Bevazzana Ho visto una donna che piangeva sconsolata: era incinta! Ho visto una donna contenta: era incinta! Ho visto una donna che era molto preoccupata: era incinta! Ho visto una donna amareggiata, che piangeva: era incinta! Ho visto una donna in silenzio che ascoltava e rifletteva: era incinta! Quanti sentimenti e reazioni provoca la nascita di una vita. Anche la nascita del Cristo ha provocato varie reazioni: mistero in Maria, titubanza e fede in Giuseppe, tenerezza nei pastori, curiosità nei Magi, odio in Erode. Storia di ieri, storia di oggi! L’incarnazione del Cristo anche ora crea varie reazioni nell’uomo d’oggi, nella realtà d’oggi, nella nostra società. Di fronte al Natale troviamo: indifferenza, contrarietà, tradizione, rapporto magico, nascita di una divinità, scoperta di un amuleto, nascita di un Salvatore, Dio incarnato per l’uomo. “Ti ammiro o Dio Gesù perché all’uomo e per l’uomo hai dato la vita, ma contemporaneamente lo hai lasciato libero, libero di scegliere, libero di rifiutare, libero addirittura di autodistruggersi”. L’incarnazione è un gesto libero e cosciente da parte di Dio Padre che ha come finalità il dono del suo unico Figlio Gesù Cristo. Questa nascita è stato lo spartiacque della storia, della natura e dell’uomo; Cristo con la sua presenza incarnata ha iniziato una storia nuova dando senso nuovo al “prima” e caricando di speranza il “poi”. Il Cristo non ha annullato e neppure di- Gorgo Pertegada sprezzato quanto è stato prima di Lui. Allora Natale vuol dire che dal caos primordiale prima dell’ordine creativo, all’Adamo ed Eva, fino alla parusìa, ritorno di Cristo Gesù è il centro e significato della storia della natura e dell’uomo. L’augurio di Natale allora è che ognuno possa trovare nel Cristo il significato della propria vita Carlo predi 1 Mi è stato chiesto di scrivere alcune righe sul Natale… il Natale di una ragazza… 17 anni e puntualmente ogni dicembre è l’ora degli auguri di rito; tante parole campate in aria che durano pochi giorni… tutti, in quel bagliore spazio-tempo si fanno più buoni... e poi??? È questo il Natale? Per me Natale è ogni sacrosanto giorno in cui ti svegli e ti senti vivo in un mondo dove spesso incombe la morte, dove ti senti in pace quando fuori ancora rimbombano i colpi di fucile dei cecchini e un bimbo muore prima di sapersi vivo, dove sei amato e sai dare amore… Questo è Natale! Alleviare il calvario di un malato con una telefonata, ascoltare un ragazzo che ha bisogno di essere ascoltato, dallo studioso allo sbandato, dal ragazzo di chiesa al tossicodipendente e trasmettergli amore, non disprezzo perché tutti abbiamo bisogno di amore in egual modo… o no? Natale è Amore. Questo è il mio augurio. BUON NATALE! Elena Ed ecco le tappe di preparazione che il Papa propone ai Cristiani: 1 - Il primo anno sarà dedicato alla riflessione su Gesù Cristo, unico Salvatore dei mondo ieri, oggi, e sempre. La comunità cristiana dovrà mirare alla riscoperta di Cristo Salvatore ed evangalizzatore. Per questo si chiede loro di ritornare con rinnovato interesse alla Bibbia, sia per mezzo della liturgia, sia mediante la pia lettura. Il battesimo sarà da riscoprire per ciò che significa nella vita dei credenti anche sotto il profilo ecumenico. 2 - Il 1998 è dedicato in modo particolare allo Spirito Santo e alla sua presenza santificatrice. Quindi tra gli impegni primari della preparazione rientra la riscoperta della presenza e dell’azione dello Spirito che agisce nella chiesa sacramentalmente soprattutto mediante la confermazione. In quest’anno i cristiani sono chiamati a riscoprire la virtù della speranza, non perdendo di vista la meta finale che dà senso e valore alla loro esistenza per trasformare la realtà secondo il progetto di Dio. 3 - Il 1999 avrà la funzione di dilatare gli orizzonti del credente. L’ultimo anno di preparazione dovrà avere il senso del cammino verso il Padre e spingere i cristiani a un’autentica conversione che comprende sia un aspetto negativo di liberazione dal peccato, sia un aspetto positivo di scelta del bene. In questo contesto è importante la riscoperta e la celebrazione del sacramento della Penitenza. L’impegno concreto della conversione: i cristiani dovranno farsi voce di tutti i poveri del mondo, pensando così ad una riduzione se non ad un condono del debito internazionale che pesa sul destino di molte nazioni. Carlo predi Un triennio centrato sulla Trinità - Il Giubileo, ricorda il Papa, è sempre un tempo di particolare grazia, un “giorno” benedetto dal Signore. - E prosegue: “il Giubileo dell’anno 2000 vuoi essere una grande preghiera di lode e ingraziamento, soprattutto per il dono dell’Incarnazione del Figlio di Dio e della sua redenzione. - Di conseguenza: nell’anno giubilare i cristiani si porranno con rinnovato stupore di fede di fronte all’amore dei Padre, che ha dato il suo Figlio”. 2 Gorgo L’attuale Consiglio economico parrocchiale, costituito in ottobre ‘95 e composto da cinque persone, oltre ai due sacerdoti, si è riunito nel corso di quest’anno per due volte: il 6 febbraio e il 15 maggio. Durante le riunioni si sono affrontati argomenti riguardanti la situazione dei beni materiali (immobili) di proprietà della parrocchia e la situazione economica della comunità. Per quanto riguarda i beni immobili si è verificata la necessità di effettuare i seguenti lavori: - consolidamento della cella campanaria; - sistemazione della copertura del tetto della chiesa; - rifacimento dell’impianto elettrico della canonica (già compiuto); - altri lavori in canonica riguardanti umidità e pioggia; - rifacimento della parte bassa del tetto da parte del Gruppo A.N.A. di Gorgo. Al piano superiore della canonica è stato ricavato un appartamento, che è stato dato in comodato a una giovane coppia del paese. La situazione economica in data 30 novembre è questa: sul conto corrente in attivo L. 4.632.920: però sono in sospeso fatture per circa L. 3.500.000, compreso il motore della campana grande. Prestiti “graziosi” da restituirsi per i lavori della chiesa e dell’organo L. 24.900.000. Nel 1995 si sono raccolte n. 209 buste (l’anno antecedente n. 230) per un totale di L. 13.439.000. Il resto dei festeggiamenti di settembre ammonta a L. 2.396.000. Enrico Secondo il codice di Diritto Canonico e le costituzioni sinodali, il consiglio pastorale parrocchiale è strumento di comunione e collaborazione ecclesiale. Esso è l’organismo ordinario di programmazione e coordinamento di tutta l’azione pastorale della parrocchia, in ordine all’evangelizzazione, alla santificazione ed alla carità della comunità e dei singoli battezzati. I suoi compiti principali sono: elaborare il programma pastorale annuale della parrocchia in attuazione del piano generale della diocesi e del programma della forania, tenendo conto delle esigenze, delle necessità locali, ed inoltre stimolare la partecipazione di tutti i battezzati per la soluzione dei problemi della comunità. Dal 1994, i consigli pastorali delle tre comunità si riuniscono insieme per un migliore coordinamento delle varie attività. Ci si riunisce trequattro volte l’anno (Avvento, Quaresima e in occasioni particolari, come l’inizio dell’anno catechistico). Nelle ultime riunioni gli argomenti trattati hanno riguardato la programmazione degli incontri dell’Avvento, il catechismo (iscrizione, pagelle, incontri con i genitori), la scuola foraniale di teologia, i sacramenti (il libretto verde; la cresima; la celebrazione unica della prima confessione delle tre comunità, a rotazione annuale per paese), il bollettino informativo interparrocchiale. Daniele Pertegada Tutti possono consultare il resoconto annuale che viene appeso, a fine marzo, alla bacheca in chiesa. Tuttora sono esposti i resoconti degli ultimi tre anni. Al 30 novembre c.a. la situazione economica della parrocchia registra le seguenti voci: 1) prestiti “graziosi”, da restituire ai privati, per una somma di L. 97.300.000; 2) in banca sono depositate L. 44.177.810; 3) il deficit quindi è di L. 53.122.190; 4) per il 1995, come quartese, sono state riconsegnate n. 214 buste, su 550 spedite, con L. 20.000.000 in entrata. Lavori in preventivo: - l’impianto voce in chiesa, che risulta scadente. Ci sono infatti giustificate lamentele da parte di molte persone impossibilitate a seguire le funzioni. Per questo lavoro la spesa si aggira sui venti milioni. - Ristrutturazione dei banchi della chiesa, aggiungendo un piano per collocare libri e fogli. Bevazzana Sul conto bancario, in data 30 novembre c.a., risultano depositate L. 27.952.384. L’utile dei festeggiamenti è stato di L. 9.525.506, corrispondente al 24% sulle entrate lorde. Tenere presente che ci sono anche rimanenze per L. 950.000. Con la somma disponibile si ritiene di dare attuazione al progetto, già approvato, per ricavare un appartamento nella canonica e per compiere i lavori nell’asilo e nell’edificio retrostante la stessa canonica. 3 Anche quest’anno un cospicuo numero di ragazzi della nostra zona ha partecipato ai campi scuola estivi, organizzati dalla forania di Palmanova, passando una piacevole ed impegnativa settimana a Pierabech, località di Forni Avoltri. Il tema proposto che ha visto impegnati i ragazzi è stato quello della convivenza nell’arca di Noè, famoso episodio biblico, interpretato in chiave moderna. I ragazzi hanno perciò reso protagonisti tutti gli animali dell’arca, evidenziando i loro pensieri e i loro dialoghi, che hanno permesso di analizzare i vari momenti di convivenza, che vanno da quelli negativi di conflit tualità, a quelli positivi di serenità, armonia ed aiuto reciproco, per confrontarli con la propria vita e quindi con i rapporti che ognuno di noi ha con le altre persone e con Dio. Anche quest’anno, come ormai di consuetudine, si è celebrata nella terza domenica di settembre la festa della Madonna Addolorata. Quest’anno la S. Messa è stata celebrata da don Severino Casasola in ricordo del suo cinquantesimo anno di sacerdozio. Durante la S. Messa sono intervenuti anche i crociferi delle comunità di Bevazzana, Gorgo e Pertegada. Nel pomeriggio c’è stata la processione, accompagnata dalla banda di Lignano Sabbiadoro. Anche quest’anno è stato allestito un capannone e si è tenuta la pesca di beneficienza. La novità di quest’anno sono stati i fuochi d’artificio tenuti nel campo sportivo dietro la chiesa di S. Giuseppe. Ma la festa va ben oltre tutto quello menzionato qui sopra, è un momento di ritrovo della comunità, dove ognuno, dagli anziani ai bambini, collabora, nei propri limiti, per il bene della comunità stessa, ed è forse questo il risultato migliore che si possa auspicare. Elena Marco ! Anche quest’anno, durante i primi quindici giorni di agosto, Pertegada ha festeggiato S. Antonio. Due sono gli aspetti di questa festa. Il primo è quello religioso: la prima domenica del mese, al mattino, durante la S. Messa, celebrata in modo solenne e accompa gnata dal Coro, si ricorda l’esempio di vita del Santo, illuminata da Gesù Cristo e dedicata al prossimo. Nel pomeriggio l’immagine del Santo viene portata a spalle dal gruppo dei giovani della “classe” (quest’anno toccava a quelli nati nel 1978) dalla piazza attraverso la via principale del paese: come sempre una processione di persone seguiva, orante e devota, l’itinerario (come a dire che: Antonio ha seguito il Signore e perciò è diventato Santo; noi desideriamo seguirlo nel suo cammino). Poi c’è l’aspetto folcloristico-paesano. Ci sono i chioschi, dove famiglie, parenti, amici, turisti italiani e stranieri, passanti occasionali o di proposito, di Pertegada e non, si incontrano per gustare le specialità che sono superbamente preparate da persone di buona volontà (ma anche di ottima esperienza!): carni di vario tipo alla griglia (la costa va a ruba), calamari, crostacei, pesce, polenta, verdure, formaggi... il tutto annaffiato con abbondantissimo vino della nostra terra e, per i più moderni: birra spumeggiante o litri di coca-cola... (ma non tutto finisce qui!). Proseguendo: come ogni anno c’è la pesca di beneficienza, il gioco della tombola organizzato dal Coro, il chioschetto dell’A.V.I.S. (si dice che il vino, in quantità moderata, fa buon sangue!), la salita sia al palo della cuccagna per i giovani della “classe”, sia a quello per i “vecchi” (cioè a chi ha superato da poco i vent’anni...), infine c’è il frequentatissimo ballo in piazza. Insomma, anche quest’anno si può proprio dire che la festa sia riuscita: fra il lavoro dei campi e del turismo, nel mezzo dell’estate, le persone si sono ritrovate insieme per pregare, parlarsi, gioire, divertirsi; un’oc casione, anche, per invitare i familiari che abitano in luoghi lontani e che, data la distanza, si vedono raramente. Grazie e... bravi!... a tutti coloro che hanno partecipato per la riuscita della festa. Carlo predi La prima domenica di settembre, come ogni anno, la comunità di Gorgo si ritrova per festeggiare Maria, aiuto dei cristiani. Quest’anno, dopo la S. Messa del mattino - celebrata da don Severino per il suo cinquantesimo di sacerdozio - e la processione del pomeriggio, che si è svolta normalmente nonostante l’imminente minaccia di pioggia, tutto il paese si è ritrovato, la sera, per la cena comunitaria, nel capannone allestito presso il cortile della canonica. Dopo alcuni anni, in cui la festa era limitata al programma religioso, è ritornato questo momento di festa paesana, grazie all’iniziativa di un gruppo di parrocchiani, all’operosa collaborazione del gruppo alpini ed alla partecipazione dei giovani della classe ‘78 che hanno portato l’immagine della Madonna durante la processione e in serata sono stati protagoni sti della scalata al palo della cuccagna. Nonostante il tempo, ha partecipato tantissima gente. Auspichiamo che il prossimo anno si possa continuare in questa maniera e magari fare una festa ancora più bella, con la partecipazione di tutta la comunità. 4 “Guida ai Sacramenti” Il 16 e 17 marzo di quest’anno, si è svolta a Gemona la terza assemblea diocesana degli operatori pastorali, con il tema “Comunione e corresponsabilità”. I delegati di tutte le parrocchie della diocesi, divisi in trenta gruppi di lavoro, si sono soffermati a riflettere su quattro tematiche fondamentali : l’identità ministeriale degli operatori pastorali, la situazione dei servizi eccle siali nella nostra comunità (pregi, limiti, carenze), la for mazione degli operatori pastorali, la corresponsabilità degli operatori nella pastorale di comunione. Durante i lavori ci si è resi conto che i problemi, nelle nostre foranie, sono molti e molto diversificati, ma sono emerse anche numerose proposte per cercare di risolverli; è emersa soprattutto la necessità di educare tutti i fedeli alla ministerialità ecclesiale, la necessità di una formazione profonda e specifica per gli operatori pastorali, la necessità di promuovere la comunione e la collaborazione pastorale tra le parrocchie all’interno della stessa forania. L’assemblea è proseguita con la presentazione della lettera pastorale dell’arcivescovo mons. Alfredo Battisti “Ti mostrerò le cose che devono accadere” - lettera per la pastorale di comunione, con una tavola rotonda sui dati emersi dai lavori di gruppo, cui hanno partecipato anche alcuni rappresentanti di diocesi del Piemonte e della Lombardia, in cui da diversi anni si sta facendo esperienza di “pastorale di comunione”. A conclusione dell’assemblea è stata celebrata una solenne S. Messa nel Duomo di Gemona. Si auspica che il libretto si trovi in ogni casa per essere consultato quando si presenta l’opportunità, l’occasione per vivere nella Comunità i momenti più significativi della vita cristiana. Se qualcuno non lo avesse, può richiederlo. Ed ora un commento per il Battesimo e il Matrimonio. È indispensabile leggere attentamente l’aspetto teologico premesso ad ogni sacramento o sacramentale. Infatti le norme pratiche vengono accolte con la dovuta intelligenza e prontezza , se si comprende il valore del dono che Gesù ha unito ai singoli sacramenti e si prende coscienza della personale responsabilità. Il Battesimo, per esempio, è il fondamento della vita cristiana: mediante il Battesimo veniamo radica ti, innestati in Cristo Gesù. A tutti è noto che l’innesto delle piante richiede tempo e cura per ottenere i frutti desiderati. Pure Gesù ci avverte che occorre una costante pazienza per far nostri i suoi pensieri e divenire simili a Lui nel nostro comportamento. Una assimilazione che si realizza non solo, ma soprattutto mediante l’insegnamento, il buon esempio e la preghiera dei genitori. Genitori convinti che sposarsi in chiesa ha senso se si crede che Gesù è Dio e che per conseguenza si accetta il suo progetto di famiglia. Questi papà e queste mamme, sensibili ai richiami della fede, si trovano nelle migliori condizioni per plasmare in Cristo i propri figli. Sono essi genitori che avvertono la necessità di trovarsi tra loro, assieme al sacerdote in occasione della preparazione al matrimonio e al battesimo delle proprie creature. È l’occasione per ascoltare e “ruminare” la Voce del Signore, di raccontare la proprie esperienze, le proprie difficoltà, le decisioni precipitose e perfino i propri sbagli per un confronto e un incoraggiamento reciproco, sorretti dalla speranza. Questi incontri sono seguiti con passione. Se c’è un lamento è per la loro scarsità. E anche il prete si rammarica di non riuscire a moltiplicarli, in conseguenza dei molteplici impegni. Sa quanto sono preziosi e formativi. Don Severino Daniele Un sorriso Non costa nulla e produce molto: arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno. È un bene che non si può comprare, né prestare, né rubare, poiché esso ha valore solo all’istante in cui lo si dona e se incontrerete chi non vi dà l’atteso sorriso, siate generosi e dategli il vostro; perché nessuno ha tanto bisogno di sorriso come colui che ad altri non sa darlo. 5 ! "# ebrei, ortodossi, protestanti vittime delle spietate dittature. Ora comprendo meglio la sua assidua battaglia in difesa della dignità della persona umana. Un Papa umano che non nasconde i segni della vecchiaia, delle malattie, con il cuore sempre giovane che infonde il gusto di spendere con entusiasmo le rimanenti forze. Tra le testimonianze dei preti ascoltate in sala Nervi o Paolo VI, le più appassionate e struggenti quelle di un gesuita albanese e di un vescovo rumeno. Il loro calvario durato decine di anni tra prigione, lavori forzati, umiliazioni le più aberranti, il perdono agli aguzzini, mi hanno sconvolto e fatto sentire dentro piccolo piccolo. Interessanti le riflessioni teologiche-ascetiche sul sacerdozio, commovente. patetico quel darsi il reciproco perdono sotto la cupola del Bernini, solenissima la concelebrazione in S. Pietro con attimi di intensa commozione, ma dentro rimane scolpita, come sul bronzo, la voce dolce, soffusa di tenera, lancinante sofferenza, sempre carica di esaltante speranza e addirittura di gioia. La voce di chi ha deciso di seguire Cristo Gesù fin sul Calvario. È una voce che ti conduce a ridimensionare il peso della tua croce e a riappropriarti dell’entusiasmo della prima ora. E allora, Severino, (mi dico), sì, il passo si fa incerto, la memoria a volte ti tradisce, anche il cuore a volte sobbalza, ma vivi, sforzati di vivere la giovinezza nello spirito. Indossando la stola avuta in dono dal Papa, prega: “Mi accosterò all’altare di Dio; a quel Dio che rallegra la mia vita e la fortifica con il suo Sangue e il suo Corpo”. Amen. don Severino Siamo rimasti soltanto in otto dei quindici sacerdoti consacrati nel duomo di U d i n e dall’Arcivescovo Giuseppe Nogara il 7 luglio 1946. In quel tempo il numero quindici era ritenuto esiguo, esiguo davvero! Abbiamo fatto festa tra noi, assieme ai compagni di seminario che intrapresero altre strade, presso il Santuario della Madonna Missionaria, titolo assai appropriato per il nostro ministero. Poi ognuno nelle proprie sedi ha rivissuto la felicità di quella data con parenti, parrocchiani, amici, con l’affettuosa memoria dei genitori e dei sacer doti che ci accompagnarono negli anni di preparazione. La mia riconoscenza innanzitutto alla Santissima Trinità che mi ha scelto come prete e a Maria, Madre protettrice. E ancora un cordiale grazie alle Comunità ove sono passato, talvolta in fretta: Pozzo, Zompicchia, Jutizzo nel codroipese, Torsa, Paradiso e Latisanotta. È confortante constatare che qualche “seme”. gettato in tanti anni. abbia attecchito e fruttificato, sempre convinto che l’incremento viene da Dio. Un particolare sentimento di gratitudine ai compaesani di Ronchis, alle parrocchie di Bevazzana, Gorgo e Pertegada, ove, presentemente, presto il mio servizio. Un fraterno ringraziamento a don Carlo, predi! La spontaneità e la sincerità delle espressioni nei miei riguardi mi ha sorpreso, stupito. Un motivo in più quindi per donarmi nel lavoro pastorale e nella quotidiana preghiera, fatto attento anche dai simbolici doni ricevuti. I tre giorni trascorsi a Roma con circa i 500 sacerdoti provenienti da ogni angolo della Terra, vescovi, cardinali e con il Papa, furono la conclusione più affascinante e sconvolgente di questo 1996, nostro, mio 50° di Ordinazione. Nel pomeriggio del 7 novembre, il Papa, come fratello tra fratelli, raccontò la sua “clandestina” presenza nel seminario di Cracovia a causa dei nazisti, la sua “clandestina” consacrazione nella cappella privata del Vescovo, a causa del dominio comunista instaurato nella sua Polonia. All’indomani, 2 novembre 1946, la sua prima Messa per la mamma, il fratello, il padre defunti, e per i tanti amici cattolici, Sabato 23 novembre, i giovani delle tre nostre comunità hanno ricevuto il Sacramento della Cresima. Il rito, celebrato nella chiesa di S. Spirito di Pertegada dal vicario mons. Marco Del Fabbro, ha visto partecipi sia i ragazzi che hanno seguito un cammino triennale di catechesi (nelle tre parrocchie di Bevazzana, Gorgo e Pertegada), sia adulti che, non residenti nella nostra zona, ci hanno raggiunto per ricevere questo importante Sacramento. Durante la cerimonia, rappresentanti dei tre gruppi hanno letto alla comunità la relazione preparata assieme ai propri compagni nel corso degli ultimi incontri. Hanno presentato a grandi linee il programma svolto durante i tre anni di preparazione, ed i progetti per il futuro che ogni gruppo vuole portare avanti, consapevole che il grande passo compiuto è l’inizio di un cammino, che richiede di sapersi impegnare nella vita per essere testimoni vivi del messaggio cristiano. Marco 6 $ Già da più di dieci anni operano sul nostro territorio i club degli alcolisti in trattamento, club nati per la volontà di piccoli gruppi, che hanno saputo imporsi all’indifferenza di molti, a volte anche all’avversione o allo scherno di altri. Alle volte vorrei avere il dono di una parola facile, convincente, per poter spiegare meglio a quelli che nel bicchiere vedono l’unica soluzione ai loro problemi, quanto falsa sia la loro convinzione. Vorrei potere dimostrare qual era il mio stato d’animo prima e quale sia al momento attuale. Vorrei poter descrivere loro come sia attual mente sereno il mio ambiente familiare, come abbia ritrovato l’affetto dei miei cari, l’amicizia e la stima dei miei figli. Ripenso spesso con orrore a quella che potrebbe essere al giorno d’oggi la mia vita, se non avessi cambiato radicalmente il mio modo di vivere. Sarei sicuramente un rudere, un individuo senza volontà preda e vittima dell’alcol. Nella mia esperienza debbo dire che i migliori risultati li ho ottenuti quando sono stato più vicino all’amico, al conoscente con problemi di alcol. Lo so, non è facile, perché alle volte, soprattutto in determinate condizioni, sotto l’influenza dell’alcol, ci si sente dire: “Ma tu cosa vuoi, cosa vieni a fare? Interessati dei fatti tuoi, non venirmi a importunare con i tuoi consigli e le tue prediche: io faccio quello che mi pare e piace e sto bene così”. Oggi, nella lotta che abbiamo intrapreso contro l’alcolismo, prima per vincere noi stessi e poi per convincere gli altri a cambiare rotta, non siamo più soli: in tanti ci hanno compresi, ci stanno aiutando e il nostro esempio non cade più nel deserto dell’indifferenza. Sono felice di essere rinato assieme a mia moglie, felice di sentirmi vivo e libero dentro. Il mio è un messaggio di auguri alle persone che sono nel problema, e in particolare a familiari ed amici, affinché affrontino con fiducia la situazione, non si vergognino e non si stanchino mai di chiedere aiuto. La vita è un dono prezioso e per questo merita di essere vissuta. In questo primo scorcio dell’anno catechistico nelle tre Comunità, notevoli sono le note positive. Soffermiamoci brevemente sui tre aspetti portanti della istruzione ed educazione religiosa, che ha come finalità, l’incontro con Gesù, Figlio di Dio e nostro Salvatore. Frequenza: rare le assenze e quasi sempre giustificate. Confortante il ritorno di qualche alunno (nelle medie) che aveva “mollato”. Comportamento: in genere si nota quella vivacità che non impedisce un armonioso sviluppo delle lezioni, anche se non manca qualche caso di poca educazione. Apprendimento: a tale riguardo i catechisti esprimono un desiderio, cioè si aspettano un maggior interessamento da parte dei genitori per i piccoli compiti a casa. Papà e mamma rimangono sempre i primi educatori dei propri figli nella fede. La domanda di iscrizione alla scuola di catechismo, sottoscritta da parte dei genitori, si inserisce in questa precisa ottica. Va infine ricordato il parere favorevole per i nuovi testi di catechismo adottati nelle cinque classi elementari. Questi testi agevolano i catechisti nella preparazione delle lezioni e rendono più facile il coinvolgimento dei ragazzi nella parte attiva. La collaborazione tra genitori e catechisti e il loro costante affidamento dei figli e alunni al Signore nella preghiera, aiuteranno questi ragazzi ad affrontare i problemi della vita con maturità e sano realismo. don Severino L’incontro si è svolto a Gorgo il 5 novembre ed erano presenti più di una ventina di genitori delle tre comunità assieme ad alcuni ragazzi. Sono state illustrate le novità introdotte quest’anno: la scheda di iscrizione e la pagella. Sono state inoltre affrontate alcune tematiche: il significato e il senso del catechismo, il ruolo della famiglia nell’educazione cristiana del ragazzo, la confessione e la comunione. È stato un incontro molto positivo, perché numerosi genitori sono intervenuti costruttivamente nella discussione. Unica nota negativa: la scarsa partecipazione da parte dei genitori di Gorgo. Daniele Antonio Josiane 7 % & ! %%' ( & (gennaio - 30 novembre 1996) PERTEGADA BEVAZZANA BATTESIMI: Valavason Omar di Mario e Pantanali Nerea, res. Lignano Zoccarato Michela di Maurizio e Licenzutti Lionella, res. Lignano Zanon Matteo di Flavio e Dall’Ozzo Marilena, res. Gorgo Nordio Jimmy di Adriano e Morsanutto Michela, res. Lignano BATTESIMI: Landello Giada di Andrea e Fnzziero Patrizia, res. Lignano Milan Annalisa di Daniele e Casasola Sandra, res. Pertegada Neri Davide di Maurizio e Cortello Martina, res. Latisana Marittima Neri Samuele di Daniele e di Lazzaretti Daniela, res. Aprilia Marittima Afro Elisa di Sergio e Cinello Nives, res. Lignano Siebrecht Mitchel di Ronald e Karin Janish, res. Olanda Neri Sharon di Kevin e Celleghin Gherda, res. Pertegada Simonato Maddalena di Stefano e Zamarian Susanna, res. Pertegada Vatri Alessandra di Luciano e Corbatto Anna Maria, res. Gorgo Milan Monica di Flavio e Cossar Claudia, res. Fiumicello Mazzega Manuel di Stefano e Anzile Rosalba, res. Bevazzana Cassan Alessandro di Ivano e Scomparin Susi, res. Latisana Miolo Alberto di Bruno e Valvason Avia, res. Pertegada Ius Pierluca di Silvano e Ulian Patrizia, res. Pertegada Pontoriero Angela di Francesco e Polimeni Francesca, res. Pertegada MATRIMONI: Zamperla Alessio e Gigante Barbara Nordio Adriano e Morsanutto Michela Basso Omero e Silotto Celestina DEFUNTI: Gobbo Giuseppe, anni 81 Bidin Elena in Morsanutto, anni 83 Morsanutto Gino, anni 83 GORGO BATTESIMI: Rui Alain di Leonardo e Olivo Loredana, res. Pertegada Cinello Tiziana di Luciano e Olivo Ornella, res. Pertegada Vignotto Greta di Lucio e Casasola Claudia, res. Portogruaro Pozzatello Lorenzo di Fabrizio e Ambatta Lucina, res. Lignano Bianchin Luca di Mauro e Castellano Eleonora, res. Pertegada Cella Valentina di Luca e Viotto Maria, res. Pertegada Tollon Sara di Lorenzo e Brugnolo Antonia, res. Pertegada Muraro Valentina di Andrea e Zanon Micaela, res. Gorgo DEFUNTI: Galetto Giovanni, anni 74 Mauro Gino, anni 69 Morsanutto Claudio, anni 48 Buffon Aldo, anni 67 Mauro Malvina, ved. Buffon, anni 80 Plozzer Lidia in Valvason, anni 59 Zaccolo Santina in Cortello, anni 77 Quiambao C. Randy, 2 gg. Buffon Ettore, anni 94 Valvason Elio, anni 83 Cadamuro Luigia. anni 85 Dall’Ozzo Maria, ved. Cinello, anni 78 Rossi Maria, ved. Tamos, anni 82 Piccotto Giovanni, anni 71 Ius Elio, anni 92 Gardiman Olga, ved. Rossi, anni 88 Ceretti Benito, anni 59 MATRIMONI: Candussi Mauro e Saccon Flavia Pozzatello Fabrizio e Ambotta Lucina Chiaranda Francesco e Businaro Sonia MATRIMONI: Gasparotto Endi e Longo Luana Collovati Claudio e Olivo Claudia Braida Riccardo e Birolo Michela Fanotto Fulvio e Versolatto Sonia Stefanel Roberto e Neri Emanuela Pizzale Dino e Calligher Manuela Manente Cristian e Duranti Simonetta Filippi Marco e Paschetto Tiziana Valvason Massimo e Moro Silvia Geromin Fabio e Longo Cinzia Celleghin Luigino e Muraro Alessandra DEFUNTI: Rizzetto Luigia, ved. Bivi, anni 87 Zanon Elda, ved. Bin, anni 80 Menegotto Mario, anni 47 Comisso Lina, ved. Buffon, anni 91 Vatri Luigia, ved. Moratto, anni 85 Pradissitto Anedi, anni 64 Camillato Regina, ved. Casasola, anni 83 Vatri Mario, anni 58 Boscatto Erminia, ved. Codotto, anni 91 8