Bevazzana
Ho visto una donna che piangeva
sconsolata: era incinta!
Ho visto una donna contenta: era incinta!
Ho visto una donna che era molto preoccupata: era incinta!
Ho visto una donna amareggiata, che piangeva: era incinta!
Ho visto una donna in silenzio che ascoltava e rifletteva: era incinta!
Quanti sentimenti e reazioni provoca la nascita di una vita. Anche la nascita del Cristo
ha provocato varie reazioni: mistero in Maria, titubanza e fede in Giuseppe, tenerezza
nei pastori, curiosità nei Magi, odio in Erode. Storia di ieri, storia di oggi!
L’incarnazione del Cristo anche ora crea
varie reazioni nell’uomo d’oggi, nella realtà d’oggi, nella nostra società.
Di fronte al Natale troviamo: indifferenza,
contrarietà, tradizione, rapporto magico,
nascita di una divinità, scoperta di un amuleto, nascita di un Salvatore, Dio incarnato
per l’uomo.
“Ti ammiro o Dio Gesù perché all’uomo e
per l’uomo hai dato la vita, ma contemporaneamente lo hai lasciato libero, libero di
scegliere, libero di rifiutare, libero addirittura di autodistruggersi”.
L’incarnazione è un gesto libero e cosciente da parte di Dio Padre che ha come finalità il dono del suo unico Figlio Gesù Cristo.
Questa nascita è stato lo spartiacque della
storia, della natura e dell’uomo; Cristo con
la sua presenza incarnata ha iniziato una
storia nuova dando senso nuovo al “prima”
e caricando di speranza il “poi”.
Il Cristo non ha annullato e neppure di-
Gorgo
Pertegada
sprezzato quanto è stato prima di Lui. Allora Natale vuol dire che dal caos primordiale
prima dell’ordine creativo, all’Adamo ed
Eva, fino alla parusìa, ritorno di Cristo Gesù è il centro e significato della storia della
natura e dell’uomo.
L’augurio di Natale allora è che ognuno
possa trovare nel Cristo il significato della
propria vita
Carlo predi
1
Mi è stato chiesto di scrivere alcune righe
sul Natale… il Natale di una ragazza… 17
anni e puntualmente ogni dicembre è l’ora
degli auguri di rito; tante parole campate in
aria che durano pochi giorni… tutti, in quel
bagliore spazio-tempo si fanno più buoni...
e poi??? È questo il Natale?
Per me Natale è ogni sacrosanto giorno in
cui ti svegli e ti senti vivo in un mondo dove spesso incombe la morte, dove ti senti in
pace quando fuori ancora rimbombano i
colpi di fucile dei cecchini e un bimbo
muore prima di sapersi vivo, dove sei amato e sai dare amore… Questo è Natale! Alleviare il calvario di un malato con una telefonata, ascoltare un ragazzo che ha bisogno di essere ascoltato, dallo studioso allo
sbandato, dal ragazzo di chiesa al tossicodipendente e trasmettergli amore, non disprezzo perché tutti abbiamo bisogno di
amore in egual modo… o no? Natale è Amore. Questo è il mio augurio. BUON NATALE!
Elena
Ed ecco le tappe di preparazione che il Papa propone ai Cristiani:
1 - Il primo anno sarà dedicato alla riflessione su
Gesù Cristo, unico Salvatore dei mondo ieri, oggi, e
sempre. La comunità cristiana dovrà mirare alla
riscoperta di Cristo Salvatore ed evangalizzatore.
Per questo si chiede loro di ritornare con rinnovato
interesse alla Bibbia, sia per mezzo della liturgia, sia
mediante la pia lettura. Il battesimo sarà da riscoprire per ciò che significa nella vita dei credenti anche
sotto il profilo ecumenico.
2 - Il 1998 è dedicato in modo particolare allo Spirito Santo e alla sua presenza santificatrice. Quindi tra
gli impegni primari della preparazione rientra la
riscoperta della presenza e dell’azione dello Spirito
che agisce nella chiesa sacramentalmente soprattutto
mediante la confermazione. In quest’anno i cristiani
sono chiamati a riscoprire la virtù della speranza,
non perdendo di vista la meta finale che dà senso e
valore alla loro esistenza per trasformare la realtà
secondo il progetto di Dio.
3 - Il 1999 avrà la funzione di dilatare gli orizzonti
del credente. L’ultimo anno di preparazione dovrà
avere il senso del cammino verso il Padre e spingere
i cristiani a un’autentica conversione che comprende
sia un aspetto negativo di liberazione dal peccato,
sia un aspetto positivo di scelta del bene.
In questo contesto è importante la riscoperta e la
celebrazione del sacramento della Penitenza.
L’impegno concreto della conversione: i cristiani
dovranno farsi voce di tutti i poveri del mondo, pensando così ad una riduzione se non ad un condono
del debito internazionale che pesa sul destino di
molte nazioni.
Carlo predi
Un triennio centrato sulla Trinità
- Il Giubileo, ricorda
il Papa, è sempre un
tempo di particolare
grazia, un “giorno”
benedetto dal Signore.
- E prosegue: “il Giubileo dell’anno 2000
vuoi essere una grande preghiera di lode e
ingraziamento, soprattutto per il dono
dell’Incarnazione del
Figlio di Dio e della
sua redenzione.
- Di conseguenza:
nell’anno giubilare i cristiani si porranno con rinnovato stupore di fede di fronte all’amore dei Padre,
che ha dato il suo Figlio”.
2
Gorgo
L’attuale Consiglio economico parrocchiale, costituito in ottobre ‘95 e composto da cinque persone,
oltre ai due sacerdoti, si è riunito nel corso di
quest’anno per due volte: il 6 febbraio e il 15 maggio.
Durante le riunioni si sono affrontati argomenti riguardanti la situazione dei beni materiali (immobili)
di proprietà della parrocchia e la situazione economica della comunità.
Per quanto riguarda i beni immobili si è verificata la
necessità di effettuare i seguenti lavori:
- consolidamento della cella campanaria;
- sistemazione della copertura del tetto della chiesa;
- rifacimento dell’impianto elettrico della canonica
(già compiuto);
- altri lavori in canonica riguardanti umidità e pioggia;
- rifacimento della parte bassa del tetto da parte del
Gruppo A.N.A. di Gorgo.
Al piano superiore della canonica è stato ricavato un
appartamento, che è stato dato in comodato a una
giovane coppia del paese.
La situazione economica in data 30 novembre è
questa: sul conto corrente in attivo L. 4.632.920:
però sono in sospeso fatture per circa L. 3.500.000,
compreso il motore della campana grande. Prestiti
“graziosi” da restituirsi per i lavori della chiesa e
dell’organo L. 24.900.000. Nel 1995 si sono raccolte n. 209 buste (l’anno antecedente n. 230) per un
totale di L. 13.439.000.
Il resto dei festeggiamenti di settembre ammonta a
L. 2.396.000.
Enrico
Secondo il codice di Diritto Canonico e le
costituzioni sinodali, il consiglio pastorale parrocchiale è strumento di comunione e collaborazione
ecclesiale. Esso è l’organismo ordinario di programmazione e coordinamento di tutta l’azione pastorale
della parrocchia, in ordine all’evangelizzazione, alla
santificazione ed alla carità della comunità e dei
singoli battezzati. I suoi compiti principali sono:
elaborare il programma pastorale annuale della parrocchia in attuazione del piano generale della diocesi e del programma della forania, tenendo conto
delle esigenze, delle necessità locali, ed inoltre stimolare la partecipazione di tutti i battezzati per la
soluzione dei problemi della comunità.
Dal 1994, i consigli pastorali delle tre comunità si riuniscono insieme per un migliore coordinamento delle varie attività. Ci si riunisce trequattro volte l’anno (Avvento, Quaresima e in occasioni particolari, come l’inizio dell’anno catechistico).
Nelle ultime riunioni gli argomenti trattati
hanno riguardato la programmazione degli incontri
dell’Avvento, il catechismo (iscrizione, pagelle,
incontri con i genitori), la scuola foraniale di teologia, i sacramenti (il libretto verde; la cresima; la
celebrazione unica della prima confessione delle tre
comunità, a rotazione annuale per paese), il bollettino informativo interparrocchiale.
Daniele
Pertegada
Tutti possono consultare il resoconto annuale
che viene appeso, a fine marzo, alla bacheca in
chiesa. Tuttora sono esposti i resoconti degli
ultimi tre anni.
Al 30 novembre c.a. la situazione economica
della parrocchia registra le seguenti voci:
1) prestiti “graziosi”, da restituire ai privati, per
una somma di L. 97.300.000;
2) in banca sono depositate L. 44.177.810;
3) il deficit quindi è di L. 53.122.190;
4) per il 1995, come quartese, sono state riconsegnate n. 214 buste, su 550 spedite, con L.
20.000.000 in entrata.
Lavori in preventivo:
- l’impianto voce in chiesa, che risulta scadente. Ci sono infatti giustificate lamentele da parte di molte persone impossibilitate a seguire le
funzioni. Per questo lavoro la spesa si aggira
sui venti milioni.
- Ristrutturazione dei banchi della chiesa, aggiungendo un piano per collocare libri e fogli.
Bevazzana
Sul conto bancario, in data 30 novembre
c.a., risultano depositate L. 27.952.384.
L’utile dei festeggiamenti è stato di
L. 9.525.506, corrispondente al 24% sulle
entrate lorde. Tenere presente che ci sono
anche rimanenze per L. 950.000. Con la
somma disponibile si ritiene di dare attuazione al progetto, già approvato, per ricavare un appartamento nella canonica e per
compiere i lavori nell’asilo e nell’edificio
retrostante la stessa canonica.
3
Anche quest’anno un cospicuo numero di ragazzi
della nostra zona ha partecipato ai campi scuola
estivi, organizzati dalla forania di Palmanova, passando una piacevole ed impegnativa settimana a
Pierabech, località di Forni Avoltri.
Il tema proposto che ha visto impegnati i ragazzi è
stato quello della convivenza nell’arca di Noè, famoso episodio biblico, interpretato in chiave moderna. I ragazzi hanno perciò reso protagonisti tutti gli
animali dell’arca, evidenziando i loro pensieri e i
loro dialoghi, che hanno permesso di analizzare i
vari momenti di convivenza, che vanno da quelli
negativi di conflit tualità, a quelli positivi di serenità, armonia ed aiuto reciproco, per confrontarli con
la propria vita e quindi con i rapporti che ognuno di
noi ha con le altre persone e con Dio.
Anche quest’anno, come ormai di consuetudine, si è
celebrata nella terza domenica di settembre la festa
della Madonna Addolorata.
Quest’anno la S. Messa è stata celebrata da don Severino Casasola in ricordo del suo cinquantesimo
anno di sacerdozio. Durante la S. Messa sono intervenuti anche i crociferi delle comunità di Bevazzana, Gorgo e Pertegada.
Nel pomeriggio c’è stata la processione, accompagnata dalla banda di Lignano Sabbiadoro.
Anche quest’anno è stato allestito un capannone e si
è tenuta la pesca di beneficienza.
La novità di quest’anno sono stati i fuochi d’artificio
tenuti nel campo sportivo dietro la chiesa di S. Giuseppe.
Ma la festa va ben oltre tutto quello menzionato qui
sopra, è un momento di ritrovo della comunità, dove
ognuno, dagli anziani ai bambini, collabora, nei
propri limiti, per il bene della comunità stessa, ed è
forse questo il risultato migliore che si possa auspicare.
Elena
Marco
!
Anche quest’anno, durante i primi quindici giorni di
agosto, Pertegada ha festeggiato S. Antonio. Due
sono gli aspetti di questa festa. Il primo è quello
religioso: la prima domenica del mese, al mattino,
durante la S. Messa, celebrata in modo solenne e
accompa gnata dal Coro, si ricorda l’esempio di vita
del Santo, illuminata da Gesù Cristo e dedicata al
prossimo. Nel pomeriggio l’immagine del Santo
viene portata a spalle dal gruppo dei giovani della
“classe” (quest’anno toccava a quelli nati nel 1978)
dalla piazza attraverso la via principale del paese:
come sempre una processione di persone seguiva,
orante e devota, l’itinerario (come a dire che: Antonio ha seguito il Signore e perciò è diventato Santo;
noi desideriamo seguirlo nel suo cammino).
Poi c’è l’aspetto folcloristico-paesano. Ci sono i
chioschi, dove famiglie, parenti, amici, turisti italiani e stranieri, passanti occasionali o di proposito, di
Pertegada e non, si incontrano per gustare le specialità che sono superbamente preparate da persone di
buona volontà (ma anche di ottima esperienza!):
carni di vario tipo alla griglia (la costa va a ruba),
calamari, crostacei, pesce, polenta, verdure, formaggi... il tutto annaffiato con abbondantissimo vino
della nostra terra e, per i più moderni: birra spumeggiante o litri di coca-cola... (ma non tutto finisce
qui!). Proseguendo: come ogni anno c’è la pesca di
beneficienza, il gioco della tombola organizzato dal
Coro, il chioschetto dell’A.V.I.S. (si dice che il vino, in quantità moderata, fa buon sangue!), la salita
sia al palo della cuccagna per i giovani della
“classe”, sia a quello per i “vecchi” (cioè a chi ha
superato da poco i vent’anni...), infine c’è il frequentatissimo ballo in piazza. Insomma, anche
quest’anno si può proprio dire che la festa sia riuscita: fra il lavoro dei campi e del turismo, nel mezzo
dell’estate, le persone si sono ritrovate insieme per
pregare, parlarsi, gioire, divertirsi; un’oc casione,
anche, per invitare i familiari che abitano in luoghi
lontani e che, data la distanza, si vedono raramente.
Grazie e... bravi!... a tutti coloro che hanno partecipato per la riuscita della festa.
Carlo predi
La prima domenica di settembre, come ogni anno, la
comunità di Gorgo si ritrova per festeggiare Maria,
aiuto dei cristiani. Quest’anno, dopo la S. Messa del
mattino - celebrata da don Severino per il suo cinquantesimo di sacerdozio - e la processione del pomeriggio, che si è svolta normalmente nonostante
l’imminente minaccia di pioggia, tutto il paese si è
ritrovato, la sera, per la cena comunitaria, nel capannone allestito presso il cortile della canonica. Dopo
alcuni anni, in cui la festa era limitata al programma
religioso, è ritornato questo momento di festa paesana, grazie all’iniziativa di un gruppo di parrocchiani,
all’operosa collaborazione del gruppo alpini ed alla
partecipazione dei giovani della classe ‘78 che hanno portato l’immagine della Madonna durante la
processione e in serata sono stati protagoni sti della
scalata al palo della cuccagna. Nonostante il tempo,
ha partecipato tantissima gente. Auspichiamo che il
prossimo anno si possa continuare in questa maniera
e magari fare una festa ancora più bella, con la partecipazione di tutta la comunità.
4
“Guida ai Sacramenti”
Il 16 e 17 marzo di quest’anno, si è svolta a Gemona
la terza assemblea diocesana degli operatori pastorali, con il tema “Comunione e corresponsabilità”.
I delegati di tutte le parrocchie della diocesi, divisi
in trenta gruppi di lavoro, si sono soffermati a riflettere su quattro tematiche fondamentali : l’identità
ministeriale degli operatori pastorali, la situazione
dei servizi eccle siali nella nostra comunità (pregi,
limiti, carenze), la for mazione degli operatori pastorali, la corresponsabilità degli operatori nella
pastorale di comunione. Durante i lavori ci si è resi
conto che i problemi, nelle nostre foranie, sono molti e molto diversificati, ma sono emerse anche numerose proposte per cercare di risolverli; è emersa
soprattutto la necessità di educare tutti i fedeli alla
ministerialità ecclesiale, la necessità di una formazione profonda e specifica per gli operatori pastorali, la necessità di promuovere la comunione e la
collaborazione pastorale tra le parrocchie all’interno
della stessa forania. L’assemblea è proseguita con la
presentazione della lettera pastorale
dell’arcivescovo mons. Alfredo Battisti “Ti mostrerò le cose che devono accadere” - lettera per la pastorale di comunione, con una tavola rotonda sui
dati emersi dai lavori di gruppo, cui hanno partecipato anche alcuni rappresentanti di diocesi del Piemonte e della Lombardia, in cui da diversi anni si
sta facendo esperienza di “pastorale di comunione”.
A conclusione dell’assemblea è stata celebrata una
solenne S. Messa nel Duomo di Gemona.
Si auspica che il libretto si trovi in ogni casa
per essere consultato quando si presenta
l’opportunità, l’occasione per vivere nella Comunità
i momenti più significativi della vita cristiana.
Se qualcuno non lo avesse, può richiederlo. Ed ora
un commento per il Battesimo e il Matrimonio.
È indispensabile leggere attentamente l’aspetto teologico premesso ad ogni sacramento o sacramentale.
Infatti le norme pratiche vengono accolte
con la dovuta intelligenza e prontezza ,
se si comprende il
valore del dono che
Gesù ha unito ai singoli sacramenti e si
prende coscienza
della personale responsabilità. Il Battesimo, per esempio, è
il fondamento della
vita cristiana: mediante il Battesimo
veniamo radica ti,
innestati in Cristo
Gesù. A tutti è noto che l’innesto delle piante richiede tempo e cura per ottenere i frutti desiderati. Pure
Gesù ci avverte che occorre una costante pazienza
per far nostri i suoi pensieri e divenire simili a Lui
nel nostro comportamento. Una assimilazione che si
realizza non solo, ma soprattutto mediante
l’insegnamento, il buon esempio e la preghiera dei
genitori. Genitori convinti che sposarsi in chiesa ha
senso se si crede che Gesù è Dio e che per conseguenza si accetta il suo progetto di famiglia.
Questi papà e queste mamme, sensibili ai richiami
della fede, si trovano nelle migliori condizioni per
plasmare in Cristo i propri figli.
Sono essi genitori che avvertono la necessità di trovarsi tra loro, assieme al sacerdote in occasione della preparazione al matrimonio e al battesimo delle
proprie creature. È l’occasione per ascoltare e
“ruminare” la Voce del Signore, di raccontare la
proprie esperienze, le proprie difficoltà, le decisioni
precipitose e perfino i propri sbagli per un confronto
e un incoraggiamento reciproco, sorretti dalla speranza.
Questi incontri sono seguiti con passione. Se c’è un
lamento è per la loro scarsità. E anche il prete si
rammarica di non riuscire a moltiplicarli, in conseguenza dei molteplici impegni. Sa quanto sono preziosi e formativi.
Don Severino
Daniele
Un sorriso
Non costa nulla e produce molto:
arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
ma nel ricordo può essere eterno.
È un bene che non si può comprare,
né prestare, né rubare,
poiché esso ha valore solo all’istante
in cui lo si dona
e se incontrerete chi non vi dà
l’atteso sorriso,
siate generosi e dategli il vostro;
perché nessuno ha tanto bisogno di sorriso
come colui che ad altri non sa darlo.
5
!
"#
ebrei, ortodossi, protestanti vittime delle spietate
dittature. Ora comprendo meglio la sua assidua battaglia in difesa della dignità della persona umana.
Un Papa umano che non nasconde i segni della vecchiaia, delle malattie, con il cuore sempre giovane
che infonde il gusto di spendere con entusiasmo le
rimanenti forze.
Tra le testimonianze dei preti ascoltate in sala Nervi
o Paolo VI, le più appassionate e struggenti quelle di
un gesuita albanese e di un vescovo rumeno. Il loro
calvario durato decine di anni tra prigione, lavori
forzati, umiliazioni le più aberranti, il perdono agli
aguzzini, mi hanno sconvolto e fatto sentire dentro
piccolo piccolo.
Interessanti le riflessioni teologiche-ascetiche sul
sacerdozio, commovente. patetico quel darsi il reciproco perdono sotto la cupola del Bernini, solenissima la concelebrazione in S. Pietro con attimi di intensa commozione, ma dentro rimane scolpita, come
sul bronzo, la voce dolce, soffusa di tenera, lancinante sofferenza, sempre carica di esaltante speranza e addirittura di gioia. La voce di chi ha deciso di
seguire Cristo Gesù fin sul Calvario. È una voce che
ti conduce a ridimensionare il peso della tua croce e
a riappropriarti dell’entusiasmo della prima ora.
E allora, Severino, (mi dico), sì, il passo si fa incerto, la memoria a volte ti tradisce, anche il cuore a
volte sobbalza, ma vivi, sforzati di vivere la giovinezza nello spirito.
Indossando la stola avuta in dono dal Papa, prega:
“Mi accosterò all’altare di Dio; a quel Dio che rallegra la mia vita e la fortifica con il suo Sangue e il
suo Corpo”. Amen.
don Severino
Siamo rimasti soltanto in otto dei quindici sacerdoti consacrati nel duomo di
U
d
i
n
e
dall’Arcivescovo
Giuseppe Nogara il 7
luglio 1946.
In quel tempo il numero quindici era
ritenuto esiguo, esiguo davvero!
Abbiamo fatto festa
tra noi, assieme ai
compagni di seminario che intrapresero
altre strade, presso il
Santuario della Madonna Missionaria,
titolo assai appropriato per il nostro ministero.
Poi ognuno nelle proprie sedi ha rivissuto la felicità
di quella data con parenti, parrocchiani, amici, con
l’affettuosa memoria dei genitori e dei sacer doti che
ci accompagnarono negli anni di preparazione.
La mia riconoscenza innanzitutto alla Santissima
Trinità che mi ha scelto come prete e a Maria, Madre protettrice.
E ancora un cordiale grazie alle Comunità ove sono
passato, talvolta in fretta: Pozzo, Zompicchia, Jutizzo nel codroipese, Torsa, Paradiso e Latisanotta. È
confortante constatare che qualche “seme”. gettato
in tanti anni. abbia attecchito e fruttificato, sempre
convinto che l’incremento viene da Dio.
Un particolare sentimento di gratitudine ai compaesani di Ronchis, alle parrocchie di Bevazzana, Gorgo e Pertegada, ove, presentemente, presto il mio
servizio. Un fraterno ringraziamento a don Carlo,
predi!
La spontaneità e la sincerità delle espressioni nei
miei riguardi mi ha sorpreso, stupito. Un motivo in
più quindi per donarmi nel lavoro pastorale e nella
quotidiana preghiera, fatto attento anche dai simbolici doni ricevuti.
I tre giorni trascorsi a Roma con circa i 500 sacerdoti provenienti da ogni angolo della Terra, vescovi,
cardinali e con il Papa, furono la conclusione più
affascinante e sconvolgente di questo 1996, nostro,
mio 50° di Ordinazione.
Nel pomeriggio del 7 novembre, il Papa, come fratello tra fratelli, raccontò la sua “clandestina” presenza nel seminario di Cracovia a causa dei nazisti,
la sua “clandestina” consacrazione nella cappella
privata del Vescovo, a causa del dominio comunista
instaurato nella sua Polonia. All’indomani, 2 novembre 1946, la sua prima Messa per la mamma, il
fratello, il padre defunti, e per i tanti amici cattolici,
Sabato 23 novembre, i giovani delle tre nostre comunità hanno ricevuto il Sacramento della Cresima.
Il rito, celebrato nella chiesa di S. Spirito di Pertegada dal vicario mons. Marco Del Fabbro, ha visto
partecipi sia i ragazzi che hanno seguito un cammino triennale di catechesi (nelle tre parrocchie di
Bevazzana, Gorgo e Pertegada), sia adulti che, non
residenti nella nostra zona, ci hanno raggiunto per
ricevere questo importante Sacramento. Durante la
cerimonia, rappresentanti dei tre gruppi hanno letto
alla comunità la relazione preparata assieme ai propri compagni nel corso degli ultimi incontri. Hanno
presentato a grandi linee il programma svolto durante i tre anni di preparazione, ed i progetti per il
futuro che ogni gruppo vuole portare avanti, consapevole che il grande passo compiuto è l’inizio di un
cammino, che richiede di sapersi impegnare nella
vita per essere testimoni vivi del messaggio cristiano.
Marco
6
$
Già da più di dieci anni operano sul nostro
territorio i club degli alcolisti in trattamento, club
nati per la volontà di piccoli gruppi, che hanno saputo imporsi all’indifferenza di molti, a volte anche
all’avversione o allo scherno di altri.
Alle volte vorrei
avere il dono di
una parola facile,
convincente, per
poter spiegare meglio a quelli che nel
bicchiere vedono
l’unica soluzione ai
loro
problemi,
quanto falsa sia la
loro convinzione.
Vorrei potere dimostrare qual era il
mio stato d’animo
prima e quale sia al
momento attuale.
Vorrei poter descrivere loro come sia
attual mente sereno
il mio ambiente
familiare, come abbia ritrovato l’affetto dei miei
cari, l’amicizia e la stima dei miei figli.
Ripenso spesso con orrore a quella che potrebbe
essere al giorno d’oggi la mia vita, se non avessi
cambiato radicalmente il mio modo di vivere. Sarei
sicuramente un rudere, un individuo senza volontà
preda e vittima dell’alcol. Nella mia esperienza debbo dire che i migliori risultati li ho ottenuti quando
sono stato più vicino all’amico, al conoscente con
problemi di alcol. Lo so, non è facile, perché alle
volte, soprattutto in determinate condizioni, sotto
l’influenza dell’alcol, ci si sente dire: “Ma tu cosa
vuoi, cosa vieni a fare? Interessati dei fatti tuoi, non
venirmi a importunare con i tuoi consigli e le tue
prediche: io faccio quello che mi pare e piace e sto
bene così”. Oggi, nella lotta che abbiamo intrapreso
contro l’alcolismo, prima per vincere noi stessi e poi
per convincere gli altri a cambiare rotta, non siamo
più soli: in tanti ci hanno compresi, ci stanno aiutando e il nostro esempio non cade più nel deserto
dell’indifferenza. Sono felice di essere rinato assieme a mia moglie, felice di sentirmi vivo e libero
dentro.
Il mio è un messaggio di auguri alle persone che
sono nel problema, e in particolare a familiari ed
amici, affinché affrontino con fiducia la situazione,
non si vergognino e non si stanchino mai di chiedere
aiuto. La vita è un dono prezioso e per questo merita
di essere vissuta.
In questo primo scorcio dell’anno catechistico nelle
tre Comunità, notevoli sono le note positive.
Soffermiamoci brevemente sui tre aspetti portanti
della istruzione ed educazione religiosa, che ha come finalità, l’incontro con Gesù, Figlio di Dio e
nostro Salvatore.
Frequenza: rare le assenze e quasi sempre giustificate. Confortante il ritorno di qualche alunno (nelle
medie) che aveva “mollato”.
Comportamento: in genere si nota quella vivacità
che non impedisce un armonioso sviluppo delle lezioni, anche se non manca qualche caso di poca
educazione.
Apprendimento: a tale riguardo i catechisti esprimono un desiderio, cioè si aspettano un maggior interessamento da parte dei genitori per i piccoli compiti
a casa. Papà e mamma rimangono sempre i primi
educatori dei propri figli nella fede.
La domanda di iscrizione alla scuola di catechismo,
sottoscritta da parte dei genitori, si inserisce in questa precisa ottica.
Va infine ricordato il parere favorevole per i nuovi
testi di catechismo adottati nelle cinque classi elementari. Questi testi agevolano i catechisti nella
preparazione delle lezioni e rendono più facile il
coinvolgimento dei ragazzi nella parte attiva.
La collaborazione tra genitori e catechisti e il loro
costante affidamento dei figli e alunni al Signore
nella preghiera, aiuteranno questi ragazzi ad affrontare i problemi della vita con maturità e sano realismo.
don Severino
L’incontro si è svolto a Gorgo il 5 novembre ed erano presenti più di una ventina di
genitori delle tre comunità assieme ad alcuni
ragazzi. Sono state illustrate le novità introdotte
quest’anno: la scheda di iscrizione e la pagella.
Sono state inoltre affrontate alcune tematiche:
il significato e il senso del catechismo, il ruolo
della famiglia nell’educazione cristiana del ragazzo, la confessione e la comunione. È stato
un incontro molto positivo, perché numerosi
genitori sono intervenuti costruttivamente nella
discussione.
Unica nota negativa: la scarsa partecipazione
da parte dei genitori di Gorgo.
Daniele
Antonio Josiane
7
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(gennaio - 30 novembre 1996)
PERTEGADA
BEVAZZANA
BATTESIMI:
Valavason Omar di Mario e Pantanali Nerea, res.
Lignano
Zoccarato Michela di Maurizio e Licenzutti Lionella, res. Lignano
Zanon Matteo di Flavio e Dall’Ozzo Marilena, res.
Gorgo
Nordio Jimmy di Adriano e Morsanutto Michela,
res. Lignano
BATTESIMI:
Landello Giada di Andrea e Fnzziero Patrizia,
res. Lignano
Milan Annalisa di Daniele e Casasola Sandra,
res. Pertegada
Neri Davide di Maurizio e Cortello Martina,
res. Latisana Marittima
Neri Samuele di Daniele e di Lazzaretti Daniela, res. Aprilia Marittima
Afro Elisa di Sergio e Cinello Nives, res.
Lignano
Siebrecht Mitchel di Ronald e Karin Janish, res.
Olanda
Neri Sharon di Kevin e Celleghin Gherda, res.
Pertegada
Simonato Maddalena di Stefano e Zamarian
Susanna, res. Pertegada
Vatri Alessandra di Luciano e Corbatto Anna
Maria, res. Gorgo
Milan Monica di Flavio e Cossar Claudia, res.
Fiumicello
Mazzega Manuel di Stefano e Anzile Rosalba,
res. Bevazzana
Cassan Alessandro di Ivano e Scomparin Susi,
res. Latisana
Miolo Alberto di Bruno e Valvason Avia, res.
Pertegada
Ius Pierluca di Silvano e Ulian Patrizia, res.
Pertegada
Pontoriero Angela di Francesco e Polimeni
Francesca, res. Pertegada
MATRIMONI:
Zamperla Alessio e Gigante Barbara
Nordio Adriano e Morsanutto Michela
Basso Omero e Silotto Celestina
DEFUNTI:
Gobbo Giuseppe, anni 81
Bidin Elena in Morsanutto, anni 83
Morsanutto Gino, anni 83
GORGO
BATTESIMI:
Rui Alain di Leonardo e Olivo Loredana, res. Pertegada
Cinello Tiziana di Luciano e Olivo Ornella, res.
Pertegada
Vignotto Greta di Lucio e Casasola Claudia, res.
Portogruaro
Pozzatello Lorenzo di Fabrizio e Ambatta Lucina,
res. Lignano
Bianchin Luca di Mauro e Castellano Eleonora, res.
Pertegada
Cella Valentina di Luca e Viotto Maria, res. Pertegada
Tollon Sara di Lorenzo e Brugnolo Antonia, res.
Pertegada
Muraro Valentina di Andrea e Zanon Micaela, res.
Gorgo
DEFUNTI:
Galetto Giovanni, anni 74
Mauro Gino, anni 69
Morsanutto Claudio, anni 48
Buffon Aldo, anni 67
Mauro Malvina, ved. Buffon, anni 80
Plozzer Lidia in Valvason, anni 59
Zaccolo Santina in Cortello, anni 77
Quiambao C. Randy, 2 gg.
Buffon Ettore, anni 94
Valvason Elio, anni 83
Cadamuro Luigia. anni 85
Dall’Ozzo Maria, ved. Cinello, anni 78
Rossi Maria, ved. Tamos, anni 82
Piccotto Giovanni, anni 71
Ius Elio, anni 92
Gardiman Olga, ved. Rossi, anni 88
Ceretti Benito, anni 59
MATRIMONI:
Candussi Mauro e Saccon Flavia
Pozzatello Fabrizio e Ambotta Lucina
Chiaranda Francesco e Businaro Sonia
MATRIMONI:
Gasparotto Endi e Longo Luana
Collovati Claudio e Olivo Claudia
Braida Riccardo e Birolo Michela
Fanotto Fulvio e Versolatto Sonia
Stefanel Roberto e Neri Emanuela
Pizzale Dino e Calligher Manuela
Manente Cristian e Duranti Simonetta
Filippi Marco e Paschetto Tiziana
Valvason Massimo e Moro Silvia
Geromin Fabio e Longo Cinzia
Celleghin Luigino e Muraro Alessandra
DEFUNTI:
Rizzetto Luigia, ved. Bivi, anni 87
Zanon Elda, ved. Bin, anni 80
Menegotto Mario, anni 47
Comisso Lina, ved. Buffon, anni 91
Vatri Luigia, ved. Moratto, anni 85
Pradissitto Anedi, anni 64
Camillato Regina, ved. Casasola, anni 83
Vatri Mario, anni 58
Boscatto Erminia, ved. Codotto, anni 91
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