodano
abbastanza
complicati.
E
andremo
sempre
con
determinazione a chiarire. Ma andiamo alla vicenda che lei ha
inopinatamente tirato fuori, quella della denunzia per mafia
che ha fatto nei miei confronti il Sindaco Sodano. Già il
fatto che l’abbia fatto Sodano provocherebbe tra persone
dotate di un medio senso dell’umorismo risate a crepapelle.
L’onorevole Scozzari era in una determinata epoca mio
designato assessore, in un’altra epoca abbiamo avuto aspri
dissensi e quando abbiamo avuto aspri dissensi ha ritenuto di
porre in essere una azione che non è tra quelle che Scozzari
ricorderà come le più riuscite della carriera politica. Ma non
voglio neanche inveire contro l’onorevole Scozzari. Dico
semplicemente che sia a me che a lei, da avvocati, capita il
caso di persone che per una fase sono sposate e poi si
separano, si separano spesso in modo contenzioso, si separano
spesso lanciandosi reciprocamente le accuse più pungenti.
Allora, capita, Consigliere Patti, che l’evoluzione delle
45
vicende politiche, dei comportamenti porti anche a lacerazioni
e a rivisitazioni di giudizi. Io per una fase pensavo che nel
rispetto delle reciproche posizioni Piazza potesse essere un
fatto di avanzamento rispetto all’Amministrazione Sodano e che
potesse dare un contributo alla città di Agrigento. Lo pensavo
e la manifestavo questa opinione. Anche in Consiglio comunale.
Oggi sono costretto a dire che Sodano con i sette anni e mezzo
di galera che si porta è comunque meno peggio di Piazza, che è
quanto dire. Sono stato costretto a rivisitare una opinione e
ritenere che Piazza sia il peggiore in assoluto dei sindaci
della città di Agrigento che io ricordi o per esperienza
diretta o per avere letto libri e pubblicazioni, il peggiore.
E lei mi può dire: ma 4 anni fa aveva una opinione diversa.
Certo, chi ha cervello può cambiare le opinioni, deve
confrontarsi con la realtà e con i fatti e modificare le
opinioni che assume. Chi non ha cervello, non lo può fare,
perché non è in grado di connettersi con la realtà. Poi c’è
chi ha cervello e lo usa male e lo usa anche per far
divertire. Alcune parti del suo intervento sono state
semplicemente
mendaci
e
volgari,
altre
le
ho
trovate
francamente divertenti, perché per esempio la preoccupazione
che viene fuori dalle parole sue o del Consigliere Casesa
sulla
mia
eventuale
adesione
alla
Margherita
è
una
preoccupazione che non può che far sorridere chi sta dalla mia
parte. Pensa come costoro darebbero fuoco al palazzo dove la
Margherita ha la sua sede e qui ad Agrigento se ne prendono le
sorti talmente a cuore che profetizzano disastri se Arnone
aderisce alla Margherita. Ma quale sarà la ragione di un
atteggiamento così irrazionale? Ognuno di noi può pensarla e
ognuno di noi può pensarla anche con ilarità, divertendosi
abbastanza, perché forse è portato a pensare che l’adesione al
partito della Margherita, al partito della Margherita che
dovrebbe confluire nel Partito Democratico, accompagnata
questa adesione al consenso che il mio gruppo politico esprime
ad Agrigento, all’autorevolezza che ha, alla capacità di
incisione, ovviamente non fa dormire la notte qualcuno. Ed
ecco il motivo per cui uno legge gli incredibili articoli
pubblicati sul vostro giornale di riferimento, su Grandangolo;
assiste al Consigliere Casesa che parla di questo Convegno
tenutosi ieri a Firenze, al quale io ho partecipato. A me
veniva, mentre Casesa parlava del Convegno di Firenze, di
porgergli un bicchiere d’acqua, perché era evidente che il
Convegno di Firenze, organizzato dai DS nazionali e dalla
Margherita nazionale a Casesa era rimasto qua, come le pillole
quelle che non scendono e non salgono, non vanno né su né giù
e bisogna tracannare acqua e acqua e acqua per mandarle nello
stomaco e digerirle. E come mai? (voce fuori microfono) Lo
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chieda a Capodicasa. È almeno una decina d’anni che al centro
dei miei pensieri non vi è l’elaborazione di Capodicasa. Non
mi pare molto presente nella città di Agrigento, dove io
abitualmente e incisivamente opero. Mi porrei, se fossi al
posto di Capodicasa, il problema del perché un soggetto come
lei plaude a Capodicasa, perché anche questi problemi occorre
proporsi. Se io mi vedessi caricato di consenso e di plauso da
lei, dal famoso comitato per la legalità e per la trasparenza
dal Consigliere Casesa, mi fermerei davanti lo specchio e mi
direi: ma dove ho sbagliato? È possibile che qualche cosa non
funzioni? Facciamo la moviola. Fortunatamente di queste cose
non ne vedo e allora possiamo andare tranquillamente avanti,
Consigliere Patti. Le dico, lei faceva riferimento alla famosa
richiesta di archiviazione del dottor Sturzo e io la invito
per il suo bene a venire qui e a scusarsi e a spiegare ai
colleghi consiglieri e ai cittadini di Agrigento cosa
effettivamente ha scritto il dottore Sturzo. Il dottore Sturzo
si è trovato per le mani una prospettazione del Sindaco Sodano
e dell’Onorevole Scozzari, nella quale si diceva che Arnone
era asservito a questi interessi imprenditoriali collusi con
la mafia. Allora ha ritenuto di non fare alcuna indagine, di
prendere le carte che gli sono state consegnate da Scozzari e
da Sodano e archiviarle de plano, scrivendo: ammesso che
eventualmente tutto quello che costoro scrivono avesse un
fondamento di verità (con eventuale ed eventualmente scritto
tre o quattro volte), non si sarebbe in presenza di reato,
ammesso che fosse vero. E siccome la DDA di Palermo non è
messa lì per fare opere letterarie, per fare filosofia, per
commentare il mondo, ma è messa lì per fare le indagini sui
reati di mafia, ecco che de plano, senza verificare nulla, ha
archiviato il procedimento penale per il reato di cui
all’articolo 416 bis, né più e né meno, Consigliere Patti,
come se io denunziassi a Palermo il Cardinale primate della
chiesa cattolica a Varsavia di essere il vero nuovo capo di
Cosa nostra, consegnassi una serie di prove assolutamente
inconducenti e allora quello direbbe che deve iscriverlo al
registro di reato perché io lo sto denunziando, è una persona
nota e le verifiche che deve fare le deve fare con le garanzie
di legge, perché essendo che anche lei è un avvocato e ha
studiato la procedura penale, nel chiedermi scusa fra qualche
minuto, potrà pure spiegare che l’iscrizione al registro di
reati, di una persona denunziata è obbligatoria. Avrà anche
modo di sfoggiare questa cultura che certamente lei possiede.
E quindi anche il Cardinale verrebbe iscritto al registro
degli indagati e poi, se i documenti che ho portato sono
assolutamente inconducenti, anche nei confronti del cardinale
si andrebbe a una archiviazione senza nessun atto di indagine.
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Che è quello che è avvenuto nei miei confronti. Poi vero è che
ci sono le delibere di questo Consiglio comunale da me votate
all’unanimità, Consigliere Patti. Nel ‘93 votammo una delibera
con la quale si prendeva atto di una determinazione del
commissario straordinario, approvata dal Coreco, perché c’era
il Coreco, con cui si affidava in appalto l’opera fognaria di
Cannatello a un Consorzio di imprese dove c’era l’Impresem.
Non avevo motivo di non votare la ratifica di una delibera del
Commissario già approvata dal Coreco. Qualcuno ha pensato che
quello fosse un reato e io avevo ragione. Lo hanno portato a
Sturzo a Palermo e Sturzo ha archiviato, non è che Sturzo ha
detto è vero è un reato. Ha detto che è una stronzata quello
che hanno scritto contro di me, né più né meno. Ora l’uso
disinvolto che lei ha fatto di questi atti a me non dà nessun
fastidio e anzi per certi versi diverte. Perché diverte?
Perché il Consigliere Presidente è stato talmente signore da
consentirgli questo ampio sproloquio. Io ho i nervi talmente
saldi da averla sentita senza provare particolari patimenti,
poi ho avuto modo, come avviene in democrazia, di replicarle e
chiunque sa che mentre io agisco per l’interesse pubblico e
anche nella nostra attività di denunzia abbiamo aperto scontri
a 360 gradi, senza guardare in faccia a nessuno, cambiando
anche opinioni nell’aprire scontri. Io ritenevo che Vitellaro
potesse essere un tecnico che dava un contributo di utilità al
Comune di Agrigento. L’ho anche incontrato. Sfortunatamente
non c’era Casesa se no l’avrebbe detto tra gli altri segreti
che io ho incontrato Vitellaro a parte di casa, ma l’ho
incontrato per parlare dei destini dell’Ufficio Tecnico del
Comune di Agrigento, non per avere una concessione edilizia o
ottenere un subappalto per una impresa di qualche amico. Poi
ho cambiato opinione. Ho scritto tutto quello che ho scritto
su Vitellaro. Vitellaro sta facendo il suo corso. Allora,
detto questo, le idee si cambiano, però quello che la gente
percepisce di me e non di lei è che io mi muovo a tutela
dell’interesse pubblico, aprendo vari fronti di scontro quando
ritengo che l’amore per questa città e per i suoi abitanti
richieda che io indossi l’armatura e vada allo scontro, ma
sempre per la città, mai per i miei interessi personali,
Consigliere Patti. Nel suo caso lei, Grandangolo, il Comitato
presieduto da suo padre, avete un solo obiettivo: Arnone. E
per la gente comprendere, individuare che non si tratta di
tutela di interesse pubblico, ma di livore, di rancore, di
odio, dei sentimenti più abbietti, è molto ma molto ma molto
facile. Lei di chi avrà il plauso appena questa seduta
del
Consiglio comunale verrà mandata…? Del comune cittadino? No,
di colui che ha motivi di risentimento di Arnone. E le dirà:
bravo, bravo, arrè l’ha a fari. Io avrò il plauso, come ce
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l’ho, dall’illustre sconosciuto. Io ho problemi, Consigliere
Patti, quando ho fretta nell’attraversare la città, perché
faccio brutte figure, perché la gente mi ferma, realmente mi
ferma e sono molto spesso persone che non conosco, che ci
rimangono male, perché faccio tante cose, quando io sono
costretto a non potermi intrattenere con loro come loro
vorrebbero.
(voce fuori microfono) Consigliere Patti, le
parlo con il cuore in mano. Se ci fosse il sistema elettorale
del ‘93 con due schede separate, la valutazione che farei,
accogliendo le sollecitazioni di molta gente, sarebbe diversa.
Siccome quel sistema elettorale non c’è e sappiamo benissimo
quali sono i meccanismi che eleggono… (voce fuori microfono)
Consigliere Patti, questo è quello che pensa lei.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Però, Consiglieri, è tardi…
Consigliere Arnone si avvii alla conclusione.
CONSIGLIERE ARNONE – Consigliere Patti, veda, il dato che lei
solleva è un dato politico. Il dato che lei solleva in questo
caso con una gradevole ironia, perché
una persona che si
vanta di essere dotata di senso di umorismo come me apprezza,
è un dato comunque politico e anche di una certa raffinatezza
politica. Per una parte di questa città, il fatto che io sia
componente di questo Consiglio comunale rappresenta un enorme
problema, perché è una sorta di Davide contro Golia, dove
Davide con la fionda dell’essere soltanto un Consigliere
comunale, abbatte sistematicamente il Golia che fa il Sindaco
e che ha un'ampia falange di consiglieri comunali al suo
servizio. Allora il problema che il giornale Grandangolo
esprime poi in modo assolutamente limpido, anche con gli
articoli del suo illustre genitore, è quello di non fare
candidare Arnone in Consiglio comunale, perché voi avete una
saggia convinzione che questo Arnone, in qualsiasi lista si
mette, in quella che promette di fare Fonziu Pirtuso
chiedendomi di essere suo candidato, o in quella che fa
Alleanza Nazionale o in quella che farà Forza Italia, rischia
di essere seriamente il primo degli eletti, il più votato.
Allora il problema è che Arnone non deve trovare una lista
nella quale essere inserito e deve, se vuole tornare in
Consiglio comunale, fare lo sforzo enorme di costruirsi una
lista su misura e di andarsi a confrontare pure con gli
sbarramenti del sistema elettorale che si stanno introducendo.
Purtroppo, la dinamica della politica nazionale con il Partito
Democratico, con gli sbarramenti pure che si mettono in
Sicilia, costringe ad articolare una posizione che è diversa,
cioè quella della adesione a forze che sono le forze più
robuste. E voi vi troverete, probabilmente, con il risultato
per voi assolutamente ostico e fastidioso di avere Arnone in
Consiglio comunale come uno dei più autorevoli e
votati
49
consiglieri del costituendo Partito Democratico. Ve la dovrete
bere tutta e interamente, che ci volete fare, questa è la
vita. Io comunque non ho un problema di cosa farò da grande,
Consigliere Patti, l’assicuro anche per stare tranquillo. Io
sono già abbastanza grande, sono prossimo ai 50 anni, ne ho
quasi 47, godo di una invidiabile forma fisica che mi consente
di giocare ogni domenica con i miei amici a calcetto e sono
molto soddisfatto di quello che faccio nella città di
Agrigento e con la mia professione in Tribunale. Non sento la
necessità di un salto di qualità. La vita a Roma l’ho anche
svolta. Le devo dire che è molto noiosa. Chi è che ha fatto il
deputato e non ha… (voce fuori microfono) Sì, mi sono
candidato a deputato, per pochi voti non sono stato eletto. Ma
le dico, la vita da deputato non è tanto divertente quanto la
vita che si può svolgere, avendo un ruolo effettivo di
decisione all’interno di un Consiglio comunale. Certo, se uno
non conta come Consigliere comunale e non conta come deputato,
è meglio non contare con 20 milioni al mese, lo direbbe anche
Catalano. Se però uno ha una capacità di orientare, di fare
maturare processi, di bloccare logiche fortemente deteriori,
di
allontanare
soggetti…
la
vicenda
della
Commissione
Pareristico Legale, per capirci, che sono dannosi per la
città, allora prova una forte soddisfazione e si sente su un
gradino superiore a chi ha anche svolto il ruolo di deputato,
ma oggi è congelato. Arnone ad Agrigento, in questa provincia
e in parte in Sicilia aveva un ruolo nell’anno 90, ha un ruolo
nel 2006. Molte persone che hanno anche avuto la fortuna di
avere mandati parlamentari, oggi sono scomparsi e bisogna
andare alla trasmissione chi l’ha visto per sapere che fine
hanno fatto. Per quanto mi riguarda, quindi, si tranquillizzi.
Sarò candidato al Consiglio comunale, con ogni probabilità
candidato del Partito Democratico, continuerò a svolgere
nell’interesse degli agrigentini e con la consueta incisività
l’azione che da quindici anni a questa parte svolgo. Quindi,
o lei ora viene qui e mi chiede scusa e io accetto le scuse e
ci siamo divertiti, oppure se lei non ritiene di ritrattare
quello che ha detto e di chiedere scusa a me e agli
agrigentini, le sarà riservato il trattamento che viene
previsto in questi casi, grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Scusate, i consiglieri se ne
stanno andando, quindi io…
CONSIGLIERE PATTI – Ho rispetto dei consiglieri comunali,
quindi non chiedo assolutamente scusa al Consigliere Arnone,
il Consigliere Arnone sa che quel decreto di archiviazione io
l’ho letto, riportandomi letteralmente a ciò che ha scritto il
dottor Gaspare Sturzo. Capisco che le dichiarazioni del
dottore Gaspare Sturzo fanno male, il Consigliere Arnone
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purtroppo vorrebbe da me una sorta di… (voce fuori microfono)
via d’uscita, non ho bisogno della sua via d’uscita. Apprendo
anche che lei oggi è un soggetto politico che a 45, 50 anni
dimostra in tutta la sua onestà e dice alla cittadinanza che
ha fallito tutti gli obiettivi e fino a 70 anni continuerà a
fare il Consigliere Comunale cambiando casacca. (voce fuori
microfono) Le scoccia viaggiare, purtroppo la vita di deputato
era noiosa, però lui si candidava. I cittadini di Agrigento
hanno capito chi è il soggetto, poi avremo occasione, in
occasione della decadenza, di aggiungere qualche altra perlina
su questo soggetto che in coerenza è impeccabile.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Passiamo alla votazione del
documento. Consigliere Vaianella, su che cosa è l’intervento?
In merito a questo il dibattito è chiuso. Gli argomenti…
Consigliere Vaianella per dichiarazione di voto. Ci sono altri
che devono fare dichiarazioni di voto? Lo facciano prima
perché è veramente una assurdità.
CONSIGLIERE VAIANELLA – Signor Presidente, si dovrebbe
alterare prima lei quando intervenne per primo il Consigliere
Patti.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Prima lei è intervenuto dicendo
che non condivideva il documento di Arnone e che avrebbe
votato contrariamente.
CONSIGLIERE VAIANELLA – Assolutamente, signor Presidente.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Prendiamo il verbale e glielo
rileggo, Consigliere Vaianella.
CONSIGLIERE VAIANELLA – Lei non mi può togliere il diritto,
signor Presidente, (p.inc. voci sovrapposte) in merito
all’argomento aperto.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Lei per dichiarazione non
interviene perché già la dichiarazione di voto l’ha fatta,
Consigliere Vaianella.
CONSIGLIERE VAIANELLA – Non ho fatto alcuna dichiarazione di
voto. Signor Presidente lei non mi può togliere la parola.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE – Passiamo alla votazione del
documento così… vogliamo togliere la parola al Consigliere
Vaianella? Lei la dichiarazione di voto già l’ha fatta.
Passiamo alla votazione. Chi è d’accordo al documento proposto
del Consigliere Alfano che dice: ”Subito dopo l’approvazione
del P.R.G…”. (voce fuori microfono) Consigliere Vaianella, su
quale argomento? (voce fuori microfono) Ma se il dibattito era
chiuso che ha fatto pure la dichiarazione di voto. Il
dibattito era chiuso. Lei non l’ha sentito. Ho detto: se ci
sono consiglieri che intendono iscriversi per intervenire lo
facciano ora o mai più e poi ho chiuso le iscrizioni. (voce
fuori microfono) Consigliere Vaianella, ora la prego di
sedersi perché è mezzanotte. La ringrazio. Mettiamo ai voti la
51
proposta per così come è stata formulata dal Consigliere
Alfano che dice: “Subito dopo l’approvazione del P.R.G., entro
il 31/10/2006, il Consiglio comunale esaminerà i Piani
costruttivi conformi in scadenza”. È firmato da Alfano, Vetro
e altri consiglieri. Chi è d’accordo dica sì, chi è contrario
dica no. Proclamo l’esito della votazione: sono 14 voti
favorevoli, 4 voti contrari, 1 astenuto, il Consiglio approva.
A questo punto propongo di rinviare i lavori del Consiglio a
giovedì prossimo alle ore 19:00. Per alzata e seduta: chi è
d’accordo rimanga seduto, chi è contrario si alzi. Il
Consiglio approva.
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17 ottobre 2006 - Comune di Agrigento