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Periodico mensile -Sped. in A.P. Art.2 comma 20/C 662/96 - Filiale di Cremona
Giugno 2010 anno XXII n. 9
Possiamo
contare
su
di
voi?
Una verifica al termine dell’anno oratoriano
Fare verifica significa prima di tutto analizzare: guardare a ciò che si è fatto e valutare
se il risultato coincide (almeno in parte…)
con quanto ci si era ripromessi di ottenere.
Anche in Oratorio, ogni tanto, è bene fare
verifica: anche all’interno di un gruppo educatori, o a livello di Consiglio dell’Oratorio,
è sempre bene provare a tirare qualche
somma. Non solo per avere una impietosa
lettura della realtà (a volte ce la mettiamo
proprio tutta, eppure i risultati lasciano a
desiderare…), ma soprattutto per poter
migliorare e garantire un giusto equilibrio
alle varie attività che sono proposte in riferimento alla vita cristiana delle giovani generazioni.
Tutti… ma proprio tutti?
Il titolo stesso del progetto “Possiamo contare su di voi?” costituisce il primo elemento
per una verifica al termine delle attività: se
è vero che l’Oratorio può essere considerato
come un cantiere, in cui ciascuno offre il
proprio contributo a livello di competenze e di potenzialità, la domanda
principale in sede di verifica potrebbe essere: Tutti hanno fatto la loro
parte? I bambini, i ragazzi,
gli adolescenti, i giovani, le famiglie… sono
stati coinvolti, invitati,
contattati perché
potessero dare il
loro
contributo, ognuno
al proprio
livello?
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L’Oratorio si è impegnato a fare in modo
che tutti si sentissero parte del progetto,
tanto da suscitare in ciascuno la consapevolezza del proprio ruolo? Non va mai
dimenticato che l’Oratorio è luogo di crescita: sia dal punto di vista umano che cristiano. Dunque, coloro che in questo anno
oratoriano hanno varcato il portone, sono
cresciuti nella consapevolezza della loro
appartenenza alla Chiesa e al mondo?
Aderenti a Cristo:
lo spazio della catechesi.
Nell’ambito della catechesi, soprattutto, è
possibile verificare quale grado di consapevolezza abbiano raggiunto le persone
che l’hanno frequentata: dai più piccoli ai
più grandi, passando soprattutto per le fasce che maggiormente frequentano l’Oratorio (pre-adolescenti e adolescenti), ci si
può interrogare sulla capacità dell’Oratorio di essere luogo di formazione e anche
di missione. Un ragazzo che apprende la
bellezza della proposta cristiana, non può
che diventarne interprete e contagioso testimone; anche
se la nostra società
spinge spesso
in tutt’altra direzione. Ecco
perché è an-
cora possibile pensare di contare sui ragazzi
e sui giovani per creare una rete di adesione
vera ai contenuti del Vangelo: se organizziamo momenti di preghiera che suggeriscano
ai ragazzi che la loro vita è fatta per rispondere alla vocazione di Dio, se facciamo proposte di carità che rendano ragione del
nostro impegno a favore dei più bisognosi
(magari sacrificando qualcosa che ci appare
necessario, anche nei nostri ambienti, nelle
nostre ristrutturazioni, nei nostri progetti…),
se sappiamo educare ad una affettività che
va oltre l’illusione di piaceri immediati e senza prospettive, allora l’Oratorio è ancora capace di suscitare nelle giovani generazioni il
desiderio di “cose alte”. E soprattutto se l’Oratorio è capace di essere luogo di accoglienza,
di condivisione, vera fucina di programmi e
prospettive che sanno andare oltre (proprio
nella stretta dinamica del Vangelo…), allora possiamo dire che abbiamo aggiunto un
mattone in più all’edificio. E possiamo dire
con orgoglio che l’Oratorio, anche quest’anno, ha aiutato tutti a rispondere con
coraggio: Sì, voglio che
l’Oratorio possa contare
anche su di me!
Don Matteo
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Lampada ai miei passi
A cura
Don Andrea
Assunta in cielo
Segno di consolazione e di speranza
Conclusa la celebrazione del tempo pasquale ed entrato nel tempo ordinario, il
cammino di oratori e parrocchie volge ormai verso il periodo estivo: tempo prolungato di vacanza, in particolare per gli studenti, e, contemporaneamente, occasione
favorevole per esperienze di maturazione
e crescita nella vita di discepoli di Gesù:
penso ai grest, ai campi estivi, alle iniziative che le comunità cristiane pensano e
propongono per educare alla fede i più
giovani.
Da questo versante, la celebrazione, nel
cuore dell’estate, della solennità dell’Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria,
offre preziose sollecitazioni circa attenzioni educative che possono sostenere
attività per gli adolescenti e i giovani: proviamo a desumerle dal senso stesso della
celebrazione, enucleato a partire dalle
letture del giorno, senza alcuna pretesa di
offrire un trattato completo, esaustivo e
sistematico di pastorale giovanile, ma
limitandoci ad alcune, semplicissime,
sottolineature.
L’umanità ha come
due capostipiti emblematici, un primo
e un secondo Adamo: “per l’uno venne
la morte” e “tutti muoiono in Adamo”;
per l’altro, Cristo, “viene la risurrezione
dei morti e la vita”, “perché Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro
che sono morti” (II lettura, dalla Lettera
di san Paolo ai Corinzi). La risurrezione
di Gesù è l’inizio di un mondo nuovo,
frutto di battaglia drammatica ingaggiata da Dio in favore dell’uomo contro ogni potenza del male, contro ogni
nemico della vita umana, fino al totale
annullamento della morte: “Prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la
fine, quando egli consegnerà il regno
a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla
ogni principato e ogni potestà e potenza;... finché non abbia posto tutti i
nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte”
(II lettura). E’ una battaglia i cui bagliori
drammatici illuminano i cieli di tutta
la storia: nella pagina dell’Apocalisse
(I lettura), san Giovanni la sintetizza in
una visione: “una donna vestita di sole,
(…) incinta e nel travaglio del parto”; è
la Chiesa, che ancora e sempre con fatica partecipa alle doglie della passione per
partorire la figliazione divina a tutta l’umanità; ed è sempre aggredita dalle violenze
del drago, di satana e del mondo. Ma come
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il suo Signore, nel suo mistero pasquale, ha
trionfato sul peccato e sulla morte e ora
siede alla destra del Padre, così la comunità messianica, in e per lui, non soccomberà
alla prova e potrà cantare alla fine il canto
della vittoria: “Ora si è compiuta la salvezza,
la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo”. Maria fa eco a questo
canto di vittoria col suo Magnificat: “Grandi
cose ha fatto in me l’Onnipotente”; riconosce che tutto è dono di Dio, gli rende grazie
perché ha mantenuto le promesse; ella è
“primizia e immagine della Chiesa” - come
fa pregare il Prefazio – “in lei si rivela il compimento del mistero di salvezza e risplende
per il popolo pellegrino sulla terra come
segno di consolazione e speranza”.
Il nostro “stare” davanti a Lui
La Chiesa, nel 1950, ha dichiarato questa
verità di fede:“L’assunzione è il privilegio in
virtù del quale l’Immacolata Madre di Dio è
stata glorificata, alla fine della sua vita terrena, nella sua anima e nel suo corpo, senza
attendere la risurrezione finale”.
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Per dono di Dio, anzitutto, Maria è stata esaltata, ma anche per una sua personale, libera,
adesione: ella è la donna che, dall’annunciazione alla croce, si è associata con la fede
così profondamente a Gesù, da divenir pienamente partecipe anche della risurrezione;
la sua costante comunione con Dio le ha
meritato, per grazia, la comunione eterna, di
tutta la sua persona, con Dio.
Si è conclusa da poco, a Torino, l’ostensione
della Sindone: occasione preziosissima per
rimeditare l’evento dell’Incarnazione, ma
anche stimolo forte a rileggere e a rilanciare
con forza, alla luce di Gesù fatto uomo, morto e risorto, il valore della corporeità umana,
in relazione ad un contesto esistenziale che
tende ad appiattirla all’immagine esteriore
del corpo sano, abbronzato (siamo a ferragosto!), efficiente, o, spesso, la banalizza, o la
commercializza, esponendola e rendendola
oggetto di piacere e di desiderio, dunque di
sfruttamento.
Può essere significativo, nelle iniziative estive, aiutare i ragazzi a scoprire il corpo come
simbolo, anzitutto nella relazione con Dio:
nella preghiera, personale e, soprattutto,
comunitaria, il corpo diviene espressivo
del nostro stare di fronte a Lui e, contemporaneamente, invito alla corrispondenza
tra il gesto esteriore e l’attitudine interiore; tale prospettiva, che, peraltro, valorizza
l’esperienza liturgica, ritengo sia feconda
di ricadute nei rapporti interpersonali, in
quanto educa a non banalizzare il linguaggio del gesto, dello sguardo, …. ma a considerarlo in tutta la sua densità e potenza
rivelatrice dell’interiorità.
Se guardiamo a Gesù Cristo, poi, la sua corporeità trova pienezza di senso nel dono
libero, totale e gratuito di sé per amore: il
Corpo offerto di Gesù (pensiamo al dono
di Sé nell’Eucaristia), simbolico dell’offerta
di tutto se stesso, manifesta in pienezza
il volto del Padre e la sua dedizione per
l’uomo: in questo orizzonte, le iniziative
estive, diventano occasione per proporre,
ma anche per sperimentare, che il senso
della vita del discepolo di Gesù sta nel rendere, partendo dall’incontro sacramentale
con lui, la propria esistenza un’offerta nella
logica del servizio: in essa, anche la corporeità trova il suo pieno significato. Educato
dallo stare alla presenza del Signore, educato dallo stile del servizio cristiano, il credente scopre che la propria umanità si trasforma, accogliendo e realizzando sempre
più, sotto l’azione dello Spirito, quell’essere
creato ad immagine e somiglianza di Dio,
redento dal sangue di Cristo sulla croce, segnato dal sigillo dello Spirito, che costituisce
la sua identità profonda.
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Pellegrinaggio adolescenti a Roma
Rimanere… per andare
Uniti a Cristo e alla Chiesa
per andare nel mondo
come testimoni del Vangelo
Nessuno di noi può sapere che cosa resterà impresso nel cuore e nella mente
dei 400 adolescenti cremonesi che dal
5 al 7 aprile scorso hanno partecipato
al pellegrinaggio a Roma, anche se la
speranza è quella che l’esperienza vissuta sia di aiuto nel maturare la convinzione di quanto sia bello essere cristiani nel mondo di oggi.
Giunti con otto pullman a Roma nel
primo pomeriggio di lunedì, i ragazzi
si sono ritrovati nella basilica di Santa
Croce in Gerusalemme per la messa di
inizio del pellegrinaggio. Doveva seguire la festa in piazza, invece, a causa
del freddo, la serata si è svolta nel teatro di don Bosco nella zona di Cinecittà. Credo personalmente che il punto
più “forte” di tutto il pellegrinaggio sia
stato proprio l’incontro “mediatico” col
nostro Vescovo Dante, collegato attraverso Skype dal suo studio cremonese.
Totalmente coinvolto dall’entusiasmo
dei ragazzi, mons. Lafranconi ha manifestato ai suoi giovani interlocutori
aspettative alte.
Martedì 6 aprile dalla basilica dell’Aracoeli, incastonata tra l’altare della
patria e il Campidoglio, il gruppo si è
incamminato fino alla basilica di San
Paolo fuori le Mura, dove si conservano le reliquie del missionario per eccellenza: Paolo di Tarso.
Nel mezzo ci sono state tre tappe: il
carcere Mamertino, il Colosseo e il battistero di San Giovanni in Laterano. Un
itinerario geografico, ma soprattutto
un viaggio spirituale: dalla paura e
dalla solitudine, rappresentata dal carcere, al coraggio della testimonianza,
con al centro il Colosseo, fino alla vita
nuova donata dal battesimo, di cui si
è fatto memoria nel battistero di San
Giovanni, il più antico dell’Occidente,
almeno fra quelli monumentali.
Al Mamertino ai ragazzi sono stati
consegnati tre anelli che hanno voluto
rappresentare le loro paure: a San Giovanni quegli anelli sono diventati una
lunga catena perché col battesimo si
entra a far parte della famiglia dei figli
di Dio e ogni paura o sofferenza o fallimento possono essere condivisi con il
Signore e con i fratelli. Poi nel pomeriggio la consegna del mandato nel grande prato verde a fianco della basilica di
San Paolo.
L’incontro con Benedetto XVI
Sicuramente forte l’incontro con Benedetto XVI, il successore di Pietro, colui
che è chiamato a custodire la fede e la
comunione nella Chiesa. Mercoledì 7
aprile era una splendida giornata di primavera. I ragazzi cremonesi già in fila ai
cancelli prima delle 7.30 hanno avuto
la fortuna di trovare posto proprio ai
piedi del sagrato. Accanto ai
400 cremonesi
sedevano quasi
5mila coetanei
milanesi, anch’essi a Roma per la
professione di
fede: un esercito di giovani
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lombardi pronti a lenire con il loro entusiasmo le preoccupazioni e i dolori del Papa.
Allo scoccare delle 10.30 dall’arco delle
Campane è sbucata la Papamobile: grida
di gioia, fazzoletti agitati sulle teste. Per
molti era la prima occasione di vedere il
Pontefice. L’udienza si è svolta velocemente e il Papa nella sua catechesi ha richiamato il senso della Pasqua e il dovere dei
cristiani alla testimonianza. Il Pontefice è
poi passato ai saluti, con una particolare
parola rivolta ai cremonesi e ai milanesi.
Il pellegrinaggio si è chiuso con la professione di fede proprio sul luogo dove Pietro
professò il suo amore totale a Cristo.
Cosa rimarrà nel cuore e nella mente degli
adolescenti? Speriamo un modo giovane
di sentirsi bene come giovani nella Chiesa
di Dio, sostenuti dalla testimonianza dei
grandi apostoli Pietro e Paolo.
Don Adriano Veluti
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Passi di Fede e di Vita
Altro che nove passi, vien da dire, se si tratta di affrontare un pellegrinaggio alle radici della fede! Ma il pellegrinaggio è simbolo della vita, aiuta la vita, è un tempo di grazia in cui il Signore fa muovere i passi di chi è
attento e disponibile, di chi è aiutato ad esserlo da un vero amico. Ecco allora lo proposta di nove “simbolici”
passi per essere aiutati a camminare. Aiutati, perché istintivamente cercheremmo al più presto un posticino
tranquillo, all’ombra e al riparo dai seccatori, per sederci e stare “in pace”. Come quando si porta in montagna
gente e si parte stanchi, e il primo masso, dopo cinque minuti, è occasione di sosta per bere, per riposarsi… e
dopo dieci minuti partono a raffica i “quanto manca?”, e non sai se rispondere esagerando per difetto o per
eccesso, e poi dici le cose come stanno che è il meglio...Allora…
Primo passo: perché il pellegrino colga la
direzione giusta: non è un’avventura, un
cammino casuale, ma già dove tu vai c’è
qualcuno che ti aspetta, che ti ha chiamato lì. “Al Signore interessa quello che interessa a te, ti chiama dalla tua piccolezza
per il mare della sua grandezza, da sempre
ti guarda con amore e rispetto”. In tutte le
religioni è l’uomo che cerca Dio. Per noi
cristiani è Dio che cerca l’uomo. Vero!
Secondo passo: alla Basilica di Santa Croce, “per dare un tono al cammino”, come
recita l’onnipresente vademecum: venerare la reliquia della Santa Croce, per vedere come è serio e profondo l’amore di Dio
per l’uomo e celebrare insieme l’Eucaristia
di apertura del pellegrinaggio, perché già
lì, nella Parola e nella Comunione, ti si fa
incontro, vivo, quel Dio che ha dato la vita
per te.
Cremona
Terzo passo: per la preghiera serale del
primo giorno, la realtà dello storpio al
Tempio guarito da Pietro e Giovanni: è
la realtà del male, della sofferenza, ulti-
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mamente del peccato che ci attanaglia,
ci tiene schiavi, incapaci di camminare e
di vivere. “Guarda verso di noi…”, non a
caso, guarda verso la Chiesa, non ha nulla
ma quello che ha te lo dona: “nel nome di
Gesù Cristo cammina”, sei rialzato, accompagnato a vivere nuovamente… l’hanno
sperimentato Pietro e Paolo…
Quarto passo: percorriamo alcuni luoghi
della fede “pagata a caro prezzo”: il carcere
in cui furono imprigionati Pietro e Paolo,
il Colosseo simbolo dei luoghi di martirio,
il Battistero di san Giovanni perché nel legarci a Cristo e alla Chiesa possiamo sconfiggere la paura, il vuoto, la solitudine.
Sesto passo: alla sera, attraverso l’esperienza di Pietro, ci ricorda che sempre
possiamo rinnegare, tradire il Signore,
per la nostra fragilità, bisognosi come
siamo di misericordia.
Settimo passo: è incontrare il Papa, successore di Pietro, ascoltarlo e guardarlo,
non solo fotografarlo come si fa con i vip,
per scoprire che in lui noi siamo guidati,
sostenuti nella fede, accompagnati nella
vita cristiana; stando con lui stiamo con
Cristo e con la Chiesa!
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Quinto passo: dopo un velocissimo percorso, tutto da approfondire, ci riaffidiamo
a Cristo, nell’Eucaristia, alla basilica di San
Paolo, dove viene consegnato il mandato
a essere testimoni, grande missione per la
quale abbiamo sempre bisogno di essere
chiariti e accompagnati, nel concreto quotidiano.
Ottavo passo: tocca a noi fare la nostra
professione di fede, nella basilica di San
Pietro: con povera voce e povera vita, abbiamo detto il nostro credo insieme agli
Apostoli, al Papa, alla Chiesa, alle nostre
Comunità…
Nono passo: non ci resta che vivere,
tornando a casa, quello che abbiamo ricevuto, chiedendo alle nostre comunità
parrocchiali che ci insegnino che cosa
vuol dire veramente credere; offrendo la
presenza fresca e semplice di cui gli adolescenti possono ancora essere capaci.
Don Luca Bosio
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Pellegrinaggio adolescenti a Roma
È per il Papa...
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L’Udienza del Santo Padre
“La buona notizia della Pasqua richiede testimoni entusiasti e coraggiosi”. È l’invito
che Papa Benedetto XVI ha offerto agli oltre 15mila fedeli presenti mercoledì 7 aprile in pizza San Pietro per l’udienza generale, tra loro anche gli oltre 400 adolescenti
cremonesi in pellegrinaggio
con la Federazione Oratori.
L’invito del Santo Padre è stato
a professare con più convinzione la propria fede nel Cristo
Risorto, in un mondo dove non
manca sofferenza, violenza e
incomprensioni: «Saremo davvero e fino in fondo testimoni
di Gesù risorto – ha affermato il
Pontefice – quando lasceremo
trasparire in noi il prodigio del
suo amore; quando nelle nostre
parole e, più ancora, nei nostri
gesti, in piena coerenza con il
Vangelo, si potrà riconoscere la voce e la mano di Gesù stesso».
Da qui l’auspicio che la Pasqua sia «occasione propizia per riscoprire e professare
con più convinzione» la fiducia nel Signore Risorto.
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Il Suo saluto
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ALLE RADICI
«Saluto i giovani presenti,
specialmente gli adolescenti della diocesi di Cremona,
i numerosi gruppi di ragazzi e di ragazze
che fanno quest’anno la loro “Professione di fede”.
Essi provengono da diversi Decanati,
Parrocchie e Oratori dell’Arcidiocesi di
Milano.
Cari amici, siate sempre fedeli al vostro
Battesimo: vivete appieno la vostra consacrazione battesimale e siate testimoni
di Cristo morto e risorto per noi».
E il Papa prese il nostro Vademecum…
Era come un compagno inseparabile di tutti noi. Infilato nello zaino, nella tasca della giacca o nel marsupio, non abbiamo fatto nemmeno un passo romano senza
portarcelo dietro. Amico fedele nel momento della preghiera, della messa, del percorso dal carcere a San Paolo, il libretto “Ritornare alle radici” è stato come un altro
pellegrino con noi. Fino a quella mattina in piazza San Pietro quando, presa dall’entusiasmo di vedere il Papa a pochi passi, Valentina ha sentito forte il desiderio di
donargli qualcosa, di fargli un regalo, di dirgli in modo concreto «Ti voglio bene».
E cosa poteva offrire a quel Papa che sorrideva affaticato dalla Papamobile, lì, a un
metro di distanza? Valentina ha allungato il braccio gridando a una delle guardie: «È
per il Papa». Nella mano il fedele vademecum che, senza parole, con uno scambio di
consegne, passa da Valentina, al gendarme, a Benedetto. Che lo prende. Lo guarda.
Sorride. Un pezzo del nostro pellegrinaggio in mano al Papa. È anche lui, forse, con
noi a fare il nono passo. Sulle vie del mondo a dire a tutti la gioia di essere Chiesa.
Ricordi...
Sono andata con la domanda di come poter essere protagonista della
mia vita, per vivere fino in fondo.
Il Papa ha insistito sulla nostra chiamata ad essere testimoni della gioia
di Pasqua, del Signore che vince la paura e l’egoismo.
In quell’invito ho trovato la risposta per me!
(Anna, 16 anni)
Guardando il Papa ho visto una persona diversa:
nei suoi occhi c’era la purezza che noi non abbiamo.
(Mattia, 17 anni)
Il Papa è passato a salutare in tutti i settori della piazza, per poter raggiungere il più possibile tutti.
Poteva fare a meno, ma ha voluto dire a noi come la sua vita ci appartiene e come noi apparteniamo alla sua.
(Veronica, 18 anni)
Santa Caterina diceva che il Papa è “il dolce Cristo in terra”… ecco,
ho percepito che era proprio così,
quando penso a Cristo posso pensare al Papa, concretamente…
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Pellegrinaggio adolescenti a Roma
Il Vescovo collegato
via Skype con gli adolescenti:
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«Continuare la vostra
amicizia con Gesù
e accettare volentieri
le sue sorprese»
A caratterizzare la prima serata romana è
stato il collegamento Skype con il Vescovo
Dante che da Cremona, rispondendo alle
domande di alcuni dei ragazzi in pellegrinaggio nella capitale, ha offerto spunti di
riflessione e indirizzi concreti per una vita
cristiana piena e responsabile.
Ad Alessandro di Pandino che, in riferimento al tema della tre giorni romana, gli
chiedeva perché fosse essenziale tornare
alle radici della fede il Vescovo ha risposto
prendendo ad esempio le piante. «Possono – ha domandato mons. Lafranconi – fare
frutto o addirittura vivere senza radici? Così
è la nostra fede: senza le radici, cioè senza
Cristo e il rapporto con lui, non può vivere.
A Roma ci sono le nostre radici grazie alla
testimonianza di Pietro e Paolo e alla presenza del Papa».
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«Portate a casa la linfa delle radici!», ha
quindi sintetizzato prima di incoraggiare
Paolo, di Agnadello, spaventato dal fatto
che i cristiani sono sempre più minoranza.
Ma la validità del messaggio evangelico
– ha ricordato il Vescovo – non sta tanto
nel numero di persone che lo seguono,
ma nel suo contenuto straordinariamente
singolare. «Quello che rende bella la nostra vita – ha detto – non è esser e
tanti, ma aver trovato qualcosa che non si può trovare
altrove».
La domanda di Arianna, in
rappresentanza degli oratori
di Cassano d’Adda e Vailate, che chiedeva al Vescovo quale fosse la cosa più
importante della vita, è stata l’occasione
per una riflessione sul percorso che, passo dopo passo, porta a crescere. Mettendo
in guardia dalla logica del “tutto e subito”,
mons. Lafranconi ha richiamato il valore
della pazienza e di un cammino di crescita
umana e spiritale serio, che dunque non
può prescindere dall’accompagnamento
di un direttore spirituale.
Lo spunto dato infine da Valeria, di Scandolara Ravara, – «Che cosa si aspetta
dagli adolescenti?» – è servito per ribadire la necessità a fidarsi di Dio. «Cristo
ti domanda di credere che lui è un vero
amico – ha risposto il Vescovo –. Questa
amicizia, che va coltivata ogni giorno,
deve essere sempre aperta alle sorprese.
La sorpresa di Dio si chiama vocazione:
matrimonio, vita consacrata, vita sacerdotale. Pensate, egli ha bisogno di
voi per poter continuare la
sua opera». «Volete prestargli la vostra intelligenza – ha quindi
domandato chiudendo il collegamento
– il vostro cuore, le vostre mani? Stasera
vi chiedo di continuare la vostra amicizia con Gesù e di accettare volentieri le
sue sorprese». Una richiesta accolta con
entusiasmo nel cima di attenzione e interesse che ha caratterizzato l’intero collegamento.
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Come un trampolino
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“Educare è tornare alle radici”: questo è stato il tema del pellegrinaggio a Roma. Un modo per
ricercare le origini della fede cristiana, partendo proprio dai luoghi in cui sono avvenute alcune
delle più grandi persecuzioni religiose.
Ma Roma è anche la grande città dove ogni cristiano converge per incontrare il Papa, il nostro
Papa Benedetto XVI. E proprio con lui si è concluso il nostro viaggio.
Il pellegrinaggio è stato soprattutto occasione di riflessione personale per capire cos’è per me la
fede. Pensando a tutti quei martiri che persero la vita nel possente Colosseo, mi sono domandata
se anch’io al loro posto avrei dato la mia vita per Gesù.
Certo non è facile, eppure Dio ci ha assegnato il grande compito di portare la sua
Parola al mondo intero.
Anche il Papa ci ha invitato a essere ragazzi e ragazze coraggiosi nell’essere testimoni di Gesù morto e risorto. È questo l’annuncio pasquale da portare a tutti
come “buona novella”. Il pensiero di non essere sola ma affiancata in
questo compito da altri ragazzi con i quali condivido il dono della fede
è stato davvero confortante!
Vedere tanti giovani riuniti in piazza San Pietro per l’udienza con il
Papa mi ha dato sicurezza e nuova energia.
Questo pellegrinaggio è stato per me il punto di partenza,
il trampolino dal quale gridare a tutto il mondo la mia gioia di essere cristiana, sapendo che “se la piscina è troppo fonda” Dio mi
aiuterà a tornare a galla!
Elena Trevisi
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Uno sguardo sul mondo
A cura di
M.G.
Un torneo
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per gli adolescenti
Alle porte dell’estate, a Casalmorano fervono i preparativi per l’organizzazione di un “Torneo” di
calcio estivo tutto particolare: è riservato agli adolescenti, che sono chiamati in prima persona ad
aderire ad una proposta pensata ed attuata per loro. Per dettagliare meglio l’iniziativa, ci rivolgiamo
ad Angelo Gusperti, presidente dell’associazione sportiva A.S. PREJER, che opera in oratorio a favore
delle attività sportive giovanili ed è il motore del torneo.
Perché l’Oratorio di
Casalmorano propone
un’iniziativa di questo genere?
E’ un’iniziativa che l’Oratorio realizza in
collaborazione con i Comuni compresi
nel “Sub Ambito Soresinese” e si propone di aggregare, trascinare e coinvolgere,
facendoli divertire, gli adolescenti
di età compresa fra i 15 e i 18 anni.
Quali paesi sono stati
coinvolti?
Oltre Casalmorano, che ospita il torneo,
hanno aderito i Comuni di San Bassano,
Azzanello, Castelvisconti, Annicco (con
lo frazione di Barzaniga), Soresina e Trigolo.
Quali sono le caratteristiche
del progetto?
I ragazzi sono liberi di lasciarsi coinvolgere in un torneo e di praticare
lo sport che preferiscono, aggregandosi fra loro, gratuitamente,
senza doversi iscrivere a tornei
estivi impegnativi anche
sotto il profilo economico. A loro è
solo chiesto di giocare, lasciandoli
liberi di formare le squadre a loro
piacimento.
Come sono stati coinvolti
gli adolescenti che hanno
aderito?
Che evoluzione ha avuto l’iniziativa negli anni?
E’ un crescendo di entusiasmo, poiché
siamo passati da 40 partecipanti iniziali
a 70 dell’ultima edizione.
Perché il torneo è gratuito? Perché, grazie ai volontari del gruppo
sportivo dell’oratorio e ad un contributo
della programmazione del distretto cremonese i ragazzi sono liberi di svolgere
un’attività sportiva senza il pensiero di
dover mettere mano al portafoglio.
Questo consente anche di evitare che
si sviluppi un eccessivo agonismo, per
dare riscontro ad attese di risultato legate alle finalità degli
sponsor
Qual è il comportamento
dei ragazzi?
I ragazzi nel complesso si sono sempre
comportati correttamente, anche se non
manca qualche intemperanza, tipica dei
ragazzi, allorché i risultati sportivi non
sono quelli sperati. Comunque raccomandiamo ed esigiamo correttezza sportiva ed un comportamento adeguato al
luogo in cui si svolge lo manifestazione:
l’oratorio.
Che cosa vi aspettate da questa
iniziativa?
Il nostro obbiettivo è quello di assicurare
attenzione e libertà di movimento ai giovani, perché si riapproprino degli spazi
pensati e realizzati per
loro e
perché
abbiano l’opportunità di aggregarsi liberamente per realizzare i loro
progetti sportivi. Per noi lo
sport è luogo di educazione e di
crescita e contiamo su iniziative
come queste per responsabilizzare di più i nostri ragazzi.
Con il “passoparola” fra amici e
fra gli atleti dell’associazione
Prejer, che si sono fatti portavoce presso altri ragazzi dei comuni coinvolti.
Da quanti anni si sta realizzando questa iniziativa?
Sono ormai sei anni
che ripetiamo il torneo e vediamo
persone sempre più coinvolte.
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News
Giugno
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Ordinazioni sacerdotali
“Una luce nella notte”
(Sentinelle del mattino)
Festa in piazza
Cremona S. Francesco
Festa degli educatori Grest
Center Park Antegnate
Tra le lettere che piovono copiose sulla redazione del Mosaico,
pubblichiamo alcuni stralci di quella di Laura Carini – già collaboratrice Focr – ora in veste di segretaria dell’Associazione Baskin (Basket Integrato) di Cremona.
Cosa c’entrano gli oratori con il baskin?
Un motivo (forse il più contingente) è che quest’anno l’Oratorio del Boschetto si è
mosso in prima persona, ha creato una società sportiva affiliata al CSI, e la prima
squadra tesserata è proprio una squadra di baskin.
Penso sia un bel passo per un Oratorio. Forse l’esperienza del Boschetto è la più particolare perché una società sportiva è stata costruita apposta per il baskin.
La sera del 25 novembre scorso nasce, con l’approvazione del Consiglio Pastorale
parrocchiale, la società sportiva dell’Oratorio del Boschetto, la “S.G.B. Boschetto” (la
San Giovanni Bosco - Boschetto). Grazie ad alcuni sponsor sono riusciti ad iscrivere la
squadra ed acquistare le maglie da gioco. Tutto questo è stato fatto da poche persone che in tempi rapidissimi hanno costituito la società e la squadra di baskin.
Ma non sono da dimenticare gli oratori di Cristo Re (che da anni ospita la squadra, gli
allenamenti e il campionato), l’Oratorio di San Michele (anche questo ha una squadra di baskin) e la SAS (Sant’Abbondio Sport) anche lei con una squdra di baskin.
Anche l’Oratorio di San Sebastiano ha ospitato più di una volta delle partite amichevoli di baskin. A livello provinciale l’Oratorio di Castelleone ha ospitato più volte una
partita di baskin.
Chissà che qualche altro oratorio della diocesi possa essere interessato ed aprire una nuova squadra di baskin.
Festa in piazza
Oratorio di Sospiro
Festa in piazza
Oratorio di Agnadello
Feste in piazza 2010
Luglio
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Festa in piazza
Parco di Crotta d’Adda
Un augurio ai
novelli Sacerdoti
Rinnoviamo il nostro augurio a don
PierLuigi Fontana, don Gabriele Barbieri
e don Gabriele Mainardi che sabato 12
giugno, alle ore 17.00 in Cattedrale a Cremona, ricevono, con l’imposizione delle
mani dal Vescovo, il dono del Sacerdozio.
A loro va il nostro augurio e l’accompagnamento nella preghiera oltre che il
ringraziamento per aver accolto la chiamata ad una vita di speciale consacrazione, offrendola interamente al Signore
per il bene della Sua Chiesa.
Da qualche anno si svolgono gli incontri in diverse zone della Diocesi che
raggruppano i ragazzi dei grest di diverse parrocchie. Quest’anno saranno
quattro le zone interessate che con i
loro ragazzi si cimenteranno in giochi,
sfide, divertimento, ma soprattutto non
mancherà l’incontro con Lui, la pietra
angolare più importante su chi reggere
i nostri incontri.
Estate e servizio
di carità
Sono diversi decine i giovani che durante l’estate svolgono un servizio di
animazione, carità, formazione in Italia
e in diversi paesi del mondo. Mentre si
preparano bagagli e materiale necessario per condurre al meglio l’esperienza,
la Caritas diocesana rimane disponibile
per chi ancora volesse decidere di vivere
un periodo estivo a servizio volontario
presso alcune strutture diocesane. Il numero da contattare è 0372.21562 chiedendo di don Maurizio Ghilardi.
Incontro animatori dei Grest
È tradizione l’incontro con gli animatori
dei Grest. Come sempre si caratterizza
come una festa riservata soltanto a loro.
Quindi, accanto al momento di incontro,
festa e di scambio di conoscenza, tanto
divertimento. L’appuntamento è per
Giovedì 24 giugno
dalle ore 18.00 alle ore 22.30
presso il “Center park” di Antegnate
Le adesioni si ricevono in F.O.Cr. (anche
on-line).
Notiziario della
Federazione Oratori Cremonesi
Noi Cremona Associazione
Via S.Antonio del Fuoco, 6/A Tel. 0372 25336
Web site: www.focr.it
E-Mail: [email protected]
Conto Corrente Postale 11015260
Periodico Mensile
Poste Italiane s.p.a. - Sped. in a.p. D.L. 353/03
(conv. in L.27/02/04 n°46) art. 1, c.2, DCB Cremona
Giugno 2010 - Anno XXII - n°9
n° Reg. Trib. Cremona 19/01/89 n. 224
Direttore responsabile: Marino Reduzzi
Realizz. Grafica: Dueper Design - Cremona
Stampa: Fantigrafica - Cremona
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Possiamo contare su di voi?