Rischio meccanico
Dott.ssa Simona Repetto
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Definizione: macchine e componenti
di sicurezza
Macchina: insieme di pezzi o organi, di
cui almeno uno mobile, collegati tra loro
per ottenere una ben determinata
applicazione
Componente di sicurezza: organo
accessorio con funzione di sicurezza e il
cui guasto pregiudica la sicurezza o la
salute delle persone esposte
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Altre definizioni
Zona pericolosa: all’interno o in
prossimità di una macchina tale che
l’esposizione di una persona ne configuri
un rischio per la sua salute o la sicurezza
Persona esposta: persona che si trovi
interamente o in parte in zona pericolosa
Operatore: la o le persone incaricate di
installare, regolare, manutenere, pulire e
trasportare una macchina
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D.P.R. 459/96
La macchina, o il componente di sicurezza, può essere
immesso sul mercato dell’UE con la marcatura CE solo se
corredato da:
•dichiarazione di conformità (nella lingua dello stato
utilizzatore)
•libretto di uso e manutenzione (nella lingua dello stato
utilizzatore)
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Manuali d’uso e manutenzione
E’ un documento a corredo della macchina che contiene:
 Modalità di trasporto e installazione
 Modalità di utilizzo
 Norme di ordinaria e straordinaria manutenzione
 Qualifica del personale preposto alle manutenzioni
 Norme per dismissione e alienazione
Deve essere redatto nella lingua del paese ove la
macchina viene installata e deve essere
contemplato nel percorso di addestramento
dei lavoratori che usano la macchina
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Principi della sicurezza
 Le macchine devono essere progettate e
costruite in maniera da eliminare i rischi di
infortuni durante tutta la vita prevedibile della
macchina
 Devono essere considerate anche situazioni
d’uso anormali prevedibili
 Le istruzioni d’uso devono riportare i rischi di un
utilizzo anomalo
 Deve essere tenuto conto del principio di
ergonomia nell’uso normale della macchina
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Obblighi del fabbricante
Il fabbricante deve applicare nell’ordine i seguenti
principi:
 Eliminare o ridurre i rischi nel miglior modo
possibile
 Adottare misure necessarie e possibili per i
rischi residui
 Informare l’utilizzatore sui rischi residui ed
eventualmente prescrivere l’uso di DPI
 Deve tenere conto anche della necessità di fare
manutenzione
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Obblighi dei noleggiatori e dei
concedenti in uso
Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o
locazione finanziaria attrezzature di lavoro deve
attestare, sotto la propria responsabilità, che le
stesse siano conformi, al momento della
consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio
o locazione finanziaria.
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Art.71 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO
1. Il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori
attrezzature adeguate al lavoro da svolgere, ovvero
adattate a tali scopi e idonee ai fini della sicurezza e
della salute.
2. Le attrezzature devono essere oggetto di idonea
manutenzione periodica con relativo REGISTRO DI
CONTROLLO. I controlli vanno conservati per 3 anni.
3. Qualora le attrezzature richiedano per il loro impiego
conoscenze o responsabilità particolari in relazione ai
loro rischi specifici, il datore di lavoro si assicura che:
 l'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato a lavoratori
appositamente incaricati (addestrati all’uso);
 in caso di riparazione e/o manutenzione, il lavoratore
interessato sia qualificato in maniera specifica per
svolgere tali compiti.
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Formazione, informazione ed addestramento
 Il datore di lavoro provvede affinché per ogni attrezzatura di
lavoro a disposizione, i lavoratori incaricati dispongano di
ogni informazione e di ogni istruzione d'uso necessaria in
rapporto alla sicurezza.
 i lavoratori incaricati di usare le attrezzature di lavoro
ricevono una formazione adeguata sull'uso delle
attrezzature di lavoro;
 i lavoratori incaricati dell'uso delle attrezzature che
richiedono conoscenze e responsabilità particolari, ricevono
un addestramento adeguato e specifico che li metta in grado
di usare tali attrezzature in modo idoneo e sicuro anche in
relazione ai rischi causati ad altre persone.
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Obblighi dei lavoratori
I lavoratori utilizzano le attrezzature di lavoro messe a
loro disposizione conformemente all'informazione, alla
formazione ed all'addestramento ricevuti.
Hanno cura delle attrezzature di lavoro messe a loro
disposizione;
Non vi apportano modifiche di propria iniziativa;
Segnalano immediatamente al datore di lavoro o al
preposto qualsiasi difetto od inconveniente da essi
rilevato nelle attrezzature di lavoro messe a loro
disposizione.
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Requisiti di sicurezza
Sistemi e dispositivi di comando
 devono essere chiaramente visibili, individuabili ed
eventualmente contrassegnati in maniera appropriata.
 devono essere ubicati al di fuori delle zone pericolose,
eccettuati, se necessario, taluni dispositivi di comando,
quali ad es. gli arresti d emergenza, ecc.
 Devono essere disposti in modo che la loro manovra non
possa causare rischi supplementari. Essi non devono
comportare rischi derivanti da una manovra accidentale.
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Messa in moto
La messa in moto di un'attrezzatura deve
poter essere effettuata soltanto mediante
un'azione volontaria su un organo di
comando concepito a tal fine.
Lo stesso vale per la rimessa in moto dopo
un arresto, indipendentemente dalla sua
origine.
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Sistema di arresto
Ogni posto di lavoro deve essere munito di
un comando che arresti tutti gli organi in
movimento della macchina e la ponga in
Condizioni di sicurezza.
l'arresto d’emergenza
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Rischi meccanici






schiacciamento quando si hanno, in zone
accessibili, parti in movimento che si avvicinano a
parti fisse o dotate di moto opposto;
cesoiamento quando un elemento in moto chiude
un’apertura in cui è possibile che venga a trovarsi
una parte del corpo dell’operatore;
afferramento quando parti rotanti presentano
sporgenze sulla loro superficie oppure tratti di
alberi, anche lisci, sporgono dalle macchine o dai
supporti;
trascinamento quando ci sono parti rotanti in
senso opposto, oppure una parte in moto rotatorio
e l’altra in moto traslatorio;
taglio quando le macchine operano con utensili
taglienti;
proiezione quando si verifica la rottura di parti
meccaniche, oppure l’espulsione di residui della
lavorazione;
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Emissioni di gas, vapori, liquidi,
polvere, ecc
Un'attrezzatura di lavoro che comporti
pericoli dovuti ad emanazioni di gas,
vapori o liquidi o ad emissioni di polveri,
fumi o altre sostanze prodotte, usate o
depositate nell'attrezzatura di lavoro deve
essere munita di appropriati dispositivi di
ritenuta e/o di estrazione vicino alla
fonte corrispondente a tali pericoli.
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Stabilità
Qualora ciò risulti necessario ai
fini della sicurezza o della salute
dei lavoratori, le attrezzature di
lavoro ed i loro elementi debbono
essere resi stabili mediante
fissazione o con altri mezzi.
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Sicurezza durante le fasi di manutenzione
Le fasi di manutenzione comportano spesso l’esclusione o la rimozione di
dispositivi di sicurezza e l’accesso a parti pericolose normalmente protette.
 I punti di regolazione, lubrificazione e di manutenzione devono essere
situati fuori dalle zone pericolose
 Gli interventi devono poter essere eseguiti a macchina ferma
 Se per motivi tecnici ciò non fosse possibile, dette operazioni devono
poter essere eseguite in condizioni di sicurezza migliorate (ad es. a
velocità ridotta)
 Gli elementi delle macchine automatizzate che vanno sostituiti
frequentemente, devono essere facilmente smontabili e rimontabili in
condizioni di sicurezza
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 Gli elementi delle macchine come gli alberi, le pulegge, le
cinghie, le funi, le catene di trasmissione, i cilindri e i coni di
frizione, gli ingranaggi e tutti gli altri organi o elementi di
trasmissione , quando costituiscono un pericolo, devono
essere protetti o segregati o provvisti di dispositivi di
sicurezza.
 Le protezioni ed i dispositivi di sicurezza delle macchine non
devono essere rimossi se non per necessità di lavoro.
Qualora essi debbano essere rimossi, dovranno essere
immediatamente adottate misure atte a mettere in evidenza e
ridurre al limite minimo possibile il pericolo che ne deriva.
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 è vietato compiere su organi in moto qualsiasi
operazione di riparazione o registrazione
 è vietato pulire, oliare o ingrassare a mano gli organi e
gli elementi in moto delle macchine.
 Il ripristino delle protezioni deve avvenire non appena
siano cessate le ragioni che avevano reso necessaria la
rimozione temporanea.
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IMPORTANTE!
Si ricorda che è assolutamente vietato l’uso
dei guanti protettivi o indossare indumenti i
cui lembi siano liberi o altri oggetti
(braccialetti, collanine, ecc.) quando gli
organi in movimento possano provocare
impigliamento e trascinamento.
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Protezioni degli organi lavoratori
Le macchine che durante il funzionamento possono
dar luogo a proiezioni di materiali o particelle di
qualsiasi fattura o dimensione devono, per quanto
possibile, essere provviste di chiusura, schermi o altri
mezzi di intercettazione atti ad evitare che i lavoratori
siano colpiti.
- RIPARI MOBILI
- RIPARI FISSI
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Caratteristiche dei ripari
 Essere sufficientemente robusti
 Non devono provocare rischi supplementari, es: schiacciamento, taglio
 Non essere facilmente neutralizzabili o resi inefficaci. Un riparo
neutralizzabile senza l’ausilio di utensili (cacciavite), non è accettato
 Collocati ad una idonea distanza dalla zona pericolosa
 Permettere gli interventi limitando l’accesso soltanto ai settori in cui deve
essere effettuato il lavoro e se possibile senza smontare la protezione o
disattivare il dispositivi di sicurezza associato
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Dispositivi di protezione fissi:
requisiti particolari
Devono essere fissati solidamente
La loro apertura deve richiedere uso di
utensili
Non devono poter rimanere la loro posto in
mancanza dei mezzi di fissaggio
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Caratteristiche delle protezioni
mobili
Le protezioni mobili degli organi lavoratori,
delle zone di operazione e degli altri organi
pericolosi delle attrezzature di lavoro, devono
essere provvisti di un dispositivo di blocco
collegato con gli organi di messa in moto e di
movimento della attrezzatura di lavoro.
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Devono impedire di rimuovere o di
aprire il riparo quando l’attrezzatura di
lavoro è in moto o provocano l’arresto
dell’attrezzatura di lavoro all’atto della
rimozione o dell’apertura del riparo;
Non devono consentire l’avviamento
dell’attrezzatura di lavoro se il riparo
non è nella posizione di chiusura.
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Esempi ripari
RIPARO MOBILE
Riparo collegato meccanicamente alla struttura
della macchina (es. con cerniere);
può essere aperto senza l’uso di attrezzi;
per quanto possibile deve rimanere unito alla
macchina quando è aperto
IMPIEGO: protezione contro schizzi d’acqua,
sfridi, …
RIPARO REGOLABILE
Riparo fisso o mobile regolabile allo scopo di
limitare l’accesso alle parti di elementi mobili
indispensabili per la lavorazione.
La regolazione:
rimane fissa durante la lavorazione
si deve effettuare facilmente e senza attrezzi
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Esempi ripari
RIPARO INTERBLOCCATO
riparo associato ad un dispositivo di interblocco in
modo che:
non sia possibile l’avviamento della macchina finché
il riparo non è chiuso;
l’apertura del riparo arresti la macchina;
la chiusura del riparo consenta l’esecuzione delle
funzioni pericolose ma non ne comandi l’avvio.
RIPARO A SEGREGAZIONE TOTALE
Riparo che impedisce l’accesso alla zona
pericolosa da tutti i lati.
Usato soprattutto per la protezione degli
organi di trasmissione
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 Le troncatrici devono essere munite di ripari fissi e mobili registrabili atti ad
evitare che le mani o altre parti del corpo dei lavoratori addetti possano
essere offese dall’utensile (disco di taglio).
 Il dispositivo di comando della troncatrice deve essere di tipo “a uomo
presente” e dotato di dispositivo (anello di guardia) contro gli azionamenti
accidentali.
 Il riparo mobile deve coprire il disco di taglio anche quando il gruppo
disco/motore si trova sollevato
 Il carter di tipo mobile deve essere collegato ad un sistema di leverismi o
molle in modo tale da scoprire unicamente la parte della lama interessata al
taglio e proteggere la rimanente parte del disco.
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 Il riparo regolabile (generalmente fissato al guida-lama) deve ricoprire la parte non
attiva del nastro; la parte scoperta deve coincidere con le dimensioni del pezzo da
tagliare.
 Il dispositivo di comando delle seghe a nastro di tipo orizzontale deve essere di tipo
“a uomo presente” e dotato di dispositivo (anello di guardia) contro gli azionamenti
accidentali.
 I Volani di rinvio del nastro devono essere completamente protetti in modo da
eliminare sia i pericoli di contatti accidentali diretti che i pericoli derivanti dalla rottura
del nastro durante la lavorazione.
 I ripari possono essere di tipo fisso per mezzo di elementi di fissaggio (viti, dadi etc.)
che ne rendano impossibile l’apertura senza l’ausilio di utensili oppure di tipo
interbloccato cioè associati ad un dispositivo di interblocco in modo che:
 - le funzioni della macchina “assoggettate” al riparo non possano essere svolte finchè
il riparo non sia stato chiuso;
 - se il riparo viene aperto durante lo svolgimento delle funzioni della macchina, venga
dato un ordine di arresto;
 - la chiusura del riparo consenta l’esecuzione delle funzioni pericolose della macchina
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assoggettate” al riparo, ma non ne comandino l’avvio.
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Per quanto possibile, la zona di
imbocco dei cilindri deve
essere resa inaccessibile a
mezzo di riparo di protezione
fisso.
Se per necessità di lavorazione non fosse possibile installare il riparo fisso frontale ai cilindri
lavoratori, la calandra deve essere dotata di un dispositivo di sicurezza (fune di guardia o
barra sensibile) interbloccato e contornante la zona pericolosa. Il dispositivo deve essere
attivabile da qualsiasi posizione e con una facile manovra.
Il dispositivo di sicurezza può essere installato a livello della pavimentazione (per il
dispositivo a barra, arti inferiori del lavoratore o arti superiori).
La zona operativa del sistema di sgancio dei cilindri deve essere protetta a mezzo di
barriera distanziatrice.
Oltre ai sistemi di sicurezza sopraindicati può essere adottato il comando a due mani come
definito a pag. 3 del presente fascicolo.
Le calandre dotate del solo dispositivo di sicurezza con comando a due mani, ai fini della
sicurezza, non possono essere dotate anche del comando a pedale alternativo al comando
a due mani, in quanto, in questo caso, l’operatore usando il pedale per il comando, non
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sarebbe protetto da nessun dispositivo di sicurezza.
Il pericolo maggiore del macchinario è rappresentato dall’elemento mobile di
piegatura che deve essere opportunamente difeso con l’adozione di barriere
immateriali (fotocellule) che arrestino immediatamente la macchina se viene
interrotto il fascio luminoso e che rendano impossibile l’introduzione delle mani
tra gli stessi fasci (distanza eccessiva tra i fasci).
Le barriere possono essere disattivate solo quando l’utensile si trova a 6 mm
dalla lamiera. In questa posizione la piegatrice è in condizioni di sicurezza
perchè le mani non possono entrare nella zona di schiacciamento.
A questo punto può essere disattivato il fascio luminoso delle fotocellule,
consentendo l’uso del comando a pedale rendendo possibile all’operatore le
operazioni di posizionamento e accompagnamento del pezzo durante la
piegatura.
In alternativa, sempre a condizione che all’utilizzo del macchinario sia addetto
un unico lavoratore, possono essere impiegati il comando a due mani, sempre
ad azione mantenuta, oppure il comando a pedale a pressione continua
vincolato e posizionato a distanza di sicurezza dagli organi pericolosi
Come per la cesoia anche per la piegatrice si richiede che nella parte posteriore
della macchina, quando liberamente accessibile, sia presente una barra
distanziatrice alta almeno 1 m e distante almeno 70 cm dalla lama. Inoltre, deve
essere presente un pulsante per l’arresto d’emergenza ed un cartello indicante
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il divieto di accesso all’interno della zona delimitata.





In alternativa al riparo fisso potranno essere adottati i seguenti dispositivi di protezione:
Riparo mobile interbloccato: la discesa della lama e del premi lamiera deve avvenire unicamente a riparo
chiuso e l’apertura del riparo può essere consentita quando la lama abbia raggiunto il punto morto
superiore.
Barriere immateriali (cellule fotoelettriche): che arrestino immediatamente la macchina se viene interrotto
il fascio luminoso e che rendano impossibile l’introduzione delle mani tra gli stessi fasci (distanza
eccessiva tra i fasci).
Dispositivo di comando a due mani: in modo che i pulsanti siano azionati contemporaneamente e che
debba essere mantenuta su di essi una pressione costante fino a fine ciclo. Alla macchina deve essere
addetto un unico lavoratore.
La norma UNI 8424/82 richiede che nella parte posteriore della macchina, quando liberamente
accessibile, sia presente una barra distanziatrice alta almeno 1 m e distante almeno 70 cm dalla lama.
Inoltre, deve essere presente un pulsante per l’arresto d’emergenza ed un cartello indicante il divieto di
accesso all’interno della zona delimitata.
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Se nelle fasi lavorative vi e’ il
pericolo di proiezione di materiale
(schegge, trucioli o schizzi di liquidi
lubrorefrigeranti), il lavoratore deve
essere protetto mediante
l’installazione di un riparo (mobile o
interbloccato) sulla tavola
portapezzo.
• Se il riparo è conformato come nella foto 2 non occorre dotare la macchina di
una protezione contornante la zona di lavoro dell’utensile.
• Deve essere inoltre transennata (con barriera distanziatrice) la zona laterale
di traslazione della tavola portapezzo.
• La barriera distanziatrice dovrà essere posta ad una distanza tale da non
creare una zona di pericolo di schiacciamento per il corpo del lavoratore.
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Le presse meccaniche sono particolarmente pericolose perché il ciclo,
una volta avviato, non può essere fermato e prosegue fino al suo
completamento
Per impedire rischi di schiacciamento delle mani del lavoratore occorre
adottare una delle seguenti soluzioni.
1- stampi chiusi: il pressore lavora all’interno dello stampo e le aperture di
alimentazione e di scarico nonché le parti mobili esterne non consentono
possibilità di schiacciamento
2- schermo fisso: completo su tutti i lati, con un’apertura che consenta il
passaggio del pezzo da lavorare ma non delle mani dell’operatore.
3 – schermo mobile: con protezione completa delle zone pericolose,
dotato
dispositivo interbloccato in modo che il movimento del pressore sia consentito solo quando lo schermo è
chiuso e non sia possibile aprirlo fintanto che il pressore non abbia raggiunto il punto morto superiore.
Il volano deve essere completamente carterizzato. Utilizzando una delle 3 soluzioni proposte la scelta
dell’organo di comando è libera.
Deve inoltre essere presente il dispositivo antiripetitore del colpo provvisto di elettrovalvole a doppio corpo,
con due circuiti alimentati separatamente.
Presse a frizione per quanto concerne i sistemi di protezione da adottare valgono le stesse considerazioni
fatte per le presse meccaniche.
In alternativa per questa tipologia di presse possono essere adottati altri sistemi quali:
- barriere immateriali (fotocellule) che impediscano la discesa del punzone quando le
mani o altre parti del corpo del lavoratore si trovino in zone di pericolo.
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- comando a due mani sempre ad azione mantenuta.
Illuminazione
La macchina non deve produrre effetti
fastidiosi o pericolosi (ombra
abbagliamento, strobo)
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Incendio,
temperature estreme
 Deve essere evitato qualsiasi rischio d'incendio
o di surriscaldamento provocato dalla
macchina stessa o da gas, liquidi, polveri, vapori
ed altre sostanze, prodotti
 Devono essere prese opportune disposizioni per
evitare qualsiasi pericolo di lesioni dovute a
pezzi o materiali a temperatura elevata o molto
bassa.
 Devono essere studiati i rischi di proiezione di
materiali caldi o molto freddi.
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Incendio ed esplosione
Tutte le attrezzature di lavoro debbono
essere adatte a proteggere i lavoratori
contro i rischi d'incendio o di
surriscaldamento dell'attrezzatura stessa.
Tutte le attrezzature di lavoro devono
essere adatte a prevenire i rischi di
esplosione dell'attrezzatura stessa e delle
sostanze prodotte, usate o depositate
nell'attrezzatura di lavoro.
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Rischi dovuti alla presenza di energia
 Se la macchina è alimentata con energia elettrica, essa
deve essere progettata, costruita ed equipaggiata in
modo da prevenire o da consentire di prevenire tutti i
rischi dovuti all'energia elettrica.
 La macchina deve essere progettata e costruita in modo
da evitare o da ridurre la formazione di cariche
elettrostatiche pericolose e/o deve essere munita di
mezzi che consentano di scaricarle.
 Se la macchina è alimentata con energia diversa da
quella elettrica, essa deve essere progettata, costruita
ed equipaggiata in modo da prevenire tutti i rischi che
possono derivare da questi tipi di energia.
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Rumore
La macchina deve essere progettata e
costruita in modo tale che i rischi dovuti
all'emissione di rumore aereo siano ridotti
al livello minimo, tenuto conto del
progresso tecnico e della possibilità di
disporre di mezzi atti a limitare il rumore,
in particolare alla fonte
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Vibrazioni
La macchina deve essere progettata e
costruita in modo tale che i rischi dovuti
alle vibrazioni trasmesse dalla macchina
siano ridotti al livello minimo, tenuto
conto del progresso tecnico e della
disponibilità di mezzi atti a ridurre le
vibrazioni, in particolare alla fonte
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Il posto di lavoro
 Le macchine devono consentire di evitare ad
una persona esposta di restarvi chiusa dentro
o, in caso di impossibilità, di chiedere aiuto
 Le parti della macchina sulle quali è previsto lo
spostamento o lo stazionamento delle
persone devono essere progettate e costruite in
modo da evitare che esse scivolino,
inciampino o cadano su tali parti o fuori di esse
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Attrezzature Portatili
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TRAPANO PORTATILE A
FUNZIONAMENTO ELETTRICO
Controlli preliminari e periodici
E' necessario controllare che:
 la struttura su cui si andrà ad operare non sia in tensione e che comunque non ci
siano impianti tecnologici attivi;
 il posizionamento e serraggio dell'impugnatura laterale sia corretto;
 il trapano sia dotato di motore di potenza e numero di giri adeguato al tipo di
operazione da svolgere;
 le aperture di raffreddamento piazzate sulla carcassa motore e sull'impugnatura
siano pulite e libere.
E' necessario ricordare:
 di non sostituire la punta con l'utensile sotto tensione;
 di non fissare al trapano le chiavi del mandrino con catene, cordicelle o simili;
 di fissare, registrare o misurare il pezzo in lavorazione soltanto quando l'utensile
non è in movimento ed in particolare che i pezzi da forare con il trapano, che
possono essere trascinati in rotazione dalla punta dell'utensile, devono essere
trattenuti mediante morsetti od altri mezzi appropriati;
 che una pressione eccessiva sull'utensile non permette una lavorazione più
veloce, ma produce invece danneggiamenti alla punta e al trapano e riducendo, di
conseguenza, la possibilità di lavorazione;
 che al momento dell'uscita della punta dal foro, su di essa viene esercitata una
notevole forza per cui è necessario tenere ben fermo il trapano con entrambe le
mani, tenendole lontano da organi in movimento, avere i piedi al sicuro, ben fissi e
appoggiati al pavimento e mantenere la giusta concentrazione;
 di assicurarsi che non ci sia nessuno sotto quando si fanno lavori in postazioni
alte.
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SMERIGLIATRICI ANGOLARI A DISCO

PROCEDURE OPERATIVE E DI SICUREZZA

il lavoro deve iniziare progressivamente per permettere al disco freddo della
smerigliatrice di raggiungere gradualmente la temperatura di regime;
deve essere evitato di far esercitare al disco della smerigliatrice una pressione
eccessiva contro il pezzo;
durante la lavorazione ci si deve assicurare che l’usura del disco della
smerigliatrice avvenga in modo uniforme; in caso contrario verificare l’esatto
montaggio;
nell’appoggiare la smerigliatrice su piani o pezzi deve essere fatta attenzione a
che il disco non sia più in rotazione e si deve evitare di fargli subire degli urti;
garantire ove possibile la stabilità del pezzo in lavorazione, mediante il
fissaggio con morsetti od altri mezzi meccanici;
non usare smerigliatrici in luoghi con pericolo di esplosione od incendio;
evitare l’utilizzo di smerigliatrici per lavorazioni che ne richiedono un impiego
continuo e prolungato o per lavorazioni su recipienti che contengono od hanno
contenuto sostanze infiammabili che possono dar luogo ad esplosioni od altre
reazioni pericolose;
non usare mai dischi da “sgrosso” per tagliare ne dischi da “taglio” per
sgrossare. Prima di cambiare il disco assicurarsi di scollegare il cavo di
alimentazione elettrica dell’apparecchio;





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
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Intervento del cultore della materia su 81/2008