Periodico di informazione della Cooperativa UNIABITA - ANNO IV - NOVEMBRE/DICEMBRE - 2012 | N°05 |
LO/0812/2011
La rivista della Cooperativa di Abitanti
Buone feste
da UniAbita
AIUTIAMO
A RICOSTRUIRE
Fondazione Auprema Onlus sostiene gli interventi dei
comuni di Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni
LE DONAZIONI SARANNO DESTINATE A:
- RICOSTRUIRE LA SCUOLA ELEMENTARE
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- Conto Corrente Postale n° 77445690 intestato a Fondazione Auprema Onlus
- Iban: IT 61 P 08865 32930 000000171506 conto corrente della Fondazione
presso BCC Sesto San Giovanni agenzia di Cinisello Balsamo.
- Versamento in contanti presso le casse della Cooperativa UniAbita
Circolo
Auprema
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Mondo Auprema
Viaggi e vacanze
N05
FOCUS
La rivista della
Cooperativa di Abitanti
UNIABITA
NOVEMBRE/DICEMBRE
Sommario
Servizi
10_Risparmio sociale
5Editoriale
6
Giovani, credito, mercato: le tante sfide di UniAbita
10Il risparmio sociale in cooperativa: etico, garantito, vantaggioso
12
Costituito l’Organismo di Vigilanza
15
Avviato il Recupero dei porticati
17Residenza Torricelli: “Il cantiere svelato”
18
Le tante variabili del risparmio energetico
20
Conosciamo meglio un nuovo consigliere:
Alessandro Pasquarelli
22
Le cooperative stanno con Libera
22_Le cooperative con Libera
23Teatro, col menù della legalità le mafie finiscono in pentola
24 Agenzia Viaggi Mondo Auprema
27Tra paura e speranza
28
La cooperativa va a… scuola
30Residenza del Sole. Un nuovo servizio per i pazienti “post-acuti”
34
Genitori e figli nella comunità sociale
36Obesità, combatterla è possibile
38
Presentato il bilancio sociale di rete della cooperazione sestese
12_L’Organismo di Vigilanza
30_Residenza del Sole
Rubriche
40
…Conciati per le feste
41
La Macina a Castagna e Sironi
42Fondazione Auprema con i terremotati
43 Pizzinato al centro del lavoro
44
Sguardo dall’alto
45Notizie Flash
46
La pallina di vetro
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PER I SOCI UNIABITA È PREVISTA UNA SCONTISTICA PARI AL 5% SUI SERVIZI 24/24
EDITORIALE
Il nostro
rinnovamento
Quante volte nelle scorse settimane abbiamo sentito parlare di rinnovamento, di
ricambio generazionale, a proposito del quale è stato spesso usato un sinonimo
impronunciabile e volgare: rottamazione. Fatto sta, comunque la pensiamo, quale
che sia il nostro orientamento politico, che gli oltre tre milioni di cittadini che si
sono presentati alle primarie del centrosinistra sono una bella notizia, non solo per
quella parte politica, ma per la democrazia italiana, e i commenti da questo punto
di vista sono stati equanimi.
Una bella notizia soprattutto perché inaspettata. Inaspettata perché, a fronte di
alcune centinaia di onorevoli che di onorevole non hanno nulla, di senatori, deputati, consiglieri regionali e provinciali, di politici che danno spesso un'immagine
indecorosa e impresentabile, talora persino grottesca, ci sono alcuni milioni di
italiani che continuano ad avere della politica e dell’impegno sociale un’idea alta,
onesta, pulita. Ed è, vorrei essere chiaro, una concezione che non resta rinchiusa
nel recinto della sinistra e del centro-sinistra ma è condivisa anche da altre scelte
e altre opzioni.
In questa ventata di partecipazione, ha pesato il fatto che i cittadini sono stati
chiamati a scegliere. Su di loro è ricaduta la responsabilità di indicare il possibile
futuro capo del governo, dopo che, con il sistema elettorale vigente, i cittadini
elettori sono stati espropriati persino della possibilità di scegliere le persone da
mandare in Parlamento, che così vengono indicati, non in base al merito, alle competenze, al radicamento territoriale, alle idee che esprimono, ma esclusivamente
in termini di fedeltà al capo partito di turno.
Bene, per certi aspetti questo discorso riguarda anche noi come cooperativa. Nei
primi mesi del 2013 saremo chiamati a scegliere le persone che guideranno UniAbita per i prossimi anni. Nel rinnovamento che gioco forza dovrà esserci, molte
saranno le facce nuove e molti i giovani. Dopo un certo periodo di stasi, la ruota
riprenderà a girare. Teste nuove, idee originali, energie fresche da mettere in campo senza che ciò significhi lasciare nello spogliatoio le esperienze e le competenze
più importanti di cui disponiamo e che hanno fatto sin qui la forza della nostra
cooperativa.
Ora però serve un’impennata, uno scatto. La ruota riprende a girare anche per noi.
E per farla girare sarà fondamentale la partecipazione e l’impegno convinto del
numero più ampio possibile di soci.
Angelo Maj
COOPERATIVA DI ABITANTI
Giovani, credito,
mercato> le tante sfide
di UniAbita
Nell’annuale convegno di Magliano in Toscana, la nostra
cooperativa si è confrontata con i temi della crisi dell’economia
e del rinnovamento, non solo generazionale
6 - UNIABITA | SERVIZI
Novembre/Dicembre 2012
Anche quest’anno il convegno di studi che UniAbita organizza a Magliano in Toscana è stato un’occasione importante
per fare il punto su alcuni dei nodi “strategici” che la cooperativa si trova davanti, e, a testimonianza del ruolo importante
che UniAbita riveste all’interno del movimento cooperativo, in
questa occasione ai nostri lavori sono intervenuti alcuni dei
principali leader cooperativi: da Luciano Caffini, presidente
nazionale di Legacoop Abitanti, a Aldo Soldi, direttore generale di Coopfond, per arrivare fino a Giuliano Poletti, presidente
nazionale di Legacoop.
La cooperativa e i giovani
Punto iniziale della riflessione, introdotta dal presidente
Gian Matteo Marangoni, è stato il tema dei giovani, un argomento al quale la cooperativa ha dedicato grande attenzione,
fino a predisporre il progetto Adest, che ha come scopo principale quello di selezionare e preparare un gruppo di giovani
a candidarsi non al lavoro in cooperativa, ma ad assumersi
ruoli e compiti di responsabilità nelle commissioni di lavoro,
nel rapporto con i soci, nel consiglio di amministrazione della
cooperativa.
Il lavoro del Gruppo Adest prosegue ormai da più di un
anno e a Magliano erano previste delle relazioni su alcuni
workshop condotti negli ultimi mesi di corso aventi per tema:
1) le possibili modalità di coordinamento e integrazione ai servizi di comunità che oggi UniAbita offre; 2) le analisi e gli strumenti per nuove forme dell’abitare; 3) rigenerare i comitati di
caseggiato, nuovi modelli organizzativi? Temi che, come si può
notare, vanno al vivo di alcuni dei problemi sui quali la cooperativa più si mette in discussione, e che sono stati oggetto di
tre relazioni alle quali hanno preso parte i giovani del corso.
Prima dei giovani erano però stati il responsabile del corso,
Benedino Calzolari, insieme ai tutor Sergio Nasi e Daniela Ambroset, a raccontare la loro esperienza, un' esperienza pilota
per l’intero movimento cooperativo.
Benedino Calzolari ha ricordato che si è cercato di mettere in campo delle nozioni comportamentali e formative (che
cos’è un’impresa e che cos’è un’impresa cooperativa e che
cos’è UniAbita) e poi di mettere i giovani alla prova di fronte
Novembre/Dicembre 2012
ad alcuni problemi indicati dalla cooperativa stessa. Dopo un
anno e più di lavoro e studio ci sono una ventina di giovani
che potenzialmente sono in grado di entrare nelle strutture
della cooperativa, che sanno come funziona, che conoscono le
dinamiche tra soci e cooperativa.
“Questa cooperativa si è posta il tema di ragionare sui
processi della sua governance con particolare riferimento alla
successione, mi pare quanto di più raro esista in questo paese” ha chiosato il formatore Sergio Nasi. “Forse che i giudici
si preoccupano della loro successione? Che i politici si preoccupano della loro successione? Se lo fanno è unicamente
per rimandarla il più lontano possibile nel tempo. Il fatto che
questa cooperativa lo abbia fatto è quanto mai lodevole”.
Daniela Ambroset, dal canto suo, ha ricordato come “il ricambio non sia solo una questione anagrafica, ma oltre e a
questo deve comportare idee nuove, capacità innovativa e di
sviluppare competenze”.
Ma da altre parti, le altre cooperative, come affrontano
il problema dell’incontro con le nuove generazioni? Particolarmente interessante è stata a questo proposito l’esperienza di Marco Tognetti, fondatore della Cooperativa Lama e
consigliere di “Generazioni”, il Gruppo Giovani Cooperatori
nato all’interno di Legacoop, secondo il quale: “Il mancato ricambio generazionale e l’inadeguatezza della classe dirigente
continuano a rappresentare una delle cause principali della
difficoltà che spesso le cooperative hanno nell’innovare, nel
competere sul mercato e nel governare i processi democratici
e decisionali, oltre che a essere scarsamente attrattive come
modello di impresa verso le giovani generazioni”.
“Particolarmente interessante - ha detto Tognetti - è che
la scelta di dare vita ad Adest sia nata all’interno della cooperativa, cioè di un’impresa, e non per imput di natura politica,
calato dall’alto”.
La finanza e il credito cooperativo
“Coopfond ha contribuito al finanziamento del progetto
Adest - ha spiegato Aldo Soldi, direttore generale di Coopfond
- per due ragioni: perché il ricambio generale è un problema
serio che hanno le imprese e che ha anche la cooperazione
SERVIZI | UNIABITA - 7
COOPERATIVA DI ABITANTI
(e che a volte assume i caratteri
dell’emergenza),
ma anche per come
è stato affrontato:
non come un semplice problema di
ricambio di persone
e di generazioni, ma
Aldo Soldi
come un problema
serio di competenze
e di formazione”. Soldi ha poi spiegato che cosa è Coopfond:
“È la società, costituita nel 1992, che gestisce il fondo mutualistico per la promozione cooperativa alimentato dal tre
per cento degli utili annuali di tutte le cooperative aderenti a
Legacoop”. Un ruolo reso ancor più delicato in un contesto di
difficoltà finanziaria come quello che le imprese stanno vivendo. Un paradosso comune a tante aziende: le imprese hanno
necessità di accedere al credito perché c’è la crisi e proprio per
questo motivo il credito non viene concesso.
Spiega Soldi: “Il concetto che caratterizza la cooperazione
è quello della mutualità, e cioè che gli utili che le cooperative
fanno servono per promuovere o andare in aiuto di altre cooperative, laddove è necessario, spesso in altri territori e settori”. Ad esempio, tutte le cooperative che sono nate al Sud sui
terreni sottratti alla mafia sono state sostenute da Coopfond.
Come del resto particolare attenzione viene posta all’intervento in tutto il Mezzogiorno, e un occhio di riguardo è riservato
alla cooperazione sociale. Ma da dove sono arrivati questi soldi? Soprattutto dalle cooperative di consumo. E, come è facile
immaginare, soprattutto dall’Emilia Romagna, con Toscana a
seguire.
Ma la crisi si fa sentire, eccome. In quest’ultimo anno i finanziamenti al Coopfond sono molto calati, e questo si spiega
ovviamente con le difficoltà di questa congiuntura, che colpisce duramente anche le cooperative. Quest’anno le somme
destinate al Coopfond ammontano a 13.800.000 euro, il dato
più basso dal 1992 ad oggi. Come pure le 2.564 cooperative
che hanno contribuito al Coopfond rappresentano il numero
più basso registrato nei vent’anni di storia di Coopfond. E questo è un indicatore sullo stato di salute delle nostre aziende.
Qual è il problema attuale? Minori entrate, richieste di
finanziamenti allegate a progetti “sgangherati, figli della crisi”, difficoltà di rientri dei prestiti. E gli interventi nelle crisi
aziendali? “Si fanno - conclude Soldi - se c’è una prospettiva
d’impresa della cooperativa, se c’è un concorso di forze, se ci
8 - UNIABITA | SERVIZI
sono risorse umane adeguate, che sono altrettanto importanti
delle risorse finanziarie”.
Le cooperative di abitazione
La crisi si ripercuote pesantemente anche sul settore delle
cooperative di abitazione. Che cosa sta succedendo? Luciano
Caffini, presidente di Legacoop Abitanti, non ha concesso molto spazio all’ottimismo: “Di fronte a una prospettiva di riduzione dei volumi di produzione e a un calo significativo della
domanda, da tempo ci siamo posti il problema della riduzione
del numero delle cooperative. Vanno quindi incoraggiati processi di accorpamento tra cooperative che da sole potrebbero
non avere prospettive mentre insieme ad altre potrebbero creare un'adeguata massa critica per pensare al futuro. La riduzione del numero di cooperative va di pari passo con la qualificazione della produzione e la messa in comune del know-how
in grado di sviluppare e conseguire le necessarie economie
di scala. Ma le unificazioni non possono essere imposte, devono essere condivise, sia nella scelta dei partner che negli
obiettivi, non devono andare a scapito dell’autonomia delle
cooperative e della loro capacità di presidiare i loro territori
di appartenenza. Ma è un processo che per molte cooperative
rischia di non essere più differibile: allontanare nel tempo le
decisioni più importanti significa consumare patrimonio, demotivare, perdere quote di mercato potenziale. Del resto sono
già numerosi gli ambiti nei quali più imprese cooperative sono
chiamate a cooperare con altre. Un ambito nel quale vale la
Luciano Caffini
pena lavorare tutti insieme è quello dei sistemi finanziari, sia
interni al movimento cooperativo, sia con l’apporto di capitali
della Cassa depositi e prestiti o delle banche. Un altro è quello
Novembre/Dicembre 2012
dell’innovazione tecnologica, che è uno spreco venga gestita
impresa per impresa, senza mettere in comune le conoscenze”.
Il movimento cooperativo
È stata poi la volta di Giuliano Poletti, il presidente nazionale di Legacoop, che ha esordito così: “Il rinnovamento, che
ha anche dentro di sé il concetto del ricambio nel tempo, di
sostituzione di ruoli, non può prescindere da un primo punto:
Giuliano Poletti
dobbiamo tutti tenere alto il nostro senso critico, dobbiamo
cioè essere capaci di valutare e giudicare quello che abbiamo
davanti. Senza prendere nulla per scontato e immodificabile.
Ad esempio il corso Adest - ha continuato - è importante al di
là del fatto che questi giovani possano un domani diventare
amministratori della cooperativa. È importante perché dei soci
diventano consapevoli, perché le persone che si avvicinano
alla cooperativa possano migliorare se stessi, comprendere
meglio le cose che stanno accadendo”.
“Insieme al senso critico - ha aggiunto - ci deve essere la
capacità e la voglia di scegliere, di decidere, di assumersi la
responsabilità. Non c’è mai una sola scelta, ci sono sempre
più opzioni, più alternative. Che cosa c’entra tutto ciò con
l’essere cooperatori? C’entra perché le cose grandi si fanno
se dietro c’è un pensiero grande. E qual è il pensiero grande
che dobbiamo avere ora, che sia in grado di tenere insieme la
storia della cooperazione? Credo che il vero filo che ha tenuto
insieme l’esistenza cooperativa sia il protagonismo delle persone, la loro responsabilità, la capacità di scegliere e di decidere: il protagonismo sociale, la responsabilità degli individui,
la volontà di scegliere e di non delegare a qualcun altro”.
Novembre/Dicembre 2012
“Questo è oggi particolarmente importante – ha continuato Poletti - perché non era questa la cultura dominante in questi ultimi venti anni. Ma se non si invertirà la rotta, se non si
tornerà a puntare sul protagonismo delle persone, i problemi
che ci troviamo ad affrontare nella società diventeranno sempre più grandi e sempre meno risolvibili. La disuguaglianza tra
gli individui della società continuerà a crescere fino al punto in
cui si metterà in forse la tenuta dell’intera società.
Dobbiamo contestare la tesi secondo cui il problema è
'competere, competere, competere'. Per noi la ricetta è un’altra: cooperare, coagire, condividere. Non è questione di essere
più o meno buoni, ma di avere in testa un’idea di società che
cresce in armonia, con equilibrio, con un tasso di equità. Da
qui la nostra critica profonda sul piano culturale ai modelli
prevalenti. Ma – ha proseguito Poletti – perché le Nazioni Unite hanno indicato nel 2012 l’anno internazionale della cooperazione? L’hanno fatto perché nel mondo un miliardo di persone sono socie di cooperativa e più di 100 milioni lavorano in
cooperativa. Eppure, malgrado questi numeri, non riusciamo
a sconfiggere l’idea che quella cooperativa sia una forma di
impresa minoritaria, marginale, che va bene tutt’al più quando
stato e mercato falliscono. Ma non è vero che un’impresa è più
adatta e un’altra meno all’economia di mercato. Se così fosse
le imprese cooperative avrebbero tutte chiuso i cancelli. Invece da 150 anni sono ancora lì e ciò significa che sono capaci di
fare i conti col mercato e con la competizione al pari delle imprese di capitale che fanno lo stesso mestiere. Le imprese cooperative sono un soggetto economico capace di confrontarsi
con gli altri ed è un bene per il mercato che ci siano diverse
forme di imprese. È indice di pluralismo. Ogni cittadino deve
avere la libertà di decidere quale forma di impresa è in grado
di risponder meglio ai suoi bisogni di cittadino, di lavoratore,
di consumatore”.
Il mercato immobiliare
I lavori sono poi continuati con una corposa relazione di
Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, sull’andamento del
mercato immobiliare, e di Alessandro Pasquarelli, amministratore delegato di Euromilano, una società di promozione e sviluppo immobiliare attiva dal 1986, che ha illustrato la storia e
le strategie della società che dirige. Ampio spazio è stato poi
dato alle relazioni dei tre team work di Adest, con dibattito a
seguire. L’ultima relazione è stata affidata ad Anna Meroni,
del Politecnico di Milano, che ha raccontato un’interessante
esperienza di “giardino condiviso” con i cittadini del quartiere
della Bovisa.
SERVIZI | UNIABITA - 9
COOPERATIVA DI ABITANTI
Il risparmio sociale
in cooperativa> etico,
garantito, vantaggioso
RendiNova e RendiCasa: due proposte innovative pensate
per i nuovi risparmiatori e per i soci più giovani
In un momento di crisi generalizzata, che sta colpendo soprattutto le famiglie e i giovani riducendo la loro capacità di
risparmio e di previdenza per il futuro, UniAbita ha deciso di
proporre nuove soluzioni finanziarie per sostenere i soci prestatori. La cooperativa, agendo su più fronti e pensando alle
diverse tipologie di soci, ha rialzato i tassi di interesse del prestito ordinario, ha studiato la proposta RendiNova, un prodotto
finanziario specifico per i nuovi soci prestatori, e la proposta
RendiCasa dedicata ai giovani soci, finalizzata non solo a riconoscere ai giovani una remunerazione molto vantaggiosa del
prestito ma anche a sostenerli nella prospettiva di acquisto della prima casa. Nuove opportunità, quindi, che riconfermano la scelta di portare il risparmio in cooperativa come
una scelta garantita, vantaggiosa ed etica.
Una scelta garantita perchè il risparmio affidato ad UniAbita è garantito dalla solidità della nostra cooperativa, fortemente
patrimonializzata, da una gestione prudente e oculata e da 110
anni di storia e di esperienza. Ed è per questo che migliaia di
soci continuano ad accordarci fiducia affidandoci i loro risparmi.
Una scelta vantaggiosa, perchè la remunerazione offerta ai soci
prestatori è sempre conveniente, interessante e trasparente, rispetto ad altre offerte del mercato finanziario.
Non ci sono spese di apertura, chiusura e gestione del conto. Una scelta etica perché UniAbita dal 1903 opera per realizzare la propria missione, quella di garantire ai soci il diritto
fondamentale all’abitazione, costruendo case di qualità a prezzi
10 - UNIABITA | SERVIZI
convenienti. Migliaia di famiglie con UniAbita hanno risolto il
problema della casa, in affitto o in proprietà.
Portare il risparmio in cooperativa significa portare risorse
e contribuire alla realizzazione di questa missione di solidarietà
sociale. Vediamo ora nel dettaglio le nuove proposte finanziarie.
Novembre/Dicembre 2012
ella
ne
za.
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ne,
di
sa,
iva
di
RendiNova – Un’opportunità dedicata ai nuovi soci
prestatori
È un’emissione speciale di prestito ordinario riservata ai soci
che per la prima volta sottoscrivono un libretto di prestito sociale
e ai soci che da almeno cinque anni non hanno libretti di prestito
sociale, a condizione che mantengano per ogni annualità solare,
o periodo inferiore in caso di attivazione/estinzione del libretto
in corso d’anno, un deposito medio pari ad almeno 3.000 euro.
L’emissione speciale prevede il riconoscimento del tasso lordo
di interesse del prestito ordinario pro tempore vigente, maggiorato di 30 basis points (+ 0,30%). La maggiorazione sarà riconosciuta dalaimomento
della sottoscrizione
L’opportunità dedicata
nuovi soci
prestatori.fino al 31 dicembre
2014, oppure fino all’estinzione del libretto se antecedente a
tale data. L’emissione speciale è sottoscrivibile dal 1° dicembre
2012 fino al 30 novembre 2013. Nella seguente tabella esponiamo i nuovi tassi di interesse, che sono stati rialzati con delibera
del Consiglio di Amministrazione del 12 novembre scorso, accanto ai tassi
previsti per la
formula Rendinova.
Ricordiamo
che
TASSI DI INTERESSE
questi tassi
di interesse
DA
A TASSO
TASSO FISSO
FISSO
LORDO*
vengono apLORDO*
RENDINOVA
plicati su tut299,00 0,00%
0,00%
to l’importo
300,00
9.999,99
1,75%
2,05%
Riservato
ai soci prestatori
di età
compresa fra i 18 e i 30 anni
del deposito e
10.000,00 19.999,99 1,85%
2,15%
Sottoscrizione di un libretto di prestito vincolato della durata
non per fasce,
20.000,00 29.999,99 1,95%
di 10 anni, incrementabile con 2,25%
ulteriori depositi
quindi quan30.000,00 39.999,99 2,05%
2,35%
Tasso fisso lordo del 4,25% annuo per tutta la durata del vincolo
do si supera
40.000,00 49.999,99 2,15%
2,45%
una soglia di
50.000,00
2,25%vincolo 2,55%
Se il socio,67.167,56
alla fine del
o durante lo stesso, acquista
risparmio
enla casa di abitazione da UniAbita, verrà riconosciuta
una
trando
nella
premialità aggiuntiva, che consiste nel riconoscimento di uno
fascia successconto
sulviene
prezzo
dell’abitazione.
Lo sconto è determinato
*Sugli
interessi
applicata
la ritenuta d’acconto
delapplicando
20% previstal’1,25%
per legge
siva, il tasso
annuale alla giacenza del prestito, rilevata
di interesse
nel corso della durata del vincolo fino all’acquisto.
maggiore vieIl prestito vincolato “RendiCasa Giovani” consente ne
inoltre
applicato
Questa tabella espone i tassi in vigore al 1° dicembre
l’accumulo
di
5
punti
aggiuntivi
ai
fini
della
graduatoria
per fascia.
su
TUTTO
l’importo
del
prestito
e
NON
solo
sulla
relativa
2012. I tassi di interesse potranno variare nel corso del
l’assegnazione
in proprietà
della casa
di abitazione,
per la
Un ulteriore
convenienza
tempo secondo le delibere
del vantaggio,
C.d.A.. Suidinuovi
tassi e trasparenza, rispetdurata del vincolo, così come previsto dai regolamenti sociali.
to a formeverrà
analoghe
di raccolta
presentilasul mercato finanziario.
eventualmente deliberati,
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sottoscrizione di un libretto di prestito vincolato della durata di
dieci anni, incrementabile con ulteriori depositi.
Viene riconosciuto un tasso fisso lordo* del 4,25% annuo
per tutta la durata del vincolo. Se il giovane socio, alla fine del
vincolo o durante lo stesso, acquista la casa di abitazione da
UniAbita, verrà riconosciuta una premialità aggiuntiva, che consiste nel riconoscimento di uno sconto sul prezzo dell’abitazione.
Lo sconto è determinato applicando l’1,25% annuale alla giacenza del prestito, rilevata nel corso della durata del vincolo fino
all’acquisto. Il prestito vincolato “RendiCasa Giovani” consente
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5 punti aggiuntivi
per l’assegnazione in proprietà della casa di abitazione, per la
durata del vincolo, così come previsto dai regolamenti sociali.
In vigore dal 1 dicembre 2012 fino al raggiungimento di 200
libretti sottoscritti.
ESEMPIO
Per un deposito medio di euro 40.000
vincolato a 10 anni con la capitalizzazione
degli interessi, lo sconto sul prezzo d’acquisto
della casa, al termine del 10° anno, sarà pari
ad € 5.291 (=1, 25% annuale sul deposito).
Oltre a questo, e indipendentemente
dall’acquisto dalla casa, gli interessi lordi*
maturati al termine del decimo anno,
saranno pari a € 20.649 (=4,25% lordo
annuale sul deposito).
*Sugli interessi viene applicata la ritenuta
d’acconto del 20% prevista per legge
In vigore dal 1 dicembre 2012 fino al raggiungimento di 200 libretti sottoscritti
Per dettagli e condizioni complete consultare i bandi di
emissione, disponibili nelle sedi della cooperativa o sul sito web
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Novembre/Dicembre 2012
SERVIZI | UNIABITA - 11
COOPERATIVA DI ABITANTI
Costituito l’Organismo
di Vigilanza
Adottati procedure e sistemi di controllo introdotti
dal Decreto legislativo 231/2001 che ridisegna il concetto di responsabilità
amministrativa e penale delle aziende,
e quindi anche della nostra cooperativa
I provvedimenti di natura organizzativa e gestionale che
il Consiglio di Amministrazione di UniAbita sta adottando in
questa parte finale del 2012 hanno un'origine lontana. Era il
1976 quando negli Stati Uniti scoppiò lo scandalo Lockheed,
dal quale emersero le gravi irregolarità amministrative e finanziarie commesse da quella multinazionale, che ammise di aver
pagato tangenti per milioni di dollari per facilitare la vendita
di armamenti agli eserciti dei paesi aderenti alla Nato. Questo
evento fece nascere la consapevolezza che fosse necessario
12 - UNIABITA | SERVIZI
aggiornare le legislazioni sulla responsabilità penale e civile
dei soggetti giuridici, cosa che fino ad allora era sempre stata attribuita alle sole persone fisiche. Da queste innovazioni
normative si produssero ulteriori riflessioni sulle modalità di
gestione delle società di capitali, fino a introdurre il tema del
controllo interno. Per “controllo interno” si intende quella modalità di gestione che permette il raggiungimento di obiettivi
di efficienza ed efficacia, nel rispetto di leggi e regolamenti,
tenendo conto dell’ambiente in cui la società opera e dei riNovembre/Dicembre 2012
schi a cui è sottoposta. L’altro tema, sviluppatosi tra gli anni
’80 e ’90, riguarda la responsabilità sociale di cui ogni ente
è investito: una società opera nell’ambiente che la circonda
ed è portatrice di interessi e valori che influenzano i portatori di interessi, i cosiddetti “stakeholders”. Pertanto, compito
dell’impresa non è più solo la massimizzazione del profitto
ma anche la soddisfazione degli interessi di quei soggetti che
guardano con attenzione alle sue attività: soci, clienti, soggetti finanziari, amministrazioni pubbliche, ecc. Una conclusione
importante ma certo non nuova, alla quale i cooperatori erano
già giunti da almeno un secolo, se si pensa che i loro principi
ispiratori erano quelli della solidarietà e dell’interesse comune.
Partendo perciò dalla necessità di migliorare la propria gestione, UniAbita ha deciso di dotarsi di un corpo di procedure
e modalità operative che consentano il raggiungimento di due
obiettivi.
Da una parte disporre di un Sistema di Gestione della Qualità, che, mettendo al centro della propria attività la soddisfazione del socio, ridisegna l’operatività della Cooperativa e dei
suoi uffici, nel tentativo di garantire servizi e prestazioni sempre migliori sia ai soci che abitano gli alloggi della proprietà
indivisa che quelli che acquistano appartamenti di proprietà
divisa. Questo significherà miglioramento delle prestazioni,
maggior celerità nel rispondere alle esigenze dei soci, fornitura di beni di qualità più elevata.
Dall’altra la Cooperativa, dotandosi di apposite procedure
e sistemi di controllo, che trovano definizione in quello che il
legislatore definisce Modello Organizzativo Gestionale, soddisfa le richieste che il Decreto legislativo 231 del 2001 pone a
tutte le aziende, cioè la responsabilità amministrativa dell’ente.
Recependo le indicazioni dell’Unione Europea, nel 2001 è
stata pertanto emanata la Legge 231, secondo la quale ogni
azienda o soggetto giuridico è responsabile per alcuni identificati reati, commessi nel suo interesse e vantaggio da figure
apicali (capi e responsabili) o sottoposti, introducendo così la
responsabilità penale dell’ente, che fino ad allora riguardava
le sole persone individuali. La sostanza di questa legge è così
sintetizzabile: se un dipendente di UniAbita commette uno
specifico reato, ad esempio paga una tangente a un funzionario pubblico, non solo ne risponde lui personalmente ma,
se questo produce un vantaggio economico alla Cooperativa
e la stessa viene condannata. La Cooperativa può subire pene
che vanno da un’ammenda più o meno elevata a seconda del
reato, fino all’interdizione all’attività, al ritiro di licenze o contributi, alla confisca dei beni.
Novembre/Dicembre 2012
La legge però stabilisce anche che la società non risponde
dei reati commessi qualora si sia dotata di procedure (Modelli)
idonee a prevenire la commissione dei reati e metta in atto
sistemi di controllo e vigilanza che verificano l’operato dei
propri addetti e responsabili. Nel caso in cui questi accadano
comunque, per via di un sistema di gestione fragile e di controlli poco incisivi, la presenza di un Modello può comunque
attenuare le pene che il giudice può comminare.
Ecco allora che, a tutela della Cooperativa e dei soci, UniAbita ha deciso di implementare il proprio Modello attraverso la
collaborazione congiunta del proprio personale e di consulenti esterni. Il Modello, identificando chiaramente reati previsti
dalla normativa, valuta le attività rischiose che si potrebbero
generare, i collaboratori coinvolti e pertanto mette in atto controlli che verifichino che tutto proceda regolarmente senza che
siano commesse irregolarità.
È stato poi nominato un organismo indipendente, denominato Organismo di Vigilanza (ODV), formato da tre membri esterni e interni alla Cooperativa, con il preciso compito
di mettere in atto le verifiche e riportare periodicamente al
Consiglio di Amministrazione gli esiti del loro controllo.
Ma quali sono i reati a cui la Cooperativa può essere chiamata a rispondere? Praticamente infiniti: si va dalla corruzione alla truffa, dall’illecita concorrenza alle false comunicazioni
sociali, dall’illecita influenza in assemblea all’ostacolo alla
pubblica vigilanza, dall’abuso di informazioni privilegiate alla
manipolazione del mercato, dal riciclaggio o dall’impiego di
denaro di illecita provenienza all’inquinamento idrico o atmosferico, solo per citare i reati più comuni.
Principio importante per il buon funzionamento del modello e la realizzazione di un monitoraggio efficace è la comunicazione costante tra tutte le componenti, in particolar modo
verso l’Organismo di Vigilanza. Da questi ci si aspetta che
giungano chiarimenti, proposte di integrazione o modifica del
modello e soprattutto segnalazioni di eventuali irregolarità di
cui i soci, clienti e portatori di interesse siano venuti a conoscenza. È stato anche istituito un indirizzo mail con il quale è
possibile dialogare direttamente con l’ODV, ed è: segreteria.
[email protected]
Inoltre sul sito internet di UniAbita è fin d’ora possibile
prendere visione del Codice Etico, del Modello Organizzativo
Gestionale e dei suoi allegati. A questa operazione si unisce
infine il Progetto Qualità, di cui si darà comunicazione più
dettagliata nei prossimi mesi dopo che la Cooperativa avrà
ottenuto la Certificazione di Qualità.
SERVIZI | UNIABITA - 13
sviluppo immobiliare
Avviato il Recupero
dei porticati
Nelle vie Aldo Moro, Brunelleschi, Leonardo da Vinci, Mozart
e Cornaggia saranno disponibili nuove soluzioni abitative
a canone convenzionato per i soci
Approvati con delibera da parte del Comune e co-finanziati
dalla convenzione SACC alla firma della Regione Lombardia, i
32 nuovi alloggi da assegnare in affitto recuperando i porticati
(pilotis) sono realizzati da UniAbita che li metterà a disposizione dei soci aventi diritto. Un’iniziativa per favorire l’accesso
alla casa ai propri soci che UniAbita ha voluto intraprendere
in linea con i valori che ne hanno sempre contraddistinto l’operato. Questo il senso del progetto per il recupero degli spazi
comuni per finalità abitative che ha preso il via a Cinisello
Balsamo.
Sulla base della firma calendarizzata della convenzione
regionale per l’accesso al fondo per la realizzazione di interventi “SACC” (Servizi Abitativi a Canone convenzionato non
concordato), che co-finanzia l’intervento, UniAbita ha avviato
la realizzazione di 32 alloggi in edilizia convenzionata da collocare al piano terra di edifici già esistenti, per una superficie
complessiva di circa 3.000 metri quadrati. I nuovi alloggi, bilocali e trilocali, nelle vie Aldo Moro, Brunelleschi, Leonardo
da Vinci, Mozart e Cornaggia, saranno disponibili a canoni
di locazione calmierati per i soci UniAbita in graduatoria che
avranno i requisiti necessari. Il canone annuo, di valore inferiore a quello di mercato, sarà di 69,50 euro per ogni mq di
superficie a cui si andranno ad aggiungere le spese condominiali. Nello specifico, nei tre stabili di via Aldo Moro verranno realizzati 15 alloggi per una superficie lorda di pavimento
(Slp) complessiva di 1.291,80 mq. Qui è naturalmente anche
previsto l’ampliamento del parcheggio pubblico esistente con
16 nuovi posti auto. In via Brunelleschi gli alloggi in costruzione sono 5 al piano terra e 3 al sesto piano, per una Slp
Novembre/Dicembre 2012
di progetto pari a circa 700 mq. In via Cornaggia gli alloggi
previsti sono 3 al piano terra, per una Slp di progetto di 239,37
mq; mentre in via Mozart i due alloggi occupano una Slp di
progetto pari a 131,90 mq. Infine in via Leonardo da Vinci, la
Cooperativa rende disponibili 4 appartamenti per una Slp di
progetto di 249,70 mq.
Il progetto Pilotis di UniAbita rientra nel Piano Casa (legge regionale 13/2009), il provvedimento che promuove azioni
straordinarie ad opera dei soggetti pubblici e privati per riqualificare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente in deroga
al PRG vigente. L’iniziativa conferma l’attenzione della Cooperativa a un’edilizia di carattere sociale capace di coniugare economicità e sostenibilità attraverso la riqualificazione e
valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.
SERVIZI | UNIABITA - 15
COOPERATIVA DI ABITANTI
Residenza Torricelli>
“Il cantiere svelato”
Un progetto didattico, che coinvolge
otto classi delle scuole di primo grado
di Cinisello Balsamo, per far
conoscere come si progetta
e costruisce un edificio
La Residenza Torricelli, attualmente in costruzione a Cinisello
Balsamo, si è rivelata un’opportunità per dialogare con il territorio e per sperimentare, com’è nella tradizione della Cooperativa,
nuove forme di condivisione: progettare una casa per proporre
visioni alternative di comunità. Nata da una convenzione con il
Comune di Cinisello Balsamo, la Residenza è un piccolo ‘cantiere’ di sperimentazione sociale: dal Patto di Futura Vendita,
per consentire l’acquisto della casa anche a coloro che non dispongono nell’immediato delle risorse economiche necessarie,
alla futura collaborazione con l’Anffas, al progetto con le scuole
del territorio per far conoscere ai giovani come si progetta e
costruisce un edificio nel rispetto delle norme e dell’ambiente.
Quest’ultima iniziativa, in particolare, rappresenta per UniAbita
il banco di prova di un progetto didattico complesso destinato a
estendersi anche ad altre iniziative immobiliari: “Il cantiere svelato” consentirà agli studenti di accedere a un luogo di grande
attrazione normalmente 'proibito' ai non addetti ai lavori – il
cantiere – per osservare e sperimentare, in completa sicurezza
e sotto la guida di esperti, il complesso processo di costruzione
di una casa, le tecnologie adottate e le innovazioni impiegate in
funzione del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale. Il progetto, completamente finanziato da UniAbita, è stato
proposto quest’anno alle scuole primarie e secondarie di primo
grado di Cinisello Balsamo tramite il “Quaderno di Elica” (Ente
locale iniziative coordinate attività per le scuole), pubblicazione
annuale dell’Ufficio Scuola del Comune di Cinisello Balsamo il
cui scopo è quello di segnalare agli insegnanti attività e iniziative considerate di valore didattico in programma sul territorio.
Attualmente sono iscritte otto classi delle scuole secondarie di I
Novembre/Dicembre 2012
grado Manzoni (ISC Costa) e Morandi (ISC Garibaldi). La visita
in cantiere con i tecnici di UniAbita, prevista tra marzo/aprile
2013, sarà preceduta e seguita da appositi incontri formativi in
classe tenuti dagli educatori di Creda Onlus, un'organizzazione
che promuove progetti di educazione allo sviluppo sostenibile
e di coinvolgimento della comunità locale in azioni di miglioramento della qualità ambientale. Gli stessi educatori saranno
presenti durante la visita in cantiere per mediare linguaggio
e contenuti in base all’età scolare di riferimento. Gli studenti
dovranno quindi rielaborare le informazioni raccolte e produrre
un’opera che racconti la loro esperienza e faccia permanentemente parte della storia della Residenza Torricelli. L’obiettivo
è quello di offrire un’esperienza attiva, in cui gli studenti possano toccare con mano argomenti inerenti alla progettazione,
ai materiali, all’uso sostenibile delle risorse energetiche e alla
mitigazione degli impatti sull’ambiente in un contesto abitativo.
Non solo. La possibilità d’incontrare e intervistare chi si occupa di progettare e costruire un’abitazione consentirà di entrare
immediatamente in contatto con la complessità di un cantiere
e di scoprire figure professionali (dal progettista, al tecnico, al
venditore) di potenziale ispirazione per scelte lavorative future.
In questo senso Torricelli rappresenta pienamente lo spirito che
da sempre anima UniAbita in tutti i suoi interventi: costruire una
comunità di abitanti.
SERVIZI | UNIABITA - 17
Nuove tecnologie
Le tante variabili
del risparmio
energetico
Anche nei nostri condomini è possibile alleggerire il consumo
d’acqua e praticare un uso più attento dell’illuminazione.
I tanti vantaggi e i pochi svantaggi della cottura a induzione
di Mario Occa
Dallo scorso maggio la nostra Cooperativa aderisce al PAES
(Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile), promosso dal Comune di Cinisello Balsamo, che si è impegnato a ridurre le
emissioni di CO2 entro il 2020 di almeno il 20 per cento. La
nostra Cooperativa partecipa altresì al progetto ECO-Courts
(Cortili Ecologici) assieme ad altre cooperative di abitanti (De
Gradi, Unica, AIC ed Ecopoli). È un progetto finanziato dalla Comunità Europea, che parte dall’idea che i condomini e
i singoli nuclei familiari possano essere il luogo di aggregazione ideale per stimolare azioni collettive che favoriscano
la riduzione delle emissioni inquinanti nell’ambiente, e dello
sfruttamento delle risorse naturali derivanti dalla vita di tutti i
giorni, puntando sulla razionalizzazione dei consumi di acqua
ed energia, e dalla riduzione della produzione dei rifiuti. Si
stanno contattando comitati e soci di alcuni caseggiati, per
favorire lo sviluppo di questo importante progetto.
Mi soffermerò, per il momento, su alcune considerazioni
relative al solo consumo di acqua nel nostro paese. L’Italia è il
secondo paese europeo per uso pro-capite di acqua, che è pari
a 340 litri/giorno. Se poi si aggiunge che esigenze industriali,
agricoltura e grandi agglomerati urbani, hanno provocato un
aumento della domanda, e che si sta registrando una modifica
nel regime delle piogge, ciò lascia intravedere una carenza di
disponibilità di questo bene prezioso già nel prossimo futuro.
Si moltiplicano gli appelli per il risparmio dell’acqua, ma
spesso si trascura che, nella gestione del sistema idrico, è insito un notevole consumo di energia, e che dunque il risparmio
18 - UNIABITA | SERVIZI
dell’acqua può avere effetti benefici anche su quello energetico. Quando si parla di risparmio energetico, o più propriamente di efficienza energetica, ci si riferisce al risparmio che si può
ottenere con un uso più efficiente e parsimonioso dell’illuminazione. Ma ci siamo mai chiesti quanta energia viene usata
nella gestione del sistema idrico, compreso quello residenziale, per pompaggi, riscaldamenti, e analoghi utilizzi?
Analizzando i vari elementi, si è notato che l’energia spesa
per pompaggio, trattamento, riscaldamento, raffreddamento e
pressurizzazione dell’acqua, supera del 25% quella usata per
l’illuminazione residenziale e commerciale. La lezione è che,
dal punto di vista energetico, chiudere un rubinetto ha un effetto paragonabile, se non superiore, a quello di spegnere una
lampadina. Teniamone conto!
Come ho già accennato, un notevole risparmio energetico
può essere ottenuto con un più razionale e attento utilizzo
dell’illuminazione. La Commissione che coordino ha di recente
Mario Occa
Novembre/Dicembre 2012
sviluppato un’indagine conoscitiva sulle quantità e qualità dei
corpi illuminanti in tutti i nostri fabbricati. E quindi ha sviluppato più progetti che hanno evidenziato che un considerevole
risparmio, sia economico che ambientale, si può ottenere con
la semplice sostituzione dei corpi illuminanti (lampade a incandescenza e fluorescenza) attualmente in uso in scale, cantine, percorsi pedonali e corselli dei box, con lampade LED di
ultima generazione.
Questi progetti sono stati sottoposti all’esame della Direzione, dell’Ufficio Tecnico, e della Commissione Patrimonio
della nostra Cooperativa, che li hanno ritenuti estremamente
utili e interessanti, e che saranno sottoposti, a tempo debito,
al nostro corpo sociale.
Alla nostra Commissione sono pervenute, da parte di alcuni soci, richieste di chiarimenti circa i piani di cottura a
induzione. Premesso che l’induzione è una tecnologia relativamente nuova solo per l’Italia, in quanto in Francia, Spagna e
nel Nord Europa, è presente sul mercato da almeno venti anni,
va spiegato che l’induzione è un fenomeno
di natura elettrica. Il
fornello è costituito da
un solenoide (bobina
a forma cilindrica) che
genera un campo magnetico che, a sua volta,
mette in movimento
le molecole di metallo
della pentola. L’energia
prodotta viene così trasmessa ai tegami, nella
cottura dei cibi.
Il piano di cottura
è composto da una superficie in vetroceramiPiano di cottura a induzione
ca che, per sua natura,
assume caratteristiche
davvero uniche (resistenza ad altissime temperature, indeformante, infrangibile, immune a sostanze corrosive) che rimane
sempre fredda. Oltretutto, essendo perfettamente liscia, la sua
pulizia è molto agevole.
Quando una pentola viene appoggiata al piano in vetroceramica, il solenoide che sta sotto si attiva istantaneamente e
trasmette calore direttamente al fondo della pentola. Pertanto solo una minima percentuale di calore viene disperso e il
rendimento energetico raggiunge livelli altissimi (fino al 95%)
contro il 30-60% di dispersione termica dei tradizionali mezzi
Novembre/Dicembre 2012
di cottura. Ciò significa che per ogni euro di corrente spesa,
soltanto tre centesimi vengono dispersi con l’induzione, mentre gli altri sistemi di cottura sono molto meno vantaggiosi: in
media per ogni euro speso, un euro viene sprecato.
La potenza è sorprendente e consente di dimezzare i tempi
di cottura. Ad esempio occorrono solo novanta secondi per
portare a ebollizione un litro d’acqua. Un altro dato interessante è che, quando si toglie la pentola dal piano, tutto si spegne, e quindi non lo si può dimenticare acceso. Inoltre, essendo il piano freddo, non ci si può scottare.
Per contro, occorre evidenziare alcuni svantaggi: a) il prezzo di acquisto è più elevato rispetto ai piani di cottura a gas; b)
le pentole devono avere il fondo piatto e magnetizzabile, cioè
essere in ferro o acciaio; c) i piani di cottura a induzione esigono una maggiore potenza della rete elettrica, di solito, nelle
nostre abitazioni è di 3 kw, mentre occorrono almeno 4,5 kw;
d) il piano di cottura a induzione può risultare rischioso per chi
porta un pacemaker cardiaco.
Esempio di illuminazione con lampade a led lungo le scale
SERVIZI | UNIABITA - 19
COOPERATIVA DI ABITANTI
Conosciamo meglio
un nuovo consigliere>
Alessandro Pasquarelli
È stato nominato nelle scorse settimane in sostituzione del compianto
Emilio Terruzzi. Nella vita professionale è a.d. di EuroMilano,
una società di promozione e sviluppo immobiliare
che interviene in programmi di recupero e riqualificazione
di aree metropolitane storiche dismesse
di Katia Giannotta
Alessandro Pasquarelli
Nelle scorse settimane il Consiglio di Amministrazione della cooperativa UniAbita ha provveduto alla sostituzione del
compianto Emilio Terruzzi, che ci ha prematuramente lasciato
lo scorso maggio. A subentrargli è stato chiamato Alessandro
Pasquarelli, conosciuto dai soci cinisellesi perché è stato assessore al bilancio, tributi, demanio, economato e aziende del
Comune di Cinisello Balsamo nell’anno 2000. Pasquarelli è
stato successivamente direttore generale del Corcab (Consorzio regionale delle cooperative di abitazione) e oggi è amministratore delegato di EuroMilano.
20 - UNIABITA | SERVIZI
Chi è Alessandro Pasquarelli? E cosa è EuroMilano?
Dal 2003 sono amministratore delegato di EuroMilano
S.p.A., una società di promozione e sviluppo immobiliare che
interviene in programmi di recupero e riqualificazione di aree
metropolitane storiche dismesse, con l’obiettivo di ripensare
gli spazi urbani, intervenendo in ogni segmento della filiera
immobiliare, dalla progettazione alla realizzazione degli edifici, dalla loro gestione alla programmazione dettagliata dei
servizi, valorizzando gli spazi esistenti secondo i migliori standard architettonici e ambientali europei. EuroMilano è nata
Novembre/Dicembre 2012
nel lontano 1926 e dal 1986 ha concentrato la sua attività
nella riqualificazione immobiliare, suo attuale core business.
Da quando dirigo questa società ho accettato la sfida dell'attuale congiuntura sociale: rispondere all’emergenza abitativa
offrendo case di qualità a costi contenuti.
Lo stile di EuroMilano nella promozione e nello
sviluppo di nuove aree urbane è quello di favorire,
nell'ideazione e realizzazione dei progetti, anche
la compartecipazione dei cittadini e degli abitanti delle aree da riqualificare a livello urbanistico.
Lei pensa che quest'esperienza possa essere utile
alla cooperativa UniAbita nell'affrontare le future
sfide urbanistiche, che riguardano aree territoriali
sempre più vaste e spesso da riqualificare?
Credo fermamente, e studi recenti lo confermano, che i
nuovi flussi abitativi portino nuova linfa alle periferie delle
grandi città come Milano. C’è una crescente richiesta di studenti, lavoratori, giovani coppie e nuovi nuclei familiari per cui
la qualità dell’abitare è un valore imprescindibile. Aree periferiche riqualificate, dove verde, infrastrutture, commerci e servizi
Canio Di Ruggiero lascia il C.d.A.
Il ringraziamento di UniAbita
Nel corso della riunione che ha deciso la nomina di Alessandro Pasquarelli, il Consiglio di amministrazione ha anche preso atto delle dimissioni
presentate dal consigliere Canio Di Ruggiero. Le ragioni sono dettate dalla
sua nomina, avvenuta nei giorni successivi allo svolgimento del congresso
del Partito Democratico di Sesto San Giovanni, di assistente del segretario
cittadino con delega ai rapporti con i partiti politici e con l’Amministrazione
comunale.
A fronte della delicatezza di tale incarico, Di Ruggiero ha ritenuto che ciò
fosse incompatibile con la sua presenza nel C.d.A. di UniAbita e quindi di
non poter proseguire il suo mandato in Cooperativa, anche al fine di evitare
eventuali possibili strumentalizzazioni, magari con illazioni di possibili conflitti d’interesse, da parte della stampa locale o di chicchessia.
Nel prendere atto delle sue dimissioni irrevocabili e sottolineando rispetto
per la sua scelta, il Consiglio ha ringraziato Canio Di Ruggiero per la passione e il contributo portato in questi anni allo sviluppo della Cooperativa.
Novembre/Dicembre 2012
offrono una nuova dimensione dell’abitare, possono essere una
reale alternativa alla migrazione fuori dal centro storico. EuroMilano lavora proprio in questa direzione, sviluppando progetti
urbanistici con l’obiettivo di incidere positivamente sulla qualità
della vita nella città, restituendo agli abitanti aree metropolitane riconvertite, perfettamente integrate con il tessuto urbano
circostante, dotate di verde e di strutture capaci di favorire la
socialità e garantire la sicurezza delle persone. Durante la fase
di studio, preliminare a ogni grande progettazione, cerchiamo
sempre di avviare un dialogo costruttivo con i cittadini e le istituzioni del territorio, dalle Amministrazioni ai Consigli di Zona.
Qual è la sua posizione rispetto all'annosa questione del consumo di suolo negli interventi di riqualificazione urbanistica?
Spesso su questo argomento si rischia di prendere posizioni
ideologiche senza dialogare in modo costruttivo. Grandi aree
abbandonate e zone ex industriali dismesse sono una realtà con
cui molte nostre città devono fare i conti. Progetti di sviluppo e
riqualificazione integrati possono essere un’importante possibilità per migliorare i luoghi in cui viviamo e per dare impulsi
positivi dal punto di vista economico e sociale. Tutti i progetti
di intervento, come accade per EuroMilano, devono rispettare e
dove possibile migliorare in modo virtuoso, gli indici di consumo
di suolo. Tutti gli interventi di riqualificazione urbana devono
dare adeguato spazio al verde, proprio nell’ottica di una migliore qualità del vivere.
Lei crede che la mission della cooperativa UniAbita
sia costruire per vendere o costruire per affittare
ai soci?
La difficile congiuntura economica e sociale in cui viviamo
deve, a mio avviso, indirizzare l’operato della cooperativa. È necessario studiare soluzioni che permettano di accompagnare le
persone all’acquisto della prima casa. In questo momento gli
accessi al mercato sono davvero ridotti, in pochi possono permettersi di comprare casa a queste condizioni. Formule miste,
studiate ad hoc, con affitti calmierati, patti di futura vendita e
guida a un acquisto consapevole sono la strada da percorrere.
La casa resta un bene primario e in questo momento occorre
che tutti gli operatori accettino la sfida di costruire case di qualità a costi contenuti.
SERVIZI | UNIABITA - 21
MONDO COOPERATIVO
Le cooperative
stanno con Libera
A fine ottobre è stata firmata un’intesa in cui si conferma l’impegno
del mondo cooperativo nella lotta per la legalità e contro le mafie e la corruzione.
Una lotta che deve essere combattuta con forza e coraggio non soltanto
nelle regioni meridionali ma anche in Lombardia
A Milano, il 24 ottobre le organizzazioni del mondo cooperativo della Lombardia e di Milano, Agci, Confcooperative e
Legacoop riunite nell’Alleanza delle Cooperative Italiane hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con Libera, Libera Informazione e l’agenzia Cooperare con Libera Terra. All’incontro
hanno partecipato il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, il
presidente dell’agenzia Cooperare con Libera Terra, Gianpiero
Calzolari, e i presidenti delle centrali cooperative.
La convinzione che anima questa intesa è che la lotta
per la legalità e contro le mafie e la corruzione deve essere
condotta anche attraverso la promozione sociale e la crescita delle relazioni comunitarie, in un’ottica di prevenzione che
22 - UNIABITA | SERVIZI
accompagni e offra sostegno
culturale e politico all’azione
delle forze dell’ordine e della
magistratura.
I firmatari del Protocollo
avviano così una collaborazione volta a documentare e
denunciare le presenze e le
attività mafiose nel tessuto
economico e sociale della
regione Lombardia; incentivare la cultura della legalità
democratica per favorire la
corresponsabilità; promuovere iniziative per rendere più
incisiva l’azione di prevenzione e contrasto alle diverse forme
di legalità nel mondo economico e produttivo del territorio
lombardo, con iniziative pubbliche mirate che abbiano come
interlocutori le istituzioni, il mondo del lavoro e dell’impresa,
la cittadinanza tutta. Obiettivo del protocollo è anche quello di potenziare la formazione dei quadri dirigenti del mondo
cooperativistico sui temi delle mafie e del contrasto a tali fenomeni, ma anche mettere in evidenza i progetti affidati alla
cooperazione e all’associazionismo che valorizzino l’utilizzo a
fini sociali e produttivi dei beni confiscati alle mafie.
L’impegno del mondo cooperativo a fianco di Libera e
delle sue articolazioni non è nuovo. A luglio, ad esempio, le
Novembre/Dicembre 2012
imprese cooperative di Legacoop e di Cooperare con Libera
Terra, il network nato per sostenere il progetto Libera Terra, si
erano mobilitate con una campagna di raccolta fondi straordinaria a favore delle cooperative colpite da vili attentati incendiari che avevano devastato più di 2.000 piante di agrumi
e 100 ulivi della cooperativa Beppe Montana Libera Terra nel
catanese, 6,5 ettari di grano e 1.500 piante di pomodoro della cooperativa Terre di Puglia Libera Terra nel brindisino e 35
ettari di uliveti secolari, con danni a circa 3.800 ulivi. Il danno
complessivo, senza tener conto del mancato reddito dei prossimi quattro anni causato dalle colture danneggiate, è stato
stimato in oltre mezzo milione di euro.
“Risulta evidente il tentativo, da parte delle mafie, di rendere il più difficile possibile e di arrestare il processo di crescita
e sviluppo delle cooperative di Libera Terra, che stanno dando
lavoro a oltre 150 famiglie e stanno raggiungendo importanti
livelli di qualità produttiva e aziendale – sottolinea Gianpiero
Calzolari, presidente di Cooperare con Libera Terra -. Di fronte
ad atti straordinari come quelli accaduti in estate occorre uno
sforzo straordinario del movimento cooperativo come risposta
netta e ferma a un tentativo di aggressione delle mafie e di
sostegno a Libera e ai giovani cooperatori di Libera Terra. Noi
ci siamo.” Secondo il Presidente di Legacoop, Giuliano Poletti:
“Serve grande attenzione per quanto accaduto, senza sottovalutare nessun aspetto e cercando in ogni maniera di essere
ancora più vicini alle cooperative colpite dagli attentati. I percorsi che si stanno costruendo con Libera Terra ci dicono che
il cambiamento è possibile, che la legalità conviene. E questo
percorso non sarà fermato. Legacoop c’è perché la battaglia
della legalità è la nostra battaglia per affermare ogni giorno
diritti, lavoro, tutela del fare impresa in modo onesto e leale.
Noi – aggiunge Poletti – stiamo con la legalità, stiamo con
Libera e con quelle cooperative che, partendo dai beni confiscati, con fatica stanno costruendo imprese sane, pulite, di
qualità e stanno creando opportunità vere di rilancio economico dei territori”.
Teatro, col menù della legalità le mafie finiscono in pentola
Sul palco l’attrice Tiziana Di Masi, una tavola apparecchiata piena di prelibatezze e due
commensali a turno, scelti tra il pubblico. I
cibi e i prodotti che si alternano, dall’antipasto al dolce, partendo da taralli e friselle,
per passare dal vino all’olio d’oliva, dalle
mozzarelle al miele, dai peperoncini e dalle melanzane alla pasta, e naturalmente al
dolce e al caffè, sono la trama gastronomica
su cui è costruito questo originale, intelligente e divertente menù della legalità.
I cibi sono tutti prodotti nelle cooperative
di Libera Terra, sui terreni confiscati alla
mafia per effetto della legge 109 del 1996,
e si possono acquistare sugli scaffali dei supermercati come su quelli delle botteghe
equo-solidali e rappresentano un modo per
testimoniare che la lotta alla mafia e in favore di una cultura della legalità si può fare
anche con gesti di semplicità quotidiana,
come facendo la spesa.
Stiamo parlando di “Mafie in pentola, lo
spettacolo di Tiziana Di Masi e Andrea
Guolo, che è andato in scena venerdì 30 novembre al Salone Matteotti di Cinisello Balsamo, per la sua centoventesima replica. Il
progetto è nato da un lungo lavoro di ricerca
condotto dagli autori che per mesi hanno
Novembre/Dicembre 2012
viaggiato tra Sicilia, Puglia, Campania, Calabria e Piemonte raccogliendo le testimonianze dei lavoratori delle cooperative sorte
sui terreni confiscati alle mafie. Nessuno
avrebbe mai osato pensare che su quelle
terre, da Locri a Castelvolturno a Casal di
Principe, sarebbero potute sorgere realtà
produttive svincolate dal controllo delle
organizzazioni criminali. Per questo il cibo
diventa segno tangibile di una sfida vinta,
con tutto il sapore di una possibile rinascita
di quelle terre avvelenate.
Lo spettacolo è stato organizzato per l’iniziativa congiunta del Comitato Soci di
Cinisello di Coop Lombardia e del Circolo
Auprema e ha inoltre rappresentato l’occasione per ricordare il trentesimo anniversario dell’assassinio da parte della mafia del
segretario regionale del Partito comunista
italiano, Pio La Torre, e del suo autista Rosario Di Salvo, alla cui memoria a Cinisello
è dedicato il salone in via Garibaldi. La serata è stata inoltre l’occasione per manifestare pubblica solidarietà alla direttrice
del periodico “La Città di Cinisello”, Katia
Giannotta e a una sua collaboratrice, che
sono stati oggetto nei mesi scorsi di alcuni
episodi di intimidazione mafiosa.
SERVIZI | UNIABITA - 23
Mondo Auprema
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Con la propria offerta di Servizi di Comunità, sviluppatasi e ampliatasi nel tempo, UniAbita si ripropone di offrire ai soci e alle
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libero del territorio, risposte valide e convenienti ad una pluralità di bisogni ed aspettative.
loro famiglie, ma
ancheealla
cittadinanza
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L’Agenzia Viaggi MONDO AUPREMA , aperta
a Cinisello dal 2001, è impegnata ad offrire
alla comunità UniAbita e alla clientela sul
territorio tutti i servizi necessari per organizzare al meglio viaggi e vacanze. In oltre dieci
anni di attività l’Agenzia ha saputo rispondere in modo competente e professionale
alle diversificate esigenze dei propri clienti,
puntando sulla qualità e la cura del cliente e
diventando punto di riferimento per l’organizzazione di una ampia gamma di servizi rivolti
sia ad utenti individuali che a gruppi ed associazioni.Nel corso di quest’anno l’Agenzia
ha intrapreso un processo di rinnovamento e
ha messo a punto un programma di azioni e
attività che mirano a produrre un’offerta di
servizi sempre più in linea con le esigenze e
le aspettative della propria clientela, in una
situazione del mercato del turismo oggettivamente più complessa e articolata che nel
recente passato. Un nuovo sito web, una
migliore diversificazione della proposta,
una programmazione maggiormente collegata alle valutazioni e alle indicazioni del
cliente, stanno alla base dell’offerta turistica prevista per il prossimo anno e di cui si
danno alcune anticipazioni in queste pagine.
Mondo Auprema Viaggi intende anche caratterizzarsi per la produzione di un turismo
responsabile e attento ai valori del sociale e
della solidarietà, intensificando i rapporti e
creando sinergie anche con altre Cooperative
ed Associazioni dell’area cinisellese e sestese. Ad esempio, per i primi mesi del prossimo
anno l'Agenzia organizza due gite giornaliere
nelle località emiliane e mantovane colpite
dal terremoto, per promuovere la conoscenza
del territorio e portare agli abitanti l’appoggio del mondo cooperativistico e non solo.
Mondo Auprema Viaggi vuole dunque essere sempre vicina ai propri clienti, e in particolare ai soci UniAbita, anche
nei momenti in cui la situazione economica generale può richiedere una riduzione dei consumi non essenziali. Intende pertanto condurre un’ accurata rilevazione di esigenze ed aspettative nell’ambito dei viaggi e del turismo. A questo
scopo raggiungerà prossimamente i soci con un questionario informativo (reperibile anche sul sito web dell’agenzia).
I dati e le indicazioni forniti consentiranno di predisporre un’offerta di viaggi e servizi turistici sempre più attenta e
coerente con le necessità emerse.
Sul sito web www.mondoauprema.it potrete approfondire la conoscenza dell’Agenzia e mantenervi aggiornati sulle
migliori proposte di viaggio e vacanze.
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Due gite giornaliere nelle località mantovane ed emiliane recentemente colpite dal terremoto per conoscere il territorio e i
suoi abitanti. La quota di partecipazione comprende un contributo di solidarietà. Infatti anche Mondo Auprema Viaggi partecipa al progetto "Adotta i comuni terremotati del Mantovano", con l'obiettivo di garantire la riapertura della scuola elementare
di Poggio Rusco e il recupero del patrimonio artistico e culturale del Museo di Quistello, e al progetto "Aiutiamo Carpi".
Modena e Carpi - Sabato 30 marzo 2013 Modena: piacevole in ogni stagione, offre al turista notevoli bellezze, tutte concentrate nel suo aggraziato centro storico. L'Unesco ha riconosciuto il valore universale dei suoi tesori dichiarando il Duomo, Piazza Grande e la Torre Ghirlandina patrimonio protetto. Carpi: vi aspetta per
farvi scoprire le bellezze del suo caratteristico centro storico, dalla splendida Piazza Martiri e del Palazzo dei Pio, concludendo con visita alla
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Servizi di comunità
Tra paura e speranza
Attorno a questo dualismo ruota il programma dell’Osservatorio
dei circoli culturali, declinato con i linguaggi di musica, arte,
teatro e cinema
di Renato Seregni - Responsabile Circolo Auprema Cultura
Divieto di procedere a ideali spenti
(Saj Retona)
Voglio far vivere la speranza in me, condividendola con
l’onda che sempre torna fuori dai vincoli e, ricca di spirito, si
fa cittadinanza. La speranza costruisce e combatte, giacché di
una lotta quotidiana si tratta. Specie oggi in cui si vive “l’esistenzialismo pratico” condizionati dall’assoluto mercantile
costo/guadagno. Ciò non deve impedire, anzi, rende doveroso
progettare nuovi itinerari educativi contando sulle esperienze
storiche testimoniate da nonni operatori nel sociale che hanno
sfidato il potere realizzando nuove “forme e modi dell’abitare” nel mondo della cooperazione, producendo realtà allora
quasi impensabili. Oggi, noi, schiacciati dal moloc economico
su scala planetaria, rassegnati ci affidiamo a “ragionieri condominiali” impegnati in molti ambiti e a tutti i livelli, votati al
prudente galleggiamento causato essenzialmente da un deficit di risorse, ma, alle volte, pure di idee.
Altro vuole essere il nostro progetto. Mutuando i linguaggi
dell’arte, affronteremo il dualismo “Paura e Speranza” come
stagione dell’esperienza umana e di ciò vorremo conoscere
e farne memoria. Palestra di tale esercizio dello spirito, sarà
l’impegno per il 2012-2013 dell’Osservatorio dei circoli culturali, giunto al quarto anno di programmazione. Tale proposta
verrà approfondita con i consueti e collaudati linguaggi della
musica, dell’arte, del teatro e del cinema.
In occasione dell’apertura de “ILPertini”, il circolo Auprema cultura, col patrocinio del Comune di Cinisello Balsamo e
in collaborazione con l’Osservatorio, proporrà alla cittadinanza ulteriori possibilità di approfondimenti riguardo l’essenzialità di una ricerca personale e collettiva mirata al desiderio di
capire e alla voglia di cambiare la disdicevole quotidianità, per
dare speranza e nuovo senso ai giorni della vita.
Il XXI secolo si è aperto con la caduta delle barriere terNovembre/Dicembre 2012
ritoriali, doganali e politiche. Si sono verificate migrazioni di
popoli e crisi economiche. Dinanzi a questi eventi la paura, alle
volte orchestrata a fini speculativi dai poteri economici e politici, blocca le energie e ci rende più deboli, incapaci di reagire.
Vivere la tortuosa complessità della vita è il respiro
dell’uomo, sorgente di ogni conoscenza e sfida all’accidentato
cammino tra speranza e paura, facce della stessa moneta, a
cui una eccessiva semplificazione le porrebbe in un rapporto
estremizzante. Ma così non è. Le situazioni contingenti che
inducono e producono tali stati d’animo giocano con il chiaroscuro di ogni condizione emotiva. Nella speranza passiva può
albergare l’attendismo e la rinuncia alla sfida, come la paura
nera e incombente può, alle volte, rivelarsi alleata nel suggerire una ulteriore riflessione. Speranza e Paura: posizioni complesse e solo apparentemente inconciliabili. Spinoza ci ricorda
che “Non c’è speranza senza paura né paura senza speranza”.
Camminare silenziosamente nel tumulto dei pensieri,
come pure approfondendo i variegati aspetti paradigmatici
con la gioiosa sfida della conoscenza, sarà l’impegno nostro
e con voi, per costruire un futuro degno per ognuno e per la
comunità a cui vorremmo farne dignitosa appartenenza.
SERVIZI | UNIABITA - 27
servizi di comunità
La cooperativa
va a… scuola
La riproposta dei progetti “1,2,3…Palla!” e “Cercando casa”
di Francesca Berardi ed Enrico Tosoni
La promozione dello spirito di solidarietà, lo sviluppo di
una vivace vita associativa e la diffusione dei valori cooperativi sono da sempre un prerequisito di tutte le iniziative culturali, sportive e ricreative promosse e organizzate dal Circolo
Auprema. Questo servizio di comunità di UniAbita, attento
alle esigenze dei giovani e dei giovanissimi, anche quest’anno
si fa promotore di un’ampia gamma di progetti a loro dedicati
con interventi nelle scuole. Fra i vari progetti in cantiere per la
stagione scolastica 2012-13 si possono annoverare gli ormai
ben collaudati “1,2,3…Palla!” e “Cercando casa”.
28 - UNIABITA | SERVIZI
“1, 2, 3… palla!”. Le scienze motorie danno… i numeri
Il nome è evocativo di un’iniziativa che esprime l’essenza
stessa del progetto: un percorso didattico interdisciplinare che
coniuga l’apprendimento della matematica con quello delle
scienze motorie. Il primo trillo di campanella, che ogni settembre riporta tutti gli studenti sui banchi di scuola, ha segnato
anche l’inizio di un nuovo anno scolastico (il quinto) per il progetto “1, 2, 3… palla!”. Nato da un’ispirazione creativa e originale dal settore volley del Circolo Auprema (nel 2006) è stato
sperimentato e poi attuato, nella veste odierna che lo denota,
Novembre/Dicembre 2012
dapprima nelle scuole primarie di Cinisello Balsamo per essere
“esportato” nel 2008-2009 anche a Sesto San Giovanni, a ragione dell’elevato apprezzamento che di anno in anno è stato
in grado di suscitare fra gli alunni, i genitori e le stesse scuole
(dirigenti scolastici e corpo docenti). Si tratta di un’iniziativa
che combina sapientemente i tre blocchi su cui si fondano gli
obiettivi dei programmi ministeriali di matematica (il numero,
la misura e la geometria) con quelli propri delle scienze motorie
(la coordinazione dinamica generale, quella oculo-segmentaria
e la lateralità). Il risultato ottenuto è quello di uno strumento didattico unico e innovativo che, sfruttando lo strumento “palla”,
permette di sviluppare nei bambini i molteplici obiettivi matematico/motori attesi. Il progetto, tuttavia, non si esaurisce nel
raggiungimento degli obiettivi stessi che lo qualificano, ma si
configura come una proposta foriera di obiettivi trasversali. I
valori della vita in comunità e i principi della cooperazione
vengono supportati e amplificati grazie alla pratica sportivomotoria, che ben si presta a divenire strumento veicolante per
quei principi fondamentali che conducono all’educazione del
futuro cittadino: il rispetto culturale, il rispetto dell’autorità e
delle regole del “gruppo”. “1, 2, 3… palla!” insegna e diverte i
bambini ma fornisce anche ai docenti altri e ulteriori strumenti
in grado di ampliare la conoscenza della materia, poiché nelle
scuole primarie non è contemplata la figura dell’insegnante di
educazione fisica. L’iniziativa, che si sviluppa durante l’intero
anno scolastico, si suddivide i due momenti: (primo e secondo
quadrimestre) e per i due bienni (2a-3a e 4a-5a elementare)
e ha interessato tutte le scuole primarie di Cinisello Balsamo
e due di Sesto San Giovanni durante la sua quarta stagione.
Divertirsi imparando è il sogno di ogni bambino ed è questa la
formula vincente del progetto.
“Cercando casa”. Modi e forme dell’abitare
Il progetto, che riecheggia notorio e familiare nelle orecchie di molti cittadini cinisellesi, si è proposto, sin dal 2009,
anno della sua prima attuazione, di riunire istituzioni con finalità e culture differenti per la costruzione di un progetto educativo condiviso dimostrandosi all’altezza dell’arduo compito.
È promosso, infatti, da un pluralità di attori (le cooperative
UniAbita, La Nostra Casa e Diaz in collaborazione con il Centro di Documentazione Storica e il Centro Elica del Comune di
Cinisello Balsamo), ed è rivolto agli alunni della scuola primaria e secondaria di secondo grado.
Nell’arco dei primi due anni scolastici l’iniziativa si è focalizzata sullo studio e l’analisi delle trasformazioni del territorio e delle forme dell’abitare, nonché su un approfondimento
della storia del movimento cooperativo presente sul terNovembre/Dicembre 2012
ritorio cinisellese. Tema principe del progetto, durante l’anno
scolastico 2011-2012 (il terzo), è stato quello di sviluppare
una concezione di casa “ecosostenibile” capace di fornire risposte esaustive alle nuove esigenze di economicità, sicurezza
e gradevolezza dal punto di vista ambientale. Alla fine di ogni
anno ci sono state delle restituzioni in termini di materiale
documentario e iconografico prodotto durante le ricerche e le
visite guidate, ma anche di casette (ideate da ogni studente) e
da grandi abitazioni (ideate dalle classi guidate dall’insegnante e dall’educatrice) esposte a Villa Ghirlanda. Quest’anno il
progetto verterà, per la scuola secondaria di secondo grado,
su un’indagine della trasformazione del territorio cinisellese
da ambiente rurale a moderna zona di città e, nel contempo,
su una progettazione di un nuovo ordine urbano che superi l’isolamento e l’individualismo e contempli il futuro senza
dimenticare il passato. Per l’out-put finale si esporranno i lavori eseguiti dalle classi sia presso il “Fuorisalone” di Milano
che presso il Centro “Pertini”. La scuola primaria verrà invece
coinvolta in un percorso didattico legato alla fiaba e ai racconti sulla casa come prerequisito per scoprire le abitazioni tipiche del territorio cinisellese. La presentazione finale del lavoro
delle scuole sarà curata dal Centro di Documentazione Storica,
dalle scuole stesse e dalle cooperative.
Con queste attività si intende educare le giovani generazioni alla conoscenza del patrimonio abitativo e delle cooperative edificatrici quale motore di trasformazione del territorio
ma anche favorire le relazioni sociali tra i soggetti per combattere lo spettro dell’esclusione e il complesso dialogo sul
rapporto uomo-ambiente-paesaggio.
SERVIZI | UNIABITA - 29
Servizi di comunità
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del
Sole
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30 - UNIABITA | SERVIZI
Novembre/Dicembre 2012
Residenza del Sole.
Un nuovo servizio
per i pazienti
“post-acuti”
L’inaugurazione ufficiale e la presentazione del nuovo Nucleo Corallo,
presso la Residenza del Sole di Cinisello Balsamo,
è diventata un’occasione di incontro e di scambio di idee tra importanti
rappresentanti del sistema sanitario, politico e sociale della Regione.
Per fare il punto su una realtà sempre più complessa,
dove le parole chiave sono cooperare e diversificare
di Caterina Paola La Grotteria
Alla scoperta di nuovi tesori. Questo il titolo simbolico e ben
augurale del convegno che si è tenuto lo scorso 27 ottobre presso la Residenza del Sole di via Bernini. L’occasione di questo
incontro è stata in primo luogo la presentazione alle autorità
e alla stampa dei due nuovi padiglioni di degenza della RSA,
Nucleo Smeraldo e Nucleo Corallo, attivi rispettivamente da
giugno e da ottobre. C’era però un altro motivo per festeggiare,
ovvero la ricorrenza del nono anniversario della residenza sanitaria protetta che, nata nel 2003 per ospitare 60 anziani non più
autosufficienti, può vantare oggi ben cento posti di degenza,
venti dei quali – nel Nucleo Corallo – dedicati a post-acuti, ovvero pazienti dimissionari da ospedali in uno stato clinico stabilizzato, ma non ancora pronti a tornare al loro domicilio. Un
traguardo di tutto rispetto, non privo di ostacoli soprattutto in
un momento delicato come quello attuale. Il presidente Davide
Viganò, da perfetto padrone di casa, ha intrattenuto la platea
Novembre/Dicembre 2012
– presenti i dirigenti delle più importanti cooperative cittadine –
mostrando come si è evoluto dalla sua nascita nel 1989 ad oggi
il Consorzio Il Sole e come sia riuscito, passo dopo passo, a coinvolgere le principali realtà cooperativistiche del territorio in un
progetto volto a offrire servizi di tipo sanitario e socio-sanitario
in grado di rispondere alle richieste di un mercato sempre più
ampio e variegato. “La nostra mission – afferma Viganò – non
è mai cambiata da quel lontano 1989: abbiamo messo al centro
della nostra azione la persona, sempre e comunque. Forse è per
questa ragione se qualche traguardo importante siamo riusciti
a raggiungerlo. Sono convinto che l’unione faccia la forza e che
la rete, il dialogo tra le varie realtà territoriali sia l’unico modo
per affrontare, in maniera vincente, i tempi che cambiano. Ecco
perché ho sempre creduto e voluto fortemente il Consorzio,
ecco perché ho sempre voluto tenere aperta la porta del dialogo e della collaborazione con le realtà pubbliche. Non posso
SERVIZI | UNIABITA - 31
Servizi di comunità
certo nascondere che abbiamo incontrato alcune difficoltà e
gli orizzonti che si prospettano non sono del tutto rosei. I due
nuovi padiglioni, Corallo e Smeraldo, sono stati realizzati senza
alcun contributo regionale, comportando un impegno economico gravoso per la Rsa e, per quanto riguarda lo Smeraldo, la
necessità di applicare un aumento, seppur contenuto, alla quota
giornaliera di degenza. Ci sono non pochi timori legati alle difficoltà che potremo avere nel riempire tutti e 40 i posti letto.
Ritengo sia oggi fondamentale, per la sopravvivenza, riuscire a
diversificare i servizi, come abbiamo cercato di fare dedicando il
nucleo Corallo a una tipologia di pazienti per noi nuova come i
post acuti, con la Casa del Sole di via Giolitti, con il centro diurno. Sperimentare, senza perdere mai di vista la competenza, la
professionalità, l’attenzione per le risorse umane che vogliamo
siano il nostro biglietto da visita”.
La parola è poi passata ad alcuni esponenti della vita pubblica, in primo luogo il vicesindaco di Cinisello Balsamo, Luca
Ghezzi, che ha sottolineato l’importanza di “fare rete”, di muoversi sinergicamente per essere vincenti e in grado di fornire
servizi all’altezza delle necessità della comunità e in particolare
degli anziani, con un’attenzione al contenimento dei costi. Idee
sostenute anche da Sara Valmaggi, vice presidente del Consiglio
regionale lombardo, la quale ha lodato l’integrazione tra servizi
di carattere sanitario e sociale che qui convivono e ha auspicato
possa avvenire sempre più il superamento dei confini comunali
tra le realtà presenti sul territorio. L’esperienza del Consorzio,
secondo Valmaggi, dovrebbe diventare un modello per tutta la
Regione.
Diversificazione è la parola chiave secondo Claudio Sileo,
32 - UNIABITA | SERVIZI
direttore sociale Asl Milano: sta premiando la scelta della Rsa di
dedicare il padiglione Corallo a un nuovo tipo di degenza, che
comporta sicuramente obblighi e impegni diversi dal tradizionale paziente di una residenza sanitaria protetta, perché va a rispondere alle esigenze di un altro tipo di fragilità. Eppure, a poche settimane dall’apertura, ben 12 dei 20 posti letto sono stati
occupati. Asl Lombardia vuole essere vicina agli operatori che si
aprono alla differenziazione: una struttura rigidamente unidirezionale come una Rsa, secondo Sileo, rischia in questo momento di grave impasse economico di non riuscire a sopravvivere.
Adottare una scelta pluridirezionale, quindi, è l’unico modo per
intercettare i bisogni delle utenze ed essere in grado di fornire
una risposta ad hoc: questo è il nuovo welfare. L’assessore alle
Politiche sociali di Cinisello Balsamo, Siria Trezzi, ritiene sia necessario essere instancabili, quando ci si occupa di servizi alla
persona. L’inaugurazione del nuovo padiglione è certamente un
Novembre/Dicembre 2012
grande traguardo, ma bisogna già volgere lo sguardo al 2013 e
chiedersi cosa si sarà in grado di fare. “Il modello lombardo” –
ha precisato Trezzi – è caduto non solo per le dimissioni della
giunta, ma anche perché sono cambiati i bisogni, si è complicato il contesto sociale ed ora è necessario pensare a nuove
forme di intervento più leggere e flessibili. Dare una risposta alle
esigenze di pazienti dimissionari dagli ospedali ma non ancora
in grado di tornare presso il loro domicilio, aiutarli a un graduale
reinserimento nella quotidianità, sostenere le loro famiglie in un
momento delicato è sicuramente il modo giusto di muoversi”.
La mattinata si è conclusa con la visita al nuovissimo padiglione: mobili chiari, pareti di un piacevole color rosso corallo
per le stanze (singole o doppie con bagno) e gli spazi comuni
e soprattutto, un’attenzione al rispetto dell’ambiente e alla domotica. Tutte le luci, per esempio, sono a risparmio energetico e
l’intera struttura riesce a coprire il 15% del proprio fabbisogno
energetico grazie ai pannelli fotovoltaici disposti sulla quasi totalità della superficie dei tetti.
Il padiglione, inoltre, vanta una serie di automazioni e di
apparecchiature che facilitano l’indipendenza degli ospiti, permettendo nel contempo una razionalizzazione e una mappatu-
Novembre/Dicembre 2012
ra del lavoro degli addetti. Un sofisticato sistema collegato al
computer centrale, per esempio, consente agli ospiti di chiamare
con il campanello di emergenza l’infermiera di turno che potrà
accorgersi della richiesta in qualsiasi punto della struttura si trovi, riuscendo a offrire un sollievo immediato al paziente. Luci e
tapparelle elettriche poi, possono essere facilmente gestite da
un pannello di controllo touch screen che permette di impostare orari di chiusura e di spegnimento in autonomia. È presente
inoltre un’unità di ‘trattamento dell’aria’ all’avanguardia, che
assicura un ricambio costante e garantisce un ambiente sano;
mentre la pulizia dei locali avviene tramite bocchettoni automatici disseminati in tutte le stanze e le aree comuni, in grado
anche di igienizzare gli ambienti.
Residenza del Sole - Via Bernini 14
Cinisello Balsamo
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O 11 11 202
Tel 02 61 11C111
web: www.consorzioilsole.it
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e-mail: [email protected]
SOLE
RESIDENZA
del
Sole
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SERVIZI | UNIABITA - 33
servizi di comunità
Genitori e figli
nella comunità sociale
Un convegno è l’occasione per presentare il nuovo servizio
di psicologia e psicoterapia attivo presso il Poliambulatorio il Sole,
in collaborazione con la Cooperativa Icaro 2000
di Caterina Paola La Grotteria
Si è tenuto sabato 17 novembre, nel nuovissimo auditorium del centro culturale “Il Pertini” di Cinisello Balsamo, il
convegno “Genitori e figli oggi, il ruolo e la funzione della
comunità sociale”. Organizzato dal Consorzio Il Sole e dall’Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica della Cooperativa Icaro
2000, in occasione dell’apertura del nuovo servizio di psicologia e psicoterapia attivo presso il Poliambulatorio il Sole, si è
trasformato in un momento di riflessione e di approfondimento per i numerosi cittadini che vi hanno preso parte.
Un tema delicato, presentato da Isabella Ramaioli, psicanalista e direttore clinico dell’Istituto di psicoterapia psicanalitica Icaro 2000, che ha saputo attualizzare la riflessione in
merito al rapporto tra genitori e figli calandola nel contesto
della comunità sociale. Cosa significa essere genitori oggi, in
un momento di grave crisi economica e valoriale di un intero
sistema sociale come quella che sta vivendo il nostro Paese?
Una domanda alla quale hanno risposto, in primo luogo,
proprio alcuni esponenti della comunità sociale come Davide
Viganò, presidente del Consorzio Il Sole, che ha sottolineato
l’importanza della collaborazione: solo mantenendo viva la
rete tra le principali realtà che lavorano sul territorio, come
dimostra questa intesa con Icaro 2000 e il dialogo con il Comune, si può essere in grado di rispondere in modo efficiente
alle richieste di una società in continua evoluzione.
Discorso continuato da Mara Negri, presidente della
Cooperativa Icaro 2000 di Sesto San Giovanni, che ha posto
l’accento sulla struttura di una famiglia che appare sempre
più lontana dal modello tradizionale, sulla perdita di alcuni
riferimenti che rendono il percorso di crescita meno stabile,
sulle difficoltà economiche che attanagliano molte famiglie e
34 - UNIABITA | SERVIZI
Novembre/Dicembre 2012
che tendono ad acuire conflitti e patologie.
sono contenti. Vogliono cambiare il loro corIn questo contesto, il nuovo servizio di psipo e adeguarlo ai valori estetici che si sono
coterapia offerto dal poliambulatorio Il Sole
classificati nella loro mente.
vuole fornire un’occasione in più di raccolta
Secondo il professore però: “Chi contidelle esigenze della comunità. Anche l’asnua a ripetere che questa sarà la prima gesessore alle Politiche sociali del Comune di
nerazione con un’aspettativa di futuro pegCinisello Balsamo, Siria Trezzi, ha accolto
giore dei loro padri dice una cosa mostruosa.
con favore la nascita del nuovo servizio, con
Io credo – conclude – che non si possa avere
l’idea di inserirlo però in una rete sociale im- Gustavo Pietropolli Charmet
un modello di educazione convenzionale in
portante e matura. L’epoca del welfare della
un momento storico così complesso. Sono sifamiglia, secondo Trezzi, di una famiglia sempre più gravata curo che la famiglia sia in grado di svolgere questo compito di
da compiti e funzioni che non le appartengono, deve consi- rinascita. E la scuola? Si sta diffondendo l’idea che sia arrivato
derarsi conclusa e non può più rappresentare una scusa per il momento che le discipline, che sono le padrone del sistema
non fornire i servizi che è necessario esistano. La famiglia deve scolastico e che traggono il loro potere dalla rivelazione del
essere inserita in un contesto che la riconosca, all’interno del passato, cedano il posto ad aree multidisciplinari dove si inquale dialogano le numerose voci della comunità.
segni il futuro, oltre che il passato. Si potrà così evitare che
Nella seconda parte del convegno, il tema genitori-figli è questa generazione di giovani smetta di credere di non avestato affrontato dal professor Gustavo Pietropolli Charmet, re speranze: in caso contrario, invece, dopo aver lungamente
psicanalista e docente di Psicologia dinamica presso l’Univer- soggiornato nella culla dell’eterna giovinezza, si arrabbieransità di Milano Bicocca. “La capacità di sperare che ci sarà un no e saranno dolori per la gerontocrazia al potere”.
futuro nel quale i nostri figli potranno realizzare i loro progetti
Sono seguiti i contributi di Giuseppe Perfetto, psicologo
e i loro talenti, la fiducia che allenandosi potranno aver ac- clinico presso l’Istituto di psicoterapia psicanalitica e ora ancesso alla capacità di amare – ha spiegato il professore – è che presso il poliambulatorio Il Sole, e di Adriano Voltolin,
una questione fondamentale. Chiunque lavori con i giovani, direttore scientifico dell’Istituto di psicoterapia psicanalitica i
dai genitori fino ai docenti, si rende conto che ai ragazzi non quali hanno presentato le principali problematiche della fainteressa affatto parlare del passato. A loro interessa moltissi- miglia oggi, attraverso l’analisi di alcuni interessanti casi climo il futuro e in questi tempi di crisi, non solo economica ma nici, per arrivare alla delineazione delle richieste che i giovani
valoriale, si sta perdendo la dimensione di pensabilità e realiz- cercano di trasmettere agli adulti attraverso il loro disagi, la
zabilità del futuro e con essa la definizione di un sé sociale”. noia e la tristezza sempre più diffusi. “La psicoterapia – riProprio oggi, in una fase storica di grande cambiamento corda Perfetto - è un luogo dove il minore è percepito nella
dei modelli educativi e di perdita di quel senso di colpa con sua individualità e nello stesso tempo vuole offrire ai genitori
il quale hanno fatto i conti intere generazioni, i giovani po- uno spazio dove elaborare le emozioni. Lo psicologo non è
trebbero finalmente festeggiare un nuovo approccio alla cor- un sostituto dei genitori, ma qualcuno che aiuta a capire, inporeità. E invece subentra una difficoltà inaspettata: la paura staurando una relazione di fiducia reciproca con i genitori che
di essere brutti sostituisce il vecchio sentimento di colpa. Gli diventano partner attivi. I sintomi di un bambino o di un adoadolescenti scelgono così di manipolare violentemente il pro- lescente sono un appello all’altro e chiedono di essere risolti.
prio corpo con diete, palestra, piercing e tatuaggi perché non Questo vorremmo fare noi”.
Da sinistra: Giuseppe Perfetto, Mara Negri, Isabella Ramaioli, Davide Viganò, Siria Trezzi, Adriano Voltolin
Novembre/Dicembre 2012
SERVIZI | UNIABITA - 35
SALUTE
Obesità, combatterla
è possibile
Il dottor Federico Vignati, specializzato in Endocrinologia,
spiega come contrastare efficacemente l’obesità.
In primo luogo con l’alimentazione e l’esercizio fisico ma anche,
se si rende necessario, con una terapia farmacologica
di Caterina Paola La Grotteria
Il dottor Federico Vignati ci ha spiegato, attraverso un primo articolo pubblicato sul numero 4.2012 di UniAbita, cos’è
l’obesità, come si manifesta, quali sono le numerose problematiche e malattie che porta con sé. Vorremmo ora cercare di
capire se esiste un modo per contrastarla con successo, possibilmente in modo definitivo.
Consapevoli che un’alimentazione sana e il movimento fisico sono la chiave di volta per cambiare marcia e
perdere peso, quanto realmente riescono a incidere nel
dimagrimento di un soggetto obeso?
Dieta e movimento sono indispensabili per perdere peso.
La dieta deve essere ipocalorica rispetto al fabbisogno energetico del singolo soggetto e ovviamente sarà diversa per apporto calorico a seconda dell’età, del sesso e del peso iniziale del
paziente. Anche l’attività fisica va consigliata, tenendo conto
delle caratteristiche del singolo soggetto. In estrema sintesi
si può affermare che la cosa più importante sia abbinare una
dieta moderatamente ipocalorica a un incremento, anche lieve, del livello di attività fisica.
Qual è la percentuale di fallimenti? Quanti sono i successi? Quante persone, dopo un periodo di dimagrimento tendono a recuperare i chili persi?
Purtroppo la maggior parte delle persone che si mettono a dieta, anche se supportate da validi specialisti, tendono
a perdere molto meno peso di quanto auspicabile (almeno il
10% del peso iniziale). Con le sole modificazioni dello stile di
vita (dieta, attività fisica e consigli comportamentali) i successi
nel lungo periodo, cioè a distanza di almeno un anno, restano
36 - UNIABITA | SERVIZI
Novembre/Dicembre 2012
prescrizione dei farmaci ad azione centrale, cioè quelli in grado di ridurre la fame e indurre sazietà. In altri paesi, come gli
Stati Uniti, questi farmaci sono ancora in commercio e diffusamente utilizzati nel trattamento dell’obesità. Recentemente
negli Stati Uniti sono stati approvati due nuovi farmaci con
meccanismo d’azione centrale, la lorcaserina e l’associazione fentermina-topiramato. L’autorizzazione all’immissione in
commercio è stata richiesta anche per l’Europa ed è probabile
che almeno il primo dei due farmaci venga autorizzato nel
corso del 2013.
molto pochi, circa il 10%. Tutti gli altri pazienti o non sono riusciti a perdere sufficiente peso o, se ci sono riusciti, hanno poi
recuperato in gran parte o del tutto il peso perduto. Il recupero
del peso perso è la regola e non l’eccezione e si verifica indipendentemente dal tipo di trattamento utilizzato. Per questo
motivo, l’obesità è considerata una malattia cronica.
Quando il medico può ritenere opportuno affiancare a
una dieta e al movimento fisico l’utilizzo di medicinali?
Secondo le linee guida, la terapia farmacologica dell’obesità sarebbe indicata in tutte le persone obese, in quelle con
un BMI (Body Mass Index o Indice di MassaCorporea) maggiore di 27 che presentano un fattore di rischio (diabete, ipertensione, ipercolesterolemia), in quelle che non sono riuscite
a dimagrire con le sole modifiche dello stile di vita o che, pur
avendo perso peso, non riescono a mantenere i risultati nel
tempo. Nella realtà, solo una minima parte dei soggetti obesi/
sovrappeso vengono trattati farmacologicamente.
Quali sono i farmaci oggi autorizzati per combattere l’obesità?
In realtà in Italia esiste un solo farmaco autorizzato per
il trattamento dell’obesità: l’orlistat. È un farmaco ad azione
periferica, che agisce cioè nell’intestino, riducendo del 25-30
per cento l’assorbimento dei grassi introdotti con la dieta. Negli ultimi due anni in Italia sono state sospese la vendita e la
Novembre/Dicembre 2012
Ritiene siano utili? Possono essere pericolosi per i pazienti?
Ogni farmaco ha le sue indicazioni e controindicazioni, è
il medico che deve valutare caso per caso e decidere se un
farmaco può essere utilizzato in quella persona; ciò vale per
qualsiasi medicina, dalla semplice aspirina a un antibiotico:
anche nel caso dei farmaci per l’obesità vale lo stesso criterio.
Orlistat è un farmaco estremamente sicuro, tanto da poter essere utilizzato anche in soggetti con note malattie del cuore
o ipertensione e diabete. I nuovi farmaci ad azione centrale
hanno un buon profilo di sicurezza, ma esperienze negative
passate e soprattutto il timore che vengano utilizzati a scopo
“estetico” o “cosmetico”, cioè da soggetti non obesi e senza
reali indicazioni mediche, fa sì che le agenzie regolatrici siano
molto prudenti nell’autorizzarne la commercializzazione.
Personalmente prescrive farmaci ai suoi pazienti? Se sì,
in quali casi?
Quando le modifiche dello stile di vita hanno fallito più e
più volte, a mio parere non solo è corretto, ma diventa compito preciso del medico individuare la terapia più adatta per
il singolo paziente. Il paziente va studiato e conosciuto per
poter individuare i motivi che lo hanno portato a sviluppare
l’obesità e aiutato con le terapie più adatte al singolo caso.
CONSORZIO
il
SOLE
RESIDENZA
del
Sole
R E S I D E N Z A
S A N I T A R I A
ASSISTENZIALE
Il Dottor Vignati riceve su appuntamento
presso Il Poliambulatorio Il Sole
Via XXV Aprile 24
20092 Cinisello Balsamo
Tel 0266041157 - 0266013511
E-mail: [email protected]
SERVIZI | UNIABITA - 37
mondo cooperativo
Presentato il bilancio
sociale di rete
della cooperazione
sestese
Una modalità scelta da sedici cooperative per confrontarsi
e operare insieme intorno alle sfide che le trasformazioni
propongono al territorio, con particolare attenzione ai temi del lavoro,
dell’abitare, della socialità e del futuro della città
Lo scorso 22 novembre 2012 presso la Villa Visconti
d’Aragona a Sesto San Giovanni è stato presentato alla cittadinanza il primo bilancio sociale di rete della cooperazione
sestese. Come si è arrivati a questo risultato? A che cosa serve
il bilancio sociale di una “rete” di cooperative? Ce lo spiega il
dott. Pierluca Borali, che ha coordinato i lavori del ‘Tavolo strategico della cooperazione sestese’, per appunto la rete delle
cooperative in cui è nato il progetto.
“Il bilancio sociale è uno strumento sempre più diffuso,
che imprese e soggetti pubblici hanno adottato per molteplici
ragioni, tra le quali migliorare la comunicazione verso i portatori di interesse o dare visibilità al valore immateriale prodotto. Il progetto nasce dal Tavolo strategico della cooperazione
cui partecipano sedici tra le cooperative più rappresentative
presenti sul territorio di Sesto San Giovanni nei settori del
credito (Banca di Credito Cooperativo), della cooperazione tra
abitanti (UniAbita, la più grande cooperativa di questo settore in Italia, CCL cooperativa Cascina Gatti, Nuova Torretta,
Il Campanile), della cooperazione di consumo (comitato soci
di Coop Lombardia), della cooperazione sociale (Lotta contro
l’emarginazione, La Grande Casa, Detto Fatto, Coopwork, Famiglie e dintorni, Icaro 2000, Piccoli Passi, Zhubian), dei servizi
38 - UNIABITA | SERVIZI
culturali (Fuorischermo Cinema & Dintorni e Presenza), unitamente all’Associazione Cooperazione Sestese. La scelta, a
partire dal 2008, di dare vita al ‘Tavolo’, risponde all’obiettivo, condiviso da queste imprese cooperative, di confrontarsi
e di operare insieme intorno alle nuove sfide che le trasformazioni dell’economia e della società propongono al territorio, con particolare attenzione ai temi del lavoro, dell’abitare,
della socialità, del futuro della città. Tutto ciò mediante il
confronto, la collaborazione intersettoriale (ad esempio tra
cooperative di abitanti e cooperative sociali) e lo sviluppo di
progetti comuni.
Lo strumento del bilancio sociale di rete è stato scelto
nel 2011 in funzione degli obiettivi del ‘Tavolo’, anche in relazione a questa fase di crisi, che porta i soggetti economici
e sociali a ripiegarsi su se stessi, rinunciando ad essere progettuali. Riteniamo che approfondire la conoscenza su quello che oggi le cooperative sono e realizzano, l’impatto che
sono in grado di generare, rafforzi il legame tra le imprese e
favorisca la capacità di sviluppare nuovi progetti. In questo
senso è da considerarsi un punto di partenza, non di arrivo.
Tra i dati più interessanti che il bilancio sociale di rete
evidenzia:
Novembre/Dicembre 2012
- quelli relativi al lavoro nelle cooperative, che rispondono all’obiettivo di favorire lavoro stabile:
- oltre il 90% dei lavoratori delle 16 cooperative
sono assunti a tempo indeterminato;
-l’andamento occupazionale, nel triennio 20092011, appare stabile, anche a fronte dell’aggravarsi della crisi economica;
- quelli relativi all’andamento economico delle imprese:
- il risultato d’esercizio complessivo delle cooperative evidenzia, per il 2011, un saldo ancora positivo, malgrado i primi segnali di difficoltà;
-le cooperative dimostrano capacità di tenuta,
anche se sono attive in settori economici colpiti
dalla crisi;
- sono state mobilitate le risorse del mutualismo
nel confronto con la crisi;
Novembre/Dicembre 2012
- quelli relativi alla crescente capacità delle cooperative
di promuovere sul territorio progetti basati sulla collaborazione tra imprese appartenenti allo stesso settore
(molto sviluppate risultano essere le sinergie tra le cooperative sociali) ma anche a settori diversi (nel bilancio
di rete sono documentati diversi progetti)”.
Sul bilancio sociale di rete si è aperto all’interno della cooperazione sestese un dibattito su come valorizzare questa
esperienza e su quali prospettive dargli in futuro. Le cooperative si sono impegnate a ragionare su quali aspetti, tra quelli
analizzati nel primo bilancio sociale di rete, meritino un approfondimento in relazione agli obiettivi di consolidamento e
di sviluppo dell’imprenditorialità cooperativa nel territorio. Si
tratta della prima tappa di un percorso che certamente vedrà
ulteriori sviluppi.
SERVIZI | UNIABITA - 39
TEMPO LIBERO - ricette dEL BARBAGIANNI
...conciati per le feste!
Finalmente anche quest'anno siamo giunti
al periodo delle festività natalizie, a quell'atmosfera magica di lucine colorate, canti, musichette, abeti, addobbi, strade illuminate e
scintillanti, pacchetti, ... e tante, tante golosità. Dopo i consueti appuntamenti con i bambini, con i colleghi, con gli amici di sempre, per
tutti noi, in un modo o nell'altro, come ospiti
o come ospitati, certamente il momento conclusivo e più tradizionale di questo frenetico
periodo è quello con la famiglia e il pranzo di
Natale. Un momento importante per la convivialità, per l'ilarità e l'allegria, ma ancora più
bello per lo scambio degli affetti. Fortunati
tutti coloro che possono viverlo con autenticità! Per chi vi giunge “all'ultimo momento”, via libera alla fantasia con gli antipasti
più ricchi, diversi, originali, esotici, che fanno
qualcosa di più che stuzzicare l'appetito. Per
chi si prepara per tempo, pianificando e organizzando, i piatti tradizionali protraggono
il pranzo per ore. Per tutti, il nostro Natale (...
Gianduzzo, del Barbagianni) ci propone una
ricetta tradizionale, non difficile, abbastanza
veloce: la tacchinella di Natale ripiena alle castagne. Da accompagnare con un vino rosso
tipo Rebelot della Vecchia Posta (vino biologico, Lombardia).
Natale Gianduzzo, il gestore del "Barbagianni"
Info
Osteria Barbagianni
via Mariani 11, Cinisello Balsamo
tel. 02 36586297
www.osteriabarbagianni.it
anche su Facebook.
L'Osteria Barbagianni intratterrà
i propri ospiti con il cenone di Capodanno
la sera del 31 dicembre, a partire dalle
ore 20.30. Resterà chiusa il 1 gennaio.
Tacchinella di Natale ripiena alle castagne
Ingredienti
1 tacchinella disossata già pulita di circa 2 kg e 1/2
per il ripieno: castagne bollite (intere o a pezzi): circa 1 Kg + carne trita mista:
circa 1 Kg + uova, formaggio, sale e pepe - 1 bicchiere di vino bianco
brodo - verdure varie (sedano, carote, cipolle)
Preparazione
Preparare il ripieno, farcire la tacchinella, e salare e peparare sia l’interno che
l’esterno. Infornare insieme alle verdure in una pirofila già unta di olio, in forno
già caldo a 200 ° per 2 ore-2 ore e 1/2 circa. Dopo un’ora di cottura versare
il vino nella pirofila. Dopo ancora una mezz'ora versare il brodo.
40 - UNIABITA | RUBRICHE
Novembre/Dicembre 2012
COOPERATIVA DI ABITANTI
La Macina
a Castagna e Sironi
La Macina
14a edizione della Benemerenza Cooperativa
23/11
2012
Premiati un socio di Sesto San Giovanni e il presidente
della Cooperativa La Nostra Casa di Cinisello Balsamo
invito_10x15.indd 1
È stata proprio una bella edizione della Macina, quella contrassegnata dall’edizione
numero 14, illuminata da due belle figure di
cooperatori. Una bella serata con un unico
neo, che non vogliamo comunque sottacere:
una presenza un po’ più numerosa dei nostri
soci avrebbe infatti reso ancora più importante l’evento. La Macina di quest’anno si è
presentata con una novità. Per la prima volta
infatti il regolamento consentiva di premiare cooperatori, cooperative, associazioni, al
di fuori del campo dei nostri soci, fra quanti
con la loro azione avessero dato lustro e significato all’esperienza e ai valori cooperativi nelle nostre città, ma anche al di fuori del
nostro territorio. Il primo premiato risponde al
nome di Bruno Castagna. Si tratta di un socio
di Sesto San Giovanni che risponde in pieno
alla ragione della benemerenza cooperativa,
quella cioè di premiare soci che non hanno nè
hanno avuto incarichi di primo o primissimo
piano nella loro esperienza cooperativa ma
che, quando la cooperativa li ha chiamati, si
sono fatti trovare pronti. Vuoi per organizzare
una festa, per preparare un evento, per discutere in un’assemblea, per scegliere una gita
sociale. Per parafrasare una celebre canzone
di Ligabue quella di Castagna è “una vita da
Novembre/Dicembre 2012
06/11/12 15.57
Davide Viganò, Aldo Sironi, Bruno Castagna, Luigi Zavaroni e Gian Matteo Marangoni
mediano, con dei compiti precisi, a coprire certe zone, a giocare generosi”. Castagna, prima
nella cooperativa Camagni, poi nella Camagni
Olmini e oggi in UniAbita, è infatti uno di quei
cooperatori che tirano la carretta, che difficilmente stanno sul palco, che è raro sentire pronunciare dei discorsi, ma che ci sono sempre e
che rappresentano il senso più genuino e più
vero di una comunità cooperativa quale quella
che noi aspiriamo ad essere.
L’altro premiato, Aldo Sironi, è invece uno di
quei cooperatori che in prima fila stanno da
tanti anni, ma che l’abitudine e l’attitudine ai
posti e ai ruoli di prima responsabilità non ne
hanno certo offuscato la motivazione a spendersi per quelle idee che hanno dato senso e
ritmo a una esistenza intera. L’esperienza di
cooperatore di Sironi risale a oltre cinquanta
anni fa, quando fu tra i fondatori di una cooperativa di scuole popolari, ma è dal 1971
che Sironi è il presidente della Cooperativa La
Nostra Casa, con la quale ieri Auprema e oggi
UniAbita hanno avuto intensissime occasioni
di collaborazione, culminate nelle tante realizzazioni già effettuate, in corso di realizzazione
e progettate insieme nel Consorzio Cocec. Per
un decennio Sironi ha anche rivestito i panni di
consigliere comunale a Cinisello Balsamo e a
lungo ha diretto l’organismo di rappresentanza provinciale di quelle che una volta si chiamavamo “cooperative bianche”. E il premio
che gli è stato conferito vuole rappresentare
una volta di più la dimostrazione che, almeno
per il movimento cooperativo, le divisioni ideologiche che ne hanno attraversato e, in qualche caso lacerato, il campo per un cinquantennio, sono archiviate una volta per tutte.
Al termine della parte ufficiale della serata lo
spettacolo di contorno, con l’umorismo e l’ironia delle canzoni di Flavio Pirini e le magie e
gli illusionismi di Walter Maffei, ha divertito il
pubblico.
RUBRICHE | UNIABITA - 41
SOLIDARIETÀ
Fondazione Auprema
con i terremotati
L’adesione ai progetti messi in campo dai due comuni
di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo per concentrare i fondi
a favore dei comuni del Mantovano e di quello di Carpi
di Attilio Miglioli
Fondazione Auprema Onlus si è impegnata attivamente per aiutare concretamente le popolazioni nostre sorelle, fortemente danneggiate
dal recente terremoto in Lombardia, Emilia e
Veneto con il progetto “Aiutiamo a ricostruire”.
Dopo avere ricevuto diverse richieste di sostegno il Consiglio direttivo ha deliberato di aderire, al fine di unire più forze per dare un aiuto
significativo ai progetti messi in opera dai Comuni di Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni.
Nei particolari i due progetti sono:
- “Adotta i comuni terremotati del Mantovano”: il comune di Cinisello Balsamo,
assieme ad altri cinque Comuni, si è posto
l’obiettivo di garantire la sistemazione della
scuola elementare di Poggio Rusco e il recupero del patrimonio artistico e culturale
del Museo di Quistello;
- “Aiutiamo Carpi” è il progetto promosso
dal comune di Sesto San Giovanni per sostenere il comune di Carpi.
Ad oggi Fondazione Auprema Onlus ha già anticipato, dal proprio fondo di dotazione, 10.000
euro; di questi, 7.000 euro sono stati versati a
Cinisello Balsamo e 3.000 a Sesto San Giovanni.
Questa anticipazione deve essere reintegrata,
tramite donazioni sia individuali che collettive;
finora ci sono pervenuti diversi versamenti da
parte di singole persone e donazioni collettive,
fra le quali citiamo quella di tutti i dipendenti
di UniAbita e di un buon numero di caseggiati:
via Marconi 15, via Carlo Villa 6, via Papa Giovanni 1, via Mozart 13/15, via Moncenisio 8, via
42 - UNIABITA | RUBRICHE
Martinelli 1, via 5 Giornate e via Giolitti, i quali
hanno svolto iniziative specifiche, e sappiamo
che altri Comitati stanno organizzando iniziative con il medesimo obiettivo.
Ci auguriamo che la sensibilità sinora dimostrata dai soci di UniAbita, sestesi e cinisellesi, continui, al fine da poter dare una grossa mano a
chi ha avuto grossi danni o, addirittura, perduto
tutto quello che con tanto lavoro e sacrificio si
era costruito. Ci teniamo a ricordare che ogni
euro donato alla Fondazione Auprema Onlus
viene interamente impiegato per i progetti sostenuti e che le donazioni effettuate sono deducibili in sede di pagamento delle imposte sul
reddito. Le donazioni, che ci auguriamo numerose, possono essere effettuate tramite:
- conto Corrente Postale n° 77445690 intestato a Fondazione Auprema Onlus;
- bonifico bancario: Iban: IT 61 P 08865
32930 000000171506 conto corrente della
Fondazione presso BCC Sesto San Giovanni
agenzia di Cinisello Balsamo;
- versamento in contanti presso le casse della Cooperativa UniAbita.
Tutti i soci sono invitati a contribuire, secondo le
loro possibilità, a questi progetti di solidarietà.
Per saperne di più, vi invitiamo a visitare il sito
www.fondazioneauprema.it e visionare il video
relativo all’iniziativa "Adotta i comuni del Mantovano".
Cambiando argomento, informiamo che i corsi di alfabetizzazione delle donne straniere
del progetto “Lingua Madre” sono iniziati sia
a Cinisello Balsamo sia a Sesto San Giovanni.
In modo particolare a Sesto si è riscontrato un
grande interesse testimoniato da tante richieste, grazie anche alla preziosa collaborazione
con Cespi.
Novembre/Dicembre 2012
I NOSTRI SOCI
Pizzinato
al centro del lavoro
L’operaio della Borletti diventato segretario generale della Cgil
rievoca mezzo secolo di impegno sindacale.
Un libro di memorie autobiografiche ma anche una riflessione
su che cosa è oggi il lavoro
di Angelo Maj
“Viaggio al centro del lavoro”, il libro nel quale
Antonio Pizzinato (in collaborazione col giornalista e scrittore Saverio Paffumi) ha raccontato il proprio tragitto di vita, da operaio della
Borletti a segretario generale della Cgil, è stato
presentato in forma ufficiale per la prima volta
a Roma lo scorso 8 ottobre. Una data troppo
particolare per apparire casuale. Quello stesso
giorno, ma di ottanta anni prima, a Caneva in
Friuli nasceva infatti Antonio Pizzinato, primogenito di una famiglia che oltre al padre e alla
madre si sarebbe composta di sette fratelli.
Ottanta anni, un libro di memorie, quindi? Pizzinato la vede diversamente: “Ci sono anche
delle memorie ma fondamentale è come rimettere al centro della società il lavoro e i diritti
del lavoro. Oggi non c’è un unico mondo del
lavoro. Ci sono più mondi del lavoro frantumati, dove non ci sono eguali diritti e uguali
condizioni di lavoro e di vita. Un mondo dove
per la prima volta nella storia d’Italia, dopo la
Liberazione, i figli hanno meno diritti dei loro
padri e dei loro nonni. Dove una persona su tre
è disoccupata, dove la maggioranza di quelli
che lavorano può contare al più su un lavoro
precario, in nero, e senza una prospettiva certa
di futuro. È indispensabile impegnarsi nell’atNovembre/Dicembre 2012
tuale realtà socio-economica per ridare voce,
potere contrattuale e sociale ai lavoratori delle
diverse generazioni e delle diverse professioni,
per costruire una società più equa, più coesa e
più giusta”.
Il libro è dunque un’occasione importante per
conoscere più da vicino la biografia di uno dei
maggiori leader sindacali, ma anche per prendere confidenza con alcuni dei passaggi chiave
che hanno contraddistinto il mondo del lavoro,
a partire dagli anni sessanta per arrivare agli
ultimi scampoli del secolo scorso.
C’è l’esordio in fabbrica nel 1947, alla Borletti,
e l’insegnamento che gli dà un compagno di
lavoro più anziano: “Impara bene il mestiere perché così sarai forte nel difendere i tuoi
diritti, oltre ad avere una certezza nella vita”.
Poi arrivano le prime esperienze politiche e
sindacali. Le prime occasioni in cui i compagni
di lavoro lo scelgono per rappresentarli. I primi
incarichi, fino ad arrivare al decennio trascorso
a Sesto San Giovanni (che diventa la sua città, a maggior ragione dopo il matrimonio con
Assunta), alla guida dei metalmeccanici della
Fiom. Ogni giorno è fuori e dentro i cancelli
di Falck, Breda, Magneti Marelli. I primi diritti
sindacali, la contrattazione, l’unità sindacale, i
consigli di fabbrica, la modificazione del lavoro, la salute in fabbrica, il ruolo del sindacato,
la democrazia operaia: sono tante le questioni che scorrono pagina dopo pagina, spiegate
però con un linguaggio accessibile, non col gergo da specialisti o in sindacalese. Poi ci sono
gli altri incarichi che si succedono velocemente
fino alla massima carica, quella di segretario
generale della Cgil, per la quale egli era a favore di un’altra soluzione e, dopo nemmeno tre
anni, la rimissione del mandato per il quale era
stato eletto a larghissima maggioranza. Non si
cerchino però retroscena o verità a scoppio ritardato. Non è nello stile umano, prima che politico, di Antonio Pizzinato. Non c’è nemmeno
la volontà di togliersi qualche sassolino dalla
scarpa, anche nella ricostruzione di vicende che
certo devono avergli creato qualche sofferenza.
Questo libro è una lezione di vita, il racconto
entusiasmante dell'esperienza di un operaio
che diventa il capo del più importante sindacato italiano, ma è anche quello di un militante
e dirigente dalla schiena diritta, che non rinuncia mai a dire le proprie opinioni, anche quelle
scomode. Infine, di un uomo, la definizione è di
Giorgio Benvenuto: “Che ha dato tanto, ma ha
chiesto poco per sé”.
RUBRICHE | UNIABITA - 43
Φ
FILOSOFIA E BEN – ESSERE
Sguardo dall’alto
Le pratiche filosofiche possono aiutare
a ridimensionare i nostri problemi?
di Carlo E. L. Molteni
"Vano è il discorso di quel filosofo che non
curi qualche male dell’animo umano". Questa la nota sentenza del filosofo greco Epicuro (IV-III secolo avanti Cristo). Ora, nell’epoca
contemporanea, lasciamo la cura delle psicopatologie alla psichiatria o alla psicoterapia.
Ma il malessere esistenziale, il disagio per cui
rimaniamo chiusi nel nostro orizzonte, non riuscendo ad andare oltre le nostre difficoltà,
può trarre giovamento dalla filosofia? Sì, se la
intendiamo non in modo astratto e libresco,
ma nel senso delle pratiche filosofiche, di cui
abbiamo riferito in precedenti articoli.
In particolare il filosofo francese Hadot ci ricordava come nell’antichità filosofare significasse non solo pensare, ma vivere in un certo
modo. Sua convinzione era quella che la filosofia non sia solo una disciplina accademica,
ma una pratica di vita, vita pensata e messa
alla prova. Come il paziente segue una certa
dieta, come l’atleta si allena, così il filosofo
pratica certi esercizi, che lo aiutano a vivere
meglio.
Si tratta di esercizi filosofici, nei quali una certa visione della realtà favorisce una diversa
vita, che colloca le difficoltà quotidiane in una
nuova cornice. Tra questi c’è l’esercizio dello
sguardo dall’alto, che può ridimensionare i
nostri problemi. Problemi di noi persone, diremmo di noi terrestri, che possono essere
collocati in una prospettiva più ampia, che
non li annulla, ma li relativizza.
In questo ci soccorre anche uno scienziato, l'astronomo Carl Sagan che, nel 1990, fece scattare dalla sonda Voyager 1, partita dal nostro
pianeta 13 anni prima, una foto del nostro
mondo dalla distanza di sei miliardi di chilometri. È quella che intravvedete nella foto: un
44 - UNIABITA | RUBRICHE
pallido puntino azzurro sospeso in un riflesso
della luce del Sole. Ecco le riflessioni di Sagan,
non solo astronomiche ma anche filosofiche,
sul significato profondo di quest'immagine.
“Da questo lontano punto di osservazione, la
Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi è diverso. Guardate ancora quel
puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti
coloro che amate, tutti coloro che conoscete,
tutti coloro di cui avete mai sentito parlare,
ogni essere umano che sia mai esistito, hanno
vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre
gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie
e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni
cacciatore e cercatore, ogni eroe e codardo,
ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e
plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni
madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed
esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni
politico corrotto, ogni ‘superstar’, ogni ‘comandante supremo’, ogni santo e peccatore
nella storia della nostra specie è vissuto lì, su
un minuscolo granello di polvere sospeso in
un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo
palco in una vasta arena cosmica.
Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli
abitanti scarsamente distinguibili di qualche
altro angolo. Quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda,
quanto fervente il loro odio. Pensate ai fiumi
di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo,
potessero diventare i signori momentanei di
una frazione di un puntino.
Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una
qualche posizione privilegiata nell'Universo,
Terra
sono messe in discussione da questo punto
di luce pallida. Il nostro pianeta è un granello
solitario nel grande, avvolgente buio cosmico.
Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità,
non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da
noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, perlomeno nel futuro prossimo, dove la nostra
specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare,
non ancora.
Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra
è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato
detto che l'astronomia è un'esperienza che
suscita umiltà e forma il carattere. Non c'è
forse migliore dimostrazione della follia delle
vanità umane che questa distante immagine
del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più
gentilmente l'uno dell'altro e di preservare e
proteggere l'unica casa che abbiamo mai conosciuto. Questo pallido puntino azzurro”.
E se provassimo a guardare dall’alto i nostri
problemi? E se provassimo a distanziarci da
essi? E se passassimo dall’io al noi? E se ci
prendessimo cura non solo di noi, ma della
terra che tutti quanti ci ospita?
Novembre/Dicembre 2012
notizie flash
Calendario UniAbita 2013
In questi giorni è in distribuzione presso le varie
sedi della Cooperativa il nuovo calendario UniAbita,
che anche quest’anno abbiamo pensato per i nostri
bambini. La storia e le illustrazioni sono opera della nostra socia Alessandra Fraccon, la stessa che in
ogni numero della rivista ci regala una bella fiaba. Il
tema di quest’anno sono i venti e, mese dopo mese,
scopriremo la differenza tra tramontana, scirocco,
gregale e gli altri venti. Buon 2013.
NEWS
Ringraziamenti
Alla Redazione di UniAbita e alla Cooperativa di Abitanti UniAbita va il nostro ringraziamento per esserci stati vicini in questo
difficile momento.
Seppure con estrema fatica e con il vostro
aiuto, continueremo a lavorare per le cose
che ci hanno coinvolti e in cui crediamo. Antonietta e Sergio Pignatelli
Un particolare del murale che Cheris e Dra (due
amici di Roberto) hanno realizzato per ricordarlo
Un pomeriggio di festa in via Carlo Villa 6
Domenica 4 novembre il Comitato di caseggiato
di via Carlo Villa 6 ha organizzato un pomeriggio di festa. Mentre fuori la pioggia non dava
tregua, all'interno cuocevano le caldarroste e
il vin brulè, e i soci inquilini si divertivano con
una tombolata il cui ricavato è stato devoluto
in beneficenza.
... e un torneo di Scala 40, ancora in via Carlo Villa 6
Il 16 e 17 novembre il Comitato di via Carlo Villa
6 ha organizzato il torneo di Scala 40, a cui hanno
partecipato 64 concorrenti. La gara è stata appassionante e i giocatori si sono battuti fino all'ultima
carta! I 4 finalisti, premiati con cesti gastronomici,
dopo le premiazioni hanno condiviso con tutti un
rinfresco a base di pane, salame e buon vino.
UniAbita - Chiusura Casse e Uffici in occasione delle festività natalizie 2012-2013
Uffici Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni:
24 dicembre 2012: chiusura totale
31 dicembre 2012: chiusura ore 12.30
Cassa Cinisello Balsamo, via Garibaldi 47/49:
dal 24 dicembre 2012 al 4 gennaio 2013: chiusura totale
Casse Cinisello Balsamo (piazza Soncino 1) e Sesto San Giovanni:
21 dicembre 2012: chiusura ore 17.45
24 dicembre 2012: chiusura totale
28 dicembre 2012: chiusura totale
31 dicembre 2012: chiusura totale
2 gennaio 2012: chiusura totale
Gli interessi maturati al 31/12/2012 verranno accreditati con decorrenza
01/01/2013.
Al fine di evitare lunghe attese agli sportelli, consigliamo ai soci di
prenderne visione in occasione della prima operazione di cassa.
Novembre/Dicembre 2012
RUBRICHE | UNIABITA - 45
FAVOLE PER BAMBINI
La pallina di vetro
di Alessandra Fraccon
C'ERA UNA VOLTA UNA FRAGILE E INCANTEVOLE PALLINA,
CHE VIVEVA CHIUSA DENTRO UNA PREZIOSA SCATOLINA.
CHE FOSSE STATA DA QUALCUNO DIMENTICATA?
SI CHIEDEVA SE SAREBBE MAI STATA RITROVATA...
SOGNAVA DI POTER RIMBALZARE ALLEGRAMENTE
DI CORRERE IN MEZZO ALLA GENTE
DI SCAPPARE DALLE MANI DI QUALCHE BAMBINO,
E NASCONDERSI POI DENTRO QUALCHE BUCHINO.
PERÒ NON POTEVA ROTOLARE NÉ AVANTI NÉ INDIETRO
PERCHÉ ERA FATTA TUTTA DI VETRO!
CHE DESTINO INFAUSTO E CRUDELE
ESSERE UNA PALLINA MA NON POTERLO DARE A VEDERE!
MA UN GIORNO PRENDENDOLA PER LA CORDINA
QUALCUNO LA FECE USCIRE DALLA SUA SCATOLINA
E CON UN GESTO A SORPRESA
A UN ALBERO SI TROVÒ APPESA.
TRA AGHI DI PINO E MINUSCOLE LUCINE
SI RITROVÒ VICINO A TANTE BELLE PALLINE
ERA COSÌ BELLA DA RIMANERE INCANTATI
DAVANTI A LEI SI RIMANEVA ABBAGLIATI!
DA ALLORA SI RITROVÒ SPESSO TRA LE MANI DI UN BAMBINO
CHE DI NASCOSTO LA PRENDEVA PER GIOCARCI UN POCHINO,
E DIVENNE TESTIMONE SILENZIOSA DI FATTI MAGICI E MISTERIOSI
RIFLETTENDO L'IMMAGINE DI BABBO NATALE E DI MOMENTI MERAVIGLIOSI.
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