Gestione delle Imprese Informatiche
Lezione 10
Padova, 25 Febbraio 2009
Stefano Tazzi
Gestione delle Imprese Informatiche - Lezione 10
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Obiettivi e caratteristiche del Piano Industriale
Fonti di finanziamento
Piano Industriale: contenuti
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Il Piano Industriale
Il piano industriale è il documento che illustra le intenzioni
strategiche del management relative alle strategie competitive
dell’azienda, le azioni che saranno realizzate per il raggiungimento degli
obiettivi strategici, l’evoluzione dei key value driver e dei risultati attesi.
Esso ha un ruolo vitale nell’ambito della gestione delle imprese in quanto
risulta utile al management per la rappresentazione della propria
visione imprenditoriale; ai componenti del Consiglio di
Amministrazione per svolgere appieno il ruolo di indirizzo e controllo
della società; all’impresa per attirare risorse, umane e finanziarie,
necessarie alla realizzazione del piano operativo.
Fonte: Borsa italiana
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Obiettivi del Piano Industriale
Pianificazione
• Valutare la fattibilità/redditività
• Individuare le risorse/competenze necessarie
• Individuare e ridurre le aree di rischio (sinergie
e coordinamento organizzativo)
Comunicazione
• Esterna
• Interna
Controllo
• Valutazione/incentivazione
• Apprendimento
Il principale obiettivo di un piano industriale è consentire al management di
definire come l’azienda intende accrescere il valore creato per gli azionisti.
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Caratteristiche imprescindibili del Piano Industriale
I) Sostenibilità finanziaria
La sostenibilità finanziaria di un piano industriale deve essere
considerata in relazione alla qualità e quantità delle fonti di finanziamento
che il management intende utilizzare per fronteggiare i fabbisogni
correlati alla realizzazione della strategia.
Un ulteriore aspetto da non trascurare è la reperibilità delle fonti di
finanziamento. Più in dettaglio, è necessario che le scelte di
finanziamento attraverso il capitale di debito siano fattibili alla luce della
capacità di indebitamento (e quindi del rapporto di indebitamento
corrente) e del potenziale profilo di rischio della società (e del possibile
rating).
Fonte: Borsa italiana
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Caratteristiche imprescindibili del Piano Industriale
II) Coerenza
Tale requisito è relativo ad una dimensione “interna” del piano e si
manifesta laddove tutte le componenti - strategia realizzata e realtà
aziendale di partenza, intenzioni strategiche, Piano operativo, ipotesi e
previsioni economico-finanziarie - siano tra di loro coerenti; le scelte
strategiche devono, quindi, riflettersi nelle azioni
realizzative
preventivate e queste ultime devono trovare riscontro nell’andamento
dei dati prospettici. Un’altra dimensione del requisito della coerenza
riguarda
la realizzabilità dell’Action Plan e più precisamente la
compatibilità delle azioni pianificate con la tempistica proposta e con le
risorse (umane, organizzative e tecnologiche) attuali e prospettiche di
cui l’azienda dispone e si doterà. Ciò presuppone evidentemente la
chiara indicazione nel piano delle azioni realizzative che si intendono
intraprendere per attuare il progetto strategico.
Fonte: Borsa italiana
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Caratteristiche imprescindibili del Piano Industriale
III) Attendibilità
Un piano industriale può definirsi attendibile se viene formulato sulla
base di ipotesi realistiche e giustificabili e se riporta risultati attesi
ragionevolmente conseguibili. In particolare la fondatezza delle ipotesi va
verificata rispetto alle seguenti condizioni.
Compatibilità con le dinamiche del contesto competitivo: i contenuti del
piano industriale devono risultare realistici rispetto alle dinamiche
competitive del settore di riferimento e, in particolare, rispetto a:
• l’andamento della domanda e delle quote di mercato
• le tendenze in atto nei bisogni dei consumatori (consumer need) e i
fattori chiave che ne guidano le scelte (buying factor);
• il comportamento dei competitor (aspetti quali la strategia, il Business
Model, i fattori critici di successo e i dati finanziari storici e prospettici);
• la struttura e i cambiamenti dei canali distributivi e dei fornitori;
• il contesto normativo, tecnologico, sociale e ambientale.
Fonte: Borsa italiana
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Caratteristiche imprescindibili del Piano Industriale
Confrontabilità con i risultati storici
L’analisi critica di un piano industriale deve necessariamente fondarsi
anche sul confronto fra performance storiche e risultati di piano.
Visibilità dei dati previsionali
La visibilità si riferisce alla possibilità di intravedere il formarsi dei
dati preventivati (previsioni di ricavi, margini, investimenti, ecc.), ovvero
all’elevata probabilità che le proiezioni relative a tali voci hanno di
manifestarsi realmente.
Analisi di sensitività
Un ulteriore livello di analisi da compiere è quello relativo ai diversi
scenari che si possono configurare rispetto alle principali variabili. Lo
sviluppo delle prospettive economico-finanziarie di piano dovrebbe
essere sempre accompagnato da un’analisi di sensitività condotta con un
approccio di tipo what if che permette di individuare le variabili critiche
che più sono in grado di esercitare un influsso sulla creazione di valore.
Fonte: Borsa italiana
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Obiettivi e caratteristiche del Piano Industriale
Fonti di finanziamento
Piano Industriale: contenuti
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Fonti di finanziamento
Capitale di debito
• Istituti di credito
• Istituzioni pubbliche
Capitale di servizio
• Venture leasing
• Incubatori
• Parchi scientifici e tecnologici
Capitale di rischio
• Private Equity/Venture capitalist
• Business angels
• Grandi imprese
• Borse e mercati finanziari (IPO)
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Capitale di debito (Istituti di credito)
I criteri di valutazione adottati per valutare l’opportunità di
concedere capitale di debito riguardano le cosiddette “4C”:
• Carattere
• Cash flow
• Contribuzione
• Collaterale (Garanzie)
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Capitale di debito (Istituzioni pubbliche)
Forme di finanziamento
• Contributi in conto capitale
• Contributi in conto interessi
• Fondi di garanzia
Partecipazione all’attività della società
• Controllo
Criteri di valutazione
• Business Plan
• Specifiche della legge di finanziamento
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Capitale di servizio
Può essere fornito da:
• Venture leasing: venture capitalist o società di investimenti
forniscono in leasing alla startup macchinari ed apparecchiature
in cambio di piccole quantità di equity.
• Incubatori: aiutano le startup nelle prime fasi di vita. Possono
essere sia pubblici, che privati non profit che privati for profit
• Parchi scientifici e tecnologici: sono poli geografici nei quali
convivono imprese ed organizzazioni che operano nello stesso
campo e che collettivamente godono di un forte vantaggio
competitivo derivante dalla co-localizzazione
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Capitale di servizio
Servizi offerti
• Locazione ed accessori alla locazione
• Tecnici
• Consulenziali, di assistenza
Partecipazione all’attività della società
• Partecipano solo come fornitori di servizi
Criteri di valutazione
• Business Plan
• Criteri specifici
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Capitale di rischio (Private Equity/Venture capitalist)
Partecipazione all’attività della società
• Acquistano quote azionarie
• Acquistano opzioni sulle azioni future
• Svolgono un ruolo metaimprenditoriale e di
controllo
Criteri di valutazione
• Gruppo imprenditoriale/manageriale
• Business Plan
• Asset disponibili
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Capitale di rischio (Business Angels)
Sono individui con elevate disponibilità finanziarie
(patrimonio ≥ 1.000.000 Euro o guadagni ≥ 200.000 Euro/anno)
Normalmente investono tra i 25.000 Euro ed i 100.000 Euro alla
volta e spesso finanziano più imprese contemporaneamente
Possono essere di due categorie:
• 3F (friends, family and fools)
• Esperti
Sono utili quando le imprese hanno bisogno di capitali
Limitati (inferiori ai 500.000 Euro)
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Capitale di rischio (Grandi imprese)
Sono simili ai Venture capitalist. Spesso le grandi imprese creano delle
vere e proprie società di Venture capitalist (Corporate venturing)
Obiettivi:
•
Tenere sotto controllo specifici campi di ricerca
•
Outsourcing della ricerca
•
Finestra su prodotti e tecnologie
Partecipazione all’attività della società:
• Soci finanziari
Criteri di valutazione:
• Business Plan
• Gruppo imprenditoriale/manageriale
• Asset disponibili
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Capitale di rischio (Borse e mercati finanziari)
Sono gli azionisti privati ed investitori istituzionali che collocano
temporaneamente o meno eccessi di liquidita’
Gli obiettivi variano molto in funzione del profilo dell’investitore:
•
Speculativi o difensivi
•
Dividendi a breve termine
•
Differenziazione nel portafoglio ed Hedging (ricorso a derivati)
Partecipazione all’attività della società:
• Di solito nessuna
Criteri di valutazione:
• Business Plan
• Gruppo imprenditoriale/manageriale
• Sentiment ed aspettative degli analisti di mercato
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Obiettivi e caratteristiche del Piano Industriale
Fonti di finanziamento
Piano Industriale: contenuti
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Contenuti di un Piano Industriale
• Sommario
• Descrizione generale dell’impresa (e Vision)
• Descrizione generale del prodotto/servizio
• Piano strategico (e Mission)
• Piano di marketing
• Piano operativo/ organizzativo e delle risorse umane
• Piano della struttura finanziaria
• Proiezioni economico-finanziarie
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Sommario
• Business Idea
• Attrattività dell’area di business
• Risorse/competenze
• Risultati previsti
• Obiettivi del Piano Industriale
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Descrizione generale dell’impresa
• Storia
• Brand
• Vision
• Posizionamento competitivo
• Attività interne/esterne
• Gruppo imprenditoriale
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Descrizione generale del prodotto/servizio
• Descrizione fisica del prodotto/servizio e uso/usi
• Plus
Costo
Qualità
Servizio
Immagine
• Possibili sviluppi
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Piano strategico
• Mission/obiettivi
• Analisi esterna
• Analisi interna
• Strategia scelta
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Piano di marketing
Fasi del piano di marketing:
Analisi e valutazione del
mercato potenziale di
riferimento
Previsioni
della
domanda
1
3
Strategia di marketing
(Marketing mix)
2
Fonte: MIP
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Piano di marketing
Analisi e valutazione del mercato
potenziale di riferimento
Mercato
Mercato
potenziale
limite
Saturazione
Mercato effettivo
Mercato minimo
Sforzo di marketing
Sforzo di marketing applicato
Fonte: MIP
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Piano di marketing
Analisi e valutazione del mercato
potenziale di riferimento
Primarie
Ricerche di mercato
In house
Campionamento
Pareri
Ricerche a tavolino
Fonti per analisi
di mercato
Secondarie
Riviste
Soggetti istituzionali
Società
private
Internet
Fonte: MIP
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Piano di marketing
Marketing mix:
• Prodotto
• Prezzo
• Posto
• Promozione
Previsioni della domanda
•Stima della domanda
• Analisi di sensitività
• What if
• Analisi di Break-Even
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Piano operativo/organizzativo - Piano della struttura Finanziaria
Piano Operativo
Piano Organizzativo
•Sede della società
• Descrizione delle attività della
• Risorse umane critiche
catena del valore
• Organizzazione
• Partnerships
• Sistemi di gestione delle
risorse umane
• Organico e sua evoluzione
Piano della struttura Finanziaria
• Veste giuridica
• Fabbisogno finanziario
• Fonti di finanziamento
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Proiezioni economico finanziarie
• Ipotesi di base
• Bilanci prospettici
• Indicatori di redditività
• Indicatori di liquidità
• Schemi di cash flow
• Indicatori di capital budgeting
• Tecniche di gestione dell’incertezza
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Consigli per un buon Piano Industriale…
1) Chiarezza: un buon Piano Industriale deve comunicare il suo
contenuto in modo semplice e pratico, senza alcuna possibilita' di
fraintendimenti. Il linguaggio utilizzato deve essere immediato e
facile da capire. Un Piano Industriale non deve essere mai troppo
lungo (mai piu' di 70-100 pagine!) altrimenti ne' i banchieri ne' i
venture capital lo leggeranno mai.
2) Specificita': il piano deve presentare un obiettivo finale con degli
obiettivi intermedi specifici (milestones), contraddistinti da
caratteristiche concrete e misurabili. Ogni milestones presuppone
attivita' specifiche, che comportano la nomina di responsabili,
l'assegnazione di budget e di precise date di scadenza.
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Consigli per un buon Piano Industriale…
3) Credibilita': le attivita' proposte allo sviluppo dell'idea di business
ed i budget di spesa stimati devono essere credibili e realistiche.
Obiettivi e programmi d'azione non realistici privano di valore la
realizzazione concreta del piano d'impresa.
4) Completezza: un piano d'impresa deve comprendere tutte le
informazioni necessarie per lo sviluppo dell'idea di business e ogni
sua parte deve essere descritta con il giusto grado di dettaglio.
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…e cose da evitare!
1) Ignorare i concorrenti diretti ed indiretti.
Una non accurata analisi dell'ambiente competitivo viene giudicata dai
possibili finanziatori come un'eccessiva fiducia da parte del
management sull'idea imprenditoriale. Questo atteggiamento assai
fiducioso potrebbe portare alla mancata previsione e/o visione di fattori
esterni, che nel lungo periodo potrebbero avere un impatto negativo
sulla crescita dell'azienda.
2) Scrivere Piani Industriali come se fossero ricerche di mercato.
Ci sono imprenditori che scrivono ricerche di mercato, anziche' piani
d'impresa strategici. Pagine intrise di terminologia strategica (vantaggio
del first-mover, leveraged revenue model,etc. ). Tutta terminologia
tecnica che spesso non ha alcun legame pratico e concreto con il caso
specifico che si intende proporre ai finanziatori.
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….e cose da evitare!
3) Presentare proiezioni finanziarie inverosimili.
Per esempio, un piano dove viene stimato un ritorno del 100% o
addirittura di piu' sul capitale investito per ognuno dei 5 anni successivi
(anche se tutto cio' potrebbe effettivamente accadere, agli occhi dei
finanziatori appare poco probabile).
Dati finanziari non coerenti con gli standard dell'industria di appartenenza
o estremamente aggressivi influenzano negativamente la credibilità dello
stesso Piano Industriale e di conseguenza le possibilità di ottenere il
finanziamento scendono drasticamente.
4) Non proteggere le informazioni contenute nel Piano Industriale
E' regola fondamentale salvaguardare le informazioni contenute in un
Piano Industriale, facendo firmare ai lettori del piano (consulenti o
investitori) un apposito accordo o una clausola di confidenzialita'.
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